Impermeabilizzazioni: quando mi chiamano per un’infiltrazione, la domanda che arriva per prima è quasi sempre la stessa: quale prodotto uso. È la domanda sbagliata. Il prodotto giusto per un balcone che bagna la stanza sotto è inutile su una parete controterra in pressione, e viceversa. Prima di scegliere il materiale bisogna sapere da dove arriva l’acqua e con quanta spinta: è la stessa acqua, ma il modo in cui raggiunge la struttura cambia tutto.
Da questa domanda nascono tre situazioni che vedo ripetersi in cantiere. Qui le riassumo, e per ciascuna rimando al documento in cui l’ho spiegata per esteso.
Indice
1. L’interrato che prende acqua e non si può scavare
Un box, una cantina, un locale interrato che si bagna dopo ogni pioggia, e fuori c’è il giardino del vicino, un fabbricato, una strada. Sbancare significa autorizzazioni, demolizioni e ripristini, e spesso non è nemmeno possibile.

Qui si lavora dall’interno, iniettando resine idroespansive a pressione variabile nelle riprese di getto, nelle fessure e nei giunti: la resina reagisce con l’acqua, si espande dentro il difetto e lo occlude nel punto esatto in cui l’acqua passa. Non è una membrana, è una sigillatura puntuale, e prima di iniettare bisogna sapere dove sta il difetto.
Il metodo per esteso: Le resine idroespansive nei dettagli. Il servizio: resine idroespansive e impermeabilizzazioni interrati.
2. Il balcone o la terrazza che bagna sotto
Il rifacimento tradizionale vuole la demolizione di pavimento e massetto: macerie da calare e da smaltire, giorni di cantiere, casa inagibile. Nella maggior parte dei casi non serve. La seconda tenuta si costruisce in sovrapposizione sopra l’esistente, dopo aver verificato che il supporto regga: finita a vista con resine, oppure con una nuova piastrellatura posata sopra.

Le resine liquide applicate in opera si qualificano per singolo sistema, non per sigla generica: le classi di vita utile (W1, W2, W3) e i valori di scavalcamento delle fessure valgono per il prodotto certificato e stanno scritti nel suo documento di valutazione europea, l’EAD 030350-00-0402, che ha sostituito l’ETAG 005. Quando qualcuno dichiara venticinque anni di durata senza dire a quale sistema si riferisce, sta dando un numero senza padrone: fatevi dare il certificato.
Il metodo per esteso: La seconda pelle del balcone. Il servizio: impermeabilizzazioni balconi e terrazzi.
3. L’interrato che si deve ancora costruire
Qui la partita si gioca in progetto, non in cantiere. La scelta è fra una struttura che si difende da sola, perché il calcestruzzo stesso fa da barriera, e una struttura protetta da un manto esterno. Sono due filosofie diverse, con costi, collaudi e punti deboli diversi, e si possono anche combinare.

Il punto debole non è quasi mai il campo: sono i giunti, le riprese di getto e i corpi passanti, cioè tubi, cavi e corrugati che attraversano la parete. Un’impermeabilizzazione si compra al metro quadro e si perde al centimetro.
La scelta progettuale: Vasca bianca o vasca nera?. I punti deboli: Si compra al metro quadro, si perde al centimetro.
Impermeabilizzazioni: prima di tutto, la diagnosi
In tutti e tre i casi la parte che decide l’esito non è il materiale: è capire dove entra l’acqua. Una macchia non dice da sola se viene da una risalita, da una condensa, da una perdita di impianto o da un’infiltrazione: lo dicono la sua forma, la sua quota, il suo comportamento nel tempo e qualche misura fatta bene. Ne ho scritto in L’acqua ha un’impronta e in Prima la strategia, poi il prodotto.
Se avete un problema in corso e volete un parere, scrivetemi: servono qualche foto, la posizione del punto bagnato e, se c’è, la planimetria.
L’autore
Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense, circa trent’anni di esperienza di cantiere e venti come imprenditore. Autore di “Murature umide: cause e rimedi” (Grafill, 2026). Il volume è disponibile su Amazon e su Grafill.|
Ditta Renzo-ArtHome
di Spedicato Oronzo
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Murature umide: cause e rimedi
Grafill, 2026
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Umidità di risalita e sali33
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Diagnosi e metodo31
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- La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un’infiltrazione
- Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita
- Quanto deve ventilare una casa
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- Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle
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- Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro
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- Quando l’acqua sale nell’intercapedine
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- Caso studio: Loreto
- Caso studio: eliporto
- Caso studio: Isola d’Elba
- Il cappotto non asciuga il muro
- Che cosa misuriamo quando misuriamo l’umidità
- L'umidità da costruzione
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- L’acqua non mente
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Interrati e impermeabilizzazioni27
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- Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle
- La vaschetta ferma le infiltrazioni all’interno, ma non protegge la soglia
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Condensa, muffe e microclima15
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- Quanto deve ventilare una casa
- Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse
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- La condensa estiva negli interrati
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Vespai e solai8
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- Radon, l’inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori
- Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario
- Le stalattiti del predalles
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- Vespaio aerato
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