<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Renzo-ArtHome</title>
	<atom:link href="https://www.renzo-arthome.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.renzo-arthome.com</link>
	<description>Renzo-ArtHome è lo specialista dell&#039;umidità di risalita. Interviene su problemi di deumidificazione e impermeabilizzazione.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 15 Sep 2026 17:23:31 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1</generator>

<image>
	<url>https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2021/01/logo-renzo-arthome.jpg</url>
	<title>Renzo-ArtHome</title>
	<link>https://www.renzo-arthome.com</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>La crosta nera sul muro non è sporco</title>
		<link>https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/</link>
					<comments>https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[renzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 14:20:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Diagnosi e metodo]]></category>
		<category><![CDATA[Umidità di risalita e sali]]></category>
		<category><![CDATA[condensa]]></category>
		<category><![CDATA[diagnostica]]></category>
		<category><![CDATA[intonaci]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[sali]]></category>
		<category><![CDATA[termoforesi]]></category>
		<category><![CDATA[umidità meteorica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.renzo-arthome.com/?p=4354</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sotto le cornici e i davanzali la pietra e l'intonaco diventano neri, mentre le parti battute dalla pioggia restano chiare. Quel nero è gesso cresciuto a spese della pietra: nasce dove l'acqua arriva e non scorre, e resta anche quando l'aria torna pulita. Le tre zone di una facciata con i solfati misurati a Venezia, l'anidride solforosa del 1972-73 e i limiti di oggi, i dati europei di ICP Materials e la formula del calcare, il primo millimetro degli Scrovegni, i sali della laguna e dell'aria, il metodo in tre passi e la tavola interattiva.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style='font-size:19px;color:#5a6577'><em>Sotto le cornici, sotto i davanzali e nei sottosquadri delle facciate la pietra e l&#8217;intonaco diventano neri, mentre le parti battute dalla pioggia restano chiare. Quel nero è gesso cresciuto a spese della pietra, con dentro la fuliggine, e nasce dove l&#8217;acqua arriva e non scorre.</em></p>
<p>Mi capita spesso una chiamata per una facciata che «ha preso l&#8217;umidità». Il palazzo sta in un centro storico, ha cento anni o qualche secolo, e la pietra delle cornici o l&#8217;intonaco sotto i balconi sono diventati neri. Chi chiama vuole sapere se è muffa, se è smog, se basta un&#8217;idropulitrice. A volte una facciata della stessa via è appena stata pulita, e il commento è l&#8217;opposto: hanno pulito troppo, è venuta bianca, sembra nuova. Le due frasi, «è sporca» ed «è troppo pulita», nascono dallo stesso equivoco.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1600" height="1038" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-foto1-testa-angelo-crosta-nera.jpg" alt="Testa d'angelo in pietra con le ali, su una tomba del cimitero del Père-Lachaise a Parigi: nere le parti riparate sotto gli occhi, intorno al naso e nell'incavo delle ali, chiare le parti in rilievo lavate dalla pioggia" class="wp-image-4453" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-foto1-testa-angelo-crosta-nera.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-foto1-testa-angelo-crosta-nera-300x195.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-foto1-testa-angelo-crosta-nera-1024x664.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-foto1-testa-angelo-crosta-nera-768x498.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-foto1-testa-angelo-crosta-nera-1536x996.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 1. Una testa d&#8217;angelo scolpita su una tomba del cimitero del Père-Lachaise, a Parigi. Il nero riempie i punti riparati: sotto gli occhi, intorno al naso e alla bocca, nell&#8217;incavo delle ali. Le parti in rilievo, dove la pioggia batte e scorre, sono rimaste chiare. Sembra sporco, ma la disposizione è quella tipica della crosta nera; la conferma, come per ogni facciata, la dà l&#8217;analisi. Fotografia di <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:P%C3%A8re-Lachaise_-_Division_79_-_Weber_01.jpg" target="_blank" rel="noopener">Pierre-Yves Beaudouin</a>, da Wikimedia Commons, licenza <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/deed.it" target="_blank" rel="noopener">CC BY-SA 3.0</a>.</figcaption></figure>
<p>Al sopralluogo il nero non sta dove passa più traffico. Sta sotto: sotto la cornice, sotto il davanzale, nel sottosquadro del capitello, sulla faccia del balcone che guarda in basso, dentro il portico. Le parti che la pioggia batte e lava restano chiare: la faccia alta della cornice, lo spigolo esposto, il fusto libero della colonna. A pochi centimetri di distanza, sulla stessa pietra e con la stessa aria, una superficie è nera e l&#8217;altra è bianca. Un velo di sporco depositato starebbe dappertutto, e la pioggia lo porterebbe via dappertutto nello stesso modo.</p>
<p>La tesi di questo articolo sta in quei pochi centimetri: il danno che l&#8217;aria fa alla pietra lo decide l&#8217;acqua. Dove la pioggia batte e scorre, il carbonato di calcio si scioglie lentamente e la superficie resta pulita. Dove l&#8217;acqua arriva ma non scorre, l&#8217;anidride solforosa dell&#8217;aria diventa acido solforico e trasforma il carbonato in gesso. Quell&#8217;acqua arriva con la condensa, con la nebbia, con il velo che migra dal bordo bagnato. Il gesso cresce verso l&#8217;esterno, a spese della pietra, e trattiene le particelle nere del fumo. Quella crosta è pietra trasformata, ed è un deposito di sali che continua a muoversi con l&#8217;acqua anche quando l&#8217;aria migliora.</p>
<p>Chi si occupa dell&#8217;umidità dei muri ha un motivo in più per saperla leggere. La crosta nera è una questione di sali, e i sali si muovono con l&#8217;acqua. Alla base di un muro arrivano dal terreno con la risalita; in alto, sotto le cornici, arrivano dall&#8217;aria e si depositano con la condensa. Confondere le due strade porta a curare un muro contro l&#8217;acqua sbagliata. I dati che uso vengono in gran parte da Venezia, dove questa chimica è stata misurata per più di vent&#8217;anni, e dal programma internazionale che dal 1987 espone lastrine di calcare in città e campagne d&#8217;Europa, comprese Milano, Roma e Venezia. Il registro in fondo dice per ogni numero da dove viene.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1257" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig1-le-tre-zone.png" alt="Sezione di una facciata in pietra con cornice e davanzale divisa nelle tre zone: in azzurro le superfici battute e lavate dalla pioggia, con la calcite bianca ricristallizzata; in nero, al confine, la crosta dendritica dove l'acqua migra dal bordo bagnato e non scorre; in grigio, sotto le sporgenze, i depositi raggiunti solo da condensa e nebbia; a destra i solfati e gli spessori misurati a San Marco e a Ca' Pesaro" class="wp-image-4344" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig1-le-tre-zone.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig1-le-tre-zone-300x236.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig1-le-tre-zone-1024x804.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig1-le-tre-zone-768x603.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig1-le-tre-zone-1536x1207.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 1. Le tre zone di una facciata di pietra. Dove la pioggia batte e scorre la superficie resta chiara: il carbonato si scioglie e il gesso viene portato via. Al confine, dove l&#8217;acqua arriva dal bordo lavato ma non scorre, cresce la crosta nera più spessa. Sotto le sporgenze, dove arrivano solo condensa e nebbia, si formano depositi e croste più sottili. I solfati misurati a San Marco e a Ca&#8217; Pesaro seguono lo stesso ordine.</figcaption></figure>
<div id="rahTOC" style="border:1px solid #e2e5ea;border-radius:6px;padding:20px 24px;margin:0 0 32px;background:#fafbfc">
<p style="margin:0 0 10px;font-weight:600;color:#1a2233;font-size:16px">Indice</p>
<ol style="margin:0;padding-left:20px;line-height:1.6">
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#chi-ha-cominciato-a-studiarla" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Chi ha cominciato a studiarla</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-parole-che-servono" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le parole che servono</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#che-cosa-arriva-dallaria-e-che-cosa-diventa-sul-muro" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Che cosa arriva dall&#8217;aria e che cosa diventa sul muro</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-formella-dei-fabbri-sette-secoli-poi-quarantun-anni" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La formella dei Fabbri: sette secoli, poi quarantun anni</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#quanta-anidride-solforosa-cera-nellaria-di-venezia" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Quanta anidride solforosa c&#8217;era nell&#8217;aria di Venezia</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#dove-nasce-la-crosta-le-tre-zone" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Dove nasce la crosta: le tre zone</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lacqua-che-decide-pioggia-condensa-nebbia" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;acqua che decide: pioggia, condensa, nebbia</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#perche-la-crosta-non-protegge" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Perché la crosta non protegge</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#leffetto-memoria" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;effetto memoria</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-formula-europea-del-calcare" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La formula europea del calcare</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-mare-nellaria-e-la-laguna-nel-muro" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il mare nell&#8217;aria e la laguna nel muro</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#pietre-marmi-e-intonaci-il-primo-millimetro" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Pietre, marmi e intonaci: il primo millimetro</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-scorciatoie-che-non-tengono" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le scorciatoie che non tengono</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-metodo-in-tre-passi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il metodo in tre passi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#che-cosa-si-fa-e-che-cosa-no" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Che cosa si fa, e che cosa no</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-tavola-interattiva-leggi-la-facciata-e-fai-il-conto-della-pietra" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La tavola interattiva: leggi la facciata e fai il conto della pietra</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-sintesi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In sintesi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#domande-frequenti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Domande frequenti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-conclusione" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In conclusione</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#nota-sui-calcoli" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Nota sui calcoli</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#fonti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Fonti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lautore" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;autore</a></li>
</ol>
</div>
<h2 id="chi-ha-cominciato-a-studiarla">Chi ha cominciato a studiarla</h2>
<p>Il testo più antico di questa storia non conosce ancora la chimica. Nel 1661 John Evelyn pubblica a Londra il <em>Fumifugium</em>, un libretto indirizzato al re e al Parlamento sul fumo del carbone che avvolge la città. Scrive che quel fumo stende una crosta fuligginosa su tutto quello che tocca e rovina arredi e dorature. Corrode perfino le sbarre di ferro e le pietre più dure, e la colpa, scrive, è degli spiriti acri che accompagnano lo zolfo del carbone. Aggiunge che oscura le chiese e fa sembrare vecchi i palazzi. Evelyn vede il nero e vede il danno, e li attribuisce allo stesso fumo, ma di che cosa sia fatta la crosta non lo sa ancora.</p>
<p>Quasi due secoli dopo il problema entra in un cantiere di Stato. Nel 1839, per il nuovo Palazzo di Westminster, una commissione con l&#8217;architetto Charles Barry, due geologi e un intagliatore visita cave ed edifici della Gran Bretagna e confronta 102 pietre. Lo racconta la pagina storica del Parlamento britannico. La prima scelta, la pietra di Bolsover, si usa solo per i primi quattro o cinque metri del fronte sul fiume; il palazzo si costruisce con un calcare color sabbia delle cave di Anston, nello Yorkshire. I difetti si vedono già nel 1849. Le cause che il Parlamento indica oggi sono tre: il carbone bruciato a Londra, la pietra messa in opera senza stagionatura, i blocchi posati a volte fuori dal loro letto naturale. L&#8217;aria è una causa fra le altre.</p>
<p>Fra i chimici di questa storia, il primo a collegare l&#8217;acido della pioggia alla forma del danno è Robert Angus Smith, a Manchester. Nel 1852 pubblica nelle memorie della Società letteraria e filosofica della città un lavoro sull&#8217;aria e sulla pioggia di Manchester. Vi trova acido solforico libero, e con quello spiega lo sbiadire dei colori, la ruggine dei metalli, le tende che marciscono. Poi riporta un&#8217;osservazione nota sugli edifici e la spiega con l&#8217;acido, e in quella spiegazione c&#8217;è già il cuore di questo articolo. La parte bassa delle pietre sporgenti si sgretola più di quella alta, perché la pioggia scende, si ferma lì ed evapora a poco a poco: l&#8217;acido resta, e l&#8217;azione sulla pietra aumenta molto. Sotto la sporgenza l&#8217;acqua arriva e non scorre: è quella che nel modello di Fassina sarà la zona di confine.</p>
<p>L&#8217;espressione pioggia acida compare sei anni dopo, in un lavoro sull&#8217;aria delle città, <em>On the Air of Towns</em>, uscito per la Chemical Society nel 1858. Nel 1872 Smith lo ristampa in <em>Air and Rain</em>, alla pagina 444, dove si parla di pietre, mattoni e malte. Nelle città dove si brucia molto carbone pietre e mattoni si sgretolano più facilmente, soprattutto sotto le parti sporgenti. Smith lo attribuisce all&#8217;azione lenta e costante della «acid rain». Negli edifici vecchi di Manchester la malta si gonfia, diventa porosa e cade a pezzi al minimo tocco. In un campione preso da un edificio dietro la sede della Società trova il 28,33 per cento di acido solforico, cioè il 48,16 per cento di solfato di calce. Si legge a volte che Smith abbia usato l&#8217;espressione già nel 1852: nel lavoro di quell&#8217;anno non compare.</p>
<p>Otto anni dopo Archibald Geikie, geologo, studia le lapidi di marmo dei cimiteri di Edimburgo e ne riferisce alla Royal Society della città. Al microscopio un marmo rimasto 87 anni all&#8217;aperto mostra un bordo nero di solfato di calce e di polvere della città. Il bordo scende lungo le fessure e i piani di sfaldatura. Geikie fa provare la crosta con la soda sul carbone, e la reazione dello zolfo è forte. Ne conclude che è soprattutto solfato di calce, nato dall&#8217;acido solforico della pioggia di città sul carbonato. È una pellicola di gesso che si deposita sul marmo e ingloba la polvere, e la polvere dà alla pietra l&#8217;aspetto fuligginoso. Geikie è il primo, fra gli autori di questa storia, a dire di che cosa è fatta. Misura anche la velocità: dove il marmo si scioglie in superficie, si abbassa a volte di circa nove millimetri in un secolo. Salvo le posizioni molto riparate, a Edimburgo le lastre esposte sono distrutte in meno di cent&#8217;anni. E racconta un caso che anticipa il resto: una lapide per un defunto del 1785, restaurata nel 1803, sta in un angolo abbastanza riparato, ma il vento vi fa girare la pioggia contro, e lì il marmo si è sciolto per circa un quarto di pollice, cioè circa sei millimetri.</p>
<p>Alexis Julien riprende Geikie nel rapporto sulle pietre da costruzione del censimento americano del 1880, consegnato nel 1883. Sulle lapidi più vecchie dei cimiteri di New York non vede né la crosta né la disgregazione profonda, e le lega all&#8217;aria meno umida e all&#8217;assenza del fumo del carbone bituminoso. Nel 1911 l&#8217;<em>Encyclopaedia Britannica</em>, alla voce sulla pietra, riporta l&#8217;analisi di un&#8217;incrostazione presa sulla pietra di Portland della cattedrale di St Paul, a Londra: 59,38 per cento di solfato di calcio e poco più dell&#8217;uno per cento di carbonio. La voce spiega che il carbonato del calcare è stato trasformato in solfato dagli acidi solforoso e solforico sempre presenti nell&#8217;aria fumosa di Londra.</p>
<p>Il riconoscimento ufficiale arriva con i comitati sull&#8217;inquinamento. Nel dicembre del 1953 il comitato britannico presieduto da Hugh Beaver scrive, nel rapporto intermedio al Parlamento, che calcare, alcune arenarie, malte e alcune ardesie da tetto sono attaccati direttamente, con formazione di solfati. Ne vengono bollature, scagliature, vaiolature e disgregazione. Il danno si vede in molti degli edifici più antichi, fra i quali l&#8217;Abbazia di Westminster, ma anche in quelli recenti.</p>
<p>Nel 1965 Erhard Winkler studia l&#8217;obelisco egizio di Central Park, dopo 83 anni di esposizione a New York. Stima la perdita di superficie dalla profondità originale delle iscrizioni, e conclude che il danno maggiore viene dai sali solfatici che la pietra aveva assorbito in Egitto con l&#8217;umidità di risalita: la loro pressione di idratazione, insieme al gelo, ha fatto il danno dei primi anni americani. Il solfato può arrivare dall&#8217;aria, ma anche con l&#8217;umidità che risale dal terreno.</p>
<p>Il 4 novembre 1966 l&#8217;alluvione allaga Venezia e Firenze, e il 2 dicembre l&#8217;UNESCO lancia un appello alla solidarietà internazionale, da cui nasce la campagna per Venezia. Nei testi di Vasco Fassina, del laboratorio scientifico della Soprintendenza veneziana, quel laboratorio nasce dopo l&#8217;alluvione. Negli stessi anni le statue delle Virtù della Porta della Carta, al Palazzo Ducale, vengono portate al chiuso: la Carità e la Temperanza nel 1966-67, le altre due nel 1971. Dal giugno del 1972, con un programma dell&#8217;ICCROM e dell&#8217;Istituto Superiore di Sanità, sulla facciata di Palazzo Papadopoli sul Canal Grande si misurano per un anno l&#8217;anidride solforosa e l&#8217;acido cloridrico. Nel 1973 la legge speciale per Venezia impone nella città insulare impianti termici a gas o elettrici. Nel 1979 Lorenzo Lazzarini e Fassina pubblicano lo studio della Porta della Carta: trovano in due campioni di crosta su quattro vanadio intorno all&#8217;uno per cento, e documentano che la Carità, al chiuso dal 1966-67, nel 1976 era peggiorata lo stesso.</p>
<p>Nel 1981 K. Lal Gauri e G. C. Holdren scrivono che nei periodi secchi gli inquinanti si accumulano sulla pietra come particolato, e che la pioggia e la neve successive li attivano. Nel 1986 Fassina e i colleghi descrivono il restauro della facciata di Ca&#8217; Pesaro, sul Canal Grande, e spiegano con la pioggia le zone bianche che dopo la pulitura qualcuno trovava eccessive. Nel 1987 partono le esposizioni di ICP Materials, il programma internazionale della Commissione economica per l&#8217;Europa delle Nazioni Unite sugli effetti dell&#8217;inquinamento sui materiali. Lastrine di calcare e di metalli vengono esposte in una rete di siti europei, diciannove quelli con le serie più lunghe, fra cui Milano, Roma, Venezia e la stazione rurale di Casaccia.</p>
<p>Nel 1995, al convegno sul restauro della Basilica di San Marco, Fassina mette insieme le misure raccolte dal 1972. Descrive il modello delle tre zone, che torna nelle prossime pagine, e confronta due campagne di analisi sugli arconi: fra i primi anni Settanta e il 1983-85 la solfatazione media sale dal 40 al 60 per cento. Il processo, scrive, è continuato mentre l&#8217;anidride solforosa cominciava a scendere, e il calo dell&#8217;inquinamento è necessario ma non sufficiente. Nel 2006 la norma UNI 11182 dà nomi comuni alle forme di alterazione della pietra, al posto del vecchio lessico NORMAL. Nel 2008 il glossario illustrato del comitato scientifico dell&#8217;ICOMOS per la pietra descrive la crosta nera come una crosta che si forma di solito nelle zone protette dalla pioggia diretta e dal ruscellamento, fatta soprattutto di particelle dell&#8217;atmosfera intrappolate in una matrice di gesso. L&#8217;ultimo passaggio è del 2025. Rileggendo i dati raccolti dal 1987, i ricercatori di ICP Materials scrivono che dopo il 2000 la recessione del calcare non è diminuita, nonostante il crollo dell&#8217;anidride solforosa.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="933" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig2-linea-del-tempo.png" alt="Linea del tempo su due righe con venti tappe, dal Fumifugium di Evelyn del 1661 alla rilettura dei dati di ICP Materials del 2025, passando per Westminster, Smith a Manchester, Geikie a Edimburgo, la Britannica del 1911, il comitato Beaver, Winkler e l'obelisco di New York, l'alluvione di Venezia, le misure di Palazzo Papadopoli, la legge speciale, la Porta della Carta, Ca' Pesaro, San Marco, la norma UNI 11182 e il glossario ICOMOS" class="wp-image-4345" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig2-linea-del-tempo.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig2-linea-del-tempo-300x175.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig2-linea-del-tempo-1024x597.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig2-linea-del-tempo-768x448.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig2-linea-del-tempo-1536x896.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 2. Dal fumo di Londra alle lastrine di calcare di ICP Materials. Nel 1852 Smith spiega con l&#8217;acido perché le pietre sporgenti si sgretolano sotto, dove la pioggia si ferma; nel 1880 Geikie trova che la crosta nera delle lapidi è una pellicola di gesso con dentro la polvere; nel 1995 Fassina mostra che a San Marco la solfatazione è continuata mentre l&#8217;anidride solforosa cominciava a scendere.</figcaption></figure>
<h2 id="le-parole-che-servono">Le parole che servono</h2>
<p>Per descrivere quello che si vede su una facciata c&#8217;è una norma italiana, la UNI 11182 del 2006. Dà un nome alle forme di alterazione dei materiali lapidei naturali e artificiali, e lascia la ricerca delle cause alla diagnostica. Il vademecum per i progetti di restauro delle facciate pubblicato nel 2022 da una Soprintendenza del Veneto chiede che la mappatura del degrado usi proprio questi termini, e fra i materiali lapidei artificiali mette anche laterizi, malte e intonaci. Qui uso i termini della norma con definizioni mie, pensate per questo articolo, e indico il punto della norma. Per la crosta nera e per lo sporcamento uso anche il glossario dell&#8217;ICOMOS, che è in libera consultazione.</p>
<p><strong>La crosta (UNI 11182, punto 3.5) e la crosta nera.</strong> È uno strato che si forma sulla superficie, con uno spessore che si vede, e che mescola materiale arrivato da fuori con materiale della pietra. Di solito è dura e può staccarsi da sola; sotto, il materiale è spesso già disgregato, e anche per questo quanto togliere lo dicono le prove. Nella norma la voce è soltanto «crosta»: «crosta nera» viene dal glossario ICOMOS, che la mette fra i tipi di crosta. In una relazione conviene scrivere crosta secondo la UNI 11182, di tipo nero secondo il glossario. Il glossario la descrive come quella che si forma di solito nelle zone protette dalla pioggia diretta, in ambiente urbano: aderisce bene alla pietra, ed è fatta soprattutto di particelle dell&#8217;atmosfera intrappolate in una matrice di gesso. Nelle croste veneziane lo spessore va da meno di un millimetro a circa due centimetri: alla Porta della Carta Lazzarini e Fassina distinguono croste sottili, di uno o due millimetri, e croste dendritiche, con la superficie a rametti, di uno o due centimetri.</p>
<p><strong>Il deposito superficiale (punto 3.8).</strong> È materiale estraneo appoggiato sulla superficie, di spessore variabile e poco aderente: polvere, fuliggine, sale portato dall&#8217;aerosol marino, residui di vecchie lavorazioni. Si toglie senza toccare la pietra.</p>
<p><strong>Lo sporcamento.</strong> Per il glossario ICOMOS è un velo sottilissimo di particelle, come la fuliggine, che dà alla pietra un aspetto sporco senza intaccarne la struttura. Non ha lo spessore di una crosta. Con il tempo, se aumentano adesione e coesione, lo sporcamento può diventare crosta. ICP Materials lo misura come perdita di riflettanza: quanta luce in meno rimanda una superficie bianca annerita.</p>
<p><strong>La patina (punto 3.21).</strong> È una variazione di colore della superficie dovuta all&#8217;invecchiamento, che di per sé non indica un degrado. Non ogni velo colorato è inquinamento: sulla pietra d&#8217;Istria della Madonna dell&#8217;Orto, a Venezia, le patine e le pellicole gialle, come le chiamano gli autori, vengono da vecchi trattamenti ai fluosilicati e dall&#8217;ossalato di calcio.</p>
<p><strong>L&#8217;erosione (punto 3.12) e l&#8217;alveolizzazione (punto 3.2).</strong> L&#8217;erosione è la perdita di materiale dalla superficie, uniforme o differenziata. L&#8217;alveolizzazione è la perdita di materiale per cavità, gli alveoli, spesso vicine e comunicanti. Sulla pietra d&#8217;Istria di Venezia gli alveoli stanno sulle parti esposte al vento.</p>
<p><strong>La colatura (punto 3.3).</strong> È la traccia lasciata dall&#8217;acqua che scende lungo la superficie: il disegno dell&#8217;acqua che scorre, e quindi della zona lavata.</p>
<p><strong>La scagliatura (punto 3.27) e l&#8217;esfoliazione (punto 3.13).</strong> La scagliatura è il distacco di scaglie di forma irregolare, spesso lungo discontinuità della pietra; l&#8217;esfoliazione è il distacco di sfoglie sottili, parallele fra loro. Nella pietra d&#8217;Istria seguono i piani di sedimentazione, dove l&#8217;acido entra e forma cristalli di gesso.</p>
<p><strong>L&#8217;efflorescenza (punto 3.11).</strong> Sono sali cristallizzati sulla superficie, di solito bianchi e polverulenti; quando cristallizzano appena sotto la superficie si parla di subefflorescenza.</p>
<p><strong>La solfatazione.</strong> È la trasformazione del carbonato di calcio della pietra, del marmo, della malta o dell&#8217;intonaco a calce in solfato di calcio biidrato, cioè gesso, per azione dell&#8217;acido solforico. Il grado di solfatazione, nei lavori di Fassina, è la percentuale di solfati misurata nel campione: più è alta, più carbonato è diventato gesso. Con un calcolo sulla microanalisi di superficie, in un campione di San Marco Fassina stima passato in gesso l&#8217;87 per cento del calcio.</p>
<p><strong>L&#8217;anidride solforosa.</strong> È il gas SO2, che le direttive europee chiamano biossido di zolfo. Nasce dallo zolfo contenuto nei combustibili: secondo i dati riportati da Fassina, dall&#8217;1 al 3 per cento nel carbone e dallo 0,75 al 2,5 per cento nel petrolio.</p>
<p><strong>Le tre zone.</strong> Sono i tre tipi di superficie del modello delle tre zone, come lo descrive Fassina: la zona dilavata, dove la pioggia batte e scorre; la zona di confine, bagnata dall&#8217;acqua che migra dal bordo dilavato senza portare via niente; la zona riparata, lontana dall&#8217;acqua che scorre, raggiunta solo da condensa e nebbia.</p>
<p><strong>La recessione della superficie e la funzione dose-risposta.</strong> La recessione è lo spessore di pietra perso dalla faccia di una lastrina esposta all&#8217;aperto, in micrometri, cioè millesimi di millimetro. La funzione dose-risposta è la formula ricavata dalle misure che lega la recessione alle medie annue degli inquinanti e del clima.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig3-le-parole.png" alt="Prospetto di un tratto di facciata in pietra con dieci forme di alterazione numerate e il punto della norma UNI 11182: la crosta nera sotto il cornicione e il suo rigonfiamento, il deposito superficiale sul davanzale, le colature sotto la finestra, gli alveoli e le scaglie sulla lesena esposta, l'erosione dello spigolo, la patina, le efflorescenze e il fronte di risalita alla base; a destra le definizioni del glossario ICOMOS per crosta nera, sporcamento e deposito" class="wp-image-4346" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig3-le-parole.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig3-le-parole-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig3-le-parole-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig3-le-parole-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig3-le-parole-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 3. Le parole al loro posto, su un tratto di facciata. La crosta nera sta sotto il cornicione, il deposito sul piano del davanzale, le colature sotto la finestra, gli alveoli sulla lesena che prende il vento, le efflorescenze alla base. Accanto a ogni forma il punto della UNI 11182: il nome viene prima della causa, e la causa si cerca dopo.</figcaption></figure>
<h2 id="che-cosa-arriva-dallaria-e-che-cosa-diventa-sul-muro">Che cosa arriva dall&#8217;aria e che cosa diventa sul muro</h2>
<p>L&#8217;anidride solforosa non attacca la pietra da sola. Prima deve diventare acido solforico, e la strada passa per l&#8217;ossigeno e per l&#8217;acqua. Nell&#8217;aria secca la trasformazione è lenta: nella dispensa del 1991 Fassina riporta, dagli studi di Cox e Penkett, un massimo di circa il 2 per cento all&#8217;ora in piena luce estiva nell&#8217;Europa centrale, e d&#8217;inverno una velocità da tre a cinque volte minore. Nelle goccioline d&#8217;acqua, nella nebbia e nel velo che bagna la pietra la trasformazione è molto più rapida. Il ferro e il manganese la catalizzano, e l&#8217;ozono e l&#8217;acqua ossigenata la accelerano ancora. Fassina riporta un confronto di Penkett a pH 5, per arrivare alla stessa quantità di solfato: cinque giorni con il solo ossigeno, dieci minuti con l&#8217;ozono, due minuti con l&#8217;acqua ossigenata.</p>
<p>In una goccia sospesa nell&#8217;aria l&#8217;acido che si forma abbassa il pH, e verso pH 2 l&#8217;assorbimento di altra anidride solforosa si ferma. Sulla pietra calcarea il carbonato di calcio consuma l&#8217;acido man mano che si forma. L&#8217;acqua sulla pietra non diventa mai acida come la goccia, e il gas continua a sciogliersi e a ossidarsi finché ci sono anidride solforosa e acqua. Fassina lo indica come il meccanismo più attivo per le croste spesse. La pietra calcarea bagnata trattiene così lo zolfo dell&#8217;aria.</p>
<p>La reazione finale si scrive in una riga: carbonato di calcio più acido solforico più acqua dà solfato di calcio biidrato, il gesso, più anidride carbonica. I numeri della chimica dicono che cosa succede al solido. Con i volumi molari del bollettino 2131 del Servizio geologico degli Stati Uniti, la calcite ha una densità di 2,71 grammi al centimetro cubo e il gesso di 2,31. Un grammo di carbonato diventa 1,72 grammi di gesso, e il volume del solido, a parità di calcio, cresce di 2,02 volte. Il gesso non trova posto nel volume della calcite che sostituisce: cresce verso l&#8217;esterno e dentro i pori. Nelle sezioni di San Marco Fassina descrive cristalli di gesso disposti a raggiera, perpendicolari alla superficie, che crescono verso fuori a spese della pietra.</p>
<p>Poi c&#8217;è la solubilità. Il gesso in acqua pura a 20 °C si scioglie per 2,531 grammi al litro, come riporta Klimchouk nella sua rassegna sulla dissoluzione del gesso. Il carbonato di calcio, secondo i valori riportati da Fassina, per 0,014 grammi al litro: con questi due valori, per un conto mio, il gesso è circa 180 volte più solubile, e Fassina, a Ca&#8217; Pesaro, scrive circa 200. Nell&#8217;acqua con anidride carbonica disciolta, come la pioggia, la distanza si accorcia: secondo Klimchouk scende a 10-30 volte, e il gesso resta comunque molto più solubile del carbonato. Da qui viene la differenza fra le zone. Un altro conto mio dà l&#8217;ordine di grandezza: per portare via uno strato ideale di gesso puro e compatto, spesso un millimetro, da un metro quadrato servono almeno 911 litri d&#8217;acqua, e solo se ogni litro uscisse saturo. Sulla faccia che la pioggia batte e percorre l&#8217;acqua si rinnova a ogni pioggia, e porta via il poco gesso che si forma fra una pioggia e l&#8217;altra. Sotto una cornice, dove arrivano solo la condensa e l&#8217;acqua che migra dal bordo, l&#8217;acqua non scorre: lì il gesso resta, e cresce.</p>
<p>La pioggia pulita scioglie il carbonato anche senza zolfo. Con l&#8217;anidride carbonica disciolta il carbonato passa in soluzione come bicarbonato di calcio: Fassina riporta 1,1 grammi al litro, e lo dice circa cento volte più solubile del carbonato, con un valore che dipende dalla temperatura dell&#8217;acqua e dall&#8217;anidride carbonica. Quando l&#8217;acqua evapora il carbonato riprecipita, e nella dispensa del 1991 Fassina lo descrive in cristalli più grossi e porosi. Per questo le zone dilavate sono coperte da uno strato bianco di calcite ricristallizzata con poco gesso. Sulla pietra d&#8217;Istria, secondo Biscontin e colleghi, è sottile e aderente, e a Ca&#8217; Pesaro è spesso da uno a tre millimetri; sul marmo di San Marco è poco aderente e si toglie con il bisturi. La pietra d&#8217;Istria esposta a lungo prende un aspetto biancastro: sulla pietra lavata il carbonato si consuma senza lasciare gesso.</p>
<p>Gli ossidi di azoto seguono un&#8217;altra strada. Secondo Fassina il biossido di azoto diventa acido nitrico circa dieci volte più in fretta di quanto l&#8217;anidride solforosa diventi acido solforico, e aiuta l&#8217;ossidazione dell&#8217;anidride solforosa stessa. Il nitrato di calcio che ne nasce è però molto solubile, e l&#8217;acqua lo porta via: nelle croste, scrive Fassina, cloruri e nitrati arrivano al massimo all&#8217;1-2 per cento. L&#8217;acido nitrico lascia poche tracce, e intanto consuma il calcare. Il lavoro di ICP Materials del 2017 mette Milano, Venezia e Roma fra i siti con i valori più alti di acido nitrico, insieme a Parigi, Madrid e Katowice; nel 2011-14, nei dati del programma, Milano e Venezia hanno le medie più alte della rete. La formula europea del calcare gli dà un termine suo.</p>
<p>Resta il colore. Il gesso è bianco. Il nero della crosta viene da quello che il gesso ingloba mentre cresce: fuliggine, catrame, ceneri volanti, polvere. Nelle croste di San Marco il microscopio elettronico mostra due famiglie di particelle: sfere lisce silico-alluminose, dalla combustione del carbone, e sfere carboniose porose, dall&#8217;olio combustibile. Non sono solo colore: la loro superficie, con i metalli che portano, dal ferro al vanadio al manganese, catalizza l&#8217;ossidazione dell&#8217;anidride solforosa proprio sulla pietra. Nelle croste della Porta della Carta Lazzarini e Fassina trovano, in due campioni su quattro, vanadio intorno all&#8217;uno per cento, e ne indicano come probabile origine gli oli combustibili. Secondo Fassina la crosta resta porosa e continua a crescere, sempre più lentamente, finché ci sono acqua e anidride solforosa.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1352" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig4-le-reazioni.png" alt="Tavola in tre parti: in alto la catena dall'anidride solforosa all'acido solforico, lenta nell'aria secca e veloce nell'acqua, con i catalizzatori, fino alla pietra calcarea bagnata che neutralizza l'acido; al centro la reazione del carbonato di calcio che diventa gesso, con le masse, le densità, il volume del solido che cresce di 2,02 volte e i cristalli che crescono verso l'esterno; in basso le solubilità di carbonato, bicarbonato, gesso e sale su scala logaritmica e i 911 litri d'acqua che servono, al minimo, per sciogliere un millimetro di gesso puro da un metro quadrato" class="wp-image-4347" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig4-le-reazioni.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig4-le-reazioni-300x254.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig4-le-reazioni-1024x865.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig4-le-reazioni-768x649.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig4-le-reazioni-1536x1298.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 4. Dall&#8217;aria alla pietra. L&#8217;anidride solforosa diventa acido solforico molto più in fretta nell&#8217;acqua che nell&#8217;aria secca; sulla pietra il carbonato neutralizza l&#8217;acido e la reazione continua. Un grammo di carbonato dà 1,72 grammi di gesso, con un volume del solido 2,02 volte più grande. In acqua pura il gesso è circa 180 volte più solubile del carbonato, e con l&#8217;anidride carbonica della pioggia ancora da 10 a 30 volte: la pioggia che scorre lo porta via, la condensa lo lascia dov&#8217;è.</figcaption></figure>
<h2 id="la-formella-dei-fabbri-sette-secoli-poi-quarantun-anni">La formella dei Fabbri: sette secoli, poi quarantun anni</h2>
<p>Sull&#8217;arcone centrale della Basilica di San Marco una serie di formelle scolpite rappresenta i mestieri. Fassina ne segue una, quella dei Fabbri, attraverso le fotografie d&#8217;archivio, che sono di terzi e qui si descrivono soltanto. Nel 1930 la formella è in discreto stato: sette secoli di esposizione l&#8217;hanno segnata in modo accettabile. Nel 1967 compaiono i primi danni, sul braccio che regge il martello e su quello che stringe la tenaglia. Nel 1970-71 il manico del martello si stacca. Fra il 1930 e il 1971, in quarantun anni, la scultura perde il manico del martello, che aveva resistito sette secoli.</p>
<p>Per Fassina il degrado grave dei marmi veneziani comincia alla fine degli anni Sessanta, e coincide con lo sviluppo industriale di Marghera dopo la guerra. Nella dispensa del 1991 Fassina osserva che le fotografie di inizio Novecento mostrano monumenti coperti di fuliggine ma poco degradati, e che il Novecento ha fatto più danni in cinquant&#8217;anni che i cinque o sei secoli precedenti. D&#8217;inverno il riscaldamento domestico, le inversioni termiche e il vento dalla zona industriale portavano sulla città i picchi di anidride solforosa, verso le otto del mattino e nelle prime ore della sera; le misure sulla facciata di San Marco li ritrovano al mattino e alla sera.</p>
<p>Il riscaldamento ha una sua cronologia. Secondo Fassina e i colleghi, a Venezia si bruciavano legna e carbone fino alla fine degli anni Quaranta; dal 1950 arrivano i bruciatori a olio; dal 1970 comincia la conversione a metano. La legge speciale per Venezia del 16 aprile 1973, all&#8217;articolo 10, impone nella città insulare, nelle altre isole della laguna e nel centro storico di Chioggia impianti termici e industriali alimentati solo a combustibili gassosi o a energia elettrica, e dà sei mesi per trasformarli. Nei testi di Fassina le date della conversione oscillano fra il 1970 e il 1974. A Ca&#8217; Pesaro gli autori scrivono che la conversione graduale comincia nel 1970, con le norme contro l&#8217;inquinamento atmosferico; la legge speciale del 1973, che a quelle norme deroga, la rende obbligatoria nella città insulare.</p>
<h2 id="quanta-anidride-solforosa-cera-nellaria-di-venezia">Quanta anidride solforosa c&#8217;era nell&#8217;aria di Venezia</h2>
<p>Le prime misure sistematiche pensate per il degrado della pietra sono quelle di Palazzo Papadopoli, sul Canal Grande, fra il giugno del 1972 e il maggio del 1973. Il campionatore stava sulla facciata a circa quindici metri sul livello medio del mare, e prelevava l&#8217;aria per ventiquattro ore a partire dalle dieci del mattino, alternando le settimane dell&#8217;anidride solforosa a quelle dell&#8217;acido cloridrico. Il metodo misurava tutti gli ossidi di zolfo espressi come anidride solforosa, compresi i solfati dell&#8217;aerosol, con un errore massimo del 12 per cento.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Mese</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Media mensile, µg/m³</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Sopra 125 µg/m³?</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>giugno 1972</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>37</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>no</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>luglio 1972</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>45</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>no</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>agosto 1972</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>69</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>no</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>settembre 1972</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>118</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>no</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>ottobre 1972</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>115</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>no</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>novembre 1972</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>258</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>sì</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>dicembre 1972</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>207</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>sì</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>gennaio 1973</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>203</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>sì</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>febbraio 1973</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>179</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>sì</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>marzo 1973</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>130</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>sì</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>aprile 1973</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>172</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>sì</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>maggio 1973</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>107</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>no</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 1. Le medie mensili dell&#8217;anidride solforosa a Palazzo Papadopoli fra il giugno 1972 e il maggio 1973, dai dati pubblicati da Fassina in milligrammi al metro cubo e qui convertiti. La terza colonna confronta la media di un mese intero con il valore limite giornaliero di oggi: è un confronto fra periodi di mediazione diversi, e la misura di allora comprendeva anche i solfati dell&#8217;aerosol, che il valore limite non conta. Serve a dare l&#8217;ordine di grandezza.</em></p>
<p>La media più alta, 258 microgrammi al metro cubo a novembre, è sette volte la più bassa, 37 a giugno. Fra i giorni campionati, a settimane alterne, il massimo è dell&#8217;11 gennaio 1973: 670 microgrammi al metro cubo. Seguono il 6 novembre 1972 con 461, il 13 aprile 1973 con 456, il 18 dicembre 1972 con 428. La media delle dodici medie mensili fa 137 microgrammi al metro cubo.</p>
<p>Per capire che cosa vogliono dire questi numeri servono i limiti di oggi. La direttiva europea 2008/50/CE è stata recepita in Italia con il decreto legislativo 155 del 2010. Per l&#8217;anidride solforosa fissa un valore limite di 125 microgrammi al metro cubo sulla media di un giorno, da non superare più di tre volte in un anno civile. Il valore orario è di 350 microgrammi, da non superare più di 24 volte, e la soglia di allarme di 500 microgrammi su tre ore consecutive. Nel 1972-73 a Palazzo Papadopoli sei medie mensili su dodici, da novembre ad aprile, stavano sopra il valore che oggi un solo giorno può superare al massimo tre volte l&#8217;anno. La nuova direttiva (UE) 2024/2881, da recepire entro l&#8217;11 dicembre 2026, abbassa i valori da raggiungere entro il 1° gennaio 2030: 50 microgrammi sulla media di un giorno, da non superare più di 18 volte, e 20 microgrammi sulla media dell&#8217;anno civile. La media dei dodici mesi di Papadopoli, che non coincide con un anno civile, è quasi sette volte quel limite annuo, e dieci medie mensili su dodici superano il limite giornaliero del 2030.</p>
<p>Negli atti del 1995 lo stesso Fassina cita per il dicembre del 1972 un valore di 1.340 microgrammi al metro cubo. Nei dati giornalieri pubblicati per Papadopoli il massimo di dicembre è 428. Le due cifre non coincidono, e gli atti del 1995 non dicono da quale misura venga la prima: qui non le mescolo.</p>
<p>Oggi quell&#8217;aria non c&#8217;è più. Nelle misure di ICP Materials a Venezia l&#8217;anidride solforosa passa da 22,3 microgrammi al metro cubo di media nel 1987-89 a 1,46 nel 2011-14. L&#8217;agenzia regionale per l&#8217;ambiente del Veneto non registra superamenti dei valori limite in nessuna stazione della regione dal 2002 al 2021: in provincia di Venezia, nel 2002, nel 2003 e nel 2005, le concentrazioni dei valori limite sono state superate solo qualche volta, senza eccedere il numero di volte consentito, e la soglia di allarme mai. Per la stazione di Punta Fusina, nel 2024, scrive che l&#8217;anidride solforosa è ampiamente sotto i limiti, come in tutte le stazioni della provincia. Molte croste di quegli anni, però, sono ancora sulle facciate che non sono state restaurate.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1238" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig5-anidride-solforosa-venezia.png" alt="Tavola con le barre delle dodici medie mensili dell'anidride solforosa a Palazzo Papadopoli fra il giugno 1972 e il maggio 1973, con le linee di riferimento dei limiti giornalieri di 125 e di 50 microgrammi al metro cubo e del limite annuo di 20 del 2030, i quattro massimi giornalieri, e a destra la discesa della media misurata da ICP Materials a Venezia dal 1987-89 al 2011-14" class="wp-image-4348" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig5-anidride-solforosa-venezia.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig5-anidride-solforosa-venezia-300x232.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig5-anidride-solforosa-venezia-1024x792.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig5-anidride-solforosa-venezia-768x594.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig5-anidride-solforosa-venezia-1536x1188.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 5. Venezia, 1972-73: sei medie mensili su dodici sopra il limite giornaliero di oggi, dieci sopra quello del 2030, un massimo di 670 microgrammi al metro cubo, fra i giorni campionati, l&#8217;11 gennaio 1973. A destra la stessa città misurata da ICP Materials: 22,3 microgrammi di media nel 1987-89, 1,46 nel 2011-14. I limiti di legge sono disegnati come riferimento: le medie mensili e i limiti giornalieri hanno periodi di mediazione diversi, e la misura di allora comprende i solfati dell&#8217;aerosol.</figcaption></figure>
<h2 id="dove-nasce-la-crosta-le-tre-zone">Dove nasce la crosta: le tre zone</h2>
<p>Il modello delle tre zone, come lo descrive Fassina, poggia sui campioni di San Marco degli anni Ottanta, e nella dispensa del 1991 rimanda a un suo lavoro del 1988. Parte da un&#8217;osservazione che chiunque può ripetere: sulla stessa facciata, con la stessa aria, la crosta non sta dappertutto. Le superfici si dividono in tre tipi, che Fassina chiama con nomi inglesi, anche negli atti del 1995: dove lo sporco si accumula, dove l&#8217;acqua lo bagna, dove l&#8217;acqua lo lava.</p>
<p><strong>La zona dilavata.</strong> È la superficie colpita dalla pioggia diretta e percorsa dall&#8217;acqua che scorre: la faccia verticale esposta, lo spigolo, la parte alta della cornice. Qui il gesso si forma poco, perché i catalizzatori vengono portati via e la superficie resta bagnata per poco tempo, e quel poco che si forma viene sciolto. L&#8217;acido carbonico della pioggia scioglie il carbonato, che riprecipita come strato bianco di calcite, che sul marmo di San Marco è poco aderente e si toglie con il bisturi. La pietra si consuma e la superficie resta chiara, perché il gesso non si accumula.</p>
<p><strong>La zona di confine.</strong> È la fascia riparata dalla pioggia diretta che confina con una superficie dilavata. A ogni pioggia l&#8217;acqua che scorre sulla parte esposta migra verso la parte riparata, la bagna e non porta via niente. La superficie resta umida a lungo, il deposito degli inquinanti aumenta, l&#8217;ossidazione dell&#8217;anidride solforosa accelera, e la reazione riparte a ogni pioggia. Qui crescono le croste dendritiche più spesse, dure, spugnose, fessurate. A Ca&#8217; Pesaro Fassina e i colleghi le descrivono spesse da mezzo centimetro a due centimetri, e scrivono che la solfatazione è più efficiente proprio sulle superfici bagnate ma riparate, vicine alle zone lavate che cedono loro l&#8217;acqua.</p>
<p><strong>La zona riparata.</strong> È la superficie lontana dall&#8217;acqua che scorre: il sottosquadro profondo, l&#8217;intradosso, la parete dentro il portico. Qui l&#8217;acqua arriva solo con la condensa e con la nebbia, e la reazione è più lenta. Si formano depositi grigio-neri poco aderenti o croste più sottili, e il degrado procede più piano. Fra la crosta del confine e i depositi del riparato, il fattore che decide, scrive Fassina, è la quantità d&#8217;acqua disponibile per la reazione.</p>
<p>Le analisi seguono lo stesso ordine. La tabella mette insieme le misure di tre studi di Fassina e colleghi.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Dove</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Solfati</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>San Marco, 1983</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>croste nere dendritiche, al confine con la zona lavata</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>50-70 %</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>San Marco, 1983</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>depositi superficiali neri, lontani dall&#8217;acqua che scorre</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>30-40 %</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>San Marco, 1983</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>parte esterna dell&#8217;arcone, esposta alla pioggia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>10 %</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Ca&#8217; Pesaro, 1986</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>aree nere: croste e scaglie, un campione sotto il portico</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>19,9-27,7 %</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Ca&#8217; Pesaro, 1986</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>aree grigie: scaglie e depositi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>9,4-14,8 %</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Ca&#8217; Pesaro, 1986</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>aree bianche: deposito superficiale</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,3 %</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Porta della Carta, Palazzo Ducale</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>croste nere, dendritiche e sottili</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>23-33 %, 40-46 %</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Venezia, depositi bianchi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>zone dilavate</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>intorno all&#8217;1 % o meno</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 2. I solfati misurati nelle croste e nei depositi di Venezia, zona per zona. Alcuni studi scrivono solfati in percentuale, ma valori oltre il 55,8 per cento non possono essere ione solfato nel gesso puro: le cifre servono a confrontare le zone dentro lo stesso studio, non gli studi fra loro. Per Ca&#8217; Pesaro il lavoro in inglese sulle croste dendritiche riporta gli stessi campioni delle aree nere, arrotondati a 20-28 per cento. Alla Porta della Carta, invece, Lazzarini e Fassina non trovano differenze di composizione fra croste di posizione, forma e spessore diversi.</em></p>
<p>Dentro San Marco e dentro Ca&#8217; Pesaro l&#8217;ordine è lo stesso: più acqua che bagna senza lavare, più gesso. L&#8217;unico campione della parte dell&#8217;arcone esposta alla pioggia ha il 10 per cento di solfati, la crosta al confine fino al 70. L&#8217;area bianca di Ca&#8217; Pesaro ne ha lo 0,3 per cento, quella nera fino al 27,7.</p>
<p>A Ca&#8217; Pesaro, dopo il restauro, qualcuno trovò la facciata troppo bianca e parlò di pulitura eccessiva. Fassina e i colleghi rispondono che la pulitura aveva toccato solo le croste nere, e si era fermata alla patina; le strisce bianche erano quelle della pioggia, che c&#8217;erano prima e sono rimaste dopo. Sotto la crosta nera la pietra d&#8217;Istria è tornata giallina, che è il suo colore.</p>
<p>Smith, nel 1852, aveva spiegato con lo stesso schema le pietre sporgenti di Manchester, e Geikie, nel 1880, la lapide riparata ma raggiunta dalla pioggia girata dal vento. Il glossario ICOMOS lo scrive nella definizione stessa della crosta nera: si forma di solito nelle zone protette dalla pioggia diretta o dal ruscellamento. Sotto una cornice, il nero indica acqua che arriva e non scorre, più che un&#8217;aria più sporca.</p>
<h2 id="lacqua-che-decide-pioggia-condensa-nebbia">L&#8217;acqua che decide: pioggia, condensa, nebbia</h2>
<p>Se il gesso nasce dove l&#8217;acqua arriva senza lavare, la domanda diventa: da dove arriva l&#8217;acqua su una facciata. Le strade sono tre, e ognuna disegna le zone in modo diverso.</p>
<p>La prima è la pioggia. Fassina riporta gli studi di Robinson e Baker del 1975: le tracce dell&#8217;acqua che scende su una facciata dipendono dalla sua geometria, e la pioggia colpisce di più la parte alta e i lati dell&#8217;edificio. Quando l&#8217;acqua che arriva supera quella che la superficie assorbe, comincia a scorrere lungo il muro. Da quel momento decidono i dettagli: una cornice che sporge, un davanzale senza gocciolatoio, un balcone, un pluviale che perde. Sono gli stessi dettagli che bagnano un muro sotto la gronda: le misure e le fonti stanno nell&#8217;articolo sul <a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">muro bagnato sotto la gronda</a>. Un gocciolatoio che sporge dal filo del muro stacca la goccia prima che torni sulla parete. Così sposta il confine fra la zona lavata e quella riparata.</p>
<p>La seconda è la condensa. Nei mesi freddi, dopo il tramonto, la pietra si raffredda per irraggiamento, e sulla superficie fredda si forma un velo d&#8217;acqua. Nella sua ricerca su Palazzo Papadopoli Fassina descrive la sequenza delle notti invernali veneziane: inversioni termiche, nebbie, umidità alta, pietra che si raffredda, velo di condensa in cui l&#8217;anidride solforosa si scioglie. A Ca&#8217; Pesaro, nelle conclusioni del 1986, aggiunge il tempo della reazione. Le particelle acide sciolte nel velo restano a contatto con la pietra fino al mattino; poi, quando la superficie asciuga, i sali cristallizzano e sollecitano la pietra. L&#8217;inverno è la stagione più pericolosa, perché mette insieme la condensa più frequente e l&#8217;anidride solforosa più alta.</p>
<p>Sulle superfici fredde non arriva solo l&#8217;acqua. Fassina ricorda due fenomeni che spingono le particelle verso la parete più fredda dell&#8217;aria: la termoforesi, cioè la migrazione delle particelle verso le zone più fredde, e l&#8217;effetto Stefan, il flusso d&#8217;aria verso la superficie su cui il vapore condensa. È la stessa fisica che disegna le ombre nere sui muri interni sopra i termosifoni e lungo i ponti termici, e che ho descritto nell&#8217;articolo sulla <a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">termoforesi</a>. Sotto il portico di Ca&#8217; Pesaro le aree grigie e nere vengono dalla condensa: le particelle portate dal vento si depositano sulle pareti fredde, dove condensa il vapore, e le parti più danneggiate sono quelle colpite dai vortici d&#8217;aria.</p>
<p>La terza strada è la nebbia. Per Fassina la nebbia di città offre le condizioni migliori per ossidare l&#8217;anidride solforosa. Lontano dall&#8217;acqua che scorre, scrive, la reazione va avanti con la condensa e con la nebbia. Gauri e Holdren descrivono uno schema simile per la pioggia e la neve: nei periodi asciutti gli inquinanti si accumulano sulla pietra come particolato, e l&#8217;acqua che arriva dopo li attiva. Per formare gesso bastano un deposito secco e una notte umida, anche senza pioggia acida.</p>
<h2 id="perche-la-crosta-non-protegge">Perché la crosta non protegge</h2>
<p>A prima vista la crosta sembra una corazza. È dura, aderisce, e sotto la pioggia cambia poco. Geikie nel 1880 lo notava: una volta formata, la pellicola di gesso è poco attaccata dall&#8217;acqua piovana, e la superficie del marmo sotto resta liscia. Nello stesso lavoro, però, scrive che la pellicola si rompe per l&#8217;espansione interna della pietra. E nelle lapidi di cento anni, salvo le posizioni molto riparate, basta una leggera pressione per ridurre il marmo in polvere.</p>
<p>A Ca&#8217; Pesaro, nel 1986, Fassina e i colleghi correggono l&#8217;idea delle croste come strato protettivo: non lo sono. Le croste sono fessurate, e il degrado continua dietro. I sali solubili migrano nella pietra sana, e una pulitura fatta a metà, scrivono, lascia sali attivi. Al microscopio elettronico le croste dendritiche della Porta della Carta sono un fitto feltro di lamelle di gesso.</p>
<p>Il meccanismo ha tre parti. La prima è il volume: il gesso occupa il doppio del carbonato che sostituisce, e crescendo verso l&#8217;esterno e dentro i pori solleva la superficie. Nelle zone riparate di San Marco le croste dendritiche si sollevano dalla pietra. La seconda è la solubilità. Il gesso è poco solubile per un sale, ma molto più del carbonato, e a ogni bagnatura una parte si scioglie, migra e ricristallizza. Nelle conclusioni del 1995 Fassina scrive che il gesso della superficie è una sorgente di sali che migrano verso l&#8217;interno e cristallizzano durante l&#8217;evaporazione, anche come bassanite, un solfato di calcio con meno acqua del gesso. La terza, nel marmo, viene prima dell&#8217;acido: la calcite si dilata in modo diverso nelle diverse direzioni del cristallo, e i cicli di caldo e freddo aprono i bordi fra i grani. Da lì entra l&#8217;acido, e lì si forma il gesso.</p>
<p>Il gesso, però, non fa il danno dei sali più rapidi. Benavente, Brimblecombe e Grossi, nel loro lavoro del 2015, scrivono che nei muri il gesso non dà pressione di idratazione: perde la sua acqua troppo lentamente. Per loro il suo danno è più estetico che meccanico, e si accumula negli anni. Il danno meccanico della crosta viene da due cose. Il gesso sostituisce la pietra dalla superficie verso l&#8217;interno e la solleva; poi la crosta si stacca e porta via la superficie. I sali che rovinano in fretta un muro umido sono quelli che cristallizzano e si sciolgono a ogni ciclo, come ho spiegato in <a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a>. Il danno del gesso si accumula in anni.</p>
<h2 id="leffetto-memoria">L&#8217;effetto memoria</h2>
<p>Nel 1995 Fassina mette in fila due serie. Le medie annue dell&#8217;anidride solforosa a Venezia restano alte fino alla fine degli anni Settanta, scendono piano fino al 1982 e poi in modo drastico dalla metà degli anni Ottanta, dopo la sostituzione del gasolio con il metano e l&#8217;abbattimento dei fumi nelle centrali. Sugli arconi di San Marco, fra la prima campagna di analisi, nei primi anni Settanta, e quella del 1983-85, la solfatazione media sale dal 40 al 60 per cento.</p>
<p>Fassina ne conclude che il processo di solfatazione è continuato nonostante il calo dell&#8217;anidride solforosa, e che il degrado non rallenta insieme alle emissioni. Per le opere d&#8217;arte, scrive, sono pericolose le esposizioni lunghe, perché accumulano gli inquinanti senza poterli smaltire. I prodotti accumulati continuano ad agire anche se l&#8217;atmosfera diventa pulita. Nella crosta il gesso già formato si scioglie, migra e ricristallizza a ogni bagnatura, e sollecita la pietra; le particelle catalitiche rimaste sulla superficie continuano a favorire la reazione finché arriva anidride solforosa. Da qui la conclusione del convegno: il calo dell&#8217;inquinamento è necessario ma non sufficiente, e bisogna intervenire sui manufatti.</p>
<p>Le misure di ICP Materials raccontano un fenomeno diverso, che porta alla stessa conclusione pratica. Il programma espone lastrine nuove di calcare all&#8217;aperto, lavate dalla pioggia, per quattro anni, e ne misura la recessione: a ogni campagna i provini ricominciano da zero, senza croste e senza gesso di prima. Nei quattro siti italiani il confronto fra i primi anni e il 2011-14 è questo.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Sito</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>SO2 1987-89, µg/m³</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>SO2 2011-14, µg/m³</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Calo</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Calcare in 4 anni, 1987-90, µm</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Calcare in 4 anni, 2011-14, µm</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Calo</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Milano</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>73,4</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3,32</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>95 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>66,8</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>23,7</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>65 %</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Venezia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>22,3</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,46</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>93 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>27,9</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>13,1</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>53 %</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Roma</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>37,6</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,95</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>97 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>33,0</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>14,9</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>55 %</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Casaccia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>8,0</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,13</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>86 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>17,4</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>16,9</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3 %</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 3. Anidride solforosa e recessione del calcare in quattro anni nei siti italiani di ICP Materials, dai dati supplementari del lavoro di Tidblad e colleghi del 2017. Per l&#8217;anidride solforosa, 2011-14 è la media dei valori del 2011 e del 2014. I cali percentuali sono conti miei. L&#8217;unità del calcare, micrometri, non è scritta nel foglio dei dati: la ricavo dal lavoro del 2025, che riporta per gli anni Ottanta da 20 a 80 micrometri nei primi quattro anni.</em></p>
<p>In tutti e quattro i siti l&#8217;anidride solforosa scende di oltre l&#8217;85 per cento. Il calcare scende molto meno: di due terzi a Milano, di metà a Venezia e a Roma, quasi niente nella stazione rurale di Casaccia. Nel lavoro del 2025 i ricercatori del programma aggiungono i quattro anni del 2017-20 e guardano tutta la rete: dopo il 2000 la recessione del calcare non è diminuita. Nei siti rurali di Birkenes, Aspvreten e Casaccia, rispetto al 1997-2000, è aumentata. Su provini nuovi non c&#8217;è gesso vecchio che lavori: pesano gli altri termini, che la formula europea del calcare mette in fila.</p>
<p>Lo stesso lavoro riporta il caso della Reggia di Caserta, calcolato con i dati di inquinamento del 2000, del 2010 e del 2020.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Caserta</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>2000</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>2010</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>2020</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Anidride solforosa, µg/m³</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>10</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2,5</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,1</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Acido nitrico, µg/m³</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2,0</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,4</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,1</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>PM10, µg/m³</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>24</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>17</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>16</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Recessione del calcare nel primo anno, µm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>8,5</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>6,8</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>6,2</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Manutenzione per la recessione, anni</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>18</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>26</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>31</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Manutenzione per lo sporcamento, anni</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>9</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>13</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>14</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 4. La Reggia di Caserta nella tabella 3 del lavoro di Tidblad e colleghi del 2025, dal rapporto 98 di ICP Materials. La manutenzione per la recessione è il tempo in cui la superficie perde 100 micrometri; quella per lo sporcamento il tempo in cui la pietra perde il 30 per cento della riflettanza. La tabella non riporta umidità, pioggia e acidità usate nel calcolo.</em></p>
<p>Fra il 2000 e il 2020 l&#8217;anidride solforosa cala dell&#8217;89 per cento, la recessione del primo anno del 27. E la manutenzione si sposta: il tempo per consumare 100 micrometri di pietra passa da 18 a 31 anni, quello per annerirla fino al limite sale meno, da 9 a 14. Questi tempi non si ottengono dividendo 100 micrometri per la recessione del primo anno, e il lavoro del 2025 non riporta per esteso come sono calcolati. I ricercatori ne concludono che oggi, nella gran parte dei casi, è lo sporcamento a decidere quando si interviene, e non più la perdita di pietra. Per la stessa Reggia, con un altro scenario, il rapporto 86 del programma calcola un intervallo di manutenzione di 20,5 anni contro i 114 senza inquinamento: poco più dell&#8217;80 per cento del costo delle manutenzioni si deve all&#8217;aria.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig6-l-effetto-memoria.png" alt="Tavola in due parti: a sinistra, per i quattro siti italiani di ICP Materials, le barre dell'anidride solforosa del 1987-89 e del 2011-14 accanto a quelle della recessione del calcare in quattro anni, con i cali percentuali; a destra, a Venezia, la solfatazione media delle croste di San Marco che sale dal 40 al 60 per cento fra due campagne di analisi" class="wp-image-4349" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig6-l-effetto-memoria.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig6-l-effetto-memoria-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig6-l-effetto-memoria-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig6-l-effetto-memoria-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig6-l-effetto-memoria-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 6. Due fenomeni diversi. A sinistra i quattro siti italiani di ICP Materials, con provini nuovi a ogni campagna: l&#8217;anidride solforosa cala dall&#8217;86 al 97 per cento, il calcare lavato consumato in quattro anni dal 3 al 65. A destra San Marco: fra i primi anni Settanta e il 1983-85 la solfatazione media delle croste sale dal 40 al 60 per cento, e per Fassina il processo continua mentre le emissioni cominciano a scendere.</figcaption></figure>
<h2 id="la-formula-europea-del-calcare">La formula europea del calcare</h2>
<p>Le misure di ICP Materials sono diventate una formula. La Commissione economica per l&#8217;Europa delle Nazioni Unite ha un manuale per calcolare e disegnare sulle mappe gli effetti dell&#8217;aria sui materiali. Nell&#8217;aggiornamento del 2024, pubblicato dall&#8217;Agenzia federale tedesca per l&#8217;ambiente, c&#8217;è una funzione dose-risposta per il calcare di Portland, la pietra dei provini del programma. È ricavata dalle esposizioni del 1997-2001 e dalle misure di acido nitrico e polveri del 2002-03, e il manuale chiede di usarla solo su un anno di esposizione, con le medie annue dei parametri. Per esteso è scritta nella nota in fondo.</p>
<p>La recessione del calcare nel primo anno, in micrometri, è la somma di cinque termini. Il primo è un valore fisso, 4,0 micrometri, che nella formula non dipende da nessun inquinante. Il secondo cresce con l&#8217;anidride solforosa, ma solo quando l&#8217;umidità relativa media dell&#8217;anno supera il 60 per cento: la formula moltiplica la concentrazione per i punti di umidità oltre il 60. Il terzo cresce con la pioggia annua e con la sua acidità. Il quarto cresce con l&#8217;acido nitrico, anche lui solo oltre il 60 per cento di umidità. Il quinto cresce con le polveri sottili, le PM10. Dove l&#8217;acido nitrico non si misura, il manuale dà una seconda formula per stimarlo dal biossido di azoto, dall&#8217;ozono, dall&#8217;umidità e dalla temperatura.</p>
<p>A Caserta il primo termine pesa sempre di più. Nel 2000 i 4,0 micrometri costanti erano il 47 per cento degli 8,5 calcolati; nel 2020 sono il 65 per cento dei 6,2. Secondo la formula, togliendo tutta l&#8217;anidride solforosa una lastrina di calcare lavata dalla pioggia perderebbe ancora circa 4 micrometri nel primo anno. Il manuale non dice a che cosa corrisponda quel termine fisso: che sia l&#8217;acqua piovana, che scioglie il carbonato anche senza zolfo, è una lettura mia. E non è una soglia sotto la quale la pietra non scende: nell&#8217;esposizione di un anno cominciata nel 2014 la lastrina di Berlino ha perso 2,88 micrometri.</p>
<p>Il manuale dà anche un metro per giudicare. Il fondo del calcare è di 3,2 micrometri nel primo anno: è il valore sotto il quale stava il decimo più basso delle recessioni osservate nel programma fra il 1987 e il 1995. Il fondo e il termine fisso della formula non sono la stessa grandezza: il primo viene dalle misure, il secondo dalla regressione sulle esposizioni del 1997-2001. Le classi per le mappe sono multipli del fondo, arrotondati nella tabella del manuale: 5,0 micrometri per una volta e mezza, 6,4 per due volte, 8 per due volte e mezza. Gli obiettivi indicati in sede UNECE per i materiali e i monumenti valgono due volte e mezza il fondo al 2020, e due volte al 2050. Caserta nel 2000 stava sopra le due volte e mezza, nel 2010 fra le due e le due e mezza, nel 2020 sotto le due volte.</p>
<p>I limiti li scrive il manuale. La formula vale per un anno di esposizione e per il calcare di Portland esposto alla pioggia: descrive la zona dilavata, non quella riparata dove cresce la crosta. Per un calcare diverso, come la pietra d&#8217;Istria, il conto dà un ordine di grandezza, e questa è una lettura mia. Il manuale avverte che per le lastrine riparate i dati esistono, ma dipendono troppo dalle condizioni di riparo per essere generalizzati. Per le funzioni del periodo 1987-1995 precisa che valgono dove il mare pesa poco, con cloruri nella pioggia sotto circa 5 milligrammi al litro. Per lo sporcamento del calcare, invece, il manuale non ha una formula: la correlazione con le polveri era troppo debole.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig7-caserta-e-la-formula.png" alt="Tavola sulla Reggia di Caserta: le barre di anidride solforosa, acido nitrico e polveri del 2000, del 2010 e del 2020, e accanto la recessione del calcare nel primo anno, 8,5, 6,8 e 6,2 micrometri, con la parte fissa di 4,0 micrometri che non dipende dagli inquinanti evidenziata, e le linee del fondo di 3,2 micrometri e delle classi del manuale a 5,0, 6,4 e 8; a destra i tempi di manutenzione per la recessione e per lo sporcamento" class="wp-image-4350" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig7-caserta-e-la-formula.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig7-caserta-e-la-formula-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig7-caserta-e-la-formula-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig7-caserta-e-la-formula-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig7-caserta-e-la-formula-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 7. Caserta, 2000-2020, e la formula europea del calcare. L&#8217;anidride solforosa cala dell&#8217;89 per cento, la recessione del primo anno del 27. Nel 2020 i 4,0 micrometri che nella formula non dipendono da nessun inquinante fanno il 65 per cento del totale. Il tempo per consumare 100 micrometri passa da 18 a 31 anni, quello per annerire la pietra fino al limite sale meno, da 9 a 14.</figcaption></figure>
<h2 id="il-mare-nellaria-e-la-laguna-nel-muro">Il mare nell&#8217;aria e la laguna nel muro</h2>
<p>Venezia è una città di mare, e ci si aspetterebbe croste piene di sale. Le analisi dicono il contrario. Nelle croste i cloruri stanno quasi sempre sotto l&#8217;1 per cento, scrivono Biscontin, Fassina e Zendri nel 1989; a Ca&#8217; Pesaro vanno da 0,09 a 1,15. Nei campioni di San Marco del 1983 Fassina li trova di norma fra 0,3 e 0,4, con un massimo di 0,872, e un campione dei primi anni Settanta arriva a 1,06. Il valore più alto, 3,02 per cento, viene da un campione della Porta della Carta analizzato negli anni Settanta. Per gli autori l&#8217;influenza dell&#8217;ambiente marino sui materiali lapidei di Venezia è abbastanza contenuta, salvo dove l&#8217;acqua di mare li bagna direttamente.</p>
<p>Nell&#8217;aria il mare c&#8217;è. Nelle misure del 1972-73 a Palazzo Papadopoli l&#8217;acido cloridrico gassoso ha medie mensili fra 14 e 50 microgrammi al metro cubo. Fassina riporta, dagli studi di Eriksson, che nasce anche dalla reazione del sale marino con l&#8217;acido solforico. L&#8217;aerosol marino, aggiunge, è ricco di cloruri e solfati, e piccole quantità di sali di magnesio lo rendono igroscopico: trattiene acqua già al 75 per cento di umidità relativa, prima della saturazione. Il rapporto fra cloro e zolfo dell&#8217;aria veneziana va da 0,16 a novembre a 1,12 a giugno, con una media di 0,51; per confronto Fassina cita, da Junge, 5,2 alle Hawaii e 1,57 in Florida, misurati lontano da città e industrie. D&#8217;estate, nota Fassina, i rapporti di Venezia somigliano a quelli di Junge e di Eriksson; d&#8217;inverno se ne allontanano, perché crescono l&#8217;accumulo e il trasporto dell&#8217;anidride solforosa, mentre l&#8217;acido cloridrico cambia poco.</p>
<p>Il mare si vede in altri due posti. Il primo è la pietra esposta al vento: sulla pietra d&#8217;Istria gli alveoli stanno nelle zone esposte e ventose. Il secondo è la base degli edifici. Nelle parti basse, scrivono Biscontin, Fassina, Maravelaki e Zendri, i cloruri vengono dall&#8217;acqua della laguna che sale per risalita, e nelle croste della Porta della Carta i cloruri calano salendo. A Venezia la pietra d&#8217;Istria, compatta e poco porosa, si usava negli zoccoli proprio contro l&#8217;umidità che sale.</p>
<p>Il laterizio di Ca&#8217; Pesaro mostra la stessa separazione dall&#8217;altra parte, dentro il muro. Nel 1984 Fassina e Costa preparano la desalinazione di una stanza del palazzo. Prelevano carote di due centimetri di diametro, a 50, 150 e 250 centimetri di altezza e a quattro profondità, fino a 40 centimetri: il trapano lento riduce l&#8217;evaporazione durante il prelievo, e il diametro piccolo limita il calore dell&#8217;attrito. Chiudono le carote in contenitori sigillati, le pesano, le seccano in stufa a 105 °C fino a peso costante, ne estraggono i sali con acqua distillata e li misurano con il conduttimetro e la cromatografia ionica. L&#8217;umidità cala salendo, come nella risalita. I cloruri fanno il contrario: crescono salendo, e i valori più alti stanno nei prelievi a 150 e a 250 centimetri. Secondo gli autori il massimo sembra stare fra 1,5 e 2,5 metri: è la fascia dove l&#8217;evaporazione vince sulla risalita, dove i sali si accumulano e dove, scrivono, nelle murature si vede di solito il degrado più forte dei mattoni.</p>
<p>Poi fanno lo sbarramento chimico per iniezione, con due file di fori, e tre nei muri perimetrali più spessi. Sul muro bagnato applicano un impacco di argilla in due mani: una prima di 10-15 millimetri, una rete di plastica fissata con chiodi nei giunti, una seconda di 25-30 millimetri. Scaldano la stanza a 35-40 °C per dieci ore al giorno, e di giorno l&#8217;umidità relativa scende al 30 per cento. Ogni quindici giorni l&#8217;argilla, ritirandosi, perde il contatto con il muro: si spazzola via, si misurano i cloruri nell&#8217;argilla tolta e nei sali caduti, e si riparte. Dopo quattro cicli, da fine marzo a fine maggio del 1984, gli autori stimano di aver tolto circa il 15 per cento dei cloruri presenti, e scrivono che per un risultato soddisfacente servirebbe probabilmente un anno.</p>
<p>Fassina e Stevan, nel lavoro sull&#8217;ambiente e i dipinti murali, chiudono la questione in una riga: con la risalita i sali vengono dal terreno, con la condensa vengono dagli inquinanti dell&#8217;aria. In un muro storico le due strade convivono, una in basso e una in alto, e si leggono con le analisi per altezza. È il ragionamento della <a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">diagnosi differenziale della risalita</a> e dell&#8217;<a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">umidità igroscopica</a>, e vale anche per il muro vicino al mare dell&#8217;articolo sull&#8217;<a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">acqua che sale nell&#8217;intercapedine</a>.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1238" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig8-il-mare-e-la-laguna.png" alt="Sezione di un muro veneziano dalla laguna alla cornice: alla base i cloruri dell'acqua di laguna che salgono per risalita, con lo zoccolo di pietra d'Istria; nel laterizio la fascia probabile, fra 1,5 e 2,5 metri, dove i cloruri toccano il massimo, con i punti di prelievo delle carote a 50, 150 e 250 centimetri; in alto le croste di gesso sotto la cornice con i cloruri sotto l'1 per cento; sulla faccia esposta al vento gli alveoli; a lato l'aerosol marino e l'anidride solforosa dell'aria" class="wp-image-4351" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig8-il-mare-e-la-laguna.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig8-il-mare-e-la-laguna-300x232.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig8-il-mare-e-la-laguna-1024x792.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig8-il-mare-e-la-laguna-768x594.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig8-il-mare-e-la-laguna-1536x1188.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 8. Due strade dei sali nello stesso muro. In basso i cloruri salgono con la risalita e si accumulano dove l&#8217;evaporazione vince: nel laterizio di Ca&#8217; Pesaro, secondo gli autori, probabilmente fra 1,5 e 2,5 metri. In alto il solfato arriva dall&#8217;aria e si ferma con la condensa sotto la cornice, dove i cloruri restano sotto l&#8217;1 per cento. Le analisi per altezza separano le due strade.</figcaption></figure>
<h2 id="pietre-marmi-e-intonaci-il-primo-millimetro">Pietre, marmi e intonaci: il primo millimetro</h2>
<p>La stessa aria non fa lo stesso danno su ogni materiale. La pietra d&#8217;Istria, il calcare delle facciate veneziane, è compatta e poco porosa: da 0,25 a 0,33 centimetri cubi ogni cento grammi, con una resistenza a compressione fra 1.400 e 1.600 chilogrammi forza al centimetro quadrato, cioè circa 137-157 megapascal. Resiste bene, e si sbianca in superficie dove la pioggia la lava. Si degrada soprattutto lungo i piani di sedimentazione: l&#8217;acido entra, forma gesso, e ne vengono scagliature ed esfoliazioni. In un edificio del Cinquecento la porosità passava da 1,7 centimetri cubi ogni cento grammi in superficie a 0,6 a quattro o cinque centimetri di profondità.</p>
<p>I marmi saccaroidi hanno porosità da 0,85 a 1,25 centimetri cubi ogni cento grammi e resistenza fra 1.000 e 1.200 chilogrammi forza al centimetro quadrato, circa 98-118 megapascal. Nel marmo di Carrara degradato la porosità va da 5 centimetri cubi ogni cento grammi in superficie a 1,2 a cinque centimetri di profondità. Sui marmi esposti alla pioggia si vede più la disgregazione dei grani che la crosta. Il Servizio geologico degli Stati Uniti descrive lo stesso aspetto sui monumenti di Washington: il marmo esposto alla pioggia diventa ruvido e zuccherino, perché i bordi dei grani di calcite si sciolgono e i grani si allentano.</p>
<p>Gli intonaci e le malte a calce hanno lo stesso legante chimico della pietra calcarea: il carbonato di calcio. Smith, in un brano del 1858, trovava quasi metà di solfato di calce in una malta di Manchester; Fassina e Stevan scrivono che le malte della facciata della Cappella degli Scrovegni, a Padova, sono in alcune zone fortemente disgregate dalla solfatazione, secondo risultati ancora preliminari. Dentro la stessa cappella c&#8217;è la misura più fine di questo articolo: quanto gesso c&#8217;è nell&#8217;intonaco dipinto, e a che profondità.</p>
<p>Lo studio è del 1977-79. La solfatazione degli affreschi l&#8217;avevano già trovata Sayre e Majewski nel 1963. Nel primo millimetro dell&#8217;intonaco, vicino all&#8217;ingresso, il gesso va dal 3,5 al 5,1 per cento, e cresce salendo dall&#8217;altezza d&#8217;uomo verso l&#8217;alto. Nella zona dell&#8217;abside va dall&#8217;1,9 al 2,8. Fra uno e due millimetri di profondità scende ovunque fra lo 0,4 e lo 0,7 per cento. In rapporto al carbonato, nel primo millimetro ci sono da 5 a 7 parti di gesso ogni cento vicino all&#8217;ingresso e da 3 a 4 nell&#8217;abside; nel secondo millimetro una. Gli autori misurano anche il tempo: l&#8217;anidride solforosa che entra dalla porta arriva a metà cappella in cinque minuti, e all&#8217;abside in dieci.</p>
<p>Il gesso sta nel primo millimetro, e sta di più dove l&#8217;aria di fuori arriva prima. Per una facciata di pietra o di intonaco a calce vuol dire che l&#8217;analisi dei sali va fatta per spessori sottili. Un campione di un centimetro mescola il millimetro trasformato con nove millimetri meno toccati, e abbassa la concentrazione proprio dello strato che conta.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1229" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig9-il-primo-millimetro.png" alt="Tavola con le barre del gesso nell'intonaco degli Scrovegni per profondità: nel primo millimetro dal 3,5 al 5,1 per cento nei quattro punti vicino all'ingresso, crescenti salendo, e dall'1,9 al 2,8 nei punti dell'abside; fra uno e due millimetri dallo 0,4 allo 0,7 per cento ovunque; a lato la pianta della cappella con i tempi di arrivo dell'anidride solforosa dalla porta, cinque minuti a metà e dieci all'abside" class="wp-image-4352" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig9-il-primo-millimetro.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig9-il-primo-millimetro-300x230.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig9-il-primo-millimetro-1024x787.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig9-il-primo-millimetro-768x590.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig9-il-primo-millimetro-1536x1180.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 9. Il primo millimetro. Nell&#8217;intonaco dipinto della Cappella degli Scrovegni il gesso sta quasi tutto nel primo millimetro: fino al 5,1 per cento vicino all&#8217;ingresso, fino al 2,8 nell&#8217;abside, sotto lo 0,7 fra uno e due millimetri. L&#8217;anidride solforosa entra dalla porta e arriva all&#8217;abside in dieci minuti.</figcaption></figure>
<h2 id="le-scorciatoie-che-non-tengono">Le scorciatoie che non tengono</h2>
<p><strong>«È smog, basta lavarla.»</strong> La crosta è gesso cresciuto nella pietra: l&#8217;acqua ne scioglie una parte e sposta il resto. A Ca&#8217; Pesaro la nebulizzazione d&#8217;acqua fu provata e scartata per due ragioni: non toglieva le croste spesse sotto le cornici, e la grande quantità d&#8217;acqua necessaria poteva mobilitare sali solubili, che poi cristallizzano nella pietra durante l&#8217;asciugatura. Nel lavoro sulla desalinazione Fassina e Costa ricordano, con Torraca, che l&#8217;acqua aggiunta con un lavaggio intensivo può diventare un problema grave quanto quello che vuole curare, perché toglierla è costoso e difficile.</p>
<p><strong>«La crosta protegge.»</strong> È fessurata, cresce a spese della pietra, e dietro il degrado continua. A Ca&#8217; Pesaro gli autori scrivono anche che la rimozione completa della crosta nelle aree nere è necessaria per conservare la pietra.</p>
<p><strong>«Hanno pulito troppo.»</strong> Le zone bianche di una facciata di pietra calcarea sono quelle che la pioggia lava da sempre. Prima di giudicare una pulitura si guarda dove stavano le croste: se il bianco coincide con le facce esposte e il nero è sparito dai sottosquadri, la pulitura ha seguito le zone.</p>
<p><strong>«Adesso l&#8217;aria è pulita, il problema è finito.»</strong> L&#8217;anidride solforosa è crollata, e il gesso già formato resta e lavora. Il calcare lavato continua a consumarsi, e lo sporcamento torna prima che la pietra si consumi: a Caserta, con l&#8217;aria del 2020, il limite dello sporcamento arriva in 14 anni, quello della recessione in 31.</p>
<p><strong>«Ogni velo colorato è inquinamento.»</strong> Sulla pietra d&#8217;Istria della Madonna dell&#8217;Orto le patine gialle vengono da vecchi trattamenti ai fluosilicati, del tipo usato probabilmente fra la fine dell&#8217;Ottocento e gli anni Sessanta, e dall&#8217;ossalato di calcio; una patina rosa da una scialbatura recente al bianco di titanio. Sui pilastri acritani di San Marco i fluosilicati erano stati usati nel restauro del 1892. Anche i vecchi trattamenti lasciano patine e pellicole, e anche i sali possono venire da lontano, come quelli dell&#8217;obelisco di Central Park.</p>
<p><strong>«Basta un protettivo idrorepellente.»</strong> A Ca&#8217; Pesaro il protettivo arriva dopo la pulitura, sulla pietra sana, e dopo le prove. Su cubi di pietra d&#8217;Istria l&#8217;acqua assorbita per unità di superficie, misurata su una faccia secondo il metodo NORMAL 11/82, era di 0,189 grammi al centimetro quadrato sulla pietra non trattata, 0,153 con il siliconato di potassio, 0,112 con i perfluoropolieteri e 0,105 con un silossano oligomerico, che fu scelto. La cera microcristallina ingialliva la superficie; i perfluoropolieteri restavano a lungo in superficie e trattenevano lo sporco. E gli autori avvertono che un protettivo ha una vita limitata, e che va controllato negli anni successivi, con una manutenzione che prevenga il degrado invece di ripararlo.</p>
<p><strong>«Contro i sali basta fermare la risalita.»</strong> Nel Battistero di Padova, raccontano Fassina e Stevan, nel 1955 si tagliò il muro con lastre di piombo contro la risalita. Le efflorescenze continuarono, soprattutto di nitrati: l&#8217;acqua entrava dalle fessure con la pioggia, e un pluviale intasato tracimava. La lastra impediva all&#8217;acqua infiltrata di uscire dal basso. E a Ca&#8217; Pesaro, con lo sbarramento fatto, due mesi di impacchi tolsero una piccola parte dei cloruri. La <a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">gestione dei sali</a> è un lavoro lungo, e comincia dall&#8217;acqua.</p>
<h2 id="il-metodo-in-tre-passi">Il metodo in tre passi</h2>
<p>Una facciata con la crosta nera si legge nello stesso ordine in cui la crosta si è formata: prima l&#8217;acqua, poi le forme, poi i sali. Il metodo mette insieme quello che fanno le fonti di questo articolo; i numeri sono i loro. Su un edificio tutelato ogni prelievo è un sondaggio, e va autorizzato prima. Il vademecum della Soprintendenza vuole con la richiesta la descrizione dei sondaggi, una mappa che dice dove sono e quanti sono, e le fotografie.</p>
<p><strong>Primo passo: la mappa dell&#8217;acqua e della condensa.</strong> Si sceglie una pioggia abbastanza lunga da far colare l&#8217;acqua sulla facciata, e si annota la direzione del vento. Si fotografa la facciata dagli stessi punti durante la pioggia, alla fine e poi a intervalli, annotando l&#8217;ora, finché è asciutta. Sul prospetto si colorano tre cose. Le superfici che la pioggia batte e percorre, che restano chiare e mostrano le colature: sono la zona dilavata. Le fasce subito sotto e accanto, dove l&#8217;acqua arriva dal bordo e il bagnato resta più a lungo: sono la zona di confine. I sottosquadri profondi, gli intradossi, le pareti del portico, dove la pioggia non arriva: sono la zona riparata. Con un vento diverso si ripete. La condensa si cerca in un&#8217;altra giornata, all&#8217;alba di una mattina fredda e umida. Con un termometro a infrarossi si misura la temperatura della superficie nelle tre zone, e con un termoigrometro la temperatura e l&#8217;umidità dell&#8217;aria, da cui si ricava il punto di rugiada: dove la superficie è alla temperatura di rugiada o sotto, lì si forma la condensa. Si segnano anche i dettagli che spostano l&#8217;acqua: gocciolatoi, sporti, cornici, pluviali, canali. Il vademecum della Soprintendenza del 2022 chiede proprio di valutare lo stato dei sistemi di convogliamento delle acque. Le due mappe coincidono quando la crosta spessa sta nelle fasce bagnate più a lungo, accanto alle colature, e manca sulle superfici colate. Se non coincide, c&#8217;è un&#8217;altra acqua da cercare: un pluviale che perde, un giunto aperto, una risalita.</p>
<p><strong>Secondo passo: la mappa delle forme.</strong> Su un rilievo della facciata si disegnano le forme di alterazione con i termini della UNI 11182: crosta, deposito superficiale, colatura, patina, erosione, alveolizzazione, scagliatura, efflorescenza, rigonfiamento. Il vademecum chiede il rilievo della facciata preferibilmente in scala 1:50, con le sezioni che servono a descrivere aggetti, sporti, cornici e balconi, e sul rilievo la mappatura del degrado. Le forme si riconoscono senza graffiare, a luce radente e con una lente, dai punti raggiungibili. La crosta è dura, aderente, ha uno spessore che si vede e spesso un bordo a rametti; il deposito aderisce poco; lo sporcamento è un velo senza spessore; le alghe, per il glossario ICOMOS, formano strati polverosi o viscidi dove la superficie resta umida a lungo. Su un bene tutelato non si fanno prove di distacco. Le forme si mettono accanto alla mappa dell&#8217;acqua: la crosta nera dendritica sta al confine, i depositi nel riparato, l&#8217;erosione e gli alveoli sull&#8217;esposto, le efflorescenze e i distacchi alla base se c&#8217;è risalita. Per l&#8217;indagine e il rapporto sullo stato di conservazione degli edifici storici esiste anche una norma europea recepita in Italia, la UNI EN 16096 del 2012.</p>
<p><strong>Terzo passo: i sali, per zona e per profondità.</strong> I campioni si prendono in ogni zona, compresa quella dilavata per confronto, e per spessori sottili: la crosta, poi il primo millimetro della pietra o dell&#8217;intonaco sotto la crosta, poi più in profondità. Il primo millimetro si preleva a bisturi, uno strato alla volta, nella quantità che chiede il laboratorio. Ogni campione va in un contenitore sigillato, con un&#8217;etichetta che dice punto, zona, profondità e quota sul prospetto. Agli Scrovegni il primo millimetro aveva da circa tre a circa tredici volte il gesso del secondo. Nei muri con la risalita i campioni si prendono anche per altezza. A Ca&#8217; Pesaro Fassina e Costa usavano carote di due centimetri a 50, 150 e 250 centimetri di altezza, e a 0-10, 10-20, 20-30 e 30-40 centimetri di profondità. Le prendevano con il trapano lento, le chiudevano in contenitori sigillati, le seccavano in stufa a 105 °C fino a peso costante e ne estraevano i sali con acqua distillata. I fori delle carote si richiudono con una malta compatibile. Si cercano solfati, cloruri e nitrati con l&#8217;estrazione in acqua distillata e la cromatografia ionica, come negli studi citati. I risultati si esprimono in percentuale in peso sul campione secco. Il confronto si fa fra zone e fra profondità della stessa facciata: le percentuali delle fonti danno solo l&#8217;ordine di grandezza. Solfati alti nel primo millimetro delle zone riparate, e bassi sotto, fanno pensare all&#8217;aria; cloruri e nitrati che crescono salendo fino alla fascia dell&#8217;evaporazione fanno pensare alla risalita. Prima di concludere si escludono le altre strade: infiltrazioni e pluviali, malte e stucchi a gesso, vecchi trattamenti. Per il campionamento dei beni culturali e per la determinazione dei sali solubili nella pietra esistono due norme europee recepite in Italia, la UNI EN 16085 del 2012 e la UNI EN 16455 del 2014.</p>
<p>Si conclude solo quando le tre mappe dicono la stessa cosa. La crosta al confine della zona lavata, con solfati alti nel primo millimetro e bassi sotto, è con ogni probabilità gesso dell&#8217;aria: il rimedio comincia dall&#8217;acqua che la bagna e prosegue con un restauro della superficie. Cloruri e nitrati alla base, con il massimo sopra il piede del muro, indicano sali saliti dal terreno, e chiedono un&#8217;altra cura. Se i conti non tornano, si cerca l&#8217;altra strada: solfati alti alla base possono venire dal terreno o da malte e stucchi a gesso; cloruri alti sotto una cornice, da un&#8217;infiltrazione, da un pluviale o da un vecchio trattamento.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1238" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig10-il-metodo.png" alt="Tavola con il metodo in tre passi su un prospetto di facciata: primo passo la mappa dell'acqua con le zone dilavata, di confine e riparata e i dettagli che spostano l'acqua; secondo passo la mappa delle forme con i termini della UNI 11182; terzo passo i punti di prelievo per zona e per profondità, compresa la zona dilavata per confronto, con il primo millimetro sotto la crosta e, nei muri con risalita, le carote per altezza a 50, 150 e 250 centimetri; a lato che cosa dicono i solfati, i cloruri e i nitrati in ciascuna posizione" class="wp-image-4353" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig10-il-metodo.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig10-il-metodo-300x232.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig10-il-metodo-1024x792.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig10-il-metodo-768x594.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig10-il-metodo-1536x1188.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 10. Il metodo in tre passi. Prima la mappa dell&#8217;acqua, con la facciata guardata sotto la pioggia e la condensa cercata all&#8217;alba; poi la mappa delle forme, con i termini della norma; poi i sali, zona per zona e millimetro per millimetro, e nei muri con la risalita anche per altezza. Si decide quando le tre mappe dicono la stessa cosa.</figcaption></figure>
<h2 id="che-cosa-si-fa-e-che-cosa-no">Che cosa si fa, e che cosa no</h2>
<p><strong>Prima si toglie l&#8217;acqua che fa la crosta.</strong> Un gocciolatoio rifatto, uno sporto ripristinato, un pluviale riparato spostano il confine fra la zona lavata e quella riparata, e tolgono acqua alla reazione; le misure e le fonti dei gocciolatoi stanno nell&#8217;articolo sul <a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">muro bagnato sotto la gronda</a>. È il primo lavoro da fare, ma su una cornice di pietra anche un gocciolatoio tocca la superficie: sui beni tutelati si progetta e si autorizza come il resto. Alla prima pioggia con un vento simile si rifanno le fotografie dagli stessi punti, e si confronta la fascia bagnata sotto la cornice con quella di prima. La parete che non viene più lavata, però, raccoglie deposito e sporcamento, e va messa nel programma di manutenzione.</p>
<p><strong>Sui beni tutelati le superfici decorate sono lavoro del restauratore.</strong> Il Codice dei beni culturali, all&#8217;articolo 29, comma 6, stabilisce che la manutenzione e il restauro delle superfici decorate dei beni architettonici sono eseguiti in via esclusiva dai restauratori di beni culturali. Il vademecum di una Soprintendenza del Veneto, del 2022, chiede per gli interventi su intonaci, superfici decorate ed elementi lapidei una relazione tecnica firmata da un restauratore qualificato, e per gli intonaci i tasselli stratigrafici, da autorizzare prima. Anche su supporti che sembrano non storici, scrive, il restauratore serve per escludere finiture originali sotto la superficie.</p>
<p><strong>La pulitura segue le zone e si ferma alla patina.</strong> Il caso di Ca&#8217; Pesaro, del 1986, è documentato con i suoi numeri, e va letto come un esempio, non come una ricetta. La tecnica fu scelta dopo prove sul posto. Si usò la microsabbiatura con microsfere di ossido di alluminio, che per la loro piccola dimensione, scrivono gli autori, abradevano meno della polvere silicea. Il getto era stretto e controllabile. Sulle parti scolpite l&#8217;ugello era da 0,65 millimetri, e la granulometria andava da 80 a 200 mesh secondo lo sporco, cioè grani fra circa 180 e 75 micrometri, più fini sulle croste sottili. Dove la pietra era alterata il flusso si riduceva, e l&#8217;ugello più largo si usava solo sulle superfici senza valore artistico. La pulitura era controllata passo per passo e si fermava quando compariva la patina. La fonte non indica pressione e distanza: si scelgono con le prove, e il metodo lo decide chi firma il progetto di restauro.</p>
<p><strong>Quanto togliere lo dicono le prove.</strong> A Ca&#8217; Pesaro gli autori scrissero che nelle aree nere la rimozione completa della crosta era necessaria, perché una pulitura fatta a metà lascia sali attivi dietro la superficie, e fermarono la pulitura alla patina. Dentro la crosta, però, può esserci la superficie originale trasformata, con il modellato e i segni di lavorazione: se e quanto togliere si decide con le prove e, sui beni tutelati, con il restauratore. Le zone bianche non si puliscono, perché le ha già lavate la pioggia, ma vanno esaminate: la calcite ricristallizzata può aderire poco, e il marmo lavato può disgregarsi per grani.</p>
<p><strong>I sali si estraggono con pazienza.</strong> Nella muratura di Ca&#8217; Pesaro, descritta più sopra, quattro cicli di impacchi tolsero una piccola parte dei cloruri, e gli autori stimarono un anno per un risultato soddisfacente. Era un esperimento: il riscaldamento, scrivono, era probabilmente troppo costoso, e stavano sviluppando un sistema di ventilazione, meno caro, da usare in cantiere durante il restauro. Anche asciugare in fretta una muratura salina muove i sali: impacchi, tempi e controlli si decidono con le analisi e con chi dirige il restauro.</p>
<p><strong>Il protettivo viene per ultimo, e porta con sé una manutenzione.</strong> Solo sulla pietra pulita e sana, dopo prove di assorbimento d&#8217;acqua, e con un programma di controlli negli anni successivi.</p>
<p><strong>Le scialbature a calce e l&#8217;aria di oggi.</strong> Negli anni in cui l&#8217;aria di Venezia era acida, Fassina era contrario alla scialbatura a calce della facciata di San Giuliano. La ragione chimica è quella di questo articolo: la calce, una volta carbonatata, è carbonato di calcio, e in un&#8217;aria che trasforma il carbonato in gesso si trasforma anche lei. Con l&#8217;anidride solforosa di oggi quella ragione pesa molto meno, e la scelta resta al progetto di restauro.</p>
<p><strong>Su una facciata comune, non tutelata.</strong> In un centro storico possono servire comunque titoli edilizi o paesaggistici: si chiede all&#8217;ufficio tecnico del Comune prima di chiedere le offerte, e in un condominio decide l&#8217;assemblea. L&#8217;ordine resta lo stesso. Prima la mappa dell&#8217;acqua e le riparazioni che tolgono acqua alla facciata; poi le analisi dei sali affidate a un laboratorio, con i punti di prelievo per zona e per profondità; poi la prova di pulitura, affidata a un restauratore o a un&#8217;impresa con esperienza sulla pietra: un riquadro piccolo per zona, in un punto poco visibile, fotografato prima e dopo con la stessa luce.</p>
<h2 id="la-tavola-interattiva-leggi-la-facciata-e-fai-il-conto-della-pietra">La tavola interattiva: leggi la facciata e fai il conto della pietra</h2>
<p>La tavola qui sotto ha due parti. La prima, «Leggi la facciata», parte da dove sta la macchia: la faccia esposta alla pioggia, il bordo del bagnato, il sottosquadro riparato, la parete fredda del portico, la base del muro. Poi chiede il materiale. In uscita dice in quale zona siamo, quali forme della UNI 11182 ci si aspetta di trovare, quanti solfati e cloruri sono stati misurati a Venezia in posizioni simili, e dove e a che profondità si campiona. La seconda parte, «Il conto della pietra», fa il conto della formula europea, ricavata sul calcare di Portland, con i numeri che si hanno in mano: anidride solforosa, acido nitrico o i dati per stimarlo, polveri, umidità relativa media, pioggia e acidità. Restituisce la recessione del primo anno, termine per termine, e la confronta con il fondo e con le classi del manuale. I valori di partenza sono quelli del 2020 di Caserta. I limiti del calcolo sono scritti sotto la tavola.</p>
<p><!--mxTAVOLA--></p>
<div class="mxc" id="mxc-tavola">
<style> .mxc{--ink:#232823;--paper:#fbfaf6;--line:#3a3f3a;--blu:#3a5b8a;--rosso:#b23b3b;--verde:#1f7a4d;--ambra:#a06a00;--grigio:#6a6f6a; max-width:760px;margin:2em auto;color:var(--ink); font-family:"Segoe UI",Roboto,Helvetica,Arial,sans-serif;font-size:15px;line-height:1.45;} .mxc *{box-sizing:border-box;} .mxc-sheet{background:var(--paper);border:2px solid var(--line);padding:4px;} .mxc-inner{border:1px solid var(--line);padding:14px 16px 12px;} .mxc-cart{display:flex;justify-content:space-between;gap:10px;align-items:flex-end; border-bottom:2px solid var(--line);padding-bottom:8px;margin-bottom:12px;} .mxc-cart h3{margin:0;font-size:15px;letter-spacing:.06em;text-transform:uppercase;font-weight:700;} .mxc-cart .mxc-sub{font-size:11.5px;color:#555a55;margin-top:2px;} .mxc-cartR{display:flex;align-items:center;gap:8px;} .mxc-logo{height:46px;width:auto;display:block;} .mxc-firm{font-size:10px;color:#555a55;text-align:right;line-height:1.3;} .mxc-firm b{display:block;font-size:11px;color:var(--ink);} .mxc-h{font-size:11px;letter-spacing:.07em;text-transform:uppercase;color:#555a55; border-bottom:1px solid #d8d5cc;margin:14px 0 8px;padding-bottom:3px;font-weight:700;} .mxc-grid{display:grid;grid-template-columns:1fr 1fr;gap:8px 16px;margin-bottom:10px;} @media(max-width:560px){.mxc-grid{grid-template-columns:1fr;}.mxc-cart{flex-direction:column;align-items:flex-start;}} .mxc-sl{background:#ffffff;border:1px solid #d8d5cc;border-left:5px solid var(--tinta,#3a5b8a);padding:7px 10px 9px;} .mxc-sl label{display:flex;justify-content:space-between;align-items:baseline;font-size:12.5px;font-weight:600;margin-bottom:2px;gap:8px;} .mxc-sl .mxc-val{font-size:14px;font-weight:700;color:var(--tinta,#3a5b8a);white-space:nowrap;} .mxc-sl .mxc-cap{font-size:11px;color:#6a6f6a;margin-bottom:5px;} .mxc-sl input[type=range]{width:100%;accent-color:var(--tinta,#3a5b8a);margin:0;} .mxc-sl select{font:inherit;font-size:12.5px;width:100%;padding:3px 4px;border:1px solid #c9c5ba;background:#fff;color:var(--ink);} .mxc-chk{display:flex;gap:8px;align-items:center;font-size:12px;font-weight:400;} .mxc-sl.t-pos{--tinta:#3a3f3a;} .mxc-sl.t-mat{--tinta:#7a4b2a;} .mxc-sl.t-aria{--tinta:#a06a00;} .mxc-sl.t-clima{--tinta:#3a5b8a;} .mxc-zona{background:#ffffff;border:1px solid #d8d5cc;border-top:4px solid var(--zc,#3a3f3a);padding:10px 12px;margin-bottom:8px;} .mxc-zona .mxc-zt{font-size:16px;font-weight:800;color:var(--zc,#232823);margin-bottom:6px;} .mxc-zona dl{margin:0;display:grid;grid-template-columns:130px 1fr;gap:5px 10px;font-size:13px;} @media(max-width:560px){.mxc-zona dl{grid-template-columns:1fr;}} .mxc-zona dt{font-weight:700;color:#4a4f4a;font-size:11px;text-transform:uppercase;letter-spacing:.04em;padding-top:2px;} .mxc-zona dd{margin:0;} .mxc-matn{background:#f4ece4;border-left:4px solid #7a4b2a;padding:7px 10px;font-size:12.5px;margin-bottom:12px;} .mxc-preset{display:flex;flex-wrap:wrap;gap:6px;margin-bottom:10px;} .mxc-preset button{font:inherit;font-size:11.5px;line-height:1.25;text-align:left;background:#fff;border:1px solid #c9c5ba; border-left:4px solid var(--ambra);padding:5px 9px;cursor:pointer;color:var(--ink);} .mxc-preset button:hover{background:#faf3e6;} .mxc-preset button b{display:block;font-size:12px;} .mxc-display{background:#232823;border-radius:5px;padding:12px 16px;margin-bottom:10px; display:flex;justify-content:space-around;align-items:center;gap:12px;flex-wrap:wrap;} .mxc-dcell{text-align:center;min-width:210px;} .mxc-dl{font-size:10px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#8a9490;} .mxc-dv{font-size:28px;font-weight:700;color:#7ec8e0;font-family:"Consolas",monospace;line-height:1.15;} .mxc-dv small{font-size:14px;} .mxc-dv2{font-size:15px;font-weight:700;color:#f0d68a;line-height:1.3;margin-top:2px;} .mxc-dn{font-size:10.5px;color:#aab3ae;font-style:italic;margin-top:3px;} .mxc-term{background:#ffffff;border:1px solid #d8d5cc;padding:8px 10px;margin-bottom:10px;} .mxc-tr{display:grid;grid-template-columns:170px 1fr 130px;gap:8px;align-items:center;font-size:12.5px;margin:3px 0;} @media(max-width:560px){.mxc-tr{grid-template-columns:110px 1fr 104px;font-size:11.5px;}} .mxc-bar{height:14px;background:#ece9e1;position:relative;display:block;} .mxc-bar i{position:absolute;left:0;top:0;bottom:0;background:var(--bc,#6a6f6a);} .mxc-tv{text-align:right;font-weight:700;white-space:nowrap;} .mxc-riga{background:#e8f0f7;border-left:4px solid var(--blu);padding:7px 10px;font-size:13px;margin-bottom:10px;} .mxc-riga b{color:var(--blu);} .mxc-lim{background:#f5f3ee;border:1px solid #d8d5cc;padding:8px 12px;font-size:11.5px;color:#3a3f3a;margin-bottom:10px;} .mxc-lim b{display:block;font-size:11px;text-transform:uppercase;letter-spacing:.05em;color:#4a4f4a;margin-bottom:4px;} .mxc-lim ul{margin:0;padding-left:18px;} .mxc-lim li{margin-bottom:3px;} .mxc-nota{font-size:11.5px;color:#555a55;border-top:1px solid #d8d5cc;padding-top:8px;} </style>
<div class="mxc-sheet">
<div class="mxc-inner">
<div class="mxc-cart">
<div>
<h3>La crosta nera e il conto della pietra</h3>
<div class="mxc-sub">Tavola interattiva &middot; dove sta la macchia, che cosa si trova, dove si campiona; e quanto calcare lavato si perde nel primo anno, secondo la formula europea</div></div>
<div class="mxc-cartR"><img decoding="async" class="mxc-logo" src="data:image/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAHgAAABPCAYAAAAgGwHHAABJsElEQVR42t29d5glR3nv/6mqTidP3p3NOUirtCgLowACkSWslTEYcA44g6/Tvf5Jsn0dLsbY2L4YfG0yRlrAYAxIllBOKMfdlbTavDM7eU7q3FW/P87po7PDguO18Z3nOc85013dVV3Vb6z3/b6C78G/669Hnn76LrFrdFpw2d1aCPTSNm960yuKl+wouBuXLW5bub6yc90GKaaPRWcVbeElOqq0/WRrtVIacKzYJImp2QWpawNxGW2bxXlEFIq27dLQhGnYEG3LkUdxvKkoFWKgVtqzuBg29u5tTBw8qh6ZP7qy/aHdt82DOWkMxiC561LJzJi54bnd5sYbMSxt9J/8J75XxnH99YgbLrtUnmpBz79qU/UP3rvpPNdK1up0dsVozbpisOqvdTOnnCkxNjSkwcpAS0gFkYYk02RJBkaiMzBaEyQZGolrg+MKMBlCWNjKwRIaRxmwActgEkO7qWj7oh7rNIwyeWhyxtzreMW9ifBm/u7W9oN//MePzZ70EAL0HZda3Wf4nljs/9QFvvnmXWp0dFpcfvndaf/xO7/+zlUm2be25Mq3LqulFyodb1q2zB23CxbICDDMTqccO5FyfDKm3jLZQtMwMdlgZjZjaiYjToRoNDKhM4W0hIgyQaupQGjKJYNtJ5hMGlsYylVhHCUYGzJm2ZjHimUuAzVBpYRcPV4Qq1YJRkYKIB3IEkxiOD6lZ7Up7FmYs58+3mj+feStOvC2t936Uv+aGrNL7d4N1123W/9nLbb4z2C/N9ywS8Du/C2HS6+3/uzaL22/ZKN7zUDJurA0FL2qVsxKbjklCwwTxwSHjkT66T0N/fxBn6MnEFNzQsw1MxEknpCigmWXqVarlCtlKuUqxWIBr+Bi2zaWZWFbFpblIBBkaUqSxqRJSpKl+IFP4Pu0Wj6NZotmvU2UNMl0g5JMzMiAYHjAmDUrUr1tk8WO7QNi/SpbrVvhQblA6vssLtrx/ELwWFpy79l3qPTF7//ADz/JYz+V5JR9xx2XWnfddbe+8cZvFzf/TyzwzTfvUrt2gRC7s/zYo7fteqWwn7tkwPXeXfXCLSPLpEVkc/RoysNPLJinXwyyJ/ZG4vmDiZxvFUWxWGVwaBkjoyMsG13F+PgoQwMVyuUCxaKHEBIhJEkSkyQJURgCkCQJmdZkWYYxBsexAYHjOIDBdT0sy8JSFspSZFlKGIa0Wm0W6i0mJk8wPT3N3PQcc/MztBonGCxps2Wj0adtdc2Z20ryorPLcuNqCUWXhVmtW756ab6VfmmyOXDv66/++VvguiynajjNCHGj/n9hgYW5eZdk126Ty9UvfOFtG9aWF944Vll8R6WoLxwcz8iahqf3xTz4ZCP92jcb4tkXtQyzoiiVRlg1vo5Nm9ewZs04QyPDKGUjUPitJq1mnZm5eRYX67RaLVqtBkmS0Gq1MAZ8P0AIQRzHaK0xxpBlGbZtY4yhUCigtcbzPJRSFAoehUIBr1CgWqkyMFBheHiEamUAr1RESps0i2gsznP48CQvvHSY40cP4jfmsFTdbN0kzOuvrOlXnlGzXrGtjDWQ0a5bTC/KZ+cX1J2H66Mf+/63f+3ZroImdu/eJa+77uUX/r/UApubdynRN/g7/+7Vly0bq/9ExWtfs2q5LBAonng+MrfcNp/d/q2W3HPAiCSuiXXrN3DGGaexfv0GhoaH0SKl1ZxjfnKW6dl5pqdnWagv0Gg2iKKYJAkxBkxXwkkpkFKhlMIYg5SyqwAJhBAYYxBCoLVGCEGWZb1vYwzG0DknBUYYXNvGtT1qpSoDAzVGhocZGV/GyNgAA7UKStrMLyyw/6XD7Hn2JQ4feAkhTphNG0rm0gtK+q2vqcqdp1lS1TyOHwujRqt069Fm7U9f98bb7ugpZjedPFff0wtszPUSbkQINJuuch/5SHJVubjwkyvK6RuqQxZTsynfuH0h++Iti+Kex9pSiRHWbdnKOWdsZcOa1ZRKFebnF5iZm+DgwSPMzdaZm5+i7YcYY4iikEqlRBgElMsV4jjFdV0AsizDdV3CMKRYLNJutymVSoRhiFIKIQRp2mkfBEGvTaFQIEkShBAopYjjGNd1abfaFIoFWq0WyuocN4BrO1jKYtnyZdSqNTZu3MjIyCiDgwOkacKhw4d46unneeHFFyE6wc6zC/qaq0b0W15bsFYtV/iLtj6+4NxzYM79y6uuWf4F2J0JAVpfL/+9Wbf491tYBOySHRkrePDWV/3QYDn8rTXDjS2FisWL+2Pzua/U9ee+PCuPTDhi1ZptXHDhdrZuOY2i69BYqHPo6GGOHD3C9PQ0gR+QZRlKdahRWAolJVJKRJ9CKoTq9m961GnMUnu1c7z//5yq+3+fbPIIDAYpZK+3Th8anXXkudYZSZIhlcIrOIyNjbFq1RrWrlnD4OAgaeaz/8VDfOuhJ3jp4F5WjRhz7ZuH9bvfWlan7RC0GwUOTadPzyxWPnD5W6/6HNyojUHecAP8eylj4t9ncXepXHm69QuXXbJy9cyvbBixri7IlL0HTPbpLy3ymS9OqBMLZc46fSeXvPJMhkaHCZoxLx3cz6GDR5hdmKPZWMRzXZIkoVyuEkcJbsEmSzOklCipiJMY13UIggDP8wjDCMuyMMagtcayLMIwpFAo4Ps+hUKBKIpQqvMi5BScU7nv+3ieR5qmCCGQUpIkSffenfuEYYjruj12blkWURTheR5BGGLbFkHgA6A1OK7N6OgYK1esZNuWbZTKRRYbi9z/4IM89cReKuWGefubB/VPXbucHadLlcWKF46phxeztT9z8Wv+7nGAO++81FpqPv6HL3CHajsi7bOffcfgjtrzHxwcS9+zeoWU+19sZh/53Lz49BcXZDMos/Ocs7jwoldQLFaZmZ7mhRdeZHJygna7jTEGy1IIIXEchzTNcByLNO1QcK4g5bIyn2DbdkiSBKUkWuuuDO4skG3bRFGE67qkadqTxflLkCQJjuMQxzG2bZNl2UltbNvu3SdJEizL6sltKeVJbTpj7vSRZRlpmvZeplKpxLJly9m8ZQvj4+NEUcCjjzzDQ488SlHNcu0blumf+ZEBc9Y2Wy3O2umUn+3eNzHyu1dfd8ceY5CAEeJfb0OLf4vZk2uAj33z8neNled+Z9VKtXZhUptPf3VGf/BjJ9TRaYuLLzyPiy88G+VWmDh+nH379jA/XycMQxzHRcqO3JNS9pSifgUon7ScbeZsO01TLMvqTWw/i87b5C9DTnk5m83vmV+ft5FS9hSw/Pr+71Ndn3/n1/SLhCRJAIiiCMd1qQ0MsGXLFjasXkWmDd965DHuu/cBRisRv/xjy/V73j4gx5ZLjp2gfWhy4P3f95b7P/pvpeZ/1QKbOy+1xOV3p9f/rzcsf/3pk3961qboOkspvnGfn37gw1PWvY/7bNq2lStedSEDtUEOHDnGC/v20mq0abUalMoVoiiiWCz2Fig3ZzzPo9VqUS6XabVaOI7TmyilVO+6VqtFqVQiCAIcx+nKRI3jdNh3fn2uZFmW1aMqz/Pwfb+nZBWLRZIk6YiBbh85iy+VSrTbbTzP671ouRjIz5XLZYIgwHXdHrdxHOekNo5r0263cF2XgcFRNm9Yz8Z162n7Pvc++DBPP/UkZ+1Q/NpPbUmvfU1mCQmHp71/+Mdntr/7ve/93MK/dpHFv9iu7VoZt92866J1a1/63KYV7XVzx7z0+o9Ny499clIWKuO87rWXsG7NKk5Mz/Hiiy8wNzffe/PzT2629CtI/b/z/3Nq7leOlipRSxWo/nsvVaq+7YH6FK2l1y5VzvqvySk95x55u1O1z1l/boenaYYQhoHBQTZu3MTKFeNMnZji1tvuYHZ6kh/eNWh+630j2fpVjnX0hHjx0NTK33nVm2799L+GZat/iYvxrrs6z/XgNy//9U3jxz65diQdfuAh0nf9xgHry7csijPOOIc3vOUKhFY8/cwennrqSeqLdbTRXVmp8H0f27ZpNBoIIWi1WiRJ0nNQACwuLqKUotFoAOD7fs9Z0Wq1kFLSaDRQStFqtdBaE0URURQB0Gq1sCyLer2OlBLf93uyMQg6zo/8+kajgZSSIAhI0/SUfeRjDYKgN47+c0opms0mWmviOMb3OwpXs9nsncufPX95wzAkCAIOHTxIq9VmYKDG+eeeRypjvv6PB8U3727ItasHsnO3WSNjteiaN79lq7d606Hbf/u3wVyPvPHuf94ii3/u4v72jWiD4Ik7X/3XZ6+b/NFWmJmPfDYwv/tHh6UWVS5/zfexetVKjh6Z5MChg4Shj5SqR7HGmJ48y2VYLi/zv5xal373y76lcjq/b65k5cf6Kav//6WyvL+P/uuXtumnwv42/TI5b5NTbS6X+69fylmyLMNog+M6rF2zhvXr1nFieopbbr+TtL3Ar/38uP7lHxvWA0VjPXes/DdX/+jge/fvvyXq14H+TRScL+7PvPe08v/54zV/fcZq/z1zzTh5340z8gN/OSlHx1fz+qsuw/MGePzxJzk2cbQjc7pyMX+wfCGjKOpRVe4n1l0/cRzHSCmJoo7pE8fxSV6mvH0uJ5VSPfmcy2ApJXEcf1ub/PrcHErTtHdOStnTfI0xvT7y+/S3yV+I/j76x5o/S/4c+Xhy7b7/OfJ7SiXx/YCFxTmmp+dYtmwlO07fyELD5ytfPyIOHU/keecXks3j0bmvfU122YVvuPyWd+z6fOPmm3ep3bv3mH/1Al9/PfK3fxv9juvPr/7Eq7NbXrExfuPhyTT90fedsL/wjQWxY8cOXnnJpcwuzPH8C3uZn5/H7tqktm33Jjx/aKA3MflD5xObU3A+of3aaz915r7k3ITJF6qfcvo14/779NvKuemT36ffBMo146UmUL44eR/5WPs19X5tPk3Tk8yspdzq5T7s7rNbNNt15ubmcJwSO07fgpAet991gEceDdQFZwymp23S6zw19bYtWzfe+qM/cevMP7XI4p+ycc9985u8P/2F47ddsjW7+IWX4uTd7ztif+tJn3NfsZNt209n4vhxjh0/jtEpQiqUspDyZSUkf5h+pal/EpYqQv0LdSolZ6lP+Tt5pJay0aWK06lY/dLrl7Lv7+QV62+79Fx/H0vHf7IY0UDn5cqyCFAsW76cdetW8cKLz/PwQ09y2mbFx/94Y3r+mcJ69ph96AH/wrN/8jUfa9xwA+I7eb7Ed1zc3Uhxncgeu/38r+7c4L/pxYNZ+s5fOGo98lyL887byZrVazh0+AizMzMkaUah4PXMk9yD5Pt+z0ZM0xTHcXr+4VarRbFY7LHRnKXl56rVKq1Wq+cnllL2HBylUolms0mlUsH3/Z55stRMajablMtlwjDs7SDlZlJu3uRmUs5O+02xZrNJtVql3W73PFk5dwqCoDfW3FzL+8h94rmZlZtk/c+aJMlJ/vLcJ54mKdpojNHEScaK5ctZs3Y1J06c4KGHHuG09Taf+JMt6XnnGOv5w+4D7/ylV1z26KPjGdx4Su36lAvcsbnuSZ/85vl/ddamxo8fPG4nP/jel+xvPelz3ivOYM26zRw9dozFhYWTzJ5+h0P+6afepSbRUqWj/80+lRm0tO2pKLVfwVlKvacyj74bhZ/q3L/ZdfhduM/JHMGQZSlZllGrDbBhzWoOHTvOI488zmmb4aYPb0p3nG5Zj+13PnXuFY+/p+su/rbIEXXqxb07/cJnzvmBi06Lf2/RT5Mf+ZVJ+56HGmzZupHVK9Zx9NgxTkxO9uRMvhPTbrd7JoiU8ttMmNwEsSyLZrPZM09y6guCoHfOsiza7TZSSsIw7ClRQRD0zKN+0yOO49448nPtdhvLsgiCoEdZOaW22+1em/4+siwjCILe+PM+cv0hV5R83+89c95G6445mJtrvu/3+lraRxiGvT7ybyEEYRh2Fc+X28zMTBMkCaPDI5SLimf3TfPMC6F89asKydbVYufrrlwr1my57c4777zU+uQnD+vvuMDGXC83bPhk9vlPX7Pz/LVzXxqppdZ/++MFddMXZ8XKFcvZvvV0pmZmaDbrnTCYPBzGtk+i4n6qtiyrtw239GPbNkqpTjSFZfV+Sym/7Vz/+f7r87Y5C+8/l/efs97+6/PrhBC96/vP59f13/NU/ee/+9su7eNU5/qvy7/7x3DSc1uKOIlIopRVK1YRRyHP7Jtjse6oN16m0mLJXHH+Ky/+hze95dbjxlwvb7zx7h4Vy365u3v3jcKYS60z15741Np1ovLZr/riY38zJaqVCus3bGR+cYG5udmefduvVPQrTzlF5r+XKkj9n/779P/O75sf6/cInerYUja+lG0vPX4qRWepV+s7sdT+Z/lOIuQ7iZRT2cJLv/s/+S6aLWwW6/OcmJlm9dpVDAxU+eTuE/zVZ2I5VhHmjFUHP/PRR3+yyO49oqsgn7zAsEtedx3ZvV+Of33riubpTzwXp7/6B0ck2mLT5s1EUcTc3FyPRUVR1GN5OevxfZ80TXueo5zdpGlKFEU9T5LWmjAMe+w792TlbLz/O01T4jgmjuPeffJ7L70+SZLemPr7yFlrnMS9e+bn8rFHUfRtfURhSJZmvT7ycXT6f3kc+fW5uHq5zcv95/fNx5lf1z+OfFy5SAuCoHdvQ0cMzc7O0WpGbFq/DizJ73z4uHzwoSDbtkVve8Xsc9d3IkN2yZOULHM9khswn/rUm1Zfuf3IvoGaca/92Qnx9dvnxcZ161i9bh3T01Md+1BZCAmIrl1o+qnV/JP+4qUUeipKOJWf+LspTEu9R6eyFYwBgUAYMMJ8RwVNCAnGYHrdGASCzgGDEQbRezbRncFTm3vfbczfiXKXmmL9ymuaph1HjZQsHx1hYuoEB146yKXnV8yX/2o8y0RBP3509JIr33D7Y3m8V2eL5YZdQojd+onbZ64fX0Xh47vr6T/eMWdVa1VK1QFmZ2eYmZmmWh2gXm9SrZQJ/Dau6xAnGWmWYdtWT+XPTZh+0yFNUwqFwkk7PeVyuecJyj0++SZ83uZU4TT95kX/btJSEyY3gYIwRFoWshsy63nfHrITxzGWtBBCEiYRXsEj8NsUiyV8v43n2WSpRiBRliIIA0rFIu12QKlcJuiaa0t3tfpNoNzJI4ToBQzkplSr1cLzvJ5HTClFEAQ9UzA3G/PjOtNUKlUq5RJ3P9wUn/hCVfzSz0ln1eLCbwnBW83N3ZesE866W//9p1+78aJtx/amliVf/64D8qnnAjZtXs9AbZBmYxHbdilXSrheZw83CWOiIKIdddgPxpDp9Dsa/bnczH3HS9/spQ6Gfr9zPxWfyvnw3cyfTrRkEdv2SNKQMGqTJebbnA/GaJS0KZVKOIUiWZoRhy1sy8FyHJIsoeW3EHGKLBYouyWkkPhhizgKuy5QeUqOc6rdqqW7ZUuDAJfeJ1dW0zQlzTKyNKVarREEi7z00jE2rFF88xNr9MCIJx7cM3bhVdfd8fDNN6PUzTefLoXYo9//Y6O/v3kr533mC7PZxz8/J8vlEiMjY7SaDaQlGVs+zNZtr2Dl+AaqQ8NkeKQY4qBJ4LdJdEoUxkgpeg6O3FzIzZj8zc33U5eGtOYOjdyUydvk/urcl52bJfl9cl907pfuBNl1TLBKucLY6CibVg9hdMT07CJGQxjmfuLOGOMoxi7YLFuxli2rh/GshEYrZnz1OKvHaogUpuYXSbOY0dFxtqxZwVDVYWJqljhOiaIYY3Rv1yrfMcrNtJxD5eZa7qrNzb58lyuX17mek8+DUqr3HXdleccV6hHHAZNTAcMjpezK1xRV0gqrf/GpE1+4+eZdUgqxO/uDPzh/1fLR6Ifqs9L87RfmlREOg7VBjMlI0pSB6jDr16zkknMTrrloH9defJw3XXiYZZVJgihCo0HIrotS9thQv7nUbwr0yxYhTnaU9F+n1FKt+mWqz/3PS7VwKQVKKkAjhaFcrjA0PMJb39hk54469QUDpH2aeJeiAM8p4Nhl3vya47zxymdo1tt4TpGrX3eCyy56ntbsAkJklFyHHTvmeM8PvIBkmraf9J6lX7vv50JCgFxy7jtZAaf69D9rx3yySZOELDPUalWEsPjbr8xaExOZGR20rvnEn161UYiuDH712QNXrFqfFr/+jwvpt54ILM/1KBS9niO+VLKRVpmtyx9ly9gLPH+0wrVXpWxfU+Inr/dpCZcKFqnTeZhOILlESre7gC8PMF9ozysgVWcRcyXFGIOSnbgsIQS24yIAmS+YVEjZeXkcx0UpgRB2jzXmE+G4CiE0XqFEsVykXLTYMDzF5OBBMCW0cXBcG9mNActfFte1SYIWHm0GCjF+a4Hm3CyjXotGqU4USmqmQpoI6tMZ21/dpuh2NOJSsdiN8OyKHylxPReBwHU782C7qvukovsc4LoeQkChUOi8DKqr5GkQTmdxHbczH5ZtY1m57ZySpoIs07iuh+davLA/4o570uyHfrjmbJmKrzSGA/L666+XBbf4AxTGzBf/cU7EBooFm7Rr9iRJTJQIJk8cxhKL/M3fCV7zrkl+9H0tdmxLuWCH5sTROdKkTaPRJkkSmosN4jij2WoSRwFB4NNu+8RJSKO+SJLGNJvzxFFIq+kThlF3o7zD6ltBC2MMQbtJlqYEYZswiImigFazY4I1m4vEcUar5fdMtXa7TRzHNJsN0jQj9EOkUMTJNMOFFtvWF2j40wS+oLHok6UZfrtNEkeEQUgS+cwtLNKMUhIjmJmdZWJugZmFFq0gYzEKWWzUWWg32T8xSSsU1NstgsCn0agTBG2CwO/cM4xo1JskaUaj2SBJQvxWizAICSOfZnORKE5oNBfQacZiY5Ewimg3fNrtgCgOaTabJElEfaFBHMU0FhcJgpigGyyQJCn1+hxZBrZtkRrNP3wzEoZBxlfU3i4ExnrCf6L0CyuWndeYTcXDj/tSCguvXMayXZRSuK5DsViiVoThQYeJuYxEe9z9sOGlCcPGtRpbSox0GBmtUikPUdlgIQUEfkzL90FkFLwyTqGIJwXCsrGkTZS2qLd9RBLjejWGa1XK5QrGlmQxNPxFGgs+QTiH63pUq6PYrkUahzTrTdp+iOvZGH2yaeJ5HpmG0YFBSm6V1avbYJqMDBiWjRVptUJGhweoDZTxCquxpUAri9XDYxhngFLxERbbUB4epOB52OU2Y+M2igTXK+BIl2LZxS6kOLYEoyiVC1SqYwwOjuE4IVFgqDcXCMMYzx3G8zw8r4BQEltJHJUSBop6MEsWKqq1IrZTgjSiFfgkUYpXKGFJyfDoCEWvAFoTxClJEpHGGWmWdj1lglK5TLMdcd+jU3LisEW14O380B++c6v1jrOHL6iOjgzcd99B89L+BWFZHnEUEwqfLEsxWhMnEUELhAqYOhHi2IM4jsaIMpiQJGmTpFUGSmXOPmcbSpUI2nDw6B5IEyxdYGRkiPFlW4lkm+FaGX9eMx/X8ScOoYTD8OggK1aNMFobJUpSMj3H/pcgzXwEHqvXrGH92s2YJGV65gTziy2ErWnN1VHK6XnP8nBZr+DRigWRFnjpYZyCpoRm5WjE49NQLbssW76ZsUEHt7iKVrrA8oFx0sijXIRmHRr1OpnOCNoJnueSpg1arQ6XClppZ5IjTRRHKFlm8+bNrF62gizxOTR9gmazgSskzSRk1eg6KgMFSoUKJXeYKGrTrM/QPhpSW1VgsDJApdyxbVsnjpCFIVHSYsX6TSxbtoxqbZRjMydgvkG2cAI/aCKEoNls9kwwz3WZmGqJ514S2WvffFrl4kviK6yztp95tTU4YO89ejALwkzVahYFt4xtK2zbolDwcJwi1YGFjqpueUglGF+1HMvVaA1CWFQHSpx94bnsXFvh7I17UO48N/1DyJ0PaMbGh9myYTvff/kLHFso0AjneeWbpzhy1OJTX5zhUH01ylK89tyXeMX2p4giiQ5CZi5O+MDHQlrZFk7begZnbtvLOWteYnLW8KGPhzx7QFAoFhFGYXh5j1lKiWMpBoaGcRzJjrUpzx/VOEpy/llF7nskoVYdYnh0lOteN8HM7CGSMGPZsgPYtmDNqqOsrMFf/9kYH/yL40xMarZsUkiZoZwUVILjWrgKRkY8nKOwefOZbNuygfO2PsH2FTPsPZjxkU+0OBwUGB2tsmL5KFe/ahopBAcXNBdv28+BQz6f/prL6LLNrFte4uztRzlwYJ7P/YMmKthsHl3LmdvPYP2qiO3rj7C4OM2Xb494ZkFSLpdI4oRKpdJNoCuQJSlBAPc8vMCV1yyn7B5aLivDI4MwwnN75rvaqURnCVnWoQgEZKnGsTRKGRoNQdn2GB0tUXINsTYYMlYvW8+Kms2rLniAwcoDDHKE/++nAzavPs5CHVLTZMXyA9jRw5wxvpdnn93DqrED3PBLhqz9HM89+yJ33/cSd99znK/e+iLtxUnWjc1x4vg8SnucvuZ5Xrn9Qe645ykKcoLf+KkIN5sjaGvSrGNG6cyAUWRao6RA4uA5IevGY+66L+O5FxVbN0qUSQmSiDgIWF48SkE+zHmb9vPck0/zN59+hiNHYhr1lMcfaXH86CL1dghSIjOQQuHZHrZQGJFh2Sme61EbHOSMDXvYedrj3Hn/ATatm+eXfjyj1ZogDQVZkjE8dARb3stY4WFM+ByvPHOSd785pu1P89oLHmDj6D386PdP8ZZLFggbdYbGRhlflvD6Vz7J8sojvGLTcX7rZxOGa7Ms1JtINFmWIIQhTROk6qhwe/YtCME4XmX126RmeCOsYv++RZHLsCTtbFdlWdb5nSZkoSI1Ia2WZvX6rWzeMEbFS5icTFHSxnKKnLvuWariELt+MeLCd8xy2wNtfurdinb7IJPTiywsxqwcb3NkOuAHf2mRt/9cA619LjuvydEjU3zmy21+8feavO9/tnjysOThvQWe2m8oFKf4vjOf5qavtPix35S85/0tli2TvPkyzezsdM8HnGUBme74v7EkUnjUihG1Yc23nonZ+6LP6escqlVotALa9QVmZtrs2AAvTE7xP/884tN/F3L/U5JnJiz+8C9mmGt6uI5CZymxdFgxvpUzdpzDyMgwJrOQWYxXHqDsTHPp6Xv4zKcifvQ3ZvnZ35zk7NMVl1/U4sDhGRbaC0wdT1hTC6m4dd768w1+44M+Z6ydZ+eme3lq7yRXvKPBBz46x+uvjBiuZNTbkp3rn0GkB3nbL8xx+TuP02g2+fkfgHp9nlaaYGKJNnRjuyxAMDcbS/QQA8NbT5fKGdmexsNMz9dFh4ItPM/DcZxOrqzjIS1DqQquKLJt+3I2bhrgLec2iZoBDz3eYmRkOcMDbc48c47P/33Es3tDGpHFBz4yzbZ1I7xih+HEzBxVy+LcHQU+cdMUiDIvHEr4xn0Zl5w3CKbNYLHE2jXbePWrzuHCM6s88nCLTDtcvDUm0SF/8bdNSgXF/uOSL31lnquvLFOsRKQpOI6N47jYlkupVMQrlKhVSwzVGrguHD6a8sz+kHVrC4wMpAigHcVkwNqVkr/+XECjnTE6UmWw6lJSFiWvzPiIx8BgjQFX86ozapyzvcaatS7j4zaO1B1RRoGzTmsx3wz48E0NCuUK33pMc8vdTa6+skTRUdRbIWESs+Vslzse9zl6xPCtJ2OmGwk/+GqXD318kok5xe5vBNRqRbZusCiYRU47vcGffaLBC/sFh6Ylv/2hBc47p8qOTTZBEFEqF7Esh2Kh0rWpBfN1n1azhFtYLazBgU3VMAY/0KITdRjTaiWUSmW0DtE6xWnHLDZbZM2Q9+xKsXiUc06z+MO/CNh3CMaWS4bKdQbsNvc8GWCpIls3bGA2XuTwXMQFOzT33X8IjeCex+D2ewNKXgVVGGFiKuXsTSmlcka9nbDhzFXsWDtFpSa55+E2dmGUdWsjHts3z8QBcDwJxSrfuK/Jm9+YsGJUc/BIg4GhlbhKATazs3VqI5J6K2DDSkN9rsHslCK1JY4ssnWtwx1PzBGEa9BWyj8+HHLrvRlW0aFQrFEqOmBOECcRXrnIwnzIlssyPv9XLu35fWjzEqqwgCNdWrEA3WbtskUefXKBoxOSoYoGdxm33Nfi+p8vUHCmOTFRIc0CXnhR8tnPL3RDmWqUPM3RWcORQ4Jy0UOjEdJmqJaShS+SJSXueFBRLMHoyEqabYv5+Tbn7VA8+mwLooxCuUijWcezPUDTbvs0fJfR4REsSzkmSUKRpgaQXdOo0Mt6d2yLou2Q6CKphjNGJc045u2/OMutd7QpVqoMDA6yYrnEjxMOH1EsX7mO8y/5PpSAycP3sXlDk1S3qPsDPPpMg1QrSpUClYERhqsp1cI8ZVcg3Bplt8TOzZoTcz6HpyyWjxZZvzrj8T0WjcRl9ZiHXauBLGPaPudsG6DZGuW88y5BWjaTxw7jeIJqaYiB6hAbV8+y94BGltcyvmqUhcUJztphc9/TVSCi4BV44P4ThLFgxYoq1WoNY9poISiWS9jKYdkQHJzwufGDU5QqFioVbFin+en3FIhDQcE1rB0VPHCXAikplz2KlQGCpEDR81mz0uH5wykjQyM8vGeC41OGVStHGBweQtk+e56eJkpChsfGGR+vII2PzjLOOMfh8PE6R6c0a1Zs4rLXvJowaBOqb7F2VQMdW5Sqnb2Baq1IEmqEkOhUYDIHpVysNGkKKcFSAtBkOiMMg164qi54BFnA0ak682mZr399kktfVeXRp1oEocVQ2UXJhDgKcKTmmisdlNNi05YXSf2QoYEmK1domvU5jk3bSOOACEkluJ7F1EybYklQKQrm4hiV+uzYHvLEYy2mFyQ7loNSEUeOdTYy4lQw4ErqTYMfOezYJqgN13jdK4+x6GccqJzgb78+SbU4jmCaSmWWLHH4wTe0WbbMxSuGbN/iEPh1tF6BTAVCVxCihUVHA1eWQmhIoxRBQrmSMTWj+NJtAeAAitO2wTveJZif1dh2SHVA8sRLIRaCMDEMFmzCdkqgDakO0FFInIVoaRB0QGEcz0GpkKlFmySRuJ5CGJACLJExNCCpFTTXXWmxZROsWreHyTmfaqGF7VgYE9JuNSgWa7TaEZbqeANtpbBUTJK2sOr1o/HgUM3xCvlGpUB1dy56wCRS4OHi0GDfRMQ58w7vftsQv/vhOlWvgK1c/DTBRXPVZS6CiJSnEalCFlKeP2jhFSooNAUrw1I2yrJwbIcg9ZAyxvUMVlZlcCBksBrxzN6ILLGwbEOmHaIow7IzpLApOi7SkrTSOYqVkNMGjnP5tn20Uphc4fDpLyfMNRqsXW9REj5UJW95FfjZIjrRrBxRDI0khL7BsjRKaCwpcCwX23YQOsAIgbIkaZahTMr8QoxleQxWC5TKw2xaH2GRYruSailBWi6tzKBkhut5lL0hqtUZpJIIobC8kKGBIpPHQsDC8yrYroVQgsW2weBRLBYYGCgiTIvM+DhaMlAs8s5rXSxrnszMs7xqEfqw50CKsDSWKIOxsC0XozsQU17BolhokaYJVhxNP+W65ryR4WInMBfZy5pXSnVC9ExGIgRxrHClxW33t7jy8gof+ps2UZZSTCEIDItZgR9+/yGm5sGxbCDtbLTbkiAsEviwYqUFVoxC4mCjHBtbCWzHQNNm+WiEymKeOQC2a6ENGAy1mkBnDspJsKwCniMxuNTnprGkwq4NUkgTVF2QZg3qjTrD5UEcV/LjvzrB4y/EgOBNl5W44f0jjI+GtP2YVHa3DaVAKVCWjTKSTGmEzDAILOPQCjo7PHaxwMjKFSwfrmPTQAtJ0e5sJrQXUoQs4XkWXtGmXK6h9DyOsMkMpEnC4lwIApRlUSm7OI5Dy08Ag2PblKoZSMWRmRaF8nI++vk6H/zrRYoFi0wYlAGBRZIqqqUCWClgUAqybqzDwGCZciVifn7aWMqafxHi87auHzbf7CpZWZYiZSeK0HUc/LCIjkMm5wzr1hT4y4/P8tPv3solOzT37ImwnSZHDsZYmWBs1OGFI4Zq0UHbBRzl4rmaYmmMethiTdFHmYQ4TIiziMkTTcoVxdCQy/7jLVaPKRZaCU/s09iOol7PWFg0jC5TGFKCKMFSColPyYE09fjY52e5/V4LP82IEsnMiZC16wwDxSnm4oiHn8+IkgKOZfH4cwnCM6wcznjyYAOT2RgtyDLTtf1TlAUporuVKEiztBPFgsboGFvYeF5KphVRmLFgZ2SmRNGV6EySpRK7YFMp+JjM4vCJGE+WqRQ0zbgAYoEw9im5ZaRJmZsDKTIyLSnINllm0WhKLJHSDsGPFFo6SMfFsWyyJEVaGY4LUaixSjGB3+7ZwaPDaKHmZGvx+HNWo3FsbiUldpw+0tvRKRRcbMfGsR0sy8J1bLQqMLs4y/ZNNZ47PM2jz/j8yA8Oc+9vRLgFl8kFxWIYcekFNg8+DSPLh1i5bjMXn1PF0vPc+4hFIo8yuszg2k0c28WyFLZVIzMLuLbF0LDLqmUhR49FLLYMy0ZcolQxMy9Yv9JlsBZSdkdxPMW68QEc2WBizuelY4JDUxk6BSMFq0aXMTRc44ytM0wcsdFIhiou1YEhpJMQthU7T7N54pBBKIWQCseRFIoe5VIRIecgkxQKFSxb4bgGiUQKSalUxbMlY2NV/MYkEoe6H5NlMDxoIayUoeEq1VKRnWcK5hfaLLRsVo9aVEuG45M+rtMJnhipSbI4ZWbGwitKHNthw7ihXZ8h8CWeAE92OOrqFWOcsW0np53TYu+zh3nwoRCnqFHCIctSSqUKrXYTEGzfXDKGI7Trx78kD7yw5/PJ3NFk03pP2k5nAz3wQ4LAp9ls0mg0CJoNZhd8piYTlo3ZlJTHRz4zxc6dVbasCpiYOs6BI/N86xnDFecPo0TAyNAyNixfy6vPbHDJ6VO8dPAwJyYjSoMengutZpMwbjE9VSc2irHRClncYPlYysOPt8gSSZwEmFhz2/2zbFnlsmpU0IoiRoaX4boJ0m2z78UYpSyGhzzGBoqsGC0yODZGsWqxZhk8/UyLJLJIs84CBYnLgRdDdm4rYxtDHIXoTJPGKX4QQ5pQLQvabUO9ESEtcEoZzcUOVYdBQpKmhO1O2qsfZLRagvnpjOXLAW0YGVnGcMFmx9aMh55KOHG8QW3IoVSWzCwGCGETRCmeG2MEnJhrgzCkqabg+kzN+xyeSIgsw9AwGBOzY8vpDC+vce2VC2wZbzM7X0cY0dldSyXNhk8ad+LeLzxvGJEcJdDNE/Jv75h9tlGfWNx5eiY2b6iZNE2xFViq4+goFArYtkWt7HJi1sGVIZu32Nz1gKC9KNn1/WVUkuCqIjd9ZZFt2z3e9toatfGVrFizgrHRRZ5+aZaFxYDZRQ/XNoxWQSiBZWuENUAYG2rVjLUrB1g+nvLisTJepcT69RvZsmUrew8PkqWKa650WblqO6vXb+UVZyiIBS+8oChVLDzXw6vWGBhexvjK1YyOWJSHM/bu7/ioSyUb17Zw3Cp7jtus21pgsAQVxyClQVgZtu2grE7MaeAD0sXxNMWSYnY2RUiLUrGAcBxWjJdopRpERKths/+Q5tJXeawcG2P9up2ctiVmoDLPl78eUKyMMjJsgaOZWhQUHI9qeYzhZYpQa+bmNQPVAbyiy+q1BeoJTM9lLCwKNmzwWL1uM9XxjVyw8whZa4a/v32easXDUhalsoOQKY4LYRyyfNQxZ232VP3Y4fqTzxy8Q24auqA1ebz5yPBYYM4/29XGCJIMojjqhZL6YUqUBDx3IEIow4YNhlag+ZsvLHD1a8vUCj6RSfnWE/DlWxf5o/8+ypljDcZKt7Nu5TxPPReThi1OTLQQYcZIVZPGkMYZC62IhWlYXsgoeHNEfsyJ2TbjoyXGBssUHJ+ZGc0nvtLiZ981yNsuWqScPcpbLjjO1+5dZGI+xlYSrR2MiXEsRei3GXTmEUHExHTa3W3KumFBKS/sjylaUC4sosqC47MxmVboRFOvt4kSHyk06Iy4FZG0IzQCozN0mhIEIXbaojEPflsRZClfvnWRK88a5afeXqTq3cvVr9rHbXe2ufORlKIrGC5FxL5kbtZgKUPoz1Ew87Rbgrm6BgNp0sQT88zO2KAFD33L8Kpzbd50kc/24ft528XT/O9PzbPvUIayEpJYE0YxaaJJk5QsTbj0omG9am3AYqO198d//O+ft2688Ub92gt/4POE9Te87XVD5hM3TRBFEUJKVDfUJIpjLJWx94WIdlJh64YyQi3w9W8G/My7PK69psqHPzlPrVzggx9rMj7k8N9++jDFWsz934q59Y4Ux3E5PNkktUdZubbMfc+EJFFGvbXAibpHdUgyXF5gxeA4f/77w8xNu3iFSZ7dn/Lokz6f3S3YsXGB9703JgunmJ0RfOwzPpbtYVsKKUFIiVQwNT1H5fyAlq/ZfyjAdcoIYZEag9AZ+/dnWMpl43hCpCz8xEamMSaJmJ6ZJgO8giLLNK1mk9qgS90HqQGdMXViDrvgY4RH3V+kUhV8/Z6Adz7a5ud+QtAK6jz/bMLv/vEiquDhRxGVksFvl2n6Ai01U9MTDNbKHDwWkWays9nfnKQ26HDnfU0QBW7+xwXe/PoRbvwNG5JF/uSTc3zqpojB4TLaSDSGJMtQmcSPYqQSvO6SspFWnaPH468bg1DGIHb//WlHVw8d/uGNK2XlrgcaHJnQolBQHUXIsbEthaU8Ym144N4Fnt4T4mubIICnng2Zm5NMLAqqRY92XOCrd0zx8JMNbr874mOfC5hpCWoDHq3E4sCBJkcnLOaaioLbUYAWGyF7Xww4OiU5ciTkoSfrHDzks/+lJvsPJbx0xNDODLc/ELL/hZAH9jT4vb8IePGQYmDAxXGLuK6D43aUwtCPgYTnnq/zyLPglYp4jottW9i2Rb0VMz3b4rkDKfsP+jy3L2KxbeMVixgjaLRaPLMn5NAxC6eYkKWGbz6Q0owVpWKBOAOhfJ54ZoHnDxsG3SqZZXPLvS32H2nzzTszbvjTOaabNqPlAlrZ2HbC0882eGZ/x8mhlGBuznDPvYvMtlwcpxN/feiw4J7HmqSJIk5cvnZvi2/e2+b/fL7B393i41VcCl6pEwYkBZKOrtLyQzautvid942JNBDptw6s+9mzz35uTuQgZg9/4xWfOe/s5J0f+uhs+r4bJi3HtigWSwgpKJWLZElCyasyMTeLJUEIg2db1BsZmoiBaoEkgXKtzMJindhXxImPYwtqlSKpMHhukcZ8HdtzEUpT9QqkWuGnIUk7JtOSKGx3kbQzEBY2GdWhEjguOjY0FxpkWiCtjGrNQ2DjOg6O7WCEwXMd/HaCzjRz9SalkkBKC8e2cWwbbTKMNMxOtVFS4fstXE/hFUsoZVFRNrPtNkJrLAVW0WFhLqbsWViuBAFFr8DiQgOJBJniuVVS0wYjmZsJ0UR4nkQ5gpo3SJi1UKJIvVGnWLBxHJs0jdGZJApjCpUSWRzjFF3qiyGuA67jkegYYxwaiz7ShqKncG0XyxYY0/FThEFInKS0201u+MWx9Pr/sdza81j61dOv2vMWY3Ypa/fuTqTL/MzyD8xOHfmBXW+uyP/z2QZ7XwxApLhOFSktChUXS0rWrF5GlmaksUYKTaki0BhEZpBWZzJXji1HZxFJViQzGQK36xUTlEsFNClGG5RwKFqKIh66lpDECVp7GC3QWdZ5Q6VCWhLbspElTa1WQCcCTIoRGmW5ON0kONEVKY5dJDMBxZpLFneUKMuyuwF/YDIorC6QRDGZLoDuBAbaroUlFOPVAjpL0YnAKEN5rYZUIJBIS6CkwC2MoDONTjUogy1HEESUyxUSHUGsQVpYDnhiGIByrUAWp50IS1npxEGbDJ0ZZLkCwlAulyHTaCykNNhSMDZcJtMakwoQBlTnOZM4xpaSehiyfpXDO64ZFM0ZmG45H+7Fo1933e7M3LxLXvXurz115Fjh71atcOX7f3QwBU0Ua5qtRZIoZmGhQZikNOstBJIoCUkNxHFCEiZkBtrtCK2h6TfRQhEnBoEDaJIkwgBhGCCxiMIEgyYIA3ScdhZVg227ZDrFLXpoYxBKoDPdxXwWpHGGZQviNEUpl6QbRxxGIX67TRzFNFuL6EwRtSOUEp0xdnOGWq2AVGcEfoSyXdJUIy1JZjRJkhFnmsgPQEOUBighSPxOvHWSRsRRTJpqwnYABoIwAC3wA58wkZ2c3liDZRHFIUYrfD/AGAjbAUmakqQZbd8nzVLarU5qattvorOMyA+JkwyjE+IowghJGCVIaRFlERpDHCcEQUDg+7SjCJ0l/Mg7y9nmrZ46ejS77/Jrn7zdGGQvbJZdpxljEDd9pPbbK5YFb9315rLafWvZ3HJXIoolSJIYZVlgDK7rIqWkVCx18Cy6mBwd37XCshQFr9BLzVyaCVgoFLGU1TG/ulTVyQfS35ZeainrJHSb/rROJTtplY5j90Jv83G4bidst1As9GK089BYpWQ326HQeY5S6SQknPw5pJKIbtpnfn3nN734Z8uyKJfLL4cDC4GxLCzbRgnRlbUKIbo7c67by1TIU2+LRXFSqmv/vOWga/lYi4ViF6wsJUoTkiyh3fa5+JwiP/XOFczPCI41K78uBOzevUvA7k52YQfCdpd8+3tve/bwXO33KqNK/dYvjmVjQzFxrNGpIU2zbsZ52pvIpXmtS7GZTwl8ZiCTBktZaBuMMhhlELbq5A+pzrfqfizbQSqFZatOfLUAZSmkJRBWh4V2sEEkVnfR+3NrbdvGcZy+Yy/n9ObHbdvuiABLYSuFNGAhUEIguztMncD+Ttxz533txn8ZsIRAaoNBYESKbUBLicGcBMyyNI21/9jJAf+q92K+/On0adAkaUqWxAR+RLFk+K1fHsnGhm11cJa/fN21D91/0030IJasl7N6dmtz8y71sfi0D1T3fenqi3eWzv61X1il33/DERnGKSaKsSzZRazpoMPkiWF5NGM/OmueguI4Tg9lx3FdojDAUx5+PcB1iqRRjFASKQRJlpyE5Rz4Pp7rkWQpWghsyyaKI3AlYdiFQow1ES1aYR1MR1bnUIQ5vGCOcpOnuOSJYcVi8aQ2AjCWwvYKFPA6iWWlEkEQ4rgdRB+DQVkuQRhTFIqW71PoJrg5tgVZSmgyhjOPMAoRBdHD6MjTd/pzkPL0ljwxLUfvyY/lSAGFQifRTUqJ32oRmYQkSfmNn12lr7q0LA8eYuZvH9O/0kXD06fE6DCmA0j94Ne//8yNK55/vOwKfvZ/TMqPf3FWlEoFPK+I5xVwXaeXub4UT+O7pU4KAcZ0NMDgnJC0plHGRdgGlMGoLoVK1Uvf1GmK0AJS0FkKmcYkGjSITNHyW1y27SK+f+sP4kct8u76oYzyseT5w/2JX/1pNlbBgelpnvnYJ5EiQQmJ0ZpCJpAmw8Jga42lM2yjcYzG1hqpNZYRJAIKicOcp7mpWGDa8bC07lgFS3A4+kVXvwg5VSJ6J59JEycxgR8Qtn3qrYCrX1fgMx9cmYaZp56Y8N585esf/Jq5GSWuo4fXZJ28KDfqrtn09IPfuOj9F65p/ckf/NpQcmgmsu+8p4kREj8IGKhWaWYZxWKxN5H9VNEPAuo4Ti991HXdDrpNtUS4ISFa3Y1+dAzSkeBYSMsilQJpKTACk0p0kkFqyGJDFmWYJEVHGSaGVuiz19vHRdfuZK278ZQvWx4z3Z/E3Y9I0ElfkdhWiVLZ4eFmi+c+/CcMjAxhIo2XGRydUNSaYqpxtaaoNaVUU85iXJ3RSTnu5BG3Worbxgs83ZhhWblCow9RKGfB/Sg7tVqNZrPZA2fNt2qDIKDgFWi2mti2RbPRBGlotHzOPdPlD39rVVKqCvvJZ9TvXvnGB792Zxck9p+JsnN3+sRXz/2rs88If/zgUZ2+6+cOWfc/FVIu23hOGafg4jgdE2Wp/O1P/1ya0Gy0QUtoXNUkXmEQlkDZVkcGOwqtRCcnx7KQQiK62XhZnCISg0k1aZwh4gwdp1iJYGpmgqvPeBN/++6bMVEK2iKTGt3VF3KqzTP/8mz6HOCsp4hZFuXSEGU75pbrfpDFJx6l4g5AmmAT4xpDMe0uuNGU0pSiTilmGZ42CAwWMKMc3jM2yl7XodDll0uT3PspuL++RD8yUf5idjL+Y4LQp9losn2ry2c+si7buclTL77AAz/xOwOvvusGUi67O1sKpXRKpLtPfOKwueGyS63x1z30lWvesGb9tnXhzvPPG0kfeHRRHp1IkKqb1d8dSJomgOilduZpjlEU9ag3SRIQEPg+ylb4G32ycgams/FgFAgpQL38EUqgRaegmbAMBgPS0AkP1B1o/8zgFDyeO7qXtctXc/6aC0kxOFJ1k9teBjv5p/BBbAsyMtzSICvPOptnv/plROjjSAulNRJQnQgIQGObzga8MoJCpnENSDSxkHypXOZgGOBZVg9tJ5ep/XCJ/amheXps/iLGcUSaJrTbbZIkpNmI2LSmwN9+aEu6c7u2XpowDz705Jmv/9OPfrV9/ccPnxIn65QLfOONcMMnDpsbTkeNv+WSv3/bm9NXnrG1vfFVZ1eS+5+K1NHjAVJqjM56GXVCdpKoc/T0HABtqZmUZbpDqes12gPbKCTdj1BIJLa0sIzCQqGMxDIWKrOwMgulLVRmUJlAZSC1wMZCAo8ceJwrNr6GkWKZKO5EcLxcTcWcspZDP7WITkALaRxRWbeOgm1z8O57wXPQ0iKRklQKtJBoJckQaGUTKUGmJLEQGGMxb3t8uVpk2hiKtk3WVUJzUy+fk/xY/1zlVJvpjChKOmlEcaeG0+aNDh//0IbsgjND6/mDtYnPfmv08l9835fntelYaP9itNkcu+Mz33hn5bzKvm9sXRddvO9glv7Sfz9q3Xpvi0KhSqFgcJ0ijlPBcjrmTz/bWYpuo7XGSIjtCOMZMi1RQoEAbTKk6oCAKSvPUOjauNqAEBitUUKSpSlSKrI+rMooDlhZGqfqVDCy4yDpR4LtR67px6rM8SyFECjZicOyHQcZp4QnTpCkQSeTQXf2W5WQ6CxDKYlJNLZQyFQjBUhSfCWYdYpE8uSc4HxelqIZ5Nq9EKLjJdQZYeiTxFk3a9LnvHM8PvZ7q9OztrrW85PmyG0Pll/3C7/y4L5/CnVW/HPQZm+8Ef3eP//z8k+e9fGPnLW89UPTDZW973/Nys/eNC0sp4i0Y6rFKiYTVGoVojCiVCoSRZ16CGC6dRgc2r5PqVzGr7cpugXCJOxq44okCigWPFqtNqVKuYe0nsQJQnScDkEYUioVabXaVCpl2m0f1+0ivguBJRXNVoNipUyz0aRcfrmszlLE935IxTzjPmeXXsGj1W4zPDBMM/Sx+6EMLUUQhFTKJVptn0KphB8EOI6L1hnSpJScIu12i0q1SruLR5LXhzgZ3b5JqdQZq1vwaPltpDbEYUg7ScniiKtfW+MD1y9LN62xrH2HCo9//sENb7zxV3ef6Hirvnt1ln8mXvT18sYbb9QgeODL535053b9k2kSZx/82Kz4Xx+dke1IUa46FBwP13WxXRvbcnr1GHpU3IWMl1qjhUAL0S1o1VXG6GA0ivy4WAL+mR/TfTCDueLSEcdIaVAIjFF0VduTzLZTwSguNWHyvgSm4y41J49DI17mJjJP6RZkout00Z2iWkJ+e8a+6YKSaW3QOut+a7I0IY4j4jghSiIadR/L0vzyDy8zv/Yzo+nAkGPvn7K/fsfj1g+99733Lfxz8aLFv6yoZIeLPHLrK9+3fUXrg8VSwNfvDbPf+P1p9cy+ANtxKBfKGJlRKBTA5ChyCq0NntdBwPGKJfx2m4Lndfaeu3Zg1HWU5EChOfJMkqQ9V14PuabVplTuAH3ajoM2uqNwOTbtHhhpo0edeemd3EHTDwLab8LkypDnFWj7PuVSZ6yd0jsZQoCyJGEYUCp1OEi5h7LjdOoqmU7mfhiGL4OzFkuEQdjN4O9gZ3U4Wgvbtmk1W52QonZIlEZsWWtzw6+uzq6+oqhsO+WJQ8N/dv5r7v+Ffq76f6lmQ6f41f1fe+3Vy0rz/3vjhmD86GScXv/BhvrE7ilhDBSKFTxPYSmJ67ooZXe27Lq4yLZlkWl9EvJ7D3GmKztzr05PdnbxqnLnRO7x6ceC7kdf70eX7zfbckWnv2pLvwzur7rSATmxyLLOuOiBnaoevnOWpSfhhSzFtupVjxGSLO2aa90SB6AJ/ZTURIRRRNBOgYRrXz9sfvdXlmdb12vrRF3Xj8w6f3DBlU//wb+maJb6Fy4wN964xxizS63Z8tW9Wy49+7Mu9jnrxpqb3nhZUZy1tZIdOpzKwxM+YZRiKUmaaoyBTHdMqTTtTFbuYepnlVmWYUmLOIl7k9dfVidvcyqk9n7HRafekuzha+XX97TlLnJPP/h4fp+lpXv6X8K8tmH+EljWyaV7+jdG+lHdOyXxdMfs0SlxnJGmCWHYIk0D6k2fJNKcsd3i9391PPv19y6XK8cz+eIR+5t7Dm5+8+VvvfurHS/j3ebuu/9lNZSsfx0k7u6s6/E6AebKB/7+8p/cONz+wLVvciuvvLCm//rz0/zlp2bksZkIVJtqoYbWCVkpI9EZxpR7rDKfoKW1iPItRilf9tv2o7nnWnA/FH/uE0/TBNu2eqw5vyZ3dizVonMzJb9PjtTe/91f38EYyDKDELKrPNLzt+fX96PcdsrqKMIoQWhDHEXEOiMOU7IsYXRA8RM/NKZ/7O01s2GNUNOzsf/soZE/OuPSu24AYe6881JLiBvT/5TKZ7nD6rN//Y4N56x56TeXL/N/bLCW8cRzWfaXn54VX7plUc4uZEjVQbtxbJCW15PNtp1vx72MFP+yfzv3hH07/F+/ibEUa3npzs1SYLZ+xPnvVjZnKSjpy2xXnqS0ddDaO2XkTZ9rNF/0LNNkSUKsI5JYEPptkjSmVnV4w2s8/YvvGjYXnF1W7VgwMS2+sudQ5Tevftd9e4xBfDc09/+w2oX9RZtu/8z5l69ckf7JppX6TEvBY3tb2Wf/rs5NX51VEzMdXKpisVOY2bZtEB1Pk+vYXf9sqaucVLq7U0WyNMWgTypIlftu/VNACOZQiM1ms+cT75hr9OoS9sMllkqlnhcu98DlClilUnnZXOsCreWwjcVikVazY2b5QYBl2WRZ2qP4DsiZJIrCTmpLOwUEI4OGt101qH/kbUPmgnOVEji8eNTsmzMj/+OiS7/5xe+Z2oWn0LI7ZWVPu9558s/vu6bkLfz6mjFztmNnPPN8O/v4l1rccntL7t3fFiCwlEvB6+A/SeWipMKyOy5Ky3KQQvbAzfLf/crMqQA+v1MdiFPBAy4tvdNfY2EpsGk/VLIQkGVdD1hu8mQxOsvIUkizhEx3gvWiICFKY8Cwea1rXnN5Vb/72kEu3GEpEoujM+qJdlb78//vw/rm3bvvbn1PVh9dWtPwB67bnRmATT/v3vnhp69ZOdx+74qB+PtK5ZSjRwx3PNRKv/S1urznUV8uLqaAg2ULLEvi2hKpJbbjkhmN5di9ic/laQ7a2QMR7crXfGeofz84p7xc0873g3vVQ/v3g7usOa8fnO+GdQph2j0KBtlX3ifAshyiOETJDiRinCYksQASKmXFhWfa+pq3LdNXXFCwtm6w8VuGIye8p08sqg9c/v7zd7P/z6JTFdX+Xq4ALszNu+TLgxXc940r3jrmTv7wwKB51eiwHEpTwQNPxfrOe1rm7vvr4tFnfdn0TVexF5RchRAKYUmk6kRRWJbdK8mel7zJy9PQzUJUlkXaPZckCa7jkOammAFtTE/Ddl33JEWs08Z00XPtHq5mFMVI1XGP5hDKSZIglSSJIoSwaQUhmA5HLRUkZ22r6O+7sGxe92opvm/HsLSKmqmFJJ6ZK9yeUP3Yzive+w9wXZaX50Xs1gLMf5kS7/0Lza7dOnfi/MmfXLHs3C3yp8bKU29bNcpZhQGb5nzE8y9q/c37F/RdjyXy6Wd9MTEdiJcxmS1c28Z2DZayEUYiVMebJCRI0Q2pQfS87p0wm078VMfzZfKIA6AT4CcVPRA1Ywwa09mD1p3AXaMzDJ3iGNIIMlKyTJAkKWGcdIoFd31by4eVOfP0AXPxK5R+3aUluX19SdZGFGk75dAJ+6VmVPzC4y82P/7j733m+SWl3b+tkMZ/pQV+WYbdvEuxa7d52Xdq5O03v/LVw9XsXUMj0TnD1WRHqSTJIs3T+3wOHiN7+Im6eeDxtjg8aeT0VCrCKDsJqF5KCylMB7NSdt5/27ZJdYdy4zjBsfPiz50F1lpj2ZI07qSnxnGEbdnEWYpEdjL7tQFhiNMUjIPOwm6fAkhxLBgb88z6VVpfdJZndp45wsb1yjptm0XRs4lbhummeXa+7TxxZJbP/tFNG++/e/fuVtcikOzeJf5vL+x/+AL3m1Z33XWpOllD3KVu+/LCVWOFxunlgfTtNS9dP1QRA8I1pL5kcibhkafm9aEjqT5wxOaZfU1xfCqQ0wuIMO44Nk7eCRTdT74onQVDqA4Fm3xuZW9v99vnWmBbAs+V1KrSbFyh9GlbSqxf4Zk1ay2188yC2DBuo4oWiJiFKdGuh9bEXCP+Ytsfve/S7x+9BV6Wp+bOS60b7rpb/3spT9+zC9zf980375K7doEUXaWs61z70/950egFZ8WvqRasC3Xqnze+LDu9VLSq7qCG1NCaS1hsaebqGRNHMRMnYj0xHzEzl7FQ16IVQb2R4rcSBEIiFHOLETrTYCSW1NQGPTreR02pKE25pEypJBgckGbZgM34iMPKcaVWrPAYrAkGa4LqiAEFSV3hR/hTU/opY7uPtGPnyTufaN3+K7/inYDHkh4L1rvU7t2wq09E/YdPMt8bf+Lmm3fJ0dFpccUVd6dL6089fs+u0X2HXjpjZbVw8fp12da03V6XaWt9pRqvGCwhHCW7BGu68dGCZjvFD7qOCDo4VWkqMHT2rCtlgYVBa4tyNaJQcHGkDaKjSBktiENFFCnqDX9WKm9fIovTk7PBvsVQfr1YXHP48jd8+dhSyjdml2I3/Eex4P8qC7y0CDV33XWpuuwykPLbFxzg/Kuuqn74v3ubh51kZGpiYYstW2Q63FgqlU8bGiqscp0ISxrRbKXrdKY9W6nOhrwMyTKLxGi0ERijdLli9uusnE1M+gthFD2tpXo+iq1kw9rVz4Z+If74p54+/IG/eX7i2z1eoPWl1l13wV0d9mu+Fxa1/+//B8yfOgHybCE9AAAAAElFTkSuQmCC" alt="Renzo-ArtHome" style="height:46px !important;width:auto !important"></p>
<div class="mxc-firm"><b>Renzo-ArtHome</b>Tavola C.N-01 &middot; fuori scala</div>
</div></div>
<div class="mxc-h">1. Leggi la facciata</div>
<div class="mxc-grid">
<div class="mxc-sl t-pos"><label>Dove sta la macchia</label> <select id="mxc-pos"><option value="0">sulla faccia che la pioggia batte e percorre</option><option value="1" selected>al bordo del bagnato, accanto a una parte lavata</option><option value="2">nel sottosquadro: sotto cornici, davanzali, capitelli</option><option value="3">sulla parete fredda di un portico o di un androne</option><option value="4">alla base del muro, fino a due o tre metri</option></select></div>
<div class="mxc-sl t-mat"><label>Materiale</label> <select id="mxc-mat"><option value="0" selected>calcare compatto, come la pietra d&#8217;Istria</option><option value="1">marmo</option><option value="2">intonaco o malta a calce</option><option value="3">laterizio</option></select></div></div>
<div class="mxc-zona" id="mxc-zona" style="--zc: #232823;">
<div class="mxc-zt">Zona di confine: l&#8217;acqua arriva e non scorre</div>
<dl>
<dt>Forme attese</dt>
<dd>crosta nera dendritica (punto 3.5), rigonfiamento (3.26), scagliatura (3.27)</dd>
<dt>Misurato</dt>
<dd>San Marco, croste dendritiche al confine con la zona lavata: solfati 50-70 %. Ca&#8217; Pesaro, croste di 0,5-2 cm con 19,9-27,7 % (un campione sotto il portico). Palazzo Ducale, croste dendritiche: 40-46 %.</dd>
<dt>Dove si campiona</dt>
<dd>la crosta, il primo millimetro sotto, poi pi&#249; in profondit&#224;; e un campione della zona lavata accanto, per confronto.</dd>
<dt>Che cosa dice</dt>
<dd>&#200; la zona della crosta pi&#249; spessa. Prima di pulire si cerca da dove arriva l&#8217;acqua che la bagna: il bordo lavato, un gocciolatoio che manca, un pluviale che perde.</dd>
</dl>
</div>
<div class="mxc-matn" id="mxc-matn">Calcare compatto: la pietra d&#8217;Istria ha porosit&#224; da 0,25 a 0,33 cm&#179; ogni 100 g; si sbianca dove la pioggia la lava e si degrada lungo i piani di sedimentazione, dove l&#8217;acido entra e forma gesso. Il conto qui sotto usa la formula ricavata sul calcare di Portland: per la pietra d&#8217;Istria &#232; un ordine di grandezza.</div>
<div class="mxc-h">2. Il conto della pietra lavata dalla pioggia</div>
<div class="mxc-preset" id="mxc-preset"><button type="button" data-p="0"><b>Caserta 2000</b>SO2 10,0 &middot; HNO3 2,0 &middot; PM10 24</button><button type="button" data-p="1"><b>Caserta 2010</b>SO2 2,5 &middot; HNO3 1,4 &middot; PM10 17</button><button type="button" data-p="2"><b>Caserta 2020</b>SO2 1,1 &middot; HNO3 1,1 &middot; PM10 16</button><button type="button" data-p="3"><b>Senza SO2, HNO3 e PM10</b>clima di prova invariato</button></div>
<div class="mxc-grid">
<div class="mxc-sl t-aria"><label>Anidride solforosa <span class="mxc-val" id="mxc-vs">1,1 &#181;g/m&#179;</span></label> </p>
<div class="mxc-cap">media dell&#8217;anno</div>
<p> <input type="range" id="mxc-so2" min="0" max="80" step="0.1" value="1.1"></div>
<div class="mxc-sl t-aria"><label>Acido nitrico <span class="mxc-val" id="mxc-vh">1,10 &#181;g/m&#179;</span></label> </p>
<div class="mxc-cap"><span class="mxc-chk"><input type="checkbox" id="mxc-stima"> stimalo da biossido di azoto, ozono e temperatura</span></div>
<p> <input type="range" id="mxc-hno3" min="0" max="5" step="0.05" value="1.1"></div>
<div class="mxc-sl t-aria"><label>Polveri PM10 <span class="mxc-val" id="mxc-vp">16,0 &#181;g/m&#179;</span></label> </p>
<div class="mxc-cap">media dell&#8217;anno</div>
<p> <input type="range" id="mxc-pm10" min="0" max="60" step="0.5" value="16.0"></div>
<div class="mxc-sl t-clima"><label>Umidit&agrave; relativa <span class="mxc-val" id="mxc-vr">77 %</span></label> </p>
<div class="mxc-cap">media dell&#8217;anno; nella formula, sotto il 60 % anidride solforosa e acido nitrico non contano</div>
<p> <input type="range" id="mxc-rh" min="40" max="95" step="1" value="77.0"></div>
<div class="mxc-sl t-clima"><label>Pioggia dell&#8217;anno <span class="mxc-val" id="mxc-vg">800 mm</span></label> </p>
<div class="mxc-cap">millimetri caduti in un anno</div>
<p> <input type="range" id="mxc-rain" min="200" max="2000" step="10" value="800.0"></div>
<div class="mxc-sl t-clima"><label>Acidit&agrave; della pioggia <span class="mxc-val" id="mxc-vph">pH 5,34</span></label> </p>
<div class="mxc-cap">pH medio: pi&ugrave; basso, pi&ugrave; acida</div>
<p> <input type="range" id="mxc-ph" min="4" max="7" step="0.01" value="5.34"></div></div>
<div class="mxc-grid" id="mxc-stimabox" style="display:none">
<div class="mxc-sl t-aria"><label>Biossido di azoto <span class="mxc-val" id="mxc-vn">30,0 &#181;g/m&#179;</span></label> <input type="range" id="mxc-no2" min="0" max="120" step="0.5" value="30.0"></div>
<div class="mxc-sl t-aria"><label>Ozono <span class="mxc-val" id="mxc-vo">40,0 &#181;g/m&#179;</span></label> <input type="range" id="mxc-o3" min="0" max="120" step="0.5" value="40.0"></div>
<div class="mxc-sl t-clima"><label>Temperatura media dell&#8217;anno <span class="mxc-val" id="mxc-vt">14,0 &#176;C</span></label> <input type="range" id="mxc-t" min="0" max="25" step="0.5" value="14.0"></div></div>
<div class="mxc-display">
<div class="mxc-dcell">
<div class="mxc-dl">calcare perso nel primo anno</div>
<div class="mxc-dv" id="mxc-tot">6,18<small> &#181;m</small></div>
<div class="mxc-dn" id="mxc-fondo">di cui 4,0 &#181;m che nella formula non dipendono dagli inquinanti: il 65 %</div>
<div class="mxc-dn" id="mxc-pub">valore pubblicato per Caserta 2020: 6,2 &#181;m</div>
</div>
<div class="mxc-dcell">
<div class="mxc-dl">rispetto al fondo del manuale, 3,2 <span style="text-transform:none">&micro;m</span></div>
<div class="mxc-dv2" id="mxc-classe">fra una volta e mezza e due volte il fondo</div>
<div class="mxc-dn" id="mxc-classen">entro gli obiettivi UNECE al 2020 e al 2050</div>
</div></div>
<div class="mxc-term" id="mxc-term">
<div class="mxc-tr"><span>parte fissa della formula</span><span class="mxc-bar"><i style="width:100.0%;--bc:#9a9a9a"></i></span><span class="mxc-tv">4,00 &#181;m &#183; 65 %</span></div>
<div class="mxc-tr"><span>anidride solforosa</span><span class="mxc-bar"><i style="width:2.8%;--bc:#a06a00"></i></span><span class="mxc-tv">0,11 &#181;m &#183; 2 %</span></div>
<div class="mxc-tr"><span>pioggia acida</span><span class="mxc-bar"><i style="width:5.0%;--bc:#3a5b8a"></i></span><span class="mxc-tv">0,20 &#181;m &#183; 3 %</span></div>
<div class="mxc-tr"><span>acido nitrico</span><span class="mxc-bar"><i style="width:36.5%;--bc:#7a4b2a"></i></span><span class="mxc-tv">1,46 &#181;m &#183; 24 %</span></div>
<div class="mxc-tr"><span>polveri PM10</span><span class="mxc-bar"><i style="width:10.3%;--bc:#5a5f5a"></i></span><span class="mxc-tv">0,41 &#181;m &#183; 7 %</span></div>
</div>
<div class="mxc-riga"><b>In una riga:</b> la crosta nera cresce dove l&#8217;acqua arriva e non scorre; dove la pioggia scorre la pietra resta chiara, e secondo la formula europea si consuma anche con l&#8217;aria pulita.</div>
<div class="mxc-lim"><b>I limiti di questo calcolo, per iscritto</b> </p>
<ul>
<li>La lettura della facciata mette insieme misure di studi precisi, soprattutto a Venezia e a Padova: sono intervalli di quei casi, non valori attesi per ogni facciata. La diagnosi la chiudono le analisi dei campioni.</li>
<li>La formula &egrave; quella del manuale UNECE del 2024 (equazione 4.13), ricavata sul calcare di Portland: vale per un anno di esposizione e per calcare esposto alla pioggia, cio&egrave; per la zona dilavata, qualunque materiale sia scelto sopra. Per altri calcari d&agrave; un ordine di grandezza; non descrive le zone riparate, dove cresce la crosta, e non dice quanto si perde in pi&ugrave; anni.</li>
<li>Le medie di umidit&agrave;, pioggia e acidit&agrave; le imposti tu. Per Caserta la tabella del lavoro del 2025 riporta inquinanti e risultato, non il clima: i valori di partenza (77 %, 800 mm, pH 5,34) sono scelti perch&eacute; la formula restituisca i tre risultati pubblicati entro 0,1 &micro;m, e non sono misure di Caserta.</li>
<li>Per le funzioni del 1987-1995 il manuale scrive che valgono dove il mare pesa poco, con cloruri nella pioggia sotto circa 5 mg/l: vicino al mare il conto va preso con prudenza.</li>
<li>La stima dell&#8217;acido nitrico da biossido di azoto, ozono, umidit&agrave; e temperatura &egrave; l&#8217;equazione 4.22 dello stesso manuale.</li>
<li>Le cifre a schermo sono arrotondate: il motore lavora sui valori non arrotondati, e un conto rifatto a mano pu&ograve; scostarsi di un centesimo.</li>
</ul>
</div>
<div class="mxc-nota">Base dei conti: studi di Fassina e colleghi su Venezia e Padova, dal 1979 al 1995; manuale UNECE di modellazione e mappatura degli effetti dell&#8217;inquinamento, aggiornamento 2024, capitolo 4; tabella 3 di Tidblad e colleghi, 2025, per Caserta; norma UNI 11182 per i nomi delle forme. Ogni numero esce dallo script dei calcoli dell&#8217;articolo.</div></div>
</div>
<p> <script src="data:text/javascript;charset=utf-8;base64,;(function(){
  /* --- dati e motore: la formula e la stima sono copie di calcoli.py ------ */
  var D = {"drf": {"costante": 4.0, "so2_rh": 0.0059, "rain_h": 0.054, "hno3_rh": 0.078, "pm10": 0.0258}, "classi": [[1.0, 3.2], [1.5, 5.0], [2.0, 6.4], [2.5, 8.0]], "zone": [{"titolo": "Zona dilavata: la pioggia batte e scorre", "forme": "erosione (UNI 11182, punto 3.12), colatura (3.3); dove batte il vento, alveolizzazione (3.2)", "misure": "San Marco, parte esterna esposta alla pioggia: solfati 10 %. Ca' Pesaro, aree bianche: solfati 0,3 % e uno strato di calcite ricristallizzata di 1-3 mm.", "campioni": "lo strato bianco e il primo millimetro sotto: di solito pochi sali.", "conclusione": "La pietra si consuma e resta chiara, perch\u00e9 il gesso non si accumula, e qui la crosta non cresce. Il bianco lo fa la pioggia; il conto qui sotto dice quanto calcare lavato si perde nel primo anno."}, {"titolo": "Zona di confine: l'acqua arriva e non scorre", "forme": "crosta nera dendritica (punto 3.5), rigonfiamento (3.26), scagliatura (3.27)", "misure": "San Marco, croste dendritiche al confine con la zona lavata: solfati 50-70 %. Ca' Pesaro, croste di 0,5-2 cm con 19,9-27,7 % (un campione sotto il portico). Palazzo Ducale, croste dendritiche: 40-46 %.", "campioni": "la crosta, il primo millimetro sotto, poi pi\u00f9 in profondit\u00e0; e un campione della zona lavata accanto, per confronto.", "conclusione": "\u00c8 la zona della crosta pi\u00f9 spessa. Prima di pulire si cerca da dove arriva l'acqua che la bagna: il bordo lavato, un gocciolatoio che manca, un pluviale che perde."}, {"titolo": "Zona riparata: solo condensa e nebbia", "forme": "deposito superficiale (punto 3.8), crosta sottile (3.5)", "misure": "San Marco, depositi neri lontani dall'acqua che scorre: solfati 30-40 %. Ca' Pesaro, aree grigie con scaglie e depositi: 9,4-14,8 %.", "campioni": "il deposito e il primo millimetro, per spessori sottili: il gesso sta in superficie.", "conclusione": "Il degrado \u00e8 pi\u00f9 lento. Solfati alti nel primo millimetro e bassi sotto fanno pensare all'aria e alla condensa."}, {"titolo": "Parete fredda di un portico: la condensa", "forme": "deposito superficiale (punto 3.8), crosta (3.5), efflorescenza (3.11)", "misure": "Ca' Pesaro, sotto il portico: aree grigie e nere da condensa, pi\u00f9 danneggiate le parti colpite dai vortici d'aria. Scrovegni, intonaco dipinto all'interno di una cappella, con l'anidride solforosa che entra dalla porta: gesso 3,5-5,1 % nel primo millimetro vicino all'ingresso, 1,9-2,8 % nell'abside, fra 0,4 e 0,7 % nel secondo millimetro.", "campioni": "0-1 mm e 1-2 mm, vicino alle aperture e lontano: l'aria di fuori arriva prima vicino alla porta.", "conclusione": "Sulla parete fredda la condensa porta l'acqua e la termoforesi porta le particelle. Agli Scrovegni il gesso sta nel primo millimetro, e di pi\u00f9 vicino alla porta."}, {"titolo": "Base del muro: i sali del terreno", "forme": "efflorescenza (punto 3.11), fronte di risalita (3.15), disgregazione (3.9), scagliatura (3.27)", "misure": "Ca' Pesaro, muratura di mattoni: umidit\u00e0 che cala salendo e cloruri che crescono, con il massimo che secondo gli autori sta probabilmente fra 1,5 e 2,5 m, dove l'evaporazione vince. Nelle croste in alto, a Venezia, i cloruri stanno quasi sempre sotto l'1 %.", "campioni": "carote da 2 cm a 50, 150 e 250 cm di altezza e a 0-10, 10-20, 20-30 e 30-40 cm di profondit\u00e0, trapano lento, stufa a 105 \u00b0C; fori richiusi con malta compatibile, e sui beni tutelati il prelievo si autorizza.", "conclusione": "Cloruri e nitrati che crescono salendo fanno pensare alla risalita, e la cura \u00e8 un'altra; prima si escludono infiltrazioni e pluviali. A Ca' Pesaro, con lo sbarramento fatto, in due mesi di impacchi gli autori stimano tolto circa il 15 % dei cloruri."}], "materiali": ["Calcare compatto: la pietra d'Istria ha porosit\u00e0 da 0,25 a 0,33 cm\u00b3 ogni 100 g; si sbianca dove la pioggia la lava e si degrada lungo i piani di sedimentazione, dove l'acido entra e forma gesso. Il conto qui sotto usa la formula ricavata sul calcare di Portland: per la pietra d'Istria \u00e8 un ordine di grandezza.", "Marmo: i marmi saccaroidi hanno porosit\u00e0 da 0,85 a 1,25 cm\u00b3 ogni 100 g. La calcite si dilata in modo diverso nelle diverse direzioni, i bordi dei grani si aprono e l'acido entra; sotto la pioggia il marmo si disgrega per grani pi\u00f9 che fare crosta. Il conto qui sotto usa la formula ricavata sul calcare di Portland.", "Intonaco o malta a calce: il legante \u00e8 carbonato di calcio, come la pietra calcarea. Agli Scrovegni il gesso stava nel primo millimetro dell'intonaco; Smith, in un testo del 1858, trov\u00f2 il 48,16 % di solfato di calce in una malta di Manchester. Le misure delle zone di facciata vengono dalla pietra.", "Laterizio: nei mattoni veneziani, secondo gli studi citati da Fassina e Costa, la corrosione chimica pesa poco rispetto al danno meccanico dei sali che cristallizzano nei pori: qui contano soprattutto l'acqua e i sali. Le misure delle zone di facciata vengono da pietra d'Istria e marmo; per il laterizio vale soprattutto la base del muro."], "preset": [{"nome": "Caserta 2000", "so2": 10.0, "hno3": 2.0, "pm10": 24.0, "R": 8.5}, {"nome": "Caserta 2010", "so2": 2.5, "hno3": 1.4, "pm10": 17.0, "R": 6.8}, {"nome": "Caserta 2020", "so2": 1.1, "hno3": 1.1, "pm10": 16.0, "R": 6.2}, {"nome": "senza inquinanti", "so2": 0.0, "hno3": 0.0, "pm10": 0.0, "R": null}], "clima": {"rh": 77.0, "rain": 800.0, "ph": 5.34}, "preset_iniziale": 2};
  var K = D.drf;
  function rh60(rh){ return rh > 60 ? rh - 60 : 0; }
  function hpiu(ph){ return 1007.97 * Math.pow(10, -ph); }
  function calcare(so2, hno3, pm10, rh, rain, ph){
    var r6 = rh60(rh);
    var t = [
      { k: 'fondo', v: K.costante },
      { k: 'so2', v: K.so2_rh * so2 * r6 },
      { k: 'pioggia', v: K.rain_h * rain * hpiu(ph) },
      { k: 'hno3', v: K.hno3_rh * hno3 * r6 },
      { k: 'pm10', v: K.pm10 * pm10 }
    ];
    var s = 0, i;
    for (i = 0; i < t.length; i++){ s += t[i].v; }
    return { R: s, termini: t };
  }
  function hno3Stima(no2, o3, rh, tc){ return 516.0 * Math.exp(-3400.0 / (tc + 273.0)) * Math.sqrt(no2 * o3 * rh); }
  function classe(R){
    var c = D.classi;
    if (R <= c[1][1]) return 'fino a una volta e mezza il fondo';
    if (R <= c[2][1]) return 'fra una volta e mezza e due volte il fondo';
    if (R <= c[3][1]) return 'fra due volte e due volte e mezza il fondo';
    return 'oltre due volte e mezza il fondo';
  }

  /* --- interfaccia ---------------------------------------------------------- */
  function $(id){ return document.getElementById(id); }
  function num(x, d){
    var s = x.toFixed(d === undefined ? 0 : d), p = s.split('.');
    p[0] = p[0].replace(/\B(?=(\d{3})+(?!\d))/g, '.');
    return p.length > 1 ? p[0] + ',' + p[1] : p[0];
  }
  var NOMI = { fondo: 'parte fissa della formula', so2: 'anidride solforosa', pioggia: 'pioggia acida', hno3: 'acido nitrico', pm10: 'polveri PM10' };
  var COLORI = { fondo: '#9a9a9a', so2: '#a06a00', pioggia: '#3a5b8a', hno3: '#7a4b2a', pm10: '#5a5f5a' };
  var ZC = ['#3a5b8a', '#232823', '#6a6f6a', '#4a5a6a', '#b23b3b'];
  var MICRO = '\xb5g/m\xb3';

  function aggiornaZona(){
    var p = parseInt($('mxc-pos').value, 10), m = parseInt($('mxc-mat').value, 10), z = D.zone[p];
    $('mxc-zona').style.setProperty('--zc', ZC[p]);
    $('mxc-zona').innerHTML = '<div class="mxc-zt">' + z.titolo + '</div><dl><dt>Forme attese</dt><dd>' + z.forme +
      '</dd><dt>Misurato</dt><dd>' + z.misure + '</dd><dt>Dove si campiona</dt><dd>' + z.campioni +
      '</dd><dt>Che cosa dice</dt><dd>' + z.conclusione + '</dd></dl>';
    $('mxc-matn').innerHTML = D.materiali[m];
  }

  var attivo = D.preset_iniziale;
  function aggiornaConto(){
    var stima = $('mxc-stima').checked;
    var so2 = parseFloat($('mxc-so2').value), pm10 = parseFloat($('mxc-pm10').value);
    var rh = parseFloat($('mxc-rh').value), rain = parseFloat($('mxc-rain').value), ph = parseFloat($('mxc-ph').value);
    var no2 = parseFloat($('mxc-no2').value), o3 = parseFloat($('mxc-o3').value), tc = parseFloat($('mxc-t').value);
    var hno3 = stima ? hno3Stima(no2, o3, rh, tc) : parseFloat($('mxc-hno3').value);
    $('mxc-stimabox').style.display = stima ? '' : 'none';
    $('mxc-hno3').disabled = stima;
    var c = calcare(so2, hno3, pm10, rh, rain, ph);
    $('mxc-vs').textContent = num(so2, 1) + ' ' + MICRO;
    $('mxc-vh').textContent = num(hno3, 2) + ' ' + MICRO + (stima ? ', stimato' : '');
    $('mxc-vp').textContent = num(pm10, 1) + ' ' + MICRO;
    $('mxc-vr').textContent = num(rh, 0) + ' %';
    $('mxc-vg').textContent = num(rain, 0) + ' mm';
    $('mxc-vph').textContent = 'pH ' + num(ph, 2);
    $('mxc-vn').textContent = num(no2, 1) + ' ' + MICRO;
    $('mxc-vo').textContent = num(o3, 1) + ' ' + MICRO;
    $('mxc-vt').textContent = num(tc, 1) + ' \xb0C';
    $('mxc-tot').innerHTML = num(c.R, 2) + '<small> \xb5m</small>';
    $('mxc-fondo').textContent = 'di cui ' + num(K.costante, 1) + ' \xb5m che nella formula non dipendono dagli inquinanti: il ' + num(K.costante / c.R * 100, 0) + ' %';
    $('mxc-pub').innerHTML = (attivo >= 0 && D.preset[attivo].R !== null) ?
      'valore pubblicato per ' + D.preset[attivo].nome + ': ' + num(D.preset[attivo].R, 1) + ' \xb5m' : '&nbsp;';
    $('mxc-classe').textContent = classe(c.R);
    $('mxc-classen').textContent = c.R <= D.classi[2][1] ? 'entro gli obiettivi UNECE al 2020 e al 2050' :
      (c.R <= D.classi[3][1] ? 'entro l\u2019obiettivo UNECE al 2020, sopra quello al 2050' : 'sopra gli obiettivi UNECE al 2020 e al 2050');
    var hh = '', j, t, maxv = 0;
    for (j = 0; j < c.termini.length; j++){ if (c.termini[j].v > maxv){ maxv = c.termini[j].v; } }
    for (j = 0; j < c.termini.length; j++){
      t = c.termini[j];
      hh += '<div class="mxc-tr"><span>' + NOMI[t.k] + '</span><span class="mxc-bar"><i style="width:' +
            (maxv > 0 ? (t.v / maxv * 100).toFixed(1) : '0') + '%;--bc:' + COLORI[t.k] + '"></i></span><span class="mxc-tv">' +
            num(t.v, 2) + ' \xb5m \xb7 ' + num(t.v / c.R * 100, 0) + ' %</span></div>';
    }
    $('mxc-term').innerHTML = hh;
  }

  function manuale(){ attivo = -1; aggiornaConto(); }
  var ids = ['mxc-so2', 'mxc-hno3', 'mxc-pm10', 'mxc-rh', 'mxc-rain', 'mxc-ph', 'mxc-no2', 'mxc-o3', 'mxc-t', 'mxc-stima'], q;
  for (q = 0; q < ids.length; q++){ $(ids[q]).addEventListener('input', manuale); $(ids[q]).addEventListener('change', manuale); }
  var idz = ['mxc-pos', 'mxc-mat'];
  for (q = 0; q < idz.length; q++){ $(idz[q]).addEventListener('input', aggiornaZona); $(idz[q]).addEventListener('change', aggiornaZona); }
  var bt = $('mxc-preset').getElementsByTagName('button'), z;
  for (z = 0; z < bt.length; z++){
    bt[z].addEventListener('click', function(){
      var i = parseInt(this.getAttribute('data-p'), 10), p = D.preset[i];
      $('mxc-so2').value = p.so2; $('mxc-hno3').value = p.hno3; $('mxc-pm10').value = p.pm10;
      $('mxc-rh').value = D.clima.rh; $('mxc-rain').value = D.clima.rain; $('mxc-ph').value = D.clima.ph;
      $('mxc-stima').checked = false;
      attivo = i;
      aggiornaConto();
    });
  }
  aggiornaZona();
  aggiornaConto();

