I calcolatori
Ogni tavola qui sotto rifà un conto che sta in un articolo di questo sito. Si inseriscono i propri dati e il numero esce da solo, con la stessa formula del testo. Sono ventidue, divise per famiglia perché la parola umidità copre cose diverse: l’aria, il muro che pesca dal terreno, il vapore che attraversa una parete, l’acqua che entra dall’alto, il pavimento, il gas dal suolo. Servono a rispondere a domande di cantiere: posso posare il parquet, posso aprire la finestra della cantina, quanta acqua sta salendo in quel muro, da quanto tempo perde quel solaio.
Ogni tavola ha tre parti. In alto i cursori o le caselle con i dati da impostare. Al centro i numeri calcolati, con il verdetto in chiaro. In fondo il riquadro con i limiti del calcolo, per iscritto: che cosa è uno scenario impostato da chi legge, che cosa è una media, che cosa è convenzione e non norma, che cosa il modello non fa. Nessun nome di prodotto, nessuna promessa di esito, nessun costo. Ogni tavola rimanda all’articolo che la spiega: il numero senza il ragionamento vale poco.
Indice della pagina
L'aria: temperatura, umidità relativa, rugiada
- Il termoigrometro tradotto: l'umidità dell'aria
- Posso aprire la finestra della cantina?
- La ventilazione di un vespaio: asciuga o bagna
- L'aria dello scannafosso asciuga o bagna?
- La muffa e la temperatura di superficie
- Il riconoscitore: muffa, fuliggine o sali?
- La parete fredda e il fumo
Il muro: risalita, sali, gelo, asciugatura
- Il collaudo del prosciugamento
- La stecca metrica smentita
- La prova della bilancia: risalita vera o sali?
- Il selettore dei sistemi contro la risalita
- Il piede del muro, in numeri
- I tempi di asciugatura della muratura
- Il serbatoio dei pori
- Fin dove arriva l'acqua nell'intercapedine
- Il conta-cicli dei sali
- Il muro davanti al gelo
Il vapore attraverso la parete
L'acqua che entra dall'alto
Il pavimento: l'acqua d'impasto del massetto
Il gas dal terreno
L'aria: temperatura, umidità relativa, rugiada
Qui l'umidità è quella dell'aria, la cifra del termoigrometro: da lei dipendono rugiada, condensa e muffa sulle superfici.
Il termoigrometro tradotto: l'umidità dell'aria
Misura l'aria, non il muro. Da temperatura e umidità relativa: umidità assoluta, punto di rugiada e la temperatura sotto la quale una superficie rischia la muffa. Il ragionamento completo è nell’articolo Che cosa misuriamo quando misuriamo l'umidità.
Il termoigrometro tradotto
quanto manca al limite
grammi per metro cubo
grammi per kg d’aria secca
a che punto condensa
| Operazione | T | UR | Assoluta | Titolo | Rugiada |
|---|---|---|---|---|---|
| Partenza | 20,0 °C | 60 % | 10,3 | 8,71 | 12,0 °C |
| Scaldo di 5 gradi | 25,0 °C | 44 % | 10,2 | 8,71 | 12,0 °C |
| Raffreddo di 5 gradi | 15,0 °C | 82 % | 10,5 | 8,71 | 12,0 °C |
| Raffreddo sotto la rugiada qui l’acqua esce dall’aria |
10,0 °C | 100 % | 9,4 | 7,62 | 10,0 °C |
| Deumidifico di 15 punti | 20,0 °C | 45 % | 7,8 | 6,51 | 7,7 °C |
| Ricambio con aria esterna invernale aria a 5 °C e 80 %, scaldata in casa |
20,0 °C | 30 % | 5,2 | 4,31 | 1,8 °C |
- Il verdetto sulla superficie si ferma a due cose: la rugiada e la soglia dell’80 per cento. Non dice se la muffa parte, perché la germinazione ha soglie proprie che dipendono dalla temperatura, dal materiale e dal tempo di permanenza.
- Le quattro grandezze descrivono l’aria nel punto in cui hai misurato. In una stanza reale la temperatura cambia da terra al soffitto e vicino alle pareti fredde, e il termoigrometro legge dove sta lui.
- Il titolo in grammi per chilogrammo dipende dalla pressione, che qui imposti tu: in pianura si lascia com’è, in quota il valore cambia.
- Le sei operazioni sono trasformazioni ideali, senza scambi con i materiali. Un muro igroscopico assorbe e restituisce vapore, e questo il conto non lo vede.
Posso aprire la finestra della cantina?
Da aria esterna e temperatura delle pareti: se aprire asciuga o bagna, ora per ora. Il ragionamento completo è nell’articolo La condensa estiva negli interrati.
Posso aprire la finestra della cantina?
- La soglia dell’80 per cento di umidità superficiale è della UNI EN ISO 13788, che la applica alle medie mensili: qui la usiamo sul valore del momento e sulle ore della giornata tipo, cioè in modo più severo della norma, a favore di sicurezza.
- Il verdetto sulla parete è il caso più sfavorevole: aria esterna che raggiunge la superficie senza mescolarsi con quella del locale. Il bilancio dei grammi dentro contro fuori, che non dipende dalla miscelazione, compensa in parte questo limite.
- Il calcolo non considera l’umidità già accumulata nei muri e nei materiali (la stessa esclusione dichiarata dalla ISO 13788): per questo una cantina può restare umida per giorni anche ventilando nelle ore giuste. La verifica vera sono le misure ripetute descritte nell’articolo.
La ventilazione di un vespaio: asciuga o bagna
Da aria esterna e temperatura del vespaio: se le prese d'aria asciugano o portano condensa. Il ragionamento completo è nell’articolo Il vespaio aerato negli interrati.
