<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Interrati e impermeabilizzazioni &#8211; Renzo-ArtHome</title>
	<atom:link href="https://www.renzo-arthome.com/category/interrati-e-impermeabilizzazioni/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.renzo-arthome.com</link>
	<description>Renzo-ArtHome è lo specialista dell umidità di risalita. Interviene su problemi di deumidificazione e impermeabilizzazione.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 20 Oct 2026 09:20:12 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.3</generator>

<image>
	<url>https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2021/01/logo-renzo-arthome.jpg</url>
	<title>Interrati e impermeabilizzazioni &#8211; Renzo-ArtHome</title>
	<link>https://www.renzo-arthome.com</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</title>
		<link>https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/</link>
					<comments>https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[renzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Oct 2026 19:48:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Casi Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Interrati e impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[coperture]]></category>
		<category><![CDATA[impermeabilizzazioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.renzo-arthome.com/?p=5296</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un grande manto in TPO con tre tipi di difetti: punti dei sormonti non saldati, buchi lasciati da attrezzi caduti, buchi chiusi con il silicone che non aveva tenuto. La riparazione a freddo con la guaina liquida armata, strato per strato, e che cosa chiedo a chi sale sul tetto dopo.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style='font-size:19px;color:#5a6577'><em>Mi hanno chiesto di chiudere i buchi di un grande manto in TPO, già trovati da chi aveva condotto le indagini sulla copertura. Da dove venivano quei buchi, e come si chiudono senza fare altri danni a un manto che non è più nuovo?</em></p>
<div id="rahTOC" style="border:1px solid #e2e5ea;border-radius:6px;padding:20px 24px;margin:0 0 32px;background:#fafbfc">
<p style="margin:0 0 10px;font-weight:600;color:#1a2233;font-size:16px">Indice</p>
<ol style="margin:0;padding-left:20px;line-height:1.6">
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#una-richiesta-di-riparazione" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Una richiesta di riparazione</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#che-cosa-avevo-sotto-i-piedi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Che cosa avevo sotto i piedi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-silicone-che-non-aveva-tenuto" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il silicone che non aveva tenuto</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-saldature-dove-serve-diplomazia" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le saldature, dove serve diplomazia</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#i-buchi-lasciati-dagli-attrezzi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">I buchi lasciati dagli attrezzi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-riparazione-con-la-guaina-liquida-armata" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La riparazione con la guaina liquida armata</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#chi-sale-dopo" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Chi sale dopo</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-conclusione" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In conclusione</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-sintesi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In sintesi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#domande-frequenti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Domande frequenti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#fonti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Fonti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lautore" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;autore</a></li>
</ol>
</div>
<h2 id="una-richiesta-di-riparazione">Una richiesta di riparazione</h2>
<p>Tutto è partito da una richiesta di riparazione: chiudere i buchi di un manto in TPO, su una grande copertura piana. Quando sono salito sul tetto, la ricerca dei difetti l&#8217;aveva già fatta chi aveva condotto le indagini sulla copertura. I punti da sistemare erano segnati sul manto con un riquadro a pennarello, come si vede nelle fotografie 3 e 4.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1600" height="689" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-copertura-tpo-vista-generale.jpg" alt="La copertura piana con il manto in TPO, i teli affiancati, gli impianti e le cupole dei lucernari" class="wp-image-5289" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-copertura-tpo-vista-generale.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-copertura-tpo-vista-generale-300x129.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-copertura-tpo-vista-generale-1024x441.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-copertura-tpo-vista-generale-768x331.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-copertura-tpo-vista-generale-1536x661.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 1. La copertura in TPO: i teli posati uno accanto all&#8217;altro, con le giunzioni parallele, e sopra gli impianti e le cupole dei lucernari.</figcaption></figure>
<p>I problemi riscontrati erano di tre tipi. C&#8217;erano punti dei sormonti non saldati correttamente. Il sormonto è la fascia dove un telo si sovrappone a quello accanto, e dove i due teli vengono saldati fra loro. C&#8217;erano poi buchi lasciati da colpi, da attrezzatura contundente caduta sul manto. E c&#8217;erano i punti dove qualcuno aveva provato a chiudere con il silicone, senza successo.</p>
<p>Sotto il manto c&#8217;era un isolante in poliuretano espanso rigido, il PIR. La stratigrafia completa della copertura non la conosco. So però che sotto i buchi il PIR era asciutto: lo aveva verificato l&#8217;indagine fatta da altri.</p>
<p>Prima di toccare qualcosa dovevo capire con che materiale avevo a che fare.</p>
<h2 id="che-cosa-avevo-sotto-i-piedi">Che cosa avevo sotto i piedi</h2>
<p>Il TPO è una poliolefina termoplastica. Le poliolefine sono una classe di materie plastiche; i rappresentanti più noti, scrive l&#8217;opuscolo svizzero dei sistemi per tetti piani in TPO, sono il polietilene e il polipropilene. L&#8217;architetto Antonio Broccolino ne parla nel suo scritto sulle fondazioni in falda con membrane polimeriche. La molecola del polipropilene, spiega, contiene solo atomi di idrogeno e di carbonio, e il materiale ha un&#8217;elevata resistenza chimica. Allo stato originario, però, il polipropilene è piuttosto rigido. La flessibilità si ottiene inserendo nella sua matrice dei comonomeri di tipo elastico già durante la polimerizzazione, cioè mentre il polimero si forma. Il polimero è flessibile per come è fatto, scrive Broccolino, e non per sostanze aggiunte dopo.</p>
<p>Qui sta la differenza con il PVC-P, che con il TPO è fra le membrane sintetiche più diffuse sui tetti, come scrive Broccolino in un articolo sui danni da grandine. La P sta per plastificato: il PVC puro è rigido, e diventa flessibile con l&#8217;aggiunta di plastificanti, come ricorda lo stesso Broccolino nello scritto sulle fondazioni. I produttori di TPO scrivono invece che i loro manti sono esenti da plastificanti, o da emollienti e ammorbidenti, come li chiamano altri.</p>
<p>La storia di questo materiale comincia lontano dai tetti, nei laboratori di chimica degli anni Cinquanta. Giulio Natta dirigeva dal 1938 il dipartimento di chimica industriale del Politecnico di Milano. Nel 1953 allarga alla polimerizzazione stereospecifica le ricerche di Karl Ziegler sui catalizzatori metallorganici. Scopre così polimeri con le molecole ordinate nello spazio, che chiama isotattici. L&#8217;11 marzo 1954, come ricorda il dipartimento del Politecnico che porta il suo nome, annota nella sua agenda di aver fatto il polipropilene. Le ricerche le finanzia una grande azienda chimica italiana, la Montecatini. Secondo la biografia di Natta pubblicata dalla Fondazione Nobel, è la prima a produrre il polipropilene isotattico su scala industriale, nel 1957, nello stabilimento di Ferrara. Nel 1963 Ziegler e Natta ricevono insieme il premio Nobel per la chimica, per le loro scoperte nel campo della chimica e della tecnologia degli alti polimeri.</p>
<p>Sul primato della scoperta, però, le fonti non coincidono. La Società chimica americana considera scopritori del polipropilene cristallino due ricercatori di una società petrolifera americana, J. Paul Hogan e Robert L. Banks. Lo ottennero nel giugno 1951. Per molti anni, scrive, la scoperta si è attribuita a Ziegler e a Natta, perché avevano pubblicato per primi e avevano avuto il Nobel. Nel 1983, però, una corte d&#8217;appello americana ha assegnato il brevetto a Hogan, a Banks e alla loro società.</p>
<p>Per fare del polipropilene un materiale flessibile serviva la gomma. Nel 1994 Paolo Galli descrive la strada sviluppata dalla ricerca nata da quella stessa azienda. Le leghe di polipropilene e gomma si fanno direttamente nel reattore, a partire dai monomeri, invece di mescolare a caldo polimeri già fatti. Il problema da superare era la gomma, appiccicosa, che nei reattori a fase gassosa fa agglomerare le particelle e sporca l&#8217;impianto. Con quella tecnologia la gomma si forma dentro granuli chiusi da una pelle di polimero solido, che non si appiccica. Nello stesso anno una decisione della Commissione europea parla del gruppo di ricerca di Ferrara. Cita le sue tecnologie appena sviluppate, per materiali che uniscono le proprietà di polimeri diversi. È la flessibilità «per natura propria» di cui scrive Broccolino.</p>
<p>Sui tetti il TPO arriva più tardi. Ne racconta l&#8217;inizio un rapporto del 2021 del CIB, il consiglio internazionale per la ricerca e l&#8217;innovazione nelle costruzioni. I TPO nascono alla fine degli anni Settanta, flessibili e senza plastificanti né alogeni. Si usano prima per le geomembrane e nell&#8217;industria dell&#8217;automobile. Il primo manto per coperture in TPO di cui si abbia notizia viene posato nel 1986 su un tetto del Michigan, e l&#8217;introduzione commerciale arriva nei primi anni Novanta. Fra le prime spinte, scrive il rapporto, c&#8217;era quella di offrire un&#8217;alternativa al PVC, quando se ne discuteva l&#8217;impatto ambientale. In Europa i primi tetti in poliolefina flessibile sono del 1988. Lo scrive uno studio di tecnici di un produttore e di un istituto di prove tedesco, presentato nel 2011 a un convegno internazionale sulla durabilità dei materiali. Lo stesso studio data al febbraio 1991 il lancio sul mercato europeo. Spiega anche che un manto in poliolefina al sole è diventato possibile solo con gli stabilizzanti alla luce, disponibili per le coperture dalla metà degli anni Ottanta.</p>
<p>La norma americana per i manti in TPO, la ASTM D6878, esce nel 2003, dopo un lavoro cominciato nel 1993. Quella europea per i fogli sintetici delle coperture, la EN 13956, ha la prima edizione nel settembre 2005. In Italia entra in vigore come UNI EN 13956 il 16 febbraio 2006. Il manto su cui camminavo, quindi, era fatto di un materiale che sui tetti c&#8217;è dalla seconda metà degli anni Ottanta.</p>
<p>Nei documenti dei produttori lo stesso manto si chiama TPO, poliolefina termoplastica, oppure FPO, poliolefina flessibile, e c&#8217;è chi scrive le due sigle insieme. Una delle schede che ho letto parla di membrane FPO a base di polipropilene.</p>
<p>Il quaderno tecnico di un produttore italiano scrive che questi manti sono termoplastici e per questo si saldano per termofusione, con l&#8217;aria calda. La saldatura, spiega, è una vera fusione fra le catene molecolari dei due lembi, e resiste al battente idraulico e alle sollecitazioni meccaniche.</p>
<p>Dentro i teli c&#8217;è un&#8217;armatura, che cambia da produttore a produttore. Il produttore italiano usa una rete di poliestere nei manti fissati meccanicamente, perché l&#8217;aspirazione del vento la contrastano l&#8217;armatura e il fissaggio, calcolato per ogni edificio. Nei manti zavorrati e incollati usa invece un velo di vetro, che dà al telo stabilità dimensionale. Il manuale di posa tedesco ha teli armati con un tessuto in fibre sintetiche e teli con un velo di vetro, per tutti i tipi di posa. Ha anche teli senza armatura.</p>
<p>Broccolino, nell&#8217;articolo sui collaudi scritto con Alessandro D&#8217;Introna, spiega che i produttori di manti sintetici realizzano ormai quasi sempre i teli a più strati. Sopra c&#8217;è uno strato più chiaro, trattato contro i raggi ultravioletti, e sotto strati molto più scuri. È lo strato di segnalazione, il signal layer: il contrasto dei colori fa vedere subito tagli, abrasioni e fori che attraversano almeno lo strato chiaro. Il quaderno del produttore italiano aggiunge che serve a mettere in evidenza i danni meccanici accidentali dovuti a lavorazioni successive alla posa del manto.</p>
<p>Due produttori dichiarano il TPO compatibile con i vecchi manti bituminosi e con il polistirene, e l&#8217;opuscolo svizzero scrive «a contatto diretto». Il manuale di posa tedesco, però, sul polistirene espanso fissato meccanicamente chiede comunque uno strato di separazione in velo di vetro, e sopra un vecchio manto bituminoso un tessuto sintetico. Compatibile non vuol dire che una pezza bituminosa vada bene per riparare: il manuale d&#8217;uso dello stesso produttore italiano la vieta e la chiama «riparazione impropria». Con il PVC, invece, il TPO non va: l&#8217;opuscolo svizzero scrive che i manti in TPO non sono compatibili con quelli in PVC e non si possono saldare con essi.</p>
<h2 id="il-silicone-che-non-aveva-tenuto">Il silicone che non aveva tenuto</h2>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1771" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-silicone-non-riuscito.jpg" alt="Un punto del manto in TPO chiuso con il silicone, con il sigillante crepato e sporco" class="wp-image-5290" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-silicone-non-riuscito.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-silicone-non-riuscito-271x300.jpg 271w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-silicone-non-riuscito-925x1024.jpg 925w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-silicone-non-riuscito-768x850.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-silicone-non-riuscito-1388x1536.jpg 1388w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 2. Uno dei punti chiusi con il silicone prima del mio arrivo: il sigillante steso sopra il manto, crepato e sporco.</figcaption></figure>
<p>Il silicone viene usato dappertutto. In alcuni posti forse è anche utile, a patto di usare quello giusto e non quello che il rivenditore ha sullo scaffale. Per un buco su un manto in TPO, no.</p>
<p>Le schede dei prodotti che devono aderire al TPO chiedono tutte un primer fatto apposta. La scheda italiana di uno di questi primer lo chiama promotore d&#8217;adesione e lo dice «specifico per supporti in plastica poliolefine». Il manuale di posa tedesco lo scrive anche per i sigillanti: sulle membrane FPO un sigillante elastico aderisce bene solo con un primer al silicone dedicato. Il manuale usa il sigillante per chiudere in alto i raccordi, dove c&#8217;è il pericolo che entri l&#8217;acqua piovana. E aggiunge che i giunti sigillati restano da tenere in manutenzione.</p>
<p>Un buco nel mezzo del manto non è la chiusura in alto di un raccordo. Nella fotografia 2 si vede come è finita: il sigillante si è crepato e si è sporcato, e il buco sotto non era chiuso. Per riparare, poi, il silicone è proprio una delle cose da togliere. La scheda tedesca di un primer per il TPO vuole la superficie pulita e libera da oli, grassi, sali, siliconi e altre sostanze che riducono l&#8217;adesione.</p>
<h2 id="le-saldature-dove-serve-diplomazia">Le saldature, dove serve diplomazia</h2>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="605" height="545" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-punto-non-saldato-sormonto.jpg" alt="Un punto non saldato sul bordo di un sormonto del manto in TPO, segnato con il pennarello" class="wp-image-5291" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-punto-non-saldato-sormonto.jpg 605w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-punto-non-saldato-sormonto-300x270.jpg 300w" sizes="(max-width: 605px) 100vw, 605px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 3. Un punto non saldato sul bordo di un sormonto, segnato con il pennarello.</figcaption></figure>
<p>Le saldature mettono davanti a un bivio. I buchi possono essere accidentali e causati da altri. Una saldatura fatta male, invece, potrebbe essere riconducibile a chi ha posato il manto. Qui bisogna essere diplomatici: su una copertura grande le saldature sono tante, e nonostante i controlli qualcuna può sfuggire.</p>
<p>Il manuale di posa tedesco descrive la saldatura a mano in tre passaggi:</p>
<p>1. si fissa il sormonto con leggeri punti di attacco, distanziati da 40 a 50 cm, nella parte più interna del sormonto; 2. si fa una saldatura preliminare continua, sempre nella parte interna, che lascia verso il bordo una tasca aperta larga circa 4 cm; 3. si fa la saldatura finale, continua e larga almeno 2 cm, con il rullo pressore che passa parallelo all&#8217;ugello, a 2 o 3 cm, premendo in modo uniforme sul bordo del giunto.</p>
<p>Il manuale consiglia l&#8217;ugello largo 4 cm per i giunti della superficie e quello da 2 cm per i dettagli, e una temperatura esterna sopra i +5 °C. Durante la saldatura, scrive, si formano un cordone di saldatura minimo e una leggera striscia lucida di fianco al giunto. Un cordone largo e nero, o una colorazione nerastra vicino al giunto, vuol dire invece che il manto si sta surriscaldando, e temperatura o velocità vanno corrette subito. La scheda di un manto per fissaggio meccanico, di un altro produttore, chiede anche lei una larghezza effettiva della sovrapposizione saldata di almeno 20 mm.</p>
<p>Temperatura e velocità non sono le stesse per tutti. La scheda chiede di stabilirle con prove in cantiere prima di cominciare, e di regolarle secondo l&#8217;attrezzatura e il clima. Il manuale tedesco chiede la saldatura di prova all&#8217;inizio di ogni cantiere, con la saldatrice manuale e con quella automatica. I parametri si annotano sul pezzo di prova. Dopo il raffreddamento, sul pezzo si fa una pelatura nel senso della saldatura e in quello trasversale, e il giunto deve risultare largo in modo costante almeno 2 cm. Se cambiano il meteo o le condizioni del cantiere, il manuale consiglia di ripetere le prove.</p>
<p>Poi viene il controllo. Il manuale tedesco chiede di controllare ogni giunto dopo la saldatura, un tratto alla volta, e raccomanda di farlo fare a un operatore diverso dal saldatore. A saldatura raffreddata si appoggia contro il giunto un punteruolo a punta smussata, che nel gergo di cantiere si chiama «bastardo», come ricorda Broccolino, oppure un cacciavite smussato. Lo si fa scorrere lungo il giunto con una pressione media. Se l&#8217;attrezzo si incastra nel giunto, o se il giunto si apre, lì la saldatura non tiene e serve un intervento. Gli attrezzi a punta acuminata non vanno usati, perché c&#8217;è il pericolo di forare il manto.</p>
<p>Broccolino e D&#8217;Introna avvertono che il difetto trovato così può stare solo nella parte iniziale del sormonto oppure attraversarlo per tutta la larghezza. Il manuale tedesco chiede un controllo accurato anche dei giunti a T, dove si incontrano tre teli, per evitare perdite dovute ai capillari. Per il collaudo distruttivo descrive la pelatura: si tira il lembo saldato, e la saldatura è buona quando il materiale si strappa fuori dal giunto. I giunti che si staccano solo tirando con forza vanno valutati con prove di laboratorio. Si prelevano dalla zona dei giunti tre campioni di 20 x 20 cm ogni 1000 m².</p>
<p>Su questa copertura i punti non saldati li abbiamo chiusi come i buchi, con la guaina liquida armata.</p>
<h2 id="i-buchi-lasciati-dagli-attrezzi">I buchi lasciati dagli attrezzi</h2>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="839" height="608" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-buco-da-colpo.jpg" alt="Un piccolo strappo nel manto in TPO con il lembo sollevato, segnato con il pennarello" class="wp-image-5292" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-buco-da-colpo.jpg 839w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-buco-da-colpo-300x217.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-buco-da-colpo-768x557.jpg 768w" sizes="(max-width: 839px) 100vw, 839px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 4. Un buco lasciato da un colpo: un piccolo strappo con il lembo sollevato, segnato con il pennarello.</figcaption></figure>
<p>Il buco della fotografia 4 è piccolo: un colpo ha strappato il manto e ne ha sollevato un lembo. Sotto il manto, però, ci sono altri strati, ciascuno con la sua funzione.</p>
<p>Nei manti fissati meccanicamente, le stratigrafie dei produttori mettono sotto il telo la barriera al vapore e l&#8217;isolante, fissato al supporto per conto suo. A volte aggiungono uno strato di separazione o di compensazione. Il manuale di posa tedesco chiede questi strati in tre casi: supporto ruvido, materiali che possono interagire fra loro, reazione al fuoco. Come strato di separazione indica un velo di vetro, come strato di compensazione un tessuto sintetico di almeno 300 g/m². Il tessuto lo mette sul legno, sul calcestruzzo e sul vecchio bitume, il velo di vetro sul polistirene espanso fissato meccanicamente. Il quaderno del produttore italiano spiega che lo strato di compensazione livella le asperità del piano di posa. Così elimina il rischio di punzonamento, cioè che il telo si buchi premuto contro un&#8217;asperità.</p>
<p>La barriera al vapore, posata sotto l&#8217;isolante, regola il passaggio del vapore che dai locali va verso l&#8217;esterno, perché non si formi condensa dentro il pacchetto. Lo strato che deve impedire l&#8217;infiltrazione dell&#8217;acqua piovana è il manto: lo scrive lo stesso quaderno.</p>
<p>Qui il PIR sotto i buchi era asciutto. In un tetto caldo, però, l&#8217;acqua che passa sotto il manto trova un altro strato impermeabile, la barriera al vapore. Broccolino e D&#8217;Introna lo spiegano parlando delle prove d&#8217;invaso. Sopra la barriera l&#8217;acqua si sposta ancora, o resta trattenuta tutta dentro il pacchetto, e nei locali sotto può non vedersi niente subito.</p>
<h2 id="la-riparazione-con-la-guaina-liquida-armata">La riparazione con la guaina liquida armata</h2>
<p>Su questa copertura è stato deciso che si doveva lavorare con la guaina liquida armata.</p>
<p>La guaina liquida armata è una resina stesa in due mani, fresco su fresco: nella prima mano si annega un velo di rinforzo, la seconda lo satura del tutto. Sul TPO, però, senza primer non aderisce. Ho letto le schede di sistemi liquidi di tre produttori diversi, e chiedono tutte un primer dedicato. Due lo dichiarano fatto apposta per le poliolefine, la terza usa lo stesso primer sui propri manti in PVC e in TPO. Tutte e tre chiedono di pulire il manto con il solvente o il pulitore indicato prima del primer. Una chiede anche di carteggiarlo con una levigatrice a grana da 40 a 60. E nessuna dà il primer per buono su qualsiasi manto:</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>una ammette la riparazione sulle membrane sintetiche dello stesso produttore;</li>
<li style='margin-bottom:10px'>un&#8217;altra prende come supporto di riferimento la propria membrana, e sulle altre chiede prove di adesione in cantiere con la sua assistenza tecnica;</li>
<li style='margin-bottom:10px'>la terza chiede di contattarla prima di applicare il prodotto su una membrana specifica.</li>
</ul>
<p>Ho letto anche la valutazione tecnica europea di una resina liquida per coperture a base di polimetilmetacrilato. Elenca i supporti ammessi: calcestruzzo, malta, massetto, piastrelle, acciaio e rame, pannelli di legno, membrane bituminose con protezione minerale. Il TPO non c&#8217;è.</p>
<p>Per questo, quando servono dati più precisi di quelli che ho scritto qui, bisogna attenersi alla scheda tecnica del prodotto usato, che cambia da marca a marca. Consumi, tempi di attesa e condizioni di posa, quindi, qui non li scrivo.</p>
<p>Come ho risolto lo mostra la tavola 1, che riprende il disegno tecnico del sistema usato. Su ogni buco, e su ogni punto non saldato, la sequenza è stata questa:</p>
<p>1. si prepara il manto in TPO intorno al buco: levigatura superficiale dove serve, poi pulizia con un solvente a rapida evaporazione; 2. si stende il promotore di adesione, un primer specifico per supporti plastici; 3. si stende la prima mano di resina, il primo strato del sistema impermeabile armato; 4. nella resina ancora fresca si annega l&#8217;armatura, il velo di rinforzo, fino a impregnarla del tutto; 5. si stende la seconda mano di resina, fresco su fresco, fino a saturare l&#8217;armatura.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1238" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tav-1-riparazione-foro-tpo.png" alt="La riparazione a freddo di un foro nel manto in TPO, in sezione: isolante in PIR, manto con il buco al centro, promotore di adesione, prima mano di resina, armatura, seconda mano di resina" class="wp-image-5293" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tav-1-riparazione-foro-tpo.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tav-1-riparazione-foro-tpo-300x232.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tav-1-riparazione-foro-tpo-1024x792.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tav-1-riparazione-foro-tpo-768x594.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tav-1-riparazione-foro-tpo-1536x1188.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Tavola 1. La riparazione a freddo di un foro nel manto in TPO, in sezione e nell&#8217;ordine di posa: 1 isolante in PIR; 2 manto in TPO esistente, preparato; 3 il buco nel manto; 4 promotore di adesione; 5 prima mano di resina; 6 armatura; 7 seconda mano di resina, fresco su fresco. Gli spessori sono esagerati per farli vedere.</figcaption></figure>
<p>Nelle fotografie 5 e 6 ci sono due delle toppe finite.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1119" height="1149" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-toppa-finita-1.jpg" alt="Una toppa finita di guaina liquida armata sul manto in TPO, vista dall'alto" class="wp-image-5294" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-toppa-finita-1.jpg 1119w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-toppa-finita-1-292x300.jpg 292w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-toppa-finita-1-997x1024.jpg 997w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-toppa-finita-1-768x789.jpg 768w" sizes="(max-width: 1119px) 100vw, 1119px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 5. Una delle toppe finite: un quadrato di guaina liquida armata sul manto, visto dall&#8217;alto.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="704" height="666" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-toppa-finita-3.jpg" alt="Un'altra toppa finita di guaina liquida armata sul manto in TPO" class="wp-image-5295" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-toppa-finita-3.jpg 704w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-toppa-finita-3-300x284.jpg 300w" sizes="(max-width: 704px) 100vw, 704px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 6. Un&#8217;altra toppa finita, con la stessa forma.</figcaption></figure>
<h2 id="chi-sale-dopo">Chi sale dopo</h2>
<p>Su quella copertura quello che era da fare l&#8217;ho fatto. Quello che consiglio vale per qualsiasi lavoro su una copertura, e riguarda chi sale dopo.</p>
<p>Al proprietario di un tetto come questo direi di coprire il manto durante le lavorazioni che vengono dopo la sua posa. Penso al montaggio dei motori di aerazione e dei parafulmini, e a tutto quello che si fa sul tetto quando il manto c&#8217;è già. E di pretendere la massima cura da chi sale su una copertura del genere. Anche la caduta di un martello, di un taglierino o di uno strumento di lavoro appuntito può danneggiare il manto.</p>
<p>Il manuale d&#8217;uso del produttore italiano dice anche con che cosa proteggerlo. Sul manto non si appoggia niente di pesante o di appuntito senza prima un piano di protezione, appoggio e ripartizione del carico, per esempio delle tavole in legno. Durante la manutenzione degli impianti chiede idonee opere provvisionali di protezione. Chiede di camminare sul manto con calzature adatte. Con le suole a carro armato bisogna controllare prima che nel battistrada non ci sia brecciolino, che può abradere o punzonare il manto. Impianti e macchinari non appoggiano direttamente sul manto, ma su basi che ripartiscano il carico, fatte di materiali e forme che non lo danneggino. Per ogni modifica, per esempio un camino nuovo o un impianto cambiato, chiede di rivolgersi per tempo all&#8217;impresa specializzata. L&#8217;opuscolo svizzero propone manti di protezione contro le azioni meccaniche, «in particolare durante la fase di costruzione».</p>
<p>La cosa più grave è che chi fa il danno, spesso, per paura non dice che in quel punto ha fatto un danno. Quel danno si potrebbe riparare subito. Tacendo l&#8217;accaduto, invece, si rischiano danni maggiori, se l&#8217;acqua filtra sotto il manto. A chi sale sul tetto dopo il mio lavoro chiedo cura. E se per sbaglio provoca un danno, anche di piccole dimensioni come un semplice buchino, chiedo il coraggio di chiamare chi è competente e di farlo sistemare subito. Lo stesso manuale d&#8217;uso, davanti a un danno accidentale, chiede di non fare riparazioni improprie e di rivolgersi sempre all&#8217;impresa specializzata.</p>
<p>Poi c&#8217;è la manutenzione programmata, che consiglio sempre. Il manuale d&#8217;uso del produttore propone una tabella di controlli, ciascuno con la sua cadenza e con chi lo deve fare. Ogni sei mesi il proprietario o chi conduce l&#8217;edificio pulisce le griglie parafoglie dei bocchettoni e la sporcizia sul manto, e questi controlli si possono affidare all&#8217;impresa con un contratto. Nella stessa tabella c&#8217;è il controllo visivo generale della copertura e di quello che ci è installato sopra. Ogni anno l&#8217;impresa specializzata controlla le scossaline e le lattonerie, la tenuta e l&#8217;adesione delle sigillature siliconiche, il manto con i suoi dettagli e accessori. In fondo al manuale c&#8217;è un esempio di lista di controllo da compilare.</p>
<h2 id="in-conclusione">In conclusione</h2>
<p>Il buco più pericoloso è quello che nessuno dice. Su questa copertura i difetti erano di tre tipi: buchi lasciati da colpi di attrezzi, qualche saldatura sfuggita ai controlli, e buchi chiusi con il silicone, che non aveva tenuto. Li abbiamo chiusi a freddo, con la guaina liquida armata. Sul TPO il silicone dello scaffale non tiene, e un sistema liquido aderisce solo con il suo primer, sui manti che il produttore ha previsto o provato. Per i dati vale la scheda tecnica del prodotto usato. Qui, sotto i buchi, il PIR era ancora asciutto. Un buco taciuto per paura resta aperto, e in un tetto caldo l&#8217;acqua che passa sotto il manto si sposta o resta chiusa nel pacchetto. Per questo a chi sale dopo chiedo cura, e il coraggio di chiamare subito.</p>
<h2 id="in-sintesi">In sintesi</h2>
<p>1. <strong>I difetti di questa copertura erano di tre tipi</strong>: punti dei sormonti non saldati correttamente, buchi da colpi di attrezzi caduti, buchi chiusi con il silicone che non aveva tenuto. 2. <strong>Il TPO è una poliolefina termoplastica, flessibile senza plastificanti</strong>: si salda per termofusione con l&#8217;aria calda e non si salda con il PVC. 3. <strong>Sul TPO il silicone generico non chiude un buco</strong>: un sigillante elastico aderisce solo con un primer dedicato, e anche così il giunto sigillato resta da tenere in manutenzione. 4. <strong>Il manuale di posa di un produttore chiede di controllare ogni saldatura a freddo</strong>, un tratto alla volta, con un punteruolo a punta smussata. Raccomanda che lo faccia un operatore diverso dal saldatore. Per i due produttori letti la saldatura effettiva è larga almeno 2 cm. 5. <strong>Su questa copertura è stato deciso di lavorare con la guaina liquida armata</strong>: una toppa a freddo, stesa sul manto preparato e sul suo primer. 6. <strong>Un sistema liquido sul TPO vuole il suo primer</strong> e il manto pulito, libero da siliconi. Vale sui manti che il produttore ha previsto o provato: per i dati si segue la scheda tecnica del prodotto usato. 7. <strong>Il manto va protetto durante i lavori che vengono dopo la posa</strong>, e chi lo danneggia deve dirlo subito. Un buco taciuto lascia passare l&#8217;acqua sotto il manto, dove si sposta o resta chiusa nel pacchetto.</p>
<h2 id="domande-frequenti">Domande frequenti</h2>
<p><strong>Il silicone va bene per chiudere un buco nel TPO?</strong><br />No. Sulle membrane FPO, secondo il manuale di posa tedesco, un sigillante elastico aderisce bene solo con un primer al silicone dedicato. Il manuale lo prevede per chiudere in alto i raccordi, dove può entrare l&#8217;acqua piovana. Anche lì il giunto sigillato resta da tenere in manutenzione. Prima di una riparazione con un sistema liquido, poi, il silicone va tolto: una delle schede vuole il manto libero da siliconi.</p>
<p><strong>TPO e PVC si saldano fra loro?</strong><br />No. L&#8217;opuscolo svizzero scrive che i manti in TPO non sono compatibili con quelli in PVC e non si possono saldare con essi.</p>
<p><strong>Che cosa c&#8217;è sotto un manto in TPO?</strong><br />Dipende dalla stratigrafia. In quelle a fissaggio meccanico dei produttori, sotto il manto ci sono la barriera al vapore e l&#8217;isolante. Dove serve, c&#8217;è anche uno strato di separazione in velo di vetro o uno strato di compensazione in tessuto sintetico. Fra gli isolanti dei sistemi che ho letto ci sono il polistirene espanso, il poliuretano espanso rigido PIR e la lana minerale. Su questa copertura sotto il manto c&#8217;era il PIR.</p>
<p><strong>Il manto in TPO ha una classe al fuoco?</strong><br />Come reazione al fuoco, il manuale di posa tedesco dichiara i suoi manti in classe E; i materiali incombustibili sono in classe A1. Il comportamento al fuoco dall&#8217;esterno si classifica invece per i tetti e le coperture dei tetti. Il sistema di classi lo ha istituito una decisione europea del 2001, con tre metodi di prova: t1, un tizzone acceso sul tetto; t2, tizzone e vento; t3, tizzone, vento e calore irraggiato. Fra i metodi non c&#8217;è una gerarchia comune, e la decisione lascia a ogni Stato la scelta delle prove e delle classi da chiedere. I produttori dichiarano la classe per le stratigrafie che hanno fatto provare. Una brochure avverte che modificarle fa decadere la classificazione, se il rapporto di prova non prevede la modifica.</p>
<p>Se sul manto si posa un impianto fotovoltaico, in un&#8217;attività soggetta ai controlli di prevenzione incendi, la linea guida dei Vigili del Fuoco del 1° settembre 2025 (nota n. 14030) indica più strade per evitare che un incendio passi dai pannelli all&#8217;edificio. Una è installare i pannelli su elementi di copertura incombustibili, in classe A1. Un&#8217;altra è mettere fra pannelli e piano di appoggio uno strato resistente al fuoco almeno EI 30, con uno strato continuo incombustibile in classe A1. La terza è l&#8217;accoppiamento fra pannelli e copertura. Qui la linea guida si riferisce a una specifica tecnica del 2012, che ha quattro metodi di prova. Considera accettabili in via generale tetti classificati Broof (t3) o (t4) e pannelli almeno in classe E di reazione al fuoco, classificati anch&#8217;essi Broof. Con le indicazioni del 2012, fra gli accoppiamenti accettati c&#8217;erano anche i tetti Broof (t2) con pannelli di classe 2. Resta sempre possibile una valutazione del rischio. Una nota di chiarimento del 10 settembre 2025 permette a chi aveva già avviato concretamente le procedure di completare il lavoro con le regole precedenti.</p>
<p><strong>Che cosa si fa se si buca il manto?</strong><br />Si chiama subito chi è competente: un buco piccolo si può riparare subito, mentre un buco taciuto lascia passare l&#8217;acqua sotto il manto. Il manuale d&#8217;uso del produttore italiano chiede di non fare riparazioni improprie e di non mettere pezze di membrana bituminosa. Ammette un nastro butilico con lamina di alluminio, posato dopo aver pulito il manto con acqua, solo in caso di estrema necessità e urgenza. È un intervento di emergenza, provvisorio e di limitata durata, e dopo serve la riparazione dell&#8217;impresa specializzata.</p>
<h2 id="fonti">Fonti</h2>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'>Tutte lette sul testo. I documenti dei produttori sono indicati per tipo, senza nomi, per scelta editoriale.</p>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Storia del materiale</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Fondazione Nobel, <em>The Nobel Prize in Chemistry 1963</em>, pagina ufficiale con la motivazione. <a href="https://www.nobelprize.org/prizes/chemistry/1963/summary/" target="_blank" rel="noopener">nobelprize.org</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Fondazione Nobel, <em>Giulio Natta. Biographical</em>, da <em>Les Prix Nobel</em>, 1963. <a href="https://www.nobelprize.org/prizes/chemistry/1963/natta/biographical/" target="_blank" rel="noopener">nobelprize.org</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Politecnico di Milano, Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica «Giulio Natta», <em>Polipropilene e Polichina</em>. <a href="https://www.cmic.polimi.it/en/magazine/stories/polipropilene-e-polichina/" target="_blank" rel="noopener">cmic.polimi.it</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>American Chemical Society, <em>Discovery of Polypropylene and High-Density Polyethylene</em>, National Historic Chemical Landmark, 1999, letta nella copia d&#8217;archivio del 3 marzo 2024. <a href="https://web.archive.org/web/20240303062152/https://www.acs.org/education/whatischemistry/landmarks/polypropylene.html" target="_blank" rel="noopener">web.archive.org</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>P. Galli, <em>The reactor granule technology: a revolutionary approach to polymer blends and alloys</em>, Macromolecular Symposia 78, 1994, pp. 269-284, DOI 10.1002/masy.19940780123 (letto il sommario, aperto dal browser sul sito dell&#8217;editore Wiley).</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Commissione europea, decisione dell&#8217;8 giugno 1994, caso IV/M.269, punti 30 e 54. <a href="https://ec.europa.eu/competition/mergers/cases/decisions/m269_19940608_600_en.pdf" target="_blank" rel="noopener">ec.europa.eu</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>CIB W083, <em>TPO roof membrane systems: a world historical perspective and summary of best practice</em>, pubblicazione 424, ottobre 2021, pp. 3-4, 11. <a href="https://cibworld.org/wp-content/uploads/2022/01/CIB-W83-TPO-Roof-Membranes-Systems-Historical-Perspectives-and-Guidelines-Final-424.pdf" target="_blank" rel="noopener">cibworld.org</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>H.-R. Beer, C. Kerber, G. Rieche, J.-L. Schläpfer, H. Unold, S. Wehrle, <em>Longterm field studies and residual service life prediction of FPO roofing membranes</em>, XII convegno internazionale sulla durabilità dei materiali da costruzione (DBMC), Porto, 2011, p. 2. <a href="https://www.irbnet.de/daten/iconda/CIB22563.pdf" target="_blank" rel="noopener">irbnet.de</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>UNI, scheda della UNI EN 13956:2006, in vigore dal 16 febbraio 2006, ritirata il 7 febbraio 2013. <a href="https://store.uni.com/uni-en-13956-2006" target="_blank" rel="noopener">store.uni.com</a>.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Ricerche e articoli tecnici</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>A. Broccolino, A. D&#8217;Introna, articolo sui collaudi delle opere di impermeabilizzazione, <em>Specializzata</em> n. 196, novembre-dicembre 2010, BE-MA editrice, Milano, pp. 2-4.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>A. Broccolino, <em>Impermeabilizzazione di fondazioni in falda con utilizzo di membrane polimeriche prefabbricate (TPO e PVC-P)</em>, documento tecnico, p. 1.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>A. Broccolino con A. Rotolo e F. Vallati, articolo sui danni da grandine sulle coperture impermeabilizzate, <em>Specializzata</em> n. 217, febbraio 2014, BE-MA editrice, Milano.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Documenti pubblici sul fuoco</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Commissione europea, decisione 2001/671/CE del 21 agosto 2001, sulla classificazione del comportamento al fuoco esterno dei tetti e delle coperture dei tetti, Gazzetta ufficiale delle Comunità europee L 235 del 4 settembre 2001, pp. 20-22. <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:32001D0671" target="_blank" rel="noopener">eur-lex.europa.eu</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Ministero dell&#8217;Interno, Dipartimento dei Vigili del Fuoco, <em>Testo coordinato della Nota 01 settembre 2025, n° 14030. Linea guida di prevenzione incendi per la progettazione, installazione, esercizio, manutenzione di impianti fotovoltaici</em>, settembre 2025, pp. 10, 21-23, 27, 34. <a href="https://www.vigilfuoco.it/sites/default/files/2025-09/COORD_NOTA_01_09_2025_n_14030_linee_guida_FV.pdf" target="_blank" rel="noopener">vigilfuoco.it</a>.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Documenti dei produttori</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Istruzioni per la posa dei manti in FPO di un produttore tedesco di sistemi per coperture, edizione italiana 10/2024, pp. 6-7, 15, 17, 19, 22-24, 26, 34, 73.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Opuscolo dei sistemi per tetti piani in TPO di un produttore, edizione svizzera in italiano, 08/2019, pp. 2, 10, 12, 15.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Scheda dati di un manto sintetico in FPO per fissaggio meccanico, gennaio 2026, p. 5.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Quaderno tecnico dei sistemi a vista fissati meccanicamente di un produttore italiano, 06/2017, pp. 10-12, 59, 70.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Quaderno tecnico dei sistemi di copertura in FPO/TPO dello stesso produttore, 08/2018, pp. 5, 13, 24, 34.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Manuale d&#8217;uso, controllo e manutenzione dei manti in FPO/TPO dello stesso produttore, revisione 07/2020, pp. 5-6, 8-14.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Schede tecniche di sistemi impermeabilizzanti liquidi e dei loro primer per il TPO, di tre produttori, edizioni dal 2015 al 2025 (una senza data).</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Valutazione tecnica europea di una resina liquida per coperture a base di polimetilmetacrilato, 2017, p. 2.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Brochure sui sistemi di copertura classificati Broof di un produttore, 2021, p. 10.</li>
</ul>
<h2 id="lautore">L&#8217;autore</h2>
<p>Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense; anni di cantiere. Autore di &#8220;Murature umide: cause e rimedi&#8221; (Grafill, 2026).</p>
<p>Il volume è disponibile su <a href="https://www.amazon.it/Murature-umide-Prevenzione-interventi-risanamento/dp/8827705309" target="_blank" rel="noopener">Amazon</a> e su <a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html#/4-versione-libro" target="_blank" rel="noopener">Grafill</a>.</p>
<p><script type='application/ld+json'>{"@context": "https://schema.org", "@type": "FAQPage", "mainEntity": [{"@type": "Question", "name": "Il silicone va bene per chiudere un buco nel TPO?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "No. Sulle membrane FPO, secondo il manuale di posa tedesco, un sigillante elastico aderisce bene solo con un primer al silicone dedicato. Il manuale lo prevede per chiudere in alto i raccordi, dove può entrare l'acqua piovana. Anche lì il giunto sigillato resta da tenere in manutenzione. Prima di una riparazione con un sistema liquido, poi, il silicone va tolto: una delle schede vuole il manto libero da siliconi."}}, {"@type": "Question", "name": "TPO e PVC si saldano fra loro?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "No. L'opuscolo svizzero scrive che i manti in TPO non sono compatibili con quelli in PVC e non si possono saldare con essi."}}, {"@type": "Question", "name": "Che cosa c'è sotto un manto in TPO?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Dipende dalla stratigrafia. In quelle a fissaggio meccanico dei produttori, sotto il manto ci sono la barriera al vapore e l'isolante. Dove serve, c'è anche uno strato di separazione in velo di vetro o uno strato di compensazione in tessuto sintetico. Fra gli isolanti dei sistemi che ho letto ci sono il polistirene espanso, il poliuretano espanso rigido PIR e la lana minerale. Su questa copertura sotto il manto c'era il PIR."}}, {"@type": "Question", "name": "Il manto in TPO ha una classe al fuoco?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Come reazione al fuoco, il manuale di posa tedesco dichiara i suoi manti in classe E; i materiali incombustibili sono in classe A1. Il comportamento al fuoco dall'esterno si classifica invece per i tetti e le coperture dei tetti. Il sistema di classi lo ha istituito una decisione europea del 2001, con tre metodi di prova: t1, un tizzone acceso sul tetto; t2, tizzone e vento; t3, tizzone, vento e calore irraggiato. Fra i metodi non c'è una gerarchia comune, e la decisione lascia a ogni Stato la scelta delle prove e delle classi da chiedere. I produttori dichiarano la classe per le stratigrafie che hanno fatto provare. Una brochure avverte che modificarle fa decadere la classificazione, se il rapporto di prova non prevede la modifica."}}, {"@type": "Question", "name": "Che cosa si fa se si buca il manto?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Si chiama subito chi è competente: un buco piccolo si può riparare subito, mentre un buco taciuto lascia passare l'acqua sotto il manto. Il manuale d'uso del produttore italiano chiede di non fare riparazioni improprie e di non mettere pezze di membrana bituminosa. Ammette un nastro butilico con lamina di alluminio, posato dopo aver pulito il manto con acqua, solo in caso di estrema necessità e urgenza. È un intervento di emergenza, provvisorio e di limitata durata, e dopo serve la riparazione dell'impresa specializzata."}}]}</script><br />
<!--mxLA--></p>
<div style='background:#f6f7f9;border:1px solid #e3e6ea;border-radius:8px;padding:14px 18px;margin:26px 0'><strong style='color:#b11f24'>Leggi anche</strong></p>
<ul style='margin:8px 0 0 18px'>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-dei-giunti/">Sul giunto si impermeabilizza un movimento</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
</ul>
</div>
<p><!--/mxLA--></p>
<hr style='border:none;border-top:3px solid #b11f24;margin-top:34px'>
<table style='width:100%;border-collapse:collapse;font-family:Arial,sans-serif;color:#2a3340;font-size:14px;line-height:1.6'>
<tr>
<td style='vertical-align:top;padding-right:20px'>
<div style='font-size:16px;font-weight:700;color:#b11f24'>Ditta Renzo-ArtHome</div>
<div style='font-weight:600'>di Spedicato Oronzo</div>
<div style='color:#5a6577;margin-bottom:8px'>Specialista in risanamenti di interrati e umidit&agrave; di risalita</div>
<div><strong>Web:</strong> <a href="https://www.renzo-arthome.com">www.renzo-arthome.com</a></div>
<div><strong>E-mail:</strong> renzo.spedicato@gmail.com &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>PEC:</strong> renzoarthome@pec.it</div>
<div><strong>Cell.:</strong> +39 335 844 2978 &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>Ufficio:</strong> +39 371 775 4189</div>
<div style='color:#5a6577'>P.IVA 02475540304</div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://www.renzo-arthome.com/preventivo-gratuito/" style="display:inline-block;background:#b11f24;color:#fff;padding:9px 16px;border-radius:6px;font-weight:700;text-decoration:none">Chiedi un preventivo &rarr;</a></div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://wa.me/393358442978" target="_blank" rel="noopener" title="WhatsApp" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-whatsapp.png' alt='WhatsApp' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.facebook.com/RenzoArtHome" target="_blank" rel="noopener" title="Facebook" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-facebook.png' alt='Facebook' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.linkedin.com/in/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="LinkedIn" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-linkedin.png' alt='LinkedIn' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.tiktok.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="TikTok" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-tiktok.png' alt='TikTok' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.youtube.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="YouTube" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-youtube.png' alt='YouTube' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.instagram.com/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="Instagram" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-instagram.png' alt='Instagram' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a></div>
</td>
<td style='vertical-align:top;width:150px;text-align:center'><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/murature-umide-copertina.jpg' alt='Murature umide: cause e rimedi' width='120' style='border:1px solid #ddd;border-radius:4px'></a></p>
<div style='font-size:12px;color:#5a6577;margin-top:6px'><strong>Murature umide: cause e rimedi</strong><br />Grafill, 2026<br /><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener">Vai al libro &rarr;</a></div>
</td>
</tr>
</table>
<style>#rahLATO{margin:44px auto 0;max-width:680px;font-family:'Open Sans',sans-serif}#rahLATO *{box-sizing:border-box}#rahLATO .rahL-int{background:#fff;border:1px solid #d9dde2;padding:18px 16px 10px}#rahLATO .rahL-tit{font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:700;font-size:15px;letter-spacing:.16em;text-transform:uppercase;color:#262a33;margin:0 0 2px}#rahLATO p{margin:0!important;padding:0!important}#rahLATO .rahL-blog-r{margin:0 0 4px}#rahLATO .rahL-pagine{margin:0 0 12px}#rahLATO .rahL-blog{display:inline-block;font-size:13.5px;color:#a06a00;text-decoration:none;margin:0;border:0}#rahLATO .rahL-blog:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO details{margin:0 0 7px;border-left:4px solid var(--rahf)}#rahLATO summary{cursor:pointer;list-style:none;display:flex;align-items:baseline;gap:8px;font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:600;font-size:14px;color:#2f3440;padding:9px 8px 9px 10px;background:var(--rahv);margin:0}#rahLATO summary::-webkit-details-marker{display:none}#rahLATO summary:before{content:"+";font-weight:700;color:#2f3440;opacity:.55;width:13px;flex:none}#rahLATO details[open]>summary:before{content:"\2212"}#rahLATO .rahL-n{margin-left:auto;font-weight:400;font-size:11.5px;color:#5a6577}#rahLATO ul{list-style:none!important;margin:0!important;padding:6px 4px 8px 12px!important;background:var(--rahv);background:color-mix(in srgb,var(--rahv) 32%,#fff)}#rahLATO li{margin:0!important;padding:4px 6px!important;font-size:13px;line-height:1.45;border-left:2px solid transparent;list-style:none!important}#rahLATO li:before{display:none!important;content:none!important}#rahLATO li a{color:#3f4450;text-decoration:none;border:0;box-shadow:none}#rahLATO li a:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO li.rahL-qui{background:#fdf6d8;border-left-color:#eddf21}#rahLATO li.rahL-qui span{font-weight:600;color:#262a33}#rahLATO li.rahL-qui .rahL-segno{display:block;font-weight:400;font-size:10.5px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#5a6577;margin-top:1px}@media(min-width:1490px){body.postid-5296{overflow:visible!important}article.post-5296{position:relative}#rahLATO{position:absolute;top:0;right:-241px;bottom:0;width:225px;max-width:none;margin:0}#rahLATO .rahL-int{position:sticky;top:106px;max-height:calc(100vh - 126px);overflow-y:auto;padding:14px 12px 8px}#rahLATO summary{font-size:12.5px;padding:8px 6px 8px 8px}#rahLATO li{font-size:12px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:13px}}@media(min-width:1710px){#rahLATO{right:-336px;width:300px}#rahLATO .rahL-int{padding:18px 16px 10px}#rahLATO summary{font-size:14px}#rahLATO li{font-size:13px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:15px}}</style>
<div id="rahLATO">
<div class="rahL-int">
<div class="rahL-tit">Gli articoli</div>
<div class="rahL-blog-r"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/blog/">Indice del blog &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-fase-per-fase/">La casa fase per fase &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/decoder-diagnostico-edile/">Il decoder diagnostico &rarr;</a></div>
<details style="--rahv:#dcebf5;--rahf:#7fadd1">
<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">Le malte impermeabili nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">La barriera chimica nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">Ma come si cura una risalita?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/improvvisamente-l-umidita-di-risalita/">Improvvisamente, l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-danno-e-dove-l-acqua-se-ne-va/">Il danno è dove l&#8217;acqua se ne va</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">Chi dimezza la macchia raddoppia l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">Umidità di risalita e sali solubili: perché bloccare l&#8217;umidità è solo metà del risanamento, e perché l&#8217;asciugatura richiede da mesi ad anni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo un intervento contro l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-risalita-impermeabilizzazione-in/">L&#8217;innalzamento dell&#8217;umidità di risalita in seguito a interventi di impermeabilizzazione dall&#8217;interno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/doppia-barriera-protocollo-renzo-arthome/">Barriere chimiche non occludenti in zona di marea: bastano davvero contro la pressione idrostatica?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">L’umidità igroscopica nell’edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-primaria-e-sali-renzo-arthome/">Umidità di risalita capillare primaria</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radici-stabilita-versanti/">Le radici tengono il terreno solo dove lo attraversano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vegetazione-sui-muri/">Il verde sul muro non è un problema di giardinaggio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">31</span></summary>
<ul>
<li class="rahL-qui"><span>Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-dei-giunti/">Sul giunto si impermeabilizza un movimento</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-intorno-alla-casa/">Impermeabilizzare il muro è l&#8217;ultima mossa, non la prima</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/costruire-casa-senza-umidita/">La casa asciutta si decide in cantiere</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">Tre centimetri invece di una demolizione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/prima-la-strategia-poi-il-prodotto/">Prima la strategia, poi il prodotto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">La spinta idrostatica nelle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">Il seminterrato fra infiltrazioni, umidità e radon: un approccio integrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/fontana-dei-grifi-allinterno-del-castello-miramare-di-trieste/">Fontana dei Grifi all&#8217;interno del castello Miramare di Trieste</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/interventi-di-impermeabilizzazioni/">Impermeabilizzazioni: come intervenire e quali soluzioni scegliere</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#d9edea;--rahf:#7dbcb5">
<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">16</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-problema-non-e-la-pioggia/">Il problema non è la pioggia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">Umidità di rimbalzo (rain splash)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-meteorica-cap/">Umidità meteorica (penetrating damp)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-condensazione/">Umidità da condensazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sindrome-dell-edificio-malato/">Sindrome dell&#8217;edificio malato: cause, sintomi e soluzioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffe-indoor/">Muffe indoor</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">Condensa interstiziale in edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f2e9d5;--rahf:#c9a970">
<summary>Vespai e solai<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-piove-dal-predalles/">Quando piove dal predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-normative-e-calcoli/">Vespaio aerato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1431-2/">Le infiltrazioni nei predalles: analisi e metodologie di intervento</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#f5e3dc;--rahf:#cf9484">
<summary>Casi Studio<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li class="rahL-qui"><span>Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f4eecb;--rahf:#c9b954">
<summary>Norme e libro<span class="rahL-n">5</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/normativa-salubrita-edifici/">Quadro normativo sulla salubrità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1443-2/">Materiali da costruzione radioattivi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pubblicato-il-libro-murature-umide-cause-e-rimedi/">Pubblicato il libro “Murature umide: cause e rimedi”</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#ebedf0;--rahf:#a7adb8">
<summary>Altri articoli<span class="rahL-n">1</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pavimenti-in-resina-nei-dettagli/">I pavimenti in resina nei dettagli</a></li>
</ul>
</details>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</title>
		<link>https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/</link>
					<comments>https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[renzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 04:48:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Casi Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Condensa, muffe e microclima]]></category>
		<category><![CDATA[Interrati e impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[asciugatura]]></category>
		<category><![CDATA[deumidificazione]]></category>
		<category><![CDATA[interrati]]></category>
		<category><![CDATA[muffe]]></category>
		<category><![CDATA[sali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.renzo-arthome.com/?p=5071</guid>