  window.MXC_TAVOLA = { calcare: calcare, hno3Stima: hno3Stima, classe: classe, rh60: rh60, hpiu: hpiu,
                        aggiornaConto: aggiornaConto, aggiornaZona: aggiornaZona, D: D };
})();
"></script> </div>
<p> <!--/mxTAVOLA--></p>
<p style="font-size:14px;color:#555">Tutte le tavole interattive: <a href="https://www.renzo-arthome.com/calcolatori/">I calcolatori</a>.</p>
<h2 id="in-sintesi">In sintesi</h2>
<p><strong>1. La crosta nera è pietra trasformata.</strong> È gesso, solfato di calcio biidrato, cresciuto a spese del carbonato della pietra, del marmo, della malta o dell&#8217;intonaco a calce, con dentro le particelle nere del fumo. Il gesso è bianco: il nero viene da quello che ingloba.</p>
<p><strong>2. Il danno lo decide l&#8217;acqua.</strong> Dove la pioggia batte e scorre il gesso si scioglie e la pietra resta chiara; dove l&#8217;acqua arriva e non scorre, per condensa, nebbia o migrazione dal bordo bagnato, il gesso resta e cresce. In acqua pura il gesso è circa 180 volte più solubile del carbonato, e con l&#8217;anidride carbonica della pioggia ancora da 10 a 30 volte.</p>
<p><strong>3. Le zone sono tre.</strong> Dilavata, di confine, riparata. A San Marco i solfati vanno dal 10 per cento dell&#8217;unico campione della parte esposta al 50-70 delle croste dendritiche al confine con la zona lavata; a Ca&#8217; Pesaro dallo 0,3 delle aree bianche al 27,7 di quelle nere.</p>
<p><strong>4. L&#8217;anidride solforosa diventa acido nell&#8217;acqua.</strong> Nella goccia e nel velo di condensa la reazione è molto più veloce che nell&#8217;aria secca, e sulla pietra il carbonato neutralizza l&#8217;acido e la tiene accesa. Ferro, manganese, vanadio e le sfere carboniose del fumo la catalizzano.</p>
<p><strong>5. Il gesso occupa il doppio.</strong> Un grammo di carbonato dà 1,72 grammi di gesso, e il volume del solido cresce di 2,02 volte: la crosta cresce verso l&#8217;esterno e dentro i pori, solleva la superficie e se la porta via.</p>
<p><strong>6. La crosta non protegge.</strong> È fessurata, dietro la pietra si disgrega, e il gesso è una sorgente di sali che migrano verso l&#8217;interno. Quanta crosta togliere lo decidono le prove e, sui beni tutelati, il restauratore.</p>
<p><strong>7. A San Marco la solfatazione è continuata mentre l&#8217;anidride solforosa cominciava a scendere.</strong> Fra i primi anni Settanta e il 1983-85 la solfatazione media delle croste è salita dal 40 al 60 per cento. Sulle lastrine nuove di ICP Materials, invece, l&#8217;anidride solforosa è calata di oltre l&#8217;85 per cento e il calcare lavato consumato in quattro anni molto meno: sono due fenomeni diversi.</p>
<p><strong>8. Secondo la formula europea, la pietra lavata si consuma anche con l&#8217;aria pulita.</strong> Nella formula, ricavata sul calcare di Portland, 4,0 micrometri del primo anno non dipendono dagli inquinanti; a Caserta, nel 2020, sono il 65 per cento dei 6,2 calcolati. Il fondo del manuale, che viene dalle misure, è 3,2 micrometri.</p>
<p><strong>9. A Caserta la manutenzione la decide lo sporcamento.</strong> Il tempo per la perdita di pietra passa da 18 a 31 anni, quello per l&#8217;annerimento sale meno, da 9 a 14.</p>
<p><strong>10. I sali hanno due strade.</strong> In basso vengono dal terreno con la risalita, in alto dall&#8217;aria con la condensa. A Venezia le croste hanno cloruri quasi sempre sotto l&#8217;1 per cento; a Ca&#8217; Pesaro i cloruri che salgono con la risalita si accumulano, secondo gli autori, probabilmente fra 1,5 e 2,5 metri.</p>
<p><strong>11. Il gesso sta nel primo millimetro.</strong> Agli Scrovegni fino al 5,1 per cento nel primo millimetro dell&#8217;intonaco e sotto lo 0,7 nel secondo. I campioni si prendono per spessori sottili, zona per zona.</p>
<p><strong>12. Prima l&#8217;acqua, poi le forme, poi i sali.</strong> Si corregge l&#8217;acqua che fa la crosta, si disegnano le forme con i termini della norma, si analizzano i sali per zona, per profondità e per altezza. Sulle superfici decorate dei beni tutelati lavora per legge il restauratore, e ogni prelievo va autorizzato.</p>
<h2 id="domande-frequenti">Domande frequenti</h2>
<p><strong>Le macchie nere sotto le cornici della mia facciata sono muffa?</strong><br />Si distinguono a vista, e con un&#8217;analisi. La crosta nera sta sotto le sporgenze, è dura, aderisce alla pietra e ha uno spessore che si vede, a volte con la superficie a rametti. Il glossario ICOMOS descrive la muffa come un fungo microscopico che a occhio nudo forma una peluria, una rete o piccole macchie di filamenti bianchi, grigi o neri. Le alghe formano strati polverosi o viscidi, dove la superficie resta umida a lungo. Il dubbio lo scioglie un&#8217;analisi: la crosta nera è fatta soprattutto di gesso con particelle nere, la muffa di filamenti di un fungo, che si riconoscono al microscopio.</p>
<p><strong>Si può togliere la crosta con l&#8217;idropulitrice?</strong><br />L&#8217;acqua a pressione non compare fra i metodi delle fonti di questo articolo, e le fonti danno le ragioni per non affidarsi all&#8217;acqua. A Ca&#8217; Pesaro anche la nebulizzazione fu scartata: non toglieva le croste spesse sotto le cornici e, in grande quantità, poteva muovere i sali, che poi cristallizzano nella pietra. Su un bene tutelato anche la prova di pulitura va autorizzata, e la fa il restauratore. Su un edificio comune la prova la fa un restauratore o un&#8217;impresa con esperienza sulla pietra, su un riquadro piccolo per zona, in un punto poco visibile. Il riquadro si fotografa prima e dopo con la stessa luce, e ci si ferma quando compare la pietra senza segni di abrasione.</p>
<p><strong>Dopo la pulitura la facciata è venuta bianca: hanno esagerato?</strong><br />Non necessariamente. Sulla pietra calcarea le facce battute dalla pioggia sono chiare da sempre. Se il bianco sta sulle facce esposte e il nero è sparito dai sottosquadri, la pulitura ha seguito le zone, come Fassina e i colleghi spiegarono per Ca&#8217; Pesaro.</p>
<p><strong>Oggi l&#8217;aria è pulita: la crosta si riforma?</strong><br />Con meno anidride solforosa il gesso nuovo si forma più piano, ma quello già formato resta, si scioglie e ricristallizza a ogni bagnatura: Fassina chiama effetto memoria il degrado che continua. Intanto il calcare lavato dalla pioggia si consuma ancora, e lo sporcamento torna prima della perdita di pietra: a Caserta, con l&#8217;aria del 2020, il limite dello sporcamento arriva in 14 anni, quello della recessione in 31.</p>
<p><strong>Un protettivo idrorepellente ferma la crosta?</strong><br />Le fonti non dicono che la fermi. A Ca&#8217; Pesaro il protettivo fu scelto dopo la pulitura, con prove di assorbimento d&#8217;acqua, per ridurre l&#8217;acqua assorbita dalla pietra sana: con il silossano scelto l&#8217;acqua assorbita scendeva di circa il 44 per cento rispetto alla pietra non trattata. Gli autori scrivono che ha una vita limitata e va controllato negli anni. Il protettivo è l&#8217;ultimo passo di un restauro.</p>
<p><strong>Anche l&#8217;intonaco a calce fa la crosta nera?</strong><br />Sì, perché il suo legante è carbonato di calcio, come la pietra calcarea. Smith, in un brano del 1858, trovava quasi metà di solfato di calce in una malta di Manchester, e agli Scrovegni il gesso sta nel primo millimetro dell&#8217;intonaco dipinto. Sulle facciate intonacate le zone sono le stesse: nero sotto le sporgenze, chiaro dove la pioggia scorre.</p>
<p><strong>Abito vicino al mare: i sali della facciata vengono dall&#8217;aria?</strong><br />In parte. L&#8217;aerosol marino porta cloruri, ma nelle croste di Venezia i cloruri stanno quasi sempre sotto l&#8217;1 per cento. Nella parte bassa dei muri veneziani i cloruri vengono dall&#8217;acqua della laguna con la risalita, e a Ca&#8217; Pesaro gli autori stimano il massimo fra 1,5 e 2,5 metri. Su un muro vicino al mare le due origini si distinguono solo con le analisi per altezza.</p>
<p><strong>Serve un permesso per pulire una facciata storica?</strong><br />Se l&#8217;edificio è tutelato sì. Il vademecum di una Soprintendenza del Veneto, del 2022, riguarda i progetti di restauro delle facciate ai sensi degli articoli 21 e 45 del Codice dei beni culturali, e chiede la mappatura del degrado con i termini della UNI 11182 e la relazione di un restauratore qualificato. Le superfici decorate, per l&#8217;articolo 29, sono lavoro esclusivo dei restauratori. Anche su un edificio non tutelato, in un centro storico possono servire titoli edilizi o paesaggistici: conviene chiedere all&#8217;ufficio tecnico del Comune prima di chiedere le offerte.</p>
<p><strong>Quanta pietra perde una facciata in un anno?</strong><br />Dipende dall&#8217;aria, dal clima e dalla zona. A Caserta, nel 2020, la formula europea, ricavata sul calcare di Portland esposto alla pioggia, dà 6,2 micrometri nel primo anno. Nell&#8217;esposizione di un anno cominciata nell&#8217;autunno del 2014 le lastrine di ICP Materials hanno perso 4,68 micrometri a Venezia, 8,3 a Milano e 2,88 a Berlino. Nelle zone riparate la pietra non arretra così: si trasforma in gesso.</p>
<h2 id="in-conclusione">In conclusione</h2>
<p>La chiamata dell&#8217;apertura portava due frasi: «è sporca» ed «è troppo pulita». Tutte e due guardavano il colore, mentre a spiegare la facciata è la posizione del nero rispetto all&#8217;acqua. A pochi centimetri di distanza, sulla stessa pietra e con la stessa aria, la faccia che la pioggia lava resta chiara. Il sottosquadro che la condensa bagna diventa nero.</p>
<p>Se avessi preso la crosta per sporco, avrei suggerito di lavarla, aggiungendo al muro l&#8217;acqua che muove i sali. Se l&#8217;avessi presa per una protezione, l&#8217;avrei lasciata lavorare. La crosta è gesso: cresce a spese della pietra, occupa il doppio del volume del carbonato che sostituisce, porta i sali verso l&#8217;interno e resta anche quando l&#8217;aria migliora. A Venezia e a Padova lo dicono le misure; a Caserta i calcoli del programma europeo dicono che la pietra lavata si consuma anche con l&#8217;aria di oggi.</p>
<p>Prima si guarda la facciata sotto la pioggia, e si segna dove l&#8217;acqua scorre e dove si ferma. Poi si disegnano le forme con le parole della norma, e si prendono i sali per zona, millimetro per millimetro, e alla base anche per altezza. Solo alla fine si decide che cosa fare, e il primo lavoro è sull&#8217;acqua: un gocciolatoio, uno sporto, un pluviale.</p>
<h2 id="nota-sui-calcoli">Nota sui calcoli</h2>
<p>I conti stanno in un file di calcolo che accompagna il testo, le tavole e la tavola interattiva, con la fonte accanto a ogni costante. Le formule, per chi vuole rifare i conti, sono queste.</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>Solfatazione del carbonato: CaCO₃ + H₂SO₄ + H₂O → CaSO₄·2H₂O + CO₂. Ossidazione dell&#8217;anidride solforosa, in sintesi: SO₂ + ½ O₂ + H₂O → H₂SO₄. Dissoluzione del carbonato con l&#8217;anidride carbonica: CaCO₃ + CO₂ + H₂O → Ca(HCO₃)₂.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Densità di un minerale: massa formula / volume molare. Calcite 100,087 / 36,93 = 2,71 grammi al centimetro cubo; gesso 172,172 / 74,69 = 2,31 (bollettino USGS 2131).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Massa di gesso da un grammo di carbonato: 172,172 / 100,087 = 1,72. Volume del solido a parità di calcio: 74,69 / 36,93 = 2,02.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Frazione massima di ione solfato nel gesso puro: (136,142 &#8211; 40,078) / 172,172 = 55,8 per cento; di solfato di calcio: 136,142 / 172,172 = 79,1 per cento.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Acqua per sciogliere uno strato compatto di gesso: V = s · A · ρ / S, con s spessore, A superficie, ρ densità del gesso e S solubilità, 2,531 grammi al litro a 20 °C. Per 1 millimetro su 1 metro quadrato: 0,1 centimetri · 10.000 centimetri quadrati · 2,305 grammi al centimetro cubo / 2,531 grammi al litro = 911 litri, limite inferiore per uno strato ideale di gesso puro e compatto.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Conversione delle concentrazioni: 1 milligrammo al metro cubo = 1.000 microgrammi al metro cubo. Media delle dodici medie mensili di Papadopoli: 136,7 microgrammi al metro cubo; confronto con il limite annuo del 2030: 136,7 / 20 = 6,8.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Calo percentuale: (valore iniziale &#8211; valore finale) / valore iniziale · 100.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Formula europea del calcare, primo anno di esposizione, calcare di Portland esposto alla pioggia (manuale UNECE 2024, equazione 4.13): R = 4,0 + 0,0059 · [SO₂] · Rh60 + 0,054 · Rain · [H⁺] + 0,078 · [HNO₃] · Rh60 + 0,0258 · [PM10], con R in micrometri; [SO₂], [HNO₃] e [PM10] medie annue in microgrammi al metro cubo; Rain pioggia annua in millimetri; Rh60 = Rh &#8211; 60 quando l&#8217;umidità relativa media annua Rh supera il 60 per cento, zero altrimenti; [H⁺] in milligrammi al litro, pari a 1007,97 · 10^-pH.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Acido nitrico stimato (equazione 4.22 dello stesso manuale): [HNO₃] = 516 · e^(-3400 / (T + 273)) · ([NO₂] · [O₃] · Rh)^0,5, con T temperatura media annua in gradi Celsius e concentrazioni in microgrammi al metro cubo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Classi del calcare: R_a = n · R_b, con R_b = 3,2 micrometri nel primo anno e n = 1,5, 2 e 2,5; la tabella 4.1 dà 5,0, 6,4 e 8 micrometri (per n = 1,5 il prodotto sarebbe 4,8).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Parte della formula che non dipende dagli inquinanti: 4,0 / R. Caserta 2000: 4,0 / 8,5 = 47 per cento; 2020: 4,0 / 6,2 = 65 per cento.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Quota del costo di manutenzione dovuta all&#8217;inquinamento (Tidblad e colleghi 2025, equazione 2, in forma relativa): (1/t &#8211; 1/t₀) / (1/t), con t intervallo di manutenzione con l&#8217;inquinamento e t₀ senza. Caserta: (1/20,5 &#8211; 1/114) / (1/20,5) = 82 per cento.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Valori di prova del collaudo della formula su Caserta: umidità relativa 77 per cento, pioggia 800 millimetri, pH 5,34. La tabella 3 del lavoro del 2025 non li riporta: li ho scelti perché la formula restituisca le tre righe della tabella, e servono solo a controllare il conto.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Conversioni: 1 chilogrammo forza al centimetro quadrato = 0,0981 megapascal, quindi 1.400-1.600 = circa 137-157 e 1.000-1.200 = circa 98-118; 80 e 200 mesh = aperture di setaccio di circa 180 e 75 micrometri; un quarto di pollice = 6,35 millimetri.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Acqua assorbita con il protettivo di Ca&#8217; Pesaro rispetto alla pietra non trattata: (0,189 &#8211; 0,105) / 0,189 = 44 per cento in meno.</li>
</ul>
<p>Che cosa in questo articolo è mio e non delle fonti: la scena di apertura, che è un caso ricorrente e non un episodio datato; i conti fatti sui dati dichiarati, cioè densità, rapporti di massa e di volume, solfato nel gesso, rapporto fra le solubilità, litri d&#8217;acqua per un millimetro di gesso; la media delle dodici medie mensili di Papadopoli, i mesi sopra i limiti e il rapporto con il limite annuo del 2030, che confrontano periodi di mediazione diversi; i cali percentuali di ICP Materials e di Caserta, e la classifica dell&#8217;acido nitrico nei dati del programma; la parte della formula europea che non dipende dagli inquinanti, e la lettura di quel termine come effetto dell&#8217;acqua piovana; l&#8217;uso della formula per calcari diversi da quello di Portland, come ordine di grandezza; i valori di prova del collaudo su Caserta; le conversioni delle unità e il calo dell&#8217;acqua assorbita con il protettivo; l&#8217;estensione del modello delle tre zone, costruito a Venezia, alle facciate comuni di pietra e di intonaco a calce; il metodo in tre passi, che mette in sequenza le procedure delle fonti, con le pratiche correnti per osservare la condensa, prelevare il primo millimetro e richiudere i fori; la raccomandazione di campionare per spessori sottili, che traduce la tabella degli Scrovegni; gli scenari e le posizioni della tavola interattiva.</p>
<h2 id="fonti">Fonti</h2>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>V. Fassina, <em>Atmospheric pollutants responsible for stone decay. Wet and dry surface deposition of air pollutants on stone and the formation of black scabs</em>, in <em>Weathering and air pollution</em>, 1° Corso della Scuola universitaria C.U.M. Conservazione dei monumenti, Portese, Venezia e Milano, 2-9 settembre 1991, pp. 67-86. Da qui sono ripresi gli studi di Cox e Penkett, di Penkett e di Robinson e Baker.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>V. Fassina, <em>Il degrado delle formelle dell&#8217;arcone centrale della Basilica di San Marco in relazione all&#8217;inquinamento atmosferico</em>, in <em>Scienza e tecnica del restauro della Basilica di San Marco</em>, atti del convegno di Venezia del 16-19 maggio 1995, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, pp. 611-650.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>V. Fassina, <em>L&#8217;inquinamento atmosferico nel centro storico di Venezia</em>, dati di Palazzo Papadopoli dal giugno 1972 al maggio 1973. Da qui sono ripresi gli studi di Eriksson e di Junge.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>V. Fassina, E. Armani, F. Costa, <em>The deterioration of Istrian stone in Ca&#8217; Pesaro and the technique of conservation used</em>, in F. H. Wittmann (a cura di), <em>Materials Science and Restoration</em>, 2° Colloquio internazionale, Technische Akademie Esslingen, 2-4 settembre 1986, pp. 445-468.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>V. Fassina, F. Costa, <em>Preliminary results of desalination of Ca&#8217; Pesaro brick masonry</em>, pp. 365-369.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>G. Biscontin, V. Fassina, E. Zendri, <em>Il comportamento dei materiali lapidei a Venezia in relazione all&#8217;ambiente</em>, in F. Zezza (a cura di), atti del 1° Simposio internazionale sulla conservazione dei monumenti nel bacino del Mediterraneo, Bari 7-10 giugno 1989, pp. 195-201; G. Biscontin, V. Fassina, P. Maravelaki, E. Zendri, <em>Venice: stone material behaviour in connection with the environment</em>, pp. 253-263.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>L. Lazzarini, V. Fassina, <em>Studio scientifico sullo stato di conservazione delle pietre e dei marmi della Porta della Carta di Venezia</em>, 3° Congresso internazionale sul deterioramento e la conservazione della pietra, Venezia 24-27 ottobre 1979, pp. 645-660.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>V. Fassina, <em>I problemi conservativi dei monumenti veneziani in relazione all&#8217;inquinamento atmosferico</em>, in G. A. Popescu, G. Dallaporta (a cura di), <em>Dalla morfologia del degrado alla morfologia della conservazione</em>, CNR, pp. 287-293.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>V. Fassina, A. G. Stevan, <em>Influenza dell&#8217;ambiente sui fenomeni di alterazione dei dipinti murali</em>, in <em>Degrado e diagnostica</em>, pp. 203-216. Da qui è ripreso lo studio di Sayre e Majewski del 1963.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>V. Fassina, A. Basso, M. Rossetti, <em>Studio delle patine superficiali della pietra d&#8217;Istria sulla facciata della Madonna dell&#8217;Orto</em>, III Simposio internazionale sulla conservazione dei monumenti nel bacino del Mediterraneo, Venezia 1994.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>D. Benavente, P. Brimblecombe, C. M. Grossi, <em>Thermodynamic calculations for the salt crystallisation damage in porous built heritage using PHREEQC</em>, Environmental Earth Sciences, 2015.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>R. A. Robie, B. S. Hemingway, <em>Thermodynamic properties of minerals and related substances</em>, U.S. Geological Survey Bulletin 2131, 1995.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>A. Klimchouk, <em>The dissolution and conversion of gypsum and anhydrite</em>, International Journal of Speleology 25, 1996.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI 11182:2006, <em>Beni culturali. Materiali lapidei naturali ed artificiali. Descrizione della forma di alterazione. Termini e definizioni</em>.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>ICOMOS-ISCS, <em>Illustrated glossary on stone deterioration patterns</em>, 2008.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Padova, Treviso e Belluno, <em>Vademecum della documentazione necessaria alla valutazione di un progetto di restauro delle facciate</em>, 2022.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, <em>Codice dei beni culturali e del paesaggio</em>, articolo 29, comma 6.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI EN 16085:2012, <em>Metodologia per il campionamento dei materiali costituenti i beni culturali. Regole generali</em>; UNI EN 16096:2012, <em>Indagine e rapporto dello stato di conservazione del patrimonio culturale immobile</em>; UNI EN 16455:2014, <em>Dissoluzione e determinazione di sali solubili nelle pietre naturali e relativi materiali in uso e provenienti dal patrimonio culturale</em>.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Direttiva 2008/50/CE del 21 maggio 2008 e direttiva (UE) 2024/2881 del 23 ottobre 2024 sulla qualità dell&#8217;aria ambiente.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>ARPAV, indicatore dei livelli di biossido di zolfo, 2021, e comunicato sulla qualità dell&#8217;aria a Venezia Punta Fusina nel 2024.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Legge 16 aprile 1973, n. 171, <em>Interventi per la salvaguardia di Venezia</em>, articolo 10.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>J. Tidblad e altri, <em>ICP Materials Trends in Corrosion, Soiling and Air Pollution (1987-2014)</em>, Materials 10, 969, 2017, con i dati supplementari.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>J. Tidblad e altri, <em>Corrosion and Soiling in the 21st Century: Insights from ICP Materials and Impact on Cultural Heritage</em>, Corrosion and Materials Degradation 6, 54, 2025.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNECE, <em>Manual on Methodologies and Criteria for Modelling and Mapping Critical Loads and Levels and Air Pollution Effects, Risks, and Trends</em>, aggiornamento 2024, German Environment Agency, TEXTE 123/2024, capitolo 4.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>J. Evelyn, <em>Fumifugium</em>, Londra 1661.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UK Parliament, Living Heritage, <em>The stonework</em>.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>R. A. Smith, <em>On the Air and Rain of Manchester</em>, Memoirs of the Literary and Philosophical Society of Manchester, serie 2, vol. 10, 1852; <em>Air and Rain: The Beginnings of a Chemical Climatology</em>, Londra 1872, p. 444, con il brano di <em>On the Air of Towns</em>, Chemical Society, 1858.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>A. Geikie, <em>Rock-weathering, as illustrated in Edinburgh churchyards</em>, Proceedings of the Royal Society of Edinburgh 10, 1880, pp. 518-532.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>A. A. Julien, <em>The durability of building stones in New York City and vicinity</em>, nel rapporto sulle pietre da costruzione del decimo censimento degli Stati Uniti, 1883.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><em>Encyclopaedia Britannica</em>, 11ª edizione, 1911, voce <em>Stone</em>.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Committee on Air Pollution, <em>Interim Report</em>, Cmd. 9011, HMSO, 1953, paragrafo 42.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>E. M. Winkler, <em>Weathering rates as exemplified by Cleopatra&#8217;s Needle in New York City</em>, Journal of Geological Education 13, 1965.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNESCO World Heritage Centre, campagna internazionale per la salvaguardia di Venezia.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>K. L. Gauri, G. C. Holdren, <em>Pollutant effects on stone monuments</em>, Environmental Science &amp; Technology 15, 1981.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>E. McGee, <em>Acid Rain and Our Nation&#8217;s Capital</em>, U.S. Geological Survey, 1997.</li>
</ul>
<p>Le norme UNI 11182, UNI EN 16085, UNI EN 16096 e UNI EN 16455 sono a pagamento: della prima uso i termini e i numeri dei punti con definizioni mie, delle altre solo il titolo.</p>
<h2 id="lautore">L&#8217;autore</h2>
<p>Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense; anni di cantiere. Autore di &#8220;Murature umide: cause e rimedi&#8221; (Grafill, 2026).</p>
<p><script type='application/ld+json'>{"@context": "https://schema.org", "@type": "FAQPage", "mainEntity": [{"@type": "Question", "name": "Le macchie nere sotto le cornici della mia facciata sono muffa?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Si distinguono a vista, e con un'analisi. La crosta nera sta sotto le sporgenze, è dura, aderisce alla pietra e ha uno spessore che si vede, a volte con la superficie a rametti. Il glossario ICOMOS descrive la muffa come un fungo microscopico che a occhio nudo forma una peluria, una rete o piccole macchie di filamenti bianchi, grigi o neri. Le alghe formano strati polverosi o viscidi, dove la superficie resta umida a lungo. Il dubbio lo scioglie un'analisi: la crosta nera è fatta soprattutto di gesso con particelle nere, la muffa di filamenti di un fungo, che si riconoscono al microscopio."}}, {"@type": "Question", "name": "Si può togliere la crosta con l'idropulitrice?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "L'acqua a pressione non compare fra i metodi delle fonti di questo articolo, e le fonti danno le ragioni per non affidarsi all'acqua. A Ca' Pesaro anche la nebulizzazione fu scartata: non toglieva le croste spesse sotto le cornici e, in grande quantità, poteva muovere i sali, che poi cristallizzano nella pietra. Su un bene tutelato anche la prova di pulitura va autorizzata, e la fa il restauratore. Su un edificio comune la prova la fa un restauratore o un'impresa con esperienza sulla pietra, su un riquadro piccolo per zona, in un punto poco visibile. Il riquadro si fotografa prima e dopo con la stessa luce, e ci si ferma quando compare la pietra senza segni di abrasione."}}, {"@type": "Question", "name": "Dopo la pulitura la facciata è venuta bianca: hanno esagerato?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Non necessariamente. Sulla pietra calcarea le facce battute dalla pioggia sono chiare da sempre. Se il bianco sta sulle facce esposte e il nero è sparito dai sottosquadri, la pulitura ha seguito le zone, come Fassina e i colleghi spiegarono per Ca' Pesaro."}}, {"@type": "Question", "name": "Oggi l'aria è pulita: la crosta si riforma?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Con meno anidride solforosa il gesso nuovo si forma più piano, ma quello già formato resta, si scioglie e ricristallizza a ogni bagnatura: Fassina chiama effetto memoria il degrado che continua. Intanto il calcare lavato dalla pioggia si consuma ancora, e lo sporcamento torna prima della perdita di pietra: a Caserta, con l'aria del 2020, il limite dello sporcamento arriva in 14 anni, quello della recessione in 31."}}, {"@type": "Question", "name": "Un protettivo idrorepellente ferma la crosta?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Le fonti non dicono che la fermi. A Ca' Pesaro il protettivo fu scelto dopo la pulitura, con prove di assorbimento d'acqua, per ridurre l'acqua assorbita dalla pietra sana: con il silossano scelto l'acqua assorbita scendeva di circa il 44 per cento rispetto alla pietra non trattata. Gli autori scrivono che ha una vita limitata e va controllato negli anni. Il protettivo è l'ultimo passo di un restauro."}}, {"@type": "Question", "name": "Anche l'intonaco a calce fa la crosta nera?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Sì, perché il suo legante è carbonato di calcio, come la pietra calcarea. Smith, in un brano del 1858, trovava quasi metà di solfato di calce in una malta di Manchester, e agli Scrovegni il gesso sta nel primo millimetro dell'intonaco dipinto. Sulle facciate intonacate le zone sono le stesse: nero sotto le sporgenze, chiaro dove la pioggia scorre."}}, {"@type": "Question", "name": "Abito vicino al mare: i sali della facciata vengono dall'aria?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "In parte. L'aerosol marino porta cloruri, ma nelle croste di Venezia i cloruri stanno quasi sempre sotto l'1 per cento. Nella parte bassa dei muri veneziani i cloruri vengono dall'acqua della laguna con la risalita, e a Ca' Pesaro gli autori stimano il massimo fra 1,5 e 2,5 metri. Su un muro vicino al mare le due origini si distinguono solo con le analisi per altezza."}}, {"@type": "Question", "name": "Serve un permesso per pulire una facciata storica?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Se l'edificio è tutelato sì. Il vademecum di una Soprintendenza del Veneto, del 2022, riguarda i progetti di restauro delle facciate ai sensi degli articoli 21 e 45 del Codice dei beni culturali, e chiede la mappatura del degrado con i termini della UNI 11182 e la relazione di un restauratore qualificato. Le superfici decorate, per l'articolo 29, sono lavoro esclusivo dei restauratori. Anche su un edificio non tutelato, in un centro storico possono servire titoli edilizi o paesaggistici: conviene chiedere all'ufficio tecnico del Comune prima di chiedere le offerte."}}, {"@type": "Question", "name": "Quanta pietra perde una facciata in un anno?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Dipende dall'aria, dal clima e dalla zona. A Caserta, nel 2020, la formula europea, ricavata sul calcare di Portland esposto alla pioggia, dà 6,2 micrometri nel primo anno. Nell'esposizione di un anno cominciata nell'autunno del 2014 le lastrine di ICP Materials hanno perso 4,68 micrometri a Venezia, 8,3 a Milano e 2,88 a Berlino. Nelle zone riparate la pietra non arretra così: si trasforma in gesso."}}]}</script><br />
<!--mxLA--></p>
<div style='background:#f6f7f9;border:1px solid #e3e6ea;border-radius:8px;padding:14px 18px;margin:26px 0'><strong style='color:#b11f24'>Leggi anche</strong></p>
<ul style='margin:8px 0 0 18px'>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale della risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
</ul>
</div>
<p><!--/mxLA--></p>
<hr style='border:none;border-top:3px solid #b11f24;margin-top:34px'>
<table style='width:100%;border-collapse:collapse;font-family:Arial,sans-serif;color:#2a3340;font-size:14px;line-height:1.6'>
<tr>
<td style='vertical-align:top;padding-right:20px'>
<div style='font-size:16px;font-weight:700;color:#b11f24'>Ditta Renzo-ArtHome</div>
<div style='font-weight:600'>di Spedicato Oronzo</div>
<div style='color:#5a6577;margin-bottom:8px'>Specialista in risanamenti di interrati e umidit&agrave; di risalita</div>
<div><strong>Web:</strong> <a href="https://www.renzo-arthome.com">www.renzo-arthome.com</a></div>
<div><strong>E-mail:</strong> renzo.spedicato@gmail.com &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>PEC:</strong> renzoarthome@pec.it</div>
<div><strong>Cell.:</strong> +39 335 844 2978 &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>Ufficio:</strong> +39 371 775 4189</div>
<div style='color:#5a6577'>P.IVA 02475540304</div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://www.renzo-arthome.com/preventivo-gratuito/" style="display:inline-block;background:#b11f24;color:#fff;padding:9px 16px;border-radius:6px;font-weight:700;text-decoration:none">Chiedi un preventivo &rarr;</a></div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://wa.me/393358442978" target="_blank" rel="noopener" title="WhatsApp" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-whatsapp.png' alt='WhatsApp' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.facebook.com/RenzoArtHome" target="_blank" rel="noopener" title="Facebook" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-facebook.png' alt='Facebook' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.linkedin.com/in/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="LinkedIn" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-linkedin.png' alt='LinkedIn' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.tiktok.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="TikTok" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-tiktok.png' alt='TikTok' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.youtube.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="YouTube" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-youtube.png' alt='YouTube' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.instagram.com/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="Instagram" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-instagram.png' alt='Instagram' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a></div>
</td>
<td style='vertical-align:top;width:150px;text-align:center'><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/murature-umide-copertina.jpg' alt='Murature umide: cause e rimedi' width='120' style='border:1px solid #ddd;border-radius:4px'></a></p>
<div style='font-size:12px;color:#5a6577;margin-top:6px'><strong>Murature umide: cause e rimedi</strong><br />Grafill, 2026<br /><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener">Vai al libro &rarr;</a></div>
</td>
</tr>
</table>
<style>#rahLATO{margin:44px auto 0;max-width:680px;font-family:'Open Sans',sans-serif}#rahLATO *{box-sizing:border-box}#rahLATO .rahL-int{background:#fff;border:1px solid #d9dde2;padding:18px 16px 10px}#rahLATO .rahL-tit{font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:700;font-size:15px;letter-spacing:.16em;text-transform:uppercase;color:#262a33;margin:0 0 2px}#rahLATO p{margin:0!important;padding:0!important}#rahLATO .rahL-blog-r{margin:0 0 4px}#rahLATO .rahL-pagine{margin:0 0 12px}#rahLATO .rahL-blog{display:inline-block;font-size:13.5px;color:#a06a00;text-decoration:none;margin:0;border:0}#rahLATO .rahL-blog:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO details{margin:0 0 7px;border-left:4px solid var(--rahf)}#rahLATO summary{cursor:pointer;list-style:none;display:flex;align-items:baseline;gap:8px;font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:600;font-size:14px;color:#2f3440;padding:9px 8px 9px 10px;background:var(--rahv);margin:0}#rahLATO summary::-webkit-details-marker{display:none}#rahLATO summary:before{content:"+";font-weight:700;color:#2f3440;opacity:.55;width:13px;flex:none}#rahLATO details[open]>summary:before{content:"\2212"}#rahLATO .rahL-n{margin-left:auto;font-weight:400;font-size:11.5px;color:#5a6577}#rahLATO ul{list-style:none!important;margin:0!important;padding:6px 4px 8px 12px!important;background:var(--rahv);background:color-mix(in srgb,var(--rahv) 32%,#fff)}#rahLATO li{margin:0!important;padding:4px 6px!important;font-size:13px;line-height:1.45;border-left:2px solid transparent;list-style:none!important}#rahLATO li:before{display:none!important;content:none!important}#rahLATO li a{color:#3f4450;text-decoration:none;border:0;box-shadow:none}#rahLATO li a:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO li.rahL-qui{background:#fdf6d8;border-left-color:#eddf21}#rahLATO li.rahL-qui span{font-weight:600;color:#262a33}#rahLATO li.rahL-qui .rahL-segno{display:block;font-weight:400;font-size:10.5px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#5a6577;margin-top:1px}@media(min-width:1490px){body.postid-4354{overflow:visible!important}article.post-4354{position:relative}#rahLATO{position:absolute;top:0;right:-241px;bottom:0;width:225px;max-width:none;margin:0}#rahLATO .rahL-int{position:sticky;top:106px;max-height:calc(100vh - 126px);overflow-y:auto;padding:14px 12px 8px}#rahLATO summary{font-size:12.5px;padding:8px 6px 8px 8px}#rahLATO li{font-size:12px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:13px}}@media(min-width:1710px){#rahLATO{right:-336px;width:300px}#rahLATO .rahL-int{padding:18px 16px 10px}#rahLATO summary{font-size:14px}#rahLATO li{font-size:13px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:15px}}</style>
<div id="rahLATO">
<div class="rahL-int">
<div class="rahL-tit">Gli articoli</div>
<div class="rahL-blog-r"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/blog/">Indice del blog &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-fase-per-fase/">La casa fase per fase &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/decoder-diagnostico-edile/">Il decoder diagnostico &rarr;</a></div>
<details open style="--rahv:#dcebf5;--rahf:#7fadd1">
<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li class="rahL-qui"><span>La crosta nera sul muro non è sporco</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">Le malte impermeabili nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">La barriera chimica nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">Ma come si cura una risalita?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/improvvisamente-l-umidita-di-risalita/">Improvvisamente, l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-danno-e-dove-l-acqua-se-ne-va/">Il danno è dove l&#8217;acqua se ne va</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">Chi dimezza la macchia raddoppia l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">Umidità di risalita e sali solubili: perché bloccare l&#8217;umidità è solo metà del risanamento, e perché l&#8217;asciugatura richiede da mesi ad anni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo un intervento contro l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-risalita-impermeabilizzazione-in/">L&#8217;innalzamento dell&#8217;umidità di risalita in seguito a interventi di impermeabilizzazione dall&#8217;interno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/doppia-barriera-protocollo-renzo-arthome/">Barriere chimiche non occludenti in zona di marea: bastano davvero contro la pressione idrostatica?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">L’umidità igroscopica nell’edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-primaria-e-sali-renzo-arthome/">Umidità di risalita capillare primaria</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">31</span></summary>
<ul>
<li class="rahL-qui"><span>La crosta nera sul muro non è sporco</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">27</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/costruire-casa-senza-umidita/">La casa asciutta si decide in cantiere</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">Tre centimetri invece di una demolizione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/prima-la-strategia-poi-il-prodotto/">Prima la strategia, poi il prodotto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">La spinta idrostatica nelle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">Il seminterrato fra infiltrazioni, umidità e radon: un approccio integrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/fontana-dei-grifi-allinterno-del-castello-miramare-di-trieste/">Fontana dei Grifi all&#8217;interno del castello Miramare di Trieste</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/interventi-di-impermeabilizzazioni/">Impermeabilizzazioni: come intervenire e quali soluzioni scegliere</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#d9edea;--rahf:#7dbcb5">
<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">15</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-problema-non-e-la-pioggia/">Il problema non è la pioggia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">Umidità di rimbalzo (rain splash)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-meteorica-cap/">Umidità meteorica (penetrating damp)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-condensazione/">Umidità da condensazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sindrome-dell-edificio-malato/">Sindrome dell&#8217;edificio malato: cause, sintomi e soluzioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffe-indoor/">Muffe indoor</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">Condensa interstiziale in edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f2e9d5;--rahf:#c9a970">
<summary>Vespai e solai<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-piove-dal-predalles/">Quando piove dal predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-normative-e-calcoli/">Vespaio aerato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1431-2/">Le infiltrazioni nei predalles: analisi e metodologie di intervento</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f5e3dc;--rahf:#cf9484">
<summary>Casi Studio<span class="rahL-n">6</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f4eecb;--rahf:#c9b954">
<summary>Norme e libro<span class="rahL-n">5</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/normativa-salubrita-edifici/">Quadro normativo sulla salubrità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1443-2/">Materiali da costruzione radioattivi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pubblicato-il-libro-murature-umide-cause-e-rimedi/">Pubblicato il libro “Murature umide: cause e rimedi”</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#ebedf0;--rahf:#a7adb8">
<summary>Altri articoli<span class="rahL-n">1</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pavimenti-in-resina-nei-dettagli/">I pavimenti in resina nei dettagli</a></li>
</ul>
</details>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</title>
		<link>https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/</link>
					<comments>https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[renzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 12:36:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Condensa, muffe e microclima]]></category>
		<category><![CDATA[Diagnosi e metodo]]></category>
		<category><![CDATA[Interrati e impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[barriera al vapore]]></category>
		<category><![CDATA[condensa]]></category>
		<category><![CDATA[coperture]]></category>
		<category><![CDATA[diagnostica]]></category>
		<category><![CDATA[impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[infiltrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[umidità meteorica]]></category>
		<category><![CDATA[ventilazione]]></category>
		<category><![CDATA[verifica termoigrometrica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.renzo-arthome.com/?p=4229</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tetto piano o a falde, la macchia sul soffitto dell'ultimo piano non viene sempre dal manto: può essere vapore di casa salito con l'aria dalle fessure del soffitto, o acqua del cantiere rimasta chiusa fra la barriera al vapore e la membrana. I segni per distinguere le tre cause, le regole di tre paesi su pendenze, risvolti e soglie, i numeri dei laboratori, il conto del punto 7 della UNI EN ISO 13788 su cinque tetti, il diario della macchia, il metodo d'indagine e la tavola interattiva.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style='font-size:19px;color:#5a6577'><em>Tetto piano o a falde, quando sul soffitto dell&#8217;ultimo piano compare una macchia si pensa subito al manto che perde. Non sempre è così: a volte l&#8217;acqua è salita da casa con l&#8217;aria, o era già chiusa dentro dal cantiere, e un manto nuovo non la toglie.</em></p>
<p>Mi capita spesso, d&#8217;inverno, una telefonata come questa. Il tetto è stato rifatto un paio d&#8217;anni prima, con l&#8217;isolante nuovo e la membrana nuova. Adesso sul soffitto della camera all&#8217;ultimo piano c&#8217;è una macchia che si allarga. L&#8217;impresa che ha fatto il lavoro è già salita, ha controllato le saldature, ha versato acqua sul manto per un pomeriggio intero e non ha trovato niente. La proprietà vuole rifare tutto, e vuole che paghi chi ha fatto il lavoro. Prima di salire sul tetto chiedo quando compare la macchia. Spesso la risposta è la stessa: al mattino, nelle giornate fredde e serene, e non dopo la pioggia. Quella macchia con la tenuta del manto non ha niente a che fare. L&#8217;acqua è quella della casa, ed è salita fino al tetto passando dall&#8217;aria.</p>
<p>In un tetto coibentato l&#8217;acqua che bagna il soffitto arriva da tre parti, e ognuna lascia un segno riconoscibile. La pioggia entra da un punto debole del manto. Il vapore prodotto in casa sale con l&#8217;aria che passa dalle fessure del soffitto. L&#8217;acqua del cantiere resta chiusa fra la barriera al vapore e la membrana. Le tre cause si distinguono guardando quando compare la macchia, dove compare e che aspetto ha, prima ancora di aprire il tetto. La cura è diversa per ognuna, e la più costosa, rifare il manto, serve soltanto per la pioggia.</p>
<div id="rahTOC" style="border:1px solid #e2e5ea;border-radius:6px;padding:20px 24px;margin:0 0 32px;background:#fafbfc">
<p style="margin:0 0 10px;font-weight:600;color:#1a2233;font-size:16px">Indice</p>
<ol style="margin:0;padding-left:20px;line-height:1.6">
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-tre-cause-infiltrazione-condensa-umidita-di-costruzione" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le tre cause: infiltrazione, condensa, umidità di costruzione</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#chi-ha-cominciato-a-studiarlo" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Chi ha cominciato a studiarlo</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-parole-del-tetto" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le parole del tetto</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#come-nasce-una-copertura-sbagliata-sei-decisioni-prese-da-persone-diverse" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Come nasce una copertura sbagliata: sei decisioni prese da persone diverse</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-pioggia-entra-dai-bordi-del-manto" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La pioggia entra dai bordi del manto</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lacqua-che-dal-tetto-finisce-nei-muri" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;acqua che dal tetto finisce nei muri</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-vapore-sale-con-laria-non-attraverso-i-materiali" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il vapore sale con l&#8217;aria, non attraverso i materiali</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#destate-il-vapore-va-dallaltra-parte" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">D&#8217;estate il vapore va dall&#8217;altra parte</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lumidita-di-costruzione-lacqua-che-il-cantiere-ha-chiuso-dentro" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;umidità di costruzione: l&#8217;acqua che il cantiere ha chiuso dentro</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#quanta-acqua-ce-davvero-dentro-un-isolante-bagnato" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Quanta acqua c&#8217;è davvero dentro un isolante bagnato</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#come-si-riconoscono-quando-dove-che-aspetto" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Come si riconoscono: quando, dove, che aspetto</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#una-verifica-che-chiunque-puo-fare-il-diario-della-macchia" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Una verifica che chiunque può fare: il diario della macchia</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#come-si-indaga" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Come si indaga</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-tavola-interattiva-i-due-conti-con-i-numeri-del-saggio" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La tavola interattiva: i due conti con i numeri del saggio</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-stessa-macchia-sotto-sei-interventi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La stessa macchia sotto sei interventi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-metodo-in-tre-passi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il metodo in tre passi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-terrazzo-praticabile-sopra-una-stanza-abitata" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il terrazzo praticabile sopra una stanza abitata</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-tetto-a-falde-coibentato-tre-posti-per-lisolante-e-laria-che-passa" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il tetto a falde coibentato: tre posti per l&#8217;isolante, e l&#8217;aria che passa</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#quello-che-si-mette-sopra-il-verde-e-il-fotovoltaico" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Quello che si mette sopra: il verde e il fotovoltaico</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-scorciatoie-che-non-tengono" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le scorciatoie che non tengono</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#chi-paga-e-che-cosa-chiede-la-legge" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Chi paga, e che cosa chiede la legge</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-sintesi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In sintesi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#domande-frequenti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Domande frequenti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-conclusione" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In conclusione</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#nota-sui-calcoli-e-sulle-fonti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Nota sui calcoli e sulle fonti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lautore" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;autore</a></li>
</ol>
</div>
<h2 id="le-tre-cause-infiltrazione-condensa-umidita-di-costruzione">Le tre cause: infiltrazione, condensa, umidità di costruzione</h2>
<p><strong>L&#8217;infiltrazione</strong> è la pioggia, ed entra dove il manto si interrompe o si piega: il risvolto contro il muro, la soglia della portafinestra, il bocchettone di scarico, il tubo che attraversa, la conversa attorno al camino, il colmo e la gronda. Nel tetto piano il punto debole sta di solito sul perimetro e attorno agli scarichi, e la pendenza che manca fa il resto. Nel tetto a falde sta nei raccordi fra la falda e gli elementi che la bucano o la fermano: camini, lucernari, muri, tubi.</p>
<p><strong>La condensa</strong> viene dal vapore di casa. Una famiglia mette nell&#8217;aria una decina di litri d&#8217;acqua al giorno, come ho calcolato nell&#8217;articolo su <a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">quanto deve ventilare una casa</a>. Quel vapore sale verso il tetto in due modi: per diffusione, molecola per molecola attraverso i materiali, e con l&#8217;aria, attraverso le fessure del soffitto, le botole, i faretti, i tubi. Il secondo modo porta decine o centinaia di volte più acqua del primo, e nessun calcolo di Glaser lo vede.</p>
<p><strong>L&#8217;umidità di costruzione</strong> è l&#8217;acqua del cantiere. Un massetto di cemento gettato bagnato, una pioggia caduta sull&#8217;isolante prima della membrana, una guaina provvisoria che ha fatto da bacino: quando sopra si chiude la membrana e sotto c&#8217;è la barriera al vapore, quell&#8217;acqua non ha più una strada per uscire. Resta lì per anni, riduce l&#8217;isolamento e forma bolle e onde sulla membrana. Quando goccia, lo fa in punti che non corrispondono a nessun bordo: sopra la barriera scorre fino ai fori delle viti e dei tubi.</p>
<p>Le tre cause finiscono tutte per bagnare lo stesso soffitto, e chi guarda solo la macchia le confonde.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig1-tre-cause.png" alt="Sezione di un tetto piano a tetto caldo e di una falda isolata fra i travetti con le tre cause segnate: la pioggia dal risvolto, dallo scarico e dalla conversa, il vapore di casa che sale dalla fessura del faretto e del soffitto, l'acqua del cantiere chiusa nell'isolante" class="wp-image-4205" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig1-tre-cause.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig1-tre-cause-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig1-tre-cause-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig1-tre-cause-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig1-tre-cause-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 1. Le tre cause in sezione. A sinistra il tetto piano a tetto caldo: la pioggia entra dal risvolto e dallo scarico (1), il vapore di casa sale dalla fessura del faretto e condensa sotto la membrana fredda (2), l&#8217;acqua del cantiere resta chiusa fra la barriera e la membrana e goccia dalla vite (3). A destra la falda isolata fra i travetti: la conversa del camino, la fessura del soffitto con la brina sotto il cartonfeltro, il legno e l&#8217;isolante bagnati in cantiere.</figcaption></figure>
<h2 id="chi-ha-cominciato-a-studiarlo">Chi ha cominciato a studiarlo</h2>
<h3>Il tetto piano, da Vitruvio al Novecento</h3>
<p>Il terrazzo all&#8217;aperto è il primo tetto piano di cui abbiamo un manuale. Vitruvio, nel libro settimo del <em>De architectura</em>, avverte che i pavimenti scoperti posati su solai di legno soffrono: il legno si gonfia con l&#8217;umidità, si ritira col secco e si inflette, e il gelo finisce di rovinarli. Prescrive un doppio tavolato incrociato e inchiodato, un letto di pietrame e un impasto di calce e coccio pesto battuto fino a un piede di spessore, cioè circa 30 centimetri, con sopra le tessere grandi. Poi dà la pendenza: due dita ogni dieci piedi. Il piede romano vale sedici dita, come Vitruvio stesso scrive nel libro terzo, quindi due dita su dieci piedi fanno uno a ottanta, l&#8217;1,25 per cento. Le regole inglesi di oggi chiedono a un tetto piano finito una pendenza minima di uno a ottanta: lo stesso numero. Vitruvio aggiunge una manutenzione: ogni anno, prima dell&#8217;inverno, i giunti vanno imbevuti di feccia d&#8217;olio, perché l&#8217;acqua del gelo non entri.</p>
<p>Il tetto piano moderno nasce in Germania a metà Ottocento come una serie di esperimenti, racconta uno studio di storia della tecnica pubblicato nel 2017. A Berlino nel 1829 si prova l&#8217;argilla; tra il 1838 e il 1842 si diffonde un tetto con catrame e resina; dalla metà del secolo prende piede il tetto in &#8220;cemento di legno&#8221;, inventato in Slesia da Samuel Häusler: strati di carta spalmati con una miscela di catrame, asfalto e zolfo, coperti di sabbia e ghiaia, spesso con la terra sopra, e con una pendenza massima del 6 per cento. Con quel sistema si coprono la Cassa di risparmio postale di Otto Wagner a Vienna, nel 1905, e la fabbrica Fagus di Gropius, dal 1911. Il tetto piano con la membrana e l&#8217;isolante ha quindi poco più di un secolo. Nel 1972 due ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche canadese lo riassumono così: da cento anni si provano tetti con poca o nessuna pendenza, e da cinquanta li si isola.</p>
<h3>La condensa nei sottotetti</h3>
<p>La condensa nei tetti a falde ha una data di nascita precisa. Nel 1937 Larry Teesdale, del laboratorio forestale americano, pubblica un rapporto sulla condensa nelle pareti e nei sottotetti e raccomanda di ventilare il sottotetto, per esperienza personale e senza misure. Nel marzo 1938 la rivista <em>Architectural Record</em> porta il tema ai progettisti con un articolo di Tyler Rogers, che cita Teesdale e le ricerche in corso all&#8217;Università del Minnesota sotto la direzione di Frank Rowley, finanziate dall&#8217;associazione dei produttori di lana minerale. Lo ha ricostruito William Rose, ricercatore dell&#8217;Università dell&#8217;Illinois, in un saggio sulla storia della ventilazione dei sottotetti. Nell&#8217;articolo del 1938, che scrive che l&#8217;isolante non ha colpa, Rose legge la preoccupazione di difendere un&#8217;industria allora nascente. Quattordici anni dopo, aprendo una conferenza sull&#8217;argomento, Rogers lo dice lui stesso: l&#8217;industria dell&#8217;isolamento dovette fare ricerca per difendersi e per dimostrare la propria innocenza.</p>
<p>Rowley, con Algren e Lund, pubblica nel 1941 il bollettino con le prove: casette in una camera fredda, brina pesata sul tavolato, aperture di ventilazione di varie misure. La fonte del vapore, conclude, sta di solito nelle stanze sotto il sottotetto; la ventilazione abbassa il vapore nel sottotetto, ma se è eccessiva raffredda la faccia superiore dell&#8217;isolante e lì peggiora la condensa; e dove il vapore entra dai condotti, la ventilazione può aggravare le cose.</p>
<p>Nel gennaio 1942 l&#8217;ente federale americano per l&#8217;edilizia residenziale scrive nei suoi requisiti minimi che ogni sottotetto deve avere aperture di ventilazione pari almeno a un trecentesimo dell&#8217;area del tetto. Rose ha cercato l&#8217;origine di quel numero senza trovarla: la regola compare senza un riferimento, e lui la definisce arbitraria. Nelle casette di Rowley, senza ventilazione, si formavano circa 32 grammi di brina al metro quadrato al giorno, e con le aperture più piccole meno di 2. Un tavolato di pino, calcola Rose, può assorbirne in tutto circa 1.400 grammi al metro quadrato prima di passare da asciutto a bagnato, e Rose ne conclude che quei tassi non giustificano la ventilazione come rimedio all&#8217;umidità.</p>
<p>La Germania ha avuto una regola gemella, con un finale diverso. L&#8217;edizione del 1981 della norma tedesca sulla protezione dall&#8217;umidità chiedeva, per i tetti ventilati a bassa pendenza, aperture pari al due per mille della superficie. Il Fraunhofer l&#8217;ha studiata e ha trovato che era inapplicabile, perché su un tetto lungo duecento metri avrebbe richiesto fessure alte fino a ottanta centimetri, e che i danni che doveva prevenire nella pratica non si trovavano. L&#8217;edizione del luglio 2001 l&#8217;ha cancellata per le basse pendenze.</p>
<p>Il trecentesimo è invece entrato nei regolamenti nordamericani, e c&#8217;è rimasto per ottant&#8217;anni, con una correzione. Nel codice residenziale americano di oggi la regola base è il doppio, un centocinquantesimo della superficie ventilata, e il trecentesimo è un&#8217;eccezione che vale a due condizioni: un freno al vapore al soffitto, nelle zone più fredde, e le aperture distribuite dal 40 al 50 per cento in alto, entro novanta centimetri dal colmo, con il resto nel terzo basso. Da noi quel numero circola come la regola americana.</p>
<p>La correzione decisiva arriva dal Canada. Nel 1950 Neil Hutcheon misura nei sottotetti dieci volte più brina di quanta ne possa spiegare la sola diffusione del vapore, e la attribuisce all&#8217;aria calda e umida che sale dalle stanze attraverso il soffitto; lo riporta Rose in un secondo studio, del 1995. Da lì la raccomandazione cambia: prima si sigilla il soffitto all&#8217;aria, poi si ventila il sottotetto. Nel 1959 Helmut Glaser pubblica in Germania il metodo grafico per seguire la diffusione del vapore in una parete stratificata, pensato per le celle frigorifere; ne ho dato gli estremi nell&#8217;articolo sulla <a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">condensa interstiziale</a>. Il metodo entra nelle norme di mezzo mondo e diventa il modo con cui i progettisti dimostrano che un tetto non condensa. Vede però solo la diffusione, mentre Hutcheon aveva già trovato che l&#8217;acqua nei tetti arriva soprattutto con l&#8217;aria.</p>
<h3>L&#8217;acqua chiusa nel tetto piano</h3>
<p>Il Canada dà anche i due studi che spiegano l&#8217;umidità di costruzione. Nel 1968 Handegord e Baker scrivono che la barriera al vapore, messa sotto l&#8217;isolante di un tetto piano, trattiene l&#8217;acqua entrata da una rottura del manto, fa gonfiare la membrana e riduce l&#8217;isolamento; e siccome fa da secondo tetto, nasconde il guasto agli abitanti oppure, se ha un buco, fa uscire l&#8217;acqua in un punto che non ha niente a che fare con la rottura.</p>
<p>Nel 1972 Baker e Hedlin descrivono il tetto tradizionale, con l&#8217;isolante chiuso fra la barriera e la membrana, come una trappola per il vapore e per l&#8217;acqua, e presentano l&#8217;alternativa: il tetto rovescio, con l&#8217;isolante sopra la membrana, &#8220;come la pelliccia sulla pelle di un animale&#8221;. Nel 1985 R. L. Quirouette, sempre al Consiglio nazionale delle ricerche canadese, mette in una nota tecnica il confronto fra quello che passa per diffusione attraverso una barriera al vapore e quello che l&#8217;aria porta attraverso un foro: i suoi numeri sono nel capitolo sul vapore.</p>
<h3>In Italia: le assicurazioni e il Codice di Pratica</h3>
<p>In Italia il tema si organizza tardi, e a farlo muovere sono le assicurazioni. Le prime polizze sulle opere di impermeabilizzazione, stipulate negli anni Ottanta, vengono disdettate dopo una serie di sinistri che le compagnie attribuiscono soprattutto a errori di progettazione. Lo racconta la guida ufficiale dell&#8217;Istituto per la garanzia dei lavori affini all&#8217;edilizia, che nel 1990 va a parlare con le compagnie e riceve una risposta netta: senza regole chiare e oggettive sulla progettazione e sull&#8217;esecuzione, le coperture non sono assicurabili.</p>
<p>Il documento che ne nasce, come racconta l&#8217;architetto Antonio Broccolino, che fu fra i redattori della prima edizione, viene preparato da una sottocommissione dell&#8217;ente di normazione nominata nel 1990. Al voto del 1992 non ottiene l&#8217;unanimità, perché indicare le prestazioni minime dei prodotti non piaceva a tutti. La guida dell&#8217;istituto scrive che nel 1991 la stesura passa a una commissione tecnica dell&#8217;istituto, perché lavorare dentro l&#8217;ente di normazione avrebbe chiesto tempi troppo lunghi e compromessi tecnici. Alla fine del 1993 il Codice di Pratica delle coperture continue esce così, fuori dalla norma; la seconda edizione è del 2006, la terza del 2016, ristampata nel 2019 con circa ottanta pagine in più. Il suo valore giuridico è quello della regola dell&#8217;arte: in mancanza di una norma, un perito e un giudice possono fare riferimento al codice di un&#8217;associazione di categoria riconosciuta. Il Codice non è in libera consultazione: le sue regole sull&#8217;acqua sotto il manto, sui risvolti e sulle pendenze vengono dagli articoli che lo stesso Broccolino ha pubblicato su una rivista di settore fra il 2009 e il 2014, dove le riporta e le commenta una per una.</p>
<h3>Le misure e la norma</h3>
<p>Gli anni Novanta danno le misure che mancavano. Nel 1994 il laboratorio nazionale di Oak Ridge stima quanto l&#8217;acqua intrappolata costa in isolamento ai tetti piani americani, e misura in camera climatica quanto lentamente un tetto bagnato asciuga d&#8217;inverno. Lo stesso laboratorio propone il tetto piano che asciuga da solo: dove il clima lo permette, si limita la barriera al vapore, perché l&#8217;acqua possa scendere verso l&#8217;interno come vapore. Al Fraunhofer di Holzkirchen, nel 1995, Hartwig Künzel presenta un freno al vapore che cambia con l&#8217;umidità, dieci volte più permeabile d&#8217;estate che d&#8217;inverno, e nel 1998 pubblica la prova in campo: su una falda a 50 gradi con manto di zinco, l&#8217;unico freno che lascia asciugare il tetto è quello variabile.</p>
<p>L&#8217;ultimo passo lo fa la norma stessa. La ISO 13788 del 2012, in Italia UNI EN ISO 13788:2013, scrive nel primo punto che cosa il suo metodo non vede: l&#8217;aria che passa per fessure e intercapedini, l&#8217;acqua liquida che si muove, la risalita capillare, la capacità dei materiali di assorbire vapore; e aggiunge che il metodo va applicato solo dove questi fenomeni sono trascurabili. Nell&#8217;introduzione scrive che il flusso d&#8217;aria attraverso la struttura può essere il meccanismo principale del trasporto di umidità. In Italia la verifica con quella norma è obbligatoria per ogni intervento sulle strutture opache dal decreto sui requisiti minimi del 26 giugno 2015, e dal 3 giugno 2026 il decreto del 28 ottobre 2025 la estende ai ponti termici. Un tetto può quindi passare la verifica di legge e condensare lo stesso, perché il fenomeno che lo bagna sta fuori dal metodo.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig2-linea-del-tempo.png" alt="Linea del tempo su due righe, da Vitruvio al decreto del 28 ottobre 2025, con i diciassette passaggi della ricerca sull'acqua nei tetti e il segno che distingue le fonti verificate sull'originale da quelle riprese da fonti secondarie" class="wp-image-4206" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig2-linea-del-tempo.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig2-linea-del-tempo-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig2-linea-del-tempo-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig2-linea-del-tempo-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig2-linea-del-tempo-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 2. Da Vitruvio al decreto del 2025, le tappe della ricerca e delle regole sull&#8217;acqua nei tetti. Nelle tavole OK segna i valori verificati sull&#8217;originale e SEC quelli ripresi da una fonte secondaria, come ✅ e ⚠️ nel testo.</figcaption></figure>
<h2 id="le-parole-del-tetto">Le parole del tetto</h2>
<p><strong>Copertura continua e discontinua.</strong> Nel linguaggio delle norme italiane la copertura continua ha un elemento di tenuta senza giunti aperti, cioè una membrana o un manto liquido. Vale per i tetti piani e a bassa pendenza. La discontinua ha tegole, coppi o lastre sovrapposte, che tengono l&#8217;acqua per sovrapposizione e pendenza. Le due famiglie di norme sugli strati, UNI 8178 e UNI 8627, dal 2019 sono divise in due parti, la prima per le falde e la seconda per i tetti piani. Nel testo uso tetto piano e tetto a falde.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="724" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig3-continua-discontinua.png" alt="Due sezioni affiancate: il tetto piano con la membrana continua sopra isolante, massetto e solaio, e il tetto a falde con le tegole sovrapposte sui listelli, il telo, il tavolato e l'isolante fra i travetti" class="wp-image-4207" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig3-continua-discontinua.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig3-continua-discontinua-300x136.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig3-continua-discontinua-1024x463.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig3-continua-discontinua-768x348.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig3-continua-discontinua-1536x695.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 3. A sinistra la membrana continua su isolante, massetto e solaio; a destra le tegole sovrapposte su listelli, telo, tavolato e isolante fra i travetti.</figcaption></figure>
<p><strong>Elemento di tenuta.</strong> È lo strato che deve fermare l&#8217;acqua: la membrana nel tetto piano, il manto di tegole con il suo telo nel tetto a falde. Tutto il resto, isolante, massetto, barriera, protezione, serve ad altro. Una copertura continua tiene l&#8217;acqua solo dentro il perimetro del suo elemento di tenuta, cioè fino ai risvolti verticali: è la regola del Codice di Pratica, e la ragione per cui il perimetro e i punti dove il manto si interrompe contano più del campo in mezzo.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="724" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig4-elemento-di-tenuta.png" alt="Le stesse due sezioni con gli strati in grigio e l'elemento di tenuta in rosso: la membrana con i risvolti nel tetto piano, le tegole con il telo nella falda, e la goccia che passa sopra il risvolto" class="wp-image-4208" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig4-elemento-di-tenuta.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig4-elemento-di-tenuta-300x136.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig4-elemento-di-tenuta-1024x463.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig4-elemento-di-tenuta-768x348.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig4-elemento-di-tenuta-1536x695.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 4. L&#8217;elemento di tenuta in rosso, con i suoi risvolti: sopra il risvolto l&#8217;acqua passa.</figcaption></figure>
<p><strong>Massetto delle pendenze.</strong> Lo strato di malta che dà al tetto piano la pendenza verso gli scarichi. La sua posizione conta quanto la sua pendenza: sopra l&#8217;isolante fa da serbatoio per l&#8217;acqua di getto e di pioggia; sotto l&#8217;isolante e sotto la barriera al vapore è al posto giusto.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="724" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig5-massetto-pendenze.png" alt="Due sezioni di tetto piano: a sinistra il massetto delle pendenze sopra l'isolante, con le gocce d'acqua trattenute, a destra il massetto sul solaio sotto la barriera e l'isolante asciutto" class="wp-image-4209" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig5-massetto-pendenze.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig5-massetto-pendenze-300x136.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig5-massetto-pendenze-1024x463.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig5-massetto-pendenze-768x348.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig5-massetto-pendenze-1536x695.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 5. Sopra l&#8217;isolante il massetto trattiene l&#8217;acqua di getto e di pioggia, e la membrana la chiude dentro; sul solaio, sotto la barriera, lascia posare l&#8217;isolante asciutto.</figcaption></figure>
<p><strong>Barriera e freno al vapore, e il metro di aria ferma.</strong> La resistenza di uno strato al passaggio del vapore si misura con lo spessore d&#8217;aria equivalente, sd, in metri: è lo spessore di aria ferma che oppone la stessa resistenza, e nel resto dell&#8217;articolo lo indico con sd. Un metro di aria ferma è già una resistenza sensibile, tanto che nelle prove del Fraunhofer un telo da un metro conta come chiuso; una barriera al vapore in polietilene vale decine di metri; una membrana bituminosa centinaia; un telo traspirante sotto le tegole un decimo di metro; 16 centimetri di lana minerale un quinto di metro. I valori dei materiali vengono dalla UNI 10351, dalla 13788 e da una nota canadese del 1985. Le classi commerciali, cioè membrane traspiranti sotto 0,1-0,3 metri, freni da 2 metri in su e barriere oltre 100, vengono da fonti secondarie perché il testo della UNI 11470 è a pagamento, e sul limite alto dei freni non concordano: 20 metri per un manuale di produttore, 100 per l&#8217;associazione degli isolanti.</p>
<p>Il freno al vapore lascia passare una parte controllata del vapore; la barriera lo ferma quasi del tutto; il freno a diffusione variabile, inventato al Fraunhofer, è più chiuso d&#8217;inverno e più aperto d&#8217;estate. Nel linguaggio delle norme italiane schermo al vapore e barriera al vapore sono due strati distinti, con due nomi distinti, e la guida dell&#8217;istituto che ha scritto il Codice di Pratica avverte che scambiarli in un capitolato è pericoloso: si scrive barriera, si posa uno schermo, e il calcolo che aveva dato il tetto asciutto non vale più. Lo sbaglio pesa dove dentro c&#8217;è molto vapore, come in una piscina, in una cucina industriale o in una lavanderia.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="724" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig6-aria-ferma-sd.png" alt="Grafico a barre su scala logaritmica dello spessore d'aria equivalente di sette strati, dal telo traspirante alla membrana bituminosa, con le fasce delle membrane traspiranti, dei freni e delle barriere" class="wp-image-4210" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig6-aria-ferma-sd.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig6-aria-ferma-sd-300x136.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig6-aria-ferma-sd-1024x463.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig6-aria-ferma-sd-768x348.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig6-aria-ferma-sd-1536x695.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 6. Lo sd su scala logaritmica: telo traspirante 0,1 metri, 16 centimetri di lana 0,2, freno 2, barriera in polietilene 40, barriera dell&#8217;esempio della norma 75, membrana bituminosa 750, con le fasce delle classi commerciali.</figcaption></figure>
<p><strong>Strato di tenuta all&#8217;aria.</strong> È lo strato continuo, con giunti nastrati e attraversamenti sigillati, che impedisce all&#8217;aria di casa di entrare nel pacchetto del tetto. Spesso coincide con la barriera o il freno al vapore, ma la funzione è un&#8217;altra: la barriera ferma la diffusione, la tenuta all&#8217;aria ferma il trasporto con l&#8217;aria, ed è il trasporto con l&#8217;aria a portare quasi tutta l&#8217;acqua. Le regole inglesi lo chiamano con un nome solo, strato di controllo dell&#8217;aria e del vapore, e lo rendono obbligatorio nei tetti a falde non ventilati.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="724" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig7-tenuta-aria.png" alt="Due sezioni di soffitto sotto un sottotetto freddo: a sinistra senza tenuta all'aria, con le frecce del vapore che salgono dal faretto, dal tubo e dal giunto; a destra con lo strato di tenuta continuo, nastrato e sigillato, dove passa dieci volte meno aria, che porta ancora circa cinque volte l'acqua della diffusione disegnata con le frecce tratteggiate" class="wp-image-4211" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig7-tenuta-aria.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig7-tenuta-aria-300x136.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig7-tenuta-aria-1024x463.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig7-tenuta-aria-768x348.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig7-tenuta-aria-1536x695.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 7. Senza tenuta all&#8217;aria il vapore sale dal faretto, dal tubo e dal giunto, con 300 millimetri quadrati di fessure per metro quadrato; con lo strato continuo passa dieci volte meno aria, che porta ancora circa cinque volte l&#8217;acqua della diffusione.</figcaption></figure>
<p><strong>Tetto caldo, tetto freddo, tetto rovescio.</strong> Nel tetto caldo l&#8217;isolante sta subito sotto la membrana, senza aria in mezzo, e la barriera al vapore sta sotto l&#8217;isolante: tutta la struttura resta dal lato caldo. Nel tetto freddo l&#8217;isolante sta in basso, sul soffitto, e sopra c&#8217;è uno spazio d&#8217;aria ventilato verso l&#8217;esterno: la struttura sta dal lato freddo. Nel tetto rovescio l&#8217;isolante sta sopra la membrana, all&#8217;aperto, protetto da uno strato filtrante e zavorrato con ghiaia o lastre: la membrana fa anche da barriera al vapore e resta a temperatura quasi costante. Le tre parole valgono per i tetti piani e, con adattamenti, per le falde: una falda con l&#8217;isolante sopra il tavolato e il telo sopra l&#8217;isolante è un tetto caldo; una falda con l&#8217;isolante sul solaio del sottotetto e il sottotetto ventilato è un tetto freddo.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="724" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig8-caldo-freddo-rovescio.png" alt="Tre sezioni di tetto piano affiancate: tetto caldo con l'isolante sotto la membrana e la barriera sotto l'isolante, tetto freddo con l'isolante sul soffitto e l'aria ventilata sopra, tetto rovescio con l'isolante sopra la membrana, lo strato filtrante e la ghiaia" class="wp-image-4212" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig8-caldo-freddo-rovescio.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig8-caldo-freddo-rovescio-300x136.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig8-caldo-freddo-rovescio-1024x463.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig8-caldo-freddo-rovescio-768x348.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig8-caldo-freddo-rovescio-1536x695.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 8. Tetto caldo, tetto freddo, tetto rovescio: dove sta l&#8217;isolante rispetto alla membrana e all&#8217;aria ventilata, e da che lato resta la struttura.</figcaption></figure>
<p><strong>Microventilazione e ventilazione.</strong> Nel tetto a falde in tegole c&#8217;è di solito uno spazio fra il telo e le tegole, dato dai listelli, di un paio di centimetri: è la microventilazione sottotegola, che asciuga le tegole e porta via il vapore in eccesso. Non è un tetto ventilato, come chiarisce la scheda del Politecnico di Milano curata da Sergio Croce riprendendo la UNI 8627: il tetto ventilato ha un&#8217;intercapedine sopra l&#8217;isolante, aperta in gronda e al colmo, alta di norma sette centimetri, e comunque più della camera dei listelli.</p>
<p>Quanta ventilazione chiedono le regole italiane, tedesche e inglesi lo dice la tabella del capitolo sulle falde.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="724" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig9-microventilazione.png" alt="Due sezioni di falda: a sinistra i listelli di 2 centimetri sotto le tegole, la microventilazione; a destra l'intercapedine ventilata di 7 centimetri sopra l'isolante, con le frecce dell'aria che entra in gronda ed esce al colmo" class="wp-image-4213" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig9-microventilazione.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig9-microventilazione-300x136.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig9-microventilazione-1024x463.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig9-microventilazione-768x348.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig9-microventilazione-1536x695.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 9. I 2 centimetri dei listelli asciugano le tegole e non fanno un tetto ventilato; l&#8217;intercapedine sopra l&#8217;isolante, aperta in gronda e al colmo, è di 7 centimetri, e oltre 15 non guadagna più, come dice la scheda del Politecnico.</figcaption></figure>
<p><strong>Sottotetto, telo, tavolato.</strong> Le travi inclinate che reggono la falda si chiamano travetti, o puntoni: sono la stessa cosa, e nel testo uso travetti. Nel tetto a falde il telo sotto le tegole, che la UNI 11470 chiama schermo o membrana traspirante, è la seconda linea di difesa contro la pioggia spinta dal vento e contro la neve. È anche la superficie su cui il vapore che sale può condensare. Il tavolato di tavole sotto il telo era in passato coperto da un cartonfeltro bituminoso, che per gran parte del Novecento si posava dappertutto nei rifacimenti: Historic England avverte che quel feltro, quasi impermeabile al vapore, rende molto difficile isolare bene un tetto esistente, e che va sostituito quando si rifà il manto.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="724" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig10-sottotetto-telo-tavolato.png" alt="Sezione di una falda con il soffitto, il sottotetto, i travetti con il tavolato, il telo o il vecchio cartonfeltro, i listelli e le tegole, e le frecce del vapore che sale dalla fessura del soffitto fino al telo" class="wp-image-4214" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig10-sottotetto-telo-tavolato.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig10-sottotetto-telo-tavolato-300x136.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig10-sottotetto-telo-tavolato-1024x463.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig10-sottotetto-telo-tavolato-768x348.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig10-sottotetto-telo-tavolato-1536x695.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 10. Il vapore che passa dal soffitto sale nel sottotetto e condensa sul telo, sui chiodi e sulle tavole; il vecchio cartonfeltro, quasi stagno al vapore, si sostituisce quando si rifà il manto.</figcaption></figure>
<p><strong>Risvolto, soglia, bocchettone, conversa.</strong> Il risvolto è la parte del manto che sale sul muro, sul parapetto o sul telaio della portafinestra: la sua altezza sopra il piano di scorrimento dell&#8217;acqua decide fino a dove il tetto tiene. La soglia è il punto in cui il risvolto deve fermarsi per lasciar passare le persone. Per questo è il punto più debole del terrazzo, come ho scritto nell&#8217;articolo sulla <a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">vaschetta e la soglia</a>. Il bocchettone è l&#8217;imbocco dello scarico, incassato nel manto; la conversa è il pezzo di lamiera o di membrana che raccorda la falda a un muro, un camino o un lucernario; la scossalina copre e protegge il bordo superiore di un risvolto o di una conversa.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="724" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig11-risvolto-soglia-conversa.png" alt="Sezione di un tetto piano con il risvolto sul parapetto, la soglia della portafinestra e il bocchettone incassato, e accanto una falda con il camino, la conversa e la scossalina, ognuno con la sua etichetta" class="wp-image-4215" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig11-risvolto-soglia-conversa.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig11-risvolto-soglia-conversa-300x136.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig11-risvolto-soglia-conversa-1024x463.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig11-risvolto-soglia-conversa-768x348.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig11-risvolto-soglia-conversa-1536x695.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 11. Risvolto, soglia, bocchettone, conversa e scossalina: i punti dove il manto si interrompe o si piega, e da dove entra la pioggia. Le quote sono nella tavola dei punti singolari, più avanti.</figcaption></figure>
<p><strong>Temperatura esterna equivalente.</strong> Il tetto scambia calore con la volta celeste, che una parete verticale vede solo in parte. Di notte irraggia verso un cielo più freddo dell&#8217;aria e scende sotto la temperatura dell&#8217;aria; di giorno assorbe il sole. La 13788, al punto 4.2.3, chiede per i tetti una temperatura esterna equivalente media mensile che tenga conto delle due cose e, nel caso semplificato, fa togliere 2 gradi alla media mensile dell&#8217;aria. Il Fraunhofer ha misurato sul manto di un tetto piano un raffreddamento notturno fino a 10 gradi sotto l&#8217;aria. È per questo che il tetto condensa prima del muro, a parità di isolante.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="724" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig12-temperatura-equivalente.png" alt="Sezione di tetto piano sotto il cielo notturno a sinistra e il sole a destra, con le frecce dell'irraggiamento e del sole, e accanto le tre barre di temperatura di gennaio a Udine: l'aria del mese, il tetto per la norma due gradi sotto, il manto di notte fino a dieci gradi sotto" class="wp-image-4216" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig12-temperatura-equivalente.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig12-temperatura-equivalente-300x136.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig12-temperatura-equivalente-1024x463.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig12-temperatura-equivalente-768x348.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig12-temperatura-equivalente-1536x695.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 12. A Udine in gennaio l&#8217;aria del mese vale 3,5 gradi e il tetto, per la norma, 1,5; di notte, nelle misure del Fraunhofer, un manto è sceso fino a 10 gradi sotto l&#8217;aria.</figcaption></figure>
<h2 id="come-nasce-una-copertura-sbagliata-sei-decisioni-prese-da-persone-diverse">Come nasce una copertura sbagliata: sei decisioni prese da persone diverse</h2>
<p>Le tre cause hanno spesso la stessa origine organizzativa, e la descrive la guida ufficiale dell&#8217;istituto che ha scritto il Codice di Pratica. Nessuno progetta la copertura intera. La progettano in sei, in tempi diversi, e ognuno decide il suo pezzo senza sapere che cosa deciderà il prossimo.</p>
<p>Lo strutturista sceglie il solaio, e per ragioni di costo può prendere un alleggerito con blocchi di polistirene, che in copertura porta con sé condensa e gocciolamenti. Il termotecnico verifica la trasmittanza e, nel migliore dei casi, la condensa con il metodo di Glaser; a volte mette a zero la resistenza del solaio per stare dalla parte della sicurezza, anche quando quel solaio una resistenza ce l&#8217;ha. Poi sceglie l&#8217;isolante, che può non essere compatibile con la stratigrafia impermeabile e con l&#8217;uso finale, per resistenza a compressione, resistenza al calore o compatibilità chimica.</p>
<p>Il progettista dell&#8217;edificio decide il massetto delle pendenze: se metterlo, quanta pendenza dargli, se posarlo sopra o sotto l&#8217;isolante e di che cosa farlo. Sono le scelte che decidono l&#8217;umidità di costruzione, e vengono prese senza quel calcolo. Con la proprietà sceglie poi la protezione finale, ghiaia o quadrotti su supporti o pavimento allettato, che cambia dove scorre l&#8217;acqua e quanto deve salire il risvolto.</p>
<p>L&#8217;impermeabilizzatore arriva per ultimo. Riceve un pacchetto già deciso da altri, deve trovarci dentro una soluzione che tenga, e gli si chiede di garantirla per dieci anni, comprese le infiltrazioni che non dipendono dal manto.</p>
<p>Poi ci sono i due che arrivano dopo la consegna. L&#8217;arredatore o il tecnico dell&#8217;acustica aggiungono un controsoffitto con la lana minerale dentro: quel controsoffitto sposta le temperature dentro il pacchetto e può far condensare il solaio che il calcolo dava asciutto. L&#8217;impiantista monta sul tetto macchine e tubi a tre centimetri dal piano dove scorre l&#8217;acqua, e non li sposta più nessuno. Quando arriva la manutenzione, sotto quelle macchine non si può lavorare.</p>
<p>La correzione che il Codice propone è una sequenza di quattro passi, ripresa dalla norma sulle coperture. Prima si decide che cosa si vuole, isolata o no, che cosa ci starà sotto e sopra, che pendenza avrà. Poi si mettono in ordine gli strati che ci sono sempre: solaio, isolante, elemento di tenuta, protezione. Poi si aggiungono gli strati complementari, quattordici in tutto: fra questi lo schermo e la barriera al vapore, il massetto delle pendenze, lo strato che separa due materiali incompatibili, quello che drena, quello che filtra e la zavorra. Di ognuno si verifica che vada d&#8217;accordo con quelli che tocca. Solo alla fine si scelgono i prodotti, che è il compito dell&#8217;impresa.</p>
<p>L&#8217;isolante di una copertura continua si sceglie anche per quello che deve reggere. Il Codice di Pratica divide gli usi in sei, dalla copertura accessibile solo per la manutenzione a quella carrabile per traffico pesante e a quella a giardino, e a ognuno corrisponde una classe di resistenza a compressione del pannello: scrivere nel capitolato l&#8217;uso finale, e non solo lo spessore, evita il pannello che cede sotto chi va a pulire i bocchettoni.</p>
<p>Il fissaggio del manto contro il vento ha una norma sua, la UNI 11442, che dà il metodo per scegliere fra zavorra, incollaggio e fissaggio meccanico secondo l&#8217;altezza dell&#8217;edificio, la zona, l&#8217;esposizione e la posizione sul tetto: ai bordi e negli angoli la depressione è molto maggiore che in mezzo, e i distacchi cominciano di solito da un angolo.</p>
<p>Il Codice chiude con una griglia di autocontrollo, un elenco di domande da compilare in progetto e in cantiere. Il documento che ne esce serve a due cose: accorgersi degli errori mentre si possono ancora correggere, e avere qualcosa da mettere sul tavolo se poi si litiga.</p>
<h2 id="la-pioggia-entra-dai-bordi-del-manto">La pioggia entra dai bordi del manto</h2>
<p>Su un tetto piano l&#8217;acqua di pioggia non entra quasi mai in mezzo alla membrana. Entra dove la membrana finisce, si piega o si buca: il risvolto contro il muro, la soglia della portafinestra, il bocchettone, il tubo che passa, il giunto.</p>
<p>Quali di questi nodi ceda più spesso lo dicono le statistiche di danno austriache, riprese in una tesi del Politecnico di Vienna. In testa stanno gli attraversamenti, cioè ringhiere, parafulmini e sfiati, e subito dopo le soglie delle portefinestre; seguono la pendenza mal formata, i danni fatti in cantiere e gli scarichi. I risvolti, che l&#8217;intuizione mette al primo posto, sono gli ultimi.</p>
<p>Le stesse statistiche dicono quanto spesso un difetto diventa un danno. Su una soglia, quattro irregolarità su cinque finiscono in un danno; su un attraversamento quasi tre su quattro; in campo corrente, cioè in mezzo al tetto, poco meno di una su due. Un difetto in mezzo al manto spesso non si vede mai; lo stesso difetto su una soglia bagna la stanza.</p>
<p>Le regole dei tre paesi dicono la stessa cosa con numeri diversi, e il primo numero è la pendenza. Le regole inglesi per le case nuove, gli standard NHBC del 2025, distinguono la pendenza di progetto da quella finita: la prima assorbe le frecce della struttura, la seconda è quella che resta sul manto a tetto caricato, e di norma la prima è il doppio della seconda. Per membrane e manti liquidi chiedono uno a quaranta in progetto e uno a ottanta finito, cioè il 2,5 e l&#8217;1,25 per cento.</p>
<p>In Italia il Codice di Pratica divide le coperture in tre classi di pendenza: sub-orizzontale da zero al 5 per cento, inclinata dal 5 al 50, fortemente inclinata oltre il 50. Per la prima classe la guida ufficiale dell&#8217;istituto consiglia l&#8217;1,5 per cento, e il Codice dà lo stesso valore per il massetto delle pendenze, con una bozza successiva che scendeva all&#8217;1 per cento per adeguarsi ai cantieri. La classe di pendenza decide quali protezioni si possono mettere sopra, dove può stare l&#8217;isolante e come si fissa il manto.</p>
<p>Le regole tedesche raccomandano il 2 per cento, come riporta un articolo di un perito del 2017 sulla DIN 18531. I canadesi, nel 1972, scrivevano che la pendenza minima praticabile è un quarto di pollice per piede, cioè il 2,1 per cento. Su una falda piana di 10 metri l&#8217;1,25 per cento vale 12,5 centimetri di dislivello, il 2 per cento 20 centimetri: pochi, e ogni freccia della struttura o ogni gradino del massetto li mangia. Le stesse regole inglesi accettano una pendenza finita fra zero e uno a ottanta solo con il manto protetto, mai a vista, e solo se il piano non ha contropendenze né ristagni. Per i tetti grandi chiedono un&#8217;analisi delle frecce, anche di quelle che crescono negli anni.</p>
<p>Il secondo numero è l&#8217;altezza del risvolto. Il Codice di Pratica la lega a dove scorre davvero l&#8217;acqua. Con il manto a vista l&#8217;acqua scorre sulla membrana; sotto un pavimento allettato, che drena poco, scorre quasi tutta sulla superficie del pavimento. In tutti e due i casi il risvolto deve salire almeno 15 centimetri sopra il piano su cui scorre, e di più nei compluvi; sotto ghiaia o pavimento galleggiante, dove l&#8217;acqua scende attraverso la protezione, bastano 7 centimetri, e 12 sotto il terreno di coltivo.</p>
<p>Le regole inglesi chiedono di norma 150 millimetri, e ammettono 75 alla soglia accessibile. In Germania i conciatetti legano l&#8217;altezza del risvolto a quanto pende il tetto. Nella bozza aperta ai commenti nel 2023, che non è ancora il testo definitivo, chiedono almeno 15 centimetri fino a 5 gradi e almeno 10 centimetri oltre, misurati sopra la finitura, con quote maggiori nelle zone nevose. Davanti a una porta si scende a 5 centimetri, ma solo con un elenco di misure insieme: canaletta grigliata larga almeno 15 centimetri e aperta per metà, scarico dimensionato con un margine, distanza massima di dieci metri dal punto di scarico, sfioro cinque centimetri più basso della soglia, battente massimo di 35 millimetri e serramenti non in legno.</p>
<p>Nel caso più comune, un tetto poco pendente con l&#8217;acqua che scorre in superficie, i tre paesi arrivano alla stessa altezza di risvolto, 15 centimetri, per strade diverse. La soglia è il punto in cui questa regola si scontra con le persone: la portafinestra del terrazzo vuole un gradino basso.</p>
<p>Alla soglia accessibile le regole inglesi vogliono anche un davanzale sporgente, con il gocciolatoio a 30 millimetri dal risvolto; gradino e davanzale sono nella tabella dei tre paesi, più sotto. Come si concilia la soglia bassa con la tenuta l&#8217;ho scritto nell&#8217;articolo sulla vaschetta: la vaschetta ferma l&#8217;acqua che è già dentro, la soglia si difende con la pendenza, la canaletta e il risvolto.</p>
<p>Il terzo numero è lo scarico. Un tetto piano con risvolti su tutti i lati è una vasca, e una vasca con uno scarico solo si riempie quando lo scarico si intasa. La norma europea sullo smaltimento delle acque meteoriche, che in Italia vale come UNI EN 12056-3, chiede per ogni superficie di un tetto piano con parapetto almeno due bocchette, oppure una bocchetta e uno scarico di emergenza. La stessa norma raccomanda i troppopieni sulle coperture con parapetto. E vuole che l&#8217;acqua che sale mentre bocchette e troppopieni lavorano non superi il carico di progetto del tetto, né entri dal manto. Gli standard NHBC chiedono due scarichi su pluviali separati, oppure uno più il troppopieno, per ogni tetto piano con risvolti su tutti i lati. La bozza della regola tedesca dei tetti piani, per i tetti che scaricano verso l&#8217;interno, chiede almeno un bocchettone e almeno un troppopieno o scarico di emergenza. Per le regole inglesi il troppopieno deve smaltire più di tutti gli altri scarichi insieme, stare lontano da soglie e davanzali bassi, ed essere visibile quando funziona: se ne esce acqua, qualcuno deve accorgersene. Il Codice dà le regole sul bocchettone incassato, sul ribassamento del massetto attorno allo scarico e sulla griglia, e Broccolino dedica un articolo intero alla chiusura degli scarichi; i canadesi del 1972 suggerivano scarichi di emergenza a parete per quando il tetto va sott&#8217;acqua.</p>
<p>Poi ci sono i punti che bucano il manto. Per i tubi, le antenne e i fissaggi il Codice chiede pezzi speciali e risvolti; le regole inglesi vogliono che ogni scarico attraversi il manto con un bocchettone incassato e ogni tubo con una piastra e un collare. Il collaudo del tetto piano, quando il manto lo permette, è la prova d&#8217;invaso, con i limiti descritti nel capitolo sull&#8217;indagine. Le regole inglesi chiedono per i manti oltre 50 metri quadrati, o difficili da raggiungere, un&#8217;ispezione e una prova di integrità fatte da un tecnico qualificato prima della consegna.</p>
<p>I numeri dei tre paesi, uno accanto all&#8217;altro. Le quote italiane sono quelle del Codice di Pratica, riprese dagli articoli di Broccolino, e della guida dell&#8217;istituto ⚠️, più la norma europea sugli scarichi ✅; quelle inglesi vengono dagli standard NHBC ✅; quelle tedesche dalla bozza dei conciatetti del 2023 e dall&#8217;articolo di un perito sulla DIN 18531 ⚠️.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Italia</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Regno Unito</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Germania</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Pendenza del tetto piano</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,5 per cento consigliato nella classe da zero al 5</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1 a 40 in progetto, 1 a 80 finita</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2 per cento raccomandato</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Risvolto sopra il piano dove scorre l&#8217;acqua</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>15 centimetri con manto a vista o pavimento allettato; 7 sotto ghiaia o pavimento galleggiante; 12 sotto terreno</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>150 millimetri; 75 alla soglia accessibile</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>15 centimetri fino a 5 gradi, 10 oltre</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Soglia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>almeno 20 millimetri sopra il pavimento finito</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>gradino fino a 15 millimetri, davanzale di 45, risvolto di 75 sotto il davanzale</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5 centimetri solo con canaletta grigliata e le altre misure insieme</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Scarichi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>con il parapetto almeno due bocchette, o una più lo scarico di emergenza (norma europea); bocchettone incassato, massetto ribassato attorno, griglia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>con risvolti su tutti i lati due scarichi su pluviali separati, o uno più il troppopieno che porta più degli altri insieme; bocchettone incassato</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>con lo scarico verso l&#8217;interno, qualunque sia la superficie, almeno un bocchettone e almeno un troppopieno o scarico di emergenza</td>
</tr>
</table>
</div>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig13-punti-singolari.png" alt="Quattro dettagli quotati: il bordo del tetto piano con pavimento e il risvolto di 15 centimetri, la soglia accessibile con gradino di 15 millimetri, davanzale di 45 e risvolto di 75, la falda con la conversa del camino e il tubo che esce di 300 millimetri, gli scarichi del tetto piano con il troppopieno" class="wp-image-4217" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig13-punti-singolari.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig13-punti-singolari-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig13-punti-singolari-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig13-punti-singolari-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig13-punti-singolari-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 13. I punti singolari con le quote a confronto. Dettaglio A, il bordo del tetto piano con pavimento: risvolto di 15 centimetri sopra il piano dove scorre l&#8217;acqua, 7 sotto la ghiaia, pendenza finita di uno a ottanta. Dettaglio B, la soglia accessibile delle regole inglesi: gradino di 15 millimetri, davanzale di 45, risvolto di 75. Dettaglio C, la falda: conversa risvoltata di 75 millimetri sul camino e tubo che esce di almeno 300, come più avanti in questo capitolo. Dettaglio D, gli scarichi: due, oppure uno più il troppopieno, e la prova d&#8217;invaso.</figcaption></figure>
<h3>Nel tetto a falde: converse, colmi e gronde</h3>
<p>Nel tetto a falde le tegole tengono per sovrapposizione, e la pioggia entra dove la sovrapposizione si interrompe: i raccordi con i muri e i camini, i compluvi, i lucernari, i tubi, il colmo e la gronda. Le regole inglesi del 2024 danno i numeri delle converse in piombo. Il risvolto contro il muro sale almeno 75 millimetri e il sormonto è di almeno 100. La scossalina entra 25 millimetri nel giunto della muratura e si blocca con cunei ogni 450 millimetri al massimo. La protezione arriva almeno a 75 millimetri sopra l&#8217;intersezione. Ai raccordi con le pareti il telo sotto le tegole va sostenuto e risvoltato di almeno 100 millimetri. Dove una falda scarica su un tetto piano, la membrana risvolta di 150 millimetri sotto le tegole, e il telo la sormonta. I sormonti del telo dipendono dalla pendenza: sotto i 15 gradi 225 millimetri se il telo non è sostenuto e 150 se lo è, da 15 gradi in su 150 e 100.</p>
<p>Un promemoria dell&#8217;associazione svizzera della tecnica della costruzione, del 2015, è dedicato agli attraversamenti dei tetti inclinati. Fissa per i tubi un&#8217;altezza minima di 300 millimetri sopra il manto, misurata lungo la falda, per non finire sotto la neve. Fissa anche una distanza minima di 30 millimetri fra un tubo e l&#8217;altro, perché tutti gli strati, telo e barriera compresi, si possano raccordare a ognuno. Mette al primo posto il raccordo ermetico della barriera al vapore attorno al tubo, e chiede di isolare i tubi metallici, perché un tubo freddo dentro il pacchetto condensa da tutte e due le parti.</p>
<p>Il manto in tegole ha anche una manutenzione, e le schede di ispezione per gli edifici storici pubblicate da Cecchi e Gasparoli nel 2010 la descrivono. Si puliscono dai depositi canali di gronda, pluviali, scossaline e converse. Si controlla che non abbiano interruzioni, rotture, corrosioni o bucature. Si guardano i punti di innesto e le giunzioni della lattoneria. Si segnalano le contropendenze che fanno ristagnare l&#8217;acqua al piede dei muri. Questi controlli si fanno da terra, con un binocolo, senza salire sul tetto. Per le coperture continue, la UNI 11540 dà le linee guida per scrivere e applicare il piano di manutenzione.</p>
<h3>Neve e ghiaccio</h3>
<p>La neve e il ghiaccio aggiungono due strade alla pioggia. Su un tetto coibentato la norma conta la neve come se restasse tutta. La circolare delle norme tecniche sconsiglia in generale di ridurne il carico per il calore che la fonde. Lo ammette, con una motivazione, solo dove il carico al suolo supera 1,5 chilonewton al metro quadrato e la copertura ha una trasmittanza sopra un watt al metro quadrato e grado, mentre i limiti di legge per le coperture stanno fra 0,20 e 0,35. Al disgelo, o con la pioggia sulla neve, quell&#8217;acqua scende in pochi giorni: nel febbraio 2012, in Emilia-Romagna, il manto nevoso di pianura è sparito in circa dieci giorni. Se il bocchettone è ancora chiuso dal ghiaccio, resta sul tetto e sale verso i risvolti e le soglie. Sulle falde il calore che esce dal soffitto fonde la neve da sotto; l&#8217;acqua scende fino allo sporto, che sta alla temperatura dell&#8217;aria, e lì rigela in una diga che trattiene a monte l&#8217;acqua liquida e la spinge sotto le tegole. È un&#8217;infiltrazione anche questa, e compare d&#8217;inverno senza pioggia. Il meccanismo, i numeri e i rimedi sono nell&#8217;articolo sul <a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">muro bagnato sotto la gronda</a>.</p>
<h2 id="lacqua-che-dal-tetto-finisce-nei-muri">L&#8217;acqua che dal tetto finisce nei muri</h2>
<p>La maggior parte dell&#8217;acqua che un tetto raccoglie non passa dal soffitto: scende dai canali e dai pluviali, e quando quel percorso non regge finisce nei muri. Il collo di bottiglia di solito non è il pluviale ma la bocca che lo alimenta, soprattutto con il parafoglie inserito; il canale in carico comincia a traboccare nel punto di portata nulla, il più lontano dalla bocca; il parapetto del tetto piano ha due facce esposte, e per questo si bagna di più e asciuga più lentamente degli altri muri. Le macchie che ne escono stanno in alto sui muri e non al centro del soffitto, e vengono scambiate per risalita o per condensa. Il conto della portata e una tavola interattiva per la propria gronda stanno nell&#8217;articolo <a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a>.</p>
<h2 id="il-vapore-sale-con-laria-non-attraverso-i-materiali">Il vapore sale con l&#8217;aria, non attraverso i materiali</h2>
<p>Il vapore prodotto in casa va verso le superfici fredde, e il tetto è la più fredda della casa, perché di notte irraggia verso il cielo. Può arrivarci in due modi. Il primo è la diffusione: le molecole d&#8217;acqua attraversano i materiali spinte dalla differenza di pressione di vapore fra dentro e fuori, lentamente, e la barriera al vapore serve a rallentarle. Il secondo è il trasporto con l&#8217;aria: dove il soffitto ha una fessura, un foro per un cavo, una botola o un faretto, l&#8217;aria di casa passa. La spingono pochi pascal di differenza fra la stanza e il sottotetto, e si porta dietro tutto il vapore che contiene.</p>
<p>Quirouette, nella nota del 1985, ha messo i due modi uno accanto all&#8217;altro sullo stesso metro quadrato di parete. Per diffusione, attraverso una barriera al vapore con permeanza di 5 nanogrammi al pascal per secondo e metro quadrato, passano in un mese circa 6 grammi d&#8217;acqua, con 21 gradi e 30 per cento dentro e il tavolato a 20 gradi sotto zero: quanto basta a velare di brina il tavolato, senza bagnarlo. Con un&#8217;apertura di 625 millimetri quadrati, un pollice quadrato, e una differenza di pressione di 10 pascal, pari a un vento di 15 chilometri l&#8217;ora, in un mese passano 2.600 metri cubi d&#8217;aria, circa 3.000 chili. Portano 14 chili d&#8217;acqua; se ne condensa un decimo, sono 1.400 grammi, cioè 233 volte la diffusione. Lo stesso autore aggiunge una frase che vale per ogni cantiere: i sormonti non sigillati, i forellini e i piccoli tagli nella barriera al vapore non aumentano in modo apprezzabile la diffusione; la stessa barriera, se non è anche a tenuta d&#8217;aria, non ferma quasi niente.</p>
<p>Ho rifatto il conto con le formule di questo articolo, per controllare l&#8217;ordine di grandezza, e poi l&#8217;ho portato su un tetto italiano. Con la formula della diffusione della 13788 e la permeanza della nota canadese escono 8 grammi invece di 6; con la formula del foro, un coefficiente di efflusso di 0,6 e la stessa differenza di pressione escono 4.000 metri cubi invece di 2.600 e 19 chili d&#8217;acqua invece di 14: le sue cifre sono più prudenti delle mie, e il rapporto fra i due modi resta di due ordini di grandezza.</p>
<p>Poi il soffitto di una casa da 100 metri quadrati, sotto un sottotetto freddo, in un gennaio di Udine con 3,5 gradi di media. Dentro 20 gradi e l&#8217;umidità della classe 3 della norma, che è quella delle abitazioni senza ventilazione meccanica. Per diffusione, attraverso una barriera con sd di 40 metri, nel mese arrivano al tetto circa 850 grammi d&#8217;acqua su tutti i 100 metri quadrati.</p>
<p>Le regole inglesi danno a un soffitto normale una permeabilità all&#8217;aria tipica di 300 millimetri quadrati per metro quadrato, e a un soffitto ben sigillato 30. Trecento millimetri quadrati su un metro quadrato sono lo 0,03 per cento della superficie; il testo inglese, nella stessa riga, scrive 0,3 per cento, che sarebbe dieci volte tanto. Uso il valore in millimetri quadrati, che è quello coerente con la classe di soffitto descritta, e segnalo la discrepanza. Sul nostro soffitto fanno 300 e 30 centimetri quadrati di aperture in tutto.</p>
<p>Con 2 pascal di differenza dal soffitto normale passano nel mese 88.000 metri cubi d&#8217;aria, che portano verso il tetto 420 chili d&#8217;acqua; se ne condensa un decimo, come nell&#8217;esempio canadese, sono 42 chili contro gli 0,85 della diffusione, cinquanta volte tanto. Dal soffitto sigillato passano 8.800 metri cubi e 4 chili, dieci volte meno del normale e cinque volte più della diffusione.</p>
<p>I 2 pascal non sono un numero scelto a caso. L&#8217;effetto camino di un edificio si stima con una regola pratica dell&#8217;organismo internazionale che studia la ventilazione: la differenza di pressione vale circa quattro centesimi di pascal per ogni metro di altezza e per ogni grado di differenza fra dentro e fuori, con il piano neutro a metà altezza. Una casa di due piani, a gennaio a Udine, dà al soffitto dell&#8217;ultimo piano poco meno di due pascal. Con il vento o con un impianto di ventilazione sbilanciato si sale.</p>
<p>La stessa cosa è stata misurata su una copertura vera, e non solo su una parete. In una prova belga del 1995, tre falde isolate sono state messe fra una camera calda e una fredda con differenze di pressione fra 4,4 e 9,9 pascal. Il calcolo di Glaser prevedeva da 1 a 4 grammi al metro quadrato al giorno; lo schema che tiene conto dell&#8217;aria ne prevedeva da 97 a 151, cioè da quaranta a settanta volte tanto, e le misure stavano in mezzo ai due.</p>
<p>I numeri assoluti dipendono comunque dalle mie ipotesi, la quota che condensa in particolare, e vanno letti come ordine di grandezza; il rapporto fra i due modi no, e coincide con quello che Hutcheon aveva trovato nel 1950 e la nota canadese nel 1985. La barriera al vapore serve; sul soffitto dell&#8217;esempio, però, l&#8217;aria porta cinquanta volte l&#8217;acqua della diffusione, e la tenuta all&#8217;aria la riduce di dieci volte.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig14-diffusione-contro-aria.png" alt="Due grafici a barre su scala logaritmica: il confronto di Quirouette del 1985 fra i 6 grammi per diffusione e i 14 chili trasportati dall'aria da un foro di un pollice quadrato, e il soffitto di 100 metri quadrati a Udine in gennaio con 848 grammi per diffusione contro 42 chili condensati dalle fessure" class="wp-image-4218" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig14-diffusione-contro-aria.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig14-diffusione-contro-aria-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig14-diffusione-contro-aria-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig14-diffusione-contro-aria-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig14-diffusione-contro-aria-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 14. Diffusione contro aria, su scala logaritmica. Sopra, il confronto di Quirouette del 1985: 6 grammi al mese per diffusione attraverso un metro quadrato di barriera, 14 chili trasportati dall&#8217;aria da un foro di un pollice quadrato, 1.400 grammi se ne condensa un decimo; le formule di questo articolo danno 8 grammi e 19 chili. Sotto, il soffitto di 100 metri quadrati a Udine in gennaio: 848 grammi per diffusione contro 42 chili condensati dal soffitto normale e 4 dal soffitto sigillato.</figcaption></figure>
<p>Dove si forma la condensa lo dicono le prove del Fraunhofer. Nel 2000 l&#8217;istituto ha costruito tre sottotetti di prova con le stesse tegole e teli diversi. Con piccoli ventilatori ha immesso nel sottotetto l&#8217;aria interna che passerebbe da un metro di giunto di finestra, 50-100 metri cubi al giorno. Sotto il telo più chiuso, con sd di un metro, l&#8217;umidità dei puntoni sul lato nord è salita sopra il 25 per cento in massa in poche settimane, cioè nel campo della marcescenza; sotto il telo aperto alla diffusione e nel sottotetto ventilato è rimasta sotto il 20. Gli autori concludono che i tetti chiusi al vapore verso l&#8217;esterno non sono da raccomandare, e che la tenuta all&#8217;aria del solaio viene prima di tutto. Fra il sottotetto ventilato e quello non ventilato con il telo aperto, aggiungono, la differenza è piccola.</p>
<p>Cinque anni prima Künzel aveva calcolato che cosa succede a una falda esposta a nord con il tavolato coperto di cartonfeltro, come sono molti tetti esistenti, isolata fra i puntoni: con un freno interno con sd di 2 metri l&#8217;acqua si accumula anno dopo anno e il tavolato resta sopra il 20 per cento; con freni da 4, 10 e 40 metri l&#8217;accumulo rallenta soltanto; aiuta solo un&#8217;aria interna meno umida, dieci punti in meno. E aggiunge la frase che spiega perché le barriere teoriche falliscono: in pratica bisogna sempre aspettarsi piccole imperfezioni, e da lì il vapore entra per convezione e resta intrappolato. Historic England dice la stessa cosa per i tetti storici, con parole sue: la barriera al vapore è efficace in teoria ma è molto difficile da realizzare; viene aggirata dove la falda tocca legno o muratura; va sigillata attorno a lucernari e botole; e si buca.</p>
<p>Da questo discende l&#8217;ordine dei rimedi, che Rose e TenWolde hanno scritto nel 2002 per i climi freddi: primo, controllare l&#8217;umidità in casa; secondo, sigillare il soffitto all&#8217;aria; terzo, ventilare il sottotetto. La ventilazione da sola, senza le prime due, può peggiorare le cose: lo aveva già visto Rowley nel 1941, dove il vapore entrava dai condotti. Una simulazione canadese del 1993, per i climi freddi e umidi di costa, ha trovato lo stesso: con più ventilazione i tavolati risultavano più bagnati, perché il sottotetto si raffreddava e il vapore calava poco.</p>
<h2 id="destate-il-vapore-va-dallaltra-parte">D&#8217;estate il vapore va dall&#8217;altra parte</h2>
<p>C&#8217;è un caso che il ragionamento invernale non copre, e che si presenta con lo stesso aspetto: la condensa estiva sul lato interno del pacchetto.</p>
<p>D&#8217;estate il manto si scalda al sole e raggiunge temperature che in inverno sembrano impossibili: sul bituminoso scuro si superano i sessanta gradi. Tutta l&#8217;acqua che sta negli strati sopra la barriera, quella del cantiere o quella entrata da una perdita, diventa vapore ad alta pressione. La stanza sotto, se è condizionata, sta a venticinque gradi. Il vapore si muove verso il fresco, cioè verso il basso, e trova come prima superficie fredda proprio la barriera al vapore, che d&#8217;inverno lo fermava dall&#8217;altro lato. Lì condensa, e goccia sul cartongesso.</p>
<p>Le quantità sono grandi. Un calcolo pubblicato da un ricercatore canadese, fatto su una parete e non su un tetto, dà valori attorno ai 325 grammi al metro quadrato al giorno, da cento a duecento volte il bagnamento invernale calcolato per le pareti dello stesso studio, in condizioni che di solito durano tre o quattro ore al giorno. Su una copertura, che d&#8217;estate si scalda più di una parete, il fenomeno non è minore. La macchia compare quindi d&#8217;estate, nelle giornate di sole, e non dopo la pioggia: chi cerca solo l&#8217;infiltrazione non la trova.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="971" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig15-inverno-estate.png" alt="Due sezioni della stessa copertura a tetto caldo: d'inverno le frecce del vapore salgono dalla stanza e la condensa si forma sotto la membrana fredda, d'estate il manto oltre i sessanta gradi spinge le frecce verso il basso e la condensa si forma sopra la barriera al vapore" class="wp-image-4219" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig15-inverno-estate.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig15-inverno-estate-300x182.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig15-inverno-estate-1024x621.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig15-inverno-estate-768x466.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig15-inverno-estate-1536x932.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 15. La stessa copertura nelle due stagioni. D&#8217;inverno il vapore di casa sale e condensa sotto la membrana fredda. D&#8217;estate il manto al sole supera i sessanta gradi, il vapore scende verso la stanza condizionata e trova come prima superficie fredda la barriera al vapore, che d&#8217;inverno lo fermava dall&#8217;altra parte.</figcaption></figure>
<p>Qui pesa anche il colore del manto, e non solo per il caldo che fa entrare di giorno. Uno studio americano ha misurato riflettanza ed emissività invecchiate di manti diversi e ha trovato che, a parità di riflettanza, una superficie con bassa emissività resta più calda di notte di quasi cinque gradi in agosto e di oltre sei in febbraio. La riflettanza decide quanto sole entra di giorno, l&#8217;emissività decide quanto calore il tetto riesce a buttare verso il cielo di notte. Il decreto sui requisiti minimi chiede di verificare, con un confronto fra costi e benefici, l&#8217;uso di manti ad alta riflettanza solare, almeno 0,65 sulle coperture piane e 0,30 sulle falde, e non dice niente sull&#8217;emissività. I criteri ambientali minimi del 2025, che valgono per gli appalti pubblici, usano invece l&#8217;indice di riflessione solare, che si calcola da tutte e due: per le coperture chiedono il verde, il tetto ventilato oppure un indice di almeno 76 fino al 15 per cento di pendenza e di almeno 29 oltre.</p>
<h2 id="lumidita-di-costruzione-lacqua-che-il-cantiere-ha-chiuso-dentro">L&#8217;umidità di costruzione: l&#8217;acqua che il cantiere ha chiuso dentro</h2>
<p>Il tetto piano a tetto caldo, con la barriera sotto e la membrana sopra, è una trappola, come hanno scritto Baker e Hedlin nel 1972: se dentro c&#8217;è acqua al momento della chiusura, quell&#8217;acqua non ha più una strada per uscire.</p>
<p>L&#8217;acqua ci arriva in tre modi. Il massetto delle pendenze, se viene gettato sopra l&#8217;isolante, porta con sé l&#8217;acqua d&#8217;impasto, e la cede in basso, sull&#8217;isolante e sulla barriera; un massetto alleggerito ne trattiene ancora di più. La pioggia che cade sull&#8217;isolante o sul massetto scoperto, nei giorni fra una lavorazione e l&#8217;altra, va a finire nello stesso posto: un millimetro di pioggia è un litro per metro quadrato, per definizione, e un temporale da 20 millimetri lascia 20 litri per metro quadrato su un tetto che non ha ancora la membrana. E la membrana provvisoria, stesa sul solaio grezzo per non far gocciolare dentro durante i lavori, diventa la barriera al vapore definitiva. Con sopra tutto quello che ci è caduto nei mesi.</p>
<p>Broccolino descrive questa sequenza, e i capitolati che la ripetono, negli articoli del 2011 sull&#8217;acqua sotto il manto, e la corregge con l&#8217;ordine del Codice: massetto delle pendenze subito sul solaio, eventuale membrana provvisoria sopra il massetto, barriera al vapore, isolante posato all&#8217;asciutto, membrana subito dopo. Prima di stendere sul massetto la membrana provvisoria o la barriera se ne misura l&#8217;umidità, con il metodo al carburo che ho descritto nell&#8217;articolo sull&#8217;<a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">umidità residua del massetto</a>. Una guida di posa di un produttore italiano di membrane vuole il massetto gettato da almeno tre o quattro settimane e, solo come esempio, considera pronto per incollarci sopra una membrana un massetto di calcestruzzo pieno, di circa 2.400 chili al metro cubo, al 4 per cento o meno ⚠️.</p>
<p>Il Fraunhofer ha fatto l&#8217;esperimento che dice che cosa succede se non si fa così: 90 millimetri di lana minerale bagnata con meno di 2 chili d&#8217;acqua al metro quadrato, per simulare una posa sotto la pioggia, chiusa fra due strati impermeabili; dopo tre anni il tetto è stato aperto, sotto le lastre c&#8217;erano gocce d&#8217;acqua, e malgrado i 70 gradi raggiunti dal manto d&#8217;estate l&#8217;isolante non era asciugato. Con le barriere su tutti e due i lati, scrivono, l&#8217;umidità non esce.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig16-sequenza-di-posa.png" alt="Due sezioni del tetto piano una sopra l'altra: la sequenza sbagliata con la membrana provvisoria sul solaio, il massetto gettato sopra, l'isolante bagnato dalla pioggia e la membrana definitiva mesi dopo, e la sequenza giusta con il massetto sul solaio, la barriera sopra il massetto, l'isolante asciutto e la membrana subito" class="wp-image-4220" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig16-sequenza-di-posa.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig16-sequenza-di-posa-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig16-sequenza-di-posa-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig16-sequenza-di-posa-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig16-sequenza-di-posa-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 16. La sequenza di posa sbagliata e quella giusta, come la riporta Broccolino dal Codice di Pratica. Sopra, la sequenza sbagliata: membrana provvisoria sul solaio grezzo, massetto delle pendenze gettato sopra, isolante lasciato scoperto, membrana definitiva mesi dopo, con dentro l&#8217;acqua di tutti e tre. Sotto, l&#8217;ordine del Codice: massetto sul solaio, barriera sopra il massetto, isolante posato all&#8217;asciutto, membrana subito.</figcaption></figure>
<p>La norma dà un metodo per contare quanto ci mette quell&#8217;acqua a uscire, ed è il punto 7 della 13788, che pochi usano. Si suppone che nello strato bagnato ci sia un chilo d&#8217;acqua per metro quadrato, concentrato al centro. Poi si calcola mese per mese, con le condizioni climatiche medie, quanta ne evapora verso l&#8217;esterno e verso l&#8217;interno attraverso gli strati, finché l&#8217;acqua si azzera o finché passano dieci anni. È un conto diverso da quello della condensa d&#8217;inverno, per la quale l&#8217;appendice nazionale fissa un limite che non può superare 500 grammi al metro quadrato, con valori più bassi per legno, intonaci e isolanti, e chiede che tutta la condensa evapori entro l&#8217;anno.</p>
<p>La norma stessa lo chiama una verifica di idoneità e non una previsione, e lo riserva agli strati chiusi fra due strati con sd oltre 2 metri: barriere, membrane, rivestimenti. Il suo esempio è una copertura piana con 20 centimetri di isolante che la pioggia ha bagnato in cantiere, una membrana da 2 millimetri con fattore di resistenza 6.000, cioè sd di 12 metri, e una barriera da 75 metri. Lì l&#8217;acqua si azzera in 83 mesi, quasi sette anni. Ho rifatto il conto sul clima di tre città italiane, con le medie mensili di un anno meteorologico tipo del Centro comune di ricerca europeo, e con le condizioni interne dell&#8217;appendice nazionale, per cinque tetti. Il metodo l&#8217;ho applicato alla sola interfaccia bagnata, come l&#8217;esempio della norma; le ipotesi sono nella nota in fondo, e i valori dei materiali vengono dalla UNI 10351.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig17-cinque-tetti.png" alt="Cinque stratigrafie affiancate, tetto caldo con membrana bituminosa, tetto caldo con la membrana dell'esempio della norma, tetto rovescio, falda ventilata con telo, falda chiusa con cartonfeltro, con lo spessore d'aria equivalente di ogni strato e i mesi che un chilo d'acqua ci mette a uscire" class="wp-image-4221" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig17-cinque-tetti.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig17-cinque-tetti-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig17-cinque-tetti-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig17-cinque-tetti-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig17-cinque-tetti-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 17. Cinque tetti con lo sd di ogni strato, e i mesi che un chilo d&#8217;acqua per metro quadrato chiuso nell&#8217;isolante ci mette a uscire nel clima di Udine, con il metodo del punto 7 della 13788. Sotto una membrana bituminosa e sopra una barriera in polietilene l&#8217;acqua non esce in dieci anni; sotto un telo traspirante esce in meno di un mese.</figcaption></figure>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Tetto (1 chilo d&#8217;acqua al metro quadrato nell&#8217;isolante)</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Udine</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Milano</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Roma</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa lo decide</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Tetto caldo con membrana bituminosa da 4 millimetri (sd di 750 metri, dal valore della UNI 10351 per il bitume) e barriera da 40 metri</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>non asciuga in 10 anni: dopo dieci anni restano 0,72 chili</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>restano 0,64</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>restano 0,60</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>verso l&#8217;alto la membrana chiude, verso il basso la barriera: in un anno escono da 28 a 40 grammi</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Tetto caldo con la membrana dell&#8217;esempio della norma (12 metri) e barriera da 75 metri</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>38 mesi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>34 mesi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>35 mesi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>l&#8217;acqua esce quasi tutta verso l&#8217;alto, d&#8217;estate</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Tetto rovescio: isolante sopra la membrana, strato filtrante permeabile</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>25 mesi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>22 mesi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>23 mesi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>l&#8217;isolante bagnato asciuga verso l&#8217;aria esterna, ma il polistirene estruso frena</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Falda ventilata con telo traspirante (0,1 metri) sopra l&#8217;isolante</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>meno di un mese</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>meno di un mese</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>meno di un mese</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>l&#8217;acqua esce nell&#8217;intercapedine ventilata</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Falda chiusa: tavolato e cartone bitumato sopra, freno da 2 metri sotto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>13 mesi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>11 mesi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>11 mesi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>esce soprattutto verso la stanza, d&#8217;estate; a nord va peggio di così</td>
</tr>
</table>
</div>
<p>La prima riga è la trappola dei canadesi, con i numeri: con una membrana bituminosa e una barriera in polietilene l&#8217;acqua chiusa nel tetto esce a 28-40 grammi all&#8217;anno, e un chilo ci mette decenni. La seconda riga mostra quanto pesa il valore della membrana. Il fattore di resistenza dell&#8217;esempio della norma è trenta volte più basso di quello del bitume della UNI 10351; contando anche il minore spessore, lo strato oppone sessanta volte meno resistenza. L&#8217;acqua esce in tre anni, e nell&#8217;esempio della norma, con un clima più freddo, in sette. Il valore vero di una membrana lo dichiara il produttore, con la prova della UNI EN 1931, e va chiesto.</p>
<p>Le ultime tre righe danno la regola per il progetto: l&#8217;acqua esce solo da dove c&#8217;è una via, e la via è l&#8217;aria. Il tetto rovescio asciuga in due anni perché l&#8217;isolante sta fuori, e ci mette tanto perché il polistirene estruso che si usa lì è poco permeabile al vapore; la falda ventilata asciuga in un mese perché sopra l&#8217;isolante c&#8217;è un telo aperto e l&#8217;aria che passa; la falda chiusa asciuga in un anno soltanto attraverso il freno verso la stanza. Le prove del Fraunhofer dicono che su una falda a nord, con il cartonfeltro stagno, il conto va peggio di così, perché il metodo non vede il cielo che raffredda il tetto di notte. Le misure di Oak Ridge chiudono il quadro: un tetto piano bagnato asciuga d&#8217;inverno al 5 per cento di quanto asciuga d&#8217;estate. L&#8217;acqua intrappolata nei tetti americani, stima il laboratorio su dati che chiama esso stesso limitati, riduce di circa il 40 per cento la resistenza termica dell&#8217;isolante. D&#8217;estate, poi, l&#8217;acqua che si sposta ogni giorno dentro il tetto alza di circa 15 watt per metro quadrato di copertura, a seconda dell&#8217;isolante, il picco di potenza elettrica chiesta dal condizionamento.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig18-acqua-chiusa.png" alt="Grafico dell'acqua rimasta nello strato bagnato, in chili al metro quadrato, per 120 mesi e per cinque tetti nel clima di Udine, con la curva del tetto caldo bituminoso che dopo dieci anni sta ancora a 723 grammi e le altre che si azzerano in 38, 25, 13 e meno di un mese" class="wp-image-4222" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig18-acqua-chiusa.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig18-acqua-chiusa-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig18-acqua-chiusa-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig18-acqua-chiusa-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig18-acqua-chiusa-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 18. Un chilo d&#8217;acqua per metro quadrato chiuso nell&#8217;isolante, mese per mese, nei cinque tetti a Udine: la curva rossa del tetto caldo con membrana bituminosa dopo dieci anni sta ancora a 723 grammi. La linea a 200 grammi è il valore oltre il quale, per una nota della norma sulla condensa accumulata, il rischio di percolamento dai materiali non assorbenti diventa molto alto.</figcaption></figure>
<p>Il segno dell&#8217;umidità di costruzione è il tempo. Compare nei primi mesi o nel primo anno di vita del tetto nuovo, in punti che non corrispondono a niente: né a un bordo, né a uno scarico, né a un chiodo. Si muove con le stagioni calde, perché il sole spinge il vapore verso il basso. L&#8217;acqua che scorre sopra la barriera trova un foro di vite o un tubo e goccia da lì, lontano dalla causa, come avevano scritto Handegord e Baker nel 1968. Sul manto compaiono bolle e onde; le ondulazioni Broccolino le chiama reptazione e le lega soprattutto alla mancata stabilizzazione del manto, con l&#8217;isolante umido fra le cause; nei casi gravi staccano i giunti. Sotto, l&#8217;isolante aperto è bagnato in modo uniforme, senza una traccia che porti a un varco. E il collaudo con l&#8217;acqua non dà niente, perché la membrana tiene: l&#8217;acqua era già dentro.</p>
<h2 id="quanta-acqua-ce-davvero-dentro-un-isolante-bagnato">Quanta acqua c&#8217;è davvero dentro un isolante bagnato</h2>
<p>Le schede tecniche degli isolanti riportano l&#8217;assorbimento d&#8217;acqua misurato in laboratorio, e sono numeri rassicuranti. Un rapporto federale tedesco del 2018 ricorda che le prove di immersione su polistirene espanso, sia quella di ventiquattro ore sia quella di ventotto giorni, danno quasi sempre meno dello 0,2 per cento in volume: a quei valori la conduttività non cambia in modo apprezzabile.</p>
<p>Poi lo stesso gruppo di ricerca è andato ad aprire venti tetti piani veri, tutti con un danno da umidità, e ha pesato l&#8217;acqua dentro i pannelli. I numeri stanno due ordini di grandezza più in alto. Il poliuretano rigido, dopo ventitré o trentatré anni, arriva a contenere dal 40 al 49 per cento del proprio volume in acqua. Il polistirene espanso sta fra il 7 e il 22 per cento, e l&#8217;età non c&#8217;entra: un pannello di trentotto anni era all&#8217;8, uno di dodici anni al 22. Il polistirene estruso, dopo venticinque anni, stava fra l&#8217;1 e il 4. La lana di roccia ad alta densità arriva dal 20 al 28 per cento, e ci arriva in uno o tre anni.</p>
<p>Fra la prova di immersione e il tetto vero il ponte è il gelo. Uno studio polacco del 2024 trova l&#8217;1,8 per cento dopo ventotto giorni di immersione e dal 16 al 20 per cento dopo trecento cicli di gelo e disgelo. È la risposta a chi sceglie un isolante perché la scheda dice che non assorbe acqua: nel tetto l&#8217;acqua entra dalle fessure delle celle aperte dal gelo, non per immersione.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1124" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig19-isolante-bagnato.png" alt="Barre orizzontali del contenuto d'acqua in per cento del volume per quattro tipi di isolante prelevati da venti tetti piani reali, confrontate con la barra della prova di laboratorio, e sotto le barre dell'aumento di conduttività per ogni punto percentuale di acqua" class="wp-image-4223" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig19-isolante-bagnato.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig19-isolante-bagnato-300x211.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig19-isolante-bagnato-1024x719.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig19-isolante-bagnato-768x540.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig19-isolante-bagnato-1536x1079.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 19. Quanta acqua si trova negli isolanti dei tetti piani reali, in per cento del volume, confrontata con quello che dà la stessa prova in laboratorio. Sotto, quanto costa in calore ogni punto percentuale di acqua, per tipo di materiale: il vetro cellulare ha coefficiente zero perché le celle sono chiuse.</figcaption></figure>
<p>Quell&#8217;acqua si paga in calore, e la norma europea sui valori di progetto dà il coefficiente per ogni materiale. Per ogni punto percentuale di acqua in volume, la conduttività cresce di circa il 4 per cento nel polistirene espanso e nella lana minerale, del 3 nel poliuretano, del 2,5 nel polistirene estruso. Al vetro cellulare la norma assegna coefficiente zero, perché le celle sono chiuse e stagne. Il rapporto tedesco sui venti tetti, però, avverte che quel valore non regge alla prova dei fatti e stima un aumento intorno alla metà. La crescita segue una legge esponenziale, quindi accelera: sopra il 20 per cento di acqua in volume un pannello di polistirene espanso ha più che raddoppiato la propria conduttività.</p>
<p>Lo stesso rapporto ha interrogato circa 1.400 periti giurati; quelli che hanno risposto avevano trattato in dieci anni 182 casi di isolante umido nei tetti. Dopo il rifacimento dell&#8217;impermeabilizzazione, in un caso su dodici si sono verificati altri danni da umidità, e in nessuno di quei casi la causa era l&#8217;isolante rimasto sotto: erano altre perdite non trovate, o errori nella nuova impermeabilizzazione. Alle quantità d&#8217;acqua che si trovano nei tetti, aggiungono, le schiume in uso oggi perdono poca o nessuna resistenza a compressione.</p>
<p>Non significa che l&#8217;isolante bagnato vada sempre lasciato dov&#8217;è. Significa che la scelta si fa misurando: quanta acqua c&#8217;è, in che materiale, con quale via d&#8217;uscita. Gli stessi autori mettono una riserva esplicita sulla lana minerale ad alta densità, per la quale non risultano esperienze positive a lungo termine. E resta il conto del calore: un isolante che ha perso metà della sua prestazione la fa pagare tutti gli anni in bolletta, anche quando il soffitto è asciutto.</p>
<h2 id="come-si-riconoscono-quando-dove-che-aspetto">Come si riconoscono: quando, dove, che aspetto</h2>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa guardo</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Infiltrazione: la pioggia</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Condensa: il vapore di casa</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Umidità di costruzione: l&#8217;acqua del cantiere</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Quando compare</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>durante o poco dopo la pioggia, con il vento dal lato giusto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>nelle mattine fredde e serene d&#8217;inverno, senza pioggia; sparisce in primavera e torna l&#8217;inverno dopo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>nei primi mesi del tetto nuovo, con il caldo che la muove; i temporali non la cambiano</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Dove compare</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>in asse con un bordo, una soglia, uno scarico, un tubo, una conversa, o poco più a valle</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>lungo chiodi, viti, travetti e punti freddi; diffusa</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>in punti sparsi, senza rapporto con bordi o scarichi</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Che aspetto ha</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>rigagnolo, alone con bordo netto, gocciolamento a filo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>aloni tondi e diffusi, gocce sui metalli, muffa sui travetti</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>bolle e ondulazioni sul manto, isolante bagnato uniforme, gocce dai fori delle viti</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Che cosa dicono gli strumenti</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>igrometro a contatto alto solo dopo la pioggia; termocamera con la traccia del percorso</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>termocamera con il pacchetto freddo dove gocciola; igrometro in casa alto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>igrometro alto sempre; saggio con l&#8217;isolante bagnato lontano da ogni varco</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Che cosa non trova</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>niente, se il tetto non piove</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>la prova con la canna, che non dà niente</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>la prova d&#8217;invaso, che tiene</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Che cosa serve</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il varco, e il rifacimento del punto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>tenuta all&#8217;aria del soffitto, umidità in casa, poi ventilazione</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>apertura del tetto, asciugatura o sostituzione dell&#8217;isolante, sequenza di posa giusta</td>
</tr>
</table>
</div>
<p>Questa tabella è mia: mette insieme i segni che le fonti descrivono uno per uno, e la mia esperienza di cantiere. Ha un&#8217;eccezione da tenere a mente sui tetti a falda in zone nevose. L&#8217;acqua che entra da una diga di ghiaccio in gronda compare d&#8217;inverno, senza pioggia, come la condensa, e può essere scambiata per quella. La distingue il posto: arriva dal bordo basso della falda e segue la linea di gronda, non i chiodi e i travetti in mezzo al tetto; il meccanismo è nell&#8217;articolo sul <a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">muro bagnato sotto la gronda</a>. Non sostituisce la misura, descritta nel capitolo sull&#8217;indagine; serve a fare le domande giuste prima di salire sul tetto.</p>
<h2 id="una-verifica-che-chiunque-puo-fare-il-diario-della-macchia">Una verifica che chiunque può fare: il diario della macchia</h2>
<p>Prima di ogni strumento serve un calendario. Per un mese, meglio due, chi abita sotto il tetto annota ogni giorno tre cose: se la macchia è bagnata, asciutta o più grande; se ha piovuto, e da che parte tirava il vento; la temperatura minima della notte, presa dalla stazione meteorologica più vicina, che le reti regionali pubblicano gratis. Alla fine si mettono le tre righe una sopra l&#8217;altra. Se la macchia segue le piogge con un ritardo di ore, è un&#8217;infiltrazione, e il ritardo dice quanta strada fa l&#8217;acqua dentro il pacchetto. Se la macchia segue le notti fredde e serene, ed è più bagnata al mattino, è condensa. Se la macchia non segue né l&#8217;una né l&#8217;altra, e si muove con le settimane calde, è umidità di costruzione. Chi ha una termocamera può aggiungere una quarta riga, la temperatura del soffitto nel punto della macchia rispetto al soffitto attorno, la mattina presto: la condensa goccia dove il soffitto è più freddo. Il diario costa niente e, nelle contestazioni fra proprietà e impresa, è il documento che spesso manca.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig20-tre-firme.png" alt="Tre soffitti visti da sotto con le macchie delle tre cause, il rigagnolo in asse con il bordo, gli aloni tondi lungo i travetti e i chiodi, i punti sparsi, e sotto ognuno il diario di un mese con le righe della pioggia, delle notti fredde e della macchia" class="wp-image-4224" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig20-tre-firme.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig20-tre-firme-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig20-tre-firme-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig20-tre-firme-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig20-tre-firme-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 20. Le tre firme viste da sotto, e il diario di un mese per ognuna. La pioggia lascia un rigagnolo in asse con il bordo, e la riga della macchia segue quella della pioggia; il vapore di casa lascia aloni tondi lungo i travetti e i chiodi, e la macchia segue le notti fredde; l&#8217;acqua del cantiere lascia punti sparsi ed è bagnata tutti i giorni. Le strisce sono un esempio costruito per mostrare i tre andamenti, non un rilievo.</figcaption></figure>
<h2 id="come-si-indaga">Come si indaga</h2>
<p>Prima di tutto il resto, l&#8217;accesso. Sul tetto ci si sale con un ancoraggio a cui legarsi, e in molti edifici quell&#8217;ancoraggio non c&#8217;è: metterlo è un lavoro a sé, e va messo in conto prima di promettere un&#8217;indagine. Sul manto bagnato o con il gelo non si sale, e la termografia notturna d&#8217;inverno mette insieme le due cose.</p>
<p>1. <strong>Il diario della macchia</strong>, per un mese o due, come descritto sopra: quando, pioggia e vento, temperatura minima della notte. È il passo che decide tutti gli altri. 2. <strong>Sotto, al mattino presto.</strong> Mappa delle macchie sul soffitto e fotografie con la data. Igrometro a contatto sul cartongesso o sull&#8217;intonaco, nei punti bagnati e in quelli asciutti. Termocamera sul soffitto: la condensa goccia dove il soffitto è più freddo, l&#8217;infiltrazione dove passa l&#8217;acqua, l&#8217;umidità di costruzione dove l&#8217;isolante bagnato conduce di più. La termocamera vede la temperatura delle superfici, come ho scritto nel <a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">caso di Loreto</a>, e i punti vanno confermati con l&#8217;igrometro. Un termoigrometro con la sonda di superficie misura nello stesso punto la temperatura del soffitto e l&#8217;umidità dell&#8217;aria. Così dice se lì la superficie scende sotto il punto di rugiada, come ho spiegato nell&#8217;articolo sul <a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">punto di rugiada</a>. 3. <strong>Sopra, con la pioggia in mente.</strong> Risvolti e loro altezza sopra il piano dove scorre l&#8217;acqua; soglie; bocchettoni e griglie; pendenze e ristagni, con il livello; giunti; bolle e onde del manto; converse e scossaline; colmo e gronda; tubi e antenne. Ogni punto in asse con una macchia si segna. Dopo una pioggia si guarda anche quanto dura l&#8217;acqua ferma: la guida di posa citata nel capitolo sull&#8217;umidità di costruzione la vuole sparita entro 48 ore. La stessa guida prova le saldature facendo scorrere lungo il bordo del sormonto la punta di un cazzuolino o di un piccolo cacciavite: se la punta entra fra i due teli, il giunto è aperto. E vuole i teli posati dal punto più basso verso il colmo, perché ogni sormonto segua l&#8217;acqua: un sormonto rivolto contro la pendenza è un punto da segnare. 4. <strong>Le prove con l&#8217;acqua, quando servono.</strong> Sulle falde e sui punti singolari, la canna a portata misurata con il secchio, un punto alla volta, con un osservatore sotto, come ho descritto per il <a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">pluviale</a>. Due regole la fanno funzionare: si parte dal basso e si sale, altrimenti l&#8217;acqua del punto alto bagna quelli sotto e non si capisce più niente; e su ogni punto si sta cinque o dieci minuti, perché l&#8217;acqua dentro un pacchetto impiega tempo a comparire di sotto. Sul tetto piano, la prova d&#8217;invaso: scarichi tappati e acqua a pochi centimetri. Broccolino, per il collaudo, indica almeno 72 ore. La norma americana che descrive la prova dà invece una finestra fra 24 e 72 ore e un battente non superiore a dieci centimetri, e dichiara di non essere pensata per le coperture; l&#8217;associazione americana dei posatori la sconsiglia sui tetti piani nuovi, per il carico e per il rischio di lasciare acqua dentro. La prova si fa solo se la struttura regge, perché dieci centimetri d&#8217;acqua sono cento chili al metro quadrato, se il perimetro e le soglie stanno più in alto del livello, e mai con il gelo in arrivo. Se non trova niente, l&#8217;infiltrazione dal campo del manto è esclusa. Restano le altre due cause, e restano i punti che l&#8217;invaso non bagna: i risvolti sopra il livello raggiunto, le converse alte, i raccordi con i muri. 5. <strong>La termografia notturna.</strong> Sui tetti piani esistono tre metodi standardizzati che non aprono il tetto, e ognuno ha un campo preciso fuori dal quale sbaglia. La termografia si fa di notte, quando il tetto si raffredda e le zone bagnate restano tiepide più a lungo. La norma americana che la regola vale solo per i tetti con l&#8217;isolante sopra il solaio e a contatto con l&#8217;impermeabilizzazione: il tetto rovescio è fuori campo. Servono due giorni senza pioggia, niente pozzanghere sul manto, vento sotto i 25 chilometri l&#8217;ora, e una verifica a campione con un saggio vero, perché la termocamera vede temperature e non acqua. In Italia la termografia sugli edifici ha ora la sua norma nella UNI EN ISO 6781-1 del 2023, che ha sostituito la UNI EN 13187. 6. <strong>La misura di impedenza elettrica.</strong> Uno strumento fatto scorrere sul manto risponde all&#8217;umidità degli strati subito sotto. Non funziona su manti metallici, su membrane nere in gomma e su isolanti con la faccia in alluminio, che danno falsi positivi. 7. <strong>Il metodo a neutroni.</strong> Una sorgente di neutroni legge l&#8217;idrogeno dell&#8217;acqua attraverso gli strati fino a una ventina di centimetri; la ghiaia grossa lo disturba. 8. <strong>La ricerca elettronica delle perdite, e il suo limite.</strong> Due norme americane descrivono come trovare un foro nella membrana con un campo elettrico, ad alta tensione su membrana asciutta e a bassa tensione su membrana bagnata. È il metodo più preciso che esista, e sui tetti coibentati spesso non si può usare: il circuito ha bisogno di un solaio conduttivo sotto la membrana, e l&#8217;isolante in schiuma o il pannello di protezione interrompono il percorso. Chi vuole poterlo usare deve prevederlo in progetto, con uno strato conduttivo sotto la membrana. È una delle ragioni per cui una copertura isolata è più difficile da diagnosticare di una non isolata. 9. <strong>Il saggio.</strong> Un&#8217;apertura del manto di trenta centimetri per lato, lontana dai bordi, in un punto bagnato e in uno asciutto: si guarda se l&#8217;isolante è bagnato, se sopra la barriera c&#8217;è acqua che scorre, se il massetto sta sopra o sotto l&#8217;isolante, che cosa fa da barriera. Il saggio si richiude subito, con una pezza della stessa membrana che sormonti il taglio di almeno quindici centimetri su tutti i lati, quanto i sormonti di testa nella stessa guida di posa, saldata e non solo incollata, con la fiamma tenuta lontana dal polistirene e dal legno scoperti dal taglio: se resta aperto una notte, la pioggia aggiunge acqua al problema che si sta misurando. Un campione di isolante si pesa, si asciuga e si ripesa, con lo stesso metodo che ho descritto per <a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">il massetto</a>, tenendo la stufa sotto i settanta gradi perché il polistirene si deforma prima dei cento: l&#8217;umidità in massa dice quanta acqua c&#8217;è, e il rapporto con il chilo al metro quadrato della norma dice quanto ci metterà a uscire. 10. <strong>Dentro casa.</strong> Umidità e temperatura dell&#8217;aria per una settimana, produzione di vapore e ricambio, con il metodo dell&#8217;articolo sulla <a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">ventilazione</a>; poi le fessure del soffitto: botola, faretti, tubi, giunti fra soffitto e muri, il punto dove il camino attraversa. La prova di pressurizzazione con la porta soffiante, regolata dalla UNI EN ISO 9972, misura quanta aria passa in tutta la casa a cinquanta pascal, e con il generatore di fumo mostra da dove. La norma chiede condizioni precise perché il numero valga: vento non oltre i sei metri al secondo, differenza di pressione a riposo entro cinque pascal, e una regressione con indice di correlazione almeno di 0,98. Come metro di confronto, una casa passiva sta a 0,6 ricambi orari, una ristrutturazione dello stesso standard a 1,0, e i criteri ambientali minimi, negli appalti pubblici, chiedono 2 per il nuovo. 11. <strong>Il conto.</strong> Con la stratigrafia trovata nel saggio, il calcolo del punto 7 della 13788 dice se l&#8217;acqua ha una via per uscire e in quanto tempo. Il confronto fra diffusione e aria dice quanto pesa il soffitto. La tavola interattiva, qui sotto, fa i due conti con i numeri del saggio.</p>
<h2 id="la-tavola-interattiva-i-due-conti-con-i-numeri-del-saggio">La tavola interattiva: i due conti con i numeri del saggio</h2>
<p>La tavola qui sotto fa i due conti dell&#8217;articolo con i numeri che si hanno in mano. Il primo è diffusione contro aria: quanta acqua arriva al tetto attraverso la barriera e quanta attraverso le fessure del soffitto, nel mese e nel clima scelti. Il secondo è il punto 7 della 13788: quanto ci mette a uscire l&#8217;acqua chiusa nell&#8217;isolante, con gli sd trovati nel saggio. Le formule sono quelle della nota in fondo, e i limiti sono scritti sotto la tavola.</p>
<p><!--mxTAVOLA--><!-- ============================================================ TAVOLA INTERATTIVA - Da dove viene l'acqua nel tetto: i due conti Blocco autosufficiente per WordPress (HTML personalizzato). Motore identico a calcoli.py dell'articolo: diffusione contro aria dalle fessure del soffitto (UNI EN ISO 13788 punto 6.2, foro con coefficiente di efflusso) e asciugatura dello strato bagnato (punto 7 della stessa norma). Clima e stratigrafie arrivano dal Python al montaggio. ============================================================ --> </p>
<div class="mxt" id="mxt-tavola">
<style> .mxt{--ink:#232823;--paper:#fbfaf6;--line:#3a3f3a;--blu:#3a5b8a;--rosso:#b23b3b; --verde:#1f7a4d;--ambra:#a06a00; max-width:760px;margin:2em auto;color:var(--ink); font-family:"Segoe UI",Roboto,Helvetica,Arial,sans-serif;font-size:15px;line-height:1.45;} .mxt *{box-sizing:border-box;} .mxt-sheet{background:var(--paper);border:2px solid var(--line);padding:4px;} .mxt-inner{border:1px solid var(--line);padding:14px 16px 12px;} .mxt-cart{display:flex;justify-content:space-between;gap:10px;align-items:flex-end; border-bottom:2px solid var(--line);padding-bottom:8px;margin-bottom:12px;} .mxt-cart h3{margin:0;font-size:15px;letter-spacing:.06em;text-transform:uppercase;font-weight:700;} .mxt-cart .mxt-sub{font-size:11.5px;color:#555a55;margin-top:2px;} .mxt-cartR{display:flex;align-items:center;gap:8px;} .mxt-logo{height:34px;width:auto;display:block;} .mxt-firm{font-size:10px;color:#555a55;text-align:right;line-height:1.3;} .mxt-firm b{display:block;font-size:11px;color:var(--ink);} .mxt-display{background:#232823;border-radius:5px;padding:12px 16px;margin-bottom:12px; display:flex;justify-content:space-around;align-items:center;gap:12px;} .mxt-dcell{text-align:center;} .mxt-dcell .mxt-dl{font-size:10px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#8a9490;} .mxt-dcell .mxt-dv{font-size:25px;font-weight:700;color:#7ee0a8;font-family:"Consolas",monospace;line-height:1.15;} .mxt-dcell .mxt-dv small{font-size:12px;} .mxt-preset{display:grid;grid-template-columns:repeat(2,1fr);gap:6px;margin-bottom:12px;} .mxt-preset button{font:inherit;font-size:11.5px;line-height:1.25;text-align:left; background:#fff;border:1px solid #c9c5ba;border-left:4px solid var(--blu); padding:5px 9px;cursor:pointer;color:var(--ink);} .mxt-preset button:hover{background:#eef3f8;} .mxt-preset button b{display:block;font-size:12px;} .mxt-preset button span{color:#6a6f6a;} .mxt-h{font-size:11px;letter-spacing:.07em;text-transform:uppercase;color:#555a55; font-weight:700;border-bottom:1px solid #d8d5cc;padding-bottom:3px;margin:14px 0 8px;} .mxt-h.mxt-h2{font-size:12.5px;color:var(--ink);border-bottom:2px solid var(--line);margin-top:22px;} .mxt-grid{display:grid;grid-template-columns:repeat(3,1fr);gap:8px;margin-bottom:8px;} .mxt-f{background:#fff;border:1px solid #d8d5cc;border-left:5px solid var(--tinta,#6a6f6a);padding:7px 10px 8px;} .mxt-f label{display:block;font-size:12px;font-weight:600;margin-bottom:3px;} .mxt-f label.mxt-sp{margin-top:8px;} .mxt-f .mxt-cap{font-size:10.5px;color:#6a6f6a;margin-top:4px;line-height:1.3;} .mxt-f select,.mxt-f input[type=number]{width:100%;font:inherit;font-size:13.5px;font-weight:600;padding:3px 6px; border:1px solid #c9c5ba;background:#fdfdfb;color:var(--ink);} .mxt-f input[type=number]:disabled{color:#6a6f6a;background:#f1efe8;} .mxt-f.t-cli{--tinta:#a06a00;} .mxt-f.t-cas{--tinta:#8c8375;} .mxt-f.t-acq{--tinta:#3a5b8a;} .mxt-f.t-sup{--tinta:#b23b3b;} .mxt-f.t-ric{--tinta:#1f7a4d;} .mxt-verd{border:3px solid;padding:10px 14px;text-align:center;margin:12px 0;} .mxt-verd .mxt-v1{font-size:18px;font-weight:800;letter-spacing:.03em;} .mxt-verd .mxt-v2{font-size:12.5px;color:#3c413c;margin-top:4px;line-height:1.4;} .mxt-box{background:#fff;border:1px solid #d8d5cc;border-top:4px solid var(--bc,#6a6f6a);padding:9px 11px;margin-bottom:10px;} .mxt-box .mxt-bt{font-size:10.5px;text-transform:uppercase;letter-spacing:.05em;color:#6a6f6a;font-weight:700;margin-bottom:5px;} .mxt-box .mxt-bn{font-size:11.5px;color:#2f342f;line-height:1.45;} .mxt-curva svg{width:100%;height:auto;display:block;} .mxt-nota{border-top:1px solid #d8d5cc;padding-top:8px;font-size:11px;color:#555a55;line-height:1.5;} .mxt-nota b{color:var(--ink);} .mxt-nota ol{margin:4px 0 0;padding-left:18px;} .mxt-err{color:var(--rosso);font-weight:700;font-size:12px;margin-bottom:8px;} /* schermi stretti, in coda allo stile: stessa specificita', vince l'ultima regola */ @media(max-width:560px){ .mxt-display{padding:10px 6px;gap:6px;flex-wrap:wrap;} .mxt-dcell{flex:1 1 45%;} .mxt-dcell .mxt-dv{font-size:18px;} .mxt-dcell .mxt-dv small{font-size:10px;} .mxt-dcell .mxt-dl{font-size:9px;letter-spacing:.04em;} .mxt-preset{grid-template-columns:1fr;} .mxt-grid{grid-template-columns:1fr;} .mxt-cart{flex-wrap:wrap;} .mxt-cart>div:first-child{flex:1 1 100%;} .mxt-cartR{margin-left:auto;} .mxt-firm{white-space:nowrap;} .mxt-cart .mxt-sub,.mxt-f .mxt-cap,.mxt-nota,.mxt-box .mxt-bn{font-size:12.5px;} .mxt-box{overflow-x:auto;} } </style>
<div class="mxt-sheet">
<div class="mxt-inner">
<div class="mxt-cart">
<div>
<h3>Da dove viene l&rsquo;acqua nel tetto: i due conti</h3>
<div class="mxt-sub">quanta acqua arriva al tetto per diffusione e con l&rsquo;aria delle fessure, e quanto ci mette a uscire l&rsquo;acqua chiusa nell&rsquo;isolante (UNI EN ISO 13788, punti 6 e 7)</div></div>
<div class="mxt-cartR"> <img decoding="async" class="mxt-logo" src="data:image/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAHgAAABPCAYAAAAgGwHHAABJsElEQVR42t29d5glR3nv/6mqTidP3p3NOUirtCgLowACkSWslTEYcA44g6/Tvf5Jsn0dLsbY2L4YfG0yRlrAYAxIllBOKMfdlbTavDM7eU7q3FW/P87po7PDguO18Z3nOc85013dVV3Vb6z3/b6C78G/669Hnn76LrFrdFpw2d1aCPTSNm960yuKl+wouBuXLW5bub6yc90GKaaPRWcVbeElOqq0/WRrtVIacKzYJImp2QWpawNxGW2bxXlEFIq27dLQhGnYEG3LkUdxvKkoFWKgVtqzuBg29u5tTBw8qh6ZP7qy/aHdt82DOWkMxiC561LJzJi54bnd5sYbMSxt9J/8J75XxnH99YgbLrtUnmpBz79qU/UP3rvpPNdK1up0dsVozbpisOqvdTOnnCkxNjSkwcpAS0gFkYYk02RJBkaiMzBaEyQZGolrg+MKMBlCWNjKwRIaRxmwActgEkO7qWj7oh7rNIwyeWhyxtzreMW9ifBm/u7W9oN//MePzZ70EAL0HZda3Wf4nljs/9QFvvnmXWp0dFpcfvndaf/xO7/+zlUm2be25Mq3LqulFyodb1q2zB23CxbICDDMTqccO5FyfDKm3jLZQtMwMdlgZjZjaiYjToRoNDKhM4W0hIgyQaupQGjKJYNtJ5hMGlsYylVhHCUYGzJm2ZjHimUuAzVBpYRcPV4Qq1YJRkYKIB3IEkxiOD6lZ7Up7FmYs58+3mj+feStOvC2t936Uv+aGrNL7d4N1123W/9nLbb4z2C/N9ywS8Du/C2HS6+3/uzaL22/ZKN7zUDJurA0FL2qVsxKbjklCwwTxwSHjkT66T0N/fxBn6MnEFNzQsw1MxEknpCigmWXqVarlCtlKuUqxWIBr+Bi2zaWZWFbFpblIBBkaUqSxqRJSpKl+IFP4Pu0Wj6NZotmvU2UNMl0g5JMzMiAYHjAmDUrUr1tk8WO7QNi/SpbrVvhQblA6vssLtrx/ELwWFpy79l3qPTF7//ADz/JYz+V5JR9xx2XWnfddbe+8cZvFzf/TyzwzTfvUrt2gRC7s/zYo7fteqWwn7tkwPXeXfXCLSPLpEVkc/RoysNPLJinXwyyJ/ZG4vmDiZxvFUWxWGVwaBkjoyMsG13F+PgoQwMVyuUCxaKHEBIhJEkSkyQJURgCkCQJmdZkWYYxBsexAYHjOIDBdT0sy8JSFspSZFlKGIa0Wm0W6i0mJk8wPT3N3PQcc/MztBonGCxps2Wj0adtdc2Z20ryorPLcuNqCUWXhVmtW756ab6VfmmyOXDv66/++VvguiynajjNCHGj/n9hgYW5eZdk126Ty9UvfOFtG9aWF944Vll8R6WoLxwcz8iahqf3xTz4ZCP92jcb4tkXtQyzoiiVRlg1vo5Nm9ewZs04QyPDKGUjUPitJq1mnZm5eRYX67RaLVqtBkmS0Gq1MAZ8P0AIQRzHaK0xxpBlGbZtY4yhUCigtcbzPJRSFAoehUIBr1CgWqkyMFBheHiEamUAr1RESps0i2gsznP48CQvvHSY40cP4jfmsFTdbN0kzOuvrOlXnlGzXrGtjDWQ0a5bTC/KZ+cX1J2H66Mf+/63f+3ZroImdu/eJa+77uUX/r/UApubdynRN/g7/+7Vly0bq/9ExWtfs2q5LBAonng+MrfcNp/d/q2W3HPAiCSuiXXrN3DGGaexfv0GhoaH0SKl1ZxjfnKW6dl5pqdnWagv0Gg2iKKYJAkxBkxXwkkpkFKhlMIYg5SyqwAJhBAYYxBCoLVGCEGWZb1vYwzG0DknBUYYXNvGtT1qpSoDAzVGhocZGV/GyNgAA7UKStrMLyyw/6XD7Hn2JQ4feAkhTphNG0rm0gtK+q2vqcqdp1lS1TyOHwujRqt069Fm7U9f98bb7ugpZjedPFff0wtszPUSbkQINJuuch/5SHJVubjwkyvK6RuqQxZTsynfuH0h++Iti+Kex9pSiRHWbdnKOWdsZcOa1ZRKFebnF5iZm+DgwSPMzdaZm5+i7YcYY4iikEqlRBgElMsV4jjFdV0AsizDdV3CMKRYLNJutymVSoRhiFIKIQRp2mkfBEGvTaFQIEkShBAopYjjGNd1abfaFIoFWq0WyuocN4BrO1jKYtnyZdSqNTZu3MjIyCiDgwOkacKhw4d46unneeHFFyE6wc6zC/qaq0b0W15bsFYtV/iLtj6+4NxzYM79y6uuWf4F2J0JAVpfL/+9Wbf491tYBOySHRkrePDWV/3QYDn8rTXDjS2FisWL+2Pzua/U9ee+PCuPTDhi1ZptXHDhdrZuOY2i69BYqHPo6GGOHD3C9PQ0gR+QZRlKdahRWAolJVJKRJ9CKoTq9m961GnMUnu1c7z//5yq+3+fbPIIDAYpZK+3Th8anXXkudYZSZIhlcIrOIyNjbFq1RrWrlnD4OAgaeaz/8VDfOuhJ3jp4F5WjRhz7ZuH9bvfWlan7RC0GwUOTadPzyxWPnD5W6/6HNyojUHecAP8eylj4t9ncXepXHm69QuXXbJy9cyvbBixri7IlL0HTPbpLy3ymS9OqBMLZc46fSeXvPJMhkaHCZoxLx3cz6GDR5hdmKPZWMRzXZIkoVyuEkcJbsEmSzOklCipiJMY13UIggDP8wjDCMuyMMagtcayLMIwpFAo4Ps+hUKBKIpQqvMi5BScU7nv+3ieR5qmCCGQUpIkSffenfuEYYjruj12blkWURTheR5BGGLbFkHgA6A1OK7N6OgYK1esZNuWbZTKRRYbi9z/4IM89cReKuWGefubB/VPXbucHadLlcWKF46phxeztT9z8Wv+7nGAO++81FpqPv6HL3CHajsi7bOffcfgjtrzHxwcS9+zeoWU+19sZh/53Lz49BcXZDMos/Ocs7jwoldQLFaZmZ7mhRdeZHJygna7jTEGy1IIIXEchzTNcByLNO1QcK4g5bIyn2DbdkiSBKUkWuuuDO4skG3bRFGE67qkadqTxflLkCQJjuMQxzG2bZNl2UltbNvu3SdJEizL6sltKeVJbTpj7vSRZRlpmvZeplKpxLJly9m8ZQvj4+NEUcCjjzzDQ488SlHNcu0blumf+ZEBc9Y2Wy3O2umUn+3eNzHyu1dfd8ceY5CAEeJfb0OLf4vZk2uAj33z8neNled+Z9VKtXZhUptPf3VGf/BjJ9TRaYuLLzyPiy88G+VWmDh+nH379jA/XycMQxzHRcqO3JNS9pSifgUon7ScbeZsO01TLMvqTWw/i87b5C9DTnk5m83vmV+ft5FS9hSw/Pr+71Ndn3/n1/SLhCRJAIiiCMd1qQ0MsGXLFjasXkWmDd965DHuu/cBRisRv/xjy/V73j4gx5ZLjp2gfWhy4P3f95b7P/pvpeZ/1QKbOy+1xOV3p9f/rzcsf/3pk3961qboOkspvnGfn37gw1PWvY/7bNq2lStedSEDtUEOHDnGC/v20mq0abUalMoVoiiiWCz2Fig3ZzzPo9VqUS6XabVaOI7TmyilVO+6VqtFqVQiCAIcx+nKRI3jdNh3fn2uZFmW1aMqz/Pwfb+nZBWLRZIk6YiBbh85iy+VSrTbbTzP671ouRjIz5XLZYIgwHXdHrdxHOekNo5r0263cF2XgcFRNm9Yz8Z162n7Pvc++DBPP/UkZ+1Q/NpPbUmvfU1mCQmHp71/+Mdntr/7ve/93MK/dpHFv9iu7VoZt92866J1a1/63KYV7XVzx7z0+o9Ny499clIWKuO87rWXsG7NKk5Mz/Hiiy8wNzffe/PzT2629CtI/b/z/3Nq7leOlipRSxWo/nsvVaq+7YH6FK2l1y5VzvqvySk95x55u1O1z1l/boenaYYQhoHBQTZu3MTKFeNMnZji1tvuYHZ6kh/eNWh+630j2fpVjnX0hHjx0NTK33nVm2799L+GZat/iYvxrrs6z/XgNy//9U3jxz65diQdfuAh0nf9xgHry7csijPOOIc3vOUKhFY8/cwennrqSeqLdbTRXVmp8H0f27ZpNBoIIWi1WiRJ0nNQACwuLqKUotFoAOD7fs9Z0Wq1kFLSaDRQStFqtdBaE0URURQB0Gq1sCyLer2OlBLf93uyMQg6zo/8+kajgZSSIAhI0/SUfeRjDYKgN47+c0opms0mWmviOMb3OwpXs9nsncufPX95wzAkCAIOHTxIq9VmYKDG+eeeRypjvv6PB8U3727ItasHsnO3WSNjteiaN79lq7d606Hbf/u3wVyPvPHuf94ii3/u4v72jWiD4Ik7X/3XZ6+b/NFWmJmPfDYwv/tHh6UWVS5/zfexetVKjh6Z5MChg4Shj5SqR7HGmJ48y2VYLi/zv5xal373y76lcjq/b65k5cf6Kav//6WyvL+P/uuXtumnwv42/TI5b5NTbS6X+69fylmyLMNog+M6rF2zhvXr1nFieopbbr+TtL3Ar/38uP7lHxvWA0VjPXes/DdX/+jge/fvvyXq14H+TRScL+7PvPe08v/54zV/fcZq/z1zzTh5340z8gN/OSlHx1fz+qsuw/MGePzxJzk2cbQjc7pyMX+wfCGjKOpRVe4n1l0/cRzHSCmJoo7pE8fxSV6mvH0uJ5VSPfmcy2ApJXEcf1ub/PrcHErTtHdOStnTfI0xvT7y+/S3yV+I/j76x5o/S/4c+Xhy7b7/OfJ7SiXx/YCFxTmmp+dYtmwlO07fyELD5ytfPyIOHU/keecXks3j0bmvfU122YVvuPyWd+z6fOPmm3ep3bv3mH/1Al9/PfK3fxv9juvPr/7Eq7NbXrExfuPhyTT90fedsL/wjQWxY8cOXnnJpcwuzPH8C3uZn5/H7tqktm33Jjx/aKA3MflD5xObU3A+of3aaz915r7k3ITJF6qfcvo14/779NvKuemT36ffBMo146UmUL44eR/5WPs19X5tPk3Tk8yspdzq5T7s7rNbNNt15ubmcJwSO07fgpAet991gEceDdQFZwymp23S6zw19bYtWzfe+qM/cevMP7XI4p+ycc9985u8P/2F47ddsjW7+IWX4uTd7ztif+tJn3NfsZNt209n4vhxjh0/jtEpQiqUspDyZSUkf5h+pal/EpYqQv0LdSolZ6lP+Tt5pJay0aWK06lY/dLrl7Lv7+QV62+79Fx/H0vHf7IY0UDn5cqyCFAsW76cdetW8cKLz/PwQ09y2mbFx/94Y3r+mcJ69ph96AH/wrN/8jUfa9xwA+I7eb7Ed1zc3Uhxncgeu/38r+7c4L/pxYNZ+s5fOGo98lyL887byZrVazh0+AizMzMkaUah4PXMk9yD5Pt+z0ZM0xTHcXr+4VarRbFY7LHRnKXl56rVKq1Wq+cnllL2HBylUolms0mlUsH3/Z55stRMajablMtlwjDs7SDlZlJu3uRmUs5O+02xZrNJtVql3W73PFk5dwqCoDfW3FzL+8h94rmZlZtk/c+aJMlJ/vLcJ54mKdpojNHEScaK5ctZs3Y1J06c4KGHHuG09Taf+JMt6XnnGOv5w+4D7/ylV1z26KPjGdx4Su36lAvcsbnuSZ/85vl/ddamxo8fPG4nP/jel+xvPelz3ivOYM26zRw9dozFhYWTzJ5+h0P+6afepSbRUqWj/80+lRm0tO2pKLVfwVlKvacyj74bhZ/q3L/ZdfhduM/JHMGQZSlZllGrDbBhzWoOHTvOI488zmmb4aYPb0p3nG5Zj+13PnXuFY+/p+su/rbIEXXqxb07/cJnzvmBi06Lf2/RT5Mf+ZVJ+56HGmzZupHVK9Zx9NgxTkxO9uRMvhPTbrd7JoiU8ttMmNwEsSyLZrPZM09y6guCoHfOsiza7TZSSsIw7ClRQRD0zKN+0yOO49448nPtdhvLsgiCoEdZOaW22+1em/4+siwjCILe+PM+cv0hV5R83+89c95G6445mJtrvu/3+lraRxiGvT7ybyEEYRh2Fc+X28zMTBMkCaPDI5SLimf3TfPMC6F89asKydbVYufrrlwr1my57c4777zU+uQnD+vvuMDGXC83bPhk9vlPX7Pz/LVzXxqppdZ/++MFddMXZ8XKFcvZvvV0pmZmaDbrnTCYPBzGtk+i4n6qtiyrtw239GPbNkqpTjSFZfV+Sym/7Vz/+f7r87Y5C+8/l/efs97+6/PrhBC96/vP59f13/NU/ee/+9su7eNU5/qvy7/7x3DSc1uKOIlIopRVK1YRRyHP7Jtjse6oN16m0mLJXHH+Ky/+hze95dbjxlwvb7zx7h4Vy365u3v3jcKYS60z15741Np1ovLZr/riY38zJaqVCus3bGR+cYG5udmefduvVPQrTzlF5r+XKkj9n/779P/O75sf6/cInerYUja+lG0vPX4qRWepV+s7sdT+Z/lOIuQ7iZRT2cJLv/s/+S6aLWwW6/OcmJlm9dpVDAxU+eTuE/zVZ2I5VhHmjFUHP/PRR3+yyO49oqsgn7zAsEtedx3ZvV+Of33riubpTzwXp7/6B0ck2mLT5s1EUcTc3FyPRUVR1GN5OevxfZ80TXueo5zdpGlKFEU9T5LWmjAMe+w792TlbLz/O01T4jgmjuPeffJ7L70+SZLemPr7yFlrnMS9e+bn8rFHUfRtfURhSJZmvT7ycXT6f3kc+fW5uHq5zcv95/fNx5lf1z+OfFy5SAuCoHdvQ0cMzc7O0WpGbFq/DizJ73z4uHzwoSDbtkVve8Xsc9d3IkN2yZOULHM9khswn/rUm1Zfuf3IvoGaca/92Qnx9dvnxcZ161i9bh3T01Md+1BZCAmIrl1o+qnV/JP+4qUUeipKOJWf+LspTEu9R6eyFYwBgUAYMMJ8RwVNCAnGYHrdGASCzgGDEQbRezbRncFTm3vfbczfiXKXmmL9ymuaph1HjZQsHx1hYuoEB146yKXnV8yX/2o8y0RBP3509JIr33D7Y3m8V2eL5YZdQojd+onbZ64fX0Xh47vr6T/eMWdVa1VK1QFmZ2eYmZmmWh2gXm9SrZQJ/Dau6xAnGWmWYdtWT+XPTZh+0yFNUwqFwkk7PeVyuecJyj0++SZ83uZU4TT95kX/btJSEyY3gYIwRFoWshsy63nfHrITxzGWtBBCEiYRXsEj8NsUiyV8v43n2WSpRiBRliIIA0rFIu12QKlcJuiaa0t3tfpNoNzJI4ToBQzkplSr1cLzvJ5HTClFEAQ9UzA3G/PjOtNUKlUq5RJ3P9wUn/hCVfzSz0ln1eLCbwnBW83N3ZesE866W//9p1+78aJtx/amliVf/64D8qnnAjZtXs9AbZBmYxHbdilXSrheZw83CWOiIKIdddgPxpDp9Dsa/bnczH3HS9/spQ6Gfr9zPxWfyvnw3cyfTrRkEdv2SNKQMGqTJebbnA/GaJS0KZVKOIUiWZoRhy1sy8FyHJIsoeW3EHGKLBYouyWkkPhhizgKuy5QeUqOc6rdqqW7ZUuDAJfeJ1dW0zQlzTKyNKVarREEi7z00jE2rFF88xNr9MCIJx7cM3bhVdfd8fDNN6PUzTefLoXYo9//Y6O/v3kr533mC7PZxz8/J8vlEiMjY7SaDaQlGVs+zNZtr2Dl+AaqQ8NkeKQY4qBJ4LdJdEoUxkgpeg6O3FzIzZj8zc33U5eGtOYOjdyUydvk/urcl52bJfl9cl907pfuBNl1TLBKucLY6CibVg9hdMT07CJGQxjmfuLOGOMoxi7YLFuxli2rh/GshEYrZnz1OKvHaogUpuYXSbOY0dFxtqxZwVDVYWJqljhOiaIYY3Rv1yrfMcrNtJxD5eZa7qrNzb58lyuX17mek8+DUqr3HXdleccV6hHHAZNTAcMjpezK1xRV0gqrf/GpE1+4+eZdUgqxO/uDPzh/1fLR6Ifqs9L87RfmlREOg7VBjMlI0pSB6jDr16zkknMTrrloH9defJw3XXiYZZVJgihCo0HIrotS9thQv7nUbwr0yxYhTnaU9F+n1FKt+mWqz/3PS7VwKQVKKkAjhaFcrjA0PMJb39hk54469QUDpH2aeJeiAM8p4Nhl3vya47zxymdo1tt4TpGrX3eCyy56ntbsAkJklFyHHTvmeM8PvIBkmraf9J6lX7vv50JCgFxy7jtZAaf69D9rx3yySZOELDPUalWEsPjbr8xaExOZGR20rvnEn161UYiuDH712QNXrFqfFr/+jwvpt54ILM/1KBS9niO+VLKRVpmtyx9ly9gLPH+0wrVXpWxfU+Inr/dpCZcKFqnTeZhOILlESre7gC8PMF9ozysgVWcRcyXFGIOSnbgsIQS24yIAmS+YVEjZeXkcx0UpgRB2jzXmE+G4CiE0XqFEsVykXLTYMDzF5OBBMCW0cXBcG9mNActfFte1SYIWHm0GCjF+a4Hm3CyjXotGqU4USmqmQpoI6tMZ21/dpuh2NOJSsdiN8OyKHylxPReBwHU782C7qvukovsc4LoeQkChUOi8DKqr5GkQTmdxHbczH5ZtY1m57ZySpoIs07iuh+davLA/4o570uyHfrjmbJmKrzSGA/L666+XBbf4AxTGzBf/cU7EBooFm7Rr9iRJTJQIJk8cxhKL/M3fCV7zrkl+9H0tdmxLuWCH5sTROdKkTaPRJkkSmosN4jij2WoSRwFB4NNu+8RJSKO+SJLGNJvzxFFIq+kThlF3o7zD6ltBC2MMQbtJlqYEYZswiImigFazY4I1m4vEcUar5fdMtXa7TRzHNJsN0jQj9EOkUMTJNMOFFtvWF2j40wS+oLHok6UZfrtNEkeEQUgS+cwtLNKMUhIjmJmdZWJugZmFFq0gYzEKWWzUWWg32T8xSSsU1NstgsCn0agTBG2CwO/cM4xo1JskaUaj2SBJQvxWizAICSOfZnORKE5oNBfQacZiY5Ewimg3fNrtgCgOaTabJElEfaFBHMU0FhcJgpigGyyQJCn1+hxZBrZtkRrNP3wzEoZBxlfU3i4ExnrCf6L0CyuWndeYTcXDj/tSCguvXMayXZRSuK5DsViiVoThQYeJuYxEe9z9sOGlCcPGtRpbSox0GBmtUikPUdlgIQUEfkzL90FkFLwyTqGIJwXCsrGkTZS2qLd9RBLjejWGa1XK5QrGlmQxNPxFGgs+QTiH63pUq6PYrkUahzTrTdp+iOvZGH2yaeJ5HpmG0YFBSm6V1avbYJqMDBiWjRVptUJGhweoDZTxCquxpUAri9XDYxhngFLxERbbUB4epOB52OU2Y+M2igTXK+BIl2LZxS6kOLYEoyiVC1SqYwwOjuE4IVFgqDcXCMMYzx3G8zw8r4BQEltJHJUSBop6MEsWKqq1IrZTgjSiFfgkUYpXKGFJyfDoCEWvAFoTxClJEpHGGWmWdj1lglK5TLMdcd+jU3LisEW14O380B++c6v1jrOHL6iOjgzcd99B89L+BWFZHnEUEwqfLEsxWhMnEUELhAqYOhHi2IM4jsaIMpiQJGmTpFUGSmXOPmcbSpUI2nDw6B5IEyxdYGRkiPFlW4lkm+FaGX9eMx/X8ScOoYTD8OggK1aNMFobJUpSMj3H/pcgzXwEHqvXrGH92s2YJGV65gTziy2ErWnN1VHK6XnP8nBZr+DRigWRFnjpYZyCpoRm5WjE49NQLbssW76ZsUEHt7iKVrrA8oFx0sijXIRmHRr1OpnOCNoJnueSpg1arQ6XClppZ5IjTRRHKFlm8+bNrF62gizxOTR9gmazgSskzSRk1eg6KgMFSoUKJXeYKGrTrM/QPhpSW1VgsDJApdyxbVsnjpCFIVHSYsX6TSxbtoxqbZRjMydgvkG2cAI/aCKEoNls9kwwz3WZmGqJ514S2WvffFrl4kviK6yztp95tTU4YO89ejALwkzVahYFt4xtK2zbolDwcJwi1YGFjqpueUglGF+1HMvVaA1CWFQHSpx94bnsXFvh7I17UO48N/1DyJ0PaMbGh9myYTvff/kLHFso0AjneeWbpzhy1OJTX5zhUH01ylK89tyXeMX2p4giiQ5CZi5O+MDHQlrZFk7begZnbtvLOWteYnLW8KGPhzx7QFAoFhFGYXh5j1lKiWMpBoaGcRzJjrUpzx/VOEpy/llF7nskoVYdYnh0lOteN8HM7CGSMGPZsgPYtmDNqqOsrMFf/9kYH/yL40xMarZsUkiZoZwUVILjWrgKRkY8nKOwefOZbNuygfO2PsH2FTPsPZjxkU+0OBwUGB2tsmL5KFe/ahopBAcXNBdv28+BQz6f/prL6LLNrFte4uztRzlwYJ7P/YMmKthsHl3LmdvPYP2qiO3rj7C4OM2Xb494ZkFSLpdI4oRKpdJNoCuQJSlBAPc8vMCV1yyn7B5aLivDI4MwwnN75rvaqURnCVnWoQgEZKnGsTRKGRoNQdn2GB0tUXINsTYYMlYvW8+Kms2rLniAwcoDDHKE/++nAzavPs5CHVLTZMXyA9jRw5wxvpdnn93DqrED3PBLhqz9HM89+yJ33/cSd99znK/e+iLtxUnWjc1x4vg8SnucvuZ5Xrn9Qe645ykKcoLf+KkIN5sjaGvSrGNG6cyAUWRao6RA4uA5IevGY+66L+O5FxVbN0qUSQmSiDgIWF48SkE+zHmb9vPck0/zN59+hiNHYhr1lMcfaXH86CL1dghSIjOQQuHZHrZQGJFh2Sme61EbHOSMDXvYedrj3Hn/ATatm+eXfjyj1ZogDQVZkjE8dARb3stY4WFM+ByvPHOSd785pu1P89oLHmDj6D386PdP8ZZLFggbdYbGRhlflvD6Vz7J8sojvGLTcX7rZxOGa7Ms1JtINFmWIIQhTROk6qhwe/YtCME4XmX126RmeCOsYv++RZHLsCTtbFdlWdb5nSZkoSI1Ia2WZvX6rWzeMEbFS5icTFHSxnKKnLvuWariELt+MeLCd8xy2wNtfurdinb7IJPTiywsxqwcb3NkOuAHf2mRt/9cA619LjuvydEjU3zmy21+8feavO9/tnjysOThvQWe2m8oFKf4vjOf5qavtPix35S85/0tli2TvPkyzezsdM8HnGUBme74v7EkUnjUihG1Yc23nonZ+6LP6escqlVotALa9QVmZtrs2AAvTE7xP/884tN/F3L/U5JnJiz+8C9mmGt6uI5CZymxdFgxvpUzdpzDyMgwJrOQWYxXHqDsTHPp6Xv4zKcifvQ3ZvnZ35zk7NMVl1/U4sDhGRbaC0wdT1hTC6m4dd768w1+44M+Z6ydZ+eme3lq7yRXvKPBBz46x+uvjBiuZNTbkp3rn0GkB3nbL8xx+TuP02g2+fkfgHp9nlaaYGKJNnRjuyxAMDcbS/QQA8NbT5fKGdmexsNMz9dFh4ItPM/DcZxOrqzjIS1DqQquKLJt+3I2bhrgLec2iZoBDz3eYmRkOcMDbc48c47P/33Es3tDGpHFBz4yzbZ1I7xih+HEzBxVy+LcHQU+cdMUiDIvHEr4xn0Zl5w3CKbNYLHE2jXbePWrzuHCM6s88nCLTDtcvDUm0SF/8bdNSgXF/uOSL31lnquvLFOsRKQpOI6N47jYlkupVMQrlKhVSwzVGrguHD6a8sz+kHVrC4wMpAigHcVkwNqVkr/+XECjnTE6UmWw6lJSFiWvzPiIx8BgjQFX86ozapyzvcaatS7j4zaO1B1RRoGzTmsx3wz48E0NCuUK33pMc8vdTa6+skTRUdRbIWESs+Vslzse9zl6xPCtJ2OmGwk/+GqXD318kok5xe5vBNRqRbZusCiYRU47vcGffaLBC/sFh6Ylv/2hBc47p8qOTTZBEFEqF7Esh2Kh0rWpBfN1n1azhFtYLazBgU3VMAY/0KITdRjTaiWUSmW0DtE6xWnHLDZbZM2Q9+xKsXiUc06z+MO/CNh3CMaWS4bKdQbsNvc8GWCpIls3bGA2XuTwXMQFOzT33X8IjeCex+D2ewNKXgVVGGFiKuXsTSmlcka9nbDhzFXsWDtFpSa55+E2dmGUdWsjHts3z8QBcDwJxSrfuK/Jm9+YsGJUc/BIg4GhlbhKATazs3VqI5J6K2DDSkN9rsHslCK1JY4ssnWtwx1PzBGEa9BWyj8+HHLrvRlW0aFQrFEqOmBOECcRXrnIwnzIlssyPv9XLu35fWjzEqqwgCNdWrEA3WbtskUefXKBoxOSoYoGdxm33Nfi+p8vUHCmOTFRIc0CXnhR8tnPL3RDmWqUPM3RWcORQ4Jy0UOjEdJmqJaShS+SJSXueFBRLMHoyEqabYv5+Tbn7VA8+mwLooxCuUijWcezPUDTbvs0fJfR4REsSzkmSUKRpgaQXdOo0Mt6d2yLou2Q6CKphjNGJc045u2/OMutd7QpVqoMDA6yYrnEjxMOH1EsX7mO8y/5PpSAycP3sXlDk1S3qPsDPPpMg1QrSpUClYERhqsp1cI8ZVcg3Bplt8TOzZoTcz6HpyyWjxZZvzrj8T0WjcRl9ZiHXauBLGPaPudsG6DZGuW88y5BWjaTxw7jeIJqaYiB6hAbV8+y94BGltcyvmqUhcUJztphc9/TVSCi4BV44P4ThLFgxYoq1WoNY9poISiWS9jKYdkQHJzwufGDU5QqFioVbFin+en3FIhDQcE1rB0VPHCXAikplz2KlQGCpEDR81mz0uH5wykjQyM8vGeC41OGVStHGBweQtk+e56eJkpChsfGGR+vII2PzjLOOMfh8PE6R6c0a1Zs4rLXvJowaBOqb7F2VQMdW5Sqnb2Baq1IEmqEkOhUYDIHpVysNGkKKcFSAtBkOiMMg164qi54BFnA0ak682mZr399kktfVeXRp1oEocVQ2UXJhDgKcKTmmisdlNNi05YXSf2QoYEmK1domvU5jk3bSOOACEkluJ7F1EybYklQKQrm4hiV+uzYHvLEYy2mFyQ7loNSEUeOdTYy4lQw4ErqTYMfOezYJqgN13jdK4+x6GccqJzgb78+SbU4jmCaSmWWLHH4wTe0WbbMxSuGbN/iEPh1tF6BTAVCVxCihUVHA1eWQmhIoxRBQrmSMTWj+NJtAeAAitO2wTveJZif1dh2SHVA8sRLIRaCMDEMFmzCdkqgDakO0FFInIVoaRB0QGEcz0GpkKlFmySRuJ5CGJACLJExNCCpFTTXXWmxZROsWreHyTmfaqGF7VgYE9JuNSgWa7TaEZbqeANtpbBUTJK2sOr1o/HgUM3xCvlGpUB1dy56wCRS4OHi0GDfRMQ58w7vftsQv/vhOlWvgK1c/DTBRXPVZS6CiJSnEalCFlKeP2jhFSooNAUrw1I2yrJwbIcg9ZAyxvUMVlZlcCBksBrxzN6ILLGwbEOmHaIow7IzpLApOi7SkrTSOYqVkNMGjnP5tn20Uphc4fDpLyfMNRqsXW9REj5UJW95FfjZIjrRrBxRDI0khL7BsjRKaCwpcCwX23YQOsAIgbIkaZahTMr8QoxleQxWC5TKw2xaH2GRYruSailBWi6tzKBkhut5lL0hqtUZpJIIobC8kKGBIpPHQsDC8yrYroVQgsW2weBRLBYYGCgiTIvM+DhaMlAs8s5rXSxrnszMs7xqEfqw50CKsDSWKIOxsC0XozsQU17BolhokaYJVhxNP+W65ryR4WInMBfZy5pXSnVC9ExGIgRxrHClxW33t7jy8gof+ps2UZZSTCEIDItZgR9+/yGm5sGxbCDtbLTbkiAsEviwYqUFVoxC4mCjHBtbCWzHQNNm+WiEymKeOQC2a6ENGAy1mkBnDspJsKwCniMxuNTnprGkwq4NUkgTVF2QZg3qjTrD5UEcV/LjvzrB4y/EgOBNl5W44f0jjI+GtP2YVHa3DaVAKVCWjTKSTGmEzDAILOPQCjo7PHaxwMjKFSwfrmPTQAtJ0e5sJrQXUoQs4XkWXtGmXK6h9DyOsMkMpEnC4lwIApRlUSm7OI5Dy08Ag2PblKoZSMWRmRaF8nI++vk6H/zrRYoFi0wYlAGBRZIqqqUCWClgUAqybqzDwGCZciVifn7aWMqafxHi87auHzbf7CpZWZYiZSeK0HUc/LCIjkMm5wzr1hT4y4/P8tPv3solOzT37ImwnSZHDsZYmWBs1OGFI4Zq0UHbBRzl4rmaYmmMethiTdFHmYQ4TIiziMkTTcoVxdCQy/7jLVaPKRZaCU/s09iOol7PWFg0jC5TGFKCKMFSColPyYE09fjY52e5/V4LP82IEsnMiZC16wwDxSnm4oiHn8+IkgKOZfH4cwnCM6wcznjyYAOT2RgtyDLTtf1TlAUporuVKEiztBPFgsboGFvYeF5KphVRmLFgZ2SmRNGV6EySpRK7YFMp+JjM4vCJGE+WqRQ0zbgAYoEw9im5ZaRJmZsDKTIyLSnINllm0WhKLJHSDsGPFFo6SMfFsWyyJEVaGY4LUaixSjGB3+7ZwaPDaKHmZGvx+HNWo3FsbiUldpw+0tvRKRRcbMfGsR0sy8J1bLQqMLs4y/ZNNZ47PM2jz/j8yA8Oc+9vRLgFl8kFxWIYcekFNg8+DSPLh1i5bjMXn1PF0vPc+4hFIo8yuszg2k0c28WyFLZVIzMLuLbF0LDLqmUhR49FLLYMy0ZcolQxMy9Yv9JlsBZSdkdxPMW68QEc2WBizuelY4JDUxk6BSMFq0aXMTRc44ytM0wcsdFIhiou1YEhpJMQthU7T7N54pBBKIWQCseRFIoe5VIRIecgkxQKFSxb4bgGiUQKSalUxbMlY2NV/MYkEoe6H5NlMDxoIayUoeEq1VKRnWcK5hfaLLRsVo9aVEuG45M+rtMJnhipSbI4ZWbGwitKHNthw7ihXZ8h8CWeAE92OOrqFWOcsW0np53TYu+zh3nwoRCnqFHCIctSSqUKrXYTEGzfXDKGI7Trx78kD7yw5/PJ3NFk03pP2k5nAz3wQ4LAp9ls0mg0CJoNZhd8piYTlo3ZlJTHRz4zxc6dVbasCpiYOs6BI/N86xnDFecPo0TAyNAyNixfy6vPbHDJ6VO8dPAwJyYjSoMengutZpMwbjE9VSc2irHRClncYPlYysOPt8gSSZwEmFhz2/2zbFnlsmpU0IoiRoaX4boJ0m2z78UYpSyGhzzGBoqsGC0yODZGsWqxZhk8/UyLJLJIs84CBYnLgRdDdm4rYxtDHIXoTJPGKX4QQ5pQLQvabUO9ESEtcEoZzcUOVYdBQpKmhO1O2qsfZLRagvnpjOXLAW0YGVnGcMFmx9aMh55KOHG8QW3IoVSWzCwGCGETRCmeG2MEnJhrgzCkqabg+kzN+xyeSIgsw9AwGBOzY8vpDC+vce2VC2wZbzM7X0cY0dldSyXNhk8ad+LeLzxvGJEcJdDNE/Jv75h9tlGfWNx5eiY2b6iZNE2xFViq4+goFArYtkWt7HJi1sGVIZu32Nz1gKC9KNn1/WVUkuCqIjd9ZZFt2z3e9toatfGVrFizgrHRRZ5+aZaFxYDZRQ/XNoxWQSiBZWuENUAYG2rVjLUrB1g+nvLisTJepcT69RvZsmUrew8PkqWKa650WblqO6vXb+UVZyiIBS+8oChVLDzXw6vWGBhexvjK1YyOWJSHM/bu7/ioSyUb17Zw3Cp7jtus21pgsAQVxyClQVgZtu2grE7MaeAD0sXxNMWSYnY2RUiLUrGAcBxWjJdopRpERKths/+Q5tJXeawcG2P9up2ctiVmoDLPl78eUKyMMjJsgaOZWhQUHI9qeYzhZYpQa+bmNQPVAbyiy+q1BeoJTM9lLCwKNmzwWL1uM9XxjVyw8whZa4a/v32easXDUhalsoOQKY4LYRyyfNQxZ232VP3Y4fqTzxy8Q24auqA1ebz5yPBYYM4/29XGCJIMojjqhZL6YUqUBDx3IEIow4YNhlag+ZsvLHD1a8vUCj6RSfnWE/DlWxf5o/8+ypljDcZKt7Nu5TxPPReThi1OTLQQYcZIVZPGkMYZC62IhWlYXsgoeHNEfsyJ2TbjoyXGBssUHJ+ZGc0nvtLiZ981yNsuWqScPcpbLjjO1+5dZGI+xlYSrR2MiXEsRei3GXTmEUHExHTa3W3KumFBKS/sjylaUC4sosqC47MxmVboRFOvt4kSHyk06Iy4FZG0IzQCozN0mhIEIXbaojEPflsRZClfvnWRK88a5afeXqTq3cvVr9rHbXe2ufORlKIrGC5FxL5kbtZgKUPoz1Ew87Rbgrm6BgNp0sQT88zO2KAFD33L8Kpzbd50kc/24ft528XT/O9PzbPvUIayEpJYE0YxaaJJk5QsTbj0omG9am3AYqO198d//O+ft2688Ub92gt/4POE9Te87XVD5hM3TRBFEUJKVDfUJIpjLJWx94WIdlJh64YyQi3w9W8G/My7PK69psqHPzlPrVzggx9rMj7k8N9++jDFWsz934q59Y4Ux3E5PNkktUdZubbMfc+EJFFGvbXAibpHdUgyXF5gxeA4f/77w8xNu3iFSZ7dn/Lokz6f3S3YsXGB9703JgunmJ0RfOwzPpbtYVsKKUFIiVQwNT1H5fyAlq/ZfyjAdcoIYZEag9AZ+/dnWMpl43hCpCz8xEamMSaJmJ6ZJgO8giLLNK1mk9qgS90HqQGdMXViDrvgY4RH3V+kUhV8/Z6Adz7a5ud+QtAK6jz/bMLv/vEiquDhRxGVksFvl2n6Ai01U9MTDNbKHDwWkWays9nfnKQ26HDnfU0QBW7+xwXe/PoRbvwNG5JF/uSTc3zqpojB4TLaSDSGJMtQmcSPYqQSvO6SspFWnaPH468bg1DGIHb//WlHVw8d/uGNK2XlrgcaHJnQolBQHUXIsbEthaU8Ym144N4Fnt4T4mubIICnng2Zm5NMLAqqRY92XOCrd0zx8JMNbr874mOfC5hpCWoDHq3E4sCBJkcnLOaaioLbUYAWGyF7Xww4OiU5ciTkoSfrHDzks/+lJvsPJbx0xNDODLc/ELL/hZAH9jT4vb8IePGQYmDAxXGLuK6D43aUwtCPgYTnnq/zyLPglYp4jottW9i2Rb0VMz3b4rkDKfsP+jy3L2KxbeMVixgjaLRaPLMn5NAxC6eYkKWGbz6Q0owVpWKBOAOhfJ54ZoHnDxsG3SqZZXPLvS32H2nzzTszbvjTOaabNqPlAlrZ2HbC0882eGZ/x8mhlGBuznDPvYvMtlwcpxN/feiw4J7HmqSJIk5cvnZvi2/e2+b/fL7B393i41VcCl6pEwYkBZKOrtLyQzautvid942JNBDptw6s+9mzz35uTuQgZg9/4xWfOe/s5J0f+uhs+r4bJi3HtigWSwgpKJWLZElCyasyMTeLJUEIg2db1BsZmoiBaoEkgXKtzMJindhXxImPYwtqlSKpMHhukcZ8HdtzEUpT9QqkWuGnIUk7JtOSKGx3kbQzEBY2GdWhEjguOjY0FxpkWiCtjGrNQ2DjOg6O7WCEwXMd/HaCzjRz9SalkkBKC8e2cWwbbTKMNMxOtVFS4fstXE/hFUsoZVFRNrPtNkJrLAVW0WFhLqbsWViuBAFFr8DiQgOJBJniuVVS0wYjmZsJ0UR4nkQ5gpo3SJi1UKJIvVGnWLBxHJs0jdGZJApjCpUSWRzjFF3qiyGuA67jkegYYxwaiz7ShqKncG0XyxYY0/FThEFInKS0201u+MWx9Pr/sdza81j61dOv2vMWY3Ypa/fuTqTL/MzyD8xOHfmBXW+uyP/z2QZ7XwxApLhOFSktChUXS0rWrF5GlmaksUYKTaki0BhEZpBWZzJXji1HZxFJViQzGQK36xUTlEsFNClGG5RwKFqKIh66lpDECVp7GC3QWdZ5Q6VCWhLbspElTa1WQCcCTIoRGmW5ON0kONEVKY5dJDMBxZpLFneUKMuyuwF/YDIorC6QRDGZLoDuBAbaroUlFOPVAjpL0YnAKEN5rYZUIJBIS6CkwC2MoDONTjUogy1HEESUyxUSHUGsQVpYDnhiGIByrUAWp50IS1npxEGbDJ0ZZLkCwlAulyHTaCykNNhSMDZcJtMakwoQBlTnOZM4xpaSehiyfpXDO64ZFM0ZmG45H+7Fo1933e7M3LxLXvXurz115Fjh71atcOX7f3QwBU0Ua5qtRZIoZmGhQZikNOstBJIoCUkNxHFCEiZkBtrtCK2h6TfRQhEnBoEDaJIkwgBhGCCxiMIEgyYIA3ScdhZVg227ZDrFLXpoYxBKoDPdxXwWpHGGZQviNEUpl6QbRxxGIX67TRzFNFuL6EwRtSOUEp0xdnOGWq2AVGcEfoSyXdJUIy1JZjRJkhFnmsgPQEOUBighSPxOvHWSRsRRTJpqwnYABoIwAC3wA58wkZ2c3liDZRHFIUYrfD/AGAjbAUmakqQZbd8nzVLarU5qattvorOMyA+JkwyjE+IowghJGCVIaRFlERpDHCcEQUDg+7SjCJ0l/Mg7y9nmrZ46ejS77/Jrn7zdGGQvbJZdpxljEDd9pPbbK5YFb9315rLafWvZ3HJXIoolSJIYZVlgDK7rIqWkVCx18Cy6mBwd37XCshQFr9BLzVyaCVgoFLGU1TG/ulTVyQfS35ZeainrJHSb/rROJTtplY5j90Jv83G4bidst1As9GK089BYpWQ326HQeY5S6SQknPw5pJKIbtpnfn3nN734Z8uyKJfLL4cDC4GxLCzbRgnRlbUKIbo7c67by1TIU2+LRXFSqmv/vOWga/lYi4ViF6wsJUoTkiyh3fa5+JwiP/XOFczPCI41K78uBOzevUvA7k52YQfCdpd8+3tve/bwXO33KqNK/dYvjmVjQzFxrNGpIU2zbsZ52pvIpXmtS7GZTwl8ZiCTBktZaBuMMhhlELbq5A+pzrfqfizbQSqFZatOfLUAZSmkJRBWh4V2sEEkVnfR+3NrbdvGcZy+Yy/n9ObHbdvuiABLYSuFNGAhUEIguztMncD+Ttxz533txn8ZsIRAaoNBYESKbUBLicGcBMyyNI21/9jJAf+q92K+/On0adAkaUqWxAR+RLFk+K1fHsnGhm11cJa/fN21D91/0030IJasl7N6dmtz8y71sfi0D1T3fenqi3eWzv61X1il33/DERnGKSaKsSzZRazpoMPkiWF5NGM/OmueguI4Tg9lx3FdojDAUx5+PcB1iqRRjFASKQRJlpyE5Rz4Pp7rkWQpWghsyyaKI3AlYdiFQow1ES1aYR1MR1bnUIQ5vGCOcpOnuOSJYcVi8aQ2AjCWwvYKFPA6iWWlEkEQ4rgdRB+DQVkuQRhTFIqW71PoJrg5tgVZSmgyhjOPMAoRBdHD6MjTd/pzkPL0ljwxLUfvyY/lSAGFQifRTUqJ32oRmYQkSfmNn12lr7q0LA8eYuZvH9O/0kXD06fE6DCmA0j94Ne//8yNK55/vOwKfvZ/TMqPf3FWlEoFPK+I5xVwXaeXub4UT+O7pU4KAcZ0NMDgnJC0plHGRdgGlMGoLoVK1Uvf1GmK0AJS0FkKmcYkGjSITNHyW1y27SK+f+sP4kct8u76oYzyseT5w/2JX/1pNlbBgelpnvnYJ5EiQQmJ0ZpCJpAmw8Jga42lM2yjcYzG1hqpNZYRJAIKicOcp7mpWGDa8bC07lgFS3A4+kVXvwg5VSJ6J59JEycxgR8Qtn3qrYCrX1fgMx9cmYaZp56Y8N585esf/Jq5GSWuo4fXZJ28KDfqrtn09IPfuOj9F65p/ckf/NpQcmgmsu+8p4kREj8IGKhWaWYZxWKxN5H9VNEPAuo4Ti991HXdDrpNtUS4ISFa3Y1+dAzSkeBYSMsilQJpKTACk0p0kkFqyGJDFmWYJEVHGSaGVuiz19vHRdfuZK278ZQvWx4z3Z/E3Y9I0ElfkdhWiVLZ4eFmi+c+/CcMjAxhIo2XGRydUNSaYqpxtaaoNaVUU85iXJ3RSTnu5BG3Worbxgs83ZhhWblCow9RKGfB/Sg7tVqNZrPZA2fNt2qDIKDgFWi2mti2RbPRBGlotHzOPdPlD39rVVKqCvvJZ9TvXvnGB792Zxck9p+JsnN3+sRXz/2rs88If/zgUZ2+6+cOWfc/FVIu23hOGafg4jgdE2Wp/O1P/1ya0Gy0QUtoXNUkXmEQlkDZVkcGOwqtRCcnx7KQQiK62XhZnCISg0k1aZwh4gwdp1iJYGpmgqvPeBN/++6bMVEK2iKTGt3VF3KqzTP/8mz6HOCsp4hZFuXSEGU75pbrfpDFJx6l4g5AmmAT4xpDMe0uuNGU0pSiTilmGZ42CAwWMKMc3jM2yl7XodDll0uT3PspuL++RD8yUf5idjL+Y4LQp9losn2ry2c+si7buclTL77AAz/xOwOvvusGUi67O1sKpXRKpLtPfOKwueGyS63x1z30lWvesGb9tnXhzvPPG0kfeHRRHp1IkKqb1d8dSJomgOilduZpjlEU9ag3SRIQEPg+ylb4G32ycgams/FgFAgpQL38EUqgRaegmbAMBgPS0AkP1B1o/8zgFDyeO7qXtctXc/6aC0kxOFJ1k9teBjv5p/BBbAsyMtzSICvPOptnv/plROjjSAulNRJQnQgIQGObzga8MoJCpnENSDSxkHypXOZgGOBZVg9tJ5ep/XCJ/amheXps/iLGcUSaJrTbbZIkpNmI2LSmwN9+aEu6c7u2XpowDz705Jmv/9OPfrV9/ccPnxIn65QLfOONcMMnDpsbTkeNv+WSv3/bm9NXnrG1vfFVZ1eS+5+K1NHjAVJqjM56GXVCdpKoc/T0HABtqZmUZbpDqes12gPbKCTdj1BIJLa0sIzCQqGMxDIWKrOwMgulLVRmUJlAZSC1wMZCAo8ceJwrNr6GkWKZKO5EcLxcTcWcspZDP7WITkALaRxRWbeOgm1z8O57wXPQ0iKRklQKtJBoJckQaGUTKUGmJLEQGGMxb3t8uVpk2hiKtk3WVUJzUy+fk/xY/1zlVJvpjChKOmlEcaeG0+aNDh//0IbsgjND6/mDtYnPfmv08l9835fntelYaP9itNkcu+Mz33hn5bzKvm9sXRddvO9glv7Sfz9q3Xpvi0KhSqFgcJ0ijlPBcjrmTz/bWYpuo7XGSIjtCOMZMi1RQoEAbTKk6oCAKSvPUOjauNqAEBitUUKSpSlSKrI+rMooDlhZGqfqVDCy4yDpR4LtR67px6rM8SyFECjZicOyHQcZp4QnTpCkQSeTQXf2W5WQ6CxDKYlJNLZQyFQjBUhSfCWYdYpE8uSc4HxelqIZ5Nq9EKLjJdQZYeiTxFk3a9LnvHM8PvZ7q9OztrrW85PmyG0Pll/3C7/y4L5/CnVW/HPQZm+8Ef3eP//z8k+e9fGPnLW89UPTDZW973/Nys/eNC0sp4i0Y6rFKiYTVGoVojCiVCoSRZ16CGC6dRgc2r5PqVzGr7cpugXCJOxq44okCigWPFqtNqVKuYe0nsQJQnScDkEYUioVabXaVCpl2m0f1+0ivguBJRXNVoNipUyz0aRcfrmszlLE935IxTzjPmeXXsGj1W4zPDBMM/Sx+6EMLUUQhFTKJVptn0KphB8EOI6L1hnSpJScIu12i0q1SruLR5LXhzgZ3b5JqdQZq1vwaPltpDbEYUg7ScniiKtfW+MD1y9LN62xrH2HCo9//sENb7zxV3ef6Hirvnt1ln8mXvT18sYbb9QgeODL535053b9k2kSZx/82Kz4Xx+dke1IUa46FBwP13WxXRvbcnr1GHpU3IWMl1qjhUAL0S1o1VXG6GA0ivy4WAL+mR/TfTCDueLSEcdIaVAIjFF0VduTzLZTwSguNWHyvgSm4y41J49DI17mJjJP6RZkout00Z2iWkJ+e8a+6YKSaW3QOut+a7I0IY4j4jghSiIadR/L0vzyDy8zv/Yzo+nAkGPvn7K/fsfj1g+99733Lfxz8aLFv6yoZIeLPHLrK9+3fUXrg8VSwNfvDbPf+P1p9cy+ANtxKBfKGJlRKBTA5ChyCq0NntdBwPGKJfx2m4Lndfaeu3Zg1HWU5EChOfJMkqQ9V14PuabVplTuAH3ajoM2uqNwOTbtHhhpo0edeemd3EHTDwLab8LkypDnFWj7PuVSZ6yd0jsZQoCyJGEYUCp1OEi5h7LjdOoqmU7mfhiGL4OzFkuEQdjN4O9gZ3U4Wgvbtmk1W52QonZIlEZsWWtzw6+uzq6+oqhsO+WJQ8N/dv5r7v+Ffq76f6lmQ6f41f1fe+3Vy0rz/3vjhmD86GScXv/BhvrE7ilhDBSKFTxPYSmJ67ooZXe27Lq4yLZlkWl9EvJ7D3GmKztzr05PdnbxqnLnRO7x6ceC7kdf70eX7zfbckWnv2pLvwzur7rSATmxyLLOuOiBnaoevnOWpSfhhSzFtupVjxGSLO2aa90SB6AJ/ZTURIRRRNBOgYRrXz9sfvdXlmdb12vrRF3Xj8w6f3DBlU//wb+maJb6Fy4wN964xxizS63Z8tW9Wy49+7Mu9jnrxpqb3nhZUZy1tZIdOpzKwxM+YZRiKUmaaoyBTHdMqTTtTFbuYepnlVmWYUmLOIl7k9dfVidvcyqk9n7HRafekuzha+XX97TlLnJPP/h4fp+lpXv6X8K8tmH+EljWyaV7+jdG+lHdOyXxdMfs0SlxnJGmCWHYIk0D6k2fJNKcsd3i9391PPv19y6XK8cz+eIR+5t7Dm5+8+VvvfurHS/j3ebuu/9lNZSsfx0k7u6s6/E6AebKB/7+8p/cONz+wLVvciuvvLCm//rz0/zlp2bksZkIVJtqoYbWCVkpI9EZxpR7rDKfoKW1iPItRilf9tv2o7nnWnA/FH/uE0/TBNu2eqw5vyZ3dizVonMzJb9PjtTe/91f38EYyDKDELKrPNLzt+fX96PcdsrqKMIoQWhDHEXEOiMOU7IsYXRA8RM/NKZ/7O01s2GNUNOzsf/soZE/OuPSu24AYe6881JLiBvT/5TKZ7nD6rN//Y4N56x56TeXL/N/bLCW8cRzWfaXn54VX7plUc4uZEjVQbtxbJCW15PNtp1vx72MFP+yfzv3hH07/F+/ibEUa3npzs1SYLZ+xPnvVjZnKSjpy2xXnqS0ddDaO2XkTZ9rNF/0LNNkSUKsI5JYEPptkjSmVnV4w2s8/YvvGjYXnF1W7VgwMS2+sudQ5Tevftd9e4xBfDc09/+w2oX9RZtu/8z5l69ckf7JppX6TEvBY3tb2Wf/rs5NX51VEzMdXKpisVOY2bZtEB1Pk+vYXf9sqaucVLq7U0WyNMWgTypIlftu/VNACOZQiM1ms+cT75hr9OoS9sMllkqlnhcu98DlClilUnnZXOsCreWwjcVikVazY2b5QYBl2WRZ2qP4DsiZJIrCTmpLOwUEI4OGt101qH/kbUPmgnOVEji8eNTsmzMj/+OiS7/5xe+Z2oWn0LI7ZWVPu9558s/vu6bkLfz6mjFztmNnPPN8O/v4l1rccntL7t3fFiCwlEvB6+A/SeWipMKyOy5Ky3KQQvbAzfLf/crMqQA+v1MdiFPBAy4tvdNfY2EpsGk/VLIQkGVdD1hu8mQxOsvIUkizhEx3gvWiICFKY8Cwea1rXnN5Vb/72kEu3GEpEoujM+qJdlb78//vw/rm3bvvbn1PVh9dWtPwB67bnRmATT/v3vnhp69ZOdx+74qB+PtK5ZSjRwx3PNRKv/S1urznUV8uLqaAg2ULLEvi2hKpJbbjkhmN5di9ic/laQ7a2QMR7crXfGeofz84p7xc0873g3vVQ/v3g7usOa8fnO+GdQph2j0KBtlX3ifAshyiOETJDiRinCYksQASKmXFhWfa+pq3LdNXXFCwtm6w8VuGIye8p08sqg9c/v7zd7P/z6JTFdX+Xq4ALszNu+TLgxXc940r3jrmTv7wwKB51eiwHEpTwQNPxfrOe1rm7vvr4tFnfdn0TVexF5RchRAKYUmk6kRRWJbdK8mel7zJy9PQzUJUlkXaPZckCa7jkOammAFtTE/Ddl33JEWs08Z00XPtHq5mFMVI1XGP5hDKSZIglSSJIoSwaQUhmA5HLRUkZ22r6O+7sGxe92opvm/HsLSKmqmFJJ6ZK9yeUP3Yzive+w9wXZaX50Xs1gLMf5kS7/0Lza7dOnfi/MmfXLHs3C3yp8bKU29bNcpZhQGb5nzE8y9q/c37F/RdjyXy6Wd9MTEdiJcxmS1c28Z2DZayEUYiVMebJCRI0Q2pQfS87p0wm078VMfzZfKIA6AT4CcVPRA1Ywwa09mD1p3AXaMzDJ3iGNIIMlKyTJAkKWGcdIoFd31by4eVOfP0AXPxK5R+3aUluX19SdZGFGk75dAJ+6VmVPzC4y82P/7j733m+SWl3b+tkMZ/pQV+WYbdvEuxa7d52Xdq5O03v/LVw9XsXUMj0TnD1WRHqSTJIs3T+3wOHiN7+Im6eeDxtjg8aeT0VCrCKDsJqF5KCylMB7NSdt5/27ZJdYdy4zjBsfPiz50F1lpj2ZI07qSnxnGEbdnEWYpEdjL7tQFhiNMUjIPOwm6fAkhxLBgb88z6VVpfdJZndp45wsb1yjptm0XRs4lbhummeXa+7TxxZJbP/tFNG++/e/fuVtcikOzeJf5vL+x/+AL3m1Z33XWpOllD3KVu+/LCVWOFxunlgfTtNS9dP1QRA8I1pL5kcibhkafm9aEjqT5wxOaZfU1xfCqQ0wuIMO44Nk7eCRTdT74onQVDqA4Fm3xuZW9v99vnWmBbAs+V1KrSbFyh9GlbSqxf4Zk1ay2188yC2DBuo4oWiJiFKdGuh9bEXCP+Ytsfve/S7x+9BV6Wp+bOS60b7rpb/3spT9+zC9zf980375K7doEUXaWs61z70/950egFZ8WvqRasC3Xqnze+LDu9VLSq7qCG1NCaS1hsaebqGRNHMRMnYj0xHzEzl7FQ16IVQb2R4rcSBEIiFHOLETrTYCSW1NQGPTreR02pKE25pEypJBgckGbZgM34iMPKcaVWrPAYrAkGa4LqiAEFSV3hR/hTU/opY7uPtGPnyTufaN3+K7/inYDHkh4L1rvU7t2wq09E/YdPMt8bf+Lmm3fJ0dFpccUVd6dL6089fs+u0X2HXjpjZbVw8fp12da03V6XaWt9pRqvGCwhHCW7BGu68dGCZjvFD7qOCDo4VWkqMHT2rCtlgYVBa4tyNaJQcHGkDaKjSBktiENFFCnqDX9WKm9fIovTk7PBvsVQfr1YXHP48jd8+dhSyjdml2I3/Eex4P8qC7y0CDV33XWpuuwykPLbFxzg/Kuuqn74v3ubh51kZGpiYYstW2Q63FgqlU8bGiqscp0ISxrRbKXrdKY9W6nOhrwMyTKLxGi0ERijdLli9uusnE1M+gthFD2tpXo+iq1kw9rVz4Z+If74p54+/IG/eX7i2z1eoPWl1l13wV0d9mu+Fxa1/+//B8yfOgHybCE9AAAAAElFTkSuQmCC" alt="Renzo-ArtHome"> </p>
<div class="mxt-firm"><b>Renzo-ArtHome</b>tavola interattiva</div></div></div>
<div class="mxt-h mxt-h2" style="margin-top:0">Primo conto: diffusione contro aria che filtra</div>
<div class="mxt-h">Quattro casi costruiti, per vedere come si muove il rapporto</div>
<div class="mxt-preset" id="mxt-preset1"><button type="button" data-i="0"><b>Il soffitto dell&#8217;articolo: gennaio a Udine, soffitto normale</b><span>100 m&#178;, 300 mm&#178;/m&#178; di fessure, 2 Pa, barriera da 40 m, classe 3</span></button><button type="button" data-i="1"><b>Lo stesso soffitto, ben sigillato</b><span>30 mm&#178;/m&#178; di fessure: dieci volte meno aria</span></button><button type="button" data-i="2"><b>Il confronto di Quirouette del 1985</b><span>1 m&#178;, 21 &#176;C e 30 % dentro, tavolato a -20 &#176;C, un pollice quadrato a 10 Pa</span></button><button type="button" data-i="3"><b>Roma, dicembre, casa con ventilazione meccanica</b><span>classe 2, soffitto normale, 2 Pa, barriera da 40 m</span></button></div>
<div class="mxt-grid">
<div class="mxt-f t-cli"> <label for="mxt-modo">Aria di casa e superficie fredda</label> <select id="mxt-modo"><option value="clima" selected>dal clima di esempio e dalla classe della norma</option><option value="mio">valori miei, scritti accanto</option></select> <label class="mxt-sp" for="mxt-citta">Clima di esempio</label> <select id="mxt-citta"><option value="Udine" selected>Udine</option><option value="Milano">Milano</option><option value="Roma">Roma</option></select> <label class="mxt-sp" for="mxt-mese">Mese</label> <select id="mxt-mese"><option value="1" selected>gennaio</option><option value="2">febbraio</option><option value="3">marzo</option><option value="4">aprile</option><option value="5">maggio</option><option value="6">giugno</option><option value="7">luglio</option><option value="8">agosto</option><option value="9">settembre</option><option value="10">ottobre</option><option value="11">novembre</option><option value="12">dicembre</option></select> <label class="mxt-sp" for="mxt-classe">Classe di umidit&agrave; interna (appendice nazionale)</label> <select id="mxt-classe"><option value="1">1: magazzini di materiale secco, edifici non occupati</option><option value="2">2: uffici, negozi, alloggi con ventilazione meccanica</option><option value="3" selected>3: alloggi senza ventilazione meccanica</option><option value="4">4: palestre, cucine, mense</option><option value="5">5: lavanderie, distillerie, piscine</option></select> </div>
<div class="mxt-f t-cli"> <label for="mxt-ti">Temperatura interna (&deg;C)</label> <input type="number" id="mxt-ti" value="20" min="5" max="30" step="0.5"> <label class="mxt-sp" for="mxt-uri">Umidit&agrave; relativa interna (%)</label> <input type="number" id="mxt-uri" value="50" min="10" max="100" step="1"> <label class="mxt-sp" for="mxt-ts">Temperatura della superficie fredda (&deg;C)</label> <input type="number" id="mxt-ts" value="1.5" min="-30" max="30" step="0.5"> <label class="mxt-sp" for="mxt-giorni">Giorni del mese</label> <input type="number" id="mxt-giorni" value="31" min="1" max="31" step="1"> </p>
<div class="mxt-cap">con il clima di esempio la tavola li scrive da sola: aria interna a 20 &deg;C con l&rsquo;apporto della classe, superficie fredda alla temperatura esterna del tetto (aria del mese meno 2 gradi)</div></div>
<div class="mxt-f t-cas"> <label for="mxt-area">Superficie del soffitto (m&sup2;)</label> <input type="number" id="mxt-area" value="100" min="0.1" max="5000" step="1"> <label class="mxt-sp" for="mxt-fesel">Fessure del soffitto</label> <select id="mxt-fesel"><option value="300" selected>soffitto normale: 300 mm&sup2; per m&sup2; (NHBC 2024)</option><option value="30">soffitto ben sigillato: 30 mm&sup2; per m&sup2; (NHBC 2024)</option><option value="625">un pollice quadrato su un metro quadrato (Quirouette 1985)</option><option value="manuale">valore mio, scritto sotto</option></select> <label class="mxt-sp" for="mxt-fess">Fessure, mm&sup2; per m&sup2; di soffitto</label> <input type="number" id="mxt-fess" value="300" min="0" max="20000" step="1"> </p>
<div class="mxt-cap">300 mm&sup2; per m&sup2; sono lo 0,03 per cento della superficie in fessure: botole, faretti, tubi, giunti</div></div></div>
<div class="mxt-grid">
<div class="mxt-f t-acq"> <label for="mxt-dp">Differenza di pressione fra la stanza e il sottotetto (Pa)</label> <input type="number" id="mxt-dp" value="2" min="0" max="50" step="0.5"> </p>
<div class="mxt-cap">effetto camino d&rsquo;inverno: 1-10 Pa in una casa piccola (Quirouette 1985); 2 Pa &egrave; l&rsquo;ipotesi dell&rsquo;articolo</div></div>
<div class="mxt-f t-acq"> <label for="mxt-sdsel">Barriera o freno al vapore del soffitto</label> <select id="mxt-sdsel"><option value="40" selected>barriera in polietilene, sd 40 m (permeanza di Quirouette)</option><option value="75">barriera dell&rsquo;esempio della norma, sd 75 m</option><option value="2">freno al vapore, sd 2 m</option><option value="0.1">telo aperto al vapore, sd 0,1 m</option><option value="manuale">valore mio, scritto sotto</option></select> <label class="mxt-sp" for="mxt-sd">Spessore d&rsquo;aria equivalente sd (m)</label> <input type="number" id="mxt-sd" value="40" min="0.01" max="5000" step="0.01"> </div>
<div class="mxt-f t-acq"> <label for="mxt-quota">Quota dell&rsquo;acqua trasportata che condensa (%)</label> <input type="number" id="mxt-quota" value="10" min="0" max="100" step="1"> </p>
<div class="mxt-cap">un decimo, come nell&rsquo;esempio canadese del 1985; il resto esce con l&rsquo;aria che continua verso l&rsquo;esterno</div></div></div>
<div class="mxt-err" id="mxt-err1" style="display: none;"></div>
<div class="mxt-display">
<div class="mxt-dcell">
<div class="mxt-dl">per diffusione, nel mese</div>
<div class="mxt-dv" id="mxt-d1">848 g</div></div>
<div class="mxt-dcell">
<div class="mxt-dl">aria dalle fessure, nel mese</div>
<div class="mxt-dv" id="mxt-d2">88.021 <small>m&#179;</small></div></div>
<div class="mxt-dcell">
<div class="mxt-dl">acqua che l&rsquo;aria porta</div>
<div class="mxt-dv" id="mxt-d3">418,7 kg</div></div>
<div class="mxt-dcell">
<div class="mxt-dl">di cui condensa</div>
<div class="mxt-dv" id="mxt-d4">41,9 kg</div></div></div>
<div class="mxt-verd" id="mxt-verd1" style="border-color: rgb(178, 59, 59);">
<div class="mxt-v1" id="mxt-v11" style="color: rgb(178, 59, 59);">L&#8217;ARIA PORTA 49 VOLTE LA DIFFUSIONE</div>
<div class="mxt-v2" id="mxt-v12">Attraverso 100 m&#178; di barriera da 40,00 m passano 848 g nel mese; dalle fessure, 30.000 mm&#178; in tutto, l&#8217;aria ne porta 418,7 kg e ne condensa 41,9 kg. La barriera serve dove &#232; anche tenuta all&#8217;aria: la prima cosa da fare &#232; sigillare botole, faretti, tubi e giunti.</div></div>
<div class="mxt-box" style="--bc:#3a5b8a">
<div class="mxt-bt">Il conto, passo per passo</div>
<div class="mxt-bn" id="mxt-conto1">Gennaio a Udine: aria esterna a 3,5 &#176;C, tetto a 1,5 &#176;C (aria meno 2 gradi, punto 4.2.3 d); dentro 20 &#176;C con l&#8217;apporto della classe 3, cio&#232; 1313 Pa di pressione di vapore (56 per cento); 31 giorni. <b>Diffusione:</b> g = 2 &#183; 10&#8315;&#185;&#8304; &#183; (1313 &#8722; 680) / 40,00 per 100 m&#178; e 2.678.400 secondi = <b>848 g</b>. <b>Aria:</b> foro equivalente di 30.000 mm&#178;, portata 0,6 &#183; A &#183; &#8730;(2 &#183; 2,0 / 1,2) = 118,3 m&#179;/h, cio&#232; 88.021 m&#179; e 105.625 kg d&#8217;aria nel mese; umidit&#224; specifica 8,17 g/kg dentro contro 4,21 g/kg satura sulla superficie fredda: l&#8217;aria porta <b>418,7 kg</b>, e con la quota del 10 per cento ne condensano <b>41,9 kg</b>. Rapporto fra condensa dell&#8217;aria e diffusione: <b>49</b>.</div></div>
<div class="mxt-h mxt-h2">Secondo conto: quanto ci mette a uscire l&rsquo;acqua chiusa nell&rsquo;isolante</div>
<div class="mxt-grid">
<div class="mxt-f t-sup"> <label for="mxt-tetto">Il tetto</label> <select id="mxt-tetto"><option value="tetto caldo, membrana bituminosa" selected>tetto caldo: membrana bituminosa sopra, barriera in polietilene sotto</option><option value="tetto caldo, membrana dell'esempio 13788">tetto caldo: membrana e barriera dell&rsquo;esempio della norma</option><option value="tetto rovescio">tetto rovescio: isolante sopra la membrana, strato filtrante</option><option value="falda ventilata con telo traspirante">falda ventilata: telo traspirante sopra, freno sotto</option><option value="falda chiusa con cartone bitumato">falda chiusa: tavolato e cartonfeltro sopra, freno sotto</option></select> <label class="mxt-sp" for="mxt-citta2">Clima di esempio</label> <select id="mxt-citta2"><option value="Udine" selected>Udine</option><option value="Milano">Milano</option><option value="Roma">Roma</option></select> <label class="mxt-sp" for="mxt-spess">Spessore dell&rsquo;isolante (cm)</label> <input type="number" id="mxt-spess" value="12" min="2" max="40" step="1"> </p>
<div class="mxt-cap" id="mxt-capstrati">dall&#8217;esterno all&#8217;interno: membrana bituminosa sd 750 m; isolante 12,0 cm, sd 0,15 m; massetto delle pendenze 6,0 cm, sd 1 m; barriera al vapore sd 40 m; solaio in calcestruzzo 20,0 cm, sd 19 m; intonaco 1,5 cm, sd 0,16 m</div></div>
<div class="mxt-f t-sup"> <label for="mxt-sdsopra">sd dello strato di tenuta sopra (m)</label> <input type="number" id="mxt-sdsopra" value="750.08" min="0.01" max="10000" step="0.01"> </p>
<div class="mxt-cap" id="mxt-capsopra">strato sostituito: membrana bituminosa (valore di partenza 750,08 m)</div>
<p> <label class="mxt-sp" for="mxt-sdsotto">sd della barriera o del freno sotto (m)</label> <input type="number" id="mxt-sdsotto" value="40" min="0.01" max="10000" step="0.01"> </p>
<div class="mxt-cap" id="mxt-capsotto">strato sostituito: barriera al vapore (valore di partenza 40,00 m)</div></div>
<div class="mxt-f t-ric"> <label for="mxt-acqua">Acqua nello strato bagnato (kg/m&sup2;)</label> <input type="number" id="mxt-acqua" value="1" min="0.05" max="20" step="0.05"> <label class="mxt-sp" for="mxt-mese2">Mese in cui il tetto viene chiuso</label> <select id="mxt-mese2"><option value="1">gennaio</option><option value="2">febbraio</option><option value="3">marzo</option><option value="4">aprile</option><option value="5">maggio</option><option value="6">giugno</option><option value="7">luglio</option><option value="8">agosto</option><option value="9" selected>settembre</option><option value="10">ottobre</option><option value="11">novembre</option><option value="12">dicembre</option></select> </p>
<div class="mxt-cap">la norma assume 1 kg/m&sup2; al centro dello strato; il saggio pesato e asciugato in stufa dice quanta ce n&rsquo;&egrave; davvero</div></div></div>
<div class="mxt-err" id="mxt-err2" style="display: none;"></div>
<div class="mxt-display">
<div class="mxt-dcell">
<div class="mxt-dl">tempo per uscire</div>
<div class="mxt-dv" id="mxt-e1">oltre 10 <small>anni</small></div></div>
<div class="mxt-dcell">
<div class="mxt-dl">dopo il primo anno restano</div>
<div class="mxt-dv" id="mxt-e2">972 g</div></div>
<div class="mxt-dcell">
<div class="mxt-dl">in un anno ne esce</div>
<div class="mxt-dv" id="mxt-e3">28 g <small>l&#8217;anno</small></div></div></div>
<div class="mxt-verd" id="mxt-verd2" style="border-color: rgb(178, 59, 59);">
<div class="mxt-v1" id="mxt-v21" style="color: rgb(178, 59, 59);">NON ESCE IN 10 ANNI: RESTANO 723 g</div>
<div class="mxt-v2" id="mxt-v22">Fra lo strato sopra (sd 750,08 m) e quello sotto (sd 40,00 m) l&#8217;acqua esce a 28 g l&#8217;anno: la trappola di Baker e Hedlin, con i numeri. L&#8217;unico rimedio &#232; aprire e togliere l&#8217;isolante bagnato.</div></div>
<div class="mxt-box" style="--bc:#b23b3b">
<div class="mxt-bt">L&rsquo;acqua mese per mese, per dieci anni al massimo</div>
<div class="mxt-curva" id="mxt-curva"><svg viewBox="0 0 600 210" role="img" aria-label="acqua nello strato bagnato mese per mese"><rect x="44" y="12" width="540" height="150" fill="#fff" stroke="#3a3f3a" stroke-width="1"></rect><line x1="44.0" y1="12" x2="44.0" y2="162" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="44.0" y="176" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">0</text><line x1="98.0" y1="12" x2="98.0" y2="162" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="98.0" y="176" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">12</text><line x1="152.0" y1="12" x2="152.0" y2="162" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="152.0" y="176" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">24</text><line x1="206.0" y1="12" x2="206.0" y2="162" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="206.0" y="176" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">36</text><line x1="260.0" y1="12" x2="260.0" y2="162" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="260.0" y="176" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">48</text><line x1="314.0" y1="12" x2="314.0" y2="162" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="314.0" y="176" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">60</text><line x1="368.0" y1="12" x2="368.0" y2="162" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="368.0" y="176" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">72</text><line x1="422.0" y1="12" x2="422.0" y2="162" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="422.0" y="176" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">84</text><line x1="476.0" y1="12" x2="476.0" y2="162" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="476.0" y="176" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">96</text><line x1="530.0" y1="12" x2="530.0" y2="162" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="530.0" y="176" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">108</text><line x1="584.0" y1="12" x2="584.0" y2="162" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="584.0" y="176" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">120</text><line x1="44" y1="162.0" x2="584" y2="162.0" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="39" y="165.0" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="end">0,00</text><line x1="44" y1="124.5" x2="584" y2="124.5" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="39" y="127.5" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="end">0,25</text><line x1="44" y1="87.0" x2="584" y2="87.0" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="39" y="90.0" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="end">0,50</text><line x1="44" y1="49.5" x2="584" y2="49.5" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="39" y="52.5" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="end">0,75</text><line x1="44" y1="12.0" x2="584" y2="12.0" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="39" y="15.0" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="end">1,00</text><line x1="44" y1="132.0" x2="584" y2="132.0" stroke="#b23b3b" stroke-width="0.8" stroke-dasharray="3,3"></line><text x="580" y="129.0" font-size="8.5" fill="#b23b3b" text-anchor="end">200 g/m&#178;: sopra, rischio di percolamento (nota al punto 6.5)</text><polyline points="44.0,12.0 48.5,12.5 53.0,12.9 57.5,13.1 62.0,13.0 66.5,13.0 71.0,13.1 75.5,13.3 80.0,13.7 84.5,13.9 89.0,14.4 93.5,15.2 98.0,16.2 102.5,16.7 107.0,17.0 111.5,17.2 116.0,17.2 120.5,17.1 125.0,17.3 129.5,17.4 134.0,17.9 138.5,18.1 143.0,18.5 147.5,19.3 152.0,20.3 156.5,20.9 161.0,21.2 165.5,21.4 170.0,21.3 174.5,21.3 179.0,21.4 183.5,21.6 188.0,22.0 192.5,22.2 197.0,22.7 201.5,23.5 206.0,24.5 210.5,25.0 215.0,25.3 219.5,25.5 224.0,25.5 228.5,25.4 233.0,25.6 237.5,25.8 242.0,26.2 246.5,26.4 251.0,26.8 255.5,27.7 260.0,28.6 264.5,29.2 269.0,29.5 273.5,29.7 278.0,29.6 282.5,29.6 287.0,29.7 291.5,29.9 296.0,30.3 300.5,30.6 305.0,31.0 309.5,31.8 314.0,32.8 318.5,33.3 323.0,33.6 327.5,33.9 332.0,33.8 336.5,33.8 341.0,33.9 345.5,34.1 350.0,34.5 354.5,34.7 359.0,35.2 363.5,36.0 368.0,37.0 372.5,37.5 377.0,37.8 381.5,38.0 386.0,38.0 390.5,37.9 395.0,38.0 399.5,38.2 404.0,38.7 408.5,38.9 413.0,39.3 417.5,40.1 422.0,41.1 426.5,41.7 431.0,42.0 435.5,42.2 440.0,42.1 444.5,42.1 449.0,42.2 453.5,42.4 458.0,42.8 462.5,43.0 467.0,43.5 471.5,44.3 476.0,45.3 480.5,45.8 485.0,46.1 489.5,46.3 494.0,46.3 498.5,46.2 503.0,46.4 507.5,46.5 512.0,47.0 516.5,47.2 521.0,47.6 525.5,48.4 530.0,49.4 534.5,50.0 539.0,50.3 543.5,50.5 548.0,50.4 552.5,50.4 557.0,50.5 561.5,50.7 566.0,51.1 570.5,51.3 575.0,51.8 579.5,52.6 584.0,53.6" fill="none" stroke="#3a5b8a" stroke-width="2.2"></polyline><text x="314" y="206" font-size="9.5" fill="#232823" text-anchor="middle" font-weight="700">mesi dalla chiusura del tetto (partenza a settembre)</text><text x="10" y="87" font-size="9" fill="#232823" text-anchor="middle" transform="rotate(-90 10 87)">kg/m&#178;</text></svg></div></div>
<div class="mxt-box" style="--bc:#1f7a4d">
<div class="mxt-bt">Il conto, passo per passo</div>
<div class="mxt-bn" id="mxt-conto2">Strato bagnato: isolante da 12 cm con 1,00 kg/m&#178; al centro. Spessori d&#8217;aria equivalenti dal centro dello strato: verso l&#8217;alto 750,16 m, verso la stanza 60,79 m. Primo mese (settembre a Udine): interfaccia a 19,2 &#176;C, evaporazione 4 g. Dopo dodici mesi restano 972 g; in un anno intero ne esce 28 g. In 10 anni non si azzera: restano 723 g. Metodo del punto 7 della UNI EN ISO 13788, condizioni interne dell&#8217;appendice nazionale (classe 3), tetto a 2 gradi sotto l&#8217;aria del mese.</div></div>
<div class="mxt-nota"> <b>I limiti di questi due conti, per iscritto.</b> </p>
<ol>
<li>Il primo conto usa la formula della diffusione della UNI EN ISO 13788 (punto 6.2) e la formula del foro a spigolo vivo con coefficiente di efflusso 0,6: i numeri assoluti dipendono dalla differenza di pressione e dalla quota che condensa, che sono ipotesi; il rapporto fra i due modi no.</li>
<li>Il clima di esempio &egrave; l&rsquo;anno meteorologico tipo del Centro comune di ricerca europeo per tre citt&agrave;, ridotto a medie mensili; per un progetto valgono i dati della UNI 10349 richiamati dall&rsquo;appendice nazionale. La superficie fredda sta alla temperatura esterna del tetto, cio&egrave; l&rsquo;aria del mese meno 2 gradi (punto 4.2.3 d, caso semplificato).</li>
<li>Il secondo conto applica il metodo del punto 7 della norma alla sola interfaccia bagnata, al centro dello strato, con le condizioni interne dell&rsquo;appendice nazionale (20 &deg;C nei mesi di riscaldamento, classe 3): la norma chiede di verificare anche le altre interfacce, e lo chiama una verifica di idoneit&agrave;, non una previsione. Niente sole, niente cielo notturno oltre i 2 gradi, niente acqua che scorre.</li>
<li>I valori dei materiali vengono dal prospetto storico della UNI 10351:2021; quello del bitume &egrave; segnalato dalla norma come unico e incerto. Il valore vero di una membrana lo dichiara il produttore con la prova della UNI EN 1931, e va chiesto.</li>
<li>Delle norme a pagamento la tavola riporta valori e punti, non il testo. La verifica di progetto resta quella della UNI EN ISO 13788 richiesta dai decreti; questa tavola serve a vedere che cosa muove il risultato.</li>
</ol></div></div>
</div></div>
<p> <script src="data:text/javascript;charset=utf-8;base64,;(function(){
/* Motore della tavola "Da dove viene l'acqua nel tetto: i due conti": le stesse costanti
   e le stesse formule di calcoli.py dell'articolo. Clima (medie mensili) e stratigrafie
   arrivano dal Python al montaggio: niente valori riscritti a mano. */

var RV = 461.5, T0 = 273.15, P_ATM = 101325.0, RHO_ARIA = 1.2, DELTA0 = 2.0e-10;
var RSI_TETTO = 0.10, RSE = 0.04, CD_ORIFIZIO = 0.6, ANNI_MAX = 10;
var CLIMI = {"Udine": {"T": [3.5, 5.7, 6.1, 14.4, 15.3, 19.2, 22.4, 23.6, 20.3, 12.7, 10.0, 3.0], "RH": [80, 73, 72, 75, 78, 74, 69, 67, 73, 79, 80, 80]}, "Milano": {"T": [4.7, 2.0, 7.4, 13.0, 19.7, 22.1, 24.8, 22.8, 20.4, 12.9, 6.7, 3.4], "RH": [87, 68, 76, 69, 53, 70, 62, 69, 74, 85, 72, 89]}, "Roma": {"T": [6.2, 8.1, 10.8, 12.4, 18.6, 21.7, 24.5, 26.4, 20.8, 17.6, 13.6, 9.3], "RH": [75, 78, 75, 78, 73, 71, 60, 65, 77, 80, 79, 80]}};
var TETTI = {"tetto caldo, membrana bituminosa": {"strati": [{"nome": "intonaco", "s": 0.015, "lam": 0.7, "mu": 10.41777777777778, "sd": 0.1562666666666667}, {"nome": "solaio in calcestruzzo", "s": 0.2, "lam": 1.48, "mu": 96.16410256410258, "sd": 19.232820512820517}, {"nome": "barriera al vapore", "s": 0.001, "lam": 0.17, "mu": null, "sd": 40.0}, {"nome": "massetto delle pendenze", "s": 0.06, "lam": 1.4, "mu": 22.061176470588236, "sd": 1.3236705882352942}, {"nome": "isolante (bagnato)", "s": 0.12, "lam": 0.04, "mu": 1.2501333333333333, "sd": 0.15001599999999998}, {"nome": "membrana bituminosa", "s": 0.004, "lam": 0.17, "mu": null, "sd": 750.08}], "iIso": 4, "iSopra": 5, "iSotto": 2}, "tetto caldo, membrana dell'esempio 13788": {"strati": [{"nome": "intonaco", "s": 0.015, "lam": 0.7, "mu": 10.41777777777778, "sd": 0.1562666666666667}, {"nome": "solaio in calcestruzzo", "s": 0.2, "lam": 1.48, "mu": 96.16410256410258, "sd": 19.232820512820517}, {"nome": "barriera al vapore", "s": 0.001, "lam": 0.17, "mu": null, "sd": 75.0}, {"nome": "massetto delle pendenze", "s": 0.06, "lam": 1.4, "mu": 22.061176470588236, "sd": 1.3236705882352942}, {"nome": "isolante (bagnato)", "s": 0.12, "lam": 0.04, "mu": 1.2501333333333333, "sd": 0.15001599999999998}, {"nome": "membrana bituminosa", "s": 0.004, "lam": 0.17, "mu": null, "sd": 12.0}], "iIso": 4, "iSopra": 5, "iSotto": 2}, "tetto rovescio": {"strati": [{"nome": "intonaco", "s": 0.015, "lam": 0.7, "mu": 10.41777777777778, "sd": 0.1562666666666667}, {"nome": "solaio in calcestruzzo", "s": 0.2, "lam": 1.48, "mu": 96.16410256410258, "sd": 19.232820512820517}, {"nome": "massetto delle pendenze", "s": 0.06, "lam": 1.4, "mu": 22.061176470588236, "sd": 1.3236705882352942}, {"nome": "membrana bituminosa", "s": 0.004, "lam": 0.17, "mu": null, "sd": 750.08}, {"nome": "isolante (bagnato)", "s": 0.1, "lam": 0.035, "mu": 150.0, "sd": 15.0}, {"nome": "strato filtrante", "s": 0.001, "lam": 0.2, "mu": null, "sd": 0.02}], "iIso": 4, "iSopra": 5, "iSotto": 3}, "falda ventilata con telo traspirante": {"strati": [{"nome": "cartongesso", "s": 0.0125, "lam": 0.21, "mu": 8.15304347826087, "sd": 0.10191304347826087}, {"nome": "freno al vapore", "s": 0.0005, "lam": 0.2, "mu": null, "sd": 2.0}, {"nome": "isolante (bagnato)", "s": 0.16, "lam": 0.04, "mu": 1.2501333333333333, "sd": 0.20002133333333333}, {"nome": "telo traspirante", "s": 0.0005, "lam": 0.2, "mu": null, "sd": 0.1}], "iIso": 2, "iSopra": 3, "iSotto": 1}, "falda chiusa con cartone bitumato": {"strati": [{"nome": "cartongesso", "s": 0.0125, "lam": 0.21, "mu": 8.15304347826087, "sd": 0.10191304347826087}, {"nome": "freno al vapore", "s": 0.0005, "lam": 0.2, "mu": null, "sd": 2.0}, {"nome": "isolante (bagnato)", "s": 0.16, "lam": 0.04, "mu": 1.2501333333333333, "sd": 0.20002133333333333}, {"nome": "tavolato di abete", "s": 0.025, "lam": 0.12, "mu": 625.0666666666667, "sd": 15.626666666666669}, {"nome": "cartone bitumato", "s": 0.002, "lam": 0.23, "mu": 2500.266666666667, "sd": 5.000533333333334}], "iIso": 2, "iSopra": 4, "iSotto": 1}};
var MESI = ['gennaio', 'febbraio', 'marzo', 'aprile', 'maggio', 'giugno', 'luglio', 'agosto', 'settembre', 'ottobre', 'novembre', 'dicembre'];
var GIORNI = [31, 28, 31, 30, 31, 30, 31, 31, 30, 31, 30, 31];
var MESI_RISC = {10: 1, 11: 1, 12: 1, 1: 1, 2: 1, 3: 1, 4: 1};
var DP_CLASSI = {1: [270, 100], 2: [540, 100], 3: [810, 100], 4: [1080, 100], 5: [1350, 200]};
var SOGLIA_PERCOLAMENTO = 0.2;

/* ---------------------------------------------------------------- fisica */
function pSat(t){
  if (t >= 0) return 610.5 * Math.exp(17.269 * t / (237.3 + t));
  return 610.5 * Math.exp(21.875 * t / (265.5 + t));
}
function umiditaSpecifica(p){ return 0.622 * p / (P_ATM - p); }
function tEsternaTetto(t){ return t - 2.0; }
function tInternaNA(tE, mese){
  if (MESI_RISC[mese]) return 20.0;
  return tE < 18.0 ? 18.0 : tE;
}
function dpClasse(c, tE){
  var alto = DP_CLASSI[c][0], basso = DP_CLASSI[c][1];
  if (tE <= 0) return alto;
  if (tE >= 20) return basso;
  return alto + (basso - alto) * tE / 20.0;
}
function condizioniMese(citta, i, classe){
  var tE = CLIMI[citta].T[i], rh = CLIMI[citta].RH[i] / 100.0;
  var pE = rh * pSat(tE), tI = tInternaNA(tE, i + 1);
  var pI = Math.min(pE + dpClasse(classe, tE), 0.95 * pSat(tI));
  return {tEAria: tE, tE: tEsternaTetto(tE), pE: pE, tI: tI, pI: pI, giorni: GIORNI[i]};
}

/* ------------------------------------------------- primo conto: aria e diffusione */
function portataForo(areaMm2, dp){ return CD_ORIFIZIO * areaMm2 * 1e-6 * Math.sqrt(2.0 * dp / RHO_ARIA); }
function acquaPerAria(areaMm2, dp, pI, tS, giorni, quota){
  var q = portataForo(areaMm2, dp), massa = q * RHO_ARIA * giorni * 86400.0;
  var xI = umiditaSpecifica(pI), xS = umiditaSpecifica(pSat(tS));
  var tr = massa * Math.max(0.0, xI - xS);
  return {m3: q * giorni * 86400.0, kgAria: massa, trasportata: tr, condensata: tr * quota, xI: xI, xS: xS};
}
function acquaPerDiffusione(sd, pI, tS, area, giorni){
  return DELTA0 * Math.max(0.0, pI - pSat(tS)) / sd * area * giorni * 86400.0;
}
function calcola1(d){
  var c;
  if (d.modo === 'clima'){
    c = condizioniMese(d.citta, d.mese - 1, d.classe);
    c.tS = c.tE;
  } else {
    c = {tI: d.ti, pI: d.uri / 100.0 * pSat(d.ti), tS: d.ts, giorni: d.giorni, tE: d.ts, pE: null, tEAria: null};
  }
  var diff = acquaPerDiffusione(d.sd, c.pI, c.tS, d.area, c.giorni);
  var aria = acquaPerAria(d.fess * d.area, d.dp, c.pI, c.tS, c.giorni, d.quota / 100.0);
  return {c: c, diff: diff, aria: aria, rapporto: diff > 0 ? aria.condensata / diff : Infinity,
          uri: c.pI / pSat(c.tI)};
}

/* ------------------------------------------------- secondo conto: punto 7 */
function copiaStrati(k){
  var s = TETTI[k].strati, out = [], i;
  for (i = 0; i < s.length; i++) out.push({nome: s[i].nome, s: s[i].s, lam: s[i].lam, mu: s[i].mu, sd: s[i].sd});
  return out;
}
function stratiPer(d){
  var t = TETTI[d.tetto], strati = copiaStrati(d.tetto), iso = strati[t.iIso];
  iso.sd = iso.sd / iso.s * (d.spess / 100.0);
  iso.s = d.spess / 100.0;
  strati[t.iSopra].sd = d.sdSopra;
  strati[t.iSotto].sd = d.sdSotto;
  return strati;
}
function profilo(strati, iB, tI, tE){
  var R = [], i, Rtot = RSI_TETTO + RSE, Rin = RSI_TETTO, sdIn = 0.0, sdOut = 0.0;
  for (i = 0; i < strati.length; i++){ R.push(strati[i].s / strati[i].lam); Rtot += R[i]; }
  for (i = 0; i < iB; i++){ Rin += R[i]; sdIn += strati[i].sd; }
  Rin += R[iB] / 2.0;
  sdIn += strati[iB].sd / 2.0;
  sdOut = strati[iB].sd / 2.0;
  for (i = iB + 1; i < strati.length; i++) sdOut += strati[i].sd;
  return {tC: tI - (tI - tE) * Rin / Rtot, sdIn: sdIn, sdOut: sdOut, Rtot: Rtot};
}
function indiceBagnato(strati){
  var i;
  for (i = 0; i < strati.length; i++){ if (strati[i].nome.indexOf('bagnato') > -1) return i; }
  return -1;
}
function evaporazioneMese(strati, iB, citta, i){
  var c = condizioniMese(citta, i, 3), p = profilo(strati, iB, c.tI, c.tE), pC = pSat(p.tC);
  var g = DELTA0 * ((pC - c.pE) / p.sdOut + (pC - c.pI) / p.sdIn);
  return {ev: g * GIORNI[i] * 86400.0, tC: p.tC, pC: pC, c: c, p: p};
}
function asciugatura(strati, citta, acqua, mesePartenza, anniMax){
  var iB = indiceBagnato(strati), M = acqua, percorso = [], k, i, e, Mn;
  for (k = 0; k < anniMax * 12; k++){
    i = (mesePartenza - 1 + k) % 12;
    e = evaporazioneMese(strati, iB, citta, i);
    Mn = M - e.ev;
    percorso.push({mese: MESI[i], ev: e.ev, acqua: Math.max(Mn, 0.0), tC: e.tC});
    if (Mn <= 0){
      return {mesi: k + (e.ev > 0 ? M / e.ev : 1.0), percorso: percorso, asciuga: true, residuo: 0.0};
    }
    M = Mn;
  }
  return {mesi: null, percorso: percorso, asciuga: false, residuo: M};
}
function bilancioAnnuo(strati, citta){
  var iB = indiceBagnato(strati), tot = 0.0, i;
  for (i = 0; i < 12; i++) tot += evaporazioneMese(strati, iB, citta, i).ev;
  return tot;
}
function calcola2(d){
  var strati = stratiPer(d), r = asciugatura(strati, d.citta, d.acqua, d.mese, ANNI_MAX), iB = indiceBagnato(strati);
  r.anno = bilancioAnnuo(strati, d.citta);
  r.residuo12 = r.percorso.length >= 12 ? r.percorso[11].acqua : 0.0;
  r.strati = strati;
  r.iB = iB;
  r.sdIn = profilo(strati, iB, 20, 0).sdIn;
  r.sdOut = profilo(strati, iB, 20, 0).sdOut;
  return r;
}

/* ---------------------------------------------------------------- casi */
var PRESET1 = [
  {t: 'Il soffitto dell\u2019articolo: gennaio a Udine, soffitto normale', s: '100 m\xb2, 300 mm\xb2/m\xb2 di fessure, 2 Pa, barriera da 40 m, classe 3',
   modo: 'clima', citta: 'Udine', mese: 1, classe: 3, ti: 20, uri: 50, ts: 1.5, giorni: 31, area: 100, fess: 300, dp: 2, sd: 40, quota: 10},
  {t: 'Lo stesso soffitto, ben sigillato', s: '30 mm\xb2/m\xb2 di fessure: dieci volte meno aria',
   modo: 'clima', citta: 'Udine', mese: 1, classe: 3, ti: 20, uri: 50, ts: 1.5, giorni: 31, area: 100, fess: 30, dp: 2, sd: 40, quota: 10},
  {t: 'Il confronto di Quirouette del 1985', s: '1 m\xb2, 21 \xb0C e 30 % dentro, tavolato a -20 \xb0C, un pollice quadrato a 10 Pa',
   modo: 'mio', citta: 'Udine', mese: 1, classe: 3, ti: 21, uri: 30, ts: -20, giorni: 30, area: 1, fess: 625, dp: 10, sd: 40, quota: 10},
  {t: 'Roma, dicembre, casa con ventilazione meccanica', s: 'classe 2, soffitto normale, 2 Pa, barriera da 40 m',
   modo: 'clima', citta: 'Roma', mese: 12, classe: 2, ti: 20, uri: 50, ts: 1.5, giorni: 31, area: 100, fess: 300, dp: 2, sd: 40, quota: 10}
];

/* ---------------------------------------------------------------- formato */
function vir(x, dec){
  var s = (Math.abs(x) < Math.pow(10, -dec) / 2 ? 0 : x).toFixed(dec);
  return s.replace('.', ',');
}
function mig(x){
  var s = Math.round(x).toString(), out = '', i, n = 0;
  for (i = s.length - 1; i >= 0; i--){ out = s.charAt(i) + out; n++; if (n % 3 === 0 && i > 0) out = '.' + out; }
  return out;
}
function grammi(kg){ return kg >= 1 ? vir(kg, 1) + ' kg' : mig(kg * 1000) + ' g'; }
function esc(s){ return String(s).replace(/&/g, '&amp;').replace(/</g, '&lt;').replace(/>/g, '&gt;'); }
function el(id){ return document.getElementById(id); }
var VERDE = '#1f7a4d', AMBRA = '#a06a00', ROSSO = '#b23b3b', GRIGIO = '#8a9490';