La ventilazione di un vespaio: asciuga o bagna
dell’aria esterna
per metro cubo
in un giorno
del vespaio
| Giornata | Aria esterna | Rugiada | Effetto | Acqua per m³ | Litri al giorno |
|---|---|---|---|---|---|
| Notte d’agosto | 22 °C, 90 % | 20,3 °C | BAGNA | +3,84 g | +2,3 |
| Mattino d’agosto | 25 °C, 80 % | 21,3 °C | BAGNA | +4,78 g | +2,9 |
| Pomeriggio d’agosto | 32 °C, 55 % | 21,8 °C | BAGNA | +4,95 g | +3,0 |
| Dopo un temporale | 24 °C, 95 % | 23,1 °C | BAGNA | +7,03 g | +4,2 |
| Giornata di marzo | 12 °C, 70 % | 6,7 °C | ASCIUGA | 0,00 g | 0,00 |
| Mattina di gennaio | 2 °C, 90 % | 0,5 °C | ASCIUGA | 0,00 g | 0,00 |
richieste
da 15 × 15 cm
da 200 mm
condotti soltanto
- La temperatura delle superfici del vespaio è uno scenario che imposti tu, non una misura. Sedici gradi è un valore prudente per il nord Italia: chi lavora altrove rifaccia il conto con la temperatura del suo terreno.
- I ricambi orari sono un’ipotesi, non un dato di progetto: sotto quota nessuno sa quanta aria passi davvero, e la letteratura avverte che le bocchette nel muro non garantiscono una portata affidabile.
- Quando la rugiada dell’aria esterna sta sotto le superfici del vespaio il conto dà zero: vuol dire che quell’aria non lascia acqua dentro, non che ne toglie una quantità misurata. Quanta ne porti via dipende da quanta ne trova, e qui non si calcola.
- Qui si conta solo l’acqua che entra con l’aria. Il vapore che sale dal terreno sotto il vespaio non è in questo conto, e nelle misure di letteratura è la voce più grossa di tutte.
- Il rapporto di aerazione è una regola geometrica dei regolamenti locali di igiene, non una portata: dice quanta area libera serve, non quanti metri cubi all’ora ne escono. Le due cose non si toccano mai in questo calcolo.
- Il conto delle bocchette assume aperture quadrate da quindici centimetri di lato con il sessanta per cento di area libera al netto di griglia e rete. Chi usa componenti diversi rifaccia la divisione: cambiano i numeri, non l’ordine di grandezza.
- La spinta per effetto camino è un ordine di grandezza calcolato con la formula classica e la densità dell’aria a venti gradi: non è il dimensionamento di un condotto.
- Qui non si dimensiona niente e non si prescrive niente. La tavola serve a rendere visibile il verso del fenomeno, non a sostituire una verifica igrotermica.
- Le cifre a schermo sono arrotondate: se rifai il conto a mano moltiplicando i grammi per metro cubo per i metri cubi d’aria, l’ultimo decimale non torna. Il motore lavora sui valori interi.
L'aria dello scannafosso asciuga o bagna?
Da aria esterna e temperatura del cavo: se la ventilazione dell'intercapedine asciuga o condensa. Il ragionamento completo è nell’articolo Lo scannafosso.
L’aria del tuo scannafosso asciuga o bagna?
- Il ricambio d’aria è stimato dal solo tiraggio termico, con coefficiente di efflusso 0,6 e dislivello fra bocchette basse e alte fissato a 2,0 m, lo stesso valore usato nei calcoli dell’articolo. Il vento è trascurato, e gli studi di campo lo indicano come il meccanismo che di solito muove più aria: la stima qui sopra è quindi prudente e non sostituisce una misura.
- La copertura: quando la dichiari chiusa all’aria, il calcolo riduce l’area utile delle bocchette del 50 per cento, su entrambi gli ordini di aperture. È un’assunzione dichiarata, non una misura: la riduzione vera dipende dal disegno del grigliato, dal telaio e da quanto si intasa. Una chiusura continua porta il ricambio vicino a zero, e allora nessuno dei due versi del flusso vale più niente.
- Le stagioni di riferimento portano la temperatura del paramento calcolata con l’onda annuale smorzata del modello di Kusuda e Achenbach (1965), mediata sulla profondità dello scavo. Diffusività del terreno e clima di superficie sono esempi dichiarati, non la climatologia di un luogo reale. Se hai una misura all’infrarosso, usa quella e muovi il cursore a mano.
- Il modello calcola l’evaporazione possibile, quella che la ventilazione consente. Quella reale è il minimo fra questa e quanto il muro riesce a portare in superficie: un paramento rivestito con uno strato poco permeabile cede meno acqua di quanto qui risulti, anche con la ventilazione perfetta.
- Le assunzioni del bilancio: regime stazionario, aria del vano perfettamente miscelata, superficie del paramento considerata satura, velocità dell’aria sul paramento 0,1 m/s con la correlazione lineare classica. Il coefficiente di trasporto di massa viene dalla relazione di Lewis; il confronto con il fattore empirico di uso corrente nella modellazione igrotermica dà uno scarto di circa l’11 per cento, che non cambia il verso del flusso.
- La striscia delle 24 ore fa oscillare la temperatura di 5 gradi sopra e sotto quella che hai inserito e tiene fermo il punto di rugiada, perché l’acqua contenuta nell’aria cambia poco nell’arco di una giornata. È una giornata tipo dichiarata, non una registrazione: sostituirla con i dati di una stazione vicina cambia i numeri, non il meccanismo.
La muffa e la temperatura di superficie
Da aria interna e temperatura della parete: se la superficie è sopra o sotto la soglia della muffa. Il ragionamento completo è nell’articolo La muffa negli angoli e dietro gli armadi.