					<description><![CDATA[<p>Due settimane dopo il nubifragio i muri del seminterrato erano puliti, ma ancora bagnati. Il diario di un'asciugatura in corso, quando non si hanno tutti i dati a disposizione: termocamera, deumidificatori e pannelli radianti spostati per gradi, una zona alla volta.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style='font-size:19px;color:#5a6577'><em>Due settimane dopo il nubifragio i muri del seminterrato erano puliti, ma ancora bagnati. Come ci si comporta quando non si hanno tutti i dati a disposizione?</em></p>
<p><em>Diario di cantiere in corso: il lavoro va avanti e il diario si aggiorna fino alla fine. Ultima puntata: l&#8217;asciugatura mirata. Le puntate nuove si aggiungono prima della conclusione.</em></p>
<div id="rahTOC" style="border:1px solid #e2e5ea;border-radius:6px;padding:20px 24px;margin:0 0 32px;background:#fafbfc">
<p style="margin:0 0 10px;font-weight:600;color:#1a2233;font-size:16px">Indice</p>
<ol style="margin:0;padding-left:20px;line-height:1.6">
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#muri-puliti-ma-bagnati" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Muri puliti ma bagnati</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-termocamera-conferma-quello-che-si-vede" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La termocamera conferma quello che si vede</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#perche-non-da-solo-e-perche-non-in-fretta" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Perché non da solo, e perché non in fretta</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-settore-1-laria-gira-dentro-i-pannelli-stanno-lontani" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il settore 1: l&#8217;aria gira dentro, i pannelli stanno lontani</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#giorno-24-la-base-resta-fredda" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Giorno 24: la base resta fredda</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-muffe-sono-venute-fuori-con-gli-apparecchi-accesi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le muffe sono venute fuori con gli apparecchi accesi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#che-cosa-resta-da-fare" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Che cosa resta da fare</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-prassi-e-come-ho-lavorato-qui" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La prassi, e come ho lavorato qui</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lasciugatura-mirata-una-zona-alla-volta" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;asciugatura mirata, una zona alla volta</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-conclusione" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In conclusione</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-sintesi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In sintesi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#nota-di-calcolo" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Nota di calcolo</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#fonti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Fonti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lautore" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;autore</a></li>
</ol>
</div>
<h2 id="muri-puliti-ma-bagnati">Muri puliti ma bagnati</h2>
<p>Dopo un nubifragio di poche ore, in una località costiera, molte abitazioni hanno avuto i piani interrati sott&#8217;acqua. Mi hanno chiamato per uno di questi: un seminterrato con locali di servizio e un garage, dove non vive nessuno. Quando sono sceso la prima volta erano passati quindici giorni dall&#8217;allagamento, e ho trovato muri puliti ma bagnati. Sulle pareti le muffe si stavano formando, ma non erano ancora evidenti.</p>
<p>Qualcuno si chiederà perché sono arrivato dopo due settimane. Quando sono stato chiamato a interessarmi della situazione erano già passati quei giorni: altrimenti avrei cominciato molto prima. Nel frattempo, prima del mio arrivo, il fango era stato tolto e le pareti erano state lavate. Era passato anche un ingegnere, che sulla struttura aveva detto che era tutto a posto. Un elettricista, poi, aveva messo in sicurezza l&#8217;impianto: le placche e i frutti di diversi punti elettrici risultavano smontati, con le scatole aperte.</p>
<p>Del giorno dell&#8217;allagamento ho le fotografie della committenza. L&#8217;acqua è scesa lungo la rampa carrabile, con ogni probabilità acqua piovana, e dal piede della rampa ha invaso i locali fino a oltre un metro. Sulle pareti ha lasciato una riga di detriti, a circa 1,33 metri dal pavimento, e quella riga è la misura dell&#8217;altezza raggiunta dall&#8217;acqua.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1200" height="860" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-evento-locale-fango-committenza-r.jpg" alt="Locale del seminterrato il giorno dell'allagamento, con il fango sul pavimento e il segno dell'acqua sulle pareti" class="wp-image-5058" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-evento-locale-fango-committenza-r.jpg 1200w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-evento-locale-fango-committenza-r-300x215.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-evento-locale-fango-committenza-r-1024x734.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-evento-locale-fango-committenza-r-768x550.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 1. Giorno 0: un locale dopo il ritiro dell&#8217;acqua, con il fango sul pavimento e il segno dei detriti sulle pareti. Fotografia gentilmente concessa dalla committenza.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1536" height="2048" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-evento-metro-linea-acqua-committenza.jpg" alt="Il metro appoggiato alla parete sulla riga lasciata dall'acqua" class="wp-image-5059" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-evento-metro-linea-acqua-committenza.jpg 1536w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-evento-metro-linea-acqua-committenza-225x300.jpg 225w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-evento-metro-linea-acqua-committenza-768x1024.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-evento-metro-linea-acqua-committenza-1152x1536.jpg 1152w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 2. Giorno 0: il metro sulla riga lasciata dall&#8217;acqua. Fotografia gentilmente concessa dalla committenza.</figcaption></figure>
<p>Al sopralluogo ho fatto le mie indagini, con l&#8217;ispezione visiva e l&#8217;indagine termografica, e le mie valutazioni. Poi ho presentato alla committenza un progetto di risanamento, e la committenza l&#8217;ha accettato. L&#8217;incarico è questo: asciugare i locali secondo quel progetto, per evitare problemi futuri.</p>
<p>Non è stata chiesta una perizia. Prima di un intervento come questo le linee guida prevedono una serie di analisi, e di norma si fanno. In cantiere, però, capita di dover decidere con quello che si ha: qui l&#8217;ispezione visiva e la termocamera, poi le misure con gli apparecchi accesi. Le analisi previste le metto in fila alla fine del racconto, e per ognuna dico che cosa ho usato al suo posto.</p>
<h2 id="la-termocamera-conferma-quello-che-si-vede">La termocamera conferma quello che si vede</h2>
<p>Che i muri fossero bagnati si vedeva già a occhio. Per esserne sicuro ho fatto una prima ricognizione con la termocamera, locale per locale: 32 termogrammi in otto minuti, fra le 9:37 e le 9:45. La termocamera mi ha dato la conferma.</p>
<p>La termocamera legge la radiazione infrarossa che esce dalle superfici e la traduce in temperature, punto per punto, in una mappa di colori: il termogramma, come lo chiama la norma sulla termografia degli edifici, la ISO 6781-1. L&#8217;acqua la fa vedere in due modi. Il primo è l&#8217;evaporazione: dove la faccia di un muro bagnato evapora, l&#8217;evaporazione le toglie calore, e quella zona risulta più fredda della parte asciutta accanto. Lo descrivono Garrido e colleghi, nel 2020, e Dafico e colleghi, nel 2022, nei loro studi sui metodi per rilevare l&#8217;umidità negli edifici. Il secondo è la lentezza. L&#8217;acqua ha un calore specifico più alto dei materiali da costruzione asciutti, scrivono Dafico e colleghi: per scaldarsi di un grado le serve più calore. Per questo un materiale bagnato cambia temperatura più lentamente di uno asciutto. La guida del costruttore della termocamera per l&#8217;edilizia ne fa un accorgimento: far cambiare temperatura alla costruzione e guardare quali parti restano indietro.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1130" height="720" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2239.jpg" alt="Termogramma: parete con i punti elettrici smontati, zona fredda con limite superiore ondulato" class="wp-image-5060" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2239.jpg 1130w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2239-300x191.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2239-1024x652.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2239-768x489.jpg 768w" sizes="(max-width: 1130px) 100vw, 1130px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Termogramma 1. Giorno 15, parete con i punti elettrici smontati: la parte bassa, in blu, sta intorno a 17 °C e la parte alta a destra intorno a 18,5 °C, con un limite superiore ondulato. Scala 16,5-19,5 °C.</figcaption></figure>
<p>Nei termogrammi di questo cantiere il blu, l&#8217;azzurro e il verde sono le zone più fredde, dove la faccia è ancora bagnata; il giallo e il rosso sono le più calde, e in superficie più asciutte. Ogni immagine ha la sua scala, scritta a destra, e si legge per differenze dentro la stessa immagine: lo stesso colore in due immagini diverse non vuol dire la stessa temperatura. Tutti i termogrammi hanno la stessa tavolozza e una scala di ampiezza fissa, di 3 o di 6 °C secondo l&#8217;immagine. Le impostazioni della termocamera, emissività e temperatura riflessa, sono nella nota di calcolo.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1130" height="720" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2229.jpg" alt="Termogramma: parete con tavolo, fascia fredda alla base" class="wp-image-5061" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2229.jpg 1130w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2229-300x191.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2229-1024x652.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2229-768x489.jpg 768w" sizes="(max-width: 1130px) 100vw, 1130px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Termogramma 2. Giorno 15, parete con il tavolo: la fascia alla base è circa 1 °C più fredda del resto. Scala 19,0-22,0 °C.</figcaption></figure>
<p>La termocamera, però, legge solo la faccia: nell&#8217;intonaco arriva al massimo a circa un centimetro e mezzo quando il muro viene scaldato apposta, e meno senza, scrivono Garrido e colleghi, e non dice quanta acqua c&#8217;è più in fondo. Inoltre una zona fredda non è per forza acqua. Un ponte termico, per esempio, abbassa la temperatura della faccia interna: è un punto della costruzione meno isolato di quelli intorno, come una trave, un solaio o un pilastro in calcestruzzo. L&#8217;aria fredda che entra da una fessura raffredda la superficie lungo cui scorre. Un tubo caldo nel muro, al contrario, disegna una zona calda. Sono i casi che descrive la guida del costruttore della termocamera. Un&#8217;altra pagina dello stesso costruttore, sulla ricerca delle perdite d&#8217;acqua, scrive che quello che sembra umidità va sempre confermato con un misuratore di umidità. La norma sulla termografia degli edifici dice che l&#8217;esame termografico va spesso confermato con altri metodi, fra cui i misuratori di umidità.</p>
<p>Qui, però, le zone fredde stavano su muri che si vedevano bagnati già a occhio. E al sopralluogo l&#8217;igrometro, il misuratore di umidità del muro, non l&#8217;ho usato: non mi serviva un dato preciso, e la percentuale di umidità del muro, quel giorno, non mi interessava. Mi interessava l&#8217;asciugatura finale. Più che da dove parto, mi interessa dove devo arrivare.</p>
<h2 id="perche-non-da-solo-e-perche-non-in-fretta">Perché non da solo, e perché non in fretta</h2>
<p>La committenza mi ha chiesto subito di salvare le malte. Ho risposto che se si salvano lo potrò dire solo ad asciugatura completa. Sulle pareti, in alcuni punti, affioravano sali in superficie. E siamo in zona costiera. Woolfitt, in un articolo del 2000 sui sali solubili nelle murature, mette il sale marino fra le fonti esterne dei sali che possono degradare una muratura.</p>
<p>L&#8217;errore che vedo fare più spesso, dopo un allagamento, è pensare che i muri si asciughino in fretta lasciando le finestre aperte o facendo solo girare l&#8217;aria. Non sempre si può fare, e in un caso come questo non funziona. Qui l&#8217;asciugatura va calcolata, per evitare le muffe, le efflorescenze e le sub-efflorescenze. Le linee guida dell&#8217;agenzia federale americana per le emergenze, la FEMA, danno da due a quattro settimane per i locali perimetrali con un&#8217;ottima ventilazione. Per i locali interni o poco ventilati danno da quattro a sei settimane o più. Una guida pubblicata nel 2010 per il governo britannico riporta che l&#8217;asciugatura naturale di un edificio allagato richiede mesi, e che con gli apparecchi i tempi scendono a settimane. Sono indicazioni per le abitazioni in genere, non per i seminterrati in particolare. Nelle prove del Fraunhofer, l&#8217;istituto tedesco di fisica delle costruzioni, l&#8217;asciugatura naturale non è bastata ad asciugare i componenti bagnati.</p>
<p>Asciugare in fretta, però, ha un altro rischio, che riguarda i sali. L&#8217;acqua, per uscire dal muro, deve passare dallo stato liquido al vapore. All&#8217;inizio il flusso capillare la richiama attraverso i pori fino alla faccia, dove evapora, come descrive Luckins in uno studio del 2025 sull&#8217;asciugatura dei materiali porosi; e con sé porta in soluzione i sali solubili che trova. Sono quelli entrati con l&#8217;allagamento e, a volte, quelli contenuti nei materiali da costruzione. Dove l&#8217;acqua evapora, il vapore se ne va e i sali restano e cristallizzano. Se l&#8217;acqua evapora lentamente, la soluzione fa in tempo ad arrivare in superficie prima di evaporare, e i sali cristallizzano fuori: sono le efflorescenze. Se evapora in fretta, i sali si accumulano e cristallizzano dentro il muro, nei pori sotto la superficie: è la sub-efflorescenza. Che sia la velocità dell&#8217;evaporazione a decidere dove cristallizzano i sali lo riportano Cappai e colleghi, nel loro studio del 2024 sulla cristallizzazione dei sali nel calcare.</p>
<p>Crescendo nei pori, i cristalli spingono sulle loro pareti: è la pressione di cristallizzazione, che può degradare mattoni e malte. Woolfitt scrive che i pori più fini non riescono a contenere i sali che si accumulano, e alla fine vengono rotti dalle forze espansive della crescita dei cristalli. Scrive anche che l&#8217;efflorescenza in vista può essere relativamente innocua rispetto alla cristallizzazione nascosta nei pori sotto la superficie. L&#8217;efflorescenza in vista, poi, si asporta prima del ripristino. Dentro il muro, invece, i sali restano: molti sono igroscopici, cioè assorbono l&#8217;acqua dall&#8217;aria dell&#8217;ambiente, e possono riattivarsi e dare problemi di umidità igroscopica. Di come i sali lavorano nel muro ho scritto in <a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a> e in <a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a>.</p>
<p>Per questo servivano gli apparecchi, e l&#8217;asciugatura va fatta per gradi. A chi mi chiede perché ci vuole tanto tempo rispondo così: il muro deve asciugarsi lentamente, per non degradare mattoni e malte con i sali e non doverle rifare.</p>
<h2 id="il-settore-1-laria-gira-dentro-i-pannelli-stanno-lontani">Il settore 1: l&#8217;aria gira dentro, i pannelli stanno lontani</h2>
<p>Prima di accendere, alcune contropareti in cartongesso allagate, ormai compromesse, sono state smontate. Per i materiali porosi l&#8217;Istituto Superiore di Sanità, nelle indicazioni ai cittadini dopo un&#8217;alluvione, dà un criterio: vanno eliminati quelli rimasti bagnati per più di 48 ore, che non si possono pulire né asciugare. Ho anche controllato i corrugati dei punti allagati, cioè i tubi flessibili nel muro dentro cui passano i cavi elettrici: dove c&#8217;era acqua ho usato l&#8217;aria compressa e l&#8217;aspirapolvere, e poi ho insufflato aria calda a temperatura moderata, per non danneggiare i cavi. I punti allagati che non servono restano aperti, con le scatole senza placca: sono sfoghi per i corrugati e punti in cui l&#8217;evaporazione è maggiore, e per questo vanno lasciati aperti, ma messi in sicurezza.</p>
<p>Il giorno 19 abbiamo posato gli apparecchi del primo settore. Un settore è un gruppo di locali chiuso con teli verso il resto del seminterrato: si lavora lì, e poi si passa al successivo. Qui l&#8217;asciugatura ha due tempi. Il primo è generale, su tutti i locali del settore insieme, per non forzare. Nel secondo gli apparecchi si spostano stanza per stanza, per un&#8217;asciugatura mirata, e l&#8217;asciugatura si spinge di più. L&#8217;aria non si prende da fuori. Deve girare dentro il settore e portare il vapore ai deumidificatori, che lo condensano e rimettono in circolo l&#8217;aria più secca.</p>
<p>Nel settore 1 lavorano due deumidificatori a condensazione, un ventilatore radiale con i suoi tubi flessibili e tre pannelli radianti a infrarossi, in tre stanze. Le bocche dei tubi vanno lungo le pareti, in diagonale, così che l&#8217;aria scorra sulla superficie dei muri e arrivi, in un vortice, ai deumidificatori. Anche i ventilatori dei deumidificatori lavorano con tubi flessibili, da 100 millimetri, che portano l&#8217;aria calda nelle stanze dei pannelli, per farla girare.</p>
<p>Nel deumidificatore il ventilatore interno aspira l&#8217;aria del locale e la manda sull&#8217;evaporatore, la parte fredda. Lì l&#8217;aria scende sotto il suo punto di rugiada, e il vapore si deposita come condensa. L&#8217;aria più secca passa poi sul condensatore, si riscalda leggermente e torna nel locale. Sono le istruzioni del costruttore di questi apparecchi, e da costruttore a costruttore le funzioni cambiano. La condensa la raccoglie una pompa, che la scarica in un pozzetto esterno.</p>
<p>L&#8217;umidità relativa dice quanto vapore contiene l&#8217;aria rispetto al massimo che potrebbe contenere alla stessa temperatura: la norma sulla condensa, la UNI EN ISO 13788, la definisce come rapporto fra la pressione del vapore e quella del vapore saturo. Il punto di rugiada, come lo definisce il servizio meteorologico nazionale degli Stati Uniti, è la temperatura a cui l&#8217;aria va raffreddata, a pressione costante, per arrivare al 100 % di umidità relativa. Se l&#8217;aria si raffredda ancora, il vapore in più condensa in acqua: è quello che succede sulle alette fredde dell&#8217;evaporatore. Più il punto di rugiada è alto, più vapore c&#8217;è nell&#8217;aria.</p>
<p>I pannelli a infrarossi scaldano le superfici che hanno davanti, e sono le superfici a scaldare l&#8217;aria. Nei primi giorni li ho tenuti a distanza dalle pareti, perché l&#8217;asciugatura deve partire lenta, per i sali; poi li ho avvicinati per gradi, in giorni diversi. Al Fraunhofer hanno provato in laboratorio un pannello radiante a 5 centimetri da una parete in laterizio forato spessa 115 millimetri, bagnata alla base. La superficie è arrivata a 50 °C e la parete è tornata asciutta in 13 giorni. Gli stessi ricercatori scrivono che ogni dieci gradi in più possono raddoppiare l&#8217;acqua che evapora. Di sali, in quella prova, non si parla. Qui i sali ci sono, e per questo il calore lo do per gradi.</p>
<figure class='mx-tavola-diario' style='margin:0 0 28px'>
<div class="rahpf1">
<style> .rahpf1{font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;color:#1f2933;max-width:760px;width:100%;overflow:hidden;margin:0 auto 28px;border:1px solid #d5dbe2;border-radius:6px;background:#fff;padding:14px 14px 10px;box-sizing:border-box} .rahpf1 *{box-sizing:border-box} .rahpf1-testa{display:flex;align-items:center;gap:12px;margin:0 0 10px} .rahpf1-testa>div{min-width:0} .rahpf1-testa img{height:46px !important;width:auto !important;margin:0 !important} .rahpf1-titolo{font-size:18px;font-weight:700;line-height:1.25;margin:0} .rahpf1-sotto{font-size:14px;color:#5b6470;margin:2px 0 0;line-height:1.35} .rahpf1-stato{font-size:14px;color:#1f2933;margin:4px 0 0;line-height:1.35} .rahpf1-pos{position:relative;display:inline-block;width:8.5em;height:1.35em;vertical-align:bottom} .rahpf1-pos span{position:absolute;left:0;top:0;font-weight:700;white-space:nowrap} .rahpf1-corpo{display:flex;flex-wrap:wrap;gap:14px;align-items:flex-start} .rahpf1-pianta{flex:1 1 380px;min-width:0;max-width:100%} .rahpf1-svg{width:100%;height:auto;display:block} .rahpf1-legenda{flex:1 1 230px;min-width:0;font-size:14px;line-height:1.4;margin:0;padding:0;list-style:none} .rahpf1-legenda li{display:flex;gap:9px;align-items:flex-start;margin:0 0 9px} .rahpf1-legenda svg{flex:0 0 34px;width:34px;height:20px;margin-top:0} .rahpf1-nota{font-size:13px;color:#5b6470;margin:8px 0 0;line-height:1.4} .rahpf1-piede{font-size:13px;color:#5b6470;margin:8px 0 0;text-align:right} .rahpf1-piede a{color:#5b6470} @keyframes rahpf1flusso{to{stroke-dashoffset:-60}} @keyframes rahpf1ritorno{to{stroke-dashoffset:-40}} @keyframes rahpf1a{0%,30%{opacity:1}36%,94%{opacity:0}100%{opacity:1}} @keyframes rahpf1b{0%,30%{opacity:0}36%,63%{opacity:1}69%,100%{opacity:0}} @keyframes rahpf1c{0%,63%{opacity:0}69%,94%{opacity:1}100%{opacity:0}} .rahpf1-mand{animation:rahpf1flusso 1.8s linear infinite} .rahpf1-rit{animation:rahpf1ritorno 3.2s linear infinite} .rahpf1-p1{animation:rahpf1a 15s ease-in-out infinite} .rahpf1-p2{animation:rahpf1b 15s ease-in-out infinite} .rahpf1-p3{animation:rahpf1c 15s ease-in-out infinite} .rahpf1-statico .rahpf1-mand,.rahpf1-statico .rahpf1-rit,.rahpf1-statico .rahpf1-p3{animation:none;opacity:1} @media (max-width:480px){.rahpf1-mand{stroke-width:7}.rahpf1-rit{stroke-width:6;stroke-dasharray:8 14}} @media (prefers-reduced-motion:reduce){.rahpf1-mand,.rahpf1-rit{animation:none}.rahpf1-p1,.rahpf1-p2{animation:none;opacity:0}.rahpf1-p3{animation:none;opacity:1}} </style>
<div class="rahpf1-testa"><img decoding="async" src="data:image/webp;base64,UklGRrQzAABXRUJQVlA4WAoAAAAQAAAAxwAAggAAQUxQSDcHAAABsMb/nzk50vdXVR0nr+kJ1vZusrZt73Zuo7Nt23dr2zaDtW3biDOzGPWv6vd9MO75d/XhSURMAApSQggBPZfL5f2mz5j+h7m3vDx/Nt99j0YaF8zuuOuWOedOnzlt+mbl5jJ6dCEEJ8hEcSE4dB/VtPeRR5720KJFiznIXYuXLLrxN0dUNmtCjyE4qXfiQkD3pv2nVs75oJW9WuzRLNKsJ4tMsWf23jrva1MrqwoA+OClbokPAODWqHzj1hb2mFQ1mhkH2cwsqip7bHv6G1PXGAMAPrg65IIH4NesfOvZdpJMqpqMNW4WVZUk2z76e2X7MQAkuLriggfQdMh3n28nSdVoHMKWVNl9wb+OXAeABF8nxHsAa1WOXkiSUZOxAM1USbLznMp6ACS44vMBwDqVYz8lGTUZi9RUSXbNnbYzAPGFJl6A0Yed8BlJVWMBW1SSvG36+oAEV1QSAOz6o1dJajQWtkU1suvOvQEEKSIXgLHT7iIZo7Hoo5K896drAMEVjffAuB+/SZom1kWLRr43c03A+yJxHpj88zfJGFlHo5LzT5oMeFcUEoCDbugiY2KdNSW7zt4D8FIIHljnHJKaWIdNSZ4zBQgy5Jyg+QuLGKOxTltM1POGA35oSQAOe49U1nUlH//SSIgMIQ9s9SipxnofyScPB8JQEY/Rv13GaMzApOS8CfAyJBxQeYaMzMQU+VEFcEMgYPS/STXmYyQvHY2S1JgE7PAcY2JWmvK+yYDUlAeO+pTK7FR+cvY4+BryGHcsmZihiXxwefiaCdj1BaoxS025aFeUaqSEXduozNbItt0QpBYCdm9nZMYmtv0S4gZNPGa1MzFrjTxpGNwgScC/acbMNeXsMtygSMDRrBrzt8onJng3COJxLJVZXOWD8DJwAT+iMpOVx6EkAxUwnVVms/JolAbI44AOtXwy5QEIA+LdlCqNGW2xeiD8AIjDY4zM6sSPVxDXP49fMDKzI58QL/3x+BKV2a38Enw/PDbrVMsvi52bwfctYDYjMzzxKe+lLx5fpTLLlX9C6IOT5T9JlmeWPllNXG8BR1OZ6YlPud6cbNQZLdcY07bwPXm5gJHZnvi0dz142YyRGR/TdvDdAo4zzbnEZ70D4LFZV7KcY+pYGw4IOJHKrI+8PXgImpea5Z3xk2ZIwN6mzHyNByEEnMDsi7wteJRbablnbGsGDjJl9ms6CDiCDUDkvFKYw5h/xtbmSR/TGoH5YyoxsgFMnTtOY0MQedoXGoPE569rDEje3ihYlf8vbw1D4/g0U2NgVzE2BvxCY5D4/LTGIPK0ijUEqXPHCQto+WecPwYXUxuB1mZMbQQi55VwoDUAmg4Cyq203DN+0oyA401zL/H1ERKwD7NP+T0EkXGvWcq81LE6HAK+Q827yNvEAx5bpZR3SbeHB+BlHmPOJb7iHbphu5R1kV9G6AaPuYz5luy14U562TZlnPKLCOjZYw5jriV7dpiTXpys9kmyTIvcCh69e3yVmmeRp8Kjj+L9U0w5ltKLcNIXOKzcmizDlDMkoO8eX2I1vyJPdR79DbiZmluRT0CkX84t/xxjXqW4bEVx6L/HRlVLWdXFXyNgIAMOqDJlVJUnwmNgA/ZvT5ZNyhPgZYBQwlGsWiZVeSqCYMCH4Res5pHyqVHeYRA9jmbVMkj5RDMcBlM8/k2z7KnywTIcBlc8ZrUz5Y1VebzAYdADdm9nzJlEnjhcHGqwhF0XM+ZLYtsvAEFNeiz/EDVXIhftiiCoUY9xd9NSjljkZ+ujhNp1wB/JmB+RvGsKAmpZBLs9x2iZkTj/c4BDjXuMvp2MORGNt08CHGreA5WPyJQLFmm/AQKGoggmzjOqZYGS8zaDOAzRAGxyGxnrXyQ/OBxwGLoiGPmb98lo9cxSZPrreIjDkHZA882RjHXLEsmbNwY8hroEYMo5VTJaPbJIxhv2ArygAEWAydcrGa3eWCT1uimAOBSk88DkM1tIjVZHUiSr104GxKNAnQATT20hGa0+WDRy2ekbAuJQsM4DE390XysZoxWdpUjy1R9NBMShgMUDmHj8UpKarLgsKcnWy3YZAXiHgpYgwPipt3eRjMmKyFIk2fnK9yYC8IIiFw9gvWNebCFJNSsSsxhJtrx4zHrDAPGCohcvQGnCN15cRpJRzYrATJUkW178xoQSAC+ojy4AKDXtcPH8FpJMGm0ImSVNJNmx7M6vjg8AghPUTxEPAGPLX7r6wxaSTKrJrNbMkiq7t3x41d/XKAOAF0G9FfEBAMY2feGqeS3sUVU1mZkNkplFVVX22PL0VV9oGgsA4kVQp0V8QPfy/n+56snWNvYee079SbE7e29r/eCqc7dscgAQghPUeREfHLo3rXzEb6647M3Fixd3cXCXLVry0OVXXP7llZpGoXvwIshFCSGg55Hl5vLm0/8w+5bZc2c/S+uL8bnZs2efN32P5ZvK6DUEL4JiBABWUDggViwAAHB1AJ0BKsgAgwA+ORaIQyIhIRo79cwgA4S2AGkY43+l6pbEHe/7Z+0H9m/bf5d6y/a/7L+jvyZ+O3cV1V5a3Ln+6+5H5hf4b/iewb86/+H3Bv0v/139s/vf6q/El6lv2z/ID4C/z/+vf9z/G+7r/fv9f7H/7h/m/877gX86/uXrbf732Hf2y9gv+kf3X0x/2w+D/9p/27+BH+c/3b/xfn/8gHoAcJX/Ivo58cf7h9WPqP+QfNf5v+z/tx/ev/Z8AH933VOm/+76D/WX8j/cP7f/wf8H+7fx//zv8r4k/H//L9QL8i/m3+T/XH/bf4D3SfXP2V/2PfB6B/cf/L/kvYI9a/qv+8/xX7s/5f3K/Xv/V/i/UH9A/s3++/wPwAfzP+c/4r84P8v8Xf5X/yf5LyMPpv+T/7/+++AD+df2z/v/5790/9V9OH9F/6v81/sf3b9r/7j/pf+7/lPyh+xb9Zv9//fv8v/7/9L///rf9nH7j//T3Qf1xc1gp+8UPhXR5B+vk2pf//8ODp7n/9ZmnR0QUfc9n85gr5TipEESXYUhEg39B/3wr/ffdVeUdU3DKT2MwQYf//ZLjzvyWv7O67pgtUBs8kRlMIaluoxn5hMESHpZpfcgNN90xAhEv6zRVUFXgeQesP5XeJjVA+vawcUCaIYiI0IK8jaoLAueDJT9n1/gCJMJjTmnLw7LNdj+VbNCIM0bXyU+d+Qj7ur3Rr+N1M8Zz4pQoVHa0kFz2G6BoXbfOVGBxBpNUvcjttmdACbQePabmyNODr8jTHEOFcmtUD1SxR9l9nI61oUjUmjI335Dom6YnC2mqjMbDQ7YpvW8ewLYak0pXW0lyWRyOgtWdpNztN8UZCIimswlcL6tSDfl3V0YB+AoKIVNeZiZmTAaSEx13yTOKFia+rJLEpYtyR5sVp/hi1B+OXqlq8rbgJgksavhnYTpyJtBX1T8neiYgh7xilxvCppzKvHCptVsIZmFXR10IMaBVvFDnmP1fZyPKGSX2QoiXFdbFsu/6ruOpZHM1Dkkmw0cUumFpVxThpE/LJkDehLTRWP87/RlDl6pmk25Fdf2ffFpd38DvrXCdluK7QVT25HhqTvbpXHlzawQAlBUbRwXpgY68vqVJDXML9KZo8QCCpQfy/E2deiOQW9wx8azNO8UQNfK7c+AognAJiQuQzad8Ag2VBOl/H3rrBOHIG8Px1j14M3NMzRjxL9GsHTipx+Xq7wi6Bbm36XnUSKuFkqwoYrtV0Q7Qsy5AAD+/2AZ1/vdhRuxpAt9/4gd+yi3JyXRXww27Czl7B61xvynWbET0VeUozz87iT5pst9vOuENmMpF2gbT55jEeSBEWVvlTdM9JcQb1aecx6UahL5WcRbM0muEikpl/c+0jqULIyJsVP4ZueviCGZDbtCNBHXmlJ9jP6Hhw7BRi9B28PHWoZQOr8khAySOTu1ATIXwLtIkTfzNzDvX2MKwDdr9D2Wx1yawut8DsLlGm3E3XI1BOIzdxuGVU5XVZoQKOGlTAigybk0/qi+T55aYaUvG1/dC9E67yWdgxB2Arq695uB3U0UXnBC0XV72zCBUa6SMp+JSMr0/ZW6Y4P0iumHiyq8ujR2g4tYHDVtjlDvLUIYWA1yvwUU2hfJoa2DZthTWmFcswc5we2wTW+eAK9rNa7x3xeVSiJhw/KdvH/VCGctJJELBcA9KV3O+NEqEJjNt/awYepLBoQjzOJjAvV1qiHqEJQE2Ws2cwUsW/rUpl1wmhN6uA1xAIfa+JGfebPceLF+P1YdahONDQ3naKE3m6WK3ceBCMMOjMdOotc+kXSxbSaYuN6Qox0M6WomYuw2K2FbcS95JXZCox+Nd/zlQTIByJRBcLtXHh1cK3QWShUmafERNbSacT8cIbMMSLpKZyYiieqwB+iYigbjM0NxaDcEF/QXXrY1zK11P5haPnzr1VPSVmTMIcMCkGsghEC7kf7Eit4uHDtkJFbpu9Nobs9Na0C5aSPnbKyowK4DsaBAINGI0kxo5kFlDDnOQjfI/AlvUQK/TSDgeaFGHmU2NCEX+RyKgZy9l6ydl0bj2VekbzXtV0i0rbuEmEGpV7nsnyaq/6dDrpjrCCxQ4eVXK9kPB+Lopwf49fOZHw902RWjUKkWsbAiC5GWDp8DJJ2aIPfr2prWEQRHPdT5tbKjilE2erjgOcCLpySa30BeijyWj1xGLrkiD8e0yT+B1t+bsK/p3CWel0BeiK/gIdwnrfryrz1znmbS3TWzuY3g5u6HVDzSoFJLvc4yx8h17g9ni2JEYQFdadPz/VQFV/wgetEWoP7vgOse/dHQlnc11rHc5mlfMOfvVfc4KcF5QobDrlo4/lrtBJB1b9YHAW3D0inyFoaYcoYEsDbYOV2tq8P/1LsN6Y0Kk39inAwIT1kb2st71f69EubBa6dXZS1gIoNdT84ugXUKuDEZeX/V0ZKmp0c7QDFBZ9bXZziO7c+wHM/y4KY1F7br8Jt+QL5wNP8TQ3MkrG6yUSmS6EO2ZFsHs/rWZu2YV0kwXTQE44hlXMHrxwEf4UF4kXebfu42bmpzf79dE5Z2iz5j5tLa9cPVVednclBZo8gViEXvvB7Xf/2wxeEkVzoCV/CdARncbUG7KwGWiYA6MjQkNCzoUsKPS/VxyiDATTx4FPSQ2DhU/yUHrz6XCr9m5lRIglcwVDu4W7HxXcuRYbQLxPkoRaG4IFb+8h3r9IlJVnAtcO4Uzg6fkJiM1aHlk5kVXQHd0GD9A7qrHF2ugEbNXtIBkUQk9iELEys45JZFWXJpdfQSEzsnjY5lCYYfz7P7kpaqh1laTSnujDyxwhIp9atiXF/qCegm1GzzNSD5yd7VGbRe7w7MCrGaq4lrPe5g2FSdG73kf3VCbOZ2mi/cxT16xAb2Nkjr0UCRAT5S986Oook6mPqlRfbBduDL9bbjObOZ1070oWaQuJEVqieHCoF2SyMyCWBj94+wKkIkIE5MrtGZRYJeptjUnbNSOYCPkLQc0tSOS0fv8vt2/7UeuV/GuShVbSq1K2KdlSfBnK9guhBZsPPNHMMUS3EByxS6I+2hoknB9XD6SRrKWWQEi4OSq2m7RxIkVidUk3rcyACveSAY74t5vxGITwKPGstLV0fJ7JK0nAqD3u6x8qDAROPML2S8GFs+7BwwJYb7SVW/oV7VVBaP+4nBRjeTCVQiEa0sw4YeWN8t7RkYLbRAzdPv/W/1+Am75P0j/hqhgB+PY432AO98OvMPFDQ0K0iht+FZ/ckyhdxBQxWIfYDL+efGkPjvb5YXyqHQuKUGBCEb0QalJ35cI33K4Ne/kQNUp3wV9HnhyL9S4IvRnhixcTQJb0Qa+z4wZ0Yio3/VTzvm4iZK+9wPr7mXYgzq83X8bkijZBrDldC3bwsqFY1AzC4R6pZ2nsPAUuPdXLQfDvPjbXI+ObYRze6XGVNiMvj9LT5HPJL4P0cv3AL2cAq3Bj08IhrAx5aZjcE8PUFCQuZ59fc5t7wZw3g2kJth7gqbRyUkvThtMEvU8p2dQb4TRMmfd548/uLXDbVxb7CM2D0n9qDgvfh7xFAYUhnf2iQ9BE0UAh2qiXayyYEKqlpDkkQDsh6bYED/NL6BMkJxVOkYj2GYta6i8WIuKQRI6/zKm29YPcHv5z1/7hCsyZd4fkChYvy76Bjbua7txZu5UZr2pZQ/jYoSl88stc6oo4lAZswAiPR6GwGkE0+W+N8Sfd+mFgkMEW0loSQb/51T5abNEEBn6+5J6RfJHX2X5jSvB9XMu5gZGK+tdvkmhSdnUYvRgwAKK7dGOYjX6MJ3fGEsG4smF4sHqX4KHPxnm+32YAkTQhyrjZmVwcZH4FfaWowzgz2bNEQvoBofY6Sy0YO6UOLkFVbn+DivfrJhjpvLvV6mSLeKDmaxRM97TAi/4EjVVMAy0An7Ezioy9MckXrNrVNEeytB6dSx3VTG1/IIBJnb7ybqZk0gjFgvb1nDRhNObkevmGIIZB1gdcGCDztiTwvtorIpqMgjA4Lk/fhCzA5AN7s1Yfv7l5TxsSzO1xLIMqsysbiKu9MTWaIfcdMTyzp2Q1k+OmykN+KJ7iypi7pqBAOw5dBBdpQ8uEp/n6SIPq8GMoOoaSs9KHBI8hNZtp6hGSxctUkB2gjOS9Slu29ftjfsmeMphIPHSlksCvPif55tmI9AXs5bDIJ2AnI9wQQ578nvJBUtoNxh1WlpLM1fT/69InIt3QyNgB2XYE1YKuyJX05vkNueyNG11PMdV2I8aRpqx79Ypn3UsIzngCdKzQaWsvQu6WP8KNpuyAtc0JclcesXN5QP1k1lnU8GJKlgfbUUSFIjO748doWxoMOu4+5Kh/kuXe4isNjzJ5eLZn1CCgTsyAxmV6yFfZLIppHl8trn5HaKENpoy6Dz3S/eJhE5jT1FZ9fbw4ejW43bkWmcIeHUXfCg8eWQhKEb+RAwUoam2uFXDB20mdr3mXnPYcevbjnjnSj6oFCJTJVsmfimkkYYzaFY//5kkwinKkkYoU9tViPTPxToG+Bz593PpC0fvwlmfn1XmHewkSwsm2FgcLHAAGHMzN4AKmX9C77CfYgZhmIQLUTCIw8QlU+N+K6JTSxyNy80NWWhqus6lHOrjJNJIE0lH2Lv0+Dak79N9xa0wj5SwpTj8ZBw7j1m3ERTzcojK88LOTWlvbCTSNUbNA18VdEK8ZUKpLnfpO7HU9ASQ9jPkxIKLfVlLRAHMGmaHLx8NQjuDTvnnEjZg9F0pUNkJGFpfqZfKsH7t2JBlS6x8BGWLDTw5JlhN23OXvqRR3n8p4CZB8b4XfPsAzwxYsek2Jkx13YpPr6zdPMbEKpahmWMsA5ugC8/dhN9fHFOSt9IjLPitgIlbKLqPAja9QYTvV24rj3x8w/ZhxjBxN/L7EDPyvV36hnGpUgWqrfhNj4qa62hVK/ekq/x1RhiT29o5+Y1+AEOfuyKUUZeUmAaaFu6dFoEY1vFJ2gKpToI0zEEQRPFOd5VQsDdzAAmykfounTmB/omDH//1vVIDjE7TfWhCBfb3nWiSdBB+9EXcjd4R/WmVZoEWypNRlWAnP7QE6whfNMaBRbWiMrTQry3lBGVw2xMF1Z88rJetE9kQ6vAHt0+tyYVq5kbIHCe8gZ+Dj42z9ujBCzAXd/mvbaBeVwEBvXGahgvKtCXv6cRyF4VJS03PeDc+65tcBPCZ0b/+RTcqCteei3jEKIq2qONWkXsoA+CHySNnsDIej791fteUrR5sT4y1Q39OEIl5GdfF6IZNSJYxdjr+hKNhicnWCwGJTWiNn4O8F5CqeWuOLbCxBC+Qsa+ALD5TRwdDaAgtNWYBg2ulRaVLXEpOeUGYNFUFth/wO5cFYAdHyv7uj4wZs2Uh2H0Knp6kC04aH/hr5IF3MOg9eOh5cBEkHsfrdvFFjmZ/JCkyQiKAUUOmC/PrciCYzmtE/d080Rer6jSBs/yKP6c9C+MNZMLRPgLMsT7LjzSiI5guBcnZjmEM+XqlaABaWHlYXO5Qmrf9ZdsPVXfcRZh9+3hK6PMzOG+QGvbDHhhZZJvmhB/hnQNqF+/SPi63zsDwmfR7adL73zghIMYpDrEi5ZJgcs6yOITObcAXl5fNzZDxOGcU2P0afa7Eo5f5+QqrQgvqX0JmkqzNze+VSkkFzTe+oGCWLPDP8deNOHGTaWv7oTu6qx+MhmG1wpEnH+9dCQ33ggr413f2v/5YS2t/Jr4Cb5QCYXVys85yjWgN+oNSWUSOcRiRcTAZ1tPnhF0Kex3aTfmdkYSVZtyHiKAHIyLQS9gzZP8XPjEFypCnIhPxfG1ymb5RxRFEKAeQr/Od2Gu3A6/f91Tbu/AZcj300WpqafrDGFXOKmlUYiCm3qLfGuGpiw3JqHrhN3I6gUI685a3t3y+BjgnBLxModx9Ipv3PC8vLNZHsWFVjlanqXGgI0pp8xWPOl9g9xhFa9suZv6Hd49wxuz2/e+Cuee2+wJpGbX4kcz2gyb6IYplBLcerx/KOX/cQKERtddROUlM6YEpUo5zETfOARaQUsLseZXdbWAVy0FkOosJ3s0il4YWrRauyZY/2pFAUDkal7CPHDgw+DmxdcuPd8y+uOXk+skGlkI1iLiFWz7EwJNexQwREOBlzkzacozqNnOioe1J4w4GjSf4xWAN9lJ3Z/N8RvdeMsm2g3RdC6+k2mFlaW355d2xWyUdS2gp/+MOyFY/cFo7nzg2hTB+JdbPC+oKlBW6gx2KnfzVtdbYa7lvsKJGgbZs7o7ObPidK6r9uMWtxjB8rSZpzn6yAzrzCC18xdIVkMhg6Q9DRy2x530oGqGck2w+jQsD2NVzjIjr/KM75cikbYHmeROAOiUo4D3b9q4G8AqgFBjzm0kmikYx5RjMx905XSm0/LoGf5VPe1VWTcxqULsYPeBBLPLVtVmTGmQwcVqL2mfPrVvl5LM3BiS8wkPaPM69MnCMfTAuvvYgAOtk85bltmjS2Hd0/gMK1C20s9+CScbhm9VipsYJ0eKOdCdUAEwN+rz+1RoGRZ9p5iGTDTkFnz+htlgGjb5Yu5HH4syemaj3FQG7rlEI/hVtEOd7MS7/rytiKJmbW08n+4ef1v6lNcgepFn+Zz6DXSrz5M1sQPHSS58CfZKMqCFsE3KgUpgzvbGJkkQtz7tv8vUg5/WokwIj9s7ugC8BlDLXoT5y2L7EpbCaskG9dzGc/Uba33RSHRpq6zC0N9ZJMPjKo4XLcHDEeWgeUxaZIVgOzp9h03tuQkIdlbU2/PXEGi6P6yEQyvKX/jG+IzetnTtqQD1PSUgBPQ07Fcpwfgm+Mv8898ggfwReSMz5xDFwh7RMvPOJgULfw6n8oFxOOq5974wImx5/P+2ndZ8eFJrsz6SDrgDzSudeWzIwsxyz4iNYXtyx41akk89TDyLRq1Efn50srwoRIHYPygYPZti187FQvnaOZoaU4dzM3Q47azgh+emYVWHHOBYvL+N1I1kAuV7evwupCwmhSvw98BG5nTD+tG16IzwV9v22+Ut+t1ojT9+O0rg3ML5kRdHTBkN7aBpF0sqmHgnXC6rPNkG5tKo5hk+5kCi1fWfG/du29JoGYwhecNc9ou0yXYIaD/byWbCiUjuKS0OYL/yR5D8hMOOHBTOvNdz0U4blPxDujB/s1r3XOpmbhaM9yfMYirY+PiRbb1OYf33rXrRD/YBtZ4zh7leyAfSaevkt//qXZlSptyEfjrh43XfeM1T0LKwarWu6LiOKKnK5n/ZN1Po0J3PO4ouMUtY4DK0Pe+XL6/6zySfZO93VGjZ9Lb6tGQvStzeQhDOf+IN4tHexjt8yP8L4osUGoKPVN0cFCSMKpV7oTVXnYT4OX+0Osk3Pl+rYMI95gq2ijr4J33qZk7XOxGhlyTo4SLhyC+GCixPW5cX2L/QzNsn7bbpydTDcryis87JTtBWM65UHJgjUlPYvdrHTrbXJaqOkhLdxHLDPWdA6zE2X8czPspm7CtK0HCumcaofiM4JkmIcm/xKJHL06GsPnfES7ejClXJQgo1wCIUL4IevS8p+726MK2RUmoMCLPN5cFtmqac2Wfb6Ivk/THQl6NO8wrxxbgBjbMsBUHh6nZYnErMUvdkqonPsD4+ReqGmMXck0uQX0UfPV/Ro6BryHCJi9nqmvRkmpZJweGv9asecfGg7lhAEfv6XO6i9njqe27/DwNRDuVyEnMLFH3YVE539h9ig2Rc0pv74Bk/sahlLPYpxaOQIqL4dNbfxWJ6qVJRHAUOGxv7Er5/6ogiO4oLvaD/DO/GSlbPG603Kkn7skm7EFb9piaTXPvZIZhqL8vewxwDVLUhsmgcU+p4VnqKIfzKBgjkKcytJhSosz7XAOPLNjY2YBblcT6rwXtjJbVXd6u4iLtADijKo7ucA+uCJOBTGJDXwiCxqj54NMKVRuHeKbQ1nAnNUpwXSGW1e9jagAWlQMBztbgZlwjIGAC+h4SmXYECQsOg5AqVEcSyIBjiLNPVIVScqHA4CcHcfkKAwZ8/Y5z3yLR9I7doW7Ff78kDFg68hGMU7J20/A6svEEpSsfCuqo8nm/dIKMjzBrURU2/qAAfBzOshSVDCMkRZvrQ5P7szl+D31xB4HWp9FjnLgUCvPfY1TkINvupFb1XXWjllJJXe9XwlKqvDsTe4EA0U7FIdPF9zgC5T74HyqfyQzJZzGoIQyOG6rIpYF8OVgduCcdNRgdO93zZZ+TikZ6CsLIhVjfR4PgG8L6YvI4HPpPxKZe1LgiqAca4flZEVmCsLfK/dlZoXlORjXFxdg++T0/P52wS+XhvyNFogxFlfgr+zqB+n5UhpwkYXH55Cd5cdcVfHfYhNLeVpTm9KzVBhhQHR9vk2QIYKaZsIPHf7qiMjG/JtboWyYo85hifylVE+0DIMD3A07iC+SxiIjASSVQ41GdqohXGd+hVmx9l9/282RZ5b25ds7tzjZbgFW7i1IBtBp0rcVncknNdbmcv5LKGsWyDXbIfSdUeJPDoh7TqyA/k/yRjQ0OtEQlwnS1Lf7qq4H/nFaZy3yXzrCx8qwIrboHGHIiL/D+KehUEBzGd3RH9y4oJNguZzCNxAyXKdII7+KII/I31fe3d371EkFi11abqGomvWs6trdpeJpyzK0U3MyJOzeRz6GIXofWBGlU/f0tG3kMtzrIW2V5m/rgKJgA2sJOC7vj14WldJvO0qZU9tmpueGULa5/wc0+2fRSOsISa1Kk39WzIsaHr4ZIUUxbAuubklEysvfYHc3NM+v2jUIjMXnzms1v1dZr9X2jJ22h1DUU5Yu924Y9dSJYzQWsrs+G9jd/NNfJRW6MhL1sI+gz8H6aqCCKvPNX1uKRNqU3K9Q1E2htnuc5BN0rPMf6nrwX+9hfSOjrk/wgh1gfxQ3ghtBBaau4CTPZTl3/LjhxovFC6oJatrlyr+vnmOuIROrwXIVm+9iYjZi4Ls6iNFYnHX6noDgW0NI5/H91TfjbgtjCGoUPhqggp/UrDr+YlaWQ0Z0ez4QW8uFSMq1ITj/fz2N2BEtytLmDq7YLjuVkOVM8vkxLmeqGhxLsgRGl9gLVOdvHBxA2cdNGjbaPxKfsWaZ3M9oFMi5adYzalItK8SbCCkbGbNERlWXeqP8CWyb+a+zNGAtAkiTTrTSjYvyt5mYBJuXSSVFAUeZAmoopCeogP/xvksWB+vUEnIJ+/V494YQb7J2wMieEfQw5f2dbix5p5dqzPdAO80guy3DsPv5VZGJnh2e7/mSvcWuLir/cL+0ZKixN8L69HwXofVs+s72bIEBMo4YudU9X0mmRjT9uyoReUmjAxNyMa7IbBeSLDqZu07Q+MutUY30rFkDUD+r8X/OSO2tgQr4gD93EX8sh3ezM0WfNno4L7Dy3gnSfMe3uDDrtRe/G+NjYTeUPJDBXGnVI24Psj+AsIYFFmTkhl0mWrjvAAdyIifH9GEfgpDtY0srVbihZWsj6sP17RnFrrZP+ob3eZLRiHps6AJohndW5EZ6ifXsLAJDtP4I8p6HrrWMfMuislYuJ0iJ9ZVfzC3CEBD6hrPt/AVrxG8i9lgrm03lusGUj8lButO4kWMJ53cHtdve+mAbhugJ9Tq1llfs9GWGKWXjhTXMoUKUNFvqAn/FjHAsoczBjrRbFm5EYnLiUlC/95NJkmjDErW2sVvNIYGFlgHA6pQJWKWEpsP/UMEl9KiXW2pUFwYKr5tj/4XOtG/Omvyxy52e+BequBGwEapklS6Kgh3nW/cmwHlGHNX68fMP65NrRMy6Vb8i6zfxVMy7PvReu4cAAQP43lP10fy2qo2Iwr4STfc/pTZrLcQbnzqYG3bj+Q8RFiNItkv4yzraW5IJbUqMmjoZZvLy15eCWG3FFwcIS8e+pru8rMQz6N6nQ9EpuA8AMTTIqu1qYzQ6ZUY9YFxtjbNMWzR+N1/+4ngBnDMe2SMF4LEQMLsyvuIyOYGUBFsE1rj3U08QtTYBQ3OSLptVOxIxqZdz3HDto8n+dzvI/gqXMAMyqbI5+enCjL7D3BzBlDFpASlwqYK/0rxVXRzMf2agFbYnrI/UA4PCILtr2rqN25Hk8QCbiOIm4bzbOYEopA9X52hxfs+bA5z1jZbKawZLsf0CCiHm7BGLlfh4u9xUW4qWcr1J0SAIgPxV9Yb8umNEvdyC6vHMbJRQpVwEy6tZ6tLUW3Pi6Qu1L9686Gg7vJ3P9czsrseuXlIJYKzVhMwg8jvGrwpFbKRAg3B6Pfju4KSY/ZbgFvhB7FQjymoNzmzKwpGycivcwJsfN1Y2oCTBsIbFZ4ydaPQRiQp+mKWQsWjdTdK+dxXQb3QHWYNtQgHTc9LMD6amXYKkZMNJ32h2ZDn/qFPGixdqJHEh1Q0B2eNTZbQyaxznI9XKAQl+vojDa0W4Dinu9Y75DiEiwCCaGaSl3ecqA+/pCaBPW+ModTL4SeZU5/3BL9GATbtyraRfip436ZrO3NyZRGWY/eX+RyJT4bMfKwIPmv4PnUvm4TpDruXLPQl2p6ddvByG/fVaFsrfd7RLMrb4d07aEVHe8smqjTL7VvetF28PiSexQqaH1w2yfH4vl2hcScU0DdJ+q5hygos7iKDgnsq8Sq3J04F4CdcpnL4R7+Vj7PJ0cknCVEMEdFJqoEsBIp9kaFugjdK/T6Nwu6SqSlK1LObX09IkTB73hGpbpkQEree4zSTbB3g608odLnUk7JaWmbnP4ufmayAjUYhQGYi8f8DsLAogyqnU2Gev8i73MYMtwxOa0dCAeX3JdTQNLNoya1ga+VUvwOw2ER/bxX9defJF7v0PkciOqjFLF7zoNo0gvWEpti8X+JmSq1nLgcSnmZbPfRGcS6ChzG2J0jGRJC8Hiw37TfOOUpV7odQvOQO9JVXiZTZ4VC1+GsJxRVHAwCC7QBttkWN2zEpLxZrYirfe5ykdwTH/qYYDtwL+mUtFmOlvmvI5VEsUfgcduDfy9TD2OlYG7DtjWa0ClZY/sGiT3NAJq1AtQM+J/LVGrGjtaIZbGyfR0KqQSEO5ybx6sWy2BfrNg2V2auoXhMxAHgd3zTZ+aeR9Nhv04jYC9iqktuIgFECYPRxijVRDeW8zN0zi3ylY5OAilIN7DAUxCyB77h5s6WcqCDZy42jYj9CE4yjXDa3ytnaYJ3fD3/V/8SOzP7TmY04WaIdbnksY14M3ywVJBKMQY1HlxxVbF3cQfK7I3nX9eD7gIVVPzQm8/RqHWsFFI6pQwcQGXCd0/1bExRPU14MmGcGHlt2mSZNCUxA4de0qAYSotU5FbvB3ZRPIDDTO0vMILF9WfL5armjUoQkjPRVpYq1DwCA/L4/rBTa9VaCzqqVjvsFQ3e+VZFgcUnXjFQXUtJFlMVdybA/WP2wSdzuZoXqQYwZoawaS7G+0bCbrR0oUGtM2ytVJcc5WKC/Pak38bSHG8sD/4UnkiEEu8KD8RXiwhjxgEenH5m5st3mxezB5gKg2anzjBxh5scGIZdtrOk0q8jG3oBeZ2IoM6QKY4u7sibAMDFAjEVHrK7Un1v8ltQcrH2Pe7aqvTDuiIxO+jGhVzC9EHXL3+L+tK5rI0zp+CLXgaRCt6JRW/WpO6ipQSNy/Q1DeF6wmfYhgCtojOsN10zyVDX7ho4C0QhnH4bumXBAtLwZ9rk84PjT5fwB5ad5uZpstgDqOtWBabSOQZ6akwTh1WVrfNHiDQB55Fi9YqZd1eBeilLIo/eqaidW+EPeBDdmOFRy3Y5F4uO31drNpQ9/mAjtt3oKKfE/Oaz6HrUkwbjbdu0G3Fq81BdxGYV9iu/7omD/fVA1HhrK66wwXK+29zA4tnOyWy7W2cLVjc/xeh8dMqR1D/keNxqYyvnA7AJUrT1idQH7qRLhC8FAkH5zEV+qj2PwyTrOG/y/31SCrp0wEzI2KIUtHOCNP2ShCoEnDXj3rpUR7eCi+enog+D7QKS5OJiNO27EDOs1kKz5pI10osBMyHKL1R1Fhb3SRKAqvks9fbGZfJmqFjE/aibvbgiiYlRyOLdqew7uz/0OvtHNpbgKXAVh6bmPqNKkovJD+k36CODllbkA+Tjm2keOaXxZZMRWe6RiJUE5guvtDuZglKovJZsgTnn2yUkItkgbZYwHMx9Y+8U2Ww31BrQHazBdAjhVSfchM6Yvb5mcDOF5yRJw+C7CEGGL8sHfF37EpaTrROP4qyCW7gEt9/iIUAiy9Hd9kxOqd4392nmZp5vnBAtE17YOIX+sQpc3k9fXn/GjQZX7hd6ICtWcnz9EWECH1EA+zvXhKeZbRdvne3aKJqb9tOU23SjeCV+ZwYjhqQzgAgGdOBHgpuZDtSgD72y+xXDxeuqWt4eIv93mYxCaib7PWWPBbsaPgygAN8VaMOeeNsAhsSvqKgir3Ekf/knTH6uZ0qqAgnInXJOstD6CYHHtGf0hBi3SevVYZaGvbReO6lWaG74NaiySgwppVmHClzNaQdvU+hpfleGyiadypoNe4BSiMAr7AncUaWP8BSUeWXC/+YnzKzZ0c4jo5/kfI3eNZ2d8sqOVi8XN7vdm8X55Ehe/t51tYbMrknuYhrmyxC+kezsygyAb6u3CYXQOKYXURNvMz2Xgbu6VQmnFBSf4kWHd2CT/ylgu+clU5zmF0ypTjPjcCdc6cTFeigtfWhjnPeX3rgmqz+v16cd83q22/VLp+vj+Ipr3lD0ASswe1L8X7WAlvFihBRRKkt+0tsHhXhtDrkSa/cSyPkfn2G72+tIh4+3l+Kb9lrTv5ZEw5c/chG35LDIJhsgKw4OZWu/g5LiF3cHM/ncFNdtWJkPooauSUHbh4YCnrgkjfXOatEIMQD4zZbe2NI4nAoud8Tnbiyt3L7SIlkEUM+BrrO7vo1vIX1aP3OSP8Lca+jBd+w01GXzlwTArh8WooWm7naMcYVDtH6ajLoBdrZAbcbxhIWh2pXCq2Wo6mAQds9cgo5dxIz8CSs0Sb30ka4yWZay1QkqvBYezdAjWdlJFA7X9rJE7cV0LZBJu23Sql1osXtEqSUtx5A6HERb6VV6SM/YhYFmKGpSrgMAvd9D2wsMYYgTi4oyz4bciOeoV7GuowmhB9VBmcAeR3n/YtapxbY12yTf8EaJaMfRdQC8Aw/z8niC+aUQ3OjpSn5Z4Zyj4t52hZfDHunM8McRKRfmFm1VIxEQa05BGCZlhd9iIa0osksNhdrrgqKClzg3lT29N0Va8zqm80DnpPvjn8cKinh4SzrIDKDE7Fk//csr2dD72RAkZhq+Gi2xzOLrtyy7pwcTzzJAEFwGYBISVOWEAsMNjFLptoVW2QLgQl+mCdBsCeOZkOF7SlAQ3u9Kabo6KZL6zsYPXozT/YozdYku55QXUtLAcqkFNRrBNuAEGXeb2jHpPK2GjngF/CEzzhFhnuG9faaQSpmto4GHmD71/mzyHtPD/OV824E0+ZnCMJMVb8LmpHkLxnpIVnlO/WBc8o5/S0BzJgOgmaFAAsv7GIJLDtvXS+/53FFBGDMlvrK43ho6+YFLJsZW7MXzL5r1grwbpQD/hmILuNDWhdOQhRFE/tRIBNfQaQVeXRp3npwpoej9s9hTMemgeVVQRi344FhcQQEQj9KRdIPTrXSZGNc3xThw35xreb/r/vpZ/3NrKeb1KUHxZYYOOT6U1Kpcc7lJZ4J+6Of/j2FsavwXMAD53uM2RkXg68v7f/ZM9qkzNwxuoi0QqABmePHfEN7GIm986zPNjF1nv7CqH1FCWtAxlS+ZGIYb/OmRWsZn6QJeK0tadhA2Pry61q0mVB5fhTPTgNUOZepKGOsnvmPRRXZiJu+fE+dJJjq0jp3Rn6uDIiSl6eOulhc3njRyrRazSUZUj/we2KoslODTqSYedK4lBUAYDO8jH9iaSry/FRKxI0PJYOsR7z93B0V6x2Ni3UykeZlH/F8cefD56t1RqoMpenod8i07FPKiektd3GBJJmi9RGQui+bw8vW8I56US1A4qLExHUegwp1CVVA4ppF5/7SDI84IZTBsxa6QkX4mnAkFkn5ZWv9XygrzIGOF6eyG/qG46x7CHCF2R9Rh8BsRP4J1eFcmGHUh6gVK+6tu8GYvcxRz5VJ0a57yBL0bPybHigUn/+G0EdeT+nR77ZCOo7JuPAkrTS/SUfx4iEblXIBkfMy4TpwNWwOnr96my2dZMY/q6tnUUDoTxVuHhwOGi4vlVABjTLFXxe5DYO2hRDXDG/Cs0gFiw3xP5eygCYvIbqN0hWTQVtgc3Qjvyi68klXtByExI3v9KgZKKz6kJrnk7rqWpTiSirIo+7Hhz4ueY7wgvORko1BOpnJyvKzQ1iDp9hQhhFpVxNjkbJFarRLxmnsCbLvRyaB/K2a6d/V3x/nuqyNlbYkXHqfQTVT5lHCMLCoU5zb5MP+8Kt1PFvLkcH3CCBcyDsFRbWN8qznHe1Bmt9W/Ce020sYwNZlDChmpDx+/AfpjgVQRCPM8JRM5duTT3PVPDMr0Qujol2VfjGeB9H1wo8VZgl21uRuBAQyiBK9I81MsC+tG2vXq+ADx0OfZcvdKctbaMz5AaCxkWkP8pIx2LNidtFmvIcweTzV//gLqA55yRoPAAAAvUzo9BcmkVktEfJfpEdyAUu5Z29X1O3qhCvJ8/rj9l4ZphdMCmCmJD+4RMOo6aXw07YUTlHGTOdb3+HSnUN7kxQwKYAdpVTICS1AogrA1OgPDFmfrhTvQ2fU9qgoKU8bqMHlIPteK6T++xy4epoWcf0UxJxrE9f7dyjTF19PKV8nuWg5MjA10/cuzHRHkRQw+luAJmVF7aCEx9gPH8NbtKpH8ZH5+cehqr53QaBPHIc0MtG16WhbooJsz0kSIo0uk1ZTwnIypoCVH90w4Hk5XwI14Hr0NmprRN4dgx7j2e/xnCcX8pnIamB/mkH2Gx32sZk4iYVX7ub9V+N4cJak7MG4LpQ+boVGVfqxz2vxUgaZMMY/hfQUssCxn84cazU2Y1NF3QlRyC47J3dX7k8kGpMEsELfK66b9ZvpIcP5KpvDGObUhKxQCFvwEHZ42a3A4s+4tY6rIrMGSVMSR29Pn4HPxelCHcFOE11KluAB56pP/6X5TxeXgt9YWRwAAAAA=" alt="Renzo-ArtHome" width="70" height="46" style="height:46px !important;width:auto !important"></p>
<div>
<p class="rahpf1-titolo">Seminterrato allagato: la fase 1 dell&#8217;asciugatura</p>
<p class="rahpf1-sotto">Il settore in lavoro, il giro dell&#8217;aria e i pannelli spostati per gradi</p>
<p class="rahpf1-stato">Pannelli in <span class="rahpf1-pos"><span class="rahpf1-p1">posizione 1 di 3</span><span class="rahpf1-p2">posizione 2 di 3</span><span class="rahpf1-p3">posizione 3 di 3</span></span></p>
</div>
</div>
<div class="rahpf1-corpo">
<div class="rahpf1-pianta"><svg class="rahpf1-svg" viewBox="150 110 810 1320" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" role="img" aria-label="Pianta schematica del seminterrato: settore in asciugatura, deumidificatori, ventilatore, tubi dell'aria e posizioni successive dei pannelli radianti"><defs><radialGradient id="rahpf1caldo"><stop offset="0" stop-color="#ff7a2f" stop-opacity=".55"/><stop offset="1" stop-color="#ff7a2f" stop-opacity="0"/></radialGradient><radialGradient id="rahpf1tenue"><stop offset="0" stop-color="#ff7a2f" stop-opacity=".28"/><stop offset="1" stop-color="#ff7a2f" stop-opacity="0"/></radialGradient><pattern id="rahpf1tratt" width="14" height="14" patternUnits="userSpaceOnUse" patternTransform="rotate(45)"><line x1="0" y1="0" x2="0" y2="14" stroke="#b8bfc8" stroke-width="3"/></pattern><marker id="rahpf1fm" viewBox="0 0 10 10" refX="6" refY="5" markerWidth="5" markerHeight="5" orient="auto"><path d="M0,0 L10,5 L0,10 z" fill="#3d4652"/></marker><marker id="rahpf1fc" viewBox="0 0 10 10" refX="6" refY="5" markerWidth="6" markerHeight="6" orient="auto"><path d="M0,0 L10,5 L0,10 z" fill="#f26b1d"/></marker><marker id="rahpf1fr" viewBox="0 0 10 10" refX="6" refY="5" markerWidth="6" markerHeight="6" orient="auto"><path d="M0,0 L10,5 L0,10 z" fill="#7a8492"/></marker></defs><path d="M180,140 L928,140 L928,1232 L616,1236 L616,1407 L180,1407 Z" fill="#eceff3"/><path d="M896,444 L782,446 L784,550 L736,598 L540,600 L541,830 L538,834 L523,834 L521,830 L520,743 L515,739 L210,740 L205,745 L206,918 L211,923 L516,921 L524,914 L541,915 L542,1124 L502,1122 L504,1112 L520,1112 L518,932 L210,934 L210,1114 L426,1114 L414,1136 L404,1134 L404,1124 L210,1126 L212,1386 L406,1386 L406,1212 L436,1218 L434,1228 L416,1228 L418,1386 L594,1382 L592,1226 L512,1226 L510,1216 L636,1214 L636,1028 L650,1030 L652,1214 L906,1210 L902,938 L650,940 L648,952 L634,950 L634,926 L640,920 L902,922 L900,734 L638,734 L640,712 L896,714 Z" fill="#e3f1df"/><g class="rahpf1-p1"><ellipse cx="710" cy="686" rx="96" ry="67" fill="url(#rahpf1tenue)"/></g><g class="rahpf1-p2"><ellipse cx="710" cy="697" rx="64" ry="34" fill="url(#rahpf1caldo)"/></g><g class="rahpf1-p3"><ellipse cx="839" cy="697" rx="65" ry="34" fill="url(#rahpf1caldo)"/></g><g class="rahpf1-p1"><ellipse cx="256" cy="950" rx="53" ry="34" fill="url(#rahpf1caldo)"/></g><g class="rahpf1-p2"><ellipse cx="273" cy="1098" rx="53" ry="34" fill="url(#rahpf1caldo)"/></g><g class="rahpf1-p3"><ellipse cx="367" cy="1098" rx="53" ry="34" fill="url(#rahpf1caldo)"/></g><g class="rahpf1-p1"><ellipse cx="682" cy="1073" rx="72" ry="80" fill="url(#rahpf1tenue)"/></g><g class="rahpf1-p2"><ellipse cx="668" cy="1073" rx="34" ry="53" fill="url(#rahpf1caldo)"/></g><g class="rahpf1-p3"><ellipse cx="682" cy="1173" rx="42" ry="54" fill="url(#rahpf1caldo)"/></g><g stroke="#3b78d4" stroke-width="9" stroke-linecap="round" fill="none"><path d="M782,446 L784,550"/><path d="M784,550 L736,598"/><path d="M736,598 L540,600"/><path d="M540,600 L541,830"/><path d="M541,830 L538,834"/><path d="M538,834 L523,834"/><path d="M523,834 L521,830"/><path d="M521,830 L520,743"/><path d="M520,743 L515,739"/><path d="M515,739 L210,740"/><path d="M210,740 L205,745"/><path d="M205,745 L206,918"/><path d="M206,918 L211,923"/><path d="M211,923 L516,921"/><path d="M516,921 L524,914"/><path d="M524,914 L541,915"/><path d="M541,915 L542,1124"/><path d="M542,1124 L502,1122"/><path d="M502,1122 L504,1112"/><path d="M504,1112 L520,1112"/><path d="M520,1112 L518,932"/><path d="M518,932 L210,934"/><path d="M210,934 L210,1114"/><path d="M210,1114 L426,1114"/><path d="M426,1114 L414,1136"/><path d="M414,1136 L404,1134"/><path d="M404,1134 L404,1124"/><path d="M404,1124 L210,1126"/><path d="M210,1126 L212,1386"/><path d="M212,1386 L406,1386"/><path d="M406,1386 L406,1212"/><path d="M406,1212 L436,1218"/><path d="M436,1218 L434,1228"/><path d="M434,1228 L416,1228"/><path d="M416,1228 L418,1386"/><path d="M418,1386 L594,1382"/><path d="M594,1382 L592,1226"/><path d="M592,1226 L512,1226"/><path d="M512,1226 L510,1216"/><path d="M510,1216 L636,1214"/><path d="M636,1214 L636,1028"/><path d="M636,1028 L650,1030"/><path d="M650,1030 L652,1214"/><path d="M652,1214 L906,1210"/><path d="M906,1210 L902,938"/><path d="M902,938 L650,940"/><path d="M650,940 L648,952"/><path d="M648,952 L634,950"/><path d="M634,950 L634,926"/><path d="M634,926 L640,920"/><path d="M640,920 L902,922"/><path d="M902,922 L900,734"/><path d="M900,734 L638,734"/><path d="M638,734 L640,712"/><path d="M640,712 L896,714"/><path d="M896,714 L896,444"/></g><path fill="#3b4049" fill-rule="evenodd" d="M409,1215 L408,1382 L409,1389 L416,1390 L416,1231 L420,1227 L432,1226 L433,1221 Z M639,1031 L636,1035 L638,1212 L634,1216 L514,1219 L517,1226 L590,1225 L594,1229 L596,1381 L592,1385 L527,1388 L482,1386 L473,1390 L471,1404 L478,1409 L532,1405 L553,1408 L614,1407 L618,1403 L616,1243 L646,1238 L869,1238 L910,1236 L929,1232 L928,1173 L917,1170 L909,1174 L907,1209 L903,1214 L657,1218 L651,1211 L650,1035 L647,1031 Z M191,986 L186,991 L190,1407 L194,1411 L351,1409 L354,1397 L343,1387 L215,1388 L211,1384 L209,1129 L213,1125 L402,1124 L408,1133 L413,1133 L415,1127 L424,1121 L424,1116 L213,1115 L209,1111 L209,1095 L208,1078 L208,997 L204,988 Z M543,1119 L540,915 L524,914 L516,921 L211,923 L203,926 L203,930 L209,932 L517,930 L522,939 L523,1109 L519,1113 L507,1114 L505,1120 L514,1123 Z M638,840 L641,844 L648,844 L657,839 L757,839 L761,831 L758,827 L648,827 L639,830 Z M644,715 L641,732 L645,736 L899,734 L903,738 L906,865 L904,921 L900,925 L672,928 L641,924 L635,931 L639,951 L646,951 L653,940 L901,938 L906,951 L906,1087 L910,1097 L925,1098 L927,998 L922,661 L913,659 L904,664 L902,708 L898,712 Z M780,405 L772,404 L768,411 L769,542 L726,586 L544,586 L539,581 L538,457 L535,453 L517,456 L519,726 L515,730 L209,732 L205,728 L204,593 L200,585 L184,584 L185,865 L203,865 L206,859 L205,745 L210,740 L515,739 L520,743 L521,758 L520,830 L523,834 L538,834 L541,830 L539,603 L543,599 L720,598 L740,594 L781,550 L780,450 L785,444 L794,443 L795,437 L780,430 Z M903,401 L899,432 L878,435 L876,441 L880,444 L895,443 L900,447 L901,538 L905,547 L918,549 L922,546 L921,404 L919,401 Z M360,146 L180,151 L183,462 L199,460 L203,452 L200,174 L204,170 L354,168 L362,164 L364,157 Z M919,175 L919,143 L915,140 L485,145 L481,149 L484,162 L492,166 L601,165 L617,164 L715,163 L720,160 L761,163 L769,177 L778,176 L778,166 L782,162 L893,160 L898,165 L901,178 Z"/><rect x="365" y="143" width="116" height="18" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="365" y1="152" x2="481" y2="152" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="182" y="462" width="18" height="120" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="191" y1="462" x2="191" y2="582" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="182" y="865" width="18" height="120" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="191" y1="865" x2="191" y2="985" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="908" y="548" width="18" height="112" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="917" y1="548" x2="917" y2="660" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="908" y="1098" width="18" height="72" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="917" y1="1098" x2="917" y2="1170" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="357" y="1389" width="115" height="18" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="357" y1="1398" x2="472" y2="1398" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="917" y1="180" x2="917" y2="400" stroke="#3b4049" stroke-width="4" stroke-dasharray="14 10"/><g stroke="#3b4049" stroke-width="2"><line x1="672" y1="738" x2="672" y2="828"/><line x1="693" y1="738" x2="693" y2="828"/><line x1="714" y1="738" x2="714" y2="828"/><line x1="735" y1="738" x2="735" y2="828"/><line x1="756" y1="738" x2="756" y2="828"/><line x1="777" y1="738" x2="777" y2="828"/><line x1="738" y1="830" x2="794" y2="734"/><line x1="748" y1="830" x2="804" y2="734"/></g><g class="rahpf1-p2" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="664" y1="713" x2="756" y2="713"/></g><g class="rahpf1-p3" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="792" y1="713" x2="886" y2="713"/></g><g class="rahpf1-p1" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="221" y1="934" x2="291" y2="934"/></g><g class="rahpf1-p2" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="238" y1="1114" x2="308" y2="1114"/></g><g class="rahpf1-p3" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="332" y1="1114" x2="402" y2="1114"/></g><g class="rahpf1-p2" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="652" y1="1038" x2="652" y2="1108"/></g><g class="rahpf1-p3" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="652" y1="1140" x2="652" y2="1212"/><line x1="652" y1="1212" x2="700" y2="1212"/></g><path d="M568,994 C568,993 570,991 568,986 C566,981 559,980 556,966 C553,952 549,929 552,902 C555,875 571,832 576,804 C581,776 578,752 582,736 C586,720 592,711 602,706 C612,701 635,704 642,704" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path d="M612,1182 C609,1179 597,1173 594,1164 C591,1155 593,1137 594,1128 C595,1119 600,1121 602,1110 C604,1099 603,1079 608,1062 C613,1045 627,1015 634,1006 C641,997 642,1004 648,1006 C654,1008 665,1018 668,1020" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path d="M540,1142 C533,1141 509,1140 496,1134 C483,1128 471,1113 460,1108 C449,1103 433,1103 428,1102" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path d="M604,1200 C596,1201 572,1207 556,1208 C540,1209 527,1209 506,1204 C485,1199 449,1187 430,1180 C411,1173 403,1163 390,1160 C377,1157 357,1162 350,1162" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path d="M612,1206 C603,1206 579,1204 560,1204 C541,1204 514,1202 500,1205 C486,1208 479,1212 474,1222 C469,1232 467,1251 470,1262 C473,1273 487,1285 490,1290" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path class="rahpf1-mand" d="M568,994 C568,993 570,991 568,986 C566,981 559,980 556,966 C553,952 549,929 552,902 C555,875 571,832 576,804 C581,776 578,752 582,736 C586,720 592,711 602,706 C612,701 635,704 642,704" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpf1fm)"/><path class="rahpf1-mand" d="M612,1182 C609,1179 597,1173 594,1164 C591,1155 593,1137 594,1128 C595,1119 600,1121 602,1110 C604,1099 603,1079 608,1062 C613,1045 627,1015 634,1006 C641,997 642,1004 648,1006 C654,1008 665,1018 668,1020" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpf1fm)"/><path class="rahpf1-mand" d="M540,1142 C533,1141 509,1140 496,1134 C483,1128 471,1113 460,1108 C449,1103 433,1103 428,1102" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpf1fm)"/><path class="rahpf1-mand" d="M604,1200 C596,1201 572,1207 556,1208 C540,1209 527,1209 506,1204 C485,1199 449,1187 430,1180 C411,1173 403,1163 390,1160 C377,1157 357,1162 350,1162" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpf1fm)"/><path class="rahpf1-mand" d="M612,1206 C603,1206 579,1204 560,1204 C541,1204 514,1202 500,1205 C486,1208 479,1212 474,1222 C469,1232 467,1251 470,1262 C473,1273 487,1285 490,1290" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpf1fm)"/><g class="rahpf1-p1"><path class="rahpf1-rit" d="M656,698 C657,698 641,698 664,698" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpf1-rit" d="M664,698 C687,698 757,698 792,698 C827,698 856,700 872,698 C888,696 884,694 887,684 C890,674 888,661 888,640 C888,619 888,587 887,560 C886,533 888,497 884,480 C880,463 878,462 866,459 C854,456 824,456 812,460 C800,464 800,465 797,480 C794,495 800,533 795,552 C790,571 775,584 764,594 C753,604 751,610 730,613 C709,616 658,611 640,614 C622,617 624,618 620,632 C616,646 620,675 619,700 C618,725 617,747 616,780 C615,813 614,870 612,900 C610,930 608,946 606,960 C604,974 602,980 601,984" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpf1fc)"/></g><g class="rahpf1-p2"><path class="rahpf1-rit" d="M656,698 C657,698 641,698 664,698" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpf1-rit" d="M664,698 C687,698 757,698 792,698 C827,698 856,700 872,698 C888,696 884,694 887,684 C890,674 888,661 888,640 C888,619 888,587 887,560 C886,533 888,497 884,480 C880,463 878,462 866,459 C854,456 824,456 812,460 C800,464 800,465 797,480 C794,495 800,533 795,552 C790,571 775,584 764,594 C753,604 751,610 730,613 C709,616 658,611 640,614 C622,617 624,618 620,632 C616,646 620,675 619,700 C618,725 617,747 616,780 C615,813 614,870 612,900 C610,930 608,946 606,960 C604,974 602,980 601,984" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpf1fc)"/></g><g class="rahpf1-p3"><path class="rahpf1-rit" d="M656,698 C657,698 641,698 664,698 C687,698 757,698 792,698" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpf1-rit" d="M792,698 C827,698 856,700 872,698 C888,696 884,694 887,684 C890,674 888,661 888,640 C888,619 888,587 887,560 C886,533 888,497 884,480 C880,463 878,462 866,459 C854,456 824,456 812,460 C800,464 800,465 797,480 C794,495 800,533 795,552 C790,571 775,584 764,594 C753,604 751,610 730,613 C709,616 658,611 640,614 C622,617 624,618 620,632 C616,646 620,675 619,700 C618,725 617,747 616,780 C615,813 614,870 612,900 C610,930 608,946 606,960 C604,974 602,980 601,984" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpf1fc)"/></g><g class="rahpf1-p1"><path class="rahpf1-rit" d="M671,1030 C670,1031 668,1024 667,1038" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpf1-rit" d="M667,1038 C666,1052 667,1098 667,1112 C667,1126 667,1108 667,1120 C667,1132 665,1171 667,1184 C669,1197 670,1196 680,1198 C690,1200 698,1198 730,1198 C762,1198 845,1201 872,1198 C899,1195 887,1198 890,1182 C893,1166 891,1133 891,1100 C891,1067 893,1009 891,985 C889,961 900,961 878,956 C856,951 791,955 760,955 C729,955 707,954 690,957 C673,960 669,965 660,970 C651,975 643,983 636,988 C629,993 619,999 616,1001" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpf1fc)"/></g><g class="rahpf1-p2"><path class="rahpf1-rit" d="M671,1030 C670,1031 668,1024 667,1038" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpf1-rit" d="M667,1038 C666,1052 667,1098 667,1112 C667,1126 667,1108 667,1120 C667,1132 665,1171 667,1184 C669,1197 670,1196 680,1198 C690,1200 698,1198 730,1198 C762,1198 845,1201 872,1198 C899,1195 887,1198 890,1182 C893,1166 891,1133 891,1100 C891,1067 893,1009 891,985 C889,961 900,961 878,956 C856,951 791,955 760,955 C729,955 707,954 690,957 C673,960 669,965 660,970 C651,975 643,983 636,988 C629,993 619,999 616,1001" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpf1fc)"/></g><g class="rahpf1-p3"><path class="rahpf1-rit" d="M671,1030 C670,1031 668,1024 667,1038 C666,1052 667,1098 667,1112 C667,1126 667,1108 667,1120" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpf1-rit" d="M667,1120 C667,1132 665,1171 667,1184 C669,1197 670,1196 680,1198 C690,1200 698,1198 730,1198 C762,1198 845,1201 872,1198 C899,1195 887,1198 890,1182 C893,1166 891,1133 891,1100 C891,1067 893,1009 891,985 C889,961 900,961 878,956 C856,951 791,955 760,955 C729,955 707,954 690,957 C673,960 669,965 660,970 C651,975 643,983 636,988 C629,993 619,999 616,1001" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpf1fc)"/></g><g class="rahpf1-p1"><path class="rahpf1-rit" d="M414,1099 C412,1099 420,1099 402,1099 C384,1099 336,1099 308,1099 C280,1099 248,1101 234,1099 C220,1097 224,1109 222,1086 C220,1063 220,986 222,963 C224,940 220,951 236,949" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpf1-rit" d="M236,949 C252,947 277,949 320,949 C363,949 463,947 494,949 C525,951 504,944 506,962 C508,980 508,1037 507,1060 C506,1083 502,1088 500,1098 C498,1108 493,1113 496,1118 C499,1123 510,1125 520,1127 C530,1129 548,1130 554,1131" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpf1fc)"/></g><g class="rahpf1-p2"><path class="rahpf1-rit" d="M414,1099 C412,1099 420,1099 402,1099 C384,1099 336,1099 308,1099" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpf1-rit" d="M308,1099 C280,1099 248,1101 234,1099 C220,1097 224,1109 222,1086 C220,1063 220,986 222,963 C224,940 220,951 236,949 C252,947 277,949 320,949 C363,949 463,947 494,949 C525,951 504,944 506,962 C508,980 508,1037 507,1060 C506,1083 502,1088 500,1098 C498,1108 493,1113 496,1118 C499,1123 510,1125 520,1127 C530,1129 548,1130 554,1131" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpf1fc)"/></g><g class="rahpf1-p3"><path class="rahpf1-rit" d="M414,1099 C412,1099 420,1099 402,1099" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpf1-rit" d="M402,1099 C384,1099 336,1099 308,1099 C280,1099 248,1101 234,1099 C220,1097 224,1109 222,1086 C220,1063 220,986 222,963 C224,940 220,951 236,949 C252,947 277,949 320,949 C363,949 463,947 494,949 C525,951 504,944 506,962 C508,980 508,1037 507,1060 C506,1083 502,1088 500,1098 C498,1108 493,1113 496,1118 C499,1123 510,1125 520,1127 C530,1129 548,1130 554,1131" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpf1fc)"/></g><path class="rahpf1-rit" d="M325,1158 C312,1158 264,1154 248,1158 C232,1162 233,1148 230,1180 C227,1212 227,1318 230,1350 C233,1382 223,1367 248,1370 C273,1373 356,1382 380,1370 C404,1358 390,1324 392,1300 C394,1276 387,1241 392,1225 C397,1209 407,1211 420,1206 C433,1201 452,1197 470,1194 C488,1191 509,1192 525,1190 C541,1188 561,1182 568,1181" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpf1fr)"/><path class="rahpf1-rit" d="M503,1310 C508,1317 518,1344 530,1352 C542,1360 566,1367 575,1360 C584,1353 584,1326 585,1310 C586,1294 586,1273 580,1262 C574,1251 562,1247 550,1244 C538,1241 520,1245 505,1246 C490,1247 470,1252 460,1250 C450,1248 443,1239 442,1232 C441,1225 442,1212 452,1206 C462,1200 484,1200 500,1196 C516,1192 538,1186 546,1184" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpf1fr)"/><path class="rahpf1-rit" d="M362,852 C361,857 361,875 356,884 C351,893 350,902 330,906 C310,910 254,909 236,907 C218,905 224,917 221,894 C218,871 218,793 220,770 C222,747 188,758 234,755 C280,752 449,753 494,755 C539,757 504,758 506,768 C508,778 505,803 507,815 C509,827 512,834 518,842 C524,850 537,854 546,862 C555,870 566,881 572,892 C578,903 578,920 580,930 C582,940 581,947 582,955 C583,963 584,976 584,980" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpf1fr)"/><g class="rahpf1-p1"><rect x="663" y="653" width="94" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3"/></g><g class="rahpf1-p2"><rect x="663" y="674" width="94" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3"/></g><g class="rahpf1-p3"><rect x="792" y="674" width="94" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3"/></g><g class="rahpf1-p1"><rect x="221" y="959" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3"/></g><g class="rahpf1-p2"><rect x="238" y="1075" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3"/></g><g class="rahpf1-p3"><rect x="332" y="1075" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3"/></g><g class="rahpf1-p1"><rect x="677" y="1066" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3" transform="rotate(90 712 1073)"/></g><g class="rahpf1-p2"><rect x="649" y="1066" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3" transform="rotate(90 684 1073)"/></g><g class="rahpf1-p3"><rect x="665" y="1145" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3" transform="rotate(63 700 1152)"/></g><rect x="574" y="994" width="34" height="42" rx="4" fill="#4a5260"/><line x1="581" y1="1003" x2="601" y2="1003" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="581" y1="1010" x2="601" y2="1010" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="581" y1="1017" x2="601" y2="1017" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="581" y1="1024" x2="601" y2="1024" stroke="#fff" stroke-width="2"/><rect x="540" y="1134" width="42" height="40" rx="4" fill="#4a5260"/><line x1="547" y1="1143" x2="575" y2="1143" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="547" y1="1150" x2="575" y2="1150" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="547" y1="1157" x2="575" y2="1157" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="547" y1="1164" x2="575" y2="1164" stroke="#fff" stroke-width="2"/><circle cx="362" cy="832" r="17" fill="#4a5260" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="362" y1="832" x2="373.0" y2="832.0" stroke="#fff" stroke-width="3" stroke-linecap="round"/><line x1="362" y1="832" x2="356.5" y2="841.5" stroke="#fff" stroke-width="3" stroke-linecap="round"/><line x1="362" y1="832" x2="356.5" y2="822.5" stroke="#fff" stroke-width="3" stroke-linecap="round"/><circle cx="618.0" cy="1195.0" r="17" fill="#4a5260" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="618.0" y1="1195.0" x2="629.0" y2="1195.0" stroke="#fff" stroke-width="3" stroke-linecap="round"/><line x1="618.0" y1="1195.0" x2="612.5" y2="1204.5" stroke="#fff" stroke-width="3" stroke-linecap="round"/><line x1="618.0" y1="1195.0" x2="612.5" y2="1185.5" stroke="#fff" stroke-width="3" stroke-linecap="round"/><text x="400" y="300" font-size="34" font-family="Arial, sans-serif" fill="#5b6470" text-anchor="middle" stroke="#fff" stroke-width="5" paint-order="stroke">fuori settore</text></svg></div>
<ul class="rahpf1-legenda">
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><rect x="1" y="3" width="32" height="14" fill="#e3f1df" stroke="#9fb89a"/></svg><span>Settore 1: locali in asciugatura in questa fase</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><rect x="1" y="3" width="32" height="14" fill="#eceff3" stroke="#c3c9d1"/></svg><span>Fuori settore: locali dei settori successivi</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><rect x="7" y="1" width="20" height="18" rx="3" fill="#4a5260"/><line x1="10" y1="5" x2="24" y2="5" stroke="#fff" stroke-width="1.4"/><line x1="10" y1="9" x2="24" y2="9" stroke="#fff" stroke-width="1.4"/><line x1="10" y1="13" x2="24" y2="13" stroke="#fff" stroke-width="1.4"/></svg><span>Deumidificatore a condensazione</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><circle cx="17" cy="10" r="9" fill="#4a5260"/><line x1="17" y1="10" x2="23.0" y2="10.0" stroke="#fff" stroke-width="2" stroke-linecap="round"/><line x1="17" y1="10" x2="14.0" y2="15.2" stroke="#fff" stroke-width="2" stroke-linecap="round"/><line x1="17" y1="10" x2="14.0" y2="4.8" stroke="#fff" stroke-width="2" stroke-linecap="round"/></svg><span>Ventilatore radiale</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="3" y1="10" x2="31" y2="10" stroke="#cfd8e2" stroke-width="9" stroke-linecap="round"/><line x1="3" y1="10" x2="31" y2="10" stroke="#3d4652" stroke-width="3" stroke-dasharray="7 5"/></svg><span>Tubo flessibile: aria spinta nei locali</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#7a8492" stroke-width="3" stroke-dasharray="3 6"/></svg><span>Aria che lambisce le pareti e torna al deumidificatore</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#f26b1d" stroke-width="3" stroke-dasharray="3 6"/></svg><span>Aria scaldata passando tra pannello e muro: resta calda fino al deumidificatore</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><rect x="2" y="6" width="30" height="8" rx="2" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="2"/></svg><span>Pannello radiante: tre posizioni in giorni diversi, una alla volta</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><ellipse cx="17" cy="10" rx="16" ry="8" fill="#ff7a2f" opacity=".3"/></svg><span>Pannello lontano dal muro, nei primi giorni</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#3b78d4" stroke-width="6"/></svg><span>Parete fredda: bagnata fino alla linea dell&#8217;acqua</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#f26b1d" stroke-width="6"/></svg><span>Parete scaldata davanti al pannello</span></li>
</ul>
</div>
<p class="rahpf1-nota">Schema senza quote. I colori delle pareti seguono la logica dei termogrammi: blu freddo, arancio caldo. L&#8217;aria che torna al deumidificatore diventa arancio dove passa tra il pannello e il muro, perché lì si scalda; i percorsi sono schematici.</p>
<p class="rahpf1-piede"><a href="https://www.renzo-arthome.com">renzo-arthome.com</a></p>
</div><figcaption style='font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0'>Tavola 1. Dal giorno 19, l&#8217;asciugatura generale del settore 1: l&#8217;aria gira lungo le pareti e torna ai deumidificatori, e dove passa tra il pannello e il muro si scalda. I pannelli si avvicinano al muro per gradi, in giorni diversi.</figcaption></figure>
<p>Il limite pratico l&#8217;ha messo la corrente. In ambito domestico il carico elettrico di un&#8217;asciugatura può diventare un problema serio. Prima di montare ho fatto il conto della potenza e ho diviso i carichi su linee diverse. Anche così, non si poteva portare più di quello che è stato portato, senza sovraccaricare gli impianti. Una fila di pannelli lungo tutto il perimetro dei locali gli impianti non l&#8217;avrebbero retta: per questo i pannelli sono tre, e si spostano da un tratto all&#8217;altro delle pareti. Al controllo del giorno 24 l&#8217;avvolgicavo era svolto per intero, come il manuale del deumidificatore chiede di fare con le prolunghe, le prese erano fissate nelle scatole con la placca e le giunzioni delle prolunghe erano sollevate da terra.</p>
<p>All&#8217;accensione gli igrostati dei due deumidificatori, i sensori che li comandano in base all&#8217;umidità dell&#8217;aria e ne mostrano il valore sul display, segnavano il 64 e il 68 % di umidità relativa dell&#8217;aria del locale. Cinque giorni dopo sono tornato con gli strumenti, per vedere se stava funzionando.</p>
<h2 id="giorno-24-la-base-resta-fredda">Giorno 24: la base resta fredda</h2>
<p>In un&#8217;asciugatura si misurano tre cose diverse: l&#8217;aria del locale, la superficie del muro e l&#8217;interno del muro. Al giorno 24 ho usato un termometro a infrarossi con sensore di umidità, che legge la temperatura della superficie e, con i suoi sensori interni, calcola il punto di rugiada dell&#8217;aria. Avevo con me anche un secondo termometro a infrarossi, un pirometro con scanner del punto di rugiada. Per l&#8217;interno del muro ho usato un misuratore a microonde, che secondo il costruttore legge fino a circa 30 centimetri di profondità. Dà un numero in unità proprie dello strumento, non una percentuale d&#8217;acqua: serve a confrontare un punto con l&#8217;altro e, alla fine, con la parte alta dello stesso muro, dove l&#8217;acqua non è arrivata. Sono le istruzioni dei rispettivi costruttori, e da costruttore a costruttore cambiano.</p>
<p>Da quando lo strumento si è adattato all&#8217;aria del locale, il punto di rugiada è rimasto fra 17,4 e 19,4 °C in tutti i locali del settore. Gli igrostati dei deumidificatori, quel giorno, segnavano il 58 e il 53 % di umidità relativa, contro il 64 e il 68 % dell&#8217;accensione, e riguardavano l&#8217;aria del locale.</p>
<p>La temperatura dell&#8217;aria non l&#8217;ho presa locale per locale. Con i pannelli accesi l&#8217;ambiente si scalda a macchia di leopardo, diverso di metro in metro, e una lettura per locale non direbbe niente. Per questo seguo il punto di rugiada, che dice quanto vapore c&#8217;è nell&#8217;aria, mentre l&#8217;umidità relativa cambia con la temperatura.</p>
<p>Dal punto di rugiada e dalla temperatura della superficie si ricava l&#8217;umidità relativa dell&#8217;aria a ridosso della faccia del muro. Il calcolo usa la formula del vapore saturo della stessa norma sulla condensa. Parte da un&#8217;ipotesi: che a ridosso della faccia il vapore sia quello letto dallo strumento. Lo riporto per intero nella nota di calcolo. Con questa ipotesi, davanti a una faccia più fredda dell&#8217;aria la pressione del vapore saturo è più bassa. L&#8217;aria, lì, può contenere meno vapore, e l&#8217;umidità relativa sale. Sulle superfici scaldate, fra 26 e 30 °C, l&#8217;umidità a ridosso della faccia stava fra il 50 e il 63 %. Su quelle fra 24 e 25,5 °C stava fra il 67 e il 70 %, e su quelle rimaste a 22-23 °C fra il 72 e il 77 %. Sono gli intervalli dei valori letti. Ogni valore ha il margine d&#8217;errore dello strumento, che è nella stessa nota. Su un punto a 20,6 °C l&#8217;umidità risultava attorno al 93 %. Lì la superficie stava a poco più di un grado dal punto di rugiada, e la condensa superficiale non si può escludere.</p>
<p>La linea guida sulle muffe dell&#8217;Agenzia federale tedesca per l&#8217;ambiente, aggiornata nel 2024, dice che alla crescita delle muffe basta un&#8217;umidità del 70-80 % alla superficie del materiale, se dura a lungo, anche senza che il materiale si veda bagnato. Messi accanto a quella fascia, i valori del giorno 24 si leggono così: a ridosso delle facce scaldate, fra 26 e 30 °C, l&#8217;umidità stava sotto la fascia; a ridosso di quelle fra 24 e 25,5 °C stava sul suo limite inferiore, fra il 67 e il 70 %; a ridosso di quelle rimaste a 22-23 °C stava dentro.</p>
<p>I pannelli, al giorno 24, erano più vicini alla parete che alla posa. Davanti a un pannello acceso la termocamera mostra l&#8217;impronta del calore, più calda al centro e più fredda ai bordi: lì i colori dipendono dal pannello. La radiazione che arriva alla termocamera comprende anche quella che la superficie riflette, dice la norma sulla termografia. Davanti a un pannello acceso, la parete riflette il pannello stesso. Per questo quelle temperature le do solo come «oltre i 30 °C» e non le uso nel calcolo.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1130" height="720" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2345.jpg" alt="Termogramma: parete davanti a un pannello radiante, impronta calda al centro" class="wp-image-5063" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2345.jpg 1130w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2345-300x191.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2345-1024x652.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2345-768x489.jpg 768w" sizes="(max-width: 1130px) 100vw, 1130px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Termogramma 3. Giorno 24, parete davanti a un pannello: l&#8217;impronta del pannello è più calda al centro e si raffredda verso i bordi. Scala 30-33 °C.</figcaption></figure>
<p>Il misuratore a microonde diceva la stessa cosa dei termogrammi. Vicino al battiscopa leggeva da 72 a 80, in alto da 34 a 48, nelle unità dello strumento, che non sono percentuali: la base dei muri restava la parte più bagnata.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1130" height="720" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2359.jpg" alt="Termogramma: parete con fascia fredda alla base, parte alta scaldata" class="wp-image-5064" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2359.jpg 1130w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2359-300x191.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2359-1024x652.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2359-768x489.jpg 768w" sizes="(max-width: 1130px) 100vw, 1130px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Termogramma 4. Giorno 24, parete di un locale scaldato: la parte alta sta a 28-29 °C, la base resta 3-4 °C più fredda, fino al fondo della scala. Scala 25-31 °C.</figcaption></figure>
<p>Lungo alcuni spigoli, intanto, l&#8217;intonaco che copre i paraspigoli, i profili metallici annegati nell&#8217;intonaco sugli spigoli, cominciava a staccarsi a scaglie. E sulle pareti, in alcuni punti, le muffe ormai erano evidenti.</p>
<h2 id="le-muffe-sono-venute-fuori-con-gli-apparecchi-accesi">Le muffe sono venute fuori con gli apparecchi accesi</h2>
<p>Al mio arrivo le muffe c&#8217;erano già, ma appena visibili: puntinature scure che si vedevano a malapena. Subito dopo l&#8217;installazione degli apparecchi sono diventate evidenti, e me lo aspettavo. Togliendo l&#8217;acqua dal muro e dal pavimento, l&#8217;acqua che evapora passa nell&#8217;aria del locale come vapore, e a ridosso delle superfici più fredde l&#8217;umidità sale. Al giorno 24, a ridosso delle pareti rimaste a 22-23 °C, l&#8217;umidità era fra il 72 e il 77 %, dentro la fascia in cui le muffe crescono.</p>
<p>Qui le muffe sono la conseguenza di un evento acuto, l&#8217;acqua entrata nei muri con l&#8217;allagamento, e non sono il problema primario. Non nascono da un difetto del locale, come una condensa che si ripete o una ventilazione insufficiente.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="901" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffa-puntinature-g24.jpg" alt="Puntinature scure di muffa su una parete intonacata" class="wp-image-5065" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffa-puntinature-g24.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffa-puntinature-g24-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffa-puntinature-g24-1024x577.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffa-puntinature-g24-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffa-puntinature-g24-1536x865.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 3. Giorno 24: puntinature grigio scure su una parete intonacata, riconducibili a una crescita fungina.</figcaption></figure>
<p>La stessa linea guida tedesca mette nella classe d&#8217;uso III, con requisiti ridotti, i locali che non si usano in modo continuativo fuori dagli alloggi: le cantine degli edifici con più alloggi a cui si accede dal cortile o dal vano scala, mai dall&#8217;alloggio, i garage e gli altri locali accessori. Lì, scrive, l&#8217;esposizione è minore. Questo seminterrato ci rientra: ha locali di servizio e un garage, e ci si arriva dal vano scala dell&#8217;edificio. Per i biocidi la linea guida scrive che in quella classe, in linea di principio, non servono. Sull&#8217;ordine dei lavori scrive che i passi possono cambiare ordine e che, nella classe III, le misure si possono graduare secondo l&#8217;uso del locale. La muffa visibile, però, se possibile, si toglie prima dell&#8217;asciugatura con gli apparecchi. Così il loro funzionamento non diffonde i bioaerosol, cioè le spore e i frammenti sospesi nell&#8217;aria.</p>
<p>Qui, prima di accendere, nel locale la muffa si vedeva appena, e non c&#8217;era ancora niente di evidente da togliere dai muri. È diventata evidente dopo, con gli apparecchi in funzione e il settore chiuso con i teli. La stessa linea guida chiede, quando serve, di separare durante l&#8217;asciugatura i locali colpiti da quelli non colpiti. Chiede anche di non liberare né spargere polveri e parti di muffa: è quello che fanno i teli del settore, posati il giorno 19. Appena la muffa è venuta fuori ho fatto la prima fase del trattamento delle muffe: il giorno 26, nel settore 1. La zona di lavoro l&#8217;abbiamo chiusa con teli fissati alle pareti e al soffitto, con un telo steso sul pavimento.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="901" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-confinamento-g26.jpg" alt="Zona di lavoro chiusa con teli trasparenti fissati alle pareti e al soffitto" class="wp-image-5066" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-confinamento-g26.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-confinamento-g26-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-confinamento-g26-1024x577.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-confinamento-g26-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-confinamento-g26-1536x865.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 4. Giorno 26: la zona di lavoro chiusa con i teli durante il trattamento delle muffe.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="901" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-trattamento-2-g26.jpg" alt="Trattamento delle muffe su una parete intonacata del settore 1" class="wp-image-5067" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-trattamento-2-g26.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-trattamento-2-g26-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-trattamento-2-g26-1024x577.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-trattamento-2-g26-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-trattamento-2-g26-1536x865.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 5. Giorno 26: trattamento delle muffe su una parete del settore 1.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="901" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-trattamento-4-g26.jpg" alt="Azione meccanica sulla parete durante il trattamento delle muffe" class="wp-image-5068" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-trattamento-4-g26.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-trattamento-4-g26-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-trattamento-4-g26-1024x577.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-trattamento-4-g26-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-trattamento-4-g26-1536x865.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 6. Giorno 26: trattamento delle muffe, azione meccanica sulla parete.</figcaption></figure>
<p>La prima fase, però, non chiude il lavoro sulle muffe, e non è ancora il trattamento antimuffa. Con il pavimento e i muri ancora bagnati, l&#8217;umidità relativa in un seminterrato resta molto alta, e il trattamento antimuffa, fatto adesso, vorrebbe dire ritrovarle dopo pochi giorni. Siamo in zona di mare, con alberi e vegetazione intorno, e le spore ci sono sempre. Prima va ristabilito un minimo di equilibrio nell&#8217;ambiente.</p>
<p>Peitzsch e colleghi, nel 2012, hanno provato dieci trattamenti in commercio, applicati come dicono i produttori su campioni di cartongesso e di legno contaminati di proposito: nessuno ha eliminato del tutto le muffe vive. Una rassegna neozelandese del 2019, che riprende lo studio, aggiunge che, quando i campioni sono stati bagnati di nuovo, la crescita è aumentata in fretta.</p>
<p>La candeggina non la uso. L&#8217;Istituto Superiore di Sanità, nelle stesse indicazioni ai cittadini, la mette fra i mezzi per rimuovere le muffe, insieme ad acqua e sapone. Ma la candeggina uccide la muffa e non la toglie. Per l&#8217;agenzia americana per l&#8217;ambiente, l&#8217;EPA, lo scopo della bonifica è rimuoverla, perché anche la muffa morta resta allergenica. La stessa agenzia non la raccomanda come pratica di routine. Fa male anche a chi la usa: due studi epidemiologici, uno sulle addette alle pulizie domestiche e uno su chi pulisce la propria casa con la candeggina quattro o più giorni a settimana, l&#8217;hanno associata a sintomi delle vie respiratorie.</p>
<p>Il trattamento antimuffa lo farò quando l&#8217;umidità a ridosso delle pareti sarà scesa sotto il 70 %. Per la linea guida tedesca è il limite della crescita: sotto circa il 70 % di umidità relativa alla superficie, anche quando le altre condizioni sono le più favorevoli, le muffe sui materiali non crescono. La stessa linea guida ricorda che le muffe prendono l&#8217;acqua sia dall&#8217;aria sia dal materiale su cui crescono. L&#8217;Organizzazione mondiale della sanità scrive che, anche se alcune specie germinano, cioè cominciano a crescere dalle spore, già al 62-65 %, sui comuni materiali da costruzione e di finitura le superfici restano libere dalla muffa sotto il 75-80 %.</p>
<p>Lo misuro come al giorno 24, con la temperatura della parete e il punto di rugiada. Non è il 53 % che la mattina del giorno 26 segnava il display del deumidificatore, che in funzionamento continuo mostra l&#8217;umidità relativa dell&#8217;aria del locale. A ridosso di una faccia più fredda dell&#8217;aria l&#8217;umidità è più alta, come ho spiegato al giorno 24: quel giorno, con gli igrostati al 58 e al 53 %, a ridosso delle facce rimaste a 22-23 °C stava fra il 72 e il 77 %.</p>
<p>Per decidere il trattamento antimuffa, però, un 70 % letto su un tratto di muro non basta. Lo stesso giorno, nello stesso settore, a ridosso delle facce scaldate l&#8217;umidità stava invece fra il 50 e il 63 %. La differenza fra le facce scaldate e quelle rimaste a 22-23 °C viene dal limite della corrente di cui ho detto al giorno 19. Ogni lavoro va gestito a sé: in questo cantiere quanti pannelli lavorano insieme lo decide la corrente disponibile, e con tre pannelli scaldo un tratto alla volta. Il valore che decide il trattamento antimuffa, invece, deve essere omogeneo: sotto il 70 % a ridosso di tutte le pareti del settore. Per arrivarci sposto i pannelli da un tratto all&#8217;altro e, nel secondo tempo dell&#8217;asciugatura, da una stanza all&#8217;altra. E soprattutto, alla fine, prima della pittura, ci sarà un altro trattamento.</p>
<h2 id="che-cosa-resta-da-fare">Che cosa resta da fare</h2>
<p>Prima della pittura ci sarà l&#8217;altro trattamento: quale, lo scrivo quando lo faccio. Il controllo del risultato lo farò io, prima di togliere i teli e anche dopo. Per la linea guida dell&#8217;Agenzia federale tedesca, prima di pitturare, le parti intonacate di nuovo devono essere asciugate del tutto.</p>
<p>I paraspigoli si cambiano. Alla base degli spigoli di alcune pareti interne si sono arrugginiti, e lungo lo spigolo l&#8217;intonaco si è staccato a scaglie. Siamo in zona costiera, e questi sono locali umidi già di per sé: qui non andavano messi profili di un metallo che arrugginisce. Lo scrive anche un produttore nella scheda tecnica dei suoi paraspigoli zincati: non vanno usati quando la salinità o l&#8217;umidità nella muratura o nell&#8217;aria sono elevate. La ruggine ha un volume maggiore del metallo da cui nasce, scrive il materiale didattico del forum internazionale dell&#8217;acciaio inossidabile, e crea tensioni nel materiale che la circonda: nel calcestruzzo armato lo fa sfaldare. In un seminterrato, dove l&#8217;acqua può tornare anche per un incidente e l&#8217;umidità resta alta, i paraspigoli vanno in acciaio inossidabile, e si trovano: nelle schede tecniche dei produttori sono in AISI 304.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-paraspigoli-corrosi-evidenziati.jpg" alt="Paraspigoli con ruggine alla base di due spigoli di pareti interne, evidenziati in verde" class="wp-image-5069" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-paraspigoli-corrosi-evidenziati.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-paraspigoli-corrosi-evidenziati-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-paraspigoli-corrosi-evidenziati-1024x576.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-paraspigoli-corrosi-evidenziati-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-paraspigoli-corrosi-evidenziati-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 7. Giorno 19: paraspigoli con ruggine alla base di due spigoli di pareti interne, evidenziati in verde, con i tubi dell&#8217;aria già posati.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="901" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-paraspigolo-intonaco-staccato-g24.jpg" alt="Paraspigolo arrugginito con l'intonaco staccato a scaglie lungo lo spigolo" class="wp-image-5070" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-paraspigolo-intonaco-staccato-g24.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-paraspigolo-intonaco-staccato-g24-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-paraspigolo-intonaco-staccato-g24-1024x577.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-paraspigolo-intonaco-staccato-g24-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-paraspigolo-intonaco-staccato-g24-1536x865.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 8. Giorno 24: lungo lo spigolo l&#8217;intonaco si è staccato a scaglie e il profilo arrugginito è scoperto.</figcaption></figure>
<p>Con l&#8217;allagamento anche il massetto sotto le piastrelle si è imbibito d&#8217;acqua. La guida pubblicata nel 2010 per il governo britannico riporta che calcestruzzo e massetti, in genere, non assorbono molta acqua, ma una volta bagnati ci mettono molto ad asciugare. Qui il massetto non ha un&#8217;asciugatura diretta, con l&#8217;aria insufflata sotto il pavimento, di cui ho scritto in <a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a>: l&#8217;umidità che cede all&#8217;aria del settore la estraggono i deumidificatori a condensazione, insieme a quella delle murature. Ne cede anche alla base dei muri, che può restare più umida del resto. Il suo asciugamento è più lento, e per questo nel settore i deumidificatori restano in funzione più a lungo.</p>
<p>Nel settore 1 resta il secondo tempo dell&#8217;asciugatura, stanza per stanza; poi vengono i settori successivi.</p>
<p>Durante l&#8217;asciugatura tolgo più acqua che posso, ma un muro, in un locale in uso, non torna a zero. I materiali porosi minerali legano acqua sulle loro superfici interne, in equilibrio con l&#8217;umidità dell&#8217;aria, scrivono i ricercatori del Fraunhofer, e nelle condizioni normali di un locale la maggior parte dei materiali non è mai del tutto asciutta. Spenti e tolti gli apparecchi, l&#8217;umidità dell&#8217;aria risale. Alcune vecchie murature di mattoni, in particolare quelle con molti sali o materiali igroscopici, allora riassorbono vapore e sembrano ribagnarsi, senza una fonte evidente di acqua nuova. Lo descrive il codice di pratica britannico per il recupero degli edifici allagati, che avverte anche che quanta acqua tiene un materiale asciutto dipende, fra l&#8217;altro, dalla presenza di sali. Per questo non fisso un numero sotto il quale il muro è asciutto. Lo stesso codice scrive anche che, per un edificio, l&#8217;asciutto non si può definire con una percentuale di umidità. Asciutto, per me, vuol dire tornato ai valori di riferimento, letti con lo stesso strumento. La guida FEMA prende quei valori su materiali dello stesso tipo in zone che l&#8217;acqua non ha toccato. Ma quando l&#8217;acqua ha invaso tutti i locali, un muro di riferimento così non sempre c&#8217;è: qui ha toccato tutte le pareti. Il confronto, allora, lo farò con la parte alta dello stesso muro, dove l&#8217;acqua non è arrivata e l&#8217;evaporazione non ha influito. Lo farò quando il muro, spenti e tolti gli apparecchi, si sarà assestato sull&#8217;umidità del locale. È lì che devo arrivare, ed è il motivo per cui al sopralluogo la percentuale di partenza non mi serviva.</p>
<h2 id="la-prassi-e-come-ho-lavorato-qui">La prassi, e come ho lavorato qui</h2>
<p>Le due linee guida tedesche sulle muffe, quella dell&#8217;Agenzia federale per l&#8217;ambiente e quella dei periti, scrivono che l&#8217;ordine dei passaggi del risanamento può cambiare; quella dei periti aggiunge che, secondo il caso, non tutti sono per forza necessari. Qui metto in fila i passaggi che ho trovato nelle fonti: per ognuno, che cosa prevede la fonte e, accanto, che cosa ho fatto in questo cantiere.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Passaggio</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa prevedono le linee guida</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Come ho lavorato in questo cantiere</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Rilievo del danno e delle cause</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>La linea guida dell&#8217;Agenzia federale tedesca per l&#8217;ambiente chiede, anche nei locali di classe III, un sopralluogo tecnico e la conoscenza certa della causa e di tutta l&#8217;estensione del danno, nello spazio e nell&#8217;intensità, comprese le cavità e gli strati non visibili; l&#8217;estensione la vuole rilevata possibilmente da specialisti indipendenti.</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Al giorno 15 ho fatto il sopralluogo, con l&#8217;ispezione visiva e 32 termogrammi. L&#8217;acqua era scesa lungo la rampa carrabile, con ogni probabilità acqua piovana.</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Origine dell&#8217;acqua</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Il codice di pratica britannico per gli edifici allagati chiede di accertare se l&#8217;acqua ha portato contaminanti, tenendo conto che può venire da più di una fonte e che anche un&#8217;acqua pulita può raccoglierne passando sul terreno o dentro l&#8217;edificio: da questo dipende come si gestisce l&#8217;edificio in tutte le fasi.</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>L&#8217;acqua è scesa dalla rampa carrabile, con ogni probabilità acqua piovana: non acque di fogna. Con acque di fogna la sequenza sarebbe stata un&#8217;altra: prima la sanificazione, poi l&#8217;asciugatura.</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Verifica della struttura</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Lo stesso codice chiede di sentire un ingegnere strutturista prima di ogni altra operazione quando ci sono dubbi sulla struttura, quando l&#8217;acqua ha superato 0,9 m o quando ci sono movimenti o fessure negli elementi strutturali.</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Qui l&#8217;acqua è arrivata a circa 1,33 m dal pavimento. Prima del mio arrivo era già passato un ingegnere, e sulla struttura aveva detto che era tutto a posto: restavano l&#8217;asciugatura e il trattamento delle muffe. La struttura l&#8217;ho controllata anch&#8217;io: nessuna fessura.</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Umidità dei materiali all&#8217;inizio</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Il codice britannico chiede di misurare in modo quantitativo il contenuto d&#8217;acqua degli elementi critici prima che cominci l&#8217;asciugatura, come linea di base per seguirla, e avverte che fuori dal legno i misuratori elettronici non danno percentuali accurate. La norma sulla termografia degli edifici dice che l&#8217;esame termografico va spesso affiancato o convalidato da altri metodi, fra cui i misuratori di umidità.</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Al giorno 15 i muri erano bagnati a vista, e la termocamera l&#8217;ha confermato. La misura dentro il muro, con il misuratore a microonde, l&#8217;ho fatta al giorno 24, con gli apparecchi accesi da cinque giorni: la percentuale di partenza non mi serviva, mi interessava l&#8217;asciugatura finale.</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Prelievo pesato e sali</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Il codice britannico descrive il metodo gravimetrico: campioni prelevati con il trapano, chiusi in contenitori sigillati ed essiccati in stufa in laboratorio. Dove si sospettano sali chiede di prelevare campioni e mandarli in laboratorio, e ricorda che con la tecnica del BRE Digest 245 si determina anche l&#8217;acqua dovuta ai sali igroscopici. La UNI 11085 descrive il metodo ponderale per campioni di materiale lapideo.</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>I sali affioravano in alcuni punti, e non li ho analizzati. L&#8217;asciugatura l&#8217;ho condotta per gradi proprio per i sali: i pannelli prima a distanza dalle pareti, poi avvicinati piano piano. Se le malte si salvano lo dirò ad asciugatura completa.</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Pavimento</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Il codice britannico chiede di accertare come è fatto il pavimento (fra l&#8217;altro membrane, vuoti, isolanti) e l&#8217;umidità di soletta e massetto; per i massetti la UNI 10329:2018 dà i metodi di misura dell&#8217;umidità.</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Sotto il massetto non c&#8217;è un vespaio. Il massetto, sotto le piastrelle, si è imbibito con l&#8217;allagamento e asciuga più lentamente, con i deumidificatori, che tolgono acqua anche dal pavimento e per questo restano sul posto più a lungo.</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Muffe: analisi del carico microbico</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>La linea guida dei periti tedeschi, quando si sospetta un carico microbico, prevede l&#8217;esame di campioni dei materiali; con la muffa già visibile a occhio scrive che di regola le analisi non servono, salvo che si debbano chiarire danni ai materiali, questioni assicurative o legali, un rischio per la salute, o macchie che non si sa con certezza se siano muffa.</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Dopo l&#8217;accensione la muffa si vedeva, in alcuni punti: puntinature riconducibili a una crescita fungina. Prelievi e identificazioni non li ho fatti.</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Muffa visibile prima di accendere</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>La linea guida dell&#8217;Agenzia federale chiede di controllare, prima di sistemare gli apparecchi, fin dove è arrivata l&#8217;umidità e se la muffa è già cresciuta; raccomanda di togliere, se possibile, la muffa visibile e già nota prima dell&#8217;asciugatura con gli apparecchi, perché il loro funzionamento non diffonda nell&#8217;aria particelle biologiche.</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Prima di accendere, nel locale la muffa si vedeva appena, e non c&#8217;era ancora niente di evidente da togliere dai muri. È diventata evidente dopo l&#8217;accensione, nel settore già chiuso con i teli, e il giorno 26 ho fatto la prima fase del trattamento delle muffe.</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Separazione della zona</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Le due linee guida tedesche chiedono di separare dalla parte non colpita la zona dove si tolgono i materiali colonizzati, con una separazione che dipende dalla classe di pericolo del lavoro; durante l&#8217;asciugatura la linea guida dell&#8217;Agenzia federale la chiede se necessario, quando ci sono parti colonizzate dalla muffa.</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Il settore è chiuso con i teli dal giorno 19. Al giorno 26 la zona di lavoro era chiusa con teli fissati alle pareti e al soffitto, e un telo sul pavimento.</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Materiali porosi bagnati</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>L&#8217;Istituto Superiore di Sanità indica di eliminare i materiali porosi rimasti bagnati per più di 48 ore che non si possono pulire né asciugare.</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Prima di accendere gli apparecchi, alcune contropareti in cartongesso allagate, ormai compromesse, sono state smontate.</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Impianto elettrico</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Il codice britannico dice che è importante che un tecnico elettrico qualificato ispezioni l&#8217;impianto e lo dichiari sicuro prima di ridare tensione; l&#8217;Istituto Superiore di Sanità, se circuiti o apparecchi si sono bagnati, di spegnere l&#8217;interruttore generale e di non accendere la luce né usare apparecchi finché un elettricista non li ha controllati.</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Prima del mio arrivo un elettricista aveva messo in sicurezza l&#8217;impianto. Io ho controllato i corrugati: dove c&#8217;era acqua, aria compressa e aspirazione, poi aria calda a temperatura moderata, per non danneggiare i cavi.</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Controllo durante l&#8217;asciugatura</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>La linea guida dell&#8217;Agenzia federale chiede di verificare con misure il risultato dell&#8217;asciugatura. Scrive che in pratica il processo si sorveglia misurando temperatura e umidità dell&#8217;aria di asciugatura in arrivo e in uscita, e che il traguardo si controlla con una sonda dentro l&#8217;elemento.</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Al giorno 24 ho letto il punto di rugiada dell&#8217;aria e la temperatura delle superfici, oltre all&#8217;umidità segnata dai deumidificatori. La temperatura dell&#8217;aria locale per locale non l&#8217;ho presa: con i pannelli accesi l&#8217;ambiente si scalda a macchia di leopardo, e una lettura per locale non direbbe niente. Per questo seguo il punto di rugiada.</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Biocidi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Per la linea guida dell&#8217;Agenzia federale, nelle classi II e III un trattamento con biocidi in linea di principio non è necessario, perché lo scopo non è evitare infezioni; in classe III ammette, dopo l&#8217;asciugatura, le pitture antimuffa. La guida FEMA, scritta per edifici rimasti a lungo allagati e con muffa diffusa dopo un uragano, raccomanda prodotti antimuffa del commercio sulle superfici esposte e avverte dei limiti della candeggina. L&#8217;Istituto Superiore di Sanità, a chi rientra in casa, scrive che per togliere la muffa si possono usare acqua e sapone oppure acqua e candeggina.</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>La candeggina non la uso. Il trattamento antimuffa lo farò quando l&#8217;umidità a ridosso delle pareti del settore sarà scesa sotto il 70 % in modo omogeneo, e lo scriverò quando lo faccio; prima della pittura ce ne sarà un altro.</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Quando il muro è asciutto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>La guida FEMA chiede di confermare l&#8217;asciutto in modo qualitativo, confrontando le letture sui materiali colpiti, alla quota dell&#8217;acqua o sotto, con quelle su materiali dello stesso tipo in zone non colpite (per esempio un locale o un piano sopra il livello dell&#8217;acqua), e lo presume raggiunto quando le letture, prese con un misuratore a infissione, stanno entro il 5 per cento. Il codice britannico scrive che l&#8217;asciutto non si definisce con una percentuale, e fra i criteri per chiudere mette l&#8217;equilibrio con l&#8217;ambiente.</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Qui l&#8217;acqua ha toccato tutte le pareti. Il confronto lo farò con la parte alta dello stesso muro, dove l&#8217;acqua non è arrivata e l&#8217;evaporazione non ha influito, letta con lo stesso strumento quando il muro, spenti e tolti gli apparecchi, si sarà assestato sull&#8217;umidità del locale.</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Pulizia fine e controllo del risultato</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Le due linee guida tedesche prevedono, prima di togliere i teli, una pulizia fine della zona (aspiratori di classe H e, dove la superficie lo consente, un passaggio a umido) e poi un controllo del risultato, documentato. Per la classe III la linea guida dell&#8217;Agenzia federale ammette di graduare il controllo secondo l&#8217;uso del locale.</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Il controllo lo farò io, prima di togliere i teli e anche dopo, e lo documenterò nelle prossime puntate di questo diario.</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Ripristino</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Le linee guida tedesche lo collocano dopo l&#8217;asciugatura e dopo il controllo (quella dei periti: il controllo, di regola, prima del ripristino). Il codice britannico avverte di non sigillare con materiali impermeabili l&#8217;acqua rimasta nella struttura, nei muri come nei pavimenti.</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Paraspigoli nuovi in acciaio inossidabile; per le malte, la risposta ad asciugatura completa; prima della pittura, l&#8217;altro trattamento.</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 1. I passaggi previsti dalle linee guida citate nel testo e, accanto, il modo in cui ho lavorato in questo cantiere. Fonti nell&#8217;elenco in fondo.</em></p>
<h2 id="lasciugatura-mirata-una-zona-alla-volta">L&#8217;asciugatura mirata, una zona alla volta</h2>
<p>Quella dei primi giorni era un&#8217;asciugatura generale, su tutti i locali del settore insieme. Poi sono passato all&#8217;asciugatura mirata. Ho chiuso con teli di nylon una prima zona di stanze; le altre le faccio dopo, una zona alla volta. Gli apparecchi sono sempre quelli, due deumidificatori, il ventilatore con i suoi tubi e i tre pannelli, e si spostano con le zone. Uno dei pannelli l&#8217;ho portato nella stanza che, nell&#8217;asciugatura generale, aveva solo un ventilatore.</p>
<figure class='mx-tavola-diario' style='margin:0 0 28px'>
<div class="rahpp1">
<style> .rahpp1{font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;color:#1f2933;max-width:760px;width:100%;overflow:hidden;margin:0 auto 28px;border:1px solid #d5dbe2;border-radius:6px;background:#fff;padding:14px 14px 10px;box-sizing:border-box} .rahpp1 *{box-sizing:border-box} .rahpp1-testa{display:flex;align-items:center;gap:12px;margin:0 0 10px} .rahpp1-testa>div{min-width:0} .rahpp1-testa img{height:46px !important;width:auto !important;margin:0 !important} .rahpp1-titolo{font-size:18px;font-weight:700;line-height:1.25;margin:0} .rahpp1-sotto{font-size:14px;color:#5b6470;margin:2px 0 0;line-height:1.35} .rahpp1-stato{font-size:14px;color:#1f2933;margin:4px 0 0;line-height:1.35} .rahpp1-pos{position:relative;display:inline-block;width:8.5em;height:1.35em;vertical-align:bottom} .rahpp1-pos span{position:absolute;left:0;top:0;font-weight:700;white-space:nowrap} .rahpp1-corpo{display:flex;flex-wrap:wrap;gap:14px;align-items:flex-start} .rahpp1-pianta{flex:1 1 380px;min-width:0;max-width:100%} .rahpp1-svg{width:100%;height:auto;display:block} .rahpp1-legenda{flex:1 1 230px;min-width:0;font-size:14px;line-height:1.4;margin:0;padding:0;list-style:none} .rahpp1-legenda li{display:flex;gap:9px;align-items:flex-start;margin:0 0 9px} .rahpp1-legenda svg{flex:0 0 34px;width:34px;height:20px;margin-top:0} .rahpp1-nota{font-size:13px;color:#5b6470;margin:8px 0 0;line-height:1.4} .rahpp1-piede{font-size:13px;color:#5b6470;margin:8px 0 0;text-align:right} .rahpp1-piede a{color:#5b6470} @keyframes rahpp1flusso{to{stroke-dashoffset:-60}} @keyframes rahpp1ritorno{to{stroke-dashoffset:-40}} @keyframes rahpp1a{0%,30%{opacity:1}36%,94%{opacity:0}100%{opacity:1}} @keyframes rahpp1b{0%,30%{opacity:0}36%,63%{opacity:1}69%,100%{opacity:0}} @keyframes rahpp1c{0%,63%{opacity:0}69%,94%{opacity:1}100%{opacity:0}} .rahpp1-mand{animation:rahpp1flusso 1.8s linear infinite} .rahpp1-rit{animation:rahpp1ritorno 3.2s linear infinite} .rahpp1-p1{animation:rahpp1a 15s ease-in-out infinite} .rahpp1-p2{animation:rahpp1b 15s ease-in-out infinite} .rahpp1-p3{animation:rahpp1c 15s ease-in-out infinite} .rahpp1-statico .rahpp1-mand,.rahpp1-statico .rahpp1-rit,.rahpp1-statico .rahpp1-p3{animation:none;opacity:1} @media (max-width:480px){.rahpp1-mand{stroke-width:7}.rahpp1-rit{stroke-width:6;stroke-dasharray:8 14}} @media (prefers-reduced-motion:reduce){.rahpp1-mand,.rahpp1-rit{animation:none}.rahpp1-p1,.rahpp1-p2{animation:none;opacity:0}.rahpp1-p3{animation:none;opacity:1}} </style>
<div class="rahpp1-testa"><img decoding="async" src="data:image/webp;base64,UklGRrQzAABXRUJQVlA4WAoAAAAQAAAAxwAAggAAQUxQSDcHAAABsMb/nzk50vdXVR0nr+kJ1vZusrZt73Zuo7Nt23dr2zaDtW3biDOzGPWv6vd9MO75d/XhSURMAApSQggBPZfL5f2mz5j+h7m3vDx/Nt99j0YaF8zuuOuWOedOnzlt+mbl5jJ6dCEEJ8hEcSE4dB/VtPeRR5720KJFiznIXYuXLLrxN0dUNmtCjyE4qXfiQkD3pv2nVs75oJW9WuzRLNKsJ4tMsWf23jrva1MrqwoA+OClbokPAODWqHzj1hb2mFQ1mhkH2cwsqip7bHv6G1PXGAMAPrg65IIH4NesfOvZdpJMqpqMNW4WVZUk2z76e2X7MQAkuLriggfQdMh3n28nSdVoHMKWVNl9wb+OXAeABF8nxHsAa1WOXkiSUZOxAM1USbLznMp6ACS44vMBwDqVYz8lGTUZi9RUSXbNnbYzAPGFJl6A0Yed8BlJVWMBW1SSvG36+oAEV1QSAOz6o1dJajQWtkU1suvOvQEEKSIXgLHT7iIZo7Hoo5K896drAMEVjffAuB+/SZom1kWLRr43c03A+yJxHpj88zfJGFlHo5LzT5oMeFcUEoCDbugiY2KdNSW7zt4D8FIIHljnHJKaWIdNSZ4zBQgy5Jyg+QuLGKOxTltM1POGA35oSQAOe49U1nUlH//SSIgMIQ9s9SipxnofyScPB8JQEY/Rv13GaMzApOS8CfAyJBxQeYaMzMQU+VEFcEMgYPS/STXmYyQvHY2S1JgE7PAcY2JWmvK+yYDUlAeO+pTK7FR+cvY4+BryGHcsmZihiXxwefiaCdj1BaoxS025aFeUaqSEXduozNbItt0QpBYCdm9nZMYmtv0S4gZNPGa1MzFrjTxpGNwgScC/acbMNeXsMtygSMDRrBrzt8onJng3COJxLJVZXOWD8DJwAT+iMpOVx6EkAxUwnVVms/JolAbI44AOtXwy5QEIA+LdlCqNGW2xeiD8AIjDY4zM6sSPVxDXP49fMDKzI58QL/3x+BKV2a38Enw/PDbrVMsvi52bwfctYDYjMzzxKe+lLx5fpTLLlX9C6IOT5T9JlmeWPllNXG8BR1OZ6YlPud6cbNQZLdcY07bwPXm5gJHZnvi0dz142YyRGR/TdvDdAo4zzbnEZ70D4LFZV7KcY+pYGw4IOJHKrI+8PXgImpea5Z3xk2ZIwN6mzHyNByEEnMDsi7wteJRbablnbGsGDjJl9ms6CDiCDUDkvFKYw5h/xtbmSR/TGoH5YyoxsgFMnTtOY0MQedoXGoPE569rDEje3ihYlf8vbw1D4/g0U2NgVzE2BvxCY5D4/LTGIPK0ijUEqXPHCQto+WecPwYXUxuB1mZMbQQi55VwoDUAmg4Cyq203DN+0oyA401zL/H1ERKwD7NP+T0EkXGvWcq81LE6HAK+Q827yNvEAx5bpZR3SbeHB+BlHmPOJb7iHbphu5R1kV9G6AaPuYz5luy14U562TZlnPKLCOjZYw5jriV7dpiTXpys9kmyTIvcCh69e3yVmmeRp8Kjj+L9U0w5ltKLcNIXOKzcmizDlDMkoO8eX2I1vyJPdR79DbiZmluRT0CkX84t/xxjXqW4bEVx6L/HRlVLWdXFXyNgIAMOqDJlVJUnwmNgA/ZvT5ZNyhPgZYBQwlGsWiZVeSqCYMCH4Res5pHyqVHeYRA9jmbVMkj5RDMcBlM8/k2z7KnywTIcBlc8ZrUz5Y1VebzAYdADdm9nzJlEnjhcHGqwhF0XM+ZLYtsvAEFNeiz/EDVXIhftiiCoUY9xd9NSjljkZ+ujhNp1wB/JmB+RvGsKAmpZBLs9x2iZkTj/c4BDjXuMvp2MORGNt08CHGreA5WPyJQLFmm/AQKGoggmzjOqZYGS8zaDOAzRAGxyGxnrXyQ/OBxwGLoiGPmb98lo9cxSZPrreIjDkHZA882RjHXLEsmbNwY8hroEYMo5VTJaPbJIxhv2ArygAEWAydcrGa3eWCT1uimAOBSk88DkM1tIjVZHUiSr104GxKNAnQATT20hGa0+WDRy2ekbAuJQsM4DE390XysZoxWdpUjy1R9NBMShgMUDmHj8UpKarLgsKcnWy3YZAXiHgpYgwPipt3eRjMmKyFIk2fnK9yYC8IIiFw9gvWNebCFJNSsSsxhJtrx4zHrDAPGCohcvQGnCN15cRpJRzYrATJUkW178xoQSAC+ojy4AKDXtcPH8FpJMGm0ImSVNJNmx7M6vjg8AghPUTxEPAGPLX7r6wxaSTKrJrNbMkiq7t3x41d/XKAOAF0G9FfEBAMY2feGqeS3sUVU1mZkNkplFVVX22PL0VV9oGgsA4kVQp0V8QPfy/n+56snWNvYee079SbE7e29r/eCqc7dscgAQghPUeREfHLo3rXzEb6647M3Fixd3cXCXLVry0OVXXP7llZpGoXvwIshFCSGg55Hl5vLm0/8w+5bZc2c/S+uL8bnZs2efN32P5ZvK6DUEL4JiBABWUDggViwAAHB1AJ0BKsgAgwA+ORaIQyIhIRo79cwgA4S2AGkY43+l6pbEHe/7Z+0H9m/bf5d6y/a/7L+jvyZ+O3cV1V5a3Ln+6+5H5hf4b/iewb86/+H3Bv0v/139s/vf6q/El6lv2z/ID4C/z/+vf9z/G+7r/fv9f7H/7h/m/877gX86/uXrbf732Hf2y9gv+kf3X0x/2w+D/9p/27+BH+c/3b/xfn/8gHoAcJX/Ivo58cf7h9WPqP+QfNf5v+z/tx/ev/Z8AH933VOm/+76D/WX8j/cP7f/wf8H+7fx//zv8r4k/H//L9QL8i/m3+T/XH/bf4D3SfXP2V/2PfB6B/cf/L/kvYI9a/qv+8/xX7s/5f3K/Xv/V/i/UH9A/s3++/wPwAfzP+c/4r84P8v8Xf5X/yf5LyMPpv+T/7/+++AD+df2z/v/5790/9V9OH9F/6v81/sf3b9r/7j/pf+7/lPyh+xb9Zv9//fv8v/7/9L///rf9nH7j//T3Qf1xc1gp+8UPhXR5B+vk2pf//8ODp7n/9ZmnR0QUfc9n85gr5TipEESXYUhEg39B/3wr/ffdVeUdU3DKT2MwQYf//ZLjzvyWv7O67pgtUBs8kRlMIaluoxn5hMESHpZpfcgNN90xAhEv6zRVUFXgeQesP5XeJjVA+vawcUCaIYiI0IK8jaoLAueDJT9n1/gCJMJjTmnLw7LNdj+VbNCIM0bXyU+d+Qj7ur3Rr+N1M8Zz4pQoVHa0kFz2G6BoXbfOVGBxBpNUvcjttmdACbQePabmyNODr8jTHEOFcmtUD1SxR9l9nI61oUjUmjI335Dom6YnC2mqjMbDQ7YpvW8ewLYak0pXW0lyWRyOgtWdpNztN8UZCIimswlcL6tSDfl3V0YB+AoKIVNeZiZmTAaSEx13yTOKFia+rJLEpYtyR5sVp/hi1B+OXqlq8rbgJgksavhnYTpyJtBX1T8neiYgh7xilxvCppzKvHCptVsIZmFXR10IMaBVvFDnmP1fZyPKGSX2QoiXFdbFsu/6ruOpZHM1Dkkmw0cUumFpVxThpE/LJkDehLTRWP87/RlDl6pmk25Fdf2ffFpd38DvrXCdluK7QVT25HhqTvbpXHlzawQAlBUbRwXpgY68vqVJDXML9KZo8QCCpQfy/E2deiOQW9wx8azNO8UQNfK7c+AognAJiQuQzad8Ag2VBOl/H3rrBOHIG8Px1j14M3NMzRjxL9GsHTipx+Xq7wi6Bbm36XnUSKuFkqwoYrtV0Q7Qsy5AAD+/2AZ1/vdhRuxpAt9/4gd+yi3JyXRXww27Czl7B61xvynWbET0VeUozz87iT5pst9vOuENmMpF2gbT55jEeSBEWVvlTdM9JcQb1aecx6UahL5WcRbM0muEikpl/c+0jqULIyJsVP4ZueviCGZDbtCNBHXmlJ9jP6Hhw7BRi9B28PHWoZQOr8khAySOTu1ATIXwLtIkTfzNzDvX2MKwDdr9D2Wx1yawut8DsLlGm3E3XI1BOIzdxuGVU5XVZoQKOGlTAigybk0/qi+T55aYaUvG1/dC9E67yWdgxB2Arq695uB3U0UXnBC0XV72zCBUa6SMp+JSMr0/ZW6Y4P0iumHiyq8ujR2g4tYHDVtjlDvLUIYWA1yvwUU2hfJoa2DZthTWmFcswc5we2wTW+eAK9rNa7x3xeVSiJhw/KdvH/VCGctJJELBcA9KV3O+NEqEJjNt/awYepLBoQjzOJjAvV1qiHqEJQE2Ws2cwUsW/rUpl1wmhN6uA1xAIfa+JGfebPceLF+P1YdahONDQ3naKE3m6WK3ceBCMMOjMdOotc+kXSxbSaYuN6Qox0M6WomYuw2K2FbcS95JXZCox+Nd/zlQTIByJRBcLtXHh1cK3QWShUmafERNbSacT8cIbMMSLpKZyYiieqwB+iYigbjM0NxaDcEF/QXXrY1zK11P5haPnzr1VPSVmTMIcMCkGsghEC7kf7Eit4uHDtkJFbpu9Nobs9Na0C5aSPnbKyowK4DsaBAINGI0kxo5kFlDDnOQjfI/AlvUQK/TSDgeaFGHmU2NCEX+RyKgZy9l6ydl0bj2VekbzXtV0i0rbuEmEGpV7nsnyaq/6dDrpjrCCxQ4eVXK9kPB+Lopwf49fOZHw902RWjUKkWsbAiC5GWDp8DJJ2aIPfr2prWEQRHPdT5tbKjilE2erjgOcCLpySa30BeijyWj1xGLrkiD8e0yT+B1t+bsK/p3CWel0BeiK/gIdwnrfryrz1znmbS3TWzuY3g5u6HVDzSoFJLvc4yx8h17g9ni2JEYQFdadPz/VQFV/wgetEWoP7vgOse/dHQlnc11rHc5mlfMOfvVfc4KcF5QobDrlo4/lrtBJB1b9YHAW3D0inyFoaYcoYEsDbYOV2tq8P/1LsN6Y0Kk39inAwIT1kb2st71f69EubBa6dXZS1gIoNdT84ugXUKuDEZeX/V0ZKmp0c7QDFBZ9bXZziO7c+wHM/y4KY1F7br8Jt+QL5wNP8TQ3MkrG6yUSmS6EO2ZFsHs/rWZu2YV0kwXTQE44hlXMHrxwEf4UF4kXebfu42bmpzf79dE5Z2iz5j5tLa9cPVVednclBZo8gViEXvvB7Xf/2wxeEkVzoCV/CdARncbUG7KwGWiYA6MjQkNCzoUsKPS/VxyiDATTx4FPSQ2DhU/yUHrz6XCr9m5lRIglcwVDu4W7HxXcuRYbQLxPkoRaG4IFb+8h3r9IlJVnAtcO4Uzg6fkJiM1aHlk5kVXQHd0GD9A7qrHF2ugEbNXtIBkUQk9iELEys45JZFWXJpdfQSEzsnjY5lCYYfz7P7kpaqh1laTSnujDyxwhIp9atiXF/qCegm1GzzNSD5yd7VGbRe7w7MCrGaq4lrPe5g2FSdG73kf3VCbOZ2mi/cxT16xAb2Nkjr0UCRAT5S986Oook6mPqlRfbBduDL9bbjObOZ1070oWaQuJEVqieHCoF2SyMyCWBj94+wKkIkIE5MrtGZRYJeptjUnbNSOYCPkLQc0tSOS0fv8vt2/7UeuV/GuShVbSq1K2KdlSfBnK9guhBZsPPNHMMUS3EByxS6I+2hoknB9XD6SRrKWWQEi4OSq2m7RxIkVidUk3rcyACveSAY74t5vxGITwKPGstLV0fJ7JK0nAqD3u6x8qDAROPML2S8GFs+7BwwJYb7SVW/oV7VVBaP+4nBRjeTCVQiEa0sw4YeWN8t7RkYLbRAzdPv/W/1+Am75P0j/hqhgB+PY432AO98OvMPFDQ0K0iht+FZ/ckyhdxBQxWIfYDL+efGkPjvb5YXyqHQuKUGBCEb0QalJ35cI33K4Ne/kQNUp3wV9HnhyL9S4IvRnhixcTQJb0Qa+z4wZ0Yio3/VTzvm4iZK+9wPr7mXYgzq83X8bkijZBrDldC3bwsqFY1AzC4R6pZ2nsPAUuPdXLQfDvPjbXI+ObYRze6XGVNiMvj9LT5HPJL4P0cv3AL2cAq3Bj08IhrAx5aZjcE8PUFCQuZ59fc5t7wZw3g2kJth7gqbRyUkvThtMEvU8p2dQb4TRMmfd548/uLXDbVxb7CM2D0n9qDgvfh7xFAYUhnf2iQ9BE0UAh2qiXayyYEKqlpDkkQDsh6bYED/NL6BMkJxVOkYj2GYta6i8WIuKQRI6/zKm29YPcHv5z1/7hCsyZd4fkChYvy76Bjbua7txZu5UZr2pZQ/jYoSl88stc6oo4lAZswAiPR6GwGkE0+W+N8Sfd+mFgkMEW0loSQb/51T5abNEEBn6+5J6RfJHX2X5jSvB9XMu5gZGK+tdvkmhSdnUYvRgwAKK7dGOYjX6MJ3fGEsG4smF4sHqX4KHPxnm+32YAkTQhyrjZmVwcZH4FfaWowzgz2bNEQvoBofY6Sy0YO6UOLkFVbn+DivfrJhjpvLvV6mSLeKDmaxRM97TAi/4EjVVMAy0An7Ezioy9MckXrNrVNEeytB6dSx3VTG1/IIBJnb7ybqZk0gjFgvb1nDRhNObkevmGIIZB1gdcGCDztiTwvtorIpqMgjA4Lk/fhCzA5AN7s1Yfv7l5TxsSzO1xLIMqsysbiKu9MTWaIfcdMTyzp2Q1k+OmykN+KJ7iypi7pqBAOw5dBBdpQ8uEp/n6SIPq8GMoOoaSs9KHBI8hNZtp6hGSxctUkB2gjOS9Slu29ftjfsmeMphIPHSlksCvPif55tmI9AXs5bDIJ2AnI9wQQ578nvJBUtoNxh1WlpLM1fT/69InIt3QyNgB2XYE1YKuyJX05vkNueyNG11PMdV2I8aRpqx79Ypn3UsIzngCdKzQaWsvQu6WP8KNpuyAtc0JclcesXN5QP1k1lnU8GJKlgfbUUSFIjO748doWxoMOu4+5Kh/kuXe4isNjzJ5eLZn1CCgTsyAxmV6yFfZLIppHl8trn5HaKENpoy6Dz3S/eJhE5jT1FZ9fbw4ejW43bkWmcIeHUXfCg8eWQhKEb+RAwUoam2uFXDB20mdr3mXnPYcevbjnjnSj6oFCJTJVsmfimkkYYzaFY//5kkwinKkkYoU9tViPTPxToG+Bz593PpC0fvwlmfn1XmHewkSwsm2FgcLHAAGHMzN4AKmX9C77CfYgZhmIQLUTCIw8QlU+N+K6JTSxyNy80NWWhqus6lHOrjJNJIE0lH2Lv0+Dak79N9xa0wj5SwpTj8ZBw7j1m3ERTzcojK88LOTWlvbCTSNUbNA18VdEK8ZUKpLnfpO7HU9ASQ9jPkxIKLfVlLRAHMGmaHLx8NQjuDTvnnEjZg9F0pUNkJGFpfqZfKsH7t2JBlS6x8BGWLDTw5JlhN23OXvqRR3n8p4CZB8b4XfPsAzwxYsek2Jkx13YpPr6zdPMbEKpahmWMsA5ugC8/dhN9fHFOSt9IjLPitgIlbKLqPAja9QYTvV24rj3x8w/ZhxjBxN/L7EDPyvV36hnGpUgWqrfhNj4qa62hVK/ekq/x1RhiT29o5+Y1+AEOfuyKUUZeUmAaaFu6dFoEY1vFJ2gKpToI0zEEQRPFOd5VQsDdzAAmykfounTmB/omDH//1vVIDjE7TfWhCBfb3nWiSdBB+9EXcjd4R/WmVZoEWypNRlWAnP7QE6whfNMaBRbWiMrTQry3lBGVw2xMF1Z88rJetE9kQ6vAHt0+tyYVq5kbIHCe8gZ+Dj42z9ujBCzAXd/mvbaBeVwEBvXGahgvKtCXv6cRyF4VJS03PeDc+65tcBPCZ0b/+RTcqCteei3jEKIq2qONWkXsoA+CHySNnsDIej791fteUrR5sT4y1Q39OEIl5GdfF6IZNSJYxdjr+hKNhicnWCwGJTWiNn4O8F5CqeWuOLbCxBC+Qsa+ALD5TRwdDaAgtNWYBg2ulRaVLXEpOeUGYNFUFth/wO5cFYAdHyv7uj4wZs2Uh2H0Knp6kC04aH/hr5IF3MOg9eOh5cBEkHsfrdvFFjmZ/JCkyQiKAUUOmC/PrciCYzmtE/d080Rer6jSBs/yKP6c9C+MNZMLRPgLMsT7LjzSiI5guBcnZjmEM+XqlaABaWHlYXO5Qmrf9ZdsPVXfcRZh9+3hK6PMzOG+QGvbDHhhZZJvmhB/hnQNqF+/SPi63zsDwmfR7adL73zghIMYpDrEi5ZJgcs6yOITObcAXl5fNzZDxOGcU2P0afa7Eo5f5+QqrQgvqX0JmkqzNze+VSkkFzTe+oGCWLPDP8deNOHGTaWv7oTu6qx+MhmG1wpEnH+9dCQ33ggr413f2v/5YS2t/Jr4Cb5QCYXVys85yjWgN+oNSWUSOcRiRcTAZ1tPnhF0Kex3aTfmdkYSVZtyHiKAHIyLQS9gzZP8XPjEFypCnIhPxfG1ymb5RxRFEKAeQr/Od2Gu3A6/f91Tbu/AZcj300WpqafrDGFXOKmlUYiCm3qLfGuGpiw3JqHrhN3I6gUI685a3t3y+BjgnBLxModx9Ipv3PC8vLNZHsWFVjlanqXGgI0pp8xWPOl9g9xhFa9suZv6Hd49wxuz2/e+Cuee2+wJpGbX4kcz2gyb6IYplBLcerx/KOX/cQKERtddROUlM6YEpUo5zETfOARaQUsLseZXdbWAVy0FkOosJ3s0il4YWrRauyZY/2pFAUDkal7CPHDgw+DmxdcuPd8y+uOXk+skGlkI1iLiFWz7EwJNexQwREOBlzkzacozqNnOioe1J4w4GjSf4xWAN9lJ3Z/N8RvdeMsm2g3RdC6+k2mFlaW355d2xWyUdS2gp/+MOyFY/cFo7nzg2hTB+JdbPC+oKlBW6gx2KnfzVtdbYa7lvsKJGgbZs7o7ObPidK6r9uMWtxjB8rSZpzn6yAzrzCC18xdIVkMhg6Q9DRy2x530oGqGck2w+jQsD2NVzjIjr/KM75cikbYHmeROAOiUo4D3b9q4G8AqgFBjzm0kmikYx5RjMx905XSm0/LoGf5VPe1VWTcxqULsYPeBBLPLVtVmTGmQwcVqL2mfPrVvl5LM3BiS8wkPaPM69MnCMfTAuvvYgAOtk85bltmjS2Hd0/gMK1C20s9+CScbhm9VipsYJ0eKOdCdUAEwN+rz+1RoGRZ9p5iGTDTkFnz+htlgGjb5Yu5HH4syemaj3FQG7rlEI/hVtEOd7MS7/rytiKJmbW08n+4ef1v6lNcgepFn+Zz6DXSrz5M1sQPHSS58CfZKMqCFsE3KgUpgzvbGJkkQtz7tv8vUg5/WokwIj9s7ugC8BlDLXoT5y2L7EpbCaskG9dzGc/Uba33RSHRpq6zC0N9ZJMPjKo4XLcHDEeWgeUxaZIVgOzp9h03tuQkIdlbU2/PXEGi6P6yEQyvKX/jG+IzetnTtqQD1PSUgBPQ07Fcpwfgm+Mv8898ggfwReSMz5xDFwh7RMvPOJgULfw6n8oFxOOq5974wImx5/P+2ndZ8eFJrsz6SDrgDzSudeWzIwsxyz4iNYXtyx41akk89TDyLRq1Efn50srwoRIHYPygYPZti187FQvnaOZoaU4dzM3Q47azgh+emYVWHHOBYvL+N1I1kAuV7evwupCwmhSvw98BG5nTD+tG16IzwV9v22+Ut+t1ojT9+O0rg3ML5kRdHTBkN7aBpF0sqmHgnXC6rPNkG5tKo5hk+5kCi1fWfG/du29JoGYwhecNc9ou0yXYIaD/byWbCiUjuKS0OYL/yR5D8hMOOHBTOvNdz0U4blPxDujB/s1r3XOpmbhaM9yfMYirY+PiRbb1OYf33rXrRD/YBtZ4zh7leyAfSaevkt//qXZlSptyEfjrh43XfeM1T0LKwarWu6LiOKKnK5n/ZN1Po0J3PO4ouMUtY4DK0Pe+XL6/6zySfZO93VGjZ9Lb6tGQvStzeQhDOf+IN4tHexjt8yP8L4osUGoKPVN0cFCSMKpV7oTVXnYT4OX+0Osk3Pl+rYMI95gq2ijr4J33qZk7XOxGhlyTo4SLhyC+GCixPW5cX2L/QzNsn7bbpydTDcryis87JTtBWM65UHJgjUlPYvdrHTrbXJaqOkhLdxHLDPWdA6zE2X8czPspm7CtK0HCumcaofiM4JkmIcm/xKJHL06GsPnfES7ejClXJQgo1wCIUL4IevS8p+726MK2RUmoMCLPN5cFtmqac2Wfb6Ivk/THQl6NO8wrxxbgBjbMsBUHh6nZYnErMUvdkqonPsD4+ReqGmMXck0uQX0UfPV/Ro6BryHCJi9nqmvRkmpZJweGv9asecfGg7lhAEfv6XO6i9njqe27/DwNRDuVyEnMLFH3YVE539h9ig2Rc0pv74Bk/sahlLPYpxaOQIqL4dNbfxWJ6qVJRHAUOGxv7Er5/6ogiO4oLvaD/DO/GSlbPG603Kkn7skm7EFb9piaTXPvZIZhqL8vewxwDVLUhsmgcU+p4VnqKIfzKBgjkKcytJhSosz7XAOPLNjY2YBblcT6rwXtjJbVXd6u4iLtADijKo7ucA+uCJOBTGJDXwiCxqj54NMKVRuHeKbQ1nAnNUpwXSGW1e9jagAWlQMBztbgZlwjIGAC+h4SmXYECQsOg5AqVEcSyIBjiLNPVIVScqHA4CcHcfkKAwZ8/Y5z3yLR9I7doW7Ff78kDFg68hGMU7J20/A6svEEpSsfCuqo8nm/dIKMjzBrURU2/qAAfBzOshSVDCMkRZvrQ5P7szl+D31xB4HWp9FjnLgUCvPfY1TkINvupFb1XXWjllJJXe9XwlKqvDsTe4EA0U7FIdPF9zgC5T74HyqfyQzJZzGoIQyOG6rIpYF8OVgduCcdNRgdO93zZZ+TikZ6CsLIhVjfR4PgG8L6YvI4HPpPxKZe1LgiqAca4flZEVmCsLfK/dlZoXlORjXFxdg++T0/P52wS+XhvyNFogxFlfgr+zqB+n5UhpwkYXH55Cd5cdcVfHfYhNLeVpTm9KzVBhhQHR9vk2QIYKaZsIPHf7qiMjG/JtboWyYo85hifylVE+0DIMD3A07iC+SxiIjASSVQ41GdqohXGd+hVmx9l9/282RZ5b25ds7tzjZbgFW7i1IBtBp0rcVncknNdbmcv5LKGsWyDXbIfSdUeJPDoh7TqyA/k/yRjQ0OtEQlwnS1Lf7qq4H/nFaZy3yXzrCx8qwIrboHGHIiL/D+KehUEBzGd3RH9y4oJNguZzCNxAyXKdII7+KII/I31fe3d371EkFi11abqGomvWs6trdpeJpyzK0U3MyJOzeRz6GIXofWBGlU/f0tG3kMtzrIW2V5m/rgKJgA2sJOC7vj14WldJvO0qZU9tmpueGULa5/wc0+2fRSOsISa1Kk39WzIsaHr4ZIUUxbAuubklEysvfYHc3NM+v2jUIjMXnzms1v1dZr9X2jJ22h1DUU5Yu924Y9dSJYzQWsrs+G9jd/NNfJRW6MhL1sI+gz8H6aqCCKvPNX1uKRNqU3K9Q1E2htnuc5BN0rPMf6nrwX+9hfSOjrk/wgh1gfxQ3ghtBBaau4CTPZTl3/LjhxovFC6oJatrlyr+vnmOuIROrwXIVm+9iYjZi4Ls6iNFYnHX6noDgW0NI5/H91TfjbgtjCGoUPhqggp/UrDr+YlaWQ0Z0ez4QW8uFSMq1ITj/fz2N2BEtytLmDq7YLjuVkOVM8vkxLmeqGhxLsgRGl9gLVOdvHBxA2cdNGjbaPxKfsWaZ3M9oFMi5adYzalItK8SbCCkbGbNERlWXeqP8CWyb+a+zNGAtAkiTTrTSjYvyt5mYBJuXSSVFAUeZAmoopCeogP/xvksWB+vUEnIJ+/V494YQb7J2wMieEfQw5f2dbix5p5dqzPdAO80guy3DsPv5VZGJnh2e7/mSvcWuLir/cL+0ZKixN8L69HwXofVs+s72bIEBMo4YudU9X0mmRjT9uyoReUmjAxNyMa7IbBeSLDqZu07Q+MutUY30rFkDUD+r8X/OSO2tgQr4gD93EX8sh3ezM0WfNno4L7Dy3gnSfMe3uDDrtRe/G+NjYTeUPJDBXGnVI24Psj+AsIYFFmTkhl0mWrjvAAdyIifH9GEfgpDtY0srVbihZWsj6sP17RnFrrZP+ob3eZLRiHps6AJohndW5EZ6ifXsLAJDtP4I8p6HrrWMfMuislYuJ0iJ9ZVfzC3CEBD6hrPt/AVrxG8i9lgrm03lusGUj8lButO4kWMJ53cHtdve+mAbhugJ9Tq1llfs9GWGKWXjhTXMoUKUNFvqAn/FjHAsoczBjrRbFm5EYnLiUlC/95NJkmjDErW2sVvNIYGFlgHA6pQJWKWEpsP/UMEl9KiXW2pUFwYKr5tj/4XOtG/Omvyxy52e+BequBGwEapklS6Kgh3nW/cmwHlGHNX68fMP65NrRMy6Vb8i6zfxVMy7PvReu4cAAQP43lP10fy2qo2Iwr4STfc/pTZrLcQbnzqYG3bj+Q8RFiNItkv4yzraW5IJbUqMmjoZZvLy15eCWG3FFwcIS8e+pru8rMQz6N6nQ9EpuA8AMTTIqu1qYzQ6ZUY9YFxtjbNMWzR+N1/+4ngBnDMe2SMF4LEQMLsyvuIyOYGUBFsE1rj3U08QtTYBQ3OSLptVOxIxqZdz3HDto8n+dzvI/gqXMAMyqbI5+enCjL7D3BzBlDFpASlwqYK/0rxVXRzMf2agFbYnrI/UA4PCILtr2rqN25Hk8QCbiOIm4bzbOYEopA9X52hxfs+bA5z1jZbKawZLsf0CCiHm7BGLlfh4u9xUW4qWcr1J0SAIgPxV9Yb8umNEvdyC6vHMbJRQpVwEy6tZ6tLUW3Pi6Qu1L9686Gg7vJ3P9czsrseuXlIJYKzVhMwg8jvGrwpFbKRAg3B6Pfju4KSY/ZbgFvhB7FQjymoNzmzKwpGycivcwJsfN1Y2oCTBsIbFZ4ydaPQRiQp+mKWQsWjdTdK+dxXQb3QHWYNtQgHTc9LMD6amXYKkZMNJ32h2ZDn/qFPGixdqJHEh1Q0B2eNTZbQyaxznI9XKAQl+vojDa0W4Dinu9Y75DiEiwCCaGaSl3ecqA+/pCaBPW+ModTL4SeZU5/3BL9GATbtyraRfip436ZrO3NyZRGWY/eX+RyJT4bMfKwIPmv4PnUvm4TpDruXLPQl2p6ddvByG/fVaFsrfd7RLMrb4d07aEVHe8smqjTL7VvetF28PiSexQqaH1w2yfH4vl2hcScU0DdJ+q5hygos7iKDgnsq8Sq3J04F4CdcpnL4R7+Vj7PJ0cknCVEMEdFJqoEsBIp9kaFugjdK/T6Nwu6SqSlK1LObX09IkTB73hGpbpkQEree4zSTbB3g608odLnUk7JaWmbnP4ufmayAjUYhQGYi8f8DsLAogyqnU2Gev8i73MYMtwxOa0dCAeX3JdTQNLNoya1ga+VUvwOw2ER/bxX9defJF7v0PkciOqjFLF7zoNo0gvWEpti8X+JmSq1nLgcSnmZbPfRGcS6ChzG2J0jGRJC8Hiw37TfOOUpV7odQvOQO9JVXiZTZ4VC1+GsJxRVHAwCC7QBttkWN2zEpLxZrYirfe5ykdwTH/qYYDtwL+mUtFmOlvmvI5VEsUfgcduDfy9TD2OlYG7DtjWa0ClZY/sGiT3NAJq1AtQM+J/LVGrGjtaIZbGyfR0KqQSEO5ybx6sWy2BfrNg2V2auoXhMxAHgd3zTZ+aeR9Nhv04jYC9iqktuIgFECYPRxijVRDeW8zN0zi3ylY5OAilIN7DAUxCyB77h5s6WcqCDZy42jYj9CE4yjXDa3ytnaYJ3fD3/V/8SOzP7TmY04WaIdbnksY14M3ywVJBKMQY1HlxxVbF3cQfK7I3nX9eD7gIVVPzQm8/RqHWsFFI6pQwcQGXCd0/1bExRPU14MmGcGHlt2mSZNCUxA4de0qAYSotU5FbvB3ZRPIDDTO0vMILF9WfL5armjUoQkjPRVpYq1DwCA/L4/rBTa9VaCzqqVjvsFQ3e+VZFgcUnXjFQXUtJFlMVdybA/WP2wSdzuZoXqQYwZoawaS7G+0bCbrR0oUGtM2ytVJcc5WKC/Pak38bSHG8sD/4UnkiEEu8KD8RXiwhjxgEenH5m5st3mxezB5gKg2anzjBxh5scGIZdtrOk0q8jG3oBeZ2IoM6QKY4u7sibAMDFAjEVHrK7Un1v8ltQcrH2Pe7aqvTDuiIxO+jGhVzC9EHXL3+L+tK5rI0zp+CLXgaRCt6JRW/WpO6ipQSNy/Q1DeF6wmfYhgCtojOsN10zyVDX7ho4C0QhnH4bumXBAtLwZ9rk84PjT5fwB5ad5uZpstgDqOtWBabSOQZ6akwTh1WVrfNHiDQB55Fi9YqZd1eBeilLIo/eqaidW+EPeBDdmOFRy3Y5F4uO31drNpQ9/mAjtt3oKKfE/Oaz6HrUkwbjbdu0G3Fq81BdxGYV9iu/7omD/fVA1HhrK66wwXK+29zA4tnOyWy7W2cLVjc/xeh8dMqR1D/keNxqYyvnA7AJUrT1idQH7qRLhC8FAkH5zEV+qj2PwyTrOG/y/31SCrp0wEzI2KIUtHOCNP2ShCoEnDXj3rpUR7eCi+enog+D7QKS5OJiNO27EDOs1kKz5pI10osBMyHKL1R1Fhb3SRKAqvks9fbGZfJmqFjE/aibvbgiiYlRyOLdqew7uz/0OvtHNpbgKXAVh6bmPqNKkovJD+k36CODllbkA+Tjm2keOaXxZZMRWe6RiJUE5guvtDuZglKovJZsgTnn2yUkItkgbZYwHMx9Y+8U2Ww31BrQHazBdAjhVSfchM6Yvb5mcDOF5yRJw+C7CEGGL8sHfF37EpaTrROP4qyCW7gEt9/iIUAiy9Hd9kxOqd4392nmZp5vnBAtE17YOIX+sQpc3k9fXn/GjQZX7hd6ICtWcnz9EWECH1EA+zvXhKeZbRdvne3aKJqb9tOU23SjeCV+ZwYjhqQzgAgGdOBHgpuZDtSgD72y+xXDxeuqWt4eIv93mYxCaib7PWWPBbsaPgygAN8VaMOeeNsAhsSvqKgir3Ekf/knTH6uZ0qqAgnInXJOstD6CYHHtGf0hBi3SevVYZaGvbReO6lWaG74NaiySgwppVmHClzNaQdvU+hpfleGyiadypoNe4BSiMAr7AncUaWP8BSUeWXC/+YnzKzZ0c4jo5/kfI3eNZ2d8sqOVi8XN7vdm8X55Ehe/t51tYbMrknuYhrmyxC+kezsygyAb6u3CYXQOKYXURNvMz2Xgbu6VQmnFBSf4kWHd2CT/ylgu+clU5zmF0ypTjPjcCdc6cTFeigtfWhjnPeX3rgmqz+v16cd83q22/VLp+vj+Ipr3lD0ASswe1L8X7WAlvFihBRRKkt+0tsHhXhtDrkSa/cSyPkfn2G72+tIh4+3l+Kb9lrTv5ZEw5c/chG35LDIJhsgKw4OZWu/g5LiF3cHM/ncFNdtWJkPooauSUHbh4YCnrgkjfXOatEIMQD4zZbe2NI4nAoud8Tnbiyt3L7SIlkEUM+BrrO7vo1vIX1aP3OSP8Lca+jBd+w01GXzlwTArh8WooWm7naMcYVDtH6ajLoBdrZAbcbxhIWh2pXCq2Wo6mAQds9cgo5dxIz8CSs0Sb30ka4yWZay1QkqvBYezdAjWdlJFA7X9rJE7cV0LZBJu23Sql1osXtEqSUtx5A6HERb6VV6SM/YhYFmKGpSrgMAvd9D2wsMYYgTi4oyz4bciOeoV7GuowmhB9VBmcAeR3n/YtapxbY12yTf8EaJaMfRdQC8Aw/z8niC+aUQ3OjpSn5Z4Zyj4t52hZfDHunM8McRKRfmFm1VIxEQa05BGCZlhd9iIa0osksNhdrrgqKClzg3lT29N0Va8zqm80DnpPvjn8cKinh4SzrIDKDE7Fk//csr2dD72RAkZhq+Gi2xzOLrtyy7pwcTzzJAEFwGYBISVOWEAsMNjFLptoVW2QLgQl+mCdBsCeOZkOF7SlAQ3u9Kabo6KZL6zsYPXozT/YozdYku55QXUtLAcqkFNRrBNuAEGXeb2jHpPK2GjngF/CEzzhFhnuG9faaQSpmto4GHmD71/mzyHtPD/OV824E0+ZnCMJMVb8LmpHkLxnpIVnlO/WBc8o5/S0BzJgOgmaFAAsv7GIJLDtvXS+/53FFBGDMlvrK43ho6+YFLJsZW7MXzL5r1grwbpQD/hmILuNDWhdOQhRFE/tRIBNfQaQVeXRp3npwpoej9s9hTMemgeVVQRi344FhcQQEQj9KRdIPTrXSZGNc3xThw35xreb/r/vpZ/3NrKeb1KUHxZYYOOT6U1Kpcc7lJZ4J+6Of/j2FsavwXMAD53uM2RkXg68v7f/ZM9qkzNwxuoi0QqABmePHfEN7GIm986zPNjF1nv7CqH1FCWtAxlS+ZGIYb/OmRWsZn6QJeK0tadhA2Pry61q0mVB5fhTPTgNUOZepKGOsnvmPRRXZiJu+fE+dJJjq0jp3Rn6uDIiSl6eOulhc3njRyrRazSUZUj/we2KoslODTqSYedK4lBUAYDO8jH9iaSry/FRKxI0PJYOsR7z93B0V6x2Ni3UykeZlH/F8cefD56t1RqoMpenod8i07FPKiektd3GBJJmi9RGQui+bw8vW8I56US1A4qLExHUegwp1CVVA4ppF5/7SDI84IZTBsxa6QkX4mnAkFkn5ZWv9XygrzIGOF6eyG/qG46x7CHCF2R9Rh8BsRP4J1eFcmGHUh6gVK+6tu8GYvcxRz5VJ0a57yBL0bPybHigUn/+G0EdeT+nR77ZCOo7JuPAkrTS/SUfx4iEblXIBkfMy4TpwNWwOnr96my2dZMY/q6tnUUDoTxVuHhwOGi4vlVABjTLFXxe5DYO2hRDXDG/Cs0gFiw3xP5eygCYvIbqN0hWTQVtgc3Qjvyi68klXtByExI3v9KgZKKz6kJrnk7rqWpTiSirIo+7Hhz4ueY7wgvORko1BOpnJyvKzQ1iDp9hQhhFpVxNjkbJFarRLxmnsCbLvRyaB/K2a6d/V3x/nuqyNlbYkXHqfQTVT5lHCMLCoU5zb5MP+8Kt1PFvLkcH3CCBcyDsFRbWN8qznHe1Bmt9W/Ce020sYwNZlDChmpDx+/AfpjgVQRCPM8JRM5duTT3PVPDMr0Qujol2VfjGeB9H1wo8VZgl21uRuBAQyiBK9I81MsC+tG2vXq+ADx0OfZcvdKctbaMz5AaCxkWkP8pIx2LNidtFmvIcweTzV//gLqA55yRoPAAAAvUzo9BcmkVktEfJfpEdyAUu5Z29X1O3qhCvJ8/rj9l4ZphdMCmCmJD+4RMOo6aXw07YUTlHGTOdb3+HSnUN7kxQwKYAdpVTICS1AogrA1OgPDFmfrhTvQ2fU9qgoKU8bqMHlIPteK6T++xy4epoWcf0UxJxrE9f7dyjTF19PKV8nuWg5MjA10/cuzHRHkRQw+luAJmVF7aCEx9gPH8NbtKpH8ZH5+cehqr53QaBPHIc0MtG16WhbooJsz0kSIo0uk1ZTwnIypoCVH90w4Hk5XwI14Hr0NmprRN4dgx7j2e/xnCcX8pnIamB/mkH2Gx32sZk4iYVX7ub9V+N4cJak7MG4LpQ+boVGVfqxz2vxUgaZMMY/hfQUssCxn84cazU2Y1NF3QlRyC47J3dX7k8kGpMEsELfK66b9ZvpIcP5KpvDGObUhKxQCFvwEHZ42a3A4s+4tY6rIrMGSVMSR29Pn4HPxelCHcFOE11KluAB56pP/6X5TxeXgt9YWRwAAAAA=" alt="Renzo-ArtHome" width="70" height="46" style="height:46px !important;width:auto !important"></p>
<div>
<p class="rahpp1-titolo">Seminterrato allagato: l&#8217;asciugatura mirata, la prima zona</p>
<p class="rahpp1-sotto">Le stanze chiuse con i teli di nylon, il giro dell&#8217;aria e i pannelli</p>
</div>
</div>
<div class="rahpp1-corpo">
<div class="rahpp1-pianta"><svg class="rahpp1-svg" viewBox="150 110 810 1320" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" role="img" aria-label="Pianta schematica del seminterrato: la prima zona chiusa con i teli di nylon, deumidificatori, ventilatore, tubi dell'aria e pannelli radianti"><defs><radialGradient id="rahpp1caldo"><stop offset="0" stop-color="#ff7a2f" stop-opacity=".55"/><stop offset="1" stop-color="#ff7a2f" stop-opacity="0"/></radialGradient><marker id="rahpp1fm" viewBox="0 0 10 10" refX="6" refY="5" markerWidth="5" markerHeight="5" orient="auto"><path d="M0,0 L10,5 L0,10 z" fill="#3d4652"/></marker><marker id="rahpp1fc" viewBox="0 0 10 10" refX="6" refY="5" markerWidth="6" markerHeight="6" orient="auto"><path d="M0,0 L10,5 L0,10 z" fill="#f26b1d"/></marker><marker id="rahpp1fr" viewBox="0 0 10 10" refX="6" refY="5" markerWidth="6" markerHeight="6" orient="auto"><path d="M0,0 L10,5 L0,10 z" fill="#7a8492"/></marker></defs><path d="M180,140 L928,140 L928,1232 L616,1236 L616,1407 L180,1407 Z" fill="#eceff3"/><path d="M638,734 L900,734 L902,922 L640,920 L634,926 L634,950 L648,952 L650,940 L902,938 L906,1210 L652,1214 L650,1030 L636,1028 L636,1214 L510,1216 L512,1226 L592,1226 L594,1382 L418,1386 L416,1228 L434,1228 L436,1218 L406,1212 L406,1386 L212,1386 L210,1126 L404,1124 L404,1134 L414,1136 L426,1114 L210,1114 L210,934 L518,932 L520,1112 L504,1112 L502,1122 L542,1124 L541,915 L524,914 L516,921 L211,923 L206,918 L205,745 L210,740 L515,739 L520,743 L521,830 L523,834 L538,834 L541,830 L542,813 Z" fill="#e3f1df"/><ellipse cx="416" cy="906" rx="65" ry="34" fill="url(#rahpp1caldo)"/><ellipse cx="367" cy="1098" rx="53" ry="34" fill="url(#rahpp1caldo)"/><ellipse cx="682" cy="1173" rx="42" ry="54" fill="url(#rahpp1caldo)"/><g stroke="#3b78d4" stroke-width="9" stroke-linecap="round" fill="none"><path d="M638,734 L900,734"/><path d="M900,734 L902,922"/><path d="M902,922 L640,920"/><path d="M640,920 L634,926"/><path d="M634,926 L634,950"/><path d="M634,950 L648,952"/><path d="M648,952 L650,940"/><path d="M650,940 L902,938"/><path d="M902,938 L906,1210"/><path d="M906,1210 L652,1214"/><path d="M652,1214 L650,1030"/><path d="M650,1030 L636,1028"/><path d="M636,1028 L636,1214"/><path d="M636,1214 L510,1216"/><path d="M510,1216 L512,1226"/><path d="M512,1226 L592,1226"/><path d="M592,1226 L594,1382"/><path d="M594,1382 L418,1386"/><path d="M418,1386 L416,1228"/><path d="M416,1228 L434,1228"/><path d="M434,1228 L436,1218"/><path d="M436,1218 L406,1212"/><path d="M406,1212 L406,1386"/><path d="M406,1386 L212,1386"/><path d="M212,1386 L210,1126"/><path d="M210,1126 L404,1124"/><path d="M404,1124 L404,1134"/><path d="M404,1134 L414,1136"/><path d="M414,1136 L426,1114"/><path d="M426,1114 L210,1114"/><path d="M210,1114 L210,934"/><path d="M210,934 L518,932"/><path d="M518,932 L520,1112"/><path d="M520,1112 L504,1112"/><path d="M504,1112 L502,1122"/><path d="M502,1122 L542,1124"/><path d="M542,1124 L541,915"/><path d="M541,915 L524,914"/><path d="M524,914 L516,921"/><path d="M516,921 L211,923"/><path d="M211,923 L206,918"/><path d="M206,918 L205,745"/><path d="M205,745 L210,740"/><path d="M210,740 L515,739"/><path d="M515,739 L520,743"/><path d="M520,743 L521,830"/><path d="M521,830 L523,834"/><path d="M523,834 L538,834"/><path d="M538,834 L541,830"/><path d="M541,830 L542,813"/></g><path fill="#3b4049" fill-rule="evenodd" d="M409,1215 L408,1382 L409,1389 L416,1390 L416,1231 L420,1227 L432,1226 L433,1221 Z M639,1031 L636,1035 L638,1212 L634,1216 L514,1219 L517,1226 L590,1225 L594,1229 L596,1381 L592,1385 L527,1388 L482,1386 L473,1390 L471,1404 L478,1409 L532,1405 L553,1408 L614,1407 L618,1403 L616,1243 L646,1238 L869,1238 L910,1236 L929,1232 L928,1173 L917,1170 L909,1174 L907,1209 L903,1214 L657,1218 L651,1211 L650,1035 L647,1031 Z M191,986 L186,991 L190,1407 L194,1411 L351,1409 L354,1397 L343,1387 L215,1388 L211,1384 L209,1129 L213,1125 L402,1124 L408,1133 L413,1133 L415,1127 L424,1121 L424,1116 L213,1115 L209,1111 L209,1095 L208,1078 L208,997 L204,988 Z M543,1119 L540,915 L524,914 L516,921 L211,923 L203,926 L203,930 L209,932 L517,930 L522,939 L523,1109 L519,1113 L507,1114 L505,1120 L514,1123 Z M638,840 L641,844 L648,844 L657,839 L757,839 L761,831 L758,827 L648,827 L639,830 Z M644,715 L641,732 L645,736 L899,734 L903,738 L906,865 L904,921 L900,925 L672,928 L641,924 L635,931 L639,951 L646,951 L653,940 L901,938 L906,951 L906,1087 L910,1097 L925,1098 L927,998 L922,661 L913,659 L904,664 L902,708 L898,712 Z M780,405 L772,404 L768,411 L769,542 L726,586 L544,586 L539,581 L538,457 L535,453 L517,456 L519,726 L515,730 L209,732 L205,728 L204,593 L200,585 L184,584 L185,865 L203,865 L206,859 L205,745 L210,740 L515,739 L520,743 L521,758 L520,830 L523,834 L538,834 L541,830 L539,603 L543,599 L720,598 L740,594 L781,550 L780,450 L785,444 L794,443 L795,437 L780,430 Z M903,401 L899,432 L878,435 L876,441 L880,444 L895,443 L900,447 L901,538 L905,547 L918,549 L922,546 L921,404 L919,401 Z M360,146 L180,151 L183,462 L199,460 L203,452 L200,174 L204,170 L354,168 L362,164 L364,157 Z M919,175 L919,143 L915,140 L485,145 L481,149 L484,162 L492,166 L601,165 L617,164 L715,163 L720,160 L761,163 L769,177 L778,176 L778,166 L782,162 L893,160 L898,165 L901,178 Z"/><rect x="365" y="143" width="116" height="18" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="365" y1="152" x2="481" y2="152" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="182" y="462" width="18" height="120" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="191" y1="462" x2="191" y2="582" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="182" y="865" width="18" height="120" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="191" y1="865" x2="191" y2="985" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="908" y="548" width="18" height="112" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="917" y1="548" x2="917" y2="660" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="908" y="1098" width="18" height="72" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="917" y1="1098" x2="917" y2="1170" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="357" y="1389" width="115" height="18" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="357" y1="1398" x2="472" y2="1398" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="917" y1="180" x2="917" y2="400" stroke="#3b4049" stroke-width="4" stroke-dasharray="14 10"/><g stroke="#3b4049" stroke-width="2"><line x1="672" y1="738" x2="672" y2="828"/><line x1="693" y1="738" x2="693" y2="828"/><line x1="714" y1="738" x2="714" y2="828"/><line x1="735" y1="738" x2="735" y2="828"/><line x1="756" y1="738" x2="756" y2="828"/><line x1="777" y1="738" x2="777" y2="828"/><line x1="738" y1="830" x2="794" y2="734"/><line x1="748" y1="830" x2="804" y2="734"/></g><g stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="369" y1="922" x2="463" y2="922"/></g><g stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="332" y1="1114" x2="402" y2="1114"/></g><g stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="652" y1="1140" x2="652" y2="1212"/><line x1="652" y1="1212" x2="700" y2="1212"/></g><g stroke="#6c4a9e" stroke-width="6" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="12 7" fill="none"><path d="M542,813 L638,734"/><path d="M638,734 L638,834"/></g><path d="M568,994 C568,991 568,983 566,976 C564,969 560,959 558,950 C556,941 556,932 552,924 C548,916 541,906 534,902 C527,898 516,899 508,899 C500,899 491,903 488,904" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path d="M612,1182 C609,1179 597,1173 594,1164 C591,1155 593,1137 594,1128 C595,1119 600,1121 602,1110 C604,1099 603,1079 608,1062 C613,1045 627,1015 634,1006 C641,997 642,1004 648,1006 C654,1008 665,1018 668,1020" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path d="M540,1142 C533,1141 509,1140 496,1134 C483,1128 471,1113 460,1108 C449,1103 433,1103 428,1102" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path d="M604,1200 C596,1201 572,1207 556,1208 C540,1209 527,1209 506,1204 C485,1199 449,1187 430,1180 C411,1173 403,1163 390,1160 C377,1157 357,1162 350,1162" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path d="M612,1206 C603,1206 579,1204 560,1204 C541,1204 514,1202 500,1205 C486,1208 479,1212 474,1222 C469,1232 467,1251 470,1262 C473,1273 487,1285 490,1290" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path class="rahpp1-mand" d="M568,994 C568,991 568,983 566,976 C564,969 560,959 558,950 C556,941 556,932 552,924 C548,916 541,906 534,902 C527,898 516,899 508,899 C500,899 491,903 488,904" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpp1fm)"/><path class="rahpp1-mand" d="M612,1182 C609,1179 597,1173 594,1164 C591,1155 593,1137 594,1128 C595,1119 600,1121 602,1110 C604,1099 603,1079 608,1062 C613,1045 627,1015 634,1006 C641,997 642,1004 648,1006 C654,1008 665,1018 668,1020" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpp1fm)"/><path class="rahpp1-mand" d="M540,1142 C533,1141 509,1140 496,1134 C483,1128 471,1113 460,1108 C449,1103 433,1103 428,1102" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpp1fm)"/><path class="rahpp1-mand" d="M604,1200 C596,1201 572,1207 556,1208 C540,1209 527,1209 506,1204 C485,1199 449,1187 430,1180 C411,1173 403,1163 390,1160 C377,1157 357,1162 350,1162" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpp1fm)"/><path class="rahpp1-mand" d="M612,1206 C603,1206 579,1204 560,1204 C541,1204 514,1202 500,1205 C486,1208 479,1212 474,1222 C469,1232 467,1251 470,1262 C473,1273 487,1285 490,1290" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpp1fm)"/><path class="rahpp1-rit" d="M476,907 C474,907 481,907 463,907" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp1-rit" d="M463,907 C445,907 407,907 369,907 C331,907 261,909 236,907 C211,905 224,917 221,894 C218,871 218,793 220,770 C222,747 188,758 234,755 C280,752 449,753 494,755 C539,757 504,758 506,768 C508,778 505,803 507,815 C509,827 511,836 518,842 C525,848 535,845 548,848 C561,851 585,851 596,858 C607,865 612,876 614,890 C616,904 612,927 610,940 C608,953 603,963 600,970 C597,977 593,982 592,984" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp1fc)"/><path class="rahpp1-rit" d="M671,1030 C670,1031 668,1024 667,1038 C666,1052 667,1098 667,1112 C667,1126 667,1108 667,1120" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp1-rit" d="M667,1120 C667,1132 665,1171 667,1184 C669,1197 670,1196 680,1198 C690,1200 698,1198 730,1198 C762,1198 845,1201 872,1198 C899,1195 887,1198 890,1182 C893,1166 891,1133 891,1100 C891,1067 893,1009 891,985 C889,961 900,961 878,956 C856,951 791,955 760,955 C729,955 707,954 690,957 C673,960 669,965 660,970 C651,975 643,983 636,988 C629,993 619,999 616,1001" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp1fc)"/><path class="rahpp1-rit" d="M414,1099 C412,1099 420,1099 402,1099" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp1-rit" d="M402,1099 C384,1099 336,1099 308,1099 C280,1099 248,1101 234,1099 C220,1097 224,1109 222,1086 C220,1063 220,986 222,963 C224,940 220,951 236,949 C252,947 277,949 320,949 C363,949 463,947 494,949 C525,951 504,944 506,962 C508,980 508,1037 507,1060 C506,1083 502,1088 500,1098 C498,1108 493,1113 496,1118 C499,1123 510,1125 520,1127 C530,1129 548,1130 554,1131" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp1fc)"/><path class="rahpp1-rit" d="M325,1158 C312,1158 264,1154 248,1158 C232,1162 233,1148 230,1180 C227,1212 227,1318 230,1350 C233,1382 223,1367 248,1370 C273,1373 356,1382 380,1370 C404,1358 390,1324 392,1300 C394,1276 387,1241 392,1225 C397,1209 407,1211 420,1206 C433,1201 452,1197 470,1194 C488,1191 509,1192 525,1190 C541,1188 561,1182 568,1181" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp1fr)"/><path class="rahpp1-rit" d="M503,1310 C508,1317 518,1344 530,1352 C542,1360 566,1367 575,1360 C584,1353 584,1326 585,1310 C586,1294 586,1273 580,1262 C574,1251 562,1247 550,1244 C538,1241 520,1245 505,1246 C490,1247 470,1252 460,1250 C450,1248 443,1239 442,1232 C441,1225 442,1212 452,1206 C462,1200 484,1200 500,1196 C516,1192 538,1186 546,1184" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp1fr)"/><rect x="369" y="883" width="94" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3"/><rect x="332" y="1075" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3"/><rect x="665" y="1145" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3" transform="rotate(63 700 1152)"/><rect x="574" y="994" width="34" height="42" rx="4" fill="#4a5260"/><line x1="581" y1="1003" x2="601" y2="1003" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="581" y1="1010" x2="601" y2="1010" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="581" y1="1017" x2="601" y2="1017" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="581" y1="1024" x2="601" y2="1024" stroke="#fff" stroke-width="2"/><rect x="540" y="1134" width="42" height="40" rx="4" fill="#4a5260"/><line x1="547" y1="1143" x2="575" y2="1143" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="547" y1="1150" x2="575" y2="1150" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="547" y1="1157" x2="575" y2="1157" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="547" y1="1164" x2="575" y2="1164" stroke="#fff" stroke-width="2"/><circle cx="618.0" cy="1195.0" r="17" fill="#4a5260" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="618.0" y1="1195.0" x2="629.0" y2="1195.0" stroke="#fff" stroke-width="3" stroke-linecap="round"/><line x1="618.0" y1="1195.0" x2="612.5" y2="1204.5" stroke="#fff" stroke-width="3" stroke-linecap="round"/><line x1="618.0" y1="1195.0" x2="612.5" y2="1185.5" stroke="#fff" stroke-width="3" stroke-linecap="round"/><text x="400" y="300" font-size="34" font-family="Arial, sans-serif" fill="#5b6470" text-anchor="middle" stroke="#fff" stroke-width="5" paint-order="stroke">fuori zona</text></svg></div>
<ul class="rahpp1-legenda">
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><rect x="1" y="3" width="32" height="14" fill="#e3f1df" stroke="#9fb89a"/></svg><span>Prima zona: stanze chiuse con i teli, in asciugatura</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><rect x="1" y="3" width="32" height="14" fill="#eceff3" stroke="#c3c9d1"/></svg><span>Fuori zona: il resto, in un passo successivo</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#6c4a9e" stroke-width="4" stroke-dasharray="8 4"/></svg><span>Telo di nylon che chiude la zona</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><rect x="7" y="1" width="20" height="18" rx="3" fill="#4a5260"/><line x1="10" y1="5" x2="24" y2="5" stroke="#fff" stroke-width="1.4"/><line x1="10" y1="9" x2="24" y2="9" stroke="#fff" stroke-width="1.4"/><line x1="10" y1="13" x2="24" y2="13" stroke="#fff" stroke-width="1.4"/></svg><span>Deumidificatore a condensazione</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><circle cx="17" cy="10" r="9" fill="#4a5260"/><line x1="17" y1="10" x2="23.0" y2="10.0" stroke="#fff" stroke-width="2" stroke-linecap="round"/><line x1="17" y1="10" x2="14.0" y2="15.2" stroke="#fff" stroke-width="2" stroke-linecap="round"/><line x1="17" y1="10" x2="14.0" y2="4.8" stroke="#fff" stroke-width="2" stroke-linecap="round"/></svg><span>Ventilatore radiale</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="3" y1="10" x2="31" y2="10" stroke="#cfd8e2" stroke-width="9" stroke-linecap="round"/><line x1="3" y1="10" x2="31" y2="10" stroke="#3d4652" stroke-width="3" stroke-dasharray="7 5"/></svg><span>Tubo flessibile: aria spinta nei locali</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#7a8492" stroke-width="3" stroke-dasharray="3 6"/></svg><span>Aria che lambisce le pareti e torna al deumidificatore</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#f26b1d" stroke-width="3" stroke-dasharray="3 6"/></svg><span>Aria scaldata passando tra pannello e muro: resta calda fino al deumidificatore</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><rect x="2" y="6" width="30" height="8" rx="2" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="2"/></svg><span>Pannello radiante</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#3b78d4" stroke-width="6"/></svg><span>Parete fredda: bagnata fino alla linea dell&#8217;acqua</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#f26b1d" stroke-width="6"/></svg><span>Parete scaldata davanti al pannello</span></li>
</ul>
</div>
<p class="rahpp1-nota">Schema senza quote. I colori delle pareti seguono la logica dei termogrammi: blu freddo, arancio caldo. L&#8217;aria che torna al deumidificatore diventa arancio dove passa tra il pannello e il muro, perché lì si scalda; i percorsi sono schematici.</p>
<p class="rahpp1-piede"><a href="https://www.renzo-arthome.com">renzo-arthome.com</a></p>
</div><figcaption style='font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0'>Tavola 2. L&#8217;asciugatura mirata: la prima zona chiusa con i teli di nylon, e il pannello portato nella stanza che aveva solo il ventilatore.</figcaption></figure>
<p>Il pannello scalda il muro che ha davanti, e l&#8217;aria del tubo passa tra il pannello e il muro: lì si scalda, e resta calda fino al deumidificatore. Ogni pannello si sposta tre volte, per scaldare tratti di muro diversi. Nel passo dopo, nella stessa zona, due pannelli vanno nelle stanze in basso, che finora non ne avevano.</p>
<figure class='mx-tavola-diario' style='margin:0 0 28px'>
<div class="rahpp2">
<style> .rahpp2{font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;color:#1f2933;max-width:760px;width:100%;overflow:hidden;margin:0 auto 28px;border:1px solid #d5dbe2;border-radius:6px;background:#fff;padding:14px 14px 10px;box-sizing:border-box} .rahpp2 *{box-sizing:border-box} .rahpp2-testa{display:flex;align-items:center;gap:12px;margin:0 0 10px} .rahpp2-testa>div{min-width:0} .rahpp2-testa img{height:46px !important;width:auto !important;margin:0 !important} .rahpp2-titolo{font-size:18px;font-weight:700;line-height:1.25;margin:0} .rahpp2-sotto{font-size:14px;color:#5b6470;margin:2px 0 0;line-height:1.35} .rahpp2-stato{font-size:14px;color:#1f2933;margin:4px 0 0;line-height:1.35} .rahpp2-pos{position:relative;display:inline-block;width:8.5em;height:1.35em;vertical-align:bottom} .rahpp2-pos span{position:absolute;left:0;top:0;font-weight:700;white-space:nowrap} .rahpp2-corpo{display:flex;flex-wrap:wrap;gap:14px;align-items:flex-start} .rahpp2-pianta{flex:1 1 380px;min-width:0;max-width:100%} .rahpp2-svg{width:100%;height:auto;display:block} .rahpp2-legenda{flex:1 1 230px;min-width:0;font-size:14px;line-height:1.4;margin:0;padding:0;list-style:none} .rahpp2-legenda li{display:flex;gap:9px;align-items:flex-start;margin:0 0 9px} .rahpp2-legenda svg{flex:0 0 34px;width:34px;height:20px;margin-top:0} .rahpp2-nota{font-size:13px;color:#5b6470;margin:8px 0 0;line-height:1.4} .rahpp2-piede{font-size:13px;color:#5b6470;margin:8px 0 0;text-align:right} .rahpp2-piede a{color:#5b6470} @keyframes rahpp2flusso{to{stroke-dashoffset:-60}} @keyframes rahpp2ritorno{to{stroke-dashoffset:-40}} @keyframes rahpp2a{0%,30%{opacity:1}36%,94%{opacity:0}100%{opacity:1}} @keyframes rahpp2b{0%,30%{opacity:0}36%,63%{opacity:1}69%,100%{opacity:0}} @keyframes rahpp2c{0%,63%{opacity:0}69%,94%{opacity:1}100%{opacity:0}} .rahpp2-mand{animation:rahpp2flusso 1.8s linear infinite} .rahpp2-rit{animation:rahpp2ritorno 3.2s linear infinite} .rahpp2-p1{animation:rahpp2a 15s ease-in-out infinite} .rahpp2-p2{animation:rahpp2b 15s ease-in-out infinite} .rahpp2-p3{animation:rahpp2c 15s ease-in-out infinite} .rahpp2-statico .rahpp2-mand,.rahpp2-statico .rahpp2-rit,.rahpp2-statico .rahpp2-p3{animation:none;opacity:1} @media (max-width:480px){.rahpp2-mand{stroke-width:7}.rahpp2-rit{stroke-width:6;stroke-dasharray:8 14}} @media (prefers-reduced-motion:reduce){.rahpp2-mand,.rahpp2-rit{animation:none}.rahpp2-p1,.rahpp2-p2{animation:none;opacity:0}.rahpp2-p3{animation:none;opacity:1}} </style>
<div class="rahpp2-testa"><img decoding="async" src="data:image/webp;base64,UklGRrQzAABXRUJQVlA4WAoAAAAQAAAAxwAAggAAQUxQSDcHAAABsMb/nzk50vdXVR0nr+kJ1vZusrZt73Zuo7Nt23dr2zaDtW3biDOzGPWv6vd9MO75d/XhSURMAApSQggBPZfL5f2mz5j+h7m3vDx/Nt99j0YaF8zuuOuWOedOnzlt+mbl5jJ6dCEEJ8hEcSE4dB/VtPeRR5720KJFiznIXYuXLLrxN0dUNmtCjyE4qXfiQkD3pv2nVs75oJW9WuzRLNKsJ4tMsWf23jrva1MrqwoA+OClbokPAODWqHzj1hb2mFQ1mhkH2cwsqip7bHv6G1PXGAMAPrg65IIH4NesfOvZdpJMqpqMNW4WVZUk2z76e2X7MQAkuLriggfQdMh3n28nSdVoHMKWVNl9wb+OXAeABF8nxHsAa1WOXkiSUZOxAM1USbLznMp6ACS44vMBwDqVYz8lGTUZi9RUSXbNnbYzAPGFJl6A0Yed8BlJVWMBW1SSvG36+oAEV1QSAOz6o1dJajQWtkU1suvOvQEEKSIXgLHT7iIZo7Hoo5K896drAMEVjffAuB+/SZom1kWLRr43c03A+yJxHpj88zfJGFlHo5LzT5oMeFcUEoCDbugiY2KdNSW7zt4D8FIIHljnHJKaWIdNSZ4zBQgy5Jyg+QuLGKOxTltM1POGA35oSQAOe49U1nUlH//SSIgMIQ9s9SipxnofyScPB8JQEY/Rv13GaMzApOS8CfAyJBxQeYaMzMQU+VEFcEMgYPS/STXmYyQvHY2S1JgE7PAcY2JWmvK+yYDUlAeO+pTK7FR+cvY4+BryGHcsmZihiXxwefiaCdj1BaoxS025aFeUaqSEXduozNbItt0QpBYCdm9nZMYmtv0S4gZNPGa1MzFrjTxpGNwgScC/acbMNeXsMtygSMDRrBrzt8onJng3COJxLJVZXOWD8DJwAT+iMpOVx6EkAxUwnVVms/JolAbI44AOtXwy5QEIA+LdlCqNGW2xeiD8AIjDY4zM6sSPVxDXP49fMDKzI58QL/3x+BKV2a38Enw/PDbrVMsvi52bwfctYDYjMzzxKe+lLx5fpTLLlX9C6IOT5T9JlmeWPllNXG8BR1OZ6YlPud6cbNQZLdcY07bwPXm5gJHZnvi0dz142YyRGR/TdvDdAo4zzbnEZ70D4LFZV7KcY+pYGw4IOJHKrI+8PXgImpea5Z3xk2ZIwN6mzHyNByEEnMDsi7wteJRbablnbGsGDjJl9ms6CDiCDUDkvFKYw5h/xtbmSR/TGoH5YyoxsgFMnTtOY0MQedoXGoPE569rDEje3ihYlf8vbw1D4/g0U2NgVzE2BvxCY5D4/LTGIPK0ijUEqXPHCQto+WecPwYXUxuB1mZMbQQi55VwoDUAmg4Cyq203DN+0oyA401zL/H1ERKwD7NP+T0EkXGvWcq81LE6HAK+Q827yNvEAx5bpZR3SbeHB+BlHmPOJb7iHbphu5R1kV9G6AaPuYz5luy14U562TZlnPKLCOjZYw5jriV7dpiTXpys9kmyTIvcCh69e3yVmmeRp8Kjj+L9U0w5ltKLcNIXOKzcmizDlDMkoO8eX2I1vyJPdR79DbiZmluRT0CkX84t/xxjXqW4bEVx6L/HRlVLWdXFXyNgIAMOqDJlVJUnwmNgA/ZvT5ZNyhPgZYBQwlGsWiZVeSqCYMCH4Res5pHyqVHeYRA9jmbVMkj5RDMcBlM8/k2z7KnywTIcBlc8ZrUz5Y1VebzAYdADdm9nzJlEnjhcHGqwhF0XM+ZLYtsvAEFNeiz/EDVXIhftiiCoUY9xd9NSjljkZ+ujhNp1wB/JmB+RvGsKAmpZBLs9x2iZkTj/c4BDjXuMvp2MORGNt08CHGreA5WPyJQLFmm/AQKGoggmzjOqZYGS8zaDOAzRAGxyGxnrXyQ/OBxwGLoiGPmb98lo9cxSZPrreIjDkHZA882RjHXLEsmbNwY8hroEYMo5VTJaPbJIxhv2ArygAEWAydcrGa3eWCT1uimAOBSk88DkM1tIjVZHUiSr104GxKNAnQATT20hGa0+WDRy2ekbAuJQsM4DE390XysZoxWdpUjy1R9NBMShgMUDmHj8UpKarLgsKcnWy3YZAXiHgpYgwPipt3eRjMmKyFIk2fnK9yYC8IIiFw9gvWNebCFJNSsSsxhJtrx4zHrDAPGCohcvQGnCN15cRpJRzYrATJUkW178xoQSAC+ojy4AKDXtcPH8FpJMGm0ImSVNJNmx7M6vjg8AghPUTxEPAGPLX7r6wxaSTKrJrNbMkiq7t3x41d/XKAOAF0G9FfEBAMY2feGqeS3sUVU1mZkNkplFVVX22PL0VV9oGgsA4kVQp0V8QPfy/n+56snWNvYee079SbE7e29r/eCqc7dscgAQghPUeREfHLo3rXzEb6647M3Fixd3cXCXLVry0OVXXP7llZpGoXvwIshFCSGg55Hl5vLm0/8w+5bZc2c/S+uL8bnZs2efN32P5ZvK6DUEL4JiBABWUDggViwAAHB1AJ0BKsgAgwA+ORaIQyIhIRo79cwgA4S2AGkY43+l6pbEHe/7Z+0H9m/bf5d6y/a/7L+jvyZ+O3cV1V5a3Ln+6+5H5hf4b/iewb86/+H3Bv0v/139s/vf6q/El6lv2z/ID4C/z/+vf9z/G+7r/fv9f7H/7h/m/877gX86/uXrbf732Hf2y9gv+kf3X0x/2w+D/9p/27+BH+c/3b/xfn/8gHoAcJX/Ivo58cf7h9WPqP+QfNf5v+z/tx/ev/Z8AH933VOm/+76D/WX8j/cP7f/wf8H+7fx//zv8r4k/H//L9QL8i/m3+T/XH/bf4D3SfXP2V/2PfB6B/cf/L/kvYI9a/qv+8/xX7s/5f3K/Xv/V/i/UH9A/s3++/wPwAfzP+c/4r84P8v8Xf5X/yf5LyMPpv+T/7/+++AD+df2z/v/5790/9V9OH9F/6v81/sf3b9r/7j/pf+7/lPyh+xb9Zv9//fv8v/7/9L///rf9nH7j//T3Qf1xc1gp+8UPhXR5B+vk2pf//8ODp7n/9ZmnR0QUfc9n85gr5TipEESXYUhEg39B/3wr/ffdVeUdU3DKT2MwQYf//ZLjzvyWv7O67pgtUBs8kRlMIaluoxn5hMESHpZpfcgNN90xAhEv6zRVUFXgeQesP5XeJjVA+vawcUCaIYiI0IK8jaoLAueDJT9n1/gCJMJjTmnLw7LNdj+VbNCIM0bXyU+d+Qj7ur3Rr+N1M8Zz4pQoVHa0kFz2G6BoXbfOVGBxBpNUvcjttmdACbQePabmyNODr8jTHEOFcmtUD1SxR9l9nI61oUjUmjI335Dom6YnC2mqjMbDQ7YpvW8ewLYak0pXW0lyWRyOgtWdpNztN8UZCIimswlcL6tSDfl3V0YB+AoKIVNeZiZmTAaSEx13yTOKFia+rJLEpYtyR5sVp/hi1B+OXqlq8rbgJgksavhnYTpyJtBX1T8neiYgh7xilxvCppzKvHCptVsIZmFXR10IMaBVvFDnmP1fZyPKGSX2QoiXFdbFsu/6ruOpZHM1Dkkmw0cUumFpVxThpE/LJkDehLTRWP87/RlDl6pmk25Fdf2ffFpd38DvrXCdluK7QVT25HhqTvbpXHlzawQAlBUbRwXpgY68vqVJDXML9KZo8QCCpQfy/E2deiOQW9wx8azNO8UQNfK7c+AognAJiQuQzad8Ag2VBOl/H3rrBOHIG8Px1j14M3NMzRjxL9GsHTipx+Xq7wi6Bbm36XnUSKuFkqwoYrtV0Q7Qsy5AAD+/2AZ1/vdhRuxpAt9/4gd+yi3JyXRXww27Czl7B61xvynWbET0VeUozz87iT5pst9vOuENmMpF2gbT55jEeSBEWVvlTdM9JcQb1aecx6UahL5WcRbM0muEikpl/c+0jqULIyJsVP4ZueviCGZDbtCNBHXmlJ9jP6Hhw7BRi9B28PHWoZQOr8khAySOTu1ATIXwLtIkTfzNzDvX2MKwDdr9D2Wx1yawut8DsLlGm3E3XI1BOIzdxuGVU5XVZoQKOGlTAigybk0/qi+T55aYaUvG1/dC9E67yWdgxB2Arq695uB3U0UXnBC0XV72zCBUa6SMp+JSMr0/ZW6Y4P0iumHiyq8ujR2g4tYHDVtjlDvLUIYWA1yvwUU2hfJoa2DZthTWmFcswc5we2wTW+eAK9rNa7x3xeVSiJhw/KdvH/VCGctJJELBcA9KV3O+NEqEJjNt/awYepLBoQjzOJjAvV1qiHqEJQE2Ws2cwUsW/rUpl1wmhN6uA1xAIfa+JGfebPceLF+P1YdahONDQ3naKE3m6WK3ceBCMMOjMdOotc+kXSxbSaYuN6Qox0M6WomYuw2K2FbcS95JXZCox+Nd/zlQTIByJRBcLtXHh1cK3QWShUmafERNbSacT8cIbMMSLpKZyYiieqwB+iYigbjM0NxaDcEF/QXXrY1zK11P5haPnzr1VPSVmTMIcMCkGsghEC7kf7Eit4uHDtkJFbpu9Nobs9Na0C5aSPnbKyowK4DsaBAINGI0kxo5kFlDDnOQjfI/AlvUQK/TSDgeaFGHmU2NCEX+RyKgZy9l6ydl0bj2VekbzXtV0i0rbuEmEGpV7nsnyaq/6dDrpjrCCxQ4eVXK9kPB+Lopwf49fOZHw902RWjUKkWsbAiC5GWDp8DJJ2aIPfr2prWEQRHPdT5tbKjilE2erjgOcCLpySa30BeijyWj1xGLrkiD8e0yT+B1t+bsK/p3CWel0BeiK/gIdwnrfryrz1znmbS3TWzuY3g5u6HVDzSoFJLvc4yx8h17g9ni2JEYQFdadPz/VQFV/wgetEWoP7vgOse/dHQlnc11rHc5mlfMOfvVfc4KcF5QobDrlo4/lrtBJB1b9YHAW3D0inyFoaYcoYEsDbYOV2tq8P/1LsN6Y0Kk39inAwIT1kb2st71f69EubBa6dXZS1gIoNdT84ugXUKuDEZeX/V0ZKmp0c7QDFBZ9bXZziO7c+wHM/y4KY1F7br8Jt+QL5wNP8TQ3MkrG6yUSmS6EO2ZFsHs/rWZu2YV0kwXTQE44hlXMHrxwEf4UF4kXebfu42bmpzf79dE5Z2iz5j5tLa9cPVVednclBZo8gViEXvvB7Xf/2wxeEkVzoCV/CdARncbUG7KwGWiYA6MjQkNCzoUsKPS/VxyiDATTx4FPSQ2DhU/yUHrz6XCr9m5lRIglcwVDu4W7HxXcuRYbQLxPkoRaG4IFb+8h3r9IlJVnAtcO4Uzg6fkJiM1aHlk5kVXQHd0GD9A7qrHF2ugEbNXtIBkUQk9iELEys45JZFWXJpdfQSEzsnjY5lCYYfz7P7kpaqh1laTSnujDyxwhIp9atiXF/qCegm1GzzNSD5yd7VGbRe7w7MCrGaq4lrPe5g2FSdG73kf3VCbOZ2mi/cxT16xAb2Nkjr0UCRAT5S986Oook6mPqlRfbBduDL9bbjObOZ1070oWaQuJEVqieHCoF2SyMyCWBj94+wKkIkIE5MrtGZRYJeptjUnbNSOYCPkLQc0tSOS0fv8vt2/7UeuV/GuShVbSq1K2KdlSfBnK9guhBZsPPNHMMUS3EByxS6I+2hoknB9XD6SRrKWWQEi4OSq2m7RxIkVidUk3rcyACveSAY74t5vxGITwKPGstLV0fJ7JK0nAqD3u6x8qDAROPML2S8GFs+7BwwJYb7SVW/oV7VVBaP+4nBRjeTCVQiEa0sw4YeWN8t7RkYLbRAzdPv/W/1+Am75P0j/hqhgB+PY432AO98OvMPFDQ0K0iht+FZ/ckyhdxBQxWIfYDL+efGkPjvb5YXyqHQuKUGBCEb0QalJ35cI33K4Ne/kQNUp3wV9HnhyL9S4IvRnhixcTQJb0Qa+z4wZ0Yio3/VTzvm4iZK+9wPr7mXYgzq83X8bkijZBrDldC3bwsqFY1AzC4R6pZ2nsPAUuPdXLQfDvPjbXI+ObYRze6XGVNiMvj9LT5HPJL4P0cv3AL2cAq3Bj08IhrAx5aZjcE8PUFCQuZ59fc5t7wZw3g2kJth7gqbRyUkvThtMEvU8p2dQb4TRMmfd548/uLXDbVxb7CM2D0n9qDgvfh7xFAYUhnf2iQ9BE0UAh2qiXayyYEKqlpDkkQDsh6bYED/NL6BMkJxVOkYj2GYta6i8WIuKQRI6/zKm29YPcHv5z1/7hCsyZd4fkChYvy76Bjbua7txZu5UZr2pZQ/jYoSl88stc6oo4lAZswAiPR6GwGkE0+W+N8Sfd+mFgkMEW0loSQb/51T5abNEEBn6+5J6RfJHX2X5jSvB9XMu5gZGK+tdvkmhSdnUYvRgwAKK7dGOYjX6MJ3fGEsG4smF4sHqX4KHPxnm+32YAkTQhyrjZmVwcZH4FfaWowzgz2bNEQvoBofY6Sy0YO6UOLkFVbn+DivfrJhjpvLvV6mSLeKDmaxRM97TAi/4EjVVMAy0An7Ezioy9MckXrNrVNEeytB6dSx3VTG1/IIBJnb7ybqZk0gjFgvb1nDRhNObkevmGIIZB1gdcGCDztiTwvtorIpqMgjA4Lk/fhCzA5AN7s1Yfv7l5TxsSzO1xLIMqsysbiKu9MTWaIfcdMTyzp2Q1k+OmykN+KJ7iypi7pqBAOw5dBBdpQ8uEp/n6SIPq8GMoOoaSs9KHBI8hNZtp6hGSxctUkB2gjOS9Slu29ftjfsmeMphIPHSlksCvPif55tmI9AXs5bDIJ2AnI9wQQ578nvJBUtoNxh1WlpLM1fT/69InIt3QyNgB2XYE1YKuyJX05vkNueyNG11PMdV2I8aRpqx79Ypn3UsIzngCdKzQaWsvQu6WP8KNpuyAtc0JclcesXN5QP1k1lnU8GJKlgfbUUSFIjO748doWxoMOu4+5Kh/kuXe4isNjzJ5eLZn1CCgTsyAxmV6yFfZLIppHl8trn5HaKENpoy6Dz3S/eJhE5jT1FZ9fbw4ejW43bkWmcIeHUXfCg8eWQhKEb+RAwUoam2uFXDB20mdr3mXnPYcevbjnjnSj6oFCJTJVsmfimkkYYzaFY//5kkwinKkkYoU9tViPTPxToG+Bz593PpC0fvwlmfn1XmHewkSwsm2FgcLHAAGHMzN4AKmX9C77CfYgZhmIQLUTCIw8QlU+N+K6JTSxyNy80NWWhqus6lHOrjJNJIE0lH2Lv0+Dak79N9xa0wj5SwpTj8ZBw7j1m3ERTzcojK88LOTWlvbCTSNUbNA18VdEK8ZUKpLnfpO7HU9ASQ9jPkxIKLfVlLRAHMGmaHLx8NQjuDTvnnEjZg9F0pUNkJGFpfqZfKsH7t2JBlS6x8BGWLDTw5JlhN23OXvqRR3n8p4CZB8b4XfPsAzwxYsek2Jkx13YpPr6zdPMbEKpahmWMsA5ugC8/dhN9fHFOSt9IjLPitgIlbKLqPAja9QYTvV24rj3x8w/ZhxjBxN/L7EDPyvV36hnGpUgWqrfhNj4qa62hVK/ekq/x1RhiT29o5+Y1+AEOfuyKUUZeUmAaaFu6dFoEY1vFJ2gKpToI0zEEQRPFOd5VQsDdzAAmykfounTmB/omDH//1vVIDjE7TfWhCBfb3nWiSdBB+9EXcjd4R/WmVZoEWypNRlWAnP7QE6whfNMaBRbWiMrTQry3lBGVw2xMF1Z88rJetE9kQ6vAHt0+tyYVq5kbIHCe8gZ+Dj42z9ujBCzAXd/mvbaBeVwEBvXGahgvKtCXv6cRyF4VJS03PeDc+65tcBPCZ0b/+RTcqCteei3jEKIq2qONWkXsoA+CHySNnsDIej791fteUrR5sT4y1Q39OEIl5GdfF6IZNSJYxdjr+hKNhicnWCwGJTWiNn4O8F5CqeWuOLbCxBC+Qsa+ALD5TRwdDaAgtNWYBg2ulRaVLXEpOeUGYNFUFth/wO5cFYAdHyv7uj4wZs2Uh2H0Knp6kC04aH/hr5IF3MOg9eOh5cBEkHsfrdvFFjmZ/JCkyQiKAUUOmC/PrciCYzmtE/d080Rer6jSBs/yKP6c9C+MNZMLRPgLMsT7LjzSiI5guBcnZjmEM+XqlaABaWHlYXO5Qmrf9ZdsPVXfcRZh9+3hK6PMzOG+QGvbDHhhZZJvmhB/hnQNqF+/SPi63zsDwmfR7adL73zghIMYpDrEi5ZJgcs6yOITObcAXl5fNzZDxOGcU2P0afa7Eo5f5+QqrQgvqX0JmkqzNze+VSkkFzTe+oGCWLPDP8deNOHGTaWv7oTu6qx+MhmG1wpEnH+9dCQ33ggr413f2v/5YS2t/Jr4Cb5QCYXVys85yjWgN+oNSWUSOcRiRcTAZ1tPnhF0Kex3aTfmdkYSVZtyHiKAHIyLQS9gzZP8XPjEFypCnIhPxfG1ymb5RxRFEKAeQr/Od2Gu3A6/f91Tbu/AZcj300WpqafrDGFXOKmlUYiCm3qLfGuGpiw3JqHrhN3I6gUI685a3t3y+BjgnBLxModx9Ipv3PC8vLNZHsWFVjlanqXGgI0pp8xWPOl9g9xhFa9suZv6Hd49wxuz2/e+Cuee2+wJpGbX4kcz2gyb6IYplBLcerx/KOX/cQKERtddROUlM6YEpUo5zETfOARaQUsLseZXdbWAVy0FkOosJ3s0il4YWrRauyZY/2pFAUDkal7CPHDgw+DmxdcuPd8y+uOXk+skGlkI1iLiFWz7EwJNexQwREOBlzkzacozqNnOioe1J4w4GjSf4xWAN9lJ3Z/N8RvdeMsm2g3RdC6+k2mFlaW355d2xWyUdS2gp/+MOyFY/cFo7nzg2hTB+JdbPC+oKlBW6gx2KnfzVtdbYa7lvsKJGgbZs7o7ObPidK6r9uMWtxjB8rSZpzn6yAzrzCC18xdIVkMhg6Q9DRy2x530oGqGck2w+jQsD2NVzjIjr/KM75cikbYHmeROAOiUo4D3b9q4G8AqgFBjzm0kmikYx5RjMx905XSm0/LoGf5VPe1VWTcxqULsYPeBBLPLVtVmTGmQwcVqL2mfPrVvl5LM3BiS8wkPaPM69MnCMfTAuvvYgAOtk85bltmjS2Hd0/gMK1C20s9+CScbhm9VipsYJ0eKOdCdUAEwN+rz+1RoGRZ9p5iGTDTkFnz+htlgGjb5Yu5HH4syemaj3FQG7rlEI/hVtEOd7MS7/rytiKJmbW08n+4ef1v6lNcgepFn+Zz6DXSrz5M1sQPHSS58CfZKMqCFsE3KgUpgzvbGJkkQtz7tv8vUg5/WokwIj9s7ugC8BlDLXoT5y2L7EpbCaskG9dzGc/Uba33RSHRpq6zC0N9ZJMPjKo4XLcHDEeWgeUxaZIVgOzp9h03tuQkIdlbU2/PXEGi6P6yEQyvKX/jG+IzetnTtqQD1PSUgBPQ07Fcpwfgm+Mv8898ggfwReSMz5xDFwh7RMvPOJgULfw6n8oFxOOq5974wImx5/P+2ndZ8eFJrsz6SDrgDzSudeWzIwsxyz4iNYXtyx41akk89TDyLRq1Efn50srwoRIHYPygYPZti187FQvnaOZoaU4dzM3Q47azgh+emYVWHHOBYvL+N1I1kAuV7evwupCwmhSvw98BG5nTD+tG16IzwV9v22+Ut+t1ojT9+O0rg3ML5kRdHTBkN7aBpF0sqmHgnXC6rPNkG5tKo5hk+5kCi1fWfG/du29JoGYwhecNc9ou0yXYIaD/byWbCiUjuKS0OYL/yR5D8hMOOHBTOvNdz0U4blPxDujB/s1r3XOpmbhaM9yfMYirY+PiRbb1OYf33rXrRD/YBtZ4zh7leyAfSaevkt//qXZlSptyEfjrh43XfeM1T0LKwarWu6LiOKKnK5n/ZN1Po0J3PO4ouMUtY4DK0Pe+XL6/6zySfZO93VGjZ9Lb6tGQvStzeQhDOf+IN4tHexjt8yP8L4osUGoKPVN0cFCSMKpV7oTVXnYT4OX+0Osk3Pl+rYMI95gq2ijr4J33qZk7XOxGhlyTo4SLhyC+GCixPW5cX2L/QzNsn7bbpydTDcryis87JTtBWM65UHJgjUlPYvdrHTrbXJaqOkhLdxHLDPWdA6zE2X8czPspm7CtK0HCumcaofiM4JkmIcm/xKJHL06GsPnfES7ejClXJQgo1wCIUL4IevS8p+726MK2RUmoMCLPN5cFtmqac2Wfb6Ivk/THQl6NO8wrxxbgBjbMsBUHh6nZYnErMUvdkqonPsD4+ReqGmMXck0uQX0UfPV/Ro6BryHCJi9nqmvRkmpZJweGv9asecfGg7lhAEfv6XO6i9njqe27/DwNRDuVyEnMLFH3YVE539h9ig2Rc0pv74Bk/sahlLPYpxaOQIqL4dNbfxWJ6qVJRHAUOGxv7Er5/6ogiO4oLvaD/DO/GSlbPG603Kkn7skm7EFb9piaTXPvZIZhqL8vewxwDVLUhsmgcU+p4VnqKIfzKBgjkKcytJhSosz7XAOPLNjY2YBblcT6rwXtjJbVXd6u4iLtADijKo7ucA+uCJOBTGJDXwiCxqj54NMKVRuHeKbQ1nAnNUpwXSGW1e9jagAWlQMBztbgZlwjIGAC+h4SmXYECQsOg5AqVEcSyIBjiLNPVIVScqHA4CcHcfkKAwZ8/Y5z3yLR9I7doW7Ff78kDFg68hGMU7J20/A6svEEpSsfCuqo8nm/dIKMjzBrURU2/qAAfBzOshSVDCMkRZvrQ5P7szl+D31xB4HWp9FjnLgUCvPfY1TkINvupFb1XXWjllJJXe9XwlKqvDsTe4EA0U7FIdPF9zgC5T74HyqfyQzJZzGoIQyOG6rIpYF8OVgduCcdNRgdO93zZZ+TikZ6CsLIhVjfR4PgG8L6YvI4HPpPxKZe1LgiqAca4flZEVmCsLfK/dlZoXlORjXFxdg++T0/P52wS+XhvyNFogxFlfgr+zqB+n5UhpwkYXH55Cd5cdcVfHfYhNLeVpTm9KzVBhhQHR9vk2QIYKaZsIPHf7qiMjG/JtboWyYo85hifylVE+0DIMD3A07iC+SxiIjASSVQ41GdqohXGd+hVmx9l9/282RZ5b25ds7tzjZbgFW7i1IBtBp0rcVncknNdbmcv5LKGsWyDXbIfSdUeJPDoh7TqyA/k/yRjQ0OtEQlwnS1Lf7qq4H/nFaZy3yXzrCx8qwIrboHGHIiL/D+KehUEBzGd3RH9y4oJNguZzCNxAyXKdII7+KII/I31fe3d371EkFi11abqGomvWs6trdpeJpyzK0U3MyJOzeRz6GIXofWBGlU/f0tG3kMtzrIW2V5m/rgKJgA2sJOC7vj14WldJvO0qZU9tmpueGULa5/wc0+2fRSOsISa1Kk39WzIsaHr4ZIUUxbAuubklEysvfYHc3NM+v2jUIjMXnzms1v1dZr9X2jJ22h1DUU5Yu924Y9dSJYzQWsrs+G9jd/NNfJRW6MhL1sI+gz8H6aqCCKvPNX1uKRNqU3K9Q1E2htnuc5BN0rPMf6nrwX+9hfSOjrk/wgh1gfxQ3ghtBBaau4CTPZTl3/LjhxovFC6oJatrlyr+vnmOuIROrwXIVm+9iYjZi4Ls6iNFYnHX6noDgW0NI5/H91TfjbgtjCGoUPhqggp/UrDr+YlaWQ0Z0ez4QW8uFSMq1ITj/fz2N2BEtytLmDq7YLjuVkOVM8vkxLmeqGhxLsgRGl9gLVOdvHBxA2cdNGjbaPxKfsWaZ3M9oFMi5adYzalItK8SbCCkbGbNERlWXeqP8CWyb+a+zNGAtAkiTTrTSjYvyt5mYBJuXSSVFAUeZAmoopCeogP/xvksWB+vUEnIJ+/V494YQb7J2wMieEfQw5f2dbix5p5dqzPdAO80guy3DsPv5VZGJnh2e7/mSvcWuLir/cL+0ZKixN8L69HwXofVs+s72bIEBMo4YudU9X0mmRjT9uyoReUmjAxNyMa7IbBeSLDqZu07Q+MutUY30rFkDUD+r8X/OSO2tgQr4gD93EX8sh3ezM0WfNno4L7Dy3gnSfMe3uDDrtRe/G+NjYTeUPJDBXGnVI24Psj+AsIYFFmTkhl0mWrjvAAdyIifH9GEfgpDtY0srVbihZWsj6sP17RnFrrZP+ob3eZLRiHps6AJohndW5EZ6ifXsLAJDtP4I8p6HrrWMfMuislYuJ0iJ9ZVfzC3CEBD6hrPt/AVrxG8i9lgrm03lusGUj8lButO4kWMJ53cHtdve+mAbhugJ9Tq1llfs9GWGKWXjhTXMoUKUNFvqAn/FjHAsoczBjrRbFm5EYnLiUlC/95NJkmjDErW2sVvNIYGFlgHA6pQJWKWEpsP/UMEl9KiXW2pUFwYKr5tj/4XOtG/Omvyxy52e+BequBGwEapklS6Kgh3nW/cmwHlGHNX68fMP65NrRMy6Vb8i6zfxVMy7PvReu4cAAQP43lP10fy2qo2Iwr4STfc/pTZrLcQbnzqYG3bj+Q8RFiNItkv4yzraW5IJbUqMmjoZZvLy15eCWG3FFwcIS8e+pru8rMQz6N6nQ9EpuA8AMTTIqu1qYzQ6ZUY9YFxtjbNMWzR+N1/+4ngBnDMe2SMF4LEQMLsyvuIyOYGUBFsE1rj3U08QtTYBQ3OSLptVOxIxqZdz3HDto8n+dzvI/gqXMAMyqbI5+enCjL7D3BzBlDFpASlwqYK/0rxVXRzMf2agFbYnrI/UA4PCILtr2rqN25Hk8QCbiOIm4bzbOYEopA9X52hxfs+bA5z1jZbKawZLsf0CCiHm7BGLlfh4u9xUW4qWcr1J0SAIgPxV9Yb8umNEvdyC6vHMbJRQpVwEy6tZ6tLUW3Pi6Qu1L9686Gg7vJ3P9czsrseuXlIJYKzVhMwg8jvGrwpFbKRAg3B6Pfju4KSY/ZbgFvhB7FQjymoNzmzKwpGycivcwJsfN1Y2oCTBsIbFZ4ydaPQRiQp+mKWQsWjdTdK+dxXQb3QHWYNtQgHTc9LMD6amXYKkZMNJ32h2ZDn/qFPGixdqJHEh1Q0B2eNTZbQyaxznI9XKAQl+vojDa0W4Dinu9Y75DiEiwCCaGaSl3ecqA+/pCaBPW+ModTL4SeZU5/3BL9GATbtyraRfip436ZrO3NyZRGWY/eX+RyJT4bMfKwIPmv4PnUvm4TpDruXLPQl2p6ddvByG/fVaFsrfd7RLMrb4d07aEVHe8smqjTL7VvetF28PiSexQqaH1w2yfH4vl2hcScU0DdJ+q5hygos7iKDgnsq8Sq3J04F4CdcpnL4R7+Vj7PJ0cknCVEMEdFJqoEsBIp9kaFugjdK/T6Nwu6SqSlK1LObX09IkTB73hGpbpkQEree4zSTbB3g608odLnUk7JaWmbnP4ufmayAjUYhQGYi8f8DsLAogyqnU2Gev8i73MYMtwxOa0dCAeX3JdTQNLNoya1ga+VUvwOw2ER/bxX9defJF7v0PkciOqjFLF7zoNo0gvWEpti8X+JmSq1nLgcSnmZbPfRGcS6ChzG2J0jGRJC8Hiw37TfOOUpV7odQvOQO9JVXiZTZ4VC1+GsJxRVHAwCC7QBttkWN2zEpLxZrYirfe5ykdwTH/qYYDtwL+mUtFmOlvmvI5VEsUfgcduDfy9TD2OlYG7DtjWa0ClZY/sGiT3NAJq1AtQM+J/LVGrGjtaIZbGyfR0KqQSEO5ybx6sWy2BfrNg2V2auoXhMxAHgd3zTZ+aeR9Nhv04jYC9iqktuIgFECYPRxijVRDeW8zN0zi3ylY5OAilIN7DAUxCyB77h5s6WcqCDZy42jYj9CE4yjXDa3ytnaYJ3fD3/V/8SOzP7TmY04WaIdbnksY14M3ywVJBKMQY1HlxxVbF3cQfK7I3nX9eD7gIVVPzQm8/RqHWsFFI6pQwcQGXCd0/1bExRPU14MmGcGHlt2mSZNCUxA4de0qAYSotU5FbvB3ZRPIDDTO0vMILF9WfL5armjUoQkjPRVpYq1DwCA/L4/rBTa9VaCzqqVjvsFQ3e+VZFgcUnXjFQXUtJFlMVdybA/WP2wSdzuZoXqQYwZoawaS7G+0bCbrR0oUGtM2ytVJcc5WKC/Pak38bSHG8sD/4UnkiEEu8KD8RXiwhjxgEenH5m5st3mxezB5gKg2anzjBxh5scGIZdtrOk0q8jG3oBeZ2IoM6QKY4u7sibAMDFAjEVHrK7Un1v8ltQcrH2Pe7aqvTDuiIxO+jGhVzC9EHXL3+L+tK5rI0zp+CLXgaRCt6JRW/WpO6ipQSNy/Q1DeF6wmfYhgCtojOsN10zyVDX7ho4C0QhnH4bumXBAtLwZ9rk84PjT5fwB5ad5uZpstgDqOtWBabSOQZ6akwTh1WVrfNHiDQB55Fi9YqZd1eBeilLIo/eqaidW+EPeBDdmOFRy3Y5F4uO31drNpQ9/mAjtt3oKKfE/Oaz6HrUkwbjbdu0G3Fq81BdxGYV9iu/7omD/fVA1HhrK66wwXK+29zA4tnOyWy7W2cLVjc/xeh8dMqR1D/keNxqYyvnA7AJUrT1idQH7qRLhC8FAkH5zEV+qj2PwyTrOG/y/31SCrp0wEzI2KIUtHOCNP2ShCoEnDXj3rpUR7eCi+enog+D7QKS5OJiNO27EDOs1kKz5pI10osBMyHKL1R1Fhb3SRKAqvks9fbGZfJmqFjE/aibvbgiiYlRyOLdqew7uz/0OvtHNpbgKXAVh6bmPqNKkovJD+k36CODllbkA+Tjm2keOaXxZZMRWe6RiJUE5guvtDuZglKovJZsgTnn2yUkItkgbZYwHMx9Y+8U2Ww31BrQHazBdAjhVSfchM6Yvb5mcDOF5yRJw+C7CEGGL8sHfF37EpaTrROP4qyCW7gEt9/iIUAiy9Hd9kxOqd4392nmZp5vnBAtE17YOIX+sQpc3k9fXn/GjQZX7hd6ICtWcnz9EWECH1EA+zvXhKeZbRdvne3aKJqb9tOU23SjeCV+ZwYjhqQzgAgGdOBHgpuZDtSgD72y+xXDxeuqWt4eIv93mYxCaib7PWWPBbsaPgygAN8VaMOeeNsAhsSvqKgir3Ekf/knTH6uZ0qqAgnInXJOstD6CYHHtGf0hBi3SevVYZaGvbReO6lWaG74NaiySgwppVmHClzNaQdvU+hpfleGyiadypoNe4BSiMAr7AncUaWP8BSUeWXC/+YnzKzZ0c4jo5/kfI3eNZ2d8sqOVi8XN7vdm8X55Ehe/t51tYbMrknuYhrmyxC+kezsygyAb6u3CYXQOKYXURNvMz2Xgbu6VQmnFBSf4kWHd2CT/ylgu+clU5zmF0ypTjPjcCdc6cTFeigtfWhjnPeX3rgmqz+v16cd83q22/VLp+vj+Ipr3lD0ASswe1L8X7WAlvFihBRRKkt+0tsHhXhtDrkSa/cSyPkfn2G72+tIh4+3l+Kb9lrTv5ZEw5c/chG35LDIJhsgKw4OZWu/g5LiF3cHM/ncFNdtWJkPooauSUHbh4YCnrgkjfXOatEIMQD4zZbe2NI4nAoud8Tnbiyt3L7SIlkEUM+BrrO7vo1vIX1aP3OSP8Lca+jBd+w01GXzlwTArh8WooWm7naMcYVDtH6ajLoBdrZAbcbxhIWh2pXCq2Wo6mAQds9cgo5dxIz8CSs0Sb30ka4yWZay1QkqvBYezdAjWdlJFA7X9rJE7cV0LZBJu23Sql1osXtEqSUtx5A6HERb6VV6SM/YhYFmKGpSrgMAvd9D2wsMYYgTi4oyz4bciOeoV7GuowmhB9VBmcAeR3n/YtapxbY12yTf8EaJaMfRdQC8Aw/z8niC+aUQ3OjpSn5Z4Zyj4t52hZfDHunM8McRKRfmFm1VIxEQa05BGCZlhd9iIa0osksNhdrrgqKClzg3lT29N0Va8zqm80DnpPvjn8cKinh4SzrIDKDE7Fk//csr2dD72RAkZhq+Gi2xzOLrtyy7pwcTzzJAEFwGYBISVOWEAsMNjFLptoVW2QLgQl+mCdBsCeOZkOF7SlAQ3u9Kabo6KZL6zsYPXozT/YozdYku55QXUtLAcqkFNRrBNuAEGXeb2jHpPK2GjngF/CEzzhFhnuG9faaQSpmto4GHmD71/mzyHtPD/OV824E0+ZnCMJMVb8LmpHkLxnpIVnlO/WBc8o5/S0BzJgOgmaFAAsv7GIJLDtvXS+/53FFBGDMlvrK43ho6+YFLJsZW7MXzL5r1grwbpQD/hmILuNDWhdOQhRFE/tRIBNfQaQVeXRp3npwpoej9s9hTMemgeVVQRi344FhcQQEQj9KRdIPTrXSZGNc3xThw35xreb/r/vpZ/3NrKeb1KUHxZYYOOT6U1Kpcc7lJZ4J+6Of/j2FsavwXMAD53uM2RkXg68v7f/ZM9qkzNwxuoi0QqABmePHfEN7GIm986zPNjF1nv7CqH1FCWtAxlS+ZGIYb/OmRWsZn6QJeK0tadhA2Pry61q0mVB5fhTPTgNUOZepKGOsnvmPRRXZiJu+fE+dJJjq0jp3Rn6uDIiSl6eOulhc3njRyrRazSUZUj/we2KoslODTqSYedK4lBUAYDO8jH9iaSry/FRKxI0PJYOsR7z93B0V6x2Ni3UykeZlH/F8cefD56t1RqoMpenod8i07FPKiektd3GBJJmi9RGQui+bw8vW8I56US1A4qLExHUegwp1CVVA4ppF5/7SDI84IZTBsxa6QkX4mnAkFkn5ZWv9XygrzIGOF6eyG/qG46x7CHCF2R9Rh8BsRP4J1eFcmGHUh6gVK+6tu8GYvcxRz5VJ0a57yBL0bPybHigUn/+G0EdeT+nR77ZCOo7JuPAkrTS/SUfx4iEblXIBkfMy4TpwNWwOnr96my2dZMY/q6tnUUDoTxVuHhwOGi4vlVABjTLFXxe5DYO2hRDXDG/Cs0gFiw3xP5eygCYvIbqN0hWTQVtgc3Qjvyi68klXtByExI3v9KgZKKz6kJrnk7rqWpTiSirIo+7Hhz4ueY7wgvORko1BOpnJyvKzQ1iDp9hQhhFpVxNjkbJFarRLxmnsCbLvRyaB/K2a6d/V3x/nuqyNlbYkXHqfQTVT5lHCMLCoU5zb5MP+8Kt1PFvLkcH3CCBcyDsFRbWN8qznHe1Bmt9W/Ce020sYwNZlDChmpDx+/AfpjgVQRCPM8JRM5duTT3PVPDMr0Qujol2VfjGeB9H1wo8VZgl21uRuBAQyiBK9I81MsC+tG2vXq+ADx0OfZcvdKctbaMz5AaCxkWkP8pIx2LNidtFmvIcweTzV//gLqA55yRoPAAAAvUzo9BcmkVktEfJfpEdyAUu5Z29X1O3qhCvJ8/rj9l4ZphdMCmCmJD+4RMOo6aXw07YUTlHGTOdb3+HSnUN7kxQwKYAdpVTICS1AogrA1OgPDFmfrhTvQ2fU9qgoKU8bqMHlIPteK6T++xy4epoWcf0UxJxrE9f7dyjTF19PKV8nuWg5MjA10/cuzHRHkRQw+luAJmVF7aCEx9gPH8NbtKpH8ZH5+cehqr53QaBPHIc0MtG16WhbooJsz0kSIo0uk1ZTwnIypoCVH90w4Hk5XwI14Hr0NmprRN4dgx7j2e/xnCcX8pnIamB/mkH2Gx32sZk4iYVX7ub9V+N4cJak7MG4LpQ+boVGVfqxz2vxUgaZMMY/hfQUssCxn84cazU2Y1NF3QlRyC47J3dX7k8kGpMEsELfK66b9ZvpIcP5KpvDGObUhKxQCFvwEHZ42a3A4s+4tY6rIrMGSVMSR29Pn4HPxelCHcFOE11KluAB56pP/6X5TxeXgt9YWRwAAAAA=" alt="Renzo-ArtHome" width="70" height="46" style="height:46px !important;width:auto !important"></p>
<div>
<p class="rahpp2-titolo">Seminterrato allagato: l&#8217;asciugatura mirata, i pannelli nelle stanze in basso</p>
<p class="rahpp2-sotto">Le stesse stanze chiuse con il nylon: tre posizioni per ogni pannello</p>
<p class="rahpp2-stato">Pannelli in <span class="rahpp2-pos"><span class="rahpp2-p1">posizione 1 di 3</span><span class="rahpp2-p2">posizione 2 di 3</span><span class="rahpp2-p3">posizione 3 di 3</span></span></p>
</div>
</div>
<div class="rahpp2-corpo">
<div class="rahpp2-pianta"><svg class="rahpp2-svg" viewBox="150 110 810 1320" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" role="img" aria-label="Pianta schematica del seminterrato: le stanze chiuse con i teli di nylon, deumidificatori, ventilatore, tubi dell'aria e tre posizioni per ciascuno dei tre pannelli radianti"><defs><radialGradient id="rahpp2caldo"><stop offset="0" stop-color="#ff7a2f" stop-opacity=".55"/><stop offset="1" stop-color="#ff7a2f" stop-opacity="0"/></radialGradient><marker id="rahpp2fm" viewBox="0 0 10 10" refX="6" refY="5" markerWidth="5" markerHeight="5" orient="auto"><path d="M0,0 L10,5 L0,10 z" fill="#3d4652"/></marker><marker id="rahpp2fc" viewBox="0 0 10 10" refX="6" refY="5" markerWidth="6" markerHeight="6" orient="auto"><path d="M0,0 L10,5 L0,10 z" fill="#f26b1d"/></marker><marker id="rahpp2fr" viewBox="0 0 10 10" refX="6" refY="5" markerWidth="6" markerHeight="6" orient="auto"><path d="M0,0 L10,5 L0,10 z" fill="#7a8492"/></marker></defs><path d="M180,140 L928,140 L928,1232 L616,1236 L616,1407 L180,1407 Z" fill="#eceff3"/><path d="M638,734 L900,734 L902,922 L640,920 L634,926 L634,950 L648,952 L650,940 L902,938 L906,1210 L652,1214 L650,1030 L636,1028 L636,1214 L510,1216 L512,1226 L592,1226 L594,1382 L418,1386 L416,1228 L434,1228 L436,1218 L406,1212 L406,1386 L212,1386 L210,1126 L404,1124 L404,1134 L414,1136 L426,1114 L210,1114 L210,934 L518,932 L520,1112 L504,1112 L502,1122 L542,1124 L541,915 L524,914 L516,921 L211,923 L206,918 L205,745 L210,740 L515,739 L520,743 L521,830 L523,834 L538,834 L541,830 L542,813 Z" fill="#e3f1df"/><g class="rahpp2-p1"><ellipse cx="283" cy="906" rx="65" ry="34" fill="url(#rahpp2caldo)"/></g><g class="rahpp2-p2"><ellipse cx="221" cy="810" rx="34" ry="65" fill="url(#rahpp2caldo)"/></g><g class="rahpp2-p3"><ellipse cx="363" cy="756" rx="65" ry="34" fill="url(#rahpp2caldo)"/></g><g class="rahpp2-p1"><ellipse cx="390" cy="1281" rx="34" ry="53" fill="url(#rahpp2caldo)"/></g><g class="rahpp2-p2"><ellipse cx="290" cy="1370" rx="53" ry="34" fill="url(#rahpp2caldo)"/></g><g class="rahpp2-p3"><ellipse cx="228" cy="1256" rx="34" ry="53" fill="url(#rahpp2caldo)"/></g><g class="rahpp2-p1"><ellipse cx="578" cy="1306" rx="34" ry="53" fill="url(#rahpp2caldo)"/></g><g class="rahpp2-p2"><ellipse cx="535" cy="1370" rx="53" ry="34" fill="url(#rahpp2caldo)"/></g><g class="rahpp2-p3"><ellipse cx="434" cy="1306" rx="34" ry="53" fill="url(#rahpp2caldo)"/></g><g stroke="#3b78d4" stroke-width="9" stroke-linecap="round" fill="none"><path d="M638,734 L900,734"/><path d="M900,734 L902,922"/><path d="M902,922 L640,920"/><path d="M640,920 L634,926"/><path d="M634,926 L634,950"/><path d="M634,950 L648,952"/><path d="M648,952 L650,940"/><path d="M650,940 L902,938"/><path d="M902,938 L906,1210"/><path d="M906,1210 L652,1214"/><path d="M652,1214 L650,1030"/><path d="M650,1030 L636,1028"/><path d="M636,1028 L636,1214"/><path d="M636,1214 L510,1216"/><path d="M510,1216 L512,1226"/><path d="M512,1226 L592,1226"/><path d="M592,1226 L594,1382"/><path d="M594,1382 L418,1386"/><path d="M418,1386 L416,1228"/><path d="M416,1228 L434,1228"/><path d="M434,1228 L436,1218"/><path d="M436,1218 L406,1212"/><path d="M406,1212 L406,1386"/><path d="M406,1386 L212,1386"/><path d="M212,1386 L210,1126"/><path d="M210,1126 L404,1124"/><path d="M404,1124 L404,1134"/><path d="M404,1134 L414,1136"/><path d="M414,1136 L426,1114"/><path d="M426,1114 L210,1114"/><path d="M210,1114 L210,934"/><path d="M210,934 L518,932"/><path d="M518,932 L520,1112"/><path d="M520,1112 L504,1112"/><path d="M504,1112 L502,1122"/><path d="M502,1122 L542,1124"/><path d="M542,1124 L541,915"/><path d="M541,915 L524,914"/><path d="M524,914 L516,921"/><path d="M516,921 L211,923"/><path d="M211,923 L206,918"/><path d="M206,918 L205,745"/><path d="M205,745 L210,740"/><path d="M210,740 L515,739"/><path d="M515,739 L520,743"/><path d="M520,743 L521,830"/><path d="M521,830 L523,834"/><path d="M523,834 L538,834"/><path d="M538,834 L541,830"/><path d="M541,830 L542,813"/></g><path fill="#3b4049" fill-rule="evenodd" d="M409,1215 L408,1382 L409,1389 L416,1390 L416,1231 L420,1227 L432,1226 L433,1221 Z M639,1031 L636,1035 L638,1212 L634,1216 L514,1219 L517,1226 L590,1225 L594,1229 L596,1381 L592,1385 L527,1388 L482,1386 L473,1390 L471,1404 L478,1409 L532,1405 L553,1408 L614,1407 L618,1403 L616,1243 L646,1238 L869,1238 L910,1236 L929,1232 L928,1173 L917,1170 L909,1174 L907,1209 L903,1214 L657,1218 L651,1211 L650,1035 L647,1031 Z M191,986 L186,991 L190,1407 L194,1411 L351,1409 L354,1397 L343,1387 L215,1388 L211,1384 L209,1129 L213,1125 L402,1124 L408,1133 L413,1133 L415,1127 L424,1121 L424,1116 L213,1115 L209,1111 L209,1095 L208,1078 L208,997 L204,988 Z M543,1119 L540,915 L524,914 L516,921 L211,923 L203,926 L203,930 L209,932 L517,930 L522,939 L523,1109 L519,1113 L507,1114 L505,1120 L514,1123 Z M638,840 L641,844 L648,844 L657,839 L757,839 L761,831 L758,827 L648,827 L639,830 Z M644,715 L641,732 L645,736 L899,734 L903,738 L906,865 L904,921 L900,925 L672,928 L641,924 L635,931 L639,951 L646,951 L653,940 L901,938 L906,951 L906,1087 L910,1097 L925,1098 L927,998 L922,661 L913,659 L904,664 L902,708 L898,712 Z M780,405 L772,404 L768,411 L769,542 L726,586 L544,586 L539,581 L538,457 L535,453 L517,456 L519,726 L515,730 L209,732 L205,728 L204,593 L200,585 L184,584 L185,865 L203,865 L206,859 L205,745 L210,740 L515,739 L520,743 L521,758 L520,830 L523,834 L538,834 L541,830 L539,603 L543,599 L720,598 L740,594 L781,550 L780,450 L785,444 L794,443 L795,437 L780,430 Z M903,401 L899,432 L878,435 L876,441 L880,444 L895,443 L900,447 L901,538 L905,547 L918,549 L922,546 L921,404 L919,401 Z M360,146 L180,151 L183,462 L199,460 L203,452 L200,174 L204,170 L354,168 L362,164 L364,157 Z M919,175 L919,143 L915,140 L485,145 L481,149 L484,162 L492,166 L601,165 L617,164 L715,163 L720,160 L761,163 L769,177 L778,176 L778,166 L782,162 L893,160 L898,165 L901,178 Z"/><rect x="365" y="143" width="116" height="18" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="365" y1="152" x2="481" y2="152" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="182" y="462" width="18" height="120" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="191" y1="462" x2="191" y2="582" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="182" y="865" width="18" height="120" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="191" y1="865" x2="191" y2="985" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="908" y="548" width="18" height="112" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="917" y1="548" x2="917" y2="660" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="908" y="1098" width="18" height="72" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="917" y1="1098" x2="917" y2="1170" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="357" y="1389" width="115" height="18" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="357" y1="1398" x2="472" y2="1398" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="917" y1="180" x2="917" y2="400" stroke="#3b4049" stroke-width="4" stroke-dasharray="14 10"/><g stroke="#3b4049" stroke-width="2"><line x1="672" y1="738" x2="672" y2="828"/><line x1="693" y1="738" x2="693" y2="828"/><line x1="714" y1="738" x2="714" y2="828"/><line x1="735" y1="738" x2="735" y2="828"/><line x1="756" y1="738" x2="756" y2="828"/><line x1="777" y1="738" x2="777" y2="828"/><line x1="738" y1="830" x2="794" y2="734"/><line x1="748" y1="830" x2="804" y2="734"/></g><g class="rahpp2-p1" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="236" y1="922" x2="330" y2="922"/></g><g class="rahpp2-p2" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="205" y1="763" x2="205" y2="857"/></g><g class="rahpp2-p3" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="316" y1="740" x2="410" y2="740"/></g><g class="rahpp2-p1" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="406" y1="1246" x2="406" y2="1316"/></g><g class="rahpp2-p2" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="255" y1="1386" x2="325" y2="1386"/></g><g class="rahpp2-p3" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="212" y1="1221" x2="212" y2="1291"/></g><g class="rahpp2-p1" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="594" y1="1271" x2="594" y2="1341"/></g><g class="rahpp2-p2" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="500" y1="1386" x2="570" y2="1386"/></g><g class="rahpp2-p3" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="418" y1="1271" x2="418" y2="1341"/></g><g stroke="#6c4a9e" stroke-width="6" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="12 7" fill="none"><path d="M542,813 L638,734"/><path d="M638,734 L638,834"/></g><path d="M568,994 C568,991 568,983 566,976 C564,969 560,959 558,950 C556,941 556,932 552,924 C548,916 541,906 534,902 C527,898 516,899 508,899 C500,899 491,903 488,904" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path d="M612,1182 C609,1179 597,1173 594,1164 C591,1155 593,1137 594,1128 C595,1119 600,1121 602,1110 C604,1099 603,1079 608,1062 C613,1045 627,1015 634,1006 C641,997 642,1004 648,1006 C654,1008 665,1018 668,1020" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path d="M540,1142 C533,1141 509,1140 496,1134 C483,1128 471,1113 460,1108 C449,1103 433,1103 428,1102" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path d="M604,1200 C596,1201 572,1207 556,1208 C540,1209 527,1209 506,1204 C485,1199 449,1187 430,1180 C411,1173 403,1163 390,1160 C377,1157 357,1162 350,1162" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path d="M612,1206 C603,1206 579,1204 560,1204 C541,1204 514,1202 500,1205 C486,1208 479,1216 476,1224 C473,1232 477,1244 482,1250 C487,1256 501,1257 505,1258" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path class="rahpp2-mand" d="M568,994 C568,991 568,983 566,976 C564,969 560,959 558,950 C556,941 556,932 552,924 C548,916 541,906 534,902 C527,898 516,899 508,899 C500,899 491,903 488,904" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpp2fm)"/><path class="rahpp2-mand" d="M612,1182 C609,1179 597,1173 594,1164 C591,1155 593,1137 594,1128 C595,1119 600,1121 602,1110 C604,1099 603,1079 608,1062 C613,1045 627,1015 634,1006 C641,997 642,1004 648,1006 C654,1008 665,1018 668,1020" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpp2fm)"/><path class="rahpp2-mand" d="M540,1142 C533,1141 509,1140 496,1134 C483,1128 471,1113 460,1108 C449,1103 433,1103 428,1102" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpp2fm)"/><path class="rahpp2-mand" d="M604,1200 C596,1201 572,1207 556,1208 C540,1209 527,1209 506,1204 C485,1199 449,1187 430,1180 C411,1173 403,1163 390,1160 C377,1157 357,1162 350,1162" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpp2fm)"/><path class="rahpp2-mand" d="M612,1206 C603,1206 579,1204 560,1204 C541,1204 514,1202 500,1205 C486,1208 479,1216 476,1224 C473,1232 477,1244 482,1250 C487,1256 501,1257 505,1258" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpp2fm)"/><g class="rahpp2-p1"><path class="rahpp2-rit" d="M476,907 C474,907 481,907 463,907 C445,907 391,907 369,907 C347,907 352,907 330,907" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp2-rit" d="M330,907 C308,907 254,909 236,907 C218,905 224,902 221,894 C218,886 220,878 220,857 C220,836 218,787 220,770 C222,753 218,758 234,755 C250,752 273,755 316,755 C359,755 462,753 494,755 C526,757 504,758 506,768 C508,778 505,803 507,815 C509,827 511,836 518,842 C525,848 535,845 548,848 C561,851 585,851 596,858 C607,865 612,876 614,890 C616,904 612,927 610,940 C608,953 603,963 600,970 C597,977 593,982 592,984" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp2fc)"/></g><g class="rahpp2-p2"><path class="rahpp2-rit" d="M476,907 C474,907 481,907 463,907 C445,907 391,907 369,907 C347,907 352,907 330,907 C308,907 254,909 236,907 C218,905 224,902 221,894 C218,886 220,878 220,857" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp2-rit" d="M220,857 C220,836 218,787 220,770 C222,753 218,758 234,755 C250,752 273,755 316,755 C359,755 462,753 494,755 C526,757 504,758 506,768 C508,778 505,803 507,815 C509,827 511,836 518,842 C525,848 535,845 548,848 C561,851 585,851 596,858 C607,865 612,876 614,890 C616,904 612,927 610,940 C608,953 603,963 600,970 C597,977 593,982 592,984" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp2fc)"/></g><g class="rahpp2-p3"><path class="rahpp2-rit" d="M476,907 C474,907 481,907 463,907 C445,907 391,907 369,907 C347,907 352,907 330,907 C308,907 254,909 236,907 C218,905 224,902 221,894 C218,886 220,878 220,857 C220,836 218,787 220,770 C222,753 218,758 234,755 C250,752 273,755 316,755" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp2-rit" d="M316,755 C359,755 462,753 494,755 C526,757 504,758 506,768 C508,778 505,803 507,815 C509,827 511,836 518,842 C525,848 535,845 548,848 C561,851 585,851 596,858 C607,865 612,876 614,890 C616,904 612,927 610,940 C608,953 603,963 600,970 C597,977 593,982 592,984" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp2fc)"/></g><path class="rahpp2-rit" d="M671,1030 C670,1031 668,1024 667,1038 C666,1052 667,1098 667,1112 C667,1126 667,1108 667,1120 C667,1132 665,1171 667,1184 C669,1197 670,1196 680,1198 C690,1200 698,1198 730,1198 C762,1198 845,1201 872,1198 C899,1195 887,1198 890,1182 C893,1166 891,1133 891,1100 C891,1067 893,1009 891,985 C889,961 900,961 878,956 C856,951 791,955 760,955 C729,955 707,954 690,957 C673,960 669,965 660,970 C651,975 643,983 636,988 C629,993 619,999 616,1001" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp2fr)"/><path class="rahpp2-rit" d="M414,1099 C412,1099 420,1099 402,1099 C384,1099 336,1099 308,1099 C280,1099 248,1101 234,1099 C220,1097 224,1109 222,1086 C220,1063 220,986 222,963 C224,940 220,951 236,949 C252,947 277,949 320,949 C363,949 463,947 494,949 C525,951 504,944 506,962 C508,980 508,1037 507,1060 C506,1083 502,1088 500,1098 C498,1108 493,1113 496,1118 C499,1123 510,1125 520,1127 C530,1129 548,1130 554,1131" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp2fr)"/><g class="rahpp2-p1"><path class="rahpp2-rit" d="M325,1158 C312,1158 264,1155 248,1158 C232,1161 232,1166 229,1176 C226,1186 227,1195 227,1221 C227,1247 225,1306 227,1330 C229,1354 235,1359 240,1366 C245,1373 232,1370 255,1371 C278,1372 357,1376 380,1371 C403,1366 390,1349 392,1340 C394,1331 392,1335 392,1316" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp2-rit" d="M392,1316 C392,1297 387,1243 392,1225 C397,1207 407,1211 420,1206 C433,1201 452,1197 470,1194 C488,1191 509,1192 525,1190 C541,1188 561,1182 568,1181" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp2fc)"/></g><g class="rahpp2-p2"><path class="rahpp2-rit" d="M325,1158 C312,1158 264,1155 248,1158 C232,1161 232,1166 229,1176 C226,1186 227,1195 227,1221 C227,1247 225,1306 227,1330 C229,1354 235,1359 240,1366 C245,1373 232,1370 255,1371" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp2-rit" d="M255,1371 C278,1372 357,1376 380,1371 C403,1366 390,1349 392,1340 C394,1331 392,1335 392,1316 C392,1297 387,1243 392,1225 C397,1207 407,1211 420,1206 C433,1201 452,1197 470,1194 C488,1191 509,1192 525,1190 C541,1188 561,1182 568,1181" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp2fc)"/></g><g class="rahpp2-p3"><path class="rahpp2-rit" d="M325,1158 C312,1158 264,1155 248,1158 C232,1161 232,1166 229,1176 C226,1186 227,1195 227,1221" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp2-rit" d="M227,1221 C227,1247 225,1306 227,1330 C229,1354 235,1359 240,1366 C245,1373 232,1370 255,1371 C278,1372 357,1376 380,1371 C403,1366 390,1349 392,1340 C394,1331 392,1335 392,1316 C392,1297 387,1243 392,1225 C397,1207 407,1211 420,1206 C433,1201 452,1197 470,1194 C488,1191 509,1192 525,1190 C541,1188 561,1182 568,1181" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp2fc)"/></g><g class="rahpp2-p1"><path class="rahpp2-rit" d="M517,1258 C524,1257 550,1250 560,1250 C570,1250 573,1252 576,1256 C579,1260 578,1257 579,1271" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp2-rit" d="M579,1271 C580,1285 580,1325 579,1341 C578,1357 576,1360 575,1365 C574,1370 582,1370 570,1371 C558,1372 520,1371 500,1371 C480,1371 463,1373 452,1371 C441,1369 439,1365 436,1360 C433,1355 434,1357 433,1341 C432,1325 432,1282 433,1265 C434,1248 434,1247 437,1238 C440,1229 442,1217 452,1210 C462,1203 484,1200 500,1196 C516,1192 538,1186 546,1184" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp2fc)"/></g><g class="rahpp2-p2"><path class="rahpp2-rit" d="M517,1258 C524,1257 550,1250 560,1250 C570,1250 573,1252 576,1256 C579,1260 578,1257 579,1271 C580,1285 580,1325 579,1341 C578,1357 576,1360 575,1365 C574,1370 582,1370 570,1371" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp2-rit" d="M570,1371 C558,1372 520,1371 500,1371 C480,1371 463,1373 452,1371 C441,1369 439,1365 436,1360 C433,1355 434,1357 433,1341 C432,1325 432,1282 433,1265 C434,1248 434,1247 437,1238 C440,1229 442,1217 452,1210 C462,1203 484,1200 500,1196 C516,1192 538,1186 546,1184" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp2fc)"/></g><g class="rahpp2-p3"><path class="rahpp2-rit" d="M517,1258 C524,1257 550,1250 560,1250 C570,1250 573,1252 576,1256 C579,1260 578,1257 579,1271 C580,1285 580,1325 579,1341 C578,1357 576,1360 575,1365 C574,1370 582,1370 570,1371 C558,1372 520,1371 500,1371 C480,1371 463,1373 452,1371 C441,1369 439,1365 436,1360 C433,1355 434,1357 433,1341" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp2-rit" d="M433,1341 C432,1325 432,1282 433,1265 C434,1248 434,1247 437,1238 C440,1229 442,1217 452,1210 C462,1203 484,1200 500,1196 C516,1192 538,1186 546,1184" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp2fc)"/></g><g class="rahpp2-p1"><rect x="236" y="883" width="94" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3"/></g><g class="rahpp2-p2"><rect x="190" y="803" width="94" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3" transform="rotate(90 237 810)"/></g><g class="rahpp2-p3"><rect x="316" y="765" width="94" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3"/></g><g class="rahpp2-p1"><rect x="339" y="1274" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3" transform="rotate(90 374 1281)"/></g><g class="rahpp2-p2"><rect x="255" y="1347" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3"/></g><g class="rahpp2-p3"><rect x="209" y="1249" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3" transform="rotate(90 244 1256)"/></g><g class="rahpp2-p1"><rect x="527" y="1299" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3" transform="rotate(90 562 1306)"/></g><g class="rahpp2-p2"><rect x="500" y="1347" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3"/></g><g class="rahpp2-p3"><rect x="415" y="1299" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3" transform="rotate(90 450 1306)"/></g><rect x="574" y="994" width="34" height="42" rx="4" fill="#4a5260"/><line x1="581" y1="1003" x2="601" y2="1003" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="581" y1="1010" x2="601" y2="1010" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="581" y1="1017" x2="601" y2="1017" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="581" y1="1024" x2="601" y2="1024" stroke="#fff" stroke-width="2"/><rect x="540" y="1134" width="42" height="40" rx="4" fill="#4a5260"/><line x1="547" y1="1143" x2="575" y2="1143" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="547" y1="1150" x2="575" y2="1150" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="547" y1="1157" x2="575" y2="1157" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="547" y1="1164" x2="575" y2="1164" stroke="#fff" stroke-width="2"/><circle cx="618.0" cy="1195.0" r="17" fill="#4a5260" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="618.0" y1="1195.0" x2="629.0" y2="1195.0" stroke="#fff" stroke-width="3" stroke-linecap="round"/><line x1="618.0" y1="1195.0" x2="612.5" y2="1204.5" stroke="#fff" stroke-width="3" stroke-linecap="round"/><line x1="618.0" y1="1195.0" x2="612.5" y2="1185.5" stroke="#fff" stroke-width="3" stroke-linecap="round"/><text x="400" y="300" font-size="34" font-family="Arial, sans-serif" fill="#5b6470" text-anchor="middle" stroke="#fff" stroke-width="5" paint-order="stroke">fuori zona</text></svg></div>
<ul class="rahpp2-legenda">
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><rect x="1" y="3" width="32" height="14" fill="#e3f1df" stroke="#9fb89a"/></svg><span>Prima zona: stanze chiuse con i teli, in asciugatura</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><rect x="1" y="3" width="32" height="14" fill="#eceff3" stroke="#c3c9d1"/></svg><span>Fuori zona: il resto, in un passo successivo</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#6c4a9e" stroke-width="4" stroke-dasharray="8 4"/></svg><span>Telo di nylon che chiude la zona</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><rect x="7" y="1" width="20" height="18" rx="3" fill="#4a5260"/><line x1="10" y1="5" x2="24" y2="5" stroke="#fff" stroke-width="1.4"/><line x1="10" y1="9" x2="24" y2="9" stroke="#fff" stroke-width="1.4"/><line x1="10" y1="13" x2="24" y2="13" stroke="#fff" stroke-width="1.4"/></svg><span>Deumidificatore a condensazione</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><circle cx="17" cy="10" r="9" fill="#4a5260"/><line x1="17" y1="10" x2="23.0" y2="10.0" stroke="#fff" stroke-width="2" stroke-linecap="round"/><line x1="17" y1="10" x2="14.0" y2="15.2" stroke="#fff" stroke-width="2" stroke-linecap="round"/><line x1="17" y1="10" x2="14.0" y2="4.8" stroke="#fff" stroke-width="2" stroke-linecap="round"/></svg><span>Ventilatore radiale</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="3" y1="10" x2="31" y2="10" stroke="#cfd8e2" stroke-width="9" stroke-linecap="round"/><line x1="3" y1="10" x2="31" y2="10" stroke="#3d4652" stroke-width="3" stroke-dasharray="7 5"/></svg><span>Tubo flessibile: aria spinta nei locali</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#7a8492" stroke-width="3" stroke-dasharray="3 6"/></svg><span>Aria che lambisce le pareti e torna al deumidificatore</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#f26b1d" stroke-width="3" stroke-dasharray="3 6"/></svg><span>Aria scaldata passando tra pannello e muro: resta calda fino al deumidificatore</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><rect x="2" y="6" width="30" height="8" rx="2" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="2"/></svg><span>Pannello radiante: tre posizioni, una alla volta</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#3b78d4" stroke-width="6"/></svg><span>Parete fredda: bagnata fino alla linea dell&#8217;acqua</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#f26b1d" stroke-width="6"/></svg><span>Parete scaldata davanti al pannello</span></li>
</ul>
</div>
<p class="rahpp2-nota">Schema senza quote. I colori delle pareti seguono la logica dei termogrammi: blu freddo, arancio caldo. L&#8217;aria che torna al deumidificatore diventa arancio dove passa tra il pannello e il muro, perché lì si scalda; i percorsi sono schematici.</p>
<p class="rahpp2-piede"><a href="https://www.renzo-arthome.com">renzo-arthome.com</a></p>
</div><figcaption style='font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0'>Tavola 3. Il passo dopo nella stessa zona: due pannelli nelle stanze in basso, tre posizioni per ogni pannello.</figcaption></figure>
<p>Poi gli apparecchi passano alle stanze in alto, e lì si ripete lo stesso sistema.</p>
<figure class='mx-tavola-diario' style='margin:0 0 28px'>
<div class="rahpp3">
<style> .rahpp3{font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;color:#1f2933;max-width:760px;width:100%;overflow:hidden;margin:0 auto 28px;border:1px solid #d5dbe2;border-radius:6px;background:#fff;padding:14px 14px 10px;box-sizing:border-box} .rahpp3 *{box-sizing:border-box} .rahpp3-testa{display:flex;align-items:center;gap:12px;margin:0 0 10px} .rahpp3-testa>div{min-width:0} .rahpp3-testa img{height:46px !important;width:auto !important;margin:0 !important} .rahpp3-titolo{font-size:18px;font-weight:700;line-height:1.25;margin:0} .rahpp3-sotto{font-size:14px;color:#5b6470;margin:2px 0 0;line-height:1.35} .rahpp3-stato{font-size:14px;color:#1f2933;margin:4px 0 0;line-height:1.35} .rahpp3-pos{position:relative;display:inline-block;width:8.5em;height:1.35em;vertical-align:bottom} .rahpp3-pos span{position:absolute;left:0;top:0;font-weight:700;white-space:nowrap} .rahpp3-corpo{display:flex;flex-wrap:wrap;gap:14px;align-items:flex-start} .rahpp3-pianta{flex:1 1 380px;min-width:0;max-width:100%} .rahpp3-svg{width:100%;height:auto;display:block} .rahpp3-legenda{flex:1 1 230px;min-width:0;font-size:14px;line-height:1.4;margin:0;padding:0;list-style:none} .rahpp3-legenda li{display:flex;gap:9px;align-items:flex-start;margin:0 0 9px} .rahpp3-legenda svg{flex:0 0 34px;width:34px;height:20px;margin-top:0} .rahpp3-nota{font-size:13px;color:#5b6470;margin:8px 0 0;line-height:1.4} .rahpp3-piede{font-size:13px;color:#5b6470;margin:8px 0 0;text-align:right} .rahpp3-piede a{color:#5b6470} @keyframes rahpp3flusso{to{stroke-dashoffset:-60}} @keyframes rahpp3ritorno{to{stroke-dashoffset:-40}} @keyframes rahpp3a{0%,30%{opacity:1}36%,94%{opacity:0}100%{opacity:1}} @keyframes rahpp3b{0%,30%{opacity:0}36%,63%{opacity:1}69%,100%{opacity:0}} @keyframes rahpp3c{0%,63%{opacity:0}69%,94%{opacity:1}100%{opacity:0}} .rahpp3-mand{animation:rahpp3flusso 1.8s linear infinite} .rahpp3-rit{animation:rahpp3ritorno 3.2s linear infinite} .rahpp3-p1{animation:rahpp3a 15s ease-in-out infinite} .rahpp3-p2{animation:rahpp3b 15s ease-in-out infinite} .rahpp3-p3{animation:rahpp3c 15s ease-in-out infinite} .rahpp3-statico .rahpp3-mand,.rahpp3-statico .rahpp3-rit,.rahpp3-statico .rahpp3-p3{animation:none;opacity:1} @media (max-width:480px){.rahpp3-mand{stroke-width:7}.rahpp3-rit{stroke-width:6;stroke-dasharray:8 14}} @media (prefers-reduced-motion:reduce){.rahpp3-mand,.rahpp3-rit{animation:none}.rahpp3-p1,.rahpp3-p2{animation:none;opacity:0}.rahpp3-p3{animation:none;opacity:1}} </style>
<div class="rahpp3-testa"><img decoding="async" src="data:image/webp;base64,UklGRrQzAABXRUJQVlA4WAoAAAAQAAAAxwAAggAAQUxQSDcHAAABsMb/nzk50vdXVR0nr+kJ1vZusrZt73Zuo7Nt23dr2zaDtW3biDOzGPWv6vd9MO75d/XhSURMAApSQggBPZfL5f2mz5j+h7m3vDx/Nt99j0YaF8zuuOuWOedOnzlt+mbl5jJ6dCEEJ8hEcSE4dB/VtPeRR5720KJFiznIXYuXLLrxN0dUNmtCjyE4qXfiQkD3pv2nVs75oJW9WuzRLNKsJ4tMsWf23jrva1MrqwoA+OClbokPAODWqHzj1hb2mFQ1mhkH2cwsqip7bHv6G1PXGAMAPrg65IIH4NesfOvZdpJMqpqMNW4WVZUk2z76e2X7MQAkuLriggfQdMh3n28nSdVoHMKWVNl9wb+OXAeABF8nxHsAa1WOXkiSUZOxAM1USbLznMp6ACS44vMBwDqVYz8lGTUZi9RUSXbNnbYzAPGFJl6A0Yed8BlJVWMBW1SSvG36+oAEV1QSAOz6o1dJajQWtkU1suvOvQEEKSIXgLHT7iIZo7Hoo5K896drAMEVjffAuB+/SZom1kWLRr43c03A+yJxHpj88zfJGFlHo5LzT5oMeFcUEoCDbugiY2KdNSW7zt4D8FIIHljnHJKaWIdNSZ4zBQgy5Jyg+QuLGKOxTltM1POGA35oSQAOe49U1nUlH//SSIgMIQ9s9SipxnofyScPB8JQEY/Rv13GaMzApOS8CfAyJBxQeYaMzMQU+VEFcEMgYPS/STXmYyQvHY2S1JgE7PAcY2JWmvK+yYDUlAeO+pTK7FR+cvY4+BryGHcsmZihiXxwefiaCdj1BaoxS025aFeUaqSEXduozNbItt0QpBYCdm9nZMYmtv0S4gZNPGa1MzFrjTxpGNwgScC/acbMNeXsMtygSMDRrBrzt8onJng3COJxLJVZXOWD8DJwAT+iMpOVx6EkAxUwnVVms/JolAbI44AOtXwy5QEIA+LdlCqNGW2xeiD8AIjDY4zM6sSPVxDXP49fMDKzI58QL/3x+BKV2a38Enw/PDbrVMsvi52bwfctYDYjMzzxKe+lLx5fpTLLlX9C6IOT5T9JlmeWPllNXG8BR1OZ6YlPud6cbNQZLdcY07bwPXm5gJHZnvi0dz142YyRGR/TdvDdAo4zzbnEZ70D4LFZV7KcY+pYGw4IOJHKrI+8PXgImpea5Z3xk2ZIwN6mzHyNByEEnMDsi7wteJRbablnbGsGDjJl9ms6CDiCDUDkvFKYw5h/xtbmSR/TGoH5YyoxsgFMnTtOY0MQedoXGoPE569rDEje3ihYlf8vbw1D4/g0U2NgVzE2BvxCY5D4/LTGIPK0ijUEqXPHCQto+WecPwYXUxuB1mZMbQQi55VwoDUAmg4Cyq203DN+0oyA401zL/H1ERKwD7NP+T0EkXGvWcq81LE6HAK+Q827yNvEAx5bpZR3SbeHB+BlHmPOJb7iHbphu5R1kV9G6AaPuYz5luy14U562TZlnPKLCOjZYw5jriV7dpiTXpys9kmyTIvcCh69e3yVmmeRp8Kjj+L9U0w5ltKLcNIXOKzcmizDlDMkoO8eX2I1vyJPdR79DbiZmluRT0CkX84t/xxjXqW4bEVx6L/HRlVLWdXFXyNgIAMOqDJlVJUnwmNgA/ZvT5ZNyhPgZYBQwlGsWiZVeSqCYMCH4Res5pHyqVHeYRA9jmbVMkj5RDMcBlM8/k2z7KnywTIcBlc8ZrUz5Y1VebzAYdADdm9nzJlEnjhcHGqwhF0XM+ZLYtsvAEFNeiz/EDVXIhftiiCoUY9xd9NSjljkZ+ujhNp1wB/JmB+RvGsKAmpZBLs9x2iZkTj/c4BDjXuMvp2MORGNt08CHGreA5WPyJQLFmm/AQKGoggmzjOqZYGS8zaDOAzRAGxyGxnrXyQ/OBxwGLoiGPmb98lo9cxSZPrreIjDkHZA882RjHXLEsmbNwY8hroEYMo5VTJaPbJIxhv2ArygAEWAydcrGa3eWCT1uimAOBSk88DkM1tIjVZHUiSr104GxKNAnQATT20hGa0+WDRy2ekbAuJQsM4DE390XysZoxWdpUjy1R9NBMShgMUDmHj8UpKarLgsKcnWy3YZAXiHgpYgwPipt3eRjMmKyFIk2fnK9yYC8IIiFw9gvWNebCFJNSsSsxhJtrx4zHrDAPGCohcvQGnCN15cRpJRzYrATJUkW178xoQSAC+ojy4AKDXtcPH8FpJMGm0ImSVNJNmx7M6vjg8AghPUTxEPAGPLX7r6wxaSTKrJrNbMkiq7t3x41d/XKAOAF0G9FfEBAMY2feGqeS3sUVU1mZkNkplFVVX22PL0VV9oGgsA4kVQp0V8QPfy/n+56snWNvYee079SbE7e29r/eCqc7dscgAQghPUeREfHLo3rXzEb6647M3Fixd3cXCXLVry0OVXXP7llZpGoXvwIshFCSGg55Hl5vLm0/8w+5bZc2c/S+uL8bnZs2efN32P5ZvK6DUEL4JiBABWUDggViwAAHB1AJ0BKsgAgwA+ORaIQyIhIRo79cwgA4S2AGkY43+l6pbEHe/7Z+0H9m/bf5d6y/a/7L+jvyZ+O3cV1V5a3Ln+6+5H5hf4b/iewb86/+H3Bv0v/139s/vf6q/El6lv2z/ID4C/z/+vf9z/G+7r/fv9f7H/7h/m/877gX86/uXrbf732Hf2y9gv+kf3X0x/2w+D/9p/27+BH+c/3b/xfn/8gHoAcJX/Ivo58cf7h9WPqP+QfNf5v+z/tx/ev/Z8AH933VOm/+76D/WX8j/cP7f/wf8H+7fx//zv8r4k/H//L9QL8i/m3+T/XH/bf4D3SfXP2V/2PfB6B/cf/L/kvYI9a/qv+8/xX7s/5f3K/Xv/V/i/UH9A/s3++/wPwAfzP+c/4r84P8v8Xf5X/yf5LyMPpv+T/7/+++AD+df2z/v/5790/9V9OH9F/6v81/sf3b9r/7j/pf+7/lPyh+xb9Zv9//fv8v/7/9L///rf9nH7j//T3Qf1xc1gp+8UPhXR5B+vk2pf//8ODp7n/9ZmnR0QUfc9n85gr5TipEESXYUhEg39B/3wr/ffdVeUdU3DKT2MwQYf//ZLjzvyWv7O67pgtUBs8kRlMIaluoxn5hMESHpZpfcgNN90xAhEv6zRVUFXgeQesP5XeJjVA+vawcUCaIYiI0IK8jaoLAueDJT9n1/gCJMJjTmnLw7LNdj+VbNCIM0bXyU+d+Qj7ur3Rr+N1M8Zz4pQoVHa0kFz2G6BoXbfOVGBxBpNUvcjttmdACbQePabmyNODr8jTHEOFcmtUD1SxR9l9nI61oUjUmjI335Dom6YnC2mqjMbDQ7YpvW8ewLYak0pXW0lyWRyOgtWdpNztN8UZCIimswlcL6tSDfl3V0YB+AoKIVNeZiZmTAaSEx13yTOKFia+rJLEpYtyR5sVp/hi1B+OXqlq8rbgJgksavhnYTpyJtBX1T8neiYgh7xilxvCppzKvHCptVsIZmFXR10IMaBVvFDnmP1fZyPKGSX2QoiXFdbFsu/6ruOpZHM1Dkkmw0cUumFpVxThpE/LJkDehLTRWP87/RlDl6pmk25Fdf2ffFpd38DvrXCdluK7QVT25HhqTvbpXHlzawQAlBUbRwXpgY68vqVJDXML9KZo8QCCpQfy/E2deiOQW9wx8azNO8UQNfK7c+AognAJiQuQzad8Ag2VBOl/H3rrBOHIG8Px1j14M3NMzRjxL9GsHTipx+Xq7wi6Bbm36XnUSKuFkqwoYrtV0Q7Qsy5AAD+/2AZ1/vdhRuxpAt9/4gd+yi3JyXRXww27Czl7B61xvynWbET0VeUozz87iT5pst9vOuENmMpF2gbT55jEeSBEWVvlTdM9JcQb1aecx6UahL5WcRbM0muEikpl/c+0jqULIyJsVP4ZueviCGZDbtCNBHXmlJ9jP6Hhw7BRi9B28PHWoZQOr8khAySOTu1ATIXwLtIkTfzNzDvX2MKwDdr9D2Wx1yawut8DsLlGm3E3XI1BOIzdxuGVU5XVZoQKOGlTAigybk0/qi+T55aYaUvG1/dC9E67yWdgxB2Arq695uB3U0UXnBC0XV72zCBUa6SMp+JSMr0/ZW6Y4P0iumHiyq8ujR2g4tYHDVtjlDvLUIYWA1yvwUU2hfJoa2DZthTWmFcswc5we2wTW+eAK9rNa7x3xeVSiJhw/KdvH/VCGctJJELBcA9KV3O+NEqEJjNt/awYepLBoQjzOJjAvV1qiHqEJQE2Ws2cwUsW/rUpl1wmhN6uA1xAIfa+JGfebPceLF+P1YdahONDQ3naKE3m6WK3ceBCMMOjMdOotc+kXSxbSaYuN6Qox0M6WomYuw2K2FbcS95JXZCox+Nd/zlQTIByJRBcLtXHh1cK3QWShUmafERNbSacT8cIbMMSLpKZyYiieqwB+iYigbjM0NxaDcEF/QXXrY1zK11P5haPnzr1VPSVmTMIcMCkGsghEC7kf7Eit4uHDtkJFbpu9Nobs9Na0C5aSPnbKyowK4DsaBAINGI0kxo5kFlDDnOQjfI/AlvUQK/TSDgeaFGHmU2NCEX+RyKgZy9l6ydl0bj2VekbzXtV0i0rbuEmEGpV7nsnyaq/6dDrpjrCCxQ4eVXK9kPB+Lopwf49fOZHw902RWjUKkWsbAiC5GWDp8DJJ2aIPfr2prWEQRHPdT5tbKjilE2erjgOcCLpySa30BeijyWj1xGLrkiD8e0yT+B1t+bsK/p3CWel0BeiK/gIdwnrfryrz1znmbS3TWzuY3g5u6HVDzSoFJLvc4yx8h17g9ni2JEYQFdadPz/VQFV/wgetEWoP7vgOse/dHQlnc11rHc5mlfMOfvVfc4KcF5QobDrlo4/lrtBJB1b9YHAW3D0inyFoaYcoYEsDbYOV2tq8P/1LsN6Y0Kk39inAwIT1kb2st71f69EubBa6dXZS1gIoNdT84ugXUKuDEZeX/V0ZKmp0c7QDFBZ9bXZziO7c+wHM/y4KY1F7br8Jt+QL5wNP8TQ3MkrG6yUSmS6EO2ZFsHs/rWZu2YV0kwXTQE44hlXMHrxwEf4UF4kXebfu42bmpzf79dE5Z2iz5j5tLa9cPVVednclBZo8gViEXvvB7Xf/2wxeEkVzoCV/CdARncbUG7KwGWiYA6MjQkNCzoUsKPS/VxyiDATTx4FPSQ2DhU/yUHrz6XCr9m5lRIglcwVDu4W7HxXcuRYbQLxPkoRaG4IFb+8h3r9IlJVnAtcO4Uzg6fkJiM1aHlk5kVXQHd0GD9A7qrHF2ugEbNXtIBkUQk9iELEys45JZFWXJpdfQSEzsnjY5lCYYfz7P7kpaqh1laTSnujDyxwhIp9atiXF/qCegm1GzzNSD5yd7VGbRe7w7MCrGaq4lrPe5g2FSdG73kf3VCbOZ2mi/cxT16xAb2Nkjr0UCRAT5S986Oook6mPqlRfbBduDL9bbjObOZ1070oWaQuJEVqieHCoF2SyMyCWBj94+wKkIkIE5MrtGZRYJeptjUnbNSOYCPkLQc0tSOS0fv8vt2/7UeuV/GuShVbSq1K2KdlSfBnK9guhBZsPPNHMMUS3EByxS6I+2hoknB9XD6SRrKWWQEi4OSq2m7RxIkVidUk3rcyACveSAY74t5vxGITwKPGstLV0fJ7JK0nAqD3u6x8qDAROPML2S8GFs+7BwwJYb7SVW/oV7VVBaP+4nBRjeTCVQiEa0sw4YeWN8t7RkYLbRAzdPv/W/1+Am75P0j/hqhgB+PY432AO98OvMPFDQ0K0iht+FZ/ckyhdxBQxWIfYDL+efGkPjvb5YXyqHQuKUGBCEb0QalJ35cI33K4Ne/kQNUp3wV9HnhyL9S4IvRnhixcTQJb0Qa+z4wZ0Yio3/VTzvm4iZK+9wPr7mXYgzq83X8bkijZBrDldC3bwsqFY1AzC4R6pZ2nsPAUuPdXLQfDvPjbXI+ObYRze6XGVNiMvj9LT5HPJL4P0cv3AL2cAq3Bj08IhrAx5aZjcE8PUFCQuZ59fc5t7wZw3g2kJth7gqbRyUkvThtMEvU8p2dQb4TRMmfd548/uLXDbVxb7CM2D0n9qDgvfh7xFAYUhnf2iQ9BE0UAh2qiXayyYEKqlpDkkQDsh6bYED/NL6BMkJxVOkYj2GYta6i8WIuKQRI6/zKm29YPcHv5z1/7hCsyZd4fkChYvy76Bjbua7txZu5UZr2pZQ/jYoSl88stc6oo4lAZswAiPR6GwGkE0+W+N8Sfd+mFgkMEW0loSQb/51T5abNEEBn6+5J6RfJHX2X5jSvB9XMu5gZGK+tdvkmhSdnUYvRgwAKK7dGOYjX6MJ3fGEsG4smF4sHqX4KHPxnm+32YAkTQhyrjZmVwcZH4FfaWowzgz2bNEQvoBofY6Sy0YO6UOLkFVbn+DivfrJhjpvLvV6mSLeKDmaxRM97TAi/4EjVVMAy0An7Ezioy9MckXrNrVNEeytB6dSx3VTG1/IIBJnb7ybqZk0gjFgvb1nDRhNObkevmGIIZB1gdcGCDztiTwvtorIpqMgjA4Lk/fhCzA5AN7s1Yfv7l5TxsSzO1xLIMqsysbiKu9MTWaIfcdMTyzp2Q1k+OmykN+KJ7iypi7pqBAOw5dBBdpQ8uEp/n6SIPq8GMoOoaSs9KHBI8hNZtp6hGSxctUkB2gjOS9Slu29ftjfsmeMphIPHSlksCvPif55tmI9AXs5bDIJ2AnI9wQQ578nvJBUtoNxh1WlpLM1fT/69InIt3QyNgB2XYE1YKuyJX05vkNueyNG11PMdV2I8aRpqx79Ypn3UsIzngCdKzQaWsvQu6WP8KNpuyAtc0JclcesXN5QP1k1lnU8GJKlgfbUUSFIjO748doWxoMOu4+5Kh/kuXe4isNjzJ5eLZn1CCgTsyAxmV6yFfZLIppHl8trn5HaKENpoy6Dz3S/eJhE5jT1FZ9fbw4ejW43bkWmcIeHUXfCg8eWQhKEb+RAwUoam2uFXDB20mdr3mXnPYcevbjnjnSj6oFCJTJVsmfimkkYYzaFY//5kkwinKkkYoU9tViPTPxToG+Bz593PpC0fvwlmfn1XmHewkSwsm2FgcLHAAGHMzN4AKmX9C77CfYgZhmIQLUTCIw8QlU+N+K6JTSxyNy80NWWhqus6lHOrjJNJIE0lH2Lv0+Dak79N9xa0wj5SwpTj8ZBw7j1m3ERTzcojK88LOTWlvbCTSNUbNA18VdEK8ZUKpLnfpO7HU9ASQ9jPkxIKLfVlLRAHMGmaHLx8NQjuDTvnnEjZg9F0pUNkJGFpfqZfKsH7t2JBlS6x8BGWLDTw5JlhN23OXvqRR3n8p4CZB8b4XfPsAzwxYsek2Jkx13YpPr6zdPMbEKpahmWMsA5ugC8/dhN9fHFOSt9IjLPitgIlbKLqPAja9QYTvV24rj3x8w/ZhxjBxN/L7EDPyvV36hnGpUgWqrfhNj4qa62hVK/ekq/x1RhiT29o5+Y1+AEOfuyKUUZeUmAaaFu6dFoEY1vFJ2gKpToI0zEEQRPFOd5VQsDdzAAmykfounTmB/omDH//1vVIDjE7TfWhCBfb3nWiSdBB+9EXcjd4R/WmVZoEWypNRlWAnP7QE6whfNMaBRbWiMrTQry3lBGVw2xMF1Z88rJetE9kQ6vAHt0+tyYVq5kbIHCe8gZ+Dj42z9ujBCzAXd/mvbaBeVwEBvXGahgvKtCXv6cRyF4VJS03PeDc+65tcBPCZ0b/+RTcqCteei3jEKIq2qONWkXsoA+CHySNnsDIej791fteUrR5sT4y1Q39OEIl5GdfF6IZNSJYxdjr+hKNhicnWCwGJTWiNn4O8F5CqeWuOLbCxBC+Qsa+ALD5TRwdDaAgtNWYBg2ulRaVLXEpOeUGYNFUFth/wO5cFYAdHyv7uj4wZs2Uh2H0Knp6kC04aH/hr5IF3MOg9eOh5cBEkHsfrdvFFjmZ/JCkyQiKAUUOmC/PrciCYzmtE/d080Rer6jSBs/yKP6c9C+MNZMLRPgLMsT7LjzSiI5guBcnZjmEM+XqlaABaWHlYXO5Qmrf9ZdsPVXfcRZh9+3hK6PMzOG+QGvbDHhhZZJvmhB/hnQNqF+/SPi63zsDwmfR7adL73zghIMYpDrEi5ZJgcs6yOITObcAXl5fNzZDxOGcU2P0afa7Eo5f5+QqrQgvqX0JmkqzNze+VSkkFzTe+oGCWLPDP8deNOHGTaWv7oTu6qx+MhmG1wpEnH+9dCQ33ggr413f2v/5YS2t/Jr4Cb5QCYXVys85yjWgN+oNSWUSOcRiRcTAZ1tPnhF0Kex3aTfmdkYSVZtyHiKAHIyLQS9gzZP8XPjEFypCnIhPxfG1ymb5RxRFEKAeQr/Od2Gu3A6/f91Tbu/AZcj300WpqafrDGFXOKmlUYiCm3qLfGuGpiw3JqHrhN3I6gUI685a3t3y+BjgnBLxModx9Ipv3PC8vLNZHsWFVjlanqXGgI0pp8xWPOl9g9xhFa9suZv6Hd49wxuz2/e+Cuee2+wJpGbX4kcz2gyb6IYplBLcerx/KOX/cQKERtddROUlM6YEpUo5zETfOARaQUsLseZXdbWAVy0FkOosJ3s0il4YWrRauyZY/2pFAUDkal7CPHDgw+DmxdcuPd8y+uOXk+skGlkI1iLiFWz7EwJNexQwREOBlzkzacozqNnOioe1J4w4GjSf4xWAN9lJ3Z/N8RvdeMsm2g3RdC6+k2mFlaW355d2xWyUdS2gp/+MOyFY/cFo7nzg2hTB+JdbPC+oKlBW6gx2KnfzVtdbYa7lvsKJGgbZs7o7ObPidK6r9uMWtxjB8rSZpzn6yAzrzCC18xdIVkMhg6Q9DRy2x530oGqGck2w+jQsD2NVzjIjr/KM75cikbYHmeROAOiUo4D3b9q4G8AqgFBjzm0kmikYx5RjMx905XSm0/LoGf5VPe1VWTcxqULsYPeBBLPLVtVmTGmQwcVqL2mfPrVvl5LM3BiS8wkPaPM69MnCMfTAuvvYgAOtk85bltmjS2Hd0/gMK1C20s9+CScbhm9VipsYJ0eKOdCdUAEwN+rz+1RoGRZ9p5iGTDTkFnz+htlgGjb5Yu5HH4syemaj3FQG7rlEI/hVtEOd7MS7/rytiKJmbW08n+4ef1v6lNcgepFn+Zz6DXSrz5M1sQPHSS58CfZKMqCFsE3KgUpgzvbGJkkQtz7tv8vUg5/WokwIj9s7ugC8BlDLXoT5y2L7EpbCaskG9dzGc/Uba33RSHRpq6zC0N9ZJMPjKo4XLcHDEeWgeUxaZIVgOzp9h03tuQkIdlbU2/PXEGi6P6yEQyvKX/jG+IzetnTtqQD1PSUgBPQ07Fcpwfgm+Mv8898ggfwReSMz5xDFwh7RMvPOJgULfw6n8oFxOOq5974wImx5/P+2ndZ8eFJrsz6SDrgDzSudeWzIwsxyz4iNYXtyx41akk89TDyLRq1Efn50srwoRIHYPygYPZti187FQvnaOZoaU4dzM3Q47azgh+emYVWHHOBYvL+N1I1kAuV7evwupCwmhSvw98BG5nTD+tG16IzwV9v22+Ut+t1ojT9+O0rg3ML5kRdHTBkN7aBpF0sqmHgnXC6rPNkG5tKo5hk+5kCi1fWfG/du29JoGYwhecNc9ou0yXYIaD/byWbCiUjuKS0OYL/yR5D8hMOOHBTOvNdz0U4blPxDujB/s1r3XOpmbhaM9yfMYirY+PiRbb1OYf33rXrRD/YBtZ4zh7leyAfSaevkt//qXZlSptyEfjrh43XfeM1T0LKwarWu6LiOKKnK5n/ZN1Po0J3PO4ouMUtY4DK0Pe+XL6/6zySfZO93VGjZ9Lb6tGQvStzeQhDOf+IN4tHexjt8yP8L4osUGoKPVN0cFCSMKpV7oTVXnYT4OX+0Osk3Pl+rYMI95gq2ijr4J33qZk7XOxGhlyTo4SLhyC+GCixPW5cX2L/QzNsn7bbpydTDcryis87JTtBWM65UHJgjUlPYvdrHTrbXJaqOkhLdxHLDPWdA6zE2X8czPspm7CtK0HCumcaofiM4JkmIcm/xKJHL06GsPnfES7ejClXJQgo1wCIUL4IevS8p+726MK2RUmoMCLPN5cFtmqac2Wfb6Ivk/THQl6NO8wrxxbgBjbMsBUHh6nZYnErMUvdkqonPsD4+ReqGmMXck0uQX0UfPV/Ro6BryHCJi9nqmvRkmpZJweGv9asecfGg7lhAEfv6XO6i9njqe27/DwNRDuVyEnMLFH3YVE539h9ig2Rc0pv74Bk/sahlLPYpxaOQIqL4dNbfxWJ6qVJRHAUOGxv7Er5/6ogiO4oLvaD/DO/GSlbPG603Kkn7skm7EFb9piaTXPvZIZhqL8vewxwDVLUhsmgcU+p4VnqKIfzKBgjkKcytJhSosz7XAOPLNjY2YBblcT6rwXtjJbVXd6u4iLtADijKo7ucA+uCJOBTGJDXwiCxqj54NMKVRuHeKbQ1nAnNUpwXSGW1e9jagAWlQMBztbgZlwjIGAC+h4SmXYECQsOg5AqVEcSyIBjiLNPVIVScqHA4CcHcfkKAwZ8/Y5z3yLR9I7doW7Ff78kDFg68hGMU7J20/A6svEEpSsfCuqo8nm/dIKMjzBrURU2/qAAfBzOshSVDCMkRZvrQ5P7szl+D31xB4HWp9FjnLgUCvPfY1TkINvupFb1XXWjllJJXe9XwlKqvDsTe4EA0U7FIdPF9zgC5T74HyqfyQzJZzGoIQyOG6rIpYF8OVgduCcdNRgdO93zZZ+TikZ6CsLIhVjfR4PgG8L6YvI4HPpPxKZe1LgiqAca4flZEVmCsLfK/dlZoXlORjXFxdg++T0/P52wS+XhvyNFogxFlfgr+zqB+n5UhpwkYXH55Cd5cdcVfHfYhNLeVpTm9KzVBhhQHR9vk2QIYKaZsIPHf7qiMjG/JtboWyYo85hifylVE+0DIMD3A07iC+SxiIjASSVQ41GdqohXGd+hVmx9l9/282RZ5b25ds7tzjZbgFW7i1IBtBp0rcVncknNdbmcv5LKGsWyDXbIfSdUeJPDoh7TqyA/k/yRjQ0OtEQlwnS1Lf7qq4H/nFaZy3yXzrCx8qwIrboHGHIiL/D+KehUEBzGd3RH9y4oJNguZzCNxAyXKdII7+KII/I31fe3d371EkFi11abqGomvWs6trdpeJpyzK0U3MyJOzeRz6GIXofWBGlU/f0tG3kMtzrIW2V5m/rgKJgA2sJOC7vj14WldJvO0qZU9tmpueGULa5/wc0+2fRSOsISa1Kk39WzIsaHr4ZIUUxbAuubklEysvfYHc3NM+v2jUIjMXnzms1v1dZr9X2jJ22h1DUU5Yu924Y9dSJYzQWsrs+G9jd/NNfJRW6MhL1sI+gz8H6aqCCKvPNX1uKRNqU3K9Q1E2htnuc5BN0rPMf6nrwX+9hfSOjrk/wgh1gfxQ3ghtBBaau4CTPZTl3/LjhxovFC6oJatrlyr+vnmOuIROrwXIVm+9iYjZi4Ls6iNFYnHX6noDgW0NI5/H91TfjbgtjCGoUPhqggp/UrDr+YlaWQ0Z0ez4QW8uFSMq1ITj/fz2N2BEtytLmDq7YLjuVkOVM8vkxLmeqGhxLsgRGl9gLVOdvHBxA2cdNGjbaPxKfsWaZ3M9oFMi5adYzalItK8SbCCkbGbNERlWXeqP8CWyb+a+zNGAtAkiTTrTSjYvyt5mYBJuXSSVFAUeZAmoopCeogP/xvksWB+vUEnIJ+/V494YQb7J2wMieEfQw5f2dbix5p5dqzPdAO80guy3DsPv5VZGJnh2e7/mSvcWuLir/cL+0ZKixN8L69HwXofVs+s72bIEBMo4YudU9X0mmRjT9uyoReUmjAxNyMa7IbBeSLDqZu07Q+MutUY30rFkDUD+r8X/OSO2tgQr4gD93EX8sh3ezM0WfNno4L7Dy3gnSfMe3uDDrtRe/G+NjYTeUPJDBXGnVI24Psj+AsIYFFmTkhl0mWrjvAAdyIifH9GEfgpDtY0srVbihZWsj6sP17RnFrrZP+ob3eZLRiHps6AJohndW5EZ6ifXsLAJDtP4I8p6HrrWMfMuislYuJ0iJ9ZVfzC3CEBD6hrPt/AVrxG8i9lgrm03lusGUj8lButO4kWMJ53cHtdve+mAbhugJ9Tq1llfs9GWGKWXjhTXMoUKUNFvqAn/FjHAsoczBjrRbFm5EYnLiUlC/95NJkmjDErW2sVvNIYGFlgHA6pQJWKWEpsP/UMEl9KiXW2pUFwYKr5tj/4XOtG/Omvyxy52e+BequBGwEapklS6Kgh3nW/cmwHlGHNX68fMP65NrRMy6Vb8i6zfxVMy7PvReu4cAAQP43lP10fy2qo2Iwr4STfc/pTZrLcQbnzqYG3bj+Q8RFiNItkv4yzraW5IJbUqMmjoZZvLy15eCWG3FFwcIS8e+pru8rMQz6N6nQ9EpuA8AMTTIqu1qYzQ6ZUY9YFxtjbNMWzR+N1/+4ngBnDMe2SMF4LEQMLsyvuIyOYGUBFsE1rj3U08QtTYBQ3OSLptVOxIxqZdz3HDto8n+dzvI/gqXMAMyqbI5+enCjL7D3BzBlDFpASlwqYK/0rxVXRzMf2agFbYnrI/UA4PCILtr2rqN25Hk8QCbiOIm4bzbOYEopA9X52hxfs+bA5z1jZbKawZLsf0CCiHm7BGLlfh4u9xUW4qWcr1J0SAIgPxV9Yb8umNEvdyC6vHMbJRQpVwEy6tZ6tLUW3Pi6Qu1L9686Gg7vJ3P9czsrseuXlIJYKzVhMwg8jvGrwpFbKRAg3B6Pfju4KSY/ZbgFvhB7FQjymoNzmzKwpGycivcwJsfN1Y2oCTBsIbFZ4ydaPQRiQp+mKWQsWjdTdK+dxXQb3QHWYNtQgHTc9LMD6amXYKkZMNJ32h2ZDn/qFPGixdqJHEh1Q0B2eNTZbQyaxznI9XKAQl+vojDa0W4Dinu9Y75DiEiwCCaGaSl3ecqA+/pCaBPW+ModTL4SeZU5/3BL9GATbtyraRfip436ZrO3NyZRGWY/eX+RyJT4bMfKwIPmv4PnUvm4TpDruXLPQl2p6ddvByG/fVaFsrfd7RLMrb4d07aEVHe8smqjTL7VvetF28PiSexQqaH1w2yfH4vl2hcScU0DdJ+q5hygos7iKDgnsq8Sq3J04F4CdcpnL4R7+Vj7PJ0cknCVEMEdFJqoEsBIp9kaFugjdK/T6Nwu6SqSlK1LObX09IkTB73hGpbpkQEree4zSTbB3g608odLnUk7JaWmbnP4ufmayAjUYhQGYi8f8DsLAogyqnU2Gev8i73MYMtwxOa0dCAeX3JdTQNLNoya1ga+VUvwOw2ER/bxX9defJF7v0PkciOqjFLF7zoNo0gvWEpti8X+JmSq1nLgcSnmZbPfRGcS6ChzG2J0jGRJC8Hiw37TfOOUpV7odQvOQO9JVXiZTZ4VC1+GsJxRVHAwCC7QBttkWN2zEpLxZrYirfe5ykdwTH/qYYDtwL+mUtFmOlvmvI5VEsUfgcduDfy9TD2OlYG7DtjWa0ClZY/sGiT3NAJq1AtQM+J/LVGrGjtaIZbGyfR0KqQSEO5ybx6sWy2BfrNg2V2auoXhMxAHgd3zTZ+aeR9Nhv04jYC9iqktuIgFECYPRxijVRDeW8zN0zi3ylY5OAilIN7DAUxCyB77h5s6WcqCDZy42jYj9CE4yjXDa3ytnaYJ3fD3/V/8SOzP7TmY04WaIdbnksY14M3ywVJBKMQY1HlxxVbF3cQfK7I3nX9eD7gIVVPzQm8/RqHWsFFI6pQwcQGXCd0/1bExRPU14MmGcGHlt2mSZNCUxA4de0qAYSotU5FbvB3ZRPIDDTO0vMILF9WfL5armjUoQkjPRVpYq1DwCA/L4/rBTa9VaCzqqVjvsFQ3e+VZFgcUnXjFQXUtJFlMVdybA/WP2wSdzuZoXqQYwZoawaS7G+0bCbrR0oUGtM2ytVJcc5WKC/Pak38bSHG8sD/4UnkiEEu8KD8RXiwhjxgEenH5m5st3mxezB5gKg2anzjBxh5scGIZdtrOk0q8jG3oBeZ2IoM6QKY4u7sibAMDFAjEVHrK7Un1v8ltQcrH2Pe7aqvTDuiIxO+jGhVzC9EHXL3+L+tK5rI0zp+CLXgaRCt6JRW/WpO6ipQSNy/Q1DeF6wmfYhgCtojOsN10zyVDX7ho4C0QhnH4bumXBAtLwZ9rk84PjT5fwB5ad5uZpstgDqOtWBabSOQZ6akwTh1WVrfNHiDQB55Fi9YqZd1eBeilLIo/eqaidW+EPeBDdmOFRy3Y5F4uO31drNpQ9/mAjtt3oKKfE/Oaz6HrUkwbjbdu0G3Fq81BdxGYV9iu/7omD/fVA1HhrK66wwXK+29zA4tnOyWy7W2cLVjc/xeh8dMqR1D/keNxqYyvnA7AJUrT1idQH7qRLhC8FAkH5zEV+qj2PwyTrOG/y/31SCrp0wEzI2KIUtHOCNP2ShCoEnDXj3rpUR7eCi+enog+D7QKS5OJiNO27EDOs1kKz5pI10osBMyHKL1R1Fhb3SRKAqvks9fbGZfJmqFjE/aibvbgiiYlRyOLdqew7uz/0OvtHNpbgKXAVh6bmPqNKkovJD+k36CODllbkA+Tjm2keOaXxZZMRWe6RiJUE5guvtDuZglKovJZsgTnn2yUkItkgbZYwHMx9Y+8U2Ww31BrQHazBdAjhVSfchM6Yvb5mcDOF5yRJw+C7CEGGL8sHfF37EpaTrROP4qyCW7gEt9/iIUAiy9Hd9kxOqd4392nmZp5vnBAtE17YOIX+sQpc3k9fXn/GjQZX7hd6ICtWcnz9EWECH1EA+zvXhKeZbRdvne3aKJqb9tOU23SjeCV+ZwYjhqQzgAgGdOBHgpuZDtSgD72y+xXDxeuqWt4eIv93mYxCaib7PWWPBbsaPgygAN8VaMOeeNsAhsSvqKgir3Ekf/knTH6uZ0qqAgnInXJOstD6CYHHtGf0hBi3SevVYZaGvbReO6lWaG74NaiySgwppVmHClzNaQdvU+hpfleGyiadypoNe4BSiMAr7AncUaWP8BSUeWXC/+YnzKzZ0c4jo5/kfI3eNZ2d8sqOVi8XN7vdm8X55Ehe/t51tYbMrknuYhrmyxC+kezsygyAb6u3CYXQOKYXURNvMz2Xgbu6VQmnFBSf4kWHd2CT/ylgu+clU5zmF0ypTjPjcCdc6cTFeigtfWhjnPeX3rgmqz+v16cd83q22/VLp+vj+Ipr3lD0ASswe1L8X7WAlvFihBRRKkt+0tsHhXhtDrkSa/cSyPkfn2G72+tIh4+3l+Kb9lrTv5ZEw5c/chG35LDIJhsgKw4OZWu/g5LiF3cHM/ncFNdtWJkPooauSUHbh4YCnrgkjfXOatEIMQD4zZbe2NI4nAoud8Tnbiyt3L7SIlkEUM+BrrO7vo1vIX1aP3OSP8Lca+jBd+w01GXzlwTArh8WooWm7naMcYVDtH6ajLoBdrZAbcbxhIWh2pXCq2Wo6mAQds9cgo5dxIz8CSs0Sb30ka4yWZay1QkqvBYezdAjWdlJFA7X9rJE7cV0LZBJu23Sql1osXtEqSUtx5A6HERb6VV6SM/YhYFmKGpSrgMAvd9D2wsMYYgTi4oyz4bciOeoV7GuowmhB9VBmcAeR3n/YtapxbY12yTf8EaJaMfRdQC8Aw/z8niC+aUQ3OjpSn5Z4Zyj4t52hZfDHunM8McRKRfmFm1VIxEQa05BGCZlhd9iIa0osksNhdrrgqKClzg3lT29N0Va8zqm80DnpPvjn8cKinh4SzrIDKDE7Fk//csr2dD72RAkZhq+Gi2xzOLrtyy7pwcTzzJAEFwGYBISVOWEAsMNjFLptoVW2QLgQl+mCdBsCeOZkOF7SlAQ3u9Kabo6KZL6zsYPXozT/YozdYku55QXUtLAcqkFNRrBNuAEGXeb2jHpPK2GjngF/CEzzhFhnuG9faaQSpmto4GHmD71/mzyHtPD/OV824E0+ZnCMJMVb8LmpHkLxnpIVnlO/WBc8o5/S0BzJgOgmaFAAsv7GIJLDtvXS+/53FFBGDMlvrK43ho6+YFLJsZW7MXzL5r1grwbpQD/hmILuNDWhdOQhRFE/tRIBNfQaQVeXRp3npwpoej9s9hTMemgeVVQRi344FhcQQEQj9KRdIPTrXSZGNc3xThw35xreb/r/vpZ/3NrKeb1KUHxZYYOOT6U1Kpcc7lJZ4J+6Of/j2FsavwXMAD53uM2RkXg68v7f/ZM9qkzNwxuoi0QqABmePHfEN7GIm986zPNjF1nv7CqH1FCWtAxlS+ZGIYb/OmRWsZn6QJeK0tadhA2Pry61q0mVB5fhTPTgNUOZepKGOsnvmPRRXZiJu+fE+dJJjq0jp3Rn6uDIiSl6eOulhc3njRyrRazSUZUj/we2KoslODTqSYedK4lBUAYDO8jH9iaSry/FRKxI0PJYOsR7z93B0V6x2Ni3UykeZlH/F8cefD56t1RqoMpenod8i07FPKiektd3GBJJmi9RGQui+bw8vW8I56US1A4qLExHUegwp1CVVA4ppF5/7SDI84IZTBsxa6QkX4mnAkFkn5ZWv9XygrzIGOF6eyG/qG46x7CHCF2R9Rh8BsRP4J1eFcmGHUh6gVK+6tu8GYvcxRz5VJ0a57yBL0bPybHigUn/+G0EdeT+nR77ZCOo7JuPAkrTS/SUfx4iEblXIBkfMy4TpwNWwOnr96my2dZMY/q6tnUUDoTxVuHhwOGi4vlVABjTLFXxe5DYO2hRDXDG/Cs0gFiw3xP5eygCYvIbqN0hWTQVtgc3Qjvyi68klXtByExI3v9KgZKKz6kJrnk7rqWpTiSirIo+7Hhz4ueY7wgvORko1BOpnJyvKzQ1iDp9hQhhFpVxNjkbJFarRLxmnsCbLvRyaB/K2a6d/V3x/nuqyNlbYkXHqfQTVT5lHCMLCoU5zb5MP+8Kt1PFvLkcH3CCBcyDsFRbWN8qznHe1Bmt9W/Ce020sYwNZlDChmpDx+/AfpjgVQRCPM8JRM5duTT3PVPDMr0Qujol2VfjGeB9H1wo8VZgl21uRuBAQyiBK9I81MsC+tG2vXq+ADx0OfZcvdKctbaMz5AaCxkWkP8pIx2LNidtFmvIcweTzV//gLqA55yRoPAAAAvUzo9BcmkVktEfJfpEdyAUu5Z29X1O3qhCvJ8/rj9l4ZphdMCmCmJD+4RMOo6aXw07YUTlHGTOdb3+HSnUN7kxQwKYAdpVTICS1AogrA1OgPDFmfrhTvQ2fU9qgoKU8bqMHlIPteK6T++xy4epoWcf0UxJxrE9f7dyjTF19PKV8nuWg5MjA10/cuzHRHkRQw+luAJmVF7aCEx9gPH8NbtKpH8ZH5+cehqr53QaBPHIc0MtG16WhbooJsz0kSIo0uk1ZTwnIypoCVH90w4Hk5XwI14Hr0NmprRN4dgx7j2e/xnCcX8pnIamB/mkH2Gx32sZk4iYVX7ub9V+N4cJak7MG4LpQ+boVGVfqxz2vxUgaZMMY/hfQUssCxn84cazU2Y1NF3QlRyC47J3dX7k8kGpMEsELfK66b9ZvpIcP5KpvDGObUhKxQCFvwEHZ42a3A4s+4tY6rIrMGSVMSR29Pn4HPxelCHcFOE11KluAB56pP/6X5TxeXgt9YWRwAAAAA=" alt="Renzo-ArtHome" width="70" height="46" style="height:46px !important;width:auto !important"></p>
<div>
<p class="rahpp3-titolo">Seminterrato allagato: l&#8217;asciugatura mirata, le stanze in alto</p>
<p class="rahpp3-sotto">Gli stessi apparecchi spostati nelle stanze in alto: tre posizioni per ogni pannello</p>
<p class="rahpp3-stato">Pannelli in <span class="rahpp3-pos"><span class="rahpp3-p1">posizione 1 di 3</span><span class="rahpp3-p2">posizione 2 di 3</span><span class="rahpp3-p3">posizione 3 di 3</span></span></p>
</div>
</div>
<div class="rahpp3-corpo">
<div class="rahpp3-pianta"><svg class="rahpp3-svg" viewBox="150 110 810 1320" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" role="img" aria-label="Pianta schematica del seminterrato: le stanze in alto chiuse con i teli di nylon, deumidificatori, ventilatore, tubi dell'aria e tre posizioni per ciascuno dei tre pannelli radianti"><defs><radialGradient id="rahpp3caldo"><stop offset="0" stop-color="#ff7a2f" stop-opacity=".55"/><stop offset="1" stop-color="#ff7a2f" stop-opacity="0"/></radialGradient><marker id="rahpp3fm" viewBox="0 0 10 10" refX="6" refY="5" markerWidth="5" markerHeight="5" orient="auto"><path d="M0,0 L10,5 L0,10 z" fill="#3d4652"/></marker><marker id="rahpp3fc" viewBox="0 0 10 10" refX="6" refY="5" markerWidth="6" markerHeight="6" orient="auto"><path d="M0,0 L10,5 L0,10 z" fill="#f26b1d"/></marker><marker id="rahpp3fr" viewBox="0 0 10 10" refX="6" refY="5" markerWidth="6" markerHeight="6" orient="auto"><path d="M0,0 L10,5 L0,10 z" fill="#7a8492"/></marker></defs><path d="M180,140 L928,140 L928,1232 L616,1236 L616,1407 L180,1407 Z" fill="#eceff3"/><path d="M781,163 L900,163 L900,432 L781,432 Z" fill="#fff"/><path d="M200,462 L200,582 L188,582 L188,584 L200,585 L204,593 L205,728 L209,732 L515,730 L519,726 L517,456 L535,453 L538,457 L539,581 L544,586 L726,586 L769,542 L768,411 L772,404 L768,404 L768,177 L769,177 L761,163 L720,160 L715,163 L492,166 L484,162 L481,149 L481,161 L365,161 L365,148 L361,148 L364,157 L362,164 L354,168 L204,170 L200,174 L203,452 L199,460 L188,461 L188,462 L200,462 Z" fill="#e3f1df"/><path d="M644,715 L898,712 L902,708 L904,664 L911,660 L908,660 L908,548 L912,548 L905,547 L901,538 L900,447 L895,443 L880,444 L876,441 L876,444 L795,444 L795,437 L794,443 L785,444 L780,450 L781,550 L740,594 L720,598 L543,599 L539,603 L541,809 L636,731 L638,730 L641,732 L644,715 Z" fill="#e3f1df"/><g class="rahpp3-p1"><ellipse cx="218" cy="655" rx="34" ry="65" fill="url(#rahpp3caldo)"/></g><g class="rahpp3-p2"><ellipse cx="330" cy="714" rx="65" ry="34" fill="url(#rahpp3caldo)"/></g><g class="rahpp3-p3"><ellipse cx="501" cy="610" rx="34" ry="65" fill="url(#rahpp3caldo)"/></g><g class="rahpp3-p1"><ellipse cx="640" cy="570" rx="53" ry="34" fill="url(#rahpp3caldo)"/></g><g class="rahpp3-p2"><ellipse cx="752" cy="480" rx="34" ry="53" fill="url(#rahpp3caldo)"/></g><g class="rahpp3-p3"><ellipse cx="557" cy="520" rx="34" ry="53" fill="url(#rahpp3caldo)"/></g><g class="rahpp3-p1"><ellipse cx="660" cy="615" rx="53" ry="34" fill="url(#rahpp3caldo)"/></g><g class="rahpp3-p2"><ellipse cx="797" cy="515" rx="34" ry="53" fill="url(#rahpp3caldo)"/></g><g class="rahpp3-p3"><ellipse cx="884" cy="503" rx="34" ry="53" fill="url(#rahpp3caldo)"/></g><g stroke="#3b78d4" stroke-width="9" stroke-linecap="round" fill="none"><path d="M200,462 L200,582 L188,582 L188,584 L200,585 L204,593 L205,728 L209,732 L515,730 L519,726 L517,456 L535,453 L538,457 L539,581 L544,586 L726,586 L769,542 L768,411 L772,404 L768,404 L768,177 L769,177 L761,163 L720,160 L715,163 L492,166 L484,162 L481,149 L481,161 L365,161 L365,148 L361,148 L364,157 L362,164 L354,168 L204,170 L200,174 L203,452 L199,460 L188,461 L188,462 L200,462"/><path d="M644,715 L898,712 L902,708 L904,664 L911,660 L908,660 L908,548 L912,548 L905,547 L901,538 L900,447 L895,443 L880,444 L876,441 L876,444 L795,444 L795,437 L794,443 L785,444 L780,450 L781,550 L740,594 L720,598 L543,599 L539,603 L541,805"/><path d="M642,728 L644,715"/></g><path fill="#3b4049" fill-rule="evenodd" d="M409,1215 L408,1382 L409,1389 L416,1390 L416,1231 L420,1227 L432,1226 L433,1221 Z M639,1031 L636,1035 L638,1212 L634,1216 L514,1219 L517,1226 L590,1225 L594,1229 L596,1381 L592,1385 L527,1388 L482,1386 L473,1390 L471,1404 L478,1409 L532,1405 L553,1408 L614,1407 L618,1403 L616,1243 L646,1238 L869,1238 L910,1236 L929,1232 L928,1173 L917,1170 L909,1174 L907,1209 L903,1214 L657,1218 L651,1211 L650,1035 L647,1031 Z M191,986 L186,991 L190,1407 L194,1411 L351,1409 L354,1397 L343,1387 L215,1388 L211,1384 L209,1129 L213,1125 L402,1124 L408,1133 L413,1133 L415,1127 L424,1121 L424,1116 L213,1115 L209,1111 L209,1095 L208,1078 L208,997 L204,988 Z M543,1119 L540,915 L524,914 L516,921 L211,923 L203,926 L203,930 L209,932 L517,930 L522,939 L523,1109 L519,1113 L507,1114 L505,1120 L514,1123 Z M638,840 L641,844 L648,844 L657,839 L757,839 L761,831 L758,827 L648,827 L639,830 Z M644,715 L641,732 L645,736 L899,734 L903,738 L906,865 L904,921 L900,925 L672,928 L641,924 L635,931 L639,951 L646,951 L653,940 L901,938 L906,951 L906,1087 L910,1097 L925,1098 L927,998 L922,661 L913,659 L904,664 L902,708 L898,712 Z M780,405 L772,404 L768,411 L769,542 L726,586 L544,586 L539,581 L538,457 L535,453 L517,456 L519,726 L515,730 L209,732 L205,728 L204,593 L200,585 L184,584 L185,865 L203,865 L206,859 L205,745 L210,740 L515,739 L520,743 L521,758 L520,830 L523,834 L538,834 L541,830 L539,603 L543,599 L720,598 L740,594 L781,550 L780,450 L785,444 L794,443 L795,437 L780,430 Z M903,401 L899,432 L878,435 L876,441 L880,444 L895,443 L900,447 L901,538 L905,547 L918,549 L922,546 L921,404 L919,401 Z M360,146 L180,151 L183,462 L199,460 L203,452 L200,174 L204,170 L354,168 L362,164 L364,157 Z M919,175 L919,143 L915,140 L485,145 L481,149 L484,162 L492,166 L601,165 L617,164 L715,163 L720,160 L761,163 L769,177 L778,176 L778,166 L782,162 L893,160 L898,165 L901,178 Z"/><path fill="#3b4049" d="M768,177 L781,177 L781,404 L768,404 Z M795,435 L876,435 L876,444 L795,444 Z"/><rect x="365" y="143" width="116" height="18" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="365" y1="152" x2="481" y2="152" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="182" y="462" width="18" height="120" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="191" y1="462" x2="191" y2="582" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="182" y="865" width="18" height="120" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="191" y1="865" x2="191" y2="985" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="908" y="548" width="18" height="112" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="917" y1="548" x2="917" y2="660" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="908" y="1098" width="18" height="72" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="917" y1="1098" x2="917" y2="1170" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="357" y="1389" width="115" height="18" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="357" y1="1398" x2="472" y2="1398" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="917" y1="180" x2="917" y2="400" stroke="#3b4049" stroke-width="4" stroke-dasharray="14 10"/><g stroke="#3b4049" stroke-width="2"><line x1="672" y1="738" x2="672" y2="828"/><line x1="693" y1="738" x2="693" y2="828"/><line x1="714" y1="738" x2="714" y2="828"/><line x1="735" y1="738" x2="735" y2="828"/><line x1="756" y1="738" x2="756" y2="828"/><line x1="777" y1="738" x2="777" y2="828"/><line x1="738" y1="830" x2="794" y2="734"/><line x1="748" y1="830" x2="804" y2="734"/></g><g class="rahpp3-p1" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="202" y1="608" x2="202" y2="702"/></g><g class="rahpp3-p2" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="283" y1="730" x2="377" y2="730"/></g><g class="rahpp3-p3" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="517" y1="563" x2="517" y2="657"/></g><g class="rahpp3-p1" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="605" y1="586" x2="675" y2="586"/></g><g class="rahpp3-p2" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="768" y1="445" x2="768" y2="515"/></g><g class="rahpp3-p3" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="541" y1="485" x2="541" y2="555"/></g><g class="rahpp3-p1" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="625" y1="599" x2="695" y2="599"/></g><g class="rahpp3-p2" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="781" y1="480" x2="781" y2="550"/></g><g class="rahpp3-p3" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="900" y1="468" x2="900" y2="538"/></g><g stroke="#6c4a9e" stroke-width="6" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="12 7" fill="none"><path d="M542,813 L638,734"/><path d="M638,734 L638,834"/></g><path d="M577,676 C577,671 576,654 578,645 C580,636 584,627 588,622 C592,617 602,615 605,614" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path d="M512,381 C502,388 475,404 450,420 C425,436 388,459 360,480 C332,501 300,528 280,545 C260,562 248,575 240,584 C232,593 235,596 234,598" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path d="M560,300 C553,293 535,274 520,260 C505,246 483,225 470,215 C457,205 445,201 440,198" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path d="M588,300 C593,292 608,269 620,255 C632,241 648,224 660,215 C672,206 685,202 690,200" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path class="rahpp3-mand" d="M577,676 C577,671 576,654 578,645 C580,636 584,627 588,622 C592,617 602,615 605,614" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpp3fm)"/><path class="rahpp3-mand" d="M512,381 C502,388 475,404 450,420 C425,436 388,459 360,480 C332,501 300,528 280,545 C260,562 248,575 240,584 C232,593 235,596 234,598" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpp3fm)"/><path class="rahpp3-mand" d="M560,300 C553,293 535,274 520,260 C505,246 483,225 470,215 C457,205 445,201 440,198" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpp3fm)"/><path class="rahpp3-mand" d="M588,300 C593,292 608,269 620,255 C632,241 648,224 660,215 C672,206 685,202 690,200" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpp3fm)"/><g class="rahpp3-p1"><path class="rahpp3-rit" d="M432,194 C415,193 362,187 330,186 C298,185 258,185 240,187 C222,189 223,193 219,200 C215,207 217,188 217,230 C217,272 217,389 217,450 C217,511 217,570 217,596 C217,622 217,592 217,608" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp3-rit" d="M217,608 C217,624 216,674 217,690 C218,706 218,702 220,706 C222,710 222,714 232,715 C242,716 240,715 283,715 C326,715 452,716 488,715 C524,714 498,710 500,706 C502,702 502,698 502,690 C502,682 502,694 502,657 C502,620 502,506 502,470 C502,434 503,450 505,440 C507,430 512,417 514,412" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp3fc)"/></g><g class="rahpp3-p2"><path class="rahpp3-rit" d="M432,194 C415,193 362,187 330,186 C298,185 258,185 240,187 C222,189 223,193 219,200 C215,207 217,188 217,230 C217,272 217,389 217,450 C217,511 217,570 217,596 C217,622 217,592 217,608 C217,624 216,674 217,690 C218,706 218,702 220,706 C222,710 222,714 232,715 C242,716 240,715 283,715" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp3-rit" d="M283,715 C326,715 452,716 488,715 C524,714 498,710 500,706 C502,702 502,698 502,690 C502,682 502,694 502,657 C502,620 502,506 502,470 C502,434 503,450 505,440 C507,430 512,417 514,412" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp3fc)"/></g><g class="rahpp3-p3"><path class="rahpp3-rit" d="M432,194 C415,193 362,187 330,186 C298,185 258,185 240,187 C222,189 223,193 219,200 C215,207 217,188 217,230 C217,272 217,389 217,450 C217,511 217,570 217,596 C217,622 217,592 217,608 C217,624 216,674 217,690 C218,706 218,702 220,706 C222,710 222,714 232,715 C242,716 240,715 283,715 C326,715 452,716 488,715 C524,714 498,710 500,706 C502,702 502,698 502,690 C502,682 502,694 502,657" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp3-rit" d="M502,657 C502,620 502,506 502,470 C502,434 503,450 505,440 C507,430 512,417 514,412" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp3fc)"/></g><g class="rahpp3-p1"><path class="rahpp3-rit" d="M698,196 C704,195 726,188 735,188 C744,188 747,192 750,196 C753,200 752,174 753,215 C754,256 753,395 753,445 C753,495 754,499 753,515 C752,531 755,532 750,540 C745,548 731,561 724,566 C717,571 714,570 706,571 C698,572 692,571 675,571" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp3-rit" d="M675,571 C658,571 623,571 605,571 C587,571 576,573 568,571 C560,569 558,563 556,560 C554,557 556,568 556,555 C556,542 556,503 556,485 C556,467 557,455 556,445 C555,435 554,430 552,425 C550,420 545,414 544,412" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp3fc)"/></g><g class="rahpp3-p2"><path class="rahpp3-rit" d="M698,196 C704,195 726,188 735,188 C744,188 747,192 750,196 C753,200 752,174 753,215 C754,256 753,395 753,445" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp3-rit" d="M753,445 C753,495 754,499 753,515 C752,531 755,532 750,540 C745,548 731,561 724,566 C717,571 714,570 706,571 C698,572 692,571 675,571 C658,571 623,571 605,571 C587,571 576,573 568,571 C560,569 558,563 556,560 C554,557 556,568 556,555 C556,542 556,503 556,485 C556,467 557,455 556,445 C555,435 554,430 552,425 C550,420 545,414 544,412" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp3fc)"/></g><g class="rahpp3-p3"><path class="rahpp3-rit" d="M698,196 C704,195 726,188 735,188 C744,188 747,192 750,196 C753,200 752,174 753,215 C754,256 753,395 753,445 C753,495 754,499 753,515 C752,531 755,532 750,540 C745,548 731,561 724,566 C717,571 714,570 706,571 C698,572 692,571 675,571 C658,571 623,571 605,571 C587,571 576,573 568,571 C560,569 558,563 556,560 C554,557 556,568 556,555" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp3-rit" d="M556,555 C556,542 556,503 556,485 C556,467 557,455 556,445 C555,435 554,430 552,425 C550,420 545,414 544,412" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp3fc)"/></g><g class="rahpp3-p1"><path class="rahpp3-rit" d="M615,614 C617,614 612,614 625,614 C638,614 676,614 695,614" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp3-rit" d="M695,614 C714,614 726,624 742,614 C758,604 785,567 794,556 C803,545 796,563 796,550 C796,537 796,494 796,480 C796,466 793,470 796,466 C799,462 800,458 812,457 C824,456 856,456 868,457 C880,458 882,464 885,466 C888,468 885,456 885,468 C885,480 884,523 885,538 C886,553 889,535 890,560 C891,585 892,663 890,686 C888,709 922,695 880,697 C838,699 686,697 640,697 C594,697 608,697 602,697" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp3fc)"/></g><g class="rahpp3-p2"><path class="rahpp3-rit" d="M615,614 C617,614 612,614 625,614 C638,614 676,614 695,614 C714,614 726,624 742,614 C758,604 785,567 794,556 C803,545 796,563 796,550" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp3-rit" d="M796,550 C796,537 796,494 796,480 C796,466 793,470 796,466 C799,462 800,458 812,457 C824,456 856,456 868,457 C880,458 882,464 885,466 C888,468 885,456 885,468 C885,480 884,523 885,538 C886,553 889,535 890,560 C891,585 892,663 890,686 C888,709 922,695 880,697 C838,699 686,697 640,697 C594,697 608,697 602,697" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp3fc)"/></g><g class="rahpp3-p3"><path class="rahpp3-rit" d="M615,614 C617,614 612,614 625,614 C638,614 676,614 695,614 C714,614 726,624 742,614 C758,604 785,567 794,556 C803,545 796,563 796,550 C796,537 796,494 796,480 C796,466 793,470 796,466 C799,462 800,458 812,457 C824,456 856,456 868,457 C880,458 882,464 885,466 C888,468 885,456 885,468" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp3-rit" d="M885,468 C885,480 884,523 885,538 C886,553 889,535 890,560 C891,585 892,663 890,686 C888,709 922,695 880,697 C838,699 686,697 640,697 C594,697 608,697 602,697" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp3fc)"/></g><g class="rahpp3-p1"><rect x="187" y="648" width="94" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3" transform="rotate(90 234 655)"/></g><g class="rahpp3-p2"><rect x="283" y="691" width="94" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3"/></g><g class="rahpp3-p3"><rect x="438" y="603" width="94" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3" transform="rotate(90 485 610)"/></g><g class="rahpp3-p1"><rect x="605" y="547" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3"/></g><g class="rahpp3-p2"><rect x="701" y="473" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3" transform="rotate(90 736 480)"/></g><g class="rahpp3-p3"><rect x="538" y="513" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3" transform="rotate(90 573 520)"/></g><g class="rahpp3-p1"><rect x="625" y="624" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3"/></g><g class="rahpp3-p2"><rect x="778" y="508" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3" transform="rotate(90 813 515)"/></g><g class="rahpp3-p3"><rect x="833" y="496" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3" transform="rotate(90 868 503)"/></g><rect x="560" y="676" width="34" height="42" rx="4" fill="#4a5260"/><line x1="567" y1="685" x2="587" y2="685" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="567" y1="692" x2="587" y2="692" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="567" y1="699" x2="587" y2="699" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="567" y1="706" x2="587" y2="706" stroke="#fff" stroke-width="2"/><rect x="512" y="360" width="34" height="42" rx="4" fill="#4a5260"/><line x1="519" y1="369" x2="539" y2="369" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="519" y1="376" x2="539" y2="376" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="519" y1="383" x2="539" y2="383" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="519" y1="390" x2="539" y2="390" stroke="#fff" stroke-width="2"/><circle cx="574.0" cy="307.0" r="17" fill="#4a5260" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="574.0" y1="307.0" x2="585.0" y2="307.0" stroke="#fff" stroke-width="3" stroke-linecap="round"/><line x1="574.0" y1="307.0" x2="568.5" y2="316.5" stroke="#fff" stroke-width="3" stroke-linecap="round"/><line x1="574.0" y1="307.0" x2="568.5" y2="297.5" stroke="#fff" stroke-width="3" stroke-linecap="round"/><text x="365" y="1035" font-size="34" font-family="Arial, sans-serif" fill="#5b6470" text-anchor="middle" stroke="#fff" stroke-width="5" paint-order="stroke">fuori zona</text><text x="840" y="300" font-size="30" font-family="Arial, sans-serif" fill="#5b6470" text-anchor="middle" stroke="#fff" stroke-width="5" paint-order="stroke">esterno</text></svg></div>
<ul class="rahpp3-legenda">
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><rect x="1" y="3" width="32" height="14" fill="#e3f1df" stroke="#9fb89a"/></svg><span>Seconda zona: stanze chiuse con i teli, in asciugatura</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><rect x="1" y="3" width="32" height="14" fill="#eceff3" stroke="#c3c9d1"/></svg><span>Fuori zona: le stanze dei passi prima</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#6c4a9e" stroke-width="4" stroke-dasharray="8 4"/></svg><span>Telo di nylon che chiude la zona</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><rect x="7" y="1" width="20" height="18" rx="3" fill="#4a5260"/><line x1="10" y1="5" x2="24" y2="5" stroke="#fff" stroke-width="1.4"/><line x1="10" y1="9" x2="24" y2="9" stroke="#fff" stroke-width="1.4"/><line x1="10" y1="13" x2="24" y2="13" stroke="#fff" stroke-width="1.4"/></svg><span>Deumidificatore a condensazione</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><circle cx="17" cy="10" r="9" fill="#4a5260"/><line x1="17" y1="10" x2="23.0" y2="10.0" stroke="#fff" stroke-width="2" stroke-linecap="round"/><line x1="17" y1="10" x2="14.0" y2="15.2" stroke="#fff" stroke-width="2" stroke-linecap="round"/><line x1="17" y1="10" x2="14.0" y2="4.8" stroke="#fff" stroke-width="2" stroke-linecap="round"/></svg><span>Ventilatore radiale</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="3" y1="10" x2="31" y2="10" stroke="#cfd8e2" stroke-width="9" stroke-linecap="round"/><line x1="3" y1="10" x2="31" y2="10" stroke="#3d4652" stroke-width="3" stroke-dasharray="7 5"/></svg><span>Tubo flessibile: aria spinta nei locali</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#7a8492" stroke-width="3" stroke-dasharray="3 6"/></svg><span>Aria che lambisce le pareti e torna al deumidificatore</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#f26b1d" stroke-width="3" stroke-dasharray="3 6"/></svg><span>Aria scaldata passando tra pannello e muro: resta calda fino al deumidificatore</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><rect x="2" y="6" width="30" height="8" rx="2" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="2"/></svg><span>Pannello radiante: tre posizioni, una alla volta</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#3b78d4" stroke-width="6"/></svg><span>Parete fredda: bagnata fino alla linea dell&#8217;acqua</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#f26b1d" stroke-width="6"/></svg><span>Parete scaldata davanti al pannello</span></li>
</ul>
</div>
<p class="rahpp3-nota">Schema senza quote. I colori delle pareti seguono la logica dei termogrammi: blu freddo, arancio caldo. L&#8217;aria che torna al deumidificatore diventa arancio dove passa tra il pannello e il muro, perché lì si scalda; i percorsi sono schematici.</p>
<p class="rahpp3-piede"><a href="https://www.renzo-arthome.com">renzo-arthome.com</a></p>
</div><figcaption style='font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0'>Tavola 4. Le stanze in alto: gli stessi apparecchi, spostati; l&#8217;aria gira lungo i muri e confluisce nei deumidificatori.</figcaption></figure>
<h2 id="in-conclusione">In conclusione</h2>
<p>L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno. I muri che ho trovato puliti ma bagnati, quindici giorni dopo il nubifragio, l&#8217;acqua ce l&#8217;avevano ancora dentro, e da soli, secondo le guide sugli edifici allagati, ci avrebbero messo settimane o mesi. Con gli apparecchi la si fa uscire, ma piano: il muro deve asciugarsi lentamente, per non degradare mattoni e malte con i sali e non doverle rifare. Al giorno 24 la base era ancora bagnata, e al giorno 26 abbiamo fatto la prima fase del trattamento delle muffe. Il trattamento antimuffa aspetta che l&#8217;umidità a ridosso di tutte le pareti del settore sia sotto il 70 %, e prima della pittura ce ne sarà un altro. Se le malte si salvano lo sapremo ad asciugatura completa.</p>
<p>Quando non si hanno tutti i dati a disposizione, la prassi la si conosce lo stesso. Per ogni passaggio che manca si sceglie che cosa usare al suo posto. Qui ho usato la termocamera e poi le misure con gli apparecchi accesi, l&#8217;asciugatura per gradi per i sali e il settore chiuso con i teli per le muffe. Come riferimento per l&#8217;asciutto userò la parte alta dello stesso muro. Sappiamo come fare, ma spesso bisogna adattarsi alle esigenze del cantiere. Il lavoro va avanti, e il diario lo aggiorno fino alla fine dei lavori.</p>
<h2 id="in-sintesi">In sintesi</h2>
<p>1. <strong>Quando non si hanno tutti i dati a disposizione, la prassi si conosce lo stesso.</strong> Per ogni passaggio che manca si sceglie che cosa usare al suo posto, e la tabella «La prassi, e come ho lavorato qui» li mette in fila. 2. <strong>L&#8217;acqua tolta dai locali è quella che si vede</strong>; quella entrata nei muri esce solo evaporando, e da sola, secondo le guide sugli edifici allagati, ci mette settimane o mesi. 3. <strong>Qui la termocamera ha confermato quello che si vedeva a occhio</strong>: mostra dove la faccia del muro evapora, non quanta acqua c&#8217;è dentro, e quello che sembra acqua si conferma con un misuratore di umidità. 4. <strong>Al sopralluogo la percentuale di partenza non mi serviva: mi interessava dove si deve arrivare</strong>, cioè ai valori della parte alta dello stesso muro, dove l&#8217;acqua non è arrivata. Li leggerò quando il muro, spenti e tolti gli apparecchi, si sarà assestato sull&#8217;umidità del locale. 5. <strong>Il muro si asciuga per gradi</strong>, con i pannelli prima lontani e poi più vicini. Un&#8217;evaporazione veloce fa cristallizzare i sali dentro i pori, dove possono degradare mattoni e malte. 6. <strong>L&#8217;aria gira dentro il settore chiuso con i teli</strong> e porta il vapore ai deumidificatori; non si prende da fuori. 7. <strong>Qui il trattamento antimuffa aspetta un minimo di equilibrio nell&#8217;ambiente</strong>: la prima fase appena le muffe sono venute fuori, nella zona chiusa con i teli; il trattamento antimuffa quando l&#8217;umidità a ridosso di tutte le pareti del settore scende sotto il 70 %; prima della pittura un altro trattamento. 8. <strong>Niente candeggina</strong>: uccide la muffa ma non la toglie, e anche la muffa morta resta allergenica. 9. <strong>In un seminterrato i paraspigoli vanno in acciaio inossidabile</strong>, perché l&#8217;acqua può tornare e l&#8217;umidità resta alta. 10. <strong>Il massetto sotto le piastrelle asciuga lentamente</strong> con i deumidificatori, che per questo restano sul posto più a lungo.</p>
<h2 id="nota-di-calcolo">Nota di calcolo</h2>
<p>Umidità relativa dell&#8217;aria a ridosso della faccia = p_sat(T_rugiada) / p_sat(T_superficie), con T in gradi Celsius. La pressione di saturazione, in pascal, è p_sat(T) = 610,5 · exp(17,269 · T / (237,3 + T)), per T da 0 °C in su: è la formula E.1 dell&#8217;appendice E della UNI EN ISO 13788:2013. L&#8217;esempio usa una coppia letta al giorno 24: rugiada 18,0 °C e superficie 22,5 °C danno 2.063 / 2.724 = 0,757, cioè 76 %. Il prospetto E.1 della stessa norma dà 2.063 Pa a 18 °C, e i valori qui sono arrotondati al pascal. Le temperature delle superfici e il punto di rugiada vengono dallo stesso termometro a infrarossi, con sensori d&#8217;aria interni. L&#8217;ipotesi è che il vapore davanti al muro sia quello letto dal sensore dello strumento. Il costruttore dichiara ±1 °C sulla temperatura della superficie fra 0 e 30 °C, e ±1,5 °C sul punto di rugiada fra il 41 e il 95 % di umidità relativa. Dalla stessa formula si vede quanto pesa un errore di lettura: sono sensibilità calcolate, non dati dello strumento. Alle temperature dell&#8217;esempio, un grado in più sulla superficie abbassa il risultato di circa 4 punti percentuali, e un grado in più sul punto di rugiada lo alza di circa 5. A 20,6 °C di superficie e 19,4 °C di rugiada, dove il risultato è attorno al 93 %, un grado vale circa 6 punti. Con le precisioni dichiarate dal costruttore, se i due errori vanno nel verso peggiore, la lettura dell&#8217;esempio, 76 %, può valere fra circa il 65 e l&#8217;88 %, e una lettura del 70 % fra circa il 60 e l&#8217;82 %. Per questo ogni valore va letto con quel margine, e il 93 % in particolare.</p>
<p><strong>Letture e impostazioni degli strumenti.</strong> Al giorno 24 le prime letture del punto di rugiada salivano ancora, da 13,6 a 18,9 °C fra le 9:38 e le 9:40. Il manuale del termometro a infrarossi con sensore di umidità non dice quanto aspettare dopo un cambio di ambiente; quello del pirometro chiede di aspettare alcuni minuti, quando si passa da un ambiente freddo a uno caldo, finché lo strumento si è adattato. Ho applicato la stessa attesa a tutti e due, e ho tenuto le letture da quando il valore ha smesso di salire, dalle 9:41. La prima di queste, con il punto di rugiada più alto della serie, è quella del punto a 20,6 °C, attorno al 93 %. Nei termogrammi l&#8217;emissività, 0,95, e la temperatura riflessa, 20 °C, sono quelle salvate nella termocamera, non misurate sul posto. L&#8217;emissività dice quanta radiazione emette una superficie rispetto a un corpo nero, l&#8217;emettitore ideale, alla stessa temperatura; la temperatura riflessa è quella degli oggetti intorno che la superficie riflette verso la termocamera: sono le definizioni della ISO 6781-1. La guida del costruttore della termocamera avverte che con l&#8217;emissività sbagliata anche le temperature lette sono sbagliate: per questo i termogrammi si leggono per differenze, dentro la stessa immagine.</p>
<h2 id="fonti">Fonti</h2>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'>Elenco aggiornato al giorno 26; si completa con le puntate successive. Tutti i link sono stati aperti e verificati alla data dell&#8217;ultimo aggiornamento del diario.</p>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Norme e documenti pubblici</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>ISO, <em>Performance of buildings. Detection of heat, air and moisture irregularities in buildings by infrared methods. Part 1: General procedures</em>, ISO 6781-1:2023, prima edizione, 2023; recepita da UNI come UNI EN ISO 6781-1:2023, <em>Prestazione degli edifici &#8211; Rilevazione di irregolarità di calore, aria e umidità negli edifici mediante metodi a infrarossi &#8211; Parte 1: Procedure generali</em>, in vigore dal 16 novembre 2023. Introduzione e definizioni del punto 3.2. Scheda ISO con l&#8217;anteprima ufficiale («Read sample»): <a href="https://www.iso.org/standard/79848.html" target="_blank" rel="noopener">iso.org/standard/79848.html</a>; scheda UNI: <a href="https://store.uni.com/uni-en-iso-6781-1-2023" target="_blank" rel="noopener">store.uni.com/uni-en-iso-6781-1-2023</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>UNI, <em>Prestazione igrotermica dei componenti e degli elementi per edilizia &#8211; Temperatura superficiale interna per evitare l&#8217;umidità superficiale critica e la condensazione interstiziale &#8211; Metodi di calcolo</em>, UNI EN ISO 13788:2013, in vigore dal 20 giugno 2013 (versione italiana della EN ISO 13788:2012). Punti 3.1.8 e 5.3, appendice E. Scheda UNI: <a href="https://store.uni.com/uni-en-iso-13788-2013" target="_blank" rel="noopener">store.uni.com/uni-en-iso-13788-2013</a>; scheda ISO: <a href="https://www.iso.org/standard/51615.html" target="_blank" rel="noopener">iso.org/standard/51615.html</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>FEMA (Federal Emergency Management Agency), <em>Initial Restoration for Flooded Buildings</em>, Hurricane Sandy Recovery Advisory, novembre 2012. <a href="https://archive.epa.gov/region02/sandy/web/pdf/fema_flood.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF nell&#8217;archivio dell&#8217;EPA statunitense</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>B. Kidd (CIRIA), A. Tagg, M. Escarameia, B. von Christierson (HR Wallingford), J. Lamond, D. Proverbs (University of Wolverhampton), <em>Guidance and standards for drying flood damaged buildings. Signposting current guidance</em>, BD 2760, Department for Communities and Local Government, Londra, novembre 2010. <a href="https://assets.publishing.service.gov.uk/media/5a79740ee5274a2acd18cf8d/1773816.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF sul sito del governo britannico</a>.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Asciugatura e fisica dell&#8217;aria</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>H. Pfister, G. Geißer, A. Zegowitz, H. M. Künzel, <em>Wandtrocknung neu erfunden</em>, B+B Bauen im Bestand, 2/2019, pp. 32-35, Verlagsgesellschaft Rudolf Müller, 2019. <a href="https://www.ibp.fraunhofer.de/content/dam/ibp/ibp-neu/de/dokumente/sonderdrucke/wandtrocknung-neu-erfunden.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF sul sito del Fraunhofer IBP</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>A. Zegowitz, H. M. Künzel, S. Giglmeier, <em>Water damage on buildings. New efficient drying methods</em>, white paper, Fraunhofer-Institut für Bauphysik IBP, Stoccarda, 2023. <a href="https://www.ibp.fraunhofer.de/content/dam/ibp/ibp-neu/en/documents/white-paper/white-paper-new-efficient-drying-methods.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF sul sito del Fraunhofer IBP</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Property Care Association, <em>Code of Practice for the Recovery of Flood Damaged Buildings</em>, PCA, 2013. <a href="https://www.property-care.org/media/q3gh1rrz/code-of-practice-for-recovery-of-flood-damaged-buildings-1.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF sul sito della PCA</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>E. K. Luckins, <em>Mathematical modelling of drying capillary porous media</em>, Journal of Fluid Mechanics, 1017, A6, Cambridge University Press, 2025. <a href="https://doi.org/10.1017/jfm.2025.10432" target="_blank" rel="noopener">doi.org/10.1017/jfm.2025.10432</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>National Weather Service (NOAA), ufficio di La Crosse, <em>Dew Point vs Humidity</em>, pagina senza data. <a href="https://www.weather.gov/arx/why_dewpoint_vs_humidity" target="_blank" rel="noopener">weather.gov/arx/why_dewpoint_vs_humidity</a>.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Termografia e umidità nei materiali</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>L. C. M. Dafico, E. Barreira, R. M. S. F. Almeida, H. Carasek, <em>Comparison of Infrared Thermography and Other Traditional Techniques to Assess Moisture Content of Wall Specimens</em>, Sensors, 22(9), 3182, MDPI, 2022. <a href="https://doi.org/10.3390/s22093182" target="_blank" rel="noopener">doi.org/10.3390/s22093182</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>I. Garrido, M. Solla, S. Lagüela, N. Fernández, <em>IRT and GPR Techniques for Moisture Detection and Characterisation in Buildings</em>, Sensors, 20(22), 6421, MDPI, 2020. <a href="https://doi.org/10.3390/s20226421" target="_blank" rel="noopener">doi.org/10.3390/s20226421</a>.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Sali, ferro e paraspigoli</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>M. Cappai, M. Casti, G. Pia, <em>Salt Crystallization in Limestone: Materials Decay and Chemomechanical Approach</em>, Materials, 17(16), 3986, MDPI, 2024. <a href="https://doi.org/10.3390/ma17163986" target="_blank" rel="noopener">doi.org/10.3390/ma17163986</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>C. Woolfitt, <em>Soluble Salts in Masonry</em>, The Building Conservation Directory, 2000. <a href="https://www.buildingconservation.com/articles/salts/salts_masonry.htm" target="_blank" rel="noopener">buildingconservation.com</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>International Stainless Steel Forum (worldstainless), <em>Corrosion resistance of stainless steels</em>, presentazione didattica per i docenti di architettura e ingegneria civile, capitolo 05, senza data. <a href="https://worldstainless.org/wp-content/uploads/2025/02/Module_05_Corrosion_Resistance_of_Stainless_Steels_en.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF sul sito di worldstainless</a>.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Muffe</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Istituto Superiore di Sanità, EpiCentro, <em>Proteggersi dalle muffe</em>, focus Alluvioni (traduzione e adattamento della redazione di EpiCentro), pagina senza data. <a href="https://www.epicentro.iss.it/focus/alluvioni/muffe" target="_blank" rel="noopener">epicentro.iss.it</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Umweltbundesamt, Innenraumlufthygiene-Kommission (a cura di H.-J. Moriske, R. Szewzyk, P. Tappler, K. Valtanen), <em>Leitfaden zur Vorbeugung, Erfassung und Sanierung von Schimmelbefall in Gebäuden</em>, Dessau-Roßlau, aprile 2024. <a href="https://www.umweltbundesamt.de/system/files/medien/4031/publikationen/240513_uba_fb_schimmelleitfaden_0.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF sul sito dell&#8217;Umweltbundesamt</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Netzwerk Schimmel e. V., F. Deitschun, T. Warscheid, <em>Richtlinie zum sachgerechten Umgang mit Schimmelpilzschäden in Gebäuden. Erkennen, Bewerten und Instandsetzen</em>, terza edizione rivista del 1° giugno 2022, raccomandazione del BVS (Bundesverband öffentlich bestellter und vereidigter sowie qualifizierter Sachverständiger e. V.). <a href="https://www.bvs-ev.de/fileupload/files/6362499788de9_netzwerkschimmel-richtlinie-2022-onlinefassung.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF sul sito del BVS</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>M. Peitzsch, E. Bloom, R. Haase, A. Must, L. Larsson, <em>Remediation of mould damaged building materials: efficiency of a broad spectrum of treatments</em>, Journal of Environmental Monitoring, 14(3), pp. 908-915, Royal Society of Chemistry, 2012. <a href="https://doi.org/10.1039/c2em10806b" target="_blank" rel="noopener">doi.org/10.1039/c2em10806b</a>; riassunto gratuito su <a href="https://europepmc.org/article/MED/22286589" target="_blank" rel="noopener">Europe PMC</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>P. Cressey (revisione di C. Nokes), ESR (Institute of Environmental Science and Research, oggi PHF Science), <em>Decontamination of mould-affected environments: advice and evidence of efficacy</em>, rapporto FW19022 per il Ministry of Health neozelandese, giugno 2019. <a href="https://www.phfscience.nz/media/4ekpwd2h/decontamination-mould-affected-environments-esr-june-2019.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF sul sito di PHF Science</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>WHO Regional Office for Europe, <em>WHO guidelines for indoor air quality: dampness and mould</em>, World Health Organization, 2009. <a href="https://www.who.int/publications/i/item/9789289041683" target="_blank" rel="noopener">who.int</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>US EPA (Environmental Protection Agency), <em>Mold Remediation in Schools and Commercial Buildings Guide</em>, capitolo 3, pagina aggiornata il 29 aprile 2026. <a href="https://www.epa.gov/mold/mold-remediation-schools-and-commercial-buildings-guide-chapter-3" target="_blank" rel="noopener">epa.gov</a>.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Candeggina e vie respiratorie</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>M. Medina-Ramón, J. P. Zock, M. Kogevinas, J. Sunyer, Y. Torralba, A. Borrell, F. Burgos, J. M. Antó, <em>Asthma, chronic bronchitis, and exposure to irritant agents in occupational domestic cleaning: a nested case-control study</em>, Occupational and Environmental Medicine, 62(9), pp. 598-606, BMJ, 2005. <a href="https://doi.org/10.1136/oem.2004.017640" target="_blank" rel="noopener">doi.org/10.1136/oem.2004.017640</a>; testo integrale gratuito su <a href="https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC1741089/" target="_blank" rel="noopener">PubMed Central</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>J. P. Zock e colleghi, <em>Domestic use of hypochlorite bleach, atopic sensitization, and respiratory symptoms in adults</em>, Journal of Allergy and Clinical Immunology, 124(4), pp. 731-738.e1, Elsevier, 2009. <a href="https://doi.org/10.1016/j.jaci.2009.06.007" target="_blank" rel="noopener">doi.org/10.1016/j.jaci.2009.06.007</a>.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Articoli di Renzo-ArtHome</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Renzo-ArtHome, <em>Come asciugare una casa bagnata</em>, renzo-arthome.com, 2026. <a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Renzo-ArtHome, <em>La gestione dei sali nei dettagli</em>, renzo-arthome.com, 2026. <a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli</a>.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'>Manuali d&#8217;uso, schede tecniche e guide dei costruttori degli apparecchi, degli strumenti di misura e della termocamera, e schede tecniche dei produttori di paraspigoli: dati di targa e istruzioni citati nel testo. Per la termocamera sono due guide del costruttore per le applicazioni in edilizia, la prima del 2009 e la seconda del 2013 (quest&#8217;ultima letta nella copia adattata e pubblicata nel 2025 da un&#8217;iniziativa di tre comuni australiani), e una sua pagina sulla ricerca delle perdite d&#8217;acqua, del 4 ottobre 2019. Per la regola del diario non si citano per nome.</p>
<h2 id="lautore">L&#8217;autore</h2>
<p>Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense; anni di cantiere. Autore di &#8220;Murature umide: cause e rimedi&#8221; (Grafill, 2026).</p>
<p>Il volume è disponibile su <a href="https://www.amazon.it/Murature-umide-Prevenzione-interventi-risanamento/dp/8827705309" target="_blank" rel="noopener">Amazon</a> e su <a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html#/4-versione-libro" target="_blank" rel="noopener">Grafill</a>.</p>
<p><!--mxLA--></p>
<div style='background:#f6f7f9;border:1px solid #e3e6ea;border-radius:8px;padding:14px 18px;margin:26px 0'><strong style='color:#b11f24'>Leggi anche</strong></p>
<ul style='margin:8px 0 0 18px'>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
</ul>
</div>
<p><!--/mxLA--></p>
<hr style='border:none;border-top:3px solid #b11f24;margin-top:34px'>
<table style='width:100%;border-collapse:collapse;font-family:Arial,sans-serif;color:#2a3340;font-size:14px;line-height:1.6'>
<tr>
<td style='vertical-align:top;padding-right:20px'>
<div style='font-size:16px;font-weight:700;color:#b11f24'>Ditta Renzo-ArtHome</div>
<div style='font-weight:600'>di Spedicato Oronzo</div>
<div style='color:#5a6577;margin-bottom:8px'>Specialista in risanamenti di interrati e umidit&agrave; di risalita</div>
<div><strong>Web:</strong> <a href="https://www.renzo-arthome.com">www.renzo-arthome.com</a></div>
<div><strong>E-mail:</strong> renzo.spedicato@gmail.com &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>PEC:</strong> renzoarthome@pec.it</div>
<div><strong>Cell.:</strong> +39 335 844 2978 &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>Ufficio:</strong> +39 371 775 4189</div>
<div style='color:#5a6577'>P.IVA 02475540304</div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://www.renzo-arthome.com/preventivo-gratuito/" style="display:inline-block;background:#b11f24;color:#fff;padding:9px 16px;border-radius:6px;font-weight:700;text-decoration:none">Chiedi un preventivo &rarr;</a></div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://wa.me/393358442978" target="_blank" rel="noopener" title="WhatsApp" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-whatsapp.png' alt='WhatsApp' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.facebook.com/RenzoArtHome" target="_blank" rel="noopener" title="Facebook" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-facebook.png' alt='Facebook' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.linkedin.com/in/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="LinkedIn" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-linkedin.png' alt='LinkedIn' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.tiktok.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="TikTok" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-tiktok.png' alt='TikTok' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.youtube.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="YouTube" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-youtube.png' alt='YouTube' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.instagram.com/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="Instagram" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-instagram.png' alt='Instagram' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a></div>
</td>
<td style='vertical-align:top;width:150px;text-align:center'><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/murature-umide-copertina.jpg' alt='Murature umide: cause e rimedi' width='120' style='border:1px solid #ddd;border-radius:4px'></a></p>
<div style='font-size:12px;color:#5a6577;margin-top:6px'><strong>Murature umide: cause e rimedi</strong><br />Grafill, 2026<br /><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener">Vai al libro &rarr;</a></div>
</td>
</tr>
</table>
<style>#rahLATO{margin:44px auto 0;max-width:680px;font-family:'Open Sans',sans-serif}#rahLATO *{box-sizing:border-box}#rahLATO .rahL-int{background:#fff;border:1px solid #d9dde2;padding:18px 16px 10px}#rahLATO .rahL-tit{font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:700;font-size:15px;letter-spacing:.16em;text-transform:uppercase;color:#262a33;margin:0 0 2px}#rahLATO p{margin:0!important;padding:0!important}#rahLATO .rahL-blog-r{margin:0 0 4px}#rahLATO .rahL-pagine{margin:0 0 12px}#rahLATO .rahL-blog{display:inline-block;font-size:13.5px;color:#a06a00;text-decoration:none;margin:0;border:0}#rahLATO .rahL-blog:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO details{margin:0 0 7px;border-left:4px solid var(--rahf)}#rahLATO summary{cursor:pointer;list-style:none;display:flex;align-items:baseline;gap:8px;font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:600;font-size:14px;color:#2f3440;padding:9px 8px 9px 10px;background:var(--rahv);margin:0}#rahLATO summary::-webkit-details-marker{display:none}#rahLATO summary:before{content:"+";font-weight:700;color:#2f3440;opacity:.55;width:13px;flex:none}#rahLATO details[open]>summary:before{content:"\2212"}#rahLATO .rahL-n{margin-left:auto;font-weight:400;font-size:11.5px;color:#5a6577}#rahLATO ul{list-style:none!important;margin:0!important;padding:6px 4px 8px 12px!important;background:var(--rahv);background:color-mix(in srgb,var(--rahv) 32%,#fff)}#rahLATO li{margin:0!important;padding:4px 6px!important;font-size:13px;line-height:1.45;border-left:2px solid transparent;list-style:none!important}#rahLATO li:before{display:none!important;content:none!important}#rahLATO li a{color:#3f4450;text-decoration:none;border:0;box-shadow:none}#rahLATO li a:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO li.rahL-qui{background:#fdf6d8;border-left-color:#eddf21}#rahLATO li.rahL-qui span{font-weight:600;color:#262a33}#rahLATO li.rahL-qui .rahL-segno{display:block;font-weight:400;font-size:10.5px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#5a6577;margin-top:1px}@media(min-width:1490px){body.postid-5071{overflow:visible!important}article.post-5071{position:relative}#rahLATO{position:absolute;top:0;right:-241px;bottom:0;width:225px;max-width:none;margin:0}#rahLATO .rahL-int{position:sticky;top:106px;max-height:calc(100vh - 126px);overflow-y:auto;padding:14px 12px 8px}#rahLATO summary{font-size:12.5px;padding:8px 6px 8px 8px}#rahLATO li{font-size:12px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:13px}}@media(min-width:1710px){#rahLATO{right:-336px;width:300px}#rahLATO .rahL-int{padding:18px 16px 10px}#rahLATO summary{font-size:14px}#rahLATO li{font-size:13px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:15px}}</style>
<div id="rahLATO">
<div class="rahL-int">
<div class="rahL-tit">Gli articoli</div>
<div class="rahL-blog-r"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/blog/">Indice del blog &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-fase-per-fase/">La casa fase per fase &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/decoder-diagnostico-edile/">Il decoder diagnostico &rarr;</a></div>
<details style="--rahv:#dcebf5;--rahf:#7fadd1">
<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">Le malte impermeabili nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">La barriera chimica nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">Ma come si cura una risalita?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/improvvisamente-l-umidita-di-risalita/">Improvvisamente, l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-danno-e-dove-l-acqua-se-ne-va/">Il danno è dove l&#8217;acqua se ne va</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">Chi dimezza la macchia raddoppia l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">Umidità di risalita e sali solubili: perché bloccare l&#8217;umidità è solo metà del risanamento, e perché l&#8217;asciugatura richiede da mesi ad anni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo un intervento contro l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-risalita-impermeabilizzazione-in/">L&#8217;innalzamento dell&#8217;umidità di risalita in seguito a interventi di impermeabilizzazione dall&#8217;interno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/doppia-barriera-protocollo-renzo-arthome/">Barriere chimiche non occludenti in zona di marea: bastano davvero contro la pressione idrostatica?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">L’umidità igroscopica nell’edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-primaria-e-sali-renzo-arthome/">Umidità di risalita capillare primaria</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radici-stabilita-versanti/">Le radici tengono il terreno solo dove lo attraversano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vegetazione-sui-muri/">Il verde sul muro non è un problema di giardinaggio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">31</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-dei-giunti/">Sul giunto si impermeabilizza un movimento</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-intorno-alla-casa/">Impermeabilizzare il muro è l&#8217;ultima mossa, non la prima</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/costruire-casa-senza-umidita/">La casa asciutta si decide in cantiere</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">Tre centimetri invece di una demolizione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/prima-la-strategia-poi-il-prodotto/">Prima la strategia, poi il prodotto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">La spinta idrostatica nelle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">Il seminterrato fra infiltrazioni, umidità e radon: un approccio integrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/fontana-dei-grifi-allinterno-del-castello-miramare-di-trieste/">Fontana dei Grifi all&#8217;interno del castello Miramare di Trieste</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/interventi-di-impermeabilizzazioni/">Impermeabilizzazioni: come intervenire e quali soluzioni scegliere</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#d9edea;--rahf:#7dbcb5">
<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">16</span></summary>
<ul>
<li class="rahL-qui"><span>L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-problema-non-e-la-pioggia/">Il problema non è la pioggia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">Umidità di rimbalzo (rain splash)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-meteorica-cap/">Umidità meteorica (penetrating damp)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-condensazione/">Umidità da condensazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sindrome-dell-edificio-malato/">Sindrome dell&#8217;edificio malato: cause, sintomi e soluzioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffe-indoor/">Muffe indoor</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">Condensa interstiziale in edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f2e9d5;--rahf:#c9a970">
<summary>Vespai e solai<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-piove-dal-predalles/">Quando piove dal predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-normative-e-calcoli/">Vespaio aerato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1431-2/">Le infiltrazioni nei predalles: analisi e metodologie di intervento</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#f5e3dc;--rahf:#cf9484">
<summary>Casi Studio<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f4eecb;--rahf:#c9b954">
<summary>Norme e libro<span class="rahL-n">5</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/normativa-salubrita-edifici/">Quadro normativo sulla salubrità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1443-2/">Materiali da costruzione radioattivi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pubblicato-il-libro-murature-umide-cause-e-rimedi/">Pubblicato il libro “Murature umide: cause e rimedi”</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#ebedf0;--rahf:#a7adb8">
<summary>Altri articoli<span class="rahL-n">1</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pavimenti-in-resina-nei-dettagli/">I pavimenti in resina nei dettagli</a></li>
</ul>
</details>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sul giunto si impermeabilizza un movimento</title>
		<link>https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-dei-giunti/</link>
					<comments>https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-dei-giunti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[renzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 05:21:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Interrati e impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[giunti di dilatazione]]></category>
		<category><![CDATA[impermeabilizzazione balconi e terrazzi]]></category>
		<category><![CDATA[impermeabilizzazione interrati]]></category>
		<category><![CDATA[impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[infiltrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[waterstop]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.renzo-arthome.com/?p=4818</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quanti tipi di giunto ci sono in una costruzione, che cosa fa ciascuno e come lo si tiene stagno. Le famiglie sono quattro, ripresa di getto, giunto di contrazione, giunto di dilatazione e giunto di isolamento, e a decidere la tenuta è quanto il giunto si muove: dentro la sezione dove niente si muove, con una riserva di lunghezza dove il movimento è previsto. Con otto tavole, i numeri del movimento e la scheda di controllo.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-dei-giunti/">Sul giunto si impermeabilizza un movimento</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style='font-size:19px;color:#5a6577'><em>Quanti tipi di giunto ci sono in una costruzione, che cosa fa ciascuno e come lo si tiene stagno. Le famiglie sono quattro, dalla ripresa di getto al giunto perimetrale, e a decidere la tenuta è quanto il giunto si muove.</em></p>
<div id="rahTOC" style="border:1px solid #e2e5ea;border-radius:6px;padding:20px 24px;margin:0 0 32px;background:#fafbfc">
<p style="margin:0 0 10px;font-weight:600;color:#1a2233;font-size:16px">Indice</p>
<ol style="margin:0;padding-left:20px;line-height:1.6">
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-macchia-che-corre-lungo-una-riga" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La macchia che corre lungo una riga</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#chi-ha-cominciato-a-studiarlo" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Chi ha cominciato a studiarlo</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-parole-che-servono" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le parole che servono</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#quanto-si-muove-un-giunto" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Quanto si muove un giunto</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-quattro-famiglie" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le quattro famiglie</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-matrice-ogni-famiglia-a-ogni-livello" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La matrice: ogni famiglia, a ogni livello</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-ripresa-di-getto-il-giunto-che-non-deve-muoversi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La ripresa di getto: il giunto che non deve muoversi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-giunto-di-contrazione-la-fessura-decisa-dal-progetto" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il giunto di contrazione: la fessura decisa dal progetto</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-giunto-di-dilatazione-la-tenuta-ha-una-riserva-di-lunghezza" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il giunto di dilatazione: la tenuta ha una riserva di lunghezza</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#i-giunti-nelle-finiture" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">I giunti nelle finiture</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#dove-si-rompe" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Dove si rompe</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#come-si-controlla-e-come-si-collauda" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Come si controlla e come si collauda</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-sintesi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In sintesi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#dal-cantiere" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Dal cantiere</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#domande-frequenti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Domande frequenti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-conclusione" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In conclusione</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#nota-sui-calcoli" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Nota sui calcoli</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#fonti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Fonti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lautore" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;autore</a></li>
</ol>
</div>
<h2 id="la-macchia-che-corre-lungo-una-riga">La macchia che corre lungo una riga</h2>
<p>La macchia di cui parlo in questo articolo ha una forma precisa: è una riga. Corre dritta sul soffitto di un&#8217;autorimessa, da una parete all&#8217;altra. Oppure segue, al piano di sotto, il perimetro di un terrazzo. Oppure scende lungo lo spigolo dove due corpi di fabbrica si toccano. Quando al telefono mi descrivono una macchia così, so dove andrò a guardare prima ancora di salire: sopra quella riga, da qualche parte nello spessore, c&#8217;è un giunto.</p>
<p>Sul posto le spiegazioni che sento sono quasi sempre due. La prima: «il silicone è vecchio, basta rifarlo». La seconda: «lì la guaina si è strappata, ci passiamo sopra con una striscia». Tutte e due hanno un pezzo di verità, ed è per questo che resistono: il sigillante era screpolato davvero, la membrana era strappata davvero. Nessuna delle due però si chiede perché il materiale abbia ceduto proprio lì, e non un metro più in là. Ha ceduto lì perché lì la costruzione si muove. Un sigillante rifatto uguale si screpolerà allo stesso modo, e una striscia di membrana tesa da un bordo all&#8217;altro si strapperà come quella di prima. Il difetto non stava nel materiale: stava nella lunghezza. Chi l&#8217;aveva posato non gli aveva lasciato lunghezza per seguire il movimento.</p>
<p>La tesi la anticipo subito. I giunti non sono tutti uguali. La ripresa di getto non si deve muovere affatto. Il giunto di contrazione si muove quasi solo nei primi mesi. Il giunto di dilatazione si muoverà finché l&#8217;edificio resta in piedi. Tenerli stagni vuol dire per prima cosa riconoscere la famiglia, perché il presidio giusto per una famiglia è sbagliato per un&#8217;altra. Dove niente si deve muovere, la tenuta si mette dentro la sezione e lavora perché il calcestruzzo la stringe. Dove il movimento è previsto, la tenuta deve avere una riserva di lunghezza. Non deve mai essere lei a opporsi al movimento. E deve poter essere guardata e rifatta.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1143" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig1-le-quattro-famiglie-di-giunto.png" alt="Sezione schematica di due corpi di fabbrica con interrato e terrazzo, con i quattro tipi di giunto numerati: ripresa di getto fra platea e parete, intaglio di contrazione nel pavimento, giunto di dilatazione fra i due corpi con il waterstop sotto terra e il soffietto sul terrazzo, giunto di isolamento fra pavimento e parapetto" class="wp-image-4810" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig1-le-quattro-famiglie-di-giunto.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig1-le-quattro-famiglie-di-giunto-300x214.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig1-le-quattro-famiglie-di-giunto-1024x732.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig1-le-quattro-famiglie-di-giunto-768x549.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig1-le-quattro-famiglie-di-giunto-1536x1097.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 1. Le quattro famiglie di giunto in una sezione sola. La ripresa di getto (1) non deve muoversi e ha il presidio dentro la sezione; il giunto di contrazione (2) guida la fessura da ritiro; il giunto di dilatazione (3) separa i due corpi dalla fondazione al tetto, con il waterstop a bulbo sotto terra e il soffietto a omega sul terrazzo; il giunto di isolamento (4) stacca il pavimento dalla parete. Classificazione dell&#8217;ACI, come la riporta il Bureau of Reclamation.</figcaption></figure>
<h2 id="chi-ha-cominciato-a-studiarlo">Chi ha cominciato a studiarlo</h2>
<p>Per molto tempo la posizione e la larghezza dei giunti sono state una faccenda di abitudine: ogni studio e ogni ente seguiva la sua regola, come riassume la scheda dell&#8217;editore del rapporto che cito qui sotto. Negli Stati Uniti il tema arrivò al National Research Council, che nel 1974 pubblicò a Washington un rapporto tecnico dedicato solo a questo: <em>Expansion Joints in Buildings</em>, il numero 65 della serie, con le raccomandazioni, la discussione e un&#8217;appendice sui dati di temperatura. Del rapporto riprendo la scheda dell&#8217;editore, non il testo, e per questo non ne riporto i numeri. Lo cito perché mostra una cosa: già cinquant&#8217;anni fa il giunto di dilatazione era trattato come un problema di calcolo, con la temperatura fra i dati di ingresso.</p>
<p>Il riferimento più citato per i giunti nel calcestruzzo è un rapporto dell&#8217;American Concrete Institute, <em>Joints in Concrete Construction</em>, sigla ACI 224.3R, uscito nel 1995 e riapprovato nel 2008. Il suo sommario dice che passa in rassegna il progetto, la costruzione e la manutenzione dei giunti, un tipo di struttura alla volta: edifici, ponti, solette a terra, gallerie, canali, tubi prefabbricati, strutture che contengono liquidi, pareti, getti massivi. È da lì che viene la classificazione in quattro famiglie che uso in questo articolo.</p>
<p>Nel 2016 il Bureau of Reclamation, l&#8217;ente federale americano delle opere idrauliche, ha messo in fila in un suo rapporto tecnico le definizioni dei vari organismi. Si intitola <em>Joint Spacing for Concrete Structures</em> e l&#8217;ha curato l&#8217;ingegnere Shannon Harrell. Comincia con un&#8217;ammissione che trovo onesta: i tipi di giunto sono diversi, e le definizioni cambiano secondo chi le scrive. Il nome «giunto di controllo», per esempio, lo usano solo il Bureau of Reclamation e la Portland Cement Association, e la seconda come sinonimo di giunto di contrazione. Chi legge un capitolato deve saperlo: prima del nome conta che cosa quel giunto deve fare.</p>
<p>Per l&#8217;impermeabilizzazione il lavoro più utile che conosco in italiano è quello dell&#8217;architetto Antonio Broccolino, che nel 2011 dedicò ai giunti di dilatazione due puntate della sua serie sulla rivista <em>Specializzata</em>, nei numeri 198 e 199. Lì il giunto impermeabile di una copertura viene smontato pezzo per pezzo, con gli errori fotografati accanto alle soluzioni corrette, e con i richiami al Codice di Pratica delle coperture continue dell&#8217;IGLAE.</p>
<h2 id="le-parole-che-servono">Le parole che servono</h2>
<p><strong>Ripresa di getto, o giunto di costruzione.</strong> Il punto in cui il getto si ferma e riparte. I due calcestruzzi si toccano ma non sono una cosa sola, e l&#8217;armatura di solito attraversa il giunto. Non è previsto che si muova.</p>
<p><strong>Giunto di contrazione, o di controllo.</strong> Un indebolimento voluto della sezione, fatto con un taglio o con un profilo annegato. Il calcestruzzo che ritira si fessura comunque: così si fessura dove ha deciso il progetto.</p>
<p><strong>Giunto di dilatazione.</strong> Una separazione completa fra due parti della costruzione, con un vuoto in mezzo. Ogni parte si allunga, si accorcia e si assesta per conto suo. Quando separa due corpi di fabbrica lo si chiama anche giunto strutturale, e in zona sismica la sua larghezza la decide il calcolo: è il giunto sismico.</p>
<p><strong>Giunto di isolamento, o perimetrale.</strong> Lo stacco fra uno strato e un elemento fisso che gli sta accanto: il massetto contro la parete, il pavimento contro il pilastro, la piastrellatura contro la soglia. Nelle finiture si chiama giunto perimetrale.</p>
<p><strong>Giunto di frazionamento.</strong> Il taglio che divide in campi una superficie grande, massetto o piastrellatura, perché ogni campo si muova da solo.</p>
<p><strong>Waterstop.</strong> Un profilo continuo annegato a cavallo del giunto, metà in un getto e metà nell&#8217;altro. Quello per i giunti di dilatazione ha un bulbo al centro, che si deforma quando il giunto si apre.</p>
<p><strong>Cordone idroespansivo.</strong> Un cordone, di solito bentonitico, che a contatto con l&#8217;acqua rigonfia. Chiude solo se il calcestruzzo lo stringe da ogni lato: si dice che va confinato.</p>
<p><strong>Tubo d&#8217;iniezione.</strong> Un tubo forato lasciato dentro la ripresa di getto. Se il giunto perde, ci si inietta una resina dall&#8217;interno, anche anni dopo.</p>
<p><strong>Soffietto a omega.</strong> La piega che si dà a una fascia di membrana a cavallo del giunto. È negativo quando scende dentro il vuoto, positivo quando scavalca un cordone comprimibile appoggiato sopra. La piega è lunghezza in più: quando il giunto si apre, prima si consuma la piega e solo dopo si tende la fascia.</p>
<p><strong>Bandella.</strong> Una fascia elastica, in gomma o in tessuto gommato, che si incolla o si annega ai due lati di un giunto o di un raccordo: fa la tenuta dove il rivestimento si interrompe.</p>
<p><strong>Fondo giunto.</strong> Il cordone comprimibile che si infila nel giunto prima del sigillante. Regola la profondità del sigillante e impedisce che aderisca sul fondo.</p>
<p><strong>Capacità di movimento.</strong> Quanto un sigillante può allungarsi e accorciarsi in esercizio, in percentuale della larghezza del giunto. La classe si legge sulla scheda tecnica.</p>
<p><strong>Lattime.</strong> La pellicola debole e polverosa che affiora sul getto indurito: si toglie prima di posare un presidio, altrimenti il presidio aderisce a lei e non al calcestruzzo.</p>
<p><strong>Battente.</strong> L&#8217;altezza dell&#8217;acqua sopra il punto considerato, cioè la pressione con cui l&#8217;acqua spinge sulla tenuta.</p>
<p><strong>Spinta negativa.</strong> L&#8217;acqua che preme dal lato su cui la tenuta è incollata, e tende a staccarla dal supporto.</p>
<h2 id="quanto-si-muove-un-giunto">Quanto si muove un giunto</h2>
<p>Prima di scegliere un presidio bisogna avere in mano un numero: di quanto si aprirà e si chiuderà quel giunto. I movimenti che contano vengono da tre cause, e hanno tempi molto diversi.</p>
<p>La prima è la temperatura. Il calcestruzzo si allunga di circa 10 milionesimi della sua lunghezza per ogni grado: è il coefficiente che l&#8217;Eurocodice 2 indica al punto 3.1.3, e che riprendo da una fonte secondaria, non dal testo della norma. La tabella dice che cosa significa in millimetri.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Lunghezza dell&#8217;elemento</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Salto termico 30 °C</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Salto termico 40 °C</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Salto termico 50 °C</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>10 m</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3,0 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>4,0 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5,0 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>20 m</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>6,0 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>8,0 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>10,0 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>30 m</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>9,0 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>12,0 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>15,0 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>40 m</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>12,0 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>16,0 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>20,0 mm</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 1. Dilatazione termica lineare di un elemento in calcestruzzo, con coefficiente di 10 milionesimi per grado. Valori dallo script calcoli.py. Sono variazioni di lunghezza dell&#8217;elemento: quanto di questo movimento arrivi sul singolo giunto dipende da come è vincolata la struttura.</em></p>
<p>Una soletta di venti metri esposta al sole, con un salto di quaranta gradi fra la notte d&#8217;inverno e il pomeriggio d&#8217;estate, cambia lunghezza di otto millimetri. In assoluto è poco. Per una membrana incollata sui due bordi di un vuoto largo due centimetri è moltissimo, e si ripete a ogni stagione, e in parte a ogni giornata di sole. A questo movimento ho dedicato il conto della bandella a omega nel <a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">caso studio dell&#8217;eliporto</a>.</p>
<p>La seconda causa è il ritiro. Il calcestruzzo indurito perde acqua e si accorcia, più in fretta all&#8217;inizio e poi sempre più piano. È un movimento che va quasi tutto in una direzione: il giunto si apre, e poi resta aperto. Per questo un giunto di contrazione, una volta fatto il suo lavoro, si comporta quasi come una fessura ferma.</p>
<p>La terza è il terremoto, e qui il numero lo dà la legge. Le Norme tecniche per le costruzioni del 2018, al paragrafo 7.2.1, chiedono che due edifici contigui stiano abbastanza lontani da non urtarsi durante il sisma: la norma lo chiama martellamento. La distanza fra i due edifici non può essere minore della somma degli spostamenti massimi calcolati per le due strutture. C&#8217;è poi un minimo che vale in ogni caso: un centesimo della quota dei punti che si fronteggiano, misurata dallo spiccato della fondazione, moltiplicato per due volte il rapporto ag·S/g. In quel rapporto ag è l&#8217;accelerazione di progetto al suolo, S il coefficiente che tiene conto del terreno e della topografia, g l&#8217;accelerazione di gravità. Il moltiplicatore non supera mai uno.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Quota dei punti affacciati</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>ag·S/g = 0,10</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>ag·S/g = 0,20</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>ag·S/g = 0,30</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3 m</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>6 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>12 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>18 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>6 m</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>12 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>24 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>36 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>10 m</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>20 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>40 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>60 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>15 m</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>30 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>60 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>90 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>20 m</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>40 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>80 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>120 mm</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 2. Distanza minima fra costruzioni contigue secondo il paragrafo 7.2.1 delle NTC 2018: un centesimo della quota, moltiplicato per 2·ag·S/g, con il moltiplicatore non maggiore di uno. Valori dallo script calcoli.py. È il minimo inderogabile: la distanza vera la fissa il calcolo strutturale, e può essere più grande.</em></p>
<p>A chi impermeabilizza questa tabella dice una cosa sola, ma importante. In cima a un edificio di quindici metri, in zona sismica, il vuoto fra i due corpi deve essere largo almeno sei o nove centimetri. Un vuoto così non si chiude con un cordone di sigillante e non si scavalca con una fascia piatta: ci vuole un dispositivo pensato per quella larghezza. Per decenni quel vuoto lavora poco, con la sola temperatura. Poi, in pochi secondi, può fare tutta la sua corsa, nelle tre direzioni.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1191" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig2-quanto-si-muove-un-giunto.png" alt="Due grafici: a sinistra le barre della dilatazione termica di un elemento in calcestruzzo per lunghezze da 10 a 40 metri e salti termici di 30, 40 e 50 gradi; a destra le rette del minimo di legge del giunto sismico in funzione della quota, per tre valori del rapporto ag·S/g, cioè l'accelerazione di progetto al suolo corretta per il terreno, divisa per la gravità" class="wp-image-4811" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig2-quanto-si-muove-un-giunto.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig2-quanto-si-muove-un-giunto-300x223.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig2-quanto-si-muove-un-giunto-1024x762.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig2-quanto-si-muove-un-giunto-768x572.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig2-quanto-si-muove-un-giunto-1536x1143.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 2. Quanto si muove un giunto. A sinistra la dilatazione termica dell&#8217;elemento, con il coefficiente dell&#8217;Eurocodice 2 ripreso da una fonte secondaria; a destra il minimo inderogabile della distanza fra costruzioni contigue secondo il paragrafo 7.2.1 delle NTC 2018. Valori dallo script calcoli.py; sono le tabelle 1 e 2 disegnate.</figcaption></figure>
<h2 id="le-quattro-famiglie">Le quattro famiglie</h2>
<p>Alla domanda «quanti tipi di giunto ci sono» rispondo con la classificazione dell&#8217;American Concrete Institute, così come la riporta il rapporto del Bureau of Reclamation del 2016. Le famiglie sono quattro, e si distinguono per quello che il giunto deve fare.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Famiglia</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa fa</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Si muove?</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa succede all&#8217;armatura</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Ripresa di getto, o giunto di costruzione</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il getto si ferma e riparte</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>non deve</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>attraversa il giunto</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Giunto di contrazione, o di controllo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>guida la fessura da ritiro dove decide il progetto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>poco, e quasi solo all&#8217;inizio</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>di regola si interrompe; se passa, un capo è libero di scorrere</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Giunto di dilatazione, strutturale o sismico</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>separa due parti che si muovono ognuna per conto suo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>sempre, nelle tre direzioni</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>si interrompe</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Giunto di isolamento, o perimetrale</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>stacca uno strato da un elemento fisso</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>di poco, ogni giorno</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>non c&#8217;è niente che lo attraversa</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 3. Le quattro famiglie di giunto. Classificazione dell&#8217;American Concrete Institute (rapporto ACI 224.3R-95) e della Portland Cement Association, come riportate nel rapporto tecnico del Bureau of Reclamation,<em> Joint Spacing for Concrete Structures</em>, settembre 2016. Le due colonne di destra, il movimento e l&#8217;armatura, sono una sintesi dell&#8217;autore su quelle definizioni.</em></p>
<p>Della <strong>ripresa di getto</strong> la definizione che preferisco è quella della Portland Cement Association: una sosta nel processo di costruzione, che permette l&#8217;aderenza fra il calcestruzzo nuovo e quello vecchio e non permette movimenti. Il <strong>giunto di contrazione</strong> l&#8217;ACI lo descrive come un piano di debolezza che serve a controllare la posizione delle fessure.</p>
<p>Il <strong>giunto di dilatazione</strong>, per lo stesso rapporto dell&#8217;ACI, divide l&#8217;edificio in segmenti separati. Ogni segmento si allunga e si accorcia senza danneggiare la struttura né comprometterne l&#8217;uso. Il vuoto si riempie solo con materiale comprimibile: il Bureau of Reclamation nomina il sughero, il mastice, la gomma spugnosa. Il <strong>giunto di isolamento</strong> separa due elementi che si muovono in modo diverso, e nessun ferro lo attraversa. Nelle solette a terra sta fra la soletta e quello che le è accanto: muri, pilastri, plinti, basamenti di macchine.</p>
<p>Le stesse famiglie tornano, con altri nomi, negli strati sopra la struttura. Nelle piastrellature la norma italiana è la UNI 11493-1, rifatta nel 2025 e in vigore dal 15 maggio di quell&#8217;anno. La norma non è in libera consultazione: come riportano i commenti tecnici che l&#8217;accompagnano, distingue giunti strutturali, di frazionamento, di dilatazione e perimetrali. Sulle coperture il giunto impermeabile ha tre forme: piatto, rilevato, in accostamento a una parete.</p>
<h2 id="la-matrice-ogni-famiglia-a-ogni-livello">La matrice: ogni famiglia, a ogni livello</h2>
<p>Un giunto attraversa tutto quello che trova: la struttura, l&#8217;impermeabilizzazione, la finitura. A ogni livello va trattato, e il trattamento cambia. La tabella incrocia le quattro famiglie con i tre livelli. È una sintesi mia, non sta in nessuna norma: serve a non perdere nessuna casella.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Famiglia</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Nella struttura</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Nell&#8217;impermeabilizzazione</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Nella finitura</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Ripresa di getto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>superficie pulita dal lattime; presidio dentro la sezione: waterstop, cordone idroespansivo confinato, tubo d&#8217;iniezione, lamiera rivestita</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>la tenuta passa sopra continua: qui non serve una piega</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>niente di particolare</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Giunto di contrazione</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>profilo induttore annegato, con la tenuta incorporata</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>la tenuta passa sopra continua, non aderente a cavallo del taglio</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il taglio si riporta nel massetto e nel pavimento</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Giunto di dilatazione</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>vuoto libero, riempito solo con materiale comprimibile; sotto terra, waterstop col bulbo sull&#8217;asse, ad anello chiuso</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>fascia a omega con cordone comprimibile, doppia; fissata ai lati della linea di giunto; mai tesa, mai rigida</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>giunto a pavimento separato da quello impermeabile; protezione che si può togliere</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Giunto di isolamento</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>fascia comprimibile contro muri e pilastri</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>bandella nel raccordo fra piano e parete, e risvolto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>sigillante elastico su fondo giunto, da mantenere</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 4. La matrice dei giunti: come si tratta ogni famiglia a ogni livello. Sintesi dell&#8217;autore. Le singole caselle sono sviluppate nei capitoli che seguono, ognuna con la sua fonte.</em></p>
<p>Nei cantieri che vedo i guai più grossi stanno nella terza riga, e non perché sia la più difficile. È quella in cui si sbaglia famiglia: si tratta un giunto di dilatazione come se fosse una ripresa di getto, cioè come una linea da chiudere.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="981" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig3-la-matrice-dei-giunti.png" alt="Griglia di quattro righe per tre colonne: le famiglie di giunto contro i livelli struttura, impermeabilizzazione e finitura, con in ogni casella una piccola sezione e il presidio che spetta a quel giunto" class="wp-image-4812" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig3-la-matrice-dei-giunti.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig3-la-matrice-dei-giunti-300x184.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig3-la-matrice-dei-giunti-1024x628.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig3-la-matrice-dei-giunti-768x471.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig3-la-matrice-dei-giunti-1536x942.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 3. La matrice dei giunti: ogni famiglia, a ogni livello dell&#8217;edificio. In ogni casella il presidio che spetta a quel giunto, con la piccola sezione che lo mostra. Sintesi dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<h2 id="la-ripresa-di-getto-il-giunto-che-non-deve-muoversi">La ripresa di getto: il giunto che non deve muoversi</h2>
<p>La ripresa di getto c&#8217;è sempre. Nessuna platea e nessuna parete nascono da un getto solo: il calcestruzzo si ferma una sera e riparte la mattina dopo, e sulla linea dove i due getti si toccano resta una superficie che non è mai diventata una cosa sola. All&#8217;acqua basta quello. Nel <a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">vademecum degli interrati</a> ho dedicato a questo nodo una tavola intera, la D1, con le quote e le regole di posa: qui non la ripeto, e mi fermo sul criterio.</p>
<p>Il criterio è uno. Nella ripresa di getto la tenuta si mette dentro la sezione, e lavora perché il calcestruzzo la stringe da ogni lato. Per questo i presidi di questa famiglia sono tutti annegati: waterstop, cordone bentonitico, tubo d&#8217;iniezione, e la lamiera rivestita, cioè una lamiera con un rivestimento adesivo, annegata per qualche centimetro nel primo getto. Il cordone chiude solo se è confinato, con almeno otto centimetri di calcestruzzo per lato, come ho scritto nella tavola D1; i sistemi più esigenti ne chiedono quindici. Nei lavori che contano le difese si sommano, e ho visto tavole esecutive con tutte e tre insieme, waterstop, cordone e tubo, sullo stesso giunto.</p>
<p>Le regole di posa discendono dal criterio. Il cordone si posa sul calcestruzzo pulito dal lattime e si chioda. Un cordone che si sposta con il getto rigonfia fuori posto, e apre invece di chiudere. I distanziatori dei casseri stanno lontani dal cordone: un ferro addosso al presidio è un ponte già pronto per l&#8217;acqua. Il tubo d&#8217;iniezione va fissato, con le estremità dentro scatole chiuse. Dove stanno le scatole si scrive su un elaborato che resta: altrimenti quel tubo, il giorno che serve, nessuno lo ritrova. Il waterstop si giunta con i pezzi speciali, e le giunzioni si saldano testa a testa. E c&#8217;è l&#8217;errore che si ripete più spesso: il cordone bentonitico posato il giorno prima, che si prende la pioggia e arriva al getto già gonfio. Quello si sostituisce, non si annega.</p>
<p>Che cosa distingue questa famiglia dalle altre lo dice il movimento. La ripresa di getto non si deve muovere: se si apre, non è più una ripresa, è una fessura, e i presidi annegati non sono nati per seguirla. Per questo la ripresa non si confonde con il giunto di dilatazione, anche se sulla parete finita si vedono come due righe uguali. Nella prima l&#8217;armatura passa e il getto nuovo aderisce al vecchio; nel secondo l&#8217;armatura si ferma e in mezzo resta un vuoto voluto. Le resine che lavorano dentro questi giunti le ho descritte nell&#8217;<a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">articolo sulle resine idroespansive</a>. Il modo in cui la tenuta si posa prima del getto sta in quello sulle <a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">impermeabilizzazioni pre-getto</a>.</p>
<h2 id="il-giunto-di-contrazione-la-fessura-decisa-dal-progetto">Il giunto di contrazione: la fessura decisa dal progetto</h2>
<p>Il calcestruzzo, mentre indurisce e perde acqua, si accorcia, e nei setti lunghi e nelle solette a terra si fessura da solo. Il progetto ha due strade: lasciare che le fessure si aprano dove capita, oppure indurne una dove decide lui, e presidiarla prima che si apra. La seconda strada è il giunto di contrazione. Si riduce la sezione con un intaglio o con un profilo annegato, e la fessura, che cerca la via più debole, segue quella.</p>
<p>I numeri di riferimento li dà il rapporto dell&#8217;ACI sui giunti nel calcestruzzo, come lo riporta il Bureau of Reclamation. Nelle solette a terra raccomanda un intaglio profondo un quarto dello spessore, e tagli a un passo compreso fra ventiquattro e trentasei volte lo spessore della soletta. Per una soletta di quindici centimetri vuol dire un intaglio di quasi quattro centimetri e tagli ogni tre metri e sessanta, al massimo ogni cinque e quaranta. I tagli vanno sulle linee dei pilastri e i campi devono restare quasi quadrati: un rettangolo allungato si fessura in mezzo. Il taglio si fa appena il calcestruzzo regge la lama senza sgranarsi, prima che la soletta si fessuri da sola: il momento giusto dipende dal getto e dal clima, ed è pratica di cantiere, non un numero di norma.</p>
<p>Nelle strutture che devono tenere l&#8217;acqua il giunto di contrazione ha una regola in più, che ho scritto nella tavola D11 del vademecum: l&#8217;induttore e la tenuta viaggiano insieme. Un giunto indotto senza presidio dentro è una fessura organizzata ma aperta. In vasca bianca il waterstop verticale lavora lui stesso da induttore, perché riduce la sezione e insieme la tiene. Le guide del profilo si montano in fori dedicati, con i diametri e le profondità della scheda: l&#8217;elemento legato male all&#8217;armatura si sposta con il getto, e la fessura si apre fuori dalla linea prevista.</p>
<p>Sopra la struttura il giunto di contrazione va riportato. Una volta aperto è una fessura sottile ma vera: se il massetto e il pavimento gli passano sopra continui, la fessura risale attraverso di loro e compare nel pavimento come una crepa a caso. Il taglio si riporta negli strati sopra, sulla stessa linea, e si sigilla. La tenuta, invece, passa sopra continua, ma a cavallo del taglio non si incolla a pieno: si lascia una fascia non aderente, così la fessura sotto non la innesca. Sono due regole di cantiere mie, che le fonti citate non scrivono in questa forma e che dichiaro come tali.</p>
<h2 id="il-giunto-di-dilatazione-la-tenuta-ha-una-riserva-di-lunghezza">Il giunto di dilatazione: la tenuta ha una riserva di lunghezza</h2>
<p>Quello che segue vale per ogni giunto di dilatazione, in qualunque punto dell&#8217;edificio stia. Il vuoto resta vuoto, e si riempie solo con un materiale comprimibile che possa schiacciarsi quando il giunto si chiude. L&#8217;armatura si ferma ai due lati. La tenuta ha una riserva di lunghezza, e quella riserva è la sua unica difesa: una tenuta tesa da un bordo all&#8217;altro, alla prima apertura del giunto, lavora in trazione pura e si strappa dove è più debole, che di solito è l&#8217;incollaggio. Le tenute sono due, perché la prima, presto o tardi, cede e la seconda deve reggere finché qualcuno se ne accorge. E il giunto deve restare ispezionabile, perché è la parte dell&#8217;edificio che ha la vita più breve e va rifatta più volte.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1152" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig4-il-giunto-sulla-copertura.png" alt="Due sezioni affiancate di un giunto di dilatazione su una copertura a membrana: a sinistra il giunto piatto con i cordoli di rialzo smussati, il primo omega nel taglio, il cordone comprimibile e il secondo omega; a destra il giunto rilevato su due muretti con la scossalina a cappellotto fissata su un lato solo" class="wp-image-4813" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig4-il-giunto-sulla-copertura.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig4-il-giunto-sulla-copertura-300x216.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig4-il-giunto-sulla-copertura-1024x737.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig4-il-giunto-sulla-copertura-768x553.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig4-il-giunto-sulla-copertura-1536x1106.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 4. Il giunto di dilatazione su una copertura, piatto e rilevato. I cordoli di rialzo in malta, smussati a quarantacinque gradi; la tenuta fissata ai due lati della linea di giunto; il doppio omega, negativo nel taglio e positivo sopra il cordone comprimibile; nel giunto rilevato la scossalina fissata su un muretto solo, con la staffa che la lascia scorrere sull&#8217;altro, e il punto di sfogo dell&#8217;omega. Dalle due puntate di Broccolino del 2011; le quote del rialzo stanno nel testo.</figcaption></figure>
<h3>Sotto terra</h3>
<p>Sotto terra il giunto di dilatazione è l&#8217;unico giunto progettato per muoversi, e il suo presidio si dimensiona, non si sceglie a catalogo. Il waterstop di dilatazione ha un bulbo al centro, che va a stare esattamente sull&#8217;asse del vuoto: quando il giunto si apre il bulbo si deforma, e il resto del profilo resta annegato. La larghezza del profilo si sceglie sul battente d&#8217;acqua e sul movimento atteso, composto nelle tre direzioni. La linea guida austriaca sulle vasche bianche, che è il riferimento di fatto perché una norma di prodotto italiana o europea per i waterstop non esiste, chiede larghezze minime di 240 millimetri fino a cinque metri di battente e di 320 fra cinque e venti: sono i numeri della tavola D2 del vademecum, riscontrati su documentazione tecnica concordante, perché il testo della linea guida è a pagamento.</p>
<p>C&#8217;è poi la regola che i progetti dimenticano più spesso: il sistema dei giunti deve essere chiuso. Il waterstop gira attorno a tutta la vasca come un anello, e dove cambia direzione si usano i pezzi speciali. Un profilo che finisce nel nulla lascia aperta la porta che doveva chiudere: l&#8217;acqua aggira la fine del profilo e rientra da lì. Le giunzioni si saldano testa a testa, mai sovrapposte, perché la sovrapposizione è il punto in cui l&#8217;anello si apre. Durante il getto il profilo va sostenuto, con il bulbo sull&#8217;asse: un bulbo annegato fuori asse lavora come un profilo qualunque, cioè non lavora.</p>
<p>Due materiali restano fuori da questa famiglia, e lo dicono i loro stessi produttori. I teli bentonitici, che chiudono per rigonfiamento confinato, sui giunti di dilatazione sono esclusi. Le resine rigide non ci vanno: non seguono il movimento e si spaccano. Sul lato esterno, quando la struttura è già gettata o è prefabbricata, la seconda occasione è la bandella incollata a cavallo del giunto. In spinta negativa, cioè quando l&#8217;acqua preme dal lato dove la bandella è incollata e tende a staccarla, l&#8217;adesivo da solo non basta: la bandella si tiene contro il supporto con un fissaggio meccanico lungo i bordi.</p>
<h3>Sulle coperture a membrana</h3>
<p>Sulle coperture il giunto di dilatazione impermeabile ha tre forme, e l&#8217;architetto Antonio Broccolino le ha descritte una per una nel 2011: il giunto piatto, che sta al livello del piano di scorrimento dell&#8217;acqua; il giunto rilevato, che sale su due muretti paralleli; il giunto in accostamento a una parete, dove la copertura finisce contro un edificio che si muove per conto suo. Le regole che seguono vengono dalle sue due puntate e dal Codice di Pratica delle coperture continue dell&#8217;IGLAE, che non è in libera consultazione: le sue prescrizioni arrivano qui attraverso i passi che Broccolino riporta per esteso.</p>
<p>La prima regola è che il giunto divide la copertura in campi. Dove le pendenze lo permettono, il Codice di Pratica, nel passo che Broccolino riporta, chiede di sollevare l&#8217;alloggiamento del giunto su due piccoli cordoli di malta, uno per lato del taglio, larghi ciascuno fra quindici e trenta centimetri e alti quanto basta perché l&#8217;attacco della tenuta stia almeno tre centimetri sopra la parte corrente. Serve a due cose: il giunto lavora senza acqua sopra, e se un giorno gocciola dentro si capisce da quale campo arriva l&#8217;acqua. I cordoli si fanno in malta cementizia aggrappata al supporto, e Broccolino insiste che non si fanno con listelli di legno o con mattoni: sotto un elemento staccato dal supporto l&#8217;acqua passa e gocciola nel taglio, e la ricerca della causa diventa un rompicapo. Il lato del cordolo verso il taglio si smussa a quarantacinque gradi, perché lì si appoggia il soffietto. Si smussa anche il lato opposto, per raccordarsi al piano. La tenuta si fissa ai due lati della linea di giunto, con fissaggio meccanico o con incollaggio tenace: così il giunto ha uno spazio e una direzione di movimento definiti, e il soffietto non scappa dalla sua sede.</p>
<p>La seconda regola è il soffietto. La tenuta non attraversa il vuoto tesa: scende dentro con una piega, che è l&#8217;omega negativo. Dentro la piega si mette un cordone comprimibile a sezione tonda, in polietilene espanso, in treccia di lana di roccia o in un compound elastomerico. Sopra il cordone passa una seconda fascia, l&#8217;omega positivo, che lo scavalca. È il doppio soffietto, e Broccolino lo chiama la metodologia corretta: quando il giunto si apre, prima si distendono le pieghe e solo dopo si tende la membrana. Il diametro del soffietto, scrive Broccolino, non scende sotto i cinquanta millimetri, e si verifica sul movimento previsto. Le fasce si posano nel senso del giunto, per evitare il più possibile le saldature di testa, che sotto le torsioni del movimento tendono a pelarsi; dove una saldatura di testa è inevitabile si allarga ad almeno venti centimetri di sormonto, e si sfalsa fra un livello e l&#8217;altro. Se l&#8217;omega positivo ostacola il deflusso dell&#8217;acqua, si fa il solo omega negativo, si riempie la piega con un cordone impermeabile e si copre con una striscia larga, saldata ai due lati e lasciata lasca in mezzo, che protegge la piega da acqua e terriccio: la tenuta resta l&#8217;omega negativo che sta sotto. Per i soffietti servono membrane elastomeriche della qualità migliore, perché è lì che si gioca l&#8217;elasticità nel tempo.</p>
<p>Il giunto rilevato, su muretti, tiene la linea di giunto sopra il livello dove l&#8217;acqua scorre: se il soffietto si rompe, l&#8217;acqua che può entrare è quella che arriva fin lassù, non quella che scorre sul piano. La testa dei muretti si copre con una scossalina a cappellotto, fissata su uno solo dei due muretti e trattenuta sull&#8217;altro da staffe che la lasciano scorrere: se la si fissa su tutti e due, il movimento del giunto la strappa. Sotto la scossalina si fa comunque un omega negativo, che raccoglie l&#8217;acqua entrata dalle giunzioni della lamiera. A quell&#8217;omega si dà almeno un punto di sfogo su un lato.</p>
<p>Il giunto in accostamento a una parete è il più insidioso. Il Codice di Pratica, nella citazione di Broccolino, dice che i giunti di dilatazione al piede di un risvolto verticale sono assolutamente da evitare: la linea di giunto va sollevata oltre il livello di scorrimento dell&#8217;acqua, con un muretto o con una scossalina. La ragione è che lì il soffietto subisce due forze insieme, l&#8217;apertura e la chiusura del giunto e la traslazione verticale dell&#8217;edificio adiacente, e le due componenti perpendicolari producono torsioni che una membrana bituminosa non regge. Se proprio il soffietto deve stare contro la parete, si fa almeno un cordolo rialzato di tre centimetri sulla parte piana, smussato come gli altri, e la tenuta si fissa meccanicamente sia sul cordolo sia sulla parete, subito sopra il soffietto. La scossalina che protegge il giunto a parete si fissa solo alla parete: anche qui, un fissaggio su tutti e due i lati la mette in trazione.</p>
<h3>Sotto un pavimento</h3>
<p>Quando la copertura è pavimentata, il giunto raddoppia. Sopra la tenuta c&#8217;è una protezione pesante fissa, piastrelle, massetto o conglomerato, e quella protezione si muove anche lei: le serve un giunto suo, il giunto a pavimento, o giunto meccanico. Broccolino lo scrive senza mezzi termini: sotto una protezione pesante fissa il giunto a pavimento c&#8217;è sempre, e non deve interferire né con il giunto impermeabile né con la tenuta. I due giunti stanno uno sopra l&#8217;altro e lavorano separati. Il giunto impermeabile fa la tenuta, con il suo soffietto; il giunto meccanico regge il traffico, ed è vincolato nello spessore della pavimentazione, non alla tenuta.</p>
<p>Questa separazione è anche quello che rende il giunto riparabile. Il giunto meccanico si smonta senza danneggiarlo, si ripara la tenuta sotto, e lo si rimette. Sotto una pavimentazione rigida che scavalca il giunto senza un suo giunto, invece, la tenuta è murata: per guardarla bisogna demolire. Sotto una pavimentazione galleggiante, su quadrotti e sostegni, il soffietto si protegge con lastre o profili appoggiati a cavallo del giunto. Si sollevano a mano, e il giunto resta ispezionabile.</p>
<p>Un caso a parte sono i giunti prefabbricati integrati, quelli in cui il profilo meccanico porta già le sue ali di gomma da collegare alla tenuta. Sulle membrane bituminose, avverte Broccolino, il collegamento è spesso il punto debole. Le ali sono in gomma sintetica, e la gomma con il bitume si incolla soltanto, a fiamma o con adesivi, senza la compenetrazione delle mescole che si ha fra due membrane bituminose. Un incollaggio così a volte è precario. Quando invece la membrana della copertura è dello stesso materiale delle ali, per esempio una membrana sintetica, la saldatura per termofusione funziona. Il vantaggio dei giunti integrati resta il vincolo robusto alla struttura, ed è per questo che sui viadotti si usano loro. Sulle coperture pavimentate, anche carrabili con traffico lento, la soluzione più semplice e più riparabile resta quella tradizionale: soffietto sotto, giunto meccanico sopra, svincolati.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1279" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig5-il-giunto-sotto-un-pavimento.png" alt="Assonometria in spaccato di un giunto di dilatazione sotto un pavimento: i due solai col vuoto in mezzo, il primer, il manto del campo che si ferma al bordo, la prima fascia che scende nel vuoto a omega, il cordone comprimibile, la seconda fascia, lo strato di separazione, la lastra di protezione amovibile, la pavimentazione che si ferma prima del giunto e i giunti sigillati ai lati della lastra" class="wp-image-4814" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig5-il-giunto-sotto-un-pavimento.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig5-il-giunto-sotto-un-pavimento-300x240.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig5-il-giunto-sotto-un-pavimento-1024x819.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig5-il-giunto-sotto-un-pavimento-768x614.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig5-il-giunto-sotto-un-pavimento-1536x1228.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 5. Il giunto di dilatazione sotto un pavimento, strato per strato. Davanti il giunto finito in sezione, andando indietro gli strati finiscono uno alla volta: il manto del campo si ferma al bordo (5), la prima fascia scende nel vuoto a omega (6) con il cordone comprimibile dentro (7), la seconda fascia copre il cordone (8), sopra lo strato di separazione (9) posa la lastra amovibile (10), e la pavimentazione (11) si ferma prima del giunto con i giunti sigillati ai lati (12). È la stessa tavola della guida ai sistemi di impermeabilizzazione, in preparazione.</figcaption></figure>
<h3>Sui piani carrabili</h3>
<p>Sui piani carrabili il giunto meccanico diventa un elemento a piastra, ancorato con barre filettate nei due impalcati, posato a filo della pavimentazione: se sporge lo prendono le ruote, gli ancoraggi si allentano, l&#8217;elemento comincia a battere e da lì si strappa la sigillatura. A un giunto carrabile che perdeva, e che non si poteva fermare per rifarlo, ho dedicato il <a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">caso studio dell&#8217;eliporto</a>. Lì ho riportato che cosa chiede ai giunti a piastra il documento europeo di valutazione, l&#8217;EAD 120110-00-0107. Qui ne riprendo tre prescrizioni. Il giunto non deve lasciar entrare acqua nella struttura né accumularla dentro di sé. Dove si usano elementi prefabbricati, la tenuta fra gli elementi deve essere stagna. Sotto ci vuole in più un sistema di impermeabilizzazione secondario, nella forma di una membrana continua: nella pratica è la bandella posata a omega. E per i giunti che in superficie non sono sigillati va previsto un drenaggio secondario subito sotto, ispezionabile, con lo scarico allontanato dalla struttura.</p>
<p>Lo stesso documento dà il numero che spiega perché questo lavoro tocca prima o poi a chiunque abbia un giunto carrabile: la vita utile di progetto della famiglia è di cinquant&#8217;anni, ma le parti in gomma o in polimero sostituibili hanno una vita utile minima di quindici. Il giunto dura quanto l&#8217;opera; le sue parti che tengono l&#8217;acqua no. Broccolino aggiunge un dettaglio di posa. Il giunto meccanico in acciaio a scorrimento si monta preassemblato in tutti i suoi pezzi, così la piastra si livella bene. A lavoro finito i fissaggi provvisori su un lato si tolgono: se restano, la piastra non scorre e il giunto è bloccato.</p>
<h3>Con i sistemi liquidi e cementizi</h3>
<p>Dove la tenuta è una membrana liquida, un cementizio elastico o una resina, il giunto di dilatazione non si attraversa con il prodotto del campo. Nessun rivestimento steso a spatola o a rullo, per quanto elastico, regge per anni l&#8217;apertura di un vuoto largo un centimetro: il suo allungamento è pensato per le fessure, non per i giunti. Il rivestimento si interrompe ai due lati del vuoto e in mezzo passa una bandella elastica, incollata sui due bordi con un adesivo epossidico e lasciata scendere nel vuoto a omega, esattamente come le membrane. Anche questa è una regola che nelle fonti citate non è scritta in questa forma, e la dichiaro come pratica dell&#8217;autore.</p>
<p>Per la bandella vale il conto che ho fatto nel caso dell&#8217;eliporto, con i dati della scheda tecnica di un nastro in poliolefina flessibile. Il nastro si rompe solo con allungamenti enormi. Il limite che la scheda fissa è un altro: oltre un allungamento del venticinque per cento della parte non incollata, il nastro non torna più indietro, e quello è il vincolo che conta. Lavora solo il tratto libero. Un nastro largo trecento millimetri incollato per cento per lato ha cento millimetri liberi, e la corsa ammessa è di venticinque. Con una piega profonda quaranta millimetri lo sviluppo libero diventa centottanta e la corsa sale a quarantacinque; con ottanta, a sessantacinque. Stesso nastro, stesso incollaggio, corsa più che raddoppiata: è cambiato solo quanto nastro è rimasto dentro il vuoto.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Profondità della piega</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Sviluppo del tratto libero</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Corsa ammessa</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0 mm, nastro teso</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>100 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>25 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>20 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>140 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>35 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>40 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>180 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>45 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>60 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>220 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>55 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>80 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>260 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>65 mm</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 5. La corsa ammessa di una bandella larga 300 millimetri, incollata per 100 millimetri per lato, al variare della profondità della piega. Quota del 25 per cento dalla scheda tecnica citata nel caso studio dell&#8217;eliporto; la geometria della piega è una lettura dell&#8217;autore. Valori dallo script calcoli.py.</em></p>
<h2 id="i-giunti-nelle-finiture">I giunti nelle finiture</h2>
<p>Sopra la tenuta ci sono il massetto e il pavimento, e anche loro hanno i loro giunti. La norma italiana delle piastrellature, la UNI 11493-1 nell&#8217;edizione del 2025, non è in libera consultazione; come riportano i commenti tecnici che l&#8217;accompagnano, distingue quattro tipi: i giunti strutturali, che interessano tutta la stratigrafia; i giunti di frazionamento, che dividono in campi la piastrellatura e parte del massetto; i giunti di dilatazione, che interessano la sola piastrellatura; i giunti perimetrali, che corrono lungo pareti, pilastri e scale. Attenzione al nome. Quello che il piastrellista chiama giunto di dilatazione è un taglio nella sola piastrellatura. Il giunto di dilatazione della struttura, nel lessico delle piastrellature, si chiama giunto strutturale. La regola che ne discende, e che applico sempre, è che un giunto strutturale si riporta identico in tutti gli strati, adesivo e piastrella compresi. Una piastrella posata a cavallo di un giunto strutturale si spacca alla prima stagione, e prima di spaccarsi strappa quello che ha sotto.</p>
<p>Il giunto perimetrale è il giunto di isolamento delle finiture. Il massetto e il pavimento si muovono con la temperatura e con l&#8217;umidità; la parete no. Se i due sono a contatto rigido, il movimento del piano si scarica contro il muro, e da lì partono le lesioni. Per questo fra il piano e ogni elemento verticale resta una fascia comprimibile nel massetto, e sopra un giunto elastico nel pavimento. L&#8217;ho scritto per i <a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">balconi</a> e per i <a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">bagni</a>. Quel giunto elastico però non è la tenuta. La tenuta sta sotto, nel raccordo fra piano e parete, ed è la bandella annegata nella membrana. Il sigillante in superficie è manutenzione: si screpola, si stacca, si rifà. Se sotto non c&#8217;è la bandella, il giorno in cui il sigillante cede l&#8217;acqua entra, e la <a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">soglia</a> lo insegna meglio di ogni altro punto.</p>
<p>Anche il sigillante si sceglie sul movimento. La norma dei sigillanti per l&#8217;edilizia, la UNI EN ISO 11600 nell&#8217;edizione del 2011, li classifica per tipo e per classe: il tipo F per i giunti dell&#8217;edilizia, il tipo G per le vetrazioni, e le classi 25, 20, 12,5 e 7,5, che sono la capacità di movimento in percentuale della larghezza del giunto. Il testo della norma è a pagamento: tipi e classi li riprendo dai documenti tecnici che la citano. Il conto è semplice: la larghezza minima del giunto è il movimento atteso diviso per la classe. Per movimento atteso intendo di quanto il giunto si apre o si chiude rispetto alla larghezza che ha quando lo si sigilla. Un giunto che si apre o si chiude di due millimetri vuole otto millimetri di larghezza con un sigillante di classe 25, e sedici con uno di classe 12,5.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Movimento atteso</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Classe 7,5</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Classe 12,5</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Classe 20</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Classe 25</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>14 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>8 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>4 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>27 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>16 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>10 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>8 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>40 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>24 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>15 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>12 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>67 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>40 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>25 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>20 mm</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 6. Larghezza minima di un giunto sigillato perché il sigillante lavori dentro la sua classe di capacità di movimento: movimento diviso classe, arrotondato per eccesso al millimetro. Classi della UNI EN ISO 11600:2011, riprese non direttamente. Valori dallo script calcoli.py.</em></p>
<p>Il cordone di sigillante segue la stessa logica della bandella: deve poter lavorare. Si mette prima il fondo giunto, un cordone comprimibile che regola la profondità del sigillante e gli impedisce di attaccarsi sul fondo. Il rapporto fra profondità e larghezza lo prescrive la scheda del sigillante. Il sigillante aderisce così sui due fianchi soltanto, e si allunga come una fascia; se aderisce anche sul fondo, lavora su tre lati e si strappa. Anche queste sono regole di cantiere, che le schede dei produttori riportano e che qui dichiaro come pratica dell&#8217;autore.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1181" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig6-la-bandella-e-il-sigillante.png" alt="A sinistra due sezioni della bandella sul giunto, tesa e con la piega, e la curva della corsa ammessa in funzione della profondità della piega; a destra il giunto sigillato fatto bene, con il fondo giunto, e quello sbagliato incollato su tre lati, con la tabella delle larghezze minime per classe di sigillante" class="wp-image-4815" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig6-la-bandella-e-il-sigillante.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig6-la-bandella-e-il-sigillante-300x221.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig6-la-bandella-e-il-sigillante-1024x756.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig6-la-bandella-e-il-sigillante-768x567.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig6-la-bandella-e-il-sigillante-1536x1134.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 6. Lavora solo il tratto libero. A sinistra la bandella sul giunto: tesa, la corsa ammessa è un quarto del tratto libero; con la piega di quaranta millimetri quasi raddoppia. A destra il giunto sigillato: con il fondo giunto il sigillante aderisce sui due fianchi e si allunga; incollato anche sul fondo si strappa. La tabella dà la larghezza minima del giunto per classe di sigillante. Valori dallo script calcoli.py.</figcaption></figure>
<h2 id="dove-si-rompe">Dove si rompe</h2>
<p>Le rotture dei giunti hanno un catalogo corto. Nella tabella metto quello che si vede, che cosa è successo, e quale confusione di famiglia c&#8217;è dietro.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Quello che si vede</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa è successo</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>La famiglia sbagliata</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Membrana strappata lungo una riga dritta</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>tenuta tesa da un bordo all&#8217;altro di un giunto di dilatazione, senza piega</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il giunto di dilatazione trattato come una ripresa di getto</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Resina o malta spaccata dentro il vuoto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>materiale rigido in un giunto che si muove</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il giunto di dilatazione trattato come una ripresa di getto</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Acqua che rientra alla fine di un profilo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>waterstop di dilatazione che finisce nel nulla: l&#8217;anello non è chiuso</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>giunto progettato a tratti, non a sistema</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Telo bentonitico gonfio e aperto sul giunto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>telo attivo su un giunto di dilatazione, dove i produttori lo escludono</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il giunto di dilatazione trattato come una ripresa di getto</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Soffietto lacerato e schiacciato</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>omega senza cordone comprimibile, o troppo piccolo per il movimento</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>soffietto disegnato, non dimensionato</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Gocciolamento dentro il taglio, impossibile capire da dove</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>cordoli di rialzo fatti con listelli o mattoni, o assenti: i campi non sono separati</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>giunto senza compartimentazione</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Pavimento crepato sopra la riga del giunto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>pavimentazione rigida continua sopra il giunto, senza giunto meccanico</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il giunto a pavimento dimenticato</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Scossalina strappata sul giunto rilevato</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>cappellotto fissato su tutti e due i muretti</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>protezione trattata come fissa</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Tenuta strappata al piede della parete</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>soffietto posato al piede del risvolto verticale, che il Codice di Pratica dice da evitare</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>giunto a parete non rilevato</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Piastrelle spaccate lungo una riga</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>piastrellatura a cavallo di un giunto strutturale</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>giunto strutturale non riportato in finitura</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Silicone rifatto ogni anno, macchia sempre uguale</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il sigillante è manutenzione, sotto manca la bandella</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>giunto perimetrale confuso con la tenuta</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Tubo che attraversa il giunto rilevato</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>un impianto ha carotato il giunto per non fare una curva</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il giunto usato come passaggio</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 7. Le rotture ricorrenti dei giunti. Le righe 2, 3 e 4 vengono dalla tavola D2 del vademecum degli interrati; le righe 5, 6, 9 e 12 dagli errori fotografati e commentati da Broccolino nel 2011; le righe 1, 7, 8, 10 e 11 dall&#8217;esperienza dell&#8217;autore.</em></p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1171" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig7-dove-si-rompe.png" alt="Quattro pannelli con gli errori ricorrenti dei giunti: la membrana tesa che si strappa sul giunto aperto, il pavimento continuo che crepa sopra il giunto senza giunto meccanico, il soffietto al piede della parete che si torce, e in pianta il waterstop che finisce nel nulla con l'acqua che aggira la fine del profilo" class="wp-image-4816" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig7-dove-si-rompe.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig7-dove-si-rompe-300x220.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig7-dove-si-rompe-1024x749.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig7-dove-si-rompe-768x562.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig7-dove-si-rompe-1536x1124.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 7. Dove si rompe: tre errori in sezione e uno in pianta. La membrana tesa (A), il pavimento continuo senza giunto meccanico (B), il soffietto al piede di una parete (C), il waterstop che finisce nel nulla (D). In rosso il percorso dell&#8217;acqua e la rottura, in verde il rimedio accennato. Gli altri casi stanno nella tabella 7.</figcaption></figure>
<h2 id="come-si-controlla-e-come-si-collauda">Come si controlla e come si collauda</h2>
<p>Un giunto si controlla prima di coprirlo, perché dopo non lo vede più nessuno. Per la ripresa di getto la lista è corta: la superficie pulita dal lattime, il cordone chiodato su calcestruzzo sano e ancora asciutto, il tubo fissato con le scatole chiuse, i distanziatori lontani dal presidio. Si fotografa tutto prima del getto, e la fotografia si conserva con la posizione delle scatole: è l&#8217;unica prova che resterà. Per il giunto di dilatazione sotto terra si verificano quattro cose: l&#8217;anello è chiuso; agli angoli ci sono i pezzi speciali; le giunzioni sono saldate testa a testa; il bulbo sta sull&#8217;asse del vuoto, sostenuto.</p>
<p>Sulle coperture il controllo segue le regole del capitolo precedente, e si può fare con gli occhi e con un metro. I cordoli sono in malta aggrappata? Sono smussati sui due lati? La tenuta è fissata ai lati della linea di giunto? Il soffietto ha il cordone dentro, e la sua piega ha il diametro previsto? Le fasce corrono nel senso del giunto? Dove finiscono, il sormonto è di almeno venti centimetri e i due livelli sono sfalsati? La scossalina è fissata su un lato solo? Sotto la pavimentazione, il giunto meccanico c&#8217;è, ed è separato dalla tenuta? Ogni risposta negativa è un punto da cui l&#8217;acqua entrerà.</p>
<p>Il collaudo di un giunto è la prova d&#8217;acqua, e la compartimentazione della copertura la rende leggibile: si allaga un campo alla volta, con qualche centimetro d&#8217;acqua, e si guarda sotto per almeno un giorno intero: battente e durata sono la mia pratica, non una norma. Sotto terra, il tubo d&#8217;iniezione è l&#8217;unico presidio che si collauda prima dell&#8217;esercizio, mettendolo in pressione, e che si può riaprire anni dopo. A un anno si torna a guardare le cose che si consumano: i sigillanti dei giunti perimetrali, le scossaline, i punti di sfogo dei giunti rilevati, le lastre amovibili sopra i soffietti. E si mette in calendario la sostituzione delle parti in gomma dei giunti carrabili, che per il documento europeo hanno una vita utile minima di quindici anni: chi aspetta che perdano ha già l&#8217;acqua nella struttura.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1067" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig8-la-scheda-di-controllo.png" alt="Scheda di controllo in quattro colonne, una per famiglia di giunto, con le caselle da spuntare prima di coprire, e sotto la linea del tempo dei controlli: prima del getto, prima di coprire, al collaudo, a un anno, a quindici anni" class="wp-image-4817" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig8-la-scheda-di-controllo.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig8-la-scheda-di-controllo-300x200.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig8-la-scheda-di-controllo-1024x683.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig8-la-scheda-di-controllo-768x512.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig8-la-scheda-di-controllo-1536x1024.png 1536w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig8-la-scheda-di-controllo-900x600.png 900w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 8. La scheda di controllo: che cosa si guarda prima di coprire, per famiglia, e quando si torna a guardare. Le voci vengono dai capitoli dell&#8217;articolo, con le loro fonti.</figcaption></figure>
<h2 id="in-sintesi">In sintesi</h2>
<p>1. <strong>Sul giunto si impermeabilizza un movimento.</strong> Prima di scegliere il presidio si stabilisce di quanto il giunto si aprirà e si chiuderà, e con quali tempi: temperatura, ritiro, sisma. 2. <strong>Le famiglie sono quattro</strong>: ripresa di getto, giunto di contrazione, giunto di dilatazione, giunto di isolamento. È la classificazione dell&#8217;American Concrete Institute, e si ritrova a tutti i livelli dell&#8217;edificio con nomi diversi. 3. <strong>La ripresa di getto non si deve muovere</strong>, e la sua tenuta sta dentro la sezione: waterstop, cordone bentonitico confinato, tubo d&#8217;iniezione, lamiera. Lavora perché il calcestruzzo la stringe. 4. <strong>Il giunto di contrazione decide dove passa la fessura</strong>: intaglio di un quarto dello spessore, passo fra 24 e 36 volte lo spessore, e nelle vasche l&#8217;induttore porta la tenuta con sé. 5. <strong>Il giunto di dilatazione resta vuoto</strong>, con dentro solo un materiale comprimibile, e la sua tenuta ha una riserva di lunghezza: il bulbo del waterstop sotto terra, il soffietto a omega sulle coperture, la piega della bandella nei sistemi liquidi. 6. <strong>Il sistema dei giunti sotto terra è un anello chiuso</strong>, con le giunzioni saldate testa a testa. Teli bentonitici e resine rigide su un giunto di dilatazione sono esclusi. 7. <strong>Sulle coperture il giunto si rialza su due cordoli di malta e divide la copertura in campi</strong>: almeno tre centimetri sopra la parte corrente, smussi a quarantacinque gradi, tenuta fissata ai due lati della linea di giunto, fasce nel senso del giunto. 8. <strong>Sotto un pavimento i giunti sono due</strong>, quello impermeabile e quello meccanico, uno sopra l&#8217;altro e separati: così il giunto regge il traffico e resta riparabile. 9. <strong>Il giunto in zona sismica ha una larghezza minima di legge</strong>: un centesimo della quota, moltiplicato per due volte il rapporto ag·S/g, cioè l&#8217;accelerazione di progetto al suolo corretta per il terreno, divisa per la gravità; e comunque non meno della somma degli spostamenti calcolati. 10. <strong>Nelle finiture il sigillante è manutenzione, la tenuta sta sotto.</strong> Il giunto perimetrale si dimensiona sulla classe del sigillante, e il giunto strutturale si riporta identico in ogni strato. 11. <strong>Un giunto si controlla prima di coprirlo e si fotografa.</strong> Il collaudo è la prova d&#8217;acqua per campi, e le parti che si consumano hanno una data di sostituzione, non un&#8217;attesa.</p>
<h2 id="dal-cantiere">Dal cantiere</h2>
<p>La prima cosa che cerco, quando mi chiamano per una macchia a riga, è il disegno. Se esiste, guardo se dice a quale famiglia appartiene il giunto: quasi sempre dice «giunto» e basta, e da lì in poi ognuno ha messo quello che aveva. Se il disegno non esiste, lo ricostruisco con quello che vedo: se l&#8217;armatura passa o si ferma, se in mezzo c&#8217;è un vuoto o due getti che si toccano, se sopra c&#8217;è un giunto meccanico o una pavimentazione continua. Dieci minuti così valgono più di qualunque prodotto.</p>
<p>La seconda cosa che ho imparato a guardare è la lunghezza della tenuta sul giunto. Una membrana tesa si riconosce a occhio: è piatta, è lucida, e sotto non ha niente. Una membrana che lavora ha una piega e dentro la piega un cordone. Quando trovo quella piega, la scossalina fissata da un lato solo e il giunto meccanico sopra, so che chi ha fatto quel lavoro aveva capito il problema. Di solito, in quei casi, il giunto non è il colpevole.</p>
<p>La terza è la domanda sul giunto sismico, che faccio sempre quando i due corpi di fabbrica hanno età diverse. Il vuoto fra due edifici si chiude con i più strani materiali, dal polistirolo alla schiuma, e sopra ci si mette un profilo. Poi arriva la domanda sulla tenuta, e si scopre che nessuno ha mai pensato a quanto quel vuoto deve potersi muovere. Il presidio giusto, lì, si compra dopo aver letto il calcolo strutturale, non prima.</p>
<p>Infine il silicone. Lo trovo rifatto tre, quattro volte, con colori diversi, sullo stesso giunto perimetrale di una terrazza. Ogni volta qualcuno ha pensato di aver risolto. Quando apro, sotto non c&#8217;è la bandella. Il silicone non era il problema, e non era nemmeno la soluzione: era l&#8217;unica cosa che si vedeva.</p>
<h2 id="domande-frequenti">Domande frequenti</h2>
<p><strong>Il giunto di dilatazione si può riempire di malta, così l&#8217;acqua non entra?</strong><br />No. Il giunto di dilatazione esiste per lasciar muovere due parti della costruzione, e la malta che lo riempie si spacca alla prima stagione, lasciando una fessura peggiore di prima. Il vuoto si riempie solo con un materiale comprimibile, e l&#8217;acqua si ferma con una tenuta che ha una riserva di lunghezza: il waterstop con il bulbo sotto terra, il soffietto a omega sulle coperture, la bandella a omega nei sistemi liquidi.</p>
<p><strong>Basta rifare il silicone sul giunto che perde?</strong><br />Il silicone di un giunto perimetrale è una manutenzione, e va rifatto quando si screpola. Se però la macchia torna uguale dopo ogni rifacimento, il problema non è il sigillante: sotto manca la tenuta nel raccordo, cioè la bandella annegata nella membrana, e nessun sigillante la sostituisce. In quel caso il giunto va aperto e la tenuta va ricostruita.</p>
<p><strong>Come distinguo a occhio una ripresa di getto da un giunto di dilatazione?</strong><br />Nella ripresa di getto i due calcestruzzi si toccano senza vuoto, e l&#8217;armatura passa da una parte all&#8217;altra. Nel giunto di dilatazione c&#8217;è un vuoto voluto, largo da un centimetro a qualche centimetro, riempito con un materiale morbido, e l&#8217;armatura si ferma ai due lati. Sulla parete finita si vedono come due righe uguali: bisogna guardare il disegno, oppure sondare il vuoto.</p>
<p><strong>Il waterstop serve anche in una cantina piccola?</strong><br />La ripresa di getto fra platea e parete c&#8217;è anche nella cantina più piccola, e una ripresa senza presidio perde in una cantina piccola come in una grande. Il presidio si sceglie sul battente e sull&#8217;uso del locale, come ho scritto nel vademecum degli interrati: dove il battente è basso può bastare il cordone bentonitico confinato, dove è alto le difese si sommano. Quello che non cambia è che un presidio nella ripresa ci deve essere, e va posato prima del secondo getto.</p>
<p><strong>Posso posare le piastrelle a cavallo di un giunto strutturale?</strong><br />No. Il giunto strutturale attraversa tutta la stratigrafia, e si riporta identico nel massetto, nell&#8217;adesivo e nella piastrellatura, con un profilo o con un giunto sigillato sulla stessa linea. La piastrella posata a cavallo si spacca, e nel farlo strappa la tenuta sotto.</p>
<p><strong>Il giunto che perde si ripara dall&#8217;interno con un&#8217;iniezione?</strong><br />Dipende dalla famiglia. Nella ripresa di getto sì: se c&#8217;è il tubo d&#8217;iniezione si usa quello, altrimenti si inietta nella ripresa una resina idroespansiva, come ho descritto nell&#8217;articolo sulle resine. Nel giunto di dilatazione una resina rigida è un errore: non segue il movimento e si spacca. Una resina idroespansiva flessibile può fermare una venuta d&#8217;acqua anche lì, e nell&#8217;articolo sulle resine ho mostrato un giunto all&#8217;aperto trattato così. È però un tampone che guadagna tempo, non il presidio: il giunto va poi rifatto con profili e bandelle che si deformano, e dove si può dall&#8217;esterno.</p>
<p><strong>Il telo bentonitico va bene sul giunto di dilatazione?</strong><br />No, e lo dichiarano i produttori stessi: il telo bentonitico chiude per rigonfiamento confinato, e su un giunto che si apre e si chiude il confinamento non c&#8217;è. Sui giunti di dilatazione il telo si interrompe e passa il waterstop con il bulbo.</p>
<p><strong>Quanto dura un giunto?</strong><br />La struttura del giunto dura quanto l&#8217;opera. Le parti che tengono l&#8217;acqua e che si muovono no: per i giunti carrabili il documento europeo di valutazione dà cinquant&#8217;anni di vita utile alla famiglia e quindici anni minimi alle parti in gomma sostituibili. Per i sigillanti dei giunti perimetrali si ragiona in anni, non in decenni. Per questo il giunto deve restare ispezionabile: una lastra che si toglie, un giunto meccanico che si smonta, una scossalina che si solleva.</p>
<h2 id="in-conclusione">In conclusione</h2>
<p>Un giunto è il punto in cui il progetto ha previsto che la costruzione si muova, oppure il punto in cui due getti si sono soltanto toccati. Sono due cose diverse, e si tengono stagne in modi opposti: dentro la sezione dove niente si muove, con una riserva di lunghezza dove il movimento è previsto. Chi tratta tutti i giunti allo stesso modo, con un cordone di sigillante o con una striscia di membrana tesa da un bordo all&#8217;altro, ne sbaglia almeno uno, e quello sbagliato è sempre quello che si muove.</p>
<p>Le fonti dicono questo da decenni, in lingue diverse. Il rapporto americano del 1995 separa le quattro famiglie; le norme sismiche italiane danno al giunto fra due edifici una larghezza minima di legge; il Codice di Pratica delle coperture, nelle pagine di Broccolino, spiega perché il soffietto si rialza su due cordoli e perché un giunto al piede di una parete è da evitare; il documento europeo sui giunti a piastra pretende due tenute e un drenaggio sotto. Nessuna di queste fonti parla di un prodotto. Parlano tutte di geometria, di movimento e di sequenza.</p>
<p>Chi ha una macchia a riga può cominciare da una domanda, prima di chiamare qualcuno: sopra quella riga, che cosa si muove? Se la risposta è «niente», si cerca una ripresa di getto e si ragiona di presidi annegati. Se la risposta è «due parti dell&#8217;edificio», si cerca il vuoto, si misura quanto lavora, e si ragiona di pieghe, di cordoni e di protezioni che si possano togliere. Il prodotto arriva per ultimo, e a quel punto la scelta è quasi obbligata.</p>
<h2 id="nota-sui-calcoli">Nota sui calcoli</h2>
<p>I conti stanno nello script calcoli.py che accompagna l&#8217;articolo, con la fonte accanto a ogni costante. Le formule sono queste.</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>Dilatazione termica lineare: variazione di lunghezza = 10 milionesimi per grado × lunghezza × salto termico. Per 20 metri e 40 gradi: 0,00001 × 20.000 millimetri × 40 = 8 millimetri.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Distanza minima fra costruzioni contigue (NTC 2018, paragrafo 7.2.1, minimo inderogabile): quota dei punti affacciati / 100 × min(2 × ag × S / g; 1). Per 15 metri e ag × S / g = 0,20: 15.000 / 100 × 0,40 = 60 millimetri. La distanza vera è la somma degli spostamenti massimi allo SLV delle due costruzioni, e può essere maggiore.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Larghezza minima del giunto sigillato: movimento atteso / (classe / 100), arrotondato per eccesso al millimetro. Il movimento atteso è di quanto il giunto si apre o si chiude rispetto alla larghezza che ha quando lo si sigilla. Per 2 millimetri e classe 25: 2 / 0,25 = 8 millimetri.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Corsa ammessa della bandella a omega: 0,25 × (larghezza libera + 2 × profondità della piega). Larghezza libera = larghezza del nastro meno due volte l&#8217;incollaggio. Per 300 millimetri incollati 100 per lato e piega di 40: 0,25 × (100 + 80) = 45 millimetri.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Giunto di contrazione nelle solette: profondità dell&#8217;intaglio = spessore / 4; passo fra 24 e 36 volte lo spessore. Per 15 centimetri: intaglio 3,75 centimetri, passo fra 3,6 e 5,4 metri.</li>
</ul>
<p>Che cosa in questo articolo è mio e non delle fonti: la tesi del movimento da impermeabilizzare, che mette in un ordine solo prescrizioni che le fonti danno separate; la matrice delle quattro famiglie sui tre livelli dell&#8217;edificio; la regola di riportare il giunto di contrazione negli strati sopra, e di lasciare la tenuta non aderente a cavallo del taglio; il momento del taglio di contrazione; il fissaggio meccanico della bandella in spinta negativa; il battente e la durata della prova d&#8217;acqua; le lastre sollevabili sopra il soffietto sotto una pavimentazione galleggiante; l&#8217;estensione a ogni giunto di dilatazione della regola delle due tenute, che il documento europeo chiede ai giunti da ponte; la regola che nessun rivestimento liquido o cementizio scavalca da solo un giunto di dilatazione; le regole di geometria del sigillante, fondo giunto e adesione su due fianchi; le righe della tabella delle rotture che non vengono dalle fonti citate; la scena di apertura, che è un quadro ricorrente e non un episodio datato, e il racconto del «Dal cantiere»; la lettura geometrica della piega della bandella, già dichiarata nel caso studio dell&#8217;eliporto.</p>
<h2 id="fonti">Fonti</h2>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Articoli dell&#8217;autore su questo sito</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'><em>Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</em>, tavole D1 (ripresa di getto), D2 (giunto di dilatazione), D7 (nodo parete-platea) e D11 (giunto di controllo), con il loro registro delle fonti.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'><em>Caso studio: eliporto</em>, con le prescrizioni dell&#8217;EAD 120110-00-0107 e il conto della bandella a omega.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'><em>La seconda pelle del balcone</em>; <em>Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</em>; <em>La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</em>; <em>Le resine idroespansive nei dettagli</em>; <em>Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</em>; <em>Vasca bianca o vasca nera?</em></li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Norme e leggi</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Decreto ministeriale 17 gennaio 2018, <em>Aggiornamento delle Norme tecniche per le costruzioni</em>, Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 2018, supplemento ordinario n. 8, paragrafo 7.2.1, «Distanza tra costruzioni contigue». Verificato sul testo, nella riproduzione delle pagine della Gazzetta.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Österreichische Bautechnik Vereinigung, linea guida sulle costruzioni impermeabili in calcestruzzo (le «vasche bianche»): le larghezze minime dei waterstop sono riprese da documentazione tecnica concordante, come nel vademecum degli interrati, perché il testo è a pagamento.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>UNI 11493-1:2025, <em>Piastrellature ceramiche a pavimento e a parete. Parte 1: Istruzioni per la progettazione, l&#8217;installazione e la manutenzione</em>, in vigore dal 15 maggio 2025, che sostituisce l&#8217;edizione del 2016. Edizione verificata sul catalogo UNI; i tipi di giunto ripresi non direttamente.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>UNI EN ISO 11600:2011, <em>Edilizia. Sigillanti. Classificazione e requisiti</em>, in vigore dall&#8217;8 settembre 2011, versione italiana della EN ISO 11600:2003 con l&#8217;aggiornamento A1:2011. Edizione e sommario verificati sul catalogo UNI; le classi riprese non direttamente.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>EN 1992-1-1, Eurocodice 2, punto 3.1.3, coefficiente di dilatazione termica del calcestruzzo. Ripreso non direttamente.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>EAD 120110-00-0107, documento europeo di valutazione per i giunti di dilatazione a piastra dei ponti stradali. Le prescrizioni sono quelle riportate nel caso studio dell&#8217;eliporto.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Documenti tecnici</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>ACI Committee 224, <em>224.3R-95: Joints in Concrete Construction</em>, American Concrete Institute, 1995, riapprovato nel 2008. Scheda e sommario verificati sul sito dell&#8217;ente; le definizioni e le raccomandazioni sui giunti di contrazione come riportate dal documento seguente.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Bureau of Reclamation, U.S. Department of the Interior, Technical Service Center, Denver, <em>Joint Spacing for Concrete Structures</em>, Technical Memorandum n. CGSL-8530-2016-13, a cura di Shannon Harrell, settembre 2016. Verificato sul testo.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>National Research Council, <em>Expansion Joints in Buildings: Technical Report No. 65</em>, Washington, The National Academies Press, 1974, 44 pagine. Verificati sulla scheda dell&#8217;editore titolo, ente, anno e indice; il contenuto è ripreso dalla sola scheda.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Letteratura tecnica di settore</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Antonio Broccolino, <em>I giusti raccordi. Dettagli: giunti di dilatazione</em>, in <em>Specializzata</em>, n. 198, marzo 2011, BE-MA editrice, Milano, pp. 122-127.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Antonio Broccolino, <em>Il punto d&#8217;incontro. Dettagli: giunti di dilatazione</em>, seconda parte, in <em>Specializzata</em>, n. 199, aprile-maggio 2011, BE-MA editrice, Milano, pp. 222-227.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>I.G.L.A.E., <em>Codice di Pratica delle coperture continue</em>. Non è in libera consultazione: le sue prescrizioni sono citate come le riporta Broccolino.</li>
</ul>
<h2 id="lautore">L&#8217;autore</h2>
<p>Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense; anni di cantiere. Autore di &#8220;Murature umide: cause e rimedi&#8221; (Grafill, 2026).</p>
<p><script type='application/ld+json'>{"@context": "https://schema.org", "@type": "FAQPage", "mainEntity": [{"@type": "Question", "name": "Il giunto di dilatazione si può riempire di malta, così l'acqua non entra?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "No. Il giunto di dilatazione esiste per lasciar muovere due parti della costruzione, e la malta che lo riempie si spacca alla prima stagione, lasciando una fessura peggiore di prima. Il vuoto si riempie solo con un materiale comprimibile, e l'acqua si ferma con una tenuta che ha una riserva di lunghezza: il waterstop con il bulbo sotto terra, il soffietto a omega sulle coperture, la bandella a omega nei sistemi liquidi."}}, {"@type": "Question", "name": "Basta rifare il silicone sul giunto che perde?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Il silicone di un giunto perimetrale è una manutenzione, e va rifatto quando si screpola. Se però la macchia torna uguale dopo ogni rifacimento, il problema non è il sigillante: sotto manca la tenuta nel raccordo, cioè la bandella annegata nella membrana, e nessun sigillante la sostituisce. In quel caso il giunto va aperto e la tenuta va ricostruita."}}, {"@type": "Question", "name": "Come distinguo a occhio una ripresa di getto da un giunto di dilatazione?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Nella ripresa di getto i due calcestruzzi si toccano senza vuoto, e l'armatura passa da una parte all'altra. Nel giunto di dilatazione c'è un vuoto voluto, largo da un centimetro a qualche centimetro, riempito con un materiale morbido, e l'armatura si ferma ai due lati. Sulla parete finita si vedono come due righe uguali: bisogna guardare il disegno, oppure sondare il vuoto."}}, {"@type": "Question", "name": "Il waterstop serve anche in una cantina piccola?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "La ripresa di getto fra platea e parete c'è anche nella cantina più piccola, e una ripresa senza presidio perde in una cantina piccola come in una grande. Il presidio si sceglie sul battente e sull'uso del locale, come ho scritto nel vademecum degli interrati: dove il battente è basso può bastare il cordone bentonitico confinato, dove è alto le difese si sommano. Quello che non cambia è che un presidio nella ripresa ci deve essere, e va posato prima del secondo getto."}}, {"@type": "Question", "name": "Posso posare le piastrelle a cavallo di un giunto strutturale?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "No. Il giunto strutturale attraversa tutta la stratigrafia, e si riporta identico nel massetto, nell'adesivo e nella piastrellatura, con un profilo o con un giunto sigillato sulla stessa linea. La piastrella posata a cavallo si spacca, e nel farlo strappa la tenuta sotto."}}, {"@type": "Question", "name": "Il giunto che perde si ripara dall'interno con un'iniezione?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Dipende dalla famiglia. Nella ripresa di getto sì: se c'è il tubo d'iniezione si usa quello, altrimenti si inietta nella ripresa una resina idroespansiva, come ho descritto nell'articolo sulle resine. Nel giunto di dilatazione una resina rigida è un errore: non segue il movimento e si spacca. Una resina idroespansiva flessibile può fermare una venuta d'acqua anche lì, e nell'articolo sulle resine ho mostrato un giunto all'aperto trattato così. È però un tampone che guadagna tempo, non il presidio: il giunto va poi rifatto con profili e bandelle che si deformano, e dove si può dall'esterno."}}, {"@type": "Question", "name": "Il telo bentonitico va bene sul giunto di dilatazione?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "No, e lo dichiarano i produttori stessi: il telo bentonitico chiude per rigonfiamento confinato, e su un giunto che si apre e si chiude il confinamento non c'è. Sui giunti di dilatazione il telo si interrompe e passa il waterstop con il bulbo."}}, {"@type": "Question", "name": "Quanto dura un giunto?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "La struttura del giunto dura quanto l'opera. Le parti che tengono l'acqua e che si muovono no: per i giunti carrabili il documento europeo di valutazione dà cinquant'anni di vita utile alla famiglia e quindici anni minimi alle parti in gomma sostituibili. Per i sigillanti dei giunti perimetrali si ragiona in anni, non in decenni. Per questo il giunto deve restare ispezionabile: una lastra che si toglie, un giunto meccanico che si smonta, una scossalina che si solleva."}}]}</script><br />
<!--mxLA--></p>
<div style='background:#f6f7f9;border:1px solid #e3e6ea;border-radius:8px;padding:14px 18px;margin:26px 0'><strong style='color:#b11f24'>Leggi anche</strong></p>
<ul style='margin:8px 0 0 18px'>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
</ul>
</div>
<p><!--/mxLA--></p>
<hr style='border:none;border-top:3px solid #b11f24;margin-top:34px'>
<table style='width:100%;border-collapse:collapse;font-family:Arial,sans-serif;color:#2a3340;font-size:14px;line-height:1.6'>
<tr>
<td style='vertical-align:top;padding-right:20px'>
<div style='font-size:16px;font-weight:700;color:#b11f24'>Ditta Renzo-ArtHome</div>
<div style='font-weight:600'>di Spedicato Oronzo</div>
<div style='color:#5a6577;margin-bottom:8px'>Specialista in risanamenti di interrati e umidit&agrave; di risalita</div>
<div><strong>Web:</strong> <a href="https://www.renzo-arthome.com">www.renzo-arthome.com</a></div>
<div><strong>E-mail:</strong> renzo.spedicato@gmail.com &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>PEC:</strong> renzoarthome@pec.it</div>
<div><strong>Cell.:</strong> +39 335 844 2978 &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>Ufficio:</strong> +39 371 775 4189</div>
<div style='color:#5a6577'>P.IVA 02475540304</div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://www.renzo-arthome.com/preventivo-gratuito/" style="display:inline-block;background:#b11f24;color:#fff;padding:9px 16px;border-radius:6px;font-weight:700;text-decoration:none">Chiedi un preventivo &rarr;</a></div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://wa.me/393358442978" target="_blank" rel="noopener" title="WhatsApp" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-whatsapp.png' alt='WhatsApp' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.facebook.com/RenzoArtHome" target="_blank" rel="noopener" title="Facebook" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-facebook.png' alt='Facebook' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.linkedin.com/in/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="LinkedIn" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-linkedin.png' alt='LinkedIn' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.tiktok.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="TikTok" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-tiktok.png' alt='TikTok' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.youtube.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="YouTube" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-youtube.png' alt='YouTube' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.instagram.com/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="Instagram" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-instagram.png' alt='Instagram' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a></div>
</td>
<td style='vertical-align:top;width:150px;text-align:center'><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/murature-umide-copertina.jpg' alt='Murature umide: cause e rimedi' width='120' style='border:1px solid #ddd;border-radius:4px'></a></p>
<div style='font-size:12px;color:#5a6577;margin-top:6px'><strong>Murature umide: cause e rimedi</strong><br />Grafill, 2026<br /><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener">Vai al libro &rarr;</a></div>
</td>
</tr>
</table>
<style>#rahLATO{margin:44px auto 0;max-width:680px;font-family:'Open Sans',sans-serif}#rahLATO *{box-sizing:border-box}#rahLATO .rahL-int{background:#fff;border:1px solid #d9dde2;padding:18px 16px 10px}#rahLATO .rahL-tit{font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:700;font-size:15px;letter-spacing:.16em;text-transform:uppercase;color:#262a33;margin:0 0 2px}#rahLATO p{margin:0!important;padding:0!important}#rahLATO .rahL-blog-r{margin:0 0 4px}#rahLATO .rahL-pagine{margin:0 0 12px}#rahLATO .rahL-blog{display:inline-block;font-size:13.5px;color:#a06a00;text-decoration:none;margin:0;border:0}#rahLATO .rahL-blog:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO details{margin:0 0 7px;border-left:4px solid var(--rahf)}#rahLATO summary{cursor:pointer;list-style:none;display:flex;align-items:baseline;gap:8px;font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:600;font-size:14px;color:#2f3440;padding:9px 8px 9px 10px;background:var(--rahv);margin:0}#rahLATO summary::-webkit-details-marker{display:none}#rahLATO summary:before{content:"+";font-weight:700;color:#2f3440;opacity:.55;width:13px;flex:none}#rahLATO details[open]>summary:before{content:"\2212"}#rahLATO .rahL-n{margin-left:auto;font-weight:400;font-size:11.5px;color:#5a6577}#rahLATO ul{list-style:none!important;margin:0!important;padding:6px 4px 8px 12px!important;background:var(--rahv);background:color-mix(in srgb,var(--rahv) 32%,#fff)}#rahLATO li{margin:0!important;padding:4px 6px!important;font-size:13px;line-height:1.45;border-left:2px solid transparent;list-style:none!important}#rahLATO li:before{display:none!important;content:none!important}#rahLATO li a{color:#3f4450;text-decoration:none;border:0;box-shadow:none}#rahLATO li a:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO li.rahL-qui{background:#fdf6d8;border-left-color:#eddf21}#rahLATO li.rahL-qui span{font-weight:600;color:#262a33}#rahLATO li.rahL-qui .rahL-segno{display:block;font-weight:400;font-size:10.5px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#5a6577;margin-top:1px}@media(min-width:1490px){body.postid-4818{overflow:visible!important}article.post-4818{position:relative}#rahLATO{position:absolute;top:0;right:-241px;bottom:0;width:225px;max-width:none;margin:0}#rahLATO .rahL-int{position:sticky;top:106px;max-height:calc(100vh - 126px);overflow-y:auto;padding:14px 12px 8px}#rahLATO summary{font-size:12.5px;padding:8px 6px 8px 8px}#rahLATO li{font-size:12px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:13px}}@media(min-width:1710px){#rahLATO{right:-336px;width:300px}#rahLATO .rahL-int{padding:18px 16px 10px}#rahLATO summary{font-size:14px}#rahLATO li{font-size:13px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:15px}}</style>
<div id="rahLATO">
<div class="rahL-int">
<div class="rahL-tit">Gli articoli</div>
<div class="rahL-blog-r"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/blog/">Indice del blog &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-fase-per-fase/">La casa fase per fase &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/decoder-diagnostico-edile/">Il decoder diagnostico &rarr;</a></div>
<details style="--rahv:#dcebf5;--rahf:#7fadd1">
<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">Le malte impermeabili nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">La barriera chimica nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">Ma come si cura una risalita?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/improvvisamente-l-umidita-di-risalita/">Improvvisamente, l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-danno-e-dove-l-acqua-se-ne-va/">Il danno è dove l&#8217;acqua se ne va</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">Chi dimezza la macchia raddoppia l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">Umidità di risalita e sali solubili: perché bloccare l&#8217;umidità è solo metà del risanamento, e perché l&#8217;asciugatura richiede da mesi ad anni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo un intervento contro l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-risalita-impermeabilizzazione-in/">L&#8217;innalzamento dell&#8217;umidità di risalita in seguito a interventi di impermeabilizzazione dall&#8217;interno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/doppia-barriera-protocollo-renzo-arthome/">Barriere chimiche non occludenti in zona di marea: bastano davvero contro la pressione idrostatica?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">L’umidità igroscopica nell’edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-primaria-e-sali-renzo-arthome/">Umidità di risalita capillare primaria</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radici-stabilita-versanti/">Le radici tengono il terreno solo dove lo attraversano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vegetazione-sui-muri/">Il verde sul muro non è un problema di giardinaggio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">31</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Sul giunto si impermeabilizza un movimento</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-intorno-alla-casa/">Impermeabilizzare il muro è l&#8217;ultima mossa, non la prima</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/costruire-casa-senza-umidita/">La casa asciutta si decide in cantiere</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">Tre centimetri invece di una demolizione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/prima-la-strategia-poi-il-prodotto/">Prima la strategia, poi il prodotto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">La spinta idrostatica nelle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">Il seminterrato fra infiltrazioni, umidità e radon: un approccio integrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/fontana-dei-grifi-allinterno-del-castello-miramare-di-trieste/">Fontana dei Grifi all&#8217;interno del castello Miramare di Trieste</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/interventi-di-impermeabilizzazioni/">Impermeabilizzazioni: come intervenire e quali soluzioni scegliere</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#d9edea;--rahf:#7dbcb5">
<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">16</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-problema-non-e-la-pioggia/">Il problema non è la pioggia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">Umidità di rimbalzo (rain splash)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-meteorica-cap/">Umidità meteorica (penetrating damp)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-condensazione/">Umidità da condensazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sindrome-dell-edificio-malato/">Sindrome dell&#8217;edificio malato: cause, sintomi e soluzioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffe-indoor/">Muffe indoor</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">Condensa interstiziale in edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f2e9d5;--rahf:#c9a970">
<summary>Vespai e solai<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-piove-dal-predalles/">Quando piove dal predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-normative-e-calcoli/">Vespaio aerato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1431-2/">Le infiltrazioni nei predalles: analisi e metodologie di intervento</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f5e3dc;--rahf:#cf9484">
<summary>Casi Studio<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f4eecb;--rahf:#c9b954">
<summary>Norme e libro<span class="rahL-n">5</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/normativa-salubrita-edifici/">Quadro normativo sulla salubrità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1443-2/">Materiali da costruzione radioattivi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pubblicato-il-libro-murature-umide-cause-e-rimedi/">Pubblicato il libro “Murature umide: cause e rimedi”</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#ebedf0;--rahf:#a7adb8">
<summary>Altri articoli<span class="rahL-n">1</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pavimenti-in-resina-nei-dettagli/">I pavimenti in resina nei dettagli</a></li>
</ul>
</details>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-dei-giunti/">Sul giunto si impermeabilizza un movimento</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-dei-giunti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Impermeabilizzare il muro è l&#8217;ultima mossa, non la prima</title>
		<link>https://www.renzo-arthome.com/acqua-intorno-alla-casa/</link>
					<comments>https://www.renzo-arthome.com/acqua-intorno-alla-casa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[renzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2026 09:56:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Interrati e impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[diagnostica]]></category>
		<category><![CDATA[drenaggio perimetrale]]></category>
		<category><![CDATA[impermeabilizzazione interrati]]></category>
		<category><![CDATA[infiltrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[pluviali]]></category>
		<category><![CDATA[scannafosso]]></category>
		<category><![CDATA[umidità meteorica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.renzo-arthome.com/?p=4701</guid>