/* ---------------------------------------------------------------- primo conto: UI */
function leggi1(){
  return {
    modo: el('mxt-modo').value, citta: el('mxt-citta').value, mese: parseInt(el('mxt-mese').value, 10), classe: parseInt(el('mxt-classe').value, 10),
    ti: parseFloat(el('mxt-ti').value), uri: parseFloat(el('mxt-uri').value), ts: parseFloat(el('mxt-ts').value), giorni: parseFloat(el('mxt-giorni').value),
    area: parseFloat(el('mxt-area').value), fess: parseFloat(el('mxt-fess').value), dp: parseFloat(el('mxt-dp').value),
    sd: parseFloat(el('mxt-sd').value), quota: parseFloat(el('mxt-quota').value)
  };
}
function controlla1(d){
  if (d.modo === 'mio'){
    if (!isFinite(d.ti) || d.ti < 5 || d.ti > 30) return 'La temperatura interna va fra 5 e 30 gradi.';
    if (!isFinite(d.uri) || d.uri < 10 || d.uri > 100) return 'L\u2019umidit\xe0 interna va fra 10 e 100 per cento.';
    if (!isFinite(d.ts) || d.ts < -30 || d.ts > 30) return 'La temperatura della superficie fredda va fra -30 e 30 gradi.';
    if (d.ts >= d.ti) return 'Con la superficie calda quanto l\u2019aria di casa il vapore non ha dove condensare: il conto invernale non si applica.';
    if (!isFinite(d.giorni) || d.giorni < 1 || d.giorni > 31) return 'I giorni vanno fra 1 e 31.';
  }
  if (!isFinite(d.area) || d.area <= 0 || d.area > 5000) return 'La superficie del soffitto va scritta in metri quadri, fra 0,1 e 5.000.';
  if (!isFinite(d.fess) || d.fess < 0 || d.fess > 20000) return 'Le fessure vanno scritte in mm\xb2 per m\xb2, fra 0 e 20.000.';
  if (!isFinite(d.dp) || d.dp < 0 || d.dp > 50) return 'La differenza di pressione va fra 0 e 50 Pa.';
  if (!isFinite(d.sd) || d.sd < 0.01 || d.sd > 5000) return 'Lo spessore d\u2019aria equivalente va fra 0,01 e 5.000 m.';
  if (!isFinite(d.quota) || d.quota < 0 || d.quota > 100) return 'La quota che condensa va fra 0 e 100 per cento.';
  return '';
}
function abilitaCampiClima(modo){
  var ids = ['mxt-ti', 'mxt-uri', 'mxt-ts', 'mxt-giorni'], i;
  for (i = 0; i < ids.length; i++) el(ids[i]).disabled = (modo === 'clima');
  el('mxt-citta').disabled = (modo === 'mio');
  el('mxt-mese').disabled = (modo === 'mio');
  el('mxt-classe').disabled = (modo === 'mio');
}
function aggiorna1(){
  var d = leggi1();
  abilitaCampiClima(d.modo);
  var errore = controlla1(d);
  el('mxt-err1').innerHTML = errore ? esc(errore) : '';
  el('mxt-err1').style.display = errore ? 'block' : 'none';
  if (errore){
    el('mxt-d1').innerHTML = '--'; el('mxt-d2').innerHTML = '--'; el('mxt-d3').innerHTML = '--'; el('mxt-d4').innerHTML = '--';
    impostaVerdetto('mxt-verd1', 'mxt-v11', 'mxt-v12', GRIGIO, 'DATI DA CONTROLLARE', esc(errore));
    el('mxt-conto1').innerHTML = '';
    return;
  }
  var r = calcola1(d), c = r.c;
  if (d.modo === 'clima'){
    el('mxt-ti').value = vir(c.tI, 1).replace(',', '.');
    el('mxt-uri').value = vir(r.uri * 100, 0);
    el('mxt-ts').value = vir(c.tS, 1).replace(',', '.');
    el('mxt-giorni').value = c.giorni;
  }
  el('mxt-d1').innerHTML = grammi(r.diff);
  el('mxt-d2').innerHTML = mig(r.aria.m3) + ' <small>m\xb3</small>';
  el('mxt-d3').innerHTML = grammi(r.aria.trasportata);
  el('mxt-d4').innerHTML = grammi(r.aria.condensata);

  var colore, titolo, spiega;
  if (r.aria.trasportata <= 0 && r.diff <= 0){
    colore = VERDE; titolo = 'NIENTE ACQUA VERSO IL TETTO';
    spiega = 'La superficie fredda sta a ' + vir(c.tS, 1) + ' \xb0C e la sua saturazione supera la pressione di vapore dell\u2019aria di casa: in questo mese n\xe9 la diffusione n\xe9 l\u2019aria portano acqua al tetto.';
  } else if (!isFinite(r.rapporto)){
    colore = ROSSO; titolo = 'TUTTA L\u2019ACQUA ARRIVA CON L\u2019ARIA';
    spiega = 'Per diffusione non passa niente; dalle fessure l\u2019aria porta ' + grammi(r.aria.trasportata) + ' nel mese, di cui ' + grammi(r.aria.condensata) + ' condensano.';
  } else if (r.rapporto >= 10){
    colore = ROSSO; titolo = 'L\u2019ARIA PORTA ' + mig(r.rapporto) + ' VOLTE LA DIFFUSIONE';
    spiega = 'Attraverso ' + vir(d.area, 0) + ' m\xb2 di barriera da ' + vir(d.sd, 2) + ' m passano ' + grammi(r.diff) + ' nel mese; dalle fessure, ' + mig(d.fess * d.area) + ' mm\xb2 in tutto, l\u2019aria ne porta ' + grammi(r.aria.trasportata) + ' e ne condensa ' + grammi(r.aria.condensata) + '. La barriera serve dove \xe8 anche tenuta all\u2019aria: la prima cosa da fare \xe8 sigillare botole, faretti, tubi e giunti.';
  } else if (r.rapporto >= 1){
    colore = AMBRA; titolo = 'L\u2019ARIA PORTA ' + vir(r.rapporto, 1) + ' VOLTE LA DIFFUSIONE';
    spiega = 'I due modi sono dello stesso ordine: ' + grammi(r.diff) + ' per diffusione contro ' + grammi(r.aria.condensata) + ' condensati dall\u2019aria. Con questo soffitto conta anche lo spessore d\u2019aria equivalente della barriera, non solo la tenuta.';
  } else {
    colore = VERDE; titolo = 'LA DIFFUSIONE PESA PI\xd9 DELL\u2019ARIA';
    spiega = 'Con queste fessure l\u2019aria condensa ' + grammi(r.aria.condensata) + ' contro ' + grammi(r.diff) + ' per diffusione: il soffitto \xe8 a tenuta, e a decidere \xe8 la barriera. \xc8 il caso raro.';
  }
  impostaVerdetto('mxt-verd1', 'mxt-v11', 'mxt-v12', colore, titolo, spiega);

  var testo = '';
  if (d.modo === 'clima'){
    testo += MESI[d.mese - 1].charAt(0).toUpperCase() + MESI[d.mese - 1].slice(1) + ' a ' + d.citta + ': aria esterna a ' + vir(c.tEAria, 1) + ' \xb0C, tetto a ' + vir(c.tE, 1) + ' \xb0C (aria meno 2 gradi, punto 4.2.3 d); dentro ' + vir(c.tI, 0) + ' \xb0C con l\u2019apporto della classe ' + d.classe + ', cio\xe8 ' + vir(c.pI, 0) + ' Pa di pressione di vapore (' + vir(r.uri * 100, 0) + ' per cento); ' + c.giorni + ' giorni. ';
  } else {
    testo += 'Aria di casa a ' + vir(d.ti, 1) + ' \xb0C e ' + vir(d.uri, 0) + ' per cento, cio\xe8 ' + vir(c.pI, 0) + ' Pa; superficie fredda a ' + vir(d.ts, 1) + ' \xb0C, dove la saturazione vale ' + vir(pSat(c.tS), 0) + ' Pa; ' + d.giorni + ' giorni. ';
  }
  testo += '<b>Diffusione:</b> g = 2 \xb7 10\u207b\xb9\u2070 \xb7 (' + vir(c.pI, 0) + ' \u2212 ' + vir(pSat(c.tS), 0) + ') / ' + vir(d.sd, 2) + ' per ' + vir(d.area, 0) + ' m\xb2 e ' + mig(c.giorni * 86400) + ' secondi = <b>' + grammi(r.diff) + '</b>. ';
  testo += '<b>Aria:</b> foro equivalente di ' + mig(d.fess * d.area) + ' mm\xb2, portata 0,6 \xb7 A \xb7 \u221a(2 \xb7 ' + vir(d.dp, 1) + ' / 1,2) = ' + vir(portataForo(d.fess * d.area, d.dp) * 3600, 1) + ' m\xb3/h, cio\xe8 ' + mig(r.aria.m3) + ' m\xb3 e ' + mig(r.aria.kgAria) + ' kg d\u2019aria nel mese; umidit\xe0 specifica ' + vir(r.aria.xI * 1000, 2) + ' g/kg dentro contro ' + vir(r.aria.xS * 1000, 2) + ' g/kg satura sulla superficie fredda: l\u2019aria porta <b>' + grammi(r.aria.trasportata) + '</b>, e con la quota del ' + vir(d.quota, 0) + ' per cento ne condensano <b>' + grammi(r.aria.condensata) + '</b>.';
  if (isFinite(r.rapporto) && r.diff > 0) testo += ' Rapporto fra condensa dell\u2019aria e diffusione: <b>' + (r.rapporto >= 10 ? mig(r.rapporto) : vir(r.rapporto, 1)) + '</b>.';
  el('mxt-conto1').innerHTML = testo;
}

/* ---------------------------------------------------------------- secondo conto: UI */
function leggi2(){
  return {
    tetto: el('mxt-tetto').value, citta: el('mxt-citta2').value, spess: parseFloat(el('mxt-spess').value),
    sdSopra: parseFloat(el('mxt-sdsopra').value), sdSotto: parseFloat(el('mxt-sdsotto').value),
    acqua: parseFloat(el('mxt-acqua').value), mese: parseInt(el('mxt-mese2').value, 10)
  };
}
function controlla2(d){
  if (!TETTI[d.tetto]) return 'Scegli un tetto.';
  if (!isFinite(d.spess) || d.spess < 2 || d.spess > 40) return 'Lo spessore dell\u2019isolante va fra 2 e 40 cm.';
  if (!isFinite(d.sdSopra) || d.sdSopra < 0.01 || d.sdSopra > 10000) return 'Lo sd dello strato sopra va fra 0,01 e 10.000 m.';
  if (!isFinite(d.sdSotto) || d.sdSotto < 0.01 || d.sdSotto > 10000) return 'Lo sd dello strato sotto va fra 0,01 e 10.000 m.';
  if (!isFinite(d.acqua) || d.acqua < 0.05 || d.acqua > 20) return 'L\u2019acqua nello strato va fra 0,05 e 20 kg/m\xb2.';
  return '';
}
function testoMesi(m){
  if (m === null) return 'oltre ' + ANNI_MAX + ' anni';
  if (m < 1) return 'meno di un mese';
  if (m >= 24) return vir(m, 0) + ' mesi, circa ' + vir(m / 12, 0) + ' anni';
  return vir(m, 0) + ' mesi';
}
function curva(r, acqua){
  var W = 600, H = 210, x0 = 44, y0 = 12, w = 540, h = 150, n, i, pts = [], out = [], m, v;
  n = r.asciuga ? Math.max(12, Math.min(ANNI_MAX * 12, Math.ceil(r.mesi) + 1)) : ANNI_MAX * 12;
  var passo = n <= 12 ? 1 : (n <= 36 ? 3 : (n <= 60 ? 6 : 12));
  function X(mm){ return x0 + mm / n * w; }
  function Y(vv){ return y0 + h - Math.min(vv, acqua) / acqua * h; }
  out.push('<svg viewBox="0 0 ' + W + ' ' + H + '" role="img" aria-label="acqua nello strato bagnato mese per mese">');
  out.push('<rect x="' + x0 + '" y="' + y0 + '" width="' + w + '" height="' + h + '" fill="#fff" stroke="#3a3f3a" stroke-width="1"/>');
  for (m = 0; m <= n; m += passo){
    out.push('<line x1="' + X(m).toFixed(1) + '" y1="' + y0 + '" x2="' + X(m).toFixed(1) + '" y2="' + (y0 + h) + '" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"/>');
    out.push('<text x="' + X(m).toFixed(1) + '" y="' + (y0 + h + 14) + '" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">' + m + '</text>');
  }
  for (i = 0; i <= 4; i++){
    v = acqua * i / 4;
    out.push('<line x1="' + x0 + '" y1="' + Y(v).toFixed(1) + '" x2="' + (x0 + w) + '" y2="' + Y(v).toFixed(1) + '" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"/>');
    out.push('<text x="' + (x0 - 5) + '" y="' + (Y(v) + 3).toFixed(1) + '" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="end">' + vir(v, 2) + '</text>');
  }
  if (acqua > SOGLIA_PERCOLAMENTO){
    out.push('<line x1="' + x0 + '" y1="' + Y(SOGLIA_PERCOLAMENTO).toFixed(1) + '" x2="' + (x0 + w) + '" y2="' + Y(SOGLIA_PERCOLAMENTO).toFixed(1) + '" stroke="#b23b3b" stroke-width="0.8" stroke-dasharray="3,3"/>');
    out.push('<text x="' + (x0 + w - 4) + '" y="' + (Y(SOGLIA_PERCOLAMENTO) - 3).toFixed(1) + '" font-size="8.5" fill="#b23b3b" text-anchor="end">200 g/m\xb2: sopra, rischio di percolamento (nota al punto 6.5)</text>');
  }
  pts.push(X(0).toFixed(1) + ',' + Y(acqua).toFixed(1));
  for (i = 0; i < r.percorso.length && i < n; i++) pts.push(X(i + 1).toFixed(1) + ',' + Y(r.percorso[i].acqua).toFixed(1));
  out.push('<polyline points="' + pts.join(' ') + '" fill="none" stroke="#3a5b8a" stroke-width="2.2"/>');
  out.push('<text x="' + (x0 + w / 2) + '" y="' + (H - 4) + '" font-size="9.5" fill="#232823" text-anchor="middle" font-weight="700">mesi dalla chiusura del tetto (partenza a ' + MESI[el('mxt-mese2').value - 1] + ')</text>');
  out.push('<text x="10" y="' + (y0 + h / 2) + '" font-size="9" fill="#232823" text-anchor="middle" transform="rotate(-90 10 ' + (y0 + h / 2) + ')">kg/m\xb2</text>');
  out.push('</svg>');
  return out.join('');
}
function descriviStrati(strati, iB){
  var out = [], i, s;
  for (i = strati.length - 1; i >= 0; i--){
    s = strati[i];
    out.push(s.nome.replace(' (bagnato)', '') + ' ' + (s.s >= 0.01 ? vir(s.s * 100, 1) + ' cm, ' : '') + 'sd ' + (s.sd < 1 ? vir(s.sd, 2) : vir(s.sd, 0)) + ' m');
  }
  return out.join('; ');
}
function impostaTettoDefault(){
  var t = TETTI[el('mxt-tetto').value];
  el('mxt-spess').value = Math.round(t.strati[t.iIso].s * 100);
  el('mxt-sdsopra').value = t.strati[t.iSopra].sd;
  el('mxt-sdsotto').value = t.strati[t.iSotto].sd;
}
function aggiorna2(){
  var d = leggi2(), t = TETTI[d.tetto];
  var errore = controlla2(d);
  el('mxt-err2').innerHTML = errore ? esc(errore) : '';
  el('mxt-err2').style.display = errore ? 'block' : 'none';
  if (t){
    el('mxt-capsopra').innerHTML = 'strato sostituito: ' + esc(t.strati[t.iSopra].nome) + ' (valore di partenza ' + vir(t.strati[t.iSopra].sd, 2) + ' m)';
    el('mxt-capsotto').innerHTML = 'strato sostituito: ' + esc(t.strati[t.iSotto].nome) + ' (valore di partenza ' + vir(t.strati[t.iSotto].sd, 2) + ' m)';
  }
  if (errore){
    el('mxt-e1').innerHTML = '--'; el('mxt-e2').innerHTML = '--'; el('mxt-e3').innerHTML = '--';
    impostaVerdetto('mxt-verd2', 'mxt-v21', 'mxt-v22', GRIGIO, 'DATI DA CONTROLLARE', esc(errore));
    el('mxt-curva').innerHTML = ''; el('mxt-conto2').innerHTML = ''; el('mxt-capstrati').innerHTML = '';
    return;
  }
  var r = calcola2(d);
  el('mxt-capstrati').innerHTML = 'dall\u2019esterno all\u2019interno: ' + esc(descriviStrati(r.strati, r.iB));
  el('mxt-e1').innerHTML = (r.mesi === null ? 'oltre ' + ANNI_MAX + ' <small>anni</small>' : (r.mesi < 1 ? '&lt; 1 <small>mese</small>' : vir(r.mesi, 0) + ' <small>mesi</small>'));
  el('mxt-e2').innerHTML = (r.residuo12 > 0 ? grammi(r.residuo12) : '0 <small>g</small>');
  el('mxt-e3').innerHTML = (r.anno >= 0 ? grammi(r.anno) + ' <small>l\u2019anno</small>' : grammi(-r.anno) + ' <small>l\u2019anno, ma entra</small>');

  var colore, titolo, spiega;
  if (r.mesi === null){
    colore = ROSSO; titolo = 'NON ESCE IN ' + ANNI_MAX + ' ANNI: RESTANO ' + grammi(r.residuo);
    spiega = 'Fra lo strato sopra (sd ' + vir(d.sdSopra, 2) + ' m) e quello sotto (sd ' + vir(d.sdSotto, 2) + ' m) l\u2019acqua esce a ' + grammi(Math.abs(r.anno)) + ' l\u2019anno' + (r.anno < 0 ? ', anzi si accumula' : '') + ': la trappola di Baker e Hedlin, con i numeri. L\u2019unico rimedio \xe8 aprire e togliere l\u2019isolante bagnato.';
  } else if (r.mesi <= 12){
    colore = VERDE; titolo = 'ESCE IN ' + testoMesi(r.mesi).toUpperCase();
    spiega = 'L\u2019acqua ha una via: ' + (r.sdOut < r.sdIn ? 'verso l\u2019alto, attraverso ' + vir(r.sdOut, 2) + ' m di aria equivalente' : 'verso la stanza, attraverso ' + vir(r.sdIn, 2) + ' m di aria equivalente') + '. Il danno resta quello del primo inverno, con la resistenza termica ridotta finch\xe9 lo strato \xe8 bagnato.';
  } else if (r.mesi <= 36){
    colore = AMBRA; titolo = 'ESCE IN ' + testoMesi(r.mesi).toUpperCase();
    spiega = 'Pi\xf9 di un anno con l\u2019isolante bagnato: dopo il primo anno restano ' + grammi(r.residuo12) + (r.residuo12 > SOGLIA_PERCOLAMENTO ? ', sopra i 200 g/m\xb2 oltre i quali la nota al punto 6.5 segnala il rischio di percolamento' : '') + '. L\u2019esempio dell\u2019appendice D della norma, con un clima pi\xf9 freddo, ci mette 83 mesi.';
  } else {
    colore = ROSSO; titolo = 'ESCE IN ' + testoMesi(r.mesi).toUpperCase();
    spiega = 'Anni con l\u2019isolante bagnato: dopo il primo anno restano ' + grammi(r.residuo12) + '. Per un tetto nuovo \xe8 un difetto di posa; per un tetto esistente, un motivo per aprire.';
  }
  impostaVerdetto('mxt-verd2', 'mxt-v21', 'mxt-v22', colore, titolo, spiega);
  el('mxt-curva').innerHTML = curva(r, d.acqua);

  var primo = r.percorso[0], testo;
  testo = 'Strato bagnato: ' + esc(r.strati[r.iB].nome.replace(' (bagnato)', '')) + ' da ' + vir(d.spess, 0) + ' cm con ' + vir(d.acqua, 2) + ' kg/m\xb2 al centro. Spessori d\u2019aria equivalenti dal centro dello strato: verso l\u2019alto ' + vir(r.sdOut, 2) + ' m, verso la stanza ' + vir(r.sdIn, 2) + ' m. ';
  testo += 'Primo mese (' + primo.mese + ' a ' + d.citta + '): interfaccia a ' + vir(primo.tC, 1) + ' \xb0C, evaporazione ' + (primo.ev >= 0 ? '' : '\u2212') + grammi(Math.abs(primo.ev)) + '. ';
  testo += 'Dopo dodici mesi restano ' + grammi(r.residuo12) + '; in un anno intero ' + (r.anno >= 0 ? 'ne esce ' + grammi(r.anno) : 'ne entra ' + grammi(-r.anno) + ', invece di uscire') + '. ';
  testo += (r.mesi === null ? 'In ' + ANNI_MAX + ' anni non si azzera: restano ' + grammi(r.residuo) + '.' : 'Si azzera dopo ' + vir(r.mesi, 1) + ' mesi.');
  testo += ' Metodo del punto 7 della UNI EN ISO 13788, condizioni interne dell\u2019appendice nazionale (classe 3), tetto a 2 gradi sotto l\u2019aria del mese.';
  el('mxt-conto2').innerHTML = testo;
}

function impostaVerdetto(idVerd, idV1, idV2, colore, titolo, spiega){
  el(idVerd).style.cssText = 'border-color:' + colore;
  el(idV1).style.cssText = 'color:' + colore;
  el(idV1).innerHTML = titolo;
  el(idV2).innerHTML = spiega;
}

/* --------------------------------------------------------- costruzione */
function montaPreset(){
  var out = [], i;
  for (i = 0; i < PRESET1.length; i++){
    out.push('<button type="button" data-i="' + i + '"><b>' + esc(PRESET1[i].t) + '</b><span>' + esc(PRESET1[i].s) + '</span></button>');
  }
  el('mxt-preset1').innerHTML = out.join('');
}
function allineaSelect(sel, num){
  var v = parseFloat(el(num).value), s = el(sel), i, trovato = false;
  for (i = 0; i < s.options.length; i++){ if (s.options[i].value !== 'manuale' && parseFloat(s.options[i].value) === v){ s.value = s.options[i].value; trovato = true; } }
  if (!trovato) s.value = 'manuale';
}
function applicaPreset1(i){
  var p = PRESET1[i];
  el('mxt-modo').value = p.modo; el('mxt-citta').value = p.citta; el('mxt-mese').value = String(p.mese); el('mxt-classe').value = String(p.classe);
  el('mxt-ti').value = p.ti; el('mxt-uri').value = p.uri; el('mxt-ts').value = p.ts; el('mxt-giorni').value = p.giorni;
  el('mxt-area').value = p.area; el('mxt-fess').value = p.fess; el('mxt-dp').value = p.dp; el('mxt-sd').value = p.sd; el('mxt-quota').value = p.quota;
  allineaSelect('mxt-fesel', 'mxt-fess'); allineaSelect('mxt-sdsel', 'mxt-sd');
  aggiorna1();
}
function avvia(){
  if (!el('mxt-tavola')) return;
  montaPreset();
  var ids1 = ['mxt-modo', 'mxt-citta', 'mxt-mese', 'mxt-classe', 'mxt-ti', 'mxt-uri', 'mxt-ts', 'mxt-giorni', 'mxt-area', 'mxt-fess', 'mxt-dp', 'mxt-sd', 'mxt-quota'], i;
  for (i = 0; i < ids1.length; i++){
    el(ids1[i]).addEventListener('input', aggiorna1);
    el(ids1[i]).addEventListener('change', aggiorna1);
  }
  el('mxt-fess').addEventListener('input', function(){ allineaSelect('mxt-fesel', 'mxt-fess'); });
  el('mxt-sd').addEventListener('input', function(){ allineaSelect('mxt-sdsel', 'mxt-sd'); });
  el('mxt-fesel').addEventListener('change', function(){ if (el('mxt-fesel').value !== 'manuale'){ el('mxt-fess').value = el('mxt-fesel').value; aggiorna1(); } });
  el('mxt-sdsel').addEventListener('change', function(){ if (el('mxt-sdsel').value !== 'manuale'){ el('mxt-sd').value = el('mxt-sdsel').value; aggiorna1(); } });
  el('mxt-preset1').addEventListener('click', function(ev){
    var b = ev.target;
    while (b && b !== el('mxt-preset1') && b.tagName !== 'BUTTON') b = b.parentNode;
    if (b && b.tagName === 'BUTTON') applicaPreset1(parseInt(b.getAttribute('data-i'), 10));
  });
  var ids2 = ['mxt-citta2', 'mxt-spess', 'mxt-sdsopra', 'mxt-sdsotto', 'mxt-acqua', 'mxt-mese2'];
  for (i = 0; i < ids2.length; i++){
    el(ids2[i]).addEventListener('input', aggiorna2);
    el(ids2[i]).addEventListener('change', aggiorna2);
  }
  el('mxt-tetto').addEventListener('change', function(){ impostaTettoDefault(); aggiorna2(); });
  applicaPreset1(0);
  impostaTettoDefault();
  aggiorna2();
}

window.MXT_TAVOLA = {
  pSat: pSat, umiditaSpecifica: umiditaSpecifica, dpClasse: dpClasse, condizioniMese: condizioniMese,
  portataForo: portataForo, acquaPerAria: acquaPerAria, acquaPerDiffusione: acquaPerDiffusione, calcola1: calcola1,
  copiaStrati: copiaStrati, stratiPer: stratiPer, profilo: profilo, asciugatura: asciugatura, bilancioAnnuo: bilancioAnnuo, calcola2: calcola2,
  PRESET1: PRESET1, TETTI: TETTI, CLIMI: CLIMI, aggiorna1: aggiorna1, aggiorna2: aggiorna2, applicaPreset1: applicaPreset1, impostaTettoDefault: impostaTettoDefault
};

if (document.getElementById('mxt-tavola')){
  avvia();
} else if (document.readyState === 'loading'){
  document.addEventListener('DOMContentLoaded', avvia);
} else {
  avvia();
}
})();
"></script> <!--/mxTAVOLA--></p>
<p style="font-size:14px;color:#555">Tutte le tavole interattive: <a href="https://www.renzo-arthome.com/calcolatori/">I calcolatori</a>.</p>
<h2 id="la-stessa-macchia-sotto-sei-interventi">La stessa macchia sotto sei interventi</h2>
<p>Quello che si fa dopo dipende da quale acqua è, e la tabella mostra perché un intervento giusto per una è inutile o dannoso per un&#8217;altra.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Intervento</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Infiltrazione</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Condensa</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Umidità di costruzione</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Rifare il manto sopra quello vecchio</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>risolve, se il varco era nel manto o nei risvolti</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>non cambia niente: l&#8217;acqua viene da sotto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>peggiora: chiude ancora di più l&#8217;acqua dentro</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Sigillare il soffitto all&#8217;aria (botole, faretti, tubi, giunti)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>non cambia niente</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>è il rimedio principale: taglia il trasporto con l&#8217;aria</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>non cambia niente</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Abbassare l&#8217;umidità in casa (aspirazione in cucina e bagno, ricambio)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>non cambia niente</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>riduce la fonte: è il primo passo di Rose e TenWolde</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>non cambia niente</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Ventilare il sottotetto o l&#8217;intercapedine</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>non cambia niente</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>aiuta, dopo i due passi sopra; da sola può peggiorare</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>aiuta solo se l&#8217;intercapedine tocca lo strato bagnato</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Aggiungere isolante sotto, con controsoffitto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>non cambia niente</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>raffredda il pacchetto sopra e sposta la condensa più in alto; senza tenuta all&#8217;aria peggiora</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>raffredda lo strato bagnato e rallenta l&#8217;asciugatura</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Aprire il tetto, togliere l&#8217;isolante bagnato, rifare con la sequenza giusta</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>serve solo se il varco è sotto il manto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>non serve, se il soffitto resta com&#8217;è</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>è l&#8217;unico rimedio</td>
</tr>
</table>
</div>
<blockquote style='border-left:4px solid #b11f24;margin:22px 0;padding:6px 0 6px 16px;font-size:18px'><p>La macchia sul soffitto dice quando e dove: se segue la pioggia è il manto, se segue le notti fredde è l&#8217;aria di casa, se segue le stagioni del primo anno è l&#8217;acqua del cantiere. Il manto si rifà solo nel primo caso.</p></blockquote>
<h2 id="il-metodo-in-tre-passi">Il metodo in tre passi</h2>
<p>Il primo passo è quale causa: il diario e i segni della tabella. Il secondo è da dove: per l&#8217;infiltrazione il varco del manto; per la condensa la fessura del soffitto e la fonte in casa; per l&#8217;umidità di costruzione la sequenza di cantiere e lo stato dell&#8217;isolante. Il terzo è che via ha per uscire: gli sd sopra e sotto lo strato bagnato, la presenza o meno di un&#8217;intercapedine ventilata, il clima. Solo dopo si sceglie l&#8217;intervento, con la tabella dei sei interventi: il manto per l&#8217;infiltrazione, il soffitto e l&#8217;aria di casa per la condensa, l&#8217;apertura del tetto per l&#8217;umidità di costruzione. Un tetto può passare il calcolo, avere la barriera, essere ventilato, e bagnare il soffitto lo stesso. Basta che l&#8217;aria di casa ci arrivi, o che l&#8217;acqua ci fosse già. I tre passi servono a non rifare un manto che tiene.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig21-metodo.png" alt="Schema del metodo in tre passi, quale acqua, da dove, che via ha per uscire, con la tabella dei sei interventi e l'effetto di ognuno sulla pioggia, sul vapore di casa e sull'acqua del cantiere" class="wp-image-4225" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig21-metodo.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig21-metodo-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig21-metodo-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig21-metodo-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig21-metodo-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 21. Il metodo in tre passi: quale acqua, da dove, che via ha per uscire. Solo dopo si sceglie l&#8217;intervento, e la tabella dice quale serve a quale acqua: il manto per la pioggia, il soffitto e l&#8217;aria di casa per il vapore, l&#8217;apertura del tetto per l&#8217;acqua del cantiere.</figcaption></figure>
<h2 id="il-terrazzo-praticabile-sopra-una-stanza-abitata">Il terrazzo praticabile sopra una stanza abitata</h2>
<p>Il terrazzo è un tetto piano su cui si cammina, e le regole inglesi lo dicono in una riga: ai fini dell&#8217;impermeabilizzazione e dell&#8217;isolamento va trattato come un tetto piano. La differenza sta nella protezione. Sul terrazzo la membrana sta sotto un pavimento, allettato su un massetto oppure posato a secco su supporti, e la protezione pesante cambia tre cose. La prima è dove scorre l&#8217;acqua: sul pavimento allettato scorre quasi tutta in superficie, e per questo il Codice di Pratica chiede il risvolto di 15 centimetri sopra il pavimento, come per il manto a vista; sotto un pavimento galleggiante l&#8217;acqua scende fra le lastre e scorre sulla membrana, e bastano 7 centimetri sopra la membrana.</p>
<p>La seconda è che cosa succede all&#8217;acqua che passa le fughe del pavimento allettato: resta nel letto di malta, sopra la membrana, e d&#8217;inverno gela, con i danni al pavimento che ho raccontato nell&#8217;articolo sul gelo. Il pavimento posato a secco lascia scorrere l&#8217;acqua e asciuga; quello allettato vuole uno strato drenante sopra la membrana, e un bocchettone con la griglia al livello della membrana, oltre a quello a livello del pavimento.</p>
<p>La terza è la soglia, che sul terrazzo è la porta di casa. Le quote dei tre paesi sono nella tabella del capitolo sulla pioggia: il gradino inglese di 15 millimetri con il davanzale sporgente, i 5 centimetri tedeschi solo con la canaletta grigliata, i 20 millimetri del Codice italiano. Quando queste altezze non ci sono, l&#8217;acqua entra dalla soglia e la vaschetta la ferma dentro, come ho scritto nell&#8217;articolo sulla <a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">soglia</a>.</p>
<p>La stratigrafia pesante del terrazzo ha anche un rapporto con l&#8217;umidità di costruzione. Sopra la membrana, l&#8217;acqua non è più intrappolata: il letto di posa bagnato asciuga verso l&#8217;alto, lentamente, ma asciuga. Sotto la membrana vale tutto quello che ho scritto per il tetto caldo, con un aggravante: sul terrazzo il cantiere dura di più, perché al massetto delle pendenze si aggiungono il massetto di posa e il pavimento. L&#8217;isolante resta esposto alla pioggia per più giorni.</p>
<p>Il tetto rovescio mette l&#8217;isolante sopra la membrana e il pavimento galleggiante sopra l&#8217;isolante. Così elimina la trappola e ripara la membrana dal gelo e dal sole: è la soluzione che i canadesi hanno descritto nel 1972. Ha però un prezzo, che le regole inglesi e la norma europea sul calcolo della trasmittanza mettono in conto.</p>
<p>L&#8217;acqua di pioggia scende fra le lastre di isolante e scorre fredda sulla membrana, sotto l&#8217;isolante, portando via calore. La UNI EN ISO 6946, nell&#8217;appendice F, corregge la trasmittanza con un termine che dipende da tre cose: la pioggia media giornaliera, la quota che raggiunge la membrana, e il rapporto fra la resistenza dell&#8217;isolante e quella totale.</p>
<p>Prendo la pioggia media italiana dell&#8217;ISPRA, 951 millimetri l&#8217;anno, cioè 2,6 al giorno; 10 centimetri di polistirene estruso su un solaio in calcestruzzo; e il coefficiente più sfavorevole del manuale inglese dei calcoli di trasmittanza, 0,04, quello delle lastre a giunti accostati con copertura aperta. Il tetto rovescio dell&#8217;esempio passa da 0,31 a 0,39 watt al metro quadrato e grado, il 26 per cento in più. È un valore alto di proposito: con la pioggia della sola stagione di riscaldamento, come chiede il metodo, e con lastre battentate il termine scende. Lo strato filtrante permeabile al vapore, posato sopra l&#8217;isolante con sormonti di 300 millimetri, serve a ridurre quell&#8217;acqua, e le regole inglesi chiedono di aumentare lo spessore dell&#8217;isolante per compensare il raffreddamento.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig22-terrazzo.png" alt="Due sezioni di terrazzo praticabile a confronto, con pavimento allettato su massetto e con pavimento galleggiante su supporti, le quote dei risvolti di quindici e sette centimetri, e sotto i riquadri sui due livelli dello scarico e sulle regole della soglia" class="wp-image-4226" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig22-terrazzo.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig22-terrazzo-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig22-terrazzo-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig22-terrazzo-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig22-terrazzo-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 22. Il terrazzo praticabile nelle due soluzioni. Con il pavimento allettato l&#8217;acqua scorre quasi tutta in superficie e il risvolto sale 15 centimetri; con il pavimento galleggiante l&#8217;acqua scende fra le lastre e scorre sulla membrana, e ne bastano 7. Sotto, i due livelli dello scarico e le quote della soglia nei tre paesi.</figcaption></figure>
<h2 id="il-tetto-a-falde-coibentato-tre-posti-per-lisolante-e-laria-che-passa">Il tetto a falde coibentato: tre posti per l&#8217;isolante, e l&#8217;aria che passa</h2>
<p>Nel tetto a falde l&#8217;isolante può stare in tre posti, e ognuno cambia il modo in cui l&#8217;acqua entra ed esce. Sopra i travetti, sul tavolato: la struttura resta dal lato caldo e asciutto, come scrive Historic England. Il telo traspirante sopra l&#8217;isolante fa da seconda linea contro la pioggia e lascia uscire il vapore; la microventilazione dei listelli, o un&#8217;intercapedine vera, porta via quello che arriva. Il prezzo è il colmo che sale, di 25-100 millimetri secondo lo spessore, e i giunti fra i pannelli da sigillare con cura. Il pacchetto è sottile, e ogni fessura è un ponte termico e una via per l&#8217;aria. È la soluzione più sicura per le tre cause insieme, e la più costosa.</p>
<p>Fra i travetti: l&#8217;isolante riempie il vano, sotto ci vuole lo strato di tenuta all&#8217;aria e freno al vapore, sopra ci vuole un telo aperto al vapore e uno spazio ventilato, oppure un sottomanto che lasci uscire il vapore. È la soluzione che fallisce quando sopra c&#8217;è il vecchio cartonfeltro: Künzel l&#8217;ha calcolato nel 1995 e Historic England lo scrive per i tetti storici. Il freno a diffusione variabile, provato in campo nel 1996-97, è nato per questo caso: chiude d&#8217;inverno e apre d&#8217;estate, e sulla falda di prova era l&#8217;unico a lasciar asciugare il legno.</p>
<p>Sul solaio del sottotetto, quando il sottotetto non è abitato: il tetto freddo. L&#8217;isolante sta in piano, il sottotetto resta freddo e va ventilato, e la difesa contro la condensa è tutta nel soffitto: le fessure attorno a tubi e cavi vanno sigillate, la botola deve chiudere a tenuta, gli impianti stanno sotto l&#8217;isolante, l&#8217;isolante non deve chiudere la gronda. Historic England raccomanda di lasciare circa 50 millimetri fra l&#8217;isolante e le passerelle o i tavolati del sottotetto e di non ridurre la ventilazione esistente, soprattutto dove c&#8217;è il feltro impermeabile; le regole inglesi vogliono per la botola una perdita d&#8217;aria non oltre un metro cubo l&#8217;ora a 2 pascal, oppure un coperchio pesante su una guarnizione.</p>
<p>Quanto deve ventilare una falda lo dicono numeri diversi, e la tabella li traduce tutti in fessura continua equivalente per metro, il modo più facile per immaginarli.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Regola</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Apertura per metro</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Fessura continua equivalente</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Dove</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>UNI 9460, tetti in tegole ⚠️</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>550 cm² netti</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>55 millimetri</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>camera sotto i listelli, per metro di larghezza di falda</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>UNI 9460, tetti in coppi ⚠️</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>225 cm²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>22,5 millimetri</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>come sopra</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>DIN 4108-3, regole tedesche ✅</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>200 cm² in gronda, e almeno il 2 per mille della falda; 50 cm² al colmo, e lo 0,5 per mille</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>20 millimetri</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>gronda e colmo, camera di almeno 2 cm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>NHBC 2024, tabella 11: tetto freddo con telo ad alta resistenza al vapore, pendenza da 10 a 15 gradi ✅</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>25.000 mm²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>25 millimetri</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>gronda</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>NHBC 2024, tabella 11: stesso tetto, pendenza oltre 15 gradi ✅</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>10.000 mm²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>10 millimetri</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>gronda, più 5.000 al colmo se la pendenza supera 35 gradi o la luce 10 metri</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>NHBC 2024, tabella 13: tetto freddo con telo permeabile, soffitto normale ✅</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>7.000 mm²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>7 millimetri</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>gronda</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>NHBC 2024, tabella 13: stesso tetto, soffitto ben sigillato ✅</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3.000 mm²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3 millimetri</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>gronda, oppure 5.000 in alto</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>NHBC 2024, tabelle 11 e 12: colmo o punto alto ✅</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5.000 mm²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5 millimetri</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>colmo</td>
</tr>
</table>
</div>
<p>I valori italiani valgono per le falde comuni, con pendenza dal 30 al 35 per cento e lunghezza fino a sette metri; sopra quelle misure la norma chiede di più. Il testo della UNI 9460 è a pagamento: i valori vengono da una presentazione dell&#8217;Università di Firenze del 2008 e da una relazione tecnica del 2010, per l&#8217;edizione in vigore da un manuale di produttore, e per questo portano il segno di riserva. Netti vuol dire luce libera: una rete parapasseri o un pettine di gronda riducono il passaggio quasi della metà, e la fessura da costruire diventa il doppio. I valori tedeschi e quelli inglesi sono verificati sui rispettivi testi.</p>
<p>I numeri della tabella non misurano la stessa cosa. La UNI 9460 chiede una camera sotto i listelli di 55 millimetri, cioè la sezione del canale d&#8217;aria per ogni metro di larghezza di falda; le regole inglesi chiedono un&#8217;apertura in gronda, da 3 a 25 millimetri secondo il telo, la pendenza e la tenuta del soffitto. La camera italiana è molto più grande perché serve anche a togliere il calore d&#8217;estate. Con i valori riportati dalle fonti secondarie, la microventilazione corrente dei listelli, di un paio di centimetri, non arriva ai 550 centimetri quadrati; la relazione del 2010 riporta però che la norma, nell&#8217;edizione del 2008, la ammette quando la ventilazione estiva non è prioritaria. La scheda del Politecnico dice che sopra i 7 centimetri l&#8217;asportazione del calore cresce poco e sopra i 15 non cresce più, e che i carichi estivi si riducono del 20-40 per cento. Le regole inglesi pensano solo alla condensa.</p>
<p>Le regole inglesi danno anche un&#8217;indicazione che vale ovunque: riducono l&#8217;apertura in gronda da 7 a 3 millimetri quando il soffitto ha una tenuta all&#8217;aria certificata, e lo scrivono in una tabella di norma. È l&#8217;aria che decide quanta ventilazione serve. Distinguono poi due tipi di telo. Quello chiuso al vapore chiede sempre la ventilazione sotto. Quello aperto al vapore e all&#8217;aria ammette in certi casi il tetto freddo non ventilato, ma posato su un tavolato chiuso conta come chiuso. Un manto impermeabile all&#8217;aria, come la lamiera, il fibrocemento o una membrana continua, vuole sempre la ventilazione sotto il telo e nello spazio dei listelli, con controlistelli di almeno 25 millimetri; senza nessuna ventilazione, per le regole inglesi, quel tetto non è accettabile.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig23-falda-coibentata.png" alt="Tre sezioni di falda con l'isolante sopra i travetti, fra i travetti e sul solaio del sottotetto, con la freccia del vapore, e sotto il grafico a barre delle ventilazioni tradotte in fessura continua equivalente per la UNI 9460, la DIN 4108-3 e le regole inglesi" class="wp-image-4227" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig23-falda-coibentata.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig23-falda-coibentata-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig23-falda-coibentata-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig23-falda-coibentata-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig23-falda-coibentata-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 23. I tre posti dell&#8217;isolante nella falda: sopra i travetti, fra i travetti, sul solaio del sottotetto. In tutti e tre il soffitto deve tenere l&#8217;aria; sopra ci vuole un telo aperto e una via per il vapore. Sotto, le ventilazioni tradotte in fessura continua equivalente per metro: 55 millimetri di camera sotto i listelli per la UNI 9460, 20 in gronda per le regole tedesche, da 3 a 25 in gronda per quelle inglesi secondo il telo e la tenuta del soffitto.</figcaption></figure>
<p>Nelle case nuove c&#8217;è in più l&#8217;umidità del cantiere chiusa nel legno e nei muri, che dura una stagione. Le regole inglesi la citano come causa di condensa nel sottotetto nel primo inverno di riscaldamento, e consigliano al costruttore aperture in più in alto, 5.000 millimetri quadrati al metro, anche dove la norma britannica non le chiede. Il rimedio è lo stesso dell&#8217;umidità di costruzione: dare al vapore una via per uscire.</p>
<h2 id="quello-che-si-mette-sopra-il-verde-e-il-fotovoltaico">Quello che si mette sopra: il verde e il fotovoltaico</h2>
<p>Su un tetto piano oggi ci si mette spesso qualcosa: un giardino, dei pannelli, o tutti e due. Nessuno dei due è neutro per l&#8217;acqua: il verde tiene bagnato quello che ha sotto, e il fotovoltaico, quando è fissato attraverso il manto, apre la strada all&#8217;infiltrazione.</p>
<p>Il verde protegge la membrana, e lo fa in un modo misurato. Un&#8217;indagine canadese ha registrato su un tetto di riferimento a Toronto punte di 66 gradi sul manto, contro 36 o 38 gradi sotto il verde, e un&#8217;escursione giornaliera scesa da oltre cinquanta gradi a una decina. Meno sole e meno sbalzi significano una membrana che invecchia più lentamente. Le durate di servizio documentate, però, parlano di una ventina d&#8217;anni per un manto a vista e una trentina per uno protetto, cioè una volta e mezza, e non le tre o quattro volte dei dépliant.</p>
<p>Il prezzo è che sotto il verde il substrato resta bagnato quasi sempre. Le prove del Fraunhofer su un tetto rovescio verde hanno stimato una perdita di resistenza termica dell&#8217;isolante fra il 25 e il 35 per cento in trent&#8217;anni, con il substrato a umidità praticamente permanente. E una perdita sotto il verde non si trova: per questo la norma americana sulla ricerca elettronica delle perdite prescrive di collaudare la membrana prima di posarci sopra il sovraccarico. Chi salta quel collaudo, quando poi qualcosa gocciola, deve smontare il giardino per cercare un foro. In Italia progettazione, esecuzione, controllo e manutenzione delle coperture a verde hanno una norma propria, la UNI 11235.</p>
<p>Il fotovoltaico porta un problema più semplice e più frequente: i fissaggi che bucano il manto. Un&#8217;indagine tedesca del 2016 ha interpellato quasi 1.500 periti giurati su impianti solari montati sopra tetti piani esistenti, e ne hanno risposto poco meno di 140. La causa di danno più segnalata è l&#8217;attraversamento del manto da parte degli ancoraggi, con trenta segnalazioni; la seconda, con ventisei, è la mancata verifica di che cosa ci fosse sotto. Il campione è piccolo e fatto di chi ha visto un danno, quindi i numeri dicono quali guasti ricorrono, non quanto siano frequenti sul totale degli impianti. I danni si presentano presto, spesso entro il primo anno. Fra i casi raccolti: viti sigillate con il bitume steso vicino al foro invece che sul foro, dieci fori fatti per sbaglio da un trapano senza limitatore di profondità, materassini tagliati con la lama appoggiata sulla guaina.</p>
<p>Su come evitarlo le due scuole non sono d&#8217;accordo. I tedeschi preferiscono i sistemi zavorrati, che non forano niente. L&#8217;associazione americana dei posatori sconsiglia invece la zavorra per tre ragioni: scivola, i suoi carichi concentrati possono superare la resistenza a compressione di membrana e isolante, e ostruisce il drenaggio. Raccomanda il fissaggio passante fatto a regola. Le due posizioni hanno in comune una regola: se il manto si fora, il foro va progettato come un attraversamento, con pezzi speciali e risvolti.</p>
<p>I pannelli, inoltre, raccolgono la pioggia e la scaricano tutta nelle fasce fra una fila e l&#8217;altra. Sotto, il manto riceve l&#8217;acqua concentrata invece che distribuita, e se sotto c&#8217;è il verde, quelle strisce si allagano mentre il resto resta secco.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig24-verde-e-solare.png" alt="Barre delle temperature del manto in estate con e senza verde, due sezioni con il fissaggio zavorrato e quello passante attraverso la membrana, e le barre delle cause di danno più segnalate dai periti negli impianti solari" class="wp-image-4228" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig24-verde-e-solare.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig24-verde-e-solare-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig24-verde-e-solare-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig24-verde-e-solare-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig24-verde-e-solare-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 24. Verde e fotovoltaico sopra la copertura. In alto la temperatura del manto misurata con e senza verde. Al centro i due modi di tenere fermi i pannelli, zavorrato e passante, con i difetti che i periti trovano più spesso. In basso le cause di danno più segnalate negli impianti montati su tetti piani esistenti.</figcaption></figure>
<h2 id="le-scorciatoie-che-non-tengono">Le scorciatoie che non tengono</h2>
<p><strong>&#8220;Il calcolo dice che non condensa.&#8221;</strong> Il calcolo di Glaser, quello della 13788, vede la diffusione e basta: la norma lo scrive nel primo punto e lo ripete al punto 6.3, dove dice che il metodo non è adatto ai componenti attraversati da flussi d&#8217;aria né a quelli che assorbono la pioggia. Il documento di indirizzo dell&#8217;ente di normazione britannico sull&#8217;umidità negli edifici aggiunge che il metodo è poco adatto dove l&#8217;umidità si muove con l&#8217;aria, come nei tetti a falde, e la scheda del Politecnico elenca gli altri limiti per le coperture: niente irraggiamento notturno, niente trasporto liquido, niente infiltrazioni d&#8217;aria. Un tetto che passa il calcolo e condensa lo stesso non contraddice la norma: usa la norma fuori dal suo campo.</p>
<p><strong>&#8220;C&#8217;è la barriera al vapore.&#8221;</strong> La barriera ferma la diffusione, che è il modo lento. I sormonti non sigillati e i fori, scrive Quirouette, non cambiano la diffusione e cambiano tutto per l&#8217;aria, come mostrano i conti del capitolo sul vapore. Künzel ha calcolato che nel tetto chiuso verso l&#8217;esterno una barriera più spessa rallenta l&#8217;accumulo senza fermarlo, perché il vapore entra per convezione dalle imperfezioni, e Historic England scrive che nei tetti esistenti la barriera è molto difficile da realizzare e viene aggirata. La barriera serve dove è anche tenuta all&#8217;aria, cioè continua, nastrata ai giunti e raccordata a tubi e muri.</p>
<p><strong>&#8220;Basta ventilare il sottotetto.&#8221;</strong> La regola del trecentesimo compare nel 1942 senza un riferimento, e nel codice americano di oggi non è più la regola base, come racconta la storia all&#8217;inizio. Rowley stesso aveva avvertito che dove il vapore entra dai condotti la ventilazione può aggravare, e una simulazione canadese sulle coste fredde e umide lo ha confermato. La ventilazione è il terzo passo, dopo l&#8217;umidità in casa e la tenuta all&#8217;aria del soffitto.</p>
<p><strong>&#8220;La copertura è traspirante, quindi asciuga.&#8221;</strong> Il telo aperto al vapore sotto le tegole lascia uscire quello che arriva: nella tabella dell&#8217;asciugatura, sotto un telo da 0,1 metri di sd un chilo d&#8217;acqua esce in meno di un mese. Ma il telo sta sopra, e la condensa arriva da sotto, con l&#8217;aria: se il soffitto non tiene, il telo smaltisce quello che può e intanto i puntoni si bagnano, come nelle prove del Fraunhofer. La traspirazione dello strato esterno è la via d&#8217;uscita; la tenuta all&#8217;aria dello strato interno decide quanta acqua deve uscire.</p>
<p><strong>&#8220;Con più isolante il tetto va meglio.&#8221;</strong> Nei calcoli di Künzel sulla falda chiusa, con 10 o con 20 centimetri di fibra minerale il risultato cambia poco: l&#8217;accumulo dipende dal telo sopra e dall&#8217;aria in casa, non dallo spessore. Aggiungere isolante sotto un tetto esistente, con un controsoffitto, sposta il freddo verso l&#8217;alto: il pacchetto vecchio, che prima stava dal lato caldo, finisce dal lato freddo. Se il soffitto non è a tenuta d&#8217;aria, il vapore ci arriva più freddo di prima. L&#8217;isolante va messo nel posto giusto rispetto alla tenuta all&#8217;aria e alla via d&#8217;uscita del vapore, e questo si decide prima dello spessore.</p>
<p><strong>&#8220;La guaina provvisoria fa da barriera al vapore.&#8221;</strong> Fa da barriera, e fa anche da vasca. Negli articoli del 2011 sull&#8217;acqua sotto il manto Broccolino descrive i capitolati che la usano così: con il massetto gettato sopra e l&#8217;isolante lasciato scoperto, la guaina chiude dentro l&#8217;acqua del massetto e delle piogge. La sequenza giusta del Codice sta nel capitolo sull&#8217;umidità di costruzione, e i tre anni del tetto aperto dal Fraunhofer mostrano il prezzo dell&#8217;ordine sbagliato.</p>
<p><strong>&#8220;Un terzo di litro contro trenta litri&#8221;, &#8220;ottocento grammi da una fessura di un millimetro&#8221;.</strong> Sono due cifre che girano nei corsi e nei cataloghi, attribuite a laboratori seri. Non le ho trovate in nessun testo primario, e la ricerca fatta per questo articolo ha trovato solo pagine di produttori che le ripetono. I numeri con una fonte sono quelli di Quirouette, con le sue ipotesi dichiarate: il messaggio è lo stesso, e così si può citare.</p>
<p><strong>&#8220;Il tetto rovescio non ha bisogno di niente.&#8221;</strong> Ha bisogno dello strato filtrante sopra l&#8217;isolante, della zavorra contro il vento e il galleggiamento, e di uno spessore in più, perché la pioggia che scende sotto le lastre porta via calore: nell&#8217;esempio del capitolo sul terrazzo la trasmittanza sale del 26 per cento. Risolve l&#8217;umidità di costruzione e ripara la membrana, e il prezzo lo paga in calore disperso.</p>
<h2 id="chi-paga-e-che-cosa-chiede-la-legge">Chi paga, e che cosa chiede la legge</h2>
<p>La prima domanda che arriva dopo la macchia non è tecnica. È chi paga. La risposta comincia da che cosa sia, in diritto, la copertura che perde.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Situazione</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Riferimento</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Chi paga</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Tetto comune, anche a falde</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>articolo 1123 del codice civile</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>tutti i condomini, in proporzione ai millesimi</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Lastrico solare o terrazza a livello in uso esclusivo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>articolo 1126</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>un terzo chi ne ha l&#8217;uso, due terzi i condomini che stanno sotto, nella proiezione verticale</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Superficie che copre un solo locale di proprietà esclusiva</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>articolo 1125, per analogia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>metà chi sta sopra, metà chi sta sotto</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Danno a chi abita sotto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>articolo 2051 e Sezioni Unite 9449/2016</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>chi ha la custodia, con il riparto dell&#8217;articolo 1126, salva la prova della causa specifica</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Gravi difetti dell&#8217;opera</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>articolo 1669</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>costruttore, progettista e direttore dei lavori: dieci anni dal compimento, denuncia entro un anno dalla scoperta, azione entro un anno dalla denuncia</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Vizi dell&#8217;opera appaltata</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>articolo 1667</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>l&#8217;appaltatore: denuncia entro sessanta giorni dalla scoperta, azione entro due anni dalla consegna</td>
</tr>
</table>
</div>
<p>Se è un tetto, anche a falde, ed è comune, le spese si dividono fra tutti i condomini in proporzione ai millesimi, per l&#8217;articolo 1123 del codice civile. Lo ha ribadito la Cassazione nel 2019, in un caso in cui un condomino senza alloggio sotto il tetto è stato tenuto a concorrere lo stesso, perché quel tetto proteggeva anche l&#8217;atrio comune. La regola del terzo e dei due terzi, che molti applicano d&#8217;ufficio a qualunque copertura, al tetto non si applica.</p>
<p>Quella regola, l&#8217;articolo 1126, vale per il lastrico solare e per la terrazza a livello quando sono in uso esclusivo: chi ne ha l&#8217;uso paga un terzo, gli altri due terzi li pagano i condomini a cui la superficie fa da copertura, in proporzione al valore dei piani. Due precisazioni cambiano il conto. I due terzi gravano solo sui proprietari che stanno nella proiezione verticale della superficie, non su tutto il condominio. E se la superficie copre un solo locale di proprietà esclusiva, la Cassazione applica per analogia l&#8217;articolo 1125, non il 1126: la spesa si divide a metà fra chi sta sopra e chi sta sotto.</p>
<p>Fin qui le spese di riparazione. Il danno a chi abita sotto segue un&#8217;altra strada, che le Sezioni Unite della Cassazione hanno indicato nel 2016 con la sentenza numero 9449: chi ha la custodia della copertura risponde del danno per l&#8217;articolo 2051, e il criterio dell&#8217;articolo 1126 serve a ripartirlo. Cambia chi deve provare che cosa: il danneggiato prova il legame fra la cosa e il danno, il custode deve provare il caso fortuito.</p>
<p>Nella stessa sentenza c&#8217;è la frase che rende utile una perizia. Il riparto si applica salva la prova contraria della specifica imputabilità del danno. Tradotto: il terzo e i due terzi sono la regola di chi non ha provato niente. Chi porta la prova che la macchia viene dalla condensa, e non dal lastrico, esce da quel riparto. È l&#8217;unico punto in cui la diagnosi tecnica ha un effetto diretto e nominato sul conto.</p>
<p>Quando la copertura è nuova o è stata appena rifatta, il bersaglio si sposta su chi l&#8217;ha fatta. L&#8217;articolo 1669 riguarda i gravi difetti dell&#8217;opera, e la giurisprudenza vi comprende le infiltrazioni dal tetto; una sentenza del 1998 ci mette anche l&#8217;umidità che dipende da un difetto di coibentazione termica. Risponde il costruttore, e con lui il progettista e il direttore dei lavori: una pronuncia del 2025 scrive che il direttore dei lavori deve controllare impermeabilizzazioni, pendenze e drenaggi. La UNI 11345 descrive i controlli sulle coperture continue con membrane in progetto, in esecuzione e in gestione, con le responsabilità di ognuno e gli esempi dei verbali da compilare alla fine di ogni fase: in una contestazione, quei verbali sono fra i primi documenti da chiedere.</p>
<p>I tempi dell&#8217;articolo 1669 sono tre, e si perdono facilmente: dieci anni dal compimento dell&#8217;opera, un anno dalla scoperta per denunciare, un anno dalla denuncia per agire. La scoperta non coincide con la prima macchia: matura quando l&#8217;accertamento tecnico dice che cosa sta succedendo. È la ragione per cui una diagnosi fatta presto protegge anche i termini.</p>
<p>Su un punto la giurisprudenza è divisa, e conviene saperlo prima di impostare una causa. Una pronuncia del 2007 ha escluso l&#8217;articolo 1669 per un caso preciso: rifare guaina e pavimento su un terrazzo condominiale di un edificio già in piedi. Le sezioni unite, nel 2017, hanno invece esteso la norma agli interventi di lunga durata su edifici preesistenti. Dove cada un rifacimento di guaina fra questi due estremi lo decide il caso concreto.</p>
<p>C&#8217;è poi un termine che scade prima di tutti gli altri, e viene dimenticato spesso. Per i vizi dell&#8217;opera appaltata, l&#8217;articolo 1667 chiede la denuncia entro sessanta giorni dalla scoperta e l&#8217;azione entro due anni dalla consegna. Su un lavoro appena finito è quello il primo orologio che parte.</p>
<p>La condensa, però, non è sempre colpa di chi ha costruito. Una casa poco ricambiata, con il bucato steso dentro e le griglie chiuse, produce condensa da sola: il comportamento di chi abita riduce il risarcimento per l&#8217;articolo 1227, e nei casi estremi lo esclude. La giurisprudenza è divisa su quanto debba essere grave la condensa per contare come grave difetto: una sentenza del 2024 ha escluso muffa e condensa limitate.</p>
<p>Resta il consiglio pratico, ed è lo stesso del diario della macchia. Prima di riparare conviene fissare lo stato dei luoghi: fotografie datate, posizione e quota delle macchie, i dati di pioggia e temperatura del periodo, le misure dentro casa. L&#8217;accertamento tecnico preventivo, gli articoli 696 e 696 bis del codice di procedura civile, serve a mettere al sicuro una prova che sta per sparire, e i tribunali ricordano che l&#8217;urgenza di riparare non è l&#8217;urgenza che la legge chiede.</p>
<p>Nei casi veri le cause sono spesso due o tre insieme. I giudici non chiedono al tecnico di sceglierne una: chiedono le quote. Per questo una perizia utile mette le cause in ordine di peso.</p>
<h3>Rifare il manto è un intervento energetico, e la legge lo tratta come tale</h3>
<p>Chi rifà l&#8217;impermeabilizzazione di solito pensa a un lavoro di tenuta all&#8217;acqua. Il decreto sui requisiti minimi lo classifica diversamente. Nella tabella degli interventi dell&#8217;allegato, il lavoro su coperture piane o a falde è elencato con la coppia isolamento e impermeabilizzazione. La trasmittanza, il numero che quei requisiti fissano, dice quanto calore passa attraverso un metro quadrato di copertura per ogni grado di differenza fra dentro e fuori: più è basso, meglio isola. Rifare la guaina rientra quindi fra gli interventi di riqualificazione energetica. E fa scattare i requisiti di trasmittanza e la verifica termoigrometrica sulla struttura interessata. C&#8217;è un&#8217;eccezione, chiarita dal ministero nel 2018 per il decreto del 2015. Se sotto il tetto c&#8217;è un sottotetto non riscaldato, e resta tale, il solo rifacimento della copertura non chiede nessuna verifica energetica. Il ministero consiglia però con forza di isolare l&#8217;ultimo solaio della parte riscaldata.</p>
<p>I valori da rispettare sono questi, in watt per metro quadrato e grado, e non sono cambiati rispetto al decreto del 2015: quello che è cambiato è che cosa bisogna verificare, non quanto.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Zona climatica</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>A e B</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>C</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>D</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>E</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>F</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Copertura di un edificio nuovo o di una ristrutturazione importante di primo livello</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,35</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,33</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,26</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,22</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,20</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Copertura in riqualificazione energetica o ristrutturazione di secondo livello</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,32</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,32</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,26</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,24</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,22</td>
</tr>
</table>
</div>
<p>Dal 3 giugno 2026, con il decreto dell&#8217;ottobre 2025, quella verifica cambia in due punti. Va fatta anche sui ponti termici, con il metodo di calcolo dettagliato della norma europea, e il decreto scrive per la prima volta quando la verifica è superata: la condensa non deve oltrepassare la quantità massima ammessa, e alla fine del ciclo annuale non ne deve restare. Il decreto del 2015 chiedeva di verificare con la norma l&#8217;assenza di condensazioni interstiziali, senza scrivere il criterio.</p>
<p>Cambia anche il conto della tenuta all&#8217;aria, almeno nei lavori pubblici. I criteri ambientali minimi, che si applicano agli appalti della pubblica amministrazione e sono in vigore dal febbraio 2026, fissano un limite alla permeabilità all&#8217;aria, misurata con la prova di pressurizzazione. Per gli edifici nuovi sono due ricambi orari a cinquanta pascal; per le ristrutturazioni importanti di primo livello, tre e mezzo. La motivazione scritta nel criterio è proprio quella di questo articolo: limitare la condensa interstiziale. Il collaudo con la porta soffiante diventa così un documento di progetto.</p>
<p>Per chi ordina il lavoro la conseguenza pratica è una sola. Chi rifà il manto senza portarsi dietro il conto dell&#8217;isolante, la verifica della condensa e la tenuta all&#8217;aria del soffitto, in molti casi non rispetta i requisiti che il decreto impone dal 3 giugno 2026.</p>
<h2 id="in-sintesi">In sintesi</h2>
<p>1. <strong>In un tetto coibentato l&#8217;acqua che bagna il soffitto ha tre origini possibili.</strong> La pioggia dai punti deboli del manto, il vapore di casa portato dall&#8217;aria attraverso le fessure del soffitto, l&#8217;acqua del cantiere chiusa fra barriera e membrana. Solo la pioggia si cura rifacendo il manto. 2. <strong>Le tre cause nascono spesso da decisioni prese da persone diverse</strong>, in tempi diversi, senza che nessuno progetti la copertura intera. 3. <strong>La pioggia entra dai bordi e dai fori.</strong> Attraversamenti e soglie sono i nodi che cedono più spesso; sui tetti poco pendenti con l&#8217;acqua che scorre in superficie le regole dei tre paesi chiedono risvolti di 15 centimetri, e la norma europea sullo smaltimento vuole sui tetti con parapetto almeno due bocchette, o una più lo scarico di emergenza. 4. <strong>Il vapore sale con l&#8217;aria, decine o centinaia di volte più che per diffusione.</strong> La barriera al vapore serve, ma la tenuta all&#8217;aria del soffitto conta molto di più. 5. <strong>Il calcolo di Glaser non vede l&#8217;aria, e la norma stessa lo dice.</strong> Un tetto che passa la verifica di legge può condensare lo stesso. 6. <strong>La ventilazione è il terzo rimedio</strong>, dopo l&#8217;umidità in casa e la tenuta all&#8217;aria del soffitto; da sola può peggiorare. 7. <strong>D&#8217;estate il vapore scende verso la stanza fresca</strong> e condensa sopra la barriera: la macchia compare con il sole, e non dopo la pioggia. 8. <strong>L&#8217;acqua chiusa fra barriera e membrana esce a grammi all&#8217;anno.</strong> Con una membrana bituminosa e una barriera in polietilene un chilo per metro quadrato non esce in dieci anni; sotto un telo traspirante ventilato esce in meno di un mese. Per questo la sequenza di posa decide: massetto sul solaio e misurato prima di chiuderlo, barriera, isolante posato asciutto, membrana subito. 9. <strong>Nell&#8217;isolante di un tetto bagnato c&#8217;è molta più acqua di quanta ne dica la scheda tecnica.</strong> Nei venti tetti tedeschi aperti e pesati il poliuretano arrivava quasi a metà del volume; eppure, nei casi seguiti dai periti, l&#8217;isolante lasciato sotto non è mai stato la causa di un nuovo danno. 10. <strong>La macchia dice quando e dove.</strong> Dopo la pioggia e in asse con un bordo è infiltrazione; nelle mattine fredde e lungo i chiodi è condensa, salvo la diga di ghiaccio sulle falde innevate, che bagna lungo la gronda; nel primo anno e in punti sparsi è umidità di costruzione. Il diario della macchia lo mostra in un mese o due. 11. <strong>Sulle falde e sui terrazzi valgono le stesse tre cause.</strong> Sulle falde il soffitto deve tenere l&#8217;aria e sopra l&#8217;isolante serve una via d&#8217;uscita per il vapore; sul terrazzo la protezione cambia dove scorre l&#8217;acqua e quanto deve salire il risvolto. 12. <strong>Chi paga dipende da che cosa è la copertura e da che cosa si riesce a provare.</strong> Il riparto di un terzo e due terzi vale per il lastrico in uso esclusivo e cede davanti alla prova della causa specifica; e rifare il manto sopra ambienti riscaldati fa scattare i requisiti energetici del decreto.</p>
<h2 id="domande-frequenti">Domande frequenti</h2>
<p><strong>Il tetto è nuovo e il soffitto è bagnato: è colpa dell&#8217;impresa?</strong><br />Dipende da quale acqua è. Se la macchia segue le piogge ed è in asse con un bordo o uno scarico, il manto o i suoi risvolti hanno un varco, e il lavoro va rivisto. Se segue le notti fredde, l&#8217;acqua è quella di casa, salita con l&#8217;aria dalle fessure del soffitto: l&#8217;impresa del tetto c&#8217;entra solo se doveva fare anche la tenuta all&#8217;aria. Se compare nel primo anno in punti sparsi e il manto ha bolle, l&#8217;acqua è entrata durante il cantiere, ed è una questione di sequenza di posa. Il diario della macchia distingue i tre casi prima del contenzioso.</p>
<p><strong>La prova con l&#8217;acqua non ha trovato niente: allora il tetto tiene?</strong><br />Il manto tiene nel campo che l&#8217;acqua ha bagnato, e questo esclude l&#8217;infiltrazione da lì. Non dice niente sui punti che l&#8217;invaso non raggiunge: i risvolti sopra il livello, le converse alte, i raccordi con i muri. E le altre due cause non si vedono con l&#8217;acqua versata sopra: la condensa arriva da sotto, l&#8217;umidità di costruzione era già dentro. Un collaudo negativo è un risultato, e dice dove non cercare.</p>
<p><strong>Si può rifare il manto sopra quello vecchio?</strong><br />Si può, ma serve solo se la macchia è un&#8217;infiltrazione e il varco sta nel manto o nei risvolti. Se è condensa non cambia niente, perché l&#8217;acqua arriva da sotto; se è umidità di costruzione non la toglie, e l&#8217;acqua resta chiusa sotto due manti invece che sotto uno. Se sotto è rimasta acqua, la guida di posa citata nel capitolo sull&#8217;umidità di costruzione chiede degli esalatori, per evitare bolle e rigonfiamenti; quanta acqua tolgano, non lo dice. Per il decreto sui requisiti minimi, poi, rifare l&#8217;impermeabilizzazione di una copertura che sta sopra ambienti riscaldati è un intervento energetico: fa scattare i limiti di trasmittanza e la verifica della condensa.</p>
<p><strong>Devo togliere l&#8217;isolante bagnato?</strong><br />Non sempre. Un rapporto federale tedesco ha raccolto 182 casi di isolante umido nei tetti piani trattati dai periti: dopo il rifacimento dell&#8217;impermeabilizzazione, in un caso su dodici ci sono stati altri danni da umidità, e in nessuno la causa era l&#8217;isolante rimasto sotto. La scelta si fa misurando quanta acqua c&#8217;è, in che materiale e con quale via d&#8217;uscita; gli stessi autori mettono una riserva sulla lana minerale ad alta densità. E resta il conto del calore: un isolante bagnato conduce di più, tutti gli anni.</p>
<p><strong>La barriera al vapore c&#8217;è: perché condensa lo stesso?</strong><br />Perché la barriera ferma la diffusione, che è il modo lento, e non l&#8217;aria, che è il modo veloce. Nella nota canadese del 1985 un foro di un pollice quadrato, anche se condensa solo un decimo dell&#8217;acqua che l&#8217;aria porta, bagna 233 volte più della diffusione attraverso un metro quadrato di barriera. Se la barriera non è continua, nastrata e raccordata a tubi, muri e botole, il vapore la aggira.</p>
<p><strong>La macchia compare solo d&#8217;estate: che cos&#8217;è?</strong><br />Può essere condensa estiva, che è il segno di un&#8217;acqua già chiusa nel tetto, del cantiere o di una vecchia perdita. D&#8217;estate un manto scuro al sole supera i sessanta gradi, quell&#8217;acqua diventa vapore e scende verso la stanza più fresca, tanto più se è condizionata, e la prima superficie fredda che trova è la barriera al vapore: lì condensa e goccia. La macchia compare nelle giornate di sole e non dopo la pioggia, e chi cerca solo l&#8217;infiltrazione non la trova.</p>
<p><strong>Quanto deve essere ventilato un tetto in tegole?</strong><br />La UNI 9460, nei valori riportati dalle fonti secondarie, chiede per le falde comuni un passaggio di 550 centimetri quadrati netti per metro di larghezza sotto i listelli, cioè una camera alta 5,5 centimetri; le regole tedesche 200 centimetri quadrati al metro in gronda e una camera di almeno 2 centimetri; quelle inglesi da 70 a 250 centimetri quadrati al metro in gronda secondo il telo e la pendenza, 30 se il soffitto è sigillato, e 50 al colmo. La microventilazione dei listelli, di un paio di centimetri, asciuga le tegole e non conta come ventilazione.</p>
<p><strong>Sostituire il cartonfeltro vecchio con un telo traspirante risolve?</strong><br />Apre la via d&#8217;uscita al vapore, e nei tetti isolati fra i travetti è la condizione per non accumulare acqua, come dicono Künzel e Historic England. Va fatto quando si rifà il manto, e insieme al soffitto a tenuta d&#8217;aria: senza il soffitto, il telo smaltisce quello che può e i puntoni si bagnano lo stesso.</p>
<p><strong>Chi paga le riparazioni di un terrazzo condominiale?</strong><br />Se il terrazzo è un lastrico solare in uso esclusivo, vale l&#8217;articolo 1126 del codice civile: chi ne ha l&#8217;uso paga un terzo, e gli altri due terzi li pagano i condomini che stanno sotto, nella sua proiezione verticale, in proporzione al valore dei piani. Il danno a chi abita sotto segue la custodia della copertura, e le Sezioni Unite della Cassazione lo ripartiscono allo stesso modo, salva la prova contraria: se la macchia viene dalla condensa o dall&#8217;umidità di costruzione, la causa non è il lastrico, e conviene dimostrarlo prima di ripartire spese e danni. Il tetto comune e la terrazza sopra un solo locale seguono regole diverse, descritte nel capitolo su chi paga.</p>
<h2 id="in-conclusione">In conclusione</h2>
<p>Torniamo a quella telefonata d&#8217;inverno, quella del tetto rifatto due anni prima e della macchia che si allarga. Se avessi accettato la domanda come me la fanno, cioè dove perde il tetto, sarei salito a cercare un buco che non c&#8217;era. La domanda giusta era un&#8217;altra: quando compare la macchia. La risposta, mattine fredde e serene e non dopo la pioggia, chiudeva il caso prima di aprire il manto.</p>
<p>In un tetto coibentato decidono l&#8217;ordine degli strati e le vie che l&#8217;acqua ha per uscire, non il loro numero. Sotto c&#8217;è un soffitto che deve fermare l&#8217;aria, non solo il vapore. Sopra ci vuole una strada perché quello che passa se ne vada. In mezzo c&#8217;è un isolante che, se si bagna, resta bagnato per anni e si fa pagare in bolletta.</p>
<p>Il resto è metodo. Prima si capisce quale delle tre cause è, poi da dove entra, poi che via ha per uscire. Rifare il manto è la cura più costosa e serve solo per una delle tre. Un calendario tenuto per un mese costa niente e dice quale.</p>
<h2 id="nota-sui-calcoli-e-sulle-fonti">Nota sui calcoli e sulle fonti</h2>
<p>I numeri di questo articolo escono da un programma di calcolo che accompagna il testo, le tavole e la tavola interattiva. Ogni costante porta la sua fonte, e a ogni esecuzione il programma ricontrolla la coerenza interna: che la pressione di saturazione a 20 gradi valga circa 2.337 pascal, che le due dita ogni dieci piedi di Vitruvio facciano uno a ottanta, che il conto di Quirouette rifatto stia nello stesso ordine di grandezza del suo. Le formule, per chi vuole rifare i conti con carta e penna, sono queste.</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>Pressione di saturazione del vapore, in pascal, alla temperatura θ in gradi: 610,5 · exp(17,269 · θ / (237,3 + θ)) sopra zero e 610,5 · exp(21,875 · θ / (265,5 + θ)) sotto zero: equazioni E.1 ed E.2 dell&#8217;appendice E della UNI EN ISO 13788:2013.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Diffusione del vapore attraverso uno strato: g = δ0 · (p_1 − p_2) / sd, dove p_1 e p_2 sono le pressioni parziali del vapore sulle due facce dello strato, con δ0 = 2 · 10⁻¹⁰ chilogrammi al metro per secondo e pascal (punto 6.2 della norma), p in pascal, sd spessore d&#8217;aria equivalente in metri; g in chilogrammi al metro quadrato per secondo. Per un materiale sd = μ · s, con μ = 187,52 / δ dove δ è la permeabilità al vapore del prospetto A.1 della UNI 10351:2021, espressa nelle stesse unità della tabella, cioè in 10⁻¹² chilogrammi al metro per secondo e pascal. Il 187,52 è la permeabilità dell&#8217;aria nelle stesse unità.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Temperatura all&#8217;interfaccia n di un pacchetto, dall&#8217;esterno: θ_n = θ_e + (R&#8217;_n / R&#8217;_T) · (θ_i − θ_e), con R&#8217;_n la resistenza termica cumulata fino all&#8217;interfaccia e R&#8217;_T quella totale, resistenze superficiali 0,10 verso l&#8217;alto e 0,04 all&#8217;esterno (equazione 12 e prospetto 2 della norma). Temperatura esterna dei tetti: media mensile dell&#8217;aria meno 2 gradi (punto 4.2.3 d, caso semplificato).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Asciugatura dello strato bagnato (punto 7 della norma, applicato alla sola interfaccia bagnata): lo strato è diviso in due, con M_0 = 1 chilo al metro quadrato al centro; ogni mese g_ev = δ0 · [(p_c − p_e) / sd_esterno + (p_c − p_i) / sd_interno], con p_c la pressione di saturazione alla temperatura dell&#8217;interfaccia, sd_esterno e sd_interno le somme degli spessori d&#8217;aria equivalenti dall&#8217;interfaccia verso fuori e verso dentro; M diminuisce di g_ev per i secondi del mese, finché si azzera o fino a dieci anni.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Condizioni interne dell&#8217;appendice nazionale: 20 gradi nei mesi di riscaldamento, 18 fuori riscaldamento quando fuori ci sono meno di 18, uguale all&#8217;esterno altrimenti (NA.1.2); pressione interna p_i = p_e + Δp con Δp il limite superiore della classe 3, 810 pascal a 0 gradi esterni che scendono in linea retta a 100 pascal a 20 gradi (NA.1.4 e figura NA.1).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Aria attraverso un foro: Q = C_d · A · √(2 · Δp / ρ), con C_d = 0,6, A in metri quadrati, Δp in pascal, ρ = 1,2 chilogrammi al metro cubo; acqua trasportata = Q · ρ · t · (x_i − x_s), con x l&#8217;umidità specifica 0,622 · p / (101.325 − p), x_i quella dell&#8217;aria interna e x_s quella satura alla temperatura della superficie fredda; quota che condensa: 10 per cento, come nell&#8217;esempio canadese.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Tetto rovescio: ΔU = p · f · x · (R_1 / R_T)², con p pioggia media in millimetri al giorno e f · x = 0,04 watt per giorno diviso metro quadrato, kelvin e millimetro, cioè W·giorno/(m²·K·mm), R_1 la resistenza dell&#8217;isolante sopra la membrana, R_T quella totale (appendice F della UNI EN ISO 6946, come riportata dal manuale britannico BR 443 e da Leimer e altri).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Effetto camino: Δp ≈ 0,04 · H · ΔT, con H l&#8217;altezza fra il piano neutro e il punto considerato in metri e ΔT la differenza di temperatura in kelvin; con il piano neutro a metà altezza, per il soffitto dell&#8217;ultimo piano H vale metà dell&#8217;altezza dell&#8217;edificio.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Aumento della conduttività per l&#8217;acqua contenuta: Fm = exp(fψ · u), con u contenuto d&#8217;acqua in frazione di volume e fψ il coefficiente del materiale (prospetto della norma europea sui valori di progetto).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Conversioni: 550 centimetri quadrati al metro = 55.000 millimetri quadrati al metro = fessura continua di 55 millimetri; 1 grammo per piede quadrato = 10,76 grammi al metro quadrato; 1 millimetro di pioggia = 1 litro al metro quadrato.</li>
</ul>
<p>Una parte delle norme sulle coperture è a pagamento o fuori commercio: la UNI 9460 sui tetti in tegole, la UNI 11470 sui teli, le UNI 8178 e 8627 sugli strati, il Codice di Pratica delle coperture continue dell&#8217;IGLAE. I loro valori arrivano da fonti secondarie, e dove ne cito uno dico da quale. La norma sul calcolo della condensa, la UNI EN ISO 13788, e la norma italiana sui valori dei materiali, la UNI 10351, sono invece verificate sul testo, e ne riporto solo i valori e i punti. Lo stesso vale per i rapporti di ricerca da cui vengono i numeri dell&#8217;articolo.</p>
<p>Le fonti, con il segno che distingue i valori verificati sul testo da quelli ripresi da fonti secondarie:</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI EN ISO 13788:2013 con l&#8217;appendice nazionale, nella copia acquistata dall&#8217;ente di normazione. ✅ Verificata sul testo: punto 1 e 6.3 sui limiti del metodo, 4.2.3 d, 4.4.1, 6.2, 6.4.1, nota al 6.5, punto 7, appendici D ed E, NA.1.2, NA.1.4, NA.1.5. Della norma riporto valori e punti, non il testo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI 10351:2021, prospetto A.1 e punto 3.1.1, stessa copia. ✅ Verificata: i valori dei materiali usati nei calcoli; il valore del bitume è indicato dalla norma come unico e incerto.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Catalogo dell&#8217;ente italiano di normazione, consultato l&#8217;11 settembre 2026. ✅ UNI 9460:2023 in vigore dal 5 ottobre 2023, edizione 2008 ritirata; UNI 11470:2015; UNI 8178-1 e 8178-2:2019; UNI 8627-1 e 8627-2:2019; UNI EN 13859-1:2014; UNI EN 13984:2013; UNI 11442:2015; UNI EN 13707:2013; UNI EN 13956:2013; UNI EN 1931:2002; UNI EN 1928:2002; UNI 11235:2015; UNI 11540:2014; UNI EN ISO 6946:2018. ⚠️ I testi sono a pagamento: verificati solo i due sopra e l&#8217;anteprima ufficiale dell&#8217;indice della 8178-2; per gli altri valgono le fonti secondarie indicate.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Decreto 26 giugno 2015, allegato 1, paragrafo 2.3, e decreto 28 ottobre 2025, articoli 8 e 11 e allegato 1, paragrafo 2.3. ✅ Verificati sulla Gazzetta Ufficiale.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Vitruvio, <em>De architectura</em>, libro VII, capitolo 1, paragrafi 5-7, e libro III, capitolo 1, paragrafo 8. ✅ Verificati in latino e nella traduzione inglese di Gwilt su un&#8217;edizione digitale accademica; la pendenza in uno a ottanta è un calcolo mio.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>A. Fissabre, sul dibattito tecnico attorno al tetto piano nel Moderno, atti della società tedesca di storia della tecnica delle costruzioni, Dresda 2017. ✅ Verificato: le date tedesche dell&#8217;Ottocento e i materiali del tetto in cemento di legno.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>F. B. Rowley, A. B. Algren, C. E. Lund, <em>Condensation of moisture and its relation to building construction and operation</em>, Bulletin 18, Engineering Experiment Station, University of Minnesota, 1941. ✅ Verificato sull&#8217;archivio digitale dell&#8217;università: le conclusioni sulla ventilazione dei sottotetti.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>W. B. Rose, <em>Early history of attic ventilation</em>, Building Research Council, University of Illinois. ✅ Verificato: Teesdale 1937, Rogers 1938, il finanziamento di Rowley, il trecentesimo del 1942, i grammi di brina; sede e anno di pubblicazione non compaiono nel documento.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>W. B. Rose, <em>The history of attic ventilation regulation and research</em>, Thermal Performance of the Exterior Envelopes of Buildings VI, 1995. ✅ Verificato; Hutcheon 1950 è ripreso da qui, come fonte secondaria.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>A. TenWolde, W. B. Rose, <em>Issues related to venting of attics and cathedral ceilings</em>, ASHRAE Transactions 1999, e W. B. Rose, A. TenWolde, <em>Venting of attics and cathedral ceilings</em>, ASHRAE Journal, ottobre 2002. ✅ Verificati: l&#8217;ordine dei rimedi; la simulazione canadese di Forest e Walker (1993) sulle coste e Hinrichs 1962 li riprendo da qui.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>R. L. Quirouette, <em>The difference between a vapour barrier and an air barrier</em>, Building Practice Note 54, National Research Council Canada, 1985. ✅ Verificato in una copia d&#8217;archivio; l&#8217;archivio dell&#8217;ente non lo distribuisce più.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>G. O. Handegord, M. C. Baker, <em>Application of roof design principles</em>, Canadian Building Digest 99, 1968, e M. C. Baker, C. P. Hedlin, <em>Protected-membrane roofs</em>, Canadian Building Digest 150, 1972. ✅ Verificati in copie ospitate da un&#8217;università americana.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>D. M. Kyle, A. O. Desjarlais, <em>Assessment of technologies for constructing self-drying low-slope roofs</em>, Oak Ridge National Laboratory, ORNL/CON-380, 1994; A. O. Desjarlais e altri, <em>Laboratory measurements of the drying rates of low-slope roofing systems</em>, ORNL, 1994; A. O. Desjarlais, <em>Self-drying roofs</em>, Thermal Envelopes VI, 1995. ✅ Verificati sull&#8217;archivio pubblico del laboratorio; del terzo la prima pagina.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>H. M. Künzel, presentazione sull&#8217;effetto dell&#8217;umidità sull&#8217;isolamento termico, Fraunhofer IBP; H. M. Künzel, A. Kaufmann, IBP-Mitteilung 268, 1995; H. M. Künzel, IBP-Mitteilung 269, 1995; H. M. Künzel, <em>More moisture load tolerance of construction assemblies through the application of a smart vapor retarder</em>, Thermal Envelopes VII, ASHRAE 1998; T. Großkinsky e altri, IBP-Mitteilung 379, 2000. ✅ Verificati sul sito dell&#8217;istituto e sull&#8217;archivio ORNL. Le conversioni da perm a spessore d&#8217;aria equivalente sono mie.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>NHBC Standards 2024, capitolo 7.2, clausole 7.2.14, 7.2.15 e 7.2.20. ✅ Verificate sul sito dell&#8217;ente. NHBC Standards 2025, capitolo 7.1, con la clausola 7.1.4.1 su scarichi e troppopieno dei tetti con risvolti su tutti i lati. ✅ Verificato su una copia pubblicata da un&#8217;impresa privata di ispezioni, non sul sito dell&#8217;ente, che richiede la registrazione; ⚠️ l&#8217;edizione 2026, in vigore per le case iniziate dal 1° gennaio 2026, resta da confrontare, e il comunicato dell&#8217;ente non elenca modifiche al capitolo 7.1. Le norme britanniche BS 5250, BS 5534, BS 9250 e BS 6229, richiamate da queste clausole, sono a pagamento: i loro valori arrivano attraverso le clausole NHBC.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Historic England, <em>Energy efficiency and historic buildings</em>: <em>Insulating pitched roofs at rafter level</em>, <em>Insulating pitched roofs at ceiling level</em>, <em>Insulating flat roofs</em>, 2016. ✅ Verificati.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>B. Anderson, L. Kosmina, <em>Conventions for U-value calculations</em>, BRE Report 443, 2019, paragrafo 4.8.6, e H.-P. Leimer e altri, <em>Requirements of inverted roofs with a drainage layer</em>, con la spiegazione dell&#8217;appendice della EN ISO 6946. ✅ Verificati: formula e coefficienti; ⚠️ la guida europea ETAG 031-1 e il bollettino BBA da cui vengono i coefficienti sono ripresi attraverso il BR 443.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>suissetec, promemoria <em>Penetrazioni nei tetti inclinati</em>, luglio 2015. ✅ Verificato; la norma svizzera SIA 232/1 a cui rimanda è a pagamento.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>R. Cecchi, P. Gasparoli, <em>Prevenzione e manutenzione per i beni culturali edificati</em>, Alinea 2010. ✅ Verificato nelle schede di ispezione delle coperture.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>N. May e altri, <em>Moisture in buildings: an integrated approach to risk assessment and guidance</em>, white paper dell&#8217;ente di normazione britannico. ✅ Verificato: i limiti del metodo di Glaser sui tetti a falde.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Centro comune di ricerca della Commissione europea, PVGIS 5.3, anno meteorologico tipo per Udine, Milano e Roma, dati ERA5 2005-2023. ✅ Scaricati; le medie mensili di temperatura e umidità le ho calcolate io sulle 8.760 ore. Servono da clima di esempio; per un progetto valgono i dati della UNI 10349 richiamati dall&#8217;appendice nazionale.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>ISPRA, precipitazione media in Italia 1991-2020, 951 millimetri. ✅ Già verificata per l&#8217;articolo sul pluviale; qui usata come media giornaliera sull&#8217;anno intero, per l&#8217;esempio.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>DIN 4108-3:2018, protezione dall&#8217;umidità degli edifici, nel testo integrale che l&#8217;autorità edilizia di Amburgo pubblica come regola tecnica. ✅ Verificata sul testo: le sezioni di ventilazione delle falde in gronda e al colmo, la camera minima, i casi di tetto non ventilato ammessi senza calcolo. ⚠️ L&#8217;edizione vigente oggi è la 2024-03, a pagamento: le differenze note, da fonti secondarie, riguardano il limite di quota per il metodo di Glaser.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Associazione tedesca dei conciatetti, <em>Fachregel für Abdichtungen</em>, bozza pubblica del 1° luglio 2023, firmata anche dalla federazione dell&#8217;industria delle costruzioni. ⚠️ Verificata sul testo della bozza: le altezze di risvolto di 15 e 10 centimetri secondo la pendenza e l&#8217;elenco delle misure per le soglie a 5 centimetri. È una bozza in consultazione: l&#8217;edizione definitiva è del gennaio 2026 e non è in libera consultazione, quindi prima di scrivere questi valori in un capitolato vanno riconfermati.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Catalogo dell&#8217;ente tedesco di normazione, scheda della DIN 18531-1:2025-08. ✅ Verificata: sostituisce l&#8217;edizione 2017; la scheda riporta la stessa terna di altezze. Altri valori tedeschi da H.-H. Wetzel, <em>Der Bausachverständige</em> 2/2020, da R. Oswald, R. Abel, K. Wilmes, <em>Schadensfreie niveaugleiche Türschwellen</em>, Fraunhofer IRB 2011, e il 2 per cento da C. Herold, <em>Der Bausachverständige</em> 4/2017. ✅ Verificati; ⚠️ i testi della DIN 18531 e della direttiva tedesca dei tetti piani sono a pagamento: i valori vengono da questi studi.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Istituto per la garanzia dei lavori affini all&#8217;edilizia, <em>Perché il Codice di Pratica? Guida al suo utilizzo</em>, documento ufficiale dell&#8217;istituto, 12 pagine. ✅ Verificato sul testo: la storia delle polizze disdettate negli anni Ottanta e dell&#8217;incontro del 1990 con le compagnie, il muro degli interessi commerciali nella commissione di normazione, la commissione del 1991 e le edizioni del Codice, il valore di regola dell&#8217;arte, le sei decisioni prese da persone diverse, le quattro fasi di progettazione riprese dalla UNI 8627, l&#8217;elenco dei quattordici strati complementari, le tre classi di pendenza con l&#8217;1,5 per cento consigliato, la distinzione fra schermo e barriera al vapore, la griglia di autocontrollo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Istituto per la garanzia dei lavori affini all&#8217;edilizia, pagine ufficiali sul Codice di Pratica delle coperture continue. ✅ Verificate il 14 settembre 2026: la prima edizione del 1993, la seconda del 2006, la terza del 2016 e la sua ristampa dell&#8217;ottobre 2019, con circa ottanta pagine in più. ⚠️ Il Codice non è in libera consultazione: le regole che ne cito vengono dagli articoli dell&#8217;arch. Antonio Broccolino su <em>Specializzata</em>, 2009-2014, e dai suoi articoli in rete del 2017-2020, verificati sul testo. Chi vuole il Codice lo trova presso l&#8217;istituto.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>S. Croce (a cura di), <em>Teoria e tecnologia delle coperture ad elevate prestazioni</em>, scheda tecnica con capitoli di T. Poli, M. Fiori, G. Pansa, A. Mainini, R. Paolini, E. De Angelis, Politecnico di Milano. ✅ Verificata nei capitoli sulla ventilazione, sulla condensa e sulla tenuta all&#8217;aria; l&#8217;editore non compare nel documento.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>A. Laurìa, <em>Le coperture in laterizio: aspetti progettuali e prestazioni</em>, presentazione del 19 settembre 2008, Università di Firenze. ✅ Verificata: i valori della UNI 9460:2008 e delle regole tedesche. ⚠️ Sono valori riportati in una presentazione, non sul testo delle norme; il valore dei 550 centimetri quadrati è ripetuto in una relazione tecnica del 2010, che cita il testo della norma. Per l&#8217;edizione 2023 lo ripete un manuale tecnico di un produttore di teli, che non uso per altro.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Associazione nazionale per l&#8217;isolamento termico e acustico, <em>Analisi del rischio di condensazione</em>, 2025. ✅ Verificato: il quadro dei decreti e le classi di spessore d&#8217;aria equivalente della UNI 11470, che riprendo da qui e da un manuale di produttore.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Organismo internazionale per la ventilazione degli edifici, regola pratica per la stima dell&#8217;effetto camino. ✅ Verificata: la differenza di pressione in funzione di altezza e differenza di temperatura, usata per giustificare i 2 pascal dell&#8217;esempio.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>A. Janssens, prove su tre falde isolate fra camera calda e camera fredda, 1995. ✅ Verificate: il confronto fra il calcolo della sola diffusione e lo schema che tiene conto dell&#8217;aria, con le misure in mezzo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>J. F. Straube, <em>The influence of low-permeance vapor barriers on roof and wall performance</em>, Thermal Performance of the Exterior Envelopes of Buildings VIII, 2001. ✅ Verificato sul testo: i circa 325 grammi al metro quadrato al giorno vengono da un calcolo su una parete con il rivestimento bagnato, non da misure; il confronto con il bagnamento invernale delle pareti dello stesso studio; le tre o quattro ore al giorno in cui di solito durano quelle condizioni.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>M. Kriner, misure di riflettanza ed emissività invecchiate su manti di copertura, 2001. ✅ Verificate: le differenze di temperatura notturna a parità di riflettanza.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Decreto 26 giugno 2015, appendice A tabella 2 e appendice B tabella 2, e decreto 28 ottobre 2025 che li conferma. ✅ Verificati in Gazzetta: le trasmittanze limite delle coperture per zona climatica, nei due casi di edificio nuovo e di riqualificazione.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Ministero dello Sviluppo Economico, <em>Chiarimenti in materia di efficienza energetica in edilizia</em>, dicembre 2018, FAQ 3.4 sul decreto requisiti minimi. ✅ Verificato sul testo: per il solo rifacimento della copertura sopra un sottotetto non riscaldato, che resta tale, non occorre alcuna verifica energetica, ed è fortemente consigliato l&#8217;isolamento dell&#8217;ultimo solaio dell&#8217;involucro climatizzato.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI 11442:2015, criteri per il progetto e l&#8217;esecuzione dei sistemi di coperture continue, resistenza al vento. ✅ Verificata sul catalogo: sigla, titolo, stato. ⚠️ Il testo è a pagamento: dell&#8217;estrazione da vento riporto il metodo e il principio, non i valori.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Norme tecniche per le costruzioni, decreto ministeriale 17 gennaio 2018, capitolo 3.4, e circolare esplicativa del 21 gennaio 2019, punto C3.4. ✅ Verificate sul testo in Gazzetta: la circolare sconsiglia in generale il coefficiente termico minore di uno, cioè la riduzione del carico per il calore che scioglie la neve, e lo ammette con una motivazione solo dove il carico al suolo supera 1,5 chilonewton al metro quadrato e la trasmittanza supera un watt per metro quadrato e grado. Il resto del carico neve sta nell&#8217;articolo sul muro bagnato sotto la gronda.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>W. N. Tobiasson, J. S. Buska, A. R. Greatorex, linee guida per ventilare sottotetti e tetti a falda abitati ed evitare le formazioni di ghiaccio in gronda, laboratorio dell&#8217;esercito americano per le regioni fredde, 2001. ✅ Verificate: il meccanismo della diga di ghiaccio, con il calore che esce dal tetto e l&#8217;acqua che rigela sullo sporto freddo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Agenzia regionale per l&#8217;ambiente dell&#8217;Emilia-Romagna, rivista <em>Ecoscienza</em>, 2012, sulla neve del febbraio 2012. ✅ Verificata: dopo l&#8217;ultima nevicata, il 12 febbraio, il manto nevoso di pianura e delle prime colline è praticamente scomparso in circa dieci giorni.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Per il capoverso sull&#8217;acqua che dal tetto finisce nei muri: manuale idraulico britannico al servizio della norma europea sullo smaltimento delle acque meteoriche, 2003, per la capacità delle bocche e per la tracimazione che comincia nel punto di portata nulla; guida britannica sui parapetti in muratura, 2011, per le due facce esposte, che bagnano di più il parapetto e lo fanno asciugare più lentamente degli altri muri. ✅ Verificati. Le altre fonti di quel capoverso stanno nell&#8217;articolo sul muro bagnato sotto la gronda.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Articoli del codice civile citati nel capitolo su chi paga: 1123, 1125, 1126, 1227, 1667, 1669 e 2051, e articoli 696 e 696 bis del codice di procedura civile. ✅ Testi verificati su un repertorio giuridico in rete.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 10 maggio 2016 numero 9449 (responsabilità per i danni dal lastrico solare in uso esclusivo, con il riparto dell&#8217;articolo 1126 salva la prova contraria della specifica imputabilità). ✅ Principio verificato su tre fonti concordanti e sulle massime delle pronunce successive che lo ripetono.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Altre pronunce citate: Cassazione 24927/2019 (le spese del tetto comune seguono l&#8217;articolo 1123), 11484/2017 (i due terzi gravano sui soli condomini nella proiezione verticale), 16890/2025 e 23250/2023 (articolo 1125 per analogia quando la superficie copre un solo locale esclusivo), 3146/1998 (l&#8217;umidità da difetto di coibentazione è grave difetto), 27995/2025 (il direttore dei lavori deve controllare impermeabilizzazioni, pendenze e drenaggi), 19251/2024 (muffa e condensa limitate escluse dai gravi difetti), sezioni unite 7756/2017 e Cassazione 24143/2007 sui limiti dell&#8217;articolo 1669 negli interventi su edifici esistenti. ✅ Massime verificate su repertorio.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Associazione americana dei posatori di coperture, raccomandazioni sulla prova di invaso e sulla zavorra degli impianti solari. ✅ Verificate sulle pagine dell&#8217;associazione.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Studio polacco del 2024 sull&#8217;assorbimento d&#8217;acqua del polistirene dopo cicli di gelo e disgelo. ✅ Verificato: 1,8 per cento dopo ventotto giorni di immersione, dal 16 al 20 per cento dopo trecento cicli.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Durate di servizio delle coperture: tabella dell&#8217;istituto federale tedesco per la ricerca sull&#8217;edilizia, aggiornata al 2025, e studio del Politecnico di Milano del 1999 sul divario fra stratigrafia esposta e protetta. ✅ Verificate.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Codice residenziale americano, sezioni R806.2, R806.3 e R806.5 sulla ventilazione dei sottotetti e sui tetti non ventilati. ✅ Testo verificato su una raccolta pubblica di codici: la regola base è un centocinquantesimo, il trecentesimo è l&#8217;eccezione a due condizioni.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Aachener Institut für Bauschadensforschung e Forschungsinstitut für Wärmeschutz, <em>Langzeitverhalten feuchter Dämmstoffe auf Flachdächern</em>, ricerca finanziata dal programma federale tedesco, 2018. ✅ Verificata sul testo: i contenuti d&#8217;acqua misurati su venti tetti piani reali per tipo di isolante, il confronto con le prove di laboratorio, l&#8217;indagine sui 182 casi trattati dai periti e l&#8217;esito dei rifacimenti.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Prospetto dei coefficienti di conversione dell&#8217;umidità, nella versione pubblica della norma europea sui valori di progetto dei materiali, che la UNI EN ISO 10456 dichiara di riprendere. ✅ Verificato: i coefficienti per polistirene espanso ed estruso, poliuretano, lana minerale, vetro cellulare, sughero.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Terzo rapporto austriaco sui danni in edilizia, 2009, e tesi del Politecnico di Vienna del 2023 che ne rielabora i dati. ✅ Verificati: la classifica dei nodi per numero di citazioni, con gli attraversamenti e le soglie in testa e i risvolti all&#8217;ultimo posto, e le quote di irregolarità che diventano danno, l&#8217;80 per cento sulle soglie e il 43 in campo corrente.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Norme americane sulle indagini nelle coperture, verificate una per una sulle schede ufficiali dell&#8217;ente: termografia notturna, misura di impedenza elettrica, ricerca elettronica delle perdite ad alta e bassa tensione, prova di invaso. ✅ Verificati scopo, campo di applicazione, limiti ed edizione vigente. ⚠️ Il metodo a sorgente di neutroni non è dell&#8217;ente americano ma di tre associazioni di settore, e la scheda non è liberamente scaricabile.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI EN ISO 6781-1:2023, termografia degli edifici. ✅ Verificata sul catalogo: in vigore dal 16 novembre 2023, sostituisce la UNI EN 13187, che è ritirata.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI EN ISO 9972:2015, prova di pressurizzazione con ventilatore. ✅ Verificata: metodi, condizioni di validità della prova, grandezze misurate.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Passivhaus Trust, criteri della casa passiva e dello standard per le ristrutturazioni. ✅ Verificati sul documento: tenuta all&#8217;aria non oltre 0,6 ricambi orari a cinquanta pascal per la casa passiva e non oltre 1,0 per la ristrutturazione.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI EN 12056-3, smaltimento delle acque meteoriche, nella versione britannica del 2000 della stessa norma europea, in una copia ospitata da terzi. ✅ Verificata sul testo: sui tetti piani con parapetto almeno due bocchette, o una bocchetta più uno scarico di emergenza, per ogni superficie; i troppopieni raccomandati sulle coperture con parapetto e nei canali interni; l&#8217;acqua che sale mentre bocchette e troppopieni lavorano, che non deve superare il carico di progetto del tetto né entrare dal manto; la griglia, che riduce la portata della bocca anche quando è pulita.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Decreto ministeriale 24 novembre 2025 sui criteri ambientali minimi per l&#8217;edilizia, in vigore dal 1° febbraio 2026. ✅ Verificato in Gazzetta: i limiti di permeabilità all&#8217;aria misurata a cinquanta pascal e l&#8217;obbligo di collaudo con la prova di pressurizzazione; nel criterio 2.2.2, per le coperture contro l&#8217;isola di calore, il verde, il tetto ventilato oppure un indice di riflessione solare di almeno 76 fino al 15 per cento di pendenza e di almeno 29 oltre. L&#8217;indice si calcola dalla riflettanza e dall&#8217;emissività della superficie, secondo la norma americana ASTM E1980.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Aachener Institut für Bauschadensforschung, <em>Solaranlagen auf Flachdächern im Gebäudebestand</em>, ricerca federale, 2016. ✅ Verificata: l&#8217;indagine fra i periti, le cause di danno più segnalate negli impianti solari su tetti piani e i casi documentati.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Consiglio nazionale delle ricerche canadese, misure su tetti verdi a Toronto, 2005. ✅ Verificate: le temperature del manto con e senza verde.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI 11345:2010, controllo delle coperture continue con membrane flessibili nelle fasi di progetto, esecuzione e gestione. ✅ Verificata sul catalogo dell&#8217;ente il 14 settembre 2026: in vigore dal 4 febbraio 2010; il sommario cita le responsabilità degli operatori e gli esempi dei verbali di controllo. ⚠️ Il testo è a pagamento.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Guida di posa delle membrane bitume polimero di un produttore italiano, edizione 2023. ✅ Verificata sul testo: l&#8217;acqua ferma sparita entro 48 ore; il massetto gettato da tre o quattro settimane e misurato con il metodo al carburo; gli esalatori sui supporti con umidità residua, per evitare le bolle; i teli posati dal punto più basso verso il colmo; i sormonti di testa di almeno 15 centimetri; la prova delle saldature con la punta di un cazzuolino; il bruciatore lontano da legno e polistirene. ⚠️ Il 4 per cento del massetto la guida lo riprende da una nota del Codice di Pratica. Il produttore non è nominato perché l&#8217;articolo non cita marchi.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Indici di annata della rivista tedesca di tecnica del freddo, 1958 e 1959. ✅ Verificati: il lavoro di Glaser del 1959 riguarda le pareti multistrato delle celle frigorifere, e Glaser era redattore capo della rivista.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Fraunhofer, nota interna sul ritiro della regola tedesca del due per mille. ✅ Verificata: l&#8217;inapplicabilità pratica della regola del 1981 e la sua cancellazione per le basse pendenze nell&#8217;edizione del luglio 2001.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>H. Glaser, <em>Graphisches Verfahren zur Untersuchung von Diffusionsvorgängen</em>, Kältetechnik, 1959. ⚠️ Solo gli estremi, come nell&#8217;articolo sulla condensa interstiziale.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Le cifre che non uso: &#8220;un terzo di litro contro trenta litri&#8221; e &#8220;ottocento grammi da una fessura di un millimetro&#8221; non hanno una fonte primaria che io abbia trovato; restano fuori i valori che ho trovato solo su siti non attendibili.</li>
</ul>
<p><strong>Che cosa in questo articolo è mio e non delle fonti.</strong> La tesi delle tre cause e la tabella dei segni mettono insieme segni che le fonti descrivono uno per uno, con quello che ho visto in cantiere. La scena dell&#8217;apertura è una sintesi di casi, non un cantiere identificabile. Sono mie le ipotesi dei calcoli: il clima di esempio; i mesi di riscaldamento da ottobre ad aprile; la classe 3; la temperatura del sottotetto uguale a quella esterna del tetto; il coefficiente di efflusso 0,6; la differenza di pressione di 2 pascal; la quota del 10 per cento che condensa. Sono miei anche gli spessori d&#8217;aria equivalenti: 40 metri per la barriera in polietilene, ricavati dalla permeanza di Quirouette; 2 metri per il freno; 0,1 per il telo; 0,02 per lo strato filtrante. Per il tetto rovescio uso il fattore di resistenza del polistirene estruso, 150, che è il materiale che ci si mette davvero: con quello dell&#8217;EPS i mesi scenderebbero da 25 a 7, ed è l&#8217;ipotesi che pesa di più su tutta la tabella. È mia l&#8217;applicazione del punto 7 alla sola interfaccia bagnata: la norma chiede di verificare anche le altre. Sono mie le conversioni. Il diario della macchia e il metodo in tre passi sono una mia proposta.</p>
<p><strong>Che cosa non c&#8217;è, e perché.</strong> Non c&#8217;è il testo del Codice di Pratica, della UNI 9460 e della UNI 11470, che non sono in libera consultazione: dove li cito dico da quale fonte secondaria. Non ci sono i valori della DIN 18531 del 2025 sulle porte, perché il testo è a pagamento. Non ci sono i costi. Dove il lettore trova un ⚠️, il numero va preso come indicazione da confermare sul testo di norma prima di scriverlo in un capitolato.</p>
<h2 id="lautore">L&#8217;autore</h2>
<p>Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense; anni di cantiere. Autore di &#8220;Murature umide: cause e rimedi&#8221; (Grafill, 2026).</p>
<p><script type='application/ld+json'>{"@context": "https://schema.org", "@type": "FAQPage", "mainEntity": [{"@type": "Question", "name": "Il tetto è nuovo e il soffitto è bagnato: è colpa dell'impresa?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Dipende da quale acqua è. Se la macchia segue le piogge ed è in asse con un bordo o uno scarico, il manto o i suoi risvolti hanno un varco, e il lavoro va rivisto. Se segue le notti fredde, l'acqua è quella di casa, salita con l'aria dalle fessure del soffitto: l'impresa del tetto c'entra solo se doveva fare anche la tenuta all'aria. Se compare nel primo anno in punti sparsi e il manto ha bolle, l'acqua è entrata durante il cantiere, ed è una questione di sequenza di posa. Il diario della macchia distingue i tre casi prima del contenzioso."}}, {"@type": "Question", "name": "La prova con l'acqua non ha trovato niente: allora il tetto tiene?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Il manto tiene nel campo che l'acqua ha bagnato, e questo esclude l'infiltrazione da lì. Non dice niente sui punti che l'invaso non raggiunge: i risvolti sopra il livello, le converse alte, i raccordi con i muri. E le altre due cause non si vedono con l'acqua versata sopra: la condensa arriva da sotto, l'umidità di costruzione era già dentro. Un collaudo negativo è un risultato, e dice dove non cercare."}}, {"@type": "Question", "name": "Si può rifare il manto sopra quello vecchio?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Si può, ma serve solo se la macchia è un'infiltrazione e il varco sta nel manto o nei risvolti. Se è condensa non cambia niente, perché l'acqua arriva da sotto; se è umidità di costruzione non la toglie, e l'acqua resta chiusa sotto due manti invece che sotto uno. Se sotto è rimasta acqua, la guida di posa citata nel capitolo sull'umidità di costruzione chiede degli esalatori, per evitare bolle e rigonfiamenti; quanta acqua tolgano, non lo dice. Per il decreto sui requisiti minimi, poi, rifare l'impermeabilizzazione di una copertura che sta sopra ambienti riscaldati è un intervento energetico: fa scattare i limiti di trasmittanza e la verifica della condensa."}}, {"@type": "Question", "name": "Devo togliere l'isolante bagnato?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Non sempre. Un rapporto federale tedesco ha raccolto 182 casi di isolante umido nei tetti piani trattati dai periti: dopo il rifacimento dell'impermeabilizzazione, in un caso su dodici ci sono stati altri danni da umidità, e in nessuno la causa era l'isolante rimasto sotto. La scelta si fa misurando quanta acqua c'è, in che materiale e con quale via d'uscita; gli stessi autori mettono una riserva sulla lana minerale ad alta densità. E resta il conto del calore: un isolante bagnato conduce di più, tutti gli anni."}}, {"@type": "Question", "name": "La barriera al vapore c'è: perché condensa lo stesso?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Perché la barriera ferma la diffusione, che è il modo lento, e non l'aria, che è il modo veloce. Nella nota canadese del 1985 un foro di un pollice quadrato, anche se condensa solo un decimo dell'acqua che l'aria porta, bagna 233 volte più della diffusione attraverso un metro quadrato di barriera. Se la barriera non è continua, nastrata e raccordata a tubi, muri e botole, il vapore la aggira."}}, {"@type": "Question", "name": "La macchia compare solo d'estate: che cos'è?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Può essere condensa estiva, che è il segno di un'acqua già chiusa nel tetto, del cantiere o di una vecchia perdita. D'estate un manto scuro al sole supera i sessanta gradi, quell'acqua diventa vapore e scende verso la stanza più fresca, tanto più se è condizionata, e la prima superficie fredda che trova è la barriera al vapore: lì condensa e goccia. La macchia compare nelle giornate di sole e non dopo la pioggia, e chi cerca solo l'infiltrazione non la trova."}}, {"@type": "Question", "name": "Quanto deve essere ventilato un tetto in tegole?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "La UNI 9460, nei valori riportati dalle fonti secondarie, chiede per le falde comuni un passaggio di 550 centimetri quadrati netti per metro di larghezza sotto i listelli, cioè una camera alta 5,5 centimetri; le regole tedesche 200 centimetri quadrati al metro in gronda e una camera di almeno 2 centimetri; quelle inglesi da 70 a 250 centimetri quadrati al metro in gronda secondo il telo e la pendenza, 30 se il soffitto è sigillato, e 50 al colmo. La microventilazione dei listelli, di un paio di centimetri, asciuga le tegole e non conta come ventilazione."}}, {"@type": "Question", "name": "Sostituire il cartonfeltro vecchio con un telo traspirante risolve?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Apre la via d'uscita al vapore, e nei tetti isolati fra i travetti è la condizione per non accumulare acqua, come dicono Künzel e Historic England. Va fatto quando si rifà il manto, e insieme al soffitto a tenuta d'aria: senza il soffitto, il telo smaltisce quello che può e i puntoni si bagnano lo stesso."}}, {"@type": "Question", "name": "Chi paga le riparazioni di un terrazzo condominiale?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Se il terrazzo è un lastrico solare in uso esclusivo, vale l'articolo 1126 del codice civile: chi ne ha l'uso paga un terzo, e gli altri due terzi li pagano i condomini che stanno sotto, nella sua proiezione verticale, in proporzione al valore dei piani. Il danno a chi abita sotto segue la custodia della copertura, e le Sezioni Unite della Cassazione lo ripartiscono allo stesso modo, salva la prova contraria: se la macchia viene dalla condensa o dall'umidità di costruzione, la causa non è il lastrico, e conviene dimostrarlo prima di ripartire spese e danni. Il tetto comune e la terrazza sopra un solo locale seguono regole diverse, descritte nel capitolo su chi paga."}}]}</script><br />
<!--mxLA--></p>
<div style='background:#f6f7f9;border:1px solid #e3e6ea;border-radius:8px;padding:14px 18px;margin:26px 0'><strong style='color:#b11f24'>Leggi anche</strong></p>
<ul style='margin:8px 0 0 18px'>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta sotto la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto</a></li>
</ul>
</div>
<p><!--/mxLA--></p>
<hr style='border:none;border-top:3px solid #b11f24;margin-top:34px'>
<table style='width:100%;border-collapse:collapse;font-family:Arial,sans-serif;color:#2a3340;font-size:14px;line-height:1.6'>
<tr>
<td style='vertical-align:top;padding-right:20px'>
<div style='font-size:16px;font-weight:700;color:#b11f24'>Ditta Renzo-ArtHome</div>
<div style='font-weight:600'>di Spedicato Oronzo</div>
<div style='color:#5a6577;margin-bottom:8px'>Specialista in risanamenti di interrati e umidit&agrave; di risalita</div>
<div><strong>Web:</strong> <a href="https://www.renzo-arthome.com">www.renzo-arthome.com</a></div>
<div><strong>E-mail:</strong> renzo.spedicato@gmail.com &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>PEC:</strong> renzoarthome@pec.it</div>
<div><strong>Cell.:</strong> +39 335 844 2978 &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>Ufficio:</strong> +39 371 775 4189</div>
<div style='color:#5a6577'>P.IVA 02475540304</div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://www.renzo-arthome.com/preventivo-gratuito/" style="display:inline-block;background:#b11f24;color:#fff;padding:9px 16px;border-radius:6px;font-weight:700;text-decoration:none">Chiedi un preventivo &rarr;</a></div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://wa.me/393358442978" target="_blank" rel="noopener" title="WhatsApp" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-whatsapp.png' alt='WhatsApp' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.facebook.com/RenzoArtHome" target="_blank" rel="noopener" title="Facebook" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-facebook.png' alt='Facebook' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.linkedin.com/in/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="LinkedIn" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-linkedin.png' alt='LinkedIn' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.tiktok.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="TikTok" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-tiktok.png' alt='TikTok' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.youtube.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="YouTube" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-youtube.png' alt='YouTube' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.instagram.com/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="Instagram" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-instagram.png' alt='Instagram' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a></div>
</td>
<td style='vertical-align:top;width:150px;text-align:center'><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/murature-umide-copertina.jpg' alt='Murature umide: cause e rimedi' width='120' style='border:1px solid #ddd;border-radius:4px'></a></p>
<div style='font-size:12px;color:#5a6577;margin-top:6px'><strong>Murature umide: cause e rimedi</strong><br />Grafill, 2026<br /><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener">Vai al libro &rarr;</a></div>
</td>
</tr>
</table>
<style>#rahLATO{margin:44px auto 0;max-width:680px;font-family:'Open Sans',sans-serif}#rahLATO *{box-sizing:border-box}#rahLATO .rahL-int{background:#fff;border:1px solid #d9dde2;padding:18px 16px 10px}#rahLATO .rahL-tit{font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:700;font-size:15px;letter-spacing:.16em;text-transform:uppercase;color:#262a33;margin:0 0 2px}#rahLATO p{margin:0!important;padding:0!important}#rahLATO .rahL-blog-r{margin:0 0 4px}#rahLATO .rahL-pagine{margin:0 0 12px}#rahLATO .rahL-blog{display:inline-block;font-size:13.5px;color:#a06a00;text-decoration:none;margin:0;border:0}#rahLATO .rahL-blog:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO details{margin:0 0 7px;border-left:4px solid var(--rahf)}#rahLATO summary{cursor:pointer;list-style:none;display:flex;align-items:baseline;gap:8px;font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:600;font-size:14px;color:#2f3440;padding:9px 8px 9px 10px;background:var(--rahv);margin:0}#rahLATO summary::-webkit-details-marker{display:none}#rahLATO summary:before{content:"+";font-weight:700;color:#2f3440;opacity:.55;width:13px;flex:none}#rahLATO details[open]>summary:before{content:"\2212"}#rahLATO .rahL-n{margin-left:auto;font-weight:400;font-size:11.5px;color:#5a6577}#rahLATO ul{list-style:none!important;margin:0!important;padding:6px 4px 8px 12px!important;background:var(--rahv);background:color-mix(in srgb,var(--rahv) 32%,#fff)}#rahLATO li{margin:0!important;padding:4px 6px!important;font-size:13px;line-height:1.45;border-left:2px solid transparent;list-style:none!important}#rahLATO li:before{display:none!important;content:none!important}#rahLATO li a{color:#3f4450;text-decoration:none;border:0;box-shadow:none}#rahLATO li a:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO li.rahL-qui{background:#fdf6d8;border-left-color:#eddf21}#rahLATO li.rahL-qui span{font-weight:600;color:#262a33}#rahLATO li.rahL-qui .rahL-segno{display:block;font-weight:400;font-size:10.5px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#5a6577;margin-top:1px}@media(min-width:1490px){body.postid-4229{overflow:visible!important}article.post-4229{position:relative}#rahLATO{position:absolute;top:0;right:-241px;bottom:0;width:225px;max-width:none;margin:0}#rahLATO .rahL-int{position:sticky;top:106px;max-height:calc(100vh - 126px);overflow-y:auto;padding:14px 12px 8px}#rahLATO summary{font-size:12.5px;padding:8px 6px 8px 8px}#rahLATO li{font-size:12px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:13px}}@media(min-width:1710px){#rahLATO{right:-336px;width:300px}#rahLATO .rahL-int{padding:18px 16px 10px}#rahLATO summary{font-size:14px}#rahLATO li{font-size:13px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:15px}}</style>
<div id="rahLATO">
<div class="rahL-int">
<div class="rahL-tit">Gli articoli</div>
<div class="rahL-blog-r"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/blog/">Indice del blog &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-fase-per-fase/">La casa fase per fase &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/decoder-diagnostico-edile/">Il decoder diagnostico &rarr;</a></div>
<details style="--rahv:#dcebf5;--rahf:#7fadd1">
<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">Le malte impermeabili nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">La barriera chimica nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">Ma come si cura una risalita?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/improvvisamente-l-umidita-di-risalita/">Improvvisamente, l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-danno-e-dove-l-acqua-se-ne-va/">Il danno è dove l&#8217;acqua se ne va</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">Chi dimezza la macchia raddoppia l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">Umidità di risalita e sali solubili: perché bloccare l&#8217;umidità è solo metà del risanamento, e perché l&#8217;asciugatura richiede da mesi ad anni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo un intervento contro l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-risalita-impermeabilizzazione-in/">L&#8217;innalzamento dell&#8217;umidità di risalita in seguito a interventi di impermeabilizzazione dall&#8217;interno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/doppia-barriera-protocollo-renzo-arthome/">Barriere chimiche non occludenti in zona di marea: bastano davvero contro la pressione idrostatica?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">L’umidità igroscopica nell’edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-primaria-e-sali-renzo-arthome/">Umidità di risalita capillare primaria</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">31</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">27</span></summary>
<ul>
<li class="rahL-qui"><span>La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/costruire-casa-senza-umidita/">La casa asciutta si decide in cantiere</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">Tre centimetri invece di una demolizione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/prima-la-strategia-poi-il-prodotto/">Prima la strategia, poi il prodotto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">La spinta idrostatica nelle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">Il seminterrato fra infiltrazioni, umidità e radon: un approccio integrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/fontana-dei-grifi-allinterno-del-castello-miramare-di-trieste/">Fontana dei Grifi all&#8217;interno del castello Miramare di Trieste</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/interventi-di-impermeabilizzazioni/">Impermeabilizzazioni: come intervenire e quali soluzioni scegliere</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#d9edea;--rahf:#7dbcb5">
<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">15</span></summary>
<ul>
<li class="rahL-qui"><span>La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-problema-non-e-la-pioggia/">Il problema non è la pioggia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">Umidità di rimbalzo (rain splash)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-meteorica-cap/">Umidità meteorica (penetrating damp)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-condensazione/">Umidità da condensazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sindrome-dell-edificio-malato/">Sindrome dell&#8217;edificio malato: cause, sintomi e soluzioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffe-indoor/">Muffe indoor</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">Condensa interstiziale in edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f2e9d5;--rahf:#c9a970">
<summary>Vespai e solai<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-piove-dal-predalles/">Quando piove dal predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-normative-e-calcoli/">Vespaio aerato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1431-2/">Le infiltrazioni nei predalles: analisi e metodologie di intervento</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f5e3dc;--rahf:#cf9484">
<summary>Casi Studio<span class="rahL-n">6</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f4eecb;--rahf:#c9b954">
<summary>Norme e libro<span class="rahL-n">5</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/normativa-salubrita-edifici/">Quadro normativo sulla salubrità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1443-2/">Materiali da costruzione radioattivi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pubblicato-il-libro-murature-umide-cause-e-rimedi/">Pubblicato il libro “Murature umide: cause e rimedi”</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#ebedf0;--rahf:#a7adb8">
<summary>Altri articoli<span class="rahL-n">1</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pavimenti-in-resina-nei-dettagli/">I pavimenti in resina nei dettagli</a></li>
</ul>
</details>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</title>
		<link>https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/</link>
					<comments>https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[renzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 12:36:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Diagnosi e metodo]]></category>
		<category><![CDATA[Interrati e impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Umidità di risalita e sali]]></category>
		<category><![CDATA[coperture]]></category>
		<category><![CDATA[diagnostica]]></category>
		<category><![CDATA[infiltrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[pluviali]]></category>
		<category><![CDATA[umidità meteorica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.renzo-arthome.com/?p=4240</guid>

					<description><![CDATA[<p>La maggior parte dell'acqua che un tetto raccoglie non passa dal soffitto: scende dai canali e dai pluviali, e quando quel percorso non regge finisce nei muri. La macchia che ne esce viene scambiata per risalita o per condensa. Il conto di quanta acqua è (una falda di 120 metri quadrati sotto un nubifragio scarica 5,47 litri al secondo), il collo di bottiglia che non è il tubo ma la bocca, il punto dove trabocca un canale, il gocciolatoio che distingue una copertina da un cappello, le quote del parapetto e del nodo fra tetto e muro, la dilatazione della lattoneria, la neve e la diga di ghiaccio in gronda, la diagnosi per posizione della macchia e la tavola interattiva che rifà il conto della gronda.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style='font-size:19px;color:#5a6577'><em>La maggior parte dell&#8217;acqua che un tetto raccoglie non passa mai dal soffitto: scende dai canali e dai pluviali. Quando quel percorso non regge finisce nei muri, e la macchia che ne esce viene scambiata per risalita o per condensa. Qui c&#8217;è il conto di quanta acqua è, dove trabocca un canale, perché una copertina senza gocciolatoio non è una copertina, e come si legge la macchia dal punto in cui sta.</em></p>
<p>Mi capita spesso una chiamata per una risalita che risalita non è. La parete esterna di una casa a un piano, o l&#8217;ultimo piano di una palazzina, con l&#8217;intonaco che si sfoglia e i sali che affiorano. Qualcuno ha già proposto un taglio alla base del muro, o una barriera chimica; a volte l&#8217;ha già fatta, e la macchia è ancora lì. Al sopralluogo la fascia bagnata non parte dal pavimento: parte dall&#8217;alto, subito sotto la linea di gronda. Scende a lingua verso il basso, all&#8217;angolo della casa, lungo un tratto di canale o sotto un pluviale. Al centro della stessa parete, in basso, il muro è asciutto.</p>
<p>La variante interna è ancora più frequente. Nella camera all&#8217;ultimo piano la macchia sta in alto, dove il muro incontra il soffitto, e corre lungo il perimetro della stanza: non al centro del soffitto, ma sulla testa del muro esterno. La spiegazione corrente è «il tetto perde», oppure «è condensa». Qualche volta è vero. Molto più spesso l&#8217;acqua è quella che il tetto ha raccolto e non è riuscito a mandare a terra: il canale che si è riempito e ha traboccato dalla parte del muro; la bocca dello scarico chiusa dalle foglie; la copertina del parapetto senza gocciolatoio; il raccordo fra la falda e la muratura che ha preso l&#8217;acqua dal lato sbagliato.</p>
<p>La tesi di questo articolo è semplice, ed è una questione di quantità. Un tetto raccoglie tutta la pioggia che gli cade sopra e la concentra in pochi punti: i canali, le bocche di scarico, i pluviali. Su una falda di centoventi metri quadrati, sotto un nubifragio come quelli che le stazioni italiane hanno misurato nell&#8217;estate del 2022, passano più di cinque litri al secondo, quanto ventisette rubinetti di casa aperti insieme. Quell&#8217;acqua deve avere una strada. Quando la strada non regge, o non c&#8217;è, il muro è il primo posto dove finisce. La macchia che produce ha un aspetto suo, diverso da quello della risalita, della condensa e del pluviale murato. Imparare a leggerla evita di aprire un tetto sano, e di trattare un muro contro un&#8217;acqua che viene dall&#8217;alto.</p>
<p>Il conto di quanta acqua scarica un tetto, e dove si ferma, sta in una norma europea in vigore dal 2001, la UNI EN 12056-3, che tratta i sistemi per l&#8217;evacuazione delle acque meteoriche. Il suo testo è a pagamento. Le formule e i prospetti che uso li riprendo da due fonti che la riportano e che chiunque può aprire: il capitolo sul dimensionamento dei sistemi di raccolta nel manuale del Politecnico di Milano sulle coperture ad alte prestazioni; e il manuale che un istituto idraulico britannico ha scritto per l&#8217;uso della stessa norma nel Regno Unito. Il resto viene dalla letteratura di conservazione, dalle guide britanniche sui parapetti e sulle copertine, dai rapporti sul clima italiano e dagli articoli dell&#8217;architetto Antonio Broccolino sul Codice di Pratica delle coperture continue. Il registro in fondo dice per ogni numero da dove viene.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1181" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig1-le-vie-dell-acqua.png" alt="Sezione della gronda e del muro di una casa con le otto vie per cui l'acqua del tetto arriva nella muratura, numerate: il canale che trabocca dal lato del muro, la bocca di scarico ostruita, il pluviale che perde, la copertina senza gocciolatoio, la pioggia battente sotto la linea di gronda, il giunto della lattoneria, il raccordo fra la falda e il muro, la diga di ghiaccio sopra la testa del muro" class="wp-image-4230" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig1-le-vie-dell-acqua.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig1-le-vie-dell-acqua-300x221.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig1-le-vie-dell-acqua-1024x756.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig1-le-vie-dell-acqua-768x567.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig1-le-vie-dell-acqua-1536x1134.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 1. Le otto vie per cui l&#8217;acqua del tetto finisce nel muro. Nessuna passa dal centro del soffitto: tutte lavorano sul bordo, dove il tetto incontra la muratura. Per ognuna la macchia compare in un posto diverso, ed è da quel posto che parte la diagnosi.</figcaption></figure>
<div id="rahTOC" style="border:1px solid #e2e5ea;border-radius:6px;padding:20px 24px;margin:0 0 32px;background:#fafbfc">
<p style="margin:0 0 10px;font-weight:600;color:#1a2233;font-size:16px">Indice</p>
<ol style="margin:0;padding-left:20px;line-height:1.6">
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#chi-ha-cominciato-a-studiarlo" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Chi ha cominciato a studiarlo</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-parole-che-servono" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le parole che servono</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#quanta-acqua-scarica-un-tetto" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Quanta acqua scarica un tetto</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-collo-di-bottiglia-e-la-bocca-non-il-tubo" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il collo di bottiglia è la bocca, non il tubo</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#dove-trabocca-un-canale-in-carico" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Dove trabocca un canale in carico</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-muro-sotto-la-gronda-un-caso-dalla-letteratura-di-conservazione" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il muro sotto la gronda: un caso dalla letteratura di conservazione</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lo-sporto-e-il-gocciolatoio" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Lo sporto e il gocciolatoio</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-parapetto-due-facce-bagnate-e-lente-ad-asciugare" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il parapetto: due facce bagnate e lente ad asciugare</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-lattoneria-si-muove" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La lattoneria si muove</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-pioggia-battente" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La pioggia battente</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-nodo-fra-il-tetto-e-il-muro" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il nodo fra il tetto e il muro</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-neve-e-il-ghiaccio-in-gronda" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La neve e il ghiaccio in gronda</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#come-si-legge-la-macchia-dal-punto-in-cui-sta" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Come si legge la macchia dal punto in cui sta</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-manutenzione-che-vale-una-diagnosi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La manutenzione che vale una diagnosi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-tavola-interattiva-il-conto-della-gronda" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La tavola interattiva: il conto della gronda</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-sintesi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In sintesi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#domande-frequenti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Domande frequenti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-conclusione" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In conclusione</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#nota-sui-calcoli-e-sulle-fonti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Nota sui calcoli e sulle fonti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lautore" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;autore</a></li>
</ol>
</div>
<h2 id="chi-ha-cominciato-a-studiarlo">Chi ha cominciato a studiarlo</h2>
<p>Il primo trattato di architettura che abbiamo descrive già il guasto per intero. Vitruvio, nel libro sesto del <em>De architectura</em>, parla del cortile con le falde che pendono verso l&#8217;esterno, e dice che dà grandi fastidi nelle riparazioni. I tubi che raccolgono lungo le pareti l&#8217;acqua che scende non la ricevono abbastanza in fretta dai canali; così traboccano, ristagnano, e rovinano le opere di legno e le pareti. Ci sono tutte e tre le parti, il canale, il tubo e il muro rovinato, e c&#8217;è la causa giusta: il tubo non riceve abbastanza in fretta. Nel libro secondo lo stesso autore prescrive, in sommità dei muri di mattoni crudi, sotto le tegole, una struttura di laterizio cotto alta circa un piede e mezzo, con le sporgenze delle cornici. Il testo stesso spiega il motivo: se una tegola si rompe o il vento la sposta, il laterizio cotto protegge il mattone crudo; e la sporgenza fa cadere la goccia oltre il filo del muro. È il gocciolatoio, duemila anni prima del nome, e già con la logica moderna: si dà per scontato che il manto possa cedere e si mette una seconda difesa davanti al muro.</p>
<p>Il diritto romano aveva già dato due nomi diversi alle due acque. La servitù di stillicidio è il diritto di far cadere sul fondo del vicino l&#8217;acqua che gocciola dal proprio tetto nel suo corso naturale; la servitù di flumen è la stessa cosa quando l&#8217;acqua è raccolta e scaricata da un condotto. La goccia sparsa dallo sporto e il getto concentrato di un tubo fanno effetti diversi, e per questo avevano regole diverse. Il codice civile italiano conserva la parola: la sezione che contiene l&#8217;articolo 908, quello che obbliga a costruire i tetti perché l&#8217;acqua scoli sul proprio fondo e, se esistono colatoi pubblici, a immetterla con gronde o canali, si intitola ancora «Dello stillicidio».</p>
<p>Il doccione sembra più antico del canale, e invece ne è la conseguenza. Lo scrive Eugène Viollet-le-Duc nella voce gargouille del suo dizionario ragionato di architettura francese: solo verso l&#8217;inizio del Duecento si misero i canali di gronda e, di conseguenza, i doccioni allo scarico dei tetti; fino ad allora l&#8217;acqua dei tetti sgocciolava direttamente sulla via pubblica per mezzo della sporgenza data ai cornicioni. Finché non c&#8217;è la gronda non serve una bocca: basta lo sporto. La sua cronologia va presa come sua, non come dato archeologico. Nel 1190 il coro di Notre-Dame non aveva né canali né doccioni; verso il 1210 l&#8217;acqua dei canali usciva su canaletti ricavati nei gocciolatoi, a distanze regolari; verso il 1220 a Laon compaiono i primi doccioni, larghi e pochi; verso il 1240 a Parigi sono impiegati sistematicamente. E dà la ragione tecnica della loro moltiplicazione, che è la stessa di oggi: gli architetti del Duecento riconobbero che c&#8217;era un vantaggio considerevole a dividere le cadute d&#8217;acqua. Questo evitava le lunghe pendenze nei canali, e riduceva ogni caduta a un filo d&#8217;acqua sottilissimo, incapace di nuocere alle costruzioni sottostanti. Negli stessi anni, nel dicembre del 1240, a Londra il re ordinava di prolungare le gronde di piombo della torre appena imbiancata perché il muro non deperisse per lo sgocciolamento della pioggia: quell&#8217;ordine, e la strada che dal piombo porta alla ghisa e poi al tubo dentro il muro, li ho raccontati nell&#8217;<a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">articolo sul pluviale</a>.</p>
<p>Il manuale italiano che ha formato i cantieri del primo Novecento ha un capitolo intero su canali, pluviali e coperture delle cornici, e lo si può leggere per intero: è il <em>Manuale dell&#8217;architetto</em> di Daniele Donghi, uscito nel 1905 e ristampato senza modifiche nel 1923, nella copia digitalizzata dal Politecnico di Torino. Donghi definisce lo scopo della gronda in una riga. Un canale ben fatto, scrive Donghi, deve raccogliere l&#8217;acqua delle falde e smaltirla in modo che non abbiano a soffrire per il gocciolamento della grondaia né la fronte dell&#8217;edificio né le sue adiacenze. Poi dà le regole. Tre si sono perse, e valgono ancora. La prima: per impedire il rigurgito dell&#8217;acqua dal canale verso la falda, l&#8217;orlo anteriore del canale si tiene più basso del lembo interno; oggi si montano canali con la fascia frontale alta per ragioni estetiche. Il manuale britannico del 2003 avverte che quel canale, dal punto di vista del rischio, si comporta come un canale interno. La seconda: nel sottogrondio del cornicione si pratica una scanalatura, detta propriamente gocciolatoio. Serve ad arrestare e a far sgocciolare le acque che per caso venissero a traboccare dalla doccia e a colare lungo il frontalino; e l&#8217;intradosso si tiene un po&#8217; inclinato in avanti, non orizzontale. Il cornicione è dichiarato seconda linea di difesa, per l&#8217;acqua che la gronda lascerà passare. La terza: la pendenza del canale, per il solo scopo di smaltire l&#8217;acqua, non sarebbe neppure necessaria; serve perché il canale si asciughi presto anche dopo le piccole piogge e perché gli escrementi degli uccelli, che lo corrodono, vengano asportati. Donghi dà anche i numeri: da 0,8 a 1 centimetro quadrato di sezione di canale per ogni metro quadrato di tetto in pianta, che è la stessa regola del pollice che circola oggi applicata al pluviale; nelle località con acquazzoni improvvisi e vento forte, dimensioni anche doppie: oggi si direbbe un&#8217;intensità di progetto locale più alta, perché il coefficiente di rischio della norma dipende da dove va l&#8217;acqua che trabocca, non dal clima; per il nord Italia una pioggia massima dei grandi temporali di 0,000025 metri cubi al secondo per metro quadrato, che sono 90 millimetri all&#8217;ora; e per i canali di zinco una lunghezza massima di quindici metri, con cinquanta gradi di escursione di irraggiamento, non di temperatura dell&#8217;aria, e un millimetro e mezzo al metro di variazione.</p>
<p>Il calcolo vero nasce nel 1934, e ha una data di nascita scritta nella prima riga. K. Hilding Beij, del Bureau of Standards americano, apre il suo rapporto sul flusso nei canali di gronda con una frase netta: fino ad allora il progetto dei canali era solo questione di giudizio basato sull&#8217;esperienza, e le regole in uso erano arbitrarie e molto diverse fra loro. Poi misura, in laboratorio, la capacità di canali rettangolari e semicircolari alimentati lungo tutta la lunghezza, come lo è una gronda vera. La ricerca è condotta insieme dall&#8217;associazione americana dei produttori di rame e ottone e dal Bureau of Standards. Due delle sue conclusioni sono il cuore di questo articolo. La causa abituale della tracimazione delle gronde, scrive, è la capacità insufficiente dei raccordi di scarico: le bocche sono molto comunemente troppo piccole, e possono essere ostruite ulteriormente dai filtri e dalle foglie. E sull&#8217;intensità di progetto: la si chiede alla stazione meteorologica più vicina. La si sceglie abbastanza alta perché le dimensioni ricavate dai grafici si possano usare direttamente, senza moltiplicare per qualche arbitrario coefficiente di sicurezza. La teoria di Beij entra in un codice britannico nel 1974, per i canali interni. Nel 1983 entra nella norma britannica che la estende a tutti i canali, con le capacità delle bocche misurate a Wallingford; quella norma è la base della norma europea approvata nel 1999 e recepita in Italia nel 2001, e del manuale britannico del 2003 che la spiega. La norma europea, avverte quel manuale, è più povera della norma nazionale che ha sostituito: non contiene i dati di pioggia, e il Regno Unito li ha rimessi in sei appendici nazionali. L&#8217;Italia non l&#8217;ha fatto. Nel frattempo i 90 millimetri all&#8217;ora di Donghi, più alti dei 75 che la norma britannica del 1983 usava come valore fisso, stanno sotto di quasi la metà rispetto ai 164 all&#8217;ora ricavati dalla misura del Sannio del 9 agosto 2022.</p>
<p>L&#8217;ultimo passaggio è un rovesciamento. Per duemila anni la regola è stata allontanare l&#8217;acqua dal muro e dal lotto il più in fretta possibile. Dal 2002 il Veneto chiede di valutare la compatibilità idraulica degli strumenti urbanistici. Dal 2017 la Lombardia applica l&#8217;invarianza idraulica agli interventi edilizi del suo regolamento, con vasche, trincee e pozzi drenanti. Le fognature e i fiumi non reggono più i deflussi delle superfici impermeabili. Così l&#8217;acqua del tetto torna vicino al piede dei muri, e un pozzo drenante troppo vicino alla fondazione può bagnare il muro come un pluviale rotto.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="914" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig2-linea-del-tempo.png" alt="Linea del tempo su due righe, da Vitruvio alla guida di Historic England del 2024, con i venti passaggi della storia della raccolta dell'acqua e della protezione del muro, e il segno che distingue le fonti verificate sull'originale da quelle riprese da fonti secondarie" class="wp-image-4231" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig2-linea-del-tempo.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig2-linea-del-tempo-300x171.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig2-linea-del-tempo-1024x585.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig2-linea-del-tempo-768x439.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig2-linea-del-tempo-1536x877.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 2. Da Vitruvio al 2024: il muro si bagna sempre allo stesso modo. Vitruvio scrive che il tubo non riceve abbastanza in fretta l&#8217;acqua del canale, e per questo si rovinano legni e pareti; Beij, nel 1934, dopo le prove sui canali, conclude che la causa abituale della tracimazione è la bocca, troppo piccola o ostruita. Nelle tavole OK segna i valori verificati sull&#8217;originale e SEC quelli ripresi da una fonte secondaria dichiarata; nel testo e nel registro gli stessi segni sono ✅ e ⚠️.</figcaption></figure>
<h2 id="le-parole-che-servono">Le parole che servono</h2>
<p><strong>Il canale di gronda a sporto e il canale interno.</strong> Il canale a sporto è quello appeso al bordo della falda, fuori dal filo del muro: se si riempie, trabocca lungo tutto il suo bordo esterno, lontano dalla facciata, e l&#8217;acqua finisce a terra. Il canale interno è tutto il resto: il canale di compluvio fra due falde, il canale dietro un parapetto o dietro una fascia frontale più alta del bordo interno, il canale a cavallo di un muro di confine fra due case a schiera. Idraulicamente i quattro tipi sono simili. La differenza è tutta in dove va l&#8217;acqua quando il canale non ce la fa: il canale a sporto la manda nel prato, il canale interno la manda nell&#8217;edificio. Quando mancano i dati statistici locali, la norma europea moltiplica per due l&#8217;intensità minima del suo prospetto se la tracimazione entra in casa, e per tre negli edifici che non possono bagnarsi.</p>
<p><strong>La bocca di efflusso, che in cantiere si chiama bocchettone.</strong> È l&#8217;imbocco dello scarico, il punto in cui il canale consegna l&#8217;acqua al tubo verticale. La sua capacità dipende dal diametro, dall&#8217;altezza d&#8217;acqua che le sta sopra, che si chiama battente, e dalla forma dell&#8217;imbocco: un imbocco a spigoli vivi porta meno di uno conico o arrotondato. Il parafoglie, la griglia o la cipolla che si infila nella bocca per fermare le foglie, dimezza la capacità già da pulito.</p>
<p><strong>Il punto di portata nulla.</strong> In ogni tratto di canale c&#8217;è un punto da cui l&#8217;acqua non va da nessuna parte: la testata chiusa, oppure lo spartiacque fra due bocche, dove il flusso si divide. Lì l&#8217;acqua è ferma ed è più profonda che alla bocca. Nei canali in piano è il punto in cui il canale trabocca per primo, e da terra si guarda di rado.</p>
<p><strong>Il pluviale.</strong> È il tubo verticale che porta l&#8217;acqua a terra, e in molte case corre dentro il muro. Di quel tubo, di come perde e di come si prova con una canna e un secchio ho scritto in <a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a>: qui lo tratto solo come anello della catena, e come collo di bottiglia che non è.</p>
<p><strong>Il troppopieno.</strong> È una seconda uscita, più alta della prima, che entra in funzione quando la prima non basta o si ostruisce. Ha tre lavori, e conviene tenerli distinti: avvisa che qualcosa è chiuso, limita l&#8217;allagamento, e copre gli eventi rari così che lo scarico principale possa essere dimensionato su quelli frequenti. Quando un troppopieno scarica, segnala che la bocca principale è chiusa o non basta.</p>
<p><strong>Lo sporto di gronda e il gocciolatoio.</strong> Lo sporto è la parte della falda che sporge oltre il filo del muro; più è profondo, meno pioggia arriva sulla parete sotto. Il gocciolatoio è la scanalatura sotto il bordo di una lastra, di una copertina o di una soglia: interrompe il velo d&#8217;acqua che per tensione superficiale risalirebbe sotto la lastra e tornerebbe sulla faccia del muro, e obbliga la goccia a staccarsi. Una tinteggiatura che lo riempie lo cancella.</p>
<p><strong>La copertina e il cappello.</strong> Nel codice di pratica britannico sulla muratura, ritirato nel 2010, la copertina è l&#8217;elemento in sommità di un muro che allontana l&#8217;acqua da tutte le superfici esposte sotto di sé; il cappello è quello che non lo fa. La differenza fra i due è il gocciolatoio. Un mattone di coltello che sporge dal muro, senza scanalatura sotto, è un cappello, non una copertina, per quanto sporga.</p>
<p><strong>La scossalina e la conversa.</strong> La scossalina è la lamiera che copre e protegge il bordo alto di un risvolto, o la sommità di un muro; la conversa è la lamiera sagomata che raccorda la falda con un camino, un muro più alto, un compluvio. Sono lattoneria, cioè metallo che si allunga d&#8217;estate e si accorcia d&#8217;inverno, e che ha bisogno di posti dove muoversi.</p>
<p><strong>Il nodo fra il tetto e il muro.</strong> È il punto in cui la falda, o il manto del tetto piano, si attacca alla muratura: il risvolto che sale sul parapetto, la scossalina che lo copre, la membrana dentro il muro che riceve l&#8217;acqua e la porta fuori. Nei tetti piani, come riporta la guida britannica sui parapetti, i raccordi progettati male sono la causa di infiltrazione indicata più spesso.</p>
<p><strong>La pioggia battente.</strong> È la pioggia spinta dal vento contro una parete verticale. Ha una norma di calcolo, la UNI EN ISO 15927-3, e un indice che dipende dal vento, dalla pioggia e dall&#8217;orientamento. Non è acqua del tetto, ma il tetto decide quanta ne arriva sul muro: il fattore di parete della norma dipende dallo sporto di gronda.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1105" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig3-le-parole.png" alt="Sezione quotata del bordo di una copertura a falde e di un tetto piano con parapetto, con le parole della raccolta dell'acqua al loro posto: canale a sporto, canale dietro parapetto, bocca di efflusso e battente, punto di portata nulla, pluviale, troppopieno, sporto, gocciolatoio, copertina, scossalina, conversa e nodo fra tetto e muro" class="wp-image-4232" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig3-le-parole.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig3-le-parole-300x207.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig3-le-parole-1024x707.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig3-le-parole-768x530.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig3-le-parole-1536x1061.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 3. Le parole al loro posto. A sinistra la falda con il canale a sporto: se trabocca, l&#8217;acqua cade lontano dal muro. A destra il tetto piano con il canale dietro il parapetto: se trabocca, l&#8217;acqua non ha un fuori dove andare. In mezzo la bocca con il suo battente, il pluviale, il troppopieno più alto della bocca, la copertina con il gocciolatoio a quaranta millimetri dal filo del muro.</figcaption></figure>
<h2 id="quanta-acqua-scarica-un-tetto">Quanta acqua scarica un tetto</h2>
<p>Il conto parte da una definizione: un millimetro di pioggia caduto su un metro quadrato è un litro d&#8217;acqua. La norma europea lo scrive come una moltiplicazione: la portata da smaltire è l&#8217;intensità della pioggia per la superficie in pianta per un coefficiente di deflusso. Per tegole, lamiera, membrane bituminose e sintetiche il coefficiente vale uno: tutto quello che cade scende. Con l&#8217;intensità in millimetri all&#8217;ora e la superficie in metri quadrati, i litri al secondo si ottengono dividendo per 3.600.</p>
<p>Prendo la stessa falda dell&#8217;articolo sul <a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">tetto coibentato</a>, centoventi metri quadrati in proiezione, cioè mezza copertura di una villetta, e la metto sotto quattro piogge diverse.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Pioggia</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Intensità</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Litri al secondo</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Litri al minuto</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Rubinetti di casa aperti</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>temporale forte, scenario dell&#8217;articolo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>40 mm/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,33</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>80</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>7</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>valore di progetto italiano basso, 0,03 l/s per m²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>108 mm/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3,60</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>216</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>18</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>nubifragio misurato il 9 agosto 2022 in Campania</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>164 mm/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5,47</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>328</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>27</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>valore di progetto italiano alto, 0,05 l/s per m²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>180 mm/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>6,00</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>360</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>30</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 1. La portata di una falda di 120 metri quadrati alle quattro intensità dell&#8217;articolo. Il rubinetto di casa è preso a 12 litri al minuto, per dare un&#8217;idea dell&#8217;ordine di grandezza.</em></p>
<p>Il nubifragio della terza riga non è inventato. Il rapporto del Sistema nazionale per la protezione dell&#8217;ambiente sul clima italiano del 2022 elenca, stazione per stazione, le intensità misurate quell&#8217;anno: 27,4 millimetri in dieci minuti a San Salvatore Telesino, nel Beneventano, il 9 agosto, che riportati all&#8217;ora fanno 164 millimetri; 51,6 in venti minuti nella stessa stazione; 64 in mezz&#8217;ora e 80 in un&#8217;ora a Caserta Vecchia lo stesso giorno; circa 30 in un quarto d&#8217;ora a Stromboli il 12 agosto; 73,4 in un&#8217;ora a Curcuraci, sopra Messina, la massima intensità regionale in vent&#8217;anni; 84 all&#8217;ora a Trapani fra il 25 e il 26 settembre; oltre 100 in un&#8217;ora in Val di Fassa fra il 5 e il 6 agosto. Per le intensità della Campania il rapporto annota che sono spesso i massimi osservati da ciascuna stazione dall&#8217;inizio delle misure.</p>
<p>Per un tetto conta la pioggia dei pochi minuti, non quella del giorno. Il manuale britannico riporta l&#8217;unico studio di campo noto, come scrive lo stesso manuale, sul tempo che l&#8217;acqua impiega ad arrivare dal colmo allo scarico. Su una falda a 4,4 gradi lunga trenta metri, 45 secondi in media e 90 al massimo; su un tetto quasi piano lungo diciotto, 80 secondi in media e 240 al massimo. Per questo l&#8217;appendice nazionale britannica dimensiona sull&#8217;evento di due minuti, come riporta il manuale del 2003; il testo europeo lascia la durata ai dati statistici locali, e chiede di contare tutto il deflusso. Il valore di progetto alto della tabella, 180 millimetri all&#8217;ora, non è un margine generoso: è l&#8217;ordine di grandezza di quello che le stazioni italiane hanno misurato sui dieci e sui venti minuti.</p>
<p>Sul valore di progetto da usare in Italia c&#8217;è un problema che preferisco dichiarare. La norma dice di usare i dati statistici locali quando esistono, e solo in loro assenza un valore minimo da prospetto moltiplicato per un coefficiente di rischio; la versione italiana non ha un&#8217;appendice con le carte delle intensità. Le guide professionali in rete si contraddicono di un fattore dieci: chi scrive 0,05 litri al secondo per metro quadrato, cioè 180 millimetri all&#8217;ora, e chi scrive 0,005, cioè 18, che è un temporale ordinario e non un evento di progetto. Per confronto, la vecchia norma britannica usava un valore fisso di 75 millimetri all&#8217;ora, oggi abbandonato; nel Regno Unito il valore di un anno di tempo di ritorno va da 79 millimetri all&#8217;ora a Londra a 36 nel nord della Scozia. A Londra sale a 202 con cinquant&#8217;anni di tempo di ritorno, e a 317 con cinquecento; la Germania progetta canali e pluviali esterni sulla pioggia locale di cinque minuti attesa una volta ogni cinque anni. In questo articolo uso la formula, che è certa, le misure italiane, che sono documentate, e l&#8217;intervallo fra 0,03 e 0,05 come prassi corrente e non come prescrizione. Le guide di conservazione britanniche aggiungono un&#8217;avvertenza che vale anche qui. I valori fissi di intensità ignorano le differenze fra le regioni e il clima del luogo; per un sistema che deve reggere il clima che cambia, non sono più considerati buona pratica.</p>
<p>Il coefficiente di rischio dipende da dove va l&#8217;acqua quando il canale trabocca.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Dove sta il canale</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Coefficiente</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>canale a sporto, caso normale</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>canale a sporto dove la tracimazione crea disagio: ingressi di edifici pubblici, zone di forte passaggio</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,5</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>canale interno, dove con piogge oltre quella di progetto l&#8217;acqua entra nell&#8217;edificio</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2,0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>canale interno di edifici che non possono bagnarsi: ospedali, impianti di telecomunicazione, musei, depositi di sostanze che diventano tossiche a contatto con l&#8217;acqua</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3,0</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 2. Il coefficiente di rischio della norma europea, come lo riporta il manuale del Politecnico. Il coefficiente si applica all&#8217;intensità minima del prospetto, cioè quando mancano i dati statistici locali; con i dati statistici la norma chiede di scegliere l&#8217;intensità secondo il rischio accettabile.</em></p>
<p>Il coefficiente 2,0 esiste per una ragione sola: il canale interno che tracima non bagna il prato, bagna la muratura e il solaio. La norma lo mette in conto raddoppiando l&#8217;intensità minima. In cantiere lo si mette in conto sapendo che, quando il canale dietro un parapetto trabocca, l&#8217;acqua non ha un&#8217;uscita verso l&#8217;esterno.</p>
<p>C&#8217;è un&#8217;ultima correzione, e riguarda il vento. La norma permette di non contarlo, ma offre un&#8217;opzione che il Regno Unito ha adottato: sotto la pioggia di progetto le gocce cadono inclinate di circa 26 gradi dalla verticale, due in verticale per uno in orizzontale. La superficie che raccoglie diventa allora la pianta più metà dell&#8217;area esposta in prospetto. Una falda a 6 gradi raccoglie il 5 per cento in più della sua pianta, una a 26 gradi il 24 per cento in più. E una parete verticale che scarica su un tetto raccoglie anche lei: l&#8217;appendice britannica conta metà dell&#8217;area esposta della parete, fino a dieci metri sopra il canale. È il ponte fra questo capitolo e quello sulla pioggia battente: la norma dello scarico ammette che la pioggia arriva di traverso, e che i muri la raccolgono e la mandano sul tetto.</p>
<h2 id="il-collo-di-bottiglia-e-la-bocca-non-il-tubo">Il collo di bottiglia è la bocca, non il tubo</h2>
<p>Da terra la colpa va sempre al tubo, che sembra piccolo. Il tubo però non è quasi mai il problema, e i numeri della norma lo dicono in modo netto.</p>
<p>Un pluviale verticale lavora a sezione parziale: l&#8217;acqua scende aderente alla parete interna e al centro resta aria. La norma lo dimensiona con un grado di riempimento di un terzo, e per quel riempimento il prospetto delle capacità dà questi valori.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Diametro interno del pluviale</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Capacità a riempimento di un terzo</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Falda servita a 108 mm/h</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Falda servita a 180 mm/h</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>80 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5,9 l/s</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>197 m²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>118 m²</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>100 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>10,7 l/s</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>357 m²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>214 m²</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>120 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>17,4 l/s</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>580 m²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>348 m²</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>150 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>31,6 l/s</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1.053 m²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>632 m²</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 3. Capacità dei pluviali per diametro interno, dal prospetto della norma come riportato dal manuale del Politecnico. Le due colonne di destra sono un conto mio: la superficie che ogni tubo potrebbe servire alle due intensità di progetto, se il tubo fosse l&#8217;unico limite.</em></p>
<p>Un tubo da cento millimetri, pieno per un terzo, porta più di dieci litri al secondo: il doppio del nubifragio sulla falda dell&#8217;esempio. Il limite sta prima del tubo, nella bocca che lo alimenta. La norma calcola la capacità di una bocca a fondo piatto con due formule, come riporta il manuale britannico del 2003. Finché il battente, cioè l&#8217;acqua sopra la bocca, resta sotto metà del diametro, la bocca lavora come uno stramazzo. La portata allora cresce con il diametro e con il battente elevato a tre mezzi. Oltre metà del diametro la bocca lavora come una luce, e la portata cresce con il quadrato del diametro e con la radice del battente. In tutte e due le formule il coefficiente vale uno per la bocca libera e mezzo per la bocca con filtro o parafoglie. Con una bocca da cento millimetri e tre centimetri di battente si è nel primo caso: 2,19 litri al secondo a bocca libera e 1,10 con il parafoglie, perché la griglia, anche pulita, dimezza. Il tubo da cento porta 10,7 litri al secondo, la sua bocca con il parafoglie 1,10: circa dieci volte di meno. Lo scrive la norma stessa, nel punto sui pluviali: la capacità del sistema dipende di solito dalle bocche di efflusso, non dai pluviali. Una presentazione dell&#8217;Ordine degli ingegneri di Napoli riporta la frase alla lettera.</p>
<p>La forma dell&#8217;imbocco pesa quanto il diametro. Con un imbocco conico largo fino a una volta e mezzo il tubo, il diametro efficace è quello dell&#8217;imbocco; con un imbocco arrotondato è il 90 per cento. Il manuale britannico avverte che le didascalie della figura della norma, riprese dal manuale del Politecnico, rovesciano quel limite. Con il bocchettone comune, a spigoli vivi, il diametro efficace è quello del tubo. A parità di tubo, una bocca svasata porta una volta e mezzo di più con battente basso, e più del doppio con battente alto.</p>
<p>Sulla falda dell&#8217;esempio il conto si chiude così: sotto il nubifragio misurato servono cinque bocche da cento con il parafoglie, o tre libere, per tenere l&#8217;acqua a tre centimetri sopra la bocca. Con una bocca sola l&#8217;acqua sale, supera il bordo interno, e comincia il capitolo dei muri.</p>
<p>La regola pratica degli impermeabilizzatori italiani, come la riporta l&#8217;architetto Antonio Broccolino, è che il diametro dello scarico in centimetri, elevato al quadrato, dà la superficie in metri quadrati che quello scarico può servire: dieci centimetri per cento metri quadrati, dodici per centoquarantaquattro, quindici per duecentoventicinque. Lo stesso autore la dichiara prudente rispetto alla letteratura tecnica e rimanda per il dimensionamento alla norma. Il margine c&#8217;è davvero, e si può misurare: il tubo da cento a riempimento di un terzo porta 3,6 volte la portata di cento metri quadrati a 108 millimetri all&#8217;ora e 2,1 volte quella a 180. Ma è un margine sul tubo, e il tubo, si è visto, non è il limite.</p>
<p>Il manuale del Politecnico aggiunge due vincoli di posizione: un pluviale serve in genere non più di centocinquanta metri quadrati, e due pluviali stanno a non più di dieci metri l&#8217;uno dall&#8217;altro. Su dieci metri il canale, per pendere verso la bocca, scende già di circa cinque centimetri.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1143" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig4-il-collo-di-bottiglia.png" alt="Tavola con i conti della falda di 120 metri quadrati: in alto a sinistra le barre delle portate alle quattro intensità con i rubinetti equivalenti, in alto a destra il confronto fra la capacità del pluviale da 100, della bocca libera e della bocca con il parafoglie, in basso la capacità dei canali semicircolari per sviluppo commerciale e la perdita dei canali lunghi in piano" class="wp-image-4233" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig4-il-collo-di-bottiglia.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig4-il-collo-di-bottiglia-300x214.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig4-il-collo-di-bottiglia-1024x732.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig4-il-collo-di-bottiglia-768x549.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig4-il-collo-di-bottiglia-1536x1097.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 4. Quanta acqua scarica una falda di 120 metri quadrati, e dove si ferma. Il pluviale da 100 porta 10,7 litri al secondo; la bocca che lo alimenta, con tre centimetri di battente e il parafoglie, ne porta 1,10. Sotto il nubifragio misurato servono cinque bocche così, o tre libere. In basso i canali: uno sviluppo da 333 millimetri porta al massimo 2,25 litri al secondo se è corto e in piano, e ne perde fino al 40 per cento se è lungo e in piano.</figcaption></figure>
<h2 id="dove-trabocca-un-canale-in-carico">Dove trabocca un canale in carico</h2>
<p>Un canale raccoglie l&#8217;acqua lungo tutta la sua lunghezza, e la porta a una bocca. Per muoversi verso la bocca l&#8217;acqua deve accelerare, e per accelerare ha bisogno di una pendenza del pelo libero: la superficie dell&#8217;acqua è più alta all&#8217;estremità lontana dalla bocca e più bassa alla bocca. Il manuale britannico ne trae una conseguenza che in cantiere sorprende spesso: un canale in piano, o quasi in piano, tende a traboccare per primo nel punto di portata nulla, dove l&#8217;acqua è più profonda, e non alla bocca. La testata chiusa e lo spartiacque fra due bocche sono i punti in cui un canale in piano sfiora per primo, e da terra si guardano di rado. Gli angoli sono un caso diverso: nei canali a sporto tolgono il 15 per cento di capacità al tratto, nei canali interni fanno accumulare l&#8217;acqua contro il lato esterno della curva.</p>
<p>La capacità di un canale si calcola dalla sua sezione. Per i canali semicircolari la norma dà una capacità nominale proporzionale all&#8217;area della sezione elevata a 1,25, e una capacità di progetto pari al 90 per cento della nominale; per i canali a cassetta la formula ha un coefficiente diverso e due correzioni per la profondità e per la forma. Il manuale britannico fa l&#8217;esempio di un mezzo tondo da 150 millimetri di diametro, che dà 2,38 litri al secondo nominali. Applicando la stessa formula agli sviluppi commerciali italiani si ottengono le capacità di progetto massime della tabella; il diametro è la larghezza del canale che riporta la scheda tecnica di un produttore.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Sviluppo del canale semicircolare</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Larghezza dalla scheda tecnica</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Capacità di progetto massima, canale corto e in piano</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>250 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>105 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,88 l/s</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>280 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>127 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,41 l/s</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>333 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>153 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2,25 l/s</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>400 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>192 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3,97 l/s</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>500 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>250 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>7,69 l/s</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 4. Capacità dei canali semicircolari secondo la formula della norma, per gli sviluppi commerciali correnti. Il diametro è la larghezza del canale riportata dalla scheda tecnica di un produttore italiano, bordino compreso, quindi le capacità sono un limite superiore.</em></p>
<p>La falda dell&#8217;esempio, sotto il nubifragio misurato, scarica 5,47 litri al secondo. Un canale da 333, largo 153 millimetri come riporta la scheda tecnica, corto e in piano ne porta al massimo 2,25: meno della metà. Servono uno sviluppo da 500 oppure più bocche, che dividano la portata in tratti da non più di 2,25 litri al secondo.</p>
<p>Il canale però è di rado corto. La norma chiama idraulicamente corto un canale lungo non più di cinquanta volte la sua profondità; oltre, la resistenza fa salire l&#8217;acqua verso monte e la capacità scende. Il manuale britannico dà le formule di quel coefficiente, che riproducono il prospetto della norma: un canale in piano lungo cento volte la sua profondità perde il 7 per cento, lungo duecento volte perde il 20, lungo cinquecento volte perde il 40. La pendenza verso la bocca recupera e guadagna, fino a un massimo di dieci millimetri al metro, oltre i quali la norma sconsiglia perché la velocità e la turbolenza fanno traboccare localmente: con dieci millimetri al metro la capacità sale fino al 55 per cento in più del canale in piano. Sul canale da 333 dell&#8217;esempio, lungo dodici metri e in piano, con la profondità presa pari a metà della larghezza il rapporto fra lunghezza e profondità vale 157, e la capacità scende da 2,25 a 1,93 litri al secondo; con sei millimetri al metro verso la bocca sale a 2,65.</p>
<p>Il manuale aggiunge due avvertenze. La prima: le procedure della norma contengono margini di sicurezza, ma quei margini non vanno usati come protezione. Li annulla un canale posato fuori quota o fuori pendenza, o un po&#8217; di detriti sul fondo. Un canale nato con il 10 per cento di margine e posato con una contropendenza di un centimetro non ha più margine: sul canale da 333 dell&#8217;esempio, rifacendo il conto con la formula della norma, quel centimetro di profondità in meno toglie circa un quinto della capacità. La seconda: gli angoli lungo un canale interno non si fanno, perché l&#8217;acqua che gira si accumula contro il lato esterno della curva e trabocca lì; dove il canale deve cambiare direzione ci vuole una cassetta di raccolta.</p>
<p>E poi c&#8217;è la distinzione che regge tutto l&#8217;articolo. Il canale a sporto può traboccare in sicurezza lungo tutto il suo bordo, lontano dalla facciata: per questo la norma non gli chiede un franco, e l&#8217;appendice britannica lo dimensiona sull&#8217;evento di un anno. Il canale dietro il parapetto, il canale di compluvio e il canale a muro di confine non possono traboccare lontano dall&#8217;edificio; lo stesso vale per il canale a sporto con la fascia frontale più alta del bordo interno. Se sfiorano, l&#8217;acqua va dentro. Per loro la norma chiede un franco sopra il livello di progetto e raccomanda un troppopieno; nel Regno Unito l&#8217;appendice nazionale aggiunge categorie con tempi di ritorno più lunghi.</p>
<p>Sui troppopieni la norma dà un obbligo e una raccomandazione. L&#8217;obbligo sta nel punto sulle bocche: sui tetti piani con parapetto ogni area deve avere almeno due bocche, oppure una bocca e un troppopieno di emergenza. La raccomandazione sta al punto 6.4: sui tetti piani con parapetto e nei canali che non sono a sporto conviene prevedere troppopieni o bocche di emergenza. Servono a ridurre il rischio che l&#8217;acqua tracimi dentro l&#8217;edificio, e quello di sovraccarico strutturale. Il manuale britannico dà anche la formula della soglia sfiorante, la cui lunghezza cresce con la portata e cala con la potenza tre mezzi del carico d&#8217;acqua disponibile sopra la soglia: per i 5,47 litri al secondo della falda dell&#8217;esempio servono 37 centimetri di soglia con cinque centimetri di carico, e 80 centimetri con tre. Se il troppopieno è ricavato nella testata del canale, la sua soglia deve stare vicina al livello di progetto, per non entrare in funzione troppo spesso. Allora il carico utile si riduce a circa il 30 per cento della profondità del canale: sui canali lunghi con più bocche i troppopieni alle estremità aiutano poco nel mezzo.</p>
<p>L&#8217;architetto Broccolino, negli articoli in cui commenta il Codice di Pratica delle coperture continue, aggiunge la pratica di cantiere. Sulle coperture impermeabilizzate, scrive l&#8217;autore, è sempre consigliabile un troppopieno; il più semplice è un doccione con l&#8217;imbocco pochi centimetri sopra il piano di scorrimento. Una soluzione che lo stesso autore giudica molto interessante e funzionale sta più in basso: il troppopieno innestato direttamente sulla colonna del pluviale, uno o più metri sotto il solaio di copertura, che esce all&#8217;esterno con una curva a una quota di qualche decimetro più alta del primo innesto. Se il pluviale si riempie, l&#8217;acqua esce fuori prima di arrivare alla quota del bocchettone. E due regole di prudenza: gli scarichi che risultano dal calcolo si aumentano sempre di almeno uno. Quando uno scarico è collegato a un pluviale conviene interporre una cassetta ispezionabile, che fa anche da troppopieno se il tubo si intasa. Il Codice di Pratica, come riporta lo stesso autore, non ammette una copertura che non possa scaricare attraverso gli scarichi predisposti, e fissa le pendenze minime del piano di scorrimento: l&#8217;1 per cento in generale, il 3 per cento con l&#8217;elemento di tenuta autoprotetto con lamina metallica a vista, l&#8217;1,5 per cento con l&#8217;isolante a tetto rovescio o a sandwich. Sotto quelle pendenze l&#8217;acqua ristagna, e il ristagno sopra un canale interno lascia l&#8217;acqua più a lungo a contatto con i raccordi.</p>
<h2 id="il-muro-sotto-la-gronda-un-caso-dalla-letteratura-di-conservazione">Il muro sotto la gronda: un caso dalla letteratura di conservazione</h2>
<p>Che cosa succede al muro quando il sistema di raccolta non regge lo descrive, senza giri di parole, una scheda diagnostica del 2010. La pubblicano Roberto Cecchi e Paolo Gasparoli nel loro lavoro sulla prevenzione e la manutenzione dei beni culturali edificati, nel caso studio dell&#8217;area centrale di Roma. Per gli esterni di un tempio, scrivono, le problematiche più rilevanti sono connesse a un inadeguato sistema di smaltimento delle acque meteoriche. La causa è soprattutto un numero esiguo di pluviali rispetto allo sviluppo della copertura, con probabili contropendenze dei canali. Questo ha prodotto ristagni consistenti d&#8217;acqua e di terriccio nei canali di gronda. Il loro peso, scrivono gli autori, può aver disallineato ancora di più le pendenze e aperto nuovi punti di infiltrazione; e l&#8217;acqua rischia di entrare nelle murature sottostanti. Nella scheda della gronda annotano un forte accumulo d&#8217;acqua fra due discese, dovuto anche a un&#8217;interruzione del canale a cui non corrisponde un pluviale. Un&#8217;altra criticità riguarda le copertine in malta che raccordano i livelli di falda con la muratura, dove non sono coperte dallo sporto di gronda. All&#8217;interno trovano macchie sull&#8217;intonaco della cupola, che riconducono a infiltrazioni negli innesti delle coperture sul tamburo.</p>
<p>È la stessa sequenza che si legge sotto le gronde di case molto meno illustri. Pochi scarichi per lo sviluppo del canale; una contropendenza; il ristagno; il peso dell&#8217;acqua e del terriccio, che deforma il canale e crea nuovi ristagni; la muratura sotto che riceve tutto. Gli interventi che la scheda indica per l&#8217;esterno sono di manutenzione prima che di restauro: la pulitura dei canali almeno annuale, alla fine dell&#8217;autunno; le cipolle negli imbocchi dei pluviali; il completamento del canale fra due discese con un pluviale nuovo; la ripresa dei raccordi in malta fra le falde e la muratura. Per l&#8217;interno la scheda chiede misure ponderali al piede delle murature, perché anche lì l&#8217;umidità di risalita resta un&#8217;ipotesi da verificare.</p>
<p>Le guide di conservazione britanniche, che sull&#8217;acqua piovana hanno una tradizione seria, arrivano allo stesso punto da un&#8217;altra strada. Historic England ha pubblicato nel 2024 le schede sui sistemi di raccolta resilienti. Ispezionare con regolarità, fare la manutenzione ordinaria e programmare le riparazioni, vi si legge, è essenziale perché il sistema protegga l&#8217;edificio dal degrado causato dall&#8217;acqua. Le stesse schede consigliano una pianta della copertura che descriva come funziona il sistema: serve a organizzare le ispezioni ed è necessaria per fare i calcoli di capacità. Per i canali di compluvio, a cassetta e dietro parapetto l&#8217;ispezione da terra può non bastare, e serve l&#8217;accesso in quota. I pluviali collegati direttamente alla fognatura possono intasarsi, e conviene un terminale a scarpa che scarichi a vista in un pozzetto, così l&#8217;ostruzione si vede. La condizione del sistema va valutata durante e dopo gli eventi estremi. E una regola di progetto che vale come principio: il sistema di raccolta dovrebbe essere fatto in modo che ogni guasto sia immediatamente evidente. Un troppopieno che getta acqua dalla facciata segnala che lo scarico principale è chiuso, prima che la macchia compaia sul muro.</p>
<h2 id="lo-sporto-e-il-gocciolatoio">Lo sporto e il gocciolatoio</h2>
<p>Che lo sporto di gronda protegga il muro lo scrive una linea guida commissionata da un ministero britannico al laboratorio per le costruzioni, la guida del 2011 sulla sicurezza dei parapetti in muratura. E lo scrive proprio dove invita a considerare alternative al parapetto, per l&#8217;alto rischio di guasto quando le sue indicazioni non vengono seguite: uno sporto ben progettato ha molte meno probabilità di portare a penetrazione della pioggia, e offre una protezione migliore al muro sottostante. Historic England, nella scheda sugli edifici senza canali e pluviali, descrive le coperture tradizionali con sporti profondi, che gettano l&#8217;acqua ben lontano dai muri senza bisogno di tubi. Descrive anche le coperture con canale dietro parapetto che hanno solo doccioni per lanciarla lontano. La scheda romana usa lo sporto come discriminante: le copertine in malta degradano dove lo sporto non le copre, e reggono dove le copre.</p>
<p>Una quota minima di sporto non compare nelle norme italiane e britanniche citate in questo articolo, e non la invento: è un parametro di progetto che dipende dall&#8217;altezza del muro e dall&#8217;esposizione. L&#8217;unico appiglio quantitativo è indiretto, ed è il fattore di parete della norma sulla pioggia battente, che include lo sporto fra le sue variabili. La direzione invece è certa: più sporto, meno acqua sul muro.</p>
<p>Il gocciolatoio invece ha i suoi numeri, e vengono dalle norme britanniche sulle copertine, riportate da una guida di progettazione del settore laterizio. Il codice di pratica britannico sull&#8217;uso della muratura, la BS 5628-3, ritirato nel 2010 come riporta il catalogo dell&#8217;ente britannico, definiva la copertina come l&#8217;elemento in sommità di un muro progettato per allontanare l&#8217;acqua piovana oltre tutte le superfici esposte della muratura sottostante. Il cappello è l&#8217;elemento che non lo fa; fra gli esempi di cappello metteva il mattone di coltello e gli altri elementi, a filo o sporgenti, che non incorporano un gocciolatoio. La guida lo dice in una riga: gli elementi che forniscono semplicemente uno sporto non costituiscono una copertina. Le quote: il bordo del gocciolatoio ad almeno quaranta millimetri dalla faccia del muro, per il codice sulla muratura; quarantacinque millimetri di sporgenza per la norma sulle copertine prefabbricate, preferibili perché lasciano spazio a una gola larga dodici; e il gocciolatoio deve essere continuo attraverso i giunti di malta, altrimenti, scrive la guida, compaiono macchie a disegno in corrispondenza dei giunti. La stessa norma chiede alle copertine posate senza grappe una massa di almeno venticinque chili al metro. Alle copertine in laterizio la guida chiede giunti di movimento a non più di tre metri, portati fino alla membrana che sta sotto.</p>
<p>Il meccanismo che quelle quote governano è la tensione superficiale. L&#8217;acqua che scorre sul dorso della copertina arriva al bordo e non cade: aderisce all&#8217;intradosso, risale verso il muro e scende sulla sua faccia, dove la muratura la assorbe. Il gocciolatoio interrompe il velo e obbliga la goccia a staccarsi a quaranta millimetri dal muro. Quando manca, o quando una tinteggiatura lo ha riempito, la fascia di muro sotto il cornicione resta bagnata a ogni pioggia. Nei giunti fra le lastre, dove il gocciolatoio si interrompe, compaiono le colature a pettine che si vedono su tanti muri di recinzione. È lo stesso principio del gocciolatoio sotto una soglia, di cui ho scritto nell&#8217;articolo sulla <a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">vaschetta sotto la soglia</a>.</p>
<p>La guida britannica aggiunge un&#8217;osservazione storica: le copertine tradizionali erano elaborate e pesanti perché dovevano proteggere muri molto spessi. La loro forma, spesso ereditata dalla pietra, allontanava l&#8217;acqua dal muro, e con uno sporto alla base proteggeva la malta di allettamento e i corsi più alti; le copertine moderne sono piccole e leggere, e con le malte cementizie richiedono un progetto più attento per durare.</p>
<p>Resta il piede del muro. Historic England lo tratta nella stessa scheda: perché la pioggia non rimbalzi alla base dell&#8217;edificio, il terreno intorno deve essere in pendenza verso l&#8217;esterno e non deve offrire una superficie dura; ghiaia o un rivestimento morbido assorbono l&#8217;acqua e impediscono lo schizzo e il ristagno al piede dei muri. E un&#8217;avvertenza che in Italia si legge di rado: i drenaggi perimetrali annegati nella ghiaia, quando stanno vicino alle fondazioni, possono concentrare l&#8217;acqua al piede dei muri invece di allontanarla. Del terreno attorno al muro, e di quanto conti prima di qualunque intervento sulla muratura, ho scritto in <a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a>.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1181" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig5-sporto-e-gocciolatoio.png" alt="Sezione quotata di una copertina con il gocciolatoio a 40 millimetri dal filo del muro, la sporgenza di 45 e la gola di 12, a confronto con un cappello senza gocciolatoio da cui l'acqua torna sulla faccia del muro; sotto, il piede del muro con il terreno in pendenza e la ghiaia contro il rimbalzo" class="wp-image-4234" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig5-sporto-e-gocciolatoio.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig5-sporto-e-gocciolatoio-300x221.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig5-sporto-e-gocciolatoio-1024x756.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig5-sporto-e-gocciolatoio-768x567.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig5-sporto-e-gocciolatoio-1536x1134.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 5. Copertina e cappello. A sinistra la copertina secondo le norme britanniche: gocciolatoio ad almeno 40 millimetri dalla faccia del muro, sporgenza di 45, gola di 12, continua attraverso i giunti. A destra il cappello: sporge, ma senza scanalatura l&#8217;acqua risale sotto la lastra per tensione superficiale e scende sulla faccia del muro. In basso il piede: terreno in pendenza e ghiaia, per non far rimbalzare la pioggia contro la parete.</figcaption></figure>
<h2 id="il-parapetto-due-facce-bagnate-e-lente-ad-asciugare">Il parapetto: due facce bagnate e lente ad asciugare</h2>
<p>Il parapetto del tetto piano è un muro speciale, e la guida britannica del 2011 spiega perché nella prima pagina: ha di norma entrambe le facce esposte agli agenti atmosferici, quindi si bagna di più e asciuga più lentamente delle altre murature. I livelli di umidità più alti accelerano il degrado dei componenti. Per questo richiede più attenzione ai dettagli in costruzione e più manutenzione. Il risultato dell&#8217;indagine sul campo, condotta in diverse città britanniche, sta nell&#8217;appendice della guida: il guasto principale associato ai parapetti e ai timpani rialzati è la penetrazione della pioggia, non il cedimento strutturale. Gli autori non hanno trovato parapetti prossimi al collasso; ne hanno trovati molti macchiati di scuro per l&#8217;acqua contenuta, coperti di alghe, fessurati, con i materiali disgregati dal gelo e dal disgelo. Erano problemi maturati in anni senza manutenzione. E concludono che, su base nazionale, l&#8217;impatto economico della penetrazione d&#8217;umidità supera di gran lunga quello dei danni alle persone.</p>
<p>Un parapetto tiene se tengono insieme quelli che la guida chiama i dispositivi di gestione dell&#8217;acqua: la copertina in sommità, le membrane contro l&#8217;umidità, cioè quella sotto la copertina e quella al piede, e gli sfoghi che lasciano uscire l&#8217;acqua che comunque entra. Piccoli difetti in queste protezioni, scrive, possono portare a gravi ingressi d&#8217;acqua nelle parti adiacenti dell&#8217;edificio. Le quote sono queste, e sono tutte nella guida.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Elemento</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Prescrizione</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>copertina</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>gocciolatoi ad almeno 40 mm dalle facce del parapetto; fissata meccanicamente; giunti sigillati con un sigillante che assorba il movimento; niente intonaco sul dorso</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>membrana sotto la copertina</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>fra la copertina e il corso più alto; continua; giunti sovrapposti di almeno 150 mm e sigillati; sostenuta attraverso l&#8217;intercapedine; allettata su malta fresca; sporgente di almeno 5 mm oltre ciascuna faccia</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>membrana al piede del parapetto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>gradino di almeno 150 mm verso la faccia interna o esterna; sporgente di almeno 5 mm dal filo del muro; sovrapposizioni di almeno 150 mm sigillate; pezzi speciali agli angoli e testate chiuse</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>sfoghi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>giunti verticali aperti subito sopra la membrana al piede, a passo non superiore a 1 m</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>risvolti del manto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>almeno 150 mm sopra il livello finito della copertura, coperti da scossaline fissate; le scossaline passano sotto la membrana del parapetto</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>muratura</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>zanche a passo 450 mm in orizzontale e 225 in verticale; laterizi resistenti al gelo; malta cemento, calce e sabbia 1 : 0,5 : 4,5; nei parapetti in mattoni, niente intonaco su entrambe le facce; giunti di movimento come nei muri sotto</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 5. Le prescrizioni della guida britannica sui parapetti in muratura, ridotte alle quote. La membrana al piede è la cavity tray dei muri a intercapedine; nei muri pieni italiani il suo equivalente è la membrana che raccoglie l&#8217;acqua entrata nel parapetto e la porta fuori sopra il risvolto del manto.</em></p>
<p>Sul verso della membrana al piede, la guida indica come preferibile il drenaggio verso l&#8217;esterno, o attraverso il paramento esterno. I paramenti esterni, spiega, sono fatti aspettandosi acqua sulla loro faccia interna; se drena verso l&#8217;interno, l&#8217;acqua che il parapetto ha assorbito va a finire sul perimetro del tetto e nel paramento interno. E la guida avverte che quando l&#8217;intercapedine è riempita di isolante l&#8217;acqua può essere indirizzata verso l&#8217;interno anche se il progetto diceva il contrario. Sull&#8217;intonaco la guida è netta: non si intonacano entrambe le facce di un parapetto in laterizio, perché è probabile che si allunghino i periodi in cui il muro resta umido. Il parapetto intonacato dentro e fuori, con la copertina in malta senza gocciolatoio, è il parapetto che si vede su molti terrazzi italiani.</p>
<p>La guida chiude con una lista di controllo per la manutenzione: il parapetto è a piombo, dritto, non fessurato; non ci sono parti distaccate; non c&#8217;è evidenza di penetrazione d&#8217;acqua attraverso il parapetto; ci sono le membrane e le scossaline necessarie; l&#8217;acqua viene allontanata dal muro da una copertina adeguata, con il suo dettaglio di smaltimento; non ci sono segni di calcestruzzo che si sfalda, ruggine o movimenti ai giunti; il degrado è ragionevole per l&#8217;età e l&#8217;esposizione. E, quando si ripara: il muro ricostruito deve avere gli sfoghi e le membrane corrette sotto le copertine, altrimenti si è ricostruito il difetto.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1162" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig6-il-parapetto.png" alt="Sezione quotata di un parapetto di tetto piano con le tre protezioni: la copertina con il gocciolatoio a 40 millimetri, la membrana sotto la copertina con sormonti di 150 e sporgenza di 5, la membrana al piede con gradino di 150 che drena verso l'esterno, gli sfoghi ogni metro, il risvolto del manto di 150 sotto la scossalina; a lato la lista di controllo" class="wp-image-4235" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig6-il-parapetto.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig6-il-parapetto-300x218.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig6-il-parapetto-1024x744.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig6-il-parapetto-768x558.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig6-il-parapetto-1536x1116.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 6. Il parapetto secondo la guida britannica del 2011. Tre protezioni: la copertina con il gocciolatoio, la membrana sotto la copertina, la membrana al piede che raccoglie l&#8217;acqua entrata e la porta fuori, con gli sfoghi a passo non superiore a un metro. Il risvolto del manto sale di almeno 150 millimetri sopra il piano finito, coperto da una scossalina che passa sotto la membrana del parapetto.</figcaption></figure>
<h2 id="la-lattoneria-si-muove">La lattoneria si muove</h2>
<p>Canali, scossaline e converse sono di metallo, e il metallo si allunga con il caldo. La misura è nota, e sta in qualunque manuale di metallurgia: l&#8217;allungamento è il coefficiente di dilatazione del metallo per la lunghezza per la differenza di temperatura. I coefficienti vengono dal capitolo sulla dilatazione termica di un manuale dell&#8217;associazione americana dei metallurgisti: quello dell&#8217;alluminio è scritto nel testo, quelli degli altri metalli sono estratti dalla sua tabella. Fa eccezione lo zinco-titanio, per il quale uso il valore di 22 milionesimi per kelvin delle fonti di settore di lattoneria.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Metallo</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Coefficiente, milionesimi per kelvin</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Allungamento su 10 metri con 80 gradi di escursione</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Con 100 gradi</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>acciaio al carbonio</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>12</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>9,6 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>12,0 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>acciaio inox austenitico</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>17,5</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>14,0 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>17,5 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>rame</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>16,5</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>13,2 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>16,5 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>zinco-titanio</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>22</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>17,6 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>22,0 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>alluminio</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>24</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>19,2 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>24,0 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>piombo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>28</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>22,4 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>28,0 mm</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 6. Quanto si allunga un canale o una scossalina di dieci metri fra l&#8217;inverno e l&#8217;estate. Ottanta gradi di escursione sono da meno dieci a più settanta sulla superficie di una lamiera al sole; cento gradi è il caso severo che usa la letteratura tedesca di lattoneria. I coefficienti di inox, rame e piombo sono ripresi da tabella, quello dello zinco-titanio dalle fonti di settore: vanno presi come ordine di grandezza.</em></p>
<p>Il manuale di metallurgia aggiunge che la variazione dimensionale dell&#8217;alluminio è circa il doppio di quella dei metalli ferrosi. Quando grandi pezzi di alluminio sono fissati su un telaio d&#8217;acciaio o su una muratura, scrive, servono di norma giunti scorrevoli e sigillature plastiche. Una scossalina di venti metri in zinco-titanio, fissata rigidamente alle due estremità, non ha dove mettere i suoi 35 millimetri di escursione con ottanta gradi, 38 se è di alluminio: li mette nei fissaggi, che si allargano, e nelle saldature, che si strappano. E dove si strappa una scossalina c&#8217;è, sotto, la testa di un muro.</p>
<p>Le regole tedesche di lattoneria non sono in libera consultazione, e le riprendo da fonti di settore che le riportano. Fissano la distanza massima fra due giunti di dilatazione: quindici metri di lunghezza sviluppata per i canali in rame e in zinco-titanio, dodici per l&#8217;alluminio. E aggiungono la regola che spiega perché i canali si spaccano agli angoli: in presenza di angoli esterni le lunghezze si dimezzano, in presenza di angoli interni si riducono a un quarto. Un canale in rame che gira un angolo esterno vuole un giunto ogni sette metri e mezzo; se gira un angolo interno, ogni tre metri e settantacinque. L&#8217;angolo del canale sta sopra lo spigolo del muro, che riceve anche più pioggia battente del centro della facciata, come riporta la rassegna sulla pioggia battente.</p>
<p>Ci sono poi i contatti fra metalli diversi. Historic England avverte che i sistemi di raccolta metallici possono subire corrosione galvanica, e che fissaggi e accessori vanno scelti con particolare cura; e che la sostituzione parziale può compromettere l&#8217;intero sistema, perché è difficile collegare alluminio verniciato o plastica a piombo e ghisa. L&#8217;architetto Broccolino documenta due incompatibilità di cantiere: il contatto diretto del piombo con il cemento, che ossida e degrada il manufatto se la superficie non è trattata; e la lamiera zincata e l&#8217;alluminio, poco compatibili con l&#8217;adesione a fiamma delle membrane in bitume polimero. Per questo bocchettoni e doccioni si fanno in acciaio inox, rame o piombo. In lattoneria si tramanda a voce una regola sull&#8217;ordine dei metalli lungo il percorso dell&#8217;acqua. Non compare nelle fonti di questo articolo, e per questo non la riporto come dato.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1105" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig7-la-lattoneria.png" alt="Tavola con le barre dell'allungamento su dieci metri per sei metalli a 80 e a 100 gradi di escursione, e sotto la pianta di un edificio con i canali: la distanza fra i giunti di 15 metri sul tratto dritto fra due testate chiuse, dimezzata con gli angoli esterni, ridotta a un quarto con l'angolo interno" class="wp-image-4236" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig7-la-lattoneria.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig7-la-lattoneria-300x207.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig7-la-lattoneria-1024x707.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig7-la-lattoneria-768x530.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig7-la-lattoneria-1536x1061.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 7. La lattoneria si muove. Sopra, quanto si allunga un canale di dieci metri fra inverno ed estate, metallo per metallo: lo zinco-titanio 22 millimetri con cento gradi di escursione, l&#8217;alluminio 24. Sotto, dove vanno i giunti di dilatazione secondo le regole tedesche di lattoneria: ogni 15 metri sul tratto dritto senza angoli per rame e zinco-titanio, la metà con gli angoli esterni, un quarto con un angolo interno.</figcaption></figure>
<h2 id="la-pioggia-battente">La pioggia battente</h2>
<p>Non tutta l&#8217;acqua che bagna un muro alto viene dal tetto. Una parte arriva di traverso, spinta dal vento: è la pioggia battente, e la letteratura scientifica la indica come la principale fonte di penetrazione d&#8217;acqua nelle facciate. Ne scrivo qui perché il tetto decide quanta ne arriva sul muro, e perché la sua macchia si confonde con quella della gronda.</p>
<p>La norma che la calcola è la UNI EN ISO 15927-3. Come riporta la rassegna di Blocken e Carmeliet, discende dalla norma britannica del 1992, che aveva sostituito una bozza del 1984; la bozza europea del 1997 ha poi lasciato indice e mappe per un calcolo sui dati orari. Calcola due grandezze. La prima è un indice annuale medio, che governa il contenuto d&#8217;acqua di una parete assorbente come una muratura. La seconda è un indice di picco, o di spell, che governa la probabilità che la pioggia attraversi la muratura e i giunti. La formula dell&#8217;indice in campo aperto somma, ora per ora, un prodotto di tre fattori: la velocità del vento a dieci metri, l&#8217;intensità della pioggia elevata a otto noni e il coseno dell&#8217;angolo fra il vento e la normale alla parete. Il tutto è moltiplicato per due noni; servono almeno dieci anni di dati orari, meglio venti o trenta. Il coefficiente due noni è, in sostanza, l&#8217;inverso della velocità di caduta di una goccia da un millimetro e due, circa quattro metri e mezzo al secondo: la rassegna lo dice realistico per piogge di circa un millimetro all&#8217;ora, e da correggere oltre i cinque. Per dare l&#8217;ordine di grandezza: con un vento di cinque metri al secondo e un millimetro all&#8217;ora di pioggia, su una parete sopravento in campo aperto arriva circa un litro al metro quadrato in un&#8217;ora. Poi entrano i fattori di correzione: la rugosità del terreno; la topografia, che sulle creste e sulle scarpate moltiplica fino a 1,6; l&#8217;ostruzione degli edifici vicini; e il fattore di parete, che è il rapporto fra l&#8217;acqua che colpisce una parete e quella che passerebbe nello stesso spazio libero. Il fattore di parete, come riporta la stessa rassegna, tiene conto del tipo di parete, della sua altezza e dello sporto di gronda.</p>
<p>È qui che il tetto torna in gioco, ed è anche qui che il metodo mostra i suoi limiti, dichiarati dalla norma stessa: si applica in primo luogo a climi simili a quello britannico; non vale in zone montuose con rupi e gole; non vale dove più del 25 per cento della pioggia annuale viene da temporali convettivi, cioè da rovesci che durano meno di un&#8217;ora. In Italia la parte della pioggia annua che viene dai temporali convettivi va verificata stazione per stazione: dove supera il quarto, la norma stessa dichiara di non valere. Per questo qui la norma serve per il metodo e per quello che dice sul fattore di parete, non come fonte di valori: una mappa italiana degli indici di pioggia battente, calcolata con quel metodo, non risulta pubblicata, e i valori vanno calcolati caso per caso sui dati orari delle stazioni regionali. Non ne invento.</p>
<p>Quello che la norma dice, e che serve alla diagnosi, sono tre cose. La prima: il fattore di parete dipende dallo sporto, quindi la fascia di muro sotto una gronda profonda riceve meno pioggia battente di quella sotto una gronda a filo. La seconda: la norma assume che il fattore di parete sia lo stesso lungo tutta la larghezza della facciata. Le misure mostrano invece che la pioggia battente cresce dal centro verso i bordi. È il motivo per cui le macchie da pioggia battente si concentrano agli angoli e sui bordi dei timpani, mentre quelle da gronda seguono il canale. La terza è quella già vista: l&#8217;appendice britannica della norma dello scarico conta come area di raccolta metà della parete verticale che sta sopra il canale, fino a dieci metri.</p>
<h2 id="il-nodo-fra-il-tetto-e-il-muro">Il nodo fra il tetto e il muro</h2>
<p>Nei tetti piani, come riporta la guida britannica sui parapetti, la causa di infiltrazione indicata più spesso sono i raccordi con i muri progettati male; e la membrana non separata dai movimenti dell&#8217;edificio. La scheda romana riconduce le macchie sull&#8217;intonaco della cupola agli innesti delle coperture sul tamburo, cioè al punto in cui la falda si attacca alla muratura.</p>
<p>Le quote del nodo vengono da tre fonti indipendenti fra loro, che dicono cose compatibili. Dalla guida britannica: tutti i risvolti almeno 150 millimetri sopra il livello finito della copertura, coperti da scossaline fissate; le scossaline della copertura passano sotto la membrana del parapetto, e questo conta soprattutto quando quella membrana raccoglie acqua e la porta verso il tetto; dove il parapetto si accosta a un muro adiacente serve una scossalina di raccordo. Dagli articoli dell&#8217;architetto Broccolino sulle coperture continue: i tubi e i cavidotti che attraversano il risvolto devono uscire dalla parete ad almeno 15-20 centimetri sopra il pavimento finito, che è il primo piano su cui l&#8217;acqua scorre; se per ragioni architettoniche l&#8217;uscita deve stare nello spessore del pavimento, si ricava prima nel muro una nicchia impermeabilizzata, con il punto d&#8217;uscita ad almeno 20 centimetri dal pavimento; il passaggio attraverso la parete si fa almeno 5 centimetri sopra la sommità del risvolto impermeabile; al piede del risvolto va un elemento comprimibile in polietilene reticolato, che assorbe le spinte termiche della pavimentazione pesante, e non polistirene espanso, che si schiaccia; la guscia di raccordo al piede del risvolto non si fa, perché favorisce il distacco della membrana. Dalla norma europea dello scarico, con il verbo dell&#8217;obbligo: dove i tubi attraversano i muri esterni si deve realizzare una sigillatura a tenuta d&#8217;acqua; e i pluviali interni devono poter sopportare il battente che si forma in caso di ostruzione. La norma, cioè, prevede che si ostruiscano; e quando succede il tubo diventa una colonna d&#8217;acqua in pressione dentro il muro.</p>
<p>Da queste quote si ricostruisce la catena che produce la macchia in sommità del muro interno. Il risvolto finisce troppo basso, o l&#8217;acqua sale oltre la sua quota perché lo scarico non smaltisce. La scossalina di raccordo è sovrapposta nel verso sbagliato rispetto alla membrana del muro, e conduce l&#8217;acqua dentro invece che fuori. La membrana al piede del parapetto drena verso l&#8217;interno, o l&#8217;isolante nell&#8217;intercapedine la costringe a farlo. L&#8217;acqua raggiunge la testa del muro e scende. La macchia compare in alto, lungo il perimetro della stanza all&#8217;ultimo piano, e non al centro del soffitto: è la stessa geometria della diga di ghiaccio in gronda, per una causa diversa.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1162" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig8-il-nodo-tetto-muro.png" alt="Sezione quotata del nodo fra un tetto piano e il muro perimetrale: il risvolto di 150 millimetri sopra il piano finito, la scossalina che passa sotto la membrana del parapetto, la membrana al piede che drena verso l'esterno, l'attraversamento di un tubo a 15-20 centimetri sopra il pavimento e a 5 sopra il risvolto, l'elemento comprimibile al piede; a destra la catena della macchia in sommità del muro interno" class="wp-image-4237" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig8-il-nodo-tetto-muro.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig8-il-nodo-tetto-muro-300x218.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig8-il-nodo-tetto-muro-1024x744.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig8-il-nodo-tetto-muro-768x558.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig8-il-nodo-tetto-muro-1536x1116.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 8. Il nodo fra il tetto e il muro, con le quote delle tre fonti: risvolto di almeno 150 millimetri, scossalina sotto la membrana del parapetto, membrana al piede che drena verso fuori, attraversamenti ad almeno 15-20 centimetri sopra il pavimento e 5 sopra il risvolto, elemento comprimibile al piede. A destra la catena che porta l&#8217;acqua sulla testa del muro interno, e la macchia lungo il perimetro dell&#8217;ultimo piano.</figcaption></figure>
<h2 id="la-neve-e-il-ghiaccio-in-gronda">La neve e il ghiaccio in gronda</h2>
<p>Dove nevica e gela c&#8217;è un&#8217;altra via dell&#8217;acqua, e lavora esattamente sopra la testa del muro. Comincia dalla neve, che sul tetto è acqua non ancora scesa. La conversione è aritmetica: un chilonewton al metro quadrato di carico vale 102 chili, e ogni chilo d&#8217;acqua su un metro quadrato è un millimetro di pioggia, quindi un chilonewton di neve equivale a 102 millimetri di pioggia.</p>
<p>Il carico di progetto lo danno le norme tecniche per le costruzioni, che dividono l&#8217;Italia in quattro zone e legano il valore all&#8217;altitudine. Su una casa a mille metri in zona alpina, il carico sulla copertura di una falda a venti gradi vale 3,2 chilonewton al metro quadrato, cioè 327 chili al metro quadrato. Il conto usa il coefficiente di forma 0,8 delle falde fino a trenta gradi e i coefficienti di esposizione e termico pari a uno, che è il caso corrente. Sulla falda di 120 metri quadrati dell&#8217;esempio fanno 39 tonnellate, cioè 39 metri cubi d&#8217;acqua. In zona III, che comprende fra le altre Roma, Napoli, la Sicilia e la Sardegna, sotto i 200 metri il carico scende a 49 chili al metro quadrato, un settimo del caso alpino; nella zona I mediterranea, che comprende fra le altre Milano, Bologna, Parma e Treviso, sotto la stessa quota arriva a 122. La pianura padana non sta in una zona sola: Torino e Brescia sono in zona I alpina, Padova, Venezia e Mantova in zona II.</p>
<p>Contro un parapetto la neve si accumula nella fascia lungo il bordo, cioè dove stanno le bocche di scarico, e quanto aggiunga dipende dalla zona. Con un parapetto alto un metro, in zona III il carico nella fascia passa da 49 a 122 chili al metro quadrato, due volte e mezzo; nella zona I mediterranea da 122 a 204. A mille metri in montagna non cambia, perché il coefficiente di accumulo scende sotto il minimo di norma. In proporzione, l&#8217;accumulo contro il parapetto pesa di più nelle zone con poca neve al suolo.</p>
<p>La coibentazione cambia anche questo conto. Le norme prevedono un coefficiente che riduce il carico quando il calore che esce dal tetto scioglie la neve. La circolare esplicativa, però, lo sconsiglia in generale. Lo ammette, con una motivazione, solo dove il carico della neve al suolo supera 1,5 chilonewton al metro quadrato e la copertura ha una trasmittanza superiore a un watt al metro quadrato e grado, mentre i limiti di legge per le coperture stanno fra 0,20 e 0,35: per la norma, su un tetto coibentato il carico della neve non si riduce. Con un fermaneve, poi, il coefficiente di forma non scende sotto 0,8 qualunque sia la pendenza, perché la neve non scivola via.</p>
<p>Quanto pesa davvero quella neve dipende da com&#8217;è fatta. La rivista dell&#8217;associazione interregionale neve e valanghe ha pubblicato l&#8217;analisi di 12.112 misure giornaliere di densità della neve fresca, raccolte dai servizi valanghe regionali in dieci stagioni da 132 stazioni: la media è 115 chili al metro cubo, con un quarto delle misure sotto gli 80 e un quarto sopra i 140. La neve asciutta sta sui 104, quella umida sui 153, quella caduta insieme alla pioggia sui 178. In media dieci centimetri di neve fresca fanno poco più di un centimetro d&#8217;acqua, e il manto vecchio pesa di più, perché si compatta e trattiene l&#8217;acqua di fusione.</p>
<p>Al disgelo, o con la pioggia sulla neve, quell&#8217;acqua scende tutta in pochi giorni: nel febbraio del 2012, in Emilia Romagna, il manto nevoso di pianura è sparito in una decina di giorni. Se in quel momento le bocche e i canali sono ancora chiusi dal ghiaccio, l&#8217;acqua trabocca dal bordo più basso che trova, e il muro sotto la riceve.</p>
<p>Sui tetti a falda la neve produce anche un guasto suo. Una fotografia del laboratorio americano che studia le regioni fredde mostra due edifici ripresi a pochi minuti di distanza: uno ha ghiaccioli e dighe di ghiaccio in gronda, l&#8217;altro è pulito. La neve rimasta sul comignolo del secondo spiega la differenza: quell&#8217;edificio non era riscaldato, mentre il primo stava a temperatura ambiente. Le condizioni perché la diga si formi sono quattro, già elencate in una scheda canadese del 1967: neve sulla falda, aria esterna sotto zero, calore che esce dal tetto e fonde la neve da sotto, e un bordo freddo dove l&#8217;acqua che scende possa rigelare. Lo sporto di gronda sta alla temperatura dell&#8217;aria, perché sotto non ha la casa. Lì l&#8217;acqua di fusione si ferma e diventa ghiaccio; la diga cresce e a monte trattiene acqua liquida, che risale sotto le tegole e passa. La diga si forma dove finisce l&#8217;isolante e comincia lo sporto freddo, cioè sul filo esterno del muro perimetrale. L&#8217;acqua che rigurgita trova la muratura poco più in basso.</p>
<p>I ritmi sono lenti e il risultato è grande. Nel conto del laboratorio americano, con 41 centimetri di neve sul tetto, un soffitto di resistenza termica 5,2 e 5,6 gradi sotto zero fuori, il calore fonde circa 17 grammi d&#8217;acqua al metro quadrato all&#8217;ora. Su una falda in salita di sei metri fanno due chili e mezzo per metro di gronda al giorno, 17,6 in una settimana, 74 in un mese. Settantaquattro chili di ghiaccio per metro, su una falda a 45 gradi, sono una diga alta 43 centimetri. Gli autori avvertono che il conto trascura il sole e gli sbalzi di temperatura, e che sul campo hanno visto il ghiaccio crescere anche più in fretta.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1171" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig9-la-neve-e-il-ghiaccio.png" alt="Sezione di una falda innevata con il calore che esce dal soffitto e fonde la neve da sotto, l'acqua che scende lungo il tavolato e rigela sulla gronda a sbalzo formando la diga di ghiaccio, l'acqua trattenuta che risale sotto le tegole, e la membrana impermeabile che arriva ad almeno 610 millimetri all'interno del muro perimetrale; a destra le barre dell'acqua contenuta nella neve nei due casi climatici, la crescita della diga e il confronto fra le due regole di ventilazione" class="wp-image-4238" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig9-la-neve-e-il-ghiaccio.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig9-la-neve-e-il-ghiaccio-300x220.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig9-la-neve-e-il-ghiaccio-1024x749.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig9-la-neve-e-il-ghiaccio-768x562.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig9-la-neve-e-il-ghiaccio-1536x1124.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 9. La neve sul tetto e la diga di ghiaccio in gronda. Il calore che esce dal soffitto fonde la neve da sotto; l&#8217;acqua scende fino alla gronda a sbalzo, che sta alla temperatura dell&#8217;aria, e lì rigela. A destra quanta acqua resta sul tetto nei due casi climatici, quanto cresce la diga in un giorno, in una settimana e in un mese, e perché la ventilazione contro l&#8217;umidità non basta contro il ghiaccio.</figcaption></figure>
<p>Da lì viene la correzione che interessa chi progetta. Lo stesso laboratorio ha ricavato la ventilazione che serve a tenere il tavolato sotto zero. Nel suo esempio di riferimento l&#8217;area delle aperture, fra gronda e colmo, vale circa un centocinquantesimo della superficie del sottotetto: il doppio del trecentesimo che circola nei manuali. Il trecentesimo, scrivono gli autori, è nato per il controllo dell&#8217;umidità nei sottotetti, e rispettarlo non mette al riparo dalle dighe; con più isolante la richiesta cala, con meno sale. Nei tetti a falda abitati, dove l&#8217;aria passa in un&#8217;intercapedine stretta sopra l&#8217;isolante, contano anche le perdite di carico. Nell&#8217;esempio dello stesso gruppo un&#8217;intercapedine alta 25 millimetri non basta e sopra i 44 non si guadagna quasi più niente; nelle regioni dove il carico della neve al suolo supera 146 chili al metro quadrato, circa 1,4 chilonewton, Joseph Lstiburek raccomanda almeno 51 millimetri, il doppio del pollice che chiedono i regolamenti americani.</p>
<p>Contro il danno, e non contro la causa, esiste un rimedio costruttivo che in Italia nessuna norma impone. Il codice residenziale americano lo prescrive, per i manti a scandole e in lastre sovrapposte, dove la tabella climatica locale segnala una storia di ghiaccio in gronda. È una membrana impermeabile, fatta di due strati di sottomanto incollati o di un foglio autoadesivo di bitume modificato. Parte dal bordo più basso della copertura e arriva ad almeno 610 millimetri all&#8217;interno della linea del muro perimetrale; sulle falde con pendenza di 8 su 12 o maggiore, cioè da circa 34 gradi in su, deve coprire anche almeno 914 millimetri misurati lungo la falda dal bordo di gronda. La stessa raccomandazione sta nella scheda canadese del 1967. La membrana non impedisce alla diga di formarsi: limita il danno che fa, perché sotto le tegole l&#8217;acqua trattenuta trova uno strato continuo. La scheda canadese avverte anche che i fermaneve e i canali di gronda, trattenendo neve e acqua sul bordo freddo, favoriscono il ghiaccio invece di ostacolarlo.</p>
<p>La cura resta quella dell&#8217;articolo sul <a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">tetto coibentato</a>: un soffitto che non lascia uscire calore e aria, e una via perché quello che passa se ne vada. La macchia da ghiaccio compare in sommità del muro esterno dell&#8217;ultimo piano, dopo un periodo di neve e gelo seguito da un disgelo, e non dopo una pioggia.</p>
<h2 id="come-si-legge-la-macchia-dal-punto-in-cui-sta">Come si legge la macchia dal punto in cui sta</h2>
<p>Ogni via dell&#8217;acqua lascia il segno in un posto diverso, e il posto è il primo strumento di diagnosi, prima di qualunque misura. Nell&#8217;articolo sul pluviale murato ho descritto la firma della risalita, quella del pluviale che perde e quella della pioggia battente; qui aggiungo le firme dell&#8217;acqua di gronda, che completano il quadro.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Dove sta la macchia</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa la produce di solito</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Quando compare</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa guardare per primo</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>in alto sul muro interno dell&#8217;ultimo piano, lungo il perimetro della stanza, non al centro del soffitto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il nodo fra tetto e muro: risvolto basso, scossalina nel verso sbagliato, membrana del parapetto che drena verso dentro; oppure il canale interno che trabocca; in montagna la diga di ghiaccio</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>dopo le piogge forti, o dopo un disgelo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il parapetto e il canale dalla copertura, con la pioggia in corso</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>fascia orizzontale sulla faccia esterna, subito sotto la linea di gronda o sotto un cornicione</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il gocciolatoio che manca o è riempito, lo sporto troppo corto, la pioggia battente su una parete esposta</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>durante e subito dopo la pioggia, asciuga in giorni</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il bordo della copertina o del cornicione: c&#8217;è una scanalatura sotto, ed è pulita?</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>lingua verticale sulla faccia esterna, che parte da un angolo del canale o da una testata</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il canale che trabocca nel punto di portata nulla, il giunto della lattoneria aperto all&#8217;angolo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>dopo le piogge intense, con ritardo di ore</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>quel tratto di canale con la pioggia in corso: trabocca? c&#8217;è una contropendenza?</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>macchie a disegno sotto i giunti di una copertina o di una cimasa</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il gocciolatoio interrotto ai giunti</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>dopo ogni pioggia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>la continuità della scanalatura attraverso i giunti</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>chiazze diffuse sulla facciata esposta al vento, più fitte agli angoli e sui bordi del timpano</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>la pioggia battente</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>durante gli eventi con vento, asciuga in giorni</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>l&#8217;orientamento della parete e lo sporto sopra</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>al piede del muro esterno, su tutta la lunghezza o davanti a un pluviale</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il rimbalzo sulla pavimentazione dura, il pluviale che scarica a terra, il drenaggio in ghiaia addossato alle fondazioni</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>dopo le piogge; in estate quasi sparisce</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il terreno e il marciapiede: pendono verso il muro? dove finisce l&#8217;acqua del tubo?</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>colonna verticale su una parete sola, in asse con un bocchettone</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il pluviale murato che perde</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>dopo le piogge, con ritardo di ore o giorni</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>la prova della canna, descritta nell&#8217;articolo sul pluviale</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>fascia continua dal pavimento, che gira gli angoli e occupa più pareti</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>la risalita capillare</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>sempre presente, stagionalità lenta</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>la mappatura igrometrica a quote, descritta nell&#8217;articolo sulla diagnosi differenziale</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 7. La diagnosi per posizione. Nessuna riga basta da sola, ma la posizione della macchia esclude subito metà delle ipotesi. Le ultime due righe rimandano agli articoli dedicati: <a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a> e <a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale della risalita</a>.</em></p>
<p>Il sopralluogo che decide si fa con la pioggia in corso, ed è l&#8217;unico momento in cui questi difetti si vedono. Dalla strada, in poco tempo, si possono vedere cinque cose: un canale che sfiora all&#8217;estremità lontana dalla bocca; un giunto che schizza a un angolo; una copertina da cui l&#8217;acqua cola sulla faccia del muro invece di gocciolare; una bocca con il pelo dell&#8217;acqua sopra la griglia; un troppopieno che lavora. Se non piove, si fa piovere: una canna sul tetto, a portata misurata con un secchio, sul tratto di canale sospetto, con qualcuno sotto a guardare dove esce l&#8217;acqua. È la stessa prova descritta per il pluviale, fatta sul canale.</p>
<p>Due segni distinguono l&#8217;acqua di gronda dalla condensa, con cui viene confusa nelle stanze dell&#8217;ultimo piano. Il calendario: la macchia di gronda si ravviva dopo le piogge forti, quella di condensa nelle mattine fredde e serene, e un mese di annotazioni lo dice senza strumenti. E la posizione: la condensa cerca i ponti termici, cioè gli angoli, le travi, i cordoli, e si presenta a chiazze con la muffa; l&#8217;acqua di gronda segue il canale, e sta in asse con un tratto preciso di bordo, sopra il quale, salendo a guardare, c&#8217;è spesso una ragione.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1143" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig10-la-diagnosi-per-posizione.png" alt="Prospetto e sezione di una casa a due piani con le macchie numerate al loro posto: in sommità del muro interno lungo il perimetro, la fascia sotto la gronda, la lingua all'angolo del canale, le macchie a pettine sotto i giunti della copertina, le chiazze agli angoli del timpano, il piede del muro, la colonna del pluviale murato e la fascia basale della risalita, ciascuna con la causa e il primo controllo" class="wp-image-4239" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig10-la-diagnosi-per-posizione.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig10-la-diagnosi-per-posizione-300x214.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig10-la-diagnosi-per-posizione-1024x732.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig10-la-diagnosi-per-posizione-768x549.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig10-la-diagnosi-per-posizione-1536x1097.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 10. Otto macchie, otto posti, otto cause. La posizione esclude subito le ipotesi sbagliate: una risalita non comincia sotto la gronda, una condensa non segue un canale, un pluviale non bagna una fascia orizzontale. Per ognuna il primo controllo da fare, con la pioggia in corso.</figcaption></figure>
<h2 id="la-manutenzione-che-vale-una-diagnosi">La manutenzione che vale una diagnosi</h2>
<p>Una parte di questo articolo si riassume in una frase della scheda romana: pulitura dei canali di gronda almeno annuale, al termine dell&#8217;autunno. Le foglie cadono fra ottobre e novembre, e i nubifragi arrivano anche fuori dall&#8217;estate: il rapporto del Sistema nazionale per la protezione dell&#8217;ambiente sul 2022 ne registra uno il 15 settembre nelle Marche e un altro fra il 25 e il 26 settembre a Trapani. Un canale mai pulito lavora con la griglia in parte chiusa, e la bocca, già dimezzata dal parafoglie pulito, porta ancora meno: il manuale britannico avverte che bastano piccole ostruzioni per alzare molto l&#8217;acqua nel canale.</p>
<p>Il resto è nella lista di Historic England: una pianta della copertura con i canali, le bocche, i pluviali e i troppopieni, per sapere dove guardare; l&#8217;accesso in quota per i canali interni, che da terra non si vedono; un terminale a scarpa a vista al piede dei pluviali, così l&#8217;ostruzione si vede prima che il tubo vada in carico; un giro di controllo durante e dopo gli eventi estremi, che sono gli unici in cui il sistema lavora al limite; e il collaudo di ogni sistema nuovo prima di accettarlo, perché i calcoli di capacità sono sempre approssimati e la posa può annullare i margini. Dietro un parapetto il canale che trabocca manda l&#8217;acqua dentro, e la pulizia diventa parte della tenuta della copertura.</p>
<h2 id="la-tavola-interattiva-il-conto-della-gronda">La tavola interattiva: il conto della gronda</h2>
<p>La tavola qui sotto fa i due conti dell&#8217;articolo con i numeri che si hanno in mano. Il primo è il conto della gronda. Si parte dalla superficie della falda e dall&#8217;intensità della pioggia, che danno la portata. Poi entrano il canale (sviluppo, lunghezza, pendenza), la bocca (diametro, battente, parafoglie) e il pluviale (la sua misura). Per ognuno la tavola calcola la capacità. Il più piccolo dei tre è il collo di bottiglia, e la tavola dice se il sistema regge, dove trabocca se non regge, e quante bocche servirebbero. Il secondo è il conto della lattoneria: il metallo, la lunghezza e l&#8217;escursione termica danno l&#8217;allungamento, e gli angoli dicono dove servono i giunti. Le formule sono quelle della nota in fondo, e i limiti sono scritti sotto la tavola.</p>
<p><!--mxTAVOLA--><!-- ============================================================ TAVOLA INTERATTIVA - Il conto della gronda Blocco autosufficiente per WordPress (HTML personalizzato). Motore identico a calcoli.py dell'articolo "Il muro bagnato sotto la gronda non &egrave; risalita": portata Q = A i / 3600, canale semicircolare QN = 2,78e-5 AE^1,25 con QL = 0,9 QN, diametro pari alla larghezza della scheda tecnica, coefficiente FL dei canali lunghi, bocca Q0 = k0 D h^1,5 / 7500 fino a h = D/2 e k0 D^2 h^0,5 / 15000 oltre, prospetto dei pluviali a riempimento 0,33, dilatazione della lattoneria dL = alfa L dT e distanze fra i giunti. ============================================================ --> </p>
<div class="mxg" id="mxg-tavola">
<style> .mxg{--ink:#232823;--paper:#fbfaf6;--line:#3a3f3a;--blu:#3a5b8a;--rosso:#b23b3b; --verde:#1f7a4d;--ambra:#a06a00;--grigio:#6a6f6a; max-width:760px;margin:2em auto;color:var(--ink); font-family:"Segoe UI",Roboto,Helvetica,Arial,sans-serif;font-size:15px;line-height:1.45;} .mxg *{box-sizing:border-box;} .mxg-sheet{background:var(--paper);border:2px solid var(--line);padding:4px;} .mxg-inner{border:1px solid var(--line);padding:14px 16px 12px;} .mxg-cart{display:flex;justify-content:space-between;gap:10px;align-items:flex-end; border-bottom:2px solid var(--line);padding-bottom:8px;margin-bottom:12px;} .mxg-cart h3{margin:0;font-size:15px;letter-spacing:.06em;text-transform:uppercase;font-weight:700;} .mxg-cart .mxg-sub{font-size:11.5px;color:#555a55;margin-top:2px;} .mxg-cartR{display:flex;align-items:center;gap:8px;} .mxg-logo{height:34px;width:auto;display:block;} .mxg-firm{font-size:10px;color:#555a55;text-align:right;line-height:1.3;} .mxg-firm b{display:block;font-size:11px;color:var(--ink);} .mxg-h{font-size:11px;letter-spacing:.07em;text-transform:uppercase;color:#555a55; border-bottom:1px solid #d8d5cc;margin:14px 0 8px;padding-bottom:3px;font-weight:700;} .mxg-display{background:#232823;border-radius:5px;padding:12px 16px;margin-bottom:12px; display:flex;justify-content:space-around;align-items:center;gap:12px;flex-wrap:wrap;} .mxg-dcell{text-align:center;min-width:150px;} .mxg-dcell .mxg-dl{font-size:10px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#8a9490;} .mxg-dcell .mxg-dv{font-size:28px;font-weight:700;color:#7ec8e0;font-family:"Consolas",monospace;line-height:1.15;} .mxg-dcell .mxg-dv small{font-size:14px;} .mxg-dcell .mxg-dn{font-size:10px;color:#8a9490;font-style:italic;margin-top:2px;} .mxg-preset{display:flex;flex-wrap:wrap;gap:6px;margin-bottom:10px;} .mxg-preset button{font:inherit;font-size:11.5px;line-height:1.25;text-align:left; background:#fff;border:1px solid #c9c5ba;border-left:4px solid var(--blu); padding:5px 9px;cursor:pointer;color:var(--ink);} .mxg-preset button:hover{background:#eef3f8;} .mxg-preset button b{display:block;font-size:12px;} .mxg-grid{display:grid;grid-template-columns:1fr 1fr;gap:8px 16px;margin-bottom:10px;} @media(max-width:560px){.mxg-grid{grid-template-columns:1fr;}} .mxg-sl{background:#ffffff;border:1px solid #d8d5cc;border-left:5px solid var(--tinta,#3a5b8a); padding:7px 10px 9px;} .mxg-sl label{display:flex;justify-content:space-between;align-items:baseline; font-size:12.5px;font-weight:600;margin-bottom:2px;gap:8px;} .mxg-sl .mxg-val{font-size:14px;font-weight:700;color:var(--tinta,#3a5b8a);white-space:nowrap;} .mxg-sl .mxg-cap{font-size:11px;color:#6a6f6a;margin-bottom:5px;} .mxg-sl input[type=range]{width:100%;accent-color:var(--tinta,#3a5b8a);margin:0;} .mxg-sl select{font:inherit;font-size:12.5px;width:100%;padding:3px 4px;border:1px solid #c9c5ba;background:#fff;color:var(--ink);} .mxg-sl .mxg-chk{display:flex;gap:8px;align-items:center;font-size:12.5px;font-weight:400;} .mxg-sl.t-tetto{--tinta:#3a3f3a;} .mxg-sl.t-acqua{--tinta:#3a5b8a;} .mxg-sl.t-canale{--tinta:#1f7a4d;} .mxg-sl.t-bocca{--tinta:#a06a00;} .mxg-sl.t-lat{--tinta:#7a4b2a;} .mxg-tre{display:grid;grid-template-columns:repeat(3,1fr);gap:8px;margin-bottom:12px;} @media(max-width:560px){.mxg-tre{grid-template-columns:1fr;}} .mxg-q{background:#fff;border:1px solid #d8d5cc;border-top:4px solid var(--qc,#6a6f6a);padding:7px 9px;text-align:center;} .mxg-q.mxg-collo{background:#fdf2f2;border-color:#e0b4b4;border-top-color:var(--rosso);} .mxg-q .mxg-ql{font-size:10px;text-transform:uppercase;letter-spacing:.04em;color:#6a6f6a;line-height:1.25;min-height:24px;} .mxg-q .mxg-qv{font-size:19px;font-weight:700;margin-top:3px;color:var(--qc,#232823);} .mxg-q .mxg-qn{font-size:10px;color:#6a6f6a;margin-top:2px;font-style:italic;min-height:26px;} .mxg-q .mxg-qc{font-size:10px;font-weight:700;color:var(--rosso);letter-spacing:.05em;text-transform:uppercase;margin-top:3px;min-height:14px;} .mxg-verd{border:3px solid;padding:9px 12px;text-align:center;margin-bottom:12px;} .mxg-verd .mxg-v1{font-size:17px;font-weight:800;letter-spacing:.02em;} .mxg-verd .mxg-v2{font-size:12.5px;color:#3a3f3a;margin-top:4px;} .mxg-riga{background:#e8f0f7;border-left:4px solid var(--blu);padding:7px 10px;font-size:13px;margin-bottom:10px;} .mxg-riga b{color:var(--blu);} .mxg-lat{display:grid;grid-template-columns:1fr 1fr;gap:8px 16px;align-items:start;margin-bottom:10px;} @media(max-width:560px){.mxg-lat{grid-template-columns:1fr;}} .mxg-latout{border:3px solid #7a4b2a;background:#fbf5ef;padding:9px 12px;text-align:center;} .mxg-latout .mxg-l1{font-size:22px;font-weight:800;color:#7a4b2a;} .mxg-latout .mxg-l2{font-size:12.5px;color:#3a3f3a;margin-top:4px;} .mxg-tabbox{overflow-x:auto;margin-bottom:10px;border:1px solid #d8d5cc;background:#fff;} .mxg-tab{border-collapse:collapse;width:100%;min-width:520px;font-size:12.5px;} .mxg-tab th,.mxg-tab td{padding:6px 9px;border-bottom:1px solid #e8e5dd;text-align:right;white-space:nowrap;} .mxg-tab th{background:#f3efe6;font-size:11px;text-transform:uppercase;letter-spacing:.04em;color:#4a4f4a;} .mxg-tab td:first-child,.mxg-tab th:first-child{text-align:left;white-space:normal;min-width:140px;} .mxg-tab tr.mxg-qui td{font-weight:700;background:#f4ece4;} .mxg-tab tr.mxg-qui td:first-child::after{content:" \25c0\00a0sei qui";color:#7a4b2a;font-size:10px;letter-spacing:.04em;padding-left:5px;} .mxg-lim{background:#f5f3ee;border:1px solid #d8d5cc;padding:8px 12px;font-size:11.5px;color:#3a3f3a;margin-bottom:10px;} .mxg-lim b{display:block;font-size:11px;text-transform:uppercase;letter-spacing:.05em;color:#4a4f4a;margin-bottom:4px;} .mxg-lim ul{margin:0;padding-left:18px;} .mxg-lim li{margin-bottom:3px;} .mxg-nota{font-size:11.5px;color:#555a55;border-top:1px solid #d8d5cc;padding-top:8px;} </style>
<div class="mxg-sheet">
<div class="mxg-inner">
<div class="mxg-cart">
<div>
<h3>Il conto della gronda</h3>
<div class="mxg-sub">Tavola interattiva &middot; il tetto scarica, la gronda regge? E quanto si allunga la lattoneria</div></div>
<div class="mxg-cartR"><img decoding="async" class="mxg-logo" src="data:image/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAHgAAABPCAYAAAAgGwHHAABJsElEQVR42t29d5glR3nv/6mqTidP3p3NOUirtCgLowACkSWslTEYcA44g6/Tvf5Jsn0dLsbY2L4YfG0yRlrAYAxIllBOKMfdlbTavDM7eU7q3FW/P87po7PDguO18Z3nOc85013dVV3Vb6z3/b6C78G/669Hnn76LrFrdFpw2d1aCPTSNm960yuKl+wouBuXLW5bub6yc90GKaaPRWcVbeElOqq0/WRrtVIacKzYJImp2QWpawNxGW2bxXlEFIq27dLQhGnYEG3LkUdxvKkoFWKgVtqzuBg29u5tTBw8qh6ZP7qy/aHdt82DOWkMxiC561LJzJi54bnd5sYbMSxt9J/8J75XxnH99YgbLrtUnmpBz79qU/UP3rvpPNdK1up0dsVozbpisOqvdTOnnCkxNjSkwcpAS0gFkYYk02RJBkaiMzBaEyQZGolrg+MKMBlCWNjKwRIaRxmwActgEkO7qWj7oh7rNIwyeWhyxtzreMW9ifBm/u7W9oN//MePzZ70EAL0HZda3Wf4nljs/9QFvvnmXWp0dFpcfvndaf/xO7/+zlUm2be25Mq3LqulFyodb1q2zB23CxbICDDMTqccO5FyfDKm3jLZQtMwMdlgZjZjaiYjToRoNDKhM4W0hIgyQaupQGjKJYNtJ5hMGlsYylVhHCUYGzJm2ZjHimUuAzVBpYRcPV4Qq1YJRkYKIB3IEkxiOD6lZ7Up7FmYs58+3mj+feStOvC2t936Uv+aGrNL7d4N1123W/9nLbb4z2C/N9ywS8Du/C2HS6+3/uzaL22/ZKN7zUDJurA0FL2qVsxKbjklCwwTxwSHjkT66T0N/fxBn6MnEFNzQsw1MxEknpCigmWXqVarlCtlKuUqxWIBr+Bi2zaWZWFbFpblIBBkaUqSxqRJSpKl+IFP4Pu0Wj6NZotmvU2UNMl0g5JMzMiAYHjAmDUrUr1tk8WO7QNi/SpbrVvhQblA6vssLtrx/ELwWFpy79l3qPTF7//ADz/JYz+V5JR9xx2XWnfddbe+8cZvFzf/TyzwzTfvUrt2gRC7s/zYo7fteqWwn7tkwPXeXfXCLSPLpEVkc/RoysNPLJinXwyyJ/ZG4vmDiZxvFUWxWGVwaBkjoyMsG13F+PgoQwMVyuUCxaKHEBIhJEkSkyQJURgCkCQJmdZkWYYxBsexAYHjOIDBdT0sy8JSFspSZFlKGIa0Wm0W6i0mJk8wPT3N3PQcc/MztBonGCxps2Wj0adtdc2Z20ryorPLcuNqCUWXhVmtW756ab6VfmmyOXDv66/++VvguiynajjNCHGj/n9hgYW5eZdk126Ty9UvfOFtG9aWF944Vll8R6WoLxwcz8iahqf3xTz4ZCP92jcb4tkXtQyzoiiVRlg1vo5Nm9ewZs04QyPDKGUjUPitJq1mnZm5eRYX67RaLVqtBkmS0Gq1MAZ8P0AIQRzHaK0xxpBlGbZtY4yhUCigtcbzPJRSFAoehUIBr1CgWqkyMFBheHiEamUAr1RESps0i2gsznP48CQvvHSY40cP4jfmsFTdbN0kzOuvrOlXnlGzXrGtjDWQ0a5bTC/KZ+cX1J2H66Mf+/63f+3ZroImdu/eJa+77uUX/r/UApubdynRN/g7/+7Vly0bq/9ExWtfs2q5LBAonng+MrfcNp/d/q2W3HPAiCSuiXXrN3DGGaexfv0GhoaH0SKl1ZxjfnKW6dl5pqdnWagv0Gg2iKKYJAkxBkxXwkkpkFKhlMIYg5SyqwAJhBAYYxBCoLVGCEGWZb1vYwzG0DknBUYYXNvGtT1qpSoDAzVGhocZGV/GyNgAA7UKStrMLyyw/6XD7Hn2JQ4feAkhTphNG0rm0gtK+q2vqcqdp1lS1TyOHwujRqt069Fm7U9f98bb7ugpZjedPFff0wtszPUSbkQINJuuch/5SHJVubjwkyvK6RuqQxZTsynfuH0h++Iti+Kex9pSiRHWbdnKOWdsZcOa1ZRKFebnF5iZm+DgwSPMzdaZm5+i7YcYY4iikEqlRBgElMsV4jjFdV0AsizDdV3CMKRYLNJutymVSoRhiFIKIQRp2mkfBEGvTaFQIEkShBAopYjjGNd1abfaFIoFWq0WyuocN4BrO1jKYtnyZdSqNTZu3MjIyCiDgwOkacKhw4d46unneeHFFyE6wc6zC/qaq0b0W15bsFYtV/iLtj6+4NxzYM79y6uuWf4F2J0JAVpfL/+9Wbf491tYBOySHRkrePDWV/3QYDn8rTXDjS2FisWL+2Pzua/U9ee+PCuPTDhi1ZptXHDhdrZuOY2i69BYqHPo6GGOHD3C9PQ0gR+QZRlKdahRWAolJVJKRJ9CKoTq9m961GnMUnu1c7z//5yq+3+fbPIIDAYpZK+3Th8anXXkudYZSZIhlcIrOIyNjbFq1RrWrlnD4OAgaeaz/8VDfOuhJ3jp4F5WjRhz7ZuH9bvfWlan7RC0GwUOTadPzyxWPnD5W6/6HNyojUHecAP8eylj4t9ncXepXHm69QuXXbJy9cyvbBixri7IlL0HTPbpLy3ymS9OqBMLZc46fSeXvPJMhkaHCZoxLx3cz6GDR5hdmKPZWMRzXZIkoVyuEkcJbsEmSzOklCipiJMY13UIggDP8wjDCMuyMMagtcayLMIwpFAo4Ps+hUKBKIpQqvMi5BScU7nv+3ieR5qmCCGQUpIkSffenfuEYYjruj12blkWURTheR5BGGLbFkHgA6A1OK7N6OgYK1esZNuWbZTKRRYbi9z/4IM89cReKuWGefubB/VPXbucHadLlcWKF46phxeztT9z8Wv+7nGAO++81FpqPv6HL3CHajsi7bOffcfgjtrzHxwcS9+zeoWU+19sZh/53Lz49BcXZDMos/Ocs7jwoldQLFaZmZ7mhRdeZHJygna7jTEGy1IIIXEchzTNcByLNO1QcK4g5bIyn2DbdkiSBKUkWuuuDO4skG3bRFGE67qkadqTxflLkCQJjuMQxzG2bZNl2UltbNvu3SdJEizL6sltKeVJbTpj7vSRZRlpmvZeplKpxLJly9m8ZQvj4+NEUcCjjzzDQ488SlHNcu0blumf+ZEBc9Y2Wy3O2umUn+3eNzHyu1dfd8ceY5CAEeJfb0OLf4vZk2uAj33z8neNled+Z9VKtXZhUptPf3VGf/BjJ9TRaYuLLzyPiy88G+VWmDh+nH379jA/XycMQxzHRcqO3JNS9pSifgUon7ScbeZsO01TLMvqTWw/i87b5C9DTnk5m83vmV+ft5FS9hSw/Pr+71Ndn3/n1/SLhCRJAIiiCMd1qQ0MsGXLFjasXkWmDd965DHuu/cBRisRv/xjy/V73j4gx5ZLjp2gfWhy4P3f95b7P/pvpeZ/1QKbOy+1xOV3p9f/rzcsf/3pk3961qboOkspvnGfn37gw1PWvY/7bNq2lStedSEDtUEOHDnGC/v20mq0abUalMoVoiiiWCz2Fig3ZzzPo9VqUS6XabVaOI7TmyilVO+6VqtFqVQiCAIcx+nKRI3jdNh3fn2uZFmW1aMqz/Pwfb+nZBWLRZIk6YiBbh85iy+VSrTbbTzP671ouRjIz5XLZYIgwHXdHrdxHOekNo5r0263cF2XgcFRNm9Yz8Z162n7Pvc++DBPP/UkZ+1Q/NpPbUmvfU1mCQmHp71/+Mdntr/7ve/93MK/dpHFv9iu7VoZt92866J1a1/63KYV7XVzx7z0+o9Ny499clIWKuO87rWXsG7NKk5Mz/Hiiy8wNzffe/PzT2629CtI/b/z/3Nq7leOlipRSxWo/nsvVaq+7YH6FK2l1y5VzvqvySk95x55u1O1z1l/boenaYYQhoHBQTZu3MTKFeNMnZji1tvuYHZ6kh/eNWh+630j2fpVjnX0hHjx0NTK33nVm2799L+GZat/iYvxrrs6z/XgNy//9U3jxz65diQdfuAh0nf9xgHry7csijPOOIc3vOUKhFY8/cwennrqSeqLdbTRXVmp8H0f27ZpNBoIIWi1WiRJ0nNQACwuLqKUotFoAOD7fs9Z0Wq1kFLSaDRQStFqtdBaE0URURQB0Gq1sCyLer2OlBLf93uyMQg6zo/8+kajgZSSIAhI0/SUfeRjDYKgN47+c0opms0mWmviOMb3OwpXs9nsncufPX95wzAkCAIOHTxIq9VmYKDG+eeeRypjvv6PB8U3727ItasHsnO3WSNjteiaN79lq7d606Hbf/u3wVyPvPHuf94ii3/u4v72jWiD4Ik7X/3XZ6+b/NFWmJmPfDYwv/tHh6UWVS5/zfexetVKjh6Z5MChg4Shj5SqR7HGmJ48y2VYLi/zv5xal373y76lcjq/b65k5cf6Kav//6WyvL+P/uuXtumnwv42/TI5b5NTbS6X+69fylmyLMNog+M6rF2zhvXr1nFieopbbr+TtL3Ar/38uP7lHxvWA0VjPXes/DdX/+jge/fvvyXq14H+TRScL+7PvPe08v/54zV/fcZq/z1zzTh5340z8gN/OSlHx1fz+qsuw/MGePzxJzk2cbQjc7pyMX+wfCGjKOpRVe4n1l0/cRzHSCmJoo7pE8fxSV6mvH0uJ5VSPfmcy2ApJXEcf1ub/PrcHErTtHdOStnTfI0xvT7y+/S3yV+I/j76x5o/S/4c+Xhy7b7/OfJ7SiXx/YCFxTmmp+dYtmwlO07fyELD5ytfPyIOHU/keecXks3j0bmvfU122YVvuPyWd+z6fOPmm3ep3bv3mH/1Al9/PfK3fxv9juvPr/7Eq7NbXrExfuPhyTT90fedsL/wjQWxY8cOXnnJpcwuzPH8C3uZn5/H7tqktm33Jjx/aKA3MflD5xObU3A+of3aaz915r7k3ITJF6qfcvo14/779NvKuemT36ffBMo146UmUL44eR/5WPs19X5tPk3Tk8yspdzq5T7s7rNbNNt15ubmcJwSO07fgpAet991gEceDdQFZwymp23S6zw19bYtWzfe+qM/cevMP7XI4p+ycc9985u8P/2F47ddsjW7+IWX4uTd7ztif+tJn3NfsZNt209n4vhxjh0/jtEpQiqUspDyZSUkf5h+pal/EpYqQv0LdSolZ6lP+Tt5pJay0aWK06lY/dLrl7Lv7+QV62+79Fx/H0vHf7IY0UDn5cqyCFAsW76cdetW8cKLz/PwQ09y2mbFx/94Y3r+mcJ69ph96AH/wrN/8jUfa9xwA+I7eb7Ed1zc3Uhxncgeu/38r+7c4L/pxYNZ+s5fOGo98lyL887byZrVazh0+AizMzMkaUah4PXMk9yD5Pt+z0ZM0xTHcXr+4VarRbFY7LHRnKXl56rVKq1Wq+cnllL2HBylUolms0mlUsH3/Z55stRMajablMtlwjDs7SDlZlJu3uRmUs5O+02xZrNJtVql3W73PFk5dwqCoDfW3FzL+8h94rmZlZtk/c+aJMlJ/vLcJ54mKdpojNHEScaK5ctZs3Y1J06c4KGHHuG09Taf+JMt6XnnGOv5w+4D7/ylV1z26KPjGdx4Su36lAvcsbnuSZ/85vl/ddamxo8fPG4nP/jel+xvPelz3ivOYM26zRw9dozFhYWTzJ5+h0P+6afepSbRUqWj/80+lRm0tO2pKLVfwVlKvacyj74bhZ/q3L/ZdfhduM/JHMGQZSlZllGrDbBhzWoOHTvOI488zmmb4aYPb0p3nG5Zj+13PnXuFY+/p+su/rbIEXXqxb07/cJnzvmBi06Lf2/RT5Mf+ZVJ+56HGmzZupHVK9Zx9NgxTkxO9uRMvhPTbrd7JoiU8ttMmNwEsSyLZrPZM09y6guCoHfOsiza7TZSSsIw7ClRQRD0zKN+0yOO49448nPtdhvLsgiCoEdZOaW22+1em/4+siwjCILe+PM+cv0hV5R83+89c95G6445mJtrvu/3+lraRxiGvT7ybyEEYRh2Fc+X28zMTBMkCaPDI5SLimf3TfPMC6F89asKydbVYufrrlwr1my57c4777zU+uQnD+vvuMDGXC83bPhk9vlPX7Pz/LVzXxqppdZ/++MFddMXZ8XKFcvZvvV0pmZmaDbrnTCYPBzGtk+i4n6qtiyrtw239GPbNkqpTjSFZfV+Sym/7Vz/+f7r87Y5C+8/l/efs97+6/PrhBC96/vP59f13/NU/ee/+9su7eNU5/qvy7/7x3DSc1uKOIlIopRVK1YRRyHP7Jtjse6oN16m0mLJXHH+Ky/+hze95dbjxlwvb7zx7h4Vy365u3v3jcKYS60z15741Np1ovLZr/riY38zJaqVCus3bGR+cYG5udmefduvVPQrTzlF5r+XKkj9n/779P/O75sf6/cInerYUja+lG0vPX4qRWepV+s7sdT+Z/lOIuQ7iZRT2cJLv/s/+S6aLWwW6/OcmJlm9dpVDAxU+eTuE/zVZ2I5VhHmjFUHP/PRR3+yyO49oqsgn7zAsEtedx3ZvV+Of33riubpTzwXp7/6B0ck2mLT5s1EUcTc3FyPRUVR1GN5OevxfZ80TXueo5zdpGlKFEU9T5LWmjAMe+w792TlbLz/O01T4jgmjuPeffJ7L70+SZLemPr7yFlrnMS9e+bn8rFHUfRtfURhSJZmvT7ycXT6f3kc+fW5uHq5zcv95/fNx5lf1z+OfFy5SAuCoHdvQ0cMzc7O0WpGbFq/DizJ73z4uHzwoSDbtkVve8Xsc9d3IkN2yZOULHM9khswn/rUm1Zfuf3IvoGaca/92Qnx9dvnxcZ161i9bh3T01Md+1BZCAmIrl1o+qnV/JP+4qUUeipKOJWf+LspTEu9R6eyFYwBgUAYMMJ8RwVNCAnGYHrdGASCzgGDEQbRezbRncFTm3vfbczfiXKXmmL9ymuaph1HjZQsHx1hYuoEB146yKXnV8yX/2o8y0RBP3509JIr33D7Y3m8V2eL5YZdQojd+onbZ64fX0Xh47vr6T/eMWdVa1VK1QFmZ2eYmZmmWh2gXm9SrZQJ/Dau6xAnGWmWYdtWT+XPTZh+0yFNUwqFwkk7PeVyuecJyj0++SZ83uZU4TT95kX/btJSEyY3gYIwRFoWshsy63nfHrITxzGWtBBCEiYRXsEj8NsUiyV8v43n2WSpRiBRliIIA0rFIu12QKlcJuiaa0t3tfpNoNzJI4ToBQzkplSr1cLzvJ5HTClFEAQ9UzA3G/PjOtNUKlUq5RJ3P9wUn/hCVfzSz0ln1eLCbwnBW83N3ZesE866W//9p1+78aJtx/amliVf/64D8qnnAjZtXs9AbZBmYxHbdilXSrheZw83CWOiIKIdddgPxpDp9Dsa/bnczH3HS9/spQ6Gfr9zPxWfyvnw3cyfTrRkEdv2SNKQMGqTJebbnA/GaJS0KZVKOIUiWZoRhy1sy8FyHJIsoeW3EHGKLBYouyWkkPhhizgKuy5QeUqOc6rdqqW7ZUuDAJfeJ1dW0zQlzTKyNKVarREEi7z00jE2rFF88xNr9MCIJx7cM3bhVdfd8fDNN6PUzTefLoXYo9//Y6O/v3kr533mC7PZxz8/J8vlEiMjY7SaDaQlGVs+zNZtr2Dl+AaqQ8NkeKQY4qBJ4LdJdEoUxkgpeg6O3FzIzZj8zc33U5eGtOYOjdyUydvk/urcl52bJfl9cl907pfuBNl1TLBKucLY6CibVg9hdMT07CJGQxjmfuLOGOMoxi7YLFuxli2rh/GshEYrZnz1OKvHaogUpuYXSbOY0dFxtqxZwVDVYWJqljhOiaIYY3Rv1yrfMcrNtJxD5eZa7qrNzb58lyuX17mek8+DUqr3HXdleccV6hHHAZNTAcMjpezK1xRV0gqrf/GpE1+4+eZdUgqxO/uDPzh/1fLR6Ifqs9L87RfmlREOg7VBjMlI0pSB6jDr16zkknMTrrloH9defJw3XXiYZZVJgihCo0HIrotS9thQv7nUbwr0yxYhTnaU9F+n1FKt+mWqz/3PS7VwKQVKKkAjhaFcrjA0PMJb39hk54469QUDpH2aeJeiAM8p4Nhl3vya47zxymdo1tt4TpGrX3eCyy56ntbsAkJklFyHHTvmeM8PvIBkmraf9J6lX7vv50JCgFxy7jtZAaf69D9rx3yySZOELDPUalWEsPjbr8xaExOZGR20rvnEn161UYiuDH712QNXrFqfFr/+jwvpt54ILM/1KBS9niO+VLKRVpmtyx9ly9gLPH+0wrVXpWxfU+Inr/dpCZcKFqnTeZhOILlESre7gC8PMF9ozysgVWcRcyXFGIOSnbgsIQS24yIAmS+YVEjZeXkcx0UpgRB2jzXmE+G4CiE0XqFEsVykXLTYMDzF5OBBMCW0cXBcG9mNActfFte1SYIWHm0GCjF+a4Hm3CyjXotGqU4USmqmQpoI6tMZ21/dpuh2NOJSsdiN8OyKHylxPReBwHU782C7qvukovsc4LoeQkChUOi8DKqr5GkQTmdxHbczH5ZtY1m57ZySpoIs07iuh+davLA/4o570uyHfrjmbJmKrzSGA/L666+XBbf4AxTGzBf/cU7EBooFm7Rr9iRJTJQIJk8cxhKL/M3fCV7zrkl+9H0tdmxLuWCH5sTROdKkTaPRJkkSmosN4jij2WoSRwFB4NNu+8RJSKO+SJLGNJvzxFFIq+kThlF3o7zD6ltBC2MMQbtJlqYEYZswiImigFazY4I1m4vEcUar5fdMtXa7TRzHNJsN0jQj9EOkUMTJNMOFFtvWF2j40wS+oLHok6UZfrtNEkeEQUgS+cwtLNKMUhIjmJmdZWJugZmFFq0gYzEKWWzUWWg32T8xSSsU1NstgsCn0agTBG2CwO/cM4xo1JskaUaj2SBJQvxWizAICSOfZnORKE5oNBfQacZiY5Ewimg3fNrtgCgOaTabJElEfaFBHMU0FhcJgpigGyyQJCn1+hxZBrZtkRrNP3wzEoZBxlfU3i4ExnrCf6L0CyuWndeYTcXDj/tSCguvXMayXZRSuK5DsViiVoThQYeJuYxEe9z9sOGlCcPGtRpbSox0GBmtUikPUdlgIQUEfkzL90FkFLwyTqGIJwXCsrGkTZS2qLd9RBLjejWGa1XK5QrGlmQxNPxFGgs+QTiH63pUq6PYrkUahzTrTdp+iOvZGH2yaeJ5HpmG0YFBSm6V1avbYJqMDBiWjRVptUJGhweoDZTxCquxpUAri9XDYxhngFLxERbbUB4epOB52OU2Y+M2igTXK+BIl2LZxS6kOLYEoyiVC1SqYwwOjuE4IVFgqDcXCMMYzx3G8zw8r4BQEltJHJUSBop6MEsWKqq1IrZTgjSiFfgkUYpXKGFJyfDoCEWvAFoTxClJEpHGGWmWdj1lglK5TLMdcd+jU3LisEW14O380B++c6v1jrOHL6iOjgzcd99B89L+BWFZHnEUEwqfLEsxWhMnEUELhAqYOhHi2IM4jsaIMpiQJGmTpFUGSmXOPmcbSpUI2nDw6B5IEyxdYGRkiPFlW4lkm+FaGX9eMx/X8ScOoYTD8OggK1aNMFobJUpSMj3H/pcgzXwEHqvXrGH92s2YJGV65gTziy2ErWnN1VHK6XnP8nBZr+DRigWRFnjpYZyCpoRm5WjE49NQLbssW76ZsUEHt7iKVrrA8oFx0sijXIRmHRr1OpnOCNoJnueSpg1arQ6XClppZ5IjTRRHKFlm8+bNrF62gizxOTR9gmazgSskzSRk1eg6KgMFSoUKJXeYKGrTrM/QPhpSW1VgsDJApdyxbVsnjpCFIVHSYsX6TSxbtoxqbZRjMydgvkG2cAI/aCKEoNls9kwwz3WZmGqJ514S2WvffFrl4kviK6yztp95tTU4YO89ejALwkzVahYFt4xtK2zbolDwcJwi1YGFjqpueUglGF+1HMvVaA1CWFQHSpx94bnsXFvh7I17UO48N/1DyJ0PaMbGh9myYTvff/kLHFso0AjneeWbpzhy1OJTX5zhUH01ylK89tyXeMX2p4giiQ5CZi5O+MDHQlrZFk7begZnbtvLOWteYnLW8KGPhzx7QFAoFhFGYXh5j1lKiWMpBoaGcRzJjrUpzx/VOEpy/llF7nskoVYdYnh0lOteN8HM7CGSMGPZsgPYtmDNqqOsrMFf/9kYH/yL40xMarZsUkiZoZwUVILjWrgKRkY8nKOwefOZbNuygfO2PsH2FTPsPZjxkU+0OBwUGB2tsmL5KFe/ahopBAcXNBdv28+BQz6f/prL6LLNrFte4uztRzlwYJ7P/YMmKthsHl3LmdvPYP2qiO3rj7C4OM2Xb494ZkFSLpdI4oRKpdJNoCuQJSlBAPc8vMCV1yyn7B5aLivDI4MwwnN75rvaqURnCVnWoQgEZKnGsTRKGRoNQdn2GB0tUXINsTYYMlYvW8+Kms2rLniAwcoDDHKE/++nAzavPs5CHVLTZMXyA9jRw5wxvpdnn93DqrED3PBLhqz9HM89+yJ33/cSd99znK/e+iLtxUnWjc1x4vg8SnucvuZ5Xrn9Qe645ykKcoLf+KkIN5sjaGvSrGNG6cyAUWRao6RA4uA5IevGY+66L+O5FxVbN0qUSQmSiDgIWF48SkE+zHmb9vPck0/zN59+hiNHYhr1lMcfaXH86CL1dghSIjOQQuHZHrZQGJFh2Sme61EbHOSMDXvYedrj3Hn/ATatm+eXfjyj1ZogDQVZkjE8dARb3stY4WFM+ByvPHOSd785pu1P89oLHmDj6D386PdP8ZZLFggbdYbGRhlflvD6Vz7J8sojvGLTcX7rZxOGa7Ms1JtINFmWIIQhTROk6qhwe/YtCME4XmX126RmeCOsYv++RZHLsCTtbFdlWdb5nSZkoSI1Ia2WZvX6rWzeMEbFS5icTFHSxnKKnLvuWariELt+MeLCd8xy2wNtfurdinb7IJPTiywsxqwcb3NkOuAHf2mRt/9cA619LjuvydEjU3zmy21+8feavO9/tnjysOThvQWe2m8oFKf4vjOf5qavtPix35S85/0tli2TvPkyzezsdM8HnGUBme74v7EkUnjUihG1Yc23nonZ+6LP6escqlVotALa9QVmZtrs2AAvTE7xP/884tN/F3L/U5JnJiz+8C9mmGt6uI5CZymxdFgxvpUzdpzDyMgwJrOQWYxXHqDsTHPp6Xv4zKcifvQ3ZvnZ35zk7NMVl1/U4sDhGRbaC0wdT1hTC6m4dd768w1+44M+Z6ydZ+eme3lq7yRXvKPBBz46x+uvjBiuZNTbkp3rn0GkB3nbL8xx+TuP02g2+fkfgHp9nlaaYGKJNnRjuyxAMDcbS/QQA8NbT5fKGdmexsNMz9dFh4ItPM/DcZxOrqzjIS1DqQquKLJt+3I2bhrgLec2iZoBDz3eYmRkOcMDbc48c47P/33Es3tDGpHFBz4yzbZ1I7xih+HEzBxVy+LcHQU+cdMUiDIvHEr4xn0Zl5w3CKbNYLHE2jXbePWrzuHCM6s88nCLTDtcvDUm0SF/8bdNSgXF/uOSL31lnquvLFOsRKQpOI6N47jYlkupVMQrlKhVSwzVGrguHD6a8sz+kHVrC4wMpAigHcVkwNqVkr/+XECjnTE6UmWw6lJSFiWvzPiIx8BgjQFX86ozapyzvcaatS7j4zaO1B1RRoGzTmsx3wz48E0NCuUK33pMc8vdTa6+skTRUdRbIWESs+Vslzse9zl6xPCtJ2OmGwk/+GqXD318kok5xe5vBNRqRbZusCiYRU47vcGffaLBC/sFh6Ylv/2hBc47p8qOTTZBEFEqF7Esh2Kh0rWpBfN1n1azhFtYLazBgU3VMAY/0KITdRjTaiWUSmW0DtE6xWnHLDZbZM2Q9+xKsXiUc06z+MO/CNh3CMaWS4bKdQbsNvc8GWCpIls3bGA2XuTwXMQFOzT33X8IjeCex+D2ewNKXgVVGGFiKuXsTSmlcka9nbDhzFXsWDtFpSa55+E2dmGUdWsjHts3z8QBcDwJxSrfuK/Jm9+YsGJUc/BIg4GhlbhKATazs3VqI5J6K2DDSkN9rsHslCK1JY4ssnWtwx1PzBGEa9BWyj8+HHLrvRlW0aFQrFEqOmBOECcRXrnIwnzIlssyPv9XLu35fWjzEqqwgCNdWrEA3WbtskUefXKBoxOSoYoGdxm33Nfi+p8vUHCmOTFRIc0CXnhR8tnPL3RDmWqUPM3RWcORQ4Jy0UOjEdJmqJaShS+SJSXueFBRLMHoyEqabYv5+Tbn7VA8+mwLooxCuUijWcezPUDTbvs0fJfR4REsSzkmSUKRpgaQXdOo0Mt6d2yLou2Q6CKphjNGJc045u2/OMutd7QpVqoMDA6yYrnEjxMOH1EsX7mO8y/5PpSAycP3sXlDk1S3qPsDPPpMg1QrSpUClYERhqsp1cI8ZVcg3Bplt8TOzZoTcz6HpyyWjxZZvzrj8T0WjcRl9ZiHXauBLGPaPudsG6DZGuW88y5BWjaTxw7jeIJqaYiB6hAbV8+y94BGltcyvmqUhcUJztphc9/TVSCi4BV44P4ThLFgxYoq1WoNY9poISiWS9jKYdkQHJzwufGDU5QqFioVbFin+en3FIhDQcE1rB0VPHCXAikplz2KlQGCpEDR81mz0uH5wykjQyM8vGeC41OGVStHGBweQtk+e56eJkpChsfGGR+vII2PzjLOOMfh8PE6R6c0a1Zs4rLXvJowaBOqb7F2VQMdW5Sqnb2Baq1IEmqEkOhUYDIHpVysNGkKKcFSAtBkOiMMg164qi54BFnA0ak682mZr399kktfVeXRp1oEocVQ2UXJhDgKcKTmmisdlNNi05YXSf2QoYEmK1domvU5jk3bSOOACEkluJ7F1EybYklQKQrm4hiV+uzYHvLEYy2mFyQ7loNSEUeOdTYy4lQw4ErqTYMfOezYJqgN13jdK4+x6GccqJzgb78+SbU4jmCaSmWWLHH4wTe0WbbMxSuGbN/iEPh1tF6BTAVCVxCihUVHA1eWQmhIoxRBQrmSMTWj+NJtAeAAitO2wTveJZif1dh2SHVA8sRLIRaCMDEMFmzCdkqgDakO0FFInIVoaRB0QGEcz0GpkKlFmySRuJ5CGJACLJExNCCpFTTXXWmxZROsWreHyTmfaqGF7VgYE9JuNSgWa7TaEZbqeANtpbBUTJK2sOr1o/HgUM3xCvlGpUB1dy56wCRS4OHi0GDfRMQ58w7vftsQv/vhOlWvgK1c/DTBRXPVZS6CiJSnEalCFlKeP2jhFSooNAUrw1I2yrJwbIcg9ZAyxvUMVlZlcCBksBrxzN6ILLGwbEOmHaIow7IzpLApOi7SkrTSOYqVkNMGjnP5tn20Uphc4fDpLyfMNRqsXW9REj5UJW95FfjZIjrRrBxRDI0khL7BsjRKaCwpcCwX23YQOsAIgbIkaZahTMr8QoxleQxWC5TKw2xaH2GRYruSailBWi6tzKBkhut5lL0hqtUZpJIIobC8kKGBIpPHQsDC8yrYroVQgsW2weBRLBYYGCgiTIvM+DhaMlAs8s5rXSxrnszMs7xqEfqw50CKsDSWKIOxsC0XozsQU17BolhokaYJVhxNP+W65ryR4WInMBfZy5pXSnVC9ExGIgRxrHClxW33t7jy8gof+ps2UZZSTCEIDItZgR9+/yGm5sGxbCDtbLTbkiAsEviwYqUFVoxC4mCjHBtbCWzHQNNm+WiEymKeOQC2a6ENGAy1mkBnDspJsKwCniMxuNTnprGkwq4NUkgTVF2QZg3qjTrD5UEcV/LjvzrB4y/EgOBNl5W44f0jjI+GtP2YVHa3DaVAKVCWjTKSTGmEzDAILOPQCjo7PHaxwMjKFSwfrmPTQAtJ0e5sJrQXUoQs4XkWXtGmXK6h9DyOsMkMpEnC4lwIApRlUSm7OI5Dy08Ag2PblKoZSMWRmRaF8nI++vk6H/zrRYoFi0wYlAGBRZIqqqUCWClgUAqybqzDwGCZciVifn7aWMqafxHi87auHzbf7CpZWZYiZSeK0HUc/LCIjkMm5wzr1hT4y4/P8tPv3solOzT37ImwnSZHDsZYmWBs1OGFI4Zq0UHbBRzl4rmaYmmMethiTdFHmYQ4TIiziMkTTcoVxdCQy/7jLVaPKRZaCU/s09iOol7PWFg0jC5TGFKCKMFSColPyYE09fjY52e5/V4LP82IEsnMiZC16wwDxSnm4oiHn8+IkgKOZfH4cwnCM6wcznjyYAOT2RgtyDLTtf1TlAUporuVKEiztBPFgsboGFvYeF5KphVRmLFgZ2SmRNGV6EySpRK7YFMp+JjM4vCJGE+WqRQ0zbgAYoEw9im5ZaRJmZsDKTIyLSnINllm0WhKLJHSDsGPFFo6SMfFsWyyJEVaGY4LUaixSjGB3+7ZwaPDaKHmZGvx+HNWo3FsbiUldpw+0tvRKRRcbMfGsR0sy8J1bLQqMLs4y/ZNNZ47PM2jz/j8yA8Oc+9vRLgFl8kFxWIYcekFNg8+DSPLh1i5bjMXn1PF0vPc+4hFIo8yuszg2k0c28WyFLZVIzMLuLbF0LDLqmUhR49FLLYMy0ZcolQxMy9Yv9JlsBZSdkdxPMW68QEc2WBizuelY4JDUxk6BSMFq0aXMTRc44ytM0wcsdFIhiou1YEhpJMQthU7T7N54pBBKIWQCseRFIoe5VIRIecgkxQKFSxb4bgGiUQKSalUxbMlY2NV/MYkEoe6H5NlMDxoIayUoeEq1VKRnWcK5hfaLLRsVo9aVEuG45M+rtMJnhipSbI4ZWbGwitKHNthw7ihXZ8h8CWeAE92OOrqFWOcsW0np53TYu+zh3nwoRCnqFHCIctSSqUKrXYTEGzfXDKGI7Trx78kD7yw5/PJ3NFk03pP2k5nAz3wQ4LAp9ls0mg0CJoNZhd8piYTlo3ZlJTHRz4zxc6dVbasCpiYOs6BI/N86xnDFecPo0TAyNAyNixfy6vPbHDJ6VO8dPAwJyYjSoMengutZpMwbjE9VSc2irHRClncYPlYysOPt8gSSZwEmFhz2/2zbFnlsmpU0IoiRoaX4boJ0m2z78UYpSyGhzzGBoqsGC0yODZGsWqxZhk8/UyLJLJIs84CBYnLgRdDdm4rYxtDHIXoTJPGKX4QQ5pQLQvabUO9ESEtcEoZzcUOVYdBQpKmhO1O2qsfZLRagvnpjOXLAW0YGVnGcMFmx9aMh55KOHG8QW3IoVSWzCwGCGETRCmeG2MEnJhrgzCkqabg+kzN+xyeSIgsw9AwGBOzY8vpDC+vce2VC2wZbzM7X0cY0dldSyXNhk8ad+LeLzxvGJEcJdDNE/Jv75h9tlGfWNx5eiY2b6iZNE2xFViq4+goFArYtkWt7HJi1sGVIZu32Nz1gKC9KNn1/WVUkuCqIjd9ZZFt2z3e9toatfGVrFizgrHRRZ5+aZaFxYDZRQ/XNoxWQSiBZWuENUAYG2rVjLUrB1g+nvLisTJepcT69RvZsmUrew8PkqWKa650WblqO6vXb+UVZyiIBS+8oChVLDzXw6vWGBhexvjK1YyOWJSHM/bu7/ioSyUb17Zw3Cp7jtus21pgsAQVxyClQVgZtu2grE7MaeAD0sXxNMWSYnY2RUiLUrGAcBxWjJdopRpERKths/+Q5tJXeawcG2P9up2ctiVmoDLPl78eUKyMMjJsgaOZWhQUHI9qeYzhZYpQa+bmNQPVAbyiy+q1BeoJTM9lLCwKNmzwWL1uM9XxjVyw8whZa4a/v32easXDUhalsoOQKY4LYRyyfNQxZ232VP3Y4fqTzxy8Q24auqA1ebz5yPBYYM4/29XGCJIMojjqhZL6YUqUBDx3IEIow4YNhlag+ZsvLHD1a8vUCj6RSfnWE/DlWxf5o/8+ypljDcZKt7Nu5TxPPReThi1OTLQQYcZIVZPGkMYZC62IhWlYXsgoeHNEfsyJ2TbjoyXGBssUHJ+ZGc0nvtLiZ981yNsuWqScPcpbLjjO1+5dZGI+xlYSrR2MiXEsRei3GXTmEUHExHTa3W3KumFBKS/sjylaUC4sosqC47MxmVboRFOvt4kSHyk06Iy4FZG0IzQCozN0mhIEIXbaojEPflsRZClfvnWRK88a5afeXqTq3cvVr9rHbXe2ufORlKIrGC5FxL5kbtZgKUPoz1Ew87Rbgrm6BgNp0sQT88zO2KAFD33L8Kpzbd50kc/24ft528XT/O9PzbPvUIayEpJYE0YxaaJJk5QsTbj0omG9am3AYqO198d//O+ft2688Ub92gt/4POE9Te87XVD5hM3TRBFEUJKVDfUJIpjLJWx94WIdlJh64YyQi3w9W8G/My7PK69psqHPzlPrVzggx9rMj7k8N9++jDFWsz934q59Y4Ux3E5PNkktUdZubbMfc+EJFFGvbXAibpHdUgyXF5gxeA4f/77w8xNu3iFSZ7dn/Lokz6f3S3YsXGB9703JgunmJ0RfOwzPpbtYVsKKUFIiVQwNT1H5fyAlq/ZfyjAdcoIYZEag9AZ+/dnWMpl43hCpCz8xEamMSaJmJ6ZJgO8giLLNK1mk9qgS90HqQGdMXViDrvgY4RH3V+kUhV8/Z6Adz7a5ud+QtAK6jz/bMLv/vEiquDhRxGVksFvl2n6Ai01U9MTDNbKHDwWkWays9nfnKQ26HDnfU0QBW7+xwXe/PoRbvwNG5JF/uSTc3zqpojB4TLaSDSGJMtQmcSPYqQSvO6SspFWnaPH468bg1DGIHb//WlHVw8d/uGNK2XlrgcaHJnQolBQHUXIsbEthaU8Ym144N4Fnt4T4mubIICnng2Zm5NMLAqqRY92XOCrd0zx8JMNbr874mOfC5hpCWoDHq3E4sCBJkcnLOaaioLbUYAWGyF7Xww4OiU5ciTkoSfrHDzks/+lJvsPJbx0xNDODLc/ELL/hZAH9jT4vb8IePGQYmDAxXGLuK6D43aUwtCPgYTnnq/zyLPglYp4jottW9i2Rb0VMz3b4rkDKfsP+jy3L2KxbeMVixgjaLRaPLMn5NAxC6eYkKWGbz6Q0owVpWKBOAOhfJ54ZoHnDxsG3SqZZXPLvS32H2nzzTszbvjTOaabNqPlAlrZ2HbC0882eGZ/x8mhlGBuznDPvYvMtlwcpxN/feiw4J7HmqSJIk5cvnZvi2/e2+b/fL7B393i41VcCl6pEwYkBZKOrtLyQzautvid942JNBDptw6s+9mzz35uTuQgZg9/4xWfOe/s5J0f+uhs+r4bJi3HtigWSwgpKJWLZElCyasyMTeLJUEIg2db1BsZmoiBaoEkgXKtzMJindhXxImPYwtqlSKpMHhukcZ8HdtzEUpT9QqkWuGnIUk7JtOSKGx3kbQzEBY2GdWhEjguOjY0FxpkWiCtjGrNQ2DjOg6O7WCEwXMd/HaCzjRz9SalkkBKC8e2cWwbbTKMNMxOtVFS4fstXE/hFUsoZVFRNrPtNkJrLAVW0WFhLqbsWViuBAFFr8DiQgOJBJniuVVS0wYjmZsJ0UR4nkQ5gpo3SJi1UKJIvVGnWLBxHJs0jdGZJApjCpUSWRzjFF3qiyGuA67jkegYYxwaiz7ShqKncG0XyxYY0/FThEFInKS0201u+MWx9Pr/sdza81j61dOv2vMWY3Ypa/fuTqTL/MzyD8xOHfmBXW+uyP/z2QZ7XwxApLhOFSktChUXS0rWrF5GlmaksUYKTaki0BhEZpBWZzJXji1HZxFJViQzGQK36xUTlEsFNClGG5RwKFqKIh66lpDECVp7GC3QWdZ5Q6VCWhLbspElTa1WQCcCTIoRGmW5ON0kONEVKY5dJDMBxZpLFneUKMuyuwF/YDIorC6QRDGZLoDuBAbaroUlFOPVAjpL0YnAKEN5rYZUIJBIS6CkwC2MoDONTjUogy1HEESUyxUSHUGsQVpYDnhiGIByrUAWp50IS1npxEGbDJ0ZZLkCwlAulyHTaCykNNhSMDZcJtMakwoQBlTnOZM4xpaSehiyfpXDO64ZFM0ZmG45H+7Fo1933e7M3LxLXvXurz115Fjh71atcOX7f3QwBU0Ua5qtRZIoZmGhQZikNOstBJIoCUkNxHFCEiZkBtrtCK2h6TfRQhEnBoEDaJIkwgBhGCCxiMIEgyYIA3ScdhZVg227ZDrFLXpoYxBKoDPdxXwWpHGGZQviNEUpl6QbRxxGIX67TRzFNFuL6EwRtSOUEp0xdnOGWq2AVGcEfoSyXdJUIy1JZjRJkhFnmsgPQEOUBighSPxOvHWSRsRRTJpqwnYABoIwAC3wA58wkZ2c3liDZRHFIUYrfD/AGAjbAUmakqQZbd8nzVLarU5qattvorOMyA+JkwyjE+IowghJGCVIaRFlERpDHCcEQUDg+7SjCJ0l/Mg7y9nmrZ46ejS77/Jrn7zdGGQvbJZdpxljEDd9pPbbK5YFb9315rLafWvZ3HJXIoolSJIYZVlgDK7rIqWkVCx18Cy6mBwd37XCshQFr9BLzVyaCVgoFLGU1TG/ulTVyQfS35ZeainrJHSb/rROJTtplY5j90Jv83G4bidst1As9GK089BYpWQ326HQeY5S6SQknPw5pJKIbtpnfn3nN734Z8uyKJfLL4cDC4GxLCzbRgnRlbUKIbo7c67by1TIU2+LRXFSqmv/vOWga/lYi4ViF6wsJUoTkiyh3fa5+JwiP/XOFczPCI41K78uBOzevUvA7k52YQfCdpd8+3tve/bwXO33KqNK/dYvjmVjQzFxrNGpIU2zbsZ52pvIpXmtS7GZTwl8ZiCTBktZaBuMMhhlELbq5A+pzrfqfizbQSqFZatOfLUAZSmkJRBWh4V2sEEkVnfR+3NrbdvGcZy+Yy/n9ObHbdvuiABLYSuFNGAhUEIguztMncD+Ttxz533txn8ZsIRAaoNBYESKbUBLicGcBMyyNI21/9jJAf+q92K+/On0adAkaUqWxAR+RLFk+K1fHsnGhm11cJa/fN21D91/0030IJasl7N6dmtz8y71sfi0D1T3fenqi3eWzv61X1il33/DERnGKSaKsSzZRazpoMPkiWF5NGM/OmueguI4Tg9lx3FdojDAUx5+PcB1iqRRjFASKQRJlpyE5Rz4Pp7rkWQpWghsyyaKI3AlYdiFQow1ES1aYR1MR1bnUIQ5vGCOcpOnuOSJYcVi8aQ2AjCWwvYKFPA6iWWlEkEQ4rgdRB+DQVkuQRhTFIqW71PoJrg5tgVZSmgyhjOPMAoRBdHD6MjTd/pzkPL0ljwxLUfvyY/lSAGFQifRTUqJ32oRmYQkSfmNn12lr7q0LA8eYuZvH9O/0kXD06fE6DCmA0j94Ne//8yNK55/vOwKfvZ/TMqPf3FWlEoFPK+I5xVwXaeXub4UT+O7pU4KAcZ0NMDgnJC0plHGRdgGlMGoLoVK1Uvf1GmK0AJS0FkKmcYkGjSITNHyW1y27SK+f+sP4kct8u76oYzyseT5w/2JX/1pNlbBgelpnvnYJ5EiQQmJ0ZpCJpAmw8Jga42lM2yjcYzG1hqpNZYRJAIKicOcp7mpWGDa8bC07lgFS3A4+kVXvwg5VSJ6J59JEycxgR8Qtn3qrYCrX1fgMx9cmYaZp56Y8N585esf/Jq5GSWuo4fXZJ28KDfqrtn09IPfuOj9F65p/ckf/NpQcmgmsu+8p4kREj8IGKhWaWYZxWKxN5H9VNEPAuo4Ti991HXdDrpNtUS4ISFa3Y1+dAzSkeBYSMsilQJpKTACk0p0kkFqyGJDFmWYJEVHGSaGVuiz19vHRdfuZK278ZQvWx4z3Z/E3Y9I0ElfkdhWiVLZ4eFmi+c+/CcMjAxhIo2XGRydUNSaYqpxtaaoNaVUU85iXJ3RSTnu5BG3Worbxgs83ZhhWblCow9RKGfB/Sg7tVqNZrPZA2fNt2qDIKDgFWi2mti2RbPRBGlotHzOPdPlD39rVVKqCvvJZ9TvXvnGB792Zxck9p+JsnN3+sRXz/2rs88If/zgUZ2+6+cOWfc/FVIu23hOGafg4jgdE2Wp/O1P/1ya0Gy0QUtoXNUkXmEQlkDZVkcGOwqtRCcnx7KQQiK62XhZnCISg0k1aZwh4gwdp1iJYGpmgqvPeBN/++6bMVEK2iKTGt3VF3KqzTP/8mz6HOCsp4hZFuXSEGU75pbrfpDFJx6l4g5AmmAT4xpDMe0uuNGU0pSiTilmGZ42CAwWMKMc3jM2yl7XodDll0uT3PspuL++RD8yUf5idjL+Y4LQp9losn2ry2c+si7buclTL77AAz/xOwOvvusGUi67O1sKpXRKpLtPfOKwueGyS63x1z30lWvesGb9tnXhzvPPG0kfeHRRHp1IkKqb1d8dSJomgOilduZpjlEU9ag3SRIQEPg+ylb4G32ycgams/FgFAgpQL38EUqgRaegmbAMBgPS0AkP1B1o/8zgFDyeO7qXtctXc/6aC0kxOFJ1k9teBjv5p/BBbAsyMtzSICvPOptnv/plROjjSAulNRJQnQgIQGObzga8MoJCpnENSDSxkHypXOZgGOBZVg9tJ5ep/XCJ/amheXps/iLGcUSaJrTbbZIkpNmI2LSmwN9+aEu6c7u2XpowDz705Jmv/9OPfrV9/ccPnxIn65QLfOONcMMnDpsbTkeNv+WSv3/bm9NXnrG1vfFVZ1eS+5+K1NHjAVJqjM56GXVCdpKoc/T0HABtqZmUZbpDqes12gPbKCTdj1BIJLa0sIzCQqGMxDIWKrOwMgulLVRmUJlAZSC1wMZCAo8ceJwrNr6GkWKZKO5EcLxcTcWcspZDP7WITkALaRxRWbeOgm1z8O57wXPQ0iKRklQKtJBoJckQaGUTKUGmJLEQGGMxb3t8uVpk2hiKtk3WVUJzUy+fk/xY/1zlVJvpjChKOmlEcaeG0+aNDh//0IbsgjND6/mDtYnPfmv08l9835fntelYaP9itNkcu+Mz33hn5bzKvm9sXRddvO9glv7Sfz9q3Xpvi0KhSqFgcJ0ijlPBcjrmTz/bWYpuo7XGSIjtCOMZMi1RQoEAbTKk6oCAKSvPUOjauNqAEBitUUKSpSlSKrI+rMooDlhZGqfqVDCy4yDpR4LtR67px6rM8SyFECjZicOyHQcZp4QnTpCkQSeTQXf2W5WQ6CxDKYlJNLZQyFQjBUhSfCWYdYpE8uSc4HxelqIZ5Nq9EKLjJdQZYeiTxFk3a9LnvHM8PvZ7q9OztrrW85PmyG0Pll/3C7/y4L5/CnVW/HPQZm+8Ef3eP//z8k+e9fGPnLW89UPTDZW973/Nys/eNC0sp4i0Y6rFKiYTVGoVojCiVCoSRZ16CGC6dRgc2r5PqVzGr7cpugXCJOxq44okCigWPFqtNqVKuYe0nsQJQnScDkEYUioVabXaVCpl2m0f1+0ivguBJRXNVoNipUyz0aRcfrmszlLE935IxTzjPmeXXsGj1W4zPDBMM/Sx+6EMLUUQhFTKJVptn0KphB8EOI6L1hnSpJScIu12i0q1SruLR5LXhzgZ3b5JqdQZq1vwaPltpDbEYUg7ScniiKtfW+MD1y9LN62xrH2HCo9//sENb7zxV3ef6Hirvnt1ln8mXvT18sYbb9QgeODL535053b9k2kSZx/82Kz4Xx+dke1IUa46FBwP13WxXRvbcnr1GHpU3IWMl1qjhUAL0S1o1VXG6GA0ivy4WAL+mR/TfTCDueLSEcdIaVAIjFF0VduTzLZTwSguNWHyvgSm4y41J49DI17mJjJP6RZkout00Z2iWkJ+e8a+6YKSaW3QOut+a7I0IY4j4jghSiIadR/L0vzyDy8zv/Yzo+nAkGPvn7K/fsfj1g+99733Lfxz8aLFv6yoZIeLPHLrK9+3fUXrg8VSwNfvDbPf+P1p9cy+ANtxKBfKGJlRKBTA5ChyCq0NntdBwPGKJfx2m4Lndfaeu3Zg1HWU5EChOfJMkqQ9V14PuabVplTuAH3ajoM2uqNwOTbtHhhpo0edeemd3EHTDwLab8LkypDnFWj7PuVSZ6yd0jsZQoCyJGEYUCp1OEi5h7LjdOoqmU7mfhiGL4OzFkuEQdjN4O9gZ3U4Wgvbtmk1W52QonZIlEZsWWtzw6+uzq6+oqhsO+WJQ8N/dv5r7v+Ffq76f6lmQ6f41f1fe+3Vy0rz/3vjhmD86GScXv/BhvrE7ilhDBSKFTxPYSmJ67ooZXe27Lq4yLZlkWl9EvJ7D3GmKztzr05PdnbxqnLnRO7x6ceC7kdf70eX7zfbckWnv2pLvwzur7rSATmxyLLOuOiBnaoevnOWpSfhhSzFtupVjxGSLO2aa90SB6AJ/ZTURIRRRNBOgYRrXz9sfvdXlmdb12vrRF3Xj8w6f3DBlU//wb+maJb6Fy4wN964xxizS63Z8tW9Wy49+7Mu9jnrxpqb3nhZUZy1tZIdOpzKwxM+YZRiKUmaaoyBTHdMqTTtTFbuYepnlVmWYUmLOIl7k9dfVidvcyqk9n7HRafekuzha+XX97TlLnJPP/h4fp+lpXv6X8K8tmH+EljWyaV7+jdG+lHdOyXxdMfs0SlxnJGmCWHYIk0D6k2fJNKcsd3i9391PPv19y6XK8cz+eIR+5t7Dm5+8+VvvfurHS/j3ebuu/9lNZSsfx0k7u6s6/E6AebKB/7+8p/cONz+wLVvciuvvLCm//rz0/zlp2bksZkIVJtqoYbWCVkpI9EZxpR7rDKfoKW1iPItRilf9tv2o7nnWnA/FH/uE0/TBNu2eqw5vyZ3dizVonMzJb9PjtTe/91f38EYyDKDELKrPNLzt+fX96PcdsrqKMIoQWhDHEXEOiMOU7IsYXRA8RM/NKZ/7O01s2GNUNOzsf/soZE/OuPSu24AYe6881JLiBvT/5TKZ7nD6rN//Y4N56x56TeXL/N/bLCW8cRzWfaXn54VX7plUc4uZEjVQbtxbJCW15PNtp1vx72MFP+yfzv3hH07/F+/ibEUa3npzs1SYLZ+xPnvVjZnKSjpy2xXnqS0ddDaO2XkTZ9rNF/0LNNkSUKsI5JYEPptkjSmVnV4w2s8/YvvGjYXnF1W7VgwMS2+sudQ5Tevftd9e4xBfDc09/+w2oX9RZtu/8z5l69ckf7JppX6TEvBY3tb2Wf/rs5NX51VEzMdXKpisVOY2bZtEB1Pk+vYXf9sqaucVLq7U0WyNMWgTypIlftu/VNACOZQiM1ms+cT75hr9OoS9sMllkqlnhcu98DlClilUnnZXOsCreWwjcVikVazY2b5QYBl2WRZ2qP4DsiZJIrCTmpLOwUEI4OGt101qH/kbUPmgnOVEji8eNTsmzMj/+OiS7/5xe+Z2oWn0LI7ZWVPu9558s/vu6bkLfz6mjFztmNnPPN8O/v4l1rccntL7t3fFiCwlEvB6+A/SeWipMKyOy5Ky3KQQvbAzfLf/crMqQA+v1MdiFPBAy4tvdNfY2EpsGk/VLIQkGVdD1hu8mQxOsvIUkizhEx3gvWiICFKY8Cwea1rXnN5Vb/72kEu3GEpEoujM+qJdlb78//vw/rm3bvvbn1PVh9dWtPwB67bnRmATT/v3vnhp69ZOdx+74qB+PtK5ZSjRwx3PNRKv/S1urznUV8uLqaAg2ULLEvi2hKpJbbjkhmN5di9ic/laQ7a2QMR7crXfGeofz84p7xc0873g3vVQ/v3g7usOa8fnO+GdQph2j0KBtlX3ifAshyiOETJDiRinCYksQASKmXFhWfa+pq3LdNXXFCwtm6w8VuGIye8p08sqg9c/v7zd7P/z6JTFdX+Xq4ALszNu+TLgxXc940r3jrmTv7wwKB51eiwHEpTwQNPxfrOe1rm7vvr4tFnfdn0TVexF5RchRAKYUmk6kRRWJbdK8mel7zJy9PQzUJUlkXaPZckCa7jkOammAFtTE/Ddl33JEWs08Z00XPtHq5mFMVI1XGP5hDKSZIglSSJIoSwaQUhmA5HLRUkZ22r6O+7sGxe92opvm/HsLSKmqmFJJ6ZK9yeUP3Yzive+w9wXZaX50Xs1gLMf5kS7/0Lza7dOnfi/MmfXLHs3C3yp8bKU29bNcpZhQGb5nzE8y9q/c37F/RdjyXy6Wd9MTEdiJcxmS1c28Z2DZayEUYiVMebJCRI0Q2pQfS87p0wm078VMfzZfKIA6AT4CcVPRA1Ywwa09mD1p3AXaMzDJ3iGNIIMlKyTJAkKWGcdIoFd31by4eVOfP0AXPxK5R+3aUluX19SdZGFGk75dAJ+6VmVPzC4y82P/7j733m+SWl3b+tkMZ/pQV+WYbdvEuxa7d52Xdq5O03v/LVw9XsXUMj0TnD1WRHqSTJIs3T+3wOHiN7+Im6eeDxtjg8aeT0VCrCKDsJqF5KCylMB7NSdt5/27ZJdYdy4zjBsfPiz50F1lpj2ZI07qSnxnGEbdnEWYpEdjL7tQFhiNMUjIPOwm6fAkhxLBgb88z6VVpfdJZndp45wsb1yjptm0XRs4lbhummeXa+7TxxZJbP/tFNG++/e/fuVtcikOzeJf5vL+x/+AL3m1Z33XWpOllD3KVu+/LCVWOFxunlgfTtNS9dP1QRA8I1pL5kcibhkafm9aEjqT5wxOaZfU1xfCqQ0wuIMO44Nk7eCRTdT74onQVDqA4Fm3xuZW9v99vnWmBbAs+V1KrSbFyh9GlbSqxf4Zk1ay2188yC2DBuo4oWiJiFKdGuh9bEXCP+Ytsfve/S7x+9BV6Wp+bOS60b7rpb/3spT9+zC9zf980375K7doEUXaWs61z70/950egFZ8WvqRasC3Xqnze+LDu9VLSq7qCG1NCaS1hsaebqGRNHMRMnYj0xHzEzl7FQ16IVQb2R4rcSBEIiFHOLETrTYCSW1NQGPTreR02pKE25pEypJBgckGbZgM34iMPKcaVWrPAYrAkGa4LqiAEFSV3hR/hTU/opY7uPtGPnyTufaN3+K7/inYDHkh4L1rvU7t2wq09E/YdPMt8bf+Lmm3fJ0dFpccUVd6dL6089fs+u0X2HXjpjZbVw8fp12da03V6XaWt9pRqvGCwhHCW7BGu68dGCZjvFD7qOCDo4VWkqMHT2rCtlgYVBa4tyNaJQcHGkDaKjSBktiENFFCnqDX9WKm9fIovTk7PBvsVQfr1YXHP48jd8+dhSyjdml2I3/Eex4P8qC7y0CDV33XWpuuwykPLbFxzg/Kuuqn74v3ubh51kZGpiYYstW2Q63FgqlU8bGiqscp0ISxrRbKXrdKY9W6nOhrwMyTKLxGi0ERijdLli9uusnE1M+gthFD2tpXo+iq1kw9rVz4Z+If74p54+/IG/eX7i2z1eoPWl1l13wV0d9mu+Fxa1/+//B8yfOgHybCE9AAAAAElFTkSuQmCC" alt="Renzo-ArtHome"></p>
<div class="mxg-firm"><b>Renzo-ArtHome</b>Tavola G.R-01 &middot; fuori scala</div>
</div></div>
<div class="mxg-h">1. La falda e la pioggia</div>
<div class="mxg-preset" id="mxg-preset"> <button type="button" data-i="20"><b>20 mm/h</b>temporale ordinario</button> <button type="button" data-i="40"><b>40 mm/h</b>temporale forte</button> <button type="button" data-i="108"><b>108 mm/h</b>progetto italiano, valore basso</button> <button type="button" data-i="164"><b>164 mm/h</b>nubifragio misurato nel 2022</button> <button type="button" data-i="180"><b>180 mm/h</b>progetto italiano, valore alto</button> </div>
<div class="mxg-grid">
<div class="mxg-sl t-tetto"><label>Falda in proiezione <span class="mxg-val" id="mxg-va">120 m&#178;</span></label> </p>
<div class="mxg-cap">la superficie in pianta che scarica in questo tratto di gronda</div>
<p> <input type="range" id="mxg-a" min="20" max="400" step="5" value="120"></div>
<div class="mxg-sl t-acqua"><label>Intensit&agrave; della pioggia <span class="mxg-val" id="mxg-vi">164 mm/h</span></label> </p>
<div class="mxg-cap">millimetri all&#8217;ora sui pochi minuti che contano per un tetto</div>
<p> <input type="range" id="mxg-i" min="10" max="200" step="2" value="164"></div></div>
<div class="mxg-display">
<div class="mxg-dcell">
<div class="mxg-dl">la falda scarica</div>
<div class="mxg-dv" id="mxg-dq">5,47<small> l/s</small></div>
<div class="mxg-dn" id="mxg-dqn">328 litri al minuto &#183; 120 m&#178; &#215; 164 mm/h / 3600</div>
</div>
<div class="mxg-dcell">
<div class="mxg-dl">come rubinetti di casa aperti</div>
<div class="mxg-dv" id="mxg-dr">27</div>
<div class="mxg-dn">da 12 litri al minuto l&#8217;uno</div>
</div></div>
<div class="mxg-h">2. Il canale, la bocca, il pluviale</div>
<div class="mxg-grid">
<div class="mxg-sl t-canale"><label>Sviluppo del canale semicircolare <span class="mxg-val" id="mxg-vs">333 mm</span></label> </p>
<div class="mxg-cap">la larghezza della lamiera prima della piegatura</div>
<p> <select id="mxg-s"><option value="250">250 mm</option><option value="280">280 mm</option><option value="333" selected>333 mm</option><option value="400">400 mm</option><option value="500">500 mm</option></select></div>
<div class="mxg-sl t-canale"><label>Tratto di canale fino al punto di portata nulla <span class="mxg-val" id="mxg-vl">12 m</span></label> </p>
<div class="mxg-cap">dalla bocca alla testata chiusa, o allo spartiacque fra due bocche</div>
<p> <input type="range" id="mxg-l" min="2" max="30" step="0.5" value="12"></div>
<div class="mxg-sl t-canale"><label>Pendenza verso la bocca <span class="mxg-val" id="mxg-vp">0 mm/m (in piano)</span></label> </p>
<div class="mxg-cap">millimetri al metro; fino a 3 il canale &egrave; in piano, oltre 10 la norma sconsiglia</div>
<p> <input type="range" id="mxg-p" min="0" max="10" step="1" value="0"></div>
<div class="mxg-sl t-bocca"><label>Bocche che servono questa falda <span class="mxg-val" id="mxg-vn">1</span></label> </p>
<div class="mxg-cap">la portata si divide fra le bocche</div>
<p> <input type="range" id="mxg-n" min="1" max="8" step="1" value="1"></div>
<div class="mxg-sl t-bocca"><label>Diametro della bocca e del pluviale <span class="mxg-val" id="mxg-vd">100 mm</span></label> </p>
<div class="mxg-cap">bocchettone a spigoli vivi: il diametro efficace &egrave; quello del tubo</div>
<p> <select id="mxg-d"><option value="80">80 mm</option><option value="100" selected>100 mm</option><option value="120">120 mm</option><option value="150">150 mm</option></select></div>
<div class="mxg-sl t-bocca"><label>Battente alla bocca <span class="mxg-val" id="mxg-vh">30 mm</span></label> </p>
<div class="mxg-cap">l&#8217;altezza d&#8217;acqua sopra la bocca, in millimetri</div>
<p> <input type="range" id="mxg-hh" min="10" max="80" step="5" value="30"></div>
<div class="mxg-sl t-bocca"><label><span class="mxg-chk"><input type="checkbox" id="mxg-g" checked> parafoglie sulla bocca</span></label> </p>
<div class="mxg-cap">anche pulito dimezza la capacit&agrave; della bocca (k0 = 0,5)</div>
</div></div>
<div class="mxg-tre" id="mxg-tre">
<div class="mxg-q" style="--qc:#1f7a4d">
<div class="mxg-ql">Il canale<br />capacit&#224; di progetto</div>
<div class="mxg-qv">1,93 l/s</div>
<div class="mxg-qn">sviluppo 333, L/W 157, coefficiente 0,86</div>
<div class="mxg-qc"></div>
</div>
<div class="mxg-q mxg-collo" style="--qc:#a06a00">
<div class="mxg-ql">La bocca<br />con il parafoglie</div>
<div class="mxg-qv">1,10 l/s</div>
<div class="mxg-qn">&#216; 100 mm, battente 30 mm, k0 0,5, a stramazzo</div>
<div class="mxg-qc">collo di bottiglia</div>
</div>
<div class="mxg-q" style="--qc:#3a5b8a">
<div class="mxg-ql">Il pluviale<br />riempito per un terzo</div>
<div class="mxg-qv">10,7 l/s</div>
<div class="mxg-qn">&#216; 100 mm, prospetto della norma</div>
<div class="mxg-qc"></div>
</div>
</div>
<div class="mxg-verd" id="mxg-verd" style="border-color: rgb(178, 59, 59);">
<div class="mxg-v1" style="color: rgb(178, 59, 59);">Trabocca: 5,47 l/s contro 1,10 che passano dalla bocca</div>
<div class="mxg-v2">L&#8217;acqua sale nel canale e supera il bordo nel punto di portata nulla, lontano dalla bocca. Con questa bocca servirebbero 5 bocche.</div>
</div>
<div class="mxg-h">3. La lattoneria si allunga</div>
<div class="mxg-lat">
<div>
<div class="mxg-sl t-lat" style="margin-bottom:8px"><label>Metallo <span class="mxg-val" id="mxg-vm">zinco-titanio</span></label> <select id="mxg-m"><option value="0">acciaio al carbonio</option><option value="1">acciaio inox austenitico</option><option value="2">rame</option><option value="3" selected>zinco-titanio</option><option value="4">alluminio</option><option value="5">piombo</option></select></div>
<div class="mxg-sl t-lat" style="margin-bottom:8px"><label>Lunghezza del canale o della scossalina <span class="mxg-val" id="mxg-vL">10 m</span></label> <input type="range" id="mxg-L" min="2" max="40" step="1" value="10"></div>
<div class="mxg-sl t-lat" style="margin-bottom:8px"><label>Escursione di temperatura <span class="mxg-val" id="mxg-vT">80 K</span></label> </p>
<div class="mxg-cap">sulla lamiera, non nell&#8217;aria: 80 gradi &egrave; il riferimento, 100 il caso severo</div>
<p> <input type="range" id="mxg-T" min="40" max="120" step="5" value="80"></div>
<div class="mxg-sl t-lat"><label>Angoli lungo il tratto <span class="mxg-val" id="mxg-vk">nessuno</span></label> <select id="mxg-k"><option value="0" selected>nessuno</option><option value="1">un angolo esterno</option><option value="2">un angolo interno</option></select></div></div>
<div class="mxg-latout">
<div class="mxg-l1" id="mxg-l1">17,6 mm</div>
<div class="mxg-l2" id="mxg-l2">di allungamento su 10 m con 80 gradi di escursione. Nessun giunto obbligato: il tratto sta entro 15 m.</div>
</div></div>
<div class="mxg-tabbox">
<table class="mxg-tab">
<thead>
<tr>
<th>Metallo</th>
<th>Coefficiente</th>
<th>Allungamento</th>
<th>Giunti sul tratto</th>
</tr>
</thead>
<tbody id="mxg-tbody">
<tr>
<td>acciaio al carbonio</td>
<td>12,0 &#183; 10<sup>-6</sup>/K</td>
<td>9,6 mm</td>
<td>nessuna regola nelle fonti</td>
</tr>
<tr>
<td>acciaio inox austenitico</td>
<td>17,5 &#183; 10<sup>-6</sup>/K</td>
<td>14,0 mm</td>
<td>nessuna regola nelle fonti</td>
</tr>
<tr>
<td>rame</td>
<td>16,5 &#183; 10<sup>-6</sup>/K</td>
<td>13,2 mm</td>
<td>0 (ogni 15 m)</td>
</tr>
<tr class="mxg-qui">
<td>zinco-titanio</td>
<td>22,0 &#183; 10<sup>-6</sup>/K</td>
<td>17,6 mm</td>
<td>0 (ogni 15 m)</td>
</tr>
<tr>
<td>alluminio</td>
<td>24,0 &#183; 10<sup>-6</sup>/K</td>
<td>19,2 mm</td>
<td>0 (ogni 12 m)</td>
</tr>
<tr>
<td>piombo</td>
<td>28,0 &#183; 10<sup>-6</sup>/K</td>
<td>22,4 mm</td>
<td>nessuna regola nelle fonti</td>
</tr>
</tbody>
</table></div>
<div class="mxg-riga"><b>In una riga:</b> il collo di bottiglia non &egrave; il tubo, &egrave; la bocca; il canale trabocca nel punto di portata nulla, non alla bocca; e la lattoneria si allunga di centimetri, che devono avere un posto dove andare.</div>
<div class="mxg-lim"><b>I limiti di questo calcolo, per iscritto</b> </p>
<ul>
<li>Il canale &egrave; assunto semicircolare, con il diametro pari alla larghezza che la scheda tecnica di un produttore d&agrave; per ogni sviluppo, bordino compreso, e la profondit&agrave; pari a met&agrave; della larghezza: la capacit&agrave; &egrave; un limite superiore. Per i canali a cassetta servono i coefficienti di forma della norma.</li>
<li>Il battente alla bocca lo imposti tu: nella norma si ricava dalla profondit&agrave; di progetto con un coefficiente da grafico. La bocca lavora a stramazzo finch&eacute; il battente non supera met&agrave; del diametro, a luce oltre, e il motore usa la formula del caso. Il bocchettone &egrave; a spigoli vivi: con un imbocco conico o arrotondato la bocca porta di pi&ugrave;.</li>
<li>L&#8217;intensit&agrave; di progetto italiana non ha una carta nazionale e le guide si contraddicono: qui trovi i valori di prassi e una misura del 2022. Per un progetto valgono i dati della stazione pi&ugrave; vicina.</li>
<li>I coefficienti di dilatazione di inox, rame e piombo sono ripresi da tabella, quello dello zinco-titanio dalle fonti di settore; le distanze fra i giunti vengono dalle regole tedesche di lattoneria riprese da fonti di settore, e ci sono solo per rame, zinco-titanio e alluminio.</li>
<li>Le cifre a schermo sono arrotondate: il motore lavora sui valori interi, e un conto rifatto a mano pu&ograve; scostarsi di un decimale.</li>
<li>Qui non si progetta un edificio: chi dimensiona un sistema deve avere sul tavolo la UNI EN 12056-3, che &egrave; a pagamento.</li>
</ul>
</div>
<div class="mxg-nota">Base dei conti: norma europea sullo smaltimento delle acque meteoriche, punti 4.1, 5.1, 5.3 e 5.5, come riportati dal manuale del Politecnico di Milano sulle coperture e dal manuale idraulico britannico scritto per la stessa norma; coefficienti dei canali lunghi e formule della bocca dalle equazioni di quel manuale; larghezze dei canali dalla scheda tecnica di un produttore; nubifragio del 9 agosto 2022 dal rapporto del Sistema nazionale per la protezione dell&#8217;ambiente; coefficienti di dilatazione da un manuale di metallurgia; distanze fra i giunti dalle regole tedesche di lattoneria. Ogni numero esce dallo script dei calcoli dell&#8217;articolo.</div></div>
</div>
<p> <script src="data:text/javascript;charset=utf-8;base64,;(function(){
  /* --- il motore: identico a calcoli.py dell'articolo --------------------- */
  var RUBINETTO = 0.2;                       /* l/s, scenario dell'articolo */
  var K_SEMI = 2.78e-5, ESP = 1.25, F_SIC = 0.9;
  var PLUVIALI = { 80: 5.9, 100: 10.7, 120: 17.4, 150: 31.6 };     /* l/s a riempimento 0,33 */
  var METALLI = [
    { nome: 'acciaio al carbonio', a: 12.0, gmax: null },
    { nome: 'acciaio inox austenitico', a: 17.5, gmax: null },
    { nome: 'rame', a: 16.5, gmax: 15 },
    { nome: 'zinco-titanio', a: 22.0, gmax: 15 },
    { nome: 'alluminio', a: 24.0, gmax: 12 },
    { nome: 'piombo', a: 28.0, gmax: null }
  ];
  var RIDUZIONE = [1.0, 0.5, 0.25];          /* nessun angolo, angolo esterno, angolo interno */
  var LARGHEZZA = { 250: 105, 280: 127, 333: 153, 400: 192, 500: 250 };   /* mm, scheda tecnica di un produttore, bordino compreso */