La muffa e la temperatura di superficie
Il riconoscitore: muffa, fuliggine o sali?
Poche domande sulla macchia, e la famiglia a cui appartiene. Il ragionamento completo è nell’articolo La muffa negli angoli e dietro gli armadi.
Muffa o no? Il riconoscitore della macchia
La parete fredda e il fumo
Quanto particolato si deposita su una parete fredda, da temperatura e differenza con l'aria. Il ragionamento completo è nell’articolo La termoforesi.
La parete fredda e il fumo
Il muro: risalita, sali, gelo, asciugatura
Qui l'umidità è l'acqua dentro la muratura: quella che sale dal terreno, i sali che si porta dietro, il gelo che la trova nei pori, il tempo che ci mette a uscire.
Il collaudo del prosciugamento
Quanto deve scendere il contenuto d'acqua, e in quanto tempo, perché si possa parlare di prosciugamento. Il ragionamento completo è nell’articolo Non tutte le macchie sono infiltrazioni.
Il collaudo del prosciugamento
da colmare
colmato
dal criterio P
dal criterio R
| Rilievo iniziale | Ua° | P | R | Tetto su Ua | Esito del punto |
|---|---|---|---|---|---|
| scarto di 2 punti | 4,5 % | 25 % | 1,5 | 3 % | non conforme |
| scarto di 4 punti | 6,5 % | 62,5 % | 1,5 | 3,5 % | non conforme |
| scarto di 8 punti | 10,5 % | 81,2 % | 1,5 | 4,5 % | conforme |
| scarto di 12 punti | 14,5 % | 87,5 % | 1,5 | 5,5 % | conforme |
| scarto di 20 punti | 22,5 % | 92,5 % | 1,5 | 5,5 % | conforme |
| Piano verticale | Dalla testata | Altezze dal calpestio | Profondità dalla superficie | Punti |
|---|---|---|---|---|
| primo, a un sesto | 100 cm | 40 / 140 / 240 cm | 20 / 8 cm | 6 |
| di mezzo, a metà | 300 cm | 40 / 140 / 240 cm | 20 / 8 cm | 6 |
| terzo, a cinque sesti | 500 cm | 40 / 140 / 240 cm | 20 / 8 cm | 6 |
- I tre contenuti d’acqua li imposti tu: sono uno scenario, non una misura. In cantiere si ricavano dal prelievo (UNI 11085, metodo ponderale, oppure UNI 11121 al carburo di calcio) e il valore fisiologico di equilibrio dalla UNI 11086.
- Le soglie P ≥ 75 % e R < 3 punti sono i valori consigliati dalla proposta di protocollo del 1992 citata nell’articolo, non limiti di legge: il criterio 2.3.13 del DM MASE 24 novembre 2025 impone la verifica dell’efficacia ma lascia al progettista la definizione dei target, da dichiarare nel Piano di verifica.
- Il criterio è per punto, e qui si giudica un punto solo. Una parete si giudica sui punti dello schema di prelievo, e un punto non conforme non si media con gli altri: segnala un residuo localizzato su cui tornare.
- R è una differenza fra due contenuti d’acqua, non il 3 % delle scale in percentuale di massa assoluta: stesso numero, grandezze diverse.
- Quando il rilievo prima dei lavori manca, oppure non supera il valore fisiologico, la formula di P non ha denominatore e resta la sola R: il calcolatore lo dichiara invece di inventare un valore iniziale.
- Qui non entra il contenuto di sali (UNI 11087:2003, ritirata UNI nel 2016 senza sostituzione: resta il riferimento metodologico): un residuo salino igroscopico tiene umida la parete anche a sorgente rimossa, e spiega contenuti d’acqua che altrimenti non tornerebbero.
- Il calcolo fotografa un istante: non dice se il muro tornerà a bagnarsi, ed è il motivo per cui la proposta chiede il rilievo a 4-8 mesi e non prima.
La stecca metrica smentita
Dall'altezza della macchia: quanta acqua sta salendo davvero, e perché dimezzare la macchia raddoppia l'acqua. Il ragionamento completo è nell’articolo Chi dimezza la macchia raddoppia l'acqua.
La stecca metrica smentita
- Il modello Sharp Front descrive un muro in equilibrio, con acqua sempre disponibile alla base e un fronte netto. Un muro appena bagnato, o in via di asciugatura, non ci sta dentro: per quello serve il calcolo del transitorio.
- La sorptività e il contenuto d’acqua (qui 0,2) sono parametri di materiale, non misure del tuo muro: qui li imposti tu, e i valori proposti sono quelli usati dagli autori nei loro esempi. Cambiare materiale sposta i risultati, non la legge.
- Il sale è una moltiplicazione su un’ipotesi: quanti grammi per litro porta quell’acqua si misura, non si deduce. Serve a dare l’ordine di grandezza dell’accumulo, non il numero del tuo caso.
- Le cifre che leggi sono arrotondate: se moltiplichi a mano l’altezza per la portata il prodotto non torna esatto al numero della costante, che il motore calcola per intero. È un difetto di stampa, non del conto.
La prova della bilancia: risalita vera o sali?
Il bilancio fra l'acqua che sale e l'acqua che evapora, per distinguere una risalita viva da un muro che vive di sali. Il ragionamento completo è nell’articolo Storia della risalita e i sistemi per fermarla.
- acqua libera, non giustificata dai sali: 0,7 punti percentuali
- il contenuto totale è vicino a quello che i sali riprendono da soli dall’aria: quadro compatibile con umidità igroscopica residua (BRE 245), non con un apporto attivo
I limiti di questo calcolo, per iscritto
- il conto vale per il metodo gravimetrico (UNI 11085, EN 16682): pesata, stufa a 105 gradi, pesata del secco; le letture degli igrometri elettrici non c’entrano con questa tavola.