					<description><![CDATA[<p>Intorno a una casa l'acqua si tratta in tre tempi, e l'ordine non è invertibile: prima si allontana quella che arriva dal tetto e dal terreno, poi si intercetta quella che scende nel terreno, e solo alla fine si ferma quella che resta. Le pendenze e come si misurano, quando serve davvero il drenaggio perimetrale e come è fatto, quale ghiaia e quale tessuto, dove si può mandare l'acqua e con quale titolo, i gas di fognatura, la manutenzione e la tavola interattiva.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-intorno-alla-casa/">Impermeabilizzare il muro è l&#8217;ultima mossa, non la prima</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style='font-size:19px;color:#5a6577'><em>Intorno a una casa l&#8217;acqua si tratta in tre tempi: prima si allontana quella che arriva dal tetto e dal terreno, poi si intercetta quella che scende nel terreno, e solo alla fine si ferma quella che resta. Il lavoro che non tiene, quasi sempre, ha saltato i primi due tempi.</em></p>
<p>Quando si apre uno scavo lungo il muro di una casa che si bagna, la prima cosa da guardare è il terreno, non la muratura. Lo scavo scende, il prato resta più alto del piano di dentro, il vialetto pende verso la casa invece che verso il giardino. Poi, sul muro, compare quello che è stato fatto trenta o quarant&#8217;anni fa: una spalmatura nera di bitume larga mezzo metro, ridotta a croste che si staccano con la mano, e sotto la muratura che ha continuato a bere.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1400" height="976" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto1-scavo-aperto-lungo-il-muro.jpg" alt="Scavo aperto lungo il muro perimetrale di una casa, con il prato e il vialetto sulla sinistra, il cumulo di terra di scavo e il fondo dello scavo che corre lungo il piede del muro" class="wp-image-4681" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto1-scavo-aperto-lungo-il-muro.jpg 1400w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto1-scavo-aperto-lungo-il-muro-300x209.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto1-scavo-aperto-lungo-il-muro-1024x714.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto1-scavo-aperto-lungo-il-muro-768x535.jpg 768w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 1. Uno scavo aperto lungo il perimetro. La prima cosa che si legge non è il muro, è la quota del terreno intorno: dove arriva rispetto al piano di dentro, da che parte pende, dove va a finire l&#8217;acqua quando piove forte. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<div id="rahTOC" style="border:1px solid #e2e5ea;border-radius:6px;padding:20px 24px;margin:0 0 32px;background:#fafbfc">
<p style="margin:0 0 10px;font-weight:600;color:#1a2233;font-size:16px">Indice</p>
<ol style="margin:0;padding-left:20px;line-height:1.6">
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-catena-delle-correzioni-duemila-anni-per-imparare-dove-mandare-lacqua" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La catena delle correzioni: duemila anni per imparare dove mandare l&#8217;acqua</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-parole-che-servono" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le parole che servono</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#i-tre-tempi-e-come-si-capisce-a-che-punto-si-e" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">I tre tempi, e come si capisce a che punto si è</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#primo-tempo-il-tetto-e-dove-finisce-davvero-lacqua" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Primo tempo: il tetto, e dove finisce davvero l&#8217;acqua</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#primo-tempo-il-terreno-e-la-pendenza-che-si-misura" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Primo tempo: il terreno, e la pendenza che si misura</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#secondo-tempo-il-drenaggio-e-la-domanda-che-viene-prima" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Secondo tempo: il drenaggio, e la domanda che viene prima</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#come-fatto-un-dreno-perimetrale-che-lavora" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Com&#8217;è fatto un dreno perimetrale che lavora</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-filtro-quale-ghiaia-e-quale-tessuto-e-come-si-sceglie" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il filtro: quale ghiaia e quale tessuto, e come si sceglie</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#quando-il-dreno-peggiora-le-cose" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Quando il dreno peggiora le cose</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#terzo-tempo-fermare-quel-che-resta-e-proteggere-il-lavoro" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Terzo tempo: fermare quel che resta, e proteggere il lavoro</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#dove-mando-lacqua-la-domanda-che-si-fa-per-ultima-e-si-dovrebbe-fare-per-prima" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Dove mando l&#8217;acqua: la domanda che si fa per ultima e si dovrebbe fare per prima</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#i-gas-e-il-rigurgito-perche-il-sifone-non-e-un-dettaglio-da-bagno" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">I gas e il rigurgito: perché il sifone non è un dettaglio da bagno</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#i-punti-deboli-dove-il-lavoro-fatto-bene-viene-vanificato" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">I punti deboli: dove il lavoro fatto bene viene vanificato</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-manutenzione-quello-che-decide-se-il-lavoro-dura-dieci-anni-o-trenta" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La manutenzione: quello che decide se il lavoro dura dieci anni o trenta</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#quando-allontanare-lacqua-e-il-danno" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Quando allontanare l&#8217;acqua è il danno</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-scorciatoie-che-non-tengono" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le scorciatoie che non tengono</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-metodo-in-tre-passi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il metodo in tre passi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-voci-che-devono-comparire-in-un-preventivo" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le voci che devono comparire in un preventivo</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-tavola-interattiva-dove-mando-lacqua" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La tavola interattiva: dove mando l&#8217;acqua</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-sintesi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In sintesi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#dal-cantiere" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Dal cantiere</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#domande-frequenti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Domande frequenti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-conclusione" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In conclusione</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#nota-sui-calcoli" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Nota sui calcoli</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#fonti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Fonti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lautore" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;autore</a></li>
</ol>
</div>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="901" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto2-vecchia-fascia-di-bitume.jpg" alt="Base di un muro messa a nudo dallo scavo, con la vecchia spalmatura di bitume ridotta a croste scure e staccate, e i cavi degli impianti che corrono lungo lo scavo" class="wp-image-4682" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto2-vecchia-fascia-di-bitume.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto2-vecchia-fascia-di-bitume-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto2-vecchia-fascia-di-bitume-1024x577.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto2-vecchia-fascia-di-bitume-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto2-vecchia-fascia-di-bitume-1536x865.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 2. La stessa base del muro, vista da vicino. La fascia scura è quello che resta di una vecchia protezione bituminosa: si è staccata a placche, e dove si è staccata l&#8217;acqua rientra. Accanto corrono i cavi degli impianti, che attraversano il muro e sono un altro percorso d&#8217;acqua. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<p>La spiegazione che accompagna quasi sempre queste fotografie è una sola: «il muro non era stato impermeabilizzato bene». Da lì discende il preventivo: si rifà l&#8217;impermeabilizzazione, magari con un prodotto migliore, e il problema è risolto. Questo ragionamento ha un difetto, e il difetto si vede proprio nello scavo. Quel muro non riceve un po&#8217; d&#8217;acqua: ne riceve molta, e continuamente, perché il tetto la scarica ai suoi piedi, il giardino gliela manda addosso e il terreno addossato la trattiene. Un rivestimento, per quanto buono, lavora contro tutta quella spinta. Prima o poi cede in un punto, e basta un punto.</p>
<p>Questo articolo sostiene una tesi semplice e scomoda: <strong>intorno a una casa l&#8217;acqua si tratta in tre tempi, e l&#8217;ordine non è invertibile.</strong> Prima si <strong>allontana</strong> quella che arriva, cioè l&#8217;acqua del tetto e quella che scorre sul terreno. Poi si <strong>intercetta</strong> quella che scende nel terreno e va verso la fondazione, ed è il compito del drenaggio. Solo alla fine si <strong>ferma</strong> quella che resta, con l&#8217;impermeabilizzazione e con lo strato che la protegge. Quasi tutti i lavori che non tengono hanno saltato i primi due tempi e sono partiti dal terzo. La Figura 1 mette in fila il percorso dell&#8217;acqua, dal tetto al recapito.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1248" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig1-la-mappa-dell-acqua-intorno-alla-casa.png" alt="Prospetto e sezione di una casa con il percorso dell'acqua intorno: la pioggia sul tetto, il canale di gronda e il pluviale, il punto di scarico del pluviale, la pendenza del terreno che si allontana dal muro, la fascia di ghiaia, il marciapiede, il tubo drenante al piede della fondazione con il pozzetto di ispezione, la bocca di lupo dell'interrato, e a destra i tre recapiti possibili: dispersione nel terreno, rete bianca, fosso" class="wp-image-4683" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig1-la-mappa-dell-acqua-intorno-alla-casa.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig1-la-mappa-dell-acqua-intorno-alla-casa-300x234.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig1-la-mappa-dell-acqua-intorno-alla-casa-1024x799.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig1-la-mappa-dell-acqua-intorno-alla-casa-768x599.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig1-la-mappa-dell-acqua-intorno-alla-casa-1536x1198.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 1. Il percorso dell&#8217;acqua intorno a una casa, dal tetto al recapito. Ogni tratto del percorso è un punto dove il lavoro può saltare: il pluviale che scarica al piede, il terreno che pende verso il muro, la fascia che si intasa, il tubo senza pendenza, il pozzetto che non si apre da anni, il recapito che non esiste.</figcaption></figure>
<h2 id="la-catena-delle-correzioni-duemila-anni-per-imparare-dove-mandare-lacqua">La catena delle correzioni: duemila anni per imparare dove mandare l&#8217;acqua</h2>
<p>La storia di questo lavoro non è una linea che sale. È una catena di correzioni, dove quasi ogni rimedio ha dovuto essere corretto da chi è venuto dopo, spesso perché funzionava troppo bene in una direzione sola.</p>
<p>Il testo latino di agricoltura più antico che ci sia arrivato intero, il manuale di Catone della metà del secondo secolo avanti Cristo, chiude con un capitolo dedicato all&#8217;acqua d&#8217;inverno. Dice tre cose che sono ancora il mestiere: mandare via l&#8217;acqua dal campo, tenere sgombri i canali di scolo, e girare intorno al fabbricato mentre piove per vedere dove entra. Il punto si segna col carbone, e a pioggia finita si torna a ripararlo. La manutenzione è già dentro la prescrizione, non è un di più.</p>
<p>Un secolo e mezzo dopo, Vitruvio scrive il principio che regge tutto il resto, e lo scrive parlando della scelta del sito. Non conta che ci sia acqua: conta che l&#8217;acqua abbia una via d&#8217;uscita. Le paludi che scolano al mare, dice, danno un sito sano; quelle che non hanno uscite che scorrano, «né per fiumi né per fossi», ristagnano e guastano l&#8217;aria. Nel settimo libro descrive il rimedio per un muro che resta umido: ci si stacca davanti un muretto sottile, e fra i due si fa correre un canale posto più in basso del piano della stanza, con le bocche che sfociano all&#8217;aperto. In latino sono le <em>nares ad locum patentem</em>, le bocche in luogo aperto: è la regola moderna del recapito, scritta duemila anni fa.</p>
<p>Il dreno a trincea, quello che ancora oggi si chiama dreno cieco, ha una descrizione antica e precisa. Columella, nel primo secolo dopo Cristo, prescrive solchi profondi tre piedi, riempiti fino a metà di pietrame minuto o di ghiaia e ripareggiati sopra con la terra cavata, e vuole che i fossi ciechi sbocchino in quelli aperti. Quattro secoli dopo Palladio Rutilio riprende il passo e lo precisa: i solchi sono <strong>trasversali</strong> al campo, e le loro teste devono raggiungere <strong>un solo fosso aperto</strong>, correndo in pendenza verso di esso. Ci sono già due elementi di oggi, la ghiaia e la pendenza verso un recapito unico, e c&#8217;è già la trappola: il dreno cieco non si vede, quindi non si pulisce.</p>
<p>Nel Quattrocento Leon Battista Alberti scrive la tesi di questo articolo in una riga sola. Nella traduzione italiana cinquecentesca di Cosimo Bartoli suona così: i buoni architetti badavano «sopra tutto» a «di discostare e di rimuovere dallo edifitio ogni acqua piovana», anche perché il piano dell&#8217;edificio non si inumidisse. Poco prima, sulle superfici scoperte, aveva fissato il criterio della misura giusta: non si dà più pendenza «che quel che basti a scolare le pioggie». Un secolo dopo Andrea Palladio assegna il compito al tetto: il coperto, scrive, giova alla fabbrica «scacciando lontano dai muri l&#8217;acque che piovono, le quali benché pajano poco nuocere, nondimeno in progresso di tempo sono cagione di grandissimi danni». È la definizione più chiara del danno lento, quello che nessuno vede mentre accade. E sulle strade davanti alle case chiede che siano «alquanto concave nel mezzo e pendenti», perché l&#8217;acqua corra tutta in uno e se ne vada.</p>
<p>Poi arriva il secolo in cui si impara a drenare, e si impara sbagliando. Nel 1764 un fittavolo inglese, Joseph Elkington, capisce una cosa che oggi sembra ovvia e allora non lo era: non si asciuga il punto bagnato, si taglia la vena che lo alimenta, più a monte e più in basso. Nel 1832 James Smith di Deanston costruisce il primo sistema vero, con dreni fitti, ogni tre o sette metri, e poco profondi, non oltre trenta pollici, cioè settantasei centimetri. Nel 1845 Josiah Parkes lo corregge: i dreni vanno più profondi e più radi, e il criterio che usa è quello che interessa chi si occupa di muri umidi. Un drenaggio, dice, non è efficiente se non tiene il pelo dell&#8217;acqua «a una profondità che superi la capacità della risalita capillare di portarla vicino alla superficie». Poi la correzione tocca a Parkes: i tubi da un pollice che raccomandava, derisi da Smith come «portamine», si rivelano troppo stretti, e la sua stima di spesa si rivela circa la metà di quella vera.</p>
<p>Nel 1851, nelle torbiere inglesi delle Fens, viene piantato un palo con la testa a filo del terreno, dopo il prosciugamento di un lago. È il palo di Holme Fen, e da allora misura quanto è sceso il suolo: oltre quattro metri, secondo l&#8217;ente pubblico che ne ha cura. Nella stessa zona, scrive lo stesso ente, molti edifici sono ormai abbandonati, «inclinati in modo allarmante» o puntellati. Il drenaggio spinto aveva funzionato benissimo, e proprio per questo aveva fatto danno.</p>
<p>Nel 1856 Henry Darcy, misurando i filtri a sabbia dell&#8217;acquedotto di Digione, scrive la legge che rende calcolabile il moto dell&#8217;acqua nel terreno: per una sabbia di data natura, la portata è proporzionale al carico e inversamente proporzionale allo spessore attraversato. Da quel momento «quanta ghiaia» e «quanto in basso il tubo» smettono di essere questioni di opinione.</p>
<p>Tre anni dopo il metodo entra nelle case. Nel 1859 l&#8217;americano Henry Flagg French pubblica un trattato sul drenaggio dei campi e gli dedica un capitolo alle cantine. Ci trovi un dreno con le misure, scavato però <strong>nel pavimento della cantina</strong>, a due piedi dal muro, che gira tutto il perimetro dei muri, con lo sbocco diciotto pollici sotto il piano della cantina: l&#8217;antenato interno del dreno perimetrale, che la pratica porterà fuori. E ci trovi la correzione più netta di tutta la catena, contro l&#8217;abitudine di cementare le cantine dall&#8217;interno: l&#8217;acqua, scrive, riempie il terreno dietro il muro e forma una colonna alta due metri o più, e allora quel muro lavora come la diga di un mulino. Nessuno sano di mente, aggiunge, penserebbe di rendere stagna una diga spalmando un po&#8217; di cemento sulla faccia a valle. Sono parole del 1859, e descrivono con precisione il difetto che si vede ancora oggi.</p>
<p>Nel 1877 compare il numero che usiamo ancora. I regolamenti tipo pubblicati dal Local Government Board inglese prescrivono, nel testo che le autorità sanitarie adottavano, che ogni muro nuovo abbia la sua barriera al piede, posta «a un&#8217;altezza non minore di sei pollici sopra la superficie del terreno adiacente». Sei pollici sono centocinquantadue millimetri. Nel documento inglese in vigore oggi, aggiornato al 2013, la stessa prescrizione dice «almeno 150 mm sopra il livello del terreno adiacente». Centotrentasei anni, stesso numero.</p>
<p>L&#8217;Italia di quegli anni ha i suoi manuali, e sono buoni. Nel 1872 Giovanni Curioni prescrive marciapiedi impermeabili tutto intorno, con una pendenza trasversale, «per allontanare facilmente e prontamente le acque dai muri stessi». Nel 1885 Musso e Copperi danno la prima cifra secca: due centimetri al metro. Nel 1893 Carlo Formenti descrive il rinfianco di grossi ciottoloni contro il muro della cantina, scavato fino a poco sotto il piede. Lui lo spiega con il passaggio dell&#8217;aria, che «mantiene asciutta la muratura»; noi oggi lo leggiamo come un drenaggio a ghiaia, in un manuale italiano che il tubo forato non lo nomina ancora. In Italia quel tubo entrerà nei manuali con Donghi, trent&#8217;anni dopo. Nel 1923 Daniele Donghi mette tutto in fila nel suo manuale: il marciapiede di lastre largo da 0,65 a 1 metro tutto intorno al fabbricato, con le connessure sigillate; il pavimento della cantina almeno trenta centimetri sopra il livello più alto conosciuto della falda; e una rete di tubi di drenaggio «colla maggior possibile pendenza, almeno del 2 per cento», posti a circa quarantacinque centimetri sotto il piano del pavimento. Sulla scelta del diametro scrive una frase che lo standard americano dei dreni interrati ripete in forma di velocità minima: «l&#8217;esperienza insegna che si otturano più facilmente i tubi larghi che quelli stretti, perché in questi la maggior velocità di deflusso delle acque serve a liberare il tubo dalle ostruzioni». E, nella stessa pagina, avverte delle radici di alberi e arbusti che entrano nei tubi fino a riempirli.</p>
<p>Nel 1972 il Consiglio nazionale delle ricerche canadese pubblica una ricerca norvegese che mette alla prova quattro modi di rinfiancare un muro interrato. Il riempimento tradizionale è quello che va peggio: l&#8217;acqua comincia a filtrare quasi subito attraverso la parete di prova, e quella parete resta umida per un&#8217;altezza di circa quarantacinque centimetri per tutti i sessantasette giorni della prova. La conclusione è la regola in una riga: il riempimento accanto ai muri interrati va eseguito in modo che contro il muro non si possa formare pressione d&#8217;acqua.</p>
<p>Negli ultimi trent&#8217;anni la correzione è arrivata dall&#8217;altra parte. Nel 1999 il servizio geologico degli Stati Uniti mette un numero sotto la cosa. Più dell&#8217;ottanta per cento dei cedimenti del suolo censiti nel paese viene dallo sfruttamento dell&#8217;acqua sotterranea. E il drenaggio dei terreni organici li fa consumare, perché il carbonio si ossida e se ne va in aria. A Boston, dove molte case poggiano su pali di legno, esiste una zona urbanistica dedicata a proteggere quelle fondazioni dall&#8217;abbassamento della falda. E in Italia, dal 2009 in Veneto e dal 2017 in Lombardia, chi impermeabilizza una superficie non può più scegliere liberamente dove mandare l&#8217;acqua: deve dimostrare che la portata in uscita non peggiora. La Figura 2 mette in fila questa catena di correzioni.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1434" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig2-la-catena-delle-correzioni.png" alt="Tavola con la catena delle correzioni in ordine di tempo e con gli anelli colorati: chi ha visto il problema, chi ha proposto il rimedio, chi ha corretto il rimedio precedente, chi ha messo i numeri; da Catone e Vitruvio a Columella, Alberti e Palladio, poi Elkington, Smith, Parkes, Holme Fen, Darcy, French, i regolamenti inglesi del 1877, i manuali italiani di Curioni, Musso e Copperi, Formenti e Donghi, la ricerca canadese del 1972, il servizio geologico americano, Boston e l'invarianza idraulica italiana" class="wp-image-4684" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig2-la-catena-delle-correzioni.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig2-la-catena-delle-correzioni-300x269.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig2-la-catena-delle-correzioni-1024x918.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig2-la-catena-delle-correzioni-768x688.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig2-la-catena-delle-correzioni-1536x1377.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 2. Duemila anni di correzioni. Ogni voce porta il colore del suo anello: chi ha visto il problema, chi ha proposto un rimedio, chi ha corretto il rimedio di prima, chi ha messo i numeri. Le correzioni più istruttive sono quelle in cui il rimedio funzionava, e proprio per questo ha fatto danno.</figcaption></figure>
<h2 id="le-parole-che-servono">Le parole che servono</h2>
<p>Sul cantiere le stesse cose hanno nomi diversi, e qualche parola comune non sta in nessun manuale. Qui fisso il significato di ognuna prima di usarla, perché ogni parola corrisponde a un pezzo di lavoro e a una responsabilità diversa.</p>
<p><strong>Drenare e impermeabilizzare.</strong> Sono due lavori opposti, e vanno tenuti separati. Drenare vuol dire dare all&#8217;acqua una strada più facile di quella che passa per il muro, e accompagnarla via. Impermeabilizzare vuol dire chiuderle il passaggio. Il primo lavora con l&#8217;acqua, il secondo contro: per questo il secondo regge solo se il primo ha già tolto la spinta.</p>
<p><strong>Il tubo drenante.</strong> È il tubo forato o fessurato che raccoglie l&#8217;acqua dal terreno e la porta al recapito. Non è un tubo di scarico: lavora quasi vuoto, per gravità, e la sua pendenza è quello che lo tiene pulito.</p>
<p><strong>La fascia drenante, o rinfianco.</strong> È il materiale grosso e lavato che si mette fra il muro e il terreno naturale. Serve a far scendere l&#8217;acqua verso il tubo invece che verso il muro, e a interrompere la risalita per capillarità dal terreno bagnato.</p>
<p><strong>Il filtro.</strong> È lo strato che lascia passare l&#8217;acqua e trattiene le particelle fini del terreno. Può essere un materiale granulare di granulometria scelta, oppure un tessuto non tessuto. Senza filtro, il terreno fine entra nei vuoti della ghiaia, li riempie, e la fascia drenante smette di drenare.</p>
<p><strong>Il recapito.</strong> È il punto dove l&#8217;acqua raccolta finisce davvero: il terreno, una rete, un fosso, un corso d&#8217;acqua. Un impianto di drenaggio privo di recapito raccoglie l&#8217;acqua e la trattiene contro il muro, che è l&#8217;opposto del suo scopo.</p>
<p><strong>L&#8217;intercapedine, e la parola scannafosso.</strong> L&#8217;intercapedine è lo spazio vuoto ispezionabile fra il muro interrato e il terreno, coperto e sfiatato. In cantiere si chiama quasi sempre <a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">scannafosso</a>, e di quella soluzione ho scritto a parte. Nei manuali italiani dell&#8217;Ottocento e del primo Novecento, che pure descrivono la cosa nel dettaglio, la parola «scannafosso» non compare. Donghi la chiama intercapedine d&#8217;isolamento o fossa d&#8217;isolamento, Formenti parla di muro isolatore. La cosa è vecchia, il nome è recente.</p>
<p><strong>La bocca di lupo.</strong> È il pozzetto aperto davanti a una finestra o a una presa d&#8217;aria di un locale interrato, che porta luce e aria sotto il livello del terreno. È anche, per forma, il punto più basso del giardino: tutto quello che scorre in superficie tende ad arrivare lì.</p>
<p><strong>Il pozzetto di ispezione.</strong> È il manufatto che permette di aprire, guardare e lavare la linea. Non è un accessorio: è quello che distingue un impianto che si può mantenere da uno che, quando si intasa, si può solo riscavare.</p>
<p><strong>La barriera al piede del muro.</strong> È lo <a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">strato continuo</a>, posto nella muratura poco sopra il terreno, che impedisce all&#8217;acqua del terreno di salire per capillarità nella parte di muro fuori terra. Nella tradizione inglese si chiama damp proof course, e la sua quota sopra il terreno è prescritta da più di un secolo.</p>
<p><strong>L&#8217;invarianza idraulica.</strong> È il principio per cui chi rende impermeabile una superficie deve fare in modo che la portata d&#8217;acqua che esce dal lotto non aumenti rispetto a prima. In Lombardia, in Veneto e in Friuli Venezia Giulia è un obbligo scritto.</p>
<h2 id="i-tre-tempi-e-come-si-capisce-a-che-punto-si-e">I tre tempi, e come si capisce a che punto si è</h2>
<p>La regola dei tre tempi non è uno slogan, è un ordine di lavoro. Una frase corta, però, non dice a nessuno che cosa deve guardare, quindi la apro.</p>
<p><strong>Che cosa vuol dire.</strong> Ogni goccia che arriva a bagnare un muro interrato ha fatto una strada. È caduta sul tetto o sul giardino, è scesa lungo una superficie, è entrata nel terreno, ha attraversato il rinterro e ha trovato la muratura. Su quella strada ci sono tre punti dove si può intervenire, e sono in ordine: alla partenza, a metà, all&#8217;arrivo. Il primo tempo lavora alla partenza e toglie il grosso dell&#8217;acqua prima che entri nel terreno. Il secondo lavora a metà strada e raccoglie quello che è già entrato. Il terzo lavora all&#8217;arrivo, sulla faccia del muro, e deve fermare soltanto quel poco che è rimasto.</p>
<p><strong>Perché l&#8217;ordine conta.</strong> Perché la quantità in gioco cambia di molto fra un tempo e l&#8217;altro. Con l&#8217;intensità di pioggia usata come riferimento ordinario nel documento tecnico inglese sul drenaggio, pari a 0,014 litri al secondo per metro quadro, un tetto da cento metri quadrati scarica <strong>circa 84 litri al minuto</strong>. Se quei litri finiscono al piede del muro, nessun rivestimento li regge a lungo. Se finiscono a qualche metro di distanza, il terzo tempo ha un lavoro ragionevole da fare. Quel valore è il riferimento inglese e serve da ordine di grandezza: in Italia l&#8217;intensità si prende dalle curve di possibilità pluviometrica della zona, nella forma altezza di pioggia uguale a un coefficiente moltiplicato per la durata elevata a un esponente, pubblicate dalle agenzie regionali per l&#8217;ambiente.</p>
<p><strong>Come si capisce a che punto si è.</strong> Con tre domande da farsi sul posto, in quest&#8217;ordine. Dove scarica il pluviale, esattamente, e che cosa succede all&#8217;acqua nei tre metri successivi. Da che parte pende il terreno nei primi due metri dal muro, misurato e non stimato a occhio. Che cosa esiste sotto terra, cioè se c&#8217;è un tubo drenante, dove va a finire e se esiste un pozzetto da cui si possa guardarlo. Chi non sa rispondere alla terza domanda, di solito, non ha un drenaggio: ha della ghiaia.</p>
<p>La Figura 3 mostra i tre tempi accanto alla quantità d&#8217;acqua che arriva al muro a ogni passaggio.</p>
<p><strong>Quando la regola salta.</strong> Salta in un caso, ed è bene dirlo subito: quando l&#8217;acqua non arriva dall&#8217;alto ma dal basso, cioè quando la falda sale fino a interessare il piano di posa. Lì il primo tempo serve lo stesso, ma non basta, e il problema si sposta sul secondo e sul terzo. Quel caso si riconosce misurando il livello dell&#8217;acqua in un pozzetto di prova, come dirò fra poco.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1200" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig3-i-tre-tempi-1.png" alt="Schema dei tre tempi: a sinistra l'acqua che arriva dal tetto e dal terreno con le mosse per allontanarla, al centro il terreno con il tubo drenante che intercetta, a destra la faccia del muro con l'impermeabilizzazione e la protezione; sotto, la barra che mostra come cala la quantità d'acqua che arriva al muro passando da un tempo all'altro" class="wp-image-4788" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig3-i-tre-tempi-1.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig3-i-tre-tempi-1-300x225.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig3-i-tre-tempi-1-1024x768.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig3-i-tre-tempi-1-768x576.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig3-i-tre-tempi-1-1536x1152.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 3. I tre tempi e il loro ordine. A sinistra si toglie l&#8217;acqua prima che entri nel terreno; al centro si intercetta quella già entrata; a destra si ferma quel che resta. Chi comincia da destra lavora contro tutta la quantità d&#8217;acqua, invece che contro una parte.</figcaption></figure>
<h2 id="primo-tempo-il-tetto-e-dove-finisce-davvero-lacqua">Primo tempo: il tetto, e dove finisce davvero l&#8217;acqua</h2>
<p>Il tetto di una casa raccoglie tutta la pioggia che cade sulla sua proiezione e la concentra in pochi punti. È il più grande spostamento d&#8217;acqua che avviene intorno a un edificio, e quasi sempre è anche il più trascurato.</p>
<p>Palladio lo aveva già scritto nel 1570: si usano le gronde intorno alle case, e da queste l&#8217;acqua «per cannoni» viene gettata fuori, lontano dai muri. La parola importante è lontano. Un <a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">pluviale</a> che finisce in una pozzetta appoggiata al piede del muro non allontana niente: sposta l&#8217;acqua di venti centimetri e la consegna al terreno che sta contro la fondazione.</p>
<p>Quanto lontano? Qui bisogna essere onesti, perché il numero che circola ha una condizione attaccata che quasi nessuno riporta. Il codice residenziale americano prescrive lo scarico a <strong>non meno di cinque piedi, cioè 1,52 metri</strong>, dai muri di fondazione, oppure in una rete di raccolta riconosciuta, ma lo prescrive <strong>per le zone dove sono presenti terreni espansivi o collassabili</strong>. Lo stesso vale per il manuale del 1990 dell&#8217;ente federale americano per l&#8217;edilizia abitativa, che aggiunge ai terreni espansivi quelli erodibili. Non è quindi una regola generale valida ovunque: è una regola per certi terreni. Il codice canadese, dove il numero non c&#8217;è, pone invece un obbligo di risultato: dove i pluviali non sono collegati a una rete, si devono prolungare in modo da portare via l&#8217;acqua senza erodere il terreno.</p>
<p>C&#8217;è però una regola senza condizioni, e viene dal programma di ricerca sull&#8217;edilizia del Dipartimento dell&#8217;Energia statunitense: <strong>il pluviale non si collega al dreno di fondazione</strong>. Nella stessa lista si legge di non far percolare l&#8217;acqua del tetto nel terreno addossato alla fondazione. E di guardare le geometrie che concentrano l&#8217;acqua in un punto solo, come i compluvi e gli attacchi fra falda e muro. La ragione è quella dei tre tempi: il dreno serve a togliere acqua dal piede del muro, non a portargliene. Collegarci il pluviale significa mandare al punto più delicato, in pochi minuti, tutta l&#8217;acqua del tetto.</p>
<p>Sulle tubazioni della pioggia il documento inglese sul drenaggio dà due numeri utili: i tubi devono essere almeno da 75 millimetri, e quelli da 75 e da 100 vanno posati con pendenza non inferiore a 1:100, cioè un centimetro al metro. Sono numeri per la rete interrata, non per il pluviale verticale, e servono soprattutto a ricordare che anche il tratto orizzontale sotto terra ha bisogno di pendenza vera.</p>
<p>C&#8217;è poi il vincolo che in Italia viene prima di ogni considerazione tecnica, ed è di diritto civile. L&#8217;articolo 908 del Codice civile obbliga il proprietario a costruire i tetti in modo che le acque piovane scolino nel suo terreno, e vieta di farle cadere nel fondo del vicino; se esistono pubblici colatoi, obbliga a immettervele con gronde o canali. Va letto per quello che dice: regola i rapporti fra vicini, <strong>non</strong> impone di portare l&#8217;acqua lontano dalla propria fondazione. È il punto in cui una norma pensata per il vicinato viene scambiata per una regola tecnica.</p>
<p><strong>Come si controlla, in venti minuti.</strong> Si prende un secchio d&#8217;acqua, dieci litri bastano, e lo si versa nel canale di gronda vicino all&#8217;imbocco del pluviale. Poi si guarda dove esce, e si segue l&#8217;acqua per i tre metri successivi. Le cose da annotare sono quattro: se il canale la porta all&#8217;imbocco o la lascia ferma in un tratto, cosa che sul <a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">muro sotto la gronda</a> si vede subito, se il pluviale perde a un giunto, dove finisce alla base, e se nei tre metri successivi l&#8217;acqua si allontana oppure torna indietro verso il muro. Se non si vede dove finisce, perché entra in un pozzetto chiuso, quel pozzetto va aperto: è il primo pezzo di impianto di cui nessuno sa più niente. La Figura 4 mette a confronto lo scarico fatto bene e i due errori che si ripetono.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1155" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig4-il-tetto-e-i-pluviali.png" alt="Tavola sul tetto: il canale di gronda, l'imbocco del pluviale, il tratto interrato con la sua pendenza minima, i punti di scarico giusti e sbagliati, il pluviale collegato al dreno di fondazione barrato, e il conto della portata di un tetto da cento metri quadrati" class="wp-image-4686" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig4-il-tetto-e-i-pluviali.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig4-il-tetto-e-i-pluviali-300x217.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig4-il-tetto-e-i-pluviali-1024x739.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig4-il-tetto-e-i-pluviali-768x554.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig4-il-tetto-e-i-pluviali-1536x1109.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 4. Dal tetto al terreno. In alto la portata che un tetto concentra in pochi punti; in basso i due errori che si ripetono, cioè il pluviale che scarica al piede del muro e il pluviale collegato al tubo drenante.</figcaption></figure>
<h2 id="primo-tempo-il-terreno-e-la-pendenza-che-si-misura">Primo tempo: il terreno, e la pendenza che si misura</h2>
<p>Questa è la mossa più economica di tutte, e la più saltata. Di <a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">come si prepara il terreno prima del muro</a> ho scritto in un articolo a parte. Il terreno intorno alla casa deve scendere allontanandosi dal muro. Detta così, però, la frase non serve a nessuno: bisogna dire di quanto, su che lunghezza, con che strumento si misura e in quali casi non si può fare.</p>
<p><strong>Di quanto e su che lunghezza.</strong> Il codice residenziale americano chiede che il terreno scenda di <strong>non meno di 152 millimetri entro i primi 3.048 millimetri</strong>, cioè sei pollici in dieci piedi: è il <strong>5 per cento sui primi tre metri</strong>. Tradotto in numeri di cantiere, sono <strong>5 centimetri sul primo metro, 10 centimetri su due metri, 15 centimetri su tre</strong>. La stessa cifra compare nel manuale del 1990 dell&#8217;ente federale americano per l&#8217;edilizia abitativa, che la giustifica con una frase da riportare: i reclami e le richieste di danno per difetti strutturali «continuano a essere numerosi a causa di livellamento e drenaggio inadeguati dei siti».</p>
<p><strong>Sulle superfici pavimentate il numero è diverso, e più basso.</strong> Sempre il codice americano, ma dentro l&#8217;eccezione, chiede almeno il <strong>2 per cento</strong> per le superfici impermeabili entro tre metri dalla fondazione. Il documento inglese chiede per le pavimentazioni almeno <strong>1:60, cioè l&#8217;1,67 per cento</strong>. E aggiunge un limite che serve a chi cammina: per traverso un vialetto non deve superare <strong>1:40, cioè il 2,5 per cento</strong>. I manuali italiani dell&#8217;Ottocento stavano già lì: Musso e Copperi, nel 1885, danno <strong>due centimetri al metro</strong>; Formenti, nel 1895, sta fra <strong>uno e un centimetro e mezzo al metro</strong>. Le cifre di casa nostra oscillavano già allora, ed è utile saperlo: sotto l&#8217;uno per cento un piano non scola più in modo affidabile, perché bastano un assestamento o una fuga fuori quota a creare una pozza.</p>
<p><strong>Quanto dev&#8217;essere larga la fascia curata.</strong> Donghi, nel 1923, prescrive un marciapiede di lastre di pietra tutto intorno al fabbricato, largo <strong>da 0,65 a 1 metro</strong>, con le connessure sigillate, che mandi l&#8217;acqua in un canaletto coperto. La larghezza serve a portare il punto di caduta dell&#8217;acqua fuori dal cono di terreno che sta addosso alla fondazione.</p>
<p><strong>Come si misura, sul posto.</strong> Serve un&#8217;asta dritta da due metri e una livella. Si appoggia l&#8217;asta al muro, in orizzontale, e si misura di quanto va alzata l&#8217;estremità lontana perché la livella vada in bolla: quel valore in centimetri, diviso due, è la pendenza in per cento. Dieci centimetri su due metri sono il 5 per cento. Chi ha un livello laser fa prima, ma il risultato è lo stesso. Va fatto in almeno quattro punti per ogni lato, perché un terreno raramente pende allo stesso modo dappertutto, e va fatto soprattutto nei punti bassi, dove l&#8217;acqua si raccoglie.</p>
<p><strong>Quando non si può fare, e che cosa si fa allora.</strong> Il codice americano prevede il caso in modo esplicito: dove confini, muri, scarpate o altre barriere fisiche impediscono quella caduta, si costruiscono <strong>dreni o canali di guardia</strong>. Il documento inglese sul drenaggio aggiunge la mossa che, a mio modo di vedere, risolve il caso più frequente in città, cioè il cortile in piano incassato fra due edifici: quando le quote porterebbero l&#8217;acqua a concentrarsi lungo il muro, si crea una <strong>contropendenza per almeno 500 millimetri dal muro</strong>, per allontanare l&#8217;acqua dalla parete.</p>
<p><strong>Il rapporto con la quota della barriera al piede.</strong> Il documento inglese chiede che la barriera al piede del muro esterno stia ad <strong>almeno 150 millimetri sopra il livello del terreno adiacente</strong>, salvo che una parte dell&#8217;edificio protegga il muro. Non è un obbligo italiano, ma la ragione vale in ogni paese: quei quindici centimetri servono contro gli <a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">spruzzi di rimbalzo della pioggia</a> e contro il terreno, la ghiaia e le foglie che, anno dopo anno, si accumulano e finiscono per scavalcare la barriera al piede. L&#8217;ente pubblico inglese che si occupa di edifici storici arriva alla stessa cifra per un&#8217;altra strada: abbassare il terreno «anche solo di 150 millimetri» riduce la quantità d&#8217;acqua che entra in un edificio.</p>
<p><strong>Quando la pendenza salta da sola.</strong> Salta per assestamento del rinterro, ed è la causa più comune. Il rapporto americano sul controllo dell&#8217;acqua nelle fondazioni lo dice chiaro: un riempimento mal costipato si assesta nel tempo e produce una contropendenza; la raccomandazione è costipare <strong>a strati da 15 a 30 centimetri</strong>, con attrezzi a mano vicino al muro per non danneggiarlo. E aggiunge il dettaglio che nessuno controlla: anche gli scavi degli impianti che arrivano alla casa vanno costipati, altrimenti si formano avvallamenti proprio lungo la linea dei tubi. La Figura 5 raccoglie le pendenze delle diverse fonti, il metodo di misura e i tre modi in cui saltano. Le altre due cause sono note a chiunque abbia un giardino. L&#8217;aiuola addossata al muro nasconde una contropendenza sotto le piante. La pavimentazione nuova, posata sopra la vecchia, alza il piano e si mangia i centimetri che separavano il terreno dalla barriera al piede.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1208" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig5-la-pendenza-del-terreno-1.png" alt="Tavola sulla pendenza del terreno: a sinistra la sezione con la caduta di cinque centimetri al metro sui primi tre metri e le quote in centimetri, al centro il confronto fra le pendenze prescritte dalle diverse fonti, a destra il metodo di misura con asta da due metri e livella, e in basso i tre modi in cui la pendenza salta nel tempo" class="wp-image-4789" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig5-la-pendenza-del-terreno-1.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig5-la-pendenza-del-terreno-1-300x227.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig5-la-pendenza-del-terreno-1-1024x773.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig5-la-pendenza-del-terreno-1-768x580.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig5-la-pendenza-del-terreno-1-1536x1160.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 5. Quanto deve scendere il terreno, e come si misura. La colonna centrale mette a confronto le pendenze delle fonti: sono numeri diversi perché riguardano cose diverse, il terreno naturale da una parte e le superfici pavimentate dall&#8217;altra.</figcaption></figure>
<h2 id="secondo-tempo-il-drenaggio-e-la-domanda-che-viene-prima">Secondo tempo: il drenaggio, e la domanda che viene prima</h2>
<p>Prima di come si fa un drenaggio viene se serve. Non è una domanda retorica: un dreno fatto dove non serve è una spesa inutile, e un dreno fatto male vicino a una fondazione è un danno.</p>
<p>Il documento inglese sulla preparazione del sito dà la soglia più chiara che abbia trovato. Il drenaggio del sedime va previsto <strong>dove la falda può salire fino a 0,25 metri dal piano del pavimento più basso dell&#8217;edificio</strong>, oppure dove l&#8217;acqua superficiale può entrare o comunque danneggiare la costruzione; in quel caso il terreno sotto l&#8217;edificio va drenato per gravità, o vanno prese altre misure efficaci. Il codice americano ragiona sull&#8217;uso degli spazi. I dreni vanno previsti intorno alle fondazioni che sostengono terreno e racchiudono spazi abitabili o utilizzabili sotto il piano di campagna. Ma pone <strong>un&#8217;eccezione dichiarata</strong>: i terreni che drenano da soli, cioè ghiaie e sabbie ghiaiose della prima classe della classificazione unificata.</p>
<p>Ne esce una regola d&#8217;uso onesta. Se sotto il piano di campagna non c&#8217;è niente da proteggere, e il terreno è ghiaioso, il drenaggio perimetrale può non servire affatto: basta il primo tempo. Se c&#8217;è una cantina, un garage interrato o un locale abitato sotto quota, e il terreno è limoso o argilloso, il drenaggio serve quasi sempre. In mezzo ci sta il caso più frequente, ed è quello in cui la decisione va presa con un dato in mano e non a sensazione.</p>
<p><strong>Il dato si prende con un pozzetto di prova.</strong> Una buca larga <strong>almeno un metro quadrato e profonda due metri</strong>, tenuta d&#8217;occhio in stagioni diverse, dice dove sta il pelo dell&#8217;acqua. È la buca di prova che il documento inglese prescrive, nella parte sugli scarichi dispersi, per accertare il livello della falda. Qui serve solo a questo. Non va confusa con la prova di percolazione, che è un&#8217;altra cosa e viene dopo. Una sola osservazione dice poco: il livello va guardato in stagioni diverse, perché la falda si alza d&#8217;inverno e dopo le piogge lunghe. Donghi, nel 1923, dava la regola corrispondente sul lato costruttivo: il pavimento della cantina deve stare <strong>almeno trenta centimetri sopra il livello più alto conosciuto della falda</strong>.</p>
<p>C&#8217;è poi un avvertimento che arriva da un ente pubblico, e che nessuna ditta scrive nei suoi depliant. L&#8217;ente inglese che si occupa degli edifici storici scrive dei dreni a trincea che la loro efficacia «non è sempre garantita». Posati vicino alle fondazioni, aggiunge, <strong>possono concentrare l&#8217;acqua alla base dei muri</strong>, con più rischio di penetrazione o di scalzamento. E una falda alta o un terreno molto argilloso possono renderli inutili. Aggiunge che sono difficili da mantenere e da tenere liberi dalle ostruzioni. È la ragione per cui questo articolo mette il drenaggio al secondo posto e non al primo: è uno strumento potente e, come tutti gli strumenti potenti, fa danno se usato al posto sbagliato.</p>
<h2 id="come-fatto-un-dreno-perimetrale-che-lavora">Com&#8217;è fatto un dreno perimetrale che lavora</h2>
<p>Le fonti pubbliche che danno le misure sono tre, e le loro cifre quasi sempre coincidono. Sono il codice edilizio della Columbia Britannica, che ricalca il codice nazionale canadese; il codice residenziale americano; e, per l&#8217;Italia, il manuale di Donghi del 1923, che sta ancora in piedi.</p>
<p><strong>La quota del tubo.</strong> È la misura che decide tutto. Il codice canadese chiede che <strong>la generatrice superiore del tubo stia sotto il fondo del pavimento</strong> dell&#8217;interrato. Dove c&#8217;è un <a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">vespaio</a>, il riferimento è il suo piano di copertura. La prescrizione norvegese riportata dal Consiglio nazionale delle ricerche canadese quantifica: il tubo va posato <strong>almeno 200 millimetri sotto il bordo superiore del pavimento adiacente</strong>, misurati dalla generatrice interna inferiore. Donghi descrive una rete fitta sotto il pavimento, tubi a venticinque o trenta centimetri l&#8217;uno dall&#8217;altro, da stendere «ove occorra, anche all&#8217;ingiro del fabbricato»: la quota di <strong>circa 45 centimetri sotto il piano superiore del pavimento</strong> nasce lì. Il trattato americano del 1859 descriveva una trincea scavata <strong>nel pavimento della cantina</strong>, a <strong>due piedi, cioè 61 centimetri, dal muro</strong>, con lo sbocco <strong>18 pollici, cioè 46 centimetri, sotto il piano della cantina</strong>: un dreno interno, antenato di quello perimetrale.</p>
<p>La ragione di tutte queste quote è una sola, e l&#8217;ha scritta Parkes nel 1845: il drenaggio deve tenere il pelo dell&#8217;acqua <strong>più in basso di quanto la risalita capillare riesca a portarla vicino alla superficie</strong>. Un tubo posato alla quota del pavimento, o peggio sopra, non abbassa niente: bagna.</p>
<p><strong>Il diametro, e una sorpresa.</strong> Il codice canadese chiede un tubo di <strong>almeno 100 millimetri</strong>; lo standard americano dei dreni interrati, che è un documento agronomico, <strong>almeno tre pollici, cioè 76 millimetri</strong>; la descrizione ufficiale della figura della norma tedesca sul drenaggio degli edifici parla di un tubo <strong>DN 100</strong> circondato da ghiaia <strong>8/16 millimetri</strong> e fasciato da un filtro in geotessile verso il terreno. La sorpresa è che il tubo grande non è sempre meglio. Donghi, un secolo fa, sceglieva tubi da 4 centimetri immessi in collettori da 8 e spiegava perché: «l&#8217;esperienza insegna che si otturano più facilmente i tubi larghi che quelli stretti, perché in questi la maggior velocità di deflusso delle acque serve a liberare il tubo dalle ostruzioni». Lo standard americano per i dreni interrati, nell&#8217;edizione statale che ho potuto leggere, dice la stessa cosa con parole diverse, e cioè ragionando in velocità.</p>
<p><strong>La pendenza, che non è un numero fine a sé stesso.</strong> Donghi chiede la maggiore pendenza possibile e comunque <strong>almeno il 2 per cento</strong>. La prescrizione norvegese si accontenta di <strong>1:200, cioè lo 0,5 per cento</strong>. Lo standard americano dei dreni interrati non dà una percentuale e fa una cosa più intelligente: fissa la <strong>velocità</strong> che l&#8217;acqua deve avere nel tubo, e da quella si ricava la pendenza caso per caso. La velocità minima è <strong>0,5 piedi al secondo, cioè 0,15 metri al secondo</strong>, dove non c&#8217;è rischio di interrimento, e <strong>1,4 piedi al secondo, cioè 0,43 metri al secondo</strong>, dove il rischio c&#8217;è. Sopra ci sono i massimi, per non erodere il terreno e non aspirarlo dentro il tubo: vanno da <strong>1,07 metri al secondo</strong> nelle sabbie a <strong>2,74 metri al secondo</strong> nelle ghiaie.</p>
<p>Tradotto in parole da cantiere: la pendenza serve a far correre l&#8217;acqua abbastanza da portarsi via il fine che entra, ma non tanto da erodere. Sotto una certa velocità il tubo si interra da solo, anno dopo anno, anche se è stato posato benissimo. Per questo la pendenza va <strong>verificata a posa avvenuta</strong>, con la livella sul tubo, e non data per buona perché era sul disegno.</p>
<p><strong>La ghiaia intorno.</strong> Il codice canadese chiede che sopra e ai lati del tubo ci siano <strong>almeno 150 millimetri di pietrisco o di altro materiale granulare grosso e pulito</strong>, con <strong>non più del 10 per cento di passante al setaccio da 4 millimetri</strong>. Quest&#8217;ultima è la definizione operativa di «lavato»: se la ghiaia scelta ha più fine di così, è già il problema. Lo strato granulare va posato su terreno indisturbato o costipato, <strong>almeno 125 millimetri sotto la fondazione</strong> ed esteso <strong>almeno 300 millimetri oltre il bordo esterno</strong> della fondazione. Il codice americano, con numeri in pollici, chiede che la ghiaia si estenda <strong>almeno 30,5 centimetri oltre il bordo esterno della fondazione</strong> e salga <strong>15,2 centimetri sopra la fondazione</strong>, coperta da un tessuto filtrante. Il codice canadese aggiunge la prescrizione che descrive il cantiere vero: se durante la posa il terreno si mescola al ghiaietto, se ne aggiunge fino a tenere puliti <strong>i 125 millimetri superiori</strong>.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1500" height="1910" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto3-tubo-drenante-nel-tessuto.jpg" alt="Tubo drenante rivestito di tessuto non tessuto appoggiato sul fondo dello scavo, lungo il muro impermeabilizzato e protetto da pannelli, con il tessuto steso contro la parete di terra e i cavi degli impianti che corrono a fianco" class="wp-image-4688" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto3-tubo-drenante-nel-tessuto.jpg 1500w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto3-tubo-drenante-nel-tessuto-236x300.jpg 236w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto3-tubo-drenante-nel-tessuto-804x1024.jpg 804w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto3-tubo-drenante-nel-tessuto-768x978.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto3-tubo-drenante-nel-tessuto-1206x1536.jpg 1206w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 3. Dopo l&#8217;impermeabilizzazione della fondazione e la sua protezione, il tubo drenante avvolto nel tessuto non tessuto viene appoggiato sul fondo dello scavo. Sopra andrà la ghiaia, e per ultimo si rifà il giardino. L&#8217;ordine non è un dettaglio: ogni strato serve a proteggere quello messo prima. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<p><strong>Il pozzetto di raccolta e i pozzetti di ispezione.</strong> Il codice canadese, dove è previsto un pozzetto di raccolta, lo vuole <strong>profondo almeno 750 millimetri</strong>, con <strong>area di almeno 0,25 metri quadrati</strong> e munito di coperchio; e, dove lo scarico a gravità non è praticabile, chiede una pompa automatica. Sui pozzetti di ispezione la fonte italiana è il regolamento lombardo sull&#8217;invarianza idraulica. Chiede un pozzetto allo scarico terminale «tale da consentire l&#8217;ispezionabilità dello scarico e la misura delle portate scaricate e delle tubazioni di collegamento con il ricettore». Serve a misurare la portata, non solo a guardare dentro.</p>
<p><strong>Scavare a ridosso di una fondazione esistente non è un&#8217;operazione neutra.</strong> Lo scavo descritto qui scende sotto il piano di posa, e aperto male scarica la fondazione. Si lavora per <strong>conci alternati</strong>: tratti brevi, richiusi e costipati prima di aprire il successivo, mai una trincea continua lungo un lato intero. Su edifici datati, su murature deboli o dove il piano di posa è poco profondo, la sequenza dei tratti la decide un tecnico dopo aver visto la fondazione.</p>
<p>Per il rinterro c&#8217;è una prescrizione italiana e cogente, ed è l&#8217;unica del nostro ordinamento che parli di drenaggio a tergo di un&#8217;opera: il punto 6.5.1 delle Norme tecniche per le costruzioni del 2018. Chiede che il terreno di riempimento sia posto in opera «con opportuna tecnica di costipamento ed avere granulometria tale da consentire un drenaggio efficace nel tempo». Ammette i geotessili «con funzione di separazione e filtrazione». E vuole il drenaggio progettato «in modo da risultare efficace in tutto il volume significativo a tergo del muro». Riguarda le opere di sostegno, ma quel criterio vale come metro anche qui: non basta un tubo, deve lavorare tutto lo spessore di terreno addossato al muro.</p>
<p>La Figura 6 raccoglie in una sezione sola le quote delle fonti lette.</p>
<p><strong>E l&#8217;abbassamento del pelo dell&#8217;acqua non si ferma al confine.</strong> Un dreno che tiene l&#8217;acqua sotto il piano di posa della propria casa la abbassa anche sotto quella attaccata. Su limi e argille normalmente consolidate, quell&#8217;abbassamento produce cedimenti. È lo stesso meccanismo del capitolo sulle torbe, con numeri più piccoli e tempi più lunghi. Historic England, come si è visto, avverte che un dreno posato vicino alle fondazioni può arrivare a scalzarle. Dove ci sono edifici in aderenza, il progetto del drenaggio smette di essere un fatto privato.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1491" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig6-la-sezione-del-dreno-1.png" alt="Sezione quotata del dreno perimetrale: il muro appoggiato su una fondazione continua in calcestruzzo più larga del muro; sotto la fondazione lo strato granulare di almeno 125 millimetri, posato su terreno indisturbato o costipato ed esteso 300 millimetri oltre il bordo esterno; il tubo drenante posato anch'esso sul terreno costipato, dentro lo strato granulare, con la generatrice superiore sotto il fondo del pavimento interrato; l'impermeabilizzazione, il pannello di protezione, il tessuto filtrante e il cappello di terreno poco permeabile in superficie; in basso il dettaglio della base in muratura allargata a riseghe" class="wp-image-4790" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig6-la-sezione-del-dreno-1.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig6-la-sezione-del-dreno-1-300x280.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig6-la-sezione-del-dreno-1-1024x954.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig6-la-sezione-del-dreno-1-768x716.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig6-la-sezione-del-dreno-1-1536x1431.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 6. La sezione che mette insieme le misure delle fonti lette. Le quote si prendono dalla fondazione, e sotto la fondazione il codice canadese non lascia il vuoto: prescrive lo strato granulare, posato su terreno indisturbato o costipato. In basso la stessa cosa su una base in muratura allargata, dove il bordo è quello dell&#8217;ultima risega e lo scavo sotto il piano di posa va fatto per conci.</figcaption></figure>
<h2 id="il-filtro-quale-ghiaia-e-quale-tessuto-e-come-si-sceglie">Il filtro: quale ghiaia e quale tessuto, e come si sceglie</h2>
<p>Quasi tutti i drenaggi muoiono nel punto di contatto fra la ghiaia e il terreno, non nel tubo. Se le particelle fini del terreno possono entrare nei vuoti della ghiaia, ci entrano. Ci mettono qualche anno, poi la fascia drenante è piena di limo e non drena più. E c&#8217;è un secondo effetto, meno noto e più grave, che l&#8217;ente locale inglese che pubblica la scheda sul dimensionamento dei pozzi perdenti mette per iscritto: se i fini migrano dal terreno circostante, si può produrre un <strong>cedimento del terreno intorno all&#8217;opera, tale da incidere sulla stabilità degli edifici adiacenti</strong>. Non si perde solo il drenaggio: si perde terreno di appoggio.</p>
<p>Il filtro è quello che impedisce questo scambio. Può essere fatto in due modi, e le fonti pubbliche danno il criterio per entrambi.</p>
<p><strong>Il filtro granulare: il criterio dei quindici e degli ottantacinque.</strong> Il manuale nazionale di ingegneria del servizio americano di conservazione del suolo definisce la regola così: il <strong>D15 del filtro non deve superare 9 volte il d85 del terreno</strong> da proteggere, e comunque non deve essere minore di 0,2 millimetri; per i terreni dispersivi il coefficiente scende a 6,5. Il limite inferiore, che serve a non perdere permeabilità, è il maggiore fra 0,1 millimetri e un quinto del D15 massimo.</p>
<p>Quei due simboli vanno spiegati, altrimenti restano lettere. Il <strong>d85 del terreno</strong> è l&#8217;apertura di setaccio attraverso cui passa l&#8217;ottantacinque per cento del terreno in peso: in pratica, la dimensione dei grani più grossi di quel terreno. Il <strong>D15 del filtro</strong> è l&#8217;apertura attraverso cui passa il quindici per cento del materiale filtrante: in pratica, la dimensione dei suoi grani più fini. La regola dice quindi una cosa comprensibile: <strong>i grani più fini della ghiaia non devono essere più di nove volte i grani più grossi del terreno</strong>, altrimenti il terreno passa attraverso.</p>
<p>Tradotto in tre casi tipici, con il conto fatto dal motore di questo articolo:</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Terreno da proteggere</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>D15 del filtro ammesso</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>un limo fine, d85 = 0,05 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>fra 0,10 e 0,45 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>una sabbia fine, d85 = 0,25 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>fra 0,45 e 2,25 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>una sabbia grossa, d85 = 2 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>fra 3,6 e 18 mm</td>
</tr>
</table>
</div>
<p>Dalla tabella esce un fatto preciso: <strong>la ghiaia giusta dipende dal terreno</strong>, e per un limo fine una ghiaia da drenaggio comune è enormemente troppo grossa. È il motivo per cui, nei terreni fini, il filtro granulare da solo non basta e si ricorre al tessuto.</p>
<p><strong>Il filtro in tessuto: il criterio dell&#8217;apertura.</strong> Il rapporto della FAO sui materiali per il drenaggio sotterraneo riporta i criteri di ritenzione ricavati da prove di laboratorio: per gli involucri sottili, cioè i geotessili fino a un millimetro di spessore, <strong>l&#8217;apertura O90 non deve superare 2,5 volte il d90 del terreno</strong>; per gli involucri spessi, oltre cinque millimetri, il rapporto sale a 5. E aggiunge la regola pratica che si porta a casa: quasi tutti i problemi si evitano con <strong>un&#8217;apertura O90 non inferiore a 200 micrometri</strong>. L&#8217;O90 è l&#8217;apertura tale che il novanta per cento dei grani di una sabbia di prova viene trattenuto: è, in pratica, la misura dei buchi del tessuto.</p>
<p>Le due regole si leggono insieme, e insieme dicono una cosa che sembra contraddittoria ma non lo è: <strong>il tessuto non deve essere troppo fitto</strong>. Un tessuto molto chiuso trattiene tutto, si intasa e diventa una membrana impermeabile appoggiata al dreno. Un tessuto troppo aperto lascia passare il terreno. La finestra utile sta in mezzo, e la fissa il terreno che si ha davanti.</p>
<p><strong>La calza sul tubo e il tessuto contro il terreno non sono la stessa cosa.</strong> Nelle fotografie di cantiere si vedono spesso tutti e due, e vanno distinti. Il tessuto steso contro la parete di terra separa la ghiaia dal terreno, ed è quello di cui parlano le fonti citate qui sopra: la descrizione ufficiale della figura della norma tedesca mette il geotessile a fasciare il pacchetto di ghiaia verso il terreno. Il codice americano chiede una membrana filtrante sopra il ghiaietto. La calza infilata sul tubo protegge invece le fessure del tubo, e lavora su una superficie molto più piccola. Le due cose si sommano, non si sostituiscono: una calza sul tubo non toglie la necessità di separare la ghiaia dal terreno, perché il fine che riempie la ghiaia resta fuori dalla calza.</p>
<p><strong>E c&#8217;è un caso in cui i due criteri non si incontrano.</strong> Nei terreni molto fini il criterio di ritenzione chiede un&#8217;apertura più piccola di quella che il criterio pratico consente: per un terreno con d90 di due centesimi di millimetro il primo vorrebbe non oltre 50 micrometri, il secondo non scende sotto i 200. Quando succede, la risposta non è un tessuto più fitto, che si intasa: è un <strong>filtro a due strati</strong>, cioè una sabbia intermedia fra il terreno e la ghiaia, dimensionata con lo stesso criterio del quindici e dell&#8217;ottantacinque applicato due volte, prima fra terreno e sabbia e poi fra sabbia e ghiaia.</p>
<p>La Figura 7 mette il criterio accanto ai conti dei tre terreni tipici.</p>
<p><strong>Quando il filtro serve davvero.</strong> Lo standard americano per i dreni interrati elenca quattro casi: quando l&#8217;esperienza locale lo indica; quando intorno al tubo ci sono argille disperse, limi con indice di plasticità inferiore a 7 o sabbie fini con indice di plasticità inferiore a 7; quando si prevede una fessurazione profonda del terreno; e quando il modo di posa può lasciare vuoti fra il tubo e il materiale di rinterro. Prescrive inoltre uno <strong>spessore minimo di filtro di tre pollici, cioè 76 millimetri</strong>, in ogni direzione utile al flusso.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1500" height="1440" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto4-tessuto-e-ghiaia.jpg" alt="Trincea lungo il muro con il tessuto non tessuto steso contro la parete di terra e la ghiaia lavata versata contro il muro, con i cavi e un tubo corrugato che attraversano lo scavo" class="wp-image-4690" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto4-tessuto-e-ghiaia.jpg 1500w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto4-tessuto-e-ghiaia-300x288.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto4-tessuto-e-ghiaia-1024x983.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto4-tessuto-e-ghiaia-768x737.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 4. Il tessuto steso contro il terreno e la ghiaia versata contro il muro. Il tessuto non serve a fermare l&#8217;acqua: serve a separare, cioè a impedire che il terreno fine entri nei vuoti della ghiaia e li riempia. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1124" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig7-il-filtro-e-la-ghiaia.png" alt="Tavola sul filtro: a sinistra la sezione del dreno con le quote del codice canadese e di quello americano, al centro le curve granulometriche del terreno e del filtro con il criterio del D15 non oltre nove volte il d85, a destra il criterio del geotessile con l'apertura O90 e la finestra fra troppo fitto e troppo aperto, in basso la tabella dei tre terreni tipici" class="wp-image-4691" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig7-il-filtro-e-la-ghiaia.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig7-il-filtro-e-la-ghiaia-300x211.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig7-il-filtro-e-la-ghiaia-1024x719.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig7-il-filtro-e-la-ghiaia-768x540.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig7-il-filtro-e-la-ghiaia-1536x1079.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 7. Il filtro fra terreno e ghiaia. La regola in una riga: i grani più fini del filtro non devono superare nove volte i grani più grossi del terreno. Sotto, gli stessi conti applicati a tre terreni comuni.</figcaption></figure>
<h2 id="quando-il-dreno-peggiora-le-cose">Quando il dreno peggiora le cose</h2>
<p>C&#8217;è un modo di sbagliare peggiore del non fare niente. Consiste nel riempire di materiale permeabile lo spazio contro il muro senza dare all&#8217;acqua una via d&#8217;uscita alla base. Quel riempimento raccoglie l&#8217;acqua da tutta la superficie che lo sovrasta, la porta in basso e la consegna al punto più delicato dell&#8217;edificio.</p>
<p>Il meccanismo è descritto da tre fonti diverse, e nessuna delle tre usa lo slogan che gira in rete. L&#8217;espressione «effetto vasca» non l&#8217;ho trovata in nessuna fonte autorevole e pubblica: circola quasi solo sui siti commerciali. Il fenomeno, invece, è documentato eccome.</p>
<p>La descrizione più antica è del 1859 ed è la più efficace. Parlando di chi cementava le cantine dall&#8217;interno, il trattato americano spiega che l&#8217;acqua scorre dalla superficie dietro il muro della cantina, riempie il terreno e i passaggi, e in quelle condizioni si forma dietro il muro <strong>una colonna d&#8217;acqua alta due metri o più</strong>. La pressione, aggiunge, dipende dall&#8217;altezza e non dall&#8217;estensione della superficie, quindi quel muro lavora come la diga di un mulino con due metri di carico. Nessuno, conclude, penserebbe di rendere stagna una diga spalmando un po&#8217; di cemento sulla faccia a valle.</p>
<p>La conferma sperimentale arriva dalla ricerca norvegese pubblicata nel 1972 dal Consiglio nazionale delle ricerche canadese. Fra i quattro modi di rinfiancare un muro messi a confronto in laboratorio, <strong>il riempimento tradizionale è quello che si comporta peggio</strong>. Un&#8217;ora dopo l&#8217;avvio i manometri misurano pressione. L&#8217;acqua comincia quasi subito a filtrare attraverso la parete di prova, che resta umida per circa quarantacinque centimetri di altezza per tutti i sessantasette giorni. La conclusione dello studio è la regola che serve qui: il riempimento accanto ai muri interrati va eseguito <strong>in modo che contro il muro non si possa formare pressione d&#8217;acqua</strong>.</p>
<p>La terza fonte riguarda le pavimentazioni drenanti e viene dal documento inglese: per le superfici molto inclinate, avverte, va verificato che l&#8217;acqua accumulata nello strato granulare <strong>non si accumuli intorno alle fondazioni dell&#8217;edificio</strong>; e i vialetti che scaricano su un&#8217;area permeabile possono farlo purché l&#8217;acqua non sia scaricata vicino agli edifici, dove potrebbe danneggiare le fondazioni. È la stessa fisica di prima, applicata a un caso oggi frequente. Le pavimentazioni drenanti si usano molto, e quasi nessuno verifica dove finisce l&#8217;acqua che hanno assorbito.</p>
<p><strong>La risposta corretta non è togliere il materiale permeabile: è chiuderlo sopra e drenarlo sotto.</strong> Il rapporto americano sul controllo dell&#8217;acqua nelle fondazioni la scrive in due punti: il rinfianco drenante serve a portare l&#8217;acqua verso il basso, dove deve trovare il dreno perimetrale che la porta via; e in superficie va previsto <strong>un cappello di terreno poco permeabile</strong>, per evitare che il terreno addossato alla fondazione si saturi. Un riempimento permeabile funziona solo se è chiuso sopra e drenato sotto. Se manca una delle due condizioni, è un raccoglitore. La Figura 8 mette a confronto i tre esiti.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1295" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig8-quando-il-dreno-peggiora-1.png" alt="Tavola con il confronto fra tre situazioni: a sinistra il rinterro permeabile senza dreno alla base, con la colonna d'acqua contro il muro e la pressione crescente con l'altezza; al centro lo stesso rinterro chiuso sopra da uno strato poco permeabile e drenato alla base; a destra la pavimentazione drenante che accumula acqua verso la fondazione; sotto la citazione della prova di laboratorio norvegese sui quattro riempimenti" class="wp-image-4791" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig8-quando-il-dreno-peggiora-1.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig8-quando-il-dreno-peggiora-1-300x243.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig8-quando-il-dreno-peggiora-1-1024x829.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig8-quando-il-dreno-peggiora-1-768x622.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig8-quando-il-dreno-peggiora-1-1536x1243.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 8. Lo stesso materiale, tre esiti diversi. Il riempimento permeabile contro il muro raccoglie acqua e la porta in basso: è utile se sotto c&#8217;è un dreno che la porta via e sopra c&#8217;è uno strato che la tiene fuori, ed è dannoso se manca una delle due cose.</figcaption></figure>
<h2 id="terzo-tempo-fermare-quel-che-resta-e-proteggere-il-lavoro">Terzo tempo: fermare quel che resta, e proteggere il lavoro</h2>
<p>Arrivati qui, l&#8217;impermeabilizzazione ha un compito ragionevole. Non deve reggere la spinta di una colonna d&#8217;acqua: deve fermare l&#8217;umidità del terreno e l&#8217;acqua che percola, cioè quel poco che i primi due tempi hanno lasciato passare. Su muri già bagnati, <a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">pochi centimetri di lavorazione</a> possono contare più di una demolizione.</p>
<p>Due avvertimenti, entrambi da fonti che hanno un secolo o più di distanza fra loro e dicono la stessa cosa.</p>
<p>Il primo riguarda il lato da cui si lavora. Il trattato del 1859 lo spiega con l&#8217;immagine della diga: un rivestimento applicato <strong>sulla faccia interna</strong>, cioè dalla parte opposta a quella da cui arriva l&#8217;acqua, lavora a sfavore, perché la pressione tende a staccarlo dal supporto. Donghi, nel 1923, scrive la versione generale: l&#8217;unico modo per asciugare un muro è togliere la causa che lo rende umido. Sono i due motivi per cui, quando si può scavare, si lavora dall&#8217;esterno.</p>
<p>Il secondo riguarda che cosa si mette contro il muro. La ricerca norvegese arriva a una conclusione che va contro l&#8217;istinto: contro il muro interrato <strong>si ottiene un deflusso migliore mettendo un materiale drenante piuttosto che uno impermeabile</strong>, il cui unico scopo sarebbe interrompere il legame capillare fra terreno umido e muratura. Detto altrimenti: la faccia esterna del muro va impermeabilizzata, ma subito fuori serve qualcosa che faccia scendere l&#8217;acqua, non un secondo strato chiuso che la tenga ferma lì.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="901" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto5-muro-protetto-sotto-il-piano.jpg" alt="Muro di fondazione impermeabilizzato all'esterno, con lo strato continuo che risvolta fino sopra il piano del terreno, lo scavo aperto e la ghiaia accumulata a fianco" class="wp-image-4693" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto5-muro-protetto-sotto-il-piano.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto5-muro-protetto-sotto-il-piano-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto5-muro-protetto-sotto-il-piano-1024x577.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto5-muro-protetto-sotto-il-piano-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto5-muro-protetto-sotto-il-piano-1536x865.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 5. La parte di muro che starà sotto terra, protetta all&#8217;esterno. Il risvolto sale più in alto del piano del terreno finito: è il punto in cui molti lavori si fermano troppo presto, e l&#8217;acqua rientra proprio da lì. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<p>Sopra lo strato impermeabile va poi messo qualcosa che lo protegga dal rinterro. Il materiale di riempimento contiene sassi e spigoli, e mentre si assesta preme e gratta: senza protezione, il manto viene inciso proprio dove nessuno potrà più vederlo. Questa è la ragione tecnica dello strato di protezione, e vale qualunque sia il prodotto scelto.</p>
<h2 id="dove-mando-lacqua-la-domanda-che-si-fa-per-ultima-e-si-dovrebbe-fare-per-prima">Dove mando l&#8217;acqua: la domanda che si fa per ultima e si dovrebbe fare per prima</h2>
<p>Un impianto di drenaggio senza recapito non esiste. È il punto in cui si sbaglia di più. Il recapito non si vede sul disegno e, nella mia esperienza, pesa sul preventivo quanto un tratto di scavo. Vitruvio lo aveva già scritto: le bocche devono uscire <em>ad locum patentem</em>, in luogo aperto. Columella chiedeva che tutte le teste dei dreni ciechi arrivassero a un unico fosso aperto.</p>
<p>Oggi le strade possibili sono cinque, e vanno provate in ordine.</p>
<p><strong>Primo: disperdere nel terreno, nel proprio lotto.</strong> È la prima scelta anche per la norma inglese, che elenca i recapiti «in ordine di priorità»: un pozzo perdente o altro sistema di infiltrazione adeguato; dove questo non sia ragionevolmente praticabile, un corso d&#8217;acqua; e, solo dove neppure questo sia praticabile, una fognatura. Un gestore italiano del servizio idrico lo scrive in modo ancora più netto per l&#8217;acqua di pioggia: le acque meteoriche, «ove possibile», non dovranno essere convogliate alla rete di pubblica fognatura ma rilasciate nel terreno attraverso pozzi perdenti.</p>
<p>Il pozzo perdente ha però tre condizioni precise, e le danno sia la norma inglese sia il codice canadese. <strong>Non si costruisce entro 5 metri da un edificio o da una strada</strong>, né in aree instabili. <strong>Non si costruisce dove la falda arriva al fondo dell&#8217;opera</strong> in qualunque momento dell&#8217;anno. E va dimensionato, non stimato: il metodo inglese prevede una prova di percolazione con una buca di <strong>300 per 300 millimetri</strong>, scavata 300 millimetri sotto la quota di scorrimento prevista, riempita d&#8217;acqua la sera prima; il giorno dopo si riempie di nuovo e si misura il tempo, in secondi, perché il livello scenda dal 75 al 25 per cento, cioè su <strong>150 millimetri</strong>, e lo si divide per 150 ottenendo i secondi necessari a scendere di un millimetro. La prova va ripetuta <strong>almeno tre volte su almeno due buche</strong>, mai con tempo anomalo. Per le aree scolanti fino a <strong>25 metri quadrati</strong> si può assumere come caso peggiore una pioggia di <strong>10 millimetri in 5 minuti</strong>, che fa 0,25 metri cubi d&#8217;acqua in ingresso, e il tempo di ritorno di progetto è <strong>dieci anni</strong>.</p>
<p><strong>Secondo: la rete delle acque bianche, dove esiste.</strong> È la strada naturale, e non pone problemi particolari se la rete c&#8217;è e se il gestore la consente.</p>
<p><strong>Terzo: un corso d&#8217;acqua superficiale.</strong> Qui servono i titoli. In Italia, salvo diversa disciplina regionale, la domanda di autorizzazione allo scarico si presenta alla provincia; e, di regola, oltre all&#8217;autorizzazione allo scarico serve anche il nulla osta idraulico dell&#8217;ente che ha la polizia idraulica su quel corso d&#8217;acqua. Sono due titoli diversi e uno non sostituisce l&#8217;altro.</p>
<p><strong>Quarto: un canale consorziale.</strong> Il regolamento sulle bonifiche, che è del 1904 e su questi articoli non è mai stato modificato, prevede che i privati possano aprire «le necessarie bocche di scarico» nelle ripe dei canali di bonifica soltanto col permesso scritto, e che per le bonifiche in manutenzione il titolo lo rilasci <strong>il consorzio</strong>. Anche qui: è un titolo diverso dall&#8217;autorizzazione allo scarico, e non la sostituisce.</p>
<p><strong>Quinto: un fosso stradale.</strong> Il Codice della strada vieta di «scaricare, senza regolare concessione, nei fossi e nelle cunette materiali o cose di qualsiasi genere o incanalare in essi acque di qualunque natura». Le parole da leggere sono due: «qualunque natura», che non lascia scappatoie, e «senza regolare concessione», che dice che la strada esiste ma passa da un permesso. La concessione la rilascia l&#8217;ente proprietario della strada. Per i tratti di strada statale, regionale o provinciale che corrono dentro un centro abitato di meno di diecimila abitanti la rilascia il comune, con il nulla osta dell&#8217;ente proprietario. E se la condotta attraversa o occupa la sede stradale serve un secondo titolo, sempre dell&#8217;ente proprietario.</p>
<p><strong>E la fognatura nera o mista?</strong> È l&#8217;ultima strada, e in diverse regioni è vietata per nome. Il quadro, verificato su cinque regolamenti di gestori in cinque regioni diverse, è questo.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Dove</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa dice il documento</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Lombardia, regolamento regionale</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Vietato lo scarico in rete fognaria nera o unitaria delle «acque di falda emunte per operazioni di disinquinamento o drenaggio della falda»; l&#8217;ufficio d&#8217;ambito può derogare se non esistono altri recapiti</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Veneto, piano regionale di tutela delle acque</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>In presenza di reti separate, vietato recapitare in fognatura nera, «qualora vi sia un recapito alternativo», acque prive di carico inquinante «quali, ad esempio, le acque di drenaggio di falda»; per le reti miste esistenti è prevista la progressiva eliminazione</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Alto Adige, regolamento del gestore (provincia autonoma)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>«Le acque sotterranee, di versante e d&#8217;infiltrazione» non possono essere immesse nella rete fognaria; se non c&#8217;è altra possibilità, nella rete delle acque meteoriche</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Friuli Venezia Giulia, regolamento del gestore</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Nessun divieto per nome, ma le acque meteoriche «ove possibile» vanno rilasciate nel terreno con pozzi perdenti</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Toscana, regolamenti del gestore e dell&#8217;autorità d&#8217;ambito</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Nessun divieto per nome nel regolamento letto per intero; nell&#8217;altro la parola drenaggio compare solo nella definizione delle acque di prima pioggia</td>
</tr>
</table>
</div>
<p>Il divieto, quindi, <strong>è una costante forte ma non una legge universale</strong>: dove non è scritto, la risposta va chiesta al gestore. Il divieto ha una ragione tecnica, e la norma lombarda le dà anche un nome: <strong>acque parassite</strong>. Sono acque pulite che si infilano in una rete pensata per i liquami, e fanno due danni insieme. Il primo: al depuratore arriva un liquame diluito, e un liquame diluito si depura peggio. Il secondo: i collettori viaggiano pieni di un&#8217;acqua che non dovrebbe esserci, così quando piove gli scaricatori di piena sfiorano prima. La stessa norma mette un obiettivo misurabile, cioè contenerle entro un valore di portata «pari al 30 per cento della portata nera media annua». Un dreno perimetrale che scarica in nera produce esattamente quell&#8217;acqua lì, e la produce tutto l&#8217;anno.</p>
<p><strong>Il quadro di legge, in breve.</strong> Il decreto legislativo 152 del 2006 non dà una definizione di acqua di drenaggio: l&#8217;acqua di un dreno non ha, lì dentro, una casella sua. Non è refluo domestico né industriale, e diventa parte delle acque reflue urbane solo dopo essere stata convogliata in rete fognaria: il regime cambia in funzione di dove la mandi, non di che cosa è. Il decreto vieta in generale lo scarico sul suolo, salvo eccezioni; vieta lo scarico diretto nel sottosuolo e nelle acque sotterranee; e all&#8217;articolo 113 vieta «comunque» lo scarico o l&#8217;immissione <strong>diretta</strong> di acque meteoriche nelle acque sotterranee, rimettendo alle Regioni tutta la disciplina di dettaglio. La parola che regge è quel «diretta»: una trincea che infiltra attraverso uno spessore di terreno non è un&#8217;immissione diretta in falda; un pozzo che buca lo strato impermeabile e arriva all&#8217;acqua lo è. <strong>Il decreto non dà la quota di confine</strong>, e per questo la risposta finale sta nella norma regionale e nel regolamento comunale.</p>
<p><strong>Le due regole di vicinato da non dimenticare.</strong> L&#8217;articolo 913 del Codice civile stabilisce che il fondo inferiore riceve le acque che scolano naturalmente dal fondo più alto, «senza che sia intervenuta l&#8217;opera dell&#8217;uomo», e che il proprietario del fondo superiore non può rendere quello scolo «più gravoso». Un drenaggio perimetrale è opera dell&#8217;uomo per definizione: raccoglie, concentra e porta in un punto acqua che prima si distribuiva. La servitù di scolo naturale non lo copre. Il codice fissa anche le distanze dal confine: almeno due metri per pozzi e cisterne, <strong>almeno un metro per i tubi</strong>, e per fossi e canali una distanza pari alla loro profondità. Restano salvi, come sempre, i regolamenti locali.</p>
<p>Un&#8217;ultima cosa sul quadro amministrativo, perché spesso la si attribuisce male. Il regolamento edilizio-tipo del 2016 ha uniformato le definizioni in tutta Italia. Definisce la <strong>superficie permeabile</strong> come la porzione priva di pavimentazione o di manufatti che impediscano alle acque meteoriche di raggiungere naturalmente la falda. E impone a ogni comune di disciplinare le reti di smaltimento delle acque e i canali di gronda. Non contiene invece <strong>nessun obbligo</strong> di raccolta o riuso dell&#8217;acqua piovana: quell&#8217;obbligo, dove esiste, sta nel regolamento edilizio comunale o nella legge regionale.</p>
<p><strong>L&#8217;invarianza idraulica, dove c&#8217;è.</strong> In Lombardia, per interventi fino a 300 metri quadrati, il requisito minimo si soddisfa in due modi alternativi, e il primo è proprio lo scarico sul suolo o negli strati superficiali del sottosuolo, e non in un ricettore. In Veneto, sotto 0,1 ettari, cioè mille metri quadrati, l&#8217;intervento è classificato a impermeabilizzazione trascurabile e bastano buoni criteri costruttivi. In Friuli Venezia Giulia la soglia di «non significativo» è 500 metri quadrati, e il regolamento chiede un piano di manutenzione a cura e spese del proprietario. Tre regioni, tre soglie diverse: è la prova che questa è materia locale e che la risposta va cercata sul posto. La Figura 9 riassume i cinque recapiti con il titolo che serve per ciascuno.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1258" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig9-dove-mando-l-acqua.png" alt="Tavola con l'albero delle decisioni sul recapito: si parte dal dreno e si scende per i cinque recapiti in ordine, dispersione nel lotto, rete bianca, corso d'acqua, canale consorziale, fosso stradale, e per ultima la fognatura nera o mista; a ogni ramo il titolo necessario e chi lo rilascia; a destra le tre condizioni del pozzo perdente e il metodo della prova di percolazione" class="wp-image-4694" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig9-dove-mando-l-acqua.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig9-dove-mando-l-acqua-300x236.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig9-dove-mando-l-acqua-1024x805.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig9-dove-mando-l-acqua-768x604.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig9-dove-mando-l-acqua-1536x1208.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 9. I cinque recapiti in ordine di priorità, con il titolo che serve per ciascuno e chi lo rilascia. La fognatura nera o mista sta in fondo, ed è vietata per nome in diverse regioni.</figcaption></figure>
<h2 id="i-gas-e-il-rigurgito-perche-il-sifone-non-e-un-dettaglio-da-bagno">I gas e il rigurgito: perché il sifone non è un dettaglio da bagno</h2>
<p>C&#8217;è una ragione in più per non collegare un drenaggio alla fognatura nera o mista senza le precauzioni giuste, e non riguarda l&#8217;acqua: riguarda l&#8217;aria.</p>
<p>Il documento tecnico inglese prescrive che ogni punto di immissione in una rete di scarico sia dotato di un sifone «per impedire che l&#8217;aria della rete entri nell&#8217;edificio», e chiede che il sifone mantenga un battente d&#8217;acqua di <strong>almeno 25 millimetri</strong>. Lo stesso documento estende l&#8217;obbligo alle reti esterne con una riga sola: <strong>le reti di acque superficiali collegate a fognature miste devono avere sifoni su tutte le bocche di immissione</strong>.</p>
<p>I regolamenti italiani dicono lo stesso con parole di cantiere. Il regolamento di un grande gestore prescrive che la rete interna si colleghi all&#8217;allacciamento con un <strong>sifone intercettatore dotato di esalatore</strong>, pozzetto di ispezione a monte e braga a valle. E precisa una cosa che riguarda il giardino: dove la fognatura pubblica è unitaria, gli impianti interni di raccolta delle acque domestiche, industriali <strong>e meteoriche</strong> possono confluire solo immediatamente a monte di quel manufatto sifonato. Altri gestori lo chiamano pozzetto sifonato di tipo Firenze, chi prescrivendolo e chi consigliandolo. E un regolamento del Friuli Venezia Giulia arriva al caso che interessa il giardino: <strong>le caditoie per la raccolta delle acque meteoriche nei cortili devono essere munite di interruzione idraulica</strong>.</p>
<p>Il sifone, però, funziona solo se è pieno d&#8217;acqua. Che cosa succede quando si asciuga è documentato da un rapporto ufficiale del governo di Hong Kong sull&#8217;epidemia del 2003: la diffusione verticale del contagio in un edificio fu attribuita alla combinazione di <strong>sifoni a U asciugati</strong>, liquame contaminato e tiraggio d&#8217;aria nel cavedio; i sifoni degli scarichi a pavimento di molti appartamenti erano rimasti asciutti a lungo, perdendo la loro funzione di tenuta verso la colonna. Un regolamento italiano di gestore lo dice in forma di prescrizione di manutenzione: i sifoni e gli scarichi con sifone <strong>devono essere sempre pieni di acqua</strong>, e lo svuotamento dei sifoni è un sintomo da riconoscere.</p>
<p>Qui va dichiarato un limite, perché questo articolo non inventa nulla. Che un sifone posto su una linea stagionale possa perdere il battente per evaporazione <strong>non l&#8217;ho trovato scritto in nessuna fonte autorevole</strong>. Nemmeno ho trovato scritta la scena degli odori che escono dalla ghiaia e dalle bocche di lupo. Il meccanismo è quello documentato dal rapporto di Hong Kong, e la prescrizione sulle caditoie di cortile va nella stessa direzione. Il passaggio, però, è un ragionamento mio, e come tale lo presento.</p>
<p>Il secondo problema, invece, è documentato per intero, ed è il <strong>rigurgito</strong>. Le fognature miste e quelle delle acque piovane, scrive il documento inglese, sono progettate per andare in pressione durante le piogge forti: nei siti bassi va verificato che l&#8217;immobile non sia esposto a un rischio maggiore di allagamento, sentendo il gestore. Dove il rischio è alto si pompa. Dove è basso si installa una <strong>valvola antiriflusso</strong>, meglio se a doppia valvola e con chiusura manuale. Nell&#8217;edificio va messo un cartello che dica che il sistema scarica attraverso quella valvola, e dove si trova il comando. C&#8217;è poi la regola di buon senso che spesso si dimentica: <strong>solo la parte a rischio va messa dietro la valvola</strong>, tutto il resto deve scaricare a gravità. I regolamenti italiani di gestore mettono nero su bianco la conseguenza pratica: il gestore non risponde dei danni per allagamenti da rigurgito dentro la proprietà privata, e spetta al titolare dello scarico valutare i dispositivi antiriflusso. E il decreto 152 del 2006 mette la prevenzione del rigurgito fra i criteri di progettazione delle reti fognarie.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1432" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto6-acqua-ferma-sopra-lo-scarico.jpg" alt="Pozzetto quadrato rivestito, con l'acqua ferma che copre la bocca di scarico e il tubo che entra sul fondo" class="wp-image-4695" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto6-acqua-ferma-sopra-lo-scarico.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto6-acqua-ferma-sopra-lo-scarico-300x269.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto6-acqua-ferma-sopra-lo-scarico-1024x916.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto6-acqua-ferma-sopra-lo-scarico-768x687.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto6-acqua-ferma-sopra-lo-scarico-1536x1375.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 6. Un pozzetto con l&#8217;acqua ferma sopra la bocca di scarico. È il segno più semplice che a valle qualcosa non passa: finché il livello resta sopra la bocca, tutto quello che arriva da monte si ferma lì. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<h2 id="i-punti-deboli-dove-il-lavoro-fatto-bene-viene-vanificato">I punti deboli: dove il lavoro fatto bene viene vanificato</h2>
<p>Un perimetro trattato bene può essere annullato da tre o quattro punti larghi pochi centimetri. Sono sempre gli stessi.</p>
<p><strong>I passaggi degli impianti.</strong> Ogni <a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">tubo che attraversa il muro interrato</a> è un percorso d&#8217;acqua, e lo resta finché non viene chiuso con qualcosa che aderisca sia al tubo sia alla muratura. Se ne trovano spesso <a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">tre generazioni sovrapposte</a>: il vecchio scarico in cemento, i corrugati dell&#8217;elettricità, i tubi dell&#8217;acqua e del gas aggiunti dopo. Il documento inglese aggiunge un caso che in cantiere capita spesso: se durante lo scavo si taglia un dreno del sedime ancora attivo, e quel dreno passa sotto l&#8217;edificio, si fa una di tre cose. Lo si rifà con tubi a giunti sigillati e punti di accesso all&#8217;esterno, lo si devia intorno alla casa, oppure lo si porta a un altro recapito. Nella stessa sezione avverte che gli scavi per fondazioni e impianti possono modificare i percorsi dell&#8217;acqua sotterranea nel sito: uno scavo per una condotta è anche un dreno, e se scende verso la casa le porta acqua.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1126" height="2000" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto7-passaggi-degli-impianti.jpg" alt="Muro interrato con i tubi corrugati degli impianti che lo attraversano, il vuoto scuro intorno ai tubi e la muratura tagliata per farli passare" class="wp-image-4696" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto7-passaggi-degli-impianti.jpg 1126w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto7-passaggi-degli-impianti-169x300.jpg 169w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto7-passaggi-degli-impianti-577x1024.jpg 577w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto7-passaggi-degli-impianti-768x1364.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto7-passaggi-degli-impianti-865x1536.jpg 865w" sizes="(max-width: 1126px) 100vw, 1126px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 7. I passaggi degli impianti nel muro. Il foro è più largo del tubo, e il vuoto intorno resta aperto: è il percorso più breve che l&#8217;acqua possa trovare. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<p><strong>Le bocche di lupo.</strong> Per forma e per quota sono il punto più basso di tutto il giardino: qualunque cosa scorra in superficie tende ad arrivare lì. Il codice canadese le tratta in una riga che vale un progetto: <strong>ogni bocca di lupo deve essere drenata alla quota della fondazione o ad altro luogo idoneo</strong>. Il che significa due cose: che sul fondo ci vuole uno scarico vero collegato a qualcosa, e che quello scarico deve stare abbastanza in basso. E, se quel collegamento finisce in una rete mista, torna il discorso del sifone: un regolamento italiano chiede l&#8217;interruzione idraulica proprio per le caditoie dei cortili.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1060" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto8-bocche-di-lupo.jpg" alt="Tre bocche di lupo in fila lungo il piede di un muro, in fondo a una fascia di ghiaia accanto al prato, con le griglie e la copertura inclinata in lastre" class="wp-image-4697" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto8-bocche-di-lupo.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto8-bocche-di-lupo-300x199.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto8-bocche-di-lupo-1024x678.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto8-bocche-di-lupo-768x509.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto8-bocche-di-lupo-1536x1018.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 8. Bocche di lupo in fondo alla fascia di ghiaia, a filo del prato. Sono il punto più basso del giardino: tutto quello che scorre in superficie arriva qui, e da qui entra se il fondo non scarica. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="901" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto9-scarico-sepolto.jpg" alt="Fondo di una bocca di lupo con sassi tondi e fanghiglia che coprono la piastra dello scarico" class="wp-image-4698" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto9-scarico-sepolto.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto9-scarico-sepolto-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto9-scarico-sepolto-1024x577.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto9-scarico-sepolto-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto9-scarico-sepolto-1536x865.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 9. Il fondo di una bocca di lupo. Lo scarico c&#8217;è, ma è coperto da sassi e fanghiglia: il foro esiste e non lavora. È il guasto più comune e il più facile da correggere, purché qualcuno apra e guardi. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<p><strong>Le rampe e i punti bassi.</strong> Il codice canadese prevede il caso del passo carrabile che scende verso un garage: dove è probabile che l&#8217;acqua di dilavamento si accumuli o entri nel garage, si installa <strong>una caditoia</strong> che dia un drenaggio adeguato. La regola generale è che ogni punto basso deve avere un suo scarico, dimensionato e collegato, oppure non deve essere un punto basso.</p>
<h2 id="la-manutenzione-quello-che-decide-se-il-lavoro-dura-dieci-anni-o-trenta">La manutenzione: quello che decide se il lavoro dura dieci anni o trenta</h2>
<p>Un drenaggio è un impianto, e come tutti gli impianti si intasa. La differenza fra un impianto che dura e uno che muore sta nei pozzetti e nella frequenza con cui qualcuno li apre.</p>
<p><strong>Il pozzetto è la condizione della manutenzione.</strong> Senza punti di ispezione una linea interrata non si può né guardare né lavare: quando si intasa, l&#8217;unica strada è riscavare. Il regolamento lombardo sull&#8217;invarianza idraulica impone il pozzetto di ispezione allo scarico terminale; la scheda inglese sui pozzi perdenti chiede che ogni pozzo abbia una forma di accesso per l&#8217;ispezione, con <strong>due punti di ispezione</strong> nei pozzi a trincea, uno per capo.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1280" height="1570" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto10-pozzetto-in-linea.jpg" alt="Pozzetto di ispezione aperto in linea con il tubo drenante, lungo lo scavo, con il muro protetto sullo sfondo e la ghiaia intorno" class="wp-image-4699" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto10-pozzetto-in-linea.jpg 1280w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto10-pozzetto-in-linea-245x300.jpg 245w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto10-pozzetto-in-linea-835x1024.jpg 835w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto10-pozzetto-in-linea-768x942.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto10-pozzetto-in-linea-1252x1536.jpg 1252w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 10. Un pozzetto di ispezione in linea con il dreno. È l&#8217;elemento che trasforma un tubo interrato in un impianto controllabile: senza, l&#8217;unica manutenzione possibile è riscavare. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<p><strong>Il lavaggio, e la pressione giusta.</strong> Il rapporto della FAO sui materiali per il drenaggio sotterraneo dà i numeri, e sono controintuitivi. Il lavaggio a getto richiede in media <strong>1-2 metri cubi d&#8217;acqua ogni 100 metri di dreno</strong>. Le macchine si dividono in tre categorie per pressione, e quelle ad <strong>alta pressione, oltre 100 bar, sono sconsigliate</strong>, perché l&#8217;esperienza ha mostrato che destabilizzano il terreno intorno al tubo e ne distruggono la struttura. La categoria raccomandata è quella a <strong>pressione media, 20-35 bar</strong>, con una portata di circa <strong>70 litri al minuto</strong> per tubi da 50-70 millimetri: portate maggiori spingono troppa acqua fuori dalle fessure del tubo e danneggiano l&#8217;involucro e il terreno accanto. In Olanda la frequenza tipica è <strong>una volta ogni tre anni</strong>.</p>
<p><strong>L&#8217;ocra ferrosa, il nemico silenzioso.</strong> È il deposito gelatinoso, giallo o rossastro, che si forma dentro i dreni dove l&#8217;acqua porta ferro in forma ridotta. Il rapporto della FAO lo descrive come il più serio e diffuso dei fenomeni di intasamento: è idratato per oltre il novanta per cento, e la soglia minima di ferro perché i batteri responsabili si sviluppino è <strong>0,12 milligrammi per litro</strong>. La notizia utile è che l&#8217;ocra cosiddetta temporanea può sparire da sola nell&#8217;arco di <strong>tre-cinque anni</strong>, mentre quella di origine lontana no. E la regola pratica è una sola: l&#8217;ocra si toglie <strong>prima che si secchi</strong>, perché una volta indurita il lavaggio non riapre più le fessure del tubo.</p>
<p><strong>Le radici.</strong> Donghi, nel 1923, avvertiva delle radici di alberi e arbusti che entrano nei tubi «fino a riempirli». Lo standard americano per i dreni interrati dà delle distanze, ma vanno riportate per quello che sono: sono distanze per <strong>dreni agricoli di campo</strong>, non per il perimetro di una casa. Dice di usare, dove possibile, tubo non fessurato o giunti chiusi nella zona delle radici; e, dove non sia possibile, di allontanare gli alberi amanti dell&#8217;acqua, come salici, pioppi, olmi e aceri teneri, per <strong>almeno 30 metri</strong> per lato, e le altre specie arboree per <strong>15 metri</strong>, esclusi i fruttiferi. Nessuna fonte autorevole fra quelle lette dà invece una distanza minima fra le piante e il muro di una casa: il principio si può scrivere, il numero no.</p>
<p>La Figura 10 raccoglie i controlli, il calendario e le pressioni di lavaggio.</p>
<p><strong>Che cosa fare, e ogni quanto.</strong> Una volta all&#8217;anno, meglio in autunno prima delle piogge lunghe, si aprono tutti i pozzetti e si guarda il fondo: se c&#8217;è fango, la linea sta depositando e la pendenza o il filtro non stanno lavorando. Dopo ogni temporale forte, si controlla dove si formano le pozze e se le bocche di lupo hanno ricevuto acqua dal giardino. Una volta ogni tre anni, se il dreno serve un interrato abitato, si fa lavare la linea da chi ha l&#8217;attrezzatura, chiedendo la <strong>pressione media</strong> e non l&#8217;alta pressione. Il regolamento del Friuli Venezia Giulia sull&#8217;invarianza idraulica dice la cosa più importante di tutte, e la dice in forma di obbligo: i dispositivi di drenaggio vanno corredati di un <strong>piano di manutenzione</strong>, attuato «a cura e spese dei proprietari delle aree interessate».</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1124" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig10-la-manutenzione.png" alt="Tavola sulla manutenzione: a sinistra la linea del dreno con i pozzetti di ispezione e i punti dove si deposita il fango, al centro le tre categorie di pressione per il lavaggio con quella raccomandata evidenziata e i litri d'acqua per cento metri, a destra il calendario dei controlli, ogni anno, dopo ogni temporale forte e ogni tre anni, e in basso l'ocra ferrosa con la soglia di ferro" class="wp-image-4700" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig10-la-manutenzione.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig10-la-manutenzione-300x211.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig10-la-manutenzione-1024x719.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig10-la-manutenzione-768x540.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig10-la-manutenzione-1536x1079.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 10. Che cosa si controlla, quando e come. La pressione di lavaggio è il numero meno noto e più importante: sopra i 100 bar si danneggia il terreno intorno al tubo, e il rimedio diventa un danno.</figcaption></figure>
<h2 id="quando-allontanare-lacqua-e-il-danno">Quando allontanare l&#8217;acqua è il danno</h2>
<p>C&#8217;è un caso in cui tutto questo articolo va letto al contrario, ed è giusto che stia scritto qui e non in una nota.</p>
<p>Abbassare l&#8217;acqua nel terreno non è gratis. Nelle torbiere inglesi delle Fens, dopo il prosciugamento ottocentesco, il suolo si è abbassato: il palo piantato nel 1851 con la testa a filo del terreno registra da allora una perdita di quota di oltre quattro metri, e nella stessa zona molti edifici sono ormai inclinati o puntellati. Non accade solo lì. Il servizio geologico degli Stati Uniti scrive che <strong>più dell&#8217;ottanta per cento</strong> dei cedimenti del suolo censiti nel paese viene dallo sfruttamento dell&#8217;acqua sotterranea. E aggiunge che, drenando un terreno organico, il suolo non si limita a costiparsi: <strong>si consuma</strong>, perché la decomposizione trasforma il carbonio organico in anidride carbonica e acqua.</p>
<p>C&#8217;è poi il caso delle fondazioni su pali di legno. Vitruvio, parlando delle fondazioni in terreno bagnato, prescriveva i pali di ontano, olivo o rovere abbrustoliti, infissi fitti: sott&#8217;acqua durano. La città di Boston ha adottato una zona urbanistica dedicata proprio a <strong>proteggere le fondazioni su pali di legno dall&#8217;abbassamento della falda</strong>. Dove la casa poggia su pali di legno o su torba, togliere acqua è il danno.</p>
<p>E c&#8217;è, infine, il vincolo che riguarda il vicino di valle. La delibera veneta sulla compatibilità idraulica avverte che disperdere l&#8217;acqua sul terreno, in pendii di acclività non trascurabile, può portare a controindicazioni in termini di <strong>stabilità del versante</strong>. Chi abita a mezza costa, prima di infiltrare, deve sapere dove va a finire quello che infiltra.</p>
<h2 id="le-scorciatoie-che-non-tengono">Le scorciatoie che non tengono</h2>
<p>Sono sempre le stesse, e hanno tutte in comune il fatto di lavorare sull&#8217;ultimo tempo saltando i primi due.</p>
<p><strong>L&#8217;intonaco da risanamento come unico intervento.</strong> Ha un suo compito, che è <a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">gestire i sali</a> e restituire una superficie sana, ma non toglie acqua al muro. Se l&#8217;acqua continua ad arrivare, il problema si sposta più in alto.</p>
<p><strong>Il rivestimento impermeabile applicato dall&#8217;interno.</strong> È la scorciatoia più antica e la più documentata: il trattato del 1859 la smontava già con l&#8217;immagine della diga. Dove non si può scavare esistono soluzioni serie, che però vanno progettate, dimensionate e ancorate a un supporto verificato.</p>
<p><strong>Il pluviale collegato al tubo drenante.</strong> Manda al piede del muro, in pochi minuti, tutta l&#8217;acqua del tetto. Lo esclude in modo esplicito il rapporto americano sul controllo dell&#8217;acqua nelle fondazioni: nella sua lista di controllo scrive di non collegare i pluviali ai dreni di fondazione.</p>
<p><strong>La ghiaia contro il muro senza tubo e senza tessuto.</strong> È il caso della colonna d&#8217;acqua descritto dal 1859 e provato in laboratorio nel 1972. Raccoglie e consegna.</p>
<p><strong>Il dreno senza recapito.</strong> Un tubo che gira il perimetro e finisce in un punto qualsiasi non porta via niente. Prima di posare il tubo bisogna sapere dove finisce l&#8217;acqua e con quale titolo.</p>
<p><strong>La pompa come soluzione permanente.</strong> Serve quando non c&#8217;è pendenza, e allora è legittima. Ma una pompa è un impianto elettrico che si guasta, e di solito si guasta la notte del temporale: va prevista con allarme e manutenzione, non come ripiego.</p>
<p><strong>Il pozzo perdente vicino al muro.</strong> Le fonti lette chiedono <strong>almeno cinque metri</strong> dall&#8217;edificio, e che la falda non arrivi mai al fondo del pozzo. Un pozzo perdente addossato alla casa è, semplicemente, un modo di bagnarla.</p>
<h2 id="il-metodo-in-tre-passi">Il metodo in tre passi</h2>
<p><strong>Passo uno: leggere, prima di scavare.</strong> Si fa il giro della casa mentre piove, come prescriveva Catone. Si annotano dove scarica ogni pluviale, dove si formano le pozze, da che parte pende il terreno nei primi due metri, dove stanno le bocche di lupo e i punti bassi, dove entrano gli impianti. Si aprono tutti i pozzetti che si trovano e si guarda il fondo. Si misura la pendenza con l&#8217;asta e la livella in almeno quattro punti per lato.</p>
<p><strong>Passo due: fare il primo tempo, e aspettare.</strong> Si prolungano i pluviali fino a portarli fuori dalla fascia di terreno addossata alla fondazione. Si correggono le contropendenze, si sigillano le fughe del marciapiede, si svuotano e si collegano le bocche di lupo. Sono lavori di poche giornate e, nella mia esperienza, costano una frazione di uno scavo perimetrale. Poi si aspetta una stagione di piogge e si guarda che cosa è cambiato. Molti muri smettono qui di bagnarsi. E chi ha fatto questo passo prima di scavare non ha perso tempo: ha tolto le cause più facili e ha ridotto quello che resta da risolvere.</p>
<p><strong>Passo tre: se serve ancora, progettare il secondo e il terzo tempo insieme.</strong> Con il livello della falda misurato in un pozzetto di prova, il terreno riconosciuto, il recapito individuato e il titolo verificato. Il dreno, la fascia filtrante, l&#8217;impermeabilizzazione e la protezione si posano in un ordine solo, e ogni strato protegge quello messo prima. Lo scavo lungo un muro, intanto, è un&#8217;opera provvisionale a tutti gli effetti: sopra una certa profondità va armato o profilato secondo il piano di sicurezza, e il materiale cavato non si accumula sul ciglio. Alla fine si rifà il giardino, lasciando la sommità del rinterro un poco rilevata, perché non si formi l&#8217;avvallamento che riporta l&#8217;acqua sul tubo.</p>
<h2 id="le-voci-che-devono-comparire-in-un-preventivo">Le voci che devono comparire in un preventivo</h2>
<p>Questo articolo non fa prezzi, e non ne farà. Ma chi deve confrontare due preventivi ha diritto di sapere che cosa deve essere scritto, perché è nelle voci mancanti che due offerte diventano incomparabili. In un preventivo per un drenaggio perimetrale devono comparire almeno:</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>i <strong>metri cubi di scavo</strong>, con la profondità prevista e la sequenza dei tratti;</li>
<li style='margin-bottom:10px'>i <strong>metri lineari di tubo</strong>, con il diametro, e la dichiarazione che la pendenza viene verificata a posa avvenuta;</li>
<li style='margin-bottom:10px'>i <strong>metri cubi di pietrisco lavato</strong>, con la classe granulometrica e non con la sola parola «ghiaia»;</li>
<li style='margin-bottom:10px'>i <strong>metri quadrati di tessuto</strong>, con l&#8217;apertura dichiarata dal fornitore, non con il solo nome del materiale;</li>
<li style='margin-bottom:10px'>il <strong>numero e la profondità dei pozzetti</strong> di ispezione, e dove vanno;</li>
<li style='margin-bottom:10px'>il <strong>recapito</strong>, indicato per nome, e il <strong>titolo</strong> che lo autorizza, con chi lo chiede e a chi;</li>
<li style='margin-bottom:10px'>il <strong>ripristino</strong>, cioè che cosa si fa del terreno cavato e come si rifà la superficie.</li>
</ul>
<p>Un preventivo che non dice dove va a finire l&#8217;acqua sta vendendo un tubo, non un drenaggio.</p>
<h2 id="la-tavola-interattiva-dove-mando-lacqua">La tavola interattiva: dove mando l&#8217;acqua</h2>
<p>In fondo all&#8217;articolo c&#8217;è una tavola interattiva che mette in fila le domande di questo testo. Si dichiara da dove arriva l&#8217;acqua, che cosa c&#8217;è sotto la casa, com&#8217;è il terreno, quanto spazio e quanta pendenza ci sono, e quale recapito esiste davvero. La tavola risponde dicendo quale sistema ha senso, in che ordine farlo, che titolo serve per il recapito scelto e qual è l&#8217;errore più probabile in quella situazione. Non sostituisce un progetto: serve a ordinare le domande prima di chiamare qualcuno, e a non partire dal terzo tempo.</p>
<p><!--mxTAVOLA--></p>
<div class="mxa" id="mxa-tavola">
<style> .mxa{--ink:#232823;--paper:#fbfaf6;--line:#3a3f3a;--blu:#1f6fb5;--rosso:#b23b3b;--verde:#2e7d32;--ambra:#a06a00;--grigio:#6a6f6a; max-width:760px;margin:2em auto;color:var(--ink); font-family:"Segoe UI",Roboto,Helvetica,Arial,sans-serif;font-size:15px;line-height:1.45;} .mxa *{box-sizing:border-box;} .mxa-sheet{background:var(--paper);border:2px solid var(--line);padding:4px;} .mxa-inner{border:1px solid var(--line);padding:14px 16px 12px;} .mxa-cart{display:flex;justify-content:space-between;gap:10px;align-items:flex-end; border-bottom:2px solid var(--line);padding-bottom:8px;margin-bottom:12px;} .mxa-cart h3{margin:0;font-size:15px;letter-spacing:.06em;text-transform:uppercase;font-weight:700;} .mxa-cart .mxa-sub{font-size:11.5px;color:#555a55;margin-top:2px;} .mxa-cartR{display:flex;align-items:center;gap:8px;} .mxa-logo{height:46px;width:auto;display:block;} .mxa-firm{font-size:10px;color:#555a55;text-align:right;line-height:1.3;} .mxa-firm b{display:block;font-size:11px;color:var(--ink);} .mxa-h{font-size:11px;letter-spacing:.07em;text-transform:uppercase;color:#555a55; border-bottom:1px solid #d8d5cc;margin:14px 0 8px;padding-bottom:3px;font-weight:700;} .mxa-grid{display:grid;grid-template-columns:1fr 1fr;gap:8px 16px;margin-bottom:10px;} @media(max-width:560px){.mxa-grid{grid-template-columns:1fr;}.mxa-cart{flex-direction:column;align-items:flex-start;}} .mxa-sl{background:#ffffff;border:1px solid #d8d5cc;border-left:5px solid var(--tinta,#3a3f3a);padding:7px 10px 9px;} .mxa-sl label{display:block;font-size:12.5px;font-weight:600;margin-bottom:4px;} .mxa-sl select{font:inherit;font-size:12.5px;width:100%;padding:3px 4px;border:1px solid #c9c5ba;background:#fff;color:var(--ink);} .mxa-chk{display:flex;gap:8px;align-items:center;font-size:12.5px;font-weight:600;} .mxa-sl.t-casa{--tinta:#7a4b2a;} .mxa-sl.t-terra{--tinta:#8a6b4a;} .mxa-sl.t-acqua{--tinta:#1f6fb5;} .mxa-sl.t-rec{--tinta:#a06a00;} .mxa-display{background:#232823;border-radius:5px;padding:12px 16px;margin-bottom:10px; display:flex;justify-content:space-around;align-items:center;gap:12px;flex-wrap:wrap;} .mxa-dcell{text-align:center;min-width:210px;} .mxa-dl{font-size:10px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#8a9490;} .mxa-dv{font-size:22px;font-weight:700;color:#9fe0a8;font-family:"Consolas",monospace;line-height:1.15;} .mxa-dv small{font-size:13px;} .mxa-dv2{font-size:17px;font-weight:700;color:#f0d68a;line-height:1.3;margin-top:2px;} .mxa-dn{font-size:10.5px;color:#aab3ae;font-style:italic;margin-top:3px;} .mxa-card{background:#ffffff;border:1px solid #d8d5cc;border-top:4px solid var(--cc,#3a3f3a);padding:10px 12px;margin-bottom:8px;} .mxa-card .mxa-ct{font-size:15px;font-weight:800;color:var(--cc,#232823);margin-bottom:6px;} .mxa-card dl{margin:0;display:grid;grid-template-columns:150px 1fr;gap:5px 10px;font-size:13px;} @media(max-width:560px){.mxa-card dl{grid-template-columns:1fr;}} .mxa-card dt{font-weight:700;color:#4a4f4a;font-size:11px;text-transform:uppercase;letter-spacing:.04em;padding-top:2px;} .mxa-card dd{margin:0;} .mxa-card ol{margin:0;padding-left:20px;font-size:13px;} .mxa-card li{margin-bottom:4px;} .mxa-riga{background:#e8f0f7;border-left:4px solid var(--blu);padding:7px 10px;font-size:13px;margin-bottom:10px;} .mxa-riga b{color:var(--blu);} .mxa-lim{background:#f5f3ee;border:1px solid #d8d5cc;padding:8px 12px;font-size:11.5px;color:#3a3f3a;margin-bottom:10px;} .mxa-lim b{display:block;font-size:11px;text-transform:uppercase;letter-spacing:.05em;color:#4a4f4a;margin-bottom:4px;} .mxa-lim ul{margin:0;padding-left:18px;} .mxa-lim li{margin-bottom:3px;} .mxa-nota{font-size:11.5px;color:#555a55;border-top:1px solid #d8d5cc;padding-top:8px;} </style>
<div class="mxa-sheet">
<div class="mxa-inner">
<div class="mxa-cart">
<div>
<h3>Dove mando l&rsquo;acqua</h3>
<div class="mxa-sub">Tavola interattiva &middot; che cosa c&rsquo;&egrave; sotto casa, com&rsquo;&egrave; il terreno, dov&rsquo;&egrave; l&rsquo;acqua e quale recapito esiste: che cosa serve davvero, in che ordine, e con quale titolo</div></div>
<div class="mxa-cartR"><img decoding="async" class="mxa-logo" src="data:image/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAIwAAABcCAYAAAC8/l0RAABjmklEQVR42u29d7glR33n/anqePI5N4cJmiCNNMqBHEYCZKJNMCMM67AYL87Zu06shZzxYq9Z2xhYjJfkINkgkolCGgkUkYRynnjnxpNT56r3j759dOZq8C5enN73vXr09Jw+faqqq6t/ub5fwb/DP60RXHdQMr0uuHxGC3Fd8q2u/YNfetbceReUnnX+xQWrP+hN95ajc207UlHkTXb70XmVSrHoWDovCWQYW4V8RclKJSoIbdFsaN3vCWGa4ilh6oqKByt+z0ykJY47+eKRQEsJbnfv3srdD96zJh54oHP0p3/30QeB8FuMW3LTAcnGjH7nQ9fpa65B/Xube/HvYoGA4OqrBZffJLn8kBaCUxbI299+df7ZF9273XVP2hNW/NILz62c7Q9WL7CjnB2S7MoX44liQWGbYFsOGAIMidIaIRQCgVYaoQASgiRGY2MKjWkIMAVaxQhpQ2KAjkFr0OBHIZEy6PcV3a5MUOaTlmn1TNs6fmx1eP+xuvnFQFZa6+vb6r/2ax9tbFlABjcdENdtHNIHD6KEQP//C+b/RopwUHLddYirTl0gV175/YV3/cbwedHgxDnhoPu8+fniAcu0Flw7pFaJsWyNjhOEdhj4Aj9SOsHS9fqAet3XGxsRa62QMEJ027EIPJDSQEktBr5gONRomZBzBfmCQpBoHUsKtqGLZQvHMJiuKj07mWd23qI2YQnbiLANKXN5Gy37YEp0kqPbAj9Q+Fo0VzeSr+Xc0pcNo/Lo33xq+NDv/vEtK8+QQBwUcN2/2cXzb23BCH3tQcnBdSHEoTg7ecEFVxau/tl470UXqNdH0fBZcdg6e37a3T1RUGC6ECparYBGN6Q7iOJG1+ahxwfiscMDcexEINpdRG8g8ENNogRJ4qKUjWXbJFpgSAcEWI5EJSY6tkGAIRRSRKgkRieSBB8tI6IgwjQCNAmWkeAYgkJZUyoods+76oL9Jc7aldMTZaEnStqYrCIqEy44AmKDQdvi+JrXNEriThXVHr3vkdbnDjW5+89/9YHW04vnoHHTTevi8ssPJf+WFo/4tyFNrpbwsBi3Rd773h+vPevcB1/crm+8/Kw59zU501ycno8lJBBBywvVI08l6sGHA3H4WCAef2ogTy4r1pqKft/CzpUoVHKUqxNUyxOUy1XKpTLlcpl8IUc+72JbFo5jYUiJZVkAmJaJlAIhBEmiNv+PSZIEpTSBHxDGEcNBwHAY0O316HUHtHsbdLttOs0e/W4Pb9ClmAuZnYnYtmiwd1dB79lmq4vPtvVZZ5ZlqSSlZUUQmzRbAUNh109uWF+Uhclr73g0/42f/pFPL4/Pz3XXPSyuuupb22r/X1gw4sYbDxinvEE7D7h3/XnlNdXp9VcPeo2XnLO9usO2egCsrUtWV2X8jXs74usPtMQTTyVyaTWmH9poY5KpmRoLC3PMzU8zPztLtTxFtVTBMAS2Y5IkEY7t0Ov3MQyDTqeLUopOp4NpmgwGA6QUDIceAEopbNvCkAaWbWFZNgCFQgHTNCgWCwCUSiWCwMcyLMIwJNEJrU6L/qDL8nKd9dUeSyeXWFs5AXFIIT9keirmzF2ufvaFVfWCywp6cVYbMzVHmDlB5AmOLkdt4bpfOLpWuvUvv1D82F/9+edamZq+6aYDxhVXHEpS0+7/Awsms03GpcmXvvQ9l1WS/pvmK503FpzhGRNTJoiQ1WUr+eZjfe55wBdfPNQW9z8RiEgVqU3UmJtZZOe2Hew8Y565uUlK5SqGYRKFEAYh3U6DXq/DRqPJYDCk2WyRJAmdTmtzwXSwbYd+f4BlWXieh2VZDIdDHMchDEMMw0BKiRAC0zQBcBwHpRSFQhGtNZVKBcOQ1Go1CgWX6elZCvkKlVoNw7LI513iuE/g+Zw8ucqxpVWOHTvG+soK7UYDdIezzjK58iVV/dxzCuriM6ts26YMzITewKbZN9c6LeOupb77/le/4dBns4em9EHjX8PW+RdbMFdfjbz88gPyiitS2+TS+dfk/+ffx2921MoP1ArBgfmahsCkPjDUnd8cqi98tS7vfNCXjx2OiOIS27dv59xzz2L3rr3MzM9TLJRI8PGGXVprTVqtDmvrddrdDu1OC8/zCYKAJAlRSqM3p1VKCWhM00QIAYjNIwiR/ltrPTqn9dPPI0mSTVWVbJ4Xo3MaEBJMQ+I4DgUnT7VcpVKqMDU9RXVmksnJCsWii2XaDIceK2vLPPnUMR5/+Bgnjh4HvcGevUUuOqegX31lJXnehZaYrSaGcB02OorVDeuu9nDy71786vCPIJ3HG288YN500yH1L+Wii38ZqXLQyCTKpz/9C1NT+W++cbHY+rkpV+/L1xJ6ntSPPOKpr9zWF3/7uQ355FMRpj3J7LadXHTBmezZsZO5uQXiKCaIfE6cPEKzMeTk0gnanQb9/pDhcIgUEj8YUioV6ff7TExM0G73mJycotlsMDs7y+rqKnNzc9TrdaamptjY2GB6eppms0mlUqHT6VAqlfB9H9M00VqjtcYwDIIgIJ/PMxgMKJVKtNstJifTNiYnJlhf32BqeorV1VUmpyZZX1tnYnKSTqfNzPQ0IJifX2BiosbiwgKzM3OppELT7bZ56vCTPPDgwxw/tkroNThzh+BVr5zR3/XiCXXJ+UpU3FD6/QIbnvvwkWX3Y7c8WfzIO37xcyezhfMvYSD/sy6Ya689aLzpTdclWsNHPnJw79nb67807W68fq6qZyxH0e1ayU23D/nbzzeNrxxq0u5V2LF7mvMvuIBz9p3D7FQJqSRr9Sara2scPXqUdqtFp9MgiTUqAWFIMFLJYFoWOolxbJsgCHAchyhKcBwH3/dxHIcgCMjlcgyHQ3K53Oh8GIZYlkUcx5imOZIcmZQRQqCUQkpJkiRYlkUURdi2je8H5HIunuc93abrMPQ8HMfB8zxMmS440zQ2x+RSLBaZnJxg+47tzM3NMTM9g5SSZqfFk08+xH33PsLhJ4/g2j4vfVGNN7xiSr3iRZaaKiWmNgUPL7mNZt/40G2Pm//zl3/ujieyhZNJ8X83C+bqq5HvfKfWQggNWPfc8+KfmU6G75itBFXDiKm3ZHLojkC892NH5NfuSrDNSS68+GwuvOQCzti2AyEkrVaHo0dOsLaxxvr6Er7nEcURhmEhhIVhMPJmsgcrpUSjUkNp9LBBCDl66NlCyB7++Pns8zMmSYhTrnlacurRb6SUp7QpDYlWT58f7zuOExSaOAqBBCFN8vkiE5MTzM7OsnP7dqYma0jpsLx8lHvue5B77r2XsN/jkgsdfvj7p9Wrnm/r7VNlI5Z9VjeKrdV68X1/f7/zh7//azc0tEZcd91B+c/hVYl/Ds8nW+Ff+tQLD54xHfzWRKWzr+qYbLR0/JkbfOPjn2yKQ3d0KJdrXHbZszhv/znML06xvt6g2ezwwAP3EYYBS0snKVfKtJotpqen6Xa7VCoVBoMhhUJ+841NbZEoinAch8FgQLlcotlsMTk5yfr6OjMzM6ysrLC4uMjS0hLbtm1jaWmJxcVFTp48yezsLI1GY1OFtSkWi3ieh23bKKXQOrV5giCgUCjQ7Xap1WrU63VmZmZYXV1lYWGBlZUVFhYWWF5ePuW4vr5+itobl26GYZAkCUEYYtsWgR8wPT2D4zice+65TExMsrA4z8rqEo899hR33HkP7UadSy9weOsbpvVrr6wm8zOJiak4drL0aD+a/M0Lr3jW38I1alPafEc9qu/YgtFXXy3lNdcoDXzir1+x57zZ9gerZe/ySjUh6BjqU7esi//xobq46/6ISm2C5z37Ms497xzK5Qr1eotjx45z8uQS3W6HKIoxDRONxjItEE+/5ank0AghUYkCkb7p42935hafTpKMv+2GYZyigsav23ocV02ZTTP+m3EJo5QafW8Yxuh8Jq2y67O8R/YUlFIkSfp8oygdV7lcYnZukV27djE9PY03HPDwI49x+513Ul9b5ty9Lj/6Q/P6za9yk6m8aXpKs9zVtz+0VPud1x782mdTjwopxHfGKBbfSaN223N/PvflP7rv58tm81erNb9IWEru/mZbvPvD6/LTX+qQL5Z5wXMu49ILz8EsVFlb3eD48cMcP3aMMNJ43pBisTh6kzN7I7Mz4jhGSkkURaMHNb5ADMMgiiIsK42JuK47epsz+2I4HI4M13w+f4rdYdv26PdxHI8e9viCMU2TMAxPsYc8z8N1XXzfP6Wv7PO4/WTbNnEcY1nWaCFlC3l8AWfSczgc4uRchBDs2LGTHdu2sWv7Njw/4oGH7ufWW2+n1W7xiucV+fkfm1XPf5ajXEObDU+ytDbxrh/9tcpv3n33Z4f6xgOm+A5IG/M7FVP54LtfevGlF97857umBs9RseDospF88KMnjA/91Tod3+DCSy/ieZdezMTkNEdPrnLy3gc4evg4pmHQbNaZmp7F932q1SrNZpNSqUSv18NxHLrdLhMTE7RaLcrlMoPBYPQAMqkThiH5fJ5+v0+pVKLT6WAYBu12G8dxaLVauK5Lq9Uil8vR6XTI5/N0Op1T+uj3+6eopMyFNgyDMAwpFAr0+30sy6Lb7eI4Du12m9nZWdrtNrlc7pS+su+npqbodrtUq1X6/T75fH4U68kknuumhnPWf7VaTfss5lhbW0PrmEcfe4R9+/YzO1nj4vMvYue2M/jmQ/fx5dse4OZ7npIH3zAtf/b7dyXn7WqK6rb6L3/qvb1XPXbk1T8grvjcfVJAokZRgH9ZCaOvvlqKa65RALd++ZU/ODN54gMLtueYqhj/9U2B8Xt/fFg8ejhkccdernjhxcwvbKfbG/DU4adYW13H973Rm5tNWiY1sjc7kxyZmB+XKOP/zsT8uMrY+pd5N1uN0/EYTCZNxs+Ptz9+zK7dGrvJJMV4W6dTdVvbHTeOT2dMCwRxEqO1JlEJOddhamqG3Xv2UKvWqNfX+Pqtd/DE44+xc9bml39mmu97fTEuG8Jc6cr2Wn/6mtf9wMz7l5au86699qDxTzWIjX+qu3zeT71X/fB//p7SB3935o/PrPV/Z8btmvVeObn6PWvmb7zrqGh287zo8hfwwhc+l5xT5JHHHuP++++nvl6n3+9i2w7D4RDXden3++RyOdrt9ujNtG2bdruNZVkjadHr9RBCMBwO0Vrj+z5JkhDHMUEQoLVmOBxiGMZICmQSJJMsmRTodDqjz5mEsSyLwWCAYRj4vo/WmiiKiKJo1F/WdpZOyPoYl16ZhMnaTqPKNv1+Hyklw+EQIQS+76OUIooiwjBEKYXneUgpR32MS9lcLkev1yOXy9FoNAmCgCNHjpAkMdVqjfPO3U+plOehI8t8+vNNVldjefb+qto+oXMLlegVr/se/Wyr8sIv/sIv/E3/xhsPmB/+8DH1z66S3v/+S62rrrou+viH3nDms87e+PS2yfWzEXFyy105+Y7fe9S49UGPbdu28bznXMrMwjzLS8scOXKCTqdFGKaxkUywjcc1AOI4fYOyhx+G4eiYy+WI4xil1MiWyaTOuBG7ta3s8/j51LV9+vvsmEmIzIgeP279Tko5aitbUOOfsz6yI0AURbiuO+ozk6LjLnp2bTa+8c/jrr0QYvQSHT58mKWlJfbu3ctZey9icqbGbXfcyYf/fol77gvlNf9lp375i+N4e6l+5du+p3/HuXtf9l1XXPGVJ77xjUutyy67O/pnU0lZUOgzn3nZmefOJDdsrx7bHmg3eu/HAuu33/MU3R4895KLOfeiS9Aajh45yvr6OmHsIaSBaZgjFTTuSYxPRPZgx72c8evGxfZWsb7VCxk3WMcN4iiKRp7RVg9pq/rI/p21M64ixz2izEjO2txqPG8d0+lU27hqzH6z9fO41xVF0ci2yhbQ1HSFvTvPxbJt7n7wdu664z5yRswv/9wiP/GD5XjCjczlbvnEA48V3/bqt9z85W830Gd8u4vl2o9c8IqLdwefmC+2trWjYvKOdy2Zv/sny2jhcvkVL2Lvvj102kPu/ea9bNRXGXpD4jgBBMPhANM0R2qiXq/jOA7r6+sUCgWWl5fJ5VIDr1AosLa2Ri6XY319Hdu2abVamKZJt9sFYDgcEsdp6YHneWit6fV6WJZFs9nEdV0ajQb5fJ7V1VXK5fLouLKyQrFYZH19nXw+T6vVwrKsUR+DwYAkSUbqIo7jNP0g5Wj8jUZjNL5svFnblUqF1dVVisUi9Xod13Wp1+tYlkW73UYIged5xHFMHMcjFTg+ftu2R+PPxrmxsUE+nx/NUTaGTqeDlJL1tQ2a7RYI2Lt7D7OzkxxfavLlmzZYbyp54cWVZLEwqBZq4i0Hf+C85RcfuPEbWh80rrnmYf0dWzDZYvn4x1/4uot3Da4/oxxWVrpG8nPvOGZ8+O87TExP8eIXHGBx2w6OHDnC8aUjDAdDDGlimCamYWBZJlLKUX5m/Ji5mUmSjLLBWdAsq1MZ1atsZo0tyxplkTOjOQvi2baN1hrHcUbHLNN8uvNZX47jnJKZzvowDGPUtmVZo/v4Vn1prZ9x3rbtU9rM2sky4uNtGoYxGld2zNrK5uh0fdm2jRCKOI7odLqEQcL2HQvML8zSbnl8/Y5VHnnAl8++dEbN1kJRK/df+9IXnyH3nvvlr37jG5daH/jAivq/VknfeP+l1mU/enf0wY++6NUvPKvzqV3lWBzb0Pz4ry7JG77eY35uluc89/nkC3mOHjlKs9FEqQghTy0NyPR1JubHVc64x7PVM8n+xoNf2feZ95O1fTrRPu7FbP3tuCc0rnrGPbGtWeyt14+3czo1uXVsW+9z/DffOnyhT/Eit3pwT18DqUZPiJMQgUmlWmXXGTuJlc9tt93O8tI6l55v877/tldfsF0lQ0uadx+Z+7GXvfyr7/8/sWmM/503dOUPfSW+9sMve+GLzupfv704tE80bP7TLyzJG+/osm37Iheefz6O63DvPd9kOOjT2vRshsPhyNDLvJlut4sQgkajgeu6rK6ujtRFsVhkeXmZUqk0Oq6srFAoFEbXNZvNUfwjU0lhGJIkycjzyLydrepiXBVlqmm8j0ajMYqZZF4KgO+nZRJKqZHn0m63R+oil8uxsbFBoVAYqaJM3WV9ZOqk0Wg8Y/xJkhCG4cjz6/V6mKY5mqN6vU6xWDxFTWefS6XSaG5S9e6OCsL6/QFxHNHr9anXW1QrNebnFhl6Po890eSeb3TEs5+9IBZrKqmWBq98ycvPvv/AS25/+H/nPYl/NNT/m9eoz1/3mrPP3rlyw3zRWzjekOpHf+mI/OrtAxYXZrjk0uegtGb55Em63W4qSbTCkMZp37zMuMyMzixDnB2z7O/Wz9n1pyT3xgzP8VjLuJGcqbtxtReG4SjaOm6cZsfTxWq2GtNb287Gl/Wxtc3xTPjWGM34HI33m7U1Pu7xrPr43Gw15LP7zyR5kiQUCgW2L27HdSS333U/y8snuWi/wUfffaY6Z5eQqx23f/tT+llv/A93PzoeY/s/kjBaI7j8kLjxxgPOf/ju4Y27p1Z2rfj55Gd+9aTxxVu61KZrXHr+xSANjh47OjLYMrvEkBK5qYe3BtvGF87pci7jDzv7nHk5mZeQPcBM5WWLZvw4fu3W8+PHrO2t34//bquqG/f0xvsab/t/931mJ52aI3t64YyrsNO9CP9Ypjyb53EVFoYhvW6PQr7MzNw0fa/DU4e73PdkTxx4XknNzXcdUxZev3PHGX/zgnd+rA+IQ4eeGRGWp1swN910wBACdfXP9X9z5/Ta2UM1Ff/Xd58wPntDk5xrcf7Z5zIIIpZOnmB1ZRWAbrdLkiT0+32iOKbT6TAcDun3+/R6PXzfp9VqEccxrVZaLlmv10dHgI2NjdExU10AjUYDrTXtdps4jun1eoRhSL/fx/M8PM+j3+8ThiGdTmfUh1KKer2OEIKNjQ2klDQaDaSUo/NZH9nYut0ucRwzGAzwfR/P8xgOh/i+P/qu0+mQJAntdhutNc1mc9S2EGJ0P1nbzWZzVD8cRRG9Xo8gCOj3+/i+P5qnMAxHfbTbbZRSNJvNURvjx2z8WdvNZvOUuc36CIIA3/eJwoj15jpPLR2h2+5xwb5zKObz3HqHz2/8YUO2OqXknPnO4iteGnxMCKHe+c6D4nQaSJzObrnqquuSL376NT/67G0n31ct+PGfXD80f/bXjmGbNueeu5/ZmXmWV5bxfX+0ksffitOF8ceDVOP/3mrgbn2bTxde32ogfiuD8XQh/X9qOmCroXs6o/kfu6fTGbvfanynG8O3GtPWvk/nHGTzn6kn13GZn1+g1Wrw4IPfxA8SfueXt/GLb3VjZebNr90/9ePf9Yavvm+8UvK0Eubqq5FXXXVd8p4PHNh21tzGe8puqG55IDF+9w9WIZFsW1ykXK6yurY6enuyBGAWBxkOh0RRhOd5hGE4ekujKBp9NxwOUUoxGAwQQtDv90ch/8zgFEIwGAxGxqHWGs/zSJIkfWM24yPZMQgC4jg+ZRxKqZHxnR2zNgeDwajN8WNmoGcxkqztrJ/xmM/4fWitT7mf7HPWdxb2H+8ja3c81pOlC7Jrt443+5wZ5ePH7HfZ/EdRNOojM6611jRbTZZXTuLmHHbu3A5Y/Lc/XeZLhywjl0TJ2Yv1P77xxtecDdepa689aHzLBfPOcw8KtBbPWxy+b7HYdpZ6pv7Pv3tErDYCJmo1tm3fyfr6OsPhkCAIkFLieR5sTkIUpQ9MKXXKJKfF2Mko5B8EwTMWQrZAsoUDnDLB4ymDrL1ssrMHm6URsv4zLydrK1vY2XG8j8wTCjYfZhilDzBrXyl1StvZuLM2xts63fl0LMHo99kDzAJ32WLc2sd4jmy8j9PNkVLqlMWYzX3WdmYIp17ZgJMn11mY20FtIkd7oPiv/+2IePw4bJ8JnGnR+gsh0Ae/lUrKxM9Nn77yu5+zd/3TwlDJf/5vTeNPPrhMqVBg//5zsXMOjU27Iw2kaaRhkCQaKRjLMCenVNRvNXTHDcFxA3drEG/c6t8akj+d6B43Rk9XPJX1udVbOaVNITY3c4PmW6uz1Ag1USpBysxwlyRZtjpRadWSVggpUPHmfejsPvQzvLCt2erTjX9rbfHW47eKE2VqKrsmDAKEaTBZqaC04qFHH2PQ6/PW753mf1w9kRimZdx7YuqnXvDym/5MX3vQEJvZ7aclzDuv05e+/f3WTKX7+6br60P3BeLj160hDcnU9CwKaDbqrK+vY0iDer0JCpr1BujU6IqikGarie/7zzB6M4MuSZKRQbrVyF1bW8MwDNbW1kbntdY0Go2RkZnFc4IgYDgcPsPozYzXzCDNDOathnW9Xh99r5Si1WwRxhGtVocgSOMXnucxGAzwPA/f90d9tNttVKJoNlokiWZ9o47Sio16elxbX0PphHp9Y9MgbaC1otFsEG3+PggCer0ew2G64yG7p3a7TRRFI+M1u/dsvNmcpPUx6X1lxn1239lce55Hr9ej3++PnkU2jwhBs96g2e4QBDELc3MIKfirz27wpdsikcsHer7W/a+///svq3DwOp3WPm0uGK0PGuIa1LuvfP9/3DXb31/vu+pPP7gqm52EUilPbaJGr9chitIYhtzce2M6DrZpYWqNLQ0QJlKYgIEQ8hSXcdxYzdzYrWH2zNUcD5FvNagzI3vcrR7/9+lqa8b7HP9+/HrLtrBtl1zBxXYNpCWQm/2fLroshcA2TBzHoVgq4LgOjmVhmxbFXB43Z2C6BlKCLUy0aZDL53FyLo7rYhrmKfexdTzZ/1td/vE0yLjrn50fd9+3GuaZBshSIlkMqd1pUyyWKOYdgsDgD9+/KjfWdbJj0pt9+YviH0vLOw8YI5Wk9dVSiJvk418d3nvmrv65f/slpX/wJ5+QWlhs37bA1PQsvV4LQxpUaxPUqlVK5RKJDkliTbs9pN/t0h+kEkQlCtAkY2pkvEjodHGG8cDbMyrwT6OCtqqj8RTBuAg/XZtbRb0QgkKxQLVUBSwGXpuh1yEIFCrRmzXEY4VSANKgUqlSq1YxpEuv2yZRPpZpUyqV8byYnt+n06ljCXArNWZKE6AlnUGHfr+F7wenTSf8Y97Z6dIOWz+PB++yuc3mIvuceU1ppltSLpfo9VocPbYMOuRPrt6uf+z7yzy1ZKw8OXjp+S9/+X9vvfOdCKlvPGAKcY268RN83/xkcl5vaKqP/u1xGcaKvGtjmBaDfo+NepPSRIlc0eKscy5hZnInO3acTaxzFEtlel4PQ0CjXqfn92i22wyHQzqdzigO02g0iKKIRqNBHMesrq6itWZlJUW9GD8KIVhdTWM86+vrJElCs9kcqZ3hcEiv1xuJ9Xa7fUqsZ2MjVQfr6+sjES6EGOtjFa0Vq6vL6UNQmtm5Kc4/M2K6pqnXuwz7Qwb94Wa85+k+NuoNhIzxo5ht2+c5d3uHxRmfZqPN5Nwk0xMJF+6VNNdOEEURG60mlUKZ2UmTC/eBilbpdAZ0Ol2Gw1SddjodfN8f3WOmasbHr7Uezcny8vJorrLvoyiiXq+Pjp7n0el06Ha7DIdDms0mnueN1PDTpsDqpiOjKRUc4ljy8U91xdEN1K5tesHpfuUNQqAvv/yANLn8kAItivmLf7I4bfPFLwz5+p0+pl2gVKpiO+nWh4nqJJPFKXbtmeb5Fx9nwTmCSYW1s9d46phibalLs5PDyVsYZg5LxKdELw3DGGV9i8UihmFQrVaRUlKpVAAol8sAo8/ZsVQqIaWkUCxgWRaFQuEZ9S6mmYr4fD6PYRij35RKJYQQlEqlZ7YtNKVSAcdxmZ1dYGbW5s2vavM3f+9x+x0WdjnCtBy0VpvqMR1/IZ/HNCwmKgsU83V+/C1LfPj6Vb5x93ZILF54WZ3zz17m1ruaHDtZpTJtk7cMztjd5uAr12h0mjz2pE2xaGGadmpe6/Re8vl82kfh6c3+QojR3JxujrTWFIvFdI4KBQzDGB3HVZxpmqO2s3k3DINKpbJZ0J5H64B+L+T2ezvc+o1pznhtXs/O1H4J+ODllx9KpBCoT3/4qu3bZyrP9kKXf/iab7T7GtfR5AoOKlEopSkUbExbIqXJzsrdnHvG3UjzHs4/6zBvf8s6r3yOotNvgmVhKQPTeLoswLIsDMNI7R+Z2j9Sys10vCSXyyGExHVdpEyPma4VQoyut8xTSxpM08Q0TAwjheswNvs6pTRgS3nE023aoAW2ncN1HHL5HGXbZ9ZdZyp/GMQQpRKEjDFNiRBy1K9lW2nJhhHRrw/IIdCBIgzadJvr2JFPTfYwkoAgjLB0gSiE9RMOU2bAXA36gyFCaITQGEbWthzNUTb+p0swHMTovEjnSIPrpjsKXNfFkAa2bWGaxin2YWYLmqbxtI0oxSnzLYQgiTWu6+K6kjgx+NRnuobnFZmo6d0f/8sDZwuBloAolYdvmJmfksdWjPgLt6ynYDqbm2Ya9foo7B3hcPjwg+Rcn7/9vMFrf3SV735bi9vvDPm+18ZUXc3S0gZx0KXd7jMYDOj1+vS6PYaeT6vVJI4zlZSwUd9A65jV1RU0itW1ZZRSrK6uIoRkfT31CNY31oniiFa7RRhFdDptfN+j3+8xGA7wvJBut0Pg+7RaHeIk3vRQNBv1xsgrAkaifW1tHa2h2WxhGJJur48pNpgphOw/s0ijs8xwoOh1A/p9D9/36PW6BEGq9hKVsLy2RKcfEeCTJLC0vMR6u8PSSpsoFqy1AobaY211g27Y49GlY3R7ipY3wPM92u0mg0GfXr9Dt9PG9wKazbRWt9FooBI18orW11fRSbKpohQrq8so1JhHuU4Uh9TrDXw/VduZl9TrpSqp1UrV3sbGBnGUUN+cm0w1ra4dR0qHeFNy33RnlyPHS8nsrknrkou2vyWr6dXbzph/vSgJHjw8EI8/OcR1HfLlMtJwKJVLGIZkdnYBrTTTZYtSAU5swEpTcXLd5q8/4/FHv1Vl28yQo6sW2rCo1PLYRh7XMTEFKBPiKEbFMc60wLIctm/fiWMLyu4ehGtSLu7DEArL2o5Gs21hDidXZLpWxXVzxGfMY6k8YegTxkOGA02UdDCEi21N47gmiRJo5ZFzcsRKMjU9BcD09DRaa2ZmZhBCMDMzjUayMDtDySlSmSwzOdNCRQGzkxYTNYcoVlTcEk7RouC4YNm4OmFicpapUpnyZIV8zgdDEAuL6mQNiYVRNHHKPtWawdG6pjRfgNgmV5UYRYucY6HVkFyuhOOYuPkyrlPCtiJUnBBHEsu1QFtMT09iOQa7tu3BsCVn7Cxg5SPOcveSYDK3GGAmFrPTs+CabHNKoGJs20KrGNt1kVpjGALDLOCYMFkqEUmTqdlJhBLMzc2hlGJicgKtFaVSBaW7bLR8vnxrW+5/3jxhr/1S4DfMC66cLbiOuUjicNOhZYkWmIZDolLkpThOME2LRMWpnsWhUBZs1D3yTgFlWdTbEVHiYsqAJBIkCizTYG5hjpm5GtJwUcOAenOdVn+AGkZMVgo4+QrlyiJKNKgUZgg9QSgHLDeW0EMf5flMLywyWS0zVZknkkDisdat01jrEwRrCJFncrrEzMwuiqUq/rBPp9VkdXWDMOrS6wdIyx0hL2QF5VEUYTkGCQnSdtFJzFSphyKkWoGFGZNHDncpuoJcbpbZmQnsXBnHKuIbQ+ZL2ykXpnHNVRzuQyvNME7IFSxUnFCrTuE4A+IgJowUQit0bKJVBLEiSSAIIqrVEnMLi8zObifvShqdLp1uC7Xqk8SKQFvUynNYeYt8xcKIy1RzefywSeQpltZNIqEpGxEz09P4ocCP+tTXNogGBkoEmFaRqZkq1ckCrl2i0x8QDEK6zTVi1NOlEmGCZabBVtu0CHyfO7/ZlARVvThfe/Zf//Wvvsj8w599+8sqFbnHC6S66xvrEgRaKXSsSZKIbrc72iC2IE363VUUAY2WQiUGlpNnYspGYyCERRT20m0P01Ocs28PC5M5QLJcX2O5GWKYAkPGTM5uZ6JscdYZJZ5qarbN5BiuraKdCstLXXL2NL3AZHoqx8x0mx3TMQM/wTFDCqtruLFm+fg6lep2dm7fx+JCgfmKoLXR5eGgw5NhF2lJur0ekxMuvV5vtHHNddNCo+lpi6HnI3I2QWeNbbUNVnoujqs5c3vAPQ86RPkEx55g5855ds4M8NU0zc4Ki/Mt/H7A5MRRtDBYqMDCRA/fH7Ky2iGKHKIoAmHR63XQKAI/IA7jzRCDJokjpqdnOfvM/SzUEmrugCdPdnms20F5JoatUHrA3Nw05VLEmYsLHG8ELC7MUl/1GAwHHFv1WNixQN6dYMe2RTrNFVY3LJZUi8SKkbHB9HSOs/fuo1rKYVqCIytP0YxNGrHGts0RNEq/3yOXc/GDANMyAMGjT3msruf03OKkeeZuf8rcsXPhxaXZPE8dXdYnNzyEgFzepVSsICXMzs4CmoX5bUDMrj05TBKK5RKaiLm5KQrlIZqAJFHYboGpqRrnX3oRexerPHf3A5y95zGCUHDd5yw+dn3C3OwcpeIML33OgCsu+zw33HU2Tu4xrnxDg0E3x76pAR//oodZ2Uu3scbbvqfFxft6+IHCTEy06nLfUp4H7vOYna+ye+cC+8/6Js/adzdV1+DBJ/P8wftCHnhSMjM9Q5Jo5ufnSZKEhfkFEqWYnZ1D6Jgd23YiLcGeiTxnLFr8/Rd7PO+iAs+/rMZffapDoehSrlSYmYGrXnGMW7+5jjNtsf/CdR59UHDglQH+0jrf/4Yiz7/yLH7yF46zvq6QRpl8zkLpIeWJKRIRUCoXsI2IuZkcbn7I7Ow0e/dezLYFwQsuvINz5utIWeSzNwz5wMc0jcRl57Y58vkSr3z+Cs899yY+9bXL2Lf3C1z26g6PHYtJwjkCMc++bXkuOPMxzt5zjK/fEfG/1iNOdgzO2D7POXsvZMecw3lnPcSeuQ36/YBPfEXz+ToEkWZ+bo44jllYWCAI0rxhp9PCkhZPHW7x8NFIz+2dxe88com0iyULY5bHHu7RaXqjPb9Dr7sJ8dVBSoNOp4lKDHxvAEbE8nJAXhYp5i2mJ/OYShNKgyj0mJ1YoIjBuTtv56x9D3DzLSt0VhU/8uaY51y8xonjdfwkpN56EiVDVo/dyv7FJn/+F0vc8PXjfP+bDL7n8gFP3H8bjz6xxJ9+6Bh/+Kdd3vnHa/z5R06CinnswTpLywO0b7Cjdi8Hzr2PQze0+I13nWDXbMDb3+JjRh3qG12SJK0TEQjarTZCmLQ7HaQBvheSRJpauY5IYr5ySHFizWJ2NqLkCtq9Pt2+T9JrwrBO4j3J/jOWuO3ry1zzh0/yjneuoe0an/tCl3f82lGOHg5pdockMibywNQ2SWhQciuIRBDFCbH2IRbYeRfL9Lloz32cvfMYf/k3HT5+/Qm+97Umr75iyNrqKt2mTxwF1FsbaLHO8rEvMlNq88nPr7JzNuatr2/T6x9jx/Z7OG/P3ayuLPH935twxaUt+o0GVs5GGCEXnv0Ql5z5FI8/fgKLNr/4douL9zep1+u0Ow2ESmi3m6kD0O2kgVRT0OkMWFuTAjHH7LZ9bzD9Ye4C2MWxozeIwSDGzbljSSo9VuYXIxKJCiRaBAwHCbPb59h71lnsmL8P31esr4ZYpoO0XLbXTnBg31P88V8FXP1uj5nJ47zvd2d42w8UuPkbJ9jYaNEfRIRej/P2C+5/asiv/lGXYj6P129x5Uskf/aXXVbWchw74fFFqah3FZdfEvOf3r7Il25doRObGM4yL7qkx9339viZ34pZbxkMwibv/s05XnDxKh//XI9ieX5TPShiNQRKJEkM0sC2XYxYcsbOmLZncP+TPo892ePlL8ozN+uz1o0J/AG9bkxvEHPRWYKNoMFvv6fPk8sWxxsBP//TFrc/qvnMV/uUKhWcnEYmCm0rrFKNM3fv59xzzyYKEiQ9RKJxHI2Vm2Ay9yQv2H+cj/xVxK++q4N0faYqRd78Jofrbtjg+GqDuZ19ms0utu9w4OIOt99t8CPvaPHT32fy6z/hcP72Oyjmp/nF3xzwxa91+Is/VLzySsEnviIYeA7VwjIv2vcEH/lyk5//jTZTJfjL90h++i0md94+4LFmSN6pQiLRQJIoLMtESAsIaDQTCdOUqvY5UtrlfTDLetMXmjRAZVnWKLg2MTEJwMTEBInuMj1bRsYOu3bPMr9zF3tqghecGXD3PV1W1iIWFhaplDTnnHOcjb7FBz+8AZZkuWnw/g+32DFR5TUvrXJ8ZRnHdpjPm1x6gcOHPrqKFnkSbfHRT7eYqk1x4Tk5PK/PXLXGtrldnH/O+bzhZTvoNkIeeSSgnM/xrB0etXLI+z4xZL3tM1vL89lDAU/c3+eNryhTKIf4XkitNoFSCRO1abQWTE1OYJoO07PTOJbP3JxHqyOotzUPPxWwY7vD/GwCSmNY0Osn2LbmnF2av/n7gMPLPttmi8wtWtjaopxzcZ0KE0WTxYVJZKyZL9nMlcrs3DVPZWqK2lQFx5DYRoxt58ibNpdcELLeTnjvJ1rEjknOrPD+j6yRdy2ueI6FbRTo9T2EaVMq9jjnwgofuG4DM8rx9W8OefCYz0+8scjtd63wdzf0SMwcH/u7Ibt3lzhzlyAcJFx6QZvVrs//+GCLoVdkqSu55r832batyoufbWNKSaIiJienEEiq1QmEkNhOmq9aXR8CU1jOjJC12p45KNMfCJFFZaMoHMGSrq9nIfV1IgzqzQ0INFdeHvGmVz7CDx+8i91nxnz0+oiul6IrmbLNhTuGHLpnyPKGJmcWmavNcNtjMU81Yp5zoQH9FY4+cRxzKsc/3JRwwx0eriko5kuc7Jo0N3xqVQ+lQzp9j5kzdrBjR54XvbDAPff2WWtrlJbs3aN4bLnNN28LyNsWQpo0PItPfLnD2ZcYFHMJw6FHq5Xu2x4Ohrh2jvpGB8u1abTblPIh09WQtRNDGo2IR4/GIPKcvTOP7/XodLsMQoPICrnzUYNrPxsgbYc4ganJbViGxhAhYTCkUM4RaUmv73H1L5e47k9D/uMV9/LK8z7Jyy69k3J+SDfQRLGNqZfZvu0kd9zb4pHHDQpO6jg8upbna7c1+K4DZTrtY3S6LdbWNpDFAtd/dsgd3xhgOoLhoIRMAqpzeW67Q+PIPDpOaA8tpDSZn7Gwg6fYPbnKrfebPPSIJl9U5I0Ka2tF7r1ngwPPLxB1ewy9PmvrG4isfBWDKEopEzbqPaCEaVYxc05VgxBhqMeynmCa1igKq9E4jo2IIdEOMmjw6ucJLLo8tmTyX36vx2e+2iNXrOHmS5RLismy4uEn+phWmdnFnVx84TkMgiEnjj/Cvu2aXD5i4EE4sPnqrU3iyKCYM8hXSsxMFFHDmDO2VzDFEDtXIl+osL3kMTkV8OkvJrQHJnsWXBZnB5w8GXN8Q5Ar5rBykrK9wHK9iatDLj4nx013JuzctY/dZ+6k3eiShBFhlODmHHJuhbkJwUQ55NNPaKZnziJXs+i34by9Asu2EbFCiRBbGnz25jXWW5rSZIF8pYxjWyRqiBISw7ExLBcz8nFMzRMbAe1WiCk9eh2NVerC9imE1ERhwuRkyJSh+eSDAZESVG1FyaxiFl2Ormzw+v0mtYqm0/EpOzm6geLDf7+MISzy5QKlchXb9TjyZIeTawNMy6RQnWVqMt2gJDGYWwiolh3ufzRAWCW2b5tj39kX41hQH3yTC85S5F1BGIDtGiidkMtbGAgMYW4WfmmgiGkITK039y3pzQ1XiM0wfhpCLxZTPNpCoUgYx7R8C98s8ug3OlxwUZ7fev9Jrv9cRC7vkHdtKhWXakmRyIhW3aJWsth35ix7zpgl9HqsHc/zoks8Cu4Kqw2DenuadlcjTAOnmKeYc6mWLJToULQ9pFKUai5GBOftUdja48EnQwyjwOK0ydR0wsNHXaLYp2LbuEUbK58niDTRMOTcMyd54kSZF1+yl9LsFI1ajmNHHqVYjSkZNSqlHFO1VSwHHj0q2bWrwPzEJEeXn+CiSyyKTi6FaZUCKXK0WxLD0DgO1GpVpJG6yQLIuzkMCdNTLnZJ8/v/o85Xb40o1TQ2LlOTmk//rxzDYR9vIFmYgnxR8fCTNpYZYxgW5UmbyLAJg2mk3WSyalPv+hiGSyB6NLsSyzSYmpwmX3Sw7ZjVhk+7rbEtqNaK5OwEIXxQisVFk8JkwkMPrjBZnuCcndvZf/Z21htdBkkemW9TNC36oaBQTetd3JxLFKQhEABTmIBCa4UZBR1BqYLtpF/GSYwIE3w/ZHJyknq9zvz8PGtrq8zvzrN0pE5kTvJXNx1hbl+FC3ZbfMFSKF+Rn8rhewO6/QjlxbzpNSYvehZUJx6nUlon9DysXJvpCZuiozm53EUzgYPEEJKe57GtYLG61mOtFbJjWwlpNekPA4g9tp3RZTjQ3H13F9uugBrg+4ojJ4ZoGRJFecKhplxWnFyLiQTs2pHwspfYfN+V9xFpm2F/wAO1kN/7wDKV/Tto9zYol1YwRMjB17u8ttvALEUszifEiYttr9HtTiKwINKYModOeljYeEMPy8ylkGoaBv0BOokJ4z4itun1IUgkomVh5yx0f4gnfDwvJtYxOdchMeChpR6mMAhDCy/SlOwi3f4xImnQGfQQahKlNhDkUInGkhZhEGBYBaTUDCKbVhemJhziJAEtkGiEjik4MXZi8tY3zPHGVxnMT69iFb5M15PMllZxZIVQxsQqorXeZ2LKpV7vUiqm8RgA1xFAnyjpIdvtpR60yOUinVVtGoZNsZhmSScnJ0FAbWICU2kmy5OIoI9btPnKV4Z832u3U6oqhOtSti1ybonEdFAR2JZgomQixZBO6ySh36PZhi/c7BOqAsVSAYMQ15EIaVIo5JHKoFqbJIhtTKHQUlMpTlOuxCxUA44cD2l0JK6dIB0bw8xjSrBMiWUJXCdPOV/AztXoRwphRWi1yv6FE2wvPszzzj3Jvu0tTMOl3W1TKDpsnwxoNYA4oVLUqGjIykqEa8C5Z1vESkACpq2RJNi2gSlNiuUSAhMS0KYkn3OJVEIl79Bo+QxDgWO7VCfybNu2nbP37MDFwHVNTMNiuqyINEjTwjAEOdemUq1RLlSoTVoY2qKQs0mEx8KOKbwNE2KBlA61iSlMOy3y6vkxsbJwXIeJSpGJKRd0wiAcUMx5+J0Yp2AyOwNB0qTfq2OEbTpdg8/fMsAP9GYVwQQCk2qlChqszQ2JlYoNNEmSDcwwqN8LrRdPT5paIES6RUSglN6sO01R0ZIkTgeRaIZDk4mSwxdu6XDVm6q84LI8n/mqJtIRZqzptEKsWoH/8dsn+MRnhth5A6EFggSNxLA1UVTgov0WcaDYucciUhFCa2xtgUyQhoVlKUxToGNJqeAzP5Hw1UMhgXYoGJoklqgkolLR6MQFIwZDYZoFTBkjtMuw3aC7YeBU5yk7HZxyDml6hFGD3rALcZkztpt85WafX/zNBqEFKhI87yKXD7+nxP49BW67LyZWMREaKSRKCIShEVJiCIFEEosYgSZGIJVJFEGkFFKCUypRnZ1istLCkQOUAq0FrgVRDN0NHyEnMEwD15bYOQfHKkLcxBI2SSIII592w8OPIoTJprlgk8u5DLxmGgKRqTvs5DzA4uhqn3P2T/HIEZM3/9RRfF8ibAFSI7VGKgMhTYQuYRYjtNzEJ95kG8qQzeYWqkCbyF/T0s6F98Exdi3mdN61iZOIMPQZDHoolYxqYtfW11EKlk822egYnLHd4Y57hzz5+JD/+NpJVNCnnyi6rSYnjg7w2hZnLlpEwkRrF5EUSGQOw6qglcnM7Cx+mGPomzixQhLjDTwSEtY2mvR6EXOLOfI5g/6ww2RpQL6UcMvdAX7I5uY0n24vZmo2zXUFYUwYRZhCkMQd8o6JlEVu/FqfH/6Fk/zILzd5y0+v8Af/s023OcSWGhGuUZjsccfjIZ3QIdY5TLvM44cTVls+Z++2GfY7hEmATkySRBOFMSpReN4Q00oh40Ew9AYpGrkfYpqCOI4wTfD9Po7MIWUAUuB5kKiItiewTAfHEiQxJFFaNG7nFQ4eXmRz7OQAS1iUbA9tVQgigZARvX6Hog2WEVLfAEiL54deQN4cECuX/sBEkpCQ4CmIpIlSJooc0p4g1A5WLk8kh5iGSbczQMiEdjvdqOcnKWzMRC1Q0Mbrrz5i+n4jRjc45+wCEzWXpdUuhbyb1khsZnkBpmdm0BoqtTlWGl3O2V1hvb/K52+J+ak3u7zgkjz3H0+Yni8Qk+PRY12e82yD6l/bKMukXMwzM38Gu7ZNkLPqbKxVsdwOoVxjYd5Fap9ioYRKYmq1WQb9FXIFgUAyPVdicbZP6METJ2PcXBnXtvHjHL1BwuJsxMyMJtEu5XIVNyfZPjuNiJdZaQ15ainhqZPDlEkNM4Vwn5qikKty3v4hRmSysmEijSGTxQq5fIk4ytHqm5x5RszMjCBKBKZpYUgTN+dgWRZTU1Mo1U0NGASlUppOKRRc4sTHdSyUEkxOTmAJzeJCBZIuoacAk422j2XmmZ60WG0r8nmXyakZJmqS885SrK5EBDJP1dLs2lbkyIkWSltYlkFtcpJqESyZsLJiYlk5EJpapcwZswPazR6+B46OsZSFK1xix2RqcpJdu/YyOx/SbK7z+EMh+XwOwzJwcjkgplar4vtDVAwTJZfFmUCjjrN64tFPyOZG/fOD1ZNqftKQM3NuGocJI4IwISZhMBiglKLbbqHRbLQSWo2EqVmbxWmH//XXJ/BMyeXPz6EGbZr9LssbPe580OXZ58+wUA0QocOOiT2cubiTVz/X5WffJMk7XVZWm/ihSXUyh0AR+j6JUvT6XcLQQBgm09Uigddix7zg0cc6tFsKqSIUIcPOgHse6bM4abF9RjH0ImwhkbkcRSvAsBRHljwMw6FcLTA7U2aylGd+tkx1agqrmOfMbQGdusHSCR/HqRAlgly+gHDLnDisOWPCZvuMzcALQMTEKkFHEYqIYBBTKxuYRkIcmvi+QmIicyFG4hBGGoRBGCi0TkiihCj0GXQlkNDraHQCpaJAqRi3YlGwcsyWPXbtdTh05zpBN8bNGZSKEm8Y4fkK07YJoyF5J0YKWFkbEicxpmmQBDETpYiNjYhGW4OZo5ADwwyRIuGCvWdxzvY9fP/3urzlVSZRNCCKQApJ6CegbXwvIknSbSvbd1bZux3BYBm7qu6Rb/2R37q51Tp5OO/2xMUXzimQaB0Q+wFJlOANPTQw6PeROmHYH9BsClwjYedcnmOrNp/6dJf/8IYp5hcCOs0GKgj4h5vXiELBd185SagHzO+ZYHpykcWJDaLhcY4tLXPiRJ9BYFEqQ7lgMPSGKOEx6Pu0+wrLUZSrNiYxZ+xKeOCJmG7fRZqkUsapcMNtQ2YqLgcuKuKZCdu2LTI7u8jMXIywfO6/L8a2DdABjp1HGwalSpXK5BRu3mJum2C5HnLkiIfrpPuHSBJMaXLvwwHVOZMzFgvoMEJEMXITzVIpgzAKMY0EQxo0mgHDMEIYitKEoNUK6XRiTNMiDiOUNED7YCYMwggpBccOW/S6IfvPN9CxZu+O/UxPzrF/R4AWITfdbBEmEfmiSXXKZK0TMPQTcnYB3zcpVUE6krVGAFrjunmCKGBiWnCi3mV5I+Z4o8fkDgfH1izMLLLtzP3oiWXOWjjB6tEWnZ5HHMUYhsDzh4AmCD3ScEvCWXtLLC4aorFxNDmx4tflk08SBEosY5/ku148oVN/W+LYFoYwmJyaRGvN7NwCURwwPz/DkZMSHQectS9GmBaf+2JIrWbyXZfncTAo5Cs88pjNLfcOeNt/qHDFs2YpV3dQm9Ls2NnncEOx3vBxzAIra4JKXlHKJeRyBbQOmZycpevnMXXCRFmw+4waM5MRq60isbDYs3cne3fvZu9Ze1jvTHHXAz5vep3J88/cwcy2/cxOCl54UcTKcYulFRPLMaiUqhiWzeTMNOVyldmZGSYrMDURcXJDMBi6WLamUiljWiblcoXj9QJYNtsWE4qOoFqVhInCcsEwoFgoEMU+QhgkiSRfqCBETKlgMByCMGwUiqmJGjGC3dtraAyaHZ9CUXJ4KWK9afKKy8ucd+Yis3MLTFZ8XvCcDW64pc19j3gsLu5gomLgOjHrHRvDsHEsl9npKSqViFjD8pqiWCpjWzmmZ20WF3K0fYcolLSWLYpujhc9r8b0jn3Y9oA3v2idXjPig5+s47g21XIRtGBqqkKShOTzLmEYIgU867yCkvZQrG3Ub3v9d//pLRIQR5/sfDLpDDj/zETv2eHg+QovivECf7NUMGF1bZ0wEqxtrPLYsZCBn7Brdw4dD7n9/pgvfa3ND72uRBy26PhdhkPNu/+8Tc5JeOfP5JmI7mPn5Gc4Y67Jfff5tJt9eu01lk8MKRqKSlEwGITEkWRjY52T6z4MBFXLI4xO4PcjVteazE/BVMUkZ3gEg+M06j7/87o+u3dV+Y0f6VCMD3HB1K1csqfDhz6zykY/wLEE/V6UZmI7dWzLYH11BVutU0hCjh0fEmuFxGIw7JMkGt/3OHqsSWNFMjfhE4VtEtfgqRMeQWhBIllbazLoD4hjD6kT/MEAvx/S2+giJHhBiBCabqfDcOgzaK4S9qDRNEBbLLUGfOLTTS4/Z4Kf/yFJwbyZVzz3Jhwd8d7/1aMT5AiHLcqujxHCxoYgSTy0iFlbfgw36THsaZpdjecNiCJFt3UM5bVZOZnWNd31YEKrEfCT36c5s3Q/V557C+fu6fMH71vl2AmFYUOn0yaOBY1mC5UIBoMhvp8wPSF4xUtqingNbdjfyDay6WZU/cTqsmbPQmC+9MACoCCJ0Um6XVRrjZAQBj5Sxzz2REw3sDh//wS2rfGUySc+2WbfngKvfU2VZqtNLid54oTml3+7wUQ55h2/uMwPvTHigWMxf/PJAaZZIFaap1YG1BbzTM/mCUOPJIbQG3J8pY5y8uQrEdsnfWbLDu/8lSk++xez/PZPdfmtX2pwxXPXGQwSvn6bwx994CTPv0Lw6z++yvdceZyb7w65/nMhrp3DNCwsWyA36fgAGq0ultOgPGFz971dpCGQQmKYNonWCKUZdA0ePaJ5zgV5pA4wSkWi2MJQCkNF9AddOp0uTiWHaQi0SssBpqcVgVAEnokrNApYX21glwIKxQLNQYLQCU7B5O8+P+C+Rz3eeLDPr/6nHrt3efzeH69w2z0JpQmDga/J5VJ84vWGQgibge/RaTdYWNAcPekx8ASOa7C22qBS6lKsODz2aAch8zxwOOCDf9fiWc+b5I9+x+F5z9e88z3H+eRnFaVSEYmJMCWgUAJ0BIlK0Dri+ZdOsHvWk/WlJo88cOITAIa+9qBx3lV/1XnLm//bRdvm9b4o8NUXvtqVXiQxLUEhX0AgKBZyCC1w3AJeFPLog0Pu/EaL9U4eOxdzckmyvDFkbc3iWF1TzNnknBIPPB5yw61rPPzYgBtviXj/x/s8sgTlsotVdKi3Q1rNiCeOGDR7qSq0XAsvDEEpbr+vzzC06bdj7rivxbGTPhvLA5ZWBhw5IXjiSIIyBd94yOehB31Wmj7X39LlD/40YqUuqNQcLCtHoZBDSmNz+4YgDGIcN8QPAj79hR6eqOK6Bjk3h2WZWJZJlAj6vS69UHPbvX1ilfD12z0GgUUu72JYDnHso4i47XafjZaLtH12bLe47RsB9z4ucRxBIV9hGIZMTMacXGnzlduHODJPMZdjkDjc8LUma+2Qhx4S/O576lx/Q0Sx7FIwHJTlUKlGtJoeX/56QhC5mKbGshy8oeaWr7c4vGSRLxokSuE6Bk88Kbj5ng5xaOFYLvc+EvDV2zy+cnOb936kx+dv9HBKBq5bxLZsXDd1dkxp4od9/CRBRzG//OPb1bMu0fL4euWpA6+9+b9oDWKTtCC+4bMvfPNzdnf+KoxEcvAnnjRu+HpELifRSCZqNbrdDovbFthYbTI9PcuTh4+Rc0SaNKtJBh1NkkAS+ZQmC6hIYtk5lOXT2uiThBYwxMQmX5A4RQc/Sig4ZTprSxRrM/SDIQtTNTrdAYXqJI21wzhygkHsQzJEhRolNbHUWNLFVh75ag1lmXi+QgwjwqBLIk2UhGq5QBIpqtUqw+GQ6ekZGq0N5mbmWFutk3dd6hsN7ILADxMmahMEQ59ypZQiQ4iYyBsy7EowYyJ/kIb4DYdCfgL8IcVCidWNoxRzNYLII18r0FkfUsi7DMOAaq3EcBBQq03Sbi5jaYuhGlCwZ1A6QtsxoW8waLeQQhDpmFzJRGIy4UzTjNeZKEywsbJKruYSDAxqUzatxoCcY9Nr9ylOTjDsd6lNVOl2+6jERMiAnO2SCEEQJ3iegjgAIXDzkrxTRKmYUqmU0gpVKzTrLQxT0On2eO75Dn/1gTOSnbOGcePXrJ972Q988z033njAFNnOzx/90YPlX/i+px7Yt6u37aOfD/V//Mlj0jQsLMekWKiiSSiVSiTxgLxTYaA8pND4/QTLMNBxRGKaRDrA1SZaakzLRCgHnYQoleDHIcgYoXJYtgskuLaJH0QIUxEnEXmriE4E0jHoh0PMGAI/QAkgSrkblYgQpoUJmK6FYTgYRCQ6wQ8UhrLQDJGWiRQ2rusAGtfNEUYpy4k3jDDMiJ4XIrWFTgIc10ErjevaaK1AQZRoPL+PjiFWMSY20hBYeRMzAcO26IUxplDEHph5k0B5WNpFxBGG46IIyVkWfpSgtYA4QUsF0iJN4XkMPIcAHzOJkNpAmxauo0niNP7jRRGmIYj9gFzRJfITbNfE80OkYaBDiekIIpVgmhIdxmDk0ERYgBAmofIROuXOlqZAiRjLdonCECFg0BnixRFxMOSP/uu8/om3TXJiiX770cqeS972tfrVVyNMIdA33njA/MAHruv8x1e85A+COPmTlz/XVle+cIIv3tLFdCOiMMZ2DZJYIY0cSoKjXQzTRORSQCFtm9hC4ip7BJMhpcSwJUq5aK2QsZUGnLXGsiRCGBiGibu55zfbEyzsNGNeFjm0Daad5jSSTYBordKNV0KK0QYtIay0XXMTKj42kIY8ZVekEALbskGD4xggDEqusQlNIjENA4TAMFIMOWEIhBFjWWXiONmEL0l3XNqmjbAlhhSUsv3KVnrfji5soptLDEMiRA7DMHBFghAQRfEpm+iVsiiYCbkkvwkVP75TEQxDpveiBUbOQGgDyzERwsCxN8ECchrDMDG1iSENlKE296u7I+Y6S1mgNVESI4VEaxshwTAEoR8jUAT+gEsvsHjDd08qI0yM5TXn/S9829c2MqxmCXD55YcSfTXyvZ+o/+WTh62lmclE/vxbK6qUV/i+RRD3abeaJCpmZWV1c4PYBkKkFrZhyFHBVbeX1gIPBoNNSA5vE15U4XnBGDlD+psMWdswzREad31z81yr1cYwTAb9IZZpE/ibaJRJjJBiDFkpehqcyE/JHYbecBN+NOWprtfrIygRIQTr6+sIBK1WCrPa6/VQWtPtdkc4dH7g4/sBw6FPkijCMBqBFEkpabdaCCFpNltIaYzG32y2sCx7hM49jnGXJCliVYYs7vt+itK12cdwmI4/g2ZNMe0E9XoDaaQbCk3LZGNjA8NIMfpM06TZbAGkOIBJTL/fHyFaBUE4AntKlGI4GG7iErbRSqWbFJOItufhCMlPvm1Sz1UTsVQ3+w897P1Rypd9SJ0WUOiGvz/w1sv2NT4kDR3/yrtWzD/7X33y+XQbZ7pv2Uq3ZW5uTx2HIh1HzdyKRfe/Q2SQQhInm7j8KuVMHEcnOD0Y8tO3MI6vJzZBgRAilWwZ/+Jmm1I8k+txfJ/2t6Ii3ooKoXXKO6mUQkiJGkdNEGkCd7zPRJ2KpnAKZp4GpTVabUoxfSrY0Tghx9b73Qr4PM5T8EzsQdA6RW6Io4Q4Dhls7sT0Bj5v+Z4qf/L7O5Kqaxm3PCB/5fLX3vWucaw7+TRsxnWJ1geNl37vob880ax80SlG5k+9dTa56GzNcBigE00UKoLAJ0kifN8bwUWcji0kA+BLkuQZzCAZMlXGrBYGIbEEFSu0JfCVjzIgiEOEZRAlCdI00i2choHSKfKVQqTrRWgSFaN0QqIShCGIVAimJlB+uhh1jClMkig5LfJVprq2wp5uRXAaPQxDolWChSAOfEytScIIqSGOIpAGYRwjhEEYxiB0ej67LlGIOPVG4lgRxB5GEhPGigQ9mtdx6LKMlkdKie/7CCFG0HEZg8o4ucc4LeDTkGUJURSitSIIfSI/IfI9vGHMjm2SX/iJyWTCFvKRleSeG+/Jv+faaw8aQlynvgXsaoo0tBZN/uzyst05c17y67+0SxdyCUM/IYxSyNM4TkawoJ1OZ4SSnWGvZeI2DEPCMBwBJGbggL1eb4QkBdDrtjCI6NabMJQMlvsYA+ivdhF9zXCji+4n6bEX4TcHxJ2AqO0RtAP8boTXCUmGmkHLIxkoBg0P4Um8ZkzkJRw/dpROr8GJE8fpdDocP36cVqvFyZMnaTabLC0t0Wq1WFlZodlssra2Rr2eIm6tr69Tr9dZW1uj2WyyvLJCp9Xm6InjNJOI+sDH04LVbgdPwFqnQ4Si3mnhqZh6r8NAC9YHHj2lWRsOaSQJK77HRhTRCnw6Q491FdAb9NCjeU4hXvWmqszQo4QQo/O9Xm/0fQaemIFDZjxSGc7dYJCaBt1ujzCM6LV7+PGQgR/jCPiNn9/NBbslzb4pjjTtH77mmkM+TzNTnh52NTNubvvcy9560d71DymS+N3v75nv/KPjWI6FY6eZ7Fwuh2mamwgMTyMlbRXdpwMAOgX5WqcJO5VAsDBEuQlC2WgjNTq1UCiZARVvQscK0Eqlt6FBK4nYFLcoBYlGbv4X+AEztRqXLT6XONBIqdDqVBU3LuYzCbj13NPjBykNNBrXEtTveoCw3UDaNkaSomJbSqB1jJCkdSdaYWgQKsEUIJVCao3Q6RsbCY0TWgxsxVHT4ITtYIypZLUFmGkcOPp0gNfjiFXj95hK+ZQ0zPN9woFHPwwIvJCf++Eiv/cL2xJhCeP+k7n//uyX3PELp4NdPS3AbRqbuTl+8JbLrt832Xttd2jHP/+7R8yPfKKHZZvkcwWSRFOrpbgilUplxFU4Thw+TkqR8RVlvIYjfsZyiW67S6map/s9Ef6uCKnzWJZGWAJhCbRpIA0DQ0qElGBIdJSg4hgdK0SSivkkjCBOUJFCRQodCgZBwLbcBJ952yfZN3nuJq+1OIUPKVOp2WLJ4Fwz9MzxhW9ZKdSHkBaVaonDf/s3fOVnf5Gyo1EGECvySuLECbZW5JTCThS2TnC1JhcrcirBTaK0flppEimwYxPDUPxOrcqfFPI4XohbyI+ol9vtNtVqlXa7PeK/zGiTMx7JUqk0mlvf90fzny24VH0J+v0BoBn0fYLQ45UvKfO+P1hMFksYDyyXv3rxFXe8dBMIUW0lFT09I9vlhxKtkX/wB+f/QP6yB+/ctdg8+zd+bUfc6Cybn7uhxcAMEUlAHOYJg4BYJURxNBrcuKTZShG8lQUNnaI6gIXyPWQPtBEQJSAiibQkWJrE1MQGYKQYNVJrVKI3DUWN1hKNSXqHqSRKdEzOMTm8coRfvP4X+MgPfZx8XESrAKldYqnRm0VC47CkGRRqhv07fg8p/h7YhsPQi9l51UH23XUrj73/Q9SmJ5BRalSGxKA1BiAVmDq1weJEk6i05t5UCgmYCSgiRCIwIxMR65TfUelTpMw4WfpWA3wr92W20LNFL6UkCAMMIQk8n8RIbZjnX5rj3dfsUnO5UJ5sGOGd98VvTWNz+/XpGGhPyzVwzTXwTq4WL3zHHwfPvmDvDe60fP2uUlB98bOL6v4HAvHUsSGuY5Mkmnw+jwbymypqHKTGNFPQQNu2sSxrBAyUAdgUCgW01pSKRSIVEe4JiMt6cxJEKlEygEM0QgowRCplAGFIkBpFAiikFOhNytSsvNCIBY6T46ETD7G9up3n7Xo+cSSQ0kSgN6vlOAXR/FtR42RgjQKBtgW20iBMzrjsEpbvvIfOicM4totQApP0wUoEBumuAgRIsQlRKwQmEktvWpIy9RS/krd5oJSnksuDgEKx+AwkKq31CHkqQ6QqFosjBKsMhGkcdUrrNKcV+CGxTvD6Hhedm+PP37NbnzXjicGwqJ86bL3pDf/p7tvPPfegcd5571XfFv3NNYcO6WuvPWi8+T/9w8YlL7z0H2YK3TfNTySFZ71wWt97b1McWYqQZmrk2qZJt9fFtCy6ve4I8DkT7xlY8WAwGMVdMooaN5djbW2VQqlEf2cPXUgjrEKCEholBGQeixRPLxQBivQaKcWIMDx9w0Ck/iMiAW1ArBQPnXiQF5z7ArYVtxPpEBM5Yv8eR8scl47jLvVo+zBgaE1ip+Wabm2GqbPP4r7PfRoj8DAME6H0prmV2ioKjSa1XQwFUguk0rhKY6m0VUMLbs0VuQWF1+lib7LWFQqFU1jfMkqd7JjR92SMcuPGb8ZlEEUpOYVSPsNBzP49OT76h+foCxbipBMbPLRqHjzwhrs/meYWvzXj7D/Kl3TddQ/rG288YL7+9V9ef8FLnntHuRT84Jm1tnzBs6f0PY+G4sgxb9MFTdAabMtGkEZMs81wW9nSxhnJACzbQiuFkTNRZyiSnMDEQCIxhJFGg6WBISSmNDClgSUkBulnCxNDGRjaxFQGppYYGkwlkEpgINGJomKVONk5wUazy6v3vxzLSKHYjE0DdhzJM5NqWYR4K4NKapOlEVVppmqgtmcPJQRHvnYbODYYBkoaxEKSGBKBRBsylX2GSWQaxJYgkZJQSpQ2SQyLG4p57rMtXGmcAlumtR5BuY1Duo3DsVnW5lwaaTE3m7GgMAiJE0UQevheyPn7Hd7/h2fqZ+1qxL6oWHc+MvkrL3vdbX9x7bX77fOu+sf5H8W3Q+F34xde8rp9U/W/my6GxpMNJ/nVaw4b139pgGXb5Ow8thuRd2pI08WyFXKMlW08YHXKm4xOdyXIhNiNiXPpgzRlms8RUqJQaAFSpOooQ9PWOg2bJ8mmNBEClErf6E2u5yyYplX6hqso4Zzps3CEk+an9Kko3OP2wrh3Mc4iO87sugkZjmnZGJ5P79gx4sTDFgY6SdLxxpv5NqU2w0YaQ6UGr6kFGoVBQmIIlkybju2MzIetC3krVc443KraLMtIVEKcJPihRxRERIHGi7oEnuJFz3H5098+Q++ZFyq2tHHb/fnffOXBu67+P2WYFd8uSehnv3DwFWfPPPHBPW5ncWOYi3/jz9bN9/1lA6RFoWgSRh618gxJHJPP50euXxZcKhQK9Ho9KpUKjUaD6akpltfXmZtbYG1pmcWZWZZWV5ibX2BlZZm5uXnqq8tMT03SaLSoVMr0BinPdRSGm1SBT3tg/X6fSqVCq9lienqKtfV1ZmZnWV1dYWFhkZXlFWampjh68gTz2xdYOXmS2dlZGo0GtVqNVqs18jYyLsiM38j3fYrFIt1ul1q1Sr3RYGZmhpMnTzK3sMDK8ip7du3m+OoycwvzrCwvM7+wwNrqGlNTNRqNJrValX5/gJMrEgQ+hmmmrnUc4ORs1DCiUijS6rRHGwnn5uZYW1tnfn6O9fV1ZmdnWVtbY3Z2lpWVFWZnZ1lfX6dSqdDp97BMk8gPiPwQJaHv+xDHXPWaEr/z6wtqRymWa16Zh09W3/aK1934odO5z99RGuIvffzVZ+6cPXnDnm3J9q6y4z//yzXzXe85STd0sAsGriWwjRxuzsY0UzfUMA2U0iP8mVMw/6MQ25D4scKwHaIoxLIMoijGtCyiONiMzsYjcZuG3PUoDZCplXHcfdM0ScIIx3aIwhDDMvHihLxjocIIy3QJ46cZzcY5DbaCIm/F+M94EbL7sCyDMAywDIsojDDH2N9StjT7abpjpTFkaoQKAbFIVZajBZFWSFOiVDJiZMsY5LayvGUUxNkRIIgi4igkCkLCMGDoxbhGzM+8bZaff/u8qhRC2Q7y0ZMr7g+9+JVf++tvZ7F8WzTEAB/+8DF1440HzJd9z5frle27P33GTvfCBXew+zkXGdE555flI491xMpqSKINpEhQiYEmST2XTfn/tBciQas0xK9BmBZJojANgyTJ9HBKB6iiGFOaqFhhiFS9CC03rd50PzhKpLs9knQvsI4VkrQtIQ3iRGEIC4KURCIIFUKaxHEwSmlkamec3ykLFYwTm25NbURRhMQgjkFm1H6GRRyrTYINjTDFZi5JEGuFMMzUOEciUCA1WqafpEyN+iwoZ5pjL9lmpjmK0jhOFEckiSaJY4LAI/Y8wiDEi0N8L+CMMwTvfsc+fuz7SlHeUeZyv3r08bXiK1/yqkNf1DceMMWuf0i+nTUg+Tb/rrjiUHzttQeN3/mdW5/6kV82X/FEfeJTSNd6zYuEuO4vdqsffGMNFQzpdod4QY9uu0e/26bXa24SVgxoNBqEYUSj2dokbaiDgEariUbTbG6ATmjWNxBomq0WSaJodzpEcUy32yPwA/qbBBIpKniXMAhpd1LWtkaridJpJlYrRX19A4RmvbmORtBobAAxjUZzhDJ+OnKH4XA4IqjodrunEGCMs75podlorAGKen0DLTT15gYKRbOdjqHdaqJUQr/XJQoDhoM+fuilrGn9AUkY0u13UFqNQv/pEer1BonSbKzXSZIU6TxOYhrNOkE0pNFcZzAI6PkR3b5P6AV873dVuP7P9qnXvxztFH3r8AaPf+j66guvfNUNd924WTj37T5/wT/xT1+NlL+J0hq+/qmX/fJMrXPNttmuE2sdf/gTifmuPznBiZUQaab7rW0r2YzL2BiGhWGkAMRbiSbSrO2pYXm9SUQ5MpoFqZT5FtTApzv39Hl92tseN3S/VRwma/d0tMen62urcfr0tWLEX7CV5HS8/1EQVGUByk1WNa2J44gkiQl9TRSHBIlPFKT7nuYmDH7qbdv5se+vxpPW0FzrS91Mih+4/lO9X/+133+0MU5n8+3+Gf/UBXPNoXQe3nkuxo7vPXzLS1914RcMw72y5jYmL9tvqe968YTSoSEffjwFdY6T1HuJIk0UxUCyyeZmMBx6mKbBYJBinHieNzJgLctiOBiMqI0NwzglQztOGpVlbw3DwPM8DMNgOByOqH8dx6HX62PbNr1eD8dxRrTFWV8ZAVdG2JWlCLKMcZYpNs10nFnNjeM4DAaDU9oeP5+1bZpP2x1RFJ1Cr5dlpzPyMcNI50Qagl4v3YnQ7Q9AGQwGvTTbHPbTOtyhwhYhV33PJH/w6wvqtd9V1iV3aByt20cePLH99c9/xc1/dsPX6t7VVyOv+KmH1T/1uUv+L/6EQIurSPSNB8zXHfz8N/74w9MXP3Js17sG7Yq8cI9lvPvqhfja95+tX/LsHCqK6PUThmGPwEsY9AN6vQ5+OKQ36KSsp5tZ7IzXJ+OiziYxe4hB4BPH0egty5jTMkay7CiEGDGyZZ8zmsDx89nCGGd0G2dLy9rP+sgW51aWt/HSg6wUIVt8QsjNFyU9ZoskKz/I8le+74+y/XEc0+v2iCKf/qBPFCoG3Q6DYZduv0foh3T7AYGveO7FJn/5p3v1f796Jnnh+UKGUSAP1xev/bOPTDz7VVd94ZDWB0ytEddcg/q/euZ8h/5SCp2U6/ir173ppdunn/y5xXn9Gin7tPtO/DfXd4y//Jt1cd9jPiCxHQfXLGJafoqLbzqnBPXGuYMy7yVLpglxqgpJg7pPq4Bxj2I8q5t5NaejQT7Fs8q8mbFI71ZVs5UWOCsvHe/bcRziOELK1MDNrkvbSZ6RSR6XNmlkOUZrQRxGRDogDDVEPmEUMvTTdMiZZ5i87Y2T+gffOJ1MVrSppWKlad13dKX8jive8LXPjhO/fiee83dswWR81zfddMC44opDMUgOXfu8n1qc7v6XnQt6uwCeWkqSz9/Skx/72w1xzyMBCrDsPKaRYFnOiJA7CALK5TKDwYBarUa326VcLuN5HoVCAd8PcF13FEgTgtGD832ffD5Pr9ejVCrRbrep1Wo0m81RXGNqaop6vc7k5CTNZpNarUan06FUKtHv90djGKf5y1Sg67oMh0NKpRKdToeJiQkajQZTU1O0Wq1T+mg0GqOMcqVSodPpUCgU0nTKprudLh42QwbGKNvfH/SxLZvhYIhpSoaBh1Z5ojAAfM7f5fCWqxb0K75LqnN2WoaZSI733VYvmv79C99Y/hOWrvO0PmjAdUqIZyYR/6l/5ndywaQDS72ogwev00J8/U+v/v3XX//6Z63+4kQu+YE924PJn3hLmTe+qhJ/5kst42Of7Iqv3z0gQhOECVKmeaEojPA22cKyQqAoCkmSeNONVCSbLCsp0wgjSWRZ1ohBJWMFyep2MkaVLDmXXT/O+pF9zthSsjc/+3fW9niCL0uqjqc/xqvznubBVCRJBDzNWC9EKiGzbH8YBSiVEPohKkkIwgA/EJvF4R0uvSDPm1+7Xb/h5aVkZw1TOoax3HAGrb79N5/5cvi7v/r7XzwsBPzttd9efOVfRcJ8q0Dfplhc3DF57D9PFfQPbq+FNdMMONZQ8c23J/KzX2qLr36tI5rtFI7DsQ1sUyAtF4G5+TATpCnTLSVGumNAyBQOxBCn5nu20v1tLUA6HZno6ZjdTvWuTuWkHidAHU95bG0zu06psbqbTbY6rTQq8VGxJokhTkKUThdSHIEX+EBCqWhw4LlFXvuKSfW8Z+XUWdu1KRNYbeRaJ9vGR9aj6T/77u/+3BNjtdnqdKUJ/+YXTKamuOmAkfn8v3/1gW0vu1L/cNkY/tjuKW/esBJaHTi8lMTXf7FtfOHmofjmgwPiOM35W076BjqWhY4SCk4BPw5xcrm0aNw007IGrbAsmzAMKRQKI3WWqaJMbdTr9VNC6xsbGyN1UqlURpwEvu9j2/aoRjbzznK5HP1+n3K5TKvVolarsbGxwczMDOvr60xNTbG+vs709DQbGxtj6YYyvV4f13VSICLDJE4g0WEaiAsDFDFRkEKBIDQX7Xd5yXMc/drXLagzd0o5V1YCDU8tu436oPDXX7i3865rfuWBpazo7Z03HVL/t0btv/qCOWXhXIcUV6V4WO9//9vnn73zm99bKg5+oJTTF8xUtKsNwdENK7n19g733ufLL99cF48ejgkTRkBAeUcghEwjwVpj2lZaNrlJgKW0SlMBm0ZnFEbk8jl83yeXe/roeR65XI4gSO2hIAieUSmYGtcauVlikRm6WXg+CPzNRZr+djhMwwGDwSA9Doe4jjNyp1O7SBJHEUILEiXwIh+dpPutbAN277C44nkL+tJLE/WSF7h612TJRAds+DHrvdJDXi/3vpN+7ROve92nlwH0tQeNdz50nf7nXij/4gvmW0kcEFx/7RX7t01Zv5QXSy/fNa8W3LyNN0w4uabV0aPoz920Jm69L5CHj0TUW/4oImCYBpZlIDEwTI0UBlKkm9HkZimBlKSFVyLdjD+2TWJUDDVSO+LpgJrWejNHlRY/CTEWtNu0O5R6Wj3JTTtFaY1ScZq2QKcARFqiVJRmkSNNHGuyvMZk2WT3zgKXXGjoV7+0ovbtdMTClC2L1RgVSJ5cFu2Q6pcfPd5878EfuPoWuCrJ1P3llx9KvpMG7b/JBXPKwuGgHLfir776QPV1L+J1idd+6/Ss86yJSi9XdDRxJGgNLHXnNwfqocf74shxLb9xf1M88lTMYJDFHzUIBcJMdzCisG2TOEqTj34YkHNzeIOAYrFAf5jWwA4GfQqFEsOhRy7n4PteKpmiCMOU6ERsJjYVSQSmZeEFPm7OJRgOyeVyDIc+rmvh+SlokecPsAyTINSb5aLhyKTI5+GcXXDh/prevSOvzzvfVJddmBezOWmYTszQFzSHrrfWiO7yKf311+4p/sOv/MpXjo/bhf8aC+VffcGM/119NfKd7zwoxq36D3zg9dvOnF994dyE8bZc0t9enQr3VSoCMPAGimMnh7rRdJKnliLx9bvWxaOPBHJtQ1DvJHT7EVHyzNsTQqCNlPxLCIEhJGiQwkj3PAuN1glCGinOtYiQIrWl0hLHMHUFlUYrSRKltSypQXuqnWkYUCta1Ioms9OCs/a66tmX1fR5Zwo9W8HYNm8Lt2pCLPG8mJPryQpy8qHjJ5MPPdWxb3n7229eytrT+qBx3XXXcdVV/LMZs/+uFszWOM4z36C3W3d+beOVbrB+YTzsXjE3L5+ds6xCtRSDERH0NZ4KdW/oJo88HPPEkQ7LjVguN5Sor0OrHYpGx6fdiej1wfP5Jyp8yfgv3RyUC4JayWGibDJVNfTMrEu1KvSOaanO3mdw1p4c5bxj5F0t3HwMsUm3bxEgBsdP9g+7ZvFTA1148i++uPa5D/zR4/Wtc3HTv4Ah++92wTxD6px7UHBwv84iyNnfJ//6tduNsLWt7Axev+9sua/Tjy+xTbbNz8a4ttq0RSRJENBvGbQ6iWoPNd2hZjjUehBo4SeCRjOivhogpRCGNMQwkCwtt5DCTG0XFTI7W6ZYkKhYg4yYmDBUteqQdyR5F13MIcp5k3IBUasJUSpbmDakRJeSOAlZXY9QsXPYyRWPHluK724OBp/Ml/ctHXjF9UubEJyjaDnXPSz+JY3Y/9csmK3j1NcelEyvC06nv+cvzX/w14r7X3nF9L7lk09dJJQxo1R8wcS02l12lO0a0jUNhSkVlq3TCnMtiBJFpPRmpDXdVRbFCVqZaBKENDGkwDCGiCSHBpxcgCEtDO0gRMrnGCiIA4mKnb7vmzSbg7oW6uZY1XrTC9V77/6G//jr3/6i2+Ca+HR7wG7aBET417JL/t+4YJ4hfc4996CYnl4Xl18+o79VRPPWW39+cdaoFx58aOm8nN3DNP2ckDyrWCqft7DgTphyiKmVGPpqxg/iBRKtTWkI0BjmkCQyUUKmuxeUiZQqKFXMhwUVjhzphYPAuyvw1cNmzlrrD53wOZdefP9wWNQ/8p8/2jp0aKN/GpUruemAvG7jkH7oIfQ116D/tW2Sb/fv/wHboQWbcbQolAAAAABJRU5ErkJggg==" alt="Renzo-ArtHome" style="height:46px !important;width:auto !important"></p>
<div class="mxa-firm"><b>Renzo-ArtHome</b>Tavola A.C-01 &middot; fuori scala</div>
</div></div>
<div class="mxa-h">1. La casa e il terreno</div>
<div class="mxa-grid">
<div class="mxa-sl t-casa"><label for="mxa-sotto">Sotto il piano di campagna c&rsquo;&egrave;</label> <select id="mxa-sotto"><option value="niente">niente: solo la fondazione</option><option value="vespaio">un vespaio o un&#8217;intercapedine</option><option value="servizio">cantina o garage, non abitati</option><option value="abitato">un locale abitato o usato ogni giorno</option></select></div>
<div class="mxa-sl t-terra"><label for="mxa-terreno">Il terreno intorno &egrave;</label> <select id="mxa-terreno"><option value="ghiaia">ghiaioso o sabbioso: l&#8217;acqua sparisce in fretta</option><option value="misto">misto: l&#8217;acqua se ne va piano</option><option value="argilla">limoso o argilloso: l&#8217;acqua resta</option></select></div>
<div class="mxa-sl t-acqua"><label for="mxa-falda">L&rsquo;acqua nel terreno</label> <select id="mxa-falda"><option value="mai">non l&#8217;ho mai vista</option><option value="bassa">sotto il piano di posa della fondazione</option><option value="vicina">arriva entro 0,25 m dal pavimento pi&#249; basso</option><option value="alta">arriva al pavimento, o lo supera</option></select></div>
<div class="mxa-sl t-rec"><label for="mxa-recapito">Il recapito disponibile</label> <select id="mxa-recapito"><option value="lotto">dispersione nel mio terreno</option><option value="bianca">rete pubblica delle acque bianche</option><option value="corpo">fosso, rio o corso d&#8217;acqua</option><option value="consorzio">canale di bonifica consortile</option><option value="strada">fosso o cunetta stradale</option><option value="nera">solo la fognatura nera o mista</option><option value="nessuno">non lo so ancora</option></select></div></div>
<div class="mxa-h">2. Che cosa si vede adesso, fuori</div>
<div class="mxa-grid">
<div class="mxa-sl t-terra"><label for="mxa-pendenza">Il terreno nei primi due metri</label> <select id="mxa-pendenza"><option value="giusta">scende: almeno 10 cm su due metri</option><option value="piana">quasi piana</option><option value="contro">pende verso casa</option></select></div>
<div class="mxa-sl t-acqua"><label for="mxa-pluviali">I pluviali del tetto</label> <select id="mxa-pluviali"><option value="lontano">scaricano lontano dal muro</option><option value="piede">scaricano al piede del muro</option><option value="dreno">sono collegati al tubo drenante</option></select></div>
<div class="mxa-sl t-casa"><span class="mxa-chk"><input type="checkbox" id="mxa-scavo" checked> <label for="mxa-scavo" style="display:inline;margin:0">Si pu&ograve; scavare lungo il perimetro</label></span></div>
<div class="mxa-sl t-rec"><span class="mxa-chk"><input type="checkbox" id="mxa-inv"> <label for="mxa-inv" style="display:inline;margin:0">Sto impermeabilizzando superfici (vialetto, posto auto)</label></span></div></div>
<div class="mxa-display">
<div class="mxa-dcell">
<div class="mxa-dl">che cosa serve</div>
<div class="mxa-dv" id="mxa-liv">basta il primo tempo</div>
<div class="mxa-dn" id="mxa-livn">sotto il piano di campagna non c&#8217;&#232; niente da proteggere e il terreno drena da solo</div>
</div>
<div class="mxa-dcell">
<div class="mxa-dl">da dove si comincia</div>
<div class="mxa-dv2" id="mxa-primo">aprire i pozzetti</div>
<div class="mxa-dn" id="mxa-primon">e guardare il fondo: se c&#8217;&#232; fango, la linea sta depositando</div>
</div></div>
<div class="mxa-card" id="mxa-ordine" style="--cc:#2e7d32">
<div class="mxa-ct">L&#8217;ordine dei lavori</div>
<ol>
<li>aprire i pozzetti esistenti, guardare il fondo e liberare le bocche di lupo</li>
<li>aspettare una stagione di piogge e rivedere che cosa resta bagnato</li>
</ol>
</div>
<div class="mxa-card" id="mxa-recap" style="--cc:#a06a00">
<div class="mxa-ct">Il recapito, e il titolo che serve</div>
<dl>
<dt>recapito</dt>
<dd>dispersione nel mio terreno</dd>
<dt>titolo</dt>
<dd>nessun titolo statale dedicato, ma il decreto 152/2006 vieta lo scarico sul suolo salvo eccezioni e l&#8217;immissione diretta in falda: la strada la aprono la norma regionale e il regolamento comunale</dd>
<dt>da sapere</dt>
<dd>il pozzo perdente non si fa entro 5 metri da edifici e strade, e va dimensionato con la prova di percolazione</dd>
<dt>invarianza</dt>
<dd>nessun obbligo di invarianza se non si impermeabilizzano nuove superfici; restano le regole locali</dd>
</dl>
</div>
<div class="mxa-card" id="mxa-errore" style="--cc:#b23b3b">
<div class="mxa-ct">L&#8217;errore pi&#249; probabile, in questa situazione</div>
<dl>
<dt>attenzione a</dt>
<dd>posare tutto bene e non aprire pi&#249; i pozzetti: la linea si interra in silenzio</dd>
</dl>
</div>
<div class="mxa-riga"><b>In una riga:</b> intorno a una casa l&rsquo;acqua si tratta in tre tempi, e l&rsquo;ordine non &egrave; invertibile: prima si allontana quella che arriva, poi si intercetta quella che scende nel terreno, e solo alla fine si ferma quella che resta.</div>
<div class="mxa-lim"><b>I limiti di questa lettura, per iscritto</b> </p>
<ul>
<li>Questa tavola ordina le domande: non sostituisce il rilievo, la misura del livello dell&#8217;acqua e il progetto.</li>
<li>Le soglie citate vengono da documenti stranieri pubblici (Approved Document C e H, codice canadese, codice americano): in Italia non esiste una norma nazionale che prescriva pendenze del terreno o distanze di scarico dei pluviali.</li>
<li>Il recapito e il titolo dipendono dal comune, dalla regione e dal gestore del servizio idrico: qui c&#8217;&#232; l&#8217;ordine di priorit&#224; e il tipo di titolo, non la risposta del tuo sportello.</li>
<li>Il divieto di immettere acque di drenaggio in fognatura nera o mista &#232; scritto per nome in alcune regioni e non in altre: va verificato sul regolamento del gestore.</li>
<li>La scelta della ghiaia e del tessuto dipende dalla granulometria del terreno, che si misura: i criteri sono nell&#8217;articolo.</li>
</ul>
</div>
<div class="mxa-nota">Tavola A.C-01 di Renzo-ArtHome, a corredo dell&#8217;articolo &#8220;Impermeabilizzare il muro &#232; l&#8217;ultima mossa, non la prima&#8221;. La regola di questa tavola &#232; scritta due volte, in JavaScript e in Python, e i collaudi le confrontano su tutte le combinazioni. Rappresentazione fuori scala.</div></div>
</div>
<p> <script src="data:text/javascript;charset=utf-8;base64,;(function () {
  "use strict";
  var D = {"sotto": [{"id": "niente", "nome": "niente: solo la fondazione"}, {"id": "vespaio", "nome": "un vespaio o un'intercapedine"}, {"id": "servizio", "nome": "cantina o garage, non abitati"}, {"id": "abitato", "nome": "un locale abitato o usato ogni giorno"}], "terreno": [{"id": "ghiaia", "nome": "ghiaioso o sabbioso: l'acqua sparisce in fretta"}, {"id": "misto", "nome": "misto: l'acqua se ne va piano"}, {"id": "argilla", "nome": "limoso o argilloso: l'acqua resta"}], "falda": [{"id": "mai", "nome": "non l'ho mai vista"}, {"id": "bassa", "nome": "sotto il piano di posa della fondazione"}, {"id": "vicina", "nome": "arriva entro 0,25 m dal pavimento pi\u00f9 basso"}, {"id": "alta", "nome": "arriva al pavimento, o lo supera"}], "recapiti": [{"id": "lotto", "nome": "dispersione nel mio terreno", "titolo": "nessun titolo statale dedicato, ma il decreto 152/2006 vieta lo scarico sul suolo salvo eccezioni e l'immissione diretta in falda: la strada la aprono la norma regionale e il regolamento comunale", "nota": "il pozzo perdente non si fa entro 5 metri da edifici e strade, e va dimensionato con la prova di percolazione"}, {"id": "bianca", "nome": "rete pubblica delle acque bianche", "titolo": "allacciamento secondo il regolamento del gestore del servizio idrico", "nota": "\u00e8 la strada pi\u00f9 semplice: il gestore indica il punto e le condizioni dell'allacciamento"}, {"id": "corpo", "nome": "fosso, rio o corso d'acqua", "titolo": "autorizzazione allo scarico, di regola dalla provincia, pi\u00f9 nulla osta idraulico dell'ente competente", "nota": "sono due titoli diversi e uno non sostituisce l'altro"}, {"id": "consorzio", "nome": "canale di bonifica consortile", "titolo": "licenza o concessione del consorzio di bonifica (R.D. 368/1904, articoli 136 e 138)", "nota": "il titolo consortile \u00e8 diverso dall'autorizzazione allo scarico: possono servire entrambi"}, {"id": "strada", "nome": "fosso o cunetta stradale", "titolo": "concessione dell'ente proprietario della strada (Codice della strada, articoli 15 e 26)", "nota": "senza concessione, incanalare acque di qualunque natura nei fossi stradali \u00e8 vietato"}, {"id": "nera", "nome": "solo la fognatura nera o mista", "titolo": "dipende dal regolamento del gestore: in diverse regioni \u00e8 vietato per nome, con deroga a domanda", "nota": "l'acqua di drenaggio in fognatura nera \u00e8 una acqua parassita: diluisce il liquame e riempie i collettori"}, {"id": "nessuno", "nome": "non lo so ancora", "titolo": "da individuare prima di posare il tubo", "nota": "finch\u00e9 il recapito non c'\u00e8, il drenaggio non si progetta e non si posa"}], "pendenze": [{"id": "giusta", "nome": "scende: almeno 10 cm su due metri"}, {"id": "piana", "nome": "quasi piana"}, {"id": "contro", "nome": "pende verso casa"}], "pluviali": [{"id": "lontano", "nome": "scaricano lontano dal muro"}, {"id": "piede", "nome": "scaricano al piede del muro"}, {"id": "dreno", "nome": "sono collegati al tubo drenante"}], "regole": {"liv": {"primo": "basta il primo tempo", "rivaluta": "primo tempo, poi si rivaluta", "dreno": "primo tempo e drenaggio", "progetto": "serve un progetto"}, "perche": {"solo_primo": "non ci sono spazi da proteggere sotto quota, e il terreno non trattiene", "niente_sotto": "sotto il piano di campagna non c'\u00e8 niente da proteggere e il terreno drena da solo", "falda_alta": "la falda arriva al pavimento: il dreno da solo non basta, e la dispersione nel lotto non \u00e8 ammessa", "falda_vicina": "la falda pu\u00f2 salire entro 0,25 m dal pavimento pi\u00f9 basso: \u00e8 la soglia dell'Approved Document C", "argilla_sottoquota": "c'\u00e8 uno spazio utilizzabile sotto quota e il terreno non drena da solo", "vespaio_argilla": "il vespaio sta in un terreno che trattiene acqua: va intercettata prima che arrivi", "primo_rotto": "il primo tempo non \u00e8 a posto: l'acqua del tetto o del terreno torna verso il muro", "sottoquota_dubbio": "c'\u00e8 uno spazio sotto quota, ma il terreno drena: si corregge il primo tempo e si guarda che cosa resta", "niente_scavo": "serve intercettare l'acqua, ma non si pu\u00f2 scavare lungo il perimetro"}, "primo": {"stacca": "staccare il pluviale dal dreno", "pluviali": "prolungare i pluviali", "pendenza": "correggere la pendenza", "piana": "misurare la pendenza", "misura": "misurare il livello dell'acqua", "pozzetti": "aprire i pozzetti"}, "primon": {"stacca": "il dreno serve a togliere acqua dal muro, non a portargliene", "pluviali": "fuori dalla fascia di terreno addossata alla fondazione", "pendenza": "il terreno deve scendere allontanandosi dal muro", "piana": "con asta da due metri e livella, in almeno quattro punti per lato", "misura": "in un pozzetto di prova, e in stagioni diverse", "pozzetti": "e guardare il fondo: se c'\u00e8 fango, la linea sta depositando"}, "passi": {"stacca": "staccare il pluviale dal tubo drenante e portarlo a uno scarico proprio", "pluviali": "prolungare i pluviali fino a scaricare fuori dalla fascia addossata alla fondazione", "pendenza": "correggere le quote del terreno e delle superfici pavimentate, e sigillare le fughe", "pozzetti": "aprire i pozzetti esistenti, guardare il fondo e liberare le bocche di lupo", "aspetta": "aspettare una stagione di piogge e rivedere che cosa resta bagnato", "falda": "misurare il livello dell'acqua in un pozzetto di prova, in stagioni diverse", "dreno": "progettare e posare il dreno perimetrale con la sua fascia filtrante, i pozzetti e il recapito", "progetto": "affidare a un progettista la scelta fra drenaggio, intercapedine e soluzioni dall'interno"}, "rec": {"lotto_falda": "con la falda al pavimento la dispersione nel lotto non \u00e8 praticabile: il pozzo non deve mai pescare nell'acqua", "lotto_argilla": "in terreno argilloso la dispersione \u00e8 lenta: la prova di percolazione dir\u00e0 se \u00e8 praticabile", "nessuno_serve": "qui il recapito serve davvero: va individuato e autorizzato prima di posare il tubo"}, "err": {"pluv_dreno": "il pluviale collegato al dreno manda al piede del muro tutta l'acqua del tetto in pochi minuti", "senza_recapito": "posare il tubo senza sapere dove finisce l'acqua: \u00e8 la spesa che si rif\u00e0 due volte", "nera": "collegare il dreno alla fognatura nera o mista senza chiedere al gestore, e senza il sifone all'innesto", "disperdere_falda": "disperdere nel terreno dove l'acqua \u00e8 gi\u00e0 alta: il pozzo si riempie e non scarica", "ghiaia_argilla": "usare una ghiaia comune contro un terreno fine: i fini entrano nei vuoti e la fascia smette di drenare", "contropendenza": "rifare il giardino senza correggere le quote: l'acqua torna al muro il primo temporale", "pluv_piede": "lasciare il pluviale che scarica al piede, e impermeabilizzare il muro lo stesso", "interno": "lavorare solo dall'interno senza togliere l'acqua che arriva da fuori", "manutenzione": "posare tutto bene e non aprire pi\u00f9 i pozzetti: la linea si interra in silenzio"}, "inv": {"si": "dove vige l'invarianza idraulica, impermeabilizzare superfici obbliga a dimostrare che la portata in uscita non aumenta: soglie diverse da regione a regione", "no": "nessun obbligo di invarianza se non si impermeabilizzano nuove superfici; restano le regole locali"}}};

  function trova(lista, id) {
    var k;
    for (k = 0; k < lista.length; k++) { if (lista[k].id === id) { return lista[k]; } }
    return lista[0];
  }

  function valuta(sotto, terreno, falda, recapito, pendenza, pluviali, scavo, inv) {
    var R = D.regole, r = {};
    var sottoquota = (sotto === "servizio" || sotto === "abitato");
    var primoRotto = (pendenza === "contro" || pluviali === "piede" || pluviali === "dreno");

    r.liv = R.liv.primo;
    r.perche = R.perche.solo_primo;

    if (sottoquota && falda === "alta") {
      r.liv = R.liv.progetto;
      r.perche = R.perche.falda_alta;
    } else if (sottoquota && falda === "vicina") {
      r.liv = R.liv.dreno;
      r.perche = R.perche.falda_vicina;
    } else if (sottoquota && terreno === "argilla") {
      r.liv = R.liv.dreno;
      r.perche = R.perche.argilla_sottoquota;
    } else if (sotto === "vespaio" && terreno === "argilla" && falda !== "mai") {
      r.liv = R.liv.dreno;
      r.perche = R.perche.vespaio_argilla;
    } else if (sotto === "niente" && terreno === "ghiaia") {
      r.liv = R.liv.primo;
      r.perche = R.perche.niente_sotto;
    } else if (primoRotto) {
      r.liv = R.liv.rivaluta;
      r.perche = R.perche.primo_rotto;
    } else if (sottoquota) {
      r.liv = R.liv.rivaluta;
      r.perche = R.perche.sottoquota_dubbio;
    }

    if (r.liv === R.liv.dreno && !scavo) {
      r.liv = R.liv.progetto;
      r.perche = R.perche.niente_scavo;
    }

    if (pluviali === "dreno") {
      r.primo = R.primo.stacca;
      r.primon = R.primon.stacca;
    } else if (pluviali === "piede") {
      r.primo = R.primo.pluviali;
      r.primon = R.primon.pluviali;
    } else if (pendenza === "contro") {
      r.primo = R.primo.pendenza;
      r.primon = R.primon.pendenza;
    } else if (pendenza === "piana") {
      r.primo = R.primo.piana;
      r.primon = R.primon.piana;
    } else if (r.liv === R.liv.progetto) {
      r.primo = R.primo.misura;
      r.primon = R.primon.misura;
    } else {
      r.primo = R.primo.pozzetti;
      r.primon = R.primon.pozzetti;
    }

    r.passi = [];
    if (pluviali === "dreno") { r.passi.push(R.passi.stacca); }
    if (pluviali !== "lontano") { r.passi.push(R.passi.pluviali); }
    if (pendenza !== "giusta") { r.passi.push(R.passi.pendenza); }
    r.passi.push(R.passi.pozzetti);
    if (r.liv === R.liv.dreno || r.liv === R.liv.progetto) { r.passi.push(R.passi.falda); }
    if (r.liv === R.liv.dreno) { r.passi.push(R.passi.dreno); }
    if (r.liv === R.liv.progetto) { r.passi.push(R.passi.progetto); }
    if (r.liv === R.liv.primo || r.liv === R.liv.rivaluta) { r.passi.push(R.passi.aspetta); }

    var rec = trova(D.recapiti, recapito);
    r.rec_nome = rec.nome;
    r.rec_titolo = rec.titolo;
    r.rec_nota = rec.nota;
    if (recapito === "lotto" && terreno === "argilla") { r.rec_nota = R.rec.lotto_argilla; }
    if (recapito === "lotto" && falda === "alta") { r.rec_nota = R.rec.lotto_falda; }
    if (recapito === "nessuno" && (r.liv === R.liv.dreno || r.liv === R.liv.progetto)) { r.rec_nota = R.rec.nessuno_serve; }

    if (pluviali === "dreno") { r.errore = R.err.pluv_dreno; }
    else if (recapito === "nessuno") { r.errore = R.err.senza_recapito; }
    else if (recapito === "nera") { r.errore = R.err.nera; }
    else if (recapito === "lotto" && falda === "alta") { r.errore = R.err.disperdere_falda; }
    else if (terreno === "argilla" && r.liv !== R.liv.primo) { r.errore = R.err.ghiaia_argilla; }
    else if (pendenza === "contro") { r.errore = R.err.contropendenza; }
    else if (pluviali === "piede") { r.errore = R.err.pluv_piede; }
    else if (!scavo) { r.errore = R.err.interno; }
    else { r.errore = R.err.manutenzione; }

    r.inv = inv ? R.inv.si : R.inv.no;
    return r;
  }

  function esc(s) {
    return String(s).replace(/&/g, "&amp;").replace(/</g, "&lt;").replace(/>/g, "&gt;");
  }

  function aggiorna() {
    var sotto = document.getElementById("mxa-sotto").value;
    var terreno = document.getElementById("mxa-terreno").value;
    var falda = document.getElementById("mxa-falda").value;
    var recapito = document.getElementById("mxa-recapito").value;
    var pendenza = document.getElementById("mxa-pendenza").value;
    var pluviali = document.getElementById("mxa-pluviali").value;
    var scavo = document.getElementById("mxa-scavo").checked;
    var inv = document.getElementById("mxa-inv").checked;
    var r = valuta(sotto, terreno, falda, recapito, pendenza, pluviali, scavo, inv);

    document.getElementById("mxa-liv").innerHTML = esc(r.liv);
    document.getElementById("mxa-livn").innerHTML = esc(r.perche);
    document.getElementById("mxa-primo").innerHTML = esc(r.primo);
    document.getElementById("mxa-primon").innerHTML = esc(r.primon);

    var ol = "", i;
    for (i = 0; i < r.passi.length; i++) { ol += "<li>" + esc(r.passi[i]) + "</li>"; }
    document.getElementById("mxa-ordine").innerHTML =
      '<div class="mxa-ct">L\u2019ordine dei lavori</div><ol>' + ol + "</ol>";

    document.getElementById("mxa-recap").innerHTML =
      '<div class="mxa-ct">Il recapito, e il titolo che serve</div><dl>'
      + "<dt>recapito</dt><dd>" + esc(r.rec_nome) + "</dd>"
      + "<dt>titolo</dt><dd>" + esc(r.rec_titolo) + "</dd>"
      + "<dt>da sapere</dt><dd>" + esc(r.rec_nota) + "</dd>"
      + "<dt>invarianza</dt><dd>" + esc(r.inv) + "</dd></dl>";

    document.getElementById("mxa-errore").innerHTML =
      '<div class="mxa-ct">L\u2019errore pi\u00f9 probabile, in questa situazione</div><dl>'
      + "<dt>attenzione a</dt><dd>" + esc(r.errore) + "</dd></dl>";
  }