  function portata(area, i){ return area * i / 3600.0; }
  function diametroDaSviluppo(s){ return LARGHEZZA[s]; }
  function areaSemicerchio(d){ return Math.PI * d * d / 8.0; }
  function capacitaNominale(ae){ return K_SEMI * Math.pow(ae, ESP); }
  function fattoreLunghezza(Lmm, Wmm, pend){
    var r = Lmm / Wmm;
    if (r <= 50) return 1.0;
    if (pend < 4){
      if (r <= 200) return 1.0 - 0.2 / 150.0 * (r - 50);
      return Math.max(0.8 - 0.2 / 300.0 * (r - 200), 0.6);
    }
    var i = Math.min(pend, 10);
    if (r <= 200) return 1.0 + (0.10 + 0.075 * (i - 4)) / 150.0 * (r - 50);
    return 1.10 + 0.075 * (i - 4);
  }
  function canale(svil, Lmm, pend){
    var d = diametroDaSviluppo(svil), ae = areaSemicerchio(d), qn = capacitaNominale(ae);
    var ql = F_SIC * qn, w = d / 2.0, fl = Lmm > 0 ? fattoreLunghezza(Lmm, w, pend) : 1.0;
    return { d: d, ae: ae, W: w, QN: qn, QL: ql, FL: fl, QLlungo: ql * fl, ratio: Lmm / w };
  }
  function bocca(dEff, h, parafoglie){
    var k0 = parafoglie ? 0.5 : 1.0;
    if (h <= dEff / 2.0) return k0 * dEff * Math.pow(h, 1.5) / 7500.0;
    return k0 * dEff * dEff * Math.sqrt(h) / 15000.0;
  }
  function pluviale(d){ return PLUVIALI[d]; }
  function bocchePer(q, cap){ return Math.max(1, Math.ceil(q / cap - 1e-9)); }
  function dilatazione(a, Lm, dT){ return a * 1e-6 * Lm * 1000.0 * dT; }
  function giunti(Lm, gmax, angolo){
    if (gmax === null) return { n: null, lmax: null };
    var lmax = gmax * RIDUZIONE[angolo];
    var n = Math.ceil(Lm / lmax - 1e-9) - 1;
    return { n: Math.max(n, 0), lmax: lmax };
  }

  function conto(area, i, svil, Lm, pend, d, h, parafoglie, n){
    var q = portata(area, i), c = canale(svil, Lm * 1000.0, pend);
    var qb = bocca(d, h, parafoglie), qp = pluviale(d);
    var qTratto = q / n;
    var lim = { canale: c.QLlungo, bocca: qb, pluviale: qp };
    var collo = 'canale', min = lim.canale;
    if (lim.bocca < min){ collo = 'bocca'; min = lim.bocca; }
    if (lim.pluviale < min){ collo = 'pluviale'; min = lim.pluviale; }
    return { Q: q, Qtratto: qTratto, canale: c, bocca: qb, pluv: qp, lim: lim, collo: collo, min: min,
             regge: qTratto <= min, necessarie: bocchePer(q, Math.min(qb, qp)), rubinetti: q / RUBINETTO };
  }

  /* --- interfaccia ------------------------------------------------------ */
  function $(id){ return document.getElementById(id); }
  function numL(x){
    if (Math.abs(x - Math.round(x)) < 1e-9) return num(x, 0);
    if (Math.abs(x * 10 - Math.round(x * 10)) < 1e-9) return num(x, 1);
    return num(x, 2);
  }
  function num(x, d){
    var s = x.toFixed(d === undefined ? 0 : d), p = s.split('.');
    p[0] = p[0].replace(/\B(?=(\d{3})+(?!\d))/g, '.');
    return p.length > 1 ? p[0] + ',' + p[1] : p[0];
  }
  var NOMI = { canale: 'il canale', bocca: 'la bocca', pluviale: 'il pluviale' };

  function aggiorna(){
    var area = parseFloat($('mxg-a').value), inten = parseFloat($('mxg-i').value);
    var svil = parseFloat($('mxg-s').value), Lm = parseFloat($('mxg-l').value), pend = parseFloat($('mxg-p').value);
    var n = parseInt($('mxg-n').value, 10), d = parseFloat($('mxg-d').value), h = parseFloat($('mxg-hh').value);
    var par = $('mxg-g').checked;
    var c = conto(area, inten, svil, Lm, pend, d, h, par, n);

    $('mxg-va').innerHTML = num(area, 0) + ' m&sup2;';
    $('mxg-vi').innerHTML = num(inten, 0) + ' mm/h';
    $('mxg-vs').innerHTML = num(svil, 0) + ' mm';
    $('mxg-vl').innerHTML = num(Lm, Lm === Math.round(Lm) ? 0 : 1) + ' m';
    $('mxg-vp').innerHTML = num(pend, 0) + ' mm/m' + (pend < 4 ? ' (in piano)' : '');
    $('mxg-vn').innerHTML = String(n);
    $('mxg-vd').innerHTML = num(d, 0) + ' mm';
    $('mxg-vh').innerHTML = num(h, 0) + ' mm';

    $('mxg-dq').innerHTML = num(c.Q, 2) + '<small> l/s</small>';
    $('mxg-dqn').innerHTML = num(c.Q * 60, 0) + ' litri al minuto \xb7 ' + num(area, 0) + ' m&sup2; \xd7 ' + num(inten, 0) + ' mm/h / 3600';
    $('mxg-dr').innerHTML = num(c.rubinetti, 0);

    var carte = [
      { k: 'canale', l: 'Il canale<br>capacit\xe0 di progetto', v: num(c.lim.canale, 2), n: 'sviluppo ' + num(svil, 0) + ', L/W ' + num(c.canale.ratio, 0) + ', coefficiente ' + num(c.canale.FL, 2), col: '#1f7a4d' },
      { k: 'bocca', l: 'La bocca<br>' + (par ? 'con il parafoglie' : 'a scarico libero'), v: num(c.bocca, 2), n: '\xd8 ' + num(d, 0) + ' mm, battente ' + num(h, 0) + ' mm, k0 ' + (par ? '0,5' : '1,0') + (h <= d / 2 ? ', a stramazzo' : ', a luce'), col: '#a06a00' },
      { k: 'pluviale', l: 'Il pluviale<br>riempito per un terzo', v: num(c.pluv, 1), n: '\xd8 ' + num(d, 0) + ' mm, prospetto della norma', col: '#3a5b8a' }
    ];
    var hh = '', j;
    for (j = 0; j < carte.length; j++){
      var e = carte[j], collo = e.k === c.collo;
      hh += '<div class="mxg-q' + (collo ? ' mxg-collo' : '') + '" style="--qc:' + e.col + '"><div class="mxg-ql">' + e.l +
            '</div><div class="mxg-qv">' + e.v + ' l/s</div><div class="mxg-qn">' + e.n + '</div><div class="mxg-qc">' +
            (collo ? 'collo di bottiglia' : '') + '</div></div>';
    }
    $('mxg-tre').innerHTML = hh;

    var v = $('mxg-verd'), t1 = v.querySelector('.mxg-v1'), t2 = v.querySelector('.mxg-v2');
    var perTratto = n > 1 ? ' (' + num(c.Qtratto, 2) + ' l/s per bocca)' : '';
    if (c.regge){
      v.style.borderColor = '#1f7a4d'; t1.style.color = '#1f7a4d';
      t1.textContent = 'Regge: ' + num(c.Qtratto, 2) + ' l/s contro ' + num(c.min, 2) + ' del punto pi\xf9 stretto';
      t2.textContent = 'Il margine sta tutto in ' + NOMI[c.collo] + perTratto + '. Un canale posato fuori pendenza o una griglia mezza chiusa lo annullano: il conto vale a sistema pulito.';
    } else {
      v.style.borderColor = '#b23b3b'; t1.style.color = '#b23b3b';
      t1.textContent = 'Trabocca: ' + num(c.Qtratto, 2) + ' l/s contro ' + num(c.min, 2) + ' che passano da' + (c.collo === 'canale' ? 'l canale' : (c.collo === 'bocca' ? 'lla bocca' : 'l pluviale'));
      t2.textContent = (c.collo === 'canale'
        ? 'L\u2019acqua supera il bordo nel punto di portata nulla: alla testata chiusa o a met\xe0 fra due bocche, non alla bocca.'
        : 'L\u2019acqua sale nel canale e supera il bordo nel punto di portata nulla, lontano dalla bocca.') +
        ' Con questa bocca servirebbero ' + c.necessarie + (c.necessarie === 1 ? ' bocca' : ' bocche') + perTratto + '.';
    }
    aggiornaLattoneria();
  }

  function aggiornaLattoneria(){
    var m = parseInt($('mxg-m').value, 10), Lm = parseFloat($('mxg-L').value), dT = parseFloat($('mxg-T').value);
    var ang = parseInt($('mxg-k').value, 10);
    var met = METALLI[m], dl = dilatazione(met.a, Lm, dT), g = giunti(Lm, met.gmax, ang);
    $('mxg-vm').textContent = met.nome;
    $('mxg-vL').innerHTML = num(Lm, 0) + ' m';
    $('mxg-vT').innerHTML = num(dT, 0) + ' K';
    $('mxg-vk').textContent = ['nessuno', 'esterno', 'interno'][ang];
    $('mxg-l1').innerHTML = num(dl, 1) + ' mm';
    $('mxg-l2').innerHTML = 'di allungamento su ' + num(Lm, 0) + ' m con ' + num(dT, 0) + ' gradi di escursione. ' +
      (g.n === null ? 'Distanza fra i giunti: nessuna regola nelle fonti dell\u2019articolo per questo metallo.'
       : g.n === 0 ? 'Nessun giunto obbligato: il tratto sta entro ' + numL(g.lmax) + ' m.'
                 : g.n + (g.n === 1 ? ' giunto di dilatazione' : ' giunti di dilatazione') + ', uno ogni ' + numL(g.lmax) + ' m' +
                   (ang === 1 ? ' (la met\xe0, per l\u2019angolo esterno)' : (ang === 2 ? ' (un quarto, per l\u2019angolo interno)' : '')) + '.');
    var r = '', k;
    for (k = 0; k < METALLI.length; k++){
      var mk = METALLI[k], gk = giunti(Lm, mk.gmax, ang);
      r += '<tr' + (k === m ? ' class="mxg-qui"' : '') + '><td>' + mk.nome + '</td><td>' + num(mk.a, 1) + ' \xb7 10<sup>-6</sup>/K</td><td>' +
           num(dilatazione(mk.a, Lm, dT), 1) + ' mm</td><td>' + (gk.n === null ? 'nessuna regola nelle fonti' : gk.n + ' (ogni ' + numL(gk.lmax) + ' m)') + '</td></tr>';
    }
    $('mxg-tbody').innerHTML = r;
  }

  var ids = ['mxg-a', 'mxg-i', 'mxg-s', 'mxg-l', 'mxg-p', 'mxg-n', 'mxg-d', 'mxg-hh', 'mxg-g'], q;
  for (q = 0; q < ids.length; q++){ $(ids[q]).addEventListener('input', aggiorna); $(ids[q]).addEventListener('change', aggiorna); }
  var idl = ['mxg-m', 'mxg-L', 'mxg-T', 'mxg-k'];
  for (q = 0; q < idl.length; q++){ $(idl[q]).addEventListener('input', aggiornaLattoneria); $(idl[q]).addEventListener('change', aggiornaLattoneria); }
  var bt = $('mxg-preset').getElementsByTagName('button'), z;
  for (z = 0; z < bt.length; z++){
    bt[z].addEventListener('click', function(ev){ $('mxg-i').value = this.getAttribute('data-i'); aggiorna(); });
  }
  aggiorna();

  window.MXG_TAVOLA = { portata: portata, canale: canale, fattoreLunghezza: fattoreLunghezza, bocca: bocca, pluviale: pluviale,
                        conto: conto, dilatazione: dilatazione, giunti: giunti, aggiorna: aggiorna, METALLI: METALLI };
})();
"></script> </div>
<p> <!--/mxTAVOLA--></p>
<p style="font-size:14px;color:#555">Tutte le tavole interattive: <a href="https://www.renzo-arthome.com/calcolatori/">I calcolatori</a>.</p>
<h2 id="in-sintesi">In sintesi</h2>
<p><strong>1. La maggior parte dell&#8217;acqua del tetto non passa dal soffitto.</strong> Scende dai canali e dai pluviali, e quando quel percorso non regge finisce nei muri. La macchia che ne esce viene scambiata per risalita, per condensa o per un tetto che perde.</p>
<p><strong>2. Il conto è una moltiplicazione.</strong> Portata uguale superficie per intensità di pioggia, diviso 3.600: una falda di 120 metri quadrati sotto il nubifragio misurato nel 2022 in Campania, 27,4 millimetri in dieci minuti cioè 164 all&#8217;ora, scarica 5,47 litri al secondo, ventisette rubinetti di casa aperti insieme.</p>
<p><strong>3. Il collo di bottiglia è la bocca, non il tubo.</strong> Un pluviale da 100 pieno per un terzo porta 10,7 litri al secondo; la bocca che lo alimenta, con tre centimetri di battente e il parafoglie, 1,10. Lo scrive la norma: la capacità del sistema dipende di solito dalle bocche, non dai pluviali.</p>
<p><strong>4. Un canale trabocca nel punto di portata nulla, non alla bocca.</strong> Alla testata o allo spartiacque fra due bocche, dove nei canali in piano l&#8217;acqua è più profonda; negli angoli dei canali interni l&#8217;acqua si accumula contro il lato esterno della curva. Un canale lungo e in piano perde fino al 40 per cento della capacità; la pendenza verso la bocca, fino a dieci millimetri al metro, recupera fino al 55 per cento.</p>
<p><strong>5. Il canale a sporto sbaglia nel prato, il canale interno sbaglia in casa.</strong> Per questo la norma, quando si parte dal valore minimo del prospetto, raddoppia la pioggia di progetto sui canali che tracimano dentro. E raccomanda il troppopieno sui tetti piani con parapetto e nei canali che non sono a sporto. Quando un troppopieno scarica, segnala che la bocca principale è chiusa o non basta.</p>
<p><strong>6. Una copertina senza gocciolatoio è un cappello.</strong> Il gocciolatoio sta ad almeno 40 millimetri dalla faccia del muro, con una gola di 12, continuo attraverso i giunti. Senza, l&#8217;acqua risale sotto la lastra per tensione superficiale e scende sulla faccia del muro; ai giunti compaiono le macchie a pettine.</p>
<p><strong>7. Il parapetto si bagna da due lati e asciuga più lentamente degli altri muri.</strong> La guida britannica del 2011 ha trovato che il guasto principale dei parapetti è la penetrazione della pioggia, non il crollo. Tiene se tengono insieme la copertina, la membrana sotto la copertina e la membrana al piede che drena verso fuori, con gli sfoghi ogni metro.</p>
<p><strong>8. La lattoneria si allunga.</strong> Dieci metri di zinco-titanio fanno 22 millimetri con cento gradi di escursione, di alluminio 24. Sui canali in rame e zinco-titanio i giunti di dilatazione vanno ogni 15 metri sul dritto, la metà con un angolo esterno, un quarto con un angolo interno: e l&#8217;angolo del canale sta sopra lo spigolo del muro.</p>
<p><strong>9. Il nodo fra tetto e muro ha le sue quote.</strong> Risvolti di almeno 150 millimetri, scossaline sotto la membrana del muro e non sopra, attraversamenti ad almeno 15-20 centimetri sopra il pavimento e 5 sopra il risvolto, sigillatura a tenuta dove un tubo attraversa il muro. Quando una di queste quote manca, la macchia compare in alto sul muro interno dell&#8217;ultimo piano, lungo il perimetro.</p>
<p><strong>10. La posizione della macchia è la prima diagnosi.</strong> Sotto la gronda non è risalita; lungo il perimetro dell&#8217;ultimo piano non è il centro del soffitto; a pettine sotto i giunti è il gocciolatoio; a lingua da un angolo del canale è il punto di portata nulla. Il sopralluogo che decide si fa con la pioggia in corso, o con una canna a portata misurata.</p>
<p><strong>11. La manutenzione fa parte della tenuta.</strong> Pulizia dei canali almeno una volta l&#8217;anno, a fine autunno; una pianta della copertura; l&#8217;accesso in quota per i canali interni; il terminale a scarpa a vista; un giro durante gli eventi estremi. Un canale dietro un parapetto, quando trabocca, bagna l&#8217;interno.</p>
<p><strong>12. Dove nevica e gela, la diga di ghiaccio porta l&#8217;acqua sulla testa del muro.</strong> Nasce dal calore che esce dal tetto e rigela sullo sporto freddo; la membrana in gronda ne limita il danno, e la cura è un soffitto che non lascia uscire calore e aria. Su un tetto coibentato, per la norma, il carico della neve non si riduce, e al disgelo l&#8217;acqua scende in pochi giorni.</p>
<h2 id="domande-frequenti">Domande frequenti</h2>
<p><strong>La macchia sta in alto sul muro esterno, sotto la gronda: può essere risalita?</strong><br />No. La risalita capillare pesca l&#8217;acqua dal terreno e disegna una fascia che parte dal pavimento e gira gli angoli. Una fascia che parte dalla linea di gronda e scende, con il muro asciutto in basso, viene dall&#8217;alto: dal gocciolatoio che manca, dallo sporto troppo corto, dal canale che trabocca, dalla pioggia battente. Prima di qualunque trattamento alla base si sale a guardare il bordo del tetto.</p>
<p><strong>Nella camera all&#8217;ultimo piano la macchia corre in alto lungo il perimetro, non al centro del soffitto: è condensa?</strong><br />La posizione dice di no, o almeno dice di controllare prima altro. La condensa cerca i ponti termici e si presenta a chiazze con la muffa, nelle mattine fredde e serene. Una macchia che segue il perimetro sulla testa del muro esterno, e si ravviva dopo le piogge forti, è la firma del nodo fra tetto e muro: il risvolto basso, la scossalina nel verso sbagliato, il canale interno che trabocca. Un mese di annotazioni sul quando compare distingue le due senza strumenti.</p>
<p><strong>Quanta acqua scarica davvero il mio tetto?</strong><br />Superficie in pianta per intensità di pioggia in millimetri all&#8217;ora, diviso 3.600, e si hanno i litri al secondo. Una falda di 120 metri quadrati sotto un temporale forte da 40 millimetri all&#8217;ora scarica 1,33 litri al secondo; sotto il nubifragio da 164 millimetri all&#8217;ora misurato nel 2022, 5,47. La tavola interattiva fa il conto con i numeri della propria copertura.</p>
<p><strong>Il pluviale è grosso, quindi il sistema è dimensionato bene?</strong><br />Il tubo non è quasi mai il limite. Un pluviale da 100 porta 10,7 litri al secondo pieno per un terzo, ma la bocca che lo alimenta, con tre centimetri di battente, ne porta 2,19 libera e 1,10 con il parafoglie. La norma lo scrive nel punto sui pluviali: la capacità del sistema dipende di solito dalle bocche di efflusso, non dai pluviali. Si contano le bocche, non i tubi.</p>
<p><strong>Il canale trabocca sempre nello stesso punto, lontano dallo scarico: è rotto lì?</strong><br />Probabilmente no. Un canale in piano trabocca per primo nel punto di portata nulla, dove l&#8217;acqua è più profonda: la testata o lo spartiacque fra due bocche. Nei canali interni anche l&#8217;angolo, dove l&#8217;acqua si accumula contro il lato esterno della curva. Se lì trabocca a ogni pioggia forte, il canale è corto di capacità, o lungo e in piano, o con una contropendenza. Oppure la bocca è ostruita, e l&#8217;acqua sale in tutto il tratto. Si guarda la bocca per prima.</p>
<p><strong>Il parapetto è intonacato dentro e fuori e sopra c&#8217;è la copertina in malta: dove entra l&#8217;acqua?</strong><br />Da più parti, e la guida britannica le descrive tutte. La copertina in malta non ha gocciolatoio, quindi l&#8217;acqua torna sulla faccia del muro; in un parapetto in mattoni l&#8217;intonaco su entrambe le facce allunga i periodi in cui il muro resta umido; e senza una membrana sotto la copertina e una al piede che porti fuori l&#8217;acqua entrata, quell&#8217;acqua finisce nel perimetro del tetto e nel muro sotto. Il parapetto va rifatto con le tre protezioni, non ridipinto.</p>
<p><strong>La scossalina si è strappata al fissaggio, in mezzo a un tratto dritto: posa sbagliata?</strong><br />Più probabilmente un giunto di dilatazione che manca. Dieci metri di zinco-titanio si allungano di 22 millimetri fra inverno ed estate, di alluminio 24: se la lamiera è fissata rigidamente alle estremità, quell&#8217;escursione si scarica sui fissaggi e sulle saldature. Per i canali, le regole tedesche di lattoneria riprese da fonti di settore mettono un giunto ogni 15 metri in rame e zinco-titanio e ogni 12 in alluminio, con distanze dimezzate agli angoli esterni e ridotte a un quarto agli interni.</p>
<p><strong>Serve la norma per dimensionare la gronda di una villetta?</strong><br />Serve il metodo della norma, che sta in questo articolo e nella tavola interattiva, e serve la sua prudenza. Per una villetta il conto è breve: la portata della falda; la capacità della bocca con il parafoglie; un pluviale per non più di 150 metri quadrati e non più di dieci metri di canale; uno scarico in più di quelli calcolati; e il troppopieno se il canale non è a sporto. Chi progetta un edificio deve avere la norma sul tavolo; chi cerca la causa di una macchia sotto la gronda deve prima salire a guardare il canale.</p>
<h2 id="in-conclusione">In conclusione</h2>
<p>La chiamata dell&#8217;apertura riguardava una risalita che non era una risalita. Se avessi accettato la diagnosi come me la portano, avrei tagliato un muro alla base per fermare un&#8217;acqua che scendeva dal cielo. La domanda giusta era un&#8217;altra, ed era la stessa dell&#8217;articolo sul <a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">tetto coibentato</a>: da dove comincia la macchia, e quando. Una fascia che parte dalla linea di gronda dopo le piogge forti indica una causa in alto, da cercare prima di intervenire sul muro.</p>
<p>Il tetto raccoglie tutta l&#8217;acqua che gli cade sopra e la concentra in pochi punti. In quei punti decidono cose piccole: tre centimetri di battente sopra una bocca, una griglia pulita, un gocciolatoio a quattro centimetri dal muro, un giunto ogni quindici metri, un risvolto di quindici centimetri, il verso di una scossalina. Queste cose si controllano dal bordo del tetto, meglio con la pioggia in corso, e non dall&#8217;interno della stanza.</p>
<p>Prima si legge la posizione della macchia, che esclude metà delle ipotesi. Poi si sale, e si guarda dove l&#8217;acqua esce davvero. Poi si contano bocche, canali e pluviali con la formula, che è breve. E solo alla fine si decide se il muro va curato: spesso va lasciato asciugare, dopo aver chiuso la strada all&#8217;acqua che lo bagnava dall&#8217;alto.</p>
<h2 id="nota-sui-calcoli-e-sulle-fonti">Nota sui calcoli e sulle fonti</h2>
<p>I numeri di questo articolo escono da un programma di calcolo che accompagna il testo, le tavole e la tavola interattiva. Ogni costante porta la sua fonte, e a ogni esecuzione il programma ricontrolla la coerenza interna: che il mezzo tondo da 150 millimetri dell&#8217;esempio britannico dia 2,38 litri al secondo, che il coefficiente dei canali lunghi riproduca il prospetto della norma, che le due formule della bocca diano lo stesso valore quando il battente vale metà del diametro. Le formule, per chi vuole rifare i conti con carta e penna, sono queste.</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>Portata di una copertura: Q = A · i / 3600, con A superficie in proiezione in metri quadrati, i intensità di pioggia in millimetri all&#8217;ora, Q in litri al secondo, coefficiente di deflusso pari a uno (norma europea sullo smaltimento delle acque meteoriche, punto 4.1). L&#8217;intensità in litri al secondo per metro quadrato è i diviso 3600.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Area efficace con il vento: A = A_H + 0,5 · A_V, con A_H l&#8217;area in pianta e A_V l&#8217;area esposta in prospetto, dall&#8217;ipotesi di pioggia inclinata di 26,6 gradi dalla verticale (prima opzione del prospetto 3 della norma, come riportata dal manuale britannico). Per le pareti verticali che scaricano su un tetto si conta il 50 per cento dell&#8217;area esposta fino a 10 metri di altezza.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Capacità nominale di un canale semicircolare corto e in piano: QN = 2,78 · 10⁻⁵ · AE^1,25, con AE area della sezione in millimetri quadrati e QN in litri al secondo; capacità di progetto QL = 0,9 · QN (punto 5.1 della norma, via manuale del Politecnico e manuale britannico). Per i canali rettangolari o trapezoidali il coefficiente è 3,48 · 10⁻⁵ e si applicano i coefficienti di profondità e di forma dai grafici della norma. Il diametro di un canale semicircolare è preso pari alla larghezza riportata dalla scheda tecnica, bordino compreso, e la profondità pari a metà del diametro; l&#8217;area: π · D² / 8.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Coefficiente per i canali lunghi (L &gt; 50 · W, con L lunghezza del tratto fino al punto di portata nulla e W profondità): in piano, con pendenza fino a 3 millimetri al metro, FL = 1 − (0,2/150) · (L/W − 50) fra 50 e 200, FL = 0,8 − (0,2/300) · (L/W − 200) fra 200 e 500; in pendenza, con i fra 4 e 10 millimetri al metro, FL = 1 + [(0,10 + 0,075 · (i − 4)) / 150] · (L/W − 50) fra 50 e 200, FL = 1,10 + 0,075 · (i − 4) oltre 200 (equazioni del manuale britannico, che riproducono il prospetto della norma).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Capacità di una bocca a fondo piatto: Q0 = k0 · D · h^1,5 / 7500 finché h non supera D/2, e Q0 = k0 · D² · h^0,5 / 15000 oltre, con D diametro efficace in millimetri, h battente in millimetri, k0 = 1,0 a scarico libero e 0,5 con filtro o parafoglie (tabella 7 della norma, come riportata dal manuale britannico, equazioni 7.1 e 7.2). Diametro efficace: pari all&#8217;imbocco se conico e largo non più di una volta e mezzo il tubo; il 90 per cento dell&#8217;imbocco se arrotondato, con lo stesso limite e un raggio non oltre un sesto dell&#8217;imbocco; pari al tubo se a spigoli vivi.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Contropendenza: la capacità persa si stima applicando la formula del canale all&#8217;area del segmento circolare che resta quando la profondità utile cala di un centimetro; è un conto mio.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Capacità dei pluviali: dal prospetto della norma per grado di riempimento 0,33, riportato nella tabella 3 e per esteso nel programma.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Soglia del troppopieno: LW = 24000 · Q / h^1,5, con LW lunghezza della soglia sfiorante in millimetri, Q portata in litri al secondo, h carico sulla soglia in millimetri (equazione 11.1 del manuale britannico).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Dilatazione della lattoneria: ΔL = α · L · ΔT, con α coefficiente di dilatazione lineare in milionesimi per kelvin, L lunghezza, ΔT escursione in kelvin.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Pioggia battente, indice orario in campo aperto: (2/9) · U₁₀ · R_h^(8/9) · cos θ, con U₁₀ velocità del vento a 10 metri in metri al secondo, R_h intensità della pioggia orizzontale in millimetri all&#8217;ora, θ angolo fra il vento e la normale alla parete; l&#8217;indice di parete si ottiene moltiplicando per i coefficienti di rugosità, topografia, ostruzione e parete (norma europea sulla pioggia battente, come riportata dalla rassegna di Blocken e Carmeliet).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Carico della neve sulla copertura: qs = μ1 · qsk · CE · Ct, con μ1 = 0,8 per falde fino a 30 gradi, CE e Ct pari a uno nel caso corrente (norme tecniche 2018, punto 3.4.1). Valore caratteristico al suolo, per quota superiore a 200 metri: qsk = k · [1 + (as/aref)²], con k e aref dati per zona dal punto 3.4.2. Conversione fra carico e acqua: 1 chilonewton al metro quadrato = 1000/9,80665 = 102 chili al metro quadrato = 102 millimetri d&#8217;acqua.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Accumulo contro un parapetto: μ2 = γ · h / qsk, compreso fra 0,8 e 2,0, con γ il peso specifico della neve accumulata (2 chilonewton al metro cubo) e h l&#8217;altezza del parapetto in metri; il carico nella fascia è μ2 · qsk (circolare 2019, punto C3.4.3.3.4).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Ventilazione contro le dighe di ghiaccio: Ai = 22,18 · (W / tan φ)^0,5 / R, con Ai area netta degli ingressi in gronda in millimetri quadrati per millimetro di lunghezza dell&#8217;edificio, W larghezza del sottotetto in metri, φ pendenza, R resistenza termica del soffitto in metri quadrati kelvin per watt. Al colmo serve la stessa area.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Conversioni: 1 millimetro di pioggia = 1 litro al metro quadrato; 27,4 millimetri in 10 minuti = 164 millimetri all&#8217;ora; un rubinetto di casa = 0,2 litri al secondo, assunzione di scenario.</li>
</ul>
<p>La norma europea sullo smaltimento delle acque meteoriche e la norma sulla pioggia battente sono a pagamento, e così le regole tedesche di lattoneria e il Codice di Pratica delle coperture continue. I loro valori arrivano da fonti secondarie dichiarate, e dove ne cito uno dico da quale. Le guide britanniche sui parapetti e sui sistemi di raccolta, il rapporto sul clima italiano, il manuale del Politecnico e il manuale britannico sono liberamente consultabili.</p>
<p>Le fonti, con il segno che distingue i valori verificati sul testo da quelli ripresi da fonti secondarie:</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI EN 12056-3:2001, <em>Sistemi di scarico funzionanti a gravità all&#8217;interno degli edifici. Sistemi per l&#8217;evacuazione delle acque meteoriche, progettazione e calcolo</em>, in vigore dal 30 settembre 2001. ✅ Estremi e struttura verificati sul catalogo dell&#8217;ente di normazione; le prescrizioni in parole (coefficiente di deflusso, scelta dell&#8217;intensità, troppopieni e bocche di emergenza, sigillatura degli attraversamenti, battente dei pluviali interni) verificate sul testo dell&#8217;edizione europea in una copia in cui i numeri dei prospetti non sono leggibili. ⚠️ I numeri dei prospetti e le formule sono ripresi dalle due fonti seguenti.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>S. Croce (a cura di), <em>Teoria e tecnologia delle coperture ad elevate prestazioni</em>, Politecnico di Milano; capitolo 10 di M. Fiori, <em>Cenni sul dimensionamento dei sistemi di raccolta e allontanamento delle acque meteoriche</em>. ✅ Verificato: formula della portata e coefficienti di deflusso, prospetto del coefficiente di rischio, formule dei canali semicircolari e rettangolari, prospetto dei canali lunghi, coefficienti delle bocche 1,0 e 0,5, prospetto dei pluviali, vincoli di posizione (150 metri quadrati, 10 metri). ⚠️ Per le bocche riporta la sola formula a luce, e i diametri efficaci con il limite rovesciato della figura della norma: qui valgono le due formule e il limite del manuale britannico.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>HR Wallingford, <em>Manual for the Design of Roof Drainage Systems. A guide to the use of European Standard BS EN 12056-3:2000</em>, Report SR 620, 2003. ✅ Verificato: conversione delle unità, durata di progetto dell&#8217;appendice nazionale britannica e tempi di concentrazione, valori britannici di intensità, angolo della pioggia e area efficace, quota delle pareti verticali, definizioni dei quattro tipi di canale, punto di portata nulla, margini di sicurezza, equazioni del coefficiente dei canali lunghi, pendenza massima, scopi e limiti dei troppopieni, formula della soglia sfiorante, le due formule della bocca a stramazzo e a luce, l&#8217;avvertenza sulle didascalie della figura dei diametri efficaci, la storia normativa britannica e le sue sei appendici nazionali.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>G. Del Giudice, <em>La norma UNI EN 12056:2001 per i sistemi di scarico funzionanti a gravità all&#8217;interno degli edifici</em>, presentazione per l&#8217;Ordine degli ingegneri di Napoli, 2024. ✅ Verificato: la frase della norma, nel punto sui pluviali, sul grado di riempimento 0,33 e sulla capacità del sistema che dipende di solito dalle bocche e non dai pluviali.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>SNPA, <em>Il clima in Italia nel 2022</em>, Rapporto del Sistema nazionale per la protezione dell&#8217;ambiente, 14 luglio 2023, capitolo 2. ✅ Verificato: le intensità misurate nel 2022 stazione per stazione, con le date, e il nubifragio del 15 settembre nelle Marche; le conversioni in millimetri all&#8217;ora sono conti miei.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>A. Broccolino, <em>Sistemi di scarico sulle coperture impermeabilizzate con membrane prefabbricate in bitume polimero</em>, 2017, e gli articoli sugli attraversamenti e sulla logica di progettazione delle coperture continue, pubblicati su una rivista di settore. ✅ Verificati: la regola del diametro al quadrato, i troppopieni, lo scarico in più, la cassetta ispezionabile, la corona libera, le pendenze minime del Codice, i metalli dei bocchettoni, il contatto piombo-cemento, le quote degli attraversamenti e del risvolto, l&#8217;elemento comprimibile, la guscia. ⚠️ Il Codice di Pratica IGLAE non è in libera consultazione: le sue regole vengono da questi articoli.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>R. Cecchi, P. Gasparoli, <em>Prevenzione e manutenzione per i beni culturali edificati. Procedimenti scientifici per lo sviluppo delle attività ispettive. Il caso studio delle aree archeologiche di Roma e Ostia antica</em>, Alinea, 2010, capitolo 3. ✅ Verificato: la scheda diagnostica sullo smaltimento delle acque, le schede della gronda, gli interventi e il piano di manutenzione.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Historic England, <em>Resilient Rainwater Systems</em>: <em>Inspection, Maintenance and Repair of Rainwater Systems</em>, <em>Upgrades or Alterations to Rainwater Goods</em>, <em>Buildings Without Rainwater Goods</em>, 23 luglio 2024. ✅ Verificati sul sito dell&#8217;ente.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>BRE per il Department for Communities and Local Government, <em>Guidance document on parapet walls</em>, BD2452, 2011, pubblicato con licenza governativa aperta. ✅ Verificato: il risultato dell&#8217;indagine, le due facce esposte, le tre protezioni, tutte le quote della tabella 5, il verso della membrana al piede, l&#8217;intonaco, la lista di controllo, la frase sui raccordi, la frase sullo sporto.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Guida britannica di progettazione su copertine e cappelli, di un produttore del settore laterizio, che riporta BS 5628-3 e BS 5642-2. ✅ Verificate: le definizioni di copertina e cappello, i 40 millimetri, i 45 e la gola di 12, la continuità del gocciolatoio ai giunti, i 25 chili al metro, i giunti ogni 3 metri, l&#8217;osservazione storica. ⚠️ Le due norme britanniche sono a pagamento: i valori vengono da questa guida, che le riporta. La BS 5628-3 è stata ritirata il 30 marzo 2010, come riporta il catalogo dell&#8217;ente britannico; la BS 5642-2 è vigente nell&#8217;edizione del 1983 aggiornata nel 2014. I giunti ogni 3 metri sono un&#8217;indicazione della guida.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>ASM International, <em>Thermal Properties of Metals</em>, capitolo 2, <em>Thermal Expansion</em>, tabella 2.1, in una copia didattica universitaria. ✅ Verificato: il coefficiente dell&#8217;alluminio, le osservazioni sull&#8217;alluminio e sugli inox, i giunti scorrevoli per i grandi pezzi di alluminio su telai d&#8217;acciaio o murature. ⚠️ I coefficienti di acciaio inox, rame e piombo sono estratti dalla tabella e vanno presi come ordine di grandezza; quello dello zinco-titanio, 22 milionesimi per kelvin, è il valore d&#8217;uso delle fonti di settore.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Regole tedesche di lattoneria (Klempner-Fachregeln), riprese da fonti di settore che le riportano. ⚠️ Testo a pagamento: le distanze fra i giunti e la regola degli angoli vengono da fonti secondarie. Sviluppi, larghezze e lunghezze commerciali dei canali da una scheda tecnica italiana che cita la norma europea e la regola tedesca sulla pioggia locale. ⚠️</li>
<li style='margin-bottom:10px'>B. Blocken, J. Carmeliet, <em>Overview of three state-of-the-art wind-driven rain assessment models and comparison based on model theory</em>, Building and Environment, 2010, e J. Pérez-Bella e altri, <em>Incorporating façade-specific climatic factors to improve the ISO 15927-3 characterisation of wind-driven rain spells</em>, Developments in the Built Environment 17, 2024. ✅ Verificati: la storia della norma, le formule, i fattori di correzione, i limiti dichiarati, la definizione di spell e le 96 ore, la pioggia battente come principale fonte di penetrazione nelle facciate. ⚠️ La UNI EN ISO 15927-3 è a pagamento: formule e limiti vengono da queste due fonti; ⛔ una mappa italiana degli indici di pioggia battente non risulta pubblicata.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>J. Straube, <em>Ice Dams</em>, Building Science Digest 135, 2006, e J. Lstiburek, <em>Dam Ice Dam</em>, Building Science Insight 046, 2011. ✅ Verificati: il meccanismo e i 51 millimetri di ventilazione, con la soglia di 146 chili al metro quadrato di neve al suolo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Norme tecniche per le costruzioni, decreto ministeriale 17 gennaio 2018, capitolo 3.4, e circolare esplicativa del 21 gennaio 2019, punto C3.4. ✅ Verificate sul testo in Gazzetta: il carico neve sulla copertura, le quattro zone con le formule di quota, il coefficiente di forma, i coefficienti di esposizione e termico, il coefficiente di accumulo contro i parapetti. La circolare sconsiglia in generale il coefficiente termico minore di uno e lo ammette, con una motivazione, solo dove il carico al suolo supera 1,5 chilonewton al metro quadrato e la trasmittanza supera un watt per metro quadrato e grado.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Decreto 26 giugno 2015, appendice A tabella 2 e appendice B tabella 2, e decreto 28 ottobre 2025 che li conferma. ✅ Verificati in Gazzetta: le trasmittanze limite delle coperture, da 0,20 a 0,35 watt al metro quadrato e grado secondo la zona climatica e il tipo di intervento.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>M. Valt, densità della neve fresca sulle Alpi italiane, rivista dell&#8217;associazione interregionale neve e valanghe. ✅ Verificata: 12.112 misure giornaliere, 132 stazioni, dieci stagioni; media 115 chili al metro cubo, quartili 80 e 140, neve asciutta 104, umida 153, con pioggia 178.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>W. N. Tobiasson, J. S. Buska, A. R. Greatorex, linee guida per ventilare sottotetti e tetti a falda abitati ed evitare le formazioni di ghiaccio in gronda, laboratorio dell&#8217;esercito americano per le regioni fredde, 2001. ✅ Verificate: la fotografia dei due edifici, la temperatura di progetto, la formula della ventilazione, il confronto con la regola del trecentesimo, la crescita della diga con le sue condizioni (41 centimetri di neve, soffitto di resistenza 5,2, falda a 45 gradi) e l&#8217;avvertenza degli autori sui suoi limiti, le altezze utili dell&#8217;intercapedine.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>M. C. Baker, <em>Ice on roofs</em>, scheda del Consiglio nazionale delle ricerche canadese, 1967. ✅ Verificata: le quattro condizioni che fanno nascere la diga, la raccomandazione della fascia impermeabile in gronda e l&#8217;avvertenza che fermaneve e canali favoriscono il ghiaccio.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Codice residenziale americano, sezione R905.1.2 sulle barriere al ghiaccio. ✅ Verificato il testo su una raccolta pubblica di codici, nelle edizioni 2021 e 2024: almeno 610 millimetri all&#8217;interno della linea del muro perimetrale, almeno 914 millimetri misurati lungo la falda sulle pendenze da 8 su 12 in su, i manti a cui si applica, e la condizione che rimanda alla tabella climatica compilata dalla giurisdizione. ⚠️ L&#8217;edizione 2024 è verificata su una sola adozione.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Agenzia regionale per l&#8217;ambiente dell&#8217;Emilia Romagna, sul disgelo del febbraio 2012. ✅ Verificata: il manto nevoso di pianura scomparso in una decina di giorni.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Codice civile, articolo 908, <em>Scarico delle acque piovane</em>. ✅ Testo riscontrabile su qualunque edizione del codice, con la condizione dei colatoi pubblici; già citato nell&#8217;articolo sul pluviale.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Vitruvio, <em>De architectura</em>, libro II, 8.18, e libro VI, 3.2, nel testo latino di una raccolta pubblica e nella traduzione inglese di J. Gwilt. ✅ Verificati sul testo latino: il coronamento di laterizio cotto con le sporgenze delle cornici sui muri di mattoni crudi, e i tubi che non ricevono in fretta l&#8217;acqua dei canali.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>W. Smith, W. Wayte, G. E. Marindin, <em>A Dictionary of Greek and Roman Antiquities</em>, 1890, voce <em>Servitutes</em>. ✅ Le servitù di stillicidio e di flumen, con il rimando al Digesto. ⚠️ La distinzione è riportata come la formulano i repertori.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>E. Viollet-le-Duc, <em>Dictionnaire raisonné de l&#8217;architecture française</em>, voce <em>Gargouille</em>. ✅ Verificate sul testo: i canali e i doccioni dall&#8217;inizio del Duecento, le date di Notre-Dame, di Laon e di Parigi, la divisione delle cadute d&#8217;acqua. ⚠️ Le datazioni sono sue, e nel testo sono attribuite a lui.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><em>Calendar of the Liberate Rolls</em>, Henry III, volume 2, 1240-1245, come citato dalla letteratura britannica sulla conservazione, e J. Taylor, <em>Rainwater</em>, Historic Churches, 2013. ⚠️ L&#8217;ordine del dicembre 1240 sulle gronde di piombo della Torre di Londra, riportato come nell&#8217;articolo sul pluviale.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>D. Donghi, <em>Manuale dell&#8217;architetto</em>, volume I, parte I, UTET, uscito nel 1905, nella ristampa senza modifiche del 1923 digitalizzata dal Politecnico di Torino. ✅ Verificati: lo scopo della gronda, l&#8217;orlo anteriore più basso, il gocciolatoio del cornicione, la pendenza, la sezione per metro quadrato, le dimensioni doppie nelle località esposte, la pioggia massima per il nord Italia, le tratte di zinco.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>K. H. Beij, <em>Flow in roof gutters</em>, National Bureau of Standards, Research Paper 644, 1934. ✅ Verificati: il progetto affidato al giudizio e all&#8217;esperienza, la ricerca condotta con l&#8217;associazione dei produttori di rame e ottone, la stazione meteorologica più vicina, i coefficienti di sicurezza arbitrari, le bocche troppo piccole come causa abituale della tracimazione.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Regione Lombardia, regolamento regionale 7/2017 sull&#8217;invarianza idraulica, e Regione Veneto, allegato A alla delibera 2948 del 2009, che richiama la delibera 3637 del 13 dicembre 2002. ✅ Verificati sul testo: gli interventi edilizi soggetti al regolamento lombardo, con vasche, trincee e pozzi drenanti; la valutazione di compatibilità idraulica chiesta in Veneto per gli strumenti urbanistici.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>RICS, Historic England e Property Care Association, dichiarazione congiunta sull&#8217;indagine dell&#8217;umidità negli edifici, 2022. ✅ Gronde, canali nascosti e smaltimento dell&#8217;acqua fra i primi controlli, nella linea del tempo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Guide professionali italiane in rete sul dimensionamento degli scarichi. ⚠️ I valori di progetto di 0,03 e 0,05 litri al secondo per metro quadrato, quello di 0,005 e la sezione di un centimetro quadrato per metro quadrato vengono da queste guide, che si contraddicono fra loro: sono riportati come prassi, non come prescrizione.</li>
</ul>
<p>Che cosa in questo articolo è mio e non delle fonti: le scene di apertura, che sono casi ricorrenti e non episodi datati; la falda di 120 metri quadrati e il rubinetto da 12 litri al minuto come scenari; le conversioni in millimetri all&#8217;ora delle misure del 2022; il calcolo delle capacità dei canali per sviluppo commerciale, con l&#8217;ipotesi della sezione semicircolare larga quanto la scheda tecnica; le bocche necessarie per la falda dell&#8217;esempio e il canale di dodici metri; il calcolo del margine della regola del diametro al quadrato; le soglie del troppopieno per la falda dell&#8217;esempio; la stima della capacità persa con un centimetro di contropendenza; l&#8217;esempio di pioggia battente; le tabelle dell&#8217;allungamento e dei giunti agli angoli, che applicano le regole dichiarate, e la scossalina di venti metri; i due casi climatici della neve e l&#8217;accumulo contro il parapetto, calcolati con le formule della norma; la tabella della diagnosi per posizione, che mette insieme le firme descritte dalle fonti con l&#8217;esperienza di cantiere; e la lettura dei rapporti fra le fonti, indipendenti fra loro.</p>
<h2 id="lautore">L&#8217;autore</h2>
<p>Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense; anni di cantiere. Autore di &#8220;Murature umide: cause e rimedi&#8221; (Grafill, 2026).</p>
<p><script type='application/ld+json'>{"@context": "https://schema.org", "@type": "FAQPage", "mainEntity": [{"@type": "Question", "name": "La macchia sta in alto sul muro esterno, sotto la gronda: può essere risalita?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "No. La risalita capillare pesca l'acqua dal terreno e disegna una fascia che parte dal pavimento e gira gli angoli. Una fascia che parte dalla linea di gronda e scende, con il muro asciutto in basso, viene dall'alto: dal gocciolatoio che manca, dallo sporto troppo corto, dal canale che trabocca, dalla pioggia battente. Prima di qualunque trattamento alla base si sale a guardare il bordo del tetto."}}, {"@type": "Question", "name": "Nella camera all'ultimo piano la macchia corre in alto lungo il perimetro, non al centro del soffitto: è condensa?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "La posizione dice di no, o almeno dice di controllare prima altro. La condensa cerca i ponti termici e si presenta a chiazze con la muffa, nelle mattine fredde e serene. Una macchia che segue il perimetro sulla testa del muro esterno, e si ravviva dopo le piogge forti, è la firma del nodo fra tetto e muro: il risvolto basso, la scossalina nel verso sbagliato, il canale interno che trabocca. Un mese di annotazioni sul quando compare distingue le due senza strumenti."}}, {"@type": "Question", "name": "Quanta acqua scarica davvero il mio tetto?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Superficie in pianta per intensità di pioggia in millimetri all'ora, diviso 3.600, e si hanno i litri al secondo. Una falda di 120 metri quadrati sotto un temporale forte da 40 millimetri all'ora scarica 1,33 litri al secondo; sotto il nubifragio da 164 millimetri all'ora misurato nel 2022, 5,47. La tavola interattiva fa il conto con i numeri della propria copertura."}}, {"@type": "Question", "name": "Il pluviale è grosso, quindi il sistema è dimensionato bene?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Il tubo non è quasi mai il limite. Un pluviale da 100 porta 10,7 litri al secondo pieno per un terzo, ma la bocca che lo alimenta, con tre centimetri di battente, ne porta 2,19 libera e 1,10 con il parafoglie. La norma lo scrive nel punto sui pluviali: la capacità del sistema dipende di solito dalle bocche di efflusso, non dai pluviali. Si contano le bocche, non i tubi."}}, {"@type": "Question", "name": "Il canale trabocca sempre nello stesso punto, lontano dallo scarico: è rotto lì?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Probabilmente no. Un canale in piano trabocca per primo nel punto di portata nulla, dove l'acqua è più profonda: la testata o lo spartiacque fra due bocche. Nei canali interni anche l'angolo, dove l'acqua si accumula contro il lato esterno della curva. Se lì trabocca a ogni pioggia forte, il canale è corto di capacità, o lungo e in piano, o con una contropendenza. Oppure la bocca è ostruita, e l'acqua sale in tutto il tratto. Si guarda la bocca per prima."}}, {"@type": "Question", "name": "Il parapetto è intonacato dentro e fuori e sopra c'è la copertina in malta: dove entra l'acqua?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Da più parti, e la guida britannica le descrive tutte. La copertina in malta non ha gocciolatoio, quindi l'acqua torna sulla faccia del muro; in un parapetto in mattoni l'intonaco su entrambe le facce allunga i periodi in cui il muro resta umido; e senza una membrana sotto la copertina e una al piede che porti fuori l'acqua entrata, quell'acqua finisce nel perimetro del tetto e nel muro sotto. Il parapetto va rifatto con le tre protezioni, non ridipinto."}}, {"@type": "Question", "name": "La scossalina si è strappata al fissaggio, in mezzo a un tratto dritto: posa sbagliata?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Più probabilmente un giunto di dilatazione che manca. Dieci metri di zinco-titanio si allungano di 22 millimetri fra inverno ed estate, di alluminio 24: se la lamiera è fissata rigidamente alle estremità, quell'escursione si scarica sui fissaggi e sulle saldature. Per i canali, le regole tedesche di lattoneria riprese da fonti di settore mettono un giunto ogni 15 metri in rame e zinco-titanio e ogni 12 in alluminio, con distanze dimezzate agli angoli esterni e ridotte a un quarto agli interni."}}, {"@type": "Question", "name": "Serve la norma per dimensionare la gronda di una villetta?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Serve il metodo della norma, che sta in questo articolo e nella tavola interattiva, e serve la sua prudenza. Per una villetta il conto è breve: la portata della falda; la capacità della bocca con il parafoglie; un pluviale per non più di 150 metri quadrati e non più di dieci metri di canale; uno scarico in più di quelli calcolati; e il troppopieno se il canale non è a sporto. Chi progetta un edificio deve avere la norma sul tavolo; chi cerca la causa di una macchia sotto la gronda deve prima salire a guardare il canale."}}]}</script><br />
<!--mxLA--></p>
<div style='background:#f6f7f9;border:1px solid #e3e6ea;border-radius:8px;padding:14px 18px;margin:26px 0'><strong style='color:#b11f24'>Leggi anche</strong></p>
<ul style='margin:8px 0 0 18px'>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale della risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta sotto la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
</ul>
</div>
<p><!--/mxLA--></p>
<hr style='border:none;border-top:3px solid #b11f24;margin-top:34px'>
<table style='width:100%;border-collapse:collapse;font-family:Arial,sans-serif;color:#2a3340;font-size:14px;line-height:1.6'>
<tr>
<td style='vertical-align:top;padding-right:20px'>
<div style='font-size:16px;font-weight:700;color:#b11f24'>Ditta Renzo-ArtHome</div>
<div style='font-weight:600'>di Spedicato Oronzo</div>
<div style='color:#5a6577;margin-bottom:8px'>Specialista in risanamenti di interrati e umidit&agrave; di risalita</div>
<div><strong>Web:</strong> <a href="https://www.renzo-arthome.com">www.renzo-arthome.com</a></div>
<div><strong>E-mail:</strong> renzo.spedicato@gmail.com &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>PEC:</strong> renzoarthome@pec.it</div>
<div><strong>Cell.:</strong> +39 335 844 2978 &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>Ufficio:</strong> +39 371 775 4189</div>
<div style='color:#5a6577'>P.IVA 02475540304</div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://www.renzo-arthome.com/preventivo-gratuito/" style="display:inline-block;background:#b11f24;color:#fff;padding:9px 16px;border-radius:6px;font-weight:700;text-decoration:none">Chiedi un preventivo &rarr;</a></div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://wa.me/393358442978" target="_blank" rel="noopener" title="WhatsApp" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-whatsapp.png' alt='WhatsApp' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.facebook.com/RenzoArtHome" target="_blank" rel="noopener" title="Facebook" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-facebook.png' alt='Facebook' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.linkedin.com/in/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="LinkedIn" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-linkedin.png' alt='LinkedIn' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.tiktok.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="TikTok" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-tiktok.png' alt='TikTok' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.youtube.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="YouTube" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-youtube.png' alt='YouTube' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.instagram.com/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="Instagram" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-instagram.png' alt='Instagram' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a></div>
</td>
<td style='vertical-align:top;width:150px;text-align:center'><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/murature-umide-copertina.jpg' alt='Murature umide: cause e rimedi' width='120' style='border:1px solid #ddd;border-radius:4px'></a></p>
<div style='font-size:12px;color:#5a6577;margin-top:6px'><strong>Murature umide: cause e rimedi</strong><br />Grafill, 2026<br /><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener">Vai al libro &rarr;</a></div>
</td>
</tr>
</table>
<style>#rahLATO{margin:44px auto 0;max-width:680px;font-family:'Open Sans',sans-serif}#rahLATO *{box-sizing:border-box}#rahLATO .rahL-int{background:#fff;border:1px solid #d9dde2;padding:18px 16px 10px}#rahLATO .rahL-tit{font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:700;font-size:15px;letter-spacing:.16em;text-transform:uppercase;color:#262a33;margin:0 0 2px}#rahLATO p{margin:0!important;padding:0!important}#rahLATO .rahL-blog-r{margin:0 0 4px}#rahLATO .rahL-pagine{margin:0 0 12px}#rahLATO .rahL-blog{display:inline-block;font-size:13.5px;color:#a06a00;text-decoration:none;margin:0;border:0}#rahLATO .rahL-blog:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO details{margin:0 0 7px;border-left:4px solid var(--rahf)}#rahLATO summary{cursor:pointer;list-style:none;display:flex;align-items:baseline;gap:8px;font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:600;font-size:14px;color:#2f3440;padding:9px 8px 9px 10px;background:var(--rahv);margin:0}#rahLATO summary::-webkit-details-marker{display:none}#rahLATO summary:before{content:"+";font-weight:700;color:#2f3440;opacity:.55;width:13px;flex:none}#rahLATO details[open]>summary:before{content:"\2212"}#rahLATO .rahL-n{margin-left:auto;font-weight:400;font-size:11.5px;color:#5a6577}#rahLATO ul{list-style:none!important;margin:0!important;padding:6px 4px 8px 12px!important;background:var(--rahv);background:color-mix(in srgb,var(--rahv) 32%,#fff)}#rahLATO li{margin:0!important;padding:4px 6px!important;font-size:13px;line-height:1.45;border-left:2px solid transparent;list-style:none!important}#rahLATO li:before{display:none!important;content:none!important}#rahLATO li a{color:#3f4450;text-decoration:none;border:0;box-shadow:none}#rahLATO li a:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO li.rahL-qui{background:#fdf6d8;border-left-color:#eddf21}#rahLATO li.rahL-qui span{font-weight:600;color:#262a33}#rahLATO li.rahL-qui .rahL-segno{display:block;font-weight:400;font-size:10.5px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#5a6577;margin-top:1px}@media(min-width:1490px){body.postid-4240{overflow:visible!important}article.post-4240{position:relative}#rahLATO{position:absolute;top:0;right:-241px;bottom:0;width:225px;max-width:none;margin:0}#rahLATO .rahL-int{position:sticky;top:106px;max-height:calc(100vh - 126px);overflow-y:auto;padding:14px 12px 8px}#rahLATO summary{font-size:12.5px;padding:8px 6px 8px 8px}#rahLATO li{font-size:12px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:13px}}@media(min-width:1710px){#rahLATO{right:-336px;width:300px}#rahLATO .rahL-int{padding:18px 16px 10px}#rahLATO summary{font-size:14px}#rahLATO li{font-size:13px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:15px}}</style>
<div id="rahLATO">
<div class="rahL-int">
<div class="rahL-tit">Gli articoli</div>
<div class="rahL-blog-r"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/blog/">Indice del blog &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-fase-per-fase/">La casa fase per fase &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/decoder-diagnostico-edile/">Il decoder diagnostico &rarr;</a></div>
<details open style="--rahv:#dcebf5;--rahf:#7fadd1">
<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">Le malte impermeabili nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">La barriera chimica nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">Ma come si cura una risalita?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/improvvisamente-l-umidita-di-risalita/">Improvvisamente, l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-danno-e-dove-l-acqua-se-ne-va/">Il danno è dove l&#8217;acqua se ne va</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">Chi dimezza la macchia raddoppia l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">Umidità di risalita e sali solubili: perché bloccare l&#8217;umidità è solo metà del risanamento, e perché l&#8217;asciugatura richiede da mesi ad anni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo un intervento contro l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-risalita-impermeabilizzazione-in/">L&#8217;innalzamento dell&#8217;umidità di risalita in seguito a interventi di impermeabilizzazione dall&#8217;interno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/doppia-barriera-protocollo-renzo-arthome/">Barriere chimiche non occludenti in zona di marea: bastano davvero contro la pressione idrostatica?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">L’umidità igroscopica nell’edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-primaria-e-sali-renzo-arthome/">Umidità di risalita capillare primaria</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">31</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">27</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/costruire-casa-senza-umidita/">La casa asciutta si decide in cantiere</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">Tre centimetri invece di una demolizione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/prima-la-strategia-poi-il-prodotto/">Prima la strategia, poi il prodotto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">La spinta idrostatica nelle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">Il seminterrato fra infiltrazioni, umidità e radon: un approccio integrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/fontana-dei-grifi-allinterno-del-castello-miramare-di-trieste/">Fontana dei Grifi all&#8217;interno del castello Miramare di Trieste</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/interventi-di-impermeabilizzazioni/">Impermeabilizzazioni: come intervenire e quali soluzioni scegliere</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#d9edea;--rahf:#7dbcb5">
<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">15</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-problema-non-e-la-pioggia/">Il problema non è la pioggia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">Umidità di rimbalzo (rain splash)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-meteorica-cap/">Umidità meteorica (penetrating damp)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-condensazione/">Umidità da condensazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sindrome-dell-edificio-malato/">Sindrome dell&#8217;edificio malato: cause, sintomi e soluzioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffe-indoor/">Muffe indoor</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">Condensa interstiziale in edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f2e9d5;--rahf:#c9a970">
<summary>Vespai e solai<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-piove-dal-predalles/">Quando piove dal predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-normative-e-calcoli/">Vespaio aerato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1431-2/">Le infiltrazioni nei predalles: analisi e metodologie di intervento</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f5e3dc;--rahf:#cf9484">
<summary>Casi Studio<span class="rahL-n">6</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f4eecb;--rahf:#c9b954">
<summary>Norme e libro<span class="rahL-n">5</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/normativa-salubrita-edifici/">Quadro normativo sulla salubrità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1443-2/">Materiali da costruzione radioattivi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pubblicato-il-libro-murature-umide-cause-e-rimedi/">Pubblicato il libro “Murature umide: cause e rimedi”</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#ebedf0;--rahf:#a7adb8">
<summary>Altri articoli<span class="rahL-n">1</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pavimenti-in-resina-nei-dettagli/">I pavimenti in resina nei dettagli</a></li>
</ul>
</details>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quanto deve ventilare una casa</title>
		<link>https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/</link>
					<comments>https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[renzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 12:22:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Condensa, muffe e microclima]]></category>
		<category><![CDATA[Diagnosi e metodo]]></category>
		<category><![CDATA[condensa]]></category>
		<category><![CDATA[diagnostica]]></category>
		<category><![CDATA[muffe]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[qualità dell'aria indoor]]></category>
		<category><![CDATA[ricambio d'aria]]></category>
		<category><![CDATA[ventilazione]]></category>
		<category><![CDATA[verifica termoigrometrica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.renzo-arthome.com/?p=3995</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il mezzo ricambio all'ora, cioè cambiare metà dell'aria di casa ogni ora, è una regola per progettare l'impianto, e non dice se l'angolo dietro l'armadio resterà asciutto. Lo dice un conto con pochi numeri: quanta acqua mette nell'aria chi ci abita, quanto è grande la casa, quanta aria nuova entra davvero, quanta umidità porta l'aria di fuori e quanto è fredda la parete peggiore. Due secoli di regole sull'aria, le misure vere della produzione di vapore e del ricambio nelle case, le norme a confronto sulla stessa casa, il metodo in tre passi e la tavola interattiva.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style='font-size:19px;color:#5a6577'><em>Il mezzo ricambio all&#8217;ora, cioè cambiare metà dell&#8217;aria di casa ogni ora, è una regola per progettare l&#8217;impianto, e non dice se l&#8217;angolo dietro l&#8217;armadio resterà asciutto. Lo dice un conto con pochi numeri: quanta acqua mette nell&#8217;aria chi ci abita, quanto è grande la casa, quanta aria nuova entra davvero, quanta umidità porta l&#8217;aria di fuori e quanto è fredda la parete peggiore.</em></p>
<p>La scena si ripete ogni inverno, e la racconto come l&#8217;ho vista più volte, sempre davanti a lavori fatti da altri. Un appartamento degli anni Settanta, ristrutturato bene: infissi nuovi a doppia guarnizione, caldaia nuova, pareti tinteggiate. Al primo inverno, dietro l&#8217;armadio della camera a nord, compare una macchia grigia nell&#8217;angolo fra la parete esterna e il soffitto. Il proprietario chiama chi ha fatto i lavori, e la spiegazione arriva subito, sempre la stessa: &#8220;è che non arieggiano abbastanza&#8221;. La famiglia è la stessa di prima, cucina come prima, fa le stesse docce e apre le finestre come le ha sempre aperte. Prima della ristrutturazione la muffa non c&#8217;era.</p>
<p>La spiegazione non torna, perché guarda la persona sbagliata. Non sono cambiate le abitudini della famiglia: è diminuita l&#8217;aria che la casa ricambiava da sola. I vecchi infissi lasciavano passare aria tutto il giorno, dalle fessure e dai cassonetti, senza che nessuno aprisse niente. Gli infissi nuovi hanno chiuso quel passaggio, e i litri d&#8217;acqua che la famiglia mette nell&#8217;aria ogni giorno sono rimasti gli stessi. La stessa acqua in meno aria fa un&#8217;aria più umida, e l&#8217;angolo più freddo della casa è il primo punto dove quell&#8217;umidità si posa.</p>
<p>I numeri dicono quanto è comune l&#8217;umidità in casa. L&#8217;indagine europea sulle condizioni di vita chiede alle famiglie se abitano in case con muri o pavimenti umidi, tetto che perde o infissi marci: in Italia risponde di sì il 17,1 per cento delle persone (dato 2023), contro il 15,6 nell&#8217;Unione europea (Eurostat, indicatore ilc_mdho01, aggiornato al 13 agosto 2026). In Germania il caso delle finestre nuove sui muri vecchi è stato studiato con misure e con un sondaggio. Cinquantatré grandi società immobiliari, che amministrano insieme più di 500.000 alloggi, hanno riferito che dopo il cambio delle finestre la muffa era comparsa nel 70 per cento degli alloggi: lo riporta il rapporto di Münzenberg, Weithaas e Thumulla del 2003.</p>
<p>Questo articolo mette in fila quello che i documenti tecnici dicono sul ricambio d&#8217;aria nelle case. Soprattutto spiega perché il verdetto sulla muffa lo dà la superficie più fredda, e non l&#8217;igrometro appeso in soggiorno. La tesi è semplice da dire: una casa deve portare fuori l&#8217;acqua che chi ci vive produce, prima che quell&#8217;acqua bagni la parete peggiore. Il ricambio giusto esce da un bilancio, cioè da un conto fra l&#8217;acqua che entra nell&#8217;aria e l&#8217;aria che la porta fuori. Il conto si fa con carta e penna. Le regole fisse (il mezzo volume all&#8217;ora, i litri al secondo per persona) servono a progettare un impianto: su una casa esistente dicono poco, e su quell&#8217;angolo dietro l&#8217;armadio non dicono niente.</p>
<p>Un&#8217;avvertenza sulle fonti. La UNI EN ISO 13788, la norma che regola le verifiche di condensa e di muffa, l&#8217;ho letta nel testo con la sua appendice nazionale. Le altre norme che regolano la materia sono a pagamento e non le ho lette nel testo originale: la UNI EN 16798-1 con la sua appendice nazionale del 2025, la DIN 1946-6 tedesca e la ASHRAE 62.2 americana. Dove cito un loro valore lo segno come ripreso da una fonte secondaria, e dico quale. I rapporti di ricerca da cui quei valori discendono li ho letti per intero e stanno nel registro in fondo. Lì un segno distingue quello che ho letto da quello che riprendo da altri.</p>
<div id="rahTOC" style="border:1px solid #e2e5ea;border-radius:6px;padding:20px 24px;margin:0 0 32px;background:#fafbfc">
<p style="margin:0 0 10px;font-weight:600;color:#1a2233;font-size:16px">Indice</p>
<ol style="margin:0;padding-left:20px;line-height:1.6">
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#chi-ha-cominciato-a-studiarlo" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Chi ha cominciato a studiarlo</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-parole-che-servono" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le parole che servono</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lacqua-che-una-casa-produce" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;acqua che una casa produce</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-bilancio-del-vapore" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il bilancio del vapore</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-superficie-fredda-decide-il-ricambio" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La superficie fredda decide il ricambio</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#quanto-ventilano-davvero-le-case" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Quanto ventilano davvero le case</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-regole-a-confronto-sulla-stessa-casa" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le regole a confronto, sulla stessa casa</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-scorciatoie-che-non-tengono" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le scorciatoie che non tengono</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#come-si-misura" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Come si misura</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-metodo-in-tre-passi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il metodo, in tre passi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-sintesi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In sintesi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#dal-cantiere" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Dal cantiere</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#domande-frequenti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Domande frequenti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-conclusione" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In conclusione</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#nota-sui-calcoli-e-sulle-fonti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Nota sui calcoli e sulle fonti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lautore" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;autore</a></li>
</ol>
</div>
<h2 id="chi-ha-cominciato-a-studiarlo">Chi ha cominciato a studiarlo</h2>
<p>La ventilazione delle case ha due storie, nate a un secolo e mezzo di distanza, e per capire i numeri di oggi bisogna tenerle separate. La prima è la storia dell&#8217;aria da respirare. La seconda è la storia dell&#8217;acqua, ed è molto più recente.</p>
<p>La prima comincia nel 1836 con Thomas Tredgold. La ricostruzione è di John Janssen, presidente del comitato che ha scritto la norma americana sulla ventilazione, in un articolo dell&#8217;ASHRAE Journal del 1999; Janssen, riprendendo Klaus, descrive Tredgold come un ingegnere minerario della Cornovaglia. Tredgold fu il primo a stimare quanta aria serve al minimo a una persona: partì dal ritmo del respiro, calcolò l&#8217;aria che serve a diluire l&#8217;anidride carbonica dei polmoni, aggiunse quella per l&#8217;umidità del corpo e quella per la candela del minatore, e arrivò a circa 4 piedi cubi al minuto, cioè 2 litri al secondo, circa 7 metri cubi all&#8217;ora. Era il minimo per non soffocare, e Janssen annota che per il comfort era troppo poco.</p>
<p>Nel 1853 Max von Pettenkofer, che a Monaco sarà il primo professore di igiene, osserva che l&#8217;aria viziata non nasce soltanto dal calore, dall&#8217;umidità, dall&#8217;anidride carbonica o dalla mancanza di ossigeno: nasce da tracce di sostanze organiche che il corpo emette dalla pelle e dai polmoni. Così riassume la sua idea la rivista della federazione europea degli impiantisti, in un articolo del 2018. Nel 1858 Pettenkofer pubblica un libretto sul ricambio d&#8217;aria negli edifici abitati. L&#8217;anidride carbonica, per lui, non era il problema: era un indicatore comodo di quanto l&#8217;aria fosse stata respirata, e nel 1862, scrive Janssen, concluse che né l&#8217;ossigeno né l&#8217;anidride carbonica erano responsabili dell&#8217;aria cattiva. Il valore che porta il suo nome, una concentrazione di anidride carbonica dell&#8217;uno per mille, cioè 1.000 parti per milione, è riportato da molte fonti secondarie. Il testo originale non l&#8217;ho letto, e lo dichiaro. Quel numero, comunque sia nato, è ancora oggi il valore massimo raccomandato come primo approccio dall&#8217;Istituto Superiore di Sanità nella nota tecnica sul monitoraggio dell&#8217;anidride carbonica negli ambienti chiusi.</p>
<p>Nel 1893 John Billings, medico, pubblica il testo americano più autorevole del suo tempo e parte dal risultato che vuole ottenere: per tenere l&#8217;anidride carbonica di una stanza a 550 parti per milione servirebbero 50 piedi cubi al minuto per persona. Molti si accontentavano di 10; lui chiede almeno 30, cioè 14 litri al secondo, e ne raccomanda 60, per paura della tubercolosi. Nel 1895 l&#8217;associazione americana degli ingegneri del riscaldamento adotta i 30 piedi cubi come minimo. Sono 51 metri cubi all&#8217;ora per ogni persona. Per una famiglia di quattro persone in un appartamento da 270 metri cubi, l&#8217;esempio che userò per tutto l&#8217;articolo, fanno più di 200 metri cubi all&#8217;ora: tre quarti dell&#8217;aria di casa cambiata ogni ora.</p>
<p>Fra il 1921 e il 1936 Constantin Yaglou, prima al laboratorio di ricerca dell&#8217;associazione e poi a Harvard, cambia strumento: al posto dell&#8217;anidride carbonica usa il naso. Una giuria in una stanza attigua giudica l&#8217;odore dell&#8217;aria di una stanza occupata, ventilata con portate da 2 a 30 piedi cubi al minuto per persona. Il risultato che Janssen riporta è questo: l&#8217;odore diventa accettabile con 20 piedi cubi al minuto, 9 litri al secondo, se ogni persona dispone di 4 metri cubi d&#8217;aria, e con 12 piedi cubi se ne dispone di 8 metri cubi. I bambini chiedono più aria, e ne chiedono il 50 per cento in più quando sono passati sei giorni e mezzo senza bagno. È la prima volta che la quantità d&#8217;aria dipende dallo spazio a disposizione, e non dalla sola persona.</p>
<p>Poi entra in gioco il risparmio energetico. La norma americana sulla ventilazione, la ASHRAE 62, nasce nel 1973 con valori minimi e raccomandati per oltre 260 destinazioni d&#8217;uso; per gli spazi di soggiorno delle case chiede almeno 2,5 litri al secondo per persona e ne raccomanda da 3,5 a 10. Nel 1981, in piena spinta al risparmio energetico, la stessa norma distingue gli spazi con fumatori da quelli senza e abbassa i valori: negli uffici senza fumo 2,5 litri al secondo per persona, un terzo dei 7,5 che la norma del 1973 chiedeva agli uffici; nelle case 5 litri al secondo per stanza. Lo racconta Andrew Persily, del comitato che scrive la norma, nella storia pubblicata nel 2015, e lo dice in chiaro: la riduzione fu motivata in parte dal desiderio di abbassare i consumi. Durò poco: nel 1983 William Cain a Yale e Ole Fanger al Politecnico danese arrivano, con esperimenti indipendenti, allo stesso numero, 15 piedi cubi al minuto, che la norma arrotonda a 7,5 litri al secondo per persona. È la portata con cui l&#8217;aria risulta accettabile all&#8217;80 per cento di chi entra in una stanza occupata. Nel 1989 la norma adotta quel valore come minimo per tutti e, per le case, un ricambio di 0,35 volumi all&#8217;ora con la condizione di non scendere mai sotto 7,5 litri al secondo a persona. La regola americana di oggi per le abitazioni, nella norma 62.2 del 2022, somma una quota per la superficie e una per le camere da letto; il valore per l&#8217;appartamento dell&#8217;esempio sta nella tabella delle regole.</p>
<p>L&#8217;Europa arriva più tardi e con un&#8217;impostazione diversa: la EN 15251 del 2007, poi sostituita dalla EN 16798-1 del 2019, che classifica la qualità dell&#8217;aria in categorie e lascia ai singoli paesi le portate di progetto. L&#8217;Italia aveva dal 1995 la UNI 10339, con i suoi 11 litri al secondo per persona nelle residenze secondo quanto riporta la stampa tecnica; l&#8217;ente di normazione l&#8217;ha ritirata senza sostituzione il 4 luglio 2024, e il 13 novembre 2025 ha pubblicato l&#8217;appendice nazionale alla norma europea. L&#8217;appendice usa tre delle quattro categorie della norma europea e non assegna portate alla quarta. Con occupanti presenti fissa una soglia minima di 4 litri al secondo per persona, cioè 14,4 metri cubi all&#8217;ora, che l&#8217;articolo di presentazione su una rivista di settore chiama soglia di salute. I valori per categoria stanno nel testo a pagamento e non li ho letti. Dal 1836 al 2025, in due secoli, il minimo per persona è passato da 2 a 14 litri al secondo, è tornato a 2,5, è risalito a 7,5, e in Italia oggi è 4. Nessuno di questi numeri riguarda la muffa: sono fabbisogni d&#8217;aria delle persone, contro l&#8217;anidride carbonica e gli odori.</p>
<p>La seconda storia comincia da un imbarazzo. Fra il 1987 e il 1990 l&#8217;Agenzia internazionale dell&#8217;energia finanzia un progetto di ricerca, l&#8217;Annex 14 &#8220;Condensazione ed energia&#8221;; l&#8217;ho ricostruito nell&#8217;articolo sulla <a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">muffa negli angoli e dietro gli armadi</a>. Le sue linee guida scrivono che la muffa era diventata una realtà diffusa nei cinque paesi del progetto, soprattutto nelle case in affitto e nell&#8217;edilizia sociale. Le linee guida del progetto, pubblicate nel 1990, fissano due cose che da allora non sono cambiate. La prima è la soglia. La muffa germina quando l&#8217;umidità relativa sulla superficie (l&#8217;umidità dell&#8217;aria a contatto con la parete, calcolata alla temperatura della parete) resta sopra un valore critico, e il gruppo adotta come soglia di progetto 0,8, cioè l&#8217;80 per cento, da usare tutto l&#8217;anno &#8220;su base media mensile&#8221;. Le stesse linee guida aggiungono un dettaglio che si dimentica: in condizioni stabili, su pitture, carta da parati, legno e gesso la muffa si osserva di rado sotto l&#8217;85 per cento, e più l&#8217;umidità è bassa più tempo passa prima che diventi visibile; l&#8217;80 tiene conto di questo margine. La seconda cosa è il modo di giudicare una parete: il rapporto di temperatura, cioè quanto la superficie interna sta vicina alla temperatura di casa rispetto a quella di fuori, che oggi si chiama fattore di temperatura fRsi. La norma internazionale sul calcolo, la ISO 13788, esce nel 2001 e viene riscritta nel 2012; in Italia è in vigore come UNI EN ISO 13788:2013 dal 20 giugno 2013. Usa la stessa soglia dell&#8217;80 per cento, da assumere quando un regolamento nazionale non ne fissa un&#8217;altra, e lo stesso fattore di temperatura; l&#8217;umidità prodotta in casa la descrive con cinque classi.</p>
<p>Intanto gli studi biologici mostrano che la soglia non è un numero solo. Nel 2001 Klaus Sedlbauer, che lavora all&#8217;istituto di fisica edile della società Fraunhofer, discute all&#8217;Università di Stoccarda la tesi sulla previsione della muffa sui componenti edilizi. Contiene le isoplete: per ogni temperatura, l&#8217;umidità alla quale la spora germina e i giorni che le servono. Contiene anche la curva più bassa, sotto la quale nessuna specie parte. Nel 2003, con Martin Krus e altri, scrive che la letteratura tedesca indica spesso l&#8217;80 per cento di umidità relativa sulla superficie come criterio decisivo, indipendente dalla temperatura, ma che molte specie crescono anche più in basso. Nel 2007 Hannu Viitanen e Tuomo Ojanen, del centro di ricerca finlandese VTT, presentano il modello di crescita con l&#8217;indice di muffa da 0 a 6, e collocano la soglia sul legno fra il 75 e l&#8217;80 per cento, dipendente dalla temperatura e dal tempo di esposizione. Nel 2009 l&#8217;Organizzazione mondiale della sanità esce con le linee guida su umidità e muffe negli ambienti chiusi, 248 pagine, e rinuncia a un numero. Scrive che nessun valore guida quantitativo sulla contaminazione microbica può essere raccomandato e che il problema va prevenuto; cita la stima per cui il 75-80 per cento dei problemi dell&#8217;involucro dell&#8217;edificio, cioè muri, tetto e infissi, ha a che fare con l&#8217;umidità.</p>
<p>La Germania è l&#8217;unica ad aver scritto la protezione dall&#8217;umidità dentro la norma sugli impianti di ventilazione. La norma tedesca sulla ventilazione delle abitazioni, la DIN 1946-6, esce nel 2009 ed è stata riscritta nel dicembre 2019. Definisce quattro livelli di ventilazione; il più basso, la protezione dall&#8217;umidità, deve funzionare senza l&#8217;aiuto di chi abita. Deve tenere lontane condensa e muffa quando gli abitanti sono assenti per poco, in vacanza o di giorno, con meno vapore prodotto e senza bucato steso. Per ogni casa nuova, e quando si sostituisce più di un terzo delle finestre, la norma chiede di verificare se le infiltrazioni bastano a quel livello o se serve un dispositivo; il punto sulle finestre viene dalla presentazione del centro di tutela dei consumatori della Renania settentrionale. La prevenzione della muffa nelle abitazioni ha avuto un rapporto tecnico proprio, il DIN-Fachbericht 4108-8, diventato nel 2022 la specifica DIN/TS 4108-8. Intanto i tribunali tedeschi hanno discusso per anni quante volte al giorno si può pretendere che un inquilino apra le finestre; la ricostruzione che segue viene da una rivista tedesca di impiantistica. Il tribunale di Lubecca aveva stabilito che, senza patti diversi, l&#8217;inquilino deve solo arieggiare due volte al giorno per cinque-dieci minuti e tenere 16 gradi in camera e 20 negli altri locali. La Corte federale, il 5 dicembre 2018, ha rovesciato quella sentenza: la misura si fissa solo caso per caso, mai in astratto, ed è d&#8217;uso comune arieggiare subito dopo aver cucinato, fatto la doccia o lavato. Non c&#8217;è, nemmeno in Germania, un numero valido per tutte le case.</p>
<p>Il punto della storia sta nell&#8217;incrocio delle due strade. La ventilazione è nata per l&#8217;aria da respirare, e i suoi numeri misurano anidride carbonica e odori: quanta aria serve a diluire quello che i corpi ci mettono dentro. Con la muffa il problema è tornato a essere l&#8217;acqua, e per l&#8217;acqua la domanda è un&#8217;altra: quanta ne produce chi abita, quanta ne porta via il ricambio, quanta ne resta sulla parete più fredda. Una casa può rispettare la prima regola e fallire la seconda, ed è quello che succede nella camera a nord dell&#8217;appartamento raccontato all&#8217;inizio.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig1-linea-del-tempo-v2.png" alt="Linea del tempo in due strade: sopra la strada dell'aria da respirare da Tredgold 1836 alla EN 16798-1 e al ritiro della UNI 10339, sotto la strada dell'umidità e della muffa dall'Annex 14 del 1990 alla DIN 1946-6" class="wp-image-4199" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig1-linea-del-tempo-v2.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig1-linea-del-tempo-v2-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig1-linea-del-tempo-v2-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig1-linea-del-tempo-v2-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig1-linea-del-tempo-v2-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 1. Due secoli di numeri. Sopra, la strada dell&#8217;aria da respirare: Tredgold, Pettenkofer, Billings, Yaglou, la norma americana che scende nel 1981 e risale nel 1989, l&#8217;Europa. Sotto, la strada dell&#8217;acqua, cominciata nel 1990 con l&#8217;80 per cento sulla superficie. Le due strade si incrociano solo nella casa reale.</figcaption></figure>
<h2 id="le-parole-che-servono">Le parole che servono</h2>
<p><strong>Ricambio d&#8217;aria.</strong> Quante volte in un&#8217;ora l&#8217;aria di una casa viene sostituita da aria esterna. Si scrive n e si misura in volumi all&#8217;ora, o in &#8220;uno su ora&#8221; (h⁻¹). Con 0,5 volumi all&#8217;ora, in due ore è passata tanta aria esterna quanta ne contiene la casa; con 0,2, in cinque ore. Dopo due ore l&#8217;aria non è tutta nuova, perché quella che entra si mescola con quella che c&#8217;è; il numero dice soltanto quanta ne entra.</p>
<p><strong>Portata.</strong> La stessa cosa espressa in metri cubi all&#8217;ora o in litri al secondo, senza riferimento al volume della casa. Un litro al secondo sono 3,6 metri cubi all&#8217;ora. Le norme parlano quasi sempre in portata, per persona o per metro quadro; il bilancio del vapore ragiona in ricambi, perché confronta l&#8217;aria che entra con quella che serve a diluire il vapore. Per passare dalla portata al ricambio si divide la portata per il volume della casa: 135 metri cubi all&#8217;ora in una casa da 270 metri cubi fanno 0,5 volumi all&#8217;ora.</p>
<p><strong>Infiltrazione.</strong> Il ricambio che avviene senza che nessuno apra niente: dalle fessure degli infissi, dai cassonetti, dai passaggi degli impianti, dai giunti. Nelle case vecchie era buona parte della ventilazione; negli infissi nuovi è quasi zero. Una tesi discussa all&#8217;Università di Kassel nel 1995 l&#8217;ha misurata: da 0,05 volumi all&#8217;ora per una stanza praticamente stagna a 0,2 per l&#8217;edilizia corrente della sua epoca.</p>
<p><strong>n50.</strong> Il ricambio che si misura con la porta soffiante, o blower door, mettendo la casa in depressione di 50 pascal secondo la UNI EN ISO 9972. È un numero di tenuta, non di ventilazione: dice quanto l&#8217;involucro perde sotto una spinta forte, e non quanto ventila con il vento e le temperature di ogni giorno. Il rapporto tedesco del 2003 sulle case esistenti, citato all&#8217;inizio, ha misurato nelle stesse case un n50 medio di 7,4 e un ricambio naturale medio di 0,26 volumi all&#8217;ora.</p>
<p><strong>Eccesso di vapore.</strong> Quanta acqua in più contiene un metro cubo d&#8217;aria di casa rispetto a un metro cubo d&#8217;aria esterna. Si scrive Δv e si misura in grammi al metro cubo. È il numero che il bilancio calcola: una quantità d&#8217;acqua per metro cubo, che non dipende dalla temperatura, e non un&#8217;umidità relativa. Le norme lo scrivono spesso come differenza di pressione parziale del vapore, Δp, in pascal; a 20 gradi 1 grammo al metro cubo corrisponde a circa 135 pascal, e la conversione è nella nota in fondo.</p>
<p><strong>Classe di umidità interna.</strong> La UNI EN ISO 13788 divide gli edifici in cinque classi secondo l&#8217;eccesso di vapore che ci si aspetta dentro: dai magazzini di materiale secco alle lavanderie e alle piscine. L&#8217;appendice nazionale mette in classe 2 gli uffici, i negozi e gli alloggi con ventilazione meccanica controllata, e in classe 3 gli alloggi che ne sono privi e gli edifici con affollamento non noto; per le abitazioni, quando mancano dati più precisi, fa usare la classe 3. Le classi le riporto nella sezione del bilancio. La classe dipende dal ricambio, e la norma lo dice a modo suo quando separa le case con ricambio controllato da quelle senza: la stessa famiglia sta in classe 2 con un ricambio e in classe 5 con un altro.</p>
<p><strong>Fattore di temperatura fRsi.</strong> Il voto termico di un punto della parete. È il rapporto fra la differenza di temperatura tra la superficie interna e l&#8217;aria esterna e la differenza tra l&#8217;aria interna e quella esterna. Vale 1 se la superficie sta alla temperatura di casa, 0 se sta a quella di fuori. Con 20 gradi dentro e 5 fuori, un fattore 0,60 dà una superficie a 14,0 gradi; 0,75 la porta a 16,3; 0,80 a 17,0. Il pregio del fattore è che non dipende dal clima del giorno: descrive il punto di parete, e si misura con una termocamera e due termometri, come ho descritto nell&#8217;articolo sulla muffa negli angoli.</p>
<p><strong>Umidità relativa superficiale.</strong> L&#8217;umidità relativa dell&#8217;aria a contatto con la superficie, calcolata alla temperatura della superficie e non a quella della stanza. La stessa aria che in mezzo alla stanza sta al 49 per cento, su un angolo a 14 gradi sta al 71. È il numero da cui dipende la muffa, ed è il numero che le norme confrontano con l&#8217;80 per cento.</p>
<p><strong>Punto di rugiada.</strong> La temperatura alla quale l&#8217;aria, raffreddandosi con la stessa acqua dentro, arriva al 100 per cento: sotto quella temperatura una superficie si bagna. L&#8217;aria a 20 gradi e 49 per cento ha il punto di rugiada a 8,5 gradi; quella a 20 gradi e 76 per cento a 15,4.</p>
<p><strong>Ventilazione naturale, meccanica, di protezione.</strong> Naturale è quella che passa da finestre, griglie e infiltrazioni per effetto del vento e delle differenze di temperatura; meccanica è quella spinta da un ventilatore, in estrazione dai bagni e dalla cucina o in doppio flusso con recupero del calore. La norma tedesca chiama ventilazione di protezione dall&#8217;umidità il livello minimo che deve funzionare anche a casa vuota, senza l&#8217;aiuto di chi abita.</p>
<p><strong>Media mensile.</strong> Il criterio dell&#8217;80 per cento vale come media di un mese, non come valore di un&#8217;ora. La doccia porta il bagno al 100 per cento per venti minuti, e non fa muffa; l&#8217;angolo che sta all&#8217;85 per cento tutto febbraio la fa. Le linee guida del 1990 aggiungono che l&#8217;inerzia igroscopica dei materiali smorza le oscillazioni brevi dell&#8217;umidità, e per questo il calcolo si fa sulle medie.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1124" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig2-dove-va-l-acqua-v2.png" alt="Sezione di un alloggio con la parete esterna a sinistra, le cinque sorgenti di vapore numerate, la freccia del ricambio che esce, l'angolo freddo con la sua temperatura e umidità superficiale, il riquadro dell'aria interna con eccesso di vapore e classe" class="wp-image-4200" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig2-dove-va-l-acqua-v2.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig2-dove-va-l-acqua-v2-300x211.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig2-dove-va-l-acqua-v2-1024x719.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig2-dove-va-l-acqua-v2-768x540.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig2-dove-va-l-acqua-v2-1536x1079.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 2. Le parole in un disegno: 10 litri al giorno entrano nell&#8217;aria dalle cinque sorgenti, 0,5 volumi all&#8217;ora li portano fuori lasciando un eccesso di 3,1 grammi al metro cubo, e sull&#8217;angolo con fattore 0,60 quell&#8217;aria vale il 71 per cento. Ogni numero esce dal programma di calcolo dell&#8217;articolo.</figcaption></figure>
<h2 id="lacqua-che-una-casa-produce">L&#8217;acqua che una casa produce</h2>
<p>Prima di ragionare sui muri servono i litri. Una casa produce vapore da cinque sorgenti, e i documenti che le hanno misurate le elencano nello stesso ordine: le persone, con il respiro e la pelle; la cucina, con le pentole e le stoviglie; il bagno, con le docce e le superfici bagnate che poi evaporano; il bucato steso in casa; e le quote minori di piante, animali e pulizie. Samuel Glass e Anton TenWolde, nella loro rassegna del 2009 sui modelli di bilancio, aggiungono alla lista gli umidificatori e le fondazioni bagnate: una cantina umida o un muro con risalita sono sorgenti di vapore come una pentola, e ne ho fatto il conto nell&#8217;articolo su <a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">chi dimezza la macchia</a>.</p>
<p>Le persone da sole valgono molto. TenWolde e Pilon, nel lavoro presentato al convegno Buildings X del 2007, riportano da Sanders i valori accettati per il respiro: da 0,9 a 1,25 chilogrammi al giorno per persona. Per la pelle a riposo, a 20 gradi e 50 per cento, calcolano da 0,5 a 1,4 chilogrammi al giorno per adulto. Respiro e pelle insieme, scrivono, valgono da 0,8 a 1,7 chilogrammi al giorno per un adulto a riposo, cioè da 30 a 70 grammi all&#8217;ora (è la somma dichiarata dagli autori, e non coincide con la somma aritmetica dei due intervalli): quattro adulti che stanno in casa tutto il giorno mettono nell&#8217;aria, solo con il corpo, da 3,2 a 6,8 litri d&#8217;acqua. A questi si aggiungono cucina, bagno e bucato.</p>
<p>Il modo in cui si misura spiega perché i numeri variano tanto. Non si pesa l&#8217;acqua: si misura l&#8217;eccesso di vapore dentro rispetto a fuori, e si misura il ricambio con un gas tracciante. Il tracciante è un gas innocuo immesso in casa, di cui si registra quanto in fretta si diluisce. Poi si moltiplicano i due numeri per il volume. È il bilancio letto al contrario. La produzione misurata dipende anche dal ricambio, per una ragione fisica che TenWolde e Pilon descrivono: le piante in vaso e le fondazioni bagnate cedono meno acqua quando l&#8217;aria è già umida. Le persone e le attività ne cedono la stessa con qualunque aria. Una casa poco ventilata, con l&#8217;aria carica, produce un po&#8217; meno di quanto produrrebbe con l&#8217;aria secca, e la misura lo registra.</p>
<p>I numeri misurati stanno nella tabella di Sanders del 1996, che Glass e TenWolde riportano per paese, in percentili: il decimo, la mediana, cioè la famiglia di mezzo con metà delle famiglie sotto e metà sopra, e il novantesimo. In Canada, su 28 case unifamiliari, la famiglia mediana produce 8,7 chilogrammi al giorno, il 10 per cento più parco sta sotto 3,0 e il 10 per cento più prodigo sopra 21,0. In Danimarca la mediana è 5,8 negli appartamenti con impianto meccanico, 8,0 nelle case unifamiliari con impianto e 6,5 in quelle ventilate dalle finestre. In Svezia 580 case unifamiliari danno una mediana di 8,7 e 500 appartamenti 5,6. Le misure recenti per numero di occupanti, raccolte da Glass e altri nel 2022 con i dati finlandesi di Kalamees, danno una mediana di 5,9 chilogrammi al giorno per due persone e di 8,0 per tre; le simulazioni per Svezia e Stati Uniti stanno fra 6,0 e 7,5. La media di letteratura per una o due persone adulte, riportata da TenWolde e Pilon, è di 8,2 litri al giorno; la misura diretta su sette famiglie senza bambini, dello stesso autore, 6,8.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1200" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig3-misure-per-paese.png" alt="Grafico a barre orizzontali con i percentili 10, 50 e 90 della produzione giornaliera di vapore per paese e tipo di casa, con la linea rossa della famiglia tipo a 10 litri e la tabella per numero di occupanti" class="wp-image-3987" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig3-misure-per-paese.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig3-misure-per-paese-300x225.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig3-misure-per-paese-1024x768.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig3-misure-per-paese-768x576.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig3-misure-per-paese-1536x1152.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 3. Le misure per paese, in percentili. La mediana per paese sta fra 5,6 e 8,7 litri al giorno; il 10 per cento più prodigo sta sopra 10-21 litri, secondo il paese. La famiglia tipo degli articoli, a 10 litri, sta fra la mediana e il progetto, e non è un caso estremo.</figcaption></figure>
<p>Per progettare non si usa la mediana. TenWolde e Walker, nel 2001, hanno proposto valori di progetto legati al numero di camere da letto e agli occupanti attesi: 8 litri al giorno per una camera e due persone, 12 per due camere e tre persone, 14 per tre camere e quattro persone, 15 per quattro camere e cinque persone, più un litro per ogni camera oltre la quarta. La tabella è riportata da TenWolde e Pilon nel 2007, e la bozza della norma americana sui criteri di progettazione igrotermica, la ASHRAE Standard 160, l&#8217;aveva adottata. Sono valori scelti per essere superati da una minoranza delle famiglie: Glass e TenWolde scrivono che ci si aspetta li superi circa il 32 per cento. Chi dimensiona una parete o un impianto non lo fa sulla famiglia media, ma su quella che capita spesso e produce di più.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1124" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig4-valori-di-progetto.png" alt="Grafico a barre dei valori di progetto della produzione di vapore per numero di camere e occupanti, con la linea rossa dei 10 litri della famiglia tipo" class="wp-image-3988" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig4-valori-di-progetto.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig4-valori-di-progetto-300x211.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig4-valori-di-progetto-1024x719.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig4-valori-di-progetto-768x540.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig4-valori-di-progetto-1536x1079.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 4. I valori di progetto del 2001, adottati nella bozza della norma americana: per tre camere e quattro persone 14 litri al giorno, il doppio della mediana misurata. Il progetto sta sopra la media di proposito.</figcaption></figure>
<p>In tutti i miei articoli la famiglia tipo produce 10 litri al giorno. Il numero viene dalla guida pratica sull&#8217;umidità e la tenuta all&#8217;aria del Master CasaClima (Bolzano University Press, 2012), che riprende i valori per attività del rapporto tecnico europeo CEN/TR 14788. L&#8217;ho già usato nell&#8217;articolo <a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a>. Qui lo tengo, e ora si vede perché regge: sta sopra le mediane misurate, da 5,6 a 8,7, e sotto il valore di progetto per quattro persone, che è 14. È una famiglia comune, che sta nel mezzo delle misure. Nella tavola interattiva il numero si cambia: chi vuole mette i 14 del progetto o i 6 di una coppia.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Sorgente</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Quanto</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Da dove viene il numero</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Respirazione, per persona</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,9-1,25 kg al giorno</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Sanders 1996, riportato da TenWolde e Pilon 2007 ✅</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Traspirazione a riposo, per adulto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,5-1,4 kg al giorno, a 20 °C e 50 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>TenWolde e Pilon 2007 ✅</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Una o due persone adulte, casa intera</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>8,2 litri al giorno, media di letteratura</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>TenWolde e Pilon 2007 ✅</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Sette famiglie senza bambini, misura diretta</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>6,8 litri al giorno</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>TenWolde 1988 e 1994, via TenWolde e Pilon 2007 ✅</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Mediane per paese</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5,6-8,7 kg al giorno</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Sanders 1996, tabella 2 di Glass e TenWolde 2009 ✅</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Mediana per due e tre occupanti, Finlandia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5,9 e 8,0 kg al giorno</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Kalamees 2006, tabella 1 di Glass e altri 2022 ✅</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Valore di progetto, tre camere e quattro persone</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>14 litri al giorno</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>TenWolde e Walker 2001, via TenWolde e Pilon 2007 ✅</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Famiglia tipo di questi articoli</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>10 litri al giorno</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>scelta dichiarata, fra mediana e progetto</td>
</tr>
</table>
</div>
<h2 id="il-bilancio-del-vapore">Il bilancio del vapore</h2>
<p>Il bilancio è una divisione. Quando i grammi all&#8217;ora prodotti e il ricambio restano costanti a lungo, il sistema va a regime, cioè i numeri smettono di cambiare. A regime, l&#8217;eccesso di vapore dentro rispetto a fuori vale i grammi all&#8217;ora divisi per il prodotto fra il ricambio e il volume. Con la produzione in grammi all&#8217;ora, il ricambio in volumi all&#8217;ora e il volume in metri cubi, esce in grammi al metro cubo. Le linee guida del 1990 scrivono lo stesso bilancio per legare l&#8217;eccesso di pressione di vapore alla produzione, al ricambio e al volume; Glass e TenWolde lo mettono al primo posto fra i modelli semplici, e io l&#8217;ho usato per il muro con risalita.</p>
<blockquote style='border-left:4px solid #b11f24;margin:22px 0;padding:6px 0 6px 16px;font-size:18px'><p>Eccesso di vapore (grammi al metro cubo) = grammi all&#8217;ora prodotti diviso (ricambi all&#8217;ora per metri cubi della casa).</p></blockquote>
<p>L&#8217;esempio che accompagna l&#8217;articolo fino in fondo è un appartamento di 100 metri quadri con soffitti a 2,7 metri, cioè 270 metri cubi, con tre camere e quattro persone che producono i 10 litri al giorno della famiglia tipo. Dieci litri al giorno sono 417 grammi all&#8217;ora. La temperatura interna è 20 gradi. Fuori, per un mese invernale mite di pianura, 5 gradi e 80 per cento di umidità relativa come medie mensili: i valori sono scelti per l&#8217;esempio e si cambiano nella tavola interattiva. L&#8217;aria esterna a 5 gradi e 80 per cento contiene 5,4 grammi di vapore al metro cubo; l&#8217;aria a 20 gradi ne può contenere al massimo 17,3.</p>
<p>Con 0,5 volumi all&#8217;ora entrano 135 metri cubi d&#8217;aria all&#8217;ora, e l&#8217;eccesso è 417 diviso 135: 3,1 grammi al metro cubo. L&#8217;aria di casa sta a 5,4 più 3,1, cioè 8,5 grammi al metro cubo, che a 20 gradi fanno il 49 per cento. Con 0,2 volumi all&#8217;ora (poco sotto la media misurata nelle case tedesche esistenti a finestre chiuse, e sopra quella delle case con infissi nuovi) entrano 54 metri cubi all&#8217;ora, e l&#8217;eccesso sale a 7,7: l&#8217;aria sta a 13,2 grammi al metro cubo, il 76 per cento. Con 0,1 l&#8217;eccesso sarebbe 15,4 e l&#8217;aria dovrebbe contenere 20,9 grammi al metro cubo, più dei 17,3 che può reggere: quell&#8217;acqua non resta nell&#8217;aria, condensa sui vetri e sulle pareti finché il bilancio torna. Ecco la tabella completa, con la classe di umidità, spiegata qui sotto, e i due valori sulla superficie, spiegati nella sezione seguente.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Ricambio (volumi/ora)</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Aria esterna che entra</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Eccesso di vapore</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Umidità dell&#8217;aria a 20 °C</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Classe UNI EN ISO 13788</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Umidità sull&#8217;angolo, fRsi 0,60</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Umidità sulla parete, fRsi 0,75</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,1</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>27 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>15,4 g/m³</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>satura: condensa</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>condensa</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>condensa</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,2</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>54 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>7,7 g/m³</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>76 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>condensa</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>95 %</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,3</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>81 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5,1 g/m³</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>61 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>4</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>88 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>77 %</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,37</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>99 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>4,2 g/m³</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>56 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>80 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>70 %</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,5</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>135 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3,1 g/m³</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>49 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>71 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>62 %</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,8</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>216 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,9 g/m³</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>43 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>61 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>53 %</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,0</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>270 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,5 g/m³</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>40 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>58 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>50 %</td>
</tr>
</table>
</div>
<p>Tre cose si leggono nella tabella. La prima: l&#8217;igrometro appeso in soggiorno, fra 0,5 e 0,2 volumi all&#8217;ora, passa dal 49 al 76 per cento, e nessuno dei due numeri dice se la muffa cresce; il verdetto sta nelle ultime due colonne. La seconda: il ricambio lavora come un divisore, e i primi decimi contano più degli ultimi. Passare da 0,1 a 0,2 dimezza l&#8217;eccesso, da 15,4 a 7,7 grammi al metro cubo; passare da 0,5 a 0,8 lo abbassa soltanto di 1,2, da 3,1 a 1,9. Una casa che sta a 0,15 volumi all&#8217;ora guadagna più da un ricambio portato a 0,3 di quanto una casa a 0,5 guadagni da un ricambio portato a 1,0. La terza riguarda l&#8217;aria esterna: d&#8217;inverno contiene poco vapore, 5,4 grammi al metro cubo contro gli 8,5 o 13,2 di dentro, e ogni metro cubo che entra asciutto esce portandosi via la differenza. Quando fuori ci sono 15 gradi e 75 per cento, l&#8217;aria esterna contiene già 9,6 grammi al metro cubo: lo stesso eccesso si somma a una base più alta, e salgono sia l&#8217;umidità dell&#8217;aria interna sia quella sulla superficie. Per restare sotto la soglia l&#8217;eccesso deve scendere, cioè il ricambio deve salire, da 0,37 a 0,58. È il paradosso dei mesi miti, che la mappa della figura 7 mostra per intero.</p>
<p>La classe di umidità della norma dipende dal ricambio, e l&#8217;esempio lo mostra. L&#8217;appendice nazionale della UNI EN ISO 13788 mette in classe 1 i magazzini di materiale secco e gli edifici non occupati. In classe 2 mette gli uffici, i negozi e gli alloggi dove un impianto controlla il ricambio; in classe 3 gli alloggi senza impianto e gli edifici dove non si sa quante persone ci vivono; in classe 4 palestre, cucine e mense; in classe 5 gli edifici particolari: lavanderie, distillerie, piscine. Ogni classe ha un limite superiore, espresso in eccesso di pressione di vapore, che scende in linea retta con la temperatura esterna media del mese: a 0 gradi 270, 540, 810, 1.080 e 1.350 pascal per le classi da 1 a 5, a 20 gradi 100 pascal per le prime quattro e 200 per la quinta. Sotto il primo limite si è in classe 1, sopra il quarto in classe 5. Il grafico dell&#8217;appendice A della norma internazionale, che è informativa, riporta 640 e 1.360 al posto di 540 e 1.350; l&#8217;appendice nazionale, che per l&#8217;Italia è la parte prescrittiva, dà i valori che ho scritto, e da quel grafico vengono le due cifre diverse che circolano nella stampa tecnica. A 5 gradi esterni i limiti valgono circa 230, 430, 630, 835 e 1.060 pascal. La nostra famiglia, con 0,5 volumi all&#8217;ora, produce un eccesso di 418 pascal: classe 2, la classe in cui la norma mette l&#8217;alloggio con ricambio controllato. La stessa famiglia, nella stessa casa, con 0,2 volumi all&#8217;ora produce 1.044 pascal: classe 5, la classe delle lavanderie. La classe descrive la famiglia divisa per il ricambio, ed è per questo che la muffa arriva dopo le finestre nuove senza che nessuno abbia cambiato abitudini.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1200" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig5-aria-e-ricambio.png" alt="Grafico dell'umidità relativa dell'aria interna in funzione del ricambio d'aria per la famiglia da 10 litri in 270 metri cubi, con tre climi esterni e la linea del 60 per cento" class="wp-image-3989" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig5-aria-e-ricambio.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig5-aria-e-ricambio-300x225.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig5-aria-e-ricambio-1024x768.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig5-aria-e-ricambio-768x576.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig5-aria-e-ricambio-1536x1152.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 5. La curva del bilancio: la stessa famiglia e la stessa casa, con il ricambio da 0,1 a 1 volume all&#8217;ora e tre climi esterni. Sotto 0,3 volumi all&#8217;ora l&#8217;umidità sale in fretta, sopra 0,5 quasi non cambia più; la linea a 60 per cento segna l&#8217;aria che a 20 gradi ha il punto di rugiada a 11,6 gradi: sopra, ogni superficie più fredda di 11,6 gradi condensa.</figcaption></figure>
<p>Il bilancio stazionario assume l&#8217;aria interna ben mescolata, una produzione costante e nessun accumulo nei materiali. Nella realtà la cucina della sera e il bagno della mattina fanno punte di vapore. Intonaci, legno e tessuti assorbono il vapore nelle punte e lo restituiscono dopo. Le linee guida del 1990 dicono che questa inerzia smorza le oscillazioni brevi; il criterio della muffa resta sulla media del mese, ed è quella che il bilancio calcola. Le punte di cucina e bagno si trattano alla fonte, con l&#8217;aspirazione dove il vapore nasce, come chiede dal 1975 il decreto sui requisiti igienico-sanitari delle abitazioni.</p>
<h2 id="la-superficie-fredda-decide-il-ricambio">La superficie fredda decide il ricambio</h2>
<p>L&#8217;aria di una stanza è la stessa dappertutto, a meno di piccole differenze; le superfici no. La parete esterna è più fredda dell&#8217;aria, l&#8217;angolo fra due pareti esterne è più freddo della parete, e l&#8217;angolo dietro un armadio addossato è il punto più freddo della casa, perché il mobile gli toglie il calore dell&#8217;aria e dei termosifoni. La stessa quantità di vapore, letta su una superficie più fredda, vale un&#8217;umidità relativa più alta. Con 20 gradi dentro e 5 fuori, un punto con fattore di temperatura 0,50 sta a 12,5 gradi, uno con 0,60 a 14,0, uno con 0,70 a 15,5, uno con 0,75 a 16,3, uno con 0,80 a 17,0. L&#8217;aria della casa con 0,5 volumi all&#8217;ora, quella da 8,5 grammi al metro cubo che in mezzo alla stanza segna il 49 per cento, su una superficie a 14,0 gradi segna il 71 per cento e a 16,3 il 62. Con 0,2 volumi all&#8217;ora l&#8217;aria porta 13,2 grammi al metro cubo e il suo punto di rugiada sta a 15,4 gradi: l&#8217;angolo a 14,0 gradi condensa e la parete corrente a 16,3 sta al 95 per cento. Un punto con fattore 0,70, il minimo ammesso dalla norma tedesca DIN 4108-2 secondo l&#8217;articolo tecnico che la riporta, sta praticamente al 100, al limite della condensa.</p>
<p>Il criterio da confrontare è l&#8217;80 per cento come media mensile sulla superficie: viene dalle linee guida del 1990, la UNI EN ISO 13788 lo adotta al punto 5.3, quando un regolamento nazionale non ne fissa un altro, e la letteratura tedesca, scrivono Sedlbauer e Krus, lo usa come criterio decisivo. Con questo criterio il bilancio si ribalta e diventa una domanda sul ricambio: quanto deve valere n perché la superficie con fattore fRsi resti sotto l&#8217;80 per cento? La formula è nella nota in fondo; i risultati, per la nostra famiglia e il nostro clima, sono questi. Un ponte termico grave, con fattore 0,50, richiede 0,46 volumi all&#8217;ora, cioè 124 metri cubi all&#8217;ora. L&#8217;angolo di una parete non isolata, fattore 0,60, richiede 0,37, cioè 99 metri cubi all&#8217;ora. Per il minimo tedesco (fattore 0,70) servono 0,30 volumi all&#8217;ora; per la parete corrente (0,75) ne servono 0,27; per una parete isolata (0,80) 0,25, cioè 68 metri cubi all&#8217;ora. Fra la parete isolata e il ponte termico grave il ricambio necessario quasi raddoppia, con la stessa famiglia e lo stesso clima. Ogni decimo di fattore di temperatura guadagnato sull&#8217;angolo vale una quota di ricambio in meno: le due leve, più aria o una superficie meno fredda, si sommano e in parte si sostituiscono a vicenda. In Italia il fattore minimo non è un numero fisso come lo 0,70 tedesco: la UNI EN ISO 13788 lo fa calcolare caso per caso dalla classe di umidità e dal clima, ed è il calcolo che richiede il decreto italiano sui requisiti minimi del 26 giugno 2015.</p>
<p>La stessa domanda si può fare al contrario: dato il ricambio che c&#8217;è, quanto deve valere il fattore di temperatura del punto peggiore? Con 0,5 volumi all&#8217;ora basta 0,47, e quasi ogni parete ce la fa. Con 0,3 serve 0,70, il minimo tedesco esatto. Con 0,2 serve 0,94, e questo numero non esiste in una casa: l&#8217;articolo tecnico tedesco sulla specifica per la prevenzione della muffa nota che al raccordo di una finestra si supera di rado 0,80, e che nei cataloghi dei ponti termici degli edifici vecchi si trovano dettagli fino a 0,42. Una casa a 0,2 volumi all&#8217;ora, con quattro persone e 10 litri al giorno, farà la muffa in qualche angolo qualunque cosa si faccia alle pareti: la leva che resta è il ricambio.</p>
<p>L&#8217;80 per cento va letto con due cautele. La prima: l&#8217;80 per cento è una media di un mese, e il valore di progetto delle linee guida include un margine, visto che su intonaci, pitture e legno la crescita si osserva di rado sotto l&#8217;85 per cento in condizioni stabili. La seconda: molte specie partono più in basso, come avvertono Sedlbauer e Krus e come mostra Viitanen sul legno con la soglia fra il 75 e l&#8217;80; le isoplete dicono anche in quanto tempo, e a 20 gradi la germinazione all&#8217;80 per cento chiede giorni, non ore. Per questo un bagno che tocca il 100 per cento venti minuti al giorno resta pulito e un angolo che sta all&#8217;85 tutto febbraio no. La norma internazionale, come ho riportato nell&#8217;articolo sulla muffa negli angoli, nella verifica della muffa considera i mobili e le tende: usa una resistenza superficiale interna di 0,25 metri quadri kelvin per watt al posto di 0,13. In pratica il calcolo tratta la superficie come più schermata dall&#8217;aria della stanza, com&#8217;è dietro un mobile, e chi progetta deve fare lo stesso. I fattori dell&#8217;esempio, 0,60 e 0,75, descrivono il punto così com&#8217;è: chi lo misura con la termocamera a mobile spostato ottiene il fattore reale, e la verifica di norma lo ricalcola con la resistenza di 0,25.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1238" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig6-superficie-fredda-v2.png" alt="Grafico dell'umidità relativa sulla superficie in funzione del ricambio d'aria per quattro fattori di temperatura, con la linea dell'80 per cento e i punti in cui ogni curva la taglia" class="wp-image-4201" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig6-superficie-fredda-v2.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig6-superficie-fredda-v2-300x232.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig6-superficie-fredda-v2-1024x792.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig6-superficie-fredda-v2-768x594.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig6-superficie-fredda-v2-1536x1188.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 6. Quattro superfici, una famiglia, un clima. Ogni curva taglia l&#8217;80 per cento a un ricambio diverso: 0,25 per la parete isolata, 0,30 per il minimo tedesco, 0,37 per l&#8217;angolo non isolato, 0,46 per il ponte termico grave. Il ricambio che serve lo decide il punto peggiore della casa.</figcaption></figure>
<p>Il clima esterno entra nel bilancio da due lati: con l&#8217;acqua che l&#8217;aria esterna porta dentro e con la temperatura che dà all&#8217;angolo. Quando fuori fa molto freddo l&#8217;aria esterna contiene pochissimo vapore: a meno 5 gradi e 85 per cento, 2,8 grammi al metro cubo. Entrando e scaldandosi a 20 gradi quell&#8217;aria vale pochi punti di umidità relativa: la base su cui si somma l&#8217;eccesso di casa è bassa, e il margine fino alla soglia è largo. L&#8217;angolo però è più freddo, perché con fuori a meno 5 il fattore 0,60 dà una superficie a 10 gradi. I due effetti si compensano quasi del tutto: a meno 5 gradi il ricambio necessario per l&#8217;angolo è 0,32. A 0 gradi e 85 per cento è 0,35, a 5 gradi e 80 per cento 0,37. A 10 gradi e 80 per cento l&#8217;aria esterna porta già 7,5 grammi al metro cubo e, anche se l&#8217;angolo sale a 16 gradi, il ricambio necessario cresce a 0,46; a 15 gradi e 75 per cento l&#8217;aria esterna porta 9,6 grammi e il ricambio necessario è 0,58. Il mese pericoloso, per l&#8217;angolo, è il mese mite e umido con le finestre chiuse: novembre e marzo, non gennaio. La mappa della figura 7 lo mostra cella per cella, e i valori esterni sono ipotesi dichiarate per il grafico, non medie climatiche di una località: nella tavola interattiva si mettono quelli della stazione più vicina.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1200" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig7-mappa-clima-ricambio.png" alt="Mappa a celle colorate dell'umidità relativa sull'angolo con fattore 0,60 per cinque climi esterni e otto ricambi d'aria, con i colori del verdetto: condensa, muffa, sotto l'80 per cento" class="wp-image-3991" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig7-mappa-clima-ricambio.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig7-mappa-clima-ricambio-300x225.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig7-mappa-clima-ricambio-1024x768.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig7-mappa-clima-ricambio-768x576.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig7-mappa-clima-ricambio-1536x1152.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 7. La stessa casa e lo stesso angolo in cinque mesi diversi. Le colonne di sinistra, da 0,1 a 0,2 volumi all&#8217;ora, sono la casa chiusa: condensa a qualunque temperatura. A 0,5 l&#8217;angolo sta sotto l&#8217;80 per cento fino a 10 gradi esterni e lo supera a 15. Il mese mite con le finestre chiuse fa più danni del mese freddo.</figcaption></figure>
<p>La tavola interattiva qui sotto fa il conto per qualunque casa: persone o litri al giorno, superficie e altezza, temperatura interna, temperatura e umidità esterne come medie del mese, fattore di temperatura del punto peggiore, ricambio che c&#8217;è davvero. Restituisce l&#8217;eccesso di vapore e la classe, l&#8217;umidità dell&#8217;aria e quella sul punto peggiore. Dà il ricambio necessario in volumi all&#8217;ora e in metri cubi all&#8217;ora, e lo confronta con le regole. Usa le stesse formule della nota in fondo e le stesse ipotesi: aria ben mescolata, regime stazionario, medie mensili. È una verifica orientativa, che serve a rifare i conti numero per numero e a vedere perché l&#8217;angolo ammuffisce e la parete accanto no; la verifica di progetto, quella che la norma chiede, si fa con il calcolo completo della UNI EN ISO 13788 e, per gli angoli, della UNI EN ISO 10211.</p>
<p><!--mxTAVOLA--><!-- ============================================================ TAVOLA INTERATTIVA - Quanto deve ventilare la tua casa Blocco autosufficiente per WordPress (HTML personalizzato). Motore identico a calcoli.py dell'articolo: bilancio stazionario del vapore, classi della UNI EN ISO 13788, fattore di temperatura, soglia dell'80 per cento sulla superficie, regole a confronto. ============================================================ --> </p>
<div class="mxv" id="mxv-tavola">
<style> .mxv{--ink:#232823;--paper:#fbfaf6;--line:#3a3f3a;--blu:#3a5b8a;--rosso:#b23b3b; --verde:#1f7a4d;--ambra:#a06a00; max-width:760px;margin:2em auto;color:var(--ink); font-family:"Segoe UI",Roboto,Helvetica,Arial,sans-serif;font-size:15px;line-height:1.45;} .mxv *{box-sizing:border-box;} .mxv-sheet{background:var(--paper);border:2px solid var(--line);padding:4px;} .mxv-inner{border:1px solid var(--line);padding:14px 16px 12px;} .mxv-cart{display:flex;justify-content:space-between;gap:10px;align-items:flex-end; border-bottom:2px solid var(--line);padding-bottom:8px;margin-bottom:12px;} .mxv-cart h3{margin:0;font-size:15px;letter-spacing:.06em;text-transform:uppercase;font-weight:700;} .mxv-cart .mxv-sub{font-size:11.5px;color:#555a55;margin-top:2px;} .mxv-cartR{display:flex;align-items:center;gap:8px;} .mxv-logo{height:34px;width:auto;display:block;} .mxv-firm{font-size:10px;color:#555a55;text-align:right;line-height:1.3;} .mxv-firm b{display:block;font-size:11px;color:var(--ink);} .mxv-display{background:#232823;border-radius:5px;padding:12px 16px;margin-bottom:12px; display:flex;justify-content:space-around;align-items:center;gap:12px;} .mxv-dcell{text-align:center;} .mxv-dcell .mxv-dl{font-size:10px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#8a9490;} .mxv-dcell .mxv-dv{font-size:27px;font-weight:700;color:#7ee0a8;font-family:"Consolas",monospace;line-height:1.15;} .mxv-dcell .mxv-dv small{font-size:13px;} .mxv-preset{display:grid;grid-template-columns:repeat(2,1fr);gap:6px;margin-bottom:12px;} .mxv-preset button{font:inherit;font-size:11.5px;line-height:1.25;text-align:left; background:#fff;border:1px solid #c9c5ba;border-left:4px solid var(--blu); padding:5px 9px;cursor:pointer;color:var(--ink);} .mxv-preset button:hover{background:#eef3f8;} .mxv-preset button b{display:block;font-size:12px;} .mxv-preset button span{color:#6a6f6a;} .mxv-h{font-size:11px;letter-spacing:.07em;text-transform:uppercase;color:#555a55; font-weight:700;border-bottom:1px solid #d8d5cc;padding-bottom:3px;margin:14px 0 8px;} .mxv-grid{display:grid;grid-template-columns:repeat(3,1fr);gap:8px;margin-bottom:8px;} .mxv-grid2{display:grid;grid-template-columns:repeat(2,1fr);gap:8px;margin-bottom:8px;} .mxv-f{background:#fff;border:1px solid #d8d5cc;border-left:5px solid var(--tinta,#6a6f6a);padding:7px 10px 8px;} .mxv-f label{display:block;font-size:12px;font-weight:600;margin-bottom:3px;} .mxv-f .mxv-cap{font-size:10.5px;color:#6a6f6a;margin-top:4px;line-height:1.3;} .mxv-f select,.mxv-f input[type=number]{width:100%;font:inherit;font-size:13.5px;font-weight:600;padding:3px 6px; border:1px solid #c9c5ba;background:#fdfdfb;color:var(--ink);} .mxv-f.t-acq{--tinta:#3a5b8a;} .mxv-f.t-cas{--tinta:#8c8375;} .mxv-f.t-cli{--tinta:#a06a00;} .mxv-f.t-sup{--tinta:#b23b3b;} .mxv-f.t-ric{--tinta:#1f7a4d;} .mxv-verd{border:3px solid;padding:10px 14px;text-align:center;margin:12px 0;} .mxv-verd .mxv-v1{font-size:19px;font-weight:800;letter-spacing:.03em;} .mxv-verd .mxv-v2{font-size:12.5px;color:#3c413c;margin-top:4px;line-height:1.4;} .mxv-box{background:#fff;border:1px solid #d8d5cc;border-top:4px solid var(--bc,#6a6f6a);padding:9px 11px;margin-bottom:10px;} .mxv-box .mxv-bt{font-size:10.5px;text-transform:uppercase;letter-spacing:.05em;color:#6a6f6a;font-weight:700;margin-bottom:5px;} .mxv-box .mxv-bn{font-size:11.5px;color:#2f342f;line-height:1.45;} .mxv-t{width:100%;border-collapse:collapse;font-size:11px;} .mxv-t th,.mxv-t td{border-bottom:1px solid #e3e0d6;padding:3px 5px;text-align:left;vertical-align:top;} .mxv-t th{font-size:10px;text-transform:uppercase;letter-spacing:.04em;color:#6a6f6a;} .mxv-t td:nth-child(2),.mxv-t td:nth-child(3),.mxv-t th:nth-child(2),.mxv-t th:nth-child(3){text-align:right;white-space:nowrap;} .mxv-t .mxv-tot td{font-weight:700;background:#f3f1ea;} .mxv-ok{color:var(--verde);font-weight:700;} .mxv-no{color:var(--rosso);font-weight:700;} .mxv-w{color:var(--ambra);font-size:10px;} .mxv-nota{border-top:1px solid #d8d5cc;padding-top:8px;font-size:11px;color:#555a55;line-height:1.5;} .mxv-nota b{color:var(--ink);} .mxv-nota ol{margin:4px 0 0;padding-left:18px;} .mxv-err{color:var(--rosso);font-weight:700;font-size:12px;margin-bottom:8px;} /* schermi stretti, in coda allo stile: stessa specificita', vince l'ultima regola (lezione del 09/09/2026) */ @media(max-width:560px){ .mxv-display{padding:10px 6px;gap:6px;flex-wrap:wrap;} .mxv-dcell{flex:1 1 45%;} .mxv-dcell .mxv-dv{font-size:19px;} .mxv-dcell .mxv-dv small{font-size:10px;} .mxv-dcell .mxv-dl{font-size:9px;letter-spacing:.04em;} .mxv-preset{grid-template-columns:1fr;} .mxv-grid{grid-template-columns:1fr;} .mxv-grid2{grid-template-columns:1fr;} .mxv-cart{flex-wrap:wrap;} .mxv-cart>div:first-child{flex:1 1 100%;} .mxv-cartR{margin-left:auto;} .mxv-firm{white-space:nowrap;} .mxv-cart .mxv-sub,.mxv-f .mxv-cap,.mxv-nota,.mxv-box .mxv-bn{font-size:12.5px;} .mxv-box{overflow-x:auto;} } </style>
<div class="mxv-sheet">
<div class="mxv-inner">
<div class="mxv-cart">
<div>
<h3>Quanto deve ventilare la tua casa</h3>
<div class="mxv-sub">il bilancio del vapore letto sulla superficie pi&ugrave; fredda: l&rsquo;80 per cento come media del mese (IEA Annex 14, UNI EN ISO 13788)</div></div>
<div class="mxv-cartR"> <img decoding="async" class="mxv-logo" src="data:image/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAHgAAABPCAYAAAAgGwHHAABJsElEQVR42t29d5glR3nv/6mqTidP3p3NOUirtCgLowACkSWslTEYcA44g6/Tvf5Jsn0dLsbY2L4YfG0yRlrAYAxIllBOKMfdlbTavDM7eU7q3FW/P87po7PDguO18Z3nOc85013dVV3Vb6z3/b6C78G/669Hnn76LrFrdFpw2d1aCPTSNm960yuKl+wouBuXLW5bub6yc90GKaaPRWcVbeElOqq0/WRrtVIacKzYJImp2QWpawNxGW2bxXlEFIq27dLQhGnYEG3LkUdxvKkoFWKgVtqzuBg29u5tTBw8qh6ZP7qy/aHdt82DOWkMxiC561LJzJi54bnd5sYbMSxt9J/8J75XxnH99YgbLrtUnmpBz79qU/UP3rvpPNdK1up0dsVozbpisOqvdTOnnCkxNjSkwcpAS0gFkYYk02RJBkaiMzBaEyQZGolrg+MKMBlCWNjKwRIaRxmwActgEkO7qWj7oh7rNIwyeWhyxtzreMW9ifBm/u7W9oN//MePzZ70EAL0HZda3Wf4nljs/9QFvvnmXWp0dFpcfvndaf/xO7/+zlUm2be25Mq3LqulFyodb1q2zB23CxbICDDMTqccO5FyfDKm3jLZQtMwMdlgZjZjaiYjToRoNDKhM4W0hIgyQaupQGjKJYNtJ5hMGlsYylVhHCUYGzJm2ZjHimUuAzVBpYRcPV4Qq1YJRkYKIB3IEkxiOD6lZ7Up7FmYs58+3mj+feStOvC2t936Uv+aGrNL7d4N1123W/9nLbb4z2C/N9ywS8Du/C2HS6+3/uzaL22/ZKN7zUDJurA0FL2qVsxKbjklCwwTxwSHjkT66T0N/fxBn6MnEFNzQsw1MxEknpCigmWXqVarlCtlKuUqxWIBr+Bi2zaWZWFbFpblIBBkaUqSxqRJSpKl+IFP4Pu0Wj6NZotmvU2UNMl0g5JMzMiAYHjAmDUrUr1tk8WO7QNi/SpbrVvhQblA6vssLtrx/ELwWFpy79l3qPTF7//ADz/JYz+V5JR9xx2XWnfddbe+8cZvFzf/TyzwzTfvUrt2gRC7s/zYo7fteqWwn7tkwPXeXfXCLSPLpEVkc/RoysNPLJinXwyyJ/ZG4vmDiZxvFUWxWGVwaBkjoyMsG13F+PgoQwMVyuUCxaKHEBIhJEkSkyQJURgCkCQJmdZkWYYxBsexAYHjOIDBdT0sy8JSFspSZFlKGIa0Wm0W6i0mJk8wPT3N3PQcc/MztBonGCxps2Wj0adtdc2Z20ryorPLcuNqCUWXhVmtW756ab6VfmmyOXDv66/++VvguiynajjNCHGj/n9hgYW5eZdk126Ty9UvfOFtG9aWF944Vll8R6WoLxwcz8iahqf3xTz4ZCP92jcb4tkXtQyzoiiVRlg1vo5Nm9ewZs04QyPDKGUjUPitJq1mnZm5eRYX67RaLVqtBkmS0Gq1MAZ8P0AIQRzHaK0xxpBlGbZtY4yhUCigtcbzPJRSFAoehUIBr1CgWqkyMFBheHiEamUAr1RESps0i2gsznP48CQvvHSY40cP4jfmsFTdbN0kzOuvrOlXnlGzXrGtjDWQ0a5bTC/KZ+cX1J2H66Mf+/63f+3ZroImdu/eJa+77uUX/r/UApubdynRN/g7/+7Vly0bq/9ExWtfs2q5LBAonng+MrfcNp/d/q2W3HPAiCSuiXXrN3DGGaexfv0GhoaH0SKl1ZxjfnKW6dl5pqdnWagv0Gg2iKKYJAkxBkxXwkkpkFKhlMIYg5SyqwAJhBAYYxBCoLVGCEGWZb1vYwzG0DknBUYYXNvGtT1qpSoDAzVGhocZGV/GyNgAA7UKStrMLyyw/6XD7Hn2JQ4feAkhTphNG0rm0gtK+q2vqcqdp1lS1TyOHwujRqt069Fm7U9f98bb7ugpZjedPFff0wtszPUSbkQINJuuch/5SHJVubjwkyvK6RuqQxZTsynfuH0h++Iti+Kex9pSiRHWbdnKOWdsZcOa1ZRKFebnF5iZm+DgwSPMzdaZm5+i7YcYY4iikEqlRBgElMsV4jjFdV0AsizDdV3CMKRYLNJutymVSoRhiFIKIQRp2mkfBEGvTaFQIEkShBAopYjjGNd1abfaFIoFWq0WyuocN4BrO1jKYtnyZdSqNTZu3MjIyCiDgwOkacKhw4d46unneeHFFyE6wc6zC/qaq0b0W15bsFYtV/iLtj6+4NxzYM79y6uuWf4F2J0JAVpfL/+9Wbf491tYBOySHRkrePDWV/3QYDn8rTXDjS2FisWL+2Pzua/U9ee+PCuPTDhi1ZptXHDhdrZuOY2i69BYqHPo6GGOHD3C9PQ0gR+QZRlKdahRWAolJVJKRJ9CKoTq9m961GnMUnu1c7z//5yq+3+fbPIIDAYpZK+3Th8anXXkudYZSZIhlcIrOIyNjbFq1RrWrlnD4OAgaeaz/8VDfOuhJ3jp4F5WjRhz7ZuH9bvfWlan7RC0GwUOTadPzyxWPnD5W6/6HNyojUHecAP8eylj4t9ncXepXHm69QuXXbJy9cyvbBixri7IlL0HTPbpLy3ymS9OqBMLZc46fSeXvPJMhkaHCZoxLx3cz6GDR5hdmKPZWMRzXZIkoVyuEkcJbsEmSzOklCipiJMY13UIggDP8wjDCMuyMMagtcayLMIwpFAo4Ps+hUKBKIpQqvMi5BScU7nv+3ieR5qmCCGQUpIkSffenfuEYYjruj12blkWURTheR5BGGLbFkHgA6A1OK7N6OgYK1esZNuWbZTKRRYbi9z/4IM89cReKuWGefubB/VPXbucHadLlcWKF46phxeztT9z8Wv+7nGAO++81FpqPv6HL3CHajsi7bOffcfgjtrzHxwcS9+zeoWU+19sZh/53Lz49BcXZDMos/Ocs7jwoldQLFaZmZ7mhRdeZHJygna7jTEGy1IIIXEchzTNcByLNO1QcK4g5bIyn2DbdkiSBKUkWuuuDO4skG3bRFGE67qkadqTxflLkCQJjuMQxzG2bZNl2UltbNvu3SdJEizL6sltKeVJbTpj7vSRZRlpmvZeplKpxLJly9m8ZQvj4+NEUcCjjzzDQ488SlHNcu0blumf+ZEBc9Y2Wy3O2umUn+3eNzHyu1dfd8ceY5CAEeJfb0OLf4vZk2uAj33z8neNled+Z9VKtXZhUptPf3VGf/BjJ9TRaYuLLzyPiy88G+VWmDh+nH379jA/XycMQxzHRcqO3JNS9pSifgUon7ScbeZsO01TLMvqTWw/i87b5C9DTnk5m83vmV+ft5FS9hSw/Pr+71Ndn3/n1/SLhCRJAIiiCMd1qQ0MsGXLFjasXkWmDd965DHuu/cBRisRv/xjy/V73j4gx5ZLjp2gfWhy4P3f95b7P/pvpeZ/1QKbOy+1xOV3p9f/rzcsf/3pk3961qboOkspvnGfn37gw1PWvY/7bNq2lStedSEDtUEOHDnGC/v20mq0abUalMoVoiiiWCz2Fig3ZzzPo9VqUS6XabVaOI7TmyilVO+6VqtFqVQiCAIcx+nKRI3jdNh3fn2uZFmW1aMqz/Pwfb+nZBWLRZIk6YiBbh85iy+VSrTbbTzP671ouRjIz5XLZYIgwHXdHrdxHOekNo5r0263cF2XgcFRNm9Yz8Z162n7Pvc++DBPP/UkZ+1Q/NpPbUmvfU1mCQmHp71/+Mdntr/7ve/93MK/dpHFv9iu7VoZt92866J1a1/63KYV7XVzx7z0+o9Ny499clIWKuO87rWXsG7NKk5Mz/Hiiy8wNzffe/PzT2629CtI/b/z/3Nq7leOlipRSxWo/nsvVaq+7YH6FK2l1y5VzvqvySk95x55u1O1z1l/boenaYYQhoHBQTZu3MTKFeNMnZji1tvuYHZ6kh/eNWh+630j2fpVjnX0hHjx0NTK33nVm2799L+GZat/iYvxrrs6z/XgNy//9U3jxz65diQdfuAh0nf9xgHry7csijPOOIc3vOUKhFY8/cwennrqSeqLdbTRXVmp8H0f27ZpNBoIIWi1WiRJ0nNQACwuLqKUotFoAOD7fs9Z0Wq1kFLSaDRQStFqtdBaE0URURQB0Gq1sCyLer2OlBLf93uyMQg6zo/8+kajgZSSIAhI0/SUfeRjDYKgN47+c0opms0mWmviOMb3OwpXs9nsncufPX95wzAkCAIOHTxIq9VmYKDG+eeeRypjvv6PB8U3727ItasHsnO3WSNjteiaN79lq7d606Hbf/u3wVyPvPHuf94ii3/u4v72jWiD4Ik7X/3XZ6+b/NFWmJmPfDYwv/tHh6UWVS5/zfexetVKjh6Z5MChg4Shj5SqR7HGmJ48y2VYLi/zv5xal373y76lcjq/b65k5cf6Kav//6WyvL+P/uuXtumnwv42/TI5b5NTbS6X+69fylmyLMNog+M6rF2zhvXr1nFieopbbr+TtL3Ar/38uP7lHxvWA0VjPXes/DdX/+jge/fvvyXq14H+TRScL+7PvPe08v/54zV/fcZq/z1zzTh5340z8gN/OSlHx1fz+qsuw/MGePzxJzk2cbQjc7pyMX+wfCGjKOpRVe4n1l0/cRzHSCmJoo7pE8fxSV6mvH0uJ5VSPfmcy2ApJXEcf1ub/PrcHErTtHdOStnTfI0xvT7y+/S3yV+I/j76x5o/S/4c+Xhy7b7/OfJ7SiXx/YCFxTmmp+dYtmwlO07fyELD5ytfPyIOHU/keecXks3j0bmvfU122YVvuPyWd+z6fOPmm3ep3bv3mH/1Al9/PfK3fxv9juvPr/7Eq7NbXrExfuPhyTT90fedsL/wjQWxY8cOXnnJpcwuzPH8C3uZn5/H7tqktm33Jjx/aKA3MflD5xObU3A+of3aaz915r7k3ITJF6qfcvo14/779NvKuemT36ffBMo146UmUL44eR/5WPs19X5tPk3Tk8yspdzq5T7s7rNbNNt15ubmcJwSO07fgpAet991gEceDdQFZwymp23S6zw19bYtWzfe+qM/cevMP7XI4p+ycc9985u8P/2F47ddsjW7+IWX4uTd7ztif+tJn3NfsZNt209n4vhxjh0/jtEpQiqUspDyZSUkf5h+pal/EpYqQv0LdSolZ6lP+Tt5pJay0aWK06lY/dLrl7Lv7+QV62+79Fx/H0vHf7IY0UDn5cqyCFAsW76cdetW8cKLz/PwQ09y2mbFx/94Y3r+mcJ69ph96AH/wrN/8jUfa9xwA+I7eb7Ed1zc3Uhxncgeu/38r+7c4L/pxYNZ+s5fOGo98lyL887byZrVazh0+AizMzMkaUah4PXMk9yD5Pt+z0ZM0xTHcXr+4VarRbFY7LHRnKXl56rVKq1Wq+cnllL2HBylUolms0mlUsH3/Z55stRMajablMtlwjDs7SDlZlJu3uRmUs5O+02xZrNJtVql3W73PFk5dwqCoDfW3FzL+8h94rmZlZtk/c+aJMlJ/vLcJ54mKdpojNHEScaK5ctZs3Y1J06c4KGHHuG09Taf+JMt6XnnGOv5w+4D7/ylV1z26KPjGdx4Su36lAvcsbnuSZ/85vl/ddamxo8fPG4nP/jel+xvPelz3ivOYM26zRw9dozFhYWTzJ5+h0P+6afepSbRUqWj/80+lRm0tO2pKLVfwVlKvacyj74bhZ/q3L/ZdfhduM/JHMGQZSlZllGrDbBhzWoOHTvOI488zmmb4aYPb0p3nG5Zj+13PnXuFY+/p+su/rbIEXXqxb07/cJnzvmBi06Lf2/RT5Mf+ZVJ+56HGmzZupHVK9Zx9NgxTkxO9uRMvhPTbrd7JoiU8ttMmNwEsSyLZrPZM09y6guCoHfOsiza7TZSSsIw7ClRQRD0zKN+0yOO49448nPtdhvLsgiCoEdZOaW22+1em/4+siwjCILe+PM+cv0hV5R83+89c95G6445mJtrvu/3+lraRxiGvT7ybyEEYRh2Fc+X28zMTBMkCaPDI5SLimf3TfPMC6F89asKydbVYufrrlwr1my57c4777zU+uQnD+vvuMDGXC83bPhk9vlPX7Pz/LVzXxqppdZ/++MFddMXZ8XKFcvZvvV0pmZmaDbrnTCYPBzGtk+i4n6qtiyrtw239GPbNkqpTjSFZfV+Sym/7Vz/+f7r87Y5C+8/l/efs97+6/PrhBC96/vP59f13/NU/ee/+9su7eNU5/qvy7/7x3DSc1uKOIlIopRVK1YRRyHP7Jtjse6oN16m0mLJXHH+Ky/+hze95dbjxlwvb7zx7h4Vy365u3v3jcKYS60z15741Np1ovLZr/riY38zJaqVCus3bGR+cYG5udmefduvVPQrTzlF5r+XKkj9n/779P/O75sf6/cInerYUja+lG0vPX4qRWepV+s7sdT+Z/lOIuQ7iZRT2cJLv/s/+S6aLWwW6/OcmJlm9dpVDAxU+eTuE/zVZ2I5VhHmjFUHP/PRR3+yyO49oqsgn7zAsEtedx3ZvV+Of33riubpTzwXp7/6B0ck2mLT5s1EUcTc3FyPRUVR1GN5OevxfZ80TXueo5zdpGlKFEU9T5LWmjAMe+w792TlbLz/O01T4jgmjuPeffJ7L70+SZLemPr7yFlrnMS9e+bn8rFHUfRtfURhSJZmvT7ycXT6f3kc+fW5uHq5zcv95/fNx5lf1z+OfFy5SAuCoHdvQ0cMzc7O0WpGbFq/DizJ73z4uHzwoSDbtkVve8Xsc9d3IkN2yZOULHM9khswn/rUm1Zfuf3IvoGaca/92Qnx9dvnxcZ161i9bh3T01Md+1BZCAmIrl1o+qnV/JP+4qUUeipKOJWf+LspTEu9R6eyFYwBgUAYMMJ8RwVNCAnGYHrdGASCzgGDEQbRezbRncFTm3vfbczfiXKXmmL9ymuaph1HjZQsHx1hYuoEB146yKXnV8yX/2o8y0RBP3509JIr33D7Y3m8V2eL5YZdQojd+onbZ64fX0Xh47vr6T/eMWdVa1VK1QFmZ2eYmZmmWh2gXm9SrZQJ/Dau6xAnGWmWYdtWT+XPTZh+0yFNUwqFwkk7PeVyuecJyj0++SZ83uZU4TT95kX/btJSEyY3gYIwRFoWshsy63nfHrITxzGWtBBCEiYRXsEj8NsUiyV8v43n2WSpRiBRliIIA0rFIu12QKlcJuiaa0t3tfpNoNzJI4ToBQzkplSr1cLzvJ5HTClFEAQ9UzA3G/PjOtNUKlUq5RJ3P9wUn/hCVfzSz0ln1eLCbwnBW83N3ZesE866W//9p1+78aJtx/amliVf/64D8qnnAjZtXs9AbZBmYxHbdilXSrheZw83CWOiIKIdddgPxpDp9Dsa/bnczH3HS9/spQ6Gfr9zPxWfyvnw3cyfTrRkEdv2SNKQMGqTJebbnA/GaJS0KZVKOIUiWZoRhy1sy8FyHJIsoeW3EHGKLBYouyWkkPhhizgKuy5QeUqOc6rdqqW7ZUuDAJfeJ1dW0zQlzTKyNKVarREEi7z00jE2rFF88xNr9MCIJx7cM3bhVdfd8fDNN6PUzTefLoXYo9//Y6O/v3kr533mC7PZxz8/J8vlEiMjY7SaDaQlGVs+zNZtr2Dl+AaqQ8NkeKQY4qBJ4LdJdEoUxkgpeg6O3FzIzZj8zc33U5eGtOYOjdyUydvk/urcl52bJfl9cl907pfuBNl1TLBKucLY6CibVg9hdMT07CJGQxjmfuLOGOMoxi7YLFuxli2rh/GshEYrZnz1OKvHaogUpuYXSbOY0dFxtqxZwVDVYWJqljhOiaIYY3Rv1yrfMcrNtJxD5eZa7qrNzb58lyuX17mek8+DUqr3HXdleccV6hHHAZNTAcMjpezK1xRV0gqrf/GpE1+4+eZdUgqxO/uDPzh/1fLR6Ifqs9L87RfmlREOg7VBjMlI0pSB6jDr16zkknMTrrloH9defJw3XXiYZZVJgihCo0HIrotS9thQv7nUbwr0yxYhTnaU9F+n1FKt+mWqz/3PS7VwKQVKKkAjhaFcrjA0PMJb39hk54469QUDpH2aeJeiAM8p4Nhl3vya47zxymdo1tt4TpGrX3eCyy56ntbsAkJklFyHHTvmeM8PvIBkmraf9J6lX7vv50JCgFxy7jtZAaf69D9rx3yySZOELDPUalWEsPjbr8xaExOZGR20rvnEn161UYiuDH712QNXrFqfFr/+jwvpt54ILM/1KBS9niO+VLKRVpmtyx9ly9gLPH+0wrVXpWxfU+Inr/dpCZcKFqnTeZhOILlESre7gC8PMF9ozysgVWcRcyXFGIOSnbgsIQS24yIAmS+YVEjZeXkcx0UpgRB2jzXmE+G4CiE0XqFEsVykXLTYMDzF5OBBMCW0cXBcG9mNActfFte1SYIWHm0GCjF+a4Hm3CyjXotGqU4USmqmQpoI6tMZ21/dpuh2NOJSsdiN8OyKHylxPReBwHU782C7qvukovsc4LoeQkChUOi8DKqr5GkQTmdxHbczH5ZtY1m57ZySpoIs07iuh+davLA/4o570uyHfrjmbJmKrzSGA/L666+XBbf4AxTGzBf/cU7EBooFm7Rr9iRJTJQIJk8cxhKL/M3fCV7zrkl+9H0tdmxLuWCH5sTROdKkTaPRJkkSmosN4jij2WoSRwFB4NNu+8RJSKO+SJLGNJvzxFFIq+kThlF3o7zD6ltBC2MMQbtJlqYEYZswiImigFazY4I1m4vEcUar5fdMtXa7TRzHNJsN0jQj9EOkUMTJNMOFFtvWF2j40wS+oLHok6UZfrtNEkeEQUgS+cwtLNKMUhIjmJmdZWJugZmFFq0gYzEKWWzUWWg32T8xSSsU1NstgsCn0agTBG2CwO/cM4xo1JskaUaj2SBJQvxWizAICSOfZnORKE5oNBfQacZiY5Ewimg3fNrtgCgOaTabJElEfaFBHMU0FhcJgpigGyyQJCn1+hxZBrZtkRrNP3wzEoZBxlfU3i4ExnrCf6L0CyuWndeYTcXDj/tSCguvXMayXZRSuK5DsViiVoThQYeJuYxEe9z9sOGlCcPGtRpbSox0GBmtUikPUdlgIQUEfkzL90FkFLwyTqGIJwXCsrGkTZS2qLd9RBLjejWGa1XK5QrGlmQxNPxFGgs+QTiH63pUq6PYrkUahzTrTdp+iOvZGH2yaeJ5HpmG0YFBSm6V1avbYJqMDBiWjRVptUJGhweoDZTxCquxpUAri9XDYxhngFLxERbbUB4epOB52OU2Y+M2igTXK+BIl2LZxS6kOLYEoyiVC1SqYwwOjuE4IVFgqDcXCMMYzx3G8zw8r4BQEltJHJUSBop6MEsWKqq1IrZTgjSiFfgkUYpXKGFJyfDoCEWvAFoTxClJEpHGGWmWdj1lglK5TLMdcd+jU3LisEW14O380B++c6v1jrOHL6iOjgzcd99B89L+BWFZHnEUEwqfLEsxWhMnEUELhAqYOhHi2IM4jsaIMpiQJGmTpFUGSmXOPmcbSpUI2nDw6B5IEyxdYGRkiPFlW4lkm+FaGX9eMx/X8ScOoYTD8OggK1aNMFobJUpSMj3H/pcgzXwEHqvXrGH92s2YJGV65gTziy2ErWnN1VHK6XnP8nBZr+DRigWRFnjpYZyCpoRm5WjE49NQLbssW76ZsUEHt7iKVrrA8oFx0sijXIRmHRr1OpnOCNoJnueSpg1arQ6XClppZ5IjTRRHKFlm8+bNrF62gizxOTR9gmazgSskzSRk1eg6KgMFSoUKJXeYKGrTrM/QPhpSW1VgsDJApdyxbVsnjpCFIVHSYsX6TSxbtoxqbZRjMydgvkG2cAI/aCKEoNls9kwwz3WZmGqJ514S2WvffFrl4kviK6yztp95tTU4YO89ejALwkzVahYFt4xtK2zbolDwcJwi1YGFjqpueUglGF+1HMvVaA1CWFQHSpx94bnsXFvh7I17UO48N/1DyJ0PaMbGh9myYTvff/kLHFso0AjneeWbpzhy1OJTX5zhUH01ylK89tyXeMX2p4giiQ5CZi5O+MDHQlrZFk7begZnbtvLOWteYnLW8KGPhzx7QFAoFhFGYXh5j1lKiWMpBoaGcRzJjrUpzx/VOEpy/llF7nskoVYdYnh0lOteN8HM7CGSMGPZsgPYtmDNqqOsrMFf/9kYH/yL40xMarZsUkiZoZwUVILjWrgKRkY8nKOwefOZbNuygfO2PsH2FTPsPZjxkU+0OBwUGB2tsmL5KFe/ahopBAcXNBdv28+BQz6f/prL6LLNrFte4uztRzlwYJ7P/YMmKthsHl3LmdvPYP2qiO3rj7C4OM2Xb494ZkFSLpdI4oRKpdJNoCuQJSlBAPc8vMCV1yyn7B5aLivDI4MwwnN75rvaqURnCVnWoQgEZKnGsTRKGRoNQdn2GB0tUXINsTYYMlYvW8+Kms2rLniAwcoDDHKE/++nAzavPs5CHVLTZMXyA9jRw5wxvpdnn93DqrED3PBLhqz9HM89+yJ33/cSd99znK/e+iLtxUnWjc1x4vg8SnucvuZ5Xrn9Qe645ykKcoLf+KkIN5sjaGvSrGNG6cyAUWRao6RA4uA5IevGY+66L+O5FxVbN0qUSQmSiDgIWF48SkE+zHmb9vPck0/zN59+hiNHYhr1lMcfaXH86CL1dghSIjOQQuHZHrZQGJFh2Sme61EbHOSMDXvYedrj3Hn/ATatm+eXfjyj1ZogDQVZkjE8dARb3stY4WFM+ByvPHOSd785pu1P89oLHmDj6D386PdP8ZZLFggbdYbGRhlflvD6Vz7J8sojvGLTcX7rZxOGa7Ms1JtINFmWIIQhTROk6qhwe/YtCME4XmX126RmeCOsYv++RZHLsCTtbFdlWdb5nSZkoSI1Ia2WZvX6rWzeMEbFS5icTFHSxnKKnLvuWariELt+MeLCd8xy2wNtfurdinb7IJPTiywsxqwcb3NkOuAHf2mRt/9cA619LjuvydEjU3zmy21+8feavO9/tnjysOThvQWe2m8oFKf4vjOf5qavtPix35S85/0tli2TvPkyzezsdM8HnGUBme74v7EkUnjUihG1Yc23nonZ+6LP6escqlVotALa9QVmZtrs2AAvTE7xP/884tN/F3L/U5JnJiz+8C9mmGt6uI5CZymxdFgxvpUzdpzDyMgwJrOQWYxXHqDsTHPp6Xv4zKcifvQ3ZvnZ35zk7NMVl1/U4sDhGRbaC0wdT1hTC6m4dd768w1+44M+Z6ydZ+eme3lq7yRXvKPBBz46x+uvjBiuZNTbkp3rn0GkB3nbL8xx+TuP02g2+fkfgHp9nlaaYGKJNnRjuyxAMDcbS/QQA8NbT5fKGdmexsNMz9dFh4ItPM/DcZxOrqzjIS1DqQquKLJt+3I2bhrgLec2iZoBDz3eYmRkOcMDbc48c47P/33Es3tDGpHFBz4yzbZ1I7xih+HEzBxVy+LcHQU+cdMUiDIvHEr4xn0Zl5w3CKbNYLHE2jXbePWrzuHCM6s88nCLTDtcvDUm0SF/8bdNSgXF/uOSL31lnquvLFOsRKQpOI6N47jYlkupVMQrlKhVSwzVGrguHD6a8sz+kHVrC4wMpAigHcVkwNqVkr/+XECjnTE6UmWw6lJSFiWvzPiIx8BgjQFX86ozapyzvcaatS7j4zaO1B1RRoGzTmsx3wz48E0NCuUK33pMc8vdTa6+skTRUdRbIWESs+Vslzse9zl6xPCtJ2OmGwk/+GqXD318kok5xe5vBNRqRbZusCiYRU47vcGffaLBC/sFh6Ylv/2hBc47p8qOTTZBEFEqF7Esh2Kh0rWpBfN1n1azhFtYLazBgU3VMAY/0KITdRjTaiWUSmW0DtE6xWnHLDZbZM2Q9+xKsXiUc06z+MO/CNh3CMaWS4bKdQbsNvc8GWCpIls3bGA2XuTwXMQFOzT33X8IjeCex+D2ewNKXgVVGGFiKuXsTSmlcka9nbDhzFXsWDtFpSa55+E2dmGUdWsjHts3z8QBcDwJxSrfuK/Jm9+YsGJUc/BIg4GhlbhKATazs3VqI5J6K2DDSkN9rsHslCK1JY4ssnWtwx1PzBGEa9BWyj8+HHLrvRlW0aFQrFEqOmBOECcRXrnIwnzIlssyPv9XLu35fWjzEqqwgCNdWrEA3WbtskUefXKBoxOSoYoGdxm33Nfi+p8vUHCmOTFRIc0CXnhR8tnPL3RDmWqUPM3RWcORQ4Jy0UOjEdJmqJaShS+SJSXueFBRLMHoyEqabYv5+Tbn7VA8+mwLooxCuUijWcezPUDTbvs0fJfR4REsSzkmSUKRpgaQXdOo0Mt6d2yLou2Q6CKphjNGJc045u2/OMutd7QpVqoMDA6yYrnEjxMOH1EsX7mO8y/5PpSAycP3sXlDk1S3qPsDPPpMg1QrSpUClYERhqsp1cI8ZVcg3Bplt8TOzZoTcz6HpyyWjxZZvzrj8T0WjcRl9ZiHXauBLGPaPudsG6DZGuW88y5BWjaTxw7jeIJqaYiB6hAbV8+y94BGltcyvmqUhcUJztphc9/TVSCi4BV44P4ThLFgxYoq1WoNY9poISiWS9jKYdkQHJzwufGDU5QqFioVbFin+en3FIhDQcE1rB0VPHCXAikplz2KlQGCpEDR81mz0uH5wykjQyM8vGeC41OGVStHGBweQtk+e56eJkpChsfGGR+vII2PzjLOOMfh8PE6R6c0a1Zs4rLXvJowaBOqb7F2VQMdW5Sqnb2Baq1IEmqEkOhUYDIHpVysNGkKKcFSAtBkOiMMg164qi54BFnA0ak682mZr399kktfVeXRp1oEocVQ2UXJhDgKcKTmmisdlNNi05YXSf2QoYEmK1domvU5jk3bSOOACEkluJ7F1EybYklQKQrm4hiV+uzYHvLEYy2mFyQ7loNSEUeOdTYy4lQw4ErqTYMfOezYJqgN13jdK4+x6GccqJzgb78+SbU4jmCaSmWWLHH4wTe0WbbMxSuGbN/iEPh1tF6BTAVCVxCihUVHA1eWQmhIoxRBQrmSMTWj+NJtAeAAitO2wTveJZif1dh2SHVA8sRLIRaCMDEMFmzCdkqgDakO0FFInIVoaRB0QGEcz0GpkKlFmySRuJ5CGJACLJExNCCpFTTXXWmxZROsWreHyTmfaqGF7VgYE9JuNSgWa7TaEZbqeANtpbBUTJK2sOr1o/HgUM3xCvlGpUB1dy56wCRS4OHi0GDfRMQ58w7vftsQv/vhOlWvgK1c/DTBRXPVZS6CiJSnEalCFlKeP2jhFSooNAUrw1I2yrJwbIcg9ZAyxvUMVlZlcCBksBrxzN6ILLGwbEOmHaIow7IzpLApOi7SkrTSOYqVkNMGjnP5tn20Uphc4fDpLyfMNRqsXW9REj5UJW95FfjZIjrRrBxRDI0khL7BsjRKaCwpcCwX23YQOsAIgbIkaZahTMr8QoxleQxWC5TKw2xaH2GRYruSailBWi6tzKBkhut5lL0hqtUZpJIIobC8kKGBIpPHQsDC8yrYroVQgsW2weBRLBYYGCgiTIvM+DhaMlAs8s5rXSxrnszMs7xqEfqw50CKsDSWKIOxsC0XozsQU17BolhokaYJVhxNP+W65ryR4WInMBfZy5pXSnVC9ExGIgRxrHClxW33t7jy8gof+ps2UZZSTCEIDItZgR9+/yGm5sGxbCDtbLTbkiAsEviwYqUFVoxC4mCjHBtbCWzHQNNm+WiEymKeOQC2a6ENGAy1mkBnDspJsKwCniMxuNTnprGkwq4NUkgTVF2QZg3qjTrD5UEcV/LjvzrB4y/EgOBNl5W44f0jjI+GtP2YVHa3DaVAKVCWjTKSTGmEzDAILOPQCjo7PHaxwMjKFSwfrmPTQAtJ0e5sJrQXUoQs4XkWXtGmXK6h9DyOsMkMpEnC4lwIApRlUSm7OI5Dy08Ag2PblKoZSMWRmRaF8nI++vk6H/zrRYoFi0wYlAGBRZIqqqUCWClgUAqybqzDwGCZciVifn7aWMqafxHi87auHzbf7CpZWZYiZSeK0HUc/LCIjkMm5wzr1hT4y4/P8tPv3solOzT37ImwnSZHDsZYmWBs1OGFI4Zq0UHbBRzl4rmaYmmMethiTdFHmYQ4TIiziMkTTcoVxdCQy/7jLVaPKRZaCU/s09iOol7PWFg0jC5TGFKCKMFSColPyYE09fjY52e5/V4LP82IEsnMiZC16wwDxSnm4oiHn8+IkgKOZfH4cwnCM6wcznjyYAOT2RgtyDLTtf1TlAUporuVKEiztBPFgsboGFvYeF5KphVRmLFgZ2SmRNGV6EySpRK7YFMp+JjM4vCJGE+WqRQ0zbgAYoEw9im5ZaRJmZsDKTIyLSnINllm0WhKLJHSDsGPFFo6SMfFsWyyJEVaGY4LUaixSjGB3+7ZwaPDaKHmZGvx+HNWo3FsbiUldpw+0tvRKRRcbMfGsR0sy8J1bLQqMLs4y/ZNNZ47PM2jz/j8yA8Oc+9vRLgFl8kFxWIYcekFNg8+DSPLh1i5bjMXn1PF0vPc+4hFIo8yuszg2k0c28WyFLZVIzMLuLbF0LDLqmUhR49FLLYMy0ZcolQxMy9Yv9JlsBZSdkdxPMW68QEc2WBizuelY4JDUxk6BSMFq0aXMTRc44ytM0wcsdFIhiou1YEhpJMQthU7T7N54pBBKIWQCseRFIoe5VIRIecgkxQKFSxb4bgGiUQKSalUxbMlY2NV/MYkEoe6H5NlMDxoIayUoeEq1VKRnWcK5hfaLLRsVo9aVEuG45M+rtMJnhipSbI4ZWbGwitKHNthw7ihXZ8h8CWeAE92OOrqFWOcsW0np53TYu+zh3nwoRCnqFHCIctSSqUKrXYTEGzfXDKGI7Trx78kD7yw5/PJ3NFk03pP2k5nAz3wQ4LAp9ls0mg0CJoNZhd8piYTlo3ZlJTHRz4zxc6dVbasCpiYOs6BI/N86xnDFecPo0TAyNAyNixfy6vPbHDJ6VO8dPAwJyYjSoMengutZpMwbjE9VSc2irHRClncYPlYysOPt8gSSZwEmFhz2/2zbFnlsmpU0IoiRoaX4boJ0m2z78UYpSyGhzzGBoqsGC0yODZGsWqxZhk8/UyLJLJIs84CBYnLgRdDdm4rYxtDHIXoTJPGKX4QQ5pQLQvabUO9ESEtcEoZzcUOVYdBQpKmhO1O2qsfZLRagvnpjOXLAW0YGVnGcMFmx9aMh55KOHG8QW3IoVSWzCwGCGETRCmeG2MEnJhrgzCkqabg+kzN+xyeSIgsw9AwGBOzY8vpDC+vce2VC2wZbzM7X0cY0dldSyXNhk8ad+LeLzxvGJEcJdDNE/Jv75h9tlGfWNx5eiY2b6iZNE2xFViq4+goFArYtkWt7HJi1sGVIZu32Nz1gKC9KNn1/WVUkuCqIjd9ZZFt2z3e9toatfGVrFizgrHRRZ5+aZaFxYDZRQ/XNoxWQSiBZWuENUAYG2rVjLUrB1g+nvLisTJepcT69RvZsmUrew8PkqWKa650WblqO6vXb+UVZyiIBS+8oChVLDzXw6vWGBhexvjK1YyOWJSHM/bu7/ioSyUb17Zw3Cp7jtus21pgsAQVxyClQVgZtu2grE7MaeAD0sXxNMWSYnY2RUiLUrGAcBxWjJdopRpERKths/+Q5tJXeawcG2P9up2ctiVmoDLPl78eUKyMMjJsgaOZWhQUHI9qeYzhZYpQa+bmNQPVAbyiy+q1BeoJTM9lLCwKNmzwWL1uM9XxjVyw8whZa4a/v32easXDUhalsoOQKY4LYRyyfNQxZ232VP3Y4fqTzxy8Q24auqA1ebz5yPBYYM4/29XGCJIMojjqhZL6YUqUBDx3IEIow4YNhlag+ZsvLHD1a8vUCj6RSfnWE/DlWxf5o/8+ypljDcZKt7Nu5TxPPReThi1OTLQQYcZIVZPGkMYZC62IhWlYXsgoeHNEfsyJ2TbjoyXGBssUHJ+ZGc0nvtLiZ981yNsuWqScPcpbLjjO1+5dZGI+xlYSrR2MiXEsRei3GXTmEUHExHTa3W3KumFBKS/sjylaUC4sosqC47MxmVboRFOvt4kSHyk06Iy4FZG0IzQCozN0mhIEIXbaojEPflsRZClfvnWRK88a5afeXqTq3cvVr9rHbXe2ufORlKIrGC5FxL5kbtZgKUPoz1Ew87Rbgrm6BgNp0sQT88zO2KAFD33L8Kpzbd50kc/24ft528XT/O9PzbPvUIayEpJYE0YxaaJJk5QsTbj0omG9am3AYqO198d//O+ft2688Ub92gt/4POE9Te87XVD5hM3TRBFEUJKVDfUJIpjLJWx94WIdlJh64YyQi3w9W8G/My7PK69psqHPzlPrVzggx9rMj7k8N9++jDFWsz934q59Y4Ux3E5PNkktUdZubbMfc+EJFFGvbXAibpHdUgyXF5gxeA4f/77w8xNu3iFSZ7dn/Lokz6f3S3YsXGB9703JgunmJ0RfOwzPpbtYVsKKUFIiVQwNT1H5fyAlq/ZfyjAdcoIYZEag9AZ+/dnWMpl43hCpCz8xEamMSaJmJ6ZJgO8giLLNK1mk9qgS90HqQGdMXViDrvgY4RH3V+kUhV8/Z6Adz7a5ud+QtAK6jz/bMLv/vEiquDhRxGVksFvl2n6Ai01U9MTDNbKHDwWkWays9nfnKQ26HDnfU0QBW7+xwXe/PoRbvwNG5JF/uSTc3zqpojB4TLaSDSGJMtQmcSPYqQSvO6SspFWnaPH468bg1DGIHb//WlHVw8d/uGNK2XlrgcaHJnQolBQHUXIsbEthaU8Ym144N4Fnt4T4mubIICnng2Zm5NMLAqqRY92XOCrd0zx8JMNbr874mOfC5hpCWoDHq3E4sCBJkcnLOaaioLbUYAWGyF7Xww4OiU5ciTkoSfrHDzks/+lJvsPJbx0xNDODLc/ELL/hZAH9jT4vb8IePGQYmDAxXGLuK6D43aUwtCPgYTnnq/zyLPglYp4jottW9i2Rb0VMz3b4rkDKfsP+jy3L2KxbeMVixgjaLRaPLMn5NAxC6eYkKWGbz6Q0owVpWKBOAOhfJ54ZoHnDxsG3SqZZXPLvS32H2nzzTszbvjTOaabNqPlAlrZ2HbC0882eGZ/x8mhlGBuznDPvYvMtlwcpxN/feiw4J7HmqSJIk5cvnZvi2/e2+b/fL7B393i41VcCl6pEwYkBZKOrtLyQzautvid942JNBDptw6s+9mzz35uTuQgZg9/4xWfOe/s5J0f+uhs+r4bJi3HtigWSwgpKJWLZElCyasyMTeLJUEIg2db1BsZmoiBaoEkgXKtzMJindhXxImPYwtqlSKpMHhukcZ8HdtzEUpT9QqkWuGnIUk7JtOSKGx3kbQzEBY2GdWhEjguOjY0FxpkWiCtjGrNQ2DjOg6O7WCEwXMd/HaCzjRz9SalkkBKC8e2cWwbbTKMNMxOtVFS4fstXE/hFUsoZVFRNrPtNkJrLAVW0WFhLqbsWViuBAFFr8DiQgOJBJniuVVS0wYjmZsJ0UR4nkQ5gpo3SJi1UKJIvVGnWLBxHJs0jdGZJApjCpUSWRzjFF3qiyGuA67jkegYYxwaiz7ShqKncG0XyxYY0/FThEFInKS0201u+MWx9Pr/sdza81j61dOv2vMWY3Ypa/fuTqTL/MzyD8xOHfmBXW+uyP/z2QZ7XwxApLhOFSktChUXS0rWrF5GlmaksUYKTaki0BhEZpBWZzJXji1HZxFJViQzGQK36xUTlEsFNClGG5RwKFqKIh66lpDECVp7GC3QWdZ5Q6VCWhLbspElTa1WQCcCTIoRGmW5ON0kONEVKY5dJDMBxZpLFneUKMuyuwF/YDIorC6QRDGZLoDuBAbaroUlFOPVAjpL0YnAKEN5rYZUIJBIS6CkwC2MoDONTjUogy1HEESUyxUSHUGsQVpYDnhiGIByrUAWp50IS1npxEGbDJ0ZZLkCwlAulyHTaCykNNhSMDZcJtMakwoQBlTnOZM4xpaSehiyfpXDO64ZFM0ZmG45H+7Fo1933e7M3LxLXvXurz115Fjh71atcOX7f3QwBU0Ua5qtRZIoZmGhQZikNOstBJIoCUkNxHFCEiZkBtrtCK2h6TfRQhEnBoEDaJIkwgBhGCCxiMIEgyYIA3ScdhZVg227ZDrFLXpoYxBKoDPdxXwWpHGGZQviNEUpl6QbRxxGIX67TRzFNFuL6EwRtSOUEp0xdnOGWq2AVGcEfoSyXdJUIy1JZjRJkhFnmsgPQEOUBighSPxOvHWSRsRRTJpqwnYABoIwAC3wA58wkZ2c3liDZRHFIUYrfD/AGAjbAUmakqQZbd8nzVLarU5qattvorOMyA+JkwyjE+IowghJGCVIaRFlERpDHCcEQUDg+7SjCJ0l/Mg7y9nmrZ46ejS77/Jrn7zdGGQvbJZdpxljEDd9pPbbK5YFb9315rLafWvZ3HJXIoolSJIYZVlgDK7rIqWkVCx18Cy6mBwd37XCshQFr9BLzVyaCVgoFLGU1TG/ulTVyQfS35ZeainrJHSb/rROJTtplY5j90Jv83G4bidst1As9GK089BYpWQ326HQeY5S6SQknPw5pJKIbtpnfn3nN734Z8uyKJfLL4cDC4GxLCzbRgnRlbUKIbo7c67by1TIU2+LRXFSqmv/vOWga/lYi4ViF6wsJUoTkiyh3fa5+JwiP/XOFczPCI41K78uBOzevUvA7k52YQfCdpd8+3tve/bwXO33KqNK/dYvjmVjQzFxrNGpIU2zbsZ52pvIpXmtS7GZTwl8ZiCTBktZaBuMMhhlELbq5A+pzrfqfizbQSqFZatOfLUAZSmkJRBWh4V2sEEkVnfR+3NrbdvGcZy+Yy/n9ObHbdvuiABLYSuFNGAhUEIguztMncD+Ttxz533txn8ZsIRAaoNBYESKbUBLicGcBMyyNI21/9jJAf+q92K+/On0adAkaUqWxAR+RLFk+K1fHsnGhm11cJa/fN21D91/0030IJasl7N6dmtz8y71sfi0D1T3fenqi3eWzv61X1il33/DERnGKSaKsSzZRazpoMPkiWF5NGM/OmueguI4Tg9lx3FdojDAUx5+PcB1iqRRjFASKQRJlpyE5Rz4Pp7rkWQpWghsyyaKI3AlYdiFQow1ES1aYR1MR1bnUIQ5vGCOcpOnuOSJYcVi8aQ2AjCWwvYKFPA6iWWlEkEQ4rgdRB+DQVkuQRhTFIqW71PoJrg5tgVZSmgyhjOPMAoRBdHD6MjTd/pzkPL0ljwxLUfvyY/lSAGFQifRTUqJ32oRmYQkSfmNn12lr7q0LA8eYuZvH9O/0kXD06fE6DCmA0j94Ne//8yNK55/vOwKfvZ/TMqPf3FWlEoFPK+I5xVwXaeXub4UT+O7pU4KAcZ0NMDgnJC0plHGRdgGlMGoLoVK1Uvf1GmK0AJS0FkKmcYkGjSITNHyW1y27SK+f+sP4kct8u76oYzyseT5w/2JX/1pNlbBgelpnvnYJ5EiQQmJ0ZpCJpAmw8Jga42lM2yjcYzG1hqpNZYRJAIKicOcp7mpWGDa8bC07lgFS3A4+kVXvwg5VSJ6J59JEycxgR8Qtn3qrYCrX1fgMx9cmYaZp56Y8N585esf/Jq5GSWuo4fXZJ28KDfqrtn09IPfuOj9F65p/ckf/NpQcmgmsu+8p4kREj8IGKhWaWYZxWKxN5H9VNEPAuo4Ti991HXdDrpNtUS4ISFa3Y1+dAzSkeBYSMsilQJpKTACk0p0kkFqyGJDFmWYJEVHGSaGVuiz19vHRdfuZK278ZQvWx4z3Z/E3Y9I0ElfkdhWiVLZ4eFmi+c+/CcMjAxhIo2XGRydUNSaYqpxtaaoNaVUU85iXJ3RSTnu5BG3Worbxgs83ZhhWblCow9RKGfB/Sg7tVqNZrPZA2fNt2qDIKDgFWi2mti2RbPRBGlotHzOPdPlD39rVVKqCvvJZ9TvXvnGB792Zxck9p+JsnN3+sRXz/2rs88If/zgUZ2+6+cOWfc/FVIu23hOGafg4jgdE2Wp/O1P/1ya0Gy0QUtoXNUkXmEQlkDZVkcGOwqtRCcnx7KQQiK62XhZnCISg0k1aZwh4gwdp1iJYGpmgqvPeBN/++6bMVEK2iKTGt3VF3KqzTP/8mz6HOCsp4hZFuXSEGU75pbrfpDFJx6l4g5AmmAT4xpDMe0uuNGU0pSiTilmGZ42CAwWMKMc3jM2yl7XodDll0uT3PspuL++RD8yUf5idjL+Y4LQp9losn2ry2c+si7buclTL77AAz/xOwOvvusGUi67O1sKpXRKpLtPfOKwueGyS63x1z30lWvesGb9tnXhzvPPG0kfeHRRHp1IkKqb1d8dSJomgOilduZpjlEU9ag3SRIQEPg+ylb4G32ycgams/FgFAgpQL38EUqgRaegmbAMBgPS0AkP1B1o/8zgFDyeO7qXtctXc/6aC0kxOFJ1k9teBjv5p/BBbAsyMtzSICvPOptnv/plROjjSAulNRJQnQgIQGObzga8MoJCpnENSDSxkHypXOZgGOBZVg9tJ5ep/XCJ/amheXps/iLGcUSaJrTbbZIkpNmI2LSmwN9+aEu6c7u2XpowDz705Jmv/9OPfrV9/ccPnxIn65QLfOONcMMnDpsbTkeNv+WSv3/bm9NXnrG1vfFVZ1eS+5+K1NHjAVJqjM56GXVCdpKoc/T0HABtqZmUZbpDqes12gPbKCTdj1BIJLa0sIzCQqGMxDIWKrOwMgulLVRmUJlAZSC1wMZCAo8ceJwrNr6GkWKZKO5EcLxcTcWcspZDP7WITkALaRxRWbeOgm1z8O57wXPQ0iKRklQKtJBoJckQaGUTKUGmJLEQGGMxb3t8uVpk2hiKtk3WVUJzUy+fk/xY/1zlVJvpjChKOmlEcaeG0+aNDh//0IbsgjND6/mDtYnPfmv08l9835fntelYaP9itNkcu+Mz33hn5bzKvm9sXRddvO9glv7Sfz9q3Xpvi0KhSqFgcJ0ijlPBcjrmTz/bWYpuo7XGSIjtCOMZMi1RQoEAbTKk6oCAKSvPUOjauNqAEBitUUKSpSlSKrI+rMooDlhZGqfqVDCy4yDpR4LtR67px6rM8SyFECjZicOyHQcZp4QnTpCkQSeTQXf2W5WQ6CxDKYlJNLZQyFQjBUhSfCWYdYpE8uSc4HxelqIZ5Nq9EKLjJdQZYeiTxFk3a9LnvHM8PvZ7q9OztrrW85PmyG0Pll/3C7/y4L5/CnVW/HPQZm+8Ef3eP//z8k+e9fGPnLW89UPTDZW973/Nys/eNC0sp4i0Y6rFKiYTVGoVojCiVCoSRZ16CGC6dRgc2r5PqVzGr7cpugXCJOxq44okCigWPFqtNqVKuYe0nsQJQnScDkEYUioVabXaVCpl2m0f1+0ivguBJRXNVoNipUyz0aRcfrmszlLE935IxTzjPmeXXsGj1W4zPDBMM/Sx+6EMLUUQhFTKJVptn0KphB8EOI6L1hnSpJScIu12i0q1SruLR5LXhzgZ3b5JqdQZq1vwaPltpDbEYUg7ScniiKtfW+MD1y9LN62xrH2HCo9//sENb7zxV3ef6Hirvnt1ln8mXvT18sYbb9QgeODL535053b9k2kSZx/82Kz4Xx+dke1IUa46FBwP13WxXRvbcnr1GHpU3IWMl1qjhUAL0S1o1VXG6GA0ivy4WAL+mR/TfTCDueLSEcdIaVAIjFF0VduTzLZTwSguNWHyvgSm4y41J49DI17mJjJP6RZkout00Z2iWkJ+e8a+6YKSaW3QOut+a7I0IY4j4jghSiIadR/L0vzyDy8zv/Yzo+nAkGPvn7K/fsfj1g+99733Lfxz8aLFv6yoZIeLPHLrK9+3fUXrg8VSwNfvDbPf+P1p9cy+ANtxKBfKGJlRKBTA5ChyCq0NntdBwPGKJfx2m4Lndfaeu3Zg1HWU5EChOfJMkqQ9V14PuabVplTuAH3ajoM2uqNwOTbtHhhpo0edeemd3EHTDwLab8LkypDnFWj7PuVSZ6yd0jsZQoCyJGEYUCp1OEi5h7LjdOoqmU7mfhiGL4OzFkuEQdjN4O9gZ3U4Wgvbtmk1W52QonZIlEZsWWtzw6+uzq6+oqhsO+WJQ8N/dv5r7v+Ffq76f6lmQ6f41f1fe+3Vy0rz/3vjhmD86GScXv/BhvrE7ilhDBSKFTxPYSmJ67ooZXe27Lq4yLZlkWl9EvJ7D3GmKztzr05PdnbxqnLnRO7x6ceC7kdf70eX7zfbckWnv2pLvwzur7rSATmxyLLOuOiBnaoevnOWpSfhhSzFtupVjxGSLO2aa90SB6AJ/ZTURIRRRNBOgYRrXz9sfvdXlmdb12vrRF3Xj8w6f3DBlU//wb+maJb6Fy4wN964xxizS63Z8tW9Wy49+7Mu9jnrxpqb3nhZUZy1tZIdOpzKwxM+YZRiKUmaaoyBTHdMqTTtTFbuYepnlVmWYUmLOIl7k9dfVidvcyqk9n7HRafekuzha+XX97TlLnJPP/h4fp+lpXv6X8K8tmH+EljWyaV7+jdG+lHdOyXxdMfs0SlxnJGmCWHYIk0D6k2fJNKcsd3i9391PPv19y6XK8cz+eIR+5t7Dm5+8+VvvfurHS/j3ebuu/9lNZSsfx0k7u6s6/E6AebKB/7+8p/cONz+wLVvciuvvLCm//rz0/zlp2bksZkIVJtqoYbWCVkpI9EZxpR7rDKfoKW1iPItRilf9tv2o7nnWnA/FH/uE0/TBNu2eqw5vyZ3dizVonMzJb9PjtTe/91f38EYyDKDELKrPNLzt+fX96PcdsrqKMIoQWhDHEXEOiMOU7IsYXRA8RM/NKZ/7O01s2GNUNOzsf/soZE/OuPSu24AYe6881JLiBvT/5TKZ7nD6rN//Y4N56x56TeXL/N/bLCW8cRzWfaXn54VX7plUc4uZEjVQbtxbJCW15PNtp1vx72MFP+yfzv3hH07/F+/ibEUa3npzs1SYLZ+xPnvVjZnKSjpy2xXnqS0ddDaO2XkTZ9rNF/0LNNkSUKsI5JYEPptkjSmVnV4w2s8/YvvGjYXnF1W7VgwMS2+sudQ5Tevftd9e4xBfDc09/+w2oX9RZtu/8z5l69ckf7JppX6TEvBY3tb2Wf/rs5NX51VEzMdXKpisVOY2bZtEB1Pk+vYXf9sqaucVLq7U0WyNMWgTypIlftu/VNACOZQiM1ms+cT75hr9OoS9sMllkqlnhcu98DlClilUnnZXOsCreWwjcVikVazY2b5QYBl2WRZ2qP4DsiZJIrCTmpLOwUEI4OGt101qH/kbUPmgnOVEji8eNTsmzMj/+OiS7/5xe+Z2oWn0LI7ZWVPu9558s/vu6bkLfz6mjFztmNnPPN8O/v4l1rccntL7t3fFiCwlEvB6+A/SeWipMKyOy5Ky3KQQvbAzfLf/crMqQA+v1MdiFPBAy4tvdNfY2EpsGk/VLIQkGVdD1hu8mQxOsvIUkizhEx3gvWiICFKY8Cwea1rXnN5Vb/72kEu3GEpEoujM+qJdlb78//vw/rm3bvvbn1PVh9dWtPwB67bnRmATT/v3vnhp69ZOdx+74qB+PtK5ZSjRwx3PNRKv/S1urznUV8uLqaAg2ULLEvi2hKpJbbjkhmN5di9ic/laQ7a2QMR7crXfGeofz84p7xc0873g3vVQ/v3g7usOa8fnO+GdQph2j0KBtlX3ifAshyiOETJDiRinCYksQASKmXFhWfa+pq3LdNXXFCwtm6w8VuGIye8p08sqg9c/v7zd7P/z6JTFdX+Xq4ALszNu+TLgxXc940r3jrmTv7wwKB51eiwHEpTwQNPxfrOe1rm7vvr4tFnfdn0TVexF5RchRAKYUmk6kRRWJbdK8mel7zJy9PQzUJUlkXaPZckCa7jkOammAFtTE/Ddl33JEWs08Z00XPtHq5mFMVI1XGP5hDKSZIglSSJIoSwaQUhmA5HLRUkZ22r6O+7sGxe92opvm/HsLSKmqmFJJ6ZK9yeUP3Yzive+w9wXZaX50Xs1gLMf5kS7/0Lza7dOnfi/MmfXLHs3C3yp8bKU29bNcpZhQGb5nzE8y9q/c37F/RdjyXy6Wd9MTEdiJcxmS1c28Z2DZayEUYiVMebJCRI0Q2pQfS87p0wm078VMfzZfKIA6AT4CcVPRA1Ywwa09mD1p3AXaMzDJ3iGNIIMlKyTJAkKWGcdIoFd31by4eVOfP0AXPxK5R+3aUluX19SdZGFGk75dAJ+6VmVPzC4y82P/7j733m+SWl3b+tkMZ/pQV+WYbdvEuxa7d52Xdq5O03v/LVw9XsXUMj0TnD1WRHqSTJIs3T+3wOHiN7+Im6eeDxtjg8aeT0VCrCKDsJqF5KCylMB7NSdt5/27ZJdYdy4zjBsfPiz50F1lpj2ZI07qSnxnGEbdnEWYpEdjL7tQFhiNMUjIPOwm6fAkhxLBgb88z6VVpfdJZndp45wsb1yjptm0XRs4lbhummeXa+7TxxZJbP/tFNG++/e/fuVtcikOzeJf5vL+x/+AL3m1Z33XWpOllD3KVu+/LCVWOFxunlgfTtNS9dP1QRA8I1pL5kcibhkafm9aEjqT5wxOaZfU1xfCqQ0wuIMO44Nk7eCRTdT74onQVDqA4Fm3xuZW9v99vnWmBbAs+V1KrSbFyh9GlbSqxf4Zk1ay2188yC2DBuo4oWiJiFKdGuh9bEXCP+Ytsfve/S7x+9BV6Wp+bOS60b7rpb/3spT9+zC9zf980375K7doEUXaWs61z70/950egFZ8WvqRasC3Xqnze+LDu9VLSq7qCG1NCaS1hsaebqGRNHMRMnYj0xHzEzl7FQ16IVQb2R4rcSBEIiFHOLETrTYCSW1NQGPTreR02pKE25pEypJBgckGbZgM34iMPKcaVWrPAYrAkGa4LqiAEFSV3hR/hTU/opY7uPtGPnyTufaN3+K7/inYDHkh4L1rvU7t2wq09E/YdPMt8bf+Lmm3fJ0dFpccUVd6dL6089fs+u0X2HXjpjZbVw8fp12da03V6XaWt9pRqvGCwhHCW7BGu68dGCZjvFD7qOCDo4VWkqMHT2rCtlgYVBa4tyNaJQcHGkDaKjSBktiENFFCnqDX9WKm9fIovTk7PBvsVQfr1YXHP48jd8+dhSyjdml2I3/Eex4P8qC7y0CDV33XWpuuwykPLbFxzg/Kuuqn74v3ubh51kZGpiYYstW2Q63FgqlU8bGiqscp0ISxrRbKXrdKY9W6nOhrwMyTKLxGi0ERijdLli9uusnE1M+gthFD2tpXo+iq1kw9rVz4Z+If74p54+/IG/eX7i2z1eoPWl1l13wV0d9mu+Fxa1/+//B8yfOgHybCE9AAAAAElFTkSuQmCC" alt="Renzo-ArtHome"> </p>
<div class="mxv-firm"><b>Renzo-ArtHome</b>tavola interattiva</div></div></div>
<div class="mxv-display">
<div class="mxv-dcell">
<div class="mxv-dl">eccesso di vapore</div>
<div class="mxv-dv" id="mxv-decc">3,1 <small>g/m&#179; &#183; classe 2</small></div></div>
<div class="mxv-dcell">
<div class="mxv-dl">aria in mezzo alla stanza</div>
<div class="mxv-dv" id="mxv-daria">49 <small>%</small></div></div>
<div class="mxv-dcell">
<div class="mxv-dl">superficie peggiore</div>
<div class="mxv-dv" id="mxv-dsup">71 <small>%</small></div></div>
<div class="mxv-dcell">
<div class="mxv-dl">ricambio necessario</div>
<div class="mxv-dv" id="mxv-dnec">0,37 <small>vol/h &#183; 99 m&#179;/h</small></div></div></div>
<div class="mxv-h" style="margin-top:0">Sei casi costruiti, per vedere come si muove il verdetto</div>
<div class="mxv-preset" id="mxv-preset"><button type="button" data-i="0"><b>La casa dell&#8217;articolo, 0,5 volumi all&#8217;ora</b><span>4 persone, 10 litri, angolo 0,60, 5 &#176;C fuori</span></button><button type="button" data-i="1"><b>La stessa casa con gli infissi nuovi</b><span>ricambio sceso a 0,2</span></button><button type="button" data-i="2"><b>Marzo mite, finestre poco aperte</b><span>10 &#176;C e 80 % fuori, ricambio 0,4</span></button><button type="button" data-i="3"><b>Parete isolata, casa poco ventilata</b><span>fattore 0,80, ricambio 0,3</span></button><button type="button" data-i="4"><b>Ponte termico grave</b><span>fattore 0,50, ricambio 0,4</span></button><button type="button" data-i="5"><b>Coppia in 60 m&#178; con infissi nuovi</b><span>6 litri al giorno, ricambio 0,15</span></button></div>
<div class="mxv-h">L&rsquo;acqua che entra nell&rsquo;aria</div>
<div class="mxv-grid">
<div class="mxv-f t-acq"> <label for="mxv-litri">Vapore prodotto (litri al giorno)</label> <input type="number" id="mxv-litri" value="10" min="1" max="60" step="0.5"> </p>
<div class="mxv-cap">famiglia tipo 10; mediane misurate 5,6-8,7; progetto 8 / 12 / 14 / 15 litri per 1 / 2 / 3 / 4 camere</div></div>
<div class="mxv-f t-acq"> <label for="mxv-pers">Persone</label> <input type="number" id="mxv-pers" value="4" min="1" max="12" step="1"> </p>
<div class="mxv-cap">servono alle regole scritte per persona (litri al secondo)</div></div>
<div class="mxv-f t-acq"> <label for="mxv-cam">Camere da letto</label> <input type="number" id="mxv-cam" value="3" min="1" max="8" step="1"> </p>
<div class="mxv-cap">servono al valore di progetto e alla regola americana</div></div></div>
<div class="mxv-h">La casa e il clima del mese</div>
<div class="mxv-grid">
<div class="mxv-f t-cas"> <label for="mxv-area">Superficie (m&sup2;)</label> <input type="number" id="mxv-area" value="100" min="10" max="1000" step="5"> <label for="mxv-alt" style="margin-top:8px">Altezza dei locali (m)</label> <input type="number" id="mxv-alt" value="2.7" min="2" max="6" step="0.1"> </p>
<div class="mxv-cap">superficie per altezza: il volume che l&rsquo;aria nuova deve diluire</div></div>
<div class="mxv-f t-cli"> <label for="mxv-ti">Temperatura interna (&deg;C)</label> <input type="number" id="mxv-ti" value="20" min="5" max="30" step="1"> <label for="mxv-te" style="margin-top:8px">Temperatura esterna, media del mese (&deg;C)</label> <input type="number" id="mxv-te" value="5" min="-20" max="30" step="1"> </div>
<div class="mxv-f t-cli"> <label for="mxv-ure">Umidit&agrave; esterna, media del mese (%)</label> <input type="number" id="mxv-ure" value="80" min="10" max="100" step="5"> </p>
<div class="mxv-cap">dalla stazione meteorologica pi&ugrave; vicina; il criterio della muffa &egrave; mensile, non del giorno</div></div></div>
<div class="mxv-h">La superficie peggiore e il ricambio che c&rsquo;&egrave; davvero</div>
<div class="mxv-grid2">
<div class="mxv-f t-sup"> <label for="mxv-fsel">Punto pi&ugrave; freddo della casa</label> <select id="mxv-fsel"><option value="0.50">ponte termico grave (fattore 0,50)</option><option value="0.60" selected>angolo di parete non isolata (0,60)</option><option value="0.70">minimo delle norme tedesche (0,70)</option><option value="0.75">parete corrente (0,75)</option><option value="0.80">parete isolata (0,80)</option><option value="0.90">parete con cappotto, lontano dai ponti (0,90)</option><option value="manuale">valore misurato, scritto sotto</option></select> <label for="mxv-f" style="margin-top:8px">Fattore di temperatura fRsi</label> <input type="number" id="mxv-f" value="0.60" min="0.2" max="1" step="0.01"> </p>
<div class="mxv-cap">(temperatura della superficie &#8211; esterna) / (interna &#8211; esterna), con la termocamera a mobile spostato</div></div>
<div class="mxv-f t-ric"> <label for="mxv-nsel">Ricambio d&rsquo;aria reale</label> <select id="mxv-nsel"><option value="0.05">casa stagna: infissi nuovi, finestre chiuse (0,05)</option><option value="0.10">una casa su cinque nelle misure tedesche (0,10)</option><option value="0.18">mediana delle case esistenti misurate (0,18)</option><option value="0.26">media delle case esistenti misurate (0,26)</option><option value="0.50" selected>la regola pratica del mezzo ricambio (0,50)</option><option value="0.56">ribalta di 2 cm sempre aperta, in una stanza (0,56)</option><option value="1.38">ribalta di 10 cm sempre aperta, in una stanza (1,38)</option><option value="manuale">valore misurato, scritto sotto</option></select> <label for="mxv-n" style="margin-top:8px">Volumi all&rsquo;ora</label> <input type="number" id="mxv-n" value="0.50" min="0.02" max="5" step="0.01"> </p>
<div class="mxv-cap">misurato con il decadimento della CO2, o la portata dell&rsquo;impianto divisa per il volume</div></div></div>
<div class="mxv-err" id="mxv-err" style="display: none;"></div>
<div class="mxv-verd" id="mxv-verd" style="border-color: rgb(31, 122, 77);">
<div class="mxv-v1" id="mxv-v1" style="color: rgb(31, 122, 77);">SOTTO L&#8217;80 PER CENTO</div>
<div class="mxv-v2" id="mxv-v2">La superficie sta al 71 per cento, sotto la soglia dell&#8217;80 come media mensile. Il margine di ricambio &#232; di 0,13 volumi all&#8217;ora: con meno di 0,37 questo punto supera la soglia. La verifica di progetto resta quella della UNI EN ISO 13788 e, per gli angoli, della UNI EN ISO 10211.</div></div>
<div class="mxv-box" style="--bc:#3a5b8a">
<div class="mxv-bt">Il bilancio</div>
<div class="mxv-bn" id="mxv-bil">Produzione 10,0 litri al giorno = 417 g/h; volume 270 m&#179;; ricambio 0,50 volumi all&#8217;ora = 135 m&#179;/h. Eccesso di vapore: 417 / (0,50 &#215; 270) = <b>3,1 g/m&#179;</b>, cio&#232; 418 Pa a 20 &#176;C. L&#8217;aria esterna a 5 &#176;C e 80 % porta 5,4 g/m&#179;; quella interna arriva a 8,5 g/m&#179;, cio&#232; il 49 per cento a 20 &#176;C. Classe di umidit&#224; interna della UNI EN ISO 13788: <b>2</b> (uffici, negozi, alloggi con ventilazione meccanica controllata), con il limite della classe 2 a 430 Pa per questa temperatura esterna; limiti dell&#8217;appendice nazionale, letti sul testo di norma. Per le sue verifiche di condensa e muffa, senza misure, la norma assume in una casa senza impianto 0,40 volumi all&#8217;ora (0,2 pi&#249; 0,04 per ogni grado di temperatura esterna): una stima prudente del minimo, non il ricambio giusto. Il valore di progetto per 3 camere sarebbe 14 litri al giorno (TenWolde e Walker 2001).</div></div>
<div class="mxv-box" style="--bc:#b23b3b">
<div class="mxv-bt">La superficie</div>
<div class="mxv-bn" id="mxv-sup">Fattore di temperatura 0,60: con 20 &#176;C dentro e 5 fuori la superficie sta a <b>14,0 &#176;C</b>. L&#8217;aria da 8,5 g/m&#179; vale l&#236; il <b>71 per cento</b>, contro il 49 letto in mezzo alla stanza. Punto di rugiada dell&#8217;aria interna: 8,5 &#176;C, cio&#232; condensa su ogni superficie con fattore sotto 0,23.</div></div>
<div class="mxv-box" style="--bc:#1f7a4d">
<div class="mxv-bt">Le due leve</div>
<div class="mxv-bn" id="mxv-leve"><b>Leva del ricambio:</b> con questo punto a fattore 0,60 servono 0,37 volumi all&#8217;ora, cio&#232; 99 m&#179;/h di aria esterna continui (ci sei, con 0,50). <b>Leva della superficie:</b> con il ricambio di adesso il punto peggiore deve avere un fattore di almeno 0,47 (ora 0,60: basta). Per tenere l&#8217;aria sotto il 60 per cento servirebbero 0,31 volumi all&#8217;ora.</div></div>
<div class="mxv-box" style="--bc:#a06a00">
<div class="mxv-bt">Le regole, su questa casa</div>
<div class="mxv-bn" id="mxv-regole">
<table class="mxv-t">
<tbody>
<tr>
<th>regola</th>
<th>m&#179;/h</th>
<th>vol/h</th>
<th>per questo punto</th>
</tr>
<tr>
<td>UNI 10339:1995, 11 l/s a persona (ritirata il 4/7/2024) <span class="mxv-w">&#9888; via stampa tecnica</span></td>
<td>158</td>
<td>0,59</td>
<td><span class="mxv-ok">basta</span></td>
</tr>
<tr>
<td>UNI EN 16798-1 e NA:2025, minimo 4 l/s a persona</td>
<td>58</td>
<td>0,21</td>
<td><span class="mxv-no">non basta</span></td>
</tr>
<tr>
<td>ASHRAE 62.2-2022, equazione 4.1a <span class="mxv-w">&#9888; formula da fonti secondarie</span></td>
<td>106</td>
<td>0,39</td>
<td><span class="mxv-ok">basta</span></td>
</tr>
<tr>
<td>DIN 1946-6:2019, ventilazione nominale (f 1,0)</td>
<td>106</td>
<td>0,39</td>
<td><span class="mxv-ok">basta</span></td>
</tr>
<tr>
<td>DIN 1946-6:2019, ventilazione ridotta (f 0,7)</td>
<td>74</td>
<td>0,27</td>
<td><span class="mxv-no">non basta</span></td>
</tr>
<tr>
<td>DIN 1946-6:2019, protezione dall&#8217;umidit&#224; (f 0,3) <span class="mxv-w">&#9888; fattore da confermare</span></td>
<td>32</td>
<td>0,12</td>
<td><span class="mxv-no">non basta</span></td>
</tr>
<tr>
<td>regola pratica del mezzo ricambio</td>
<td>135</td>
<td>0,50</td>
<td><span class="mxv-ok">basta</span></td>
</tr>
<tr class="mxv-tot">
<td>il bilancio per questo punto (fattore 0,60)</td>
<td>99</td>
<td>0,37</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div></div>
<div class="mxv-box" style="--bc:#6a6f6a">
<div class="mxv-bt">Il deumidificatore</div>
<div class="mxv-bn" id="mxv-deum">Con questo ricambio il punto sta gi&#224; sotto l&#8217;80 per cento: il deumidificatore non serve al bilancio.</div></div>
<div class="mxv-nota"> <b>I limiti di questo calcolo, per iscritto.</b> </p>
<ol>
<li>Bilancio stazionario con aria ben mescolata e senza accumulo nei materiali: d&agrave; medie, e sulla media del mese vale la soglia dell&rsquo;80 per cento (IEA Annex 14, 1990). Le punte della cucina e della doccia si trattano alla fonte, con l&rsquo;aspirazione.</li>
<li>La soglia dell&rsquo;80 per cento &egrave; un criterio di progetto: molte specie partono pi&ugrave; in basso e la crescita dipende anche dal tempo e dal materiale. Non &egrave; un verdetto sanitario.</li>
<li>I limiti delle classi di umidit&agrave; e il ricambio di prima verifica sono quelli dell&rsquo;appendice nazionale della UNI EN ISO 13788, letta sul testo di norma: la tavola ne riporta i valori, non il testo.</li>
<li>Le regole a confronto sono ridotte a volumi all&rsquo;ora su questa casa. La UNI 10339 &egrave; ritirata dal 2024 e il suo valore viene dalla stampa tecnica; i valori per categoria della UNI EN 16798-1 non sono stati letti; la formula della ASHRAE 62.2 viene da fonti secondarie; il fattore del livello di protezione della DIN 1946-6 va confermato sul testo.</li>
<li>I ricambi proposti nel menu sono ordini di grandezza: le misure tedesche del 2003 e la stanza di prova di Kassel (58,5 m&sup3;). Il valore giusto per la tua casa si misura.</li>
<li>La verifica di progetto resta quella della UNI EN ISO 13788 e, per gli angoli, della UNI EN ISO 10211, richieste dal decreto sui requisiti minimi. Questa tavola serve a vedere che cosa muove il verdetto.</li>
</ol></div></div>
</div></div>
<p> <script src="data:text/javascript;charset=utf-8;base64,;(function(){
/* Motore della tavola "Quanto deve ventilare la tua casa": le stesse costanti
   e le stesse formule di calcoli.py dell'articolo. Niente valori riscritti a mano. */