- la soglia del 5% alla base è un orientamento del BRE Digest 245, non un confine esatto: materiali storici possono avere un’igroscopicità naturale del 4-5%.
- la fascia di lettura dell’acqua libera (1 punto percentuale) è una convenzione di questa tavola per dire vicino o lontano, non una soglia di norma.
- un solo campione non fa una diagnosi: il quadro vero lo danno il profilo a più quote e profondità e le esclusioni delle altre cause.
- i decimali a schermo sono arrotondati; il motore lavora sui valori interi inseriti.
Il selettore dei sistemi contro la risalita
Dalla muratura e dalle indagini fatte: quale famiglia di sistemi risponde a quale muro. Il ragionamento completo è nell’articolo Storia della risalita e i sistemi per fermarla.
Le indagini richieste prima di scegliere
- Profilo gravimetrico verticale
- Umidità igroscopica (HMC)
- Analisi dei sali
- Esclusioni della diagnosi differenziale (sez. E)
- Verifica post-intervento a 6, 12 e 24 mesi (gravimetrico)
Note sul caso impostato
- salinità ignota: l’analisi dei sali decide intonaco e prognosi, va fatta prima di scegliere
I limiti di questo calcolo, per iscritto
- è un orientamento di percorso costruito sulle regole di letteratura e di norma citate nell’articolo: non è una diagnosi né un progetto.
- vale per la risalita capillare confermata: se la diagnosi differenziale non è stata fatta, prima si fa quella.
- la zona sismica è quella del comune (classificazione 1-4); il giudizio strutturale sul taglio resta del progettista incaricato.
- prodotti e prezzi non entrano: la scelta finale chiede la stratigrafia della muratura reale, non un modulo.
- le soglie usate (80 cm per l’iniezione dai due lati, i tre gradi di salinità) sono convenzioni dei protocolli citati, non leggi fisiche.
Il piede del muro, in numeri
Che cosa succede alla base del muro con e senza tagliamuro, con il proprio spessore e la propria muratura. Il ragionamento completo è nell’articolo Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro.
Il piede del muro, in numeri
motore identico all’articolo
I tempi di asciugatura della muratura
Da spessore e materiale: quanto tempo serve perché un muro si asciughi, a fonte d'acqua interrotta. Il ragionamento completo è nell’articolo Tempi di asciugatura della muratura.
Tempi di asciugatura dopo l’interruzione della risalita
Note della tavola e fonti
- Scenario convenzionale della tavola: umidità iniziale 11% in massa, soglia igienica 3% (classificazione di Massari), muro nudo a fonte interrotta. I tempi sono mesi utili di asciugatura, non di calendario: il prosciugamento avanza nei mesi caldi e ventilati, e il tempo di calendario può quasi raddoppiare.
- Con due facce libere lo spessore efficace si dimezza. Vale per facce con condizioni confrontabili (tramezzo): per un perimetrale con un lato freddo o umido, nel dubbio, trattare come faccia singola.
- Finiture: effetto frenante = (Sd di mezza muratura + Sd delle finiture sul lato) / (Sd di mezza muratura), con Sd = μ·s e μ da UNI 10351:2021; per le piastrelle il μ è una stima di categoria (⚠). Le barre e la fascia mostrano sempre il muro nudo.
- Metodi: bilancio di massa (due velocità di evaporazione nell’ordine di grandezza dei dati di Hall e Hoff), parametrizzazione massariana e regola LABC adattata (tarature dichiarate), Albanesi 1982 (T = P·s², coefficienti riportati nella tesi di dottorato S. Lombardi, Univ. Napoli Federico II, fedOA 1036). Densità e resistenza al vapore μ da UNI 10351:2021 (per le pietre naturali, stime di classe).
- Le stime fissano l’ordine di grandezza e ancorano le aspettative: non sono date garantite. La decisione di reintonacare si prende con la misura del contenuto d’acqua su campione (UNI 11085; in cantiere, metodo al carburo di calcio secondo UNI 11121, ritirata nel 2025 ma riferimento operativo di prassi).
Il serbatoio dei pori
Quanta acqua e quanti sali può ospitare un intonaco macroporoso, e quanto lo strozza la finitura. Il ragionamento completo è nell’articolo L'intonaco macroporoso nei dettagli.
Il serbatoio dei pori, e la finitura che lo strozza
macroporoso
con la finitura
da 10 litri di malta
sui 20 mm di scheda
| Finitura | sd finitura | sd del sistema | Flusso di vapore | Sotto il limite |
|---|---|---|---|---|
| nessuna finitura: il solo intonaco V1, alta | 0,00 m | 0,24 m | 100 % | sì |
| pittura minerale alla soglia fra V1 e V2 V2, media | 0,14 m | 0,38 m | 63 % | sì |
| il limite della scheda per la finitura V2, media | 0,20 m | 0,44 m | 55 % | no |
| la soglia fra V2 e V3 V2, media | 1,40 m | 1,64 m | 15 % | no |
| lavabile filmogena, scenario dichiarato V3, bassa | 2,00 m | 2,24 m | 11 % | no |
- Il serbatoio è geometria dichiarata, spessore per porosità: dice il tetto fisico dello spazio nei pori, non la capacità utile di un prodotto, che dipende dalla distribuzione dei pori e si legge nelle sue prove di laboratorio.
- I valori di partenza (porosità 40 %, mu 12, spessori 20 e 25 mm) sono i requisiti minimi della scheda: il prodotto che hai in mano dichiara i propri, e sono quelli che vanno messi qui.
- Il flusso di vapore è un rapporto a parità di spinta: mette in serie le resistenze alla diffusione e basta. Non entrano temperatura, umidità dell’aria, ventilazione, né quello che fa la muratura dietro.
