Il vincolo blind-side, il principio dell'adesione al calcestruzzo, la barriera al gas radon e il quadro normativo

Articolo tecnico. Fisica dell'adesione al getto, dettagli costruttivi, gas radon e quadro normativo dell'impermeabilizzazione pre-applicata delle strutture interrate.

Renzo-ArtHome, Specialista in risanamenti di interrati e umidità di risalita

Abstract. L'impermeabilizzazione pre-getto (con membrana pre-applicata) è quella in cui la barriera viene posata contro il sistema di sostegno dello scavo prima del getto della struttura in calcestruzzo armato, che viene poi realizzato direttamente contro di essa. Non è, nella grande maggioranza dei casi, una preferenza progettuale: è la risposta alla condizione blind-side, un vincolo di sito, l'impossibilità di accedere alla faccia esterna dell'opera una volta costruita. Questo lavoro isola il nodo ingegneristico che governa il comportamento di questi sistemi: l'adesione al getto e la conseguente prevenzione della migrazione laterale dell'acqua, oggi una grandezza definita da un metodo di prova europeo. Da questo principio discendono l'anatomia e la classificazione delle tecnologie, la qualificazione del prodotto secondo il quadro europeo della marcatura CE, la logica della dettagliatura (cioè della progettazione dei dettagli), i modi di rottura in cantiere e l'inquadramento progettuale secondo il codice di pratica BS 8102:2022 e i Criteri Ambientali Minimi per l'edilizia. La tesi di fondo è che il pre-getto non è un prodotto ma un sistema, e che la sua affidabilità si decide sui dettagli, sulle chiusure e sui confinamenti, sulla sigillatura di ogni corpo passante e sulla sopravvivenza della membrana alle lavorazioni, non sul campo continuo. A questo si aggiunge una seconda funzione, oggi non più eludibile nel nuovo e nella ristrutturazione: la stessa barriera controterra deve escludere non solo l'acqua ma anche il gas radon che risale dal suolo. Le sue vie d'ingresso coincidono con quelle dell'acqua, la sua pericolosità sanitaria è documentata, e la sua prevenzione è ormai un obbligo esplicito dei Criteri Ambientali Minimi. Il pre-getto diventa così il luogo in cui si decide, con un unico strato esterno, la tenuta a due fluidi, l'acqua liquida sotto battente e il gas del terreno.

1. Introduzione: una distinzione fisica prima che terminologica

Nella pratica dell'impermeabilizzazione controterra si contrappongono due famiglie di soluzioni che differiscono per il momento in cui la barriera viene messa in opera rispetto alla struttura.

Nell'impermeabilizzazione post-getto la struttura in calcestruzzo armato viene realizzata per prima, e la barriera è applicata in un secondo tempo sulla sua faccia esterna (positiva, rivolta verso l'acqua) oppure, in alcune configurazioni, sulla faccia interna (negativa). È la soluzione tradizionale delle costruzioni interrate quando la faccia esterna dell'opera resta accessibile allo scavo, alla posa e al successivo rinterro.

Nell'impermeabilizzazione pre-getto la sequenza è rovesciata. La membrana viene posata per prima, contro il sistema che sostiene lo scavo (magrone, pali, diaframmi, o la struttura confinante), e il calcestruzzo, gettato o proiettato, viene messo in opera direttamente contro di essa. Concettualmente la membrana funziona come faccia di casseratura permanente sul lato esterno dell'opera: quando il getto matura, resta a contatto intimo con la barriera e ne diventa il supporto definitivo.

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Fig. 4. La stessa breccia, due esiti. Nel sistema non adeso (in alto) l'acqua che ha superato la membrana corre nell'intercapedine e rientra da una fessura lontana dal punto d'ingresso; nel sistema pienamente adeso (in basso) il legame col getto nega la via laterale e la perdita resta localizzata alla breccia, individuabile e riparabile.

Questo principio è oggi riconosciuto in sede normativa. La revisione 2022 di BS 8102 ha introdotto la definizione di membrana fully bonded (a legame pieno) e, nella descrizione aggiornata delle membrane in foglio, segnala esplicitamente che i fogli dispongono di tecnologie diverse per realizzare il legame ed evitare il water tracking, cioè la migrazione dell'acqua all'interfaccia. Il fatto che il codice di pratica dedichi una definizione al legame pieno e ne colleghi la funzione alla prevenzione del tracking conferma che l'adesione non è un dettaglio prestazionale tra i tanti, ma il criterio che qualifica il sistema.

3.3 La migrazione laterale come grandezza misurabile

Il punto più importante, e quello che eleva il ragionamento sopra il livello dello slogan commerciale, è che la migrazione laterale dell'acqua all'interfaccia non è un concetto qualitativo, ma una grandezza definita da un metodo di prova normalizzato a livello europeo.

Il Documento per la Valutazione Europea EAD 030378-00-0605, elaborato dall'EOTA (European Organisation for Technical Assessment, l'organizzazione europea degli organismi di valutazione tecnica) e dedicato alle membrane in foglio flessibili pre-applicate e completamente aderenti, definisce tra le caratteristiche essenziali del prodotto la "resistenza al danno, scorrimento dell'acqua in caso di perdita" (resistance to damage, water creep at leakage). La prova simula esattamente la condizione peggiore. Su un provino di calcestruzzo con la membrana aderente, maturato in acqua per almeno 28 giorni, si pratica nella membrana un foro circolare di diametro maggiore o uguale a 25 mm, simulando una lesione. Si applica quindi acqua colorata a una pressione di 500 kPa per 7 giorni. Al termine, rilasciata la pressione e rimossa la membrana dal calcestruzzo, si misura lo scorrimento dell'acqua come massima distanza raggiunta dalla superficie colorata a partire dal bordo del foro. Il valore massimo tra i provini viene dichiarato nella valutazione tecnica del prodotto.

In altre parole, la prova trasforma il concetto di adesione in un numero. Il risultato è una distanza in millimetri: quanta strada l'acqua è riuscita a fare tra membrana e calcestruzzo partendo dal foro, spinta dalla pressione di 500 kPa fissata dal metodo di prova dell'EAD 030378-00-0605 (EOTA, "resistance to damage, water creep at leakage"). Tradotta in colonna d'acqua, con circa 9,81 kPa per metro, quella pressione corrisponde a un battente di circa 50 metri. Se la membrana è davvero adesa, il colorante si ferma a pochi millimetri dal foro: l'acqua non ha trovato strada. Se il legame è debole, il colorante si ritrova lontano: l'acqua ha viaggiato all'interfaccia. Così la domanda che conta, se cioè quella membrana impedisca o no all'acqua di correre sotto di sé, smette di essere uno slogan commerciale e diventa un numero scritto nella valutazione tecnica del prodotto, che chi specifica può leggere e confrontare.

Ditta Renzo-ArtHome
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