var RV = 461.5, T0 = 273.15, UR_MUFFA = 0.80;
var DP_CLASSI = {1:[270, 100], 2:[540, 100], 3:[810, 100], 4:[1080, 100], 5:[1350, 200]};
var CLASSI_DESCR = {
  1: 'magazzini di materiale secco, edifici non occupati',
  2: 'uffici, negozi, alloggi con ventilazione meccanica controllata',
  3: 'alloggi senza ventilazione meccanica, edifici con affollamento non noto',
  4: 'palestre, cucine, mense',
  5: 'edifici particolari: lavanderie, distillerie, piscine'
};
var PRODUZIONE_PROGETTO = {1:[2, 8], 2:[3, 12], 3:[4, 14], 4:[5, 15]};
var F_PRESET = {
  '0.50': 'ponte termico grave', '0.60': 'angolo di parete non isolata', '0.70': 'minimo delle norme tedesche',
  '0.75': 'parete corrente', '0.80': 'parete isolata', '0.90': 'parete con cappotto, lontano dai ponti'
};
var N_PRESET = {
  '0.05': 'casa stagna: infissi nuovi, finestre chiuse', '0.10': 'una casa su cinque nelle misure tedesche',
  '0.18': 'mediana delle case esistenti misurate', '0.26': 'media delle case esistenti misurate',
  '0.50': 'la regola pratica del mezzo ricambio', '0.56': 'ribalta di 2 cm sempre aperta, in una stanza',
  '1.38': 'ribalta di 10 cm sempre aperta, in una stanza'
};

/* ---------------------------------------------------------------- fisica */
function pSat(t){
  if (t >= 0) return 610.5 * Math.exp(17.269 * t / (237.3 + t));
  return 610.5 * Math.exp(21.875 * t / (265.5 + t));
}
function vSat(t){ return pSat(t) / (RV * (t + T0)); }
function vDaUr(t, ur){ return vSat(t) * ur; }
function urDaV(t, v){ return v / vSat(t); }
function pDaV(t, v){ return v * RV * (t + T0); }
function puntoDiRugiada(v){
  var lo = -40.0, hi = 60.0, m, i;
  for (i = 0; i < 80; i++){ m = 0.5 * (lo + hi); if (vSat(m) < v) lo = m; else hi = m; }
  return 0.5 * (lo + hi);
}

/* ------------------------------------------------------------- bilancio */
function eccessoVapore(G, n, V){ return G / (n * V); }
function urInterna(ti, te, ure, G, n, V){ return Math.min(1.0, urDaV(ti, vDaUr(te, ure) + eccessoVapore(G, n, V))); }
function ricambioPerUr(ti, te, ure, G, V, urMax){
  var dvMax = vSat(ti) * urMax - vDaUr(te, ure);
  if (dvMax <= 0) return Infinity;
  return G / (V * dvMax);
}
function dpLimiteClasse(c, te){
  var alto = DP_CLASSI[c][0], basso = DP_CLASSI[c][1];
  if (te <= 0) return alto;
  if (te >= 20) return basso;
  return alto + (basso - alto) * te / 20.0;
}
function classeUmidita(dv, te, ti){
  var dp = pDaV(ti, dv), c;
  for (c = 1; c <= 4; c++){ if (dp <= dpLimiteClasse(c, te)) return c; }
  return 5;
}

/* ------------------------------------------------------ superficie fredda */
function tSuperficie(ti, te, f){ return te + f * (ti - te); }
function urSuperficie(ti, te, f, vi){ return vi / vSat(tSuperficie(ti, te, f)); }
function fRsiMinimo(ti, te, vi, urCrit){
  var tsiMin = puntoDiRugiada(vi / urCrit);
  if (ti <= te) return 0;
  return (tsiMin - te) / (ti - te);
}
function ricambioPerSuperficie(ti, te, ure, G, V, f, urCrit){
  var viMax = urCrit * vSat(tSuperficie(ti, te, f));
  var dvMax = viMax - vDaUr(te, ure);
  if (dvMax <= 0) return Infinity;
  return G / (V * dvMax);
}

/* ---------------------------------------------------------------- regole */
function ashrae622M3h(area, camere){ return (0.03 * area * 10.7639 + 7.5 * (camere + 1)) * 1.699; }
function din19466M3h(area, f){ return f * (-0.002 * area * area + 1.15 * area + 11.0); }
function uni10339M3h(persone){ return persone * 11.0 * 3.6; }
function uni16798MinimoM3h(persone){ return persone * 4.0 * 3.6; }
function produzioneProgetto(camere){
  if (camere <= 4) return PRODUZIONE_PROGETTO[Math.max(1, camere)][1];
  return 15.0 + (camere - 4);
}
function deumidificazioneKgG(ti, te, ure, G, n, V, urObiettivo){
  var D = G - n * V * (vSat(ti) * urObiettivo - vDaUr(te, ure));
  return Math.max(0, D) * 24.0;
}
function regole(area, camere, persone, V){
  return [
    {n:'UNI 10339:1995, 11 l/s a persona (ritirata il 4/7/2024)', m: uni10339M3h(persone), w:'via stampa tecnica'},
    {n:'UNI EN 16798-1 e NA:2025, minimo 4 l/s a persona', m: uni16798MinimoM3h(persone), w:''},
    {n:'ASHRAE 62.2-2022, equazione 4.1a', m: ashrae622M3h(area, camere), w:'formula da fonti secondarie'},
    {n:'DIN 1946-6:2019, ventilazione nominale (f 1,0)', m: din19466M3h(area, 1.0), w:''},
    {n:'DIN 1946-6:2019, ventilazione ridotta (f 0,7)', m: din19466M3h(area, 0.7), w:''},
    {n:'DIN 1946-6:2019, protezione dall\u2019umidit\xe0 (f 0,3)', m: din19466M3h(area, 0.3), w:'fattore da confermare'},
    {n:'regola pratica del mezzo ricambio', m: 0.5 * V, w:''}
  ];
}

/* ---------------------------------------------------------------- casi */
var PRESET = [
  {t:'La casa dell\u2019articolo, 0,5 volumi all\u2019ora', s:'4 persone, 10 litri, angolo 0,60, 5 \xb0C fuori', pers:4, cam:3, litri:10, area:100, alt:2.7, ti:20, te:5, ure:80, f:0.60, n:0.50},
  {t:'La stessa casa con gli infissi nuovi', s:'ricambio sceso a 0,2', pers:4, cam:3, litri:10, area:100, alt:2.7, ti:20, te:5, ure:80, f:0.60, n:0.20},
  {t:'Marzo mite, finestre poco aperte', s:'10 \xb0C e 80 % fuori, ricambio 0,4', pers:4, cam:3, litri:10, area:100, alt:2.7, ti:20, te:10, ure:80, f:0.60, n:0.40},
  {t:'Parete isolata, casa poco ventilata', s:'fattore 0,80, ricambio 0,3', pers:4, cam:3, litri:10, area:100, alt:2.7, ti:20, te:5, ure:80, f:0.80, n:0.30},
  {t:'Ponte termico grave', s:'fattore 0,50, ricambio 0,4', pers:4, cam:3, litri:10, area:100, alt:2.7, ti:20, te:5, ure:80, f:0.50, n:0.40},
  {t:'Coppia in 60 m\xb2 con infissi nuovi', s:'6 litri al giorno, ricambio 0,15', pers:2, cam:1, litri:6, area:60, alt:2.7, ti:20, te:5, ure:80, f:0.60, n:0.15}
];

/* ---------------------------------------------------------------- formato */
function vir(x, dec){
  var s = (Math.abs(x) < Math.pow(10, -dec) / 2 ? 0 : x).toFixed(dec);
  return s.replace('.', ',');
}
function pct(x){ return vir(Math.round(x * 100), 0) + ' %'; }
function esc(s){ return String(s).replace(/&/g, '&amp;').replace(/</g, '&lt;').replace(/>/g, '&gt;'); }
function el(id){ return document.getElementById(id); }
var VERDE = '#1f7a4d', AMBRA = '#a06a00', ROSSO = '#b23b3b', GRIGIO = '#8a9490';

function leggi(){
  return {
    pers: parseFloat(el('mxv-pers').value), cam: parseFloat(el('mxv-cam').value), litri: parseFloat(el('mxv-litri').value),
    area: parseFloat(el('mxv-area').value), alt: parseFloat(el('mxv-alt').value),
    ti: parseFloat(el('mxv-ti').value), te: parseFloat(el('mxv-te').value), ure: parseFloat(el('mxv-ure').value),
    f: parseFloat(el('mxv-f').value), n: parseFloat(el('mxv-n').value)
  };
}
function controlla(d){
  if (!isFinite(d.litri) || d.litri <= 0 || d.litri > 60) return 'Scrivi i litri al giorno prodotti in casa, fra 1 e 60.';
  if (!isFinite(d.area) || d.area < 10 || d.area > 1000) return 'La superficie va scritta in metri quadri, fra 10 e 1.000.';
  if (!isFinite(d.alt) || d.alt < 2 || d.alt > 6) return 'L\u2019altezza dei locali va scritta in metri, fra 2 e 6.';
  if (!isFinite(d.ti) || d.ti < 5 || d.ti > 30) return 'La temperatura interna va fra 5 e 30 gradi.';
  if (!isFinite(d.te) || d.te < -20 || d.te > 30) return 'La temperatura esterna va fra -20 e 30 gradi.';
  if (!isFinite(d.ure) || d.ure < 10 || d.ure > 100) return 'L\u2019umidit\xe0 esterna va fra 10 e 100 per cento.';
  if (d.te >= d.ti) return 'Con l\u2019esterno caldo quanto l\u2019interno il bilancio invernale non si applica: la superficie non \xe8 pi\xf9 fredda dell\u2019aria.';
  if (!isFinite(d.f) || d.f < 0.2 || d.f > 1.0) return 'Il fattore di temperatura va fra 0,20 e 1,00.';
  if (!isFinite(d.n) || d.n < 0.02 || d.n > 5) return 'Il ricambio va scritto in volumi all\u2019ora, fra 0,02 e 5.';
  if (!isFinite(d.pers) || d.pers < 1 || d.pers > 12) return 'Le persone vanno fra 1 e 12.';
  if (!isFinite(d.cam) || d.cam < 1 || d.cam > 8) return 'Le camere vanno fra 1 e 8.';
  return '';
}

function calcola(d){
  var V = d.area * d.alt, G = d.litri / 24.0, ure = d.ure / 100.0;
  var ve = vDaUr(d.te, ure), dv = eccessoVapore(G, d.n, V), vi = ve + dv;
  var r = {V: V, G: G, ve: ve, dv: dv, vi: vi, urAria: urInterna(d.ti, d.te, ure, G, d.n, V),
           classe: classeUmidita(dv, d.te, d.ti), dp: pDaV(d.ti, dv), rugiada: puntoDiRugiada(vi),
           tsi: tSuperficie(d.ti, d.te, d.f), urSup: urSuperficie(d.ti, d.te, d.f, vi),
           nNec: ricambioPerSuperficie(d.ti, d.te, ure, G, V, d.f, UR_MUFFA),
           fMin: fRsiMinimo(d.ti, d.te, vi, UR_MUFFA), nAria60: ricambioPerUr(d.ti, d.te, ure, G, V, 0.60),
           regole: regole(d.area, d.cam, d.pers, V), progetto: produzioneProgetto(d.cam)};
  r.deum = deumidificazioneKgG(d.ti, d.te, ure, G, d.n, V, UR_MUFFA * vSat(r.tsi) / vSat(d.ti));
  r.fCondensa = fRsiMinimo(d.ti, d.te, vi, 1.0);
  return r;
}
function verdettoSuperficie(urSup){
  if (urSup >= 1.0) return 'CONDENSA SULLA SUPERFICIE';
  if (urSup > UR_MUFFA) return 'SOPRA L\u201980 PER CENTO: MUFFA PROBABILE';
  return 'SOTTO L\u201980 PER CENTO';
}

function aggiorna(){
  var d = leggi();
  var errore = controlla(d);
  el('mxv-err').innerHTML = errore ? esc(errore) : '';
  el('mxv-err').style.display = errore ? 'block' : 'none';
  if (errore){
    el('mxv-decc').innerHTML = '--'; el('mxv-daria').innerHTML = '--'; el('mxv-dsup').innerHTML = '--'; el('mxv-dnec').innerHTML = '--';
    impostaVerdetto(GRIGIO, 'DATI DA CONTROLLARE', esc(errore));
    el('mxv-bil').innerHTML = ''; el('mxv-sup').innerHTML = ''; el('mxv-leve').innerHTML = ''; el('mxv-regole').innerHTML = ''; el('mxv-deum').innerHTML = '';
    return;
  }
  var r = calcola(d);
  var satura = r.urAria >= 1.0 - 1e-9;

  el('mxv-decc').innerHTML = vir(r.dv * 1000, 1) + ' <small>g/m\xb3 \xb7 classe ' + r.classe + '</small>';
  el('mxv-daria').innerHTML = (satura ? '100' : vir(Math.round(r.urAria * 100), 0)) + ' <small>%' + (satura ? ' satura' : '') + '</small>';
  el('mxv-dsup').innerHTML = (r.urSup >= 1 ? '100' : vir(Math.round(r.urSup * 100), 0)) + ' <small>%' + (r.urSup >= 1 ? ' condensa' : '') + '</small>';
  el('mxv-dnec').innerHTML = (isFinite(r.nNec) ? vir(r.nNec, 2) + ' <small>vol/h \xb7 ' + vir(r.nNec * r.V, 0) + ' m\xb3/h</small>' : '\u221e <small>non basta l\u2019aria</small>');

  var v = verdettoSuperficie(r.urSup), colore, spiega;
  if (v.indexOf('CONDENSA') === 0){
    colore = ROSSO;
    spiega = 'L\u2019aria di casa porta ' + vir(r.vi * 1000, 1) + ' g/m\xb3 e il suo punto di rugiada sta a ' + vir(r.rugiada, 1) + ' \xb0C; la superficie con fattore ' + vir(d.f, 2) + ' sta a ' + vir(r.tsi, 1) + ' \xb0C e condensa. ' +
      (isFinite(r.nNec) ? 'Per portarla sotto l\u201980 per cento come media del mese servono ' + vir(r.nNec, 2) + ' volumi all\u2019ora, cio\xe8 ' + vir(r.nNec * r.V, 0) + ' m\xb3/h, contro i ' + vir(d.n, 2) + ' di adesso.' : 'Con quest\u2019aria esterna nessun ricambio basta: serve pi\xf9 caldo sulla superficie.');
  } else if (v.indexOf('SOPRA') === 0){
    colore = AMBRA;
    spiega = 'La superficie sta al ' + vir(Math.round(r.urSup * 100), 0) + ' per cento, sopra la soglia di muffa dell\u201980 come media mensile (IEA Annex 14, UNI EN ISO 13788). ' +
      (isFinite(r.nNec) ? 'Servono ' + vir(r.nNec, 2) + ' volumi all\u2019ora (' + vir(r.nNec * r.V, 0) + ' m\xb3/h) contro i ' + vir(d.n, 2) + ' di adesso, oppure un fattore di temperatura di almeno ' + vir(r.fMin, 2) + ' con questo ricambio.' : 'Con quest\u2019aria esterna nessun ricambio basta.');
  } else {
    colore = VERDE;
    spiega = 'La superficie sta al ' + vir(Math.round(r.urSup * 100), 0) + ' per cento, sotto la soglia dell\u201980 come media mensile. Il margine di ricambio \xe8 di ' + vir(d.n - r.nNec, 2) + ' volumi all\u2019ora: con meno di ' + vir(r.nNec, 2) + ' questo punto supera la soglia. La verifica di progetto resta quella della UNI EN ISO 13788 e, per gli angoli, della UNI EN ISO 10211.';
  }
  impostaVerdetto(colore, v, spiega);

  var nNA = d.te <= 0 ? 0.2 : 0.2 + 0.04 * d.te;
  el('mxv-bil').innerHTML = 'Produzione ' + vir(d.litri, 1) + ' litri al giorno = ' + vir(r.G * 1000, 0) + ' g/h; volume ' + vir(r.V, 0) + ' m\xb3; ricambio ' + vir(d.n, 2) + ' volumi all\u2019ora = ' + vir(d.n * r.V, 0) + ' m\xb3/h. Eccesso di vapore: ' + vir(r.G * 1000, 0) + ' / (' + vir(d.n, 2) + ' \xd7 ' + vir(r.V, 0) + ') = <b>' + vir(r.dv * 1000, 1) + ' g/m\xb3</b>, cio\xe8 ' + vir(r.dp, 0) + ' Pa a ' + vir(d.ti, 0) + ' \xb0C. L\u2019aria esterna a ' + vir(d.te, 0) + ' \xb0C e ' + vir(d.ure, 0) + ' % porta ' + vir(r.ve * 1000, 1) + ' g/m\xb3; quella interna arriva a ' + vir(r.vi * 1000, 1) + ' g/m\xb3' +
    (satura ? ', pi\xf9 dei ' + vir(vSat(d.ti) * 1000, 1) + ' che l\u2019aria a ' + vir(d.ti, 0) + ' \xb0C pu\xf2 reggere: l\u2019acqua in eccesso condensa sui vetri e sulle pareti.' : ', cio\xe8 il ' + vir(Math.round(r.urAria * 100), 0) + ' per cento a ' + vir(d.ti, 0) + ' \xb0C.') +
    ' Classe di umidit\xe0 interna della UNI EN ISO 13788: <b>' + r.classe + '</b> (' + CLASSI_DESCR[r.classe] + '), con il limite della classe ' + (r.classe < 5 ? r.classe + ' a ' + vir(dpLimiteClasse(r.classe, d.te), 0) + ' Pa' : '4 superato') + ' per questa temperatura esterna; limiti dell\u2019appendice nazionale, letti sul testo di norma.' +
    ' Per le sue verifiche di condensa e muffa, senza misure, la norma assume in una casa senza impianto ' + vir(nNA, 2) + ' volumi all\u2019ora (0,2 pi\xf9 0,04 per ogni grado di temperatura esterna): una stima prudente del minimo, non il ricambio giusto.' +
    ' Il valore di progetto per ' + vir(d.cam, 0) + ' camere sarebbe ' + vir(r.progetto, 0) + ' litri al giorno (TenWolde e Walker 2001).';

  el('mxv-sup').innerHTML = 'Fattore di temperatura ' + vir(d.f, 2) + ': con ' + vir(d.ti, 0) + ' \xb0C dentro e ' + vir(d.te, 0) + ' fuori la superficie sta a <b>' + vir(r.tsi, 1) + ' \xb0C</b>. L\u2019aria da ' + vir(r.vi * 1000, 1) + ' g/m\xb3 vale l\xec il <b>' + (r.urSup >= 1 ? '100 per cento, con condensa' : vir(Math.round(r.urSup * 100), 0) + ' per cento') + '</b>' +
    (satura ? '' : ', contro il ' + vir(Math.round(r.urAria * 100), 0) + ' letto in mezzo alla stanza') + '. Punto di rugiada dell\u2019aria interna: ' + vir(r.rugiada, 1) + ' \xb0C, cio\xe8 condensa su ogni superficie con fattore sotto ' + vir(Math.max(0, r.fCondensa), 2) + '.';

  el('mxv-leve').innerHTML = (isFinite(r.nNec)
    ? '<b>Leva del ricambio:</b> con questo punto a fattore ' + vir(d.f, 2) + ' servono ' + vir(r.nNec, 2) + ' volumi all\u2019ora, cio\xe8 ' + vir(r.nNec * r.V, 0) + ' m\xb3/h di aria esterna continui' + (d.n >= r.nNec ? ' (ci sei, con ' + vir(d.n, 2) + ').' : ' (ora ' + vir(d.n, 2) + ': mancano ' + vir(r.nNec - d.n, 2) + ').')
    : '<b>Leva del ricambio:</b> con quest\u2019aria esterna nessun ricambio porta questo punto sotto l\u201980 per cento.') +
    ' <b>Leva della superficie:</b> con il ricambio di adesso il punto peggiore deve avere un fattore di almeno ' + vir(r.fMin, 2) +
    (r.fMin > 0.80 ? ' (un valore che al raccordo di una finestra si supera di rado: resta la leva del ricambio).' : r.fMin > d.f ? ' (ora ' + vir(d.f, 2) + ': correggere il ponte termico o isolare).' : ' (ora ' + vir(d.f, 2) + ': basta).') +
    ' Per tenere l\u2019aria sotto il 60 per cento servirebbero ' + (isFinite(r.nAria60) ? vir(r.nAria60, 2) + ' volumi all\u2019ora.' : 'pi\xf9 di quanto l\u2019aria esterna consenta.');

  var righe = [], i, k;
  for (i = 0; i < r.regole.length; i++){
    k = r.regole[i];
    righe.push('<tr><td>' + k.n + (k.w ? ' <span class="mxv-w">\u26a0 ' + k.w + '</span>' : '') + '</td><td>' + vir(k.m, 0) + '</td><td>' + vir(k.m / r.V, 2) + '</td><td>' + (isFinite(r.nNec) ? (k.m / r.V >= r.nNec ? '<span class="mxv-ok">basta</span>' : '<span class="mxv-no">non basta</span>') : '<span class="mxv-no">non basta</span>') + '</td></tr>');
  }
  righe.push('<tr class="mxv-tot"><td>il bilancio per questo punto (fattore ' + vir(d.f, 2) + ')</td><td>' + (isFinite(r.nNec) ? vir(r.nNec * r.V, 0) : '\u221e') + '</td><td>' + (isFinite(r.nNec) ? vir(r.nNec, 2) : '\u221e') + '</td><td>&nbsp;</td></tr>');
  el('mxv-regole').innerHTML = '<table class="mxv-t"><tr><th>regola</th><th>m\xb3/h</th><th>vol/h</th><th>per questo punto</th></tr>' + righe.join('') + '</table>';

  el('mxv-deum').innerHTML = r.deum > 0
    ? 'Se il ricambio resta a ' + vir(d.n, 2) + ', un deumidificatore dovrebbe togliere <b>' + vir(r.deum, 1) + ' litri al giorno</b>, ogni giorno del mese, per tenere questo punto sotto l\u201980 per cento: \xe8 lo stesso bilancio con un pozzo in pi\xf9. Toglie acqua e basta: non diluisce anidride carbonica e odori.'
    : 'Con questo ricambio il punto sta gi\xe0 sotto l\u201980 per cento: il deumidificatore non serve al bilancio.';
}

function impostaVerdetto(colore, titolo, spiega){
  el('mxv-verd').style.cssText = 'border-color:' + colore;
  el('mxv-v1').style.cssText = 'color:' + colore;
  el('mxv-v1').innerHTML = titolo;
  el('mxv-v2').innerHTML = spiega;
}

/* --------------------------------------------------------- costruzione */
function montaPreset(){
  var out = [], i;
  for (i = 0; i < PRESET.length; i++){
    out.push('<button type="button" data-i="' + i + '"><b>' + esc(PRESET[i].t) + '</b><span>' + esc(PRESET[i].s) + '</span></button>');
  }
  el('mxv-preset').innerHTML = out.join('');
}
function allineaSelect(sel, num){
  var v = parseFloat(el(num).value).toFixed(2), s = el(sel), i, trovato = false;
  for (i = 0; i < s.options.length; i++){ if (s.options[i].value === v){ s.value = v; trovato = true; } }
  if (!trovato) s.value = 'manuale';
}
function applicaPreset(i){
  var p = PRESET[i];
  el('mxv-pers').value = p.pers; el('mxv-cam').value = p.cam; el('mxv-litri').value = p.litri;
  el('mxv-area').value = p.area; el('mxv-alt').value = p.alt;
  el('mxv-ti').value = p.ti; el('mxv-te').value = p.te; el('mxv-ure').value = p.ure;
  el('mxv-f').value = p.f.toFixed(2); el('mxv-n').value = p.n.toFixed(2);
  allineaSelect('mxv-fsel', 'mxv-f'); allineaSelect('mxv-nsel', 'mxv-n');
  aggiorna();
}
function avvia(){
  if (!el('mxv-tavola')) return;
  montaPreset();
  var ids = ['mxv-pers', 'mxv-cam', 'mxv-litri', 'mxv-area', 'mxv-alt', 'mxv-ti', 'mxv-te', 'mxv-ure', 'mxv-f', 'mxv-n'], i;
  for (i = 0; i < ids.length; i++){
    el(ids[i]).addEventListener('input', aggiorna);
    el(ids[i]).addEventListener('change', aggiorna);
  }
  el('mxv-f').addEventListener('input', function(){ allineaSelect('mxv-fsel', 'mxv-f'); });
  el('mxv-n').addEventListener('input', function(){ allineaSelect('mxv-nsel', 'mxv-n'); });
  el('mxv-fsel').addEventListener('change', function(){ if (el('mxv-fsel').value !== 'manuale'){ el('mxv-f').value = el('mxv-fsel').value; aggiorna(); } });
  el('mxv-nsel').addEventListener('change', function(){ if (el('mxv-nsel').value !== 'manuale'){ el('mxv-n').value = el('mxv-nsel').value; aggiorna(); } });
  el('mxv-preset').addEventListener('click', function(ev){
    var b = ev.target;
    while (b && b !== el('mxv-preset') && b.tagName !== 'BUTTON') b = b.parentNode;
    if (b && b.tagName === 'BUTTON') applicaPreset(parseInt(b.getAttribute('data-i'), 10));
  });
  applicaPreset(0);
}

window.MXV_TAVOLA = {
  pSat: pSat, vSat: vSat, vDaUr: vDaUr, urDaV: urDaV, pDaV: pDaV, puntoDiRugiada: puntoDiRugiada,
  eccessoVapore: eccessoVapore, urInterna: urInterna, ricambioPerUr: ricambioPerUr,
  dpLimiteClasse: dpLimiteClasse, classeUmidita: classeUmidita, tSuperficie: tSuperficie, urSuperficie: urSuperficie,
  fRsiMinimo: fRsiMinimo, ricambioPerSuperficie: ricambioPerSuperficie,
  ashrae622M3h: ashrae622M3h, din19466M3h: din19466M3h, uni10339M3h: uni10339M3h, uni16798MinimoM3h: uni16798MinimoM3h,
  produzioneProgetto: produzioneProgetto, deumidificazioneKgG: deumidificazioneKgG, regole: regole, calcola: calcola,
  verdettoSuperficie: verdettoSuperficie, PRESET: PRESET, F_PRESET: F_PRESET, N_PRESET: N_PRESET,
  aggiorna: aggiorna, applicaPreset: applicaPreset
};

if (document.getElementById('mxv-tavola')){
  avvia();
} else if (document.readyState === 'loading'){
  document.addEventListener('DOMContentLoaded', avvia);
} else {
  avvia();
}
})();
"></script> <!--/mxTAVOLA--></p>
<p style="font-size:14px;color:#555">Tutte le tavole interattive: <a href="https://www.renzo-arthome.com/calcolatori/">I calcolatori</a>.</p>
<h2 id="quanto-ventilano-davvero-le-case">Quanto ventilano davvero le case</h2>
<p>In quasi tutte le discussioni sulla muffa manca un numero: il ricambio che la casa ha davvero a finestre chiuse. In Italia non ho trovato una campagna di misure sulle abitazioni, e lo dichiaro. Il manuale sulla tenuta all&#8217;aria dell&#8217;associazione degli isolanti riporta i limiti di n50 dei protocolli di qualità, misurati con la porta soffiante secondo la UNI EN ISO 9972: 1,5 volumi all&#8217;ora per le classi A e B del protocollo CasaClima e 0,6 per la classe Gold. Nessuna statistica di ricambi naturali. I numeri che seguono sono tedeschi, e valgono come ordine di grandezza per case costruite con tecniche simili.</p>
<p>Il rapporto che li contiene è stato presentato nel giugno 2003 alla giornata sulle muffe dell&#8217;associazione professionale tedesca dei biologi dell&#8217;edilizia da Uwe Münzenberg, Tino Weithaas e Jörg Thumulla. È il risultato di un progetto di ricerca su un campione rappresentativo di case unifamiliari e plurifamiliari esistenti, in gran parte con più di trent&#8217;anni. Le case sono state misurate nella stagione di riscaldamento del 2003 con due metodi insieme: la porta soffiante per la tenuta e il gas tracciante per il ricambio naturale. La tenuta era scarsa: n50 medio 7,4, e solo il 25 per cento delle case rispettava il limite del regolamento energetico tedesco. Il ricambio naturale, quello che le case facevano da sole, era però basso lo stesso: media 0,26 volumi all&#8217;ora, metà delle case sotto 0,18, l&#8217;85 per cento sotto 0,4, il 90 per cento sotto 0,5, e una casa su cinque sotto 0,1. Gli autori ne traggono che nell&#8217;85 per cento delle case esistenti c&#8217;è un rischio di muffa senza ulteriori misure di ventilazione. Questi sono edifici vecchi con la loro tenuta di allora, e dopo la sostituzione delle finestre i valori scendono ancora. La presentazione di un architetto per il centro di tutela dei consumatori della Renania settentrionale colloca il ricambio reale fra 0,2 e 0,3 nelle case normali e fra 0,1 e 0,15 in quelle ristrutturate, contro lo 0,5 medio di progetto delle norme tedesche. È una fonte secondaria, e la segno come tale.</p>
<p>Le finestre sono state misurate con la stessa cura. Anton Maas, nella tesi discussa all&#8217;Università di Kassel nel 1995 sulla quantificazione sperimentale del ricambio d&#8217;aria dalle finestre, ha misurato una stanza di prova di 58,5 metri cubi per una stagione di riscaldamento di 269 giorni, contando i giorni con temperatura esterna media sotto 15 gradi. Una finestra a ribalta aperta di 10 centimetri, giorno e notte, dà in media 80,75 metri cubi all&#8217;ora, cioè 1,38 volumi all&#8217;ora della stanza; la stessa ribalta con l&#8217;apertura in parte schermata dal telaio dà 0,84; una ribalta aperta di soli 2 centimetri dà 0,56. Se la finestra resta aperta solo di notte, dalle 22 alle 6, i tre valori scendono a 0,45, 0,29 e 0,21; aperta a intermittenza in tre fasce del giorno, a 0,45, 0,29 e 0,20. L&#8217;infiltrazione a finestre chiuse, nella stessa tesi, va da 0,05 volumi all&#8217;ora per la stanza praticamente stagna a 0,2 per l&#8217;edilizia corrente. Lo stesso lavoro raccoglie i riferimenti tedeschi di allora. Erhorn e Gertis nel 1986 giudicano necessaria una ventilazione di base permanente fra 0,5 e 0,8 volumi all&#8217;ora. La DIN 4701 assume 0,5 per calcolare il fabbisogno di calore; il regolamento tedesco sulla protezione termica assume 0,8 quando si ventila dalle finestre. Wegner trova in molte stanze ricambi nell&#8217;ordine di 0,3. La ribalta è quindi la sola apertura che, lasciata sempre aperta, dà un ricambio dell&#8217;ordine di quello che il bilancio richiede, nella stanza in cui sta; e la tesi la studia dal lato delle perdite di calore per ventilazione, perché d&#8217;inverno quell&#8217;aria va scaldata tutta.</p>
<p>La finestra spalancata è un&#8217;altra cosa. La scheda del progetto di ricerca dell&#8217;istituto tedesco per l&#8217;edilizia sul ricambio dalle finestre riporta i ricambi misurati per la ribalta con aperture da 6 a 15 gradi di angolo e per l&#8217;anta aperta da 22,5 a 90 gradi. Le misure sono fatte con 5 e con 20 gradi di differenza di temperatura fra dentro e fuori; la scheda chiama quei ricambi igienici perché riferiti al fabbisogno delle persone. I valori stanno nei grafici, e la scala dell&#8217;anta aperta arriva a 18 volumi all&#8217;ora contro i 5 della ribalta. Dieci minuti con l&#8217;anta spalancata rinnovano l&#8217;aria della stanza fino a tre volte, con 20 gradi di differenza, secondo la scala di quel diagramma; poi la finestra si chiude, e per le ventitré ore e cinquanta minuti successive la casa torna alla sua infiltrazione. Se ogni apertura sostituisse per intero l&#8217;aria della casa, due aperture al giorno farebbero due volumi in ventiquattro ore: 0,08 volumi all&#8217;ora di media, meno di un quarto dello 0,37 che serve all&#8217;angolo della nostra casa. C&#8217;è però un caso in cui la sola apertura funziona, e lo mostra la simulazione riportata dall&#8217;articolo tecnico sulla specifica tedesca contro la muffa. È una camera da letto in cui il vapore entra solo di notte, dalle 23 alle 7, e in cui pareti e arredi assorbono l&#8217;umidità notturna e la restituiscono di giorno. Lì due aperture da dieci minuti bastano alla protezione dall&#8217;umidità, purché la capacità di accumulo dei materiali sia sufficiente. Il bilancio della giornata torna perché i materiali fanno da volano: accumulano di notte e restituiscono di giorno. Per la cucina della sera e per la famiglia che sta in casa tutto il giorno il volano non basta, e resta la media.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1238" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig8-quanto-ventilano-le-case.png" alt="Grafico a barre orizzontali dei ricambi d'aria misurati: infiltrazione, patrimonio esistente tedesco per percentili, finestre a ribalta nelle tre aperture, con le due linee verticali del ricambio che il bilancio chiede" class="wp-image-3992" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig8-quanto-ventilano-le-case.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig8-quanto-ventilano-le-case-300x232.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig8-quanto-ventilano-le-case-1024x792.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig8-quanto-ventilano-le-case-768x594.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig8-quanto-ventilano-le-case-1536x1188.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 8. Le misure a confronto con il ricambio necessario. Con le finestre chiuse metà delle case tedesche sta sotto 0,18 volumi all&#8217;ora; all&#8217;angolo della nostra casa ne servono 0,37, alla parete corrente 0,27. Solo la ribalta lasciata aperta arriva sopra, e vale per la stanza in cui sta: sull&#8217;intero alloggio da 270 metri cubi una ribalta da 10 centimetri fa 0,30, e paga in calore.</figcaption></figure>
<h2 id="le-regole-a-confronto-sulla-stessa-casa">Le regole a confronto, sulla stessa casa</h2>
<p>Le regole di ventilazione sono scritte in unità diverse, per persona, per metro quadro, per stanza, in ricambi all&#8217;ora, e confrontarle è possibile solo su una casa concreta. La tabella le mette tutte sul nostro appartamento di 100 metri quadri e 270 metri cubi con tre camere e quattro persone, accanto ai due numeri che il bilancio chiede.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Regola</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Come è scritta</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Sulla nostra casa</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>In volumi all&#8217;ora</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>A quale domanda risponde</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>UNI 10339:1995, ritirata il 4 luglio 2024 senza sostituzione</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>11 litri al secondo per persona nelle residenze ⚠️ (stampa tecnica)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>158 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,59</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>aria per le persone, progetto dell&#8217;impianto</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>UNI EN 16798-1:2019 e appendice nazionale del 13 novembre 2025</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>con occupanti presenti, mai meno di 4 litri al secondo per persona ✅; valori per categoria nel testo a pagamento ⚠️</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>58 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,21</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>soglia minima di salute</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>UNI EN ISO 13788:2013, appendice nazionale, rinnovo d&#8217;aria di prima verifica</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,2 più 0,04 per ogni grado di temperatura esterna media mensile, per le abitazioni senza ventilazione meccanica ✅; con 5 gradi fuori, 0,40</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>108 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,40</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>stima prudente del minimo che si trova nelle case senza impianto, per le verifiche di condensa e muffa; non un valore da raggiungere</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>ASHRAE 62-1989, abitazioni</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,35 volumi all&#8217;ora, non meno di 7,5 litri al secondo per persona ✅</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>95 e 108 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,35-0,40</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>aria per le persone</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>ASHRAE 62.2-2022, equazione 4.1a</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,03 piedi cubi al minuto per piede quadro più 7,5 per ogni camera più una ⚠️</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>62 cfm = 106 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,39</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>aria per persone ed edificio</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>DIN 1946-6:2019, ventilazione nominale</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>fattore 1,0 per (-0,002·A² + 1,15·A + 11) con A in metri quadri ✅</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>106 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,39</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>presenza degli abitanti</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>DIN 1946-6:2019, ventilazione ridotta</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>fattore 0,7 sulla stessa formula ✅</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>74 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,27</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>presenza saltuaria</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>DIN 1946-6:2019, protezione dall&#8217;umidità</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>fattore secondo il livello di isolamento ⚠️; qui 0,3</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>32 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,12</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>abitanti assenti, carichi ridotti</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Regola pratica del mezzo ricambio</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,5 volumi all&#8217;ora (DIN 4701 e regolamenti tedeschi, via Maas ✅)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>135 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,50</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>ipotesi di calcolo del riscaldamento</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Bilancio, parete corrente con fattore 0,75 sotto l&#8217;80 per cento</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>calcolo dell&#8217;articolo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>74 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,27</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>quell&#8217;angolo, quella famiglia, quel mese</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Bilancio, angolo con fattore 0,60 sotto l&#8217;80 per cento</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>calcolo dell&#8217;articolo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>99 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,37</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>idem</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Bilancio, aria sotto il 60 per cento</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>calcolo dell&#8217;articolo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>85 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,31</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>punto di rugiada dell&#8217;aria sotto 11,6 °C</td>
</tr>
</table>
</div>
<p>Le regole rispondono a due domande diverse, e la tabella lo fa vedere. Le norme sulla qualità dell&#8217;aria rispondono a &#8220;quanta aria serve alle persone e all&#8217;edificio&#8221;, e servono a dimensionare un impianto che non c&#8217;è ancora. Il bilancio risponde a &#8220;con questa famiglia, questo clima e questo angolo, la superficie resta sotto l&#8217;80 per cento?&#8221;. La nostra casa sta a norma con 4 litri al secondo per persona, 0,21 volumi all&#8217;ora, e con quel ricambio l&#8217;angolo con fattore 0,60 condensa e la parete corrente sta sopra il 90 per cento. La norma risponde a un&#8217;altra domanda, quella dell&#8217;aria per le persone: la soglia di salute, come la chiama l&#8217;articolo che presenta l&#8217;appendice nazionale, riguarda le persone e non le superfici. La UNI EN ISO 13788, da parte sua, un ricambio non lo prescrive: per fare le verifiche di condensa e di muffa in una casa senza impianto, quando non ci sono misure, la sua appendice nazionale assume 0,2 volumi all&#8217;ora più 0,04 per ogni grado di temperatura esterna media del mese, cioè 0,40 con 5 gradi fuori, e avverte che è una stima prudente del minimo che si trova nelle case, mentre il ricambio giusto va stabilito secondo le regole di igiene. Con quel valore la nostra casa sta poco sopra lo 0,37 che serve all&#8217;angolo con fattore 0,60, e la verifica passa di misura. Se il ricambio reale è 0,2, come in più di metà delle case tedesche misurate a finestre chiuse, la verifica fatta a tavolino con 0,40 non descrive quella casa.</p>
<p>La norma tedesca è l&#8217;unica che ha scritto l&#8217;acqua dentro la regola. La ventilazione di protezione dall&#8217;umidità è il livello che deve funzionare a casa vuota, in modo indipendente dall&#8217;utente. Serve a evitare condensa e muffa quando gli abitanti sono assenti, in vacanza o di giorno, con carichi di umidità ridotti e senza bucato steso. Per questo il valore è basso. La raccolta di risposte dell&#8217;associazione tedesca del settore spiega che è più basso per le case nuove e risanate che per quelle poco isolate. Il fattore del livello di protezione dipende da quanto l&#8217;edificio è isolato, e non l&#8217;ho letto sul testo di norma. Nella tabella ho usato 0,3, un valore che ricordo dall&#8217;edizione del 2009 per gli edifici bene isolati e che nessuna delle fonti archiviate mi ha confermato: va letto sul testo. I fattori 0,7, 1,0 e 1,3 dei livelli ridotto, nominale e intensivo, e la formula stessa, sono riportati da articoli di riviste tecniche tedesche che dichiarano come fonte la norma del 2019. Il concetto da importare è il primo: un livello di ventilazione che c&#8217;è anche quando nessuno apre niente. La norma chiede inoltre un piano di ventilazione per ogni casa nuova e per i lavori che sostituiscono più di un terzo delle finestre, secondo il centro di tutela dei consumatori: se le infiltrazioni non bastano al livello di protezione, serve un dispositivo. È la risposta tedesca all&#8217;appartamento raccontato all&#8217;inizio.</p>
<p>L&#8217;Italia ha una regola più vecchia e senza numeri, che dice però una cosa giusta. Il decreto del Ministero della sanità del 5 luglio 1975 fissa i requisiti igienico-sanitari delle abitazioni, nel testo coordinato con le modifiche del 1999. All&#8217;articolo 4 prescrive che, a casa abitata, le superfici interne delle pareti opache non presentino tracce di condensazione permanente. All&#8217;articolo 6 impone l&#8217;impianto meccanico centralizzato quando la tipologia dell&#8217;alloggio non consente il ricambio naturale; in ogni caso vuole fumi, vapori ed esalazioni aspirati dove nascono, in cucina e nei gabinetti, prima che si diffondano. Sui fornelli del posto di cottura vuole l&#8217;aspiratore forzato. All&#8217;articolo 7 vuole per la stanza da bagno un&#8217;apertura all&#8217;esterno o un&#8217;aspirazione meccanica. Il comma aggiunto nel 1999 all&#8217;articolo 1 nomina i riscontri d&#8217;aria trasversali e i mezzi di ventilazione naturale ausiliaria, ma solo come condizione per derogare alle altezze minime negli edifici delle comunità montane. Nessun ricambio in cifre, ma il principio del vapore tolto alla fonte, e il divieto della condensa permanente, ci sono dal 1975. La regola vincolante per chi progetta è più recente. Il decreto sui requisiti minimi del 26 giugno 2015 impone, per ogni intervento sulle strutture opache verso l&#8217;esterno, cioè muri, tetti e solai, la verifica dell&#8217;assenza di rischio di muffe con la UNI EN ISO 13788. Il decreto del 28 ottobre 2025, in vigore dal 3 giugno 2026, aggiunge la verifica del ponte termico con la UNI EN ISO 10211, come ho riportato nell&#8217;articolo sulla muffa negli angoli. Le linee guida del 2001 sulla salute negli ambienti confinati, pubblicate in Gazzetta Ufficiale come accordo fra Stato e Regioni, le ho lette in trascrizione: chiedono standard di ventilazione da stabilire e introdurre nei codici costruttivi, senza dare un ricambio in cifre per le abitazioni.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1238" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig9-le-regole-v2.png" alt="Grafico a barre orizzontali con le portate di norma ridotte a volumi all'ora sulla stessa casa, dalla protezione dall'umidità tedesca alla UNI 10339, con le due barre colorate del bilancio" class="wp-image-4202" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig9-le-regole-v2.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig9-le-regole-v2-300x232.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig9-le-regole-v2-1024x792.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig9-le-regole-v2-768x594.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig9-le-regole-v2-1536x1188.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 9. Le regole sulla stessa casa: da 0,12 a 0,59 volumi all&#8217;ora. Le due barre colorate sono il bilancio, 0,27 per la parete corrente e 0,37 per l&#8217;angolo. La soglia di salute della norma europea, 0,21, sta sotto tutte e due: la norma risponde a un&#8217;altra domanda, quella dell&#8217;aria per le persone.</figcaption></figure>
<h2 id="le-scorciatoie-che-non-tengono">Le scorciatoie che non tengono</h2>
<p><strong>&#8220;Basta arieggiare dieci minuti due volte al giorno.&#8221;</strong> È la regola che i tribunali tedeschi hanno discusso per anni, e che la Corte federale nel 2018 ha rifiutato di fissare in astratto. Sulla media conta poco: due aperture che sostituissero per intero l&#8217;aria della casa farebbero 0,08 volumi all&#8217;ora, contro lo 0,27-0,37 che il bilancio richiede alla nostra casa. Funziona in un caso preciso, la camera da letto dove il vapore entra solo di notte e i materiali accumulano e restituiscono; per la cucina della sera e per chi sta in casa di giorno non basta, e sull&#8217;angolo conta la media del mese.</p>
<p><strong>&#8220;Mezzo ricambio all&#8217;ora è la norma.&#8221;</strong> È un&#8217;ipotesi di calcolo del riscaldamento, scritta nella norma tedesca sul fabbisogno termico e ripresa dai regolamenti, come riporta la tesi di Kassel; le norme italiane non la contengono, e ragionano in litri al secondo per persona. Sulla nostra casa 0,5 volumi all&#8217;ora tengono l&#8217;angolo al 71 per cento con 5 gradi fuori, ma a 10 gradi esterni servirebbero 0,46 e a 15 gradi 0,58. Il numero giusto cambia con la famiglia, con l&#8217;angolo e con il mese. Per questo il bilancio va rifatto per ogni casa, e non si copia da una regola generale.</p>
<p><strong>&#8220;Con il cappotto la muffa sparisce.&#8221;</strong> Il cappotto alza il fattore di temperatura della parete corrente, e in campo aperto funziona. Gli angoli con ponte termico, i solai dei balconi e le spallette delle finestre restano spesso sotto il fattore che serve; i cataloghi tedeschi dei ponti termici, secondo l&#8217;articolo tecnico già citato, riportano dettagli fino a 0,42. Se insieme al cappotto si cambiano gli infissi, l&#8217;infiltrazione scende da 0,2 a 0,05 volumi all&#8217;ora e il bilancio del vapore peggiora: con 0,05 l&#8217;aria di questa casa non riuscirebbe nemmeno a contenere il vapore prodotto. Ho scritto altrove che cosa il cappotto fa e non fa al muro, in <a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a>.</p>
<p><strong>&#8220;L&#8217;umidità la toglie il deumidificatore.&#8221;</strong> Nel bilancio il deumidificatore è un pozzo, cioè un termine che toglie acqua, come il ricambio, e il conto si fa allo stesso modo: nella nostra casa a 0,2 volumi all&#8217;ora, per tenere l&#8217;aria dove la terrebbero 0,5 volumi, deve togliere 6 litri al giorno, ogni giorno per tutto l&#8217;inverno. Toglie acqua e basta: non diluisce l&#8217;anidride carbonica e gli odori, che sono la ragione per cui esistono le norme sull&#8217;aria. Ne ho scritto in <a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a>, dove il deumidificatore ha un compito preciso e limitato.</p>
<p><strong>&#8220;La parete traspira e smaltisce il vapore.&#8221;</strong> La guida sulla tenuta all&#8217;aria che ho citato per i 10 litri stima nel 2 per cento la quota che una parete smaltisce per diffusione, e nel 98 la quota che deve uscire con l&#8217;aria; l&#8217;ho riportato in Chiuso dal lato sbagliato. La traspirazione serve al muro, per non trattenere l&#8217;acqua che lo attraversa; alla casa serve il ricambio. Le tre grandezze, traspirazione, acqua e aria, le ho separate nell&#8217;articolo su <a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">che cosa fa davvero un muro con il vapore</a>.</p>
<p><strong>&#8220;L&#8217;igrometro segna 50 per cento, siamo a posto.&#8221;</strong> L&#8217;igrometro descrive l&#8217;aria in mezzo alla stanza. Con 20 gradi e 49 per cento l&#8217;angolo con fattore 0,60 sta al 71 per cento, e uno con fattore 0,50 al 78; con 20 gradi e 76 per cento l&#8217;angolo condensa. Il numero che decide è sulla superficie, e si misura lì.</p>
<p><strong>&#8220;La casa è a tenuta, quindi non ha bisogno di ventilare.&#8221;</strong> La tenuta si misura a 50 pascal con la porta soffiante e dice quanto l&#8217;involucro perde sotto spinta; la ventilazione dice quanta aria entra nell&#8217;uso normale. Le case tedesche del rapporto del 2003 avevano un n50 medio di 7,4, pessimo, e un ricambio naturale medio di 0,26, insufficiente per l&#8217;85 per cento di loro. Una casa a tenuta è la premessa per una ventilazione controllata, non un sostituto: senza un dispositivo che porti dentro aria, un aeratore a parete, un impianto in estrazione con gli ingressi d&#8217;aria o un doppio flusso, una casa stagna con quattro persone dentro sta a 0,05 volumi all&#8217;ora e condensa.</p>
<h2 id="come-si-misura">Come si misura</h2>
<p>Il bilancio si fa con numeri misurati in casa, non con numeri di manuale. Le misure sono quattro, con le avvertenze che separano un rilievo da un numero a caso.</p>
<p>1. <strong>L&#8217;aria e la superficie, nel tempo.</strong> Serve un termoigrometro con registrazione, un dato ogni dieci minuti, per almeno un mese nella stagione fredda, in centro stanza a un metro e mezzo da terra e lontano dai termosifoni. Un secondo sensore, o una sonda di temperatura a contatto, va sull&#8217;angolo peggiore: dà la temperatura della superficie, e l&#8217;umidità su quella superficie si calcola dall&#8217;aria con la formula della nota. Le linee guida del 1990 chiedono almeno un mese di registrazione continua di temperatura e umidità nella stagione fredda, il calcolo delle medie giornaliere, settimanali e mensili, e dove possibile la registrazione continua delle temperature superficiali per ricavare i fattori di temperatura. Il numero da confrontare con l&#8217;80 per cento è la media mensile dell&#8217;umidità sulla superficie, non la punta della doccia.</p>
<p>2. <strong>Il ricambio d&#8217;aria, con l&#8217;anidride carbonica.</strong> Il gas tracciante degli studi tedeschi si può sostituire con un sensore di anidride carbonica. Si legge la concentrazione fuori dalla finestra e si lascia salire quella interna con la famiglia in casa. Poi la casa si svuota, con le finestre come nell&#8217;uso normale e le porte interne aperte, così l&#8217;aria è mescolata come il modello assume, e si registra la discesa per tre ore. Il ricambio è il logaritmo naturale, il tasto ln della calcolatrice, del rapporto fra la differenza dentro-fuori all&#8217;inizio e quella alla fine, diviso per le ore trascorse. Se in tre ore la differenza scende da 1.080 a 480 parti per milione, il ricambio è 0,27 volumi all&#8217;ora. Meglio partire da una differenza dentro-fuori ampia, di parecchie centinaia di parti per milione. I sensori sbagliano di alcune decine, e il logaritmo di un rapporto piccolo amplifica l&#8217;errore: è una cautela pratica, non una prescrizione. La misura va ripetuta in un giorno calmo e in uno ventoso, con il riscaldamento acceso come d&#8217;inverno, perché il ricambio naturale cambia con il vento e con la differenza di temperatura; il valore di un sensore in un punto solo descrive quella stanza, e le stanze con la porta chiusa fanno storia a sé.</p>
<p>3. <strong>Il fattore di temperatura, con la termocamera.</strong> Dopo una notte fredda, con il riscaldamento a regime da ore e senza accensioni forti nelle ore precedenti, si leggono tre temperature: l&#8217;angolo peggiore, l&#8217;aria interna e l&#8217;aria esterna; il fattore si calcola dividendo lo scarto fra superficie ed esterno per lo scarto fra interno ed esterno. La procedura e i limiti sulle superfici lucide sono nell&#8217;articolo sulla <a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">muffa negli angoli e dietro gli armadi</a>. Lì è spiegata anche la differenza fra il rilievo puntuale e la verifica di norma, che ragiona su medie mensili e calcola i ponti termici. L&#8217;angolo va misurato con l&#8217;armadio spostato, perché dietro il mobile la superficie è più fredda di quella che si vede.</p>
<p>4. <strong>La tenuta, con la porta soffiante.</strong> Il n50 secondo la UNI EN ISO 9972 dice quanto l&#8217;involucro perde a 50 pascal e serve a capire se le infiltrazioni possono contribuire al ricambio o se sono trascurabili; non è il ricambio naturale, e il rapporto tedesco lo mostra con i suoi 7,4 contro 0,26. Serve nelle case nuove e dopo la sostituzione degli infissi, quando l&#8217;infiltrazione crolla e il bilancio va rifatto.</p>
<p>Il clima esterno si prende dalla stazione meteorologica più vicina come media del mese, non dal giorno del sopralluogo: il bilancio è mensile, e il verdetto della muffa anche. Tutte queste misure descrivono la casa così com&#8217;è abitata, con quella famiglia e quelle abitudini. Cambiano gli abitanti, cambia il bilancio, e un alloggio che con una coppia stava sotto la soglia può superarla con quattro persone e un bucato steso in cucina.</p>
<h2 id="il-metodo-in-tre-passi">Il metodo, in tre passi</h2>
<p>Come per una trave, il metodo confronta un carico con una resistenza. Il carico è l&#8217;acqua che entra nell&#8217;aria, la resistenza è la capacità della casa di portarla fuori prima che bagni la superficie peggiore.</p>
<p><strong>Primo passo: quanta acqua entra.</strong> Persone, abitudini, bucato in casa, piante, eventuali sorgenti murarie come una cantina umida o una risalita. Senza misure si usano i valori di progetto per camere e occupanti, 8, 12, 14 e 15 litri al giorno, sapendo che sono superati da un terzo delle famiglie; con le misure si ricava la produzione dal bilancio letto al contrario: eccesso di vapore moltiplicato per il ricambio e per il volume. La famiglia tipo dei miei articoli sta a 10.</p>
<p><strong>Secondo passo: quanto ricambio c&#8217;è davvero.</strong> Misurato con il decadimento dell&#8217;anidride carbonica, oppure stimato con onestà: una casa con infissi nuovi e finestre chiuse sta fra 0,05 e 0,15 volumi all&#8217;ora, secondo la tesi di Kassel e le misure tedesche; una ribalta lasciata sempre aperta dà nella stanza in cui sta da 0,56 a 1,38, cioè da 33 a 81 metri cubi all&#8217;ora da dividere per il volume di tutta la casa; un impianto di ventilazione meccanica dà la portata di progetto, se è acceso e i filtri sono puliti. Le aperture brevi si contano per quello che valgono in media: due al giorno, 0,08.</p>
<p><strong>Terzo passo: la superficie peggiore.</strong> Il fattore di temperatura dell&#8217;angolo più freddo, misurato con la termocamera a mobile spostato, o preso da un catalogo dei ponti termici per il dettaglio corrispondente. Con quel fattore, la temperatura esterna e l&#8217;umidità esterna del mese, il bilancio dice il ricambio necessario perché quel punto stia sotto l&#8217;80 per cento; nella nostra casa, 0,37 per l&#8217;angolo con fattore 0,60.</p>
<p><strong>Il confronto e la decisione.</strong> Se il ricambio reale sta sopra quello necessario la casa è in equilibrio, e la muffa che eventualmente c&#8217;è ha un&#8217;altra causa: una risalita, un&#8217;infiltrazione, una perdita, che si separano con il metodo della <a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">diagnosi differenziale</a>. Se sta sotto, ci sono due leve e si sommano. La leva del ricambio: un impianto meccanico, in estrazione con gli ingressi d&#8217;aria nei locali o a doppio flusso con recupero di calore; gli aeratori a parete; le griglie nei cassonetti o nel telaio degli infissi; gli estrattori in cucina e in bagno come chiede il decreto del 1975, con l&#8217;ingresso d&#8217;aria corrispondente perché non girino a vuoto. L&#8217;obiettivo, nell&#8217;esempio, è 0,37 volumi all&#8217;ora continui, cioè 99 metri cubi all&#8217;ora. La leva della superficie: correggere il ponte termico dall&#8217;esterno, oppure isolare l&#8217;angolo dall&#8217;interno con un pannello minerale traspirante di spessore da calcolo; staccare l&#8217;armadio dalla parete esterna, lasciando un passaggio d&#8217;aria dietro e sotto. Lo chiede la specifica tedesca al punto sui mobili, che ho riportato nell&#8217;articolo sulla muffa negli angoli. L&#8217;obiettivo è portare il fattore dell&#8217;angolo da 0,60 verso 0,75, dove il ricambio necessario scende a 0,27. Nei casi gravi, la casa a 0,1-0,15 volumi all&#8217;ora con un angolo a 0,50, servono tutte e due, e la seconda va fatta prima della stagione fredda. Le due leve restano queste: più ricambio, oppure un angolo meno freddo.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1181" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig10-metodo.png" alt="Schema del metodo in tre passi: l'acqua che entra, il ricambio reale, la superficie peggiore, il confronto e le due leve, più ricambio o meno freddo sull'angolo" class="wp-image-3994" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig10-metodo.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig10-metodo-300x221.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig10-metodo-1024x756.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig10-metodo-768x567.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig10-metodo-1536x1134.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 10. Carico e resistenza, come per una trave. Tre misure, un confronto, due leve che si sommano. Il verdetto sta nell&#8217;incrocio: nessuna delle tre misure da sola dice se l&#8217;angolo farà la muffa.</figcaption></figure>
<h2 id="in-sintesi">In sintesi</h2>
<p>1. <strong>Una casa deve portare fuori l&#8217;acqua che chi ci abita produce, prima che bagni la superficie più fredda.</strong> L&#8217;umidità dell&#8217;aria esce da un bilancio con quattro numeri: produzione, volume, ricambio e clima esterno; il verdetto viene dal confronto con la temperatura del punto peggiore. 2. <strong>La famiglia di mezzo produce fra 5,6 e 8,7 litri di vapore al giorno secondo il paese, e una su dieci più di 10.</strong> Le mediane misurate per paese stanno fra 5,6 e 8,7 chilogrammi al giorno e il 10 per cento più prodigo supera i 10-21; il valore di progetto per tre camere e quattro persone è 14; la famiglia tipo di questi articoli produce 10, fra la mediana e il progetto. 3. <strong>Il bilancio è una divisione.</strong> Eccesso di vapore, in grammi al metro cubo, uguale grammi all&#8217;ora diviso ricambi all&#8217;ora per metri cubi. Con 10 litri al giorno in 270 metri cubi: 3,1 grammi al metro cubo a 0,5 volumi all&#8217;ora, 7,7 a 0,2, saturazione e condensa a 0,1. 4. <strong>La classe di umidità della norma dipende dalla famiglia divisa per il ricambio.</strong> La stessa famiglia sta in classe 2 con 0,5 volumi all&#8217;ora e in classe 5, quella delle lavanderie, con 0,2. L&#8217;appendice nazionale, senza dati misurati, mette l&#8217;alloggio senza ventilazione meccanica in classe 3, un gradino sopra quello con ricambio controllato. 5. <strong>Il verdetto lo dà la superficie più fredda, con l&#8217;80 per cento come media mensile.</strong> L&#8217;aria al 49 per cento in mezzo alla stanza sta al 71 sull&#8217;angolo con fattore 0,60 e al 62 sulla parete con fattore 0,75; al 76 per cento nell&#8217;aria l&#8217;angolo condensa. 6. <strong>Il ricambio necessario dipende dall&#8217;angolo: da 0,25 a 0,46 volumi all&#8217;ora.</strong> Parete isolata con fattore 0,80: 0,25. Minimo tedesco 0,70: 0,30. Angolo non isolato 0,60: 0,37. Ponte termico grave 0,50: 0,46. Le due leve, più aria e più caldo sulla superficie, si sommano. 7. <strong>A 0,2 volumi all&#8217;ora nessuna parete basta.</strong> Il fattore di temperatura necessario sale a 0,94, che una casa reale non ha: resta la leva del ricambio. 8. <strong>Il mese pericoloso è quello mite con le finestre chiuse.</strong> A meno 5 gradi all&#8217;angolo servono 0,32 volumi all&#8217;ora, a 5 gradi 0,37, a 10 gradi 0,46, a 15 gradi 0,58: novembre e marzo, non gennaio. 9. <strong>Le case esistenti, con le finestre chiuse, ventilano poco.</strong> Nelle misure tedesche del 2003 la media è 0,26 volumi all&#8217;ora, metà delle case sta sotto 0,18 e una su cinque sotto 0,1; dopo le finestre nuove si scende a 0,1-0,15. 10. <strong>Le finestre valgono quanto restano aperte, e per la stanza in cui stanno.</strong> Una ribalta di 10 centimetri sempre aperta fa 1,38 volumi all&#8217;ora nella stanza di prova di Kassel, una di 2 centimetri 0,56; la stessa ribalta da 80 metri cubi all&#8217;ora vale 0,30 sull&#8217;intero alloggio dell&#8217;esempio; due aperture al giorno fanno in media 0,08. 11. <strong>Le norme sull&#8217;aria rispondono a un&#8217;altra domanda.</strong> La soglia europea di 4 litri al secondo per persona vale 0,21 volumi all&#8217;ora sulla nostra casa; la vecchia UNI 10339 0,59; la regola americana 0,39; il mezzo ricambio 0,50. Il bilancio richiede 0,27 per la parete e 0,37 per l&#8217;angolo. Con 0,21 la casa è a norma e l&#8217;angolo condensa. 12. <strong>Solo la norma tedesca ha scritto l&#8217;acqua nella regola.</strong> Un livello di ventilazione indipendente dall&#8217;utente per quando gli abitanti sono assenti, e un piano di ventilazione obbligatorio quando si cambia più di un terzo delle finestre. 13. <strong>Il decreto italiano del 1975 non dà numeri, ma vieta la condensa permanente e chiede l&#8217;aspirazione alla fonte.</strong> Fumi e vapori vanno tolti dove nascono, in cucina e in bagno, prima che si diffondano. 14. <strong>Si misura in casa: aria e superficie nel tempo, ricambio con l&#8217;anidride carbonica, fattore di temperatura con la termocamera.</strong> Il numero da confrontare con l&#8217;80 per cento è la media mensile sulla superficie; il ricambio è il logaritmo del rapporto fra le differenze di concentrazione diviso per le ore.</p>
<h2 id="dal-cantiere">Dal cantiere</h2>
<p>Davanti a una macchia in un angolo, una delle prime domande non riguarda le abitudini di chi ci abita: riguarda gli infissi, e quando sono stati cambiati. Spesso la data della muffa viene subito dopo, e intanto la famiglia si sente dire che la colpa è sua. Poi si sposta l&#8217;armadio, perché la parete che si vede non è quella che conta, e si appoggia il termometro nell&#8217;angolo: la differenza con il centro della parete è di qualche grado, e su quell&#8217;angolo la stessa aria vale parecchi punti di umidità in più.</p>
<p>La seconda cosa che ho imparato è a non fidarmi né dell&#8217;igrometro in soggiorno né dei consigli generici. &#8220;Arieggiate di più&#8221; senza un numero è una frase che non si può eseguire, e la famiglia raccontata all&#8217;inizio arieggiava già. Il numero c&#8217;è: raccolte le misure, il conto si fa in poco tempo, e dice se serve un impianto, un intervento sull&#8217;angolo, o tutti e due. Negli interrati la stessa logica, con l&#8217;isolamento interno e la ventilazione meccanica come due leve che si sommano, l&#8217;ho descritta nell&#8217;articolo sulla <a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">condensa estiva</a>: cambia la stagione, non il bilancio.</p>
<h2 id="domande-frequenti">Domande frequenti</h2>
<p><strong>Quanti ricambi d&#8217;aria all&#8217;ora servono in una casa?</strong><br />Dipende da quanta acqua produce chi ci abita, dal volume, dal clima del mese e dalla temperatura del punto più freddo. Per quattro persone che producono 10 litri al giorno in 270 metri cubi, con 5 gradi e 80 per cento fuori, servono 0,27 volumi all&#8217;ora perché una parete corrente stia sotto l&#8217;80 per cento di umidità superficiale, e 0,37 per un angolo con fattore di temperatura 0,60. Il mezzo ricambio all&#8217;ora è un&#8217;ipotesi di calcolo degli impianti, non un verdetto sulla muffa.</p>
<p><strong>Aprire le finestre dieci minuti due volte al giorno basta?</strong><br />Come media no: anche se ogni apertura sostituisse tutta l&#8217;aria della casa, due al giorno farebbero 0,08 volumi all&#8217;ora, meno di un quarto dello 0,37 necessario all&#8217;angolo dell&#8217;esempio. Basta in un caso studiato dai tedeschi, la camera da letto in cui il vapore entra solo di notte e i materiali lo accumulano e lo restituiscono. Per la cucina e per chi sta in casa tutto il giorno serve un ricambio continuo o l&#8217;aspirazione alla fonte.</p>
<p><strong>Meglio la ribalta sempre aperta o la finestra spalancata?</strong><br />Sono due cose diverse. La ribalta di 10 centimetri lasciata aperta giorno e notte dà in una stanza 1,38 volumi all&#8217;ora, quella di 2 centimetri 0,56, secondo le misure di Kassel, e ha un costo di calore che d&#8217;inverno pesa. La finestra spalancata rinnova l&#8217;aria della stanza in pochi minuti, poi si chiude e la casa torna alla sua infiltrazione. Per la media del mese conta quanto la finestra resta aperta, non quanto è aperta.</p>
<p><strong>Perché la muffa è comparsa dopo aver cambiato le finestre?</strong><br />Perché l&#8217;infiltrazione, che nei vecchi infissi valeva intorno a 0,2 volumi all&#8217;ora, è scesa verso 0,05, e la stessa produzione di vapore si è divisa per meno aria. Nelle case tedesche ristrutturate il ricambio reale sta fra 0,1 e 0,15, e il sondaggio fra le società immobiliari registra muffa nel 70 per cento degli alloggi dopo la sostituzione delle finestre. Le abitudini della famiglia sono le stesse; è diminuita l&#8217;aria che entra, cioè il divisore del bilancio.</p>
<p><strong>L&#8217;igrometro segna 55 per cento: è troppo?</strong><br />Da solo non dice nulla sulla muffa. Con 20 gradi e 55 per cento l&#8217;aria contiene 9,5 grammi di vapore al metro cubo, e su un angolo a 14 gradi vale il 79 per cento, su uno a 12,5 gradi l&#8217;86. Il numero da confrontare con l&#8217;80 è quello sulla superficie più fredda, come media del mese.</p>
<p><strong>Che differenza c&#8217;è fra ricambio d&#8217;aria e tenuta all&#8217;aria?</strong><br />La tenuta, n50, si misura con la porta soffiante a 50 pascal e dice quanto perde l&#8217;involucro sotto spinta; il ricambio dice quanta aria entra nell&#8217;uso normale. Nelle case tedesche misurate nel 2003 la tenuta era pessima, n50 medio 7,4, e il ricambio naturale medio era 0,26 volumi all&#8217;ora, insufficiente per l&#8217;85 per cento di loro. Una casa a tenuta ha bisogno di un dispositivo che porti dentro aria.</p>
<p><strong>Il deumidificatore risolve?</strong><br />Toglie acqua dall&#8217;aria e nel bilancio conta come un ricambio in più: nella casa dell&#8217;esempio, a 0,2 volumi all&#8217;ora, dovrebbe togliere 6 litri al giorno per tutto l&#8217;inverno per tenere l&#8217;aria dove la terrebbero 0,5 volumi. Non diluisce anidride carbonica e odori, e sull&#8217;angolo l&#8217;umidità relativa resta quella calcolata alla sua temperatura. È uno strumento per situazioni precise, non il sostituto della ventilazione.</p>
<p><strong>La ventilazione meccanica è obbligatoria?</strong><br />Il decreto del 1975 la impone quando la tipologia dell&#8217;alloggio non consente il ricambio naturale. In ogni caso vuole fumi e vapori aspirati dove nascono, e nel bagno un&#8217;apertura o un aspiratore. La norma europea con l&#8217;appendice nazionale del 2025 fissa una soglia minima di 4 litri al secondo per persona con occupanti presenti e lascia al progettista le portate per categoria. In Germania la norma DIN 1946-6 chiede un piano di ventilazione per ogni casa nuova e quando si cambia più di un terzo delle finestre, con un livello minimo che funziona anche a casa vuota. Il bilancio dice, casa per casa, se le aperture bastano o se serve un impianto.</p>
<p><strong>Come misuro il ricambio d&#8217;aria di casa mia?</strong><br />Con un sensore di anidride carbonica: si legge la concentrazione esterna, si lascia salire quella interna, si svuota la casa lasciando porte e finestre come nell&#8217;uso normale e si registra il decadimento. Il ricambio è il logaritmo naturale del rapporto fra la differenza dentro-fuori all&#8217;inizio e alla fine, diviso per le ore. Da 1.080 a 480 parti per milione di differenza in tre ore fanno 0,27 volumi all&#8217;ora. Si ripete in un giorno calmo e in uno ventoso.</p>
<p><strong>Che cosa chiedo al tecnico, e che cosa scrivo in capitolato?</strong><br />Che il progetto di ristrutturazione contenga un bilancio del vapore per la famiglia prevista. Che preveda un ricambio che funzioni indipendentemente dagli abitanti, e l&#8217;aspirazione alla fonte in cucina e in bagno. Che contenga la verifica del fattore di temperatura degli angoli e dei ponti termici con la UNI EN ISO 13788 e la UNI EN ISO 10211, come il decreto sui requisiti minimi già richiede. Che dopo la sostituzione degli infissi il ricambio venga misurato, e che la muffa comparsa dopo i lavori non venga attribuita alle abitudini senza quella misura.</p>
<h2 id="in-conclusione">In conclusione</h2>
<p>La muffa nell&#8217;angolo dietro l&#8217;armadio è il risultato di una divisione: l&#8217;acqua che una famiglia mette nell&#8217;aria divisa per l&#8217;aria che entra, letta sulla superficie più fredda della casa. Tutti i termini della divisione si misurano, e il risultato si confronta con una soglia che ha più di trent&#8217;anni e regge ancora, l&#8217;80 per cento come media del mese. Le regole fisse, il mezzo ricambio, i litri al secondo per persona, servono a chi progetta un impianto e rispondono alla domanda dell&#8217;aria da respirare; e non sono state scritte per la domanda dell&#8217;acqua.</p>
<p>Prima di decidere un intervento, la domanda da fare è &#8220;quanta acqua entra, quanto ricambio c&#8217;è davvero e quanto è freddo l&#8217;angolo peggiore&#8221;; i consigli sulle abitudini vengono dopo la misura, e da soli non bastano. Se i numeri non tornano si cambia l&#8217;aria, con un dispositivo che funzioni anche quando nessuno apre niente, oppure si cambia l&#8217;angolo.</p>
<h2 id="nota-sui-calcoli-e-sulle-fonti">Nota sui calcoli e sulle fonti</h2>
<p>I numeri di questo articolo escono da un programma di calcolo che accompagna il testo e le tavole. Il programma riporta ogni costante con la sua fonte e a ogni esecuzione ricontrolla la coerenza interna: che la pressione di saturazione a 20 gradi valga circa 2.337 pascal, che l&#8217;aria satura a 12 gradi abbia il punto di rugiada a 12 gradi, che il ricambio calcolato come necessario riporti la superficie esattamente all&#8217;80 per cento, che i ricambi delle finestre coincidano con le misure di Kassel. Le formule, per chi vuole rifare i conti con carta e penna, sono queste.</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>Pressione di saturazione del vapore, in pascal, alla temperatura θ in gradi: 610,5 · exp(17,269 · θ / (237,3 + θ)) sopra zero e 610,5 · exp(21,875 · θ / (265,5 + θ)) sotto zero; è la forma delle equazioni E.1 ed E.2 dell&#8217;appendice E della UNI EN ISO 13788, letta sul testo di norma e ripresa dal mio programma di calcolo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Concentrazione di vapore, in chilogrammi al metro cubo: v = p / (461,5 · (θ + 273,15)), con p in pascal; a saturazione, v_sat. L&#8217;umidità relativa è v / v_sat alla temperatura del punto. A 20 gradi 1 grammo al metro cubo vale 135 pascal.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Bilancio stazionario: Δv = G / (n · V), con G produzione in chilogrammi all&#8217;ora, n ricambio in volumi all&#8217;ora, V volume in metri cubi. Concentrazione interna v_i = v_e + Δv, con v_e quella esterna; umidità dell&#8217;aria interna v_i / v_sat(θ_i).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Temperatura della superficie: θ_si = θ_e + fRsi · (θ_i &#8211; θ_e). Umidità sulla superficie: v_i / v_sat(θ_si).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Ricambio necessario perché la superficie con fattore fRsi stia sotto 0,8: n = G / (V · (0,8 · v_sat(θ_si) &#8211; v_e)).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Fattore di temperatura minimo con un dato ricambio: fRsi = (θ_si,min &#8211; θ_e) / (θ_i &#8211; θ_e), dove θ_si,min è la temperatura alla quale v_i / 0,8 satura.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Differenza di pressione parziale per le classi: Δp = Δv · 461,5 · (θ_i + 273,15); i limiti delle classi sono rette fra i valori a 0 gradi e quelli a 20 gradi della figura NA.1 dell&#8217;appendice nazionale, riportati nel testo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Rinnovo d&#8217;aria di prima verifica dell&#8217;appendice nazionale, punto NA.1.3: n = 0,2 + 0,04 · θ_e, con θ_e temperatura esterna media mensile in gradi e n = 0,2 quando θ_e è sotto zero.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Deumidificatore: litri al giorno da togliere D = 24 · (G &#8211; n · V · (v_obiettivo &#8211; v_e)).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Ricambio dal decadimento dell&#8217;anidride carbonica: n = ln(ΔC_1 / ΔC_2) / t, con ΔC differenza fra dentro e fuori e t in ore.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Conversioni: 1 litro al secondo = 3,6 metri cubi all&#8217;ora; 1 piede cubo al minuto = 1,699 metri cubi all&#8217;ora; 1 metro quadro = 10,764 piedi quadri. Regola americana 62.2, equazione 4.1a: portata in piedi cubi al minuto = 0,03 · superficie in piedi quadri + 7,5 · (camere + 1). Norma tedesca 1946-6: portata in metri cubi all&#8217;ora = f · (-0,002 · A² + 1,15 · A + 11), con A superficie dell&#8217;alloggio in metri quadri.</li>
</ul>
<p>Il modello assume aria interna ben mescolata, regime stazionario e nessun accumulo nei materiali; dà medie, e sulle medie mensili vale il criterio della muffa. I valori esterni del caso di riferimento, 5 gradi e 80 per cento, e quelli della mappa sono ipotesi dichiarate per l&#8217;esempio, non medie climatiche di una località. La famiglia tipo a 10 litri al giorno è una scelta dichiarata, fra la mediana misurata e il valore di progetto. Il bilancio è scritto sui metri cubi d&#8217;aria alla temperatura interna, come nella norma; la dilatazione dell&#8217;aria fra 5 e 20 gradi vale circa il 5 per cento e non cambia le conclusioni. Le norme a pagamento non le ho lette sul testo, e per ciascuna dico da dove viene il valore che uso; il marcatore ✅ segna quello che ho letto sul documento, ⚠️ quello che riprendo da una fonte secondaria o non ho potuto confermare.</p>
<p><strong>Documenti letti per intero.</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>IEA, Annex 14 <em>Condensation and energy</em>, <em>Guidelines and practice</em>, 1990. ✅ letto: soglia dell&#8217;80 per cento sulla superficie come media mensile e valore di progetto, osservazione della crescita rara sotto l&#8217;85 per cento su pitture, carta, legno e gesso, rapporto di temperatura e valori di progetto per paese, inerzia igroscopica che smorza le oscillazioni brevi, registrazione continua di almeno un mese nella stagione fredda.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>A. TenWolde, C. L. Pilon, <em>The effect of indoor humidity on water vapor release in homes</em>, ASHRAE Buildings X, 2007. ✅ letto: respirazione 0,9-1,25 chilogrammi al giorno per persona da Sanders 1996, traspirazione 0,5-1,4, media di letteratura 8,2 litri al giorno per una o due persone, misura di 6,8 su sette famiglie, tabella dei valori di progetto di TenWolde e Walker 2001 adottati nella bozza della ASHRAE Standard 160, dipendenza delle sorgenti dall&#8217;umidità interna.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>S. V. Glass, A. TenWolde, <em>Review of moisture balance models for residential indoor humidity</em>, 12ª Conferenza canadese di scienza delle costruzioni, 2009. ✅ letto: tabella dei percentili per paese da Sanders 1996, elenco delle sorgenti, valori di progetto superati dal 32 per cento delle famiglie, bilancio stazionario come modello base.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>S. V. Glass, T. Kalamees, S. Pallin, J. Vinha, <em>Water vapor generation in residential buildings</em>, ASHRAE Buildings XV, 2022. ✅ letto: percentili per numero di occupanti, con i dati misurati finlandesi di Kalamees 2006 e le simulazioni per Svezia e Stati Uniti.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>J. E. Janssen, <em>The history of ventilation and temperature control</em>, ASHRAE Journal, ottobre 1999. ✅ letto: Tredgold 1836 via Klaus 1970, Pettenkofer 1862, Billings 1893 e l&#8217;adozione del 1895, Yaglou e i valori dipendenti dallo spazio per persona, Cain e Fanger 1983, la norma 62-1989 a 15 piedi cubi al minuto.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>A. K. Persily, <em>Challenges in developing ventilation and indoor air quality standards: the story of ASHRAE Standard 62</em>, Building and Environment, 2015, nella versione depositata dal NIST. ✅ letto: valori del 1973, riduzione del 1981 con la distinzione fra spazi con e senza fumo e la motivazione energetica, 5 litri al secondo per stanza nelle case, 0,35 volumi all&#8217;ora e 7,5 litri al secondo per persona nel 1989.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>L. Hensen Centnerová, <em>On the history of indoor environment and its relation to health and wellbeing</em>, REHVA Journal, aprile 2018. ✅ letto: Pettenkofer, primo professore di igiene a Monaco, e la sua osservazione del 1853 sull&#8217;aria viziata, Tredgold e i 2 litri al secondo, i 15 litri al secondo del 1895 (i 30 piedi cubi al minuto di Janssen, circa 14).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>U. Münzenberg, T. Weithaas, J. Thumulla, <em>Luftwechsel im Gebäudebestand</em>, atti della 7ª giornata sulle muffe (Pilztagung) dell&#8217;associazione professionale tedesca dei biologi dell&#8217;edilizia, Stoccarda, giugno 2003. ✅ letto: campione, n50 medio 7,4, ricambio naturale medio 0,26, mediana sotto 0,18, 85 per cento sotto 0,4, 90 sotto 0,5, 20 per cento sotto 0,1, sondaggio delle 53 società immobiliari con il 70 per cento di alloggi con muffa dopo le finestre nuove.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>A. Maas, <em>Experimentelle Quantifizierung des Luftwechsels bei Fensterlüftung</em>, tesi, Università di Kassel. ✅ letto: stanza di prova di 58,5 metri cubi, 269 giorni di riscaldamento, ricambi con ribalta di 10 centimetri, con telaio e di 2 centimetri, permanenti, notturni e intermittenti, infiltrazione da 0,05 a 0,2, rassegna di Erhorn e Gertis, DIN 4701 e regolamento termico, Wegner.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Fraunhofer IRB, scheda del progetto <em>Luftwechsel bei Fensterlüftung</em>. ✅ letto: ricambi per la ribalta da 6 a 15 gradi e per l&#8217;anta da 22,5 a 90 gradi, a 5 e 20 gradi di differenza; valori nei grafici.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>K. Sedlbauer, <em>Prediction of mould fungus formation on the surface of and inside building components</em>, tesi di dottorato, Università di Stoccarda, 2001. ✅ letto nelle parti sulle isoplete e sulla curva più bassa di crescita.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>K. Sedlbauer, M. Krus e altri, <em>Mould growth prediction with a new biohygrothermal method and its application in practice</em>, 2003. ✅ letto: l&#8217;80 per cento come criterio decisivo nella letteratura tedesca e l&#8217;avvertenza sulle specie che crescono più in basso.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>H. Viitanen, T. Ojanen, <em>Improved model to predict mold growth in building materials</em>, ASHRAE Buildings X, 2007. ✅ letto: indice di muffa da 0 a 6, soglia sul legno fra il 75 e l&#8217;80 per cento dipendente da temperatura e tempo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Organizzazione mondiale della sanità, <em>WHO guidelines for indoor air quality: dampness and mould</em>, 2009. ✅ letto: nessun valore guida quantitativo sulla contaminazione microbica, prevenzione dell&#8217;umidità, stima del 75-80 per cento dei problemi dell&#8217;involucro legati all&#8217;umidità da Bomberg e Brown 1993.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Istituto Superiore di Sanità, nota tecnica sul monitoraggio dell&#8217;anidride carbonica negli ambienti indoor. ✅ letto: 1.000 parti per milione come valore massimo di primo approccio, dal Rapporto ISTISAN 16/15.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Eurostat, indicatore ilc_mdho01, serie scaricata il 10 settembre 2026, aggiornamento del 13 agosto 2026. ✅ letto: Italia 17,1 per cento nel 2023, Unione a 27 15,6.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Decreto del Ministero della sanità 5 luglio 1975, testo coordinato con il DM 9 giugno 1999. ✅ letto: articoli 1, 4, 6 e 7.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>DM 26 giugno 2015 sui requisiti minimi e DM 28 ottobre 2025. ✅ letti sulla Gazzetta Ufficiale per l&#8217;articolo sulla muffa negli angoli: verifica del rischio di muffa con la UNI EN ISO 13788 e, dal 3 giugno 2026, dei ponti termici con la UNI EN ISO 10211.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>ANIT, <em>La tenuta all&#8217;aria degli edifici</em>, manuale. ✅ letto: n50 con la UNI EN ISO 9972, limiti dei protocolli.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Articolo tecnico sul rapporto DIN 4108-8, sulla specifica allora in preparazione e sull&#8217;arieggiare esigibile, rivista tedesca di impiantistica, febbraio 2021. ✅ letto: sentenze dei tribunali di Berlino, Francoforte e Lubecca, sentenze della Corte federale del 5 dicembre 2018, fattore minimo 0,70 della DIN 4108-2, cataloghi fino a 0,42, raccordo delle finestre di rado sopra 0,80, simulazione della camera con due aperture da dieci minuti.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Articoli tecnici sulla DIN 1946-6:2019 di due riviste tedesche di impiantistica, con la fonte dichiarata nella norma. ✅ letti: quattro livelli, livello di protezione indipendente dall&#8217;utente, formula della portata con i coefficienti -0,002, 1,15 e 11, fattori 0,7, 1,0 e 1,3.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Raccolta di risposte sulla DIN 1946-6 dell&#8217;associazione federale tedesca per la ventilazione delle abitazioni. ✅ letta: portate di protezione più basse per le case nuove e risanate che per quelle poco isolate.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Presentazione dell&#8217;arch. R. Schmidt per il centro di tutela dei consumatori della Renania settentrionale sulla DIN 1946-6. ✅ letta come fonte secondaria: 0,5 di progetto, 0,2-0,3 reale, 0,1-0,15 nelle case ristrutturate, piano di ventilazione con più di un terzo delle finestre sostituite.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>C. Peretti, L. A. Piterà, articolo di presentazione della UNI EN 16798-1:2019/NA:2025 su una rivista tecnica, aprile 2026. ✅ letto: pubblicazione dell&#8217;appendice il 13 novembre 2025, categorie I-III, soglia di 4 litri al secondo per persona.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI EN ISO 13788:2013, con l&#8217;appendice nazionale, nella copia acquistata dall&#8217;ente di normazione. ✅ letta sul testo: umidità relativa critica sulla superficie 0,8 in mancanza di indicazioni più specifiche dei regolamenti nazionali (punto 5.3); fattore di temperatura e resistenza superficiale interna di 0,25 per muffa e condensa superficiale (punti 5.2 e 4.4.1); classi di produzione di vapore e limiti in pressione dell&#8217;appendice nazionale (prospetto NA.1 e figura NA.1), con la classe 3 per le abitazioni in mancanza di dati; rinnovo d&#8217;aria di prima verifica 0,2 più 0,04 per grado (punto NA.1.3); formule della pressione di saturazione (appendice E). Della norma riporto i valori e i punti, non il testo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Catalogo dell&#8217;ente italiano di normazione. ✅ consultato: UNI EN ISO 13788:2013 in vigore dal 20 giugno 2013; UNI 10339:1995 ritirata il 4 luglio 2024; UNI EN 16798-1:2019/NA:2025.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Focus tecnico dell&#8217;associazione nazionale del poliuretano espanso su umidità e condense, giugno 2018. ✅ letto: riporta le classi con le rette dei limiti, ma con i valori del grafico informativo della norma internazionale (640 e 1.360 pascal), non quelli dell&#8217;appendice nazionale.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>L. González-Sancha e altri, <em>Legal regulation of ventilation rates in homes in Europe 2010-2022</em>, Building and Environment, 2022, ad accesso aperto. ✅ letto: quadro per paese, per l&#8217;Italia il decreto del 1975, il decreto 192/2005, la UNI EN 15251 e la UNI 10339.</li>
</ul>
<p><strong>Norme citate attraverso fonti secondarie, testo non letto.</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI EN 16798-1:2019 e appendice nazionale 2025: portate per categoria. ⚠️ non lette; la soglia di 4 litri al secondo è ✅ dall&#8217;articolo di presentazione.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI 10339:1995: 11 litri al secondo per persona. ⚠️ dalla stampa tecnica e da González-Sancha 2022.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>ANSI/ASHRAE 62.2-2022, equazione 4.1a. ⚠️ da tre fonti secondarie concordi; testo non letto.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>DIN 1946-6:2019-12: struttura e formula ✅ dalle riviste tecniche; il fattore del livello di protezione dall&#8217;umidità ⚠️ da confermare sul testo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>DIN 4108-2, DIN-Fachbericht 4108-8 e DIN/TS 4108-8:2022. ⚠️ testi non letti; citate attraverso Sedlbauer e Krus 2003, l&#8217;articolo tecnico e il mio articolo sulla muffa negli angoli.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>DIN 4701 e regolamento tedesco sulla protezione termica: 0,5 e 0,8 volumi all&#8217;ora. ✅ come riportati dalla tesi di Kassel.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Pettenkofer, <em>Über den Luftwechsel in Wohngebäuden</em>, Monaco 1858. ✅ esistenza e anno dal catalogo digitale; ⚠️ il valore dell&#8217;uno per mille da fonti secondarie.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>CEN/TR 14788:2006 e guida pratica sull&#8217;umidità e la tenuta all&#8217;aria del Master CasaClima (Bolzano University Press, 2012): 10 litri al giorno e riparto 2-98 fra diffusione e ricambio. ⚠️ come già dichiarato in Chiuso dal lato sbagliato.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Accordo Stato-Regioni del 27 settembre 2001, linee guida per la tutela della salute negli ambienti confinati. ✅ letto in trascrizione nelle parti sugli standard di ventilazione; la Gazzetta è archiviata come scansione.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>T. Kalamees, J. Vinha, J. Kurnitski, 2006, sulle case finlandesi. ⚠️ non letto in originale; i dati vengono da Glass e altri 2022.</li>
</ul>
<p><strong>Che cosa in questo articolo è mio e non delle fonti.</strong> La scena raccontata all&#8217;inizio è una sintesi di casi visti in cantiere, sempre in lavori fatti da altri, e non un cantiere identificabile. Il caso di riferimento, 100 metri quadri, quattro persone, 10 litri al giorno, 5 gradi e 80 per cento, i fattori 0,60 e 0,75, è costruito da me con valori dichiarati. La tabella del bilancio, la curva del ricambio necessario e la mappa clima per ricambio sono aritmetica sulle formule sopra. Lo stesso vale per il conto del deumidificatore, 6 litri al giorno, e per la media delle aperture brevi, 0,08 volumi all&#8217;ora. La lettura per cui la classe di umidità della norma dipende dal ricambio è un&#8217;inferenza mia sulla definizione delle classi; l&#8217;appendice nazionale va nella stessa direzione quando separa gli alloggi con ventilazione meccanica da quelli senza. Il metodo in tre passi e le due leve sono la mia pratica, e la misura del ricambio con il decadimento dell&#8217;anidride carbonica è una procedura semplificata che sostituisce il gas tracciante degli studi citati; la cautela di partire da una differenza iniziale ampia è una scelta pratica, non una prescrizione delle fonti.</p>
<p><strong>Che cosa non c&#8217;è in questo articolo, e perché.</strong> Non c&#8217;è una misura italiana del ricambio d&#8217;aria naturale nelle abitazioni, perché non l&#8217;ho trovata. Non ci sono le portate per categoria dell&#8217;appendice nazionale, perché la norma non è stata letta. Non c&#8217;è il valore del fattore di protezione dall&#8217;umidità della norma tedesca, per la stessa ragione. Non c&#8217;è un tempo di germinazione per ogni specie, perché il criterio di norma è la media mensile e l&#8217;articolo sulla muffa negli angoli tratta già le isoplete. Dove il lettore trova un ⚠️, il numero va preso come indicazione da confermare sul testo di norma prima di scriverlo in un capitolato.</p>
<h2 id="lautore">L&#8217;autore</h2>
<p>Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense, circa trent&#8217;anni di esperienza di cantiere e venti come imprenditore. Autore di &#8220;Murature umide: cause e rimedi&#8221; (Grafill, 2026).</p>
<p>Il volume è disponibile su <a href="https://www.amazon.it/Murature-umide-Prevenzione-interventi-risanamento/dp/8827705309" target="_blank" rel="noopener">Amazon</a> e su <a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html#/4-versione-libro" target="_blank" rel="noopener">Grafill</a>.</p>
<p><script type='application/ld+json'>{"@context": "https://schema.org", "@type": "FAQPage", "mainEntity": [{"@type": "Question", "name": "Quanti ricambi d'aria all'ora servono in una casa?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Dipende da quanta acqua produce chi ci abita, dal volume, dal clima del mese e dalla temperatura del punto più freddo. Per quattro persone che producono 10 litri al giorno in 270 metri cubi, con 5 gradi e 80 per cento fuori, servono 0,27 volumi all'ora perché una parete corrente stia sotto l'80 per cento di umidità superficiale, e 0,37 per un angolo con fattore di temperatura 0,60. Il mezzo ricambio all'ora è un'ipotesi di calcolo degli impianti, non un verdetto sulla muffa."}}, {"@type": "Question", "name": "Aprire le finestre dieci minuti due volte al giorno basta?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Come media no: anche se ogni apertura sostituisse tutta l'aria della casa, due al giorno farebbero 0,08 volumi all'ora, meno di un quarto dello 0,37 necessario all'angolo dell'esempio. Basta in un caso studiato dai tedeschi, la camera da letto in cui il vapore entra solo di notte e i materiali lo accumulano e lo restituiscono. Per la cucina e per chi sta in casa tutto il giorno serve un ricambio continuo o l'aspirazione alla fonte."}}, {"@type": "Question", "name": "Meglio la ribalta sempre aperta o la finestra spalancata?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Sono due cose diverse. La ribalta di 10 centimetri lasciata aperta giorno e notte dà in una stanza 1,38 volumi all'ora, quella di 2 centimetri 0,56, secondo le misure di Kassel, e ha un costo di calore che d'inverno pesa. La finestra spalancata rinnova l'aria della stanza in pochi minuti, poi si chiude e la casa torna alla sua infiltrazione. Per la media del mese conta quanto la finestra resta aperta, non quanto è aperta."}}, {"@type": "Question", "name": "Perché la muffa è comparsa dopo aver cambiato le finestre?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Perché l'infiltrazione, che nei vecchi infissi valeva intorno a 0,2 volumi all'ora, è scesa verso 0,05, e la stessa produzione di vapore si è divisa per meno aria. Nelle case tedesche ristrutturate il ricambio reale sta fra 0,1 e 0,15, e il sondaggio fra le società immobiliari registra muffa nel 70 per cento degli alloggi dopo la sostituzione delle finestre. Le abitudini della famiglia sono le stesse; è diminuita l'aria che entra, cioè il divisore del bilancio."}}, {"@type": "Question", "name": "L'igrometro segna 55 per cento: è troppo?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Da solo non dice nulla sulla muffa. Con 20 gradi e 55 per cento l'aria contiene 9,5 grammi di vapore al metro cubo, e su un angolo a 14 gradi vale il 79 per cento, su uno a 12,5 gradi l'86. Il numero da confrontare con l'80 è quello sulla superficie più fredda, come media del mese."}}, {"@type": "Question", "name": "Che differenza c'è fra ricambio d'aria e tenuta all'aria?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "La tenuta, n50, si misura con la porta soffiante a 50 pascal e dice quanto perde l'involucro sotto spinta; il ricambio dice quanta aria entra nell'uso normale. Nelle case tedesche misurate nel 2003 la tenuta era pessima, n50 medio 7,4, e il ricambio naturale medio era 0,26 volumi all'ora, insufficiente per l'85 per cento di loro. Una casa a tenuta ha bisogno di un dispositivo che porti dentro aria."}}, {"@type": "Question", "name": "Il deumidificatore risolve?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Toglie acqua dall'aria e nel bilancio conta come un ricambio in più: nella casa dell'esempio, a 0,2 volumi all'ora, dovrebbe togliere 6 litri al giorno per tutto l'inverno per tenere l'aria dove la terrebbero 0,5 volumi. Non diluisce anidride carbonica e odori, e sull'angolo l'umidità relativa resta quella calcolata alla sua temperatura. È uno strumento per situazioni precise, non il sostituto della ventilazione."}}, {"@type": "Question", "name": "La ventilazione meccanica è obbligatoria?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Il decreto del 1975 la impone quando la tipologia dell'alloggio non consente il ricambio naturale. In ogni caso vuole fumi e vapori aspirati dove nascono, e nel bagno un'apertura o un aspiratore. La norma europea con l'appendice nazionale del 2025 fissa una soglia minima di 4 litri al secondo per persona con occupanti presenti e lascia al progettista le portate per categoria. In Germania la norma DIN 1946-6 chiede un piano di ventilazione per ogni casa nuova e quando si cambia più di un terzo delle finestre, con un livello minimo che funziona anche a casa vuota. Il bilancio dice, casa per casa, se le aperture bastano o se serve un impianto."}}, {"@type": "Question", "name": "Come misuro il ricambio d'aria di casa mia?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Con un sensore di anidride carbonica: si legge la concentrazione esterna, si lascia salire quella interna, si svuota la casa lasciando porte e finestre come nell'uso normale e si registra il decadimento. Il ricambio è il logaritmo naturale del rapporto fra la differenza dentro-fuori all'inizio e alla fine, diviso per le ore. Da 1.080 a 480 parti per milione di differenza in tre ore fanno 0,27 volumi all'ora. Si ripete in un giorno calmo e in uno ventoso."}}, {"@type": "Question", "name": "Che cosa chiedo al tecnico, e che cosa scrivo in capitolato?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Che il progetto di ristrutturazione contenga un bilancio del vapore per la famiglia prevista. Che preveda un ricambio che funzioni indipendentemente dagli abitanti, e l'aspirazione alla fonte in cucina e in bagno. Che contenga la verifica del fattore di temperatura degli angoli e dei ponti termici con la UNI EN ISO 13788 e la UNI EN ISO 10211, come il decreto sui requisiti minimi già richiede. Che dopo la sostituzione degli infissi il ricambio venga misurato, e che la muffa comparsa dopo i lavori non venga attribuita alle abitudini senza quella misura."}}]}</script><br />
<!--mxLA--></p>
<div style='background:#f6f7f9;border:1px solid #e3e6ea;border-radius:8px;padding:14px 18px;margin:26px 0'><strong style='color:#b11f24'>Leggi anche</strong></p>
<ul style='margin:8px 0 0 18px'>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/decoder-diagnostico-edile/">Decoder diagnostico edile: che cosa ha il tuo muro? Foto, sintomi e valutazione preliminare in PDF</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
</ul>
</div>
<p><!--/mxLA--></p>
<hr style='border:none;border-top:3px solid #b11f24;margin-top:34px'>
<table style='width:100%;border-collapse:collapse;font-family:Arial,sans-serif;color:#2a3340;font-size:14px;line-height:1.6'>
<tr>
<td style='vertical-align:top;padding-right:20px'>
<div style='font-size:16px;font-weight:700;color:#b11f24'>Ditta Renzo-ArtHome</div>
<div style='font-weight:600'>di Spedicato Oronzo</div>
<div style='color:#5a6577;margin-bottom:8px'>Specialista in risanamenti di interrati e umidit&agrave; di risalita</div>
<div><strong>Web:</strong> <a href="https://www.renzo-arthome.com">www.renzo-arthome.com</a></div>
<div><strong>E-mail:</strong> renzo.spedicato@gmail.com &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>PEC:</strong> renzoarthome@pec.it</div>
<div><strong>Cell.:</strong> +39 335 844 2978 &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>Ufficio:</strong> +39 371 775 4189</div>
<div style='color:#5a6577'>P.IVA 02475540304</div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://www.renzo-arthome.com/preventivo-gratuito/" style="display:inline-block;background:#b11f24;color:#fff;padding:9px 16px;border-radius:6px;font-weight:700;text-decoration:none">Chiedi un preventivo &rarr;</a></div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://wa.me/393358442978" target="_blank" rel="noopener" title="WhatsApp" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-whatsapp.png' alt='WhatsApp' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.facebook.com/RenzoArtHome" target="_blank" rel="noopener" title="Facebook" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-facebook.png' alt='Facebook' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.linkedin.com/in/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="LinkedIn" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-linkedin.png' alt='LinkedIn' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.tiktok.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="TikTok" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-tiktok.png' alt='TikTok' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.youtube.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="YouTube" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-youtube.png' alt='YouTube' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.instagram.com/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="Instagram" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-instagram.png' alt='Instagram' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a></div>
</td>
<td style='vertical-align:top;width:150px;text-align:center'><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/murature-umide-copertina.jpg' alt='Murature umide: cause e rimedi' width='120' style='border:1px solid #ddd;border-radius:4px'></a></p>
<div style='font-size:12px;color:#5a6577;margin-top:6px'><strong>Murature umide: cause e rimedi</strong><br />Grafill, 2026<br /><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener">Vai al libro &rarr;</a></div>
</td>
</tr>
</table>
<style>#rahLATO{margin:44px auto 0;max-width:680px;font-family:'Open Sans',sans-serif}#rahLATO *{box-sizing:border-box}#rahLATO .rahL-int{background:#fff;border:1px solid #d9dde2;padding:18px 16px 10px}#rahLATO .rahL-tit{font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:700;font-size:15px;letter-spacing:.16em;text-transform:uppercase;color:#262a33;margin:0 0 2px}#rahLATO p{margin:0!important;padding:0!important}#rahLATO .rahL-blog-r{margin:0 0 4px}#rahLATO .rahL-pagine{margin:0 0 12px}#rahLATO .rahL-blog{display:inline-block;font-size:13.5px;color:#a06a00;text-decoration:none;margin:0;border:0}#rahLATO .rahL-blog:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO details{margin:0 0 7px;border-left:4px solid var(--rahf)}#rahLATO summary{cursor:pointer;list-style:none;display:flex;align-items:baseline;gap:8px;font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:600;font-size:14px;color:#2f3440;padding:9px 8px 9px 10px;background:var(--rahv);margin:0}#rahLATO summary::-webkit-details-marker{display:none}#rahLATO summary:before{content:"+";font-weight:700;color:#2f3440;opacity:.55;width:13px;flex:none}#rahLATO details[open]>summary:before{content:"\2212"}#rahLATO .rahL-n{margin-left:auto;font-weight:400;font-size:11.5px;color:#5a6577}#rahLATO ul{list-style:none!important;margin:0!important;padding:6px 4px 8px 12px!important;background:var(--rahv);background:color-mix(in srgb,var(--rahv) 32%,#fff)}#rahLATO li{margin:0!important;padding:4px 6px!important;font-size:13px;line-height:1.45;border-left:2px solid transparent;list-style:none!important}#rahLATO li:before{display:none!important;content:none!important}#rahLATO li a{color:#3f4450;text-decoration:none;border:0;box-shadow:none}#rahLATO li a:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO li.rahL-qui{background:#fdf6d8;border-left-color:#eddf21}#rahLATO li.rahL-qui span{font-weight:600;color:#262a33}#rahLATO li.rahL-qui .rahL-segno{display:block;font-weight:400;font-size:10.5px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#5a6577;margin-top:1px}@media(min-width:1490px){body.postid-3995{overflow:visible!important}article.post-3995{position:relative}#rahLATO{position:absolute;top:0;right:-241px;bottom:0;width:225px;max-width:none;margin:0}#rahLATO .rahL-int{position:sticky;top:106px;max-height:calc(100vh - 126px);overflow-y:auto;padding:14px 12px 8px}#rahLATO summary{font-size:12.5px;padding:8px 6px 8px 8px}#rahLATO li{font-size:12px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:13px}}@media(min-width:1710px){#rahLATO{right:-336px;width:300px}#rahLATO .rahL-int{padding:18px 16px 10px}#rahLATO summary{font-size:14px}#rahLATO li{font-size:13px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:15px}}</style>
<div id="rahLATO">
<div class="rahL-int">
<div class="rahL-tit">Gli articoli</div>
<div class="rahL-blog-r"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/blog/">Indice del blog &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-fase-per-fase/">La casa fase per fase &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/decoder-diagnostico-edile/">Il decoder diagnostico &rarr;</a></div>
<details style="--rahv:#dcebf5;--rahf:#7fadd1">
<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">Le malte impermeabili nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">La barriera chimica nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">Ma come si cura una risalita?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/improvvisamente-l-umidita-di-risalita/">Improvvisamente, l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-danno-e-dove-l-acqua-se-ne-va/">Il danno è dove l&#8217;acqua se ne va</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">Chi dimezza la macchia raddoppia l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">Umidità di risalita e sali solubili: perché bloccare l&#8217;umidità è solo metà del risanamento, e perché l&#8217;asciugatura richiede da mesi ad anni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo un intervento contro l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-risalita-impermeabilizzazione-in/">L&#8217;innalzamento dell&#8217;umidità di risalita in seguito a interventi di impermeabilizzazione dall&#8217;interno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/doppia-barriera-protocollo-renzo-arthome/">Barriere chimiche non occludenti in zona di marea: bastano davvero contro la pressione idrostatica?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">L’umidità igroscopica nell’edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-primaria-e-sali-renzo-arthome/">Umidità di risalita capillare primaria</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">31</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Quanto deve ventilare una casa</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">27</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/costruire-casa-senza-umidita/">La casa asciutta si decide in cantiere</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">Tre centimetri invece di una demolizione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/prima-la-strategia-poi-il-prodotto/">Prima la strategia, poi il prodotto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">La spinta idrostatica nelle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">Il seminterrato fra infiltrazioni, umidità e radon: un approccio integrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/fontana-dei-grifi-allinterno-del-castello-miramare-di-trieste/">Fontana dei Grifi all&#8217;interno del castello Miramare di Trieste</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/interventi-di-impermeabilizzazioni/">Impermeabilizzazioni: come intervenire e quali soluzioni scegliere</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#d9edea;--rahf:#7dbcb5">
<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">15</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Quanto deve ventilare una casa</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-problema-non-e-la-pioggia/">Il problema non è la pioggia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">Umidità di rimbalzo (rain splash)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-meteorica-cap/">Umidità meteorica (penetrating damp)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-condensazione/">Umidità da condensazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sindrome-dell-edificio-malato/">Sindrome dell&#8217;edificio malato: cause, sintomi e soluzioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffe-indoor/">Muffe indoor</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">Condensa interstiziale in edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f2e9d5;--rahf:#c9a970">
<summary>Vespai e solai<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-piove-dal-predalles/">Quando piove dal predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-normative-e-calcoli/">Vespaio aerato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1431-2/">Le infiltrazioni nei predalles: analisi e metodologie di intervento</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f5e3dc;--rahf:#cf9484">
<summary>Casi Studio<span class="rahL-n">6</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f4eecb;--rahf:#c9b954">
<summary>Norme e libro<span class="rahL-n">5</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/normativa-salubrita-edifici/">Quadro normativo sulla salubrità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1443-2/">Materiali da costruzione radioattivi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pubblicato-il-libro-murature-umide-cause-e-rimedi/">Pubblicato il libro “Murature umide: cause e rimedi”</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#ebedf0;--rahf:#a7adb8">
<summary>Altri articoli<span class="rahL-n">1</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pavimenti-in-resina-nei-dettagli/">I pavimenti in resina nei dettagli</a></li>
</ul>
</details>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</title>
		<link>https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/</link>
					<comments>https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[renzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 17:18:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Diagnosi e metodo]]></category>
		<category><![CDATA[Vespai e solai]]></category>
		<category><![CDATA[asciugatura]]></category>
		<category><![CDATA[diagnostica]]></category>
		<category><![CDATA[massetti]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[pavimenti in resina]]></category>
		<category><![CDATA[umidità residua]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il parquet si imbarca a tre mesi dalla consegna e il massetto era asciutto da un pezzo. Non esiste un massetto asciutto in assoluto: esiste un massetto abbastanza asciutto per il rivestimento che gli va sopra, e lo dice la misura al carburo su tutto lo spessore, non il calendario. Le soglie per ceramica, pietra, legno, resilienti e resine dal Codice di buona pratica, i metodi di misura a confronto, i tempi secondo il clima, il radiante e il protocollo per la direzione lavori.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style='font-size:19px;color:#5a6577'><em>Il parquet si imbarca a tre mesi dalla consegna, e il massetto era &#8220;asciutto da un pezzo&#8221;. Non esiste un massetto asciutto in assoluto: esiste un massetto abbastanza asciutto per il rivestimento che gli va sopra, e lo dice la misura in profondità, non il calendario.</em></p>
<p>La scena si ripete in ogni cantiere di ristrutturazione, e la racconto come l&#8217;ho vista più volte, sempre davanti a lavori fatti da altri. Il massetto è stato gettato a metà gennaio. A metà marzo il posatore consegna un parquet in rovere incollato, bello, a giunti chiusi. In giugno le liste si sono alzate ai bordi, il pavimento scricchiola dove prima era muto, e in un angolo due tavole si sono staccate dalla colla. Il committente chiama il posatore, il posatore chiama il massettista, e la frase che sento quando arrivo io è sempre la stessa: «erano passati sessanta giorni, un centimetro a settimana, il massetto era asciutto».</p>
<p>Nessuno aveva misurato niente. Si erano contati i giorni, e i giorni non dicono quanto cemento c&#8217;era nell&#8217;impasto, quanta acqua, quanto spesso era il massetto, che aria c&#8217;è stata in casa fra gennaio e marzo, e se sotto il massetto c&#8217;era un sottofondo alleggerito zuppo che continuava a cedergli acqua da sotto. Il parquet, che è il rivestimento più sensibile di tutti, ha assorbito l&#8217;acqua che nessuno aveva misurato e si è deformato.</p>
<p>Questo articolo mette in fila quello che i documenti tecnici dicono davvero sull&#8217;umidità residua del massetto: quanta acqua c&#8217;è dentro, come si misura, quanto tempo serve perché esca, e soprattutto quale soglia vale per quale rivestimento, perché la ceramica, la pietra, il legno, i resilienti e le resine non chiedono la stessa cosa. Il pezzo prosegue il discorso cominciato nell&#8217;articolo sull&#8217;<a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">umidità da costruzione</a>, dove ho già riportato i quattro numeri della norma sui massetti per parquet e la regola del millimetro al giorno. Qui si va oltre: rivestimento per rivestimento, metodo per metodo.</p>
<p>Un&#8217;avvertenza sulle fonti, perché su questo tema girano molti numeri e pochi documenti. Le norme UNI che regolano la materia sono a pagamento e non le ho lette sul testo: dove cito un loro valore lo segno come riportato da una fonte secondaria, e dico quale. Ho letto per intero, invece, il Codice di buona pratica dei massetti dell&#8217;associazione dei massettisti, nella revisione 5 del 2022. Ho letto i Merkblatt, cioè le schede tecniche, e i rapporti sperimentali della commissione tedesca degli adesivi per pavimenti. Ho letto anche le note della Concrete Society e dell&#8217;associazione britannica dei posatori, il manuale svedese della misura in profondità, le specifiche pubbliche del Department of Veterans Affairs americano e le schede dei produttori. Tutto sta nel registro in fondo, con il suo marcatore.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1333" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig1-il-pacchetto-e-i-serbatoi.png" alt="Sezione del pacchetto pavimento con solaio, sottofondo alleggerito, isolante, massetto e rivestimento, e i litri d'acqua per metro quadro del massetto dell'esempio" class="wp-image-3885" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig1-il-pacchetto-e-i-serbatoi.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig1-il-pacchetto-e-i-serbatoi-300x250.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig1-il-pacchetto-e-i-serbatoi-1024x853.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig1-il-pacchetto-e-i-serbatoi-768x640.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig1-il-pacchetto-e-i-serbatoi-1536x1280.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 1. Il pacchetto pavimento visto in sezione, con i litri del massetto dell&#8217;esempio. L&#8217;acqua che deve uscire prima della posa non sta solo nel massetto: il sottofondo alleggerito che gli sta sotto può essere un serbatoio più grande, e la misura in peso lo nasconde.</figcaption></figure>
<h2>Chi ha cominciato a studiarlo</h2>
<p>Il problema comincia alla fine degli anni Settanta. Lo scrive Werner Schnell, il tecnico tedesco che con i suoi studi degli anni Ottanta e Novanta, dice il rapporto del 2012, aveva reso il tema ben compreso in Germania, nell&#8217;introduzione del suo lavoro del 1985 su «Boden/Wand/Decke»: i danni ai pavimenti per umidità si erano moltiplicati perché le ricette dei massetti erano cambiate e si continuavano ad applicare i vecchi valori di esperienza. È il rapporto sperimentale della commissione tedesca degli adesivi, il TKB-Bericht 1 del 2012, a riportare quella citazione e a ricostruire la storia: Schnell lavorava nel 1985 su massetti con un rapporto legante-sabbia di uno a cinque, e su quei provini fissò un limite di umidità al carburo sotto il quale un massetto si poteva rivestire: 2,5 per cento, poi abbassato a 2,0. Quel 2,0 per cento per il cementizio, con lo 0,5 per il solfato di calcio, è il valore che in Germania si usa ancora oggi, ed è lo stesso numero che le norme italiane sui pavimenti in legno riportano per il cementizio.</p>
<p>Nel frattempo, però, i massetti sono cambiati un&#8217;altra volta. Il rapporto del 2012, frutto di un progetto con l&#8217;Istituto di chimica dei materiali da costruzione dell&#8217;Università di Siegen, elenca tre cose: il cemento Portland è stato sostituito dai cementi compositi, il rapporto legante-sabbia è sceso a uno a sei, e gli additivi hanno abbassato il rapporto acqua/cemento in modo drastico. I provini moderni messi ad asciugare nelle camere climatiche davano quasi tutti letture al carburo sotto 2,0 fin dall&#8217;inizio, anche quando erano ancora bagnati. La conclusione della commissione è quella che Schnell stesso aveva proposto nel 1985: con il metodo al carburo i valori limite vanno adattati ricetta per ricetta. Oppure si misura un&#8217;altra grandezza, l&#8217;umidità relativa che il materiale impone all&#8217;aria intorno, che non dipende dalla composizione. Da quel rapporto nasce il metodo KRL, descritto nel TKB-Bericht 2 del 2013, messo alla prova sui cantieri con le misure in parallelo del 2017-2019 e fissato nel Merkblatt 18, la cui edizione corrente è del marzo 2024. La stessa commissione registra nel Merkblatt 16 del 2016 che le associazioni tedesche del settore avevano approvato il 20 dicembre 2013 una posizione comune sulla misura al carburo, per unificare il punto di prelievo e la responsabilità del giudizio.</p>
<p>In Gran Bretagna la strada è stata un&#8217;altra, e parte dalla superficie. Per decenni la prova di riferimento è stata la cappa igrometrica: una scatola sigillata appoggiata sul massetto, dentro cui l&#8217;aria si mette in equilibrio con la superficie, e un limite del 75 per cento di umidità relativa sotto il quale il pavimento si può posare. Il limite sta nelle norme britanniche BS 8203, sui resilienti, e BS 8201, sul legno; i produttori lo ripetono quando spiegano come posare. La svolta arriva dalla Svezia. I ricercatori svedesi descrivono come l&#8217;umidità si distribuisce nello spessore di una lastra che asciuga da sopra: secca in superficie, bagnata in fondo. Soprattutto, individuano la profondità alla quale l&#8217;umidità relativa coincide con quella che si stabilirà sotto il rivestimento: il manuale svedese la fa risalire a calcoli di Nilsson del 1979. Dopo la posa, infatti, l&#8217;acqua si ridistribuisce e il gradiente si appiattisce su quel valore. Quella profondità è il 40 per cento dello spessore se la lastra asciuga da un lato solo, il 20 per cento se asciuga da tutti e due. Il metodo della sonda in foro nasce in Scandinavia intorno al 1996, secondo la nota britannica. Göran Hedenblad pubblica nel 1997 il rapporto sul tempo di asciugatura dell&#8217;acqua di costruzione del calcestruzzo, da cui la Concrete Society riprende il modello di calcolo, e il consiglio svedese per la competenza edilizia lo traduce in un manuale di misura per operatori autorizzati, la cui versione 7 è del 2023. Gli Stati Uniti ne ricavano il metodo della sonda in foro, la ASTM F2170, e la Gran Bretagna lo introduce nelle proprie norme nel 2011, prima nella BS 8201 sui pavimenti in legno e poi nella BS 8203 e nella BS 5325.</p>
<p>L&#8217;associazione britannica dei posatori ha messo nero su bianco il nodo in una nota di orientamento: le due prove misurano due cose diverse. La cappa legge la superficie, la sonda legge l&#8217;interno del massetto, e quando la cappa dice 75 la sonda dice circa 85. I redattori delle norme avevano trasportato pari pari alla sonda il limite del 75 per cento nato per la superficie, e così un massetto giudicato pronto con un metodo risultava non pronto con l&#8217;altro. La norma europea sul metodo, la EN 17668 del 2022, aggiunge un&#8217;altra cautela, che la nota britannica riporta: il metodo della sonda in foro è limitato ai supporti minerali da dieci centimetri di spessore in su. Sotto quella misura l&#8217;associazione dei posatori consiglia la cappa.</p>
<p>L&#8217;Italia arriva a tutto questo più tardi, e ci arriva dal parquet. La norma sulla misura, la UNI 10329, nasce nel 1994 e viene riscritta nel 2018, in vigore dal 26 luglio di quell&#8217;anno. I massetti per parquet hanno una norma propria, la UNI 11371, uscita nel 2010 e aggiornata nel 2017; i resilienti e i laminati hanno la UNI 11515-1 del 2014; la pietra naturale la UNI 11714-1 del 2018; il parquet nel suo insieme la UNI 11935 del febbraio 2024; la ceramica la UNI 11493-1, nell&#8217;edizione del 2025. Sopra tutte, dal 20 giugno 2024, c&#8217;è la UNI 11944 sui massetti per pavimentazioni. Chi l&#8217;ha presentata dice che guarda al pavimento come a un sistema: sottofondo, isolanti e impianto radiante insieme, come già faceva il Codice di buona pratica con il progettista del sistema pavimento. Accanto alle norme c&#8217;è il documento che le ha preparate e che chiunque può scaricare: il Codice di buona pratica dell&#8217;associazione nazionale dei massetti e delle pavimentazioni continue. Nella revisione 4a del 2021, e poi nella revisione 5 del 2022, il Codice mette in una sola tabella le soglie di umidità per ogni tipo di rivestimento. È la tabella intorno a cui gira questo articolo.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1410" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig2-storia-della-misura.png" alt="Linea del tempo della misura dell'umidità nei massetti dagli anni Settanta al 2025, con i tre metodi: carburo, cappa e sonda in profondità" class="wp-image-3886" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig2-storia-della-misura.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig2-storia-della-misura-300x264.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig2-storia-della-misura-1024x902.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig2-storia-della-misura-768x677.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig2-storia-della-misura-1536x1354.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 2. Cinquant&#8217;anni di misure. I valori al carburo tedeschi nascono nel 1985 su ricette che non esistono più; la sonda in profondità nasce in Scandinavia, su calcoli svedesi del 1979, e arriva nelle norme britanniche nel 2011; l&#8217;Italia scrive le sue regole fra il 2010 e il 2025.</figcaption></figure>
<h2>Le parole che servono</h2>
<p><strong>Umidità residua.</strong> L&#8217;acqua d&#8217;impasto che il legante non ha legato chimicamente e che resta libera nei pori del massetto. Deve uscire per evaporazione prima che il pavimento la chiuda dentro. Il Codice di buona pratica avverte che quello che si misura non è solo acqua d&#8217;impasto: può essere acqua assorbita dall&#8217;ambiente, acqua risalita dal sottofondo, o acqua di una bagnatura accidentale dopo il getto. La misura dà un numero, non una provenienza.</p>
<p><strong>CM%.</strong> Il valore che esce dall&#8217;igrometro al carburo di calcio: il rapporto fra il peso dell&#8217;acqua libera e il peso del campione, in per cento. Si chiama così dal nome tedesco del metodo, <em>Calciumcarbid-Methode</em>. Un campione di massetto frantumato viene chiuso in una bottiglia d&#8217;acciaio con una fiala di carburo di calcio; l&#8217;acqua reagisce con il carburo, si forma acetilene, e la pressione letta sul manometro dice quanta acqua c&#8217;era.</p>
<p><strong>Maturità di posa.</strong> Lo stato in cui un massetto può ricevere il rivestimento. I documenti tedeschi la chiamano <em>Belegreife</em> e la definiscono con tre condizioni insieme: asciugatura sufficiente, resistenza sufficiente, ritiro in gran parte esaurito. L&#8217;umidità è la prima condizione, non l&#8217;unica.</p>
<p><strong>Umidità relativa corrispondente.</strong> L&#8217;umidità relativa dell&#8217;aria che si mette in equilibrio con il materiale: se chiudo un pezzo di massetto in un barattolo con una sonda, l&#8217;aria del barattolo si porta a quel valore. La misurano la sonda in foro, la cappa e il metodo KRL tedesco. È la grandezza che interessa il rivestimento: la colla e il legno risentono dell&#8217;umidità relativa che trovano sotto di sé, non del peso dell&#8217;acqua nel massetto. È l&#8217;umidità relativa critica di cui parla il manuale svedese.</p>
<p><strong>Cappa igrometrica.</strong> Una scatola sigillata sul massetto con dentro un igrometro. Misura l&#8217;umidità relativa in equilibrio con la superficie. È il metodo storico britannico.</p>
<p><strong>Sonda in foro.</strong> Un tubo sigillato, infilato in un foro del massetto a una profondità stabilita. Dentro, una sonda legge l&#8217;umidità relativa a quella quota, dopo il tempo di equilibrio: la nota britannica parla di 72 ore, e riferisce che la norma americana è scesa a 24 dopo le prove del 2014. La profondità giusta è il 40 per cento dello spessore quando il massetto asciuga da sopra soltanto.</p>
<p><strong>Massetto CT e massetto CA.</strong> Le due famiglie della norma europea sui materiali per massetti, la EN 13813: a base di cemento la prima, a base di solfato di calcio la seconda, che in cantiere si chiama anidrite. Hanno soglie diverse, tempi diversi e perfino una procedura di misura diversa.</p>
<p><strong>Radiante.</strong> Il massetto che ingloba le tubazioni del riscaldamento o del raffrescamento a pavimento. Prima di misurarlo e di rivestirlo va sottoposto a un ciclo di accensione, e le sue soglie sono più severe.</p>
<p><strong>Sottofondo alleggerito.</strong> Lo strato di riempimento che sta sotto il massetto, spesso con perle di polistirene o argilla espansa, con masse volumiche che il Codice dei sottofondi divide in superleggeri sotto i 200 chili al metro cubo, leggeri fra 200 e 800, alleggeriti fra 800 e 1.800, pesanti oltre. Trattiene molta acqua e la cede al massetto da sotto.</p>
<p><strong>Riumidificazione.</strong> Il fenomeno per cui un massetto già arrivato alla soglia torna sopra soglia se l&#8217;aria del locale si fa più umida. I documenti tedeschi la chiamano <em>Rückfeuchten</em>, e ne traggono una regola: la soglia va verificata subito prima della posa, qualunque cosa dicesse una misura fatta un mese prima.</p>
<h2>Quanta acqua c&#8217;è dentro un massetto</h2>
<p>Per capire perché il calendario non basta conviene contare i litri, e lo faccio su un caso costruito di proposito, dichiarando le scelte. Un massetto cementizio tradizionale da 5 centimetri, con massa volumica asciutta di 2.000 chili al metro cubo, impastato con 300 chili di cemento per metro cubo e un rapporto acqua/cemento di 0,6. Il rapporto sta dentro l&#8217;intervallo 0,5-0,7 che il Merkblatt tedesco sui massetti rapidi indica per i massetti cementizi normali; il dosaggio del cemento e la massa volumica sono ipotesi dell&#8217;esempio e non dati di norma.</p>
<p>In quel metro quadro di massetto entrano 9 litri d&#8217;acqua d&#8217;impasto. Una parte viene legata dalle reazioni di idratazione: il riferimento classico, che risale ai lavori di Powers e Brownyard sulla pasta di cemento, è di circa 0,23 chili d&#8217;acqua per chilo di cemento a idratazione completa, e nell&#8217;esempio fa 3,45 litri. Il resto, poco più di cinque litri e mezzo, è acqua libera: una parte deve evaporare prima della posa, e quanta lo decide la soglia del rivestimento. Il Merkblatt tedesco lo dice senza numeri ma senza equivoci: solo una parte dell&#8217;acqua d&#8217;impasto viene legata, una quota rilevante deve uscire fisicamente dalla superficie, e per questo l&#8217;asciugatura dipende dal clima.</p>
<p>Quanta ne può restare? Lo decide il rivestimento, attraverso la soglia. Con la definizione del CM% si calcola l&#8217;acqua che sta in un metro quadro a ogni valore di soglia: a 4,0 CM% restano 4,17 chili d&#8217;acqua per metro quadro, a 3,0 restano 3,09, a 2,0 restano 2,04, a 1,7 restano 1,73. Passare da 3 a 2 per cento significa far evaporare un litro e cinque d&#8217;acqua da ogni metro quadro, e quel litro esce attraverso una superficie che nel frattempo si è chiusa, perché la stagionatura ha reso il massetto più compatto. La Concrete Society aggiunge un dettaglio che in cantiere si dimentica: la lisciatura meccanica con l&#8217;elicottero densifica la superficie e rallenta ulteriormente l&#8217;asciugatura.</p>
<p>Il conto cambia del tutto quando sotto il massetto c&#8217;è un sottofondo alleggerito. Qui la misura in peso inganna, e il Codice di buona pratica lo spiega con un esempio che rifaccio passo per passo. Un massetto leggero da 800 chili al metro cubo dà all&#8217;igrometro una lettura di 4 CM%: sembra il doppio della soglia del parquet. Ma il campione leggero, a parità di peso, rappresenta un volume 2,25 volte più grande di quello di un massetto pesante da 1.800, e nella frantumazione si perde l&#8217;aria degli aggregati leggeri; a parità di volume quel massetto contiene meno acqua. Il Codice prescrive di riportare la lettura al massetto pesante moltiplicandola per la massa volumica e dividendo per 1.800: 4 per 800 diviso 1.800 fa 1,78, che sta sotto i 2,0 del parquet. La formula vale solo per alleggerimenti con aggregati a cella chiusa, con porosità sotto l&#8217;1 per cento, e non oltre una massa volumica di 1.800; sopra il 7 per cento l&#8217;igrometro va fuori scala e il Codice rimanda alla prova in forno; il Codice dei sottofondi del 2024 la ripete e la rovescia, traducendo la soglia in lettura ammessa: su un sottofondo da 800 la soglia del legno diventa 4,5 CM%; nel secondo esempio del Codice dei sottofondi, che per la ceramica assume la soglia più restrittiva di 3 CM%, su un sottofondo da 400 la lettura ammessa sale ancora di più.</p>
<p>Il punto pratico è un altro, e riguarda la sequenza. Il sottofondo alleggerito viene spesso gettato con molta acqua, ha masse volumiche che il Codice dei sottofondi colloca fra 200 e 800 chili al metro cubo per i leggeri, e spessori che spesso superano quelli del massetto: può contenere più acqua libera del massetto che gli sta sopra. Se non c&#8217;è uno strato separatore fra i due, quell&#8217;acqua sale nel massetto per tutto il tempo in cui il massetto cerca di asciugare. È uno dei motivi per cui la norma sui massetti per resilienti e laminati, la UNI 11515-1, secondo quanto ne riporta il produttore che l&#8217;ha riassunta, definisce le caratteristiche dello strato separatore con funzione di barriera al vapore da posare sotto il massetto, con il suo spessore d&#8217;aria equivalente; per i massetti da parquet la UNI 11371, nello stesso riassunto, parla di eventuali strati separatori. Senza quello strato la misura al carburo sul massetto può scendere e risalire per settimane.</p>
<h2>Che cosa misura ogni metodo</h2>
<p>La confusione sui numeri nasce qui: cinque metodi, cinque grandezze, e una sola parola, umidità, per tutte. Li metto in fila con quello che ciascuno misura davvero.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Metodo</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa misura</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Dove misura</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa restituisce</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Igrometro al carburo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>acqua libera sul peso del campione</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>tutto lo spessore, campione frantumato</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>CM%, il numero delle soglie italiane e tedesche</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Stufa</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>acqua che esce riscaldando il campione</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>laboratorio, campione di tutto lo spessore</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>per cento in peso; attenzione al gesso</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Sonda in foro</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>umidità relativa dell&#8217;aria in equilibrio a una quota</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>40 per cento dello spessore, o 20 se asciuga da due lati</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>per cento di umidità relativa</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Cappa igrometrica</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>umidità relativa in equilibrio con la superficie</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>i primi millimetri</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>per cento di umidità relativa, il 75 britannico</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>KRL tedesco</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>umidità relativa di un campione frantumato chiuso in un contenitore</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>tutto lo spessore, come il carburo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>per cento di umidità relativa, con limiti 80 e 75</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Strumento elettrico a contatto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>conducibilità o capacità dello strato superficiale</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>lo strato vicino alla superficie, a una profondità che dipende dallo strumento</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>un indice, non una misura</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Foglio di polietilene</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>condensa sotto un telo sigillato</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>superficie</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>sì o no, senza numero</td>
</tr>
</table>
</div>
<p><strong>Il carburo, come lo prescrive il Codice.</strong> Si preleva un quantitativo di massetto che rappresenti tutto lo spessore, non la crosta: si chiude in un sacchetto, si frantuma con la mazzetta, si miscela e da lì si prende il campione da pesare, 50 grammi per il cementizio e 100 per il solfato di calcio. Il Merkblatt tedesco sulla misura al carburo aggiunge la sequenza degli scuotimenti e la lettura del manometro a 10 minuti dalla chiusura, e prescrive il prelievo dalla metà inferiore dello spessore. Il Codice italiano aggiunge una regola di igiene della prova: guanti e fascia tergisudore, perché una goccia di sudore nel campione è acqua in più. La revisione 5 del Codice porta anche la frequenza dei prelievi, che attribuisce alla UNI 10329: un campione fino a 50 metri quadri, due fino a 100, tre fino a 200, cinque fino a 500, poi uno ogni 100 metri quadri. E indica dove prelevare: nelle zone più umide del locale, individuate prima con uno strumento elettrico. Lo strumento elettrico serve a scegliere il punto; il numero da confrontare con la soglia esce dal carburo.</p>
<p><strong>La stufa e il gesso.</strong> Il metodo in stufa misura l&#8217;acqua che esce dal campione riscaldato. Sul solfato di calcio è una trappola, e il Codice la segnala in un altro punto della procedura al carburo: i leganti che formano ettringite, un composto dell&#8217;idratazione che tiene molta acqua legata, richiedono un&#8217;agitazione più breve, altrimenti si sovrastima l&#8217;acqua. Con il gesso, che è il prodotto dell&#8217;idratazione dell&#8217;anidrite, il problema è lo stesso: riscaldando si può perdere anche acqua legata nel cristallo, che non è acqua libera. È chimica di base del gesso, non un dato di questi documenti, e la riporto come tale. Per questo i massetti CA hanno una procedura di misura e una soglia proprie.</p>
<p><strong>La sonda in foro e la cappa.</strong> Misurano l&#8217;umidità relativa, cioè la grandezza che il rivestimento sente. Ma a quote diverse: la cappa legge la superficie, la sonda legge dentro. Il manuale svedese lo dice esplicitamente: durante l&#8217;asciugatura la superficie raggiunge presto l&#8217;umidità relativa dell&#8217;aria della stanza, mentre in profondità l&#8217;umidità resta più alta. Il pavimento, una volta chiuso, troverà il valore di quel profilo, non quello della superficie.</p>
<p><strong>Il KRL.</strong> La via tedesca prende il meglio delle due: il campione frantumato di tutto lo spessore, come nel carburo, e la lettura in umidità relativa, come nella sonda. Il Merkblatt 18 fissa i limiti all&#8217;80 per cento per i massetti non riscaldati e al 75 per quelli riscaldati, e spiega perché la commissione ha voluto cambiare grandezza: il KRL misura quanto il massetto inumidisce l&#8217;aria che gli sta attaccata, cioè quanta umidità può cedere, ed è quello che la colla e il legno sentono; e lo misura indipendentemente dalla composizione. Il carburo e la stufa misurano un contenuto d&#8217;acqua che va interpretato conoscendo la ricetta. Da qui discende una conseguenza che il lettore frettoloso salta: non esiste una tabella che converta il CM% in umidità relativa valida per tutti i massetti. L&#8217;unica equivalenza scritta che ho trovato riguarda il calcestruzzo, non il massetto, ed è della Concrete Society: 85 per cento in foro corrisponde a circa 75 per cento in cappa e a circa il 4 per cento con lo strumento a impedenza. Per il massetto quella riga non c&#8217;è, e chi la usa la inventa. Se il capitolato chiede il 75 per cento e in mano hai il carburo, non convertire: si misura con lo strumento che il capitolato prescrive, oppure si fa riscrivere la soglia in CM%.</p>
<p><strong>Gli strumenti elettrici.</strong> Danno un indice, che dipende dal materiale, dai sali e dalla superficie. Lo danno per lo strato vicino alla superficie, a una profondità che dipende dallo strumento: i documenti non la fissano. Servono a due cose, ed entrambe stanno scritte nei documenti: trovare le zone più umide dove fare il prelievo al carburo, e seguire nel tempo la stessa zona per vedere se asciuga. Non certificano nulla, e quando una relazione riporta &#8220;massetto bagnato 45 per cento&#8221; letto con lo strumento a contatto, quel 45 non è un contenuto d&#8217;acqua.</p>
<p><strong>Il foglio di polietilene.</strong> È la prova del posatore di resine: un telo trasparente di almeno un metro quadro incollato ai bordi sul massetto e lasciato 24 ore, possibilmente dove batte il sole. Se sotto si forma condensa, il massetto cede ancora acqua. Dice sì o no, e non dice quanto.</p>
<p><!--mxTAVOLA--><br />
<!-- ============================================================ TAVOLA INTERATTIVA - Posso posare? L'umidita residua del massetto Blocco autosufficiente per WordPress (HTML personalizzato). Motore identico a calcoli.py dell'articolo: soglie del Prospetto 1 del Codice Conpaviper Rev. 5, conversione dei massetti leggeri, litri per metro quadro, campioni per superficie, tabella TKB-14. ============================================================ --> </p>
<div class="mxm" id="mxm-tavola">
<style> .mxm{--ink:#232823;--paper:#fbfaf6;--line:#3a3f3a;--blu:#3a5b8a;--rosso:#b23b3b; --verde:#1f7a4d;--ambra:#a06a00; max-width:760px;margin:2em auto;color:var(--ink); font-family:"Segoe UI",Roboto,Helvetica,Arial,sans-serif;font-size:15px;line-height:1.45;} .mxm *{box-sizing:border-box;} .mxm-sheet{background:var(--paper);border:2px solid var(--line);padding:4px;} .mxm-inner{border:1px solid var(--line);padding:14px 16px 12px;} .mxm-cart{display:flex;justify-content:space-between;gap:10px;align-items:flex-end; border-bottom:2px solid var(--line);padding-bottom:8px;margin-bottom:12px;} .mxm-cart h3{margin:0;font-size:15px;letter-spacing:.06em;text-transform:uppercase;font-weight:700;} .mxm-cart .mxm-sub{font-size:11.5px;color:#555a55;margin-top:2px;} .mxm-cartR{display:flex;align-items:center;gap:8px;} .mxm-logo{height:34px;width:auto;display:block;} .mxm-firm{font-size:10px;color:#555a55;text-align:right;line-height:1.3;} .mxm-firm b{display:block;font-size:11px;color:var(--ink);} .mxm-display{background:#232823;border-radius:5px;padding:12px 16px;margin-bottom:12px; display:flex;justify-content:space-around;align-items:center;gap:12px;} .mxm-dcell{text-align:center;} .mxm-dcell .mxm-dl{font-size:10px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#8a9490;} .mxm-dcell .mxm-dv{font-size:27px;font-weight:700;color:#7ee0a8;font-family:"Consolas",monospace;line-height:1.15;} .mxm-dcell .mxm-dv small{font-size:13px;} @media(max-width:560px){ .mxm-display{padding:10px 6px;gap:6px;flex-wrap:wrap;} .mxm-dcell .mxm-dv{font-size:19px;} .mxm-dcell .mxm-dv small{font-size:10px;} .mxm-dcell .mxm-dl{font-size:9px;letter-spacing:.04em;} } .mxm-preset{display:grid;grid-template-columns:repeat(2,1fr);gap:6px;margin-bottom:12px;} @media(max-width:560px){.mxm-preset{grid-template-columns:1fr;}} .mxm-preset button{font:inherit;font-size:11.5px;line-height:1.25;text-align:left; background:#fff;border:1px solid #c9c5ba;border-left:4px solid var(--blu); padding:5px 9px;cursor:pointer;color:var(--ink);} .mxm-preset button:hover{background:#eef3f8;} .mxm-preset button b{display:block;font-size:12px;} .mxm-preset button span{color:#6a6f6a;} .mxm-h{font-size:11px;letter-spacing:.07em;text-transform:uppercase;color:#555a55; font-weight:700;border-bottom:1px solid #d8d5cc;padding-bottom:3px;margin:14px 0 8px;} .mxm-grid{display:grid;grid-template-columns:repeat(3,1fr);gap:8px;margin-bottom:8px;} @media(max-width:560px){.mxm-grid{grid-template-columns:1fr;}} .mxm-grid2{display:grid;grid-template-columns:repeat(2,1fr);gap:8px;margin-bottom:8px;} @media(max-width:560px){.mxm-grid2{grid-template-columns:1fr;}} .mxm-f{background:#fff;border:1px solid #d8d5cc;border-left:5px solid var(--tinta,#6a6f6a);padding:7px 10px 8px;} .mxm-f label{display:block;font-size:12px;font-weight:600;margin-bottom:3px;} .mxm-f .mxm-cap{font-size:10.5px;color:#6a6f6a;margin-top:4px;line-height:1.3;} .mxm-f select,.mxm-f input[type=number]{width:100%;font:inherit;font-size:13.5px;font-weight:600;padding:3px 6px; border:1px solid #c9c5ba;background:#fdfdfb;color:var(--ink);} .mxm-f input[type=checkbox]{transform:scale(1.2);margin-right:6px;} .mxm-f.t-riv{--tinta:#3a5b8a;} .mxm-f.t-mas{--tinta:#8c8375;} .mxm-f.t-mis{--tinta:#1f7a4d;} .mxm-f.t-cli{--tinta:#a06a00;} .mxm-verd{border:3px solid;padding:10px 14px;text-align:center;margin:12px 0;} .mxm-verd .mxm-v1{font-size:19px;font-weight:800;letter-spacing:.03em;} .mxm-verd .mxm-v2{font-size:12.5px;color:#3c413c;margin-top:4px;line-height:1.4;} .mxm-box{background:#fff;border:1px solid #d8d5cc;border-top:4px solid var(--bc,#6a6f6a);padding:9px 11px;margin-bottom:10px;} .mxm-box .mxm-bt{font-size:10.5px;text-transform:uppercase;letter-spacing:.05em;color:#6a6f6a;font-weight:700;margin-bottom:5px;} .mxm-box .mxm-bn{font-size:11.5px;color:#2f342f;line-height:1.45;} .mxm-nota{border-top:1px solid #d8d5cc;padding-top:8px;font-size:11px;color:#555a55;line-height:1.5;} .mxm-nota b{color:var(--ink);} .mxm-nota ol{margin:4px 0 0;padding-left:18px;} .mxm-err{color:var(--rosso);font-weight:700;font-size:12px;margin-bottom:8px;} /* schermi stretti: titolo su una riga intera, logo e firma a destra sotto, testi lunghi piu' leggibili (regola del 09/09/2026) */ @media(max-width:560px){ .mxm-cart{flex-wrap:wrap;} .mxm-cart>div:first-child{flex:1 1 100%;} .mxm-cartR{margin-left:auto;} .mxm-cartR>p:empty{display:none;} .mxm-firm{white-space:nowrap;} .mxm-cart .mxm-sub,.mxm-f .mxm-cap,.mxm-cap,.mxm-nota{font-size:12.5px;} } </style>
<div class="mxm-sheet">
<div class="mxm-inner">
<div class="mxm-cart">
<div>
<h3>Posso posare?</h3>
<div class="mxm-sub">la misura del massetto contro la soglia del rivestimento, dal Prospetto 1 del Codice di buona pratica</div></div>
<div class="mxm-cartR"> <img decoding="async" class="mxm-logo" src="data:image/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAHgAAABPCAYAAAAgGwHHAABJsElEQVR42t29d5glR3nv/6mqTidP3p3NOUirtCgLowACkSWslTEYcA44g6/Tvf5Jsn0dLsbY2L4YfG0yRlrAYAxIllBOKMfdlbTavDM7eU7q3FW/P87po7PDguO18Z3nOc85013dVV3Vb6z3/b6C78G/669Hnn76LrFrdFpw2d1aCPTSNm960yuKl+wouBuXLW5bub6yc90GKaaPRWcVbeElOqq0/WRrtVIacKzYJImp2QWpawNxGW2bxXlEFIq27dLQhGnYEG3LkUdxvKkoFWKgVtqzuBg29u5tTBw8qh6ZP7qy/aHdt82DOWkMxiC561LJzJi54bnd5sYbMSxt9J/8J75XxnH99YgbLrtUnmpBz79qU/UP3rvpPNdK1up0dsVozbpisOqvdTOnnCkxNjSkwcpAS0gFkYYk02RJBkaiMzBaEyQZGolrg+MKMBlCWNjKwRIaRxmwActgEkO7qWj7oh7rNIwyeWhyxtzreMW9ifBm/u7W9oN//MePzZ70EAL0HZda3Wf4nljs/9QFvvnmXWp0dFpcfvndaf/xO7/+zlUm2be25Mq3LqulFyodb1q2zB23CxbICDDMTqccO5FyfDKm3jLZQtMwMdlgZjZjaiYjToRoNDKhM4W0hIgyQaupQGjKJYNtJ5hMGlsYylVhHCUYGzJm2ZjHimUuAzVBpYRcPV4Qq1YJRkYKIB3IEkxiOD6lZ7Up7FmYs58+3mj+feStOvC2t936Uv+aGrNL7d4N1123W/9nLbb4z2C/N9ywS8Du/C2HS6+3/uzaL22/ZKN7zUDJurA0FL2qVsxKbjklCwwTxwSHjkT66T0N/fxBn6MnEFNzQsw1MxEknpCigmWXqVarlCtlKuUqxWIBr+Bi2zaWZWFbFpblIBBkaUqSxqRJSpKl+IFP4Pu0Wj6NZotmvU2UNMl0g5JMzMiAYHjAmDUrUr1tk8WO7QNi/SpbrVvhQblA6vssLtrx/ELwWFpy79l3qPTF7//ADz/JYz+V5JR9xx2XWnfddbe+8cZvFzf/TyzwzTfvUrt2gRC7s/zYo7fteqWwn7tkwPXeXfXCLSPLpEVkc/RoysNPLJinXwyyJ/ZG4vmDiZxvFUWxWGVwaBkjoyMsG13F+PgoQwMVyuUCxaKHEBIhJEkSkyQJURgCkCQJmdZkWYYxBsexAYHjOIDBdT0sy8JSFspSZFlKGIa0Wm0W6i0mJk8wPT3N3PQcc/MztBonGCxps2Wj0adtdc2Z20ryorPLcuNqCUWXhVmtW756ab6VfmmyOXDv66/++VvguiynajjNCHGj/n9hgYW5eZdk126Ty9UvfOFtG9aWF944Vll8R6WoLxwcz8iahqf3xTz4ZCP92jcb4tkXtQyzoiiVRlg1vo5Nm9ewZs04QyPDKGUjUPitJq1mnZm5eRYX67RaLVqtBkmS0Gq1MAZ8P0AIQRzHaK0xxpBlGbZtY4yhUCigtcbzPJRSFAoehUIBr1CgWqkyMFBheHiEamUAr1RESps0i2gsznP48CQvvHSY40cP4jfmsFTdbN0kzOuvrOlXnlGzXrGtjDWQ0a5bTC/KZ+cX1J2H66Mf+/63f+3ZroImdu/eJa+77uUX/r/UApubdynRN/g7/+7Vly0bq/9ExWtfs2q5LBAonng+MrfcNp/d/q2W3HPAiCSuiXXrN3DGGaexfv0GhoaH0SKl1ZxjfnKW6dl5pqdnWagv0Gg2iKKYJAkxBkxXwkkpkFKhlMIYg5SyqwAJhBAYYxBCoLVGCEGWZb1vYwzG0DknBUYYXNvGtT1qpSoDAzVGhocZGV/GyNgAA7UKStrMLyyw/6XD7Hn2JQ4feAkhTphNG0rm0gtK+q2vqcqdp1lS1TyOHwujRqt069Fm7U9f98bb7ugpZjedPFff0wtszPUSbkQINJuuch/5SHJVubjwkyvK6RuqQxZTsynfuH0h++Iti+Kex9pSiRHWbdnKOWdsZcOa1ZRKFebnF5iZm+DgwSPMzdaZm5+i7YcYY4iikEqlRBgElMsV4jjFdV0AsizDdV3CMKRYLNJutymVSoRhiFIKIQRp2mkfBEGvTaFQIEkShBAopYjjGNd1abfaFIoFWq0WyuocN4BrO1jKYtnyZdSqNTZu3MjIyCiDgwOkacKhw4d46unneeHFFyE6wc6zC/qaq0b0W15bsFYtV/iLtj6+4NxzYM79y6uuWf4F2J0JAVpfL/+9Wbf491tYBOySHRkrePDWV/3QYDn8rTXDjS2FisWL+2Pzua/U9ee+PCuPTDhi1ZptXHDhdrZuOY2i69BYqHPo6GGOHD3C9PQ0gR+QZRlKdahRWAolJVJKRJ9CKoTq9m961GnMUnu1c7z//5yq+3+fbPIIDAYpZK+3Th8anXXkudYZSZIhlcIrOIyNjbFq1RrWrlnD4OAgaeaz/8VDfOuhJ3jp4F5WjRhz7ZuH9bvfWlan7RC0GwUOTadPzyxWPnD5W6/6HNyojUHecAP8eylj4t9ncXepXHm69QuXXbJy9cyvbBixri7IlL0HTPbpLy3ymS9OqBMLZc46fSeXvPJMhkaHCZoxLx3cz6GDR5hdmKPZWMRzXZIkoVyuEkcJbsEmSzOklCipiJMY13UIggDP8wjDCMuyMMagtcayLMIwpFAo4Ps+hUKBKIpQqvMi5BScU7nv+3ieR5qmCCGQUpIkSffenfuEYYjruj12blkWURTheR5BGGLbFkHgA6A1OK7N6OgYK1esZNuWbZTKRRYbi9z/4IM89cReKuWGefubB/VPXbucHadLlcWKF46phxeztT9z8Wv+7nGAO++81FpqPv6HL3CHajsi7bOffcfgjtrzHxwcS9+zeoWU+19sZh/53Lz49BcXZDMos/Ocs7jwoldQLFaZmZ7mhRdeZHJygna7jTEGy1IIIXEchzTNcByLNO1QcK4g5bIyn2DbdkiSBKUkWuuuDO4skG3bRFGE67qkadqTxflLkCQJjuMQxzG2bZNl2UltbNvu3SdJEizL6sltKeVJbTpj7vSRZRlpmvZeplKpxLJly9m8ZQvj4+NEUcCjjzzDQ488SlHNcu0blumf+ZEBc9Y2Wy3O2umUn+3eNzHyu1dfd8ceY5CAEeJfb0OLf4vZk2uAj33z8neNled+Z9VKtXZhUptPf3VGf/BjJ9TRaYuLLzyPiy88G+VWmDh+nH379jA/XycMQxzHRcqO3JNS9pSifgUon7ScbeZsO01TLMvqTWw/i87b5C9DTnk5m83vmV+ft5FS9hSw/Pr+71Ndn3/n1/SLhCRJAIiiCMd1qQ0MsGXLFjasXkWmDd965DHuu/cBRisRv/xjy/V73j4gx5ZLjp2gfWhy4P3f95b7P/pvpeZ/1QKbOy+1xOV3p9f/rzcsf/3pk3961qboOkspvnGfn37gw1PWvY/7bNq2lStedSEDtUEOHDnGC/v20mq0abUalMoVoiiiWCz2Fig3ZzzPo9VqUS6XabVaOI7TmyilVO+6VqtFqVQiCAIcx+nKRI3jdNh3fn2uZFmW1aMqz/Pwfb+nZBWLRZIk6YiBbh85iy+VSrTbbTzP671ouRjIz5XLZYIgwHXdHrdxHOekNo5r0263cF2XgcFRNm9Yz8Z162n7Pvc++DBPP/UkZ+1Q/NpPbUmvfU1mCQmHp71/+Mdntr/7ve/93MK/dpHFv9iu7VoZt92866J1a1/63KYV7XVzx7z0+o9Ny499clIWKuO87rWXsG7NKk5Mz/Hiiy8wNzffe/PzT2629CtI/b/z/3Nq7leOlipRSxWo/nsvVaq+7YH6FK2l1y5VzvqvySk95x55u1O1z1l/boenaYYQhoHBQTZu3MTKFeNMnZji1tvuYHZ6kh/eNWh+630j2fpVjnX0hHjx0NTK33nVm2799L+GZat/iYvxrrs6z/XgNy//9U3jxz65diQdfuAh0nf9xgHry7csijPOOIc3vOUKhFY8/cwennrqSeqLdbTRXVmp8H0f27ZpNBoIIWi1WiRJ0nNQACwuLqKUotFoAOD7fs9Z0Wq1kFLSaDRQStFqtdBaE0URURQB0Gq1sCyLer2OlBLf93uyMQg6zo/8+kajgZSSIAhI0/SUfeRjDYKgN47+c0opms0mWmviOMb3OwpXs9nsncufPX95wzAkCAIOHTxIq9VmYKDG+eeeRypjvv6PB8U3727ItasHsnO3WSNjteiaN79lq7d606Hbf/u3wVyPvPHuf94ii3/u4v72jWiD4Ik7X/3XZ6+b/NFWmJmPfDYwv/tHh6UWVS5/zfexetVKjh6Z5MChg4Shj5SqR7HGmJ48y2VYLi/zv5xal373y76lcjq/b65k5cf6Kav//6WyvL+P/uuXtumnwv42/TI5b5NTbS6X+69fylmyLMNog+M6rF2zhvXr1nFieopbbr+TtL3Ar/38uP7lHxvWA0VjPXes/DdX/+jge/fvvyXq14H+TRScL+7PvPe08v/54zV/fcZq/z1zzTh5340z8gN/OSlHx1fz+qsuw/MGePzxJzk2cbQjc7pyMX+wfCGjKOpRVe4n1l0/cRzHSCmJoo7pE8fxSV6mvH0uJ5VSPfmcy2ApJXEcf1ub/PrcHErTtHdOStnTfI0xvT7y+/S3yV+I/j76x5o/S/4c+Xhy7b7/OfJ7SiXx/YCFxTmmp+dYtmwlO07fyELD5ytfPyIOHU/keecXks3j0bmvfU122YVvuPyWd+z6fOPmm3ep3bv3mH/1Al9/PfK3fxv9juvPr/7Eq7NbXrExfuPhyTT90fedsL/wjQWxY8cOXnnJpcwuzPH8C3uZn5/H7tqktm33Jjx/aKA3MflD5xObU3A+of3aaz915r7k3ITJF6qfcvo14/779NvKuemT36ffBMo146UmUL44eR/5WPs19X5tPk3Tk8yspdzq5T7s7rNbNNt15ubmcJwSO07fgpAet991gEceDdQFZwymp23S6zw19bYtWzfe+qM/cevMP7XI4p+ycc9985u8P/2F47ddsjW7+IWX4uTd7ztif+tJn3NfsZNt209n4vhxjh0/jtEpQiqUspDyZSUkf5h+pal/EpYqQv0LdSolZ6lP+Tt5pJay0aWK06lY/dLrl7Lv7+QV62+79Fx/H0vHf7IY0UDn5cqyCFAsW76cdetW8cKLz/PwQ09y2mbFx/94Y3r+mcJ69ph96AH/wrN/8jUfa9xwA+I7eb7Ed1zc3Uhxncgeu/38r+7c4L/pxYNZ+s5fOGo98lyL887byZrVazh0+AizMzMkaUah4PXMk9yD5Pt+z0ZM0xTHcXr+4VarRbFY7LHRnKXl56rVKq1Wq+cnllL2HBylUolms0mlUsH3/Z55stRMajablMtlwjDs7SDlZlJu3uRmUs5O+02xZrNJtVql3W73PFk5dwqCoDfW3FzL+8h94rmZlZtk/c+aJMlJ/vLcJ54mKdpojNHEScaK5ctZs3Y1J06c4KGHHuG09Taf+JMt6XnnGOv5w+4D7/ylV1z26KPjGdx4Su36lAvcsbnuSZ/85vl/ddamxo8fPG4nP/jel+xvPelz3ivOYM26zRw9dozFhYWTzJ5+h0P+6afepSbRUqWj/80+lRm0tO2pKLVfwVlKvacyj74bhZ/q3L/ZdfhduM/JHMGQZSlZllGrDbBhzWoOHTvOI488zmmb4aYPb0p3nG5Zj+13PnXuFY+/p+su/rbIEXXqxb07/cJnzvmBi06Lf2/RT5Mf+ZVJ+56HGmzZupHVK9Zx9NgxTkxO9uRMvhPTbrd7JoiU8ttMmNwEsSyLZrPZM09y6guCoHfOsiza7TZSSsIw7ClRQRD0zKN+0yOO49448nPtdhvLsgiCoEdZOaW22+1em/4+siwjCILe+PM+cv0hV5R83+89c95G6445mJtrvu/3+lraRxiGvT7ybyEEYRh2Fc+X28zMTBMkCaPDI5SLimf3TfPMC6F89asKydbVYufrrlwr1my57c4777zU+uQnD+vvuMDGXC83bPhk9vlPX7Pz/LVzXxqppdZ/++MFddMXZ8XKFcvZvvV0pmZmaDbrnTCYPBzGtk+i4n6qtiyrtw239GPbNkqpTjSFZfV+Sym/7Vz/+f7r87Y5C+8/l/efs97+6/PrhBC96/vP59f13/NU/ee/+9su7eNU5/qvy7/7x3DSc1uKOIlIopRVK1YRRyHP7Jtjse6oN16m0mLJXHH+Ky/+hze95dbjxlwvb7zx7h4Vy365u3v3jcKYS60z15741Np1ovLZr/riY38zJaqVCus3bGR+cYG5udmefduvVPQrTzlF5r+XKkj9n/779P/O75sf6/cInerYUja+lG0vPX4qRWepV+s7sdT+Z/lOIuQ7iZRT2cJLv/s/+S6aLWwW6/OcmJlm9dpVDAxU+eTuE/zVZ2I5VhHmjFUHP/PRR3+yyO49oqsgn7zAsEtedx3ZvV+Of33riubpTzwXp7/6B0ck2mLT5s1EUcTc3FyPRUVR1GN5OevxfZ80TXueo5zdpGlKFEU9T5LWmjAMe+w792TlbLz/O01T4jgmjuPeffJ7L70+SZLemPr7yFlrnMS9e+bn8rFHUfRtfURhSJZmvT7ycXT6f3kc+fW5uHq5zcv95/fNx5lf1z+OfFy5SAuCoHdvQ0cMzc7O0WpGbFq/DizJ73z4uHzwoSDbtkVve8Xsc9d3IkN2yZOULHM9khswn/rUm1Zfuf3IvoGaca/92Qnx9dvnxcZ161i9bh3T01Md+1BZCAmIrl1o+qnV/JP+4qUUeipKOJWf+LspTEu9R6eyFYwBgUAYMMJ8RwVNCAnGYHrdGASCzgGDEQbRezbRncFTm3vfbczfiXKXmmL9ymuaph1HjZQsHx1hYuoEB146yKXnV8yX/2o8y0RBP3509JIr33D7Y3m8V2eL5YZdQojd+onbZ64fX0Xh47vr6T/eMWdVa1VK1QFmZ2eYmZmmWh2gXm9SrZQJ/Dau6xAnGWmWYdtWT+XPTZh+0yFNUwqFwkk7PeVyuecJyj0++SZ83uZU4TT95kX/btJSEyY3gYIwRFoWshsy63nfHrITxzGWtBBCEiYRXsEj8NsUiyV8v43n2WSpRiBRliIIA0rFIu12QKlcJuiaa0t3tfpNoNzJI4ToBQzkplSr1cLzvJ5HTClFEAQ9UzA3G/PjOtNUKlUq5RJ3P9wUn/hCVfzSz0ln1eLCbwnBW83N3ZesE866W//9p1+78aJtx/amliVf/64D8qnnAjZtXs9AbZBmYxHbdilXSrheZw83CWOiIKIdddgPxpDp9Dsa/bnczH3HS9/spQ6Gfr9zPxWfyvnw3cyfTrRkEdv2SNKQMGqTJebbnA/GaJS0KZVKOIUiWZoRhy1sy8FyHJIsoeW3EHGKLBYouyWkkPhhizgKuy5QeUqOc6rdqqW7ZUuDAJfeJ1dW0zQlzTKyNKVarREEi7z00jE2rFF88xNr9MCIJx7cM3bhVdfd8fDNN6PUzTefLoXYo9//Y6O/v3kr533mC7PZxz8/J8vlEiMjY7SaDaQlGVs+zNZtr2Dl+AaqQ8NkeKQY4qBJ4LdJdEoUxkgpeg6O3FzIzZj8zc33U5eGtOYOjdyUydvk/urcl52bJfl9cl907pfuBNl1TLBKucLY6CibVg9hdMT07CJGQxjmfuLOGOMoxi7YLFuxli2rh/GshEYrZnz1OKvHaogUpuYXSbOY0dFxtqxZwVDVYWJqljhOiaIYY3Rv1yrfMcrNtJxD5eZa7qrNzb58lyuX17mek8+DUqr3HXdleccV6hHHAZNTAcMjpezK1xRV0gqrf/GpE1+4+eZdUgqxO/uDPzh/1fLR6Ifqs9L87RfmlREOg7VBjMlI0pSB6jDr16zkknMTrrloH9defJw3XXiYZZVJgihCo0HIrotS9thQv7nUbwr0yxYhTnaU9F+n1FKt+mWqz/3PS7VwKQVKKkAjhaFcrjA0PMJb39hk54469QUDpH2aeJeiAM8p4Nhl3vya47zxymdo1tt4TpGrX3eCyy56ntbsAkJklFyHHTvmeM8PvIBkmraf9J6lX7vv50JCgFxy7jtZAaf69D9rx3yySZOELDPUalWEsPjbr8xaExOZGR20rvnEn161UYiuDH712QNXrFqfFr/+jwvpt54ILM/1KBS9niO+VLKRVpmtyx9ly9gLPH+0wrVXpWxfU+Inr/dpCZcKFqnTeZhOILlESre7gC8PMF9ozysgVWcRcyXFGIOSnbgsIQS24yIAmS+YVEjZeXkcx0UpgRB2jzXmE+G4CiE0XqFEsVykXLTYMDzF5OBBMCW0cXBcG9mNActfFte1SYIWHm0GCjF+a4Hm3CyjXotGqU4USmqmQpoI6tMZ21/dpuh2NOJSsdiN8OyKHylxPReBwHU782C7qvukovsc4LoeQkChUOi8DKqr5GkQTmdxHbczH5ZtY1m57ZySpoIs07iuh+davLA/4o570uyHfrjmbJmKrzSGA/L666+XBbf4AxTGzBf/cU7EBooFm7Rr9iRJTJQIJk8cxhKL/M3fCV7zrkl+9H0tdmxLuWCH5sTROdKkTaPRJkkSmosN4jij2WoSRwFB4NNu+8RJSKO+SJLGNJvzxFFIq+kThlF3o7zD6ltBC2MMQbtJlqYEYZswiImigFazY4I1m4vEcUar5fdMtXa7TRzHNJsN0jQj9EOkUMTJNMOFFtvWF2j40wS+oLHok6UZfrtNEkeEQUgS+cwtLNKMUhIjmJmdZWJugZmFFq0gYzEKWWzUWWg32T8xSSsU1NstgsCn0agTBG2CwO/cM4xo1JskaUaj2SBJQvxWizAICSOfZnORKE5oNBfQacZiY5Ewimg3fNrtgCgOaTabJElEfaFBHMU0FhcJgpigGyyQJCn1+hxZBrZtkRrNP3wzEoZBxlfU3i4ExnrCf6L0CyuWndeYTcXDj/tSCguvXMayXZRSuK5DsViiVoThQYeJuYxEe9z9sOGlCcPGtRpbSox0GBmtUikPUdlgIQUEfkzL90FkFLwyTqGIJwXCsrGkTZS2qLd9RBLjejWGa1XK5QrGlmQxNPxFGgs+QTiH63pUq6PYrkUahzTrTdp+iOvZGH2yaeJ5HpmG0YFBSm6V1avbYJqMDBiWjRVptUJGhweoDZTxCquxpUAri9XDYxhngFLxERbbUB4epOB52OU2Y+M2igTXK+BIl2LZxS6kOLYEoyiVC1SqYwwOjuE4IVFgqDcXCMMYzx3G8zw8r4BQEltJHJUSBop6MEsWKqq1IrZTgjSiFfgkUYpXKGFJyfDoCEWvAFoTxClJEpHGGWmWdj1lglK5TLMdcd+jU3LisEW14O380B++c6v1jrOHL6iOjgzcd99B89L+BWFZHnEUEwqfLEsxWhMnEUELhAqYOhHi2IM4jsaIMpiQJGmTpFUGSmXOPmcbSpUI2nDw6B5IEyxdYGRkiPFlW4lkm+FaGX9eMx/X8ScOoYTD8OggK1aNMFobJUpSMj3H/pcgzXwEHqvXrGH92s2YJGV65gTziy2ErWnN1VHK6XnP8nBZr+DRigWRFnjpYZyCpoRm5WjE49NQLbssW76ZsUEHt7iKVrrA8oFx0sijXIRmHRr1OpnOCNoJnueSpg1arQ6XClppZ5IjTRRHKFlm8+bNrF62gizxOTR9gmazgSskzSRk1eg6KgMFSoUKJXeYKGrTrM/QPhpSW1VgsDJApdyxbVsnjpCFIVHSYsX6TSxbtoxqbZRjMydgvkG2cAI/aCKEoNls9kwwz3WZmGqJ514S2WvffFrl4kviK6yztp95tTU4YO89ejALwkzVahYFt4xtK2zbolDwcJwi1YGFjqpueUglGF+1HMvVaA1CWFQHSpx94bnsXFvh7I17UO48N/1DyJ0PaMbGh9myYTvff/kLHFso0AjneeWbpzhy1OJTX5zhUH01ylK89tyXeMX2p4giiQ5CZi5O+MDHQlrZFk7begZnbtvLOWteYnLW8KGPhzx7QFAoFhFGYXh5j1lKiWMpBoaGcRzJjrUpzx/VOEpy/llF7nskoVYdYnh0lOteN8HM7CGSMGPZsgPYtmDNqqOsrMFf/9kYH/yL40xMarZsUkiZoZwUVILjWrgKRkY8nKOwefOZbNuygfO2PsH2FTPsPZjxkU+0OBwUGB2tsmL5KFe/ahopBAcXNBdv28+BQz6f/prL6LLNrFte4uztRzlwYJ7P/YMmKthsHl3LmdvPYP2qiO3rj7C4OM2Xb494ZkFSLpdI4oRKpdJNoCuQJSlBAPc8vMCV1yyn7B5aLivDI4MwwnN75rvaqURnCVnWoQgEZKnGsTRKGRoNQdn2GB0tUXINsTYYMlYvW8+Kms2rLniAwcoDDHKE/++nAzavPs5CHVLTZMXyA9jRw5wxvpdnn93DqrED3PBLhqz9HM89+yJ33/cSd99znK/e+iLtxUnWjc1x4vg8SnucvuZ5Xrn9Qe645ykKcoLf+KkIN5sjaGvSrGNG6cyAUWRao6RA4uA5IevGY+66L+O5FxVbN0qUSQmSiDgIWF48SkE+zHmb9vPck0/zN59+hiNHYhr1lMcfaXH86CL1dghSIjOQQuHZHrZQGJFh2Sme61EbHOSMDXvYedrj3Hn/ATatm+eXfjyj1ZogDQVZkjE8dARb3stY4WFM+ByvPHOSd785pu1P89oLHmDj6D386PdP8ZZLFggbdYbGRhlflvD6Vz7J8sojvGLTcX7rZxOGa7Ms1JtINFmWIIQhTROk6qhwe/YtCME4XmX126RmeCOsYv++RZHLsCTtbFdlWdb5nSZkoSI1Ia2WZvX6rWzeMEbFS5icTFHSxnKKnLvuWariELt+MeLCd8xy2wNtfurdinb7IJPTiywsxqwcb3NkOuAHf2mRt/9cA619LjuvydEjU3zmy21+8feavO9/tnjysOThvQWe2m8oFKf4vjOf5qavtPix35S85/0tli2TvPkyzezsdM8HnGUBme74v7EkUnjUihG1Yc23nonZ+6LP6escqlVotALa9QVmZtrs2AAvTE7xP/884tN/F3L/U5JnJiz+8C9mmGt6uI5CZymxdFgxvpUzdpzDyMgwJrOQWYxXHqDsTHPp6Xv4zKcifvQ3ZvnZ35zk7NMVl1/U4sDhGRbaC0wdT1hTC6m4dd768w1+44M+Z6ydZ+eme3lq7yRXvKPBBz46x+uvjBiuZNTbkp3rn0GkB3nbL8xx+TuP02g2+fkfgHp9nlaaYGKJNnRjuyxAMDcbS/QQA8NbT5fKGdmexsNMz9dFh4ItPM/DcZxOrqzjIS1DqQquKLJt+3I2bhrgLec2iZoBDz3eYmRkOcMDbc48c47P/33Es3tDGpHFBz4yzbZ1I7xih+HEzBxVy+LcHQU+cdMUiDIvHEr4xn0Zl5w3CKbNYLHE2jXbePWrzuHCM6s88nCLTDtcvDUm0SF/8bdNSgXF/uOSL31lnquvLFOsRKQpOI6N47jYlkupVMQrlKhVSwzVGrguHD6a8sz+kHVrC4wMpAigHcVkwNqVkr/+XECjnTE6UmWw6lJSFiWvzPiIx8BgjQFX86ozapyzvcaatS7j4zaO1B1RRoGzTmsx3wz48E0NCuUK33pMc8vdTa6+skTRUdRbIWESs+Vslzse9zl6xPCtJ2OmGwk/+GqXD318kok5xe5vBNRqRbZusCiYRU47vcGffaLBC/sFh6Ylv/2hBc47p8qOTTZBEFEqF7Esh2Kh0rWpBfN1n1azhFtYLazBgU3VMAY/0KITdRjTaiWUSmW0DtE6xWnHLDZbZM2Q9+xKsXiUc06z+MO/CNh3CMaWS4bKdQbsNvc8GWCpIls3bGA2XuTwXMQFOzT33X8IjeCex+D2ewNKXgVVGGFiKuXsTSmlcka9nbDhzFXsWDtFpSa55+E2dmGUdWsjHts3z8QBcDwJxSrfuK/Jm9+YsGJUc/BIg4GhlbhKATazs3VqI5J6K2DDSkN9rsHslCK1JY4ssnWtwx1PzBGEa9BWyj8+HHLrvRlW0aFQrFEqOmBOECcRXrnIwnzIlssyPv9XLu35fWjzEqqwgCNdWrEA3WbtskUefXKBoxOSoYoGdxm33Nfi+p8vUHCmOTFRIc0CXnhR8tnPL3RDmWqUPM3RWcORQ4Jy0UOjEdJmqJaShS+SJSXueFBRLMHoyEqabYv5+Tbn7VA8+mwLooxCuUijWcezPUDTbvs0fJfR4REsSzkmSUKRpgaQXdOo0Mt6d2yLou2Q6CKphjNGJc045u2/OMutd7QpVqoMDA6yYrnEjxMOH1EsX7mO8y/5PpSAycP3sXlDk1S3qPsDPPpMg1QrSpUClYERhqsp1cI8ZVcg3Bplt8TOzZoTcz6HpyyWjxZZvzrj8T0WjcRl9ZiHXauBLGPaPudsG6DZGuW88y5BWjaTxw7jeIJqaYiB6hAbV8+y94BGltcyvmqUhcUJztphc9/TVSCi4BV44P4ThLFgxYoq1WoNY9poISiWS9jKYdkQHJzwufGDU5QqFioVbFin+en3FIhDQcE1rB0VPHCXAikplz2KlQGCpEDR81mz0uH5wykjQyM8vGeC41OGVStHGBweQtk+e56eJkpChsfGGR+vII2PzjLOOMfh8PE6R6c0a1Zs4rLXvJowaBOqb7F2VQMdW5Sqnb2Baq1IEmqEkOhUYDIHpVysNGkKKcFSAtBkOiMMg164qi54BFnA0ak682mZr399kktfVeXRp1oEocVQ2UXJhDgKcKTmmisdlNNi05YXSf2QoYEmK1domvU5jk3bSOOACEkluJ7F1EybYklQKQrm4hiV+uzYHvLEYy2mFyQ7loNSEUeOdTYy4lQw4ErqTYMfOezYJqgN13jdK4+x6GccqJzgb78+SbU4jmCaSmWWLHH4wTe0WbbMxSuGbN/iEPh1tF6BTAVCVxCihUVHA1eWQmhIoxRBQrmSMTWj+NJtAeAAitO2wTveJZif1dh2SHVA8sRLIRaCMDEMFmzCdkqgDakO0FFInIVoaRB0QGEcz0GpkKlFmySRuJ5CGJACLJExNCCpFTTXXWmxZROsWreHyTmfaqGF7VgYE9JuNSgWa7TaEZbqeANtpbBUTJK2sOr1o/HgUM3xCvlGpUB1dy56wCRS4OHi0GDfRMQ58w7vftsQv/vhOlWvgK1c/DTBRXPVZS6CiJSnEalCFlKeP2jhFSooNAUrw1I2yrJwbIcg9ZAyxvUMVlZlcCBksBrxzN6ILLGwbEOmHaIow7IzpLApOi7SkrTSOYqVkNMGjnP5tn20Uphc4fDpLyfMNRqsXW9REj5UJW95FfjZIjrRrBxRDI0khL7BsjRKaCwpcCwX23YQOsAIgbIkaZahTMr8QoxleQxWC5TKw2xaH2GRYruSailBWi6tzKBkhut5lL0hqtUZpJIIobC8kKGBIpPHQsDC8yrYroVQgsW2weBRLBYYGCgiTIvM+DhaMlAs8s5rXSxrnszMs7xqEfqw50CKsDSWKIOxsC0XozsQU17BolhokaYJVhxNP+W65ryR4WInMBfZy5pXSnVC9ExGIgRxrHClxW33t7jy8gof+ps2UZZSTCEIDItZgR9+/yGm5sGxbCDtbLTbkiAsEviwYqUFVoxC4mCjHBtbCWzHQNNm+WiEymKeOQC2a6ENGAy1mkBnDspJsKwCniMxuNTnprGkwq4NUkgTVF2QZg3qjTrD5UEcV/LjvzrB4y/EgOBNl5W44f0jjI+GtP2YVHa3DaVAKVCWjTKSTGmEzDAILOPQCjo7PHaxwMjKFSwfrmPTQAtJ0e5sJrQXUoQs4XkWXtGmXK6h9DyOsMkMpEnC4lwIApRlUSm7OI5Dy08Ag2PblKoZSMWRmRaF8nI++vk6H/zrRYoFi0wYlAGBRZIqqqUCWClgUAqybqzDwGCZciVifn7aWMqafxHi87auHzbf7CpZWZYiZSeK0HUc/LCIjkMm5wzr1hT4y4/P8tPv3solOzT37ImwnSZHDsZYmWBs1OGFI4Zq0UHbBRzl4rmaYmmMethiTdFHmYQ4TIiziMkTTcoVxdCQy/7jLVaPKRZaCU/s09iOol7PWFg0jC5TGFKCKMFSColPyYE09fjY52e5/V4LP82IEsnMiZC16wwDxSnm4oiHn8+IkgKOZfH4cwnCM6wcznjyYAOT2RgtyDLTtf1TlAUporuVKEiztBPFgsboGFvYeF5KphVRmLFgZ2SmRNGV6EySpRK7YFMp+JjM4vCJGE+WqRQ0zbgAYoEw9im5ZaRJmZsDKTIyLSnINllm0WhKLJHSDsGPFFo6SMfFsWyyJEVaGY4LUaixSjGB3+7ZwaPDaKHmZGvx+HNWo3FsbiUldpw+0tvRKRRcbMfGsR0sy8J1bLQqMLs4y/ZNNZ47PM2jz/j8yA8Oc+9vRLgFl8kFxWIYcekFNg8+DSPLh1i5bjMXn1PF0vPc+4hFIo8yuszg2k0c28WyFLZVIzMLuLbF0LDLqmUhR49FLLYMy0ZcolQxMy9Yv9JlsBZSdkdxPMW68QEc2WBizuelY4JDUxk6BSMFq0aXMTRc44ytM0wcsdFIhiou1YEhpJMQthU7T7N54pBBKIWQCseRFIoe5VIRIecgkxQKFSxb4bgGiUQKSalUxbMlY2NV/MYkEoe6H5NlMDxoIayUoeEq1VKRnWcK5hfaLLRsVo9aVEuG45M+rtMJnhipSbI4ZWbGwitKHNthw7ihXZ8h8CWeAE92OOrqFWOcsW0np53TYu+zh3nwoRCnqFHCIctSSqUKrXYTEGzfXDKGI7Trx78kD7yw5/PJ3NFk03pP2k5nAz3wQ4LAp9ls0mg0CJoNZhd8piYTlo3ZlJTHRz4zxc6dVbasCpiYOs6BI/N86xnDFecPo0TAyNAyNixfy6vPbHDJ6VO8dPAwJyYjSoMengutZpMwbjE9VSc2irHRClncYPlYysOPt8gSSZwEmFhz2/2zbFnlsmpU0IoiRoaX4boJ0m2z78UYpSyGhzzGBoqsGC0yODZGsWqxZhk8/UyLJLJIs84CBYnLgRdDdm4rYxtDHIXoTJPGKX4QQ5pQLQvabUO9ESEtcEoZzcUOVYdBQpKmhO1O2qsfZLRagvnpjOXLAW0YGVnGcMFmx9aMh55KOHG8QW3IoVSWzCwGCGETRCmeG2MEnJhrgzCkqabg+kzN+xyeSIgsw9AwGBOzY8vpDC+vce2VC2wZbzM7X0cY0dldSyXNhk8ad+LeLzxvGJEcJdDNE/Jv75h9tlGfWNx5eiY2b6iZNE2xFViq4+goFArYtkWt7HJi1sGVIZu32Nz1gKC9KNn1/WVUkuCqIjd9ZZFt2z3e9toatfGVrFizgrHRRZ5+aZaFxYDZRQ/XNoxWQSiBZWuENUAYG2rVjLUrB1g+nvLisTJepcT69RvZsmUrew8PkqWKa650WblqO6vXb+UVZyiIBS+8oChVLDzXw6vWGBhexvjK1YyOWJSHM/bu7/ioSyUb17Zw3Cp7jtus21pgsAQVxyClQVgZtu2grE7MaeAD0sXxNMWSYnY2RUiLUrGAcBxWjJdopRpERKths/+Q5tJXeawcG2P9up2ctiVmoDLPl78eUKyMMjJsgaOZWhQUHI9qeYzhZYpQa+bmNQPVAbyiy+q1BeoJTM9lLCwKNmzwWL1uM9XxjVyw8whZa4a/v32easXDUhalsoOQKY4LYRyyfNQxZ232VP3Y4fqTzxy8Q24auqA1ebz5yPBYYM4/29XGCJIMojjqhZL6YUqUBDx3IEIow4YNhlag+ZsvLHD1a8vUCj6RSfnWE/DlWxf5o/8+ypljDcZKt7Nu5TxPPReThi1OTLQQYcZIVZPGkMYZC62IhWlYXsgoeHNEfsyJ2TbjoyXGBssUHJ+ZGc0nvtLiZ981yNsuWqScPcpbLjjO1+5dZGI+xlYSrR2MiXEsRei3GXTmEUHExHTa3W3KumFBKS/sjylaUC4sosqC47MxmVboRFOvt4kSHyk06Iy4FZG0IzQCozN0mhIEIXbaojEPflsRZClfvnWRK88a5afeXqTq3cvVr9rHbXe2ufORlKIrGC5FxL5kbtZgKUPoz1Ew87Rbgrm6BgNp0sQT88zO2KAFD33L8Kpzbd50kc/24ft528XT/O9PzbPvUIayEpJYE0YxaaJJk5QsTbj0omG9am3AYqO198d//O+ft2688Ub92gt/4POE9Te87XVD5hM3TRBFEUJKVDfUJIpjLJWx94WIdlJh64YyQi3w9W8G/My7PK69psqHPzlPrVzggx9rMj7k8N9++jDFWsz934q59Y4Ux3E5PNkktUdZubbMfc+EJFFGvbXAibpHdUgyXF5gxeA4f/77w8xNu3iFSZ7dn/Lokz6f3S3YsXGB9703JgunmJ0RfOwzPpbtYVsKKUFIiVQwNT1H5fyAlq/ZfyjAdcoIYZEag9AZ+/dnWMpl43hCpCz8xEamMSaJmJ6ZJgO8giLLNK1mk9qgS90HqQGdMXViDrvgY4RH3V+kUhV8/Z6Adz7a5ud+QtAK6jz/bMLv/vEiquDhRxGVksFvl2n6Ai01U9MTDNbKHDwWkWays9nfnKQ26HDnfU0QBW7+xwXe/PoRbvwNG5JF/uSTc3zqpojB4TLaSDSGJMtQmcSPYqQSvO6SspFWnaPH468bg1DGIHb//WlHVw8d/uGNK2XlrgcaHJnQolBQHUXIsbEthaU8Ym144N4Fnt4T4mubIICnng2Zm5NMLAqqRY92XOCrd0zx8JMNbr874mOfC5hpCWoDHq3E4sCBJkcnLOaaioLbUYAWGyF7Xww4OiU5ciTkoSfrHDzks/+lJvsPJbx0xNDODLc/ELL/hZAH9jT4vb8IePGQYmDAxXGLuK6D43aUwtCPgYTnnq/zyLPglYp4jottW9i2Rb0VMz3b4rkDKfsP+jy3L2KxbeMVixgjaLRaPLMn5NAxC6eYkKWGbz6Q0owVpWKBOAOhfJ54ZoHnDxsG3SqZZXPLvS32H2nzzTszbvjTOaabNqPlAlrZ2HbC0882eGZ/x8mhlGBuznDPvYvMtlwcpxN/feiw4J7HmqSJIk5cvnZvi2/e2+b/fL7B393i41VcCl6pEwYkBZKOrtLyQzautvid942JNBDptw6s+9mzz35uTuQgZg9/4xWfOe/s5J0f+uhs+r4bJi3HtigWSwgpKJWLZElCyasyMTeLJUEIg2db1BsZmoiBaoEkgXKtzMJindhXxImPYwtqlSKpMHhukcZ8HdtzEUpT9QqkWuGnIUk7JtOSKGx3kbQzEBY2GdWhEjguOjY0FxpkWiCtjGrNQ2DjOg6O7WCEwXMd/HaCzjRz9SalkkBKC8e2cWwbbTKMNMxOtVFS4fstXE/hFUsoZVFRNrPtNkJrLAVW0WFhLqbsWViuBAFFr8DiQgOJBJniuVVS0wYjmZsJ0UR4nkQ5gpo3SJi1UKJIvVGnWLBxHJs0jdGZJApjCpUSWRzjFF3qiyGuA67jkegYYxwaiz7ShqKncG0XyxYY0/FThEFInKS0201u+MWx9Pr/sdza81j61dOv2vMWY3Ypa/fuTqTL/MzyD8xOHfmBXW+uyP/z2QZ7XwxApLhOFSktChUXS0rWrF5GlmaksUYKTaki0BhEZpBWZzJXji1HZxFJViQzGQK36xUTlEsFNClGG5RwKFqKIh66lpDECVp7GC3QWdZ5Q6VCWhLbspElTa1WQCcCTIoRGmW5ON0kONEVKY5dJDMBxZpLFneUKMuyuwF/YDIorC6QRDGZLoDuBAbaroUlFOPVAjpL0YnAKEN5rYZUIJBIS6CkwC2MoDONTjUogy1HEESUyxUSHUGsQVpYDnhiGIByrUAWp50IS1npxEGbDJ0ZZLkCwlAulyHTaCykNNhSMDZcJtMakwoQBlTnOZM4xpaSehiyfpXDO64ZFM0ZmG45H+7Fo1933e7M3LxLXvXurz115Fjh71atcOX7f3QwBU0Ua5qtRZIoZmGhQZikNOstBJIoCUkNxHFCEiZkBtrtCK2h6TfRQhEnBoEDaJIkwgBhGCCxiMIEgyYIA3ScdhZVg227ZDrFLXpoYxBKoDPdxXwWpHGGZQviNEUpl6QbRxxGIX67TRzFNFuL6EwRtSOUEp0xdnOGWq2AVGcEfoSyXdJUIy1JZjRJkhFnmsgPQEOUBighSPxOvHWSRsRRTJpqwnYABoIwAC3wA58wkZ2c3liDZRHFIUYrfD/AGAjbAUmakqQZbd8nzVLarU5qattvorOMyA+JkwyjE+IowghJGCVIaRFlERpDHCcEQUDg+7SjCJ0l/Mg7y9nmrZ46ejS77/Jrn7zdGGQvbJZdpxljEDd9pPbbK5YFb9315rLafWvZ3HJXIoolSJIYZVlgDK7rIqWkVCx18Cy6mBwd37XCshQFr9BLzVyaCVgoFLGU1TG/ulTVyQfS35ZeainrJHSb/rROJTtplY5j90Jv83G4bidst1As9GK089BYpWQ326HQeY5S6SQknPw5pJKIbtpnfn3nN734Z8uyKJfLL4cDC4GxLCzbRgnRlbUKIbo7c67by1TIU2+LRXFSqmv/vOWga/lYi4ViF6wsJUoTkiyh3fa5+JwiP/XOFczPCI41K78uBOzevUvA7k52YQfCdpd8+3tve/bwXO33KqNK/dYvjmVjQzFxrNGpIU2zbsZ52pvIpXmtS7GZTwl8ZiCTBktZaBuMMhhlELbq5A+pzrfqfizbQSqFZatOfLUAZSmkJRBWh4V2sEEkVnfR+3NrbdvGcZy+Yy/n9ObHbdvuiABLYSuFNGAhUEIguztMncD+Ttxz533txn8ZsIRAaoNBYESKbUBLicGcBMyyNI21/9jJAf+q92K+/On0adAkaUqWxAR+RLFk+K1fHsnGhm11cJa/fN21D91/0030IJasl7N6dmtz8y71sfi0D1T3fenqi3eWzv61X1il33/DERnGKSaKsSzZRazpoMPkiWF5NGM/OmueguI4Tg9lx3FdojDAUx5+PcB1iqRRjFASKQRJlpyE5Rz4Pp7rkWQpWghsyyaKI3AlYdiFQow1ES1aYR1MR1bnUIQ5vGCOcpOnuOSJYcVi8aQ2AjCWwvYKFPA6iWWlEkEQ4rgdRB+DQVkuQRhTFIqW71PoJrg5tgVZSmgyhjOPMAoRBdHD6MjTd/pzkPL0ljwxLUfvyY/lSAGFQifRTUqJ32oRmYQkSfmNn12lr7q0LA8eYuZvH9O/0kXD06fE6DCmA0j94Ne//8yNK55/vOwKfvZ/TMqPf3FWlEoFPK+I5xVwXaeXub4UT+O7pU4KAcZ0NMDgnJC0plHGRdgGlMGoLoVK1Uvf1GmK0AJS0FkKmcYkGjSITNHyW1y27SK+f+sP4kct8u76oYzyseT5w/2JX/1pNlbBgelpnvnYJ5EiQQmJ0ZpCJpAmw8Jga42lM2yjcYzG1hqpNZYRJAIKicOcp7mpWGDa8bC07lgFS3A4+kVXvwg5VSJ6J59JEycxgR8Qtn3qrYCrX1fgMx9cmYaZp56Y8N585esf/Jq5GSWuo4fXZJ28KDfqrtn09IPfuOj9F65p/ckf/NpQcmgmsu+8p4kREj8IGKhWaWYZxWKxN5H9VNEPAuo4Ti991HXdDrpNtUS4ISFa3Y1+dAzSkeBYSMsilQJpKTACk0p0kkFqyGJDFmWYJEVHGSaGVuiz19vHRdfuZK278ZQvWx4z3Z/E3Y9I0ElfkdhWiVLZ4eFmi+c+/CcMjAxhIo2XGRydUNSaYqpxtaaoNaVUU85iXJ3RSTnu5BG3Worbxgs83ZhhWblCow9RKGfB/Sg7tVqNZrPZA2fNt2qDIKDgFWi2mti2RbPRBGlotHzOPdPlD39rVVKqCvvJZ9TvXvnGB792Zxck9p+JsnN3+sRXz/2rs88If/zgUZ2+6+cOWfc/FVIu23hOGafg4jgdE2Wp/O1P/1ya0Gy0QUtoXNUkXmEQlkDZVkcGOwqtRCcnx7KQQiK62XhZnCISg0k1aZwh4gwdp1iJYGpmgqvPeBN/++6bMVEK2iKTGt3VF3KqzTP/8mz6HOCsp4hZFuXSEGU75pbrfpDFJx6l4g5AmmAT4xpDMe0uuNGU0pSiTilmGZ42CAwWMKMc3jM2yl7XodDll0uT3PspuL++RD8yUf5idjL+Y4LQp9losn2ry2c+si7buclTL77AAz/xOwOvvusGUi67O1sKpXRKpLtPfOKwueGyS63x1z30lWvesGb9tnXhzvPPG0kfeHRRHp1IkKqb1d8dSJomgOilduZpjlEU9ag3SRIQEPg+ylb4G32ycgams/FgFAgpQL38EUqgRaegmbAMBgPS0AkP1B1o/8zgFDyeO7qXtctXc/6aC0kxOFJ1k9teBjv5p/BBbAsyMtzSICvPOptnv/plROjjSAulNRJQnQgIQGObzga8MoJCpnENSDSxkHypXOZgGOBZVg9tJ5ep/XCJ/amheXps/iLGcUSaJrTbbZIkpNmI2LSmwN9+aEu6c7u2XpowDz705Jmv/9OPfrV9/ccPnxIn65QLfOONcMMnDpsbTkeNv+WSv3/bm9NXnrG1vfFVZ1eS+5+K1NHjAVJqjM56GXVCdpKoc/T0HABtqZmUZbpDqes12gPbKCTdj1BIJLa0sIzCQqGMxDIWKrOwMgulLVRmUJlAZSC1wMZCAo8ceJwrNr6GkWKZKO5EcLxcTcWcspZDP7WITkALaRxRWbeOgm1z8O57wXPQ0iKRklQKtJBoJckQaGUTKUGmJLEQGGMxb3t8uVpk2hiKtk3WVUJzUy+fk/xY/1zlVJvpjChKOmlEcaeG0+aNDh//0IbsgjND6/mDtYnPfmv08l9835fntelYaP9itNkcu+Mz33hn5bzKvm9sXRddvO9glv7Sfz9q3Xpvi0KhSqFgcJ0ijlPBcjrmTz/bWYpuo7XGSIjtCOMZMi1RQoEAbTKk6oCAKSvPUOjauNqAEBitUUKSpSlSKrI+rMooDlhZGqfqVDCy4yDpR4LtR67px6rM8SyFECjZicOyHQcZp4QnTpCkQSeTQXf2W5WQ6CxDKYlJNLZQyFQjBUhSfCWYdYpE8uSc4HxelqIZ5Nq9EKLjJdQZYeiTxFk3a9LnvHM8PvZ7q9OztrrW85PmyG0Pll/3C7/y4L5/CnVW/HPQZm+8Ef3eP//z8k+e9fGPnLW89UPTDZW973/Nys/eNC0sp4i0Y6rFKiYTVGoVojCiVCoSRZ16CGC6dRgc2r5PqVzGr7cpugXCJOxq44okCigWPFqtNqVKuYe0nsQJQnScDkEYUioVabXaVCpl2m0f1+0ivguBJRXNVoNipUyz0aRcfrmszlLE935IxTzjPmeXXsGj1W4zPDBMM/Sx+6EMLUUQhFTKJVptn0KphB8EOI6L1hnSpJScIu12i0q1SruLR5LXhzgZ3b5JqdQZq1vwaPltpDbEYUg7ScniiKtfW+MD1y9LN62xrH2HCo9//sENb7zxV3ef6Hirvnt1ln8mXvT18sYbb9QgeODL535053b9k2kSZx/82Kz4Xx+dke1IUa46FBwP13WxXRvbcnr1GHpU3IWMl1qjhUAL0S1o1VXG6GA0ivy4WAL+mR/TfTCDueLSEcdIaVAIjFF0VduTzLZTwSguNWHyvgSm4y41J49DI17mJjJP6RZkout00Z2iWkJ+e8a+6YKSaW3QOut+a7I0IY4j4jghSiIadR/L0vzyDy8zv/Yzo+nAkGPvn7K/fsfj1g+99733Lfxz8aLFv6yoZIeLPHLrK9+3fUXrg8VSwNfvDbPf+P1p9cy+ANtxKBfKGJlRKBTA5ChyCq0NntdBwPGKJfx2m4Lndfaeu3Zg1HWU5EChOfJMkqQ9V14PuabVplTuAH3ajoM2uqNwOTbtHhhpo0edeemd3EHTDwLab8LkypDnFWj7PuVSZ6yd0jsZQoCyJGEYUCp1OEi5h7LjdOoqmU7mfhiGL4OzFkuEQdjN4O9gZ3U4Wgvbtmk1W52QonZIlEZsWWtzw6+uzq6+oqhsO+WJQ8N/dv5r7v+Ffq76f6lmQ6f41f1fe+3Vy0rz/3vjhmD86GScXv/BhvrE7ilhDBSKFTxPYSmJ67ooZXe27Lq4yLZlkWl9EvJ7D3GmKztzr05PdnbxqnLnRO7x6ceC7kdf70eX7zfbckWnv2pLvwzur7rSATmxyLLOuOiBnaoevnOWpSfhhSzFtupVjxGSLO2aa90SB6AJ/ZTURIRRRNBOgYRrXz9sfvdXlmdb12vrRF3Xj8w6f3DBlU//wb+maJb6Fy4wN964xxizS63Z8tW9Wy49+7Mu9jnrxpqb3nhZUZy1tZIdOpzKwxM+YZRiKUmaaoyBTHdMqTTtTFbuYepnlVmWYUmLOIl7k9dfVidvcyqk9n7HRafekuzha+XX97TlLnJPP/h4fp+lpXv6X8K8tmH+EljWyaV7+jdG+lHdOyXxdMfs0SlxnJGmCWHYIk0D6k2fJNKcsd3i9391PPv19y6XK8cz+eIR+5t7Dm5+8+VvvfurHS/j3ebuu/9lNZSsfx0k7u6s6/E6AebKB/7+8p/cONz+wLVvciuvvLCm//rz0/zlp2bksZkIVJtqoYbWCVkpI9EZxpR7rDKfoKW1iPItRilf9tv2o7nnWnA/FH/uE0/TBNu2eqw5vyZ3dizVonMzJb9PjtTe/91f38EYyDKDELKrPNLzt+fX96PcdsrqKMIoQWhDHEXEOiMOU7IsYXRA8RM/NKZ/7O01s2GNUNOzsf/soZE/OuPSu24AYe6881JLiBvT/5TKZ7nD6rN//Y4N56x56TeXL/N/bLCW8cRzWfaXn54VX7plUc4uZEjVQbtxbJCW15PNtp1vx72MFP+yfzv3hH07/F+/ibEUa3npzs1SYLZ+xPnvVjZnKSjpy2xXnqS0ddDaO2XkTZ9rNF/0LNNkSUKsI5JYEPptkjSmVnV4w2s8/YvvGjYXnF1W7VgwMS2+sudQ5Tevftd9e4xBfDc09/+w2oX9RZtu/8z5l69ckf7JppX6TEvBY3tb2Wf/rs5NX51VEzMdXKpisVOY2bZtEB1Pk+vYXf9sqaucVLq7U0WyNMWgTypIlftu/VNACOZQiM1ms+cT75hr9OoS9sMllkqlnhcu98DlClilUnnZXOsCreWwjcVikVazY2b5QYBl2WRZ2qP4DsiZJIrCTmpLOwUEI4OGt101qH/kbUPmgnOVEji8eNTsmzMj/+OiS7/5xe+Z2oWn0LI7ZWVPu9558s/vu6bkLfz6mjFztmNnPPN8O/v4l1rccntL7t3fFiCwlEvB6+A/SeWipMKyOy5Ky3KQQvbAzfLf/crMqQA+v1MdiFPBAy4tvdNfY2EpsGk/VLIQkGVdD1hu8mQxOsvIUkizhEx3gvWiICFKY8Cwea1rXnN5Vb/72kEu3GEpEoujM+qJdlb78//vw/rm3bvvbn1PVh9dWtPwB67bnRmATT/v3vnhp69ZOdx+74qB+PtK5ZSjRwx3PNRKv/S1urznUV8uLqaAg2ULLEvi2hKpJbbjkhmN5di9ic/laQ7a2QMR7crXfGeofz84p7xc0873g3vVQ/v3g7usOa8fnO+GdQph2j0KBtlX3ifAshyiOETJDiRinCYksQASKmXFhWfa+pq3LdNXXFCwtm6w8VuGIye8p08sqg9c/v7zd7P/z6JTFdX+Xq4ALszNu+TLgxXc940r3jrmTv7wwKB51eiwHEpTwQNPxfrOe1rm7vvr4tFnfdn0TVexF5RchRAKYUmk6kRRWJbdK8mel7zJy9PQzUJUlkXaPZckCa7jkOammAFtTE/Ddl33JEWs08Z00XPtHq5mFMVI1XGP5hDKSZIglSSJIoSwaQUhmA5HLRUkZ22r6O+7sGxe92opvm/HsLSKmqmFJJ6ZK9yeUP3Yzive+w9wXZaX50Xs1gLMf5kS7/0Lza7dOnfi/MmfXLHs3C3yp8bKU29bNcpZhQGb5nzE8y9q/c37F/RdjyXy6Wd9MTEdiJcxmS1c28Z2DZayEUYiVMebJCRI0Q2pQfS87p0wm078VMfzZfKIA6AT4CcVPRA1Ywwa09mD1p3AXaMzDJ3iGNIIMlKyTJAkKWGcdIoFd31by4eVOfP0AXPxK5R+3aUluX19SdZGFGk75dAJ+6VmVPzC4y82P/7j733m+SWl3b+tkMZ/pQV+WYbdvEuxa7d52Xdq5O03v/LVw9XsXUMj0TnD1WRHqSTJIs3T+3wOHiN7+Im6eeDxtjg8aeT0VCrCKDsJqF5KCylMB7NSdt5/27ZJdYdy4zjBsfPiz50F1lpj2ZI07qSnxnGEbdnEWYpEdjL7tQFhiNMUjIPOwm6fAkhxLBgb88z6VVpfdJZndp45wsb1yjptm0XRs4lbhummeXa+7TxxZJbP/tFNG++/e/fuVtcikOzeJf5vL+x/+AL3m1Z33XWpOllD3KVu+/LCVWOFxunlgfTtNS9dP1QRA8I1pL5kcibhkafm9aEjqT5wxOaZfU1xfCqQ0wuIMO44Nk7eCRTdT74onQVDqA4Fm3xuZW9v99vnWmBbAs+V1KrSbFyh9GlbSqxf4Zk1ay2188yC2DBuo4oWiJiFKdGuh9bEXCP+Ytsfve/S7x+9BV6Wp+bOS60b7rpb/3spT9+zC9zf980375K7doEUXaWs61z70/950egFZ8WvqRasC3Xqnze+LDu9VLSq7qCG1NCaS1hsaebqGRNHMRMnYj0xHzEzl7FQ16IVQb2R4rcSBEIiFHOLETrTYCSW1NQGPTreR02pKE25pEypJBgckGbZgM34iMPKcaVWrPAYrAkGa4LqiAEFSV3hR/hTU/opY7uPtGPnyTufaN3+K7/inYDHkh4L1rvU7t2wq09E/YdPMt8bf+Lmm3fJ0dFpccUVd6dL6089fs+u0X2HXjpjZbVw8fp12da03V6XaWt9pRqvGCwhHCW7BGu68dGCZjvFD7qOCDo4VWkqMHT2rCtlgYVBa4tyNaJQcHGkDaKjSBktiENFFCnqDX9WKm9fIovTk7PBvsVQfr1YXHP48jd8+dhSyjdml2I3/Eex4P8qC7y0CDV33XWpuuwykPLbFxzg/Kuuqn74v3ubh51kZGpiYYstW2Q63FgqlU8bGiqscp0ISxrRbKXrdKY9W6nOhrwMyTKLxGi0ERijdLli9uusnE1M+gthFD2tpXo+iq1kw9rVz4Z+If74p54+/IG/eX7i2z1eoPWl1l13wV0d9mu+Fxa1/+//B8yfOgHybCE9AAAAAElFTkSuQmCC" alt="Renzo-ArtHome"> </p>
<div class="mxm-firm"><b>Renzo-ArtHome</b>tavola interattiva</div></div></div>
<div class="mxm-display">
<div class="mxm-dcell">
<div class="mxm-dl">misura da confrontare</div>
<div class="mxm-dv" id="mxm-dcm">3,00 <small>CM%</small></div></div>
<div class="mxm-dcell">
<div class="mxm-dl">soglia del rivestimento</div>
<div class="mxm-dv" id="mxm-dsoglia">2,0 <small>CM%</small></div></div>
<div class="mxm-dcell">
<div class="mxm-dl">acqua da togliere</div>
<div class="mxm-dv" id="mxm-dlitri">1,05 <small>l/m&#178;</small></div></div>
<div class="mxm-dcell">
<div class="mxm-dl">campioni richiesti</div>
<div class="mxm-dv" id="mxm-camp">2 <small>campioni</small></div></div></div>
<div class="mxm-h" style="margin-top:0">Sei casi costruiti, per vedere come si muove il giudizio</div>
<div class="mxm-preset" id="mxm-preset"><button type="button" data-i="0"><b>Parquet su massetto tradizionale</b><span>5 cm, 2.000 kg/m&#179;, carburo 3,0</span></button><button type="button" data-i="1"><b>Ceramica sullo stesso massetto</b><span>stessa misura, altra soglia</span></button><button type="button" data-i="2"><b>Parquet su radiante a 1,8</b><span>sotto 2,0 ma sopra 1,7</span></button><button type="button" data-i="3"><b>Massetto leggero da 800 letto a 4,0</b><span>l&#8217;esempio del Codice</span></button><button type="button" data-i="4"><b>Anidrite letta a 0,6 sotto parquet</b><span>la soglia &#232; 0,5</span></button><button type="button" data-i="5"><b>Resina epossidica a 3,0</b><span>dentro la forchetta del Codice</span></button></div>
<div class="mxm-h">Il rivestimento e il massetto</div>
<div class="mxm-grid">
<div class="mxm-f t-riv"> <label for="mxm-riv">Rivestimento previsto</label> <select id="mxm-riv"><option value="parquet e legno">Parquet e pavimento in legno</option><option value="resilienti laminati tessili">Resilienti, laminati e tessili (pvc, gomma, linoleum, moquette)</option><option value="ceramica interna">Piastrellatura ceramica, interni</option><option value="lapideo interno">Pietra naturale, interni</option><option value="ceramica esterna">Piastrellatura ceramica, esterni</option><option value="lapideo esterno">Pietra naturale, esterni</option><option value="resinosi">Rivestimento resinoso</option></select> </p>
<div class="mxm-cap">la riga del Prospetto 1, Codice Conpaviper Rev. 05/2022</div></div>
<div class="mxm-f t-mas"> <label for="mxm-leg">Legante del massetto</label> <select id="mxm-leg"><option value="CT">cementizio o leganti speciali (CT)</option><option value="CA">solfato di calcio, anidrite (CA)</option></select> <label style="margin-top:8px"><input type="checkbox" id="mxm-rad">con impianto radiante</label> </p>
<div class="mxm-cap">nel radiante la misura vale solo dopo il ciclo di prima accensione</div></div>
<div class="mxm-f t-mas"> <label for="mxm-mv">Massa volumica asciutta (kg/m&sup3;)</label> <input type="number" id="mxm-mv" value="2000" min="100" max="2600" step="10"> <label for="mxm-sp" style="margin-top:8px">Spessore (cm)</label> <input type="number" id="mxm-sp" value="5" min="1" max="30" step="0.5"> </p>
<div class="mxm-cap">sotto 1.800 kg/m&sup3; la lettura viene convertita con la formula del Codice</div></div></div>
<div class="mxm-h">La misura</div>
<div class="mxm-grid">
<div class="mxm-f t-mis"> <label for="mxm-met">Metodo</label> <select id="mxm-met"><option value="cm">igrometro al carburo, CM% (UNI 10329)</option><option value="krl">KRL tedesco, % UR del campione</option><option value="sonda">sonda in foro al 40 %, % UR</option><option value="cappa">cappa igrometrica, % UR</option><option value="contatto">strumento elettrico a contatto</option></select> </p>
<div class="mxm-cap">solo il carburo si confronta con le soglie italiane; gli altri hanno i loro riferimenti</div></div>
<div class="mxm-f t-mis"> <label for="mxm-val">Valore misurato</label> <input type="number" id="mxm-val" value="3.0" min="0" step="0.1"> </p>
<div class="mxm-cap">CM% su tutto lo spessore, campione frantumato di 50 g (CT) o 100 g (CA)</div></div>
<div class="mxm-f t-mis"> <label for="mxm-m2">Superficie del locale (m&sup2;)</label> <input type="number" id="mxm-m2" value="60" min="1" step="1"> </p>
<div class="mxm-cap">per il numero di campioni della Tabella 1 del Codice</div></div></div>
<div class="mxm-h">L&rsquo;aria che entra nel locale, facoltativa</div>
<div class="mxm-grid2">
<div class="mxm-f t-cli"> <label for="mxm-te">Temperatura dell&rsquo;aria esterna (&deg;C)</label> <input type="number" id="mxm-te" value="20" min="-10" max="40" step="1"> </div>
<div class="mxm-f t-cli"> <label for="mxm-ue">Umidit&agrave; relativa esterna (%)</label> <input type="number" id="mxm-ue" value="60" min="0" max="100" step="5"> </p>
<div class="mxm-cap">per leggere la Tabella 1 del Merkblatt TKB-14: ricambio 0,5 volumi/ora, interno 20 &deg;C</div></div></div>
<div class="mxm-err" id="mxm-err" style="display: none;"></div>
<div class="mxm-verd" id="mxm-verd" style="border-color: rgb(178, 59, 59);">
<div class="mxm-v1" id="mxm-v1" style="color: rgb(178, 59, 59);">NON ANCORA</div>
<div class="mxm-v2" id="mxm-v2">La misura 3,00 supera la soglia 2,0 CM%. Non si posa: si asciuga con aria secca e ricambio, oppure si cambia sistema come scelta di progetto. Non si cambia il numero.</div></div>
<div class="mxm-box" style="--bc:#3a5b8a">
<div class="mxm-bt">La soglia applicata</div>
<div class="mxm-bn" id="mxm-soglian">Prospetto 1 del Codice Conpaviper Rev. 5: 2,0 CM%. Norma italiana, via fonte secondaria: UNI 11371 e UNI 11935: 2,0 / 1,7 / 0,5 / 0,2.</div></div>
<div class="mxm-box" id="mxm-leggbox" style="display: none;">
<div class="mxm-bt">Massetto leggero</div>
<div class="mxm-bn" id="mxm-legg"></div></div>
<div class="mxm-box" style="--bc:#1f7a4d">
<div class="mxm-bt">I litri per metro quadro</div>
<div class="mxm-bn" id="mxm-acqua">Acqua libera nel massetto: 3,09 litri per metro quadro (3,0 CM%, 2000 kg/m&#179;, 5 cm). Per scendere alla soglia devono evaporare 1,05 litri da ogni metro quadro.</div></div>
<div class="mxm-box" style="--bc:#a06a00">
<div class="mxm-bt">I campioni</div>
<div class="mxm-bn" id="mxm-campn">per 60 m&#178; secondo la Tabella 1 del Codice (UNI 10329): nelle zone pi&#249; umide, trovate con lo strumento a contatto</div></div>
<div class="mxm-box" style="--bc:#6a6f6a">
<div class="mxm-bt">Il clima e i tempi</div>
<div class="mxm-bn" id="mxm-tempi"><b>Ordine di grandezza dei tempi.</b> La Tabella 1 del Merkblatt TKB-14 d&#224; 37 giorni per l&#8217;asciugatura completa di un massetto cementizio a cemento normale con quest&#8217;aria esterna (cella pi&#249; vicina: 20 &#176;C e 60 per cento), con ricambio di 0,5 volumi all&#8217;ora e clima interno 20 &#176;C. &#200; il massetto di riferimento della tabella, non il tuo: serve a capire quanto pesa il clima, non a fissare una data. La regola britannica direbbe 50 giorni.</div></div>
<div class="mxm-nota"> <b>I limiti di questo calcolo, per iscritto.</b> </p>
<ol>
<li>Le soglie sono il Prospetto 1 del Codice di buona pratica Conpaviper, Rev. 05/2022, letto sul documento. Le norme UNI corrispondenti non sono state lette sul testo: dove il Codice e la norma riassunta dalle fonti secondarie non coincidono, vince in cantiere la prescrizione pi&ugrave; severa fra progetto, rivestimento e adesivo.</li>
<li>Il confronto vale solo per la misura al carburo su tutto lo spessore. KRL, sonda e cappa hanno i loro limiti (80 e 75, 75 e 85, 75 per cento) e non si convertono in CM%; lo strumento a contatto d&agrave; un indice.</li>
<li>I litri per metro quadro sono aritmetica sulla definizione del CM% (acqua sul peso del campione) applicata alla massa volumica e allo spessore che hai scritto: un ordine di grandezza, non una misura.</li>
<li>La conversione dei massetti leggeri vale solo con aggregati a cella chiusa, porosit&agrave; sotto l&rsquo;1 per cento, come prescrive il Codice.</li>
<li>I giorni della tabella TKB-14 riguardano il massetto di riferimento della commissione tedesca, con ricambio di 0,5 volumi all&rsquo;ora e interno a 20 &deg;C: dicono quanto pesa il clima, non quando posare. Lo spessore di quel massetto non &egrave; dichiarato nel Merkblatt.</li>
<li>Nel radiante la misura vale solo dopo il ciclo di prima accensione; un massetto gi&agrave; sotto soglia risale se l&rsquo;aria si fa pi&ugrave; umida: la misura si ripete subito prima della posa.</li>
<li>La tavola non prevede se e quando un pavimento si danneggia: confronta una misura con una soglia pubblicata.</li>
</ol></div></div>
</div></div>
<p> <script src="data:text/javascript;charset=utf-8;base64,;(function(){
/* Motore della tavola "Posso posare?": le stesse costanti e le stesse
   formule di calcoli.py dell'articolo. Niente valori riscritti a mano. */