- Qui non si stima nessuna durata e non si dice quando il serbatoio si riempie: dipende dall’acqua che arriva e dal carico di sali, e a causa attiva nessuna durata si può dichiarare.
- Le soglie citate vengono dalla UNI EN 998-1:2016 (categoria R), dalla scheda WTA 2-9 e dalla EN 1062-1, lette su guide e letteratura che le riportano e non sui testi integrali, che sono a pagamento: il registro delle fonti dell’articolo dice riga per riga da dove viene ogni numero.
Fin dove arriva l'acqua nell'intercapedine
Quota di risalita dell'acqua di mare nell'intercapedine e sale portato per ogni metro. Il ragionamento completo è nell’articolo Intercapedini in zona costiera.
Fin dove arriva l’acqua nell’intercapedine
sul calpestio
sopra la linea
litri per metro
da ogni litro evaporato
| Livello nella camera | Rispetto alla linea | Acqua per metro | Sulla parete | Esito sulla linea |
|---|---|---|---|---|
| +5 cm | -10 cm | 1,5 | 1,5 | linea sopra il pelo |
| +10 cm | -5 cm | 3 | 3 | linea sopra il pelo |
| +15 cm | alla quota | 4,5 | 4,5 | acqua al filo della linea |
| +20 cm | +5 cm | 6 | 6 | linea scavalcata |
| +30 cm | +15 cm | 9 | 9 | linea scavalcata |
| +50 cm | +35 cm | 15 | 15 | linea scavalcata |
- Il livello nella camera è uno scenario che imposti tu, non una previsione: qui non si prevede né la marea né la piena. Il livello vero lo dà il monitoraggio da un punto di ispezione, durante l’evento.
- I litri sono geometria pura: larghezza del giunto per altezza dell’acqua per lunghezza di parete. Valgono se la camera è libera: macerie, colature di malta e, dopo l’intervento, la resina ne occupano una parte, e l’acqua che ci sta davvero è meno.
- Che la camera si riempia fino al livello esterno è l’ipotesi dei vasi comunicanti, coerente col rilievo che ha trovato il giunto passante da parte a parte. Non è una misura di portata.
- Qui non si calcola l’asciugatura. Quanto tempo la camera impieghi a svuotarsi dipende dall’evaporazione attraverso i due muri, e in questo cantiere non è misurata.
- Il sale indicato è quello che ogni singolo litro evaporato lascia nella camera, alla salinità misurata da ARPA FVG nel golfo di Trieste (29-38 grammi per litro). Qui non si moltiplica per i litri e non si stima un accumulo: quanta acqua evapori dentro la camera e quanta rifluisca via quando il livello scende non è misurato, e la pesata vera la dà solo un prelievo di laboratorio.
- Gli spessori dei due muri (30 e 30 centimetri) e la camera di 2-3 centimetri vengono dal rilievo di quel cantiere: altrove si misurano prima di ragionare.
- La quota canonica della linea (almeno 150 millimetri sopra il piano esterno) è dottrina di posa documentata, non una norma.
Il conta-cicli dei sali
Da un anno di temperatura e umidità: quante volte i sali della parete attraversano la soglia di cristallizzazione. Il ragionamento completo è nell’articolo Sali – contare i cicli.
Il conta-cicli dei sali
| Sale | Formula | Soglia | La banda la attraversa? | Cicli l’anno, per sale |
|---|---|---|---|---|
| Halite | NaCl | 75,3 % | sì | 50 |
| Thenardite-mirabilite | Na2SO4 | 76,6 % | sì | 50 |
| Nitratina | NaNO3 | 75,4 % | sì | 50 |
| Nitro | KNO3 | 94,6 % | no | 0 |
| Gesso | CaSO4·2H2O | 99 % | no | fuori dal conto |
Il gesso resta fuori dal conto, come nei modelli termodinamici: sotto il 99% non si muove.
| Specie nella miscela | Umidità di cristallizzazione | La banda la attraversa? | Cicli l’anno, per specie |
|---|---|---|---|
| Aphthitalite | 88,8 % | no | 0 |
| Bloedite | 74,6 % | sì | 50 |
| Halite | 64,4 % | sì | 50 |
| Nitro | 63,2 % | sì | 50 |
| Darapskite | 63 % | sì | 50 |
Le soglie in miscela sono mediane di un grande insieme di campioni a 20 °C: qui non si spostano con la temperatura.
- La banda di umidità e il numero di escursioni sono uno scenario che imposti tu, non una misura: il conto vero si fa su un anno di registrazioni accanto alla superficie malata, con passo non superiore a 30 minuti. Su dati al minuto si arriva fino a 2.500 falsi cicli l’anno, sulle medie giornaliere se ne perdono di veri.
- Il conto dei cicli riguarda il singolo sale, come nell’articolo («cicli all’anno, per sale, per stagione»): qui ogni escursione che scavalca una soglia vale un ciclo per quel sale, e vale per tutti i sali allo stesso modo. I cicli di sali diversi non si sommano: le due cifre grandi contano le escursioni che scavalcano almeno una soglia, i cicli per sale stanno nelle due tabelle. Nella realtà le escursioni non sono tutte uguali: nel caso monitorato dell’articolo lo stesso anno ha dato 9, 6, 4 e 0 passaggi a quattro sali diversi.
- Le soglie dei sali singoli seguono le equazioni pubblicate e si spostano con la temperatura; quelle in miscela sono mediane a 20 °C e qui restano ferme. Una miscela, poi, non ha una soglia sola ma un intervallo: dentro la finestra solidi e soluzione coesistono, e il conto degli attraversamenti completi non descrive tutto il lavoro che il sale fa.