  var ids = ["mxa-sotto", "mxa-terreno", "mxa-falda", "mxa-recapito", "mxa-pendenza",
             "mxa-pluviali", "mxa-scavo", "mxa-inv"], j;
  for (j = 0; j < ids.length; j++) {
    var el = document.getElementById(ids[j]);
    if (el) { el.addEventListener("change", aggiorna); el.addEventListener("input", aggiorna); }
  }
  window.MXA_TAVOLA = { valuta: valuta, D: D, aggiorna: aggiorna };
  aggiorna();
})();
"></script> </div>
<p> <!--/mxTAVOLA--></p>
<p style="font-size:14px;color:#555">Tutte le tavole interattive: <a href="https://www.renzo-arthome.com/calcolatori/">I calcolatori</a>.</p>
<h2 id="in-sintesi">In sintesi</h2>
<p>1. <strong>Intorno a una casa l&#8217;acqua si tratta in tre tempi, e l&#8217;ordine non è invertibile</strong>: prima si allontana quella che arriva, poi si intercetta quella che scende nel terreno, e solo alla fine si ferma quella che resta. 2. <strong>Il tetto è il più grande spostamento d&#8217;acqua che avviene intorno a un edificio.</strong> Un tetto da cento metri quadrati, con l&#8217;intensità di riferimento del documento inglese, scarica circa 84 litri al minuto in pochi punti. 3. <strong>Il pluviale non si collega mai al tubo drenante</strong>, e non si fa percolare l&#8217;acqua del tetto nel terreno addossato alla fondazione: lo prescrive il rapporto americano sul controllo dell&#8217;acqua nelle fondazioni. 4. <strong>Il terreno deve scendere allontanandosi dal muro di cinque centimetri al metro sui primi tre metri</strong>, secondo il codice residenziale americano: dieci centimetri su due metri. Sulle superfici pavimentate il codice americano chiede il due per cento, dentro l&#8217;eccezione, e la norma inglese l&#8217;uno e sessantasette per cento. 5. <strong>La pendenza si misura, non si stima</strong>: asta da due metri e livella, in almeno quattro punti per lato. Dieci centimetri di dislivello su due metri sono il cinque per cento. 6. <strong>Il drenaggio non serve sempre.</strong> Serve dove la falda può salire entro 0,25 metri dal pavimento più basso, o dove c&#8217;è uno spazio utilizzabile sotto quota e il terreno non drena da solo. 7. <strong>La quota del tubo decide tutto</strong>: la sua generatrice superiore sta sotto il fondo del pavimento interrato, perché il dreno deve tenere l&#8217;acqua più in basso di quanto la capillarità riesca a risalire. 8. <strong>La pendenza del tubo non è un numero fine a sé stesso: è una velocità.</strong> Fra 0,15 metri al secondo, sotto i quali il tubo si interra, e i massimi che erodono il terreno. 9. <strong>La ghiaia giusta dipende dal terreno</strong>: i grani più fini del filtro non devono superare nove volte i grani più grossi del terreno da proteggere. Per un limo fine, la ghiaia comune da drenaggio è troppo grossa. 10. <strong>Il riempimento permeabile contro il muro funziona solo se è chiuso sopra e drenato sotto.</strong> Se manca una delle due cose, raccoglie acqua e la consegna alla fondazione. 11. <strong>Un drenaggio senza recapito non esiste.</strong> I recapiti, in ordine: dispersione nel proprio lotto, rete bianca, corso d&#8217;acqua, canale consorziale, fosso stradale; la fognatura nera o mista per ultima, e in diverse regioni è vietata per nome. 12. <strong>Ogni recapito ha il suo titolo</strong>, e sono titoli diversi che non si sostituiscono a vicenda: autorizzazione allo scarico, nulla osta idraulico, licenza consortile, concessione dell&#8217;ente proprietario della strada. 13. <strong>Se la linea finisce in una fognatura mista, tutte le bocche vanno sifonate</strong>, e il sifone funziona solo se resta pieno d&#8217;acqua. 14. <strong>I punti deboli sono sempre gli stessi</strong>: i passaggi degli impianti, le bocche di lupo, le rampe e i punti bassi. 15. <strong>Senza pozzetti non c&#8217;è manutenzione</strong>, e senza manutenzione il dreno si interra. Il lavaggio si fa a pressione media, fra 20 e 35 bar: sopra i 100 bar si destabilizza il terreno intorno al tubo. 16. <strong>Allontanare l&#8217;acqua non è un assoluto.</strong> Su torbe, su terreni organici e su fondazioni a pali di legno, abbassare l&#8217;acqua è il danno.</p>
<h2 id="dal-cantiere">Dal cantiere</h2>
<p>Quando si apre uno scavo lungo un muro che si bagna, mi colpisce sempre quanto poco c&#8217;entri il muro. Si trova quasi sempre un lavoro fatto con impegno, prodotti comprati, giornate spese: e si trova, accanto, un pluviale che scarica a venti centimetri dalla fondazione e un prato che pende verso casa. Il lavoro è stato fatto nel posto sbagliato.</p>
<p>Il giro sotto la pioggia lo consiglio più spesso di ogni altra cosa, e quasi nessuno lo fa. Non serve niente: un impermeabile, mezz&#8217;ora, un telefono per le fotografie. In mezz&#8217;ora si vede dove l&#8217;acqua va davvero, e quasi sempre va da un&#8217;altra parte rispetto a quello che si pensava. E si scopre, di solito, che due o tre correzioni da poche giornate tolgono la maggior parte del problema.</p>
<p>L&#8217;altra cosa che ho imparato a chiedere prima di ogni altra, quando qualcuno mi dice che ha un drenaggio, è dove finisce. Molte volte la risposta non c&#8217;è: il tubo è stato posato, la ghiaia versata, il giardino rifatto, e nessuno sa dire dove vada l&#8217;acqua né chi abbia autorizzato quel recapito. In quei casi il drenaggio esiste sul preventivo, non nel terreno.</p>
<p>Infine i pozzetti. Quando ci sono, quasi sempre nessuno li ha più aperti dal giorno della posa. Aprirli è il modo più economico di sapere se un impianto lavora: se sul fondo c&#8217;è fango, la linea sta depositando e qualcosa, a monte, non va.</p>
<h2 id="domande-frequenti">Domande frequenti</h2>
<p><strong>Devo per forza fare il drenaggio intorno a casa?</strong><br />No. Il drenaggio perimetrale serve dove c&#8217;è uno spazio utilizzabile sotto il piano di campagna e il terreno non drena da solo, o dove la falda può salire entro 0,25 metri dal pavimento più basso, secondo il documento tecnico inglese. Se sotto quota non c&#8217;è niente da proteggere e il terreno è ghiaioso, spesso basta correggere pendenze e pluviali. E un dreno posato vicino alla fondazione, avverte l&#8217;ente pubblico inglese che si occupa di edifici storici, può perfino concentrare l&#8217;acqua alla base dei muri.</p>
<p><strong>Posso collegare il tubo del drenaggio alla fognatura?</strong><br />Dipende da quale fognatura e da dove si è. Nella rete bianca, di regola sì, con il consenso del gestore. Nella nera o nella mista è l&#8217;ultima scelta possibile, e in diverse regioni è vietata per nome: in Lombardia per regolamento regionale, in Veneto per il piano di tutela delle acque, in Alto Adige per il regolamento del gestore, con deroghe che vanno chieste e a volte pagate. In Toscana, nel regolamento letto per intero, un divieto per nome non c&#8217;è. La ragione tecnica è che quell&#8217;acqua è una «acqua parassita»: diluisce il liquame e riempie i collettori. Prima di posare il tubo, la domanda va fatta al gestore del servizio idrico.</p>
<p><strong>Perché dalla fognatura potrebbero uscire odori in giardino?</strong><br />Perché un collegamento fra una rete esterna e una fognatura nera o mista, se non è sifonato, mette in comunicazione l&#8217;aria della fognatura con l&#8217;aperto. Il documento inglese prescrive il sifone su ogni punto di immissione «per impedire che l&#8217;aria della rete entri nell&#8217;edificio», con un battente minimo di 25 millimetri, e chiede sifoni su tutte le bocche quando una rete di acque superficiali è collegata a una fognatura mista; un regolamento italiano chiede l&#8217;interruzione idraulica anche per le caditoie dei cortili. Il sifone però lavora solo se resta pieno: un rapporto ufficiale del governo di Hong Kong ha documentato che i sifoni asciutti perdono la funzione di tenuta e lasciano passare aria. Che questo accada anche su una linea di drenaggio che scorre solo quando piove è un ragionamento mio, non una notizia che ho trovato scritta.</p>
<p><strong>Che cosa succede se la fognatura va in pressione durante un temporale?</strong><br />L&#8217;acqua può tornare indietro. Il documento inglese ricorda che le fognature miste e quelle bianche sono progettate per andare in pressione con le piogge forti. Nei siti bassi va sentito il gestore. Per gli interrati con apparecchi sanitari, dove il rischio è alto si pompa; dove è basso si mette una valvola antiriflusso, meglio se a doppia valvola e con comando manuale. Dietro la valvola va solo la parte a rischio. I regolamenti italiani lo dicono a modo loro: il gestore non risponde dei danni da rigurgito dentro la proprietà privata.</p>
<p><strong>Quanto deve pendere il terreno intorno alla casa?</strong><br />Il codice residenziale americano chiede almeno 152 millimetri di caduta entro i primi 3.048, cioè il cinque per cento sui primi tre metri: cinque centimetri sul primo metro, dieci su due. Sulle superfici impermeabili entro tre metri chiede il due per cento, e lo chiede dentro l&#8217;eccezione. Il documento inglese, per le pavimentazioni, chiede almeno 1:60 e non più di 1:40 in senso trasversale. I manuali italiani dell&#8217;Ottocento davano fra uno e due centimetri al metro.</p>
<p><strong>Dove deve scaricare il pluviale?</strong><br />Lontano dalla fondazione, e mai dentro il tubo drenante. Il numero dei cinque piedi, cioè 1,52 metri, viene dal codice americano ma vale per le zone con terreni espansivi o collassabili: non è una regola generale. La regola generale, quella sì senza condizioni, è che il pluviale non si collega al dreno di fondazione. E in Italia l&#8217;articolo 908 del Codice civile obbliga comunque a far scolare l&#8217;acqua nel proprio terreno, non su quello del vicino.</p>
<p><strong>Posso fare un pozzo perdente?</strong><br />Solo a certe condizioni. Le fonti lette chiedono almeno cinque metri di distanza da edifici e strade, e che la falda non arrivi mai al fondo del pozzo in nessun momento dell&#8217;anno. Va dimensionato con una prova di percolazione, non a occhio. E va verificata la norma regionale: il decreto legislativo 152 del 2006 vieta «comunque» lo scarico o l&#8217;immissione diretta di acque meteoriche nelle acque sotterranee, e la parola che decide è «diretta».</p>
<p><strong>Che ghiaia devo usare?</strong><br />Quella che sta in rapporto con il terreno che hai. Il criterio del manuale americano dei filtri dice che i grani più fini del filtro non devono superare nove volte i grani più grossi del terreno: per un limo fine si arriva a 0,45 millimetri, per una sabbia grossa a 18. Deve inoltre essere lavata: il codice canadese definisce il limite in non più del dieci per cento di passante al setaccio da 4 millimetri.</p>
<p><strong>Il tessuto non tessuto serve sempre?</strong><br />Serve quando il terreno è fine e la ghiaia disponibile è troppo grossa per trattenerlo, che è il caso più comune. Ma non va scelto a caso: il criterio della FAO chiede che l&#8217;apertura non superi due volte e mezzo il diametro corrispondente al novanta per cento del terreno, e che in pratica non scenda sotto i 200 micrometri. Un tessuto troppo fitto si intasa e diventa una membrana.</p>
<p><strong>Ogni quanto si fa manutenzione?</strong><br />I pozzetti si aprono una volta all&#8217;anno, meglio in autunno. Dopo ogni temporale forte si guarda dove si formano le pozze e se le bocche di lupo hanno ricevuto acqua. Il lavaggio della linea, dove serve, in Olanda si fa tipicamente una volta ogni tre anni, con macchine a pressione media, fra 20 e 35 bar: l&#8217;alta pressione, sopra i 100 bar, è sconsigliata perché destabilizza il terreno intorno al tubo.</p>
<p><strong>Ho già fatto l&#8217;impermeabilizzazione e il muro si bagna ancora. Ho buttato i soldi?</strong><br />Non necessariamente. Vuol dire quasi sempre che l&#8217;acqua continua ad arrivare in quantità che quel rivestimento non può reggere. Prima di rifare l&#8217;impermeabilizzazione conviene fare il primo tempo, che costa poco, e aspettare una stagione di piogge: pluviali prolungati, contropendenze corrette, fughe sigillate, bocche di lupo liberate e collegate.</p>
<p><strong>Chi devo chiamare, e per che cosa?</strong><br />Per il primo tempo di solito basta un&#8217;impresa edile seria, e in parte lo si può fare da soli. Per il secondo e il terzo serve chi sappia misurare il livello della falda, riconoscere il terreno e individuare il recapito con il suo titolo: qui il progettista non è un lusso, perché un dreno alla quota sbagliata o senza recapito è una spesa che va rifatta.</p>
<h2 id="in-conclusione">In conclusione</h2>
<p>Quasi tutti i lavori contro l&#8217;umidità dei muri interrati partono dal punto sbagliato, che è la faccia del muro. È il punto più visibile, quello su cui si può mettere un prodotto e mostrare un preventivo. Ma è anche l&#8217;ultimo anello di una catena che comincia sul tetto e passa per il giardino.</p>
<p>La storia di questo mestiere dice la stessa cosa da duemila anni, con parole diverse: Vitruvio che chiede bocche in luogo aperto, Alberti che vuole discostare dall&#8217;edificio ogni acqua piovana, Palladio che manda l&#8217;acqua lontano dai muri, Parkes che lega la profondità del dreno alla risalita capillare, il trattato del 1859 che smonta il cemento steso dall&#8217;interno con l&#8217;immagine della diga, la prova di laboratorio del 1972 che boccia il rinfianco tradizionale. E dice anche il suo contrario, dove serve: nelle torbiere e sulle fondazioni a pali di legno l&#8217;acqua non si toglie.</p>
<p>Chi ha un muro che si bagna può cominciare domani, senza spendere niente: fare il giro della casa mentre piove, guardare dove finisce ogni pluviale, misurare da che parte pende il terreno nei primi due metri, aprire i pozzetti che trova. Sono le stesse cose che Catone chiedeva ai suoi, e restano il modo più economico di sapere che cosa serve davvero.</p>
<h2 id="nota-sui-calcoli">Nota sui calcoli</h2>
<p>I conti stanno in un file di calcolo che accompagna il testo, le tavole e la tavola interattiva, con la fonte accanto a ogni costante. Le formule, per chi vuole rifare i conti, sono queste.</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>Pendenza del terreno del codice americano: sei pollici in dieci piedi, cioè 6/120 = 5 per cento esatto. I valori metrici stampati nel codice, 152 millimetri in 3.048, danno 4,99: stesso numero letto al secondo decimale. Dislivello su una lunghezza: d = pendenza × lunghezza, quindi 5 per cento su 2 metri = 10 centimetri.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Pendenze scritte come rapporto: 1:n = 100/n per cento. Quindi 1:60 = 1,67 per cento; 1:40 = 2,5 per cento; 1:100 = 1 per cento; 1:200 = 0,5 per cento.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Portata di un tetto: Q = coefficiente di deflusso × intensità × area. Per un tetto il coefficiente di deflusso si assume prossimo a uno, e il conto si riduce a intensità per area. Con l&#8217;intensità di riferimento del documento inglese, 0,014 litri al secondo per metro quadro, un tetto da 100 metri quadrati dà 1,4 litri al secondo, cioè 84 litri al minuto. La stessa intensità, in altezza di pioggia, vale 0,014 × 3.600 = 50,4 millimetri all&#8217;ora.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Criterio di ritenzione del filtro granulare: D15 del filtro non maggiore di 9 × d85 del terreno, e comunque non minore di 0,2 millimetri (6,5 × d85 per i terreni dispersivi); D15 minimo pari al maggiore fra 0,1 millimetri e un quinto del D15 massimo. Esempio del manuale: d85 = 0,05 millimetri dà D15 massimo 0,45.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Criterio di ritenzione del geotessile: O90 non maggiore di 2,5 × d90 del terreno per gli involucri sottili fino a un millimetro, 3 volte fra 1 e 3 millimetri, 4 volte fra 3 e 5, 5 volte oltre 5; in pratica O90 non inferiore a 200 micrometri.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Prova di percolazione del documento inglese: Vp = tempo in secondi impiegato dal livello a scendere dal 75 al 25 per cento, diviso 150. Il risultato sono i secondi necessari a scendere di un millimetro.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Volume in ingresso per un pozzo perdente piccolo: V = area scolante × altezza di pioggia. Su 25 metri quadrati con 10 millimetri in 5 minuti, V = 0,25 metri cubi.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Invarianza idraulica lombarda: portata ammessa = limite per ettaro × superficie / 10.000, con il minimo di 1 litro al secondo. Su 300 metri quadrati in area B il calcolo dà 0,6 litri al secondo, quindi vale il minimo di legge. I volumi di invaso, da metri cubi per ettaro a litri per metro quadro: 800, 500 e 400 metri cubi per ettaro diventano 80, 50 e 40 litri per metro quadro.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Conversioni usate: 1 pollice = 25,4 millimetri; 1 piede = 304,8 millimetri; 1 piede al secondo = 0,3048 metri al secondo. Quindi 0,5 piedi al secondo = 0,15 metri al secondo e 1,4 = 0,43; 3 pollici = 76 millimetri; 18 pollici = 46 centimetri; 2 piedi = 61 centimetri.</li>
</ul>
<p>Che cosa in questo articolo è mio e non delle fonti: la scena di apertura, che è un quadro ricorrente e non un episodio datato, e il racconto del «Dal cantiere»; la lettura delle dieci fotografie; <strong>la regola dei tre tempi</strong>, cioè l&#8217;ordine allontanare, intercettare, fermare, che mette in sequenza prescrizioni che le fonti danno separate; il metodo in tre passi e il consiglio di fare il primo tempo e aspettare una stagione di piogge prima di scavare; la catena delle correzioni della parte storica, con la scelta degli anelli; il confronto fra le pendenze di fonti diverse e l&#8217;avvertenza che sotto l&#8217;uno per cento un piano non scola in modo affidabile; il metodo di misura della pendenza con asta e livella; la lettura della frase di Donghi sui tubi stretti come antenata del criterio di velocità dello standard americano dei dreni interrati; il collegamento fra la migrazione dei fini e i cedimenti, che le due fonti dicono separatamente; <strong>il ragionamento sugli odori che escono dalla ghiaia, dai pozzetti e dalle bocche di lupo</strong>, e quello <strong>sul sifone che si asciuga su una linea stagionale</strong>: nel testo sono dichiarati come deduzioni non documentate; l&#8217;ordine dei cinque recapiti, costruito mettendo insieme la priorità della norma inglese con i titoli richiesti dalle norme italiane; il calendario della manutenzione; le regole della tavola interattiva e i suoi testi.</p>
<p>Una precisazione su un documento molto citato. La Delibera del Comitato dei Ministri del 4 febbraio 1977 e il suo Allegato 5, da cui vengono quasi tutte le «linee guida sulla sub-irrigazione» che circolano, <strong>riguardano la dispersione nel terreno del liquame chiarificato</strong>, cioè acqua reflua, e lo dicono in apertura escludendo l&#8217;immissione di acque meteoriche. I suoi numeri non sono stati trasferiti al drenaggio perimetrale di questo articolo.</p>
<h2 id="fonti">Fonti</h2>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Norme e leggi italiane</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, <em>Norme in materia ambientale</em>, articoli 74 (definizioni di scarico e di acque reflue), 100 (progettazione delle reti fognarie), 103 (scarichi sul suolo), 104 (scarico nel sottosuolo e nelle acque sotterranee), 107 (scarichi in reti fognarie), 113 (acque meteoriche di dilavamento) e 124 (autorizzazione agli scarichi). Testi letti su Normattiva.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Codice civile (R.D. 16 marzo 1942, n. 262), articoli 889 e 891 (distanze dal confine), 908 (scarico delle acque piovane), 909, 911 e 913 (scolo delle acque). Testi letti su Normattiva.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, <em>Nuovo codice della strada</em>, articoli 15, 25 e 26.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Regio decreto 8 maggio 1904, n. 368, regolamento sulle bonificazioni delle paludi e dei terreni paludosi, articoli 133, 134, 136, 137, 138 e 140.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Decreto ministeriale 17 gennaio 2018, <em>Aggiornamento delle Norme tecniche per le costruzioni</em>, Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 2018, supplemento ordinario n. 8, punto 6.5.1.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Intesa 20 ottobre 2016 fra Governo, Regioni ed Enti locali, <em>Regolamento edilizio-tipo</em>, Gazzetta Ufficiale n. 268 del 16 novembre 2016, Allegato A.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Delibera del Comitato dei Ministri per la tutela delle acque dall&#8217;inquinamento 4 febbraio 1977, Allegato 5, Gazzetta Ufficiale n. 48 del 21 febbraio 1977, supplemento ordinario. Letta in tre riproduzioni concordanti pubblicate su siti istituzionali, non sulla Gazzetta originale.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Norme regionali sull&#8217;invarianza idraulica e sugli scarichi</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Regione Lombardia, regolamento regionale 23 novembre 2017, n. 7, articoli 3, 7, 8, 11 e 12.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Regione Lombardia, regolamento regionale 29 marzo 2019, n. 6, articoli 5 e 10.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Regione del Veneto, Allegato A alla deliberazione della Giunta regionale n. 2948 del 6 ottobre 2009, <em>Valutazione di compatibilità idraulica</em>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Regione del Veneto, <em>Piano di Tutela delle Acque</em>, Norme tecniche di attuazione, articolo 20.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Regione Friuli Venezia Giulia, D.P.Reg. 27 marzo 2018, n. 083/Pres., regolamento sull&#8217;invarianza idraulica, articoli 3, 9 e 11.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Regolamenti dei gestori del servizio idrico integrato</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Ufficio d&#8217;Ambito della Città metropolitana di Milano, <em>Regolamento del Servizio Idrico Integrato della città di Milano</em>, edizione 2024, punti 3.3, 3.4 e 3.6 e Allegato C.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>ETRA S.p.A., <em>Regolamento per il servizio di fognatura e depurazione</em>, articoli 22 e 24.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>SEAB Bolzano, <em>Regolamento di fognatura</em>, articoli 13, 17 e 20.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Irisacqua S.r.l., <em>Regolamento degli scarichi di acque reflue e del servizio di fognatura</em>, articolo 36.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Publiacqua S.p.A., <em>Regolamento del servizio idrico integrato</em>; Autorità Idrica Toscana, <em>Regolamento fognatura e depurazione</em>.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Codici e documenti tecnici stranieri</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>International Code Council, <em>International Residential Code</em>, sezioni R401.3, R405.1 e R801.3, edizioni 2021 e 2024; testo identico letto anche nella riproduzione ufficiale del <em>2015 Seattle Residential Code</em>, capitolo 4.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Province of British Columbia, <em>British Columbia Building Code 2018</em>, sezioni 9.14 (Drainage) e 9.26 (Roofing).</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>HM Government, <em>Approved Document C. Site preparation and resistance to contaminants and moisture</em>, edizione 2013, punti 3.2, 3.3, 3.7 e 5.5.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>HM Government, <em>Approved Document H. Drainage and waste disposal</em>, edizione 2015, punti 1.3, 1.33-1.38, 2.2-2.12, 3.7, 3.14, 3.15 e 3.25-3.30.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>U.S. Department of Housing and Urban Development, <em>Handbook 4145.1 REV-2, Appendix 8. Site Grading and Drainage Guidelines</em>, marzo 1990; <em>Handbook 4910.1, Minimum Property Standards for Housing</em>, edizione 1994, capitolo 3.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Historic England, <em>Flooding and Historic Buildings. Building Construction</em>, 30 ottobre 2025.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>USDA Natural Resources Conservation Service, <em>National Engineering Handbook, Part 633, Chapter 26. Gradation Design of Sand and Gravel Filters</em>, 2017.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>USDA NRCS Ohio, <em>Conservation Practice Standard 606. Subsurface Drain</em>, maggio 2002.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>FAO, <em>Materials for subsurface land drainage systems</em>, Irrigation and Drainage Paper 60, Rev. 1, a cura di L.C.P.M. Stuyt, W. Dierickx e J. Martínez Beltrán.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>U.S. Department of Energy, Building America Report BA-1015, <em>Bulk Water Control Methods for Foundations</em>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>K. I. Edvardsen, <em>New method of drainage of basement walls</em>, National Research Council of Canada, Technical Translation TT-1503, 1972.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>West Lindsey District Council, <em>Information sheet on Soakaways in accordance with BRE Digest 365</em>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Normenausschuss Bauwesen im DIN, <em>Auslegungen zur DIN 4095</em>, risposta dell&#8217;11 luglio 2007 (descrizione ufficiale della figura 4 della norma).</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>SARS Expert Committee, <em>SARS in Hong Kong: from Experience to Action</em>, Governo della Regione Amministrativa Speciale di Hong Kong, 2003, capitolo 3.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>D. Galloway, D. R. Jones, S. E. Ingebritsen (a cura di), <em>Land Subsidence in the United States</em>, U.S. Geological Survey Circular 1182, 1999.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Natural England, <em>National Character Area profile: 46. The Fens</em>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>City of Boston, <em>Zoning Groundwater Conservation Overlay District</em>, scheda del portale dati pubblici della città.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>C. De Michele, R. Rosso, M. C. Rulli, <em>Il regime delle precipitazioni intense sul territorio della Lombardia</em>, DIIAR-CIMI, Politecnico di Milano per ARPA Lombardia, relazione finale, febbraio 2005.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Trattati e manuali</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Catone, <em>De agri cultura</em>, 155.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Vitruvio, <em>De architectura</em>, I, 4, 11-12; III, 4; VII, 4, 1-2.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Columella, <em>De re rustica</em>, II, 2 (letto nella traduzione inglese del 1745).</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Palladio Rutilio Tauro Emiliano, <em>Opus agriculturae</em>, VI, 3, in <em>Scriptores rei rusticae veteres Latini</em>, a cura di I. M. Gesner, Lipsia 1773-1774.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>L. B. Alberti, <em>L&#8217;architettura</em>, tradotta da Cosimo Bartoli, Firenze, Lorenzo Torrentino, 1550.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>A. Palladio, <em>I quattro libri dell&#8217;architettura</em>, Venezia 1570 (letto nella ristampa del 1790), libro I capitolo XXIX, libro II capitolo XII, libro III.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>H. Darcy, <em>Les fontaines publiques de la ville de Dijon</em>, Parigi, Victor Dalmont, 1856, Appendice, Nota D.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>H. F. French, <em>Farm Drainage</em>, New York 1859, in particolare le pagine 32-40, 46, 144, 164-165, 197-198 e 352-356.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Local Government Board, <em>Model byelaws with respect to new streets and buildings</em>, Londra 1877, byelaw 17 e byelaw 60.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>G. Curioni, <em>L&#8217;arte di fabbricare. Costruzioni civili, stradali ed idrauliche</em>, Torino, A. F. Negro, 1872.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>G. Musso, G. Copperi, <em>Particolari di costruzioni murali e finimenti di fabbricati</em>, parte II, Torino, Paravia, 1885.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>C. Formenti, <em>La pratica del fabbricare</em>, parte prima <em>Il rustico delle fabbriche</em>, Hoepli, Milano 1893; parte seconda <em>Il finimento delle fabbriche</em>, Hoepli, Milano 1895.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>D. Donghi, <em>Manuale dell&#8217;architetto</em>, volume I <em>La costruzione architettonica</em>, parte I e parte II sezione I, Torino, UTET, 1923, in particolare pp. 19-20, 40-41 e 419-423.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Norme a pagamento, non lette e quindi non citate nel merito</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>DIN 4095, <em>Baugrund. Dränung zum Schutz baulicher Anlagen</em>; BRE Digest 365, <em>Soakaway design</em>; UNI EN 12056, UNI EN 476 e UNI EN 752. Di queste non è stato riportato alcun valore: dove il tema lo richiedeva sono state usate fonti pubbliche equivalenti, dichiarate di volta in volta.</li>
</ul>
<h2 id="lautore">L&#8217;autore</h2>
<p>Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense; anni di cantiere. Autore di &#8220;Murature umide: cause e rimedi&#8221; (Grafill, 2026).</p>
<p><script type='application/ld+json'>{"@context": "https://schema.org", "@type": "FAQPage", "mainEntity": [{"@type": "Question", "name": "Devo per forza fare il drenaggio intorno a casa?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "No. Il drenaggio perimetrale serve dove c'è uno spazio utilizzabile sotto il piano di campagna e il terreno non drena da solo, o dove la falda può salire entro 0,25 metri dal pavimento più basso, secondo il documento tecnico inglese. Se sotto quota non c'è niente da proteggere e il terreno è ghiaioso, spesso basta correggere pendenze e pluviali. E un dreno posato vicino alla fondazione, avverte l'ente pubblico inglese che si occupa di edifici storici, può perfino concentrare l'acqua alla base dei muri."}}, {"@type": "Question", "name": "Posso collegare il tubo del drenaggio alla fognatura?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Dipende da quale fognatura e da dove si è. Nella rete bianca, di regola sì, con il consenso del gestore. Nella nera o nella mista è l'ultima scelta possibile, e in diverse regioni è vietata per nome: in Lombardia per regolamento regionale, in Veneto per il piano di tutela delle acque, in Alto Adige per il regolamento del gestore, con deroghe che vanno chieste e a volte pagate. In Toscana, nel regolamento letto per intero, un divieto per nome non c'è. La ragione tecnica è che quell'acqua è una «acqua parassita»: diluisce il liquame e riempie i collettori. Prima di posare il tubo, la domanda va fatta al gestore del servizio idrico."}}, {"@type": "Question", "name": "Perché dalla fognatura potrebbero uscire odori in giardino?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Perché un collegamento fra una rete esterna e una fognatura nera o mista, se non è sifonato, mette in comunicazione l'aria della fognatura con l'aperto. Il documento inglese prescrive il sifone su ogni punto di immissione «per impedire che l'aria della rete entri nell'edificio», con un battente minimo di 25 millimetri, e chiede sifoni su tutte le bocche quando una rete di acque superficiali è collegata a una fognatura mista; un regolamento italiano chiede l'interruzione idraulica anche per le caditoie dei cortili. Il sifone però lavora solo se resta pieno: un rapporto ufficiale del governo di Hong Kong ha documentato che i sifoni asciutti perdono la funzione di tenuta e lasciano passare aria. Che questo accada anche su una linea di drenaggio che scorre solo quando piove è un ragionamento mio, non una notizia che ho trovato scritta."}}, {"@type": "Question", "name": "Che cosa succede se la fognatura va in pressione durante un temporale?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "L'acqua può tornare indietro. Il documento inglese ricorda che le fognature miste e quelle bianche sono progettate per andare in pressione con le piogge forti. Nei siti bassi va sentito il gestore. Per gli interrati con apparecchi sanitari, dove il rischio è alto si pompa; dove è basso si mette una valvola antiriflusso, meglio se a doppia valvola e con comando manuale. Dietro la valvola va solo la parte a rischio. I regolamenti italiani lo dicono a modo loro: il gestore non risponde dei danni da rigurgito dentro la proprietà privata."}}, {"@type": "Question", "name": "Quanto deve pendere il terreno intorno alla casa?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Il codice residenziale americano chiede almeno 152 millimetri di caduta entro i primi 3.048, cioè il cinque per cento sui primi tre metri: cinque centimetri sul primo metro, dieci su due. Sulle superfici impermeabili entro tre metri chiede il due per cento, e lo chiede dentro l'eccezione. Il documento inglese, per le pavimentazioni, chiede almeno 1:60 e non più di 1:40 in senso trasversale. I manuali italiani dell'Ottocento davano fra uno e due centimetri al metro."}}, {"@type": "Question", "name": "Dove deve scaricare il pluviale?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Lontano dalla fondazione, e mai dentro il tubo drenante. Il numero dei cinque piedi, cioè 1,52 metri, viene dal codice americano ma vale per le zone con terreni espansivi o collassabili: non è una regola generale. La regola generale, quella sì senza condizioni, è che il pluviale non si collega al dreno di fondazione. E in Italia l'articolo 908 del Codice civile obbliga comunque a far scolare l'acqua nel proprio terreno, non su quello del vicino."}}, {"@type": "Question", "name": "Posso fare un pozzo perdente?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Solo a certe condizioni. Le fonti lette chiedono almeno cinque metri di distanza da edifici e strade, e che la falda non arrivi mai al fondo del pozzo in nessun momento dell'anno. Va dimensionato con una prova di percolazione, non a occhio. E va verificata la norma regionale: il decreto legislativo 152 del 2006 vieta «comunque» lo scarico o l'immissione diretta di acque meteoriche nelle acque sotterranee, e la parola che decide è «diretta»."}}, {"@type": "Question", "name": "Che ghiaia devo usare?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Quella che sta in rapporto con il terreno che hai. Il criterio del manuale americano dei filtri dice che i grani più fini del filtro non devono superare nove volte i grani più grossi del terreno: per un limo fine si arriva a 0,45 millimetri, per una sabbia grossa a 18. Deve inoltre essere lavata: il codice canadese definisce il limite in non più del dieci per cento di passante al setaccio da 4 millimetri."}}, {"@type": "Question", "name": "Il tessuto non tessuto serve sempre?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Serve quando il terreno è fine e la ghiaia disponibile è troppo grossa per trattenerlo, che è il caso più comune. Ma non va scelto a caso: il criterio della FAO chiede che l'apertura non superi due volte e mezzo il diametro corrispondente al novanta per cento del terreno, e che in pratica non scenda sotto i 200 micrometri. Un tessuto troppo fitto si intasa e diventa una membrana."}}, {"@type": "Question", "name": "Ogni quanto si fa manutenzione?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "I pozzetti si aprono una volta all'anno, meglio in autunno. Dopo ogni temporale forte si guarda dove si formano le pozze e se le bocche di lupo hanno ricevuto acqua. Il lavaggio della linea, dove serve, in Olanda si fa tipicamente una volta ogni tre anni, con macchine a pressione media, fra 20 e 35 bar: l'alta pressione, sopra i 100 bar, è sconsigliata perché destabilizza il terreno intorno al tubo."}}, {"@type": "Question", "name": "Ho già fatto l'impermeabilizzazione e il muro si bagna ancora. Ho buttato i soldi?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Non necessariamente. Vuol dire quasi sempre che l'acqua continua ad arrivare in quantità che quel rivestimento non può reggere. Prima di rifare l'impermeabilizzazione conviene fare il primo tempo, che costa poco, e aspettare una stagione di piogge: pluviali prolungati, contropendenze corrette, fughe sigillate, bocche di lupo liberate e collegate."}}, {"@type": "Question", "name": "Chi devo chiamare, e per che cosa?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Per il primo tempo di solito basta un'impresa edile seria, e in parte lo si può fare da soli. Per il secondo e il terzo serve chi sappia misurare il livello della falda, riconoscere il terreno e individuare il recapito con il suo titolo: qui il progettista non è un lusso, perché un dreno alla quota sbagliata o senza recapito è una spesa che va rifatta."}}]}</script><br />
<!--mxLA--></p>
<div style='background:#f6f7f9;border:1px solid #e3e6ea;border-radius:8px;padding:14px 18px;margin:26px 0'><strong style='color:#b11f24'>Leggi anche</strong></p>
<ul style='margin:8px 0 0 18px'>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso: intercapedine tecnica per il controllo dell&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
</ul>
</div>
<p><!--/mxLA--></p>
<hr style='border:none;border-top:3px solid #b11f24;margin-top:34px'>
<table style='width:100%;border-collapse:collapse;font-family:Arial,sans-serif;color:#2a3340;font-size:14px;line-height:1.6'>
<tr>
<td style='vertical-align:top;padding-right:20px'>
<div style='font-size:16px;font-weight:700;color:#b11f24'>Ditta Renzo-ArtHome</div>
<div style='font-weight:600'>di Spedicato Oronzo</div>
<div style='color:#5a6577;margin-bottom:8px'>Specialista in risanamenti di interrati e umidit&agrave; di risalita</div>
<div><strong>Web:</strong> <a href="https://www.renzo-arthome.com">www.renzo-arthome.com</a></div>
<div><strong>E-mail:</strong> renzo.spedicato@gmail.com &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>PEC:</strong> renzoarthome@pec.it</div>
<div><strong>Cell.:</strong> +39 335 844 2978 &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>Ufficio:</strong> +39 371 775 4189</div>
<div style='color:#5a6577'>P.IVA 02475540304</div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://www.renzo-arthome.com/preventivo-gratuito/" style="display:inline-block;background:#b11f24;color:#fff;padding:9px 16px;border-radius:6px;font-weight:700;text-decoration:none">Chiedi un preventivo &rarr;</a></div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://wa.me/393358442978" target="_blank" rel="noopener" title="WhatsApp" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-whatsapp.png' alt='WhatsApp' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.facebook.com/RenzoArtHome" target="_blank" rel="noopener" title="Facebook" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-facebook.png' alt='Facebook' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.linkedin.com/in/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="LinkedIn" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-linkedin.png' alt='LinkedIn' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.tiktok.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="TikTok" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-tiktok.png' alt='TikTok' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.youtube.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="YouTube" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-youtube.png' alt='YouTube' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.instagram.com/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="Instagram" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-instagram.png' alt='Instagram' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a></div>
</td>
<td style='vertical-align:top;width:150px;text-align:center'><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/murature-umide-copertina.jpg' alt='Murature umide: cause e rimedi' width='120' style='border:1px solid #ddd;border-radius:4px'></a></p>
<div style='font-size:12px;color:#5a6577;margin-top:6px'><strong>Murature umide: cause e rimedi</strong><br />Grafill, 2026<br /><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener">Vai al libro &rarr;</a></div>
</td>
</tr>
</table>
<style>#rahLATO{margin:44px auto 0;max-width:680px;font-family:'Open Sans',sans-serif}#rahLATO *{box-sizing:border-box}#rahLATO .rahL-int{background:#fff;border:1px solid #d9dde2;padding:18px 16px 10px}#rahLATO .rahL-tit{font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:700;font-size:15px;letter-spacing:.16em;text-transform:uppercase;color:#262a33;margin:0 0 2px}#rahLATO p{margin:0!important;padding:0!important}#rahLATO .rahL-blog-r{margin:0 0 4px}#rahLATO .rahL-pagine{margin:0 0 12px}#rahLATO .rahL-blog{display:inline-block;font-size:13.5px;color:#a06a00;text-decoration:none;margin:0;border:0}#rahLATO .rahL-blog:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO details{margin:0 0 7px;border-left:4px solid var(--rahf)}#rahLATO summary{cursor:pointer;list-style:none;display:flex;align-items:baseline;gap:8px;font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:600;font-size:14px;color:#2f3440;padding:9px 8px 9px 10px;background:var(--rahv);margin:0}#rahLATO summary::-webkit-details-marker{display:none}#rahLATO summary:before{content:"+";font-weight:700;color:#2f3440;opacity:.55;width:13px;flex:none}#rahLATO details[open]>summary:before{content:"\2212"}#rahLATO .rahL-n{margin-left:auto;font-weight:400;font-size:11.5px;color:#5a6577}#rahLATO ul{list-style:none!important;margin:0!important;padding:6px 4px 8px 12px!important;background:var(--rahv);background:color-mix(in srgb,var(--rahv) 32%,#fff)}#rahLATO li{margin:0!important;padding:4px 6px!important;font-size:13px;line-height:1.45;border-left:2px solid transparent;list-style:none!important}#rahLATO li:before{display:none!important;content:none!important}#rahLATO li a{color:#3f4450;text-decoration:none;border:0;box-shadow:none}#rahLATO li a:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO li.rahL-qui{background:#fdf6d8;border-left-color:#eddf21}#rahLATO li.rahL-qui span{font-weight:600;color:#262a33}#rahLATO li.rahL-qui .rahL-segno{display:block;font-weight:400;font-size:10.5px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#5a6577;margin-top:1px}@media(min-width:1490px){body.postid-4701{overflow:visible!important}article.post-4701{position:relative}#rahLATO{position:absolute;top:0;right:-241px;bottom:0;width:225px;max-width:none;margin:0}#rahLATO .rahL-int{position:sticky;top:106px;max-height:calc(100vh - 126px);overflow-y:auto;padding:14px 12px 8px}#rahLATO summary{font-size:12.5px;padding:8px 6px 8px 8px}#rahLATO li{font-size:12px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:13px}}@media(min-width:1710px){#rahLATO{right:-336px;width:300px}#rahLATO .rahL-int{padding:18px 16px 10px}#rahLATO summary{font-size:14px}#rahLATO li{font-size:13px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:15px}}</style>
<div id="rahLATO">
<div class="rahL-int">
<div class="rahL-tit">Gli articoli</div>
<div class="rahL-blog-r"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/blog/">Indice del blog &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-fase-per-fase/">La casa fase per fase &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/decoder-diagnostico-edile/">Il decoder diagnostico &rarr;</a></div>
<details style="--rahv:#dcebf5;--rahf:#7fadd1">
<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">Le malte impermeabili nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">La barriera chimica nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">Ma come si cura una risalita?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/improvvisamente-l-umidita-di-risalita/">Improvvisamente, l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-danno-e-dove-l-acqua-se-ne-va/">Il danno è dove l&#8217;acqua se ne va</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">Chi dimezza la macchia raddoppia l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">Umidità di risalita e sali solubili: perché bloccare l&#8217;umidità è solo metà del risanamento, e perché l&#8217;asciugatura richiede da mesi ad anni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo un intervento contro l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-risalita-impermeabilizzazione-in/">L&#8217;innalzamento dell&#8217;umidità di risalita in seguito a interventi di impermeabilizzazione dall&#8217;interno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/doppia-barriera-protocollo-renzo-arthome/">Barriere chimiche non occludenti in zona di marea: bastano davvero contro la pressione idrostatica?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">L’umidità igroscopica nell’edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-primaria-e-sali-renzo-arthome/">Umidità di risalita capillare primaria</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radici-stabilita-versanti/">Le radici tengono il terreno solo dove lo attraversano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vegetazione-sui-muri/">Il verde sul muro non è un problema di giardinaggio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">31</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-dei-giunti/">Sul giunto si impermeabilizza un movimento</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Impermeabilizzare il muro è l&#8217;ultima mossa, non la prima</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/costruire-casa-senza-umidita/">La casa asciutta si decide in cantiere</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">Tre centimetri invece di una demolizione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/prima-la-strategia-poi-il-prodotto/">Prima la strategia, poi il prodotto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">La spinta idrostatica nelle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">Il seminterrato fra infiltrazioni, umidità e radon: un approccio integrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/fontana-dei-grifi-allinterno-del-castello-miramare-di-trieste/">Fontana dei Grifi all&#8217;interno del castello Miramare di Trieste</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/interventi-di-impermeabilizzazioni/">Impermeabilizzazioni: come intervenire e quali soluzioni scegliere</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#d9edea;--rahf:#7dbcb5">
<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">16</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-problema-non-e-la-pioggia/">Il problema non è la pioggia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">Umidità di rimbalzo (rain splash)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-meteorica-cap/">Umidità meteorica (penetrating damp)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-condensazione/">Umidità da condensazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sindrome-dell-edificio-malato/">Sindrome dell&#8217;edificio malato: cause, sintomi e soluzioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffe-indoor/">Muffe indoor</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">Condensa interstiziale in edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f2e9d5;--rahf:#c9a970">
<summary>Vespai e solai<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-piove-dal-predalles/">Quando piove dal predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-normative-e-calcoli/">Vespaio aerato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1431-2/">Le infiltrazioni nei predalles: analisi e metodologie di intervento</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f5e3dc;--rahf:#cf9484">
<summary>Casi Studio<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f4eecb;--rahf:#c9b954">
<summary>Norme e libro<span class="rahL-n">5</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/normativa-salubrita-edifici/">Quadro normativo sulla salubrità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1443-2/">Materiali da costruzione radioattivi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pubblicato-il-libro-murature-umide-cause-e-rimedi/">Pubblicato il libro “Murature umide: cause e rimedi”</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#ebedf0;--rahf:#a7adb8">
<summary>Altri articoli<span class="rahL-n">1</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pavimenti-in-resina-nei-dettagli/">I pavimenti in resina nei dettagli</a></li>
</ul>
</details>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-intorno-alla-casa/">Impermeabilizzare il muro è l&#8217;ultima mossa, non la prima</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.renzo-arthome.com/acqua-intorno-alla-casa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</title>
		<link>https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/</link>
					<comments>https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[renzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 12:36:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Condensa, muffe e microclima]]></category>
		<category><![CDATA[Diagnosi e metodo]]></category>
		<category><![CDATA[Interrati e impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[barriera al vapore]]></category>
		<category><![CDATA[condensa]]></category>
		<category><![CDATA[coperture]]></category>
		<category><![CDATA[diagnostica]]></category>
		<category><![CDATA[impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[infiltrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[umidità meteorica]]></category>
		<category><![CDATA[ventilazione]]></category>
		<category><![CDATA[verifica termoigrometrica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.renzo-arthome.com/?p=4229</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tetto piano o a falde, la macchia sul soffitto dell'ultimo piano non viene sempre dal manto: può essere vapore di casa salito con l'aria dalle fessure del soffitto, o acqua del cantiere rimasta chiusa fra la barriera al vapore e la membrana. I segni per distinguere le tre cause, le regole di tre paesi su pendenze, risvolti e soglie, i numeri dei laboratori, il conto del punto 7 della UNI EN ISO 13788 su cinque tetti, il diario della macchia, il metodo d'indagine e la tavola interattiva.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style='font-size:19px;color:#5a6577'><em>Tetto piano o a falde, quando sul soffitto dell&#8217;ultimo piano compare una macchia si pensa subito al manto che perde. Non sempre è così: a volte l&#8217;acqua è salita da casa con l&#8217;aria, o era già chiusa dentro dal cantiere, e un manto nuovo non la toglie.</em></p>
<p>Mi capita spesso, d&#8217;inverno, una telefonata come questa. Il tetto è stato rifatto un paio d&#8217;anni prima, con l&#8217;isolante nuovo e la membrana nuova. Adesso sul soffitto della camera all&#8217;ultimo piano c&#8217;è una macchia che si allarga. L&#8217;impresa che ha fatto il lavoro è già salita, ha controllato le saldature, ha versato acqua sul manto per un pomeriggio intero e non ha trovato niente. La proprietà vuole rifare tutto, e vuole che paghi chi ha fatto il lavoro. Prima di salire sul tetto chiedo quando compare la macchia. Spesso la risposta è la stessa: al mattino, nelle giornate fredde e serene, e non dopo la pioggia. Quella macchia con la tenuta del manto non ha niente a che fare. L&#8217;acqua è quella della casa, ed è salita fino al tetto passando dall&#8217;aria.</p>
<p>In un tetto coibentato l&#8217;acqua che bagna il soffitto arriva da tre parti, e ognuna lascia un segno riconoscibile. La pioggia entra da un punto debole del manto. Il vapore prodotto in casa sale con l&#8217;aria che passa dalle fessure del soffitto. L&#8217;acqua del cantiere resta chiusa fra la barriera al vapore e la membrana. Le tre cause si distinguono guardando quando compare la macchia, dove compare e che aspetto ha, prima ancora di aprire il tetto. La cura è diversa per ognuna, e la più costosa, rifare il manto, serve soltanto per la pioggia.</p>
<div id="rahTOC" style="border:1px solid #e2e5ea;border-radius:6px;padding:20px 24px;margin:0 0 32px;background:#fafbfc">
<p style="margin:0 0 10px;font-weight:600;color:#1a2233;font-size:16px">Indice</p>
<ol style="margin:0;padding-left:20px;line-height:1.6">
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-tre-cause-infiltrazione-condensa-umidita-di-costruzione" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le tre cause: infiltrazione, condensa, umidità di costruzione</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#chi-ha-cominciato-a-studiarlo" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Chi ha cominciato a studiarlo</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-parole-del-tetto" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le parole del tetto</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#come-nasce-una-copertura-sbagliata-sei-decisioni-prese-da-persone-diverse" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Come nasce una copertura sbagliata: sei decisioni prese da persone diverse</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-pioggia-entra-dai-bordi-del-manto" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La pioggia entra dai bordi del manto</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lacqua-che-dal-tetto-finisce-nei-muri" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;acqua che dal tetto finisce nei muri</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-vapore-sale-con-laria-non-attraverso-i-materiali" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il vapore sale con l&#8217;aria, non attraverso i materiali</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#destate-il-vapore-va-dallaltra-parte" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">D&#8217;estate il vapore va dall&#8217;altra parte</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lumidita-di-costruzione-lacqua-che-il-cantiere-ha-chiuso-dentro" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;umidità di costruzione: l&#8217;acqua che il cantiere ha chiuso dentro</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#quanta-acqua-ce-davvero-dentro-un-isolante-bagnato" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Quanta acqua c&#8217;è davvero dentro un isolante bagnato</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#come-si-riconoscono-quando-dove-che-aspetto" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Come si riconoscono: quando, dove, che aspetto</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#una-verifica-che-chiunque-puo-fare-il-diario-della-macchia" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Una verifica che chiunque può fare: il diario della macchia</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#come-si-indaga" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Come si indaga</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-tavola-interattiva-i-due-conti-con-i-numeri-del-saggio" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La tavola interattiva: i due conti con i numeri del saggio</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-stessa-macchia-sotto-sei-interventi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La stessa macchia sotto sei interventi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-metodo-in-tre-passi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il metodo in tre passi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-terrazzo-praticabile-sopra-una-stanza-abitata" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il terrazzo praticabile sopra una stanza abitata</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-tetto-a-falde-coibentato-tre-posti-per-lisolante-e-laria-che-passa" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il tetto a falde coibentato: tre posti per l&#8217;isolante, e l&#8217;aria che passa</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#quello-che-si-mette-sopra-il-verde-e-il-fotovoltaico" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Quello che si mette sopra: il verde e il fotovoltaico</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-scorciatoie-che-non-tengono" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le scorciatoie che non tengono</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#chi-paga-e-che-cosa-chiede-la-legge" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Chi paga, e che cosa chiede la legge</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-sintesi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In sintesi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#domande-frequenti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Domande frequenti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-conclusione" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In conclusione</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#nota-sui-calcoli-e-sulle-fonti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Nota sui calcoli e sulle fonti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lautore" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;autore</a></li>
</ol>
</div>
<h2 id="le-tre-cause-infiltrazione-condensa-umidita-di-costruzione">Le tre cause: infiltrazione, condensa, umidità di costruzione</h2>
<p><strong>L&#8217;infiltrazione</strong> è la pioggia, ed entra dove il manto si interrompe o si piega: il risvolto contro il muro, la soglia della portafinestra, il bocchettone di scarico, il tubo che attraversa, la conversa attorno al camino, il colmo e la gronda. Nel tetto piano il punto debole sta di solito sul perimetro e attorno agli scarichi, e la pendenza che manca fa il resto. Nel tetto a falde sta nei raccordi fra la falda e gli elementi che la bucano o la fermano: camini, lucernari, muri, tubi.</p>
<p><strong>La condensa</strong> viene dal vapore di casa. Una famiglia mette nell&#8217;aria una decina di litri d&#8217;acqua al giorno, come ho calcolato nell&#8217;articolo su <a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">quanto deve ventilare una casa</a>. Quel vapore sale verso il tetto in due modi: per diffusione, molecola per molecola attraverso i materiali, e con l&#8217;aria, attraverso le fessure del soffitto, le botole, i faretti, i tubi. Il secondo modo porta decine o centinaia di volte più acqua del primo, e nessun calcolo di Glaser lo vede.</p>
<p><strong>L&#8217;umidità di costruzione</strong> è l&#8217;acqua del cantiere. Un massetto di cemento gettato bagnato, una pioggia caduta sull&#8217;isolante prima della membrana, una guaina provvisoria che ha fatto da bacino: quando sopra si chiude la membrana e sotto c&#8217;è la barriera al vapore, quell&#8217;acqua non ha più una strada per uscire. Resta lì per anni, riduce l&#8217;isolamento e forma bolle e onde sulla membrana. Quando goccia, lo fa in punti che non corrispondono a nessun bordo: sopra la barriera scorre fino ai fori delle viti e dei tubi.</p>
<p>Le tre cause finiscono tutte per bagnare lo stesso soffitto, e chi guarda solo la macchia le confonde.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig1-tre-cause-v2.png" alt="Sezione di un tetto piano a tetto caldo e di una falda isolata fra i travetti con le tre cause segnate: la pioggia dal risvolto, dallo scarico e dalla conversa, il vapore di casa che sale dalla fessura del faretto e del soffitto, l'acqua del cantiere chiusa nell'isolante" class="wp-image-4929" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig1-tre-cause-v2.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig1-tre-cause-v2-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig1-tre-cause-v2-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig1-tre-cause-v2-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig1-tre-cause-v2-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 1. Le tre cause in sezione. A sinistra il tetto piano a tetto caldo: la pioggia entra dal risvolto e dallo scarico (1), il vapore di casa sale dalla fessura del faretto e condensa sotto la membrana fredda (2), l&#8217;acqua del cantiere resta chiusa fra la barriera e la membrana e goccia dalla vite (3). A destra la falda isolata fra i travetti: la conversa del camino, la fessura del soffitto con la brina sotto il cartonfeltro, il legno e l&#8217;isolante bagnati in cantiere.</figcaption></figure>
<h2 id="chi-ha-cominciato-a-studiarlo">Chi ha cominciato a studiarlo</h2>
<h3>Il tetto piano, da Vitruvio al Novecento</h3>
<p>Il terrazzo all&#8217;aperto è il primo tetto piano di cui abbiamo un manuale. Vitruvio, nel libro settimo del <em>De architectura</em>, avverte che i pavimenti scoperti posati su solai di legno soffrono: il legno si gonfia con l&#8217;umidità, si ritira col secco e si inflette, e il gelo finisce di rovinarli. Prescrive un doppio tavolato incrociato e inchiodato, un letto di pietrame e un impasto di calce e coccio pesto battuto fino a un piede di spessore, cioè circa 30 centimetri, con sopra le tessere grandi. Poi dà la pendenza: due dita ogni dieci piedi. Il piede romano vale sedici dita, come Vitruvio stesso scrive nel libro terzo, quindi due dita su dieci piedi fanno uno a ottanta, l&#8217;1,25 per cento. Le regole inglesi di oggi chiedono a un tetto piano finito una pendenza minima di uno a ottanta: lo stesso numero. Vitruvio aggiunge una manutenzione: ogni anno, prima dell&#8217;inverno, i giunti vanno imbevuti di feccia d&#8217;olio, perché l&#8217;acqua del gelo non entri.</p>
<p>Il tetto piano moderno nasce in Germania a metà Ottocento come una serie di esperimenti, racconta uno studio di storia della tecnica pubblicato nel 2017. A Berlino nel 1829 si prova l&#8217;argilla; tra il 1838 e il 1842 si diffonde un tetto con catrame e resina; dalla metà del secolo prende piede il tetto in &#8220;cemento di legno&#8221;, inventato in Slesia da Samuel Häusler: strati di carta spalmati con una miscela di catrame, asfalto e zolfo, coperti di sabbia e ghiaia, spesso con la terra sopra, e con una pendenza massima del 6 per cento. Con quel sistema si coprono la Cassa di risparmio postale di Otto Wagner a Vienna, nel 1905, e la fabbrica Fagus di Gropius, dal 1911. Il tetto piano con la membrana e l&#8217;isolante ha quindi poco più di un secolo. Nel 1972 due ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche canadese lo riassumono così: da cento anni si provano tetti con poca o nessuna pendenza, e da cinquanta li si isola.</p>
<h3>La condensa nei sottotetti</h3>
<p>La condensa nei tetti a falde ha una data di nascita precisa. Nel 1937 Larry Teesdale, del laboratorio forestale americano, pubblica un rapporto sulla condensa nelle pareti e nei sottotetti e raccomanda di ventilare il sottotetto, per esperienza personale e senza misure. Nel marzo 1938 la rivista <em>Architectural Record</em> porta il tema ai progettisti con un articolo di Tyler Rogers, che cita Teesdale e le ricerche in corso all&#8217;Università del Minnesota sotto la direzione di Frank Rowley, finanziate dall&#8217;associazione dei produttori di lana minerale. Lo ha ricostruito William Rose, ricercatore dell&#8217;Università dell&#8217;Illinois, in un saggio sulla storia della ventilazione dei sottotetti. Nell&#8217;articolo del 1938, che scrive che l&#8217;isolante non ha colpa, Rose legge la preoccupazione di difendere un&#8217;industria allora nascente. Quattordici anni dopo, aprendo una conferenza sull&#8217;argomento, Rogers lo dice lui stesso: l&#8217;industria dell&#8217;isolamento dovette fare ricerca per difendersi e per dimostrare la propria innocenza.</p>
<p>Rowley, con Algren e Lund, pubblica nel 1941 il bollettino con le prove: casette in una camera fredda, brina pesata sul tavolato, aperture di ventilazione di varie misure. La fonte del vapore, conclude, sta di solito nelle stanze sotto il sottotetto; la ventilazione abbassa il vapore nel sottotetto, ma se è eccessiva raffredda la faccia superiore dell&#8217;isolante e lì peggiora la condensa; e dove il vapore entra dai condotti, la ventilazione può aggravare le cose.</p>
<p>Nel gennaio 1942 l&#8217;ente federale americano per l&#8217;edilizia residenziale scrive nei suoi requisiti minimi che ogni sottotetto deve avere aperture di ventilazione pari almeno a un trecentesimo dell&#8217;area del tetto. Rose ha cercato l&#8217;origine di quel numero senza trovarla: la regola compare senza un riferimento, e lui la definisce arbitraria. Nelle casette di Rowley, senza ventilazione, si formavano circa 32 grammi di brina al metro quadrato al giorno, e con le aperture più piccole meno di 2. Un tavolato di pino, calcola Rose, può assorbirne in tutto circa 1.400 grammi al metro quadrato prima di passare da asciutto a bagnato, e Rose ne conclude che quei tassi non giustificano la ventilazione come rimedio all&#8217;umidità.</p>
<p>La Germania ha avuto una regola gemella, con un finale diverso. L&#8217;edizione del 1981 della norma tedesca sulla protezione dall&#8217;umidità chiedeva, per i tetti ventilati a bassa pendenza, aperture pari al due per mille della superficie. Il Fraunhofer l&#8217;ha studiata e ha trovato che era inapplicabile, perché su un tetto lungo duecento metri avrebbe richiesto fessure alte fino a ottanta centimetri, e che i danni che doveva prevenire nella pratica non si trovavano. L&#8217;edizione del luglio 2001 l&#8217;ha cancellata per le basse pendenze.</p>
<p>Il trecentesimo è invece entrato nei regolamenti nordamericani, e c&#8217;è rimasto per ottant&#8217;anni, con una correzione. Nel codice residenziale americano di oggi la regola base è il doppio, un centocinquantesimo della superficie ventilata, e il trecentesimo è un&#8217;eccezione che vale a due condizioni: un freno al vapore al soffitto, nelle zone più fredde, e le aperture distribuite dal 40 al 50 per cento in alto, entro novanta centimetri dal colmo, con il resto nel terzo basso. Da noi quel numero circola come la regola americana.</p>
<p>La correzione decisiva arriva dal Canada. Nel 1950 Neil Hutcheon misura nei sottotetti dieci volte più brina di quanta ne possa spiegare la sola diffusione del vapore, e la attribuisce all&#8217;aria calda e umida che sale dalle stanze attraverso il soffitto; lo riporta Rose in un secondo studio, del 1995. Da lì la raccomandazione cambia: prima si sigilla il soffitto all&#8217;aria, poi si ventila il sottotetto. Nel 1959 Helmut Glaser pubblica in Germania il metodo grafico per seguire la diffusione del vapore in una parete stratificata, pensato per le celle frigorifere; ne ho dato gli estremi nell&#8217;articolo sulla <a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">condensa interstiziale</a>. Il metodo entra nelle norme di mezzo mondo e diventa il modo con cui i progettisti dimostrano che un tetto non condensa. Vede però solo la diffusione, mentre Hutcheon aveva già trovato che l&#8217;acqua nei tetti arriva soprattutto con l&#8217;aria.</p>
<h3>L&#8217;acqua chiusa nel tetto piano</h3>
<p>Il Canada dà anche i due studi che spiegano l&#8217;umidità di costruzione. Nel 1968 Handegord e Baker scrivono che la barriera al vapore, messa sotto l&#8217;isolante di un tetto piano, trattiene l&#8217;acqua entrata da una rottura del manto, fa gonfiare la membrana e riduce l&#8217;isolamento; e siccome fa da secondo tetto, nasconde il guasto agli abitanti oppure, se ha un buco, fa uscire l&#8217;acqua in un punto che non ha niente a che fare con la rottura.</p>
<p>Nel 1972 Baker e Hedlin descrivono il tetto tradizionale, con l&#8217;isolante chiuso fra la barriera e la membrana, come una trappola per il vapore e per l&#8217;acqua, e presentano l&#8217;alternativa: il tetto rovescio, con l&#8217;isolante sopra la membrana, &#8220;come la pelliccia sulla pelle di un animale&#8221;. Nel 1985 R. L. Quirouette, sempre al Consiglio nazionale delle ricerche canadese, mette in una nota tecnica il confronto fra quello che passa per diffusione attraverso una barriera al vapore e quello che l&#8217;aria porta attraverso un foro: i suoi numeri sono nel capitolo sul vapore.</p>
<h3>In Italia: le assicurazioni e il Codice di Pratica</h3>
<p>In Italia il tema si organizza tardi, e a farlo muovere sono le assicurazioni. Le prime polizze sulle opere di impermeabilizzazione, stipulate negli anni Ottanta, vengono disdettate dopo una serie di sinistri che le compagnie attribuiscono soprattutto a errori di progettazione. Lo racconta la guida ufficiale dell&#8217;Istituto per la garanzia dei lavori affini all&#8217;edilizia, che nel 1990 va a parlare con le compagnie e riceve una risposta netta: senza regole chiare e oggettive sulla progettazione e sull&#8217;esecuzione, le coperture non sono assicurabili.</p>
<p>Il documento che ne nasce, come racconta l&#8217;architetto Antonio Broccolino, che fu fra i redattori della prima edizione, viene preparato da una sottocommissione dell&#8217;ente di normazione nominata nel 1990. Al voto del 1992 non ottiene l&#8217;unanimità, perché indicare le prestazioni minime dei prodotti non piaceva a tutti. La guida dell&#8217;istituto scrive che nel 1991 la stesura passa a una commissione tecnica dell&#8217;istituto, perché lavorare dentro l&#8217;ente di normazione avrebbe chiesto tempi troppo lunghi e compromessi tecnici. Alla fine del 1993 il Codice di Pratica delle coperture continue esce così, fuori dalla norma; la seconda edizione è del 2006, la terza del 2016, ristampata nel 2019 con circa ottanta pagine in più. Il suo valore giuridico è quello della regola dell&#8217;arte: in mancanza di una norma, un perito e un giudice possono fare riferimento al codice di un&#8217;associazione di categoria riconosciuta. Il Codice non è in libera consultazione: le sue regole sull&#8217;acqua sotto il manto, sui risvolti e sulle pendenze vengono dagli articoli che lo stesso Broccolino ha pubblicato su una rivista di settore fra il 2009 e il 2014, dove le riporta e le commenta una per una.</p>
<h3>Le misure e la norma</h3>
<p>Gli anni Novanta danno le misure che mancavano. Nel 1994 il laboratorio nazionale di Oak Ridge stima quanto l&#8217;acqua intrappolata costa in isolamento ai tetti piani americani, e misura in camera climatica quanto lentamente un tetto bagnato asciuga d&#8217;inverno. Lo stesso laboratorio propone il tetto piano che asciuga da solo: dove il clima lo permette, si limita la barriera al vapore, perché l&#8217;acqua possa scendere verso l&#8217;interno come vapore. Al Fraunhofer di Holzkirchen, nel 1995, Hartwig Künzel presenta un freno al vapore che cambia con l&#8217;umidità, dieci volte più permeabile d&#8217;estate che d&#8217;inverno, e nel 1998 pubblica la prova in campo: su una falda a 50 gradi con manto di zinco, l&#8217;unico freno che lascia asciugare il tetto è quello variabile.</p>
<p>L&#8217;ultimo passo lo fa la norma stessa. La ISO 13788 del 2012, in Italia UNI EN ISO 13788:2013, scrive nel primo punto che cosa il suo metodo non vede: l&#8217;aria che passa per fessure e intercapedini, l&#8217;acqua liquida che si muove, la risalita capillare, la capacità dei materiali di assorbire vapore; e aggiunge che il metodo va applicato solo dove questi fenomeni sono trascurabili. Nell&#8217;introduzione scrive che il flusso d&#8217;aria attraverso la struttura può essere il meccanismo principale del trasporto di umidità. In Italia la verifica con quella norma è obbligatoria per ogni intervento sulle strutture opache dal decreto sui requisiti minimi del 26 giugno 2015, e dal 3 giugno 2026 il decreto del 28 ottobre 2025 la estende ai ponti termici. Un tetto può quindi passare la verifica di legge e condensare lo stesso, perché il fenomeno che lo bagna sta fuori dal metodo.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig2-linea-del-tempo.png" alt="Linea del tempo su due righe, da Vitruvio al decreto del 28 ottobre 2025, con i diciassette passaggi della ricerca sull'acqua nei tetti e il segno che distingue le fonti verificate sull'originale da quelle riprese da fonti secondarie" class="wp-image-4206" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig2-linea-del-tempo.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig2-linea-del-tempo-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig2-linea-del-tempo-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig2-linea-del-tempo-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig2-linea-del-tempo-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 2. Da Vitruvio al decreto del 2025, le tappe della ricerca e delle regole sull&#8217;acqua nei tetti. Nelle tavole OK segna i valori verificati sull&#8217;originale e SEC quelli ripresi da una fonte secondaria, come ✅ e ⚠️ nel testo.</figcaption></figure>
<h2 id="le-parole-del-tetto">Le parole del tetto</h2>
<p><strong>Copertura continua e discontinua.</strong> Nel linguaggio delle norme italiane la copertura continua ha un elemento di tenuta senza giunti aperti, cioè una membrana o un manto liquido. Vale per i tetti piani e a bassa pendenza. La discontinua ha tegole, coppi o lastre sovrapposte, che tengono l&#8217;acqua per sovrapposizione e pendenza. Le due famiglie di norme sugli strati, UNI 8178 e UNI 8627, dal 2019 sono divise in due parti, la prima per le falde e la seconda per i tetti piani. Nel testo uso tetto piano e tetto a falde.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="724" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig3-continua-discontinua-v2.png" alt="Due sezioni affiancate: il tetto piano con la membrana continua sopra isolante, massetto e solaio, e il tetto a falde con le tegole sovrapposte sui listelli, il telo, il tavolato e l'isolante fra i travetti" class="wp-image-4930" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig3-continua-discontinua-v2.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig3-continua-discontinua-v2-300x136.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig3-continua-discontinua-v2-1024x463.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig3-continua-discontinua-v2-768x348.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig3-continua-discontinua-v2-1536x695.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 3. A sinistra la membrana continua su isolante, massetto e solaio; a destra le tegole sovrapposte su listelli, telo, tavolato e isolante fra i travetti.</figcaption></figure>
<p><strong>Elemento di tenuta.</strong> È lo strato che deve fermare l&#8217;acqua: la membrana nel tetto piano, il manto di tegole con il suo telo nel tetto a falde. Tutto il resto, isolante, massetto, barriera, protezione, serve ad altro. Una copertura continua tiene l&#8217;acqua solo dentro il perimetro del suo elemento di tenuta, cioè fino ai risvolti verticali: è la regola del Codice di Pratica, e la ragione per cui il perimetro e i punti dove il manto si interrompe contano più del campo in mezzo.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="724" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig4-elemento-di-tenuta-v2.png" alt="Le stesse due sezioni con gli strati in grigio e l'elemento di tenuta in rosso: la membrana con i risvolti nel tetto piano, le tegole con il telo nella falda, e la goccia che passa sopra il risvolto" class="wp-image-4931" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig4-elemento-di-tenuta-v2.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig4-elemento-di-tenuta-v2-300x136.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig4-elemento-di-tenuta-v2-1024x463.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig4-elemento-di-tenuta-v2-768x348.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig4-elemento-di-tenuta-v2-1536x695.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 4. L&#8217;elemento di tenuta in rosso, con i suoi risvolti: sopra il risvolto l&#8217;acqua passa.</figcaption></figure>
<p><strong>Massetto delle pendenze.</strong> Lo strato di malta che dà al tetto piano la pendenza verso gli scarichi. La sua posizione conta quanto la sua pendenza: sopra l&#8217;isolante fa da serbatoio per l&#8217;acqua di getto e di pioggia; sotto l&#8217;isolante e sotto la barriera al vapore è al posto giusto.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="724" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig5-massetto-pendenze.png" alt="Due sezioni di tetto piano: a sinistra il massetto delle pendenze sopra l'isolante, con le gocce d'acqua trattenute, a destra il massetto sul solaio sotto la barriera e l'isolante asciutto" class="wp-image-4209" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig5-massetto-pendenze.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig5-massetto-pendenze-300x136.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig5-massetto-pendenze-1024x463.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig5-massetto-pendenze-768x348.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig5-massetto-pendenze-1536x695.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 5. Sopra l&#8217;isolante il massetto trattiene l&#8217;acqua di getto e di pioggia, e la membrana la chiude dentro; sul solaio, sotto la barriera, lascia posare l&#8217;isolante asciutto.</figcaption></figure>
<p><strong>Barriera e freno al vapore, e il metro di aria ferma.</strong> La resistenza di uno strato al passaggio del vapore si misura con lo spessore d&#8217;aria equivalente, sd, in metri: è lo spessore di aria ferma che oppone la stessa resistenza, e nel resto dell&#8217;articolo lo indico con sd. Un metro di aria ferma è già una resistenza sensibile, tanto che nelle prove del Fraunhofer un telo da un metro conta come chiuso; una barriera al vapore in polietilene vale decine di metri; una membrana bituminosa centinaia; un telo traspirante sotto le tegole un decimo di metro; 16 centimetri di lana minerale un quinto di metro. I valori dei materiali vengono dalla UNI 10351, dalla 13788 e da una nota canadese del 1985. Le classi commerciali, cioè membrane traspiranti sotto 0,1-0,3 metri, freni da 2 metri in su e barriere oltre 100, vengono da fonti secondarie perché il testo della UNI 11470 è a pagamento, e sul limite alto dei freni non concordano: 20 metri per un manuale di produttore, 100 per l&#8217;associazione degli isolanti.</p>
<p>Il freno al vapore lascia passare una parte controllata del vapore; la barriera lo ferma quasi del tutto; il freno a diffusione variabile, inventato al Fraunhofer, è più chiuso d&#8217;inverno e più aperto d&#8217;estate. Nel linguaggio delle norme italiane schermo al vapore e barriera al vapore sono due strati distinti, con due nomi distinti, e la guida dell&#8217;istituto che ha scritto il Codice di Pratica avverte che scambiarli in un capitolato è pericoloso: si scrive barriera, si posa uno schermo, e il calcolo che aveva dato il tetto asciutto non vale più. Lo sbaglio pesa dove dentro c&#8217;è molto vapore, come in una piscina, in una cucina industriale o in una lavanderia.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="724" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig6-aria-ferma-sd.png" alt="Grafico a barre su scala logaritmica dello spessore d'aria equivalente di sette strati, dal telo traspirante alla membrana bituminosa, con le fasce delle membrane traspiranti, dei freni e delle barriere" class="wp-image-4210" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig6-aria-ferma-sd.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig6-aria-ferma-sd-300x136.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig6-aria-ferma-sd-1024x463.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig6-aria-ferma-sd-768x348.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig6-aria-ferma-sd-1536x695.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 6. Lo sd su scala logaritmica: telo traspirante 0,1 metri, 16 centimetri di lana 0,2, freno 2, barriera in polietilene 40, barriera dell&#8217;esempio della norma 75, membrana bituminosa 750, con le fasce delle classi commerciali.</figcaption></figure>
<p><strong>Strato di tenuta all&#8217;aria.</strong> È lo strato continuo, con giunti nastrati e attraversamenti sigillati, che impedisce all&#8217;aria di casa di entrare nel pacchetto del tetto. Spesso coincide con la barriera o il freno al vapore, ma la funzione è un&#8217;altra: la barriera ferma la diffusione, la tenuta all&#8217;aria ferma il trasporto con l&#8217;aria, ed è il trasporto con l&#8217;aria a portare quasi tutta l&#8217;acqua. Le regole inglesi lo chiamano con un nome solo, strato di controllo dell&#8217;aria e del vapore, e lo rendono obbligatorio nei tetti a falde non ventilati.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="724" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig7-tenuta-aria.png" alt="Due sezioni di soffitto sotto un sottotetto freddo: a sinistra senza tenuta all'aria, con le frecce del vapore che salgono dal faretto, dal tubo e dal giunto; a destra con lo strato di tenuta continuo, nastrato e sigillato, dove passa dieci volte meno aria, che porta ancora circa cinque volte l'acqua della diffusione disegnata con le frecce tratteggiate" class="wp-image-4211" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig7-tenuta-aria.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig7-tenuta-aria-300x136.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig7-tenuta-aria-1024x463.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig7-tenuta-aria-768x348.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig7-tenuta-aria-1536x695.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 7. Senza tenuta all&#8217;aria il vapore sale dal faretto, dal tubo e dal giunto, con 300 millimetri quadrati di fessure per metro quadrato; con lo strato continuo passa dieci volte meno aria, che porta ancora circa cinque volte l&#8217;acqua della diffusione.</figcaption></figure>
<p><strong>Tetto caldo, tetto freddo, tetto rovescio.</strong> Nel tetto caldo l&#8217;isolante sta subito sotto la membrana, senza aria in mezzo, e la barriera al vapore sta sotto l&#8217;isolante: tutta la struttura resta dal lato caldo. Nel tetto freddo l&#8217;isolante sta in basso, sul soffitto, e sopra c&#8217;è uno spazio d&#8217;aria ventilato verso l&#8217;esterno: la struttura sta dal lato freddo. Nel tetto rovescio l&#8217;isolante sta sopra la membrana, all&#8217;aperto, protetto da uno strato filtrante e zavorrato con ghiaia o lastre: la membrana fa anche da barriera al vapore e resta a temperatura quasi costante. Le tre parole valgono per i tetti piani e, con adattamenti, per le falde: una falda con l&#8217;isolante sopra il tavolato e il telo sopra l&#8217;isolante è un tetto caldo; una falda con l&#8217;isolante sul solaio del sottotetto e il sottotetto ventilato è un tetto freddo.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="724" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig8-caldo-freddo-rovescio.png" alt="Tre sezioni di tetto piano affiancate: tetto caldo con l'isolante sotto la membrana e la barriera sotto l'isolante, tetto freddo con l'isolante sul soffitto e l'aria ventilata sopra, tetto rovescio con l'isolante sopra la membrana, lo strato filtrante e la ghiaia" class="wp-image-4212" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig8-caldo-freddo-rovescio.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig8-caldo-freddo-rovescio-300x136.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig8-caldo-freddo-rovescio-1024x463.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig8-caldo-freddo-rovescio-768x348.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig8-caldo-freddo-rovescio-1536x695.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 8. Tetto caldo, tetto freddo, tetto rovescio: dove sta l&#8217;isolante rispetto alla membrana e all&#8217;aria ventilata, e da che lato resta la struttura.</figcaption></figure>
<p><strong>Microventilazione e ventilazione.</strong> Nel tetto a falde in tegole c&#8217;è di solito uno spazio fra il telo e le tegole, dato dai listelli, di un paio di centimetri: è la microventilazione sottotegola, che asciuga le tegole e porta via il vapore in eccesso. Non è un tetto ventilato, come chiarisce la scheda del Politecnico di Milano curata da Sergio Croce riprendendo la UNI 8627: il tetto ventilato ha un&#8217;intercapedine sopra l&#8217;isolante, aperta in gronda e al colmo, alta di norma sette centimetri, e comunque più della camera dei listelli.</p>
<p>Quanta ventilazione chiedono le regole italiane, tedesche e inglesi lo dice la tabella del capitolo sulle falde.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="724" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig9-microventilazione.png" alt="Due sezioni di falda: a sinistra i listelli di 2 centimetri sotto le tegole, la microventilazione; a destra l'intercapedine ventilata di 7 centimetri sopra l'isolante, con le frecce dell'aria che entra in gronda ed esce al colmo" class="wp-image-4213" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig9-microventilazione.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig9-microventilazione-300x136.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig9-microventilazione-1024x463.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig9-microventilazione-768x348.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig9-microventilazione-1536x695.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 9. I 2 centimetri dei listelli asciugano le tegole e non fanno un tetto ventilato; l&#8217;intercapedine sopra l&#8217;isolante, aperta in gronda e al colmo, è di 7 centimetri, e oltre 15 non guadagna più, come dice la scheda del Politecnico.</figcaption></figure>
<p><strong>Sottotetto, telo, tavolato.</strong> Le travi inclinate che reggono la falda si chiamano travetti, o puntoni: sono la stessa cosa, e nel testo uso travetti. Nel tetto a falde il telo sotto le tegole, che la UNI 11470 chiama schermo o membrana traspirante, è la seconda linea di difesa contro la pioggia spinta dal vento e contro la neve. È anche la superficie su cui il vapore che sale può condensare. Il tavolato di tavole sotto il telo era in passato coperto da un cartonfeltro bituminoso, che per gran parte del Novecento si posava dappertutto nei rifacimenti: Historic England avverte che quel feltro, quasi impermeabile al vapore, rende molto difficile isolare bene un tetto esistente, e che va sostituito quando si rifà il manto.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="724" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig10-sottotetto-telo-tavolato.png" alt="Sezione di una falda con il soffitto, il sottotetto, i travetti con il tavolato, il telo o il vecchio cartonfeltro, i listelli e le tegole, e le frecce del vapore che sale dalla fessura del soffitto fino al telo" class="wp-image-4214" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig10-sottotetto-telo-tavolato.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig10-sottotetto-telo-tavolato-300x136.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig10-sottotetto-telo-tavolato-1024x463.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig10-sottotetto-telo-tavolato-768x348.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig10-sottotetto-telo-tavolato-1536x695.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 10. Il vapore che passa dal soffitto sale nel sottotetto e condensa sul telo, sui chiodi e sulle tavole; il vecchio cartonfeltro, quasi stagno al vapore, si sostituisce quando si rifà il manto.</figcaption></figure>
<p><strong>Risvolto, soglia, bocchettone, conversa.</strong> Il risvolto è la parte del manto che sale sul muro, sul parapetto o sul telaio della portafinestra: la sua altezza sopra il piano di scorrimento dell&#8217;acqua decide fino a dove il tetto tiene. La soglia è il punto in cui il risvolto deve fermarsi per lasciar passare le persone. Per questo è il punto più debole del terrazzo, come ho scritto nell&#8217;articolo sulla <a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">vaschetta e la soglia</a>. Il bocchettone è l&#8217;imbocco dello scarico, incassato nel manto; la conversa è il pezzo di lamiera o di membrana che raccorda la falda a un muro, un camino o un lucernario; la scossalina copre e protegge il bordo superiore di un risvolto o di una conversa.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="724" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig11-risvolto-soglia-conversa-v2.png" alt="Sezione di un tetto piano con il risvolto sul parapetto, la soglia della portafinestra e il bocchettone incassato, e accanto una falda con il camino, la conversa e la scossalina, ognuno con la sua etichetta" class="wp-image-4932" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig11-risvolto-soglia-conversa-v2.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig11-risvolto-soglia-conversa-v2-300x136.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig11-risvolto-soglia-conversa-v2-1024x463.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig11-risvolto-soglia-conversa-v2-768x348.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig11-risvolto-soglia-conversa-v2-1536x695.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 11. Risvolto, soglia, bocchettone, conversa e scossalina: i punti dove il manto si interrompe o si piega, e da dove entra la pioggia. Le quote sono nella tavola dei punti singolari, più avanti.</figcaption></figure>
<p><strong>Temperatura esterna equivalente.</strong> Il tetto scambia calore con la volta celeste, che una parete verticale vede solo in parte. Di notte irraggia verso un cielo più freddo dell&#8217;aria e scende sotto la temperatura dell&#8217;aria; di giorno assorbe il sole. La 13788, al punto 4.2.3, chiede per i tetti una temperatura esterna equivalente media mensile che tenga conto delle due cose e, nel caso semplificato, fa togliere 2 gradi alla media mensile dell&#8217;aria. Il Fraunhofer ha misurato sul manto di un tetto piano un raffreddamento notturno fino a 10 gradi sotto l&#8217;aria. È per questo che il tetto condensa prima del muro, a parità di isolante.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="724" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig12-temperatura-equivalente.png" alt="Sezione di tetto piano sotto il cielo notturno a sinistra e il sole a destra, con le frecce dell'irraggiamento e del sole, e accanto le tre barre di temperatura di gennaio a Udine: l'aria del mese, il tetto per la norma due gradi sotto, il manto di notte fino a dieci gradi sotto" class="wp-image-4216" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig12-temperatura-equivalente.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig12-temperatura-equivalente-300x136.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig12-temperatura-equivalente-1024x463.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig12-temperatura-equivalente-768x348.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig12-temperatura-equivalente-1536x695.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 12. A Udine in gennaio l&#8217;aria del mese vale 3,5 gradi e il tetto, per la norma, 1,5; di notte, nelle misure del Fraunhofer, un manto è sceso fino a 10 gradi sotto l&#8217;aria.</figcaption></figure>
<h2 id="come-nasce-una-copertura-sbagliata-sei-decisioni-prese-da-persone-diverse">Come nasce una copertura sbagliata: sei decisioni prese da persone diverse</h2>
<p>Le tre cause hanno spesso la stessa origine organizzativa, e la descrive la guida ufficiale dell&#8217;istituto che ha scritto il Codice di Pratica. Nessuno progetta la copertura intera. La progettano in sei, in tempi diversi, e ognuno decide il suo pezzo senza sapere che cosa deciderà il prossimo.</p>
<p>Lo strutturista sceglie il solaio, e per ragioni di costo può prendere un alleggerito con blocchi di polistirene, che in copertura porta con sé condensa e gocciolamenti. Il termotecnico verifica la trasmittanza e, nel migliore dei casi, la condensa con il metodo di Glaser; a volte mette a zero la resistenza del solaio per stare dalla parte della sicurezza, anche quando quel solaio una resistenza ce l&#8217;ha. Poi sceglie l&#8217;isolante, che può non essere compatibile con la stratigrafia impermeabile e con l&#8217;uso finale, per resistenza a compressione, resistenza al calore o compatibilità chimica.</p>
<p>Il progettista dell&#8217;edificio decide il massetto delle pendenze: se metterlo, quanta pendenza dargli, se posarlo sopra o sotto l&#8217;isolante e di che cosa farlo. Sono le scelte che decidono l&#8217;umidità di costruzione, e vengono prese senza quel calcolo. Con la proprietà sceglie poi la protezione finale, ghiaia o quadrotti su supporti o pavimento allettato, che cambia dove scorre l&#8217;acqua e quanto deve salire il risvolto.</p>
<p>L&#8217;impermeabilizzatore arriva per ultimo. Riceve un pacchetto già deciso da altri, deve trovarci dentro una soluzione che tenga, e gli si chiede di garantirla per dieci anni, comprese le infiltrazioni che non dipendono dal manto.</p>
<p>Poi ci sono i due che arrivano dopo la consegna. L&#8217;arredatore o il tecnico dell&#8217;acustica aggiungono un controsoffitto con la lana minerale dentro: quel controsoffitto sposta le temperature dentro il pacchetto e può far condensare il solaio che il calcolo dava asciutto. L&#8217;impiantista monta sul tetto macchine e tubi a tre centimetri dal piano dove scorre l&#8217;acqua, e non li sposta più nessuno. Quando arriva la manutenzione, sotto quelle macchine non si può lavorare.</p>
<p>La correzione che il Codice propone è una sequenza di quattro passi, ripresa dalla norma sulle coperture. Prima si decide che cosa si vuole, isolata o no, che cosa ci starà sotto e sopra, che pendenza avrà. Poi si mettono in ordine gli strati che ci sono sempre: solaio, isolante, elemento di tenuta, protezione. Poi si aggiungono gli strati complementari, quattordici in tutto: fra questi lo schermo e la barriera al vapore, il massetto delle pendenze, lo strato che separa due materiali incompatibili, quello che drena, quello che filtra e la zavorra. Di ognuno si verifica che vada d&#8217;accordo con quelli che tocca. Solo alla fine si scelgono i prodotti, che è il compito dell&#8217;impresa.</p>
<p>L&#8217;isolante di una copertura continua si sceglie anche per quello che deve reggere. Il Codice di Pratica divide gli usi in sei, dalla copertura accessibile solo per la manutenzione a quella carrabile per traffico pesante e a quella a giardino, e a ognuno corrisponde una classe di resistenza a compressione del pannello: scrivere nel capitolato l&#8217;uso finale, e non solo lo spessore, evita il pannello che cede sotto chi va a pulire i bocchettoni.</p>
<p>Il fissaggio del manto contro il vento ha una norma sua, la UNI 11442, che dà il metodo per scegliere fra zavorra, incollaggio e fissaggio meccanico secondo l&#8217;altezza dell&#8217;edificio, la zona, l&#8217;esposizione e la posizione sul tetto: ai bordi e negli angoli la depressione è molto maggiore che in mezzo, e i distacchi cominciano di solito da un angolo.</p>
<p>Il Codice chiude con una griglia di autocontrollo, un elenco di domande da compilare in progetto e in cantiere. Il documento che ne esce serve a due cose: accorgersi degli errori mentre si possono ancora correggere, e avere qualcosa da mettere sul tavolo se poi si litiga.</p>
<h2 id="la-pioggia-entra-dai-bordi-del-manto">La pioggia entra dai bordi del manto</h2>
<p>Su un tetto piano l&#8217;acqua di pioggia non entra quasi mai in mezzo alla membrana. Entra dove la membrana finisce, si piega o si buca: il risvolto contro il muro, la soglia della portafinestra, il bocchettone, il tubo che passa, il giunto.</p>
<p>Quali di questi nodi ceda più spesso lo dicono le statistiche di danno austriache, riprese in una tesi del Politecnico di Vienna. In testa stanno gli attraversamenti, cioè ringhiere, parafulmini e sfiati, e subito dopo le soglie delle portefinestre; seguono la pendenza mal formata, i danni fatti in cantiere e gli scarichi. I risvolti, che l&#8217;intuizione mette al primo posto, sono gli ultimi.</p>
<p>Le stesse statistiche dicono quanto spesso un difetto diventa un danno. Su una soglia, quattro irregolarità su cinque finiscono in un danno; su un attraversamento quasi tre su quattro; in campo corrente, cioè in mezzo al tetto, poco meno di una su due. Un difetto in mezzo al manto spesso non si vede mai; lo stesso difetto su una soglia bagna la stanza.</p>
<p>Le regole dei tre paesi dicono la stessa cosa con numeri diversi, e il primo numero è la pendenza. Le regole inglesi per le case nuove, gli standard NHBC del 2025, distinguono la pendenza di progetto da quella finita: la prima assorbe le frecce della struttura, la seconda è quella che resta sul manto a tetto caricato, e di norma la prima è il doppio della seconda. Per membrane e manti liquidi chiedono uno a quaranta in progetto e uno a ottanta finito, cioè il 2,5 e l&#8217;1,25 per cento.</p>
<p>In Italia il Codice di Pratica divide le coperture in tre classi di pendenza: sub-orizzontale da zero al 5 per cento, inclinata dal 5 al 50, fortemente inclinata oltre il 50. Per la prima classe la guida ufficiale dell&#8217;istituto consiglia l&#8217;1,5 per cento, e il Codice dà lo stesso valore per il massetto delle pendenze, con una bozza successiva che scendeva all&#8217;1 per cento per adeguarsi ai cantieri. La classe di pendenza decide quali protezioni si possono mettere sopra, dove può stare l&#8217;isolante e come si fissa il manto.</p>
<p>Le regole tedesche raccomandano il 2 per cento, come riporta un articolo di un perito del 2017 sulla DIN 18531. I canadesi, nel 1972, scrivevano che la pendenza minima praticabile è un quarto di pollice per piede, cioè il 2,1 per cento. Su una falda piana di 10 metri l&#8217;1,25 per cento vale 12,5 centimetri di dislivello, il 2 per cento 20 centimetri: pochi, e ogni freccia della struttura o ogni gradino del massetto li mangia. Le stesse regole inglesi accettano una pendenza finita fra zero e uno a ottanta solo con il manto protetto, mai a vista, e solo se il piano non ha contropendenze né ristagni. Per i tetti grandi chiedono un&#8217;analisi delle frecce, anche di quelle che crescono negli anni.</p>
<p>Il secondo numero è l&#8217;altezza del risvolto. Il Codice di Pratica la lega a dove scorre davvero l&#8217;acqua. Con il manto a vista l&#8217;acqua scorre sulla membrana; sotto un pavimento allettato, che drena poco, scorre quasi tutta sulla superficie del pavimento. In tutti e due i casi il risvolto deve salire almeno 15 centimetri sopra il piano su cui scorre, e di più nei compluvi; sotto ghiaia o pavimento galleggiante, dove l&#8217;acqua scende attraverso la protezione, bastano 7 centimetri, e 12 sotto il terreno di coltivo.</p>
<p>Le regole inglesi chiedono di norma 150 millimetri, e ammettono 75 alla soglia accessibile. In Germania i conciatetti legano l&#8217;altezza del risvolto a quanto pende il tetto. Nella bozza aperta ai commenti nel 2023, che non è ancora il testo definitivo, chiedono almeno 15 centimetri fino a 5 gradi e almeno 10 centimetri oltre, misurati sopra la finitura, con quote maggiori nelle zone nevose. Davanti a una porta si scende a 5 centimetri, ma solo con un elenco di misure insieme: canaletta grigliata larga almeno 15 centimetri e aperta per metà, scarico dimensionato con un margine, distanza massima di dieci metri dal punto di scarico, sfioro cinque centimetri più basso della soglia, battente massimo di 35 millimetri e serramenti non in legno.</p>
<p>Nel caso più comune, un tetto poco pendente con l&#8217;acqua che scorre in superficie, i tre paesi arrivano alla stessa altezza di risvolto, 15 centimetri, per strade diverse. La soglia è il punto in cui questa regola si scontra con le persone: la portafinestra del terrazzo vuole un gradino basso.</p>
<p>Alla soglia accessibile le regole inglesi vogliono anche un davanzale sporgente, con il gocciolatoio a 30 millimetri dal risvolto; gradino e davanzale sono nella tabella dei tre paesi, più sotto. Come si concilia la soglia bassa con la tenuta l&#8217;ho scritto nell&#8217;articolo sulla vaschetta: la vaschetta ferma l&#8217;acqua che è già dentro, la soglia si difende con la pendenza, la canaletta e il risvolto.</p>
<p>Il terzo numero è lo scarico. Un tetto piano con risvolti su tutti i lati è una vasca, e una vasca con uno scarico solo si riempie quando lo scarico si intasa. La norma europea sullo smaltimento delle acque meteoriche, che in Italia vale come UNI EN 12056-3, chiede per ogni superficie di un tetto piano con parapetto almeno due bocchette, oppure una bocchetta e uno scarico di emergenza. La stessa norma raccomanda i troppopieni sulle coperture con parapetto. E vuole che l&#8217;acqua che sale mentre bocchette e troppopieni lavorano non superi il carico di progetto del tetto, né entri dal manto. Gli standard NHBC chiedono due scarichi su pluviali separati, oppure uno più il troppopieno, per ogni tetto piano con risvolti su tutti i lati. La bozza della regola tedesca dei tetti piani, per i tetti che scaricano verso l&#8217;interno, chiede almeno un bocchettone e almeno un troppopieno o scarico di emergenza. Per le regole inglesi il troppopieno deve smaltire più di tutti gli altri scarichi insieme, stare lontano da soglie e davanzali bassi, ed essere visibile quando funziona: se ne esce acqua, qualcuno deve accorgersene. Il Codice dà le regole sul bocchettone incassato, sul ribassamento del massetto attorno allo scarico e sulla griglia, e Broccolino dedica un articolo intero alla chiusura degli scarichi; i canadesi del 1972 suggerivano scarichi di emergenza a parete per quando il tetto va sott&#8217;acqua.</p>
<p>Poi ci sono i punti che bucano il manto. Per i tubi, le antenne e i fissaggi il Codice chiede pezzi speciali e risvolti; le regole inglesi vogliono che ogni scarico attraversi il manto con un bocchettone incassato e ogni tubo con una piastra e un collare. Il collaudo del tetto piano, quando il manto lo permette, è la prova d&#8217;invaso, con i limiti descritti nel capitolo sull&#8217;indagine. Le regole inglesi chiedono per i manti oltre 50 metri quadrati, o difficili da raggiungere, un&#8217;ispezione e una prova di integrità fatte da un tecnico qualificato prima della consegna.</p>
<p>I numeri dei tre paesi, uno accanto all&#8217;altro. Le quote italiane sono quelle del Codice di Pratica, riprese dagli articoli di Broccolino, e della guida dell&#8217;istituto ⚠️, più la norma europea sugli scarichi ✅; quelle inglesi vengono dagli standard NHBC ✅; quelle tedesche dalla bozza dei conciatetti del 2023 e dall&#8217;articolo di un perito sulla DIN 18531 ⚠️.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Italia</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Regno Unito</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Germania</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Pendenza del tetto piano</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,5 per cento consigliato nella classe da zero al 5</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1 a 40 in progetto, 1 a 80 finita</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2 per cento raccomandato</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Risvolto sopra il piano dove scorre l&#8217;acqua</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>15 centimetri con manto a vista o pavimento allettato; 7 sotto ghiaia o pavimento galleggiante; 12 sotto terreno</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>150 millimetri; 75 alla soglia accessibile</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>15 centimetri fino a 5 gradi, 10 oltre</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Soglia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>almeno 20 millimetri sopra il pavimento finito</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>gradino fino a 15 millimetri, davanzale di 45, risvolto di 75 sotto il davanzale</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5 centimetri solo con canaletta grigliata e le altre misure insieme</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Scarichi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>con il parapetto almeno due bocchette, o una più lo scarico di emergenza (norma europea); bocchettone incassato, massetto ribassato attorno, griglia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>con risvolti su tutti i lati due scarichi su pluviali separati, o uno più il troppopieno che porta più degli altri insieme; bocchettone incassato</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>con lo scarico verso l&#8217;interno, qualunque sia la superficie, almeno un bocchettone e almeno un troppopieno o scarico di emergenza</td>
</tr>
</table>
</div>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig13-punti-singolari-v2.png" alt="Quattro dettagli quotati: il bordo del tetto piano con pavimento e il risvolto di 15 centimetri, la soglia accessibile con gradino di 15 millimetri, davanzale di 45 e risvolto di 75, la falda con la conversa del camino e il tubo che esce di 300 millimetri, gli scarichi del tetto piano con il troppopieno" class="wp-image-4933" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig13-punti-singolari-v2.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig13-punti-singolari-v2-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig13-punti-singolari-v2-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig13-punti-singolari-v2-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig13-punti-singolari-v2-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 13. I punti singolari con le quote a confronto. Dettaglio A, il bordo del tetto piano con pavimento: risvolto di 15 centimetri sopra il piano dove scorre l&#8217;acqua, 7 sotto la ghiaia, pendenza finita di uno a ottanta. Dettaglio B, la soglia accessibile delle regole inglesi: gradino di 15 millimetri, davanzale di 45, risvolto di 75. Dettaglio C, la falda: conversa risvoltata di 75 millimetri sul camino e tubo che esce di almeno 300, come più avanti in questo capitolo. Dettaglio D, gli scarichi: due, oppure uno più il troppopieno, e la prova d&#8217;invaso.</figcaption></figure>
<h3>Nel tetto a falde: converse, colmi e gronde</h3>
<p>Nel tetto a falde le tegole tengono per sovrapposizione, e la pioggia entra dove la sovrapposizione si interrompe: i raccordi con i muri e i camini, i compluvi, i lucernari, i tubi, il colmo e la gronda. Le regole inglesi del 2024 danno i numeri delle converse in piombo. Il risvolto contro il muro sale almeno 75 millimetri e il sormonto è di almeno 100. La scossalina entra 25 millimetri nel giunto della muratura e si blocca con cunei ogni 450 millimetri al massimo. La protezione arriva almeno a 75 millimetri sopra l&#8217;intersezione. Ai raccordi con le pareti il telo sotto le tegole va sostenuto e risvoltato di almeno 100 millimetri. Dove una falda scarica su un tetto piano, la membrana risvolta di 150 millimetri sotto le tegole, e il telo la sormonta. I sormonti del telo dipendono dalla pendenza: sotto i 15 gradi 225 millimetri se il telo non è sostenuto e 150 se lo è, da 15 gradi in su 150 e 100.</p>
<p>Un promemoria dell&#8217;associazione svizzera della tecnica della costruzione, del 2015, è dedicato agli attraversamenti dei tetti inclinati. Fissa per i tubi un&#8217;altezza minima di 300 millimetri sopra il manto, misurata lungo la falda, per non finire sotto la neve. Fissa anche una distanza minima di 30 millimetri fra un tubo e l&#8217;altro, perché tutti gli strati, telo e barriera compresi, si possano raccordare a ognuno. Mette al primo posto il raccordo ermetico della barriera al vapore attorno al tubo, e chiede di isolare i tubi metallici, perché un tubo freddo dentro il pacchetto condensa da tutte e due le parti.</p>
<p>Il manto in tegole ha anche una manutenzione, e le schede di ispezione per gli edifici storici pubblicate da Cecchi e Gasparoli nel 2010 la descrivono. Si puliscono dai depositi canali di gronda, pluviali, scossaline e converse. Si controlla che non abbiano interruzioni, rotture, corrosioni o bucature. Si guardano i punti di innesto e le giunzioni della lattoneria. Si segnalano le contropendenze che fanno ristagnare l&#8217;acqua al piede dei muri. Questi controlli si fanno da terra, con un binocolo, senza salire sul tetto. Per le coperture continue, la UNI 11540 dà le linee guida per scrivere e applicare il piano di manutenzione.</p>
<h3>Neve e ghiaccio</h3>
<p>La neve e il ghiaccio aggiungono due strade alla pioggia. Su un tetto coibentato la norma conta la neve come se restasse tutta. La circolare delle norme tecniche sconsiglia in generale di ridurne il carico per il calore che la fonde. Lo ammette, con una motivazione, solo dove il carico al suolo supera 1,5 chilonewton al metro quadrato e la copertura ha una trasmittanza sopra un watt al metro quadrato e grado, mentre i limiti di legge per le coperture stanno fra 0,20 e 0,35. Al disgelo, o con la pioggia sulla neve, quell&#8217;acqua scende in pochi giorni: nel febbraio 2012, in Emilia-Romagna, il manto nevoso di pianura è sparito in circa dieci giorni. Se il bocchettone è ancora chiuso dal ghiaccio, resta sul tetto e sale verso i risvolti e le soglie. Sulle falde il calore che esce dal soffitto fonde la neve da sotto; l&#8217;acqua scende fino allo sporto, che sta alla temperatura dell&#8217;aria, e lì rigela in una diga che trattiene a monte l&#8217;acqua liquida e la spinge sotto le tegole. È un&#8217;infiltrazione anche questa, e compare d&#8217;inverno senza pioggia. Il meccanismo, i numeri e i rimedi sono nell&#8217;articolo sul <a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">muro bagnato sotto la gronda</a>.</p>
<h2 id="lacqua-che-dal-tetto-finisce-nei-muri">L&#8217;acqua che dal tetto finisce nei muri</h2>
<p>La maggior parte dell&#8217;acqua che un tetto raccoglie non passa dal soffitto: scende dai canali e dai pluviali, e quando quel percorso non regge finisce nei muri. Il collo di bottiglia di solito non è il pluviale ma la bocca che lo alimenta, soprattutto con il parafoglie inserito; il canale in carico comincia a traboccare nel punto di portata nulla, il più lontano dalla bocca; il parapetto del tetto piano ha due facce esposte, e per questo si bagna di più e asciuga più lentamente degli altri muri. Le macchie che ne escono stanno in alto sui muri e non al centro del soffitto, e vengono scambiate per risalita o per condensa. Il conto della portata e una tavola interattiva per la propria gronda stanno nell&#8217;articolo <a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a>.</p>
<h2 id="il-vapore-sale-con-laria-non-attraverso-i-materiali">Il vapore sale con l&#8217;aria, non attraverso i materiali</h2>
<p>Il vapore prodotto in casa va verso le superfici fredde, e il tetto è la più fredda della casa, perché di notte irraggia verso il cielo. Può arrivarci in due modi. Il primo è la diffusione: le molecole d&#8217;acqua attraversano i materiali spinte dalla differenza di pressione di vapore fra dentro e fuori, lentamente, e la barriera al vapore serve a rallentarle. Il secondo è il trasporto con l&#8217;aria: dove il soffitto ha una fessura, un foro per un cavo, una botola o un faretto, l&#8217;aria di casa passa. La spingono pochi pascal di differenza fra la stanza e il sottotetto, e si porta dietro tutto il vapore che contiene.</p>
<p>Quirouette, nella nota del 1985, ha messo i due modi uno accanto all&#8217;altro sullo stesso metro quadrato di parete. Per diffusione, attraverso una barriera al vapore con permeanza di 5 nanogrammi al pascal per secondo e metro quadrato, passano in un mese circa 6 grammi d&#8217;acqua, con 21 gradi e 30 per cento dentro e il tavolato a 20 gradi sotto zero: quanto basta a velare di brina il tavolato, senza bagnarlo. Con un&#8217;apertura di 625 millimetri quadrati, un pollice quadrato, e una differenza di pressione di 10 pascal, pari a un vento di 15 chilometri l&#8217;ora, in un mese passano 2.600 metri cubi d&#8217;aria, circa 3.000 chili. Portano 14 chili d&#8217;acqua; se ne condensa un decimo, sono 1.400 grammi, cioè 233 volte la diffusione. Lo stesso autore aggiunge una frase che vale per ogni cantiere: i sormonti non sigillati, i forellini e i piccoli tagli nella barriera al vapore non aumentano in modo apprezzabile la diffusione; la stessa barriera, se non è anche a tenuta d&#8217;aria, non ferma quasi niente.</p>
<p>Ho rifatto il conto con le formule di questo articolo, per controllare l&#8217;ordine di grandezza, e poi l&#8217;ho portato su un tetto italiano. Con la formula della diffusione della 13788 e la permeanza della nota canadese escono 8 grammi invece di 6; con la formula del foro, un coefficiente di efflusso di 0,6 e la stessa differenza di pressione escono 4.000 metri cubi invece di 2.600 e 19 chili d&#8217;acqua invece di 14: le sue cifre sono più prudenti delle mie, e il rapporto fra i due modi resta di due ordini di grandezza.</p>
<p>Poi il soffitto di una casa da 100 metri quadrati, sotto un sottotetto freddo, in un gennaio di Udine con 3,5 gradi di media. Dentro 20 gradi e l&#8217;umidità della classe 3 della norma, che è quella delle abitazioni senza ventilazione meccanica. Per diffusione, attraverso una barriera con sd di 40 metri, nel mese arrivano al tetto circa 850 grammi d&#8217;acqua su tutti i 100 metri quadrati.</p>
<p>Le regole inglesi danno a un soffitto normale una permeabilità all&#8217;aria tipica di 300 millimetri quadrati per metro quadrato, e a un soffitto ben sigillato 30. Trecento millimetri quadrati su un metro quadrato sono lo 0,03 per cento della superficie; il testo inglese, nella stessa riga, scrive 0,3 per cento, che sarebbe dieci volte tanto. Uso il valore in millimetri quadrati, che è quello coerente con la classe di soffitto descritta, e segnalo la discrepanza. Sul nostro soffitto fanno 300 e 30 centimetri quadrati di aperture in tutto.</p>
<p>Con 2 pascal di differenza dal soffitto normale passano nel mese 88.000 metri cubi d&#8217;aria, che portano verso il tetto 420 chili d&#8217;acqua; se ne condensa un decimo, come nell&#8217;esempio canadese, sono 42 chili contro gli 0,85 della diffusione, cinquanta volte tanto. Dal soffitto sigillato passano 8.800 metri cubi e 4 chili, dieci volte meno del normale e cinque volte più della diffusione.</p>
<p>I 2 pascal non sono un numero scelto a caso. L&#8217;effetto camino di un edificio si stima con una regola pratica dell&#8217;organismo internazionale che studia la ventilazione: la differenza di pressione vale circa quattro centesimi di pascal per ogni metro di altezza e per ogni grado di differenza fra dentro e fuori, con il piano neutro a metà altezza. Una casa di due piani, a gennaio a Udine, dà al soffitto dell&#8217;ultimo piano poco meno di due pascal. Con il vento o con un impianto di ventilazione sbilanciato si sale.</p>
<p>La stessa cosa è stata misurata su una copertura vera, e non solo su una parete. In una prova belga del 1995, tre falde isolate sono state messe fra una camera calda e una fredda con differenze di pressione fra 4,4 e 9,9 pascal. Il calcolo di Glaser prevedeva da 1 a 4 grammi al metro quadrato al giorno; lo schema che tiene conto dell&#8217;aria ne prevedeva da 97 a 151, cioè da quaranta a settanta volte tanto, e le misure stavano in mezzo ai due.</p>
<p>I numeri assoluti dipendono comunque dalle mie ipotesi, la quota che condensa in particolare, e vanno letti come ordine di grandezza; il rapporto fra i due modi no, e coincide con quello che Hutcheon aveva trovato nel 1950 e la nota canadese nel 1985. La barriera al vapore serve; sul soffitto dell&#8217;esempio, però, l&#8217;aria porta cinquanta volte l&#8217;acqua della diffusione, e la tenuta all&#8217;aria la riduce di dieci volte.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig14-diffusione-contro-aria.png" alt="Due grafici a barre su scala logaritmica: il confronto di Quirouette del 1985 fra i 6 grammi per diffusione e i 14 chili trasportati dall'aria da un foro di un pollice quadrato, e il soffitto di 100 metri quadrati a Udine in gennaio con 848 grammi per diffusione contro 42 chili condensati dalle fessure" class="wp-image-4218" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig14-diffusione-contro-aria.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig14-diffusione-contro-aria-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig14-diffusione-contro-aria-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig14-diffusione-contro-aria-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig14-diffusione-contro-aria-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 14. Diffusione contro aria, su scala logaritmica. Sopra, il confronto di Quirouette del 1985: 6 grammi al mese per diffusione attraverso un metro quadrato di barriera, 14 chili trasportati dall&#8217;aria da un foro di un pollice quadrato, 1.400 grammi se ne condensa un decimo; le formule di questo articolo danno 8 grammi e 19 chili. Sotto, il soffitto di 100 metri quadrati a Udine in gennaio: 848 grammi per diffusione contro 42 chili condensati dal soffitto normale e 4 dal soffitto sigillato.</figcaption></figure>
<p>Dove si forma la condensa lo dicono le prove del Fraunhofer. Nel 2000 l&#8217;istituto ha costruito tre sottotetti di prova con le stesse tegole e teli diversi. Con piccoli ventilatori ha immesso nel sottotetto l&#8217;aria interna che passerebbe da un metro di giunto di finestra, 50-100 metri cubi al giorno. Sotto il telo più chiuso, con sd di un metro, l&#8217;umidità dei puntoni sul lato nord è salita sopra il 25 per cento in massa in poche settimane, cioè nel campo della marcescenza; sotto il telo aperto alla diffusione e nel sottotetto ventilato è rimasta sotto il 20. Gli autori concludono che i tetti chiusi al vapore verso l&#8217;esterno non sono da raccomandare, e che la tenuta all&#8217;aria del solaio viene prima di tutto. Fra il sottotetto ventilato e quello non ventilato con il telo aperto, aggiungono, la differenza è piccola.</p>
<p>Cinque anni prima Künzel aveva calcolato che cosa succede a una falda esposta a nord con il tavolato coperto di cartonfeltro, come sono molti tetti esistenti, isolata fra i puntoni: con un freno interno con sd di 2 metri l&#8217;acqua si accumula anno dopo anno e il tavolato resta sopra il 20 per cento; con freni da 4, 10 e 40 metri l&#8217;accumulo rallenta soltanto; aiuta solo un&#8217;aria interna meno umida, dieci punti in meno. E aggiunge la frase che spiega perché le barriere teoriche falliscono: in pratica bisogna sempre aspettarsi piccole imperfezioni, e da lì il vapore entra per convezione e resta intrappolato. Historic England dice la stessa cosa per i tetti storici, con parole sue: la barriera al vapore è efficace in teoria ma è molto difficile da realizzare; viene aggirata dove la falda tocca legno o muratura; va sigillata attorno a lucernari e botole; e si buca.</p>
<p>Da questo discende l&#8217;ordine dei rimedi, che Rose e TenWolde hanno scritto nel 2002 per i climi freddi: primo, controllare l&#8217;umidità in casa; secondo, sigillare il soffitto all&#8217;aria; terzo, ventilare il sottotetto. La ventilazione da sola, senza le prime due, può peggiorare le cose: lo aveva già visto Rowley nel 1941, dove il vapore entrava dai condotti. Una simulazione canadese del 1993, per i climi freddi e umidi di costa, ha trovato lo stesso: con più ventilazione i tavolati risultavano più bagnati, perché il sottotetto si raffreddava e il vapore calava poco.</p>
<h2 id="destate-il-vapore-va-dallaltra-parte">D&#8217;estate il vapore va dall&#8217;altra parte</h2>
<p>C&#8217;è un caso che il ragionamento invernale non copre, e che si presenta con lo stesso aspetto: la condensa estiva sul lato interno del pacchetto.</p>
<p>D&#8217;estate il manto si scalda al sole e raggiunge temperature che in inverno sembrano impossibili: sul bituminoso scuro si superano i sessanta gradi. Tutta l&#8217;acqua che sta negli strati sopra la barriera, quella del cantiere o quella entrata da una perdita, diventa vapore ad alta pressione. La stanza sotto, se è condizionata, sta a venticinque gradi. Il vapore si muove verso il fresco, cioè verso il basso, e trova come prima superficie fredda proprio la barriera al vapore, che d&#8217;inverno lo fermava dall&#8217;altro lato. Lì condensa, e goccia sul cartongesso.</p>
<p>Le quantità sono grandi. Un calcolo pubblicato da un ricercatore canadese, fatto su una parete e non su un tetto, dà valori attorno ai 325 grammi al metro quadrato al giorno, da cento a duecento volte il bagnamento invernale calcolato per le pareti dello stesso studio, in condizioni che di solito durano tre o quattro ore al giorno. Su una copertura, che d&#8217;estate si scalda più di una parete, il fenomeno non è minore. La macchia compare quindi d&#8217;estate, nelle giornate di sole, e non dopo la pioggia: chi cerca solo l&#8217;infiltrazione non la trova.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="971" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig15-inverno-estate.png" alt="Due sezioni della stessa copertura a tetto caldo: d'inverno le frecce del vapore salgono dalla stanza e la condensa si forma sotto la membrana fredda, d'estate il manto oltre i sessanta gradi spinge le frecce verso il basso e la condensa si forma sopra la barriera al vapore" class="wp-image-4219" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig15-inverno-estate.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig15-inverno-estate-300x182.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig15-inverno-estate-1024x621.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig15-inverno-estate-768x466.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig15-inverno-estate-1536x932.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 15. La stessa copertura nelle due stagioni. D&#8217;inverno il vapore di casa sale e condensa sotto la membrana fredda. D&#8217;estate il manto al sole supera i sessanta gradi, il vapore scende verso la stanza condizionata e trova come prima superficie fredda la barriera al vapore, che d&#8217;inverno lo fermava dall&#8217;altra parte.</figcaption></figure>
<p>Qui pesa anche il colore del manto, e non solo per il caldo che fa entrare di giorno. Uno studio americano ha misurato riflettanza ed emissività invecchiate di manti diversi e ha trovato che, a parità di riflettanza, una superficie con bassa emissività resta più calda di notte di quasi cinque gradi in agosto e di oltre sei in febbraio. La riflettanza decide quanto sole entra di giorno, l&#8217;emissività decide quanto calore il tetto riesce a buttare verso il cielo di notte. Il decreto sui requisiti minimi chiede di verificare, con un confronto fra costi e benefici, l&#8217;uso di manti ad alta riflettanza solare, almeno 0,65 sulle coperture piane e 0,30 sulle falde, e non dice niente sull&#8217;emissività. I criteri ambientali minimi del 2025, che valgono per gli appalti pubblici, usano invece l&#8217;indice di riflessione solare, che si calcola da tutte e due: per le coperture chiedono il verde, il tetto ventilato oppure un indice di almeno 76 fino al 15 per cento di pendenza e di almeno 29 oltre.</p>
<h2 id="lumidita-di-costruzione-lacqua-che-il-cantiere-ha-chiuso-dentro">L&#8217;umidità di costruzione: l&#8217;acqua che il cantiere ha chiuso dentro</h2>
<p>Il tetto piano a tetto caldo, con la barriera sotto e la membrana sopra, è una trappola, come hanno scritto Baker e Hedlin nel 1972: se dentro c&#8217;è acqua al momento della chiusura, quell&#8217;acqua non ha più una strada per uscire.</p>
<p>L&#8217;acqua ci arriva in tre modi. Il massetto delle pendenze, se viene gettato sopra l&#8217;isolante, porta con sé l&#8217;acqua d&#8217;impasto, e la cede in basso, sull&#8217;isolante e sulla barriera; un massetto alleggerito ne trattiene ancora di più. La pioggia che cade sull&#8217;isolante o sul massetto scoperto, nei giorni fra una lavorazione e l&#8217;altra, va a finire nello stesso posto: un millimetro di pioggia è un litro per metro quadrato, per definizione, e un temporale da 20 millimetri lascia 20 litri per metro quadrato su un tetto che non ha ancora la membrana. E la membrana provvisoria, stesa sul solaio grezzo per non far gocciolare dentro durante i lavori, diventa la barriera al vapore definitiva. Con sopra tutto quello che ci è caduto nei mesi.</p>
<p>Broccolino descrive questa sequenza, e i capitolati che la ripetono, negli articoli del 2011 sull&#8217;acqua sotto il manto, e la corregge con l&#8217;ordine del Codice: massetto delle pendenze subito sul solaio, eventuale membrana provvisoria sopra il massetto, barriera al vapore, isolante posato all&#8217;asciutto, membrana subito dopo. Prima di stendere sul massetto la membrana provvisoria o la barriera se ne misura l&#8217;umidità, con il metodo al carburo che ho descritto nell&#8217;articolo sull&#8217;<a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">umidità residua del massetto</a>. Una guida di posa di un produttore italiano di membrane vuole il massetto gettato da almeno tre o quattro settimane e, solo come esempio, considera pronto per incollarci sopra una membrana un massetto di calcestruzzo pieno, di circa 2.400 chili al metro cubo, al 4 per cento o meno ⚠️.</p>
<p>Il Fraunhofer ha fatto l&#8217;esperimento che dice che cosa succede se non si fa così: 90 millimetri di lana minerale bagnata con meno di 2 chili d&#8217;acqua al metro quadrato, per simulare una posa sotto la pioggia, chiusa fra due strati impermeabili; dopo tre anni il tetto è stato aperto, sotto le lastre c&#8217;erano gocce d&#8217;acqua, e malgrado i 70 gradi raggiunti dal manto d&#8217;estate l&#8217;isolante non era asciugato. Con le barriere su tutti e due i lati, scrivono, l&#8217;umidità non esce.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig16-sequenza-di-posa.png" alt="Due sezioni del tetto piano una sopra l'altra: la sequenza sbagliata con la membrana provvisoria sul solaio, il massetto gettato sopra, l'isolante bagnato dalla pioggia e la membrana definitiva mesi dopo, e la sequenza giusta con il massetto sul solaio, la barriera sopra il massetto, l'isolante asciutto e la membrana subito" class="wp-image-4220" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig16-sequenza-di-posa.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig16-sequenza-di-posa-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig16-sequenza-di-posa-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig16-sequenza-di-posa-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig16-sequenza-di-posa-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 16. La sequenza di posa sbagliata e quella giusta, come la riporta Broccolino dal Codice di Pratica. Sopra, la sequenza sbagliata: membrana provvisoria sul solaio grezzo, massetto delle pendenze gettato sopra, isolante lasciato scoperto, membrana definitiva mesi dopo, con dentro l&#8217;acqua di tutti e tre. Sotto, l&#8217;ordine del Codice: massetto sul solaio, barriera sopra il massetto, isolante posato all&#8217;asciutto, membrana subito.</figcaption></figure>
<p>La norma dà un metodo per contare quanto ci mette quell&#8217;acqua a uscire, ed è il punto 7 della 13788, che pochi usano. Si suppone che nello strato bagnato ci sia un chilo d&#8217;acqua per metro quadrato, concentrato al centro. Poi si calcola mese per mese, con le condizioni climatiche medie, quanta ne evapora verso l&#8217;esterno e verso l&#8217;interno attraverso gli strati, finché l&#8217;acqua si azzera o finché passano dieci anni. È un conto diverso da quello della condensa d&#8217;inverno, per la quale l&#8217;appendice nazionale fissa un limite che non può superare 500 grammi al metro quadrato, con valori più bassi per legno, intonaci e isolanti, e chiede che tutta la condensa evapori entro l&#8217;anno.</p>
<p>La norma stessa lo chiama una verifica di idoneità e non una previsione, e lo riserva agli strati chiusi fra due strati con sd oltre 2 metri: barriere, membrane, rivestimenti. Il suo esempio è una copertura piana con 20 centimetri di isolante che la pioggia ha bagnato in cantiere, una membrana da 2 millimetri con fattore di resistenza 6.000, cioè sd di 12 metri, e una barriera da 75 metri. Lì l&#8217;acqua si azzera in 83 mesi, quasi sette anni. Ho rifatto il conto sul clima di tre città italiane, con le medie mensili di un anno meteorologico tipo del Centro comune di ricerca europeo, e con le condizioni interne dell&#8217;appendice nazionale, per cinque tetti. Il metodo l&#8217;ho applicato alla sola interfaccia bagnata, come l&#8217;esempio della norma; le ipotesi sono nella nota in fondo, e i valori dei materiali vengono dalla UNI 10351.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig17-cinque-tetti-v2.png" alt="Cinque stratigrafie affiancate, tetto caldo con membrana bituminosa, tetto caldo con la membrana dell'esempio della norma, tetto rovescio, falda ventilata con telo, falda chiusa con cartonfeltro, con lo spessore d'aria equivalente di ogni strato e i mesi che un chilo d'acqua ci mette a uscire" class="wp-image-4934" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig17-cinque-tetti-v2.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig17-cinque-tetti-v2-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig17-cinque-tetti-v2-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig17-cinque-tetti-v2-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig17-cinque-tetti-v2-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 17. Cinque tetti con lo sd di ogni strato, e i mesi che un chilo d&#8217;acqua per metro quadrato chiuso nell&#8217;isolante ci mette a uscire nel clima di Udine, con il metodo del punto 7 della 13788. Sotto una membrana bituminosa e sopra una barriera in polietilene l&#8217;acqua non esce in dieci anni; sotto un telo traspirante esce in meno di un mese.</figcaption></figure>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Tetto (1 chilo d&#8217;acqua al metro quadrato nell&#8217;isolante)</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Udine</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Milano</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Roma</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa lo decide</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Tetto caldo con membrana bituminosa da 4 millimetri (sd di 750 metri, dal valore della UNI 10351 per il bitume) e barriera da 40 metri</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>non asciuga in 10 anni: dopo dieci anni restano 0,72 chili</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>restano 0,64</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>restano 0,60</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>verso l&#8217;alto la membrana chiude, verso il basso la barriera: in un anno escono da 28 a 40 grammi</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Tetto caldo con la membrana dell&#8217;esempio della norma (12 metri) e barriera da 75 metri</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>38 mesi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>34 mesi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>35 mesi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>l&#8217;acqua esce quasi tutta verso l&#8217;alto, d&#8217;estate</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Tetto rovescio: isolante sopra la membrana, strato filtrante permeabile</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>25 mesi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>22 mesi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>23 mesi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>l&#8217;isolante bagnato asciuga verso l&#8217;aria esterna, ma il polistirene estruso frena</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Falda ventilata con telo traspirante (0,1 metri) sopra l&#8217;isolante</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>meno di un mese</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>meno di un mese</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>meno di un mese</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>l&#8217;acqua esce nell&#8217;intercapedine ventilata</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Falda chiusa: tavolato e cartone bitumato sopra, freno da 2 metri sotto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>13 mesi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>11 mesi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>11 mesi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>esce soprattutto verso la stanza, d&#8217;estate; a nord va peggio di così</td>
</tr>
</table>
</div>
<p>La prima riga è la trappola dei canadesi, con i numeri: con una membrana bituminosa e una barriera in polietilene l&#8217;acqua chiusa nel tetto esce a 28-40 grammi all&#8217;anno, e un chilo ci mette decenni. La seconda riga mostra quanto pesa il valore della membrana. Il fattore di resistenza dell&#8217;esempio della norma è trenta volte più basso di quello del bitume della UNI 10351; contando anche il minore spessore, lo strato oppone sessanta volte meno resistenza. L&#8217;acqua esce in tre anni, e nell&#8217;esempio della norma, con un clima più freddo, in sette. Il valore vero di una membrana lo dichiara il produttore, con la prova della UNI EN 1931, e va chiesto.</p>
<p>Le ultime tre righe danno la regola per il progetto: l&#8217;acqua esce solo da dove c&#8217;è una via, e la via è l&#8217;aria. Il tetto rovescio asciuga in due anni perché l&#8217;isolante sta fuori, e ci mette tanto perché il polistirene estruso che si usa lì è poco permeabile al vapore; la falda ventilata asciuga in un mese perché sopra l&#8217;isolante c&#8217;è un telo aperto e l&#8217;aria che passa; la falda chiusa asciuga in un anno soltanto attraverso il freno verso la stanza. Le prove del Fraunhofer dicono che su una falda a nord, con il cartonfeltro stagno, il conto va peggio di così, perché il metodo non vede il cielo che raffredda il tetto di notte. Le misure di Oak Ridge chiudono il quadro: un tetto piano bagnato asciuga d&#8217;inverno al 5 per cento di quanto asciuga d&#8217;estate. L&#8217;acqua intrappolata nei tetti americani, stima il laboratorio su dati che chiama esso stesso limitati, riduce di circa il 40 per cento la resistenza termica dell&#8217;isolante. D&#8217;estate, poi, l&#8217;acqua che si sposta ogni giorno dentro il tetto alza di circa 15 watt per metro quadrato di copertura, a seconda dell&#8217;isolante, il picco di potenza elettrica chiesta dal condizionamento.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig18-acqua-chiusa.png" alt="Grafico dell'acqua rimasta nello strato bagnato, in chili al metro quadrato, per 120 mesi e per cinque tetti nel clima di Udine, con la curva del tetto caldo bituminoso che dopo dieci anni sta ancora a 723 grammi e le altre che si azzerano in 38, 25, 13 e meno di un mese" class="wp-image-4222" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig18-acqua-chiusa.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig18-acqua-chiusa-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig18-acqua-chiusa-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig18-acqua-chiusa-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig18-acqua-chiusa-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 18. Un chilo d&#8217;acqua per metro quadrato chiuso nell&#8217;isolante, mese per mese, nei cinque tetti a Udine: la curva rossa del tetto caldo con membrana bituminosa dopo dieci anni sta ancora a 723 grammi. La linea a 200 grammi è il valore oltre il quale, per una nota della norma sulla condensa accumulata, il rischio di percolamento dai materiali non assorbenti diventa molto alto.</figcaption></figure>
<p>Il segno dell&#8217;umidità di costruzione è il tempo. Compare nei primi mesi o nel primo anno di vita del tetto nuovo, in punti che non corrispondono a niente: né a un bordo, né a uno scarico, né a un chiodo. Si muove con le stagioni calde, perché il sole spinge il vapore verso il basso. L&#8217;acqua che scorre sopra la barriera trova un foro di vite o un tubo e goccia da lì, lontano dalla causa, come avevano scritto Handegord e Baker nel 1968. Sul manto compaiono bolle e onde; le ondulazioni Broccolino le chiama reptazione e le lega soprattutto alla mancata stabilizzazione del manto, con l&#8217;isolante umido fra le cause; nei casi gravi staccano i giunti. Sotto, l&#8217;isolante aperto è bagnato in modo uniforme, senza una traccia che porti a un varco. E il collaudo con l&#8217;acqua non dà niente, perché la membrana tiene: l&#8217;acqua era già dentro.</p>
<h2 id="quanta-acqua-ce-davvero-dentro-un-isolante-bagnato">Quanta acqua c&#8217;è davvero dentro un isolante bagnato</h2>
<p>Le schede tecniche degli isolanti riportano l&#8217;assorbimento d&#8217;acqua misurato in laboratorio, e sono numeri rassicuranti. Un rapporto federale tedesco del 2018 ricorda che le prove di immersione su polistirene espanso, sia quella di ventiquattro ore sia quella di ventotto giorni, danno quasi sempre meno dello 0,2 per cento in volume: a quei valori la conduttività non cambia in modo apprezzabile.</p>
<p>Poi lo stesso gruppo di ricerca è andato ad aprire venti tetti piani veri, tutti con un danno da umidità, e ha pesato l&#8217;acqua dentro i pannelli. I numeri stanno due ordini di grandezza più in alto. Il poliuretano rigido, dopo ventitré o trentatré anni, arriva a contenere dal 40 al 49 per cento del proprio volume in acqua. Il polistirene espanso sta fra il 7 e il 22 per cento, e l&#8217;età non c&#8217;entra: un pannello di trentotto anni era all&#8217;8, uno di dodici anni al 22. Il polistirene estruso, dopo venticinque anni, stava fra l&#8217;1 e il 4. La lana di roccia ad alta densità arriva dal 20 al 28 per cento, e ci arriva in uno o tre anni.</p>
<p>Fra la prova di immersione e il tetto vero il ponte è il gelo. Uno studio polacco del 2024 trova l&#8217;1,8 per cento dopo ventotto giorni di immersione e dal 16 al 20 per cento dopo trecento cicli di gelo e disgelo. È la risposta a chi sceglie un isolante perché la scheda dice che non assorbe acqua: nel tetto l&#8217;acqua entra dalle fessure delle celle aperte dal gelo, non per immersione.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1124" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig19-isolante-bagnato.png" alt="Barre orizzontali del contenuto d'acqua in per cento del volume per quattro tipi di isolante prelevati da venti tetti piani reali, confrontate con la barra della prova di laboratorio, e sotto le barre dell'aumento di conduttività per ogni punto percentuale di acqua" class="wp-image-4223" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig19-isolante-bagnato.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig19-isolante-bagnato-300x211.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig19-isolante-bagnato-1024x719.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig19-isolante-bagnato-768x540.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig19-isolante-bagnato-1536x1079.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 19. Quanta acqua si trova negli isolanti dei tetti piani reali, in per cento del volume, confrontata con quello che dà la stessa prova in laboratorio. Sotto, quanto costa in calore ogni punto percentuale di acqua, per tipo di materiale: il vetro cellulare ha coefficiente zero perché le celle sono chiuse.</figcaption></figure>
<p>Quell&#8217;acqua si paga in calore, e la norma europea sui valori di progetto dà il coefficiente per ogni materiale. Per ogni punto percentuale di acqua in volume, la conduttività cresce di circa il 4 per cento nel polistirene espanso e nella lana minerale, del 3 nel poliuretano, del 2,5 nel polistirene estruso. Al vetro cellulare la norma assegna coefficiente zero, perché le celle sono chiuse e stagne. Il rapporto tedesco sui venti tetti, però, avverte che quel valore non regge alla prova dei fatti e stima un aumento intorno alla metà. La crescita segue una legge esponenziale, quindi accelera: sopra il 20 per cento di acqua in volume un pannello di polistirene espanso ha più che raddoppiato la propria conduttività.</p>
<p>Lo stesso rapporto ha interrogato circa 1.400 periti giurati; quelli che hanno risposto avevano trattato in dieci anni 182 casi di isolante umido nei tetti. Dopo il rifacimento dell&#8217;impermeabilizzazione, in un caso su dodici si sono verificati altri danni da umidità, e in nessuno di quei casi la causa era l&#8217;isolante rimasto sotto: erano altre perdite non trovate, o errori nella nuova impermeabilizzazione. Alle quantità d&#8217;acqua che si trovano nei tetti, aggiungono, le schiume in uso oggi perdono poca o nessuna resistenza a compressione.</p>
<p>Non significa che l&#8217;isolante bagnato vada sempre lasciato dov&#8217;è. Significa che la scelta si fa misurando: quanta acqua c&#8217;è, in che materiale, con quale via d&#8217;uscita. Gli stessi autori mettono una riserva esplicita sulla lana minerale ad alta densità, per la quale non risultano esperienze positive a lungo termine. E resta il conto del calore: un isolante che ha perso metà della sua prestazione la fa pagare tutti gli anni in bolletta, anche quando il soffitto è asciutto.</p>
<h2 id="come-si-riconoscono-quando-dove-che-aspetto">Come si riconoscono: quando, dove, che aspetto</h2>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa guardo</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Infiltrazione: la pioggia</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Condensa: il vapore di casa</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Umidità di costruzione: l&#8217;acqua del cantiere</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Quando compare</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>durante o poco dopo la pioggia, con il vento dal lato giusto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>nelle mattine fredde e serene d&#8217;inverno, senza pioggia; sparisce in primavera e torna l&#8217;inverno dopo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>nei primi mesi del tetto nuovo, con il caldo che la muove; i temporali non la cambiano</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Dove compare</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>in asse con un bordo, una soglia, uno scarico, un tubo, una conversa, o poco più a valle</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>lungo chiodi, viti, travetti e punti freddi; diffusa</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>in punti sparsi, senza rapporto con bordi o scarichi</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Che aspetto ha</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>rigagnolo, alone con bordo netto, gocciolamento a filo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>aloni tondi e diffusi, gocce sui metalli, muffa sui travetti</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>bolle e ondulazioni sul manto, isolante bagnato uniforme, gocce dai fori delle viti</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Che cosa dicono gli strumenti</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>igrometro a contatto alto solo dopo la pioggia; termocamera con la traccia del percorso</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>termocamera con il pacchetto freddo dove gocciola; igrometro in casa alto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>igrometro alto sempre; saggio con l&#8217;isolante bagnato lontano da ogni varco</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Che cosa non trova</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>niente, se il tetto non piove</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>la prova con la canna, che non dà niente</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>la prova d&#8217;invaso, che tiene</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Che cosa serve</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il varco, e il rifacimento del punto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>tenuta all&#8217;aria del soffitto, umidità in casa, poi ventilazione</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>apertura del tetto, asciugatura o sostituzione dell&#8217;isolante, sequenza di posa giusta</td>
</tr>
</table>
</div>
<p>Questa tabella è mia: mette insieme i segni che le fonti descrivono uno per uno, e la mia esperienza di cantiere. Ha un&#8217;eccezione da tenere a mente sui tetti a falda in zone nevose. L&#8217;acqua che entra da una diga di ghiaccio in gronda compare d&#8217;inverno, senza pioggia, come la condensa, e può essere scambiata per quella. La distingue il posto: arriva dal bordo basso della falda e segue la linea di gronda, non i chiodi e i travetti in mezzo al tetto; il meccanismo è nell&#8217;articolo sul <a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">muro bagnato sotto la gronda</a>. Non sostituisce la misura, descritta nel capitolo sull&#8217;indagine; serve a fare le domande giuste prima di salire sul tetto.</p>
<h2 id="una-verifica-che-chiunque-puo-fare-il-diario-della-macchia">Una verifica che chiunque può fare: il diario della macchia</h2>
<p>Prima di ogni strumento serve un calendario. Per un mese, meglio due, chi abita sotto il tetto annota ogni giorno tre cose: se la macchia è bagnata, asciutta o più grande; se ha piovuto, e da che parte tirava il vento; la temperatura minima della notte, presa dalla stazione meteorologica più vicina, che le reti regionali pubblicano gratis. Alla fine si mettono le tre righe una sopra l&#8217;altra. Se la macchia segue le piogge con un ritardo di ore, è un&#8217;infiltrazione, e il ritardo dice quanta strada fa l&#8217;acqua dentro il pacchetto. Se la macchia segue le notti fredde e serene, ed è più bagnata al mattino, è condensa. Se la macchia non segue né l&#8217;una né l&#8217;altra, e si muove con le settimane calde, è umidità di costruzione. Chi ha una termocamera può aggiungere una quarta riga, la temperatura del soffitto nel punto della macchia rispetto al soffitto attorno, la mattina presto: la condensa goccia dove il soffitto è più freddo. Il diario costa niente e, nelle contestazioni fra proprietà e impresa, è il documento che spesso manca.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig20-tre-firme.png" alt="Tre soffitti visti da sotto con le macchie delle tre cause, il rigagnolo in asse con il bordo, gli aloni tondi lungo i travetti e i chiodi, i punti sparsi, e sotto ognuno il diario di un mese con le righe della pioggia, delle notti fredde e della macchia" class="wp-image-4224" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig20-tre-firme.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig20-tre-firme-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig20-tre-firme-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig20-tre-firme-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig20-tre-firme-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 20. Le tre firme viste da sotto, e il diario di un mese per ognuna. La pioggia lascia un rigagnolo in asse con il bordo, e la riga della macchia segue quella della pioggia; il vapore di casa lascia aloni tondi lungo i travetti e i chiodi, e la macchia segue le notti fredde; l&#8217;acqua del cantiere lascia punti sparsi ed è bagnata tutti i giorni. Le strisce sono un esempio costruito per mostrare i tre andamenti, non un rilievo.</figcaption></figure>
<h2 id="come-si-indaga">Come si indaga</h2>
<p>Prima di tutto il resto, l&#8217;accesso. Sul tetto ci si sale con un ancoraggio a cui legarsi, e in molti edifici quell&#8217;ancoraggio non c&#8217;è: metterlo è un lavoro a sé, e va messo in conto prima di promettere un&#8217;indagine. Sul manto bagnato o con il gelo non si sale, e la termografia notturna d&#8217;inverno mette insieme le due cose.</p>
<p>1. <strong>Il diario della macchia</strong>, per un mese o due, come descritto sopra: quando, pioggia e vento, temperatura minima della notte. È il passo che decide tutti gli altri. 2. <strong>Sotto, al mattino presto.</strong> Mappa delle macchie sul soffitto e fotografie con la data. Igrometro a contatto sul cartongesso o sull&#8217;intonaco, nei punti bagnati e in quelli asciutti. Termocamera sul soffitto: la condensa goccia dove il soffitto è più freddo, l&#8217;infiltrazione dove passa l&#8217;acqua, l&#8217;umidità di costruzione dove l&#8217;isolante bagnato conduce di più. La termocamera vede la temperatura delle superfici, come ho scritto nel <a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">caso di Loreto</a>, e i punti vanno confermati con l&#8217;igrometro. Un termoigrometro con la sonda di superficie misura nello stesso punto la temperatura del soffitto e l&#8217;umidità dell&#8217;aria. Così dice se lì la superficie scende sotto il punto di rugiada, come ho spiegato nell&#8217;articolo sul <a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">punto di rugiada</a>. 3. <strong>Sopra, con la pioggia in mente.</strong> Risvolti e loro altezza sopra il piano dove scorre l&#8217;acqua; soglie; bocchettoni e griglie; pendenze e ristagni, con il livello; giunti; bolle e onde del manto; converse e scossaline; colmo e gronda; tubi e antenne. Ogni punto in asse con una macchia si segna. Dopo una pioggia si guarda anche quanto dura l&#8217;acqua ferma: la guida di posa citata nel capitolo sull&#8217;umidità di costruzione la vuole sparita entro 48 ore. La stessa guida prova le saldature facendo scorrere lungo il bordo del sormonto la punta di un cazzuolino o di un piccolo cacciavite: se la punta entra fra i due teli, il giunto è aperto. E vuole i teli posati dal punto più basso verso il colmo, perché ogni sormonto segua l&#8217;acqua: un sormonto rivolto contro la pendenza è un punto da segnare. 4. <strong>Le prove con l&#8217;acqua, quando servono.</strong> Sulle falde e sui punti singolari, la canna a portata misurata con il secchio, un punto alla volta, con un osservatore sotto, come ho descritto per il <a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">pluviale</a>. Due regole la fanno funzionare: si parte dal basso e si sale, altrimenti l&#8217;acqua del punto alto bagna quelli sotto e non si capisce più niente; e su ogni punto si sta cinque o dieci minuti, perché l&#8217;acqua dentro un pacchetto impiega tempo a comparire di sotto. Sul tetto piano, la prova d&#8217;invaso: scarichi tappati e acqua a pochi centimetri. Broccolino, per il collaudo, indica almeno 72 ore. La norma americana che descrive la prova dà invece una finestra fra 24 e 72 ore e un battente non superiore a dieci centimetri, e dichiara di non essere pensata per le coperture; l&#8217;associazione americana dei posatori la sconsiglia sui tetti piani nuovi, per il carico e per il rischio di lasciare acqua dentro. La prova si fa solo se la struttura regge, perché dieci centimetri d&#8217;acqua sono cento chili al metro quadrato, se il perimetro e le soglie stanno più in alto del livello, e mai con il gelo in arrivo. Se non trova niente, l&#8217;infiltrazione dal campo del manto è esclusa. Restano le altre due cause, e restano i punti che l&#8217;invaso non bagna: i risvolti sopra il livello raggiunto, le converse alte, i raccordi con i muri. 5. <strong>La termografia notturna.</strong> Sui tetti piani esistono tre metodi standardizzati che non aprono il tetto, e ognuno ha un campo preciso fuori dal quale sbaglia. La termografia si fa di notte, quando il tetto si raffredda e le zone bagnate restano tiepide più a lungo. La norma americana che la regola vale solo per i tetti con l&#8217;isolante sopra il solaio e a contatto con l&#8217;impermeabilizzazione: il tetto rovescio è fuori campo. Servono due giorni senza pioggia, niente pozzanghere sul manto, vento sotto i 25 chilometri l&#8217;ora, e una verifica a campione con un saggio vero, perché la termocamera vede temperature e non acqua. In Italia la termografia sugli edifici ha ora la sua norma nella UNI EN ISO 6781-1 del 2023, che ha sostituito la UNI EN 13187. 6. <strong>La misura di impedenza elettrica.</strong> Uno strumento fatto scorrere sul manto risponde all&#8217;umidità degli strati subito sotto. Non funziona su manti metallici, su membrane nere in gomma e su isolanti con la faccia in alluminio, che danno falsi positivi. 7. <strong>Il metodo a neutroni.</strong> Una sorgente di neutroni legge l&#8217;idrogeno dell&#8217;acqua attraverso gli strati fino a una ventina di centimetri; la ghiaia grossa lo disturba. 8. <strong>La ricerca elettronica delle perdite, e il suo limite.</strong> Due norme americane descrivono come trovare un foro nella membrana con un campo elettrico, ad alta tensione su membrana asciutta e a bassa tensione su membrana bagnata. È il metodo più preciso che esista, e sui tetti coibentati spesso non si può usare: il circuito ha bisogno di un solaio conduttivo sotto la membrana, e l&#8217;isolante in schiuma o il pannello di protezione interrompono il percorso. Chi vuole poterlo usare deve prevederlo in progetto, con uno strato conduttivo sotto la membrana. È una delle ragioni per cui una copertura isolata è più difficile da diagnosticare di una non isolata. 9. <strong>Il saggio.</strong> Un&#8217;apertura del manto di trenta centimetri per lato, lontana dai bordi, in un punto bagnato e in uno asciutto: si guarda se l&#8217;isolante è bagnato, se sopra la barriera c&#8217;è acqua che scorre, se il massetto sta sopra o sotto l&#8217;isolante, che cosa fa da barriera. Il saggio si richiude subito, con una pezza della stessa membrana che sormonti il taglio di almeno quindici centimetri su tutti i lati, quanto i sormonti di testa nella stessa guida di posa, saldata e non solo incollata, con la fiamma tenuta lontana dal polistirene e dal legno scoperti dal taglio: se resta aperto una notte, la pioggia aggiunge acqua al problema che si sta misurando. Un campione di isolante si pesa, si asciuga e si ripesa, con lo stesso metodo che ho descritto per <a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">il massetto</a>, tenendo la stufa sotto i settanta gradi perché il polistirene si deforma prima dei cento: l&#8217;umidità in massa dice quanta acqua c&#8217;è, e il rapporto con il chilo al metro quadrato della norma dice quanto ci metterà a uscire. 10. <strong>Dentro casa.</strong> Umidità e temperatura dell&#8217;aria per una settimana, produzione di vapore e ricambio, con il metodo dell&#8217;articolo sulla <a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">ventilazione</a>; poi le fessure del soffitto: botola, faretti, tubi, giunti fra soffitto e muri, il punto dove il camino attraversa. La prova di pressurizzazione con la porta soffiante, regolata dalla UNI EN ISO 9972, misura quanta aria passa in tutta la casa a cinquanta pascal, e con il generatore di fumo mostra da dove. La norma chiede condizioni precise perché il numero valga: vento non oltre i sei metri al secondo, differenza di pressione a riposo entro cinque pascal, e una regressione con indice di correlazione almeno di 0,98. Come metro di confronto, una casa passiva sta a 0,6 ricambi orari, una ristrutturazione dello stesso standard a 1,0, e i criteri ambientali minimi, negli appalti pubblici, chiedono 2 per il nuovo. 11. <strong>Il conto.</strong> Con la stratigrafia trovata nel saggio, il calcolo del punto 7 della 13788 dice se l&#8217;acqua ha una via per uscire e in quanto tempo. Il confronto fra diffusione e aria dice quanto pesa il soffitto. La tavola interattiva, qui sotto, fa i due conti con i numeri del saggio.</p>
<h2 id="la-tavola-interattiva-i-due-conti-con-i-numeri-del-saggio">La tavola interattiva: i due conti con i numeri del saggio</h2>
<p>La tavola qui sotto fa i due conti dell&#8217;articolo con i numeri che si hanno in mano. Il primo è diffusione contro aria: quanta acqua arriva al tetto attraverso la barriera e quanta attraverso le fessure del soffitto, nel mese e nel clima scelti. Il secondo è il punto 7 della 13788: quanto ci mette a uscire l&#8217;acqua chiusa nell&#8217;isolante, con gli sd trovati nel saggio. Le formule sono quelle della nota in fondo, e i limiti sono scritti sotto la tavola.</p>
<p><!--mxTAVOLA--><!-- ============================================================ TAVOLA INTERATTIVA - Da dove viene l'acqua nel tetto: i due conti Blocco autosufficiente per WordPress (HTML personalizzato). Motore identico a calcoli.py dell'articolo: diffusione contro aria dalle fessure del soffitto (UNI EN ISO 13788 punto 6.2, foro con coefficiente di efflusso) e asciugatura dello strato bagnato (punto 7 della stessa norma). Clima e stratigrafie arrivano dal Python al montaggio. ============================================================ --> </p>
<div class="mxt" id="mxt-tavola">
<style> .mxt{--ink:#232823;--paper:#fbfaf6;--line:#3a3f3a;--blu:#3a5b8a;--rosso:#b23b3b; --verde:#1f7a4d;--ambra:#a06a00; max-width:760px;margin:2em auto;color:var(--ink); font-family:"Segoe UI",Roboto,Helvetica,Arial,sans-serif;font-size:15px;line-height:1.45;} .mxt *{box-sizing:border-box;} .mxt-sheet{background:var(--paper);border:2px solid var(--line);padding:4px;} .mxt-inner{border:1px solid var(--line);padding:14px 16px 12px;} .mxt-cart{display:flex;justify-content:space-between;gap:10px;align-items:flex-end; border-bottom:2px solid var(--line);padding-bottom:8px;margin-bottom:12px;} .mxt-cart h3{margin:0;font-size:15px;letter-spacing:.06em;text-transform:uppercase;font-weight:700;} .mxt-cart .mxt-sub{font-size:11.5px;color:#555a55;margin-top:2px;} .mxt-cartR{display:flex;align-items:center;gap:8px;} .mxt-logo{height:34px;width:auto;display:block;} .mxt-firm{font-size:10px;color:#555a55;text-align:right;line-height:1.3;} .mxt-firm b{display:block;font-size:11px;color:var(--ink);} .mxt-display{background:#232823;border-radius:5px;padding:12px 16px;margin-bottom:12px; display:flex;justify-content:space-around;align-items:center;gap:12px;} .mxt-dcell{text-align:center;} .mxt-dcell .mxt-dl{font-size:10px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#8a9490;} .mxt-dcell .mxt-dv{font-size:25px;font-weight:700;color:#7ee0a8;font-family:"Consolas",monospace;line-height:1.15;} .mxt-dcell .mxt-dv small{font-size:12px;} .mxt-preset{display:grid;grid-template-columns:repeat(2,1fr);gap:6px;margin-bottom:12px;} .mxt-preset button{font:inherit;font-size:11.5px;line-height:1.25;text-align:left; background:#fff;border:1px solid #c9c5ba;border-left:4px solid var(--blu); padding:5px 9px;cursor:pointer;color:var(--ink);} .mxt-preset button:hover{background:#eef3f8;} .mxt-preset button b{display:block;font-size:12px;} .mxt-preset button span{color:#6a6f6a;} .mxt-h{font-size:11px;letter-spacing:.07em;text-transform:uppercase;color:#555a55; font-weight:700;border-bottom:1px solid #d8d5cc;padding-bottom:3px;margin:14px 0 8px;} .mxt-h.mxt-h2{font-size:12.5px;color:var(--ink);border-bottom:2px solid var(--line);margin-top:22px;} .mxt-grid{display:grid;grid-template-columns:repeat(3,1fr);gap:8px;margin-bottom:8px;} .mxt-f{background:#fff;border:1px solid #d8d5cc;border-left:5px solid var(--tinta,#6a6f6a);padding:7px 10px 8px;} .mxt-f label{display:block;font-size:12px;font-weight:600;margin-bottom:3px;} .mxt-f label.mxt-sp{margin-top:8px;} .mxt-f .mxt-cap{font-size:10.5px;color:#6a6f6a;margin-top:4px;line-height:1.3;} .mxt-f select,.mxt-f input[type=number]{width:100%;font:inherit;font-size:13.5px;font-weight:600;padding:3px 6px; border:1px solid #c9c5ba;background:#fdfdfb;color:var(--ink);} .mxt-f input[type=number]:disabled{color:#6a6f6a;background:#f1efe8;} .mxt-f.t-cli{--tinta:#a06a00;} .mxt-f.t-cas{--tinta:#8c8375;} .mxt-f.t-acq{--tinta:#3a5b8a;} .mxt-f.t-sup{--tinta:#b23b3b;} .mxt-f.t-ric{--tinta:#1f7a4d;} .mxt-verd{border:3px solid;padding:10px 14px;text-align:center;margin:12px 0;} .mxt-verd .mxt-v1{font-size:18px;font-weight:800;letter-spacing:.03em;} .mxt-verd .mxt-v2{font-size:12.5px;color:#3c413c;margin-top:4px;line-height:1.4;} .mxt-box{background:#fff;border:1px solid #d8d5cc;border-top:4px solid var(--bc,#6a6f6a);padding:9px 11px;margin-bottom:10px;} .mxt-box .mxt-bt{font-size:10.5px;text-transform:uppercase;letter-spacing:.05em;color:#6a6f6a;font-weight:700;margin-bottom:5px;} .mxt-box .mxt-bn{font-size:11.5px;color:#2f342f;line-height:1.45;} .mxt-curva svg{width:100%;height:auto;display:block;} .mxt-nota{border-top:1px solid #d8d5cc;padding-top:8px;font-size:11px;color:#555a55;line-height:1.5;} .mxt-nota b{color:var(--ink);} .mxt-nota ol{margin:4px 0 0;padding-left:18px;} .mxt-err{color:var(--rosso);font-weight:700;font-size:12px;margin-bottom:8px;} /* schermi stretti, in coda allo stile: stessa specificita', vince l'ultima regola */ @media(max-width:560px){ .mxt-display{padding:10px 6px;gap:6px;flex-wrap:wrap;} .mxt-dcell{flex:1 1 45%;} .mxt-dcell .mxt-dv{font-size:18px;} .mxt-dcell .mxt-dv small{font-size:10px;} .mxt-dcell .mxt-dl{font-size:9px;letter-spacing:.04em;} .mxt-preset{grid-template-columns:1fr;} .mxt-grid{grid-template-columns:1fr;} .mxt-cart{flex-wrap:wrap;} .mxt-cart>div:first-child{flex:1 1 100%;} .mxt-cartR{margin-left:auto;} .mxt-firm{white-space:nowrap;} .mxt-cart .mxt-sub,.mxt-f .mxt-cap,.mxt-nota,.mxt-box .mxt-bn{font-size:12.5px;} .mxt-box{overflow-x:auto;} } </style>
<div class="mxt-sheet">
<div class="mxt-inner">
<div class="mxt-cart">
<div>
<h3>Da dove viene l&rsquo;acqua nel tetto: i due conti</h3>
<div class="mxt-sub">quanta acqua arriva al tetto per diffusione e con l&rsquo;aria delle fessure, e quanto ci mette a uscire l&rsquo;acqua chiusa nell&rsquo;isolante (UNI EN ISO 13788, punti 6 e 7)</div></div>
<div class="mxt-cartR"> <img decoding="async" class="mxt-logo" src="data:image/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAHgAAABPCAYAAAAgGwHHAABJsElEQVR42t29d5glR3nv/6mqTidP3p3NOUirtCgLowACkSWslTEYcA44g6/Tvf5Jsn0dLsbY2L4YfG0yRlrAYAxIllBOKMfdlbTavDM7eU7q3FW/P87po7PDguO18Z3nOc85013dVV3Vb6z3/b6C78G/669Hnn76LrFrdFpw2d1aCPTSNm960yuKl+wouBuXLW5bub6yc90GKaaPRWcVbeElOqq0/WRrtVIacKzYJImp2QWpawNxGW2bxXlEFIq27dLQhGnYEG3LkUdxvKkoFWKgVtqzuBg29u5tTBw8qh6ZP7qy/aHdt82DOWkMxiC561LJzJi54bnd5sYbMSxt9J/8J75XxnH99YgbLrtUnmpBz79qU/UP3rvpPNdK1up0dsVozbpisOqvdTOnnCkxNjSkwcpAS0gFkYYk02RJBkaiMzBaEyQZGolrg+MKMBlCWNjKwRIaRxmwActgEkO7qWj7oh7rNIwyeWhyxtzreMW9ifBm/u7W9oN//MePzZ70EAL0HZda3Wf4nljs/9QFvvnmXWp0dFpcfvndaf/xO7/+zlUm2be25Mq3LqulFyodb1q2zB23CxbICDDMTqccO5FyfDKm3jLZQtMwMdlgZjZjaiYjToRoNDKhM4W0hIgyQaupQGjKJYNtJ5hMGlsYylVhHCUYGzJm2ZjHimUuAzVBpYRcPV4Qq1YJRkYKIB3IEkxiOD6lZ7Up7FmYs58+3mj+feStOvC2t936Uv+aGrNL7d4N1123W/9nLbb4z2C/N9ywS8Du/C2HS6+3/uzaL22/ZKN7zUDJurA0FL2qVsxKbjklCwwTxwSHjkT66T0N/fxBn6MnEFNzQsw1MxEknpCigmWXqVarlCtlKuUqxWIBr+Bi2zaWZWFbFpblIBBkaUqSxqRJSpKl+IFP4Pu0Wj6NZotmvU2UNMl0g5JMzMiAYHjAmDUrUr1tk8WO7QNi/SpbrVvhQblA6vssLtrx/ELwWFpy79l3qPTF7//ADz/JYz+V5JR9xx2XWnfddbe+8cZvFzf/TyzwzTfvUrt2gRC7s/zYo7fteqWwn7tkwPXeXfXCLSPLpEVkc/RoysNPLJinXwyyJ/ZG4vmDiZxvFUWxWGVwaBkjoyMsG13F+PgoQwMVyuUCxaKHEBIhJEkSkyQJURgCkCQJmdZkWYYxBsexAYHjOIDBdT0sy8JSFspSZFlKGIa0Wm0W6i0mJk8wPT3N3PQcc/MztBonGCxps2Wj0adtdc2Z20ryorPLcuNqCUWXhVmtW756ab6VfmmyOXDv66/++VvguiynajjNCHGj/n9hgYW5eZdk126Ty9UvfOFtG9aWF944Vll8R6WoLxwcz8iahqf3xTz4ZCP92jcb4tkXtQyzoiiVRlg1vo5Nm9ewZs04QyPDKGUjUPitJq1mnZm5eRYX67RaLVqtBkmS0Gq1MAZ8P0AIQRzHaK0xxpBlGbZtY4yhUCigtcbzPJRSFAoehUIBr1CgWqkyMFBheHiEamUAr1RESps0i2gsznP48CQvvHSY40cP4jfmsFTdbN0kzOuvrOlXnlGzXrGtjDWQ0a5bTC/KZ+cX1J2H66Mf+/63f+3ZroImdu/eJa+77uUX/r/UApubdynRN/g7/+7Vly0bq/9ExWtfs2q5LBAonng+MrfcNp/d/q2W3HPAiCSuiXXrN3DGGaexfv0GhoaH0SKl1ZxjfnKW6dl5pqdnWagv0Gg2iKKYJAkxBkxXwkkpkFKhlMIYg5SyqwAJhBAYYxBCoLVGCEGWZb1vYwzG0DknBUYYXNvGtT1qpSoDAzVGhocZGV/GyNgAA7UKStrMLyyw/6XD7Hn2JQ4feAkhTphNG0rm0gtK+q2vqcqdp1lS1TyOHwujRqt069Fm7U9f98bb7ugpZjedPFff0wtszPUSbkQINJuuch/5SHJVubjwkyvK6RuqQxZTsynfuH0h++Iti+Kex9pSiRHWbdnKOWdsZcOa1ZRKFebnF5iZm+DgwSPMzdaZm5+i7YcYY4iikEqlRBgElMsV4jjFdV0AsizDdV3CMKRYLNJutymVSoRhiFIKIQRp2mkfBEGvTaFQIEkShBAopYjjGNd1abfaFIoFWq0WyuocN4BrO1jKYtnyZdSqNTZu3MjIyCiDgwOkacKhw4d46unneeHFFyE6wc6zC/qaq0b0W15bsFYtV/iLtj6+4NxzYM79y6uuWf4F2J0JAVpfL/+9Wbf491tYBOySHRkrePDWV/3QYDn8rTXDjS2FisWL+2Pzua/U9ee+PCuPTDhi1ZptXHDhdrZuOY2i69BYqHPo6GGOHD3C9PQ0gR+QZRlKdahRWAolJVJKRJ9CKoTq9m961GnMUnu1c7z//5yq+3+fbPIIDAYpZK+3Th8anXXkudYZSZIhlcIrOIyNjbFq1RrWrlnD4OAgaeaz/8VDfOuhJ3jp4F5WjRhz7ZuH9bvfWlan7RC0GwUOTadPzyxWPnD5W6/6HNyojUHecAP8eylj4t9ncXepXHm69QuXXbJy9cyvbBixri7IlL0HTPbpLy3ymS9OqBMLZc46fSeXvPJMhkaHCZoxLx3cz6GDR5hdmKPZWMRzXZIkoVyuEkcJbsEmSzOklCipiJMY13UIggDP8wjDCMuyMMagtcayLMIwpFAo4Ps+hUKBKIpQqvMi5BScU7nv+3ieR5qmCCGQUpIkSffenfuEYYjruj12blkWURTheR5BGGLbFkHgA6A1OK7N6OgYK1esZNuWbZTKRRYbi9z/4IM89cReKuWGefubB/VPXbucHadLlcWKF46phxeztT9z8Wv+7nGAO++81FpqPv6HL3CHajsi7bOffcfgjtrzHxwcS9+zeoWU+19sZh/53Lz49BcXZDMos/Ocs7jwoldQLFaZmZ7mhRdeZHJygna7jTEGy1IIIXEchzTNcByLNO1QcK4g5bIyn2DbdkiSBKUkWuuuDO4skG3bRFGE67qkadqTxflLkCQJjuMQxzG2bZNl2UltbNvu3SdJEizL6sltKeVJbTpj7vSRZRlpmvZeplKpxLJly9m8ZQvj4+NEUcCjjzzDQ488SlHNcu0blumf+ZEBc9Y2Wy3O2umUn+3eNzHyu1dfd8ceY5CAEeJfb0OLf4vZk2uAj33z8neNled+Z9VKtXZhUptPf3VGf/BjJ9TRaYuLLzyPiy88G+VWmDh+nH379jA/XycMQxzHRcqO3JNS9pSifgUon7ScbeZsO01TLMvqTWw/i87b5C9DTnk5m83vmV+ft5FS9hSw/Pr+71Ndn3/n1/SLhCRJAIiiCMd1qQ0MsGXLFjasXkWmDd965DHuu/cBRisRv/xjy/V73j4gx5ZLjp2gfWhy4P3f95b7P/pvpeZ/1QKbOy+1xOV3p9f/rzcsf/3pk3961qboOkspvnGfn37gw1PWvY/7bNq2lStedSEDtUEOHDnGC/v20mq0abUalMoVoiiiWCz2Fig3ZzzPo9VqUS6XabVaOI7TmyilVO+6VqtFqVQiCAIcx+nKRI3jdNh3fn2uZFmW1aMqz/Pwfb+nZBWLRZIk6YiBbh85iy+VSrTbbTzP671ouRjIz5XLZYIgwHXdHrdxHOekNo5r0263cF2XgcFRNm9Yz8Z162n7Pvc++DBPP/UkZ+1Q/NpPbUmvfU1mCQmHp71/+Mdntr/7ve/93MK/dpHFv9iu7VoZt92866J1a1/63KYV7XVzx7z0+o9Ny499clIWKuO87rWXsG7NKk5Mz/Hiiy8wNzffe/PzT2629CtI/b/z/3Nq7leOlipRSxWo/nsvVaq+7YH6FK2l1y5VzvqvySk95x55u1O1z1l/boenaYYQhoHBQTZu3MTKFeNMnZji1tvuYHZ6kh/eNWh+630j2fpVjnX0hHjx0NTK33nVm2799L+GZat/iYvxrrs6z/XgNy//9U3jxz65diQdfuAh0nf9xgHry7csijPOOIc3vOUKhFY8/cwennrqSeqLdbTRXVmp8H0f27ZpNBoIIWi1WiRJ0nNQACwuLqKUotFoAOD7fs9Z0Wq1kFLSaDRQStFqtdBaE0URURQB0Gq1sCyLer2OlBLf93uyMQg6zo/8+kajgZSSIAhI0/SUfeRjDYKgN47+c0opms0mWmviOMb3OwpXs9nsncufPX95wzAkCAIOHTxIq9VmYKDG+eeeRypjvv6PB8U3727ItasHsnO3WSNjteiaN79lq7d606Hbf/u3wVyPvPHuf94ii3/u4v72jWiD4Ik7X/3XZ6+b/NFWmJmPfDYwv/tHh6UWVS5/zfexetVKjh6Z5MChg4Shj5SqR7HGmJ48y2VYLi/zv5xal373y76lcjq/b65k5cf6Kav//6WyvL+P/uuXtumnwv42/TI5b5NTbS6X+69fylmyLMNog+M6rF2zhvXr1nFieopbbr+TtL3Ar/38uP7lHxvWA0VjPXes/DdX/+jge/fvvyXq14H+TRScL+7PvPe08v/54zV/fcZq/z1zzTh5340z8gN/OSlHx1fz+qsuw/MGePzxJzk2cbQjc7pyMX+wfCGjKOpRVe4n1l0/cRzHSCmJoo7pE8fxSV6mvH0uJ5VSPfmcy2ApJXEcf1ub/PrcHErTtHdOStnTfI0xvT7y+/S3yV+I/j76x5o/S/4c+Xhy7b7/OfJ7SiXx/YCFxTmmp+dYtmwlO07fyELD5ytfPyIOHU/keecXks3j0bmvfU122YVvuPyWd+z6fOPmm3ep3bv3mH/1Al9/PfK3fxv9juvPr/7Eq7NbXrExfuPhyTT90fedsL/wjQWxY8cOXnnJpcwuzPH8C3uZn5/H7tqktm33Jjx/aKA3MflD5xObU3A+of3aaz915r7k3ITJF6qfcvo14/779NvKuemT36ffBMo146UmUL44eR/5WPs19X5tPk3Tk8yspdzq5T7s7rNbNNt15ubmcJwSO07fgpAet991gEceDdQFZwymp23S6zw19bYtWzfe+qM/cevMP7XI4p+ycc9985u8P/2F47ddsjW7+IWX4uTd7ztif+tJn3NfsZNt209n4vhxjh0/jtEpQiqUspDyZSUkf5h+pal/EpYqQv0LdSolZ6lP+Tt5pJay0aWK06lY/dLrl7Lv7+QV62+79Fx/H0vHf7IY0UDn5cqyCFAsW76cdetW8cKLz/PwQ09y2mbFx/94Y3r+mcJ69ph96AH/wrN/8jUfa9xwA+I7eb7Ed1zc3Uhxncgeu/38r+7c4L/pxYNZ+s5fOGo98lyL887byZrVazh0+AizMzMkaUah4PXMk9yD5Pt+z0ZM0xTHcXr+4VarRbFY7LHRnKXl56rVKq1Wq+cnllL2HBylUolms0mlUsH3/Z55stRMajablMtlwjDs7SDlZlJu3uRmUs5O+02xZrNJtVql3W73PFk5dwqCoDfW3FzL+8h94rmZlZtk/c+aJMlJ/vLcJ54mKdpojNHEScaK5ctZs3Y1J06c4KGHHuG09Taf+JMt6XnnGOv5w+4D7/ylV1z26KPjGdx4Su36lAvcsbnuSZ/85vl/ddamxo8fPG4nP/jel+xvPelz3ivOYM26zRw9dozFhYWTzJ5+h0P+6afepSbRUqWj/80+lRm0tO2pKLVfwVlKvacyj74bhZ/q3L/ZdfhduM/JHMGQZSlZllGrDbBhzWoOHTvOI488zmmb4aYPb0p3nG5Zj+13PnXuFY+/p+su/rbIEXXqxb07/cJnzvmBi06Lf2/RT5Mf+ZVJ+56HGmzZupHVK9Zx9NgxTkxO9uRMvhPTbrd7JoiU8ttMmNwEsSyLZrPZM09y6guCoHfOsiza7TZSSsIw7ClRQRD0zKN+0yOO49448nPtdhvLsgiCoEdZOaW22+1em/4+siwjCILe+PM+cv0hV5R83+89c95G6445mJtrvu/3+lraRxiGvT7ybyEEYRh2Fc+X28zMTBMkCaPDI5SLimf3TfPMC6F89asKydbVYufrrlwr1my57c4777zU+uQnD+vvuMDGXC83bPhk9vlPX7Pz/LVzXxqppdZ/++MFddMXZ8XKFcvZvvV0pmZmaDbrnTCYPBzGtk+i4n6qtiyrtw239GPbNkqpTjSFZfV+Sym/7Vz/+f7r87Y5C+8/l/efs97+6/PrhBC96/vP59f13/NU/ee/+9su7eNU5/qvy7/7x3DSc1uKOIlIopRVK1YRRyHP7Jtjse6oN16m0mLJXHH+Ky/+hze95dbjxlwvb7zx7h4Vy365u3v3jcKYS60z15741Np1ovLZr/riY38zJaqVCus3bGR+cYG5udmefduvVPQrTzlF5r+XKkj9n/779P/O75sf6/cInerYUja+lG0vPX4qRWepV+s7sdT+Z/lOIuQ7iZRT2cJLv/s/+S6aLWwW6/OcmJlm9dpVDAxU+eTuE/zVZ2I5VhHmjFUHP/PRR3+yyO49oqsgn7zAsEtedx3ZvV+Of33riubpTzwXp7/6B0ck2mLT5s1EUcTc3FyPRUVR1GN5OevxfZ80TXueo5zdpGlKFEU9T5LWmjAMe+w792TlbLz/O01T4jgmjuPeffJ7L70+SZLemPr7yFlrnMS9e+bn8rFHUfRtfURhSJZmvT7ycXT6f3kc+fW5uHq5zcv95/fNx5lf1z+OfFy5SAuCoHdvQ0cMzc7O0WpGbFq/DizJ73z4uHzwoSDbtkVve8Xsc9d3IkN2yZOULHM9khswn/rUm1Zfuf3IvoGaca/92Qnx9dvnxcZ161i9bh3T01Md+1BZCAmIrl1o+qnV/JP+4qUUeipKOJWf+LspTEu9R6eyFYwBgUAYMMJ8RwVNCAnGYHrdGASCzgGDEQbRezbRncFTm3vfbczfiXKXmmL9ymuaph1HjZQsHx1hYuoEB146yKXnV8yX/2o8y0RBP3509JIr33D7Y3m8V2eL5YZdQojd+onbZ64fX0Xh47vr6T/eMWdVa1VK1QFmZ2eYmZmmWh2gXm9SrZQJ/Dau6xAnGWmWYdtWT+XPTZh+0yFNUwqFwkk7PeVyuecJyj0++SZ83uZU4TT95kX/btJSEyY3gYIwRFoWshsy63nfHrITxzGWtBBCEiYRXsEj8NsUiyV8v43n2WSpRiBRliIIA0rFIu12QKlcJuiaa0t3tfpNoNzJI4ToBQzkplSr1cLzvJ5HTClFEAQ9UzA3G/PjOtNUKlUq5RJ3P9wUn/hCVfzSz0ln1eLCbwnBW83N3ZesE866W//9p1+78aJtx/amliVf/64D8qnnAjZtXs9AbZBmYxHbdilXSrheZw83CWOiIKIdddgPxpDp9Dsa/bnczH3HS9/spQ6Gfr9zPxWfyvnw3cyfTrRkEdv2SNKQMGqTJebbnA/GaJS0KZVKOIUiWZoRhy1sy8FyHJIsoeW3EHGKLBYouyWkkPhhizgKuy5QeUqOc6rdqqW7ZUuDAJfeJ1dW0zQlzTKyNKVarREEi7z00jE2rFF88xNr9MCIJx7cM3bhVdfd8fDNN6PUzTefLoXYo9//Y6O/v3kr533mC7PZxz8/J8vlEiMjY7SaDaQlGVs+zNZtr2Dl+AaqQ8NkeKQY4qBJ4LdJdEoUxkgpeg6O3FzIzZj8zc33U5eGtOYOjdyUydvk/urcl52bJfl9cl907pfuBNl1TLBKucLY6CibVg9hdMT07CJGQxjmfuLOGOMoxi7YLFuxli2rh/GshEYrZnz1OKvHaogUpuYXSbOY0dFxtqxZwVDVYWJqljhOiaIYY3Rv1yrfMcrNtJxD5eZa7qrNzb58lyuX17mek8+DUqr3HXdleccV6hHHAZNTAcMjpezK1xRV0gqrf/GpE1+4+eZdUgqxO/uDPzh/1fLR6Ifqs9L87RfmlREOg7VBjMlI0pSB6jDr16zkknMTrrloH9defJw3XXiYZZVJgihCo0HIrotS9thQv7nUbwr0yxYhTnaU9F+n1FKt+mWqz/3PS7VwKQVKKkAjhaFcrjA0PMJb39hk54469QUDpH2aeJeiAM8p4Nhl3vya47zxymdo1tt4TpGrX3eCyy56ntbsAkJklFyHHTvmeM8PvIBkmraf9J6lX7vv50JCgFxy7jtZAaf69D9rx3yySZOELDPUalWEsPjbr8xaExOZGR20rvnEn161UYiuDH712QNXrFqfFr/+jwvpt54ILM/1KBS9niO+VLKRVpmtyx9ly9gLPH+0wrVXpWxfU+Inr/dpCZcKFqnTeZhOILlESre7gC8PMF9ozysgVWcRcyXFGIOSnbgsIQS24yIAmS+YVEjZeXkcx0UpgRB2jzXmE+G4CiE0XqFEsVykXLTYMDzF5OBBMCW0cXBcG9mNActfFte1SYIWHm0GCjF+a4Hm3CyjXotGqU4USmqmQpoI6tMZ21/dpuh2NOJSsdiN8OyKHylxPReBwHU782C7qvukovsc4LoeQkChUOi8DKqr5GkQTmdxHbczH5ZtY1m57ZySpoIs07iuh+davLA/4o570uyHfrjmbJmKrzSGA/L666+XBbf4AxTGzBf/cU7EBooFm7Rr9iRJTJQIJk8cxhKL/M3fCV7zrkl+9H0tdmxLuWCH5sTROdKkTaPRJkkSmosN4jij2WoSRwFB4NNu+8RJSKO+SJLGNJvzxFFIq+kThlF3o7zD6ltBC2MMQbtJlqYEYZswiImigFazY4I1m4vEcUar5fdMtXa7TRzHNJsN0jQj9EOkUMTJNMOFFtvWF2j40wS+oLHok6UZfrtNEkeEQUgS+cwtLNKMUhIjmJmdZWJugZmFFq0gYzEKWWzUWWg32T8xSSsU1NstgsCn0agTBG2CwO/cM4xo1JskaUaj2SBJQvxWizAICSOfZnORKE5oNBfQacZiY5Ewimg3fNrtgCgOaTabJElEfaFBHMU0FhcJgpigGyyQJCn1+hxZBrZtkRrNP3wzEoZBxlfU3i4ExnrCf6L0CyuWndeYTcXDj/tSCguvXMayXZRSuK5DsViiVoThQYeJuYxEe9z9sOGlCcPGtRpbSox0GBmtUikPUdlgIQUEfkzL90FkFLwyTqGIJwXCsrGkTZS2qLd9RBLjejWGa1XK5QrGlmQxNPxFGgs+QTiH63pUq6PYrkUahzTrTdp+iOvZGH2yaeJ5HpmG0YFBSm6V1avbYJqMDBiWjRVptUJGhweoDZTxCquxpUAri9XDYxhngFLxERbbUB4epOB52OU2Y+M2igTXK+BIl2LZxS6kOLYEoyiVC1SqYwwOjuE4IVFgqDcXCMMYzx3G8zw8r4BQEltJHJUSBop6MEsWKqq1IrZTgjSiFfgkUYpXKGFJyfDoCEWvAFoTxClJEpHGGWmWdj1lglK5TLMdcd+jU3LisEW14O380B++c6v1jrOHL6iOjgzcd99B89L+BWFZHnEUEwqfLEsxWhMnEUELhAqYOhHi2IM4jsaIMpiQJGmTpFUGSmXOPmcbSpUI2nDw6B5IEyxdYGRkiPFlW4lkm+FaGX9eMx/X8ScOoYTD8OggK1aNMFobJUpSMj3H/pcgzXwEHqvXrGH92s2YJGV65gTziy2ErWnN1VHK6XnP8nBZr+DRigWRFnjpYZyCpoRm5WjE49NQLbssW76ZsUEHt7iKVrrA8oFx0sijXIRmHRr1OpnOCNoJnueSpg1arQ6XClppZ5IjTRRHKFlm8+bNrF62gizxOTR9gmazgSskzSRk1eg6KgMFSoUKJXeYKGrTrM/QPhpSW1VgsDJApdyxbVsnjpCFIVHSYsX6TSxbtoxqbZRjMydgvkG2cAI/aCKEoNls9kwwz3WZmGqJ514S2WvffFrl4kviK6yztp95tTU4YO89ejALwkzVahYFt4xtK2zbolDwcJwi1YGFjqpueUglGF+1HMvVaA1CWFQHSpx94bnsXFvh7I17UO48N/1DyJ0PaMbGh9myYTvff/kLHFso0AjneeWbpzhy1OJTX5zhUH01ylK89tyXeMX2p4giiQ5CZi5O+MDHQlrZFk7begZnbtvLOWteYnLW8KGPhzx7QFAoFhFGYXh5j1lKiWMpBoaGcRzJjrUpzx/VOEpy/llF7nskoVYdYnh0lOteN8HM7CGSMGPZsgPYtmDNqqOsrMFf/9kYH/yL40xMarZsUkiZoZwUVILjWrgKRkY8nKOwefOZbNuygfO2PsH2FTPsPZjxkU+0OBwUGB2tsmL5KFe/ahopBAcXNBdv28+BQz6f/prL6LLNrFte4uztRzlwYJ7P/YMmKthsHl3LmdvPYP2qiO3rj7C4OM2Xb494ZkFSLpdI4oRKpdJNoCuQJSlBAPc8vMCV1yyn7B5aLivDI4MwwnN75rvaqURnCVnWoQgEZKnGsTRKGRoNQdn2GB0tUXINsTYYMlYvW8+Kms2rLniAwcoDDHKE/++nAzavPs5CHVLTZMXyA9jRw5wxvpdnn93DqrED3PBLhqz9HM89+yJ33/cSd99znK/e+iLtxUnWjc1x4vg8SnucvuZ5Xrn9Qe645ykKcoLf+KkIN5sjaGvSrGNG6cyAUWRao6RA4uA5IevGY+66L+O5FxVbN0qUSQmSiDgIWF48SkE+zHmb9vPck0/zN59+hiNHYhr1lMcfaXH86CL1dghSIjOQQuHZHrZQGJFh2Sme61EbHOSMDXvYedrj3Hn/ATatm+eXfjyj1ZogDQVZkjE8dARb3stY4WFM+ByvPHOSd785pu1P89oLHmDj6D386PdP8ZZLFggbdYbGRhlflvD6Vz7J8sojvGLTcX7rZxOGa7Ms1JtINFmWIIQhTROk6qhwe/YtCME4XmX126RmeCOsYv++RZHLsCTtbFdlWdb5nSZkoSI1Ia2WZvX6rWzeMEbFS5icTFHSxnKKnLvuWariELt+MeLCd8xy2wNtfurdinb7IJPTiywsxqwcb3NkOuAHf2mRt/9cA619LjuvydEjU3zmy21+8feavO9/tnjysOThvQWe2m8oFKf4vjOf5qavtPix35S85/0tli2TvPkyzezsdM8HnGUBme74v7EkUnjUihG1Yc23nonZ+6LP6escqlVotALa9QVmZtrs2AAvTE7xP/884tN/F3L/U5JnJiz+8C9mmGt6uI5CZymxdFgxvpUzdpzDyMgwJrOQWYxXHqDsTHPp6Xv4zKcifvQ3ZvnZ35zk7NMVl1/U4sDhGRbaC0wdT1hTC6m4dd768w1+44M+Z6ydZ+eme3lq7yRXvKPBBz46x+uvjBiuZNTbkp3rn0GkB3nbL8xx+TuP02g2+fkfgHp9nlaaYGKJNnRjuyxAMDcbS/QQA8NbT5fKGdmexsNMz9dFh4ItPM/DcZxOrqzjIS1DqQquKLJt+3I2bhrgLec2iZoBDz3eYmRkOcMDbc48c47P/33Es3tDGpHFBz4yzbZ1I7xih+HEzBxVy+LcHQU+cdMUiDIvHEr4xn0Zl5w3CKbNYLHE2jXbePWrzuHCM6s88nCLTDtcvDUm0SF/8bdNSgXF/uOSL31lnquvLFOsRKQpOI6N47jYlkupVMQrlKhVSwzVGrguHD6a8sz+kHVrC4wMpAigHcVkwNqVkr/+XECjnTE6UmWw6lJSFiWvzPiIx8BgjQFX86ozapyzvcaatS7j4zaO1B1RRoGzTmsx3wz48E0NCuUK33pMc8vdTa6+skTRUdRbIWESs+Vslzse9zl6xPCtJ2OmGwk/+GqXD318kok5xe5vBNRqRbZusCiYRU47vcGffaLBC/sFh6Ylv/2hBc47p8qOTTZBEFEqF7Esh2Kh0rWpBfN1n1azhFtYLazBgU3VMAY/0KITdRjTaiWUSmW0DtE6xWnHLDZbZM2Q9+xKsXiUc06z+MO/CNh3CMaWS4bKdQbsNvc8GWCpIls3bGA2XuTwXMQFOzT33X8IjeCex+D2ewNKXgVVGGFiKuXsTSmlcka9nbDhzFXsWDtFpSa55+E2dmGUdWsjHts3z8QBcDwJxSrfuK/Jm9+YsGJUc/BIg4GhlbhKATazs3VqI5J6K2DDSkN9rsHslCK1JY4ssnWtwx1PzBGEa9BWyj8+HHLrvRlW0aFQrFEqOmBOECcRXrnIwnzIlssyPv9XLu35fWjzEqqwgCNdWrEA3WbtskUefXKBoxOSoYoGdxm33Nfi+p8vUHCmOTFRIc0CXnhR8tnPL3RDmWqUPM3RWcORQ4Jy0UOjEdJmqJaShS+SJSXueFBRLMHoyEqabYv5+Tbn7VA8+mwLooxCuUijWcezPUDTbvs0fJfR4REsSzkmSUKRpgaQXdOo0Mt6d2yLou2Q6CKphjNGJc045u2/OMutd7QpVqoMDA6yYrnEjxMOH1EsX7mO8y/5PpSAycP3sXlDk1S3qPsDPPpMg1QrSpUClYERhqsp1cI8ZVcg3Bplt8TOzZoTcz6HpyyWjxZZvzrj8T0WjcRl9ZiHXauBLGPaPudsG6DZGuW88y5BWjaTxw7jeIJqaYiB6hAbV8+y94BGltcyvmqUhcUJztphc9/TVSCi4BV44P4ThLFgxYoq1WoNY9poISiWS9jKYdkQHJzwufGDU5QqFioVbFin+en3FIhDQcE1rB0VPHCXAikplz2KlQGCpEDR81mz0uH5wykjQyM8vGeC41OGVStHGBweQtk+e56eJkpChsfGGR+vII2PzjLOOMfh8PE6R6c0a1Zs4rLXvJowaBOqb7F2VQMdW5Sqnb2Baq1IEmqEkOhUYDIHpVysNGkKKcFSAtBkOiMMg164qi54BFnA0ak682mZr399kktfVeXRp1oEocVQ2UXJhDgKcKTmmisdlNNi05YXSf2QoYEmK1domvU5jk3bSOOACEkluJ7F1EybYklQKQrm4hiV+uzYHvLEYy2mFyQ7loNSEUeOdTYy4lQw4ErqTYMfOezYJqgN13jdK4+x6GccqJzgb78+SbU4jmCaSmWWLHH4wTe0WbbMxSuGbN/iEPh1tF6BTAVCVxCihUVHA1eWQmhIoxRBQrmSMTWj+NJtAeAAitO2wTveJZif1dh2SHVA8sRLIRaCMDEMFmzCdkqgDakO0FFInIVoaRB0QGEcz0GpkKlFmySRuJ5CGJACLJExNCCpFTTXXWmxZROsWreHyTmfaqGF7VgYE9JuNSgWa7TaEZbqeANtpbBUTJK2sOr1o/HgUM3xCvlGpUB1dy56wCRS4OHi0GDfRMQ58w7vftsQv/vhOlWvgK1c/DTBRXPVZS6CiJSnEalCFlKeP2jhFSooNAUrw1I2yrJwbIcg9ZAyxvUMVlZlcCBksBrxzN6ILLGwbEOmHaIow7IzpLApOi7SkrTSOYqVkNMGjnP5tn20Uphc4fDpLyfMNRqsXW9REj5UJW95FfjZIjrRrBxRDI0khL7BsjRKaCwpcCwX23YQOsAIgbIkaZahTMr8QoxleQxWC5TKw2xaH2GRYruSailBWi6tzKBkhut5lL0hqtUZpJIIobC8kKGBIpPHQsDC8yrYroVQgsW2weBRLBYYGCgiTIvM+DhaMlAs8s5rXSxrnszMs7xqEfqw50CKsDSWKIOxsC0XozsQU17BolhokaYJVhxNP+W65ryR4WInMBfZy5pXSnVC9ExGIgRxrHClxW33t7jy8gof+ps2UZZSTCEIDItZgR9+/yGm5sGxbCDtbLTbkiAsEviwYqUFVoxC4mCjHBtbCWzHQNNm+WiEymKeOQC2a6ENGAy1mkBnDspJsKwCniMxuNTnprGkwq4NUkgTVF2QZg3qjTrD5UEcV/LjvzrB4y/EgOBNl5W44f0jjI+GtP2YVHa3DaVAKVCWjTKSTGmEzDAILOPQCjo7PHaxwMjKFSwfrmPTQAtJ0e5sJrQXUoQs4XkWXtGmXK6h9DyOsMkMpEnC4lwIApRlUSm7OI5Dy08Ag2PblKoZSMWRmRaF8nI++vk6H/zrRYoFi0wYlAGBRZIqqqUCWClgUAqybqzDwGCZciVifn7aWMqafxHi87auHzbf7CpZWZYiZSeK0HUc/LCIjkMm5wzr1hT4y4/P8tPv3solOzT37ImwnSZHDsZYmWBs1OGFI4Zq0UHbBRzl4rmaYmmMethiTdFHmYQ4TIiziMkTTcoVxdCQy/7jLVaPKRZaCU/s09iOol7PWFg0jC5TGFKCKMFSColPyYE09fjY52e5/V4LP82IEsnMiZC16wwDxSnm4oiHn8+IkgKOZfH4cwnCM6wcznjyYAOT2RgtyDLTtf1TlAUporuVKEiztBPFgsboGFvYeF5KphVRmLFgZ2SmRNGV6EySpRK7YFMp+JjM4vCJGE+WqRQ0zbgAYoEw9im5ZaRJmZsDKTIyLSnINllm0WhKLJHSDsGPFFo6SMfFsWyyJEVaGY4LUaixSjGB3+7ZwaPDaKHmZGvx+HNWo3FsbiUldpw+0tvRKRRcbMfGsR0sy8J1bLQqMLs4y/ZNNZ47PM2jz/j8yA8Oc+9vRLgFl8kFxWIYcekFNg8+DSPLh1i5bjMXn1PF0vPc+4hFIo8yuszg2k0c28WyFLZVIzMLuLbF0LDLqmUhR49FLLYMy0ZcolQxMy9Yv9JlsBZSdkdxPMW68QEc2WBizuelY4JDUxk6BSMFq0aXMTRc44ytM0wcsdFIhiou1YEhpJMQthU7T7N54pBBKIWQCseRFIoe5VIRIecgkxQKFSxb4bgGiUQKSalUxbMlY2NV/MYkEoe6H5NlMDxoIayUoeEq1VKRnWcK5hfaLLRsVo9aVEuG45M+rtMJnhipSbI4ZWbGwitKHNthw7ihXZ8h8CWeAE92OOrqFWOcsW0np53TYu+zh3nwoRCnqFHCIctSSqUKrXYTEGzfXDKGI7Trx78kD7yw5/PJ3NFk03pP2k5nAz3wQ4LAp9ls0mg0CJoNZhd8piYTlo3ZlJTHRz4zxc6dVbasCpiYOs6BI/N86xnDFecPo0TAyNAyNixfy6vPbHDJ6VO8dPAwJyYjSoMengutZpMwbjE9VSc2irHRClncYPlYysOPt8gSSZwEmFhz2/2zbFnlsmpU0IoiRoaX4boJ0m2z78UYpSyGhzzGBoqsGC0yODZGsWqxZhk8/UyLJLJIs84CBYnLgRdDdm4rYxtDHIXoTJPGKX4QQ5pQLQvabUO9ESEtcEoZzcUOVYdBQpKmhO1O2qsfZLRagvnpjOXLAW0YGVnGcMFmx9aMh55KOHG8QW3IoVSWzCwGCGETRCmeG2MEnJhrgzCkqabg+kzN+xyeSIgsw9AwGBOzY8vpDC+vce2VC2wZbzM7X0cY0dldSyXNhk8ad+LeLzxvGJEcJdDNE/Jv75h9tlGfWNx5eiY2b6iZNE2xFViq4+goFArYtkWt7HJi1sGVIZu32Nz1gKC9KNn1/WVUkuCqIjd9ZZFt2z3e9toatfGVrFizgrHRRZ5+aZaFxYDZRQ/XNoxWQSiBZWuENUAYG2rVjLUrB1g+nvLisTJepcT69RvZsmUrew8PkqWKa650WblqO6vXb+UVZyiIBS+8oChVLDzXw6vWGBhexvjK1YyOWJSHM/bu7/ioSyUb17Zw3Cp7jtus21pgsAQVxyClQVgZtu2grE7MaeAD0sXxNMWSYnY2RUiLUrGAcBxWjJdopRpERKths/+Q5tJXeawcG2P9up2ctiVmoDLPl78eUKyMMjJsgaOZWhQUHI9qeYzhZYpQa+bmNQPVAbyiy+q1BeoJTM9lLCwKNmzwWL1uM9XxjVyw8whZa4a/v32easXDUhalsoOQKY4LYRyyfNQxZ232VP3Y4fqTzxy8Q24auqA1ebz5yPBYYM4/29XGCJIMojjqhZL6YUqUBDx3IEIow4YNhlag+ZsvLHD1a8vUCj6RSfnWE/DlWxf5o/8+ypljDcZKt7Nu5TxPPReThi1OTLQQYcZIVZPGkMYZC62IhWlYXsgoeHNEfsyJ2TbjoyXGBssUHJ+ZGc0nvtLiZ981yNsuWqScPcpbLjjO1+5dZGI+xlYSrR2MiXEsRei3GXTmEUHExHTa3W3KumFBKS/sjylaUC4sosqC47MxmVboRFOvt4kSHyk06Iy4FZG0IzQCozN0mhIEIXbaojEPflsRZClfvnWRK88a5afeXqTq3cvVr9rHbXe2ufORlKIrGC5FxL5kbtZgKUPoz1Ew87Rbgrm6BgNp0sQT88zO2KAFD33L8Kpzbd50kc/24ft528XT/O9PzbPvUIayEpJYE0YxaaJJk5QsTbj0omG9am3AYqO198d//O+ft2688Ub92gt/4POE9Te87XVD5hM3TRBFEUJKVDfUJIpjLJWx94WIdlJh64YyQi3w9W8G/My7PK69psqHPzlPrVzggx9rMj7k8N9++jDFWsz934q59Y4Ux3E5PNkktUdZubbMfc+EJFFGvbXAibpHdUgyXF5gxeA4f/77w8xNu3iFSZ7dn/Lokz6f3S3YsXGB9703JgunmJ0RfOwzPpbtYVsKKUFIiVQwNT1H5fyAlq/ZfyjAdcoIYZEag9AZ+/dnWMpl43hCpCz8xEamMSaJmJ6ZJgO8giLLNK1mk9qgS90HqQGdMXViDrvgY4RH3V+kUhV8/Z6Adz7a5ud+QtAK6jz/bMLv/vEiquDhRxGVksFvl2n6Ai01U9MTDNbKHDwWkWays9nfnKQ26HDnfU0QBW7+xwXe/PoRbvwNG5JF/uSTc3zqpojB4TLaSDSGJMtQmcSPYqQSvO6SspFWnaPH468bg1DGIHb//WlHVw8d/uGNK2XlrgcaHJnQolBQHUXIsbEthaU8Ym144N4Fnt4T4mubIICnng2Zm5NMLAqqRY92XOCrd0zx8JMNbr874mOfC5hpCWoDHq3E4sCBJkcnLOaaioLbUYAWGyF7Xww4OiU5ciTkoSfrHDzks/+lJvsPJbx0xNDODLc/ELL/hZAH9jT4vb8IePGQYmDAxXGLuK6D43aUwtCPgYTnnq/zyLPglYp4jottW9i2Rb0VMz3b4rkDKfsP+jy3L2KxbeMVixgjaLRaPLMn5NAxC6eYkKWGbz6Q0owVpWKBOAOhfJ54ZoHnDxsG3SqZZXPLvS32H2nzzTszbvjTOaabNqPlAlrZ2HbC0882eGZ/x8mhlGBuznDPvYvMtlwcpxN/feiw4J7HmqSJIk5cvnZvi2/e2+b/fL7B393i41VcCl6pEwYkBZKOrtLyQzautvid942JNBDptw6s+9mzz35uTuQgZg9/4xWfOe/s5J0f+uhs+r4bJi3HtigWSwgpKJWLZElCyasyMTeLJUEIg2db1BsZmoiBaoEkgXKtzMJindhXxImPYwtqlSKpMHhukcZ8HdtzEUpT9QqkWuGnIUk7JtOSKGx3kbQzEBY2GdWhEjguOjY0FxpkWiCtjGrNQ2DjOg6O7WCEwXMd/HaCzjRz9SalkkBKC8e2cWwbbTKMNMxOtVFS4fstXE/hFUsoZVFRNrPtNkJrLAVW0WFhLqbsWViuBAFFr8DiQgOJBJniuVVS0wYjmZsJ0UR4nkQ5gpo3SJi1UKJIvVGnWLBxHJs0jdGZJApjCpUSWRzjFF3qiyGuA67jkegYYxwaiz7ShqKncG0XyxYY0/FThEFInKS0201u+MWx9Pr/sdza81j61dOv2vMWY3Ypa/fuTqTL/MzyD8xOHfmBXW+uyP/z2QZ7XwxApLhOFSktChUXS0rWrF5GlmaksUYKTaki0BhEZpBWZzJXji1HZxFJViQzGQK36xUTlEsFNClGG5RwKFqKIh66lpDECVp7GC3QWdZ5Q6VCWhLbspElTa1WQCcCTIoRGmW5ON0kONEVKY5dJDMBxZpLFneUKMuyuwF/YDIorC6QRDGZLoDuBAbaroUlFOPVAjpL0YnAKEN5rYZUIJBIS6CkwC2MoDONTjUogy1HEESUyxUSHUGsQVpYDnhiGIByrUAWp50IS1npxEGbDJ0ZZLkCwlAulyHTaCykNNhSMDZcJtMakwoQBlTnOZM4xpaSehiyfpXDO64ZFM0ZmG45H+7Fo1933e7M3LxLXvXurz115Fjh71atcOX7f3QwBU0Ua5qtRZIoZmGhQZikNOstBJIoCUkNxHFCEiZkBtrtCK2h6TfRQhEnBoEDaJIkwgBhGCCxiMIEgyYIA3ScdhZVg227ZDrFLXpoYxBKoDPdxXwWpHGGZQviNEUpl6QbRxxGIX67TRzFNFuL6EwRtSOUEp0xdnOGWq2AVGcEfoSyXdJUIy1JZjRJkhFnmsgPQEOUBighSPxOvHWSRsRRTJpqwnYABoIwAC3wA58wkZ2c3liDZRHFIUYrfD/AGAjbAUmakqQZbd8nzVLarU5qattvorOMyA+JkwyjE+IowghJGCVIaRFlERpDHCcEQUDg+7SjCJ0l/Mg7y9nmrZ46ejS77/Jrn7zdGGQvbJZdpxljEDd9pPbbK5YFb9315rLafWvZ3HJXIoolSJIYZVlgDK7rIqWkVCx18Cy6mBwd37XCshQFr9BLzVyaCVgoFLGU1TG/ulTVyQfS35ZeainrJHSb/rROJTtplY5j90Jv83G4bidst1As9GK089BYpWQ326HQeY5S6SQknPw5pJKIbtpnfn3nN734Z8uyKJfLL4cDC4GxLCzbRgnRlbUKIbo7c67by1TIU2+LRXFSqmv/vOWga/lYi4ViF6wsJUoTkiyh3fa5+JwiP/XOFczPCI41K78uBOzevUvA7k52YQfCdpd8+3tve/bwXO33KqNK/dYvjmVjQzFxrNGpIU2zbsZ52pvIpXmtS7GZTwl8ZiCTBktZaBuMMhhlELbq5A+pzrfqfizbQSqFZatOfLUAZSmkJRBWh4V2sEEkVnfR+3NrbdvGcZy+Yy/n9ObHbdvuiABLYSuFNGAhUEIguztMncD+Ttxz533txn8ZsIRAaoNBYESKbUBLicGcBMyyNI21/9jJAf+q92K+/On0adAkaUqWxAR+RLFk+K1fHsnGhm11cJa/fN21D91/0030IJasl7N6dmtz8y71sfi0D1T3fenqi3eWzv61X1il33/DERnGKSaKsSzZRazpoMPkiWF5NGM/OmueguI4Tg9lx3FdojDAUx5+PcB1iqRRjFASKQRJlpyE5Rz4Pp7rkWQpWghsyyaKI3AlYdiFQow1ES1aYR1MR1bnUIQ5vGCOcpOnuOSJYcVi8aQ2AjCWwvYKFPA6iWWlEkEQ4rgdRB+DQVkuQRhTFIqW71PoJrg5tgVZSmgyhjOPMAoRBdHD6MjTd/pzkPL0ljwxLUfvyY/lSAGFQifRTUqJ32oRmYQkSfmNn12lr7q0LA8eYuZvH9O/0kXD06fE6DCmA0j94Ne//8yNK55/vOwKfvZ/TMqPf3FWlEoFPK+I5xVwXaeXub4UT+O7pU4KAcZ0NMDgnJC0plHGRdgGlMGoLoVK1Uvf1GmK0AJS0FkKmcYkGjSITNHyW1y27SK+f+sP4kct8u76oYzyseT5w/2JX/1pNlbBgelpnvnYJ5EiQQmJ0ZpCJpAmw8Jga42lM2yjcYzG1hqpNZYRJAIKicOcp7mpWGDa8bC07lgFS3A4+kVXvwg5VSJ6J59JEycxgR8Qtn3qrYCrX1fgMx9cmYaZp56Y8N585esf/Jq5GSWuo4fXZJ28KDfqrtn09IPfuOj9F65p/ckf/NpQcmgmsu+8p4kREj8IGKhWaWYZxWKxN5H9VNEPAuo4Ti991HXdDrpNtUS4ISFa3Y1+dAzSkeBYSMsilQJpKTACk0p0kkFqyGJDFmWYJEVHGSaGVuiz19vHRdfuZK278ZQvWx4z3Z/E3Y9I0ElfkdhWiVLZ4eFmi+c+/CcMjAxhIo2XGRydUNSaYqpxtaaoNaVUU85iXJ3RSTnu5BG3Worbxgs83ZhhWblCow9RKGfB/Sg7tVqNZrPZA2fNt2qDIKDgFWi2mti2RbPRBGlotHzOPdPlD39rVVKqCvvJZ9TvXvnGB792Zxck9p+JsnN3+sRXz/2rs88If/zgUZ2+6+cOWfc/FVIu23hOGafg4jgdE2Wp/O1P/1ya0Gy0QUtoXNUkXmEQlkDZVkcGOwqtRCcnx7KQQiK62XhZnCISg0k1aZwh4gwdp1iJYGpmgqvPeBN/++6bMVEK2iKTGt3VF3KqzTP/8mz6HOCsp4hZFuXSEGU75pbrfpDFJx6l4g5AmmAT4xpDMe0uuNGU0pSiTilmGZ42CAwWMKMc3jM2yl7XodDll0uT3PspuL++RD8yUf5idjL+Y4LQp9losn2ry2c+si7buclTL77AAz/xOwOvvusGUi67O1sKpXRKpLtPfOKwueGyS63x1z30lWvesGb9tnXhzvPPG0kfeHRRHp1IkKqb1d8dSJomgOilduZpjlEU9ag3SRIQEPg+ylb4G32ycgams/FgFAgpQL38EUqgRaegmbAMBgPS0AkP1B1o/8zgFDyeO7qXtctXc/6aC0kxOFJ1k9teBjv5p/BBbAsyMtzSICvPOptnv/plROjjSAulNRJQnQgIQGObzga8MoJCpnENSDSxkHypXOZgGOBZVg9tJ5ep/XCJ/amheXps/iLGcUSaJrTbbZIkpNmI2LSmwN9+aEu6c7u2XpowDz705Jmv/9OPfrV9/ccPnxIn65QLfOONcMMnDpsbTkeNv+WSv3/bm9NXnrG1vfFVZ1eS+5+K1NHjAVJqjM56GXVCdpKoc/T0HABtqZmUZbpDqes12gPbKCTdj1BIJLa0sIzCQqGMxDIWKrOwMgulLVRmUJlAZSC1wMZCAo8ceJwrNr6GkWKZKO5EcLxcTcWcspZDP7WITkALaRxRWbeOgm1z8O57wXPQ0iKRklQKtJBoJckQaGUTKUGmJLEQGGMxb3t8uVpk2hiKtk3WVUJzUy+fk/xY/1zlVJvpjChKOmlEcaeG0+aNDh//0IbsgjND6/mDtYnPfmv08l9835fntelYaP9itNkcu+Mz33hn5bzKvm9sXRddvO9glv7Sfz9q3Xpvi0KhSqFgcJ0ijlPBcjrmTz/bWYpuo7XGSIjtCOMZMi1RQoEAbTKk6oCAKSvPUOjauNqAEBitUUKSpSlSKrI+rMooDlhZGqfqVDCy4yDpR4LtR67px6rM8SyFECjZicOyHQcZp4QnTpCkQSeTQXf2W5WQ6CxDKYlJNLZQyFQjBUhSfCWYdYpE8uSc4HxelqIZ5Nq9EKLjJdQZYeiTxFk3a9LnvHM8PvZ7q9OztrrW85PmyG0Pll/3C7/y4L5/CnVW/HPQZm+8Ef3eP//z8k+e9fGPnLW89UPTDZW973/Nys/eNC0sp4i0Y6rFKiYTVGoVojCiVCoSRZ16CGC6dRgc2r5PqVzGr7cpugXCJOxq44okCigWPFqtNqVKuYe0nsQJQnScDkEYUioVabXaVCpl2m0f1+0ivguBJRXNVoNipUyz0aRcfrmszlLE935IxTzjPmeXXsGj1W4zPDBMM/Sx+6EMLUUQhFTKJVptn0KphB8EOI6L1hnSpJScIu12i0q1SruLR5LXhzgZ3b5JqdQZq1vwaPltpDbEYUg7ScniiKtfW+MD1y9LN62xrH2HCo9//sENb7zxV3ef6Hirvnt1ln8mXvT18sYbb9QgeODL535053b9k2kSZx/82Kz4Xx+dke1IUa46FBwP13WxXRvbcnr1GHpU3IWMl1qjhUAL0S1o1VXG6GA0ivy4WAL+mR/TfTCDueLSEcdIaVAIjFF0VduTzLZTwSguNWHyvgSm4y41J49DI17mJjJP6RZkout00Z2iWkJ+e8a+6YKSaW3QOut+a7I0IY4j4jghSiIadR/L0vzyDy8zv/Yzo+nAkGPvn7K/fsfj1g+99733Lfxz8aLFv6yoZIeLPHLrK9+3fUXrg8VSwNfvDbPf+P1p9cy+ANtxKBfKGJlRKBTA5ChyCq0NntdBwPGKJfx2m4Lndfaeu3Zg1HWU5EChOfJMkqQ9V14PuabVplTuAH3ajoM2uqNwOTbtHhhpo0edeemd3EHTDwLab8LkypDnFWj7PuVSZ6yd0jsZQoCyJGEYUCp1OEi5h7LjdOoqmU7mfhiGL4OzFkuEQdjN4O9gZ3U4Wgvbtmk1W52QonZIlEZsWWtzw6+uzq6+oqhsO+WJQ8N/dv5r7v+Ffq76f6lmQ6f41f1fe+3Vy0rz/3vjhmD86GScXv/BhvrE7ilhDBSKFTxPYSmJ67ooZXe27Lq4yLZlkWl9EvJ7D3GmKztzr05PdnbxqnLnRO7x6ceC7kdf70eX7zfbckWnv2pLvwzur7rSATmxyLLOuOiBnaoevnOWpSfhhSzFtupVjxGSLO2aa90SB6AJ/ZTURIRRRNBOgYRrXz9sfvdXlmdb12vrRF3Xj8w6f3DBlU//wb+maJb6Fy4wN964xxizS63Z8tW9Wy49+7Mu9jnrxpqb3nhZUZy1tZIdOpzKwxM+YZRiKUmaaoyBTHdMqTTtTFbuYepnlVmWYUmLOIl7k9dfVidvcyqk9n7HRafekuzha+XX97TlLnJPP/h4fp+lpXv6X8K8tmH+EljWyaV7+jdG+lHdOyXxdMfs0SlxnJGmCWHYIk0D6k2fJNKcsd3i9391PPv19y6XK8cz+eIR+5t7Dm5+8+VvvfurHS/j3ebuu/9lNZSsfx0k7u6s6/E6AebKB/7+8p/cONz+wLVvciuvvLCm//rz0/zlp2bksZkIVJtqoYbWCVkpI9EZxpR7rDKfoKW1iPItRilf9tv2o7nnWnA/FH/uE0/TBNu2eqw5vyZ3dizVonMzJb9PjtTe/91f38EYyDKDELKrPNLzt+fX96PcdsrqKMIoQWhDHEXEOiMOU7IsYXRA8RM/NKZ/7O01s2GNUNOzsf/soZE/OuPSu24AYe6881JLiBvT/5TKZ7nD6rN//Y4N56x56TeXL/N/bLCW8cRzWfaXn54VX7plUc4uZEjVQbtxbJCW15PNtp1vx72MFP+yfzv3hH07/F+/ibEUa3npzs1SYLZ+xPnvVjZnKSjpy2xXnqS0ddDaO2XkTZ9rNF/0LNNkSUKsI5JYEPptkjSmVnV4w2s8/YvvGjYXnF1W7VgwMS2+sudQ5Tevftd9e4xBfDc09/+w2oX9RZtu/8z5l69ckf7JppX6TEvBY3tb2Wf/rs5NX51VEzMdXKpisVOY2bZtEB1Pk+vYXf9sqaucVLq7U0WyNMWgTypIlftu/VNACOZQiM1ms+cT75hr9OoS9sMllkqlnhcu98DlClilUnnZXOsCreWwjcVikVazY2b5QYBl2WRZ2qP4DsiZJIrCTmpLOwUEI4OGt101qH/kbUPmgnOVEji8eNTsmzMj/+OiS7/5xe+Z2oWn0LI7ZWVPu9558s/vu6bkLfz6mjFztmNnPPN8O/v4l1rccntL7t3fFiCwlEvB6+A/SeWipMKyOy5Ky3KQQvbAzfLf/crMqQA+v1MdiFPBAy4tvdNfY2EpsGk/VLIQkGVdD1hu8mQxOsvIUkizhEx3gvWiICFKY8Cwea1rXnN5Vb/72kEu3GEpEoujM+qJdlb78//vw/rm3bvvbn1PVh9dWtPwB67bnRmATT/v3vnhp69ZOdx+74qB+PtK5ZSjRwx3PNRKv/S1urznUV8uLqaAg2ULLEvi2hKpJbbjkhmN5di9ic/laQ7a2QMR7crXfGeofz84p7xc0873g3vVQ/v3g7usOa8fnO+GdQph2j0KBtlX3ifAshyiOETJDiRinCYksQASKmXFhWfa+pq3LdNXXFCwtm6w8VuGIye8p08sqg9c/v7zd7P/z6JTFdX+Xq4ALszNu+TLgxXc940r3jrmTv7wwKB51eiwHEpTwQNPxfrOe1rm7vvr4tFnfdn0TVexF5RchRAKYUmk6kRRWJbdK8mel7zJy9PQzUJUlkXaPZckCa7jkOammAFtTE/Ddl33JEWs08Z00XPtHq5mFMVI1XGP5hDKSZIglSSJIoSwaQUhmA5HLRUkZ22r6O+7sGxe92opvm/HsLSKmqmFJJ6ZK9yeUP3Yzive+w9wXZaX50Xs1gLMf5kS7/0Lza7dOnfi/MmfXLHs3C3yp8bKU29bNcpZhQGb5nzE8y9q/c37F/RdjyXy6Wd9MTEdiJcxmS1c28Z2DZayEUYiVMebJCRI0Q2pQfS87p0wm078VMfzZfKIA6AT4CcVPRA1Ywwa09mD1p3AXaMzDJ3iGNIIMlKyTJAkKWGcdIoFd31by4eVOfP0AXPxK5R+3aUluX19SdZGFGk75dAJ+6VmVPzC4y82P/7j733m+SWl3b+tkMZ/pQV+WYbdvEuxa7d52Xdq5O03v/LVw9XsXUMj0TnD1WRHqSTJIs3T+3wOHiN7+Im6eeDxtjg8aeT0VCrCKDsJqF5KCylMB7NSdt5/27ZJdYdy4zjBsfPiz50F1lpj2ZI07qSnxnGEbdnEWYpEdjL7tQFhiNMUjIPOwm6fAkhxLBgb88z6VVpfdJZndp45wsb1yjptm0XRs4lbhummeXa+7TxxZJbP/tFNG++/e/fuVtcikOzeJf5vL+x/+AL3m1Z33XWpOllD3KVu+/LCVWOFxunlgfTtNS9dP1QRA8I1pL5kcibhkafm9aEjqT5wxOaZfU1xfCqQ0wuIMO44Nk7eCRTdT74onQVDqA4Fm3xuZW9v99vnWmBbAs+V1KrSbFyh9GlbSqxf4Zk1ay2188yC2DBuo4oWiJiFKdGuh9bEXCP+Ytsfve/S7x+9BV6Wp+bOS60b7rpb/3spT9+zC9zf980375K7doEUXaWs61z70/950egFZ8WvqRasC3Xqnze+LDu9VLSq7qCG1NCaS1hsaebqGRNHMRMnYj0xHzEzl7FQ16IVQb2R4rcSBEIiFHOLETrTYCSW1NQGPTreR02pKE25pEypJBgckGbZgM34iMPKcaVWrPAYrAkGa4LqiAEFSV3hR/hTU/opY7uPtGPnyTufaN3+K7/inYDHkh4L1rvU7t2wq09E/YdPMt8bf+Lmm3fJ0dFpccUVd6dL6089fs+u0X2HXjpjZbVw8fp12da03V6XaWt9pRqvGCwhHCW7BGu68dGCZjvFD7qOCDo4VWkqMHT2rCtlgYVBa4tyNaJQcHGkDaKjSBktiENFFCnqDX9WKm9fIovTk7PBvsVQfr1YXHP48jd8+dhSyjdml2I3/Eex4P8qC7y0CDV33XWpuuwykPLbFxzg/Kuuqn74v3ubh51kZGpiYYstW2Q63FgqlU8bGiqscp0ISxrRbKXrdKY9W6nOhrwMyTKLxGi0ERijdLli9uusnE1M+gthFD2tpXo+iq1kw9rVz4Z+If74p54+/IG/eX7i2z1eoPWl1l13wV0d9mu+Fxa1/+//B8yfOgHybCE9AAAAAElFTkSuQmCC" alt="Renzo-ArtHome"> </p>
<div class="mxt-firm"><b>Renzo-ArtHome</b>tavola interattiva</div></div></div>
<div class="mxt-h mxt-h2" style="margin-top:0">Primo conto: diffusione contro aria che filtra</div>
<div class="mxt-h">Quattro casi costruiti, per vedere come si muove il rapporto</div>
<div class="mxt-preset" id="mxt-preset1"><button type="button" data-i="0"><b>Il soffitto dell&#8217;articolo: gennaio a Udine, soffitto normale</b><span>100 m&#178;, 300 mm&#178;/m&#178; di fessure, 2 Pa, barriera da 40 m, classe 3</span></button><button type="button" data-i="1"><b>Lo stesso soffitto, ben sigillato</b><span>30 mm&#178;/m&#178; di fessure: dieci volte meno aria</span></button><button type="button" data-i="2"><b>Il confronto di Quirouette del 1985</b><span>1 m&#178;, 21 &#176;C e 30 % dentro, tavolato a -20 &#176;C, un pollice quadrato a 10 Pa</span></button><button type="button" data-i="3"><b>Roma, dicembre, casa con ventilazione meccanica</b><span>classe 2, soffitto normale, 2 Pa, barriera da 40 m</span></button></div>
<div class="mxt-grid">
<div class="mxt-f t-cli"> <label for="mxt-modo">Aria di casa e superficie fredda</label> <select id="mxt-modo"><option value="clima" selected>dal clima di esempio e dalla classe della norma</option><option value="mio">valori miei, scritti accanto</option></select> <label class="mxt-sp" for="mxt-citta">Clima di esempio</label> <select id="mxt-citta"><option value="Udine" selected>Udine</option><option value="Milano">Milano</option><option value="Roma">Roma</option></select> <label class="mxt-sp" for="mxt-mese">Mese</label> <select id="mxt-mese"><option value="1" selected>gennaio</option><option value="2">febbraio</option><option value="3">marzo</option><option value="4">aprile</option><option value="5">maggio</option><option value="6">giugno</option><option value="7">luglio</option><option value="8">agosto</option><option value="9">settembre</option><option value="10">ottobre</option><option value="11">novembre</option><option value="12">dicembre</option></select> <label class="mxt-sp" for="mxt-classe">Classe di umidit&agrave; interna (appendice nazionale)</label> <select id="mxt-classe"><option value="1">1: magazzini di materiale secco, edifici non occupati</option><option value="2">2: uffici, negozi, alloggi con ventilazione meccanica</option><option value="3" selected>3: alloggi senza ventilazione meccanica</option><option value="4">4: palestre, cucine, mense</option><option value="5">5: lavanderie, distillerie, piscine</option></select> </div>
<div class="mxt-f t-cli"> <label for="mxt-ti">Temperatura interna (&deg;C)</label> <input type="number" id="mxt-ti" value="20" min="5" max="30" step="0.5"> <label class="mxt-sp" for="mxt-uri">Umidit&agrave; relativa interna (%)</label> <input type="number" id="mxt-uri" value="50" min="10" max="100" step="1"> <label class="mxt-sp" for="mxt-ts">Temperatura della superficie fredda (&deg;C)</label> <input type="number" id="mxt-ts" value="1.5" min="-30" max="30" step="0.5"> <label class="mxt-sp" for="mxt-giorni">Giorni del mese</label> <input type="number" id="mxt-giorni" value="31" min="1" max="31" step="1"> </p>
<div class="mxt-cap">con il clima di esempio la tavola li scrive da sola: aria interna a 20 &deg;C con l&rsquo;apporto della classe, superficie fredda alla temperatura esterna del tetto (aria del mese meno 2 gradi)</div></div>
<div class="mxt-f t-cas"> <label for="mxt-area">Superficie del soffitto (m&sup2;)</label> <input type="number" id="mxt-area" value="100" min="0.1" max="5000" step="1"> <label class="mxt-sp" for="mxt-fesel">Fessure del soffitto</label> <select id="mxt-fesel"><option value="300" selected>soffitto normale: 300 mm&sup2; per m&sup2; (NHBC 2024)</option><option value="30">soffitto ben sigillato: 30 mm&sup2; per m&sup2; (NHBC 2024)</option><option value="625">un pollice quadrato su un metro quadrato (Quirouette 1985)</option><option value="manuale">valore mio, scritto sotto</option></select> <label class="mxt-sp" for="mxt-fess">Fessure, mm&sup2; per m&sup2; di soffitto</label> <input type="number" id="mxt-fess" value="300" min="0" max="20000" step="1"> </p>
<div class="mxt-cap">300 mm&sup2; per m&sup2; sono lo 0,03 per cento della superficie in fessure: botole, faretti, tubi, giunti</div></div></div>
<div class="mxt-grid">
<div class="mxt-f t-acq"> <label for="mxt-dp">Differenza di pressione fra la stanza e il sottotetto (Pa)</label> <input type="number" id="mxt-dp" value="2" min="0" max="50" step="0.5"> </p>
<div class="mxt-cap">effetto camino d&rsquo;inverno: 1-10 Pa in una casa piccola (Quirouette 1985); 2 Pa &egrave; l&rsquo;ipotesi dell&rsquo;articolo</div></div>
<div class="mxt-f t-acq"> <label for="mxt-sdsel">Barriera o freno al vapore del soffitto</label> <select id="mxt-sdsel"><option value="40" selected>barriera in polietilene, sd 40 m (permeanza di Quirouette)</option><option value="75">barriera dell&rsquo;esempio della norma, sd 75 m</option><option value="2">freno al vapore, sd 2 m</option><option value="0.1">telo aperto al vapore, sd 0,1 m</option><option value="manuale">valore mio, scritto sotto</option></select> <label class="mxt-sp" for="mxt-sd">Spessore d&rsquo;aria equivalente sd (m)</label> <input type="number" id="mxt-sd" value="40" min="0.01" max="5000" step="0.01"> </div>
<div class="mxt-f t-acq"> <label for="mxt-quota">Quota dell&rsquo;acqua trasportata che condensa (%)</label> <input type="number" id="mxt-quota" value="10" min="0" max="100" step="1"> </p>
<div class="mxt-cap">un decimo, come nell&rsquo;esempio canadese del 1985; il resto esce con l&rsquo;aria che continua verso l&rsquo;esterno</div></div></div>
<div class="mxt-err" id="mxt-err1" style="display: none;"></div>
<div class="mxt-display">
<div class="mxt-dcell">
<div class="mxt-dl">per diffusione, nel mese</div>
<div class="mxt-dv" id="mxt-d1">848 g</div></div>
<div class="mxt-dcell">
<div class="mxt-dl">aria dalle fessure, nel mese</div>
<div class="mxt-dv" id="mxt-d2">88.021 <small>m&#179;</small></div></div>
<div class="mxt-dcell">
<div class="mxt-dl">acqua che l&rsquo;aria porta</div>
<div class="mxt-dv" id="mxt-d3">418,7 kg</div></div>
<div class="mxt-dcell">
<div class="mxt-dl">di cui condensa</div>
<div class="mxt-dv" id="mxt-d4">41,9 kg</div></div></div>
<div class="mxt-verd" id="mxt-verd1" style="border-color: rgb(178, 59, 59);">
<div class="mxt-v1" id="mxt-v11" style="color: rgb(178, 59, 59);">L&#8217;ARIA PORTA 49 VOLTE LA DIFFUSIONE</div>
<div class="mxt-v2" id="mxt-v12">Attraverso 100 m&#178; di barriera da 40,00 m passano 848 g nel mese; dalle fessure, 30.000 mm&#178; in tutto, l&#8217;aria ne porta 418,7 kg e ne condensa 41,9 kg. La barriera serve dove &#232; anche tenuta all&#8217;aria: la prima cosa da fare &#232; sigillare botole, faretti, tubi e giunti.</div></div>
<div class="mxt-box" style="--bc:#3a5b8a">
<div class="mxt-bt">Il conto, passo per passo</div>
<div class="mxt-bn" id="mxt-conto1">Gennaio a Udine: aria esterna a 3,5 &#176;C, tetto a 1,5 &#176;C (aria meno 2 gradi, punto 4.2.3 d); dentro 20 &#176;C con l&#8217;apporto della classe 3, cio&#232; 1313 Pa di pressione di vapore (56 per cento); 31 giorni. <b>Diffusione:</b> g = 2 &#183; 10&#8315;&#185;&#8304; &#183; (1313 &#8722; 680) / 40,00 per 100 m&#178; e 2.678.400 secondi = <b>848 g</b>. <b>Aria:</b> foro equivalente di 30.000 mm&#178;, portata 0,6 &#183; A &#183; &#8730;(2 &#183; 2,0 / 1,2) = 118,3 m&#179;/h, cio&#232; 88.021 m&#179; e 105.625 kg d&#8217;aria nel mese; umidit&#224; specifica 8,17 g/kg dentro contro 4,21 g/kg satura sulla superficie fredda: l&#8217;aria porta <b>418,7 kg</b>, e con la quota del 10 per cento ne condensano <b>41,9 kg</b>. Rapporto fra condensa dell&#8217;aria e diffusione: <b>49</b>.</div></div>
<div class="mxt-h mxt-h2">Secondo conto: quanto ci mette a uscire l&rsquo;acqua chiusa nell&rsquo;isolante</div>
<div class="mxt-grid">
<div class="mxt-f t-sup"> <label for="mxt-tetto">Il tetto</label> <select id="mxt-tetto"><option value="tetto caldo, membrana bituminosa" selected>tetto caldo: membrana bituminosa sopra, barriera in polietilene sotto</option><option value="tetto caldo, membrana dell'esempio 13788">tetto caldo: membrana e barriera dell&rsquo;esempio della norma</option><option value="tetto rovescio">tetto rovescio: isolante sopra la membrana, strato filtrante</option><option value="falda ventilata con telo traspirante">falda ventilata: telo traspirante sopra, freno sotto</option><option value="falda chiusa con cartone bitumato">falda chiusa: tavolato e cartonfeltro sopra, freno sotto</option></select> <label class="mxt-sp" for="mxt-citta2">Clima di esempio</label> <select id="mxt-citta2"><option value="Udine" selected>Udine</option><option value="Milano">Milano</option><option value="Roma">Roma</option></select> <label class="mxt-sp" for="mxt-spess">Spessore dell&rsquo;isolante (cm)</label> <input type="number" id="mxt-spess" value="12" min="2" max="40" step="1"> </p>
<div class="mxt-cap" id="mxt-capstrati">dall&#8217;esterno all&#8217;interno: membrana bituminosa sd 750 m; isolante 12,0 cm, sd 0,15 m; barriera al vapore sd 40 m; massetto delle pendenze 6,0 cm, sd 1 m; solaio in calcestruzzo 20,0 cm, sd 19 m; intonaco 1,5 cm, sd 0,16 m</div></div>
<div class="mxt-f t-sup"> <label for="mxt-sdsopra">sd dello strato di tenuta sopra (m)</label> <input type="number" id="mxt-sdsopra" value="750.08" min="0.01" max="10000" step="0.01"> </p>
<div class="mxt-cap" id="mxt-capsopra">strato sostituito: membrana bituminosa (valore di partenza 750,08 m)</div>
<p> <label class="mxt-sp" for="mxt-sdsotto">sd della barriera o del freno sotto (m)</label> <input type="number" id="mxt-sdsotto" value="40" min="0.01" max="10000" step="0.01"> </p>
<div class="mxt-cap" id="mxt-capsotto">strato sostituito: barriera al vapore (valore di partenza 40,00 m)</div></div>
<div class="mxt-f t-ric"> <label for="mxt-acqua">Acqua nello strato bagnato (kg/m&sup2;)</label> <input type="number" id="mxt-acqua" value="1" min="0.05" max="20" step="0.05"> <label class="mxt-sp" for="mxt-mese2">Mese in cui il tetto viene chiuso</label> <select id="mxt-mese2"><option value="1">gennaio</option><option value="2">febbraio</option><option value="3">marzo</option><option value="4">aprile</option><option value="5">maggio</option><option value="6">giugno</option><option value="7">luglio</option><option value="8">agosto</option><option value="9" selected>settembre</option><option value="10">ottobre</option><option value="11">novembre</option><option value="12">dicembre</option></select> </p>
<div class="mxt-cap">la norma assume 1 kg/m&sup2; al centro dello strato; il saggio pesato e asciugato in stufa dice quanta ce n&rsquo;&egrave; davvero</div></div></div>
<div class="mxt-err" id="mxt-err2" style="display: none;"></div>
<div class="mxt-display">
<div class="mxt-dcell">
<div class="mxt-dl">tempo per uscire</div>
<div class="mxt-dv" id="mxt-e1">oltre 10 <small>anni</small></div></div>
<div class="mxt-dcell">
<div class="mxt-dl">dopo il primo anno restano</div>
<div class="mxt-dv" id="mxt-e2">972 g</div></div>
<div class="mxt-dcell">
<div class="mxt-dl">in un anno ne esce</div>
<div class="mxt-dv" id="mxt-e3">28 g <small>l&#8217;anno</small></div></div></div>
<div class="mxt-verd" id="mxt-verd2" style="border-color: rgb(178, 59, 59);">
<div class="mxt-v1" id="mxt-v21" style="color: rgb(178, 59, 59);">NON ESCE IN 10 ANNI: RESTANO 723 g</div>
<div class="mxt-v2" id="mxt-v22">Fra lo strato sopra (sd 750,08 m) e quello sotto (sd 40,00 m) l&#8217;acqua esce a 28 g l&#8217;anno: la trappola di Baker e Hedlin, con i numeri. L&#8217;unico rimedio &#232; aprire e togliere l&#8217;isolante bagnato.</div></div>
<div class="mxt-box" style="--bc:#b23b3b">
<div class="mxt-bt">L&rsquo;acqua mese per mese, per dieci anni al massimo</div>
<div class="mxt-curva" id="mxt-curva"><svg viewBox="0 0 600 210" role="img" aria-label="acqua nello strato bagnato mese per mese"><rect x="44" y="12" width="540" height="150" fill="#fff" stroke="#3a3f3a" stroke-width="1"></rect><line x1="44.0" y1="12" x2="44.0" y2="162" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="44.0" y="176" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">0</text><line x1="98.0" y1="12" x2="98.0" y2="162" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="98.0" y="176" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">12</text><line x1="152.0" y1="12" x2="152.0" y2="162" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="152.0" y="176" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">24</text><line x1="206.0" y1="12" x2="206.0" y2="162" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="206.0" y="176" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">36</text><line x1="260.0" y1="12" x2="260.0" y2="162" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="260.0" y="176" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">48</text><line x1="314.0" y1="12" x2="314.0" y2="162" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="314.0" y="176" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">60</text><line x1="368.0" y1="12" x2="368.0" y2="162" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="368.0" y="176" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">72</text><line x1="422.0" y1="12" x2="422.0" y2="162" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="422.0" y="176" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">84</text><line x1="476.0" y1="12" x2="476.0" y2="162" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="476.0" y="176" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">96</text><line x1="530.0" y1="12" x2="530.0" y2="162" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="530.0" y="176" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">108</text><line x1="584.0" y1="12" x2="584.0" y2="162" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="584.0" y="176" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">120</text><line x1="44" y1="162.0" x2="584" y2="162.0" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="39" y="165.0" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="end">0,00</text><line x1="44" y1="124.5" x2="584" y2="124.5" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="39" y="127.5" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="end">0,25</text><line x1="44" y1="87.0" x2="584" y2="87.0" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="39" y="90.0" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="end">0,50</text><line x1="44" y1="49.5" x2="584" y2="49.5" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="39" y="52.5" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="end">0,75</text><line x1="44" y1="12.0" x2="584" y2="12.0" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="39" y="15.0" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="end">1,00</text><line x1="44" y1="132.0" x2="584" y2="132.0" stroke="#b23b3b" stroke-width="0.8" stroke-dasharray="3,3"></line><text x="580" y="129.0" font-size="8.5" fill="#b23b3b" text-anchor="end">200 g/m&#178;: sopra, rischio di percolamento (nota al punto 6.5)</text><polyline points="44.0,12.0 48.5,12.5 53.0,12.9 57.5,13.1 62.0,13.0 66.5,13.0 71.0,13.1 75.5,13.3 80.0,13.7 84.5,13.9 89.0,14.4 93.5,15.2 98.0,16.2 102.5,16.7 107.0,17.0 111.5,17.2 116.0,17.2 120.5,17.1 125.0,17.3 129.5,17.4 134.0,17.9 138.5,18.1 143.0,18.5 147.5,19.3 152.0,20.3 156.5,20.9 161.0,21.2 165.5,21.4 170.0,21.3 174.5,21.3 179.0,21.4 183.5,21.6 188.0,22.0 192.5,22.2 197.0,22.7 201.5,23.5 206.0,24.5 210.5,25.0 215.0,25.3 219.5,25.5 224.0,25.5 228.5,25.4 233.0,25.6 237.5,25.8 242.0,26.2 246.5,26.4 251.0,26.8 255.5,27.7 260.0,28.6 264.5,29.2 269.0,29.5 273.5,29.7 278.0,29.6 282.5,29.6 287.0,29.7 291.5,29.9 296.0,30.3 300.5,30.6 305.0,31.0 309.5,31.8 314.0,32.8 318.5,33.3 323.0,33.6 327.5,33.9 332.0,33.8 336.5,33.8 341.0,33.9 345.5,34.1 350.0,34.5 354.5,34.7 359.0,35.2 363.5,36.0 368.0,37.0 372.5,37.5 377.0,37.8 381.5,38.0 386.0,38.0 390.5,37.9 395.0,38.0 399.5,38.2 404.0,38.7 408.5,38.9 413.0,39.3 417.5,40.1 422.0,41.1 426.5,41.7 431.0,42.0 435.5,42.2 440.0,42.1 444.5,42.1 449.0,42.2 453.5,42.4 458.0,42.8 462.5,43.0 467.0,43.5 471.5,44.3 476.0,45.3 480.5,45.8 485.0,46.1 489.5,46.3 494.0,46.3 498.5,46.2 503.0,46.4 507.5,46.5 512.0,47.0 516.5,47.2 521.0,47.6 525.5,48.4 530.0,49.4 534.5,50.0 539.0,50.3 543.5,50.5 548.0,50.4 552.5,50.4 557.0,50.5 561.5,50.7 566.0,51.1 570.5,51.3 575.0,51.8 579.5,52.6 584.0,53.6" fill="none" stroke="#3a5b8a" stroke-width="2.2"></polyline><text x="314" y="206" font-size="9.5" fill="#232823" text-anchor="middle" font-weight="700">mesi dalla chiusura del tetto (partenza a settembre)</text><text x="10" y="87" font-size="9" fill="#232823" text-anchor="middle" transform="rotate(-90 10 87)">kg/m&#178;</text></svg></div></div>
<div class="mxt-box" style="--bc:#1f7a4d">
<div class="mxt-bt">Il conto, passo per passo</div>
<div class="mxt-bn" id="mxt-conto2">Strato bagnato: isolante da 12 cm con 1,00 kg/m&#178; al centro. Spessori d&#8217;aria equivalenti dal centro dello strato: verso l&#8217;alto 750,16 m, verso la stanza 60,79 m. Primo mese (settembre a Udine): interfaccia a 19,2 &#176;C, evaporazione 4 g. Dopo dodici mesi restano 972 g; in un anno intero ne esce 28 g. In 10 anni non si azzera: restano 723 g. Metodo del punto 7 della UNI EN ISO 13788, condizioni interne dell&#8217;appendice nazionale (classe 3), tetto a 2 gradi sotto l&#8217;aria del mese.</div></div>
<div class="mxt-nota"> <b>I limiti di questi due conti, per iscritto.</b> </p>
<ol>
<li>Il primo conto usa la formula della diffusione della UNI EN ISO 13788 (punto 6.2) e la formula del foro a spigolo vivo con coefficiente di efflusso 0,6: i numeri assoluti dipendono dalla differenza di pressione e dalla quota che condensa, che sono ipotesi; il rapporto fra i due modi no.</li>
<li>Il clima di esempio &egrave; l&rsquo;anno meteorologico tipo del Centro comune di ricerca europeo per tre citt&agrave;, ridotto a medie mensili; per un progetto valgono i dati della UNI 10349 richiamati dall&rsquo;appendice nazionale. La superficie fredda sta alla temperatura esterna del tetto, cio&egrave; l&rsquo;aria del mese meno 2 gradi (punto 4.2.3 d, caso semplificato).</li>
<li>Il secondo conto applica il metodo del punto 7 della norma alla sola interfaccia bagnata, al centro dello strato, con le condizioni interne dell&rsquo;appendice nazionale (20 &deg;C nei mesi di riscaldamento, classe 3): la norma chiede di verificare anche le altre interfacce, e lo chiama una verifica di idoneit&agrave;, non una previsione. Niente sole, niente cielo notturno oltre i 2 gradi, niente acqua che scorre.</li>
<li>I valori dei materiali vengono dal prospetto storico della UNI 10351:2021; quello del bitume &egrave; segnalato dalla norma come unico e incerto. Il valore vero di una membrana lo dichiara il produttore con la prova della UNI EN 1931, e va chiesto.</li>
<li>Delle norme a pagamento la tavola riporta valori e punti, non il testo. La verifica di progetto resta quella della UNI EN ISO 13788 richiesta dai decreti; questa tavola serve a vedere che cosa muove il risultato.</li>
</ol></div></div>
</div></div>
<p> <script src="data:text/javascript;charset=utf-8;base64,;(function(){
/* Motore della tavola "Da dove viene l'acqua nel tetto: i due conti": le stesse costanti
   e le stesse formule di calcoli.py dell'articolo. Clima (medie mensili) e stratigrafie
   arrivano dal Python al montaggio: niente valori riscritti a mano. */

var RV = 461.5, T0 = 273.15, P_ATM = 101325.0, RHO_ARIA = 1.2, DELTA0 = 2.0e-10;
var RSI_TETTO = 0.10, RSE = 0.04, CD_ORIFIZIO = 0.6, ANNI_MAX = 10;
var CLIMI = {"Udine": {"T": [3.5, 5.7, 6.1, 14.4, 15.3, 19.2, 22.4, 23.6, 20.3, 12.7, 10.0, 3.0], "RH": [80, 73, 72, 75, 78, 74, 69, 67, 73, 79, 80, 80]}, "Milano": {"T": [4.7, 2.0, 7.4, 13.0, 19.7, 22.1, 24.8, 22.8, 20.4, 12.9, 6.7, 3.4], "RH": [87, 68, 76, 69, 53, 70, 62, 69, 74, 85, 72, 89]}, "Roma": {"T": [6.2, 8.1, 10.8, 12.4, 18.6, 21.7, 24.5, 26.4, 20.8, 17.6, 13.6, 9.3], "RH": [75, 78, 75, 78, 73, 71, 60, 65, 77, 80, 79, 80]}};
var TETTI = {"tetto caldo, membrana bituminosa": {"strati": [{"nome": "intonaco", "s": 0.015, "lam": 0.7, "mu": 10.41777777777778, "sd": 0.1562666666666667}, {"nome": "solaio in calcestruzzo", "s": 0.2, "lam": 1.48, "mu": 96.16410256410258, "sd": 19.232820512820517}, {"nome": "massetto delle pendenze", "s": 0.06, "lam": 1.4, "mu": 22.061176470588236, "sd": 1.3236705882352942}, {"nome": "barriera al vapore", "s": 0.001, "lam": 0.17, "mu": null, "sd": 40.0}, {"nome": "isolante (bagnato)", "s": 0.12, "lam": 0.04, "mu": 1.2501333333333333, "sd": 0.15001599999999998}, {"nome": "membrana bituminosa", "s": 0.004, "lam": 0.17, "mu": null, "sd": 750.08}], "iIso": 4, "iSopra": 5, "iSotto": 3}, "tetto caldo, membrana dell'esempio 13788": {"strati": [{"nome": "intonaco", "s": 0.015, "lam": 0.7, "mu": 10.41777777777778, "sd": 0.1562666666666667}, {"nome": "solaio in calcestruzzo", "s": 0.2, "lam": 1.48, "mu": 96.16410256410258, "sd": 19.232820512820517}, {"nome": "massetto delle pendenze", "s": 0.06, "lam": 1.4, "mu": 22.061176470588236, "sd": 1.3236705882352942}, {"nome": "barriera al vapore", "s": 0.001, "lam": 0.17, "mu": null, "sd": 75.0}, {"nome": "isolante (bagnato)", "s": 0.12, "lam": 0.04, "mu": 1.2501333333333333, "sd": 0.15001599999999998}, {"nome": "membrana bituminosa", "s": 0.004, "lam": 0.17, "mu": null, "sd": 12.0}], "iIso": 4, "iSopra": 5, "iSotto": 3}, "tetto rovescio": {"strati": [{"nome": "intonaco", "s": 0.015, "lam": 0.7, "mu": 10.41777777777778, "sd": 0.1562666666666667}, {"nome": "solaio in calcestruzzo", "s": 0.2, "lam": 1.48, "mu": 96.16410256410258, "sd": 19.232820512820517}, {"nome": "massetto delle pendenze", "s": 0.06, "lam": 1.4, "mu": 22.061176470588236, "sd": 1.3236705882352942}, {"nome": "membrana bituminosa", "s": 0.004, "lam": 0.17, "mu": null, "sd": 750.08}, {"nome": "isolante (bagnato)", "s": 0.1, "lam": 0.035, "mu": 150.0, "sd": 15.0}, {"nome": "strato filtrante", "s": 0.001, "lam": 0.2, "mu": null, "sd": 0.02}], "iIso": 4, "iSopra": 5, "iSotto": 3}, "falda ventilata con telo traspirante": {"strati": [{"nome": "cartongesso", "s": 0.0125, "lam": 0.21, "mu": 8.15304347826087, "sd": 0.10191304347826087}, {"nome": "freno al vapore", "s": 0.0005, "lam": 0.2, "mu": null, "sd": 2.0}, {"nome": "isolante (bagnato)", "s": 0.16, "lam": 0.04, "mu": 1.2501333333333333, "sd": 0.20002133333333333}, {"nome": "telo traspirante", "s": 0.0005, "lam": 0.2, "mu": null, "sd": 0.1}], "iIso": 2, "iSopra": 3, "iSotto": 1}, "falda chiusa con cartone bitumato": {"strati": [{"nome": "cartongesso", "s": 0.0125, "lam": 0.21, "mu": 8.15304347826087, "sd": 0.10191304347826087}, {"nome": "freno al vapore", "s": 0.0005, "lam": 0.2, "mu": null, "sd": 2.0}, {"nome": "isolante (bagnato)", "s": 0.16, "lam": 0.04, "mu": 1.2501333333333333, "sd": 0.20002133333333333}, {"nome": "tavolato di abete", "s": 0.025, "lam": 0.12, "mu": 625.0666666666667, "sd": 15.626666666666669}, {"nome": "cartone bitumato", "s": 0.002, "lam": 0.23, "mu": 2500.266666666667, "sd": 5.000533333333334}], "iIso": 2, "iSopra": 4, "iSotto": 1}};
var MESI = ['gennaio', 'febbraio', 'marzo', 'aprile', 'maggio', 'giugno', 'luglio', 'agosto', 'settembre', 'ottobre', 'novembre', 'dicembre'];
var GIORNI = [31, 28, 31, 30, 31, 30, 31, 31, 30, 31, 30, 31];
var MESI_RISC = {10: 1, 11: 1, 12: 1, 1: 1, 2: 1, 3: 1, 4: 1};
var DP_CLASSI = {1: [270, 100], 2: [540, 100], 3: [810, 100], 4: [1080, 100], 5: [1350, 200]};
var SOGLIA_PERCOLAMENTO = 0.2;

/* ---------------------------------------------------------------- fisica */
function pSat(t){
  if (t >= 0) return 610.5 * Math.exp(17.269 * t / (237.3 + t));
  return 610.5 * Math.exp(21.875 * t / (265.5 + t));
}
function umiditaSpecifica(p){ return 0.622 * p / (P_ATM - p); }
function tEsternaTetto(t){ return t - 2.0; }
function tInternaNA(tE, mese){
  if (MESI_RISC[mese]) return 20.0;
  return tE < 18.0 ? 18.0 : tE;
}
function dpClasse(c, tE){
  var alto = DP_CLASSI[c][0], basso = DP_CLASSI[c][1];
  if (tE <= 0) return alto;
  if (tE >= 20) return basso;
  return alto + (basso - alto) * tE / 20.0;
}
function condizioniMese(citta, i, classe){
  var tE = CLIMI[citta].T[i], rh = CLIMI[citta].RH[i] / 100.0;
  var pE = rh * pSat(tE), tI = tInternaNA(tE, i + 1);
  var pI = Math.min(pE + dpClasse(classe, tE), 0.95 * pSat(tI));
  return {tEAria: tE, tE: tEsternaTetto(tE), pE: pE, tI: tI, pI: pI, giorni: GIORNI[i]};
}

/* ------------------------------------------------- primo conto: aria e diffusione */
function portataForo(areaMm2, dp){ return CD_ORIFIZIO * areaMm2 * 1e-6 * Math.sqrt(2.0 * dp / RHO_ARIA); }
function acquaPerAria(areaMm2, dp, pI, tS, giorni, quota){
  var q = portataForo(areaMm2, dp), massa = q * RHO_ARIA * giorni * 86400.0;
  var xI = umiditaSpecifica(pI), xS = umiditaSpecifica(pSat(tS));
  var tr = massa * Math.max(0.0, xI - xS);
  return {m3: q * giorni * 86400.0, kgAria: massa, trasportata: tr, condensata: tr * quota, xI: xI, xS: xS};
}
function acquaPerDiffusione(sd, pI, tS, area, giorni){
  return DELTA0 * Math.max(0.0, pI - pSat(tS)) / sd * area * giorni * 86400.0;
}
function calcola1(d){
  var c;
  if (d.modo === 'clima'){
    c = condizioniMese(d.citta, d.mese - 1, d.classe);
    c.tS = c.tE;
  } else {
    c = {tI: d.ti, pI: d.uri / 100.0 * pSat(d.ti), tS: d.ts, giorni: d.giorni, tE: d.ts, pE: null, tEAria: null};
  }
  var diff = acquaPerDiffusione(d.sd, c.pI, c.tS, d.area, c.giorni);
  var aria = acquaPerAria(d.fess * d.area, d.dp, c.pI, c.tS, c.giorni, d.quota / 100.0);
  return {c: c, diff: diff, aria: aria, rapporto: diff > 0 ? aria.condensata / diff : Infinity,
          uri: c.pI / pSat(c.tI)};
}

/* ------------------------------------------------- secondo conto: punto 7 */
function copiaStrati(k){
  var s = TETTI[k].strati, out = [], i;
  for (i = 0; i < s.length; i++) out.push({nome: s[i].nome, s: s[i].s, lam: s[i].lam, mu: s[i].mu, sd: s[i].sd});
  return out;
}
function stratiPer(d){
  var t = TETTI[d.tetto], strati = copiaStrati(d.tetto), iso = strati[t.iIso];
  iso.sd = iso.sd / iso.s * (d.spess / 100.0);
  iso.s = d.spess / 100.0;
  strati[t.iSopra].sd = d.sdSopra;
  strati[t.iSotto].sd = d.sdSotto;
  return strati;
}
function profilo(strati, iB, tI, tE){
  var R = [], i, Rtot = RSI_TETTO + RSE, Rin = RSI_TETTO, sdIn = 0.0, sdOut = 0.0;
  for (i = 0; i < strati.length; i++){ R.push(strati[i].s / strati[i].lam); Rtot += R[i]; }
  for (i = 0; i < iB; i++){ Rin += R[i]; sdIn += strati[i].sd; }
  Rin += R[iB] / 2.0;
  sdIn += strati[iB].sd / 2.0;
  sdOut = strati[iB].sd / 2.0;
  for (i = iB + 1; i < strati.length; i++) sdOut += strati[i].sd;
  return {tC: tI - (tI - tE) * Rin / Rtot, sdIn: sdIn, sdOut: sdOut, Rtot: Rtot};
}
function indiceBagnato(strati){
  var i;
  for (i = 0; i < strati.length; i++){ if (strati[i].nome.indexOf('bagnato') > -1) return i; }
  return -1;
}
function evaporazioneMese(strati, iB, citta, i){
  var c = condizioniMese(citta, i, 3), p = profilo(strati, iB, c.tI, c.tE), pC = pSat(p.tC);
  var g = DELTA0 * ((pC - c.pE) / p.sdOut + (pC - c.pI) / p.sdIn);
  return {ev: g * GIORNI[i] * 86400.0, tC: p.tC, pC: pC, c: c, p: p};
}
function asciugatura(strati, citta, acqua, mesePartenza, anniMax){
  var iB = indiceBagnato(strati), M = acqua, percorso = [], k, i, e, Mn;
  for (k = 0; k < anniMax * 12; k++){
    i = (mesePartenza - 1 + k) % 12;
    e = evaporazioneMese(strati, iB, citta, i);
    Mn = M - e.ev;
    percorso.push({mese: MESI[i], ev: e.ev, acqua: Math.max(Mn, 0.0), tC: e.tC});
    if (Mn <= 0){
      return {mesi: k + (e.ev > 0 ? M / e.ev : 1.0), percorso: percorso, asciuga: true, residuo: 0.0};
    }
    M = Mn;
  }
  return {mesi: null, percorso: percorso, asciuga: false, residuo: M};
}
function bilancioAnnuo(strati, citta){
  var iB = indiceBagnato(strati), tot = 0.0, i;
  for (i = 0; i < 12; i++) tot += evaporazioneMese(strati, iB, citta, i).ev;
  return tot;
}
function calcola2(d){
  var strati = stratiPer(d), r = asciugatura(strati, d.citta, d.acqua, d.mese, ANNI_MAX), iB = indiceBagnato(strati);
  r.anno = bilancioAnnuo(strati, d.citta);
  r.residuo12 = r.percorso.length >= 12 ? r.percorso[11].acqua : 0.0;
  r.strati = strati;
  r.iB = iB;
  r.sdIn = profilo(strati, iB, 20, 0).sdIn;
  r.sdOut = profilo(strati, iB, 20, 0).sdOut;
  return r;
}

/* ---------------------------------------------------------------- casi */
var PRESET1 = [
  {t: 'Il soffitto dell\u2019articolo: gennaio a Udine, soffitto normale', s: '100 m\xb2, 300 mm\xb2/m\xb2 di fessure, 2 Pa, barriera da 40 m, classe 3',
   modo: 'clima', citta: 'Udine', mese: 1, classe: 3, ti: 20, uri: 50, ts: 1.5, giorni: 31, area: 100, fess: 300, dp: 2, sd: 40, quota: 10},
  {t: 'Lo stesso soffitto, ben sigillato', s: '30 mm\xb2/m\xb2 di fessure: dieci volte meno aria',
   modo: 'clima', citta: 'Udine', mese: 1, classe: 3, ti: 20, uri: 50, ts: 1.5, giorni: 31, area: 100, fess: 30, dp: 2, sd: 40, quota: 10},
  {t: 'Il confronto di Quirouette del 1985', s: '1 m\xb2, 21 \xb0C e 30 % dentro, tavolato a -20 \xb0C, un pollice quadrato a 10 Pa',
   modo: 'mio', citta: 'Udine', mese: 1, classe: 3, ti: 21, uri: 30, ts: -20, giorni: 30, area: 1, fess: 625, dp: 10, sd: 40, quota: 10},
  {t: 'Roma, dicembre, casa con ventilazione meccanica', s: 'classe 2, soffitto normale, 2 Pa, barriera da 40 m',
   modo: 'clima', citta: 'Roma', mese: 12, classe: 2, ti: 20, uri: 50, ts: 1.5, giorni: 31, area: 100, fess: 300, dp: 2, sd: 40, quota: 10}
];

/* ---------------------------------------------------------------- formato */
function vir(x, dec){
  var s = (Math.abs(x) < Math.pow(10, -dec) / 2 ? 0 : x).toFixed(dec);
  return s.replace('.', ',');
}
function mig(x){
  var s = Math.round(x).toString(), out = '', i, n = 0;
  for (i = s.length - 1; i >= 0; i--){ out = s.charAt(i) + out; n++; if (n % 3 === 0 && i > 0) out = '.' + out; }
  return out;
}
function grammi(kg){ return kg >= 1 ? vir(kg, 1) + ' kg' : mig(kg * 1000) + ' g'; }
function esc(s){ return String(s).replace(/&/g, '&amp;').replace(/</g, '&lt;').replace(/>/g, '&gt;'); }
function el(id){ return document.getElementById(id); }
var VERDE = '#1f7a4d', AMBRA = '#a06a00', ROSSO = '#b23b3b', GRIGIO = '#8a9490';

/* ---------------------------------------------------------------- primo conto: UI */
function leggi1(){
  return {
    modo: el('mxt-modo').value, citta: el('mxt-citta').value, mese: parseInt(el('mxt-mese').value, 10), classe: parseInt(el('mxt-classe').value, 10),
    ti: parseFloat(el('mxt-ti').value), uri: parseFloat(el('mxt-uri').value), ts: parseFloat(el('mxt-ts').value), giorni: parseFloat(el('mxt-giorni').value),
    area: parseFloat(el('mxt-area').value), fess: parseFloat(el('mxt-fess').value), dp: parseFloat(el('mxt-dp').value),
    sd: parseFloat(el('mxt-sd').value), quota: parseFloat(el('mxt-quota').value)
  };
}
function controlla1(d){
  if (d.modo === 'mio'){
    if (!isFinite(d.ti) || d.ti < 5 || d.ti > 30) return 'La temperatura interna va fra 5 e 30 gradi.';
    if (!isFinite(d.uri) || d.uri < 10 || d.uri > 100) return 'L\u2019umidit\xe0 interna va fra 10 e 100 per cento.';
    if (!isFinite(d.ts) || d.ts < -30 || d.ts > 30) return 'La temperatura della superficie fredda va fra -30 e 30 gradi.';
    if (d.ts >= d.ti) return 'Con la superficie calda quanto l\u2019aria di casa il vapore non ha dove condensare: il conto invernale non si applica.';
    if (!isFinite(d.giorni) || d.giorni < 1 || d.giorni > 31) return 'I giorni vanno fra 1 e 31.';
  }
  if (!isFinite(d.area) || d.area <= 0 || d.area > 5000) return 'La superficie del soffitto va scritta in metri quadri, fra 0,1 e 5.000.';
  if (!isFinite(d.fess) || d.fess < 0 || d.fess > 20000) return 'Le fessure vanno scritte in mm\xb2 per m\xb2, fra 0 e 20.000.';
  if (!isFinite(d.dp) || d.dp < 0 || d.dp > 50) return 'La differenza di pressione va fra 0 e 50 Pa.';
  if (!isFinite(d.sd) || d.sd < 0.01 || d.sd > 5000) return 'Lo spessore d\u2019aria equivalente va fra 0,01 e 5.000 m.';
  if (!isFinite(d.quota) || d.quota < 0 || d.quota > 100) return 'La quota che condensa va fra 0 e 100 per cento.';
  return '';
}
function abilitaCampiClima(modo){
  var ids = ['mxt-ti', 'mxt-uri', 'mxt-ts', 'mxt-giorni'], i;
  for (i = 0; i < ids.length; i++) el(ids[i]).disabled = (modo === 'clima');
  el('mxt-citta').disabled = (modo === 'mio');
  el('mxt-mese').disabled = (modo === 'mio');
  el('mxt-classe').disabled = (modo === 'mio');
}
function aggiorna1(){
  var d = leggi1();
  abilitaCampiClima(d.modo);
  var errore = controlla1(d);
  el('mxt-err1').innerHTML = errore ? esc(errore) : '';
  el('mxt-err1').style.display = errore ? 'block' : 'none';
  if (errore){
    el('mxt-d1').innerHTML = '--'; el('mxt-d2').innerHTML = '--'; el('mxt-d3').innerHTML = '--'; el('mxt-d4').innerHTML = '--';
    impostaVerdetto('mxt-verd1', 'mxt-v11', 'mxt-v12', GRIGIO, 'DATI DA CONTROLLARE', esc(errore));
    el('mxt-conto1').innerHTML = '';
    return;
  }
  var r = calcola1(d), c = r.c;
  if (d.modo === 'clima'){
    el('mxt-ti').value = vir(c.tI, 1).replace(',', '.');
    el('mxt-uri').value = vir(r.uri * 100, 0);
    el('mxt-ts').value = vir(c.tS, 1).replace(',', '.');
    el('mxt-giorni').value = c.giorni;
  }
  el('mxt-d1').innerHTML = grammi(r.diff);
  el('mxt-d2').innerHTML = mig(r.aria.m3) + ' <small>m\xb3</small>';
  el('mxt-d3').innerHTML = grammi(r.aria.trasportata);
  el('mxt-d4').innerHTML = grammi(r.aria.condensata);

  var colore, titolo, spiega;
  if (r.aria.trasportata <= 0 && r.diff <= 0){
    colore = VERDE; titolo = 'NIENTE ACQUA VERSO IL TETTO';
    spiega = 'La superficie fredda sta a ' + vir(c.tS, 1) + ' \xb0C e la sua saturazione supera la pressione di vapore dell\u2019aria di casa: in questo mese n\xe9 la diffusione n\xe9 l\u2019aria portano acqua al tetto.';
  } else if (!isFinite(r.rapporto)){
    colore = ROSSO; titolo = 'TUTTA L\u2019ACQUA ARRIVA CON L\u2019ARIA';
    spiega = 'Per diffusione non passa niente; dalle fessure l\u2019aria porta ' + grammi(r.aria.trasportata) + ' nel mese, di cui ' + grammi(r.aria.condensata) + ' condensano.';
  } else if (r.rapporto >= 10){
    colore = ROSSO; titolo = 'L\u2019ARIA PORTA ' + mig(r.rapporto) + ' VOLTE LA DIFFUSIONE';
    spiega = 'Attraverso ' + vir(d.area, 0) + ' m\xb2 di barriera da ' + vir(d.sd, 2) + ' m passano ' + grammi(r.diff) + ' nel mese; dalle fessure, ' + mig(d.fess * d.area) + ' mm\xb2 in tutto, l\u2019aria ne porta ' + grammi(r.aria.trasportata) + ' e ne condensa ' + grammi(r.aria.condensata) + '. La barriera serve dove \xe8 anche tenuta all\u2019aria: la prima cosa da fare \xe8 sigillare botole, faretti, tubi e giunti.';
  } else if (r.rapporto >= 1){
    colore = AMBRA; titolo = 'L\u2019ARIA PORTA ' + vir(r.rapporto, 1) + ' VOLTE LA DIFFUSIONE';
    spiega = 'I due modi sono dello stesso ordine: ' + grammi(r.diff) + ' per diffusione contro ' + grammi(r.aria.condensata) + ' condensati dall\u2019aria. Con questo soffitto conta anche lo spessore d\u2019aria equivalente della barriera, non solo la tenuta.';
  } else {
    colore = VERDE; titolo = 'LA DIFFUSIONE PESA PI\xd9 DELL\u2019ARIA';
    spiega = 'Con queste fessure l\u2019aria condensa ' + grammi(r.aria.condensata) + ' contro ' + grammi(r.diff) + ' per diffusione: il soffitto \xe8 a tenuta, e a decidere \xe8 la barriera. \xc8 il caso raro.';
  }
  impostaVerdetto('mxt-verd1', 'mxt-v11', 'mxt-v12', colore, titolo, spiega);

  var testo = '';
  if (d.modo === 'clima'){
    testo += MESI[d.mese - 1].charAt(0).toUpperCase() + MESI[d.mese - 1].slice(1) + ' a ' + d.citta + ': aria esterna a ' + vir(c.tEAria, 1) + ' \xb0C, tetto a ' + vir(c.tE, 1) + ' \xb0C (aria meno 2 gradi, punto 4.2.3 d); dentro ' + vir(c.tI, 0) + ' \xb0C con l\u2019apporto della classe ' + d.classe + ', cio\xe8 ' + vir(c.pI, 0) + ' Pa di pressione di vapore (' + vir(r.uri * 100, 0) + ' per cento); ' + c.giorni + ' giorni. ';
  } else {
    testo += 'Aria di casa a ' + vir(d.ti, 1) + ' \xb0C e ' + vir(d.uri, 0) + ' per cento, cio\xe8 ' + vir(c.pI, 0) + ' Pa; superficie fredda a ' + vir(d.ts, 1) + ' \xb0C, dove la saturazione vale ' + vir(pSat(c.tS), 0) + ' Pa; ' + d.giorni + ' giorni. ';
  }
  testo += '<b>Diffusione:</b> g = 2 \xb7 10\u207b\xb9\u2070 \xb7 (' + vir(c.pI, 0) + ' \u2212 ' + vir(pSat(c.tS), 0) + ') / ' + vir(d.sd, 2) + ' per ' + vir(d.area, 0) + ' m\xb2 e ' + mig(c.giorni * 86400) + ' secondi = <b>' + grammi(r.diff) + '</b>. ';
  testo += '<b>Aria:</b> foro equivalente di ' + mig(d.fess * d.area) + ' mm\xb2, portata 0,6 \xb7 A \xb7 \u221a(2 \xb7 ' + vir(d.dp, 1) + ' / 1,2) = ' + vir(portataForo(d.fess * d.area, d.dp) * 3600, 1) + ' m\xb3/h, cio\xe8 ' + mig(r.aria.m3) + ' m\xb3 e ' + mig(r.aria.kgAria) + ' kg d\u2019aria nel mese; umidit\xe0 specifica ' + vir(r.aria.xI * 1000, 2) + ' g/kg dentro contro ' + vir(r.aria.xS * 1000, 2) + ' g/kg satura sulla superficie fredda: l\u2019aria porta <b>' + grammi(r.aria.trasportata) + '</b>, e con la quota del ' + vir(d.quota, 0) + ' per cento ne condensano <b>' + grammi(r.aria.condensata) + '</b>.';
  if (isFinite(r.rapporto) && r.diff > 0) testo += ' Rapporto fra condensa dell\u2019aria e diffusione: <b>' + (r.rapporto >= 10 ? mig(r.rapporto) : vir(r.rapporto, 1)) + '</b>.';
  el('mxt-conto1').innerHTML = testo;
}

/* ---------------------------------------------------------------- secondo conto: UI */
function leggi2(){
  return {
    tetto: el('mxt-tetto').value, citta: el('mxt-citta2').value, spess: parseFloat(el('mxt-spess').value),
    sdSopra: parseFloat(el('mxt-sdsopra').value), sdSotto: parseFloat(el('mxt-sdsotto').value),
    acqua: parseFloat(el('mxt-acqua').value), mese: parseInt(el('mxt-mese2').value, 10)
  };
}
function controlla2(d){
  if (!TETTI[d.tetto]) return 'Scegli un tetto.';
  if (!isFinite(d.spess) || d.spess < 2 || d.spess > 40) return 'Lo spessore dell\u2019isolante va fra 2 e 40 cm.';
  if (!isFinite(d.sdSopra) || d.sdSopra < 0.01 || d.sdSopra > 10000) return 'Lo sd dello strato sopra va fra 0,01 e 10.000 m.';
  if (!isFinite(d.sdSotto) || d.sdSotto < 0.01 || d.sdSotto > 10000) return 'Lo sd dello strato sotto va fra 0,01 e 10.000 m.';
  if (!isFinite(d.acqua) || d.acqua < 0.05 || d.acqua > 20) return 'L\u2019acqua nello strato va fra 0,05 e 20 kg/m\xb2.';
  return '';
}
function testoMesi(m){
  if (m === null) return 'oltre ' + ANNI_MAX + ' anni';
  if (m < 1) return 'meno di un mese';
  if (m >= 24) return vir(m, 0) + ' mesi, circa ' + vir(m / 12, 0) + ' anni';
  return vir(m, 0) + ' mesi';
}
function curva(r, acqua){
  var W = 600, H = 210, x0 = 44, y0 = 12, w = 540, h = 150, n, i, pts = [], out = [], m, v;
  n = r.asciuga ? Math.max(12, Math.min(ANNI_MAX * 12, Math.ceil(r.mesi) + 1)) : ANNI_MAX * 12;
  var passo = n <= 12 ? 1 : (n <= 36 ? 3 : (n <= 60 ? 6 : 12));
  function X(mm){ return x0 + mm / n * w; }
  function Y(vv){ return y0 + h - Math.min(vv, acqua) / acqua * h; }
  out.push('<svg viewBox="0 0 ' + W + ' ' + H + '" role="img" aria-label="acqua nello strato bagnato mese per mese">');
  out.push('<rect x="' + x0 + '" y="' + y0 + '" width="' + w + '" height="' + h + '" fill="#fff" stroke="#3a3f3a" stroke-width="1"/>');
  for (m = 0; m <= n; m += passo){
    out.push('<line x1="' + X(m).toFixed(1) + '" y1="' + y0 + '" x2="' + X(m).toFixed(1) + '" y2="' + (y0 + h) + '" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"/>');
    out.push('<text x="' + X(m).toFixed(1) + '" y="' + (y0 + h + 14) + '" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">' + m + '</text>');
  }
  for (i = 0; i <= 4; i++){
    v = acqua * i / 4;
    out.push('<line x1="' + x0 + '" y1="' + Y(v).toFixed(1) + '" x2="' + (x0 + w) + '" y2="' + Y(v).toFixed(1) + '" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"/>');
    out.push('<text x="' + (x0 - 5) + '" y="' + (Y(v) + 3).toFixed(1) + '" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="end">' + vir(v, 2) + '</text>');
  }
  if (acqua > SOGLIA_PERCOLAMENTO){
    out.push('<line x1="' + x0 + '" y1="' + Y(SOGLIA_PERCOLAMENTO).toFixed(1) + '" x2="' + (x0 + w) + '" y2="' + Y(SOGLIA_PERCOLAMENTO).toFixed(1) + '" stroke="#b23b3b" stroke-width="0.8" stroke-dasharray="3,3"/>');
    out.push('<text x="' + (x0 + w - 4) + '" y="' + (Y(SOGLIA_PERCOLAMENTO) - 3).toFixed(1) + '" font-size="8.5" fill="#b23b3b" text-anchor="end">200 g/m\xb2: sopra, rischio di percolamento (nota al punto 6.5)</text>');
  }
  pts.push(X(0).toFixed(1) + ',' + Y(acqua).toFixed(1));
  for (i = 0; i < r.percorso.length && i < n; i++) pts.push(X(i + 1).toFixed(1) + ',' + Y(r.percorso[i].acqua).toFixed(1));
  out.push('<polyline points="' + pts.join(' ') + '" fill="none" stroke="#3a5b8a" stroke-width="2.2"/>');
  out.push('<text x="' + (x0 + w / 2) + '" y="' + (H - 4) + '" font-size="9.5" fill="#232823" text-anchor="middle" font-weight="700">mesi dalla chiusura del tetto (partenza a ' + MESI[el('mxt-mese2').value - 1] + ')</text>');
  out.push('<text x="10" y="' + (y0 + h / 2) + '" font-size="9" fill="#232823" text-anchor="middle" transform="rotate(-90 10 ' + (y0 + h / 2) + ')">kg/m\xb2</text>');
  out.push('</svg>');
  return out.join('');
}
function descriviStrati(strati, iB){
  var out = [], i, s;
  for (i = strati.length - 1; i >= 0; i--){
    s = strati[i];
    out.push(s.nome.replace(' (bagnato)', '') + ' ' + (s.s >= 0.01 ? vir(s.s * 100, 1) + ' cm, ' : '') + 'sd ' + (s.sd < 1 ? vir(s.sd, 2) : vir(s.sd, 0)) + ' m');
  }
  return out.join('; ');
}
function impostaTettoDefault(){
  var t = TETTI[el('mxt-tetto').value];
  el('mxt-spess').value = Math.round(t.strati[t.iIso].s * 100);
  el('mxt-sdsopra').value = t.strati[t.iSopra].sd;
  el('mxt-sdsotto').value = t.strati[t.iSotto].sd;
}
function aggiorna2(){
  var d = leggi2(), t = TETTI[d.tetto];
  var errore = controlla2(d);
  el('mxt-err2').innerHTML = errore ? esc(errore) : '';
  el('mxt-err2').style.display = errore ? 'block' : 'none';
  if (t){
    el('mxt-capsopra').innerHTML = 'strato sostituito: ' + esc(t.strati[t.iSopra].nome) + ' (valore di partenza ' + vir(t.strati[t.iSopra].sd, 2) + ' m)';
    el('mxt-capsotto').innerHTML = 'strato sostituito: ' + esc(t.strati[t.iSotto].nome) + ' (valore di partenza ' + vir(t.strati[t.iSotto].sd, 2) + ' m)';
  }
  if (errore){
    el('mxt-e1').innerHTML = '--'; el('mxt-e2').innerHTML = '--'; el('mxt-e3').innerHTML = '--';
    impostaVerdetto('mxt-verd2', 'mxt-v21', 'mxt-v22', GRIGIO, 'DATI DA CONTROLLARE', esc(errore));
    el('mxt-curva').innerHTML = ''; el('mxt-conto2').innerHTML = ''; el('mxt-capstrati').innerHTML = '';
    return;
  }
  var r = calcola2(d);
  el('mxt-capstrati').innerHTML = 'dall\u2019esterno all\u2019interno: ' + esc(descriviStrati(r.strati, r.iB));
  el('mxt-e1').innerHTML = (r.mesi === null ? 'oltre ' + ANNI_MAX + ' <small>anni</small>' : (r.mesi < 1 ? '&lt; 1 <small>mese</small>' : vir(r.mesi, 0) + ' <small>mesi</small>'));
  el('mxt-e2').innerHTML = (r.residuo12 > 0 ? grammi(r.residuo12) : '0 <small>g</small>');
  el('mxt-e3').innerHTML = (r.anno >= 0 ? grammi(r.anno) + ' <small>l\u2019anno</small>' : grammi(-r.anno) + ' <small>l\u2019anno, ma entra</small>');

  var colore, titolo, spiega;
  if (r.mesi === null){
    colore = ROSSO; titolo = 'NON ESCE IN ' + ANNI_MAX + ' ANNI: RESTANO ' + grammi(r.residuo);
    spiega = 'Fra lo strato sopra (sd ' + vir(d.sdSopra, 2) + ' m) e quello sotto (sd ' + vir(d.sdSotto, 2) + ' m) l\u2019acqua esce a ' + grammi(Math.abs(r.anno)) + ' l\u2019anno' + (r.anno < 0 ? ', anzi si accumula' : '') + ': la trappola di Baker e Hedlin, con i numeri. L\u2019unico rimedio \xe8 aprire e togliere l\u2019isolante bagnato.';
  } else if (r.mesi <= 12){
    colore = VERDE; titolo = 'ESCE IN ' + testoMesi(r.mesi).toUpperCase();
    spiega = 'L\u2019acqua ha una via: ' + (r.sdOut < r.sdIn ? 'verso l\u2019alto, attraverso ' + vir(r.sdOut, 2) + ' m di aria equivalente' : 'verso la stanza, attraverso ' + vir(r.sdIn, 2) + ' m di aria equivalente') + '. Il danno resta quello del primo inverno, con la resistenza termica ridotta finch\xe9 lo strato \xe8 bagnato.';
  } else if (r.mesi <= 36){
    colore = AMBRA; titolo = 'ESCE IN ' + testoMesi(r.mesi).toUpperCase();
    spiega = 'Pi\xf9 di un anno con l\u2019isolante bagnato: dopo il primo anno restano ' + grammi(r.residuo12) + (r.residuo12 > SOGLIA_PERCOLAMENTO ? ', sopra i 200 g/m\xb2 oltre i quali la nota al punto 6.5 segnala il rischio di percolamento' : '') + '. L\u2019esempio dell\u2019appendice D della norma, con un clima pi\xf9 freddo, ci mette 83 mesi.';
  } else {
    colore = ROSSO; titolo = 'ESCE IN ' + testoMesi(r.mesi).toUpperCase();
    spiega = 'Anni con l\u2019isolante bagnato: dopo il primo anno restano ' + grammi(r.residuo12) + '. Per un tetto nuovo \xe8 un difetto di posa; per un tetto esistente, un motivo per aprire.';
  }
  impostaVerdetto('mxt-verd2', 'mxt-v21', 'mxt-v22', colore, titolo, spiega);
  el('mxt-curva').innerHTML = curva(r, d.acqua);

  var primo = r.percorso[0], testo;
  testo = 'Strato bagnato: ' + esc(r.strati[r.iB].nome.replace(' (bagnato)', '')) + ' da ' + vir(d.spess, 0) + ' cm con ' + vir(d.acqua, 2) + ' kg/m\xb2 al centro. Spessori d\u2019aria equivalenti dal centro dello strato: verso l\u2019alto ' + vir(r.sdOut, 2) + ' m, verso la stanza ' + vir(r.sdIn, 2) + ' m. ';
  testo += 'Primo mese (' + primo.mese + ' a ' + d.citta + '): interfaccia a ' + vir(primo.tC, 1) + ' \xb0C, evaporazione ' + (primo.ev >= 0 ? '' : '\u2212') + grammi(Math.abs(primo.ev)) + '. ';
  testo += 'Dopo dodici mesi restano ' + grammi(r.residuo12) + '; in un anno intero ' + (r.anno >= 0 ? 'ne esce ' + grammi(r.anno) : 'ne entra ' + grammi(-r.anno) + ', invece di uscire') + '. ';
  testo += (r.mesi === null ? 'In ' + ANNI_MAX + ' anni non si azzera: restano ' + grammi(r.residuo) + '.' : 'Si azzera dopo ' + vir(r.mesi, 1) + ' mesi.');
  testo += ' Metodo del punto 7 della UNI EN ISO 13788, condizioni interne dell\u2019appendice nazionale (classe 3), tetto a 2 gradi sotto l\u2019aria del mese.';
  el('mxt-conto2').innerHTML = testo;
}

function impostaVerdetto(idVerd, idV1, idV2, colore, titolo, spiega){
  el(idVerd).style.cssText = 'border-color:' + colore;
  el(idV1).style.cssText = 'color:' + colore;
  el(idV1).innerHTML = titolo;
  el(idV2).innerHTML = spiega;
}