/* Prospetto 1 del Codice Conpaviper Rev. 05/2022: [CT, CT radiante, CA, CA radiante] */
var SOGLIE = {
  'ceramica interna':            [4.0, 3.0, 0.5, 0.3],
  'lapideo interno':             [4.0, 3.0, 0.5, 0.3],
  'ceramica esterna':            [4.0, null, null, null],
  'lapideo esterno':             [4.0, null, null, null],
  'parquet e legno':             [2.0, 1.7, 0.5, 0.2],
  'resilienti laminati tessili': [2.0, 1.7, 0.5, 0.2],
  'resinosi':                    [[2.0, 4.0], 2.0, 0.5, 0.2]
};
var RIVESTIMENTI = [
  {k:'parquet e legno', n:'Parquet e pavimento in legno', norma:'UNI 11371 e UNI 11935: 2,0 / 1,7 / 0,5 / 0,2'},
  {k:'resilienti laminati tessili', n:'Resilienti, laminati e tessili (pvc, gomma, linoleum, moquette)', norma:'UNI 11515-1: 2,0 e 0,5'},
  {k:'ceramica interna', n:'Piastrellatura ceramica, interni', norma:'UNI 11493-1: 3,0 secondo la stampa tecnica, da confermare'},
  {k:'lapideo interno', n:'Pietra naturale, interni', norma:'UNI 11714-1: 3,0, ridotto a 2,0 per le pietre sensibili'},
  {k:'ceramica esterna', n:'Piastrellatura ceramica, esterni', norma:''},
  {k:'lapideo esterno', n:'Pietra naturale, esterni', norma:''},
  {k:'resinosi', n:'Rivestimento resinoso', norma:'UNI 10966: sotto il 4 secondo il Codice resine 2008, da confermare'}
];
var MV_RIFERIMENTO = 1800;
var CAMPIONI = [[50, 1], [100, 2], [200, 3], [500, 5]];
var KRL = {nr:80, r:75};
var BS_CAPPA = 75, ASTM_SONDA = 75, CFA_SONDA = 85;
var TKB14_T = [-10, -5, 0, 5, 10, 15, 20, 25, 30, 35, 40];
var TKB14_UR = [0, 10, 20, 30, 40, 50, 60, 70, 80, 90, 100];
var N = null;
var TKB14 = [
  [15,15,15,15,15,15,15,15,15,15,15],
  [15,15,15,15,16,16,16,17,18,19,21],
  [15,15,16,16,17,17,18,20,23,27,35],
  [15,16,16,17,18,19,21,25,31,46,113],
  [15,16,17,18,19,21,25,32,49,159,N],
  [16,16,17,18,20,24,30,44,119,N,N],
  [16,17,18,19,22,27,37,74,N,N,N],
  [16,17,18,20,24,31,49,219,N,N,N],
  [16,17,19,22,26,36,74,N,N,N,N],
  [16,18,20,23,29,44,148,N,N,N,N],
  [17,18,21,24,32,57,N,N,N,N,N]
];

function soglia(riv, legante, radiante){
  var r = SOGLIE[riv];
  if (!r) return null;
  if (legante === 'CT') return radiante ? r[1] : r[0];
  return radiante ? r[3] : r[2];
}
function isIntervallo(s){ return s !== null && typeof s === 'object' && s.length === 2; }
function verdetto(cm, riv, legante, radiante){
  var s = soglia(riv, legante, radiante);
  if (s === null) return 'SOGLIA NON PREVISTA';
  if (isIntervallo(s)){
    if (cm <= s[0]) return 'SI PUO POSARE';
    if (cm <= s[1]) return 'DIPENDE DALLA RESINA';
    return 'NON ANCORA';
  }
  return cm <= s ? 'SI PUO POSARE' : 'NON ANCORA';
}
function acquaPerM2(cm, rho, d){ return cm / (100 - cm) * rho * d; }
function acquaDaTogliere(cm, cmMax, rho, d){
  return Math.max(0, acquaPerM2(cm, rho, d) - acquaPerM2(cmMax, rho, d));
}
function cmEquivalenteLeggero(cmIgr, mv){ return cmIgr * mv / MV_RIFERIMENTO; }
function sogliaLeggero(cmMax, mv){ return cmMax * MV_RIFERIMENTO / mv; }
function campioni(m2){
  var i;
  for (i = 0; i < CAMPIONI.length; i++){ if (m2 <= CAMPIONI[i][0]) return CAMPIONI[i][1]; }
  return Math.ceil(m2 / 100);
}
function piuVicino(lista, v){
  var k = 0, i;
  for (i = 1; i < lista.length; i++){ if (Math.abs(lista[i] - v) < Math.abs(lista[k] - v)) k = i; }
  return k;
}
function tkb14Giorni(t, ur){ return TKB14[piuVicino(TKB14_UR, ur)][piuVicino(TKB14_T, t)]; }

/* Gli altri metodi non si convertono in CM%: ciascuno ha il suo riferimento. */
function valutaAltroMetodo(metodo, v, radiante){
  if (metodo === 'krl'){
    var lim = radiante ? KRL.r : KRL.nr;
    return {t: v <= lim ? 'PRONTO SECONDO LA TKB-18' : 'NON ANCORA, SECONDO LA TKB-18',
            ok: v <= lim, rif: 'limite KRL ' + lim + ' per cento (' + (radiante ? 'riscaldato' : 'non riscaldato') + ')'};
  }
  if (metodo === 'cappa'){
    return {t: v <= BS_CAPPA ? 'PRONTO SECONDO LA BS 8203' : 'NON ANCORA, SECONDO LA BS 8203',
            ok: v <= BS_CAPPA, rif: 'limite britannico in cappa ' + BS_CAPPA + ' per cento'};
  }
  if (metodo === 'sonda'){
    if (v <= ASTM_SONDA) return {t:'PRONTO SECONDO LA ASTM F710', ok:true, rif:'massimo ' + ASTM_SONDA + ' per cento in foro'};
    if (v <= CFA_SONDA) return {t:'FRA 75 E 85: DIPENDE DAL RIFERIMENTO', ok:null,
                                rif:'sopra il 75 della ASTM F710, entro l\u2019' + CFA_SONDA + ' che la CFA propone come equivalente del 75 in cappa'};
    return {t:'NON ANCORA, PER TUTTI I RIFERIMENTI', ok:false, rif:'oltre ' + CFA_SONDA + ' per cento in foro'};
  }
  return {t:'UN INDICE, NON UNA MISURA', ok:null, rif:'lo strumento a contatto serve a scegliere dove prelevare'};
}

var PRESET = [
  {t:'Parquet su massetto tradizionale', s:'5 cm, 2.000 kg/m\xb3, carburo 3,0', riv:'parquet e legno', leg:'CT', rad:false, mv:2000, sp:5, met:'cm', val:3.0, m2:60, te:20, ue:60},
  {t:'Ceramica sullo stesso massetto', s:'stessa misura, altra soglia', riv:'ceramica interna', leg:'CT', rad:false, mv:2000, sp:5, met:'cm', val:3.0, m2:60, te:20, ue:60},
  {t:'Parquet su radiante a 1,8', s:'sotto 2,0 ma sopra 1,7', riv:'parquet e legno', leg:'CT', rad:true, mv:2000, sp:5, met:'cm', val:1.8, m2:35, te:20, ue:60},
  {t:'Massetto leggero da 800 letto a 4,0', s:'l\u2019esempio del Codice', riv:'parquet e legno', leg:'CT', rad:false, mv:800, sp:6, met:'cm', val:4.0, m2:45, te:20, ue:60},
  {t:'Anidrite letta a 0,6 sotto parquet', s:'la soglia \xe8 0,5', riv:'parquet e legno', leg:'CA', rad:false, mv:2000, sp:4, met:'cm', val:0.6, m2:60, te:25, ue:70},
  {t:'Resina epossidica a 3,0', s:'dentro la forchetta del Codice', riv:'resinosi', leg:'CT', rad:false, mv:2000, sp:5, met:'cm', val:3.0, m2:250, te:20, ue:60}
];

/* ---------------------------------------------------------------- formato */
function vir(x, dec){
  var s = (Math.abs(x) < Math.pow(10, -dec) / 2 ? 0 : x).toFixed(dec);
  return s.replace('.', ',');
}
function esc(s){ return String(s).replace(/&/g, '&amp;').replace(/</g, '&lt;').replace(/>/g, '&gt;'); }
function el(id){ return document.getElementById(id); }
var VERDE = '#1f7a4d', AMBRA = '#a06a00', ROSSO = '#b23b3b', BLU = '#3a5b8a', GRIGIO = '#8a9490';

function leggi(){
  return {
    riv: el('mxm-riv').value,
    leg: el('mxm-leg').value,
    rad: el('mxm-rad').checked,
    mv: parseFloat(el('mxm-mv').value),
    sp: parseFloat(el('mxm-sp').value),
    met: el('mxm-met').value,
    val: parseFloat(el('mxm-val').value),
    m2: parseFloat(el('mxm-m2').value),
    te: parseFloat(el('mxm-te').value),
    ue: parseFloat(el('mxm-ue').value)
  };
}

function controlla(d){
  if (!isFinite(d.val) || d.val < 0) return 'Serve il valore misurato.';
  if (d.met === 'cm' && d.val >= 30) return 'Una lettura al carburo sopra il 30 per cento non \xe8 un massetto: ricontrolla il valore.';
  if (d.met !== 'cm' && d.met !== 'contatto' && d.val > 100) return 'L\u2019umidit\xe0 relativa non supera il 100 per cento.';
  if (!isFinite(d.mv) || d.mv < 100 || d.mv > 2600) return 'La massa volumica va scritta in kg/m\xb3, fra 100 e 2.600.';
  if (!isFinite(d.sp) || d.sp <= 0 || d.sp > 30) return 'Lo spessore va scritto in centimetri.';
  return '';
}

function aggiorna(){
  var d = leggi();
  var errore = controlla(d);
  el('mxm-err').innerHTML = errore ? esc(errore) : '';
  el('mxm-err').style.display = errore ? 'block' : 'none';
  var rivInfo = null, i;
  for (i = 0; i < RIVESTIMENTI.length; i++){ if (RIVESTIMENTI[i].k === d.riv) rivInfo = RIVESTIMENTI[i]; }
  var s = soglia(d.riv, d.leg, d.rad);
  var etSoglia = s === null ? 'non prevista dal Prospetto' : (isIntervallo(s) ? vir(s[0], 1) + '-' + vir(s[1], 1) + ' CM% secondo la resina' : vir(s, 1) + ' CM%');
  el('mxm-dsoglia').innerHTML = s === null ? '--' : (isIntervallo(s) ? vir(s[0], 1) + '-' + vir(s[1], 1) : vir(s, 1)) + ' <small>CM%</small>';
  el('mxm-soglian').innerHTML = 'Prospetto 1 del Codice Conpaviper Rev. 5: ' + etSoglia +
    (d.rad ? ', misurata dopo il ciclo di prima accensione' : '') +
    (rivInfo && rivInfo.norma ? '. Norma italiana, via fonte secondaria: ' + esc(rivInfo.norma) + '.' : '.');

  var nc = isFinite(d.m2) && d.m2 > 0 ? campioni(d.m2) : null;
  el('mxm-camp').innerHTML = nc === null ? '--' : nc + ' <small>campion' + (nc === 1 ? 'e' : 'i') + '</small>';
  el('mxm-campn').innerHTML = nc === null ? 'scrivi la superficie del locale' :
    'per ' + vir(d.m2, 0) + ' m\xb2 secondo la Tabella 1 del Codice (UNI 10329): nelle zone pi\xf9 umide, trovate con lo strumento a contatto' +
    (d.rad ? '; nel radiante almeno 2 punti per locale, 3 sopra 50 m\xb2, indicati in cantiere dal committente lontano dai tubi (TKB-16)' : '');

  if (errore){
    el('mxm-dcm').innerHTML = '--';
    el('mxm-dlitri').innerHTML = '--';
    impostaVerdetto(GRIGIO, 'DATI DA CONTROLLARE', esc(errore));
    el('mxm-acqua').innerHTML = '';
    el('mxm-tempi').innerHTML = '';
    el('mxm-legg').innerHTML = '';
    return;
  }

  if (d.met !== 'cm'){
    var a = valutaAltroMetodo(d.met, d.val, d.rad);
    el('mxm-dcm').innerHTML = vir(d.val, d.met === 'contatto' ? 0 : 1) + ' <small>' + (d.met === 'contatto' ? 'indice' : '% UR') + '</small>';
    el('mxm-dlitri').innerHTML = '--';
    impostaVerdetto(a.ok === true ? VERDE : (a.ok === false ? ROSSO : AMBRA), a.t,
      esc(a.rif) + '. Questo numero non si converte nel CM% delle soglie italiane: il contenuto d\u2019acqua in peso e l\u2019umidit\xe0 relativa sono grandezze diverse, legate dalla ricetta del massetto (TKB-18). Per confrontarti con il Prospetto serve la misura al carburo su tutto lo spessore.');
    el('mxm-acqua').innerHTML = '';
    el('mxm-legg').innerHTML = '';
    tempi(d, null);
    return;
  }

  /* misura al carburo */
  var leggero = d.mv < MV_RIFERIMENTO;
  var cmConf = leggero ? cmEquivalenteLeggero(d.val, d.mv) : d.val;
  el('mxm-dcm').innerHTML = vir(cmConf, 2) + ' <small>CM%' + (leggero ? ' equiv.' : '') + '</small>';
  el('mxm-legg').innerHTML = leggero
    ? 'Massetto leggero: la lettura ' + vir(d.val, 1) + ' CM% riportata al massetto pesante vale ' + vir(cmConf, 2) +
      ' (' + vir(d.val, 1) + ' \xd7 ' + vir(d.mv, 0) + ' / 1.800). La formula del Codice vale solo con aggregati a cella chiusa, porosit\xe0 sotto l\u20191 per cento.' +
      (s !== null && !isIntervallo(s) ? ' Detto al contrario: su questo massetto la soglia di ' + vir(s, 1) + ' diventa una lettura ammessa di ' + vir(sogliaLeggero(s, d.mv), 2) + ' CM%.' : '')
    : '';

  var v = verdetto(cmConf, d.riv, d.leg, d.rad);
  var colore, spiega;
  if (el('mxm-leggbox')) el('mxm-leggbox').style.cssText = leggero ? '--bc:#8c8375' : 'display:none';
  if (v === 'SOGLIA NON PREVISTA'){
    colore = GRIGIO;
    spiega = 'Per questo rivestimento il Prospetto non prevede una soglia con ' + (d.rad ? 'impianto radiante' : 'questo legante') + ': vale la prescrizione del progetto e della scheda del rivestimento.';
  } else if (v === 'SI PUO POSARE'){
    colore = VERDE;
    spiega = 'La misura ' + vir(cmConf, 2) + ' sta entro la soglia ' + etSoglia + '. Resta da rispettare la scheda dell\u2019adesivo e del rivestimento, se pi\xf9 severa, e da ripetere la misura subito prima della posa: un massetto gi\xe0 sotto soglia risale se l\u2019aria si fa pi\xf9 umida.';
  } else if (v === 'DIPENDE DALLA RESINA'){
    colore = AMBRA;
    spiega = 'La misura ' + vir(cmConf, 2) + ' cade nella forchetta 2,0-4,0 che il Codice lascia ai sistemi resinosi: decide la scheda del sistema. Sotto una resina impermeabile al vapore un supporto umido fa le bolle per osmosi; i sistemi permeabili e gli strati inibitori sono progettati per questo.';
  } else {
    colore = ROSSO;
    spiega = 'La misura ' + vir(cmConf, 2) + ' supera la soglia ' + etSoglia + '. Non si posa: si asciuga con aria secca e ricambio, oppure si cambia sistema come scelta di progetto. Non si cambia il numero.';
  }
  impostaVerdetto(colore, v, spiega);

  /* litri per metro quadro: aritmetica sulla definizione del CM% */
  var dM = d.sp / 100;
  var rhoCalc = leggero ? d.mv : d.mv;
  var presente = acquaPerM2(d.val, rhoCalc, dM);
  var testo = 'Acqua libera nel massetto: ' + vir(presente, 2) + ' litri per metro quadro (' + vir(d.val, 1) + ' CM%, ' + vir(d.mv, 0) + ' kg/m\xb3, ' + vir(d.sp, 0) + ' cm).';
  if (s !== null && !isIntervallo(s)){
    var sogliaLettura = leggero ? sogliaLeggero(s, d.mv) : s;
    var tog = acquaDaTogliere(d.val, sogliaLettura, rhoCalc, dM);
    el('mxm-dlitri').innerHTML = vir(tog, 2) + ' <small>l/m\xb2</small>';
    testo += tog > 0 ? ' Per scendere alla soglia devono evaporare ' + vir(tog, 2) + ' litri da ogni metro quadro.'
                     : ' \xc8 gi\xe0 sotto la soglia: il margine vale ' + vir(-acquaPerM2(d.val, rhoCalc, dM) + acquaPerM2(sogliaLettura, rhoCalc, dM), 2) + ' litri per metro quadro.';
  } else if (s !== null){
    var tog2 = acquaDaTogliere(d.val, s[0], rhoCalc, dM);
    el('mxm-dlitri').innerHTML = vir(tog2, 2) + ' <small>l/m\xb2</small>';
    testo += ' Per scendere al limite basso della forchetta, ' + vir(s[0], 1) + ', devono evaporare ' + vir(tog2, 2) + ' litri per metro quadro.';
  } else {
    el('mxm-dlitri').innerHTML = '--';
  }
  el('mxm-acqua').innerHTML = testo;
  tempi(d, v);
}

function tempi(d, v){
  var box = el('mxm-tempi');
  if (!isFinite(d.te) || !isFinite(d.ue)){
    box.innerHTML = 'Scrivi temperatura e umidit\xe0 dell\u2019aria esterna per leggere la tabella tedesca dei tempi.';
    return;
  }
  var g = tkb14Giorni(d.te, d.ue);
  var cella = 'cella pi\xf9 vicina: ' + TKB14_T[piuVicino(TKB14_T, d.te)] + ' \xb0C e ' + TKB14_UR[piuVicino(TKB14_UR, d.ue)] + ' per cento';
  if (g === null){
    box.innerHTML = '<b>Riumidificazione.</b> Con quest\u2019aria esterna (' + cella + ') la tabella TKB-14 non d\xe0 un numero: l\u2019aria che entra \xe8 pi\xf9 umida di quella del locale e il massetto riprende acqua invece di perderla. Serve aria secca, non tempo.';
  } else {
    box.innerHTML = '<b>Ordine di grandezza dei tempi.</b> La Tabella 1 del Merkblatt TKB-14 d\xe0 ' + g + ' giorni per l\u2019asciugatura completa di un massetto cementizio a cemento normale con quest\u2019aria esterna (' + cella +
      '), con ricambio di 0,5 volumi all\u2019ora e clima interno 20 \xb0C. \xc8 il massetto di riferimento della tabella, non il tuo: serve a capire quanto pesa il clima, non a fissare una data. La regola britannica direbbe ' + vir(Math.min(d.sp * 10, 50), 0) + ' giorni' + (d.sp * 10 > 50 ? ' fino a 50 mm, poi \u201ctempi crescenti\u201d' : '') + '.';
  }
}

function impostaVerdetto(colore, titolo, spiega){
  el('mxm-verd').style.cssText = 'border-color:' + colore;
  el('mxm-v1').style.cssText = 'color:' + colore;
  /* il motore lavora in ASCII, il lettore vede l'accento */
  el('mxm-v1').innerHTML = titolo.replace('SI PUO', 'SI PU\xd2');
  el('mxm-v2').innerHTML = spiega;
  /* il riquadro del massetto leggero compare solo quando serve */
  var lb = el('mxm-leggbox');
  if (lb) lb.style.cssText = el('mxm-legg').innerHTML ? '--bc:#8c8375' : 'display:none';
}

/* --------------------------------------------------------- costruzione */
function montaRivestimenti(){
  var out = [], i;
  for (i = 0; i < RIVESTIMENTI.length; i++){
    out.push('<option value="' + RIVESTIMENTI[i].k + '">' + esc(RIVESTIMENTI[i].n) + '</option>');
  }
  el('mxm-riv').innerHTML = out.join('');
}
function montaPreset(){
  var out = [], i;
  for (i = 0; i < PRESET.length; i++){
    out.push('<button type="button" data-i="' + i + '"><b>' + esc(PRESET[i].t) + '</b><span>' + esc(PRESET[i].s) + '</span></button>');
  }
  el('mxm-preset').innerHTML = out.join('');
}
function applicaPreset(i){
  var p = PRESET[i];
  el('mxm-riv').value = p.riv;
  el('mxm-leg').value = p.leg;
  el('mxm-rad').checked = p.rad;
  el('mxm-mv').value = p.mv;
  el('mxm-sp').value = p.sp;
  el('mxm-met').value = p.met;
  el('mxm-val').value = p.val;
  el('mxm-m2').value = p.m2;
  el('mxm-te').value = p.te;
  el('mxm-ue').value = p.ue;
  aggiorna();
}
function avvia(){
  if (!el('mxm-tavola')) return;
  montaRivestimenti();
  montaPreset();
  var ids = ['mxm-riv', 'mxm-leg', 'mxm-rad', 'mxm-mv', 'mxm-sp', 'mxm-met', 'mxm-val', 'mxm-m2', 'mxm-te', 'mxm-ue'], i;
  for (i = 0; i < ids.length; i++){
    el(ids[i]).addEventListener('input', aggiorna);
    el(ids[i]).addEventListener('change', aggiorna);
  }
  el('mxm-preset').addEventListener('click', function(ev){
    var b = ev.target;
    while (b && b !== el('mxm-preset') && b.tagName !== 'BUTTON') b = b.parentNode;
    if (b && b.tagName === 'BUTTON') applicaPreset(parseInt(b.getAttribute('data-i'), 10));
  });
  applicaPreset(0);
}

window.MXM_TAVOLA = {
  soglia: soglia, verdetto: verdetto, acquaPerM2: acquaPerM2, acquaDaTogliere: acquaDaTogliere,
  cmEquivalenteLeggero: cmEquivalenteLeggero, sogliaLeggero: sogliaLeggero, campioni: campioni,
  tkb14Giorni: tkb14Giorni, valutaAltroMetodo: valutaAltroMetodo,
  SOGLIE: SOGLIE, RIVESTIMENTI: RIVESTIMENTI, PRESET: PRESET, TKB14: TKB14,
  aggiorna: aggiorna, applicaPreset: applicaPreset
};

if (document.getElementById('mxm-tavola')){
  avvia();
} else if (document.readyState === 'loading'){
  document.addEventListener('DOMContentLoaded', avvia);
} else {
  avvia();
}
})();
"></script><br />
<!--/mxTAVOLA--></p>
<p style="font-size:14px;color:#555">Tutte le tavole interattive: <a href="https://www.renzo-arthome.com/calcolatori/">I calcolatori</a>.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1257" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig3-che-cosa-misura-ogni-metodo.png" alt="Sezione del massetto con i cinque metodi di misura alla loro profondità: cappa in superficie, strumento a contatto vicino alla superficie, sonda al 40 per cento, carburo e KRL su tutto lo spessore, stufa in laboratorio" class="wp-image-3887" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig3-che-cosa-misura-ogni-metodo.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig3-che-cosa-misura-ogni-metodo-300x236.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig3-che-cosa-misura-ogni-metodo-1024x804.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig3-che-cosa-misura-ogni-metodo-768x603.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig3-che-cosa-misura-ogni-metodo-1536x1207.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 3. Stesso massetto, cinque numeri. Cambiano la grandezza misurata e la profondità a cui si misura: per questo 2,0, 75 e 80 non sono confrontabili fra loro.</figcaption></figure>
<h2>Il dato che smonta la scorciatoia: la superficie dà il valore sbagliato</h2>
<p>La scorciatoia più diffusa è l&#8217;occhio, prima ancora del calendario. Il massetto è chiaro, al tatto è asciutto, lo strumento a contatto appoggiato sopra segna basso: si posa. Il manuale svedese dice esattamente il contrario, nella pagina dei principi. Un massetto che asciuga da sopra ha un profilo: la superficie si porta in fretta all&#8217;umidità relativa della stanza, il fondo resta bagnato, e nel mezzo c&#8217;è un gradiente. Quando si posa un rivestimento chiuso al vapore, l&#8217;evaporazione si ferma e l&#8217;acqua del fondo sale. Con il passare del tempo tutto lo spessore, superficie compresa, si porta al valore che c&#8217;era alla profondità equivalente. Per una lastra di calcestruzzo che asciuga da un lato quella profondità è il 40 per cento dello spessore. Il manuale svedese la riserva al calcestruzzo, e per i livellanti chiede il campione frantumato su tutto lo spessore; è la guida britannica ad applicarla anche ai massetti, con il limite dei dieci centimetri.</p>
<p>È per questo che il limite del 75 per cento in cappa e il limite del 75 per cento in foro non sono lo stesso limite. La nota dell&#8217;associazione britannica dei posatori lo dice con una frase che riassume il problema: quando in superficie si misura 75, in profondità c&#8217;è 85. E ne trae la conseguenza: il 75 britannico era nato per la cappa e andava accompagnato, per la sonda, da un 85; trasportarlo pari pari alla sonda rendeva non pronti massetti che con il metodo storico erano pronti da un pezzo. Gli Stati Uniti, dove la sonda è il metodo corrente, nelle specifiche pubbliche chiedono un massimo del 75 per cento in foro secondo la ASTM F2170, oppure, con la vecchia prova al cloruro di calcio, un&#8217;emissione massima di 3 libbre d&#8217;acqua ogni mille piedi quadri in 24 ore, che fanno 1,36 chili su 92,9 metri quadri. Sono tre numeri diversi, e ciascuno è giusto per il suo metodo.</p>
<p>Il metro di riferimento, in tutta questa storia, è il rivestimento. Il manuale svedese introduce per questo l&#8217;<em>umidità relativa critica</em>: il valore più alto che un dato materiale, con la sua colla, sopporta senza danneggiarsi. Al momento della posa il calcestruzzo sta tipicamente fra l&#8217;85 e il 95 per cento in profondità, e il rivestimento da posare decide se basta. Tradotto nel linguaggio italiano del carburo, è la stessa idea del Prospetto del Codice di buona pratica: non una soglia, ma una soglia per ogni finitura.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1295" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig4-gradiente-e-ridistribuzione.png" alt="Profilo di umidità nello spessore del massetto prima della posa e dopo la posa di un rivestimento chiuso al vapore, con la profondità del 40 per cento e il confronto fra 75 in cappa e 85 in foro" class="wp-image-3888" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig4-gradiente-e-ridistribuzione.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig4-gradiente-e-ridistribuzione-300x243.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig4-gradiente-e-ridistribuzione-1024x829.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig4-gradiente-e-ridistribuzione-768x622.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig4-gradiente-e-ridistribuzione-1536x1243.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 4. Prima della posa la superficie è asciutta e il fondo bagnato. Dopo la posa l&#8217;acqua si ridistribuisce e il rivestimento trova l&#8217;umidità che c&#8217;era al 40 per cento dello spessore. Misurare in superficie significa misurare il valore sbagliato.</figcaption></figure>
<h2>La regola del millimetro al giorno, messa alla prova</h2>
<p>La regola britannica dice un giorno per ogni millimetro di spessore fino a 50 millimetri, poi tempi crescenti, e vale &#8220;in buone condizioni di asciugatura&#8221;. La riportano i produttori di massetti britannici con riferimento alla norma sui massetti, la BS 8204-1, e la Concrete Society ne precisa il campo: la regola riguarda i massetti di livellamento cementizi, non il calcestruzzo. Per una platea di 150 millimetri che asciuga da un lato la stessa norma britannica parla di più di un anno. In Italia circola nella forma del centimetro a settimana, e nel mio articolo sull&#8217;umidità da costruzione l&#8217;ho riportata così, con l&#8217;avvertenza che serve a programmare e non a certificare. Qui la metto alla prova con le due fonti che danno numeri.</p>
<p>La prima è la Concrete Society, che riassume il modello svedese per le lastre di calcestruzzo. Il tempo di base dipende dal rapporto acqua/cemento e dall&#8217;umidità relativa che si vuole raggiungere in foro: per arrivare all&#8217;85 per cento servono 50 giorni con a/c 0,4 e 180 con a/c 0,7; per arrivare al 90 bastano 20 e 95. Poi arrivano i fattori correttivi. Se la lastra asciuga da un lato solo, come una platea a terra, il tempo si moltiplica per 2,0 con a/c 0,4 e per 3,2 con a/c 0,7. Lo spessore fa il resto: 0,4 per 100 millimetri, 1,0 per 180, fino a 1,8 per 250 millimetri con a/c 0,7. Il clima ha la sua tabella, con un fattore per ogni coppia di umidità e temperatura dell&#8217;aria; nella copia che ho le colonne delle temperature non si leggono con certezza, e uso solo i due valori che il documento applica nei suoi esempi: 1,3 a 10 gradi e 60 per cento, 1,0 a 18 gradi e 60 per cento. L&#8217;esempio del documento dice tutto: una platea da 150 millimetri con a/c 0,5, da un lato, a 10 gradi e 60 per cento, arriva all&#8217;85 per cento in foro in 215 giorni. La regola del millimetro al giorno qui non si applica nemmeno: si ferma a 50 millimetri e riguarda i massetti, non le platee.</p>
<p>La seconda fonte è il Merkblatt 14 della commissione tedesca, che riporta una tabella calcolata dei giorni di asciugatura di un massetto cementizio a cemento normale in funzione del clima esterno, con un ricambio d&#8217;aria di mezzo volume all&#8217;ora e un clima interno di 20 gradi e 100 per cento di umidità relativa. Il senso: il massetto bagnato satura l&#8217;aria del locale chiuso, e asciuga solo l&#8217;aria nuova che entra con il ricambio. Per questo conta il clima di fuori. Letta per righe, la tabella smentisce un&#8217;intuizione comune, quella per cui d&#8217;estate si asciuga meglio. Con aria esterna a 20 gradi e 60 per cento servono 37 giorni; a 20 gradi e 80 per cento, 74; a 25 gradi e 70 per cento, 219. Con aria a meno 10 gradi, a qualunque umidità, ne bastano da 15 a 17, perché l&#8217;aria fredda portata dentro e scaldata a 20 gradi è secchissima e porta via acqua a ogni ricambio. Sopra certe combinazioni la tabella non dà più un numero ma un asterisco, che il documento chiama riumidificazione: l&#8217;aria che entra è più umida di quella che c&#8217;è, e il massetto riprende acqua invece di cederla. A 30 gradi e 60 per cento si è già lì. Lo spessore del massetto di riferimento non è scritto nella tabella, e il Merkblatt rimanda, per i tempi di asciugatura, alla relazione di Schnell del 1994 alle giornate dei periti edili di Aquisgrana: lo dichiaro, perché è il limite di questo dato.</p>
<p>Il rapporto del 2012 aggiunge il meccanismo. Il massetto bagnato asciuga in fretta, il massetto quasi asciutto asciuga piano: la coda è lunga, e la regola lineare del millimetro al giorno la ignora. In numeri, la costante di diffusione dell&#8217;acqua nel massetto cementizio sta intorno a 2 per 10 alla meno 5 metri quadri al giorno quando il massetto è poco umido, e sale fino a 14 per 10 alla meno 5 sopra l&#8217;80 per cento di umidità relativa. La stessa commissione osserva che un massetto che si è adattato a un clima si riequilibra a un altro: è la riumidificazione vista dall&#8217;altro lato, e vale per la cantina umida di settembre come per il locale chiuso con gli intonaci freschi.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1295" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig5-tempi-e-clima.png" alt="Tabella del Merkblatt tedesco con i giorni di asciugatura del massetto in funzione di temperatura e umidità dell'aria esterna, confrontata con la retta della regola del millimetro al giorno" class="wp-image-3889" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig5-tempi-e-clima.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig5-tempi-e-clima-300x243.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig5-tempi-e-clima-1024x829.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig5-tempi-e-clima-768x622.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig5-tempi-e-clima-1536x1243.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 5. A sinistra la regola del calendario, una retta che non vede il clima. A destra la tabella tedesca: da 15 giorni con aria gelida e secca a 219 con aria tiepida e umida, e le celle in cui il massetto riprende acqua invece di perderla.</figcaption></figure>
<h2>Le scorciatoie che non tengono</h2>
<p><strong>&#8220;Sono passati sessanta giorni.&#8221;</strong> Il tempo è una condizione necessaria e non un certificato. La tabella tedesca dà 37 giorni con aria a 20 gradi e 60 per cento, e 219 con aria a 25 gradi e 70 per cento, per lo stesso massetto con lo stesso ricambio d&#8217;aria. La Concrete Society, per le lastre, parte da un tempo di base fra 50 e 180 giorni secondo il rapporto acqua/cemento e lo moltiplica per lati di asciugatura, spessore e clima: l&#8217;esempio del documento arriva a 215. Sessanta giorni non dicono nulla senza sapere in quale clima sono passati.</p>
<p><strong>&#8220;In superficie è asciutto.&#8221;</strong> La superficie si porta in fretta all&#8217;umidità dell&#8217;aria, e il fondo no. La misura che conta sta al 40 per cento dello spessore, o su tutto lo spessore frantumato. La superficie asciutta non dice l&#8217;umidità che il rivestimento troverà sotto di sé dopo la posa.</p>
<p><strong>&#8220;Lo strumento a contatto segna due.&#8221;</strong> Lo strumento a contatto non segna un contenuto d&#8217;acqua: segna un indice che dipende dal materiale e dai sali, e lo segna vicino alla superficie. Il Codice gli assegna il compito giusto, trovare le zone più umide dove prelevare; la revisione 5 lo scrive accanto alla tabella dei prelievi. Il numero che si confronta con la soglia esce dal carburo.</p>
<p><strong>&#8220;L&#8217;ho misurato il mese scorso ed era a posto.&#8221;</strong> Il Merkblatt tedesco sui massetti rapidi lo chiama riumidificazione: un massetto che ha raggiunto la soglia con un certo clima risale se l&#8217;umidità dell&#8217;aria cresce. Da qui la regola: il limite va verificato subito prima della posa, anche se il massetto lo aveva già raggiunto una volta. Il mese di settembre, con i locali chiusi e gli intonaci appena finiti, fa risalire un massetto che in luglio era pronto.</p>
<p><strong>&#8220;È un massetto rapido, è asciutto per definizione.&#8221;</strong> I documenti distinguono tre casi, e nessuno dei tre dispensa dalla misura. La commissione tedesca divide i leganti rapidi in due famiglie, secondo quanti leganti si aggiungono al cemento normale: i binari ne aggiungono uno, il cemento alluminoso, i ternari due. La famiglia non si riconosce dal prodotto: la dice la scheda tecnica. I ternari legano molta acqua e asciugano davvero in fretta, tanto che clima e spessore contano poco, e per loro il Merkblatt rimanda alle indicazioni del produttore sulla maturità di posa. I binari induriscono in fretta ma asciugano come un massetto normale, e hanno gli stessi limiti del cemento normale. Il terzo caso è il cementizio con additivi acceleranti, e qui il Merkblatt è netto: non esistono pubblicazioni scientifiche che giustifichino soglie di umidità più alte. Se un produttore le dichiara, il Merkblatt parla di esecuzione speciale, con l&#8217;obbligo di dichiararlo. In tutti e tre i casi il limite va verificato subito prima della posa. La scheda del produttore dice quando il massetto raggiunge il valore nelle condizioni di scheda: un legante a presa normale e asciugamento veloce arriva sotto il 2 per cento dopo quattro giorni, uno a presa e asciugamento rapidi sotto il 2 dopo ventiquattro ore e sotto l&#8217;1,6 dopo tre giorni. Quelle sono prestazioni nelle condizioni dichiarate, e la misura in cantiere dice se le condizioni c&#8217;erano.</p>
<p><strong>&#8220;Ci metto un primer e chiudo.&#8221;</strong> Il Codice lo ammette, con una formula che va letta per intero: se i valori non sono rispettati si procede all&#8217;asciugatura fisica in condizioni ambientali adeguate. Solo per i massetti cementizi, e «in alcuni casi», si può intervenire con un primer contro il passaggio dell&#8217;umidità o con una membrana desolidarizzante, cioè una stuoia che separa il pavimento dal massetto e lascia muovere i due strati l&#8217;uno rispetto all&#8217;altro. Per i cementizi, in alcuni casi, e come scelta di progetto: non come rimedio dell&#8217;ultimo momento. Per le resine il Codice dedicato spiega che cosa succede quando si chiude un supporto umido con un rivestimento impermeabile al vapore: la sezione sulle resine lo racconta.</p>
<p><strong>&#8220;Due CM% fanno l&#8217;80 per cento di umidità relativa.&#8221;</strong> Non esiste la conversione. La commissione tedesca ha cambiato metodo proprio perché il contenuto d&#8217;acqua in peso si traduce in umidità relativa solo conoscendo la ricetta, e il rapporto sperimentale del 2018 sulle isoterme di assorbimento mostra curve diverse per massetti diversi. Lo stesso rapporto aggiunge un&#8217;avvertenza sulla temperatura: la lettura KRL si sposta di 0,3-0,5 punti per ogni grado, uno scarto che fra 15 e 25 gradi si può trascurare e fuori da quell&#8217;intervallo no; il manuale svedese, per il pavimento radiante, chiede di spegnere l&#8217;impianto due giorni prima della misura e di riportare la lettura a 20 gradi.</p>
<p><strong>&#8220;L&#8217;anidrite è come il cemento, cambia il colore.&#8221;</strong> Cambia la soglia, 0,5 contro 2,0 sotto legno e resilienti e 0,5 contro 4,0 sotto ceramica e pietra, e cambia la procedura, perché il gesso tiene acqua legata nel cristallo e inganna la stufa. Cambia anche la preparazione: secondo il riassunto delle norme fatto dal produttore, il massetto in anidrite va levigato entro una settimana dalla posa. Dopo il completo asciugamento va consolidato con un primer idoneo. E cambia il rapporto con la resistenza: il Merkblatt sulla misura al carburo scrive che un massetto a solfato di calcio raggiunge le resistenze di norma solo se è asciutto, cioè sotto lo 0,5.</p>
<h2>I quattro massetti, e il quinto che sta sotto</h2>
<p><strong>Il cementizio tradizionale.</strong> Sabbia e cemento impastati in cantiere, rapporto acqua/cemento fra 0,5 e 0,7. Asciuga per evaporazione dell&#8217;acqua in eccesso attraverso la superficie, e quindi con il clima. Per l&#8217;indurimento i documenti tedeschi parlano di circa quattro settimane, purché l&#8217;acqua non sia stata ridotta troppo dagli additivi; la prassi italiana riportata dal produttore prevede tre settimane prima di accendere un impianto radiante. La soglia del Codice è 4,0 CM% per ceramica e pietra, 2,0 per legno, resilienti, laminati e tessili.</p>
<p><strong>Il cementizio con additivi.</strong> Il superfluidificante abbassa il rapporto acqua/cemento a 0,4-0,6: a parità di cemento si lega la stessa acqua e ne resta meno da far evaporare, quindi la soglia arriva prima. Il Merkblatt tedesco però frena: la riduzione del tempo di attesa non si può prevedere in modo affidabile, perché la velocità di evaporazione resta legata al clima e allo spessore. Si misura, e con un&#8217;avvertenza che viene dal rapporto del 2012: con poco cemento e poca acqua d&#8217;impasto un massetto può leggere meno di 2,0 al carburo ed essere ancora umido per il rivestimento. Per gli additivati la soglia resta quella del rivestimento, perché il Merkblatt non conosce pubblicazioni che giustifichino valori più alti; il problema vero è l&#8217;opposto, il massetto che legge sotto la soglia ed è ancora umido, ed è uno dei motivi per cui la commissione tedesca è passata alla misura in umidità relativa.</p>
<p><strong>Il rapido.</strong> Con i leganti ternari il rapporto acqua/cemento scende a 0,40-0,45 e la quota legata è alta. Le schede italiane che ho letto non dichiarano la famiglia del legante, e i loro numeri vanno presi per quello che sono: la scheda di un legante a presa normale e asciugamento veloce dichiara pedonabilità dopo 12 ore, posa della ceramica dopo 24, della pietra dopo 2 giorni, di resilienti e legno dopo 4, con umidità residua sotto il 2 per cento al quarto giorno; il Quaderno del produttore riporta sotto 3,5 a 24 ore e sotto 2 a 4 giorni per quel legante, sotto 2 a 24 ore e sotto 1,6 a 3 giorni per il legante a presa e asciugamento rapidi della stessa casa. Con i leganti binari, cemento Portland più cemento alluminoso, si guadagna sulla resistenza e non sull&#8217;asciugatura. Il nome commerciale non dice a quale famiglia appartiene il sacco: lo dice la scheda, e lo conferma il carburo.</p>
<p><strong>L&#8217;anidrite.</strong> Reazione di indurimento conclusa in circa due settimane, ma la resistenza di norma arriva solo a massetto asciutto. Soglia 0,5 CM%, che scende a 0,3 o 0,2 con il radiante. Levigatura entro una settimana, primer dopo l&#8217;asciugamento. Prima di accendere un impianto radiante bastano 7 giorni contro i 21 del cementizio. Per il gesso la prova in stufa è inaffidabile e il carburo richiede la sua agitazione.</p>
<p><strong>Il radiante.</strong> Qualunque legante, con dentro le tubazioni. Le soglie scendono: 1,7 per il cementizio sotto legno e resilienti, 3,0 sotto ceramica e pietra, 0,3 e 0,2 per l&#8217;anidrite. La misura si fa dopo il ciclo di prima accensione e prima della posa, ed è l&#8217;unica prova del collaudo che il Codice colloca dopo il ciclo; tutte le altre, planarità, quote, fessure e resistenza, vanno fatte prima. Il Quaderno del produttore aggiunge che lo shock termico del ciclo apre spesso fessure, da sigillare prima della posa.</p>
<p><strong>Il sottofondo alleggerito, sotto tutti.</strong> Non è un massetto ma decide quanto il massetto asciuga. Ha la sua lettura al carburo da convertire con la massa volumica, e ha bisogno dello strato separatore, altrimenti alimenta il massetto da sotto per settimane. Quando il pavimento si solleva a sei mesi dalla posa e il massetto misurato risulta a posto, l&#8217;acqua può venire da lì.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1448" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig6-i-quattro-massetti.png" alt="I quattro massetti a confronto in sezione: tradizionale, rapido, anidrite e radiante, con sotto il sottofondo alleggerito; per ciascuno la soglia, i tempi dichiarati dai documenti e la prova che lo riguarda" class="wp-image-3890" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig6-i-quattro-massetti.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig6-i-quattro-massetti-300x272.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig6-i-quattro-massetti-1024x927.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig6-i-quattro-massetti-768x695.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig6-i-quattro-massetti-1536x1390.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 6. Stesso spessore, quattro comportamenti. Il rapido ternario lega l&#8217;acqua, il binario no; l&#8217;anidrite ha soglie molto più basse, 0,5 contro 2,0 sotto legno e resilienti; il radiante si misura dopo il ciclo. Sotto tutti, il sottofondo, che di solito non viene misurato.</figcaption></figure>
<h2>Quando si può posare, rivestimento per rivestimento</h2>
<p>La tabella che segue è il Prospetto 1 del Codice di buona pratica nella revisione 5 del 2022, letto sul documento. Le quattro colonne sono il massetto cementizio senza e con radiante, e il massetto a solfato di calcio senza e con radiante; i valori sono massimi di umidità residua al carburo, rilevati su tutto lo spessore, e per il radiante dopo il ciclo di prima accensione. Accanto riporto quello che le norme italiane dicono secondo le fonti secondarie che le hanno riassunte, e quello che dicono i documenti stranieri, che usano altre grandezze.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Rivestimento</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Cementizio</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Cementizio radiante</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Anidrite</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Anidrite radiante</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Norma italiana, via fonte secondaria</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Altrove</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Piastrellatura ceramica, interni</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>4,0 CM%</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3,0 CM%</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,5 CM%</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,3 CM%</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>UNI 11493-1: 3,0 per il cementizio ⚠️ (solo stampa tecnica)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>rapidi: 24 ore da scheda</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Pietra naturale, interni</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>4,0 CM%</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3,0 CM%</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,5 CM%</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,3 CM%</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>UNI 11714-1: 3,0; 2,0 per le pietre sensibili; 0,5 anidrite ✅²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>rapidi: 2 giorni da scheda</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Ceramica e pietra, esterni</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>4,0 CM%</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'></td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'></td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'></td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'></td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'></td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Parquet e pavimento in legno</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2,0 CM%</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,7 CM%</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,5 CM%</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,2 CM%</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>UNI 11371 e UNI 11935: 2,0 / 1,7 / 0,5 / 0,2 ✅²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Germania 2,0 / 1,8 e 0,5 / 0,3 CM, oppure KRL 80 / 75</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Resilienti, laminati, tessili</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2,0 CM%</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,7 CM%</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,5 CM%</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,2 CM%</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>UNI 11515-1: 2,0 e 0,5 ✅²; produttore: 2,5-3 per pvc, gomma e linoleum</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Regno Unito 75 per cento in cappa; capitolati federali statunitensi 75 per cento in foro o 3 libbre, più la prova del pH con il limite del produttore</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Resinosi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2,0-4,0 CM% secondo la resina</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2,0 CM%</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,5 CM%</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,2 CM%</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>UNI 10966: sotto il 4 ⚠️ (edizione 2007 via Codice resine)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>prova del foglio di polietilene, lotti di 100 m²</td>
</tr>
</table>
</div>
<p>Tre cose saltano all&#8217;occhio, e le dico prima di entrare nei singoli rivestimenti. La prima: i numeri non coincidono fra documenti. Per la ceramica il Codice dà 4,0 e la norma, secondo chi l&#8217;ha riassunta, 3,0; per la pietra 4,0 contro 3,0; per i resilienti la norma dice 2,0 e il Quaderno del produttore 2,5-3. Ogni documento parla per il proprio perimetro, e nessuno dei tre numeri è un errore da correggere. In cantiere vince la prescrizione più severa fra progetto, rivestimento e colla. La seconda: la revisione 5 del Codice ha cambiato un solo valore del Prospetto rispetto alla 4a, in due righe, e l&#8217;ha cambiato nella direzione giusta, portando da 2,0 a 1,7 il cementizio radiante sotto legno e sotto resilienti, in linea con le norme sul parquet. Chi ha in mano la revisione 4a sta usando un numero superato. La terza: la colonna tedesca per il cementizio radiante dice 1,8, quella italiana 1,7, e per l&#8217;anidrite radiante la Germania oscilla fra 0,3 e 0,5 da dieci anni. E il 2,0 tedesco non è nemmeno la stessa misura del 2,0 italiano: il Merkblatt prescrive il prelievo dalla metà inferiore dello spessore, e ricorda che sotto parquet i limiti sono tarati per tradizione sulla zona da bassa a media; il Codice italiano vuole il campione di tutto lo spessore. Le soglie sono frutto di prove e di esperienza, non di fisica, e hanno un margine dichiarato: il Merkblatt 16 scrive che i valori guida comprendono una differenza, fissata per esperienza, fra l&#8217;umidità del massetto in equilibrio e il valore di posa.</p>
<p><strong>La ceramica e il gres.</strong> Sono i rivestimenti più tolleranti, e la ragione sta nella colla: l&#8217;adesivo cementizio è un materiale idraulico, l&#8217;acqua del massetto non lo disturba. Quello che lo disturba è il massetto che si muove ancora. La guida del Centro Ceramico alla valutazione delle piastrellature elenca fra le cause di distacco il supporto che si contrae per il ritiro di maturazione ancora in corso. Il Codice, dal canto suo, mette il livello fessurativo al primo posto fra le caratteristiche prestazionali, e lega le fessure agli spostamenti del massetto per ritiro termico e igrometrico. Per la ceramica, quindi, alla domanda &#8220;quanta acqua c&#8217;è&#8221; va aggiunta la domanda &#8220;quanto si muoverà ancora&#8221;: è la ragione della stagionatura prima della posa, che per un sabbia e cemento di cantiere il Quaderno del produttore indica in 7-10 giorni per centimetro in buona stagione, cioè più di un mese, e che un articolo di stampa tecnica riporta in 28 giorni con il rimando al punto 7.3 della norma che non ho letto. Le soglie di umidità restano, e nei radianti scendono a 3,0, perché un pavimento caldo spinge verso l&#8217;alto l&#8217;acqua rimasta. Due casi chiedono più attenzione: i grandi formati, per cui il prospetto D.2 della UNI 11493-1, come lo riporta il manuale del produttore, chiede adesivi deformabili di classe S1 o S2 quando il lato supera i 90 centimetri su massetti riscaldati; e gli adesivi reattivi, epossidici o poliuretanici, che chiudono al vapore come una resina e vanno trattati come tali.</p>
<p><strong>La pietra naturale.</strong> La pietra assorbe e si macchia. La norma sui rivestimenti lapidei, come la riassume un tecnico del produttore di adesivi in un articolo del 2022, parla di pietre &#8220;sensibili alla macchiatura&#8221;, che davanti all&#8217;acqua dell&#8217;adesivo mostrano alonature. Per loro raccomanda adesivi a presa rapida, che fissano l&#8217;acqua prima che la pietra la assorba. La stessa norma, riporta il manuale del produttore, classifica le pietre anche per sensibilità all&#8217;imbarcamento, misurata in laboratorio, in classi A, B e C. Per questo la stessa norma, secondo il riassunto, scende da 3,0 a 2,0 quando la pietra è sensibile all&#8217;umidità: la soglia del massetto segue la sensibilità del materiale che gli va sopra, ed è il principio di tutto l&#8217;articolo applicato a un solo rivestimento.</p>
<p><strong>Il parquet incollato.</strong> È il rivestimento per cui sono state scritte le norme italiane sui massetti. Le quattro soglie, 2,0 / 1,7 / 0,5 / 0,2, sono le stesse nel Codice e nelle due norme sul legno, e si intendono su tutto lo spessore. La norma più recente aggiunge le condizioni dell&#8217;aria alla posa, come le riporta la rivista di settore: 19-22 gradi e 40-50 per cento d&#8217;inverno, 24-26 gradi e 50-60 per cento d&#8217;estate. Il legno è il rivestimento che reagisce all&#8217;umidità relativa sotto di sé prima di ogni altro: si rigonfia, si imbarca, stacca la colla. L&#8217;articolo sull&#8217;umidità da costruzione ha già il quadro dei dissesti e la regola del millimetro; qui aggiungo il passaggio che in cantiere manca quasi sempre: la misura si ripete subito prima della posa, non si eredita dal verbale di un mese prima.</p>
<p><strong>Il parquet e il laminato flottanti.</strong> Il Codice non distingue la posa: la riga &#8220;parquet e pavimento in legno&#8221; vale per l&#8217;incollato e per il flottante, e quella dei laminati sta con i resilienti. Alla posa flottante è dedicata una parte specifica della norma sul parquet, la UNI 11368-2, di cui il Codice riporta il titolo. Il Codice, per lo strato separatore sotto il massetto destinato a legno, resilienti e resine, chiede un freno al vapore con spessore d&#8217;aria equivalente superiore a 40 metri, e come esempio cita fogli di polietilene da 0,12 millimetri: lo spessore d&#8217;aria equivalente, il valore Sd scritto in scheda, dice che quel foglio oppone al vapore la stessa resistenza di 40 metri d&#8217;aria ferma. Il film protegge il legno dal vapore del massetto, ma non autorizza a posare su un massetto bagnato: l&#8217;acqua chiusa sotto il film resta nel pacchetto e trova la strada dei bordi e dei giunti.</p>
<p><strong>I resilienti e i tessili.</strong> Pvc, gomma, linoleum, laminati, moquette: 2,0 CM% sul cementizio, 1,7 se radiante, 0,5 e 0,2 sull&#8217;anidrite, con il produttore che per pvc, gomma e linoleum scrive 2,5-3 nel proprio Quaderno. Qui il meccanismo del danno passa dalla colla. Le colle in dispersione dei resilienti sono sensibili all&#8217;acqua alcalina che il massetto cementizio porta in superficie: le istruzioni americane chiedono un pH della superficie non superiore a 9 secondo un produttore di pavimenti, e fra 9 e 11 secondo un produttore di adesivi, che avverte che sopra 11 l&#8217;adesivo viene attaccato e il sistema cede. Il linoleum ha come legante l&#8217;olio di lino, e le guide dei posatori nordamericani ricordano che gli alcali lo aggrediscono. Per questo le istruzioni anglosassoni misurano due cose separate: l&#8217;umidità relativa, che è la grandezza che la colla sente, e il pH della superficie, che l&#8217;umidità relativa non dice. I limiti di umidità, il 75 in cappa britannico, il 75 in foro dei capitolati federali americani, l&#8217;85 in foro che l&#8217;associazione britannica propone come equivalente del 75 in cappa, e le 3 libbre della prova al cloruro di calcio, sono numeri diversi perché misurano cose diverse; la preoccupazione è una: il resiliente e la sua colla sopportano poca acqua sotto di sé.</p>
<p><strong>Le resine.</strong> Il Codice dice 2,0-4,0 CM% &#8220;in funzione del tipo di resina&#8221;, e il Codice dedicato ai rivestimenti in resina, scritto nel 2008 sull&#8217;edizione 2007 della norma, fissa la soglia generale sotto il 4 per cento salvo diversa indicazione del produttore, misurata secondo la UNI 10329 su lotti di circa 100 metri quadri. Il motivo della forchetta sta nella permeabilità al vapore del sistema. Lo stesso Codice spiega il meccanismo con una precisione che non ho trovato altrove in italiano: quando si applica un rivestimento altamente impermeabile al vapore su un supporto umido, all&#8217;interfaccia si innesca un&#8217;osmosi. L&#8217;acqua attraversa i pori del calcestruzzo, che fa da membrana semipermeabile, e si muove dalle zone povere di sali verso quelle ricche di sali sotto il film. La spinta che ne nasce può superare la coesione del calcestruzzo stesso: il rivestimento si stacca e si gonfia a bolle. È lo stesso fenomeno che due ricercatori americani avevano descritto nel 1997 sui rivestimenti epossidici per pavimenti industriali. I rimedi che il Codice indica sono due: un rivestimento permeabile al vapore, oppure strati intermedi specifici che inibiscano la formazione delle pressioni osmotiche. Detto in parole di cantiere: sotto la resina restano i sali del massetto. L&#8217;acqua che sta più in basso sale verso quei sali e spinge sul film da sotto, finché lo stacca portandosi via un velo di massetto. Una resina epossidica non traspira: o il massetto è asciutto, o il sistema è progettato per un massetto umido. Se il massetto è umido e il sistema non è progettato per quello, il risultato sono le bolle.</p>
<p><strong>I pavimenti che traspirano.</strong> Il cotto posato su malta di calce, la pietra allettata a malta, il cocciopesto e in genere i pavimenti tradizionali non chiudono il massetto: continuano a lasciarlo asciugare attraverso di sé. È la ragione per cui, nella mia esperienza di cantiere, sui pavimenti tradizionali posati a malta il sottofondo umido ha dato problemi molto di rado. Il Prospetto del Codice non li contempla, perché non sono finiture industriali, e io non attribuisco loro una soglia che nessun documento dà. Ne traggo solo il principio, che è il contrario di quello delle resine: più il rivestimento è aperto al vapore, meno l&#8217;acqua residua gli fa male.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1190" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig7-soglie-per-rivestimento.png" alt="Prospetto delle soglie di umidità residua per rivestimento, dal Codice di buona pratica revisione 5, con accanto le soglie delle norme italiane riportate da fonti secondarie e le grandezze usate all'estero" class="wp-image-3891" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig7-soglie-per-rivestimento.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig7-soglie-per-rivestimento-300x223.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig7-soglie-per-rivestimento-1024x762.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig7-soglie-per-rivestimento-768x571.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig7-soglie-per-rivestimento-1536x1142.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 7. La tabella che decide. Ogni riga è un rivestimento, ogni colonna un massetto. I numeri stranieri stanno a parte perché misurano un&#8217;altra grandezza, e non si convertono.</figcaption></figure>
<h2>Il radiante: il ciclo prima della misura</h2>
<p>Nel massetto radiante contare i giorni serve ancora meno, perché il riscaldamento rimette in movimento l&#8217;acqua residua. Il protocollo della norma europea sugli impianti radianti, la UNI EN 1264-4, come lo riportano due produttori di impianti, prevede di aspettare 21 giorni dal getto per il cementizio e 7 per l&#8217;anidrite; poi si mette in funzione l&#8217;impianto con mandata fra 20 e 25 gradi per almeno tre giorni, quindi alla temperatura massima di progetto per almeno quattro, e si documenta tutto per iscritto. Il Quaderno del produttore di leganti descrive la pratica del ciclo di accensione: si parte al minimo e si sale di 5 gradi al giorno fino al massimo di esercizio, si tiene per tre giorni, si scende di 5 gradi al giorno fino alla temperatura ambiente. I tempi di attesa prima del ciclo variano con il legante, per un massetto di circa 4 centimetri: 21 giorni con cemento e superfluidificante, 14 con un altro additivo, 4 con il legante a asciugamento veloce, 1 con quello a presa e asciugamento rapidi. Le due scale non si sommano: la prima è l&#8217;attesa minima della norma per i massetti ordinari, la seconda è quanto dichiara il produttore per ciascun legante.</p>
<p>Il ciclo fa due cose. Verifica l&#8217;impianto, e porta fuori l&#8217;acqua che il calore mobilita: è per questo che la misura al carburo va fatta dopo, subito prima della posa, e la revisione 5 del Codice lo scrive con l&#8217;asterisco sulla tabella e nella procedura di collaudo. Un massetto radiante misurato prima del ciclo dà un numero che non rappresenta la condizione di esercizio. E le soglie sono più basse proprio perché il pavimento caldo continuerà a spingere verso l&#8217;alto l&#8217;acqua che resta: 1,7 sotto legno e resilienti, 3,0 sotto ceramica e pietra, 0,3 e 0,2 per l&#8217;anidrite.</p>
<p>C&#8217;è poi un problema pratico che i documenti tedeschi affrontano e quelli italiani no: dove si buca. Il prelievo per il carburo si fa con mazza e scalpello fino in fondo, e in un radiante in fondo ci sono i tubi. Il Merkblatt sulla misura al carburo prescrive che nei massetti riscaldati i punti di misura siano predisposti e indicati in cantiere, e mette il compito e la responsabilità in capo al committente: almeno due punti per locale, tre se il locale supera i 50 metri quadri, tre ogni 200 metri quadri sulle grandi superfici. In pratica è chi ha posato i tubi a saperne la posizione, e il committente glieli fa segnare. Senza punti segnati il posatore o non misura, o buca un tubo. Tutte e due le cose le ho viste.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1257" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig8-radiante-protocollo.png" alt="Linea del tempo del massetto radiante: getto, attesa di 21 o 7 giorni, ciclo di accensione con salita, tenuta e discesa, misura al carburo nei punti segnati, posa" class="wp-image-3892" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig8-radiante-protocollo.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig8-radiante-protocollo-300x236.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig8-radiante-protocollo-1024x804.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig8-radiante-protocollo-768x603.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig8-radiante-protocollo-1536x1207.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 8. La sequenza del radiante. La misura sta dopo il ciclo e prima della posa, nei punti indicati in cantiere, lontano dai tubi. Le altre prove del collaudo stanno prima del ciclo.</figcaption></figure>
<h2>Che cosa succede se si posa troppo presto</h2>
<p>I danni hanno forme diverse secondo il rivestimento, e dalla forma si risale alla causa. Il quadro generale l&#8217;ho già descritto nell&#8217;articolo sull&#8217;umidità da costruzione: il legno si rigonfia e si stacca, i resilienti si sollevano, le piastrelle si staccano, i giunti fioriscono di sali. Le pitture si degradano, e l&#8217;anidrite bagnata a lungo perde la stabilità del legante. Qui metto in fila i meccanismi per come li descrivono i documenti di questo articolo.</p>
<p>Il <strong>legno</strong> è il rivestimento che più risente dell&#8217;umidità relativa che trova sotto di sé: il manuale svedese parla di un&#8217;umidità relativa critica propria di ogni rivestimento, e le norme sul parquet fissano perfino le condizioni dell&#8217;aria in cui posarlo. Quando sotto c&#8217;è troppa umidità il legno cambia dimensione: le liste si allargano, si spingono e si imbarcano a conca o a schiena. La colla cede dove la tensione è più alta, ai bordi e alle teste. Il danno arriva a settimane o mesi dalla posa, quando l&#8217;acqua del fondo si è ridistribuita.</p>
<p>I <strong>resilienti</strong> si sollevano e fanno bolle, e la colla in dispersione si ammorbidisce: l&#8217;acqua alcalina del cementizio attacca l&#8217;adesivo, ed è il motivo del limite di pH nelle istruzioni americane. Il linoleum, in più, è olio di lino, e gli alcali lo aggrediscono direttamente.</p>
<p>La <strong>resina</strong> epossidica fa le bolle osmotiche: pressione che sale sotto il film per la migrazione dell&#8217;acqua verso i sali concentrati all&#8217;interfaccia, finché il film si stacca con il supporto attaccato sotto. Il Codice delle resine lo dice in chiaro: quella pressione può superare la coesione del calcestruzzo.</p>
<p>La <strong>ceramica</strong> si stacca per il movimento del massetto più che per l&#8217;acqua. Mostra però le efflorescenze ai giunti: sono i sali che l&#8217;acqua in uscita deposita nelle fughe, la sola via che le resta.</p>
<p>La <strong>pietra</strong> si macchia e fa aloni, perché assorbe l&#8217;acqua dell&#8217;adesivo e del massetto, e le pietre sensibili si imbarcano.</p>
<p>L&#8217;<strong>anidrite</strong> bagnata a lungo perde la stabilità del legante, come scrivevo nell&#8217;articolo sull&#8217;umidità da costruzione, e la resistenza di norma la raggiunge solo da asciutta; sotto un rivestimento chiuso non ha più modo di asciugare.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1390" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig9-cosa-succede-se-si-posa-presto.png" alt="Cinque dettagli in sezione dei danni da posa su massetto umido: parquet imbarcato e staccato, resiliente con bolle e colla ceduta, resina con bolle osmotiche, piastrelle con efflorescenze nelle fughe e distacco, pietra con aloni" class="wp-image-3893" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig9-cosa-succede-se-si-posa-presto.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig9-cosa-succede-se-si-posa-presto-300x261.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig9-cosa-succede-se-si-posa-presto-1024x890.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig9-cosa-succede-se-si-posa-presto-768x667.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig9-cosa-succede-se-si-posa-presto-1536x1334.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 9. Cinque rivestimenti, cinque danni. Il legno si muove, il resiliente perde la colla, la resina fa bolle per osmosi, la ceramica scarica i sali nelle fughe, la pietra assorbe e si macchia.</figcaption></figure>
<h2>La diagnosi a cose fatte: residua, risalita o perdita</h2>
<p>Quando il pavimento è già rotto, la domanda cambia: l&#8217;acqua che l&#8217;ha rotto era acqua d&#8217;impasto, o veniva da un&#8217;altra parte? Il Codice elenca le quattro provenienze possibili di quello che il carburo misura: acqua residua d&#8217;impasto, acqua assorbita dall&#8217;ambiente, acqua risalita dal sottofondo, acqua di bagnature accidentali dopo il getto. La misura non distingue, e il lavoro di distinguere è il mio mestiere.</p>
<p>Il primo criterio è il tempo, e va usato con una condizione. L&#8217;acqua d&#8217;impasto è una quantità finita: nell&#8217;esempio di questo articolo sono 5,55 litri di acqua libera al metro quadro, di cui 3,51 devono uscire per arrivare alla soglia del parquet. Un massetto sottile posato sullo strato separatore, in un edificio abitato e riscaldato, quella quantità la smaltisce nell&#8217;arco di mesi, non di anni: per lui un pavimento che si solleva a distanza di anni ha un&#8217;altra sorgente, una perdita, una risalita, un sottofondo che riceve acqua dal terreno. La condizione è che l&#8217;acqua abbia avuto modo di uscire: sotto un rivestimento chiuso al vapore, o in una platea spessa senza separatore che la Concrete Society vede asciugare in più di un anno, l&#8217;acqua d&#8217;impasto resta, e il criterio del tempo non vale. Ho raccontato come si legge la provenienza dell&#8217;acqua in un interrato nell&#8217;articolo sull&#8217;<a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">impronta dell&#8217;acqua</a>, e come si separano le cause in <a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a>.</p>
<p>Il secondo criterio è il profilo nello spessore, lo stesso che la ricerca svedese ha messo al centro della misura prima della posa. Qui lo si usa al contrario: si preleva separatamente la metà di sopra e quella di sotto del massetto, e si misurano al carburo una per una. Un&#8217;umidità residua che non è riuscita a uscire sta distribuita, o più in alto se il rivestimento l&#8217;ha richiamata; un&#8217;acqua che sale dal sottofondo sta in basso, e cresce verso il basso; un&#8217;acqua che entra da una perdita in superficie sta in alto e sta in un punto. È una pratica mia, non una prescrizione di norma, e la dichiaro come tale.</p>
<p>Il terzo criterio è lo strato separatore. Se sotto il massetto manca il telo con funzione di barriera al vapore e c&#8217;è un sottofondo alleggerito, il serbatoio è lì. La norma sui massetti per resilienti e laminati, secondo il riassunto del produttore, ne definisce le caratteristiche; quella per parquet parla di eventuali strati separatori. Il massetto non asciugherà del tutto finché il sottofondo non ha finito. Se il sottofondo poggia su un terreno o su un vespaio umido, il serbatoio non finisce mai, e il problema passa dal cantiere alla <a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">risalita</a> e di <a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">vespaio</a>.</p>
<p>Il quarto criterio è la temperatura a cui si legge. Le sonde di umidità relativa risentono della temperatura. Il rapporto tedesco del 2018 quantifica lo scarto in 0,3-0,5 punti per grado e dice che fra 15 e 25 gradi si può trascurare, fuori da quell&#8217;intervallo no. Il manuale svedese è più esigente: il riscaldamento a pavimento va spento due giorni prima della misura e tenuto spento, e la lettura si riporta a 20 gradi prima di scriverla a verbale. Solo dopo si confronta con la soglia.</p>
<h2>Il protocollo per la direzione lavori</h2>
<p>La sequenza che segue viene dal Codice di buona pratica, dai Merkblatt tedeschi e dalle schede dei produttori, messa nell&#8217;ordine in cui la si usa in cantiere.</p>
<p>1. <strong>Chi decide quando.</strong> Il Codice affida al progettista del sistema pavimento la decisione su quando posare la finitura, e la decisione si prende sulla misura, non sulla data. Se la figura del progettista non è prevista, il Codice dei sottofondi chiede che le parti si attribuiscano per contratto le sue competenze e responsabilità: qualcuno deve averle, perché il Codice costruisce l&#8217;intera sequenza intorno a quella figura. 2. <strong>Le prove prima del ciclo.</strong> Quote e planarità si controllano entro sette giorni dalla fine della maturazione, con il regolo da due metri in almeno cinque posizioni ogni 36 metri quadri; fessure e resistenza si verificano nello stesso giro. Nei radianti tutto questo si fa prima del ciclo di accensione. Dopo il ciclo si ricontrollano le fessure che lo shock termico può avere aperto, e si sigillano prima di posare. 3. <strong>Il ciclo, se c&#8217;è l&#8217;impianto.</strong> Attesa di 21 o 7 giorni secondo il legante, salita, tenuta, discesa, tutto a verbale. Nessuna misura di umidità prima della fine del ciclo. 4. <strong>I punti di prelievo.</strong> Nei radianti, indicati in cantiere a cura del committente, che sa da chi ha posato i tubi dove non passano: almeno due per locale e tre sopra i 50 metri quadri; sui massetti senza impianto, scelti nelle zone più umide con lo strumento a contatto, nel numero che la tabella del Codice prescrive per la superficie: uno fino a 50 metri quadri, due fino a 100, tre fino a 200, cinque fino a 500, poi uno ogni 100. 5. <strong>La misura.</strong> Al carburo, su tutto lo spessore, 50 grammi per il cementizio e 100 per l&#8217;anidrite, subito prima della posa. Per il sottofondo alleggerito, la stessa misura con la conversione per massa volumica, pesando un campione asciutto di volume noto come indica il Codice dei sottofondi, o leggendola sulla scheda del premiscelato; il prelievo sul sottofondo si fa prima di gettarci sopra il massetto. Data, ora, temperatura del locale, punto, valore: tutto scritto. Il Merkblatt tedesco allega per questo un modulo di verbale, e fa notare che il verbale è il documento che in caso di contestazione stabilisce chi sapeva che cosa. 6. <strong>Il confronto.</strong> Con la soglia del rivestimento secondo il Prospetto del Codice, e con quella della scheda dell&#8217;adesivo e del rivestimento se è più severa. Se il massetto è un rapido, stessa misura; la soglia è quella del rivestimento, e per i ternari vale anche quello che la scheda del legante dichiara sulla maturità di posa. 7. <strong>Se non ci siamo.</strong> Asciugatura fisica in condizioni ambientali adeguate, che vuol dire aria secca e ricambio: la tabella tedesca mostra che a parità di tutto il resto il clima dell&#8217;aria che entra fa la differenza fra cinque settimane e sette mesi. Sui cementizi, e solo «in alcuni casi», come scrive il Codice, un primer contro il passaggio dell&#8217;umidità o una membrana desolidarizzante, come scelta di progetto documentata. Mai la soglia aggiustata sul numero che è uscito. 8. <strong>Le responsabilità.</strong> La norma sulle figure della filiera, come ho riportato nell&#8217;articolo sull&#8217;umidità da costruzione, dà all&#8217;impresa che esegue il supporto la responsabilità della sua conformità alle specifiche. La norma sulle piastrellature, riporta il manuale del produttore, chiede al posatore una scheda di tracciabilità con l&#8217;adesivo usato e la sua classe. I documenti tedeschi aggiungono una regola che adotterei domani: se il posatore ha dubbi sul supporto, li mette per iscritto al committente prima di posare. È la frase che manca in tutti i contenziosi che ho letto.</p>
<h2>Il metodo, in tre passi</h2>
<p>Come per una trave, il metodo mette a confronto un carico e una resistenza, e qui il carico è l&#8217;acqua.</p>
<p><strong>Primo passo: quanta acqua c&#8217;è.</strong> La misura al carburo su tutto lo spessore, nel numero di punti che la superficie richiede e nelle zone più umide. Dopo il ciclo se il massetto è radiante, con la conversione se è leggero. Non la data, non l&#8217;occhio, non lo strumento a contatto.</p>
<p><strong>Secondo passo: quanta ne ammette il rivestimento.</strong> La riga del Prospetto per quel rivestimento e quel massetto, e la scheda dell&#8217;adesivo. Se le due non coincidono, vince la più severa. Se il rivestimento è chiuso al vapore, resina o colla reattiva, la soglia è quella delle resine e il sistema va progettato per il massetto che c&#8217;è.</p>
<p><strong>Terzo passo: quanto manca, e come colmarlo.</strong> La differenza fra i due numeri è acqua da far evaporare, e si traduce in litri al metro quadro con la definizione del CM%; il tempo per farla uscire dipende dal clima dell&#8217;aria che entra, e le tabelle dicono fra quali estremi. Se il tempo non c&#8217;è, si cambia il clima con un ricambio d&#8217;aria secca. Oppure si cambia il sistema: un massetto rapido a legante ternario, o una stratigrafia progettata per il supporto umido. Non si cambia il numero.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1429" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig10-metodo-in-tre-passi.png" alt="Il metodo in tre passi: misura al carburo con i punti di prelievo, soglia del rivestimento dal Prospetto e dalla scheda, acqua da togliere in litri al metro quadro e ordine di grandezza dei tempi secondo il clima" class="wp-image-3894" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig10-metodo-in-tre-passi.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig10-metodo-in-tre-passi-300x268.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig10-metodo-in-tre-passi-1024x915.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig10-metodo-in-tre-passi-768x686.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/massetto-umidita-residua-fig10-metodo-in-tre-passi-1536x1372.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 10. Carico e resistenza, come per una trave. A sinistra la misura, al centro la soglia, a destra l&#8217;acqua da togliere e il clima che la porta via.</figcaption></figure>
<h2>In sintesi</h2>
<p>1. <strong>Il massetto non è asciutto a calendario: lo certifica la misura.</strong> Il calendario non conosce il cemento, l&#8217;acqua, lo spessore, il clima e il sottofondo. La tabella tedesca passa da 15 a 219 giorni cambiando solo l&#8217;aria che entra; la Concrete Society parte da 50-180 giorni di base secondo il rapporto acqua/cemento e, con lati, spessore e clima, arriva a 215 nel suo esempio. 2. <strong>La soglia la decide il rivestimento.</strong> Prospetto del Codice di buona pratica, revisione 5 del 2022: 4,0 CM% per ceramica e pietra, 2,0 per legno, resilienti, laminati e tessili, 2,0-4,0 per le resine secondo il sistema; 3,0 e 1,7 con il radiante; 0,5 per l&#8217;anidrite, 0,3 e 0,2 se radiante. 3. <strong>La revisione 5 ha corretto un valore del Prospetto.</strong> Il cementizio radiante sotto legno e sotto resilienti è passato da 2,0 a 1,7, in linea con le norme sul parquet. La revisione 4a del 2021 è superata su quel punto. 4. <strong>La misura è al carburo, su tutto lo spessore.</strong> Campione frantumato di 50 grammi per il cementizio e 100 per l&#8217;anidrite, lettura del manometro a 10 minuti dalla chiusura, un campione fino a 50 metri quadri, due fino a 100, tre fino a 200, cinque fino a 500, poi uno ogni 100, nelle zone più umide trovate con lo strumento a contatto. 5. <strong>La superficie dà il valore sbagliato.</strong> Il massetto asciuga da sopra e resta bagnato sotto; dopo la posa l&#8217;acqua si ridistribuisce e il rivestimento trova l&#8217;umidità che c&#8217;era al 40 per cento dello spessore. Quando la cappa in superficie dice 75, in profondità c&#8217;è 85. 6. <strong>I numeri stranieri non si convertono nei nostri.</strong> Il 75 per cento britannico in cappa e quello dei capitolati americani in foro, l&#8217;80 e 75 del KRL tedesco e il 2,0 CM% misurano grandezze diverse; una tabella di conversione generale fra contenuto d&#8217;acqua e umidità relativa non esiste, perché dipende dalla ricetta. 7. <strong>Il sottofondo alleggerito trattiene molta acqua e di solito non viene misurato.</strong> La sua lettura al carburo va riportata al massetto pesante moltiplicando per la massa volumica e dividendo per 1.800, solo con aggregati a cella chiusa; senza strato separatore alimenta il massetto da sotto per settimane. 8. <strong>Il radiante si misura dopo il ciclo di accensione.</strong> Attesa di 21 giorni per il cementizio e 7 per l&#8217;anidrite, mandata a 20-25 gradi per tre giorni, poi massima per quattro, tutto a verbale; i punti di prelievo vanno indicati in cantiere, lontano dai tubi, a cura del committente. 9. <strong>Il rapido si misura lo stesso.</strong> I leganti ternari asciugano davvero in fretta e per loro contano le indicazioni del produttore. I binari induriscono soltanto e hanno i limiti del cemento normale. Gli additivati non hanno diritto a soglie più alte. Per tutti la verifica si fa subito prima della posa. 10. <strong>La riumidificazione annulla le misure vecchie.</strong> Un massetto già sotto soglia risale se l&#8217;aria si fa più umida; la misura vale il giorno in cui è fatta. 11. <strong>Le resine chiudono al vapore, e l&#8217;acqua sotto fa le bolle.</strong> Osmosi attraverso il calcestruzzo, pressioni superiori alla sua coesione: o il massetto è sotto la soglia della resina, o il sistema è progettato per il supporto umido con strati permeabili o inibitori. 12. <strong>I resilienti temono l&#8217;acqua alcalina.</strong> La colla in dispersione soffre l&#8217;alcalinità, con limiti di pH che le fonti americane pongono fra 9 e 11, e il legante del linoleum è olio di lino: per questo le istruzioni anglosassoni misurano, oltre all&#8217;umidità relativa, il pH della superficie. 13. <strong>La ceramica teme il movimento più dell&#8217;acqua.</strong> L&#8217;adesivo cementizio tollera l&#8217;umidità; il ritiro di maturazione ancora in corso no. Stagionatura prima, soglia poi, e adesivi deformabili per i grandi formati sui massetti riscaldati. 14. <strong>Un pavimento che si rompe dopo anni, su un massetto sottile che ha potuto asciugare, non è umidità residua.</strong> L&#8217;acqua d&#8217;impasto è una quantità finita; quella che arriva dopo viene da una perdita, da una risalita o da un sottofondo che la prende dal terreno, e si distingue dal profilo nello spessore. Sotto un rivestimento chiuso o in una platea spessa senza separatore, invece, l&#8217;acqua d&#8217;impasto può restare per anni.</p>
<h2>Dal cantiere</h2>
<p>Davanti a un parquet che si è alzato, la prima cosa che sento è la data del getto, e la prima cosa che chiedo è un&#8217;altra: chi ha misurato, con che cosa, a che profondità, e dov&#8217;è il foglio. Quasi sempre il foglio non c&#8217;è. E quasi sempre la misura è stata fatta con lo strumento a contatto appoggiato in mezzo alla stanza, in un punto qualunque, un mese prima della posa. Il parquet ha assorbito l&#8217;acqua che nessuno aveva misurato.</p>
<p>La seconda cosa che ho imparato è a guardare sotto. Il massetto viene misurato, il sottofondo mai. Eppure è lo strato che ha ricevuto più acqua di tutti e che continua a cederla per mesi, senza che nessuno lo veda. Quando il numero sul massetto scende e poi risale, senza pioggia e senza perdite, la causa va cercata lì.</p>
<h2>Domande frequenti</h2>
<p><strong>Quanto deve asciugare un massetto prima del parquet?</strong><br />Fino a quando la misura al carburo, su tutto lo spessore, dà al massimo 2,0 CM% sul cementizio e 0,5 sull&#8217;anidrite; 1,7 e 0,2 se c&#8217;è l&#8217;impianto radiante, misurati dopo il ciclo di accensione. Il tempo che serve per arrivarci dipende dal clima dell&#8217;aria che entra nel locale, e le tabelle vanno da poche settimane a diversi mesi: per questo la risposta è un numero di umidità, non un numero di giorni.</p>
<p><strong>E prima delle piastrelle?</strong><br />Il Codice di buona pratica ammette fino a 4,0 CM% sul cementizio, 3,0 con il radiante, 0,5 e 0,3 sull&#8217;anidrite; la norma sulla ceramica, secondo la stampa tecnica, chiede 3,0, e chiede soprattutto una stagionatura che esaurisca il ritiro, perché quello che la piastrella non sopporta è il massetto che si muove ancora. In cantiere si applica la prescrizione più severa fra progetto, rivestimento e adesivo.</p>
<p><strong>Posso fidarmi del misuratore elettrico?</strong><br />Per trovare il punto più umido sì, per decidere la posa no. Dà un indice dello strato vicino alla superficie, non un contenuto d&#8217;acqua, e il Codice gli assegna proprio il compito di indicare dove prelevare il campione per il carburo.</p>
<p><strong>Vale la regola del centimetro a settimana?</strong><br />Serve a programmare il cantiere, non a certificare la posa: la stessa regola britannica da cui deriva vale per i massetti di livellamento in buone condizioni di asciugatura, e la Concrete Society avverte che per il calcestruzzo non vale affatto. Il clima la può allungare di molte volte.</p>
<p><strong>Ho un massetto rapido, devo misurare lo stesso?</strong><br />Sì. La scheda dichiara quando il massetto arriva sotto il 2 per cento nelle condizioni di scheda; la misura dice se in cantiere quelle condizioni c&#8217;erano. I documenti tedeschi distinguono i leganti rapidi che asciugano davvero da quelli che induriscono soltanto, e per tutti chiedono la verifica subito prima della posa.</p>
<p><strong>Il massetto in anidrite è pronto quando è pronto quello in cemento?</strong><br />No: sotto legno e resilienti la soglia è 0,5 CM% contro 2,0, e 0,2 contro 1,7 con il radiante; sotto ceramica e pietra 0,5 contro 4,0, e 0,3 contro 3,0 con il radiante. Va levigato entro una settimana e consolidato con un primer dopo l&#8217;asciugamento. La prova in stufa su di lui inganna, perché il gesso tiene acqua legata nel cristallo.</p>
<p><strong>Posso convertire il CM% in umidità relativa per confrontarlo con il 75 per cento degli inglesi?</strong><br />No. Le due grandezze sono legate dalla curva di assorbimento del singolo massetto, che cambia con la ricetta; la commissione tedesca ha adottato il metodo KRL proprio per evitare la conversione. L&#8217;unica equivalenza scritta che conosco riguarda il calcestruzzo, non il massetto.</p>
<p><strong>Il primer contro l&#8217;umidità risolve un massetto umido?</strong><br />Il Codice lo ammette sui cementizi, «in alcuni casi», come alternativa all&#8217;asciugatura fisica. Sotto una resina impermeabile al vapore, però, un supporto umido fa le bolle per osmosi, e la soluzione deve essere un sistema permeabile o uno strato inibitore dimensionato, non una mano di primer.</p>
<p><strong>Ho posato sei mesi fa e il pavimento si solleva adesso: è umidità residua?</strong><br />Può esserlo, se il massetto era radiante e non è mai stato acceso, o se sotto c&#8217;è un sottofondo alleggerito senza strato separatore che continua a cedere acqua. Se sono passati anni e il massetto era sottile, sul separatore e in un edificio riscaldato, no: l&#8217;acqua d&#8217;impasto è uscita e quella che arriva viene da un&#8217;altra parte. Su una platea spessa senza separatore, o sotto un rivestimento che ha chiuso tutto, l&#8217;acqua d&#8217;impasto può essere ancora lì. Si distingue misurando separatamente lo strato di sopra e quello di sotto del massetto.</p>
<p><strong>Che cosa scrivo in capitolato?</strong><br />Che l&#8217;umidità residua del massetto venga misurata con igrometro al carburo secondo la UNI 10329, su tutto lo spessore, nel numero di punti previsto per la superficie, subito prima della posa e dopo il ciclo di accensione nei radianti; che il valore rispetti il Prospetto del Codice di buona pratica per il rivestimento previsto e la scheda dell&#8217;adesivo; che sotto il massetto sia posato lo strato separatore con funzione di barriera al vapore; e che il tutto sia riportato in un verbale firmato da chi ha eseguito il massetto e da chi posa.</p>
<h2>In conclusione</h2>
<p>L&#8217;umidità residua del massetto è una quantità finita d&#8217;acqua, contabile in litri al metro quadro. Deve attraversare una superficie sempre più chiusa, in un clima che nessuno controlla. Il conto dei giorni non la misura. La misura al carburo su tutto lo spessore la vede, e il Prospetto del Codice dice quanta ne può restare per ogni rivestimento. Tutto il resto, regole del pollice, strumenti a contatto, verbali vecchi di un mese, schede lette come garanzie, sono modi di non misurare.</p>
<p>Quando il lavoro conta, la domanda da fare è &#8220;quanto c&#8217;è dentro adesso, e quanto ne sopporta quello che ci va sopra&#8221;; la data del getto viene dopo. Se i due numeri non tornano, si cambia il clima o si cambia il sistema. Non si cambia il numero.</p>
<h2>Nota sui calcoli e sulle fonti</h2>
<p>I numeri di questo articolo escono da uno script di calcolo che accompagna il testo, che riporta ogni costante con la sua fonte e ricontrolla a ogni esecuzione di riprodurre gli esempi numerici che i documenti stessi contengono: la conversione del massetto leggero del Codice (4 CM% su 800 chili al metro cubo, cioè 1,8 sul massetto pesante), i due esempi della Concrete Society (215 e 55 giorni), le celle citate della tabella tedesca. Un secondo script verifica che ogni cifra scritta nel testo venga davvero dal primo. I litri al metro quadro sono aritmetica sulla definizione del CM% applicata a un caso costruito, dichiarato come tale: massetto da 5 centimetri, massa volumica asciutta 2.000 chili al metro cubo, 300 chili di cemento per metro cubo, rapporto acqua/cemento 0,6.</p>
<p>Le norme UNI che governano la materia sono a pagamento e non le ho lette sul testo. Per ciascuna riporto il valore come lo dà una fonte secondaria che dichiaro. Il marcatore ✅² segna un produttore o un&#8217;associazione di categoria, ⚠️ la sola stampa tecnica. I documenti letti per intero, tutti scaricabili senza costo, hanno il marcatore ✅.</p>
<p><strong>Documenti letti per intero.</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>CONPAVIPER, <em>Codice di Buona Pratica per la progettazione e il controllo dei massetti e dei pavimenti</em>, Rev. 05/2022, 80 pagine, scaricabile dal sito dell&#8217;associazione previa registrazione. ✅ letto: da qui vengono il Prospetto 1 con le soglie per rivestimento, la procedura al carburo con i campioni da 50 e 100 grammi su tutto lo spessore, la Tabella 1 della frequenza di campionamento attribuita alla UNI 10329, la conversione per i massetti leggeri con la condizione degli aggregati a cella chiusa e della massa volumica fino a 1.800, la prova in forno oltre il 7 per cento, la sequenza di collaudo con la prova di umidità dopo il ciclo di prima accensione, la planarità in cinque posizioni ogni 36 metri quadri, le quattro provenienze dell&#8217;acqua misurata e la clausola sul primer barriera &#8220;in alcuni casi&#8221;. Della stessa opera ho letto la Rev. 04a/2021, da cui risulta il passaggio da 2,0 a 1,7 CM% per il cementizio radiante sotto legno e resilienti.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>CONPAVIPER, <em>Codice di Buona Pratica per i sottofondi di pavimenti ad uso civile, commerciale e direzionale</em>, Rev. 01/2024, 34 pagine. ✅ letto: classi di massa volumica dei sottofondi e formula di conversione con gli esempi a 800 e 400 chili al metro cubo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>CONPAVIPER, <em>Codice di Buona Pratica per i rivestimenti in resina di pavimenti</em>, maggio 2008, scritto sulla UNI 10966:2007, 82 pagine. ✅ letto: soglia del 4 per cento salvo produttore, lotti di circa 100 metri quadri, prova del foglio di polietilene, meccanismo dell&#8217;osmosi e rimedi. ⚠️ La UNI 10966 è stata aggiornata nel 2020: il valore va confermato sull&#8217;edizione corrente.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Industrieverband Klebstoffe, Technische Kommission Bauklebstoffe (TKB), <em>Merkblatt 18, KRL-Methode</em>, marzo 2024. ✅ letto: limiti di maturità di posa 80 e 75 per cento, descrizione del metodo, recepimento nella DIN EN 17668:2022-11, prove in parallelo 2017-2019.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>TKB, <em>Merkblatt 16, Anerkannte Regeln der Technik bei der CM-Messung</em>, marzo 2016. ✅ letto: valori guida 2,0 e 1,8 CM% per il cementizio, 0,5 e 0,3 per il solfato di calcio, la scelta di restare a 0,3 contro lo 0,5 della DIN 18560-1:2015-11, lettura del manometro a 10 minuti dalla chiusura, numero e segnatura dei punti di misura, posizione comune delle associazioni del 20 dicembre 2013, resistenza del solfato di calcio legata all&#8217;asciugatura, modulo di verbale e obbligo di segnalare i dubbi per iscritto.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>TKB, <em>Merkblatt 14, Schnellzementestriche und Zementestriche mit Estrichzusatzmitteln</em>, novembre 2022. ✅ letto: rapporti acqua/cemento, leganti ternari e binari, indicazioni del produttore per i ternari e limiti del cemento normale per i binari, assenza di pubblicazioni scientifiche per soglie più alte nei cementizi additivati, riumidificazione, Tabella 1 dei giorni di asciugatura in funzione del clima esterno con ricambio di 0,5 volumi all&#8217;ora e clima interno 20 gradi e 100 per cento. La fonte [1] della tabella è la relazione di Schnell del 1994 alle giornate dei periti edili di Aquisgrana, non letta. ⚠️ lo spessore del massetto di riferimento della tabella non è indicato nel Merkblatt.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>TKB, <em>Bericht 1, Belegreife und Feuchte: Versuche zur Trocknung von Estrichen</em>, 2012, con l&#8217;Università di Siegen. ✅ letto: storia dei valori di Schnell (1985 e 1994), cambiamento delle ricette, letture sotto 2,0 su provini ancora umidi, raccomandazione del metodo in umidità relativa, costante di diffusione da 2 a 14 per 10 alla meno 5 metri quadri al giorno.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>TKB, <em>Bericht 4, Sorptionsisothermen und die Interpretation von KRL-Messungen</em>, agosto 2018. ✅ letto nelle parti citate: isoterme diverse per ricetta, dipendenza della lettura KRL dalla temperatura di 0,3-0,5 punti per grado, che lo stesso rapporto dice trascurabile fra 15 e 25 gradi.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>The Concrete Society, <em>Concrete Advice No. 67, Drying times for concrete slabs</em>, a cura di R. Barnes. ✅ letto: campo della regola del millimetro al giorno, platea da 150 millimetri oltre un anno secondo la BS 8204-1, tabelle del modello svedese con i due esempi, equivalenza 85 per cento in foro, 75 in cappa, 4 per cento a impedenza, circa 200 litri d&#8217;acqua per metro cubo di calcestruzzo, effetto della lisciatura meccanica. ⚠️ nella copia che ho la tabella del clima non permette di assegnare con certezza i fattori alle colonne di temperatura: uso i due valori degli esempi.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Contract Flooring Association, <em>Guidance Note on Moisture Measurement, In-Situ Probe Method</em>. ✅ letto: 75 in cappa corrisponde a circa 85 in foro, profondità del 40 e del 20 per cento, sonda nelle norme britanniche dal 2011, limite dei dieci centimetri della EN 17668, 72 ore di equilibrio.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>RBK, Rådet för ByggKompetens, <em>Fuktmätningsmanualen, Flik 2, Fuktmätning i betong och golvavjämning</em>, versione 7, 2023. ✅ letto nelle parti citate: profondità equivalente, profilo di umidità, umidità relativa critica del rivestimento, 85-95 per cento al momento della posa, distinzione dalla cappa e dai metodi a contenuto d&#8217;acqua. Dalla seconda rilettura: la profondità equivalente è riservata al calcestruzzo e per i livellanti il metodo è il campione frantumato su tutto lo spessore; con riscaldamento a pavimento l&#8217;impianto va spento due giorni prima e durante la misura, e la lettura si riporta a 20 gradi.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>U.S. Department of Veterans Affairs, <em>Master Specifications</em>, sezioni 09 65 19 <em>Resilient tile flooring</em> e 09 05 16 <em>Subsurface preparation for floor finishes</em>, pubblico dominio. ✅ letto: ASTM F710, massimo 75 per cento con ASTM F2170, massimo 3 libbre per mille piedi quadri in 24 ore con ASTM F1869 (1,36 chili su 92,9 metri quadri), prova del pH.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Mapei, <em>Norme: le soluzioni Mapei per la posa dei rivestimenti in conformità alle norme di posa</em>, agosto 2019. ✅ letto come fonte secondaria delle norme: UNI 11515-1:2014 (2,0 e 0,5 in tutto lo spessore, strato separatore con spessore d&#8217;aria equivalente), UNI 11371 (stessi valori, citata come edizione 2010, con eventuali strati separatori), UNI 11714-1:2018 (3,0, ridotto a 2,0 per le pietre sensibili, 0,5 anidrite), levigatura dell&#8217;anidrite entro una settimana e primer.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Mapei, <em>Quaderno tecnico, Esecuzione di massetti per la posa di pavimenti</em>. ✅ letto: 2 per cento per il legno, 2,5-3 per pvc, gomma e linoleum, 0,5 per l&#8217;anidrite, ciclo di accensione a gradini di 5 gradi con tenuta di tre giorni, attese di 21, 14, 4 e 1 giorno per legante, Tabella 4 dei massetti rapidi, effetto della lisciatura sul bleeding. Dalla seconda rilettura: stagionatura del sabbia e cemento tradizionale 7-10 giorni per centimetro in buona stagione; fessure aperte dallo shock termico del ciclo di accensione, da sigillare prima della posa.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Mapei, scheda tecnica del legante premiscelato a presa normale e asciugamento rapido. ✅ letta: pedonabilità a 12 ore, posa della ceramica a 24 ore, della pietra a 2 giorni, di resilienti e legno a 4 giorni, umidità residua sotto il 2 per cento dopo 4 giorni.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Mapei, <em>Manuale per posatori</em>, settembre 2024. ✅ letto nelle parti citate: prospetto D.2 della UNI 11493-1 sugli adesivi S1 e S2 per i grandi formati su massetti riscaldati, classi A, B e C di sensibilità all&#8217;imbarcamento delle pietre secondo la UNI 11714-1, scheda di tracciabilità del posatore prevista dalla UNI 11493-1, attese dei livellanti in anidrite con 0,5 e 0,2 con radiante.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>G. Signori, Mapei, <em>Adesivi per la posa di rivestimenti in pietra naturale: le prescrizioni secondo UNI 11714-1</em>, marzo 2022, articolo su rivista tecnica che rimanda a stralci autorizzati della norma in un allegato che non ho letto. ✅ letto: pietre sensibili alla macchiatura e adesivi a presa rapida, campiture dei giunti.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Centro Ceramico, <em>Guida alla valutazione tecnica delle piastrellature di ceramica</em>, a cura di G. Timellini, PDF aperto sul sito del Centro. ✅ letta nelle schede dei difetti: ritiro di maturazione ancora in corso fra le cause di distacco.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Contract Flooring Association, stessa nota di cui sopra: la norma norvegese NS 3511:2014 fissa soglie critiche dell&#8217;85-90 per cento per la maggior parte dei rivestimenti; il tempo di equilibrio della sonda è di 72 ore nella guida britannica corrente e di 24 nella ASTM F2170 dopo le prove del 2014. ✅ letto.</li>
</ul>
<p><strong>Norme citate attraverso fonti secondarie, testo non letto.</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI 10329:2018, <em>Massetti per pavimentazioni, metodi di misurazione dell&#8217;umidità</em>, in vigore dal 26 luglio 2018 in sostituzione dell&#8217;edizione 1994. ✅² esistenza e date da fonti di settore; la procedura e la tabella di campionamento sono riportate dal Codice Conpaviper.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI 11371:2017, <em>Massetti per parquet e pavimentazioni di legno</em>: 2,0 / 1,7 / 0,5 / 0,2 CM% su tutto lo spessore. ✅² AIPPL e Mapei.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI 11935:2024, <em>Pavimentazioni di legno e parquet per interni</em>, pubblicata il 15 febbraio 2024: stesse soglie, condizioni climatiche di posa 19-22 gradi e 40-50 per cento d&#8217;inverno, 24-26 gradi e 50-60 per cento d&#8217;estate. ✅² rivista di settore I Love Parquet.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI 11515-1:2014, <em>Rivestimenti resilienti e laminati per pavimentazioni</em>: 2,0 e 0,5. ✅² Mapei.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI 11714-1:2018, <em>Rivestimenti lapidei</em>: 3,0, 2,0 per le pietre sensibili, 0,5. ✅² Mapei; articolo Signori 2022 per gli adesivi.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI 11493-1:2025, <em>Piastrellature ceramiche</em>: verifica al carburo secondo UNI 10329, dopo il primo ciclo nei radianti, assenza d&#8217;acqua in superficie, posa a strato compatto. ✅² fonti di settore. Il valore di 3,0 CM% e la stagionatura di 28 giorni al punto 7.3 vengono da un solo articolo di stampa tecnica: ⚠️.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI 11944:2024, <em>Massetti per pavimentazioni</em>, in vigore dal 20 giugno 2024: approccio al sistema pavimento, massetti aderenti, non aderenti, galleggianti e radianti. ✅² esistenza e impostazione; ⚠️ contenuti numerici non noti.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI 11265:2015 sulle figure della filiera, come già riportata nell&#8217;articolo sull&#8217;umidità da costruzione. ✅²</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI EN 1264-4:2021, impianti radianti: attese di 21 e 7 giorni, mandata a 20-25 gradi per tre giorni e alla massima per quattro, protocollo scritto. ✅² Würth e Q-RAD.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI EN 13813, materiali per massetti: classi CT e CA. ✅² citata dal Codice Conpaviper.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI EN 17668:2022, metodo dell&#8217;umidità relativa su campione e in foro: esistenza certa attraverso TKB e CFA; ⚠️ recepimento italiano non verificato.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>DIN 18560-1:2015-11 e DIN 18365:2015-08, via TKB-16. ✅²</li>
<li style='margin-bottom:10px'>BS 8203, BS 8204-1, BS 8201, BS 5325: 75 per cento in cappa e regola del millimetro al giorno, via Concrete Society, CFA, Forbo e produttori britannici. ✅²</li>
<li style='margin-bottom:10px'>ASTM F710, F2170, F1869, via specifiche VA e f2170.org. ✅²; pH massimo 9 da Armstrong, 9-11 da Mapei US. ✅² fonti industriali.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI 11470, richiamata dal Codice Conpaviper Rev. 5 al paragrafo sullo strato separatore per il valore Sd superiore a 40 metri, con i fogli di polietilene da 0,12 millimetri portati come esempio: ✅ letta nel Codice; ⚠️ il testo della norma non è stato letto.</li>
</ul>
<p><strong>Letteratura.</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>W. Schnell, <em>Zur Ermittlung von Belegereife und Ausgleichsfeuchte von mineralisch gebundenen Estrichen</em>, «Boden/Wand/Decke» 1/1985, ristampato dal Bundesverband Estrich und Belag nel 1997; W. Schnell, <em>Das Trocknungsverhalten von Estrichen</em>, Aachener Bausachverständigentage 1994. ✅² citati e riassunti nel TKB-Bericht 1; non letti in originale.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>G. Hedenblad, <em>Drying of construction water in concrete</em>, rapporto del 1997 del Consiglio svedese per la ricerca edilizia. ✅² citato dalla Concrete Society, dal manuale RBK e dalla storia della ASTM F2170; non reperito in forma aperta.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>T. C. Powers e T. L. Brownyard, studi sulla pasta di cemento indurita: circa 0,23 grammi d&#8217;acqua non evaporabile per grammo di cemento a idratazione completa, come riportato da H. J. H. Brouwers, <em>The work of Powers and Brownyard revisited</em>, «Cement and Concrete Research», 2004. ✅² riferimento verificato, originali non letti.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>F. A. Pfaff e F. S. Gelfant, <em>Osmotic blistering of epoxy coatings on concrete</em>, «Journal of Protective Coatings and Linings», dicembre 1997. ✅² esistenza e tesi verificate; non letto.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Linoleum e alcali: la sensibilità del legante di olio di lino agli alcali è riportata dalle guide dei posatori e degli ispettori nordamericani (InterNACHI). ✅²</li>
</ul>
<p><strong>Che cosa non c&#8217;è in questo articolo, e perché.</strong> Non c&#8217;è una soglia per i pavimenti tradizionali posati a malta, perché nessun documento la dà. Non c&#8217;è una tabella di conversione fra CM% e umidità relativa, perché non esiste in forma generale. Non c&#8217;è lo spessore del massetto della tabella tedesca dei tempi, perché il Merkblatt non lo riporta. Non ci sono i valori della UNI 11944, perché la norma non è stata letta. Dove il lettore trova un ⚠️, il numero va preso come indicazione da confermare sul testo di norma prima di scriverlo in un capitolato.</p>
<h2>L&#8217;autore</h2>
<p>Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense, circa trent&#8217;anni di esperienza di cantiere e venti come imprenditore. Autore di &#8220;Murature umide: cause e rimedi&#8221; (Grafill, 2026).</p>
<p>Il volume è disponibile su <a href="https://www.amazon.it/Murature-umide-Prevenzione-interventi-risanamento/dp/8827705309" target="_blank" rel="noopener">Amazon</a> e su <a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html#/4-versione-libro" target="_blank" rel="noopener">Grafill</a>.</p>
<p><script type='application/ld+json'>{"@context": "https://schema.org", "@type": "FAQPage", "mainEntity": [{"@type": "Question", "name": "Quanto deve asciugare un massetto prima del parquet?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Fino a quando la misura al carburo, su tutto lo spessore, dà al massimo 2,0 CM% sul cementizio e 0,5 sull'anidrite; 1,7 e 0,2 se c'è l'impianto radiante, misurati dopo il ciclo di accensione. Il tempo che serve per arrivarci dipende dal clima dell'aria che entra nel locale, e le tabelle vanno da poche settimane a diversi mesi: per questo la risposta è un numero di umidità, non un numero di giorni."}}, {"@type": "Question", "name": "E prima delle piastrelle?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Il Codice di buona pratica ammette fino a 4,0 CM% sul cementizio, 3,0 con il radiante, 0,5 e 0,3 sull'anidrite; la norma sulla ceramica, secondo la stampa tecnica, chiede 3,0, e chiede soprattutto una stagionatura che esaurisca il ritiro, perché quello che la piastrella non sopporta è il massetto che si muove ancora. In cantiere si applica la prescrizione più severa fra progetto, rivestimento e adesivo."}}, {"@type": "Question", "name": "Posso fidarmi del misuratore elettrico?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Per trovare il punto più umido sì, per decidere la posa no. Dà un indice dello strato vicino alla superficie, non un contenuto d'acqua, e il Codice gli assegna proprio il compito di indicare dove prelevare il campione per il carburo."}}, {"@type": "Question", "name": "Vale la regola del centimetro a settimana?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Serve a programmare il cantiere, non a certificare la posa: la stessa regola britannica da cui deriva vale per i massetti di livellamento in buone condizioni di asciugatura, e la Concrete Society avverte che per il calcestruzzo non vale affatto. Il clima la può allungare di molte volte."}}, {"@type": "Question", "name": "Ho un massetto rapido, devo misurare lo stesso?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Sì. La scheda dichiara quando il massetto arriva sotto il 2 per cento nelle condizioni di scheda; la misura dice se in cantiere quelle condizioni c'erano. I documenti tedeschi distinguono i leganti rapidi che asciugano davvero da quelli che induriscono soltanto, e per tutti chiedono la verifica subito prima della posa."}}, {"@type": "Question", "name": "Il massetto in anidrite è pronto quando è pronto quello in cemento?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "No: sotto legno e resilienti la soglia è 0,5 CM% contro 2,0, e 0,2 contro 1,7 con il radiante; sotto ceramica e pietra 0,5 contro 4,0, e 0,3 contro 3,0 con il radiante. Va levigato entro una settimana e consolidato con un primer dopo l'asciugamento. La prova in stufa su di lui inganna, perché il gesso tiene acqua legata nel cristallo."}}, {"@type": "Question", "name": "Posso convertire il CM% in umidità relativa per confrontarlo con il 75 per cento degli inglesi?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "No. Le due grandezze sono legate dalla curva di assorbimento del singolo massetto, che cambia con la ricetta; la commissione tedesca ha adottato il metodo KRL proprio per evitare la conversione. L'unica equivalenza scritta che conosco riguarda il calcestruzzo, non il massetto."}}, {"@type": "Question", "name": "Il primer contro l'umidità risolve un massetto umido?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Il Codice lo ammette sui cementizi, «in alcuni casi», come alternativa all'asciugatura fisica. Sotto una resina impermeabile al vapore, però, un supporto umido fa le bolle per osmosi, e la soluzione deve essere un sistema permeabile o uno strato inibitore dimensionato, non una mano di primer."}}, {"@type": "Question", "name": "Ho posato sei mesi fa e il pavimento si solleva adesso: è umidità residua?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Può esserlo, se il massetto era radiante e non è mai stato acceso, o se sotto c'è un sottofondo alleggerito senza strato separatore che continua a cedere acqua. Se sono passati anni e il massetto era sottile, sul separatore e in un edificio riscaldato, no: l'acqua d'impasto è uscita e quella che arriva viene da un'altra parte. Su una platea spessa senza separatore, o sotto un rivestimento che ha chiuso tutto, l'acqua d'impasto può essere ancora lì. Si distingue misurando separatamente lo strato di sopra e quello di sotto del massetto."}}, {"@type": "Question", "name": "Che cosa scrivo in capitolato?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Che l'umidità residua del massetto venga misurata con igrometro al carburo secondo la UNI 10329, su tutto lo spessore, nel numero di punti previsto per la superficie, subito prima della posa e dopo il ciclo di accensione nei radianti; che il valore rispetti il Prospetto del Codice di buona pratica per il rivestimento previsto e la scheda dell'adesivo; che sotto il massetto sia posato lo strato separatore con funzione di barriera al vapore; e che il tutto sia riportato in un verbale firmato da chi ha eseguito il massetto e da chi posa."}}]}</script><br />
<!--mxLA--></p>
<div style='background:#f6f7f9;border:1px solid #e3e6ea;border-radius:8px;padding:14px 18px;margin:26px 0'><strong style='color:#b11f24'>Leggi anche</strong></p>
<ul style='margin:8px 0 0 18px'>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#8217;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pavimenti-in-resina-nei-dettagli/">I pavimenti in resina nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
</ul>
</div>
<p><!--/mxLA--></p>
<hr style='border:none;border-top:3px solid #b11f24;margin-top:34px'>
<table style='width:100%;border-collapse:collapse;font-family:Arial,sans-serif;color:#2a3340;font-size:14px;line-height:1.6'>
<tr>
<td style='vertical-align:top;padding-right:20px'>
<div style='font-size:16px;font-weight:700;color:#b11f24'>Ditta Renzo-ArtHome</div>
<div style='font-weight:600'>di Spedicato Oronzo</div>
<div style='color:#5a6577;margin-bottom:8px'>Specialista in risanamenti di interrati e umidit&agrave; di risalita</div>
<div><strong>Web:</strong> <a href="https://www.renzo-arthome.com">www.renzo-arthome.com</a></div>
<div><strong>E-mail:</strong> renzo.spedicato@gmail.com &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>PEC:</strong> renzoarthome@pec.it</div>
<div><strong>Cell.:</strong> +39 335 844 2978 &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>Ufficio:</strong> +39 371 775 4189</div>
<div style='color:#5a6577'>P.IVA 02475540304</div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://www.renzo-arthome.com/preventivo-gratuito/" style="display:inline-block;background:#b11f24;color:#fff;padding:9px 16px;border-radius:6px;font-weight:700;text-decoration:none">Chiedi un preventivo &rarr;</a></div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://wa.me/393358442978" target="_blank" rel="noopener" title="WhatsApp" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-whatsapp.png' alt='WhatsApp' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.facebook.com/RenzoArtHome" target="_blank" rel="noopener" title="Facebook" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-facebook.png' alt='Facebook' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.linkedin.com/in/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="LinkedIn" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-linkedin.png' alt='LinkedIn' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.tiktok.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="TikTok" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-tiktok.png' alt='TikTok' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.youtube.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="YouTube" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-youtube.png' alt='YouTube' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.instagram.com/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="Instagram" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-instagram.png' alt='Instagram' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a></div>
</td>
<td style='vertical-align:top;width:150px;text-align:center'><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/murature-umide-copertina.jpg' alt='Murature umide: cause e rimedi' width='120' style='border:1px solid #ddd;border-radius:4px'></a></p>
<div style='font-size:12px;color:#5a6577;margin-top:6px'><strong>Murature umide: cause e rimedi</strong><br />Grafill, 2026<br /><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener">Vai al libro &rarr;</a></div>
</td>
</tr>
</table>
<style>#rahLATO{margin:44px auto 0;max-width:680px;font-family:'Open Sans',sans-serif}#rahLATO *{box-sizing:border-box}#rahLATO .rahL-int{background:#fff;border:1px solid #d9dde2;padding:18px 16px 10px}#rahLATO .rahL-tit{font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:700;font-size:15px;letter-spacing:.16em;text-transform:uppercase;color:#262a33;margin:0 0 2px}#rahLATO p{margin:0!important;padding:0!important}#rahLATO .rahL-blog-r{margin:0 0 4px}#rahLATO .rahL-pagine{margin:0 0 12px}#rahLATO .rahL-blog{display:inline-block;font-size:13.5px;color:#a06a00;text-decoration:none;margin:0;border:0}#rahLATO .rahL-blog:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO details{margin:0 0 7px;border-left:4px solid var(--rahf)}#rahLATO summary{cursor:pointer;list-style:none;display:flex;align-items:baseline;gap:8px;font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:600;font-size:14px;color:#2f3440;padding:9px 8px 9px 10px;background:var(--rahv);margin:0}#rahLATO summary::-webkit-details-marker{display:none}#rahLATO summary:before{content:"+";font-weight:700;color:#2f3440;opacity:.55;width:13px;flex:none}#rahLATO details[open]>summary:before{content:"\2212"}#rahLATO .rahL-n{margin-left:auto;font-weight:400;font-size:11.5px;color:#5a6577}#rahLATO ul{list-style:none!important;margin:0!important;padding:6px 4px 8px 12px!important;background:var(--rahv);background:color-mix(in srgb,var(--rahv) 32%,#fff)}#rahLATO li{margin:0!important;padding:4px 6px!important;font-size:13px;line-height:1.45;border-left:2px solid transparent;list-style:none!important}#rahLATO li:before{display:none!important;content:none!important}#rahLATO li a{color:#3f4450;text-decoration:none;border:0;box-shadow:none}#rahLATO li a:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO li.rahL-qui{background:#fdf6d8;border-left-color:#eddf21}#rahLATO li.rahL-qui span{font-weight:600;color:#262a33}#rahLATO li.rahL-qui .rahL-segno{display:block;font-weight:400;font-size:10.5px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#5a6577;margin-top:1px}@media(min-width:1490px){body.postid-3895{overflow:visible!important}article.post-3895{position:relative}#rahLATO{position:absolute;top:0;right:-241px;bottom:0;width:225px;max-width:none;margin:0}#rahLATO .rahL-int{position:sticky;top:106px;max-height:calc(100vh - 126px);overflow-y:auto;padding:14px 12px 8px}#rahLATO summary{font-size:12.5px;padding:8px 6px 8px 8px}#rahLATO li{font-size:12px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:13px}}@media(min-width:1710px){#rahLATO{right:-336px;width:300px}#rahLATO .rahL-int{padding:18px 16px 10px}#rahLATO summary{font-size:14px}#rahLATO li{font-size:13px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:15px}}</style>
<div id="rahLATO">
<div class="rahL-int">
<div class="rahL-tit">Gli articoli</div>
<div class="rahL-blog-r"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/blog/">Indice del blog &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-fase-per-fase/">La casa fase per fase &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/decoder-diagnostico-edile/">Il decoder diagnostico &rarr;</a></div>
<details style="--rahv:#dcebf5;--rahf:#7fadd1">
<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">Le malte impermeabili nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">La barriera chimica nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">Ma come si cura una risalita?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/improvvisamente-l-umidita-di-risalita/">Improvvisamente, l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-danno-e-dove-l-acqua-se-ne-va/">Il danno è dove l&#8217;acqua se ne va</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">Chi dimezza la macchia raddoppia l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">Umidità di risalita e sali solubili: perché bloccare l&#8217;umidità è solo metà del risanamento, e perché l&#8217;asciugatura richiede da mesi ad anni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo un intervento contro l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-risalita-impermeabilizzazione-in/">L&#8217;innalzamento dell&#8217;umidità di risalita in seguito a interventi di impermeabilizzazione dall&#8217;interno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/doppia-barriera-protocollo-renzo-arthome/">Barriere chimiche non occludenti in zona di marea: bastano davvero contro la pressione idrostatica?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">L’umidità igroscopica nell’edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-primaria-e-sali-renzo-arthome/">Umidità di risalita capillare primaria</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">31</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">27</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/costruire-casa-senza-umidita/">La casa asciutta si decide in cantiere</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">Tre centimetri invece di una demolizione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/prima-la-strategia-poi-il-prodotto/">Prima la strategia, poi il prodotto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">La spinta idrostatica nelle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">Il seminterrato fra infiltrazioni, umidità e radon: un approccio integrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/fontana-dei-grifi-allinterno-del-castello-miramare-di-trieste/">Fontana dei Grifi all&#8217;interno del castello Miramare di Trieste</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/interventi-di-impermeabilizzazioni/">Impermeabilizzazioni: come intervenire e quali soluzioni scegliere</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#d9edea;--rahf:#7dbcb5">
<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">15</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-problema-non-e-la-pioggia/">Il problema non è la pioggia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">Umidità di rimbalzo (rain splash)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-meteorica-cap/">Umidità meteorica (penetrating damp)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-condensazione/">Umidità da condensazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sindrome-dell-edificio-malato/">Sindrome dell&#8217;edificio malato: cause, sintomi e soluzioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffe-indoor/">Muffe indoor</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">Condensa interstiziale in edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#f2e9d5;--rahf:#c9a970">
<summary>Vespai e solai<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li class="rahL-qui"><span>L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-piove-dal-predalles/">Quando piove dal predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-normative-e-calcoli/">Vespaio aerato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1431-2/">Le infiltrazioni nei predalles: analisi e metodologie di intervento</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f5e3dc;--rahf:#cf9484">
<summary>Casi Studio<span class="rahL-n">6</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f4eecb;--rahf:#c9b954">
<summary>Norme e libro<span class="rahL-n">5</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/normativa-salubrita-edifici/">Quadro normativo sulla salubrità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1443-2/">Materiali da costruzione radioattivi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pubblicato-il-libro-murature-umide-cause-e-rimedi/">Pubblicato il libro “Murature umide: cause e rimedi”</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#ebedf0;--rahf:#a7adb8">
<summary>Altri articoli<span class="rahL-n">1</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pavimenti-in-resina-nei-dettagli/">I pavimenti in resina nei dettagli</a></li>
</ul>
</details>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</title>
		<link>https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/</link>
					<comments>https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[renzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Sep 2026 19:15:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Diagnosi e metodo]]></category>
		<category><![CDATA[Interrati e impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Norme e libro]]></category>
		<category><![CDATA[bagno e doccia]]></category>
		<category><![CDATA[corpi passanti]]></category>
		<category><![CDATA[diagnostica]]></category>
		<category><![CDATA[impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[infiltrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/</guid>