- Il conto non dice quanto danno: quello dipende anche dal carico salino nei pori (sotto lo 0,8% in massa nei primi 2 cm il sale raramente spiega il danno) e dal materiale. Fa eccezione la transizione del solfato di sodio, dove ogni attraversamento è di per sé una funzione di danno.
- Il conto ignora l’acqua liquida: pioggia battente, lavaggi e ri-bagnature contano come cicli e qui non compaiono. Sui quadri solfatici sono il ciclo peggiore di tutti.
- Il microclima che conta è quello a contatto della superficie malata, non quello della stanza e tanto meno quello della stazione meteo: già a mezzo millimetro sotto la superficie il materiale tampona le oscillazioni più rapide.
Il muro davanti al gelo
Dal grado di saturazione: se il gelo può rompere il muro, e quanta acqua serve perché succeda. Il ragionamento completo è nell’articolo Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro.
Il muro davanti al gelo
- Un frammento da 50 a 200 g, dai primi due o tre centimetri di spessore, chiuso subito in un sacchetto a tenuta: sono quelli i centimetri che gelano.
- Si preleva nella condizione peggiore, cioè in gennaio dopo tre o quattro giorni di pioggia, non in una bella giornata di ottobre.
- Almeno tre punti: nella fascia degradata, un metro più in alto e sulla faccia opposta. Fra le tre fasce la differenza conta più del valore assoluto.
- Essiccazione a 105 gradi; a 40 gradi se il materiale contiene gesso o sali idrati, altrimenti si perde acqua di cristallizzazione e il conto sbaglia.
Prima di tutto, dove sei. Il gelo lavora solo dove ci sono notti sotto zero, e in Italia i giorni di gelo vanno da centinaia in quota a pochissimi o nessuno sulle coste del Mezzogiorno. Il dato si prende dalla stazione più vicina, fra i valori climatici normali dell’ISPRA. Dove i giorni di gelo sono pochi, un paramento che si sfalda quasi mai è gelo: le prime ipotesi restano cristallizzazione dei sali e umidità di risalita. Da dove vengono i numeri. Grado di saturazione, acqua da togliere, porosità e litri per metro cubo sono aritmetica sulle tre pesate. La spinta del ghiaccio, 1,12 MPa per ogni grado sotto zero, viene dall’equilibrio fra ghiaccio e acqua nel poro. Le soglie 0,80 e 0,90 sono di Hirschwald, che però le fissò sul coefficiente di saturazione: qui sono usate sul grado di saturazione come soglie prudenziali di lavoro, e il termine di confronto esatto resta il grado critico del singolo materiale, che si determina in prova. Le resistenze a trazione sono l’unico dato debole: sono intervalli di letteratura, non misure, e per questo la tavola mostra l’intervallo e non una cifra sola. Fa eccezione il calcestruzzo, calcolato con l’Eurocodice 2. Se conosci la resistenza del tuo materiale scrivila nel campo apposta: il calcolo userà quella. I quattro casi pronti sono esempi costruiti per mostrare come si muove il calcolo, non rilievi di cantiere. La tavola descrive la condizione del materiale e non prevede quando e quanto si romperà.
Il vapore attraverso la parete
Qui l'umidità è vapore che attraversa gli strati di una parete: chi lo lascia passare e chi lo ferma.
Il calcolatore della traspirazione
Strato per strato, la resistenza al vapore della parete e chi comanda nella catena, su 51 materiali. Il ragionamento completo è nell’articolo Il muro non respira.
La catena degli strati
Traspirabilità, profilo di Glaser e protezione dalla pioggia, per la parete che componi tu
Condizioni al contorno
Valori di prova, liberi: la verifica di norma (UNI EN ISO 13788) usa le medie mensili della località, per tutti i 12 mesi.
Stratigrafia parete (INT → EST)
Il primo strato è lato aria interna, l’ultimo lato aria esterna. Per i film sottili il μ non si dichiara:
si inserisce l’sd di scheda, e la loro resistenza termica si trascura.
Da dove vengono i numeri. Ogni voce del menu porta con sé la propria provenienza, che compare
nella scheda dello strato: per la maggior parte è il prospetto A.1 della UNI 10351:2021 (con le
permeabilità δ della voce), per alcune è dichiarata un’altra origine (scheda tecnica di prodotto,
UNI EN ISO 10456, UNI EN ISO 13788). Il μ singolo è il valore di lavoro del database del modulo Glaser
di casa; il dato di norma è l’intervallo. Nessun valore è stato inventato o mediato qui.
In progetto si usa la scheda tecnica del prodotto posato.
Stratigrafia, scala fisica (cm)
Non sostituisce il profilo di Glaser qui sotto, che usa la scala in resistenza termica cumulata.
Profilo Glaser, Pv e Psat
Metodo per interfacce della UNI EN ISO 13788 come documentato dal manuale ANIT: saturazione
Psat = 610,5·e17,269T/(237,3+T), temperature dalle resistenze termiche cumulate
(Rsi 0,13 e Rse 0,04 m²K/W da EN ISO 6946), Pv lineare negli spessori d’aria
equivalente, strati suddivisi finché ogni tratto ha R ≤ 0,25 m²K/W. Dove la linea rossa tocca la blu
dentro la parete, lì l’acqua compare; se il contatto avviene già sulla faccia, la condensa è
superficiale (la superficie sta sotto il punto di rugiada dell’aria: il caso della muffa) e il verdetto
lo dice a parte, perché nell’aria non condensa niente. Quadro a un solo clima: la verifica completa lavora
sui 12 mesi e calcola quantità e rievaporazione della condensa.
La catena della traspirabilità: chi comanda
sd = μ × spessore: lo spessore di aria ferma che opporrebbe al vapore la
stessa resistenza. Gli strati stanno in serie, gli sd si sommano, e comanda il più chiuso.