/* --------------------------------------------------------- costruzione */
function montaPreset(){
  var out = [], i;
  for (i = 0; i < PRESET1.length; i++){
    out.push('<button type="button" data-i="' + i + '"><b>' + esc(PRESET1[i].t) + '</b><span>' + esc(PRESET1[i].s) + '</span></button>');
  }
  el('mxt-preset1').innerHTML = out.join('');
}
function allineaSelect(sel, num){
  var v = parseFloat(el(num).value), s = el(sel), i, trovato = false;
  for (i = 0; i < s.options.length; i++){ if (s.options[i].value !== 'manuale' && parseFloat(s.options[i].value) === v){ s.value = s.options[i].value; trovato = true; } }
  if (!trovato) s.value = 'manuale';
}
function applicaPreset1(i){
  var p = PRESET1[i];
  el('mxt-modo').value = p.modo; el('mxt-citta').value = p.citta; el('mxt-mese').value = String(p.mese); el('mxt-classe').value = String(p.classe);
  el('mxt-ti').value = p.ti; el('mxt-uri').value = p.uri; el('mxt-ts').value = p.ts; el('mxt-giorni').value = p.giorni;
  el('mxt-area').value = p.area; el('mxt-fess').value = p.fess; el('mxt-dp').value = p.dp; el('mxt-sd').value = p.sd; el('mxt-quota').value = p.quota;
  allineaSelect('mxt-fesel', 'mxt-fess'); allineaSelect('mxt-sdsel', 'mxt-sd');
  aggiorna1();
}
function avvia(){
  if (!el('mxt-tavola')) return;
  montaPreset();
  var ids1 = ['mxt-modo', 'mxt-citta', 'mxt-mese', 'mxt-classe', 'mxt-ti', 'mxt-uri', 'mxt-ts', 'mxt-giorni', 'mxt-area', 'mxt-fess', 'mxt-dp', 'mxt-sd', 'mxt-quota'], i;
  for (i = 0; i < ids1.length; i++){
    el(ids1[i]).addEventListener('input', aggiorna1);
    el(ids1[i]).addEventListener('change', aggiorna1);
  }
  el('mxt-fess').addEventListener('input', function(){ allineaSelect('mxt-fesel', 'mxt-fess'); });
  el('mxt-sd').addEventListener('input', function(){ allineaSelect('mxt-sdsel', 'mxt-sd'); });
  el('mxt-fesel').addEventListener('change', function(){ if (el('mxt-fesel').value !== 'manuale'){ el('mxt-fess').value = el('mxt-fesel').value; aggiorna1(); } });
  el('mxt-sdsel').addEventListener('change', function(){ if (el('mxt-sdsel').value !== 'manuale'){ el('mxt-sd').value = el('mxt-sdsel').value; aggiorna1(); } });
  el('mxt-preset1').addEventListener('click', function(ev){
    var b = ev.target;
    while (b && b !== el('mxt-preset1') && b.tagName !== 'BUTTON') b = b.parentNode;
    if (b && b.tagName === 'BUTTON') applicaPreset1(parseInt(b.getAttribute('data-i'), 10));
  });
  var ids2 = ['mxt-citta2', 'mxt-spess', 'mxt-sdsopra', 'mxt-sdsotto', 'mxt-acqua', 'mxt-mese2'];
  for (i = 0; i < ids2.length; i++){
    el(ids2[i]).addEventListener('input', aggiorna2);
    el(ids2[i]).addEventListener('change', aggiorna2);
  }
  el('mxt-tetto').addEventListener('change', function(){ impostaTettoDefault(); aggiorna2(); });
  applicaPreset1(0);
  impostaTettoDefault();
  aggiorna2();
}

window.MXT_TAVOLA = {
  pSat: pSat, umiditaSpecifica: umiditaSpecifica, dpClasse: dpClasse, condizioniMese: condizioniMese,
  portataForo: portataForo, acquaPerAria: acquaPerAria, acquaPerDiffusione: acquaPerDiffusione, calcola1: calcola1,
  copiaStrati: copiaStrati, stratiPer: stratiPer, profilo: profilo, asciugatura: asciugatura, bilancioAnnuo: bilancioAnnuo, calcola2: calcola2,
  PRESET1: PRESET1, TETTI: TETTI, CLIMI: CLIMI, aggiorna1: aggiorna1, aggiorna2: aggiorna2, applicaPreset1: applicaPreset1, impostaTettoDefault: impostaTettoDefault
};

if (document.getElementById('mxt-tavola')){
  avvia();
} else if (document.readyState === 'loading'){
  document.addEventListener('DOMContentLoaded', avvia);
} else {
  avvia();
}
})();
"></script> <!--/mxTAVOLA--></p>
<p style="font-size:14px;color:#555">Tutte le tavole interattive: <a href="https://www.renzo-arthome.com/calcolatori/">I calcolatori</a>.</p>
<h2 id="la-stessa-macchia-sotto-sei-interventi">La stessa macchia sotto sei interventi</h2>
<p>Quello che si fa dopo dipende da quale acqua è, e la tabella mostra perché un intervento giusto per una è inutile o dannoso per un&#8217;altra.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Intervento</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Infiltrazione</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Condensa</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Umidità di costruzione</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Rifare il manto sopra quello vecchio</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>risolve, se il varco era nel manto o nei risvolti</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>non cambia niente: l&#8217;acqua viene da sotto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>peggiora: chiude ancora di più l&#8217;acqua dentro</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Sigillare il soffitto all&#8217;aria (botole, faretti, tubi, giunti)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>non cambia niente</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>è il rimedio principale: taglia il trasporto con l&#8217;aria</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>non cambia niente</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Abbassare l&#8217;umidità in casa (aspirazione in cucina e bagno, ricambio)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>non cambia niente</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>riduce la fonte: è il primo passo di Rose e TenWolde</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>non cambia niente</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Ventilare il sottotetto o l&#8217;intercapedine</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>non cambia niente</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>aiuta, dopo i due passi sopra; da sola può peggiorare</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>aiuta solo se l&#8217;intercapedine tocca lo strato bagnato</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Aggiungere isolante sotto, con controsoffitto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>non cambia niente</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>raffredda il pacchetto sopra e sposta la condensa più in alto; senza tenuta all&#8217;aria peggiora</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>raffredda lo strato bagnato e rallenta l&#8217;asciugatura</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Aprire il tetto, togliere l&#8217;isolante bagnato, rifare con la sequenza giusta</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>serve solo se il varco è sotto il manto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>non serve, se il soffitto resta com&#8217;è</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>è l&#8217;unico rimedio</td>
</tr>
</table>
</div>
<blockquote style='border-left:4px solid #b11f24;margin:22px 0;padding:6px 0 6px 16px;font-size:18px'><p>La macchia sul soffitto dice quando e dove: se segue la pioggia è il manto, se segue le notti fredde è l&#8217;aria di casa, se segue le stagioni del primo anno è l&#8217;acqua del cantiere. Il manto si rifà solo nel primo caso.</p></blockquote>
<h2 id="il-metodo-in-tre-passi">Il metodo in tre passi</h2>
<p>Il primo passo è quale causa: il diario e i segni della tabella. Il secondo è da dove: per l&#8217;infiltrazione il varco del manto; per la condensa la fessura del soffitto e la fonte in casa; per l&#8217;umidità di costruzione la sequenza di cantiere e lo stato dell&#8217;isolante. Il terzo è che via ha per uscire: gli sd sopra e sotto lo strato bagnato, la presenza o meno di un&#8217;intercapedine ventilata, il clima. Solo dopo si sceglie l&#8217;intervento, con la tabella dei sei interventi: il manto per l&#8217;infiltrazione, il soffitto e l&#8217;aria di casa per la condensa, l&#8217;apertura del tetto per l&#8217;umidità di costruzione. Un tetto può passare il calcolo, avere la barriera, essere ventilato, e bagnare il soffitto lo stesso. Basta che l&#8217;aria di casa ci arrivi, o che l&#8217;acqua ci fosse già. I tre passi servono a non rifare un manto che tiene.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig21-metodo.png" alt="Schema del metodo in tre passi, quale acqua, da dove, che via ha per uscire, con la tabella dei sei interventi e l'effetto di ognuno sulla pioggia, sul vapore di casa e sull'acqua del cantiere" class="wp-image-4225" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig21-metodo.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig21-metodo-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig21-metodo-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig21-metodo-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig21-metodo-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 21. Il metodo in tre passi: quale acqua, da dove, che via ha per uscire. Solo dopo si sceglie l&#8217;intervento, e la tabella dice quale serve a quale acqua: il manto per la pioggia, il soffitto e l&#8217;aria di casa per il vapore, l&#8217;apertura del tetto per l&#8217;acqua del cantiere.</figcaption></figure>
<h2 id="il-terrazzo-praticabile-sopra-una-stanza-abitata">Il terrazzo praticabile sopra una stanza abitata</h2>
<p>Il terrazzo è un tetto piano su cui si cammina, e le regole inglesi lo dicono in una riga: ai fini dell&#8217;impermeabilizzazione e dell&#8217;isolamento va trattato come un tetto piano. La differenza sta nella protezione. Sul terrazzo la membrana sta sotto un pavimento, allettato su un massetto oppure posato a secco su supporti, e la protezione pesante cambia tre cose. La prima è dove scorre l&#8217;acqua: sul pavimento allettato scorre quasi tutta in superficie, e per questo il Codice di Pratica chiede il risvolto di 15 centimetri sopra il pavimento, come per il manto a vista; sotto un pavimento galleggiante l&#8217;acqua scende fra le lastre e scorre sulla membrana, e bastano 7 centimetri sopra la membrana.</p>
<p>La seconda è che cosa succede all&#8217;acqua che passa le fughe del pavimento allettato: resta nel letto di malta, sopra la membrana, e d&#8217;inverno gela, con i danni al pavimento che ho raccontato nell&#8217;articolo sul gelo. Il pavimento posato a secco lascia scorrere l&#8217;acqua e asciuga; quello allettato vuole uno strato drenante sopra la membrana, e un bocchettone con la griglia al livello della membrana, oltre a quello a livello del pavimento.</p>
<p>La terza è la soglia, che sul terrazzo è la porta di casa. Le quote dei tre paesi sono nella tabella del capitolo sulla pioggia: il gradino inglese di 15 millimetri con il davanzale sporgente, i 5 centimetri tedeschi solo con la canaletta grigliata, i 20 millimetri del Codice italiano. Quando queste altezze non ci sono, l&#8217;acqua entra dalla soglia e la vaschetta la ferma dentro, come ho scritto nell&#8217;articolo sulla <a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">soglia</a>.</p>
<p>La stratigrafia pesante del terrazzo ha anche un rapporto con l&#8217;umidità di costruzione. Sopra la membrana, l&#8217;acqua non è più intrappolata: il letto di posa bagnato asciuga verso l&#8217;alto, lentamente, ma asciuga. Sotto la membrana vale tutto quello che ho scritto per il tetto caldo, con un aggravante: sul terrazzo il cantiere dura di più, perché al massetto delle pendenze si aggiungono il massetto di posa e il pavimento. L&#8217;isolante resta esposto alla pioggia per più giorni.</p>
<p>Il tetto rovescio mette l&#8217;isolante sopra la membrana e il pavimento galleggiante sopra l&#8217;isolante. Così elimina la trappola e ripara la membrana dal gelo e dal sole: è la soluzione che i canadesi hanno descritto nel 1972. Ha però un prezzo, che le regole inglesi e la norma europea sul calcolo della trasmittanza mettono in conto.</p>
<p>L&#8217;acqua di pioggia scende fra le lastre di isolante e scorre fredda sulla membrana, sotto l&#8217;isolante, portando via calore. La UNI EN ISO 6946, nell&#8217;appendice F, corregge la trasmittanza con un termine che dipende da tre cose: la pioggia media giornaliera, la quota che raggiunge la membrana, e il rapporto fra la resistenza dell&#8217;isolante e quella totale.</p>
<p>Prendo la pioggia media italiana dell&#8217;ISPRA, 951 millimetri l&#8217;anno, cioè 2,6 al giorno; 10 centimetri di polistirene estruso su un solaio in calcestruzzo; e il coefficiente più sfavorevole del manuale inglese dei calcoli di trasmittanza, 0,04, quello delle lastre a giunti accostati con copertura aperta. Il tetto rovescio dell&#8217;esempio passa da 0,31 a 0,39 watt al metro quadrato e grado, il 26 per cento in più. È un valore alto di proposito: con la pioggia della sola stagione di riscaldamento, come chiede il metodo, e con lastre battentate il termine scende. Lo strato filtrante permeabile al vapore, posato sopra l&#8217;isolante con sormonti di 300 millimetri, serve a ridurre quell&#8217;acqua, e le regole inglesi chiedono di aumentare lo spessore dell&#8217;isolante per compensare il raffreddamento.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig22-terrazzo-v2.png" alt="Due sezioni di terrazzo praticabile a confronto, con pavimento allettato su massetto e con pavimento galleggiante su supporti, le quote dei risvolti di quindici e sette centimetri, e sotto i riquadri sui due livelli dello scarico e sulle regole della soglia" class="wp-image-4937" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig22-terrazzo-v2.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig22-terrazzo-v2-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig22-terrazzo-v2-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig22-terrazzo-v2-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig22-terrazzo-v2-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 22. Il terrazzo praticabile nelle due soluzioni. Con il pavimento allettato l&#8217;acqua scorre quasi tutta in superficie e il risvolto sale 15 centimetri; con il pavimento galleggiante l&#8217;acqua scende fra le lastre e scorre sulla membrana, e ne bastano 7. Sotto, i due livelli dello scarico e le quote della soglia nei tre paesi.</figcaption></figure>
<h2 id="il-tetto-a-falde-coibentato-tre-posti-per-lisolante-e-laria-che-passa">Il tetto a falde coibentato: tre posti per l&#8217;isolante, e l&#8217;aria che passa</h2>
<p>Nel tetto a falde l&#8217;isolante può stare in tre posti, e ognuno cambia il modo in cui l&#8217;acqua entra ed esce. Sopra i travetti, sul tavolato: la struttura resta dal lato caldo e asciutto, come scrive Historic England. Il telo traspirante sopra l&#8217;isolante fa da seconda linea contro la pioggia e lascia uscire il vapore; la microventilazione dei listelli, o un&#8217;intercapedine vera, porta via quello che arriva. Il prezzo è il colmo che sale, di 25-100 millimetri secondo lo spessore, e i giunti fra i pannelli da sigillare con cura. Il pacchetto è sottile, e ogni fessura è un ponte termico e una via per l&#8217;aria. È la soluzione più sicura per le tre cause insieme, e la più costosa.</p>
<p>Fra i travetti: l&#8217;isolante riempie il vano, sotto ci vuole lo strato di tenuta all&#8217;aria e freno al vapore, sopra ci vuole un telo aperto al vapore e uno spazio ventilato, oppure un sottomanto che lasci uscire il vapore. È la soluzione che fallisce quando sopra c&#8217;è il vecchio cartonfeltro: Künzel l&#8217;ha calcolato nel 1995 e Historic England lo scrive per i tetti storici. Il freno a diffusione variabile, provato in campo nel 1996-97, è nato per questo caso: chiude d&#8217;inverno e apre d&#8217;estate, e sulla falda di prova era l&#8217;unico a lasciar asciugare il legno.</p>
<p>Sul solaio del sottotetto, quando il sottotetto non è abitato: il tetto freddo. L&#8217;isolante sta in piano, il sottotetto resta freddo e va ventilato, e la difesa contro la condensa è tutta nel soffitto: le fessure attorno a tubi e cavi vanno sigillate, la botola deve chiudere a tenuta, gli impianti stanno sotto l&#8217;isolante, l&#8217;isolante non deve chiudere la gronda. Historic England raccomanda di lasciare circa 50 millimetri fra l&#8217;isolante e le passerelle o i tavolati del sottotetto e di non ridurre la ventilazione esistente, soprattutto dove c&#8217;è il feltro impermeabile; le regole inglesi vogliono per la botola una perdita d&#8217;aria non oltre un metro cubo l&#8217;ora a 2 pascal, oppure un coperchio pesante su una guarnizione.</p>
<p>Quanto deve ventilare una falda lo dicono numeri diversi, e la tabella li traduce tutti in fessura continua equivalente per metro, il modo più facile per immaginarli.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Regola</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Apertura per metro</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Fessura continua equivalente</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Dove</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>UNI 9460, tetti in tegole ⚠️</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>550 cm² netti</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>55 millimetri</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>camera sotto i listelli, per metro di larghezza di falda</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>UNI 9460, tetti in coppi ⚠️</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>225 cm²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>22,5 millimetri</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>come sopra</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>DIN 4108-3, regole tedesche ✅</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>200 cm² in gronda, e almeno il 2 per mille della falda; 50 cm² al colmo, e lo 0,5 per mille</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>20 millimetri</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>gronda e colmo, camera di almeno 2 cm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>NHBC 2024, tabella 11: tetto freddo con telo ad alta resistenza al vapore, pendenza da 10 a 15 gradi ✅</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>25.000 mm²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>25 millimetri</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>gronda</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>NHBC 2024, tabella 11: stesso tetto, pendenza oltre 15 gradi ✅</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>10.000 mm²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>10 millimetri</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>gronda, più 5.000 al colmo se la pendenza supera 35 gradi o la luce 10 metri</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>NHBC 2024, tabella 13: tetto freddo con telo permeabile, soffitto normale ✅</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>7.000 mm²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>7 millimetri</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>gronda</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>NHBC 2024, tabella 13: stesso tetto, soffitto ben sigillato ✅</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3.000 mm²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3 millimetri</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>gronda, oppure 5.000 in alto</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>NHBC 2024, tabelle 11 e 12: colmo o punto alto ✅</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5.000 mm²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5 millimetri</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>colmo</td>
</tr>
</table>
</div>
<p>I valori italiani valgono per le falde comuni, con pendenza dal 30 al 35 per cento e lunghezza fino a sette metri; sopra quelle misure la norma chiede di più. Il testo della UNI 9460 è a pagamento: i valori vengono da una presentazione dell&#8217;Università di Firenze del 2008 e da una relazione tecnica del 2010, per l&#8217;edizione in vigore da un manuale di produttore, e per questo portano il segno di riserva. Netti vuol dire luce libera: una rete parapasseri o un pettine di gronda riducono il passaggio quasi della metà, e la fessura da costruire diventa il doppio. I valori tedeschi e quelli inglesi sono verificati sui rispettivi testi.</p>
<p>I numeri della tabella non misurano la stessa cosa. La UNI 9460 chiede una camera sotto i listelli di 55 millimetri, cioè la sezione del canale d&#8217;aria per ogni metro di larghezza di falda; le regole inglesi chiedono un&#8217;apertura in gronda, da 3 a 25 millimetri secondo il telo, la pendenza e la tenuta del soffitto. La camera italiana è molto più grande perché serve anche a togliere il calore d&#8217;estate. Con i valori riportati dalle fonti secondarie, la microventilazione corrente dei listelli, di un paio di centimetri, non arriva ai 550 centimetri quadrati; la relazione del 2010 riporta però che la norma, nell&#8217;edizione del 2008, la ammette quando la ventilazione estiva non è prioritaria. La scheda del Politecnico dice che sopra i 7 centimetri l&#8217;asportazione del calore cresce poco e sopra i 15 non cresce più, e che i carichi estivi si riducono del 20-40 per cento. Le regole inglesi pensano solo alla condensa.</p>
<p>Le regole inglesi danno anche un&#8217;indicazione che vale ovunque: riducono l&#8217;apertura in gronda da 7 a 3 millimetri quando il soffitto ha una tenuta all&#8217;aria certificata, e lo scrivono in una tabella di norma. È l&#8217;aria che decide quanta ventilazione serve. Distinguono poi due tipi di telo. Quello chiuso al vapore chiede sempre la ventilazione sotto. Quello aperto al vapore e all&#8217;aria ammette in certi casi il tetto freddo non ventilato, ma posato su un tavolato chiuso conta come chiuso. Un manto impermeabile all&#8217;aria, come la lamiera, il fibrocemento o una membrana continua, vuole sempre la ventilazione sotto il telo e nello spazio dei listelli, con controlistelli di almeno 25 millimetri; senza nessuna ventilazione, per le regole inglesi, quel tetto non è accettabile.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig23-falda-coibentata.png" alt="Tre sezioni di falda con l'isolante sopra i travetti, fra i travetti e sul solaio del sottotetto, con la freccia del vapore, e sotto il grafico a barre delle ventilazioni tradotte in fessura continua equivalente per la UNI 9460, la DIN 4108-3 e le regole inglesi" class="wp-image-4227" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig23-falda-coibentata.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig23-falda-coibentata-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig23-falda-coibentata-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig23-falda-coibentata-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig23-falda-coibentata-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 23. I tre posti dell&#8217;isolante nella falda: sopra i travetti, fra i travetti, sul solaio del sottotetto. In tutti e tre il soffitto deve tenere l&#8217;aria; sopra ci vuole un telo aperto e una via per il vapore. Sotto, le ventilazioni tradotte in fessura continua equivalente per metro: 55 millimetri di camera sotto i listelli per la UNI 9460, 20 in gronda per le regole tedesche, da 3 a 25 in gronda per quelle inglesi secondo il telo e la tenuta del soffitto.</figcaption></figure>
<p>Nelle case nuove c&#8217;è in più l&#8217;umidità del cantiere chiusa nel legno e nei muri, che dura una stagione. Le regole inglesi la citano come causa di condensa nel sottotetto nel primo inverno di riscaldamento, e consigliano al costruttore aperture in più in alto, 5.000 millimetri quadrati al metro, anche dove la norma britannica non le chiede. Il rimedio è lo stesso dell&#8217;umidità di costruzione: dare al vapore una via per uscire.</p>
<h2 id="quello-che-si-mette-sopra-il-verde-e-il-fotovoltaico">Quello che si mette sopra: il verde e il fotovoltaico</h2>
<p>Su un tetto piano oggi ci si mette spesso qualcosa: un giardino, dei pannelli, o tutti e due. Nessuno dei due è neutro per l&#8217;acqua: il verde tiene bagnato quello che ha sotto, e il fotovoltaico, quando è fissato attraverso il manto, apre la strada all&#8217;infiltrazione.</p>
<p>Il verde protegge la membrana, e lo fa in un modo misurato. Un&#8217;indagine canadese ha registrato su un tetto di riferimento a Toronto punte di 66 gradi sul manto, contro 36 o 38 gradi sotto il verde, e un&#8217;escursione giornaliera scesa da oltre cinquanta gradi a una decina. Meno sole e meno sbalzi significano una membrana che invecchia più lentamente. Le durate di servizio documentate, però, parlano di una ventina d&#8217;anni per un manto a vista e una trentina per uno protetto, cioè una volta e mezza, e non le tre o quattro volte dei dépliant.</p>
<p>Il prezzo è che sotto il verde il substrato resta bagnato quasi sempre. Le prove del Fraunhofer su un tetto rovescio verde hanno stimato una perdita di resistenza termica dell&#8217;isolante fra il 25 e il 35 per cento in trent&#8217;anni, con il substrato a umidità praticamente permanente. E una perdita sotto il verde non si trova: per questo la norma americana sulla ricerca elettronica delle perdite prescrive di collaudare la membrana prima di posarci sopra il sovraccarico. Chi salta quel collaudo, quando poi qualcosa gocciola, deve smontare il giardino per cercare un foro. In Italia progettazione, esecuzione, controllo e manutenzione delle coperture a verde hanno una norma propria, la UNI 11235.</p>
<p>Il fotovoltaico porta un problema più semplice e più frequente: i fissaggi che bucano il manto. Un&#8217;indagine tedesca del 2016 ha interpellato quasi 1.500 periti giurati su impianti solari montati sopra tetti piani esistenti, e ne hanno risposto poco meno di 140. La causa di danno più segnalata è l&#8217;attraversamento del manto da parte degli ancoraggi, con trenta segnalazioni; la seconda, con ventisei, è la mancata verifica di che cosa ci fosse sotto. Il campione è piccolo e fatto di chi ha visto un danno, quindi i numeri dicono quali guasti ricorrono, non quanto siano frequenti sul totale degli impianti. I danni si presentano presto, spesso entro il primo anno. Fra i casi raccolti: viti sigillate con il bitume steso vicino al foro invece che sul foro, dieci fori fatti per sbaglio da un trapano senza limitatore di profondità, materassini tagliati con la lama appoggiata sulla guaina.</p>
<p>Su come evitarlo le due scuole non sono d&#8217;accordo. I tedeschi preferiscono i sistemi zavorrati, che non forano niente. L&#8217;associazione americana dei posatori sconsiglia invece la zavorra per tre ragioni: scivola, i suoi carichi concentrati possono superare la resistenza a compressione di membrana e isolante, e ostruisce il drenaggio. Raccomanda il fissaggio passante fatto a regola. Le due posizioni hanno in comune una regola: se il manto si fora, il foro va progettato come un attraversamento, con pezzi speciali e risvolti.</p>
<p>I pannelli, inoltre, raccolgono la pioggia e la scaricano tutta nelle fasce fra una fila e l&#8217;altra. Sotto, il manto riceve l&#8217;acqua concentrata invece che distribuita, e se sotto c&#8217;è il verde, quelle strisce si allagano mentre il resto resta secco.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig24-verde-e-solare.png" alt="Barre delle temperature del manto in estate con e senza verde, due sezioni con il fissaggio zavorrato e quello passante attraverso la membrana, e le barre delle cause di danno più segnalate dai periti negli impianti solari" class="wp-image-4228" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig24-verde-e-solare.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig24-verde-e-solare-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig24-verde-e-solare-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig24-verde-e-solare-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig24-verde-e-solare-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 24. Verde e fotovoltaico sopra la copertura. In alto la temperatura del manto misurata con e senza verde. Al centro i due modi di tenere fermi i pannelli, zavorrato e passante, con i difetti che i periti trovano più spesso. In basso le cause di danno più segnalate negli impianti montati su tetti piani esistenti.</figcaption></figure>
<h2 id="le-scorciatoie-che-non-tengono">Le scorciatoie che non tengono</h2>
<p><strong>&#8220;Il calcolo dice che non condensa.&#8221;</strong> Il calcolo di Glaser, quello della 13788, vede la diffusione e basta: la norma lo scrive nel primo punto e lo ripete al punto 6.3, dove dice che il metodo non è adatto ai componenti attraversati da flussi d&#8217;aria né a quelli che assorbono la pioggia. Il documento di indirizzo dell&#8217;ente di normazione britannico sull&#8217;umidità negli edifici aggiunge che il metodo è poco adatto dove l&#8217;umidità si muove con l&#8217;aria, come nei tetti a falde, e la scheda del Politecnico elenca gli altri limiti per le coperture: niente irraggiamento notturno, niente trasporto liquido, niente infiltrazioni d&#8217;aria. Un tetto che passa il calcolo e condensa lo stesso non contraddice la norma: usa la norma fuori dal suo campo.</p>
<p><strong>&#8220;C&#8217;è la barriera al vapore.&#8221;</strong> La barriera ferma la diffusione, che è il modo lento. I sormonti non sigillati e i fori, scrive Quirouette, non cambiano la diffusione e cambiano tutto per l&#8217;aria, come mostrano i conti del capitolo sul vapore. Künzel ha calcolato che nel tetto chiuso verso l&#8217;esterno una barriera più spessa rallenta l&#8217;accumulo senza fermarlo, perché il vapore entra per convezione dalle imperfezioni, e Historic England scrive che nei tetti esistenti la barriera è molto difficile da realizzare e viene aggirata. La barriera serve dove è anche tenuta all&#8217;aria, cioè continua, nastrata ai giunti e raccordata a tubi e muri.</p>
<p><strong>&#8220;Basta ventilare il sottotetto.&#8221;</strong> La regola del trecentesimo compare nel 1942 senza un riferimento, e nel codice americano di oggi non è più la regola base, come racconta la storia all&#8217;inizio. Rowley stesso aveva avvertito che dove il vapore entra dai condotti la ventilazione può aggravare, e una simulazione canadese sulle coste fredde e umide lo ha confermato. La ventilazione è il terzo passo, dopo l&#8217;umidità in casa e la tenuta all&#8217;aria del soffitto.</p>
<p><strong>&#8220;La copertura è traspirante, quindi asciuga.&#8221;</strong> Il telo aperto al vapore sotto le tegole lascia uscire quello che arriva: nella tabella dell&#8217;asciugatura, sotto un telo da 0,1 metri di sd un chilo d&#8217;acqua esce in meno di un mese. Ma il telo sta sopra, e la condensa arriva da sotto, con l&#8217;aria: se il soffitto non tiene, il telo smaltisce quello che può e intanto i puntoni si bagnano, come nelle prove del Fraunhofer. La traspirazione dello strato esterno è la via d&#8217;uscita; la tenuta all&#8217;aria dello strato interno decide quanta acqua deve uscire.</p>
<p><strong>&#8220;Con più isolante il tetto va meglio.&#8221;</strong> Nei calcoli di Künzel sulla falda chiusa, con 10 o con 20 centimetri di fibra minerale il risultato cambia poco: l&#8217;accumulo dipende dal telo sopra e dall&#8217;aria in casa, non dallo spessore. Aggiungere isolante sotto un tetto esistente, con un controsoffitto, sposta il freddo verso l&#8217;alto: il pacchetto vecchio, che prima stava dal lato caldo, finisce dal lato freddo. Se il soffitto non è a tenuta d&#8217;aria, il vapore ci arriva più freddo di prima. L&#8217;isolante va messo nel posto giusto rispetto alla tenuta all&#8217;aria e alla via d&#8217;uscita del vapore, e questo si decide prima dello spessore.</p>
<p><strong>&#8220;La guaina provvisoria fa da barriera al vapore.&#8221;</strong> Fa da barriera, e fa anche da vasca. Negli articoli del 2011 sull&#8217;acqua sotto il manto Broccolino descrive i capitolati che la usano così: con il massetto gettato sopra e l&#8217;isolante lasciato scoperto, la guaina chiude dentro l&#8217;acqua del massetto e delle piogge. La sequenza giusta del Codice sta nel capitolo sull&#8217;umidità di costruzione, e i tre anni del tetto aperto dal Fraunhofer mostrano il prezzo dell&#8217;ordine sbagliato.</p>
<p><strong>&#8220;Un terzo di litro contro trenta litri&#8221;, &#8220;ottocento grammi da una fessura di un millimetro&#8221;.</strong> Sono due cifre che girano nei corsi e nei cataloghi, attribuite a laboratori seri. Non le ho trovate in nessun testo primario, e la ricerca fatta per questo articolo ha trovato solo pagine di produttori che le ripetono. I numeri con una fonte sono quelli di Quirouette, con le sue ipotesi dichiarate: il messaggio è lo stesso, e così si può citare.</p>
<p><strong>&#8220;Il tetto rovescio non ha bisogno di niente.&#8221;</strong> Ha bisogno dello strato filtrante sopra l&#8217;isolante, della zavorra contro il vento e il galleggiamento, e di uno spessore in più, perché la pioggia che scende sotto le lastre porta via calore: nell&#8217;esempio del capitolo sul terrazzo la trasmittanza sale del 26 per cento. Risolve l&#8217;umidità di costruzione e ripara la membrana, e il prezzo lo paga in calore disperso.</p>
<h2 id="chi-paga-e-che-cosa-chiede-la-legge">Chi paga, e che cosa chiede la legge</h2>
<p>La prima domanda che arriva dopo la macchia non è tecnica. È chi paga. La risposta comincia da che cosa sia, in diritto, la copertura che perde.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Situazione</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Riferimento</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Chi paga</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Tetto comune, anche a falde</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>articolo 1123 del codice civile</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>tutti i condomini, in proporzione ai millesimi</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Lastrico solare o terrazza a livello in uso esclusivo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>articolo 1126</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>un terzo chi ne ha l&#8217;uso, due terzi i condomini che stanno sotto, nella proiezione verticale</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Superficie che copre un solo locale di proprietà esclusiva</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>articolo 1125, per analogia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>metà chi sta sopra, metà chi sta sotto</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Danno a chi abita sotto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>articolo 2051 e Sezioni Unite 9449/2016</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>chi ha la custodia, con il riparto dell&#8217;articolo 1126, salva la prova della causa specifica</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Gravi difetti dell&#8217;opera</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>articolo 1669</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>costruttore, progettista e direttore dei lavori: dieci anni dal compimento, denuncia entro un anno dalla scoperta, azione entro un anno dalla denuncia</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Vizi dell&#8217;opera appaltata</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>articolo 1667</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>l&#8217;appaltatore: denuncia entro sessanta giorni dalla scoperta, azione entro due anni dalla consegna</td>
</tr>
</table>
</div>
<p>Se è un tetto, anche a falde, ed è comune, le spese si dividono fra tutti i condomini in proporzione ai millesimi, per l&#8217;articolo 1123 del codice civile. Lo ha ribadito la Cassazione nel 2019, in un caso in cui un condomino senza alloggio sotto il tetto è stato tenuto a concorrere lo stesso, perché quel tetto proteggeva anche l&#8217;atrio comune. La regola del terzo e dei due terzi, che molti applicano d&#8217;ufficio a qualunque copertura, al tetto non si applica.</p>
<p>Quella regola, l&#8217;articolo 1126, vale per il lastrico solare e per la terrazza a livello quando sono in uso esclusivo: chi ne ha l&#8217;uso paga un terzo, gli altri due terzi li pagano i condomini a cui la superficie fa da copertura, in proporzione al valore dei piani. Due precisazioni cambiano il conto. I due terzi gravano solo sui proprietari che stanno nella proiezione verticale della superficie, non su tutto il condominio. E se la superficie copre un solo locale di proprietà esclusiva, la Cassazione applica per analogia l&#8217;articolo 1125, non il 1126: la spesa si divide a metà fra chi sta sopra e chi sta sotto.</p>
<p>Fin qui le spese di riparazione. Il danno a chi abita sotto segue un&#8217;altra strada, che le Sezioni Unite della Cassazione hanno indicato nel 2016 con la sentenza numero 9449: chi ha la custodia della copertura risponde del danno per l&#8217;articolo 2051, e il criterio dell&#8217;articolo 1126 serve a ripartirlo. Cambia chi deve provare che cosa: il danneggiato prova il legame fra la cosa e il danno, il custode deve provare il caso fortuito.</p>
<p>Nella stessa sentenza c&#8217;è la frase che rende utile una perizia. Il riparto si applica salva la prova contraria della specifica imputabilità del danno. Tradotto: il terzo e i due terzi sono la regola di chi non ha provato niente. Chi porta la prova che la macchia viene dalla condensa, e non dal lastrico, esce da quel riparto. È l&#8217;unico punto in cui la diagnosi tecnica ha un effetto diretto e nominato sul conto.</p>
<p>Quando la copertura è nuova o è stata appena rifatta, il bersaglio si sposta su chi l&#8217;ha fatta. L&#8217;articolo 1669 riguarda i gravi difetti dell&#8217;opera, e la giurisprudenza vi comprende le infiltrazioni dal tetto; una sentenza del 1998 ci mette anche l&#8217;umidità che dipende da un difetto di coibentazione termica. Risponde il costruttore, e con lui il progettista e il direttore dei lavori: una pronuncia del 2025 scrive che il direttore dei lavori deve controllare impermeabilizzazioni, pendenze e drenaggi. La UNI 11345 descrive i controlli sulle coperture continue con membrane in progetto, in esecuzione e in gestione, con le responsabilità di ognuno e gli esempi dei verbali da compilare alla fine di ogni fase: in una contestazione, quei verbali sono fra i primi documenti da chiedere.</p>
<p>I tempi dell&#8217;articolo 1669 sono tre, e si perdono facilmente: dieci anni dal compimento dell&#8217;opera, un anno dalla scoperta per denunciare, un anno dalla denuncia per agire. La scoperta non coincide con la prima macchia: matura quando l&#8217;accertamento tecnico dice che cosa sta succedendo. È la ragione per cui una diagnosi fatta presto protegge anche i termini.</p>
<p>Su un punto la giurisprudenza è divisa, e conviene saperlo prima di impostare una causa. Una pronuncia del 2007 ha escluso l&#8217;articolo 1669 per un caso preciso: rifare guaina e pavimento su un terrazzo condominiale di un edificio già in piedi. Le sezioni unite, nel 2017, hanno invece esteso la norma agli interventi di lunga durata su edifici preesistenti. Dove cada un rifacimento di guaina fra questi due estremi lo decide il caso concreto.</p>
<p>C&#8217;è poi un termine che scade prima di tutti gli altri, e viene dimenticato spesso. Per i vizi dell&#8217;opera appaltata, l&#8217;articolo 1667 chiede la denuncia entro sessanta giorni dalla scoperta e l&#8217;azione entro due anni dalla consegna. Su un lavoro appena finito è quello il primo orologio che parte.</p>
<p>La condensa, però, non è sempre colpa di chi ha costruito. Una casa poco ricambiata, con il bucato steso dentro e le griglie chiuse, produce condensa da sola: il comportamento di chi abita riduce il risarcimento per l&#8217;articolo 1227, e nei casi estremi lo esclude. La giurisprudenza è divisa su quanto debba essere grave la condensa per contare come grave difetto: una sentenza del 2024 ha escluso muffa e condensa limitate.</p>
<p>Resta il consiglio pratico, ed è lo stesso del diario della macchia. Prima di riparare conviene fissare lo stato dei luoghi: fotografie datate, posizione e quota delle macchie, i dati di pioggia e temperatura del periodo, le misure dentro casa. L&#8217;accertamento tecnico preventivo, gli articoli 696 e 696 bis del codice di procedura civile, serve a mettere al sicuro una prova che sta per sparire, e i tribunali ricordano che l&#8217;urgenza di riparare non è l&#8217;urgenza che la legge chiede.</p>
<p>Nei casi veri le cause sono spesso due o tre insieme. I giudici non chiedono al tecnico di sceglierne una: chiedono le quote. Per questo una perizia utile mette le cause in ordine di peso.</p>
<h3>Rifare il manto è un intervento energetico, e la legge lo tratta come tale</h3>
<p>Chi rifà l&#8217;impermeabilizzazione di solito pensa a un lavoro di tenuta all&#8217;acqua. Il decreto sui requisiti minimi lo classifica diversamente. Nella tabella degli interventi dell&#8217;allegato, il lavoro su coperture piane o a falde è elencato con la coppia isolamento e impermeabilizzazione. La trasmittanza, il numero che quei requisiti fissano, dice quanto calore passa attraverso un metro quadrato di copertura per ogni grado di differenza fra dentro e fuori: più è basso, meglio isola. Rifare la guaina rientra quindi fra gli interventi di riqualificazione energetica. E fa scattare i requisiti di trasmittanza e la verifica termoigrometrica sulla struttura interessata. C&#8217;è un&#8217;eccezione, chiarita dal ministero nel 2018 per il decreto del 2015. Se sotto il tetto c&#8217;è un sottotetto non riscaldato, e resta tale, il solo rifacimento della copertura non chiede nessuna verifica energetica. Il ministero consiglia però con forza di isolare l&#8217;ultimo solaio della parte riscaldata.</p>
<p>I valori da rispettare sono questi, in watt per metro quadrato e grado, e non sono cambiati rispetto al decreto del 2015: quello che è cambiato è che cosa bisogna verificare, non quanto.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Zona climatica</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>A e B</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>C</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>D</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>E</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>F</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Copertura di un edificio nuovo o di una ristrutturazione importante di primo livello</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,35</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,33</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,26</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,22</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,20</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Copertura in riqualificazione energetica o ristrutturazione di secondo livello</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,32</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,32</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,26</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,24</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,22</td>
</tr>
</table>
</div>
<p>Dal 3 giugno 2026, con il decreto dell&#8217;ottobre 2025, quella verifica cambia in due punti. Va fatta anche sui ponti termici, con il metodo di calcolo dettagliato della norma europea, e il decreto scrive per la prima volta quando la verifica è superata: la condensa non deve oltrepassare la quantità massima ammessa, e alla fine del ciclo annuale non ne deve restare. Il decreto del 2015 chiedeva di verificare con la norma l&#8217;assenza di condensazioni interstiziali, senza scrivere il criterio.</p>
<p>Cambia anche il conto della tenuta all&#8217;aria, almeno nei lavori pubblici. I criteri ambientali minimi, che si applicano agli appalti della pubblica amministrazione e sono in vigore dal febbraio 2026, fissano un limite alla permeabilità all&#8217;aria, misurata con la prova di pressurizzazione. Per gli edifici nuovi sono due ricambi orari a cinquanta pascal; per le ristrutturazioni importanti di primo livello, tre e mezzo. La motivazione scritta nel criterio è proprio quella di questo articolo: limitare la condensa interstiziale. Il collaudo con la porta soffiante diventa così un documento di progetto.</p>
<p>Per chi ordina il lavoro la conseguenza pratica è una sola. Chi rifà il manto senza portarsi dietro il conto dell&#8217;isolante, la verifica della condensa e la tenuta all&#8217;aria del soffitto, in molti casi non rispetta i requisiti che il decreto impone dal 3 giugno 2026.</p>
<h2 id="in-sintesi">In sintesi</h2>
<p>1. <strong>In un tetto coibentato l&#8217;acqua che bagna il soffitto ha tre origini possibili.</strong> La pioggia dai punti deboli del manto, il vapore di casa portato dall&#8217;aria attraverso le fessure del soffitto, l&#8217;acqua del cantiere chiusa fra barriera e membrana. Solo la pioggia si cura rifacendo il manto. 2. <strong>Le tre cause nascono spesso da decisioni prese da persone diverse</strong>, in tempi diversi, senza che nessuno progetti la copertura intera. 3. <strong>La pioggia entra dai bordi e dai fori.</strong> Attraversamenti e soglie sono i nodi che cedono più spesso; sui tetti poco pendenti con l&#8217;acqua che scorre in superficie le regole dei tre paesi chiedono risvolti di 15 centimetri, e la norma europea sullo smaltimento vuole sui tetti con parapetto almeno due bocchette, o una più lo scarico di emergenza. 4. <strong>Il vapore sale con l&#8217;aria, decine o centinaia di volte più che per diffusione.</strong> La barriera al vapore serve, ma la tenuta all&#8217;aria del soffitto conta molto di più. 5. <strong>Il calcolo di Glaser non vede l&#8217;aria, e la norma stessa lo dice.</strong> Un tetto che passa la verifica di legge può condensare lo stesso. 6. <strong>La ventilazione è il terzo rimedio</strong>, dopo l&#8217;umidità in casa e la tenuta all&#8217;aria del soffitto; da sola può peggiorare. 7. <strong>D&#8217;estate il vapore scende verso la stanza fresca</strong> e condensa sopra la barriera: la macchia compare con il sole, e non dopo la pioggia. 8. <strong>L&#8217;acqua chiusa fra barriera e membrana esce a grammi all&#8217;anno.</strong> Con una membrana bituminosa e una barriera in polietilene un chilo per metro quadrato non esce in dieci anni; sotto un telo traspirante ventilato esce in meno di un mese. Per questo la sequenza di posa decide: massetto sul solaio e misurato prima di chiuderlo, barriera, isolante posato asciutto, membrana subito. 9. <strong>Nell&#8217;isolante di un tetto bagnato c&#8217;è molta più acqua di quanta ne dica la scheda tecnica.</strong> Nei venti tetti tedeschi aperti e pesati il poliuretano arrivava quasi a metà del volume; eppure, nei casi seguiti dai periti, l&#8217;isolante lasciato sotto non è mai stato la causa di un nuovo danno. 10. <strong>La macchia dice quando e dove.</strong> Dopo la pioggia e in asse con un bordo è infiltrazione; nelle mattine fredde e lungo i chiodi è condensa, salvo la diga di ghiaccio sulle falde innevate, che bagna lungo la gronda; nel primo anno e in punti sparsi è umidità di costruzione. Il diario della macchia lo mostra in un mese o due. 11. <strong>Sulle falde e sui terrazzi valgono le stesse tre cause.</strong> Sulle falde il soffitto deve tenere l&#8217;aria e sopra l&#8217;isolante serve una via d&#8217;uscita per il vapore; sul terrazzo la protezione cambia dove scorre l&#8217;acqua e quanto deve salire il risvolto. 12. <strong>Chi paga dipende da che cosa è la copertura e da che cosa si riesce a provare.</strong> Il riparto di un terzo e due terzi vale per il lastrico in uso esclusivo e cede davanti alla prova della causa specifica; e rifare il manto sopra ambienti riscaldati fa scattare i requisiti energetici del decreto.</p>
<h2 id="domande-frequenti">Domande frequenti</h2>
<p><strong>Il tetto è nuovo e il soffitto è bagnato: è colpa dell&#8217;impresa?</strong><br />Dipende da quale acqua è. Se la macchia segue le piogge ed è in asse con un bordo o uno scarico, il manto o i suoi risvolti hanno un varco, e il lavoro va rivisto. Se segue le notti fredde, l&#8217;acqua è quella di casa, salita con l&#8217;aria dalle fessure del soffitto: l&#8217;impresa del tetto c&#8217;entra solo se doveva fare anche la tenuta all&#8217;aria. Se compare nel primo anno in punti sparsi e il manto ha bolle, l&#8217;acqua è entrata durante il cantiere, ed è una questione di sequenza di posa. Il diario della macchia distingue i tre casi prima del contenzioso.</p>
<p><strong>La prova con l&#8217;acqua non ha trovato niente: allora il tetto tiene?</strong><br />Il manto tiene nel campo che l&#8217;acqua ha bagnato, e questo esclude l&#8217;infiltrazione da lì. Non dice niente sui punti che l&#8217;invaso non raggiunge: i risvolti sopra il livello, le converse alte, i raccordi con i muri. E le altre due cause non si vedono con l&#8217;acqua versata sopra: la condensa arriva da sotto, l&#8217;umidità di costruzione era già dentro. Un collaudo negativo è un risultato, e dice dove non cercare.</p>
<p><strong>Si può rifare il manto sopra quello vecchio?</strong><br />Si può, ma serve solo se la macchia è un&#8217;infiltrazione e il varco sta nel manto o nei risvolti. Se è condensa non cambia niente, perché l&#8217;acqua arriva da sotto; se è umidità di costruzione non la toglie, e l&#8217;acqua resta chiusa sotto due manti invece che sotto uno. Se sotto è rimasta acqua, la guida di posa citata nel capitolo sull&#8217;umidità di costruzione chiede degli esalatori, per evitare bolle e rigonfiamenti; quanta acqua tolgano, non lo dice. Per il decreto sui requisiti minimi, poi, rifare l&#8217;impermeabilizzazione di una copertura che sta sopra ambienti riscaldati è un intervento energetico: fa scattare i limiti di trasmittanza e la verifica della condensa.</p>
<p><strong>Devo togliere l&#8217;isolante bagnato?</strong><br />Non sempre. Un rapporto federale tedesco ha raccolto 182 casi di isolante umido nei tetti piani trattati dai periti: dopo il rifacimento dell&#8217;impermeabilizzazione, in un caso su dodici ci sono stati altri danni da umidità, e in nessuno la causa era l&#8217;isolante rimasto sotto. La scelta si fa misurando quanta acqua c&#8217;è, in che materiale e con quale via d&#8217;uscita; gli stessi autori mettono una riserva sulla lana minerale ad alta densità. E resta il conto del calore: un isolante bagnato conduce di più, tutti gli anni.</p>
<p><strong>La barriera al vapore c&#8217;è: perché condensa lo stesso?</strong><br />Perché la barriera ferma la diffusione, che è il modo lento, e non l&#8217;aria, che è il modo veloce. Nella nota canadese del 1985 un foro di un pollice quadrato, anche se condensa solo un decimo dell&#8217;acqua che l&#8217;aria porta, bagna 233 volte più della diffusione attraverso un metro quadrato di barriera. Se la barriera non è continua, nastrata e raccordata a tubi, muri e botole, il vapore la aggira.</p>
<p><strong>La macchia compare solo d&#8217;estate: che cos&#8217;è?</strong><br />Può essere condensa estiva, che è il segno di un&#8217;acqua già chiusa nel tetto, del cantiere o di una vecchia perdita. D&#8217;estate un manto scuro al sole supera i sessanta gradi, quell&#8217;acqua diventa vapore e scende verso la stanza più fresca, tanto più se è condizionata, e la prima superficie fredda che trova è la barriera al vapore: lì condensa e goccia. La macchia compare nelle giornate di sole e non dopo la pioggia, e chi cerca solo l&#8217;infiltrazione non la trova.</p>
<p><strong>Quanto deve essere ventilato un tetto in tegole?</strong><br />La UNI 9460, nei valori riportati dalle fonti secondarie, chiede per le falde comuni un passaggio di 550 centimetri quadrati netti per metro di larghezza sotto i listelli, cioè una camera alta 5,5 centimetri; le regole tedesche 200 centimetri quadrati al metro in gronda e una camera di almeno 2 centimetri; quelle inglesi da 70 a 250 centimetri quadrati al metro in gronda secondo il telo e la pendenza, 30 se il soffitto è sigillato, e 50 al colmo. La microventilazione dei listelli, di un paio di centimetri, asciuga le tegole e non conta come ventilazione.</p>
<p><strong>Sostituire il cartonfeltro vecchio con un telo traspirante risolve?</strong><br />Apre la via d&#8217;uscita al vapore, e nei tetti isolati fra i travetti è la condizione per non accumulare acqua, come dicono Künzel e Historic England. Va fatto quando si rifà il manto, e insieme al soffitto a tenuta d&#8217;aria: senza il soffitto, il telo smaltisce quello che può e i puntoni si bagnano lo stesso.</p>
<p><strong>Chi paga le riparazioni di un terrazzo condominiale?</strong><br />Se il terrazzo è un lastrico solare in uso esclusivo, vale l&#8217;articolo 1126 del codice civile: chi ne ha l&#8217;uso paga un terzo, e gli altri due terzi li pagano i condomini che stanno sotto, nella sua proiezione verticale, in proporzione al valore dei piani. Il danno a chi abita sotto segue la custodia della copertura, e le Sezioni Unite della Cassazione lo ripartiscono allo stesso modo, salva la prova contraria: se la macchia viene dalla condensa o dall&#8217;umidità di costruzione, la causa non è il lastrico, e conviene dimostrarlo prima di ripartire spese e danni. Il tetto comune e la terrazza sopra un solo locale seguono regole diverse, descritte nel capitolo su chi paga.</p>
<h2 id="in-conclusione">In conclusione</h2>
<p>Torniamo a quella telefonata d&#8217;inverno, quella del tetto rifatto due anni prima e della macchia che si allarga. Se avessi accettato la domanda come me la fanno, cioè dove perde il tetto, sarei salito a cercare un buco che non c&#8217;era. La domanda giusta era un&#8217;altra: quando compare la macchia. La risposta, mattine fredde e serene e non dopo la pioggia, chiudeva il caso prima di aprire il manto.</p>
<p>In un tetto coibentato decidono l&#8217;ordine degli strati e le vie che l&#8217;acqua ha per uscire, non il loro numero. Sotto c&#8217;è un soffitto che deve fermare l&#8217;aria, non solo il vapore. Sopra ci vuole una strada perché quello che passa se ne vada. In mezzo c&#8217;è un isolante che, se si bagna, resta bagnato per anni e si fa pagare in bolletta.</p>
<p>Il resto è metodo. Prima si capisce quale delle tre cause è, poi da dove entra, poi che via ha per uscire. Rifare il manto è la cura più costosa e serve solo per una delle tre. Un calendario tenuto per un mese costa niente e dice quale.</p>
<h2 id="nota-sui-calcoli-e-sulle-fonti">Nota sui calcoli e sulle fonti</h2>
<p>I numeri di questo articolo escono da un programma di calcolo che accompagna il testo, le tavole e la tavola interattiva. Ogni costante porta la sua fonte, e a ogni esecuzione il programma ricontrolla la coerenza interna: che la pressione di saturazione a 20 gradi valga circa 2.337 pascal, che le due dita ogni dieci piedi di Vitruvio facciano uno a ottanta, che il conto di Quirouette rifatto stia nello stesso ordine di grandezza del suo. Le formule, per chi vuole rifare i conti con carta e penna, sono queste.</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>Pressione di saturazione del vapore, in pascal, alla temperatura θ in gradi: 610,5 · exp(17,269 · θ / (237,3 + θ)) sopra zero e 610,5 · exp(21,875 · θ / (265,5 + θ)) sotto zero: equazioni E.1 ed E.2 dell&#8217;appendice E della UNI EN ISO 13788:2013.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Diffusione del vapore attraverso uno strato: g = δ0 · (p_1 − p_2) / sd, dove p_1 e p_2 sono le pressioni parziali del vapore sulle due facce dello strato, con δ0 = 2 · 10⁻¹⁰ chilogrammi al metro per secondo e pascal (punto 6.2 della norma), p in pascal, sd spessore d&#8217;aria equivalente in metri; g in chilogrammi al metro quadrato per secondo. Per un materiale sd = μ · s, con μ = 187,52 / δ dove δ è la permeabilità al vapore del prospetto A.1 della UNI 10351:2021, espressa nelle stesse unità della tabella, cioè in 10⁻¹² chilogrammi al metro per secondo e pascal. Il 187,52 è la permeabilità dell&#8217;aria nelle stesse unità.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Temperatura all&#8217;interfaccia n di un pacchetto, dall&#8217;esterno: θ_n = θ_e + (R&#8217;_n / R&#8217;_T) · (θ_i − θ_e), con R&#8217;_n la resistenza termica cumulata fino all&#8217;interfaccia e R&#8217;_T quella totale, resistenze superficiali 0,10 verso l&#8217;alto e 0,04 all&#8217;esterno (equazione 12 e prospetto 2 della norma). Temperatura esterna dei tetti: media mensile dell&#8217;aria meno 2 gradi (punto 4.2.3 d, caso semplificato).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Asciugatura dello strato bagnato (punto 7 della norma, applicato alla sola interfaccia bagnata): lo strato è diviso in due, con M_0 = 1 chilo al metro quadrato al centro; ogni mese g_ev = δ0 · [(p_c − p_e) / sd_esterno + (p_c − p_i) / sd_interno], con p_c la pressione di saturazione alla temperatura dell&#8217;interfaccia, sd_esterno e sd_interno le somme degli spessori d&#8217;aria equivalenti dall&#8217;interfaccia verso fuori e verso dentro; M diminuisce di g_ev per i secondi del mese, finché si azzera o fino a dieci anni.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Condizioni interne dell&#8217;appendice nazionale: 20 gradi nei mesi di riscaldamento, 18 fuori riscaldamento quando fuori ci sono meno di 18, uguale all&#8217;esterno altrimenti (NA.1.2); pressione interna p_i = p_e + Δp con Δp il limite superiore della classe 3, 810 pascal a 0 gradi esterni che scendono in linea retta a 100 pascal a 20 gradi (NA.1.4 e figura NA.1).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Aria attraverso un foro: Q = C_d · A · √(2 · Δp / ρ), con C_d = 0,6, A in metri quadrati, Δp in pascal, ρ = 1,2 chilogrammi al metro cubo; acqua trasportata = Q · ρ · t · (x_i − x_s), con x l&#8217;umidità specifica 0,622 · p / (101.325 − p), x_i quella dell&#8217;aria interna e x_s quella satura alla temperatura della superficie fredda; quota che condensa: 10 per cento, come nell&#8217;esempio canadese.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Tetto rovescio: ΔU = p · f · x · (R_1 / R_T)², con p pioggia media in millimetri al giorno e f · x = 0,04 watt per giorno diviso metro quadrato, kelvin e millimetro, cioè W·giorno/(m²·K·mm), R_1 la resistenza dell&#8217;isolante sopra la membrana, R_T quella totale (appendice F della UNI EN ISO 6946, come riportata dal manuale britannico BR 443 e da Leimer e altri).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Effetto camino: Δp ≈ 0,04 · H · ΔT, con H l&#8217;altezza fra il piano neutro e il punto considerato in metri e ΔT la differenza di temperatura in kelvin; con il piano neutro a metà altezza, per il soffitto dell&#8217;ultimo piano H vale metà dell&#8217;altezza dell&#8217;edificio.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Aumento della conduttività per l&#8217;acqua contenuta: Fm = exp(fψ · u), con u contenuto d&#8217;acqua in frazione di volume e fψ il coefficiente del materiale (prospetto della norma europea sui valori di progetto).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Conversioni: 550 centimetri quadrati al metro = 55.000 millimetri quadrati al metro = fessura continua di 55 millimetri; 1 grammo per piede quadrato = 10,76 grammi al metro quadrato; 1 millimetro di pioggia = 1 litro al metro quadrato.</li>
</ul>
<p>Una parte delle norme sulle coperture è a pagamento o fuori commercio: la UNI 9460 sui tetti in tegole, la UNI 11470 sui teli, le UNI 8178 e 8627 sugli strati, il Codice di Pratica delle coperture continue dell&#8217;IGLAE. I loro valori arrivano da fonti secondarie, e dove ne cito uno dico da quale. La norma sul calcolo della condensa, la UNI EN ISO 13788, e la norma italiana sui valori dei materiali, la UNI 10351, sono invece verificate sul testo, e ne riporto solo i valori e i punti. Lo stesso vale per i rapporti di ricerca da cui vengono i numeri dell&#8217;articolo.</p>
<p>Le fonti, con il segno che distingue i valori verificati sul testo da quelli ripresi da fonti secondarie:</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI EN ISO 13788:2013 con l&#8217;appendice nazionale, nella copia acquistata dall&#8217;ente di normazione. ✅ Verificata sul testo: punto 1 e 6.3 sui limiti del metodo, 4.2.3 d, 4.4.1, 6.2, 6.4.1, nota al 6.5, punto 7, appendici D ed E, NA.1.2, NA.1.4, NA.1.5. Della norma riporto valori e punti, non il testo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI 10351:2021, prospetto A.1 e punto 3.1.1, stessa copia. ✅ Verificata: i valori dei materiali usati nei calcoli; il valore del bitume è indicato dalla norma come unico e incerto.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Catalogo dell&#8217;ente italiano di normazione, consultato l&#8217;11 settembre 2026. ✅ UNI 9460:2023 in vigore dal 5 ottobre 2023, edizione 2008 ritirata; UNI 11470:2015; UNI 8178-1 e 8178-2:2019; UNI 8627-1 e 8627-2:2019; UNI EN 13859-1:2014; UNI EN 13984:2013; UNI 11442:2015; UNI EN 13707:2013; UNI EN 13956:2013; UNI EN 1931:2002; UNI EN 1928:2002; UNI 11235:2015; UNI 11540:2014; UNI EN ISO 6946:2018. ⚠️ I testi sono a pagamento: verificati solo i due sopra e l&#8217;anteprima ufficiale dell&#8217;indice della 8178-2; per gli altri valgono le fonti secondarie indicate.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Decreto 26 giugno 2015, allegato 1, paragrafo 2.3, e decreto 28 ottobre 2025, articoli 8 e 11 e allegato 1, paragrafo 2.3. ✅ Verificati sulla Gazzetta Ufficiale.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Vitruvio, <em>De architectura</em>, libro VII, capitolo 1, paragrafi 5-7, e libro III, capitolo 1, paragrafo 8. ✅ Verificati in latino e nella traduzione inglese di Gwilt su un&#8217;edizione digitale accademica; la pendenza in uno a ottanta è un calcolo mio.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>A. Fissabre, sul dibattito tecnico attorno al tetto piano nel Moderno, atti della società tedesca di storia della tecnica delle costruzioni, Dresda 2017. ✅ Verificato: le date tedesche dell&#8217;Ottocento e i materiali del tetto in cemento di legno.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>F. B. Rowley, A. B. Algren, C. E. Lund, <em>Condensation of moisture and its relation to building construction and operation</em>, Bulletin 18, Engineering Experiment Station, University of Minnesota, 1941. ✅ Verificato sull&#8217;archivio digitale dell&#8217;università: le conclusioni sulla ventilazione dei sottotetti.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>W. B. Rose, <em>Early history of attic ventilation</em>, Building Research Council, University of Illinois. ✅ Verificato: Teesdale 1937, Rogers 1938, il finanziamento di Rowley, il trecentesimo del 1942, i grammi di brina; sede e anno di pubblicazione non compaiono nel documento.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>W. B. Rose, <em>The history of attic ventilation regulation and research</em>, Thermal Performance of the Exterior Envelopes of Buildings VI, 1995. ✅ Verificato; Hutcheon 1950 è ripreso da qui, come fonte secondaria.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>A. TenWolde, W. B. Rose, <em>Issues related to venting of attics and cathedral ceilings</em>, ASHRAE Transactions 1999, e W. B. Rose, A. TenWolde, <em>Venting of attics and cathedral ceilings</em>, ASHRAE Journal, ottobre 2002. ✅ Verificati: l&#8217;ordine dei rimedi; la simulazione canadese di Forest e Walker (1993) sulle coste e Hinrichs 1962 li riprendo da qui.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>R. L. Quirouette, <em>The difference between a vapour barrier and an air barrier</em>, Building Practice Note 54, National Research Council Canada, 1985. ✅ Verificato in una copia d&#8217;archivio; l&#8217;archivio dell&#8217;ente non lo distribuisce più.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>G. O. Handegord, M. C. Baker, <em>Application of roof design principles</em>, Canadian Building Digest 99, 1968, e M. C. Baker, C. P. Hedlin, <em>Protected-membrane roofs</em>, Canadian Building Digest 150, 1972. ✅ Verificati in copie ospitate da un&#8217;università americana.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>D. M. Kyle, A. O. Desjarlais, <em>Assessment of technologies for constructing self-drying low-slope roofs</em>, Oak Ridge National Laboratory, ORNL/CON-380, 1994; A. O. Desjarlais e altri, <em>Laboratory measurements of the drying rates of low-slope roofing systems</em>, ORNL, 1994; A. O. Desjarlais, <em>Self-drying roofs</em>, Thermal Envelopes VI, 1995. ✅ Verificati sull&#8217;archivio pubblico del laboratorio; del terzo la prima pagina.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>H. M. Künzel, presentazione sull&#8217;effetto dell&#8217;umidità sull&#8217;isolamento termico, Fraunhofer IBP; H. M. Künzel, A. Kaufmann, IBP-Mitteilung 268, 1995; H. M. Künzel, IBP-Mitteilung 269, 1995; H. M. Künzel, <em>More moisture load tolerance of construction assemblies through the application of a smart vapor retarder</em>, Thermal Envelopes VII, ASHRAE 1998; T. Großkinsky e altri, IBP-Mitteilung 379, 2000. ✅ Verificati sul sito dell&#8217;istituto e sull&#8217;archivio ORNL. Le conversioni da perm a spessore d&#8217;aria equivalente sono mie.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>NHBC Standards 2024, capitolo 7.2, clausole 7.2.14, 7.2.15 e 7.2.20. ✅ Verificate sul sito dell&#8217;ente. NHBC Standards 2025, capitolo 7.1, con la clausola 7.1.4.1 su scarichi e troppopieno dei tetti con risvolti su tutti i lati. ✅ Verificato su una copia pubblicata da un&#8217;impresa privata di ispezioni, non sul sito dell&#8217;ente, che richiede la registrazione; ⚠️ l&#8217;edizione 2026, in vigore per le case iniziate dal 1° gennaio 2026, resta da confrontare, e il comunicato dell&#8217;ente non elenca modifiche al capitolo 7.1. Le norme britanniche BS 5250, BS 5534, BS 9250 e BS 6229, richiamate da queste clausole, sono a pagamento: i loro valori arrivano attraverso le clausole NHBC.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Historic England, <em>Energy efficiency and historic buildings</em>: <em>Insulating pitched roofs at rafter level</em>, <em>Insulating pitched roofs at ceiling level</em>, <em>Insulating flat roofs</em>, 2016. ✅ Verificati.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>B. Anderson, L. Kosmina, <em>Conventions for U-value calculations</em>, BRE Report 443, 2019, paragrafo 4.8.6, e H.-P. Leimer e altri, <em>Requirements of inverted roofs with a drainage layer</em>, con la spiegazione dell&#8217;appendice della EN ISO 6946. ✅ Verificati: formula e coefficienti; ⚠️ la guida europea ETAG 031-1 e il bollettino BBA da cui vengono i coefficienti sono ripresi attraverso il BR 443.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>suissetec, promemoria <em>Penetrazioni nei tetti inclinati</em>, luglio 2015. ✅ Verificato; la norma svizzera SIA 232/1 a cui rimanda è a pagamento.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>R. Cecchi, P. Gasparoli, <em>Prevenzione e manutenzione per i beni culturali edificati</em>, Alinea 2010. ✅ Verificato nelle schede di ispezione delle coperture.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>N. May e altri, <em>Moisture in buildings: an integrated approach to risk assessment and guidance</em>, white paper dell&#8217;ente di normazione britannico. ✅ Verificato: i limiti del metodo di Glaser sui tetti a falde.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Centro comune di ricerca della Commissione europea, PVGIS 5.3, anno meteorologico tipo per Udine, Milano e Roma, dati ERA5 2005-2023. ✅ Scaricati; le medie mensili di temperatura e umidità le ho calcolate io sulle 8.760 ore. Servono da clima di esempio; per un progetto valgono i dati della UNI 10349 richiamati dall&#8217;appendice nazionale.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>ISPRA, precipitazione media in Italia 1991-2020, 951 millimetri. ✅ Già verificata per l&#8217;articolo sul pluviale; qui usata come media giornaliera sull&#8217;anno intero, per l&#8217;esempio.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>DIN 4108-3:2018, protezione dall&#8217;umidità degli edifici, nel testo integrale che l&#8217;autorità edilizia di Amburgo pubblica come regola tecnica. ✅ Verificata sul testo: le sezioni di ventilazione delle falde in gronda e al colmo, la camera minima, i casi di tetto non ventilato ammessi senza calcolo. ⚠️ L&#8217;edizione vigente oggi è la 2024-03, a pagamento: le differenze note, da fonti secondarie, riguardano il limite di quota per il metodo di Glaser.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Associazione tedesca dei conciatetti, <em>Fachregel für Abdichtungen</em>, bozza pubblica del 1° luglio 2023, firmata anche dalla federazione dell&#8217;industria delle costruzioni. ⚠️ Verificata sul testo della bozza: le altezze di risvolto di 15 e 10 centimetri secondo la pendenza e l&#8217;elenco delle misure per le soglie a 5 centimetri. È una bozza in consultazione: l&#8217;edizione definitiva è del gennaio 2026 e non è in libera consultazione, quindi prima di scrivere questi valori in un capitolato vanno riconfermati.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Catalogo dell&#8217;ente tedesco di normazione, scheda della DIN 18531-1:2025-08. ✅ Verificata: sostituisce l&#8217;edizione 2017; la scheda riporta la stessa terna di altezze. Altri valori tedeschi da H.-H. Wetzel, <em>Der Bausachverständige</em> 2/2020, da R. Oswald, R. Abel, K. Wilmes, <em>Schadensfreie niveaugleiche Türschwellen</em>, Fraunhofer IRB 2011, e il 2 per cento da C. Herold, <em>Der Bausachverständige</em> 4/2017. ✅ Verificati; ⚠️ i testi della DIN 18531 e della direttiva tedesca dei tetti piani sono a pagamento: i valori vengono da questi studi.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Istituto per la garanzia dei lavori affini all&#8217;edilizia, <em>Perché il Codice di Pratica? Guida al suo utilizzo</em>, documento ufficiale dell&#8217;istituto, 12 pagine. ✅ Verificato sul testo: la storia delle polizze disdettate negli anni Ottanta e dell&#8217;incontro del 1990 con le compagnie, il muro degli interessi commerciali nella commissione di normazione, la commissione del 1991 e le edizioni del Codice, il valore di regola dell&#8217;arte, le sei decisioni prese da persone diverse, le quattro fasi di progettazione riprese dalla UNI 8627, l&#8217;elenco dei quattordici strati complementari, le tre classi di pendenza con l&#8217;1,5 per cento consigliato, la distinzione fra schermo e barriera al vapore, la griglia di autocontrollo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Istituto per la garanzia dei lavori affini all&#8217;edilizia, pagine ufficiali sul Codice di Pratica delle coperture continue. ✅ Verificate il 14 settembre 2026: la prima edizione del 1993, la seconda del 2006, la terza del 2016 e la sua ristampa dell&#8217;ottobre 2019, con circa ottanta pagine in più. ⚠️ Il Codice non è in libera consultazione: le regole che ne cito vengono dagli articoli dell&#8217;arch. Antonio Broccolino su <em>Specializzata</em>, 2009-2014, e dai suoi articoli in rete del 2017-2020, verificati sul testo. Chi vuole il Codice lo trova presso l&#8217;istituto.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>S. Croce (a cura di), <em>Teoria e tecnologia delle coperture ad elevate prestazioni</em>, scheda tecnica con capitoli di T. Poli, M. Fiori, G. Pansa, A. Mainini, R. Paolini, E. De Angelis, Politecnico di Milano. ✅ Verificata nei capitoli sulla ventilazione, sulla condensa e sulla tenuta all&#8217;aria; l&#8217;editore non compare nel documento.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>A. Laurìa, <em>Le coperture in laterizio: aspetti progettuali e prestazioni</em>, presentazione del 19 settembre 2008, Università di Firenze. ✅ Verificata: i valori della UNI 9460:2008 e delle regole tedesche. ⚠️ Sono valori riportati in una presentazione, non sul testo delle norme; il valore dei 550 centimetri quadrati è ripetuto in una relazione tecnica del 2010, che cita il testo della norma. Per l&#8217;edizione 2023 lo ripete un manuale tecnico di un produttore di teli, che non uso per altro.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Associazione nazionale per l&#8217;isolamento termico e acustico, <em>Analisi del rischio di condensazione</em>, 2025. ✅ Verificato: il quadro dei decreti e le classi di spessore d&#8217;aria equivalente della UNI 11470, che riprendo da qui e da un manuale di produttore.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Organismo internazionale per la ventilazione degli edifici, regola pratica per la stima dell&#8217;effetto camino. ✅ Verificata: la differenza di pressione in funzione di altezza e differenza di temperatura, usata per giustificare i 2 pascal dell&#8217;esempio.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>A. Janssens, prove su tre falde isolate fra camera calda e camera fredda, 1995. ✅ Verificate: il confronto fra il calcolo della sola diffusione e lo schema che tiene conto dell&#8217;aria, con le misure in mezzo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>J. F. Straube, <em>The influence of low-permeance vapor barriers on roof and wall performance</em>, Thermal Performance of the Exterior Envelopes of Buildings VIII, 2001. ✅ Verificato sul testo: i circa 325 grammi al metro quadrato al giorno vengono da un calcolo su una parete con il rivestimento bagnato, non da misure; il confronto con il bagnamento invernale delle pareti dello stesso studio; le tre o quattro ore al giorno in cui di solito durano quelle condizioni.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>M. Kriner, misure di riflettanza ed emissività invecchiate su manti di copertura, 2001. ✅ Verificate: le differenze di temperatura notturna a parità di riflettanza.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Decreto 26 giugno 2015, appendice A tabella 2 e appendice B tabella 2, e decreto 28 ottobre 2025 che li conferma. ✅ Verificati in Gazzetta: le trasmittanze limite delle coperture per zona climatica, nei due casi di edificio nuovo e di riqualificazione.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Ministero dello Sviluppo Economico, <em>Chiarimenti in materia di efficienza energetica in edilizia</em>, dicembre 2018, FAQ 3.4 sul decreto requisiti minimi. ✅ Verificato sul testo: per il solo rifacimento della copertura sopra un sottotetto non riscaldato, che resta tale, non occorre alcuna verifica energetica, ed è fortemente consigliato l&#8217;isolamento dell&#8217;ultimo solaio dell&#8217;involucro climatizzato.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI 11442:2015, criteri per il progetto e l&#8217;esecuzione dei sistemi di coperture continue, resistenza al vento. ✅ Verificata sul catalogo: sigla, titolo, stato. ⚠️ Il testo è a pagamento: dell&#8217;estrazione da vento riporto il metodo e il principio, non i valori.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Norme tecniche per le costruzioni, decreto ministeriale 17 gennaio 2018, capitolo 3.4, e circolare esplicativa del 21 gennaio 2019, punto C3.4. ✅ Verificate sul testo in Gazzetta: la circolare sconsiglia in generale il coefficiente termico minore di uno, cioè la riduzione del carico per il calore che scioglie la neve, e lo ammette con una motivazione solo dove il carico al suolo supera 1,5 chilonewton al metro quadrato e la trasmittanza supera un watt per metro quadrato e grado. Il resto del carico neve sta nell&#8217;articolo sul muro bagnato sotto la gronda.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>W. N. Tobiasson, J. S. Buska, A. R. Greatorex, linee guida per ventilare sottotetti e tetti a falda abitati ed evitare le formazioni di ghiaccio in gronda, laboratorio dell&#8217;esercito americano per le regioni fredde, 2001. ✅ Verificate: il meccanismo della diga di ghiaccio, con il calore che esce dal tetto e l&#8217;acqua che rigela sullo sporto freddo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Agenzia regionale per l&#8217;ambiente dell&#8217;Emilia-Romagna, rivista <em>Ecoscienza</em>, 2012, sulla neve del febbraio 2012. ✅ Verificata: dopo l&#8217;ultima nevicata, il 12 febbraio, il manto nevoso di pianura e delle prime colline è praticamente scomparso in circa dieci giorni.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Per il capoverso sull&#8217;acqua che dal tetto finisce nei muri: manuale idraulico britannico al servizio della norma europea sullo smaltimento delle acque meteoriche, 2003, per la capacità delle bocche e per la tracimazione che comincia nel punto di portata nulla; guida britannica sui parapetti in muratura, 2011, per le due facce esposte, che bagnano di più il parapetto e lo fanno asciugare più lentamente degli altri muri. ✅ Verificati. Le altre fonti di quel capoverso stanno nell&#8217;articolo sul muro bagnato sotto la gronda.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Articoli del codice civile citati nel capitolo su chi paga: 1123, 1125, 1126, 1227, 1667, 1669 e 2051, e articoli 696 e 696 bis del codice di procedura civile. ✅ Testi verificati su un repertorio giuridico in rete.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 10 maggio 2016 numero 9449 (responsabilità per i danni dal lastrico solare in uso esclusivo, con il riparto dell&#8217;articolo 1126 salva la prova contraria della specifica imputabilità). ✅ Principio verificato su tre fonti concordanti e sulle massime delle pronunce successive che lo ripetono.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Altre pronunce citate: Cassazione 24927/2019 (le spese del tetto comune seguono l&#8217;articolo 1123), 11484/2017 (i due terzi gravano sui soli condomini nella proiezione verticale), 16890/2025 e 23250/2023 (articolo 1125 per analogia quando la superficie copre un solo locale esclusivo), 3146/1998 (l&#8217;umidità da difetto di coibentazione è grave difetto), 27995/2025 (il direttore dei lavori deve controllare impermeabilizzazioni, pendenze e drenaggi), 19251/2024 (muffa e condensa limitate escluse dai gravi difetti), sezioni unite 7756/2017 e Cassazione 24143/2007 sui limiti dell&#8217;articolo 1669 negli interventi su edifici esistenti. ✅ Massime verificate su repertorio.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Associazione americana dei posatori di coperture, raccomandazioni sulla prova di invaso e sulla zavorra degli impianti solari. ✅ Verificate sulle pagine dell&#8217;associazione.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Studio polacco del 2024 sull&#8217;assorbimento d&#8217;acqua del polistirene dopo cicli di gelo e disgelo. ✅ Verificato: 1,8 per cento dopo ventotto giorni di immersione, dal 16 al 20 per cento dopo trecento cicli.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Durate di servizio delle coperture: tabella dell&#8217;istituto federale tedesco per la ricerca sull&#8217;edilizia, aggiornata al 2025, e studio del Politecnico di Milano del 1999 sul divario fra stratigrafia esposta e protetta. ✅ Verificate.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Codice residenziale americano, sezioni R806.2, R806.3 e R806.5 sulla ventilazione dei sottotetti e sui tetti non ventilati. ✅ Testo verificato su una raccolta pubblica di codici: la regola base è un centocinquantesimo, il trecentesimo è l&#8217;eccezione a due condizioni.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Aachener Institut für Bauschadensforschung e Forschungsinstitut für Wärmeschutz, <em>Langzeitverhalten feuchter Dämmstoffe auf Flachdächern</em>, ricerca finanziata dal programma federale tedesco, 2018. ✅ Verificata sul testo: i contenuti d&#8217;acqua misurati su venti tetti piani reali per tipo di isolante, il confronto con le prove di laboratorio, l&#8217;indagine sui 182 casi trattati dai periti e l&#8217;esito dei rifacimenti.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Prospetto dei coefficienti di conversione dell&#8217;umidità, nella versione pubblica della norma europea sui valori di progetto dei materiali, che la UNI EN ISO 10456 dichiara di riprendere. ✅ Verificato: i coefficienti per polistirene espanso ed estruso, poliuretano, lana minerale, vetro cellulare, sughero.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Terzo rapporto austriaco sui danni in edilizia, 2009, e tesi del Politecnico di Vienna del 2023 che ne rielabora i dati. ✅ Verificati: la classifica dei nodi per numero di citazioni, con gli attraversamenti e le soglie in testa e i risvolti all&#8217;ultimo posto, e le quote di irregolarità che diventano danno, l&#8217;80 per cento sulle soglie e il 43 in campo corrente.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Norme americane sulle indagini nelle coperture, verificate una per una sulle schede ufficiali dell&#8217;ente: termografia notturna, misura di impedenza elettrica, ricerca elettronica delle perdite ad alta e bassa tensione, prova di invaso. ✅ Verificati scopo, campo di applicazione, limiti ed edizione vigente. ⚠️ Il metodo a sorgente di neutroni non è dell&#8217;ente americano ma di tre associazioni di settore, e la scheda non è liberamente scaricabile.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI EN ISO 6781-1:2023, termografia degli edifici. ✅ Verificata sul catalogo: in vigore dal 16 novembre 2023, sostituisce la UNI EN 13187, che è ritirata.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI EN ISO 9972:2015, prova di pressurizzazione con ventilatore. ✅ Verificata: metodi, condizioni di validità della prova, grandezze misurate.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Passivhaus Trust, criteri della casa passiva e dello standard per le ristrutturazioni. ✅ Verificati sul documento: tenuta all&#8217;aria non oltre 0,6 ricambi orari a cinquanta pascal per la casa passiva e non oltre 1,0 per la ristrutturazione.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI EN 12056-3, smaltimento delle acque meteoriche, nella versione britannica del 2000 della stessa norma europea, in una copia ospitata da terzi. ✅ Verificata sul testo: sui tetti piani con parapetto almeno due bocchette, o una bocchetta più uno scarico di emergenza, per ogni superficie; i troppopieni raccomandati sulle coperture con parapetto e nei canali interni; l&#8217;acqua che sale mentre bocchette e troppopieni lavorano, che non deve superare il carico di progetto del tetto né entrare dal manto; la griglia, che riduce la portata della bocca anche quando è pulita.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Decreto ministeriale 24 novembre 2025 sui criteri ambientali minimi per l&#8217;edilizia, in vigore dal 1° febbraio 2026. ✅ Verificato in Gazzetta: i limiti di permeabilità all&#8217;aria misurata a cinquanta pascal e l&#8217;obbligo di collaudo con la prova di pressurizzazione; nel criterio 2.2.2, per le coperture contro l&#8217;isola di calore, il verde, il tetto ventilato oppure un indice di riflessione solare di almeno 76 fino al 15 per cento di pendenza e di almeno 29 oltre. L&#8217;indice si calcola dalla riflettanza e dall&#8217;emissività della superficie, secondo la norma americana ASTM E1980.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Aachener Institut für Bauschadensforschung, <em>Solaranlagen auf Flachdächern im Gebäudebestand</em>, ricerca federale, 2016. ✅ Verificata: l&#8217;indagine fra i periti, le cause di danno più segnalate negli impianti solari su tetti piani e i casi documentati.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Consiglio nazionale delle ricerche canadese, misure su tetti verdi a Toronto, 2005. ✅ Verificate: le temperature del manto con e senza verde.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI 11345:2010, controllo delle coperture continue con membrane flessibili nelle fasi di progetto, esecuzione e gestione. ✅ Verificata sul catalogo dell&#8217;ente il 14 settembre 2026: in vigore dal 4 febbraio 2010; il sommario cita le responsabilità degli operatori e gli esempi dei verbali di controllo. ⚠️ Il testo è a pagamento.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Guida di posa delle membrane bitume polimero di un produttore italiano, edizione 2023. ✅ Verificata sul testo: l&#8217;acqua ferma sparita entro 48 ore; il massetto gettato da tre o quattro settimane e misurato con il metodo al carburo; gli esalatori sui supporti con umidità residua, per evitare le bolle; i teli posati dal punto più basso verso il colmo; i sormonti di testa di almeno 15 centimetri; la prova delle saldature con la punta di un cazzuolino; il bruciatore lontano da legno e polistirene. ⚠️ Il 4 per cento del massetto la guida lo riprende da una nota del Codice di Pratica. Il produttore non è nominato perché l&#8217;articolo non cita marchi.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Indici di annata della rivista tedesca di tecnica del freddo, 1958 e 1959. ✅ Verificati: il lavoro di Glaser del 1959 riguarda le pareti multistrato delle celle frigorifere, e Glaser era redattore capo della rivista.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Fraunhofer, nota interna sul ritiro della regola tedesca del due per mille. ✅ Verificata: l&#8217;inapplicabilità pratica della regola del 1981 e la sua cancellazione per le basse pendenze nell&#8217;edizione del luglio 2001.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>H. Glaser, <em>Graphisches Verfahren zur Untersuchung von Diffusionsvorgängen</em>, Kältetechnik, 1959. ⚠️ Solo gli estremi, come nell&#8217;articolo sulla condensa interstiziale.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Le cifre che non uso: &#8220;un terzo di litro contro trenta litri&#8221; e &#8220;ottocento grammi da una fessura di un millimetro&#8221; non hanno una fonte primaria che io abbia trovato; restano fuori i valori che ho trovato solo su siti non attendibili.</li>
</ul>
<p><strong>Che cosa in questo articolo è mio e non delle fonti.</strong> La tesi delle tre cause e la tabella dei segni mettono insieme segni che le fonti descrivono uno per uno, con quello che ho visto in cantiere. La scena dell&#8217;apertura è una sintesi di casi, non un cantiere identificabile. Sono mie le ipotesi dei calcoli: il clima di esempio; i mesi di riscaldamento da ottobre ad aprile; la classe 3; la temperatura del sottotetto uguale a quella esterna del tetto; il coefficiente di efflusso 0,6; la differenza di pressione di 2 pascal; la quota del 10 per cento che condensa. Sono miei anche gli spessori d&#8217;aria equivalenti: 40 metri per la barriera in polietilene, ricavati dalla permeanza di Quirouette; 2 metri per il freno; 0,1 per il telo; 0,02 per lo strato filtrante. Per il tetto rovescio uso il fattore di resistenza del polistirene estruso, 150, che è il materiale che ci si mette davvero: con quello dell&#8217;EPS i mesi scenderebbero da 25 a 7, ed è l&#8217;ipotesi che pesa di più su tutta la tabella. È mia l&#8217;applicazione del punto 7 alla sola interfaccia bagnata: la norma chiede di verificare anche le altre. Sono mie le conversioni. Il diario della macchia e il metodo in tre passi sono una mia proposta.</p>
<p><strong>Che cosa non c&#8217;è, e perché.</strong> Non c&#8217;è il testo del Codice di Pratica, della UNI 9460 e della UNI 11470, che non sono in libera consultazione: dove li cito dico da quale fonte secondaria. Non ci sono i valori della DIN 18531 del 2025 sulle porte, perché il testo è a pagamento. Non ci sono i costi. Dove il lettore trova un ⚠️, il numero va preso come indicazione da confermare sul testo di norma prima di scriverlo in un capitolato.</p>
<h2 id="lautore">L&#8217;autore</h2>
<p>Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense; anni di cantiere. Autore di &#8220;Murature umide: cause e rimedi&#8221; (Grafill, 2026).</p>
<p><script type='application/ld+json'>{"@context": "https://schema.org", "@type": "FAQPage", "mainEntity": [{"@type": "Question", "name": "Il tetto è nuovo e il soffitto è bagnato: è colpa dell'impresa?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Dipende da quale acqua è. Se la macchia segue le piogge ed è in asse con un bordo o uno scarico, il manto o i suoi risvolti hanno un varco, e il lavoro va rivisto. Se segue le notti fredde, l'acqua è quella di casa, salita con l'aria dalle fessure del soffitto: l'impresa del tetto c'entra solo se doveva fare anche la tenuta all'aria. Se compare nel primo anno in punti sparsi e il manto ha bolle, l'acqua è entrata durante il cantiere, ed è una questione di sequenza di posa. Il diario della macchia distingue i tre casi prima del contenzioso."}}, {"@type": "Question", "name": "La prova con l'acqua non ha trovato niente: allora il tetto tiene?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Il manto tiene nel campo che l'acqua ha bagnato, e questo esclude l'infiltrazione da lì. Non dice niente sui punti che l'invaso non raggiunge: i risvolti sopra il livello, le converse alte, i raccordi con i muri. E le altre due cause non si vedono con l'acqua versata sopra: la condensa arriva da sotto, l'umidità di costruzione era già dentro. Un collaudo negativo è un risultato, e dice dove non cercare."}}, {"@type": "Question", "name": "Si può rifare il manto sopra quello vecchio?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Si può, ma serve solo se la macchia è un'infiltrazione e il varco sta nel manto o nei risvolti. Se è condensa non cambia niente, perché l'acqua arriva da sotto; se è umidità di costruzione non la toglie, e l'acqua resta chiusa sotto due manti invece che sotto uno. Se sotto è rimasta acqua, la guida di posa citata nel capitolo sull'umidità di costruzione chiede degli esalatori, per evitare bolle e rigonfiamenti; quanta acqua tolgano, non lo dice. Per il decreto sui requisiti minimi, poi, rifare l'impermeabilizzazione di una copertura che sta sopra ambienti riscaldati è un intervento energetico: fa scattare i limiti di trasmittanza e la verifica della condensa."}}, {"@type": "Question", "name": "Devo togliere l'isolante bagnato?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Non sempre. Un rapporto federale tedesco ha raccolto 182 casi di isolante umido nei tetti piani trattati dai periti: dopo il rifacimento dell'impermeabilizzazione, in un caso su dodici ci sono stati altri danni da umidità, e in nessuno la causa era l'isolante rimasto sotto. La scelta si fa misurando quanta acqua c'è, in che materiale e con quale via d'uscita; gli stessi autori mettono una riserva sulla lana minerale ad alta densità. E resta il conto del calore: un isolante bagnato conduce di più, tutti gli anni."}}, {"@type": "Question", "name": "La barriera al vapore c'è: perché condensa lo stesso?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Perché la barriera ferma la diffusione, che è il modo lento, e non l'aria, che è il modo veloce. Nella nota canadese del 1985 un foro di un pollice quadrato, anche se condensa solo un decimo dell'acqua che l'aria porta, bagna 233 volte più della diffusione attraverso un metro quadrato di barriera. Se la barriera non è continua, nastrata e raccordata a tubi, muri e botole, il vapore la aggira."}}, {"@type": "Question", "name": "La macchia compare solo d'estate: che cos'è?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Può essere condensa estiva, che è il segno di un'acqua già chiusa nel tetto, del cantiere o di una vecchia perdita. D'estate un manto scuro al sole supera i sessanta gradi, quell'acqua diventa vapore e scende verso la stanza più fresca, tanto più se è condizionata, e la prima superficie fredda che trova è la barriera al vapore: lì condensa e goccia. La macchia compare nelle giornate di sole e non dopo la pioggia, e chi cerca solo l'infiltrazione non la trova."}}, {"@type": "Question", "name": "Quanto deve essere ventilato un tetto in tegole?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "La UNI 9460, nei valori riportati dalle fonti secondarie, chiede per le falde comuni un passaggio di 550 centimetri quadrati netti per metro di larghezza sotto i listelli, cioè una camera alta 5,5 centimetri; le regole tedesche 200 centimetri quadrati al metro in gronda e una camera di almeno 2 centimetri; quelle inglesi da 70 a 250 centimetri quadrati al metro in gronda secondo il telo e la pendenza, 30 se il soffitto è sigillato, e 50 al colmo. La microventilazione dei listelli, di un paio di centimetri, asciuga le tegole e non conta come ventilazione."}}, {"@type": "Question", "name": "Sostituire il cartonfeltro vecchio con un telo traspirante risolve?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Apre la via d'uscita al vapore, e nei tetti isolati fra i travetti è la condizione per non accumulare acqua, come dicono Künzel e Historic England. Va fatto quando si rifà il manto, e insieme al soffitto a tenuta d'aria: senza il soffitto, il telo smaltisce quello che può e i puntoni si bagnano lo stesso."}}, {"@type": "Question", "name": "Chi paga le riparazioni di un terrazzo condominiale?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Se il terrazzo è un lastrico solare in uso esclusivo, vale l'articolo 1126 del codice civile: chi ne ha l'uso paga un terzo, e gli altri due terzi li pagano i condomini che stanno sotto, nella sua proiezione verticale, in proporzione al valore dei piani. Il danno a chi abita sotto segue la custodia della copertura, e le Sezioni Unite della Cassazione lo ripartiscono allo stesso modo, salva la prova contraria: se la macchia viene dalla condensa o dall'umidità di costruzione, la causa non è il lastrico, e conviene dimostrarlo prima di ripartire spese e danni. Il tetto comune e la terrazza sopra un solo locale seguono regole diverse, descritte nel capitolo su chi paga."}}]}</script><br />
<!--mxLA--></p>
<div style='background:#f6f7f9;border:1px solid #e3e6ea;border-radius:8px;padding:14px 18px;margin:26px 0'><strong style='color:#b11f24'>Leggi anche</strong></p>
<ul style='margin:8px 0 0 18px'>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta sotto la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vegetazione-sui-muri/">Il verde sul muro non è un problema di giardinaggio</a></li>
</ul>
</div>
<p><!--/mxLA--></p>
<hr style='border:none;border-top:3px solid #b11f24;margin-top:34px'>
<table style='width:100%;border-collapse:collapse;font-family:Arial,sans-serif;color:#2a3340;font-size:14px;line-height:1.6'>
<tr>
<td style='vertical-align:top;padding-right:20px'>
<div style='font-size:16px;font-weight:700;color:#b11f24'>Ditta Renzo-ArtHome</div>
<div style='font-weight:600'>di Spedicato Oronzo</div>
<div style='color:#5a6577;margin-bottom:8px'>Specialista in risanamenti di interrati e umidit&agrave; di risalita</div>
<div><strong>Web:</strong> <a href="https://www.renzo-arthome.com">www.renzo-arthome.com</a></div>
<div><strong>E-mail:</strong> renzo.spedicato@gmail.com &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>PEC:</strong> renzoarthome@pec.it</div>
<div><strong>Cell.:</strong> +39 335 844 2978 &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>Ufficio:</strong> +39 371 775 4189</div>
<div style='color:#5a6577'>P.IVA 02475540304</div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://www.renzo-arthome.com/preventivo-gratuito/" style="display:inline-block;background:#b11f24;color:#fff;padding:9px 16px;border-radius:6px;font-weight:700;text-decoration:none">Chiedi un preventivo &rarr;</a></div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://wa.me/393358442978" target="_blank" rel="noopener" title="WhatsApp" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-whatsapp.png' alt='WhatsApp' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.facebook.com/RenzoArtHome" target="_blank" rel="noopener" title="Facebook" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-facebook.png' alt='Facebook' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.linkedin.com/in/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="LinkedIn" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-linkedin.png' alt='LinkedIn' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.tiktok.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="TikTok" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-tiktok.png' alt='TikTok' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.youtube.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="YouTube" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-youtube.png' alt='YouTube' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.instagram.com/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="Instagram" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-instagram.png' alt='Instagram' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a></div>
</td>
<td style='vertical-align:top;width:150px;text-align:center'><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/murature-umide-copertina.jpg' alt='Murature umide: cause e rimedi' width='120' style='border:1px solid #ddd;border-radius:4px'></a></p>
<div style='font-size:12px;color:#5a6577;margin-top:6px'><strong>Murature umide: cause e rimedi</strong><br />Grafill, 2026<br /><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener">Vai al libro &rarr;</a></div>
</td>
</tr>
</table>
<style>#rahLATO{margin:44px auto 0;max-width:680px;font-family:'Open Sans',sans-serif}#rahLATO *{box-sizing:border-box}#rahLATO .rahL-int{background:#fff;border:1px solid #d9dde2;padding:18px 16px 10px}#rahLATO .rahL-tit{font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:700;font-size:15px;letter-spacing:.16em;text-transform:uppercase;color:#262a33;margin:0 0 2px}#rahLATO p{margin:0!important;padding:0!important}#rahLATO .rahL-blog-r{margin:0 0 4px}#rahLATO .rahL-pagine{margin:0 0 12px}#rahLATO .rahL-blog{display:inline-block;font-size:13.5px;color:#a06a00;text-decoration:none;margin:0;border:0}#rahLATO .rahL-blog:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO details{margin:0 0 7px;border-left:4px solid var(--rahf)}#rahLATO summary{cursor:pointer;list-style:none;display:flex;align-items:baseline;gap:8px;font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:600;font-size:14px;color:#2f3440;padding:9px 8px 9px 10px;background:var(--rahv);margin:0}#rahLATO summary::-webkit-details-marker{display:none}#rahLATO summary:before{content:"+";font-weight:700;color:#2f3440;opacity:.55;width:13px;flex:none}#rahLATO details[open]>summary:before{content:"\2212"}#rahLATO .rahL-n{margin-left:auto;font-weight:400;font-size:11.5px;color:#5a6577}#rahLATO ul{list-style:none!important;margin:0!important;padding:6px 4px 8px 12px!important;background:var(--rahv);background:color-mix(in srgb,var(--rahv) 32%,#fff)}#rahLATO li{margin:0!important;padding:4px 6px!important;font-size:13px;line-height:1.45;border-left:2px solid transparent;list-style:none!important}#rahLATO li:before{display:none!important;content:none!important}#rahLATO li a{color:#3f4450;text-decoration:none;border:0;box-shadow:none}#rahLATO li a:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO li.rahL-qui{background:#fdf6d8;border-left-color:#eddf21}#rahLATO li.rahL-qui span{font-weight:600;color:#262a33}#rahLATO li.rahL-qui .rahL-segno{display:block;font-weight:400;font-size:10.5px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#5a6577;margin-top:1px}@media(min-width:1490px){body.postid-4229{overflow:visible!important}article.post-4229{position:relative}#rahLATO{position:absolute;top:0;right:-241px;bottom:0;width:225px;max-width:none;margin:0}#rahLATO .rahL-int{position:sticky;top:106px;max-height:calc(100vh - 126px);overflow-y:auto;padding:14px 12px 8px}#rahLATO summary{font-size:12.5px;padding:8px 6px 8px 8px}#rahLATO li{font-size:12px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:13px}}@media(min-width:1710px){#rahLATO{right:-336px;width:300px}#rahLATO .rahL-int{padding:18px 16px 10px}#rahLATO summary{font-size:14px}#rahLATO li{font-size:13px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:15px}}</style>
<div id="rahLATO">
<div class="rahL-int">
<div class="rahL-tit">Gli articoli</div>
<div class="rahL-blog-r"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/blog/">Indice del blog &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-fase-per-fase/">La casa fase per fase &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/decoder-diagnostico-edile/">Il decoder diagnostico &rarr;</a></div>
<details style="--rahv:#dcebf5;--rahf:#7fadd1">
<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">Le malte impermeabili nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">La barriera chimica nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">Ma come si cura una risalita?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/improvvisamente-l-umidita-di-risalita/">Improvvisamente, l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-danno-e-dove-l-acqua-se-ne-va/">Il danno è dove l&#8217;acqua se ne va</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">Chi dimezza la macchia raddoppia l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">Umidità di risalita e sali solubili: perché bloccare l&#8217;umidità è solo metà del risanamento, e perché l&#8217;asciugatura richiede da mesi ad anni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo un intervento contro l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-risalita-impermeabilizzazione-in/">L&#8217;innalzamento dell&#8217;umidità di risalita in seguito a interventi di impermeabilizzazione dall&#8217;interno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/doppia-barriera-protocollo-renzo-arthome/">Barriere chimiche non occludenti in zona di marea: bastano davvero contro la pressione idrostatica?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">L’umidità igroscopica nell’edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-primaria-e-sali-renzo-arthome/">Umidità di risalita capillare primaria</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radici-stabilita-versanti/">Le radici tengono il terreno solo dove lo attraversano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vegetazione-sui-muri/">Il verde sul muro non è un problema di giardinaggio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">31</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-dei-giunti/">Sul giunto si impermeabilizza un movimento</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-intorno-alla-casa/">Impermeabilizzare il muro è l&#8217;ultima mossa, non la prima</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/costruire-casa-senza-umidita/">La casa asciutta si decide in cantiere</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">Tre centimetri invece di una demolizione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/prima-la-strategia-poi-il-prodotto/">Prima la strategia, poi il prodotto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">La spinta idrostatica nelle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">Il seminterrato fra infiltrazioni, umidità e radon: un approccio integrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/fontana-dei-grifi-allinterno-del-castello-miramare-di-trieste/">Fontana dei Grifi all&#8217;interno del castello Miramare di Trieste</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/interventi-di-impermeabilizzazioni/">Impermeabilizzazioni: come intervenire e quali soluzioni scegliere</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#d9edea;--rahf:#7dbcb5">
<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">16</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-problema-non-e-la-pioggia/">Il problema non è la pioggia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">Umidità di rimbalzo (rain splash)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-meteorica-cap/">Umidità meteorica (penetrating damp)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-condensazione/">Umidità da condensazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sindrome-dell-edificio-malato/">Sindrome dell&#8217;edificio malato: cause, sintomi e soluzioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffe-indoor/">Muffe indoor</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">Condensa interstiziale in edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f2e9d5;--rahf:#c9a970">
<summary>Vespai e solai<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-piove-dal-predalles/">Quando piove dal predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-normative-e-calcoli/">Vespaio aerato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1431-2/">Le infiltrazioni nei predalles: analisi e metodologie di intervento</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f5e3dc;--rahf:#cf9484">
<summary>Casi Studio<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f4eecb;--rahf:#c9b954">
<summary>Norme e libro<span class="rahL-n">5</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/normativa-salubrita-edifici/">Quadro normativo sulla salubrità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1443-2/">Materiali da costruzione radioattivi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pubblicato-il-libro-murature-umide-cause-e-rimedi/">Pubblicato il libro “Murature umide: cause e rimedi”</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#ebedf0;--rahf:#a7adb8">
<summary>Altri articoli<span class="rahL-n">1</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pavimenti-in-resina-nei-dettagli/">I pavimenti in resina nei dettagli</a></li>
</ul>
</details>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</title>
		<link>https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/</link>
					<comments>https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[renzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 12:36:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Diagnosi e metodo]]></category>
		<category><![CDATA[Interrati e impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Umidità di risalita e sali]]></category>
		<category><![CDATA[coperture]]></category>
		<category><![CDATA[diagnostica]]></category>
		<category><![CDATA[infiltrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[pluviali]]></category>
		<category><![CDATA[umidità meteorica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.renzo-arthome.com/?p=4240</guid>

					<description><![CDATA[<p>La maggior parte dell'acqua che un tetto raccoglie non passa dal soffitto: scende dai canali e dai pluviali, e quando quel percorso non regge finisce nei muri. La macchia che ne esce viene scambiata per risalita o per condensa. Il conto di quanta acqua è (una falda di 120 metri quadrati sotto un nubifragio scarica 5,47 litri al secondo), il collo di bottiglia che non è il tubo ma la bocca, il punto dove trabocca un canale, il gocciolatoio che distingue una copertina da un cappello, le quote del parapetto e del nodo fra tetto e muro, la dilatazione della lattoneria, la neve e la diga di ghiaccio in gronda, la diagnosi per posizione della macchia e la tavola interattiva che rifà il conto della gronda.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style='font-size:19px;color:#5a6577'><em>La maggior parte dell&#8217;acqua che un tetto raccoglie non passa mai dal soffitto: scende dai canali e dai pluviali. Quando quel percorso non regge finisce nei muri, e la macchia che ne esce viene scambiata per risalita o per condensa. Qui c&#8217;è il conto di quanta acqua è, dove trabocca un canale, perché una copertina senza gocciolatoio non è una copertina, e come si legge la macchia dal punto in cui sta.</em></p>
<p>Mi capita spesso una chiamata per una risalita che risalita non è. La parete esterna di una casa a un piano, o l&#8217;ultimo piano di una palazzina, con l&#8217;intonaco che si sfoglia e i sali che affiorano. Qualcuno ha già proposto un taglio alla base del muro, o una barriera chimica; a volte l&#8217;ha già fatta, e la macchia è ancora lì. Al sopralluogo la fascia bagnata non parte dal pavimento: parte dall&#8217;alto, subito sotto la linea di gronda. Scende a lingua verso il basso, all&#8217;angolo della casa, lungo un tratto di canale o sotto un pluviale. Al centro della stessa parete, in basso, il muro è asciutto.</p>
<p>La variante interna è ancora più frequente. Nella camera all&#8217;ultimo piano la macchia sta in alto, dove il muro incontra il soffitto, e corre lungo il perimetro della stanza: non al centro del soffitto, ma sulla testa del muro esterno. La spiegazione corrente è «il tetto perde», oppure «è condensa». Qualche volta è vero. Molto più spesso l&#8217;acqua è quella che il tetto ha raccolto e non è riuscito a mandare a terra: il canale che si è riempito e ha traboccato dalla parte del muro; la bocca dello scarico chiusa dalle foglie; la copertina del parapetto senza gocciolatoio; il raccordo fra la falda e la muratura che ha preso l&#8217;acqua dal lato sbagliato.</p>
<p>La tesi di questo articolo è semplice, ed è una questione di quantità. Un tetto raccoglie tutta la pioggia che gli cade sopra e la concentra in pochi punti: i canali, le bocche di scarico, i pluviali. Su una falda di centoventi metri quadrati, sotto un nubifragio come quelli che le stazioni italiane hanno misurato nell&#8217;estate del 2022, passano più di cinque litri al secondo, quanto ventisette rubinetti di casa aperti insieme. Quell&#8217;acqua deve avere una strada. Quando la strada non regge, o non c&#8217;è, il muro è il primo posto dove finisce. La macchia che produce ha un aspetto suo, diverso da quello della risalita, della condensa e del pluviale murato. Imparare a leggerla evita di aprire un tetto sano, e di trattare un muro contro un&#8217;acqua che viene dall&#8217;alto.</p>
<p>Il conto di quanta acqua scarica un tetto, e dove si ferma, sta in una norma europea in vigore dal 2001, la UNI EN 12056-3, che tratta i sistemi per l&#8217;evacuazione delle acque meteoriche. Il suo testo è a pagamento. Le formule e i prospetti che uso li riprendo da due fonti che la riportano e che chiunque può aprire: il capitolo sul dimensionamento dei sistemi di raccolta nel manuale del Politecnico di Milano sulle coperture ad alte prestazioni; e il manuale che un istituto idraulico britannico ha scritto per l&#8217;uso della stessa norma nel Regno Unito. Il resto viene dalla letteratura di conservazione, dalle guide britanniche sui parapetti e sulle copertine, dai rapporti sul clima italiano e dagli articoli dell&#8217;architetto Antonio Broccolino sul Codice di Pratica delle coperture continue. Il registro in fondo dice per ogni numero da dove viene.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1181" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig1-le-vie-dell-acqua.png" alt="Sezione della gronda e del muro di una casa con le otto vie per cui l'acqua del tetto arriva nella muratura, numerate: il canale che trabocca dal lato del muro, la bocca di scarico ostruita, il pluviale che perde, la copertina senza gocciolatoio, la pioggia battente sotto la linea di gronda, il giunto della lattoneria, il raccordo fra la falda e il muro, la diga di ghiaccio sopra la testa del muro" class="wp-image-4230" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig1-le-vie-dell-acqua.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig1-le-vie-dell-acqua-300x221.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig1-le-vie-dell-acqua-1024x756.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig1-le-vie-dell-acqua-768x567.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig1-le-vie-dell-acqua-1536x1134.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 1. Le otto vie per cui l&#8217;acqua del tetto finisce nel muro. Nessuna passa dal centro del soffitto: tutte lavorano sul bordo, dove il tetto incontra la muratura. Per ognuna la macchia compare in un posto diverso, ed è da quel posto che parte la diagnosi.</figcaption></figure>
<div id="rahTOC" style="border:1px solid #e2e5ea;border-radius:6px;padding:20px 24px;margin:0 0 32px;background:#fafbfc">
<p style="margin:0 0 10px;font-weight:600;color:#1a2233;font-size:16px">Indice</p>
<ol style="margin:0;padding-left:20px;line-height:1.6">
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#chi-ha-cominciato-a-studiarlo" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Chi ha cominciato a studiarlo</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-parole-che-servono" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le parole che servono</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#quanta-acqua-scarica-un-tetto" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Quanta acqua scarica un tetto</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-collo-di-bottiglia-e-la-bocca-non-il-tubo" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il collo di bottiglia è la bocca, non il tubo</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#dove-trabocca-un-canale-in-carico" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Dove trabocca un canale in carico</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-muro-sotto-la-gronda-un-caso-dalla-letteratura-di-conservazione" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il muro sotto la gronda: un caso dalla letteratura di conservazione</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lo-sporto-e-il-gocciolatoio" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Lo sporto e il gocciolatoio</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-parapetto-due-facce-bagnate-e-lente-ad-asciugare" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il parapetto: due facce bagnate e lente ad asciugare</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-lattoneria-si-muove" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La lattoneria si muove</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-pioggia-battente" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La pioggia battente</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-nodo-fra-il-tetto-e-il-muro" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il nodo fra il tetto e il muro</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-neve-e-il-ghiaccio-in-gronda" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La neve e il ghiaccio in gronda</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#come-si-legge-la-macchia-dal-punto-in-cui-sta" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Come si legge la macchia dal punto in cui sta</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-manutenzione-che-vale-una-diagnosi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La manutenzione che vale una diagnosi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-tavola-interattiva-il-conto-della-gronda" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La tavola interattiva: il conto della gronda</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-sintesi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In sintesi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#domande-frequenti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Domande frequenti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-conclusione" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In conclusione</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#nota-sui-calcoli-e-sulle-fonti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Nota sui calcoli e sulle fonti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lautore" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;autore</a></li>
</ol>
</div>
<h2 id="chi-ha-cominciato-a-studiarlo">Chi ha cominciato a studiarlo</h2>
<p>Il primo trattato di architettura che abbiamo descrive già il guasto per intero. Vitruvio, nel libro sesto del <em>De architectura</em>, parla del cortile con le falde che pendono verso l&#8217;esterno, e dice che dà grandi fastidi nelle riparazioni. I tubi che raccolgono lungo le pareti l&#8217;acqua che scende non la ricevono abbastanza in fretta dai canali; così traboccano, ristagnano, e rovinano le opere di legno e le pareti. Ci sono tutte e tre le parti, il canale, il tubo e il muro rovinato, e c&#8217;è la causa giusta: il tubo non riceve abbastanza in fretta. Nel libro secondo lo stesso autore prescrive, in sommità dei muri di mattoni crudi, sotto le tegole, una struttura di laterizio cotto alta circa un piede e mezzo, con le sporgenze delle cornici. Il testo stesso spiega il motivo: se una tegola si rompe o il vento la sposta, il laterizio cotto protegge il mattone crudo; e la sporgenza fa cadere la goccia oltre il filo del muro. È il gocciolatoio, duemila anni prima del nome, e già con la logica moderna: si dà per scontato che il manto possa cedere e si mette una seconda difesa davanti al muro.</p>
<p>Il diritto romano aveva già dato due nomi diversi alle due acque. La servitù di stillicidio è il diritto di far cadere sul fondo del vicino l&#8217;acqua che gocciola dal proprio tetto nel suo corso naturale; la servitù di flumen è la stessa cosa quando l&#8217;acqua è raccolta e scaricata da un condotto. La goccia sparsa dallo sporto e il getto concentrato di un tubo fanno effetti diversi, e per questo avevano regole diverse. Il codice civile italiano conserva la parola: la sezione che contiene l&#8217;articolo 908, quello che obbliga a costruire i tetti perché l&#8217;acqua scoli sul proprio fondo e, se esistono colatoi pubblici, a immetterla con gronde o canali, si intitola ancora «Dello stillicidio».</p>
<p>Il doccione sembra più antico del canale, e invece ne è la conseguenza. Lo scrive Eugène Viollet-le-Duc nella voce gargouille del suo dizionario ragionato di architettura francese: solo verso l&#8217;inizio del Duecento si misero i canali di gronda e, di conseguenza, i doccioni allo scarico dei tetti; fino ad allora l&#8217;acqua dei tetti sgocciolava direttamente sulla via pubblica per mezzo della sporgenza data ai cornicioni. Finché non c&#8217;è la gronda non serve una bocca: basta lo sporto. La sua cronologia va presa come sua, non come dato archeologico. Nel 1190 il coro di Notre-Dame non aveva né canali né doccioni; verso il 1210 l&#8217;acqua dei canali usciva su canaletti ricavati nei gocciolatoi, a distanze regolari; verso il 1220 a Laon compaiono i primi doccioni, larghi e pochi; verso il 1240 a Parigi sono impiegati sistematicamente. E dà la ragione tecnica della loro moltiplicazione, che è la stessa di oggi: gli architetti del Duecento riconobbero che c&#8217;era un vantaggio considerevole a dividere le cadute d&#8217;acqua. Questo evitava le lunghe pendenze nei canali, e riduceva ogni caduta a un filo d&#8217;acqua sottilissimo, incapace di nuocere alle costruzioni sottostanti. Negli stessi anni, nel dicembre del 1240, a Londra il re ordinava di prolungare le gronde di piombo della torre appena imbiancata perché il muro non deperisse per lo sgocciolamento della pioggia: quell&#8217;ordine, e la strada che dal piombo porta alla ghisa e poi al tubo dentro il muro, li ho raccontati nell&#8217;<a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">articolo sul pluviale</a>.</p>
<p>Il manuale italiano che ha formato i cantieri del primo Novecento ha un capitolo intero su canali, pluviali e coperture delle cornici, e lo si può leggere per intero: è il <em>Manuale dell&#8217;architetto</em> di Daniele Donghi, uscito nel 1905 e ristampato senza modifiche nel 1923, nella copia digitalizzata dal Politecnico di Torino. Donghi definisce lo scopo della gronda in una riga. Un canale ben fatto, scrive Donghi, deve raccogliere l&#8217;acqua delle falde e smaltirla in modo che non abbiano a soffrire per il gocciolamento della grondaia né la fronte dell&#8217;edificio né le sue adiacenze. Poi dà le regole. Tre si sono perse, e valgono ancora. La prima: per impedire il rigurgito dell&#8217;acqua dal canale verso la falda, l&#8217;orlo anteriore del canale si tiene più basso del lembo interno; oggi si montano canali con la fascia frontale alta per ragioni estetiche. Il manuale britannico del 2003 avverte che quel canale, dal punto di vista del rischio, si comporta come un canale interno. La seconda: nel sottogrondio del cornicione si pratica una scanalatura, detta propriamente gocciolatoio. Serve ad arrestare e a far sgocciolare le acque che per caso venissero a traboccare dalla doccia e a colare lungo il frontalino; e l&#8217;intradosso si tiene un po&#8217; inclinato in avanti, non orizzontale. Il cornicione è dichiarato seconda linea di difesa, per l&#8217;acqua che la gronda lascerà passare. La terza: la pendenza del canale, per il solo scopo di smaltire l&#8217;acqua, non sarebbe neppure necessaria; serve perché il canale si asciughi presto anche dopo le piccole piogge e perché gli escrementi degli uccelli, che lo corrodono, vengano asportati. Donghi dà anche i numeri: da 0,8 a 1 centimetro quadrato di sezione di canale per ogni metro quadrato di tetto in pianta, che è la stessa regola del pollice che circola oggi applicata al pluviale; nelle località con acquazzoni improvvisi e vento forte, dimensioni anche doppie: oggi si direbbe un&#8217;intensità di progetto locale più alta, perché il coefficiente di rischio della norma dipende da dove va l&#8217;acqua che trabocca, non dal clima; per il nord Italia una pioggia massima dei grandi temporali di 0,000025 metri cubi al secondo per metro quadrato, che sono 90 millimetri all&#8217;ora; e per i canali di zinco una lunghezza massima di quindici metri, con cinquanta gradi di escursione di irraggiamento, non di temperatura dell&#8217;aria, e un millimetro e mezzo al metro di variazione.</p>
<p>Il calcolo vero nasce nel 1934, e ha una data di nascita scritta nella prima riga. K. Hilding Beij, del Bureau of Standards americano, apre il suo rapporto sul flusso nei canali di gronda con una frase netta: fino ad allora il progetto dei canali era solo questione di giudizio basato sull&#8217;esperienza, e le regole in uso erano arbitrarie e molto diverse fra loro. Poi misura, in laboratorio, la capacità di canali rettangolari e semicircolari alimentati lungo tutta la lunghezza, come lo è una gronda vera. La ricerca è condotta insieme dall&#8217;associazione americana dei produttori di rame e ottone e dal Bureau of Standards. Due delle sue conclusioni sono il cuore di questo articolo. La causa abituale della tracimazione delle gronde, scrive, è la capacità insufficiente dei raccordi di scarico: le bocche sono molto comunemente troppo piccole, e possono essere ostruite ulteriormente dai filtri e dalle foglie. E sull&#8217;intensità di progetto: la si chiede alla stazione meteorologica più vicina. La si sceglie abbastanza alta perché le dimensioni ricavate dai grafici si possano usare direttamente, senza moltiplicare per qualche arbitrario coefficiente di sicurezza. La teoria di Beij entra in un codice britannico nel 1974, per i canali interni. Nel 1983 entra nella norma britannica che la estende a tutti i canali, con le capacità delle bocche misurate a Wallingford; quella norma è la base della norma europea approvata nel 1999 e recepita in Italia nel 2001, e del manuale britannico del 2003 che la spiega. La norma europea, avverte quel manuale, è più povera della norma nazionale che ha sostituito: non contiene i dati di pioggia, e il Regno Unito li ha rimessi in sei appendici nazionali. L&#8217;Italia non l&#8217;ha fatto. Nel frattempo i 90 millimetri all&#8217;ora di Donghi, più alti dei 75 che la norma britannica del 1983 usava come valore fisso, stanno sotto di quasi la metà rispetto ai 164 all&#8217;ora ricavati dalla misura del Sannio del 9 agosto 2022.</p>
<p>L&#8217;ultimo passaggio è un rovesciamento. Per duemila anni la regola è stata allontanare l&#8217;acqua dal muro e dal lotto il più in fretta possibile. Dal 2002 il Veneto chiede di valutare la compatibilità idraulica degli strumenti urbanistici. Dal 2017 la Lombardia applica l&#8217;invarianza idraulica agli interventi edilizi del suo regolamento, con vasche, trincee e pozzi drenanti. Le fognature e i fiumi non reggono più i deflussi delle superfici impermeabili. Così l&#8217;acqua del tetto torna vicino al piede dei muri, e un pozzo drenante troppo vicino alla fondazione può bagnare il muro come un pluviale rotto.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="914" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig2-linea-del-tempo.png" alt="Linea del tempo su due righe, da Vitruvio alla guida di Historic England del 2024, con i venti passaggi della storia della raccolta dell'acqua e della protezione del muro, e il segno che distingue le fonti verificate sull'originale da quelle riprese da fonti secondarie" class="wp-image-4231" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig2-linea-del-tempo.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig2-linea-del-tempo-300x171.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig2-linea-del-tempo-1024x585.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig2-linea-del-tempo-768x439.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig2-linea-del-tempo-1536x877.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 2. Da Vitruvio al 2024: il muro si bagna sempre allo stesso modo. Vitruvio scrive che il tubo non riceve abbastanza in fretta l&#8217;acqua del canale, e per questo si rovinano legni e pareti; Beij, nel 1934, dopo le prove sui canali, conclude che la causa abituale della tracimazione è la bocca, troppo piccola o ostruita. Nelle tavole OK segna i valori verificati sull&#8217;originale e SEC quelli ripresi da una fonte secondaria dichiarata; nel testo e nel registro gli stessi segni sono ✅ e ⚠️.</figcaption></figure>
<h2 id="le-parole-che-servono">Le parole che servono</h2>
<p><strong>Il canale di gronda a sporto e il canale interno.</strong> Il canale a sporto è quello appeso al bordo della falda, fuori dal filo del muro: se si riempie, trabocca lungo tutto il suo bordo esterno, lontano dalla facciata, e l&#8217;acqua finisce a terra. Il canale interno è tutto il resto: il canale di compluvio fra due falde, il canale dietro un parapetto o dietro una fascia frontale più alta del bordo interno, il canale a cavallo di un muro di confine fra due case a schiera. Idraulicamente i quattro tipi sono simili. La differenza è tutta in dove va l&#8217;acqua quando il canale non ce la fa: il canale a sporto la manda nel prato, il canale interno la manda nell&#8217;edificio. Quando mancano i dati statistici locali, la norma europea moltiplica per due l&#8217;intensità minima del suo prospetto se la tracimazione entra in casa, e per tre negli edifici che non possono bagnarsi.</p>
<p><strong>La bocca di efflusso, che in cantiere si chiama bocchettone.</strong> È l&#8217;imbocco dello scarico, il punto in cui il canale consegna l&#8217;acqua al tubo verticale. La sua capacità dipende dal diametro, dall&#8217;altezza d&#8217;acqua che le sta sopra, che si chiama battente, e dalla forma dell&#8217;imbocco: un imbocco a spigoli vivi porta meno di uno conico o arrotondato. Il parafoglie, la griglia o la cipolla che si infila nella bocca per fermare le foglie, dimezza la capacità già da pulito.</p>
<p><strong>Il punto di portata nulla.</strong> In ogni tratto di canale c&#8217;è un punto da cui l&#8217;acqua non va da nessuna parte: la testata chiusa, oppure lo spartiacque fra due bocche, dove il flusso si divide. Lì l&#8217;acqua è ferma ed è più profonda che alla bocca. Nei canali in piano è il punto in cui il canale trabocca per primo, e da terra si guarda di rado.</p>
<p><strong>Il pluviale.</strong> È il tubo verticale che porta l&#8217;acqua a terra, e in molte case corre dentro il muro. Di quel tubo, di come perde e di come si prova con una canna e un secchio ho scritto in <a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a>: qui lo tratto solo come anello della catena, e come collo di bottiglia che non è.</p>
<p><strong>Il troppopieno.</strong> È una seconda uscita, più alta della prima, che entra in funzione quando la prima non basta o si ostruisce. Ha tre lavori, e conviene tenerli distinti: avvisa che qualcosa è chiuso, limita l&#8217;allagamento, e copre gli eventi rari così che lo scarico principale possa essere dimensionato su quelli frequenti. Quando un troppopieno scarica, segnala che la bocca principale è chiusa o non basta.</p>
<p><strong>Lo sporto di gronda e il gocciolatoio.</strong> Lo sporto è la parte della falda che sporge oltre il filo del muro; più è profondo, meno pioggia arriva sulla parete sotto. Il gocciolatoio è la scanalatura sotto il bordo di una lastra, di una copertina o di una soglia: interrompe il velo d&#8217;acqua che per tensione superficiale risalirebbe sotto la lastra e tornerebbe sulla faccia del muro, e obbliga la goccia a staccarsi. Una tinteggiatura che lo riempie lo cancella.</p>
<p><strong>La copertina e il cappello.</strong> Nel codice di pratica britannico sulla muratura, ritirato nel 2010, la copertina è l&#8217;elemento in sommità di un muro che allontana l&#8217;acqua da tutte le superfici esposte sotto di sé; il cappello è quello che non lo fa. La differenza fra i due è il gocciolatoio. Un mattone di coltello che sporge dal muro, senza scanalatura sotto, è un cappello, non una copertina, per quanto sporga.</p>
<p><strong>La scossalina e la conversa.</strong> La scossalina è la lamiera che copre e protegge il bordo alto di un risvolto, o la sommità di un muro; la conversa è la lamiera sagomata che raccorda la falda con un camino, un muro più alto, un compluvio. Sono lattoneria, cioè metallo che si allunga d&#8217;estate e si accorcia d&#8217;inverno, e che ha bisogno di posti dove muoversi.</p>
<p><strong>Il nodo fra il tetto e il muro.</strong> È il punto in cui la falda, o il manto del tetto piano, si attacca alla muratura: il risvolto che sale sul parapetto, la scossalina che lo copre, la membrana dentro il muro che riceve l&#8217;acqua e la porta fuori. Nei tetti piani, come riporta la guida britannica sui parapetti, i raccordi progettati male sono la causa di infiltrazione indicata più spesso.</p>
<p><strong>La pioggia battente.</strong> È la pioggia spinta dal vento contro una parete verticale. Ha una norma di calcolo, la UNI EN ISO 15927-3, e un indice che dipende dal vento, dalla pioggia e dall&#8217;orientamento. Non è acqua del tetto, ma il tetto decide quanta ne arriva sul muro: il fattore di parete della norma dipende dallo sporto di gronda.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1105" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig3-le-parole.png" alt="Sezione quotata del bordo di una copertura a falde e di un tetto piano con parapetto, con le parole della raccolta dell'acqua al loro posto: canale a sporto, canale dietro parapetto, bocca di efflusso e battente, punto di portata nulla, pluviale, troppopieno, sporto, gocciolatoio, copertina, scossalina, conversa e nodo fra tetto e muro" class="wp-image-4232" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig3-le-parole.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig3-le-parole-300x207.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig3-le-parole-1024x707.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig3-le-parole-768x530.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig3-le-parole-1536x1061.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 3. Le parole al loro posto. A sinistra la falda con il canale a sporto: se trabocca, l&#8217;acqua cade lontano dal muro. A destra il tetto piano con il canale dietro il parapetto: se trabocca, l&#8217;acqua non ha un fuori dove andare. In mezzo la bocca con il suo battente, il pluviale, il troppopieno più alto della bocca, la copertina con il gocciolatoio a quaranta millimetri dal filo del muro.</figcaption></figure>
<h2 id="quanta-acqua-scarica-un-tetto">Quanta acqua scarica un tetto</h2>
<p>Il conto parte da una definizione: un millimetro di pioggia caduto su un metro quadrato è un litro d&#8217;acqua. La norma europea lo scrive come una moltiplicazione: la portata da smaltire è l&#8217;intensità della pioggia per la superficie in pianta per un coefficiente di deflusso. Per tegole, lamiera, membrane bituminose e sintetiche il coefficiente vale uno: tutto quello che cade scende. Con l&#8217;intensità in millimetri all&#8217;ora e la superficie in metri quadrati, i litri al secondo si ottengono dividendo per 3.600.</p>
<p>Prendo la stessa falda dell&#8217;articolo sul <a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">tetto coibentato</a>, centoventi metri quadrati in proiezione, cioè mezza copertura di una villetta, e la metto sotto quattro piogge diverse.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Pioggia</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Intensità</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Litri al secondo</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Litri al minuto</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Rubinetti di casa aperti</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>temporale forte, scenario dell&#8217;articolo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>40 mm/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,33</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>80</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>7</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>valore di progetto italiano basso, 0,03 l/s per m²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>108 mm/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3,60</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>216</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>18</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>nubifragio misurato il 9 agosto 2022 in Campania</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>164 mm/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5,47</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>328</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>27</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>valore di progetto italiano alto, 0,05 l/s per m²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>180 mm/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>6,00</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>360</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>30</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 1. La portata di una falda di 120 metri quadrati alle quattro intensità dell&#8217;articolo. Il rubinetto di casa è preso a 12 litri al minuto, per dare un&#8217;idea dell&#8217;ordine di grandezza.</em></p>
<p>Il nubifragio della terza riga non è inventato. Il rapporto del Sistema nazionale per la protezione dell&#8217;ambiente sul clima italiano del 2022 elenca, stazione per stazione, le intensità misurate quell&#8217;anno: 27,4 millimetri in dieci minuti a San Salvatore Telesino, nel Beneventano, il 9 agosto, che riportati all&#8217;ora fanno 164 millimetri; 51,6 in venti minuti nella stessa stazione; 64 in mezz&#8217;ora e 80 in un&#8217;ora a Caserta Vecchia lo stesso giorno; circa 30 in un quarto d&#8217;ora a Stromboli il 12 agosto; 73,4 in un&#8217;ora a Curcuraci, sopra Messina, la massima intensità regionale in vent&#8217;anni; 84 all&#8217;ora a Trapani fra il 25 e il 26 settembre; oltre 100 in un&#8217;ora in Val di Fassa fra il 5 e il 6 agosto. Per le intensità della Campania il rapporto annota che sono spesso i massimi osservati da ciascuna stazione dall&#8217;inizio delle misure.</p>
<p>Per un tetto conta la pioggia dei pochi minuti, non quella del giorno. Il manuale britannico riporta l&#8217;unico studio di campo noto, come scrive lo stesso manuale, sul tempo che l&#8217;acqua impiega ad arrivare dal colmo allo scarico. Su una falda a 4,4 gradi lunga trenta metri, 45 secondi in media e 90 al massimo; su un tetto quasi piano lungo diciotto, 80 secondi in media e 240 al massimo. Per questo l&#8217;appendice nazionale britannica dimensiona sull&#8217;evento di due minuti, come riporta il manuale del 2003; il testo europeo lascia la durata ai dati statistici locali, e chiede di contare tutto il deflusso. Il valore di progetto alto della tabella, 180 millimetri all&#8217;ora, non è un margine generoso: è l&#8217;ordine di grandezza di quello che le stazioni italiane hanno misurato sui dieci e sui venti minuti.</p>
<p>Sul valore di progetto da usare in Italia c&#8217;è un problema che preferisco dichiarare. La norma dice di usare i dati statistici locali quando esistono, e solo in loro assenza un valore minimo da prospetto moltiplicato per un coefficiente di rischio; la versione italiana non ha un&#8217;appendice con le carte delle intensità. Le guide professionali in rete si contraddicono di un fattore dieci: chi scrive 0,05 litri al secondo per metro quadrato, cioè 180 millimetri all&#8217;ora, e chi scrive 0,005, cioè 18, che è un temporale ordinario e non un evento di progetto. Per confronto, la vecchia norma britannica usava un valore fisso di 75 millimetri all&#8217;ora, oggi abbandonato; nel Regno Unito il valore di un anno di tempo di ritorno va da 79 millimetri all&#8217;ora a Londra a 36 nel nord della Scozia. A Londra sale a 202 con cinquant&#8217;anni di tempo di ritorno, e a 317 con cinquecento; la Germania progetta canali e pluviali esterni sulla pioggia locale di cinque minuti attesa una volta ogni cinque anni. In questo articolo uso la formula, che è certa, le misure italiane, che sono documentate, e l&#8217;intervallo fra 0,03 e 0,05 come prassi corrente e non come prescrizione. Le guide di conservazione britanniche aggiungono un&#8217;avvertenza che vale anche qui. I valori fissi di intensità ignorano le differenze fra le regioni e il clima del luogo; per un sistema che deve reggere il clima che cambia, non sono più considerati buona pratica.</p>
<p>Il coefficiente di rischio dipende da dove va l&#8217;acqua quando il canale trabocca.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Dove sta il canale</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Coefficiente</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>canale a sporto, caso normale</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>canale a sporto dove la tracimazione crea disagio: ingressi di edifici pubblici, zone di forte passaggio</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,5</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>canale interno, dove con piogge oltre quella di progetto l&#8217;acqua entra nell&#8217;edificio</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2,0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>canale interno di edifici che non possono bagnarsi: ospedali, impianti di telecomunicazione, musei, depositi di sostanze che diventano tossiche a contatto con l&#8217;acqua</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3,0</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 2. Il coefficiente di rischio della norma europea, come lo riporta il manuale del Politecnico. Il coefficiente si applica all&#8217;intensità minima del prospetto, cioè quando mancano i dati statistici locali; con i dati statistici la norma chiede di scegliere l&#8217;intensità secondo il rischio accettabile.</em></p>
<p>Il coefficiente 2,0 esiste per una ragione sola: il canale interno che tracima non bagna il prato, bagna la muratura e il solaio. La norma lo mette in conto raddoppiando l&#8217;intensità minima. In cantiere lo si mette in conto sapendo che, quando il canale dietro un parapetto trabocca, l&#8217;acqua non ha un&#8217;uscita verso l&#8217;esterno.</p>
<p>C&#8217;è un&#8217;ultima correzione, e riguarda il vento. La norma permette di non contarlo, ma offre un&#8217;opzione che il Regno Unito ha adottato: sotto la pioggia di progetto le gocce cadono inclinate di circa 26 gradi dalla verticale, due in verticale per uno in orizzontale. La superficie che raccoglie diventa allora la pianta più metà dell&#8217;area esposta in prospetto. Una falda a 6 gradi raccoglie il 5 per cento in più della sua pianta, una a 26 gradi il 24 per cento in più. E una parete verticale che scarica su un tetto raccoglie anche lei: l&#8217;appendice britannica conta metà dell&#8217;area esposta della parete, fino a dieci metri sopra il canale. È il ponte fra questo capitolo e quello sulla pioggia battente: la norma dello scarico ammette che la pioggia arriva di traverso, e che i muri la raccolgono e la mandano sul tetto.</p>
<h2 id="il-collo-di-bottiglia-e-la-bocca-non-il-tubo">Il collo di bottiglia è la bocca, non il tubo</h2>
<p>Da terra la colpa va sempre al tubo, che sembra piccolo. Il tubo però non è quasi mai il problema, e i numeri della norma lo dicono in modo netto.</p>
<p>Un pluviale verticale lavora a sezione parziale: l&#8217;acqua scende aderente alla parete interna e al centro resta aria. La norma lo dimensiona con un grado di riempimento di un terzo, e per quel riempimento il prospetto delle capacità dà questi valori.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Diametro interno del pluviale</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Capacità a riempimento di un terzo</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Falda servita a 108 mm/h</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Falda servita a 180 mm/h</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>80 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5,9 l/s</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>197 m²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>118 m²</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>100 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>10,7 l/s</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>357 m²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>214 m²</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>120 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>17,4 l/s</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>580 m²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>348 m²</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>150 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>31,6 l/s</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1.053 m²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>632 m²</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 3. Capacità dei pluviali per diametro interno, dal prospetto della norma come riportato dal manuale del Politecnico. Le due colonne di destra sono un conto mio: la superficie che ogni tubo potrebbe servire alle due intensità di progetto, se il tubo fosse l&#8217;unico limite.</em></p>
<p>Un tubo da cento millimetri, pieno per un terzo, porta più di dieci litri al secondo: il doppio del nubifragio sulla falda dell&#8217;esempio. Il limite sta prima del tubo, nella bocca che lo alimenta. La norma calcola la capacità di una bocca a fondo piatto con due formule, come riporta il manuale britannico del 2003. Finché il battente, cioè l&#8217;acqua sopra la bocca, resta sotto metà del diametro, la bocca lavora come uno stramazzo. La portata allora cresce con il diametro e con il battente elevato a tre mezzi. Oltre metà del diametro la bocca lavora come una luce, e la portata cresce con il quadrato del diametro e con la radice del battente. In tutte e due le formule il coefficiente vale uno per la bocca libera e mezzo per la bocca con filtro o parafoglie. Con una bocca da cento millimetri e tre centimetri di battente si è nel primo caso: 2,19 litri al secondo a bocca libera e 1,10 con il parafoglie, perché la griglia, anche pulita, dimezza. Il tubo da cento porta 10,7 litri al secondo, la sua bocca con il parafoglie 1,10: circa dieci volte di meno. Lo scrive la norma stessa, nel punto sui pluviali: la capacità del sistema dipende di solito dalle bocche di efflusso, non dai pluviali. Una presentazione dell&#8217;Ordine degli ingegneri di Napoli riporta la frase alla lettera.</p>
<p>La forma dell&#8217;imbocco pesa quanto il diametro. Con un imbocco conico largo fino a una volta e mezzo il tubo, il diametro efficace è quello dell&#8217;imbocco; con un imbocco arrotondato è il 90 per cento. Il manuale britannico avverte che le didascalie della figura della norma, riprese dal manuale del Politecnico, rovesciano quel limite. Con il bocchettone comune, a spigoli vivi, il diametro efficace è quello del tubo. A parità di tubo, una bocca svasata porta una volta e mezzo di più con battente basso, e più del doppio con battente alto.</p>
<p>Sulla falda dell&#8217;esempio il conto si chiude così: sotto il nubifragio misurato servono cinque bocche da cento con il parafoglie, o tre libere, per tenere l&#8217;acqua a tre centimetri sopra la bocca. Con una bocca sola l&#8217;acqua sale, supera il bordo interno, e comincia il capitolo dei muri.</p>
<p>La regola pratica degli impermeabilizzatori italiani, come la riporta l&#8217;architetto Antonio Broccolino, è che il diametro dello scarico in centimetri, elevato al quadrato, dà la superficie in metri quadrati che quello scarico può servire: dieci centimetri per cento metri quadrati, dodici per centoquarantaquattro, quindici per duecentoventicinque. Lo stesso autore la dichiara prudente rispetto alla letteratura tecnica e rimanda per il dimensionamento alla norma. Il margine c&#8217;è davvero, e si può misurare: il tubo da cento a riempimento di un terzo porta 3,6 volte la portata di cento metri quadrati a 108 millimetri all&#8217;ora e 2,1 volte quella a 180. Ma è un margine sul tubo, e il tubo, si è visto, non è il limite.</p>
<p>Il manuale del Politecnico aggiunge due vincoli di posizione: un pluviale serve in genere non più di centocinquanta metri quadrati, e due pluviali stanno a non più di dieci metri l&#8217;uno dall&#8217;altro. Su dieci metri il canale, per pendere verso la bocca, scende già di circa cinque centimetri.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1143" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig4-il-collo-di-bottiglia.png" alt="Tavola con i conti della falda di 120 metri quadrati: in alto a sinistra le barre delle portate alle quattro intensità con i rubinetti equivalenti, in alto a destra il confronto fra la capacità del pluviale da 100, della bocca libera e della bocca con il parafoglie, in basso la capacità dei canali semicircolari per sviluppo commerciale e la perdita dei canali lunghi in piano" class="wp-image-4233" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig4-il-collo-di-bottiglia.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig4-il-collo-di-bottiglia-300x214.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig4-il-collo-di-bottiglia-1024x732.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig4-il-collo-di-bottiglia-768x549.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig4-il-collo-di-bottiglia-1536x1097.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 4. Quanta acqua scarica una falda di 120 metri quadrati, e dove si ferma. Il pluviale da 100 porta 10,7 litri al secondo; la bocca che lo alimenta, con tre centimetri di battente e il parafoglie, ne porta 1,10. Sotto il nubifragio misurato servono cinque bocche così, o tre libere. In basso i canali: uno sviluppo da 333 millimetri porta al massimo 2,25 litri al secondo se è corto e in piano, e ne perde fino al 40 per cento se è lungo e in piano.</figcaption></figure>
<h2 id="dove-trabocca-un-canale-in-carico">Dove trabocca un canale in carico</h2>
<p>Un canale raccoglie l&#8217;acqua lungo tutta la sua lunghezza, e la porta a una bocca. Per muoversi verso la bocca l&#8217;acqua deve accelerare, e per accelerare ha bisogno di una pendenza del pelo libero: la superficie dell&#8217;acqua è più alta all&#8217;estremità lontana dalla bocca e più bassa alla bocca. Il manuale britannico ne trae una conseguenza che in cantiere sorprende spesso: un canale in piano, o quasi in piano, tende a traboccare per primo nel punto di portata nulla, dove l&#8217;acqua è più profonda, e non alla bocca. La testata chiusa e lo spartiacque fra due bocche sono i punti in cui un canale in piano sfiora per primo, e da terra si guardano di rado. Gli angoli sono un caso diverso: nei canali a sporto tolgono il 15 per cento di capacità al tratto, nei canali interni fanno accumulare l&#8217;acqua contro il lato esterno della curva.</p>
<p>La capacità di un canale si calcola dalla sua sezione. Per i canali semicircolari la norma dà una capacità nominale proporzionale all&#8217;area della sezione elevata a 1,25, e una capacità di progetto pari al 90 per cento della nominale; per i canali a cassetta la formula ha un coefficiente diverso e due correzioni per la profondità e per la forma. Il manuale britannico fa l&#8217;esempio di un mezzo tondo da 150 millimetri di diametro, che dà 2,38 litri al secondo nominali. Applicando la stessa formula agli sviluppi commerciali italiani si ottengono le capacità di progetto massime della tabella; il diametro è la larghezza del canale che riporta la scheda tecnica di un produttore.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Sviluppo del canale semicircolare</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Larghezza dalla scheda tecnica</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Capacità di progetto massima, canale corto e in piano</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>250 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>105 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,88 l/s</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>280 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>127 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,41 l/s</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>333 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>153 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2,25 l/s</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>400 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>192 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3,97 l/s</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>500 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>250 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>7,69 l/s</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 4. Capacità dei canali semicircolari secondo la formula della norma, per gli sviluppi commerciali correnti. Il diametro è la larghezza del canale riportata dalla scheda tecnica di un produttore italiano, bordino compreso, quindi le capacità sono un limite superiore.</em></p>
<p>La falda dell&#8217;esempio, sotto il nubifragio misurato, scarica 5,47 litri al secondo. Un canale da 333, largo 153 millimetri come riporta la scheda tecnica, corto e in piano ne porta al massimo 2,25: meno della metà. Servono uno sviluppo da 500 oppure più bocche, che dividano la portata in tratti da non più di 2,25 litri al secondo.</p>
<p>Il canale però è di rado corto. La norma chiama idraulicamente corto un canale lungo non più di cinquanta volte la sua profondità; oltre, la resistenza fa salire l&#8217;acqua verso monte e la capacità scende. Il manuale britannico dà le formule di quel coefficiente, che riproducono il prospetto della norma: un canale in piano lungo cento volte la sua profondità perde il 7 per cento, lungo duecento volte perde il 20, lungo cinquecento volte perde il 40. La pendenza verso la bocca recupera e guadagna, fino a un massimo di dieci millimetri al metro, oltre i quali la norma sconsiglia perché la velocità e la turbolenza fanno traboccare localmente: con dieci millimetri al metro la capacità sale fino al 55 per cento in più del canale in piano. Sul canale da 333 dell&#8217;esempio, lungo dodici metri e in piano, con la profondità presa pari a metà della larghezza il rapporto fra lunghezza e profondità vale 157, e la capacità scende da 2,25 a 1,93 litri al secondo; con sei millimetri al metro verso la bocca sale a 2,65.</p>
<p>Il manuale aggiunge due avvertenze. La prima: le procedure della norma contengono margini di sicurezza, ma quei margini non vanno usati come protezione. Li annulla un canale posato fuori quota o fuori pendenza, o un po&#8217; di detriti sul fondo. Un canale nato con il 10 per cento di margine e posato con una contropendenza di un centimetro non ha più margine: sul canale da 333 dell&#8217;esempio, rifacendo il conto con la formula della norma, quel centimetro di profondità in meno toglie circa un quinto della capacità. La seconda: gli angoli lungo un canale interno non si fanno, perché l&#8217;acqua che gira si accumula contro il lato esterno della curva e trabocca lì; dove il canale deve cambiare direzione ci vuole una cassetta di raccolta.</p>
<p>E poi c&#8217;è la distinzione che regge tutto l&#8217;articolo. Il canale a sporto può traboccare in sicurezza lungo tutto il suo bordo, lontano dalla facciata: per questo la norma non gli chiede un franco, e l&#8217;appendice britannica lo dimensiona sull&#8217;evento di un anno. Il canale dietro il parapetto, il canale di compluvio e il canale a muro di confine non possono traboccare lontano dall&#8217;edificio; lo stesso vale per il canale a sporto con la fascia frontale più alta del bordo interno. Se sfiorano, l&#8217;acqua va dentro. Per loro la norma chiede un franco sopra il livello di progetto e raccomanda un troppopieno; nel Regno Unito l&#8217;appendice nazionale aggiunge categorie con tempi di ritorno più lunghi.</p>
<p>Sui troppopieni la norma dà un obbligo e una raccomandazione. L&#8217;obbligo sta nel punto sulle bocche: sui tetti piani con parapetto ogni area deve avere almeno due bocche, oppure una bocca e un troppopieno di emergenza. La raccomandazione sta al punto 6.4: sui tetti piani con parapetto e nei canali che non sono a sporto conviene prevedere troppopieni o bocche di emergenza. Servono a ridurre il rischio che l&#8217;acqua tracimi dentro l&#8217;edificio, e quello di sovraccarico strutturale. Il manuale britannico dà anche la formula della soglia sfiorante, la cui lunghezza cresce con la portata e cala con la potenza tre mezzi del carico d&#8217;acqua disponibile sopra la soglia: per i 5,47 litri al secondo della falda dell&#8217;esempio servono 37 centimetri di soglia con cinque centimetri di carico, e 80 centimetri con tre. Se il troppopieno è ricavato nella testata del canale, la sua soglia deve stare vicina al livello di progetto, per non entrare in funzione troppo spesso. Allora il carico utile si riduce a circa il 30 per cento della profondità del canale: sui canali lunghi con più bocche i troppopieni alle estremità aiutano poco nel mezzo.</p>
<p>L&#8217;architetto Broccolino, negli articoli in cui commenta il Codice di Pratica delle coperture continue, aggiunge la pratica di cantiere. Sulle coperture impermeabilizzate, scrive l&#8217;autore, è sempre consigliabile un troppopieno; il più semplice è un doccione con l&#8217;imbocco pochi centimetri sopra il piano di scorrimento. Una soluzione che lo stesso autore giudica molto interessante e funzionale sta più in basso: il troppopieno innestato direttamente sulla colonna del pluviale, uno o più metri sotto il solaio di copertura, che esce all&#8217;esterno con una curva a una quota di qualche decimetro più alta del primo innesto. Se il pluviale si riempie, l&#8217;acqua esce fuori prima di arrivare alla quota del bocchettone. E due regole di prudenza: gli scarichi che risultano dal calcolo si aumentano sempre di almeno uno. Quando uno scarico è collegato a un pluviale conviene interporre una cassetta ispezionabile, che fa anche da troppopieno se il tubo si intasa. Il Codice di Pratica, come riporta lo stesso autore, non ammette una copertura che non possa scaricare attraverso gli scarichi predisposti, e fissa le pendenze minime del piano di scorrimento: l&#8217;1 per cento in generale, il 3 per cento con l&#8217;elemento di tenuta autoprotetto con lamina metallica a vista, l&#8217;1,5 per cento con l&#8217;isolante a tetto rovescio o a sandwich. Sotto quelle pendenze l&#8217;acqua ristagna, e il ristagno sopra un canale interno lascia l&#8217;acqua più a lungo a contatto con i raccordi.</p>
<h2 id="il-muro-sotto-la-gronda-un-caso-dalla-letteratura-di-conservazione">Il muro sotto la gronda: un caso dalla letteratura di conservazione</h2>
<p>Che cosa succede al muro quando il sistema di raccolta non regge lo descrive, senza giri di parole, una scheda diagnostica del 2010. La pubblicano Roberto Cecchi e Paolo Gasparoli nel loro lavoro sulla prevenzione e la manutenzione dei beni culturali edificati, nel caso studio dell&#8217;area centrale di Roma. Per gli esterni di un tempio, scrivono, le problematiche più rilevanti sono connesse a un inadeguato sistema di smaltimento delle acque meteoriche. La causa è soprattutto un numero esiguo di pluviali rispetto allo sviluppo della copertura, con probabili contropendenze dei canali. Questo ha prodotto ristagni consistenti d&#8217;acqua e di terriccio nei canali di gronda. Il loro peso, scrivono gli autori, può aver disallineato ancora di più le pendenze e aperto nuovi punti di infiltrazione; e l&#8217;acqua rischia di entrare nelle murature sottostanti. Nella scheda della gronda annotano un forte accumulo d&#8217;acqua fra due discese, dovuto anche a un&#8217;interruzione del canale a cui non corrisponde un pluviale. Un&#8217;altra criticità riguarda le copertine in malta che raccordano i livelli di falda con la muratura, dove non sono coperte dallo sporto di gronda. All&#8217;interno trovano macchie sull&#8217;intonaco della cupola, che riconducono a infiltrazioni negli innesti delle coperture sul tamburo.</p>
<p>È la stessa sequenza che si legge sotto le gronde di case molto meno illustri. Pochi scarichi per lo sviluppo del canale; una contropendenza; il ristagno; il peso dell&#8217;acqua e del terriccio, che deforma il canale e crea nuovi ristagni; la muratura sotto che riceve tutto. Gli interventi che la scheda indica per l&#8217;esterno sono di manutenzione prima che di restauro: la pulitura dei canali almeno annuale, alla fine dell&#8217;autunno; le cipolle negli imbocchi dei pluviali; il completamento del canale fra due discese con un pluviale nuovo; la ripresa dei raccordi in malta fra le falde e la muratura. Per l&#8217;interno la scheda chiede misure ponderali al piede delle murature, perché anche lì l&#8217;umidità di risalita resta un&#8217;ipotesi da verificare.</p>
<p>Le guide di conservazione britanniche, che sull&#8217;acqua piovana hanno una tradizione seria, arrivano allo stesso punto da un&#8217;altra strada. Historic England ha pubblicato nel 2024 le schede sui sistemi di raccolta resilienti. Ispezionare con regolarità, fare la manutenzione ordinaria e programmare le riparazioni, vi si legge, è essenziale perché il sistema protegga l&#8217;edificio dal degrado causato dall&#8217;acqua. Le stesse schede consigliano una pianta della copertura che descriva come funziona il sistema: serve a organizzare le ispezioni ed è necessaria per fare i calcoli di capacità. Per i canali di compluvio, a cassetta e dietro parapetto l&#8217;ispezione da terra può non bastare, e serve l&#8217;accesso in quota. I pluviali collegati direttamente alla fognatura possono intasarsi, e conviene un terminale a scarpa che scarichi a vista in un pozzetto, così l&#8217;ostruzione si vede. La condizione del sistema va valutata durante e dopo gli eventi estremi. E una regola di progetto che vale come principio: il sistema di raccolta dovrebbe essere fatto in modo che ogni guasto sia immediatamente evidente. Un troppopieno che getta acqua dalla facciata segnala che lo scarico principale è chiuso, prima che la macchia compaia sul muro.</p>
<h2 id="lo-sporto-e-il-gocciolatoio">Lo sporto e il gocciolatoio</h2>
<p>Che lo sporto di gronda protegga il muro lo scrive una linea guida commissionata da un ministero britannico al laboratorio per le costruzioni, la guida del 2011 sulla sicurezza dei parapetti in muratura. E lo scrive proprio dove invita a considerare alternative al parapetto, per l&#8217;alto rischio di guasto quando le sue indicazioni non vengono seguite: uno sporto ben progettato ha molte meno probabilità di portare a penetrazione della pioggia, e offre una protezione migliore al muro sottostante. Historic England, nella scheda sugli edifici senza canali e pluviali, descrive le coperture tradizionali con sporti profondi, che gettano l&#8217;acqua ben lontano dai muri senza bisogno di tubi. Descrive anche le coperture con canale dietro parapetto che hanno solo doccioni per lanciarla lontano. La scheda romana usa lo sporto come discriminante: le copertine in malta degradano dove lo sporto non le copre, e reggono dove le copre.</p>
<p>Una quota minima di sporto non compare nelle norme italiane e britanniche citate in questo articolo, e non la invento: è un parametro di progetto che dipende dall&#8217;altezza del muro e dall&#8217;esposizione. L&#8217;unico appiglio quantitativo è indiretto, ed è il fattore di parete della norma sulla pioggia battente, che include lo sporto fra le sue variabili. La direzione invece è certa: più sporto, meno acqua sul muro.</p>
<p>Il gocciolatoio invece ha i suoi numeri, e vengono dalle norme britanniche sulle copertine, riportate da una guida di progettazione del settore laterizio. Il codice di pratica britannico sull&#8217;uso della muratura, la BS 5628-3, ritirato nel 2010 come riporta il catalogo dell&#8217;ente britannico, definiva la copertina come l&#8217;elemento in sommità di un muro progettato per allontanare l&#8217;acqua piovana oltre tutte le superfici esposte della muratura sottostante. Il cappello è l&#8217;elemento che non lo fa; fra gli esempi di cappello metteva il mattone di coltello e gli altri elementi, a filo o sporgenti, che non incorporano un gocciolatoio. La guida lo dice in una riga: gli elementi che forniscono semplicemente uno sporto non costituiscono una copertina. Le quote: il bordo del gocciolatoio ad almeno quaranta millimetri dalla faccia del muro, per il codice sulla muratura; quarantacinque millimetri di sporgenza per la norma sulle copertine prefabbricate, preferibili perché lasciano spazio a una gola larga dodici; e il gocciolatoio deve essere continuo attraverso i giunti di malta, altrimenti, scrive la guida, compaiono macchie a disegno in corrispondenza dei giunti. La stessa norma chiede alle copertine posate senza grappe una massa di almeno venticinque chili al metro. Alle copertine in laterizio la guida chiede giunti di movimento a non più di tre metri, portati fino alla membrana che sta sotto.</p>
<p>Il meccanismo che quelle quote governano è la tensione superficiale. L&#8217;acqua che scorre sul dorso della copertina arriva al bordo e non cade: aderisce all&#8217;intradosso, risale verso il muro e scende sulla sua faccia, dove la muratura la assorbe. Il gocciolatoio interrompe il velo e obbliga la goccia a staccarsi a quaranta millimetri dal muro. Quando manca, o quando una tinteggiatura lo ha riempito, la fascia di muro sotto il cornicione resta bagnata a ogni pioggia. Nei giunti fra le lastre, dove il gocciolatoio si interrompe, compaiono le colature a pettine che si vedono su tanti muri di recinzione. È lo stesso principio del gocciolatoio sotto una soglia, di cui ho scritto nell&#8217;articolo sulla <a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">vaschetta sotto la soglia</a>.</p>
<p>La guida britannica aggiunge un&#8217;osservazione storica: le copertine tradizionali erano elaborate e pesanti perché dovevano proteggere muri molto spessi. La loro forma, spesso ereditata dalla pietra, allontanava l&#8217;acqua dal muro, e con uno sporto alla base proteggeva la malta di allettamento e i corsi più alti; le copertine moderne sono piccole e leggere, e con le malte cementizie richiedono un progetto più attento per durare.</p>
<p>Resta il piede del muro. Historic England lo tratta nella stessa scheda: perché la pioggia non rimbalzi alla base dell&#8217;edificio, il terreno intorno deve essere in pendenza verso l&#8217;esterno e non deve offrire una superficie dura; ghiaia o un rivestimento morbido assorbono l&#8217;acqua e impediscono lo schizzo e il ristagno al piede dei muri. E un&#8217;avvertenza che in Italia si legge di rado: i drenaggi perimetrali annegati nella ghiaia, quando stanno vicino alle fondazioni, possono concentrare l&#8217;acqua al piede dei muri invece di allontanarla. Del terreno attorno al muro, e di quanto conti prima di qualunque intervento sulla muratura, ho scritto in <a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a>.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1181" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig5-sporto-e-gocciolatoio.png" alt="Sezione quotata di una copertina con il gocciolatoio a 40 millimetri dal filo del muro, la sporgenza di 45 e la gola di 12, a confronto con un cappello senza gocciolatoio da cui l'acqua torna sulla faccia del muro; sotto, il piede del muro con il terreno in pendenza e la ghiaia contro il rimbalzo" class="wp-image-4234" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig5-sporto-e-gocciolatoio.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig5-sporto-e-gocciolatoio-300x221.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig5-sporto-e-gocciolatoio-1024x756.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig5-sporto-e-gocciolatoio-768x567.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig5-sporto-e-gocciolatoio-1536x1134.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 5. Copertina e cappello. A sinistra la copertina secondo le norme britanniche: gocciolatoio ad almeno 40 millimetri dalla faccia del muro, sporgenza di 45, gola di 12, continua attraverso i giunti. A destra il cappello: sporge, ma senza scanalatura l&#8217;acqua risale sotto la lastra per tensione superficiale e scende sulla faccia del muro. In basso il piede: terreno in pendenza e ghiaia, per non far rimbalzare la pioggia contro la parete.</figcaption></figure>
<h2 id="il-parapetto-due-facce-bagnate-e-lente-ad-asciugare">Il parapetto: due facce bagnate e lente ad asciugare</h2>
<p>Il parapetto del tetto piano è un muro speciale, e la guida britannica del 2011 spiega perché nella prima pagina: ha di norma entrambe le facce esposte agli agenti atmosferici, quindi si bagna di più e asciuga più lentamente delle altre murature. I livelli di umidità più alti accelerano il degrado dei componenti. Per questo richiede più attenzione ai dettagli in costruzione e più manutenzione. Il risultato dell&#8217;indagine sul campo, condotta in diverse città britanniche, sta nell&#8217;appendice della guida: il guasto principale associato ai parapetti e ai timpani rialzati è la penetrazione della pioggia, non il cedimento strutturale. Gli autori non hanno trovato parapetti prossimi al collasso; ne hanno trovati molti macchiati di scuro per l&#8217;acqua contenuta, coperti di alghe, fessurati, con i materiali disgregati dal gelo e dal disgelo. Erano problemi maturati in anni senza manutenzione. E concludono che, su base nazionale, l&#8217;impatto economico della penetrazione d&#8217;umidità supera di gran lunga quello dei danni alle persone.</p>
<p>Un parapetto tiene se tengono insieme quelli che la guida chiama i dispositivi di gestione dell&#8217;acqua: la copertina in sommità, le membrane contro l&#8217;umidità, cioè quella sotto la copertina e quella al piede, e gli sfoghi che lasciano uscire l&#8217;acqua che comunque entra. Piccoli difetti in queste protezioni, scrive, possono portare a gravi ingressi d&#8217;acqua nelle parti adiacenti dell&#8217;edificio. Le quote sono queste, e sono tutte nella guida.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Elemento</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Prescrizione</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>copertina</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>gocciolatoi ad almeno 40 mm dalle facce del parapetto; fissata meccanicamente; giunti sigillati con un sigillante che assorba il movimento; niente intonaco sul dorso</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>membrana sotto la copertina</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>fra la copertina e il corso più alto; continua; giunti sovrapposti di almeno 150 mm e sigillati; sostenuta attraverso l&#8217;intercapedine; allettata su malta fresca; sporgente di almeno 5 mm oltre ciascuna faccia</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>membrana al piede del parapetto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>gradino di almeno 150 mm verso la faccia interna o esterna; sporgente di almeno 5 mm dal filo del muro; sovrapposizioni di almeno 150 mm sigillate; pezzi speciali agli angoli e testate chiuse</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>sfoghi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>giunti verticali aperti subito sopra la membrana al piede, a passo non superiore a 1 m</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>risvolti del manto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>almeno 150 mm sopra il livello finito della copertura, coperti da scossaline fissate; le scossaline passano sotto la membrana del parapetto</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>muratura</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>zanche a passo 450 mm in orizzontale e 225 in verticale; laterizi resistenti al gelo; malta cemento, calce e sabbia 1 : 0,5 : 4,5; nei parapetti in mattoni, niente intonaco su entrambe le facce; giunti di movimento come nei muri sotto</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 5. Le prescrizioni della guida britannica sui parapetti in muratura, ridotte alle quote. La membrana al piede è la cavity tray dei muri a intercapedine; nei muri pieni italiani il suo equivalente è la membrana che raccoglie l&#8217;acqua entrata nel parapetto e la porta fuori sopra il risvolto del manto.</em></p>
<p>Sul verso della membrana al piede, la guida indica come preferibile il drenaggio verso l&#8217;esterno, o attraverso il paramento esterno. I paramenti esterni, spiega, sono fatti aspettandosi acqua sulla loro faccia interna; se drena verso l&#8217;interno, l&#8217;acqua che il parapetto ha assorbito va a finire sul perimetro del tetto e nel paramento interno. E la guida avverte che quando l&#8217;intercapedine è riempita di isolante l&#8217;acqua può essere indirizzata verso l&#8217;interno anche se il progetto diceva il contrario. Sull&#8217;intonaco la guida è netta: non si intonacano entrambe le facce di un parapetto in laterizio, perché è probabile che si allunghino i periodi in cui il muro resta umido. Il parapetto intonacato dentro e fuori, con la copertina in malta senza gocciolatoio, è il parapetto che si vede su molti terrazzi italiani.</p>
<p>La guida chiude con una lista di controllo per la manutenzione: il parapetto è a piombo, dritto, non fessurato; non ci sono parti distaccate; non c&#8217;è evidenza di penetrazione d&#8217;acqua attraverso il parapetto; ci sono le membrane e le scossaline necessarie; l&#8217;acqua viene allontanata dal muro da una copertina adeguata, con il suo dettaglio di smaltimento; non ci sono segni di calcestruzzo che si sfalda, ruggine o movimenti ai giunti; il degrado è ragionevole per l&#8217;età e l&#8217;esposizione. E, quando si ripara: il muro ricostruito deve avere gli sfoghi e le membrane corrette sotto le copertine, altrimenti si è ricostruito il difetto.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1162" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig6-il-parapetto.png" alt="Sezione quotata di un parapetto di tetto piano con le tre protezioni: la copertina con il gocciolatoio a 40 millimetri, la membrana sotto la copertina con sormonti di 150 e sporgenza di 5, la membrana al piede con gradino di 150 che drena verso l'esterno, gli sfoghi ogni metro, il risvolto del manto di 150 sotto la scossalina; a lato la lista di controllo" class="wp-image-4235" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig6-il-parapetto.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig6-il-parapetto-300x218.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig6-il-parapetto-1024x744.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig6-il-parapetto-768x558.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig6-il-parapetto-1536x1116.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 6. Il parapetto secondo la guida britannica del 2011. Tre protezioni: la copertina con il gocciolatoio, la membrana sotto la copertina, la membrana al piede che raccoglie l&#8217;acqua entrata e la porta fuori, con gli sfoghi a passo non superiore a un metro. Il risvolto del manto sale di almeno 150 millimetri sopra il piano finito, coperto da una scossalina che passa sotto la membrana del parapetto.</figcaption></figure>
<h2 id="la-lattoneria-si-muove">La lattoneria si muove</h2>
<p>Canali, scossaline e converse sono di metallo, e il metallo si allunga con il caldo. La misura è nota, e sta in qualunque manuale di metallurgia: l&#8217;allungamento è il coefficiente di dilatazione del metallo per la lunghezza per la differenza di temperatura. I coefficienti vengono dal capitolo sulla dilatazione termica di un manuale dell&#8217;associazione americana dei metallurgisti: quello dell&#8217;alluminio è scritto nel testo, quelli degli altri metalli sono estratti dalla sua tabella. Fa eccezione lo zinco-titanio, per il quale uso il valore di 22 milionesimi per kelvin delle fonti di settore di lattoneria.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Metallo</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Coefficiente, milionesimi per kelvin</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Allungamento su 10 metri con 80 gradi di escursione</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Con 100 gradi</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>acciaio al carbonio</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>12</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>9,6 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>12,0 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>acciaio inox austenitico</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>17,5</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>14,0 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>17,5 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>rame</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>16,5</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>13,2 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>16,5 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>zinco-titanio</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>22</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>17,6 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>22,0 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>alluminio</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>24</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>19,2 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>24,0 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>piombo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>28</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>22,4 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>28,0 mm</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 6. Quanto si allunga un canale o una scossalina di dieci metri fra l&#8217;inverno e l&#8217;estate. Ottanta gradi di escursione sono da meno dieci a più settanta sulla superficie di una lamiera al sole; cento gradi è il caso severo che usa la letteratura tedesca di lattoneria. I coefficienti di inox, rame e piombo sono ripresi da tabella, quello dello zinco-titanio dalle fonti di settore: vanno presi come ordine di grandezza.</em></p>
<p>Il manuale di metallurgia aggiunge che la variazione dimensionale dell&#8217;alluminio è circa il doppio di quella dei metalli ferrosi. Quando grandi pezzi di alluminio sono fissati su un telaio d&#8217;acciaio o su una muratura, scrive, servono di norma giunti scorrevoli e sigillature plastiche. Una scossalina di venti metri in zinco-titanio, fissata rigidamente alle due estremità, non ha dove mettere i suoi 35 millimetri di escursione con ottanta gradi, 38 se è di alluminio: li mette nei fissaggi, che si allargano, e nelle saldature, che si strappano. E dove si strappa una scossalina c&#8217;è, sotto, la testa di un muro.</p>
<p>Le regole tedesche di lattoneria non sono in libera consultazione, e le riprendo da fonti di settore che le riportano. Fissano la distanza massima fra due giunti di dilatazione: quindici metri di lunghezza sviluppata per i canali in rame e in zinco-titanio, dodici per l&#8217;alluminio. E aggiungono la regola che spiega perché i canali si spaccano agli angoli: in presenza di angoli esterni le lunghezze si dimezzano, in presenza di angoli interni si riducono a un quarto. Un canale in rame che gira un angolo esterno vuole un giunto ogni sette metri e mezzo; se gira un angolo interno, ogni tre metri e settantacinque. L&#8217;angolo del canale sta sopra lo spigolo del muro, che riceve anche più pioggia battente del centro della facciata, come riporta la rassegna sulla pioggia battente.</p>
<p>Ci sono poi i contatti fra metalli diversi. Historic England avverte che i sistemi di raccolta metallici possono subire corrosione galvanica, e che fissaggi e accessori vanno scelti con particolare cura; e che la sostituzione parziale può compromettere l&#8217;intero sistema, perché è difficile collegare alluminio verniciato o plastica a piombo e ghisa. L&#8217;architetto Broccolino documenta due incompatibilità di cantiere: il contatto diretto del piombo con il cemento, che ossida e degrada il manufatto se la superficie non è trattata; e la lamiera zincata e l&#8217;alluminio, poco compatibili con l&#8217;adesione a fiamma delle membrane in bitume polimero. Per questo bocchettoni e doccioni si fanno in acciaio inox, rame o piombo. In lattoneria si tramanda a voce una regola sull&#8217;ordine dei metalli lungo il percorso dell&#8217;acqua. Non compare nelle fonti di questo articolo, e per questo non la riporto come dato.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1105" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig7-la-lattoneria.png" alt="Tavola con le barre dell'allungamento su dieci metri per sei metalli a 80 e a 100 gradi di escursione, e sotto la pianta di un edificio con i canali: la distanza fra i giunti di 15 metri sul tratto dritto fra due testate chiuse, dimezzata con gli angoli esterni, ridotta a un quarto con l'angolo interno" class="wp-image-4236" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig7-la-lattoneria.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig7-la-lattoneria-300x207.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig7-la-lattoneria-1024x707.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig7-la-lattoneria-768x530.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig7-la-lattoneria-1536x1061.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 7. La lattoneria si muove. Sopra, quanto si allunga un canale di dieci metri fra inverno ed estate, metallo per metallo: lo zinco-titanio 22 millimetri con cento gradi di escursione, l&#8217;alluminio 24. Sotto, dove vanno i giunti di dilatazione secondo le regole tedesche di lattoneria: ogni 15 metri sul tratto dritto senza angoli per rame e zinco-titanio, la metà con gli angoli esterni, un quarto con un angolo interno.</figcaption></figure>
<h2 id="la-pioggia-battente">La pioggia battente</h2>
<p>Non tutta l&#8217;acqua che bagna un muro alto viene dal tetto. Una parte arriva di traverso, spinta dal vento: è la pioggia battente, e la letteratura scientifica la indica come la principale fonte di penetrazione d&#8217;acqua nelle facciate. Ne scrivo qui perché il tetto decide quanta ne arriva sul muro, e perché la sua macchia si confonde con quella della gronda.</p>
<p>La norma che la calcola è la UNI EN ISO 15927-3. Come riporta la rassegna di Blocken e Carmeliet, discende dalla norma britannica del 1992, che aveva sostituito una bozza del 1984; la bozza europea del 1997 ha poi lasciato indice e mappe per un calcolo sui dati orari. Calcola due grandezze. La prima è un indice annuale medio, che governa il contenuto d&#8217;acqua di una parete assorbente come una muratura. La seconda è un indice di picco, o di spell, che governa la probabilità che la pioggia attraversi la muratura e i giunti. La formula dell&#8217;indice in campo aperto somma, ora per ora, un prodotto di tre fattori: la velocità del vento a dieci metri, l&#8217;intensità della pioggia elevata a otto noni e il coseno dell&#8217;angolo fra il vento e la normale alla parete. Il tutto è moltiplicato per due noni; servono almeno dieci anni di dati orari, meglio venti o trenta. Il coefficiente due noni è, in sostanza, l&#8217;inverso della velocità di caduta di una goccia da un millimetro e due, circa quattro metri e mezzo al secondo: la rassegna lo dice realistico per piogge di circa un millimetro all&#8217;ora, e da correggere oltre i cinque. Per dare l&#8217;ordine di grandezza: con un vento di cinque metri al secondo e un millimetro all&#8217;ora di pioggia, su una parete sopravento in campo aperto arriva circa un litro al metro quadrato in un&#8217;ora. Poi entrano i fattori di correzione: la rugosità del terreno; la topografia, che sulle creste e sulle scarpate moltiplica fino a 1,6; l&#8217;ostruzione degli edifici vicini; e il fattore di parete, che è il rapporto fra l&#8217;acqua che colpisce una parete e quella che passerebbe nello stesso spazio libero. Il fattore di parete, come riporta la stessa rassegna, tiene conto del tipo di parete, della sua altezza e dello sporto di gronda.</p>
<p>È qui che il tetto torna in gioco, ed è anche qui che il metodo mostra i suoi limiti, dichiarati dalla norma stessa: si applica in primo luogo a climi simili a quello britannico; non vale in zone montuose con rupi e gole; non vale dove più del 25 per cento della pioggia annuale viene da temporali convettivi, cioè da rovesci che durano meno di un&#8217;ora. In Italia la parte della pioggia annua che viene dai temporali convettivi va verificata stazione per stazione: dove supera il quarto, la norma stessa dichiara di non valere. Per questo qui la norma serve per il metodo e per quello che dice sul fattore di parete, non come fonte di valori: una mappa italiana degli indici di pioggia battente, calcolata con quel metodo, non risulta pubblicata, e i valori vanno calcolati caso per caso sui dati orari delle stazioni regionali. Non ne invento.</p>
<p>Quello che la norma dice, e che serve alla diagnosi, sono tre cose. La prima: il fattore di parete dipende dallo sporto, quindi la fascia di muro sotto una gronda profonda riceve meno pioggia battente di quella sotto una gronda a filo. La seconda: la norma assume che il fattore di parete sia lo stesso lungo tutta la larghezza della facciata. Le misure mostrano invece che la pioggia battente cresce dal centro verso i bordi. È il motivo per cui le macchie da pioggia battente si concentrano agli angoli e sui bordi dei timpani, mentre quelle da gronda seguono il canale. La terza è quella già vista: l&#8217;appendice britannica della norma dello scarico conta come area di raccolta metà della parete verticale che sta sopra il canale, fino a dieci metri.</p>
<h2 id="il-nodo-fra-il-tetto-e-il-muro">Il nodo fra il tetto e il muro</h2>
<p>Nei tetti piani, come riporta la guida britannica sui parapetti, la causa di infiltrazione indicata più spesso sono i raccordi con i muri progettati male; e la membrana non separata dai movimenti dell&#8217;edificio. La scheda romana riconduce le macchie sull&#8217;intonaco della cupola agli innesti delle coperture sul tamburo, cioè al punto in cui la falda si attacca alla muratura.</p>
<p>Le quote del nodo vengono da tre fonti indipendenti fra loro, che dicono cose compatibili. Dalla guida britannica: tutti i risvolti almeno 150 millimetri sopra il livello finito della copertura, coperti da scossaline fissate; le scossaline della copertura passano sotto la membrana del parapetto, e questo conta soprattutto quando quella membrana raccoglie acqua e la porta verso il tetto; dove il parapetto si accosta a un muro adiacente serve una scossalina di raccordo. Dagli articoli dell&#8217;architetto Broccolino sulle coperture continue: i tubi e i cavidotti che attraversano il risvolto devono uscire dalla parete ad almeno 15-20 centimetri sopra il pavimento finito, che è il primo piano su cui l&#8217;acqua scorre; se per ragioni architettoniche l&#8217;uscita deve stare nello spessore del pavimento, si ricava prima nel muro una nicchia impermeabilizzata, con il punto d&#8217;uscita ad almeno 20 centimetri dal pavimento; il passaggio attraverso la parete si fa almeno 5 centimetri sopra la sommità del risvolto impermeabile; al piede del risvolto va un elemento comprimibile in polietilene reticolato, che assorbe le spinte termiche della pavimentazione pesante, e non polistirene espanso, che si schiaccia; la guscia di raccordo al piede del risvolto non si fa, perché favorisce il distacco della membrana. Dalla norma europea dello scarico, con il verbo dell&#8217;obbligo: dove i tubi attraversano i muri esterni si deve realizzare una sigillatura a tenuta d&#8217;acqua; e i pluviali interni devono poter sopportare il battente che si forma in caso di ostruzione. La norma, cioè, prevede che si ostruiscano; e quando succede il tubo diventa una colonna d&#8217;acqua in pressione dentro il muro.</p>
<p>Da queste quote si ricostruisce la catena che produce la macchia in sommità del muro interno. Il risvolto finisce troppo basso, o l&#8217;acqua sale oltre la sua quota perché lo scarico non smaltisce. La scossalina di raccordo è sovrapposta nel verso sbagliato rispetto alla membrana del muro, e conduce l&#8217;acqua dentro invece che fuori. La membrana al piede del parapetto drena verso l&#8217;interno, o l&#8217;isolante nell&#8217;intercapedine la costringe a farlo. L&#8217;acqua raggiunge la testa del muro e scende. La macchia compare in alto, lungo il perimetro della stanza all&#8217;ultimo piano, e non al centro del soffitto: è la stessa geometria della diga di ghiaccio in gronda, per una causa diversa.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1162" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig8-il-nodo-tetto-muro.png" alt="Sezione quotata del nodo fra un tetto piano e il muro perimetrale: il risvolto di 150 millimetri sopra il piano finito, la scossalina che passa sotto la membrana del parapetto, la membrana al piede che drena verso l'esterno, l'attraversamento di un tubo a 15-20 centimetri sopra il pavimento e a 5 sopra il risvolto, l'elemento comprimibile al piede; a destra la catena della macchia in sommità del muro interno" class="wp-image-4237" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig8-il-nodo-tetto-muro.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig8-il-nodo-tetto-muro-300x218.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig8-il-nodo-tetto-muro-1024x744.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig8-il-nodo-tetto-muro-768x558.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig8-il-nodo-tetto-muro-1536x1116.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 8. Il nodo fra il tetto e il muro, con le quote delle tre fonti: risvolto di almeno 150 millimetri, scossalina sotto la membrana del parapetto, membrana al piede che drena verso fuori, attraversamenti ad almeno 15-20 centimetri sopra il pavimento e 5 sopra il risvolto, elemento comprimibile al piede. A destra la catena che porta l&#8217;acqua sulla testa del muro interno, e la macchia lungo il perimetro dell&#8217;ultimo piano.</figcaption></figure>
<h2 id="la-neve-e-il-ghiaccio-in-gronda">La neve e il ghiaccio in gronda</h2>
<p>Dove nevica e gela c&#8217;è un&#8217;altra via dell&#8217;acqua, e lavora esattamente sopra la testa del muro. Comincia dalla neve, che sul tetto è acqua non ancora scesa. La conversione è aritmetica: un chilonewton al metro quadrato di carico vale 102 chili, e ogni chilo d&#8217;acqua su un metro quadrato è un millimetro di pioggia, quindi un chilonewton di neve equivale a 102 millimetri di pioggia.</p>
<p>Il carico di progetto lo danno le norme tecniche per le costruzioni, che dividono l&#8217;Italia in quattro zone e legano il valore all&#8217;altitudine. Su una casa a mille metri in zona alpina, il carico sulla copertura di una falda a venti gradi vale 3,2 chilonewton al metro quadrato, cioè 327 chili al metro quadrato. Il conto usa il coefficiente di forma 0,8 delle falde fino a trenta gradi e i coefficienti di esposizione e termico pari a uno, che è il caso corrente. Sulla falda di 120 metri quadrati dell&#8217;esempio fanno 39 tonnellate, cioè 39 metri cubi d&#8217;acqua. In zona III, che comprende fra le altre Roma, Napoli, la Sicilia e la Sardegna, sotto i 200 metri il carico scende a 49 chili al metro quadrato, un settimo del caso alpino; nella zona I mediterranea, che comprende fra le altre Milano, Bologna, Parma e Treviso, sotto la stessa quota arriva a 122. La pianura padana non sta in una zona sola: Torino e Brescia sono in zona I alpina, Padova, Venezia e Mantova in zona II.</p>
<p>Contro un parapetto la neve si accumula nella fascia lungo il bordo, cioè dove stanno le bocche di scarico, e quanto aggiunga dipende dalla zona. Con un parapetto alto un metro, in zona III il carico nella fascia passa da 49 a 122 chili al metro quadrato, due volte e mezzo; nella zona I mediterranea da 122 a 204. A mille metri in montagna non cambia, perché il coefficiente di accumulo scende sotto il minimo di norma. In proporzione, l&#8217;accumulo contro il parapetto pesa di più nelle zone con poca neve al suolo.</p>
<p>La coibentazione cambia anche questo conto. Le norme prevedono un coefficiente che riduce il carico quando il calore che esce dal tetto scioglie la neve. La circolare esplicativa, però, lo sconsiglia in generale. Lo ammette, con una motivazione, solo dove il carico della neve al suolo supera 1,5 chilonewton al metro quadrato e la copertura ha una trasmittanza superiore a un watt al metro quadrato e grado, mentre i limiti di legge per le coperture stanno fra 0,20 e 0,35: per la norma, su un tetto coibentato il carico della neve non si riduce. Con un fermaneve, poi, il coefficiente di forma non scende sotto 0,8 qualunque sia la pendenza, perché la neve non scivola via.</p>
<p>Quanto pesa davvero quella neve dipende da com&#8217;è fatta. La rivista dell&#8217;associazione interregionale neve e valanghe ha pubblicato l&#8217;analisi di 12.112 misure giornaliere di densità della neve fresca, raccolte dai servizi valanghe regionali in dieci stagioni da 132 stazioni: la media è 115 chili al metro cubo, con un quarto delle misure sotto gli 80 e un quarto sopra i 140. La neve asciutta sta sui 104, quella umida sui 153, quella caduta insieme alla pioggia sui 178. In media dieci centimetri di neve fresca fanno poco più di un centimetro d&#8217;acqua, e il manto vecchio pesa di più, perché si compatta e trattiene l&#8217;acqua di fusione.</p>
<p>Al disgelo, o con la pioggia sulla neve, quell&#8217;acqua scende tutta in pochi giorni: nel febbraio del 2012, in Emilia Romagna, il manto nevoso di pianura è sparito in una decina di giorni. Se in quel momento le bocche e i canali sono ancora chiusi dal ghiaccio, l&#8217;acqua trabocca dal bordo più basso che trova, e il muro sotto la riceve.</p>
<p>Sui tetti a falda la neve produce anche un guasto suo. Una fotografia del laboratorio americano che studia le regioni fredde mostra due edifici ripresi a pochi minuti di distanza: uno ha ghiaccioli e dighe di ghiaccio in gronda, l&#8217;altro è pulito. La neve rimasta sul comignolo del secondo spiega la differenza: quell&#8217;edificio non era riscaldato, mentre il primo stava a temperatura ambiente. Le condizioni perché la diga si formi sono quattro, già elencate in una scheda canadese del 1967: neve sulla falda, aria esterna sotto zero, calore che esce dal tetto e fonde la neve da sotto, e un bordo freddo dove l&#8217;acqua che scende possa rigelare. Lo sporto di gronda sta alla temperatura dell&#8217;aria, perché sotto non ha la casa. Lì l&#8217;acqua di fusione si ferma e diventa ghiaccio; la diga cresce e a monte trattiene acqua liquida, che risale sotto le tegole e passa. La diga si forma dove finisce l&#8217;isolante e comincia lo sporto freddo, cioè sul filo esterno del muro perimetrale. L&#8217;acqua che rigurgita trova la muratura poco più in basso.</p>
<p>I ritmi sono lenti e il risultato è grande. Nel conto del laboratorio americano, con 41 centimetri di neve sul tetto, un soffitto di resistenza termica 5,2 e 5,6 gradi sotto zero fuori, il calore fonde circa 17 grammi d&#8217;acqua al metro quadrato all&#8217;ora. Su una falda in salita di sei metri fanno due chili e mezzo per metro di gronda al giorno, 17,6 in una settimana, 74 in un mese. Settantaquattro chili di ghiaccio per metro, su una falda a 45 gradi, sono una diga alta 43 centimetri. Gli autori avvertono che il conto trascura il sole e gli sbalzi di temperatura, e che sul campo hanno visto il ghiaccio crescere anche più in fretta.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1171" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig9-la-neve-e-il-ghiaccio.png" alt="Sezione di una falda innevata con il calore che esce dal soffitto e fonde la neve da sotto, l'acqua che scende lungo il tavolato e rigela sulla gronda a sbalzo formando la diga di ghiaccio, l'acqua trattenuta che risale sotto le tegole, e la membrana impermeabile che arriva ad almeno 610 millimetri all'interno del muro perimetrale; a destra le barre dell'acqua contenuta nella neve nei due casi climatici, la crescita della diga e il confronto fra le due regole di ventilazione" class="wp-image-4238" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig9-la-neve-e-il-ghiaccio.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig9-la-neve-e-il-ghiaccio-300x220.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig9-la-neve-e-il-ghiaccio-1024x749.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig9-la-neve-e-il-ghiaccio-768x562.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig9-la-neve-e-il-ghiaccio-1536x1124.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 9. La neve sul tetto e la diga di ghiaccio in gronda. Il calore che esce dal soffitto fonde la neve da sotto; l&#8217;acqua scende fino alla gronda a sbalzo, che sta alla temperatura dell&#8217;aria, e lì rigela. A destra quanta acqua resta sul tetto nei due casi climatici, quanto cresce la diga in un giorno, in una settimana e in un mese, e perché la ventilazione contro l&#8217;umidità non basta contro il ghiaccio.</figcaption></figure>
<p>Da lì viene la correzione che interessa chi progetta. Lo stesso laboratorio ha ricavato la ventilazione che serve a tenere il tavolato sotto zero. Nel suo esempio di riferimento l&#8217;area delle aperture, fra gronda e colmo, vale circa un centocinquantesimo della superficie del sottotetto: il doppio del trecentesimo che circola nei manuali. Il trecentesimo, scrivono gli autori, è nato per il controllo dell&#8217;umidità nei sottotetti, e rispettarlo non mette al riparo dalle dighe; con più isolante la richiesta cala, con meno sale. Nei tetti a falda abitati, dove l&#8217;aria passa in un&#8217;intercapedine stretta sopra l&#8217;isolante, contano anche le perdite di carico. Nell&#8217;esempio dello stesso gruppo un&#8217;intercapedine alta 25 millimetri non basta e sopra i 44 non si guadagna quasi più niente; nelle regioni dove il carico della neve al suolo supera 146 chili al metro quadrato, circa 1,4 chilonewton, Joseph Lstiburek raccomanda almeno 51 millimetri, il doppio del pollice che chiedono i regolamenti americani.</p>
<p>Contro il danno, e non contro la causa, esiste un rimedio costruttivo che in Italia nessuna norma impone. Il codice residenziale americano lo prescrive, per i manti a scandole e in lastre sovrapposte, dove la tabella climatica locale segnala una storia di ghiaccio in gronda. È una membrana impermeabile, fatta di due strati di sottomanto incollati o di un foglio autoadesivo di bitume modificato. Parte dal bordo più basso della copertura e arriva ad almeno 610 millimetri all&#8217;interno della linea del muro perimetrale; sulle falde con pendenza di 8 su 12 o maggiore, cioè da circa 34 gradi in su, deve coprire anche almeno 914 millimetri misurati lungo la falda dal bordo di gronda. La stessa raccomandazione sta nella scheda canadese del 1967. La membrana non impedisce alla diga di formarsi: limita il danno che fa, perché sotto le tegole l&#8217;acqua trattenuta trova uno strato continuo. La scheda canadese avverte anche che i fermaneve e i canali di gronda, trattenendo neve e acqua sul bordo freddo, favoriscono il ghiaccio invece di ostacolarlo.</p>
<p>La cura resta quella dell&#8217;articolo sul <a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">tetto coibentato</a>: un soffitto che non lascia uscire calore e aria, e una via perché quello che passa se ne vada. La macchia da ghiaccio compare in sommità del muro esterno dell&#8217;ultimo piano, dopo un periodo di neve e gelo seguito da un disgelo, e non dopo una pioggia.</p>
<h2 id="come-si-legge-la-macchia-dal-punto-in-cui-sta">Come si legge la macchia dal punto in cui sta</h2>
<p>Ogni via dell&#8217;acqua lascia il segno in un posto diverso, e il posto è il primo strumento di diagnosi, prima di qualunque misura. Nell&#8217;articolo sul pluviale murato ho descritto la firma della risalita, quella del pluviale che perde e quella della pioggia battente; qui aggiungo le firme dell&#8217;acqua di gronda, che completano il quadro.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Dove sta la macchia</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa la produce di solito</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Quando compare</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa guardare per primo</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>in alto sul muro interno dell&#8217;ultimo piano, lungo il perimetro della stanza, non al centro del soffitto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il nodo fra tetto e muro: risvolto basso, scossalina nel verso sbagliato, membrana del parapetto che drena verso dentro; oppure il canale interno che trabocca; in montagna la diga di ghiaccio</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>dopo le piogge forti, o dopo un disgelo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il parapetto e il canale dalla copertura, con la pioggia in corso</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>fascia orizzontale sulla faccia esterna, subito sotto la linea di gronda o sotto un cornicione</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il gocciolatoio che manca o è riempito, lo sporto troppo corto, la pioggia battente su una parete esposta</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>durante e subito dopo la pioggia, asciuga in giorni</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il bordo della copertina o del cornicione: c&#8217;è una scanalatura sotto, ed è pulita?</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>lingua verticale sulla faccia esterna, che parte da un angolo del canale o da una testata</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il canale che trabocca nel punto di portata nulla, il giunto della lattoneria aperto all&#8217;angolo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>dopo le piogge intense, con ritardo di ore</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>quel tratto di canale con la pioggia in corso: trabocca? c&#8217;è una contropendenza?</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>macchie a disegno sotto i giunti di una copertina o di una cimasa</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il gocciolatoio interrotto ai giunti</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>dopo ogni pioggia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>la continuità della scanalatura attraverso i giunti</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>chiazze diffuse sulla facciata esposta al vento, più fitte agli angoli e sui bordi del timpano</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>la pioggia battente</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>durante gli eventi con vento, asciuga in giorni</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>l&#8217;orientamento della parete e lo sporto sopra</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>al piede del muro esterno, su tutta la lunghezza o davanti a un pluviale</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il rimbalzo sulla pavimentazione dura, il pluviale che scarica a terra, il drenaggio in ghiaia addossato alle fondazioni</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>dopo le piogge; in estate quasi sparisce</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il terreno e il marciapiede: pendono verso il muro? dove finisce l&#8217;acqua del tubo?</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>colonna verticale su una parete sola, in asse con un bocchettone</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il pluviale murato che perde</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>dopo le piogge, con ritardo di ore o giorni</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>la prova della canna, descritta nell&#8217;articolo sul pluviale</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>fascia continua dal pavimento, che gira gli angoli e occupa più pareti</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>la risalita capillare</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>sempre presente, stagionalità lenta</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>la mappatura igrometrica a quote, descritta nell&#8217;articolo sulla diagnosi differenziale</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 7. La diagnosi per posizione. Nessuna riga basta da sola, ma la posizione della macchia esclude subito metà delle ipotesi. Le ultime due righe rimandano agli articoli dedicati: <a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a> e <a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale della risalita</a>.</em></p>
<p>Il sopralluogo che decide si fa con la pioggia in corso, ed è l&#8217;unico momento in cui questi difetti si vedono. Dalla strada, in poco tempo, si possono vedere cinque cose: un canale che sfiora all&#8217;estremità lontana dalla bocca; un giunto che schizza a un angolo; una copertina da cui l&#8217;acqua cola sulla faccia del muro invece di gocciolare; una bocca con il pelo dell&#8217;acqua sopra la griglia; un troppopieno che lavora. Se non piove, si fa piovere: una canna sul tetto, a portata misurata con un secchio, sul tratto di canale sospetto, con qualcuno sotto a guardare dove esce l&#8217;acqua. È la stessa prova descritta per il pluviale, fatta sul canale.</p>
<p>Due segni distinguono l&#8217;acqua di gronda dalla condensa, con cui viene confusa nelle stanze dell&#8217;ultimo piano. Il calendario: la macchia di gronda si ravviva dopo le piogge forti, quella di condensa nelle mattine fredde e serene, e un mese di annotazioni lo dice senza strumenti. E la posizione: la condensa cerca i ponti termici, cioè gli angoli, le travi, i cordoli, e si presenta a chiazze con la muffa; l&#8217;acqua di gronda segue il canale, e sta in asse con un tratto preciso di bordo, sopra il quale, salendo a guardare, c&#8217;è spesso una ragione.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1143" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig10-la-diagnosi-per-posizione.png" alt="Prospetto e sezione di una casa a due piani con le macchie numerate al loro posto: in sommità del muro interno lungo il perimetro, la fascia sotto la gronda, la lingua all'angolo del canale, le macchie a pettine sotto i giunti della copertina, le chiazze agli angoli del timpano, il piede del muro, la colonna del pluviale murato e la fascia basale della risalita, ciascuna con la causa e il primo controllo" class="wp-image-4239" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig10-la-diagnosi-per-posizione.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig10-la-diagnosi-per-posizione-300x214.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig10-la-diagnosi-per-posizione-1024x732.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig10-la-diagnosi-per-posizione-768x549.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig10-la-diagnosi-per-posizione-1536x1097.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 10. Otto macchie, otto posti, otto cause. La posizione esclude subito le ipotesi sbagliate: una risalita non comincia sotto la gronda, una condensa non segue un canale, un pluviale non bagna una fascia orizzontale. Per ognuna il primo controllo da fare, con la pioggia in corso.</figcaption></figure>
<h2 id="la-manutenzione-che-vale-una-diagnosi">La manutenzione che vale una diagnosi</h2>
<p>Una parte di questo articolo si riassume in una frase della scheda romana: pulitura dei canali di gronda almeno annuale, al termine dell&#8217;autunno. Le foglie cadono fra ottobre e novembre, e i nubifragi arrivano anche fuori dall&#8217;estate: il rapporto del Sistema nazionale per la protezione dell&#8217;ambiente sul 2022 ne registra uno il 15 settembre nelle Marche e un altro fra il 25 e il 26 settembre a Trapani. Un canale mai pulito lavora con la griglia in parte chiusa, e la bocca, già dimezzata dal parafoglie pulito, porta ancora meno: il manuale britannico avverte che bastano piccole ostruzioni per alzare molto l&#8217;acqua nel canale.</p>
<p>Il resto è nella lista di Historic England: una pianta della copertura con i canali, le bocche, i pluviali e i troppopieni, per sapere dove guardare; l&#8217;accesso in quota per i canali interni, che da terra non si vedono; un terminale a scarpa a vista al piede dei pluviali, così l&#8217;ostruzione si vede prima che il tubo vada in carico; un giro di controllo durante e dopo gli eventi estremi, che sono gli unici in cui il sistema lavora al limite; e il collaudo di ogni sistema nuovo prima di accettarlo, perché i calcoli di capacità sono sempre approssimati e la posa può annullare i margini. Dietro un parapetto il canale che trabocca manda l&#8217;acqua dentro, e la pulizia diventa parte della tenuta della copertura.</p>
<h2 id="la-tavola-interattiva-il-conto-della-gronda">La tavola interattiva: il conto della gronda</h2>
<p>La tavola qui sotto fa i due conti dell&#8217;articolo con i numeri che si hanno in mano. Il primo è il conto della gronda. Si parte dalla superficie della falda e dall&#8217;intensità della pioggia, che danno la portata. Poi entrano il canale (sviluppo, lunghezza, pendenza), la bocca (diametro, battente, parafoglie) e il pluviale (la sua misura). Per ognuno la tavola calcola la capacità. Il più piccolo dei tre è il collo di bottiglia, e la tavola dice se il sistema regge, dove trabocca se non regge, e quante bocche servirebbero. Il secondo è il conto della lattoneria: il metallo, la lunghezza e l&#8217;escursione termica danno l&#8217;allungamento, e gli angoli dicono dove servono i giunti. Le formule sono quelle della nota in fondo, e i limiti sono scritti sotto la tavola.</p>
<p><!--mxTAVOLA--><!-- ============================================================ TAVOLA INTERATTIVA - Il conto della gronda Blocco autosufficiente per WordPress (HTML personalizzato). Motore identico a calcoli.py dell'articolo "Il muro bagnato sotto la gronda non &egrave; risalita": portata Q = A i / 3600, canale semicircolare QN = 2,78e-5 AE^1,25 con QL = 0,9 QN, diametro pari alla larghezza della scheda tecnica, coefficiente FL dei canali lunghi, bocca Q0 = k0 D h^1,5 / 7500 fino a h = D/2 e k0 D^2 h^0,5 / 15000 oltre, prospetto dei pluviali a riempimento 0,33, dilatazione della lattoneria dL = alfa L dT e distanze fra i giunti. ============================================================ --> </p>
<div class="mxg" id="mxg-tavola">
<style> .mxg{--ink:#232823;--paper:#fbfaf6;--line:#3a3f3a;--blu:#3a5b8a;--rosso:#b23b3b; --verde:#1f7a4d;--ambra:#a06a00;--grigio:#6a6f6a; max-width:760px;margin:2em auto;color:var(--ink); font-family:"Segoe UI",Roboto,Helvetica,Arial,sans-serif;font-size:15px;line-height:1.45;} .mxg *{box-sizing:border-box;} .mxg-sheet{background:var(--paper);border:2px solid var(--line);padding:4px;} .mxg-inner{border:1px solid var(--line);padding:14px 16px 12px;} .mxg-cart{display:flex;justify-content:space-between;gap:10px;align-items:flex-end; border-bottom:2px solid var(--line);padding-bottom:8px;margin-bottom:12px;} .mxg-cart h3{margin:0;font-size:15px;letter-spacing:.06em;text-transform:uppercase;font-weight:700;} .mxg-cart .mxg-sub{font-size:11.5px;color:#555a55;margin-top:2px;} .mxg-cartR{display:flex;align-items:center;gap:8px;} .mxg-logo{height:34px;width:auto;display:block;} .mxg-firm{font-size:10px;color:#555a55;text-align:right;line-height:1.3;} .mxg-firm b{display:block;font-size:11px;color:var(--ink);} .mxg-h{font-size:11px;letter-spacing:.07em;text-transform:uppercase;color:#555a55; border-bottom:1px solid #d8d5cc;margin:14px 0 8px;padding-bottom:3px;font-weight:700;} .mxg-display{background:#232823;border-radius:5px;padding:12px 16px;margin-bottom:12px; display:flex;justify-content:space-around;align-items:center;gap:12px;flex-wrap:wrap;} .mxg-dcell{text-align:center;min-width:150px;} .mxg-dcell .mxg-dl{font-size:10px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#8a9490;} .mxg-dcell .mxg-dv{font-size:28px;font-weight:700;color:#7ec8e0;font-family:"Consolas",monospace;line-height:1.15;} .mxg-dcell .mxg-dv small{font-size:14px;} .mxg-dcell .mxg-dn{font-size:10px;color:#8a9490;font-style:italic;margin-top:2px;} .mxg-preset{display:flex;flex-wrap:wrap;gap:6px;margin-bottom:10px;} .mxg-preset button{font:inherit;font-size:11.5px;line-height:1.25;text-align:left; background:#fff;border:1px solid #c9c5ba;border-left:4px solid var(--blu); padding:5px 9px;cursor:pointer;color:var(--ink);} .mxg-preset button:hover{background:#eef3f8;} .mxg-preset button b{display:block;font-size:12px;} .mxg-grid{display:grid;grid-template-columns:1fr 1fr;gap:8px 16px;margin-bottom:10px;} @media(max-width:560px){.mxg-grid{grid-template-columns:1fr;}} .mxg-sl{background:#ffffff;border:1px solid #d8d5cc;border-left:5px solid var(--tinta,#3a5b8a); padding:7px 10px 9px;} .mxg-sl label{display:flex;justify-content:space-between;align-items:baseline; font-size:12.5px;font-weight:600;margin-bottom:2px;gap:8px;} .mxg-sl .mxg-val{font-size:14px;font-weight:700;color:var(--tinta,#3a5b8a);white-space:nowrap;} .mxg-sl .mxg-cap{font-size:11px;color:#6a6f6a;margin-bottom:5px;} .mxg-sl input[type=range]{width:100%;accent-color:var(--tinta,#3a5b8a);margin:0;} .mxg-sl select{font:inherit;font-size:12.5px;width:100%;padding:3px 4px;border:1px solid #c9c5ba;background:#fff;color:var(--ink);} .mxg-sl .mxg-chk{display:flex;gap:8px;align-items:center;font-size:12.5px;font-weight:400;} .mxg-sl.t-tetto{--tinta:#3a3f3a;} .mxg-sl.t-acqua{--tinta:#3a5b8a;} .mxg-sl.t-canale{--tinta:#1f7a4d;} .mxg-sl.t-bocca{--tinta:#a06a00;} .mxg-sl.t-lat{--tinta:#7a4b2a;} .mxg-tre{display:grid;grid-template-columns:repeat(3,1fr);gap:8px;margin-bottom:12px;} @media(max-width:560px){.mxg-tre{grid-template-columns:1fr;}} .mxg-q{background:#fff;border:1px solid #d8d5cc;border-top:4px solid var(--qc,#6a6f6a);padding:7px 9px;text-align:center;} .mxg-q.mxg-collo{background:#fdf2f2;border-color:#e0b4b4;border-top-color:var(--rosso);} .mxg-q .mxg-ql{font-size:10px;text-transform:uppercase;letter-spacing:.04em;color:#6a6f6a;line-height:1.25;min-height:24px;} .mxg-q .mxg-qv{font-size:19px;font-weight:700;margin-top:3px;color:var(--qc,#232823);} .mxg-q .mxg-qn{font-size:10px;color:#6a6f6a;margin-top:2px;font-style:italic;min-height:26px;} .mxg-q .mxg-qc{font-size:10px;font-weight:700;color:var(--rosso);letter-spacing:.05em;text-transform:uppercase;margin-top:3px;min-height:14px;} .mxg-verd{border:3px solid;padding:9px 12px;text-align:center;margin-bottom:12px;} .mxg-verd .mxg-v1{font-size:17px;font-weight:800;letter-spacing:.02em;} .mxg-verd .mxg-v2{font-size:12.5px;color:#3a3f3a;margin-top:4px;} .mxg-riga{background:#e8f0f7;border-left:4px solid var(--blu);padding:7px 10px;font-size:13px;margin-bottom:10px;} .mxg-riga b{color:var(--blu);} .mxg-lat{display:grid;grid-template-columns:1fr 1fr;gap:8px 16px;align-items:start;margin-bottom:10px;} @media(max-width:560px){.mxg-lat{grid-template-columns:1fr;}} .mxg-latout{border:3px solid #7a4b2a;background:#fbf5ef;padding:9px 12px;text-align:center;} .mxg-latout .mxg-l1{font-size:22px;font-weight:800;color:#7a4b2a;} .mxg-latout .mxg-l2{font-size:12.5px;color:#3a3f3a;margin-top:4px;} .mxg-tabbox{overflow-x:auto;margin-bottom:10px;border:1px solid #d8d5cc;background:#fff;} .mxg-tab{border-collapse:collapse;width:100%;min-width:520px;font-size:12.5px;} .mxg-tab th,.mxg-tab td{padding:6px 9px;border-bottom:1px solid #e8e5dd;text-align:right;white-space:nowrap;} .mxg-tab th{background:#f3efe6;font-size:11px;text-transform:uppercase;letter-spacing:.04em;color:#4a4f4a;} .mxg-tab td:first-child,.mxg-tab th:first-child{text-align:left;white-space:normal;min-width:140px;} .mxg-tab tr.mxg-qui td{font-weight:700;background:#f4ece4;} .mxg-tab tr.mxg-qui td:first-child::after{content:" \25c0\00a0sei qui";color:#7a4b2a;font-size:10px;letter-spacing:.04em;padding-left:5px;} .mxg-lim{background:#f5f3ee;border:1px solid #d8d5cc;padding:8px 12px;font-size:11.5px;color:#3a3f3a;margin-bottom:10px;} .mxg-lim b{display:block;font-size:11px;text-transform:uppercase;letter-spacing:.05em;color:#4a4f4a;margin-bottom:4px;} .mxg-lim ul{margin:0;padding-left:18px;} .mxg-lim li{margin-bottom:3px;} .mxg-nota{font-size:11.5px;color:#555a55;border-top:1px solid #d8d5cc;padding-top:8px;} </style>
<div class="mxg-sheet">
<div class="mxg-inner">
<div class="mxg-cart">
<div>
<h3>Il conto della gronda</h3>
<div class="mxg-sub">Tavola interattiva &middot; il tetto scarica, la gronda regge? E quanto si allunga la lattoneria</div></div>
<div class="mxg-cartR"><img decoding="async" class="mxg-logo" src="data:image/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAHgAAABPCAYAAAAgGwHHAABJsElEQVR42t29d5glR3nv/6mqTidP3p3NOUirtCgLowACkSWslTEYcA44g6/Tvf5Jsn0dLsbY2L4YfG0yRlrAYAxIllBOKMfdlbTavDM7eU7q3FW/P87po7PDguO18Z3nOc85013dVV3Vb6z3/b6C78G/669Hnn76LrFrdFpw2d1aCPTSNm960yuKl+wouBuXLW5bub6yc90GKaaPRWcVbeElOqq0/WRrtVIacKzYJImp2QWpawNxGW2bxXlEFIq27dLQhGnYEG3LkUdxvKkoFWKgVtqzuBg29u5tTBw8qh6ZP7qy/aHdt82DOWkMxiC561LJzJi54bnd5sYbMSxt9J/8J75XxnH99YgbLrtUnmpBz79qU/UP3rvpPNdK1up0dsVozbpisOqvdTOnnCkxNjSkwcpAS0gFkYYk02RJBkaiMzBaEyQZGolrg+MKMBlCWNjKwRIaRxmwActgEkO7qWj7oh7rNIwyeWhyxtzreMW9ifBm/u7W9oN//MePzZ70EAL0HZda3Wf4nljs/9QFvvnmXWp0dFpcfvndaf/xO7/+zlUm2be25Mq3LqulFyodb1q2zB23CxbICDDMTqccO5FyfDKm3jLZQtMwMdlgZjZjaiYjToRoNDKhM4W0hIgyQaupQGjKJYNtJ5hMGlsYylVhHCUYGzJm2ZjHimUuAzVBpYRcPV4Qq1YJRkYKIB3IEkxiOD6lZ7Up7FmYs58+3mj+feStOvC2t936Uv+aGrNL7d4N1123W/9nLbb4z2C/N9ywS8Du/C2HS6+3/uzaL22/ZKN7zUDJurA0FL2qVsxKbjklCwwTxwSHjkT66T0N/fxBn6MnEFNzQsw1MxEknpCigmWXqVarlCtlKuUqxWIBr+Bi2zaWZWFbFpblIBBkaUqSxqRJSpKl+IFP4Pu0Wj6NZotmvU2UNMl0g5JMzMiAYHjAmDUrUr1tk8WO7QNi/SpbrVvhQblA6vssLtrx/ELwWFpy79l3qPTF7//ADz/JYz+V5JR9xx2XWnfddbe+8cZvFzf/TyzwzTfvUrt2gRC7s/zYo7fteqWwn7tkwPXeXfXCLSPLpEVkc/RoysNPLJinXwyyJ/ZG4vmDiZxvFUWxWGVwaBkjoyMsG13F+PgoQwMVyuUCxaKHEBIhJEkSkyQJURgCkCQJmdZkWYYxBsexAYHjOIDBdT0sy8JSFspSZFlKGIa0Wm0W6i0mJk8wPT3N3PQcc/MztBonGCxps2Wj0adtdc2Z20ryorPLcuNqCUWXhVmtW756ab6VfmmyOXDv66/++VvguiynajjNCHGj/n9hgYW5eZdk126Ty9UvfOFtG9aWF944Vll8R6WoLxwcz8iahqf3xTz4ZCP92jcb4tkXtQyzoiiVRlg1vo5Nm9ewZs04QyPDKGUjUPitJq1mnZm5eRYX67RaLVqtBkmS0Gq1MAZ8P0AIQRzHaK0xxpBlGbZtY4yhUCigtcbzPJRSFAoehUIBr1CgWqkyMFBheHiEamUAr1RESps0i2gsznP48CQvvHSY40cP4jfmsFTdbN0kzOuvrOlXnlGzXrGtjDWQ0a5bTC/KZ+cX1J2H66Mf+/63f+3ZroImdu/eJa+77uUX/r/UApubdynRN/g7/+7Vly0bq/9ExWtfs2q5LBAonng+MrfcNp/d/q2W3HPAiCSuiXXrN3DGGaexfv0GhoaH0SKl1ZxjfnKW6dl5pqdnWagv0Gg2iKKYJAkxBkxXwkkpkFKhlMIYg5SyqwAJhBAYYxBCoLVGCEGWZb1vYwzG0DknBUYYXNvGtT1qpSoDAzVGhocZGV/GyNgAA7UKStrMLyyw/6XD7Hn2JQ4feAkhTphNG0rm0gtK+q2vqcqdp1lS1TyOHwujRqt069Fm7U9f98bb7ugpZjedPFff0wtszPUSbkQINJuuch/5SHJVubjwkyvK6RuqQxZTsynfuH0h++Iti+Kex9pSiRHWbdnKOWdsZcOa1ZRKFebnF5iZm+DgwSPMzdaZm5+i7YcYY4iikEqlRBgElMsV4jjFdV0AsizDdV3CMKRYLNJutymVSoRhiFIKIQRp2mkfBEGvTaFQIEkShBAopYjjGNd1abfaFIoFWq0WyuocN4BrO1jKYtnyZdSqNTZu3MjIyCiDgwOkacKhw4d46unneeHFFyE6wc6zC/qaq0b0W15bsFYtV/iLtj6+4NxzYM79y6uuWf4F2J0JAVpfL/+9Wbf491tYBOySHRkrePDWV/3QYDn8rTXDjS2FisWL+2Pzua/U9ee+PCuPTDhi1ZptXHDhdrZuOY2i69BYqHPo6GGOHD3C9PQ0gR+QZRlKdahRWAolJVJKRJ9CKoTq9m961GnMUnu1c7z//5yq+3+fbPIIDAYpZK+3Th8anXXkudYZSZIhlcIrOIyNjbFq1RrWrlnD4OAgaeaz/8VDfOuhJ3jp4F5WjRhz7ZuH9bvfWlan7RC0GwUOTadPzyxWPnD5W6/6HNyojUHecAP8eylj4t9ncXepXHm69QuXXbJy9cyvbBixri7IlL0HTPbpLy3ymS9OqBMLZc46fSeXvPJMhkaHCZoxLx3cz6GDR5hdmKPZWMRzXZIkoVyuEkcJbsEmSzOklCipiJMY13UIggDP8wjDCMuyMMagtcayLMIwpFAo4Ps+hUKBKIpQqvMi5BScU7nv+3ieR5qmCCGQUpIkSffenfuEYYjruj12blkWURTheR5BGGLbFkHgA6A1OK7N6OgYK1esZNuWbZTKRRYbi9z/4IM89cReKuWGefubB/VPXbucHadLlcWKF46phxeztT9z8Wv+7nGAO++81FpqPv6HL3CHajsi7bOffcfgjtrzHxwcS9+zeoWU+19sZh/53Lz49BcXZDMos/Ocs7jwoldQLFaZmZ7mhRdeZHJygna7jTEGy1IIIXEchzTNcByLNO1QcK4g5bIyn2DbdkiSBKUkWuuuDO4skG3bRFGE67qkadqTxflLkCQJjuMQxzG2bZNl2UltbNvu3SdJEizL6sltKeVJbTpj7vSRZRlpmvZeplKpxLJly9m8ZQvj4+NEUcCjjzzDQ488SlHNcu0blumf+ZEBc9Y2Wy3O2umUn+3eNzHyu1dfd8ceY5CAEeJfb0OLf4vZk2uAj33z8neNled+Z9VKtXZhUptPf3VGf/BjJ9TRaYuLLzyPiy88G+VWmDh+nH379jA/XycMQxzHRcqO3JNS9pSifgUon7ScbeZsO01TLMvqTWw/i87b5C9DTnk5m83vmV+ft5FS9hSw/Pr+71Ndn3/n1/SLhCRJAIiiCMd1qQ0MsGXLFjasXkWmDd965DHuu/cBRisRv/xjy/V73j4gx5ZLjp2gfWhy4P3f95b7P/pvpeZ/1QKbOy+1xOV3p9f/rzcsf/3pk3961qboOkspvnGfn37gw1PWvY/7bNq2lStedSEDtUEOHDnGC/v20mq0abUalMoVoiiiWCz2Fig3ZzzPo9VqUS6XabVaOI7TmyilVO+6VqtFqVQiCAIcx+nKRI3jdNh3fn2uZFmW1aMqz/Pwfb+nZBWLRZIk6YiBbh85iy+VSrTbbTzP671ouRjIz5XLZYIgwHXdHrdxHOekNo5r0263cF2XgcFRNm9Yz8Z162n7Pvc++DBPP/UkZ+1Q/NpPbUmvfU1mCQmHp71/+Mdntr/7ve/93MK/dpHFv9iu7VoZt92866J1a1/63KYV7XVzx7z0+o9Ny499clIWKuO87rWXsG7NKk5Mz/Hiiy8wNzffe/PzT2629CtI/b/z/3Nq7leOlipRSxWo/nsvVaq+7YH6FK2l1y5VzvqvySk95x55u1O1z1l/boenaYYQhoHBQTZu3MTKFeNMnZji1tvuYHZ6kh/eNWh+630j2fpVjnX0hHjx0NTK33nVm2799L+GZat/iYvxrrs6z/XgNy//9U3jxz65diQdfuAh0nf9xgHry7csijPOOIc3vOUKhFY8/cwennrqSeqLdbTRXVmp8H0f27ZpNBoIIWi1WiRJ0nNQACwuLqKUotFoAOD7fs9Z0Wq1kFLSaDRQStFqtdBaE0URURQB0Gq1sCyLer2OlBLf93uyMQg6zo/8+kajgZSSIAhI0/SUfeRjDYKgN47+c0opms0mWmviOMb3OwpXs9nsncufPX95wzAkCAIOHTxIq9VmYKDG+eeeRypjvv6PB8U3727ItasHsnO3WSNjteiaN79lq7d606Hbf/u3wVyPvPHuf94ii3/u4v72jWiD4Ik7X/3XZ6+b/NFWmJmPfDYwv/tHh6UWVS5/zfexetVKjh6Z5MChg4Shj5SqR7HGmJ48y2VYLi/zv5xal373y76lcjq/b65k5cf6Kav//6WyvL+P/uuXtumnwv42/TI5b5NTbS6X+69fylmyLMNog+M6rF2zhvXr1nFieopbbr+TtL3Ar/38uP7lHxvWA0VjPXes/DdX/+jge/fvvyXq14H+TRScL+7PvPe08v/54zV/fcZq/z1zzTh5340z8gN/OSlHx1fz+qsuw/MGePzxJzk2cbQjc7pyMX+wfCGjKOpRVe4n1l0/cRzHSCmJoo7pE8fxSV6mvH0uJ5VSPfmcy2ApJXEcf1ub/PrcHErTtHdOStnTfI0xvT7y+/S3yV+I/j76x5o/S/4c+Xhy7b7/OfJ7SiXx/YCFxTmmp+dYtmwlO07fyELD5ytfPyIOHU/keecXks3j0bmvfU122YVvuPyWd+z6fOPmm3ep3bv3mH/1Al9/PfK3fxv9juvPr/7Eq7NbXrExfuPhyTT90fedsL/wjQWxY8cOXnnJpcwuzPH8C3uZn5/H7tqktm33Jjx/aKA3MflD5xObU3A+of3aaz915r7k3ITJF6qfcvo14/779NvKuemT36ffBMo146UmUL44eR/5WPs19X5tPk3Tk8yspdzq5T7s7rNbNNt15ubmcJwSO07fgpAet991gEceDdQFZwymp23S6zw19bYtWzfe+qM/cevMP7XI4p+ycc9985u8P/2F47ddsjW7+IWX4uTd7ztif+tJn3NfsZNt209n4vhxjh0/jtEpQiqUspDyZSUkf5h+pal/EpYqQv0LdSolZ6lP+Tt5pJay0aWK06lY/dLrl7Lv7+QV62+79Fx/H0vHf7IY0UDn5cqyCFAsW76cdetW8cKLz/PwQ09y2mbFx/94Y3r+mcJ69ph96AH/wrN/8jUfa9xwA+I7eb7Ed1zc3Uhxncgeu/38r+7c4L/pxYNZ+s5fOGo98lyL887byZrVazh0+AizMzMkaUah4PXMk9yD5Pt+z0ZM0xTHcXr+4VarRbFY7LHRnKXl56rVKq1Wq+cnllL2HBylUolms0mlUsH3/Z55stRMajablMtlwjDs7SDlZlJu3uRmUs5O+02xZrNJtVql3W73PFk5dwqCoDfW3FzL+8h94rmZlZtk/c+aJMlJ/vLcJ54mKdpojNHEScaK5ctZs3Y1J06c4KGHHuG09Taf+JMt6XnnGOv5w+4D7/ylV1z26KPjGdx4Su36lAvcsbnuSZ/85vl/ddamxo8fPG4nP/jel+xvPelz3ivOYM26zRw9dozFhYWTzJ5+h0P+6afepSbRUqWj/80+lRm0tO2pKLVfwVlKvacyj74bhZ/q3L/ZdfhduM/JHMGQZSlZllGrDbBhzWoOHTvOI488zmmb4aYPb0p3nG5Zj+13PnXuFY+/p+su/rbIEXXqxb07/cJnzvmBi06Lf2/RT5Mf+ZVJ+56HGmzZupHVK9Zx9NgxTkxO9uRMvhPTbrd7JoiU8ttMmNwEsSyLZrPZM09y6guCoHfOsiza7TZSSsIw7ClRQRD0zKN+0yOO49448nPtdhvLsgiCoEdZOaW22+1em/4+siwjCILe+PM+cv0hV5R83+89c95G6445mJtrvu/3+lraRxiGvT7ybyEEYRh2Fc+X28zMTBMkCaPDI5SLimf3TfPMC6F89asKydbVYufrrlwr1my57c4777zU+uQnD+vvuMDGXC83bPhk9vlPX7Pz/LVzXxqppdZ/++MFddMXZ8XKFcvZvvV0pmZmaDbrnTCYPBzGtk+i4n6qtiyrtw239GPbNkqpTjSFZfV+Sym/7Vz/+f7r87Y5C+8/l/efs97+6/PrhBC96/vP59f13/NU/ee/+9su7eNU5/qvy7/7x3DSc1uKOIlIopRVK1YRRyHP7Jtjse6oN16m0mLJXHH+Ky/+hze95dbjxlwvb7zx7h4Vy365u3v3jcKYS60z15741Np1ovLZr/riY38zJaqVCus3bGR+cYG5udmefduvVPQrTzlF5r+XKkj9n/779P/O75sf6/cInerYUja+lG0vPX4qRWepV+s7sdT+Z/lOIuQ7iZRT2cJLv/s/+S6aLWwW6/OcmJlm9dpVDAxU+eTuE/zVZ2I5VhHmjFUHP/PRR3+yyO49oqsgn7zAsEtedx3ZvV+Of33riubpTzwXp7/6B0ck2mLT5s1EUcTc3FyPRUVR1GN5OevxfZ80TXueo5zdpGlKFEU9T5LWmjAMe+w792TlbLz/O01T4jgmjuPeffJ7L70+SZLemPr7yFlrnMS9e+bn8rFHUfRtfURhSJZmvT7ycXT6f3kc+fW5uHq5zcv95/fNx5lf1z+OfFy5SAuCoHdvQ0cMzc7O0WpGbFq/DizJ73z4uHzwoSDbtkVve8Xsc9d3IkN2yZOULHM9khswn/rUm1Zfuf3IvoGaca/92Qnx9dvnxcZ161i9bh3T01Md+1BZCAmIrl1o+qnV/JP+4qUUeipKOJWf+LspTEu9R6eyFYwBgUAYMMJ8RwVNCAnGYHrdGASCzgGDEQbRezbRncFTm3vfbczfiXKXmmL9ymuaph1HjZQsHx1hYuoEB146yKXnV8yX/2o8y0RBP3509JIr33D7Y3m8V2eL5YZdQojd+onbZ64fX0Xh47vr6T/eMWdVa1VK1QFmZ2eYmZmmWh2gXm9SrZQJ/Dau6xAnGWmWYdtWT+XPTZh+0yFNUwqFwkk7PeVyuecJyj0++SZ83uZU4TT95kX/btJSEyY3gYIwRFoWshsy63nfHrITxzGWtBBCEiYRXsEj8NsUiyV8v43n2WSpRiBRliIIA0rFIu12QKlcJuiaa0t3tfpNoNzJI4ToBQzkplSr1cLzvJ5HTClFEAQ9UzA3G/PjOtNUKlUq5RJ3P9wUn/hCVfzSz0ln1eLCbwnBW83N3ZesE866W//9p1+78aJtx/amliVf/64D8qnnAjZtXs9AbZBmYxHbdilXSrheZw83CWOiIKIdddgPxpDp9Dsa/bnczH3HS9/spQ6Gfr9zPxWfyvnw3cyfTrRkEdv2SNKQMGqTJebbnA/GaJS0KZVKOIUiWZoRhy1sy8FyHJIsoeW3EHGKLBYouyWkkPhhizgKuy5QeUqOc6rdqqW7ZUuDAJfeJ1dW0zQlzTKyNKVarREEi7z00jE2rFF88xNr9MCIJx7cM3bhVdfd8fDNN6PUzTefLoXYo9//Y6O/v3kr533mC7PZxz8/J8vlEiMjY7SaDaQlGVs+zNZtr2Dl+AaqQ8NkeKQY4qBJ4LdJdEoUxkgpeg6O3FzIzZj8zc33U5eGtOYOjdyUydvk/urcl52bJfl9cl907pfuBNl1TLBKucLY6CibVg9hdMT07CJGQxjmfuLOGOMoxi7YLFuxli2rh/GshEYrZnz1OKvHaogUpuYXSbOY0dFxtqxZwVDVYWJqljhOiaIYY3Rv1yrfMcrNtJxD5eZa7qrNzb58lyuX17mek8+DUqr3HXdleccV6hHHAZNTAcMjpezK1xRV0gqrf/GpE1+4+eZdUgqxO/uDPzh/1fLR6Ifqs9L87RfmlREOg7VBjMlI0pSB6jDr16zkknMTrrloH9defJw3XXiYZZVJgihCo0HIrotS9thQv7nUbwr0yxYhTnaU9F+n1FKt+mWqz/3PS7VwKQVKKkAjhaFcrjA0PMJb39hk54469QUDpH2aeJeiAM8p4Nhl3vya47zxymdo1tt4TpGrX3eCyy56ntbsAkJklFyHHTvmeM8PvIBkmraf9J6lX7vv50JCgFxy7jtZAaf69D9rx3yySZOELDPUalWEsPjbr8xaExOZGR20rvnEn161UYiuDH712QNXrFqfFr/+jwvpt54ILM/1KBS9niO+VLKRVpmtyx9ly9gLPH+0wrVXpWxfU+Inr/dpCZcKFqnTeZhOILlESre7gC8PMF9ozysgVWcRcyXFGIOSnbgsIQS24yIAmS+YVEjZeXkcx0UpgRB2jzXmE+G4CiE0XqFEsVykXLTYMDzF5OBBMCW0cXBcG9mNActfFte1SYIWHm0GCjF+a4Hm3CyjXotGqU4USmqmQpoI6tMZ21/dpuh2NOJSsdiN8OyKHylxPReBwHU782C7qvukovsc4LoeQkChUOi8DKqr5GkQTmdxHbczH5ZtY1m57ZySpoIs07iuh+davLA/4o570uyHfrjmbJmKrzSGA/L666+XBbf4AxTGzBf/cU7EBooFm7Rr9iRJTJQIJk8cxhKL/M3fCV7zrkl+9H0tdmxLuWCH5sTROdKkTaPRJkkSmosN4jij2WoSRwFB4NNu+8RJSKO+SJLGNJvzxFFIq+kThlF3o7zD6ltBC2MMQbtJlqYEYZswiImigFazY4I1m4vEcUar5fdMtXa7TRzHNJsN0jQj9EOkUMTJNMOFFtvWF2j40wS+oLHok6UZfrtNEkeEQUgS+cwtLNKMUhIjmJmdZWJugZmFFq0gYzEKWWzUWWg32T8xSSsU1NstgsCn0agTBG2CwO/cM4xo1JskaUaj2SBJQvxWizAICSOfZnORKE5oNBfQacZiY5Ewimg3fNrtgCgOaTabJElEfaFBHMU0FhcJgpigGyyQJCn1+hxZBrZtkRrNP3wzEoZBxlfU3i4ExnrCf6L0CyuWndeYTcXDj/tSCguvXMayXZRSuK5DsViiVoThQYeJuYxEe9z9sOGlCcPGtRpbSox0GBmtUikPUdlgIQUEfkzL90FkFLwyTqGIJwXCsrGkTZS2qLd9RBLjejWGa1XK5QrGlmQxNPxFGgs+QTiH63pUq6PYrkUahzTrTdp+iOvZGH2yaeJ5HpmG0YFBSm6V1avbYJqMDBiWjRVptUJGhweoDZTxCquxpUAri9XDYxhngFLxERbbUB4epOB52OU2Y+M2igTXK+BIl2LZxS6kOLYEoyiVC1SqYwwOjuE4IVFgqDcXCMMYzx3G8zw8r4BQEltJHJUSBop6MEsWKqq1IrZTgjSiFfgkUYpXKGFJyfDoCEWvAFoTxClJEpHGGWmWdj1lglK5TLMdcd+jU3LisEW14O380B++c6v1jrOHL6iOjgzcd99B89L+BWFZHnEUEwqfLEsxWhMnEUELhAqYOhHi2IM4jsaIMpiQJGmTpFUGSmXOPmcbSpUI2nDw6B5IEyxdYGRkiPFlW4lkm+FaGX9eMx/X8ScOoYTD8OggK1aNMFobJUpSMj3H/pcgzXwEHqvXrGH92s2YJGV65gTziy2ErWnN1VHK6XnP8nBZr+DRigWRFnjpYZyCpoRm5WjE49NQLbssW76ZsUEHt7iKVrrA8oFx0sijXIRmHRr1OpnOCNoJnueSpg1arQ6XClppZ5IjTRRHKFlm8+bNrF62gizxOTR9gmazgSskzSRk1eg6KgMFSoUKJXeYKGrTrM/QPhpSW1VgsDJApdyxbVsnjpCFIVHSYsX6TSxbtoxqbZRjMydgvkG2cAI/aCKEoNls9kwwz3WZmGqJ514S2WvffFrl4kviK6yztp95tTU4YO89ejALwkzVahYFt4xtK2zbolDwcJwi1YGFjqpueUglGF+1HMvVaA1CWFQHSpx94bnsXFvh7I17UO48N/1DyJ0PaMbGh9myYTvff/kLHFso0AjneeWbpzhy1OJTX5zhUH01ylK89tyXeMX2p4giiQ5CZi5O+MDHQlrZFk7begZnbtvLOWteYnLW8KGPhzx7QFAoFhFGYXh5j1lKiWMpBoaGcRzJjrUpzx/VOEpy/llF7nskoVYdYnh0lOteN8HM7CGSMGPZsgPYtmDNqqOsrMFf/9kYH/yL40xMarZsUkiZoZwUVILjWrgKRkY8nKOwefOZbNuygfO2PsH2FTPsPZjxkU+0OBwUGB2tsmL5KFe/ahopBAcXNBdv28+BQz6f/prL6LLNrFte4uztRzlwYJ7P/YMmKthsHl3LmdvPYP2qiO3rj7C4OM2Xb494ZkFSLpdI4oRKpdJNoCuQJSlBAPc8vMCV1yyn7B5aLivDI4MwwnN75rvaqURnCVnWoQgEZKnGsTRKGRoNQdn2GB0tUXINsTYYMlYvW8+Kms2rLniAwcoDDHKE/++nAzavPs5CHVLTZMXyA9jRw5wxvpdnn93DqrED3PBLhqz9HM89+yJ33/cSd99znK/e+iLtxUnWjc1x4vg8SnucvuZ5Xrn9Qe645ykKcoLf+KkIN5sjaGvSrGNG6cyAUWRao6RA4uA5IevGY+66L+O5FxVbN0qUSQmSiDgIWF48SkE+zHmb9vPck0/zN59+hiNHYhr1lMcfaXH86CL1dghSIjOQQuHZHrZQGJFh2Sme61EbHOSMDXvYedrj3Hn/ATatm+eXfjyj1ZogDQVZkjE8dARb3stY4WFM+ByvPHOSd785pu1P89oLHmDj6D386PdP8ZZLFggbdYbGRhlflvD6Vz7J8sojvGLTcX7rZxOGa7Ms1JtINFmWIIQhTROk6qhwe/YtCME4XmX126RmeCOsYv++RZHLsCTtbFdlWdb5nSZkoSI1Ia2WZvX6rWzeMEbFS5icTFHSxnKKnLvuWariELt+MeLCd8xy2wNtfurdinb7IJPTiywsxqwcb3NkOuAHf2mRt/9cA619LjuvydEjU3zmy21+8feavO9/tnjysOThvQWe2m8oFKf4vjOf5qavtPix35S85/0tli2TvPkyzezsdM8HnGUBme74v7EkUnjUihG1Yc23nonZ+6LP6escqlVotALa9QVmZtrs2AAvTE7xP/884tN/F3L/U5JnJiz+8C9mmGt6uI5CZymxdFgxvpUzdpzDyMgwJrOQWYxXHqDsTHPp6Xv4zKcifvQ3ZvnZ35zk7NMVl1/U4sDhGRbaC0wdT1hTC6m4dd768w1+44M+Z6ydZ+eme3lq7yRXvKPBBz46x+uvjBiuZNTbkp3rn0GkB3nbL8xx+TuP02g2+fkfgHp9nlaaYGKJNnRjuyxAMDcbS/QQA8NbT5fKGdmexsNMz9dFh4ItPM/DcZxOrqzjIS1DqQquKLJt+3I2bhrgLec2iZoBDz3eYmRkOcMDbc48c47P/33Es3tDGpHFBz4yzbZ1I7xih+HEzBxVy+LcHQU+cdMUiDIvHEr4xn0Zl5w3CKbNYLHE2jXbePWrzuHCM6s88nCLTDtcvDUm0SF/8bdNSgXF/uOSL31lnquvLFOsRKQpOI6N47jYlkupVMQrlKhVSwzVGrguHD6a8sz+kHVrC4wMpAigHcVkwNqVkr/+XECjnTE6UmWw6lJSFiWvzPiIx8BgjQFX86ozapyzvcaatS7j4zaO1B1RRoGzTmsx3wz48E0NCuUK33pMc8vdTa6+skTRUdRbIWESs+Vslzse9zl6xPCtJ2OmGwk/+GqXD318kok5xe5vBNRqRbZusCiYRU47vcGffaLBC/sFh6Ylv/2hBc47p8qOTTZBEFEqF7Esh2Kh0rWpBfN1n1azhFtYLazBgU3VMAY/0KITdRjTaiWUSmW0DtE6xWnHLDZbZM2Q9+xKsXiUc06z+MO/CNh3CMaWS4bKdQbsNvc8GWCpIls3bGA2XuTwXMQFOzT33X8IjeCex+D2ewNKXgVVGGFiKuXsTSmlcka9nbDhzFXsWDtFpSa55+E2dmGUdWsjHts3z8QBcDwJxSrfuK/Jm9+YsGJUc/BIg4GhlbhKATazs3VqI5J6K2DDSkN9rsHslCK1JY4ssnWtwx1PzBGEa9BWyj8+HHLrvRlW0aFQrFEqOmBOECcRXrnIwnzIlssyPv9XLu35fWjzEqqwgCNdWrEA3WbtskUefXKBoxOSoYoGdxm33Nfi+p8vUHCmOTFRIc0CXnhR8tnPL3RDmWqUPM3RWcORQ4Jy0UOjEdJmqJaShS+SJSXueFBRLMHoyEqabYv5+Tbn7VA8+mwLooxCuUijWcezPUDTbvs0fJfR4REsSzkmSUKRpgaQXdOo0Mt6d2yLou2Q6CKphjNGJc045u2/OMutd7QpVqoMDA6yYrnEjxMOH1EsX7mO8y/5PpSAycP3sXlDk1S3qPsDPPpMg1QrSpUClYERhqsp1cI8ZVcg3Bplt8TOzZoTcz6HpyyWjxZZvzrj8T0WjcRl9ZiHXauBLGPaPudsG6DZGuW88y5BWjaTxw7jeIJqaYiB6hAbV8+y94BGltcyvmqUhcUJztphc9/TVSCi4BV44P4ThLFgxYoq1WoNY9poISiWS9jKYdkQHJzwufGDU5QqFioVbFin+en3FIhDQcE1rB0VPHCXAikplz2KlQGCpEDR81mz0uH5wykjQyM8vGeC41OGVStHGBweQtk+e56eJkpChsfGGR+vII2PzjLOOMfh8PE6R6c0a1Zs4rLXvJowaBOqb7F2VQMdW5Sqnb2Baq1IEmqEkOhUYDIHpVysNGkKKcFSAtBkOiMMg164qi54BFnA0ak682mZr399kktfVeXRp1oEocVQ2UXJhDgKcKTmmisdlNNi05YXSf2QoYEmK1domvU5jk3bSOOACEkluJ7F1EybYklQKQrm4hiV+uzYHvLEYy2mFyQ7loNSEUeOdTYy4lQw4ErqTYMfOezYJqgN13jdK4+x6GccqJzgb78+SbU4jmCaSmWWLHH4wTe0WbbMxSuGbN/iEPh1tF6BTAVCVxCihUVHA1eWQmhIoxRBQrmSMTWj+NJtAeAAitO2wTveJZif1dh2SHVA8sRLIRaCMDEMFmzCdkqgDakO0FFInIVoaRB0QGEcz0GpkKlFmySRuJ5CGJACLJExNCCpFTTXXWmxZROsWreHyTmfaqGF7VgYE9JuNSgWa7TaEZbqeANtpbBUTJK2sOr1o/HgUM3xCvlGpUB1dy56wCRS4OHi0GDfRMQ58w7vftsQv/vhOlWvgK1c/DTBRXPVZS6CiJSnEalCFlKeP2jhFSooNAUrw1I2yrJwbIcg9ZAyxvUMVlZlcCBksBrxzN6ILLGwbEOmHaIow7IzpLApOi7SkrTSOYqVkNMGjnP5tn20Uphc4fDpLyfMNRqsXW9REj5UJW95FfjZIjrRrBxRDI0khL7BsjRKaCwpcCwX23YQOsAIgbIkaZahTMr8QoxleQxWC5TKw2xaH2GRYruSailBWi6tzKBkhut5lL0hqtUZpJIIobC8kKGBIpPHQsDC8yrYroVQgsW2weBRLBYYGCgiTIvM+DhaMlAs8s5rXSxrnszMs7xqEfqw50CKsDSWKIOxsC0XozsQU17BolhokaYJVhxNP+W65ryR4WInMBfZy5pXSnVC9ExGIgRxrHClxW33t7jy8gof+ps2UZZSTCEIDItZgR9+/yGm5sGxbCDtbLTbkiAsEviwYqUFVoxC4mCjHBtbCWzHQNNm+WiEymKeOQC2a6ENGAy1mkBnDspJsKwCniMxuNTnprGkwq4NUkgTVF2QZg3qjTrD5UEcV/LjvzrB4y/EgOBNl5W44f0jjI+GtP2YVHa3DaVAKVCWjTKSTGmEzDAILOPQCjo7PHaxwMjKFSwfrmPTQAtJ0e5sJrQXUoQs4XkWXtGmXK6h9DyOsMkMpEnC4lwIApRlUSm7OI5Dy08Ag2PblKoZSMWRmRaF8nI++vk6H/zrRYoFi0wYlAGBRZIqqqUCWClgUAqybqzDwGCZciVifn7aWMqafxHi87auHzbf7CpZWZYiZSeK0HUc/LCIjkMm5wzr1hT4y4/P8tPv3solOzT37ImwnSZHDsZYmWBs1OGFI4Zq0UHbBRzl4rmaYmmMethiTdFHmYQ4TIiziMkTTcoVxdCQy/7jLVaPKRZaCU/s09iOol7PWFg0jC5TGFKCKMFSColPyYE09fjY52e5/V4LP82IEsnMiZC16wwDxSnm4oiHn8+IkgKOZfH4cwnCM6wcznjyYAOT2RgtyDLTtf1TlAUporuVKEiztBPFgsboGFvYeF5KphVRmLFgZ2SmRNGV6EySpRK7YFMp+JjM4vCJGE+WqRQ0zbgAYoEw9im5ZaRJmZsDKTIyLSnINllm0WhKLJHSDsGPFFo6SMfFsWyyJEVaGY4LUaixSjGB3+7ZwaPDaKHmZGvx+HNWo3FsbiUldpw+0tvRKRRcbMfGsR0sy8J1bLQqMLs4y/ZNNZ47PM2jz/j8yA8Oc+9vRLgFl8kFxWIYcekFNg8+DSPLh1i5bjMXn1PF0vPc+4hFIo8yuszg2k0c28WyFLZVIzMLuLbF0LDLqmUhR49FLLYMy0ZcolQxMy9Yv9JlsBZSdkdxPMW68QEc2WBizuelY4JDUxk6BSMFq0aXMTRc44ytM0wcsdFIhiou1YEhpJMQthU7T7N54pBBKIWQCseRFIoe5VIRIecgkxQKFSxb4bgGiUQKSalUxbMlY2NV/MYkEoe6H5NlMDxoIayUoeEq1VKRnWcK5hfaLLRsVo9aVEuG45M+rtMJnhipSbI4ZWbGwitKHNthw7ihXZ8h8CWeAE92OOrqFWOcsW0np53TYu+zh3nwoRCnqFHCIctSSqUKrXYTEGzfXDKGI7Trx78kD7yw5/PJ3NFk03pP2k5nAz3wQ4LAp9ls0mg0CJoNZhd8piYTlo3ZlJTHRz4zxc6dVbasCpiYOs6BI/N86xnDFecPo0TAyNAyNixfy6vPbHDJ6VO8dPAwJyYjSoMengutZpMwbjE9VSc2irHRClncYPlYysOPt8gSSZwEmFhz2/2zbFnlsmpU0IoiRoaX4boJ0m2z78UYpSyGhzzGBoqsGC0yODZGsWqxZhk8/UyLJLJIs84CBYnLgRdDdm4rYxtDHIXoTJPGKX4QQ5pQLQvabUO9ESEtcEoZzcUOVYdBQpKmhO1O2qsfZLRagvnpjOXLAW0YGVnGcMFmx9aMh55KOHG8QW3IoVSWzCwGCGETRCmeG2MEnJhrgzCkqabg+kzN+xyeSIgsw9AwGBOzY8vpDC+vce2VC2wZbzM7X0cY0dldSyXNhk8ad+LeLzxvGJEcJdDNE/Jv75h9tlGfWNx5eiY2b6iZNE2xFViq4+goFArYtkWt7HJi1sGVIZu32Nz1gKC9KNn1/WVUkuCqIjd9ZZFt2z3e9toatfGVrFizgrHRRZ5+aZaFxYDZRQ/XNoxWQSiBZWuENUAYG2rVjLUrB1g+nvLisTJepcT69RvZsmUrew8PkqWKa650WblqO6vXb+UVZyiIBS+8oChVLDzXw6vWGBhexvjK1YyOWJSHM/bu7/ioSyUb17Zw3Cp7jtus21pgsAQVxyClQVgZtu2grE7MaeAD0sXxNMWSYnY2RUiLUrGAcBxWjJdopRpERKths/+Q5tJXeawcG2P9up2ctiVmoDLPl78eUKyMMjJsgaOZWhQUHI9qeYzhZYpQa+bmNQPVAbyiy+q1BeoJTM9lLCwKNmzwWL1uM9XxjVyw8whZa4a/v32easXDUhalsoOQKY4LYRyyfNQxZ232VP3Y4fqTzxy8Q24auqA1ebz5yPBYYM4/29XGCJIMojjqhZL6YUqUBDx3IEIow4YNhlag+ZsvLHD1a8vUCj6RSfnWE/DlWxf5o/8+ypljDcZKt7Nu5TxPPReThi1OTLQQYcZIVZPGkMYZC62IhWlYXsgoeHNEfsyJ2TbjoyXGBssUHJ+ZGc0nvtLiZ981yNsuWqScPcpbLjjO1+5dZGI+xlYSrR2MiXEsRei3GXTmEUHExHTa3W3KumFBKS/sjylaUC4sosqC47MxmVboRFOvt4kSHyk06Iy4FZG0IzQCozN0mhIEIXbaojEPflsRZClfvnWRK88a5afeXqTq3cvVr9rHbXe2ufORlKIrGC5FxL5kbtZgKUPoz1Ew87Rbgrm6BgNp0sQT88zO2KAFD33L8Kpzbd50kc/24ft528XT/O9PzbPvUIayEpJYE0YxaaJJk5QsTbj0omG9am3AYqO198d//O+ft2688Ub92gt/4POE9Te87XVD5hM3TRBFEUJKVDfUJIpjLJWx94WIdlJh64YyQi3w9W8G/My7PK69psqHPzlPrVzggx9rMj7k8N9++jDFWsz934q59Y4Ux3E5PNkktUdZubbMfc+EJFFGvbXAibpHdUgyXF5gxeA4f/77w8xNu3iFSZ7dn/Lokz6f3S3YsXGB9703JgunmJ0RfOwzPpbtYVsKKUFIiVQwNT1H5fyAlq/ZfyjAdcoIYZEag9AZ+/dnWMpl43hCpCz8xEamMSaJmJ6ZJgO8giLLNK1mk9qgS90HqQGdMXViDrvgY4RH3V+kUhV8/Z6Adz7a5ud+QtAK6jz/bMLv/vEiquDhRxGVksFvl2n6Ai01U9MTDNbKHDwWkWays9nfnKQ26HDnfU0QBW7+xwXe/PoRbvwNG5JF/uSTc3zqpojB4TLaSDSGJMtQmcSPYqQSvO6SspFWnaPH468bg1DGIHb//WlHVw8d/uGNK2XlrgcaHJnQolBQHUXIsbEthaU8Ym144N4Fnt4T4mubIICnng2Zm5NMLAqqRY92XOCrd0zx8JMNbr874mOfC5hpCWoDHq3E4sCBJkcnLOaaioLbUYAWGyF7Xww4OiU5ciTkoSfrHDzks/+lJvsPJbx0xNDODLc/ELL/hZAH9jT4vb8IePGQYmDAxXGLuK6D43aUwtCPgYTnnq/zyLPglYp4jottW9i2Rb0VMz3b4rkDKfsP+jy3L2KxbeMVixgjaLRaPLMn5NAxC6eYkKWGbz6Q0owVpWKBOAOhfJ54ZoHnDxsG3SqZZXPLvS32H2nzzTszbvjTOaabNqPlAlrZ2HbC0882eGZ/x8mhlGBuznDPvYvMtlwcpxN/feiw4J7HmqSJIk5cvnZvi2/e2+b/fL7B393i41VcCl6pEwYkBZKOrtLyQzautvid942JNBDptw6s+9mzz35uTuQgZg9/4xWfOe/s5J0f+uhs+r4bJi3HtigWSwgpKJWLZElCyasyMTeLJUEIg2db1BsZmoiBaoEkgXKtzMJindhXxImPYwtqlSKpMHhukcZ8HdtzEUpT9QqkWuGnIUk7JtOSKGx3kbQzEBY2GdWhEjguOjY0FxpkWiCtjGrNQ2DjOg6O7WCEwXMd/HaCzjRz9SalkkBKC8e2cWwbbTKMNMxOtVFS4fstXE/hFUsoZVFRNrPtNkJrLAVW0WFhLqbsWViuBAFFr8DiQgOJBJniuVVS0wYjmZsJ0UR4nkQ5gpo3SJi1UKJIvVGnWLBxHJs0jdGZJApjCpUSWRzjFF3qiyGuA67jkegYYxwaiz7ShqKncG0XyxYY0/FThEFInKS0201u+MWx9Pr/sdza81j61dOv2vMWY3Ypa/fuTqTL/MzyD8xOHfmBXW+uyP/z2QZ7XwxApLhOFSktChUXS0rWrF5GlmaksUYKTaki0BhEZpBWZzJXji1HZxFJViQzGQK36xUTlEsFNClGG5RwKFqKIh66lpDECVp7GC3QWdZ5Q6VCWhLbspElTa1WQCcCTIoRGmW5ON0kONEVKY5dJDMBxZpLFneUKMuyuwF/YDIorC6QRDGZLoDuBAbaroUlFOPVAjpL0YnAKEN5rYZUIJBIS6CkwC2MoDONTjUogy1HEESUyxUSHUGsQVpYDnhiGIByrUAWp50IS1npxEGbDJ0ZZLkCwlAulyHTaCykNNhSMDZcJtMakwoQBlTnOZM4xpaSehiyfpXDO64ZFM0ZmG45H+7Fo1933e7M3LxLXvXurz115Fjh71atcOX7f3QwBU0Ua5qtRZIoZmGhQZikNOstBJIoCUkNxHFCEiZkBtrtCK2h6TfRQhEnBoEDaJIkwgBhGCCxiMIEgyYIA3ScdhZVg227ZDrFLXpoYxBKoDPdxXwWpHGGZQviNEUpl6QbRxxGIX67TRzFNFuL6EwRtSOUEp0xdnOGWq2AVGcEfoSyXdJUIy1JZjRJkhFnmsgPQEOUBighSPxOvHWSRsRRTJpqwnYABoIwAC3wA58wkZ2c3liDZRHFIUYrfD/AGAjbAUmakqQZbd8nzVLarU5qattvorOMyA+JkwyjE+IowghJGCVIaRFlERpDHCcEQUDg+7SjCJ0l/Mg7y9nmrZ46ejS77/Jrn7zdGGQvbJZdpxljEDd9pPbbK5YFb9315rLafWvZ3HJXIoolSJIYZVlgDK7rIqWkVCx18Cy6mBwd37XCshQFr9BLzVyaCVgoFLGU1TG/ulTVyQfS35ZeainrJHSb/rROJTtplY5j90Jv83G4bidst1As9GK089BYpWQ326HQeY5S6SQknPw5pJKIbtpnfn3nN734Z8uyKJfLL4cDC4GxLCzbRgnRlbUKIbo7c67by1TIU2+LRXFSqmv/vOWga/lYi4ViF6wsJUoTkiyh3fa5+JwiP/XOFczPCI41K78uBOzevUvA7k52YQfCdpd8+3tve/bwXO33KqNK/dYvjmVjQzFxrNGpIU2zbsZ52pvIpXmtS7GZTwl8ZiCTBktZaBuMMhhlELbq5A+pzrfqfizbQSqFZatOfLUAZSmkJRBWh4V2sEEkVnfR+3NrbdvGcZy+Yy/n9ObHbdvuiABLYSuFNGAhUEIguztMncD+Ttxz533txn8ZsIRAaoNBYESKbUBLicGcBMyyNI21/9jJAf+q92K+/On0adAkaUqWxAR+RLFk+K1fHsnGhm11cJa/fN21D91/0030IJasl7N6dmtz8y71sfi0D1T3fenqi3eWzv61X1il33/DERnGKSaKsSzZRazpoMPkiWF5NGM/OmueguI4Tg9lx3FdojDAUx5+PcB1iqRRjFASKQRJlpyE5Rz4Pp7rkWQpWghsyyaKI3AlYdiFQow1ES1aYR1MR1bnUIQ5vGCOcpOnuOSJYcVi8aQ2AjCWwvYKFPA6iWWlEkEQ4rgdRB+DQVkuQRhTFIqW71PoJrg5tgVZSmgyhjOPMAoRBdHD6MjTd/pzkPL0ljwxLUfvyY/lSAGFQifRTUqJ32oRmYQkSfmNn12lr7q0LA8eYuZvH9O/0kXD06fE6DCmA0j94Ne//8yNK55/vOwKfvZ/TMqPf3FWlEoFPK+I5xVwXaeXub4UT+O7pU4KAcZ0NMDgnJC0plHGRdgGlMGoLoVK1Uvf1GmK0AJS0FkKmcYkGjSITNHyW1y27SK+f+sP4kct8u76oYzyseT5w/2JX/1pNlbBgelpnvnYJ5EiQQmJ0ZpCJpAmw8Jga42lM2yjcYzG1hqpNZYRJAIKicOcp7mpWGDa8bC07lgFS3A4+kVXvwg5VSJ6J59JEycxgR8Qtn3qrYCrX1fgMx9cmYaZp56Y8N585esf/Jq5GSWuo4fXZJ28KDfqrtn09IPfuOj9F65p/ckf/NpQcmgmsu+8p4kREj8IGKhWaWYZxWKxN5H9VNEPAuo4Ti991HXdDrpNtUS4ISFa3Y1+dAzSkeBYSMsilQJpKTACk0p0kkFqyGJDFmWYJEVHGSaGVuiz19vHRdfuZK278ZQvWx4z3Z/E3Y9I0ElfkdhWiVLZ4eFmi+c+/CcMjAxhIo2XGRydUNSaYqpxtaaoNaVUU85iXJ3RSTnu5BG3Worbxgs83ZhhWblCow9RKGfB/Sg7tVqNZrPZA2fNt2qDIKDgFWi2mti2RbPRBGlotHzOPdPlD39rVVKqCvvJZ9TvXvnGB792Zxck9p+JsnN3+sRXz/2rs88If/zgUZ2+6+cOWfc/FVIu23hOGafg4jgdE2Wp/O1P/1ya0Gy0QUtoXNUkXmEQlkDZVkcGOwqtRCcnx7KQQiK62XhZnCISg0k1aZwh4gwdp1iJYGpmgqvPeBN/++6bMVEK2iKTGt3VF3KqzTP/8mz6HOCsp4hZFuXSEGU75pbrfpDFJx6l4g5AmmAT4xpDMe0uuNGU0pSiTilmGZ42CAwWMKMc3jM2yl7XodDll0uT3PspuL++RD8yUf5idjL+Y4LQp9losn2ry2c+si7buclTL77AAz/xOwOvvusGUi67O1sKpXRKpLtPfOKwueGyS63x1z30lWvesGb9tnXhzvPPG0kfeHRRHp1IkKqb1d8dSJomgOilduZpjlEU9ag3SRIQEPg+ylb4G32ycgams/FgFAgpQL38EUqgRaegmbAMBgPS0AkP1B1o/8zgFDyeO7qXtctXc/6aC0kxOFJ1k9teBjv5p/BBbAsyMtzSICvPOptnv/plROjjSAulNRJQnQgIQGObzga8MoJCpnENSDSxkHypXOZgGOBZVg9tJ5ep/XCJ/amheXps/iLGcUSaJrTbbZIkpNmI2LSmwN9+aEu6c7u2XpowDz705Jmv/9OPfrV9/ccPnxIn65QLfOONcMMnDpsbTkeNv+WSv3/bm9NXnrG1vfFVZ1eS+5+K1NHjAVJqjM56GXVCdpKoc/T0HABtqZmUZbpDqes12gPbKCTdj1BIJLa0sIzCQqGMxDIWKrOwMgulLVRmUJlAZSC1wMZCAo8ceJwrNr6GkWKZKO5EcLxcTcWcspZDP7WITkALaRxRWbeOgm1z8O57wXPQ0iKRklQKtJBoJckQaGUTKUGmJLEQGGMxb3t8uVpk2hiKtk3WVUJzUy+fk/xY/1zlVJvpjChKOmlEcaeG0+aNDh//0IbsgjND6/mDtYnPfmv08l9835fntelYaP9itNkcu+Mz33hn5bzKvm9sXRddvO9glv7Sfz9q3Xpvi0KhSqFgcJ0ijlPBcjrmTz/bWYpuo7XGSIjtCOMZMi1RQoEAbTKk6oCAKSvPUOjauNqAEBitUUKSpSlSKrI+rMooDlhZGqfqVDCy4yDpR4LtR67px6rM8SyFECjZicOyHQcZp4QnTpCkQSeTQXf2W5WQ6CxDKYlJNLZQyFQjBUhSfCWYdYpE8uSc4HxelqIZ5Nq9EKLjJdQZYeiTxFk3a9LnvHM8PvZ7q9OztrrW85PmyG0Pll/3C7/y4L5/CnVW/HPQZm+8Ef3eP//z8k+e9fGPnLW89UPTDZW973/Nys/eNC0sp4i0Y6rFKiYTVGoVojCiVCoSRZ16CGC6dRgc2r5PqVzGr7cpugXCJOxq44okCigWPFqtNqVKuYe0nsQJQnScDkEYUioVabXaVCpl2m0f1+0ivguBJRXNVoNipUyz0aRcfrmszlLE935IxTzjPmeXXsGj1W4zPDBMM/Sx+6EMLUUQhFTKJVptn0KphB8EOI6L1hnSpJScIu12i0q1SruLR5LXhzgZ3b5JqdQZq1vwaPltpDbEYUg7ScniiKtfW+MD1y9LN62xrH2HCo9//sENb7zxV3ef6Hirvnt1ln8mXvT18sYbb9QgeODL535053b9k2kSZx/82Kz4Xx+dke1IUa46FBwP13WxXRvbcnr1GHpU3IWMl1qjhUAL0S1o1VXG6GA0ivy4WAL+mR/TfTCDueLSEcdIaVAIjFF0VduTzLZTwSguNWHyvgSm4y41J49DI17mJjJP6RZkout00Z2iWkJ+e8a+6YKSaW3QOut+a7I0IY4j4jghSiIadR/L0vzyDy8zv/Yzo+nAkGPvn7K/fsfj1g+99733Lfxz8aLFv6yoZIeLPHLrK9+3fUXrg8VSwNfvDbPf+P1p9cy+ANtxKBfKGJlRKBTA5ChyCq0NntdBwPGKJfx2m4Lndfaeu3Zg1HWU5EChOfJMkqQ9V14PuabVplTuAH3ajoM2uqNwOTbtHhhpo0edeemd3EHTDwLab8LkypDnFWj7PuVSZ6yd0jsZQoCyJGEYUCp1OEi5h7LjdOoqmU7mfhiGL4OzFkuEQdjN4O9gZ3U4Wgvbtmk1W52QonZIlEZsWWtzw6+uzq6+oqhsO+WJQ8N/dv5r7v+Ffq76f6lmQ6f41f1fe+3Vy0rz/3vjhmD86GScXv/BhvrE7ilhDBSKFTxPYSmJ67ooZXe27Lq4yLZlkWl9EvJ7D3GmKztzr05PdnbxqnLnRO7x6ceC7kdf70eX7zfbckWnv2pLvwzur7rSATmxyLLOuOiBnaoevnOWpSfhhSzFtupVjxGSLO2aa90SB6AJ/ZTURIRRRNBOgYRrXz9sfvdXlmdb12vrRF3Xj8w6f3DBlU//wb+maJb6Fy4wN964xxizS63Z8tW9Wy49+7Mu9jnrxpqb3nhZUZy1tZIdOpzKwxM+YZRiKUmaaoyBTHdMqTTtTFbuYepnlVmWYUmLOIl7k9dfVidvcyqk9n7HRafekuzha+XX97TlLnJPP/h4fp+lpXv6X8K8tmH+EljWyaV7+jdG+lHdOyXxdMfs0SlxnJGmCWHYIk0D6k2fJNKcsd3i9391PPv19y6XK8cz+eIR+5t7Dm5+8+VvvfurHS/j3ebuu/9lNZSsfx0k7u6s6/E6AebKB/7+8p/cONz+wLVvciuvvLCm//rz0/zlp2bksZkIVJtqoYbWCVkpI9EZxpR7rDKfoKW1iPItRilf9tv2o7nnWnA/FH/uE0/TBNu2eqw5vyZ3dizVonMzJb9PjtTe/91f38EYyDKDELKrPNLzt+fX96PcdsrqKMIoQWhDHEXEOiMOU7IsYXRA8RM/NKZ/7O01s2GNUNOzsf/soZE/OuPSu24AYe6881JLiBvT/5TKZ7nD6rN//Y4N56x56TeXL/N/bLCW8cRzWfaXn54VX7plUc4uZEjVQbtxbJCW15PNtp1vx72MFP+yfzv3hH07/F+/ibEUa3npzs1SYLZ+xPnvVjZnKSjpy2xXnqS0ddDaO2XkTZ9rNF/0LNNkSUKsI5JYEPptkjSmVnV4w2s8/YvvGjYXnF1W7VgwMS2+sudQ5Tevftd9e4xBfDc09/+w2oX9RZtu/8z5l69ckf7JppX6TEvBY3tb2Wf/rs5NX51VEzMdXKpisVOY2bZtEB1Pk+vYXf9sqaucVLq7U0WyNMWgTypIlftu/VNACOZQiM1ms+cT75hr9OoS9sMllkqlnhcu98DlClilUnnZXOsCreWwjcVikVazY2b5QYBl2WRZ2qP4DsiZJIrCTmpLOwUEI4OGt101qH/kbUPmgnOVEji8eNTsmzMj/+OiS7/5xe+Z2oWn0LI7ZWVPu9558s/vu6bkLfz6mjFztmNnPPN8O/v4l1rccntL7t3fFiCwlEvB6+A/SeWipMKyOy5Ky3KQQvbAzfLf/crMqQA+v1MdiFPBAy4tvdNfY2EpsGk/VLIQkGVdD1hu8mQxOsvIUkizhEx3gvWiICFKY8Cwea1rXnN5Vb/72kEu3GEpEoujM+qJdlb78//vw/rm3bvvbn1PVh9dWtPwB67bnRmATT/v3vnhp69ZOdx+74qB+PtK5ZSjRwx3PNRKv/S1urznUV8uLqaAg2ULLEvi2hKpJbbjkhmN5di9ic/laQ7a2QMR7crXfGeofz84p7xc0873g3vVQ/v3g7usOa8fnO+GdQph2j0KBtlX3ifAshyiOETJDiRinCYksQASKmXFhWfa+pq3LdNXXFCwtm6w8VuGIye8p08sqg9c/v7zd7P/z6JTFdX+Xq4ALszNu+TLgxXc940r3jrmTv7wwKB51eiwHEpTwQNPxfrOe1rm7vvr4tFnfdn0TVexF5RchRAKYUmk6kRRWJbdK8mel7zJy9PQzUJUlkXaPZckCa7jkOammAFtTE/Ddl33JEWs08Z00XPtHq5mFMVI1XGP5hDKSZIglSSJIoSwaQUhmA5HLRUkZ22r6O+7sGxe92opvm/HsLSKmqmFJJ6ZK9yeUP3Yzive+w9wXZaX50Xs1gLMf5kS7/0Lza7dOnfi/MmfXLHs3C3yp8bKU29bNcpZhQGb5nzE8y9q/c37F/RdjyXy6Wd9MTEdiJcxmS1c28Z2DZayEUYiVMebJCRI0Q2pQfS87p0wm078VMfzZfKIA6AT4CcVPRA1Ywwa09mD1p3AXaMzDJ3iGNIIMlKyTJAkKWGcdIoFd31by4eVOfP0AXPxK5R+3aUluX19SdZGFGk75dAJ+6VmVPzC4y82P/7j733m+SWl3b+tkMZ/pQV+WYbdvEuxa7d52Xdq5O03v/LVw9XsXUMj0TnD1WRHqSTJIs3T+3wOHiN7+Im6eeDxtjg8aeT0VCrCKDsJqF5KCylMB7NSdt5/27ZJdYdy4zjBsfPiz50F1lpj2ZI07qSnxnGEbdnEWYpEdjL7tQFhiNMUjIPOwm6fAkhxLBgb88z6VVpfdJZndp45wsb1yjptm0XRs4lbhummeXa+7TxxZJbP/tFNG++/e/fuVtcikOzeJf5vL+x/+AL3m1Z33XWpOllD3KVu+/LCVWOFxunlgfTtNS9dP1QRA8I1pL5kcibhkafm9aEjqT5wxOaZfU1xfCqQ0wuIMO44Nk7eCRTdT74onQVDqA4Fm3xuZW9v99vnWmBbAs+V1KrSbFyh9GlbSqxf4Zk1ay2188yC2DBuo4oWiJiFKdGuh9bEXCP+Ytsfve/S7x+9BV6Wp+bOS60b7rpb/3spT9+zC9zf980375K7doEUXaWs61z70/950egFZ8WvqRasC3Xqnze+LDu9VLSq7qCG1NCaS1hsaebqGRNHMRMnYj0xHzEzl7FQ16IVQb2R4rcSBEIiFHOLETrTYCSW1NQGPTreR02pKE25pEypJBgckGbZgM34iMPKcaVWrPAYrAkGa4LqiAEFSV3hR/hTU/opY7uPtGPnyTufaN3+K7/inYDHkh4L1rvU7t2wq09E/YdPMt8bf+Lmm3fJ0dFpccUVd6dL6089fs+u0X2HXjpjZbVw8fp12da03V6XaWt9pRqvGCwhHCW7BGu68dGCZjvFD7qOCDo4VWkqMHT2rCtlgYVBa4tyNaJQcHGkDaKjSBktiENFFCnqDX9WKm9fIovTk7PBvsVQfr1YXHP48jd8+dhSyjdml2I3/Eex4P8qC7y0CDV33XWpuuwykPLbFxzg/Kuuqn74v3ubh51kZGpiYYstW2Q63FgqlU8bGiqscp0ISxrRbKXrdKY9W6nOhrwMyTKLxGi0ERijdLli9uusnE1M+gthFD2tpXo+iq1kw9rVz4Z+If74p54+/IG/eX7i2z1eoPWl1l13wV0d9mu+Fxa1/+//B8yfOgHybCE9AAAAAElFTkSuQmCC" alt="Renzo-ArtHome"></p>
<div class="mxg-firm"><b>Renzo-ArtHome</b>Tavola G.R-01 &middot; fuori scala</div>
</div></div>
<div class="mxg-h">1. La falda e la pioggia</div>
<div class="mxg-preset" id="mxg-preset"> <button type="button" data-i="20"><b>20 mm/h</b>temporale ordinario</button> <button type="button" data-i="40"><b>40 mm/h</b>temporale forte</button> <button type="button" data-i="108"><b>108 mm/h</b>progetto italiano, valore basso</button> <button type="button" data-i="164"><b>164 mm/h</b>nubifragio misurato nel 2022</button> <button type="button" data-i="180"><b>180 mm/h</b>progetto italiano, valore alto</button> </div>
<div class="mxg-grid">
<div class="mxg-sl t-tetto"><label>Falda in proiezione <span class="mxg-val" id="mxg-va">120 m&#178;</span></label> </p>
<div class="mxg-cap">la superficie in pianta che scarica in questo tratto di gronda</div>
<p> <input type="range" id="mxg-a" min="20" max="400" step="5" value="120"></div>
<div class="mxg-sl t-acqua"><label>Intensit&agrave; della pioggia <span class="mxg-val" id="mxg-vi">164 mm/h</span></label> </p>
<div class="mxg-cap">millimetri all&#8217;ora sui pochi minuti che contano per un tetto</div>
<p> <input type="range" id="mxg-i" min="10" max="200" step="2" value="164"></div></div>
<div class="mxg-display">
<div class="mxg-dcell">
<div class="mxg-dl">la falda scarica</div>
<div class="mxg-dv" id="mxg-dq">5,47<small> l/s</small></div>
<div class="mxg-dn" id="mxg-dqn">328 litri al minuto &#183; 120 m&#178; &#215; 164 mm/h / 3600</div>
</div>
<div class="mxg-dcell">
<div class="mxg-dl">come rubinetti di casa aperti</div>
<div class="mxg-dv" id="mxg-dr">27</div>
<div class="mxg-dn">da 12 litri al minuto l&#8217;uno</div>
</div></div>
<div class="mxg-h">2. Il canale, la bocca, il pluviale</div>
<div class="mxg-grid">
<div class="mxg-sl t-canale"><label>Sviluppo del canale semicircolare <span class="mxg-val" id="mxg-vs">333 mm</span></label> </p>
<div class="mxg-cap">la larghezza della lamiera prima della piegatura</div>
<p> <select id="mxg-s"><option value="250">250 mm</option><option value="280">280 mm</option><option value="333" selected>333 mm</option><option value="400">400 mm</option><option value="500">500 mm</option></select></div>
<div class="mxg-sl t-canale"><label>Tratto di canale fino al punto di portata nulla <span class="mxg-val" id="mxg-vl">12 m</span></label> </p>
<div class="mxg-cap">dalla bocca alla testata chiusa, o allo spartiacque fra due bocche</div>
<p> <input type="range" id="mxg-l" min="2" max="30" step="0.5" value="12"></div>
<div class="mxg-sl t-canale"><label>Pendenza verso la bocca <span class="mxg-val" id="mxg-vp">0 mm/m (in piano)</span></label> </p>
<div class="mxg-cap">millimetri al metro; fino a 3 il canale &egrave; in piano, oltre 10 la norma sconsiglia</div>
<p> <input type="range" id="mxg-p" min="0" max="10" step="1" value="0"></div>
<div class="mxg-sl t-bocca"><label>Bocche che servono questa falda <span class="mxg-val" id="mxg-vn">1</span></label> </p>
<div class="mxg-cap">la portata si divide fra le bocche</div>
<p> <input type="range" id="mxg-n" min="1" max="8" step="1" value="1"></div>
<div class="mxg-sl t-bocca"><label>Diametro della bocca e del pluviale <span class="mxg-val" id="mxg-vd">100 mm</span></label> </p>
<div class="mxg-cap">bocchettone a spigoli vivi: il diametro efficace &egrave; quello del tubo</div>
<p> <select id="mxg-d"><option value="80">80 mm</option><option value="100" selected>100 mm</option><option value="120">120 mm</option><option value="150">150 mm</option></select></div>
<div class="mxg-sl t-bocca"><label>Battente alla bocca <span class="mxg-val" id="mxg-vh">30 mm</span></label> </p>
<div class="mxg-cap">l&#8217;altezza d&#8217;acqua sopra la bocca, in millimetri</div>
<p> <input type="range" id="mxg-hh" min="10" max="80" step="5" value="30"></div>
<div class="mxg-sl t-bocca"><label><span class="mxg-chk"><input type="checkbox" id="mxg-g" checked> parafoglie sulla bocca</span></label> </p>
<div class="mxg-cap">anche pulito dimezza la capacit&agrave; della bocca (k0 = 0,5)</div>
</div></div>
<div class="mxg-tre" id="mxg-tre">
<div class="mxg-q" style="--qc:#1f7a4d">
<div class="mxg-ql">Il canale<br />capacit&#224; di progetto</div>
<div class="mxg-qv">1,93 l/s</div>
<div class="mxg-qn">sviluppo 333, L/W 157, coefficiente 0,86</div>
<div class="mxg-qc"></div>
</div>
<div class="mxg-q mxg-collo" style="--qc:#a06a00">
<div class="mxg-ql">La bocca<br />con il parafoglie</div>
<div class="mxg-qv">1,10 l/s</div>
<div class="mxg-qn">&#216; 100 mm, battente 30 mm, k0 0,5, a stramazzo</div>
<div class="mxg-qc">collo di bottiglia</div>
</div>
<div class="mxg-q" style="--qc:#3a5b8a">
<div class="mxg-ql">Il pluviale<br />riempito per un terzo</div>
<div class="mxg-qv">10,7 l/s</div>
<div class="mxg-qn">&#216; 100 mm, prospetto della norma</div>
<div class="mxg-qc"></div>
</div>
</div>
<div class="mxg-verd" id="mxg-verd" style="border-color: rgb(178, 59, 59);">
<div class="mxg-v1" style="color: rgb(178, 59, 59);">Trabocca: 5,47 l/s contro 1,10 che passano dalla bocca</div>
<div class="mxg-v2">L&#8217;acqua sale nel canale e supera il bordo nel punto di portata nulla, lontano dalla bocca. Con questa bocca servirebbero 5 bocche.</div>
</div>
<div class="mxg-h">3. La lattoneria si allunga</div>
<div class="mxg-lat">
<div>
<div class="mxg-sl t-lat" style="margin-bottom:8px"><label>Metallo <span class="mxg-val" id="mxg-vm">zinco-titanio</span></label> <select id="mxg-m"><option value="0">acciaio al carbonio</option><option value="1">acciaio inox austenitico</option><option value="2">rame</option><option value="3" selected>zinco-titanio</option><option value="4">alluminio</option><option value="5">piombo</option></select></div>
<div class="mxg-sl t-lat" style="margin-bottom:8px"><label>Lunghezza del canale o della scossalina <span class="mxg-val" id="mxg-vL">10 m</span></label> <input type="range" id="mxg-L" min="2" max="40" step="1" value="10"></div>
<div class="mxg-sl t-lat" style="margin-bottom:8px"><label>Escursione di temperatura <span class="mxg-val" id="mxg-vT">80 K</span></label> </p>
<div class="mxg-cap">sulla lamiera, non nell&#8217;aria: 80 gradi &egrave; il riferimento, 100 il caso severo</div>
<p> <input type="range" id="mxg-T" min="40" max="120" step="5" value="80"></div>
<div class="mxg-sl t-lat"><label>Angoli lungo il tratto <span class="mxg-val" id="mxg-vk">nessuno</span></label> <select id="mxg-k"><option value="0" selected>nessuno</option><option value="1">un angolo esterno</option><option value="2">un angolo interno</option></select></div></div>
<div class="mxg-latout">
<div class="mxg-l1" id="mxg-l1">17,6 mm</div>
<div class="mxg-l2" id="mxg-l2">di allungamento su 10 m con 80 gradi di escursione. Nessun giunto obbligato: il tratto sta entro 15 m.</div>
</div></div>
<div class="mxg-tabbox">
<table class="mxg-tab">
<thead>
<tr>
<th>Metallo</th>
<th>Coefficiente</th>
<th>Allungamento</th>
<th>Giunti sul tratto</th>
</tr>
</thead>
<tbody id="mxg-tbody">
<tr>
<td>acciaio al carbonio</td>
<td>12,0 &#183; 10<sup>-6</sup>/K</td>
<td>9,6 mm</td>
<td>nessuna regola nelle fonti</td>
</tr>
<tr>
<td>acciaio inox austenitico</td>
<td>17,5 &#183; 10<sup>-6</sup>/K</td>
<td>14,0 mm</td>
<td>nessuna regola nelle fonti</td>
</tr>
<tr>
<td>rame</td>
<td>16,5 &#183; 10<sup>-6</sup>/K</td>
<td>13,2 mm</td>
<td>0 (ogni 15 m)</td>
</tr>
<tr class="mxg-qui">
<td>zinco-titanio</td>
<td>22,0 &#183; 10<sup>-6</sup>/K</td>
<td>17,6 mm</td>
<td>0 (ogni 15 m)</td>
</tr>
<tr>
<td>alluminio</td>
<td>24,0 &#183; 10<sup>-6</sup>/K</td>
<td>19,2 mm</td>
<td>0 (ogni 12 m)</td>
</tr>
<tr>
<td>piombo</td>
<td>28,0 &#183; 10<sup>-6</sup>/K</td>
<td>22,4 mm</td>
<td>nessuna regola nelle fonti</td>
</tr>
</tbody>
</table></div>
<div class="mxg-riga"><b>In una riga:</b> il collo di bottiglia non &egrave; il tubo, &egrave; la bocca; il canale trabocca nel punto di portata nulla, non alla bocca; e la lattoneria si allunga di centimetri, che devono avere un posto dove andare.</div>
<div class="mxg-lim"><b>I limiti di questo calcolo, per iscritto</b> </p>
<ul>
<li>Il canale &egrave; assunto semicircolare, con il diametro pari alla larghezza che la scheda tecnica di un produttore d&agrave; per ogni sviluppo, bordino compreso, e la profondit&agrave; pari a met&agrave; della larghezza: la capacit&agrave; &egrave; un limite superiore. Per i canali a cassetta servono i coefficienti di forma della norma.</li>
<li>Il battente alla bocca lo imposti tu: nella norma si ricava dalla profondit&agrave; di progetto con un coefficiente da grafico. La bocca lavora a stramazzo finch&eacute; il battente non supera met&agrave; del diametro, a luce oltre, e il motore usa la formula del caso. Il bocchettone &egrave; a spigoli vivi: con un imbocco conico o arrotondato la bocca porta di pi&ugrave;.</li>
<li>L&#8217;intensit&agrave; di progetto italiana non ha una carta nazionale e le guide si contraddicono: qui trovi i valori di prassi e una misura del 2022. Per un progetto valgono i dati della stazione pi&ugrave; vicina.</li>
<li>I coefficienti di dilatazione di inox, rame e piombo sono ripresi da tabella, quello dello zinco-titanio dalle fonti di settore; le distanze fra i giunti vengono dalle regole tedesche di lattoneria riprese da fonti di settore, e ci sono solo per rame, zinco-titanio e alluminio.</li>
<li>Le cifre a schermo sono arrotondate: il motore lavora sui valori interi, e un conto rifatto a mano pu&ograve; scostarsi di un decimale.</li>
<li>Qui non si progetta un edificio: chi dimensiona un sistema deve avere sul tavolo la UNI EN 12056-3, che &egrave; a pagamento.</li>
</ul>
</div>
<div class="mxg-nota">Base dei conti: norma europea sullo smaltimento delle acque meteoriche, punti 4.1, 5.1, 5.3 e 5.5, come riportati dal manuale del Politecnico di Milano sulle coperture e dal manuale idraulico britannico scritto per la stessa norma; coefficienti dei canali lunghi e formule della bocca dalle equazioni di quel manuale; larghezze dei canali dalla scheda tecnica di un produttore; nubifragio del 9 agosto 2022 dal rapporto del Sistema nazionale per la protezione dell&#8217;ambiente; coefficienti di dilatazione da un manuale di metallurgia; distanze fra i giunti dalle regole tedesche di lattoneria. Ogni numero esce dallo script dei calcoli dell&#8217;articolo.</div></div>
</div>
<p> <script src="data:text/javascript;charset=utf-8;base64,;(function(){
  /* --- il motore: identico a calcoli.py dell'articolo --------------------- */
  var RUBINETTO = 0.2;                       /* l/s, scenario dell'articolo */
  var K_SEMI = 2.78e-5, ESP = 1.25, F_SIC = 0.9;
  var PLUVIALI = { 80: 5.9, 100: 10.7, 120: 17.4, 150: 31.6 };     /* l/s a riempimento 0,33 */
  var METALLI = [
    { nome: 'acciaio al carbonio', a: 12.0, gmax: null },
    { nome: 'acciaio inox austenitico', a: 17.5, gmax: null },
    { nome: 'rame', a: 16.5, gmax: 15 },
    { nome: 'zinco-titanio', a: 22.0, gmax: 15 },
    { nome: 'alluminio', a: 24.0, gmax: 12 },
    { nome: 'piombo', a: 28.0, gmax: null }
  ];
  var RIDUZIONE = [1.0, 0.5, 0.25];          /* nessun angolo, angolo esterno, angolo interno */
  var LARGHEZZA = { 250: 105, 280: 127, 333: 153, 400: 192, 500: 250 };   /* mm, scheda tecnica di un produttore, bordino compreso */

  function portata(area, i){ return area * i / 3600.0; }
  function diametroDaSviluppo(s){ return LARGHEZZA[s]; }
  function areaSemicerchio(d){ return Math.PI * d * d / 8.0; }
  function capacitaNominale(ae){ return K_SEMI * Math.pow(ae, ESP); }
  function fattoreLunghezza(Lmm, Wmm, pend){
    var r = Lmm / Wmm;
    if (r <= 50) return 1.0;
    if (pend < 4){
      if (r <= 200) return 1.0 - 0.2 / 150.0 * (r - 50);
      return Math.max(0.8 - 0.2 / 300.0 * (r - 200), 0.6);
    }
    var i = Math.min(pend, 10);
    if (r <= 200) return 1.0 + (0.10 + 0.075 * (i - 4)) / 150.0 * (r - 50);
    return 1.10 + 0.075 * (i - 4);
  }
  function canale(svil, Lmm, pend){
    var d = diametroDaSviluppo(svil), ae = areaSemicerchio(d), qn = capacitaNominale(ae);
    var ql = F_SIC * qn, w = d / 2.0, fl = Lmm > 0 ? fattoreLunghezza(Lmm, w, pend) : 1.0;
    return { d: d, ae: ae, W: w, QN: qn, QL: ql, FL: fl, QLlungo: ql * fl, ratio: Lmm / w };
  }
  function bocca(dEff, h, parafoglie){
    var k0 = parafoglie ? 0.5 : 1.0;
    if (h <= dEff / 2.0) return k0 * dEff * Math.pow(h, 1.5) / 7500.0;
    return k0 * dEff * dEff * Math.sqrt(h) / 15000.0;
  }
  function pluviale(d){ return PLUVIALI[d]; }
  function bocchePer(q, cap){ return Math.max(1, Math.ceil(q / cap - 1e-9)); }
  function dilatazione(a, Lm, dT){ return a * 1e-6 * Lm * 1000.0 * dT; }
  function giunti(Lm, gmax, angolo){
    if (gmax === null) return { n: null, lmax: null };
    var lmax = gmax * RIDUZIONE[angolo];
    var n = Math.ceil(Lm / lmax - 1e-9) - 1;
    return { n: Math.max(n, 0), lmax: lmax };
  }

  function conto(area, i, svil, Lm, pend, d, h, parafoglie, n){
    var q = portata(area, i), c = canale(svil, Lm * 1000.0, pend);
    var qb = bocca(d, h, parafoglie), qp = pluviale(d);
    var qTratto = q / n;
    var lim = { canale: c.QLlungo, bocca: qb, pluviale: qp };
    var collo = 'canale', min = lim.canale;
    if (lim.bocca < min){ collo = 'bocca'; min = lim.bocca; }
    if (lim.pluviale < min){ collo = 'pluviale'; min = lim.pluviale; }
    return { Q: q, Qtratto: qTratto, canale: c, bocca: qb, pluv: qp, lim: lim, collo: collo, min: min,
             regge: qTratto <= min, necessarie: bocchePer(q, Math.min(qb, qp)), rubinetti: q / RUBINETTO };
  }