					<description><![CDATA[<p>La piastrella, l'adesivo e le fughe non trattengono l'acqua, e nessuna legge italiana obbliga a mettere sotto uno strato che la trattenga. Da dove passa l'acqua di una doccia, che cosa prescrivono la UNI 11493-1, il documento europeo dei locali umidi, la norma tedesca e il codice australiano, e la sequenza corretta dal rustico alle piastrelle.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style='font-size:19px;color:#5a6577'><em>Impermeabilizzazione bagno e doccia: la piastrella, l&#8217;adesivo e le fughe non trattengono l&#8217;acqua, e in Italia nessuna legge obbliga a mettere sotto uno strato che la trattenga. Che cosa prescrivono la norma tecnica italiana, il documento europeo dei locali umidi e i tre paesi che il bagno lo hanno normato, e la sequenza che uso in cantiere</em></p>
<p>La chiamata arriva quasi sempre dal piano di sotto. Sul soffitto del bagno, o della cucina, è comparsa un&#8217;ombra. Le prime volte si asciuga in un paio di giorni, poi resta. L&#8217;idraulico ha messo in pressione l&#8217;impianto e la pressione tiene. Il proprietario di sopra dice che la doccia è nuova, che le piastrelle sono di gres, che il silicone è stato rifatto l&#8217;anno scorso. Ha ragione su tutto, e il soffitto continua a bagnarsi.</p>
<p>Quando salgo a vedere faccio due prove, sempre le stesse e in quest&#8217;ordine. La prima allaga il piano della doccia a scarico tappato e lo lascia sotto battente per ventiquattro ore: mette alla prova il piano e lo scarico, e tiene le pareti asciutte. La seconda bagna le pareti una fascia alla volta, dal basso verso l&#8217;alto, a scarico aperto e piano asciutto: mette alla prova le fughe e i giunti verticali, e tiene il piano fuori causa. Le due prove sono scritte per esteso al capitolo 2, con i tempi, le quantità e la distanza del getto, perché una prova senza tempi non è una prova.</p>
<p>Quando la macchia di sotto non cambia durante la prima prova e si ravviva durante la seconda, la diagnosi è fatta: l&#8217;acqua entra dalle fughe delle pareti e dall&#8217;incontro fra pavimento e parete, scende nel massetto, lo riempie, attraversa il solaio e riemerge di sotto. Fra la prima doccia e la macchia passano mesi, e in quei mesi il massetto ha fatto da deposito.</p>
<p>La tesi di questo articolo sta nel titolo. Il bagno si impermeabilizza al rustico, prima delle piastrelle, con uno strato continuo che copre il pavimento, sale sulle pareti della doccia e si raccorda allo scarico e ai corpi passanti. La piastrella arriva dopo e fa un altro mestiere: protegge quello strato e si lascia pulire. Chi affida alla piastrella la tenuta all&#8217;acqua le chiede una cosa che nessuna norma le riconosce.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="983" height="788" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-copertina-bagno-sezione.png" alt="Impermeabilizzazione bagno e doccia: un bagno in sezione con lo strato di tenuta in evidenza sotto il pavimento e sulle pareti della doccia" class="wp-image-3469" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-copertina-bagno-sezione.png 983w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-copertina-bagno-sezione-300x240.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-copertina-bagno-sezione-768x616.png 768w" sizes="(max-width: 983px) 100vw, 983px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">In copertina. Un bagno in sezione: lo strato di tenuta corre sotto il pavimento, sale sulle pareti della doccia e abbraccia lo scarico. Illustrazione generata a partire da una descrizione dell&#8217;autore: è uno schema, non un dettaglio esecutivo. La sequenza reale, con le quote, è nella Figura 4.</figcaption></figure>
<div id="rahTOC" style="border:1px solid #e2e5ea;border-radius:6px;padding:20px 24px;margin:0 0 32px;background:#fafbfc">
<p style="margin:0 0 10px;font-weight:600;color:#1a2233;font-size:16px">Indice</p>
<ol style="margin:0;padding-left:20px;line-height:1.6">
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#chi-ha-cominciato-a-metterlo" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Chi ha cominciato a metterlo</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-parole-che-servono" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le parole che servono</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#1-da-dove-passa-lacqua" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">1. Da dove passa l&#8217;acqua</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#2-le-due-prove-con-i-tempi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">2. Le due prove, con i tempi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#3-non-tutte-le-macchie-sotto-un-bagno-vengono-dalla-doccia" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">3. Non tutte le macchie sotto un bagno vengono dalla doccia</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#4-che-cosa-dice-la-norma-in-italia" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">4. Che cosa dice la norma, in Italia</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#5-il-documento-europeo-dei-locali-umidi-letto-nel-testo" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">5. Il documento europeo dei locali umidi, letto nel testo</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#6-chi-la-regola-ce-lha-germania-australia-stati-uniti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">6. Chi la regola ce l&#8217;ha: Germania, Australia, Stati Uniti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#7-la-sequenza-corretta-dal-rustico-alle-piastrelle" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">7. La sequenza corretta, dal rustico alle piastrelle</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#8-piatto-appoggiato-piatto-a-filo-doccia-in-muratura" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">8. Piatto appoggiato, piatto a filo, doccia in muratura</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#9-gli-errori-ricorrenti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">9. Gli errori ricorrenti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#10-che-cosa-si-scrive-in-capitolato" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">10. Che cosa si scrive in capitolato</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-sintesi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Impermeabilizzazione bagno e doccia, in sintesi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#dal-cantiere" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Dal cantiere</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#domande-frequenti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Domande frequenti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-conclusione" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In conclusione</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#ringraziamenti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Ringraziamenti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#fonti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Fonti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lautore" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;autore</a></li>
</ol>
</div>
<h2 id="chi-ha-cominciato-a-metterlo">Chi ha cominciato a metterlo</h2>
<p>L&#8217;idea che l&#8217;acqua debba essere trattenuta da uno strato apposta, e non dalla muratura che le sta intorno, è antica quanto le cisterne. Vitruvio, nel libro VIII del <em>De architectura</em>, descrive come si costruiscono le cisterne in opera signina: sabbia purissima e ruvida, pietra spezzata in pezzi non più pesanti di una libbra, calce fortissima, cinque parti di sabbia per due di calce; le pareti si battono con pali di legno ferrati, poi si batte il fondo, e chi può ne fa due o tre in fila, perché l&#8217;acqua travasata risulti «molto più salubre e gradevole». Leggendolo oggi, il principio lo direi così: la cisterna tiene perché il rivestimento battuto è continuo e compatto, non perché il muro è spesso. È lo stesso principio che, nel libro VII, Vitruvio applica alle stanze umide con il cocciopesto, di cui ho scritto a proposito della condensa interstiziale.</p>
<p>Per secoli il bagno di casa, quando c&#8217;è, ha una vasca e pareti piastrellate a mezza altezza, e l&#8217;acqua che schizza è poca. Il bagno moderno cambia due cose insieme: la doccia al posto della vasca, con le pareti bagnate ogni giorno fino a due metri, e il piatto a filo pavimento, senza bordo. Le regole arrivano dietro a queste due novità. A leggere le date, arrivano prima nei paesi dove le case hanno pareti leggere, in legno e in cartongesso, che l&#8217;acqua rovina in fretta.</p>
<p>L&#8217;Australia pubblica la prima edizione della norma sulla tenuta all&#8217;acqua dei locali umidi domestici, la AS 3740, nel 1989; oggi è alla quinta edizione, del 2021, ed è richiamata dal codice nazionale delle costruzioni. In Germania la tecnica dello strato di tenuta incollato sotto le piastrelle, che i tedeschi chiamano <em>Verbundabdichtung</em>, tenuta in aderenza, ha vissuto per una quindicina d&#8217;anni nei soli fogli tecnici dell&#8217;associazione dei piastrellisti: l&#8217;edizione più vecchia che ho trovato in catalogo è dell&#8217;agosto 2000, e ne seguono altre nel 2005, nel 2010, nel 2012, nel 2019 e nel 2022. Nel luglio 2017 quella prassi diventa norma nazionale con la DIN 18534, dedicata per intero all&#8217;impermeabilizzazione dei locali interni. Nell&#8217;aprile 2007 arriva la linea guida europea ETAG 022 per i sistemi di tenuta dei locali umidi. La pubblica l&#8217;EOTA, che allora si chiamava organizzazione europea per le approvazioni tecniche. Nel 2019 la sostituisce il documento europeo di valutazione EAD 030352-00-0503, pubblicato in Gazzetta europea nel 2020. In Italia la prima norma nazionale sulle piastrellature ceramiche è la UNI 11493 del 2013, rifatta nel 2016 come UNI 11493-1 e rinnovata il 15 maggio 2025.</p>
<p>Le date dicono una cosa che in cantiere si sente ancora poco: fra i paesi che ho messo a confronto, la regola d&#8217;arte sull&#8217;acqua sotto le piastrelle ha meno di quarant&#8217;anni dove è arrivata prima, e in Italia meno di quindici. Chi ha imparato il mestiere prima non l&#8217;ha mai incontrata.</p>
<h2 id="le-parole-che-servono">Le parole che servono</h2>
<p><strong>Impermeabilizzazione bagno e doccia.</strong> L&#8217;insieme dello strato di tenuta, delle bandelle nei giunti e dei collari attorno agli scarichi e ai corpi passanti, posato sul massetto e sulle pareti della doccia prima delle piastrelle: è quello che tiene l&#8217;acqua fuori dal solaio, non la piastrellatura.</p>
<p><strong>Massetto.</strong> Lo strato di malta che sta fra il solaio e il pavimento: porta in quota il piano, gli dà la pendenza e riceve l&#8217;adesivo delle piastrelle. È poroso, quindi assorbe acqua e la trattiene.</p>
<p><strong>Solaio.</strong> La struttura orizzontale che divide un piano dall&#8217;altro: sopra ci sta il massetto del piano di sopra, sotto c&#8217;è il soffitto del piano di sotto.</p>
<p><strong>Fuga.</strong> Lo spazio fra una piastrella e l&#8217;altra, riempito con lo stucco. Non è un difetto della posa: serve a far lavorare la piastrellatura, e proprio per questo non può essere a tenuta.</p>
<p><strong>Percolazione.</strong> Il cammino dell&#8217;acqua dentro un materiale poroso, verso il basso, per gravità. È quello che disegna sul muro le lingue irregolari delle fotografie 1 e 3.</p>
<p><strong>Strato di tenuta.</strong> Lo strato continuo che ferma l&#8217;acqua, posato sul supporto e sotto il rivestimento, con cui fa corpo unico. I tedeschi lo chiamano tenuta in aderenza, e il nome dice il principio: non è un foglio appoggiato, è un materiale che aderisce al supporto su tutta la superficie, così un&#8217;eventuale lesione non mette in comunicazione due parti del pacchetto.</p>
<p><strong>Bandella.</strong> Il nastro che arma il giunto fra due elementi che si muovono, cioè l&#8217;incontro fra pavimento e parete e gli spigoli verticali. È fatta di tessuto non tessuto di polipropilene resistente agli alcali accoppiato a uno strato adesivo, e si annega fra le due mani del liquido: da sola non è una tenuta, e il liquido da solo non regge il movimento del giunto.</p>
<p><strong>Collare.</strong> Il pezzo sagomato che chiude il passaggio dello strato di tenuta attorno a un corpo estraneo: un tubo, un attacco della rubinetteria, il corpo di uno scarico.</p>
<p><strong>Platea.</strong> Il piano orizzontale su cui si costruisce il bagno: qui è la superficie del solaio, sgombra, prima che ci vada sopra il massetto. Impermeabilizzare la platea vuol dire mettere lo strato lì sotto, non sotto le piastrelle.</p>
<p><strong>Piletta.</strong> La parte a vista dello scarico a pavimento, quella con la griglia, che si monta per ultima sopra il pozzetto. Pozzetto e piletta sono due pezzi dello stesso scarico: il pozzetto sta annegato nel massetto, la piletta si vede.</p>
<p><strong>Flangia.</strong> Il bordo piatto e sporgente del pozzetto di scarico, fatto apposta perché lo strato di tenuta ci aderisca sopra. Un pozzetto senza flangia non ha una superficie a cui la tenuta possa attaccarsi.</p>
<p><strong>Battente idraulico.</strong> L&#8217;altezza della colonna d&#8217;acqua che resta nel sifone e impedisce ai gas della fognatura di risalire. La norma dei pozzetti a pavimento parla di pozzetti con sifone con battente di almeno cinquanta millimetri.</p>
<p><strong>Piatto a filo pavimento.</strong> La doccia senza bordo. La pendenza sta nel massetto o in un pannello annegato, e il piano su cui si cammina nella doccia è alla stessa quota del pavimento del bagno.</p>
<p><strong>A tenuta e resistente all&#8217;acqua.</strong> Due requisiti diversi, che i codici anglosassoni distinguono con due parole e la pratica italiana confonde in una. A tenuta vuol dire che l&#8217;acqua non passa; resistente all&#8217;acqua vuol dire che la superficie sopporta di essere bagnata senza degradarsi. La doccia chiede la prima, il resto del bagno la seconda.</p>
<p><strong>Classe di esposizione all&#8217;acqua.</strong> Il modo tedesco di dire quanta acqua prende una superficie: dalla parete sopra il lavabo, che prende spruzzi ogni tanto, al pavimento di una doccia a filo, che prende acqua tutti i giorni e la trattiene per qualche secondo. La classe decide se lo strato di tenuta serve e quale supporto è ammesso sotto.</p>
<h2 id="1-da-dove-passa-lacqua">1. Da dove passa l&#8217;acqua</h2>
<p>Una piastrella di gres porcellanato assorbe pochissimo. La norma europea delle piastrelle di ceramica, la UNI EN 14411:2016, le classifica per assorbimento d&#8217;acqua: il gruppo BIa, il gres pressato a secco, assorbe fino allo 0,5 per cento del proprio peso; il gruppo BIII, che riguarda essenzialmente le piastrelle smaltate da rivestimento, oltre il 10 per cento. Il corpo della piastrella, quindi, non è il problema. Il problema è tutto quello che sta intorno.</p>
<p><strong>Le fughe.</strong> La fuga cementizia è una malta, e una malta assorbe acqua per capillarità. La norma degli stucchi per fughe, la UNI EN 13888-1:2022, prevede la classe a ridotto assorbimento d&#8217;acqua, quella che sulle confezioni si legge CG2WA. Ridotto, non nullo: un articolo dell&#8217;associazione dei posatori lo dice con chiarezza, quegli stucchi «rimangono comunque dei materiali assorbenti». Le fughe epossidiche assorbono pochissimo, ma restano attaccate alla piastrella con un&#8217;interfaccia che lavora, e su una parete di doccia il lavoro non manca mai.</p>
<p>Il conto delle fughe sorprende sempre chi lo fa la prima volta. In un metro quadro di piastrelle quadrate da 30 centimetri corrono circa 6,7 metri di fuga. Con il formato 60 per 60 sono 3,3 metri. Con il mosaico da 2,5 centimetri, che nelle docce in muratura si usa spesso, sono 80 metri di fuga per ogni metro quadro. È solo geometria, e chiunque può rifarla: milleseicento tessere, quattro lati da 2,5 centimetri ciascuna, e ogni fuga divisa con la tessera vicina. È lo stesso conto che sta dentro i calcolatori di consumo dello stucco dei produttori.</p>
<p><strong>L&#8217;incontro fra pavimento e parete.</strong> È il giunto più sollecitato del bagno. Il pavimento e la parete si muovono in modo diverso, con la temperatura e con il ritiro del massetto, e il sigillante che li unisce invecchia: si stacca da un lato, si screpola, ammuffisce e viene raschiato via. Quando il sigillante ha finito il suo giro, quel giunto è una fessura continua lungo tutta la doccia.</p>
<p><strong>Il bordo dello scarico.</strong> Fra il pozzetto e il pavimento c&#8217;è un cambio di materiale: plastica o metallo da una parte, ceramica e malta dall&#8217;altra. Se il pozzetto è stato incollato nel massetto e la piastrella gli arriva contro, quel bordo è una fuga come le altre. Con una differenza: sta nel punto più basso, dove l&#8217;acqua converge.</p>
<p><strong>I corpi passanti.</strong> La rubinetteria incassata, il braccio della doccia, i tasselli della cabina, la mensola: ogni foro nella parete è un ingresso, e sulla parete della doccia i fori stanno tutti nella zona bagnata. Ho scritto altrove che <a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a>: in bagno vale per chi porta i tubi.</p>
<p><strong>La soglia della doccia.</strong> Con il box chiuso l&#8217;acqua resta dentro. Con la porta scorrevole che non chiude, con il piatto a filo e con la doccia aperta, l&#8217;acqua passa sul pavimento del bagno. Quel pavimento, nei bagni che ho aperto, non era quasi mai impermeabilizzato.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1124" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig1-dove-passa-acqua.png" alt="Da dove passa l'acqua sotto una doccia: le sei vie d'acqua in sezione" class="wp-image-3470" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig1-dove-passa-acqua.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig1-dove-passa-acqua-300x211.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig1-dove-passa-acqua-1024x719.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig1-dove-passa-acqua-768x540.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig1-dove-passa-acqua-1536x1079.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 1. Le sei vie d&#8217;acqua di una doccia senza strato di tenuta, in sezione: le fughe, l&#8217;incontro fra pavimento e parete, il bordo dello scarico, i corpi passanti, il massetto che trattiene, il solaio che restituisce di sotto. Disegno tecnico dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<h3>Quanta acqua, e perché ci vogliono mesi</h3>
<p>I Criteri Ambientali Minimi per l&#8217;edilizia pubblica fissano per le docce una portata massima di 8 litri al minuto. Prendo quel valore come riferimento e aggiungo due ipotesi mie: una doccia dura otto minuti, e in casa se ne fanno due al giorno. Sono 64 litri a doccia e circa 47 metri cubi l&#8217;anno, che cadono su un piatto di ottanta centimetri di lato, poco più di mezzo metro quadro, e sulle due pareti che lo chiudono. Se quell&#8217;acqua restasse sul piatto, in un anno farebbe una colonna alta 73 metri. Basta che una parte su mille entri nelle fughe per avere decine di litri l&#8217;anno nel massetto.</p>
<p>Il massetto è una malta porosa. Riceve l&#8217;acqua per capillarità e la trattiene, perché sopra ha la piastrella che frena l&#8217;evaporazione e sotto ha il solaio. La quantità che entra a ogni doccia è piccola, ma finché la piastrella frena l&#8217;evaporazione il bilancio resta positivo: entra più acqua di quella che esce. Il massetto si riempie per mesi prima di cedere acqua al solaio. Il solaio a sua volta la cede al soffitto di sotto, dove trova un giunto, una traccia, un punto più freddo. Per questo il danno compare tardi, e per questo il proprietario di sopra è convinto in buona fede che la sua doccia non c&#8217;entri.</p>
<h3>Che cosa si vede di sotto, e in quanto tempo</h3>
<p>Fin qui il conto dice che l&#8217;acqua arriva piano. Quando però arriva, quello che succede sotto è veloce, e le cinque fotografie che seguono lo mostrano su un caso solo, nell&#8217;ordine in cui l&#8217;ho visto: sono la stessa perdita, dal bagno del piano di sopra, riprese nell&#8217;arco di tre giorni.</p>
<p>Il primo segno è il soffitto bagnato su tutta la campata, con l&#8217;acqua che si raccoglie in gocce sulla superficie. Poi la bagnatura gira lo spigolo e scende sulle pareti in lingue irregolari, fino a circa metà altezza: è la percolazione, e disegna il percorso che l&#8217;acqua ha trovato dentro il solaio. Al terzo giorno, sulla stessa area, ci sono le colonie di muffa.</p>
<p>Tre giorni sono coerenti con quello che scrive l&#8217;agenzia americana per la protezione dell&#8217;ambiente nella sua guida sulle muffe e l&#8217;umidità in casa: se le zone e i materiali bagnati vengono asciugati entro le ventiquattro o quarantotto ore dalla perdita, nella maggior parte dei casi la muffa non cresce. Qui nessuno ha asciugato niente, per la ragione che rende questo danno diverso da un allagamento: nessuno sapeva. L&#8217;acqua è uscita dal bagno di sopra e ha attraversato il solaio. Si è presentata già dentro il soffitto e dentro l&#8217;intonaco della parete, dove un ventilatore non arriva.</p>
<p>Questa muffa è alimentata dall&#8217;acqua della perdita, non dalla condensa: cresce dove l&#8217;acqua liquida ha bagnato l&#8217;intonaco e segue le colature, non gli angoli freddi della stanza. La muffa da condensa ha un&#8217;altra causa e un altro disegno, e ne ho scritto in <a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a>.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1200" height="1600" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto1-soffitto-gocce.jpg" alt="Il soffitto del locale sotto il bagno, bagnato su tutta la campata, con l'acqua raccolta in gocce" class="wp-image-3471" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto1-soffitto-gocce.jpg 1200w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto1-soffitto-gocce-225x300.jpg 225w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto1-soffitto-gocce-768x1024.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto1-soffitto-gocce-1152x1536.jpg 1152w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 1. Il primo giorno della serie: il soffitto del locale che sta sotto il bagno è bagnato su tutta la campata e l&#8217;acqua si raccoglie in gocce sulla superficie. La bagnatura non si ferma al soffitto: gira lo spigolo e comincia a scendere sulla parete, con il bordo irregolare che si vede in basso a sinistra. Cantiere dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="901" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto2-soffitto-primi-punti.jpg" alt="Lo stesso soffitto con la macchia a contorno netto e i primi punti scuri" class="wp-image-3472" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto2-soffitto-primi-punti.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto2-soffitto-primi-punti-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto2-soffitto-primi-punti-1024x577.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto2-soffitto-primi-punti-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto2-soffitto-primi-punti-1536x865.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 2. Lo stesso soffitto più avanti nella serie. L&#8217;acqua libera non c&#8217;è più e la macchia ha preso il contorno a mappa che lascia l&#8217;asciugatura; sulla superficie e sul pannello chiaro in basso compaiono i primi punti scuri. Cantiere dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1200" height="1600" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto3-fronte-sulle-pareti.jpg" alt="Il fronte umido sceso dal soffitto sulle due facce dello spigolo, fino a metà altezza" class="wp-image-3473" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto3-fronte-sulle-pareti.jpg 1200w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto3-fronte-sulle-pareti-225x300.jpg 225w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto3-fronte-sulle-pareti-768x1024.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto3-fronte-sulle-pareti-1152x1536.jpg 1152w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 3. La percolazione sulle pareti: dal soffitto il fronte umido scende in lingue irregolari fino a circa metà altezza, su tutte e due le facce dello spigolo, e prosegue oltre la porta. È il disegno che l&#8217;acqua ha trovato uscendo dal solaio. Cantiere dell&#8217;autore; una zona dell&#8217;immagine è stata oscurata, conteneva un marchio commerciale.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1126" height="2000" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto4-colonie-inizio.jpg" alt="Le prime colonie di muffa, punti scuri isolati sull'area rimasta umida" class="wp-image-3474" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto4-colonie-inizio.jpg 1126w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto4-colonie-inizio-169x300.jpg 169w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto4-colonie-inizio-577x1024.jpg 577w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto4-colonie-inizio-768x1364.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto4-colonie-inizio-865x1536.jpg 865w" sizes="(max-width: 1126px) 100vw, 1126px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 4. La stessa parete da vicino: sull&#8217;area rimasta umida compaiono le prime colonie, punti scuri isolati che si dispongono lungo le colature. Cantiere dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1126" height="2000" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto5-colonie-estese.jpg" alt="Le colonie diffuse su tutta la fascia bagnata, con le colature ancora leggibili sotto" class="wp-image-3475" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto5-colonie-estese.jpg 1126w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto5-colonie-estese-169x300.jpg 169w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto5-colonie-estese-577x1024.jpg 577w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto5-colonie-estese-768x1364.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto5-colonie-estese-865x1536.jpg 865w" sizes="(max-width: 1126px) 100vw, 1126px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 5. Il terzo giorno: le colonie sono diffuse su tutta la fascia che era rimasta bagnata, sullo spigolo e attorno all&#8217;interruttore, e le colature verticali si leggono ancora sotto le macchie. Fra questa fotografia e la prima passano tre giorni. Cantiere dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<h3>Il vapore e la condensa</h3>
<p>Il bagno ha anche un&#8217;altra acqua, quella del vapore. Su questo la legge italiana una regola ce l&#8217;ha, ed è vecchia: il decreto del Ministero della sanità del 5 luglio 1975, all&#8217;articolo 7, prescrive che «la stanza da bagno deve essere fornita di apertura all&#8217;esterno per il ricambio dell&#8217;aria o dotata di impianto di aspirazione meccanica». Sull&#8217;acqua del bagno la legge italiana dice poco, e quel poco riguarda l&#8217;aria.</p>
<p>Lo strato di tenuta sotto le piastrelle non peggiora il quadro del vapore, e la ragione sta dal lato giusto della parete. Quello strato sta sulla faccia interna, calda, del pavimento e delle pareti: è la posizione che nella regola della condensa interstiziale si chiama stretto verso dentro, e l&#8217;ho spiegata nell&#8217;articolo <a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a>. Uno strato che frena il vapore sul lato caldo riduce il vapore che arriva dietro di sé.</p>
<h2 id="2-le-due-prove-con-i-tempi">2. Le due prove, con i tempi</h2>
<p>Una prova d&#8217;acqua serve solo se è ripetibile: stessa quantità, stesso tempo, stessa superficie bagnata, e qualcuno che guarda dove l&#8217;acqua non dovrebbe arrivare. Le due che seguono si fanno in quest&#8217;ordine, e ognuna serve a escludere qualcosa. Fra la prima e la seconda vanno lasciate almeno ventiquattro ore di asciugatura, altrimenti la seconda legge l&#8217;acqua della prima.</p>
<h3>La prova di allagamento: mette alla prova il piano e lo scarico</h3>
<p>Si tappa lo scarico con un tappo a espansione. Si porta l&#8217;acqua sul piano della doccia fino a circa venticinque millimetri, misurati nel punto più basso. Si segna il livello sulla parete e si lascia per ventiquattro ore. Prima di riempire, il soffitto del locale di sotto va fotografato con la data. Dove ci sono già macchie, va letta anche l&#8217;umidità superficiale, con lo strumento appoggiato negli stessi punti. Dopo ventiquattro ore si rilegge il livello e si rifotografa il soffitto.</p>
<p>Qui serve una cautela, se no la prova condanna anche una doccia sana. In ventiquattro ore un po&#8217; d&#8217;acqua se ne va per evaporazione, e sul segno fatto sulla parete si vede. Per non scambiare l&#8217;evaporazione per una perdita appoggio sul piano un recipiente pieno d&#8217;acqua, con il suo livello segnato, e alla fine confronto i due cali: quello del piano e quello del recipiente. Se sono uguali, il piano tiene. Se il piano è sceso di più, o se sotto compare acqua, il difetto è nel piano o nel raccordo con lo scarico. Se il livello è fermo e sotto non cambia niente, piano e scarico tengono, e la ricerca si sposta sulle pareti.</p>
<p>I codici che prescrivono questa prova per accettare un lavoro chiedono meno tempo, perché a loro basta scoprire un foro. Il codice idraulico internazionale, alla sezione 312.9, chiede di tappare il tubo dello scarico e di riempire il piano fino ad almeno due pollici, cioè cinquantuno millimetri misurati alla soglia, e di trattenere l&#8217;acqua per non meno di quindici minuti senza evidenza di perdite. La norma australiana dei locali umidi domestici, per quanto ne riportano concordi le fonti tecniche australiane, mette la prova di allagamento nel suo allegato C e la chiede soprattutto quando il locale sta sopra uno spazio abitabile, a maggior ragione di un altro proprietario: venticinque millimetri d&#8217;acqua per almeno ventiquattro ore, con il controllo da sotto. Il testo della norma è a pagamento e non l&#8217;ho letto. Le ventiquattro ore sono la mia scelta e non un obbligo di legge: una fessura fine bagna il solaio in una notte e non in un quarto d&#8217;ora.</p>
<p>Due avvertenze. L&#8217;acqua pesa: cento litri sono un quintale sul solaio, e su una struttura di cui non si conosce lo stato la quantità va valutata prima. E il tappo deve tenere davvero: un tappo che perde fa fallire la prova senza che il bagno abbia colpe.</p>
<h3>La prova di bagnatura delle pareti: mette alla prova fughe e giunti</h3>
<p>Questa prova bagna le pareti e lascia il piano asciutto. Per questo lo scarico resta aperto e il getto non tocca mai il pavimento. Serve la doccia a mano staccata dal supporto.</p>
<p>Si divide la parete in fasce orizzontali alte una cinquantina di centimetri e si comincia dalla più bassa, quella che contiene l&#8217;incontro fra pavimento e parete. Il getto si tiene a una trentina di centimetri dalla superficie e si muove avanti e indietro lungo la fascia, coprendo circa un metro e mezzo di giunto ogni cinque minuti. Finita la fascia si chiude l&#8217;acqua e si aspetta, tenendo d&#8217;occhio il soffitto di sotto. Si guarda se la macchia si ravviva, e si rilegge l&#8217;umidità superficiale con lo strumento appoggiato negli stessi punti segnati prima di cominciare. Poi si sale alla fascia successiva e si ripete. Su una parete di doccia alta due metri sono quattro fasce, e con le attese la prova occupa una mattinata.</p>
<p>L&#8217;ordine dal basso verso l&#8217;alto non è un dettaglio. È la regola delle prove d&#8217;acqua diagnostiche sugli involucri, e la guida americana che le codifica ne dà la ragione: partire dal basso toglie l&#8217;ambiguità sull&#8217;origine di una perdita, che altrimenti potrebbe venire da acqua scesa dall&#8217;alto lungo la parete. Chi bagna tutta la parete in una volta ottiene una perdita e nessuna informazione. La distanza del getto e i cinque minuti per tratto vengono dalla prova a lancia usata sulle facciate, dove il getto si tiene a un piede dal giunto e si muove avanti e indietro su circa un metro e mezzo di giunto per cinque minuti.</p>
<p>Quello che si guarda non è solo il soffitto di sotto. Si guarda anche il piano della doccia, che deve restare asciutto: se si bagna, la prova non è più pulita e va rifatta con più attenzione al getto.</p>
<h3>Il tracciante e la prova dell&#8217;impianto</h3>
<p>Restano due sorgenti che l&#8217;acqua della doccia non tocca. Per lo scarico e per il sifone si versa nello scarico un tracciante colorato per impianti, si fanno scorrere due o tre litri e si guarda se la macchia di sotto si colora: se si colora, è acqua di scarico e la doccia è fuori causa. Per le tubazioni in pressione la prova la fa l&#8217;idraulico, isolando il tratto con un manometro lasciato in vista per una notte: se la pressione cala a rubinetti chiusi, la perdita è nell&#8217;impianto e non nel rivestimento.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1536" height="2048" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-fluoresceina.jpg" alt="Fluoresceina stesa sul piatto della doccia e lungo i giunti con la parete" class="wp-image-3569" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-fluoresceina.jpg 1536w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-fluoresceina-225x300.jpg 225w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-fluoresceina-768x1024.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-fluoresceina-1152x1536.jpg 1152w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 6. Il tracciante fluorescente non serve solo nello scarico. Qui è stato steso sul piatto della doccia, lungo il giunto fra piatto e parete, sullo spigolo verticale e sul davanzale della finestra: dove passa, lascia il segno, e si va a cercare dall&#8217;altra parte. Il sedile è protetto con un sacco. Fotografia Idralclima srl.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1536" height="2048" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-manometro.jpg" alt="Manometro digitale montato sul tratto di impianto isolato" class="wp-image-3570" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-manometro.jpg 1536w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-manometro-225x300.jpg 225w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-manometro-768x1024.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-manometro-1152x1536.jpg 1152w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 7. La prova dell&#8217;impianto in pressione: il tratto è isolato e il manometro digitale resta montato, con la lettura più alta tenuta in memoria. Si legge la sera e si rilegge la mattina: se a rubinetti chiusi la pressione è calata, la perdita è nell&#8217;impianto. Fotografia Idralclima srl.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1536" height="2048" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-strumenti.jpg" alt="La cassetta degli strumenti di ricerca aperta accanto al piatto della doccia" class="wp-image-3571" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-strumenti.jpg 1536w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-strumenti-225x300.jpg 225w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-strumenti-768x1024.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-strumenti-1152x1536.jpg 1152w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 8. Gli strumenti della ricerca, in un bagno vero: la videosonda nella sua cassetta e, sul piatto, la pompa a mano per mettere in pressione il tratto isolato. Il piatto è coperto con un telo, perché la prova non deve aggiungere acqua a quella che si sta cercando. Fotografia Idralclima srl.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1536" height="2048" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-piletta.jpg" alt="Il corpo della piletta visto dall'interno con la videosonda" class="wp-image-3572" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-piletta.jpg 1536w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-piletta-225x300.jpg 225w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-piletta-768x1024.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-idralclima-piletta-1152x1536.jpg 1152w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 9. Quello che vede la videosonda scendendo nello scarico: il corpo della piletta incrostato e il tubo che si infila dentro, con il cambio di materiale che resta il punto debole. È l&#8217;immagine che l&#8217;endoscopio va a prendere senza demolire niente. Fotografia Idralclima srl.</figcaption></figure>
<p>La termocamera mostra dove la superficie è più fredda, cioè dove l&#8217;acqua sta evaporando, e disegna in fretta la mappa della zona bagnata. La Fotografia 10 mostra che cosa restituisce sul soffitto delle Fotografie da 1 a 5, quello del locale sotto il bagno che perde: la zona dove l&#8217;acqua evapora è di due o tre gradi più fredda di quella attorno, e il suo contorno, che a occhio non si vede, nell&#8217;immagine è netto. L&#8217;igrometro a contatto dà valori relativi, buoni per seguire il bordo di quella mappa nel tempo. Un valore vero lo danno due strade. Il metodo al carburo si fa su un campione prelevato dalla muratura. Le sonde lasciate in un foro leggono l&#8217;umidità dell&#8217;aria in equilibrio con il materiale, e dicono quanto è bagnato in profondità e non solo in faccia. L&#8217;endoscopio guarda dentro una cavità o dietro un rivestimento senza aprirlo. Il gas tracciante e il correlatore acustico cercano il punto di una perdita in pressione, quando il manometro ha detto che c&#8217;è ma non dove.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="960" height="720" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto-termo-soffitto-estensione.jpg" alt="Il soffitto sotto il bagno che perde visto con la termocamera: la zona fredda in blu dove l'acqua evapora" class="wp-image-3765" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto-termo-soffitto-estensione.jpg 960w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto-termo-soffitto-estensione-300x225.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto-termo-soffitto-estensione-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 10. Lo stesso soffitto delle Fotografie da 1 a 5, quello del locale sotto il bagno che perde, visto con la termocamera. La zona più fredda, in blu, è quella dove l&#8217;acqua sta evaporando, e il suo confine con la parte calda, in verde e in giallo, è netto. La scala dell&#8217;immagine va da 26,3 a 30,4 °C e il punto al centro segna 27,6 °C. Termogramma dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<p>Questi strumenti dicono dove il muro è bagnato. Non dicono da dove l&#8217;acqua entra. Sono due domande diverse, e la seconda decide chi paga.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1486" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig2-le-due-prove.png" alt="Le due prove d'acqua che separano le sorgenti, in sezione" class="wp-image-3476" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig2-le-due-prove.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig2-le-due-prove-300x279.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig2-le-due-prove-1024x951.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig2-le-due-prove-768x713.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig2-le-due-prove-1536x1427.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 2. Le due prove, in sezione. A sinistra l&#8217;allagamento: scarico tappato, venticinque millimetri d&#8217;acqua sul piano, livello segnato, ventiquattro ore, soffitto di sotto fotografato prima e dopo. A destra la bagnatura delle pareti: scarico aperto, piano asciutto, fasce di mezzo metro affrontate dal basso verso l&#8217;alto, getto a trenta centimetri dalla superficie, cinque minuti per ogni metro e mezzo di giunto. Disegno tecnico dell&#8217;autore; i valori dei codici sono dichiarati nel cartiglio.</figcaption></figure>
<p><strong>In cantiere.</strong> Il verbale di queste prove è una pagina con quattro fotografie datate: il soffitto prima, il livello segnato, il livello dopo, il soffitto dopo. Costa dieci minuti e vale più di qualunque dichiarazione, sia quando la doccia è colpevole sia quando è innocente.</p>
<h2 id="3-non-tutte-le-macchie-sotto-un-bagno-vengono-dalla-doccia">3. Non tutte le macchie sotto un bagno vengono dalla doccia</h2>
<p>Prima di demolire una doccia va esclusa ogni altra sorgente, perché sotto un bagno le acque sono almeno cinque e si somigliano tutte. Le distinguo con i tempi, con le prove e con l&#8217;apertura del rivestimento, nell&#8217;ordine.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>La sorgente</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Come si comporta la macchia</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>La prova che la conferma</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Fughe e giunti della doccia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Cresce dopo l&#8217;uso, si asciuga nei periodi di assenza, compare mesi dopo una ristrutturazione</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Piano allagato a scarico tappato per 24 ore: nessun cambiamento; bagnatura delle pareti a fasce: la macchia si ravviva quando si bagna una fascia</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Piatto e raccordo piatto-parete</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Come sopra, ma la macchia sta sotto il piatto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Piano allagato a scarico tappato per 24 ore: la macchia si ravviva</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Scarico e sifone</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Cresce con ogni scarico, anche del lavabo o del bidet se collegati</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Tracciante colorato nello scarico; ispezione del raccordo</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Impianto in pressione</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Continua, non dipende dall&#8217;uso; il contatore può girare a rubinetti chiusi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Prova di pressione dell&#8217;impianto</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Cassetta incassata e raccordi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Continua o legata agli scarichi del vaso; la parete dietro il vaso è fredda e umida</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Apertura del rivestimento davanti alla cassetta</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Condensa su tubazioni fredde</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Compare quando la superficie del tubo scende sotto il punto di rugiada dell&#8217;aria del bagno: con l&#8217;acqua fredda in uso e l&#8217;aria umida dopo la doccia, in qualunque stagione</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Termometro a contatto sul tubo e igrometro nell&#8217;aria: si confronta la temperatura del tubo con il punto di rugiada</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 1. Le acque sotto un bagno e come si distinguono. La doccia non è l&#8217;unica: la prova di allagamento chiede ventiquattro ore, quella delle pareti una mattinata, la demolizione sbagliata costa un bagno.</em></p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto6-cassetta-cavita.jpg" alt="La parete aperta dietro il rivestimento: il raccordo corroso di una cassetta incassata" class="wp-image-3477" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto6-cassetta-cavita.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto6-cassetta-cavita-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto6-cassetta-cavita-1024x576.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto6-cassetta-cavita-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto6-cassetta-cavita-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 11. Grado, agosto 2020: il rivestimento aperto e, dietro, il raccordo corroso di una cassetta incassata. Prima di accusare la doccia si apre e si guarda. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto7-cassetta-raccordo.jpg" alt="Il raccordo e la tubazione ossidati dentro la traccia" class="wp-image-3478" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto7-cassetta-raccordo.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto7-cassetta-raccordo-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto7-cassetta-raccordo-1024x576.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto7-cassetta-raccordo-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-foto7-cassetta-raccordo-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 12. Lo stesso nodo da vicino: il raccordo e la tubazione ossidati dentro la traccia. Un bagno può bagnare il piano di sotto da qui, con la doccia perfettamente a tenuta. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<p><strong>In cantiere.</strong> Il tracciante colorato nello scarico costa quasi niente ed è la prova che chiude prima le discussioni fra un piano e l&#8217;altro: se la macchia di sotto si colora, è acqua di scarico e la doccia è assolta. La prova di pressione dell&#8217;impianto la faccio fare all&#8217;idraulico con il manometro lasciato in vista per una notte, non con l&#8217;orecchio sul tubo.</p>
<h3>Trovato il guasto, resta l&#8217;asciugatura</h3>
<p>Riparare la perdita ferma l&#8217;ingresso dell&#8217;acqua. Non asciuga quello che si è già bagnato.</p>
<p>Il solaio, l&#8217;intonaco e il massetto restano carichi, e finché lo sono non ha senso rifare la tinta né giudicare se la muffa è stata tolta davvero: torna, e sembra colpa del prodotto. L&#8217;asciugatura è un lavoro a sé, con i suoi tempi, e i tempi dipendono dallo spessore e dal materiale. Qui non ci entro, perché ne ho scritto per intero altrove: <a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">i tempi di asciugatura della muratura</a>.</p>
<h2 id="4-che-cosa-dice-la-norma-in-italia">4. Che cosa dice la norma, in Italia</h2>
<h3>La legge parla del bagno, non dell&#8217;acqua sotto la doccia</h3>
<p>In Italia nessuna legge prescrive uno strato di tenuta sotto le piastrelle di un bagno. Le norme di legge che toccano il bagno riguardano altro, e le elenco per non confonderle con quello che manca.</p>
<p>Il decreto del 1975 già citato riguarda il ricambio d&#8217;aria. Il decreto ministeriale 14 giugno 1989 n. 236, quello sulle barriere architettoniche, al punto 8.1.6 prescrive per i servizi igienici accessibili che «la doccia deve essere a pavimento, dotata di sedile ribaltabile e doccia a telefono», e al punto 8.1.2 che i dislivelli dei pavimenti non superino i 2,5 centimetri. È la ragione normativa della doccia a filo pavimento, e quindi, senza dirlo, della necessità di impermeabilizzare tutto il pavimento del bagno: una doccia senza bordo scarica l&#8217;acqua sul pavimento, e il pavimento deve essere pronto a riceverla. I Criteri Ambientali Minimi per l&#8217;edilizia fissano le portate massime dei rubinetti e delle docce, 6 e 8 litri al minuto. Gli 8 litri stavano nel criterio 2.3.9 del decreto del 23 giugno 2022, ed è il valore che uso nel conto del capitolo 1; il decreto è stato sostituito da quello del 24 novembre 2025, obbligatorio negli appalti pubblici dal 2 febbraio 2026, che tiene le stesse portate e stringe i volumi delle cassette. Dell&#8217;acqua che finisce sotto il pavimento nessuno di questi testi parla.</p>
<h3>La norma tecnica: la UNI 11493-1 e le sue compagne</h3>
<p>La regola tecnica esiste, ed è volontaria: vale quando la richiama il contratto, quando la richiama il capitolato, e quando la richiama il giudice come regola d&#8217;arte. La UNI 11493-1, «Piastrellature ceramiche, Parte 1: istruzioni per la progettazione, l&#8217;installazione e la manutenzione», secondo il suo sommario di catalogo definisce «la qualità e le prestazioni di una piastrellatura ceramica» e fornisce «regole ed istruzioni da osservare nella scelta dei materiali, nella progettazione, nell&#8217;installazione e nell&#8217;impiego e manutenzione». Non ho acquistato il testo integrale, e lo dico. La prescrizione che interessa qui la riportano concordi le guide tecniche della stampa di settore, e la riporto come la scrivono: il rivestimento, completo di adesivo e fughe, non può garantire l&#8217;impermeabilità della superficie rivestita, e negli ambienti con presenza d&#8217;acqua va progettato e realizzato uno strato impermeabile sotto la piastrellatura. La stessa impostazione vale per i rivestimenti in pietra naturale nella UNI 11714-1, e anche questo lo riprendo dalle guide tecniche: l&#8217;anteprima pubblica del catalogo, che per questa norma dà l&#8217;indice completo, non ha nessun punto dedicato all&#8217;impermeabilizzazione. Dove la piastrellatura non è a tenuta per sua natura, la tenuta va progettata come strato a sé: questa è la regola d&#8217;arte italiana, e chi la contesta in giudizio parte in salita.</p>
<p>La sorpresa viene dalla norma di prodotto. La UNI EN 14891, che tutti citano per le guaine liquide sotto piastrella, si applica, dice il suo sommario, ai prodotti impermeabilizzanti applicati liquidi «impiegati sotto piastrellature di ceramica per la posa di pavimenti e rivestimenti esterni ed in piscine». Esterni e piscine. Il bagno di casa, formalmente, non ci sta dentro. Lo scrive con chiarezza il documento europeo dei locali umidi, di cui parlo al capitolo seguente: i sistemi di tenuta per i locali umidi non hanno una norma armonizzata, perché la EN 14891 copre solo la membrana e solo per le piscine e le applicazioni all&#8217;esterno. In pratica quasi tutti i prodotti che si usano in bagno portano la marcatura CE secondo la EN 14891, e va bene così: le prove di tenuta all&#8217;acqua, di adesione e di resistenza agli alcali sono le stesse. Chi vuole un documento scritto per il bagno chiede l&#8217;ETA del sistema, la valutazione tecnica europea rilasciata sull&#8217;EAD dei locali umidi.</p>
<p>Le altre norme del pacchetto sono quelle della posa. La UNI EN 12004-1 classifica gli adesivi: per il bagno un cementizio di classe migliorata, C2, e deformabile, S1, dove il supporto è lo strato di tenuta elastico. La UNI EN 13888-1:2022 classifica gli stucchi per fughe. La UNI EN ISO 11600:2011 classifica i sigillanti in quattro classi, 25, 20, 12,5 e 7,5, e il numero è la percentuale di movimento che il giunto può fare. Le classi 25 e 20 portano una seconda sigla, LM o HM, che dipende dal modulo secante a trazione: è a modulo basso, LM, il sigillante che resta entro 0,4 N/mm² a +23 °C ed entro 0,6 N/mm² a meno 20 °C, e basta superare uno dei due valori per finire fra quelli a modulo alto, HM. Elastici sono i sigillanti delle classi 25, 20 e 12,5E; quelli 12,5P e 7,5P la norma li chiama plastici. Nell&#8217;angolo fra pavimento e parete il sigillante va sopra le piastrelle come manutenzione, non come tenuta. La UNI EN 1253-1:2015 è la norma dei pozzetti a pavimento con sifone, quelli con un battente idraulico di almeno 50 millimetri: il pozzetto della doccia va scelto lì, con la flangia per il raccordo allo strato di tenuta. La UNI 11928-1, invece, riguarda i prodotti liquidi per le coperture continue: ne ho scritto a proposito dei balconi, e in bagno non c&#8217;entra.</p>
<h3>Il giudice: l&#8217;articolo 1669 e le infiltrazioni</h3>
<p>Quando lo strato manca e il soffitto di sotto si bagna, la questione passa dal cantiere al tribunale, e lì la regola c&#8217;è. L&#8217;articolo 1669 del codice civile rende l&#8217;appaltatore responsabile per dieci anni dal compimento dell&#8217;opera dei «gravi difetti» dell&#8217;edificio, purché la denuncia sia fatta entro un anno dalla scoperta. La Corte di cassazione, seconda sezione, sentenza n. 14650 dell&#8217;11 giugno 2013, ricorda che la giurisprudenza «si è spinta fino a considerare rientranti nella nozione di gravi difetti anche le infiltrazioni d&#8217;acqua determinate da carenze d&#8217;impermeabilizzazione». Cita le proprie decisioni del 1998, del 2000 e del 2003. Per i vizi minori vale l&#8217;articolo 1667: la denuncia va fatta entro sessanta giorni dalla scoperta, e l&#8217;azione si prescrive in due anni dalla consegna dell&#8217;opera.</p>
<p>C&#8217;è una seconda decisione che riguarda il bagno più di ogni altra, perché il bagno quasi sempre si rifà invece di costruirlo. Le Sezioni Unite, con la sentenza n. 7756 del 27 marzo 2017, hanno stabilito che l&#8217;articolo 1669 si applica anche alle opere di ristrutturazione edilizia e, in generale, agli interventi di manutenzione o modificazione di lunga durata su immobili preesistenti, quando presentano gravi difetti che incidono sul godimento e sull&#8217;uso normale dell&#8217;immobile. Un bagno rifatto in un appartamento degli anni settanta rientra lì dentro, e il bagno che bagna il piano di sotto è il caso di scuola della carenza di impermeabilizzazione.</p>
<p>Scrivo da tecnico e non da avvocato: i termini appena richiamati sono brevi e perentori, e chi sospetta un difetto grave farebbe bene a parlarne con un legale prima che scadano, non dopo.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Il documento</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa copre</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa chiedere in cantiere</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>UNI 11493-1:2025</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>La piastrellatura ceramica come sistema: materiali, progetto, posa, manutenzione; la tenuta come strato a sé negli ambienti con acqua</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Il capitolato che la richiama, con lo strato di tenuta descritto e quotato</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>UNI 11714-1:2018</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Lo stesso per i rivestimenti in pietra naturale</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Come sopra</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>UNI EN 14891:2017</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Il prodotto liquido sotto piastrella, per esterni e piscine; marcatura CE</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>La dichiarazione di prestazione, con tenuta all&#8217;acqua e adesione</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>EAD 030352-00-0503</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Il sistema di tenuta per i locali umidi interni, membrana e accessori insieme</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>La valutazione tecnica europea del sistema, con le categorie di prova</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>UNI EN 12004-1:2017</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Gli adesivi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Classe C2 S1 per la posa sullo strato elastico</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>UNI EN 13888-1:2022</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Gli stucchi per fughe</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Classe CG2WA, sapendo che resta assorbente</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>UNI EN ISO 11600:2011</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>I sigillanti elastici</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Classe e modulo dichiarati; piano di manutenzione</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>UNI EN 1253-1:2015</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>I pozzetti a pavimento con sifone</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Pozzetto con flangia per il raccordo allo strato</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>DM 236/1989</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>L&#8217;accessibilità: doccia a pavimento, dislivelli massimi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Il progetto delle pendenze e del pavimento intero a tenuta</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>DM 5 luglio 1975</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Il ricambio d&#8217;aria del bagno</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Finestra o aspirazione meccanica</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Art. 1669 c.c.</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>La responsabilità decennale per i gravi difetti</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Il verbale fotografico prima delle piastrelle</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 2. Il quadro italiano: nessuna legge prescrive lo strato, la norma tecnica lo pretende, il giudice lo presume. La colonna di destra è quello che si può chiedere per iscritto.</em></p>
<h2 id="5-il-documento-europeo-dei-locali-umidi-letto-nel-testo">5. Il documento europeo dei locali umidi, letto nel testo</h2>
<p>Il documento europeo di valutazione EAD 030352-00-0503, «Liquid applied watertight covering kits for wet room floors and/or walls», è del gennaio 2019. Si scarica gratis dal sito dell&#8217;organizzazione europea per la valutazione tecnica, e l&#8217;ho letto nelle parti che contano, lo scopo e le caratteristiche essenziali. Riguarda i sistemi di tenuta applicati liquidi per i pavimenti e le pareti dei locali umidi, con o senza strato di usura, e sostituisce la parte 1 della linea guida ETAG 022 del 2007. I sistemi in fogli flessibili hanno il loro documento, l&#8217;EAD 030436-00-0503, e i sistemi in pannelli il loro, l&#8217;EAD 030437-00-0503.</p>
<p>Quattro cose di quel testo servono a chi progetta un bagno.</p>
<p><strong>La prima è la parola sistema.</strong> Il documento valuta un kit: la membrana liquida, mono o bicomponente; i primer e gli adesivi; «i collari per le penetrazioni dei tubi e per i pozzetti di scarico»; le reti o i tessuti di rinforzo negli angoli e sulle penetrazioni; le bandelle e i sigillanti dei giunti. Le tubazioni e i pozzetti non fanno parte del kit, e nemmeno le piastrelle e le fughe. Il produttore dichiara le prestazioni del sistema intero, non del secchio: quando un cantiere sostituisce la bandella del sistema con un&#8217;altra, la valutazione non copre più quel bagno.</p>
<p><strong>La seconda è la scala delle esposizioni.</strong> L&#8217;uso previsto è per interni, con temperatura della struttura fra 5 e 40 gradi, in tre situazioni: superfici «con esposizione diretta all&#8217;acqua solo occasionale, per esempio a buona distanza dalla doccia o dalla vasca»; pavimenti e pareti «nelle zone doccia o intorno alle vasche usati per poche docce al giorno, per esempio nelle abitazioni ordinarie, nelle case plurifamiliari e negli alberghi»; superfici «con esposizione all&#8217;acqua più frequente o di durata maggiore di quella normalmente prevista nelle abitazioni, per esempio locali umidi pubblici, scuole e impianti sportivi». Le tre situazioni non cambiano i criteri di prova: una valutazione tecnica europea le copre tutte.</p>
<p><strong>La terza è la durata.</strong> I metodi sono scritti per una vita utile di 25 anni, e di 10 per i sistemi a pittura senza rivestimento; il testo aggiunge che la vita reale, in condizioni d&#8217;uso normali, può essere considerevolmente più lunga. Venticinque anni è anche l&#8217;ordine di grandezza del tempo che passa fra due ristrutturazioni di un bagno, e questo dà la misura della scelta: lo strato si mette una volta e deve durare quanto le piastrelle che lo coprono.</p>
<p><strong>La quarta è l&#8217;elenco di quello che si prova.</strong> Diciassette caratteristiche essenziali, fra cui la tenuta all&#8217;acqua, la capacità di fare ponte sulle fessure del supporto, l&#8217;adesione, la capacità di fare ponte sui giunti, la tenuta all&#8217;acqua intorno alle penetrazioni, la resistenza alla temperatura, all&#8217;acqua e agli alcali, lo spessore. Le categorie sono quelle che contano in un capitolato. Per le fessure ci sono tre categorie di prova, con fessura di 0,4, 0,75 e 1,5 millimetri: il sistema deve restare integro ventiquattro ore dopo che la fessura è stata aperta. Per l&#8217;adesione due categorie, sopra 0,3 e sopra 0,5 megapascal su calcestruzzo. Per i giunti la prova si fa con una fessura di 2 millimetri in trazione e in taglio. Per le penetrazioni, la prova copre pozzetti, tubi e angoli, con supporti flessibili e con supporti rigidi.</p>
<p>C&#8217;è anche una tabella dei supporti, e dice una cosa semplice. I supporti sensibili all&#8217;umidità richiedono prove diverse da quelli che non lo sono. Fra i primi stanno i blocchi e le lastre di gesso e i materiali a base di legno; fra i secondi il calcestruzzo, la muratura, le lastre in silicato di calcio e in fibrocemento. Il cartongesso in bagno non è vietato dal documento europeo: è un supporto che chiede al sistema una prova in più, e a chi lo posa la certezza che il sistema l&#8217;abbia superata.</p>
<h2 id="6-chi-la-regola-ce-lha-germania-australia-stati-uniti">6. Chi la regola ce l&#8217;ha: Germania, Australia, Stati Uniti</h2>
<h3>La DIN 18534 e le classi di esposizione all&#8217;acqua</h3>
<p>La norma tedesca DIN 18534, «Abdichtung von Innenräumen», impermeabilizzazione dei locali interni, è comparsa nel luglio 2017 e le sue sei parti sono state rifatte nell&#8217;ottobre 2025: la prima con i requisiti e i principi di progetto ed esecuzione; la seconda per le membrane in fogli; la terza per i prodotti liquidi in aderenza sotto piastrelle e lastre; la quarta per l&#8217;asfalto colato; la quinta e la sesta per i fogli e i pannelli in aderenza. Il campo di applicazione dichiara il limite fisico entro cui la norma vale, e conviene tenerlo a mente: acqua con un battente di progetto fino a dieci centimetri. Sopra quel battente si entra nel campo delle vasche e dei serbatoi, che ha un&#8217;altra norma.</p>
<p>Non ho letto il testo della norma, che è a pagamento: quello che ne riporto viene dalle pubblicazioni tecniche tedesche che la spiegano, comprese le note della Camera degli architetti bavarese, e dal catalogo normativo che ne pubblica titolo, scopo e indice. Nella tabella dico da dove viene ogni valore.</p>
<p>L&#8217;idea che regge la norma è la classe di esposizione all&#8217;acqua, da W0-I a W3-I, dove la I sta per interni. Ogni superficie del bagno ha la sua classe, e la classe decide se serve lo strato di tenuta e quale supporto è ammesso.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Classe</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Esposizione</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Esempi</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Strato di tenuta</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Supporti sensibili all&#8217;umidità</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>W0-I, bassa</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Spruzzi non frequenti</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Pareti sopra i lavabi, pavimenti domestici senza scarico</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Non obbligatorio</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Ammessi</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>W1-I, moderata</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Spruzzi frequenti o acqua d&#8217;uso non frequente, senza ristagno</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Pareti sopra le vasche e nelle docce domestiche; pavimenti dei bagni domestici con o senza scarico, fuori dalla zona doccia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Sì</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Ammessi</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>W2-I, alta</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Spruzzi e acqua d&#8217;uso frequenti, sul pavimento con ristagno temporaneo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Pavimenti con scarico o canaletta, docce a filo pavimento; pareti delle docce negli impianti sportivi e commerciali</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Sì</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Non ammessi</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>W3-I, molto alta</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Acqua molto frequente o prolungata, anche da lavaggi intensivi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Bordi delle piscine, cucine professionali, lavanderie</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Sì, con documentazione degli spessori</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Non ammessi</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 3. Le classi di esposizione all&#8217;acqua della DIN 18534, come le riportano le pubblicazioni tecniche tedesche che ho consultato: ripresa non direttamente dal testo di norma, che è a pagamento. Con la revisione dell&#8217;ottobre 2025 le lastre di gesso restano ammesse solo nelle due classi basse, W0-I e W1-I, indipendentemente dal colore della lastra.</em></p>
<p>Le altre prescrizioni che le pubblicazioni tedesche riportano concordi sono queste. Lo strato di tenuta sulle pareti della doccia deve sporgere di almeno 20 centimetri sopra il punto di erogazione più alto, cioè sopra il soffione; l&#8217;articolo della Camera degli architetti bavarese precisa che la norma non fissa una sporgenza minima oltre il bordo della vasca o del piatto, e che il foglio tecnico dell&#8217;industria del gesso indica 30 centimetri come minimo. Dove si impermeabilizza solo il pavimento, lo strato risale sulle pareti per almeno 5 centimetri.</p>
<p>Lo strato si applica in almeno due mani, e per le dispersioni in due colori diversi, così si vede dove manca la seconda. Gli spessori minimi a secco stanno nella parte 3, al punto 7.4: mezzo millimetro per le dispersioni polimeriche, un millimetro per le resine reattive, due millimetri per le malte cementizie elastiche capaci di fare ponte sulle fessure. Sono minimi che non possono essere scesi in nessun punto della superficie, e dove la scheda del prodotto chiede di più vale la scheda. La norma tedesca aggiunge poi un sovraspessore del 25 per cento: il minimo più il sovraspessore fa lo spessore nominale, ed è su quello che si ordina il materiale, non sul minimo. La flangia dei pozzetti e delle canalette deve essere larga almeno 50 millimetri, e nelle classi fino a W2-I bastano 30. Bandelle e collari devono essere provati nel sistema insieme al prodotto, e per gli angoli vanno usati i pezzi speciali preformati. Dove l&#8217;acqua non deve passare su superfici non impermeabilizzate, la norma chiede un dislivello di almeno un centimetro, per esempio con le pendenze.</p>
<p>Nei bagni domestici con vasca e doccia con box, la parete della doccia e il pavimento sono in classe W1-I, la parete del lavabo in W0-I; con la doccia a filo pavimento la zona doccia passa in W2-I, e lì il supporto sensibile all&#8217;umidità non è più ammesso. La revisione dell&#8217;ottobre 2025 ha toccato proprio i punti che in cantiere si sbagliano. Le pareti in classe W1-I costruite con struttura a montanti, e la protezione dalla corrosione dei montanti metallici. I supporti non sensibili all&#8217;umidità nelle zone W2-I. I sistemi di scarico che stanno dentro il piano di tenuta. Il trattamento delle penetrazioni eseguite dopo, distinto per classe di esposizione. È la fotografia di dove si perde un bagno: i montanti, gli scarichi e i buchi fatti dopo.</p>
<h3>L&#8217;Australia: 1800 millimetri, e il pavimento intero</h3>
<p>Il codice nazionale australiano delle costruzioni dedica ai locali umidi la parte 10.2 delle disposizioni per le abitazioni. L&#8217;edizione in vigore è la 2025, adottata progressivamente dagli stati dal primo maggio 2026, e su questo punto ripete le stesse quote dell&#8217;edizione 2022. L&#8217;ho letta sul sito dell&#8217;ente che lo pubblica, dove è consultabile gratis, e le prescrizioni sono corte e numeriche. Il pavimento della zona doccia deve essere a tenuta, compreso ogni gradino o ribassamento. Le pareti della zona doccia devono essere a tenuta per almeno 1800 millimetri sopra il supporto del pavimento. I giunti e gli incontri fra pareti dentro la doccia devono essere a tenuta, come l&#8217;incontro fra pavimento e parete e le penetrazioni; dove il raccordo si fa con una scossalina, la sua ala orizzontale non può essere più corta di 40 millimetri. Fuori dalla doccia, le pareti a fianco degli altri apparecchi devono essere resistenti all&#8217;acqua per almeno 150 millimetri sopra l&#8217;apparecchio, per la sua estensione. Il pavimento va allo scarico con una pendenza continua compresa fra 1:80 e 1:50, cioè fra l&#8217;1,25 e il 2 per cento. Materiali e posa rimandano alla norma AS 3740.</p>
<p>Il codice distingue due parole che in italiano si confondono: a tenuta, <em>waterproof</em>, e resistente all&#8217;acqua, <em>water resistant</em>. La doccia deve essere a tenuta; il resto del bagno resistente all&#8217;acqua. È la stessa gerarchia delle classi tedesche, detta con due parole invece che con quattro classi.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1124" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig4-codice-australiano.png" alt="Il bagno secondo il codice australiano: le quote della parte 10.2" class="wp-image-3479" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig4-codice-australiano.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig4-codice-australiano-300x211.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig4-codice-australiano-1024x719.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig4-codice-australiano-768x540.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig4-codice-australiano-1536x1079.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 3. Il bagno secondo il codice nazionale australiano delle costruzioni, parte 10.2 delle disposizioni per le abitazioni: pareti della doccia a tenuta fino a 1800 mm, pavimento della doccia a tenuta gradino compreso, ala della scossalina di almeno 40 mm, pareti resistenti all&#8217;acqua per 150 mm sopra gli altri apparecchi, pendenze fra 1:80 e 1:50. Le quote sono le stesse nelle edizioni 2022 e 2025 del codice. Disegno tecnico dell&#8217;autore su quote lette sul testo del codice.</figcaption></figure>
<h3>Gli Stati Uniti: sei piedi di superficie non assorbente</h3>
<p>Il codice residenziale internazionale, quello adottato dalla maggior parte degli stati americani, alla sezione R307.2 prescrive che i pavimenti delle vasche e delle docce e le pareti sopra le vasche con soffione e nei vani doccia siano finiti con una superficie non assorbente, e che tale superficie si estenda «a un&#8217;altezza non inferiore a 6 piedi (1829 mm) sopra il pavimento». È quasi la stessa altezza dei 1800 millimetri australiani, ma quella regola parla della superficie, non dello strato sotto.</p>
<p>Lo strato sotto sta altrove nello stesso codice. La sezione P2709.2 obbliga a rivestire e rendere a tenuta i vani doccia costruiti in opera, con foglio di piombo, foglio di rame, teli in materia plastica, hot mopping o membrane impermeabili incollate conformi alla ANSI A118.10; anche le versioni liquide applicate a spatola devono rispettare quella norma. Il rivestimento deve risvoltare almeno 51 millimetri oltre gli stipiti e almeno 51 millimetri sopra la soglia finita. La stessa cosa dice il codice idraulico alla sezione 417.5.2, ed è quel rivestimento che la prova del capitolo 2 va a collaudare: la sezione 312.9 comincia proprio dicendo che si applica ai piani doccia resi a tenuta con i materiali richiesti dalla 417.5.2.</p>
<p>La differenza con l&#8217;Australia, quindi, non è che manchi la tenuta. È che negli Stati Uniti i sei piedi riguardano la finitura, mentre la tenuta è prescritta per il piano della doccia e per il suo risvolto, non per l&#8217;altezza della parete.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Paese</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Documento</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa prescrive per la doccia</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Fino a dove</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Germania</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>DIN 18534, luglio 2017, sei parti rifatte nell&#8217;ottobre 2025</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Strato di tenuta in aderenza, due mani, classi W0-I-W3-I, spessori minimi a secco, flangia e collari</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>20 cm sopra il punto di erogazione più alto (ripreso non direttamente)</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Australia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>NCC 2025, parte 10.2, con AS 3740</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Pavimento a tenuta, pareti a tenuta, giunti e penetrazioni a tenuta, pendenze</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1800 mm sopra il supporto del pavimento</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Stati Uniti</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>IRC, sezioni R307.2 e P2709.2; IPC 417.5.2</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Superficie non assorbente su pavimenti e pareti; rivestimento a tenuta del piano doccia, membrane incollate secondo ANSI A118.10</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>6 piedi, 1829 mm, per la superficie; 51 mm di risvolto oltre gli stipiti e sopra la soglia per il rivestimento</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Italia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>UNI 11493-1:2025 (volontaria)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Strato impermeabile sotto la piastrellatura dove c&#8217;è acqua</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Nessuna quota di legge; la divulgazione tecnica indica 10-15 cm sopra il bordo del piatto</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 4. Quattro paesi, quattro modi di dirlo. Due fissano la quota, uno fissa la superficie, uno lascia la quota al progetto.</em></p>
<h2 id="7-la-sequenza-corretta-dal-rustico-alle-piastrelle">7. La sequenza corretta, dal rustico alle piastrelle</h2>
<p>Quella che segue è la sequenza che uso e che prescrivo. Le quote sono mie, dettate dall&#8217;esperienza di cantiere e non da una norma italiana, che non c&#8217;è; dove coincidono con le norme straniere lo dico. Il materiale è un impermeabilizzante liquido bicomponente a polimero modificato, elastico, di quelli che ogni produttore ha in catalogo con nomi diversi. Non è una membrana in fogli: è un prodotto che si stende e fa corpo con il supporto.</p>
<h3>Che cosa si stende: le tre famiglie</h3>
<p>La norma di prodotto elenca tre famiglie di impermeabilizzanti liquidi sotto piastrella, e la scelta fra loro non è un dettaglio da magazzino: cambia lo spessore, cambia il supporto ammesso, cambia il modo di stenderlo. I tre spessori minimi a secco che seguono vengono tutti dalla parte 3 della norma tedesca, per quanto ne riportano le pubblicazioni tecniche che la spiegano: il testo di norma non l&#8217;ho letto.</p>
<p><strong>Le malte cementizie modificate con polimeri</strong>, quelle che in cantiere si chiamano guaine cementizie bicomponenti: una polvere e un lattice che si mescolano in cantiere. Aderiscono ai supporti cementizi anche leggermente umidi, sono le più spesse delle tre e sono quelle che uso in bagno. Chiedono due millimetri di spessore a secco: è il valore più alto delle tre famiglie, perché la loro elasticità viene dallo spessore.</p>
<p><strong>Le dispersioni polimeriche</strong>, pronte all&#8217;uso, si stendono a rullo e asciugano per evaporazione dell&#8217;acqua. Sono le più sottili, mezzo millimetro a secco, e le più rapide; il loro campo d&#8217;impiego è però il più stretto, e nelle classi di esposizione alte la documentazione dei produttori le ammette solo a parete, o non le ammette. Siccome asciugano cedendo acqua all&#8217;aria, in un locale chiuso e senza ricambio ci mettono di più: in bagno, che è quasi sempre quella la condizione, il tempo di attesa fra le mani va rispettato e non stimato a occhio.</p>
<p><strong>Le resine reattive</strong>, bicomponenti, che induriscono per reazione chimica e non per evaporazione: un millimetro a secco. Sono la scelta dove ci sono aggressioni chimiche, come nelle cucine professionali, e dove serve indurimento rapido. Chiedono in cambio condizioni di posa controllate e un applicatore che le conosca.</p>
<p>Qualunque sia la famiglia, la regola che viene dal documento europeo vale sempre: si sceglie un sistema, non un secchio. Bandelle, pezzi d&#8217;angolo e collari devono essere quelli provati insieme a quel prodotto, altrimenti la prestazione dichiarata non copre più il bagno che stiamo facendo.</p>
<p>1. <strong>Il supporto.</strong> Massetto stagionato, stabile, senza polvere, con le pendenze già fatte verso lo scarico nella zona della doccia a filo; pareti intonacate a civile o lastre adatte al bagno, piane. Un massetto ancora bagnato sotto uno strato impermeabile resta bagnato: ne ho scritto a proposito dell&#8217;<a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">umidità da costruzione</a>, e in bagno la regola vale il doppio, perché sopra ci sarà la piastrella.</p>
<p>2. <strong>Il pozzetto.</strong> Pozzetto a pavimento con sifone e con flangia, posato a quota di progetto e fissato prima dello strato: lo strato si raccorda alla flangia, non al tubo.</p>
<p>3. <strong>Il primer</strong>, dove la scheda del sistema lo prevede, sulle superfici assorbenti e su quelle lisce.</p>
<p>4. <strong>La prima mano nei punti singolari.</strong> Si comincia dal perimetro e dall&#8217;angolo della doccia, in verticale fino a 2,30 metri, e attorno allo scarico e ai corpi passanti. La prima mano nei punti difficili serve a far aderire la bandella.</p>
<p>5. <strong>La bandella.</strong> Nastro in tessuto non tessuto di polipropilene resistente agli alcali, da annegare fra le due mani del liquido: si posa nel giunto fra pavimento e parete lungo tutto il perimetro del bagno, e sugli spigoli verticali della doccia, con un risvolto di 5-10 centimetri per parte. Per gli angoli interni ed esterni si usano i pezzi preformati. Sullo scarico e sui corpi passanti si posano i collari del sistema.</p>
<p>6. <strong>Le due mani sul campo.</strong> Prima e seconda mano sul pavimento, sulle verticali della doccia e sopra la bandella, a coprirla. Fra le mani si rispettano i tempi di attesa della scheda, e lo spessore a secco è quello della scheda. La seconda mano incrociata rispetto alla prima.</p>
<p>7. <strong>Lo strato sale sulle pareti della doccia fino a 2,30 metri.</strong> È più dei 180 centimetri australiani e sta sopra il soffione della maggior parte delle docce; dove il soffione è montato più in alto, i 20 centimetri di sporgenza della regola tedesca chiedono di alzare la quota. Il resto del pavimento del bagno può restare fuori dalla zona trattata, se la doccia ha il piatto e il box; con la doccia a filo pavimento e aperta lo strato copre tutto il pavimento del bagno, e risale sulle pareti per almeno 5-10 centimetri.</p>
<p>8. <strong>La prova di tenuta.</strong> Scarico tappato e zona doccia allagata per ventiquattro ore, con il soffitto di sotto controllato, prima di piastrellare. È l&#8217;unico momento in cui un difetto costa una mano di prodotto.</p>
<p>9. <strong>Le piastrelle.</strong> Adesivo cementizio di classe C2 S1, a strato compatto, e stucco per le fughe; nell&#8217;angolo fra pavimento e parete non stucco ma un sigillante elastico, che va nel piano di manutenzione.</p>
<p>10. <strong>Il verbale fotografico</strong> dello strato finito, con la data, prima che le piastrelle lo coprano per i prossimi venticinque anni.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1162" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig2-sequenza.png" alt="Impermeabilizzazione bagno e doccia, la sequenza dello strato di tenuta prima delle piastrelle, in sezione" class="wp-image-3480" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig2-sequenza.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig2-sequenza-300x218.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig2-sequenza-1024x744.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig2-sequenza-768x558.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig2-sequenza-1536x1116.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 4. La sequenza in sezione: lo strato di tenuta sul massetto e sulle pareti della doccia fino a 2,30 m, la bandella nel giunto con risvolto di 5-10 cm, il collare sulla flangia dello scarico e sulla rubinetteria, le due mani, poi adesivo e piastrelle, e il sigillante elastico nell&#8217;angolo come manutenzione. Le quote sono dell&#8217;autore. Disegno tecnico dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1029" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig3-scarico.png" alt="Lo scarico senza e con la flangia e il collare" class="wp-image-3481" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig3-scarico.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig3-scarico-300x193.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig3-scarico-1024x659.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig3-scarico-768x494.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig3-scarico-1536x988.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 5. Il bordo dello scarico nei due modi. A sinistra il pozzetto incollato nel massetto, con lo strato che si ferma al bordo: l&#8217;acqua scende lungo il corpo del pozzetto. A destra la flangia, che dà allo strato un piano su cui aderire, e il collare, che chiude il cambio di materiale. Disegno tecnico dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<h3>Il sistema con due piani impermeabili</h3>
<p>Nel bagno sopra un locale abitato metto due piani impermeabili invece di uno.</p>
<p>Il primo lo stendo sulla platea del bagno, sopra il solaio e prima del massetto, e insieme a lui sale la faccia della parete. Nell&#8217;angolo fra i due c&#8217;è la bandella. Poi ci sono i due tubi che bucano l&#8217;involucro: lo scarico della doccia attraversa la platea, la mandata dell&#8217;acqua attraversa la parete, alla quota che ho disegnato nella Figura 6, un metro e settanta da terra, e tutti e due hanno il loro collare. Sopra questo piano si getta il massetto della doccia, con la pendenza verso la piletta.</p>
<p>Il secondo lo stendo sopra il massetto, sotto le piastrelle, e lo porto contro la stessa faccia di parete già trattata. Nell&#8217;angolo fra il piano e la parete c&#8217;è la seconda bandella, con il risvolto di 5-10 centimetri per parte. I due strati si sovrappongono sulla faccia della parete, uno sopra l&#8217;altro: da lì in su l&#8217;acqua trova una superficie sola, senza un bordo libero in mezzo.</p>
<p>Nessuna norma lo prescrive: è una scelta mia, per il caso in cui sotto il bagno c&#8217;è un locale abitato. Il massetto è poroso e assorbe. Se si bagna, sotto di sé trova una superficie impermeabile invece del solaio, e l&#8217;acqua che raccoglie deve avere una via verso lo scarico: se il piano di sotto è chiuso contro il muro e non drena, il massetto resta bagnato e il problema cambia forma invece di sparire. Costa in più un secondo strato intero: le sue due mani, la sua bandella, i suoi collari e i giorni di attesa che il massetto in più porta con sé. Se manca, si rifà il soffitto del piano di sotto.</p>
<p>Gli ultimi quattro passaggi sono quelli che si vedono, e l&#8217;ordine fra loro non è scontato. L&#8217;adesivo cementizio va steso sul piano e sulla parete, sopra l&#8217;impermeabilizzazione ormai indurita. Poi si posano le piastrelle del pavimento, e sulla piastrella appena posata, nell&#8217;angolo contro la parete, va subito il silicone a basso modulo: è il sigillante elastico della UNI EN ISO 11600 nella variante LM, quella che a parità di allungamento tira meno i bordi del giunto. Da lì il silicone resta, e le piastrelle verticali si posano sopra il giunto già fatto. Per ultima viene la piletta, che appoggia sul collare già annegato nell&#8217;impermeabilizzazione. Con lei il silicone della doccia, quello al corpo passante della rubinetteria: va dopo le piastrelle, e per questo chiude la sequenza.</p>
<p>L&#8217;ordine dei passaggi conta quanto i materiali. Ogni strato si aggancia al precedente, e un raccordo fatto dopo non si aggancia più. La bandella va annegata nella prima delle due mani, quando è ancora fresca, e coperta dalla seconda. Appoggiata sull&#8217;impermeabilizzante già asciutto resta incollata sopra invece che dentro, e nei lavori che ho aperto è lì che l&#8217;ho trovata staccata. Chi dirige il cantiere tiene l&#8217;elenco degli otto passaggi della Figura 6 e sa chi fa ognuno: ogni squadra, da sola, vede solo il proprio.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1162" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig6-sistema-tavola.png" alt="Impermeabilizzazione bagno e doccia, il sistema in sezione, passaggio per passaggio: le due impermeabilizzazioni, le bandelle, i collari" class="wp-image-3482" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig6-sistema-tavola.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig6-sistema-tavola-300x218.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig6-sistema-tavola-1024x744.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig6-sistema-tavola-768x558.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/bagno-doccia-fig6-sistema-tavola-1536x1116.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 6. La stessa sezione della Figura 4, con in più l&#8217;impermeabilizzazione della platea sotto il massetto, quella che metto quando sotto il bagno c&#8217;è un locale abitato. Nell&#8217;ordine in cui si monta: 1 platea e muro al rustico, con i due tubi già in opera. 2 impermeabilizzazione della platea e della faccia di parete, fino a 2,30 m, con la bandella nell&#8217;angolo basso, il collare sullo scarico che attraversa la platea e il collare sulla mandata che attraversa la parete. 3 massetto sotto la doccia, con la pendenza verso la piletta. 4 seconda impermeabilizzazione sopra il massetto, sovrapposta alla verticale già in opera, con la bandella nell&#8217;angolo. 5 adesivo cementizio steso sul piano e sulla parete. 6 piastrelle del pavimento, e sulla piastrella appena posata il silicone a basso modulo nell&#8217;angolo, che da lì resta. 7 piastrelle verticali, posate sopra il giunto siliconato. 8 piletta finale, che appoggia sul collare, e il silicone della doccia al corpo passante della rubinetteria. La tavola mostra i raccordi, non l&#8217;intera lavorazione: la prova di allagamento del capitolo 2 va fra il quarto e il quinto passaggio, la stuccatura delle fughe fra il settimo e l&#8217;ottavo. Disegno tecnico dell&#8217;autore: il sistema, la sequenza e i colori sono suoi, e nessuna norma prescrive il doppio piano impermeabile.</figcaption></figure>
<p><strong>In cantiere.</strong> La bandella è la prima cosa che vado a cercare, perché nell&#8217;angolo il rullo passa e sembra fatto. Senza bandella nell&#8217;angolo resta il solo film liquido, che deve reggere da solo il movimento fra pavimento e parete: in più di un lavoro che ho ripreso l&#8217;ho trovato fessurato al primo controllo. L&#8217;altra cosa che trovo saltata spesso è il collare allo scarico, perché il pozzetto è dell&#8217;idraulico e lo strato è del piastrellista, e nessuno dei due ha in tasca il collare dell&#8217;altro. In capitolato lo scrivo come un solo lavoro con un solo responsabile.</p>
<p>Ho visto anche docce con le pareti in cartongesso verde, dato per impermeabile. Non lo è: la lastra idrofuga limita l&#8217;assorbimento, e il suo cuore resta gesso. Su quelle lastre lo strato di tenuta serve più che sull&#8217;intonaco, e la norma tedesca lo dice a modo suo: nella zona doccia a filo pavimento il supporto sensibile all&#8217;umidità non è ammesso.</p>
<h2 id="8-piatto-appoggiato-piatto-a-filo-doccia-in-muratura">8. Piatto appoggiato, piatto a filo, doccia in muratura</h2>
<p>Le docce che trovo sono di tre tipi, e lo strato si adatta a ciascuno.</p>
<p><strong>Il piatto prefabbricato appoggiato</strong>, in ceramica, in acrilico o in resina, è a tenuta di suo. I suoi punti deboli sono due: il giunto fra il bordo del piatto e la parete, affidato al silicone, e il raccordo con lo scarico sotto, che nessuno vede più. Lo strato di tenuta va sulle pareti sopra il piatto. La bandella si posa dietro il bordo del piatto prima di montarlo, come le pubblicazioni tedesche riferiscono che la norma prescrive per vasche e piatti: così l&#8217;acqua che passa il silicone finisce nel piatto e non dietro. Il pavimento del bagno fuori dal piatto, con il box chiuso, sta nella classe moderata: la norma tedesca ammette di lasciarlo senza strato solo se il supporto non teme l&#8217;umidità e l&#8217;acqua non può raggiungere strati che la temono. Io lo impermeabilizzo lo stesso, quando sotto c&#8217;è un locale abitato.</p>
<p><strong>Il piatto a filo pavimento</strong>, in massetto con le pendenze o in pannello prefabbricato annegato, è il caso in cui lo strato è indispensabile. Lo dice anche la divulgazione tecnica italiana citata in fondo. Le pendenze si fanno nel massetto e si verificano prima dello strato: il riferimento australiano, da 1:80 a 1:50, è una buona forchetta: sotto il minimo, in cantiere, vedo l&#8217;acqua ristagnare, e sopra il massimo la pendenza si sente sotto i piedi. Il pozzetto, o la canaletta, con la flangia; lo strato sul pavimento intero del bagno, perché l&#8217;acqua della doccia aperta ci arriva; le pareti della doccia fino a 2,30 metri. Qui accessibilità e tenuta si incontrano: il decreto 236 chiede dislivelli sotto i 2,5 centimetri, la norma tedesca chiede un centimetro di dislivello dove l&#8217;acqua non deve passare. Le due richieste non si escludono, e io le tengo insieme con la pendenza continua verso la canaletta e il pavimento fuori dalla doccia impermeabilizzato comunque: è la soluzione che uso, non una prescrizione.</p>
<p><strong>La doccia in muratura</strong>, quella costruita sul posto con il piano rivestito in mosaico, è la più esposta di tutte. Ottanta metri di fuga per metro quadro, un piano con le pendenze fatte a mano, i raccordi fra piano e pareti rivestiti in continuità: senza strato di tenuta sotto il mosaico, il massetto della doccia beve dal primo giorno. Il piano si fa in continuo, senza interruzioni fra il fondo e i bordi, e l&#8217;unico foro che resta è lo scarico.</p>
<p><strong>Nell&#8217;esistente.</strong> Quando la doccia perde e il resto del bagno è sano, la strada della sovrapposizione esiste anche qui: lo strato di tenuta si può costruire sopra la piastrellatura esistente. Servono il primer per superfici lisce, la bandella nei giunti e, sopra, una nuova piastrellatura o una finitura continua. Le verifiche sono le stesse dei balconi, di cui ho scritto in <a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a>: aderenza del pavimento esistente, quota alle soglie, e soprattutto lo scarico, che va rifatto con la flangia del sistema nuovo. Con un piatto a filo pavimento da rifare, la sovrapposizione quasi mai basta, perché le pendenze vanno rifatte nel massetto.</p>
<h2 id="9-gli-errori-ricorrenti">9. Gli errori ricorrenti</h2>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>L&#8217;errore</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa succede</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Il rimedio</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Nessuno strato: si confida nelle piastrelle e nel silicone</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Il massetto si riempie, e il soffitto di sotto si macchia mesi dopo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Lo strato al rustico, prima delle piastrelle</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Strato fermato al filo del piatto o del pavimento</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>L&#8217;acqua delle pareti scende dietro lo strato</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Lo strato sale sulle pareti della doccia, e la bandella chiude l&#8217;angolo</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Angolo senza bandella</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Lo strato si fessura sul giunto che si muove</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Bandella con risvolto di 5-10 cm per parte, coperta dalla seconda mano</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Pozzetto senza flangia, o strato non raccordato al pozzetto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>L&#8217;acqua scende attorno al corpo dello scarico</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Pozzetto con flangia, collare del sistema</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Rubinetteria e corpi passanti non sigillati nello strato</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Ingresso d&#8217;acqua nella zona più bagnata della parete</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Collari sui corpi passanti, sigillatura della rubinetteria sullo strato</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Una mano sola, spessore non misurato</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Strato discontinuo, fori invisibili sotto le piastrelle</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Due mani, consumo verificato, spessore a secco secondo scheda</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Piastrelle posate il giorno dopo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Strato non maturato, adesione compromessa</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Tempi di attesa della scheda, prova di tenuta prima</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Nessuna prova di tenuta</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Il difetto si scopre al piano di sotto, a bagno finito</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Allagamento di 24 ore a scarico tappato, con verbale</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Cartongesso dato per impermeabile</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Il gesso dietro le piastrelle si imbeve e si sfalda</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Strato di tenuta sul cartongesso, o supporto cementizio nella doccia</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Silicone nell&#8217;angolo come unica tenuta</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Dura pochi anni, poi è una fessura</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Il sigillante è manutenzione; la tenuta sta sotto le piastrelle</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 5. Dieci errori, e nessuno di prodotto: sono tutti di sequenza e di dettaglio.</em></p>
<h2 id="10-che-cosa-si-scrive-in-capitolato">10. Che cosa si scrive in capitolato</h2>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Lo strato di tenuta come voce a sé</strong>, con il campo di applicazione disegnato in pianta: zona doccia, pavimento intero del bagno dove la doccia è a filo o aperta, pareti della doccia fino a 2,30 metri.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Il sistema</strong>, non il prodotto: impermeabilizzante liquido bicomponente a polimero modificato, elastico, con marcatura CE secondo la UNI EN 14891 e, dove disponibile, valutazione tecnica europea sulla base dell&#8217;EAD 030352-00-0503; bandelle, pezzi d&#8217;angolo e collari dello stesso sistema, con la dichiarazione di compatibilità del produttore.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Le prestazioni da dichiarare</strong>: tenuta all&#8217;acqua, capacità di ponte sulle fessure con la categoria, adesione, spessore minimo a secco.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>La bandella</strong> nel giunto pavimento-parete su tutto il perimetro e sugli spigoli verticali della doccia, con risvolto di 5-10 centimetri per parte; pezzi preformati negli angoli.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Il pozzetto</strong> a norma UNI EN 1253-1:2015, con sifone e con flangia, posato e fissato prima dello strato; collare del sistema sulla flangia. Un solo responsabile per pozzetto e strato.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>I corpi passanti</strong>: collari o sigillatura nello strato per la rubinetteria e per ogni attraversamento della parete della doccia; divieto di forare lo strato dopo la posa, salvo ripristino documentato.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Il supporto</strong>: massetto con umidità residua compatibile con la scheda del sistema e con le pendenze verificate prima dello strato; supporti sensibili all&#8217;umidità esclusi dalla zona doccia a filo pavimento.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Le due mani</strong>, con i tempi di attesa e il consumo minimo per metro quadro, e la seconda mano di colore diverso o incrociata.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>La prova di tenuta</strong> di ventiquattro ore a scarico tappato, prima delle piastrelle, con verbale fotografico controfirmato dalla direzione lavori; sospensione della posa in assenza del verbale.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>La posa</strong>: adesivo C2 S1 secondo UNI EN 12004-1 a strato compatto, stucco CG2WA secondo UNI EN 13888-1:2022, sigillante elastico secondo UNI EN ISO 11600 nei giunti perimetrali, inserito nel piano di manutenzione con periodicità dichiarata.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Il ricambio d&#8217;aria</strong> secondo il decreto del 5 luglio 1975, perché l&#8217;acqua del vapore ha la sua regola.</li>
</ul>
<h2 id="in-sintesi">Impermeabilizzazione bagno e doccia, in sintesi</h2>
<p>1. <strong>La piastrella non ha il compito di trattenere l&#8217;acqua.</strong> Il gres assorbe fino allo 0,5 per cento, ma le fughe, i giunti, il bordo dello scarico e i corpi passanti assorbono e lasciano passare. In un metro quadro di mosaico corrono 80 metri di fuga.</p>
<p>2. <strong>Il massetto trattiene, e per questo il danno arriva tardi.</strong> Entra poca acqua a ogni doccia, ma ne esce ancora meno: il massetto si riempie per mesi prima di cedere al solaio.</p>
<p>3. <strong>Sotto un bagno le acque sono almeno cinque, e due prove le separano.</strong> Allagamento del piano a scarico tappato, venticinque millimetri per ventiquattro ore: mette alla prova piano e scarico. Bagnatura delle pareti a fasce dal basso verso l&#8217;alto, getto a trenta centimetri e cinque minuti per ogni metro e mezzo di giunto: mette alla prova fughe e giunti. Mai insieme, e con ventiquattro ore di asciugatura in mezzo.</p>
<p>4. <strong>In Italia nessuna legge prescrive lo strato.</strong> La legge parla di aria, di accessibilità e di portate. La UNI 11493-1, volontaria, pretende lo strato impermeabile sotto la piastrellatura dove c&#8217;è acqua; i giudici ci hanno ricondotto anche le infiltrazioni da impermeabilizzazione mancante: dieci anni di responsabilità, denuncia entro un anno dalla scoperta.</p>
<p>5. <strong>La norma di prodotto che tutti citano riguarda esterni e piscine.</strong> Il bagno ha il suo documento europeo, l&#8217;EAD 030352-00-0503: valuta il sistema intero, con collari e bandelle, per 25 anni di vita utile.</p>
<p>6. <strong>La Germania ha le classi, l&#8217;Australia ha le quote.</strong> DIN 18534: classi da W0-I a W3-I, due mani, 20 centimetri sopra il soffione, flangia da 30 o 50 millimetri. Codice australiano: pareti della doccia a tenuta fino a 1800 millimetri, pavimento a tenuta, ala della scossalina di almeno 40 millimetri, pendenze fra 1:80 e 1:50.</p>
<p>7. <strong>Lo strato sta dal lato giusto del vapore.</strong> Sulla faccia calda del pavimento e della parete non fa condensare nulla dietro di sé.</p>
<p>8. <strong>La sequenza è una sola:</strong> supporto asciutto e in pendenza, pozzetto con flangia, prima mano nei punti singolari, bandella e collari, due mani, 2,30 metri sulle pareti della doccia, prova di tenuta, verbale, poi le piastrelle.</p>
<p>9. <strong>La bandella e il collare sono le due cose che saltano.</strong> Nell&#8217;angolo il rullo passa e sembra fatto; allo scarico il pozzetto è dell&#8217;idraulico e lo strato del piastrellista.</p>
<p>10. <strong>Il sigillante nell&#8217;angolo è manutenzione, non tenuta.</strong> Dura pochi anni ed è giusto così: sotto ci deve essere lo strato.</p>
<p>11. <strong>Il cartongesso verde non è impermeabile.</strong> Limita l&#8217;assorbimento e resta gesso: nella doccia a filo pavimento la norma tedesca non lo ammette come supporto.</p>
<p>12. <strong>La prova di tenuta prima delle piastrelle è l&#8217;unico collaudo economico.</strong> Dopo, il difetto si scopre al piano di sotto.</p>
<h2 id="dal-cantiere">Dal cantiere</h2>
<p>Davanti a un soffitto macchiato sotto un bagno, la prima cosa che chiedo è da quanto tempo è stata rifatta la doccia di sopra. Se la doccia è stata rifatta da poco, so già dove guardare. Poi chiedo la fotografia della doccia prima delle piastrelle. Non esiste mai, ed è una risposta anche quella.</p>
<p>Con le imprese l&#8217;argomento che funziona non è la norma tedesca. È il conto delle giornate. Lo strato di tenuta su una doccia e sul pavimento di un bagno vale una giornata di un applicatore e qualche decina di chili di prodotto. Rifare una doccia che perde vuol dire demolire il rivestimento, asciugare il massetto, ripristinare il soffitto di sotto e convincere un condomino. Non serve un prezzario per vedere il rapporto.</p>
<p>Sui numeri delle quote, dico come la penso. I 2,30 metri sulle pareti della doccia e i 5-10 centimetri di risvolto della bandella sono i miei, e li prescrivo perché coprono i casi che ho visto andare male. Chi vuole numeri di norma li trova nei codici stranieri: 1800 millimetri in Australia, che è meno dei miei, e in Germania 20 centimetri sopra il punto di erogazione più alto, che con i soffioni montati a due metri e dieci o più può chiedere anche più di 2,30. Quando il soffione è alto, alzo lo strato di conseguenza. Nessuno dei due mi ha mai fatto cambiare quota, perché il soffione si sposta e il box si toglie, e lo strato resta dov&#8217;è per venticinque anni.</p>
<h2 id="domande-frequenti">Domande frequenti</h2>
<p><strong>Il gres porcellanato non è già impermeabile?</strong><br />La piastrella sì: il gruppo BIa della UNI EN 14411:2016 assorbe fino allo 0,5 per cento del proprio peso. La piastrellatura no, perché è fatta di piastrelle e di fughe, di giunti e di fori. Le fughe cementizie restano materiali assorbenti anche nella classe a ridotto assorbimento, e l&#8217;incontro fra pavimento e parete è un giunto che si muove. Per questo la norma italiana delle piastrellature chiede uno strato impermeabile sotto, dove c&#8217;è acqua.</p>
<p><strong>È obbligatorio impermeabilizzare il bagno?</strong><br />Nessuna legge italiana lo impone. Lo prescrive la norma tecnica UNI 11493-1, che è volontaria ma vale come regola d&#8217;arte: i giudici hanno ricondotto all&#8217;articolo 1669 del codice civile anche le infiltrazioni dovute a un&#8217;impermeabilizzazione mancante. Sono dieci anni di responsabilità per chi ha fatto il lavoro, e la denuncia va fatta entro un anno dalla scoperta. Resta però una valutazione caso per caso, non un esito automatico.</p>
<p><strong>Basta impermeabilizzare la doccia o serve tutto il bagno?</strong><br />Con il piatto appoggiato e il box chiuso, lo strato può limitarsi alle pareti della doccia e al raccordo con il piatto. Con la doccia a filo o aperta, l&#8217;acqua arriva su tutto il bagno: lo strato copre l&#8217;intero pavimento e risale sulle pareti. La norma tedesca ragiona allo stesso modo con le classi di esposizione: con il piatto e il box, doccia e pavimento stanno nella classe moderata; con la doccia a filo pavimento la zona doccia sale alla classe alta, e lì il supporto sensibile all&#8217;umidità non è più ammesso.</p>
<p><strong>Fino a che altezza si sale sulle pareti?</strong><br />I codici stranieri dicono 1800 millimetri in Australia e almeno 20 centimetri sopra il punto di erogazione più alto in Germania. Io salgo a 2,30 metri sulle pareti della doccia, sopra il soffione, perché il soffione si sposta e il box si toglie, e lo strato resta.</p>
<p><strong>Il silicone nell&#8217;angolo non basta?</strong><br />No. Il sigillante elastico nell&#8217;angolo fra pavimento e parete va messo, ma è manutenzione: dura pochi anni, si stacca, ammuffisce e si rifà. La tenuta sta sotto le piastrelle, con la bandella nel giunto coperta dalle due mani dello strato.</p>
<p><strong>Che documento chiedo al fornitore?</strong><br />La dichiarazione di prestazione con la marcatura CE secondo la UNI EN 14891: riguarda esterni e piscine, ma contiene le prove di tenuta e di adesione. Dove esiste, l&#8217;ETA del sistema, rilasciata sull&#8217;EAD 030352-00-0503 dei locali umidi, con le categorie di ponte sulle fessure e di adesione. E la conferma scritta che bandelle, pezzi d&#8217;angolo e collari fanno parte dello stesso sistema.</p>
<p><strong>Come faccio a sapere se la macchia di sotto viene dalla doccia?</strong><br />Con due prove separate, un tracciante e la prova dell&#8217;impianto. Prima: scarico tappato, venticinque millimetri d&#8217;acqua sul piano, livello segnato, ventiquattro ore, soffitto di sotto fotografato prima e dopo. Se il livello non scende e sotto non cambia niente, piano e scarico tengono. Poi, dopo un giorno di asciugatura: scarico aperto, piano asciutto, pareti bagnate una fascia di mezzo metro alla volta partendo dalla più bassa, getto a trenta centimetri e cinque minuti ogni metro e mezzo di giunto, con una sosta di osservazione fra una fascia e l&#8217;altra. Se la macchia si ravviva su una fascia, l&#8217;acqua entra da lì. Un tracciante colorato nello scarico dice se è acqua di scarico; il manometro lasciato una notte esclude le tubazioni in pressione. Prima di demolire, si apre il rivestimento davanti alla cassetta.</p>
<p><strong>Si può impermeabilizzare senza togliere le piastrelle?</strong><br />Sì, con la stessa logica della sovrapposizione sui balconi: primer per superfici lisce sulla piastrellatura esistente, bandella nei giunti, strato di tenuta e nuova piastrellatura sopra, o finitura continua. Il vincolo è lo scarico, che va rifatto con la flangia del sistema nuovo, e la quota alle soglie. Con un piatto a filo pavimento da rifare nelle pendenze, la sovrapposizione non basta.</p>
<h2 id="in-conclusione">In conclusione</h2>
<p>Un bagno non è una stanza qualsiasi con dentro una doccia: è il locale della casa in cui, tutti i giorni, qualcuno rovescia decine di litri d&#8217;acqua su un pavimento che sta sopra la testa di un altro. Trattarlo come una stanza qualsiasi, e affidare la tenuta a una piastrella e a un cordolo di silicone, è la ragione per cui i soffitti si macchiano.</p>
<p>La regola è corta. L&#8217;acqua si ferma sotto il rivestimento, con uno strato continuo che il rivestimento protegge; i giunti si armano, perché è lì che il pacchetto si muove; gli scarichi e i corpi passanti si raccordano allo strato, perché è lì che cambia il materiale; e prima di piastrellare si fa una prova con l&#8217;acqua, perché è l&#8217;ultimo momento in cui un difetto costa una mano di prodotto.</p>
<p>In Italia questo non lo impone nessuna legge. Lo chiede la norma tecnica, ci arriva il giudice quando il danno è fatto, e lo scrivono per esteso i paesi che il bagno lo hanno normato. Nel frattempo, la sola cosa che protegge davvero il committente è una riga di capitolato e quattro fotografie datate.</p>
<h2 id="ringraziamenti">Ringraziamenti</h2>
<p>Le fotografie 6, 7, 8 e 9, quelle della fluoresceina, del manometro, della cassetta degli strumenti e della piletta vista dall&#8217;interno, sono di <strong>Idralclima srl</strong>, che ringrazio per averle messe a disposizione. Sono immagini di una ricerca vera, fatta in un bagno abitato, e mostrano quello che in un articolo si può solo descrivere.</p>
<h2 id="fonti">Fonti</h2>
<p><strong>Norme e documenti tecnici.</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI 11493-1:2025, <em>Piastrellature ceramiche, Parte 1: Istruzioni per la progettazione, l&#8217;installazione e la manutenzione</em>, in vigore dal 15 maggio 2025, in sostituzione della UNI 11493-1:2016, che aveva sostituito la UNI 11493:2013 (sommario letto sul catalogo UNI; il testo integrale è ripreso non direttamente).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI 11714-1:2018, <em>Rivestimenti lapidei di superfici orizzontali, verticali e soffitti, Parte 1: Istruzioni per la progettazione, la posa e la manutenzione</em>, del 12 luglio 2018. Titolo, data e indice verificati sull&#8217;anteprima pubblica del catalogo UNI; il testo è a pagamento e non l&#8217;ho letto, e nell&#8217;indice non compare nessun punto dedicato all&#8217;impermeabilizzazione: la frase che la riguarda viene da una sola fonte secondaria, l&#8217;articolo di Canuri su «Ingenio» dell&#8217;8 marzo 2021.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI EN 14891:2017, <em>Prodotti impermeabilizzanti applicati liquidi da utilizzare sotto a piastrellature di ceramica incollate con adesivi</em>, in vigore dal 16 marzo 2017 (sommario letto sul catalogo UNI).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>EOTA, <em>EAD 030352-00-0503, Liquid applied watertight covering kits for wet room floors and/or walls</em>, gennaio 2019, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell&#8217;Unione europea nel 2020; <a href="https://www.eota.eu/download?file=%2F2017%2F17-03-0352%2Fead+for+ojeu%2Fead+030352-00-0503_ojeu2020.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF liberamente scaricabile</a>. EAD 030436-00-0503 per i sistemi in fogli flessibili ed EAD 030437-00-0503 per i sistemi in pannelli.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>EOTA, <em>ETAG 022, Guideline for European Technical Approval of Watertight covering kits for wet room floors and or walls, Part 1: Liquid applied coverings with or without wearing surface</em>, edizione 11 aprile 2007; <a href="https://www.eota.eu/sites/default/files/uploads/ETAGs/etag-022-1-en.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a>.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI EN 14411:2016, <em>Piastrelle di ceramica: definizioni, classificazione, caratteristiche, valutazione e verifica della costanza della prestazione e marcatura</em>, in vigore dal 30 agosto 2016 (data e stato verificati sul catalogo UNI; i gruppi di assorbimento sono ripresi da documentazione tecnica di produttore che riproduce il prospetto della norma).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI EN 12004-1:2017, adesivi per piastrelle; UNI EN 13888-1:2022, stucchi per fughe delle piastrellature ceramiche, in vigore dal 6 ottobre 2022 in sostituzione della UNI EN 13888:2009; UNI EN ISO 11600:2011, sigillanti; UNI EN 1253-1:2015, pozzetti per edilizia, che ha sostituito le edizioni 2004 delle parti 1 e 2. Designazioni e date verificate sul catalogo UNI; i testi sono a pagamento e non li ho letti.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>DIN 18534, <em>Abdichtung von Innenräumen</em>, parti da 1 a 6: prima edizione luglio 2017, edizione vigente ottobre 2025. Titoli, scopo (acqua con battente di progetto fino a 10 cm), indice e data verificati sul catalogo normativo baunormenlexikon.de; il testo è a pagamento e non l&#8217;ho letto. Contenuti ripresi non direttamente da: H. Tietje, <em>Hinweis zur Anwendung DIN 18534</em>, «Deutsches Architektenblatt», edizione Bayern, 07/2021, <a href="https://www.byak.de/data/pdfs/AuT/Normung/DAB_Artikel_ab_17-09/NN_21-07_Hinweise_zur_Anwendung_DIN_18434_Hartmut_Tietje.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a>; BauNetz Wissen, voce <em>Wassereinwirkungsklassen</em>; il <em>Merkblatt 5</em> del Bundesverband der Gipsindustrie, quello dei 30 centimetri sopra il bordo, noto attraverso l&#8217;articolo di Tietje; documentazione tecnica di produttori tedeschi del 2017-2018; <a href="https://www.bauprofessor.de/news/ueberarbeitung-der-din-18534-zur-badabdichtung-veroeffentlicht/" target="_blank" rel="noopener">scheda della revisione dell&#8217;ottobre 2025</a> su bauprofessor.de, 2 ottobre 2025, per i punti toccati dalla revisione.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Fachverband Fliesen und Naturstein im ZDB, <em>Merkblatt Verbundabdichtungen</em>, edizioni dell&#8217;agosto 2000, del gennaio 2005, del gennaio 2010 e dell&#8217;agosto 2012, poi <em>Abdichtungen im Verbund</em>, agosto 2019 e novembre 2022 (dal catalogo dell&#8217;editore; non lette).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Australian Building Codes Board, <em>National Construction Code 2025, Volume Two, ABCB Housing Provisions, Part 10.2 Wet area waterproofing</em>, edizione in vigore, adottata progressivamente dagli stati dal 1° maggio 2026; <a href="https://ncc.abcb.gov.au/editions/ncc-2025/adopted/housing-provisions/10-health-and-amenity/part-102-wet-area-waterproofing" target="_blank" rel="noopener">testo consultabile</a>. Le quote citate sono identiche a quelle dell&#8217;edizione 2022, sulla quale era stata disegnata la Figura 3. Standards Australia, <em>AS 3740, Waterproofing of domestic wet areas</em>, prima edizione 1989, quinta edizione 2021, con le prove nell&#8217;appendice C (allagamento in C.2, rilevazione elettronica in C.3, sonda sui sormonti in C.4): ripresa non direttamente.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>International Code Council, <em>International Plumbing Code</em>, sezione 312.9 <em>Shower liner test</em>: tubo dello scarico tappato, riempimento fino ad almeno 2 pollici (51 mm) misurati alla soglia, tenuta per non meno di 15 minuti senza evidenza di perdite (letta nella riproduzione integrale del codice adottato dallo stato del Texas).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>ASTM E2128, <em>Standard Guide for Evaluating Water Leakage of Building Walls</em>: la guida delle prove d&#8217;acqua diagnostiche sugli involucri, da cui viene la regola di provare per aree isolate partendo dal basso e salendo. Testo a pagamento, non letto; contenuto ripreso da L. Haughton e C. Murphy, <a href="https://iibec.org/publication-post/2010-01-haughton-murphy2/" target="_blank" rel="noopener"><em>Overview of ASTM E2128</em></a>, «Interface», IIBEC, gennaio 2010.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>AAMA 501.2, prova a lancia sulle facciate: getto tenuto a un piede (circa 30 cm) dal giunto e mosso avanti e indietro su circa cinque piedi (circa 1,5 m) di giunto in cinque minuti. Ripresa non direttamente da documentazione tecnica di settore.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>International Code Council, <em>International Residential Code</em>, sezione R307.2, <em>Bathtub and shower spaces</em>, e sezione P2709.2, <em>Lining required</em>, che prescrive il rivestimento a tenuta dei vani doccia costruiti in opera con membrane conformi alla ANSI A118.10 e il risvolto di 51 mm oltre gli stipiti e sopra la soglia; <em>International Plumbing Code</em>, sezione 417.5.2, <em>Shower lining</em>, di identico contenuto. Letti nelle riproduzioni integrali dei codici adottati, edizioni 2018 e 2021.</li>
</ul>
<p><strong>Leggi e giurisprudenza.</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>Decreto del Ministero della sanità 5 luglio 1975, <em>Modificazioni alle istruzioni ministeriali 20 giugno 1896 relativamente all&#8217;altezza minima ed ai requisiti igienico-sanitari principali dei locali di abitazione</em>, Gazzetta Ufficiale n. 190 del 18 luglio 1975, articolo 7.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI 11928-1, <em>Sistemi impermeabilizzanti applicati liquidi per coperture continue</em>: nominata nel capitolo 4 solo per dire che in bagno non c&#8217;entra. Designazione verificata sul catalogo UNI; testo a pagamento, non letto.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989 n. 236, <em>Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l&#8217;accessibilità, l&#8217;adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata</em>, punti 8.1.2 e 8.1.6; <a href="https://www.mit.gov.it/nfsmitgov/files/media/normativa/2016-02/Decreto_Ministeriale_numero_236_14-06-1989_all_1.pdf" target="_blank" rel="noopener">testo sul sito del Ministero</a>.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Decreto del Ministero della transizione ecologica 23 giugno 2022 n. 256, <em>Criteri ambientali minimi per l&#8217;affidamento del servizio di progettazione di interventi edilizi, per l&#8217;affidamento dei lavori per interventi edilizi e per l&#8217;affidamento congiunto di progettazione e lavori per interventi edilizi</em>, Gazzetta Ufficiale n. 183 del 6 agosto 2022, allegato, criterio 2.3.9. Il decreto è stato sostituito da quello del 24 novembre 2025, obbligatorio negli appalti pubblici dal 2 febbraio 2026, che tiene le stesse portate di rubinetti e docce e stringe i volumi delle cassette.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Codice civile, articoli 1667 e 1669.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Corte di cassazione, sezione II, sentenza 11 giugno 2013 n. 14650 (letta nella trascrizione pubblicata su un sito di commento giuridico); Corte di cassazione, Sezioni Unite, sentenza 27 marzo 2017 n. 7756, che estende l&#8217;articolo 1669 alle opere di ristrutturazione e agli interventi di manutenzione o modificazione di lunga durata su immobili preesistenti.</li>
</ul>
<p><strong>Testi tecnici.</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>M. Canuri, <em>Impermeabilizzazione nel bagno: proteggere la zona doccia dalle infiltrazioni</em>, «Ingenio», 8 marzo 2021; M. Canuri, <em>Impermeabilizzazione ambienti umidi: il caso del vano doccia con rivestimento ceramico</em>, «Ingenio», 3 novembre 2020.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>C. Montecchi, <em>Impermeabilizzazione sotto il rivestimento ceramico: cosa c&#8217;è da sapere?</em>, «Ingenio», 8 febbraio 2024; C. Montecchi, <em>Ceramica negli ambienti umidi: considerazioni tecniche essenziali</em>, «Ingenio», 30 agosto 2024; C. Montecchi, <em>Pavimenti e rivestimenti in ceramica: cosa cambia con la nuova UNI 11493-1?</em>, «Ingenio», 29 luglio 2025.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Assoposa, <em>Fughe e stuccatura piastrelle ceramiche: guida alla posa, alla scelta del sigillante e alla manutenzione</em>, «Ingenio», 11 settembre 2025.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>R. di Gregorio, <em>Impermeabilizzazione del piatto doccia: quando è necessaria?</em>, «Edilportale», 15 maggio 2025.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><em>Pozzetti per edilizia: pubblicata la UNI EN 1253-1 in lingua italiana</em>, «Ingenio», 14 aprile 2015.</li>
</ul>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>I calcolatori di consumo dello stucco pubblicati dai produttori, usati nel capitolo 1 come riscontro esterno degli 80 metri di fuga per metro quadro: il fattore geometrico (a+b)/(a per b) sui lati della piastrella in millimetri, moltiplicato per mille, dà i metri di fuga al metro quadro.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>United States Environmental Protection Agency, <em>A Brief Guide to Mold, Moisture and Your Home</em>: «If wet or damp materials or areas are dried 24-48 hours after a leak or spill happens, in most cases mold will not grow», e «It is important to dry water-damaged areas and items within 24-48 hours to prevent mold growth». Letta sulla pagina dell&#8217;agenzia.</li>
</ul>
<p><strong>Fonti storiche.</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>Vitruvio, <em>De architectura</em>, libro VIII, capitolo 6, paragrafi 14 e 15, <a href="https://penelope.uchicago.edu/Thayer/L/Roman/Texts/Vitruvius/8*.html" target="_blank" rel="noopener">testo latino</a>; libro VII, capitolo 4, per il cocciopesto nei locali umidi.</li>
</ul>
<p>Dove i valori sono ripresi non direttamente dal testo di norma, prima dell&#8217;uso in un capitolato vanno verificati sul testo.</p>
<h2 id="lautore">L&#8217;autore</h2>
<p>Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense, circa trent&#8217;anni di esperienza di cantiere e venti come imprenditore. Autore di &#8220;Murature umide: cause e rimedi&#8221; (Grafill, 2026).</p>
<p>Il volume è disponibile su <a href="https://www.amazon.it/Murature-umide-Prevenzione-interventi-risanamento/dp/8827705309" target="_blank" rel="noopener">Amazon</a> e su <a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html#/4-versione-libro" target="_blank" rel="noopener">Grafill</a>.</p>
<p><script type='application/ld+json'>{"@context": "https://schema.org", "@type": "FAQPage", "mainEntity": [{"@type": "Question", "name": "Il gres porcellanato non è già impermeabile?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "La piastrella sì: il gruppo BIa della UNI EN 14411:2016 assorbe fino allo 0,5 per cento del proprio peso. La piastrellatura no, perché è fatta di piastrelle e di fughe, di giunti e di fori. Le fughe cementizie restano materiali assorbenti anche nella classe a ridotto assorbimento, e l'incontro fra pavimento e parete è un giunto che si muove. Per questo la norma italiana delle piastrellature chiede uno strato impermeabile sotto, dove c'è acqua."}}, {"@type": "Question", "name": "È obbligatorio impermeabilizzare il bagno?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Nessuna legge italiana lo impone. Lo prescrive la norma tecnica UNI 11493-1, che è volontaria ma vale come regola d'arte: i giudici hanno ricondotto all'articolo 1669 del codice civile anche le infiltrazioni dovute a un'impermeabilizzazione mancante. Sono dieci anni di responsabilità per chi ha fatto il lavoro, e la denuncia va fatta entro un anno dalla scoperta. Resta però una valutazione caso per caso, non un esito automatico."}}, {"@type": "Question", "name": "Basta impermeabilizzare la doccia o serve tutto il bagno?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Con il piatto appoggiato e il box chiuso, lo strato può limitarsi alle pareti della doccia e al raccordo con il piatto. Con la doccia a filo o aperta, l'acqua arriva su tutto il bagno: lo strato copre l'intero pavimento e risale sulle pareti. La norma tedesca ragiona allo stesso modo con le classi di esposizione: con il piatto e il box, doccia e pavimento stanno nella classe moderata; con la doccia a filo pavimento la zona doccia sale alla classe alta, e lì il supporto sensibile all'umidità non è più ammesso."}}, {"@type": "Question", "name": "Fino a che altezza si sale sulle pareti?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "I codici stranieri dicono 1800 millimetri in Australia e almeno 20 centimetri sopra il punto di erogazione più alto in Germania. Io salgo a 2,30 metri sulle pareti della doccia, sopra il soffione, perché il soffione si sposta e il box si toglie, e lo strato resta."}}, {"@type": "Question", "name": "Il silicone nell'angolo non basta?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "No. Il sigillante elastico nell'angolo fra pavimento e parete va messo, ma è manutenzione: dura pochi anni, si stacca, ammuffisce e si rifà. La tenuta sta sotto le piastrelle, con la bandella nel giunto coperta dalle due mani dello strato."}}, {"@type": "Question", "name": "Che documento chiedo al fornitore?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "La dichiarazione di prestazione con la marcatura CE secondo la UNI EN 14891: riguarda esterni e piscine, ma contiene le prove di tenuta e di adesione. Dove esiste, l'ETA del sistema, rilasciata sull'EAD 030352-00-0503 dei locali umidi, con le categorie di ponte sulle fessure e di adesione. E la conferma scritta che bandelle, pezzi d'angolo e collari fanno parte dello stesso sistema."}}, {"@type": "Question", "name": "Come faccio a sapere se la macchia di sotto viene dalla doccia?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Con due prove separate, un tracciante e la prova dell'impianto. Prima: scarico tappato, venticinque millimetri d'acqua sul piano, livello segnato, ventiquattro ore, soffitto di sotto fotografato prima e dopo. Se il livello non scende e sotto non cambia niente, piano e scarico tengono. Poi, dopo un giorno di asciugatura: scarico aperto, piano asciutto, pareti bagnate una fascia di mezzo metro alla volta partendo dalla più bassa, getto a trenta centimetri e cinque minuti ogni metro e mezzo di giunto, con una sosta di osservazione fra una fascia e l'altra. Se la macchia si ravviva su una fascia, l'acqua entra da lì. Un tracciante colorato nello scarico dice se è acqua di scarico; il manometro lasciato una notte esclude le tubazioni in pressione. Prima di demolire, si apre il rivestimento davanti alla cassetta."}}, {"@type": "Question", "name": "Si può impermeabilizzare senza togliere le piastrelle?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Sì, con la stessa logica della sovrapposizione sui balconi: primer per superfici lisce sulla piastrellatura esistente, bandella nei giunti, strato di tenuta e nuova piastrellatura sopra, o finitura continua. Il vincolo è lo scarico, che va rifatto con la flangia del sistema nuovo, e la quota alle soglie. Con un piatto a filo pavimento da rifare nelle pendenze, la sovrapposizione non basta."}}]}</script><br />
<!--mxLA--></p>
<div style='background:#f6f7f9;border:1px solid #e3e6ea;border-radius:8px;padding:14px 18px;margin:26px 0'><strong style='color:#b11f24'>Leggi anche</strong></p>
<ul style='margin:8px 0 0 18px'>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-fase-per-fase/">L&#8217;impermeabilizzazione nell&#8217;ordine del cantiere, fase per fase</a></li>
</ul>
</div>
<p><!--/mxLA--></p>
<hr style='border:none;border-top:3px solid #b11f24;margin-top:34px'>
<table style='width:100%;border-collapse:collapse;font-family:Arial,sans-serif;color:#2a3340;font-size:14px;line-height:1.6'>
<tr>
<td style='vertical-align:top;padding-right:20px'>
<div style='font-size:16px;font-weight:700;color:#b11f24'>Ditta Renzo-ArtHome</div>
<div style='font-weight:600'>di Spedicato Oronzo</div>
<div style='color:#5a6577;margin-bottom:8px'>Specialista in risanamenti di interrati e umidit&agrave; di risalita</div>
<div><strong>Web:</strong> <a href="https://www.renzo-arthome.com">www.renzo-arthome.com</a></div>
<div><strong>E-mail:</strong> renzo.spedicato@gmail.com &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>PEC:</strong> renzoarthome@pec.it</div>
<div><strong>Cell.:</strong> +39 335 844 2978 &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>Ufficio:</strong> +39 371 775 4189</div>
<div style='color:#5a6577'>P.IVA 02475540304</div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://www.renzo-arthome.com/preventivo-gratuito/" style="display:inline-block;background:#b11f24;color:#fff;padding:9px 16px;border-radius:6px;font-weight:700;text-decoration:none">Chiedi un preventivo &rarr;</a></div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://wa.me/393358442978" target="_blank" rel="noopener" title="WhatsApp" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-whatsapp.png' alt='WhatsApp' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.facebook.com/RenzoArtHome" target="_blank" rel="noopener" title="Facebook" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-facebook.png' alt='Facebook' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.linkedin.com/in/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="LinkedIn" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-linkedin.png' alt='LinkedIn' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.tiktok.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="TikTok" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-tiktok.png' alt='TikTok' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.youtube.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="YouTube" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-youtube.png' alt='YouTube' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.instagram.com/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="Instagram" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-instagram.png' alt='Instagram' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a></div>
</td>
<td style='vertical-align:top;width:150px;text-align:center'><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/murature-umide-copertina.jpg' alt='Murature umide: cause e rimedi' width='120' style='border:1px solid #ddd;border-radius:4px'></a></p>
<div style='font-size:12px;color:#5a6577;margin-top:6px'><strong>Murature umide: cause e rimedi</strong><br />Grafill, 2026<br /><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener">Vai al libro &rarr;</a></div>
</td>
</tr>
</table>
<style>#rahLATO{margin:44px auto 0;max-width:680px;font-family:'Open Sans',sans-serif}#rahLATO *{box-sizing:border-box}#rahLATO .rahL-int{background:#fff;border:1px solid #d9dde2;padding:18px 16px 10px}#rahLATO .rahL-tit{font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:700;font-size:15px;letter-spacing:.16em;text-transform:uppercase;color:#262a33;margin:0 0 2px}#rahLATO p{margin:0!important;padding:0!important}#rahLATO .rahL-blog-r{margin:0 0 4px}#rahLATO .rahL-pagine{margin:0 0 12px}#rahLATO .rahL-blog{display:inline-block;font-size:13.5px;color:#a06a00;text-decoration:none;margin:0;border:0}#rahLATO .rahL-blog:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO details{margin:0 0 7px;border-left:4px solid var(--rahf)}#rahLATO summary{cursor:pointer;list-style:none;display:flex;align-items:baseline;gap:8px;font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:600;font-size:14px;color:#2f3440;padding:9px 8px 9px 10px;background:var(--rahv);margin:0}#rahLATO summary::-webkit-details-marker{display:none}#rahLATO summary:before{content:"+";font-weight:700;color:#2f3440;opacity:.55;width:13px;flex:none}#rahLATO details[open]>summary:before{content:"\2212"}#rahLATO .rahL-n{margin-left:auto;font-weight:400;font-size:11.5px;color:#5a6577}#rahLATO ul{list-style:none!important;margin:0!important;padding:6px 4px 8px 12px!important;background:var(--rahv);background:color-mix(in srgb,var(--rahv) 32%,#fff)}#rahLATO li{margin:0!important;padding:4px 6px!important;font-size:13px;line-height:1.45;border-left:2px solid transparent;list-style:none!important}#rahLATO li:before{display:none!important;content:none!important}#rahLATO li a{color:#3f4450;text-decoration:none;border:0;box-shadow:none}#rahLATO li a:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO li.rahL-qui{background:#fdf6d8;border-left-color:#eddf21}#rahLATO li.rahL-qui span{font-weight:600;color:#262a33}#rahLATO li.rahL-qui .rahL-segno{display:block;font-weight:400;font-size:10.5px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#5a6577;margin-top:1px}@media(min-width:1490px){body.postid-3483{overflow:visible!important}article.post-3483{position:relative}#rahLATO{position:absolute;top:0;right:-241px;bottom:0;width:225px;max-width:none;margin:0}#rahLATO .rahL-int{position:sticky;top:106px;max-height:calc(100vh - 126px);overflow-y:auto;padding:14px 12px 8px}#rahLATO summary{font-size:12.5px;padding:8px 6px 8px 8px}#rahLATO li{font-size:12px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:13px}}@media(min-width:1710px){#rahLATO{right:-336px;width:300px}#rahLATO .rahL-int{padding:18px 16px 10px}#rahLATO summary{font-size:14px}#rahLATO li{font-size:13px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:15px}}</style>
<div id="rahLATO">
<div class="rahL-int">
<div class="rahL-tit">Gli articoli</div>
<div class="rahL-blog-r"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/blog/">Indice del blog &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-fase-per-fase/">La casa fase per fase &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/decoder-diagnostico-edile/">Il decoder diagnostico &rarr;</a></div>
<details style="--rahv:#dcebf5;--rahf:#7fadd1">
<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">Le malte impermeabili nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">La barriera chimica nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">Ma come si cura una risalita?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/improvvisamente-l-umidita-di-risalita/">Improvvisamente, l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-danno-e-dove-l-acqua-se-ne-va/">Il danno è dove l&#8217;acqua se ne va</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">Chi dimezza la macchia raddoppia l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">Umidità di risalita e sali solubili: perché bloccare l&#8217;umidità è solo metà del risanamento, e perché l&#8217;asciugatura richiede da mesi ad anni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo un intervento contro l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-risalita-impermeabilizzazione-in/">L&#8217;innalzamento dell&#8217;umidità di risalita in seguito a interventi di impermeabilizzazione dall&#8217;interno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/doppia-barriera-protocollo-renzo-arthome/">Barriere chimiche non occludenti in zona di marea: bastano davvero contro la pressione idrostatica?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">L’umidità igroscopica nell’edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-primaria-e-sali-renzo-arthome/">Umidità di risalita capillare primaria</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">31</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">27</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/costruire-casa-senza-umidita/">La casa asciutta si decide in cantiere</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">Tre centimetri invece di una demolizione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/prima-la-strategia-poi-il-prodotto/">Prima la strategia, poi il prodotto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">La spinta idrostatica nelle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">Il seminterrato fra infiltrazioni, umidità e radon: un approccio integrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/fontana-dei-grifi-allinterno-del-castello-miramare-di-trieste/">Fontana dei Grifi all&#8217;interno del castello Miramare di Trieste</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/interventi-di-impermeabilizzazioni/">Impermeabilizzazioni: come intervenire e quali soluzioni scegliere</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#d9edea;--rahf:#7dbcb5">
<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">15</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-problema-non-e-la-pioggia/">Il problema non è la pioggia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">Umidità di rimbalzo (rain splash)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-meteorica-cap/">Umidità meteorica (penetrating damp)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-condensazione/">Umidità da condensazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sindrome-dell-edificio-malato/">Sindrome dell&#8217;edificio malato: cause, sintomi e soluzioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffe-indoor/">Muffe indoor</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">Condensa interstiziale in edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f2e9d5;--rahf:#c9a970">
<summary>Vespai e solai<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-piove-dal-predalles/">Quando piove dal predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-normative-e-calcoli/">Vespaio aerato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1431-2/">Le infiltrazioni nei predalles: analisi e metodologie di intervento</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f5e3dc;--rahf:#cf9484">
<summary>Casi Studio<span class="rahL-n">6</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#f4eecb;--rahf:#c9b954">
<summary>Norme e libro<span class="rahL-n">5</span></summary>
<ul>
<li class="rahL-qui"><span>Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/normativa-salubrita-edifici/">Quadro normativo sulla salubrità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1443-2/">Materiali da costruzione radioattivi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pubblicato-il-libro-murature-umide-cause-e-rimedi/">Pubblicato il libro “Murature umide: cause e rimedi”</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#ebedf0;--rahf:#a7adb8">
<summary>Altri articoli<span class="rahL-n">1</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pavimenti-in-resina-nei-dettagli/">I pavimenti in resina nei dettagli</a></li>
</ul>
</details>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</title>
		<link>https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/</link>
					<comments>https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[renzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Aug 2026 16:20:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Diagnosi e metodo]]></category>
		<category><![CDATA[Interrati e impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[corpi passanti]]></category>
		<category><![CDATA[diagnostica]]></category>
		<category><![CDATA[impermeabilizzazione balconi e terrazzi]]></category>
		<category><![CDATA[impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[infiltrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[sali]]></category>
		<category><![CDATA[umidità meteorica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.renzo-arthome.com/?p=3252</guid>

					<description><![CDATA[<p>La vaschetta sotto soglia ferma l'acqua che va verso l'interno, ma il letto della soglia le sta dentro e assorbe dai giunti. L'unica uscita è l'evaporazione, che passa per la soglia e porta con sé i sali. Otto tavole, due video animati, la sequenza di posa e il capitolato.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style='font-size:19px;color:#5a6577'><em>Nell&#8217;impermeabilizzazione sotto soglia, la vaschetta ferma l&#8217;acqua che arriva da fuori. Non risolve il problema del letto di allettamento che le sta dentro, e quel letto assorbe dai giunti e dai fianchi</em></p>
<p>C&#8217;è una fotografia che in cantiere torna sempre uguale. Una soglia in pietra a cinque o sei anni dalla posa: il bordo esterno che si sfoglia in scaglie sottili, un alone chiaro che segue la linea del giunto con il pavimento, macchie che dopo la pulizia tornano nel giro di poche settimane. E in un paio di punti la superficie si è distaccata, portando via un velo di materiale. A mezzo metro di distanza il pavimento esterno è intatto.</p>
<p>Quando chiedo che cosa è stato fatto sotto quella soglia, la risposta è quasi sempre la stessa, e me la danno con la sicurezza di chi ha già chiuso il discorso: «la vaschetta l&#8217;abbiamo fatta». Spesso è vero. La vaschetta c&#8217;era, era in lamiera, era stata rivestita, e la portafinestra non ha mai bagnato il parquet.</p>
<p>In cantiere rispondo sempre così. La vaschetta va benissimo, ma serve a impedire le infiltrazioni dentro casa. Non protegge il sotto soglia, e non protegge la soglia. Sono due cose diverse, e il locale interno asciutto lo dimostra: se l&#8217;acqua fosse entrata da fuori scavalcando il contenimento, il danno lo troveremmo dentro, sul massetto interno, sul battiscopa, sull&#8217;intradosso del solaio di sotto. Invece la vaschetta ha fatto il suo lavoro fino in fondo. A rompersi è soltanto la soglia, e si rompe per un&#8217;altra ragione, che riguarda l&#8217;acqua rimasta dentro la vaschetta.</p>
<p>Il primo controllo da fare è però un altro, e serve a non attribuire tutto a una causa sola. Che il pavimento accanto sia sano non basta a incolpare il sotto soglia, perché quasi mai è dello stesso materiale: un gres porcellanato ha assorbimento d&#8217;acqua sotto lo 0,5 per cento ed è praticamente insensibile alla cristallizzazione salina, mentre la soglia è una pietra naturale porosa. L&#8217;indizio vale, ma vale meno di quanto sembri: le altre due cause che danno lo stesso quadro visivo stanno nel capitolo sulla diagnosi.</p>
<p>La tesi dell&#8217;articolo è questa. Sotto una soglia lavorano due meccanismi distinti, che chiedono due rimedi diversi. Il primo è la penetrazione: acqua liquida che, spinta dalla pioggia e dal vento, cerca di passare dall&#8217;esterno all&#8217;interno. Contro quella la vaschetta è la risposta giusta, ed è quella che la regola d&#8217;arte codifica da trent&#8217;anni. Il secondo è l&#8217;assorbimento capillare: il letto di malta su cui la soglia è allettata è un materiale poroso, e assorbe acqua dai giunti e dai fianchi. Quell&#8217;acqua non se ne va verso il basso, perché sotto c&#8217;è la vaschetta.</p>
<p>L&#8217;acqua che un materiale poroso ha trattenuto per capillarità non si scarica con una pendenza, e quasi tutti i nodi sbagliati nascono da qui. La suzione capillare di un poro fine vale ordini di grandezza più del battente di pochi millimetri che una pendenza può offrire: fra le due forze non c&#8217;è partita. Quell&#8217;acqua ha una sola via d&#8217;uscita, ed è passare allo stato di vapore. Il vapore esce dove trova la strada più corta verso l&#8217;aria, e in questo nodo la strada più corta è la lastra che sta sopra il letto: la soglia. Il resto viene da sé, perché i sali viaggiano con l&#8217;acqua liquida e si fermano dove l&#8217;acqua evapora.</p>
<p>La conclusione operativa, quindi, è duplice. Serve interrompere la continuità capillare fra il letto e la lastra, oppure, meglio, non avere un letto.</p>
<div id="rahTOC" style="border:1px solid #e2e5ea;border-radius:6px;padding:20px 24px;margin:0 0 32px;background:#fafbfc">
<p style="margin:0 0 10px;font-weight:600;color:#1a2233;font-size:16px">Indice</p>
<ol style="margin:0;padding-left:20px;line-height:1.6">
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#chi-ha-cominciato-a-studiarlo" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Chi ha cominciato a studiarlo</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-parole-che-servono" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le parole che servono</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#che-cosa-fa-la-vaschetta-e-che-cosa-non-fa" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Che cosa fa la vaschetta, e che cosa non fa</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-letto-che-assorbe-da-dove-entra-lacqua" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il letto che assorbe: da dove entra l&#8217;acqua</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#perche-non-se-ne-va" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Perché non se ne va</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-parte-che-manca-quasi-sempre-la-temperatura" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La parte che manca quasi sempre: la temperatura</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#dove-finiscono-i-sali" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Dove finiscono i sali</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#una-previsione-che-si-puo-smentire" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Una previsione che si può smentire</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-sequenza-corretta-punto-per-punto" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La sequenza corretta, punto per punto</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#perche-spesso-la-strada-giusta-e-togliere-il-letto" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Perché spesso la strada giusta è togliere il letto</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-deflusso-a-tenuta-verso-dentro-drenante-verso-fuori" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il deflusso: a tenuta verso dentro, drenante verso fuori</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-varianti-che-cambiano-il-dettaglio" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le varianti che cambiano il dettaglio</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#gli-errori-ricorrenti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Gli errori ricorrenti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#non-tutto-quello-che-si-sfoglia-e-sale" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Non tutto quello che si sfoglia è sale</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-ristrutturazione-che-e-il-caso-piu-frequente" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La ristrutturazione, che è il caso più frequente</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#che-cosa-si-scrive-in-capitolato" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Che cosa si scrive in capitolato</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-sintesi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Impermeabilizzazione sotto soglia, in sintesi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#dal-cantiere" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Dal cantiere</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#domande-frequenti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Domande frequenti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-conclusione" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In conclusione</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#fonti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Fonti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lautore" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;autore</a></li>
</ol>
</div>
<h2 id="chi-ha-cominciato-a-studiarlo">Chi ha cominciato a studiarlo</h2>
<p>Questo nodo ha due storie parallele. Una è la fisica di quello che succede dentro il letto, e viene da tre secoli di studi che con l&#8217;edilizia all&#8217;inizio non c&#8217;entravano nulla. L&#8217;altra è la regola d&#8217;arte del dettaglio, e in Italia è molto più recente di quanto si creda.</p>
<h3>La fisica: dall&#8217;ascesa capillare al bilancio in parete</h3>
<p>Il fenomeno ha un nome preciso: ascesa capillare. Un liquido che bagna le pareti di un condotto abbastanza stretto vi sale da solo, contro la gravità. Si ferma dove la tensione superficiale non regge più il peso della colonna sollevata. Il condotto, in laboratorio, è un tubo capillare di vetro; in un materiale da costruzione sono i pori capillari, cioè i vuoti abbastanza fini da comportarsi allo stesso modo. L&#8217;osservazione è antica. La prima di cui si ha traccia si attribuisce a Leonardo, che collegava le sorgenti di montagna all&#8217;acqua che sale dentro le fessure della roccia. Per un paio di secoli resta un&#8217;osservazione senza numero.</p>
<p>Il numero arriva con Giovanni Alfonso Borelli, che intorno al 1670 stabilisce il fatto decisivo: l&#8217;altezza a cui l&#8217;acqua sale è inversamente proporzionale al raggio del tubo capillare. Poi vengono le misure di Francis Hauksbee, pubblicate a Londra nel 1709 nei <em>Physico-Mechanical Experiments</em>. Segue la sua dimostrazione che il fenomeno funziona anche nel vuoto, il che toglie di mezzo le spiegazioni fondate sulla pressione dell&#8217;aria. Nel 1718 James Jurin mette la relazione nella forma che porta il suo nome.</p>
<p>Fin qui si parla di quanto in alto arriva l&#8217;acqua all&#8217;equilibrio. La domanda pratica è un&#8217;altra: con che velocità ci arriva. La risposta è del 1921, ed è di Edward W. Washburn, che su <em>Physical Review</em> pubblica <em>The Dynamics of Capillary Flow</em> applicando la legge di Poiseuille al moto dentro il capillare. Da lì viene l&#8217;idea che l&#8217;assorbimento di un materiale poroso sia una proprietà misurabile e non un&#8217;impressione.</p>
<p>Il passaggio alla muratura reale matura molto più tardi, e non con un colpo solo: Vos nel 1971 lega l&#8217;altezza raggiunta dall&#8217;umidità allo spessore del muro e alla sorptività, e I&#8217;Anson e Hoff negli anni ottanta la legano all&#8217;evaporazione. La sistemazione che oggi si cita è del 2007, quando Christopher Hall e William D. Hoff pubblicano sui <em>Proceedings of the Royal Society A</em> il lavoro <em>Rising damp: capillary rise dynamics in walls</em>. Il loro modello a fronte netto dice una cosa che a chi lavora in cantiere serve: quanto un elemento resta bagnato lo decide il rapporto fra quanta acqua entra e quanta ne evapora, non la sola acqua che entra. Nello stesso lavoro, al paragrafo 5(c), descrivono il caso in cui l&#8217;acqua che attraversa il materiale porta sali disciolti, che è il nostro.</p>
<p>Sull&#8217;altro versante, quello dei sali, la storia è altrettanto precisa. Che i cristalli che crescono dentro un poro esercitino una spinta è stato misurato in laboratorio da Carl Wilhelm Correns e W. Steinborn nel 1939, facendo crescere cristalli di allume fra due lastre e pesando la forza che le allontanava; la formulazione che tutti citano è quella che Correns pubblica nel 1949 sulle <em>Discussions of the Faraday Society</em>. La cornice termodinamica generale, quella che spiega perché la spinta dipende dal raggio del poro, la dà Douglas H. Everett nel 1961 sulle <em>Transactions of the Faraday Society</em>, e nel 1999 George W. Scherer, su <em>Cement and Concrete Research</em>, riunisce sotto la stessa teoria della pressione di cristallizzazione due fenomeni che i cantieri vedono separati: il gelo e i sali. Sono lo stesso meccanismo, con due cristalli diversi.</p>
<h3>La regola d&#8217;arte: come il sotto soglia è entrato nei codici</h3>
<p>Nel novembre 1969 nasce l&#8217;IGLAE, l&#8217;Istituto per la Garanzia dei Lavori Affini all&#8217;Edilizia, fondato da imprenditori specializzati in impermeabilizzazioni e opere affini. Per vent&#8217;anni resta soprattutto una struttura associativa.</p>
<p>Quello che cambia le cose sono gli anni ottanta. Le membrane prefabbricate in bitume polimero sostituiscono i vecchi sistemi multistrato, il che riduce drasticamente l&#8217;attrezzatura necessaria e apre il mercato a imprese molto piccole. Il risultato è un abbassamento medio della qualità, e chi se ne accorge per primo è chi paga i danni. Nel 1989 i rappresentanti di una grande compagnia assicurativa fanno sapere che sarebbero disponibili ad assicurare le coperture impermeabilizzate a regola d&#8217;arte. La condizione è che in Italia esista un documento che dica che cosa sia, quella regola d&#8217;arte. Nel 1990 si insedia una sottocommissione UNI, dove lavorano fra gli altri Giuseppe Barbesino, Pier Maria Sartori, Antonio Broccolino e Carlo Galeazzi. Nel 1992 si vota e l&#8217;unanimità non si raggiunge. L&#8217;IGLAE pubblica allora il documento per conto proprio: è il Codice di Pratica delle coperture continue, prima edizione 1993, seconda 2006, terza 2016.</p>
<p>Da lì il quadro si è normato per gradi. La UNI 8178-2:2019 analizza oggi gli elementi e gli strati funzionali delle coperture, e la UNI 11540 ha fatto una cosa che a questo articolo serve: ha definito la regola d&#8217;arte dichiarando che, in assenza di riferimenti normativi completi, valgono anche le linee guida promosse dalle associazioni di settore. Il Codice di Pratica ha quindi il valore di un riferimento riconosciuto, non di una raccomandazione privata.</p>
<p>Sul sotto soglia in particolare, il testo più dettagliato che io conosca in italiano è la serie di articoli che Antonio Broccolino ha pubblicato sulla rivista <em>Specializzata</em> fra il 2010 e il 2012. Il riferimento maggiore è l&#8217;articolo sul numero 205 del gennaio-febbraio 2012, dedicato per intero alle soglie, con sei tavole esecutive assonometriche e una legenda di ventotto voci. Da lì viene anche il nome corretto dell&#8217;elemento, che in cantiere si sente storpiare in tutti i modi. Nella legenda dei suoi disegni l&#8217;elemento si chiama vaschetta di contenimento, e il nodo nel suo insieme contenimento a vaschetta, o vaschetta sotto soglia. Non vasca, non bacinella, non scossalina: vaschetta. Il piano rialzato su cui appoggia si chiama rilievo sotto soglia.</p>
<h2 id="le-parole-che-servono">Le parole che servono</h2>
<p><strong>Vaschetta di contenimento.</strong> L&#8217;elemento metallico sagomato che, sotto la soglia, dà all&#8217;impermeabilizzazione una forma a contenitore: piano di appoggio, bordo verticale a salire verso l&#8217;interno, bordi sulle spallette laterali. Non è l&#8217;impermeabilizzazione: è il supporto che le dà la sagoma, e va trattata perché l&#8217;impermeabilizzazione ci aderisca.</p>
<p><strong>Rilievo sotto soglia.</strong> Il piano rialzato, in leggera pendenza verso l&#8217;esterno, su cui la vaschetta appoggia. È l&#8217;elemento che permette al contenimento interno di stare sopra la quota della pavimentazione esterna senza creare un gradino inaccettabile.</p>
<p><strong>Letto di allettamento.</strong> Lo strato di malta su cui la lastra viene posata e messa in quota. È il protagonista di questo articolo: un materiale poroso continuo, quindi capillarmente attivo, che in questo nodo si trova dentro un contenitore impermeabile verso il basso.</p>
<p><strong>Sorptività.</strong> La proprietà che misura quanto in fretta un materiale poroso assorbe acqua per capillarità. Non è un parametro empirico di comodo: è definita rigorosamente nella teoria del flusso non saturo. Chi la vuole misurare sui rapporti di prova italiani la trova come coefficiente di assorbimento d&#8217;acqua per capillarità: la norma è la UNI EN ISO 15148 per i materiali da costruzione, la UNI EN 1925 per la pietra naturale.</p>
<p><strong>Efflorescenza e subflorescenza.</strong> Quando l&#8217;evaporazione è lenta rispetto al trasporto, gli ioni arrivano in superficie e il sale cristallizza fuori dal materiale: è l&#8217;efflorescenza, antiestetica ma spazzolabile. Quando l&#8217;evaporazione è veloce, il fronte rientra dentro il materiale e il sale cristallizza nella matrice porosa, sotto la faccia: è la subflorescenza, che non si vede ed è quella che fa il danno.</p>
<p><strong>Pressione di cristallizzazione.</strong> La spinta che un cristallo esercita sulle pareti del poro in cui cresce. Dipende dalla sovrasaturazione della soluzione e, in modo inverso, dal raggio del poro: tanto più il poro è fine, tanto più alta è la pressione.</p>
<p><strong>Deliquescenza.</strong> La proprietà di un sale di assorbire umidità dall&#8217;aria e sciogliersi, sopra una certa umidità relativa che è propria di ciascun sale. Per questo una pietra che contiene sali si riumidisce anche senza che arrivi una goccia d&#8217;acqua liquida.</p>
<h2 id="che-cosa-fa-la-vaschetta-e-che-cosa-non-fa">Che cosa fa la vaschetta, e che cosa non fa</h2>
<p>Bisogna essere giusti con la vaschetta, perché risolve davvero un problema, e chi la esegue sta già facendo più della media.</p>
<p>La vaschetta risolve un problema dimensionale prima ancora che idraulico. Il Codice di Pratica chiede che i risvolti verticali dell&#8217;elemento di tenuta salgano almeno 15 cm dal piano di scorrimento delle acque quando la copertura è protetta con una pavimentazione. E ne chiede di più lungo le linee di compluvio. Solo con protezioni pesanti mobili e drenanti quel minimo scende: 12 cm con ghiaia o terreno di coltivo, 7 cm con ghiaia o pavimentazione galleggiante. La fonte scrive proprio così, con la ghiaia in tutte e due le classi e senza la condizione che le distingue: riporto il testo com&#8217;è e segnalo l&#8217;ambiguità. Sono altezze che si ottengono senza sforzo contro un parapetto e che davanti a una portafinestra sono impossibili.</p>
<p>Il vincolo che le rende impossibili è quello sull&#8217;accessibilità. Le regole tecniche sulle barriere architettoniche chiedono che la soglia fra balcone o terrazza e ambiente interno non presenti un dislivello tale da ostacolare il transito di una persona su sedia a ruote, e non ammettono portefinestre con traversa orizzontale a pavimento di altezza tale da costituire ostacolo. I numeri sono questi: 2,5 cm di dislivello massimo dei pavimenti, 8 per cento di pendenza massima delle rampe. Sono requisiti tecnici, e il loro campo di applicazione esatto è materia del progettista, non di questo articolo. Chi ha redatto il Codice, dal canto suo, riassume il vincolo alla soglia in 20 mm di dislivello massimo.</p>
<p>La vaschetta è la risposta a questo conflitto. Portando l&#8217;impermeabilizzazione dentro il sotto soglia e dandole la forma di un contenitore, il contenimento idraulico non si ottiene più con l&#8217;altezza di un risvolto contro un muro. Si ottiene con la geometria del nodo. Il Codice chiede allora che il contenimento arrivi a 20 mm sopra il livello della pavimentazione finita, che è il vero piano di scorrimento delle acque. Non sopra il livello dell&#8217;impermeabilizzazione. Nella divulgazione tecnica lo stesso valore si ritrova come deroga: si può abbassare il risvolto a 2 cm dal piano di calpestio finale, a condizione che l&#8217;impermeabilizzazione risvolti nel sotto soglia e sia collegata a una vaschetta di contenimento. Attenzione a non farne una conferma incrociata: quel testo non cita la propria fonte, e il valore è verosimilmente lo stesso, cioè quello del Codice, riportato due volte.</p>
<p>Le quote esecutive che ne discendono sono di Broccolino e non del Codice, e le riporto come tali. La soglia va posata con una leggera pendenza verso l&#8217;esterno, dell&#8217;ordine di 4-5 mm sull&#8217;intera profondità della lastra. La pendenza si dà al piano di posa o durante l&#8217;allettamento. Risultando la soglia rilevata di circa 20 mm rispetto alla pavimentazione esterna, la fonte conclude che il contenimento a tenuta dietro lo spessore della soglia viene a trovarsi 20-25 mm più alto della pavimentazione stessa. Su quell&#8217;intervallo aggiungo un&#8217;osservazione mia, perché l&#8217;estremo inferiore non torna. Se i 20 mm si misurano al bordo esterno, che è il punto più basso della lastra, e la lastra sale poi verso l&#8217;interno dei 4-5 mm di pendenza che la fonte stessa prescrive, il contenimento sul lato interno non può valere 20: vale 24 o 25. Uso quindi i 20 mm come quota del bordo esterno, che è il dato della fonte. E tratto i 24-25 mm come la sua conseguenza aritmetica, non come una prescrizione a sé. Sulle spallette laterali del vano l&#8217;impermeabilizzazione deve risvoltare fino all&#8217;altezza dei risvolti verticali della parete di tamponamento su cui il vano si apre: è il punto che si dimentica più spesso, perché la vaschetta si vede e le spallette no.</p>
<p>Va segnalata un&#8217;ambiguità che un lettore con la calcolatrice trova subito, ed è meglio dichiararla che lasciarla lì. Quando la fonte descrive la soglia a sezione trapezoidale, scrive che con una lastra larga almeno 40 cm e un&#8217;inclinazione dell&#8217;8 per cento si ottiene un contenimento interno di almeno 24 mm, e mette il conto fra parentesi: 24 mm uguale all&#8217;8 per cento di 40 cm. L&#8217;aritmetica non torna, perché l&#8217;8 per cento di 40 centimetri fa 32 millimetri. O la larghezza su cui la pendenza lavora è di 30 centimetri, cioè la lastra al netto della parte che sborda oltre il filo della pavimentazione, e allora 24 mm è giusto. Oppure il conto è scivolato. Uso il valore prudente, 24 mm, e dichiaro il dubbio.</p>
<p>Le tavole della serie disegnano il caso a piano terra: soglia su platea, con il marciapiede esterno accanto. È il gemello del balcone di cui parla il testo, scelto perché mette in vista tutti gli strati. Il nodo, con i suoi meccanismi, è lo stesso.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1009" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie1-senza-tenuta.png" alt="Impermeabilizzazione sotto soglia: il nodo senza nessuna impermeabilizzazione: l'acqua passa sotto la soglia e arriva all'interno" class="wp-image-3232" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie1-senza-tenuta.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie1-senza-tenuta-300x189.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie1-senza-tenuta-1024x646.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie1-senza-tenuta-768x484.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie1-senza-tenuta-1536x969.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 1. Il caso sbagliato in partenza: letto e soglia posati senza nessuna tenuta. L&#8217;acqua che entra passa sotto la soglia e arriva all&#8217;interno. Serie disegnata dall&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1009" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie2-primaria.png" alt="Impermeabilizzazione sotto soglia: la vaschetta: l'impermeabilizzazione primaria in azzurro, con il letto e la soglia dentro il contenimento" class="wp-image-3233" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie2-primaria.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie2-primaria-300x189.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie2-primaria-1024x646.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie2-primaria-768x484.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie2-primaria-1536x969.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 2. La vaschetta. In azzurro l&#8217;impermeabilizzazione primaria: risale sulla verticale interna, corre sulla platea sotto il letto e sotto il marciapiede, e scende sul bordo esterno. Il locale interno adesso è protetto, e il letto sta dentro il contenimento.</figcaption></figure>
<p>Tutto questo funziona, ed è quello che tiene asciutto il locale interno. Ma si legga bene che cosa è stato risolto: il passaggio di acqua liquida dall&#8217;esterno verso l&#8217;interno. Non è stato detto nulla su che cosa succede all&#8217;acqua che, dentro quel contenitore, ci finisce comunque.</p>
<h2 id="il-letto-che-assorbe-da-dove-entra-lacqua">Il letto che assorbe: da dove entra l&#8217;acqua</h2>
<p>Il letto di allettamento non ha bisogno di un&#8217;infiltrazione per bagnarsi. Ha cinque vie di alimentazione ordinarie, tutte compatibili con un lavoro fatto bene.</p>
<p><strong>Le fughe e le sigillature della pavimentazione esterna.</strong> Una pavimentazione piastrellata non è un piano impermeabile: è un mosaico attraversato da giunti. Per questo l&#8217;elemento di tenuta si mette sotto la pavimentazione, e non ci si affida alla pavimentazione stessa. Il Codice lo dice in modo esplicito quando fissa le altezze dei risvolti: con protezione pesante fissa l&#8217;acqua scorre in gran parte sulla superficie della protezione, e in parte minore la attraversa fino al livello dell&#8217;elemento di tenuta. Quella parte minore, nel tratto adiacente alla soglia, arriva al sottofondo della pavimentazione, che è in malta cementizia e sta in contatto con il letto.</p>
<p><strong>Il giunto perimetrale fra soglia e pavimentazione.</strong> È la linea in cui due materiali diversi, con due dilatazioni diverse, si accostano. Sigillata bene tiene per anni; sigillata con lo stucco delle fughe, o non sigillata affatto, raccoglie l&#8217;acqua e la mette proprio sopra il letto.</p>
<p><strong>Le spallette laterali del vano.</strong> Dove il risvolto sulle spallette non è stato eseguito, o è stato eseguito basso, l&#8217;acqua che scende lungo la muratura entra lateralmente nel sotto soglia. Che la regola d&#8217;arte consideri seria questa via lo dimostra una voce della legenda che di solito passa inosservata: a chiusura della scassa che alloggia il risvolto verticale, il dettaglio prescrive una rete con intonaco trattato per evitare la risalita dell&#8217;umidità. La preoccupazione per il movimento capillare dell&#8217;acqua, in questo nodo, la regola d&#8217;arte ce l&#8217;ha già.</p>
<p><strong>Le fughe fra una lastra e l&#8217;altra.</strong> Le soglie accostate capitano più spesso di quanto si pensi: dove il vano è largo si affiancano due o tre lastre, e fra l&#8217;una e l&#8217;altra c&#8217;è una fuga. Quella fuga sta sopra il letto e dentro il perimetro, quindi l&#8217;acqua che ci scende arriva sul letto e sulla base della lastra senza incontrare niente. È la via che sopravvive anche quando il fronte del supporto è stato impermeabilizzato, perché lì la protezione data sul fronte non arriva. C&#8217;è anche un segno che in cantiere mi ha aiutato più volte, ed è un&#8217;osservazione mia: un degrado che compare a metà di un davanzale, e non alle testate, fa pensare a questa via piuttosto che alle altre.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1045" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-s7-soglie-accostate.png" alt="Le soglie accostate: sezione presa per il lungo dentro la fuga fra due lastre, e la stessa soglia vista dall'alto" class="wp-image-3234" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-s7-soglie-accostate.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-s7-soglie-accostate-300x196.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-s7-soglie-accostate-1024x669.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-s7-soglie-accostate-768x502.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-s7-soglie-accostate-1536x1003.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 3. La quarta via, quella che resta aperta. A sinistra il taglio per il lungo del davanzale, con l&#8217;acqua che scende nella fuga fra due lastre e arriva sul letto. A destra la pianta: il trattamento del fronte, in verde, corre lungo il bordo esterno, mentre le fughe stanno dentro il perimetro e lui non le raggiunge.</figcaption></figure>
<p><strong>L&#8217;acqua d&#8217;impasto.</strong> Il letto è stato impastato con acqua, e se la soglia è stata incollata sopra il letto prima che quell&#8217;acqua fosse ceduta, l&#8217;acqua è stata sigillata dentro. È lo stesso principio che Broccolino descrive per i massetti e i vespai di copertura: una volta posato lo strato impermeabile, che funziona da schermo al vapore in senso contrario, l&#8217;acqua rimasta nella stratigrafia non può più evaporare. Resta latente, con gocciolamenti e macchie scambiati per infiltrazioni. Nei balconi ha documentato lame d&#8217;acqua di oltre 20 millimetri intrappolate all&#8217;intradosso dello strato termoisolante. Nel sotto soglia il volume è molto più piccolo, ma il contenitore è più chiuso, e il trasferimento del principio da quel caso a questo è mio.</p>
<p>A queste cinque si aggiunge l&#8217;acqua di stravento che bagna il serramento e cola sulla soglia. Broccolino la affronta consigliando due accorgimenti che non sono prescrizioni del Codice ma sue raccomandazioni: sigillare la superficie di contatto del traverso del serramento sulla soglia. E inserire fra soglia e pavimentazione interna una barretta rilevata di circa 5-10 mm, in plastica, in metallo o in un listello di pietra.</p>
<h2 id="perche-non-se-ne-va">Perché non se ne va</h2>
<p>Qui va fatta una distinzione che regge tutto il ragionamento, e che nella pratica corrente si perde.</p>
<p>Dentro il nodo ci sono due acque. C&#8217;è l&#8217;acqua libera, quella che scorre sopra un piano impermeabile: quella una pendenza la manda via. È per questo che il rilievo sotto soglia si fa in pendenza a uscire, e che la conca deve essere drenante verso l&#8217;esterno. E c&#8217;è l&#8217;acqua capillare, quella che il letto ha assorbito dentro i propri pori: quella una pendenza non la sposta di un millimetro. La suzione capillare in un poro fine si misura in decine di metri di colonna d&#8217;acqua equivalente, contro un battente gravitazionale di quattro o cinque millimetri. Fra le due forze ci sono tre o quattro ordini di grandezza, e in questo confronto la gravità non esiste.</p>
<p>All&#8217;acqua trattenuta dal letto resta quindi un&#8217;uscita sola: cambiare stato. E il vapore se ne va dove la strada verso l&#8217;aria libera è più corta.</p>
<p>Guardiamo allora quali strade ha. Verso il basso e verso l&#8217;interno la vaschetta è impermeabile, per progetto: quella è la sua funzione, e non è un difetto. Sulle spallette, se il lavoro è fatto bene, c&#8217;è l&#8217;impermeabilizzazione. Sul fronte esterno il letto non affaccia all&#8217;aria: incontra il sottofondo della pavimentazione esterna, o l&#8217;elemento comprimibile perimetrale che il dettaglio prevede nello spessore della pavimentazione. Cioè, in un caso, un altro materiale poroso, e nell&#8217;altro un elemento a cellule chiuse. Non è una faccia evaporante, è un&#8217;interfaccia. Restano due uscite reali: il giunto perimetrale, che è una fessura stretta, in ombra sotto lo sbordo della soglia, e che al passo finale della posa viene sigillato; e la lastra di soglia, che sta immediatamente sopra, che prende il sole per tutta la giornata ed è il punto più caldo dell&#8217;assieme.</p>
<p>Fra una fessura stretta, ombreggiata e sigillata e una lastra calda di grande superficie, il fronte di evaporazione si stabilisce nella lastra. Non perché le altre strade siano murate, ma perché quella è la più corta e la più sollecitata. Chi vuole verificare la cosa in cantiere ha un riscontro immediato: se il fronte evaporante fosse il giunto perimetrale, il degrado sarebbe una riga lungo il giunto; se è la lastra, il degrado è diffuso sulla lastra e si concentra dove la pietra è più esposta, cioè sul bordo esterno. È il quadro con cui questo articolo si è aperto.</p>
<p>Hall e Hoff, qui, dicono una cosa che serve più della formula che di solito se ne cita. Il loro modello è un bilancio di massa: a regime, l&#8217;acqua che entra per assorbimento capillare uguaglia quella che esce per evaporazione. Nel paragrafo 5(c), <em>The effect of salts</em>, scrivono che, se l&#8217;acqua che attraversa la struttura contiene quantità apprezzabili di sali disciolti, al bilancio si aggiunge un termine. I sali si accumulano nella zona bagnata, la concentrazione della soluzione cresce progressivamente, e alla fine il sale si deposita, dentro il materiale oppure in superficie. È la tesi di questo articolo, scritta nella fonte primaria, con la distinzione fra subflorescenza ed efflorescenza già dentro.</p>
<p>E c&#8217;è un secondo passaggio, nello stesso paragrafo, che chiude il cerchio. In presenza di sali la velocità di evaporazione si riduce, perché la soluzione salina ha una tensione di vapore più bassa dell&#8217;acqua pura. E tende a zero quando la tensione di vapore della soluzione si avvicina a quella dell&#8217;ambiente. Tradotto: più sale si accumula nella soglia, più lentamente la soglia asciuga, più a lungo il nodo resta bagnato, più sale si accumula. È un anello che si autoalimenta, e spiega perché questo degrado non si stabilizza ma prosegue e si aggrava.</p>
<p>Vale la pena riportare anche il numero che, nello stesso lavoro, lavora contro la tesi, perché tacerlo sarebbe disonesto e dirlo non costa nulla. Quando gli autori riducono di quattro volte la capacità evaporante dell&#8217;ambiente, l&#8217;acqua immagazzinata raddoppia e il tempo medio di permanenza dell&#8217;acqua nel muro quadruplica, da 21 a 84 giorni. Ma il flusso totale che attraversa il muro dimezza, da 0,88 a 0,44 litri al giorno. Meno evaporazione significa quindi anche meno acqua che transita. La conseguenza per il nostro caso non cambia, e anzi si precisa: l&#8217;acqua smette di viaggiare e comincia a stazionare, e tutto il sale che comunque transita si concentra nell&#8217;unico elemento che si voleva proteggere.</p>
<p>Un chiarimento sull&#8217;uso che faccio di questa fonte. La formula dell&#8217;altezza di risalita all&#8217;equilibrio, quella che lega l&#8217;altezza bagnata alla sorptività e alla velocità di evaporazione, non la trasferisco al sotto soglia, e sarebbe scorretto farlo: descrive la posizione di un fronte capillare libero di salire lungo una parete. In uno strato orizzontale di tre centimetri chiuso in una vaschetta, un fronte libero non esiste. Quello che trasferisco è il bilancio di massa e il paragrafo sui sali, che sono generali e valgono per qualunque materiale poroso attraversato da acqua salina.</p>
<p>Resta l&#8217;obiezione dell&#8217;ordine di grandezza, che è la prima che farebbe un tecnico: e quanta acqua vuoi che sia. Il conto è semplice e lo faccio in chiaro. Un letto largo trenta centimetri e spesso tre, per un metro di soglia, sono nove decimetri cubi; con una porosità del venti per cento circa, alla saturazione capillare significa poco meno di due litri d&#8217;acqua per metro di soglia. Presa una volta sola non è una quantità che spaventi. Il punto non è la quantità istantanea: è che quel volume si rinnova e che ogni rinnovo deposita sale. Anche pochi litri l&#8217;anno di transito, con qualche centinaio di milligrammi di sali per litro, depositano grammi di sale l&#8217;anno. Il deposito si concentra nei primi millimetri di pietra sotto la faccia. È così che il quadro compare al quinto o sesto anno: non perché il nodo cominci a bagnarsi al quinto anno, ma perché il bilancio idrico va a regime in pochi giorni mentre l&#8217;accumulo salino cresce nel tempo.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1009" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie3-acqua-trattenuta.png" alt="Anche con la vaschetta il letto si bagna: in ciano l'acqua trattenuta dentro il contenimento" class="wp-image-3235" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie3-acqua-trattenuta.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie3-acqua-trattenuta-300x189.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie3-acqua-trattenuta-1024x646.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie3-acqua-trattenuta-768x484.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie3-acqua-trattenuta-1536x969.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 4. Il punto dell&#8217;articolo, disegnato. La primaria tiene verso l&#8217;interno e verso il basso, e proprio per questo l&#8217;acqua che il letto assorbe resta lì: l&#8217;unica uscita è l&#8217;evaporazione, e la strada dell&#8217;evaporazione passa per la soglia.</figcaption></figure>
<h2 id="la-parte-che-manca-quasi-sempre-la-temperatura">La parte che manca quasi sempre: la temperatura</h2>
<p>Fin qui si è parlato di acqua liquida e di evaporazione. In un nodo esposto al sole e al cielo notturno manca una terza variabile, e in cantiere non la nomina quasi nessuno.</p>
<p><strong>La notte serena.</strong> Una lastra di pietra all&#8217;aperto, con cielo sereno, irraggia verso la volta celeste e scende di qualche grado sotto la temperatura dell&#8217;aria. Diventa l&#8217;elemento più freddo dell&#8217;assieme. Il vapore che sale dal letto ancora tiepido incontra la faccia inferiore della lastra fredda e vi condensa. È una ricarica di acqua liquida a cadenza notturna, indipendente dalla pioggia, e avviene fra le due facce, cioè all&#8217;interfaccia fra letto e lastra: proprio dove il danno si manifesta. Avviene fra gli strati e non sulla faccia esposta: è condensa interstiziale, non superficiale, e sono due diagnosi diverse.</p>
<p><strong>Il giorno d&#8217;estate.</strong> Una soglia scura in pieno sole arriva a temperature molto alte, mentre il letto sotto resta molto più fresco. Il gradiente spinge il vapore verso il basso. E soprattutto sposta e irripidisce il fronte di evaporazione dentro la pietra. È la ragione, aggiuntiva rispetto alla sola velocità di evaporazione, per cui su una soglia esposta al sole i sali tendono a cristallizzare sotto la faccia e non sopra: subflorescenza, non efflorescenza.</p>
<p><strong>La lamiera.</strong> La vaschetta è una lamiera continua che dall&#8217;esterno rientra fino al risvolto interno, sotto il traverso del serramento. In rame conduce il calore in modo eccellente, in piombo e in acciaio inox molto meno, ma sempre più della malta che la circonda. È un ponte termico lineare in un punto già delicato, cioè l&#8217;angolo basso interno del vano. Quell&#8217;angolo è una posizione classica per la verifica del fattore di temperatura superficiale. La scelta fra inox, rame e piombo non è quindi solo di durabilità e di saldabilità: su un edificio con involucro curato, e a maggior ragione dove il balcone ha un taglio termico, la vaschetta in rame può vanificare quello che si è fatto altrove. Lo segnalo come questione da valutare in progetto, non come prescrizione: nelle fonti che ho letto questo aspetto non è trattato.</p>
<h2 id="dove-finiscono-i-sali">Dove finiscono i sali</h2>
<p>Il letto di allettamento è confezionato con cemento, e il cemento è una sorgente di sali solubili. L&#8217;acqua che lo attraversa li scioglie e li trasporta. A quelli si aggiunge, dove c&#8217;è, tutto il resto: l&#8217;aerosol marino in zona costiera, i solfati che l&#8217;atmosfera urbana deposita sulle superfici esposte, i cloruri dei sali disgelanti dove d&#8217;inverno si spargono.</p>
<p>Sui cloruri serve una precisazione, perché il dato che circola, e che ho usato anch&#8217;io in un testo precedente, non regge alla verifica. Si legge spesso che i cloruri cristallizzino a 25 gradi con umidità atmosferica intorno al 30 per cento. Quel valore appartiene al cloruro di calcio e al cloruro di magnesio, non al cloruro di sodio: il sale comune, che è poi quello dell&#8217;aerosol marino e del disgelante più diffuso, ha umidità relativa di deliquescenza intorno al 75 per cento a 25 gradi. E cristallizza scendendo sotto quel valore. La correzione non indebolisce il ragionamento, lo rafforza: il 30 per cento di umidità relativa all&#8217;aperto in Italia è raro. Il 75 per cento, invece, lo si attraversa quasi tutti i giorni sereni, una volta al mattino mentre l&#8217;umidità cala e una la sera mentre risale. Con il valore giusto, il ciclo di dissoluzione e cristallizzazione non è un evento occasionale: può compiersi anche nell&#8217;arco della stessa giornata.</p>
<p>Il danno ha due facce. Nei casi gravi la pietra si degrada: si sfoglia, si apre, porta via materiale. Nell&#8217;altra la lastra resta integra e cambia colore, vira a chiazze, con aloni che non se ne vanno con la pulizia. Non è un dissesto, ma su una soglia in vista è un danno lo stesso, perché quello che il committente ha comprato è anche l&#8217;aspetto.</p>
<p>Il percorso dei sali è sempre lo stesso: la soluzione viaggia con l&#8217;acqua liquida e si ferma dove l&#8217;acqua evapora. L&#8217;acqua che evapora è praticamente distillata, e i sali restano. Il processo è cumulativo, perché ogni ciclo di bagnatura ed evaporazione aggiunge sale a quello che c&#8217;era.</p>
<p>Quello che succede poi dipende da dove il sale cristallizza. E da dove cristallizza dipende se il risultato è un problema di aspetto oppure un danno al materiale, come si è visto nel glossario. Nel nostro nodo la subflorescenza è il caso atteso, per la ragione termica appena descritta.</p>
<p>La spinta che il cristallo esercita è stata misurata da Correns e Steinborn nel 1939 e messa in forma da Correns nel 1949; la cornice termodinamica è di Everett, per la ragione già detta nel glossario. La conseguenza pratica più istruttiva viene da un confronto documentato sul sito archeologico di Nora, dove un&#8217;arenaria meccanicamente più debole delle malte dell&#8217;opus caementicium risultava molto meno aggredita dai sali: la sua struttura porosa, con pori più larghi, accomodava meglio la cristallizzazione. Le pressioni calcolate con il modello di Fitzner e Snethlage stavano fra 1 e 4 MPa nell&#8217;arenaria. Nelle malte erano sempre superiori, in certi casi di un ordine di grandezza. Non è la resistenza meccanica a decidere: è la distribuzione dei pori.</p>
<p>Il solfato di sodio merita una nota, e anche una cautela. Esiste anidro, come thenardite, con volume molare di 53 cm³ per mole, ed esiste decaidrato, come mirabilite, con volume molare di 220 cm³ per mole: fra le due forme c&#8217;è un aumento di volume superiore al 300 per cento. La temperatura di transizione sta intorno ai 32 gradi, che nei nostri climi si attraversa più volte nella stessa giornata estiva. Questo confronto fra volumi molari rende bene l&#8217;idea, ma non va usato come spiegazione del danno: la letteratura più recente ha mostrato che la mirabilite non idrata la thenardite dove si trova. La thenardite si scioglie, e la mirabilite cristallizza da una soluzione sovrasatura. La causa resta quindi la pressione di cristallizzazione e la sovrasaturazione, non il rapporto fra i volumi.</p>
<p>Infine il gelo, che su questo nodo è il colpo di grazia ma non va raccontato in modo ingenuo. Non basta che il materiale sia bagnato: il danno da gelo comincia quando si supera il grado critico di saturazione di quel materiale, e sotto quella soglia la porosità libera accomoda l&#8217;espansione. Un letto alimentato con continuità sta sopra la propria soglia molto più a lungo di uno drenante, ed è questa la differenza che conta. Va anche detto che i sali disciolti abbassano il punto di congelamento, quindi una soluzione salina gela più tardi, non prima: il danno non viene dal semplice congelamento di acqua libera, ma dalla pressione di cristallizzazione del ghiaccio. La alimenta l&#8217;acqua non congelata che i pori fini continuano a fornire. Un nodo con alimentazione permanente continua a nutrire il cristallo mentre cresce. Sul meccanismo per esteso ho scritto in <a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a>; sulla gestione dei sali in <a href="https://www.renzo-arthome.com/?p=2213">La gestione dei sali nei dettagli</a>.</p>
<h2 id="una-previsione-che-si-puo-smentire">Una previsione che si può smentire</h2>
<p>Un ragionamento che non si può falsificare non serve a nessuno. Dichiaro quindi che cosa si dovrebbe trovare se la mia lettura è giusta, e che cosa la smentirebbe.</p>
<p>Se la sorgente è il letto di allettamento, i sali attesi nella soglia sono quelli che il cemento rilascia: solfati alcalini e calcio dilavato dal legante, cioè la stessa famiglia dei residui calcarei di cui parla la regola d&#8217;arte quando prescrive di trattare il sottofondo. Il profilo di concentrazione dovrebbe crescere avvicinandosi alla faccia superiore della lastra, perché è lì che l&#8217;acqua evapora.</p>
<p>Se invece il prelievo dà cloruri prevalenti, con un profilo uniforme nello spessore, la mia diagnosi è sbagliata e la sorgente è ambientale: aerosol marino o disgelanti depositati dall&#8217;alto. In quel caso l&#8217;intervento non è sul letto ma sulla superficie e sull&#8217;uso.</p>
<p>La distinzione ha anche un peso pratico, perché non tutti i sali fanno lo stesso danno: il carbonato di calcio forma croste ed è soprattutto un problema estetico, mentre i solfati alcalini sono quelli che rompono. Il prelievo si fa sui detriti di una piccola foratura, per intervalli di profondità noti, e la misura si esegue in soluzione.</p>
<h2 id="la-sequenza-corretta-punto-per-punto">La sequenza corretta, punto per punto</h2>
<p>Quello che segue non è un&#8217;alternativa alla vaschetta: è la vaschetta più il passaggio che le manca quasi sempre. Nel capitolo successivo spiego perché, in molti nodi reali, la strada migliore è un&#8217;altra.</p>
<p><strong>Primo. La vaschetta di contenimento, raccordata con continuità.</strong> Si realizza sul rilievo sotto soglia, già formato con una minima pendenza verso l&#8217;esterno. La lamiera va in acciaio inox o rame da 8-10/10, oppure in piombo da 20/10 saldato a stagno. Si fissa con gruppi di fissaggio a testa piatta, sfalsati su due linee o a quinconce. Va trattata perché l&#8217;impermeabilizzazione ci aderisca: con pasta bituminosa fusa stesa a cazzuolino, ricavata da spezzoni di membrana, se si lavora con membrane in bitume polimero; con nastro di rinforzo sui bordi se si lavora con resine cementizie; con lamiera preaccoppiata alla stessa membrana se si lavora con TPO o PVC-P. L&#8217;impermeabilizzazione riveste la vaschetta per intero, piano e verticale, risvolta sulle spallette fino all&#8217;altezza dei risvolti verticali di facciata, e si raccorda con continuità all&#8217;impermeabilizzazione del piano esterno.</p>
<p>Sopra la parte orizzontale va poi un elemento che nella pratica corrente sparisce quasi sempre e che il dettaglio prescrive: uno strato di aggrappo per la soglia. Con le membrane in bitume polimero è una striscia di membrana a finitura ardesiata, posata a fiamma sulla sola superficie orizzontale della vaschetta; con le membrane polimeriche è colla a contatto compatibile più spolvero di sabbione quarzifero. Serve a evitare l&#8217;effetto cartella, cioè il distacco della lastra da un supporto liscio.</p>
<p>Due eccezioni della regola d&#8217;arte, che è onesto riportare. La vaschetta metallica si può evitare, con membrane in bitume polimero o con resine cementizie, se un contenimento interno esiste già. Può essere ricavato nello spessore del sottofondo della pavimentazione interna, o con un cordolo adeguatamente dimensionato. E si può evitare nel caso delle soglie rialzate alla marinara. Lì, se il piano di posa ha la pendenza verso l&#8217;esterno, l&#8217;impermeabilizzazione può risvoltare anche solo in orizzontale, senza creare il contenimento interno.</p>
<p>Se il programma di cantiere impone di chiudere il sotto soglia prima del resto, la regola d&#8217;arte prevede l&#8217;intervento preventivo: si esegue almeno il primo tratto di massetto delle pendenze adiacente alla parete, si realizza la vaschetta, si prolunga l&#8217;impermeabilizzazione in orizzontale per almeno 40 cm per permettere la ripresa. Quel tratto si protegge meccanicamente. Con un&#8217;avvertenza: questa soluzione non è adottabile se la stratigrafia è termoisolata a tetto caldo, cioè con l&#8217;isolante sotto l&#8217;elemento di tenuta, perché l&#8217;impermeabilizzazione va applicata sul massetto delle pendenze e non sui pannelli né sul solaio nudo: l&#8217;anticipo, cioè, si può fare solo quando il supporto della tenuta è il massetto, e sul tetto caldo quel supporto in quella fase non esiste ancora.</p>
<p><strong>Secondo. Il letto in pendenza a uscire, e stagionato.</strong> La pendenza si dà al letto, non alla lastra sopra il letto. La stagionatura, in cantiere, è la prescrizione che si dissolve per prima. La guaina cementizia bicomponente non chiede un supporto asciutto: le schede tecniche di questi prodotti chiedono in genere un supporto saturo a superficie asciutta, cioè bagnato. Il tempo di attesa, quindi, non lo chiede il prodotto: lo chiede il ragionamento di questo articolo, che è non chiudere sopra un letto ancora pieno d&#8217;acqua d&#8217;impasto. È un requisito mio e lo dichiaro come tale. E siccome un requisito non verificabile in cantiere non viene rispettato, la risposta pratica non è aspettare le settimane che un legante ordinario chiederebbe, ma cambiare legante: una malta con legante a rapido essiccamento è pronta a ricevere il rivestimento in ventiquattro o quarantotto ore. Sulla verifica sono altrettanto netto: su mezzo metro quadro di letto una misura strumentale dell&#8217;umidità residua non si fa, quindi il controllo realistico è il tipo di legante impiegato, dichiarato in bolla.</p>
<p><strong>Terzo. Impermeabilizzare il basamento della soglia.</strong> È il passaggio che manca quasi sempre, ed è quello che in cantiere prescrivo io. Il letto, confezionato con il legante a rapido essiccamento del secondo passo, si esegue per primo, sagomato e in pendenza, e si lascia asciugare. Poi, prima che la lastra arrivi, si danno due mani di impermeabilizzante, con gli spessori e gli intervalli di scheda e con l&#8217;indurimento completo prima della posa, su tutto il basamento della soglia: sul piano di posa, cioè la faccia superiore su cui la lastra andrà a posarsi, sulla testa, cioè il fronte verticale del supporto verso l&#8217;esterno, e sui fianchi. Piano di posa, testa e fianchi: è la formula che uso da qui in avanti. Solo a quel punto si posa la soglia. Il prodotto è una guaina liquida cementizia bicomponente conforme alla UNI EN 14891, la norma dei prodotti impermeabilizzanti applicati liquidi impiegati sotto piastrellature per esterni.</p>
<p>In cantiere, però, c&#8217;è un sistema di posa molto diffuso in cui questo passo non si può proprio fare. Il sistema è quello tradizionale, e funziona così. Si stende il letto di sabbia e cemento, si spalma la boiacca sul dorso della lastra, e la lastra si cala sul letto ancora fresco. Fresco su fresco, si dice in cantiere, ed è la condizione che fa la presa: se il letto ha già tirato, la boiacca non attacca più. Fra il letto e la lastra, quindi, non si può interporre niente, perché quel niente toglierebbe alla boiacca il fresco su cui fa presa.</p>
<p>C&#8217;è poi una seconda conseguenza, peggiore, che riguarda l&#8217;acqua e non la presa. La boiacca è cemento e acqua, quindi è a sua volta un materiale poroso e capillarmente attivo. Non separa il letto dalla lastra: li salda in un corpo unico anche dal punto di vista idrico. Fra il letto e la pietra non resta nessuna interruzione, e quello che il letto assorbe la lastra se lo prende. Il corpo unico, che nasce come vantaggio di montaggio, è anche un ponte capillare.</p>
<p>In quel sistema resta comunque una cosa che si può fare, e che va fatta: a lastra montata si impermeabilizzano la testa e i fianchi del supporto in sabbia e cemento, cioè il fronte verticale e i lati. Sono quello che resta accessibile una volta che la pietra ci è sopra. Il piano di posa, a quel punto, sta sotto la lastra e non lo raggiunge più nessuno. Chiude le facce da cui il letto beve di lato, ed è molto meglio di niente. Quello che non chiude è la fuga fra una lastra e l&#8217;altra, che sta dentro il perimetro e scarica direttamente sul letto: la protezione data sulla testa lì non arriva. Chi vuole l&#8217;impermeabilizzazione orizzontale sotto la lastra deve quindi cambiare sistema di posa, non aggiungere una mano: letto maturo, impermeabilizzazione, e adesivo cementizio al posto della boiacca.</p>
<p>L&#8217;ordine conta più del prodotto, e lo ripeto perché è il punto in cui il cantiere sbaglia più spesso: prima il letto, poi l&#8217;asciugatura, poi l&#8217;impermeabilizzazione del basamento, poi la lastra. Chi stende il letto e ci incolla sopra la soglia nella stessa giornata ha già perso il nodo, qualunque cosa abbia messo sotto.</p>
<p>E questa impermeabilizzazione del basamento ha un valore anche da sola: dove la vaschetta manca, isolare il basamento vuol dire mettere una barriera fra il sottofondo e la soglia: fermare la risalita verso la lastra anche senza il contenimento.</p>
<p>Questo passaggio è prassi mia di cantiere, non una prescrizione di norma. Il trattamento in resina cementizia esiste anche nella regola d&#8217;arte, e compare nelle legende dei dettagli esecutivi in una o due mani con la motivazione di ridurre il dilavamento dei residui calcarei; ma è prescritto sul sottofondo della pavimentazione esterna, prima dell&#8217;incollaggio delle piastrelle, non sul basamento della soglia. Portare quello stesso strato sul letto sotto soglia è quello che faccio io, per la ragione descritta in questo articolo, e la ragione è diversa dalla sua: non le colature di calcare, ma l&#8217;interruzione della continuità capillare fra il letto e la lastra.</p>
<p>Vale però la pena osservare che nel dettaglio della soglia la preoccupazione per l&#8217;umidità di risalita c&#8217;è già. La esprime la voce di legenda che, a chiusura della scassa del risvolto, prescrive una rete con intonaco trattato per evitare la risalita dell&#8217;umidità. Non è la stessa cosa, ma indica che il redattore del dettaglio quel problema lo aveva in mente.</p>
<p>Due precisazioni esecutive, che vengono dal cantiere e non dalle norme, senza le quali questo passo fallisce.</p>
<p>La prima riguarda l&#8217;aderenza. Il problema non è la colla sopra la guaina, che con una coppia guaina e adesivo dichiarata compatibile dallo stesso fornitore e con la guaina completamente indurita tiene; il problema è la guaina sopra il letto. Una malta di sabbia e cemento tirata a mezzo secco ha la pelle superficiale friabile, e la guaina si stacca portandosi via quel velo. Se si vuole il terzo passo, il letto non può essere una malta qualunque: serve una malta ben dosata di legante, oppure una rasatura o un primer consolidante prima della guaina.</p>
<p>La seconda riguarda lo scarico, ed è la stessa obiezione che l&#8217;articolo muove alla vaschetta. Se la guaina scarica sulla testa del letto e quella testa finisce contro un giunto perimetrale riempito di colla e sigillante, si è costruito un secondo contenimento chiuso sopra il primo. Il giunto perimetrale va quindi tenuto libero da adesivo fino al livello dell&#8217;impermeabilizzazione sottostante, con fondogiunto a cellule chiuse. La sigillatura va solo nella parte alta, dove il sigillante lavora come barriera all&#8217;acqua battente e non come tappo.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1009" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie4-prima-mano.png" alt="La prima mano di impermeabilizzazione sul piano di posa e sulla testa del letto, prima che arrivi la lastra" class="wp-image-3236" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie4-prima-mano.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie4-prima-mano-300x189.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie4-prima-mano-1024x646.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie4-prima-mano-768x484.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie4-prima-mano-1536x969.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 5. Il terzo passo, prima mano: in viola la secondaria sul piano di posa e sulla testa del letto, prima che arrivi la lastra. Si può fare solo con letto maturo e posa in adesione, non a fresco su fresco.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1009" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie5-rivestimento-completo.png" alt="Il rivestimento del basamento completato con la seconda mano" class="wp-image-3237" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie5-rivestimento-completo.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie5-rivestimento-completo-300x189.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie5-rivestimento-completo-1024x646.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie5-rivestimento-completo-768x484.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie5-rivestimento-completo-1536x969.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 6. Seconda mano della secondaria, rivestimento completato: il letto è chiuso su tutte le facce e la continuità capillare fra letto e lastra è interrotta. Quello che il letto assorbe non arriva più alla pietra.</figcaption></figure>
<p><strong>Quarto. La posa della soglia in adesione.</strong> Adesivo cementizio migliorato e deformabile, designazione C2 con classe di deformabilità S1, o S2 dove le sollecitazioni sono maggiori, secondo la UNI EN 12004-1, che per l&#8217;esterno esclude gli adesivi in dispersione. Da cantiere aggiungo le due lettere che le fonti non nominano e che qui risolvono un problema che questa sequenza crea: T, scivolamento ridotto, ed F, presa rapida, cioè la designazione C2FT S1. Il motivo è che su un supporto non assorbente come una guaina la colla non cede acqua e resta fluida a lungo: una lastra pesante posata con quattro o cinque millimetri di pendenza e con una parte a sbalzo scivola verso l&#8217;esterno. La presa rapida accorcia proprio la finestra in cui può farlo. La stessa scelta va incontro alle pietre sensibili all&#8217;umidità, per cui la norma di posa indica adesivi a presa rapida. Servono comunque cunei e divieto di calpestio fino a presa.</p>
<p>La posa va fatta a strato compatto, con doppia spalmatura. La UNI 11493-1:2025, in vigore dal maggio 2025, ha sostituito il vecchio letto pieno con la definizione di posa a strato compatto: chiede almeno il 90 per cento di contatto in interno e il 95 per cento in esterno. E precisa che quello strato non si ottiene con una sola spalmatura, salvo adesivi o attrezzature specifici. Il motivo per cui insisto: un vuoto sotto la lastra è una camera dove l&#8217;acqua ristagna ed evapora, cioè un laboratorio di cristallizzazione salina esattamente sotto la faccia della pietra.</p>
<p>Per le soglie in pietra naturale il riferimento di posa è la UNI 11714-1:2018. Per elementi di spessore costante indica la posa in adesione come la soluzione più adatta, indica la doppia spalmatura nei casi impegnativi, e contiene un&#8217;indicazione molto pertinente: per i materiali lapidei sensibili all&#8217;umidità, quelli che con gli adesivi tradizionali sviluppano aloni, la norma indica adesivi a presa rapida. Riconosce cioè che l&#8217;acqua dell&#8217;adesivo è un problema per certe pietre.</p>
<p>Un avvertimento che riguarda il mestiere e non il prodotto. Una soglia si posa battendola con la mazzuola su un tassello di legno. In quel gesto il posatore prende quota, planarità e pendenza tutte insieme, nel letto fresco. Sopra una guaina appoggiata a un letto già rigido non si batte più: quota e planarità vanno risolte a monte, sul letto, con la tolleranza che si chiede a un piano di posa per marmo. E da un&#8217;altra squadra, in un altro giorno. Non è un dettaglio: è la ragione principale per cui questo passaggio salta, molto più della disattenzione.</p>
<p><strong>Quinto. Le sigillature.</strong> Sigillatura perimetrale elastica e giunto elastico sul raccordo fra soglia e telaio dell&#8217;infisso. Il requisito che conta di più sulla pietra naturale è che il sigillante non macchi, perché certi prodotti lasciano aloni permanenti e irreversibili: la prova preliminare su un campione della pietra effettivamente fornita è l&#8217;unico modo di saperlo prima. Sulla scelta del modulo la regola d&#8217;arte è esplicita, e contrasta con il principio generale che vorrebbe il basso modulo sui giunti di movimento. La riporto com&#8217;è: per zoccolino e pavimentazione in pietra il dettaglio prescrive un sigillante monocomponente a base poliuretanica ad alto modulo elastico, riservando il siliconico acetico a basso modulo alle piastrelle di ceramica. I sigillanti si classificano secondo la UNI EN ISO 11600, che distingue i tipi F per i giunti edilizi e G per quelli di vetrazione e le classi 25, 20, 12,5 e 7,5.</p>
<p>Sul giunto vale più l&#8217;esecuzione della classificazione. Sotto i cinque o sei millimetri di larghezza nessun sigillante lavora; il rapporto fra profondità e larghezza va tenuto intorno alla metà; e senza fondogiunto il sigillante aderisce anche sul fondo, lavora su tre facce e si strappa nel giro di una stagione. Va aggiunto anche il giunto verticale contro le spallette, che è la via d&#8217;acqua che si vede più spesso. E una cosa che quasi nessun capitolato scrive: il sigillante è un elemento di usura, con vita dell&#8217;ordine dei cinque o dieci anni, e va messo nel piano di manutenzione. Tutta l&#8217;architettura di questo nodo dipende anche da un componente consumabile.</p>
<p>E c&#8217;è un&#8217;ultima cosa che non è impermeabilizzazione ma finitura: il trattamento protettivo della pietra. Va chiesto al marmista, che conosce il materiale che ha fornito meglio di chiunque altro in cantiere. E va fatto fare a lui, perché è lui che ha la lastra pulita e asciutta nel momento giusto. Se vada dato prima o dopo la posa lo dice ancora lui in base alla pietra: normalmente si fa prima, ma anche darlo dopo non è sbagliato. Qui non indico prodotti di proposito, perché sulla pietra naturale la scelta dipende dal materiale e sbagliarla si paga. Quello che non cambia è la condizione: il trattamento viene dopo che il supporto è stato protetto, mai al posto di quello.</p>
<p><strong>Sesto. La protezione fino alla consegna.</strong> Anche questo passo è prassi mia di cantiere e non una prescrizione della regola d&#8217;arte, che sul punto dice una cosa sola: proteggere meccanicamente il tratto di impermeabilizzazione lasciato scoperto in attesa della ripresa. Il nodo a questo punto è finito, ma il cantiere no, ed è qui che si perde quello che si è fatto. La vaschetta rivestita va coperta e non calpestata fino alla posa della lastra: un tacco su un risvolto già raccordato apre una via d&#8217;acqua che poi nessuno vedrà più. La soglia posata va protetta con tessuto non tessuto e tavola, mai con un film plastico a contatto diretto con la pietra, fino alla fine delle finiture: è il piano di passaggio naturale di chiunque entri ed esca. Sul rilievo sotto soglia non si appoggiano piedi di ponteggio e non si fanno passare carriole. E le protezioni si tolgono a fine lavori senza solventi aggressivi, che su sigillature e pietra possono lasciare danni peggiori di quelli che si volevano evitare.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1009" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie6-primaria-secondaria.png" alt="Il nodo giusto: impermeabilizzazione primaria in azzurro e secondaria in viola" class="wp-image-3238" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie6-primaria-secondaria.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie6-primaria-secondaria-300x189.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie6-primaria-secondaria-1024x646.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie6-primaria-secondaria-768x484.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie6-primaria-secondaria-1536x969.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 7. Il nodo giusto, con i due ruoli distinti: in azzurro la primaria, che ferma l&#8217;acqua verso l&#8217;interno e verso il basso; in viola la secondaria, che chiude il piano di posa e la testa del letto e prosegue verso l&#8217;esterno. E dove la vaschetta manca, la secondaria fa anche un altro lavoro: isola la soglia dal sottofondo, come una barriera alla risalita.</figcaption></figure>
<div class="mxanim" style="margin:1.5em 0;max-width:100%"><video muted playsinline preload="metadata" poster="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-anima-racconto-poster.jpg" width="1920" height="1290" style="width:100%;height:auto;display:block;border:1px solid #ddd" aria-label="Il nodo sotto soglia, dall'errore al nodo giusto: la primaria, i componenti, l'acqua trattenuta, i sali, e la secondaria che chiude. Animazione dell'autore."><source src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-anima-racconto.mp4" type="video/mp4"></video></p>
<p style="font-size:0.9em;color:#555;margin:0.5em 0 0"><em>Il nodo sotto soglia, dall&#8217;errore al nodo giusto: la primaria, i componenti, l&#8217;acqua trattenuta, i sali, e la secondaria che chiude. Animazione dell&#8217;autore.</em> <button type="button" style="display:none;margin-left:0.6em;font:inherit;padding:0.2em 0.7em;cursor:pointer">Rivedi la posa</button></p>
<p><script src="data:text/javascript;charset=utf-8;base64,KGZ1bmN0aW9uKCl7dmFyIHc9ZG9jdW1lbnQucXVlcnlTZWxlY3RvcignLm14YW5pbScpO2lmKCF3KXJldHVybjt2YXIgdj13LnF1ZXJ5U2VsZWN0b3IoJ3ZpZGVvJyk7dmFyIGI9dy5xdWVyeVNlbGVjdG9yKCdidXR0b24nKTt2YXIgcm09d2luZG93Lm1hdGNoTWVkaWEmJndpbmRvdy5tYXRjaE1lZGlhKCcocHJlZmVycy1yZWR1Y2VkLW1vdGlvbjogcmVkdWNlKScpLm1hdGNoZXM7dmFyIGdvPWZ1bmN0aW9uKCl7di5wbGF5KCkudGhlbihmdW5jdGlvbigpe30pLmNhdGNoKGZ1bmN0aW9uKCl7fSk7fTtpZighcm0mJidJbnRlcnNlY3Rpb25PYnNlcnZlcicgaW4gd2luZG93KXt2YXIgaW89bmV3IEludGVyc2VjdGlvbk9ic2VydmVyKGZ1bmN0aW9uKGVzKXtlcy5mb3JFYWNoKGZ1bmN0aW9uKGUpe2lmKGUuaW50ZXJzZWN0aW9uUmF0aW8+PTAuMzUpe2lvLmRpc2Nvbm5lY3QoKTtnbygpO319KTt9LHt0aHJlc2hvbGQ6WzAuMzVdfSk7aW8ub2JzZXJ2ZSh2KTt9di5hZGRFdmVudExpc3RlbmVyKCdlbmRlZCcsZnVuY3Rpb24oKXtiLnN0eWxlLmRpc3BsYXk9J2lubGluZS1ibG9jayc7fSk7Yi5hZGRFdmVudExpc3RlbmVyKCdjbGljaycsZnVuY3Rpb24oKXtiLnN0eWxlLmRpc3BsYXk9J25vbmUnO3YuY3VycmVudFRpbWU9MDtnbygpO30pO30pKCk7"></script></div>
<p>Una precisazione sul perimetro, prima di andare avanti. Nelle tavole e nei video di questo articolo mancano di proposito i dettagli complementari del nodo: le bandelle di rinforzo negli incroci e negli angoli, i pezzi speciali, le chiusure fra materiali diversi, i raccordi con gli scarichi. La bandella al piede, per dirne una, nel cantiere fotografato c&#8217;è, e si vede nella Fotografia 5. Non mancano perché non contino: mancano perché il fuoco di questo articolo è l&#8217;impermeabilizzazione del sotto soglia e i meccanismi che ho descritto. Caricare i disegni anche di quei dettagli li avrebbe resi illeggibili. Ognuno di quei nodi ha le sue regole, e la regola d&#8217;arte li tratta per esteso.</p>
<h2 id="perche-spesso-la-strada-giusta-e-togliere-il-letto">Perché spesso la strada giusta è togliere il letto</h2>
<p>Il capitolo precedente descrive come si fa il nodo con il letto. Questo spiega perché, in molti casi reali, con il letto non si fa affatto.</p>
<p>Ci sono tre ragioni, e le metto in ordine di forza.</p>
<p><strong>La quota non c&#8217;è.</strong> Basta sommare gli spessori. Massetto delle pendenze, impermeabilizzazione, colla e piastrella portano la pavimentazione esterna finita a cinque o sei centimetri sopra il supporto. La soglia deve stare venti millimetri più in alto, quindi la sua faccia superiore sta sui sette-otto centimetri. Da lì si scende: lastra, colla a doppia spalmatura, guaina cementizia con il suo spessore minimo per essere conforme, e un letto che sotto i due centimetri e mezzo o tre non si lavora e si sbriciola. Quello che resta per il rilievo, per la vaschetta e per il suo rivestimento è quasi sempre insufficiente. E il rilievo deve stare sopra il massetto delle pendenze. Sono conti di cantiere e non di norma, e cambiano con i prodotti, ma l&#8217;ordine di grandezza non cambia: il letto e la seconda impermeabilizzazione, insieme, nella quota disponibile spesso non ci stanno.</p>
<p>Quel conto, però, è monco, perché parte da fuori e si ferma alla soglia. La catena va chiusa anche verso l&#8217;interno, ed è la metà che sul disegno manca quasi sempre. I numeri da mettere in fila sono quattro: la quota del pavimento interno finito, il dislivello ammesso fra interno e soglia, la quota della faccia superiore della soglia, e i 20 mm che separano il bordo esterno della soglia dalla pavimentazione esterna finita. Solo scrivendoli uno sotto l&#8217;altro si vede se il dislivello massimo ammesso di 2,5 cm regge, oppure se il nodo lo sfonda prima ancora di essere costruito. E si vede anche l&#8217;altra cosa che serve all&#8217;impermeabilizzatore: quanto sottofondo interno resta disponibile per annegarci il risvolto verticale della vaschetta, che è la quota da cui dipende se quel risvolto si può fare o no.</p>
<p><strong>Il terzo passo spesso non si può proprio fare, e quando si potrebbe non è di nessuno.</strong> La ragione principale è tecnica e l&#8217;ho descritta al terzo passo: nel sistema tradizionale la lastra fa presa sulla boiacca spalmata sul suo dorso e calata sul letto ancora fresco. Fra i due non si può interporre uno strato senza togliere alla boiacca il fresco su cui attacca. Per avere l&#8217;impermeabilizzazione orizzontale bisogna cambiare sistema di posa, e quello è un altro mestiere e un altro preventivo. Alle ragioni tecniche si aggiungono poi quelle di organizzazione, che pesano anch&#8217;esse. Il letto lo fa il muratore, l&#8217;impermeabilizzatore a quel punto ha già smontato il cantiere, il marmista vuole posare. Il terzo passo richiede un secondo viaggio dell&#8217;impermeabilizzatore per meno di mezzo metro quadro a soglia. E un bicomponente si vende in kit da venticinque o trenta chili, con vita d&#8217;impasto di meno di un&#8217;ora, mentre per una soglia ne servono poco più di un chilo. Nessuno apre un kit per quello. Le vie realistiche sono due, e vanno scritte nel programma: programmare le soglie in una giornata in cui l&#8217;impermeabilizzatore è comunque in opera sul terrazzo, con lo stesso impasto e con il letto già maturo a quella data, oppure prescrivere un prodotto conforme disponibile in confezioni piccole.</p>
<p><strong>La seconda impermeabilizzazione protegge la lastra, non asciuga il letto.</strong> È l&#8217;obiezione più forte che si possa muovere a questa sequenza, e va guardata in faccia invece che scansata. Due dei cinque ingressi elencati sopra alimentano il letto lateralmente. Altri due, il giunto perimetrale e la fuga fra le lastre accostate, lo alimentano dall&#8217;alto. E il quinto, l&#8217;acqua d&#8217;impasto, è già dentro il letto in partenza. Lo strato steso sopra il letto interrompe la continuità capillare con la lastra, che è il risultato voluto e che risolve il degrado della soglia; ma non toglie acqua al letto, e anzi gli chiude anche l&#8217;ultima faccia da cui il vapore poteva uscire. Il letto resta permanentemente umido, con quello che ne consegue in termini di gelo e di tenuta dell&#8217;adesione all&#8217;interfaccia. Se si sceglie questa strada, quindi, gli ingressi laterali vanno chiusi comunque. E il fronte va gestito come ho detto al terzo passo, altrimenti il serbatoio è solo stato spostato.</p>
<p>Da qui la conclusione, che è una valutazione mia e non una prescrizione di norma. Dove è possibile, il letto si elimina invece di impermeabilizzarlo due volte. Si livella il rilievo sotto soglia con una rasatura in pendenza eseguita a tolleranza, e si impermeabilizza. Poi si incolla la soglia in adesione con doppia spalmatura direttamente sulla tenuta, e si tiene il giunto perimetrale libero con fondogiunto. Lo strato capillarmente attivo sparisce dal nodo, e quello che resta è un film di adesivo di pochi millimetri, che non ha volume per fare da serbatoio.</p>
<p>Le norme di posa non si limitano a consentirlo: la UNI 11714-1 la indica come la soluzione più adatta per gli elementi di spessore costante, come ho già riportato al quarto passo. E lo stesso dettaglio della regola d&#8217;arte non impone la malta, ma scrive «allettamento in malta cementizia o idonea colla». La colla è già dentro la regola d&#8217;arte, come alternativa pari.</p>
<p>Resta da dire quando questa strada non si può prendere, perché presentarla come universale sarebbe falso. Sono cinque casi, e in cantiere pesano.</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Lastre non calibrate</strong>, con faccia inferiore grezza e spessore che varia di un centimetro o più su pietre a spacco: con la colla quella variazione finisce tutta in faccia.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Dislivelli da recuperare di centimetri</strong>: la colla non è un materiale di messa in quota, e oltre pochi millimetri ritira e fessura; le formulazioni a medio letto hanno comunque un limite.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Soglie massicce</strong>, di forte spessore e peso, che si mettono in quota a cunei e si assestano, e che un film di colla non sostiene mentre fa presa.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Vani fuori squadra</strong>, con spallette non parallele e quote interne ed esterne che non coincidono: quelle differenze il letto le assorbe, la colla no.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Serramento già montato.</strong> È il vincolo che decide più di tutti e che nessuna norma nomina: una lastra da infilare sotto la battuta di un telaio già in opera, con pochi millimetri di gioco, con il letto la si infila e la si assesta, con la colla no. L&#8217;ordine di montaggio dell&#8217;infisso, in questo nodo, pesa quanto quello del marmista.</li>
</ul>
<p>In tutti questi casi il letto serve, si accetta il pacchetto più alto e si esegue per intero la sequenza del capitolo precedente, terzo passo compreso.</p>
<h2 id="il-deflusso-a-tenuta-verso-dentro-drenante-verso-fuori">Il deflusso: a tenuta verso dentro, drenante verso fuori</h2>
<p>Un principio tiene insieme tutto il capitolo precedente. Ogni strato impermeabile di questo nodo deve avere una direzione di deflusso. Un contenimento che raccoglie e non restituisce non protegge: accumula.</p>
<p>La regola d&#8217;arte non lo enuncia in questa forma, è una mia inferenza; ma lo pratica in due modi. Il primo è la prescrizione del rilievo sotto soglia in leggera pendenza verso l&#8217;esterno, che è il modo di dare alla conca una direzione. Il secondo è il rifiuto esplicito dell&#8217;errore opposto: quando la guida di frontalino viene posata prima dell&#8217;impermeabilizzazione e la membrana viene risvoltata sul suo spessore interno, Broccolino chiama il dettaglio che si ottiene vaschetta priva di scarico. Ed è la migliore definizione del problema.</p>
<p>Da questa logica discendono le condizioni al contorno da verificare prima di scegliere il dettaglio.</p>
<p>Le pendenze del terrazzo devono andare verso l&#8217;esterno, e non verso la parete su cui si aprono le portefinestre. Se sono state realizzate al contrario, nessun contenimento da venti millimetri regge un accumulo che punta verso la soglia. La regola d&#8217;arte prevede allora tre rimedi. Il primo è la soglia rialzata alla marinara, con rampa eventuale distaccata di due o tre centimetri dal bordo per lasciar defluire l&#8217;acqua. Il secondo è la pavimentazione esterna galleggiante e drenante in quadrotti su sostegni. Il terzo è la canaletta grigliata immediatamente prima della soglia, eccedente di almeno 25 cm per lato la larghezza della soglia. Quando invece è la quota a mancare, cioè quando la soglia risulta rilevata di 15 mm o meno rispetto alla pavimentazione esterna, la fonte indica la pavimentazione galleggiante o la canaletta. A queste si aggiunge la soglia a sezione trapezoidale descritta più avanti.</p>
<p>I tre rimedi però non sono intercambiabili. La differenza sta nelle conseguenze sull&#8217;accessibilità e sulla sicurezza, che le fonti tecniche non trattano e che il progettista deve pesare. La soglia alla marinara rialza il piano ben oltre i due centimetri e mezzo. E una rampa all&#8217;8 per cento per superare dieci o dodici centimetri chiede da un metro e un quarto a un metro e mezzo di sviluppo, che su un balcone profondo un metro e venti non esiste. La pavimentazione galleggiante alza il calpestio di quattro o otto centimetri e quindi abbassa di altrettanto l&#8217;altezza residua del parapetto, che le regole tecniche fissano a un minimo di 100 cm: è una verifica da fare con il metro prima di scegliere. La canaletta grigliata è la soluzione più neutra sulle quote, ma va prescritta per intero e non solo in pianta: scarico collegato, pendenza di fondo propria, griglia asportabile per l&#8217;ispezione e la pulizia, e maglia della griglia adeguata al transito. Una canaletta senza sbocco è la stessa vaschetta priva di scarico, spostata di venti centimetri.</p>
<p>Esiste anche la soluzione della soglia a sezione trapezoidale, con la faccia superiore inclinata verso l&#8217;esterno dell&#8217;8 per cento. Genera da sola il contenimento, senza rialzare il bordo esterno. Va usata sapendo due cose. La prima è che il contenimento così ottenuto va comunque confrontato con il dislivello massimo ammesso. La seconda è che l&#8217;8 per cento ammesso è la pendenza massima di una rampa, cioè di un elemento con requisiti propri: non è un permesso a inclinare di altrettanto un piano di calpestio in pietra, bagnato e potenzialmente gelato, proprio sulla linea di passaggio.</p>
<p>Sulle pendenze della pavimentazione esterna il riferimento che circola è la UNI 8627: pendenza non superiore al 5 per cento, con la raccomandazione di non scendere sotto valori fra l&#8217;1 e l&#8217;1,5 per cento.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>La condizione al contorno</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Come si verifica</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Se è verificata</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Se non lo è</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa va ricontrollato</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Pendenza della pavimentazione esterna</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Rilievo di quote su griglia di punti, prova di bagnatura</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Contenimento a vaschetta con soglia rilevata</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Marinara, galleggiante o canaletta</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Dislivello e altezza del parapetto</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Quota disponibile alla soglia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Quote di progetto della pavimentazione finita</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Contenimento sopra la pavimentazione</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Soglia trapezoidale, galleggiante o canaletta</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Dislivello massimo ammesso</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Deflusso della conca</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Verifica che la conca non sia chiusa a valle</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>La vaschetta restituisce all&#8217;esterno</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Vaschetta priva di scarico</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Anche lo scarico della seconda guaina</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Risvolti sulle spallette</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Esame del vano prima della finitura</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Risvolti fino alla quota di facciata</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Ingresso laterale nel sotto soglia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Raccordo con il cappotto, se c&#8217;è</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Sequenza dei lavori</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Verbale di consegna del piano di posa</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Impermeabilizzazione prima della soglia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Solo palliativi sulla testa del supporto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Ordine di montaggio dell&#8217;infisso</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 1. Le cinque verifiche che decidono quale dettaglio si può usare, e per ciascuna la conseguenza che di solito non viene guardata. La scelta si fa prima che arrivino i marmisti.</em></p>
<h2 id="le-varianti-che-cambiano-il-dettaglio">Le varianti che cambiano il dettaglio</h2>
<p>Il testo fin qui descrive un balcone aggettante con pavimentazione incollata, e le tavole il suo gemello a terra su platea. Cinque situazioni cambiano il dettaglio in modo sostanziale, e vanno decise in progetto.</p>
<p><strong>La loggia rientrante.</strong> Qui non esiste un bordo libero verso cui restituire l&#8217;acqua: il deflusso va a un bocchettone, e la sua posizione decide la direzione delle pendenze e quindi tutto il sotto soglia. C&#8217;è di più, e per questa tesi è il caso peggiore, non il migliore: la loggia è più riparata dalla pioggia ma molto meno ventilata e soleggiata, quindi ha una capacità evaporante minore. E per il bilancio di Hall e Hoff una minore capacità evaporante significa permanenza più lunga dell&#8217;acqua. In più le spallette, che qui sono l&#8217;elemento dimenticato, in loggia sono presenti su più lati e portano il carico d&#8217;acqua della muratura sovrastante.</p>
<p><strong>Il cappotto.</strong> Con isolamento a cappotto il risvolto sulle spallette deve passare sotto l&#8217;isolante e raccordarsi al profilo di partenza. E lo spessore del cappotto cambia lo sbordo della soglia e la geometria del gocciolatoio. Senza questo coordinamento la prescrizione sui risvolti non è eseguibile.</p>
<p><strong>La stratigrafia drenante e il tetto rovescio.</strong> La regola che il piano di scorrimento è la pavimentazione finita vale per la pavimentazione aderente su massetto. Con pavimentazione galleggiante, con ghiaia o a tetto rovescio i piani di scorrimento sono due, quello sulla membrana e quello superficiale. E l&#8217;acqua corre in gran parte sul primo: per questo in quei casi il Codice ammette risvolti molto più bassi. Nel tetto rovescio, inoltre, il rilievo sotto soglia deve essere dimensionato per contenere lo spessore dell&#8217;isolante, e l&#8217;interruzione dell&#8217;isolante al nodo va gestita.</p>
<p><strong>La facciata continua e i serramenti a montanti e traversi.</strong> Qui la tenuta non è più la vaschetta ma il sistema del serramentista, con le sue camere di drenaggio, e sulla traversa non si fissa nulla: il dettaglio va concordato, non prescritto. Vale la pena ricordare che la posa in opera dei serramenti ha una propria famiglia di norme, la UNI 11673. È la famiglia che governa proprio il giunto in cui il sotto soglia incontra la portafinestra.</p>
<p><strong>Il marciapiede gettato in seconda fase.</strong> Nelle tavole il marciapiede è un massetto pendenziato posato sulla platea, dentro lo stesso sistema. In cantiere però si vede spesso l&#8217;altra strada: la platea si ferma al filo del fabbricato e il marciapiede arriva dopo, con un getto in calcestruzzo armato accostato e ammorsato con connettori in acciaio. Fra i due getti resta una ripresa, e una ripresa di getto non è mai stagna per conto suo: i connettori cuciono staticamente i due corpi, non chiudono il passaggio dell&#8217;acqua. E lungo le barre e nelle microfessure di ritiro che la ripresa si porta dietro, l&#8217;acqua trova strada. La Figura 8 mostra i percorsi: entra dal giunto fra il massetto sotto soglia e quello del marciapiede, dalla testa del supporto della soglia e dalle fughe non sigillate con cura; corre nel letto di posa sopra i getti; scende nella ripresa fra platea e calcestruzzo del marciapiede. E la stessa ripresa lavora anche in senso contrario: l&#8217;acqua che sta nel terreno la risale. Le macchie sulla soglia, alla fine, sono le stesse del nodo base.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1009" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie7-marciapiede-seconda-fase.png" alt="Il marciapiede gettato in seconda fase, senza tenuta: in ciano l'acqua nei giunti e nella ripresa fra platea e getto, fino al terreno" class="wp-image-3239" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie7-marciapiede-seconda-fase.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie7-marciapiede-seconda-fase-300x189.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie7-marciapiede-seconda-fase-1024x646.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie7-marciapiede-seconda-fase-768x484.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie7-marciapiede-seconda-fase-1536x969.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 8. Il marciapiede gettato in seconda fase, senza nessuna tenuta: in ciano l&#8217;acqua nei giunti. Entra dalla testa e dalle fughe, corre nel letto di posa, scende nella ripresa fra platea e getto del marciapiede, e dalla stessa ripresa risale l&#8217;acqua del terreno. Sulla soglia, le macchie del nodo base.</figcaption></figure>
<p>La chiusura ha un pezzo in più, e per il resto non cambia. Il pezzo in più è il cordone bentonitico idroespansivo posato al centro della ripresa, fra i connettori: a contatto con l&#8217;acqua rigonfia e sigilla la giunzione, ed è la barriera contro l&#8217;acqua che arriva dal terreno. Il cordone però lavora solo se posato da cordone. La superficie di ripresa va pulita e scarificata, senza lattime. Il fissaggio va fatto continuo, con la rete o i chiodi previsti dal produttore, perché il getto non lo sposti. Attorno al cordone serve il ricoprimento minimo di calcestruzzo che la scheda dichiara, da verificare sullo spessore del getto: sotto quel confinamento il rigonfiamento spacca invece di sigillare. E il getto deve seguire a breve, con il cordone sostituito se la pioggia lo ha già fatto rigonfiare. Dove l&#8217;acqua è salina, aerosol marino o disgelanti, va valutato il cordone polimerico idroespansivo al posto del bentonitico, perché la bentonite in acqua salina rigonfia meno. Anche i connettori vanno trattati da corpi passanti della ripresa, con un collare di pasta idroespansiva attorno a ogni barra nel punto in cui attraversa il giunto: è lo stesso principio dei cavidotti sotto la soglia.</p>
<p>Sopra, il processo è quello descritto fin qui: l&#8217;impermeabilizzazione primaria corre continua sopra la ripresa, sulla platea e sul getto del marciapiede, rinforzata da una bandella sulla linea della giunzione, con il risvolto verticale sul bordo; la secondaria chiude piano di posa, testa e filo del marciapiede come nel nodo base.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1009" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie8-ripresa-chiusa.png" alt="La ripresa chiusa: cordone bentonitico fra i connettori, primaria continua sopra la giunzione, secondaria come nel nodo base" class="wp-image-3240" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie8-ripresa-chiusa.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie8-ripresa-chiusa-300x189.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie8-ripresa-chiusa-1024x646.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie8-ripresa-chiusa-768x484.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-fig-serie8-ripresa-chiusa-1536x969.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 9. La ripresa chiusa: cordone bentonitico fra i connettori, impermeabilizzazione primaria continua sopra la giunzione con risvolto sul bordo, secondaria su piano di posa, testa e marciapiede. Il processo delle due impermeabilizzazioni non cambia.</figcaption></figure>
<div class="mxanim2" style="margin:1.5em 0;max-width:100%"><video muted playsinline preload="metadata" poster="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-anima-ripresa-poster.jpg" width="1920" height="1290" style="width:100%;height:auto;display:block;border:1px solid #ddd" aria-label="Il marciapiede gettato in seconda fase, dall'errore al nodo giusto: la ripresa senza cordone beve, il cordone bentonitico la chiude, e primaria e secondaria completano il nodo. Animazione dell'autore."><source src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-anima-ripresa.mp4" type="video/mp4"></video></p>
<p style="font-size:0.9em;color:#555;margin:0.5em 0 0"><em>Il marciapiede gettato in seconda fase, dall&#8217;errore al nodo giusto: la ripresa senza cordone beve, il cordone bentonitico la chiude, e primaria e secondaria completano il nodo. Animazione dell&#8217;autore.</em> <button type="button" style="display:none;margin-left:0.6em;font:inherit;padding:0.2em 0.7em;cursor:pointer">Rivedi la posa</button></p>
<p><script src="data:text/javascript;charset=utf-8;base64,KGZ1bmN0aW9uKCl7dmFyIHc9ZG9jdW1lbnQucXVlcnlTZWxlY3RvcignLm14YW5pbTInKTtpZighdylyZXR1cm47dmFyIHY9dy5xdWVyeVNlbGVjdG9yKCd2aWRlbycpO3ZhciBiPXcucXVlcnlTZWxlY3RvcignYnV0dG9uJyk7dmFyIHJtPXdpbmRvdy5tYXRjaE1lZGlhJiZ3aW5kb3cubWF0Y2hNZWRpYSgnKHByZWZlcnMtcmVkdWNlZC1tb3Rpb246IHJlZHVjZSknKS5tYXRjaGVzO3ZhciBnbz1mdW5jdGlvbigpe3YucGxheSgpLnRoZW4oZnVuY3Rpb24oKXt9KS5jYXRjaChmdW5jdGlvbigpe30pO307aWYoIXJtJiYnSW50ZXJzZWN0aW9uT2JzZXJ2ZXInIGluIHdpbmRvdyl7dmFyIGlvPW5ldyBJbnRlcnNlY3Rpb25PYnNlcnZlcihmdW5jdGlvbihlcyl7ZXMuZm9yRWFjaChmdW5jdGlvbihlKXtpZihlLmludGVyc2VjdGlvblJhdGlvPj0wLjM1KXtpby5kaXNjb25uZWN0KCk7Z28oKTt9fSk7fSx7dGhyZXNob2xkOlswLjM1XX0pO2lvLm9ic2VydmUodik7fXYuYWRkRXZlbnRMaXN0ZW5lcignZW5kZWQnLGZ1bmN0aW9uKCl7Yi5zdHlsZS5kaXNwbGF5PSdpbmxpbmUtYmxvY2snO30pO2IuYWRkRXZlbnRMaXN0ZW5lcignY2xpY2snLGZ1bmN0aW9uKCl7Yi5zdHlsZS5kaXNwbGF5PSdub25lJzt2LmN1cnJlbnRUaW1lPTA7Z28oKTt9KTt9KSgpOw=="></script></div>
<h2 id="gli-errori-ricorrenti">Gli errori ricorrenti</h2>
<h3>Il sistema, fotografato</h3>
<p>Prima degli errori conviene guardare il sistema di cui parla il capitolo sulla sequenza, perché è quello che si incontra e non un caso limite. Le sette fotografie che seguono vengono da un mio cantiere e mostrano lo stesso nodo in momenti diversi.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto1-fronte-letto-nudo.jpg" alt="Soglia già posata sul letto in sabbia e cemento, con la testa del letto ancora nuda sotto lo spessore della lastra" class="wp-image-3241" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto1-fronte-letto-nudo.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto1-fronte-letto-nudo-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto1-fronte-letto-nudo-1024x576.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto1-fronte-letto-nudo-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto1-fronte-letto-nudo-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 1. La soglia è già posata, e sotto il suo spessore si vede la testa del letto in sabbia e cemento, il fronte verticale del supporto, ancora scoperta. La lastra è stata calata sul letto ancora fresco, con la boiacca spalmata sul suo dorso, quindi fra letto e pietra non c&#8217;è né può esserci uno strato di tenuta: il momento per metterlo sarebbe stato prima, e in questo sistema quel momento non esiste. In basso corre una fascia scura, che in questo cantiere è l&#8217;impermeabilizzazione del piano. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto2-nodo-insieme.jpg" alt="Lo stesso nodo visto per il lungo, con la testa del letto rasata e la soglia sopra" class="wp-image-3242" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto2-nodo-insieme.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto2-nodo-insieme-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto2-nodo-insieme-1024x576.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto2-nodo-insieme-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto2-nodo-insieme-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 2. Lo stesso nodo per il lungo. La testa del letto è stata rasata e si presenta come una fascia continua sotto la lastra: è la faccia che resta accessibile a lastra montata, e quindi l&#8217;unica su cui si può ancora intervenire. Il piano di posa, quello che conta di più, è ormai sotto la pietra. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto3-fronte-rasato.jpg" alt="La testa del letto rasata a filo, pronta per ricevere il trattamento" class="wp-image-3243" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto3-fronte-rasato.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto3-fronte-rasato-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto3-fronte-rasato-1024x576.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto3-fronte-rasato-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto3-fronte-rasato-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 3. La testa rasata e pronta. Da qui in avanti la scelta è fra lasciarlo così, ed è quello che succede nella maggior parte dei cantieri, oppure trattarlo. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto4-prima-mano-verticale.jpg" alt="Prima mano dell'impermeabilizzazione sulla testa del letto, a soglia già montata" class="wp-image-3244" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto4-prima-mano-verticale.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto4-prima-mano-verticale-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto4-prima-mano-verticale-1024x576.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto4-prima-mano-verticale-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto4-prima-mano-verticale-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 4. La testa dopo la prima mano dell&#8217;impermeabilizzazione, data a soglia già montata. Il prodotto è grigio come la rasatura che sta sotto, quindi nella fotografia il confine non si distingue. È il rimedio possibile in questo sistema, e va fatto. Quello che non copre è la faccia superiore del letto, e quindi non chiude la via delle fughe fra lastre accostate. Sul piano si vedono i cavidotti che corrono verso il nodo: se ne parla fra gli errori ricorrenti. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto5-bandella-al-piede.jpg" alt="La bandella di rinforzo stesa al piede della soglia, sullo spigolo fra la testa del supporto e il piano esterno" class="wp-image-3343" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto5-bandella-al-piede.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto5-bandella-al-piede-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto5-bandella-al-piede-1024x576.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto5-bandella-al-piede-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto5-bandella-al-piede-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 5. La bandella di rinforzo stesa al piede, con il bordo interno contro lo spigolo fra la testa del supporto e il piano esterno, prima della mano che la ingloberà. È il pezzo che nelle tavole del nodo ho lasciato fuori per non renderle illeggibili, e che in cantiere invece c&#8217;è: nelle legende dei dettagli esecutivi si chiama striscia di rinforzo al piede del risvolto, e sta dove l&#8217;impermeabilizzazione cambia direzione, cioè dove lavora di più. Qui è distesa in piano: la faccia verticale sopra resta da coprire, e la copre la mano che arriva dopo. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto6-bandella-seconda-mano.jpg" alt="La seconda mano del rivestimento impermeabile che ingloba la bandella, con la soglia protetta da feltro e tavola" class="wp-image-3344" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto6-bandella-seconda-mano.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto6-bandella-seconda-mano-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto6-bandella-seconda-mano-1024x576.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto6-bandella-seconda-mano-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto6-bandella-seconda-mano-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 6. La stessa lavorazione ripresa dall&#8217;alto, mentre arriva la seconda mano del rivestimento impermeabile: a destra ha già inglobato la bandella, a sinistra la bandella è ancora scoperta. Che sia un polimero modificato bicomponente lo dico io perché ero in cantiere: dalla fotografia non si legge. Dove il rivestimento si ferma escono i cavidotti, e la bandella è intagliata attorno a loro: sono corpi passanti, e si chiudono risvoltando e sigillando su un tratto liscio o su un manicotto, non con una pennellata. Sopra la soglia, il feltro e la tavola di protezione del sesto passo. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto7-testa-rivestita.jpg" alt="La testa del supporto rivestita per intero dalla seconda mano, che scende sullo spigolo e risvolta sul piano" class="wp-image-3345" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto7-testa-rivestita.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto7-testa-rivestita-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto7-testa-rivestita-1024x576.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto7-testa-rivestita-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto7-testa-rivestita-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 7. La testa dopo la seconda mano: il rivestimento scende sullo spigolo e risvolta sul piano esterno, sopra la bandella che ormai non si vede più. È la chiusura di testa e fianchi di cui parla il terzo passo. Sotto la lastra, però, resta una fascia di qualche centimetro dove il pennello non arriva, e si vede bene: è il limite di questo rimedio a lastra montata, e quella riga scoperta passa proprio dove il letto tocca la pietra. Il piano di posa, sopra, resta com&#8217;è stato lasciato. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<h3>Come finisce, quando la base resta scoperta</h3>
<p>Le tre fotografie che seguono mostrano quadri che leggo alla luce del meccanismo descritto nel capitolo sui sali, e che senza prelievo restano da qualificare. L&#8217;attribuzione è mia e si basa sul sopralluogo, non sulla fotografia: come dice la tabella della diagnosi differenziale, lo stesso aspetto lo danno anche la compressione da vincolo e la pietra inadatta al gelo. Per esserne certi serve il prelievo.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="480" height="372" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto8-ingresso-viraggio.jpg" alt="Soglia di una porta di ingresso con una chiazza chiara estesa su una parte della lastra" class="wp-image-3346" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto8-ingresso-viraggio.jpg 480w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto8-ingresso-viraggio-300x233.jpg 300w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 8. Soglia di una porta di ingresso. Una parte della lastra ha cambiato colore in modo netto, con un contorno che non segue nulla di visibile in superficie, e in due punti la superficie sembra essersi aperta: da una fotografia non si stabilisce se manchi materiale. È il viraggio del colore, il quadro che il committente nota per primo perché sta sulla porta di casa. L&#8217;alterazione qui si concentra verso una testata, e la testata è anche la zona della compressione da vincolo: per separare le due cause servono i giunti laterali e il prelievo, non l&#8217;immagine. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="502" height="166" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto9-garage-fughe.jpg" alt="Soglia di un garage con macchie scure che seguono l'andamento delle fughe" class="wp-image-3347" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto9-garage-fughe.jpg 502w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto9-garage-fughe-300x99.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto9-garage-fughe-500x166.jpg 500w" sizes="(max-width: 502px) 100vw, 502px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 9. Soglia di un garage. Le macchie scure non sono distribuite a caso: si addensano lungo la battuta del portone, sul lato interno della soglia. Nella fotografia i giunti fra le lastre non si distinguono, quindi la loro posizione non è verificabile qui. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="480" height="640" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto10-garage-degrado.jpg" alt="La stessa soglia di garage vista per intero, fra la pavimentazione interna e quella esterna, con degrado esteso" class="wp-image-3348" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto10-garage-degrado.jpg 480w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-foto10-garage-degrado-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 10. La stessa soglia di garage ripresa dall&#8217;interno e per intero, fra la pavimentazione interna e quella esterna. Qui la superficie è alterata su tutta la fascia, in modo abbastanza uniforme. Va detto che l&#8217;uniformità, nella tabella della diagnosi differenziale, è il carattere della pietra inadatta al gelo, mentre i sali dal letto danno un gradiente verso il bordo: è un quadro da qualificare con il prelievo, e lo riporto come tale. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<h3>E gli errori veri e propri</h3>
<p><strong>La soglia posata prima dell&#8217;impermeabilizzazione.</strong> È l&#8217;errore capostipite, perché tutti gli altri ne discendono. La regola è categorica: la posa delle soglie non deve mai avvenire prima della posa delle pendenze e dell&#8217;impermeabilizzazione. Quando le soglie ci sono già, all&#8217;impermeabilizzatore restano solo palliativi: incollare la membrana per pochi millimetri sullo spessore frontale della soglia, e affidarsi ai sigillanti.</p>
<p><strong>Il collegamento sullo spessore frontale della soglia.</strong> È il palliativo di cui sopra praticato come regola.</p>
<p><strong>Il contenimento misurato dalla quota sbagliata.</strong> Succede soprattutto con i serramenti in profilati metallici a filo pavimento, dove il contenimento sotto il serramento finisce per essere di pochi millimetri sopra il livello dell&#8217;impermeabilizzazione. Ma il piano di scorrimento delle acque, con pavimentazione aderente, è la pavimentazione finita: venti millimetri sopra l&#8217;impermeabilizzazione e venti millimetri sopra la pavimentazione sono due quote diverse.</p>
<p><strong>Le spallette dimenticate.</strong> Il contenimento posteriore si vede e si fa. Quello laterale si vede meno, e salta.</p>
<p><strong>I corpi passanti sotto la soglia.</strong> Sotto una soglia passano spesso i servizi e i sottoservizi: cavidotti elettrici, scarichi, a volte l&#8217;adduzione. Quando la soglia è già posata, elettricisti e idraulici tendono a far passare i tubi proprio nello spessore del rilievo, perché è il punto di minor resistenza; dopo, la tenuta in quel nodo non è più eseguibile. Un divieto senza alternativa viene violato, quindi il percorso alternativo va indicato in progetto. E dove l&#8217;attraversamento non si può evitare, il tubo va trattato da corpo passante: la tenuta si risvolta e si sigilla sul tubo nel punto in cui lo attraversa, non si interrompe e basta. Sui cavidotti corrugati la sigillatura data sul corrugato non tiene, perché l&#8217;acqua corre nelle gole: serve un tratto liscio, un manicotto o un collare su cui risvoltare e sigillare. Nelle fotografie di questo capitolo i cavidotti che corrono verso il nodo si vedono bene: sono corpi passanti, e da corpi passanti vanno trattati. Sul principio generale degli attraversamenti di uno strato di tenuta ho scritto in <a href="https://www.renzo-arthome.com/?p=2029">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a>.</p>
<p><strong>La guida di frontalino posata prima dell&#8217;impermeabilizzazione</strong>, con la membrana risvoltata sul suo spessore interno. Non riguarda la soglia ma le sta accanto e produce lo stesso quadro: una conca senza scarico.</p>
<h2 id="non-tutto-quello-che-si-sfoglia-e-sale">Non tutto quello che si sfoglia è sale</h2>
<p>Prima di attribuire al sotto soglia un degrado, vanno escluse due cause che danno lo stesso quadro visivo e che in cantiere si vedono altrettanto spesso.</p>
<p><strong>La compressione da vincolo.</strong> Una soglia è una lastra incastrata fra due spallette, e quasi sempre i giunti laterali vengono riempiti rigidi di malta o di colla. Una lastra scura in pieno sole si dilata di qualche decimo di millimetro sul metro, e non ha dove andare. Va in compressione, e scaglia proprio agli estremi e sul bordo. È un danno meccanico, si cura con un giunto e non con una guaina, e si riconosce perché il distacco è concentrato alle testate.</p>
<p><strong>La pietra sbagliata.</strong> Una soglia in materiale molto assorbente e poco resistente al gelo si sfoglia da sola, con o senza letto, in zona di gelo. La norma di posa dei rivestimenti lapidei chiede le verifiche a monte proprio per questo.</p>
<p>I caratteri che separano i tre casi sono questi.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Carattere</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Sali dal sotto soglia</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Compressione da vincolo</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Pietra inadatta al gelo</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Dove si concentra</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>sulla faccia, più marcato verso il bordo esterno</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>alle testate, contro le spallette</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>uniforme su tutta la lastra</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Che aspetto ha</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>scaglie sottili, aloni che tornano dopo la pulizia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>schegge e scagliature, spesso con bordi vivi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>sfogliamento diffuso, superficie che si apre</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Quando peggiora</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>tutto l&#8217;anno, con aggravamento nel tempo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>d&#8217;estate, dopo le giornate più calde</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>a fine inverno, poi si ferma</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Che cosa lo conferma</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>prelievo con solfati e calcio, profilo crescente verso la faccia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>giunti laterali rigidi e pieni</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>assorbimento e resistenza al gelo della pietra</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Che cosa lo ferma</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>togliere l&#8217;alimentazione e interrompere la capillarità</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>rifare i giunti laterali elastici</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>sostituire con pietra idonea</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 2. Tre cause, un solo quadro visivo. La prima domanda non è quale prodotto usare, è quale dei tre si sta guardando.</em></p>
<h2 id="la-ristrutturazione-che-e-il-caso-piu-frequente">La ristrutturazione, che è il caso più frequente</h2>
<p>Quasi tutto quello che precede riguarda il nuovo. La domanda che arriva davvero, però, è un&#8217;altra: soglia esistente che si sfoglia, pavimento esterno che non si può demolire, quota che non c&#8217;è.</p>
<p>La prima cosa da verificare non riguarda la soglia ma il serramento. Se il telaio dell&#8217;infisso appoggia sulla soglia, e nella grande maggioranza dei casi appoggia, la soglia non si sfila senza smontare il serramento oppure senza tagliarla. È questa verifica a decidere il costo e la fattibilità dell&#8217;intervento, non lo stato della pietra.</p>
<p>Se la lastra si può togliere, si toglie così: si tagliano la sigillatura e il giunto perimetrale a filo con lama diamantata, si tagliano i giunti contro le spallette, e si passa una lama flessibile o un filo sotto la lastra per staccare il piano di posa. Poi si sfila con ventose e cunei di legno progressivi, tirando in orizzontale, senza mai fare leva sul bordo sbordante, che è dove la lastra si spezza. E va saputo che su una superficie degradata le ventose fanno poca presa. Su un letto in sabbia e cemento la lastra si recupera spesso; su una posa a colla quasi mai, e la lastra nuova va preventivata comunque.</p>
<p>Quando la soglia non si può togliere restano gli interventi che riducono l&#8217;alimentazione senza risolverla. Vanno proposti per quello che sono, e in ordine di costo crescente sono tre.</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Sigillatura delle fughe fra le lastre accostate</strong>, dove il davanzale è di più pezzi: è l&#8217;intervento più economico di tutti e chiude la via che il trattamento del fronte non raggiunge.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Rifacimento del giunto perimetrale</strong> con fondogiunto: chiude un altro dei cinque ingressi.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Correzione o creazione del deflusso a monte</strong>, con una canaletta grigliata che intercetta l&#8217;acqua prima che arrivi alla soglia.</li>
</ul>
<p>C&#8217;è poi l&#8217;intervento che non è più un palliativo, perché comincia a risolvere: la demolizione di una fascia di trenta o quaranta centimetri di pavimentazione esterna, per riprendere l&#8217;impermeabilizzazione e il sottofondo nel solo tratto adiacente. Costa più degli altri tre, ed è quello che dà il risultato migliore senza toccare tutto il terrazzo.</p>
<h2 id="che-cosa-si-scrive-in-capitolato">Che cosa si scrive in capitolato</h2>
<p>La prescrizione utile parla di sequenza, di quote e di verifiche, perché sono le tre cose che si possono controllare. Ogni voce qui sotto è scritta in modo che la direzione lavori possa rifiutare qualcosa.</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Sequenza vincolante:</strong> pendenze, impermeabilizzazione del sotto soglia con contenimento a vaschetta e risvolti sulle spallette, e solo dopo posa delle soglie. Da scrivere come vincolo di programma, con verbale di consegna del piano di posa fra impresa impermeabilizzatrice e posatore, controfirmato dalla direzione lavori.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Quote di progetto:</strong> quota della pavimentazione esterna finita e quota del pavimento interno finito fissate sul disegno, con spessori dichiarati e con lo spessore minimo del sottofondo interno in cui annegare il risvolto verticale della vaschetta. Il contenimento va verificato con livello o laser rispetto a un caposaldo, non con il metro da una superficie che al momento dell&#8217;esecuzione non esiste ancora. È anche la ragione tecnica per cui il nodo salta: quasi mai quella quota è stata fissata su carta.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Contenimento:</strong> soglia rilevata di almeno 20 mm sul bordo esterno rispetto alla quota di progetto della pavimentazione esterna finita, con soglia posata in pendenza di 4-5 mm verso l&#8217;esterno sull&#8217;intera profondità. Dalla somma dei due discende un contenimento sul lato interno di 24-25 mm, che è una conseguenza delle due quote prescritte e non un requisito autonomo, e che non va confuso con i 24 mm che la fonte indica per il caso diverso della soglia a sezione trapezoidale.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Vaschetta:</strong> lamiera di acciaio inox o rame 8-10/10, oppure piombo 20/10 saldato a stagno, con gruppi di fissaggio a testa piatta, sfalsati su due linee o a quinconce. Trattamento di aderenza indicato per esteso a seconda del sistema impermeabile adottato, con dichiarazione scritta di compatibilità del produttore. Strato di aggrappo sulla superficie orizzontale prima della posa della lastra.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Risvolti sulle spallette:</strong> alla stessa altezza dei risvolti verticali della parete su cui si apre il vano, con raccordo dichiarato dove c&#8217;è il cappotto.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Trattamento del letto di allettamento</strong>, quando il letto c&#8217;è: malta a legante dichiarato a rapido essiccamento, e guaina liquida cementizia bicomponente conforme alla UNI EN 14891 su piano di posa, testa e fianchi, in due mani, previa rasatura o primer consolidante. Dove la posa avviene in adesione diretta senza letto, il requisito si sposta sul supporto rasato.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Giunto perimetrale:</strong> larghezza minima dichiarata, rapporto fra profondità e larghezza, fondogiunto a cellule chiuse obbligatorio, sede libera da adesivo fino al livello dell&#8217;impermeabilizzazione sottostante.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Posa della soglia:</strong> adesivo cementizio C2FT S1 o S2 secondo UNI EN 12004-1, a strato compatto con doppia spalmatura, contatto minimo del 95 per cento in esterno secondo UNI 11493-1:2025, norma delle piastrellature ceramiche estesa qui per analogia ai lapidei come scelta di capitolato. La verifica del contatto si fa sollevando la prima lastra posata e poi una ogni N posate, con N dichiarato in capitolato, a carico dell&#8217;impresa, con verbale.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Sigillature:</strong> prova preliminare di non macchiatura su un campione della pietra effettivamente fornita, classificazione secondo UNI EN ISO 11600, e inserimento del sigillante nel piano di manutenzione con periodicità dichiarata. Dove il davanzale è composto da più lastre accostate, la sigillatura delle fughe fra una lastra e l&#8217;altra va prescritta come le altre e non lasciata alla stuccatura: è la via d&#8217;acqua che resta aperta anche quando il fronte del supporto è stato protetto.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Trattamento protettivo della pietra:</strong> a cura del fornitore dei marmi, che indica prodotto, momento dell&#8217;applicazione e modalità in base al materiale che ha fornito, e ne risponde. La direzione lavori verifica due cose sole: che il trattamento sia stato eseguito e documentato, e che il supporto sotto la soglia risulti già protetto. Il trattamento della pietra non sostituisce la protezione della base.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Deflusso:</strong> rilievo di quote su griglia di punti e prova di bagnatura con verbale fotografico. Dove il deflusso non è verso l&#8217;esterno, uno dei tre rimedi del capitolo sul deflusso, scelto e motivato in progetto perché non sono intercambiabili. Se si adotta la canaletta grigliata, va prescritta eccedente 25 cm per lato con scarico collegato, pendenza di fondo e griglia asportabile.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Gocciolatoio:</strong> scuretto continuo all&#8217;intradosso della parte sbordante, con sbordo di almeno 40 mm e larghezza e profondità dichiarate.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Attraversamenti:</strong> divieto di attraversamenti impiantistici nello spessore del rilievo sotto soglia, con indicazione del percorso alternativo. Dove l&#8217;attraversamento è inevitabile, trattamento da corpo passante: tenuta risvoltata e sigillata sul tubo nel punto del passaggio, con verbale fotografico prima della chiusura.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Protezione del nodo fino alla consegna:</strong> copertura della vaschetta rivestita fino alla posa della lastra, protezione della soglia posata con telo e tavola fino a fine finiture, divieto di appoggio di piedi di ponteggio e di transito di carriole sul rilievo sotto soglia, rimozione delle protezioni senza solventi. Onere in capo all&#8217;impresa che posa.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><strong>Documentazione:</strong> verbale fotografico di accettazione del supporto, con foto datate e riferimento metrico in campo, controfirmato dalla direzione lavori, e sospensione della posa in assenza del verbale.</li>
</ul>
<h2 id="in-sintesi">Impermeabilizzazione sotto soglia, in sintesi</h2>
<p>1. <strong>La vaschetta e il letto rispondono a due problemi diversi.</strong> La vaschetta ferma la penetrazione dell&#8217;acqua dall&#8217;esterno verso l&#8217;interno, ed è la risposta corretta a quel problema. Il letto che le sta dentro assorbe acqua per capillarità, e quella è un&#8217;altra questione.</p>
<p>2. <strong>L&#8217;acqua capillare non si scarica con una pendenza.</strong> La suzione di un poro fine vale ordini di grandezza più di un battente di quattro o cinque millimetri. Quell&#8217;acqua se ne va solo come vapore.</p>
<p>3. <strong>Il vapore esce dalla strada più corta, che qui è la soglia.</strong> Verso il basso e verso l&#8217;interno c&#8217;è la vaschetta; sulla testa il letto incontra il sottofondo esterno o l&#8217;elemento comprimibile, non l&#8217;aria; resta il giunto perimetrale, stretto, in ombra e sigillato, e resta la lastra, calda e di grande superficie.</p>
<p>4. <strong>La regola d&#8217;arte chiede 20 mm di contenimento sopra la pavimentazione finita.</strong> Non sopra l&#8217;impermeabilizzazione: sopra il piano su cui l&#8217;acqua scorre davvero. Lo stesso valore si ritrova nella divulgazione tecnica come deroga ai 15 cm di risvolto, ma le due fonti sono riconducibili allo stesso Codice: non è una conferma indipendente.</p>
<p>5. <strong>Il letto ha cinque ingressi ordinari.</strong> Fughe e sottofondo esterno, giunto perimetrale, spallette non risvoltate, fughe fra una lastra e l&#8217;altra, acqua d&#8217;impasto non ceduta. Nessuno dei cinque richiede un&#8217;infiltrazione, e il quarto, la fuga fra le lastre accostate, è quello che resta aperto anche dopo il rimedio più diffuso.</p>
<p>6. <strong>I sali si accumulano dove l&#8217;acqua evapora, e il processo si autoalimenta.</strong> Lo scrive la fonte primaria sulla risalita capillare: i sali si concentrano nella zona bagnata e alla fine si depositano dentro il materiale o in superficie; e la loro presenza riduce la velocità di evaporazione, quindi allunga il tempo in cui il nodo resta bagnato.</p>
<p>7. <strong>La subflorescenza è quella che rompe, e su una soglia al sole è il caso atteso.</strong> Il gradiente termico sposta il fronte di evaporazione dentro la pietra, e lì il cristallo stacca la superficie.</p>
<p>8. <strong>La pressione di cristallizzazione dipende dalla sovrasaturazione e dal raggio del poro</strong>, non dalla resistenza del materiale. A Nora un&#8217;arenaria più debole ha resistito meglio di una malta più resistente, perché aveva pori più larghi.</p>
<p>9. <strong>Sui cloruri il dato che circola è sbagliato, e la correzione rafforza il quadro.</strong> Il cloruro di sodio deliquesce intorno al 75 per cento di umidità relativa, non al 30 che appartiene ai cloruri di calcio e di magnesio. Il 75 per cento si attraversa quasi ogni giorno sereno, quindi il ciclo è quotidiano.</p>
<p>10. <strong>Impermeabilizzare il basamento della soglia è prassi mia di cantiere, non una prescrizione di norma.</strong> Prima il letto, poi l&#8217;asciugatura, poi due mani sul piano di posa, sulla testa e sui fianchi del basamento, poi la lastra. Nella regola d&#8217;arte lo stesso trattamento in resina cementizia c&#8217;è, ma sul sottofondo della pavimentazione esterna e contro il dilavamento dei residui calcarei.</p>
<p>11. <strong>Quello strato protegge la lastra, non asciuga il letto.</strong> Interrompe la continuità capillare fra letto e soglia, che è il risultato voluto, ma il letto resta umido e gli ingressi laterali vanno chiusi comunque.</p>
<p>12. <strong>Spesso la strada giusta è togliere il letto.</strong> Il pacchetto con letto e seconda guaina insieme nella quota disponibile spesso non ci sta; il terzo passo non ha una squadra che lo faccia; e senza letto non c&#8217;è serbatoio. Resta necessario con lastre non calibrate, dislivelli di centimetri, soglie massicce, vani fuori squadra e serramento già montato.</p>
<p>13. <strong>Ogni strato impermeabile deve avere una direzione di deflusso.</strong> Un contenimento che raccoglie e non restituisce accumula. La regola d&#8217;arte lo pratica con la pendenza a uscire e rifiuta l&#8217;errore opposto, che chiama vaschetta priva di scarico.</p>
<p>14. <strong>I tre rimedi al deflusso sbagliato non sono intercambiabili.</strong> La marinara sfonda il dislivello ammesso, la galleggiante abbassa l&#8217;altezza residua del parapetto, la canaletta è la più neutra ma va prescritta con scarico, pendenza e griglia ispezionabile.</p>
<p>15. <strong>L&#8217;errore capostipite è di sequenza, non di prodotto.</strong> La soglia posata prima dell&#8217;impermeabilizzazione rende impossibile ogni soluzione corretta a valle.</p>
<p>16. <strong>Non tutto quello che si sfoglia è sale.</strong> Vanno escluse la compressione da vincolo, che si concentra alle testate, e la pietra inadatta al gelo, che si degrada in modo uniforme.</p>
<h2 id="dal-cantiere">Dal cantiere</h2>
<p>Davanti a una soglia che si sfoglia guardo prima di tutto dove finisce l&#8217;acqua quando piove, e solo dopo la soglia. Poi guardo il giunto perimetrale e i giunti contro le spallette, e chiedo la fotografia del nodo prima della posa dei marmi. Quasi sempre quella fotografia non esiste, ed è già una risposta.</p>
<p>C&#8217;è un&#8217;abitudine che considero un segnale. Quando la soglia viene pulita e l&#8217;alone torna in poche settimane, non è la pulizia a essere stata fatta male: il sale che si è tolto era solo quello arrivato in superficie. Attenzione però a non leggerlo come prova di alimentazione in corso, perché non lo è: un sale già depositato deliquesce e riumidisce la pietra anche a nodo ormai asciutto. Il ritorno dell&#8217;alone dice che c&#8217;è sale, non dice da dove viene l&#8217;acqua. A distinguere le due cose serve il profilo in profondità.</p>
<p>Sull&#8217;ordine dei lavori dico una cosa che vale più di qualunque prescrizione di prodotto. Questo nodo si perde quasi sempre nel momento in cui il marmista arriva prima dell&#8217;impermeabilizzatore, e nessuno lo ferma. Non è una questione di competenza dei posatori: è che nel programma di cantiere quel vincolo non era scritto, e quello che non è scritto in cantiere non esiste. Scriverlo costa una riga.</p>
<p>E un argomento che agli articoli tecnici manca sempre e che con le imprese funziona più della fisica. Un secondo passaggio dell&#8217;impermeabilizzatore su una decina di soglie, programmato nella stessa giornata del terrazzo, costa qualche centinaio di euro. Il rifacimento di una sola soglia degradata, fra demolizione, ripresa dell&#8217;impermeabilizzazione, lastra nuova e marmista, ne costa fra otto e quindici volte tanto. È una stima mia, non un prezzario, ma il rapporto è quello e regge a qualunque listino.</p>
<h2 id="domande-frequenti">Domande frequenti</h2>
<p><strong>La mia soglia si sfoglia solo da un lato, verso una spalletta. Perché non su tutta la lunghezza?</strong><br />Perché quel lato ha un ingresso d&#8217;acqua in più. Il risvolto dell&#8217;impermeabilizzazione sulle spallette è la parte che salta più spesso. Quando manca da un lato solo, l&#8217;acqua che scende lungo quella muratura entra lateralmente nel sotto soglia e alimenta il letto proprio lì. Un degrado asimmetrico è quindi un indizio utile: dice che la sorgente è laterale e non diffusa, e dice anche da che parte guardare quando si apre. Se invece la lastra si degrada in modo uniforme su tutta la lunghezza, la spalletta non c&#8217;entra. Le prime cose da considerare, allora, sono la pietra e il gelo.</p>
<p><strong>La soglia è già posata e si sta rovinando. Devo per forza toglierla?</strong><br />Prima di quella domanda ne va fatta un&#8217;altra, ed è quella che decide costo e fattibilità: se il telaio dell&#8217;infisso appoggia sulla soglia, e nella grande maggioranza dei casi appoggia, la lastra non si sfila senza smontare il serramento oppure senza tagliarla. Il capitolo sulla ristrutturazione mette in fila che cosa si può fare nei due casi, in ordine di costo crescente.</p>
<p><strong>Il trattamento della pietra serve, o peggiora le cose?</strong><br />Tutte e due, e a decidere è che cosa c&#8217;è sotto la lastra. Se il letto si bagna ancora, il trattamento peggiora: l&#8217;acqua continua ad arrivare da sotto e non riesce più a uscire dalla faccia, quindi evapora dentro la pietra. I sali cristallizzano sotto la superficie, dove il distacco che producono porta via più materiale. È la stessa avvertenza che Hall e Hoff fanno per gli intonaci poco permeabili sui muri umidi. Li chiamano un cattivo trattamento proprio perché riducono la perdita d&#8217;acqua e sembrano efficaci a lungo. Se invece la base è stata protetta, il trattamento fa il mestiere per cui è nato e difende la faccia a vista da quello che arriva dall&#8217;alto: sporco, unto, foglie bagnate, sale sparso d&#8217;inverno. L&#8217;ordine è tutto: prima la base, poi la pietra. Prodotto e momento li indica il marmista, in base al materiale.</p>
<p><strong>Come capisco se il letto sotto la mia soglia è ancora alimentato?</strong><br />Con l&#8217;osservazione si arriva fino a un certo punto, e ho appena spiegato perché il ritorno degli aloni non basta. Quello che discrimina è il profilo: si prelevano i detriti di una piccola foratura per intervalli di profondità noti, si misura il contenuto di sali e si guarda come varia nello spessore. Un profilo crescente verso la faccia superiore, con solfati e calcio, indica alimentazione dal letto. Un profilo uniforme, con cloruri prevalenti, indica una sorgente ambientale.</p>
<p><strong>Che differenza c&#8217;è fra questo e l&#8217;umidità di risalita?</strong><br />La geometria e la sorgente, non la fisica. Il trasporto è capillare in tutti e due i casi, e in tutti e due i sali si fermano nella zona di evaporazione. Nella risalita la sorgente è il terreno e il percorso è lungo metri; qui la sorgente è la pioggia che rientra dai giunti e il percorso è di centimetri. Sulla diagnosi differenziale della risalita ho scritto in <a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a>.</p>
<p><strong>Il mio terrazzo ha le pendenze verso la portafinestra. Che si fa?</strong><br />Si smette di lavorare sulla soglia e si lavora sul deflusso, perché nessun contenimento da venti millimetri regge un piano che punta verso la soglia. I rimedi sono i tre del capitolo sul deflusso, e lì sono messi a confronto: non si equivalgono. Qualunque si scelga, prima si verifica con il metro l&#8217;altezza residua del parapetto e il dislivello che ne risulta.</p>
<p><strong>Con un serramento a filo pavimento, senza soglia, che cosa si può fare?</strong><br />È il caso più difficile e va deciso in progetto. Lì il contenimento a vaschetta non è applicabile, e si ricorre ai nastri in gomma sintetica predisposti nel traverso basso del serramento, collegati all&#8217;elemento di tenuta. Sono elementi delicati, spesso già danneggiati dal calpestio di cantiere prima ancora di essere collegati, e il collegamento agli angoli bassi resta il punto critico. Quando la scelta è ancora aperta, chi ha redatto il Codice osserva che due centimetri di rialzo difficilmente rovinano l&#8217;impatto visivo di un edificio.</p>
<p><strong>Devo rifare un terrazzo. Da che parte comincio?</strong><br />Dalla quota della pavimentazione esterna finita, fissata sul disegno, e dalla verifica del deflusso. Sono le due cose che decidono tutto il resto e sono anche le due che quasi mai vengono decise: quando arrivano i marmisti è tardi.</p>
<h2 id="in-conclusione">In conclusione</h2>
<p>Il ragionamento di questo articolo sta in una frase. La vaschetta è la risposta giusta a una domanda che non era l&#8217;unica.</p>
<p>Chi la esegue ha già capito che il sotto soglia è un nodo di tenuta e non un dettaglio da marmista. Quello che manca è il passaggio successivo: accorgersi che dentro quel contenimento è rimasto uno strato che l&#8217;acqua la assorbe. E quell&#8217;acqua, non potendo scaricarsi verso il basso, se ne va come vapore attraverso la pietra che si voleva proteggere.</p>
<p>Da lì le strade sono due, e non sono equivalenti. Si può interrompere la continuità capillare fra letto e lastra, sapendo che così si protegge la soglia ma il letto resta umido. Oppure si può non avere un letto, e allora il problema non c&#8217;è: e dove la lastra è calibrata e il supporto si può rasare in pendenza, questa è la strada migliore, non l&#8217;alternativa.</p>
<p>Resta la verifica che viene prima di tutte, non costa niente e quasi nessuno fa: guardare da che parte va l&#8217;acqua sul terrazzo, prima di decidere qualunque cosa sulla soglia.</p>
<h2 id="fonti">Fonti</h2>
<p><strong>Testi tecnici e regola d&#8217;arte.</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>A. Broccolino, <em>Proteggere le soglie</em>, «Specializzata» 205, gennaio-febbraio 2012, pp. 24-32, BE-MA editrice, Milano; <a href="https://cdnmedia.polyglass.com/docs/librariesprovider71/articoli/17_broccolino_bema_articolo_errori_ed_orrori_soglie_polyglass.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a>.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>A. Broccolino, <em>Curare gli aggetti</em>, «Specializzata» 208, maggio-giugno 2012, pp. 278-288; <a href="https://cdnmedia.polyglass.com/docs/librariesprovider71/articoli/18_broccolino_bema_articolo_balconi_con_membrane_in_bitume_polimero_polyglass.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a>.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>A. Broccolino, <em>Acqua nella stratigrafia</em>, «Specializzata» 204, novembre-dicembre 2011, pp. 648-654; <a href="https://cdnmedia.polyglass.com/docs/librariesprovider71/articoli/16_broccolino_bema-articolo_errori_ed_orrori_acqua_sotto_il_manto_2_polyglass.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a>.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>A. Broccolino, <em>Risvolti critici</em>, «Specializzata» 195, ottobre 2010, pp. 604-609; <a href="https://cdnmedia.polyglass.com/docs/librariesprovider71/articoli/07_broccolino_bema_articolo_errori_ed_orrori_risvolti_verticali_polyglass.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a>.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>A. Broccolino, <em>L&#8217;IGLAE e il Codice di Pratica delle impermeabilizzazioni: come sono nati e perché</em>, «Ingenio», 30 gennaio 2018.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>IGLAE, <em>Codice di Pratica delle coperture continue</em>, prima edizione 1993, seconda 2006, terza 2016.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>M. Canuri, <em>Soglie a filo pavimento: ecco come evitare infiltrazioni d&#8217;acqua</em>, «Ingenio», 3 novembre 2020.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>R. di Gregorio, <em>Balconi, dalle cause del degrado al rifacimento</em>, «Edilportale», 26 giugno 2020.</li>
</ul>
<p><strong>Fonti scientifiche.</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>C. Hall, W. D. Hoff, <em>Rising damp: capillary rise dynamics in walls</em>, «Proceedings of the Royal Society A» 463 (2084), 2007, pp. 1871-1884, in particolare il paragrafo 5(c), <em>The effect of salts</em>, doi 10.1098/rspa.2007.1855; <a href="https://aecb.net/wp-content/uploads/2024/11/Rising-Damp-Capillary-Rise-Dynamics-in-Walls-Hall-and-Hoff-2007-RSoc-2.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a>.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>C. W. Correns, W. Steinborn, <em>Experimente zur Messung und Erklärung der sogenannten Kristallisationskraft</em>, «Zeitschrift für Kristallographie» 101, 1939, pp. 117-133; C. W. Correns, <em>Growth and dissolution of crystals under linear pressure</em>, «Discussions of the Faraday Society» 5, 1949, pp. 267-271 (ripresi non direttamente).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>D. H. Everett, <em>The thermodynamics of frost damage to porous solids</em>, «Transactions of the Faraday Society» 57, 1961, pp. 1541-1551.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>G. W. Scherer, <em>Crystallization in pores</em>, «Cement and Concrete Research» 29 (8), 1999, pp. 1347-1358.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>R. Spedicato, <em>Sali nelle murature: cause ed effetti</em>, Renzo-ArtHome.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Per la storia della capillarità: Borelli (1670 circa), F. Hauksbee, <em>Physico-Mechanical Experiments</em>, Londra 1709, J. Jurin (1718), ed E. W. Washburn, <em>The Dynamics of Capillary Flow</em>, «Physical Review» 17 (3), 1921 (ripresi non direttamente).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Umidità relativa di deliquescenza dei cloruri: letteratura di settore sul degrado salino (ripresa non direttamente).</li>
</ul>
<p><strong>Norme citate.</strong> UNI 11493-1:2025 (piastrellature ceramiche), UNI 11714-1:2018 (rivestimenti lapidei), UNI EN 14891:2017 (impermeabilizzanti liquidi sotto piastrellature), UNI EN 12004-1:2017 (adesivi per piastrelle), UNI EN ISO 11600:2011 (sigillanti), UNI 8178-2:2019 (coperture, elementi e strati funzionali), UNI 11540 (regola d&#8217;arte e linee guida associative), UNI EN ISO 15148 e UNI EN 1925 (assorbimento d&#8217;acqua per capillarità), UNI 11673 (posa dei serramenti), UNI 8627 (pendenze), decreto ministeriale 14 giugno 1989 n. 236 per i requisiti di accessibilità. Dove i valori sono ripresi non direttamente dal testo di norma, prima dell&#8217;uso in un capitolato vanno verificati sul testo.</p>
<h2 id="lautore">L&#8217;autore</h2>
<p>Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense, circa trent&#8217;anni di esperienza di cantiere e venti come imprenditore. Autore di &#8220;Murature umide: cause e rimedi&#8221; (Grafill, 2026).</p>
<p>Il volume è disponibile su <a href="https://www.amazon.it/Murature-umide-Prevenzione-interventi-risanamento/dp/8827705309" target="_blank" rel="noopener">Amazon</a> e su <a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html#/4-versione-libro" target="_blank" rel="noopener">Grafill</a>.</p>
<p><script type='application/ld+json'>{"@context": "https://schema.org", "@type": "FAQPage", "mainEntity": [{"@type": "Question", "name": "La mia soglia si sfoglia solo da un lato, verso una spalletta. Perché non su tutta la lunghezza?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Perché quel lato ha un ingresso d'acqua in più. Il risvolto dell'impermeabilizzazione sulle spallette è la parte che salta più spesso. Quando manca da un lato solo, l'acqua che scende lungo quella muratura entra lateralmente nel sotto soglia e alimenta il letto proprio lì. Un degrado asimmetrico è quindi un indizio utile: dice che la sorgente è laterale e non diffusa, e dice anche da che parte guardare quando si apre. Se invece la lastra si degrada in modo uniforme su tutta la lunghezza, la spalletta non c'entra. Le prime cose da considerare, allora, sono la pietra e il gelo."}}, {"@type": "Question", "name": "La soglia è già posata e si sta rovinando. Devo per forza toglierla?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Prima di quella domanda ne va fatta un'altra, ed è quella che decide costo e fattibilità: se il telaio dell'infisso appoggia sulla soglia, e nella grande maggioranza dei casi appoggia, la lastra non si sfila senza smontare il serramento oppure senza tagliarla. Il capitolo sulla ristrutturazione mette in fila che cosa si può fare nei due casi, in ordine di costo crescente."}}, {"@type": "Question", "name": "Il trattamento della pietra serve, o peggiora le cose?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Tutte e due, e a decidere è che cosa c'è sotto la lastra. Se il letto si bagna ancora, il trattamento peggiora: l'acqua continua ad arrivare da sotto e non riesce più a uscire dalla faccia, quindi evapora dentro la pietra. I sali cristallizzano sotto la superficie, dove il distacco che producono porta via più materiale. È la stessa avvertenza che Hall e Hoff fanno per gli intonaci poco permeabili sui muri umidi. Li chiamano un cattivo trattamento proprio perché riducono la perdita d'acqua e sembrano efficaci a lungo. Se invece la base è stata protetta, il trattamento fa il mestiere per cui è nato e difende la faccia a vista da quello che arriva dall'alto: sporco, unto, foglie bagnate, sale sparso d'inverno. L'ordine è tutto: prima la base, poi la pietra. Prodotto e momento li indica il marmista, in base al materiale."}}, {"@type": "Question", "name": "Come capisco se il letto sotto la mia soglia è ancora alimentato?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Con l'osservazione si arriva fino a un certo punto, e ho appena spiegato perché il ritorno degli aloni non basta. Quello che discrimina è il profilo: si prelevano i detriti di una piccola foratura per intervalli di profondità noti, si misura il contenuto di sali e si guarda come varia nello spessore. Un profilo crescente verso la faccia superiore, con solfati e calcio, indica alimentazione dal letto. Un profilo uniforme, con cloruri prevalenti, indica una sorgente ambientale."}}, {"@type": "Question", "name": "Che differenza c'è fra questo e l'umidità di risalita?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "La geometria e la sorgente, non la fisica. Il trasporto è capillare in tutti e due i casi, e in tutti e due i sali si fermano nella zona di evaporazione. Nella risalita la sorgente è il terreno e il percorso è lungo metri; qui la sorgente è la pioggia che rientra dai giunti e il percorso è di centimetri. Sulla diagnosi differenziale della risalita ho scritto in Diagnosi differenziale dell'umidità di risalita capillare."}}, {"@type": "Question", "name": "Il mio terrazzo ha le pendenze verso la portafinestra. Che si fa?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Si smette di lavorare sulla soglia e si lavora sul deflusso, perché nessun contenimento da venti millimetri regge un piano che punta verso la soglia. I rimedi sono i tre del capitolo sul deflusso, e lì sono messi a confronto: non si equivalgono. Qualunque si scelga, prima si verifica con il metro l'altezza residua del parapetto e il dislivello che ne risulta."}}, {"@type": "Question", "name": "Con un serramento a filo pavimento, senza soglia, che cosa si può fare?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "È il caso più difficile e va deciso in progetto. Lì il contenimento a vaschetta non è applicabile, e si ricorre ai nastri in gomma sintetica predisposti nel traverso basso del serramento, collegati all'elemento di tenuta. Sono elementi delicati, spesso già danneggiati dal calpestio di cantiere prima ancora di essere collegati, e il collegamento agli angoli bassi resta il punto critico. Quando la scelta è ancora aperta, chi ha redatto il Codice osserva che due centimetri di rialzo difficilmente rovinano l'impatto visivo di un edificio."}}, {"@type": "Question", "name": "Devo rifare un terrazzo. Da che parte comincio?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Dalla quota della pavimentazione esterna finita, fissata sul disegno, e dalla verifica del deflusso. Sono le due cose che decidono tutto il resto e sono anche le due che quasi mai vengono decise: quando arrivano i marmisti è tardi."}}]}</script><br />
<!--mxLA--></p>
<div style='background:#f6f7f9;border:1px solid #e3e6ea;border-radius:8px;padding:14px 18px;margin:26px 0'><strong style='color:#b11f24'>Leggi anche</strong></p>
<ul style='margin:8px 0 0 18px'>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
</ul>
</div>
<p><!--/mxLA--></p>
<hr style='border:none;border-top:3px solid #b11f24;margin-top:34px'>
<table style='width:100%;border-collapse:collapse;font-family:Arial,sans-serif;color:#2a3340;font-size:14px;line-height:1.6'>
<tr>
<td style='vertical-align:top;padding-right:20px'>
<div style='font-size:16px;font-weight:700;color:#b11f24'>Ditta Renzo-ArtHome</div>
<div style='font-weight:600'>di Spedicato Oronzo</div>
<div style='color:#5a6577;margin-bottom:8px'>Specialista in risanamenti di interrati e umidit&agrave; di risalita</div>
<div><strong>Web:</strong> <a href="https://www.renzo-arthome.com">www.renzo-arthome.com</a></div>
<div><strong>E-mail:</strong> renzo.spedicato@gmail.com &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>PEC:</strong> renzoarthome@pec.it</div>
<div><strong>Cell.:</strong> +39 335 844 2978 &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>Ufficio:</strong> +39 371 775 4189</div>
<div style='color:#5a6577'>P.IVA 02475540304</div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://www.renzo-arthome.com/preventivo-gratuito/" style="display:inline-block;background:#b11f24;color:#fff;padding:9px 16px;border-radius:6px;font-weight:700;text-decoration:none">Chiedi un preventivo &rarr;</a></div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://wa.me/393358442978" target="_blank" rel="noopener" title="WhatsApp" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-whatsapp.png' alt='WhatsApp' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.facebook.com/RenzoArtHome" target="_blank" rel="noopener" title="Facebook" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-facebook.png' alt='Facebook' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.linkedin.com/in/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="LinkedIn" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-linkedin.png' alt='LinkedIn' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.tiktok.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="TikTok" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-tiktok.png' alt='TikTok' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.youtube.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="YouTube" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-youtube.png' alt='YouTube' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.instagram.com/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="Instagram" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-instagram.png' alt='Instagram' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a></div>
</td>
<td style='vertical-align:top;width:150px;text-align:center'><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/murature-umide-copertina.jpg' alt='Murature umide: cause e rimedi' width='120' style='border:1px solid #ddd;border-radius:4px'></a></p>
<div style='font-size:12px;color:#5a6577;margin-top:6px'><strong>Murature umide: cause e rimedi</strong><br />Grafill, 2026<br /><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener">Vai al libro &rarr;</a></div>
</td>
</tr>
</table>
<style>#rahLATO{margin:44px auto 0;max-width:680px;font-family:'Open Sans',sans-serif}#rahLATO *{box-sizing:border-box}#rahLATO .rahL-int{background:#fff;border:1px solid #d9dde2;padding:18px 16px 10px}#rahLATO .rahL-tit{font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:700;font-size:15px;letter-spacing:.16em;text-transform:uppercase;color:#262a33;margin:0 0 2px}#rahLATO p{margin:0!important;padding:0!important}#rahLATO .rahL-blog-r{margin:0 0 4px}#rahLATO .rahL-pagine{margin:0 0 12px}#rahLATO .rahL-blog{display:inline-block;font-size:13.5px;color:#a06a00;text-decoration:none;margin:0;border:0}#rahLATO .rahL-blog:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO details{margin:0 0 7px;border-left:4px solid var(--rahf)}#rahLATO summary{cursor:pointer;list-style:none;display:flex;align-items:baseline;gap:8px;font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:600;font-size:14px;color:#2f3440;padding:9px 8px 9px 10px;background:var(--rahv);margin:0}#rahLATO summary::-webkit-details-marker{display:none}#rahLATO summary:before{content:"+";font-weight:700;color:#2f3440;opacity:.55;width:13px;flex:none}#rahLATO details[open]>summary:before{content:"\2212"}#rahLATO .rahL-n{margin-left:auto;font-weight:400;font-size:11.5px;color:#5a6577}#rahLATO ul{list-style:none!important;margin:0!important;padding:6px 4px 8px 12px!important;background:var(--rahv);background:color-mix(in srgb,var(--rahv) 32%,#fff)}#rahLATO li{margin:0!important;padding:4px 6px!important;font-size:13px;line-height:1.45;border-left:2px solid transparent;list-style:none!important}#rahLATO li:before{display:none!important;content:none!important}#rahLATO li a{color:#3f4450;text-decoration:none;border:0;box-shadow:none}#rahLATO li a:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO li.rahL-qui{background:#fdf6d8;border-left-color:#eddf21}#rahLATO li.rahL-qui span{font-weight:600;color:#262a33}#rahLATO li.rahL-qui .rahL-segno{display:block;font-weight:400;font-size:10.5px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#5a6577;margin-top:1px}@media(min-width:1490px){body.postid-3252{overflow:visible!important}article.post-3252{position:relative}#rahLATO{position:absolute;top:0;right:-241px;bottom:0;width:225px;max-width:none;margin:0}#rahLATO .rahL-int{position:sticky;top:106px;max-height:calc(100vh - 126px);overflow-y:auto;padding:14px 12px 8px}#rahLATO summary{font-size:12.5px;padding:8px 6px 8px 8px}#rahLATO li{font-size:12px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:13px}}@media(min-width:1710px){#rahLATO{right:-336px;width:300px}#rahLATO .rahL-int{padding:18px 16px 10px}#rahLATO summary{font-size:14px}#rahLATO li{font-size:13px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:15px}}</style>
<div id="rahLATO">
<div class="rahL-int">
<div class="rahL-tit">Gli articoli</div>
<div class="rahL-blog-r"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/blog/">Indice del blog &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-fase-per-fase/">La casa fase per fase &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/decoder-diagnostico-edile/">Il decoder diagnostico &rarr;</a></div>
<details style="--rahv:#dcebf5;--rahf:#7fadd1">
<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">Le malte impermeabili nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">La barriera chimica nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">Ma come si cura una risalita?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/improvvisamente-l-umidita-di-risalita/">Improvvisamente, l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-danno-e-dove-l-acqua-se-ne-va/">Il danno è dove l&#8217;acqua se ne va</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">Chi dimezza la macchia raddoppia l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">Umidità di risalita e sali solubili: perché bloccare l&#8217;umidità è solo metà del risanamento, e perché l&#8217;asciugatura richiede da mesi ad anni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo un intervento contro l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-risalita-impermeabilizzazione-in/">L&#8217;innalzamento dell&#8217;umidità di risalita in seguito a interventi di impermeabilizzazione dall&#8217;interno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/doppia-barriera-protocollo-renzo-arthome/">Barriere chimiche non occludenti in zona di marea: bastano davvero contro la pressione idrostatica?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">L’umidità igroscopica nell’edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-primaria-e-sali-renzo-arthome/">Umidità di risalita capillare primaria</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">31</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">27</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/costruire-casa-senza-umidita/">La casa asciutta si decide in cantiere</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">Tre centimetri invece di una demolizione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/prima-la-strategia-poi-il-prodotto/">Prima la strategia, poi il prodotto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">La spinta idrostatica nelle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">Il seminterrato fra infiltrazioni, umidità e radon: un approccio integrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/fontana-dei-grifi-allinterno-del-castello-miramare-di-trieste/">Fontana dei Grifi all&#8217;interno del castello Miramare di Trieste</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/interventi-di-impermeabilizzazioni/">Impermeabilizzazioni: come intervenire e quali soluzioni scegliere</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#d9edea;--rahf:#7dbcb5">
<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">15</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-problema-non-e-la-pioggia/">Il problema non è la pioggia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">Umidità di rimbalzo (rain splash)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-meteorica-cap/">Umidità meteorica (penetrating damp)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-condensazione/">Umidità da condensazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sindrome-dell-edificio-malato/">Sindrome dell&#8217;edificio malato: cause, sintomi e soluzioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffe-indoor/">Muffe indoor</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">Condensa interstiziale in edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f2e9d5;--rahf:#c9a970">
<summary>Vespai e solai<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-piove-dal-predalles/">Quando piove dal predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-normative-e-calcoli/">Vespaio aerato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1431-2/">Le infiltrazioni nei predalles: analisi e metodologie di intervento</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f5e3dc;--rahf:#cf9484">
<summary>Casi Studio<span class="rahL-n">6</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f4eecb;--rahf:#c9b954">
<summary>Norme e libro<span class="rahL-n">5</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/normativa-salubrita-edifici/">Quadro normativo sulla salubrità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1443-2/">Materiali da costruzione radioattivi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pubblicato-il-libro-murature-umide-cause-e-rimedi/">Pubblicato il libro “Murature umide: cause e rimedi”</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#ebedf0;--rahf:#a7adb8">
<summary>Altri articoli<span class="rahL-n">1</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pavimenti-in-resina-nei-dettagli/">I pavimenti in resina nei dettagli</a></li>
</ul>
</details>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		<enclosure url="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-anima-racconto.mp4" length="1404749" type="video/mp4" />
<enclosure url="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/sotto-soglia-anima-ripresa.mp4" length="2013149" type="video/mp4" />