Il rivestimento esterno davanti alla pioggia
Criterio per la protezione dalla pioggia battente (recepito nella norma tedesca):
w ≤ 0,5, sd ≤ 2,0 e prodotto w·sd ≤ 0,2. I tre vincoli valgono insieme.
Classi EN 1062-1: sul vapore la migliore è V1, sull’acqua liquida è W3.
L'acqua che entra dall'alto
Qui l'acqua è liquida e arriva dal tetto o dal solaio: pluviali murati e solai che gocciolano.
Quanta acqua passa nel tuo pluviale
Dalla falda e dalla pioggia del luogo: i litri all'ora nel pluviale e la sezione che serve. Il ragionamento completo è nell’articolo Il pluviale dentro il muro.
Quanta acqua passa nel tuo pluviale
litri all’ora
litri al minuto
litri in quel tubo
vasche da bagno
| Pioggia | Intensità | Litri all’ora | Litri al minuto | Ore d’acqua nell’anno |
|---|---|---|---|---|
| debole | 1 mm/h | 50 | 0,8 | 951 ore |
| moderata | 4 mm/h | 200 | 3,3 | 238 ore |
| forte | 10 mm/h | 500 | 8,3 | 95 ore |
| nubifragio, alla soglia | 30 mm/h | 1.500 | 25 | 32 ore |
| nubifragio violento | 60 mm/h | 3.000 | 50 | 16 ore |
- La quota intercettata dal difetto è uno scenario che imposti tu, non una misura: nessuno sa quanto beve davvero un giunto se non prova il tubo.
- I 951 mm all’anno sono la media nazionale italiana del trentennio 1991-2020 (ISPRA): il tuo luogo può stare molto sopra o molto sotto, e la pioggia non arriva distribuita ma concentrata in poche decine di ore.
- Le soglie di intensità sono convenzione della pratica meteorologica, non norma.
- Qui non si dimensiona niente: il diametro di un pluviale si calcola sulla UNI EN 12056-3, che è a pagamento e non entra in un calcolo divulgativo.
- Il muro non è un recipiente: l’acqua che riceve la assorbe, la ridistribuisce e in parte la restituisce all’aria. I litri contati qui sono quelli che entrano, non quelli che restano.
Da quanto tempo perde quel solaio
Dalla lunghezza delle stalattiti: l'ordine di grandezza del tempo e dell'acqua passata. Il ragionamento completo è nell’articolo Le stalattiti del predalles.
Da quanto tempo perde quel solaio
nella cannuccia
sottratta al solaio
che l’ha costruita
la stessa lunghezza
| Lunghezza | Almeno | Al ritmo medio | In grotta |
|---|---|---|---|
| 5 cm | 25 giorni | 114 giorni | 25-250 anni |
| 10 cm | 50 giorni | 228 giorni | 50-500 anni |
| 15 cm | 75 giorni | 342 giorni | 75-750 anni |
| 20 cm | 100 giorni | 456 giorni | 100-1.000 anni |
- Qui si calcola un minimo, non una data. L’età massima dalla lunghezza non si ricava, e questo calcolatore non la calcola: per l’inizio del danno servono fotografie datate, verbale di consegna, fatture dei lavori e registri di manutenzione.
- I 2 millimetri al giorno sono il massimo mai misurato in letteratura, un ordine di grandezza e non una costante: la velocità reale la decide il ritmo della goccia, cambia nel tempo e sul tuo solaio non l’ha misurata nessuno. Per questo il calcolo lavora per forbice.
- Il ritmo medio di confronto viene da una sola cannuccia di un solo edificio, pause e rottura comprese: serve come termine di paragone, non come legge.
- Il conto vale per la cannuccia che stai misurando, non per il percolamento. Le cannucce si spezzano, si tappano e ne rinascono di nuove accanto: la lunghezza visibile può essere molto più giovane della perdita che la alimenta.
- La portata stimata dalle gocce nasce da una goccia media di 53 milligrammi, ipotesi di calcolo dichiarata e non una pesata sul posto, e il volume dipende anche dal diametro reale del tubo.
- Il confronto con la grotta usa 0,2-2 millimetri all’anno della letteratura carsica, un ordine di grandezza per capirsi. Il mese qui è un dodicesimo dell’anno di 365 giorni, solo per rendere leggibili i giorni.
Il pavimento: l'acqua d'impasto del massetto
Qui l'umidità è quella residua di un massetto nuovo, quella che decide se si può posare.
Posso posare?
Dalla lettura al carburo, dal massetto e dal rivestimento: se si può posare e quanta acqua deve ancora uscire. Il ragionamento completo è nell’articolo L'umidità residua del massetto.
Posso posare?
- Le soglie sono il Prospetto 1 del Codice di buona pratica Conpaviper, Rev. 05/2022, letto sul documento. Le norme UNI corrispondenti non sono state lette sul testo: dove il Codice e la norma riassunta dalle fonti secondarie non coincidono, vince in cantiere la prescrizione più severa fra progetto, rivestimento e adesivo.
- Il confronto vale solo per la misura al carburo su tutto lo spessore. KRL, sonda e cappa hanno i loro limiti (80 e 75, 75 e 85, 75 per cento) e non si convertono in CM%; lo strumento a contatto dà un indice.
- I litri per metro quadro sono aritmetica sulla definizione del CM% (acqua sul peso del campione) applicata alla massa volumica e allo spessore che hai scritto: un ordine di grandezza, non una misura.
- La conversione dei massetti leggeri vale solo con aggregati a cella chiusa, porosità sotto l’1 per cento, come prescrive il Codice.