  /* --- interfaccia ------------------------------------------------------ */
  function $(id){ return document.getElementById(id); }
  function numL(x){
    if (Math.abs(x - Math.round(x)) < 1e-9) return num(x, 0);
    if (Math.abs(x * 10 - Math.round(x * 10)) < 1e-9) return num(x, 1);
    return num(x, 2);
  }
  function num(x, d){
    var s = x.toFixed(d === undefined ? 0 : d), p = s.split('.');
    p[0] = p[0].replace(/\B(?=(\d{3})+(?!\d))/g, '.');
    return p.length > 1 ? p[0] + ',' + p[1] : p[0];
  }
  var NOMI = { canale: 'il canale', bocca: 'la bocca', pluviale: 'il pluviale' };

  function aggiorna(){
    var area = parseFloat($('mxg-a').value), inten = parseFloat($('mxg-i').value);
    var svil = parseFloat($('mxg-s').value), Lm = parseFloat($('mxg-l').value), pend = parseFloat($('mxg-p').value);
    var n = parseInt($('mxg-n').value, 10), d = parseFloat($('mxg-d').value), h = parseFloat($('mxg-hh').value);
    var par = $('mxg-g').checked;
    var c = conto(area, inten, svil, Lm, pend, d, h, par, n);

    $('mxg-va').innerHTML = num(area, 0) + ' m&sup2;';
    $('mxg-vi').innerHTML = num(inten, 0) + ' mm/h';
    $('mxg-vs').innerHTML = num(svil, 0) + ' mm';
    $('mxg-vl').innerHTML = num(Lm, Lm === Math.round(Lm) ? 0 : 1) + ' m';
    $('mxg-vp').innerHTML = num(pend, 0) + ' mm/m' + (pend < 4 ? ' (in piano)' : '');
    $('mxg-vn').innerHTML = String(n);
    $('mxg-vd').innerHTML = num(d, 0) + ' mm';
    $('mxg-vh').innerHTML = num(h, 0) + ' mm';

    $('mxg-dq').innerHTML = num(c.Q, 2) + '<small> l/s</small>';
    $('mxg-dqn').innerHTML = num(c.Q * 60, 0) + ' litri al minuto \xb7 ' + num(area, 0) + ' m&sup2; \xd7 ' + num(inten, 0) + ' mm/h / 3600';
    $('mxg-dr').innerHTML = num(c.rubinetti, 0);

    var carte = [
      { k: 'canale', l: 'Il canale<br>capacit\xe0 di progetto', v: num(c.lim.canale, 2), n: 'sviluppo ' + num(svil, 0) + ', L/W ' + num(c.canale.ratio, 0) + ', coefficiente ' + num(c.canale.FL, 2), col: '#1f7a4d' },
      { k: 'bocca', l: 'La bocca<br>' + (par ? 'con il parafoglie' : 'a scarico libero'), v: num(c.bocca, 2), n: '\xd8 ' + num(d, 0) + ' mm, battente ' + num(h, 0) + ' mm, k0 ' + (par ? '0,5' : '1,0') + (h <= d / 2 ? ', a stramazzo' : ', a luce'), col: '#a06a00' },
      { k: 'pluviale', l: 'Il pluviale<br>riempito per un terzo', v: num(c.pluv, 1), n: '\xd8 ' + num(d, 0) + ' mm, prospetto della norma', col: '#3a5b8a' }
    ];
    var hh = '', j;
    for (j = 0; j < carte.length; j++){
      var e = carte[j], collo = e.k === c.collo;
      hh += '<div class="mxg-q' + (collo ? ' mxg-collo' : '') + '" style="--qc:' + e.col + '"><div class="mxg-ql">' + e.l +
            '</div><div class="mxg-qv">' + e.v + ' l/s</div><div class="mxg-qn">' + e.n + '</div><div class="mxg-qc">' +
            (collo ? 'collo di bottiglia' : '') + '</div></div>';
    }
    $('mxg-tre').innerHTML = hh;

    var v = $('mxg-verd'), t1 = v.querySelector('.mxg-v1'), t2 = v.querySelector('.mxg-v2');
    var perTratto = n > 1 ? ' (' + num(c.Qtratto, 2) + ' l/s per bocca)' : '';
    if (c.regge){
      v.style.borderColor = '#1f7a4d'; t1.style.color = '#1f7a4d';
      t1.textContent = 'Regge: ' + num(c.Qtratto, 2) + ' l/s contro ' + num(c.min, 2) + ' del punto pi\xf9 stretto';
      t2.textContent = 'Il margine sta tutto in ' + NOMI[c.collo] + perTratto + '. Un canale posato fuori pendenza o una griglia mezza chiusa lo annullano: il conto vale a sistema pulito.';
    } else {
      v.style.borderColor = '#b23b3b'; t1.style.color = '#b23b3b';
      t1.textContent = 'Trabocca: ' + num(c.Qtratto, 2) + ' l/s contro ' + num(c.min, 2) + ' che passano da' + (c.collo === 'canale' ? 'l canale' : (c.collo === 'bocca' ? 'lla bocca' : 'l pluviale'));
      t2.textContent = (c.collo === 'canale'
        ? 'L\u2019acqua supera il bordo nel punto di portata nulla: alla testata chiusa o a met\xe0 fra due bocche, non alla bocca.'
        : 'L\u2019acqua sale nel canale e supera il bordo nel punto di portata nulla, lontano dalla bocca.') +
        ' Con questa bocca servirebbero ' + c.necessarie + (c.necessarie === 1 ? ' bocca' : ' bocche') + perTratto + '.';
    }
    aggiornaLattoneria();
  }

  function aggiornaLattoneria(){
    var m = parseInt($('mxg-m').value, 10), Lm = parseFloat($('mxg-L').value), dT = parseFloat($('mxg-T').value);
    var ang = parseInt($('mxg-k').value, 10);
    var met = METALLI[m], dl = dilatazione(met.a, Lm, dT), g = giunti(Lm, met.gmax, ang);
    $('mxg-vm').textContent = met.nome;
    $('mxg-vL').innerHTML = num(Lm, 0) + ' m';
    $('mxg-vT').innerHTML = num(dT, 0) + ' K';
    $('mxg-vk').textContent = ['nessuno', 'esterno', 'interno'][ang];
    $('mxg-l1').innerHTML = num(dl, 1) + ' mm';
    $('mxg-l2').innerHTML = 'di allungamento su ' + num(Lm, 0) + ' m con ' + num(dT, 0) + ' gradi di escursione. ' +
      (g.n === null ? 'Distanza fra i giunti: nessuna regola nelle fonti dell\u2019articolo per questo metallo.'
       : g.n === 0 ? 'Nessun giunto obbligato: il tratto sta entro ' + numL(g.lmax) + ' m.'
                 : g.n + (g.n === 1 ? ' giunto di dilatazione' : ' giunti di dilatazione') + ', uno ogni ' + numL(g.lmax) + ' m' +
                   (ang === 1 ? ' (la met\xe0, per l\u2019angolo esterno)' : (ang === 2 ? ' (un quarto, per l\u2019angolo interno)' : '')) + '.');
    var r = '', k;
    for (k = 0; k < METALLI.length; k++){
      var mk = METALLI[k], gk = giunti(Lm, mk.gmax, ang);
      r += '<tr' + (k === m ? ' class="mxg-qui"' : '') + '><td>' + mk.nome + '</td><td>' + num(mk.a, 1) + ' \xb7 10<sup>-6</sup>/K</td><td>' +
           num(dilatazione(mk.a, Lm, dT), 1) + ' mm</td><td>' + (gk.n === null ? 'nessuna regola nelle fonti' : gk.n + ' (ogni ' + numL(gk.lmax) + ' m)') + '</td></tr>';
    }
    $('mxg-tbody').innerHTML = r;
  }

  var ids = ['mxg-a', 'mxg-i', 'mxg-s', 'mxg-l', 'mxg-p', 'mxg-n', 'mxg-d', 'mxg-hh', 'mxg-g'], q;
  for (q = 0; q < ids.length; q++){ $(ids[q]).addEventListener('input', aggiorna); $(ids[q]).addEventListener('change', aggiorna); }
  var idl = ['mxg-m', 'mxg-L', 'mxg-T', 'mxg-k'];
  for (q = 0; q < idl.length; q++){ $(idl[q]).addEventListener('input', aggiornaLattoneria); $(idl[q]).addEventListener('change', aggiornaLattoneria); }
  var bt = $('mxg-preset').getElementsByTagName('button'), z;
  for (z = 0; z < bt.length; z++){
    bt[z].addEventListener('click', function(ev){ $('mxg-i').value = this.getAttribute('data-i'); aggiorna(); });
  }
  aggiorna();

  window.MXG_TAVOLA = { portata: portata, canale: canale, fattoreLunghezza: fattoreLunghezza, bocca: bocca, pluviale: pluviale,
                        conto: conto, dilatazione: dilatazione, giunti: giunti, aggiorna: aggiorna, METALLI: METALLI };
})();
"></script> </div>
<p> <!--/mxTAVOLA--></p>
<p style="font-size:14px;color:#555">Tutte le tavole interattive: <a href="https://www.renzo-arthome.com/calcolatori/">I calcolatori</a>.</p>
<h2 id="in-sintesi">In sintesi</h2>
<p><strong>1. La maggior parte dell&#8217;acqua del tetto non passa dal soffitto.</strong> Scende dai canali e dai pluviali, e quando quel percorso non regge finisce nei muri. La macchia che ne esce viene scambiata per risalita, per condensa o per un tetto che perde.</p>
<p><strong>2. Il conto è una moltiplicazione.</strong> Portata uguale superficie per intensità di pioggia, diviso 3.600: una falda di 120 metri quadrati sotto il nubifragio misurato nel 2022 in Campania, 27,4 millimetri in dieci minuti cioè 164 all&#8217;ora, scarica 5,47 litri al secondo, ventisette rubinetti di casa aperti insieme.</p>
<p><strong>3. Il collo di bottiglia è la bocca, non il tubo.</strong> Un pluviale da 100 pieno per un terzo porta 10,7 litri al secondo; la bocca che lo alimenta, con tre centimetri di battente e il parafoglie, 1,10. Lo scrive la norma: la capacità del sistema dipende di solito dalle bocche, non dai pluviali.</p>
<p><strong>4. Un canale trabocca nel punto di portata nulla, non alla bocca.</strong> Alla testata o allo spartiacque fra due bocche, dove nei canali in piano l&#8217;acqua è più profonda; negli angoli dei canali interni l&#8217;acqua si accumula contro il lato esterno della curva. Un canale lungo e in piano perde fino al 40 per cento della capacità; la pendenza verso la bocca, fino a dieci millimetri al metro, recupera fino al 55 per cento.</p>
<p><strong>5. Il canale a sporto sbaglia nel prato, il canale interno sbaglia in casa.</strong> Per questo la norma, quando si parte dal valore minimo del prospetto, raddoppia la pioggia di progetto sui canali che tracimano dentro. E raccomanda il troppopieno sui tetti piani con parapetto e nei canali che non sono a sporto. Quando un troppopieno scarica, segnala che la bocca principale è chiusa o non basta.</p>
<p><strong>6. Una copertina senza gocciolatoio è un cappello.</strong> Il gocciolatoio sta ad almeno 40 millimetri dalla faccia del muro, con una gola di 12, continuo attraverso i giunti. Senza, l&#8217;acqua risale sotto la lastra per tensione superficiale e scende sulla faccia del muro; ai giunti compaiono le macchie a pettine.</p>
<p><strong>7. Il parapetto si bagna da due lati e asciuga più lentamente degli altri muri.</strong> La guida britannica del 2011 ha trovato che il guasto principale dei parapetti è la penetrazione della pioggia, non il crollo. Tiene se tengono insieme la copertina, la membrana sotto la copertina e la membrana al piede che drena verso fuori, con gli sfoghi ogni metro.</p>
<p><strong>8. La lattoneria si allunga.</strong> Dieci metri di zinco-titanio fanno 22 millimetri con cento gradi di escursione, di alluminio 24. Sui canali in rame e zinco-titanio i giunti di dilatazione vanno ogni 15 metri sul dritto, la metà con un angolo esterno, un quarto con un angolo interno: e l&#8217;angolo del canale sta sopra lo spigolo del muro.</p>
<p><strong>9. Il nodo fra tetto e muro ha le sue quote.</strong> Risvolti di almeno 150 millimetri, scossaline sotto la membrana del muro e non sopra, attraversamenti ad almeno 15-20 centimetri sopra il pavimento e 5 sopra il risvolto, sigillatura a tenuta dove un tubo attraversa il muro. Quando una di queste quote manca, la macchia compare in alto sul muro interno dell&#8217;ultimo piano, lungo il perimetro.</p>
<p><strong>10. La posizione della macchia è la prima diagnosi.</strong> Sotto la gronda non è risalita; lungo il perimetro dell&#8217;ultimo piano non è il centro del soffitto; a pettine sotto i giunti è il gocciolatoio; a lingua da un angolo del canale è il punto di portata nulla. Il sopralluogo che decide si fa con la pioggia in corso, o con una canna a portata misurata.</p>
<p><strong>11. La manutenzione fa parte della tenuta.</strong> Pulizia dei canali almeno una volta l&#8217;anno, a fine autunno; una pianta della copertura; l&#8217;accesso in quota per i canali interni; il terminale a scarpa a vista; un giro durante gli eventi estremi. Un canale dietro un parapetto, quando trabocca, bagna l&#8217;interno.</p>
<p><strong>12. Dove nevica e gela, la diga di ghiaccio porta l&#8217;acqua sulla testa del muro.</strong> Nasce dal calore che esce dal tetto e rigela sullo sporto freddo; la membrana in gronda ne limita il danno, e la cura è un soffitto che non lascia uscire calore e aria. Su un tetto coibentato, per la norma, il carico della neve non si riduce, e al disgelo l&#8217;acqua scende in pochi giorni.</p>
<h2 id="domande-frequenti">Domande frequenti</h2>
<p><strong>La macchia sta in alto sul muro esterno, sotto la gronda: può essere risalita?</strong><br />No. La risalita capillare pesca l&#8217;acqua dal terreno e disegna una fascia che parte dal pavimento e gira gli angoli. Una fascia che parte dalla linea di gronda e scende, con il muro asciutto in basso, viene dall&#8217;alto: dal gocciolatoio che manca, dallo sporto troppo corto, dal canale che trabocca, dalla pioggia battente. Prima di qualunque trattamento alla base si sale a guardare il bordo del tetto.</p>
<p><strong>Nella camera all&#8217;ultimo piano la macchia corre in alto lungo il perimetro, non al centro del soffitto: è condensa?</strong><br />La posizione dice di no, o almeno dice di controllare prima altro. La condensa cerca i ponti termici e si presenta a chiazze con la muffa, nelle mattine fredde e serene. Una macchia che segue il perimetro sulla testa del muro esterno, e si ravviva dopo le piogge forti, è la firma del nodo fra tetto e muro: il risvolto basso, la scossalina nel verso sbagliato, il canale interno che trabocca. Un mese di annotazioni sul quando compare distingue le due senza strumenti.</p>
<p><strong>Quanta acqua scarica davvero il mio tetto?</strong><br />Superficie in pianta per intensità di pioggia in millimetri all&#8217;ora, diviso 3.600, e si hanno i litri al secondo. Una falda di 120 metri quadrati sotto un temporale forte da 40 millimetri all&#8217;ora scarica 1,33 litri al secondo; sotto il nubifragio da 164 millimetri all&#8217;ora misurato nel 2022, 5,47. La tavola interattiva fa il conto con i numeri della propria copertura.</p>
<p><strong>Il pluviale è grosso, quindi il sistema è dimensionato bene?</strong><br />Il tubo non è quasi mai il limite. Un pluviale da 100 porta 10,7 litri al secondo pieno per un terzo, ma la bocca che lo alimenta, con tre centimetri di battente, ne porta 2,19 libera e 1,10 con il parafoglie. La norma lo scrive nel punto sui pluviali: la capacità del sistema dipende di solito dalle bocche di efflusso, non dai pluviali. Si contano le bocche, non i tubi.</p>
<p><strong>Il canale trabocca sempre nello stesso punto, lontano dallo scarico: è rotto lì?</strong><br />Probabilmente no. Un canale in piano trabocca per primo nel punto di portata nulla, dove l&#8217;acqua è più profonda: la testata o lo spartiacque fra due bocche. Nei canali interni anche l&#8217;angolo, dove l&#8217;acqua si accumula contro il lato esterno della curva. Se lì trabocca a ogni pioggia forte, il canale è corto di capacità, o lungo e in piano, o con una contropendenza. Oppure la bocca è ostruita, e l&#8217;acqua sale in tutto il tratto. Si guarda la bocca per prima.</p>
<p><strong>Il parapetto è intonacato dentro e fuori e sopra c&#8217;è la copertina in malta: dove entra l&#8217;acqua?</strong><br />Da più parti, e la guida britannica le descrive tutte. La copertina in malta non ha gocciolatoio, quindi l&#8217;acqua torna sulla faccia del muro; in un parapetto in mattoni l&#8217;intonaco su entrambe le facce allunga i periodi in cui il muro resta umido; e senza una membrana sotto la copertina e una al piede che porti fuori l&#8217;acqua entrata, quell&#8217;acqua finisce nel perimetro del tetto e nel muro sotto. Il parapetto va rifatto con le tre protezioni, non ridipinto.</p>
<p><strong>La scossalina si è strappata al fissaggio, in mezzo a un tratto dritto: posa sbagliata?</strong><br />Più probabilmente un giunto di dilatazione che manca. Dieci metri di zinco-titanio si allungano di 22 millimetri fra inverno ed estate, di alluminio 24: se la lamiera è fissata rigidamente alle estremità, quell&#8217;escursione si scarica sui fissaggi e sulle saldature. Per i canali, le regole tedesche di lattoneria riprese da fonti di settore mettono un giunto ogni 15 metri in rame e zinco-titanio e ogni 12 in alluminio, con distanze dimezzate agli angoli esterni e ridotte a un quarto agli interni.</p>
<p><strong>Serve la norma per dimensionare la gronda di una villetta?</strong><br />Serve il metodo della norma, che sta in questo articolo e nella tavola interattiva, e serve la sua prudenza. Per una villetta il conto è breve: la portata della falda; la capacità della bocca con il parafoglie; un pluviale per non più di 150 metri quadrati e non più di dieci metri di canale; uno scarico in più di quelli calcolati; e il troppopieno se il canale non è a sporto. Chi progetta un edificio deve avere la norma sul tavolo; chi cerca la causa di una macchia sotto la gronda deve prima salire a guardare il canale.</p>
<h2 id="in-conclusione">In conclusione</h2>
<p>La chiamata dell&#8217;apertura riguardava una risalita che non era una risalita. Se avessi accettato la diagnosi come me la portano, avrei tagliato un muro alla base per fermare un&#8217;acqua che scendeva dal cielo. La domanda giusta era un&#8217;altra, ed era la stessa dell&#8217;articolo sul <a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">tetto coibentato</a>: da dove comincia la macchia, e quando. Una fascia che parte dalla linea di gronda dopo le piogge forti indica una causa in alto, da cercare prima di intervenire sul muro.</p>
<p>Il tetto raccoglie tutta l&#8217;acqua che gli cade sopra e la concentra in pochi punti. In quei punti decidono cose piccole: tre centimetri di battente sopra una bocca, una griglia pulita, un gocciolatoio a quattro centimetri dal muro, un giunto ogni quindici metri, un risvolto di quindici centimetri, il verso di una scossalina. Queste cose si controllano dal bordo del tetto, meglio con la pioggia in corso, e non dall&#8217;interno della stanza.</p>
<p>Prima si legge la posizione della macchia, che esclude metà delle ipotesi. Poi si sale, e si guarda dove l&#8217;acqua esce davvero. Poi si contano bocche, canali e pluviali con la formula, che è breve. E solo alla fine si decide se il muro va curato: spesso va lasciato asciugare, dopo aver chiuso la strada all&#8217;acqua che lo bagnava dall&#8217;alto.</p>
<h2 id="nota-sui-calcoli-e-sulle-fonti">Nota sui calcoli e sulle fonti</h2>
<p>I numeri di questo articolo escono da un programma di calcolo che accompagna il testo, le tavole e la tavola interattiva. Ogni costante porta la sua fonte, e a ogni esecuzione il programma ricontrolla la coerenza interna: che il mezzo tondo da 150 millimetri dell&#8217;esempio britannico dia 2,38 litri al secondo, che il coefficiente dei canali lunghi riproduca il prospetto della norma, che le due formule della bocca diano lo stesso valore quando il battente vale metà del diametro. Le formule, per chi vuole rifare i conti con carta e penna, sono queste.</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>Portata di una copertura: Q = A · i / 3600, con A superficie in proiezione in metri quadrati, i intensità di pioggia in millimetri all&#8217;ora, Q in litri al secondo, coefficiente di deflusso pari a uno (norma europea sullo smaltimento delle acque meteoriche, punto 4.1). L&#8217;intensità in litri al secondo per metro quadrato è i diviso 3600.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Area efficace con il vento: A = A_H + 0,5 · A_V, con A_H l&#8217;area in pianta e A_V l&#8217;area esposta in prospetto, dall&#8217;ipotesi di pioggia inclinata di 26,6 gradi dalla verticale (prima opzione del prospetto 3 della norma, come riportata dal manuale britannico). Per le pareti verticali che scaricano su un tetto si conta il 50 per cento dell&#8217;area esposta fino a 10 metri di altezza.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Capacità nominale di un canale semicircolare corto e in piano: QN = 2,78 · 10⁻⁵ · AE^1,25, con AE area della sezione in millimetri quadrati e QN in litri al secondo; capacità di progetto QL = 0,9 · QN (punto 5.1 della norma, via manuale del Politecnico e manuale britannico). Per i canali rettangolari o trapezoidali il coefficiente è 3,48 · 10⁻⁵ e si applicano i coefficienti di profondità e di forma dai grafici della norma. Il diametro di un canale semicircolare è preso pari alla larghezza riportata dalla scheda tecnica, bordino compreso, e la profondità pari a metà del diametro; l&#8217;area: π · D² / 8.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Coefficiente per i canali lunghi (L &gt; 50 · W, con L lunghezza del tratto fino al punto di portata nulla e W profondità): in piano, con pendenza fino a 3 millimetri al metro, FL = 1 − (0,2/150) · (L/W − 50) fra 50 e 200, FL = 0,8 − (0,2/300) · (L/W − 200) fra 200 e 500; in pendenza, con i fra 4 e 10 millimetri al metro, FL = 1 + [(0,10 + 0,075 · (i − 4)) / 150] · (L/W − 50) fra 50 e 200, FL = 1,10 + 0,075 · (i − 4) oltre 200 (equazioni del manuale britannico, che riproducono il prospetto della norma).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Capacità di una bocca a fondo piatto: Q0 = k0 · D · h^1,5 / 7500 finché h non supera D/2, e Q0 = k0 · D² · h^0,5 / 15000 oltre, con D diametro efficace in millimetri, h battente in millimetri, k0 = 1,0 a scarico libero e 0,5 con filtro o parafoglie (tabella 7 della norma, come riportata dal manuale britannico, equazioni 7.1 e 7.2). Diametro efficace: pari all&#8217;imbocco se conico e largo non più di una volta e mezzo il tubo; il 90 per cento dell&#8217;imbocco se arrotondato, con lo stesso limite e un raggio non oltre un sesto dell&#8217;imbocco; pari al tubo se a spigoli vivi.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Contropendenza: la capacità persa si stima applicando la formula del canale all&#8217;area del segmento circolare che resta quando la profondità utile cala di un centimetro; è un conto mio.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Capacità dei pluviali: dal prospetto della norma per grado di riempimento 0,33, riportato nella tabella 3 e per esteso nel programma.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Soglia del troppopieno: LW = 24000 · Q / h^1,5, con LW lunghezza della soglia sfiorante in millimetri, Q portata in litri al secondo, h carico sulla soglia in millimetri (equazione 11.1 del manuale britannico).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Dilatazione della lattoneria: ΔL = α · L · ΔT, con α coefficiente di dilatazione lineare in milionesimi per kelvin, L lunghezza, ΔT escursione in kelvin.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Pioggia battente, indice orario in campo aperto: (2/9) · U₁₀ · R_h^(8/9) · cos θ, con U₁₀ velocità del vento a 10 metri in metri al secondo, R_h intensità della pioggia orizzontale in millimetri all&#8217;ora, θ angolo fra il vento e la normale alla parete; l&#8217;indice di parete si ottiene moltiplicando per i coefficienti di rugosità, topografia, ostruzione e parete (norma europea sulla pioggia battente, come riportata dalla rassegna di Blocken e Carmeliet).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Carico della neve sulla copertura: qs = μ1 · qsk · CE · Ct, con μ1 = 0,8 per falde fino a 30 gradi, CE e Ct pari a uno nel caso corrente (norme tecniche 2018, punto 3.4.1). Valore caratteristico al suolo, per quota superiore a 200 metri: qsk = k · [1 + (as/aref)²], con k e aref dati per zona dal punto 3.4.2. Conversione fra carico e acqua: 1 chilonewton al metro quadrato = 1000/9,80665 = 102 chili al metro quadrato = 102 millimetri d&#8217;acqua.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Accumulo contro un parapetto: μ2 = γ · h / qsk, compreso fra 0,8 e 2,0, con γ il peso specifico della neve accumulata (2 chilonewton al metro cubo) e h l&#8217;altezza del parapetto in metri; il carico nella fascia è μ2 · qsk (circolare 2019, punto C3.4.3.3.4).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Ventilazione contro le dighe di ghiaccio: Ai = 22,18 · (W / tan φ)^0,5 / R, con Ai area netta degli ingressi in gronda in millimetri quadrati per millimetro di lunghezza dell&#8217;edificio, W larghezza del sottotetto in metri, φ pendenza, R resistenza termica del soffitto in metri quadrati kelvin per watt. Al colmo serve la stessa area.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Conversioni: 1 millimetro di pioggia = 1 litro al metro quadrato; 27,4 millimetri in 10 minuti = 164 millimetri all&#8217;ora; un rubinetto di casa = 0,2 litri al secondo, assunzione di scenario.</li>
</ul>
<p>La norma europea sullo smaltimento delle acque meteoriche e la norma sulla pioggia battente sono a pagamento, e così le regole tedesche di lattoneria e il Codice di Pratica delle coperture continue. I loro valori arrivano da fonti secondarie dichiarate, e dove ne cito uno dico da quale. Le guide britanniche sui parapetti e sui sistemi di raccolta, il rapporto sul clima italiano, il manuale del Politecnico e il manuale britannico sono liberamente consultabili.</p>
<p>Le fonti, con il segno che distingue i valori verificati sul testo da quelli ripresi da fonti secondarie:</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI EN 12056-3:2001, <em>Sistemi di scarico funzionanti a gravità all&#8217;interno degli edifici. Sistemi per l&#8217;evacuazione delle acque meteoriche, progettazione e calcolo</em>, in vigore dal 30 settembre 2001. ✅ Estremi e struttura verificati sul catalogo dell&#8217;ente di normazione; le prescrizioni in parole (coefficiente di deflusso, scelta dell&#8217;intensità, troppopieni e bocche di emergenza, sigillatura degli attraversamenti, battente dei pluviali interni) verificate sul testo dell&#8217;edizione europea in una copia in cui i numeri dei prospetti non sono leggibili. ⚠️ I numeri dei prospetti e le formule sono ripresi dalle due fonti seguenti.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>S. Croce (a cura di), <em>Teoria e tecnologia delle coperture ad elevate prestazioni</em>, Politecnico di Milano; capitolo 10 di M. Fiori, <em>Cenni sul dimensionamento dei sistemi di raccolta e allontanamento delle acque meteoriche</em>. ✅ Verificato: formula della portata e coefficienti di deflusso, prospetto del coefficiente di rischio, formule dei canali semicircolari e rettangolari, prospetto dei canali lunghi, coefficienti delle bocche 1,0 e 0,5, prospetto dei pluviali, vincoli di posizione (150 metri quadrati, 10 metri). ⚠️ Per le bocche riporta la sola formula a luce, e i diametri efficaci con il limite rovesciato della figura della norma: qui valgono le due formule e il limite del manuale britannico.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>HR Wallingford, <em>Manual for the Design of Roof Drainage Systems. A guide to the use of European Standard BS EN 12056-3:2000</em>, Report SR 620, 2003. ✅ Verificato: conversione delle unità, durata di progetto dell&#8217;appendice nazionale britannica e tempi di concentrazione, valori britannici di intensità, angolo della pioggia e area efficace, quota delle pareti verticali, definizioni dei quattro tipi di canale, punto di portata nulla, margini di sicurezza, equazioni del coefficiente dei canali lunghi, pendenza massima, scopi e limiti dei troppopieni, formula della soglia sfiorante, le due formule della bocca a stramazzo e a luce, l&#8217;avvertenza sulle didascalie della figura dei diametri efficaci, la storia normativa britannica e le sue sei appendici nazionali.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>G. Del Giudice, <em>La norma UNI EN 12056:2001 per i sistemi di scarico funzionanti a gravità all&#8217;interno degli edifici</em>, presentazione per l&#8217;Ordine degli ingegneri di Napoli, 2024. ✅ Verificato: la frase della norma, nel punto sui pluviali, sul grado di riempimento 0,33 e sulla capacità del sistema che dipende di solito dalle bocche e non dai pluviali.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>SNPA, <em>Il clima in Italia nel 2022</em>, Rapporto del Sistema nazionale per la protezione dell&#8217;ambiente, 14 luglio 2023, capitolo 2. ✅ Verificato: le intensità misurate nel 2022 stazione per stazione, con le date, e il nubifragio del 15 settembre nelle Marche; le conversioni in millimetri all&#8217;ora sono conti miei.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>A. Broccolino, <em>Sistemi di scarico sulle coperture impermeabilizzate con membrane prefabbricate in bitume polimero</em>, 2017, e gli articoli sugli attraversamenti e sulla logica di progettazione delle coperture continue, pubblicati su una rivista di settore. ✅ Verificati: la regola del diametro al quadrato, i troppopieni, lo scarico in più, la cassetta ispezionabile, la corona libera, le pendenze minime del Codice, i metalli dei bocchettoni, il contatto piombo-cemento, le quote degli attraversamenti e del risvolto, l&#8217;elemento comprimibile, la guscia. ⚠️ Il Codice di Pratica IGLAE non è in libera consultazione: le sue regole vengono da questi articoli.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>R. Cecchi, P. Gasparoli, <em>Prevenzione e manutenzione per i beni culturali edificati. Procedimenti scientifici per lo sviluppo delle attività ispettive. Il caso studio delle aree archeologiche di Roma e Ostia antica</em>, Alinea, 2010, capitolo 3. ✅ Verificato: la scheda diagnostica sullo smaltimento delle acque, le schede della gronda, gli interventi e il piano di manutenzione.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Historic England, <em>Resilient Rainwater Systems</em>: <em>Inspection, Maintenance and Repair of Rainwater Systems</em>, <em>Upgrades or Alterations to Rainwater Goods</em>, <em>Buildings Without Rainwater Goods</em>, 23 luglio 2024. ✅ Verificati sul sito dell&#8217;ente.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>BRE per il Department for Communities and Local Government, <em>Guidance document on parapet walls</em>, BD2452, 2011, pubblicato con licenza governativa aperta. ✅ Verificato: il risultato dell&#8217;indagine, le due facce esposte, le tre protezioni, tutte le quote della tabella 5, il verso della membrana al piede, l&#8217;intonaco, la lista di controllo, la frase sui raccordi, la frase sullo sporto.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Guida britannica di progettazione su copertine e cappelli, di un produttore del settore laterizio, che riporta BS 5628-3 e BS 5642-2. ✅ Verificate: le definizioni di copertina e cappello, i 40 millimetri, i 45 e la gola di 12, la continuità del gocciolatoio ai giunti, i 25 chili al metro, i giunti ogni 3 metri, l&#8217;osservazione storica. ⚠️ Le due norme britanniche sono a pagamento: i valori vengono da questa guida, che le riporta. La BS 5628-3 è stata ritirata il 30 marzo 2010, come riporta il catalogo dell&#8217;ente britannico; la BS 5642-2 è vigente nell&#8217;edizione del 1983 aggiornata nel 2014. I giunti ogni 3 metri sono un&#8217;indicazione della guida.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>ASM International, <em>Thermal Properties of Metals</em>, capitolo 2, <em>Thermal Expansion</em>, tabella 2.1, in una copia didattica universitaria. ✅ Verificato: il coefficiente dell&#8217;alluminio, le osservazioni sull&#8217;alluminio e sugli inox, i giunti scorrevoli per i grandi pezzi di alluminio su telai d&#8217;acciaio o murature. ⚠️ I coefficienti di acciaio inox, rame e piombo sono estratti dalla tabella e vanno presi come ordine di grandezza; quello dello zinco-titanio, 22 milionesimi per kelvin, è il valore d&#8217;uso delle fonti di settore.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Regole tedesche di lattoneria (Klempner-Fachregeln), riprese da fonti di settore che le riportano. ⚠️ Testo a pagamento: le distanze fra i giunti e la regola degli angoli vengono da fonti secondarie. Sviluppi, larghezze e lunghezze commerciali dei canali da una scheda tecnica italiana che cita la norma europea e la regola tedesca sulla pioggia locale. ⚠️</li>
<li style='margin-bottom:10px'>B. Blocken, J. Carmeliet, <em>Overview of three state-of-the-art wind-driven rain assessment models and comparison based on model theory</em>, Building and Environment, 2010, e J. Pérez-Bella e altri, <em>Incorporating façade-specific climatic factors to improve the ISO 15927-3 characterisation of wind-driven rain spells</em>, Developments in the Built Environment 17, 2024. ✅ Verificati: la storia della norma, le formule, i fattori di correzione, i limiti dichiarati, la definizione di spell e le 96 ore, la pioggia battente come principale fonte di penetrazione nelle facciate. ⚠️ La UNI EN ISO 15927-3 è a pagamento: formule e limiti vengono da queste due fonti; ⛔ una mappa italiana degli indici di pioggia battente non risulta pubblicata.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>J. Straube, <em>Ice Dams</em>, Building Science Digest 135, 2006, e J. Lstiburek, <em>Dam Ice Dam</em>, Building Science Insight 046, 2011. ✅ Verificati: il meccanismo e i 51 millimetri di ventilazione, con la soglia di 146 chili al metro quadrato di neve al suolo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Norme tecniche per le costruzioni, decreto ministeriale 17 gennaio 2018, capitolo 3.4, e circolare esplicativa del 21 gennaio 2019, punto C3.4. ✅ Verificate sul testo in Gazzetta: il carico neve sulla copertura, le quattro zone con le formule di quota, il coefficiente di forma, i coefficienti di esposizione e termico, il coefficiente di accumulo contro i parapetti. La circolare sconsiglia in generale il coefficiente termico minore di uno e lo ammette, con una motivazione, solo dove il carico al suolo supera 1,5 chilonewton al metro quadrato e la trasmittanza supera un watt per metro quadrato e grado.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Decreto 26 giugno 2015, appendice A tabella 2 e appendice B tabella 2, e decreto 28 ottobre 2025 che li conferma. ✅ Verificati in Gazzetta: le trasmittanze limite delle coperture, da 0,20 a 0,35 watt al metro quadrato e grado secondo la zona climatica e il tipo di intervento.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>M. Valt, densità della neve fresca sulle Alpi italiane, rivista dell&#8217;associazione interregionale neve e valanghe. ✅ Verificata: 12.112 misure giornaliere, 132 stazioni, dieci stagioni; media 115 chili al metro cubo, quartili 80 e 140, neve asciutta 104, umida 153, con pioggia 178.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>W. N. Tobiasson, J. S. Buska, A. R. Greatorex, linee guida per ventilare sottotetti e tetti a falda abitati ed evitare le formazioni di ghiaccio in gronda, laboratorio dell&#8217;esercito americano per le regioni fredde, 2001. ✅ Verificate: la fotografia dei due edifici, la temperatura di progetto, la formula della ventilazione, il confronto con la regola del trecentesimo, la crescita della diga con le sue condizioni (41 centimetri di neve, soffitto di resistenza 5,2, falda a 45 gradi) e l&#8217;avvertenza degli autori sui suoi limiti, le altezze utili dell&#8217;intercapedine.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>M. C. Baker, <em>Ice on roofs</em>, scheda del Consiglio nazionale delle ricerche canadese, 1967. ✅ Verificata: le quattro condizioni che fanno nascere la diga, la raccomandazione della fascia impermeabile in gronda e l&#8217;avvertenza che fermaneve e canali favoriscono il ghiaccio.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Codice residenziale americano, sezione R905.1.2 sulle barriere al ghiaccio. ✅ Verificato il testo su una raccolta pubblica di codici, nelle edizioni 2021 e 2024: almeno 610 millimetri all&#8217;interno della linea del muro perimetrale, almeno 914 millimetri misurati lungo la falda sulle pendenze da 8 su 12 in su, i manti a cui si applica, e la condizione che rimanda alla tabella climatica compilata dalla giurisdizione. ⚠️ L&#8217;edizione 2024 è verificata su una sola adozione.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Agenzia regionale per l&#8217;ambiente dell&#8217;Emilia Romagna, sul disgelo del febbraio 2012. ✅ Verificata: il manto nevoso di pianura scomparso in una decina di giorni.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Codice civile, articolo 908, <em>Scarico delle acque piovane</em>. ✅ Testo riscontrabile su qualunque edizione del codice, con la condizione dei colatoi pubblici; già citato nell&#8217;articolo sul pluviale.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Vitruvio, <em>De architectura</em>, libro II, 8.18, e libro VI, 3.2, nel testo latino di una raccolta pubblica e nella traduzione inglese di J. Gwilt. ✅ Verificati sul testo latino: il coronamento di laterizio cotto con le sporgenze delle cornici sui muri di mattoni crudi, e i tubi che non ricevono in fretta l&#8217;acqua dei canali.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>W. Smith, W. Wayte, G. E. Marindin, <em>A Dictionary of Greek and Roman Antiquities</em>, 1890, voce <em>Servitutes</em>. ✅ Le servitù di stillicidio e di flumen, con il rimando al Digesto. ⚠️ La distinzione è riportata come la formulano i repertori.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>E. Viollet-le-Duc, <em>Dictionnaire raisonné de l&#8217;architecture française</em>, voce <em>Gargouille</em>. ✅ Verificate sul testo: i canali e i doccioni dall&#8217;inizio del Duecento, le date di Notre-Dame, di Laon e di Parigi, la divisione delle cadute d&#8217;acqua. ⚠️ Le datazioni sono sue, e nel testo sono attribuite a lui.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><em>Calendar of the Liberate Rolls</em>, Henry III, volume 2, 1240-1245, come citato dalla letteratura britannica sulla conservazione, e J. Taylor, <em>Rainwater</em>, Historic Churches, 2013. ⚠️ L&#8217;ordine del dicembre 1240 sulle gronde di piombo della Torre di Londra, riportato come nell&#8217;articolo sul pluviale.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>D. Donghi, <em>Manuale dell&#8217;architetto</em>, volume I, parte I, UTET, uscito nel 1905, nella ristampa senza modifiche del 1923 digitalizzata dal Politecnico di Torino. ✅ Verificati: lo scopo della gronda, l&#8217;orlo anteriore più basso, il gocciolatoio del cornicione, la pendenza, la sezione per metro quadrato, le dimensioni doppie nelle località esposte, la pioggia massima per il nord Italia, le tratte di zinco.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>K. H. Beij, <em>Flow in roof gutters</em>, National Bureau of Standards, Research Paper 644, 1934. ✅ Verificati: il progetto affidato al giudizio e all&#8217;esperienza, la ricerca condotta con l&#8217;associazione dei produttori di rame e ottone, la stazione meteorologica più vicina, i coefficienti di sicurezza arbitrari, le bocche troppo piccole come causa abituale della tracimazione.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Regione Lombardia, regolamento regionale 7/2017 sull&#8217;invarianza idraulica, e Regione Veneto, allegato A alla delibera 2948 del 2009, che richiama la delibera 3637 del 13 dicembre 2002. ✅ Verificati sul testo: gli interventi edilizi soggetti al regolamento lombardo, con vasche, trincee e pozzi drenanti; la valutazione di compatibilità idraulica chiesta in Veneto per gli strumenti urbanistici.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>RICS, Historic England e Property Care Association, dichiarazione congiunta sull&#8217;indagine dell&#8217;umidità negli edifici, 2022. ✅ Gronde, canali nascosti e smaltimento dell&#8217;acqua fra i primi controlli, nella linea del tempo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Guide professionali italiane in rete sul dimensionamento degli scarichi. ⚠️ I valori di progetto di 0,03 e 0,05 litri al secondo per metro quadrato, quello di 0,005 e la sezione di un centimetro quadrato per metro quadrato vengono da queste guide, che si contraddicono fra loro: sono riportati come prassi, non come prescrizione.</li>
</ul>
<p>Che cosa in questo articolo è mio e non delle fonti: le scene di apertura, che sono casi ricorrenti e non episodi datati; la falda di 120 metri quadrati e il rubinetto da 12 litri al minuto come scenari; le conversioni in millimetri all&#8217;ora delle misure del 2022; il calcolo delle capacità dei canali per sviluppo commerciale, con l&#8217;ipotesi della sezione semicircolare larga quanto la scheda tecnica; le bocche necessarie per la falda dell&#8217;esempio e il canale di dodici metri; il calcolo del margine della regola del diametro al quadrato; le soglie del troppopieno per la falda dell&#8217;esempio; la stima della capacità persa con un centimetro di contropendenza; l&#8217;esempio di pioggia battente; le tabelle dell&#8217;allungamento e dei giunti agli angoli, che applicano le regole dichiarate, e la scossalina di venti metri; i due casi climatici della neve e l&#8217;accumulo contro il parapetto, calcolati con le formule della norma; la tabella della diagnosi per posizione, che mette insieme le firme descritte dalle fonti con l&#8217;esperienza di cantiere; e la lettura dei rapporti fra le fonti, indipendenti fra loro.</p>
<h2 id="lautore">L&#8217;autore</h2>
<p>Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense; anni di cantiere. Autore di &#8220;Murature umide: cause e rimedi&#8221; (Grafill, 2026).</p>
<p><script type='application/ld+json'>{"@context": "https://schema.org", "@type": "FAQPage", "mainEntity": [{"@type": "Question", "name": "La macchia sta in alto sul muro esterno, sotto la gronda: può essere risalita?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "No. La risalita capillare pesca l'acqua dal terreno e disegna una fascia che parte dal pavimento e gira gli angoli. Una fascia che parte dalla linea di gronda e scende, con il muro asciutto in basso, viene dall'alto: dal gocciolatoio che manca, dallo sporto troppo corto, dal canale che trabocca, dalla pioggia battente. Prima di qualunque trattamento alla base si sale a guardare il bordo del tetto."}}, {"@type": "Question", "name": "Nella camera all'ultimo piano la macchia corre in alto lungo il perimetro, non al centro del soffitto: è condensa?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "La posizione dice di no, o almeno dice di controllare prima altro. La condensa cerca i ponti termici e si presenta a chiazze con la muffa, nelle mattine fredde e serene. Una macchia che segue il perimetro sulla testa del muro esterno, e si ravviva dopo le piogge forti, è la firma del nodo fra tetto e muro: il risvolto basso, la scossalina nel verso sbagliato, il canale interno che trabocca. Un mese di annotazioni sul quando compare distingue le due senza strumenti."}}, {"@type": "Question", "name": "Quanta acqua scarica davvero il mio tetto?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Superficie in pianta per intensità di pioggia in millimetri all'ora, diviso 3.600, e si hanno i litri al secondo. Una falda di 120 metri quadrati sotto un temporale forte da 40 millimetri all'ora scarica 1,33 litri al secondo; sotto il nubifragio da 164 millimetri all'ora misurato nel 2022, 5,47. La tavola interattiva fa il conto con i numeri della propria copertura."}}, {"@type": "Question", "name": "Il pluviale è grosso, quindi il sistema è dimensionato bene?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Il tubo non è quasi mai il limite. Un pluviale da 100 porta 10,7 litri al secondo pieno per un terzo, ma la bocca che lo alimenta, con tre centimetri di battente, ne porta 2,19 libera e 1,10 con il parafoglie. La norma lo scrive nel punto sui pluviali: la capacità del sistema dipende di solito dalle bocche di efflusso, non dai pluviali. Si contano le bocche, non i tubi."}}, {"@type": "Question", "name": "Il canale trabocca sempre nello stesso punto, lontano dallo scarico: è rotto lì?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Probabilmente no. Un canale in piano trabocca per primo nel punto di portata nulla, dove l'acqua è più profonda: la testata o lo spartiacque fra due bocche. Nei canali interni anche l'angolo, dove l'acqua si accumula contro il lato esterno della curva. Se lì trabocca a ogni pioggia forte, il canale è corto di capacità, o lungo e in piano, o con una contropendenza. Oppure la bocca è ostruita, e l'acqua sale in tutto il tratto. Si guarda la bocca per prima."}}, {"@type": "Question", "name": "Il parapetto è intonacato dentro e fuori e sopra c'è la copertina in malta: dove entra l'acqua?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Da più parti, e la guida britannica le descrive tutte. La copertina in malta non ha gocciolatoio, quindi l'acqua torna sulla faccia del muro; in un parapetto in mattoni l'intonaco su entrambe le facce allunga i periodi in cui il muro resta umido; e senza una membrana sotto la copertina e una al piede che porti fuori l'acqua entrata, quell'acqua finisce nel perimetro del tetto e nel muro sotto. Il parapetto va rifatto con le tre protezioni, non ridipinto."}}, {"@type": "Question", "name": "La scossalina si è strappata al fissaggio, in mezzo a un tratto dritto: posa sbagliata?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Più probabilmente un giunto di dilatazione che manca. Dieci metri di zinco-titanio si allungano di 22 millimetri fra inverno ed estate, di alluminio 24: se la lamiera è fissata rigidamente alle estremità, quell'escursione si scarica sui fissaggi e sulle saldature. Per i canali, le regole tedesche di lattoneria riprese da fonti di settore mettono un giunto ogni 15 metri in rame e zinco-titanio e ogni 12 in alluminio, con distanze dimezzate agli angoli esterni e ridotte a un quarto agli interni."}}, {"@type": "Question", "name": "Serve la norma per dimensionare la gronda di una villetta?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Serve il metodo della norma, che sta in questo articolo e nella tavola interattiva, e serve la sua prudenza. Per una villetta il conto è breve: la portata della falda; la capacità della bocca con il parafoglie; un pluviale per non più di 150 metri quadrati e non più di dieci metri di canale; uno scarico in più di quelli calcolati; e il troppopieno se il canale non è a sporto. Chi progetta un edificio deve avere la norma sul tavolo; chi cerca la causa di una macchia sotto la gronda deve prima salire a guardare il canale."}}]}</script><br />
<!--mxLA--></p>
<div style='background:#f6f7f9;border:1px solid #e3e6ea;border-radius:8px;padding:14px 18px;margin:26px 0'><strong style='color:#b11f24'>Leggi anche</strong></p>
<ul style='margin:8px 0 0 18px'>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale della risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta sotto la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vegetazione-sui-muri/">Il verde sul muro non è un problema di giardinaggio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-intorno-alla-casa/">Impermeabilizzare il muro è l’ultima mossa, non la prima</a></li>
</ul>
</div>
<p><!--/mxLA--></p>
<hr style='border:none;border-top:3px solid #b11f24;margin-top:34px'>
<table style='width:100%;border-collapse:collapse;font-family:Arial,sans-serif;color:#2a3340;font-size:14px;line-height:1.6'>
<tr>
<td style='vertical-align:top;padding-right:20px'>
<div style='font-size:16px;font-weight:700;color:#b11f24'>Ditta Renzo-ArtHome</div>
<div style='font-weight:600'>di Spedicato Oronzo</div>
<div style='color:#5a6577;margin-bottom:8px'>Specialista in risanamenti di interrati e umidit&agrave; di risalita</div>
<div><strong>Web:</strong> <a href="https://www.renzo-arthome.com">www.renzo-arthome.com</a></div>
<div><strong>E-mail:</strong> renzo.spedicato@gmail.com &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>PEC:</strong> renzoarthome@pec.it</div>
<div><strong>Cell.:</strong> +39 335 844 2978 &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>Ufficio:</strong> +39 371 775 4189</div>
<div style='color:#5a6577'>P.IVA 02475540304</div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://www.renzo-arthome.com/preventivo-gratuito/" style="display:inline-block;background:#b11f24;color:#fff;padding:9px 16px;border-radius:6px;font-weight:700;text-decoration:none">Chiedi un preventivo &rarr;</a></div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://wa.me/393358442978" target="_blank" rel="noopener" title="WhatsApp" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-whatsapp.png' alt='WhatsApp' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.facebook.com/RenzoArtHome" target="_blank" rel="noopener" title="Facebook" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-facebook.png' alt='Facebook' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.linkedin.com/in/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="LinkedIn" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-linkedin.png' alt='LinkedIn' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.tiktok.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="TikTok" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-tiktok.png' alt='TikTok' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.youtube.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="YouTube" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-youtube.png' alt='YouTube' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.instagram.com/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="Instagram" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-instagram.png' alt='Instagram' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a></div>
</td>
<td style='vertical-align:top;width:150px;text-align:center'><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/murature-umide-copertina.jpg' alt='Murature umide: cause e rimedi' width='120' style='border:1px solid #ddd;border-radius:4px'></a></p>
<div style='font-size:12px;color:#5a6577;margin-top:6px'><strong>Murature umide: cause e rimedi</strong><br />Grafill, 2026<br /><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener">Vai al libro &rarr;</a></div>
</td>
</tr>
</table>
<style>#rahLATO{margin:44px auto 0;max-width:680px;font-family:'Open Sans',sans-serif}#rahLATO *{box-sizing:border-box}#rahLATO .rahL-int{background:#fff;border:1px solid #d9dde2;padding:18px 16px 10px}#rahLATO .rahL-tit{font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:700;font-size:15px;letter-spacing:.16em;text-transform:uppercase;color:#262a33;margin:0 0 2px}#rahLATO p{margin:0!important;padding:0!important}#rahLATO .rahL-blog-r{margin:0 0 4px}#rahLATO .rahL-pagine{margin:0 0 12px}#rahLATO .rahL-blog{display:inline-block;font-size:13.5px;color:#a06a00;text-decoration:none;margin:0;border:0}#rahLATO .rahL-blog:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO details{margin:0 0 7px;border-left:4px solid var(--rahf)}#rahLATO summary{cursor:pointer;list-style:none;display:flex;align-items:baseline;gap:8px;font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:600;font-size:14px;color:#2f3440;padding:9px 8px 9px 10px;background:var(--rahv);margin:0}#rahLATO summary::-webkit-details-marker{display:none}#rahLATO summary:before{content:"+";font-weight:700;color:#2f3440;opacity:.55;width:13px;flex:none}#rahLATO details[open]>summary:before{content:"\2212"}#rahLATO .rahL-n{margin-left:auto;font-weight:400;font-size:11.5px;color:#5a6577}#rahLATO ul{list-style:none!important;margin:0!important;padding:6px 4px 8px 12px!important;background:var(--rahv);background:color-mix(in srgb,var(--rahv) 32%,#fff)}#rahLATO li{margin:0!important;padding:4px 6px!important;font-size:13px;line-height:1.45;border-left:2px solid transparent;list-style:none!important}#rahLATO li:before{display:none!important;content:none!important}#rahLATO li a{color:#3f4450;text-decoration:none;border:0;box-shadow:none}#rahLATO li a:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO li.rahL-qui{background:#fdf6d8;border-left-color:#eddf21}#rahLATO li.rahL-qui span{font-weight:600;color:#262a33}#rahLATO li.rahL-qui .rahL-segno{display:block;font-weight:400;font-size:10.5px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#5a6577;margin-top:1px}@media(min-width:1490px){body.postid-4240{overflow:visible!important}article.post-4240{position:relative}#rahLATO{position:absolute;top:0;right:-241px;bottom:0;width:225px;max-width:none;margin:0}#rahLATO .rahL-int{position:sticky;top:106px;max-height:calc(100vh - 126px);overflow-y:auto;padding:14px 12px 8px}#rahLATO summary{font-size:12.5px;padding:8px 6px 8px 8px}#rahLATO li{font-size:12px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:13px}}@media(min-width:1710px){#rahLATO{right:-336px;width:300px}#rahLATO .rahL-int{padding:18px 16px 10px}#rahLATO summary{font-size:14px}#rahLATO li{font-size:13px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:15px}}</style>
<div id="rahLATO">
<div class="rahL-int">
<div class="rahL-tit">Gli articoli</div>
<div class="rahL-blog-r"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/blog/">Indice del blog &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-fase-per-fase/">La casa fase per fase &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/decoder-diagnostico-edile/">Il decoder diagnostico &rarr;</a></div>
<details open style="--rahv:#dcebf5;--rahf:#7fadd1">
<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">Le malte impermeabili nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">La barriera chimica nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">Ma come si cura una risalita?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/improvvisamente-l-umidita-di-risalita/">Improvvisamente, l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-danno-e-dove-l-acqua-se-ne-va/">Il danno è dove l&#8217;acqua se ne va</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">Chi dimezza la macchia raddoppia l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">Umidità di risalita e sali solubili: perché bloccare l&#8217;umidità è solo metà del risanamento, e perché l&#8217;asciugatura richiede da mesi ad anni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo un intervento contro l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-risalita-impermeabilizzazione-in/">L&#8217;innalzamento dell&#8217;umidità di risalita in seguito a interventi di impermeabilizzazione dall&#8217;interno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/doppia-barriera-protocollo-renzo-arthome/">Barriere chimiche non occludenti in zona di marea: bastano davvero contro la pressione idrostatica?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">L’umidità igroscopica nell’edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-primaria-e-sali-renzo-arthome/">Umidità di risalita capillare primaria</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radici-stabilita-versanti/">Le radici tengono il terreno solo dove lo attraversano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vegetazione-sui-muri/">Il verde sul muro non è un problema di giardinaggio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">31</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-dei-giunti/">Sul giunto si impermeabilizza un movimento</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-intorno-alla-casa/">Impermeabilizzare il muro è l&#8217;ultima mossa, non la prima</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/costruire-casa-senza-umidita/">La casa asciutta si decide in cantiere</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">Tre centimetri invece di una demolizione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/prima-la-strategia-poi-il-prodotto/">Prima la strategia, poi il prodotto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">La spinta idrostatica nelle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">Il seminterrato fra infiltrazioni, umidità e radon: un approccio integrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/fontana-dei-grifi-allinterno-del-castello-miramare-di-trieste/">Fontana dei Grifi all&#8217;interno del castello Miramare di Trieste</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/interventi-di-impermeabilizzazioni/">Impermeabilizzazioni: come intervenire e quali soluzioni scegliere</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#d9edea;--rahf:#7dbcb5">
<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">16</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-problema-non-e-la-pioggia/">Il problema non è la pioggia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">Umidità di rimbalzo (rain splash)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-meteorica-cap/">Umidità meteorica (penetrating damp)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-condensazione/">Umidità da condensazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sindrome-dell-edificio-malato/">Sindrome dell&#8217;edificio malato: cause, sintomi e soluzioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffe-indoor/">Muffe indoor</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">Condensa interstiziale in edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f2e9d5;--rahf:#c9a970">
<summary>Vespai e solai<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-piove-dal-predalles/">Quando piove dal predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-normative-e-calcoli/">Vespaio aerato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1431-2/">Le infiltrazioni nei predalles: analisi e metodologie di intervento</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f5e3dc;--rahf:#cf9484">
<summary>Casi Studio<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f4eecb;--rahf:#c9b954">
<summary>Norme e libro<span class="rahL-n">5</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/normativa-salubrita-edifici/">Quadro normativo sulla salubrità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1443-2/">Materiali da costruzione radioattivi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pubblicato-il-libro-murature-umide-cause-e-rimedi/">Pubblicato il libro “Murature umide: cause e rimedi”</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#ebedf0;--rahf:#a7adb8">
<summary>Altri articoli<span class="rahL-n">1</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pavimenti-in-resina-nei-dettagli/">I pavimenti in resina nei dettagli</a></li>
</ul>
</details>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</title>
		<link>https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/</link>
					<comments>https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[renzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Sep 2026 19:15:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Diagnosi e metodo]]></category>
		<category><![CDATA[Interrati e impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Norme e libro]]></category>
		<category><![CDATA[bagno e doccia]]></category>
		<category><![CDATA[corpi passanti]]></category>
		<category><![CDATA[diagnostica]]></category>
		<category><![CDATA[impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[infiltrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/</guid>

					<description><![CDATA[<p>La piastrella, l'adesivo e le fughe non trattengono l'acqua, e nessuna legge italiana obbliga a mettere sotto uno strato che la trattenga. Da dove passa l'acqua di una doccia, che cosa prescrivono la UNI 11493-1, il documento europeo dei locali umidi, la norma tedesca e il codice australiano, e la sequenza corretta dal rustico alle piastrelle.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style='font-size:19px;color:#5a6577'><em>Impermeabilizzazione bagno e doccia: la piastrella, l&#8217;adesivo e le fughe non trattengono l&#8217;acqua, e in Italia nessuna legge obbliga a mettere sotto uno strato che la trattenga. Che cosa prescrivono la norma tecnica italiana, il documento europeo dei locali umidi e i tre paesi che il bagno lo hanno normato, e la sequenza che uso in cantiere</em></p>
<p>La chiamata arriva quasi sempre dal piano di sotto. Sul soffitto del bagno, o della cucina, è comparsa un&#8217;ombra. Le prime volte si asciuga in un paio di giorni, poi resta. L&#8217;idraulico ha messo in pressione l&#8217;impianto e la pressione tiene. Il proprietario di sopra dice che la doccia è nuova, che le piastrelle sono di gres, che il silicone è stato rifatto l&#8217;anno scorso. Ha ragione su tutto, e il soffitto continua a bagnarsi.</p>
<p>Quando salgo a vedere faccio due prove, sempre le stesse e in quest&#8217;ordine. La prima allaga il piano della doccia a scarico tappato e lo lascia sotto battente per ventiquattro ore: mette alla prova il piano e lo scarico, e tiene le pareti asciutte. La seconda bagna le pareti una fascia alla volta, dal basso verso l&#8217;alto, a scarico aperto e piano asciutto: mette alla prova le fughe e i giunti verticali, e tiene il piano fuori causa. Le due prove sono scritte per esteso al capitolo 2, con i tempi, le quantità e la distanza del getto, perché una prova senza tempi non è una prova.</p>
<p>Quando la macchia di sotto non cambia durante la prima prova e si ravviva durante la seconda, la diagnosi è fatta: l&#8217;acqua entra dalle fughe delle pareti e dall&#8217;incontro fra pavimento e parete, scende nel massetto, lo riempie, attraversa il solaio e riemerge di sotto. Fra la prima doccia e la macchia passano mesi, e in quei mesi il massetto ha fatto da deposito.</p>
<p>La tesi di questo articolo sta nel titolo. Il bagno si impermeabilizza al rustico, prima delle piastrelle, con uno strato continuo che copre il pavimento, sale sulle pareti della doccia e si raccorda allo scarico e ai corpi passanti. La piastrella arriva dopo e fa un altro mestiere: protegge quello strato e si lascia pulire. Chi affida alla piastrella la tenuta all&#8217;acqua le chiede una cosa che nessuna norma le riconosce.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="983" height="788" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-copertina-bagno-sezione.png" alt="Impermeabilizzazione bagno e doccia: un bagno in sezione con lo strato di tenuta in evidenza sotto il pavimento e sulle pareti della doccia" class="wp-image-3469" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-copertina-bagno-sezione.png 983w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-copertina-bagno-sezione-300x240.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-copertina-bagno-sezione-768x616.png 768w" sizes="(max-width: 983px) 100vw, 983px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">In copertina. Un bagno in sezione: lo strato di tenuta corre sotto il pavimento, sale sulle pareti della doccia e abbraccia lo scarico. Illustrazione generata a partire da una descrizione dell&#8217;autore: è uno schema, non un dettaglio esecutivo. La sequenza reale, con le quote, è nella Figura 4.</figcaption></figure>
<div id="rahTOC" style="border:1px solid #e2e5ea;border-radius:6px;padding:20px 24px;margin:0 0 32px;background:#fafbfc">
<p style="margin:0 0 10px;font-weight:600;color:#1a2233;font-size:16px">Indice</p>
<ol style="margin:0;padding-left:20px;line-height:1.6">
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#chi-ha-cominciato-a-metterlo" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Chi ha cominciato a metterlo</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-parole-che-servono" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le parole che servono</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#1-da-dove-passa-lacqua" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">1. Da dove passa l&#8217;acqua</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#2-le-due-prove-con-i-tempi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">2. Le due prove, con i tempi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#3-non-tutte-le-macchie-sotto-un-bagno-vengono-dalla-doccia" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">3. Non tutte le macchie sotto un bagno vengono dalla doccia</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#4-che-cosa-dice-la-norma-in-italia" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">4. Che cosa dice la norma, in Italia</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#5-il-documento-europeo-dei-locali-umidi-letto-nel-testo" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">5. Il documento europeo dei locali umidi, letto nel testo</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#6-chi-la-regola-ce-lha-germania-australia-stati-uniti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">6. Chi la regola ce l&#8217;ha: Germania, Australia, Stati Uniti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#7-la-sequenza-corretta-dal-rustico-alle-piastrelle" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">7. La sequenza corretta, dal rustico alle piastrelle</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#8-piatto-appoggiato-piatto-a-filo-doccia-in-muratura" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">8. Piatto appoggiato, piatto a filo, doccia in muratura</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#9-gli-errori-ricorrenti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">9. Gli errori ricorrenti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#10-che-cosa-si-scrive-in-capitolato" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">10. Che cosa si scrive in capitolato</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-sintesi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Impermeabilizzazione bagno e doccia, in sintesi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#dal-cantiere" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Dal cantiere</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#domande-frequenti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Domande frequenti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-conclusione" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In conclusione</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#ringraziamenti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Ringraziamenti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#fonti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Fonti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lautore" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;autore</a></li>
</ol>
</div>
<h2 id="chi-ha-cominciato-a-metterlo">Chi ha cominciato a metterlo</h2>
<p>L&#8217;idea che l&#8217;acqua debba essere trattenuta da uno strato apposta, e non dalla muratura che le sta intorno, è antica quanto le cisterne. Vitruvio, nel libro VIII del <em>De architectura</em>, descrive come si costruiscono le cisterne in opera signina: sabbia purissima e ruvida, pietra spezzata in pezzi non più pesanti di una libbra, calce fortissima, cinque parti di sabbia per due di calce; le pareti si battono con pali di legno ferrati, poi si batte il fondo, e chi può ne fa due o tre in fila, perché l&#8217;acqua travasata risulti «molto più salubre e gradevole». Leggendolo oggi, il principio lo direi così: la cisterna tiene perché il rivestimento battuto è continuo e compatto, non perché il muro è spesso. È lo stesso principio che, nel libro VII, Vitruvio applica alle stanze umide con il cocciopesto, di cui ho scritto a proposito della condensa interstiziale.</p>
<p>Per secoli il bagno di casa, quando c&#8217;è, ha una vasca e pareti piastrellate a mezza altezza, e l&#8217;acqua che schizza è poca. Il bagno moderno cambia due cose insieme: la doccia al posto della vasca, con le pareti bagnate ogni giorno fino a due metri, e il piatto a filo pavimento, senza bordo. Le regole arrivano dietro a queste due novità. A leggere le date, arrivano prima nei paesi dove le case hanno pareti leggere, in legno e in cartongesso, che l&#8217;acqua rovina in fretta.</p>
<p>L&#8217;Australia pubblica la prima edizione della norma sulla tenuta all&#8217;acqua dei locali umidi domestici, la AS 3740, nel 1989; oggi è alla quinta edizione, del 2021, ed è richiamata dal codice nazionale delle costruzioni. In Germania la tecnica dello strato di tenuta incollato sotto le piastrelle, che i tedeschi chiamano <em>Verbundabdichtung</em>, tenuta in aderenza, ha vissuto per una quindicina d&#8217;anni nei soli fogli tecnici dell&#8217;associazione dei piastrellisti: l&#8217;edizione più vecchia che ho trovato in catalogo è dell&#8217;agosto 2000, e ne seguono altre nel 2005, nel 2010, nel 2012, nel 2019 e nel 2022. Nel luglio 2017 quella prassi diventa norma nazionale con la DIN 18534, dedicata per intero all&#8217;impermeabilizzazione dei locali interni. Nell&#8217;aprile 2007 arriva la linea guida europea ETAG 022 per i sistemi di tenuta dei locali umidi. La pubblica l&#8217;EOTA, che allora si chiamava organizzazione europea per le approvazioni tecniche. Nel 2019 la sostituisce il documento europeo di valutazione EAD 030352-00-0503, pubblicato in Gazzetta europea nel 2020. In Italia la prima norma nazionale sulle piastrellature ceramiche è la UNI 11493 del 2013, rifatta nel 2016 come UNI 11493-1 e rinnovata il 15 maggio 2025.</p>
<p>Le date dicono una cosa che in cantiere si sente ancora poco: fra i paesi che ho messo a confronto, la regola d&#8217;arte sull&#8217;acqua sotto le piastrelle ha meno di quarant&#8217;anni dove è arrivata prima, e in Italia meno di quindici. Chi ha imparato il mestiere prima non l&#8217;ha mai incontrata.</p>
<h2 id="le-parole-che-servono">Le parole che servono</h2>
<p><strong>Impermeabilizzazione bagno e doccia.</strong> L&#8217;insieme dello strato di tenuta, delle bandelle nei giunti e dei collari attorno agli scarichi e ai corpi passanti, posato sul massetto e sulle pareti della doccia prima delle piastrelle: è quello che tiene l&#8217;acqua fuori dal solaio, non la piastrellatura.</p>
<p><strong>Massetto.</strong> Lo strato di malta che sta fra il solaio e il pavimento: porta in quota il piano, gli dà la pendenza e riceve l&#8217;adesivo delle piastrelle. È poroso, quindi assorbe acqua e la trattiene.</p>
<p><strong>Solaio.</strong> La struttura orizzontale che divide un piano dall&#8217;altro: sopra ci sta il massetto del piano di sopra, sotto c&#8217;è il soffitto del piano di sotto.</p>
<p><strong>Fuga.</strong> Lo spazio fra una piastrella e l&#8217;altra, riempito con lo stucco. Non è un difetto della posa: serve a far lavorare la piastrellatura, e proprio per questo non può essere a tenuta.</p>
<p><strong>Percolazione.</strong> Il cammino dell&#8217;acqua dentro un materiale poroso, verso il basso, per gravità. È quello che disegna sul muro le lingue irregolari delle fotografie 1 e 3.</p>
<p><strong>Strato di tenuta.</strong> Lo strato continuo che ferma l&#8217;acqua, posato sul supporto e sotto il rivestimento, con cui fa corpo unico. I tedeschi lo chiamano tenuta in aderenza, e il nome dice il principio: non è un foglio appoggiato, è un materiale che aderisce al supporto su tutta la superficie, così un&#8217;eventuale lesione non mette in comunicazione due parti del pacchetto.</p>
<p><strong>Bandella.</strong> Il nastro che arma il giunto fra due elementi che si muovono, cioè l&#8217;incontro fra pavimento e parete e gli spigoli verticali. È fatta di tessuto non tessuto di polipropilene resistente agli alcali accoppiato a uno strato adesivo, e si annega fra le due mani del liquido: da sola non è una tenuta, e il liquido da solo non regge il movimento del giunto.</p>
<p><strong>Collare.</strong> Il pezzo sagomato che chiude il passaggio dello strato di tenuta attorno a un corpo estraneo: un tubo, un attacco della rubinetteria, il corpo di uno scarico.</p>
<p><strong>Platea.</strong> Il piano orizzontale su cui si costruisce il bagno: qui è la superficie del solaio, sgombra, prima che ci vada sopra il massetto. Impermeabilizzare la platea vuol dire mettere lo strato lì sotto, non sotto le piastrelle.</p>
<p><strong>Piletta.</strong> La parte a vista dello scarico a pavimento, quella con la griglia, che si monta per ultima sopra il pozzetto. Pozzetto e piletta sono due pezzi dello stesso scarico: il pozzetto sta annegato nel massetto, la piletta si vede.</p>
<p><strong>Flangia.</strong> Il bordo piatto e sporgente del pozzetto di scarico, fatto apposta perché lo strato di tenuta ci aderisca sopra. Un pozzetto senza flangia non ha una superficie a cui la tenuta possa attaccarsi.</p>
<p><strong>Battente idraulico.</strong> L&#8217;altezza della colonna d&#8217;acqua che resta nel sifone e impedisce ai gas della fognatura di risalire. La norma dei pozzetti a pavimento parla di pozzetti con sifone con battente di almeno cinquanta millimetri.</p>
<p><strong>Piatto a filo pavimento.</strong> La doccia senza bordo. La pendenza sta nel massetto o in un pannello annegato, e il piano su cui si cammina nella doccia è alla stessa quota del pavimento del bagno.</p>
<p><strong>A tenuta e resistente all&#8217;acqua.</strong> Due requisiti diversi, che i codici anglosassoni distinguono con due parole e la pratica italiana confonde in una. A tenuta vuol dire che l&#8217;acqua non passa; resistente all&#8217;acqua vuol dire che la superficie sopporta di essere bagnata senza degradarsi. La doccia chiede la prima, il resto del bagno la seconda.</p>
<p><strong>Classe di esposizione all&#8217;acqua.</strong> Il modo tedesco di dire quanta acqua prende una superficie: dalla parete sopra il lavabo, che prende spruzzi ogni tanto, al pavimento di una doccia a filo, che prende acqua tutti i giorni e la trattiene per qualche secondo. La classe decide se lo strato di tenuta serve e quale supporto è ammesso sotto.</p>
<h2 id="1-da-dove-passa-lacqua">1. Da dove passa l&#8217;acqua</h2>
<p>Una piastrella di gres porcellanato assorbe pochissimo. La norma europea delle piastrelle di ceramica, la UNI EN 14411:2016, le classifica per assorbimento d&#8217;acqua: il gruppo BIa, il gres pressato a secco, assorbe fino allo 0,5 per cento del proprio peso; il gruppo BIII, che riguarda essenzialmente le piastrelle smaltate da rivestimento, oltre il 10 per cento. Il corpo della piastrella, quindi, non è il problema. Il problema è tutto quello che sta intorno.</p>
<p><strong>Le fughe.</strong> La fuga cementizia è una malta, e una malta assorbe acqua per capillarità. La norma degli stucchi per fughe, la UNI EN 13888-1:2022, prevede la classe a ridotto assorbimento d&#8217;acqua, quella che sulle confezioni si legge CG2WA. Ridotto, non nullo: un articolo dell&#8217;associazione dei posatori lo dice con chiarezza, quegli stucchi «rimangono comunque dei materiali assorbenti». Le fughe epossidiche assorbono pochissimo, ma restano attaccate alla piastrella con un&#8217;interfaccia che lavora, e su una parete di doccia il lavoro non manca mai.</p>
<p>Il conto delle fughe sorprende sempre chi lo fa la prima volta. In un metro quadro di piastrelle quadrate da 30 centimetri corrono circa 6,7 metri di fuga. Con il formato 60 per 60 sono 3,3 metri. Con il mosaico da 2,5 centimetri, che nelle docce in muratura si usa spesso, sono 80 metri di fuga per ogni metro quadro. È solo geometria, e chiunque può rifarla: milleseicento tessere, quattro lati da 2,5 centimetri ciascuna, e ogni fuga divisa con la tessera vicina. È lo stesso conto che sta dentro i calcolatori di consumo dello stucco dei produttori.</p>
<p><strong>L&#8217;incontro fra pavimento e parete.</strong> È il giunto più sollecitato del bagno. Il pavimento e la parete si muovono in modo diverso, con la temperatura e con il ritiro del massetto, e il sigillante che li unisce invecchia: si stacca da un lato, si screpola, ammuffisce e viene raschiato via. Quando il sigillante ha finito il suo giro, quel giunto è una fessura continua lungo tutta la doccia.</p>
<p><strong>Il bordo dello scarico.</strong> Fra il pozzetto e il pavimento c&#8217;è un cambio di materiale: plastica o metallo da una parte, ceramica e malta dall&#8217;altra. Se il pozzetto è stato incollato nel massetto e la piastrella gli arriva contro, quel bordo è una fuga come le altre. Con una differenza: sta nel punto più basso, dove l&#8217;acqua converge.</p>
<p><strong>I corpi passanti.</strong> La rubinetteria incassata, il braccio della doccia, i tasselli della cabina, la mensola: ogni foro nella parete è un ingresso, e sulla parete della doccia i fori stanno tutti nella zona bagnata. Ho scritto altrove che <a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a>: in bagno vale per chi porta i tubi.</p>
<p><strong>La soglia della doccia.</strong> Con il box chiuso l&#8217;acqua resta dentro. Con la porta scorrevole che non chiude, con il piatto a filo e con la doccia aperta, l&#8217;acqua passa sul pavimento del bagno. Quel pavimento, nei bagni che ho aperto, non era quasi mai impermeabilizzato.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1124" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig1-dove-passa-acqua.png" alt="Da dove passa l'acqua sotto una doccia: le sei vie d'acqua in sezione" class="wp-image-3470" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig1-dove-passa-acqua.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig1-dove-passa-acqua-300x211.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig1-dove-passa-acqua-1024x719.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig1-dove-passa-acqua-768x540.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig1-dove-passa-acqua-1536x1079.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 1. Le sei vie d&#8217;acqua di una doccia senza strato di tenuta, in sezione: le fughe, l&#8217;incontro fra pavimento e parete, il bordo dello scarico, i corpi passanti, il massetto che trattiene, il solaio che restituisce di sotto. Disegno tecnico dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<h3>Quanta acqua, e perché ci vogliono mesi</h3>
<p>I Criteri Ambientali Minimi per l&#8217;edilizia pubblica fissano per le docce una portata massima di 8 litri al minuto. Prendo quel valore come riferimento e aggiungo due ipotesi mie: una doccia dura otto minuti, e in casa se ne fanno due al giorno. Sono 64 litri a doccia e circa 47 metri cubi l&#8217;anno, che cadono su un piatto di ottanta centimetri di lato, poco più di mezzo metro quadro, e sulle due pareti che lo chiudono. Se quell&#8217;acqua restasse sul piatto, in un anno farebbe una colonna alta 73 metri. Basta che una parte su mille entri nelle fughe per avere decine di litri l&#8217;anno nel massetto.</p>
<p>Il massetto è una malta porosa. Riceve l&#8217;acqua per capillarità e la trattiene, perché sopra ha la piastrella che frena l&#8217;evaporazione e sotto ha il solaio. La quantità che entra a ogni doccia è piccola, ma finché la piastrella frena l&#8217;evaporazione il bilancio resta positivo: entra più acqua di quella che esce. Il massetto si riempie per mesi prima di cedere acqua al solaio. Il solaio a sua volta la cede al soffitto di sotto, dove trova un giunto, una traccia, un punto più freddo. Per questo il danno compare tardi, e per questo il proprietario di sopra è convinto in buona fede che la sua doccia non c&#8217;entri.</p>
<h3>Che cosa si vede di sotto, e in quanto tempo</h3>
<p>Fin qui il conto dice che l&#8217;acqua arriva piano. Quando però arriva, quello che succede sotto è veloce, e le cinque fotografie che seguono lo mostrano su un caso solo, nell&#8217;ordine in cui l&#8217;ho visto: sono la stessa perdita, dal bagno del piano di sopra, riprese nell&#8217;arco di tre giorni.</p>
<p>Il primo segno è il soffitto bagnato su tutta la campata, con l&#8217;acqua che si raccoglie in gocce sulla superficie. Poi la bagnatura gira lo spigolo e scende sulle pareti in lingue irregolari, fino a circa metà altezza: è la percolazione, e disegna il percorso che l&#8217;acqua ha trovato dentro il solaio. Al terzo giorno, sulla stessa area, ci sono le colonie di muffa.</p>
<p>Tre giorni sono coerenti con quello che scrive l&#8217;agenzia americana per la protezione dell&#8217;ambiente nella sua guida sulle muffe e l&#8217;umidità in casa: se le zone e i materiali bagnati vengono asciugati entro le ventiquattro o quarantotto ore dalla perdita, nella maggior parte dei casi la muffa non cresce. Qui nessuno ha asciugato niente, per la ragione che rende questo danno diverso da un allagamento: nessuno sapeva. L&#8217;acqua è uscita dal bagno di sopra e ha attraversato il solaio. Si è presentata già dentro il soffitto e dentro l&#8217;intonaco della parete, dove un ventilatore non arriva.</p>
<p>Questa muffa è alimentata dall&#8217;acqua della perdita, non dalla condensa: cresce dove l&#8217;acqua liquida ha bagnato l&#8217;intonaco e segue le colature, non gli angoli freddi della stanza. La muffa da condensa ha un&#8217;altra causa e un altro disegno, e ne ho scritto in <a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a>.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1200" height="1600" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto1-soffitto-gocce.jpg" alt="Il soffitto del locale sotto il bagno, bagnato su tutta la campata, con l'acqua raccolta in gocce" class="wp-image-3471" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto1-soffitto-gocce.jpg 1200w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto1-soffitto-gocce-225x300.jpg 225w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto1-soffitto-gocce-768x1024.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto1-soffitto-gocce-1152x1536.jpg 1152w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 1. Il primo giorno della serie: il soffitto del locale che sta sotto il bagno è bagnato su tutta la campata e l&#8217;acqua si raccoglie in gocce sulla superficie. La bagnatura non si ferma al soffitto: gira lo spigolo e comincia a scendere sulla parete, con il bordo irregolare che si vede in basso a sinistra. Cantiere dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="901" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto2-soffitto-primi-punti.jpg" alt="Lo stesso soffitto con la macchia a contorno netto e i primi punti scuri" class="wp-image-3472" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto2-soffitto-primi-punti.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto2-soffitto-primi-punti-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto2-soffitto-primi-punti-1024x577.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto2-soffitto-primi-punti-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto2-soffitto-primi-punti-1536x865.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 2. Lo stesso soffitto più avanti nella serie. L&#8217;acqua libera non c&#8217;è più e la macchia ha preso il contorno a mappa che lascia l&#8217;asciugatura; sulla superficie e sul pannello chiaro in basso compaiono i primi punti scuri. Cantiere dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1200" height="1600" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto3-fronte-sulle-pareti.jpg" alt="Il fronte umido sceso dal soffitto sulle due facce dello spigolo, fino a metà altezza" class="wp-image-3473" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto3-fronte-sulle-pareti.jpg 1200w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto3-fronte-sulle-pareti-225x300.jpg 225w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto3-fronte-sulle-pareti-768x1024.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto3-fronte-sulle-pareti-1152x1536.jpg 1152w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 3. La percolazione sulle pareti: dal soffitto il fronte umido scende in lingue irregolari fino a circa metà altezza, su tutte e due le facce dello spigolo, e prosegue oltre la porta. È il disegno che l&#8217;acqua ha trovato uscendo dal solaio. Cantiere dell&#8217;autore; una zona dell&#8217;immagine è stata oscurata, conteneva un marchio commerciale.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1126" height="2000" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto4-colonie-inizio.jpg" alt="Le prime colonie di muffa, punti scuri isolati sull'area rimasta umida" class="wp-image-3474" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto4-colonie-inizio.jpg 1126w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto4-colonie-inizio-169x300.jpg 169w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto4-colonie-inizio-577x1024.jpg 577w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto4-colonie-inizio-768x1364.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto4-colonie-inizio-865x1536.jpg 865w" sizes="(max-width: 1126px) 100vw, 1126px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 4. La stessa parete da vicino: sull&#8217;area rimasta umida compaiono le prime colonie, punti scuri isolati che si dispongono lungo le colature. Cantiere dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1126" height="2000" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto5-colonie-estese.jpg" alt="Le colonie diffuse su tutta la fascia bagnata, con le colature ancora leggibili sotto" class="wp-image-3475" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto5-colonie-estese.jpg 1126w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto5-colonie-estese-169x300.jpg 169w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto5-colonie-estese-577x1024.jpg 577w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto5-colonie-estese-768x1364.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto5-colonie-estese-865x1536.jpg 865w" sizes="(max-width: 1126px) 100vw, 1126px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 5. Il terzo giorno: le colonie sono diffuse su tutta la fascia che era rimasta bagnata, sullo spigolo e attorno all&#8217;interruttore, e le colature verticali si leggono ancora sotto le macchie. Fra questa fotografia e la prima passano tre giorni. Cantiere dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<h3>Il vapore e la condensa</h3>
<p>Il bagno ha anche un&#8217;altra acqua, quella del vapore. Su questo la legge italiana una regola ce l&#8217;ha, ed è vecchia: il decreto del Ministero della sanità del 5 luglio 1975, all&#8217;articolo 7, prescrive che «la stanza da bagno deve essere fornita di apertura all&#8217;esterno per il ricambio dell&#8217;aria o dotata di impianto di aspirazione meccanica». Sull&#8217;acqua del bagno la legge italiana dice poco, e quel poco riguarda l&#8217;aria.</p>
<p>Lo strato di tenuta sotto le piastrelle non peggiora il quadro del vapore, e la ragione sta dal lato giusto della parete. Quello strato sta sulla faccia interna, calda, del pavimento e delle pareti: è la posizione che nella regola della condensa interstiziale si chiama stretto verso dentro, e l&#8217;ho spiegata nell&#8217;articolo <a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a>. Uno strato che frena il vapore sul lato caldo riduce il vapore che arriva dietro di sé.</p>
<h2 id="2-le-due-prove-con-i-tempi">2. Le due prove, con i tempi</h2>
<p>Una prova d&#8217;acqua serve solo se è ripetibile: stessa quantità, stesso tempo, stessa superficie bagnata, e qualcuno che guarda dove l&#8217;acqua non dovrebbe arrivare. Le due che seguono si fanno in quest&#8217;ordine, e ognuna serve a escludere qualcosa. Fra la prima e la seconda vanno lasciate almeno ventiquattro ore di asciugatura, altrimenti la seconda legge l&#8217;acqua della prima.</p>
<h3>La prova di allagamento: mette alla prova il piano e lo scarico</h3>
<p>Si tappa lo scarico con un tappo a espansione. Si porta l&#8217;acqua sul piano della doccia fino a circa venticinque millimetri, misurati nel punto più basso. Si segna il livello sulla parete e si lascia per ventiquattro ore. Prima di riempire, il soffitto del locale di sotto va fotografato con la data. Dove ci sono già macchie, va letta anche l&#8217;umidità superficiale, con lo strumento appoggiato negli stessi punti. Dopo ventiquattro ore si rilegge il livello e si rifotografa il soffitto.</p>
<p>Qui serve una cautela, se no la prova condanna anche una doccia sana. In ventiquattro ore un po&#8217; d&#8217;acqua se ne va per evaporazione, e sul segno fatto sulla parete si vede. Per non scambiare l&#8217;evaporazione per una perdita appoggio sul piano un recipiente pieno d&#8217;acqua, con il suo livello segnato, e alla fine confronto i due cali: quello del piano e quello del recipiente. Se sono uguali, il piano tiene. Se il piano è sceso di più, o se sotto compare acqua, il difetto è nel piano o nel raccordo con lo scarico. Se il livello è fermo e sotto non cambia niente, piano e scarico tengono, e la ricerca si sposta sulle pareti.</p>
<p>I codici che prescrivono questa prova per accettare un lavoro chiedono meno tempo, perché a loro basta scoprire un foro. Il codice idraulico internazionale, alla sezione 312.9, chiede di tappare il tubo dello scarico e di riempire il piano fino ad almeno due pollici, cioè cinquantuno millimetri misurati alla soglia, e di trattenere l&#8217;acqua per non meno di quindici minuti senza evidenza di perdite. La norma australiana dei locali umidi domestici, per quanto ne riportano concordi le fonti tecniche australiane, mette la prova di allagamento nel suo allegato C e la chiede soprattutto quando il locale sta sopra uno spazio abitabile, a maggior ragione di un altro proprietario: venticinque millimetri d&#8217;acqua per almeno ventiquattro ore, con il controllo da sotto. Il testo della norma è a pagamento e non l&#8217;ho letto. Le ventiquattro ore sono la mia scelta e non un obbligo di legge: una fessura fine bagna il solaio in una notte e non in un quarto d&#8217;ora.</p>
<p>Due avvertenze. L&#8217;acqua pesa: cento litri sono un quintale sul solaio, e su una struttura di cui non si conosce lo stato la quantità va valutata prima. E il tappo deve tenere davvero: un tappo che perde fa fallire la prova senza che il bagno abbia colpe.</p>
<h3>La prova di bagnatura delle pareti: mette alla prova fughe e giunti</h3>
<p>Questa prova bagna le pareti e lascia il piano asciutto. Per questo lo scarico resta aperto e il getto non tocca mai il pavimento. Serve la doccia a mano staccata dal supporto.</p>
<p>Si divide la parete in fasce orizzontali alte una cinquantina di centimetri e si comincia dalla più bassa, quella che contiene l&#8217;incontro fra pavimento e parete. Il getto si tiene a una trentina di centimetri dalla superficie e si muove avanti e indietro lungo la fascia, coprendo circa un metro e mezzo di giunto ogni cinque minuti. Finita la fascia si chiude l&#8217;acqua e si aspetta, tenendo d&#8217;occhio il soffitto di sotto. Si guarda se la macchia si ravviva, e si rilegge l&#8217;umidità superficiale con lo strumento appoggiato negli stessi punti segnati prima di cominciare. Poi si sale alla fascia successiva e si ripete. Su una parete di doccia alta due metri sono quattro fasce, e con le attese la prova occupa una mattinata.</p>
<p>L&#8217;ordine dal basso verso l&#8217;alto non è un dettaglio. È la regola delle prove d&#8217;acqua diagnostiche sugli involucri, e la guida americana che le codifica ne dà la ragione: partire dal basso toglie l&#8217;ambiguità sull&#8217;origine di una perdita, che altrimenti potrebbe venire da acqua scesa dall&#8217;alto lungo la parete. Chi bagna tutta la parete in una volta ottiene una perdita e nessuna informazione. La distanza del getto e i cinque minuti per tratto vengono dalla prova a lancia usata sulle facciate, dove il getto si tiene a un piede dal giunto e si muove avanti e indietro su circa un metro e mezzo di giunto per cinque minuti.</p>
<p>Quello che si guarda non è solo il soffitto di sotto. Si guarda anche il piano della doccia, che deve restare asciutto: se si bagna, la prova non è più pulita e va rifatta con più attenzione al getto.</p>
<h3>Il tracciante e la prova dell&#8217;impianto</h3>
<p>Restano due sorgenti che l&#8217;acqua della doccia non tocca. Per lo scarico e per il sifone si versa nello scarico un tracciante colorato per impianti, si fanno scorrere due o tre litri e si guarda se la macchia di sotto si colora: se si colora, è acqua di scarico e la doccia è fuori causa. Per le tubazioni in pressione la prova la fa l&#8217;idraulico, isolando il tratto con un manometro lasciato in vista per una notte: se la pressione cala a rubinetti chiusi, la perdita è nell&#8217;impianto e non nel rivestimento.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1536" height="2048" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-fluoresceina.jpg" alt="Fluoresceina stesa sul piatto della doccia e lungo i giunti con la parete" class="wp-image-3569" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-fluoresceina.jpg 1536w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-fluoresceina-225x300.jpg 225w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-fluoresceina-768x1024.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-fluoresceina-1152x1536.jpg 1152w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 6. Il tracciante fluorescente non serve solo nello scarico. Qui è stato steso sul piatto della doccia, lungo il giunto fra piatto e parete, sullo spigolo verticale e sul davanzale della finestra: dove passa, lascia il segno, e si va a cercare dall&#8217;altra parte. Il sedile è protetto con un sacco. Fotografia Idralclima srl.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1536" height="2048" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-manometro.jpg" alt="Manometro digitale montato sul tratto di impianto isolato" class="wp-image-3570" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-manometro.jpg 1536w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-manometro-225x300.jpg 225w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-manometro-768x1024.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-manometro-1152x1536.jpg 1152w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 7. La prova dell&#8217;impianto in pressione: il tratto è isolato e il manometro digitale resta montato, con la lettura più alta tenuta in memoria. Si legge la sera e si rilegge la mattina: se a rubinetti chiusi la pressione è calata, la perdita è nell&#8217;impianto. Fotografia Idralclima srl.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1536" height="2048" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-strumenti.jpg" alt="La cassetta degli strumenti di ricerca aperta accanto al piatto della doccia" class="wp-image-3571" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-strumenti.jpg 1536w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-strumenti-225x300.jpg 225w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-strumenti-768x1024.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-strumenti-1152x1536.jpg 1152w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 8. Gli strumenti della ricerca, in un bagno vero: la videosonda nella sua cassetta e, sul piatto, la pompa a mano per mettere in pressione il tratto isolato. Il piatto è coperto con un telo, perché la prova non deve aggiungere acqua a quella che si sta cercando. Fotografia Idralclima srl.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1536" height="2048" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-piletta.jpg" alt="Il corpo della piletta visto dall'interno con la videosonda" class="wp-image-3572" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-piletta.jpg 1536w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-piletta-225x300.jpg 225w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-piletta-768x1024.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-piletta-1152x1536.jpg 1152w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 9. Quello che vede la videosonda scendendo nello scarico: il corpo della piletta incrostato e il tubo che si infila dentro, con il cambio di materiale che resta il punto debole. È l&#8217;immagine che l&#8217;endoscopio va a prendere senza demolire niente. Fotografia Idralclima srl.</figcaption></figure>
<p>La termocamera mostra dove la superficie è più fredda, cioè dove l&#8217;acqua sta evaporando, e disegna in fretta la mappa della zona bagnata. La Fotografia 10 mostra che cosa restituisce sul soffitto delle Fotografie da 1 a 5, quello del locale sotto il bagno che perde: la zona dove l&#8217;acqua evapora è di due o tre gradi più fredda di quella attorno, e il suo contorno, che a occhio non si vede, nell&#8217;immagine è netto. L&#8217;igrometro a contatto dà valori relativi, buoni per seguire il bordo di quella mappa nel tempo. Un valore vero lo danno due strade. Il metodo al carburo si fa su un campione prelevato dalla muratura. Le sonde lasciate in un foro leggono l&#8217;umidità dell&#8217;aria in equilibrio con il materiale, e dicono quanto è bagnato in profondità e non solo in faccia. L&#8217;endoscopio guarda dentro una cavità o dietro un rivestimento senza aprirlo. Il gas tracciante e il correlatore acustico cercano il punto di una perdita in pressione, quando il manometro ha detto che c&#8217;è ma non dove.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="960" height="720" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto-termo-soffitto-estensione.jpg" alt="Il soffitto sotto il bagno che perde visto con la termocamera: la zona fredda in blu dove l'acqua evapora" class="wp-image-3765" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto-termo-soffitto-estensione.jpg 960w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto-termo-soffitto-estensione-300x225.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto-termo-soffitto-estensione-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 10. Lo stesso soffitto delle Fotografie da 1 a 5, quello del locale sotto il bagno che perde, visto con la termocamera. La zona più fredda, in blu, è quella dove l&#8217;acqua sta evaporando, e il suo confine con la parte calda, in verde e in giallo, è netto. La scala dell&#8217;immagine va da 26,3 a 30,4 °C e il punto al centro segna 27,6 °C. Termogramma dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<p>Questi strumenti dicono dove il muro è bagnato. Non dicono da dove l&#8217;acqua entra. Sono due domande diverse, e la seconda decide chi paga.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1486" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig2-le-due-prove.png" alt="Le due prove d'acqua che separano le sorgenti, in sezione" class="wp-image-3476" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig2-le-due-prove.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig2-le-due-prove-300x279.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig2-le-due-prove-1024x951.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig2-le-due-prove-768x713.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig2-le-due-prove-1536x1427.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 2. Le due prove, in sezione. A sinistra l&#8217;allagamento: scarico tappato, venticinque millimetri d&#8217;acqua sul piano, livello segnato, ventiquattro ore, soffitto di sotto fotografato prima e dopo. A destra la bagnatura delle pareti: scarico aperto, piano asciutto, fasce di mezzo metro affrontate dal basso verso l&#8217;alto, getto a trenta centimetri dalla superficie, cinque minuti per ogni metro e mezzo di giunto. Disegno tecnico dell&#8217;autore; i valori dei codici sono dichiarati nel cartiglio.</figcaption></figure>
<p><strong>In cantiere.</strong> Il verbale di queste prove è una pagina con quattro fotografie datate: il soffitto prima, il livello segnato, il livello dopo, il soffitto dopo. Costa dieci minuti e vale più di qualunque dichiarazione, sia quando la doccia è colpevole sia quando è innocente.</p>
<h2 id="3-non-tutte-le-macchie-sotto-un-bagno-vengono-dalla-doccia">3. Non tutte le macchie sotto un bagno vengono dalla doccia</h2>
<p>Prima di demolire una doccia va esclusa ogni altra sorgente, perché sotto un bagno le acque sono almeno cinque e si somigliano tutte. Le distinguo con i tempi, con le prove e con l&#8217;apertura del rivestimento, nell&#8217;ordine.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>La sorgente</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Come si comporta la macchia</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>La prova che la conferma</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Fughe e giunti della doccia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Cresce dopo l&#8217;uso, si asciuga nei periodi di assenza, compare mesi dopo una ristrutturazione</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Piano allagato a scarico tappato per 24 ore: nessun cambiamento; bagnatura delle pareti a fasce: la macchia si ravviva quando si bagna una fascia</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Piatto e raccordo piatto-parete</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Come sopra, ma la macchia sta sotto il piatto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Piano allagato a scarico tappato per 24 ore: la macchia si ravviva</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Scarico e sifone</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Cresce con ogni scarico, anche del lavabo o del bidet se collegati</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Tracciante colorato nello scarico; ispezione del raccordo</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Impianto in pressione</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Continua, non dipende dall&#8217;uso; il contatore può girare a rubinetti chiusi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Prova di pressione dell&#8217;impianto</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Cassetta incassata e raccordi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Continua o legata agli scarichi del vaso; la parete dietro il vaso è fredda e umida</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Apertura del rivestimento davanti alla cassetta</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Condensa su tubazioni fredde</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Compare quando la superficie del tubo scende sotto il punto di rugiada dell&#8217;aria del bagno: con l&#8217;acqua fredda in uso e l&#8217;aria umida dopo la doccia, in qualunque stagione</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Termometro a contatto sul tubo e igrometro nell&#8217;aria: si confronta la temperatura del tubo con il punto di rugiada</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 1. Le acque sotto un bagno e come si distinguono. La doccia non è l&#8217;unica: la prova di allagamento chiede ventiquattro ore, quella delle pareti una mattinata, la demolizione sbagliata costa un bagno.</em></p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto6-cassetta-cavita.jpg" alt="La parete aperta dietro il rivestimento: il raccordo corroso di una cassetta incassata" class="wp-image-3477" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto6-cassetta-cavita.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto6-cassetta-cavita-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto6-cassetta-cavita-1024x576.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto6-cassetta-cavita-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto6-cassetta-cavita-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 11. Grado, agosto 2020: il rivestimento aperto e, dietro, il raccordo corroso di una cassetta incassata. Prima di accusare la doccia si apre e si guarda. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto7-cassetta-raccordo.jpg" alt="Il raccordo e la tubazione ossidati dentro la traccia" class="wp-image-3478" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto7-cassetta-raccordo.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto7-cassetta-raccordo-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto7-cassetta-raccordo-1024x576.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto7-cassetta-raccordo-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto7-cassetta-raccordo-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 12. Lo stesso nodo da vicino: il raccordo e la tubazione ossidati dentro la traccia. Un bagno può bagnare il piano di sotto da qui, con la doccia perfettamente a tenuta. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<p><strong>In cantiere.</strong> Il tracciante colorato nello scarico costa quasi niente ed è la prova che chiude prima le discussioni fra un piano e l&#8217;altro: se la macchia di sotto si colora, è acqua di scarico e la doccia è assolta. La prova di pressione dell&#8217;impianto la faccio fare all&#8217;idraulico con il manometro lasciato in vista per una notte, non con l&#8217;orecchio sul tubo.</p>
<h3>Trovato il guasto, resta l&#8217;asciugatura</h3>
<p>Riparare la perdita ferma l&#8217;ingresso dell&#8217;acqua. Non asciuga quello che si è già bagnato.</p>
<p>Il solaio, l&#8217;intonaco e il massetto restano carichi, e finché lo sono non ha senso rifare la tinta né giudicare se la muffa è stata tolta davvero: torna, e sembra colpa del prodotto. L&#8217;asciugatura è un lavoro a sé, con i suoi tempi, e i tempi dipendono dallo spessore e dal materiale. Qui non ci entro, perché ne ho scritto per intero altrove: <a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">i tempi di asciugatura della muratura</a>.</p>
<h2 id="4-che-cosa-dice-la-norma-in-italia">4. Che cosa dice la norma, in Italia</h2>
<h3>La legge parla del bagno, non dell&#8217;acqua sotto la doccia</h3>
<p>In Italia nessuna legge prescrive uno strato di tenuta sotto le piastrelle di un bagno. Le norme di legge che toccano il bagno riguardano altro, e le elenco per non confonderle con quello che manca.</p>
<p>Il decreto del 1975 già citato riguarda il ricambio d&#8217;aria. Il decreto ministeriale 14 giugno 1989 n. 236, quello sulle barriere architettoniche, al punto 8.1.6 prescrive per i servizi igienici accessibili che «la doccia deve essere a pavimento, dotata di sedile ribaltabile e doccia a telefono», e al punto 8.1.2 che i dislivelli dei pavimenti non superino i 2,5 centimetri. È la ragione normativa della doccia a filo pavimento, e quindi, senza dirlo, della necessità di impermeabilizzare tutto il pavimento del bagno: una doccia senza bordo scarica l&#8217;acqua sul pavimento, e il pavimento deve essere pronto a riceverla. I Criteri Ambientali Minimi per l&#8217;edilizia fissano le portate massime dei rubinetti e delle docce, 6 e 8 litri al minuto. Gli 8 litri stavano nel criterio 2.3.9 del decreto del 23 giugno 2022, ed è il valore che uso nel conto del capitolo 1; il decreto è stato sostituito da quello del 24 novembre 2025, obbligatorio negli appalti pubblici dal 2 febbraio 2026, che tiene le stesse portate e stringe i volumi delle cassette. Dell&#8217;acqua che finisce sotto il pavimento nessuno di questi testi parla.</p>
<h3>La norma tecnica: la UNI 11493-1 e le sue compagne</h3>
<p>La regola tecnica esiste, ed è volontaria: vale quando la richiama il contratto, quando la richiama il capitolato, e quando la richiama il giudice come regola d&#8217;arte. La UNI 11493-1, «Piastrellature ceramiche, Parte 1: istruzioni per la progettazione, l&#8217;installazione e la manutenzione», secondo il suo sommario di catalogo definisce «la qualità e le prestazioni di una piastrellatura ceramica» e fornisce «regole ed istruzioni da osservare nella scelta dei materiali, nella progettazione, nell&#8217;installazione e nell&#8217;impiego e manutenzione». Non ho acquistato il testo integrale, e lo dico. La prescrizione che interessa qui la riportano concordi le guide tecniche della stampa di settore, e la riporto come la scrivono: il rivestimento, completo di adesivo e fughe, non può garantire l&#8217;impermeabilità della superficie rivestita, e negli ambienti con presenza d&#8217;acqua va progettato e realizzato uno strato impermeabile sotto la piastrellatura. La stessa impostazione vale per i rivestimenti in pietra naturale nella UNI 11714-1, e anche questo lo riprendo dalle guide tecniche: l&#8217;anteprima pubblica del catalogo, che per questa norma dà l&#8217;indice completo, non ha nessun punto dedicato all&#8217;impermeabilizzazione. Dove la piastrellatura non è a tenuta per sua natura, la tenuta va progettata come strato a sé: questa è la regola d&#8217;arte italiana, e chi la contesta in giudizio parte in salita.</p>
<p>La sorpresa viene dalla norma di prodotto. La UNI EN 14891, che tutti citano per le guaine liquide sotto piastrella, si applica, dice il suo sommario, ai prodotti impermeabilizzanti applicati liquidi «impiegati sotto piastrellature di ceramica per la posa di pavimenti e rivestimenti esterni ed in piscine». Esterni e piscine. Il bagno di casa, formalmente, non ci sta dentro. Lo scrive con chiarezza il documento europeo dei locali umidi, di cui parlo al capitolo seguente: i sistemi di tenuta per i locali umidi non hanno una norma armonizzata, perché la EN 14891 copre solo la membrana e solo per le piscine e le applicazioni all&#8217;esterno. In pratica quasi tutti i prodotti che si usano in bagno portano la marcatura CE secondo la EN 14891, e va bene così: le prove di tenuta all&#8217;acqua, di adesione e di resistenza agli alcali sono le stesse. Chi vuole un documento scritto per il bagno chiede l&#8217;ETA del sistema, la valutazione tecnica europea rilasciata sull&#8217;EAD dei locali umidi.</p>
<p>Le altre norme del pacchetto sono quelle della posa. La UNI EN 12004-1 classifica gli adesivi: per il bagno un cementizio di classe migliorata, C2, e deformabile, S1, dove il supporto è lo strato di tenuta elastico. La UNI EN 13888-1:2022 classifica gli stucchi per fughe. La UNI EN ISO 11600:2011 classifica i sigillanti in quattro classi, 25, 20, 12,5 e 7,5, e il numero è la percentuale di movimento che il giunto può fare. Le classi 25 e 20 portano una seconda sigla, LM o HM, che dipende dal modulo secante a trazione: è a modulo basso, LM, il sigillante che resta entro 0,4 N/mm² a +23 °C ed entro 0,6 N/mm² a meno 20 °C, e basta superare uno dei due valori per finire fra quelli a modulo alto, HM. Elastici sono i sigillanti delle classi 25, 20 e 12,5E; quelli 12,5P e 7,5P la norma li chiama plastici. Nell&#8217;angolo fra pavimento e parete il sigillante va sopra le piastrelle come manutenzione, non come tenuta. La UNI EN 1253-1:2015 è la norma dei pozzetti a pavimento con sifone, quelli con un battente idraulico di almeno 50 millimetri: il pozzetto della doccia va scelto lì, con la flangia per il raccordo allo strato di tenuta. La UNI 11928-1, invece, riguarda i prodotti liquidi per le coperture continue: ne ho scritto a proposito dei balconi, e in bagno non c&#8217;entra.</p>
<h3>Il giudice: l&#8217;articolo 1669 e le infiltrazioni</h3>
<p>Quando lo strato manca e il soffitto di sotto si bagna, la questione passa dal cantiere al tribunale, e lì la regola c&#8217;è. L&#8217;articolo 1669 del codice civile rende l&#8217;appaltatore responsabile per dieci anni dal compimento dell&#8217;opera dei «gravi difetti» dell&#8217;edificio, purché la denuncia sia fatta entro un anno dalla scoperta. La Corte di cassazione, seconda sezione, sentenza n. 14650 dell&#8217;11 giugno 2013, ricorda che la giurisprudenza «si è spinta fino a considerare rientranti nella nozione di gravi difetti anche le infiltrazioni d&#8217;acqua determinate da carenze d&#8217;impermeabilizzazione». Cita le proprie decisioni del 1998, del 2000 e del 2003. Per i vizi minori vale l&#8217;articolo 1667: la denuncia va fatta entro sessanta giorni dalla scoperta, e l&#8217;azione si prescrive in due anni dalla consegna dell&#8217;opera.</p>
<p>C&#8217;è una seconda decisione che riguarda il bagno più di ogni altra, perché il bagno quasi sempre si rifà invece di costruirlo. Le Sezioni Unite, con la sentenza n. 7756 del 27 marzo 2017, hanno stabilito che l&#8217;articolo 1669 si applica anche alle opere di ristrutturazione edilizia e, in generale, agli interventi di manutenzione o modificazione di lunga durata su immobili preesistenti, quando presentano gravi difetti che incidono sul godimento e sull&#8217;uso normale dell&#8217;immobile. Un bagno rifatto in un appartamento degli anni settanta rientra lì dentro, e il bagno che bagna il piano di sotto è il caso di scuola della carenza di impermeabilizzazione.</p>
<p>Scrivo da tecnico e non da avvocato: i termini appena richiamati sono brevi e perentori, e chi sospetta un difetto grave farebbe bene a parlarne con un legale prima che scadano, non dopo.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Il documento</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa copre</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa chiedere in cantiere</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>UNI 11493-1:2025</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>La piastrellatura ceramica come sistema: materiali, progetto, posa, manutenzione; la tenuta come strato a sé negli ambienti con acqua</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Il capitolato che la richiama, con lo strato di tenuta descritto e quotato</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>UNI 11714-1:2018</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Lo stesso per i rivestimenti in pietra naturale</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Come sopra</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>UNI EN 14891:2017</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Il prodotto liquido sotto piastrella, per esterni e piscine; marcatura CE</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>La dichiarazione di prestazione, con tenuta all&#8217;acqua e adesione</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>EAD 030352-00-0503</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Il sistema di tenuta per i locali umidi interni, membrana e accessori insieme</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>La valutazione tecnica europea del sistema, con le categorie di prova</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>UNI EN 12004-1:2017</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Gli adesivi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Classe C2 S1 per la posa sullo strato elastico</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>UNI EN 13888-1:2022</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Gli stucchi per fughe</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Classe CG2WA, sapendo che resta assorbente</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>UNI EN ISO 11600:2011</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>I sigillanti elastici</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Classe e modulo dichiarati; piano di manutenzione</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>UNI EN 1253-1:2015</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>I pozzetti a pavimento con sifone</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Pozzetto con flangia per il raccordo allo strato</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>DM 236/1989</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>L&#8217;accessibilità: doccia a pavimento, dislivelli massimi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Il progetto delle pendenze e del pavimento intero a tenuta</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>DM 5 luglio 1975</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Il ricambio d&#8217;aria del bagno</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Finestra o aspirazione meccanica</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Art. 1669 c.c.</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>La responsabilità decennale per i gravi difetti</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Il verbale fotografico prima delle piastrelle</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 2. Il quadro italiano: nessuna legge prescrive lo strato, la norma tecnica lo pretende, il giudice lo presume. La colonna di destra è quello che si può chiedere per iscritto.</em></p>
<h2 id="5-il-documento-europeo-dei-locali-umidi-letto-nel-testo">5. Il documento europeo dei locali umidi, letto nel testo</h2>
<p>Il documento europeo di valutazione EAD 030352-00-0503, «Liquid applied watertight covering kits for wet room floors and/or walls», è del gennaio 2019. Si scarica gratis dal sito dell&#8217;organizzazione europea per la valutazione tecnica, e l&#8217;ho letto nelle parti che contano, lo scopo e le caratteristiche essenziali. Riguarda i sistemi di tenuta applicati liquidi per i pavimenti e le pareti dei locali umidi, con o senza strato di usura, e sostituisce la parte 1 della linea guida ETAG 022 del 2007. I sistemi in fogli flessibili hanno il loro documento, l&#8217;EAD 030436-00-0503, e i sistemi in pannelli il loro, l&#8217;EAD 030437-00-0503.</p>
<p>Quattro cose di quel testo servono a chi progetta un bagno.</p>
<p><strong>La prima è la parola sistema.</strong> Il documento valuta un kit: la membrana liquida, mono o bicomponente; i primer e gli adesivi; «i collari per le penetrazioni dei tubi e per i pozzetti di scarico»; le reti o i tessuti di rinforzo negli angoli e sulle penetrazioni; le bandelle e i sigillanti dei giunti. Le tubazioni e i pozzetti non fanno parte del kit, e nemmeno le piastrelle e le fughe. Il produttore dichiara le prestazioni del sistema intero, non del secchio: quando un cantiere sostituisce la bandella del sistema con un&#8217;altra, la valutazione non copre più quel bagno.</p>
<p><strong>La seconda è la scala delle esposizioni.</strong> L&#8217;uso previsto è per interni, con temperatura della struttura fra 5 e 40 gradi, in tre situazioni: superfici «con esposizione diretta all&#8217;acqua solo occasionale, per esempio a buona distanza dalla doccia o dalla vasca»; pavimenti e pareti «nelle zone doccia o intorno alle vasche usati per poche docce al giorno, per esempio nelle abitazioni ordinarie, nelle case plurifamiliari e negli alberghi»; superfici «con esposizione all&#8217;acqua più frequente o di durata maggiore di quella normalmente prevista nelle abitazioni, per esempio locali umidi pubblici, scuole e impianti sportivi». Le tre situazioni non cambiano i criteri di prova: una valutazione tecnica europea le copre tutte.</p>
<p><strong>La terza è la durata.</strong> I metodi sono scritti per una vita utile di 25 anni, e di 10 per i sistemi a pittura senza rivestimento; il testo aggiunge che la vita reale, in condizioni d&#8217;uso normali, può essere considerevolmente più lunga. Venticinque anni è anche l&#8217;ordine di grandezza del tempo che passa fra due ristrutturazioni di un bagno, e questo dà la misura della scelta: lo strato si mette una volta e deve durare quanto le piastrelle che lo coprono.</p>
<p><strong>La quarta è l&#8217;elenco di quello che si prova.</strong> Diciassette caratteristiche essenziali, fra cui la tenuta all&#8217;acqua, la capacità di fare ponte sulle fessure del supporto, l&#8217;adesione, la capacità di fare ponte sui giunti, la tenuta all&#8217;acqua intorno alle penetrazioni, la resistenza alla temperatura, all&#8217;acqua e agli alcali, lo spessore. Le categorie sono quelle che contano in un capitolato. Per le fessure ci sono tre categorie di prova, con fessura di 0,4, 0,75 e 1,5 millimetri: il sistema deve restare integro ventiquattro ore dopo che la fessura è stata aperta. Per l&#8217;adesione due categorie, sopra 0,3 e sopra 0,5 megapascal su calcestruzzo. Per i giunti la prova si fa con una fessura di 2 millimetri in trazione e in taglio. Per le penetrazioni, la prova copre pozzetti, tubi e angoli, con supporti flessibili e con supporti rigidi.</p>
<p>C&#8217;è anche una tabella dei supporti, e dice una cosa semplice. I supporti sensibili all&#8217;umidità richiedono prove diverse da quelli che non lo sono. Fra i primi stanno i blocchi e le lastre di gesso e i materiali a base di legno; fra i secondi il calcestruzzo, la muratura, le lastre in silicato di calcio e in fibrocemento. Il cartongesso in bagno non è vietato dal documento europeo: è un supporto che chiede al sistema una prova in più, e a chi lo posa la certezza che il sistema l&#8217;abbia superata.</p>
<h2 id="6-chi-la-regola-ce-lha-germania-australia-stati-uniti">6. Chi la regola ce l&#8217;ha: Germania, Australia, Stati Uniti</h2>
<h3>La DIN 18534 e le classi di esposizione all&#8217;acqua</h3>
<p>La norma tedesca DIN 18534, «Abdichtung von Innenräumen», impermeabilizzazione dei locali interni, è comparsa nel luglio 2017 e le sue sei parti sono state rifatte nell&#8217;ottobre 2025: la prima con i requisiti e i principi di progetto ed esecuzione; la seconda per le membrane in fogli; la terza per i prodotti liquidi in aderenza sotto piastrelle e lastre; la quarta per l&#8217;asfalto colato; la quinta e la sesta per i fogli e i pannelli in aderenza. Il campo di applicazione dichiara il limite fisico entro cui la norma vale, e conviene tenerlo a mente: acqua con un battente di progetto fino a dieci centimetri. Sopra quel battente si entra nel campo delle vasche e dei serbatoi, che ha un&#8217;altra norma.</p>
<p>Non ho letto il testo della norma, che è a pagamento: quello che ne riporto viene dalle pubblicazioni tecniche tedesche che la spiegano, comprese le note della Camera degli architetti bavarese, e dal catalogo normativo che ne pubblica titolo, scopo e indice. Nella tabella dico da dove viene ogni valore.</p>
<p>L&#8217;idea che regge la norma è la classe di esposizione all&#8217;acqua, da W0-I a W3-I, dove la I sta per interni. Ogni superficie del bagno ha la sua classe, e la classe decide se serve lo strato di tenuta e quale supporto è ammesso.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Classe</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Esposizione</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Esempi</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Strato di tenuta</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Supporti sensibili all&#8217;umidità</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>W0-I, bassa</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Spruzzi non frequenti</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Pareti sopra i lavabi, pavimenti domestici senza scarico</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Non obbligatorio</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Ammessi</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>W1-I, moderata</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Spruzzi frequenti o acqua d&#8217;uso non frequente, senza ristagno</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Pareti sopra le vasche e nelle docce domestiche; pavimenti dei bagni domestici con o senza scarico, fuori dalla zona doccia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Sì</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Ammessi</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>W2-I, alta</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Spruzzi e acqua d&#8217;uso frequenti, sul pavimento con ristagno temporaneo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Pavimenti con scarico o canaletta, docce a filo pavimento; pareti delle docce negli impianti sportivi e commerciali</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Sì</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Non ammessi</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>W3-I, molto alta</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Acqua molto frequente o prolungata, anche da lavaggi intensivi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Bordi delle piscine, cucine professionali, lavanderie</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Sì, con documentazione degli spessori</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Non ammessi</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 3. Le classi di esposizione all&#8217;acqua della DIN 18534, come le riportano le pubblicazioni tecniche tedesche che ho consultato: ripresa non direttamente dal testo di norma, che è a pagamento. Con la revisione dell&#8217;ottobre 2025 le lastre di gesso restano ammesse solo nelle due classi basse, W0-I e W1-I, indipendentemente dal colore della lastra.</em></p>
<p>Le altre prescrizioni che le pubblicazioni tedesche riportano concordi sono queste. Lo strato di tenuta sulle pareti della doccia deve sporgere di almeno 20 centimetri sopra il punto di erogazione più alto, cioè sopra il soffione; l&#8217;articolo della Camera degli architetti bavarese precisa che la norma non fissa una sporgenza minima oltre il bordo della vasca o del piatto, e che il foglio tecnico dell&#8217;industria del gesso indica 30 centimetri come minimo. Dove si impermeabilizza solo il pavimento, lo strato risale sulle pareti per almeno 5 centimetri.</p>
<p>Lo strato si applica in almeno due mani, e per le dispersioni in due colori diversi, così si vede dove manca la seconda. Gli spessori minimi a secco stanno nella parte 3, al punto 7.4: mezzo millimetro per le dispersioni polimeriche, un millimetro per le resine reattive, due millimetri per le malte cementizie elastiche capaci di fare ponte sulle fessure. Sono minimi che non possono essere scesi in nessun punto della superficie, e dove la scheda del prodotto chiede di più vale la scheda. La norma tedesca aggiunge poi un sovraspessore del 25 per cento: il minimo più il sovraspessore fa lo spessore nominale, ed è su quello che si ordina il materiale, non sul minimo. La flangia dei pozzetti e delle canalette deve essere larga almeno 50 millimetri, e nelle classi fino a W2-I bastano 30. Bandelle e collari devono essere provati nel sistema insieme al prodotto, e per gli angoli vanno usati i pezzi speciali preformati. Dove l&#8217;acqua non deve passare su superfici non impermeabilizzate, la norma chiede un dislivello di almeno un centimetro, per esempio con le pendenze.</p>
<p>Nei bagni domestici con vasca e doccia con box, la parete della doccia e il pavimento sono in classe W1-I, la parete del lavabo in W0-I; con la doccia a filo pavimento la zona doccia passa in W2-I, e lì il supporto sensibile all&#8217;umidità non è più ammesso. La revisione dell&#8217;ottobre 2025 ha toccato proprio i punti che in cantiere si sbagliano. Le pareti in classe W1-I costruite con struttura a montanti, e la protezione dalla corrosione dei montanti metallici. I supporti non sensibili all&#8217;umidità nelle zone W2-I. I sistemi di scarico che stanno dentro il piano di tenuta. Il trattamento delle penetrazioni eseguite dopo, distinto per classe di esposizione. È la fotografia di dove si perde un bagno: i montanti, gli scarichi e i buchi fatti dopo.</p>
<h3>L&#8217;Australia: 1800 millimetri, e il pavimento intero</h3>
<p>Il codice nazionale australiano delle costruzioni dedica ai locali umidi la parte 10.2 delle disposizioni per le abitazioni. L&#8217;edizione in vigore è la 2025, adottata progressivamente dagli stati dal primo maggio 2026, e su questo punto ripete le stesse quote dell&#8217;edizione 2022. L&#8217;ho letta sul sito dell&#8217;ente che lo pubblica, dove è consultabile gratis, e le prescrizioni sono corte e numeriche. Il pavimento della zona doccia deve essere a tenuta, compreso ogni gradino o ribassamento. Le pareti della zona doccia devono essere a tenuta per almeno 1800 millimetri sopra il supporto del pavimento. I giunti e gli incontri fra pareti dentro la doccia devono essere a tenuta, come l&#8217;incontro fra pavimento e parete e le penetrazioni; dove il raccordo si fa con una scossalina, la sua ala orizzontale non può essere più corta di 40 millimetri. Fuori dalla doccia, le pareti a fianco degli altri apparecchi devono essere resistenti all&#8217;acqua per almeno 150 millimetri sopra l&#8217;apparecchio, per la sua estensione. Il pavimento va allo scarico con una pendenza continua compresa fra 1:80 e 1:50, cioè fra l&#8217;1,25 e il 2 per cento. Materiali e posa rimandano alla norma AS 3740.</p>
<p>Il codice distingue due parole che in italiano si confondono: a tenuta, <em>waterproof</em>, e resistente all&#8217;acqua, <em>water resistant</em>. La doccia deve essere a tenuta; il resto del bagno resistente all&#8217;acqua. È la stessa gerarchia delle classi tedesche, detta con due parole invece che con quattro classi.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1124" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig4-codice-australiano.png" alt="Il bagno secondo il codice australiano: le quote della parte 10.2" class="wp-image-3479" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig4-codice-australiano.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig4-codice-australiano-300x211.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig4-codice-australiano-1024x719.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig4-codice-australiano-768x540.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig4-codice-australiano-1536x1079.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 3. Il bagno secondo il codice nazionale australiano delle costruzioni, parte 10.2 delle disposizioni per le abitazioni: pareti della doccia a tenuta fino a 1800 mm, pavimento della doccia a tenuta gradino compreso, ala della scossalina di almeno 40 mm, pareti resistenti all&#8217;acqua per 150 mm sopra gli altri apparecchi, pendenze fra 1:80 e 1:50. Le quote sono le stesse nelle edizioni 2022 e 2025 del codice. Disegno tecnico dell&#8217;autore su quote lette sul testo del codice.</figcaption></figure>
<h3>Gli Stati Uniti: sei piedi di superficie non assorbente</h3>
<p>Il codice residenziale internazionale, quello adottato dalla maggior parte degli stati americani, alla sezione R307.2 prescrive che i pavimenti delle vasche e delle docce e le pareti sopra le vasche con soffione e nei vani doccia siano finiti con una superficie non assorbente, e che tale superficie si estenda «a un&#8217;altezza non inferiore a 6 piedi (1829 mm) sopra il pavimento». È quasi la stessa altezza dei 1800 millimetri australiani, ma quella regola parla della superficie, non dello strato sotto.</p>
<p>Lo strato sotto sta altrove nello stesso codice. La sezione P2709.2 obbliga a rivestire e rendere a tenuta i vani doccia costruiti in opera, con foglio di piombo, foglio di rame, teli in materia plastica, hot mopping o membrane impermeabili incollate conformi alla ANSI A118.10; anche le versioni liquide applicate a spatola devono rispettare quella norma. Il rivestimento deve risvoltare almeno 51 millimetri oltre gli stipiti e almeno 51 millimetri sopra la soglia finita. La stessa cosa dice il codice idraulico alla sezione 417.5.2, ed è quel rivestimento che la prova del capitolo 2 va a collaudare: la sezione 312.9 comincia proprio dicendo che si applica ai piani doccia resi a tenuta con i materiali richiesti dalla 417.5.2.</p>
<p>La differenza con l&#8217;Australia, quindi, non è che manchi la tenuta. È che negli Stati Uniti i sei piedi riguardano la finitura, mentre la tenuta è prescritta per il piano della doccia e per il suo risvolto, non per l&#8217;altezza della parete.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Paese</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Documento</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa prescrive per la doccia</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Fino a dove</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Germania</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>DIN 18534, luglio 2017, sei parti rifatte nell&#8217;ottobre 2025</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Strato di tenuta in aderenza, due mani, classi W0-I-W3-I, spessori minimi a secco, flangia e collari</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>20 cm sopra il punto di erogazione più alto (ripreso non direttamente)</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Australia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>NCC 2025, parte 10.2, con AS 3740</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Pavimento a tenuta, pareti a tenuta, giunti e penetrazioni a tenuta, pendenze</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1800 mm sopra il supporto del pavimento</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Stati Uniti</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>IRC, sezioni R307.2 e P2709.2; IPC 417.5.2</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Superficie non assorbente su pavimenti e pareti; rivestimento a tenuta del piano doccia, membrane incollate secondo ANSI A118.10</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>6 piedi, 1829 mm, per la superficie; 51 mm di risvolto oltre gli stipiti e sopra la soglia per il rivestimento</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Italia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>UNI 11493-1:2025 (volontaria)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Strato impermeabile sotto la piastrellatura dove c&#8217;è acqua</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Nessuna quota di legge; la divulgazione tecnica indica 10-15 cm sopra il bordo del piatto</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 4. Quattro paesi, quattro modi di dirlo. Due fissano la quota, uno fissa la superficie, uno lascia la quota al progetto.</em></p>
<h2 id="7-la-sequenza-corretta-dal-rustico-alle-piastrelle">7. La sequenza corretta, dal rustico alle piastrelle</h2>
<p>Quella che segue è la sequenza che uso e che prescrivo. Le quote sono mie, dettate dall&#8217;esperienza di cantiere e non da una norma italiana, che non c&#8217;è; dove coincidono con le norme straniere lo dico. Il materiale è un impermeabilizzante liquido bicomponente a polimero modificato, elastico, di quelli che ogni produttore ha in catalogo con nomi diversi. Non è una membrana in fogli: è un prodotto che si stende e fa corpo con il supporto.</p>
<h3>Che cosa si stende: le tre famiglie</h3>
<p>La norma di prodotto elenca tre famiglie di impermeabilizzanti liquidi sotto piastrella, e la scelta fra loro non è un dettaglio da magazzino: cambia lo spessore, cambia il supporto ammesso, cambia il modo di stenderlo. I tre spessori minimi a secco che seguono vengono tutti dalla parte 3 della norma tedesca, per quanto ne riportano le pubblicazioni tecniche che la spiegano: il testo di norma non l&#8217;ho letto.</p>
<p><strong>Le malte cementizie modificate con polimeri</strong>, quelle che in cantiere si chiamano guaine cementizie bicomponenti: una polvere e un lattice che si mescolano in cantiere. Aderiscono ai supporti cementizi anche leggermente umidi, sono le più spesse delle tre e sono quelle che uso in bagno. Chiedono due millimetri di spessore a secco: è il valore più alto delle tre famiglie, perché la loro elasticità viene dallo spessore.</p>
<p><strong>Le dispersioni polimeriche</strong>, pronte all&#8217;uso, si stendono a rullo e asciugano per evaporazione dell&#8217;acqua. Sono le più sottili, mezzo millimetro a secco, e le più rapide; il loro campo d&#8217;impiego è però il più stretto, e nelle classi di esposizione alte la documentazione dei produttori le ammette solo a parete, o non le ammette. Siccome asciugano cedendo acqua all&#8217;aria, in un locale chiuso e senza ricambio ci mettono di più: in bagno, che è quasi sempre quella la condizione, il tempo di attesa fra le mani va rispettato e non stimato a occhio.</p>
<p><strong>Le resine reattive</strong>, bicomponenti, che induriscono per reazione chimica e non per evaporazione: un millimetro a secco. Sono la scelta dove ci sono aggressioni chimiche, come nelle cucine professionali, e dove serve indurimento rapido. Chiedono in cambio condizioni di posa controllate e un applicatore che le conosca.</p>
<p>Qualunque sia la famiglia, la regola che viene dal documento europeo vale sempre: si sceglie un sistema, non un secchio. Bandelle, pezzi d&#8217;angolo e collari devono essere quelli provati insieme a quel prodotto, altrimenti la prestazione dichiarata non copre più il bagno che stiamo facendo.</p>
<p>1. <strong>Il supporto.</strong> Massetto stagionato, stabile, senza polvere, con le pendenze già fatte verso lo scarico nella zona della doccia a filo; pareti intonacate a civile o lastre adatte al bagno, piane. Un massetto ancora bagnato sotto uno strato impermeabile resta bagnato: ne ho scritto a proposito dell&#8217;<a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">umidità da costruzione</a>, e in bagno la regola vale il doppio, perché sopra ci sarà la piastrella.</p>
<p>2. <strong>Il pozzetto.</strong> Pozzetto a pavimento con sifone e con flangia, posato a quota di progetto e fissato prima dello strato: lo strato si raccorda alla flangia, non al tubo.</p>
<p>3. <strong>Il primer</strong>, dove la scheda del sistema lo prevede, sulle superfici assorbenti e su quelle lisce.</p>
<p>4. <strong>La prima mano nei punti singolari.</strong> Si comincia dal perimetro e dall&#8217;angolo della doccia, in verticale fino a 2,30 metri, e attorno allo scarico e ai corpi passanti. La prima mano nei punti difficili serve a far aderire la bandella.</p>
<p>5. <strong>La bandella.</strong> Nastro in tessuto non tessuto di polipropilene resistente agli alcali, da annegare fra le due mani del liquido: si posa nel giunto fra pavimento e parete lungo tutto il perimetro del bagno, e sugli spigoli verticali della doccia, con un risvolto di 5-10 centimetri per parte. Per gli angoli interni ed esterni si usano i pezzi preformati. Sullo scarico e sui corpi passanti si posano i collari del sistema.</p>
<p>6. <strong>Le due mani sul campo.</strong> Prima e seconda mano sul pavimento, sulle verticali della doccia e sopra la bandella, a coprirla. Fra le mani si rispettano i tempi di attesa della scheda, e lo spessore a secco è quello della scheda. La seconda mano incrociata rispetto alla prima.</p>
<p>7. <strong>Lo strato sale sulle pareti della doccia fino a 2,30 metri.</strong> È più dei 180 centimetri australiani e sta sopra il soffione della maggior parte delle docce; dove il soffione è montato più in alto, i 20 centimetri di sporgenza della regola tedesca chiedono di alzare la quota. Il resto del pavimento del bagno può restare fuori dalla zona trattata, se la doccia ha il piatto e il box; con la doccia a filo pavimento e aperta lo strato copre tutto il pavimento del bagno, e risale sulle pareti per almeno 5-10 centimetri.</p>
<p>8. <strong>La prova di tenuta.</strong> Scarico tappato e zona doccia allagata per ventiquattro ore, con il soffitto di sotto controllato, prima di piastrellare. È l&#8217;unico momento in cui un difetto costa una mano di prodotto.</p>
<p>9. <strong>Le piastrelle.</strong> Adesivo cementizio di classe C2 S1, a strato compatto, e stucco per le fughe; nell&#8217;angolo fra pavimento e parete non stucco ma un sigillante elastico, che va nel piano di manutenzione.</p>
<p>10. <strong>Il verbale fotografico</strong> dello strato finito, con la data, prima che le piastrelle lo coprano per i prossimi venticinque anni.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1162" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig2-sequenza.png" alt="Impermeabilizzazione bagno e doccia, la sequenza dello strato di tenuta prima delle piastrelle, in sezione" class="wp-image-3480" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig2-sequenza.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig2-sequenza-300x218.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig2-sequenza-1024x744.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig2-sequenza-768x558.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig2-sequenza-1536x1116.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 4. La sequenza in sezione: lo strato di tenuta sul massetto e sulle pareti della doccia fino a 2,30 m, la bandella nel giunto con risvolto di 5-10 cm, il collare sulla flangia dello scarico e sulla rubinetteria, le due mani, poi adesivo e piastrelle, e il sigillante elastico nell&#8217;angolo come manutenzione. Le quote sono dell&#8217;autore. Disegno tecnico dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1029" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig3-scarico.png" alt="Lo scarico senza e con la flangia e il collare" class="wp-image-3481" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig3-scarico.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig3-scarico-300x193.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig3-scarico-1024x659.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig3-scarico-768x494.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig3-scarico-1536x988.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 5. Il bordo dello scarico nei due modi. A sinistra il pozzetto incollato nel massetto, con lo strato che si ferma al bordo: l&#8217;acqua scende lungo il corpo del pozzetto. A destra la flangia, che dà allo strato un piano su cui aderire, e il collare, che chiude il cambio di materiale. Disegno tecnico dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<h3>Il sistema con due piani impermeabili</h3>
<p>Nel bagno sopra un locale abitato metto due piani impermeabili invece di uno.</p>
<p>Il primo lo stendo sulla platea del bagno, sopra il solaio e prima del massetto, e insieme a lui sale la faccia della parete. Nell&#8217;angolo fra i due c&#8217;è la bandella. Poi ci sono i due tubi che bucano l&#8217;involucro: lo scarico della doccia attraversa la platea, la mandata dell&#8217;acqua attraversa la parete, alla quota che ho disegnato nella Figura 6, un metro e settanta da terra, e tutti e due hanno il loro collare. Sopra questo piano si getta il massetto della doccia, con la pendenza verso la piletta.</p>
<p>Il secondo lo stendo sopra il massetto, sotto le piastrelle, e lo porto contro la stessa faccia di parete già trattata. Nell&#8217;angolo fra il piano e la parete c&#8217;è la seconda bandella, con il risvolto di 5-10 centimetri per parte. I due strati si sovrappongono sulla faccia della parete, uno sopra l&#8217;altro: da lì in su l&#8217;acqua trova una superficie sola, senza un bordo libero in mezzo.</p>
<p>Nessuna norma lo prescrive: è una scelta mia, per il caso in cui sotto il bagno c&#8217;è un locale abitato. Il massetto è poroso e assorbe. Se si bagna, sotto di sé trova una superficie impermeabile invece del solaio, e l&#8217;acqua che raccoglie deve avere una via verso lo scarico: se il piano di sotto è chiuso contro il muro e non drena, il massetto resta bagnato e il problema cambia forma invece di sparire. Costa in più un secondo strato intero: le sue due mani, la sua bandella, i suoi collari e i giorni di attesa che il massetto in più porta con sé. Se manca, si rifà il soffitto del piano di sotto.</p>
<p>Gli ultimi quattro passaggi sono quelli che si vedono, e l&#8217;ordine fra loro non è scontato. L&#8217;adesivo cementizio va steso sul piano e sulla parete, sopra l&#8217;impermeabilizzazione ormai indurita. Poi si posano le piastrelle del pavimento, e sulla piastrella appena posata, nell&#8217;angolo contro la parete, va subito il silicone a basso modulo: è il sigillante elastico della UNI EN ISO 11600 nella variante LM, quella che a parità di allungamento tira meno i bordi del giunto. Da lì il silicone resta, e le piastrelle verticali si posano sopra il giunto già fatto. Per ultima viene la piletta, che appoggia sul collare già annegato nell&#8217;impermeabilizzazione. Con lei il silicone della doccia, quello al corpo passante della rubinetteria: va dopo le piastrelle, e per questo chiude la sequenza.</p>
<p>L&#8217;ordine dei passaggi conta quanto i materiali. Ogni strato si aggancia al precedente, e un raccordo fatto dopo non si aggancia più. La bandella va annegata nella prima delle due mani, quando è ancora fresca, e coperta dalla seconda. Appoggiata sull&#8217;impermeabilizzante già asciutto resta incollata sopra invece che dentro, e nei lavori che ho aperto è lì che l&#8217;ho trovata staccata. Chi dirige il cantiere tiene l&#8217;elenco degli otto passaggi della Figura 6 e sa chi fa ognuno: ogni squadra, da sola, vede solo il proprio.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1162" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig6-sistema-tavola.png" alt="Impermeabilizzazione bagno e doccia, il sistema in sezione, passaggio per passaggio: le due impermeabilizzazioni, le bandelle, i collari" class="wp-image-3482" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig6-sistema-tavola.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig6-sistema-tavola-300x218.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig6-sistema-tavola-1024x744.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig6-sistema-tavola-768x558.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig6-sistema-tavola-1536x1116.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 6. La stessa sezione della Figura 4, con in più l&#8217;impermeabilizzazione della platea sotto il massetto, quella che metto quando sotto il bagno c&#8217;è un locale abitato. Nell&#8217;ordine in cui si monta: 1 platea e muro al rustico, con i due tubi già in opera. 2 impermeabilizzazione della platea e della faccia di parete, fino a 2,30 m, con la bandella nell&#8217;angolo basso, il collare sullo scarico che attraversa la platea e il collare sulla mandata che attraversa la parete. 3 massetto sotto la doccia, con la pendenza verso la piletta. 4 seconda impermeabilizzazione sopra il massetto, sovrapposta alla verticale già in opera, con la bandella nell&#8217;angolo. 5 adesivo cementizio steso sul piano e sulla parete. 6 piastrelle del pavimento, e sulla piastrella appena posata il silicone a basso modulo nell&#8217;angolo, che da lì resta. 7 piastrelle verticali, posate sopra il giunto siliconato. 8 piletta finale, che appoggia sul collare, e il silicone della doccia al corpo passante della rubinetteria. La tavola mostra i raccordi, non l&#8217;intera lavorazione: la prova di allagamento del capitolo 2 va fra il quarto e il quinto passaggio, la stuccatura delle fughe fra il settimo e l&#8217;ottavo. Disegno tecnico dell&#8217;autore: il sistema, la sequenza e i colori sono suoi, e nessuna norma prescrive il doppio piano impermeabile.</figcaption></figure>
<p><strong>In cantiere.</strong> La bandella è la prima cosa che vado a cercare, perché nell&#8217;angolo il rullo passa e sembra fatto. Senza bandella nell&#8217;angolo resta il solo film liquido, che deve reggere da solo il movimento fra pavimento e parete: in più di un lavoro che ho ripreso l&#8217;ho trovato fessurato al primo controllo. L&#8217;altra cosa che trovo saltata spesso è il collare allo scarico, perché il pozzetto è dell&#8217;idraulico e lo strato è del piastrellista, e nessuno dei due ha in tasca il collare dell&#8217;altro. In capitolato lo scrivo come un solo lavoro con un solo responsabile.</p>
<p>Ho visto anche docce con le pareti in cartongesso verde, dato per impermeabile. Non lo è: la lastra idrofuga limita l&#8217;assorbimento, e il suo cuore resta gesso. Su quelle lastre lo strato di tenuta serve più che sull&#8217;intonaco, e la norma tedesca lo dice a modo suo: nella zona doccia a filo pavimento il supporto sensibile all&#8217;umidità non è ammesso.</p>
<h2 id="8-piatto-appoggiato-piatto-a-filo-doccia-in-muratura">8. Piatto appoggiato, piatto a filo, doccia in muratura</h2>
<p>Le docce che trovo sono di tre tipi, e lo strato si adatta a ciascuno.</p>
<p><strong>Il piatto prefabbricato appoggiato</strong>, in ceramica, in acrilico o in resina, è a tenuta di suo. I suoi punti deboli sono due: il giunto fra il bordo del piatto e la parete, affidato al silicone, e il raccordo con lo scarico sotto, che nessuno vede più. Lo strato di tenuta va sulle pareti sopra il piatto. La bandella si posa dietro il bordo del piatto prima di montarlo, come le pubblicazioni tedesche riferiscono che la norma prescrive per vasche e piatti: così l&#8217;acqua che passa il silicone finisce nel piatto e non dietro. Il pavimento del bagno fuori dal piatto, con il box chiuso, sta nella classe moderata: la norma tedesca ammette di lasciarlo senza strato solo se il supporto non teme l&#8217;umidità e l&#8217;acqua non può raggiungere strati che la temono. Io lo impermeabilizzo lo stesso, quando sotto c&#8217;è un locale abitato.</p>
<p><strong>Il piatto a filo pavimento</strong>, in massetto con le pendenze o in pannello prefabbricato annegato, è il caso in cui lo strato è indispensabile. Lo dice anche la divulgazione tecnica italiana citata in fondo. Le pendenze si fanno nel massetto e si verificano prima dello strato: il riferimento australiano, da 1:80 a 1:50, è una buona forchetta: sotto il minimo, in cantiere, vedo l&#8217;acqua ristagnare, e sopra il massimo la pendenza si sente sotto i piedi. Il pozzetto, o la canaletta, con la flangia; lo strato sul pavimento intero del bagno, perché l&#8217;acqua della doccia aperta ci arriva; le pareti della doccia fino a 2,30 metri. Qui accessibilità e tenuta si incontrano: il decreto 236 chiede dislivelli sotto i 2,5 centimetri, la norma tedesca chiede un centimetro di dislivello dove l&#8217;acqua non deve passare. Le due richieste non si escludono, e io le tengo insieme con la pendenza continua verso la canaletta e il pavimento fuori dalla doccia impermeabilizzato comunque: è la soluzione che uso, non una prescrizione.</p>
<p><strong>La doccia in muratura</strong>, quella costruita sul posto con il piano rivestito in mosaico, è la più esposta di tutte. Ottanta metri di fuga per metro quadro, un piano con le pendenze fatte a mano, i raccordi fra piano e pareti rivestiti in continuità: senza strato di tenuta sotto il mosaico, il massetto della doccia beve dal primo giorno. Il piano si fa in continuo, senza interruzioni fra il fondo e i bordi, e l&#8217;unico foro che resta è lo scarico.</p>
<p><strong>Nell&#8217;esistente.</strong> Quando la doccia perde e il resto del bagno è sano, la strada della sovrapposizione esiste anche qui: lo strato di tenuta si può costruire sopra la piastrellatura esistente. Servono il primer per superfici lisce, la bandella nei giunti e, sopra, una nuova piastrellatura o una finitura continua. Le verifiche sono le stesse dei balconi, di cui ho scritto in <a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a>: aderenza del pavimento esistente, quota alle soglie, e soprattutto lo scarico, che va rifatto con la flangia del sistema nuovo. Con un piatto a filo pavimento da rifare, la sovrapposizione quasi mai basta, perché le pendenze vanno rifatte nel massetto.</p>
<h2 id="9-gli-errori-ricorrenti">9. Gli errori ricorrenti</h2>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>L&#8217;errore</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa succede</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Il rimedio</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Nessuno strato: si confida nelle piastrelle e nel silicone</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Il massetto si riempie, e il soffitto di sotto si macchia mesi dopo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Lo strato al rustico, prima delle piastrelle</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Strato fermato al filo del piatto o del pavimento</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>L&#8217;acqua delle pareti scende dietro lo strato</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Lo strato sale sulle pareti della doccia, e la bandella chiude l&#8217;angolo</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Angolo senza bandella</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Lo strato si fessura sul giunto che si muove</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Bandella con risvolto di 5-10 cm per parte, coperta dalla seconda mano</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Pozzetto senza flangia, o strato non raccordato al pozzetto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>L&#8217;acqua scende attorno al corpo dello scarico</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Pozzetto con flangia, collare del sistema</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Rubinetteria e corpi passanti non sigillati nello strato</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Ingresso d&#8217;acqua nella zona più bagnata della parete</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Collari sui corpi passanti, sigillatura della rubinetteria sullo strato</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Una mano sola, spessore non misurato</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Strato discontinuo, fori invisibili sotto le piastrelle</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Due mani, consumo verificato, spessore a secco secondo scheda</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Piastrelle posate il giorno dopo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Strato non maturato, adesione compromessa</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Tempi di attesa della scheda, prova di tenuta prima</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Nessuna prova di tenuta</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Il difetto si scopre al piano di sotto, a bagno finito</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Allagamento di 24 ore a scarico tappato, con verbale</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Cartongesso dato per impermeabile</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Il gesso dietro le piastrelle si imbeve e si sfalda</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Strato di tenuta sul cartongesso, o supporto cementizio nella doccia</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Silicone nell&#8217;angolo come unica tenuta</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Dura pochi anni, poi è una fessura</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Il sigillante è manutenzione; la tenuta sta sotto le piastrelle</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 5. Dieci errori, e nessuno di prodotto: sono tutti di sequenza e di dettaglio.</em></p>
<h2 id="10-che-cosa-si-scrive-in-capitolato">10. Che cosa si scrive in capitolato</h2>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Lo strato di tenuta come voce a sé</strong>, con il campo di applicazione disegnato in pianta: zona doccia, pavimento intero del bagno dove la doccia è a filo o aperta, pareti della doccia fino a 2,30 metri.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Il sistema</strong>, non il prodotto: impermeabilizzante liquido bicomponente a polimero modificato, elastico, con marcatura CE secondo la UNI EN 14891 e, dove disponibile, valutazione tecnica europea sulla base dell&#8217;EAD 030352-00-0503; bandelle, pezzi d&#8217;angolo e collari dello stesso sistema, con la dichiarazione di compatibilità del produttore.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Le prestazioni da dichiarare</strong>: tenuta all&#8217;acqua, capacità di ponte sulle fessure con la categoria, adesione, spessore minimo a secco.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>La bandella</strong> nel giunto pavimento-parete su tutto il perimetro e sugli spigoli verticali della doccia, con risvolto di 5-10 centimetri per parte; pezzi preformati negli angoli.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Il pozzetto</strong> a norma UNI EN 1253-1:2015, con sifone e con flangia, posato e fissato prima dello strato; collare del sistema sulla flangia. Un solo responsabile per pozzetto e strato.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>I corpi passanti</strong>: collari o sigillatura nello strato per la rubinetteria e per ogni attraversamento della parete della doccia; divieto di forare lo strato dopo la posa, salvo ripristino documentato.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Il supporto</strong>: massetto con umidità residua compatibile con la scheda del sistema e con le pendenze verificate prima dello strato; supporti sensibili all&#8217;umidità esclusi dalla zona doccia a filo pavimento.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Le due mani</strong>, con i tempi di attesa e il consumo minimo per metro quadro, e la seconda mano di colore diverso o incrociata.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>La prova di tenuta</strong> di ventiquattro ore a scarico tappato, prima delle piastrelle, con verbale fotografico controfirmato dalla direzione lavori; sospensione della posa in assenza del verbale.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>La posa</strong>: adesivo C2 S1 secondo UNI EN 12004-1 a strato compatto, stucco CG2WA secondo UNI EN 13888-1:2022, sigillante elastico secondo UNI EN ISO 11600 nei giunti perimetrali, inserito nel piano di manutenzione con periodicità dichiarata.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Il ricambio d&#8217;aria</strong> secondo il decreto del 5 luglio 1975, perché l&#8217;acqua del vapore ha la sua regola.</li>
</ul>
<h2 id="in-sintesi">Impermeabilizzazione bagno e doccia, in sintesi</h2>
<p>1. <strong>La piastrella non ha il compito di trattenere l&#8217;acqua.</strong> Il gres assorbe fino allo 0,5 per cento, ma le fughe, i giunti, il bordo dello scarico e i corpi passanti assorbono e lasciano passare. In un metro quadro di mosaico corrono 80 metri di fuga.</p>
<p>2. <strong>Il massetto trattiene, e per questo il danno arriva tardi.</strong> Entra poca acqua a ogni doccia, ma ne esce ancora meno: il massetto si riempie per mesi prima di cedere al solaio.</p>
<p>3. <strong>Sotto un bagno le acque sono almeno cinque, e due prove le separano.</strong> Allagamento del piano a scarico tappato, venticinque millimetri per ventiquattro ore: mette alla prova piano e scarico. Bagnatura delle pareti a fasce dal basso verso l&#8217;alto, getto a trenta centimetri e cinque minuti per ogni metro e mezzo di giunto: mette alla prova fughe e giunti. Mai insieme, e con ventiquattro ore di asciugatura in mezzo.</p>
<p>4. <strong>In Italia nessuna legge prescrive lo strato.</strong> La legge parla di aria, di accessibilità e di portate. La UNI 11493-1, volontaria, pretende lo strato impermeabile sotto la piastrellatura dove c&#8217;è acqua; i giudici ci hanno ricondotto anche le infiltrazioni da impermeabilizzazione mancante: dieci anni di responsabilità, denuncia entro un anno dalla scoperta.</p>
<p>5. <strong>La norma di prodotto che tutti citano riguarda esterni e piscine.</strong> Il bagno ha il suo documento europeo, l&#8217;EAD 030352-00-0503: valuta il sistema intero, con collari e bandelle, per 25 anni di vita utile.</p>
<p>6. <strong>La Germania ha le classi, l&#8217;Australia ha le quote.</strong> DIN 18534: classi da W0-I a W3-I, due mani, 20 centimetri sopra il soffione, flangia da 30 o 50 millimetri. Codice australiano: pareti della doccia a tenuta fino a 1800 millimetri, pavimento a tenuta, ala della scossalina di almeno 40 millimetri, pendenze fra 1:80 e 1:50.</p>
<p>7. <strong>Lo strato sta dal lato giusto del vapore.</strong> Sulla faccia calda del pavimento e della parete non fa condensare nulla dietro di sé.</p>
<p>8. <strong>La sequenza è una sola:</strong> supporto asciutto e in pendenza, pozzetto con flangia, prima mano nei punti singolari, bandella e collari, due mani, 2,30 metri sulle pareti della doccia, prova di tenuta, verbale, poi le piastrelle.</p>
<p>9. <strong>La bandella e il collare sono le due cose che saltano.</strong> Nell&#8217;angolo il rullo passa e sembra fatto; allo scarico il pozzetto è dell&#8217;idraulico e lo strato del piastrellista.</p>
<p>10. <strong>Il sigillante nell&#8217;angolo è manutenzione, non tenuta.</strong> Dura pochi anni ed è giusto così: sotto ci deve essere lo strato.</p>
<p>11. <strong>Il cartongesso verde non è impermeabile.</strong> Limita l&#8217;assorbimento e resta gesso: nella doccia a filo pavimento la norma tedesca non lo ammette come supporto.</p>
<p>12. <strong>La prova di tenuta prima delle piastrelle è l&#8217;unico collaudo economico.</strong> Dopo, il difetto si scopre al piano di sotto.</p>
<h2 id="dal-cantiere">Dal cantiere</h2>
<p>Davanti a un soffitto macchiato sotto un bagno, la prima cosa che chiedo è da quanto tempo è stata rifatta la doccia di sopra. Se la doccia è stata rifatta da poco, so già dove guardare. Poi chiedo la fotografia della doccia prima delle piastrelle. Non esiste mai, ed è una risposta anche quella.</p>
<p>Con le imprese l&#8217;argomento che funziona non è la norma tedesca. È il conto delle giornate. Lo strato di tenuta su una doccia e sul pavimento di un bagno vale una giornata di un applicatore e qualche decina di chili di prodotto. Rifare una doccia che perde vuol dire demolire il rivestimento, asciugare il massetto, ripristinare il soffitto di sotto e convincere un condomino. Non serve un prezzario per vedere il rapporto.</p>
<p>Sui numeri delle quote, dico come la penso. I 2,30 metri sulle pareti della doccia e i 5-10 centimetri di risvolto della bandella sono i miei, e li prescrivo perché coprono i casi che ho visto andare male. Chi vuole numeri di norma li trova nei codici stranieri: 1800 millimetri in Australia, che è meno dei miei, e in Germania 20 centimetri sopra il punto di erogazione più alto, che con i soffioni montati a due metri e dieci o più può chiedere anche più di 2,30. Quando il soffione è alto, alzo lo strato di conseguenza. Nessuno dei due mi ha mai fatto cambiare quota, perché il soffione si sposta e il box si toglie, e lo strato resta dov&#8217;è per venticinque anni.</p>
<h2 id="domande-frequenti">Domande frequenti</h2>
<p><strong>Il gres porcellanato non è già impermeabile?</strong><br />La piastrella sì: il gruppo BIa della UNI EN 14411:2016 assorbe fino allo 0,5 per cento del proprio peso. La piastrellatura no, perché è fatta di piastrelle e di fughe, di giunti e di fori. Le fughe cementizie restano materiali assorbenti anche nella classe a ridotto assorbimento, e l&#8217;incontro fra pavimento e parete è un giunto che si muove. Per questo la norma italiana delle piastrellature chiede uno strato impermeabile sotto, dove c&#8217;è acqua.</p>
<p><strong>È obbligatorio impermeabilizzare il bagno?</strong><br />Nessuna legge italiana lo impone. Lo prescrive la norma tecnica UNI 11493-1, che è volontaria ma vale come regola d&#8217;arte: i giudici hanno ricondotto all&#8217;articolo 1669 del codice civile anche le infiltrazioni dovute a un&#8217;impermeabilizzazione mancante. Sono dieci anni di responsabilità per chi ha fatto il lavoro, e la denuncia va fatta entro un anno dalla scoperta. Resta però una valutazione caso per caso, non un esito automatico.</p>
<p><strong>Basta impermeabilizzare la doccia o serve tutto il bagno?</strong><br />Con il piatto appoggiato e il box chiuso, lo strato può limitarsi alle pareti della doccia e al raccordo con il piatto. Con la doccia a filo o aperta, l&#8217;acqua arriva su tutto il bagno: lo strato copre l&#8217;intero pavimento e risale sulle pareti. La norma tedesca ragiona allo stesso modo con le classi di esposizione: con il piatto e il box, doccia e pavimento stanno nella classe moderata; con la doccia a filo pavimento la zona doccia sale alla classe alta, e lì il supporto sensibile all&#8217;umidità non è più ammesso.</p>
<p><strong>Fino a che altezza si sale sulle pareti?</strong><br />I codici stranieri dicono 1800 millimetri in Australia e almeno 20 centimetri sopra il punto di erogazione più alto in Germania. Io salgo a 2,30 metri sulle pareti della doccia, sopra il soffione, perché il soffione si sposta e il box si toglie, e lo strato resta.</p>
<p><strong>Il silicone nell&#8217;angolo non basta?</strong><br />No. Il sigillante elastico nell&#8217;angolo fra pavimento e parete va messo, ma è manutenzione: dura pochi anni, si stacca, ammuffisce e si rifà. La tenuta sta sotto le piastrelle, con la bandella nel giunto coperta dalle due mani dello strato.</p>
<p><strong>Che documento chiedo al fornitore?</strong><br />La dichiarazione di prestazione con la marcatura CE secondo la UNI EN 14891: riguarda esterni e piscine, ma contiene le prove di tenuta e di adesione. Dove esiste, l&#8217;ETA del sistema, rilasciata sull&#8217;EAD 030352-00-0503 dei locali umidi, con le categorie di ponte sulle fessure e di adesione. E la conferma scritta che bandelle, pezzi d&#8217;angolo e collari fanno parte dello stesso sistema.</p>
<p><strong>Come faccio a sapere se la macchia di sotto viene dalla doccia?</strong><br />Con due prove separate, un tracciante e la prova dell&#8217;impianto. Prima: scarico tappato, venticinque millimetri d&#8217;acqua sul piano, livello segnato, ventiquattro ore, soffitto di sotto fotografato prima e dopo. Se il livello non scende e sotto non cambia niente, piano e scarico tengono. Poi, dopo un giorno di asciugatura: scarico aperto, piano asciutto, pareti bagnate una fascia di mezzo metro alla volta partendo dalla più bassa, getto a trenta centimetri e cinque minuti ogni metro e mezzo di giunto, con una sosta di osservazione fra una fascia e l&#8217;altra. Se la macchia si ravviva su una fascia, l&#8217;acqua entra da lì. Un tracciante colorato nello scarico dice se è acqua di scarico; il manometro lasciato una notte esclude le tubazioni in pressione. Prima di demolire, si apre il rivestimento davanti alla cassetta.</p>
<p><strong>Si può impermeabilizzare senza togliere le piastrelle?</strong><br />Sì, con la stessa logica della sovrapposizione sui balconi: primer per superfici lisce sulla piastrellatura esistente, bandella nei giunti, strato di tenuta e nuova piastrellatura sopra, o finitura continua. Il vincolo è lo scarico, che va rifatto con la flangia del sistema nuovo, e la quota alle soglie. Con un piatto a filo pavimento da rifare nelle pendenze, la sovrapposizione non basta.</p>
<h2 id="in-conclusione">In conclusione</h2>
<p>Un bagno non è una stanza qualsiasi con dentro una doccia: è il locale della casa in cui, tutti i giorni, qualcuno rovescia decine di litri d&#8217;acqua su un pavimento che sta sopra la testa di un altro. Trattarlo come una stanza qualsiasi, e affidare la tenuta a una piastrella e a un cordolo di silicone, è la ragione per cui i soffitti si macchiano.</p>
<p>La regola è corta. L&#8217;acqua si ferma sotto il rivestimento, con uno strato continuo che il rivestimento protegge; i giunti si armano, perché è lì che il pacchetto si muove; gli scarichi e i corpi passanti si raccordano allo strato, perché è lì che cambia il materiale; e prima di piastrellare si fa una prova con l&#8217;acqua, perché è l&#8217;ultimo momento in cui un difetto costa una mano di prodotto.</p>
<p>In Italia questo non lo impone nessuna legge. Lo chiede la norma tecnica, ci arriva il giudice quando il danno è fatto, e lo scrivono per esteso i paesi che il bagno lo hanno normato. Nel frattempo, la sola cosa che protegge davvero il committente è una riga di capitolato e quattro fotografie datate.</p>
<h2 id="ringraziamenti">Ringraziamenti</h2>
<p>Le fotografie 6, 7, 8 e 9, quelle della fluoresceina, del manometro, della cassetta degli strumenti e della piletta vista dall&#8217;interno, sono di <strong>Idralclima srl</strong>, che ringrazio per averle messe a disposizione. Sono immagini di una ricerca vera, fatta in un bagno abitato, e mostrano quello che in un articolo si può solo descrivere.</p>
<h2 id="fonti">Fonti</h2>
<p style="font-size:14px;line-height:1.5"><strong>Norme e documenti tecnici.</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>UNI 11493-1:2025, <em>Piastrellature ceramiche, Parte 1: Istruzioni per la progettazione, l&#8217;installazione e la manutenzione</em>, in vigore dal 15 maggio 2025, in sostituzione della UNI 11493-1:2016, che aveva sostituito la UNI 11493:2013 (sommario letto sul catalogo UNI; il testo integrale è ripreso non direttamente).</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>UNI 11714-1:2018, <em>Rivestimenti lapidei di superfici orizzontali, verticali e soffitti, Parte 1: Istruzioni per la progettazione, la posa e la manutenzione</em>, del 12 luglio 2018. Titolo, data e indice verificati sull&#8217;anteprima pubblica del catalogo UNI; il testo è a pagamento e non l&#8217;ho letto, e nell&#8217;indice non compare nessun punto dedicato all&#8217;impermeabilizzazione: la frase che la riguarda viene da una sola fonte secondaria, l&#8217;articolo di Canuri su «Ingenio» dell&#8217;8 marzo 2021.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>UNI EN 14891:2017, <em>Prodotti impermeabilizzanti applicati liquidi da utilizzare sotto a piastrellature di ceramica incollate con adesivi</em>, in vigore dal 16 marzo 2017 (sommario letto sul catalogo UNI).</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>EOTA, <em>EAD 030352-00-0503, Liquid applied watertight covering kits for wet room floors and/or walls</em>, gennaio 2019, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell&#8217;Unione europea nel 2020; <a href="https://www.eota.eu/download?file=%2F2017%2F17-03-0352%2Fead+for+ojeu%2Fead+030352-00-0503_ojeu2020.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF liberamente scaricabile</a>. EAD 030436-00-0503 per i sistemi in fogli flessibili ed EAD 030437-00-0503 per i sistemi in pannelli.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>EOTA, <em>ETAG 022, Guideline for European Technical Approval of Watertight covering kits for wet room floors and or walls, Part 1: Liquid applied coverings with or without wearing surface</em>, edizione 11 aprile 2007; <a href="https://www.eota.eu/sites/default/files/uploads/ETAGs/etag-022-1-en.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a>.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>UNI EN 14411:2016, <em>Piastrelle di ceramica: definizioni, classificazione, caratteristiche, valutazione e verifica della costanza della prestazione e marcatura</em>, in vigore dal 30 agosto 2016 (data e stato verificati sul catalogo UNI; i gruppi di assorbimento sono ripresi da documentazione tecnica di produttore che riproduce il prospetto della norma).</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>UNI EN 12004-1:2017, adesivi per piastrelle; UNI EN 13888-1:2022, stucchi per fughe delle piastrellature ceramiche, in vigore dal 6 ottobre 2022 in sostituzione della UNI EN 13888:2009; UNI EN ISO 11600:2011, sigillanti; UNI EN 1253-1:2015, pozzetti per edilizia, che ha sostituito le edizioni 2004 delle parti 1 e 2. Designazioni e date verificate sul catalogo UNI; i testi sono a pagamento e non li ho letti.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>DIN 18534, <em>Abdichtung von Innenräumen</em>, parti da 1 a 6: prima edizione luglio 2017, edizione vigente ottobre 2025. Titoli, scopo (acqua con battente di progetto fino a 10 cm), indice e data verificati sul catalogo normativo baunormenlexikon.de; il testo è a pagamento e non l&#8217;ho letto. Contenuti ripresi non direttamente da: H. Tietje, <em>Hinweis zur Anwendung DIN 18534</em>, «Deutsches Architektenblatt», edizione Bayern, 07/2021, <a href="https://www.byak.de/data/pdfs/AuT/Normung/DAB_Artikel_ab_17-09/NN_21-07_Hinweise_zur_Anwendung_DIN_18434_Hartmut_Tietje.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a>; BauNetz Wissen, voce <em>Wassereinwirkungsklassen</em>; il <em>Merkblatt 5</em> del Bundesverband der Gipsindustrie, quello dei 30 centimetri sopra il bordo, noto attraverso l&#8217;articolo di Tietje; documentazione tecnica di produttori tedeschi del 2017-2018; <a href="https://www.bauprofessor.de/news/ueberarbeitung-der-din-18534-zur-badabdichtung-veroeffentlicht/" target="_blank" rel="noopener">scheda della revisione dell&#8217;ottobre 2025</a> su bauprofessor.de, 2 ottobre 2025, per i punti toccati dalla revisione.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>Fachverband Fliesen und Naturstein im ZDB, <em>Merkblatt Verbundabdichtungen</em>, edizioni dell&#8217;agosto 2000, del gennaio 2005, del gennaio 2010 e dell&#8217;agosto 2012, poi <em>Abdichtungen im Verbund</em>, agosto 2019 e novembre 2022 (dal catalogo dell&#8217;editore; non lette).</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>Australian Building Codes Board, <em>National Construction Code 2025, Volume Two, ABCB Housing Provisions, Part 10.2 Wet area waterproofing</em>, edizione in vigore, adottata progressivamente dagli stati dal 1° maggio 2026; <a href="https://ncc.abcb.gov.au/editions/ncc-2025/adopted/housing-provisions/10-health-and-amenity/part-102-wet-area-waterproofing" target="_blank" rel="noopener">testo consultabile</a>. Le quote citate sono identiche a quelle dell&#8217;edizione 2022, sulla quale era stata disegnata la Figura 3. Standards Australia, <em>AS 3740, Waterproofing of domestic wet areas</em>, prima edizione 1989, quinta edizione 2021, con le prove nell&#8217;appendice C (allagamento in C.2, rilevazione elettronica in C.3, sonda sui sormonti in C.4): ripresa non direttamente.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>International Code Council, <em>International Plumbing Code</em>, sezione 312.9 <em>Shower liner test</em>: tubo dello scarico tappato, riempimento fino ad almeno 2 pollici (51 mm) misurati alla soglia, tenuta per non meno di 15 minuti senza evidenza di perdite (letta nella riproduzione integrale del codice adottato dallo stato del Texas).</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>ASTM E2128, <em>Standard Guide for Evaluating Water Leakage of Building Walls</em>: la guida delle prove d&#8217;acqua diagnostiche sugli involucri, da cui viene la regola di provare per aree isolate partendo dal basso e salendo. Testo a pagamento, non letto; contenuto ripreso da L. Haughton e C. Murphy, <a href="https://iibec.org/publication-post/2010-01-haughton-murphy2/" target="_blank" rel="noopener"><em>Overview of ASTM E2128</em></a>, «Interface», IIBEC, gennaio 2010.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>AAMA 501.2, prova a lancia sulle facciate: getto tenuto a un piede (circa 30 cm) dal giunto e mosso avanti e indietro su circa cinque piedi (circa 1,5 m) di giunto in cinque minuti. Ripresa non direttamente da documentazione tecnica di settore.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>International Code Council, <em>International Residential Code</em>, sezione R307.2, <em>Bathtub and shower spaces</em>, e sezione P2709.2, <em>Lining required</em>, che prescrive il rivestimento a tenuta dei vani doccia costruiti in opera con membrane conformi alla ANSI A118.10 e il risvolto di 51 mm oltre gli stipiti e sopra la soglia; <em>International Plumbing Code</em>, sezione 417.5.2, <em>Shower lining</em>, di identico contenuto. Letti nelle riproduzioni integrali dei codici adottati, edizioni 2018 e 2021.</li>
</ul>
<p style="font-size:14px;line-height:1.5"><strong>Leggi e giurisprudenza.</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>Decreto del Ministero della sanità 5 luglio 1975, <em>Modificazioni alle istruzioni ministeriali 20 giugno 1896 relativamente all&#8217;altezza minima ed ai requisiti igienico-sanitari principali dei locali di abitazione</em>, Gazzetta Ufficiale n. 190 del 18 luglio 1975, articolo 7.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>UNI 11928-1, <em>Sistemi impermeabilizzanti applicati liquidi per coperture continue</em>: nominata nel capitolo 4 solo per dire che in bagno non c&#8217;entra. Designazione verificata sul catalogo UNI; testo a pagamento, non letto.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>Decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989 n. 236, <em>Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l&#8217;accessibilità, l&#8217;adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata</em>, punti 8.1.2 e 8.1.6; <a href="https://www.mit.gov.it/nfsmitgov/files/media/normativa/2016-02/Decreto_Ministeriale_numero_236_14-06-1989_all_1.pdf" target="_blank" rel="noopener">testo sul sito del Ministero</a>.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>Decreto del Ministero della transizione ecologica 23 giugno 2022 n. 256, <em>Criteri ambientali minimi per l&#8217;affidamento del servizio di progettazione di interventi edilizi, per l&#8217;affidamento dei lavori per interventi edilizi e per l&#8217;affidamento congiunto di progettazione e lavori per interventi edilizi</em>, Gazzetta Ufficiale n. 183 del 6 agosto 2022, allegato, criterio 2.3.9. Il decreto è stato sostituito da quello del 24 novembre 2025, obbligatorio negli appalti pubblici dal 2 febbraio 2026, che tiene le stesse portate di rubinetti e docce e stringe i volumi delle cassette.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>Codice civile, articoli 1667 e 1669.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>Corte di cassazione, sezione II, sentenza 11 giugno 2013 n. 14650 (letta nella trascrizione pubblicata su un sito di commento giuridico); Corte di cassazione, Sezioni Unite, sentenza 27 marzo 2017 n. 7756, che estende l&#8217;articolo 1669 alle opere di ristrutturazione e agli interventi di manutenzione o modificazione di lunga durata su immobili preesistenti.</li>
</ul>
<p style="font-size:14px;line-height:1.5"><strong>Testi tecnici.</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>M. Canuri, <em>Impermeabilizzazione nel bagno: proteggere la zona doccia dalle infiltrazioni</em>, «Ingenio», 8 marzo 2021; M. Canuri, <em>Impermeabilizzazione ambienti umidi: il caso del vano doccia con rivestimento ceramico</em>, «Ingenio», 3 novembre 2020.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>C. Montecchi, <em>Impermeabilizzazione sotto il rivestimento ceramico: cosa c&#8217;è da sapere?</em>, «Ingenio», 8 febbraio 2024; C. Montecchi, <em>Ceramica negli ambienti umidi: considerazioni tecniche essenziali</em>, «Ingenio», 30 agosto 2024; C. Montecchi, <em>Pavimenti e rivestimenti in ceramica: cosa cambia con la nuova UNI 11493-1?</em>, «Ingenio», 29 luglio 2025.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>Assoposa, <em>Fughe e stuccatura piastrelle ceramiche: guida alla posa, alla scelta del sigillante e alla manutenzione</em>, «Ingenio», 11 settembre 2025.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>R. di Gregorio, <em>Impermeabilizzazione del piatto doccia: quando è necessaria?</em>, «Edilportale», 15 maggio 2025.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'><em>Pozzetti per edilizia: pubblicata la UNI EN 1253-1 in lingua italiana</em>, «Ingenio», 14 aprile 2015.</li>
</ul>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>I calcolatori di consumo dello stucco pubblicati dai produttori, usati nel capitolo 1 come riscontro esterno degli 80 metri di fuga per metro quadro: il fattore geometrico (a+b)/(a per b) sui lati della piastrella in millimetri, moltiplicato per mille, dà i metri di fuga al metro quadro.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>United States Environmental Protection Agency, <em>A Brief Guide to Mold, Moisture and Your Home</em>: «If wet or damp materials or areas are dried 24-48 hours after a leak or spill happens, in most cases mold will not grow», e «It is important to dry water-damaged areas and items within 24-48 hours to prevent mold growth». Letta sulla pagina dell&#8217;agenzia.</li>
</ul>
<p style="font-size:14px;line-height:1.5"><strong>Fonti storiche.</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>Vitruvio, <em>De architectura</em>, libro VIII, capitolo 6, paragrafi 14 e 15, <a href="https://penelope.uchicago.edu/Thayer/L/Roman/Texts/Vitruvius/8*.html" target="_blank" rel="noopener">testo latino</a>; libro VII, capitolo 4, per il cocciopesto nei locali umidi.</li>
</ul>
<p style="font-size:14px;line-height:1.5">Dove i valori sono ripresi non direttamente dal testo di norma, prima dell&#8217;uso in un capitolato vanno verificati sul testo.</p>
<h2 id="lautore">L&#8217;autore</h2>
<p>Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense, circa trent&#8217;anni di esperienza di cantiere e venti come imprenditore. Autore di &#8220;Murature umide: cause e rimedi&#8221; (Grafill, 2026).</p>
<p>Il volume è disponibile su <a href="https://www.amazon.it/Murature-umide-Prevenzione-interventi-risanamento/dp/8827705309" target="_blank" rel="noopener">Amazon</a> e su <a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html#/4-versione-libro" target="_blank" rel="noopener">Grafill</a>.</p>
<p><script type='application/ld+json'>{"@context": "https://schema.org", "@type": "FAQPage", "mainEntity": [{"@type": "Question", "name": "Il gres porcellanato non è già impermeabile?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "La piastrella sì: il gruppo BIa della UNI EN 14411:2016 assorbe fino allo 0,5 per cento del proprio peso. La piastrellatura no, perché è fatta di piastrelle e di fughe, di giunti e di fori. Le fughe cementizie restano materiali assorbenti anche nella classe a ridotto assorbimento, e l'incontro fra pavimento e parete è un giunto che si muove. Per questo la norma italiana delle piastrellature chiede uno strato impermeabile sotto, dove c'è acqua."}}, {"@type": "Question", "name": "È obbligatorio impermeabilizzare il bagno?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Nessuna legge italiana lo impone. Lo prescrive la norma tecnica UNI 11493-1, che è volontaria ma vale come regola d'arte: i giudici hanno ricondotto all'articolo 1669 del codice civile anche le infiltrazioni dovute a un'impermeabilizzazione mancante. Sono dieci anni di responsabilità per chi ha fatto il lavoro, e la denuncia va fatta entro un anno dalla scoperta. Resta però una valutazione caso per caso, non un esito automatico."}}, {"@type": "Question", "name": "Basta impermeabilizzare la doccia o serve tutto il bagno?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Con il piatto appoggiato e il box chiuso, lo strato può limitarsi alle pareti della doccia e al raccordo con il piatto. Con la doccia a filo o aperta, l'acqua arriva su tutto il bagno: lo strato copre l'intero pavimento e risale sulle pareti. La norma tedesca ragiona allo stesso modo con le classi di esposizione: con il piatto e il box, doccia e pavimento stanno nella classe moderata; con la doccia a filo pavimento la zona doccia sale alla classe alta, e lì il supporto sensibile all'umidità non è più ammesso."}}, {"@type": "Question", "name": "Fino a che altezza si sale sulle pareti?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "I codici stranieri dicono 1800 millimetri in Australia e almeno 20 centimetri sopra il punto di erogazione più alto in Germania. Io salgo a 2,30 metri sulle pareti della doccia, sopra il soffione, perché il soffione si sposta e il box si toglie, e lo strato resta."}}, {"@type": "Question", "name": "Il silicone nell'angolo non basta?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "No. Il sigillante elastico nell'angolo fra pavimento e parete va messo, ma è manutenzione: dura pochi anni, si stacca, ammuffisce e si rifà. La tenuta sta sotto le piastrelle, con la bandella nel giunto coperta dalle due mani dello strato."}}, {"@type": "Question", "name": "Che documento chiedo al fornitore?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "La dichiarazione di prestazione con la marcatura CE secondo la UNI EN 14891: riguarda esterni e piscine, ma contiene le prove di tenuta e di adesione. Dove esiste, l'ETA del sistema, rilasciata sull'EAD 030352-00-0503 dei locali umidi, con le categorie di ponte sulle fessure e di adesione. E la conferma scritta che bandelle, pezzi d'angolo e collari fanno parte dello stesso sistema."}}, {"@type": "Question", "name": "Come faccio a sapere se la macchia di sotto viene dalla doccia?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Con due prove separate, un tracciante e la prova dell'impianto. Prima: scarico tappato, venticinque millimetri d'acqua sul piano, livello segnato, ventiquattro ore, soffitto di sotto fotografato prima e dopo. Se il livello non scende e sotto non cambia niente, piano e scarico tengono. Poi, dopo un giorno di asciugatura: scarico aperto, piano asciutto, pareti bagnate una fascia di mezzo metro alla volta partendo dalla più bassa, getto a trenta centimetri e cinque minuti ogni metro e mezzo di giunto, con una sosta di osservazione fra una fascia e l'altra. Se la macchia si ravviva su una fascia, l'acqua entra da lì. Un tracciante colorato nello scarico dice se è acqua di scarico; il manometro lasciato una notte esclude le tubazioni in pressione. Prima di demolire, si apre il rivestimento davanti alla cassetta."}}, {"@type": "Question", "name": "Si può impermeabilizzare senza togliere le piastrelle?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Sì, con la stessa logica della sovrapposizione sui balconi: primer per superfici lisce sulla piastrellatura esistente, bandella nei giunti, strato di tenuta e nuova piastrellatura sopra, o finitura continua. Il vincolo è lo scarico, che va rifatto con la flangia del sistema nuovo, e la quota alle soglie. Con un piatto a filo pavimento da rifare nelle pendenze, la sovrapposizione non basta."}}]}</script><br />
<!--mxLA--></p>
<div style='background:#f6f7f9;border:1px solid #e3e6ea;border-radius:8px;padding:14px 18px;margin:26px 0'><strong style='color:#b11f24'>Leggi anche</strong></p>
<ul style='margin:8px 0 0 18px'>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-fase-per-fase/">L&#8217;impermeabilizzazione nell&#8217;ordine del cantiere, fase per fase</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-dei-giunti/">Sul giunto si impermeabilizza un movimento</a></li>
</ul>
</div>
<p><!--/mxLA--></p>
<hr style='border:none;border-top:3px solid #b11f24;margin-top:34px'>
<table style='width:100%;border-collapse:collapse;font-family:Arial,sans-serif;color:#2a3340;font-size:14px;line-height:1.6'>
<tr>
<td style='vertical-align:top;padding-right:20px'>
<div style='font-size:16px;font-weight:700;color:#b11f24'>Ditta Renzo-ArtHome</div>
<div style='font-weight:600'>di Spedicato Oronzo</div>
<div style='color:#5a6577;margin-bottom:8px'>Specialista in risanamenti di interrati e umidit&agrave; di risalita</div>
<div><strong>Web:</strong> <a href="https://www.renzo-arthome.com">www.renzo-arthome.com</a></div>
<div><strong>E-mail:</strong> renzo.spedicato@gmail.com &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>PEC:</strong> renzoarthome@pec.it</div>
<div><strong>Cell.:</strong> +39 335 844 2978 &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>Ufficio:</strong> +39 371 775 4189</div>
<div style='color:#5a6577'>P.IVA 02475540304</div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://www.renzo-arthome.com/preventivo-gratuito/" style="display:inline-block;background:#b11f24;color:#fff;padding:9px 16px;border-radius:6px;font-weight:700;text-decoration:none">Chiedi un preventivo &rarr;</a></div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://wa.me/393358442978" target="_blank" rel="noopener" title="WhatsApp" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-whatsapp.png' alt='WhatsApp' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.facebook.com/RenzoArtHome" target="_blank" rel="noopener" title="Facebook" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-facebook.png' alt='Facebook' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.linkedin.com/in/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="LinkedIn" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-linkedin.png' alt='LinkedIn' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.tiktok.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="TikTok" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-tiktok.png' alt='TikTok' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.youtube.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="YouTube" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-youtube.png' alt='YouTube' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.instagram.com/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="Instagram" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-instagram.png' alt='Instagram' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a></div>
</td>
<td style='vertical-align:top;width:150px;text-align:center'><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/murature-umide-copertina.jpg' alt='Murature umide: cause e rimedi' width='120' style='border:1px solid #ddd;border-radius:4px'></a></p>
<div style='font-size:12px;color:#5a6577;margin-top:6px'><strong>Murature umide: cause e rimedi</strong><br />Grafill, 2026<br /><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener">Vai al libro &rarr;</a></div>
</td>
</tr>
</table>
<style>#rahLATO{margin:44px auto 0;max-width:680px;font-family:'Open Sans',sans-serif}#rahLATO *{box-sizing:border-box}#rahLATO .rahL-int{background:#fff;border:1px solid #d9dde2;padding:18px 16px 10px}#rahLATO .rahL-tit{font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:700;font-size:15px;letter-spacing:.16em;text-transform:uppercase;color:#262a33;margin:0 0 2px}#rahLATO p{margin:0!important;padding:0!important}#rahLATO .rahL-blog-r{margin:0 0 4px}#rahLATO .rahL-pagine{margin:0 0 12px}#rahLATO .rahL-blog{display:inline-block;font-size:13.5px;color:#a06a00;text-decoration:none;margin:0;border:0}#rahLATO .rahL-blog:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO details{margin:0 0 7px;border-left:4px solid var(--rahf)}#rahLATO summary{cursor:pointer;list-style:none;display:flex;align-items:baseline;gap:8px;font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:600;font-size:14px;color:#2f3440;padding:9px 8px 9px 10px;background:var(--rahv);margin:0}#rahLATO summary::-webkit-details-marker{display:none}#rahLATO summary:before{content:"+";font-weight:700;color:#2f3440;opacity:.55;width:13px;flex:none}#rahLATO details[open]>summary:before{content:"\2212"}#rahLATO .rahL-n{margin-left:auto;font-weight:400;font-size:11.5px;color:#5a6577}#rahLATO ul{list-style:none!important;margin:0!important;padding:6px 4px 8px 12px!important;background:var(--rahv);background:color-mix(in srgb,var(--rahv) 32%,#fff)}#rahLATO li{margin:0!important;padding:4px 6px!important;font-size:13px;line-height:1.45;border-left:2px solid transparent;list-style:none!important}#rahLATO li:before{display:none!important;content:none!important}#rahLATO li a{color:#3f4450;text-decoration:none;border:0;box-shadow:none}#rahLATO li a:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO li.rahL-qui{background:#fdf6d8;border-left-color:#eddf21}#rahLATO li.rahL-qui span{font-weight:600;color:#262a33}#rahLATO li.rahL-qui .rahL-segno{display:block;font-weight:400;font-size:10.5px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#5a6577;margin-top:1px}@media(min-width:1490px){body.postid-3483{overflow:visible!important}article.post-3483{position:relative}#rahLATO{position:absolute;top:0;right:-241px;bottom:0;width:225px;max-width:none;margin:0}#rahLATO .rahL-int{position:sticky;top:106px;max-height:calc(100vh - 126px);overflow-y:auto;padding:14px 12px 8px}#rahLATO summary{font-size:12.5px;padding:8px 6px 8px 8px}#rahLATO li{font-size:12px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:13px}}@media(min-width:1710px){#rahLATO{right:-336px;width:300px}#rahLATO .rahL-int{padding:18px 16px 10px}#rahLATO summary{font-size:14px}#rahLATO li{font-size:13px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:15px}}</style>
<div id="rahLATO">
<div class="rahL-int">
<div class="rahL-tit">Gli articoli</div>
<div class="rahL-blog-r"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/blog/">Indice del blog &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-fase-per-fase/">La casa fase per fase &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/decoder-diagnostico-edile/">Il decoder diagnostico &rarr;</a></div>
<details style="--rahv:#dcebf5;--rahf:#7fadd1">
<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">Le malte impermeabili nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">La barriera chimica nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">Ma come si cura una risalita?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/improvvisamente-l-umidita-di-risalita/">Improvvisamente, l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-danno-e-dove-l-acqua-se-ne-va/">Il danno è dove l&#8217;acqua se ne va</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">Chi dimezza la macchia raddoppia l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">Umidità di risalita e sali solubili: perché bloccare l&#8217;umidità è solo metà del risanamento, e perché l&#8217;asciugatura richiede da mesi ad anni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo un intervento contro l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-risalita-impermeabilizzazione-in/">L&#8217;innalzamento dell&#8217;umidità di risalita in seguito a interventi di impermeabilizzazione dall&#8217;interno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/doppia-barriera-protocollo-renzo-arthome/">Barriere chimiche non occludenti in zona di marea: bastano davvero contro la pressione idrostatica?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">L’umidità igroscopica nell’edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-primaria-e-sali-renzo-arthome/">Umidità di risalita capillare primaria</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radici-stabilita-versanti/">Le radici tengono il terreno solo dove lo attraversano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vegetazione-sui-muri/">Il verde sul muro non è un problema di giardinaggio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">31</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-dei-giunti/">Sul giunto si impermeabilizza un movimento</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-intorno-alla-casa/">Impermeabilizzare il muro è l&#8217;ultima mossa, non la prima</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/costruire-casa-senza-umidita/">La casa asciutta si decide in cantiere</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">Tre centimetri invece di una demolizione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/prima-la-strategia-poi-il-prodotto/">Prima la strategia, poi il prodotto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">La spinta idrostatica nelle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">Il seminterrato fra infiltrazioni, umidità e radon: un approccio integrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/fontana-dei-grifi-allinterno-del-castello-miramare-di-trieste/">Fontana dei Grifi all&#8217;interno del castello Miramare di Trieste</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/interventi-di-impermeabilizzazioni/">Impermeabilizzazioni: come intervenire e quali soluzioni scegliere</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#d9edea;--rahf:#7dbcb5">
<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">16</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-problema-non-e-la-pioggia/">Il problema non è la pioggia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">Umidità di rimbalzo (rain splash)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-meteorica-cap/">Umidità meteorica (penetrating damp)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-condensazione/">Umidità da condensazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sindrome-dell-edificio-malato/">Sindrome dell&#8217;edificio malato: cause, sintomi e soluzioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffe-indoor/">Muffe indoor</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">Condensa interstiziale in edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f2e9d5;--rahf:#c9a970">
<summary>Vespai e solai<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-piove-dal-predalles/">Quando piove dal predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-normative-e-calcoli/">Vespaio aerato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1431-2/">Le infiltrazioni nei predalles: analisi e metodologie di intervento</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f5e3dc;--rahf:#cf9484">
<summary>Casi Studio<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#f4eecb;--rahf:#c9b954">
<summary>Norme e libro<span class="rahL-n">5</span></summary>
<ul>
<li class="rahL-qui"><span>Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/normativa-salubrita-edifici/">Quadro normativo sulla salubrità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1443-2/">Materiali da costruzione radioattivi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pubblicato-il-libro-murature-umide-cause-e-rimedi/">Pubblicato il libro “Murature umide: cause e rimedi”</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#ebedf0;--rahf:#a7adb8">
<summary>Altri articoli<span class="rahL-n">1</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pavimenti-in-resina-nei-dettagli/">I pavimenti in resina nei dettagli</a></li>
</ul>
</details>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</title>
		<link>https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/</link>
					<comments>https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[renzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Aug 2026 16:20:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Diagnosi e metodo]]></category>
		<category><![CDATA[Interrati e impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[corpi passanti]]></category>
		<category><![CDATA[diagnostica]]></category>
		<category><![CDATA[impermeabilizzazione balconi e terrazzi]]></category>
		<category><![CDATA[impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[infiltrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[sali]]></category>
		<category><![CDATA[umidità meteorica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.renzo-arthome.com/?p=3252</guid>

					<description><![CDATA[<p>La vaschetta sotto soglia ferma l'acqua che va verso l'interno, ma il letto della soglia le sta dentro e assorbe dai giunti. L'unica uscita è l'evaporazione, che passa per la soglia e porta con sé i sali. Otto tavole, due video animati, la sequenza di posa e il capitolato.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style='font-size:19px;color:#5a6577'><em>Nell&#8217;impermeabilizzazione sotto soglia, la vaschetta ferma l&#8217;acqua che arriva da fuori. Non risolve il problema del letto di allettamento che le sta dentro, e quel letto assorbe dai giunti e dai fianchi</em></p>
<p>C&#8217;è una fotografia che in cantiere torna sempre uguale. Una soglia in pietra a cinque o sei anni dalla posa: il bordo esterno che si sfoglia in scaglie sottili, un alone chiaro che segue la linea del giunto con il pavimento, macchie che dopo la pulizia tornano nel giro di poche settimane. E in un paio di punti la superficie si è distaccata, portando via un velo di materiale. A mezzo metro di distanza il pavimento esterno è intatto.</p>
<p>Quando chiedo che cosa è stato fatto sotto quella soglia, la risposta è quasi sempre la stessa, e me la danno con la sicurezza di chi ha già chiuso il discorso: «la vaschetta l&#8217;abbiamo fatta». Spesso è vero. La vaschetta c&#8217;era, era in lamiera, era stata rivestita, e la portafinestra non ha mai bagnato il parquet.</p>
<p>In cantiere rispondo sempre così. La vaschetta va benissimo, ma serve a impedire le infiltrazioni dentro casa. Non protegge il sotto soglia, e non protegge la soglia. Sono due cose diverse, e il locale interno asciutto lo dimostra: se l&#8217;acqua fosse entrata da fuori scavalcando il contenimento, il danno lo troveremmo dentro, sul massetto interno, sul battiscopa, sull&#8217;intradosso del solaio di sotto. Invece la vaschetta ha fatto il suo lavoro fino in fondo. A rompersi è soltanto la soglia, e si rompe per un&#8217;altra ragione, che riguarda l&#8217;acqua rimasta dentro la vaschetta.</p>
<p>Il primo controllo da fare è però un altro, e serve a non attribuire tutto a una causa sola. Che il pavimento accanto sia sano non basta a incolpare il sotto soglia, perché quasi mai è dello stesso materiale: un gres porcellanato ha assorbimento d&#8217;acqua sotto lo 0,5 per cento ed è praticamente insensibile alla cristallizzazione salina, mentre la soglia è una pietra naturale porosa. L&#8217;indizio vale, ma vale meno di quanto sembri: le altre due cause che danno lo stesso quadro visivo stanno nel capitolo sulla diagnosi.</p>
<p>La tesi dell&#8217;articolo è questa. Sotto una soglia lavorano due meccanismi distinti, che chiedono due rimedi diversi. Il primo è la penetrazione: acqua liquida che, spinta dalla pioggia e dal vento, cerca di passare dall&#8217;esterno all&#8217;interno. Contro quella la vaschetta è la risposta giusta, ed è quella che la regola d&#8217;arte codifica da trent&#8217;anni. Il secondo è l&#8217;assorbimento capillare: il letto di malta su cui la soglia è allettata è un materiale poroso, e assorbe acqua dai giunti e dai fianchi. Quell&#8217;acqua non se ne va verso il basso, perché sotto c&#8217;è la vaschetta.</p>
<p>L&#8217;acqua che un materiale poroso ha trattenuto per capillarità non si scarica con una pendenza, e quasi tutti i nodi sbagliati nascono da qui. La suzione capillare di un poro fine vale ordini di grandezza più del battente di pochi millimetri che una pendenza può offrire: fra le due forze non c&#8217;è partita. Quell&#8217;acqua ha una sola via d&#8217;uscita, ed è passare allo stato di vapore. Il vapore esce dove trova la strada più corta verso l&#8217;aria, e in questo nodo la strada più corta è la lastra che sta sopra il letto: la soglia. Il resto viene da sé, perché i sali viaggiano con l&#8217;acqua liquida e si fermano dove l&#8217;acqua evapora.</p>
<p>La conclusione operativa, quindi, è duplice. Serve interrompere la continuità capillare fra il letto e la lastra, oppure, meglio, non avere un letto.</p>
<div id="rahTOC" style="border:1px solid #e2e5ea;border-radius:6px;padding:20px 24px;margin:0 0 32px;background:#fafbfc">
<p style="margin:0 0 10px;font-weight:600;color:#1a2233;font-size:16px">Indice</p>
<ol style="margin:0;padding-left:20px;line-height:1.6">
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#chi-ha-cominciato-a-studiarlo" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Chi ha cominciato a studiarlo</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-parole-che-servono" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le parole che servono</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#che-cosa-fa-la-vaschetta-e-che-cosa-non-fa" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Che cosa fa la vaschetta, e che cosa non fa</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-letto-che-assorbe-da-dove-entra-lacqua" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il letto che assorbe: da dove entra l&#8217;acqua</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#perche-non-se-ne-va" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Perché non se ne va</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-parte-che-manca-quasi-sempre-la-temperatura" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La parte che manca quasi sempre: la temperatura</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#dove-finiscono-i-sali" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Dove finiscono i sali</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#una-previsione-che-si-puo-smentire" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Una previsione che si può smentire</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-sequenza-corretta-punto-per-punto" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La sequenza corretta, punto per punto</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#perche-spesso-la-strada-giusta-e-togliere-il-letto" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Perché spesso la strada giusta è togliere il letto</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-deflusso-a-tenuta-verso-dentro-drenante-verso-fuori" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il deflusso: a tenuta verso dentro, drenante verso fuori</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-varianti-che-cambiano-il-dettaglio" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le varianti che cambiano il dettaglio</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#gli-errori-ricorrenti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Gli errori ricorrenti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#non-tutto-quello-che-si-sfoglia-e-sale" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Non tutto quello che si sfoglia è sale</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-ristrutturazione-che-e-il-caso-piu-frequente" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La ristrutturazione, che è il caso più frequente</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#che-cosa-si-scrive-in-capitolato" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Che cosa si scrive in capitolato</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-sintesi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Impermeabilizzazione sotto soglia, in sintesi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#dal-cantiere" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Dal cantiere</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#domande-frequenti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Domande frequenti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-conclusione" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In conclusione</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#fonti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Fonti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lautore" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;autore</a></li>
</ol>
</div>
<h2 id="chi-ha-cominciato-a-studiarlo">Chi ha cominciato a studiarlo</h2>
<p>Questo nodo ha due storie parallele. Una è la fisica di quello che succede dentro il letto, e viene da tre secoli di studi che con l&#8217;edilizia all&#8217;inizio non c&#8217;entravano nulla. L&#8217;altra è la regola d&#8217;arte del dettaglio, e in Italia è molto più recente di quanto si creda.</p>
<h3>La fisica: dall&#8217;ascesa capillare al bilancio in parete</h3>
<p>Il fenomeno ha un nome preciso: ascesa capillare. Un liquido che bagna le pareti di un condotto abbastanza stretto vi sale da solo, contro la gravità. Si ferma dove la tensione superficiale non regge più il peso della colonna sollevata. Il condotto, in laboratorio, è un tubo capillare di vetro; in un materiale da costruzione sono i pori capillari, cioè i vuoti abbastanza fini da comportarsi allo stesso modo. L&#8217;osservazione è antica. La prima di cui si ha traccia si attribuisce a Leonardo, che collegava le sorgenti di montagna all&#8217;acqua che sale dentro le fessure della roccia. Per un paio di secoli resta un&#8217;osservazione senza numero.</p>
<p>Il numero arriva con Giovanni Alfonso Borelli, che intorno al 1670 stabilisce il fatto decisivo: l&#8217;altezza a cui l&#8217;acqua sale è inversamente proporzionale al raggio del tubo capillare. Poi vengono le misure di Francis Hauksbee, pubblicate a Londra nel 1709 nei <em>Physico-Mechanical Experiments</em>. Segue la sua dimostrazione che il fenomeno funziona anche nel vuoto, il che toglie di mezzo le spiegazioni fondate sulla pressione dell&#8217;aria. Nel 1718 James Jurin mette la relazione nella forma che porta il suo nome.</p>
<p>Fin qui si parla di quanto in alto arriva l&#8217;acqua all&#8217;equilibrio. La domanda pratica è un&#8217;altra: con che velocità ci arriva. La risposta è del 1921, ed è di Edward W. Washburn, che su <em>Physical Review</em> pubblica <em>The Dynamics of Capillary Flow</em> applicando la legge di Poiseuille al moto dentro il capillare. Da lì viene l&#8217;idea che l&#8217;assorbimento di un materiale poroso sia una proprietà misurabile e non un&#8217;impressione.</p>
<p>Il passaggio alla muratura reale matura molto più tardi, e non con un colpo solo: Vos nel 1971 lega l&#8217;altezza raggiunta dall&#8217;umidità allo spessore del muro e alla sorptività, e I&#8217;Anson e Hoff negli anni ottanta la legano all&#8217;evaporazione. La sistemazione che oggi si cita è del 2007, quando Christopher Hall e William D. Hoff pubblicano sui <em>Proceedings of the Royal Society A</em> il lavoro <em>Rising damp: capillary rise dynamics in walls</em>. Il loro modello a fronte netto dice una cosa che a chi lavora in cantiere serve: quanto un elemento resta bagnato lo decide il rapporto fra quanta acqua entra e quanta ne evapora, non la sola acqua che entra. Nello stesso lavoro, al paragrafo 5(c), descrivono il caso in cui l&#8217;acqua che attraversa il materiale porta sali disciolti, che è il nostro.</p>
<p>Sull&#8217;altro versante, quello dei sali, la storia è altrettanto precisa. Che i cristalli che crescono dentro un poro esercitino una spinta è stato misurato in laboratorio da Carl Wilhelm Correns e W. Steinborn nel 1939, facendo crescere cristalli di allume fra due lastre e pesando la forza che le allontanava; la formulazione che tutti citano è quella che Correns pubblica nel 1949 sulle <em>Discussions of the Faraday Society</em>. La cornice termodinamica generale, quella che spiega perché la spinta dipende dal raggio del poro, la dà Douglas H. Everett nel 1961 sulle <em>Transactions of the Faraday Society</em>, e nel 1999 George W. Scherer, su <em>Cement and Concrete Research</em>, riunisce sotto la stessa teoria della pressione di cristallizzazione due fenomeni che i cantieri vedono separati: il gelo e i sali. Sono lo stesso meccanismo, con due cristalli diversi.</p>
<h3>La regola d&#8217;arte: come il sotto soglia è entrato nei codici</h3>
<p>Nel novembre 1969 nasce l&#8217;IGLAE, l&#8217;Istituto per la Garanzia dei Lavori Affini all&#8217;Edilizia, fondato da imprenditori specializzati in impermeabilizzazioni e opere affini. Per vent&#8217;anni resta soprattutto una struttura associativa.</p>
<p>Quello che cambia le cose sono gli anni ottanta. Le membrane prefabbricate in bitume polimero sostituiscono i vecchi sistemi multistrato, il che riduce drasticamente l&#8217;attrezzatura necessaria e apre il mercato a imprese molto piccole. Il risultato è un abbassamento medio della qualità, e chi se ne accorge per primo è chi paga i danni. Nel 1989 i rappresentanti di una grande compagnia assicurativa fanno sapere che sarebbero disponibili ad assicurare le coperture impermeabilizzate a regola d&#8217;arte. La condizione è che in Italia esista un documento che dica che cosa sia, quella regola d&#8217;arte. Nel 1990 si insedia una sottocommissione UNI, dove lavorano fra gli altri Giuseppe Barbesino, Pier Maria Sartori, Antonio Broccolino e Carlo Galeazzi. Nel 1992 si vota e l&#8217;unanimità non si raggiunge. L&#8217;IGLAE pubblica allora il documento per conto proprio: è il Codice di Pratica delle coperture continue, prima edizione 1993, seconda 2006, terza 2016.</p>
<p>Da lì il quadro si è normato per gradi. La UNI 8178-2:2019 analizza oggi gli elementi e gli strati funzionali delle coperture, e la UNI 11540 ha fatto una cosa che a questo articolo serve: ha definito la regola d&#8217;arte dichiarando che, in assenza di riferimenti normativi completi, valgono anche le linee guida promosse dalle associazioni di settore. Il Codice di Pratica ha quindi il valore di un riferimento riconosciuto, non di una raccomandazione privata.</p>
<p>Sul sotto soglia in particolare, il testo più dettagliato che io conosca in italiano è la serie di articoli che Antonio Broccolino ha pubblicato sulla rivista <em>Specializzata</em> fra il 2010 e il 2012. Il riferimento maggiore è l&#8217;articolo sul numero 205 del gennaio-febbraio 2012, dedicato per intero alle soglie, con sei tavole esecutive assonometriche e una legenda di ventotto voci. Da lì viene anche il nome corretto dell&#8217;elemento, che in cantiere si sente storpiare in tutti i modi. Nella legenda dei suoi disegni l&#8217;elemento si chiama vaschetta di contenimento, e il nodo nel suo insieme contenimento a vaschetta, o vaschetta sotto soglia. Non vasca, non bacinella, non scossalina: vaschetta. Il piano rialzato su cui appoggia si chiama rilievo sotto soglia.</p>
<h2 id="le-parole-che-servono">Le parole che servono</h2>
<p><strong>Vaschetta di contenimento.</strong> L&#8217;elemento metallico sagomato che, sotto la soglia, dà all&#8217;impermeabilizzazione una forma a contenitore: piano di appoggio, bordo verticale a salire verso l&#8217;interno, bordi sulle spallette laterali. Non è l&#8217;impermeabilizzazione: è il supporto che le dà la sagoma, e va trattata perché l&#8217;impermeabilizzazione ci aderisca.</p>
<p><strong>Rilievo sotto soglia.</strong> Il piano rialzato, in leggera pendenza verso l&#8217;esterno, su cui la vaschetta appoggia. È l&#8217;elemento che permette al contenimento interno di stare sopra la quota della pavimentazione esterna senza creare un gradino inaccettabile.</p>
<p><strong>Letto di allettamento.</strong> Lo strato di malta su cui la lastra viene posata e messa in quota. È il protagonista di questo articolo: un materiale poroso continuo, quindi capillarmente attivo, che in questo nodo si trova dentro un contenitore impermeabile verso il basso.</p>
<p><strong>Sorptività.</strong> La proprietà che misura quanto in fretta un materiale poroso assorbe acqua per capillarità. Non è un parametro empirico di comodo: è definita rigorosamente nella teoria del flusso non saturo. Chi la vuole misurare sui rapporti di prova italiani la trova come coefficiente di assorbimento d&#8217;acqua per capillarità: la norma è la UNI EN ISO 15148 per i materiali da costruzione, la UNI EN 1925 per la pietra naturale.</p>
<p><strong>Efflorescenza e subflorescenza.</strong> Quando l&#8217;evaporazione è lenta rispetto al trasporto, gli ioni arrivano in superficie e il sale cristallizza fuori dal materiale: è l&#8217;efflorescenza, antiestetica ma spazzolabile. Quando l&#8217;evaporazione è veloce, il fronte rientra dentro il materiale e il sale cristallizza nella matrice porosa, sotto la faccia: è la subflorescenza, che non si vede ed è quella che fa il danno.</p>
<p><strong>Pressione di cristallizzazione.</strong> La spinta che un cristallo esercita sulle pareti del poro in cui cresce. Dipende dalla sovrasaturazione della soluzione e, in modo inverso, dal raggio del poro: tanto più il poro è fine, tanto più alta è la pressione.</p>
<p><strong>Deliquescenza.</strong> La proprietà di un sale di assorbire umidità dall&#8217;aria e sciogliersi, sopra una certa umidità relativa che è propria di ciascun sale. Per questo una pietra che contiene sali si riumidisce anche senza che arrivi una goccia d&#8217;acqua liquida.</p>
<h2 id="che-cosa-fa-la-vaschetta-e-che-cosa-non-fa">Che cosa fa la vaschetta, e che cosa non fa</h2>
<p>Bisogna essere giusti con la vaschetta, perché risolve davvero un problema, e chi la esegue sta già facendo più della media.</p>
<p>La vaschetta risolve un problema dimensionale prima ancora che idraulico. Il Codice di Pratica chiede che i risvolti verticali dell&#8217;elemento di tenuta salgano almeno 15 cm dal piano di scorrimento delle acque quando la copertura è protetta con una pavimentazione. E ne chiede di più lungo le linee di compluvio. Solo con protezioni pesanti mobili e drenanti quel minimo scende: 12 cm con ghiaia o terreno di coltivo, 7 cm con ghiaia o pavimentazione galleggiante. La fonte scrive proprio così, con la ghiaia in tutte e due le classi e senza la condizione che le distingue: riporto il testo com&#8217;è e segnalo l&#8217;ambiguità. Sono altezze che si ottengono senza sforzo contro un parapetto e che davanti a una portafinestra sono impossibili.</p>
<p>Il vincolo che le rende impossibili è quello sull&#8217;accessibilità. Le regole tecniche sulle barriere architettoniche chiedono che la soglia fra balcone o terrazza e ambiente interno non presenti un dislivello tale da ostacolare il transito di una persona su sedia a ruote, e non ammettono portefinestre con traversa orizzontale a pavimento di altezza tale da costituire ostacolo. I numeri sono questi: 2,5 cm di dislivello massimo dei pavimenti, 8 per cento di pendenza massima delle rampe. Sono requisiti tecnici, e il loro campo di applicazione esatto è materia del progettista, non di questo articolo. Chi ha redatto il Codice, dal canto suo, riassume il vincolo alla soglia in 20 mm di dislivello massimo.</p>
<p>La vaschetta è la risposta a questo conflitto. Portando l&#8217;impermeabilizzazione dentro il sotto soglia e dandole la forma di un contenitore, il contenimento idraulico non si ottiene più con l&#8217;altezza di un risvolto contro un muro. Si ottiene con la geometria del nodo. Il Codice chiede allora che il contenimento arrivi a 20 mm sopra il livello della pavimentazione finita, che è il vero piano di scorrimento delle acque. Non sopra il livello dell&#8217;impermeabilizzazione. Nella divulgazione tecnica lo stesso valore si ritrova come deroga: si può abbassare il risvolto a 2 cm dal piano di calpestio finale, a condizione che l&#8217;impermeabilizzazione risvolti nel sotto soglia e sia collegata a una vaschetta di contenimento. Attenzione a non farne una conferma incrociata: quel testo non cita la propria fonte, e il valore è verosimilmente lo stesso, cioè quello del Codice, riportato due volte.</p>
<p>Le quote esecutive che ne discendono sono di Broccolino e non del Codice, e le riporto come tali. La soglia va posata con una leggera pendenza verso l&#8217;esterno, dell&#8217;ordine di 4-5 mm sull&#8217;intera profondità della lastra. La pendenza si dà al piano di posa o durante l&#8217;allettamento. Risultando la soglia rilevata di circa 20 mm rispetto alla pavimentazione esterna, la fonte conclude che il contenimento a tenuta dietro lo spessore della soglia viene a trovarsi 20-25 mm più alto della pavimentazione stessa. Su quell&#8217;intervallo aggiungo un&#8217;osservazione mia, perché l&#8217;estremo inferiore non torna. Se i 20 mm si misurano al bordo esterno, che è il punto più basso della lastra, e la lastra sale poi verso l&#8217;interno dei 4-5 mm di pendenza che la fonte stessa prescrive, il contenimento sul lato interno non può valere 20: vale 24 o 25. Uso quindi i 20 mm come quota del bordo esterno, che è il dato della fonte. E tratto i 24-25 mm come la sua conseguenza aritmetica, non come una prescrizione a sé. Sulle spallette laterali del vano l&#8217;impermeabilizzazione deve risvoltare fino all&#8217;altezza dei risvolti verticali della parete di tamponamento su cui il vano si apre: è il punto che si dimentica più spesso, perché la vaschetta si vede e le spallette no.</p>
<p>Va segnalata un&#8217;ambiguità che un lettore con la calcolatrice trova subito, ed è meglio dichiararla che lasciarla lì. Quando la fonte descrive la soglia a sezione trapezoidale, scrive che con una lastra larga almeno 40 cm e un&#8217;inclinazione dell&#8217;8 per cento si ottiene un contenimento interno di almeno 24 mm, e mette il conto fra parentesi: 24 mm uguale all&#8217;8 per cento di 40 cm. L&#8217;aritmetica non torna, perché l&#8217;8 per cento di 40 centimetri fa 32 millimetri. O la larghezza su cui la pendenza lavora è di 30 centimetri, cioè la lastra al netto della parte che sborda oltre il filo della pavimentazione, e allora 24 mm è giusto. Oppure il conto è scivolato. Uso il valore prudente, 24 mm, e dichiaro il dubbio.</p>
<p>Le tavole della serie disegnano il caso a piano terra: soglia su platea, con il marciapiede esterno accanto. È il gemello del balcone di cui parla il testo, scelto perché mette in vista tutti gli strati. Il nodo, con i suoi meccanismi, è lo stesso.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1009" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie1-senza-tenuta.png" alt="Impermeabilizzazione sotto soglia: il nodo senza nessuna impermeabilizzazione: l'acqua passa sotto la soglia e arriva all'interno" class="wp-image-3232" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie1-senza-tenuta.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie1-senza-tenuta-300x189.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie1-senza-tenuta-1024x646.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie1-senza-tenuta-768x484.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie1-senza-tenuta-1536x969.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 1. Il caso sbagliato in partenza: letto e soglia posati senza nessuna tenuta. L&#8217;acqua che entra passa sotto la soglia e arriva all&#8217;interno. Serie disegnata dall&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1009" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie2-primaria.png" alt="Impermeabilizzazione sotto soglia: la vaschetta: l'impermeabilizzazione primaria in azzurro, con il letto e la soglia dentro il contenimento" class="wp-image-3233" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie2-primaria.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie2-primaria-300x189.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie2-primaria-1024x646.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie2-primaria-768x484.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie2-primaria-1536x969.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 2. La vaschetta. In azzurro l&#8217;impermeabilizzazione primaria: risale sulla verticale interna, corre sulla platea sotto il letto e sotto il marciapiede, e scende sul bordo esterno. Il locale interno adesso è protetto, e il letto sta dentro il contenimento.</figcaption></figure>
<p>Tutto questo funziona, ed è quello che tiene asciutto il locale interno. Ma si legga bene che cosa è stato risolto: il passaggio di acqua liquida dall&#8217;esterno verso l&#8217;interno. Non è stato detto nulla su che cosa succede all&#8217;acqua che, dentro quel contenitore, ci finisce comunque.</p>
<h2 id="il-letto-che-assorbe-da-dove-entra-lacqua">Il letto che assorbe: da dove entra l&#8217;acqua</h2>
<p>Il letto di allettamento non ha bisogno di un&#8217;infiltrazione per bagnarsi. Ha cinque vie di alimentazione ordinarie, tutte compatibili con un lavoro fatto bene.</p>
<p><strong>Le fughe e le sigillature della pavimentazione esterna.</strong> Una pavimentazione piastrellata non è un piano impermeabile: è un mosaico attraversato da giunti. Per questo l&#8217;elemento di tenuta si mette sotto la pavimentazione, e non ci si affida alla pavimentazione stessa. Il Codice lo dice in modo esplicito quando fissa le altezze dei risvolti: con protezione pesante fissa l&#8217;acqua scorre in gran parte sulla superficie della protezione, e in parte minore la attraversa fino al livello dell&#8217;elemento di tenuta. Quella parte minore, nel tratto adiacente alla soglia, arriva al sottofondo della pavimentazione, che è in malta cementizia e sta in contatto con il letto.</p>
<p><strong>Il giunto perimetrale fra soglia e pavimentazione.</strong> È la linea in cui due materiali diversi, con due dilatazioni diverse, si accostano. Sigillata bene tiene per anni; sigillata con lo stucco delle fughe, o non sigillata affatto, raccoglie l&#8217;acqua e la mette proprio sopra il letto.</p>
<p><strong>Le spallette laterali del vano.</strong> Dove il risvolto sulle spallette non è stato eseguito, o è stato eseguito basso, l&#8217;acqua che scende lungo la muratura entra lateralmente nel sotto soglia. Che la regola d&#8217;arte consideri seria questa via lo dimostra una voce della legenda che di solito passa inosservata: a chiusura della scassa che alloggia il risvolto verticale, il dettaglio prescrive una rete con intonaco trattato per evitare la risalita dell&#8217;umidità. La preoccupazione per il movimento capillare dell&#8217;acqua, in questo nodo, la regola d&#8217;arte ce l&#8217;ha già.</p>
<p><strong>Le fughe fra una lastra e l&#8217;altra.</strong> Le soglie accostate capitano più spesso di quanto si pensi: dove il vano è largo si affiancano due o tre lastre, e fra l&#8217;una e l&#8217;altra c&#8217;è una fuga. Quella fuga sta sopra il letto e dentro il perimetro, quindi l&#8217;acqua che ci scende arriva sul letto e sulla base della lastra senza incontrare niente. È la via che sopravvive anche quando il fronte del supporto è stato impermeabilizzato, perché lì la protezione data sul fronte non arriva. C&#8217;è anche un segno che in cantiere mi ha aiutato più volte, ed è un&#8217;osservazione mia: un degrado che compare a metà di un davanzale, e non alle testate, fa pensare a questa via piuttosto che alle altre.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1045" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-s7-soglie-accostate.png" alt="Le soglie accostate: sezione presa per il lungo dentro la fuga fra due lastre, e la stessa soglia vista dall'alto" class="wp-image-3234" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-s7-soglie-accostate.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-s7-soglie-accostate-300x196.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-s7-soglie-accostate-1024x669.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-s7-soglie-accostate-768x502.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-s7-soglie-accostate-1536x1003.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 3. La quarta via, quella che resta aperta. A sinistra il taglio per il lungo del davanzale, con l&#8217;acqua che scende nella fuga fra due lastre e arriva sul letto. A destra la pianta: il trattamento del fronte, in verde, corre lungo il bordo esterno, mentre le fughe stanno dentro il perimetro e lui non le raggiunge.</figcaption></figure>
<p><strong>L&#8217;acqua d&#8217;impasto.</strong> Il letto è stato impastato con acqua, e se la soglia è stata incollata sopra il letto prima che quell&#8217;acqua fosse ceduta, l&#8217;acqua è stata sigillata dentro. È lo stesso principio che Broccolino descrive per i massetti e i vespai di copertura: una volta posato lo strato impermeabile, che funziona da schermo al vapore in senso contrario, l&#8217;acqua rimasta nella stratigrafia non può più evaporare. Resta latente, con gocciolamenti e macchie scambiati per infiltrazioni. Nei balconi ha documentato lame d&#8217;acqua di oltre 20 millimetri intrappolate all&#8217;intradosso dello strato termoisolante. Nel sotto soglia il volume è molto più piccolo, ma il contenitore è più chiuso, e il trasferimento del principio da quel caso a questo è mio.</p>
<p>A queste cinque si aggiunge l&#8217;acqua di stravento che bagna il serramento e cola sulla soglia. Broccolino la affronta consigliando due accorgimenti che non sono prescrizioni del Codice ma sue raccomandazioni: sigillare la superficie di contatto del traverso del serramento sulla soglia. E inserire fra soglia e pavimentazione interna una barretta rilevata di circa 5-10 mm, in plastica, in metallo o in un listello di pietra.</p>
<h2 id="perche-non-se-ne-va">Perché non se ne va</h2>
<p>Qui va fatta una distinzione che regge tutto il ragionamento, e che nella pratica corrente si perde.</p>
<p>Dentro il nodo ci sono due acque. C&#8217;è l&#8217;acqua libera, quella che scorre sopra un piano impermeabile: quella una pendenza la manda via. È per questo che il rilievo sotto soglia si fa in pendenza a uscire, e che la conca deve essere drenante verso l&#8217;esterno. E c&#8217;è l&#8217;acqua capillare, quella che il letto ha assorbito dentro i propri pori: quella una pendenza non la sposta di un millimetro. La suzione capillare in un poro fine si misura in decine di metri di colonna d&#8217;acqua equivalente, contro un battente gravitazionale di quattro o cinque millimetri. Fra le due forze ci sono tre o quattro ordini di grandezza, e in questo confronto la gravità non esiste.</p>
<p>All&#8217;acqua trattenuta dal letto resta quindi un&#8217;uscita sola: cambiare stato. E il vapore se ne va dove la strada verso l&#8217;aria libera è più corta.</p>
<p>Guardiamo allora quali strade ha. Verso il basso e verso l&#8217;interno la vaschetta è impermeabile, per progetto: quella è la sua funzione, e non è un difetto. Sulle spallette, se il lavoro è fatto bene, c&#8217;è l&#8217;impermeabilizzazione. Sul fronte esterno il letto non affaccia all&#8217;aria: incontra il sottofondo della pavimentazione esterna, o l&#8217;elemento comprimibile perimetrale che il dettaglio prevede nello spessore della pavimentazione. Cioè, in un caso, un altro materiale poroso, e nell&#8217;altro un elemento a cellule chiuse. Non è una faccia evaporante, è un&#8217;interfaccia. Restano due uscite reali: il giunto perimetrale, che è una fessura stretta, in ombra sotto lo sbordo della soglia, e che al passo finale della posa viene sigillato; e la lastra di soglia, che sta immediatamente sopra, che prende il sole per tutta la giornata ed è il punto più caldo dell&#8217;assieme.</p>
<p>Fra una fessura stretta, ombreggiata e sigillata e una lastra calda di grande superficie, il fronte di evaporazione si stabilisce nella lastra. Non perché le altre strade siano murate, ma perché quella è la più corta e la più sollecitata. Chi vuole verificare la cosa in cantiere ha un riscontro immediato: se il fronte evaporante fosse il giunto perimetrale, il degrado sarebbe una riga lungo il giunto; se è la lastra, il degrado è diffuso sulla lastra e si concentra dove la pietra è più esposta, cioè sul bordo esterno. È il quadro con cui questo articolo si è aperto.</p>
<p>Hall e Hoff, qui, dicono una cosa che serve più della formula che di solito se ne cita. Il loro modello è un bilancio di massa: a regime, l&#8217;acqua che entra per assorbimento capillare uguaglia quella che esce per evaporazione. Nel paragrafo 5(c), <em>The effect of salts</em>, scrivono che, se l&#8217;acqua che attraversa la struttura contiene quantità apprezzabili di sali disciolti, al bilancio si aggiunge un termine. I sali si accumulano nella zona bagnata, la concentrazione della soluzione cresce progressivamente, e alla fine il sale si deposita, dentro il materiale oppure in superficie. È la tesi di questo articolo, scritta nella fonte primaria, con la distinzione fra subflorescenza ed efflorescenza già dentro.</p>
<p>E c&#8217;è un secondo passaggio, nello stesso paragrafo, che chiude il cerchio. In presenza di sali la velocità di evaporazione si riduce, perché la soluzione salina ha una tensione di vapore più bassa dell&#8217;acqua pura. E tende a zero quando la tensione di vapore della soluzione si avvicina a quella dell&#8217;ambiente. Tradotto: più sale si accumula nella soglia, più lentamente la soglia asciuga, più a lungo il nodo resta bagnato, più sale si accumula. È un anello che si autoalimenta, e spiega perché questo degrado non si stabilizza ma prosegue e si aggrava.</p>
<p>Vale la pena riportare anche il numero che, nello stesso lavoro, lavora contro la tesi, perché tacerlo sarebbe disonesto e dirlo non costa nulla. Quando gli autori riducono di quattro volte la capacità evaporante dell&#8217;ambiente, l&#8217;acqua immagazzinata raddoppia e il tempo medio di permanenza dell&#8217;acqua nel muro quadruplica, da 21 a 84 giorni. Ma il flusso totale che attraversa il muro dimezza, da 0,88 a 0,44 litri al giorno. Meno evaporazione significa quindi anche meno acqua che transita. La conseguenza per il nostro caso non cambia, e anzi si precisa: l&#8217;acqua smette di viaggiare e comincia a stazionare, e tutto il sale che comunque transita si concentra nell&#8217;unico elemento che si voleva proteggere.</p>
<p>Un chiarimento sull&#8217;uso che faccio di questa fonte. La formula dell&#8217;altezza di risalita all&#8217;equilibrio, quella che lega l&#8217;altezza bagnata alla sorptività e alla velocità di evaporazione, non la trasferisco al sotto soglia, e sarebbe scorretto farlo: descrive la posizione di un fronte capillare libero di salire lungo una parete. In uno strato orizzontale di tre centimetri chiuso in una vaschetta, un fronte libero non esiste. Quello che trasferisco è il bilancio di massa e il paragrafo sui sali, che sono generali e valgono per qualunque materiale poroso attraversato da acqua salina.</p>
<p>Resta l&#8217;obiezione dell&#8217;ordine di grandezza, che è la prima che farebbe un tecnico: e quanta acqua vuoi che sia. Il conto è semplice e lo faccio in chiaro. Un letto largo trenta centimetri e spesso tre, per un metro di soglia, sono nove decimetri cubi; con una porosità del venti per cento circa, alla saturazione capillare significa poco meno di due litri d&#8217;acqua per metro di soglia. Presa una volta sola non è una quantità che spaventi. Il punto non è la quantità istantanea: è che quel volume si rinnova e che ogni rinnovo deposita sale. Anche pochi litri l&#8217;anno di transito, con qualche centinaio di milligrammi di sali per litro, depositano grammi di sale l&#8217;anno. Il deposito si concentra nei primi millimetri di pietra sotto la faccia. È così che il quadro compare al quinto o sesto anno: non perché il nodo cominci a bagnarsi al quinto anno, ma perché il bilancio idrico va a regime in pochi giorni mentre l&#8217;accumulo salino cresce nel tempo.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1009" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie3-acqua-trattenuta.png" alt="Anche con la vaschetta il letto si bagna: in ciano l'acqua trattenuta dentro il contenimento" class="wp-image-3235" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie3-acqua-trattenuta.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie3-acqua-trattenuta-300x189.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie3-acqua-trattenuta-1024x646.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie3-acqua-trattenuta-768x484.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie3-acqua-trattenuta-1536x969.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 4. Il punto dell&#8217;articolo, disegnato. La primaria tiene verso l&#8217;interno e verso il basso, e proprio per questo l&#8217;acqua che il letto assorbe resta lì: l&#8217;unica uscita è l&#8217;evaporazione, e la strada dell&#8217;evaporazione passa per la soglia.</figcaption></figure>
<h2 id="la-parte-che-manca-quasi-sempre-la-temperatura">La parte che manca quasi sempre: la temperatura</h2>
<p>Fin qui si è parlato di acqua liquida e di evaporazione. In un nodo esposto al sole e al cielo notturno manca una terza variabile, e in cantiere non la nomina quasi nessuno.</p>
<p><strong>La notte serena.</strong> Una lastra di pietra all&#8217;aperto, con cielo sereno, irraggia verso la volta celeste e scende di qualche grado sotto la temperatura dell&#8217;aria. Diventa l&#8217;elemento più freddo dell&#8217;assieme. Il vapore che sale dal letto ancora tiepido incontra la faccia inferiore della lastra fredda e vi condensa. È una ricarica di acqua liquida a cadenza notturna, indipendente dalla pioggia, e avviene fra le due facce, cioè all&#8217;interfaccia fra letto e lastra: proprio dove il danno si manifesta. Avviene fra gli strati e non sulla faccia esposta: è condensa interstiziale, non superficiale, e sono due diagnosi diverse.</p>
<p><strong>Il giorno d&#8217;estate.</strong> Una soglia scura in pieno sole arriva a temperature molto alte, mentre il letto sotto resta molto più fresco. Il gradiente spinge il vapore verso il basso. E soprattutto sposta e irripidisce il fronte di evaporazione dentro la pietra. È la ragione, aggiuntiva rispetto alla sola velocità di evaporazione, per cui su una soglia esposta al sole i sali tendono a cristallizzare sotto la faccia e non sopra: subflorescenza, non efflorescenza.</p>
<p><strong>La lamiera.</strong> La vaschetta è una lamiera continua che dall&#8217;esterno rientra fino al risvolto interno, sotto il traverso del serramento. In rame conduce il calore in modo eccellente, in piombo e in acciaio inox molto meno, ma sempre più della malta che la circonda. È un ponte termico lineare in un punto già delicato, cioè l&#8217;angolo basso interno del vano. Quell&#8217;angolo è una posizione classica per la verifica del fattore di temperatura superficiale. La scelta fra inox, rame e piombo non è quindi solo di durabilità e di saldabilità: su un edificio con involucro curato, e a maggior ragione dove il balcone ha un taglio termico, la vaschetta in rame può vanificare quello che si è fatto altrove. Lo segnalo come questione da valutare in progetto, non come prescrizione: nelle fonti che ho letto questo aspetto non è trattato.</p>
<h2 id="dove-finiscono-i-sali">Dove finiscono i sali</h2>
<p>Il letto di allettamento è confezionato con cemento, e il cemento è una sorgente di sali solubili. L&#8217;acqua che lo attraversa li scioglie e li trasporta. A quelli si aggiunge, dove c&#8217;è, tutto il resto: l&#8217;aerosol marino in zona costiera, i solfati che l&#8217;atmosfera urbana deposita sulle superfici esposte, i cloruri dei sali disgelanti dove d&#8217;inverno si spargono.</p>
<p>Sui cloruri serve una precisazione, perché il dato che circola, e che ho usato anch&#8217;io in un testo precedente, non regge alla verifica. Si legge spesso che i cloruri cristallizzino a 25 gradi con umidità atmosferica intorno al 30 per cento. Quel valore appartiene al cloruro di calcio e al cloruro di magnesio, non al cloruro di sodio: il sale comune, che è poi quello dell&#8217;aerosol marino e del disgelante più diffuso, ha umidità relativa di deliquescenza intorno al 75 per cento a 25 gradi. E cristallizza scendendo sotto quel valore. La correzione non indebolisce il ragionamento, lo rafforza: il 30 per cento di umidità relativa all&#8217;aperto in Italia è raro. Il 75 per cento, invece, lo si attraversa quasi tutti i giorni sereni, una volta al mattino mentre l&#8217;umidità cala e una la sera mentre risale. Con il valore giusto, il ciclo di dissoluzione e cristallizzazione non è un evento occasionale: può compiersi anche nell&#8217;arco della stessa giornata.</p>
<p>Il danno ha due facce. Nei casi gravi la pietra si degrada: si sfoglia, si apre, porta via materiale. Nell&#8217;altra la lastra resta integra e cambia colore, vira a chiazze, con aloni che non se ne vanno con la pulizia. Non è un dissesto, ma su una soglia in vista è un danno lo stesso, perché quello che il committente ha comprato è anche l&#8217;aspetto.</p>
<p>Il percorso dei sali è sempre lo stesso: la soluzione viaggia con l&#8217;acqua liquida e si ferma dove l&#8217;acqua evapora. L&#8217;acqua che evapora è praticamente distillata, e i sali restano. Il processo è cumulativo, perché ogni ciclo di bagnatura ed evaporazione aggiunge sale a quello che c&#8217;era.</p>
<p>Quello che succede poi dipende da dove il sale cristallizza. E da dove cristallizza dipende se il risultato è un problema di aspetto oppure un danno al materiale, come si è visto nel glossario. Nel nostro nodo la subflorescenza è il caso atteso, per la ragione termica appena descritta.</p>
<p>La spinta che il cristallo esercita è stata misurata da Correns e Steinborn nel 1939 e messa in forma da Correns nel 1949; la cornice termodinamica è di Everett, per la ragione già detta nel glossario. La conseguenza pratica più istruttiva viene da un confronto documentato sul sito archeologico di Nora, dove un&#8217;arenaria meccanicamente più debole delle malte dell&#8217;opus caementicium risultava molto meno aggredita dai sali: la sua struttura porosa, con pori più larghi, accomodava meglio la cristallizzazione. Le pressioni calcolate con il modello di Fitzner e Snethlage stavano fra 1 e 4 MPa nell&#8217;arenaria. Nelle malte erano sempre superiori, in certi casi di un ordine di grandezza. Non è la resistenza meccanica a decidere: è la distribuzione dei pori.</p>
<p>Il solfato di sodio merita una nota, e anche una cautela. Esiste anidro, come thenardite, con volume molare di 53 cm³ per mole, ed esiste decaidrato, come mirabilite, con volume molare di 220 cm³ per mole: fra le due forme c&#8217;è un aumento di volume superiore al 300 per cento. La temperatura di transizione sta intorno ai 32 gradi, che nei nostri climi si attraversa più volte nella stessa giornata estiva. Questo confronto fra volumi molari rende bene l&#8217;idea, ma non va usato come spiegazione del danno: la letteratura più recente ha mostrato che la mirabilite non idrata la thenardite dove si trova. La thenardite si scioglie, e la mirabilite cristallizza da una soluzione sovrasatura. La causa resta quindi la pressione di cristallizzazione e la sovrasaturazione, non il rapporto fra i volumi.</p>
<p>Infine il gelo, che su questo nodo è il colpo di grazia ma non va raccontato in modo ingenuo. Non basta che il materiale sia bagnato: il danno da gelo comincia quando si supera il grado critico di saturazione di quel materiale, e sotto quella soglia la porosità libera accomoda l&#8217;espansione. Un letto alimentato con continuità sta sopra la propria soglia molto più a lungo di uno drenante, ed è questa la differenza che conta. Va anche detto che i sali disciolti abbassano il punto di congelamento, quindi una soluzione salina gela più tardi, non prima: il danno non viene dal semplice congelamento di acqua libera, ma dalla pressione di cristallizzazione del ghiaccio. La alimenta l&#8217;acqua non congelata che i pori fini continuano a fornire. Un nodo con alimentazione permanente continua a nutrire il cristallo mentre cresce. Sul meccanismo per esteso ho scritto in <a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a>; sulla gestione dei sali in <a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a>.</p>
<h2 id="una-previsione-che-si-puo-smentire">Una previsione che si può smentire</h2>
<p>Un ragionamento che non si può falsificare non serve a nessuno. Dichiaro quindi che cosa si dovrebbe trovare se la mia lettura è giusta, e che cosa la smentirebbe.</p>
<p>Se la sorgente è il letto di allettamento, i sali attesi nella soglia sono quelli che il cemento rilascia: solfati alcalini e calcio dilavato dal legante, cioè la stessa famiglia dei residui calcarei di cui parla la regola d&#8217;arte quando prescrive di trattare il sottofondo. Il profilo di concentrazione dovrebbe crescere avvicinandosi alla faccia superiore della lastra, perché è lì che l&#8217;acqua evapora.</p>
<p>Se invece il prelievo dà cloruri prevalenti, con un profilo uniforme nello spessore, la mia diagnosi è sbagliata e la sorgente è ambientale: aerosol marino o disgelanti depositati dall&#8217;alto. In quel caso l&#8217;intervento non è sul letto ma sulla superficie e sull&#8217;uso.</p>
<p>La distinzione ha anche un peso pratico, perché non tutti i sali fanno lo stesso danno: il carbonato di calcio forma croste ed è soprattutto un problema estetico, mentre i solfati alcalini sono quelli che rompono. Il prelievo si fa sui detriti di una piccola foratura, per intervalli di profondità noti, e la misura si esegue in soluzione.</p>
<h2 id="la-sequenza-corretta-punto-per-punto">La sequenza corretta, punto per punto</h2>
<p>Quello che segue non è un&#8217;alternativa alla vaschetta: è la vaschetta più il passaggio che le manca quasi sempre. Nel capitolo successivo spiego perché, in molti nodi reali, la strada migliore è un&#8217;altra.</p>
<p><strong>Primo. La vaschetta di contenimento, raccordata con continuità.</strong> Si realizza sul rilievo sotto soglia, già formato con una minima pendenza verso l&#8217;esterno. La lamiera va in acciaio inox o rame da 8-10/10, oppure in piombo da 20/10 saldato a stagno. Si fissa con gruppi di fissaggio a testa piatta, sfalsati su due linee o a quinconce. Va trattata perché l&#8217;impermeabilizzazione ci aderisca: con pasta bituminosa fusa stesa a cazzuolino, ricavata da spezzoni di membrana, se si lavora con membrane in bitume polimero; con nastro di rinforzo sui bordi se si lavora con resine cementizie; con lamiera preaccoppiata alla stessa membrana se si lavora con TPO o PVC-P. L&#8217;impermeabilizzazione riveste la vaschetta per intero, piano e verticale, risvolta sulle spallette fino all&#8217;altezza dei risvolti verticali di facciata, e si raccorda con continuità all&#8217;impermeabilizzazione del piano esterno.</p>
<p>Sopra la parte orizzontale va poi un elemento che nella pratica corrente sparisce quasi sempre e che il dettaglio prescrive: uno strato di aggrappo per la soglia. Con le membrane in bitume polimero è una striscia di membrana a finitura ardesiata, posata a fiamma sulla sola superficie orizzontale della vaschetta; con le membrane polimeriche è colla a contatto compatibile più spolvero di sabbione quarzifero. Serve a evitare l&#8217;effetto cartella, cioè il distacco della lastra da un supporto liscio.</p>
<p>Due eccezioni della regola d&#8217;arte, che è onesto riportare. La vaschetta metallica si può evitare, con membrane in bitume polimero o con resine cementizie, se un contenimento interno esiste già. Può essere ricavato nello spessore del sottofondo della pavimentazione interna, o con un cordolo adeguatamente dimensionato. E si può evitare nel caso delle soglie rialzate alla marinara. Lì, se il piano di posa ha la pendenza verso l&#8217;esterno, l&#8217;impermeabilizzazione può risvoltare anche solo in orizzontale, senza creare il contenimento interno.</p>
<p>Se il programma di cantiere impone di chiudere il sotto soglia prima del resto, la regola d&#8217;arte prevede l&#8217;intervento preventivo: si esegue almeno il primo tratto di massetto delle pendenze adiacente alla parete, si realizza la vaschetta, si prolunga l&#8217;impermeabilizzazione in orizzontale per almeno 40 cm per permettere la ripresa. Quel tratto si protegge meccanicamente. Con un&#8217;avvertenza: questa soluzione non è adottabile se la stratigrafia è termoisolata a tetto caldo, cioè con l&#8217;isolante sotto l&#8217;elemento di tenuta, perché l&#8217;impermeabilizzazione va applicata sul massetto delle pendenze e non sui pannelli né sul solaio nudo: l&#8217;anticipo, cioè, si può fare solo quando il supporto della tenuta è il massetto, e sul tetto caldo quel supporto in quella fase non esiste ancora.</p>
<p><strong>Secondo. Il letto in pendenza a uscire, e stagionato.</strong> La pendenza si dà al letto, non alla lastra sopra il letto. La stagionatura, in cantiere, è la prescrizione che si dissolve per prima. La guaina cementizia bicomponente non chiede un supporto asciutto: le schede tecniche di questi prodotti chiedono in genere un supporto saturo a superficie asciutta, cioè bagnato. Il tempo di attesa, quindi, non lo chiede il prodotto: lo chiede il ragionamento di questo articolo, che è non chiudere sopra un letto ancora pieno d&#8217;acqua d&#8217;impasto. È un requisito mio e lo dichiaro come tale. E siccome un requisito non verificabile in cantiere non viene rispettato, la risposta pratica non è aspettare le settimane che un legante ordinario chiederebbe, ma cambiare legante: una malta con legante a rapido essiccamento è pronta a ricevere il rivestimento in ventiquattro o quarantotto ore. Sulla verifica sono altrettanto netto: su mezzo metro quadro di letto una misura strumentale dell&#8217;umidità residua non si fa, quindi il controllo realistico è il tipo di legante impiegato, dichiarato in bolla.</p>
<p><strong>Terzo. Impermeabilizzare il basamento della soglia.</strong> È il passaggio che manca quasi sempre, ed è quello che in cantiere prescrivo io. Il letto, confezionato con il legante a rapido essiccamento del secondo passo, si esegue per primo, sagomato e in pendenza, e si lascia asciugare. Poi, prima che la lastra arrivi, si danno due mani di impermeabilizzante, con gli spessori e gli intervalli di scheda e con l&#8217;indurimento completo prima della posa, su tutto il basamento della soglia: sul piano di posa, cioè la faccia superiore su cui la lastra andrà a posarsi, sulla testa, cioè il fronte verticale del supporto verso l&#8217;esterno, e sui fianchi. Piano di posa, testa e fianchi: è la formula che uso da qui in avanti. Solo a quel punto si posa la soglia. Il prodotto è una guaina liquida cementizia bicomponente conforme alla UNI EN 14891, la norma dei prodotti impermeabilizzanti applicati liquidi impiegati sotto piastrellature per esterni.</p>
<p>In cantiere, però, c&#8217;è un sistema di posa molto diffuso in cui questo passo non si può proprio fare. Il sistema è quello tradizionale, e funziona così. Si stende il letto di sabbia e cemento, si spalma la boiacca sul dorso della lastra, e la lastra si cala sul letto ancora fresco. Fresco su fresco, si dice in cantiere, ed è la condizione che fa la presa: se il letto ha già tirato, la boiacca non attacca più. Fra il letto e la lastra, quindi, non si può interporre niente, perché quel niente toglierebbe alla boiacca il fresco su cui fa presa.</p>
<p>C&#8217;è poi una seconda conseguenza, peggiore, che riguarda l&#8217;acqua e non la presa. La boiacca è cemento e acqua, quindi è a sua volta un materiale poroso e capillarmente attivo. Non separa il letto dalla lastra: li salda in un corpo unico anche dal punto di vista idrico. Fra il letto e la pietra non resta nessuna interruzione, e quello che il letto assorbe la lastra se lo prende. Il corpo unico, che nasce come vantaggio di montaggio, è anche un ponte capillare.</p>
<p>In quel sistema resta comunque una cosa che si può fare, e che va fatta: a lastra montata si impermeabilizzano la testa e i fianchi del supporto in sabbia e cemento, cioè il fronte verticale e i lati. Sono quello che resta accessibile una volta che la pietra ci è sopra. Il piano di posa, a quel punto, sta sotto la lastra e non lo raggiunge più nessuno. Chiude le facce da cui il letto beve di lato, ed è molto meglio di niente. Quello che non chiude è la fuga fra una lastra e l&#8217;altra, che sta dentro il perimetro e scarica direttamente sul letto: la protezione data sulla testa lì non arriva. Chi vuole l&#8217;impermeabilizzazione orizzontale sotto la lastra deve quindi cambiare sistema di posa, non aggiungere una mano: letto maturo, impermeabilizzazione, e adesivo cementizio al posto della boiacca.</p>
<p>L&#8217;ordine conta più del prodotto, e lo ripeto perché è il punto in cui il cantiere sbaglia più spesso: prima il letto, poi l&#8217;asciugatura, poi l&#8217;impermeabilizzazione del basamento, poi la lastra. Chi stende il letto e ci incolla sopra la soglia nella stessa giornata ha già perso il nodo, qualunque cosa abbia messo sotto.</p>
<p>E questa impermeabilizzazione del basamento ha un valore anche da sola: dove la vaschetta manca, isolare il basamento vuol dire mettere una barriera fra il sottofondo e la soglia: fermare la risalita verso la lastra anche senza il contenimento.</p>
<p>Questo passaggio è prassi mia di cantiere, non una prescrizione di norma. Il trattamento in resina cementizia esiste anche nella regola d&#8217;arte, e compare nelle legende dei dettagli esecutivi in una o due mani con la motivazione di ridurre il dilavamento dei residui calcarei; ma è prescritto sul sottofondo della pavimentazione esterna, prima dell&#8217;incollaggio delle piastrelle, non sul basamento della soglia. Portare quello stesso strato sul letto sotto soglia è quello che faccio io, per la ragione descritta in questo articolo, e la ragione è diversa dalla sua: non le colature di calcare, ma l&#8217;interruzione della continuità capillare fra il letto e la lastra.</p>
<p>Vale però la pena osservare che nel dettaglio della soglia la preoccupazione per l&#8217;umidità di risalita c&#8217;è già. La esprime la voce di legenda che, a chiusura della scassa del risvolto, prescrive una rete con intonaco trattato per evitare la risalita dell&#8217;umidità. Non è la stessa cosa, ma indica che il redattore del dettaglio quel problema lo aveva in mente.</p>
<p>Due precisazioni esecutive, che vengono dal cantiere e non dalle norme, senza le quali questo passo fallisce.</p>
<p>La prima riguarda l&#8217;aderenza. Il problema non è la colla sopra la guaina, che con una coppia guaina e adesivo dichiarata compatibile dallo stesso fornitore e con la guaina completamente indurita tiene; il problema è la guaina sopra il letto. Una malta di sabbia e cemento tirata a mezzo secco ha la pelle superficiale friabile, e la guaina si stacca portandosi via quel velo. Se si vuole il terzo passo, il letto non può essere una malta qualunque: serve una malta ben dosata di legante, oppure una rasatura o un primer consolidante prima della guaina.</p>
<p>La seconda riguarda lo scarico, ed è la stessa obiezione che l&#8217;articolo muove alla vaschetta. Se la guaina scarica sulla testa del letto e quella testa finisce contro un giunto perimetrale riempito di colla e sigillante, si è costruito un secondo contenimento chiuso sopra il primo. Il giunto perimetrale va quindi tenuto libero da adesivo fino al livello dell&#8217;impermeabilizzazione sottostante, con fondogiunto a cellule chiuse. La sigillatura va solo nella parte alta, dove il sigillante lavora come barriera all&#8217;acqua battente e non come tappo.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1009" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie4-prima-mano.png" alt="La prima mano di impermeabilizzazione sul piano di posa e sulla testa del letto, prima che arrivi la lastra" class="wp-image-3236" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie4-prima-mano.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie4-prima-mano-300x189.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie4-prima-mano-1024x646.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie4-prima-mano-768x484.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie4-prima-mano-1536x969.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 5. Il terzo passo, prima mano: in viola la secondaria sul piano di posa e sulla testa del letto, prima che arrivi la lastra. Si può fare solo con letto maturo e posa in adesione, non a fresco su fresco.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1009" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie5-rivestimento-completo.png" alt="Il rivestimento del basamento completato con la seconda mano" class="wp-image-3237" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie5-rivestimento-completo.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie5-rivestimento-completo-300x189.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie5-rivestimento-completo-1024x646.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie5-rivestimento-completo-768x484.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie5-rivestimento-completo-1536x969.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 6. Seconda mano della secondaria, rivestimento completato: il letto è chiuso su tutte le facce e la continuità capillare fra letto e lastra è interrotta. Quello che il letto assorbe non arriva più alla pietra.</figcaption></figure>
<p><strong>Quarto. La posa della soglia in adesione.</strong> Adesivo cementizio migliorato e deformabile, designazione C2 con classe di deformabilità S1, o S2 dove le sollecitazioni sono maggiori, secondo la UNI EN 12004-1, che per l&#8217;esterno esclude gli adesivi in dispersione. Da cantiere aggiungo le due lettere che le fonti non nominano e che qui risolvono un problema che questa sequenza crea: T, scivolamento ridotto, ed F, presa rapida, cioè la designazione C2FT S1. Il motivo è che su un supporto non assorbente come una guaina la colla non cede acqua e resta fluida a lungo: una lastra pesante posata con quattro o cinque millimetri di pendenza e con una parte a sbalzo scivola verso l&#8217;esterno. La presa rapida accorcia proprio la finestra in cui può farlo. La stessa scelta va incontro alle pietre sensibili all&#8217;umidità, per cui la norma di posa indica adesivi a presa rapida. Servono comunque cunei e divieto di calpestio fino a presa.</p>
<p>La posa va fatta a strato compatto, con doppia spalmatura. La UNI 11493-1:2025, in vigore dal maggio 2025, ha sostituito il vecchio letto pieno con la definizione di posa a strato compatto: chiede almeno il 90 per cento di contatto in interno e il 95 per cento in esterno. E precisa che quello strato non si ottiene con una sola spalmatura, salvo adesivi o attrezzature specifici. Il motivo per cui insisto: un vuoto sotto la lastra è una camera dove l&#8217;acqua ristagna ed evapora, cioè un laboratorio di cristallizzazione salina esattamente sotto la faccia della pietra.</p>
<p>Per le soglie in pietra naturale il riferimento di posa è la UNI 11714-1:2018. Per elementi di spessore costante indica la posa in adesione come la soluzione più adatta, indica la doppia spalmatura nei casi impegnativi, e contiene un&#8217;indicazione molto pertinente: per i materiali lapidei sensibili all&#8217;umidità, quelli che con gli adesivi tradizionali sviluppano aloni, la norma indica adesivi a presa rapida. Riconosce cioè che l&#8217;acqua dell&#8217;adesivo è un problema per certe pietre.</p>
<p>Un avvertimento che riguarda il mestiere e non il prodotto. Una soglia si posa battendola con la mazzuola su un tassello di legno. In quel gesto il posatore prende quota, planarità e pendenza tutte insieme, nel letto fresco. Sopra una guaina appoggiata a un letto già rigido non si batte più: quota e planarità vanno risolte a monte, sul letto, con la tolleranza che si chiede a un piano di posa per marmo. E da un&#8217;altra squadra, in un altro giorno. Non è un dettaglio: è la ragione principale per cui questo passaggio salta, molto più della disattenzione.</p>
<p><strong>Quinto. Le sigillature.</strong> Sigillatura perimetrale elastica e giunto elastico sul raccordo fra soglia e telaio dell&#8217;infisso. Il requisito che conta di più sulla pietra naturale è che il sigillante non macchi, perché certi prodotti lasciano aloni permanenti e irreversibili: la prova preliminare su un campione della pietra effettivamente fornita è l&#8217;unico modo di saperlo prima. Sulla scelta del modulo la regola d&#8217;arte è esplicita, e contrasta con il principio generale che vorrebbe il basso modulo sui giunti di movimento. La riporto com&#8217;è: per zoccolino e pavimentazione in pietra il dettaglio prescrive un sigillante monocomponente a base poliuretanica ad alto modulo elastico, riservando il siliconico acetico a basso modulo alle piastrelle di ceramica. I sigillanti si classificano secondo la UNI EN ISO 11600, che distingue i tipi F per i giunti edilizi e G per quelli di vetrazione e le classi 25, 20, 12,5 e 7,5.</p>
<p>Sul giunto vale più l&#8217;esecuzione della classificazione. Sotto i cinque o sei millimetri di larghezza nessun sigillante lavora; il rapporto fra profondità e larghezza va tenuto intorno alla metà; e senza fondogiunto il sigillante aderisce anche sul fondo, lavora su tre facce e si strappa nel giro di una stagione. Va aggiunto anche il giunto verticale contro le spallette, che è la via d&#8217;acqua che si vede più spesso. E una cosa che quasi nessun capitolato scrive: il sigillante è un elemento di usura, con vita dell&#8217;ordine dei cinque o dieci anni, e va messo nel piano di manutenzione. Tutta l&#8217;architettura di questo nodo dipende anche da un componente consumabile.</p>
<p>E c&#8217;è un&#8217;ultima cosa che non è impermeabilizzazione ma finitura: il trattamento protettivo della pietra. Va chiesto al marmista, che conosce il materiale che ha fornito meglio di chiunque altro in cantiere. E va fatto fare a lui, perché è lui che ha la lastra pulita e asciutta nel momento giusto. Se vada dato prima o dopo la posa lo dice ancora lui in base alla pietra: normalmente si fa prima, ma anche darlo dopo non è sbagliato. Qui non indico prodotti di proposito, perché sulla pietra naturale la scelta dipende dal materiale e sbagliarla si paga. Quello che non cambia è la condizione: il trattamento viene dopo che il supporto è stato protetto, mai al posto di quello.</p>
<p><strong>Sesto. La protezione fino alla consegna.</strong> Anche questo passo è prassi mia di cantiere e non una prescrizione della regola d&#8217;arte, che sul punto dice una cosa sola: proteggere meccanicamente il tratto di impermeabilizzazione lasciato scoperto in attesa della ripresa. Il nodo a questo punto è finito, ma il cantiere no, ed è qui che si perde quello che si è fatto. La vaschetta rivestita va coperta e non calpestata fino alla posa della lastra: un tacco su un risvolto già raccordato apre una via d&#8217;acqua che poi nessuno vedrà più. La soglia posata va protetta con tessuto non tessuto e tavola, mai con un film plastico a contatto diretto con la pietra, fino alla fine delle finiture: è il piano di passaggio naturale di chiunque entri ed esca. Sul rilievo sotto soglia non si appoggiano piedi di ponteggio e non si fanno passare carriole. E le protezioni si tolgono a fine lavori senza solventi aggressivi, che su sigillature e pietra possono lasciare danni peggiori di quelli che si volevano evitare.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1009" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie6-primaria-secondaria.png" alt="Il nodo giusto: impermeabilizzazione primaria in azzurro e secondaria in viola" class="wp-image-3238" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie6-primaria-secondaria.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie6-primaria-secondaria-300x189.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie6-primaria-secondaria-1024x646.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie6-primaria-secondaria-768x484.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie6-primaria-secondaria-1536x969.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 7. Il nodo giusto, con i due ruoli distinti: in azzurro la primaria, che ferma l&#8217;acqua verso l&#8217;interno e verso il basso; in viola la secondaria, che chiude il piano di posa e la testa del letto e prosegue verso l&#8217;esterno. E dove la vaschetta manca, la secondaria fa anche un altro lavoro: isola la soglia dal sottofondo, come una barriera alla risalita.</figcaption></figure>
<div class="mxanim" style="margin:1.5em 0;max-width:100%"><video muted playsinline preload="metadata" poster="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-anima-racconto-poster.jpg" width="1920" height="1290" style="width:100%;height:auto;display:block;border:1px solid #ddd" aria-label="Il nodo sotto soglia, dall'errore al nodo giusto: la primaria, i componenti, l'acqua trattenuta, i sali, e la secondaria che chiude. Animazione dell'autore."><source src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-anima-racconto.mp4" type="video/mp4"></video></p>
<p style="font-size:0.9em;color:#555;margin:0.5em 0 0"><em>Il nodo sotto soglia, dall&#8217;errore al nodo giusto: la primaria, i componenti, l&#8217;acqua trattenuta, i sali, e la secondaria che chiude. Animazione dell&#8217;autore.</em> <button type="button" style="display:none;margin-left:0.6em;font:inherit;padding:0.2em 0.7em;cursor:pointer">Rivedi la posa</button></p>
<p><script src="data:text/javascript;charset=utf-8;base64,KGZ1bmN0aW9uKCl7dmFyIHc9ZG9jdW1lbnQucXVlcnlTZWxlY3RvcignLm14YW5pbScpO2lmKCF3KXJldHVybjt2YXIgdj13LnF1ZXJ5U2VsZWN0b3IoJ3ZpZGVvJyk7dmFyIGI9dy5xdWVyeVNlbGVjdG9yKCdidXR0b24nKTt2YXIgcm09d2luZG93Lm1hdGNoTWVkaWEmJndpbmRvdy5tYXRjaE1lZGlhKCcocHJlZmVycy1yZWR1Y2VkLW1vdGlvbjogcmVkdWNlKScpLm1hdGNoZXM7dmFyIGdvPWZ1bmN0aW9uKCl7di5wbGF5KCkudGhlbihmdW5jdGlvbigpe30pLmNhdGNoKGZ1bmN0aW9uKCl7fSk7fTtpZighcm0mJidJbnRlcnNlY3Rpb25PYnNlcnZlcicgaW4gd2luZG93KXt2YXIgaW89bmV3IEludGVyc2VjdGlvbk9ic2VydmVyKGZ1bmN0aW9uKGVzKXtlcy5mb3JFYWNoKGZ1bmN0aW9uKGUpe2lmKGUuaW50ZXJzZWN0aW9uUmF0aW8+PTAuMzUpe2lvLmRpc2Nvbm5lY3QoKTtnbygpO319KTt9LHt0aHJlc2hvbGQ6WzAuMzVdfSk7aW8ub2JzZXJ2ZSh2KTt9di5hZGRFdmVudExpc3RlbmVyKCdlbmRlZCcsZnVuY3Rpb24oKXtiLnN0eWxlLmRpc3BsYXk9J2lubGluZS1ibG9jayc7fSk7Yi5hZGRFdmVudExpc3RlbmVyKCdjbGljaycsZnVuY3Rpb24oKXtiLnN0eWxlLmRpc3BsYXk9J25vbmUnO3YuY3VycmVudFRpbWU9MDtnbygpO30pO30pKCk7"></script></div>
<p>Una precisazione sul perimetro, prima di andare avanti. Nelle tavole e nei video di questo articolo mancano di proposito i dettagli complementari del nodo: le bandelle di rinforzo negli incroci e negli angoli, i pezzi speciali, le chiusure fra materiali diversi, i raccordi con gli scarichi. La bandella al piede, per dirne una, nel cantiere fotografato c&#8217;è, e si vede nella Fotografia 5. Non mancano perché non contino: mancano perché il fuoco di questo articolo è l&#8217;impermeabilizzazione del sotto soglia e i meccanismi che ho descritto. Caricare i disegni anche di quei dettagli li avrebbe resi illeggibili. Ognuno di quei nodi ha le sue regole, e la regola d&#8217;arte li tratta per esteso.</p>
<h2 id="perche-spesso-la-strada-giusta-e-togliere-il-letto">Perché spesso la strada giusta è togliere il letto</h2>
<p>Il capitolo precedente descrive come si fa il nodo con il letto. Questo spiega perché, in molti casi reali, con il letto non si fa affatto.</p>
<p>Ci sono tre ragioni, e le metto in ordine di forza.</p>
<p><strong>La quota non c&#8217;è.</strong> Basta sommare gli spessori. Massetto delle pendenze, impermeabilizzazione, colla e piastrella portano la pavimentazione esterna finita a cinque o sei centimetri sopra il supporto. La soglia deve stare venti millimetri più in alto, quindi la sua faccia superiore sta sui sette-otto centimetri. Da lì si scende: lastra, colla a doppia spalmatura, guaina cementizia con il suo spessore minimo per essere conforme, e un letto che sotto i due centimetri e mezzo o tre non si lavora e si sbriciola. Quello che resta per il rilievo, per la vaschetta e per il suo rivestimento è quasi sempre insufficiente. E il rilievo deve stare sopra il massetto delle pendenze. Sono conti di cantiere e non di norma, e cambiano con i prodotti, ma l&#8217;ordine di grandezza non cambia: il letto e la seconda impermeabilizzazione, insieme, nella quota disponibile spesso non ci stanno.</p>
<p>Quel conto, però, è monco, perché parte da fuori e si ferma alla soglia. La catena va chiusa anche verso l&#8217;interno, ed è la metà che sul disegno manca quasi sempre. I numeri da mettere in fila sono quattro: la quota del pavimento interno finito, il dislivello ammesso fra interno e soglia, la quota della faccia superiore della soglia, e i 20 mm che separano il bordo esterno della soglia dalla pavimentazione esterna finita. Solo scrivendoli uno sotto l&#8217;altro si vede se il dislivello massimo ammesso di 2,5 cm regge, oppure se il nodo lo sfonda prima ancora di essere costruito. E si vede anche l&#8217;altra cosa che serve all&#8217;impermeabilizzatore: quanto sottofondo interno resta disponibile per annegarci il risvolto verticale della vaschetta, che è la quota da cui dipende se quel risvolto si può fare o no.</p>
<p><strong>Il terzo passo spesso non si può proprio fare, e quando si potrebbe non è di nessuno.</strong> La ragione principale è tecnica e l&#8217;ho descritta al terzo passo: nel sistema tradizionale la lastra fa presa sulla boiacca spalmata sul suo dorso e calata sul letto ancora fresco. Fra i due non si può interporre uno strato senza togliere alla boiacca il fresco su cui attacca. Per avere l&#8217;impermeabilizzazione orizzontale bisogna cambiare sistema di posa, e quello è un altro mestiere e un altro preventivo. Alle ragioni tecniche si aggiungono poi quelle di organizzazione, che pesano anch&#8217;esse. Il letto lo fa il muratore, l&#8217;impermeabilizzatore a quel punto ha già smontato il cantiere, il marmista vuole posare. Il terzo passo richiede un secondo viaggio dell&#8217;impermeabilizzatore per meno di mezzo metro quadro a soglia. E un bicomponente si vende in kit da venticinque o trenta chili, con vita d&#8217;impasto di meno di un&#8217;ora, mentre per una soglia ne servono poco più di un chilo. Nessuno apre un kit per quello. Le vie realistiche sono due, e vanno scritte nel programma: programmare le soglie in una giornata in cui l&#8217;impermeabilizzatore è comunque in opera sul terrazzo, con lo stesso impasto e con il letto già maturo a quella data, oppure prescrivere un prodotto conforme disponibile in confezioni piccole.</p>
<p><strong>La seconda impermeabilizzazione protegge la lastra, non asciuga il letto.</strong> È l&#8217;obiezione più forte che si possa muovere a questa sequenza, e va guardata in faccia invece che scansata. Due dei cinque ingressi elencati sopra alimentano il letto lateralmente. Altri due, il giunto perimetrale e la fuga fra le lastre accostate, lo alimentano dall&#8217;alto. E il quinto, l&#8217;acqua d&#8217;impasto, è già dentro il letto in partenza. Lo strato steso sopra il letto interrompe la continuità capillare con la lastra, che è il risultato voluto e che risolve il degrado della soglia; ma non toglie acqua al letto, e anzi gli chiude anche l&#8217;ultima faccia da cui il vapore poteva uscire. Il letto resta permanentemente umido, con quello che ne consegue in termini di gelo e di tenuta dell&#8217;adesione all&#8217;interfaccia. Se si sceglie questa strada, quindi, gli ingressi laterali vanno chiusi comunque. E il fronte va gestito come ho detto al terzo passo, altrimenti il serbatoio è solo stato spostato.</p>
<p>Da qui la conclusione, che è una valutazione mia e non una prescrizione di norma. Dove è possibile, il letto si elimina invece di impermeabilizzarlo due volte. Si livella il rilievo sotto soglia con una rasatura in pendenza eseguita a tolleranza, e si impermeabilizza. Poi si incolla la soglia in adesione con doppia spalmatura direttamente sulla tenuta, e si tiene il giunto perimetrale libero con fondogiunto. Lo strato capillarmente attivo sparisce dal nodo, e quello che resta è un film di adesivo di pochi millimetri, che non ha volume per fare da serbatoio.</p>
<p>Le norme di posa non si limitano a consentirlo: la UNI 11714-1 la indica come la soluzione più adatta per gli elementi di spessore costante, come ho già riportato al quarto passo. E lo stesso dettaglio della regola d&#8217;arte non impone la malta, ma scrive «allettamento in malta cementizia o idonea colla». La colla è già dentro la regola d&#8217;arte, come alternativa pari.</p>
<p>Resta da dire quando questa strada non si può prendere, perché presentarla come universale sarebbe falso. Sono cinque casi, e in cantiere pesano.</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Lastre non calibrate</strong>, con faccia inferiore grezza e spessore che varia di un centimetro o più su pietre a spacco: con la colla quella variazione finisce tutta in faccia.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Dislivelli da recuperare di centimetri</strong>: la colla non è un materiale di messa in quota, e oltre pochi millimetri ritira e fessura; le formulazioni a medio letto hanno comunque un limite.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Soglie massicce</strong>, di forte spessore e peso, che si mettono in quota a cunei e si assestano, e che un film di colla non sostiene mentre fa presa.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Vani fuori squadra</strong>, con spallette non parallele e quote interne ed esterne che non coincidono: quelle differenze il letto le assorbe, la colla no.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Serramento già montato.</strong> È il vincolo che decide più di tutti e che nessuna norma nomina: una lastra da infilare sotto la battuta di un telaio già in opera, con pochi millimetri di gioco, con il letto la si infila e la si assesta, con la colla no. L&#8217;ordine di montaggio dell&#8217;infisso, in questo nodo, pesa quanto quello del marmista.</li>
</ul>
<p>In tutti questi casi il letto serve, si accetta il pacchetto più alto e si esegue per intero la sequenza del capitolo precedente, terzo passo compreso.</p>
<h2 id="il-deflusso-a-tenuta-verso-dentro-drenante-verso-fuori">Il deflusso: a tenuta verso dentro, drenante verso fuori</h2>
<p>Un principio tiene insieme tutto il capitolo precedente. Ogni strato impermeabile di questo nodo deve avere una direzione di deflusso. Un contenimento che raccoglie e non restituisce non protegge: accumula.</p>
<p>La regola d&#8217;arte non lo enuncia in questa forma, è una mia inferenza; ma lo pratica in due modi. Il primo è la prescrizione del rilievo sotto soglia in leggera pendenza verso l&#8217;esterno, che è il modo di dare alla conca una direzione. Il secondo è il rifiuto esplicito dell&#8217;errore opposto: quando la guida di frontalino viene posata prima dell&#8217;impermeabilizzazione e la membrana viene risvoltata sul suo spessore interno, Broccolino chiama il dettaglio che si ottiene vaschetta priva di scarico. Ed è la migliore definizione del problema.</p>
<p>Da questa logica discendono le condizioni al contorno da verificare prima di scegliere il dettaglio.</p>
<p>Le pendenze del terrazzo devono andare verso l&#8217;esterno, e non verso la parete su cui si aprono le portefinestre. Se sono state realizzate al contrario, nessun contenimento da venti millimetri regge un accumulo che punta verso la soglia. La regola d&#8217;arte prevede allora tre rimedi. Il primo è la soglia rialzata alla marinara, con rampa eventuale distaccata di due o tre centimetri dal bordo per lasciar defluire l&#8217;acqua. Il secondo è la pavimentazione esterna galleggiante e drenante in quadrotti su sostegni. Il terzo è la canaletta grigliata immediatamente prima della soglia, eccedente di almeno 25 cm per lato la larghezza della soglia. Quando invece è la quota a mancare, cioè quando la soglia risulta rilevata di 15 mm o meno rispetto alla pavimentazione esterna, la fonte indica la pavimentazione galleggiante o la canaletta. A queste si aggiunge la soglia a sezione trapezoidale descritta più avanti.</p>
<p>I tre rimedi però non sono intercambiabili. La differenza sta nelle conseguenze sull&#8217;accessibilità e sulla sicurezza, che le fonti tecniche non trattano e che il progettista deve pesare. La soglia alla marinara rialza il piano ben oltre i due centimetri e mezzo. E una rampa all&#8217;8 per cento per superare dieci o dodici centimetri chiede da un metro e un quarto a un metro e mezzo di sviluppo, che su un balcone profondo un metro e venti non esiste. La pavimentazione galleggiante alza il calpestio di quattro o otto centimetri e quindi abbassa di altrettanto l&#8217;altezza residua del parapetto, che le regole tecniche fissano a un minimo di 100 cm: è una verifica da fare con il metro prima di scegliere. La canaletta grigliata è la soluzione più neutra sulle quote, ma va prescritta per intero e non solo in pianta: scarico collegato, pendenza di fondo propria, griglia asportabile per l&#8217;ispezione e la pulizia, e maglia della griglia adeguata al transito. Una canaletta senza sbocco è la stessa vaschetta priva di scarico, spostata di venti centimetri.</p>
<p>Esiste anche la soluzione della soglia a sezione trapezoidale, con la faccia superiore inclinata verso l&#8217;esterno dell&#8217;8 per cento. Genera da sola il contenimento, senza rialzare il bordo esterno. Va usata sapendo due cose. La prima è che il contenimento così ottenuto va comunque confrontato con il dislivello massimo ammesso. La seconda è che l&#8217;8 per cento ammesso è la pendenza massima di una rampa, cioè di un elemento con requisiti propri: non è un permesso a inclinare di altrettanto un piano di calpestio in pietra, bagnato e potenzialmente gelato, proprio sulla linea di passaggio.</p>
<p>Sulle pendenze della pavimentazione esterna il riferimento che circola è la UNI 8627: pendenza non superiore al 5 per cento, con la raccomandazione di non scendere sotto valori fra l&#8217;1 e l&#8217;1,5 per cento.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>La condizione al contorno</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Come si verifica</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Se è verificata</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Se non lo è</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa va ricontrollato</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Pendenza della pavimentazione esterna</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Rilievo di quote su griglia di punti, prova di bagnatura</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Contenimento a vaschetta con soglia rilevata</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Marinara, galleggiante o canaletta</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Dislivello e altezza del parapetto</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Quota disponibile alla soglia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Quote di progetto della pavimentazione finita</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Contenimento sopra la pavimentazione</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Soglia trapezoidale, galleggiante o canaletta</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Dislivello massimo ammesso</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Deflusso della conca</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Verifica che la conca non sia chiusa a valle</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>La vaschetta restituisce all&#8217;esterno</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Vaschetta priva di scarico</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Anche lo scarico della seconda guaina</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Risvolti sulle spallette</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Esame del vano prima della finitura</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Risvolti fino alla quota di facciata</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Ingresso laterale nel sotto soglia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Raccordo con il cappotto, se c&#8217;è</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Sequenza dei lavori</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Verbale di consegna del piano di posa</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Impermeabilizzazione prima della soglia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Solo palliativi sulla testa del supporto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Ordine di montaggio dell&#8217;infisso</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 1. Le cinque verifiche che decidono quale dettaglio si può usare, e per ciascuna la conseguenza che di solito non viene guardata. La scelta si fa prima che arrivino i marmisti.</em></p>
<h2 id="le-varianti-che-cambiano-il-dettaglio">Le varianti che cambiano il dettaglio</h2>
<p>Il testo fin qui descrive un balcone aggettante con pavimentazione incollata, e le tavole il suo gemello a terra su platea. Cinque situazioni cambiano il dettaglio in modo sostanziale, e vanno decise in progetto.</p>
<p><strong>La loggia rientrante.</strong> Qui non esiste un bordo libero verso cui restituire l&#8217;acqua: il deflusso va a un bocchettone, e la sua posizione decide la direzione delle pendenze e quindi tutto il sotto soglia. C&#8217;è di più, e per questa tesi è il caso peggiore, non il migliore: la loggia è più riparata dalla pioggia ma molto meno ventilata e soleggiata, quindi ha una capacità evaporante minore. E per il bilancio di Hall e Hoff una minore capacità evaporante significa permanenza più lunga dell&#8217;acqua. In più le spallette, che qui sono l&#8217;elemento dimenticato, in loggia sono presenti su più lati e portano il carico d&#8217;acqua della muratura sovrastante.</p>
<p><strong>Il cappotto.</strong> Con isolamento a cappotto il risvolto sulle spallette deve passare sotto l&#8217;isolante e raccordarsi al profilo di partenza. E lo spessore del cappotto cambia lo sbordo della soglia e la geometria del gocciolatoio. Senza questo coordinamento la prescrizione sui risvolti non è eseguibile.</p>
<p><strong>La stratigrafia drenante e il tetto rovescio.</strong> La regola che il piano di scorrimento è la pavimentazione finita vale per la pavimentazione aderente su massetto. Con pavimentazione galleggiante, con ghiaia o a tetto rovescio i piani di scorrimento sono due, quello sulla membrana e quello superficiale. E l&#8217;acqua corre in gran parte sul primo: per questo in quei casi il Codice ammette risvolti molto più bassi. Nel tetto rovescio, inoltre, il rilievo sotto soglia deve essere dimensionato per contenere lo spessore dell&#8217;isolante, e l&#8217;interruzione dell&#8217;isolante al nodo va gestita.</p>
<p><strong>La facciata continua e i serramenti a montanti e traversi.</strong> Qui la tenuta non è più la vaschetta ma il sistema del serramentista, con le sue camere di drenaggio, e sulla traversa non si fissa nulla: il dettaglio va concordato, non prescritto. Vale la pena ricordare che la posa in opera dei serramenti ha una propria famiglia di norme, la UNI 11673. È la famiglia che governa proprio il giunto in cui il sotto soglia incontra la portafinestra.</p>
<p><strong>Il marciapiede gettato in seconda fase.</strong> Nelle tavole il marciapiede è un massetto pendenziato posato sulla platea, dentro lo stesso sistema. In cantiere però si vede spesso l&#8217;altra strada: la platea si ferma al filo del fabbricato e il marciapiede arriva dopo, con un getto in calcestruzzo armato accostato e ammorsato con connettori in acciaio. Fra i due getti resta una ripresa, e una ripresa di getto non è mai stagna per conto suo: i connettori cuciono staticamente i due corpi, non chiudono il passaggio dell&#8217;acqua. E lungo le barre e nelle microfessure di ritiro che la ripresa si porta dietro, l&#8217;acqua trova strada. La Figura 8 mostra i percorsi: entra dal giunto fra il massetto sotto soglia e quello del marciapiede, dalla testa del supporto della soglia e dalle fughe non sigillate con cura; corre nel letto di posa sopra i getti; scende nella ripresa fra platea e calcestruzzo del marciapiede. E la stessa ripresa lavora anche in senso contrario: l&#8217;acqua che sta nel terreno la risale. Le macchie sulla soglia, alla fine, sono le stesse del nodo base.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1009" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie7-marciapiede-seconda-fase.png" alt="Il marciapiede gettato in seconda fase, senza tenuta: in ciano l'acqua nei giunti e nella ripresa fra platea e getto, fino al terreno" class="wp-image-3239" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie7-marciapiede-seconda-fase.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie7-marciapiede-seconda-fase-300x189.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie7-marciapiede-seconda-fase-1024x646.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie7-marciapiede-seconda-fase-768x484.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie7-marciapiede-seconda-fase-1536x969.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 8. Il marciapiede gettato in seconda fase, senza nessuna tenuta: in ciano l&#8217;acqua nei giunti. Entra dalla testa e dalle fughe, corre nel letto di posa, scende nella ripresa fra platea e getto del marciapiede, e dalla stessa ripresa risale l&#8217;acqua del terreno. Sulla soglia, le macchie del nodo base.</figcaption></figure>
<p>La chiusura ha un pezzo in più, e per il resto non cambia. Il pezzo in più è il cordone bentonitico idroespansivo posato al centro della ripresa, fra i connettori: a contatto con l&#8217;acqua rigonfia e sigilla la giunzione, ed è la barriera contro l&#8217;acqua che arriva dal terreno. Il cordone però lavora solo se posato da cordone. La superficie di ripresa va pulita e scarificata, senza lattime. Il fissaggio va fatto continuo, con la rete o i chiodi previsti dal produttore, perché il getto non lo sposti. Attorno al cordone serve il ricoprimento minimo di calcestruzzo che la scheda dichiara, da verificare sullo spessore del getto: sotto quel confinamento il rigonfiamento spacca invece di sigillare. E il getto deve seguire a breve, con il cordone sostituito se la pioggia lo ha già fatto rigonfiare. Dove l&#8217;acqua è salina, aerosol marino o disgelanti, va valutato il cordone polimerico idroespansivo al posto del bentonitico, perché la bentonite in acqua salina rigonfia meno. Anche i connettori vanno trattati da corpi passanti della ripresa, con un collare di pasta idroespansiva attorno a ogni barra nel punto in cui attraversa il giunto: è lo stesso principio dei cavidotti sotto la soglia.</p>
<p>Sopra, il processo è quello descritto fin qui: l&#8217;impermeabilizzazione primaria corre continua sopra la ripresa, sulla platea e sul getto del marciapiede, rinforzata da una bandella sulla linea della giunzione, con il risvolto verticale sul bordo; la secondaria chiude piano di posa, testa e filo del marciapiede come nel nodo base.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1009" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie8-ripresa-chiusa.png" alt="La ripresa chiusa: cordone bentonitico fra i connettori, primaria continua sopra la giunzione, secondaria come nel nodo base" class="wp-image-3240" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie8-ripresa-chiusa.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie8-ripresa-chiusa-300x189.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie8-ripresa-chiusa-1024x646.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie8-ripresa-chiusa-768x484.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie8-ripresa-chiusa-1536x969.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 9. La ripresa chiusa: cordone bentonitico fra i connettori, impermeabilizzazione primaria continua sopra la giunzione con risvolto sul bordo, secondaria su piano di posa, testa e marciapiede. Il processo delle due impermeabilizzazioni non cambia.</figcaption></figure>
<div class="mxanim2" style="margin:1.5em 0;max-width:100%"><video muted playsinline preload="metadata" poster="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-anima-ripresa-poster.jpg" width="1920" height="1290" style="width:100%;height:auto;display:block;border:1px solid #ddd" aria-label="Il marciapiede gettato in seconda fase, dall'errore al nodo giusto: la ripresa senza cordone beve, il cordone bentonitico la chiude, e primaria e secondaria completano il nodo. Animazione dell'autore."><source src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-anima-ripresa.mp4" type="video/mp4"></video></p>
<p style="font-size:0.9em;color:#555;margin:0.5em 0 0"><em>Il marciapiede gettato in seconda fase, dall&#8217;errore al nodo giusto: la ripresa senza cordone beve, il cordone bentonitico la chiude, e primaria e secondaria completano il nodo. Animazione dell&#8217;autore.</em> <button type="button" style="display:none;margin-left:0.6em;font:inherit;padding:0.2em 0.7em;cursor:pointer">Rivedi la posa</button></p>
<p><script src="data:text/javascript;charset=utf-8;base64,KGZ1bmN0aW9uKCl7dmFyIHc9ZG9jdW1lbnQucXVlcnlTZWxlY3RvcignLm14YW5pbTInKTtpZighdylyZXR1cm47dmFyIHY9dy5xdWVyeVNlbGVjdG9yKCd2aWRlbycpO3ZhciBiPXcucXVlcnlTZWxlY3RvcignYnV0dG9uJyk7dmFyIHJtPXdpbmRvdy5tYXRjaE1lZGlhJiZ3aW5kb3cubWF0Y2hNZWRpYSgnKHByZWZlcnMtcmVkdWNlZC1tb3Rpb246IHJlZHVjZSknKS5tYXRjaGVzO3ZhciBnbz1mdW5jdGlvbigpe3YucGxheSgpLnRoZW4oZnVuY3Rpb24oKXt9KS5jYXRjaChmdW5jdGlvbigpe30pO307aWYoIXJtJiYnSW50ZXJzZWN0aW9uT2JzZXJ2ZXInIGluIHdpbmRvdyl7dmFyIGlvPW5ldyBJbnRlcnNlY3Rpb25PYnNlcnZlcihmdW5jdGlvbihlcyl7ZXMuZm9yRWFjaChmdW5jdGlvbihlKXtpZihlLmludGVyc2VjdGlvblJhdGlvPj0wLjM1KXtpby5kaXNjb25uZWN0KCk7Z28oKTt9fSk7fSx7dGhyZXNob2xkOlswLjM1XX0pO2lvLm9ic2VydmUodik7fXYuYWRkRXZlbnRMaXN0ZW5lcignZW5kZWQnLGZ1bmN0aW9uKCl7Yi5zdHlsZS5kaXNwbGF5PSdpbmxpbmUtYmxvY2snO30pO2IuYWRkRXZlbnRMaXN0ZW5lcignY2xpY2snLGZ1bmN0aW9uKCl7Yi5zdHlsZS5kaXNwbGF5PSdub25lJzt2LmN1cnJlbnRUaW1lPTA7Z28oKTt9KTt9KSgpOw=="></script></div>
<h2 id="gli-errori-ricorrenti">Gli errori ricorrenti</h2>
<h3>Il sistema, fotografato</h3>
<p>Prima degli errori conviene guardare il sistema di cui parla il capitolo sulla sequenza, perché è quello che si incontra e non un caso limite. Le sette fotografie che seguono vengono da un mio cantiere e mostrano lo stesso nodo in momenti diversi.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto1-fronte-letto-nudo.jpg" alt="Soglia già posata sul letto in sabbia e cemento, con la testa del letto ancora nuda sotto lo spessore della lastra" class="wp-image-3241" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto1-fronte-letto-nudo.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto1-fronte-letto-nudo-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto1-fronte-letto-nudo-1024x576.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto1-fronte-letto-nudo-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto1-fronte-letto-nudo-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 1. La soglia è già posata, e sotto il suo spessore si vede la testa del letto in sabbia e cemento, il fronte verticale del supporto, ancora scoperta. La lastra è stata calata sul letto ancora fresco, con la boiacca spalmata sul suo dorso, quindi fra letto e pietra non c&#8217;è né può esserci uno strato di tenuta: il momento per metterlo sarebbe stato prima, e in questo sistema quel momento non esiste. In basso corre una fascia scura, che in questo cantiere è l&#8217;impermeabilizzazione del piano. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto2-nodo-insieme.jpg" alt="Lo stesso nodo visto per il lungo, con la testa del letto rasata e la soglia sopra" class="wp-image-3242" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto2-nodo-insieme.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto2-nodo-insieme-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto2-nodo-insieme-1024x576.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto2-nodo-insieme-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto2-nodo-insieme-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 2. Lo stesso nodo per il lungo. La testa del letto è stata rasata e si presenta come una fascia continua sotto la lastra: è la faccia che resta accessibile a lastra montata, e quindi l&#8217;unica su cui si può ancora intervenire. Il piano di posa, quello che conta di più, è ormai sotto la pietra. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto3-fronte-rasato.jpg" alt="La testa del letto rasata a filo, pronta per ricevere il trattamento" class="wp-image-3243" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto3-fronte-rasato.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto3-fronte-rasato-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto3-fronte-rasato-1024x576.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto3-fronte-rasato-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto3-fronte-rasato-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 3. La testa rasata e pronta. Da qui in avanti la scelta è fra lasciarlo così, ed è quello che succede nella maggior parte dei cantieri, oppure trattarlo. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto4-prima-mano-verticale.jpg" alt="Prima mano dell'impermeabilizzazione sulla testa del letto, a soglia già montata" class="wp-image-3244" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto4-prima-mano-verticale.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto4-prima-mano-verticale-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto4-prima-mano-verticale-1024x576.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto4-prima-mano-verticale-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto4-prima-mano-verticale-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 4. La testa dopo la prima mano dell&#8217;impermeabilizzazione, data a soglia già montata. Il prodotto è grigio come la rasatura che sta sotto, quindi nella fotografia il confine non si distingue. È il rimedio possibile in questo sistema, e va fatto. Quello che non copre è la faccia superiore del letto, e quindi non chiude la via delle fughe fra lastre accostate. Sul piano si vedono i cavidotti che corrono verso il nodo: se ne parla fra gli errori ricorrenti. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto5-bandella-al-piede.jpg" alt="La bandella di rinforzo stesa al piede della soglia, sullo spigolo fra la testa del supporto e il piano esterno" class="wp-image-3343" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto5-bandella-al-piede.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto5-bandella-al-piede-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto5-bandella-al-piede-1024x576.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto5-bandella-al-piede-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto5-bandella-al-piede-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 5. La bandella di rinforzo stesa al piede, con il bordo interno contro lo spigolo fra la testa del supporto e il piano esterno, prima della mano che la ingloberà. È il pezzo che nelle tavole del nodo ho lasciato fuori per non renderle illeggibili, e che in cantiere invece c&#8217;è: nelle legende dei dettagli esecutivi si chiama striscia di rinforzo al piede del risvolto, e sta dove l&#8217;impermeabilizzazione cambia direzione, cioè dove lavora di più. Qui è distesa in piano: la faccia verticale sopra resta da coprire, e la copre la mano che arriva dopo. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto6-bandella-seconda-mano.jpg" alt="La seconda mano del rivestimento impermeabile che ingloba la bandella, con la soglia protetta da feltro e tavola" class="wp-image-3344" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto6-bandella-seconda-mano.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto6-bandella-seconda-mano-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto6-bandella-seconda-mano-1024x576.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto6-bandella-seconda-mano-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto6-bandella-seconda-mano-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 6. La stessa lavorazione ripresa dall&#8217;alto, mentre arriva la seconda mano del rivestimento impermeabile: a destra ha già inglobato la bandella, a sinistra la bandella è ancora scoperta. Che sia un polimero modificato bicomponente lo dico io perché ero in cantiere: dalla fotografia non si legge. Dove il rivestimento si ferma escono i cavidotti, e la bandella è intagliata attorno a loro: sono corpi passanti, e si chiudono risvoltando e sigillando su un tratto liscio o su un manicotto, non con una pennellata. Sopra la soglia, il feltro e la tavola di protezione del sesto passo. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto7-testa-rivestita.jpg" alt="La testa del supporto rivestita per intero dalla seconda mano, che scende sullo spigolo e risvolta sul piano" class="wp-image-3345" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto7-testa-rivestita.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto7-testa-rivestita-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto7-testa-rivestita-1024x576.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto7-testa-rivestita-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto7-testa-rivestita-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 7. La testa dopo la seconda mano: il rivestimento scende sullo spigolo e risvolta sul piano esterno, sopra la bandella che ormai non si vede più. È la chiusura di testa e fianchi di cui parla il terzo passo. Sotto la lastra, però, resta una fascia di qualche centimetro dove il pennello non arriva, e si vede bene: è il limite di questo rimedio a lastra montata, e quella riga scoperta passa proprio dove il letto tocca la pietra. Il piano di posa, sopra, resta com&#8217;è stato lasciato. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<h3>Come finisce, quando la base resta scoperta</h3>
<p>Le tre fotografie che seguono mostrano quadri che leggo alla luce del meccanismo descritto nel capitolo sui sali, e che senza prelievo restano da qualificare. L&#8217;attribuzione è mia e si basa sul sopralluogo, non sulla fotografia: come dice la tabella della diagnosi differenziale, lo stesso aspetto lo danno anche la compressione da vincolo e la pietra inadatta al gelo. Per esserne certi serve il prelievo.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="480" height="372" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto8-ingresso-viraggio.jpg" alt="Soglia di una porta di ingresso con una chiazza chiara estesa su una parte della lastra" class="wp-image-3346" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto8-ingresso-viraggio.jpg 480w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto8-ingresso-viraggio-300x233.jpg 300w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 8. Soglia di una porta di ingresso. Una parte della lastra ha cambiato colore in modo netto, con un contorno che non segue nulla di visibile in superficie, e in due punti la superficie sembra essersi aperta: da una fotografia non si stabilisce se manchi materiale. È il viraggio del colore, il quadro che il committente nota per primo perché sta sulla porta di casa. L&#8217;alterazione qui si concentra verso una testata, e la testata è anche la zona della compressione da vincolo: per separare le due cause servono i giunti laterali e il prelievo, non l&#8217;immagine. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="502" height="166" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto9-garage-fughe.jpg" alt="Soglia di un garage con macchie scure che seguono l'andamento delle fughe" class="wp-image-3347" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto9-garage-fughe.jpg 502w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto9-garage-fughe-300x99.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto9-garage-fughe-500x166.jpg 500w" sizes="(max-width: 502px) 100vw, 502px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 9. Soglia di un garage. Le macchie scure non sono distribuite a caso: si addensano lungo la battuta del portone, sul lato interno della soglia. Nella fotografia i giunti fra le lastre non si distinguono, quindi la loro posizione non è verificabile qui. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="480" height="640" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto10-garage-degrado.jpg" alt="La stessa soglia di garage vista per intero, fra la pavimentazione interna e quella esterna, con degrado esteso" class="wp-image-3348" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto10-garage-degrado.jpg 480w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto10-garage-degrado-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 10. La stessa soglia di garage ripresa dall&#8217;interno e per intero, fra la pavimentazione interna e quella esterna. Qui la superficie è alterata su tutta la fascia, in modo abbastanza uniforme. Va detto che l&#8217;uniformità, nella tabella della diagnosi differenziale, è il carattere della pietra inadatta al gelo, mentre i sali dal letto danno un gradiente verso il bordo: è un quadro da qualificare con il prelievo, e lo riporto come tale. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<h3>E gli errori veri e propri</h3>
<p><strong>La soglia posata prima dell&#8217;impermeabilizzazione.</strong> È l&#8217;errore capostipite, perché tutti gli altri ne discendono. La regola è categorica: la posa delle soglie non deve mai avvenire prima della posa delle pendenze e dell&#8217;impermeabilizzazione. Quando le soglie ci sono già, all&#8217;impermeabilizzatore restano solo palliativi: incollare la membrana per pochi millimetri sullo spessore frontale della soglia, e affidarsi ai sigillanti.</p>
<p><strong>Il collegamento sullo spessore frontale della soglia.</strong> È il palliativo di cui sopra praticato come regola.</p>
<p><strong>Il contenimento misurato dalla quota sbagliata.</strong> Succede soprattutto con i serramenti in profilati metallici a filo pavimento, dove il contenimento sotto il serramento finisce per essere di pochi millimetri sopra il livello dell&#8217;impermeabilizzazione. Ma il piano di scorrimento delle acque, con pavimentazione aderente, è la pavimentazione finita: venti millimetri sopra l&#8217;impermeabilizzazione e venti millimetri sopra la pavimentazione sono due quote diverse.</p>
<p><strong>Le spallette dimenticate.</strong> Il contenimento posteriore si vede e si fa. Quello laterale si vede meno, e salta.</p>
<p><strong>I corpi passanti sotto la soglia.</strong> Sotto una soglia passano spesso i servizi e i sottoservizi: cavidotti elettrici, scarichi, a volte l&#8217;adduzione. Quando la soglia è già posata, elettricisti e idraulici tendono a far passare i tubi proprio nello spessore del rilievo, perché è il punto di minor resistenza; dopo, la tenuta in quel nodo non è più eseguibile. Un divieto senza alternativa viene violato, quindi il percorso alternativo va indicato in progetto. E dove l&#8217;attraversamento non si può evitare, il tubo va trattato da corpo passante: la tenuta si risvolta e si sigilla sul tubo nel punto in cui lo attraversa, non si interrompe e basta. Sui cavidotti corrugati la sigillatura data sul corrugato non tiene, perché l&#8217;acqua corre nelle gole: serve un tratto liscio, un manicotto o un collare su cui risvoltare e sigillare. Nelle fotografie di questo capitolo i cavidotti che corrono verso il nodo si vedono bene: sono corpi passanti, e da corpi passanti vanno trattati. Sul principio generale degli attraversamenti di uno strato di tenuta ho scritto in <a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a>.</p>
<p><strong>La guida di frontalino posata prima dell&#8217;impermeabilizzazione</strong>, con la membrana risvoltata sul suo spessore interno. Non riguarda la soglia ma le sta accanto e produce lo stesso quadro: una conca senza scarico.</p>
<h2 id="non-tutto-quello-che-si-sfoglia-e-sale">Non tutto quello che si sfoglia è sale</h2>
<p>Prima di attribuire al sotto soglia un degrado, vanno escluse due cause che danno lo stesso quadro visivo e che in cantiere si vedono altrettanto spesso.</p>
<p><strong>La compressione da vincolo.</strong> Una soglia è una lastra incastrata fra due spallette, e quasi sempre i giunti laterali vengono riempiti rigidi di malta o di colla. Una lastra scura in pieno sole si dilata di qualche decimo di millimetro sul metro, e non ha dove andare. Va in compressione, e scaglia proprio agli estremi e sul bordo. È un danno meccanico, si cura con un giunto e non con una guaina, e si riconosce perché il distacco è concentrato alle testate.</p>
<p><strong>La pietra sbagliata.</strong> Una soglia in materiale molto assorbente e poco resistente al gelo si sfoglia da sola, con o senza letto, in zona di gelo. La norma di posa dei rivestimenti lapidei chiede le verifiche a monte proprio per questo.</p>
<p>I caratteri che separano i tre casi sono questi.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Carattere</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Sali dal sotto soglia</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Compressione da vincolo</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Pietra inadatta al gelo</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Dove si concentra</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>sulla faccia, più marcato verso il bordo esterno</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>alle testate, contro le spallette</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>uniforme su tutta la lastra</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Che aspetto ha</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>scaglie sottili, aloni che tornano dopo la pulizia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>schegge e scagliature, spesso con bordi vivi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>sfogliamento diffuso, superficie che si apre</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Quando peggiora</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>tutto l&#8217;anno, con aggravamento nel tempo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>d&#8217;estate, dopo le giornate più calde</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>a fine inverno, poi si ferma</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Che cosa lo conferma</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>prelievo con solfati e calcio, profilo crescente verso la faccia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>giunti laterali rigidi e pieni</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>assorbimento e resistenza al gelo della pietra</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Che cosa lo ferma</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>togliere l&#8217;alimentazione e interrompere la capillarità</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>rifare i giunti laterali elastici</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>sostituire con pietra idonea</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 2. Tre cause, un solo quadro visivo. La prima domanda non è quale prodotto usare, è quale dei tre si sta guardando.</em></p>
<h2 id="la-ristrutturazione-che-e-il-caso-piu-frequente">La ristrutturazione, che è il caso più frequente</h2>
<p>Quasi tutto quello che precede riguarda il nuovo. La domanda che arriva davvero, però, è un&#8217;altra: soglia esistente che si sfoglia, pavimento esterno che non si può demolire, quota che non c&#8217;è.</p>
<p>La prima cosa da verificare non riguarda la soglia ma il serramento. Se il telaio dell&#8217;infisso appoggia sulla soglia, e nella grande maggioranza dei casi appoggia, la soglia non si sfila senza smontare il serramento oppure senza tagliarla. È questa verifica a decidere il costo e la fattibilità dell&#8217;intervento, non lo stato della pietra.</p>
<p>Se la lastra si può togliere, si toglie così: si tagliano la sigillatura e il giunto perimetrale a filo con lama diamantata, si tagliano i giunti contro le spallette, e si passa una lama flessibile o un filo sotto la lastra per staccare il piano di posa. Poi si sfila con ventose e cunei di legno progressivi, tirando in orizzontale, senza mai fare leva sul bordo sbordante, che è dove la lastra si spezza. E va saputo che su una superficie degradata le ventose fanno poca presa. Su un letto in sabbia e cemento la lastra si recupera spesso; su una posa a colla quasi mai, e la lastra nuova va preventivata comunque.</p>
<p>Quando la soglia non si può togliere restano gli interventi che riducono l&#8217;alimentazione senza risolverla. Vanno proposti per quello che sono, e in ordine di costo crescente sono tre.</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Sigillatura delle fughe fra le lastre accostate</strong>, dove il davanzale è di più pezzi: è l&#8217;intervento più economico di tutti e chiude la via che il trattamento del fronte non raggiunge.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Rifacimento del giunto perimetrale</strong> con fondogiunto: chiude un altro dei cinque ingressi.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Correzione o creazione del deflusso a monte</strong>, con una canaletta grigliata che intercetta l&#8217;acqua prima che arrivi alla soglia.</li>
</ul>
<p>C&#8217;è poi l&#8217;intervento che non è più un palliativo, perché comincia a risolvere: la demolizione di una fascia di trenta o quaranta centimetri di pavimentazione esterna, per riprendere l&#8217;impermeabilizzazione e il sottofondo nel solo tratto adiacente. Costa più degli altri tre, ed è quello che dà il risultato migliore senza toccare tutto il terrazzo.</p>
<h2 id="che-cosa-si-scrive-in-capitolato">Che cosa si scrive in capitolato</h2>
<p>La prescrizione utile parla di sequenza, di quote e di verifiche, perché sono le tre cose che si possono controllare. Ogni voce qui sotto è scritta in modo che la direzione lavori possa rifiutare qualcosa.</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Sequenza vincolante:</strong> pendenze, impermeabilizzazione del sotto soglia con contenimento a vaschetta e risvolti sulle spallette, e solo dopo posa delle soglie. Da scrivere come vincolo di programma, con verbale di consegna del piano di posa fra impresa impermeabilizzatrice e posatore, controfirmato dalla direzione lavori.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Quote di progetto:</strong> quota della pavimentazione esterna finita e quota del pavimento interno finito fissate sul disegno, con spessori dichiarati e con lo spessore minimo del sottofondo interno in cui annegare il risvolto verticale della vaschetta. Il contenimento va verificato con livello o laser rispetto a un caposaldo, non con il metro da una superficie che al momento dell&#8217;esecuzione non esiste ancora. È anche la ragione tecnica per cui il nodo salta: quasi mai quella quota è stata fissata su carta.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Contenimento:</strong> soglia rilevata di almeno 20 mm sul bordo esterno rispetto alla quota di progetto della pavimentazione esterna finita, con soglia posata in pendenza di 4-5 mm verso l&#8217;esterno sull&#8217;intera profondità. Dalla somma dei due discende un contenimento sul lato interno di 24-25 mm, che è una conseguenza delle due quote prescritte e non un requisito autonomo, e che non va confuso con i 24 mm che la fonte indica per il caso diverso della soglia a sezione trapezoidale.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Vaschetta:</strong> lamiera di acciaio inox o rame 8-10/10, oppure piombo 20/10 saldato a stagno, con gruppi di fissaggio a testa piatta, sfalsati su due linee o a quinconce. Trattamento di aderenza indicato per esteso a seconda del sistema impermeabile adottato, con dichiarazione scritta di compatibilità del produttore. Strato di aggrappo sulla superficie orizzontale prima della posa della lastra.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Risvolti sulle spallette:</strong> alla stessa altezza dei risvolti verticali della parete su cui si apre il vano, con raccordo dichiarato dove c&#8217;è il cappotto.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Trattamento del letto di allettamento</strong>, quando il letto c&#8217;è: malta a legante dichiarato a rapido essiccamento, e guaina liquida cementizia bicomponente conforme alla UNI EN 14891 su piano di posa, testa e fianchi, in due mani, previa rasatura o primer consolidante. Dove la posa avviene in adesione diretta senza letto, il requisito si sposta sul supporto rasato.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Giunto perimetrale:</strong> larghezza minima dichiarata, rapporto fra profondità e larghezza, fondogiunto a cellule chiuse obbligatorio, sede libera da adesivo fino al livello dell&#8217;impermeabilizzazione sottostante.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Posa della soglia:</strong> adesivo cementizio C2FT S1 o S2 secondo UNI EN 12004-1, a strato compatto con doppia spalmatura, contatto minimo del 95 per cento in esterno secondo UNI 11493-1:2025, norma delle piastrellature ceramiche estesa qui per analogia ai lapidei come scelta di capitolato. La verifica del contatto si fa sollevando la prima lastra posata e poi una ogni N posate, con N dichiarato in capitolato, a carico dell&#8217;impresa, con verbale.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Sigillature:</strong> prova preliminare di non macchiatura su un campione della pietra effettivamente fornita, classificazione secondo UNI EN ISO 11600, e inserimento del sigillante nel piano di manutenzione con periodicità dichiarata. Dove il davanzale è composto da più lastre accostate, la sigillatura delle fughe fra una lastra e l&#8217;altra va prescritta come le altre e non lasciata alla stuccatura: è la via d&#8217;acqua che resta aperta anche quando il fronte del supporto è stato protetto.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Trattamento protettivo della pietra:</strong> a cura del fornitore dei marmi, che indica prodotto, momento dell&#8217;applicazione e modalità in base al materiale che ha fornito, e ne risponde. La direzione lavori verifica due cose sole: che il trattamento sia stato eseguito e documentato, e che il supporto sotto la soglia risulti già protetto. Il trattamento della pietra non sostituisce la protezione della base.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Deflusso:</strong> rilievo di quote su griglia di punti e prova di bagnatura con verbale fotografico. Dove il deflusso non è verso l&#8217;esterno, uno dei tre rimedi del capitolo sul deflusso, scelto e motivato in progetto perché non sono intercambiabili. Se si adotta la canaletta grigliata, va prescritta eccedente 25 cm per lato con scarico collegato, pendenza di fondo e griglia asportabile.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Gocciolatoio:</strong> scuretto continuo all&#8217;intradosso della parte sbordante, con sbordo di almeno 40 mm e larghezza e profondità dichiarate.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Attraversamenti:</strong> divieto di attraversamenti impiantistici nello spessore del rilievo sotto soglia, con indicazione del percorso alternativo. Dove l&#8217;attraversamento è inevitabile, trattamento da corpo passante: tenuta risvoltata e sigillata sul tubo nel punto del passaggio, con verbale fotografico prima della chiusura.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Protezione del nodo fino alla consegna:</strong> copertura della vaschetta rivestita fino alla posa della lastra, protezione della soglia posata con telo e tavola fino a fine finiture, divieto di appoggio di piedi di ponteggio e di transito di carriole sul rilievo sotto soglia, rimozione delle protezioni senza solventi. Onere in capo all&#8217;impresa che posa.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Documentazione:</strong> verbale fotografico di accettazione del supporto, con foto datate e riferimento metrico in campo, controfirmato dalla direzione lavori, e sospensione della posa in assenza del verbale.</li>
</ul>
<h2 id="in-sintesi">Impermeabilizzazione sotto soglia, in sintesi</h2>
<p>1. <strong>La vaschetta e il letto rispondono a due problemi diversi.</strong> La vaschetta ferma la penetrazione dell&#8217;acqua dall&#8217;esterno verso l&#8217;interno, ed è la risposta corretta a quel problema. Il letto che le sta dentro assorbe acqua per capillarità, e quella è un&#8217;altra questione.</p>
<p>2. <strong>L&#8217;acqua capillare non si scarica con una pendenza.</strong> La suzione di un poro fine vale ordini di grandezza più di un battente di quattro o cinque millimetri. Quell&#8217;acqua se ne va solo come vapore.</p>
<p>3. <strong>Il vapore esce dalla strada più corta, che qui è la soglia.</strong> Verso il basso e verso l&#8217;interno c&#8217;è la vaschetta; sulla testa il letto incontra il sottofondo esterno o l&#8217;elemento comprimibile, non l&#8217;aria; resta il giunto perimetrale, stretto, in ombra e sigillato, e resta la lastra, calda e di grande superficie.</p>
<p>4. <strong>La regola d&#8217;arte chiede 20 mm di contenimento sopra la pavimentazione finita.</strong> Non sopra l&#8217;impermeabilizzazione: sopra il piano su cui l&#8217;acqua scorre davvero. Lo stesso valore si ritrova nella divulgazione tecnica come deroga ai 15 cm di risvolto, ma le due fonti sono riconducibili allo stesso Codice: non è una conferma indipendente.</p>
<p>5. <strong>Il letto ha cinque ingressi ordinari.</strong> Fughe e sottofondo esterno, giunto perimetrale, spallette non risvoltate, fughe fra una lastra e l&#8217;altra, acqua d&#8217;impasto non ceduta. Nessuno dei cinque richiede un&#8217;infiltrazione, e il quarto, la fuga fra le lastre accostate, è quello che resta aperto anche dopo il rimedio più diffuso.</p>
<p>6. <strong>I sali si accumulano dove l&#8217;acqua evapora, e il processo si autoalimenta.</strong> Lo scrive la fonte primaria sulla risalita capillare: i sali si concentrano nella zona bagnata e alla fine si depositano dentro il materiale o in superficie; e la loro presenza riduce la velocità di evaporazione, quindi allunga il tempo in cui il nodo resta bagnato.</p>
<p>7. <strong>La subflorescenza è quella che rompe, e su una soglia al sole è il caso atteso.</strong> Il gradiente termico sposta il fronte di evaporazione dentro la pietra, e lì il cristallo stacca la superficie.</p>
<p>8. <strong>La pressione di cristallizzazione dipende dalla sovrasaturazione e dal raggio del poro</strong>, non dalla resistenza del materiale. A Nora un&#8217;arenaria più debole ha resistito meglio di una malta più resistente, perché aveva pori più larghi.</p>
<p>9. <strong>Sui cloruri il dato che circola è sbagliato, e la correzione rafforza il quadro.</strong> Il cloruro di sodio deliquesce intorno al 75 per cento di umidità relativa, non al 30 che appartiene ai cloruri di calcio e di magnesio. Il 75 per cento si attraversa quasi ogni giorno sereno, quindi il ciclo è quotidiano.</p>
<p>10. <strong>Impermeabilizzare il basamento della soglia è prassi mia di cantiere, non una prescrizione di norma.</strong> Prima il letto, poi l&#8217;asciugatura, poi due mani sul piano di posa, sulla testa e sui fianchi del basamento, poi la lastra. Nella regola d&#8217;arte lo stesso trattamento in resina cementizia c&#8217;è, ma sul sottofondo della pavimentazione esterna e contro il dilavamento dei residui calcarei.</p>
<p>11. <strong>Quello strato protegge la lastra, non asciuga il letto.</strong> Interrompe la continuità capillare fra letto e soglia, che è il risultato voluto, ma il letto resta umido e gli ingressi laterali vanno chiusi comunque.</p>
<p>12. <strong>Spesso la strada giusta è togliere il letto.</strong> Il pacchetto con letto e seconda guaina insieme nella quota disponibile spesso non ci sta; il terzo passo non ha una squadra che lo faccia; e senza letto non c&#8217;è serbatoio. Resta necessario con lastre non calibrate, dislivelli di centimetri, soglie massicce, vani fuori squadra e serramento già montato.</p>
<p>13. <strong>Ogni strato impermeabile deve avere una direzione di deflusso.</strong> Un contenimento che raccoglie e non restituisce accumula. La regola d&#8217;arte lo pratica con la pendenza a uscire e rifiuta l&#8217;errore opposto, che chiama vaschetta priva di scarico.</p>
<p>14. <strong>I tre rimedi al deflusso sbagliato non sono intercambiabili.</strong> La marinara sfonda il dislivello ammesso, la galleggiante abbassa l&#8217;altezza residua del parapetto, la canaletta è la più neutra ma va prescritta con scarico, pendenza e griglia ispezionabile.</p>
<p>15. <strong>L&#8217;errore capostipite è di sequenza, non di prodotto.</strong> La soglia posata prima dell&#8217;impermeabilizzazione rende impossibile ogni soluzione corretta a valle.</p>
<p>16. <strong>Non tutto quello che si sfoglia è sale.</strong> Vanno escluse la compressione da vincolo, che si concentra alle testate, e la pietra inadatta al gelo, che si degrada in modo uniforme.</p>
<h2 id="dal-cantiere">Dal cantiere</h2>
<p>Davanti a una soglia che si sfoglia guardo prima di tutto dove finisce l&#8217;acqua quando piove, e solo dopo la soglia. Poi guardo il giunto perimetrale e i giunti contro le spallette, e chiedo la fotografia del nodo prima della posa dei marmi. Quasi sempre quella fotografia non esiste, ed è già una risposta.</p>
<p>C&#8217;è un&#8217;abitudine che considero un segnale. Quando la soglia viene pulita e l&#8217;alone torna in poche settimane, non è la pulizia a essere stata fatta male: il sale che si è tolto era solo quello arrivato in superficie. Attenzione però a non leggerlo come prova di alimentazione in corso, perché non lo è: un sale già depositato deliquesce e riumidisce la pietra anche a nodo ormai asciutto. Il ritorno dell&#8217;alone dice che c&#8217;è sale, non dice da dove viene l&#8217;acqua. A distinguere le due cose serve il profilo in profondità.</p>
<p>Sull&#8217;ordine dei lavori dico una cosa che vale più di qualunque prescrizione di prodotto. Questo nodo si perde quasi sempre nel momento in cui il marmista arriva prima dell&#8217;impermeabilizzatore, e nessuno lo ferma. Non è una questione di competenza dei posatori: è che nel programma di cantiere quel vincolo non era scritto, e quello che non è scritto in cantiere non esiste. Scriverlo costa una riga.</p>
<p>E un argomento che agli articoli tecnici manca sempre e che con le imprese funziona più della fisica. Un secondo passaggio dell&#8217;impermeabilizzatore su una decina di soglie, programmato nella stessa giornata del terrazzo, costa qualche centinaio di euro. Il rifacimento di una sola soglia degradata, fra demolizione, ripresa dell&#8217;impermeabilizzazione, lastra nuova e marmista, ne costa fra otto e quindici volte tanto. È una stima mia, non un prezzario, ma il rapporto è quello e regge a qualunque listino.</p>
<h2 id="domande-frequenti">Domande frequenti</h2>
<p><strong>La mia soglia si sfoglia solo da un lato, verso una spalletta. Perché non su tutta la lunghezza?</strong><br />Perché quel lato ha un ingresso d&#8217;acqua in più. Il risvolto dell&#8217;impermeabilizzazione sulle spallette è la parte che salta più spesso. Quando manca da un lato solo, l&#8217;acqua che scende lungo quella muratura entra lateralmente nel sotto soglia e alimenta il letto proprio lì. Un degrado asimmetrico è quindi un indizio utile: dice che la sorgente è laterale e non diffusa, e dice anche da che parte guardare quando si apre. Se invece la lastra si degrada in modo uniforme su tutta la lunghezza, la spalletta non c&#8217;entra. Le prime cose da considerare, allora, sono la pietra e il gelo.</p>
<p><strong>La soglia è già posata e si sta rovinando. Devo per forza toglierla?</strong><br />Prima di quella domanda ne va fatta un&#8217;altra, ed è quella che decide costo e fattibilità: se il telaio dell&#8217;infisso appoggia sulla soglia, e nella grande maggioranza dei casi appoggia, la lastra non si sfila senza smontare il serramento oppure senza tagliarla. Il capitolo sulla ristrutturazione mette in fila che cosa si può fare nei due casi, in ordine di costo crescente.</p>
<p><strong>Il trattamento della pietra serve, o peggiora le cose?</strong><br />Tutte e due, e a decidere è che cosa c&#8217;è sotto la lastra. Se il letto si bagna ancora, il trattamento peggiora: l&#8217;acqua continua ad arrivare da sotto e non riesce più a uscire dalla faccia, quindi evapora dentro la pietra. I sali cristallizzano sotto la superficie, dove il distacco che producono porta via più materiale. È la stessa avvertenza che Hall e Hoff fanno per gli intonaci poco permeabili sui muri umidi. Li chiamano un cattivo trattamento proprio perché riducono la perdita d&#8217;acqua e sembrano efficaci a lungo. Se invece la base è stata protetta, il trattamento fa il mestiere per cui è nato e difende la faccia a vista da quello che arriva dall&#8217;alto: sporco, unto, foglie bagnate, sale sparso d&#8217;inverno. L&#8217;ordine è tutto: prima la base, poi la pietra. Prodotto e momento li indica il marmista, in base al materiale.</p>
<p><strong>Come capisco se il letto sotto la mia soglia è ancora alimentato?</strong><br />Con l&#8217;osservazione si arriva fino a un certo punto, e ho appena spiegato perché il ritorno degli aloni non basta. Quello che discrimina è il profilo: si prelevano i detriti di una piccola foratura per intervalli di profondità noti, si misura il contenuto di sali e si guarda come varia nello spessore. Un profilo crescente verso la faccia superiore, con solfati e calcio, indica alimentazione dal letto. Un profilo uniforme, con cloruri prevalenti, indica una sorgente ambientale.</p>
<p><strong>Che differenza c&#8217;è fra questo e l&#8217;umidità di risalita?</strong><br />La geometria e la sorgente, non la fisica. Il trasporto è capillare in tutti e due i casi, e in tutti e due i sali si fermano nella zona di evaporazione. Nella risalita la sorgente è il terreno e il percorso è lungo metri; qui la sorgente è la pioggia che rientra dai giunti e il percorso è di centimetri. Sulla diagnosi differenziale della risalita ho scritto in <a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a>.</p>
<p><strong>Il mio terrazzo ha le pendenze verso la portafinestra. Che si fa?</strong><br />Si smette di lavorare sulla soglia e si lavora sul deflusso, perché nessun contenimento da venti millimetri regge un piano che punta verso la soglia. I rimedi sono i tre del capitolo sul deflusso, e lì sono messi a confronto: non si equivalgono. Qualunque si scelga, prima si verifica con il metro l&#8217;altezza residua del parapetto e il dislivello che ne risulta.</p>
<p><strong>Con un serramento a filo pavimento, senza soglia, che cosa si può fare?</strong><br />È il caso più difficile e va deciso in progetto. Lì il contenimento a vaschetta non è applicabile, e si ricorre ai nastri in gomma sintetica predisposti nel traverso basso del serramento, collegati all&#8217;elemento di tenuta. Sono elementi delicati, spesso già danneggiati dal calpestio di cantiere prima ancora di essere collegati, e il collegamento agli angoli bassi resta il punto critico. Quando la scelta è ancora aperta, chi ha redatto il Codice osserva che due centimetri di rialzo difficilmente rovinano l&#8217;impatto visivo di un edificio.</p>
<p><strong>Devo rifare un terrazzo. Da che parte comincio?</strong><br />Dalla quota della pavimentazione esterna finita, fissata sul disegno, e dalla verifica del deflusso. Sono le due cose che decidono tutto il resto e sono anche le due che quasi mai vengono decise: quando arrivano i marmisti è tardi.</p>
<h2 id="in-conclusione">In conclusione</h2>
<p>Il ragionamento di questo articolo sta in una frase. La vaschetta è la risposta giusta a una domanda che non era l&#8217;unica.</p>
<p>Chi la esegue ha già capito che il sotto soglia è un nodo di tenuta e non un dettaglio da marmista. Quello che manca è il passaggio successivo: accorgersi che dentro quel contenimento è rimasto uno strato che l&#8217;acqua la assorbe. E quell&#8217;acqua, non potendo scaricarsi verso il basso, se ne va come vapore attraverso la pietra che si voleva proteggere.</p>
<p>Da lì le strade sono due, e non sono equivalenti. Si può interrompere la continuità capillare fra letto e lastra, sapendo che così si protegge la soglia ma il letto resta umido. Oppure si può non avere un letto, e allora il problema non c&#8217;è: e dove la lastra è calibrata e il supporto si può rasare in pendenza, questa è la strada migliore, non l&#8217;alternativa.</p>
<p>Resta la verifica che viene prima di tutte, non costa niente e quasi nessuno fa: guardare da che parte va l&#8217;acqua sul terrazzo, prima di decidere qualunque cosa sulla soglia.</p>
<h2 id="fonti">Fonti</h2>
<p style="font-size:14px;line-height:1.5"><strong>Testi tecnici e regola d&#8217;arte.</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>A. Broccolino, <em>Proteggere le soglie</em>, «Specializzata» 205, gennaio-febbraio 2012, pp. 24-32, BE-MA editrice, Milano; <a href="https://cdnmedia.polyglass.com/docs/librariesprovider71/articoli/17_broccolino_bema_articolo_errori_ed_orrori_soglie_polyglass.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a>.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>A. Broccolino, <em>Curare gli aggetti</em>, «Specializzata» 208, maggio-giugno 2012, pp. 278-288; <a href="https://cdnmedia.polyglass.com/docs/librariesprovider71/articoli/18_broccolino_bema_articolo_balconi_con_membrane_in_bitume_polimero_polyglass.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a>.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>A. Broccolino, <em>Acqua nella stratigrafia</em>, «Specializzata» 204, novembre-dicembre 2011, pp. 648-654; <a href="https://cdnmedia.polyglass.com/docs/librariesprovider71/articoli/16_broccolino_bema-articolo_errori_ed_orrori_acqua_sotto_il_manto_2_polyglass.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a>.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>A. Broccolino, <em>Risvolti critici</em>, «Specializzata» 195, ottobre 2010, pp. 604-609; <a href="https://cdnmedia.polyglass.com/docs/librariesprovider71/articoli/07_broccolino_bema_articolo_errori_ed_orrori_risvolti_verticali_polyglass.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a>.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>A. Broccolino, <em>L&#8217;IGLAE e il Codice di Pratica delle impermeabilizzazioni: come sono nati e perché</em>, «Ingenio», 30 gennaio 2018.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>IGLAE, <em>Codice di Pratica delle coperture continue</em>, prima edizione 1993, seconda 2006, terza 2016.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>M. Canuri, <em>Soglie a filo pavimento: ecco come evitare infiltrazioni d&#8217;acqua</em>, «Ingenio», 3 novembre 2020.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>R. di Gregorio, <em>Balconi, dalle cause del degrado al rifacimento</em>, «Edilportale», 26 giugno 2020.</li>
</ul>
<p style="font-size:14px;line-height:1.5"><strong>Fonti scientifiche.</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>C. Hall, W. D. Hoff, <em>Rising damp: capillary rise dynamics in walls</em>, «Proceedings of the Royal Society A» 463 (2084), 2007, pp. 1871-1884, in particolare il paragrafo 5(c), <em>The effect of salts</em>, doi 10.1098/rspa.2007.1855; <a href="https://aecb.net/wp-content/uploads/2024/11/Rising-Damp-Capillary-Rise-Dynamics-in-Walls-Hall-and-Hoff-2007-RSoc-2.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a>.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>C. W. Correns, W. Steinborn, <em>Experimente zur Messung und Erklärung der sogenannten Kristallisationskraft</em>, «Zeitschrift für Kristallographie» 101, 1939, pp. 117-133; C. W. Correns, <em>Growth and dissolution of crystals under linear pressure</em>, «Discussions of the Faraday Society» 5, 1949, pp. 267-271 (ripresi non direttamente).</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>D. H. Everett, <em>The thermodynamics of frost damage to porous solids</em>, «Transactions of the Faraday Society» 57, 1961, pp. 1541-1551.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>G. W. Scherer, <em>Crystallization in pores</em>, «Cement and Concrete Research» 29 (8), 1999, pp. 1347-1358.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>R. Spedicato, <em>Sali nelle murature: cause ed effetti</em>, Renzo-ArtHome.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>Per la storia della capillarità: Borelli (1670 circa), F. Hauksbee, <em>Physico-Mechanical Experiments</em>, Londra 1709, J. Jurin (1718), ed E. W. Washburn, <em>The Dynamics of Capillary Flow</em>, «Physical Review» 17 (3), 1921 (ripresi non direttamente).</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>Umidità relativa di deliquescenza dei cloruri: letteratura di settore sul degrado salino (ripresa non direttamente).</li>
</ul>
<p style="font-size:14px;line-height:1.5"><strong>Norme citate.</strong> UNI 11493-1:2025 (piastrellature ceramiche), UNI 11714-1:2018 (rivestimenti lapidei), UNI EN 14891:2017 (impermeabilizzanti liquidi sotto piastrellature), UNI EN 12004-1:2017 (adesivi per piastrelle), UNI EN ISO 11600:2011 (sigillanti), UNI 8178-2:2019 (coperture, elementi e strati funzionali), UNI 11540 (regola d&#8217;arte e linee guida associative), UNI EN ISO 15148 e UNI EN 1925 (assorbimento d&#8217;acqua per capillarità), UNI 11673 (posa dei serramenti), UNI 8627 (pendenze), decreto ministeriale 14 giugno 1989 n. 236 per i requisiti di accessibilità. Dove i valori sono ripresi non direttamente dal testo di norma, prima dell&#8217;uso in un capitolato vanno verificati sul testo.</p>
<h2 id="lautore">L&#8217;autore</h2>
<p>Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense, circa trent&#8217;anni di esperienza di cantiere e venti come imprenditore. Autore di &#8220;Murature umide: cause e rimedi&#8221; (Grafill, 2026).</p>
<p>Il volume è disponibile su <a href="https://www.amazon.it/Murature-umide-Prevenzione-interventi-risanamento/dp/8827705309" target="_blank" rel="noopener">Amazon</a> e su <a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html#/4-versione-libro" target="_blank" rel="noopener">Grafill</a>.</p>
<p><script type='application/ld+json'>{"@context": "https://schema.org", "@type": "FAQPage", "mainEntity": [{"@type": "Question", "name": "La mia soglia si sfoglia solo da un lato, verso una spalletta. Perché non su tutta la lunghezza?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Perché quel lato ha un ingresso d'acqua in più. Il risvolto dell'impermeabilizzazione sulle spallette è la parte che salta più spesso. Quando manca da un lato solo, l'acqua che scende lungo quella muratura entra lateralmente nel sotto soglia e alimenta il letto proprio lì. Un degrado asimmetrico è quindi un indizio utile: dice che la sorgente è laterale e non diffusa, e dice anche da che parte guardare quando si apre. Se invece la lastra si degrada in modo uniforme su tutta la lunghezza, la spalletta non c'entra. Le prime cose da considerare, allora, sono la pietra e il gelo."}}, {"@type": "Question", "name": "La soglia è già posata e si sta rovinando. Devo per forza toglierla?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Prima di quella domanda ne va fatta un'altra, ed è quella che decide costo e fattibilità: se il telaio dell'infisso appoggia sulla soglia, e nella grande maggioranza dei casi appoggia, la lastra non si sfila senza smontare il serramento oppure senza tagliarla. Il capitolo sulla ristrutturazione mette in fila che cosa si può fare nei due casi, in ordine di costo crescente."}}, {"@type": "Question", "name": "Il trattamento della pietra serve, o peggiora le cose?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Tutte e due, e a decidere è che cosa c'è sotto la lastra. Se il letto si bagna ancora, il trattamento peggiora: l'acqua continua ad arrivare da sotto e non riesce più a uscire dalla faccia, quindi evapora dentro la pietra. I sali cristallizzano sotto la superficie, dove il distacco che producono porta via più materiale. È la stessa avvertenza che Hall e Hoff fanno per gli intonaci poco permeabili sui muri umidi. Li chiamano un cattivo trattamento proprio perché riducono la perdita d'acqua e sembrano efficaci a lungo. Se invece la base è stata protetta, il trattamento fa il mestiere per cui è nato e difende la faccia a vista da quello che arriva dall'alto: sporco, unto, foglie bagnate, sale sparso d'inverno. L'ordine è tutto: prima la base, poi la pietra. Prodotto e momento li indica il marmista, in base al materiale."}}, {"@type": "Question", "name": "Come capisco se il letto sotto la mia soglia è ancora alimentato?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Con l'osservazione si arriva fino a un certo punto, e ho appena spiegato perché il ritorno degli aloni non basta. Quello che discrimina è il profilo: si prelevano i detriti di una piccola foratura per intervalli di profondità noti, si misura il contenuto di sali e si guarda come varia nello spessore. Un profilo crescente verso la faccia superiore, con solfati e calcio, indica alimentazione dal letto. Un profilo uniforme, con cloruri prevalenti, indica una sorgente ambientale."}}, {"@type": "Question", "name": "Che differenza c'è fra questo e l'umidità di risalita?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "La geometria e la sorgente, non la fisica. Il trasporto è capillare in tutti e due i casi, e in tutti e due i sali si fermano nella zona di evaporazione. Nella risalita la sorgente è il terreno e il percorso è lungo metri; qui la sorgente è la pioggia che rientra dai giunti e il percorso è di centimetri. Sulla diagnosi differenziale della risalita ho scritto in Diagnosi differenziale dell'umidità di risalita capillare."}}, {"@type": "Question", "name": "Il mio terrazzo ha le pendenze verso la portafinestra. Che si fa?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Si smette di lavorare sulla soglia e si lavora sul deflusso, perché nessun contenimento da venti millimetri regge un piano che punta verso la soglia. I rimedi sono i tre del capitolo sul deflusso, e lì sono messi a confronto: non si equivalgono. Qualunque si scelga, prima si verifica con il metro l'altezza residua del parapetto e il dislivello che ne risulta."}}, {"@type": "Question", "name": "Con un serramento a filo pavimento, senza soglia, che cosa si può fare?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "È il caso più difficile e va deciso in progetto. Lì il contenimento a vaschetta non è applicabile, e si ricorre ai nastri in gomma sintetica predisposti nel traverso basso del serramento, collegati all'elemento di tenuta. Sono elementi delicati, spesso già danneggiati dal calpestio di cantiere prima ancora di essere collegati, e il collegamento agli angoli bassi resta il punto critico. Quando la scelta è ancora aperta, chi ha redatto il Codice osserva che due centimetri di rialzo difficilmente rovinano l'impatto visivo di un edificio."}}, {"@type": "Question", "name": "Devo rifare un terrazzo. Da che parte comincio?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Dalla quota della pavimentazione esterna finita, fissata sul disegno, e dalla verifica del deflusso. Sono le due cose che decidono tutto il resto e sono anche le due che quasi mai vengono decise: quando arrivano i marmisti è tardi."}}]}</script><br />
<!--mxLA--></p>
<div style='background:#f6f7f9;border:1px solid #e3e6ea;border-radius:8px;padding:14px 18px;margin:26px 0'><strong style='color:#b11f24'>Leggi anche</strong></p>
<ul style='margin:8px 0 0 18px'>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-dei-giunti/">Sul giunto si impermeabilizza un movimento</a></li>
</ul>
</div>
<p><!--/mxLA--></p>
<hr style='border:none;border-top:3px solid #b11f24;margin-top:34px'>
<table style='width:100%;border-collapse:collapse;font-family:Arial,sans-serif;color:#2a3340;font-size:14px;line-height:1.6'>
<tr>
<td style='vertical-align:top;padding-right:20px'>
<div style='font-size:16px;font-weight:700;color:#b11f24'>Ditta Renzo-ArtHome</div>
<div style='font-weight:600'>di Spedicato Oronzo</div>
<div style='color:#5a6577;margin-bottom:8px'>Specialista in risanamenti di interrati e umidit&agrave; di risalita</div>
<div><strong>Web:</strong> <a href="https://www.renzo-arthome.com">www.renzo-arthome.com</a></div>
<div><strong>E-mail:</strong> renzo.spedicato@gmail.com &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>PEC:</strong> renzoarthome@pec.it</div>
<div><strong>Cell.:</strong> +39 335 844 2978 &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>Ufficio:</strong> +39 371 775 4189</div>
<div style='color:#5a6577'>P.IVA 02475540304</div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://www.renzo-arthome.com/preventivo-gratuito/" style="display:inline-block;background:#b11f24;color:#fff;padding:9px 16px;border-radius:6px;font-weight:700;text-decoration:none">Chiedi un preventivo &rarr;</a></div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://wa.me/393358442978" target="_blank" rel="noopener" title="WhatsApp" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-whatsapp.png' alt='WhatsApp' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.facebook.com/RenzoArtHome" target="_blank" rel="noopener" title="Facebook" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-facebook.png' alt='Facebook' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.linkedin.com/in/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="LinkedIn" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-linkedin.png' alt='LinkedIn' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.tiktok.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="TikTok" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-tiktok.png' alt='TikTok' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.youtube.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="YouTube" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-youtube.png' alt='YouTube' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.instagram.com/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="Instagram" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-instagram.png' alt='Instagram' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a></div>
</td>
<td style='vertical-align:top;width:150px;text-align:center'><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/murature-umide-copertina.jpg' alt='Murature umide: cause e rimedi' width='120' style='border:1px solid #ddd;border-radius:4px'></a></p>
<div style='font-size:12px;color:#5a6577;margin-top:6px'><strong>Murature umide: cause e rimedi</strong><br />Grafill, 2026<br /><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener">Vai al libro &rarr;</a></div>
</td>
</tr>
</table>
<style>#rahLATO{margin:44px auto 0;max-width:680px;font-family:'Open Sans',sans-serif}#rahLATO *{box-sizing:border-box}#rahLATO .rahL-int{background:#fff;border:1px solid #d9dde2;padding:18px 16px 10px}#rahLATO .rahL-tit{font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:700;font-size:15px;letter-spacing:.16em;text-transform:uppercase;color:#262a33;margin:0 0 2px}#rahLATO p{margin:0!important;padding:0!important}#rahLATO .rahL-blog-r{margin:0 0 4px}#rahLATO .rahL-pagine{margin:0 0 12px}#rahLATO .rahL-blog{display:inline-block;font-size:13.5px;color:#a06a00;text-decoration:none;margin:0;border:0}#rahLATO .rahL-blog:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO details{margin:0 0 7px;border-left:4px solid var(--rahf)}#rahLATO summary{cursor:pointer;list-style:none;display:flex;align-items:baseline;gap:8px;font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:600;font-size:14px;color:#2f3440;padding:9px 8px 9px 10px;background:var(--rahv);margin:0}#rahLATO summary::-webkit-details-marker{display:none}#rahLATO summary:before{content:"+";font-weight:700;color:#2f3440;opacity:.55;width:13px;flex:none}#rahLATO details[open]>summary:before{content:"\2212"}#rahLATO .rahL-n{margin-left:auto;font-weight:400;font-size:11.5px;color:#5a6577}#rahLATO ul{list-style:none!important;margin:0!important;padding:6px 4px 8px 12px!important;background:var(--rahv);background:color-mix(in srgb,var(--rahv) 32%,#fff)}#rahLATO li{margin:0!important;padding:4px 6px!important;font-size:13px;line-height:1.45;border-left:2px solid transparent;list-style:none!important}#rahLATO li:before{display:none!important;content:none!important}#rahLATO li a{color:#3f4450;text-decoration:none;border:0;box-shadow:none}#rahLATO li a:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO li.rahL-qui{background:#fdf6d8;border-left-color:#eddf21}#rahLATO li.rahL-qui span{font-weight:600;color:#262a33}#rahLATO li.rahL-qui .rahL-segno{display:block;font-weight:400;font-size:10.5px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#5a6577;margin-top:1px}@media(min-width:1490px){body.postid-3252{overflow:visible!important}article.post-3252{position:relative}#rahLATO{position:absolute;top:0;right:-241px;bottom:0;width:225px;max-width:none;margin:0}#rahLATO .rahL-int{position:sticky;top:106px;max-height:calc(100vh - 126px);overflow-y:auto;padding:14px 12px 8px}#rahLATO summary{font-size:12.5px;padding:8px 6px 8px 8px}#rahLATO li{font-size:12px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:13px}}@media(min-width:1710px){#rahLATO{right:-336px;width:300px}#rahLATO .rahL-int{padding:18px 16px 10px}#rahLATO summary{font-size:14px}#rahLATO li{font-size:13px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:15px}}</style>
<div id="rahLATO">
<div class="rahL-int">
<div class="rahL-tit">Gli articoli</div>
<div class="rahL-blog-r"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/blog/">Indice del blog &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-fase-per-fase/">La casa fase per fase &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/decoder-diagnostico-edile/">Il decoder diagnostico &rarr;</a></div>
<details style="--rahv:#dcebf5;--rahf:#7fadd1">
<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">Le malte impermeabili nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">La barriera chimica nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">Ma come si cura una risalita?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/improvvisamente-l-umidita-di-risalita/">Improvvisamente, l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-danno-e-dove-l-acqua-se-ne-va/">Il danno è dove l&#8217;acqua se ne va</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">Chi dimezza la macchia raddoppia l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">Umidità di risalita e sali solubili: perché bloccare l&#8217;umidità è solo metà del risanamento, e perché l&#8217;asciugatura richiede da mesi ad anni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo un intervento contro l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-risalita-impermeabilizzazione-in/">L&#8217;innalzamento dell&#8217;umidità di risalita in seguito a interventi di impermeabilizzazione dall&#8217;interno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/doppia-barriera-protocollo-renzo-arthome/">Barriere chimiche non occludenti in zona di marea: bastano davvero contro la pressione idrostatica?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">L’umidità igroscopica nell’edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-primaria-e-sali-renzo-arthome/">Umidità di risalita capillare primaria</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radici-stabilita-versanti/">Le radici tengono il terreno solo dove lo attraversano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vegetazione-sui-muri/">Il verde sul muro non è un problema di giardinaggio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">31</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-dei-giunti/">Sul giunto si impermeabilizza un movimento</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-intorno-alla-casa/">Impermeabilizzare il muro è l&#8217;ultima mossa, non la prima</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/costruire-casa-senza-umidita/">La casa asciutta si decide in cantiere</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">Tre centimetri invece di una demolizione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/prima-la-strategia-poi-il-prodotto/">Prima la strategia, poi il prodotto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">La spinta idrostatica nelle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">Il seminterrato fra infiltrazioni, umidità e radon: un approccio integrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/fontana-dei-grifi-allinterno-del-castello-miramare-di-trieste/">Fontana dei Grifi all&#8217;interno del castello Miramare di Trieste</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/interventi-di-impermeabilizzazioni/">Impermeabilizzazioni: come intervenire e quali soluzioni scegliere</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#d9edea;--rahf:#7dbcb5">
<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">16</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-problema-non-e-la-pioggia/">Il problema non è la pioggia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">Umidità di rimbalzo (rain splash)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-meteorica-cap/">Umidità meteorica (penetrating damp)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-condensazione/">Umidità da condensazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sindrome-dell-edificio-malato/">Sindrome dell&#8217;edificio malato: cause, sintomi e soluzioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffe-indoor/">Muffe indoor</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">Condensa interstiziale in edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f2e9d5;--rahf:#c9a970">
<summary>Vespai e solai<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-piove-dal-predalles/">Quando piove dal predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-normative-e-calcoli/">Vespaio aerato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1431-2/">Le infiltrazioni nei predalles: analisi e metodologie di intervento</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f5e3dc;--rahf:#cf9484">
<summary>Casi Studio<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f4eecb;--rahf:#c9b954">
<summary>Norme e libro<span class="rahL-n">5</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/normativa-salubrita-edifici/">Quadro normativo sulla salubrità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1443-2/">Materiali da costruzione radioattivi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pubblicato-il-libro-murature-umide-cause-e-rimedi/">Pubblicato il libro “Murature umide: cause e rimedi”</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#ebedf0;--rahf:#a7adb8">
<summary>Altri articoli<span class="rahL-n">1</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pavimenti-in-resina-nei-dettagli/">I pavimenti in resina nei dettagli</a></li>
</ul>
</details>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		<enclosure url="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-anima-racconto.mp4" length="1404749" type="video/mp4" />
<enclosure url="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-anima-ripresa.mp4" length="2013149" type="video/mp4" />

			</item>
		<item>
		<title>Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</title>
		<link>https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/</link>
					<comments>https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[renzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 19:43:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diagnosi e metodo]]></category>
		<category><![CDATA[Interrati e impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Vespai e solai]]></category>
		<category><![CDATA[depressurizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[diagnostica]]></category>
		<category><![CDATA[impermeabilizzazione interrati]]></category>
		<category><![CDATA[interrati]]></category>
		<category><![CDATA[membrana antigas]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[qualità dell'aria indoor]]></category>
		<category><![CDATA[radon]]></category>
		<category><![CDATA[ventilazione]]></category>
		<category><![CDATA[vespaio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.renzo-arthome.com/?p=3010</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un gas radioattivo naturale sale dal terreno ed entra nelle case dalle fessure dell'attacco a terra. In Italia gli si attribuiscono circa 3.300 tumori polmonari l'anno. Storia, salute, misura, tecniche di bonifica, costi e leggi: la guida completa.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un gas radioattivo naturale sale dal terreno ed entra nelle case dalle fessure dell&#8217;attacco a terra. In Italia gli si attribuiscono circa 3.300 tumori polmonari l&#8217;anno, più delle vittime della strada. Storia, scienza, salute, misura e mitigazione di un nemico che si può tenere fuori: con un dosimetro, un tubo e un ventilatore.</strong></p>
<p style='font-size:19px;color:#5a6577'><em>L&#8217;ospite che non bussa</em></p>
<p>C&#8217;è un inquinante che non esce da nessuna ciminiera, non ha odore, non ha colore, non lascia aloni sui muri né macchie sul soffitto. Non lo porta il traffico e non lo porta l&#8217;industria: lo porta la Terra. Sale dal terreno su cui la casa è costruita, entra da fessure che nessuno ha mai notato, si accumula di notte mentre dormiamo e si dilegua, in parte, quando al mattino apriamo le finestre. In Italia, secondo le stime del Piano Nazionale d&#8217;Azione per il Radon, è all&#8217;origine di circa 3.300 tumori polmonari ogni anno: più delle vittime della strada, che nel 2023 sono state 3.039. Eppure della strada abbiamo paura, e del radon quasi nessuno conosce il nome.</p>
<p>Io non sono un medico, non sono un geologo e non sono un ingegnere: il mio mestiere è risanare gli interrati, e il radon l&#8217;ho incontrato lì, tra vespai, platee e attacchi a terra. In questo articolo ho cercato di mettere insieme i diversi punti di vista, quello del medico, quello del geologo, quello dell&#8217;ingegnere e quello di chi progetta e costruisce, con l&#8217;esperienza di cantiere e le ricerche raccolte in anni di studio. Perché il radon si capisce solo così, tenendo insieme gli sguardi: la malattia che lo precede di quattro secoli, la scoperta, la stagione in cui lo si vendeva come medicina, la geologia che lo genera, il corpo che lo respira, la casa che lo raccoglie, gli strumenti che lo misurano, le tecniche che lo cacciano e le leggi che lo governano. Ho cercato di non far mancare niente.</p>
<h2>Una malattia più vecchia del suo nome</h2>
<p>La storia del radon comincia molto prima della sua scoperta, dentro le montagne. Già Lucrezio, nel primo secolo avanti Cristo, annotava i vapori maligni delle miniere d&#8217;oro, capaci di consumare i volti degli uomini e di ucciderli in fretta. Ma è sui Monti Metalliferi, al confine tra Sassonia e Boemia, che la vicenda prende la forma che ci riguarda. Nelle miniere d&#8217;argento di Schneeberg i minatori morivano giovani, di un male al petto che li consumava: le cronache parlano di uomini spenti a trenta, quarant&#8217;anni, di vedove che avevano sepolto più mariti. Paracelso, nella prima metà del Cinquecento, ne descrisse la mortalità fuori dal comune; Giorgio Agricola, medico a Joachimsthal, sull&#8217;altro versante degli stessi monti, e cronista di quel distretto minerario, ipotizzò nel <em>De re metallica</em> che l&#8217;aria delle gallerie contenesse una polvere capace di aggredire e corrodere i polmoni, e raccomandò, con quattro secoli di anticipo sul concetto di ventilazione industriale, di rinnovare l&#8217;aria dei pozzi con macchine ventilatrici. La chiamarono <em>Bergkrankheit</em>, il male della montagna, e per trecento anni restò una maledizione senza spiegazione.</p>
<p>La spiegazione cominciò ad arrivare nel 1879, quando due medici, Friedrich Hugo Härting e Walther Hesse, ebbero l&#8217;idea semplice e rivoluzionaria di aprire i corpi. Le autopsie sui minatori di Schneeberg dissero che il male della montagna era, nella maggior parte dei casi, un tumore del polmone: la prima neoplasia professionale documentata sistematicamente nella storia della medicina del lavoro. I due stimarono che ne morisse una quota impressionante dei minatori in attività; ma il colpevole restava ignoto, e i sospetti andarono per decenni alla polvere di roccia, all&#8217;arsenico, ai metalli.</p>
<p>E qui la storia diventa quasi letteraria, perché proprio da quelle montagne, dalle miniere di Joachimsthal, sul versante boemo dello stesso massiccio, veniva la pechblenda da cui Marie e Pierre Curie, nel 1898, isolarono il polonio e il radio. La stessa roccia che da quattro secoli uccideva i minatori stava aprendo la fisica del Novecento. Negli anni Trenta gli studi sui minatori di Joachimsthal confermarono l&#8217;eccesso di tumori polmonari già visto a Schneeberg, e nell&#8217;aria delle gallerie venne misurato, ormai con nome e cognome, il radon. Il cerchio si chiuse però solo fra gli anni Cinquanta e Sessanta, quando le grandi indagini epidemiologiche sui lavoratori delle miniere di uranio, il Colorado Plateau americano, le miniere cecoslovacche, poi quelle canadesi e la Wismut della Germania orientale, dimostrarono oltre ogni dubbio che il radon e i suoi prodotti di decadimento erano la causa del male della montagna. Quattro secoli dopo Paracelso, la <em>Bergkrankheit</em> aveva finalmente un imputato, un meccanismo e una dose.</p>
<p>Per altri trent&#8217;anni, tuttavia, il problema rimase confinato al sottosuolo: roba da miniere, si pensava, non da salotti. Un fisico svedese, Bengt Hultqvist, aveva già dimostrato il contrario: nella prima metà degli anni Cinquanta misurò il radon in 225 abitazioni di Stoccolma e dintorni, la prima indagine residenziale della storia, pubblicata nel 1956, trovando in alcune case valori altissimi. La comunità internazionale la archiviò come curiosità locale, un problema delle case svedesi costruite con certi calcestruzzi leggeri a base di scisti alluminiferi; ci vollero vent&#8217;anni, e la crisi energetica degli anni Settanta che sigillò le case di mezzo mondo, perché qualcuno riprendesse in mano quei numeri.</p>
<p>A far crollare definitivamente il muro fu un ingegnere americano di nome Stanley Watras. Dicembre 1984, Pennsylvania. Watras lavora al cantiere della centrale nucleare di Limerick, che non è ancora entrata in funzione: dentro non c&#8217;è combustibile, non c&#8217;è radioattività artificiale da cui proteggersi. Eppure ogni mattina, all&#8217;ingresso, Watras fa suonare i portali di controllo della contaminazione. Il paradosso è perfetto: l&#8217;uomo non si contamina in centrale, arriva già &#8220;radioattivo&#8221; da casa. Quando i tecnici vanno a misurare la sua abitazione, costruita sulla formazione granitica del Reading Prong, trovano concentrazioni dell&#8217;ordine di 100.000 becquerel al metro cubo, tra i valori più alti mai registrati in una casa: vivere lì equivaleva, per i polmoni, a un lavoro in miniera moltiplicato. La famiglia venne trasferita, la Pennsylvania avviò una campagna straordinaria di misure lungo il Reading Prong, l&#8217;agenzia federale per l&#8217;ambiente lanciò il primo grande programma nazionale, e i giornali impararono una parola nuova. Il radon non era un problema dei minatori: era un problema di chiunque avesse un pavimento appoggiato sulla terra.</p>
<p>Da lì la strada è quella delle istituzioni, e va percorsa per date. Nel 1988 l&#8217;Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) classifica il radon nel Gruppo 1, i cancerogeni certi per l&#8217;uomo. Nel 1990 la raccomandazione europea 90/143/Euratom fissa i primi valori di riferimento per le abitazioni (400 Bq/m³ per l&#8217;esistente, 200 come obiettivo per il nuovo). Nel 1993 la Commissione Internazionale di Protezione Radiologica dedica al radon la Pubblicazione 65, &#8220;a casa e al lavoro&#8221;. Nel 2005 l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità avvia il suo International Radon Project, e nel 2009 pubblica il manuale che ancora oggi orienta le politiche di tutti i Paesi, con la raccomandazione di tenere le case, dove possibile, sotto i 100 Bq/m³. L&#8217;Europa risponde nel 2013 con la direttiva 2013/59/Euratom, che l&#8217;Italia recepirà nel 2020, e ogni 7 novembre, giorno del compleanno di Marie Curie, l&#8217;Associazione europea del radon celebra la Giornata europea dedicata a questo gas: perché la storia, almeno quella, non si dimentichi più.</p>
<h2>Il decennio dei giganti</h2>
<p>La scoperta dell&#8217;elemento, in sé, sta tutta in un decennio febbrile a cavallo del 1900, e merita di essere raccontata con i nomi giusti, perché su chi abbia &#8220;scoperto il radon&#8221; si discute ancora.</p>
<p>Nel 1895 Wilhelm Röntgen scopre i raggi X, e per la prima volta l&#8217;umanità produce radiazioni invece di limitarsi a riceverle. L&#8217;anno dopo, il 1896, Henri Becquerel si accorge che i sali di uranio anneriscono le lastre fotografiche anche al buio: è la radioattività naturale, che non ha bisogno di macchine. Nel 1898 Marie Skłodowska Curie e Pierre Curie, setacciando tonnellate di pechblenda di Joachimsthal, ne estraggono due elementi nuovi e ferocemente attivi, il polonio e il radio. Il mondo scientifico si getta su quei materiali come su un continente appena emerso.</p>
<p>Ed è lì che compare il nostro protagonista, sotto mentite spoglie. Nel 1899 Ernest Rutherford e Robert Owens, alla McGill di Montréal, studiando il torio notano che la sua radioattività &#8220;trema&#8221; con le correnti d&#8217;aria: dal torio emana qualcosa, la chiamano appunto <em>emanation</em>, che si comporta come un gas radioattivo e che perde attività in pochi minuti (era il toron, il radon-220). Nel 1900 il fisico tedesco Friedrich Ernst Dorn, a Halle, osserva che anche il radio emana un gas analogo, ma più longevo: è il radon-222, quello che riempirà le cantine del mondo. Nel 1902 Rutherford e Frederick Soddy dimostrano l&#8217;inaudito: quell&#8217;emanazione è un elemento chimico nuovo, generato dalla trasmutazione di un altro, gli elementi, dunque, non sono eterni, e la vecchia alchimia rientra dalla finestra della fisica. Nel 1908 William Ramsay, l&#8217;uomo dei gas nobili, che aveva già dato al mondo argon, neon, cripton e xenon, e Robert Whytlaw-Gray raccolgono l&#8217;emanazione del radio in quantità sufficiente a studiarla come si deve: nel 1910 ne misurano la densità con una microbilancia, e la trovano campionessa assoluta, il più denso dei gas elementari conosciuti, quasi otto volte l&#8217;aria. Ramsay lo battezza <em>niton</em>, dal latino <em>nitens</em>, &#8220;il lucente&#8221;, perché ai suoi livelli di attività il gas faceva fluorire le pareti dei recipienti. Solo nel 1923 la nomenclatura internazionale mette ordine nella famiglia: l&#8217;emanazione del radio si chiamerà radon, quella del torio toron, quella dell&#8217;attinio attinon; e &#8220;radon&#8221;, per prevalenza dell&#8217;isotopo di gran lunga più longevo, diventa il nome dell&#8217;elemento 86, ultimo della colonna dei gas nobili.</p>
<p>A chi spetta dunque la scoperta? I manuali hanno a lungo scritto &#8220;Dorn, 1900&#8221;; la storiografia più recente distribuisce meglio il merito: Rutherford e Owens videro per primi un&#8217;emanazione radioattiva gassosa (1899), Dorn vide per primo quella del radio (1900), Rutherford e Soddy capirono che cos&#8217;era (1902), Ramsay e Whytlaw-Gray la pesarono e le diedero un posto nella tavola periodica (1910). Come spesso accade, la scoperta non fu un momento: fu una staffetta.</p>
<h2>Quando il radon era una medicina</h2>
<p>C&#8217;è un capitolo di questa storia che oggi sembra inventato, e che invece è documentato fin nei dettagli: per almeno trent&#8217;anni, nel primo Novecento, il radon fu venduto come cura.</p>
<p>La logica dell&#8217;epoca aveva una sua perversa coerenza. Il radio era il miracolo del secolo, la radioattività era &#8220;energia vitale&#8221; allo stato puro; le acque termali più celebri d&#8217;Europa, analizzate con i nuovi strumenti, risultarono radioattive per il radon disciolto, e ne nacque l&#8217;equazione sbagliata: se le terme fanno bene e le terme sono radioattive, è la radioattività che fa bene. Fiorirono gli &#8220;emanatori&#8221; da salotto, apparecchi che arricchivano di radon l&#8217;acqua da bere, gli inalatori, le grotte e i &#8220;radium spa&#8221; dove si scendeva a respirare l&#8217;emanazione, le creme, i cioccolatini, i dentifrici al torio. Il prodotto più famoso era americano e si chiamava Radithor: acqua distillata con radio disciolto, garantita autentica, venduta come tonico per ogni debolezza. Il suo testimonial involontario fu Eben Byers, industriale e campione di golf di Pittsburgh, che dal 1927 ne bevve circa 1.400 flaconi. Morì nel 1932 di necrosi ossee devastanti, con la mandibola asportata e il cranio perforato, e il suo caso, raccontato dal Wall Street Journal con un titolo passato alla storia: &#8220;L&#8217;acqua al radio funzionava benissimo, finché non gli è caduta la mascella&#8221;, fece ciò che nessun articolo scientifico era riuscito a fare: chiuse il mercato dei tonici radioattivi e spinse il governo americano a regolare i farmaci con ben altra severità. Nello stesso torno d&#8217;anni, il processo delle &#8220;ragazze del radio&#8221;, le operaie che dipingevano i quadranti luminosi affilando il pennello con le labbra, insegnava al mondo che gli emettitori alfa, una volta dentro il corpo, non perdonano.</p>
<p>Vale la pena fermarsi un istante su questa parabola, perché contiene una lezione di metodo che riguarda direttamente il radon domestico. L&#8217;errore dell&#8217;età dell&#8217;ingenuità non fu misurare la radioattività delle terme: fu dedurne un beneficio senza prove, sulla base del prestigio della novità. L&#8217;epidemiologia, la disciplina che confronta esposti e non esposti contando i malati veri, avrebbe impiegato mezzo secolo a rovesciare il quadro. Ancora oggi, in alcune località alpine e boeme, esistono &#8220;cure al radon&#8221; in gallerie e acque termali, eredità storica di quella stagione, difese da chi vi cerca sollievo per i dolori reumatici; la radioprotezione moderna le guarda con la stessa freddezza con cui guarda ogni esposizione senza necessità. La differenza tra il 1912 e oggi non è l&#8217;entusiasmo: sono i dati. E i dati, come vedremo più avanti, parlano chiaro in una sola direzione.</p>
<h2>L&#8217;elemento numero 86</h2>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/radon-fig1-catena-v2.png" alt="Schema della catena di decadimento dell'uranio-238: dal radio al radon, e dal radon ai figli a vita breve che colpiscono i bronchi" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 1. La catena dell&#8217;uranio e il tratto che ci riguarda: il radon trasporta; a colpire sono i suoi discendenti radioattivi.</figcaption></figure>
<p>Per capire il radon bisogna accettare un&#8217;idea controintuitiva: il pericolo non è quasi mai il radon in sé. È la sua famiglia. Ma per arrivarci serve mettere in fila la fisica, con pazienza, perché ogni scelta tecnica che faremo più avanti, dove misurare, quanto a lungo, come mitigare, discende da qui.</p>
<h3>La catena</h3>
<p>Tutto comincia dall&#8217;uranio-238, presente in tracce, grammi per tonnellata, in ogni roccia e in ogni suolo del pianeta, da quando il pianeta esiste: la sua emivita, cioè il tempo in cui metà degli atomi presenti si trasforma in qualcos&#8217;altro, è di quattro miliardi e mezzo di anni: l&#8217;età della Terra. Decadendo, l&#8217;uranio genera una discendenza di elementi instabili; il quinto passaggio della catena è il radio-226, che con un&#8217;emivita di 1.600 anni presidia le rocce come una sorgente inesauribile alla scala umana. Ogni atomo di radio, decadendo, emette una particella alfa e diventa radon-222. Fin qui tutto avviene allo stato solido, dentro il reticolo dei minerali. Ma il radon è un gas nobile: chimicamente quasi inerte, non si lega a nulla, non resta al suo posto. Se l&#8217;atomo nasce abbastanza vicino alla superficie del granello, e il rinculo stesso del decadimento può spararlo fuori dal reticolo, finisce nei pori del terreno, libero di muoversi.</p>
<p>La sua emivita, 3,82 giorni, è il dettaglio che decide tutto. Abbastanza lunga da permettergli di viaggiare per metri nel suolo, sciogliersi nell&#8217;acqua di falda, infilarsi in una fessura e arrivare in salotto; abbastanza breve da fargli raggiungere concentrazioni importanti solo dove ristagna. I suoi due fratelli naturali non hanno questa fortuna: il radon-220, detto toron perché figlio della catena del torio-232, vive 55 secondi; il radon-219, l&#8217;attinon, figlio dell&#8217;uranio-235, vive meno di 4 secondi. Percorrono centimetri e muoiono. Per questo &#8220;radon&#8221;, nella pratica, significa radon-222, anche se il toron, come vedremo, si è ritagliato un posto nelle preoccupazioni recenti della radioprotezione, perché nei materiali da costruzione ricchi di torio nasce a pochi centimetri dal naso di chi abita, e perché disturba perfino i dosimetri progettati per il fratello maggiore.</p>
<h3>I figli</h3>
<p>Quando un atomo di radon decade, emette una particella alfa e apre la sequenza rapida che è il vero cuore sanitario del problema: polonio-218 (alfa, emivita 3 minuti), piombo-214 (beta, 27 minuti), bismuto-214 (beta e gamma, 20 minuti), polonio-214 (alfa, 164 microsecondi), fino al piombo-210 che, con la sua emivita di oltre vent&#8217;anni, mette in pausa la catena; molto più in là, il capolinea è il piombo-206, stabile. Questi discendenti, i &#8220;figli del radon&#8221;, come li chiama da sempre la letteratura, non sono gas: sono atomi di metalli pesanti, nascono elettricamente carichi e si attaccano in poche decine di secondi al pulviscolo che riempie qualunque aria abitata (quelli che restano liberi, la cosiddetta frazione non attaccata, sono i più insidiosi di tutti: senza il peso della polvere arrivano più a fondo). Il radon respirato, in quanto gas inerte, viene in gran parte riespirato; i figli no. Agganciati alle particelle di aerosol, si depositano sulle pareti delle vie respiratorie e lì, con le loro emivite di minuti, completano i decadimenti sparando particelle alfa a bruciapelo sull&#8217;epitelio. Le due alfa della sequenza, polonio-218 e polonio-214, consumate a contatto con il tessuto bronchiale sono il proiettile; il radon è solo il vettore che le ha portate in casa.</p>
<p>Da questa fisica discendono due grandezze che chi si occupa di radon incontra di continuo. La prima è il fattore di equilibrio F: se nulla li sottraesse all&#8217;aria, i figli raggiungerebbero l&#8217;equilibrio con il padre (F=1), condizione che non si osserva nemmeno nelle camere sigillate, perché una parte si deposita comunque sulle superfici; nelle case reali, dove ventilazione e deposizione sulle superfici sottraggono continuamente figli all&#8217;aria, l&#8217;equilibrio è parziale, e la radioprotezione assume convenzionalmente F=0,4. La seconda è la coppia di unità storiche nate nelle miniere americane: il Working Level (WL), che misura la concentrazione di energia alfa potenziale dei figli, e il Working Level Month (WLM), l&#8217;esposizione di un mese lavorativo a 1 WL. Tutta l&#8217;epidemiologia dei minatori è scritta in WLM; tutta quella residenziale in Bq/m³; i coefficienti di dose sono i ponti tra i due mondi.</p>
<h3>Le unità e le dosi</h3>
<blockquote style='border-left:4px solid #b11f24;margin:22px 0;padding:6px 0 6px 16px;font-size:18px'><p>dose annua [mSv] = concentrazione [Bq/m3] x ore all&#8217;anno x 0,0000067</p></blockquote>
<p>Il becquerel (Bq) è l&#8217;unità più onesta della fisica: una disintegrazione al secondo. Dire che una stanza sta a 300 Bq/m³ significa che in ogni metro cubo della sua aria, ogni secondo, trecento atomi di radon esplodono. (La vecchia unità, il curie, pari all&#8217;attività di un grammo di radio, 37 miliardi di disintegrazioni al secondo, sopravvive negli Stati Uniti nel picocurie per litro: 1 pCi/L = 37 Bq/m³.) La dose assorbita si misura in gray, il danno biologico atteso in sievert; e il passaggio dalla concentrazione alla dose efficace è il mestiere dei coefficienti. Con quello attuale della Commissione Internazionale (ICRP 137, 2017: circa 6,7 nanosievert per ogni Bq·h/m³, assunto F=0,4), abitare 7.000 ore l&#8217;anno a 300 Bq/m³ vale circa 14 millisievert l&#8217;anno: non lontano dal limite annuo dei lavoratori professionalmente esposti (20 mSv), quattordici volte il limite per la popolazione dalle pratiche con sorgenti artificiali (1 mSv). Il coefficiente storico dell&#8217;UNSCEAR è circa la metà, e le due scuole convivono nella letteratura: chiunque pubblichi una dose da radon dovrebbe dichiarare con quale coefficiente l&#8217;ha calcolata, e in questo articolo lo si dichiara.</p>
<p>Un&#8217;ultima cifra per collocare il personaggio. Nel bilancio mondiale delle radiazioni naturali, raggi cosmici, radiazione gamma delle rocce, radionuclidi nel cibo, il radon con la sua discendenza pesa da solo per circa la metà della dose che un essere umano riceve in un anno dalla radioattività naturale. La principale sorgente di radiazioni della vita ordinaria non è una tecnologia, non è un ospedale, non è l&#8217;eredità dei test nucleari: è il pavimento di casa. All&#8217;aperto, dove si diluisce nell&#8217;atmosfera, il radon si ferma su valori di 5-15 Bq/m³: non un livello innocuo in assoluto, ma il minimo irriducibile sotto il quale non ha senso puntare; al chiuso può salire di dieci, cento, mille volte. Il problema del radon è, alla lettera, un problema di architettura.</p>
<h2>La geologia sotto il pavimento</h2>
<p>Non tutti i suoli sono uguali. Il radon che una casa può ricevere dipende in prima battuta da quanto uranio contiene la roccia sottostante, e in seconda, spesso più importante, da quanto facilmente il gas riesce a muoversi verso l&#8217;alto. Sorgente e strada: la geologia del radon sta tutta in queste due parole.</p>
<h3>Le rocce che lo generano</h3>
<p>Le litologie più generose di uranio sono le magmatiche acide e i loro derivati: graniti, sieniti, porfidi, rioliti, e i prodotti vulcanici esplosivi come tufi, pozzolane e peperini, che al contenuto di uranio aggiungono una porosità che lascia respirare il gas. Una tesi di geologia condotta sui Colli Euganei, il piccolo distretto vulcanico a sud-ovest di Padova, dà la misura del fenomeno con numeri di prima mano: nelle rioliti locali l&#8217;uranio arriva a 12-18 parti per milione, contro le 4-8 delle trachiti e i valori minimi di basalti, ialoclastiti e marne (per lo più fra 0,7 e 2 ppm, con qualche campione di marna e ialoclastite fino a 4); e la radioattività misurata camminando sul terreno con il dosimetro ricalca fedelmente la carta geologica, con i massimi proprio su rioliti e brecce riolitiche: 366 nanosievert l&#8217;ora di media contro i 96 delle ialoclastiti, e punte oltre i 500 sulle rioliti alterate. Lo studio annota due cose che meritano memoria. La prima: gli indici di radioattività calcolati per l&#8217;impiego edilizio collocano le trachiti euganee a cavallo della soglia di guardia raccomandata per i materiali da interno, e le rioliti nettamente sopra, &#8220;decisamente sconsigliate&#8221;. La seconda: le faglie attive si comportano «da camini» per la risalita del gas dalle profondità, la geologia strutturale, non solo la chimica, disegna la mappa del rischio. Non a caso, tra i moventi della ricerca c&#8217;era una vicenda dolorosa e molto italiana: la base militare scavata dentro la riolite del Monte Venda e i decessi tra chi vi aveva prestato servizio. Una mappatura radiometrica sistematica delle rocce venete, 486 campioni misurati con spettrometria gamma dai laboratori dell&#8217;INFN, ha dato a questa gerarchia i suoi numeri: attività totali attorno a 1.500-1.600 Bq/kg per trachiti e rioliti euganee, poche decine per calcari e dolomie; e ha mostrato che ogni formazione conserva la propria firma radiometrica per centinaia di chilometri di estensione. La geologia, in questo campo, è un destino cartografabile.</p>
<p>Il quadro euganeo si generalizza bene all&#8217;Italia intera. Dove affiorano vulcaniti acide e tufi, l&#8217;alto Lazio e i Castelli Romani, la Campania flegrea e vesuviana, o graniti e porfidi, le Alpi lombarde e il Carso fratturato del Friuli, l&#8217;indagine nazionale ha trovato le medie regionali più alte; altrove la media regionale resta bassa ma nasconde zone locali molto alte, come la Sardegna granitica del nord-est e le vulcaniti dell&#8217;Amiata; dove dominano argille, sabbie e calcari compatti, Marche, Basilicata, Calabria ionica, pianure alluvionali fini, le più basse. Ma la parola d&#8217;ordine, in geologia del radon, è variabilità: dentro la stessa regione, lo stesso comune, la stessa via, il passaggio da un deposito permeabile a una lente d&#8217;argilla, o l&#8217;attraversamento di una faglia, può cambiare di un ordine di grandezza il radon disponibile sotto una casa. Un&#8217;avvertenza pratica discende da qui: i terreni argillosi promettono poco radon, ma lo scavo delle fondazioni che perfora lo strato d&#8217;argilla può aprire al gas la strada che la natura gli negava. La geologia protegge finché il cantiere non la tradisce.</p>
<h3>Come viaggia</h3>
<p>Nel suolo il radon si muove in due modi. Per diffusione, obbedendo ai gradienti di concentrazione: pochi decimetri di percorso utile nei terreni umidi e fini, qualche metro in quelli secchi e grossolani, è il regime lento, quello che alimenta i fondi &#8220;normali&#8221;. E per advezione, trascinato dai flussi d&#8217;aria e di gas del sottosuolo lungo fratture, faglie, orizzonti ghiaiosi, cavità carsiche: è il regime veloce, capace di portare in superficie radon &#8220;di origine profonda&#8221; e di concentrarlo in fasce strette, imprevedibili senza una lettura strutturale del sito. L&#8217;umidità gioca su due tavoli: un po&#8217; d&#8217;acqua nei pori aumenta la frazione di radon che sfugge dai granuli (il rinculo del decadimento si arresta nell&#8217;acqua invece di conficcarsi nel granello vicino), ma un suolo saturo chiude le strade e soffoca il flusso. Ne segue la sensibilità del radon al meteo, pressione atmosferica, pioggia, gelo del suolo, vento, che tormenta chiunque lo misuri: il gas che esce dal terreno oggi non è quello di ieri, e le misure brevi ne pagano il prezzo.</p>
<p>C&#8217;è infine la via dell&#8217;acqua. Il radon si scioglie volentieri nelle acque sotterranee, e pozzi, sorgenti e acquiferi in rocce cristalline possono trasportarlo fin dentro casa, dove una doccia calda o una lavatrice lo liberano nell&#8217;aria del bagno e della lavanderia; le acque termali e solfuree sono tradizionalmente le più ricche. Le valutazioni internazionali sono però nette su un punto: la dose che riceviamo dal radon disciolto nell&#8217;acqua viene molto più dall&#8217;inalazione del gas liberato negli ambienti che dall&#8217;ingestione diretta. Anche l&#8217;acqua, alla fine, ci riporta all&#8217;aria; al tema dedicheremo comunque un passaggio nella parte medica, perché lo stomaco non è del tutto spettatore.</p>
<h3>I materiali da costruzione</h3>
<p>I materiali da costruzione sono figli della geologia, e portano in casa la radioattività della cava da cui vengono. Le misure condotte dall&#8217;Istituto di Fisica Generale Applicata dell&#8217;Università di Milano sulle pietre ornamentali italiane (Facchini e collaboratori, 1991) disegnano una gerarchia eloquente, in becquerel di radio-226 per chilogrammo: il basalto lavorato del Viterbese (&#8220;basaltina&#8221;) arriva a 498; le sieniti piemontesi della Balma superano 360-375; i graniti del distretto biellese-valsesiano stanno fra 240 e 350, mentre quelli classici del lago Maggiore, Baveno e Montorfano, si fermano a 65-72; i peperini laziali attorno a 120; i graniti sardi fra 24 e 84; e all&#8217;altro estremo i marmi sono quasi muti, il bianco di Carrara si ferma a 3,9, il rosso di Verona a 1,4, certi travertini sotto l&#8217;unità. Tufi e pozzolane, largamente usati nell&#8217;edilizia storica del Centro-Sud, stanno nella parte alta della classifica ed esalano anche radon in quantità apprezzabile; lo stesso vale per alcuni materiali &#8220;di recupero&#8221; del Novecento industriale, ceneri volanti, scorie, fosfogessi, che l&#8217;Europa oggi sorveglia con un indice di concentrazione di attività dedicato (l&#8217;indice I della direttiva del 2013, costruito su radio, torio e potassio), recepito anche dall&#8217;Italia per i materiali strutturali.</p>
<p>Due precisazioni, per non trasformare una classifica in una caccia alle streghe. Primo: nella stragrande maggioranza delle case italiane il contributo dei materiali al radon indoor è minoritario rispetto a quello del suolo, nell&#8217;esperimento milanese che incontreremo più avanti, intonaci e piastrelle risultarono un apporto «pressoché trascurabile» a fronte di un vespaio a 12.600 Bq/m³. Secondo: il materiale conta anche per come lascia passare il gas del terreno, non solo per ciò che emette; ed è per questo che, per i muri contro terra delle zone ad alto radon, il calcestruzzo compatto dà garanzie che il laterizio forato non può dare. La regola è scegliere i materiali guardando entrambe le pagelle: quella dell&#8217;emissione propria e quella della tenuta al gas altrui.</p>
<p>Due parole, prima di lasciare i materiali, su una sigla che il glossario di questo articolo definisce e che il testo non ha ancora usato: NORM, i materiali che contengono radionuclidi naturali e che l&#8217;industria maneggia in quantità. Il decreto del 2020 dedica un intero titolo alle attività che li lavorano, dalle terre rare ai fosfati, dalle sabbie zirconifere della ceramica alla produzione di cemento, dall&#8217;estrazione di petrolio e gas alla geotermia e al trattamento delle acque di falda: settori dove la radioattività naturale si concentra nei residui, nelle incrostazioni delle tubazioni, nelle polveri e nei fanghi. Da lì nasce il problema che ci riguarda da vicino, perché quei residui hanno un valore e la via più corta per riutilizzarli passa dall&#8217;edilizia, sotto forma di ceneri, scorie e gessi mescolati a cementi e blocchi. L&#8217;indice di concentrazione di attività della direttiva europea, l&#8217;indice I appena citato, esiste esattamente per questo: mettere un cancello fra il ciclo industriale e il muro di casa. Il decreto lo presidia dall&#8217;altro lato, imponendo agli esercenti la valutazione delle dosi e ai residui non esenti la strada delle discariche autorizzate, non quella del primo impasto disponibile.</p>
<p>E una parola sul toron, il fratello povero che finora abbiamo trattato solo come disturbo dei dosimetri. Nei locali dove i muri sono ricchi di torio, i tufi e le pozzolane del Centro-Sud, certe argille, gli intonaci in terra cruda tornati di moda con la bioedilizia, il radon-220 dà un contributo di dose suo, e con una fisica diversa: i suoi 55 secondi di vita lo tengono appiccicato alla parete, con un gradiente ripidissimo che si spegne nei primi decimetri, ma il vero vettore di dose non è lui, è il piombo-212 che ne discende, che con dieci ore e mezza di vita ha tutto il tempo di distribuirsi nella stanza. Da qui tre conseguenze pratiche. Il toron va misurato con strumenti dedicati, a doppia camera o con discriminazione spettrale, non con il dosimetro qualunque. La posizione del rivelatore, per lui, conta molto più che per il radon. E soprattutto la depressurizzazione del suolo non lo tocca: se la sorgente è il muro, la risposta è la ventilazione, il trattamento superficiale, la scelta dei materiali, e il tubo nel vespaio starebbe aspirando il problema sbagliato.</p>
<h2>Come le particelle alfa rompono il DNA</h2>
<p>Il meccanismo del danno è di una brutalità elegante, e vale la pena guardarlo da vicino, perché spiega ogni numero che verrà dopo.</p>
<p>La particella alfa è un nucleo di elio: due protoni e due neutroni, un proiettile pesante e lento rispetto agli elettroni delle radiazioni &#8220;leggere&#8221;. Nell&#8217;aria percorre pochi centimetri; nella materia vivente, poche decine di micrometri. Non attraversa nemmeno lo strato corneo della pelle: dall&#8217;esterno del corpo, il radon è quasi innocuo, e si può maneggiare una sorgente alfa a mani nude senza conseguenze cutanee. Ma la fisica che la rende innocua fuori la rende devastante dentro: tutta l&#8217;energia, milioni di elettronvolt, viene scaricata in un tragitto brevissimo. I radiobiologi la chiamano radiazione ad alto LET, alto trasferimento lineare di energia: dove passa, non lascia ionizzazioni sparse, lascia solchi.</p>
<p>Ora mettiamo la particella al suo posto. I figli del radon, agganciati al pulviscolo respirato, si depositano preferenzialmente ai bronchi, dove l&#8217;epitelio ha spessori di poche decine di micrometri, una cinquantina nei bronchi e una quindicina nei bronchioli secondo i modelli della Commissione Internazionale: esattamente la gittata di un&#8217;alfa. Le cellule basali dell&#8217;epitelio bronchiale, le staminali del tessuto, quelle che si dividono per rigenerarlo, e che proprio perché si dividono sono le più vulnerabili, si trovano così nel raggio di tiro di ogni decadimento del polonio-218 e del polonio-214 depositati sopra di loro. Quando il colpo attraversa un nucleo cellulare, il DNA non subisce le lesioni puntuali e ordinatamente riparabili tipiche delle radiazioni a basso LET: subisce rotture doppie della doppia elica, spesso raggruppate in grappoli, i &#8220;cluster di danno&#8221;, con basi modificate e frammenti staccati nello stesso punto. I sistemi di riparazione della cellula, magnifici con i danni semplici, davanti ai grappoli sbagliano: ricuciono perdendo pezzi, o ricollocandoli nel posto sbagliato. Aberrazioni cromosomiche, delezioni, traslocazioni.</p>
<p>La maggior parte delle cellule colpite muore, e morire, per una cellula, è la soluzione sicura. Il problema è la cellula che sopravvive con l&#8217;errore a bordo, specialmente se l&#8217;errore tocca i geni che governano il ciclo cellulare. La letteratura sui tumori polmonari dei minatori di uranio ha segnalato mutazioni del gene p53, un&#8217;osservazione degli anni Novanta che gli studi successivi non hanno confermato del tutto, il &#8220;guardiano del genoma&#8221;, che normalmente blocca la replicazione delle cellule danneggiate e ne ordina il suicidio, e del protoncogene K-ras; studi in vitro hanno mostrato fibroblasti polmonari trasformati in morfologie anomale dopo irraggiamento alfa. A complicare il quadro, gli effetti indiretti: la traccia alfa genera radicali liberi che propagano il danno chimicamente, e le cellule colpite &#8220;avvelenano&#8221; con segnali di stress anche le vicine mai attraversate dal proiettile, il cosiddetto effetto spettatore, ben documentato in laboratorio, che contribuisce a spiegare perché l&#8217;efficacia biologica delle alfa superi quella prevista dalla sola energia depositata. Sulla forma esatta della relazione dose-effetto alle esposizioni più basse la sperimentazione conserva margini di incertezza, alcuni studi vedono linearità, altri risposte più complesse, ma la conclusione operativa è condivisa da tutte le agenzie: nessun livello di radon può essere considerato del tutto sicuro. Non esiste la soglia sotto la quale il proiettile smette di essere un proiettile; esiste solo una probabilità che scende con la dose.</p>
<p>Dal danno alla malattia passano i decenni della latenza oncologica: dieci, venti, trent&#8217;anni tra l&#8217;esposizione e la diagnosi. I tumori associati al radon non hanno un marchio istologico esclusivo, si presentano nelle forme comuni: carcinomi squamocellulari, adenocarcinomi, e anche il microcitoma, la variante più aggressiva, e clinicamente esordiscono come ogni tumore del polmone: tosse che non passa, sangue nell&#8217;espettorato, dispnea, dolore toracico, infezioni bronchiali ricorrenti. È una malattia a prognosi ancora severa, dove la diagnosi arriva spesso tardi. Anche per questo la partita del radon si gioca tutta prima, sulla prevenzione: è uno dei pochissimi cancerogeni ambientali che si possano letteralmente spegnere con un ventilatore.</p>
<h2>Le prove: dai minatori alle case</h2>
<p>Un meccanismo plausibile non basta, in medicina: servono i numeri. Quelli del radon sono stati costruiti in due grandi stagioni epidemiologiche, e conoscerle mette al riparo sia dallo scetticismo di chi dice &#8220;sono solo modelli&#8221;, sia dall&#8217;allarmismo di chi confonde rischio e destino.</p>
<p>La prima stagione è quella dei minatori. Tra gli anni Cinquanta e Novanta furono seguite negli anni, spesso per tutta la vita, le coorti dei lavoratori delle miniere di uranio e di altri sotterranei ricchi di radon: Colorado Plateau negli Stati Uniti, Ontario e Eldorado in Canada, Boemia, Francia, Svezia, la Wismut tedesca, gli stagni cinesi dello Yunnan. Undici di queste coorti, riunite nell&#8217;analisi congiunta di Lubin e colleghi e poi nel rapporto BEIR VI dell&#8217;Accademia delle scienze americana (1999), misero insieme decine di migliaia di minatori e migliaia di tumori polmonari: l&#8217;eccesso di rischio cresceva in modo regolare con l&#8217;esposizione cumulata in WLM, si vedeva anche nelle coorti a esposizioni più basse, e permetteva di stimare, per estrapolazione, che il radon domestico dovesse causare una quota a due cifre dei tumori polmonari nella popolazione generale. Ma l&#8217;estrapolazione dalle miniere ai soggiorni, uomini adulti che respirano polvere di roccia contro famiglie intere in poltrona, restava il fianco scoperto dell&#8217;argomento.</p>
<p>La seconda stagione lo ha chiuso. Tra gli anni Ottanta e Duemila, in tutto il mondo, gli epidemiologi hanno condotto studi caso-controllo residenziali: si prendono i malati di tumore polmonare, si prendono controlli comparabili, si misura il radon nelle case dove gli uni e gli altri hanno abitato per decenni, e si confronta, aggiustando per il fumo, misurato con cura maniacale. I singoli studi, quasi tutti con poche centinaia o al più qualche migliaio di casi, ballavano attorno al segnale; la svolta furono le analisi congiunte sui dati individuali. In Europa, Sarah Darby e colleghi riunirono nel 2005 tredici studi di nove Paesi, 7.148 casi e oltre 14.000 controlli, Italia compresa: il rischio di tumore polmonare cresce dell&#8217;8,4% per ogni 100 Bq/m³ misurati, che diventano circa il 16% per 100 Bq/m³ di concentrazione media &#8220;vera&#8221; di lungo periodo una volta corretta l&#8217;incertezza delle misure; l&#8217;andamento è lineare, senza soglia rilevabile, e il segnale resta significativo anche restringendo l&#8217;analisi alle sole case sotto i 200 Bq/m³, cioè sotto i limiti di legge. Nello stesso biennio l&#8217;analisi congiunta nordamericana di Krewski (sette studi, oltre 4.000 casi) e quella cinese di Lubin trovarono coefficienti compatibili. Tre continenti, tre pool indipendenti, una sola retta.</p>
<p>Su questa base l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità ha fissato le frasi che oggi si leggono in ogni documento ufficiale: il radon è la seconda causa di tumore polmonare dopo il fumo, e la prima tra chi non ha mai fumato; a seconda delle concentrazioni medie nazionali e della prevalenza del fumo, gli è attribuibile il 3-14% di tutti i tumori polmonari di un Paese. Per l&#8217;Italia, il Piano Nazionale d&#8217;Azione traduce: circa il 10%, cioè 3.326 casi l&#8217;anno su un totale di 32.642 (2.592 tra gli uomini, 734 tra le donne, secondo la ripartizione del Piano). Sono le cifre con cui questo articolo si è aperto, e che qui trovano la loro genealogia: non un allarme di giornale, ma mezzo secolo di coorti e tredici studi caso-controllo cuciti insieme paziente per paziente.</p>
<p>Una precisazione va fatta subito, perché è il punto su cui chi vuole minimizzare attacca sempre. I tremilatrecento non sono morti contati uno per uno come le vittime della strada: sono casi attribuiti, calcolati applicando il rischio misurato negli studi alla distribuzione del radon nelle case italiane. L&#8217;Istituto Superiore di Sanità, che quel conto lo fa, accompagna il numero con un intervallo largo, da millecento a cinquemilanovecento casi; e il calcolo poggia su un&#8217;ipotesi dichiarata, la relazione lineare senza soglia, che alle esposizioni più basse nessuno ha potuto verificare direttamente. Dirlo non indebolisce il ragionamento, lo rende onesto: anche prendendo il limite inferiore di quell&#8217;intervallo, il radon resta la seconda causa di tumore polmonare del Paese.</p>
<h2>Radon e fumo: la moltiplicazione</h2>
<p>Il capitolo più importante, dal punto di vista clinico, è l&#8217;incrocio con il fumo di sigaretta. Radon e tabacco non si sommano: si moltiplicano, l&#8217;epidemiologia parla di interazione sub-moltiplicativa, ma alla scala che interessa un paziente la parola giusta resta quella.</p>
<p>Il rischio relativo è all&#8217;incirca lo stesso per tutti: vivere a 100 Bq/m³ in più aumenta del 16% il rischio di chiunque, fumatore o no. Ma il 16% di un rischio grande è molto più del 16% di un rischio piccolo, e qui i due destini divergono. I dati europei permettono di tradurre tutto in rischi assoluti, che sono il linguaggio che un medico deve usare: vivere fino a 75 anni in una casa a 0, 100 o 400 Bq/m³ comporta, per chi non ha mai fumato, un rischio cumulativo di morire di tumore polmonare di circa lo 0,4, 0,5 e 0,7 per cento; per un fumatore, quegli stessi tre scenari valgono circa il 10, il 12 e il 16 per cento. A parità di casa, il rischio radon del fumatore è circa 25 volte quello del non fumatore; l&#8217;ex fumatore sta in mezzo, tanto più vicino al fumatore quanto più ha fumato e quanto più di recente ha smesso.</p>
<p>La distribuzione italiana delle vittime fotografa la sinergia meglio di ogni formula: dei circa 3.300 casi annui attribuibili al radon, secondo il Piano nazionale, circa il 68% riguarda fumatori attivi, il 22% ex fumatori, e il 10%, poco più di 300 persone l&#8217;anno, gente che non ha mai acceso una sigaretta. Da qui discendono le due conseguenze pratiche che vanno dette insieme, sempre. La prima: la misura anti-radon più potente al mondo, per un fumatore, è smettere di fumare, nessun ventilatore compete. La seconda: la bonifica della casa protegge tutti, e protegge soprattutto chi convive con un fumatore o ha fumato in passato; in un Paese con milioni di fumatori ed ex fumatori, abbassare il radon medio nazionale è una delle poche leve di sanità pubblica capaci di togliere al tumore polmonare centinaia di casi l&#8217;anno senza chiedere a nessuno di cambiare vita. Le due frasi non si elidono: si sommano. Chi le usa l&#8217;una contro l&#8217;altra, &#8220;tanto è colpa del fumo&#8221;, &#8220;tanto è colpa del radon&#8221;, ha capito male entrambe.</p>
<h2>Oltre il polmone</h2>
<p>Onestà scientifica vuole che si dica anche che cosa il radon <em>non</em> fa, o fa poco, perché la credibilità di un rischio si difende non gonfiandolo.</p>
<p>Il bersaglio del radon è il polmone: su questo l&#8217;evidenza è schiacciante. Per gli altri organi il quadro è diverso. L&#8217;ingestione, il radon disciolto nell&#8217;acqua bevuta, porta il gas a contatto con la parete gastrica prima che l&#8217;organismo lo elimini rapidamente con il respiro; le valutazioni condotte con i modelli fisiologici (e riprese dall&#8217;accademia americana nel rapporto sull&#8217;acqua potabile del 1998) stimano un rischio di tumore gastrico reale ma piccolo, ordini di grandezza sotto quello polmonare: per l&#8217;acqua, la via che conta resta l&#8217;inalazione del gas liberato da docce e rubinetti. Le regole, oggi, sono cogenti: la direttiva europea del 2013 sulle acque destinate al consumo umano, recepita in Italia, fissa per gli acquedotti un valore di parametro di 100 becquerel al litro, con mille come livello oltre il quale si interviene comunque. Con un&#8217;avvertenza che vale più della norma: i pozzi privati sono fuori da ogni controllo pubblico, e chi beve dal proprio pozzo in un&#8217;area granitica o vulcanica l&#8217;analisi deve chiederla di sua iniziativa. Per le leucemie e per altri tumori, decenni di studi hanno prodotto segnali deboli e incostanti: le rassegne autorevoli concludono che, se un contributo esiste, è troppo piccolo per emergere con chiarezza dal rumore. Gli effetti deterministici delle radiazioni, quelli da grandi dosi, con soglia: anemie, cataratte, sterilità, sindromi acute, non appartengono al mondo del radon domestico, le cui dosi restano lontane da quelle soglie; appartengono alla sua storia mineraria e agli incidenti industriali, ed è bene tenerli in un cassetto separato da quello, probabilistico e senza soglia, degli effetti stocastici che ci riguardano.</p>
<p>Due popolazioni meritano invece un&#8217;attenzione maggiore, non minore. I bambini, prima di tutto: non perché sia dimostrata una radiosensibilità polmonare drammaticamente più alta, ma perché hanno davanti più anni di esposizione e di latenza, e perché passano ore in edifici, le scuole, spesso vecchi, a contatto col terreno, ventilati male. In Italia circa dieci milioni di persone tra alunni e personale trascorrono le giornate in oltre trentamila edifici scolastici, e le campagne condotte su migliaia di scuole (il Friuli Venezia Giulia le ha misurate tutte: oltre ventimila misure in più di duemila strutture) hanno trovato livelli equivalenti o superiori a quelli delle abitazioni: per questo il Piano nazionale previsto dal decreto del 2020 mette le scuole, con i luoghi di lavoro sotterranei, in prima fila fra le priorità di misura. E poi i lavoratori dei sotterranei veri: tunnel, grotte turistiche, catacombe, cantine vinicole storiche, stabilimenti termali, categorie per le quali la legge italiana prevede obblighi specifici da un quarto di secolo per i sotterranei veri, e dal 2020 anche per gli stabilimenti termali, perché lì il radon non è un&#8217;ipotesi ma una condizione d&#8217;ambiente. Un esempio istruttivo viene dal Salento: nella Grotta dei Cervi di Porto Badisco, il santuario neolitico chiuso al pubblico per proteggere le pitture, i fisici dell&#8217;Università hanno misurato punte di 3.860 Bq/m³ e ne hanno tratto, per ogni sala, il monte-ore annuo compatibile con i limiti degli operatori: alla vicina Zinzulusa, aperta ai turisti, gli stessi calcoli hanno mostrato che i quindici minuti della visita valgono una dose trascurabile, mentre è il lavoro delle guide a dover essere organizzato con criterio. La radioprotezione, in un sotterraneo, non vieta: contabilizza.</p>
<p>Vale la pena dire anche che cosa fa, in concreto, un dirigente scolastico che si trova un numero alto sul tavolo, perché è la situazione in cui il panico e l&#8217;inerzia si equivalgono. Primo: si misura tutto ciò che tocca il terreno, aula per aula, non un locale a campione, perché fra due aule adiacenti la differenza può essere del doppio. Secondo: in attesa della bonifica si gestisce il transitorio, e il transitorio ha strumenti poveri ed efficaci, l&#8217;aerazione programmata prima e durante le lezioni, lo spostamento delle attività prolungate verso i piani alti, la sottrazione degli scantinati alla didattica. Terzo: si comunica ai genitori prima che lo faccia qualcun altro, con i numeri veri, il confronto con i riferimenti e il calendario dei lavori; le campagne del Friuli Venezia Giulia e dell&#8217;Alto Adige mostrano che una comunicazione fatta bene trasforma una notizia allarmante in un cantiere accettato. Quarto: si bonifica e si rimisura, perché una scuola risanata senza collaudo è una scuola di cui non si sa nulla.</p>
<p>L&#8217;ultima parola, qui, spetta al medico di famiglia, figura a cui il Piano nazionale affida non a caso un ruolo di sensibilizzazione: la domanda &#8220;ha mai misurato il radon in casa?&#8221; dovrebbe stare nell&#8217;anamnesi accanto a &#8220;fuma?&#8221;, specialmente in un colloquio con un ex fumatore che abita un piano terra in zona vulcanica. Non per spaventare: per completare il quadro. Dei due alleati del tumore polmonare, uno si smette, l&#8217;altro si misura.</p>
<h2>L&#8217;edificio come pompa</h2>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/radon-tavola-rn1-ingresso.png" alt="Sezione di una casa con le vie d'ingresso del radon dal terreno e le concentrazioni misurate nel caso milanese" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 2. Da dove entra il radon: le porte del gas e il caso milanese misurato.</figcaption></figure>
<p>Se la medicina guarda i bronchi, il cantiere guarda i pascal. La domanda giusta, davanti a una casa, non è &#8220;quanto uranio c&#8217;è qui sotto?&#8221; ma &#8220;perché l&#8217;aria del terreno dovrebbe entrare proprio qui dentro?&#8221;. La risposta sta in una differenza di pressione minuscola e costante.</p>
<p>Una casa riscaldata funziona come un camino: l&#8217;aria calda interna sale, sfugge dagli spifferi alti, dai comignoli, dai cavedi, e richiama aria da tutte le aperture basse. Se le aperture basse guardano il terreno, fessure della platea, il giunto tra pavimento e muro che nessuna casa ha perfettamente sigillato, i passaggi di tubazioni e cavi, i pozzetti, le fosse degli ascensori, i pavimenti in terra battuta delle vecchie cantine, la casa aspira letteralmente l&#8217;aria del suolo, e con lei il radon. Bastano pochi pascal di depressione, l&#8217;equivalente di un soffio, mantenuti per tutto l&#8217;inverno; e ogni impianto che estrae aria senza reintegrarla, la cappa della cucina, l&#8217;aspiratore del bagno, la stufa a legna senza presa d&#8217;aria dedicata, un camino acceso, aggiunge il suo contributo alla pompa. Ecco perché le concentrazioni sono più alte di notte e nelle stagioni fredde, quando il tiraggio termico lavora e le finestre restano chiuse: lo studio milanese di Sesana e colleghi, tre anni di misure in continuo sul radon dell&#8217;aria esterna, ha fotografato lo stesso ritmo, massimi notturni e delle prime ore del mattino, minimi pomeridiani, inverni sopra le estati. Ed ecco perché due case gemelle, sullo stesso terreno, possono misurare valori lontanissimi: cambia una fessura, cambia un&#8217;abitudine, e cambia tutto.</p>
<p>Un esperimento condotto a Milano dal Politecnico con l&#8217;Università Cattolica, su un piccolo edificio campione con vespaio non aerato, fotografa la filiera con una chiarezza che vale un trattato. Nel terreno attorno alla casa il radon stava fra 15.000 e 16.100 Bq/m³, media 15.700. Nel vespaio cieco sotto il pavimento, 12.600. Nei locali abitati, con la ventilazione al minimo, 1.700. Il suolo è il serbatoio, il vespaio non ventilato è la camera di raccolta che ne conserva quasi intatta la concentrazione, la stanza è il terminale di un impianto che nessuno ha progettato ma che funziona benissimo. E i materiali? Nello stesso studio, l&#8217;analisi radiometrica di intonaci, piastrelle, adesivi e fuganti diede valori modesti: un contributo «pressoché trascurabile» a fronte della voce del suolo. Prima regola: si combatte la strada, non solo la sorgente. Seconda regola, corollario della prima: l&#8217;elenco delle porte d&#8217;ingresso è l&#8217;elenco dei dettagli costruttivi dell&#8217;attacco a terra, ogni impianto che buca la platea, ogni riempimento di scavo che fa da canale, ogni contropavimento dimenticato, e la diagnosi di una casa è, alla lettera, un sopralluogo di quell&#8217;elenco.</p>
<h2>Il paradosso dell&#8217;efficienza energetica</h2>
<p>C&#8217;è un capitolo nuovo, che riguarda l&#8217;edilizia di questi anni e che nessun articolo sul radon scritto vent&#8217;anni fa conteneva: il conflitto silenzioso tra risparmio energetico e qualità dell&#8217;aria.</p>
<p>L&#8217;efficientamento, cappotti, serramenti a tenuta, eliminazione sistematica degli spifferi, riduce i ricambi d&#8217;aria involontari che nelle case vecchie diluivano il radon senza che nessuno lo sapesse. Il fenomeno era già stato osservato negli anni Settanta, quando la crisi petrolifera sigillò le case del Nord Europa e del Nord America e i livelli indoor di tutti gli inquinanti salirono insieme alle bollette che scendevano; oggi si ripresenta in grande stile con le riqualificazioni spinte. La rassegna pubblicata da ISPRA con il Ministero dell&#8217;Ambiente lo scrive senza giri di parole: le caratteristiche degli edifici efficienti, come la sigillatura dell&#8217;involucro, se non accompagnate da una ventilazione adeguata possono aumentare la concentrazione degli inquinanti indoor, radon compreso. E la campagna del Friuli Venezia Giulia ha osservato il fenomeno sul campo, nel progetto &#8220;misure per 1000 famiglie&#8221;, che di dosimetri ne ha distribuiti milleottocento: aumenti di radon anche in edifici appena impermeabilizzati o isolati, o dove era stato rifatto il contatto col suolo, con la conclusione, che dovrebbe stare appesa in ogni studio di progettazione, che le attuali tecniche di isolamento e impermeabilizzazione «dovranno essere rimodulate, al fine di evitare l&#8217;accumulo del gas all&#8217;interno dei locali di abitazione».</p>
<p>La lettura corretta di questo paradosso non è &#8220;il cappotto fa male&#8221;: è che una casa che non disperde calore non disperde nemmeno gli inquinanti, e quindi ogni riqualificazione energetica seria deve includere il governo dell&#8217;aria, una ventilazione meccanica controllata con recupero di calore, nei casi migliori, o almeno una verifica del radon prima e dopo i lavori. I progetti europei sugli edifici scolastici efficienti (certificazioni climatiche italiane e svizzere studiate fianco a fianco) sono arrivati alla stessa sintesi: tenuta all&#8217;aria e qualità dell&#8217;aria non sono nemiche, ma vanno progettate insieme. Il radon, in questo senso, è la spia più sensibile del sistema: sale per primo dove l&#8217;involucro si chiude e l&#8217;aria non viene governata. Misurarlo dopo ogni intervento importante sull&#8217;involucro dovrebbe essere prassi, come si ricollauda un impianto dopo averlo modificato.</p>
<h2>Misurare, non indovinare: tutti gli strumenti</h2>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/radon-tavola-rilevatore.jpg" alt="Sezione tridimensionale di una casa protetta, con il rilevatore di radon collocato nel locale abitato e non nel vespaio" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 3. Il dispositivo di misura sta nel locale abitato, non nel vespaio: la sezione della casa protetta.</figcaption></figure>
<p>Su un punto tutte le fonti serie convergono con una nettezza rara: la concentrazione di radon di una casa non si stima, si misura. E poiché questo articolo vuole essere completo, ecco il catalogo ragionato degli strumenti, come funzionano, a che cosa servono, dove sbagliano. È un capitolo da leggere con calma: la misura è il fondamento di tutto ciò che viene dopo. E poiché senza metro di giudizio un catalogo di strumenti resta muto, conviene tenere in testa fin d&#8217;ora i tre numeri italiani, che il capitolo sulla legge riprenderà per esteso: 300 Bq/m³ di concentrazione media annua è il livello di riferimento per le abitazioni esistenti e per i luoghi di lavoro, 200 quello delle case costruite dopo il 2024, 100 l&#8217;obiettivo che l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità indica come traguardo di sanità pubblica.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/radon-tavola-rn4-strumenti.png" alt="Tavola delle nove famiglie di strumenti per misurare il radon: rivelatori passivi, monitori attivi e misure nel suolo, nell'acqua e nei materiali" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 4. Le famiglie di strumenti: che cosa dice ciascuna, in quanto tempo, e che cosa non sa dire.</figcaption></figure>
<h3>I rivelatori passivi, i tessitori del lungo periodo</h3>
<p><strong>Rivelatori a tracce nucleari.</strong> Sono lo standard mondiale della misura annuale. Dentro una piccola camera di diffusione, un guscio di plastica grande come un tarallo, chiuso da un filtro che lascia passare il gas ma non i figli e la polvere, sta un pezzetto di polimero: CR-39 (policarbonato allilico) o LR-115 (nitrato di cellulosa). Ogni particella alfa che lo colpisce vi lascia un danno microscopico; dopo l&#8217;esposizione, il laboratorio &#8220;sviluppa&#8221; il polimero in un bagno chimico che scava i danni fino a farli diventare crateri visibili, e li conta al microscopio automatico. Dal numero di tracce per centimetro quadrato, nota la durata dell&#8217;esposizione, si ricava la concentrazione media. Non ha batterie, non teme l&#8217;umidità né i traslochi di mobili, costa poche decine di euro, integra per mesi: è lo strumento delle campagne nazionali, delle misure di legge, delle scuole. I suoi limiti: restituisce solo una media (nessun dettaglio temporale), e alcuni modelli sentono anche il toron, le prove di irraggiamento condotte dalle agenzie regionali italiane hanno mostrato che certi dosimetri commerciali rispondono al radon-220 quel tanto che basta da gonfiare la misura nei locali con materiali ricchi di torio, ragione per cui i laboratori seri dichiarano e correggono questa sensibilità.</p>
<p><strong>Canestri a carbone attivo.</strong> Una scatola di carbone che adsorbe il radon dall&#8217;aria per pochi giorni (tipicamente da due a sette); poi si sigilla e si porta in laboratorio, dove la spettrometria gamma conta i figli del radon trattenuto. Economici, sensibili anche sotto i 20 Bq/m³, ma con due difetti strutturali: la finestra di misura è breve, fotografano giorni, non stagioni, e il carbone &#8220;respira&#8221; con temperatura e umidità, che vanno compensate. Sono lo strumento storico degli screening rapidi americani, utili per una prima ricognizione o per un sospetto, mai per una sentenza.</p>
<p><strong>Elettreti.</strong> Un disco di teflon caricato elettrostaticamente dentro una camera: gli ioni prodotti in aria dai decadimenti scaricano progressivamente l&#8217;elettrete, e la perdita di tensione, misurata prima e dopo con un voltmetro dedicato, dà l&#8217;esposizione integrata. Riutilizzabili, affidabili, disponibili in configurazioni da pochi giorni a molti mesi; richiedono la correzione per la radiazione gamma di fondo (si usa un secondo elettrete schermato) e mani esperte. Sviluppati e resi pratici alla fine degli anni Ottanta, restano una delle tre grandi famiglie passive riconosciute dai protocolli internazionali.</p>
<h3>I monitori attivi, i cronisti del tempo reale</h3>
<p><strong>Camere a ionizzazione.</strong> L&#8217;aria entra per diffusione in una camera metallica in tensione; ogni decadimento genera una scarica di ioni che l&#8217;elettronica conta e trasforma in concentrazione, tipicamente ogni dieci minuti o ogni ora. Sono gli strumenti di riferimento dei professionisti, l&#8217;esperimento milanese è stato condotto così, capaci di disegnare il film del radon: i picchi notturni, il crollo quando si apre la finestra, la risposta di un impianto di bonifica acceso e spento.</p>
<p><strong>Celle a scintillazione (celle di Lucas).</strong> L&#8217;invenzione che nel 1957 aprì la strada a tutte le altre: una cella rivestita di solfuro di zinco argentato che lampeggia a ogni alfa, letta da un fotomoltiplicatore. Ancora oggi è il cavallo di battaglia delle misure in campo dei geofisici e delle misure di radon in acqua (si estrae il gas dall&#8217;acqua e lo si conta in cella).</p>
<p><strong>Monitor a semiconduttore.</strong> Un fotodiodo al silicio in una camera di diffusione, spesso con raccolta elettrostatica dei figli sul rivelatore: conta le alfa e in molti modelli ne misura l&#8217;energia, distinguendo così radon da toron e il &#8220;nuovo&#8221; radon da quello vecchio (spettrometria alfa). È la tecnologia dei monitor professionali portatili e anche della nuova generazione di misuratori domestici da libreria, che a prezzi da elettrodomestico offrono curve settimanali oneste, preziose per capire le abitudini della propria casa, da non confondere però con la misura di legge: la loro taratura e la loro storia metrologica non sono quelle di un servizio riconosciuto.</p>
<p><strong>Il dosimetrista attivo per i luoghi di lavoro.</strong> La norma tecnica di riferimento (la serie UNI ISO 11665, che dedica parti distinte alle misure integrate, in continuo e puntuali) e il decreto del 2020 disegnano l&#8217;uso corretto di ciascuna famiglia: passivi per la concentrazione media annua, l&#8217;unica grandezza a cui la legge attacca conseguenze, attivi per la diagnostica, per le verifiche degli interventi e per i casi in cui serve capire <em>quando</em> il radon entra, non solo quanto.</p>
<h3>Misurare fuori dall&#8217;aria di casa</h3>
<p><strong>Nel suolo.</strong> La concentrazione nel gas interstiziale si misura infiggendo sonde cave a un metro circa di profondità e aspirando il gas verso una cella o una camera; il flusso in uscita dal terreno (l&#8217;esalazione) si misura con camere di accumulo appoggiate al suolo. Sono le misure dei geologi e delle reti vulcanologiche, e, in edilizia, servono alla caratterizzazione di un sito prima di costruire: i protocolli scandinavi le raccomandano da decenni, insieme alla mappatura della permeabilità.</p>
<p><strong>Nell&#8217;acqua.</strong> Scintillazione liquida (un&#8217;aliquota d&#8217;acqua in cocktail scintillante), oppure degasaggio ed estrazione in cella di Lucas, oppure spettrometria gamma per le attività più alte. Riguarda pozzi privati, sorgenti, acque termali e gli acquedotti alimentati da rocce cristalline.</p>
<p><strong>Nei materiali.</strong> La spettrometria gamma ad alta risoluzione con rivelatori al germanio, conteggi di ore per campione, come nelle analisi euganee, misura radio, torio e potassio di una pietra o di un calcestruzzo e alimenta l&#8217;indice di concentrazione di attività previsto dalla direttiva europea per i materiali da costruzione.</p>
<h3>Le regole d&#8217;oro della misura</h3>
<p>Cinque, imparate a spese di chi le ha ignorate. Primo: la misura che fa fede è lunga un anno, o due semestri consecutivi, perché il radon respira con le stagioni, e una misura invernale da sola può sopravvalutare del doppio come una estiva dimezzare. Secondo: si misura dove si vive, camera da letto, soggiorno, all&#8217;altezza del respiro, non in cantina per curiosità né dietro un mobile; e nei luoghi di lavoro si misurano gli ambienti a contatto con il terreno in cui si lavora abitualmente, a partire dal livello più basso. Terzo: le misure brevi servono a orientarsi e a verificare, mai ad assolvere: un fine settimana ventoso può dimezzare i valori, una settimana di gelo raddoppiarli, la letteratura sull&#8217;incertezza in funzione della durata è ormai un genere a sé. Quarto: la qualità si compra: laboratori con taratura riferibile ai campioni primari, partecipazione agli interconfronti internazionali, e in Italia, per le misure con valore legale, i servizi di dosimetria riconosciuti previsti dal decreto del 2020. Quinto, il più importante: la misura si ripete, dopo ogni intervento sull&#8217;edificio, dopo ogni bonifica, e comunque a distanza di anni, perché le case invecchiano, si fessurano, cambiano impianti e abitudini.</p>
<p><!--mxTAVOLA--><!-- ============================================================ CALCOLATORE RADON - dose, rischio e mappa delle aree prioritarie. Blocco autosufficiente per WordPress, stile confinato in .mxradon. Coefficienti: ICRP 137 (dose), Darby et al. 2005 (rischio). ============================================================ --><link rel="stylesheet" href="https://fonts.googleapis.com/css2?family=Fraunces:opsz,wght@9..144,500;9..144,600;9..144,700&#038;family=IBM+Plex+Sans:wght@400;500;600&#038;family=IBM+Plex+Mono:wght@400;500&#038;display=swap">
<div class="mxradon">
<style>.mxradon{--bg:#F1F2EE; --panel:#FAFAF7; --panel2:#EFEFE9; --ink:#232823; --muted:#5A615A; --line:#D9DDD4; --accent:#B4530F; --accent-ink:#8A3D0A; --focus:#B4530F; --ok:#2F7D4F; --warn:#A66A00; --high:#B23A2A; --crit:#7E1F14; --ok-bg:#E4EFE7; --warn-bg:#F4EBD7; --high-bg:#F5E2DE; --crit-bg:#F0D8D3; --prior-pub:#B4530F; --prior-corso:#3E6EB5; --prior-zero:#2F7D4F; --r1:#F1E2C6; --r2:#E3BC88; --r3:#D0904E; --r4:#B4661F; --r5:#8C4212; --r6:#5D2A0C; --map-stroke:#F1F2EE; --shadow:0 1px 2px rgba(35,40,35,.06),0 4px 14px rgba(35,40,35,.07);}@media (prefers-color-scheme: dark){.mxradon:not([data-theme="light"]){--bg:#191D1B; --panel:#232826; --panel2:#1E2321; --ink:#EAE8DF; --muted:#9BA298; --line:#3A403B; --accent:#E08A3C; --accent-ink:#EFA55F; --focus:#E08A3C; --ok:#57B584; --warn:#D9A441; --high:#DE7B66; --crit:#E89685; --ok-bg:#22352A; --warn-bg:#37301E; --high-bg:#3A2723; --crit-bg:#3C2420; --prior-pub:#C4661B; --prior-corso:#4E79C2; --prior-zero:#3FA870; --r1:#33291C; --r2:#54401F; --r3:#775526; --r4:#9C6C2C; --r5:#C28433; --r6:#E89E45; --map-stroke:#191D1B; --shadow:0 1px 2px rgba(0,0,0,.4),0 4px 14px rgba(0,0,0,.35);}}.mxradon[data-theme="dark"]{--bg:#191D1B; --panel:#232826; --panel2:#1E2321; --ink:#EAE8DF; --muted:#9BA298; --line:#3A403B; --accent:#E08A3C; --accent-ink:#EFA55F; --focus:#E08A3C; --ok:#57B584; --warn:#D9A441; --high:#DE7B66; --crit:#E89685; --ok-bg:#22352A; --warn-bg:#37301E; --high-bg:#3A2723; --crit-bg:#3C2420; --prior-pub:#C4661B; --prior-corso:#4E79C2; --prior-zero:#3FA870; --r1:#33291C; --r2:#54401F; --r3:#775526; --r4:#9C6C2C; --r5:#C28433; --r6:#E89E45; --map-stroke:#191D1B; --shadow:0 1px 2px rgba(0,0,0,.4),0 4px 14px rgba(0,0,0,.35);}.mxradon *{box-sizing:border-box}.mxradon{background:var(--bg);color:var(--ink);font:16px/1.55 "IBM Plex Sans",system-ui,sans-serif}.mxradon .wrap{max-width:1100px;margin:0 auto;padding:28px 20px 60px}.mxradon header.top{margin-bottom:26px}.mxradon .eyebrow{font-size:12px;letter-spacing:.14em;text-transform:uppercase;color:var(--muted);font-weight:600}.mxradon h1{font-family:"Fraunces",Georgia,serif;font-weight:700;font-size:clamp(30px,5vw,44px);margin:.15em 0 .2em;text-wrap:balance}.mxradon .tesi{max-width:62ch;color:var(--muted);margin:0}.mxradon .tesi strong{color:var(--ink)}.mxradon h2{font-family:"Fraunces",Georgia,serif;font-weight:600;font-size:23px;margin:0 0 4px}.mxradon h3{font-size:15px;margin:0 0 8px;font-weight:600}.mxradon .grid{display:grid;gap:18px;grid-template-columns:1fr;margin-bottom:34px}@media(min-width:920px){.mxradon .grid{grid-template-columns:5fr 7fr}}.mxradon .card{background:var(--panel);border:1px solid var(--line);border-radius:10px;padding:20px 22px;box-shadow:var(--shadow)}.mxradon .hint{font-size:13px;color:var(--muted)}.mxradon label.fld{display:block;font-weight:600;font-size:14px;margin:16px 0 4px}.mxradon label.fld:first-of-type{margin-top:8px}.mxradon input[type=number]{font:500 18px/1 "IBM Plex Mono",Consolas,monospace;color:var(--ink);background:var(--panel2);border:1px solid var(--line);border-radius:7px;padding:9px 11px;width:130px}.mxradon input[type=range]{width:100%;accent-color:var(--accent)}.mxradon .unita{font-size:13px;color:var(--muted);margin-left:6px}.mxradon .riga{display:flex;align-items:center;gap:10px;flex-wrap:wrap}.mxradon .scelte{display:flex;gap:8px;flex-wrap:wrap}.mxradon .scelte label{border:1px solid var(--line);background:var(--panel2);border-radius:20px;padding:7px 14px;font-size:14px;cursor:pointer;user-select:none}.mxradon .scelte input{position:absolute;opacity:0;pointer-events:none}.mxradon .scelte label:has(input:checked){border-color:var(--accent);color:var(--accent-ink);font-weight:600;background:transparent;box-shadow:inset 0 0 0 1px var(--accent)}.mxradon .scelte label:has(input:focus-visible){outline:2px solid var(--focus);outline-offset:2px}.mxradon .verdetto{border-radius:9px;padding:13px 16px;font-size:15px;margin-bottom:16px;border:1px solid transparent}.mxradon .verdetto .tit{font-weight:600;display:flex;align-items:center;gap:8px}.mxradon .verdetto .tit::before{content:"";width:10px;height:10px;border-radius:50%;background:currentColor;flex:none}.mxradon .v-ok{background:var(--ok-bg);border-color:var(--ok)}.mxradon .v-ok .tit{color:var(--ok)}.mxradon .v-warn{background:var(--warn-bg);border-color:var(--warn)}.mxradon .v-warn .tit{color:var(--warn)}.mxradon .v-high{background:var(--high-bg);border-color:var(--high)}.mxradon .v-high .tit{color:var(--high)}.mxradon .v-crit{background:var(--crit-bg);border-color:var(--crit)}.mxradon .v-crit .tit{color:var(--crit)}.mxradon .verdetto p{margin:6px 0 0;color:var(--ink)}.mxradon .statgrid{display:grid;grid-template-columns:1fr 1fr;gap:14px;margin-bottom:6px}@media(max-width:520px){.mxradon .statgrid{grid-template-columns:1fr}}.mxradon .stat{background:var(--panel2);border:1px solid var(--line);border-radius:9px;padding:12px 14px}.mxradon .stat .lbl{font-size:12px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:var(--muted);font-weight:600}.mxradon .stat .num{font:500 30px/1.15 "IBM Plex Mono",Consolas,monospace;font-variant-numeric:tabular-nums;margin:4px 0 2px}.mxradon .stat .sub{font-size:12.5px;color:var(--muted)}.mxradon .barre{margin-top:14px}.mxradon .barra{display:grid;grid-template-columns:150px 1fr 64px;gap:8px;align-items:center;font-size:13px;margin:7px 0}.mxradon .barra .n{font-family:"IBM Plex Mono",Consolas,monospace;font-variant-numeric:tabular-nums;text-align:right}.mxradon .tr{height:12px;background:var(--panel2);border:1px solid var(--line);border-radius:4px;overflow:hidden}.mxradon .fl{height:100%;border-radius:3px 0 0 3px;background:var(--line);min-width:2px}.mxradon .fl.tua{background:var(--accent)}.mxradon .mappa-sec{margin-bottom:34px}.mxradon .mappa-head{display:flex;justify-content:space-between;align-items:end;gap:16px;flex-wrap:wrap;margin-bottom:12px}.mxradon .mappa-grid{display:grid;gap:18px;grid-template-columns:1fr}@media(min-width:920px){.mxradon .mappa-grid{grid-template-columns:7fr 5fr}}.mxradon svg.italia{width:100%;height:auto;display:block}.mxradon svg.italia path{stroke:var(--map-stroke);stroke-width:1.1;cursor:pointer;transition:filter .12s}@media (prefers-reduced-motion: reduce){.mxradon svg.italia path{transition:none}}.mxradon svg.italia path:hover{filter:brightness(1.12)}.mxradon svg.italia path:focus-visible{outline:none;stroke:var(--focus);stroke-width:2.5}.mxradon .legenda{display:flex;gap:12px;flex-wrap:wrap;font-size:12.5px;margin-top:10px;color:var(--muted)}.mxradon .legenda .k{display:flex;align-items:center;gap:5px}.mxradon .legenda .q{width:14px;height:14px;border-radius:3px;border:1px solid var(--line)}.mxradon .top{display:flex;gap:20px;align-items:flex-start}.mxradon .top .marchio img{width:104px;height:auto;display:block}.mxradon .top .testa-testo{flex:1;min-width:0}@media (max-width:640px){.mxradon .top{gap:12px}.mxradon .top .marchio img{width:76px}}.mxradon footer a{color:var(--accent-ink);text-decoration:underline}.mxradon .tooltip{position:fixed;z-index:10;background:var(--panel);border:1px solid var(--line);border-radius:8px;box-shadow:var(--shadow);padding:10px 13px;font-size:13px;max-width:270px;pointer-events:none;display:none}.mxradon .tooltip .tn{font-weight:600;font-size:14px;margin-bottom:3px}.mxradon .tooltip .tv{font-family:"IBM Plex Mono",Consolas,monospace;font-variant-numeric:tabular-nums}.mxradon .avviso{background:var(--panel2);border-left:3px solid var(--accent);border-radius:0 8px 8px 0;padding:12px 15px;font-size:14px;margin-top:14px}.mxradon .avviso strong{color:var(--accent-ink)}.mxradon .link-list{list-style:none;margin:8px 0 0;padding:0;font-size:14px}.mxradon .link-list li{padding:9px 0;border-top:1px solid var(--line)}.mxradon .link-list li:first-child{border-top:0}.mxradon .link-list a{color:var(--accent-ink);font-weight:600;text-decoration:none}.mxradon .link-list a:hover, .mxradon .link-list a:focus-visible{text-decoration:underline}.mxradon .link-list .d{color:var(--muted);font-size:13px;display:block}.mxradon details{border:1px solid var(--line);border-radius:9px;background:var(--panel);margin-top:16px}.mxradon summary{cursor:pointer;padding:13px 17px;font-weight:600;font-size:14.5px}.mxradon summary:focus-visible{outline:2px solid var(--focus);outline-offset:-2px;border-radius:9px}.mxradon details .inner{padding:2px 17px 16px;font-size:14px}.mxradon .tabella-scroll{overflow-x:auto}.mxradon table{border-collapse:collapse;width:100%;font-size:13.5px;min-width:520px}.mxradon th, .mxradon td{padding:6px 10px;border-bottom:1px solid var(--line);text-align:left}.mxradon td.n, .mxradon th.n{text-align:right;font-family:"IBM Plex Mono",Consolas,monospace;font-variant-numeric:tabular-nums}.mxradon th{font-size:12px;text-transform:uppercase;letter-spacing:.07em;color:var(--muted)}.mxradon .fonte{font-size:12.5px;color:var(--muted)}.mxradon .metodo p{font-size:14px;margin:9px 0}.mxradon .metodo code{font-family:"IBM Plex Mono",Consolas,monospace;font-size:13px;background:var(--panel2);border:1px solid var(--line);border-radius:4px;padding:1px 5px}.mxradon footer{margin-top:40px;padding-top:16px;border-top:1px solid var(--line);font-size:13px;color:var(--muted)}.mxradon a{color:var(--accent-ink)}</style>
<div class="wrap">
<header class="top">
<div class="marchio"><img decoding="async" src="data:image/webp;base64,UklGRvQyAABXRUJQVlA4WAoAAAAQAAAAxwAAgwAAQUxQSDEHAAABsETb1jK30X3f98mMIRlX1KvHYU5GzMyywpxZMmsMNDOTFFaYUW6ecVsOM8gQltkO1vfeu4MqUdVfX62eRcQEoCIlppTQeMGCBcf1rui9fuVTr3wwxHXr6aTzg6HP/v700C29K87r3XvBwgVoGFJKQVCIIjEF1M+Ye+Tpp//6Hx99NMop/nx0w0ePfeW0M/aci4YxirQ7CTGifs7Rp5/2+3WbOKZrQ3eleyNXmtabckzf9PTFp5+2BPUpBmlbEiPql55y8VMb2NCyZnV3TrG7u2bNbLj9fxefunQ6AMQY2pDEBADLTr541XaStKzZnE3urlmVJLet++ZJ+04HEKK0FYkJwMyjL121jSRV1dnCbqokaetuOGE5gBBDm5CYACw9/ob1JKlqzgp0UyXJ7b86fjmAEKX6QgKw9NgbNpI0NWeFuqmS3P7QifsCCKHSJAYgHXHTRpKqxgp2VZJ8+IRlQIxSVRIB7HPxMElVZ2W7KsmtjxwIIEoVSQTiMY84aeqseFcl/fFLdgWSVE1IQLxgNUk1tkVXki8fuxsQQ5VIApZcNEyqsn26Kvn615cCSSojAgf9fhOpxjbrSm761h5ArIYA7PItJdXYhi2T+q3FCLH1JCId+QY9O9u0Z3LTtwAJLZaAA4fJzLaeySePBGIrhYCeh41qbPOu5JMHALFlIrDibbqxAFXpAxGpNYLggCfJzEJU5/D+EGmBCFxpVGM5Ku1GoKvpEnqeoCuL0oyDO0GkqYJgvxFmlqbX+Oa1QGiiAFxuzCxQIwcFoWkivvQ43VikVuP/etDVJAk9I8ws1syRHqSmSOgZYY0FmzlyAkITROw1QmXRGnkpokxVF/qUxsI14/cRZGoS+ujG4vXMQSSZioQ+mrOEv+AtSFOQcDjNWcReYx/SpCXs/4U5C9mVK5AmKWD3N2ksZrNPehAnJcSd3qayoM3f7glhMiLuZI1FrXwJQSYWcTgzC7vGWxAnFHHAp+ql5coDECcgofsNGovb7PWdYxhfwk9YY4Er70QcV8SBn2cWeeapiOOQMO0FWpmZvyVBxkq4kJmFruyXMIaE7jVmpeam3QiNIq5lZrGr3x5igyBLt5qXm3utG6Eu4UpmFrz67V0RgIRFb7mVnPOTmRCgC9cws+g1fzskQNJLbmXn3DgTErG/GgtfP98HMeEa5tLL/GlIIb5EKz3nhhnAwWosfvtiL+BU5vLL/AHkW52A84P5M96ndwKj8w79zNgB+JblF1M7ACqvO71T+NNPOgNyx8pOgW/QOwNnx+gdw/8fvWPoHLd3Cv5XamfAH3cKO07vDJR/urhTuO6wmnUA7luWp+dpHQBH5+EbzJ3AB/NxeieQ+QPgYLXys8/2Qogv0UrPuX0WEq5hLj3l010xYn+30st+AhIiHqeWnXPjPAgSziy9zJ8gAQE9W92Lzj9dggAg4cfMJadcKREAgizeal5ydhAaIOEnzOWmvhIRDYMs3m5ebjx4LER8l7nUlHciYkwJ6QW3MnP/dFcJYyHiIGqZqZ2HiPFGDFBLTLkSEeOWIC/QysvVDwoTQJQDazUvLVf2ImKiCd9jrbQyb0HEhCWGe1krK+WbiDIxBFn4NnNJufJUiZjMgN3fppaTG/sQMbkRu79FKyWvWR8SJjthv81mhVTjNejC5HfhFKqXkNc4iCRTgIg+uhWQcRBBMKUJfUorHc/2OwTBFEfsNcJcNqa8GlEw5Qk9I8wlo+Rl6BI0YULPf5nLRTlyIgTNGYBBmhdK5uoeJDRrEPyBzCVizrcWIqF5JeD8TczlodT+nRDR1AlffoJuZeHOVfsDgiaPwIBRvSCU7A+IgqYPggOGSSsFIzf2IUS0ZEQc2MhsJeBKG+hGFLRoBLrvINXbnpKrDwQiWjgC568ms7czV3LTVRFR0NIiiAObSfV25UrawGIgoOUTsPhbm0j1duRKbu7fA4ioxAAs6d9CqrUbV3Jz/xIgCCpSErDkW2tJVW8jpuSW/qVACKhQCcCMG9eRVGsPriTXfmsJEAQVKxGYeeET75KqXnVuStqqC2cCQVDBEgHMun49yWxeXW5K8r3f7Q0gCipaYgBmHfvINpJm7hXkZiS3Dl8wG5AoqHKJAJZdv+p9kszuVeKuRvL9VdcvAxACKl9iADCnb/h9J2nZvArccibJD4bPnwMAUdAeJQHAzH3/sPYjkrSs3kLulo0kt3/49Io5AJBE0D5FIgDMmN07uHaUJC1nc282d8uZ9aNrB69fOhsAogjarUhIADBz9nl3P7mRDXPO2dzdp8jdNeecWW8b/3d37+wZABCiCNq0SEyon3f09ff+d/MOjq2NbSKm9Rx7x+Z19/xh7zmoT0kEbV4kpoD6uUtO+8o9d785Ojr6Oad200ej/7jn3nsuWjxvBupTFEEpSkwJjWcsWLBg797rh54aWjn0HH08zheGhoZu7T28e/4CjJlSEEE1AgBWUDggnCsAAPByAJ0BKsgAhAA+ORaIQyIhIRm9TdAgA4S2AGlU6v9w6wS/nVf67+1343fLRWf7b+JP7d+yPxV7OutPL05k/3f+I/KL5qf4P9bPcP+f/+h7gX6ff5r+1/4D9dviE/4HsV/bP1Bf0n+8/8j/Ke61/av9j/yv3/+S/94/yH+g9wD+h/3L/s+19/pvYf/af2DP6X/cv+v64H7ffCB/Vf9f+03wKfzb+0/+L8//kA9AD0AOxE/gH0geOf92/G39ovUfxqe6P3v9tP7//5/gS/uO6B1r/0vQn+f/hn8h/gP3C/wf7sfIn0yehfxM/2Pt2+QL8e/mv+Q/MH/B+6T7r2K+Zf139rPYC9bvoX/C/wf7vex177/7f9H6hfWf/f+4B/MP6b/ov7J+6P91///0l/tvA++6/7b9pvgA/nH9y/8H+V/0X/J/3f04f0n/r/0H5i+3H6o/7/+m/Kr7D/1l/3n+I/z/7L/PZ7WfRH/WlynwmemZuoy6S3EZnX/tv+4oOLxAZDaOQHfkPg2YLSiYYQ/cdDXuWtruzt2tjJGyOaF3UmsqowJKdlE+5PiA4GH///77aF7KQtHXSGJzMMxKFyj4LtNlSaHa/qeJkYl8ERKfh4uetGBq3v/1iA+YhefmfV79fZ8n1GsLkFhbjdKf9MUauKpyXRqZrBtBnwbtvQvDzd7pCxrQFk5ng1+WKHpkcKs5CKARa6qKnm79yAwkS7jgjkaoXitzGDgDKfOgvVN+uSUe/Zt73fhcOjl3cISCIa+GlqeV6quwsYFNkoB55ACPrPJVKcII23upRo1NDcSi2XB4W2d9JOJ13Dqjnt6xSeb/vsfo+DXlN18CZf3aC4QwMfdLdz1Ivl884bOkL1QwDgPnCxO8XYv1BHafgXLzoMdTciZFggEncJSvSFP1c2MmwuQWzwTtCCp7pPY7y3NsjNPlzzpJoun2d04MIOukgOhTNZRIsaGORehp1XMZ4fXnS+/Iq11NpqEumerlYImazJMjyuCufT2jogZdbFPglAJeVqctQeQeI3imFrdkqrOREe0lpuCH6UjhZWOlfai+ip9RuD5PW0zgGRZG1zCy8tZiu0Tw9I/ef60mLZ2BtfFg/3kJmROt92OXkb9DQ7lvAoox9XEybTLf64yzRVBuNa4ekARY8hCHlWRZpleTKoeNEhVNc11W0Y6Q/oilv/YDrfzRwRXzdWpvwS62xtGDSnOdHTEcWKKAZdf0RiORhDLwEYAA/v9gGfv+AQKj0R/euefNymQsdVZX3yheEpcQ2o7SgITTZlrfGxbwFES/xHufwj3+wrJtbZ7KdH8YWOjKvQcV+YsMYBOXPog+0+8C2nze+vQ/DyoWIBh8PRnhbZ/9TjfmWUjbDBdA+6FHM2tYGjO9ZrlYh2JM8+//Hv9/bsnDca4YrFiRHtFf/C+R4ZGpmXphYKez+qvv5fMeFy6Q7DhsjYSnyOz4yQSIf+TdXdQt0cTuE11+Dxks8j3TDZNDIPJPGrOvGnPuWh7oji/cWsOfgw8AsOi2PdZErTPum0Lh7hwEYVC1w64a6x15MdtAKuCEJXPTz/N4TxT/put0gXUYYIaJGOzsk7LbPChKgAg778H3SViAGxUfcfjGN5VfhsMrQjHMvJnqw4wX7gjx5gDDIVg5bRezMKkM9gBeeu/vgWY7RqXjRaEZrXsGzWmn2/wQnOQieM4UrlmI9yojSpu9l8aXOPaf8LA588XLDkxPuwrlsoVXABo0aLoLSUp/MrdiuoPPEQUG3UYD/c4aW8i6JO8qBocK/x8soEDY8ZHeF3MLbfvSDel88khqpcK6KsjoP2t0/PG/2LrKFMKlq+/6t8vKStLmFCuONpNbWkBPpBkKL8wgKpLfDgyy3lBqBVvp5a7uc3Bl6Vq2WhJ/G5eP84J4R4e6FCsjBMX1k84STWywKmDLAt7tvwT6Jc3l2iyIV5IdqeYBqC5fcPh+omH3LhRpLKGu9+g7F0usO0iMi1p3qSUzdqxT645z+HAC2RJa5uo/iu2e0wIgOuPEzhlThdcddHooerR+raEhBaPhIFMG7JDIEAlezPEOeh82cYaEz1SVK/Uet4BndnT/PdEl3G2qkpUrEoCnAoqg6wBnTiw3QOEa4fttNAE4sP1OZ1ibtM2SI+1BCYbCPNF6vZHGJmsYq7EJHo7EsAF5Tug59pQGdT6Rv0ugVuAUqmiY3VfFMQ2C+V91c52LLgyaXdWVkQicgaKgg1up64T+AT84Mp0ZYEQWlB4LmBlbSPKEJJ0FrY0tyZjrfVw76OV8j+2b+qOCFEp1KdSHsPSWTe8xWip3Brf3Udmknpl2K7z0reOtwwMioQy2BE7QB9J7GaROzTRqoPqCQxdhzaBCea3N7RCgzgNZjPkYh4KTpBI25lzxO62znujCKNJscjbluF4PhtVkuuYb5ooy1NyvYpWzlwxe34yURiLye5UZLFEAkfxXZX6ae+6Di9Swk4cJwLsfmiT9EervZFQDofPwidbVPy+fZ6Y6hF8O/yNsvJkemC62dyJQC+oS4CpcaXv/bdNkfj+Hm4GiwRd5JFTxS3wE6W9AVsLTsvG03Gc6LO3nTYdm0srD0//qXvU0WC//iND4A3a7urisNSendFbILnN7yUP3/yC5K6r1C6igPZpNV21kIKj14Ap17clGlqATCw5WcNJvPTLwXWfqiC8HC7FOe6BnmreUPjN2GhIfgVK/c3VcxKuWtNb8HcJN/RQFBNWLTUZG27fs0tdFvAZzzxtAQg4ZtTzvDwu52+eGx0rzuFcz4Nz/TyNBaJDyMLHnJuJm3E8DwFNNIwFOkiuGLg1TNthYPL00zZ0gV55HzlDkjMNoYAk3aZh/zyCdS5VrOnhEhYeAu8jao6WaHGCO/+SUy6pcnORYsKLpmZg6Ui8BthEVNnyIGmJ47d10hUpmMGhiK5STsfupJ9ZGV7Dg5iqdQxmsOVqF6RF3m+0ZtYl6Ed0H5f7/QHhT7SxgMxmxDEfSkBJyZPsq91MmDMnXyuGozXfiwgkDryly0nJUFLIP+NTs8K/Inoo0LPCNoikvB6vkHiFh5VmdTrdXUrsHAZp7FtdwCy+1EKce2PoKM4l6Og/JZ5rCJTUDyFDS9Mg2Bi2f8yy7v3z8/I9FBM+kEo/AghHVw/WziM5nJ+josWb9sR0D1xDEAQphRZejUD1MRssQA+6YYALjlkMTACOfSDtHfYYW04y721c03q7EdzNyckiLlBTzZeodqLn4YWG3TVAG8r+CWT7OJQoarykf7IHsvFlUKuK8l55anMY/+THTW+rxRMMbfO88yYgsLUIS1a5YPYbo3xfMQfj7RKb+wFRUBxvICRTwq/VoDiHFjt+jyb7ZXzixX4fSy07o8tXzkNgX2mUSeymqjgtx0Eb+52EmcA2KMwcytLTbjSHbqFlCHrRJLdSV1bwUVXX8lvk6QRpB6dSOJ03dYthRT1fRlYuEWk3nwpPR/NV4adOceObAYoPT3sIDSFWKfw16NTSxf04sEl1bDMC13jc88aCC62oWHoU2HVZV0FhTe3js0h/Mlca6Q1faAWH/9Oi599ca/zIh8jQQnsozt5di72gEapPWysNPW5jTvoMUi5FhC89r4/L97Bu1Ui02nSLup3b+/IbJaFwIWTNGa5/aAEQUb/BK1xpK9rY0Jc7L6xMiETljeJ8JaXpc8VWRNrsZdMRsQ2HNkBJyq2Mot8GWJLEkFKFm9PykMPIdFZfuz0slbS1jMpQPQn/BxdJBXJfODJVyYIOI4K27ivErOpMfj6fHuODXBR0AGajOfCeum5w6X+v70t0FRCVMUcsYXxuWfgpUIqEnxJJz3gsKqj3bCPsQ5pauoPxYjBm5IUIMglwTb9F701wVk5v3oszzkeYP1oaLt3VqQxAkHZffXTQxu218zcNTQEBkU9TX5N07qe1x8ftVhmdYE3+ia5lhiw+EGX/HVOxFqIeVxfIiscWDAcyjX2nOL+RnK01NceD9Qq+y3rL41jBkSvr9lH+nLicg4+TkaLunaNpieqVMfgHYn1sBQieVR9LkdAgq4CqWYkt+dvrGprRuso3CMO8WJPOoBBbPqKS1VvbcPOIUVLlbRWl6H7W7rgL0k+gpj6kZxDQkaNmT6LEXBr0Dxig/aTB2Wb3Zxsm67datC8vykXJx9ljcx3/JSFXBAAcnQiMn2QUvOut6j5bpb+wvlUYOOWNOMhh7y70CiqW4S6JQOeB7/9RYmsm3AoH4xRVfMHiLu3cax1CVit1SnVSGV/c2S4RYjxGZ5Vl5BYjux8ay0RLaYj9n9cwF8Vrhmw2EWvjHgdiec2o9u1VVFLg/C17WhW2LmJ1plTKrynLp3drPmkSA82SaOoEJj2AI8pThPn5rvrMGc1OmLPUhB4+VHoSRsSvTRsC73lO8TbrXnX37bQ626crY2qg7nzhef5A2s0hc9oEVddWM6+HVigspkUa9mdA/XgTmoNLydW0pzTiVq8UQhTu2XWWywS8YmNOuvOfe+lBhyLRLhM1JxgAln9zKzN9fvp/JfFM4lGmnkqhFQR8CIBKLVRVIefu1PQjdeb82qSvCA707s77CeuJlfemdycVJJJSpnD6BgMJoQecJ1/TmiLA4DoEt6LH8wiQtrXnn6x7mWEJbg8PdYMhLW9muJ63OQ7YDCe86oNRiZz9z5HjGsjUHRUTQAflAiKzLd1brJHiFQAHdfzKg6u6xCLa3odnj2aZvtZtynMKLb9sR0ivi4k1Slaxv+71sO887eWspbjJM952Vi75CRd4FVva3sIuL6GIUOvI4HOEZ2Bl2p/ZXPyx5yW5CEPlIqOVuZK3BNngMhqvgWAWECr035Vurn8HFWPPizprz5YpWyXkbBaMcQ5l4h1k4oy3Ny1K/wyBTiETODfPQRe960I90vHThXSiiJ7C/ErcE2dvQQO7pb2gD7w6mV4zCUxAoU7wanI/yJPKL4bYhM/2fJTR75qkR3bLIiJJBgvW7NQBTYwhHmBHPqq+XhmV2CIwdWhiZ5yzY8PLqr4Lr7RLX1lFPgT1f4vV73iSh0/KRvzFFOrSfDxDwdd051BtKrTMVzx7fFY9RtenShxuZU65FU2eA1Uq0ePbgPusNpgbKCjyhJGkX8/xBLba34M3j2z0OPPPqRfLp1tQsaje8KZ5O+lMb+kzuMrQGx9+mMXu+8iQskwSXJdJQCkILsv7Js/uF5A98STd3fm3LHm7e2bF3z1pYLZxTE3VMGy5BPFnytgP2/6N/KeGBzeT/s8pj2WwZXH4A73AAegbSfCkvkRigUW4/LGWym1bMAKoVsdGhGpXPzndCTTjMwiP8nn0vs/s2NQ7VNLR7ksHxw0bfRwwieW1/vQZkAGV+SQtN2V94ia+xBpb69ootE+iH87duAlaMEFDnq5QFifZFYwqto1VAqChR20SVX0EDHyH+2ZcISsz1dRG19dKZ8oRA+Z1tackKUwINWr9kYYSECmKAN49DNv7H7UacVXrHSDK2ima+31VCXe8Cxiu0R9N+LbUxxQXCTurXE2pHYEKl7+J9ysH+Q2PphcTMo6gGvzRcWgtSU4iASjWv99cw3vPvGZrwYVLd/yaumTmsdSoJqk2J2DOESGXERoXrL+vko3UuVKBmpux1x26J9txZ8Stygn/JrZAJ5QAnm/zHKyErbWFtqzpXz2Pus+q/8+PIcnqCElY+rg11y53ZUfGScxGjxR/BDuVvO2ALvUyCSUIVcIcPDv4w50avkyL9o/w9VdkE1susbKGtqR3Uo9AexiUggvhZ+mfxeksyQM2MT2TLtvrs4nuYBrfe29ltygXxwgbjia+aavKQAsSWqnrW8oXgOUMy8DJSDlTPaO8v1eAJTqypolSGkr3Y5T1haaXKefcFcMnEnfmS3ntBoOYWrwI/6xYkJVnDax9TovghMD/ev/zf6/1Reg9Fqe1RneqAqKBEzeotNPvW8fl6wVlKLgfyOUz3k4+PvFMLECV0LzMad7v3kRLGxchkOyazr12A8MMx/D9O04VyQMe+awbh09XIYCZ4iapp/YcRDdcqX04fJe9FsV4t9syXTZzEScTUQN6z+gMsb01wClgk5wXzdP9fV76AB/z8aPf8sfr45RHvy8cAXAmabOehFTB6VwzkwDCPUz6S3xC1Gc7fAQqJJJwEf7CauK2J/Xj9oGchPAlWuQEm0/O3a+jpCQsu7CovIolvAgmng9dW92ShymJApD+Yrano5JNZ+hOaZwClZilvk4VUd4YwS0PeRL+Q/cKEDmR/RbH0WX2OJn0gbZ4yNDPcc98H/K+acYk1eTABl8viQKxC5Yv+WIIkwtwFQCYLUoxCsb/HvoHdtjXtK7FUHXR+aqOAMvyMt7CRJHSCvn/fBymOrgnB2NjB9LR0rh8VYCbk6OazcLkiL6Nyefztguha0mhK9FP18655vnYbZfsgCHGoKkHb8cttM80cqsnjeNi58K5j5gGxezf+haW5xNSCYm1hfXhYc2uD441mhR20QmcSlmM1oKeM6n2J1H/vXhpIxaNSKsX1OAb4+0SxKHnhvwDA/8hEZjvGzw9N5OvU2EAvKfkiBh1WX2YySjKjG500f19/ozLcB4tb0V9QiaWMEVKVjhKTVzlW4LFM8ryM7/aaHJTCEIjh0B2s6CqEB91isHQG3P3g/5baeoXCxNSVK76qLwmEVK+HfVPAVRvF8itBVk2WWtMfLLaV3M1tkhTxHF0ZhII9fmMmYBqEIW1Ki9LQU1Yfa+FcM1/BTQaBsW3sPnkI+6rz0nC1zG9yJN5l7JzY1pEc+Tdsgo1c/RNra8opGCM1YO8ino5451DO7YLG9HeFybzrV5iw3+Z9r7Xie3Xn5cbPNF37YL7FM3jn2Bni9uecbe1tl8ZVYokXx95ZI1qK/Xe52q7Szd2dNnOBVMa+okNk2qBApfAggHsQvfLQSJqEZerJThLznW6LhYSGr/+F/WvzAt2qaYRx5UIR2Ukah0v1o0HWenXPKshFGf9Onr+e86MSzvUhfM8kXjvRLbTEju89RK2NFLr3cekct13gxvvxpaUe21t9Gj3wdOo9UEOPZQgBxuwFmZD2Ed/EbV4GvxNoVyeNZsexGpfO/wN18qeHE7mpUWKJZPR1m0TZe61hOcLrdWHJceE82GVGXYWP0udv7YSCVj/UTkEloGh2BTIox/LHiOfzXKUYe2wUSKKkZL+N4HuB83SrRFmt79TOz52aVk4Uv5NcldEQVxjTjdLJQ3sqLqUZES8zzlgtPaa9IrUFJXwdYq7VjIImlh+9DmZxpwrr4OWHyiZYR/VOA0wa7h9b9SiYJViNTVMoC/SkmDIqTKl2jMV2qwCPihLXyyXWFC/kqaFmLD+ol82AfuyDxWoprRl0orIrCjsXCXHuPGhZindaSI3b2/f2CFKPI389vlWSqLsNUn1k+Yomz2m4GEVz/ArPg0JnqDTzuK96bLzjpcaWhpWjq4qEp54FGyGjF1Zqn9kVa3013YWZNhUjXYA6TJ2UZ7xQkAGcC8YVDgts2Xza797PxAwOoEkm8fNuE/+Je/Igbfbp7nShswrKGDyN2ZH6p6eY5NGo6X/c70/D+O2rqaW4zihMchMI/O/63ggQxA8xPd+ubW1ddQA113n+bWs1I3A29HTu5fnnAwHivqt8bQJYcHv319GxGWrr1GQygImWgoMXFtpmg2auZGYlmmUtsrsC6Eppvfm/Ue2s2LMMwa34HMJAsehDXN/C/CUK8pKnu1uZhrO7mFUPXKS3DaoelvIB4ajt4wANh+Yj0xJvd9HrpPUkK+YXUfJ3nzeqlvLqilH71i7+proYS96sUxNCehZr9rHOWjzJlG7crxguyeN98EHjVbwETm5V4BBfzPu/Fq/We2JaTCbkiIQEVgnns19mnD7f6Qg/2JdXUjwzoubmackqBU07kQmbsOSK+KFotXy58g9ZNjS0RPS+e4X2kpeD5yT43QVY33xdbJaVtaaiJ3t0NJDnZmJjmAH7obT5O3/yW2/cAUjqhshXT8xnnNOtuoMtW20NXxiauw70ew2jJUlIfhX4wQdxkT5kB4u0jD1ajhSi1EBGE+CnBky2Iqbesx8ZeTmELQZd/gT6h48B6onGVQ8jk6lk9/GfGi4/Z7pipMN2/mF9bjerAQD90/LPUxZj1vkzhB62pukgpE+ii084EpH4EJcbucWUB8DGB4ZR8b73kitSbCwPeR2m8nUYcmalcLybnXBqe6w7MnSJ6qWN11nC+Cb12I6+YbHQHSTAktX9W/s9OYz3Lyz0bMMig41hI3qRXz5mXEKumqgArcK3esjMtiRk05ITFG5kbtAG9E/fRH4SxLSNsC8efIXKdsM+utxJvdbmchBnw2w4Yto9szCZmQ+N6UhjavC+lUjIZN8OSrjDndAZS70rR6rkyi9ibeC8zyxUjwDyniW9QQx1NJjqa6qTg1TiUKooE8+6BAlUE0btqEnMysR6Of+r9Wx9dm1hFF4lCdAnLlEe0ZbqphrY8kVKNdX4rO9qtnM2E5U0zuuAj53nSm3tOiL4/GOIe4d5R9IXs7H0q0SvOnxaVf4FwHrzudjWav4/UWfAf74mEUqU9B4DRMQ/Y9g87Sc/vfXPYDkbnRNw+ijk8sJH0VO0GgAwq/eUBNthals0rT88rS97uwB8GhIxz2PQ7QUw/s7FzD2Nlpj2wNHT5dpflROsY4DRwMFw7kljw99xITyveSMtu0FeIl956Qpl9nGAr+Oz0ZtCtjPBHYmn5KDu23GCUeA3l0HdN1CUimIBnbLuHjpMLecWTMejby+Lr32ex8Ba/9j0H72+Qjw8ct3z+JBjUul9FqcUXLq8OIyGgJ9B2PGxpirglj1PXEcvqCqJ9MRjSqso/8D8QSvq5+rh/fIrEtP19qSxoRHbexSuVCHtp6UB0smGkbN1cuEPBnomQJe5fOGVdqIytV3dM8ioRvoubJBaekCb8kPbnF8DTIj8ynZZ587o5naN4Kn/VmaJlkIlL+1Zp60iA9DcZ17JkhNkgGUpf/PNNDolYVZVS9T6ufPpYdTUpNBK6M88i/luVX3W6xoYGwmYXjvu499Hyb0x0HNMPJ6dY0VbXs3LwswsvDoo2B0hbGnJbXe5gHuPaID2WbKQme8BWZlNdd9uXSNBqlYKZtjzz67pdvCvPKsjduZ0KEVNHbwgUZWria/x8Y5zhd1e3KaSrFi1H1LYmjwBZ/ykd7rc0p/SiUE4f2Eo5P160hjPPQMPpdwlnJZsBOJR64THygrvaypzo0R41XUmlnKg0Aizi6qQ/vWMTFpfylijLTsdmZIOUKwFhK1xnCLBU/98Fn8V7M93t8TEoch4otNo/keVkGx5aO2iEdZ8+XvrHXe11r3uy3dN6i/5EzNqkTk7Tl7MBk+mRlmnmDjDCPuhqC7Kamd8BUCwB5V1c4lhm7aiGdFVC+MsWBp7Qsmv/0Zqv5qA3S9tjFoaXzM4WcXSHtT8YDFrbmUSH3RSJ2bbLS6nkLMuZ7+Er1MSga6XbR9/FyhwqeIc/2h7Dk983x1iFm0bUyF+9ChP6QQE9E6wbst254YmuU+XLbdMtfXEACqv0jkx5Z+lQbc8+q77L2oLmLs2zXJ+hfjq2C3LAU7Z1N1Sj1mWZXkJMVS/0wLrAcwj/pM3fPQs+UAFNJf4uLrq3W4fhf/8YorJkPg6XFD5NpwRJRogjFaJB6HdFcfizvGMF8xZkA/U9I0cK2A0LeHpNfp8ojm1WTsy4DNDkIVT774VyMJpGuhbUmrnvYVcSMlxrzy+7F/aGkKgM/c5ywaDUoVj7DWW2RMDdGHcpG3jAx38TGeLSz8icqcz52/gYabkZKM/iHGcraKirKVUWgqCDvh+w/kbajQJqjCl7vcOfHPvThQYCftODfMk4AgGniBiePqRZjfA266+O1E43/tPi6I8Yw/U7bJlrChsBBCdxqW9o4NVYuhva70L0GnlV4gmykr3D95EUhTkMBcr8q7RuL3VBpjC51iU842pxMpoXqXuqDHRCFNDAWQ5gTTuMLrrapO6PI75AEXGZltR0zQg7sx+Edwn9ymY4uWrnAQQwzqxX2qPBfSkQT+0baj8lZhmIqE/cs2aae7hx5ZZZsIf+nEu62TdR/2jGRPZGMHFoGmMaXb8VspQUhfqNH2OD+eyoHM3sfU7n7gCEiZcW7Eni9CH86/6d2XGX+sgYxDYtJfp0qPUkrDCE8CqTtVUm4pRnTGDBLjLXuuuVv0D7OG1oGS5IQ0XfVL5R3XHyWFQd3urFSc1s1VMHZQFhXgCwTtZTuFH33gN/SlbkwLEKTOqjFYvBLDaeWKF4sKV5wPD2SKnY5+3PqevktAER8Vh5p9pVA4FW7sAOT3zzfEAaD7WcYD7iF0FOBdWwWgtpkFxZ0a6Ub21aWXs6OWJR9ZgsQDNh9bnsk6L2HWDw7TW1Xx0KwaMiRUnB2MkIfyGLcTF81CcKH43SmrLmP9agoAQKewyYh7tpdEZ35i8/4BoePIpeh+/kSSow4T7M1uMzjAvsqNzyQKxiEaYNBIXXDt7rCc9gpfvHHd4jFM823NUDBz45HRJDyZx0vx8NCsVBw47klsdsZhXlCddyDqDP+Gza8mksPLayd5tdehTdUNp2vwiyTQHpvTXukPSuTvqd/Gir+/eVcqa57IkmTvAnPW1wDF0nrk2gWxGEJ1Jj/VKoKbAeEMsp02Z8pgpb4OH7hwq6PgnbBv+SkzgNrVtRlKxFB0d+YIl/sLZtjCEwJGqoy8ofKhWnxa3KpWD0CC8m47gygMupB+snDLlXQcNeSnpAHZ2+lyqC1ABeKUS9lqTDOifjH2/iHPbBEcXxijguJ4BYprz6DXLHmIi7KCoLxRB4R/7+P5T5aLSfYQ33F63MTS+U/YJQj0GirqQEouPTgf6TqGtf9CjAxsWUnZlJYEj1TBrTVdcCJsy4HDgJ+FtHUx4WNjJs26rdzEeCVLwgot4FdZBWLATYxvSRaLCM/sPfkHjtHjF2Mj5jq4WYcLMjOkTRHLBRBC61yf1NR7FBRqN8fnV1L2jam5G4KsvrM4kqNKvryfryyctWfQ6SHcl1XK9YfLoKe7ED8HnH00IwYDGQSKQVQ4HFFyZU0mNsJEkFXf8xrbkdDnDEv3zCsaRFf+8yw1bXCFiDuGSB/ietXHAx70bX/EFdvyNafu2tplmsRcldsZwhnVn6B6z38PudsLpk6hiim3AqPsJtLyhYzWsHxBoxhZJgQhZVSCdT3CQR2JfPUbRcVxhE6jxNrrEFGZkhWjJfkEHcwlItLb6LnWAGYRORYbSZEWOw9YQPk0n67mrvK7BaZd82JWbZq467mEJ1gM/+wt10WvIVUINA1h+SDee9qOXjhFsNIq8mO1sKNRq3yTBY6iV1pVSyvLa/gPQrLKOSWbgSlGcLkJTJuhlhim3Kb4PSAvU8GGyBR2S5MGn7C0LTyv6rCw1NYbbiUxXiSi7LaTQn/vZoBJIgG2mPu56k32yM/ejBiv89Pbp2CaDvxnKi/d4bvW8AlU+2O9885fYjrqV3zjqF60DTcPRBN6nWFo4xdjj/3//GL59/f5V/04zYe1ko4pUcRDh8O5SMZiULFX8p7nhdBmHgCsZ5RcKsKL/IyKSZJWPbukU2VxBqSVNzWz32ma7dgpc/qDkxiFlxzJZEHLiDhHujQW36vnTcRPIQcluGiLH+JfDn9F0/1h+kdJRD8b905bIcX8NCbpj/Kcra4qQ44OOIGrSI0l+qbPOPrsgSuDlra8fEz5btDSBJPMx9AtK7h/AYiFEOkjI/BWfrswUiFGvx8/6K5Q6dfbhLKvnCiI38p9n97TsMmfBQGpbMz1I7gfgN6EWvvA+7LSrq3vjbdYnNG1CXQ8OUU2JDdt7+GEX1a5Rn4EtRRUNdOO/5qhixOEU+XzDUMfobkNjkirNjbW+vlI+c+Q8hnAARdDflrDvXBBikPdUjaP5N9QUuHGnFbV0M597Jx6xNk7kIao0Z2Lcssk+KWqDEZSjzlSw+U3JlFV7EeYo8TjAXzwecNU8O6MXmWDMDRC8kBPiKBYS38zUu/4DSSqCecnXb9K/wQ9crzFokvTV2B1XRWnyxzwxl90gE1mbJDROZ7I0a1oSgJrnrP8nPA5ffnmdqbMUWYY4RH0GjX1GTef9+EX4SWfIf+gQahufrE1e/wMmDB2fss0/DeMtjwXn5fS3lv1n6VsUgy+IZg4Zqt+UOARChYkztdcmeocfCrPZvbqITMERF3V+Hn3BRwxvKheTJZhJsXmUsuzBP1+dYDxJ3+rSzPH6FBhjEeZJmsei4Nt2FMxK7FpFLgbx5+09Y3KehczXY4Q5VneS4lnKlL2R4NTVXF+wtaaLxoxAmnu6S7uce98y4f6wfgyQZYdUnITyTPZlwjzSOQ/7M0Bc5hegOdzKYN0zu3cYA6cuD9CdK/l/Goi5vtEvKhVD8kJin/QYbbVVfXaDJi1FkB8Id7VthauU444Y8pYKZ8YLClG/5fV6SqHYMU3eIIf5XZw45JTwU6WKgM8kGTvBT2llZD2NqyYPgBnMbpoXLnu2mzB0DvstViG5gVinHKVRh+KKQTfxfGd+STNBUOb2fuIomEMxCHLt29cK1ku/le0eryEu0QqHx2LAUbPj3WWPzDjzJLBxDQb6ith65LJ2C0besWyNtBwGCzM/UfCIcEbZ9AJZtAo7cNAud47xZwX94wsbvJSodtmKjNxZguTfPAOgnbLl//RQcqsFLXxCIcQERmvKoxML/6Lmvg1ZS7CMsa97csfVyo+a6FLuxK7bPEtEjj3/jrXKkJrQIdqae6MvbCl3iBM9RKsABVORE9WHkzKVfTWr6Cf5ifjo8mee4Q+fDHUiPrKOC+Dp0z5a6N3a4BEGB0yFQZxH+9AY7fU98fRtNrthwk+gjEQ1PndOTStScmsDFXkBwiaTBwXgMwFL+N5MmHZC2AgmjiVkqxFUQJCrYietX29qx9jFieSBXexTAO+O3/x0+cKEg3pkm5GCsL3RFeOxLMzeCHi5vpscv+uKFFDYgT8YCMVB1j1PXqE7g46pRIEr8mTqG/I+ES3gZsFaoMmyWju+txbav6sl3ED65/HNpRfOypF6HheMbDmQ8xAIFTltSIaZW07cmVGRVuVEuLp0AXBcJ16q2irMuVbC0cI1PMjmUX1EU+INLfNkez5fkBAi3jSG3pe5Y56bfbx7/F2UqLejBjq1syvC0Ra43xmzId9qUDSC1XwWGWZIa4V07A/rXGgzMG/NiCqdyaPJNUoEKJ51eNaTLYOOldfVryV6lYmm0cle6QKDXM0Mu5YgmaH7BSiUfkN1//1DOFA4QHk/5Zk2Y5V8dA1Mx38ax0HCp0VixALzFpEW9pw0i2xHzn3KWM5H6ujRI2CKV5WtAwjB+i8qwUUFKzFb0DWyvA+QbItHRS7dg+kTr4Aazy2vdUi5ROrJMvQMmndL4kG3aTYzXHXszvkOt8lQNG6+Bl6ugNF1X/ACbnCJdkkh5eNDX5hFCq7NJxb/2/naH9J3c+dENFP4z7NKMH5Lp3vQ3C92xjlM8ibW6ii6v2CBalPSxvOoHpQCSzNKYU/br9M3uYlmmCaD2HSij0+l6j8KHZY1ZXzkwzDGM76fRJCIJhT0onTGt4LYtQVHWyo1wTJkD6MYgEZOlWqdMsF9YNdKiLy3oS+VX7ZT38J7seE234enxwE5d7sWutIXHsYmu1t866w0mTkU802m4XZ5tO2KQJMbfsp/Rl6LlLpP5Q8jblVkfzegPAi6lKl+XySQOF2xxrK4qabItt8gKivUkn3U78vmKQSCDwb6/cX3CChI9IERTelwdB+EEQl9K2JPyW1ABXT68AN1bDb/geVEmILAS26A22ozap5CAjgmOUD+iYPIsxs7Qj3ajwaONeFvPwcGSYsuejOqczkiOE1HTx6PyDRKNAQ/sI3qVUK4lsfyGMqkByWCC2bc1m5Vxe1O5dY1P+gFOpsz4BdqEYPXdzqC+nOEUrA5+IYbUQSNz0W1Z548JyeI/mEJOQ1Sz/je+fmvGYnh0mAKVj3+tLNtcIJBXZMZBYnanmAwVvU/+ISek4deLDDJ/JCLNKDiTRNypo1e0xAVLIEHuXniWBWa7iR7/9e32xjZQYVYon/cojP6qLiFxXya3nAvPwbd0HvJlxWENn7mzxrU0v0L4PkDLi11GIhxCYV70jX7WH6l7Ew4sXQUUM5FsToEzg17mUvx6e2OdbShic6gnGAkZI+B+wGCbqPFWmexMSrRvNRHHX2jI3pxvzEDpcyrGPduMul+xFzEXmf7QDTE4LaA+xDDavjbLCaS8q9vlasKIoagtMSjH5EYbmGOXMlVz7Unti22vOTKsrCj+fsvL2HudR9G8KFn8b3sNU2n1DcX0L59IwgZ0LTK7WTEWnRrBVkLltVEltV//R+yY8De0SYnEAAAD0yk25dx+RP0aFcfEw6FPeEUlJL7PX0/yTpnXzC6P9eAJ2Kn74/nnKrT58xC2J7AWhSBYTH0i16/MVqDoNJxuBo51A21evZ6uAlmx8D1sB3si75yxWAB/IGvPcUbowLQ2QATHiVVpGOKCz0whVe0MGyNXMtV3alEm+RpBmoPLhrEcEM+4cpKzCU3+WM5JeIiY3gYDHupPD3D2u0FoWAGzXNNn49NM4l/eTVGY/ZWwl8phJ2N9I8iHpiYy7jAgmkkEDptaB56qJJtvH5FrYu9sfWYNbgnpJqSQfChx1p7gJs6Sj0U0ce8tp/JTI/7vjWZdx4gWC6PgAnbg96aEDFOZBXRYVrWKjbMoytv9Kkw+PLE5N9ZHgDW8XdMFnf/B/g1DOZ/f/Dv6lSkQ3lGq/BlQHxqJoGmD0tpT/3t2sX1TPZtv4APrHxSfF7BAgIh+T1A95LCkBAh8d7vif0qMFZw1XsboKPN0ycoQf/wegEk8xCPTtwZYAAAAAA=" alt="Renzo-ArtHome" width="200" height="132"></div>
<div class="testa-testo">
<div class="eyebrow">Renzo-ArtHome · Radioprotezione pratica</div>
<h1>Calcolatore Radon</h1>
<p class="tesi">Dalla concentrazione misurata in casa alla dose annua e al rischio, con i coefficienti ufficiali (ICRP&nbsp;137, Darby&nbsp;2005, D.Lgs.&nbsp;101/2020). E la mappa dell&#8217;Italia del radon: indagine nazionale e aree prioritarie. <strong>Nessuna mappa sostituisce la misura nella tua casa.</strong></p>
</p></div>
</header>
<div class="grid">
<section class="card" aria-labelledby="t-inp">
<h2 id="t-inp">La tua situazione</h2>
<p class="hint">Se non hai una misura, tocca la tua regione sulla mappa: si carica la media regionale come punto di partenza (solo orientativo).</p>
<p> <label class="fld" for="conc">Concentrazione media annua di radon</label> </p>
<div class="riga"> <input type="number" id="conc" min="5" max="20000" step="5" value="70" aria-describedby="conc-h"> <span class="unita">Bq/m³</span> </div>
<p> <input type="range" id="conc-r" min="10" max="1500" step="10" value="70" aria-label="Concentrazione, cursore"> </p>
<p class="hint" id="conc-h">Media italiana: 70 · obiettivo OMS: 100 · nuove case: 200 · riferimento di legge: 300</p>
<p> <label class="fld" for="ore">Ore al giorno trascorse in casa</label> </p>
<div class="riga"> <input type="range" id="ore" min="4" max="24" step="1" value="19" style="flex:1"> <span class="unita"><span id="ore-v" class="tv" style="font-family:'IBM Plex Mono',Consolas,monospace">19</span> h ≈ <span id="ore-y">6.935</span> h/anno</span> </div>
<p class="hint">La convenzione di radioprotezione per le abitazioni è 7.000 ore l&#8217;anno.</p>
<fieldset style="border:0;padding:0;margin:16px 0 0">
<legend class="fld" style="padding:0">Rapporto col fumo</legend>
<div class="scelte" role="radiogroup"> <label><input type="radio" name="fumo" value="mai" checked>Mai fumato</label> <label><input type="radio" name="fumo" value="ex">Ex fumatore</label> <label><input type="radio" name="fumo" value="si">Fumatore</label> </div>
</fieldset>
</section>
<section class="card" aria-labelledby="t-out" aria-live="polite">
<h2 id="t-out">Che cosa significa</h2>
<div class="verdetto v-ok" id="verdetto">
<div class="tit" id="verdetto-tit">—</div>
<p id="verdetto-txt">—</p>
</p></div>
<div class="statgrid">
<div class="stat">
<div class="lbl">Dose efficace annua</div>
<div class="num"><span id="dose">—</span> <span style="font-size:15px">mSv</span></div>
<div class="sub">ICRP 137 · 6,7 nSv per Bq·h/m³ (F=0,4)</div></div>
<div class="stat">
<div class="lbl">Rischio relativo</div>
<div class="num" id="rr">—</div>
<div class="sub">+16% ogni 100 Bq/m³ (Darby et al., BMJ 2005)</div></div></div>
<div class="barre" aria-label="Confronto della dose con i riferimenti">
<div class="barra"><span>La tua dose da radon</span></p>
<div class="tr">
<div class="fl tua" id="b-tua"></div>
</div>
<p><span class="n" id="n-tua">—</span></div>
<div class="barra"><span>Fondo naturale medio mondiale</span></p>
<div class="tr">
<div class="fl" style="width:12%"></div>
</div>
<p><span class="n">2,4</span></div>
<div class="barra"><span>Limite popolazione (pratiche)</span></p>
<div class="tr">
<div class="fl" style="width:5%"></div>
</div>
<p><span class="n">1,0</span></div>
<div class="barra"><span>Limite lavoratori esposti</span></p>
<div class="tr">
<div class="fl" style="width:100%"></div>
</div>
<p><span class="n">20,0</span></div></div>
<div class="stat" style="margin-top:14px">
<div class="lbl">Rischio cumulativo di tumore polmonare entro i 75 anni</div>
<div class="num" style="font-size:24px" id="abs">—</div>
<div class="sub" id="abs-sub">Stima da Darby et al. 2005 (13 studi europei), a questa concentrazione mantenuta per tutta la vita.</div></div>
</section></div>
<section class="mappa-sec" aria-labelledby="t-map">
<div class="mappa-head">
<div>
<h2 id="t-map">L&#8217;Italia del radon</h2>
<p class="hint" style="max-width:60ch">Due letture dello stesso Paese: le medie dell&#8217;indagine nazionale ISS-ENEA e lo stato delle aree prioritarie previste dal D.Lgs. 101/2020.</p>
</p></div>
<div class="scelte" role="radiogroup" aria-label="Vista della mappa"> <label><input type="radio" name="vista" value="medie" checked>Indagine 1989–97</label> <label><input type="radio" name="vista" value="prior">Aree prioritarie · ago 2026</label> </div></div>
<div class="mappa-grid">
<div class="card" style="padding:14px"> <svg class="italia" id="svg-italia" viewBox="0 0 640 831" role="group" aria-label="Mappa delle regioni italiane, colorata secondo la vista scelta"></svg> </p>
<div class="legenda" id="legenda"></div>
<div class="avviso"><strong>Avvertenza che vale più della mappa:</strong> la variabilità tra edifici, anche vicini, è enorme. La media regionale non dice quanto radon c&#8217;è nella tua abitazione: lo dice solo un dosimetro esposto per 12 mesi.</div></div>
<div>
<div class="card">
<h3>Le mappe ufficiali da consultare</h3>
<ul class="link-list">
<li><a href="https://www.isinucleare.it/it/radioprotezione/radon" target="_blank" rel="noopener">SINRAD — mappa interattiva ISIN</a><span class="d">Concentrazioni medie comunali misurate in trent&#8217;anni di campagne (abitazioni e scuole).</span></li>
<li><a href="https://www.mase.gov.it/portale/mappa-del-radon-in-italia" target="_blank" rel="noopener">MASE — Mappe del radon in Italia</a><span class="d">Carta predittiva e radioattività naturale potenziale delle rocce (dati ISPRA, agg. 11/2025).</span></li>
<li><a href="https://www.isinucleare.it/sites/default/files/contenuto_redazione_isin/pnar_2023_2032.pdf" target="_blank" rel="noopener">PNAR 2023–2032 (testo integrale)</a><span class="d">Il Piano Nazionale d&#8217;Azione per il Radon, DPCM 11 gennaio 2024.</span></li>
<li><a href="https://www.arpalombardia.it/temi-ambientali/radioattivita/il-radon/aree-prioritarie-in-italia/" target="_blank" rel="noopener">Aree prioritarie in Italia — quadro ARPA</a><span class="d">Elenco nazionale aggiornato delle Regioni con aree prioritarie pubblicate in Gazzetta.</span></li>
<li><a href="https://www.iss.it/radon" target="_blank" rel="noopener">ISS — portale radon</a><span class="d">Il punto di riferimento sanitario nazionale; per le misure: ARPA/APPA della tua regione.</span></li>
</ul></div>
<details>
<summary>Tabella completa (accessibile) — dati regionali</summary>
<div class="inner tabella-scroll" id="tabella-dati"></div>
</details></div></div>
</section>
<section class="card metodo" aria-labelledby="t-met">
<h2 id="t-met">Metodo, ipotesi, limiti</h2>
<p><strong>Dose.</strong> <code>E [mSv/anno] = C [Bq/m³] × ore/anno × 6,7·10⁻⁶</code> — coefficiente ICRP Pubblicazione 137 (2017) con fattore di equilibrio 0,4. Con il coefficiente UNSCEAR (1,6 mSv per mJ·h/m³) la stima si riduce a poco più della metà: le due scuole convivono nella letteratura.</p>
<p><strong>Rischio relativo.</strong> <code>RR = 1 + 0,16 × C/100</code> — aumento del 16% del rischio di tumore polmonare ogni 100 Bq/m³ di concentrazione media di lungo periodo (Darby et al., <em>BMJ</em> 330:223, 2005; confermato da OMS 2009). Relazione lineare, senza soglia.</p>
<p><strong>Rischio assoluto.</strong> Rischio cumulativo di morte per tumore polmonare entro i 75 anni, a radon nullo: 0,41% per chi non ha mai fumato, 10,1% per il fumatore (Darby 2005); il valore mostrato è la base moltiplicata per RR. Per l&#8217;ex fumatore il rischio è intermedio e dipende da quanto e per quanto si è fumato e da quando si è smesso: qui si mostra l&#8217;intervallo tra i due profili.</p>
<p><strong>Limiti.</strong> Strumento informativo: non sostituisce la misura (UNI ISO 11665-4, servizi di dosimetria riconosciuti ex D.Lgs. 101/2020) né le valutazioni di legge per i luoghi di lavoro. I dati regionali derivano dall&#8217;indagine nazionale 1989–97 (APAT, Annuario 2003): le campagne regionali successive, più fitte e mirate ai piani terra, hanno spesso misurato valori più alti. Lo stato delle aree prioritarie è aggiornato al 31 luglio 2026 (quadro ARPA Lombardia): undici fra Regioni e Province autonome, 483 comuni.</p>
</section>
<footer> <a href="https://www.renzo-arthome.com/">renzo-arthome.com</a> · agosto 2026 · Fonti: D.Lgs. 101/2020 e D.Lgs. 203/2022 · DPCM 11/01/2024 (PNAR) · OMS, <em>Radon and health</em> 2023 e <em>Handbook on Indoor Radon</em> 2009 · ICRP 137 · Darby et al., BMJ 2005 · APAT, Annuario dei dati ambientali 2003 · ISIN/SINRAD · MASE-ISPRA. </footer>
</p></div>
<div class="tooltip" id="tip" role="status"></div>
<p><script src="data:text/javascript;charset=utf-8;base64,
const GEO = {"w": 640.0, "h": 830.6, "regioni": {"Piemonte": {"d": "M27.4 129.7L26.0 126.4L30.1 120.9L25.5 117.1L27.3 112.9L27.8 115.6L32.1 116.1L34.6 112.9L40.4 112.8L46.4 108.0L50.6 107.4L52.9 109.5L59.5 110.4L64.6 107.0L68.6 107.4L70.6 103.7L68.8 100.8L70.5 97.9L66.6 93.2L67.3 80.1L73.3 78.4L75.7 74.8L75.7 71.2L82.0 68.1L82.8 65.1L78.2 59.5L81.3 56.6L84.8 56.4L90.8 50.9L90.4 47.7L97.9 45.0L99.1 52.0L96.9 56.8L97.8 60.3L102.6 62.6L106.8 69.5L112.4 71.2L113.1 76.1L104.7 85.2L105.9 90.1L103.8 94.3L105.9 97.5L109.1 98.7L108.4 101.3L110.6 101.3L110.9 104.2L109.4 104.1L111.7 106.8L112.3 112.5L116.3 115.0L119.3 121.6L112.6 122.7L114.8 124.6L111.1 128.8L107.5 124.6L103.7 123.9L100.7 128.9L103.8 132.5L102.4 132.6L103.4 135.2L102.1 135.6L105.2 135.3L103.1 137.4L106.8 140.7L109.4 148.5L112.1 147.0L115.4 149.3L121.7 145.5L123.2 150.6L125.6 150.7L127.8 156.4L130.7 157.7L131.6 162.9L136.4 163.1L137.0 166.1L139.2 167.5L138.7 178.6L135.0 180.3L131.7 176.7L130.2 177.4L128.5 173.7L124.0 173.0L121.4 175.7L123.3 181.2L118.4 181.2L116.3 186.4L112.3 179.8L107.5 179.4L104.9 184.9L96.3 184.7L93.2 188.1L87.5 183.5L84.6 187.7L85.0 192.5L81.9 193.9L79.4 199.9L77.2 199.9L78.8 201.7L77.3 203.3L78.9 208.9L77.6 211.0L72.8 211.5L74.3 214.1L67.7 213.9L61.2 211.3L59.1 212.5L59.5 215.4L61.0 215.4L59.0 217.1L56.0 212.1L56.3 208.7L42.9 213.3L39.2 213.0L38.4 210.9L35.1 211.3L30.2 207.0L20.5 204.5L19.9 201.3L14.0 195.5L14.3 191.3L17.3 190.6L13.4 186.9L12.3 183.3L18.4 177.0L18.1 172.9L24.1 172.0L20.2 164.8L21.4 162.4L16.4 159.6L13.2 160.5L6.7 156.5L6.4 148.9L2.4 148.1L0.0 142.4L7.7 138.3L11.9 140.7L14.4 139.9L14.4 137.7L17.3 137.6L20.3 134.0L24.2 134.5Z", "cx": 80.2, "cy": 143.3}, "Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste": {"d": "M59.6 83.6L60.5 82.5L66.6 84.2L66.6 93.2L70.1 96.6L68.8 100.8L70.6 103.7L68.5 107.4L65.8 106.7L59.5 110.4L52.9 109.5L50.6 107.4L46.4 108.0L40.4 112.8L34.6 112.9L32.1 116.1L27.8 115.6L27.5 112.8L25.7 116.3L22.7 116.0L23.0 114.4L20.1 113.6L19.6 111.8L19.9 103.9L15.6 103.1L9.9 97.6L10.3 90.1L19.6 87.6L21.9 83.8L25.6 88.3L28.5 86.8L30.3 88.3L35.9 83.8L40.9 85.5L50.8 79.0L55.8 79.9Z", "cx": 41.0, "cy": 98.2}, "Liguria": {"d": "M49.8 229.0L50.6 225.4L55.0 223.3L55.8 219.3L60.9 215.4L58.7 214.0L59.3 212.3L61.2 211.3L67.7 213.9L74.2 214.1L73.1 211.2L77.7 210.9L79.0 207.3L77.3 203.3L78.8 201.7L77.2 199.9L79.4 199.9L81.9 193.9L85.0 192.5L84.4 188.1L86.0 184.5L87.5 183.5L93.2 188.1L96.3 184.7L104.9 184.9L107.5 179.4L112.7 179.9L116.3 186.4L118.4 181.2L123.3 181.2L121.4 175.7L124.0 173.0L128.5 173.7L130.2 177.4L131.7 176.7L135.1 180.3L140.9 177.0L141.0 178.5L143.9 177.9L146.4 179.9L149.5 178.4L154.1 181.4L154.4 186.8L152.9 186.9L151.3 191.4L153.5 192.1L157.8 190.0L162.9 191.9L164.0 195.3L173.6 202.1L174.3 208.5L176.6 206.4L178.0 207.3L175.8 209.5L180.1 209.4L180.8 214.5L182.7 212.9L185.3 214.7L180.3 218.9L172.7 213.5L171.4 214.2L173.5 217.1L172.5 217.9L140.4 196.5L139.4 200.0L135.9 198.7L136.0 196.4L133.0 194.8L113.9 190.8L98.2 200.8L96.7 207.5L88.4 211.4L86.0 218.3L82.7 221.9L83.2 224.6L77.7 229.2L56.3 237.4L48.6 236.9L46.7 231.3Z", "cx": 116.9, "cy": 201.6}, "Lombardia": {"d": "M105.1 96.0L103.6 93.3L105.9 90.1L104.7 85.2L113.0 76.9L111.9 72.1L113.9 69.4L119.7 72.8L116.2 79.0L122.0 81.1L124.6 87.5L123.0 90.3L125.0 89.4L129.5 90.9L132.5 85.3L127.1 80.3L129.2 78.6L128.2 75.6L131.9 73.5L131.6 69.6L137.6 65.9L141.0 61.4L143.9 54.8L141.0 46.9L142.9 42.6L147.2 41.7L149.8 44.8L152.5 41.8L152.5 51.2L157.3 56.5L165.6 57.3L167.4 53.1L169.5 54.2L179.0 51.0L181.3 53.0L181.3 57.8L184.5 59.3L184.1 61.8L188.2 62.1L191.0 59.7L187.2 54.4L190.4 49.0L183.7 46.4L183.9 39.7L187.0 34.4L194.5 32.7L194.7 36.8L197.4 38.8L204.1 38.7L207.1 42.7L211.4 43.2L215.0 46.1L214.1 51.0L209.5 52.7L212.6 56.5L213.0 60.6L210.7 64.7L211.9 66.2L211.0 69.9L205.9 79.0L208.9 83.6L207.9 86.4L208.6 90.4L210.8 91.2L210.2 93.4L216.0 92.4L219.0 89.6L226.7 90.2L215.3 106.7L216.4 117.7L215.1 118.0L216.2 119.9L220.2 120.7L218.5 125.3L221.2 129.2L223.6 127.2L227.1 131.4L231.9 133.1L235.2 136.4L235.0 138.9L238.0 139.0L236.9 141.0L239.3 142.7L243.2 140.8L246.3 141.8L244.8 145.5L249.6 145.8L250.1 148.5L258.3 153.4L251.9 152.6L250.0 154.2L243.5 154.6L239.2 152.5L229.4 156.1L221.6 153.4L220.7 150.4L218.9 152.5L218.5 150.8L215.3 155.2L209.5 156.0L205.0 153.9L203.3 150.9L200.8 152.3L192.9 147.4L190.0 146.6L187.2 148.2L184.2 146.8L180.7 140.2L177.1 142.7L177.4 140.1L175.1 140.7L176.0 144.0L172.8 142.9L172.0 146.0L168.5 141.7L166.2 145.6L161.9 143.8L161.6 140.3L159.3 142.7L157.2 140.3L156.4 144.1L154.6 142.3L149.8 143.9L145.0 153.8L143.0 154.7L142.6 157.3L146.1 159.3L147.2 162.5L143.0 166.5L145.6 168.8L145.2 172.0L141.7 172.7L140.4 170.1L140.7 172.2L138.5 172.3L139.2 167.5L137.0 166.1L136.4 163.1L131.6 162.9L130.7 157.7L127.8 156.4L125.6 150.7L123.2 150.6L121.7 145.5L115.4 149.3L112.1 147.0L109.4 148.5L106.8 140.7L103.1 137.4L105.2 135.3L102.1 135.6L103.4 135.2L102.4 132.6L103.8 132.5L100.7 128.9L103.7 123.9L107.5 124.6L111.1 128.8L114.8 124.6L112.6 122.7L119.3 121.6L116.3 115.0L112.3 112.5L111.7 106.8L109.4 104.1L110.9 104.2L110.6 101.3L108.4 101.3L109.0 98.5Z", "cx": 167.0, "cy": 113.3}, "Veneto": {"d": "M215.7 111.4L215.5 106.1L226.7 90.2L229.3 91.7L226.9 98.3L231.3 99.7L232.0 101.6L236.0 98.5L242.1 100.3L244.9 96.9L244.7 93.4L246.2 93.7L245.5 91.5L249.2 83.9L251.7 84.0L251.5 82.8L254.1 84.7L255.4 79.4L259.4 79.5L262.8 77.3L266.4 77.7L266.9 80.4L271.7 80.6L271.2 75.6L273.3 74.8L272.2 71.5L283.3 69.5L287.1 63.9L284.3 62.1L285.3 60.4L283.3 60.1L283.0 58.2L280.3 58.5L280.1 55.1L277.0 52.5L280.3 52.0L281.1 47.1L283.1 46.5L282.6 44.5L278.9 43.4L281.1 41.1L289.1 40.0L291.7 36.3L292.8 29.8L299.6 33.8L299.5 35.6L303.1 33.1L309.9 33.6L309.6 32.1L314.8 29.5L328.5 32.8L322.5 39.2L324.8 44.7L317.7 44.9L313.6 50.1L314.1 51.7L308.2 55.3L306.5 58.6L308.3 61.6L313.2 63.3L315.8 67.4L315.3 70.5L310.6 75.2L312.0 81.9L316.4 83.7L319.2 90.6L321.1 91.4L321.7 89.8L325.1 93.2L331.1 88.6L332.6 91.1L335.5 88.9L339.2 91.3L340.9 89.1L343.4 97.9L344.5 97.1L346.4 102.8L348.5 103.8L338.2 105.8L308.5 121.4L305.2 132.2L307.1 143.4L319.0 152.2L310.6 164.6L305.0 159.8L304.3 154.0L296.9 154.9L291.7 151.4L278.6 151.4L268.7 157.8L264.0 154.3L258.3 154.8L258.0 152.4L250.1 148.5L249.6 145.8L244.8 145.5L246.3 141.8L243.2 140.8L239.3 142.7L236.9 141.0L238.0 139.0L235.0 138.9L235.2 136.4L231.9 133.1L227.1 131.4L223.6 127.2L220.7 128.9L218.4 124.5L220.0 123.4L220.1 120.1L216.2 119.9L215.1 118.0L216.4 117.7Z", "cx": 287.3, "cy": 96.6}, "Friuli-Venezia Giulia": {"d": "M370.8 50.7L366.6 52.4L367.0 54.5L363.2 56.8L365.1 63.0L369.0 62.1L378.7 65.9L373.7 71.8L369.9 73.8L368.6 77.7L372.1 80.7L377.5 79.3L373.9 89.4L375.4 92.2L385.8 96.6L392.4 104.4L388.7 107.9L381.9 107.2L386.4 106.3L383.2 104.0L383.5 101.1L371.7 92.2L370.8 96.5L372.7 97.9L366.3 101.2L361.4 101.1L356.2 98.3L351.1 99.6L348.4 103.7L346.4 102.8L344.5 97.1L343.4 97.9L340.9 89.1L339.2 91.3L335.5 88.9L332.6 91.1L331.1 88.6L325.1 93.2L321.7 89.8L321.1 91.4L319.2 90.6L316.4 83.7L312.1 81.9L310.6 75.2L315.3 70.5L315.8 67.4L313.2 63.3L308.3 61.6L306.5 58.6L308.2 55.3L314.1 51.7L313.6 50.1L317.7 44.9L324.8 44.7L322.7 38.7L329.6 31.9L335.0 34.8L351.8 36.0L355.5 38.5L360.2 38.6L363.0 36.7L381.4 40.7L380.0 46.7L375.2 46.7Z", "cx": 349.7, "cy": 78.6}, "Emilia-Romagna": {"d": "M145.6 168.8L143.0 166.5L147.2 162.5L146.1 159.3L142.6 157.3L143.0 154.7L145.0 153.8L149.8 143.9L154.6 142.3L156.4 144.1L157.2 140.3L159.3 142.7L161.6 140.3L161.9 143.8L166.2 145.6L168.5 141.7L172.0 146.0L172.8 142.9L176.0 144.0L175.1 140.7L177.4 140.1L177.1 142.7L180.7 140.2L184.2 146.8L185.9 146.5L186.5 148.1L192.9 147.4L200.6 152.2L203.5 150.9L205.1 153.9L212.0 156.4L220.7 150.4L221.6 153.4L229.4 156.1L235.2 153.0L239.4 152.5L243.5 154.6L252.7 152.6L258.3 153.2L258.4 154.9L264.0 154.3L268.6 157.8L278.7 151.4L291.7 151.4L296.9 154.9L304.0 153.9L305.0 159.8L310.6 164.6L306.5 164.9L309.9 164.8L304.5 161.3L302.1 170.4L308.4 202.0L316.9 213.9L329.5 223.7L328.6 230.7L325.9 231.9L325.5 233.9L322.7 234.2L320.9 229.6L318.4 231.1L315.7 230.0L316.4 222.0L310.9 224.6L311.1 228.4L314.1 229.3L310.7 230.5L310.0 234.5L304.5 236.1L304.4 238.2L300.4 239.0L299.6 240.6L298.0 238.5L293.3 240.0L288.4 238.5L284.3 234.8L280.6 235.2L273.5 230.2L273.9 227.0L270.1 222.1L275.6 212.5L270.4 214.2L266.8 213.4L268.4 210.1L263.1 210.1L258.0 204.3L250.5 210.2L245.9 210.6L249.3 213.1L248.5 214.4L243.7 213.4L238.0 214.9L235.4 213.4L235.7 211.5L230.5 216.9L222.1 210.4L216.2 209.9L213.4 213.1L209.8 210.2L207.6 205.5L198.0 201.0L195.2 202.2L189.3 196.1L186.8 196.6L182.0 193.5L179.9 188.1L171.8 188.0L168.6 193.5L164.0 195.3L162.9 191.9L160.1 190.1L151.3 191.4L152.9 186.9L154.4 186.8L154.1 181.4L149.5 178.4L148.2 180.1L138.5 177.3L138.5 172.3L140.7 172.2L140.4 170.1L141.7 172.7L145.2 172.0Z", "cx": 230.1, "cy": 183.0}, "Marche": {"d": "M316.1 255.8L312.7 254.5L310.4 256.6L309.1 255.0L307.1 255.5L306.0 254.0L308.9 251.7L309.1 249.3L303.1 250.8L299.3 247.7L302.3 244.2L304.9 244.0L305.7 240.7L306.1 244.5L306.9 242.3L309.1 242.2L304.4 238.2L304.5 236.2L310.0 234.5L310.7 230.5L313.1 230.6L314.4 228.8L318.3 231.1L320.9 229.6L322.7 234.2L325.5 233.9L325.9 231.9L328.6 230.7L329.6 223.6L338.0 226.9L358.3 244.4L367.4 249.3L370.2 247.9L376.6 253.6L376.5 257.1L386.7 280.9L392.3 300.6L381.0 303.8L378.7 306.8L371.7 306.2L369.5 311.9L364.1 315.4L358.2 311.7L356.6 313.0L353.1 312.1L357.2 306.8L355.6 302.5L351.7 305.0L345.8 298.8L343.0 299.5L341.7 302.4L341.7 298.3L337.3 295.6L337.4 286.3L334.0 283.1L335.6 278.0L331.6 272.7L331.9 269.1L329.3 265.1L331.2 263.3L330.7 260.3L328.7 259.8L327.3 262.5L324.8 261.7L322.5 263.2Z", "cx": 341.4, "cy": 268.5}, "Toscana": {"d": "M176.0 209.7L178.0 207.3L175.7 206.5L174.3 208.5L173.6 202.1L164.7 195.2L168.6 193.5L171.8 188.0L173.7 187.7L179.9 188.1L181.6 193.2L186.8 196.6L189.3 196.1L195.2 202.2L198.0 201.0L207.6 205.5L209.8 210.2L213.4 213.1L215.1 212.8L216.0 210.0L222.0 210.3L230.1 215.2L230.2 216.9L235.7 211.5L235.4 213.4L238.0 214.9L243.7 213.4L248.6 214.4L249.3 213.1L245.9 210.6L250.5 210.2L258.0 204.3L263.1 210.1L268.4 210.1L266.8 213.4L275.8 212.8L270.1 222.1L273.9 227.0L274.7 231.2L292.9 240.0L297.8 238.5L299.6 240.6L300.4 239.0L304.4 238.2L309.1 242.0L306.9 242.3L306.9 244.8L305.7 240.7L304.9 244.0L299.1 247.1L300.6 249.3L297.4 255.2L294.0 256.4L296.8 259.3L290.5 263.3L293.3 264.2L293.3 266.8L295.9 267.4L296.3 272.0L298.7 272.8L299.6 270.5L301.2 271.8L294.1 276.1L291.5 275.1L290.4 279.6L285.1 282.3L285.0 287.6L288.2 289.4L285.5 299.6L286.9 302.3L279.2 305.7L278.7 307.7L277.0 305.8L275.9 307.2L279.4 311.3L277.3 314.1L278.9 317.9L270.0 324.1L266.5 324.0L265.5 327.6L268.5 329.7L268.6 333.4L261.6 333.2L259.5 337.6L248.4 334.7L243.6 338.8L240.1 334.0L241.0 332.6L244.6 332.8L245.0 326.1L241.9 324.6L239.9 319.8L236.1 317.6L232.7 311.9L220.8 307.2L223.1 305.1L223.1 299.6L216.3 296.4L211.7 296.5L210.7 298.7L208.3 297.9L207.5 293.9L209.3 293.1L210.4 287.0L209.8 275.9L197.3 253.9L198.7 251.2L197.4 252.9L194.4 230.6L189.2 223.2L182.5 218.2L185.1 214.2L182.5 212.9L181.2 214.8L180.1 209.4ZM195.8 311.3L194.3 311.1L194.3 312.6L189.1 312.2L187.4 307.8L191.5 306.5L194.5 308.3L195.7 305.2L200.3 307.5L203.8 302.1L205.3 303.9L204.9 309.0L202.3 310.3L204.7 313.6L202.1 313.4L200.1 309.9L198.7 311.9L198.1 310.3Z", "cx": 244.6, "cy": 259.1}, "Umbria": {"d": "M351.5 317.8L336.5 321.0L337.2 324.3L327.4 328.8L329.0 330.9L325.3 333.0L322.6 331.1L321.8 335.7L317.5 338.6L316.6 335.7L313.4 336.2L314.1 333.9L311.4 334.2L311.8 329.4L308.0 330.7L304.7 329.2L303.9 324.5L302.0 323.7L302.2 319.7L300.1 317.3L297.8 316.2L295.8 318.1L294.9 317.0L290.8 318.6L286.0 315.7L285.2 314.2L288.0 309.9L285.2 308.7L283.3 304.3L286.9 302.3L285.5 299.6L288.2 289.4L285.7 289.0L284.5 283.9L290.4 279.6L291.0 275.4L294.1 276.1L301.2 271.9L299.6 270.5L298.7 272.8L296.3 272.0L295.9 267.4L293.3 266.8L293.3 264.2L290.5 263.3L296.8 259.3L294.3 255.7L297.4 255.2L300.1 249.6L305.2 251.1L309.1 249.2L308.9 251.7L306.0 254.1L307.1 255.5L309.1 255.0L310.4 256.6L312.4 254.6L315.2 255.3L322.5 263.2L324.8 261.7L327.3 262.5L328.7 259.8L330.7 260.3L331.2 263.3L329.3 265.1L331.9 269.1L331.6 272.7L335.6 278.0L334.0 283.1L337.4 286.3L337.3 295.6L341.7 298.3L341.7 302.4L343.0 299.5L345.9 298.8L351.3 304.8L355.6 302.5L356.3 303.8L356.2 309.7L353.4 310.1Z", "cx": 315.7, "cy": 294.2}, "Lazio": {"d": "M279.0 306.9L280.9 304.7L284.0 305.0L285.2 308.7L288.0 309.9L285.2 314.2L290.8 318.6L294.9 317.0L295.8 318.1L297.8 316.2L300.1 317.3L302.2 319.7L302.0 323.7L303.9 324.5L304.7 329.2L308.0 330.7L311.8 329.4L311.4 334.2L314.1 333.9L313.4 336.2L316.6 335.7L317.5 338.6L321.8 335.7L322.6 331.1L325.3 333.0L329.0 330.9L327.4 328.8L337.2 324.3L337.0 320.7L339.2 321.5L344.3 318.9L346.1 320.0L349.3 317.5L350.8 318.3L353.1 312.1L360.1 312.8L362.2 314.9L361.7 316.8L364.9 318.6L364.2 322.3L358.7 323.9L353.2 322.6L351.3 326.0L352.6 330.3L349.2 332.9L353.4 336.8L351.2 339.1L363.4 351.7L356.3 355.5L347.6 351.9L347.6 354.3L344.6 355.9L344.4 361.1L345.9 363.5L348.4 364.1L348.6 362.8L362.6 370.0L363.4 377.7L365.4 376.5L373.7 382.2L377.9 378.2L382.2 379.0L384.2 382.6L392.4 384.8L396.1 389.3L398.2 398.7L395.3 400.9L395.6 403.1L389.3 406.4L390.6 407.6L390.7 415.2L387.5 416.1L387.8 418.0L384.0 420.3L380.9 418.1L376.2 417.7L373.8 419.1L373.9 421.6L358.6 415.0L346.0 420.2L341.6 411.9L337.6 408.2L330.2 406.9L326.0 403.8L322.4 404.3L312.8 390.5L302.9 382.8L301.1 383.0L300.1 376.8L296.7 370.7L284.5 361.8L280.2 362.6L271.0 345.4L259.5 337.6L261.6 333.2L268.6 333.4L268.5 329.7L265.5 327.6L266.5 324.0L270.0 324.1L274.9 321.2L275.7 318.8L278.6 318.5L277.3 314.1L279.4 311.3L275.5 308.4L276.7 305.9Z", "cx": 332.1, "cy": 355.7}, "Campania": {"d": "M401.4 403.3L403.3 400.0L405.6 402.0L406.0 400.5L409.7 400.7L422.4 406.3L423.9 408.9L427.2 408.2L429.2 410.2L432.6 407.1L437.0 407.0L439.0 403.9L443.3 405.7L451.0 401.4L456.0 405.5L455.9 408.3L453.7 409.6L454.5 412.5L457.6 413.5L458.6 416.2L461.4 415.8L465.6 418.9L463.8 419.4L464.7 422.1L461.9 425.6L465.8 429.3L470.3 430.2L471.9 428.6L480.1 432.5L481.1 438.0L478.9 442.9L475.4 445.8L469.6 444.7L470.9 448.0L468.6 448.1L471.0 449.8L471.1 456.0L477.7 460.3L474.8 464.3L479.6 467.2L479.6 472.9L488.3 480.4L489.7 485.3L494.0 488.3L493.4 492.0L489.9 493.6L488.5 499.4L485.6 502.2L487.0 503.9L478.7 502.7L473.2 508.6L467.5 505.6L465.2 506.3L465.2 502.6L457.7 495.6L452.4 495.5L450.1 492.2L445.7 490.4L450.5 480.1L444.9 467.3L439.3 460.3L437.0 459.4L433.9 462.5L430.4 461.5L425.2 464.4L422.9 462.9L414.2 467.1L415.0 463.1L422.5 458.1L420.9 454.0L418.3 453.6L411.3 447.5L407.0 451.0L402.4 448.3L400.6 449.3L401.6 452.2L398.9 451.2L397.6 441.4L384.0 420.3L387.8 418.0L387.5 416.1L390.8 415.0L389.4 406.3L395.4 403.1L399.0 408.1L402.8 408.6ZM394.3 457.2L389.9 457.9L389.3 453.6L394.3 454.8Z", "cx": 442.7, "cy": 448.1}, "Abruzzo": {"d": "M393.6 387.0L390.9 383.6L384.2 382.6L382.2 379.0L377.9 378.2L373.7 382.2L365.4 376.5L363.4 377.7L362.6 370.1L348.6 362.8L348.4 364.1L345.9 363.5L344.0 359.3L347.6 351.9L356.3 355.5L363.4 351.7L351.2 339.1L353.4 336.8L349.2 332.9L352.6 330.3L351.3 326.0L353.2 322.6L363.5 323.0L365.0 318.8L361.7 316.8L362.3 314.8L366.5 314.6L367.0 312.2L369.5 311.9L371.7 306.2L378.7 306.8L381.0 303.8L391.8 300.6L396.4 313.5L402.6 324.3L410.8 333.1L419.4 339.2L424.2 346.6L435.1 352.0L435.4 357.1L438.7 359.6L438.9 362.2L423.1 381.8L421.2 381.6L420.6 376.0L417.0 373.2L415.2 374.5L412.1 371.0L404.7 377.0L407.2 382.6L406.0 381.4L403.3 382.9L402.5 385.6L400.5 383.5L397.8 387.4Z", "cx": 390.1, "cy": 355.3}, "Molise": {"d": "M419.3 405.1L409.7 400.7L406.0 400.5L405.6 402.0L403.3 400.0L401.0 404.2L402.8 408.6L399.0 408.1L395.6 403.1L398.2 396.5L396.1 389.3L393.6 387.0L397.8 387.4L400.5 383.5L402.5 385.6L403.3 382.9L406.0 381.4L407.2 382.6L405.1 376.3L412.1 371.0L415.2 374.5L417.0 373.2L420.6 376.0L421.2 381.6L423.1 381.8L438.8 362.5L438.7 359.6L450.8 364.2L454.9 368.8L458.0 369.8L455.9 381.5L457.1 384.6L459.3 385.5L452.0 391.7L448.6 390.2L447.0 391.9L447.2 398.5L451.0 401.4L443.3 405.7L439.0 403.9L437.0 407.0L432.6 407.1L429.2 410.2L427.2 408.2L423.9 408.9Z", "cx": 425.8, "cy": 387.5}, "Puglia": {"d": "M455.9 408.3L455.9 405.2L447.3 398.6L447.0 391.9L448.6 390.2L452.0 391.7L459.3 385.5L457.1 384.6L455.9 381.5L458.0 369.9L472.8 371.8L505.2 368.2L512.0 370.8L514.3 373.0L514.6 380.6L501.5 390.2L501.7 391.9L500.9 390.7L499.1 392.1L499.0 397.0L501.4 402.5L535.8 421.4L550.2 426.9L551.1 426.0L563.1 431.7L574.4 439.2L583.9 448.5L603.3 458.4L608.6 458.7L610.7 460.4L608.1 462.1L612.8 461.9L616.3 470.2L624.6 475.8L634.9 487.0L639.6 498.0L639.9 500.4L633.9 509.6L633.0 521.0L630.6 522.8L626.5 519.7L621.3 518.6L614.7 513.1L611.6 507.9L612.9 505.4L610.6 504.1L612.5 500.1L604.5 487.5L585.5 486.8L569.3 478.6L571.5 474.9L564.3 470.7L557.6 472.6L550.7 479.2L547.6 475.1L543.1 473.5L543.5 458.6L541.9 457.6L543.4 456.8L540.1 454.2L535.3 453.3L535.0 455.1L534.1 453.6L533.4 455.9L531.3 453.3L527.5 457.5L525.9 457.2L517.5 447.8L515.3 442.2L513.1 441.4L510.9 443.6L503.1 439.2L506.5 433.8L501.9 428.4L497.4 426.2L493.1 430.0L482.1 429.2L479.8 432.3L471.9 428.6L470.3 430.2L465.8 429.3L461.8 425.1L464.7 422.1L463.8 419.4L465.6 418.9L461.4 415.8L458.6 416.2L457.6 413.5L454.5 412.5L453.7 409.6Z", "cx": 537.4, "cy": 440.3}, "Basilicata": {"d": "M475.6 462.5L477.7 460.3L471.1 456.0L471.0 449.8L468.6 448.1L470.9 448.0L469.6 444.7L475.4 445.8L478.9 442.9L481.1 438.0L479.6 431.2L480.7 429.9L490.4 429.1L491.9 430.3L497.4 426.2L501.9 428.4L506.5 433.8L503.1 439.2L510.9 443.6L513.1 441.4L515.3 442.2L517.5 447.8L525.9 457.2L527.5 457.5L531.3 453.3L533.3 455.9L533.3 454.0L535.2 455.1L535.9 453.3L543.4 456.8L541.9 457.6L543.5 458.6L543.1 473.5L547.6 475.1L551.0 479.4L539.1 499.4L527.0 497.6L525.8 506.7L522.7 512.4L523.3 515.1L518.7 512.5L515.9 513.1L515.9 515.3L512.9 513.6L507.0 515.4L504.7 510.9L506.0 508.3L500.5 507.8L498.9 509.2L496.2 507.5L491.2 513.4L485.2 504.9L487.0 503.9L485.6 502.3L488.5 499.4L488.9 495.1L493.4 492.0L494.0 488.3L489.7 485.3L488.3 480.4L479.6 472.9L479.6 467.2L474.8 464.3Z", "cx": 503.2, "cy": 471.7}, "Calabria": {"d": "M503.0 546.0L497.7 540.0L494.5 530.8L492.0 519.7L493.2 517.9L491.2 513.4L492.2 510.7L496.2 507.5L498.9 509.2L500.5 507.8L505.5 508.1L504.7 511.0L507.0 515.4L512.9 513.6L515.9 515.3L515.9 513.1L518.7 512.5L523.2 515.1L522.7 512.4L525.8 506.7L527.0 497.6L532.9 499.4L538.1 498.6L536.6 505.0L538.1 510.8L530.7 522.5L532.9 527.6L532.3 531.7L537.7 535.0L545.8 535.0L551.0 540.9L559.4 544.8L562.5 549.3L566.6 550.8L564.1 557.4L564.0 561.5L566.1 564.8L564.0 571.8L566.1 576.1L569.3 577.5L563.3 587.2L562.6 585.7L559.4 586.2L555.6 584.0L547.0 586.6L537.4 592.4L533.2 600.0L535.6 615.2L534.8 621.1L529.5 626.7L521.5 630.5L513.3 641.4L512.1 649.0L507.8 656.4L491.7 657.1L487.1 654.4L484.9 650.7L485.9 648.2L484.5 643.8L485.9 641.4L484.6 635.2L493.3 631.1L499.4 619.2L500.6 612.0L495.1 606.8L495.6 604.9L503.6 599.3L511.9 599.6L514.5 597.0L516.2 591.0L516.0 584.9L512.9 583.1L509.7 577.4L507.2 558.4Z", "cx": 521.2, "cy": 570.0}, "Sicilia": {"d": "M338.0 649.3L347.1 644.8L345.8 641.3L348.6 637.5L353.2 639.0L359.9 635.0L362.6 638.1L363.6 643.3L371.9 643.1L373.4 648.3L383.0 653.3L398.0 648.2L400.3 649.8L412.3 650.6L424.9 648.1L431.0 645.9L437.0 639.2L439.1 640.3L446.0 637.4L449.1 640.2L455.8 642.4L461.9 637.8L463.5 633.7L462.7 631.8L464.1 633.1L463.6 635.6L466.3 636.3L479.7 629.5L485.7 631.8L481.9 633.6L477.1 645.8L462.1 668.6L460.1 681.5L455.2 688.2L456.0 700.0L461.7 701.7L464.3 705.4L462.6 705.6L463.1 708.5L462.0 705.1L460.6 705.8L460.5 708.7L461.7 711.8L463.7 712.2L462.4 712.5L463.3 714.5L466.5 715.1L465.4 719.9L468.7 722.2L465.0 722.5L456.6 733.4L455.7 738.7L457.7 746.6L454.9 748.0L451.9 744.3L448.2 744.6L444.9 742.1L438.9 744.0L434.4 742.9L430.6 739.6L423.3 738.0L417.4 725.9L410.7 718.6L401.0 714.9L391.0 715.7L387.3 712.4L383.3 712.0L372.8 702.3L367.1 701.5L357.6 694.7L352.1 687.5L344.0 687.2L340.0 681.8L324.8 682.2L321.6 676.7L317.0 675.4L314.7 672.7L312.0 665.3L315.3 660.2L313.8 657.7L317.1 650.4L315.7 650.0L319.8 646.2L323.8 645.5L324.7 643.1L327.3 643.3L328.5 637.5L330.5 638.3L332.8 645.3ZM286.7 734.2L291.8 737.2L290.6 741.7L288.8 741.5L285.2 736.9ZM448.4 613.6L449.5 616.5L448.1 619.7L445.2 616.3L445.9 614.0Z", "cx": 407.6, "cy": 678.5}, "Sardegna": {"d": "M93.7 472.3L92.1 472.1L89.8 465.4L84.8 467.1L85.7 464.8L84.4 463.6L82.7 467.7L82.0 465.9L81.6 463.2L83.9 462.1L84.9 459.1L81.1 455.5L85.7 445.6L83.4 440.9L84.8 438.2L90.8 447.4L94.6 446.9L92.7 447.7L98.6 449.2L104.0 448.4L111.6 442.4L116.6 441.7L128.4 427.4L133.5 426.7L136.7 424.2L135.5 418.6L139.8 417.7L142.8 419.9L142.4 422.3L143.2 420.5L143.3 422.4L145.6 423.0L147.3 421.4L147.6 423.1L150.5 423.6L149.5 425.0L151.6 426.6L151.4 428.8L152.8 426.0L155.8 425.0L156.8 428.1L158.2 428.0L154.9 435.6L157.9 433.6L157.6 436.0L159.7 434.7L163.5 436.7L160.6 436.0L158.7 441.4L154.7 442.5L157.9 441.9L159.4 443.5L162.4 442.0L161.0 444.2L166.8 447.5L164.6 448.1L163.8 451.7L168.1 459.3L168.2 464.8L172.3 470.0L168.8 479.9L164.4 483.7L161.3 489.8L163.0 497.7L167.3 502.3L164.7 509.0L166.2 512.9L164.4 515.0L162.4 546.5L159.9 554.3L161.8 558.1L158.6 561.7L158.0 569.5L155.9 572.7L154.8 570.1L151.3 570.8L143.7 564.2L139.0 563.3L136.2 566.5L132.7 564.5L128.2 570.7L128.6 573.3L130.6 573.4L129.1 573.7L129.1 579.5L119.9 588.4L112.7 584.0L109.6 585.8L108.3 589.2L104.3 576.2L99.1 575.5L96.2 582.7L92.7 574.1L93.8 571.3L96.8 571.7L99.0 575.4L100.2 573.4L93.7 564.0L97.4 558.7L94.0 552.7L96.1 548.8L94.6 545.7L99.2 536.6L97.8 525.2L98.6 524.5L101.0 528.3L103.3 517.9L104.5 517.6L100.4 514.4L97.3 518.1L95.4 514.8L96.2 506.7L94.2 505.3L98.3 504.2L100.4 501.7L98.4 495.2L99.9 488.2L98.6 485.1L94.5 483.6L95.5 478.6ZM91.0 427.6L92.1 431.9L89.0 431.6L86.5 434.5L87.8 437.1L85.2 437.1L85.8 433.3ZM90.5 566.0L90.6 571.4L88.9 572.6L85.7 568.9Z", "cx": 125.9, "cy": 499.7}, "P.A. Bolzano": {"d": "M261.0 52.1L254.7 56.7L256.7 59.2L254.6 59.1L253.5 56.8L251.8 59.6L246.4 62.4L244.7 61.3L246.2 59.9L242.8 57.9L246.3 53.7L247.2 45.1L245.4 41.7L242.4 43.6L239.7 40.1L237.2 41.4L239.4 46.5L234.1 43.5L227.9 46.9L224.6 46.5L222.7 43.4L215.9 46.3L211.4 43.2L207.1 42.7L205.9 40.1L208.0 34.1L203.1 32.6L202.3 29.4L206.8 17.0L211.3 18.0L217.4 15.5L222.6 19.2L220.8 21.7L236.5 23.4L239.8 19.3L240.5 12.9L244.2 10.8L244.2 9.0L252.5 7.1L257.2 9.0L261.1 5.8L264.3 7.7L268.9 5.7L275.5 8.8L288.0 3.0L301.2 0.6L302.1 1.7L300.2 4.6L295.7 6.1L298.2 11.0L296.9 12.7L300.8 15.6L303.9 14.9L305.6 18.0L304.4 22.1L308.4 22.7L309.8 26.9L314.8 29.5L309.6 32.1L309.9 33.6L303.1 33.1L299.5 35.6L299.6 33.8L292.8 29.8L291.7 36.3L289.1 40.0L287.4 39.2L279.9 41.7L279.0 40.0L277.4 41.6L269.7 42.2L267.7 50.3L265.7 50.9L265.3 53.0Z", "cx": 257.4, "cy": 31.3}, "P.A. Trento": {"d": "M243.2 98.4L241.9 100.4L236.0 98.5L232.0 101.6L231.3 99.7L226.9 98.3L229.3 91.7L225.9 89.8L219.0 89.6L216.0 92.4L210.2 93.4L210.8 91.2L208.6 90.4L207.9 86.4L208.9 83.6L205.9 79.6L207.5 74.1L211.0 69.9L211.9 66.2L210.7 64.7L213.0 60.6L212.6 56.5L209.5 52.7L214.1 51.0L215.0 46.1L221.6 43.4L224.6 46.5L230.8 46.3L234.1 43.5L239.2 46.6L237.2 41.4L239.8 40.1L242.3 43.6L245.4 41.7L246.7 43.0L246.3 53.7L242.8 57.9L246.2 59.9L244.7 61.3L246.4 62.4L251.8 59.6L253.5 56.8L254.6 59.1L256.7 59.2L254.7 56.7L261.0 52.1L265.1 53.3L265.7 50.9L267.7 50.3L270.3 43.6L269.4 42.4L277.4 41.6L279.0 40.0L279.1 43.9L282.6 44.5L283.1 46.5L281.1 47.1L280.3 52.0L277.0 52.5L280.1 55.1L280.6 58.8L283.0 58.2L283.3 60.1L285.3 60.4L284.3 62.1L287.1 63.9L286.5 66.0L285.3 65.6L283.2 69.6L272.2 71.5L273.3 74.8L271.2 75.6L271.7 80.6L266.9 80.4L266.4 77.7L262.8 77.3L259.4 79.5L255.4 79.4L254.1 84.7L251.5 82.8L251.7 84.0L249.2 83.9Z", "cx": 245.8, "cy": 68.4}}};