- I giorni della tabella TKB-14 riguardano il massetto di riferimento della commissione tedesca, con ricambio di 0,5 volumi all’ora e interno a 20 °C: dicono quanto pesa il clima, non quando posare. Lo spessore di quel massetto non è dichiarato nel Merkblatt.
- Nel radiante la misura vale solo dopo il ciclo di prima accensione; un massetto già sotto soglia risale se l’aria si fa più umida: la misura si ripete subito prima della posa.
- La tavola non prevede se e quando un pavimento si danneggia: confronta una misura con una soglia pubblicata.
Il gas dal terreno
Non è acqua: è il radon, che passa dalle stesse fessure e dagli stessi giunti.
Il calcolatore del radon
Dalla concentrazione misurata: dose annua e confronto con i livelli di riferimento. Il ragionamento completo è nell’articolo Radon, l'inquilino invisibile.
Calcolatore Radon
Dalla concentrazione misurata in casa alla dose annua e al rischio, con i coefficienti ufficiali (ICRP 137, Darby 2005, D.Lgs. 101/2020). E la mappa dell’Italia del radon: indagine nazionale e aree prioritarie. Nessuna mappa sostituisce la misura nella tua casa.
La tua situazione
Se non hai una misura, tocca la tua regione sulla mappa: si carica la media regionale come punto di partenza (solo orientativo).
Media italiana: 70 · obiettivo OMS: 100 · nuove case: 200 · riferimento di legge: 300
La convenzione di radioprotezione per le abitazioni è 7.000 ore l’anno.
Che cosa significa
—
L’Italia del radon
Due letture dello stesso Paese: le medie dell’indagine nazionale ISS-ENEA e lo stato delle aree prioritarie previste dal D.Lgs. 101/2020.
Le mappe ufficiali da consultare
- SINRAD — mappa interattiva ISINConcentrazioni medie comunali misurate in trent’anni di campagne (abitazioni e scuole).
- MASE — Mappe del radon in ItaliaCarta predittiva e radioattività naturale potenziale delle rocce (dati ISPRA, agg. 11/2025).
- PNAR 2023–2032 (testo integrale)Il Piano Nazionale d’Azione per il Radon, DPCM 11 gennaio 2024.
- Aree prioritarie in Italia — quadro ARPAElenco nazionale aggiornato delle Regioni con aree prioritarie pubblicate in Gazzetta.
- ISS — portale radonIl punto di riferimento sanitario nazionale; per le misure: ARPA/APPA della tua regione.
Tabella completa (accessibile) — dati regionali
Metodo, ipotesi, limiti
Dose. E [mSv/anno] = C [Bq/m³] × ore/anno × 6,7·10⁻⁶ — coefficiente ICRP Pubblicazione 137 (2017) con fattore di equilibrio 0,4. Con il coefficiente UNSCEAR (1,6 mSv per mJ·h/m³) la stima si riduce a poco più della metà: le due scuole convivono nella letteratura.
Rischio relativo. RR = 1 + 0,16 × C/100 — aumento del 16% del rischio di tumore polmonare ogni 100 Bq/m³ di concentrazione media di lungo periodo (Darby et al., BMJ 330:223, 2005; confermato da OMS 2009). Relazione lineare, senza soglia.
Rischio assoluto. Rischio cumulativo di morte per tumore polmonare entro i 75 anni, a radon nullo: 0,41% per chi non ha mai fumato, 10,1% per il fumatore (Darby 2005); il valore mostrato è la base moltiplicata per RR. Per l’ex fumatore il rischio è intermedio e dipende da quanto e per quanto si è fumato e da quando si è smesso: qui si mostra l’intervallo tra i due profili.
Limiti. Strumento informativo: non sostituisce la misura (UNI ISO 11665-4, servizi di dosimetria riconosciuti ex D.Lgs. 101/2020) né le valutazioni di legge per i luoghi di lavoro. I dati regionali derivano dall’indagine nazionale 1989–97 (APAT, Annuario 2003): le campagne regionali successive, più fitte e mirate ai piani terra, hanno spesso misurato valori più alti. Lo stato delle aree prioritarie è aggiornato al 31 luglio 2026 (quadro ARPA Lombardia): undici fra Regioni e Province autonome, 483 comuni.
Le tavole sono elaborazioni di Renzo-ArtHome sui dati dichiarati in ciascun riquadro dei limiti. Un calcolo non sostituisce un sopralluogo: per una diagnosi su un edificio reale servono le misure sul posto.
L'aria: temperatura, umidità relativa, rugiada7
- Il termoigrometro tradotto: l'umidità dell'ariadall’articolo Che cosa misuriamo quando misuriamo l'umidità
- Posso aprire la finestra della cantina?dall’articolo La condensa estiva negli interrati
- La ventilazione di un vespaio: asciuga o bagnadall’articolo Il vespaio aerato negli interrati
- L'aria dello scannafosso asciuga o bagna?dall’articolo Lo scannafosso
- La muffa e la temperatura di superficiedall’articolo La muffa negli angoli e dietro gli armadi
- Il riconoscitore: muffa, fuliggine o sali?dall’articolo La muffa negli angoli e dietro gli armadi
- La parete fredda e il fumodall’articolo La termoforesi
Il muro: risalita, sali, gelo, asciugatura10
- Il collaudo del prosciugamentodall’articolo Non tutte le macchie sono infiltrazioni
- La stecca metrica smentitadall’articolo Chi dimezza la macchia raddoppia l'acqua
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- I tempi di asciugatura della muraturadall’articolo Tempi di asciugatura della muratura
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Il vapore attraverso la parete1
- Il calcolatore della traspirazionedall’articolo Il muro non respira
L'acqua che entra dall'alto2
Il pavimento: l'acqua d'impasto del massetto1
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Il gas dal terreno1
- Il calcolatore del radondall’articolo Radon, l'inquilino invisibile