const DATI = {
  "Piemonte":{m:69,p200:2.1,p400:0.7,prior:{s:"pub",c:37,a:"GU n.93 · 20/04/2023"}},
  "Valle d'Aosta":{m:44,p200:0,p400:0,prior:{s:"pub",c:11,a:"GU n.11 · 15/01/2026"}},
  "Lombardia":{m:111,p200:8.4,p400:2.2,prior:{s:"pub",c:90,a:"GU n.211 · 09/09/2023"}},
  "P.A. Bolzano":{m:70,p200:5.7,p400:0,prior:{s:"pub",c:58,a:"GU n.69 · 24/03/2026"}},
  "P.A. Trento":{m:49,p200:1.3,p400:0,prior:{s:"pub",c:15,a:"GU n.146 · 26/06/2026"}},
  "Veneto":{m:58,p200:1.9,p400:0.3,prior:{s:"pub",c:21,a:"GU n.115 · 20/05/2025"}},
  "Friuli Venezia Giulia":{m:99,p200:9.6,p400:4.8,prior:{s:"pub",c:52,a:"GU n.299 · 21/12/2024"}},
  "Liguria":{m:38,p200:0.5,p400:0,prior:{s:"pub",c:16,a:"GU n.51 · 03/03/2026"}},
  "Emilia-Romagna":{m:44,p200:0.8,p400:0,prior:{s:"zero",c:0,a:"BUR · 11/03/2026"}},
  "Toscana":{m:48,p200:1.2,p400:0,prior:{s:"pub",c:13,a:"GU n.16 · 21/01/2025"}},
  "Umbria":{m:58,p200:1.4,p400:0,prior:{s:"corso"}},
  "Marche":{m:29,p200:0.4,p400:0,prior:{s:"corso"}},
  "Lazio":{m:119,p200:12.2,p400:3.4,prior:{s:"corso"}},
  "Abruzzo":{m:60,p200:4.9,p400:0,prior:{s:"corso"}},
  "Molise":{m:43,p200:0,p400:0,prior:{s:"corso"}},
  "Campania":{m:95,p200:6.2,p400:0.3,prior:{s:"corso"}},
  "Puglia":{m:52,p200:1.6,p400:0,prior:{s:"pub",c:8,a:"GU n.269 · 19/11/2025"}},
  "Basilicata":{m:30,p200:0,p400:0,prior:{s:"corso"}},
  "Calabria":{m:25,p200:0.6,p400:0,prior:{s:"corso"}},
  "Sicilia":{m:35,p200:0,p400:0,prior:{s:"corso"}},
  "Sardegna":{m:64,p200:2.4,p400:0,prior:{s:"pub",c:162,a:"GU n.241 · 14/10/2022"}}
};
const NOME_GEO = {
  "Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste":"Valle d'Aosta",
  "Friuli-Venezia Giulia":"Friuli Venezia Giulia"
};

const css = v => getComputedStyle(document.querySelector(".mxradon") || document.documentElement).getPropertyValue(v).trim();
const RAMPA_BIN = [40,60,80,100,120];
function colMedia(m){
  const r=["--r1","--r2","--r3","--r4","--r5","--r6"];
  let i=0; while(i<RAMPA_BIN.length && m>=RAMPA_BIN[i]) i++;
  return css(r[i]);
}
function colPrior(p){
  if(p.s==="pub") return css("--prior-pub");
  if(p.s==="zero") return css("--prior-zero");
  return css("--prior-corso");
}

/* ---------- mappa ---------- */
const svg = document.getElementById("svg-italia");
const tip = document.getElementById("tip");
let vista = "medie";
for(const [gname,g] of Object.entries(GEO.regioni)){
  const nome = NOME_GEO[gname] || gname;
  if(!DATI[nome]) continue;
  const p = document.createElementNS("http://www.w3.org/2000/svg","path");
  p.setAttribute("d",g.d);
  p.dataset.nome = nome;
  p.setAttribute("tabindex","0");
  p.setAttribute("role","button");
  svg.appendChild(p);
}
function ariaLabel(nome){
  const d=DATI[nome];
  let s=`${nome}: media ${d.m} becquerel al metro cubo (indagine 1989-97).`;
  if(d.prior.s==="pub") s+=` Aree prioritarie pubblicate: ${d.prior.c} comuni (${d.prior.a}).`;
  else if(d.prior.s==="zero") s+=" Nessun comune in area prioritaria.";
  else s+=" Individuazione delle aree prioritarie in corso.";
  return s+" Premi Invio per usare la media regionale nel calcolatore.";
}
function dipingi(){
  svg.querySelectorAll("path").forEach(p=>{
    const d = DATI[p.dataset.nome];
    p.setAttribute("fill", vista==="medie" ? colMedia(d.m) : colPrior(d.prior));
    p.setAttribute("aria-label", ariaLabel(p.dataset.nome));
  });
  legenda();
}
function legenda(){
  const el = document.getElementById("legenda");
  if(vista==="medie"){
    const et=["< 40","40–59","60–79","80–99","100–119","≥ 120"];
    el.innerHTML = et.map((t,i)=>`<span class="k"><span class="q" style="background:${css("--r"+(i+1))}"></span>${t} Bq/m³</span>`).join("");
  }else{
    el.innerHTML =
      `<span class="k"><span class="q" style="background:${css("--prior-pub")}"></span>Aree prioritarie pubblicate in GU</span>`+
      `<span class="k"><span class="q" style="background:${css("--prior-zero")}"></span>Nessun comune sopra soglia</span>`+
      `<span class="k"><span class="q" style="background:${css("--prior-corso")}"></span>Individuazione in corso</span>`;
  }
}
function mostraTip(ev,nome){
  const d=DATI[nome];
  let righe=`<div class="tn">${nome}</div>
  <div>Media indagine nazionale: <span class="tv">${d.m} Bq/m³</span></div>
  <div>Abitazioni &gt;200: <span class="tv">${d.p200}%</span> · &gt;400: <span class="tv">${d.p400}%</span></div>`;
  if(d.prior.s==="pub") righe+=`<div>Aree prioritarie: <span class="tv">${d.prior.c}</span> comuni<br><span style="color:var(--muted)">${d.prior.a}</span></div>`;
  else if(d.prior.s==="zero") righe+=`<div>Aree prioritarie: nessun comune (${d.prior.a})</div>`;
  else righe+=`<div>Aree prioritarie: individuazione in corso</div>`;
  righe+=`<div style="color:var(--muted);margin-top:4px">Clic: usa la media nel calcolatore</div>`;
  tip.innerHTML=righe;
  tip.style.display="block";
  const x=Math.min(ev.clientX+14, innerWidth-290), y=Math.min(ev.clientY+14, innerHeight-140);
  tip.style.left=x+"px"; tip.style.top=y+"px";
}
svg.addEventListener("mousemove",ev=>{
  const t=ev.target.closest("path");
  if(t) mostraTip(ev,t.dataset.nome); else tip.style.display="none";
});
svg.addEventListener("mouseleave",()=>tip.style.display="none");
function usaRegione(nome){
  const d=DATI[nome];
  const c=document.getElementById("conc");
  c.value=d.m; document.getElementById("conc-r").value=Math.min(d.m,1500);
  calcola();
  c.scrollIntoView({behavior:matchMedia("(prefers-reduced-motion: reduce)").matches?"auto":"smooth",block:"center"});
}
svg.addEventListener("click",ev=>{const t=ev.target.closest("path"); if(t) usaRegione(t.dataset.nome);});
svg.addEventListener("keydown",ev=>{
  if((ev.key==="Enter"||ev.key===" ") && ev.target.dataset.nome){ev.preventDefault();usaRegione(ev.target.dataset.nome);}
});
document.querySelectorAll("input[name=vista]").forEach(r=>r.addEventListener("change",()=>{vista=r.value;dipingi();}));

/* ---------- tabella accessibile ---------- */
(function(){
  const ord = Object.entries(DATI).sort((a,b)=>b[1].m-a[1].m);
  let h=`<table><thead><tr><th>Regione / P.A.</th><th class="n">Media Bq/m³</th><th class="n">% &gt;200</th><th class="n">% &gt;400</th><th>Aree prioritarie (ago 2026)</th></tr></thead><tbody>`;
  for(const [n,d] of ord){
    const pr = d.prior.s==="pub" ? `${d.prior.c} comuni — ${d.prior.a}` : d.prior.s==="zero" ? `nessun comune — ${d.prior.a}` : "in corso";
    h+=`<tr><td>${n}</td><td class="n">${d.m}</td><td class="n">${d.p200}</td><td class="n">${d.p400}</td><td>${pr}</td></tr>`;
  }
  h+=`</tbody></table><p class="fonte">Medie e percentuali: indagine nazionale ISS-ENEA 1989–97 (APAT, Annuario dei dati ambientali 2003). Aree prioritarie: Gazzetta Ufficiale / BUR, quadro ARPA Lombardia aggiornato al 22/07/2026.</p>`;
  document.getElementById("tabella-dati").innerHTML=h;
})();

/* ---------- calcolatore ---------- */
const fmt = (x,dec=1) => x.toLocaleString("it-IT",{minimumFractionDigits:dec,maximumFractionDigits:dec});
function fascia(c){
  if(c<100) return {cl:"v-ok",tit:"Sotto l'obiettivo OMS (100 Bq/m³)",
    txt:"Situazione buona. Nessun livello di radon è del tutto privo di rischio, ma qui il margine di miglioramento è piccolo. Buona norma: rimisurare dopo lavori edilizi importanti (cappotti, serramenti, rifacimenti del piano terra)."};
  if(c<200) return {cl:"v-warn",tit:"Sopra l'obiettivo OMS, sotto i riferimenti di legge",
    txt:"Zona in cui conviene ragionare: interventi leggeri (sigillatura di crepe e giunti al piano terra, ventilazione del vespaio se esiste, più ricambio d'aria) possono riportare la casa sotto i 100 Bq/m³ con poca spesa."};
  if(c<300) return {cl:"v-warn",tit:"Sopra il riferimento delle nuove abitazioni (200 Bq/m³)",
    txt:"Per le case costruite dopo il 2024 questo valore supera il riferimento di legge. Vale la pena una diagnosi dell'attacco a terra: vespaio, giunti, attraversamenti. Le tecniche passive (ventilazione del vespaio, sigillature, membrane) qui rendono molto."};
  if(c<1000) return {cl:"v-high",tit:"Sopra il riferimento di legge (300 Bq/m³)",
    txt:"Serve intervenire. Conferma con misura ufficiale di 12 mesi (servizio di dosimetria riconosciuto), poi progettazione con un esperto: la depressurizzazione del suolo o del vespaio riduce regolarmente del 80–90% e oltre. Nei luoghi di lavoro, sopra questo livello scattano gli obblighi del D.Lgs. 101/2020."};
  return {cl:"v-crit",tit:"Concentrazione molto alta",
    txt:"Priorità assoluta: a questi livelli la sola ventilazione non basta (si riaccumula in poche ore). Sistema attivo di depressurizzazione con verifica strumentale post-intervento, e nel frattempo arieggiare spesso i locali più bassi. Il PNAR mette queste situazioni in testa alle priorità di risanamento."};
}
function calcola(){
  const c = Math.max(0, +document.getElementById("conc").value || 0);
  const oreG = +document.getElementById("ore").value;
  const oreA = oreG*365;
  document.getElementById("ore-v").textContent = oreG;
  document.getElementById("ore-y").textContent = oreA.toLocaleString("it-IT");
  const dose = c*oreA*6.7e-6;
  const rr = 1+0.16*c/100;
  document.getElementById("dose").textContent = fmt(dose, dose<10?1:0);
  document.getElementById("rr").textContent = "× "+fmt(rr,2);
  document.getElementById("b-tua").style.width = Math.min(100, dose/20*100)+"%";
  document.getElementById("n-tua").textContent = fmt(dose,1);
  const fumo = document.querySelector("input[name=fumo]:checked").value;
  const abs = document.getElementById("abs"), sub=document.getElementById("abs-sub");
  const mai = 0.41*rr, fum = 10.1*rr;
  if(fumo==="mai"){ abs.textContent = fmt(mai,2)+" %"; sub.textContent = `Su 1.000 persone che non hanno mai fumato, circa ${Math.round(mai*10)} entro i 75 anni (contro 4 a radon nullo). Darby et al. 2005.`; }
  else if(fumo==="si"){ abs.textContent = fmt(fum,1)+" %"; sub.textContent = `Su 1.000 fumatori, circa ${Math.round(fum*10)} entro i 75 anni (contro 101 a radon nullo). La misura più efficace resta smettere di fumare. Darby et al. 2005.`; }
  else { abs.textContent = fmt(mai,2)+" – "+fmt(fum,1)+" %"; sub.textContent = "L'ex fumatore sta tra i due profili: dipende da quanto si è fumato e da quando si è smesso. Darby et al. 2005."; }
  const f = fascia(c);
  const v = document.getElementById("verdetto");
  v.className = "verdetto "+f.cl;
  document.getElementById("verdetto-tit").textContent = f.tit;
  document.getElementById("verdetto-txt").textContent = f.txt;
}
document.getElementById("conc").addEventListener("input",()=>{document.getElementById("conc-r").value=Math.min(+document.getElementById("conc").value||0,1500);calcola();});
document.getElementById("conc-r").addEventListener("input",()=>{document.getElementById("conc").value=document.getElementById("conc-r").value;calcola();});
document.getElementById("ore").addEventListener("input",calcola);
document.querySelectorAll("input[name=fumo]").forEach(r=>r.addEventListener("change",calcola));

/* i colori dipendono dal tema: ridipingi quando cambia */
matchMedia("(prefers-color-scheme: dark)").addEventListener("change",dipingi);
new MutationObserver(dipingi).observe(document.documentElement,{attributes:true,attributeFilter:["data-theme"]});

dipingi(); calcola();
"></script></div>
<p><!--/mxTAVOLA--></p>
<p style="font-size:14px;color:#555">Tutte le tavole interattive: <a href="https://www.renzo-arthome.com/calcolatori/">I calcolatori</a>.</p>
<h2>L&#8217;indagine: dalla casa al territorio</h2>
<p>Misurare è metà del mestiere; l&#8217;altra metà è indagare, trasformare un numero in una diagnosi, e mille numeri in una mappa.</p>
<h3>La diagnosi del singolo edificio</h3>
<p>Davanti a una misura alta, il professionista serio non corre a montare ventilatori: fa la diagnosi. Si parte dal sopralluogo dell&#8217;attacco a terra con la piantina in mano: che cosa c&#8217;è sotto il pavimento, terra battuta, vespaio (di che tipo, con quali accessi), platea, cantina parziale? Dove sono i giunti, le fessure visibili, i passaggi impiantistici, i pozzetti, la fossa dell&#8217;ascensore? Poi si ascolta l&#8217;edificio con gli strumenti attivi: misure in continuo in più locali e ai diversi piani rivelano la geografia interna del gas (di norma decrescente salendo, con eccezioni istruttive quando un cavedio fa da autostrada verticale) e il suo ritmo (i picchi notturni confermano il motore termico; un picco quando si accende la cappa smaschera la depressione). Nei casi seri si cercano gli ingressi uno per uno con lo &#8220;sniffing&#8221;: un monitor a risposta rapida passato lungo giunti e fessure come un cercametalli, che impenna dove il gas soffia. Infine si caratterizza il sottosuolo immediato, un prelievo dal vespaio, come nell&#8217;esperimento milanese, dice subito se là sotto ci sono migliaia di becquerel in attesa, e si progetta il rimedio sulla diagnosi, non sul catalogo. È il metodo che il Piano nazionale chiede espressamente per i risanamenti: analisi tecnica della situazione iniziale, misurazioni, poi la scelta della tecnica.</p>
<h3>Gli strumenti che non misurano il radon</h3>
<p>C&#8217;è una seconda cassetta degli attrezzi, e vale la pena aprirla, perché contiene strumenti che il radon non lo misurano affatto: servono a trovare la porta da cui entra. Chi fa diagnosi sul serio li usa insieme, nella stessa giornata, sulla stessa casa.</p>
<p><strong>Il blower door.</strong> È il ventilatore calibrato che si monta sul telaio di una porta e mette l&#8217;edificio in depressione forzata, dell&#8217;ordine di qualche decina di pascal: molto oltre i pochi pascal del tiraggio naturale. Nato per le prove di tenuta all&#8217;aria, in una diagnosi radon serve a rovesciare il problema. Invece di aspettare la notte in cui la casa aspira per conto suo, si costringe la casa ad aspirare adesso, e le vie d&#8217;ingresso si mettono a parlare tutte insieme. È il moltiplicatore che rende leggibile tutto il resto: una fessura che a regime naturale dà un segnale incerto, sotto blower door diventa inequivocabile.</p>
<p><strong>Il rilevatore a risposta rapida.</strong> È lo sniffing di cui si è detto, ma accoppiato alla depressione forzata cambia di qualità: la differenza fra una fessura che soffia e una che tace diventa netta, e la mappa degli ingressi si chiude in poche ore invece che in giorni.</p>
<p><strong>La termocamera.</strong> Non vede il gas, e chi la vende per questo mente: vede l&#8217;aria fredda che entra, e l&#8217;aria fredda fa la stessa strada del radon. Vuole un salto termico fra dentro e fuori e, di nuovo, dà il meglio con la casa in depressione, quando i filetti d&#8217;aria si accendono sull&#8217;immagine come crepe azzurre.</p>
<p><strong>L&#8217;anemometro.</strong> Trasforma il sospetto in un numero: quanti metri al secondo passano da quella fessura, da quella griglia, da quel passaggio di tubi. Serve a decidere che cosa sigillare per primo, perché non tutte le aperture pesano uguale.</p>
<p><strong>Il fumo.</strong> Un generatore di fumo immesso nel vespaio, in un pozzetto o in una conduttura fa vedere a occhio nudo dove l&#8217;aria esce, e mostra percorsi che nessuno avrebbe cercato: la base di una saracinesca, il giunto di un massetto, l&#8217;incasso di un contatore. È anche il modo più semplice per controllare che lo scarico di un impianto attivo non rientri da una finestra.</p>
<p><strong>L&#8217;endoscopio e la videoispezione.</strong> Guardano dentro quello che non si apre: intercapedini, vespai ciechi, cavedi, condutture interrate. È il capitolo delle sorprese, e sono sorprese che spiegano i numeri: un innesto che non doveva esserci, un giunto rotto, un pozzetto che comunica col vespaio bastano a trasformare un tubo nel camino da cui il gas sale in casa.</p>
<p><strong>Il georadar e i localizzatori di sottoservizi.</strong> Dicono che cosa c&#8217;è sotto la platea, dove nessuna misura in aria può arrivare: vuoti, vecchie cisterne, pozzi neri dismessi, sottoservizi che nel disegno non compaiono. Spesso è lì la camera da cui il gas parte, e finché resta ignota ogni rimedio è una scommessa.</p>
<p><strong>I datalogger ambientali.</strong> Temperatura, umidità, anidride carbonica, differenze di pressione fra dentro e fuori: mettono la curva del radon nel suo contesto e permettono di leggerla. Un picco notturno vale poco da solo; vale molto se so che quella notte la casa era chiusa, fredda fuori e calda dentro, cioè in piena depressione.</p>
<p>Nessuno di questi strumenti restituisce un numero che si possa scrivere in un documento di legge: la misura che fa fede resta quella dei dodici mesi. Ma è questa la parte del mestiere che decide come si spendono i soldi del risanamento, ed è la ragione per cui una giornata di diagnosi, che costa qualche centinaio di euro, ne fa risparmiare molte migliaia in interventi mirati male.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/radon-tavola-rn5-diagnosi.png" alt="Sezione di una casa con gli strumenti della diagnosi applicati: blower door sulla porta, rilevatore sul giunto, termocamera, fumo tracciante, videoispezione della conduttura interrata e georadar sulla platea" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 5. Gli strumenti della diagnosi applicati alla stessa casa: nessuno misura il gas, tutti servono a trovarne la via.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/radon-foto-indagine.png" alt="Sei fotografie di un'indagine reale sul radon: rilievo puntuale al giunto, misura anemometrica, blower door, test con fumogeno, videoispezione di una conduttura e la curva delle concentrazioni ora per ora" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 6. Gli stessi strumenti, in un&#8217;indagine vera. Fotografie gentilmente concesse da <a href="https://www.baxsa.com/" target="_blank" rel="noopener">BAXSA S.r.l.</a></figcaption></figure>
<h3>La mappa del territorio</h3>
<p>Alla scala del territorio l&#8217;indagine cambia strumenti e diventa statistica. Il problema è serio quanto affascinante: il radon indoor è una variabile selvaggiamente dispersa, la sua distribuzione è log-normale, con una coda di case estreme in ogni campione, e per dire qualcosa di un comune servono disegni di campionamento pensati. La scuola italiana ha prodotto esempi da manuale. La Lombardia, per la sua campagna 2003-2005, ha steso sul territorio una maglia regolare (otto chilometri per cinque nella fascia prealpina e alpina, con infittimenti locali, sedici per dieci in pianura), piazzando da cinque a dieci misuratori annuali per maglia, tutti al piano terra, per un totale di 3.600 punti in 541 comuni; sui dati, i geostatistici hanno costruito con il kriging e le simulazioni le probabilità comunali di superamento delle soglie, arrivando a individuare i comuni &#8220;ad alta concentrazione&#8221; con un intervallo di confidenza, non a occhio. La Sardegna ha misurato 1.837 edifici in 208 comuni, case e scuole insieme, due semestri, piano terra, e ha classificato il territorio con un metodo litogeostatistico che fonde le misure con la carta geologica. Il Piemonte ha fatto un passo ulteriore, integrando in un modello predittivo le concentrazioni di radionuclidi misurate su quasi quattrocento campioni di rocce e suoli con oltre quattromila misure indoor. E dove le misure mancavano, la ricerca ha proposto disegni &#8220;a due passi&#8221;: un primo campionamento leggero per orientare, un secondo mirato dove il primo ha acceso spie.</p>
<p>Tutte queste mappe confluiscono oggi in due contenitori nazionali, la banca dati e la mappa interattiva del sistema SINRAD dell&#8217;Ispettorato nazionale, che raccoglie trent&#8217;anni di misure comunali in abitazioni e scuole, e le carte predittive del Ministero dell&#8217;Ambiente su base litologica, e in uno europeo, l&#8217;Atlante della radioattività naturale del Centro comune di ricerca, che dal 2006 compone la mappa continentale del radon indoor su celle di dieci chilometri. A che cosa servono, lo diremo senza stancarci: a decidere dove lo Stato deve concentrare misure e risorse, le &#8220;aree prioritarie&#8221; della legge, e a niente altro. La mappa più raffinata d&#8217;Europa non sa quanti becquerel ci sono nella vostra camera da letto. Lo sa solo il dosimetro.</p>
<h2>Chi ha cominciato a mitigare</h2>
<p>Anche la mitigazione ha i suoi pionieri, e conoscerli serve a capire perché le tecniche di oggi sono fatte così.</p>
<p>I primi a doversi inventare il mestiere furono i minatori, o meglio i loro ingegneri: la ventilazione forzata delle gallerie, imposta nelle miniere di uranio del dopoguerra quando il nesso col tumore divenne innegabile, fu la prima bonifica da radon della storia, e abbatté di ordini di grandezza le esposizioni dei lavoratori. Il problema domestico produsse i suoi artigiani trent&#8217;anni dopo, su due sponde. In Svezia, il Paese di Hultqvist, che si scoprì pieno di case costruite con calcestruzzi leggeri a base di scisti alluminiferi, radioattivi in proprio, già negli anni Settanta si sperimentavano ventilazione, sigillature e trattamenti dell&#8217;attacco a terra, e nacque l&#8217;idea del &#8220;pozzo radon&#8221; esterno: un pozzo scavato nel terreno accanto alla casa, messo in aspirazione per svuotare di gas il sottosuolo circostante, soluzione tuttora usata nei terreni ghiaiosi scandinavi. In Canada, le bonifiche pubbliche nelle cittadine minerarie contaminate (Elliot Lake, Port Hope) misero a punto negli stessi anni sigillature e ventilazioni dei vespai su scala di quartiere.</p>
<p>La svolta metodologica arrivò però dagli Stati Uniti del dopo-Watras. Tra il giugno 1985 e il giugno 1987 l&#8217;agenzia federale per l&#8217;ambiente condusse in Pennsylvania, sulle case del Reading Prong selezionate tra quelle sopra 750 Bq/m³, il primo programma dimostrativo sistematico: quaranta abitazioni rappresentative dei tipi costruttivi americani, nelle quali vennero installate e confrontate, con misure prima e dopo, la vera novità, le tecniche candidate, scelte dopo una revisione della letteratura canadese, svedese e americana che aveva indicato nella &#8220;ventilazione attiva del suolo&#8221; la strada più promettente. Da quel programma, e da quelli che lo seguirono, uscì codificata la tecnica regina che incontreremo tra poco, la depressurizzazione attiva del suolo sotto la platea, insieme al metodo che ancora oggi distingue i professionisti dai venditori: diagnosi, intervento, verifica strumentale, ogni casa un caso. Negli anni Novanta il testimone passò anche all&#8217;Europa normativa: i centri di ricerca edilizia britannici pubblicarono le prime guide organiche per case nuove ed esistenti, la raccomandazione europea del 1990 diede i riferimenti numerici, e i Paesi a maggior rischio inserirono le protezioni anti-radon nei regolamenti costruttivi. L&#8217;Italia, come vedremo più avanti, è arrivata a codificare tutto questo con il decreto del 2020 e con la sezione 4.4 del suo Piano nazionale, che oggi elenca e raccomanda esattamente le tecniche nate da quella storia; e le schede tecniche pubblicate dall&#8217;agenzia ambientale toscana, undici schede illustrate, dalla sigillatura delle canalizzazioni alla pressurizzazione dell&#8217;intero edificio, restano la migliore biblioteca operativa in lingua italiana.</p>
<h2>Prevenire nel nuovo</h2>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/radon-tavola-rn2-nuovo.png" alt="Stratigrafia dell'attacco a terra di un edificio nuovo protetto dal radon, nell'ordine di posa del cantiere" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 7. La stratigrafia dell&#8217;attacco a terra protetto, nell&#8217;ordine di posa del cantiere.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/radon-tavola-sistema.jpg" alt="Vista tridimensionale dell'attacco a terra che nasce protetto: vespaio a cupole, barriera antigas continua e tubazione predisposta" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 8. L&#8217;attacco a terra che nasce protetto: vespaio a cupole, barriera continua, tubazione predisposta per l&#8217;aspirazione.</figcaption></figure>
<p>Nel nuovo, proteggere dal radon costa un ordine di grandezza meno che nell&#8217;esistente, e nella sua forma minima, la sola predisposizione, quasi nulla: è questa l&#8217;informazione che più fatica ad arrivare ai cantieri, ed è la più preziosa di tutto l&#8217;articolo per chi progetta.</p>
<p>L&#8217;attacco a terra di un edificio nuovo può nascere protetto con quattro mosse, tutte ordinarie. La prima è il vespaio aerato ben concepito: oggi tipicamente una platea continua sopra la quale si posano casseri a perdere a cupola in plastica rigida, che creano sotto il pavimento una camera d&#8217;aria continua e collegabile all&#8217;esterno, un polmone che raccoglie il gas del terreno e gli offre una via che non è il soggiorno. La seconda è la barriera ai gas: una membrana continua stesa sopra il vespaio (o sotto il massetto, secondo la stratigrafia), con giunti saldati e risvolti curati sui perimetrali, la cui tenuta al radon sia una prestazione dichiarata dal produttore nelle sue carte ufficiali, perché una norma di prodotto radon-specifica cogente non esiste, e fa fede la dichiarazione di prestazione. Va detto da cantiere: la membrana perfetta sul disegno vive o muore nei dettagli di posa, i risvolti, i giunti, le riprese attorno a ogni corpo passante, e il radon, atomo solitario, trova il difetto che l&#8217;acqua non trova. La terza mossa è la sigillatura sistematica: il giunto platea-muro con acconci idroespansivi o nastri, ogni attraversamento impiantistico con flange e sigillanti elastici, gli ingressi di tubazioni e cavi portati possibilmente dalle pareti laterali e non dal pavimento, i cavedi tappati alla base. La quarta, la più intelligente perché costa zero, è la predisposizione: un pozzetto di aspirazione nella camera d&#8217;aria del vespaio, una tubazione verticale dedicata che sale chiusa fino al sottotetto o alla copertura, in attesa. Se un giorno la misura, perché anche la casa nuova si misura, al primo inverno di occupazione, dicesse che serve di più, basterà montare un aspiratore su quel tubo: il sistema passivo diventa attivo con la spesa di un elettrodomestico, senza demolire nulla.</p>
<p>Questa impostazione non è un vezzo: è la linea del Piano nazionale, che raccomanda gli accorgimenti anti-radon per tutte le nuove costruzioni, del decreto del 2020, che fissa alle abitazioni costruite dal 2025 in poi un livello di riferimento più severo (200 Bq/m³) e prevede l&#8217;ingresso dei criteri anti-radon nei regolamenti edilizi, e, per gli edifici pubblici, dei Criteri Ambientali Minimi in vigore dal febbraio 2026, che pongono i 200 Bq/m³ come obiettivo progettuale. Qualche amministrazione era arrivata prima: la Lombardia ha pubblicato fin dal 2011 linee guida regionali per la prevenzione nei nuovi edifici, e a fine 2020 le prescrizioni anti-radon comparivano già nei regolamenti edilizi di 372 comuni lombardi, quasi uno su quattro. La direzione è segnata; la velocità, come sempre in edilizia, la faranno i professionisti che ci credono.</p>
<h2>Risanare l&#8217;esistente: il catalogo completo</h2>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/radon-fig3-tecniche.png" alt="Grafico delle riduzioni di radon documentate per ciascuna tecnica di bonifica, dalla ventilazione alla depressurizzazione attiva" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 9. Quanto riduce ciascuna strada, e il patto di manutenzione senza il quale i numeri decadono.</figcaption></figure>
<p>Per gli edifici esistenti non c&#8217;è la bacchetta magica: c&#8217;è un catalogo, ordinato per principio di funzionamento, dal quale la diagnosi, mai il caso, sceglie. Eccolo per intero, con i numeri di efficacia che la letteratura e le schede tecniche italiane documentano.</p>
<h3>Diluire</h3>
<p><strong>Ventilazione degli ambienti.</strong> Aprire le finestre funziona, per ore: il ricambio diluisce il gas, ma il serbatoio è sempre lì, e alla chiusura il radon si riaccumula in una notte; d&#8217;inverno, il metodo costa calore e comfort, e per i valori alti non basta comunque, a 1.000 Bq/m³ nemmeno un dimezzamento riporta alla normalità. La ventilazione meccanica controllata con recupero di calore fa la stessa cosa con ordine, tutto l&#8217;anno: nell&#8217;esperimento milanese, portare i ricambi da quasi zero a un volume/ora tagliò le concentrazioni di circa il 70%, da 1.700 a 600-700 Bq/m³, ma spingere oltre i ricambi non aggiunse quasi nulla, e la casa non scese mai sotto i 500. Morale da incorniciare: la diluizione è un ottimo coadiuvante e un pessimo protagonista. Attenzione anche al segno: una VMC squilibrata in estrazione aumenta la depressione e può peggiorare il radon; i sistemi bilanciati, o leggermente in sovrappressione, lavorano invece dalla parte giusta.</p>
<p><strong>Pressurizzazione dell&#8217;edificio (o del solo interrato).</strong> Il rovescio concettuale della ventilazione: immettere aria filtrata quel tanto che basta a portare i locali in leggera sovrappressione rispetto al suolo, invertendo il flusso nei giunti. Funziona, le schede tecniche la contemplano per i casi in cui non si può agire sotto il pavimento, ma esige un involucro ragionevolmente a tenuta, consuma energia tutto l&#8217;anno e va progettata per non creare condense nelle pareti; è una tecnica di nicchia, da specialisti.</p>
<h3>Sbarrare</h3>
<p><strong>Sigillatura di vie d&#8217;ingresso.</strong> Crepe, giunti, attraversamenti, pozzetti, botole: si sigillano con resine e sigillanti elastici, nastri, malte. Da sola delude quasi sempre, il gas trova la fessura dimenticata, e la superficie di scambio di una platea fessurata è enorme, ma come complemento è preziosa e in due vesti diventa decisiva: quando chiude i &#8220;canali larghi&#8221; (una botola di cantina, una fossa aperta, un contropavimento comunicante) e quando prepara le tecniche di depressurizzazione, la cui efficienza crolla se l&#8217;aria di casa corre a riempire il vuoto che il ventilatore crea.</p>
<p><strong>Barriere sopra il pavimento esistente.</strong> Nelle ristrutturazioni che rifanno i pavimenti, una membrana anti-radon posata sotto il nuovo massetto trasforma il solaio a terra in un coperchio: nell&#8217;esperimento milanese, un film di alluminio accoppiato a polietilene armato rese tra il 78 e l&#8217;89% di riduzione. Richiede continuità maniacale sui perimetri e attorno agli impianti, e ragiona bene in coppia con un vespaio ventilato sotto di sé.</p>
<h3>Svuotare il sotto-pavimento (le tecniche risolutive)</h3>
<p><strong>Ventilazione naturale del vespaio.</strong> Quando la casa ha un vespaio, la mossa più redditizia è spesso la più semplice: dargli aria (di quanta aria abbia bisogno un vespaio <a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">ho scritto a parte</a>). Nel caso milanese, quattro prese d&#8217;aria contrapposte fecero crollare il vespaio da 12.600 a 700-1.000 Bq/m³, e le stanze da 1.300-1.700 a circa 150: riduzione dell&#8217;87-90%, ottenuta senza un solo ventilatore. È la prima opzione delle schede tecniche per gli edifici con vespaio; il suo limite è la dipendenza dal vento e dalla stagione, e la sua controindicazione, lo vedremo, è il conflitto con i sistemi attivi: un vespaio che deve essere depressurizzato va sigillato, non arieggiato.</p>
<p><strong>Ventilazione forzata del vespaio.</strong> La stessa idea con un aspiratore che garantisce il ricambio in ogni condizione: efficacia alta e stabile, consumo modesto, manutenzione di un ventilatore.</p>
<p><strong>Depressurizzazione del suolo (sub-slab depressurization).</strong> La tecnica regina, figlia del programma americano del 1985: uno o più punti di aspirazione ricavati sotto la platea, pozzetti interni scavati attraverso il pavimento, o pozzetti esterni che raggiungono il sotto-fondazione da fuori, collegati da tubazione dedicata a un aspiratore che mantiene il sotto-pavimento in leggera depressione rispetto alla casa. Il flusso nei giunti si inverte: per la prima volta dalla costruzione dell&#8217;edificio, l&#8217;aria scende invece di salire, e il radon del terreno viene catturato alla fonte ed espulso sopra il tetto. Le riduzioni documentate superano regolarmente l&#8217;80-90%, spesso il 95% nei casi ben diagnosticati; l&#8217;assorbimento elettrico è quello di una lampadina di una volta. Sue varianti a pari principio: la <strong>depressurizzazione del vespaio</strong> (il pozzetto pesca nella camera d&#8217;aria degli igloo, è il sistema della tavola che accompagna questo articolo); la <strong>canalina perimetrale</strong> per le platee senza vespaio (una scanalatura lungo il giunto pavimento-muro, chiusa e messa in aspirazione); la <strong>depressurizzazione sotto-membrana</strong> per le cantine a terra battuta (si stende una membrana sul terreno, sigillata ai muri, e si aspira l&#8217;intercapedine sottile che vi resta sotto); l&#8217;<strong>aspirazione dalle pareti scatolari</strong> dove i muri di blocchi cavi fanno da collettore del gas.</p>
<p><strong>Ventilazione delle condotte di drenaggio.</strong> Se attorno alle fondazioni corre un anello drenante in ghiaia con tubo fessurato, o se lo si può posare in un risanamento dell&#8217;interrato, quel circuito è già un collettore di gas perfetto: basta metterlo in aspirazione, con l&#8217;accortezza del sifone sullo scarico dell&#8217;acqua. Le schede italiane la elencano tra le tecniche più eleganti, perché usa contro il radon un&#8217;opera nata per l&#8217;acqua.</p>
<p><strong>Pressurizzazione del suolo.</strong> Il gemello rovesciato della depressurizzazione: si soffia aria nel sotto-pavimento, diluendo il gas e rompendo il richiamo verso i giunti. Funziona in certi terreni permeabili dove l&#8217;aspirazione &#8220;corto-circuita&#8221;, ma spinge aria umida e fredda sotto la casa: si sceglie solo su diagnosi, quando l&#8217;aspirazione ha dato prova di non rendere.</p>
<p><strong>Pozzo radon esterno.</strong> L&#8217;eredità svedese per i terreni molto permeabili: un pozzo a qualche metro dalla casa, in aspirazione continua, che abbassa il radon nel sottosuolo di un intorno ampio, anche di più case insieme. In Italia è raro, ma appartiene al catalogo.</p>
<h3>L&#8217;acqua</h3>
<p>Dove l&#8217;acqua di pozzo o di sorgente porta in casa migliaia di becquerel al litro, si tratta l&#8217;acqua prima dei rubinetti: aerazione forzata (si fa gorgogliare aria nell&#8217;acqua e si sfiata il gas all&#8217;esterno) o filtrazione su carbone attivo granulare, che trattiene il radon e lo lascia decadere nel filtro. Riguarda una minoranza di case italiane, ma per quelle è la tecnica giusta al posto giusto. Il conto che dice se il problema esiste è alla portata di chiunque, e conviene tenerlo a mente: il trasferimento dall&#8217;acqua all&#8217;aria di casa vale grosso modo diecimila a uno, cioè mille becquerel per litro nell&#8217;acqua aggiungono all&#8217;incirca cento becquerel per metro cubo nell&#8217;aria respirata. Sotto quell&#8217;ordine di grandezza l&#8217;acqua è un contributo, non una causa, e la bonifica va cercata sotto il pavimento. Due avvertenze da impiantista, infine, sul filtro: su acque molto attive il carbone diventa a sua volta una piccola sorgente gamma, va collocato lontano dai locali occupati e a fine vita è un rifiuto da gestire, non da buttare; e oltre certe attività conviene l&#8217;aerazione, che il gas lo manda fuori invece di accumularlo in un contenitore dentro casa.</p>
<h3>Che cosa scegliere, in pratica</h3>
<p>La gerarchia operativa che esce da trent&#8217;anni di letteratura è limpida. Sotto i 200-300 Bq/m³ di partenza, le misure leggere, sigillature ben fatte, ventilazione del vespaio se c&#8217;è, un ritocco ai ricambi d&#8217;aria, bastano quasi sempre. Sopra, e ovunque si voglia una garanzia stabile negli anni, la depressurizzazione del suolo o del vespaio è la scelta di default, eventualmente in coppia con le sigillature che ne moltiplicano il rendimento. Le riduzioni attese, documentate dalle fonti italiane: oltre il 50% per i sistemi passivi ben eseguiti, fino al 90% e oltre per gli attivi. E una regola trasversale, che vale più di ogni percentuale: ogni intervento si progetta su una diagnosi, si collauda con una misura, e si mantiene nel tempo.</p>
<h3>Quanto costa, e a chi si telefona</h3>
<p>Un articolo che quantifica tutto in becquerel e in millisievert deve avere il coraggio di quantificare anche in euro, perché è in quella valuta che le famiglie decidono. Gli ordini di grandezza, alla metà del 2026, sono questi.</p>
<p><strong>La misura.</strong> Un dosimetro a tracce costa poche decine di euro, e la coppia che copre i due semestri dell&#8217;anno sta di norma fra i cinquanta e i cento euro, analisi di laboratorio e rapporto di prova compresi. Si compra da un servizio di dosimetria riconosciuto, quelli previsti dall&#8217;articolo 155 del decreto del 2020: le agenzie regionali, salvo iniziative locali di distribuzione, fanno campagne, mappe e vigilanza, non misure a domanda per il singolo cittadino. Un kit comprato online senza un laboratorio riconosciuto dietro può valere come curiosità personale, non come misura di legge, e nei luoghi di lavoro non vale affatto.</p>
<p><strong>La diagnosi.</strong> Quando il numero è alto e bisogna capire da dove entra, servono strumenti attivi, giornate di sopralluogo e mani esperte: il monitor in continuo in più locali, lo sniffing lungo i giunti, il prelievo dal vespaio, la lettura dell&#8217;attacco a terra sulla piantina. È lavoro professionale da qualche centinaio di euro, che ne fa risparmiare molte migliaia, perché è quello che evita l&#8217;intervento sbagliato.</p>
<p><strong>Il rimedio.</strong> Le sigillature sistematiche di una casa unifamiliare stanno fra i cinquecento e i duemila euro; la ventilazione forzata di un vespaio esistente fra il migliaio e i tremila; un sistema di depressurizzazione del suolo o del vespaio completo di pozzetto, tubazione, estrattore, scarico sopra il tetto e collaudo sta di regola fra i duemila e i cinquemila euro per una villetta, e sale se i punti di aspirazione devono essere più d&#8217;uno o se la platea è estesa. Il riferimento straniero è coerente: la guida federale americana, che ha alle spalle centinaia di migliaia di installazioni, indica una spesa media attorno ai 1.200 dollari, con un intervallo tipico fra 800 e 2.500.</p>
<p><strong>L&#8217;esercizio.</strong> Un ventilatore da radon assorbe fra i trenta e i novanta watt e gira sempre: fra i sessanta e i duecento euro l&#8217;anno di elettricità ai prezzi correnti, quanto una lampadina di una volta lasciata accesa. Vive dai cinque ai dieci anni, poi si cambia, per due o quattrocento euro. Il manometro a U non costa quasi nulla e vale l&#8217;impianto intero, perché è l&#8217;unico pezzo che vi dice che gli altri stanno lavorando.</p>
<p><strong>Il nuovo.</strong> Vale la pena tornare sulla frase del capitolo dedicato, perché in cantiere circola in una versione più comoda del vero. Costa quasi nulla la sola predisposizione, il pozzetto e la tubazione lasciati in attesa sotto la platea, poche centinaia di euro. La barriera antigas posata a regola d&#8217;arte, con risvolti, saldature e ripristini dopo il passaggio degli impiantisti, è fatta invece di forniture e soprattutto di manodopera sorvegliata, e si paga. Il messaggio vero è più forte di quello sbagliato: nel nuovo la protezione costa un ordine di grandezza meno che nell&#8217;esistente, e la predisposizione da sola costa come una porta interna.</p>
<p><strong>Il fisco.</strong> Un incentivo dedicato al radon, a oggi, non esiste. Gli interventi passano dalla porta ordinaria della ristrutturazione, come manutenzione straordinaria o risanamento conservativo: nel 2026 la detrazione vale il 50% per l&#8217;abitazione principale e il 36% per gli altri immobili, entro 96.000 euro per unità immobiliare e in dieci quote annuali, e dal 2027 scende al 36 e al 30. Vale la pena farsi confermare l&#8217;inquadramento dal proprio tecnico prima di firmare il preventivo, perché è la differenza fra pagare metà o intero.</p>
<p><strong>I mestieri</strong>, infine, sono tre e non vanno confusi. Chi misura è il servizio di dosimetria riconosciuto. Chi progetta e realizza la bonifica è l&#8217;esperto in interventi di risanamento radon, per il quale il decreto prevede una formazione specifica di almeno sessanta ore e il Piano nazionale gli elenchi. Chi valuta le dosi, quando il risanamento non è bastato, è l&#8217;esperto di radioprotezione, e compare solo nei luoghi di lavoro. Al cittadino servono di norma il primo e il secondo, in quest&#8217;ordine: prima il numero, poi il tubo.</p>
<h2>Il sistema attivo a regola d&#8217;arte</h2>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/radon-tavola-rn3-sistema.png" alt="Sezione tecnica del sistema attivo di depressurizzazione del vespaio, con i nove componenti e il flusso d'aria invertito" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 10. Il sistema attivo in sezione tecnica: i nove componenti e il flusso invertito.</figcaption></figure>
<p><!-- ============================================================ TAVOLA 9 INTERATTIVA - i nove componenti del sistema attivo: al passaggio del mouse (o al tocco) ogni numero mostra la sua voce di legenda. Stile confinato in .mxtav9, nessuno script. ============================================================ --></p>
<figure class="mxtav9">
<style> .mxtav9{--ink:#232823;--carta:#FBFAF6;--linea:#3A3F3A;--acc:#B4530F;margin:1.6em 0;font-family:inherit} .mxtav9 .mxtav9-box{position:relative;display:block;line-height:0} .mxtav9 img{width:100%;height:auto;display:block} .mxtav9 .mxtav9-p{position:absolute;transform:translate(-50%,-50%);width:min(6.2%,54px);aspect-ratio:1; padding:0;margin:0;border:0;border-radius:50%;background:transparent;cursor:help; -webkit-appearance:none;appearance:none;outline:0} .mxtav9 .mxtav9-p::before{content:"";position:absolute;inset:-6%;border-radius:50%; box-shadow:0 0 0 0 rgba(180,83,15,0);transition:box-shadow .18s ease} .mxtav9 .mxtav9-p:hover::before,.mxtav9 .mxtav9-p:focus::before{ box-shadow:0 0 0 4px rgba(180,83,15,.85),0 0 0 9px rgba(180,83,15,.28)} .mxtav9 .mxtav9-t{position:absolute;left:50%;top:calc(100% + 12px);transform:translateX(-50%) translateY(4px); width:min(300px,70vw);background:var(--carta);color:var(--ink);border:1px solid var(--linea); border-radius:10px;padding:10px 12px;font-size:14px;line-height:1.45;text-align:left; box-shadow:0 6px 22px rgba(20,24,20,.22);opacity:0;visibility:hidden;transition:opacity .16s ease,transform .16s ease; pointer-events:none;z-index:5} .mxtav9 .mxtav9-p:hover .mxtav9-t,.mxtav9 .mxtav9-p:focus .mxtav9-t{opacity:1;visibility:visible;transform:translateX(-50%) translateY(0)} .mxtav9 .mxtav9-t b{display:block;color:var(--acc);font-size:14px;margin-bottom:3px} .mxtav9 .mxtav9-p.giu .mxtav9-t{top:auto;bottom:calc(100% + 12px)} .mxtav9 .mxtav9-p.sx .mxtav9-t{left:0;transform:translateX(-12%) translateY(4px)} .mxtav9 .mxtav9-p.sx:hover .mxtav9-t,.mxtav9 .mxtav9-p.sx:focus .mxtav9-t{transform:translateX(-12%) translateY(0)} .mxtav9 .mxtav9-p.dx .mxtav9-t{left:auto;right:0;transform:translateX(12%) translateY(4px)} .mxtav9 .mxtav9-p.dx:hover .mxtav9-t,.mxtav9 .mxtav9-p.dx:focus .mxtav9-t{transform:translateX(12%) translateY(0)} .mxtav9 figcaption{font-size:15px;line-height:1.5;color:#5A615A;margin-top:10px;font-style:italic} .mxtav9 .mxtav9-invito{font-size:14px;color:#5A615A;margin-top:6px} .mxtav9 .mxtav9-invito b{color:var(--acc);font-style:normal} @media (hover:none){.mxtav9 .mxtav9-p::before{box-shadow:0 0 0 3px rgba(180,83,15,.55)}} </style>
<p><span class="mxtav9-box"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/radon-tavola-numerata.jpg" alt="Vista tridimensionale del sistema attivo completo, con i nove componenti numerati come nella legenda" loading="lazy"/><button type="button" class="mxtav9-p giu" style="left:32.9%;top:93.6%" aria-label="1. Camera d'aria del vespaio"><span class="mxtav9-t"><b>1. Camera d&#8217;aria del vespaio</b>Il plenum dove il gas si raccoglie, creato dai casseri a cupola: è qui che il sistema pesca.</span></button><button type="button" class="mxtav9-p giu" style="left:45.3%;top:86.3%" aria-label="2. Barriera antigas a tenuta"><span class="mxtav9-t"><b>2. Barriera antigas a tenuta</b>Membrana continua a giunti termosaldati. Senza, l&#8217;aspiratore ruberebbe aria ai locali invece che al terreno.</span></button><button type="button" class="mxtav9-p giu" style="left:58.0%;top:91.7%" aria-label="3. Pozzetto di aspirazione"><span class="mxtav9-t"><b>3. Pozzetto di aspirazione</b>Il punto di presa dentro la camera d&#8217;aria, al livello degli igloo: uno solo, ben scelto.</span></button><button type="button" class="mxtav9-p" style="left:58.0%;top:65.8%" aria-label="4. Tubazione di estrazione dedicata"><span class="mxtav9-t"><b>4. Tubazione di estrazione dedicata</b>Verticale e sua: lungo la salita non serve nient&#8217;altro.</span></button><button type="button" class="mxtav9-p" style="left:58.2%;top:19.1%" aria-label="5. Estrattore in linea"><span class="mxtav9-t"><b>5. Estrattore in linea</b>Sta nel sottotetto, fuori dagli ambienti abitati. Mai in cantina: a valle del ventilatore il tubo è in pressione.</span></button><button type="button" class="mxtav9-p" style="left:58.4%;top:8.7%" aria-label="6. Scarico sopra il colmo"><span class="mxtav9-t"><b>6. Scarico sopra il colmo</b>Con comignolo, lontano da finestre, prese d&#8217;aria e camini, perché il gas espulso non rientri.</span></button><button type="button" class="mxtav9-p" style="left:52.1%;top:44.0%" aria-label="7. Manometro a U"><span class="mxtav9-t"><b>7. Manometro a U</b>La spia dell&#8217;impianto: finché le due colonnine restano sfalsate la depressione c&#8217;è; allineate, il sistema è fermo.</span></button><button type="button" class="mxtav9-p sx" style="left:26.4%;top:74.4%" aria-label="8. Sigillature a tenuta"><span class="mxtav9-t"><b>8. Sigillature a tenuta</b>Giunto parete-platea, fessure e attraversamenti degli impianti: chiudono i corto-circuiti d&#8217;aria.</span></button><button type="button" class="mxtav9-p dx" style="left:70.6%;top:60.4%" aria-label="9. Dispositivo di misura nel locale abitato"><span class="mxtav9-t"><b>9. Dispositivo di misura nel locale abitato</b>Si misura dove si respira, non nel vespaio: prima dell&#8217;intervento fa la diagnosi, dopo emette il verdetto.</span></button></span><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 11. Il sistema attivo completo, con i nove componenti numerati come nella legenda.</figcaption><p class="mxtav9-invito"><b>Passa il mouse sui numeri</b> (o toccali, da telefono) per leggere che cos&#39;è ciascun componente.</p>
</figure>
<p>Poiché la depressurizzazione attiva del vespaio è la tecnica che questo articolo accompagna con la sua tavola illustrata, vale la pena scriverne la grammatica per esteso, componente per componente, perché è lì, nei dettagli, che si vedono i professionisti. Nove punti, gli stessi numerati nella sezione.</p>
<p>Uno: la camera d&#8217;aria del vespaio aerato, il plenum di raccolta, il vuoto creato dai casseri a cupola, che il sistema mette in depressione. Due: la barriera antigas a tenuta sopra il vespaio, membrana continua a giunti saldati: senza di lei l&#8217;aspiratore ruberebbe aria ai locali invece che al terreno, e la depressione, il cuore del sistema, si disperderebbe. Tre: il pozzetto di aspirazione dentro la camera d&#8217;aria, al livello degli igloo, punto di presa unico e ben posizionato. Quattro: la tubazione di estrazione dedicata, verticale, che sale senza servire nient&#8217;altro. Cinque: l&#8217;estrattore, un aspiratore in linea, montato in alto e fuori dagli ambienti abitati, nel sottotetto, mai in cantina: a valle del ventilatore il tubo è in pressione, e ogni sua perdita dentro casa sarebbe un&#8217;iniezione di gas concentrato. Sei: lo scarico in atmosfera sopra il colmo, con comignolo, lontano da finestre, prese d&#8217;aria e dal camino di casa, perché il gas espulso non rientri dalla porta accanto. Sette: il manometro a U sul tubo, la spia più onesta dell&#8217;impiantistica mondiale, due colonnine d&#8217;acqua colorata che, finché restano sfalsate, dicono a chiunque passi che la depressione c&#8217;è; quando si allineano, il sistema è fermo e nessuno se ne accorgerebbe altrimenti. Otto: le sigillature dei giunti parete-platea, delle fessure e degli attraversamenti, che chiudono i corto-circuiti d&#8217;aria. Nove: il dispositivo di misura nel locale abitato, non nel vespaio: si misura dove si respira, che prima dell&#8217;intervento fa la diagnosi e dopo emette il verdetto.</p>
<p>Si noti che in questo schema il vespaio è sigillato, non arieggiato: niente griglie perimetrali. Non è una dimenticanza, è il progetto, in un sistema attivo la camera d&#8217;aria è il polmone in depressione, e ogni apertura verso l&#8217;esterno sarebbe un corto-circuito che ruba efficienza; su muri contro terra, del resto, le griglie non avrebbero comunque dove dare. Ventilazione naturale e depressurizzazione attiva sono due strategie alternative sullo stesso vespaio, non cumulabili: la diagnosi sceglie, il progetto esegue, la misura verifica.</p>
<p>Quattro dettagli che nei nove punti non compaiono decidono se il sistema durerà. La <strong>condensa</strong>: il tubo che attraversa un sottotetto freddo trasporta aria umida presa dal terreno, e l&#8217;acqua che vi si forma deve poter tornare giù per pendenza, mai raccogliersi nel corpo del ventilatore, che altrimenti muore in un paio di inverni. Il <strong>rumore</strong>: buona parte degli impianti che si trovano spenti sono impianti rumorosi, spenti da chi ci abita, e il rumore si combatte con il disaccoppiamento elastico dei supporti, con i percorsi dritti e con ventilatori elettronici modulanti tenuti al minimo giro utile. La <strong>prova del campo di depressione</strong>: prima di fissare il punto di aspirazione definitivo si praticano fori spia nella platea, a distanze crescenti, e si misura con un micromanometro quanta depressione arriva laggiù; è il vero test di progetto della depressurizzazione, quello che dice se un pozzetto basta o se ne servono tre. La <strong>permeabilità del sottofondo</strong>, che detta la macchina: sotto una platea su ghiaia serve un ventilatore di portata, sotto una platea su argille compatte serve un ventilatore di prevalenza, capace di tirare poco ma forte; scambiarli significa pagare un impianto che non prende.</p>
<p>E una verifica di sicurezza che i protocolli americani impongono e che da noi si dimentica: un sistema in estrazione toglie aria alla casa, e in una casa con caldaie a fiamma libera, stufe o caminetti può favorire il riflusso dei fumi. Dopo l&#8217;accensione dell&#8217;impianto i generatori a combustione vanno riprovati, tiraggio e monossido, come dopo ogni intervento che cambia l&#8217;equilibrio delle pressioni. Una nota di segno opposto, per il nuovo: la tubazione lasciata in predisposizione, se sale dentro il volume riscaldato ed esce sopra il colmo, lavora già da camino passivo prima che qualcuno vi monti un ventilatore, perché la differenza di temperatura fa il tiraggio da sola; in molte case, misura alla mano, basta quella.</p>
<p>Il collaudo, appunto. Un sistema appena acceso si verifica con una misura comparativa, la letteratura suggerisce protocolli semplici, come tre settimane consecutive con impianto spento, acceso, e di nuovo spento, lette con un monitor in continuo, e poi con la misura lunga, quella vera, sull&#8217;anno. E si consegna a chi abita con le istruzioni di un impianto qualunque: il manometro si guarda ogni tanto passandoci davanti, il ventilatore si sente (il silenzio improvviso è un allarme, non una pace), e ogni modifica edilizia futura, un pavimento rifatto, una nuova tubazione che buca la platea, è un fatto che riguarda il sistema.</p>
<h3>Gli errori che si vedono in cantiere, e i falsi rimedi</h3>
<p>Chi fa sopralluoghi incontra sempre gli stessi sbagli, e vale la pena elencarli, perché riconoscerli è già metà del mestiere. <strong>Lo scarico messo male</strong>, sotto la gronda, accanto a una finestra da tetto o a una presa d&#8217;aria: il gas espulso rientra dalla porta accanto e l&#8217;impianto lavora contro sé stesso. <strong>La membrana bucata dopo la posa</strong>, dagli impiantisti che passano tubi e cavi e nessuno che ripristini: una barriera continua interrotta in dieci punti non è una barriera. <strong>L&#8217;estrattore montato in cantina o in taverna</strong>, dove il tratto in pressione, se perde, inietta in casa aria concentrata: l&#8217;estrattore sta in alto e fuori dagli ambienti abitati. <strong>Il manometro mai installato</strong>, cioè un impianto senza spia, che il giorno in cui si ferma non lo dice a nessuno. <strong>Il collaudo mai fatto</strong>, che è poi la ragione per cui, in Svizzera, quattro risanamenti su dieci erano tornati sopra il riferimento senza che nessuno se ne accorgesse. <strong>Le griglie del vespaio chiuse d&#8217;inverno</strong> &#8220;per il freddo&#8221;, che è come togliere il tappo alla vasca e lamentarsi che si svuota. <strong>La misura fatta d&#8217;estate per far presto</strong>, che può dimezzare il risultato e assolvere una casa colpevole. E <strong>la sigillatura venduta come bonifica</strong>: preziosa come complemento, quasi sempre deludente da sola, perché il gas trova le vie che non si vedono.</p>
<p>Ci sono infine i falsi rimedi, quelli che si comprano al posto della bonifica. I <strong>purificatori d&#8217;aria e gli ionizzatori</strong> non tolgono il radon: filtrano il pulviscolo, e il radon è un gas nobile che attraversa i filtri come attraversa i muri. Anzi, togliendo pulviscolo spostano i figli verso la frazione non attaccata, quella che si deposita nei bronchi con più efficienza per becquerel: nel migliore dei casi si spende per niente. Non sono rimedi neppure i <strong>deumidificatori</strong>, che lavorano sull&#8217;acqua e non sul gas, né le <strong>piante da appartamento</strong>, né le vernici e i rasanti venduti come &#8220;antiradon&#8221; quando non fanno parte di un sistema continuo e collaudato. E non lo è <strong>il pavimento nuovo</strong>: un massetto rifatto senza barriera e senza sigillature cambia l&#8217;estetica della stanza, non la fisica dell&#8217;attacco a terra. La domanda da fare a chiunque proponga qualcosa è sempre la stessa, ed è gratis: con quale misura, prima e dopo, mi dimostra che ha funzionato?</p>
<h2>Mantenere: la lezione svizzera</h2>
<p>L&#8217;ultimo capitolo del rimedio non parla di come si costruisce un sistema, ma di come si tradisce: col tempo.</p>
<p>Lo studio più istruttivo in materia viene dalla Svizzera, che di bonifiche ne ha fatte a migliaia. Un progetto di verifica è tornato, anni dopo, in 158 edifici già risanati per il radon, a rimisurare: in 62, quattro su dieci, le concentrazioni erano risalite sopra il riferimento di 300 Bq/m³. Le cause, in ordine sparso ma tutte umane: ventilatori spenti da chissà quando, guasti mai notati, portate ridotte, modifiche edilizie che avevano cambiato le carte in tavola; e in circa la metà degli edifici la misura di controllo a fine risanamento non era mai stata fatta, il sistema era stato montato e salutato. I sistemi attivi risultavano nel complesso più efficaci dei passivi, ma con la loro condizione scritta nel contratto: sono impianti, e gli impianti si mantengono. Gli interventi recenti rendevano meglio dei vecchi, segno che la tecnica impara; ma la curva del tempo, senza manutenzione, va da una parte sola.</p>
<p>La morale investe tutto ciò che questo articolo ha raccontato: la bonifica dal radon non è un intervento, è un patto di lungo periodo tra l&#8217;edificio e chi lo abita. Il patto ha clausole semplici, la misura di collaudo, sempre; un&#8217;occhiata periodica al manometro; la rimisura ogni pochi anni e dopo ogni lavoro edilizio; la sostituzione del ventilatore quando invecchia, e oggi ha anche un alleato nuovo: i monitor elettronici continui a basso costo, che la ricerca europea sta integrando nei sistemi di ventilazione per creare bonifiche &#8220;a domanda&#8221;, capaci di accorgersi da sole quando il radon rialza la testa e di rispondere accelerando. Il progetto pilota italo-belga che ha sperimentato questi sistemi ibridi, sensore, centralina, ventilazione modulante, punta dichiaratamente a tenere le case sotto i 100 Bq/m³ dell&#8217;obiettivo OMS, non solo sotto i riferimenti di legge. La direzione della storia è questa: dal rimedio una tantum alla protezione continua, misurata, silenziosa, come il riscaldamento, come l&#8217;acqua calda. Il radon è entrato nelle case con la fisica; ne uscirà con l&#8217;impiantistica.</p>
<h2>L&#8217;Italia del radon in numeri</h2>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/radon-fig4-italia.png" alt="Grafico delle medie regionali dell'indagine nazionale sul radon e mappa delle aree prioritarie pubblicate in Gazzetta" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 12. Le medie regionali dell&#8217;indagine nazionale e le aree prioritarie pubblicate ad agosto 2026.</figcaption></figure>
<p>L&#8217;Italia è, per geologia e per patrimonio edilizio, uno dei Paesi europei più esposti. Lo sappiamo con precisione da una campagna che resta una delle migliori pagine della sanità pubblica italiana: l&#8217;indagine nazionale condotta tra il 1989 e il 1997 dall&#8217;Istituto Superiore di Sanità e dall&#8217;ENEA con i laboratori regionali, su 5.361 abitazioni campionate in 232 comuni con un disegno statistico rigoroso, tutti i comuni sopra i centomila abitanti, gli altri estratti a sorte, le famiglie in proporzione. Il risultato: una concentrazione media nazionale di 70 Bq/m³, contro una media mondiale stimata attorno a 40, con circa il 4% delle abitazioni sopra 200 Bq/m³ e quasi l&#8217;1% sopra 400. Tradotto in case: nell&#8217;ordine di 800.000 abitazioni oltre i 200, 200.000 oltre i 400.</p>
<p>La media, però, è il dato meno interessante. La tabella regionale racconta un Paese diviso dalla geologia:</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Regione / P.A.</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Media (Bq/m³)</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>% abitazioni &gt;200</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>% &gt;400</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Lazio</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>119</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>12,2</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3,4</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Lombardia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>111</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>8,4</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2,2</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Friuli Venezia Giulia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>99</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>9,6</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>4,8</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Campania</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>95</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>6,2</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,3</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Bolzano</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>70</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5,7</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Piemonte</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>69</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2,1</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,7</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Sardegna</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>64</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2,4</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Abruzzo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>60</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>4,9</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Veneto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>58</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,9</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,3</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Umbria</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>58</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,4</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Puglia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>52</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,6</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Trento</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>49</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,3</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Toscana</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>48</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,2</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Valle d&#8217;Aosta</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>44</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Emilia-Romagna</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>44</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,8</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Molise</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>43</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Liguria</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>38</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,5</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Sicilia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>35</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Basilicata</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>30</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Marche</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>29</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,4</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Calabria</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>25</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,6</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'><strong>Italia (media pesata)</strong></td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'><strong>70</strong></td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'><strong>4,1</strong></td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'><strong>0,9</strong></td>
</tr>
</table>
</div>
<p><em>Fonte: APAT, Annuario dei dati ambientali 2003, indagine nazionale ISS-ENEA 1989-1997. Sono valori di trent&#8217;anni fa, misurati su tutti i piani: le campagne regionali successive, mirate ai piani terra, hanno trovato medie più alte (Lombardia 124, Sardegna 116). La graduatoria regge, i livelli vanno letti come minimi.</em></p>
<p>In testa i territori vulcanici del Lazio e della Campania (tufi e pozzolane), le province alpine e prealpine lombarde, il Carso e le vallate friulane. In coda le regioni dei sedimenti fini, argille, sabbie, che al radon oppongono poca sorgente e poca strada.</p>
<p>Le campagne regionali dei decenni successivi, più fitte e mirate ai piani terra, hanno però corretto quella prima fotografia al rialzo, e questa è la notizia che il Paese ancora non ha del tutto assorbito. In Lombardia, le 3.600 misure al piano terra del 2003-2004 hanno restituito una media di 124 Bq/m³ (mediana 78, massimo 1.795), con il 15,5% dei punti sopra 200 e il 4,4% sopra 400, concentrati nelle province di Bergamo, Brescia, Lecco, Sondrio e Varese; l&#8217;analisi geostatistica ha stimato 616 comuni, il 40%, dove un&#8217;unità immobiliare su dieci al piano terra supererebbe i 200. In Friuli Venezia Giulia la media regionale si colloca attorno ai 100 Bq/m³, e la campagna di scienza partecipata &#8220;RADON: misure per 1000 famiglie&#8221; del 2017-2018, milleottocento dosimetri distribuiti ai cittadini, adesioni da 170 comuni su 216, ha trovato il 12% delle abitazioni sopra i 300, con i massimi sui suoli permeabili dell&#8217;alta pianura, delle vallate montane e del Carso; istruttivo il seguito umano: a pochi mesi dai risultati, quattro famiglie su dieci tra quelle sopra soglia avevano già chiesto il sopralluogo per intervenire. In Sardegna il progetto regionale 2017-2019 su 1.837 edifici in 208 comuni ha misurato una media aritmetica di 116 Bq/m³, aprendo la strada alla prima classificazione italiana delle aree prioritarie. L&#8217;Alto Adige ha distribuito 770 dosimetri ai privati in un&#8217;altra campagna partecipata e ha aggiornato la sua mappa provinciale. La lezione metodologica è limpida, e vale per chi leggerà qualunque mappa: più si misura vicino al suolo, e più si misura davvero, più radon si trova.</p>
<h2>La legge italiana, dal 1995 al PNAR</h2>
<p>Il diritto italiano del radon si racconta in quattro atti, e la sua evoluzione ricalca quella della consapevolezza scientifica.</p>
<p>Atto primo, 1995-2000: il radon entra nell&#8217;ordinamento dalla porta del lavoro. Il decreto legislativo 241 del 2000, recependo la direttiva Euratom del 1996, inserisce il radon nel testo del decreto 230 del 1995 e affida alle Regioni l&#8217;individuazione, rimasta allora sulla carta, delle aree a maggior rischio; lo stesso decreto impone ai datori di lavoro dei sotterranei (tunnel, grotte, catacombe, terme, miniere) la misura del radon, con un livello d&#8217;azione di 500 Bq/m³ e obblighi crescenti di dose. Le abitazioni restano esplicitamente fuori: per vent&#8217;anni la casa italiana non ha avuto, in materia, nessuna legge.</p>
<p>Atto secondo, 2002-2008: la strategia sanitaria. Il Piano Nazionale Radon del Ministero della Salute (2002) e le raccomandazioni collegate disegnano, senza forza cogente ma con buona scienza, l&#8217;architettura che verrà: campagne di misura, prevenzione nei nuovi edifici, formazione. È la stagione in cui le Regioni pioniere (Lombardia, Veneto, Friuli, Piemonte, Bolzano) avviano per conto loro le grandi mappature.</p>
<p>Atto terzo, 2020: il salto. Il decreto legislativo 101 del 31 luglio 2020, attuazione della direttiva 2013/59/Euratom (corretto e integrato dal decreto 203 del 2022), è la prima legge organica italiana sul radon. Fissa i livelli di riferimento in concentrazione media annua: 300 Bq/m³ per le abitazioni esistenti e per i luoghi di lavoro, 200 per le abitazioni costruite dopo il 31 dicembre 2024. Impone la misura nei luoghi di lavoro sotterranei ovunque, e in quelli seminterrati o al piano terra nelle aree classificate prioritarie; sopra il riferimento scattano il risanamento, la verifica, e, se il superamento resiste, la valutazione delle dosi con gli obblighi conseguenti. Definisce chi può misurare (i servizi di dosimetria riconosciuti) e chi può progettare le bonifiche (professionisti con formazione specifica di almeno 60 ore); prevede l&#8217;ingresso dei criteri anti-radon nei regolamenti edilizi. E all&#8217;articolo 11 inventa lo strumento territoriale: le aree prioritarie, cioè le zone dove si stima che più del 15% degli edifici superi i 300 Bq/m³ al piano terra, che le Regioni devono individuare e pubblicare. Le abitazioni private restano libere, nessun obbligo di misura per chi vive a casa propria, ma dentro la strategia: l&#8217;informazione, gli incentivi e le campagne devono arrivare anche lì.</p>
<p>Atto quarto, 2024-2026: l&#8217;attuazione. Il Piano Nazionale d&#8217;Azione per il Radon 2023-2032, adottato con DPCM dell&#8217;11 gennaio 2024, mette in fila tutto, informazione ai cittadini, protocolli di misura, banca dati nazionale, formazione dei professionisti dell&#8217;edilizia e della sanità, priorità di risanamento (prima gli edifici sopra 300, l&#8217;obiettivo di ridurre il radon in almeno metà delle abitazioni delle aree prioritarie che superano i 200 Bq/m³, dando la precedenza a quelle sopra 300), tecniche raccomandate nelle specifiche tecniche di intervento della sua sezione 4.4, e lo finanzia, con un fondo da dieci milioni l&#8217;anno per il triennio 2023-2025 destinato alle campagne regionali di misura. I Criteri Ambientali Minimi per l&#8217;edilizia (DM 24 novembre 2025, in Gazzetta il 3 dicembre, obbligatori negli appalti dal 2 febbraio 2026 in sostituzione di quelli del 2022) portano l&#8217;obiettivo progettuale a 200 Bq/m³ in tutti gli edifici pubblici, e lo fanno indipendentemente dalla zona: anche fuori dalle aree prioritarie, dove il decreto del 2020 non chiederebbe nulla. E le Regioni pubblicano, una dopo l&#8217;altra, le loro aree prioritarie: all&#8217;estate 2026 lo hanno fatto in undici, Sardegna per prima (162 comuni, delibera di giunta il 30 giugno 2022, elenco in Gazzetta il 14 ottobre), poi Piemonte (37), Lombardia (90), Friuli Venezia Giulia (52), Toscana (13), Veneto (21), Puglia (8), Valle d&#8217;Aosta (11), Liguria (16) e le Province autonome di Bolzano (58) e Trento (15): 483 comuni in tutto, l&#8217;ultimo elenco pubblicato a fine giugno 2026, mentre l&#8217;Emilia-Romagna ha formalizzato che, dai dati disponibili, nessun suo comune raggiunge la soglia, e le restanti stanno completando le campagne finanziate dal fondo. Per i comuni in elenco le conseguenze sono già concrete: ogni datore di lavoro con locali al piano terra o interrati deve misurare, e risanare se serve.</p>
<h3>Il flusso: chi fa che cosa, ed entro quando</h3>
<p>La legge, per un datore di lavoro, non è una cronologia ma una procedura, e conviene scriverla come tale. Primo passo, la misura: si esegue con un servizio di dosimetria riconosciuto, dura un anno con sostituzione dei dosimetri a metà, e va completata entro ventiquattro mesi dall&#8217;inizio dell&#8217;attività per i luoghi di lavoro sotterranei e per gli stabilimenti termali, ed entro diciotto mesi dall&#8217;individuazione delle aree prioritarie da parte della Regione per i seminterrati e i piani terra che vi ricadono, termine introdotto dal decreto correttivo del 2022. Secondo passo, la lettura del risultato. Sotto il livello di riferimento di 300 Bq/m³ non si fa nulla di più: si mette l&#8217;esito nel documento di valutazione dei rischi e si ripete la misura dopo otto anni, o prima se si mettono le mani sull&#8217;attacco a terra, sull&#8217;involucro o sugli impianti di ventilazione. Sopra il riferimento parte il terzo passo: le misure correttive, progettate da un esperto in interventi di risanamento, vanno attuate entro due anni, e la loro efficacia si verifica con una nuova misura; da lì in avanti la misura si ripete ogni quattro anni. Quarto passo, per i casi che resistono: se dopo il risanamento il superamento persiste, entra in scena l&#8217;esperto di radioprotezione, che valuta la dose efficace ricevuta dai lavoratori. Se resta sotto i 6 millisievert l&#8217;anno la situazione si sorveglia; se li supera, il datore di lavoro entra negli obblighi delle esposizioni pianificate, con notifica, sorveglianza e tutto ciò che ne consegue.</p>
<p>Le tre figure, come si vede, sono distinte e successive: chi misura, chi risana, chi valuta le dosi. E gli obblighi hanno un prezzo per chi li ignora, che è bene conoscere: la mancata misura è punita con l&#8217;arresto fino a sei mesi o con un&#8217;ammenda dell&#8217;ordine di alcune migliaia di euro, il mancato ricorso all&#8217;esperto o la mancata attuazione delle misure correttive con pene più severe, e le omesse comunicazioni con sanzioni amministrative. Per un datore di lavoro, in altre parole, la misura del radon non è un adempimento facoltativo dell&#8217;anno prossimo.</p>
<p>A chi vive in una casa di proprietà, la legge, va detto con chiarezza, non chiede nulla. È la sua debolezza e la sua sfida: in Italia la protezione dell&#8217;ambiente domestico dal radon resta un atto volontario, che lo Stato può solo informare e facilitare: la detrazione ordinaria per le ristrutturazioni copre già questi lavori, ma un incentivo dedicato, come si fa per ogni altra opera che salva vite, non c&#8217;è ancora. La distanza tra i 3.300 casi l&#8217;anno della statistica e il silenzio dei condomini si colma lì.</p>
<h2>La casa che si compra, la casa che si divide</h2>
<p>Ci sono due momenti in cui il radon smette di essere una questione sanitaria e diventa una questione patrimoniale, ed è lì che gli italiani si muovono davvero: quando una casa cambia proprietario e quando la casa è di tutti e di nessuno, cioè in condominio. Su nessuno dei due la legge italiana dice qualcosa, e proprio per questo vale la pena dire qualcosa qui.</p>
<p><strong>La compravendita.</strong> Negli Stati Uniti la misura del radon è prassi consolidata delle transazioni immobiliari, al punto che l&#8217;agenzia federale ha scritto protocolli apposta per quel contesto: misure brevi, in condizioni di casa chiusa dichiarate e controllate, perché i tempi di un rogito non sono quelli di una misura annuale. In Italia non esiste nulla di simile: il radon non compare nell&#8217;attestato di prestazione energetica, non compare negli atti, non compare nelle visure, e nessuno è tenuto a dichiararlo. Chi compra, però, può fare tre cose, tutte legittime e tutte poco praticate. Può chiedere se una misura esiste, e farsela consegnare. Può far eseguire uno screening breve prima del preliminare, sapendo che è un orientamento e non una sentenza. E può scrivere nel preliminare una clausola che impegna alla misura lunga dopo il rogito e ripartisce il costo dell&#8217;eventuale bonifica, che è il modo civile di trattare un&#8217;incertezza che nessuno dei due contraenti ha creato. Al venditore conviene ribaltare lo stigma: una casa con la misura in mano e, se serviva, un sistema collaudato e documentato, non vale meno di una casa che non ha mai misurato, vale di più, esattamente come una casa con l&#8217;impianto elettrico a norma.</p>
<p><strong>L&#8217;affitto</strong> è il caso più ingiusto, perché chi respira non decide. L&#8217;inquilino può misurare, e dovrebbe, soprattutto se abita un piano terra o un seminterrato in area prioritaria; ma le opere sull&#8217;attacco a terra sono del proprietario. Nei contratti lunghi, la misura all&#8217;ingresso e l&#8217;accordo su chi paga il rimedio sono materia da mettere per iscritto insieme alla caldaia.</p>
<p><strong>Il condominio, e i piani alti.</strong> Metà degli italiani vive in edifici plurifamiliari, e la domanda più frequente in assoluto è: al quarto piano devo preoccuparmi? La risposta onesta è quasi mai, e il quasi va spiegato. Il radon del suolo si diluisce salendo, e i gradienti misurati lo dicono con chiarezza: nell&#8217;indagine dei liceali cuneesi citata più avanti, cantine a 648 Bq/m³ di media, piani terra a 202, piani alti a 124. Ma il quasi ha due nomi. Il primo sono i materiali: dove i muri sono di tufo, pozzolana o pietra vulcanica, la sorgente è in casa e non sotto, e sale con l&#8217;edificio. Il secondo sono i cavedi, i vani ascensore e le colonne impiantistiche, che nelle case alte funzionano da autostrada verticale e possono portare in alto quello che nasce in basso: se un piano alto misura più del piano sotto, la spiegazione è di solito lì.</p>
<p>Restano i locali che quasi nessuno misura e che sono i più esposti: cantine, box, taverne, lavanderie, sale comuni interrate. E qui si aprono due questioni pratiche che l&#8217;assemblea prima o poi dovrà affrontare. La prima è la ripartizione: vespaio, platea, muri contro terra e colonne impiantistiche sono parti comuni, la bonifica si delibera in assemblea e la spesa si ripartisce, ma il beneficio riguarda soprattutto i piani bassi, e il codice consente di tenerne conto quando una cosa comune serve i condomini in misura diversa. Metterlo in chiaro prima, con una relazione tecnica e i numeri delle misure, evita la lite dopo. La seconda è che un condominio con dipendenti, il portiere per esempio, è un datore di lavoro a tutti gli effetti: la portineria interrata o al piano terra, in un comune classificato area prioritaria, va misurata come qualunque altro luogo di lavoro, con gli obblighi e le scadenze del capitolo precedente. È il punto in cui l&#8217;amministratore scopre di avere, sul radon, una responsabilità che non sapeva di avere.</p>
<h2>Le mappe e i loro limiti</h2>
<p>Chi voglia vedere il proprio territorio ha oggi strumenti pubblici che dieci anni fa non esistevano, e conviene conoscerli per nome. Il primo è il SINRAD, il sistema informativo nazionale sulla radioattività dell&#8217;Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN): la sua sezione radon raccoglie i risultati di trent&#8217;anni di misure in abitazioni, scuole e luoghi di lavoro, dal 1989 in avanti, e li mostra su una mappa interattiva comunale: le stime di concentrazione media comunale coprono 4.241 comuni, il 53% di quelli italiani, con la trama più fitta al Centro-Nord e buchi larghi al Sud. Il secondo è il portale delle mappe del Ministero dell&#8217;Ambiente su base ISPRA: la carta predittiva nazionale, la radioattività naturale potenziale delle rocce affioranti, lo schema litologico, gli elenchi dei comuni interessati da alta radioattività potenziale, la lettura geologica del rischio, aggiornata a fine 2025, con la carta delle aree prioritarie in preparazione. Il terzo è la costellazione delle pagine radon delle ARPA e APPA regionali, dove stanno le mappe di dettaglio, gli elenchi ufficiali dei comuni prioritari con gli estremi di Gazzetta, e i riferimenti dei laboratori. Sopra tutto, l&#8217;Atlante europeo della radioattività naturale del Centro comune di ricerca compone dal 2006 la mappa continentale del radon indoor su celle di dieci chilometri, alimentata dai dati nazionali: utile per capire che il problema non ha confini, e che l&#8217;Italia vi figura tra i Paesi più segnati.</p>
<p>E qui va ripetuta, con le parole più nette possibili, l&#8217;avvertenza che attraversa tutto questo articolo e che le stesse istituzioni mettono in cima alle loro pagine: le mappe non diagnosticano le case. La variabilità tra edificio ed edificio, dentro lo stesso comune, la stessa via, perfino tra due villette gemelle, è tale che nessuna carta può dire quanto radon c&#8217;è nella stanza dove dormite: due case adiacenti possono stare una a 40 e una a 400. Le mappe servono alle Regioni per decidere dove concentrare misure e risorse, ai progettisti per sapere quando alzare la guardia, ai curiosi per capire la geologia sotto i piedi. Alla singola famiglia serve una cosa sola, e costa come una cena: il dosimetro.</p>
<h2>La spia della Terra</h2>
<p>C&#8217;è un ultimo ritratto del radon che merita un capitolo intero, perché ribalta la prospettiva di tutto l&#8217;articolo: fuori dalle case, questo gas è uno degli strumenti più raffinati che le scienze della Terra possiedano. La stessa fisica che lo rende un pericolo nei soggiorni, nasce nella roccia, risale lungo le fratture, si misura con precisione squisita, lo rende, in campo aperto, una spia dei movimenti del pianeta.</p>
<h3>Sui vulcani</h3>
<p>La scuola italiana è, in questo campo, tra le prime al mondo. Sull&#8217;Etna le misure di radon cominciano nel 1976, e da allora oltre cinquanta studi scientifici hanno usato questo gas per ascoltare il vulcano: la rassegna pubblicata nel 2023 dai ricercatori dell&#8217;Osservatorio Etneo racconta stazioni che registrano da decenni, con sonde interrate che contano il gas ogni venti minuti. I risultati sono di quelli che tolgono il sonno ai vulcanologi entusiasti: nel 1998, aumenti cospicui di radon furono registrati almeno 46 ore prima di ciascuno di cinque episodi di fontana di lava del cratere di Sud-Est; nel 2006 le stazioni sommitali videro l&#8217;anomalia ore prima dell&#8217;eruzione; a Piano Provenzana la velocità di risalita del gas, più di 50 metri al giorno, e oltre 90 in quota, ha permesso di stimare da dove viene e quanto corre. A Stromboli, una rete di 25 stazioni attiva dal 2002 ha stabilito perfino una soglia empirica: attività sopra i 20.000 Bq/m³ per almeno tre giorni alle stazioni sommitali hanno preceduto di 12-14 giorni i parossismi del 2002-2003, con punte della rete, negli anni, fino a 97.000 Bq/m³ (registrate attorno al terremoto di Salina del 2004); e le anomalie hanno rivelato come i grandi terremoti regionali, Palermo 2002, perfino Boumerdes in Algeria, a più di mille chilometri, &#8220;risveglino&#8221; il degassamento dei vulcani a condotto aperto. Ai Campi Flegrei, sette anni di monitoraggio continuo (2011-2017) in due siti della caldera hanno mostrato che le anomalie del radon accompagnano fedelmente sollevamento del suolo, sismicità e tremore delle fumarole, e hanno suggerito che l&#8217;area interessata dalla crisi bradisismica sia più ampia della zona dei terremoti: un&#8217;informazione che nessun sismometro, da solo, avrebbe dato. Qui il radon non promette profezie: fa il termometro di un sistema idrotermale, e lo fa bene.</p>
<h3>Prima dei terremoti?</h3>
<p>Il capitolo sismico è più affascinante e più scivoloso, e va raccontato con le due mani: quella dei successi e quella dei conti che non tornano.</p>
<p>La storia comincia a Tashkent, in Uzbekistan, dove negli anni Sessanta si osservò l&#8217;aumento del radon nell&#8217;acqua di un pozzo profondo prima del terremoto del 1966; da allora la letteratura ha accumulato casi in ogni continente. Il più celebre è Kobe, 1995: in un pozzo a trenta chilometri dall&#8217;epicentro il radon salì da 20 a 60 becquerel al litro nei tre mesi precedenti, con un picco nove giorni prima della scossa che fece seimila vittime. La scuola giapponese ha costruito su questi dati un metodo intero, monitorando il radon atmosferico con le camere a ionizzazione degli istituti universitari di radioisotopi: prima del gigantesco Tohoku del 2011 tre stazioni videro variazioni simultanee oltre le tre deviazioni standard, e prima del terremoto di Osaka del 2018 la concentrazione scese, perché anche le anomalie negative contano: un sottosuolo che smette di respirare può essere un sottosuolo che si sta caricando. In Friuli, a Cazzaso, una sonda in un foro di 80 centimetri registrò l&#8217;anomalia più netta della sua serie tre settimane prima di un terremoto di magnitudo 5.1; sull&#8217;Appennino, la stazione dell&#8217;INGV a Cittareale, 11 chilometri dall&#8217;epicentro di Amatrice, mostrò nell&#8217;estate 2016 un comportamento anomalo in direzione opposta al previsto, valori più bassi del solito, con le variazioni relative più forti dell&#8217;intera serie concentrate nei novanta giorni prima della scossa. E in Israele un esperimento elegante ha fornito il controllo negativo che alla scienza serviva: un&#8217;esplosione di calibrazione da 20 tonnellate, l&#8217;equivalente di una magnitudo 2,6, ma senza alcuna preparazione tettonica, non produsse nessuna anomalia di radon. Se le anomalie vere esistono, vengono dalla lenta preparazione del terremoto, non dallo scuotimento.</p>
<p>Poi c&#8217;è l&#8217;altra mano. Le statistiche oneste, quando qualcuno le fa, raffreddano: i gruppi croati che hanno monitorato per anni i loro siti riportano che le anomalie &#8220;riconoscono&#8221; dal 21 al 58% dei terremoti, a seconda del sito e del criterio scelto, e ammettono i falsi allarmi meteorologici, perché pioggia, pressione e temperatura muovono il radon quanto e più della tettonica, e ogni analisi seria deve prima sottrarre il meteo con regressioni dedicate. Le rassegne critiche più recenti, pur contando decine di casi documentati da Taiwan all&#8217;Islanda, concludono che manca ancora una corrispondenza uno-a-uno tra anomalie ed eventi, e che la strada, se esiste, passa per reti dense di centinaia o migliaia di sensori letti da algoritmi, non per la stazione solitaria. È in questa luce che va ricordata la vicenda italiana più nota, quella di Giampaolo Giuliani e dell&#8217;Aquila 2009: i suoi rivelatori gamma registrarono davvero variazioni del radon in quei giorni, su questo non c&#8217;è mistero, e i suoi rapporti tecnici successivi rivendicano anticipi di ore o giorni su eventi come Balsorano 2019, ma la commissione internazionale istituita dopo il disastro, esaminata l&#8217;intera letteratura mondiale, arrivò alla conclusione che resta il punto fermo della materia: le anomalie di radon accompagnano a volte la preparazione dei terremoti, ma non in modo abbastanza regolare, specifico e anticipato da fondarci una previsione operativa; troppi falsi allarmi, troppi terremoti senza anomalia. Il radon resta dunque un oggetto di ricerca sismologica legittimo e attivo, l&#8217;INGV stesso mantiene una rete nazionale di monitoraggio, e non uno strumento di protezione civile. Rispettarlo, anche qui, significa non fargli dire più di quello che sa.</p>
<h3>Dove il tracciante incontra la casa</h3>
<p>Tre osservazioni di questa letteratura tornano dritte al nostro tema domestico, ed è per questo che il capitolo sta in questo articolo. La prima: le case costruite sulle faglie respirano più radon, sull&#8217;Etna la concentrazione indoor media segue una legge di potenza della distanza dalla faglia, con misure fino a 3.500 Bq/m³, e in Pakistan le abitazioni lungo la rottura del terremoto del Kashmir mostrano i valori più alti proprio nelle case di fango fessurate. La seconda: i terremoti cambiano il radon delle case, in Nepal, dopo il sisma del 2015, le uniche due abitazioni sopra i 300 Bq/m³ erano case vecchie crepate dalla scossa; dopo un terremoto, in zona ad alto radon, rimisurare è buona igiene edilizia. La terza, la più curiosa: il radon sa fare anche il detective ambientale, a Pescara un&#8217;indagine sistematica del sottosuolo urbano trovò un&#8217;anomalia localizzata fino a 9.000 Bq/m³, inspiegabile con la geologia locale, e l&#8217;ipotesi più solida chiama in causa sorgenti artificiali disperse (i vecchi parafulmini radioattivi al radio, legali in Italia fino al 1981, e gli aghi di radioterapia smarriti): il gas che di solito accusiamo di inquinare le case può, misurato bene, smascherare l&#8217;inquinamento degli uomini.</p>
<h2>La ricerca che tornerà nelle case</h2>
<p>L&#8217;ultimo capitolo guarda avanti, perché il decennio in corso è, per il radon, il più ricco di ricerca applicata della storia, e quasi tutto ciò che bolle nei laboratori europei finirà, prima o poi, negli appartamenti.</p>
<p>Il progetto europeo RadoNorm (2020-2025, 56 partner di 22 Paesi) sta ripercorrendo l&#8217;intero ciclo del rischio, dalla sorgente alla mitigazione, dalla dosimetria alla percezione sociale, con l&#8217;ambizione dichiarata di trasformare la gestione del radon da adempimento a sistema. La metrologia ha fatto passi che dieci anni fa parevano lontani: MetroRADON ha costruito le catene di taratura per le basse concentrazioni (100-300 Bq/m³, proprio la fascia delle decisioni difficili) e ha messo a punto la difesa dal toron che inquinava le misure; traceRadon ha portato l&#8217;affidabilità metrologica perfino sulle concentrazioni atmosferiche di pochi becquerel, con una ricaduta inattesa e magnifica, il radon come tracciante per verificare gli inventari dei gas serra: il gas delle cantine arruolato nella contabilità del clima. Sul fronte degli edifici, il progetto italo-belga RESPIRE ha sperimentato nel Lazio i sistemi ibridi di nuova generazione, sensore in continuo, centralina, ventilazione che si accende e si modula da sola quando il radon rialza la testa, con l&#8217;obiettivo esplicito di tenere le case sotto i 100 Bq/m³ dell&#8217;OMS, non solo sotto i riferimenti di legge; è la &#8220;mitigazione a domanda&#8221; che i monitor elettronici a basso costo stanno rendendo possibile, ed è facile prevedere che tra dieci anni un impianto anti-radon senza sensore sembrerà strano come oggi una caldaia senza termostato.</p>
<p>E poi c&#8217;è la scienza dei cittadini, che in questa storia italiana ha già scritto pagine che meritano l&#8217;articolo. Le mille famiglie friulane che hanno appeso i dosimetri e poi, in quattro casi su dieci tra quelle sopra soglia, hanno chiesto il sopralluogo per intervenire. Le settecentosettanta famiglie altoatesine della campagna &#8220;Misura il radon a casa tua!&#8221;. I liceali di Cuneo che, con un rilevatore da poche centinaia di euro, hanno misurato trecento locali in ventotto comuni e ritrovato da soli tutte le leggi di questo articolo, la cantina a 648 di media, il piano terra a 202, i piani alti a 124, e che scavando nella storia della loro provincia hanno riportato alla luce una vicenda che quasi nessuno ricordava: le miniere di uranio della Bisalta e di Lurisia, l&#8217;autunite identificata nel 1912 da una studentessa, Pia Bassi, e la visita di Marie Curie in persona, nel 1918, alle acque radioattive che allora si vendevano come miracolose. Il cerchio della storia si chiude dove era cominciato: con la misura fatta in casa, da chi in quella casa vive.</p>
<p>Perché questa, alla fine, è la direzione di tutto: il radon è entrato nella scienza dalle miniere, è passato per i laboratori dei premi Nobel, ha attraversato un secolo di epidemiologia e quarant&#8217;anni di ingegneria della bonifica; e il suo futuro è un dischetto di plastica o un piccolo sensore su uno scaffale, in dieci milioni di case, che trasforma l&#8217;inquilino invisibile in un numero, e il numero, quando serve, in un tubo, un ventilatore e un manometro a U.</p>
<h2>Il collo di bottiglia non è tecnico</h2>
<p>C&#8217;è un fatto che, in tutta questa storia, andrebbe scritto sopra la porta di chi si occupa di radon: la tecnica non è più il problema. Sappiamo misurare, sappiamo prevedere dove cercare, sappiamo costruire case protette e risanare quelle che non lo sono, con percentuali di riduzione che poche bonifiche ambientali possono vantare a quel prezzo. Quello che si inceppa, regolarmente, è il passo fra il numero e la decisione. La letteratura sulla comunicazione del rischio lo documenta da decenni: dopo una misura sopra i riferimenti, solo una minoranza delle famiglie interviene. Il dato friulano citato più indietro, quattro famiglie su dieci che chiedono il sopralluogo a pochi mesi dal risultato, è un ottimo risultato proprio perché è un&#8217;eccezione.</p>
<p>Le ragioni si conoscono, e sono umane prima che tecniche. Il radon è naturale, e ciò che è naturale ci sembra sempre meno pericoloso di ciò che ha un colpevole con la partita IVA. È invisibile e non provoca nulla di percepibile, mentre il nostro sistema d&#8217;allarme è tarato sulle minacce che si vedono e si sentono. Il danno arriva decenni dopo, e nessuno reagisce con urgenza a una scadenza a trent&#8217;anni. E soprattutto la casa non è un impianto industriale: è identità, e un numero alto in soggiorno suona come un giudizio su chi ci abita, con in più il timore, non irragionevole, che quel numero possa pesare sul valore dell&#8217;immobile.</p>
<p>Da qui discende il modo giusto di parlarne, che è anche quello che questo articolo ha cercato di tenere. I messaggi di paura funzionano peggio dei messaggi di efficacia: dire &#8220;è cancerogeno&#8221; muove meno di dire &#8220;si misura con un oggetto da poche decine di euro, si risolve con un tubo e un ventilatore, e la misura dopo lo dimostra&#8221;. La misura va presentata come una diagnosi, non come una sentenza sull&#8217;immobile. Il vicino che ha bonificato e racconta com&#8217;è andata vale dieci opuscoli. E il numero alto va accompagnato subito dal nome di chi fa il lavoro e dall&#8217;ordine di grandezza della spesa, perché la finestra in cui una persona decide è breve e si richiude in fretta. Il radon esce dalle case con l&#8217;impiantistica, ma ci entra il tecnico solo se prima è passata la fiducia.</p>
<h2>Congedo</h2>
<p>Alla fine, i punti di vista che questo articolo ha tenuto insieme dicono la stessa cosa con lessici diversi. La medicina dice: il rischio è lineare, senza soglia, moltiplicato dal fumo, riducete l&#8217;esposizione, smettete di fumare, e avrete tolto al tumore polmonare i suoi due alleati. L&#8217;ingegneria dice: il radon entra perché la casa aspira, misurate, e se serve invertite le pressioni: è un problema noto, con soluzioni note, collaudate su quarant&#8217;anni di case vere. Chi progetta e costruisce dice: nel progetto dell&#8217;attacco a terra la protezione costa quanto un dettaglio disegnato bene; nell&#8217;esistente, quanto un piccolo impianto e la disciplina di mantenerlo. E la storia ricorda che ogni tappa di questa vicenda, dai minatori di Schneeberg a Hultqvist, da Watras alle mille famiglie friulane, è stata una vittoria della misura sull&#8217;opinione.</p>
<p>Il resto è consapevolezza, che è poi l&#8217;obiettivo dichiarato del Piano nazionale: in un Paese dove un tumore polmonare su dieci porta la firma di questo gas, la misura del radon dovrebbe avere, nella vita di una famiglia, la stessa ovvietà della revisione della caldaia. Lo strumento è un dischetto di plastica grande come un tarallo; il tempo richiesto, dodici mesi di pazienza; il costo, una cena in pizzeria. In cambio, la casa, per una volta, vi dice la verità su se stessa. Al resto, come sempre in edilizia, si rimedia: con un tubo, un ventilatore, un manometro a U e la cura dei dettagli che distingue il costruire dal costruire bene.</p>
<p>E se serve una data per cominciare, il calendario ne offre una perfetta: il 7 novembre, compleanno di Marie Skłodowska Curie e Giornata europea del radon. Non c&#8217;è modo più giusto di onorare la donna che aprì questa storia, e che ne pagò il prezzo, che appendere quel giorno, in camera da letto, un dosimetro.</p>
<h2>In sintesi</h2>
<p>1. <strong>Il radon non si stima, si misura.</strong> Nessuna mappa, nessuna geologia, nessun vicino può dire quanto ce n&#8217;è nella stanza dove dormite: due case affiancate possono stare una a 40 e una a 400 Bq/m³. La misura che fa fede dura dodici mesi, o due semestri consecutivi, e si fa dove si vive. 2. <strong>La sorgente quasi sempre è il suolo, non i materiali.</strong> L&#8217;edificio funziona da pompa: la differenza di temperatura e il vento lo tengono in leggera depressione rispetto al terreno, e il gas entra dai giunti, dalle fessure e dai passaggi impiantistici dell&#8217;attacco a terra. 3. <strong>I tre numeri italiani sono 300, 200, 100.</strong> Il livello di riferimento di legge per le case esistenti e i luoghi di lavoro, quello delle abitazioni costruite dopo il 2024, e l&#8217;obiettivo dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità. Nessuno dei tre è una soglia di sicurezza: sotto, il rischio cala, non sparisce. 4. <strong>Il rischio è reale e quantificato.</strong> In Italia si attribuiscono al radon circa 3.300 tumori polmonari l&#8217;anno, con un intervallo largo dichiarato dall&#8217;Istituto Superiore di Sanità; il 90% dei casi riguarda fumatori ed ex fumatori, e per un fumatore la misura anti-radon più potente resta smettere. 5. <strong>Diluire aiuta, svuotare risolve.</strong> Aprire le finestre e la ventilazione meccanica abbassano il valore finché lavorano; la depressurizzazione del suolo o del vespaio inverte il flusso sotto il pavimento e taglia regolarmente l&#8217;80-95%. 6. <strong>Nel nuovo costa un ordine di grandezza meno.</strong> Vespaio ben concepito, barriera continua a tenuta, sigillature e tubazione lasciata in attesa: la sola predisposizione costa come una porta interna, e trasforma una bonifica futura in un collegamento. 7. <strong>La bonifica è un impianto, non un intervento.</strong> Lo studio svizzero su 158 edifici risanati ne ha trovati 62 di nuovo sopra il riferimento: ventilatori spenti, guasti mai visti, collaudi mai fatti. Il patto comprende manometro, rimisura e sostituzione del ventilatore. 8. <strong>Il collo di bottiglia non è tecnico.</strong> Sappiamo misurare e sappiamo risanare; quello che manca è la decisione. Per questo contano il costo dichiarato, il nome di chi fa il lavoro e la misura di collaudo: sono loro a trasformare un numero in un cantiere.</p>
<h2>Domande frequenti</h2>
<p><strong>Vivo al terzo piano: devo preoccuparmi?</strong><br />Quasi mai, ed è giusto dirlo con chiarezza: il radon che viene dal suolo si diluisce salendo, e i gradienti misurati lo confermano (cantine attorno a 650 Bq/m³ di media, piani terra a 200, piani alti a 124, nell&#8217;indagine dei liceali cuneesi). Il &#8220;quasi&#8221; ha due nomi: i materiali, dove i muri sono di tufo o di pietra vulcanica, e i cavedi o i vani ascensore, che possono portare in alto il gas che nasce in basso. Se un piano alto misura più del piano sotto, la spiegazione sta quasi sempre lì.</p>
<p><strong>Il mio comune non è area prioritaria: posso stare tranquillo?</strong><br />No. Le aree prioritarie servono alle Regioni per concentrare misure e risorse dove la probabilità di superamento è alta, e fanno scattare obblighi nei luoghi di lavoro. Non dicono nulla della singola abitazione: case sopra i riferimenti si trovano in tutte le regioni, comprese quelle senza aree prioritarie. L&#8217;unico modo per sapere quanto ce n&#8217;è a casa vostra resta la misura.</p>
<p><strong>Quanto costa misurare, e a chi si chiede?</strong><br />Una coppia di dosimetri a tracce che copre i due semestri dell&#8217;anno sta di norma fra i cinquanta e i cento euro, analisi e rapporto di prova compresi, e si acquista da un servizio di dosimetria riconosciuto ai sensi del decreto del 2020. Le agenzie regionali fanno campagne, mappe e vigilanza: salvo iniziative locali di distribuzione, non eseguono misure a domanda per il singolo cittadino.</p>
<p><strong>Ho misurato 250 Bq/m³: devo bonificare?</strong><br />Siete sotto il riferimento di legge per le case esistenti, sopra quello delle case nuove e ben sopra l&#8217;obiettivo dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità. In questa fascia la strada ragionevole è quella delle misure leggere, sigillature fatte bene, ventilazione del vespaio se c&#8217;è, più aria negli ambienti, e poi una nuova misura per vedere dove si è arrivati. Nessuna urgenza, ma nemmeno l&#8217;archiviazione della pratica.</p>
<p><strong>Basta aprire le finestre?</strong><br />Funziona finché sono aperte. Il serbatoio resta sotto il pavimento e in una notte a finestre chiuse il gas si riaccumula; d&#8217;inverno il metodo costa calore e comfort, e sui valori alti non basta comunque. La ventilazione meccanica con recupero di calore fa la stessa cosa con ordine tutto l&#8217;anno, ma resta un ottimo coadiuvante e un pessimo protagonista.</p>
<p><strong>Un purificatore d&#8217;aria o un ionizzatore risolve il problema?</strong><br />No. Quegli apparecchi filtrano il pulviscolo, e il radon è un gas nobile che attraversa i filtri come attraversa i muri. Togliendo pulviscolo spostano per giunta i figli del radon verso la frazione non attaccata, quella che si deposita nei bronchi con più efficienza per becquerel. Non sono una bonifica, e chi li vende come tale sta vendendo un&#8217;altra cosa.</p>
<p><strong>Ho un vespaio aerato: sono protetto?</strong><br />Se ventila davvero, molto: nel caso milanese quattro prese d&#8217;aria contrapposte hanno fatto crollare il vespaio da 12.600 a 700-1.000 Bq/m³ e le stanze da 1.700 a circa 150. Il problema è che sotto quota, in un interrato, quell&#8217;aria spesso non arriva. E attenzione a non sommare le strategie: un vespaio destinato alla depressurizzazione attiva va sigillato, non arieggiato.</p>
<p><strong>Sto comprando casa: posso chiedere la misura?</strong><br />Sì, e nessuno può impedirvelo. In Italia non esiste alcun obbligo, il radon non compare nell&#8217;attestato di prestazione energetica né negli atti, ma potete chiedere se una misura esiste, farne eseguire una breve come orientamento prima del preliminare, e mettere nel preliminare una clausola che rinvia alla misura lunga e ripartisce il costo dell&#8217;eventuale bonifica.</p>
<p><strong>Come faccio a sapere che il sistema installato funziona?</strong><br />Da due cose, e nessuna delle due è la fiducia. La prima è il manometro a U sul tubo: finché le due colonnine restano sfalsate la depressione c&#8217;è, quando si allineano il sistema è fermo. La seconda è la misura: comparativa a impianto spento e acceso per il collaudo immediato, e poi lunga, sull&#8217;anno, che è l&#8217;unica che vale come verdetto.</p>
<h2>Appendici</h2>
<h3>Appendice A. I nove componenti del sistema attivo (legenda della tavola)</h3>
<p>1. <strong>Camera d&#8217;aria del vespaio aerato</strong>, il plenum di raccolta del gas creato dai casseri a cupola (tecnica riconosciuta dal PNAR, sez. 4.4, e dall&#8217;ISS). 2. <strong>Barriera antigas a tenuta</strong>, membrana continua sigillata, giunti termosaldati; la tenuta al radon è prestazione dichiarata dal produttore (DoP): non esiste una norma UNI radon-specifica cogente. 3. <strong>Pozzetto di aspirazione</strong>, il punto di presa dentro la camera d&#8217;aria, al livello degli igloo. 4. <strong>Tubazione di estrazione dedicata</strong>, verticale, senza altri servizi. 5. <strong>Estrattore in linea</strong>, nel sottotetto o comunque fuori dagli ambienti abitati, mai in cantina. 6. <strong>Scarico con comignolo sopra il colmo</strong>, lontano da finestre, prese d&#8217;aria e canne fumarie (buona pratica installativa). 7. <strong>Manometro a U</strong>, l&#8217;indicatore di depressione leggibile a colpo d&#8217;occhio (buona pratica installativa). 8. <strong>Sigillature a tenuta</strong>, giunto parete-platea, fessure, attraversamenti impiantistici (PNAR, sez. 4.4). 9. <strong>Dispositivo di misura nel locale abitato</strong>, campionatore passivo a integrazione, misura della media annua secondo UNI ISO 11665-4, tramite servizi di dosimetria riconosciuti (D.Lgs. 101/2020, All. II).</p>
<p>Nota di progetto: in un sistema attivo il vespaio è sigillato, niente griglie di ventilazione perimetrale, che ne corto-circuiterebbero la depressione (e su muri contro terra non avrebbero comunque sfogo). Ventilazione naturale e depressurizzazione sono alternative, non cumulabili.</p>
<h3>Appendice B. Glossario minimo</h3>
<p><strong>Emivita</strong> (o tempo di dimezzamento), il tempo in cui metà degli atomi di una sostanza radioattiva si trasforma: 4,5 miliardi di anni per l&#8217;uranio-238, 1.600 anni per il radio-226, 3,8 giorni per il radon, minuti o meno per i suoi figli. Non è una scadenza: dopo due emivite ne resta un quarto, dopo tre un ottavo, e così via. <strong>Bq (becquerel)</strong>, una disintegrazione al secondo; <strong>Bq/m³</strong>: concentrazione di attività in aria. <strong>pCi/L</strong>, unità americana: 1 pCi/L = 37 Bq/m³. <strong>Figli del radon</strong>, i discendenti a vita breve (polonio-218, piombo-214, bismuto-214, polonio-214): solidi, si attaccano al pulviscolo, e sono loro a irraggiare i bronchi. <strong>F (fattore di equilibrio)</strong>, quota di equilibrio tra radon e figli nell&#8217;aria reale; convenzionalmente 0,4 al chiuso. <strong>WL / WLM</strong>, Working Level e Working Level Month, unità storiche di concentrazione ed esposizione ai figli del radon, nate nelle miniere. <strong>mSv (millisievert)</strong>, unità di dose efficace: pesa il danno biologico atteso. <strong>LET</strong>, trasferimento lineare di energia: alto per le particelle alfa, che concentrano il danno. <strong>Livello di riferimento</strong>, il valore di concentrazione media annua oltre il quale la norma chiede di agire (300 Bq/m³ esistente e lavoro; 200 nuove abitazioni): non è una soglia di sicurezza, è una soglia di azione. <strong>Area prioritaria</strong>, zona dove si stima che oltre il 15% degli edifici superi i 300 Bq/m³ al piano terra (art. 11, D.Lgs. 101/2020). <strong>CR-39 / LR-115</strong>, polimeri dei rivelatori a tracce. <strong>SSD</strong>, sub-slab depressurization, depressurizzazione del suolo sotto la platea. <strong>VMC</strong>, ventilazione meccanica controllata. <strong>NORM</strong>, materiali radioattivi di origine naturale trattati dall&#8217;industria. <strong>Toron</strong>, radon-220, dalla catena del torio: vita di 55 secondi, rilevante solo vicino alla sorgente (materiali da costruzione).</p>
<h3>Appendice C. Che cosa fare, in cinque righe</h3>
<p>Misura (dosimetro a tracce, 12 mesi, camera da letto o soggiorno; da un servizio di dosimetria riconosciuto, cinquanta-cento euro la coppia semestrale: le ARPA fanno campagne e mappe, non misure a domanda). Leggi il risultato con i riferimenti: 100 l&#8217;obiettivo OMS, 200 il riferimento delle case nuove, 300 quello di legge. Sotto i 100: rimisura dopo ogni lavoro importante. Tra 100 e 300: sigillature, ventilazione del vespaio, più aria, e rimisura. Sopra 300: diagnosi professionale (qualche centinaio di euro) e sistema attivo di depressurizzazione (per una villetta, dell&#8217;ordine di due-cinquemila euro, detraibile come manutenzione straordinaria), collaudo strumentale, manutenzione. Se fumi: smetti, è la misura anti-radon più efficace che esista.</p>
<h2>Nota sui calcoli e sulle fonti</h2>
<p>I numeri di questo articolo stanno in uno script che accompagna il testo e che si lancia da solo: dosi, rischi relativi, riduzioni attese e dati del caso milanese vengono da lì, e le figure li leggono dallo stesso file, così nessuna etichetta può dire una cosa diversa dal testo. I coefficienti dichiarati sono quelli dell&#8217;ICRP 137 per la dose e di Darby 2005 per il rischio, e dove la letteratura offre due scuole, come per il coefficiente di dose, l&#8217;articolo dice quale ha usato.</p>
<p>Le fotografie del capitolo sulla diagnosi vengono da un&#8217;indagine reale e sono state gentilmente concesse da <a href="https://www.baxsa.com/" target="_blank" rel="noopener">BAXSA S.r.l.</a>: ringrazio la dott.ssa Carmen Baccari e l&#8217;ing. Gerardo Ivan Santucci per averle messe a disposizione e per il confronto sugli strumenti di indagine in campo. Sono riprodotte alla risoluzione fornita, ed è la ragione per cui stanno in un provino e non a piena pagina.</p>
<p>Le fonti sono state riprese una per una in una lettura di controllo: trentotto affermazioni sono state ricontrollate sulle fonti originali e le imprecisioni trovate sono state corrette, comprese quelle scomode. Le poche cifre che nessuna fonte pubblica certifica, i costi italiani degli interventi, sono dichiarate per quello che sono, ordini di grandezza raccolti sul mercato e non prezzi.</p>
<h2>Fonti</h2>
<p style="font-size:14px;line-height:1.5"><strong>Normativa e piani</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>D.Lgs. 31 luglio 2020, n. 101 (attuazione della Direttiva 2013/59/Euratom), in particolare artt. 10-17, 19 e Allegato II; modificato e integrato dal D.Lgs. 25 novembre 2022, n. 203. GU n. 201 del 12/08/2020. [Impianto sanzionatorio: arresto o ammenda per la mancata misurazione e per il mancato ricorso all&#8217;esperto o alla realizzazione delle misure correttive; sanzioni amministrative per le omesse comunicazioni.]</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>DPCM 11 gennaio 2024, Piano Nazionale d&#8217;Azione per il Radon 2023-2032 (PNAR), Allegato A. GU Serie Generale n. 43 del 21/02/2024, S.O. n. 10. [Stime sanitarie: pp. 11-14 e 71-72; tecniche di prevenzione e risanamento: sez. 4.4; fondo per le aree prioritarie: 10 M€/anno 2023-2025.]</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>D.Lgs. 26 maggio 2000, n. 241 (recepimento Direttiva 96/29/Euratom): primi obblighi per i luoghi di lavoro sotterranei, livello d&#8217;azione 500 Bq/m³. D.Lgs. 17 marzo 1995, n. 230, art. 10-bis e seguenti.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>Ministero della Salute, Piano Nazionale Radon, 2002.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>DM 24 novembre 2025, Criteri Ambientali Minimi per l&#8217;edilizia, GU Serie Generale n. 281 del 3/12/2025, obbligatori negli appalti dal 2 febbraio 2026 in sostituzione del DM 256/2022: obiettivo progettuale 200 Bq/m³ per gli edifici pubblici, criterio applicabile indipendentemente dalla zona, con programma di monitoraggio nel piano di manutenzione.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>Direttiva 2013/59/Euratom (EU-BSS); Raccomandazione 90/143/Euratom (abitazioni); Raccomandazione 2001/928/Euratom e Direttiva 2013/51/Euratom sulle acque destinate al consumo umano, recepita in Italia con il D.Lgs. 28/2016 e oggi confluita nel D.Lgs. 18/2023 (valore di parametro 100 Bq/L).</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>UNI ISO 11665 (serie), in particolare Parte 4: misura della concentrazione media annua con campionatori passivi.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>Regione Lombardia, decreto n. 12678 del 21/12/2011, Linee guida per la prevenzione delle esposizioni al gas radon in ambienti indoor.</li>
</ul>
<p style="font-size:14px;line-height:1.5"><strong>Organismi internazionali</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>WHO, <em>Handbook on Indoor Radon: A Public Health Perspective</em>, 2009; WHO, <em>Radon and health</em>, Fact sheet, 25/01/2023 (3-14% dei tumori polmonari; +16% per 100 Bq/m³; rischio radon dei fumatori ≈25 volte; riferimenti 100/300 Bq/m³).</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>IARC, <em>Monographs on the Evaluation of Carcinogenic Risks to Humans</em>, Vol. 43, Lione 1988 (radon nel Gruppo 1).</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>ICRP, Publication 65, <em>Protection Against Radon-222 at Home and at Work</em>, 1993; Publication 137, <em>Occupational Intakes of Radionuclides</em> Part 3, 2017 (coefficiente ≈6,7 nSv per Bq·h/m³ con F=0,4; 300 Bq/m³ x 7.000 h ≈ 14 mSv/anno).</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>UNSCEAR, Reports 2000 e 2019 (radon ≈ metà della dose naturale media; media mondiale indoor ≈ 40 Bq/m³; coefficiente di dose UNSCEAR).</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>National Research Council (USA), rapporti BEIR IV (1988) e BEIR VI (1999); <em>Risk Assessment of Radon in Drinking Water</em> (1999).</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>Joint Research Centre della Commissione europea, <em>European Atlas of Natural Radiation</em> e European Indoor Radon Map (celle 10&#215;10 km, dal 2006).</li>
</ul>
<p style="font-size:14px;line-height:1.5"><strong>Studi scientifici e storici</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>Darby S. et al., <em>Radon in homes and risk of lung cancer: collaborative analysis of individual data from 13 European case-control studies</em>, BMJ 330:223, 2005 (7.148 casi; +16% per 100 Bq/m³ di radon &#8220;usuale&#8221;; rischi cumulativi a 75 anni per fumatori e mai-fumatori).</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>Krewski D. et al., <em>A combined analysis of North American case-control studies of residential radon and lung cancer</em>, J Toxicol Environ Health A 69:533-597, 2006. Lubin J.H. et al., analisi congiunta delle coorti di minatori (NIH 94-3644) e studi cinesi.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>Bochicchio F. et al., <em>Results of the Representative Italian National Survey on Radon Indoors</em>, Health Physics, 1996; quadro riepilogativo regionale in APAT, <em>Annuario dei dati ambientali</em>, ed. 2003 (indagine nazionale 1989-1997, 5.361 abitazioni, 232 comuni).</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>Härting F.H., Hesse W., <em>Der Lungenkrebs, die Bergkrankheit in den Schneeberger Gruben</em>, Vierteljahrsschr. f. gerichtl. Medizin, 1879. Jacobi W., <em>The history of the radon problem in mines and homes</em>, Annals of the ICRP 23(2), 1993. ARPAT, <em>Storia del radon</em> (cronologia online).</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>Hultqvist B., <em>Studies on naturally occurring ionizing radiations</em>, Kungl. Svenska Vetenskapsakademiens Handlingar, 1956 (prima indagine residenziale al mondo, 225 abitazioni svedesi).</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>EPA (USA), <em>Installation and Testing of Indoor Radon Reduction Techniques in 40 Eastern Pennsylvania Houses</em> (programma dimostrativo 1985-1987 sul Reading Prong).</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>Sesana L. et al., <em>Long period study of outdoor radon concentration in Milan and correlation between its temporal variations and dispersion properties of atmosphere</em>, J. Environ. Radioact. 65:147-160, 2003.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>Ratti A., Ferrari S., Piardi S., Trenta R., Bruno M., Orlando P. (Politecnico di Milano / Università Cattolica del Sacro Cuore), <em>Misure di mitigazione del radon indoor: confronto attraverso indagine sperimentale dell&#8217;efficacia di alcune tecniche di rimedio</em> (edificio campione a Milano: suolo ≈15.700 Bq/m³, vespaio ≈12.600, locali ≈1.700; ventilazione del vespaio -87-90%; barriera sotto massetto -78-89%; sola ventilazione -70%).</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>Borgoni R., Cremonesi A., Somà G., de Bartolo D., Alberici A., <em>Radon in Lombardia: dai valori di concentrazione indoor misurati all&#8217;individuazione dei comuni con elevata probabilità di alte concentrazioni. Un approccio geostatistico</em>, Atti AIRP, Vasto 2007 (campagna 2003-2005: 3.600 misure, media 124,2 Bq/m³; 15,5% &gt;200; 4,4% &gt;400). de Bartolo D. et al., <em>Piano di monitoraggio per l&#8217;individuazione delle radon prone areas nella Regione Lombardia</em>, Atti AIRP, Catania 2005.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>Marovelli G., <em>Gli effetti del gas Radon negli edifici</em>, 2021 (catena di decadimento; radiobiologia; tabella Facchini, Valli, Vecchi 1991 sulla radioattività delle pietre ornamentali italiane; quadro normativo 2000-2020; strumenti di misura).</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>Ambrosi A., <em>Controllo geologico e geochimico sulla presenza di radon e sulla radioattività naturale nel distretto dei Colli Euganei</em>, tesi di laurea, Università di Padova, A.A. 2015/2016 (uranio nelle rioliti 12-18 ppm; indici d&#8217;uso edilizio; faglie come &#8220;camini&#8221;; dose-rate per litologia).</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>ISPRA, <em>Qualità dell&#8217;aria indoor e rischio radon: rassegna di iniziative e buone pratiche</em>, Quaderni Ambiente e Società 28/2023 (accordo MASE-ISPRA; campagne FVG &#8220;1000 famiglie&#8221;, Sardegna 2017-2019, Piemonte, Bolzano; nesso efficientamento energetico-radon; progetti europei RESPIRE, RadoNorm, MetroRADON, traceRadon; progetto svizzero RAME: 62 edifici su 158 risanati di nuovo sopra 300 Bq/m³).</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>Magnoni M., Chiaberto E., Garlati L., Faure Ragani M., <em>Sensibilità al toron dei dosimetri radon</em>, Atti AIRP 2019.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>ICEF, International Commission on Earthquake Forecasting (Jordan T.H. et al.), <em>Operational Earthquake Forecasting: State of Knowledge and Guidelines for Utilization</em>, Annals of Geophysics 54(4), 2011.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>Letteratura geoscientifica sul radon come tracciante (selezione dai materiali raccolti): Giammanco S., Bonfanti P., Neri M., <em>Radon on Mt. Etna: a useful tracer of geodynamic processes and a potential health hazard to populations</em>, Frontiers in Earth Science 11, 2023; Neri M. et al., <em>Continuous soil radon monitoring during the July 2006 Etna eruption</em>, Geophys. Res. Lett., 2006; Sabbarese C. et al., <em>Continuous radon monitoring during seven years of volcanic unrest at Campi Flegrei caldera (Italy)</em>, Sci. Rep. 10:9551, 2020; Cigolini C., Laiolo M., Coppola D., <em>Earthquake-volcano interactions detected from radon degassing at Stromboli</em>, EPSL 257, 2007; Cannelli V., Piersanti A., Spagnuolo E., Galli G., <em>Preliminary analysis of radon time series before the Ml=6 Amatrice earthquake</em>, Annals of Geophysics 59, 2016; Vaupotič J. et al., <em>A radon anomaly in soil gas at Cazzaso, NE Italy, as a precursor of an ML=5.1 earthquake</em>, Nukleonika 55(4), 2010; Yasuoka Y. e scuola giapponese (Kobe 1995, Applied Geochemistry 27, 2012; Wakayama 2011, Radiat. Prot. Dosim. 174, 2017; Tohoku, Radiat. Environ. Med. 7, 2018; Osaka 2018, Sci. Rep. 11:7451, 2021); Zafrir H. et al., <em>Response of Radon in a seismic calibration explosion, Israel</em>, Radiat. Meas. 44, 2009 (controllo negativo); Planinić J. et al., NIM-A 530, 2004 e Miklavčić I. et al., Appl. Radiat. Isot. 66, 2008 (tassi di riconoscimento 21-58%); rassegne critiche: Morales-Simfors N. et al., <em>Critical Reviews in Environmental Science and Technology</em>, 2019; D&#8217;Incecco S. et al., <em>Earth Systems and Environment</em> 5, 2021; Perrier F. et al., prefazione <em>Radon, health and natural hazards II</em>, NHESS 12, 2012.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>Casi territoriali e ambienti particolari: Buccolieri A. et al., <em>Determinazione del livello di radon nella grotta della Zinzulusa</em> e <em>Misure di radioattività naturale nel sito preistorico di Grotta dei Cervi</em> (Università del Salento); Stoppa F., <em>Environmental Distribution of the Radon in a Heavily Populated Area</em> (Pescara), J. Environ. Prot. 2, 2011 (anomalia di probabile origine antropica); Rijal B. et al., <em>Radon study around earthquake affected areas of Nepal</em>, BIBECHANA 18, 2021; Iqbal A. et al., Radioprotection 46, 2011 (Kashmir); Muhammad S. et al., Environ. Sci. Pollut. Res., 2020 (radon nell&#8217;acqua potabile dopo il sisma di Mirpur); Strati V. et al. (INFN/Università di Ferrara), <em>Studio preliminare del contenuto di radioattività delle principali formazioni rocciose del Veneto</em>, atti Rovereto 2013 (486 campioni, sistema MCA_Rad).</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>Biodo A., Tonon E. (Liceo &#8220;Peano, Pellico&#8221; di Cuneo), <em>Liberiamoci dal radon</em>, progetto premiato FAST &#8220;I giovani e le scienze&#8221; (~2013): 300 misure in 143 edifici cuneesi; memoria storica delle miniere d&#8217;uranio di Lurisia-Bisalta.</li>
</ul>
<p style="font-size:14px;line-height:1.5"><strong>Dati, mappe e servizi (online)</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>ISIN, SINRAD, sistema informativo nazionale sulla radioattività, sezione Radon con mappa interattiva comunale (stime di concentrazione media per 4.241 comuni, il 53% del totale, su misure 1989-2019, in prevalenza al piano terra): isinucleare.it → Radioprotezione → Radon. PNAR, testo integrale: isinucleare.it/sites/default/files/contenuto_redazione_isin/pnar_2023_2032.pdf</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>MASE, <em>Mappe del radon in Italia</em> (carta predittiva, radioattività naturale potenziale, litologia; dati ISPRA; agg. 3/11/2025): mase.gov.it/portale/mappa-del-radon-in-italia</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>ARPA Lombardia, <em>Aree prioritarie in Italia</em> (quadro nazionale con estremi di GU, agg. 31/07/2026): undici fra Regioni e Province autonome, 483 comuni in tutto, da Sardegna (162, GU 241 del 14/10/2022, DGR 20/71 del 30/06/2022) a Trento (15, GU 146 del 26/06/2026); Emilia-Romagna con comunicazione di assenza di aree. arpalombardia.it → Radioattività → Il radon. Elenchi regionali sulle pagine delle rispettive ARPA/APPA.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>ISS, portale radon: iss.it/radon. ARPAT, le undici schede tecniche sugli interventi di mitigazione (dalla sigillatura alla ventilazione forzata con recupero di calore) e <em>Storia del radon</em>: arpat.toscana.it.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>European Radon Association: radoneurope.org (Giornata europea del radon, 7 novembre).</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>ACI-ISTAT, <em>Incidenti stradali. Anno 2023</em> (3.039 vittime), luglio 2024.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>EPA (USA), <em>A Citizen&#8217;s Guide to Radon</em> (costo tipico di un sistema di mitigazione: media attorno a 1.200 dollari, intervallo 800-2.500). Per il quadro fiscale italiano degli interventi: legge di bilancio 2026 (detrazione 50% abitazione principale, 36% altri immobili, tetto 96.000 euro per unità, dieci quote annuali; dal 2027 36% e 30%).</li>
</ul>
<p style="font-size:14px;line-height:1.5"><em>Le tavole illustrate che accompagnano questo articolo (sezione dell&#8217;edificio con sistema attivo di depressurizzazione del vespaio, punti 1-9, e relative animazioni) sono di Renzo-ArtHome; i riferimenti normativi puntuali dei nove componenti sono raccolti nell&#8217;Appendice A e nella legenda tecnica allegata al progetto.</em></p>
<h2>L&#8217;autore</h2>
<p>Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense, circa trent&#8217;anni di esperienza di cantiere e venti come imprenditore. Autore di &#8220;Murature umide: cause e rimedi&#8221; (Grafill, 2026).</p>
<p>Il volume è disponibile su <a href="https://www.amazon.it/Murature-umide-Prevenzione-interventi-risanamento/dp/8827705309" target="_blank" rel="noopener">Amazon</a> e su <a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html#/4-versione-libro" target="_blank" rel="noopener">Grafill</a>.</p>
<p><script type='application/ld+json'>{"@context": "https://schema.org", "@type": "FAQPage", "mainEntity": [{"@type": "Question", "name": "Vivo al terzo piano: devo preoccuparmi?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Quasi mai, ed è giusto dirlo con chiarezza: il radon che viene dal suolo si diluisce salendo, e i gradienti misurati lo confermano (cantine attorno a 650 Bq/m³ di media, piani terra a 200, piani alti a 124, nell'indagine dei liceali cuneesi). Il \"quasi\" ha due nomi: i materiali, dove i muri sono di tufo o di pietra vulcanica, e i cavedi o i vani ascensore, che possono portare in alto il gas che nasce in basso. Se un piano alto misura più del piano sotto, la spiegazione sta quasi sempre lì."}}, {"@type": "Question", "name": "Il mio comune non è area prioritaria: posso stare tranquillo?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "No. Le aree prioritarie servono alle Regioni per concentrare misure e risorse dove la probabilità di superamento è alta, e fanno scattare obblighi nei luoghi di lavoro. Non dicono nulla della singola abitazione: case sopra i riferimenti si trovano in tutte le regioni, comprese quelle senza aree prioritarie. L'unico modo per sapere quanto ce n'è a casa vostra resta la misura."}}, {"@type": "Question", "name": "Quanto costa misurare, e a chi si chiede?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Una coppia di dosimetri a tracce che copre i due semestri dell'anno sta di norma fra i cinquanta e i cento euro, analisi e rapporto di prova compresi, e si acquista da un servizio di dosimetria riconosciuto ai sensi del decreto del 2020. Le agenzie regionali fanno campagne, mappe e vigilanza: salvo iniziative locali di distribuzione, non eseguono misure a domanda per il singolo cittadino."}}, {"@type": "Question", "name": "Ho misurato 250 Bq/m³: devo bonificare?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Siete sotto il riferimento di legge per le case esistenti, sopra quello delle case nuove e ben sopra l'obiettivo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. In questa fascia la strada ragionevole è quella delle misure leggere, sigillature fatte bene, ventilazione del vespaio se c'è, più aria negli ambienti, e poi una nuova misura per vedere dove si è arrivati. Nessuna urgenza, ma nemmeno l'archiviazione della pratica."}}, {"@type": "Question", "name": "Basta aprire le finestre?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Funziona finché sono aperte. Il serbatoio resta sotto il pavimento e in una notte a finestre chiuse il gas si riaccumula; d'inverno il metodo costa calore e comfort, e sui valori alti non basta comunque. La ventilazione meccanica con recupero di calore fa la stessa cosa con ordine tutto l'anno, ma resta un ottimo coadiuvante e un pessimo protagonista."}}, {"@type": "Question", "name": "Un purificatore d'aria o un ionizzatore risolve il problema?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "No. Quegli apparecchi filtrano il pulviscolo, e il radon è un gas nobile che attraversa i filtri come attraversa i muri. Togliendo pulviscolo spostano per giunta i figli del radon verso la frazione non attaccata, quella che si deposita nei bronchi con più efficienza per becquerel. Non sono una bonifica, e chi li vende come tale sta vendendo un'altra cosa."}}, {"@type": "Question", "name": "Ho un vespaio aerato: sono protetto?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Se ventila davvero, molto: nel caso milanese quattro prese d'aria contrapposte hanno fatto crollare il vespaio da 12.600 a 700-1.000 Bq/m³ e le stanze da 1.700 a circa 150. Il problema è che sotto quota, in un interrato, quell'aria spesso non arriva. E attenzione a non sommare le strategie: un vespaio destinato alla depressurizzazione attiva va sigillato, non arieggiato."}}, {"@type": "Question", "name": "Sto comprando casa: posso chiedere la misura?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Sì, e nessuno può impedirvelo. In Italia non esiste alcun obbligo, il radon non compare nell'attestato di prestazione energetica né negli atti, ma potete chiedere se una misura esiste, farne eseguire una breve come orientamento prima del preliminare, e mettere nel preliminare una clausola che rinvia alla misura lunga e ripartisce il costo dell'eventuale bonifica."}}, {"@type": "Question", "name": "Come faccio a sapere che il sistema installato funziona?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Da due cose, e nessuna delle due è la fiducia. La prima è il manometro a U sul tubo: finché le due colonnine restano sfalsate la depressione c'è, quando si allineano il sistema è fermo. La seconda è la misura: comparativa a impianto spento e acceso per il collaudo immediato, e poi lunga, sull'anno, che è l'unica che vale come verdetto."}}]}</script><br />
<!--mxLA--></p>
<div style='background:#f6f7f9;border:1px solid #e3e6ea;border-radius:8px;padding:14px 18px;margin:26px 0'><strong style='color:#b11f24'>Leggi anche</strong></p>
<ul style='margin:8px 0 0 18px'>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso, intercapedine tecnica per il controllo dell&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
</ul>
</div>
<p><!--/mxLA--></p>
<hr style='border:none;border-top:3px solid #b11f24;margin-top:34px'>
<table style='width:100%;border-collapse:collapse;font-family:Arial,sans-serif;color:#2a3340;font-size:14px;line-height:1.6'>
<tr>
<td style='vertical-align:top;padding-right:20px'>
<div style='font-size:16px;font-weight:700;color:#b11f24'>Ditta Renzo-ArtHome</div>
<div style='font-weight:600'>di Spedicato Oronzo</div>
<div style='color:#5a6577;margin-bottom:8px'>Specialista in risanamenti di interrati e umidit&agrave; di risalita</div>
<div><strong>Web:</strong> <a href="https://www.renzo-arthome.com">www.renzo-arthome.com</a></div>
<div><strong>E-mail:</strong> renzo.spedicato@gmail.com &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>PEC:</strong> renzoarthome@pec.it</div>
<div><strong>Cell.:</strong> +39 335 844 2978 &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>Ufficio:</strong> +39 371 775 4189</div>
<div style='color:#5a6577'>P.IVA 02475540304</div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://www.renzo-arthome.com/preventivo-gratuito/" style="display:inline-block;background:#b11f24;color:#fff;padding:9px 16px;border-radius:6px;font-weight:700;text-decoration:none">Chiedi un preventivo &rarr;</a></div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://wa.me/393358442978" target="_blank" rel="noopener" title="WhatsApp" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-whatsapp.png' alt='WhatsApp' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.facebook.com/RenzoArtHome" target="_blank" rel="noopener" title="Facebook" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-facebook.png' alt='Facebook' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.linkedin.com/in/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="LinkedIn" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-linkedin.png' alt='LinkedIn' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.tiktok.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="TikTok" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-tiktok.png' alt='TikTok' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.youtube.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="YouTube" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-youtube.png' alt='YouTube' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.instagram.com/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="Instagram" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-instagram.png' alt='Instagram' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a></div>
</td>
<td style='vertical-align:top;width:150px;text-align:center'><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/murature-umide-copertina.jpg' alt='Murature umide: cause e rimedi' width='120' style='border:1px solid #ddd;border-radius:4px'></a></p>
<div style='font-size:12px;color:#5a6577;margin-top:6px'><strong>Murature umide: cause e rimedi</strong><br />Grafill, 2026<br /><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener">Vai al libro &rarr;</a></div>
</td>
</tr>
</table>
<style>#rahLATO{margin:44px auto 0;max-width:680px;font-family:'Open Sans',sans-serif}#rahLATO *{box-sizing:border-box}#rahLATO .rahL-int{background:#fff;border:1px solid #d9dde2;padding:18px 16px 10px}#rahLATO .rahL-tit{font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:700;font-size:15px;letter-spacing:.16em;text-transform:uppercase;color:#262a33;margin:0 0 2px}#rahLATO p{margin:0!important;padding:0!important}#rahLATO .rahL-blog-r{margin:0 0 4px}#rahLATO .rahL-pagine{margin:0 0 12px}#rahLATO .rahL-blog{display:inline-block;font-size:13.5px;color:#a06a00;text-decoration:none;margin:0;border:0}#rahLATO .rahL-blog:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO details{margin:0 0 7px;border-left:4px solid var(--rahf)}#rahLATO summary{cursor:pointer;list-style:none;display:flex;align-items:baseline;gap:8px;font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:600;font-size:14px;color:#2f3440;padding:9px 8px 9px 10px;background:var(--rahv);margin:0}#rahLATO summary::-webkit-details-marker{display:none}#rahLATO summary:before{content:"+";font-weight:700;color:#2f3440;opacity:.55;width:13px;flex:none}#rahLATO details[open]>summary:before{content:"\2212"}#rahLATO .rahL-n{margin-left:auto;font-weight:400;font-size:11.5px;color:#5a6577}#rahLATO ul{list-style:none!important;margin:0!important;padding:6px 4px 8px 12px!important;background:var(--rahv);background:color-mix(in srgb,var(--rahv) 32%,#fff)}#rahLATO li{margin:0!important;padding:4px 6px!important;font-size:13px;line-height:1.45;border-left:2px solid transparent;list-style:none!important}#rahLATO li:before{display:none!important;content:none!important}#rahLATO li a{color:#3f4450;text-decoration:none;border:0;box-shadow:none}#rahLATO li a:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO li.rahL-qui{background:#fdf6d8;border-left-color:#eddf21}#rahLATO li.rahL-qui span{font-weight:600;color:#262a33}#rahLATO li.rahL-qui .rahL-segno{display:block;font-weight:400;font-size:10.5px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#5a6577;margin-top:1px}@media(min-width:1490px){body.postid-3010{overflow:visible!important}article.post-3010{position:relative}#rahLATO{position:absolute;top:0;right:-241px;bottom:0;width:225px;max-width:none;margin:0}#rahLATO .rahL-int{position:sticky;top:106px;max-height:calc(100vh - 126px);overflow-y:auto;padding:14px 12px 8px}#rahLATO summary{font-size:12.5px;padding:8px 6px 8px 8px}#rahLATO li{font-size:12px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:13px}}@media(min-width:1710px){#rahLATO{right:-336px;width:300px}#rahLATO .rahL-int{padding:18px 16px 10px}#rahLATO summary{font-size:14px}#rahLATO li{font-size:13px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:15px}}</style>
<div id="rahLATO">
<div class="rahL-int">
<div class="rahL-tit">Gli articoli</div>
<div class="rahL-blog-r"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/blog/">Indice del blog &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-fase-per-fase/">La casa fase per fase &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/decoder-diagnostico-edile/">Il decoder diagnostico &rarr;</a></div>
<details style="--rahv:#dcebf5;--rahf:#7fadd1">
<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">Le malte impermeabili nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">La barriera chimica nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">Ma come si cura una risalita?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/improvvisamente-l-umidita-di-risalita/">Improvvisamente, l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-danno-e-dove-l-acqua-se-ne-va/">Il danno è dove l&#8217;acqua se ne va</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">Chi dimezza la macchia raddoppia l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">Umidità di risalita e sali solubili: perché bloccare l&#8217;umidità è solo metà del risanamento, e perché l&#8217;asciugatura richiede da mesi ad anni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo un intervento contro l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-risalita-impermeabilizzazione-in/">L&#8217;innalzamento dell&#8217;umidità di risalita in seguito a interventi di impermeabilizzazione dall&#8217;interno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/doppia-barriera-protocollo-renzo-arthome/">Barriere chimiche non occludenti in zona di marea: bastano davvero contro la pressione idrostatica?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">L’umidità igroscopica nell’edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-primaria-e-sali-renzo-arthome/">Umidità di risalita capillare primaria</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radici-stabilita-versanti/">Le radici tengono il terreno solo dove lo attraversano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vegetazione-sui-muri/">Il verde sul muro non è un problema di giardinaggio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">31</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-dei-giunti/">Sul giunto si impermeabilizza un movimento</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-intorno-alla-casa/">Impermeabilizzare il muro è l&#8217;ultima mossa, non la prima</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/costruire-casa-senza-umidita/">La casa asciutta si decide in cantiere</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">Tre centimetri invece di una demolizione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/prima-la-strategia-poi-il-prodotto/">Prima la strategia, poi il prodotto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">La spinta idrostatica nelle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">Il seminterrato fra infiltrazioni, umidità e radon: un approccio integrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/fontana-dei-grifi-allinterno-del-castello-miramare-di-trieste/">Fontana dei Grifi all&#8217;interno del castello Miramare di Trieste</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/interventi-di-impermeabilizzazioni/">Impermeabilizzazioni: come intervenire e quali soluzioni scegliere</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#d9edea;--rahf:#7dbcb5">
<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">16</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-problema-non-e-la-pioggia/">Il problema non è la pioggia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">Umidità di rimbalzo (rain splash)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-meteorica-cap/">Umidità meteorica (penetrating damp)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-condensazione/">Umidità da condensazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sindrome-dell-edificio-malato/">Sindrome dell&#8217;edificio malato: cause, sintomi e soluzioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffe-indoor/">Muffe indoor</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">Condensa interstiziale in edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#f2e9d5;--rahf:#c9a970">
<summary>Vespai e solai<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-piove-dal-predalles/">Quando piove dal predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-normative-e-calcoli/">Vespaio aerato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1431-2/">Le infiltrazioni nei predalles: analisi e metodologie di intervento</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f5e3dc;--rahf:#cf9484">
<summary>Casi Studio<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f4eecb;--rahf:#c9b954">
<summary>Norme e libro<span class="rahL-n">5</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/normativa-salubrita-edifici/">Quadro normativo sulla salubrità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1443-2/">Materiali da costruzione radioattivi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pubblicato-il-libro-murature-umide-cause-e-rimedi/">Pubblicato il libro “Murature umide: cause e rimedi”</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#ebedf0;--rahf:#a7adb8">
<summary>Altri articoli<span class="rahL-n">1</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pavimenti-in-resina-nei-dettagli/">I pavimenti in resina nei dettagli</a></li>
</ul>
</details>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</title>
		<link>https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/</link>
					<comments>https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[renzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 13:55:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Casi Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Interrati e impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Umidità di risalita e sali]]></category>
		<category><![CDATA[Barriera chimica]]></category>
		<category><![CDATA[caso studio]]></category>
		<category><![CDATA[diagnostica]]></category>
		<category><![CDATA[impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[infiltrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[interrati]]></category>
		<category><![CDATA[muffe]]></category>
		<category><![CDATA[risalita capillare]]></category>
		<category><![CDATA[sali]]></category>
		<category><![CDATA[umidità di risalita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.renzo-arthome.com/?p=2782</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una ex cucina semi interrata sotto un pendio, un'intercapedine riempita di pietrame che non drenava e una membrana mai confinata. La diagnosi dalle foto del 2015, la barriera a lenta trasfusione, l'osmotico, i pannelli ai silicati di calcio, e i risultati documentati a sei anni di distanza.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style='font-size:19px;color:#5a6577'><em>Una parete contro terra sotto un pendio, in una ex cucina semi interrata di Trieste: un risanamento del 2015 che non aveva fermato l&#8217;acqua, e il sistema che nel giugno 2020 ha ripreso il problema dalle cause. Sei anni dopo la parete è in ordine e per quella stanza non è più arrivata una chiamata.</em></p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-00-apertura.jpg" alt="Parete contro terra, il golfo di Trieste visto dal cantiere" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 1. Il golfo, visto dal cantiere in una pausa del primo giorno. Lavorare in certi posti ripaga di molte fatiche.</figcaption></figure>
<p>Nel giugno del 2020 sono stato chiamato per una stanza al piano semi interrato di una casa di Trieste, edificata a ridosso di un pendio. La stanza era una ex cucina di 4,43 per 2,94 metri, alta 2,50, con due pareti contro terra: quella a nord, addossata al pendio, e quella a ovest, che corre sotto il marciapiede esterno. I proprietari lamentavano muffe in avvio, attività biologica, pittura che si sfogliava nella fascia bassa e un&#8217;aria che restava pesante anche ad arieggiare. Prima di me c&#8217;erano già stati altri interventi, e questo particolare pesava più di tutti i sintomi.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-23-prima-1.jpg" alt="Parete contro terra, la stanza prima dell'intervento" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 2. La stanza com&#8217;era, prima dell&#8217;intervento.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-24-prima-2.jpg" alt="la punteggiatura lungo la parete" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 3. Prima dell&#8217;intervento: la punteggiatura scura affiora lungo la parete.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-25-prima-3.jpg" alt="i segni attraverso la pittura" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 4. Prima dell&#8217;intervento: i segni riaffiorano attraverso la pittura.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-26-prima-4.jpg" alt="un altro punto della stanza" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 5. Un altro punto della stanza, prima dell&#8217;intervento, in basso è presente attività biologica.</figcaption></figure>
<p>Di questo lavoro racconto il metodo, le lavorazioni e i numeri. Per rispetto della committenza non compaiono nomi, indirizzo né riferimenti che possano far riconoscere l&#8217;edificio: l&#8217;unica indicazione geografica è quella del titolo. Le fotografie dei lavori del 2015 sono della committenza e sono creditate come tali; tutte le altre sono mie. I costi non compaiono: qui interessa quello che si è fatto e perché.</p>
<p>Il cantiere è raccontato anche in un breve video sul mio canale:</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-04-stato-2020.jpg" alt="la parete nord al sopralluogo" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 6. La parete nord al sopralluogo.</figcaption></figure>
<div id="rahTOC" style="border:1px solid #e2e5ea;border-radius:6px;padding:20px 24px;margin:0 0 32px;background:#fafbfc">
<p style="margin:0 0 10px;font-weight:600;color:#1a2233;font-size:16px">Indice</p>
<ol style="margin:0;padding-left:20px;line-height:1.6">
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-due-mosse-del-sopralluogo" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le due mosse del sopralluogo</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#quello-che-raccontavano-le-foto-del-2015" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Quello che raccontavano le foto del 2015</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#chi-laveva-gia-scritto-vitruvio-e-il-giudice-french" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Chi l&#8217;aveva già scritto: Vitruvio e il giudice French</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-doppio-danno-della-membrana-non-confinata" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il doppio danno della membrana non confinata</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-patologie-una-per-una" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le patologie, una per una</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-strategia-le-cause-prima-degli-effetti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La strategia: le cause prima degli effetti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-cantiere-giorno-per-giorno" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il cantiere, giorno per giorno</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#i-risultati-con-le-date" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">I risultati, con le date</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#che-cosa-insegna-questo-cantiere" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Che cosa insegna questo cantiere</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#dal-cantiere" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Dal cantiere</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#domande-frequenti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Domande frequenti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-sintesi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In sintesi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#nota-su-metodo-dati-e-riservatezza" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Nota su metodo, dati e riservatezza</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#nota-sui-calcoli-e-sulle-fonti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Nota sui calcoli e sulle fonti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lautore" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;autore</a></li>
</ol>
</div>
<h2 id="le-due-mosse-del-sopralluogo">Le due mosse del sopralluogo</h2>
<p>Quando faccio un sopralluogo per un problema di umidità comincio sempre dalle stesse due mosse, e le racconto perché sono metà del lavoro.</p>
<p>La prima mossa sono le domande mirate. Da quando esiste il fenomeno? C&#8217;è sempre stato o è comparso dopo un lavoro? Peggiora con la pioggia, con la stagione, con l&#8217;uso della stanza? Arrivo quasi sempre dopo che altri hanno già provato a risolvere, e la storia del problema vale quanto il suo stato presente: un sintomo che riappare dopo un risanamento dice una cosa diversa da un sintomo comparso dal nulla.</p>
<p>La seconda mossa è farmi consegnare le fotografie. Foto della costruzione, foto delle ristrutturazioni, foto di ogni intervento precedente: tutto quello che può essere utile per capire come è fatta la parete e che cosa le è già stato fatto. Sono documenti che il committente ha quasi sempre nel telefono e che valgono più di molte ipotesi. In questo caso la committenza mi ha girato le immagini dei lavori del 2015, e sono state quelle a spiegare il problema.</p>
<h2 id="quello-che-raccontavano-le-foto-del-2015">Quello che raccontavano le foto del 2015</h2>
<p>Le immagini consegnate dalla committenza documentano un intervento di cinque anni prima. Dietro la parete nord esiste un&#8217;intercapedine a cielo aperto: un cavo stretto fra il muro della casa e un muro di controripa che trattiene la terra del pendio. L&#8217;intercapedine c&#8217;era già, non l&#8217;hanno scavata nel 2015. In quell&#8217;occasione però l&#8217;hanno riempita di pietrame, con l&#8217;idea di trasformarla in un drenaggio; contro la parete è stata posata una membrana bituminosa protetta da una membrana bugnata, semplicemente appoggiata, senza risvolti né confinamento in sommità e al piede; sopra tutto è stato eseguito un getto di chiusura con una specie di canale di scolo. E qui sta il difetto più grave: il fondo dell&#8217;intercapedine si ferma circa a metà del tratto interrato della parete. Sotto quella quota il muro resta a contatto diretto con la terra del pendio, fino alle fondazioni.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-01-intercapedine-2015.jpg" alt="lavori nell'intercapedine, 2015" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 7. I lavori del 2015 nell&#8217;intercapedine.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-02-intercapedine-2015-fondo.jpg" alt="il cavo stretto e profondo" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 8. Il cavo visto dall&#8217;alto nel 2015: largo poche decine di centimetri, chiuso fra la casa e il muro di controripa. Fotografia della committenza.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-03-ex-cucina-2015.jpg" alt="la stanza spogliata nel 2015" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 9. La stessa stanza durante la ristrutturazione del 2015, già stonacata: muratura mista di pietra e mattoni a vista. Fotografia della committenza.</figcaption></figure>
<p>Nel 2020 l&#8217;intercapedine si presentava così: pietrame dentro, la bugnata nera contro la parete, il getto sopra. Da fuori non si poteva più fare niente di serio, per la posizione, per la logistica e perché il getto aveva sigillato l&#8217;accesso al cavo. Qualunque rimedio andava costruito dall&#8217;interno della stanza.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-07-intercapedine-2020.jpg" alt="l'intercapedine nel 2020" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 10. L&#8217;intercapedine nel 2020: chiusa in sommità e rivestita con guaina bituminosa.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-08-intercapedine-spiraglio.jpg" alt="lo spiraglio del cavo" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 11. Vista dall&#8217;alto del cavedio.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-fig1-sezione-errore-v2.jpg" alt="sezione dell'errore" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Tavola T1. La sezione dello stato di fatto: l&#8217;intercapedine riempita di pietrame si ferma a metà del tratto interrato, la membrana con la bugnata è solo appoggiata, il getto chiude tutto. L&#8217;acqua del pendio passa sotto il pacchetto e bagna il piede della parete.</figcaption></figure>
<h2 id="chi-laveva-gia-scritto-vitruvio-e-il-giudice-french">Chi l&#8217;aveva già scritto: Vitruvio e il giudice French</h2>
<p>Questo errore ha una soluzione corretta scritta da più di duemila anni, e con due firme precise.</p>
<p>Vitruvio, ingegnere militare e architetto romano del primo secolo avanti Cristo, dedica un capitolo del De architectura proprio alle pareti umide e ai locali contro terra (libro VII, capitolo 4). Per le stanze al piano prescrive un secondo muro sottile, staccato dal primo, e fra i due un canale che deve stare &#8220;più in basso del piano della stanza&#8221; (inferior quam libramentum conclavis, nella lettera del testo) con sfiati &#8220;verso un luogo aperto&#8221;. Per gli ambienti sotterranei aggiunge aperture di ventilazione in basso e in alto, e avverte che senza quegli sfoghi l&#8217;umidità raggiunge anche l&#8217;opera nuova. Duemila anni fa il progetto dell&#8217;intercapedine conteneva già i due requisiti che nel 2015 sono mancati: il fondo del cavo sotto la quota del piano interno, e l&#8217;aria che entra ed esce.</p>
<p>Il pietrame merita lo stesso trattamento storico. Henry Flagg French, avvocato e giudice del New Hampshire, agricoltore per passione e padre dello scultore del Lincoln Memorial, pubblica nel 1859 a New York Farm Drainage, il libro che darà il nome ai dreni alla francese. French lo scrive con chiarezza da giudice: un dreno funziona se ha un condotto sul fondo, una pendenza costante e un recapito libero, e &#8220;il recapito è il punto dove, più di ogni altro, un dreno si guasta&#8221; (pagina 176). Sul riempimento di sole pietre documenta che già ai suoi tempi chi drenava aveva abbandonato il pietrame sopra i condotti, pratica &#8220;costosa e inutile&#8221; (pagina 118), che la sabbia trascinata dall&#8217;acqua è la prima causa di intasamento e che i dreni in pietrame verso le cantine finiscono infestati da topi e ratti. Un mucchio di pietre dentro un cavo, senza condotto, senza pendenza organizzata e senza recapito in basso, non drena: si satura, trattiene fango e umidità e li tiene appoggiati alla parete.</p>
<p>Nel nostro caso i due errori si sono sommati. Il cavo non scendeva fino in fondo, quindi l&#8217;acqua del pendio passava sotto al pietrame, sotto alla membrana e arrivava senza ostacoli al piede della parete. E il pietrame senza recapito tratteneva l&#8217;umidità di ogni pioggia, trasformando l&#8217;intercapedine in un serbatoio umido permanente addossato al muro.</p>
<h2 id="il-doppio-danno-della-membrana-non-confinata">Il doppio danno della membrana non confinata</h2>
<p>Sulla membrana va detta una cosa in più, perché è un errore che rivedo spesso. Una membrana bituminosa appoggiata alla parete e non confinata, cioè senza risvolto al piede, senza fissaggio e sigillatura in sommità e senza continuità con un sistema di raccolta, produce due danni insieme.</p>
<p>Il primo è ovvio: non ferma l&#8217;acqua. I percorsi restano aperti al piede e ai bordi, e l&#8217;acqua che scende dal pendio li trova.</p>
<p>Il secondo è meno ovvio ed è il più insidioso: una volta che la parete si è bagnata, quello strato impermeabile le impedisce di asciugare verso il cavo. L&#8217;evaporazione verso l&#8217;esterno è bloccata dal bitume, e l&#8217;unica via di uscita dell&#8217;acqua diventa la faccia interna della stanza, cioè esattamente la superficie che si vorrebbe proteggere. Ne ho scritto a proposito delle murature chiuse dal lato sbagliato nell&#8217;articolo sulla <a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">condensa interstiziale</a>: impermeabilizzare male è peggio che non impermeabilizzare, perché l&#8217;acqua che entra non ha più da dove uscire, se non dentro casa.</p>
<h2 id="le-patologie-una-per-una">Le patologie della parete contro terra, una per una</h2>
<p>Il quadro clinico della stanza metteva insieme sei voci. Le ripercorro con i loro meccanismi, perché il sistema di risanamento risponde voce per voce.</p>
<p><strong>Umidità di risalita.</strong> L&#8217;acqua liquida sale nei capillari della muratura per tensione superficiale, contro gravità, e evapora dalla superficie lasciando in parete i sali che trasportava. In questa stanza la risalita era di tipo secondario: non la falda sotto le fondazioni, ma l&#8217;acqua messa a disposizione dal serbatoio umido dell&#8217;intercapedine e dal terreno a contatto con la parte bassa della parete. La fisica del fenomeno, da Hall e Hoff in giù, l&#8217;ho raccontata nella <a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">storia della risalita e dei sistemi per fermarla</a>.</p>
<p><strong>Umidità di contatto.</strong> Qui serve una distinzione che decide il progetto. Dentro la stanza non c&#8217;era percolamento, cioè acqua liquida che attraversa la parete e cola: c&#8217;era una parete tenuta costantemente umida dal contatto con un mezzo bagnato, il pietrame e la terra oltre il muro. La differenza si vede con gli occhi e con le domande: il percolamento fa rigagnoli, pozze, aloni che seguono un punto di ingresso; il contatto fa una fascia uniformemente umida che non cola mai. Il rimedio cambia di conseguenza: contro il percolamento si lavora di sigillatura localizzata, contro il contatto serve una difesa continua della superficie interrata. Per orientarsi fra le acque di un edificio rimando alla <a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">diagnosi differenziale della risalita</a>.</p>
<p><strong>I sali igroscopici.</strong> Ogni risalita è anche una questione di sali: cloruri, nitrati, solfati che l&#8217;acqua deposita in parete e che restano lì quando l&#8217;acqua evapora. I sali fanno due danni. Cristallizzando nei pori rompono meccanicamente intonaci e pitture, ciclo dopo ciclo, come ho documentato nell&#8217;articolo su <a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">come si contano i cicli, non i sali</a>. E richiamano acqua dall&#8217;aria: il cloruro di sodio, il sale del mare, sta in equilibrio con un&#8217;aria al 75,29 per cento di umidità relativa a 25 gradi (75,47 a 20 gradi, secondo le misure di Lewis Greenspan pubblicate nel 1977 sul Journal of Research del National Bureau of Standards, tabella 2). Sopra quella soglia il sale si scioglie da solo con l&#8217;umidità dell&#8217;aria e bagna la parete anche senza risalita. In una casa a poche decine di metri dal mare i cloruri dell&#8217;aerosol marino sono attesi; dichiaro però che su questo muro non è stata eseguita un&#8217;analisi di laboratorio dei sali, e le efflorescenze si sono viste a vista già prima della demolizione (Fotografia 18).</p>
<p><strong>Esfoliazione della pittura e degrado delle malte.</strong> I termini sono quelli della UNI 11182, la norma italiana che dà il lessico delle forme di alterazione: esfoliazione per il distacco in scaglie della materia pittorica, disgregazione per le malte che perdono coesione e si sfarinano. Il meccanismo qui era doppio: acqua liquida che migra verso la superficie interna e sali che cristallizzano proprio al confine fra intonaco e pittura, dove l&#8217;evaporazione si concentra.</p>
<p><strong>Muffa e attività biologica.</strong> La muffa non ha bisogno di acqua liquida: le basta un&#8217;umidità relativa alta sulla superficie, protratta nel tempo. Klaus Sedlbauer, nella tesi sviluppata al Fraunhofer Institut für Bauphysik (2001), ha tracciato le isoplete limite di germinazione: per i substrati edilizi le curve corrono fra il 75 e l&#8217;80 per cento di umidità relativa superficiale alle temperature ordinarie. Una parete fredda perché bagnata, in una stanza semi interrata con poco ricambio, porta l&#8217;aria a ridosso della sua superficie proprio in quella fascia. Da lì i puntini negli angoli e dietro i mobili, che ho descritto nell&#8217;articolo sulla <a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">muffa negli angoli e dietro gli armadi</a>.</p>
<p><strong>Umidità relativa alta nell&#8217;ambiente.</strong> Una parete bagnata cede acqua all&#8217;aria per evaporazione, giorno e notte, e l&#8217;aria della stanza se la porta addosso. Se la stanza è semi interrata e scambia poco, l&#8217;umidità relativa sale e alimenta a sua volta condensa e muffa, in un circuito che si autoalimenta. È lo stesso meccanismo che rende critici gli interrati d&#8217;estate, quando l&#8217;aria calda e umida entra e trova superfici fredde: ne ho scritto nella <a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">condensa estiva negli interrati</a>.</p>
<h2 id="la-strategia-le-cause-prima-degli-effetti">La strategia: le cause prima degli effetti</h2>
<p>Escluso l&#8217;esterno, il progetto si è ordinato così: prima togliere o governare le alimentazioni d&#8217;acqua, poi proteggere la muratura, alla fine ricostruire le superfici. Nell&#8217;ordine inverso si fanno i lavori che durano una stagione.</p>
<p>1. <strong>Nell&#8217;intercapedine</strong>, l&#8217;unica cosa possibile e utile: dare all&#8217;acqua una via d&#8217;uscita bassa e all&#8217;aria una circolazione, così il cavo smette di essere un serbatoio. 2. <strong>Contro la risalita</strong>, una barriera chimica a lenta trasfusione alla base delle pareti contro terra, con sbarramenti verticali all&#8217;innesto con le murature adiacenti non trattate. 3. <strong>Contro l&#8217;umidità di contatto</strong>, un rivestimento osmotico sulla parte interrata della faccia interna. 4. <strong>Contro i sali</strong>, una boiacca antisalina sulla parte fuori terra della muratura stonacata, prima di qualunque ricostruzione. 4. <strong>Per l&#8217;igiene termoigrometrica</strong>, pannelli ai silicati di calcio da 3 centimetri incollati sulla parete trattata, rasatura e pittura traspirante, con la ventilazione meccanica centralizzata già presente in casa a governare il ricambio.</p>
<p>Osmotico e boiacca antisalina si susseguono senza interruzione: dove finisce l&#8217;uno comincia l&#8217;altra, senza muratura scoperta e senza aria fra gli strati. E il silicato è incollato in piena superficie sul pacchetto, non su un&#8217;intercapedine.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-fig2-pianta-interventi-v2.jpg" alt="pianta della stanza e interventi" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Tavola T2. La pianta della stanza dal rilievo del 7 giugno 2020, con gli interventi per parete: barriera chimica sulle due pareti contro terra con gli sbarramenti verticali agli innesti, boiacca antisalina sulla parte fuori terra, osmotico sulla parte interrata, pannelli ai silicati di calcio.</figcaption></figure>
<h2 id="il-cantiere-giorno-per-giorno">Il cantiere, giorno per giorno</h2>
<h3>Le aperture dell&#8217;intercapedine</h3>
<p>Nel cavo non si poteva ricostruire niente: il getto sopra, la larghezza di uno spiraglio, il pietrame dentro. Le due cose possibili le ho fatte: l&#8217;apertura della parte bassa del cavo, perché l&#8217;acqua che si raccoglie defluisca invece di ristagnare nel pietrame; e un estrattore nella parte alta, che mette in movimento l&#8217;aria del cavo e porta via l&#8217;umidità che vi si accumula. Non è l&#8217;intercapedine di Vitruvio: è la versione possibile di quei due requisiti, sfogo dell&#8217;acqua in basso e aria estratta in alto, dentro i vincoli lasciati dal 2015. Su come dovrebbe essere fatto un cavo di questo tipo quando lo si può costruire, rimando all&#8217;articolo sullo <a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">scannafosso</a>.</p>
<h3>La barriera chimica, prima di demolire</h3>
<p>Il 9 giugno la commessa è partita; il 10 giugno il formulato era in cantiere e sono cominciati tracciamento e foratura. I trucioli usciti dai fori erano bagnati: la controprova più semplice che la parete era alimentata dall&#8217;interno. La barriera contro la risalita l&#8217;ho eseguita con il metodo della lenta trasfusione: 63 fori orizzontali di circa 22 millimetri di diametro, a interasse di 15 centimetri, a circa 15 centimetri dal pavimento, profondi quasi quanto lo spessore del muro, che qui è di 30 centimetri. In ogni foro un trasfusore collegato a una sacca graduata da un litro e mezzo, appesa in fila con le altre: il formulato, una microemulsione, scende per gravità e in 24 ore viene assorbito dai capillari, dove forma un microreticolo di resina polisilossanica al posto dell&#8217;acqua. Il tutto lavora per gravità, senza pompe e senza pressione: 63 sacche per circa 95 litri totali su 9,5 metri di sviluppo murario. La fornitura del formulato è accompagnata da una polizza di 20 anni del produttore sul rapporto fra muratura e quantità di prodotto: un vincolo che obbliga a dosare per spessore e non a occhio.</p>
<p>Dove le pareti trattate si innestano su murature che la barriera non tocca, il capitolato del sistema prevede lo sbarramento verticale: una fila di trasfusori che sale lungo l&#8217;innesto, per un&#8217;altezza da 1,5 a 2,5 metri. Così l&#8217;umidità non aggira il taglio orizzontale passando dal muro a fianco. I 9,5 metri trattati comprendono anche questi tratti verticali.</p>
<p>Un dettaglio di metodo che sorprende sempre chi visita il cantiere: la barriera si fa prima di stonacare, attraverso l&#8217;intonaco vecchio. L&#8217;intonaco ammalorato fa da cassero ai fori e si porta via, dopo, i residui della lavorazione. Demolire prima significherebbe iniettare in una parete piagata e perdere formulato dalle lesioni aperte. L&#8217;ho spiegato per esteso in <a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">che cosa ferma la risalita</a> e in <a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">come si cura una risalita</a>. E il formulato fa anche un secondo lavoro: smuove e scioglie i sali della muratura, l&#8217;evaporazione li richiama verso le vecchie malte, e la demolizione che segue se ne porta via gran parte.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-09-tracciamento.jpg" alt="tracciamento della barriera" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 12. Il tracciamento del 10 giugno sulla parete nord, con la linea dei fori segnata sul vecchio intonaco. La barriera passa attraverso l&#8217;intonaco esistente, che verrà demolito dopo.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-12-trasfusori-risvolto.jpg" alt="trasfusori dello sbarramento verticale" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 13. Lo sbarramento verticale: all&#8217;innesto con le murature non trattate i trasfusori salgono in verticale, così l&#8217;umidità non passa da muro a muro aggirando il taglio orizzontale.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-27-trucioli-bagnati.jpg" alt="i trucioli bagnati del foro" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 14. Il muro bagnato all&#8217;interno: i trucioli che escono dal foro del trapano.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-10-trasfusione-sacche.jpg" alt="le sacche in trasfusione" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 15. La fila delle sacche graduate in trasfusione sulla parete nord. Ogni sacca serve il suo foro: un litro e mezzo che scende per gravità nell&#8217;arco di una giornata.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-11-riempimento-sacche.jpg" alt="riempimento delle sacche" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 16. Il riempimento delle sacche con il formulato. Le tacche graduate permettono di controllare l&#8217;assorbimento foro per foro.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-28-linea-trasfusori-porta.jpg" alt="la linea dei trasfusori dalla porta" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 17. La linea dei trasfusori vista dalla porta, durante la posa.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-fig3-barriera-trasfusione-v2.jpg" alt="dettaglio della trasfusione" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Tavola T3. Il dettaglio della barriera a lenta trasfusione: il foro a 15 centimetri dal pavimento, la sacca graduata, e nel cerchio quello che accade dentro il capillare, dove la resina prende il posto dell&#8217;acqua.</figcaption></figure>
<h3>La stonacatura, e quello che è apparso</h3>
<p>Prima della demolizione, sulle malte della fascia bassa erano evidenti le croste bianche delle efflorescenze saline, la firma dei cicli di cristallizzazione che avevano sfogliato la pittura.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-14-croste-saline.jpg" alt="croste saline" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 18. Prima della demolizione.</figcaption></figure>
<p>Il 15 giugno, a barriera assorbita, la stanza è stata stonacata fino alla muratura: pietra arenaria e mattoni pieni in tessitura mista, con i giunti in malta povera. Il giorno dopo in stanza è entrato un deumidificatore da cantiere da 11 litri al giorno, per assistere l&#8217;asciugatura della muratura messa a nudo.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-13-stonacatura.jpg" alt="la muratura stonacata" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 19. La parete nord stonacata il 15 giugno: muratura mista di pietra e mattoni pieni. La barriera è già in parete, sotto, e lavora mentre il cantiere prosegue.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-15-malte-demolite.jpg" alt="la muratura dopo la demolizione delle malte" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 20. La muratura pulita, pronta a ricevere il passo successivo.</figcaption></figure>
<h3>La boiacca antisalina</h3>
<p>Dal 17 giugno, sulla parte fuori terra della muratura stonacata, è stata applicata a pennello la boiacca antisalina, due o tre mani fresco su fresco, additivata con il promotore d&#8217;ancoraggio. Il suo compito è impedire che i sali residui della muratura migrino nel pacchetto nuovo: un intonaco posato direttamente su una muratura salina si bagna d&#8217;impasto, idrata i sali, e se li ritrova in superficie alla prima stagione. La boiacca fa da filtro fra la storia salina del muro e tutto quello che viene dopo. Dei meccanismi con cui una malta tiene testa all&#8217;acqua ho scritto nel dettaglio a proposito delle <a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">malte impermeabili</a>.</p>
<h3>L&#8217;osmotico sulla parte interrata</h3>
<p>Sulla parte interrata della faccia interna, quella a contatto con il pietrame e con la terra oltre il muro, la protezione è un rivestimento osmotico applicato in due mani: un cementizio che penetra nei pori del supporto e fa da difesa continua contro l&#8217;umidità di contatto. È la risposta alla voce di diagnosi che non era risalita: la parete bagnata per contatto va schermata su tutta la superficie interrata, non solo alla base. Del funzionamento e dei limiti di questi cementizi ho scritto nell&#8217;articolo sul <a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">cemento osmotico</a>.</p>
<p>Qui vale una regola generale del mio lavoro, con la sua eccezione documentata. Sulle pareti interamente contro terra l&#8217;osmotico o la boiacca impermeabilizzante li accompagno sempre con un rivestimento polimero modificato bicomponente elastico, che dà flessibilità al sistema e copre le microlesioni da assestamento. In questa stanza la parete non era tutta contro terra, e quel passaggio non serviva: il pacchetto rigido bastava al carico di questa situazione.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-16-osmotico-fascia-bassa.jpg" alt="osmotico sulla fascia bassa" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 21. Il rivestimento osmotico sulla parte interrata, dopo la prima mano e in attesa della seconda: la difesa continua contro l&#8217;umidità di contatto, dove il muro confina con pietrame e terra.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-29-ultima-mano-boiacca-osmotico.jpg" alt="l'ultima mano di boiacca e osmotico" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 22. L&#8217;ultima mano di boiacca antisale e osmotico.</figcaption></figure>
<h3>I pannelli ai silicati di calcio</h3>
<p>Il 27 giugno sono partiti i pannelli: silicato di calcio da 3 centimetri, incollati in piena superficie direttamente sulla parete trattata, senza intercapedini né strutture. La scelta risponde a due esigenze con un materiale solo. La prima è coibentare: 3 centimetri alzano la temperatura superficiale interna, e una superficie più calda sta più lontana dalle condizioni di condensa e di muffa. La seconda è gestire l&#8217;umidità: il silicato di calcio è un materiale capillarmente attivo, cioè assorbe l&#8217;eventuale condensa e la ridistribuisce restituendola all&#8217;aria nei momenti asciutti, e la ricerca del Fraunhofer IBP (Krus e Sedlbauer) lo classifica fra i materiali più sfavorevoli alla colonizzazione delle muffe, per l&#8217;alcalinità e per il comportamento igroscopico: nelle loro prove su pannelli invecchiati la crescita comincia solo sopra un&#8217;umidità di equilibrio del 90 per cento. Sono i motivi per cui negli interrati accompagno sempre la coibentazione interna in silicato con una ventilazione che governi il ricambio: le due leve lavorano insieme, mai il pannello da solo.</p>
<p>Il 1 luglio i pannelli avevano le prime due mani di rasante con la rete annegata; la mano di finitura e la pittura traspirante sono arrivate nei giorni successivi, prima della consegna. Tutto il pacchetto deve lasciar passare il vapore, mai richiuderlo dentro.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-17-silicato-posa.jpg" alt="posa dei pannelli" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 23. La posa dei pannelli ai silicati di calcio da 3 centimetri, incollati direttamente sulla parete trattata con boiacca e osmotico.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-30-pannelli-posati.jpg" alt="le pareti a posa conclusa" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 24. Le pareti a posa conclusa, prima della rasatura.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-31-pannelli-e-rete.jpg" alt="i pannelli e la rete" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 25. I pannelli e la rete: la rasatura in corso, con la rete che scompare sotto il rasante.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-18-silicato-rasato.jpg" alt="pannelli rasati" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 26. I pannelli dopo la prima e la seconda mano di rasante con la rete annegata: manca la terza mano, quella di finitura. Nessuna intercapedine, nessun telaio: il pacchetto lavora insieme alla muratura.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-fig4-sezione-sistema-v2.jpg" alt="sezione del sistema" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Tavola T4. La sezione del sistema completo: parte bassa del cavo aperta per l&#8217;acqua ed estrattore in alto per l&#8217;umidità, barriera chimica alla base, boiacca antisalina sulla parte fuori terra, osmotico sulla parte interrata, silicato da 3 centimetri con rasatura, e il vapore governato dalla ventilazione di casa.</figcaption></figure>
<h3>La stanza restituita</h3>
<p>Il 7 luglio la stanza era finita e arredata: cabina armadio su una parete, scrivania e libreria sull&#8217;altra. La ventilazione meccanica centralizzata della casa, già presente, fa la sua parte sul ricambio; l&#8217;estrattore del cavo fa la sua sul serbatoio esterno. Dal primo sopralluogo alla stanza arredata sono passate cinque settimane, di cui quattro di cantiere effettivo.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-19-stanza-finita.jpg" alt="la stanza finita" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 27. La stanza restituita all&#8217;uso il 7 luglio 2020: studio e cabina armadio. Le pareti trattate sono sotto i pannelli, e continuano a lavorare.</figcaption></figure>
<h2 id="i-risultati-con-le-date">I risultati, con le date</h2>
<p>Un risanamento non si giudica alla consegna. Si giudica quando le stagioni hanno fatto il loro giro, e poi un altro.</p>
<p>Nel giugno del 2022 sono tornato in quella casa, chiamato per proseguire il lavoro su altre pareti e per altre verifiche. Ho aperto la porta della ex cucina e ho dato un&#8217;occhiata: la stanza era in ordine, le superfici sane, nessuna macchia, nessuna ripresa. Non l&#8217;ho fotografata, e lo dichiaro: quel giorno il lavoro stava altrove, e la fotografia di quel sopralluogo ritrae la stanza nuova, con i fori della barriera da eseguire. E il dato che vale più di tutti è il più semplice: da allora, per quella parete, non è più arrivata una chiamata. A oggi, agosto 2026, sono sei anni.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-22-stanza-2022.jpg" alt="il lavoro prosegue in un'altra stanza" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 28. Giugno 2022: il lavoro prosegue in un&#8217;altra stanza della stessa casa, e sulla parete si vede la fila dei fori della nuova barriera chimica da eseguire.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-fig5-linea-del-tempo-v2.jpg" alt="linea del tempo" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Tavola T5. La linea del tempo del caso, dal problema documentato nel 2015 alla situazione attuale, con lo zoom sul cantiere del giugno-luglio 2020. Ogni data viene da una fotografia, da un rilievo o da un documento.</figcaption></figure>
<p>Dico anche che cosa questi risultati non sono. Non ho una campagna di letture al carburo di calcio post intervento. Le registrazioni termoigrometriche delle centraline di casa, a fine lavori e a venti mesi, le lascio fuori da questo racconto in attesa di una verifica sui loro valori. Restano tre fatti: le superfici integre viste a due anni, il lavoro esteso ad altre pareti su richiesta della committenza, e sei anni senza una chiamata. Per come la vedo, è la forma più onesta di collaudo che un cantiere reale possa offrire.</p>
<h2 id="che-cosa-insegna-questo-cantiere">Che cosa insegna questo cantiere</h2>
<p><strong>Un drenaggio è un condotto con pendenza e recapito, non un mucchio di pietre.</strong> French lo scriveva nel 1859: senza recapito libero in basso il dreno si guasta proprio lì. Il pietrame da solo trattiene l&#8217;acqua invece di allontanarla, e appoggia l&#8217;umidità alla parete che doveva proteggere.</p>
<p><strong>Un&#8217;intercapedine serve se scende sotto il piano interno e se è ventilata.</strong> Il canale di Vitruvio sta più in basso del pavimento della stanza e ha sfiati verso l&#8217;aperto. Un cavo che si ferma a metà del tratto interrato lascia la metà bassa della parete nella terra, e sposta il problema invece di risolverlo.</p>
<p><strong>Impermeabilizzare senza confinare è peggio che non impermeabilizzare.</strong> Una membrana appoggiata lascia entrare l&#8217;acqua dai bordi e poi le impedisce di uscire per evaporazione. Il muro resta bagnato più a lungo di prima.</p>
<p><strong>La diagnosi distingue percolamento, contatto e risalita, e il rimedio cambia con la diagnosi.</strong> Qui dentro non colava una goccia: c&#8217;erano contatto e risalita. Per questo niente resine di sigillatura, e invece barriera, osmotico e boiacca, ciascuno sulla sua causa.</p>
<p><strong>Serve un sistema, non un prodotto.</strong> Nessuno dei presidi di questo cantiere, da solo, avrebbe chiuso il caso. La barriera senza la gestione del cavo avrebbe lasciato il contatto; l&#8217;osmotico senza barriera avrebbe spinto la risalita più in alto; il silicato senza ventilazione avrebbe solo spostato la condensa. Le sei mosse funzionano perché stanno insieme.</p>
<p><strong>Le date e le misure valgono più degli aggettivi.</strong> Questo caso si può raccontare perché ogni passaggio ha una fotografia con la data, un rilievo o un documento. È il motivo per cui chiedo sempre le foto dei lavori precedenti, e per cui fotografo i miei.</p>
<h2 id="dal-cantiere">Dal cantiere</h2>
<p>Il ricordo che mi porto dietro di questo lavoro è il sopralluogo del giugno 2022. Ero lì per altre pareti, con il trapano e la polvere di mattone sul davanzale. A un certo punto ho aperto la porta della ex cucina, ho acceso la luce e sono rimasto un momento sulla soglia a guardare: le pareti bianche, gli angoli puliti, l&#8217;aria normale. Due anni prima quella stanza aveva l&#8217;aria pesante e le pareti segnate. Ho richiuso la porta e sono tornato al trapano: di quella stanza non c&#8217;era più niente da dire, ed era il risultato che volevo.</p>
<h2 id="domande-frequenti">Domande frequenti</h2>
<p><strong>Non si poteva rifare l&#8217;intercapedine come si deve?</strong><br />In questa situazione no. Il getto di chiusura aveva sigillato l&#8217;accesso, il cavo è largo uno spiraglio e la posizione non permette mezzi d&#8217;opera. Svuotarlo e ricostruirlo avrebbe significato demolire il getto lavorando alla cieca in pochi centimetri. Quando il cavo si può costruire o rifare, la forma corretta è quella dello scannafosso: fondo sotto la quota interna, raccolta con recapito, aria che circola.</p>
<p><strong>Perché la barriera si fa prima di demolire l&#8217;intonaco?</strong><br />Perché l&#8217;intonaco vecchio fa da cassero: tiene i fori, contiene il formulato e assorbe i residui della lavorazione. Demolire prima vuol dire iniettare in una parete piagata, perdere prodotto dalle lesioni e lavorare sul supporto peggiore. La demolizione arriva dopo, quando il formulato è in parete. C&#8217;è anche un secondo effetto: il liquido in parete smuove e scioglie i sali e, con l&#8217;evaporazione, se li porta dietro verso le vecchie malte; quando poi le si demolisce, con le malte se ne va gran parte dei sali.</p>
<p><strong>La barriera da sola non bastava?</strong><br />No, e il motivo sta nella diagnosi. La barriera, o qualunque altro sistema che ferma la risalita, agisce sull&#8217;acqua che sale dal basso. Qui la parete era bagnata anche per contatto sulla fascia interrata, e l&#8217;ambiente aveva un problema di sali e di ricambio d&#8217;aria. Ogni causa ha avuto il suo presidio: barriera per la risalita, osmotico per il contatto, boiacca per i sali, silicato e ventilazione per l&#8217;aria.</p>
<p><strong>Il pannello interno non rischia di fare da cappotto interno freddo, con condensa nascosta dietro?</strong><br />È il rischio dei sistemi in intercapedine con barriera al vapore, quando la barriera è imperfetta. Il silicato di calcio lavora al contrario: è incollato in piena superficie, senza camera d&#8217;aria, ed è capillarmente attivo, quindi l&#8217;eventuale condensa al confine viene assorbita e restituita all&#8217;ambiente invece di ristagnare. Per questo il sistema va completato da finiture traspiranti e da un ricambio d&#8217;aria governato.</p>
<p><strong>Quanto è durato il cantiere?</strong><br />Cinque settimane dal sopralluogo alla stanza arredata: sopralluogo il 3 e 4 giugno 2020, barriera il 10 e 11, stonacatura il 15, boiacca dal 17, osmotico fra il 19 e il 23, pannelli dal 27, rasatura il 1 luglio, consegna con arredi il 7 luglio.</p>
<p><strong>Che garanzie accompagnano un intervento così?</strong><br />La fornitura del formulato della barriera è accompagnata da una polizza ventennale del produttore, vincolata al rispetto del rapporto fra muratura e quantità di prodotto. Sul resto mi attengo ai documenti: lo stato delle superfici visto a due anni e l&#8217;assenza di richiami a sei. Promesse oltre i documenti non ne faccio.</p>
<h2 id="in-sintesi">In sintesi</h2>
<p>1. <strong>Il caso</strong>: ex cucina semi interrata a Trieste, contro un pendio, con muffe in avvio, pittura esfoliata, malte degradate e aria pesante. Due pareti contro terra su quattro; muratura mista da 30 centimetri. 2. <strong>La storia decide la diagnosi</strong>: le foto del 2015, chieste alla committenza, mostravano un&#8217;intercapedine riempita di pietrame, una membrana con bugnata solo appoggiata e un getto di chiusura. Il cavo si fermava a metà del tratto interrato. 3. <strong>Il meccanismo</strong>: l&#8217;acqua del pendio passava sotto il pietrame e sotto la membrana e bagnava il piede della parete; il pacchetto impermeabile non confinato impediva l&#8217;asciugatura verso l&#8217;esterno. Dentro: risalita secondaria e umidità di contatto, senza percolamento. 4. <strong>La regola antica</strong>: il canale di Vitruvio sta più in basso del piano della stanza e sfiata verso l&#8217;aperto (De architectura VII, 4); il dreno di French vuole condotto, pendenza e recapito (Farm Drainage, 1859). Il 2015 aveva mancato entrambe. 5. <strong>Il sistema del 2020</strong>, sei mosse: parte bassa del cavo aperta ed estrattore in alto; barriera chimica a trasfusione (63 fori, interasse 15 centimetri, circa 95 litri su 9,5 metri, con gli sbarramenti verticali agli innesti) eseguita prima di stonacare; stonacatura; osmotico in due mani sulla parte interrata; boiacca antisalina in 2-3 mani sulla parte fuori terra, in continuità con l&#8217;osmotico; silicato di calcio da 3 centimetri con rasatura e pittura traspirante, con la ventilazione centralizzata a governare il ricambio. 6. <strong>La regola con l&#8217;eccezione</strong>: sulle pareti tutte contro terra l&#8217;osmotico va accompagnato da un rivestimento polimero modificato bicomponente elastico; qui la parete non era interamente interrata e il passaggio non serviva. 7. <strong>I sali sono igroscopici</strong>: il cloruro di sodio riprende acqua dall&#8217;aria sopra il 75 per cento circa di umidità relativa (Greenspan 1977). Tenere l&#8217;aria interna lontana da quella fascia fa parte del progetto, non è un dettaglio. 8. <strong>I risultati documentati</strong>: superfici integre al sopralluogo dei due anni, lavoro esteso ad altre pareti su richiesta della committenza, nessuna chiamata in sei anni. Nessuna lettura al carburo post intervento, e valori delle centraline di casa lasciati fuori in attesa di verifica: dichiarato. 9. <strong>La lezione generale</strong>: prima le cause, poi le superfici; ogni patologia il suo presidio; e ogni passaggio fissato con data e fotografia, perché senza documenti non c&#8217;è verifica possibile.</p>
<h2 id="nota-su-metodo-dati-e-riservatezza">Nota su metodo, dati e riservatezza</h2>
<p><strong>Riservatezza.</strong> Il caso è reso anonimo. Non compaiono committenza, indirizzo né riferimenti identificativi; la veduta di apertura è ritagliata sull&#8217;orizzonte. L&#8217;unica indicazione geografica è quella del titolo. Le fotografie dei lavori del 2015 provengono dalla documentazione consegnata dalla committenza e sono pubblicate senza logo, con il credito in didascalia. Le altre fotografie sono mie; nella Fotografia 16 il volto del collaboratore è oscurato.</p>
<p><strong>Fonti dei dati.</strong> ✅ Le misure della stanza e le posizioni di porte e finestre vengono dal rilievo di cantiere del 7 giugno 2020. ✅ I numeri della barriera (63 fori, interasse 15 centimetri, 1,5 litri per foro, 9,5 metri di sviluppo, spessore 30 centimetri) vengono dalla scheda di quantificazione della fornitura e dal capitolato del sistema a trasfusione; la polizza ventennale del produttore è agli atti della commessa. ✅ Le date di cantiere vengono dalle fotografie datate e dai documenti di commessa (avvio 9 giugno, fornitura 10 giugno, chiusura della fase principale 26 giugno 2020). ⚠️ La data delle aperture nell&#8217;intercapedine non è coperta da una fotografia datata: la lavorazione è documentata, il giorno esatto no.</p>
<p><strong>Limiti dichiarati.</strong> ⚠️ Le registrazioni termoigrometriche delle centraline di casa (2020 e 2022) non sono usate in questo articolo, in attesa di una verifica sui loro valori. ⛔ Su questa muratura non è stata eseguita un&#8217;analisi di laboratorio dei sali: la presenza di efflorescenze è documentata a vista, la loro natura chimica no. ⛔ Non esiste una campagna di misure al carburo di calcio post intervento: l&#8217;esito è documentato da condizioni ambientali, fotografie a distanza di anni e assenza di richiami.</p>
<p><strong>Prodotti.</strong> I materiali sono descritti per funzione (formulato in microemulsione per barriera a trasfusione, boiacca antisalina con promotore d&#8217;ancoraggio, rivestimento osmotico, pannelli ai silicati di calcio) e non per marchio: i nomi commerciali non aggiungono nulla al metodo, che è quello che qui interessa trasmettere.</p>
<h2 id="nota-sui-calcoli-e-sulle-fonti">Nota sui calcoli e sulle fonti</h2>
<p>Le tavole T1-T5 sono generate da `gen_figs.py`, che legge ogni numero da `calcoli.py`: nessun valore è scritto a mano nei disegni. Il registro delle fonti esterne:</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>✅ <strong>Vitruvio</strong>, De architectura, libro VII, capitolo 4, paragrafi 1-2: il muro di intercapedine con canale &#8220;più basso del piano della stanza&#8221; e sfiati &#8220;verso un luogo aperto&#8221;; per gli ambienti sotterranei, aperture in basso e in alto. Testo latino (ed. Rose 1899) e traduzione inglese (Gwilt 1826) su LacusCurtius: penelope.uchicago.edu/Thayer/L/Roman/Texts/Vitruvius/7<em>.html e &#8230;/E/Roman/Texts/Vitruvius/7</em>.html. Letto sul testo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>✅ <strong>Henry F. French</strong>, Farm Drainage. The Principles, Processes, and Effects of Draining Land, New York, A. O. Moore &amp; Co., 1859: recapito come punto critico (pagina 176), pendenza costante (pagine 176 e 179), pietrame sopra i condotti abbandonato come pratica costosa e inutile (pagina 118). Testo integrale su archive.org/details/farmdrainage00fren. Letto sul testo. Avvertenza di fedeltà: French non condanna ogni dreno in pietrame; documenta i suoi modi di guastarsi.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>✅ <strong>Lewis Greenspan</strong>, Humidity Fixed Points of Binary Saturated Aqueous Solutions, Journal of Research of the National Bureau of Standards, 81A, n. 1, 1977, pagine 89-96, tabella 2: cloruro di sodio in equilibrio al 75,47 per cento a 20 gradi e 75,29 a 25. PDF: nvlpubs.nist.gov/nistpubs/jres/81A/jresv81An1p89_A1b.pdf. Letto sul testo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>✅ <strong>Klaus Sedlbauer</strong>, Prediction of mould fungus formation on the surface of and inside building components, tesi, Universität Stuttgart / Fraunhofer IBP, 2001: isoplete limite LIM per substrati edilizi fra il 75 e l&#8217;80 per cento circa alle temperature ordinarie (pagine 84-86). PDF: ibp.fraunhofer.de. Letto sul testo nelle parti citate.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>✅ <strong>UNI 11182:2006</strong>, Beni culturali, materiali lapidei naturali ed artificiali, descrizione della forma di alterazione: in vigore dal 13 aprile 2006 (verificato sullo store UNI). ⚠️ Il testo integrale della norma non è stato riletto per questo articolo: i termini usati (esfoliazione, disgregazione, efflorescenza) sono quelli del suo lessico.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>⚠️ <strong>M. Krus, K. Sedlbauer</strong> (Fraunhofer IBP), Innendämmung und Schimmelpilzproblematik: pannelli in silicato di calcio come coibentazione interna capillarmente attiva e sfavorevole alla muffa; crescita su pannelli invecchiati solo sopra il 90 per cento di umidità di equilibrio (pagine 5-6). PDF pubblico su wufi.de; il contributo non riporta anno e sede di pubblicazione, e va citato con questa riserva.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>⚠️ <strong>WTA, Merkblatt 6-4</strong> (Innendämmung nach WTA I, ed. 2016): citato come inquadramento dei sistemi di coibentazione interna; il testo integrale è a pagamento e non è stato letto.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>✅ <strong>Documenti di cantiere</strong> (archivio dell&#8217;autore): rilievo quotato del 7 giugno 2020, scheda di quantificazione della barriera, capitolato del sistema a trasfusione, polizza del produttore, fotografie datate 2015-2022.</li>
</ul>
<p>Articoli collegati su questo sito: <a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">storia della risalita</a>, <a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">lo scannafosso</a>, <a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">che cosa misuriamo</a>, <a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">la condensa estiva negli interrati</a>, <a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">la muffa negli angoli</a>, <a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">il cemento osmotico</a>, <a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">le malte impermeabili</a>, <a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">contare i cicli</a>, <a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">diagnosi differenziale</a>, <a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">come si cura una risalita</a>, <a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">condensa interstiziale</a>.</p>
<h2 id="lautore">L&#8217;autore</h2>
<p>Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense, circa trent&#8217;anni di esperienza di cantiere e venti come imprenditore. Autore di &#8220;Murature umide: cause e rimedi&#8221; (Grafill, 2026).</p>
<p>Il libro è disponibile su <a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html#/4-versione-libro" target="_blank" rel="noopener">Grafill</a> e su <a href="https://www.amazon.it/Murature-umide-Prevenzione-interventi-risanamento/dp/8827705309" target="_blank" rel="noopener">Amazon</a>.</p>
<p><script type='application/ld+json'>{"@context": "https://schema.org", "@type": "FAQPage", "mainEntity": [{"@type": "Question", "name": "Non si poteva rifare l'intercapedine come si deve?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "In questa situazione no. Il getto di chiusura aveva sigillato l'accesso, il cavo è largo uno spiraglio e la posizione non permette mezzi d'opera. Svuotarlo e ricostruirlo avrebbe significato demolire il getto lavorando alla cieca in pochi centimetri. Quando il cavo si può costruire o rifare, la forma corretta è quella dello scannafosso: fondo sotto la quota interna, raccolta con recapito, aria che circola."}}, {"@type": "Question", "name": "Perché la barriera si fa prima di demolire l'intonaco?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Perché l'intonaco vecchio fa da cassero: tiene i fori, contiene il formulato e assorbe i residui della lavorazione. Demolire prima vuol dire iniettare in una parete piagata, perdere prodotto dalle lesioni e lavorare sul supporto peggiore. La demolizione arriva dopo, quando il formulato è in parete. C'è anche un secondo effetto: il liquido in parete smuove e scioglie i sali e, con l'evaporazione, se li porta dietro verso le vecchie malte; quando poi le si demolisce, con le malte se ne va gran parte dei sali."}}, {"@type": "Question", "name": "La barriera da sola non bastava?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "No, e il motivo sta nella diagnosi. La barriera, o qualunque altro sistema che ferma la risalita, agisce sull'acqua che sale dal basso. Qui la parete era bagnata anche per contatto sulla fascia interrata, e l'ambiente aveva un problema di sali e di ricambio d'aria. Ogni causa ha avuto il suo presidio: barriera per la risalita, osmotico per il contatto, boiacca per i sali, silicato e ventilazione per l'aria."}}, {"@type": "Question", "name": "Il pannello interno non rischia di fare da cappotto interno freddo, con condensa nascosta dietro?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "È il rischio dei sistemi in intercapedine con barriera al vapore, quando la barriera è imperfetta. Il silicato di calcio lavora al contrario: è incollato in piena superficie, senza camera d'aria, ed è capillarmente attivo, quindi l'eventuale condensa al confine viene assorbita e restituita all'ambiente invece di ristagnare. Per questo il sistema va completato da finiture traspiranti e da un ricambio d'aria governato."}}, {"@type": "Question", "name": "Quanto è durato il cantiere?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Cinque settimane dal sopralluogo alla stanza arredata: sopralluogo il 3 e 4 giugno 2020, barriera il 10 e 11, stonacatura il 15, boiacca dal 17, osmotico fra il 19 e il 23, pannelli dal 27, rasatura il 1 luglio, consegna con arredi il 7 luglio."}}, {"@type": "Question", "name": "Che garanzie accompagnano un intervento così?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "La fornitura del formulato della barriera è accompagnata da una polizza ventennale del produttore, vincolata al rispetto del rapporto fra muratura e quantità di prodotto. Sul resto mi attengo ai documenti: lo stato delle superfici visto a due anni e l'assenza di richiami a sei. Promesse oltre i documenti non ne faccio."}}]}</script><br />
<!--mxLA--></p>
<div style='background:#f6f7f9;border:1px solid #e3e6ea;border-radius:8px;padding:14px 18px;margin:26px 0'><strong style='color:#b11f24'>Leggi anche</strong></p>
<ul style='margin:8px 0 0 18px'>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
</ul>
</div>
<p><!--/mxLA--></p>
<hr style='border:none;border-top:3px solid #b11f24;margin-top:34px'>
<table style='width:100%;border-collapse:collapse;font-family:Arial,sans-serif;color:#2a3340;font-size:14px;line-height:1.6'>
<tr>
<td style='vertical-align:top;padding-right:20px'>
<div style='font-size:16px;font-weight:700;color:#b11f24'>Ditta Renzo-ArtHome</div>
<div style='font-weight:600'>di Spedicato Oronzo</div>
<div style='color:#5a6577;margin-bottom:8px'>Specialista in risanamenti di interrati e umidit&agrave; di risalita</div>
<div><strong>Web:</strong> <a href="https://www.renzo-arthome.com">www.renzo-arthome.com</a></div>
<div><strong>E-mail:</strong> renzo.spedicato@gmail.com &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>PEC:</strong> renzoarthome@pec.it</div>
<div><strong>Cell.:</strong> +39 335 844 2978 &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>Ufficio:</strong> +39 371 775 4189</div>
<div style='color:#5a6577'>P.IVA 02475540304</div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://www.renzo-arthome.com/preventivo-gratuito/" style="display:inline-block;background:#b11f24;color:#fff;padding:9px 16px;border-radius:6px;font-weight:700;text-decoration:none">Chiedi un preventivo &rarr;</a></div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://wa.me/393358442978" target="_blank" rel="noopener" title="WhatsApp" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-whatsapp.png' alt='WhatsApp' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.facebook.com/RenzoArtHome" target="_blank" rel="noopener" title="Facebook" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-facebook.png' alt='Facebook' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.linkedin.com/in/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="LinkedIn" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-linkedin.png' alt='LinkedIn' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.tiktok.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="TikTok" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-tiktok.png' alt='TikTok' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.youtube.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="YouTube" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-youtube.png' alt='YouTube' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.instagram.com/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="Instagram" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-instagram.png' alt='Instagram' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a></div>
</td>
<td style='vertical-align:top;width:150px;text-align:center'><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/murature-umide-copertina.jpg' alt='Murature umide: cause e rimedi' width='120' style='border:1px solid #ddd;border-radius:4px'></a></p>
<div style='font-size:12px;color:#5a6577;margin-top:6px'><strong>Murature umide: cause e rimedi</strong><br />Grafill, 2026<br /><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener">Vai al libro &rarr;</a></div>
</td>
</tr>
</table>
<style>#rahLATO{margin:44px auto 0;max-width:680px;font-family:'Open Sans',sans-serif}#rahLATO *{box-sizing:border-box}#rahLATO .rahL-int{background:#fff;border:1px solid #d9dde2;padding:18px 16px 10px}#rahLATO .rahL-tit{font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:700;font-size:15px;letter-spacing:.16em;text-transform:uppercase;color:#262a33;margin:0 0 2px}#rahLATO p{margin:0!important;padding:0!important}#rahLATO .rahL-blog-r{margin:0 0 4px}#rahLATO .rahL-pagine{margin:0 0 12px}#rahLATO .rahL-blog{display:inline-block;font-size:13.5px;color:#a06a00;text-decoration:none;margin:0;border:0}#rahLATO .rahL-blog:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO details{margin:0 0 7px;border-left:4px solid var(--rahf)}#rahLATO summary{cursor:pointer;list-style:none;display:flex;align-items:baseline;gap:8px;font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:600;font-size:14px;color:#2f3440;padding:9px 8px 9px 10px;background:var(--rahv);margin:0}#rahLATO summary::-webkit-details-marker{display:none}#rahLATO summary:before{content:"+";font-weight:700;color:#2f3440;opacity:.55;width:13px;flex:none}#rahLATO details[open]>summary:before{content:"\2212"}#rahLATO .rahL-n{margin-left:auto;font-weight:400;font-size:11.5px;color:#5a6577}#rahLATO ul{list-style:none!important;margin:0!important;padding:6px 4px 8px 12px!important;background:var(--rahv);background:color-mix(in srgb,var(--rahv) 32%,#fff)}#rahLATO li{margin:0!important;padding:4px 6px!important;font-size:13px;line-height:1.45;border-left:2px solid transparent;list-style:none!important}#rahLATO li:before{display:none!important;content:none!important}#rahLATO li a{color:#3f4450;text-decoration:none;border:0;box-shadow:none}#rahLATO li a:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO li.rahL-qui{background:#fdf6d8;border-left-color:#eddf21}#rahLATO li.rahL-qui span{font-weight:600;color:#262a33}#rahLATO li.rahL-qui .rahL-segno{display:block;font-weight:400;font-size:10.5px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#5a6577;margin-top:1px}@media(min-width:1490px){body.postid-2782{overflow:visible!important}article.post-2782{position:relative}#rahLATO{position:absolute;top:0;right:-241px;bottom:0;width:225px;max-width:none;margin:0}#rahLATO .rahL-int{position:sticky;top:106px;max-height:calc(100vh - 126px);overflow-y:auto;padding:14px 12px 8px}#rahLATO summary{font-size:12.5px;padding:8px 6px 8px 8px}#rahLATO li{font-size:12px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:13px}}@media(min-width:1710px){#rahLATO{right:-336px;width:300px}#rahLATO .rahL-int{padding:18px 16px 10px}#rahLATO summary{font-size:14px}#rahLATO li{font-size:13px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:15px}}</style>
<div id="rahLATO">
<div class="rahL-int">
<div class="rahL-tit">Gli articoli</div>
<div class="rahL-blog-r"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/blog/">Indice del blog &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-fase-per-fase/">La casa fase per fase &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/decoder-diagnostico-edile/">Il decoder diagnostico &rarr;</a></div>
<details open style="--rahv:#dcebf5;--rahf:#7fadd1">
<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">Le malte impermeabili nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">La barriera chimica nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">Ma come si cura una risalita?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/improvvisamente-l-umidita-di-risalita/">Improvvisamente, l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-danno-e-dove-l-acqua-se-ne-va/">Il danno è dove l&#8217;acqua se ne va</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">Chi dimezza la macchia raddoppia l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">Umidità di risalita e sali solubili: perché bloccare l&#8217;umidità è solo metà del risanamento, e perché l&#8217;asciugatura richiede da mesi ad anni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo un intervento contro l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-risalita-impermeabilizzazione-in/">L&#8217;innalzamento dell&#8217;umidità di risalita in seguito a interventi di impermeabilizzazione dall&#8217;interno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/doppia-barriera-protocollo-renzo-arthome/">Barriere chimiche non occludenti in zona di marea: bastano davvero contro la pressione idrostatica?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">L’umidità igroscopica nell’edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-primaria-e-sali-renzo-arthome/">Umidità di risalita capillare primaria</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radici-stabilita-versanti/">Le radici tengono il terreno solo dove lo attraversano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vegetazione-sui-muri/">Il verde sul muro non è un problema di giardinaggio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">31</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-dei-giunti/">Sul giunto si impermeabilizza un movimento</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-intorno-alla-casa/">Impermeabilizzare il muro è l&#8217;ultima mossa, non la prima</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/costruire-casa-senza-umidita/">La casa asciutta si decide in cantiere</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">Tre centimetri invece di una demolizione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/prima-la-strategia-poi-il-prodotto/">Prima la strategia, poi il prodotto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">La spinta idrostatica nelle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">Il seminterrato fra infiltrazioni, umidità e radon: un approccio integrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/fontana-dei-grifi-allinterno-del-castello-miramare-di-trieste/">Fontana dei Grifi all&#8217;interno del castello Miramare di Trieste</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/interventi-di-impermeabilizzazioni/">Impermeabilizzazioni: come intervenire e quali soluzioni scegliere</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#d9edea;--rahf:#7dbcb5">
<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">16</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-problema-non-e-la-pioggia/">Il problema non è la pioggia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">Umidità di rimbalzo (rain splash)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-meteorica-cap/">Umidità meteorica (penetrating damp)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-condensazione/">Umidità da condensazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sindrome-dell-edificio-malato/">Sindrome dell&#8217;edificio malato: cause, sintomi e soluzioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffe-indoor/">Muffe indoor</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">Condensa interstiziale in edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f2e9d5;--rahf:#c9a970">
<summary>Vespai e solai<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-piove-dal-predalles/">Quando piove dal predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-normative-e-calcoli/">Vespaio aerato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1431-2/">Le infiltrazioni nei predalles: analisi e metodologie di intervento</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#f5e3dc;--rahf:#cf9484">
<summary>Casi Studio<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f4eecb;--rahf:#c9b954">
<summary>Norme e libro<span class="rahL-n">5</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/normativa-salubrita-edifici/">Quadro normativo sulla salubrità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1443-2/">Materiali da costruzione radioattivi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pubblicato-il-libro-murature-umide-cause-e-rimedi/">Pubblicato il libro “Murature umide: cause e rimedi”</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#ebedf0;--rahf:#a7adb8">
<summary>Altri articoli<span class="rahL-n">1</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pavimenti-in-resina-nei-dettagli/">I pavimenti in resina nei dettagli</a></li>
</ul>
</details>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