			</item>
		<item>
		<title>Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</title>
		<link>https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/</link>
					<comments>https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[renzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2026 16:28:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Condensa, muffe e microclima]]></category>
		<category><![CDATA[Diagnosi e metodo]]></category>
		<category><![CDATA[cappotto termico]]></category>
		<category><![CDATA[condensa]]></category>
		<category><![CDATA[condensa interstiziale]]></category>
		<category><![CDATA[diagnostica]]></category>
		<category><![CDATA[intonaci]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[verifica termoigrometrica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.renzo-arthome.com/?p=3035</guid>

					<description><![CDATA[<p>La parola “traspirante” copre tre grandezze diverse: il vapore, l'acqua liquida e l'aria. Da dove nasce l'equivoco del muro che respira, perché la traspirazione è una proprietà della catena di strati e non del prodotto, e il calcolatore per comporre la parete e vedere dove compare la condensa.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Traspirazione, assorbimento capillare e tenuta all&#8217;aria sono tre grandezze diverse, si misurano con tre prove diverse e il mercato le vende con una parola sola</strong></p>
<p>C&#8217;è una frase che in questo mestiere si sente più di ogni altra, e la dicono tutti allo stesso modo: il muro deve respirare. La dice il committente quando spiega perché non vuole il cappotto. La dice l&#8217;impresa quando propone un intonaco al posto di un altro. La dice il tecnico in relazione, di solito senza un numero accanto. È una frase che mette d&#8217;accordo tutti, e questo da solo dovrebbe insospettire: in edilizia le frasi che mettono d&#8217;accordo tutti raramente stanno dicendo qualcosa.</p>
<p>Il problema non è che sia sbagliata. Il problema è che la parola copre tre fenomeni fisici distinti, che si misurano con tre prove diverse, si dichiarano con tre numeri diversi e vanno in tre direzioni diverse. Due di questi fenomeni li vogliamo. Il terzo, quello che la parola descrive alla lettera, è un difetto che la norma italiana vigente chiede di misurare e di contenere entro un limite.</p>
<p>La tesi di questo articolo è che il muro non respira, traspira, e che non è la stessa cosa. E il corollario, quello che si vede in cantiere: la traspirazione non è una qualità del prodotto che si compra. È una proprietà della somma degli strati, e la decide il più chiuso di tutti. Quasi sempre è l&#8217;ultimo, il più sottile, il meno costoso, quello che nessuno ha messo a capitolato.</p>
<div id="rahTOC" style="border:1px solid #e2e5ea;border-radius:6px;padding:20px 24px;margin:0 0 32px;background:#fafbfc">
<p style="margin:0 0 10px;font-weight:600;color:#1a2233;font-size:16px">Indice</p>
<ol style="margin:0;padding-left:20px;line-height:1.6">
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#1-tre-parole-per-tre-cose-diverse" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">1. Tre parole per tre cose diverse</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#2-da-dove-viene-lequivoco-una-misura-sbagliata-del-1858" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">2. Da dove viene l&#8217;equivoco: una misura sbagliata del 1858</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#3-perche-una-misura-sbagliata-di-centosettantanni-fa-e-ancora-viva" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">3. Perché una misura sbagliata di centosettant&#8217;anni fa è ancora viva</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#4-chi-lo-ha-smontato-raisch-1928" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">4. Chi lo ha smontato: Raisch, 1928</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#5-il-certificato-di-morte-la-norma-del-1969" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">5. Il certificato di morte: la norma del 1969</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#6-intanto-dallaltra-parte-il-vapore" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">6. Intanto, dall&#8217;altra parte: il vapore</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#7-il-vocabolario-sd-e-il-metro-daria-equivalente" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">7. Il vocabolario: μ, sd, e il metro d&#8217;aria equivalente</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#8-la-catena-gli-sd-si-sommano-e-decide-il-piu-chiuso" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">8. La catena: gli sd si sommano, e decide il più chiuso</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-catena-degli-strati" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La catena degli strati</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#9-la-seconda-grandezza-lacqua-liquida" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">9. La seconda grandezza: l&#8217;acqua liquida</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#10-il-criterio-di-kunzel" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">10. Il criterio di Künzel</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#11-le-classi-che-si-trovano-sulle-schede" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">11. Le classi che si trovano sulle schede</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#12-la-terza-grandezza-laria-e-perche-e-un-difetto" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">12. La terza grandezza: l&#8217;aria, e perché è un difetto</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#13-il-ritorno-dellaria-come-si-e-imparato-a-misurarla" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">13. Il ritorno dell&#8217;aria: come si è imparato a misurarla</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#14-che-cosa-chiede-la-legge-italiana-oggi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">14. Che cosa chiede la legge italiana, oggi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#15-i-materiali-uno-per-uno" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">15. I materiali, uno per uno</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#16-il-cappotto-dove-sta-il-rischio-vero" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">16. Il cappotto: dove sta il rischio vero</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#17-quando-la-traspirazione-non-centra-niente" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">17. Quando la traspirazione non c&#8217;entra niente</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#18-che-cosa-scrivere-in-capitolato" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">18. Che cosa scrivere in capitolato</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#19-in-sintesi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">19. In sintesi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#registro-delle-fonti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Registro delle fonti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lautore" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;autore</a></li>
</ol>
</div>
<h2 id="1-tre-parole-per-tre-cose-diverse">1. Il muro deve respirare? Tre parole per tre cose diverse</h2>
<p>Conviene mettere subito in fila le tre grandezze, perché tutto il resto discende da qui.</p>
<figure class='wp-block-table'>
<table>
<thead>
<tr>
<th>Come la chiama il cantiere</th>
<th>Che cosa è davvero</th>
<th>Che cosa attraversa il muro</th>
<th>Come si misura</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>&#8220;traspira&#8221;</td>
<td>permeabilità al vapore acqueo</td>
<td>molecole di vapore, per diffusione</td>
<td>fattore μ e spessore d&#8217;aria equivalente sd, con il metodo della coppa</td>
</tr>
<tr>
<td>&#8220;non assorbe&#8221;</td>
<td>assorbimento d&#8217;acqua liquida</td>
<td>acqua allo stato liquido, per capillarità</td>
<td>coefficiente w, in kg per metro quadrato e radice dell&#8217;ora</td>
</tr>
<tr>
<td>&#8220;respira&#8221;</td>
<td>permeabilità all&#8217;aria</td>
<td>aria intera, per differenza di pressione</td>
<td>portata di fuga, con la prova di pressurizzazione</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</figure>
<p>Le prime due sono proprietà del materiale e stanno sulla scheda tecnica. La terza non è una proprietà del materiale: è una proprietà del montaggio, non sta su nessuna scheda, e si misura solo a lavoro finito, sull&#8217;edificio intero.</p>
<p>Le prime due, inoltre, non sono la stessa cosa nemmeno fra loro, e questo è il secondo equivoco: quando si dice che un rivestimento traspirante non può essere impermeabile, si sta confondendo il vapore con l&#8217;acqua liquida. Sono due canali separati, con due geometrie di poro diverse. Un buon rivestimento di facciata è aperto al primo e chiuso al secondo, e da sessant&#8217;anni esiste una regola numerica che dice quanto.</p>
<p>La terza, infine, non è una qualità. È una perdita.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="683" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/muro-non-respira-fig1-tre-parole-1.png" alt="Il muro deve respirare: le tre grandezze dietro la parola traspirante: vapore, acqua liquida, aria" class="wp-image-3046" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/muro-non-respira-fig1-tre-parole-1.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/muro-non-respira-fig1-tre-parole-1-300x128.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/muro-non-respira-fig1-tre-parole-1-1024x437.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/muro-non-respira-fig1-tre-parole-1-768x328.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/muro-non-respira-fig1-tre-parole-1-1536x656.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 1. Tre parole per tre grandezze: il vapore si misura con μ e sd, l&#8217;acqua liquida con w, l&#8217;aria con la prova di pressurizzazione. Le prime due stanno in scheda tecnica; la terza si misura solo a edificio finito. Disegno dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<h2 id="2-da-dove-viene-lequivoco-una-misura-sbagliata-del-1858">2. Da dove viene l&#8217;equivoco: una misura sbagliata del 1858</h2>
<p>L&#8217;idea che i muri scambino aria con l&#8217;esterno ha un autore, una data e un errore sperimentale documentato.</p>
<p>L&#8217;autore è Max von Pettenkofer, 1818-1901, medico, igienista, il fondatore dell&#8217;igiene sperimentale. Non un personaggio marginale: è l&#8217;uomo che ha introdotto la misura dell&#8217;anidride carbonica come indicatore della qualità dell&#8217;aria negli ambienti chiusi, una cosa che facciamo ancora oggi. Nel 1858 pubblica a Monaco, per i tipi della Cotta, un lavoro intitolato <em>Über den Luftwechsel in Wohngebäuden</em>, cioè sul ricambio d&#8217;aria negli edifici di abitazione.</p>
<p>Pettenkofer misura il ricambio d&#8217;aria in una stanza dopo aver sigillato con cura i giunti fra i componenti, per esempio quello fra il serramento e il muro. Trova comunque un ricambio d&#8217;aria consistente. Non essendoci più, secondo lui, altra strada, conclude che l&#8217;aria passi attraverso le pareti, e che questo passaggio contribuisca a depurare l&#8217;aria interna.</p>
<p>L&#8217;errore è di quelli che fanno scuola. Nella stanza di prova era rimasto aperto il camino, o comunque la stufa non era stata sigillata. E i solai a travi di legno di quell&#8217;epoca, che nessuno guardava, erano molto permeabili in corrispondenza dei giunti. L&#8217;aria che Pettenkofer misurava entrava e usciva davvero, ma non attraverso i muri: passava dalle vie che lui non aveva chiuso e non aveva contato.</p>
<p>C&#8217;è poi la dimostrazione che ha fatto il giro d&#8217;Europa e che ancora oggi viene raccontata come prova. Come la descrive la letteratura tecnica tedesca sulla tenuta all&#8217;aria, non era un muro: era un provino di pochi centimetri, un cilindro di laterizio o di malta sigillato sui fianchi, con un piccolo imbuto applicato a ciascuna delle due facce di testa. Soffiando con forza da una parte, si spegneva una candela dall&#8217;altra. Ed è plausibile che funzioni, perché quei materiali hanno davvero porosità aperta. Ma quello che un esperimento così dimostra è la porosità comunicante del provino, non che una parete ventili una casa: un polmone umano che preme in un imbuto è una condizione che su una facciata non esiste. Basta guardare come si misura oggi la tenuta all&#8217;aria: la prova convenzionale si fa a 50 pascal di differenza proprio perché quella soglia sta già al di sopra di quello che vento e tiraggio producono di norma su un involucro, e il tiraggio, da solo, vale pochi pascal. Su quelle differenze di pressione reali, un muro intonacato non fa passare aria in misura utile: è esattamente ciò che le misure del 1928 metteranno nero su bianco.</p>
<p>Va detto con onestà: l&#8217;esperimento nell&#8217;originale non sono ancora riuscito a trovarlo. Preparando questo articolo sono andato a cercare il passo nel testo del 1858, che è in rete perché fuori diritti, e nella copia digitalizzata che ho scorso, cercando imbuto, mattone e candela in tedesco, il passo non compare: ci sono il metodo di misura dell&#8217;anidride carbonica e le prove di ventilazione negli ospedali, e una candela usata solo per vedere il tiraggio nei condotti. La descrizione del provino con gli imbuti la riportano concordi diverse fonti tecniche tedesche, comprese quelle specializzate proprio in tenuta all&#8217;aria, e su queste mi baso, dichiarandolo. Nel registro in coda il punto resta marcato come da chiudere: o si trova la pagina, o l&#8217;aneddoto resta di seconda mano.</p>
<h2 id="3-perche-una-misura-sbagliata-di-centosettantanni-fa-e-ancora-viva">3. Perché una misura sbagliata di centosettant&#8217;anni fa è ancora viva</h2>
<p>Se fosse solo un errore di misura, sarebbe morto in una generazione. Gli errori tecnici muoiono. Questo no, ed è la parte più interessante della vicenda.</p>
<p>Il motivo è che l&#8217;idea non è nata come nozione tecnica: è nata come metafora del corpo. Lo ha ricostruito una storica dell&#8217;architettura in un saggio del 2016 sulla rivista degli storici dell&#8217;architettura americani, di cui ho potuto studiare solo il riassunto: gli estremi completi sono nel registro in coda. Nella cultura tedesca di metà Ottocento, e nel pensiero di Pettenkofer in particolare, il vestito e la casa sono pensati come due pelli successive dell&#8217;uomo. La pelle traspira, quindi il vestito deve traspirare, quindi la casa deve traspirare. È una catena analogica, non una catena di misure, e ha avuto un peso enorme sulla teoria dell&#8217;architettura: l&#8217;idea dell&#8217;involucro come pelle, che di solito si fa risalire a Gottfried Semper, ha anche questa seconda radice, che passa dall&#8217;igiene.</p>
<p>Questo spiega la resistenza della frase. Non si sta discutendo di un coefficiente: si sta discutendo dell&#8217;idea che la casa sia un corpo e che tapparle i pori la soffochi. Contro una metafora del genere un numero non può niente, e infatti in centosettant&#8217;anni non ha potuto. La ragione per cui la gente teme il cappotto non è la fisica tecnica. È l&#8217;immagine della pelle coperta di vernice.</p>
<p>Vale la pena di saperlo, perché cambia il modo di rispondere. A chi dice che il muro deve respirare non serve una lezione sulla diffusione: serve sapere che il suo problema, l&#8217;aria viziata, è reale, ed è vero che va risolto. Solo che non si risolve con il muro. Si risolve aprendo le finestre o mettendo una macchina che lo faccia al posto nostro.</p>
<h2 id="4-chi-lo-ha-smontato-raisch-1928">4. Chi lo ha smontato: Raisch, 1928</h2>
<p>La smentita sperimentale arriva settant&#8217;anni dopo, ed è tedesca come l&#8217;errore.</p>
<p>Nel 1928 Ernst Raisch, fisico, pubblica sulla rivista <em>Gesundheits-Ingenieur</em> un lavoro di misure sul ricambio d&#8217;aria attraverso materiali e componenti da costruzione. Gli estremi che ho ricostruito dalle fonti tedesche sono anno 51 della rivista, fascicolo 30, editore Oldenbourg fra Monaco e Berlino, data 28 luglio 1928. Il lavoro originale non l&#8217;ho studiato: è introvabile in rete, e quello che ne riporto viene da chi lo cita, a partire dalla voce tedesca che ne dà gli estremi completi. La sostanza però è riportata in modo concorde: Raisch misura in condizioni al contorno definite, cioè con differenze di pressione realistiche e non con il fiato in un imbuto, e il risultato è netto. Le pareti, prese nel loro insieme, non sono permeabili all&#8217;aria in misura utile: il ricambio dell&#8217;aria umida interna non avviene attraverso i muri.</p>
<p>È il momento in cui la questione, dal punto di vista scientifico, si chiude. Nel 1928. Chiunque ripeta oggi che i muri ventilano la casa sta usando una nozione smentita da quasi un secolo.</p>
<h2 id="5-il-certificato-di-morte-la-norma-del-1969">5. Il certificato di morte: la norma del 1969</h2>
<p>Il passaggio successivo è quello che preferisco, perché è raro che una norma tecnica si prenda la briga di dire a chiare lettere che una credenza popolare è falsa. Di solito le norme prescrivono; questa smentisce.</p>
<p>Nel 1969 la DIN 4108, la norma tedesca sulla protezione termica degli edifici, mette per iscritto che un respiro delle pareti, inteso come rinnovo dell&#8217;aria degli ambienti, non ha luogo: così riportano, in modo concorde e citando il punto esatto della norma, le fonti tecniche tedesche sulla tenuta all&#8217;aria.</p>
<p>Non è una raccomandazione, non è un valore limite. È una norma tecnica nazionale che nel 1969 dichiara inesistente la cosa di cui stiamo parlando. Sono passati altri cinquantasette anni e in cantiere la si sente tutti i giorni.</p>
<p>Anche su questo devo essere preciso: la norma del 1969 non l&#8217;ho avuta in mano, e per questo non ne riporto il testo fra virgolette. Il senso non è in discussione, le fonti concordano fin nel dettaglio; ma finché non la leggo resta un resoconto di seconda mano, e come tale è marcato in coda.</p>
<h2 id="6-intanto-dallaltra-parte-il-vapore">6. Intanto, dall&#8217;altra parte: il vapore</h2>
<p>Mentre in Europa si chiudeva la questione dell&#8217;aria, in America se ne apriva un&#8217;altra, che è quella giusta.</p>
<p>Tra la fine degli anni Venti e i Trenta Frank B. Rowley, all&#8217;Università del Minnesota, si occupa non dell&#8217;aria che passa nei muri ma dell&#8217;acqua allo stato di vapore che ci si condensa dentro. Nel 1939, in un lavoro per l&#8217;associazione degli ingegneri del riscaldamento, mette insieme sulla stessa sezione di parete i due andamenti che oggi diamo per scontati: quello della temperatura e quello della pressione di vapore. È l&#8217;atto di nascita della verifica che oggi ogni progettista fa con un foglio di calcolo, e di quel filone ho già raccontato la storia completa, con gli anni Trenta americani e poi Glaser, in <a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a>.</p>
<p>Quello che conta qui è che nasce una grandezza nuova, e soprattutto un modo per misurarla. Il metodo è quello della coppa: si sigilla il provino sopra un contenitore che dentro ha acqua o un disseccante, si mette il tutto in ambiente a umidità e temperatura controllate, e si pesa a intervalli. La variazione di peso dice quanto vapore è passato. Semplice, lento, e ancora oggi il riferimento: negli Stati Uniti il metodo diventa standard nel 1953 con la ASTM E96, in Europa è la EN ISO 12572 che regola la stessa prova sui materiali da costruzione.</p>
<p>Da quel momento esistono due storie parallele che per decenni non si parlano. Una si occupa dell&#8217;aria e conclude che il muro deve essere chiuso. L&#8217;altra si occupa del vapore e conclude che il muro deve essere aperto. Chi non ha seguito nessuna delle due le fonde in una parola sola, e la parola è &#8220;respiro&#8221;.</p>
<h2 id="7-il-vocabolario-sd-e-il-metro-daria-equivalente">7. Il vocabolario: μ, sd, e il metro d&#8217;aria equivalente</h2>
<p>Per uscire dall&#8217;equivoco bastano due simboli.</p>
<p>Il primo è <strong>μ</strong>, il fattore di resistenza alla diffusione del vapore. È un numero puro, senza unità di misura, e dice una cosa sola: quante volte quel materiale è più chiuso al vapore rispetto a uno strato d&#8217;aria ferma di pari spessore. L&#8217;aria vale 1. Una lana di roccia vale 1,3, cioè al vapore non oppone quasi nulla. Un poliuretano vale 130. Non è una pagella: è un rapporto.</p>
<p>Il secondo è <strong>sd</strong>, e si ricava con una moltiplicazione che vale la pena di imparare a memoria:</p>
<p style='text-align:center'><strong>sd = μ · s</strong></p>
<p>dove s è lo spessore in metri. Il risultato è in metri, e sono metri veri, con un significato fisico immediato: sd è lo spessore di aria ferma che opporrebbe al vapore la stessa resistenza di quello strato. Si chiama spessore d&#8217;aria equivalente ed è il modo giusto per confrontare materiali diversi, perché tiene insieme la natura del materiale e quanto ce n&#8217;è.</p>
<p>Un esempio che chiarisce tutto. I due μ che uso sono i valori di lavoro del database di casa, dentro gli intervalli del prospetto: ne riparlo nella tabella della sezione 15. Prendiamo un poliuretano, μ pari a 130: sembra chiusissimo. Ma se ne mettiamo <strong>1 millimetro</strong>, sd vale 0,13 metri. Prendiamo una lana di roccia, μ pari a 1,3: sembra apertissima. Ma se ne mettiamo <strong>10 centimetri</strong>, sd vale 0,13 metri.</p>
<p>Sono lo stesso identico numero. Un millimetro di poliuretano e dieci centimetri di lana di roccia oppongono al vapore la stessa resistenza, e la ragione è banale: cento volte più chiuso, cento volte più sottile. Il μ da solo non dice niente. Dice qualcosa solo moltiplicato per lo spessore.</p>
<p>È per questo che una pittura può contare più di un cappotto. Poche decine di micron di un materiale molto chiuso fanno lo stesso sd di dieci centimetri di un materiale aperto. E la pittura, in cantiere, la sceglie l&#8217;ultimo che arriva.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="661" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/muro-non-respira-fig2-equivalenza-1.png" alt="Il muro deve respirare: un millimetro di poliuretano equivale a dieci centimetri di lana di roccia" class="wp-image-3047" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/muro-non-respira-fig2-equivalenza-1.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/muro-non-respira-fig2-equivalenza-1-300x124.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/muro-non-respira-fig2-equivalenza-1-1024x423.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/muro-non-respira-fig2-equivalenza-1-768x317.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/muro-non-respira-fig2-equivalenza-1-1536x635.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 2. L&#8217;equivalenza che spiega tutto: 1 millimetro di poliuretano (μ 130) e 10 centimetri di lana di roccia (μ 1,3) oppongono al vapore lo stesso spessore d&#8217;aria, 0,13 metri. Valori di lavoro del database di casa, dentro gli intervalli del prospetto A.1; conto riprodotto da calcoli.py.</figcaption></figure>
<h2 id="8-la-catena-gli-sd-si-sommano-e-decide-il-piu-chiuso">8. La catena: gli sd si sommano, e decide il più chiuso</h2>
<p>Qui sta il punto operativo dell&#8217;articolo, quello che salva o rovina i lavori.</p>
<p>Gli strati di una parete stanno in serie, come le resistenze di un circuito. Le loro resistenze al vapore si sommano:</p>
<p style='text-align:center'><strong>sd totale = sd₁ + sd₂ + sd₃ + &#8230;</strong></p>
<p>Da questa somma discende una conseguenza che in cantiere si dimentica sempre: <strong>in una somma di numeri molto diversi fra loro, comanda il più grande.</strong> Se una stratigrafia ha quattro strati che valgono 0,16, 0,10, 0,24 e 2,00 metri, il totale è 2,50 e l&#8217;ottanta per cento sta in un solo strato. Migliorare gli altri tre non serve a niente finché quello resta lì.</p>
<p>Traduciamo in un caso vero, di quelli che capitano.</p>
<figure class='wp-block-table'>
<table>
<thead>
<tr>
<th>Strato</th>
<th>spessore</th>
<th>dato</th>
<th>sd</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>intonaco di risanamento macroporoso</td>
<td>2 cm</td>
<td>μ &lt; 12, dalla regola tecnica di riferimento</td>
<td>0,24 m</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>pittura in classe V3</strong></td>
<td>circa 0,1 mm</td>
<td>sd &gt; 1,4 m, per definizione di classe</td>
<td><strong>oltre 1,4 m</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</figure>
<p>L&#8217;intonaco da risanamento è un prodotto studiato, certificato, posato da chi sa farlo, e su un muro con i sali costa una cifra seria. La sua ragione di esistere è lasciare uscire il vapore e far cristallizzare i sali dentro la propria porosità. La pittura sopra costa una frazione, si sceglie a fine cantiere, spesso la decide l&#8217;imbianchino sul posto perché &#8220;questa copre meglio&#8221;, e da sola vale <strong>almeno 5,8 volte</strong> tutto l&#8217;intonaco da risanamento che sta sotto: il μ della regola tecnica è un tetto, quindi 0,24 metri è il massimo che quei due centimetri possono opporre, e il rapporto vero può solo crescere.</p>
<p>E si noti che qui non sto usando il caso peggiore: 1,4 metri è la <strong>soglia minima</strong> per finire in classe V3, cioè il valore di una pittura appena appena poco traspirante. I prodotti realmente filmogeni stanno molto più in alto.</p>
<p>Il risultato è un sistema di risanamento morto il giorno stesso in cui è finito. Nessuno se ne accorge subito, perché l&#8217;intonaco è nuovo e bianco. Ce ne si accorge il secondo inverno.</p>
<p>C&#8217;è un modo ancora più diretto di dire la stessa cosa. Una pittura in classe V3 ha sd di almeno 1,4 metri. Il mattone pieno, col μ di lavoro 10 (il prospetto dà l&#8217;intervallo da 5 a 11), oppone 1,4 metri di sd quando è spesso 1,4 diviso 10, cioè <strong>quattordici centimetri</strong>. Quella pittura vale quattordici centimetri di mattoni pieni; e siccome il μ vero del laterizio può stare in tutto l&#8217;intervallo, il conto onesto va da tredici a ventotto centimetri.</p>
<p>Uno strato spesso un decimo di millimetro pesa, sulla traspirazione, come <strong>quattordici centimetri di muro</strong>. Il rapporto fra i due spessori è di circa millequattrocento a uno. Non è un modo di dire: è una divisione, e la si può rifare in dieci secondi.</p>
<p>Questo è il motivo per cui la finitura non è un dettaglio estetico da lasciare all&#8217;ultima settimana di cantiere. Su quella parete pesa come mezzo muro.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="811" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/muro-non-respira-fig3-catena-1.png" alt="La catena degli strati e il peso della pittura" class="wp-image-3048" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/muro-non-respira-fig3-catena-1.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/muro-non-respira-fig3-catena-1-300x152.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/muro-non-respira-fig3-catena-1-1024x519.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/muro-non-respira-fig3-catena-1-768x389.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/muro-non-respira-fig3-catena-1-1536x779.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 3. La catena della parete di esempio: il mattone porta il 65 per cento della resistenza al vapore, la pittura in classe V3 il 30, il macroporoso il 5. Sotto, il confronto degli spessori: 0,1 millimetri di pittura equivalgono a 14 centimetri di mattoni col μ di lavoro 10; con l&#8217;intervallo di prospetto il conto va da 13 a 28. Numeri da calcoli.py.</figcaption></figure>
<p>Questo è il senso della tesi: la traspirazione non è una proprietà del prodotto che si compra, è una proprietà della catena. E chi compra il prodotto giusto e poi lascia scegliere l&#8217;ultimo strato a chi passa, ha buttato i soldi.</p>
<p>Sulla stessa idea, con i numeri fatti per un rivestimento cementizio, ho già scritto in <a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a>, dove il confronto fra un rasante sottile, un macroporoso da venti millimetri e una pellicola filmogena mostra la stessa cosa: sul vapore decide chi è più chiuso, non chi è più spesso.</p>
<style>
  .rah-tav *, .rah-tav *::before, .rah-tav *::after { box-sizing: border-box; }
  .rah-tav {
    --bg: #faf7f0; --card: #ffffff; --fg: #2c1810; --muted: #6b5c4c;
    --line: #d0d0d0; --blu: #2c5d7c; --blunotte: #1f4e79;
    --ok: #1f7a4d; --warn: #9a6708; --bad: #c62828;
    --psat: #1f7fb8; --pv: #c62828; --dotpv: #e67e22; --aria: #eef4fa;
    font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, "Segoe UI", Roboto, Helvetica, Arial, sans-serif;
    color: var(--fg); background: var(--bg);
    border: 1px solid var(--line); border-radius: 10px;
    max-width: 900px; margin: 1.5em auto; padding: 0; overflow: hidden;
    font-size: 16px; line-height: 1.5;
  }
  @media (prefers-color-scheme: dark) {
    .rah-tav {
      --bg: #14181d; --card: #1c2128; --fg: #e8eaed; --muted: #9aa3ad;
      --line: #333a42; --blu: #7fb3d5; --blunotte: #9cc3de;
      --ok: #6fbf8b; --warn: #d9ab52; --bad: #e08585;
      --psat: #58a6d8; --pv: #ef5350; --dotpv: #ff9e64; --aria: #1b2733;
    }
  }
  .rah-head {
    display: flex; align-items: center; gap: 14px;
    padding: 14px 18px; border-bottom: 1px solid var(--line); background: var(--card);
  }
  /* misure del logo anche inline sull'img e con !important: dentro
     WordPress il tema ha ".main-content img { height:auto }" che per
     specificita' batteva la regola del blocco e gonfiava il logo a
     grandezza naturale (200x132). Niente commenti HTML nel markup:
     wpautop ci costruisce intorno dei </p>
<p> vuoti. */
  .rah-head img { height: 46px !important; width: auto !important; flex: 0 0 auto; }
  .rah-head h2 { margin: 0; font-size: 1.14em; font-weight: 700; font-family: Georgia, "Times New Roman", serif; color: var(--blu); }
  .rah-head p { margin: 2px 0 0; font-size: 0.82em; color: var(--muted); }
  .rah-body { padding: 16px; }
  /* sezioni numerate, come nel modulo dell'app */
  .rah-sez { display: flex; align-items: center; gap: 10px; margin: 22px 0 10px; }
  .rah-sez:first-child { margin-top: 4px; }
  .rah-sez .num {
    width: 24px; height: 24px; border-radius: 5px; background: var(--blunotte);
    color: #fff; font-weight: 700; font-size: 0.82em;
    display: flex; align-items: center; justify-content: center; flex: 0 0 auto;
  }
  @media (prefers-color-scheme: dark) { .rah-sez .num { color: #14181d; } }
  .rah-sez h3 { margin: 0; font-family: Georgia, serif; font-size: 1.04em; font-weight: 700; color: var(--fg); }
  .rah-card { background: var(--card); border: 1px solid var(--line); border-radius: 9px; padding: 14px; box-shadow: 0 2px 6px rgba(0,0,0,.06); }
  .rah-card + .rah-card { margin-top: 10px; }
  .rah-titolo-corsivo {
    font-family: Georgia, serif; font-style: italic; color: var(--blu);
    font-size: 0.98em; margin: 0 0 10px; display: flex; align-items: center; gap: 10px;
  }
  .rah-titolo-corsivo::after { content: ""; flex: 1; height: 2px;
    background: linear-gradient(90deg, var(--blu), transparent); opacity: 0.5; }
  .rah-griglia { display: grid; grid-template-columns: repeat(auto-fit, minmax(150px, 1fr)); gap: 10px; }
  .rah-tav label { font-size: 0.8em; font-weight: 600; color: var(--muted); display: block; margin-bottom: 3px; }
  .rah-tav input, .rah-tav select {
    font: inherit; font-size: 0.95em; width: 100%; padding: 7px 9px;
    border: 1px solid var(--line); border-radius: 6px; background: var(--card); color: var(--fg);
  }
  .rah-tav input:focus, .rah-tav select:focus { outline: 2px solid var(--blu); outline-offset: -1px; }
  .rah-presets { display: flex; flex-wrap: wrap; gap: 7px; margin: 0 0 12px; }
  .rah-presets button {
    font: inherit; font-size: 0.79em; padding: 6px 11px; cursor: pointer;
    background: var(--card); color: var(--fg); border: 1px solid var(--line); border-radius: 999px;
  }
  .rah-presets button:hover { border-color: var(--blu); color: var(--blu); }
  .rah-aggiungi { display: grid; grid-template-columns: 1fr 110px auto; gap: 8px; align-items: end; }
  .rah-btn-verde {
    font: inherit; font-size: 0.9em; font-weight: 700; cursor: pointer;
    background: #2e7d32; color: #fff; border: 0; border-radius: 7px; padding: 9px 16px;
  }
  .rah-btn-verde:hover { background: #256a29; }
  .rah-agg2 { display: grid; grid-template-columns: 1fr 110px 110px auto; gap: 8px; align-items: end; margin-top: 8px; }
  .rah-strato {
    border: 1px dashed var(--line); border-radius: 8px; padding: 9px 12px; margin-top: 8px;
    display: flex; align-items: center; gap: 10px; flex-wrap: wrap; background: var(--card);
  }
  .rah-strato .info { flex: 1 1 260px; min-width: 0; }
  .rah-strato .cat { font-size: 0.7em; font-weight: 700; letter-spacing: 0.06em; color: var(--blu); text-transform: uppercase; }
  .rah-strato .nome { font-weight: 700; font-size: 0.95em; }
  .rah-strato .dati { font-family: Consolas, ui-monospace, monospace; font-size: 0.78em; color: var(--muted); }
  .rah-strato .cmq { display: flex; align-items: center; gap: 5px; }
  .rah-strato .cmq input { width: 76px; text-align: right; font-weight: 700; }
  .rah-strato .cmq span { font-size: 0.82em; color: var(--muted); }
  .rah-strato button {
    font: inherit; cursor: pointer; border: 1px solid var(--line); background: var(--card);
    color: var(--fg); border-radius: 6px; width: 30px; height: 30px; line-height: 1;
  }
  .rah-strato button:hover { border-color: var(--blu); color: var(--blu); }
  .rah-strato button.del:hover { border-color: var(--bad); color: var(--bad); }
  .rah-verdetto {
    font-size: 0.78em; font-weight: 800; letter-spacing: 0.08em; white-space: nowrap;
  }
  .rah-verdetto.ok { color: var(--ok); }
  .rah-verdetto.bad { color: var(--bad); }
  .rah-nota {
    border-left: 4px solid var(--blu); background: var(--aria);
    border-radius: 6px; padding: 9px 12px; font-size: 0.82em; color: var(--fg); margin-top: 10px;
  }
  .rah-nota em { font-family: Georgia, serif; }
  .rah-note { font-size: 0.8em; color: var(--muted); margin: 8px 0 0; }
  .rah-bar { display: flex; height: 30px; border-radius: 5px; overflow: hidden; margin: 8px 0 6px; background: var(--aria); }
  .rah-bar span { display: flex; align-items: center; justify-content: center; height: 100%;
    font-size: 0.68em; color: #fff; overflow: hidden; white-space: nowrap; min-width: 0; }
  .rah-tot { font-size: 0.98em; margin: 10px 0 0; }
  .rah-tot b { font-variant-numeric: tabular-nums; }
  .rah-esito { border-radius: 8px; padding: 11px 13px; margin-top: 10px; font-size: 0.87em;
    border: 1px solid var(--line); background: var(--card); }
  .rah-esito strong { display: block; margin-bottom: 3px; }
  .rah-ok2 { border-left: 4px solid var(--ok); }
  .rah-warn2 { border-left: 4px solid var(--warn); }
  .rah-bad2 { border-left: 4px solid var(--bad); }
  .rah-kunzel { display: grid; grid-template-columns: repeat(auto-fit, minmax(160px, 1fr)); gap: 10px; margin-top: 10px; }
  .rah-k { border: 1px solid var(--line); border-radius: 7px; padding: 10px 12px; background: var(--card); }
  .rah-k .lab { font-size: 0.78em; letter-spacing: 0.02em; color: var(--muted); font-weight: 600; }
  .rah-k .val { font-size: 1.12em; font-weight: 700; font-variant-numeric: tabular-nums; margin: 2px 0; }
  .rah-k .ver { font-size: 0.78em; font-weight: 700; }
  .rah-foot {
    border-top: 1px solid var(--line); padding: 10px 18px; background: var(--card);
    font-size: 0.76em; color: var(--muted); display: flex; flex-wrap: wrap; gap: 8px; justify-content: space-between;
  }
  .rah-foot a { color: var(--blu); text-decoration: none; font-weight: 700; }
  .rah-scroll { overflow-x: auto; }
</style>
<div class="rah-tav" id="rahTav">
<div class="rah-head">
    <img decoding="async" src="data:image/webp;base64,UklGRvQyAABXRUJQVlA4WAoAAAAQAAAAxwAAgwAAQUxQSDEHAAABsETb1jK30X3f98mMIRlX1KvHYU5GzMyywpxZMmsMNDOTFFaYUW6ecVsOM8gQltkO1vfeu4MqUdVfX62eRcQEoCIlppTQeMGCBcf1rui9fuVTr3wwxHXr6aTzg6HP/v700C29K87r3XvBwgVoGFJKQVCIIjEF1M+Ye+Tpp//6Hx99NMop/nx0w0ePfeW0M/aci4YxirQ7CTGifs7Rp5/2+3WbOKZrQ3eleyNXmtabckzf9PTFp5+2BPUpBmlbEiPql55y8VMb2NCyZnV3TrG7u2bNbLj9fxefunQ6AMQY2pDEBADLTr541XaStKzZnE3urlmVJLet++ZJ+04HEKK0FYkJwMyjL121jSRV1dnCbqokaetuOGE5gBBDm5CYACw9/ob1JKlqzgp0UyXJ7b86fjmAEKX6QgKw9NgbNpI0NWeFuqmS3P7QifsCCKHSJAYgHXHTRpKqxgp2VZJ8+IRlQIxSVRIB7HPxMElVZ2W7KsmtjxwIIEoVSQTiMY84aeqseFcl/fFLdgWSVE1IQLxgNUk1tkVXki8fuxsQQ5VIApZcNEyqsn26Kvn615cCSSojAgf9fhOpxjbrSm761h5ArIYA7PItJdXYhi2T+q3FCLH1JCId+QY9O9u0Z3LTtwAJLZaAA4fJzLaeySePBGIrhYCeh41qbPOu5JMHALFlIrDibbqxAFXpAxGpNYLggCfJzEJU5/D+EGmBCFxpVGM5Ku1GoKvpEnqeoCuL0oyDO0GkqYJgvxFmlqbX+Oa1QGiiAFxuzCxQIwcFoWkivvQ43VikVuP/etDVJAk9I8ws1syRHqSmSOgZYY0FmzlyAkITROw1QmXRGnkpokxVF/qUxsI14/cRZGoS+ujG4vXMQSSZioQ+mrOEv+AtSFOQcDjNWcReYx/SpCXs/4U5C9mVK5AmKWD3N2ksZrNPehAnJcSd3qayoM3f7glhMiLuZI1FrXwJQSYWcTgzC7vGWxAnFHHAp+ql5coDECcgofsNGovb7PWdYxhfwk9YY4Er70QcV8SBn2cWeeapiOOQMO0FWpmZvyVBxkq4kJmFruyXMIaE7jVmpeam3QiNIq5lZrGr3x5igyBLt5qXm3utG6Eu4UpmFrz67V0RgIRFb7mVnPOTmRCgC9cws+g1fzskQNJLbmXn3DgTErG/GgtfP98HMeEa5tLL/GlIIb5EKz3nhhnAwWosfvtiL+BU5vLL/AHkW52A84P5M96ndwKj8w79zNgB+JblF1M7ACqvO71T+NNPOgNyx8pOgW/QOwNnx+gdw/8fvWPoHLd3Cv5XamfAH3cKO07vDJR/urhTuO6wmnUA7luWp+dpHQBH5+EbzJ3AB/NxeieQ+QPgYLXys8/2Qogv0UrPuX0WEq5hLj3l010xYn+30st+AhIiHqeWnXPjPAgSziy9zJ8gAQE9W92Lzj9dggAg4cfMJadcKREAgizeal5ydhAaIOEnzOWmvhIRDYMs3m5ebjx4LER8l7nUlHciYkwJ6QW3MnP/dFcJYyHiIGqZqZ2HiPFGDFBLTLkSEeOWIC/QysvVDwoTQJQDazUvLVf2ImKiCd9jrbQyb0HEhCWGe1krK+WbiDIxBFn4NnNJufJUiZjMgN3fppaTG/sQMbkRu79FKyWvWR8SJjthv81mhVTjNejC5HfhFKqXkNc4iCRTgIg+uhWQcRBBMKUJfUorHc/2OwTBFEfsNcJcNqa8GlEw5Qk9I8wlo+Rl6BI0YULPf5nLRTlyIgTNGYBBmhdK5uoeJDRrEPyBzCVizrcWIqF5JeD8TczlodT+nRDR1AlffoJuZeHOVfsDgiaPwIBRvSCU7A+IgqYPggOGSSsFIzf2IUS0ZEQc2MhsJeBKG+hGFLRoBLrvINXbnpKrDwQiWjgC568ms7czV3LTVRFR0NIiiAObSfV25UrawGIgoOUTsPhbm0j1duRKbu7fA4ioxAAs6d9CqrUbV3Jz/xIgCCpSErDkW2tJVW8jpuSW/qVACKhQCcCMG9eRVGsPriTXfmsJEAQVKxGYeeET75KqXnVuStqqC2cCQVDBEgHMun49yWxeXW5K8r3f7Q0gCipaYgBmHfvINpJm7hXkZiS3Dl8wG5AoqHKJAJZdv+p9kszuVeKuRvL9VdcvAxACKl9iADCnb/h9J2nZvArccibJD4bPnwMAUdAeJQHAzH3/sPYjkrSs3kLulo0kt3/49Io5AJBE0D5FIgDMmN07uHaUJC1nc282d8uZ9aNrB69fOhsAogjarUhIADBz9nl3P7mRDXPO2dzdp8jdNeecWW8b/3d37+wZABCiCNq0SEyon3f09ff+d/MOjq2NbSKm9Rx7x+Z19/xh7zmoT0kEbV4kpoD6uUtO+8o9d785Ojr6Oad200ej/7jn3nsuWjxvBupTFEEpSkwJjWcsWLBg797rh54aWjn0HH08zheGhoZu7T28e/4CjJlSEEE1AgBWUDggnCsAAPByAJ0BKsgAhAA+ORaIQyIhIRm9TdAgA4S2AGlU6v9w6wS/nVf67+1343fLRWf7b+JP7d+yPxV7OutPL05k/3f+I/KL5qf4P9bPcP+f/+h7gX6ff5r+1/4D9dviE/4HsV/bP1Bf0n+8/8j/Ke61/av9j/yv3/+S/94/yH+g9wD+h/3L/s+19/pvYf/af2DP6X/cv+v64H7ffCB/Vf9f+03wKfzb+0/+L8//kA9AD0AOxE/gH0geOf92/G39ovUfxqe6P3v9tP7//5/gS/uO6B1r/0vQn+f/hn8h/gP3C/wf7sfIn0yehfxM/2Pt2+QL8e/mv+Q/MH/B+6T7r2K+Zf139rPYC9bvoX/C/wf7vex177/7f9H6hfWf/f+4B/MP6b/ov7J+6P91///0l/tvA++6/7b9pvgA/nH9y/8H+V/0X/J/3f04f0n/r/0H5i+3H6o/7/+m/Kr7D/1l/3n+I/z/7L/PZ7WfRH/WlynwmemZuoy6S3EZnX/tv+4oOLxAZDaOQHfkPg2YLSiYYQ/cdDXuWtruzt2tjJGyOaF3UmsqowJKdlE+5PiA4GH///77aF7KQtHXSGJzMMxKFyj4LtNlSaHa/qeJkYl8ERKfh4uetGBq3v/1iA+YhefmfV79fZ8n1GsLkFhbjdKf9MUauKpyXRqZrBtBnwbtvQvDzd7pCxrQFk5ng1+WKHpkcKs5CKARa6qKnm79yAwkS7jgjkaoXitzGDgDKfOgvVN+uSUe/Zt73fhcOjl3cISCIa+GlqeV6quwsYFNkoB55ACPrPJVKcII23upRo1NDcSi2XB4W2d9JOJ13Dqjnt6xSeb/vsfo+DXlN18CZf3aC4QwMfdLdz1Ivl884bOkL1QwDgPnCxO8XYv1BHafgXLzoMdTciZFggEncJSvSFP1c2MmwuQWzwTtCCp7pPY7y3NsjNPlzzpJoun2d04MIOukgOhTNZRIsaGORehp1XMZ4fXnS+/Iq11NpqEumerlYImazJMjyuCufT2jogZdbFPglAJeVqctQeQeI3imFrdkqrOREe0lpuCH6UjhZWOlfai+ip9RuD5PW0zgGRZG1zCy8tZiu0Tw9I/ef60mLZ2BtfFg/3kJmROt92OXkb9DQ7lvAoox9XEybTLf64yzRVBuNa4ekARY8hCHlWRZpleTKoeNEhVNc11W0Y6Q/oilv/YDrfzRwRXzdWpvwS62xtGDSnOdHTEcWKKAZdf0RiORhDLwEYAA/v9gGfv+AQKj0R/euefNymQsdVZX3yheEpcQ2o7SgITTZlrfGxbwFES/xHufwj3+wrJtbZ7KdH8YWOjKvQcV+YsMYBOXPog+0+8C2nze+vQ/DyoWIBh8PRnhbZ/9TjfmWUjbDBdA+6FHM2tYGjO9ZrlYh2JM8+//Hv9/bsnDca4YrFiRHtFf/C+R4ZGpmXphYKez+qvv5fMeFy6Q7DhsjYSnyOz4yQSIf+TdXdQt0cTuE11+Dxks8j3TDZNDIPJPGrOvGnPuWh7oji/cWsOfgw8AsOi2PdZErTPum0Lh7hwEYVC1w64a6x15MdtAKuCEJXPTz/N4TxT/put0gXUYYIaJGOzsk7LbPChKgAg778H3SViAGxUfcfjGN5VfhsMrQjHMvJnqw4wX7gjx5gDDIVg5bRezMKkM9gBeeu/vgWY7RqXjRaEZrXsGzWmn2/wQnOQieM4UrlmI9yojSpu9l8aXOPaf8LA588XLDkxPuwrlsoVXABo0aLoLSUp/MrdiuoPPEQUG3UYD/c4aW8i6JO8qBocK/x8soEDY8ZHeF3MLbfvSDel88khqpcK6KsjoP2t0/PG/2LrKFMKlq+/6t8vKStLmFCuONpNbWkBPpBkKL8wgKpLfDgyy3lBqBVvp5a7uc3Bl6Vq2WhJ/G5eP84J4R4e6FCsjBMX1k84STWywKmDLAt7tvwT6Jc3l2iyIV5IdqeYBqC5fcPh+omH3LhRpLKGu9+g7F0usO0iMi1p3qSUzdqxT645z+HAC2RJa5uo/iu2e0wIgOuPEzhlThdcddHooerR+raEhBaPhIFMG7JDIEAlezPEOeh82cYaEz1SVK/Uet4BndnT/PdEl3G2qkpUrEoCnAoqg6wBnTiw3QOEa4fttNAE4sP1OZ1ibtM2SI+1BCYbCPNF6vZHGJmsYq7EJHo7EsAF5Tug59pQGdT6Rv0ugVuAUqmiY3VfFMQ2C+V91c52LLgyaXdWVkQicgaKgg1up64T+AT84Mp0ZYEQWlB4LmBlbSPKEJJ0FrY0tyZjrfVw76OV8j+2b+qOCFEp1KdSHsPSWTe8xWip3Brf3Udmknpl2K7z0reOtwwMioQy2BE7QB9J7GaROzTRqoPqCQxdhzaBCea3N7RCgzgNZjPkYh4KTpBI25lzxO62znujCKNJscjbluF4PhtVkuuYb5ooy1NyvYpWzlwxe34yURiLye5UZLFEAkfxXZX6ae+6Di9Swk4cJwLsfmiT9EervZFQDofPwidbVPy+fZ6Y6hF8O/yNsvJkemC62dyJQC+oS4CpcaXv/bdNkfj+Hm4GiwRd5JFTxS3wE6W9AVsLTsvG03Gc6LO3nTYdm0srD0//qXvU0WC//iND4A3a7urisNSendFbILnN7yUP3/yC5K6r1C6igPZpNV21kIKj14Ap17clGlqATCw5WcNJvPTLwXWfqiC8HC7FOe6BnmreUPjN2GhIfgVK/c3VcxKuWtNb8HcJN/RQFBNWLTUZG27fs0tdFvAZzzxtAQg4ZtTzvDwu52+eGx0rzuFcz4Nz/TyNBaJDyMLHnJuJm3E8DwFNNIwFOkiuGLg1TNthYPL00zZ0gV55HzlDkjMNoYAk3aZh/zyCdS5VrOnhEhYeAu8jao6WaHGCO/+SUy6pcnORYsKLpmZg6Ui8BthEVNnyIGmJ47d10hUpmMGhiK5STsfupJ9ZGV7Dg5iqdQxmsOVqF6RF3m+0ZtYl6Ed0H5f7/QHhT7SxgMxmxDEfSkBJyZPsq91MmDMnXyuGozXfiwgkDryly0nJUFLIP+NTs8K/Inoo0LPCNoikvB6vkHiFh5VmdTrdXUrsHAZp7FtdwCy+1EKce2PoKM4l6Og/JZ5rCJTUDyFDS9Mg2Bi2f8yy7v3z8/I9FBM+kEo/AghHVw/WziM5nJ+josWb9sR0D1xDEAQphRZejUD1MRssQA+6YYALjlkMTACOfSDtHfYYW04y721c03q7EdzNyckiLlBTzZeodqLn4YWG3TVAG8r+CWT7OJQoarykf7IHsvFlUKuK8l55anMY/+THTW+rxRMMbfO88yYgsLUIS1a5YPYbo3xfMQfj7RKb+wFRUBxvICRTwq/VoDiHFjt+jyb7ZXzixX4fSy07o8tXzkNgX2mUSeymqjgtx0Eb+52EmcA2KMwcytLTbjSHbqFlCHrRJLdSV1bwUVXX8lvk6QRpB6dSOJ03dYthRT1fRlYuEWk3nwpPR/NV4adOceObAYoPT3sIDSFWKfw16NTSxf04sEl1bDMC13jc88aCC62oWHoU2HVZV0FhTe3js0h/Mlca6Q1faAWH/9Oi599ca/zIh8jQQnsozt5di72gEapPWysNPW5jTvoMUi5FhC89r4/L97Bu1Ui02nSLup3b+/IbJaFwIWTNGa5/aAEQUb/BK1xpK9rY0Jc7L6xMiETljeJ8JaXpc8VWRNrsZdMRsQ2HNkBJyq2Mot8GWJLEkFKFm9PykMPIdFZfuz0slbS1jMpQPQn/BxdJBXJfODJVyYIOI4K27ivErOpMfj6fHuODXBR0AGajOfCeum5w6X+v70t0FRCVMUcsYXxuWfgpUIqEnxJJz3gsKqj3bCPsQ5pauoPxYjBm5IUIMglwTb9F701wVk5v3oszzkeYP1oaLt3VqQxAkHZffXTQxu218zcNTQEBkU9TX5N07qe1x8ftVhmdYE3+ia5lhiw+EGX/HVOxFqIeVxfIiscWDAcyjX2nOL+RnK01NceD9Qq+y3rL41jBkSvr9lH+nLicg4+TkaLunaNpieqVMfgHYn1sBQieVR9LkdAgq4CqWYkt+dvrGprRuso3CMO8WJPOoBBbPqKS1VvbcPOIUVLlbRWl6H7W7rgL0k+gpj6kZxDQkaNmT6LEXBr0Dxig/aTB2Wb3Zxsm67datC8vykXJx9ljcx3/JSFXBAAcnQiMn2QUvOut6j5bpb+wvlUYOOWNOMhh7y70CiqW4S6JQOeB7/9RYmsm3AoH4xRVfMHiLu3cax1CVit1SnVSGV/c2S4RYjxGZ5Vl5BYjux8ay0RLaYj9n9cwF8Vrhmw2EWvjHgdiec2o9u1VVFLg/C17WhW2LmJ1plTKrynLp3drPmkSA82SaOoEJj2AI8pThPn5rvrMGc1OmLPUhB4+VHoSRsSvTRsC73lO8TbrXnX37bQ626crY2qg7nzhef5A2s0hc9oEVddWM6+HVigspkUa9mdA/XgTmoNLydW0pzTiVq8UQhTu2XWWywS8YmNOuvOfe+lBhyLRLhM1JxgAln9zKzN9fvp/JfFM4lGmnkqhFQR8CIBKLVRVIefu1PQjdeb82qSvCA707s77CeuJlfemdycVJJJSpnD6BgMJoQecJ1/TmiLA4DoEt6LH8wiQtrXnn6x7mWEJbg8PdYMhLW9muJ63OQ7YDCe86oNRiZz9z5HjGsjUHRUTQAflAiKzLd1brJHiFQAHdfzKg6u6xCLa3odnj2aZvtZtynMKLb9sR0ivi4k1Slaxv+71sO887eWspbjJM952Vi75CRd4FVva3sIuL6GIUOvI4HOEZ2Bl2p/ZXPyx5yW5CEPlIqOVuZK3BNngMhqvgWAWECr035Vurn8HFWPPizprz5YpWyXkbBaMcQ5l4h1k4oy3Ny1K/wyBTiETODfPQRe960I90vHThXSiiJ7C/ErcE2dvQQO7pb2gD7w6mV4zCUxAoU7wanI/yJPKL4bYhM/2fJTR75qkR3bLIiJJBgvW7NQBTYwhHmBHPqq+XhmV2CIwdWhiZ5yzY8PLqr4Lr7RLX1lFPgT1f4vV73iSh0/KRvzFFOrSfDxDwdd051BtKrTMVzx7fFY9RtenShxuZU65FU2eA1Uq0ePbgPusNpgbKCjyhJGkX8/xBLba34M3j2z0OPPPqRfLp1tQsaje8KZ5O+lMb+kzuMrQGx9+mMXu+8iQskwSXJdJQCkILsv7Js/uF5A98STd3fm3LHm7e2bF3z1pYLZxTE3VMGy5BPFnytgP2/6N/KeGBzeT/s8pj2WwZXH4A73AAegbSfCkvkRigUW4/LGWym1bMAKoVsdGhGpXPzndCTTjMwiP8nn0vs/s2NQ7VNLR7ksHxw0bfRwwieW1/vQZkAGV+SQtN2V94ia+xBpb69ootE+iH87duAlaMEFDnq5QFifZFYwqto1VAqChR20SVX0EDHyH+2ZcISsz1dRG19dKZ8oRA+Z1tackKUwINWr9kYYSECmKAN49DNv7H7UacVXrHSDK2ima+31VCXe8Cxiu0R9N+LbUxxQXCTurXE2pHYEKl7+J9ysH+Q2PphcTMo6gGvzRcWgtSU4iASjWv99cw3vPvGZrwYVLd/yaumTmsdSoJqk2J2DOESGXERoXrL+vko3UuVKBmpux1x26J9txZ8Stygn/JrZAJ5QAnm/zHKyErbWFtqzpXz2Pus+q/8+PIcnqCElY+rg11y53ZUfGScxGjxR/BDuVvO2ALvUyCSUIVcIcPDv4w50avkyL9o/w9VdkE1susbKGtqR3Uo9AexiUggvhZ+mfxeksyQM2MT2TLtvrs4nuYBrfe29ltygXxwgbjia+aavKQAsSWqnrW8oXgOUMy8DJSDlTPaO8v1eAJTqypolSGkr3Y5T1haaXKefcFcMnEnfmS3ntBoOYWrwI/6xYkJVnDax9TovghMD/ev/zf6/1Reg9Fqe1RneqAqKBEzeotNPvW8fl6wVlKLgfyOUz3k4+PvFMLECV0LzMad7v3kRLGxchkOyazr12A8MMx/D9O04VyQMe+awbh09XIYCZ4iapp/YcRDdcqX04fJe9FsV4t9syXTZzEScTUQN6z+gMsb01wClgk5wXzdP9fV76AB/z8aPf8sfr45RHvy8cAXAmabOehFTB6VwzkwDCPUz6S3xC1Gc7fAQqJJJwEf7CauK2J/Xj9oGchPAlWuQEm0/O3a+jpCQsu7CovIolvAgmng9dW92ShymJApD+Yrano5JNZ+hOaZwClZilvk4VUd4YwS0PeRL+Q/cKEDmR/RbH0WX2OJn0gbZ4yNDPcc98H/K+acYk1eTABl8viQKxC5Yv+WIIkwtwFQCYLUoxCsb/HvoHdtjXtK7FUHXR+aqOAMvyMt7CRJHSCvn/fBymOrgnB2NjB9LR0rh8VYCbk6OazcLkiL6Nyefztguha0mhK9FP18655vnYbZfsgCHGoKkHb8cttM80cqsnjeNi58K5j5gGxezf+haW5xNSCYm1hfXhYc2uD441mhR20QmcSlmM1oKeM6n2J1H/vXhpIxaNSKsX1OAb4+0SxKHnhvwDA/8hEZjvGzw9N5OvU2EAvKfkiBh1WX2YySjKjG500f19/ozLcB4tb0V9QiaWMEVKVjhKTVzlW4LFM8ryM7/aaHJTCEIjh0B2s6CqEB91isHQG3P3g/5baeoXCxNSVK76qLwmEVK+HfVPAVRvF8itBVk2WWtMfLLaV3M1tkhTxHF0ZhII9fmMmYBqEIW1Ki9LQU1Yfa+FcM1/BTQaBsW3sPnkI+6rz0nC1zG9yJN5l7JzY1pEc+Tdsgo1c/RNra8opGCM1YO8ino5451DO7YLG9HeFybzrV5iw3+Z9r7Xie3Xn5cbPNF37YL7FM3jn2Bni9uecbe1tl8ZVYokXx95ZI1qK/Xe52q7Szd2dNnOBVMa+okNk2qBApfAggHsQvfLQSJqEZerJThLznW6LhYSGr/+F/WvzAt2qaYRx5UIR2Ukah0v1o0HWenXPKshFGf9Onr+e86MSzvUhfM8kXjvRLbTEju89RK2NFLr3cekct13gxvvxpaUe21t9Gj3wdOo9UEOPZQgBxuwFmZD2Ed/EbV4GvxNoVyeNZsexGpfO/wN18qeHE7mpUWKJZPR1m0TZe61hOcLrdWHJceE82GVGXYWP0udv7YSCVj/UTkEloGh2BTIox/LHiOfzXKUYe2wUSKKkZL+N4HuB83SrRFmt79TOz52aVk4Uv5NcldEQVxjTjdLJQ3sqLqUZES8zzlgtPaa9IrUFJXwdYq7VjIImlh+9DmZxpwrr4OWHyiZYR/VOA0wa7h9b9SiYJViNTVMoC/SkmDIqTKl2jMV2qwCPihLXyyXWFC/kqaFmLD+ol82AfuyDxWoprRl0orIrCjsXCXHuPGhZindaSI3b2/f2CFKPI389vlWSqLsNUn1k+Yomz2m4GEVz/ArPg0JnqDTzuK96bLzjpcaWhpWjq4qEp54FGyGjF1Zqn9kVa3013YWZNhUjXYA6TJ2UZ7xQkAGcC8YVDgts2Xza797PxAwOoEkm8fNuE/+Je/Igbfbp7nShswrKGDyN2ZH6p6eY5NGo6X/c70/D+O2rqaW4zihMchMI/O/63ggQxA8xPd+ubW1ddQA113n+bWs1I3A29HTu5fnnAwHivqt8bQJYcHv319GxGWrr1GQygImWgoMXFtpmg2auZGYlmmUtsrsC6Eppvfm/Ue2s2LMMwa34HMJAsehDXN/C/CUK8pKnu1uZhrO7mFUPXKS3DaoelvIB4ajt4wANh+Yj0xJvd9HrpPUkK+YXUfJ3nzeqlvLqilH71i7+proYS96sUxNCehZr9rHOWjzJlG7crxguyeN98EHjVbwETm5V4BBfzPu/Fq/We2JaTCbkiIQEVgnns19mnD7f6Qg/2JdXUjwzoubmackqBU07kQmbsOSK+KFotXy58g9ZNjS0RPS+e4X2kpeD5yT43QVY33xdbJaVtaaiJ3t0NJDnZmJjmAH7obT5O3/yW2/cAUjqhshXT8xnnNOtuoMtW20NXxiauw70ew2jJUlIfhX4wQdxkT5kB4u0jD1ajhSi1EBGE+CnBky2Iqbesx8ZeTmELQZd/gT6h48B6onGVQ8jk6lk9/GfGi4/Z7pipMN2/mF9bjerAQD90/LPUxZj1vkzhB62pukgpE+ii084EpH4EJcbucWUB8DGB4ZR8b73kitSbCwPeR2m8nUYcmalcLybnXBqe6w7MnSJ6qWN11nC+Cb12I6+YbHQHSTAktX9W/s9OYz3Lyz0bMMig41hI3qRXz5mXEKumqgArcK3esjMtiRk05ITFG5kbtAG9E/fRH4SxLSNsC8efIXKdsM+utxJvdbmchBnw2w4Yto9szCZmQ+N6UhjavC+lUjIZN8OSrjDndAZS70rR6rkyi9ibeC8zyxUjwDyniW9QQx1NJjqa6qTg1TiUKooE8+6BAlUE0btqEnMysR6Of+r9Wx9dm1hFF4lCdAnLlEe0ZbqphrY8kVKNdX4rO9qtnM2E5U0zuuAj53nSm3tOiL4/GOIe4d5R9IXs7H0q0SvOnxaVf4FwHrzudjWav4/UWfAf74mEUqU9B4DRMQ/Y9g87Sc/vfXPYDkbnRNw+ijk8sJH0VO0GgAwq/eUBNthals0rT88rS97uwB8GhIxz2PQ7QUw/s7FzD2Nlpj2wNHT5dpflROsY4DRwMFw7kljw99xITyveSMtu0FeIl956Qpl9nGAr+Oz0ZtCtjPBHYmn5KDu23GCUeA3l0HdN1CUimIBnbLuHjpMLecWTMejby+Lr32ex8Ba/9j0H72+Qjw8ct3z+JBjUul9FqcUXLq8OIyGgJ9B2PGxpirglj1PXEcvqCqJ9MRjSqso/8D8QSvq5+rh/fIrEtP19qSxoRHbexSuVCHtp6UB0smGkbN1cuEPBnomQJe5fOGVdqIytV3dM8ioRvoubJBaekCb8kPbnF8DTIj8ynZZ587o5naN4Kn/VmaJlkIlL+1Zp60iA9DcZ17JkhNkgGUpf/PNNDolYVZVS9T6ufPpYdTUpNBK6M88i/luVX3W6xoYGwmYXjvu499Hyb0x0HNMPJ6dY0VbXs3LwswsvDoo2B0hbGnJbXe5gHuPaID2WbKQme8BWZlNdd9uXSNBqlYKZtjzz67pdvCvPKsjduZ0KEVNHbwgUZWria/x8Y5zhd1e3KaSrFi1H1LYmjwBZ/ykd7rc0p/SiUE4f2Eo5P160hjPPQMPpdwlnJZsBOJR64THygrvaypzo0R41XUmlnKg0Aizi6qQ/vWMTFpfylijLTsdmZIOUKwFhK1xnCLBU/98Fn8V7M93t8TEoch4otNo/keVkGx5aO2iEdZ8+XvrHXe11r3uy3dN6i/5EzNqkTk7Tl7MBk+mRlmnmDjDCPuhqC7Kamd8BUCwB5V1c4lhm7aiGdFVC+MsWBp7Qsmv/0Zqv5qA3S9tjFoaXzM4WcXSHtT8YDFrbmUSH3RSJ2bbLS6nkLMuZ7+Er1MSga6XbR9/FyhwqeIc/2h7Dk983x1iFm0bUyF+9ChP6QQE9E6wbst254YmuU+XLbdMtfXEACqv0jkx5Z+lQbc8+q77L2oLmLs2zXJ+hfjq2C3LAU7Z1N1Sj1mWZXkJMVS/0wLrAcwj/pM3fPQs+UAFNJf4uLrq3W4fhf/8YorJkPg6XFD5NpwRJRogjFaJB6HdFcfizvGMF8xZkA/U9I0cK2A0LeHpNfp8ojm1WTsy4DNDkIVT774VyMJpGuhbUmrnvYVcSMlxrzy+7F/aGkKgM/c5ywaDUoVj7DWW2RMDdGHcpG3jAx38TGeLSz8icqcz52/gYabkZKM/iHGcraKirKVUWgqCDvh+w/kbajQJqjCl7vcOfHPvThQYCftODfMk4AgGniBiePqRZjfA266+O1E43/tPi6I8Yw/U7bJlrChsBBCdxqW9o4NVYuhva70L0GnlV4gmykr3D95EUhTkMBcr8q7RuL3VBpjC51iU842pxMpoXqXuqDHRCFNDAWQ5gTTuMLrrapO6PI75AEXGZltR0zQg7sx+Edwn9ymY4uWrnAQQwzqxX2qPBfSkQT+0baj8lZhmIqE/cs2aae7hx5ZZZsIf+nEu62TdR/2jGRPZGMHFoGmMaXb8VspQUhfqNH2OD+eyoHM3sfU7n7gCEiZcW7Eni9CH86/6d2XGX+sgYxDYtJfp0qPUkrDCE8CqTtVUm4pRnTGDBLjLXuuuVv0D7OG1oGS5IQ0XfVL5R3XHyWFQd3urFSc1s1VMHZQFhXgCwTtZTuFH33gN/SlbkwLEKTOqjFYvBLDaeWKF4sKV5wPD2SKnY5+3PqevktAER8Vh5p9pVA4FW7sAOT3zzfEAaD7WcYD7iF0FOBdWwWgtpkFxZ0a6Ub21aWXs6OWJR9ZgsQDNh9bnsk6L2HWDw7TW1Xx0KwaMiRUnB2MkIfyGLcTF81CcKH43SmrLmP9agoAQKewyYh7tpdEZ35i8/4BoePIpeh+/kSSow4T7M1uMzjAvsqNzyQKxiEaYNBIXXDt7rCc9gpfvHHd4jFM823NUDBz45HRJDyZx0vx8NCsVBw47klsdsZhXlCddyDqDP+Gza8mksPLayd5tdehTdUNp2vwiyTQHpvTXukPSuTvqd/Gir+/eVcqa57IkmTvAnPW1wDF0nrk2gWxGEJ1Jj/VKoKbAeEMsp02Z8pgpb4OH7hwq6PgnbBv+SkzgNrVtRlKxFB0d+YIl/sLZtjCEwJGqoy8ofKhWnxa3KpWD0CC8m47gygMupB+snDLlXQcNeSnpAHZ2+lyqC1ABeKUS9lqTDOifjH2/iHPbBEcXxijguJ4BYprz6DXLHmIi7KCoLxRB4R/7+P5T5aLSfYQ33F63MTS+U/YJQj0GirqQEouPTgf6TqGtf9CjAxsWUnZlJYEj1TBrTVdcCJsy4HDgJ+FtHUx4WNjJs26rdzEeCVLwgot4FdZBWLATYxvSRaLCM/sPfkHjtHjF2Mj5jq4WYcLMjOkTRHLBRBC61yf1NR7FBRqN8fnV1L2jam5G4KsvrM4kqNKvryfryyctWfQ6SHcl1XK9YfLoKe7ED8HnH00IwYDGQSKQVQ4HFFyZU0mNsJEkFXf8xrbkdDnDEv3zCsaRFf+8yw1bXCFiDuGSB/ietXHAx70bX/EFdvyNafu2tplmsRcldsZwhnVn6B6z38PudsLpk6hiim3AqPsJtLyhYzWsHxBoxhZJgQhZVSCdT3CQR2JfPUbRcVxhE6jxNrrEFGZkhWjJfkEHcwlItLb6LnWAGYRORYbSZEWOw9YQPk0n67mrvK7BaZd82JWbZq467mEJ1gM/+wt10WvIVUINA1h+SDee9qOXjhFsNIq8mO1sKNRq3yTBY6iV1pVSyvLa/gPQrLKOSWbgSlGcLkJTJuhlhim3Kb4PSAvU8GGyBR2S5MGn7C0LTyv6rCw1NYbbiUxXiSi7LaTQn/vZoBJIgG2mPu56k32yM/ejBiv89Pbp2CaDvxnKi/d4bvW8AlU+2O9885fYjrqV3zjqF60DTcPRBN6nWFo4xdjj/3//GL59/f5V/04zYe1ko4pUcRDh8O5SMZiULFX8p7nhdBmHgCsZ5RcKsKL/IyKSZJWPbukU2VxBqSVNzWz32ma7dgpc/qDkxiFlxzJZEHLiDhHujQW36vnTcRPIQcluGiLH+JfDn9F0/1h+kdJRD8b905bIcX8NCbpj/Kcra4qQ44OOIGrSI0l+qbPOPrsgSuDlra8fEz5btDSBJPMx9AtK7h/AYiFEOkjI/BWfrswUiFGvx8/6K5Q6dfbhLKvnCiI38p9n97TsMmfBQGpbMz1I7gfgN6EWvvA+7LSrq3vjbdYnNG1CXQ8OUU2JDdt7+GEX1a5Rn4EtRRUNdOO/5qhixOEU+XzDUMfobkNjkirNjbW+vlI+c+Q8hnAARdDflrDvXBBikPdUjaP5N9QUuHGnFbV0M597Jx6xNk7kIao0Z2Lcssk+KWqDEZSjzlSw+U3JlFV7EeYo8TjAXzwecNU8O6MXmWDMDRC8kBPiKBYS38zUu/4DSSqCecnXb9K/wQ9crzFokvTV2B1XRWnyxzwxl90gE1mbJDROZ7I0a1oSgJrnrP8nPA5ffnmdqbMUWYY4RH0GjX1GTef9+EX4SWfIf+gQahufrE1e/wMmDB2fss0/DeMtjwXn5fS3lv1n6VsUgy+IZg4Zqt+UOARChYkztdcmeocfCrPZvbqITMERF3V+Hn3BRwxvKheTJZhJsXmUsuzBP1+dYDxJ3+rSzPH6FBhjEeZJmsei4Nt2FMxK7FpFLgbx5+09Y3KehczXY4Q5VneS4lnKlL2R4NTVXF+wtaaLxoxAmnu6S7uce98y4f6wfgyQZYdUnITyTPZlwjzSOQ/7M0Bc5hegOdzKYN0zu3cYA6cuD9CdK/l/Goi5vtEvKhVD8kJin/QYbbVVfXaDJi1FkB8Id7VthauU444Y8pYKZ8YLClG/5fV6SqHYMU3eIIf5XZw45JTwU6WKgM8kGTvBT2llZD2NqyYPgBnMbpoXLnu2mzB0DvstViG5gVinHKVRh+KKQTfxfGd+STNBUOb2fuIomEMxCHLt29cK1ku/le0eryEu0QqHx2LAUbPj3WWPzDjzJLBxDQb6ith65LJ2C0besWyNtBwGCzM/UfCIcEbZ9AJZtAo7cNAud47xZwX94wsbvJSodtmKjNxZguTfPAOgnbLl//RQcqsFLXxCIcQERmvKoxML/6Lmvg1ZS7CMsa97csfVyo+a6FLuxK7bPEtEjj3/jrXKkJrQIdqae6MvbCl3iBM9RKsABVORE9WHkzKVfTWr6Cf5ifjo8mee4Q+fDHUiPrKOC+Dp0z5a6N3a4BEGB0yFQZxH+9AY7fU98fRtNrthwk+gjEQ1PndOTStScmsDFXkBwiaTBwXgMwFL+N5MmHZC2AgmjiVkqxFUQJCrYietX29qx9jFieSBXexTAO+O3/x0+cKEg3pkm5GCsL3RFeOxLMzeCHi5vpscv+uKFFDYgT8YCMVB1j1PXqE7g46pRIEr8mTqG/I+ES3gZsFaoMmyWju+txbav6sl3ED65/HNpRfOypF6HheMbDmQ8xAIFTltSIaZW07cmVGRVuVEuLp0AXBcJ16q2irMuVbC0cI1PMjmUX1EU+INLfNkez5fkBAi3jSG3pe5Y56bfbx7/F2UqLejBjq1syvC0Ra43xmzId9qUDSC1XwWGWZIa4V07A/rXGgzMG/NiCqdyaPJNUoEKJ51eNaTLYOOldfVryV6lYmm0cle6QKDXM0Mu5YgmaH7BSiUfkN1//1DOFA4QHk/5Zk2Y5V8dA1Mx38ax0HCp0VixALzFpEW9pw0i2xHzn3KWM5H6ujRI2CKV5WtAwjB+i8qwUUFKzFb0DWyvA+QbItHRS7dg+kTr4Aazy2vdUi5ROrJMvQMmndL4kG3aTYzXHXszvkOt8lQNG6+Bl6ugNF1X/ACbnCJdkkh5eNDX5hFCq7NJxb/2/naH9J3c+dENFP4z7NKMH5Lp3vQ3C92xjlM8ibW6ii6v2CBalPSxvOoHpQCSzNKYU/br9M3uYlmmCaD2HSij0+l6j8KHZY1ZXzkwzDGM76fRJCIJhT0onTGt4LYtQVHWyo1wTJkD6MYgEZOlWqdMsF9YNdKiLy3oS+VX7ZT38J7seE234enxwE5d7sWutIXHsYmu1t866w0mTkU802m4XZ5tO2KQJMbfsp/Rl6LlLpP5Q8jblVkfzegPAi6lKl+XySQOF2xxrK4qabItt8gKivUkn3U78vmKQSCDwb6/cX3CChI9IERTelwdB+EEQl9K2JPyW1ABXT68AN1bDb/geVEmILAS26A22ozap5CAjgmOUD+iYPIsxs7Qj3ajwaONeFvPwcGSYsuejOqczkiOE1HTx6PyDRKNAQ/sI3qVUK4lsfyGMqkByWCC2bc1m5Vxe1O5dY1P+gFOpsz4BdqEYPXdzqC+nOEUrA5+IYbUQSNz0W1Z548JyeI/mEJOQ1Sz/je+fmvGYnh0mAKVj3+tLNtcIJBXZMZBYnanmAwVvU/+ISek4deLDDJ/JCLNKDiTRNypo1e0xAVLIEHuXniWBWa7iR7/9e32xjZQYVYon/cojP6qLiFxXya3nAvPwbd0HvJlxWENn7mzxrU0v0L4PkDLi11GIhxCYV70jX7WH6l7Ew4sXQUUM5FsToEzg17mUvx6e2OdbShic6gnGAkZI+B+wGCbqPFWmexMSrRvNRHHX2jI3pxvzEDpcyrGPduMul+xFzEXmf7QDTE4LaA+xDDavjbLCaS8q9vlasKIoagtMSjH5EYbmGOXMlVz7Unti22vOTKsrCj+fsvL2HudR9G8KFn8b3sNU2n1DcX0L59IwgZ0LTK7WTEWnRrBVkLltVEltV//R+yY8De0SYnEAAAD0yk25dx+RP0aFcfEw6FPeEUlJL7PX0/yTpnXzC6P9eAJ2Kn74/nnKrT58xC2J7AWhSBYTH0i16/MVqDoNJxuBo51A21evZ6uAlmx8D1sB3si75yxWAB/IGvPcUbowLQ2QATHiVVpGOKCz0whVe0MGyNXMtV3alEm+RpBmoPLhrEcEM+4cpKzCU3+WM5JeIiY3gYDHupPD3D2u0FoWAGzXNNn49NM4l/eTVGY/ZWwl8phJ2N9I8iHpiYy7jAgmkkEDptaB56qJJtvH5FrYu9sfWYNbgnpJqSQfChx1p7gJs6Sj0U0ce8tp/JTI/7vjWZdx4gWC6PgAnbg96aEDFOZBXRYVrWKjbMoytv9Kkw+PLE5N9ZHgDW8XdMFnf/B/g1DOZ/f/Dv6lSkQ3lGq/BlQHxqJoGmD0tpT/3t2sX1TPZtv4APrHxSfF7BAgIh+T1A95LCkBAh8d7vif0qMFZw1XsboKPN0ycoQf/wegEk8xCPTtwZYAAAAAA=" alt="Renzo-ArtHome" style="height:46px !important;width:auto !important;max-width:120px"></p>
<div>
<h2 id="la-catena-degli-strati">La catena degli strati</h2>
<p>Traspirabilità, profilo di Glaser e protezione dalla pioggia, per la parete che componi tu</p>
</p></div></div>
<div class="rah-body">
<div class="rah-sez"><span class="num">1</span></p>
<h3>Condizioni al contorno</h3>
</div>
<div class="rah-card">
<div class="rah-griglia">
<div><label for="rahTi">T interna (&deg;C)</label><input type="number" id="rahTi" value="20" step="0.5"></div>
<div><label for="rahURi">UR interna (%)</label><input type="number" id="rahURi" value="65" min="1" max="100" step="1"></div>
<div><label for="rahTe">T esterna (&deg;C)</label><input type="number" id="rahTe" value="0" step="0.5"></div>
<div><label for="rahURe">UR esterna (%)</label><input type="number" id="rahURe" value="80" min="1" max="100" step="1"></div></div>
<p class="rah-note">Valori di prova, liberi: la verifica di norma (UNI EN ISO 13788) usa le medie mensili della località, per tutti i 12 mesi.</p>
</p></div>
<div class="rah-sez"><span class="num">2</span></p>
<h3>Stratigrafia parete (INT &rarr; EST)</h3>
</div>
<div class="rah-card">
<div class="rah-presets" id="rahPresets"></div>
<div class="rah-aggiungi">
<div><label for="rahMat">Materiale (valori di progetto UNI 10351:2021)</label><select id="rahMat"></select></div>
<div><label for="rahSp">Spessore</label><input type="number" id="rahSp" value="2" min="0.1" step="0.5"></div>
<p>        <button class="rah-btn-verde" id="rahAdd" type="button">+ Aggiungi</button>
      </div>
<div class="rah-agg2">
<div><label for="rahNomeF">Pittura o membrana, con s<sub>d</sub> dichiarato dalla scheda (EN ISO 7783)</label><br />
          <input type="text" id="rahNomeF" value="Pittura in classe V3" placeholder="nome dello strato"></div>
<div><label for="rahSdF">s<sub>d</sub> (m)</label><input type="number" id="rahSdF" value="1.4" min="0" step="0.05"></div>
<div><label for="rahSpF">spess. (mm)</label><input type="number" id="rahSpF" value="0.1" min="0.01" step="0.05"></div>
<p>        <button class="rah-btn-verde" id="rahAddF" type="button">+ Aggiungi</button>
      </div>
<div id="rahLista"></div>
<p class="rah-note">Il primo strato è lato aria interna, l&#8217;ultimo lato aria esterna. Per i film sottili il &mu; non si dichiara:<br />
      si inserisce l&#8217;s<sub>d</sub> di scheda, e la loro resistenza termica si trascura.<br />
      <br /><b>Da dove vengono i numeri.</b> Ogni voce del menu porta con sé la propria provenienza, che compare<br />
      nella scheda dello strato: per la maggior parte è il <b>prospetto A.1 della UNI 10351:2021</b> (con le<br />
      permeabilità &delta; della voce), per alcune è dichiarata un&#8217;altra origine (scheda tecnica di prodotto,<br />
      UNI EN ISO 10456, UNI EN ISO 13788). Il &mu; singolo è il valore di lavoro del database del modulo Glaser<br />
      di casa; il dato di norma è l&#8217;intervallo. Nessun valore è stato inventato o mediato qui.<br />
      In progetto si usa la scheda tecnica del prodotto posato.</p>
</p></div>
<div class="rah-sez"><span class="num">3</span></p>
<h3>Stratigrafia, scala fisica (cm)</h3>
</div>
<div class="rah-card">
<div class="rah-titolo-corsivo">Stratigrafia, scala fisica (cm)<span id="rahSpTot" style="font-style:normal;font-family:Consolas,monospace;font-size:0.8em;color:var(--muted)"></span></div>
<div class="rah-scroll">
<div id="rahFisica"></div>
</div>
<div class="rah-nota"><b>Nota.</b> Questa barra rappresenta il muro in scala fisica, con le dimensioni reali in centimetri.<br />
      <b>Non sostituisce</b> il profilo di Glaser qui sotto, che usa la scala in resistenza termica cumulata.</div></div>
<div class="rah-sez"><span class="num">4</span></p>
<h3>Profilo Glaser, P<sub>v</sub> e P<sub>sat</sub></h3>
</div>
<div class="rah-card">
<div class="rah-titolo-corsivo">Profilo Glaser, P<sub>v</sub> e P<sub>sat</sub><span id="rahBadge" class="rah-verdetto" style="font-style:normal"></span></div>
<div class="rah-scroll">
<div id="rahGlaser"></div>
</div>
<div id="rahGlaserEsito"></div>
<p class="rah-note">Metodo per interfacce della UNI EN ISO 13788 come documentato dal manuale ANIT: saturazione<br />
      P<sub>sat</sub> = 610,5&middot;e<sup>17,269T/(237,3+T)</sup>, temperature dalle resistenze termiche cumulate<br />
      (R<sub>si</sub> 0,13 e R<sub>se</sub> 0,04 m&sup2;K/W da EN ISO 6946), P<sub>v</sub> lineare negli spessori d&#8217;aria<br />
      equivalente, strati suddivisi finché ogni tratto ha R &le; 0,25 m&sup2;K/W. <b>Dove la linea rossa tocca la blu<br />
      dentro la parete, lì l&#8217;acqua compare</b>; se il contatto avviene già sulla faccia, la condensa è<br />
      <b>superficiale</b> (la superficie sta sotto il punto di rugiada dell&#8217;aria: il caso della muffa) e il verdetto<br />
      lo dice a parte, perché nell&#8217;aria non condensa niente. Quadro a un solo clima: la verifica completa lavora<br />
      sui 12 mesi e calcola quantità e rievaporazione della condensa.</p>
</p></div>
<div class="rah-sez"><span class="num">5</span></p>
<h3>La catena della traspirabilità: chi comanda</h3>
</div>
<div class="rah-card">
<div class="rah-bar" id="rahBar"></div>
<p class="rah-tot" id="rahTot">
<div id="rahEsiti"></div>
<p class="rah-note">s<sub>d</sub> = &mu; &times; spessore: lo spessore di aria ferma che opporrebbe al vapore la<br />
      stessa resistenza. Gli strati stanno in serie, gli s<sub>d</sub> si sommano, e comanda il più chiuso.</p>
</p></div>
<div class="rah-sez"><span class="num">6</span></p>
<h3>Il rivestimento esterno davanti alla pioggia</h3>
</div>
<div class="rah-card">
<div class="rah-griglia" style="max-width:420px">
<div><label for="rahW">w in kg/(m&sup2;&middot;h<sup>0,5</sup>)</label><br />
          <input type="number" id="rahW" value="0.05" min="0" step="0.01"></div>
<div><label for="rahSdr">s<sub>d</sub> del rivestimento (m)</label><br />
          <input type="number" id="rahSdr" value="0.30" min="0" step="0.05"></div></div>
<div class="rah-kunzel" id="rahKunzel"></div>
<p class="rah-note">Criterio per la protezione dalla pioggia battente (recepito nella norma tedesca):<br />
      w &le; 0,5, s<sub>d</sub> &le; 2,0 e prodotto w&middot;s<sub>d</sub> &le; 0,2. I tre vincoli valgono insieme.<br />
      Classi EN 1062-1: sul vapore la migliore è V1, sull&#8217;acqua liquida è W3.</p>
</p></div></div>
<div class="rah-foot">
    <span>Tavola di calcolo a corredo dell&#8217;articolo &#8220;Il muro non respira&#8221;</span><br />
    <a href="https://www.renzo-arthome.com" target="_blank" rel="noopener">renzo-arthome.com</a>
  </div>
</div>
<p><script>(function(){var b='
/* Database materiali del modulo condensa-glaser di mixando-app,
   copiato integralmente su indicazione dell'autore. Ricopiato il
   26/08/2026 sera, DOPO le correzioni fatte nell'app (lane minerali
   con intervallo coerente, provenienze di barriera e cls armato
   dichiarate). NON MODIFICARE A MANO: ogni correzione va fatta
   prima nell'app e poi ricopiata. */
var RAH_MATERIALI = [
 {
  "id": "mattone_pieno",
  "cat": "Muratura",
  "name": "Mattone pieno",
  "lambda": 0.72,
  "mu": 10.0,
  "mu_min": 5.0,
  "mu_max": 11.0,
  "rho": "1800",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Laterizi ρ=1800, δₐ=18÷36, δᵤ=18÷36, λ_utile=0.72"
 },
 {
  "id": "mattone_forato",
  "cat": "Muratura",
  "name": "Mattone forato",
  "lambda": 0.36,
  "mu": 8.0,
  "mu_min": 5.0,
  "mu_max": 11.0,
  "rho": "1000",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Laterizi ρ=1000, δₐ=18÷36, δᵤ=18÷36, λ_utile=0.36"
 },
 {
  "id": "mattone_1200",
  "cat": "Muratura",
  "name": "Mattone ρ=1200",
  "lambda": 0.43,
  "mu": 8.0,
  "mu_min": 5.0,
  "mu_max": 11.0,
  "rho": "1200",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Laterizi ρ=1200, δₐ=18÷36, δᵤ=18÷36, λ_utile=0.43"
 },
 {
  "id": "mattone_1400",
  "cat": "Muratura",
  "name": "Mattone ρ=1400",
  "lambda": 0.5,
  "mu": 8.0,
  "mu_min": 5.0,
  "mu_max": 11.0,
  "rho": "1400",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Laterizi ρ=1400, δₐ=18÷36, δᵤ=18÷36, λ_utile=0.50"
 },
 {
  "id": "mattone_1600",
  "cat": "Muratura",
  "name": "Mattone ρ=1600",
  "lambda": 0.59,
  "mu": 8.0,
  "mu_min": 5.0,
  "mu_max": 11.0,
  "rho": "1600",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Laterizi ρ=1600, δₐ=18÷36, δᵤ=18÷36, λ_utile=0.59"
 },
 {
  "id": "cls_strutt",
  "cat": "Muratura",
  "name": "Cls strutt. chiusa ρ=2000",
  "lambda": 1.16,
  "mu": 100.0,
  "mu_min": 74.0,
  "mu_max": 148.0,
  "rho": "2000",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Calcestruzzo struttura chiusa pareti protette ρ=2000, δₐ=1.3÷2.6, δᵤ=1.8÷4, λ_utile=1.16"
 },
 {
  "id": "cls_2200",
  "cat": "Muratura",
  "name": "Cls strutt. chiusa ρ=2200",
  "lambda": 1.48,
  "mu": 100.0,
  "mu_min": 74.0,
  "mu_max": 148.0,
  "rho": "2200",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Calcestruzzo struttura chiusa pareti protette ρ=2200, δₐ=1.3÷2.6, δᵤ=1.8÷4, λ_utile=1.48"
 },
 {
  "id": "cls_2400",
  "cat": "Muratura",
  "name": "Cls strutt. chiusa ρ=2400",
  "lambda": 1.91,
  "mu": 100.0,
  "mu_min": 74.0,
  "mu_max": 148.0,
  "rho": "2400",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Calcestruzzo struttura chiusa pareti protette ρ=2400, δₐ=1.3÷2.6, δᵤ=1.8÷4, λ_utile=1.91"
 },
 {
  "id": "tufo",
  "cat": "Muratura",
  "name": "Tufo vulcanico",
  "lambda": 0.63,
  "mu": 8.0,
  "mu_min": 5.0,
  "mu_max": 11.0,
  "rho": "1500",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Rocce naturali, Tufo ρ=1500, λ_utile=0.63. δₐ non in standard, μ stimato"
 },
 {
  "id": "tufo_2300",
  "cat": "Muratura",
  "name": "Tufo ρ=2300",
  "lambda": 1.7,
  "mu": 15.0,
  "mu_min": 10.0,
  "mu_max": 20.0,
  "rho": "2300",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Rocce naturali, Tufo ρ=2300, λ_utile=1.70. δₐ non in standard, μ stimato"
 },
 {
  "id": "pietra_calcarea",
  "cat": "Muratura",
  "name": "Pietra calcarea",
  "lambda": 2.9,
  "mu": 165.0,
  "mu_min": null,
  "mu_max": null,
  "rho": "2700",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Rocce naturali, Calcare ρ=2700, λ_utile=2.90. δₐ non in standard, μ stimato"
 },
 {
  "id": "calcare_1900",
  "cat": "Muratura",
  "name": "Calcare ρ=1900",
  "lambda": 1.5,
  "mu": 40.0,
  "mu_min": null,
  "mu_max": null,
  "rho": "1900",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Rocce naturali, Calcare ρ=1900, λ_utile=1.50. δₐ non in standard, μ stimato"
 },
 {
  "id": "blocco_poroton",
  "cat": "Muratura",
  "name": "Poroton (rettificato)",
  "lambda": 0.18,
  "mu": 8.0,
  "mu_min": null,
  "mu_max": null,
  "rho": "800",
  "desc": "Scheda tecnica, Laterizio alleggerito rettificato. Non in UNI 10351:2021 Pr.A.1"
 },
 {
  "id": "granito",
  "cat": "Muratura",
  "name": "Granito",
  "lambda": 3.2,
  "mu": 10000.0,
  "mu_min": null,
  "mu_max": null,
  "rho": "2500",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Rocce naturali, Granito ρ=2500, λ_utile=3.20. δₐ non in standard, impermeabile"
 },
 {
  "id": "marmo",
  "cat": "Muratura",
  "name": "Marmo",
  "lambda": 3.0,
  "mu": 10000.0,
  "mu_min": null,
  "mu_max": null,
  "rho": "2700",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Rocce naturali, Marmo ρ=2700, λ_utile=3.00. δₐ non in standard, impermeabile"
 },
 {
  "id": "intonaco_calce",
  "cat": "Intonaco",
  "name": "Intonaco di calce",
  "lambda": 0.9,
  "mu": 25.0,
  "mu_min": 16.0,
  "mu_max": 39.0,
  "rho": "1800",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Malta di calce e cemento ρ=1800, δₐ=5÷12, δᵤ=5÷12, λ_utile=0.90"
 },
 {
  "id": "intonaco_cem",
  "cat": "Intonaco",
  "name": "Intonaco cementizio",
  "lambda": 1.4,
  "mu": 25.0,
  "mu_min": 16.0,
  "mu_max": 39.0,
  "rho": "2000",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Malta di cemento ρ=2000, δₐ=5÷12, δᵤ=5÷12, λ_utile=1.40"
 },
 {
  "id": "intonaco_gesso",
  "cat": "Intonaco",
  "name": "Intonaco in gesso",
  "lambda": 0.35,
  "mu": 11.0,
  "mu_min": 11.0,
  "mu_max": 11.0,
  "rho": "1200",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Intonaco di gesso puro ρ=1200, δₐ=18, δᵤ=18, λ_utile=0.35"
 },
 {
  "id": "intonaco_calce_gesso",
  "cat": "Intonaco",
  "name": "Intonaco calce e gesso",
  "lambda": 0.7,
  "mu": 11.0,
  "mu_min": 11.0,
  "mu_max": 11.0,
  "rho": "1400",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Intonaco di calce e gesso ρ=1400, δₐ=18, δᵤ=18, λ_utile=0.70"
 },
 {
  "id": "malta_gesso_900",
  "cat": "Intonaco",
  "name": "Malta di gesso ρ=900",
  "lambda": 0.41,
  "mu": 11.0,
  "mu_min": 11.0,
  "mu_max": 11.0,
  "rho": "900",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Malte di gesso per pannelli ρ=900, δₐ=18, δᵤ=18, λ_utile=0.41"
 },
 {
  "id": "rasante",
  "cat": "Intonaco",
  "name": "Rasante/Stucco",
  "lambda": 0.7,
  "mu": 18.0,
  "mu_min": null,
  "mu_max": null,
  "rho": "1400",
  "desc": "Scheda tecnica, Non in UNI 10351:2021 Pr.A.1. Valore intermedio tra gesso e cemento"
 },
 {
  "id": "eps",
  "cat": "Isolante",
  "name": "EPS (polistirene espanso)",
  "lambda": 0.04,
  "mu": 50.0,
  "mu_min": 32.0,
  "mu_max": 77.0,
  "rho": "25",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, EPS sinterizzato lastre ρ=25, δₐ=2.5÷6, δᵤ=2.5÷6, λ_utile=0.040"
 },
 {
  "id": "eps_15",
  "cat": "Isolante",
  "name": "EPS da blocchi ρ=15",
  "lambda": 0.047,
  "mu": 50.0,
  "mu_min": 32.0,
  "mu_max": 77.0,
  "rho": "15",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, EPS da blocchi ρ=15, δₐ=2.5÷6, δᵤ=2.5÷6, λ_utile=0.047"
 },
 {
  "id": "xps",
  "cat": "Isolante",
  "name": "XPS (polistirene estruso)",
  "lambda": 0.034,
  "mu": 80.0,
  "mu_min": 43.0,
  "mu_max": 107.0,
  "rho": "30",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, PS estruso con pelle ρ=30, δₐ=1.8÷4.5, δᵤ=1.8÷4.5, λ_utile=0.034"
 },
 {
  "id": "lana_roccia",
  "cat": "Isolante",
  "name": "Lana di roccia (pannelli rigidi)",
  "lambda": 0.039,
  "mu": 1.3,
  "mu_min": 1.3,
  "mu_max": 1.3,
  "rho": "80",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Fibre min. feldspatiche pannelli rigidi ρ=80, δₐ=150, δᵤ=150, λ_utile=0.039"
 },
 {
  "id": "lana_vetro",
  "cat": "Isolante",
  "name": "Lana di vetro (pannelli semirigidi)",
  "lambda": 0.043,
  "mu": 1.3,
  "mu_min": 1.3,
  "mu_max": 1.3,
  "rho": "20",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Fibre di vetro pannelli semirigidi ρ=20, δₐ=150, δᵤ=150, λ_utile=0.043"
 },
 {
  "id": "lana_vetro_rigida",
  "cat": "Isolante",
  "name": "Lana di vetro (pannelli rigidi)",
  "lambda": 0.038,
  "mu": 1.3,
  "mu_min": 1.3,
  "mu_max": 1.3,
  "rho": "100",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Fibre di vetro pannelli rigidi ρ=100, δₐ=150, δᵤ=150, λ_utile=0.038"
 },
 {
  "id": "fibra_legno",
  "cat": "Isolante",
  "name": "Fibra di legno",
  "lambda": 0.045,
  "mu": 5.0,
  "mu_min": null,
  "mu_max": null,
  "rho": "160",
  "desc": "Scheda tecnica, Non in UNI 10351:2021 Pr.A.1"
 },
 {
  "id": "sughero",
  "cat": "Isolante",
  "name": "Sughero espanso",
  "lambda": 0.045,
  "mu": 20.0,
  "mu_min": 19.0,
  "mu_max": 29.0,
  "rho": "130",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Sughero espanso puro ρ=130, δₐ=6.7÷10, δᵤ=6.7÷10, λ_utile=0.045"
 },
 {
  "id": "poliuretano",
  "cat": "Isolante",
  "name": "Poliuretano (PUR)",
  "lambda": 0.032,
  "mu": 130.0,
  "mu_min": 97.0,
  "mu_max": 193.0,
  "rho": "32",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, PUR in lastre da blocchi ρ=32, δₐ=1÷2, δᵤ=1÷2, λ_utile=0.032"
 },
 {
  "id": "aerogel",
  "cat": "Isolante",
  "name": "Aerogel (pannello)",
  "lambda": 0.015,
  "mu": 5.0,
  "mu_min": null,
  "mu_max": null,
  "rho": "150",
  "desc": "Scheda tecnica, Non in UNI 10351:2021 Pr.A.1"
 },
 {
  "id": "vetro_cellulare",
  "cat": "Isolante",
  "name": "Vetro cellulare",
  "lambda": 0.06,
  "mu": 100000.0,
  "mu_min": null,
  "mu_max": null,
  "rho": "150",
  "desc": "UNI 10351:2021 Prospetto 2, Vetro cellulare (CG) pannelli ρ=150, λ_D=0.060. Praticamente impermeabile al vapore"
 },
 {
  "id": "resina_fenolica",
  "cat": "Isolante",
  "name": "Resina fenolica",
  "lambda": 0.044,
  "mu": 42.0,
  "mu_min": 32.0,
  "mu_max": 54.0,
  "rho": "60",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Resine fenoliche in lastre ρ=60, δₐ=3.6÷6, δᵤ=3.6÷6, λ_utile=0.044"
 },
 {
  "id": "cellulosa_sfusa",
  "cat": "Isolante",
  "name": "Cellulosa sfusa",
  "lambda": 0.058,
  "mu": 2.0,
  "mu_min": null,
  "mu_max": null,
  "rho": "32",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Fibre di cellulosa ρ=32, λ_utile=0.058. δₐ non in standard, molto permeabile"
 },
 {
  "id": "poliuretano_situ",
  "cat": "Isolante",
  "name": "Poliuretano espanso in situ",
  "lambda": 0.035,
  "mu": 55.0,
  "mu_min": 32.0,
  "mu_max": 107.0,
  "rho": "37",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, PUR espanso in situ ρ=37, δₐ=1.8÷6, δᵤ=1.8÷6, λ_utile=0.035"
 },
 {
  "id": "barriera_vapore",
  "cat": "Barriera",
  "name": "Barriera al vapore (PE)",
  "lambda": 0.5,
  "mu": 100000.0,
  "mu_min": 100000.0,
  "mu_max": 100000.0,
  "rho": "960",
  "desc": "Valore convenzionale (PE ad alta densità, praticamente impermeabile). Non in UNI 10351:2021 Pr.A.1: in verifica usare l\\u2019sd dichiarato dalla scheda della membrana"
 },
 {
  "id": "freno_vapore",
  "cat": "Barriera",
  "name": "Freno al vapore",
  "lambda": 0.5,
  "mu": 5000.0,
  "mu_min": 2000.0,
  "mu_max": 10000.0,
  "rho": "n.d.",
  "desc": "Scheda tecnica, Variabile per tipo di prodotto. Non in UNI 10351:2021 Pr.A.1"
 },
 {
  "id": "guaina_bitume",
  "cat": "Barriera",
  "name": "Guaina bituminosa",
  "lambda": 0.17,
  "mu": 193000.0,
  "mu_min": 193000.0,
  "mu_max": 193000.0,
  "rho": "1200",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Bitume ρ=1200, δₐ=0.001, praticamente impermeabile"
 },
 {
  "id": "asfalto",
  "cat": "Barriera",
  "name": "Asfalto",
  "lambda": 0.7,
  "mu": 193000.0,
  "mu_min": 193000.0,
  "mu_max": 193000.0,
  "rho": "2100",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Asfalto ρ=2100, δₐ=0.001, praticamente impermeabile"
 },
 {
  "id": "fogli_sintetici",
  "cat": "Barriera",
  "name": "Fogli sintetici",
  "lambda": 0.23,
  "mu": 5500.0,
  "mu_min": 1379.0,
  "mu_max": 19300.0,
  "rho": "1100",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Fogli di materiale sintetico ρ=1100, δₐ=0.01÷0.14, λ_utile=0.23"
 },
 {
  "id": "cls_armato",
  "cat": "Struttura",
  "name": "Calcestruzzo armato",
  "lambda": 2.3,
  "mu": 130.0,
  "mu_min": 74.0,
  "mu_max": 148.0,
  "rho": "2400",
  "desc": "UNI EN ISO 10456 (λ) + UNI 10351:2021 Pr.A.1 (δ; μ di lavoro 130 scelto nell\\u2019intervallo 74÷148), Cls strutt. chiusa ρ=2400, δₐ=1.3÷2.6, δᵤ=1.8÷4, λ_utile=2.30"
 },
 {
  "id": "cls_alleggerito",
  "cat": "Struttura",
  "name": "Cls alleggerito (argilla esp.)",
  "lambda": 0.3,
  "mu": 8.0,
  "mu_min": 5.0,
  "mu_max": 11.0,
  "rho": "1000",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Cls argilla esp. struttura aperta protette ρ=1000, δₐ=18÷36, δᵤ=60, λ_utile=0.30"
 },
 {
  "id": "cls_alleg_600",
  "cat": "Struttura",
  "name": "Cls alleggerito ρ=600",
  "lambda": 0.19,
  "mu": 8.0,
  "mu_min": 5.0,
  "mu_max": 11.0,
  "rho": "600",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Cls argilla esp. struttura aperta protette ρ=600, δₐ=18÷36, δᵤ=60, λ_utile=0.19"
 },
 {
  "id": "massetto_cem",
  "cat": "Struttura",
  "name": "Massetto cementizio",
  "lambda": 1.4,
  "mu": 25.0,
  "mu_min": 16.0,
  "mu_max": 39.0,
  "rho": "2000",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Malta di cemento ρ=2000, δₐ=5÷12, δᵤ=5÷12, λ_utile=1.40"
 },
 {
  "id": "cartongesso",
  "cat": "Rivestimento",
  "name": "Cartongesso (lastra)",
  "lambda": 0.21,
  "mu": 8.0,
  "mu_min": 8.0,
  "mu_max": 8.0,
  "rho": "900",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Cartongesso in lastre ρ=900, δₐ=23, δᵤ=23, λ_utile=0.210"
 },
 {
  "id": "legno_abete",
  "cat": "Rivestimento",
  "name": "Legno (abete)",
  "lambda": 0.12,
  "mu": 50.0,
  "mu_min": 43.0,
  "mu_max": 643.0,
  "rho": "450",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Abete ρ=450, λ_utile=0.12. Perp.fibre: δₐ=0.30; Parall.fibre: δₐ=4.50"
 },
 {
  "id": "legno_quercia",
  "cat": "Rivestimento",
  "name": "Legno (quercia)",
  "lambda": 0.22,
  "mu": 43.0,
  "mu_min": 43.0,
  "mu_max": 43.0,
  "rho": "850",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Quercia ρ=850, δₐ=4.50, δᵤ=4.50, λ_utile=0.22 (perp.)"
 },
 {
  "id": "osb",
  "cat": "Rivestimento",
  "name": "OSB (pannelli trucioli)",
  "lambda": 0.12,
  "mu": 72.0,
  "mu_min": 54.0,
  "mu_max": 107.0,
  "rho": "600",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Pannelli in trucioli di legno pressati ρ=600, δₐ=1.8÷3.6, δᵤ=1.8÷3.6, λ_utile=0.12"
 },
 {
  "id": "compensato",
  "cat": "Rivestimento",
  "name": "Compensato (pannelli legno)",
  "lambda": 0.15,
  "mu": 180.0,
  "mu_min": 54.0,
  "mu_max": 429.0,
  "rho": "600",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Pannelli di legno compensato ρ=600, δₐ=0.45÷3.6, λ_utile=0.15"
 },
 {
  "id": "piastrelle",
  "cat": "Rivestimento",
  "name": "Piastrelle (porcellana)",
  "lambda": 1.0,
  "mu": 1000.0,
  "mu_min": null,
  "mu_max": null,
  "rho": "2300",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Porcellana (piastrelle) ρ=2300, λ_utile=1.00. Bassa permeabilità"
 },
 {
  "id": "legno_pino",
  "cat": "Rivestimento",
  "name": "Legno (pino)",
  "lambda": 0.14,
  "mu": 43.0,
  "mu_min": 43.0,
  "mu_max": 43.0,
  "rho": "550",
  "desc": "UNI 10351:2021 Pr.A.1, Pino ρ=550, δₐ=4.50, δᵤ=4.50, λ_utile=0.14 (perp.)"
 },
 {
  "id": "custom",
  "cat": "Altro",
  "name": "Personalizzato",
  "lambda": 0.5,
  "mu": 10.0,
  "mu_min": null,
  "mu_max": null,
  "rho": "n.d.",
  "desc": "Inserisci valori manualmente"
 }
];

;

/* Motore di calcolo della tavola "La catena degli strati".
   Funzioni pure, senza DOM: le stesse formule di calcoli.py, così i due
   possono essere confrontati numero per numero.
   Viene incorporato dentro il widget in fase di build da _make_widget.py,
   e caricato tale e quale dalla pagina dei collaudi.
   Il profilo Glaser riproduce il modulo condensa-glaser dell'app di casa:
   stessa formula di saturazione, stesse resistenze superficiali, stessa
   scala in resistenza termica cumulata. Il caso di collaudo è preso da
   una schermata del modulo (calcare 40 cm + intonaco di calce 2 cm,
   20/65 dentro, 5/80 fuori) e i collaudi pretendono gli stessi numeri. */
(function (root) {
  "use strict";
  // Criterio dei rivestimenti di facciata (Kunzel padre, recepito in DIN 4108-3).
  var W_MAX = 0.5;      // kg/(m2 h^0,5)
  var SD_MAX = 2.0;     // m
  var PROD_MAX = 0.2;   // kg/(m h^0,5)
  /* sd = mu x spessore. Lo spessore entra in centimetri perché è così
     che si compila la tavola; il risultato è in metri. */
  function sd(mu, spessoreCm) {
    return mu * spessoreCm / 100;
  }
  /* Uno strato è [nome, mu, spessore cm] oppure [nome, null, spessore, sd]
     oppure [nome, mu, spessore, null, lambda].
     Per pitture, rasature e membrane il mu non si dichiara: si dichiara
     direttamente l'sd (EN ISO 7783, classi EN 1062-1). Ricavare un mu a
     ritroso dividendo l'sd per lo spessore sarebbe un numero costruito a
     tavolino: qui non si fa. */
  function sdStrato(s) {
    if (s.length > 3 && s[3] !== null && s[3] !== undefined) return s[3];
    return sd(s[1], s[2]);
  }
  function haSdDiretto(s) {
    return s.length > 3 && s[3] !== null && s[3] !== undefined;
  }
  /* Gli strati stanno in serie: le resistenze si sommano. */
  function sdTotale(strati) {
    var t = 0;
    for (var i = 0; i < strati.length; i++) t += sdStrato(strati[i]);
    return t;
  }
  /* Lo strato che pesa di più, con la sua quota percentuale sul totale. */
  function dominante(strati) {
    if (!strati.length) return null;
    var imax = 0, i, tot = sdTotale(strati);
    for (i = 1; i < strati.length; i++) {
      if (sdStrato(strati[i]) > sdStrato(strati[imax])) imax = i;
    }
    return {
      indice: imax,
      nome: strati[imax][0],
      sd: sdStrato(strati[imax]),
      quota: tot > 0 ? sdStrato(strati[imax]) / tot * 100 : 0
    };
  }
  /* Il supporto della parete: fra gli strati portanti (muratura o
     struttura, riconosciuti dalla categoria o dal nome) il più spesso;
     se non ce ne sono, il più spesso in assoluto. Così un cappotto
     più spesso del muro non viene scambiato per il muro. */
  function strateoPortante(s) {
    var cat = (s[5] || "").toLowerCase();
    if (cat === "muratura" || cat === "struttura") return true;
    if (cat) return false;
    return /mattone|laterizio|poroton|muratura|tufo|calcare|pietra|cls|calcestruzzo|blocco/
      .test(String(s[0] || "").toLowerCase());
  }
  function indiceSupporto(strati) {
    if (!strati.length) return -1;
    var imax = -1, i;
    for (i = 0; i < strati.length; i++) {
      if (strateoPortante(strati[i]) && (imax < 0 || strati[i][2] > strati[imax][2])) imax = i;
    }
    if (imax >= 0) return imax;
    imax = 0;
    for (i = 1; i < strati.length; i++) {
      if (strati[i][2] > strati[imax][2]) imax = i;
    }
    return imax;
  }
  /* La regola è qualitativa e sta in una riga: stretto verso dentro,
     aperto verso fuori. Due controlli separati, perché i due difetti
     non si somigliano.
     1) IL VELO CHE COMANDA: un film sottile (sd dichiarato, o spessore
        sotto il centimetro) che da solo pesa almeno un quarto della
        resistenza al vapore dell'intera catena. È l'errore della pittura
        sul risanamento: non dà niente in cambio.
     2) L'ISOLANTE CHIUSO SUL LATO FREDDO: la resistenza al vapore fuori
        dal supporto supera nettamente quella fino al supporto compreso.
        Non è un errore automatico (l'isolante in cambio tiene caldo il
        muro): è il caso in cui il profilo di Glaser va guardato davvero.
     Le soglie sono SCELTE DI LETTURA dichiarate, non valori di norma:
     0,14 m è il limite della classe V1 della EN 1062-1 (sotto, il lato
     esterno è comunque apertissimo e ogni allarme sarebbe rumore);
     il quarto della catena e il rapporto di 1,5 sono tarature di questa
     tavola. Non si usano i rapporti "uno a cinque" che circolano
     attribuiti alla letteratura tedesca: sulla fonte primaria non si
     trovano, e nel corpus sono già stati scartati. */
  var SD_IRRILEVANTE = 0.14;    // EN 1062-1, limite di classe V1
  var QUOTA_VELO = 0.25;        // scelta di lettura
  var RAPPORTO_ATTENZIONE = 1.5; // scelta di lettura
  function sequenza(strati) {
    var esito = {
      sbilanciata: false, tipo: null, colpevole: null, indiceColpevole: -1,
      sdInterno: 0, sdEsterno: 0, rapporto: null, quotaVelo: null
    };
    if (strati.length < 2) return esito;
    var tot = sdTotale(strati);
    var sup = indiceSupporto(strati);
    var i;
    // dentro: fino al supporto compreso; fuori: oltre il supporto
    for (i = 0; i <= sup; i++) esito.sdInterno += sdStrato(strati[i]);
    for (i = sup + 1; i < strati.length; i++) esito.sdEsterno += sdStrato(strati[i]);
    esito.rapporto = esito.sdInterno > 0 ? esito.sdEsterno / esito.sdInterno : null;
    // 1) il velo che comanda, cercato dall'esterno verso l'interno.
    //    Conta solo il lato FREDDO del supporto: un film sul lato caldo
    //    (freno o barriera al vapore) è una scelta di progetto legittima,
    //    un film sul lato freddo chiude l'uscita.
    if (tot > 0) {
      for (i = strati.length - 1; i > sup; i--) {
        var s5 = strati[i];
        var film = haSdDiretto(s5) || s5[2] < 1;
        var v = sdStrato(s5);
        if (film && v >= SD_IRRILEVANTE && v / tot >= QUOTA_VELO) {
          esito.sbilanciata = true;
          esito.tipo = "finitura";
          esito.colpevole = s5;
          esito.indiceColpevole = i;
          esito.quotaVelo = v / tot;
          return esito;
        }
      }
    }
    // 2) l'isolante chiuso sul lato freddo
    if (esito.sdEsterno > SD_IRRILEVANTE &&
        esito.sdInterno > 0 &&
        esito.sdEsterno / esito.sdInterno >= RAPPORTO_ATTENZIONE) {
      var peggiore = -1;
      for (i = sup + 1; i < strati.length; i++) {
        if (peggiore < 0 || sdStrato(strati[i]) > sdStrato(strati[peggiore])) peggiore = i;
      }
      esito.sbilanciata = true;
      esito.tipo = "isolante";
      esito.colpevole = peggiore >= 0 ? strati[peggiore] : null;
      esito.indiceColpevole = peggiore;
    }
    return esito;
  }
  /* I tre vincoli del criterio, che valgono insieme. */
  function kunzel(w, sdValore) {
    var p = w * sdValore;
    return {
      w: w, sd: sdValore, prodotto: p,
      wOk: w <= W_MAX,
      sdOk: sdValore <= SD_MAX,
      prodottoOk: p <= PROD_MAX,
      passa: (w <= W_MAX) && (sdValore <= SD_MAX) && (p <= PROD_MAX)
    };
  }
  /* Classi EN 1062-1. Attenzione al verso opposto delle due scale:
     sul vapore la classe migliore è V1, sull'acqua liquida è W3. */
  /* Bordi: la classe media include i propri estremi (V2: 0,14-1,4 compresi;
     W2: 0,1-0,5 compresi), come riportano concordi le schede tecniche di
     settore. sd = 1,4 esatto è quindi V2, non V3. */
  function classeV(sdValore) {
    if (sdValore < 0.14) return "V1";
    return sdValore <= 1.4 ? "V2" : "V3";
  }
  function classeW(w) {
    if (w > 0.5) return "W1";
    return w >= 0.1 ? "W2" : "W3";
  }
  /* Classi EN 1504-2, per i rivestimenti sul calcestruzzo. Lette sul testo
     della norma per l'articolo sul cemento osmotico: classe I sotto 5 m,
     classe II da 5 a 50 compresi, classe III oltre 50. */
  function classe1504(sdValore) {
    if (sdValore < 5) return "I";
    return sdValore <= 50 ? "II" : "III";
  }
  /* ------------------------------------------------------------------
     Il profilo Glaser, come nel modulo dell'app.
     Metodo e formula dal manuale ANIT 2025 (letto su PDF, dossier
     STUDIO_ANIT_GLASER del laboratorio), che documenta l'algoritmo della
     UNI EN ISO 13788:
       Psat = 610,5 x exp(17,269 T / (237,3 + T))     [Pa, T in gradi C]
       Pv alle interfacce: lineare nella scala sd fra Pv interna ed esterna
       temperature alle interfacce: dalle resistenze termiche cumulate
       strati fittizi con R <= 0,25 m2K/W, per non perdere i contatti
       dentro uno strato spesso
     Resistenze superficiali di parete: Rsi 0,13 e Rse 0,04 m2K/W
     (EN ISO 6946, già verificate nel corpus su BR 443).
     L'asse del diagramma è la resistenza termica cumulata, come nel
     modulo dell'app: in quella scala la temperatura scende in linea
     retta, la Psat la segue, e la Pv si spezza alle interfacce.
     Questo è il quadro a UN clima, scelto dall'utente: la verifica di
     norma lavora sulle medie mensili dei 12 mesi, calcola la quantità
     di condensa e la rievaporazione. Se qui le linee si toccano, quella
     verifica va fatta davvero. */
  var RSI = 0.13;   // m2K/W, EN ISO 6946, parete, flusso orizzontale
  var RSE = 0.04;   // m2K/W, EN ISO 6946
  /* Saturazione a due rami, come la UNI EN ISO 13788 (e il modulo dell'app):
     sopra zero il ramo sull'acqua, sotto zero quello sul ghiaccio. Usare il
     solo ramo sull'acqua sotto zero sovrastima la saturazione e quindi
     SOTTOSTIMA il rischio di condensa. */
  function psat(T) {
    if (T < 0) return 610.5 * Math.exp(21.875 * T / (265.5 + T));
    return 610.5 * Math.exp(17.269 * T / (237.3 + T));
  }
  /* Punto di rugiada: la stessa formula a due rami, girata al contrario
     (pura algebra, nessun dato nuovo). A 610,5 Pa i due rami si toccano
     a zero gradi, quindi il confine è continuo. */
  function tRugiada(p) {
    if (!(p > 0)) return -Infinity;
    var x = Math.log(p / 610.5);
    if (x < 0) return 265.5 * x / (21.875 - x);
    return 237.3 * x / (17.269 - x);
  }
  /* La lambda viaggia in quinta posizione: [nome, mu, cm, sdDiretto, lambda].
     Se manca, la resistenza termica dello strato si trascura: per un
     intonaco da 2 cm sposta le temperature di frazioni di grado, dal lato
     della prudenza. */
  function rTermica(s) {
    var lam = s.length > 4 ? s[4] : null;
    if (!lam || lam <= 0) return 0;
    return (s[2] / 100) / lam;
  }
  function rTotale(strati) {
    var r = RSI + RSE;
    for (var i = 0; i < strati.length; i++) r += rTermica(strati[i]);
    return r;
  }
  /* clima: {ti, uri, te, ure} con UR in percento.
     Restituisce:
       punti:      tutti i punti del tracciato, aria compresa, ognuno con
                   { rCum, sdCum, T, psat, pv, strato (indice o -1 aria) }
       interfacce: i soli punti da quotare (aria interna, faccia interna,
                   confini fra strati, faccia esterna, aria esterna)
       contatti:   indici dei punti di parete dove pv >= psat
       rischio, rTot, u, pvi, pve, sdTot */
  function glaser(strati, clima) {
    var n = strati.length, i, j;
    var rTot = rTotale(strati);
    var sdTot = sdTotale(strati);
    var pvi = psat(clima.ti) * clima.uri / 100;
    var pve = psat(clima.te) * clima.ure / 100;
    var q = (clima.ti - clima.te) / rTot;
    var punti = [], interfacce = [];
    function punto(rCum, sdCum, strato, quota) {
      var T = clima.ti - q * rCum;
      var p = {
        rCum: rCum, sdCum: sdCum, T: T, psat: psat(T),
        pv: sdTot > 0 ? pvi + (sdCum / sdTot) * (pve - pvi) : pvi,
        strato: strato
      };
      punti.push(p);
      if (quota) interfacce.push(p);
      return p;
    }
    // aria interna e faccia interna della parete
    punto(0, 0, -1, true);
    punto(RSI, 0, -1, true);
    var rCum = RSI, sdCum = 0;
    for (i = 0; i < n; i++) {
      var rS = rTermica(strati[i]), sdS = sdStrato(strati[i]);
      // strati fittizi: dentro lo strato R e sd crescono con la stessa frazione
      var nSub = Math.max(1, Math.ceil(rS / 0.25));
      for (j = 1; j <= nSub; j++) {
        punto(rCum + rS * j / nSub, sdCum + sdS * j / nSub, i, j === nSub);
      }
      rCum += rS; sdCum += sdS;
    }
    // aria esterna
    punto(rTot, sdTot, -1, true);
    /* I contatti valgono solo SULLA parete (facce comprese): un incrocio
       nella fascia d'aria non è condensa nell'aria, e non va mai contato
       né disegnato là. Un contatto sulla faccia è condensa SUPERFICIALE
       (la superficie è sotto il punto di rugiada dell'aria che la tocca:
       il caso della muffa); un contatto dentro gli strati è condensa
       INTERSTIZIALE. Sono due verdetti diversi e vanno detti diversi. */
    /* Il discrimine NON è la sola coordinata termica: uno strato con R
       nulla (una pittura) collassa sulla faccia nella scala delle
       resistenze, ma un contatto SOTTO la pittura resta interstiziale.
       Faccia interna: l'unico punto di parete con strato -1. Faccia
       esterna: fine della parete anche nella scala sd (tutta la
       resistenza al vapore è già stata attraversata). */
    var contatti = [], supInt = false, supEst = false, interstiziale = false;
    for (i = 0; i < punti.length; i++) {
      if (punti[i].strato >= 0 || (punti[i].rCum > RSI - 1e-12 && punti[i].rCum < rTot - RSE + 1e-12)) {
        if (punti[i].pv >= punti[i].psat - 1e-9) {
          contatti.push(i);
          if (punti[i].strato === -1) supInt = true;
          else if (punti[i].rCum >= rTot - RSE - 1e-9 && punti[i].sdCum >= sdTot - 1e-9) supEst = true;
          else interstiziale = true;
        }
      }
    }
    return {
      punti: punti, interfacce: interfacce, contatti: contatti,
      rischio: contatti.length > 0,
      supInt: supInt, supEst: supEst, interstiziale: interstiziale,
      tRugiadaInt: tRugiada(pvi), tRugiadaEst: tRugiada(pve),
      rTot: rTot, u: 1 / rTot, pvi: pvi, pve: pve, sdTot: sdTot
    };
  }
  root.RAH_MOTORE = {
    W_MAX: W_MAX, SD_MAX: SD_MAX, PROD_MAX: PROD_MAX,
    RSI: RSI, RSE: RSE,
    sd: sd, sdStrato: sdStrato, haSdDiretto: haSdDiretto, sdTotale: sdTotale,
    dominante: dominante, indiceSupporto: indiceSupporto, sequenza: sequenza,
    kunzel: kunzel, classeV: classeV, classeW: classeW, classe1504: classe1504,
    psat: psat, tRugiada: tRugiada, rTermica: rTermica, rTotale: rTotale, glaser: glaser
  };
})(typeof window !== "undefined" ? window : this);

;

(function () {
  "use strict";
  var M = window.RAH_MOTORE;
  var DB = window.RAH_MATERIALI;
  /* Strato: [nome, mu, spessore cm, sdDiretto, lambda, cat] */
  var PRESET = {
    "Il caso dell'articolo: risanamento ucciso dalla pittura": [
      ["Mattone pieno", 10, 30, null, 0.72, "Muratura"],
      ["Intonaco macroporoso", 12, 2, null, null, "Intonaco"],
      ["Pittura in classe V3 (sd 1,4, minimo di classe)", null, 0.01, 1.4, null, "Pittura"]
    ],
    "Cappotto in EPS su muro pieno": [
      ["Intonaco in gesso", 11, 1.5, null, 0.35, "Intonaco"],
      ["Mattone pieno", 10, 30, null, 0.72, "Muratura"],
      ["EPS (polistirene espanso)", 50, 10, null, 0.04, "Isolante"],
      ["Finitura minerale, sd 0,10 (classe V1)", null, 0.05, 0.1, null, "Pittura"]
    ],
    "Chiuso dal lato sbagliato": [
      ["Intonaco di calce", 25, 2, null, 0.90, "Intonaco"],
      ["Mattone pieno", 10, 30, null, 0.72, "Muratura"],
      ["XPS (polistirene estruso)", 80, 8, null, 0.034, "Isolante"],
      ["Finitura sintetica, sd 0,50 (classe V2)", null, 0.05, 0.5, null, "Pittura"]
    ],
    "Barriera dal lato caldo": [
      ["Cartongesso in lastre", 8, 1.25, null, 0.21, "Rivestimento"],
      ["Barriera al vapore (PE)", 100000, 0.02, null, 0.5, "Barriera"],
      ["Lana di roccia (pannelli rigidi)", 1.3, 10, null, 0.039, "Isolante"],
      ["Mattone pieno", 10, 30, null, 0.72, "Muratura"]
    ],
    "Muro a calce, tutto aperto": [
      ["Intonaco di calce", 25, 2, null, 0.90, "Intonaco"],
      ["Mattone pieno", 10, 30, null, 0.72, "Muratura"],
      ["Intonaco di calce", 25, 2, null, 0.90, "Intonaco"],
      ["Pittura minerale, sd 0,05 (classe V1)", null, 0.01, 0.05, null, "Pittura"]
    ]
  };
  var COLORI = ["#7a1f1f", "#b06a2c", "#3c6e8f", "#4c7a4c", "#6b5b95", "#8a8a3c"];
  var strati = [];
  function n(v, d) { var x = parseFloat(v); return isFinite(x) ? x : d; }
  // per le grandezze fisiche (spessori, sd, UR) un negativo è un refuso: si azzera
  function nPos(v, d) { var x = n(v, d); return x < 0 ? 0 : x; }
  function fmt(x, d) {
    if (d === undefined) d = 2;
    var t = x.toFixed(d);
    // un -0,0 è solo rumore di macchina (es. 20 - 20 = -3,6e-15): si stampa 0
    if (parseFloat(t) === 0) t = (0).toFixed(d);
    return t.replace(".", ",");
  }
  function esc(t) {
    return String(t).replace(/&/g, "&amp;").replace(/</g, "&lt;").replace(/>/g, "&gt;");
  }
  function taglia(t, k) {
    t = String(t);
    return t.length > k ? t.slice(0, Math.max(3, k - 1)) + "…" : t;
  }
  function clima() {
    return { ti: n(el("rahTi").value, 20), uri: n(el("rahURi").value, 65),
             te: n(el("rahTe").value, 5), ure: n(el("rahURe").value, 80) };
  }
  function el(id) { return document.getElementById(id); }
  /* ------------------------------------------------ menu dei materiali */
  (function () {
    var sel = el("rahMat"), cats = {}, i;
    for (i = 0; i < DB.length; i++) {
      var m = DB[i];
      if (m.id === "custom") continue; // nel widget ogni numero entra con la sua fonte
      if (!cats[m.cat]) {
        cats[m.cat] = document.createElement("optgroup");
        cats[m.cat].label = m.cat;
        sel.appendChild(cats[m.cat]);
      }
      var o = document.createElement("option");
      o.value = i;
      o.textContent = m.name + " (λ=" + m["lambda"] + ", μ=" + m.mu + ")";
      cats[m.cat].appendChild(o);
    }
  })();
  /* --------------------------------------------------- texture di parete
     Archivio copiato dal modulo condensa-glaser dell'app di casa
     (funzioni patternIdForLayer e buildPatternsDefs), su indicazione
     dell'autore: ogni famiglia di materiale ha la SUA texture, così la
     pietra è pietra e non mattone, la fibra di legno ha le sue fibre,
     il sughero le sue scaglie. Il pattern della pittura è del widget. */
  function categoriaStrato(s) {
    var nm = String(s[0] || "").toLowerCase();
    if (/pittura|finitura|vernice|classe v/.test(nm)) return "pittura";
    if (/poroton/.test(nm)) return "poroton";
    if (/mattone forato/.test(nm)) return "mattoneforato";
    if (/mattone|laterizio/.test(nm)) return "mattone";
    if (/cls|calcestruzzo|massetto/.test(nm)) return "cls";
    if (/pietra|calcar|granito|marmo|tufo/.test(nm)) return "pietra";
    if (/eps|polistirene espanso/.test(nm)) return "eps";
    if (/xps|polistirene estruso|ps estruso/.test(nm)) return "xps";
    if (/pur|pir|poliuretano/.test(nm)) return "pur";
    if (/lana (di )?roccia|fibre min/.test(nm)) return "lanaroccia";
    if (/lana (di )?vetro|fibre di vetro/.test(nm)) return "lanavetro";
    if (/fibra (di )?legno/.test(nm)) return "fibralegno";
    if (/sughero/.test(nm)) return "sughero";
    if (/aerogel/.test(nm)) return "aerogel";
    if (/vetro cellulare/.test(nm)) return "vetrocellulare";
    if (/resina fenolica/.test(nm)) return "resinafenolica";
    if (/cellulosa/.test(nm)) return "cellulosa";
    if (/intonaco|rasante|stucco|gesso puro|sanaerputz|malta|macroporoso/.test(nm)) return "intonaco";
    if (/cartongesso/.test(nm)) return "cartongesso";
    if (/piastrelle/.test(nm)) return "piastrelle";
    if (/legno|abete|pino|quercia|osb|compensato/.test(nm)) return "legno";
    if (/barriera|freno|guaina|asfalto|bitume|fogli sintetici|membrana/.test(nm)) return "barriera";
    var cat = (s[5] || "").toLowerCase();
    if (cat === "muratura") return "mattone";
    if (cat === "intonaco") return "intonaco";
    if (cat === "isolante") return "eps";
    if (cat === "barriera") return "barriera";
    if (cat === "struttura") return "cls";
    if (cat === "rivestimento") return "legno";
    if (cat === "pittura") return "pittura";
    return "generico";
  }
  var PAT = {
    mattone: "pat_mattone", poroton: "pat_poroton", mattoneforato: "pat_mattoneforato",
    cls: "pat_cls", pietra: "pat_pietra", eps: "pat_eps", xps: "pat_xps", pur: "pat_pur",
    lanaroccia: "pat_lanaroccia", lanavetro: "pat_lanavetro", fibralegno: "pat_fibralegno",
    sughero: "pat_sughero", aerogel: "pat_aerogel", vetrocellulare: "pat_vetrocellulare",
    resinafenolica: "pat_resinafenolica", cellulosa: "pat_cellulosa",
    intonaco: "pat_intonaco", legno: "pat_legno", cartongesso: "pat_cartongesso",
    piastrelle: "pat_piastrelle", barriera: "pat_barriera", pittura: "pat_pittura",
    generico: "pat_generico"
  };
  function scuroTema() {
    try { return window.matchMedia && window.matchMedia("(prefers-color-scheme: dark)").matches; }
    catch (e) { return false; }
  }
  function defsTexture() {
    var scuro = scuroTema();
    /* palette dell'app: la prima è il tema classic, la seconda la variante scura */
    var c = !scuro ? {
      mattoneBase: "#c97864", mattoneJoint: "#fff",
      clsBase: "#b8b8b8", clsGrain: "#888",
      pietraBase: "#b8a890", pietraJoint: "#7a6a52",
      epsBase: "#f5e8a8", epsCell: "#d4c460",
      xpsBase: "#a8d8e8", xpsDot: "#4a7a92",
      purBase: "#f0b890", purCell: "#a87055",
      lanaRBase: "#c8a890", lanaRFiber: "#7e6452",
      lanaVBase: "#d4c898", lanaVFiber: "#857a52",
      fibraLBase: "#d4a878", fibraLFiber: "#7a4828",
      sugheroBase: "#c89868", sugheroFleck: "#7c5934",
      aerogelBase: "#e0e8ec", aerogelDot: "#a0b0b8",
      vetroBase: "#b0c0c8", vetroCell: "#5a6a72",
      resinaBase: "#e8b890", resinaDot: "#9a6a48",
      cellulosaBase: "#d8c098", cellulosaFiber: "#8a7050",
      intonacoBase: "#ece4d4", intonacoGrain: "#bba89c",
      legnoBase: "#b88858", legnoGrain: "#7a5a38",
      cartonBase: "#e8e8e8", cartonGrain: "#bbb",
      piastrelleBase: "#d8d8d8", piastrelleJoint: "#999",
      barrieraBase: "#3a3a3a", barrieraStripe: "#1a1a1a",
      pitturaBase: "#c886b0", pitturaLine: "#9c5680",
      genericoBase: "#c0c0c0", genericoGrain: "#888"
    } : {
      mattoneBase: "#9a4838", mattoneJoint: "#2c1410",
      clsBase: "#5a5a5a", clsGrain: "#2a2a2a",
      pietraBase: "#6a5a48", pietraJoint: "#2a1a08",
      epsBase: "#cbb863", epsCell: "#7a6830",
      xpsBase: "#5494a8", xpsDot: "#1e4858",
      purBase: "#a87055", purCell: "#5a3525",
      lanaRBase: "#7e6452", lanaRFiber: "#3a2418",
      lanaVBase: "#857a52", lanaVFiber: "#3a3010",
      fibraLBase: "#8a6238", fibraLFiber: "#3a2210",
      sugheroBase: "#7c5934", sugheroFleck: "#3a1f08",
      aerogelBase: "#7a8a92", aerogelDot: "#2a3a42",
      vetroBase: "#5a6a72", vetroCell: "#1a2a32",
      resinaBase: "#9a6a48", resinaDot: "#3a2218",
      cellulosaBase: "#8a7050", cellulosaFiber: "#3a2818",
      intonacoBase: "#7a7058", intonacoGrain: "#3a3018",
      legnoBase: "#7a5a38", legnoGrain: "#2a1a08",
      cartonBase: "#7a7a7a", cartonGrain: "#3a3a3a",
      piastrelleBase: "#6a6a6a", piastrelleJoint: "#1a1a1a",
      barrieraBase: "#1a1a1a", barrieraStripe: "#000",
      pitturaBase: "#57324a", pitturaLine: "#8f5a7d",
      genericoBase: "#606060", genericoGrain: "#2a2a2a"
    };
    var d = '<defs>';
    // mattone pieno: rete laterizio classica
    d += '<pattern id="pat_mattone" width="24" height="14" patternUnits="userSpaceOnUse">' +
      '<rect width="24" height="14" fill="' + c.mattoneBase + '"/>' +
      '<rect x="0" y="0" width="11" height="6" fill="' + c.mattoneBase + '" stroke="' + c.mattoneJoint + '" stroke-width="0.7"/>' +
      '<rect x="12" y="0" width="12" height="6" fill="' + c.mattoneBase + '" stroke="' + c.mattoneJoint + '" stroke-width="0.7"/>' +
      '<rect x="0" y="7" width="5" height="6" fill="' + c.mattoneBase + '" stroke="' + c.mattoneJoint + '" stroke-width="0.7"/>' +
      '<rect x="6" y="7" width="12" height="6" fill="' + c.mattoneBase + '" stroke="' + c.mattoneJoint + '" stroke-width="0.7"/>' +
      '<rect x="19" y="7" width="5" height="6" fill="' + c.mattoneBase + '" stroke="' + c.mattoneJoint + '" stroke-width="0.7"/>' +
      '</pattern>';
    // poroton: blocco con file di forature verticali
    d += '<pattern id="pat_poroton" width="28" height="18" patternUnits="userSpaceOnUse">' +
      '<rect width="28" height="18" fill="' + c.mattoneBase + '"/>' +
      '<rect x="0.5" y="0.5" width="27" height="17" fill="none" stroke="' + c.mattoneJoint + '" stroke-width="0.8"/>';
    for (var px = 3; px <= 23; px += 4) {
      d += '<rect x="' + px + '" y="2.5" width="1.6" height="13" fill="' + c.mattoneJoint + '" opacity="0.55"/>';
    }
    d += '</pattern>';
    // mattone forato: tre file di fori quadrati
    d += '<pattern id="pat_mattoneforato" width="26" height="14" patternUnits="userSpaceOnUse">' +
      '<rect width="26" height="14" fill="' + c.mattoneBase + '"/>' +
      '<rect x="0.5" y="0.5" width="25" height="13" fill="none" stroke="' + c.mattoneJoint + '" stroke-width="0.7"/>';
    var fx = [2.5, 7, 11.5, 16, 20.5], fy = [1.5, 5.5, 9.5];
    for (var fi = 0; fi < fy.length; fi++) {
      for (var fj = 0; fj < fx.length; fj++) {
        d += '<rect x="' + fx[fj] + '" y="' + fy[fi] + '" width="3" height="3" fill="' + c.mattoneJoint + '" opacity="0.5"/>';
      }
    }
    d += '</pattern>';
    // cls: granuli scuri su grigio
    d += '<pattern id="pat_cls" width="10" height="10" patternUnits="userSpaceOnUse">' +
      '<rect width="10" height="10" fill="' + c.clsBase + '"/>' +
      '<circle cx="2" cy="3" r="0.8" fill="' + c.clsGrain + '"/>' +
      '<circle cx="7" cy="5" r="1.2" fill="' + c.clsGrain + '"/>' +
      '<circle cx="4" cy="8" r="0.6" fill="' + c.clsGrain + '"/>' +
      '<circle cx="9" cy="2" r="0.5" fill="' + c.clsGrain + '"/></pattern>';
    // pietra: blocchi irregolari
    d += '<pattern id="pat_pietra" width="24" height="16" patternUnits="userSpaceOnUse">' +
      '<rect width="24" height="16" fill="' + c.pietraBase + '"/>' +
      '<path d="M0,0 L9,0 L11,5 L8,10 L13,10 L13,16 L0,16 Z" fill="' + c.pietraBase + '" stroke="' + c.pietraJoint + '" stroke-width="0.6"/>' +
      '<path d="M9,0 L24,0 L24,7 L13,7 L11,5 Z" fill="' + c.pietraBase + '" stroke="' + c.pietraJoint + '" stroke-width="0.6"/>' +
      '<path d="M13,7 L24,7 L24,16 L13,16 L13,10 L8,10 Z" fill="' + c.pietraBase + '" stroke="' + c.pietraJoint + '" stroke-width="0.6"/></pattern>';
    // eps: celle medie sfalsate
    d += '<pattern id="pat_eps" width="12" height="12" patternUnits="userSpaceOnUse">' +
      '<rect width="12" height="12" fill="' + c.epsBase + '"/>' +
      '<circle cx="3" cy="3" r="1.8" fill="none" stroke="' + c.epsCell + '" stroke-width="0.6"/>' +
      '<circle cx="9" cy="3" r="1.8" fill="none" stroke="' + c.epsCell + '" stroke-width="0.6"/>' +
      '<circle cx="6" cy="9" r="1.8" fill="none" stroke="' + c.epsCell + '" stroke-width="0.6"/>' +
      '<circle cx="0" cy="9" r="1.8" fill="none" stroke="' + c.epsCell + '" stroke-width="0.6"/>' +
      '<circle cx="12" cy="9" r="1.8" fill="none" stroke="' + c.epsCell + '" stroke-width="0.6"/></pattern>';
    // xps: pallini fini fitti
    d += '<pattern id="pat_xps" width="6" height="6" patternUnits="userSpaceOnUse">' +
      '<rect width="6" height="6" fill="' + c.xpsBase + '"/>' +
      '<circle cx="1.5" cy="1.5" r="0.7" fill="' + c.xpsDot + '"/>' +
      '<circle cx="4.5" cy="4.5" r="0.7" fill="' + c.xpsDot + '"/></pattern>';
    // pur: bolle di schiuma disomogenee
    d += '<pattern id="pat_pur" width="14" height="14" patternUnits="userSpaceOnUse">' +
      '<rect width="14" height="14" fill="' + c.purBase + '"/>' +
      '<circle cx="3" cy="3" r="2" fill="none" stroke="' + c.purCell + '" stroke-width="0.5"/>' +
      '<circle cx="10" cy="5" r="2.5" fill="none" stroke="' + c.purCell + '" stroke-width="0.5"/>' +
      '<circle cx="6" cy="10" r="2.2" fill="none" stroke="' + c.purCell + '" stroke-width="0.5"/>' +
      '<circle cx="12" cy="11" r="1.6" fill="none" stroke="' + c.purCell + '" stroke-width="0.5"/></pattern>';
    // lana di roccia: fibre ondulate
    d += '<pattern id="pat_lanaroccia" width="20" height="6" patternUnits="userSpaceOnUse">' +
      '<rect width="20" height="6" fill="' + c.lanaRBase + '"/>' +
      '<path d="M0,1 Q5,2 10,1 T20,1" fill="none" stroke="' + c.lanaRFiber + '" stroke-width="0.4"/>' +
      '<path d="M0,3 Q5,4 10,3 T20,3" fill="none" stroke="' + c.lanaRFiber + '" stroke-width="0.4"/>' +
      '<path d="M0,5 Q5,4.2 10,5 T20,5" fill="none" stroke="' + c.lanaRFiber + '" stroke-width="0.4"/></pattern>';
    // lana di vetro: fibre più chiare
    d += '<pattern id="pat_lanavetro" width="20" height="5" patternUnits="userSpaceOnUse">' +
      '<rect width="20" height="5" fill="' + c.lanaVBase + '"/>' +
      '<path d="M0,1 Q5,2 10,1 T20,1" fill="none" stroke="' + c.lanaVFiber + '" stroke-width="0.4"/>' +
      '<path d="M0,3 Q5,4 10,3 T20,3" fill="none" stroke="' + c.lanaVFiber + '" stroke-width="0.4"/></pattern>';
    // fibra di legno: fibre orizzontali rette
    d += '<pattern id="pat_fibralegno" width="14" height="4" patternUnits="userSpaceOnUse">' +
      '<rect width="14" height="4" fill="' + c.fibraLBase + '"/>' +
      '<line x1="0" y1="1" x2="14" y2="1" stroke="' + c.fibraLFiber + '" stroke-width="0.4"/>' +
      '<line x1="0" y1="3" x2="14" y2="3" stroke="' + c.fibraLFiber + '" stroke-width="0.4"/></pattern>';
    // sughero: scaglie irregolari
    d += '<pattern id="pat_sughero" width="10" height="10" patternUnits="userSpaceOnUse">' +
      '<rect width="10" height="10" fill="' + c.sugheroBase + '"/>' +
      '<path d="M1,1 L4,1 L3,4 L0,3 Z" fill="' + c.sugheroFleck + '"/>' +
      '<path d="M6,2 L9,3 L8,6 L5,5 Z" fill="' + c.sugheroFleck + '"/>' +
      '<path d="M2,6 L5,7 L4,10 L1,9 Z" fill="' + c.sugheroFleck + '"/>' +
      '<path d="M7,7 L10,8 L9,10 L6,10 Z" fill="' + c.sugheroFleck + '"/></pattern>';
    // aerogel: granulato finissimo
    d += '<pattern id="pat_aerogel" width="4" height="4" patternUnits="userSpaceOnUse">' +
      '<rect width="4" height="4" fill="' + c.aerogelBase + '"/>' +
      '<circle cx="1" cy="1" r="0.4" fill="' + c.aerogelDot + '"/>' +
      '<circle cx="3" cy="3" r="0.4" fill="' + c.aerogelDot + '"/></pattern>';
    // vetro cellulare: celle quadrate
    d += '<pattern id="pat_vetrocellulare" width="6" height="6" patternUnits="userSpaceOnUse">' +
      '<rect width="6" height="6" fill="' + c.vetroBase + '"/>' +
      '<rect x="1" y="1" width="2" height="2" fill="none" stroke="' + c.vetroCell + '" stroke-width="0.3"/>' +
      '<rect x="3.5" y="3.5" width="2" height="2" fill="none" stroke="' + c.vetroCell + '" stroke-width="0.3"/></pattern>';
    // resina fenolica: celle fitte
    d += '<pattern id="pat_resinafenolica" width="8" height="8" patternUnits="userSpaceOnUse">' +
      '<rect width="8" height="8" fill="' + c.resinaBase + '"/>' +
      '<circle cx="2" cy="2" r="1" fill="none" stroke="' + c.resinaDot + '" stroke-width="0.4"/>' +
      '<circle cx="6" cy="6" r="1" fill="none" stroke="' + c.resinaDot + '" stroke-width="0.4"/></pattern>';
    // cellulosa: fibre sottili
    d += '<pattern id="pat_cellulosa" width="14" height="3" patternUnits="userSpaceOnUse">' +
      '<rect width="14" height="3" fill="' + c.cellulosaBase + '"/>' +
      '<line x1="0" y1="1.5" x2="14" y2="1.5" stroke="' + c.cellulosaFiber + '" stroke-width="0.3"/></pattern>';
    // intonaco: granulato fine
    d += '<pattern id="pat_intonaco" width="6" height="6" patternUnits="userSpaceOnUse">' +
      '<rect width="6" height="6" fill="' + c.intonacoBase + '"/>' +
      '<circle cx="1" cy="2" r="0.4" fill="' + c.intonacoGrain + '"/>' +
      '<circle cx="4" cy="1" r="0.3" fill="' + c.intonacoGrain + '"/>' +
      '<circle cx="3" cy="4" r="0.5" fill="' + c.intonacoGrain + '"/>' +
      '<circle cx="5" cy="5" r="0.4" fill="' + c.intonacoGrain + '"/></pattern>';
    // legno: venature verticali
    d += '<pattern id="pat_legno" width="6" height="20" patternUnits="userSpaceOnUse">' +
      '<rect width="6" height="20" fill="' + c.legnoBase + '"/>' +
      '<path d="M1,0 Q1.2,5 1,10 T1,20" fill="none" stroke="' + c.legnoGrain + '" stroke-width="0.5"/>' +
      '<path d="M3,0 Q2.8,7 3,14 T3,20" fill="none" stroke="' + c.legnoGrain + '" stroke-width="0.4"/>' +
      '<path d="M5,0 Q5.2,6 5,13 T5,20" fill="none" stroke="' + c.legnoGrain + '" stroke-width="0.5"/></pattern>';
    // cartongesso: quasi liscio
    d += '<pattern id="pat_cartongesso" width="8" height="8" patternUnits="userSpaceOnUse">' +
      '<rect width="8" height="8" fill="' + c.cartonBase + '"/>' +
      '<circle cx="2" cy="6" r="0.3" fill="' + c.cartonGrain + '"/>' +
      '<circle cx="6" cy="2" r="0.3" fill="' + c.cartonGrain + '"/></pattern>';
    // piastrelle: griglia regolare
    d += '<pattern id="pat_piastrelle" width="12" height="12" patternUnits="userSpaceOnUse">' +
      '<rect width="12" height="12" fill="' + c.piastrelleBase + '"/>' +
      '<rect x="0.5" y="0.5" width="5" height="5" fill="' + c.piastrelleBase + '" stroke="' + c.piastrelleJoint + '" stroke-width="0.5"/>' +
      '<rect x="6.5" y="0.5" width="5" height="5" fill="' + c.piastrelleBase + '" stroke="' + c.piastrelleJoint + '" stroke-width="0.5"/>' +
      '<rect x="0.5" y="6.5" width="5" height="5" fill="' + c.piastrelleBase + '" stroke="' + c.piastrelleJoint + '" stroke-width="0.5"/>' +
      '<rect x="6.5" y="6.5" width="5" height="5" fill="' + c.piastrelleBase + '" stroke="' + c.piastrelleJoint + '" stroke-width="0.5"/></pattern>';
    // barriera e membrane: strisce diagonali
    d += '<pattern id="pat_barriera" width="6" height="6" patternUnits="userSpaceOnUse" patternTransform="rotate(45)">' +
      '<rect width="6" height="6" fill="' + c.barrieraBase + '"/>' +
      '<line x1="0" y1="0" x2="0" y2="6" stroke="' + c.barrieraStripe + '" stroke-width="1.2"/></pattern>';
    // pittura: righe sottili in diagonale opposta (pattern del widget)
    d += '<pattern id="pat_pittura" width="6" height="6" patternUnits="userSpaceOnUse" patternTransform="rotate(-45)">' +
      '<rect width="6" height="6" fill="' + c.pitturaBase + '"/>' +
      '<line x1="0" y1="0" x2="0" y2="6" stroke="' + c.pitturaLine + '" stroke-width="1.1"/></pattern>';
    // generico
    d += '<pattern id="pat_generico" width="8" height="8" patternUnits="userSpaceOnUse">' +
      '<rect width="8" height="8" fill="' + c.genericoBase + '"/>' +
      '<circle cx="2" cy="2" r="0.5" fill="' + c.genericoGrain + '"/>' +
      '<circle cx="6" cy="6" r="0.5" fill="' + c.genericoGrain + '"/></pattern>';
    d += '</defs>';
    return d;
  }
  /* ---------------------------------------------------- schede degli strati */
  function render() {
    var lista = el("rahLista");
    lista.innerHTML = "";
    strati.forEach(function (s, i) {
      var div = document.createElement("div");
      div.className = "rah-strato";
      var lato = i === 0 ? " · LATO INT" : (i === strati.length - 1 ? " · LATO EST" : "");
      var cat = (s[5] || "strato").toUpperCase() + lato;
      var dati;
      if (M.haSdDiretto(s)) {
        dati = "sₔ dichiarato = " + fmt(s[3]) + " m · spess. " + fmt(s[2] * 10, 2) + " mm · R trascurata";
      } else {
        var lam = s[4] ? "λ=" + s[4] + " W/mK · " : "λ non tabulata (R trascurata) · ";
        dati = lam + "μ=" + s[1] + " · R=" + fmt(M.rTermica(s), 3) + " m²K/W · sₔ=" + fmt(M.sdStrato(s)) + " m";
      }
      dati = dati.replace(/ₔ/g, "d");
      var prov = s[6] ? '<div class="dati" style="opacity:0.75">' + esc(s[6]) + '</div>' : "";
      var info = document.createElement("div");
      info.className = "info";
      info.innerHTML = '<div class="cat">' + esc(cat) + '</div>' +
                       '<div class="nome">' + esc(s[0]) + '</div>' +
                       '<div class="dati">' + esc(dati) + '</div>' + prov;
      div.appendChild(info);
      var cmq = document.createElement("div");
      cmq.className = "cmq";
      var inp = document.createElement("input");
      inp.type = "number"; inp.min = "0.001"; inp.step = "0.5"; inp.value = s[2];
      inp.addEventListener("input", function () { s[2] = nPos(inp.value, s[2]); ricalcola(); render2soft(i); });
      var un = document.createElement("span"); un.textContent = "cm";
      cmq.appendChild(inp); cmq.appendChild(un);
      div.appendChild(cmq);
      [["↑", -1], ["↓", 1]].forEach(function (b) {
        var bt = document.createElement("button");
        bt.type = "button"; bt.textContent = b[0];
        bt.addEventListener("click", function () {
          var k = i + b[1];
          if (k < 0 || k >= strati.length) return;
          strati.splice(i, 1); strati.splice(k, 0, s);
          render(); ricalcola();
        });
        div.appendChild(bt);
      });
      var del = document.createElement("button");
      del.type = "button"; del.className = "del"; del.textContent = "×";
      del.addEventListener("click", function () { strati.splice(i, 1); render(); ricalcola(); });
      div.appendChild(del);
      lista.appendChild(div);
    });
  }
  /* aggiorna solo la riga dati di uno strato, senza rifare gli input */
  function render2soft(i) {
    var righe = el("rahLista").querySelectorAll(".rah-strato .dati");
    if (!righe[i]) return;
    var s = strati[i];
    var t;
    if (M.haSdDiretto(s)) {
      t = "sd dichiarato = " + fmt(s[3]) + " m · spess. " + fmt(s[2] * 10, 2) + " mm · R trascurata";
    } else {
      var lam = s[4] ? "λ=" + s[4] + " W/mK · " : "λ non tabulata (R trascurata) · ";
      t = lam + "μ=" + s[1] + " · R=" + fmt(M.rTermica(s), 3) + " m²K/W · sd=" + fmt(M.sdStrato(s)) + " m";
    }
    righe[i].textContent = t;
  }
  /* --------------------------------------------- barra in scala fisica */
  function fisica() {
    var host = el("rahFisica");
    if (!strati.length) { host.innerHTML = ""; el("rahSpTot").textContent = ""; return; }
    var totCm = 0, i;
    for (i = 0; i < strati.length; i++) totCm += strati[i][2];
    el("rahSpTot").textContent = "spessore totale " + fmt(totCm, 1) + " cm · orientativa";
    var W = 820, ARIA = 62, MT = 12, hMuro = 100;
    var gw = W - 2 * ARIA - 20;
    /* quante voci finiranno in coda sotto la barra? L'altezza del foglio
       cresce con loro e la didascalia dell'asse scende sotto l'elenco,
       così niente si accavalla */
    var codePreviste = 0;
    for (i = 0; i < strati.length; i++) {
      if (Math.max(strati[i][2] / totCm * gw, 1.5) <= 150) codePreviste++;
    }
    var H = MT + hMuro + 34 + Math.max(1, codePreviste) * 15 + 24;
    var scuro = scuroTema();
    var inch = scuro ? "#e8eaed" : "#2c1810";
    var tenue = scuro ? "#9aa3ad" : "#6b5c4c";
    var aria = scuro ? "#1b2733" : "#eef4fa";
    var sep = scuro ? "#4a545e" : "#666";
    var s = '<svg viewBox="0 0 ' + W + ' ' + H + '" width="100%" style="min-width:640px;height:auto;display:block">';
    s += defsTexture();
    s += '<rect x="10" y="' + MT + '" width="' + ARIA + '" height="' + hMuro + '" fill="' + aria + '"/>';
    s += '<rect x="' + (W - ARIA - 10) + '" y="' + MT + '" width="' + ARIA + '" height="' + hMuro + '" fill="' + aria + '"/>';
    s += '<text x="' + (10 + ARIA / 2) + '" y="' + (MT + hMuro + 16) + '" text-anchor="middle" font-size="11" font-style="italic" font-family="Georgia,serif" fill="' + tenue + '">aria int.</text>';
    s += '<text x="' + (W - 10 - ARIA / 2) + '" y="' + (MT + hMuro + 16) + '" text-anchor="middle" font-size="11" font-style="italic" font-family="Georgia,serif" fill="' + tenue + '">aria est.</text>';
    var x = 10 + ARIA, imax = 0, code = 0;
    for (i = 1; i < strati.length; i++) if (strati[i][2] > strati[imax][2]) imax = i;
    for (i = 0; i < strati.length; i++) {
      var q = Math.max(strati[i][2] / totCm * gw, 1.5);
      s += '<rect x="' + x.toFixed(1) + '" y="' + MT + '" width="' + q.toFixed(1) + '" height="' + hMuro +
           '" fill="url(#' + PAT[categoriaStrato(strati[i])] + ')"/>';
      if (i > 0) s += '<line x1="' + x.toFixed(1) + '" y1="' + MT + '" x2="' + x.toFixed(1) + '" y2="' + (MT + hMuro) + '" stroke="' + sep + '" stroke-width="0.8"/>';
      var mid = x + q / 2;
      if (i === imax && q > 150) {
        // cartellino centrato sullo strato principale, come nell'app
        var riga3 = M.haSdDiretto(strati[i]) ? "sd " + fmt(strati[i][3]) + " m"
                   : "λ " + (strati[i][4] || "n.t.") + " · μ " + strati[i][1];
        s += '<g><rect x="' + (mid - 78) + '" y="' + (MT + 16) + '" width="156" height="52" rx="4" fill="' + (scuro ? "#1c2128" : "#faf7f0") + '" stroke="' + sep + '" stroke-width="0.7" opacity="0.95"/>' +
             '<text x="' + mid + '" y="' + (MT + 33) + '" text-anchor="middle" font-size="12.5" font-weight="700" fill="' + inch + '">' + esc(taglia(strati[i][0], 24)) + '</text>' +
             '<text x="' + mid + '" y="' + (MT + 48) + '" text-anchor="middle" font-size="11" fill="' + inch + '">' + fmt(strati[i][2], 1) + ' cm</text>' +
             '<text x="' + mid + '" y="' + (MT + 62) + '" text-anchor="middle" font-size="10.5" fill="' + tenue + '">' + esc(riga3) + '</text></g>';
      } else if (q <= 150) {
        // richiamo in coda sotto la barra
        var yc = MT + hMuro + 34 + 15 * code;
        var sub = M.haSdDiretto(strati[i])
          ? fmt(strati[i][2] * 10, 1) + " mm · sd " + fmt(strati[i][3]) + " m"
          : fmt(strati[i][2], 1) + " cm · λ " + (strati[i][4] || "n.t.") + " · μ " + strati[i][1];
        s += '<line x1="' + mid.toFixed(1) + '" y1="' + (MT + hMuro) + '" x2="' + mid.toFixed(1) + '" y2="' + (yc - 4) + '" stroke="' + sep + '" stroke-width="0.8" stroke-dasharray="2 3"/>';
        s += '<circle cx="' + mid.toFixed(1) + '" cy="' + (MT + hMuro) + '" r="2.4" fill="' + inch + '"/>';
        var xT = Math.min(mid + 6, W - 360);   // il testo non deve uscire dal foglio
        s += '<text x="' + xT.toFixed(1) + '" y="' + yc + '" font-size="11" font-weight="700" fill="' + inch + '">' + esc(taglia(strati[i][0], 26)) +
             ' <tspan font-weight="400" fill="' + tenue + '">· ' + esc(sub) + '</tspan></text>';
        code++;
      }
      x += q;
    }
    s += '<rect x="' + (10 + ARIA) + '" y="' + MT + '" width="' + gw + '" height="' + hMuro + '" fill="none" stroke="' + inch + '" stroke-width="1" opacity="0.7"/>';
    s += '<text x="' + (W / 2) + '" y="' + (H - 6) + '" text-anchor="middle" font-size="10.5" font-style="italic" font-family="Georgia,serif" fill="' + tenue + '">Asse X = spessore fisico cumulato (cm) · spessore totale ' + fmt(totCm, 1) + ' cm · rappresentazione orientativa</text>';
    s += '</svg>';
    host.innerHTML = s;
  }
  /* ------------------------------------------------ profilo Glaser */
  function glaserChart() {
    var host = el("rahGlaser"), badge = el("rahBadge"), esito = el("rahGlaserEsito");
    if (!strati.length) { host.innerHTML = ""; badge.textContent = ""; esito.innerHTML = ""; return; }
    var g = M.glaser(strati, clima());
    var W = 820, ML = 64, MR = 16, MT = 58, i;
    var gw = W - ML - MR;
    /* quante voci finiranno in coda sotto il grafico? le fasce strette
       (meno di 190 px) hanno l'etichetta lì: l'altezza del foglio cresce
       con loro, così la legenda delle linee non si accavalla mai */
    var codePreviste = 0, rPre = M.RSI;
    for (i = 0; i < strati.length; i++) {
      var rS0 = M.rTermica(strati[i]);
      if ((rS0 / g.rTot) * gw <= 190) codePreviste++;
      rPre += rS0;
    }
    var H = 400 + Math.max(0, codePreviste - 2) * 15;
    var MB = 76 + Math.max(0, codePreviste - 2) * 15;
    var gh = H - MT - MB;
    var scuro = scuroTema();
    var inch = scuro ? "#e8eaed" : "#2c1810";
    var tenue = scuro ? "#9aa3ad" : "#6b5c4c";
    var aria = scuro ? "#1b2733" : "#eef4fa";
    var sep = scuro ? "#4a545e" : "#666";
    var grid = scuro ? "#333a42" : "#999";
    var fondo = scuro ? "#1c2128" : "#ffffff";
    var PSAT = scuro ? "#58a6d8" : "#1f7fb8";
    var PV = scuro ? "#ef5350" : "#c62828";
    var DOTPV = scuro ? "#ff9e64" : "#e67e22";
    function X(r) { return ML + r / g.rTot * gw; }
    // scala verticale in pascal, a passi di 500
    var vmin = Infinity, vmax = -Infinity;
    for (i = 0; i < g.punti.length; i++) {
      vmin = Math.min(vmin, g.punti[i].pv, g.punti[i].psat);
      vmax = Math.max(vmax, g.punti[i].pv, g.punti[i].psat);
    }
    vmin = Math.max(0, Math.floor(vmin / 500) * 500);
    vmax = Math.ceil(vmax / 500 + 0.2) * 500;
    function Y(p) { return MT + gh - (p - vmin) / (vmax - vmin) * gh; }
    var s = '<svg viewBox="0 0 ' + W + ' ' + H + '" width="100%" style="min-width:640px;height:auto;display:block">';
    s += defsTexture();
    s += '<rect x="0" y="0" width="' + W + '" height="' + H + '" fill="' + fondo + '"/>';
    // zone d'aria e fasce degli strati con texture
    s += '<rect x="' + X(0) + '" y="' + MT + '" width="' + (X(M.RSI) - X(0)) + '" height="' + gh + '" fill="' + aria + '"/>';
    s += '<rect x="' + X(g.rTot - M.RSE) + '" y="' + MT + '" width="' + (X(g.rTot) - X(g.rTot - M.RSE)) + '" height="' + gh + '" fill="' + aria + '"/>';
    var rCum = M.RSI, code = [];
    for (i = 0; i < strati.length; i++) {
      var rS = M.rTermica(strati[i]);
      var x0 = X(rCum), x1 = X(rCum + rS);
      if (x1 - x0 > 0.5) {
        s += '<rect x="' + x0.toFixed(1) + '" y="' + MT + '" width="' + (x1 - x0).toFixed(1) + '" height="' + gh +
             '" fill="url(#' + PAT[categoriaStrato(strati[i])] + ')" opacity="' + (scuro ? 0.55 : 0.5) + '"/>';
        s += '<line x1="' + x0.toFixed(1) + '" y1="' + MT + '" x2="' + x0.toFixed(1) + '" y2="' + (MT + gh) + '" stroke="' + sep + '" stroke-width="0.7"/>';
      }
      // etichetta: dentro se larga, altrimenti in coda
      var testo = strati[i][0] + " · " + (M.haSdDiretto(strati[i])
        ? fmt(strati[i][2] * 10, 1) + " mm · sd " + fmt(strati[i][3]) + " m"
        : fmt(strati[i][2], 1) + " cm · λ " + (strati[i][4] || "n.t.") + " · μ " + strati[i][1]);
      if (x1 - x0 > 190) {
        var mid = (x0 + x1) / 2;
        s += '<g><rect x="' + (mid - 88) + '" y="' + (MT + 12) + '" width="176" height="46" rx="4" fill="' + (scuro ? "#1c2128" : "#faf7f0") + '" stroke="' + sep + '" stroke-width="0.7" opacity="0.95"/>' +
             '<text x="' + mid + '" y="' + (MT + 29) + '" text-anchor="middle" font-size="12" font-weight="700" fill="' + inch + '">' + esc(taglia(strati[i][0], 26)) + '</text>' +
             '<text x="' + mid + '" y="' + (MT + 44) + '" text-anchor="middle" font-size="10.5" fill="' + tenue + '">' +
             (M.haSdDiretto(strati[i]) ? fmt(strati[i][2] * 10, 1) + ' mm · sd ' + fmt(strati[i][3]) + ' m'
                                       : fmt(strati[i][2], 1) + ' cm · λ ' + (strati[i][4] || 'n.t.') + ' W/mK · μ ' + strati[i][1]) + '</text></g>';
      } else {
        code.push({ x: (x0 + x1) / 2, testo: testo, cat: categoriaStrato(strati[i]) });
      }
      rCum += rS;
    }
    // griglia orizzontale in pascal
    for (var p = vmin; p <= vmax; p += 500) {
      s += '<line x1="' + ML + '" y1="' + Y(p) + '" x2="' + (ML + gw) + '" y2="' + Y(p) + '" stroke="' + grid + '" stroke-width="0.5" opacity="0.3"/>';
      s += '<text x="' + (ML - 8) + '" y="' + (Y(p) + 4) + '" text-anchor="end" font-size="11" font-family="Consolas,monospace" fill="' + tenue + '">' + p + '</text>';
    }
    s += '<text transform="translate(14,' + (MT + gh / 2) + ') rotate(-90)" text-anchor="middle" font-size="11" font-style="italic" font-family="Georgia,serif" fill="' + tenue + '">Pressione vapore (Pa)</text>';
    // Interfacce da quotare: dove più interfacce cadono sulla stessa ascissa
    // (strati a R trascurata) si quota una sola volta, scegliendo il punto
    // più critico, quello dove Pv si avvicina di più alla saturazione.
    var quote = [];
    for (i = 0; i < g.interfacce.length; i++) {
      var pI = g.interfacce[i], xI = X(pI.rCum);
      var ultimo = quote.length ? quote[quote.length - 1] : null;
      if (ultimo && Math.abs(xI - ultimo.x) < 8) {
        if (pI.pv - pI.psat > ultimo.p.pv - ultimo.p.psat) ultimo.p = pI;
      } else {
        quote.push({ x: xI, p: pI });
      }
    }
    // temperature in alto, sfalsate come nell'app
    for (i = 0; i < quote.length; i++) {
      var alto = (i % 2 === 0) ? MT - 34 : MT - 18;
      s += '<line x1="' + quote[i].x.toFixed(1) + '" y1="' + (alto + 4) + '" x2="' + quote[i].x.toFixed(1) + '" y2="' + MT + '" stroke="' + tenue + '" stroke-width="0.8"/>';
      s += '<text x="' + quote[i].x.toFixed(1) + '" y="' + alto + '" text-anchor="middle" font-size="11.5" font-family="Consolas,monospace" font-weight="700" fill="' + inch + '">' + fmt(quote[i].p.T, 1) + '°C</text>';
    }
    // zona di condensa: dove pv >= psat
    if (g.rischio) {
      /* La zona di condensa è la lente compresa fra le due linee dove
         Pv >= Psat, MA SOLO SULLA PARETE VERA: le fasce "aria int." e
         "aria est." sono aria, e nell'aria non condensa niente — se le
         linee si incrociano lì, l'acqua si deposita sulla superficie
         (condensa superficiale), e a dirlo sono il badge e il verdetto,
         non una campitura nel vuoto. Perciò la lente lavora sui soli
         punti fra le due facce; se sulla faccia Pv è già sopra Psat,
         la lente parte esattamente dalla faccia, con il bordo verticale.
         I confini interni veri sono i PUNTI DI INCROCIO, che quasi mai
         cadono su un nodo campionato: si calcolano per interpolazione
         lineare sul segmento in cui la differenza Pv-Psat cambia segno.
         Ogni tratto continuo è una lente a sé. */
      var pMuro = [];
      for (i = 0; i < g.punti.length; i++) {
        if (g.punti[i].rCum >= M.RSI - 1e-12 && g.punti[i].rCum <= g.rTot - M.RSE + 1e-12) pMuro.push(g.punti[i]);
      }
      var lenti = [], corrente = null;
      function incrocio(p0, p1) {
        var d0 = p0.pv - p0.psat, d1 = p1.pv - p1.psat;
        var t = d0 / (d0 - d1);
        return {
          rCum: p0.rCum + t * (p1.rCum - p0.rCum),
          v: p0.pv + t * (p1.pv - p0.pv)
        };
      }
      for (i = 0; i < pMuro.length; i++) {
        var dentro = pMuro[i].pv >= pMuro[i].psat - 1e-9;
        if (dentro && !corrente) {
          corrente = { sopra: [], sotto: [] };
          if (i > 0 && pMuro[i - 1].pv < pMuro[i - 1].psat) {
            var xi = incrocio(pMuro[i - 1], pMuro[i]);
            corrente.sopra.push([xi.rCum, xi.v]);
            corrente.sotto.push([xi.rCum, xi.v]);
          }
        }
        if (corrente && dentro) {
          corrente.sopra.push([pMuro[i].rCum, pMuro[i].pv]);
          corrente.sotto.push([pMuro[i].rCum, pMuro[i].psat]);
        }
        if (corrente && !dentro) {
          var xf2 = incrocio(pMuro[i - 1], pMuro[i]);
          corrente.sopra.push([xf2.rCum, xf2.v]);
          corrente.sotto.push([xf2.rCum, xf2.v]);
          lenti.push(corrente); corrente = null;
        }
      }
      if (corrente) lenti.push(corrente);
      /* la condensa è acqua: si campisce d'azzurro, che sul laterizio
         rosso stacca (il rosso si confondeva col mattone). L'azzurro è
         più acceso del blu della Psat, così area e linea non si mischiano */
      var condFill = scuro ? "rgba(79,195,247,0.30)" : "rgba(144,202,249,0.42)";
      var condStroke = scuro ? "#7fd4ff" : "#1e88c9";
      /* La campitura dentro il muro si disegna SOLO se la lente contiene
         un contatto interstiziale vero (un nodo campionato in contatto
         dentro gli strati, con lo stesso criterio del motore). Quando il
         contatto è solo sulla faccia, il Glaser fatto per bene dice che
         l'acqua si scarica TUTTA sulla superficie: campire l'interno
         prometterebbe acqua dove il verdetto la nega. In quel caso si
         disegna il marcatore di faccia: la barra sul salto mancato fra
         Pv e Psat. (Rilievo della verifica avversaria del 26/08 sera.) */
      function nodoInterstiziale(p) {
        if (p.pv < p.psat - 1e-9 || p.strato < 0) return false;
        return !(p.rCum >= g.rTot - M.RSE - 1e-9 && p.sdCum >= g.sdTot - 1e-9);
      }
      function marcatoreFaccia(pF, versoDx) {
        var xF = X(pF.rCum);
        s += '<line x1="' + xF.toFixed(1) + '" y1="' + Y(pF.pv).toFixed(1) + '" x2="' + xF.toFixed(1) +
             '" y2="' + Y(pF.psat).toFixed(1) + '" stroke="' + condStroke + '" stroke-width="4.5" stroke-linecap="round" opacity="0.85"/>';
        /* i cartellini dei pascal sono centrati sulla faccia (semiampiezza
           ~30 px) e il più basso arriva a Y(pv)+43: il testo parte 36 px
           di lato e sotto entrambi. E siccome è lungo ~155 px, con gli
           strati sottili attraversa anche i cartellini delle interfacce
           vicine: scende sotto ognuno di quelli che incrocia. */
        var xT = versoDx ? xF + 36 : xF - 36;
        var yT = Math.max(Y(pF.psat) + 26, Y(pF.pv) + 60);
        var x0T = versoDx ? xT : xT - 155, x1T = versoDx ? xT + 155 : xT;
        for (var qf = 0; qf < g.interfacce.length; qf++) {
          var pQ = g.interfacce[qf], xQ = X(pQ.rCum);
          if (xQ < x0T - 34 || xQ > x1T + 34) continue;
          var vicQ = Math.abs(Y(pQ.psat) - Y(pQ.pv)) < 40;
          var fondoChip = Math.max(Y(pQ.psat) - 12, Y(pQ.pv) + (vicQ ? 38 : 22)) + 6;
          yT = Math.max(yT, fondoChip + 14);
        }
        yT = Math.min(yT, MT + gh - 8);
        s += '<text x="' + xT.toFixed(1) + '" y="' + yT.toFixed(1) + '" text-anchor="' + (versoDx ? 'start' : 'end') + '" ' +
             'font-size="11.5" font-weight="800" letter-spacing="0.08em" fill="' + condStroke + '" ' +
             'stroke="' + fondo + '" stroke-width="3.5" paint-order="stroke" stroke-linejoin="round">CONDENSA SULLA FACCIA</text>';
      }
      for (var z = 0; z < lenti.length; z++) {
        var L = lenti[z];
        var r0L = L.sopra[0][0] - 1e-12, r1L = L.sopra[L.sopra.length - 1][0] + 1e-12;
        var haInterno = false, faceInt = null, faceEst = null;
        for (i = 0; i < pMuro.length; i++) {
          var pN = pMuro[i];
          if (pN.rCum < r0L || pN.rCum > r1L || pN.pv < pN.psat - 1e-9) continue;
          if (pN.strato === -1) { faceInt = pN; continue; }
          if (nodoInterstiziale(pN)) haInterno = true;
          else faceEst = pN;
        }
        if (!haInterno) {
          if (faceInt) marcatoreFaccia(faceInt, true);
          if (faceEst) marcatoreFaccia(faceEst, false);
          continue;
        }
        var pts = "";
        for (i = 0; i < L.sopra.length; i++) pts += X(L.sopra[i][0]).toFixed(1) + "," + Y(L.sopra[i][1]).toFixed(1) + " ";
        for (i = L.sotto.length - 1; i >= 0; i--) pts += X(L.sotto[i][0]).toFixed(1) + "," + Y(L.sotto[i][1]).toFixed(1) + " ";
        s += '<polygon points="' + pts + '" fill="' + condFill + '" stroke="' + condStroke + '" stroke-width="1.4"/>';
        /* etichetta agganciata alla lente: al punto di massimo scarto,
           appena sotto la curva inferiore, così indica proprio l'acqua
           e non copre né i cartellini né le linee */
        /* i cartellini dei pascal stanno alle interfacce: l'etichetta
           preferisce il punto di massimo scarto fra quelli LONTANI da ogni
           interfaccia; se la lente è tutta a ridosso di un'interfaccia,
           il ripiego mette l'etichetta SOPRA la lente, dove i cartellini
           non arrivano (rilievo della verifica avversaria) */
        var xInterf = [];
        for (i = 0; i < g.interfacce.length; i++) xInterf.push(X(g.interfacce[i].rCum));
        function lontano(x) {
          for (var q2 = 0; q2 < xInterf.length; q2++) {
            if (Math.abs(x - xInterf[q2]) < 58) return false;
          }
          return true;
        }
        var kMax = -1, scMax = -1;
        for (i = 0; i < L.sopra.length; i++) {
          if (!lontano(X(L.sopra[i][0]))) continue;
          var sc = Math.abs(Y(L.sotto[i][1]) - Y(L.sopra[i][1]));
          if (sc > scMax) { scMax = sc; kMax = i; }
        }
        var sopraLente = false;
        if (kMax < 0) {
          scMax = -1;
          for (i = 0; i < L.sopra.length; i++) {
            var sc2 = Math.abs(Y(L.sotto[i][1]) - Y(L.sopra[i][1]));
            if (sc2 > scMax) { scMax = sc2; kMax = i; }
          }
          sopraLente = true;
        }
        var xEt = X(L.sopra[kMax][0]);
        xEt = Math.max(ML + 44, Math.min(ML + gw - 64, xEt));
        var yEt;
        if (sopraLente) {
          yEt = Math.min(Y(L.sopra[kMax][1]), Y(L.sotto[kMax][1])) - 10;
          yEt = Math.max(yEt, MT + 14);
        } else {
          yEt = Math.max(Y(L.sopra[kMax][1]), Y(L.sotto[kMax][1])) + 18;
          yEt = Math.min(yEt, MT + gh - 8);
        }
        s += '<text x="' + xEt.toFixed(1) + '" y="' + yEt.toFixed(1) + '" text-anchor="middle" ' +
             'font-size="11.5" font-weight="800" letter-spacing="0.08em" fill="' + condStroke + '" ' +
             'stroke="' + fondo + '" stroke-width="3.5" paint-order="stroke" stroke-linejoin="round">CONDENSA</text>';
      }
    }
    // P_sat blu continua, P_v rossa tratteggiata
    var lsat = "", lpv = "";
    for (i = 0; i < g.punti.length; i++) {
      lsat += X(g.punti[i].rCum).toFixed(1) + "," + Y(g.punti[i].psat).toFixed(1) + " ";
      lpv += X(g.punti[i].rCum).toFixed(1) + "," + Y(g.punti[i].pv).toFixed(1) + " ";
    }
    s += '<polyline points="' + lsat + '" fill="none" stroke="' + PSAT + '" stroke-width="2.6"/>';
    s += '<polyline points="' + lpv + '" fill="none" stroke="' + PV + '" stroke-width="2.6" stroke-dasharray="8 5"/>';
    // cartellini alle interfacce di parete (non ai due estremi d'aria)
    for (i = 0; i < quote.length; i++) {
      var pt = quote[i].p, xC = quote[i].x;
      if (pt.rCum < M.RSI - 1e-9 || pt.rCum > g.rTot - M.RSE + 1e-9) continue;
      var vicini = Math.abs(Y(pt.psat) - Y(pt.pv)) < 40;
      s += chip(xC, Y(pt.psat) - 12, Math.round(pt.psat) + " Pa", PSAT, fondo);
      s += '<circle cx="' + xC.toFixed(1) + '" cy="' + Y(pt.psat).toFixed(1) + '" r="4" fill="' + PSAT + '"/>';
      s += chip(xC, Y(pt.pv) + (vicini ? 38 : 22), Math.round(pt.pv) + " Pa", DOTPV, fondo);
      s += '<circle cx="' + xC.toFixed(1) + '" cy="' + Y(pt.pv).toFixed(1) + '" r="4" fill="' + DOTPV + '"/>';
    }
    // cornice e legende in basso
    s += '<rect x="' + ML + '" y="' + MT + '" width="' + gw + '" height="' + gh + '" fill="none" stroke="' + inch + '" stroke-width="1" opacity="0.65"/>';
    s += '<text x="' + (X(0) + (X(M.RSI) - X(0)) / 2) + '" y="' + (MT + gh + 16) + '" text-anchor="middle" font-size="11" font-style="italic" font-family="Georgia,serif" fill="' + tenue + '">aria int.</text>';
    s += '<text x="' + (X(g.rTot - M.RSE) + (X(g.rTot) - X(g.rTot - M.RSE)) / 2) + '" y="' + (MT + gh + 16) + '" text-anchor="middle" font-size="11" font-style="italic" font-family="Georgia,serif" fill="' + tenue + '">aria est.</text>';
    var yq = MT + gh + 32;
    for (i = 0; i < code.length; i++) {
      s += '<rect x="' + ML + '" y="' + (yq - 9) + '" width="14" height="10" fill="url(#' + PAT[code[i].cat] + ')" stroke="' + sep + '" stroke-width="0.6"/>';
      s += '<line x1="' + code[i].x.toFixed(1) + '" y1="' + (MT + gh) + '" x2="' + code[i].x.toFixed(1) + '" y2="' + (yq - 12) + '" stroke="' + sep + '" stroke-width="0.7" stroke-dasharray="2 3"/>';
      s += '<text x="' + (ML + 20) + '" y="' + yq + '" font-size="11" font-weight="700" fill="' + inch + '">' + esc(code[i].testo) + '</text>';
      yq += 15;
    }
    // legenda delle due linee
    var yl = H - 8;
    s += '<line x1="' + ML + '" y1="' + (yl - 4) + '" x2="' + (ML + 30) + '" y2="' + (yl - 4) + '" stroke="' + PSAT + '" stroke-width="2.6"/>';
    s += '<text x="' + (ML + 36) + '" y="' + yl + '" font-size="11" fill="' + inch + '">P<tspan font-size="8" dy="2">sat</tspan><tspan dy="-2"> saturazione</tspan></text>';
    s += '<line x1="' + (ML + 160) + '" y1="' + (yl - 4) + '" x2="' + (ML + 190) + '" y2="' + (yl - 4) + '" stroke="' + PV + '" stroke-width="2.6" stroke-dasharray="8 5"/>';
    s += '<text x="' + (ML + 196) + '" y="' + yl + '" font-size="11" fill="' + inch + '">P<tspan font-size="8" dy="2">v</tspan><tspan dy="-2"> vapore reale</tspan></text>';
    s += '<text x="' + (ML + gw) + '" y="' + yl + '" text-anchor="end" font-size="10" font-family="Consolas,monospace" fill="' + tenue + '">U = ' + fmt(g.u, 3) + ' W/m²K · R = ' + fmt(g.rTot, 3) + ' m²K/W</text>';
    s += '</svg>';
    host.innerHTML = s;
    // verdetto: la condensa sulla faccia (superficiale, quella della muffa)
    // e quella dentro gli strati (interstiziale) sono due diagnosi diverse
    if (g.rischio) {
      badge.className = "rah-verdetto bad";
      if (g.supInt && g.interstiziale) badge.innerHTML = "✗ CONDENSA SUPERFICIALE E INTERSTIZIALE";
      else if (g.supInt) badge.innerHTML = "✗ CONDENSA SUPERFICIALE (faccia interna)";
      else if (g.supEst && !g.interstiziale) badge.innerHTML = "✗ CONDENSA SUPERFICIALE (faccia esterna)";
      else badge.innerHTML = "✗ CONDENSA INTERSTIZIALE";
      esito.innerHTML = '';
      var d2 = document.createElement("div");
      d2.className = "rah-esito rah-bad2";
      var msg = "";
      if (g.supInt) {
        var pFi = g.punti[1]; // faccia interna
        msg += "<strong>La superficie interna è sotto il punto di rugiada</strong>" +
          "La faccia interna sta a " + fmt(pFi.T, 1) + " °C, ma l'aria interna con questa umidità " +
          "raggiunge la rugiada a " + fmt(g.tRugiadaInt, 1) + " °C: il vapore si deposita SULLA superficie, " +
          "prima ancora di entrare nel muro. È la condensa della muffa, e la leva è scaldare quella " +
          "superficie (isolare, correggere il ponte termico) o abbassare l'umidità interna: la pittura " +
          "non c'entra. La verifica di norma per questo caso è il fattore di temperatura f<sub>Rsi</sub> " +
          "della UNI EN ISO 13788.";
      }
      if (g.interstiziale) {
        var nomeDove = "";
        for (var c2 = 0; c2 < g.contatti.length; c2++) {
          var dove = g.punti[g.contatti[c2]];
          if (dove.rCum > M.RSI + 1e-9 && dove.rCum < g.rTot - M.RSE - 1e-9 && dove.strato >= 0) {
            nomeDove = strati[dove.strato][0]; break;
          }
        }
        msg += (msg ? "<br><br>" : "") +
          "<strong>Le due linee si toccano dentro la parete</strong>Con questo clima la pressione di vapore " +
          "raggiunge la saturazione in corrispondenza di “" + esc(nomeDove || "un confine fra gli strati") +
          "”: lì il vapore diventa acqua. Il quadro è a un solo clima: la verifica di norma sui 12 mesi " +
          "(UNI EN ISO 13788) va fatta davvero, e va rivista la sequenza degli strati.";
      }
      if (!msg && g.supEst) {
        var pFe = null;
        for (var c3 = 0; c3 < g.punti.length; c3++) {
          if (Math.abs(g.punti[c3].rCum - (g.rTot - M.RSE)) < 1e-9) pFe = g.punti[c3];
        }
        msg = "<strong>La superficie esterna è sotto il punto di rugiada</strong>" +
          "La faccia esterna sta a " + fmt(pFe ? pFe.T : 0, 1) + " °C, sotto la rugiada dell'aria esterna (" +
          fmt(g.tRugiadaEst, 1) + " °C): il vapore si deposita sulla faccia esterna, come la guazza sui vetri " +
          "al mattino. Non è condensa dentro il muro: è un fatto di superficie, da leggere con l'esposizione reale.";
      }
      d2.innerHTML = msg;
      esito.appendChild(d2);
    } else {
      badge.className = "rah-verdetto ok";
      badge.innerHTML = "✓ NESSUNA CONDENSA";
      esito.innerHTML = '';
      var d3 = document.createElement("div");
      d3.className = "rah-esito rah-ok2";
      d3.innerHTML = "<strong>Le linee non si toccano</strong>Con questo clima la pressione di vapore resta sotto la saturazione in tutta la parete. Resta un quadro a un solo clima: la verifica di norma lavora sulle medie mensili di tutti i 12 mesi.";
      esito.appendChild(d3);
    }
  }
  function chip(x, y, testo, colore, fondo) {
    var w = testo.length * 6.6 + 12;
    return '<g><rect x="' + (x - w / 2).toFixed(1) + '" y="' + (y - 11) + '" width="' + w.toFixed(1) +
           '" height="16" rx="4" fill="' + fondo + '" stroke="' + colore + '" stroke-width="1.1"/>' +
           '<text x="' + x.toFixed(1) + '" y="' + (y + 1) + '" text-anchor="middle" font-size="10.5" ' +
           'font-family="Consolas,monospace" font-weight="700" fill="' + colore + '">' + testo + '</text></g>';
  }
  /* ------------------------------------------- catena della traspirabilità */
  function catena() {
    var i, sd = [], tot = M.sdTotale(strati);
    for (i = 0; i < strati.length; i++) sd.push(M.sdStrato(strati[i]));
    var bar = el("rahBar");
    bar.innerHTML = "";
    for (i = 0; i < strati.length; i++) {
      var q = tot > 0 ? sd[i] / tot * 100 : 0;
      var sp = document.createElement("span");
      sp.style.width = q + "%";
      sp.style.background = COLORI[i % COLORI.length];
      sp.title = strati[i][0] + ": " + fmt(sd[i]) + " m (" + fmt(q, 0) + "%)";
      if (q >= 9) sp.textContent = fmt(q, 0) + "%";
      bar.appendChild(sp);
    }
    var dom = M.dominante(strati);
    el("rahTot").innerHTML =
      "Resistenza totale al vapore: <b>s<sub>d</sub> = " + fmt(tot) + " m</b>" +
      (dom ? ". Comanda <b>" + esc(dom.nome) + "</b>, con " + fmt(dom.sd) +
        " m, pari al " + fmt(dom.quota, 0) + " per cento del totale." : ".");
    var esiti = el("rahEsiti");
    esiti.innerHTML = "";
    var seq = M.sequenza(strati);
    var bil = "Verso l'interno del supporto ci sono " + fmt(seq.sdInterno) +
              " m di s<sub>d</sub>, verso l'esterno " + fmt(seq.sdEsterno) + " m" +
              (seq.rapporto !== null ? ": fuori pesa " + fmt(seq.rapporto, 1) + " volte quanto dentro. " : ". ");
    if (seq.sbilanciata && seq.tipo === "finitura") {
      esiti.appendChild(box("rah-bad2", "Il velo comanda la catena",
        "A pesare è “" + esc(seq.colpevole[0]) + "”, uno strato di " +
        fmt(seq.colpevole[2] * 10, 2) + " mm che da solo vale il " + fmt(seq.quotaVelo * 100, 0) +
        " per cento della resistenza al vapore dell'intera parete (soglia di lettura di questa tavola: un quarto). " +
        "È l'errore più costoso e il più facile da evitare, perché non dà niente in cambio: " +
        "non isola, non protegge dalla pioggia meglio di altri, e annulla il lavoro che sta sotto."));
    } else if (seq.sbilanciata && seq.tipo === "isolante") {
      esiti.appendChild(box("rah-warn2", "Sequenza da verificare con il calcolo",
        bil + "Il peso sta su “" + esc(seq.colpevole[0]) + "”, che però è uno strato di " +
        fmt(seq.colpevole[2], 1) + " cm: in cambio tiene caldo il supporto, e la temperatura " +
        "alza la saturazione proprio dove servirebbe. Non è un errore automatico: è il caso in cui " +
        "il profilo qui sopra e la verifica di norma vanno guardati davvero."));
    } else if (strati.length) {
      esiti.appendChild(box("rah-ok2", "Sequenza coerente",
        bil + "La resistenza al vapore non si concentra sul lato freddo: stretto verso dentro, aperto verso fuori."));
    }
  }
  function box(cls, titolo, testo) {
    var d = document.createElement("div");
    d.className = "rah-esito " + cls;
    d.innerHTML = "<strong>" + titolo + "</strong>" + testo;
    return d;
  }
  /* --------------------------------------------------- criterio pioggia */
  function kunzel() {
    var w = nPos(el("rahW").value, 0);
    var sdv = nPos(el("rahSdr").value, 0);
    var r = M.kunzel(w, sdv);
    var g = el("rahKunzel");
    g.innerHTML = "";
    [["assorbimento w", fmt(w), r.wOk, "limite 0,5", "classe " + M.classeW(w)],
     ["vapore s<sub>d</sub>", fmt(sdv) + " m", r.sdOk, "limite 2,0 m", "classe " + M.classeV(sdv)],
     ["prodotto w · s<sub>d</sub>", fmt(r.prodotto), r.prodottoOk, "limite 0,2", ""]
    ].forEach(function (c) {
      var d = document.createElement("div");
      d.className = "rah-k";
      d.innerHTML =
        '<div class="lab">' + c[0] + '</div>' +
        '<div class="val">' + c[1] + '</div>' +
        '<div class="ver" style="color:var(--' + (c[2] ? "ok" : "bad") + ')">' +
        (c[2] ? "rispetta il " : "supera il ") + c[3] + '</div>' +
        (c[4] ? '<div class="lab" style="margin-top:4px">' + c[4] + '</div>' : '');
      g.appendChild(d);
    });
    var d2 = document.createElement("div");
    d2.className = "rah-esito " + (r.passa ? "rah-ok2" : "rah-bad2");
    d2.style.gridColumn = "1 / -1";
    d2.innerHTML = r.passa
      ? "<strong>Il rivestimento passa tutti e tre i vincoli</strong>È aperto al vapore e chiuso all'acqua liquida nella misura richiesta."
      : "<strong>Il rivestimento non passa</strong>Uno strato che beve e non lascia asciugare è il caso in cui l'acqua entra e resta.";
    g.appendChild(d2);
  }
  /* ------------------------------------------------------------- filo */
  function ricalcola() {
    fisica();
    glaserChart();
    catena();
  }
  var barPreset = el("rahPresets");
  Object.keys(PRESET).forEach(function (k) {
    var b = document.createElement("button");
    b.type = "button"; b.textContent = k;
    b.addEventListener("click", function () {
      strati = PRESET[k].map(function (r) { return r.slice(); });
      render(); ricalcola();
    });
    barPreset.appendChild(b);
  });
  el("rahAdd").addEventListener("click", function () {
    var m = DB[parseInt(el("rahMat").value, 10)];
    if (!m) return;
    strati.push([m.name, m.mu, nPos(el("rahSp").value, 2), null, m["lambda"], m.cat, m.desc]);
    render(); ricalcola();
  });
  el("rahAddF").addEventListener("click", function () {
    var nome = el("rahNomeF").value || "Strato a sd dichiarato";
    var sdv = nPos(el("rahSdF").value, 0);
    var mm = nPos(el("rahSpF").value, 0.1);
    strati.push([nome, null, mm / 10, sdv, null, "Pittura", "sd dichiarato dalla scheda del prodotto (EN ISO 7783)"]);
    render(); ricalcola();
  });
  ["rahTi", "rahURi", "rahTe", "rahURe"].forEach(function (id) {
    el(id).addEventListener("input", glaserChart);
  });
  el("rahW").addEventListener("input", kunzel);
  el("rahSdr").addEventListener("input", kunzel);
  strati = PRESET["Il caso dell'articolo: risanamento ucciso dalla pittura"].map(function (r) { return r.slice(); });
  render(); ricalcola(); kunzel();
})();
';var t=new TextDecoder().decode(Uint8Array.from(atob(b),function(c){return c.charCodeAt(0)}));var s=document.createElement('script');s.textContent=t;document.head.appendChild(s);})();</script></p>
<p style="font-size:14px;color:#555">Tutte le tavole interattive: <a href="https://www.renzo-arthome.com/calcolatori/">I calcolatori</a>.</p>
<h2 id="9-la-seconda-grandezza-lacqua-liquida">9. La seconda grandezza: l&#8217;acqua liquida</h2>
<p>Fin qui il vapore. Ma su una facciata esposta alla pioggia c&#8217;è un secondo canale, e confonderlo con il primo è l&#8217;errore che produce i danni più costosi.</p>
<p>L&#8217;acqua liquida entra in un materiale poroso per capillarità, e la grandezza che lo descrive è il <strong>coefficiente di assorbimento d&#8217;acqua w</strong>, che si misura in chilogrammi per metro quadrato e per radice quadrata dell&#8217;ora. L&#8217;unità sembra strana ma dice una cosa sensata: l&#8217;assorbimento non è proporzionale al tempo, è proporzionale alla sua radice. Il materiale beve tanto nei primi minuti e poi sempre più lentamente. È la stessa legge che governa la risalita capillare, e chi ha letto <a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">Chi dimezza la macchia raddoppia l&#8217;acqua</a> la conosce già.</p>
<p>Ora, il punto che rovescia il senso comune: <strong>vapore e acqua liquida passano per vie diverse.</strong> Il vapore si muove nei pori fini per diffusione molecolare; l&#8217;acqua liquida ha bisogno di una rete capillare continua. Un materiale può essere costruito per lasciar passare il primo e fermare la seconda. Non è una furbizia commerciale, è fisica dei mezzi porosi, ed è esattamente il principio su cui si reggono gli intonaci di risanamento, di cui ho scritto in <a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a>.</p>
<p>Quindi &#8220;traspirante&#8221; e &#8220;impermeabile&#8221; non sono opposti. Un rivestimento di facciata fatto bene è tutti e due insieme: aperto al vapore che esce, chiuso all&#8217;acqua che vorrebbe entrare.</p>
<p>Resta da capire quanto aperto e quanto chiuso. E qui c&#8217;è una regola, con tre numeri, che ha sessant&#8217;anni.</p>
<h2 id="10-il-criterio-di-kunzel">10. Il criterio di Künzel</h2>
<p>Negli anni Sessanta e Settanta, al campo prova all&#8217;aperto dell&#8217;istituto Fraunhofer di fisica delle costruzioni, si conduce una lunga campagna sperimentale sulla protezione dalla pioggia battente. Si provano pareti in calcestruzzo aerato autoclavato rivestite con gli intonaci a resina sintetica che in quegli anni erano la novità del mercato. L&#8217;uomo che guida quel lavoro è Helmut Künzel.</p>
<p>Attenzione a non confonderlo con Hartwig M. Künzel, che è il figlio, e che nel 1995 firma la tesi sul trasporto accoppiato di calore e umidità da cui nascono le simulazioni dinamiche di oggi. Sono due generazioni della stessa famiglia e dello stesso istituto, e nel corpus di questi articoli il figlio compare già. Qui parliamo del padre.</p>
<p>Quello che Künzel padre trova non è un valore, è una <strong>correlazione</strong>: le due grandezze non vanno giudicate separatamente, perché contano insieme. Un rivestimento può assorbire un po&#8217; d&#8217;acqua, purché lasci uscire bene il vapore; se è molto chiuso al vapore, allora deve essere quasi del tutto impermeabile all&#8217;acqua. Quel che non si può avere è un rivestimento che beve e insieme non lascia asciugare: quello è il caso in cui l&#8217;acqua entra e resta.</p>
<p>La correlazione è poi entrata nella norma tedesca, la DIN 4108-3, e i tre numeri sono questi:</p>
<p style='text-align:center'><strong><strong>w ≤ 0,5 kg/(m²·h⁰˒⁵)</strong>, cioè non deve bere troppo</strong></p>
<p style='text-align:center'><strong><strong>sd ≤ 2,0 m</strong>, cioè deve lasciare uscire il vapore</strong></p>
<p style='text-align:center'><strong><strong>w · sd ≤ 0,2 kg/(m·h⁰˒⁵)</strong>, e questo è il vincolo che conta: le due cose vanno soddisfatte insieme</strong></p>
<p>Il terzo è quello che conta ed è il più elegante: è un prodotto, quindi ammette il compromesso. Un rivestimento che assorbe pochissimo può permettersi di essere più chiuso al vapore; uno molto aperto al vapore può permettersi di bere qualcosa in più. Quello che non passa è la combinazione cattiva.</p>
<p>Un dettaglio che dice quanto era solido quel lavoro: quando negli anni Novanta sono arrivati i modelli di calcolo dinamico, capaci di simulare ora per ora il comportamento di una parete, le verifiche parametriche hanno confermato che la correlazione empirica trovata trent&#8217;anni prima descriveva correttamente la protezione dalla pioggia. Trent&#8217;anni di campo prova all&#8217;aperto avevano visto giusto.</p>
<p>La stessa norma tedesca divide poi il paese in tre gruppi di esposizione alla pioggia battente, con soglie di precipitazione annua intorno ai 600 e agli 800 millimetri, e consente l&#8217;intonaco esterno non rivestito soltanto nella fascia meno esposta. È un criterio geografico che in Italia, con la nostra varietà di climi fra costa, pianura e montagna, andrebbe guardato con attenzione prima di copiare le abitudini di un&#8217;altra zona.</p>
<h2 id="11-le-classi-che-si-trovano-sulle-schede">11. Le classi che si trovano sulle schede</h2>
<p>Sul mercato europeo le due grandezze arrivano già confezionate in classi, e vale la pena di saperle leggere perché le sigle sono facili da scambiare.</p>
<p>Per i rivestimenti di facciata la norma di classificazione è la EN 1062-1, e usa due lettere.</p>
<figure class='wp-block-table'>
<table>
<thead>
<tr>
<th>classe</th>
<th>grandezza</th>
<th>significato</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>V1</td>
<td>sd &lt; 0,14 m</td>
<td>alta permeabilità al vapore</td>
</tr>
<tr>
<td>V2</td>
<td>da 0,14 a 1,4 m, estremi compresi</td>
<td>media</td>
</tr>
<tr>
<td>V3</td>
<td>sd &gt; 1,4 m</td>
<td>bassa</td>
</tr>
<tr>
<td>W1</td>
<td>w &gt; 0,5 kg/(m²·h⁰˒⁵)</td>
<td>alta permeabilità all&#8217;acqua liquida</td>
</tr>
<tr>
<td>W2</td>
<td>da 0,1 a 0,5, estremi compresi</td>
<td>media</td>
</tr>
<tr>
<td>W3</td>
<td>w &lt; 0,1</td>
<td>bassa</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</figure>
<p>Sui valori esatti di confine conviene una parola in più, perché è lì che si sbaglia: la classe di mezzo include i propri estremi, quindi un sd di 1,4 spaccato è ancora V2, e un w di 0,1 spaccato è già W2. Le pagine commerciali su questo si contraddicono spesso fra loro; in caso di contestazione fa fede il testo della norma, che qui non ho studiato a fondo.</p>
<p>E qui c&#8217;è la trappola: <strong>le due scale hanno il verso opposto.</strong> V1 è la classe migliore, perché il vapore lo vogliamo far passare. W1 è la classe peggiore, perché l&#8217;acqua liquida non la vogliamo far passare. Un prodotto V1 e W3 è quello che serve su una facciata esposta. Un prodotto V3 e W1 è il peggio possibile: chiuso a quello che deve uscire, aperto a quello che deve restare fuori.</p>
<p>Per i rivestimenti sul calcestruzzo la classificazione è un&#8217;altra ancora, quella della EN 1504-2, che divide in tre classi di sd: sotto 5 metri, da 5 a 50 compresi, oltre 50: numeri molto più larghi, perché lì il problema è la protezione del ferro, non il risanamento di una muratura. Per le malte da intonaco vale invece la EN 998-1, con le sue classi di assorbimento capillare.</p>
<p>Tre norme, tre sistemi di classi, nessuno dei quali parla la lingua dell&#8217;altro. Quando una scheda dichiara &#8220;traspirante&#8221; senza dire secondo quale norma e con quale numero, non ha detto niente.</p>
<h2 id="12-la-terza-grandezza-laria-e-perche-e-un-difetto">12. La terza grandezza: l&#8217;aria, e perché è un difetto</h2>
<p>Torniamo alla parola di partenza. Il respiro, quello letterale, cioè il passaggio di aria attraverso l&#8217;involucro.</p>
<p>Non è una qualità e non è nemmeno una proprietà del materiale: è una proprietà del montaggio. L&#8217;aria non passa attraverso il corpo di un muro intonacato, come Raisch ha misurato nel 1928. Passa dove il lavoro non è chiuso: il nodo fra serramento e spalletta, il cassonetto, la scatola dell&#8217;impianto elettrico sulla parete esterna, il passaggio delle tubazioni, l&#8217;appoggio del solaio in legno, la battuta di una botola. Sono tutte cose che non hanno un μ, perché non sono materiali: sono giunti.</p>
<p>E l&#8217;aria che passa da un giunto non porta solo calore. Porta vapore, e ne porta in quantità che non hanno paragone con la diffusione.</p>
<p>Il confronto che si cita in tutta la letteratura tedesca sull&#8217;argomento va letto con le sue condizioni, perché il termine di paragone non è un muro qualunque. La prova è questa: una costruzione isolata e <strong>senza fughe</strong>, chiusa da un <strong>freno al vapore con sd di 30 metri</strong>, in un giorno invernale di norma (20 gradi dentro, gelo fuori, una differenza di pressione di 20 pascal, cioè un vento debole). Attraverso un metro quadrato di quella costruzione diffondono in ventiquattro ore circa <strong>0,5 grammi</strong> d&#8217;acqua; attraverso una <strong>fuga larga un millimetro</strong> nel freno, nello stesso tempo, ne entrano per convezione circa <strong>800 grammi per ogni metro di lunghezza della fuga</strong>. La misura viene dall&#8217;istituto di fisica delle costruzioni di Stoccarda ed è pubblicata su una rivista tecnica tedesca alla fine degli anni Ottanta.</p>
<p>Il rapporto fra i due numeri è di <strong>1600 a 1</strong>, e va letto con attenzione due volte. La prima: le unità non sono le stesse, da una parte metri quadrati di costruzione, dall&#8217;altra metri lineari di fessura. La seconda: quel 1600 vale <strong>rispetto al freno al vapore da 30 metri</strong>, che al vapore è quasi sbarrato. Un muro intonacato comune è dieci volte più aperto, e per lui l&#8217;equivalenza scende in proporzione: un metro di fessura vale l&#8217;ordine dei <strong>centosessanta metri quadrati</strong> di muro, non milleseicento. Che è comunque la facciata di una palazzina, concentrata in una fessura che nessuno vede e che nessun capitolato nomina. Il messaggio non cambia: sul trasporto d&#8217;acqua la convezione stravince, e chiudere l&#8217;aria conta più di ogni discussione sul vapore.</p>
<p>Su questo numero devo essere trasparente: non ho avuto in mano l&#8217;articolo originale, l&#8217;ho trovato citato in modo concorde da più fonti tecniche che ne indicano gli stessi estremi. Finché non lo leggo, il dato viaggia con l&#8217;etichetta di chi me lo ha raccontato; il fattore 1600, quello sì, è un rapporto che ho ricalcolato io dai due valori, non una cifra ripresa da altri.</p>
<p>Ma il senso non cambia, e il senso è questo: <strong>chiudere l&#8217;aria protegge dall&#8217;umidità molto più che aprire il vapore.</strong> Chi rifiuta il cappotto perché &#8220;il muro non respira più&#8221; sta rifiutando la cosa sbagliata: il muro non respirava neanche prima, e se respirava era un guaio.</p>
<h2 id="13-il-ritorno-dellaria-come-si-e-imparato-a-misurarla">13. Il ritorno dell&#8217;aria: come si è imparato a misurarla</h2>
<p>La storia si chiude in modo simmetrico. L&#8217;aria, cacciata dalla porta come falsa qualità nel 1928 e nel 1969, rientra dalla finestra negli anni Settanta come grandezza da misurare. E rientra per una ragione economica: la crisi petrolifera.</p>
<p>Il primo strumento è svedese ed è del 1977: in origine non era una porta ma una finestra attrezzata con un ventilatore. L&#8217;anno dopo J. Kronvall pubblica il metodo, che consiste nel mettere l&#8217;edificio in pressione e misurare quanta aria il ventilatore deve spingere per mantenerla. Nel 1979 il metodo arriva negli Stati Uniti, a Princeton, dove un gruppo di ricercatori che si faceva chiamare i medici delle case comincia ad applicarlo sistematicamente. In Canada, nello stesso periodo, una squadra ci arriva per conto suo.</p>
<p>La scoperta che fanno è quella che conta ancora oggi: le dispersioni d&#8217;aria non stanno dove tutti le cercavano, cioè nelle finestre e sotto le porte, ma in percorsi nascosti dentro la costruzione, che nessuno guardava perché non si vedono. Il cavedio, l&#8217;intercapedine del controsoffitto, il passaggio degli impianti. Da lì in poi la caccia alle fughe è diventata un mestiere.</p>
<p>Oggi lo strumento si chiama blower door, la prova è normata dalla UNI EN ISO 9972 e il risultato si esprime con <strong>n50</strong>: il numero di ricambi d&#8217;aria all&#8217;ora che l&#8217;edificio subisce quando fra dentro e fuori ci sono 50 pascal di differenza. Cinquanta pascal sono una condizione di prova, non una condizione reale: servono a rendere la misura ripetibile.</p>
<p>Qualche ordine di grandezza per orientarsi, con le fonti nel registro. Lo standard delle case passive chiede n50 non superiore a 0,6 ricambi all&#8217;ora: è il criterio ufficiale dell&#8217;istituto di Darmstadt che rilascia la certificazione. All&#8217;altro estremo, uno studio spagnolo del 2020 ha misurato col blower door 37 ambienti in otto edifici costruiti fra il 1882 e il 1919: media 9 ricambi all&#8217;ora, con punte oltre 37 e due terzi dei casi fra 3 e 20. Fra la casa passiva e l&#8217;edificio dell&#8217;Ottocento non risanato c&#8217;è, in media, un fattore quindici.</p>
<h2 id="14-che-cosa-chiede-la-legge-italiana-oggi">14. Che cosa chiede la legge italiana, oggi</h2>
<p>Qui arriva la parte che sorprende chi è rimasto alla frase del muro che respira, perché in Italia la tenuta all&#8217;aria è già dentro le regole degli appalti pubblici, e ci è rimasta anche nell&#8217;ultimo cambio della guardia.</p>
<p>I criteri ambientali minimi per l&#8217;edilizia l&#8217;hanno introdotta con il decreto del 23 giugno 2022, al criterio 2.4.9; il decreto del 24 novembre 2025, pubblicato in Gazzetta il 3 dicembre e in applicazione negli appalti pubblici da febbraio 2026, ha sostituito quello del 2022 e <strong>ha confermato il requisito</strong>: verifica con la prova di pressurizzazione secondo la UNI EN ISO 9972, n50 inferiore a 2 ricambi all&#8217;ora per le nuove costruzioni, inferiore a 3,5 per le ristrutturazioni importanti di primo livello. Dello stesso decreto, e del criterio nuovo che dedica al risanamento dell&#8217;umidità, ho scritto in <a href="https://www.renzo-arthome.com/?p=1680">Improvvisamente, l&#8217;umidità</a>.</p>
<p>Ma la cosa da leggere non sono i numeri: sono le motivazioni che il criterio dichiara. La tenuta all&#8217;aria è richiesta per mantenere l&#8217;efficienza degli isolanti, per <strong>evitare il rischio di condensa interstiziale</strong> negli isolanti e nei nodi fra serramento e struttura, fra impianti e struttura e nelle connessioni fra le strutture, per la salute e la durabilità delle strutture stesse, e perché la ventilazione meccanica possa funzionare.</p>
<p>Vale la pena di fermarsi un secondo. La norma vigente chiede di <strong>chiudere l&#8217;aria per proteggere l&#8217;edificio dall&#8217;umidità</strong>. È l&#8217;esatto contrario della frase che si sente in cantiere, ed è scritta nei criteri per gli appalti pubblici, confermata nel passaggio dall&#8217;edizione 2022 a quella in vigore.</p>
<p>E lo stesso decreto del 2025 parla anche, per la prima volta, del caso di questo articolo: il risanamento dei muri umidi. Il criterio 2.3.13, «Progettazione degli interventi di risanamento del degrado da umidità negli edifici esistenti», chiede <strong>diagnosi preliminare obbligatoria</strong>, l&#8217;<strong>eliminazione della causa come obiettivo primario del progetto</strong>, <strong>target prestazionali misurabili</strong> e la <strong>verifica dell&#8217;efficacia protratta nel tempo</strong>; e pretende che le tecniche previste in progetto siano «supportate da un&#8217;attestazione di efficacia basata sui risultati raggiunti in altri interventi o per via sperimentale», rilasciata «da Enti di ricerca riconosciuti o da Università». Tradotto nel linguaggio di questo articolo: negli appalti pubblici, da febbraio 2026, <strong>&#8220;traspirante&#8221; scritto su un secchio non è un progetto</strong>. Serve la diagnosi, serve la causa, servono i numeri prima e dopo. Che è la tesi di queste pagine, messa in Gazzetta Ufficiale.</p>
<p>Il quadro va completato con l&#8217;altra verifica, quella sul vapore, che il decreto del 28 ottobre 2025 disciplina e di cui ho scritto in <a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a>. Le due verifiche non si sovrappongono: una guarda l&#8217;aria, l&#8217;altra il vapore. Un progetto serio le fa tutte e due, e non le confonde.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="832" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/muro-non-respira-fig4-scala-n50-1.png" alt="La scala della tenuta all'aria" class="wp-image-3049" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/muro-non-respira-fig4-scala-n50-1.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/muro-non-respira-fig4-scala-n50-1-300x156.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/muro-non-respira-fig4-scala-n50-1-1024x532.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/muro-non-respira-fig4-scala-n50-1-768x399.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/muro-non-respira-fig4-scala-n50-1-1536x799.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 4. La scala dell&#8217;n50, con le fonti scritte accanto a ogni valore: il criterio delle case passive a 0,6, i limiti dei criteri ambientali minimi a 2 e 3,5 (il decreto prevede anche livelli premianti più severi), e gli edifici del 1882-1919 misurati dallo studio ad accesso aperto citato nel registro, con la media a 9,03 e l&#8217;intervallo da 0,68 a 37,12.</figcaption></figure>
<h2 id="15-i-materiali-uno-per-uno">15. I materiali, uno per uno</h2>
<p>Una tabella di orientamento, con una premessa che non è una formalità.</p>
<p>Le voci che seguono vengono dal <strong>prospetto A.1 della UNI 10351:2021</strong>, riprese dal database del modulo di calcolo di casa, che per ogni voce conserva la riga esatta del prospetto. Il prospetto dà per ogni materiale la permeabilità al vapore δ, spesso come intervallo: l&#8217;intervallo di μ che leggete è il dato di norma, il <strong>valore singolo è il valore di lavoro adottato dal database</strong> per fare i conti, e sta dentro l&#8217;intervallo. Non ho arrotondato né mediato nulla: dove la norma dà una forchetta, qui c&#8217;è la forchetta. E i prodotti reali possono uscirne: in progetto si usa la scheda tecnica del prodotto posato.</p>
<figure class='wp-block-table'>
<table>
<thead>
<tr>
<th>voce del prospetto</th>
<th>μ (intervallo di norma)</th>
<th>μ di lavoro</th>
<th>λ utile</th>
<th>sd allo spessore d&#8217;uso</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>aria ferma</td>
<td>1</td>
<td>1</td>
<td></td>
<td>riferimento</td>
</tr>
<tr>
<td>fibre minerali feldspatiche, pannelli rigidi (lana di roccia)</td>
<td>1,3 (δ singola)</td>
<td>1,3</td>
<td>0,039</td>
<td>10 cm → 0,13 m</td>
</tr>
<tr>
<td>intonaco di gesso puro</td>
<td>11 (δ singola)</td>
<td>11</td>
<td>0,35</td>
<td>1,5 cm → 0,17 m</td>
</tr>
<tr>
<td>laterizi (mattone pieno, ρ=1800)</td>
<td>5-11</td>
<td>10</td>
<td>0,72</td>
<td>30 cm → da 1,50 a 3,30 m</td>
</tr>
<tr>
<td>sughero espanso puro</td>
<td>19-29</td>
<td>20</td>
<td>0,045</td>
<td>10 cm → da 1,90 a 2,90 m</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>malta di calce e cemento</strong> (la bastarda)</td>
<td><strong>16-39</strong></td>
<td>25</td>
<td>0,90</td>
<td>2 cm → da 0,32 a 0,78 m</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>malta di cemento</strong></td>
<td><strong>16-39</strong></td>
<td>25</td>
<td>1,40</td>
<td>2 cm → da 0,32 a 0,78 m</td>
</tr>
<tr>
<td>EPS sinterizzato in lastre</td>
<td>32-77</td>
<td>50</td>
<td>0,040</td>
<td>10 cm → da 3,20 a 7,70 m</td>
</tr>
<tr>
<td>polistirene estruso con pelle</td>
<td>43-107</td>
<td>80</td>
<td>0,034</td>
<td>10 cm → da 4,30 a 10,70 m</td>
</tr>
<tr>
<td>poliuretano in lastre da blocchi</td>
<td>97-193</td>
<td>130</td>
<td>0,032</td>
<td>10 cm → da 9,70 a 19,30 m</td>
</tr>
<tr>
<td>calcestruzzo a struttura chiusa, ρ=2400 (armato)</td>
<td>74-148</td>
<td>130</td>
<td>2,30</td>
<td>20 cm → da 14,80 a 29,60 m</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</figure>
<p>Due annotazioni di trasparenza sulla tabella. La λ del calcestruzzo armato viene dalla UNI EN ISO 10456, non dal prospetto, e il suo μ di lavoro è una scelta del database che ho segnalato per una verifica. E <strong>le membrane non stanno in tabella di proposito</strong>: per barriere e freni al vapore il prospetto non è la strada, si usa l&#8217;sd dichiarato dalla scheda del prodotto, che è anche il modo in cui si inseriscono nella tavola di calcolo.</p>
<p>C&#8217;è una riga che merita di essere letta due volte, ed è la ragione per cui questa tabella va guardata invece che ricordata a memoria.</p>
<p><strong>La malta di calce e cemento, la bastarda che è l&#8217;intonaco comune dei nostri cantieri, e la malta di cemento hanno nel prospetto la stessa permeabilità al vapore: δ da 5 a 12, cioè μ da 16 a 39, per tutte e due.</strong> Sono due voci distinte del prospetto, con densità e conducibilità diverse, e sulla resistenza al passaggio del vapore la norma le tabula identiche.</p>
<p>È un risultato che rovescia una convinzione diffusissima, e che io stesso avevo in testa sbagliata prima di andare a guardare i valori. Va detto con precisione anche il limite: la voce di norma è la bastarda, non la malta di sola calce aerea, che nel prospetto non ha una voce sua. Ma il punto di cantiere resta intero: chi propone l&#8217;intonaco &#8220;a calce&#8221; comune dicendo che traspira più di quello cementizio sta usando l&#8217;argomento sbagliato, perché per la norma i due impasti stanno nella stessa identica forchetta. Le ragioni vere per preferire la calce su una muratura antica sono altre, e sono buone: l&#8217;assorbimento capillare, la struttura dei pori, il comportamento con i sali, la compatibilità meccanica col supporto.</p>
<p>È esattamente il meccanismo che questo articolo cerca di smontare: si prende una qualità reale del materiale, la si etichetta con la parola più vaga a disposizione, e la parola finisce per coprire una grandezza che quel materiale non ha migliore degli altri.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="661" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/muro-non-respira-fig5-calce-cemento-1.png" alt="Calce e cemento: due voci del prospetto, stessa permeabilità al vapore" class="wp-image-3050" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/muro-non-respira-fig5-calce-cemento-1.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/muro-non-respira-fig5-calce-cemento-1-300x124.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/muro-non-respira-fig5-calce-cemento-1-1024x423.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/muro-non-respira-fig5-calce-cemento-1-768x317.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/muro-non-respira-fig5-calce-cemento-1-1536x635.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 5. Le due voci del prospetto A.1: la malta di calce e cemento e la malta di cemento hanno la stessa permeabilità al vapore, δ da 5 a 12, cioè μ da 16 a 39. Differiscono per densità e conducibilità, non per la traspirazione.</figcaption></figure>
<p>Il resto della tabella dice la cosa più importante: <strong>la colonna che decide non è quella dei μ, è quella degli sd.</strong> Due centimetri di malta valgono fino a tre quarti di metro; dieci centimetri di lana di roccia ne valgono 0,13; e una barriera in polietilene da due decimi di millimetro, che in tabella non c&#8217;è perché si dichiara con l&#8217;sd di scheda, vale da sola decine di metri. Il materiale non dice niente finché non lo si moltiplica per quanto ce n&#8217;è.</p>
<h2 id="16-il-cappotto-dove-sta-il-rischio-vero">16. Il cappotto: dove sta il rischio vero</h2>
<p>Sul cappotto ho già scritto un articolo intero, <a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a>, e non lo ripeto. Qui interessa solo smontare il modo sbagliato di porre la domanda.</p>
<p>La domanda sbagliata è: il cappotto fa respirare il muro? Non ha risposta, perché il muro non respirava prima e non deve respirare dopo.</p>
<p>Le domande giuste sono tre.</p>
<p><strong>La prima riguarda l&#8217;ordine.</strong> Perché una parete stia asciutta, la resistenza al vapore deve diminuire andando da dentro verso fuori: stretto verso dentro, aperto verso fuori. Un cappotto esterno molto chiuso al vapore, messo su una muratura aperta, inverte la sequenza e mette lo strato barriera dalla parte fredda. È il difetto classico, ed è il tema dell&#8217;altro articolo.</p>
<p><strong>La seconda riguarda l&#8217;acqua liquida.</strong> Se il muro è alimentato da acqua liquida, per risalita, per infiltrazione, per un pluviale che perde, allora la discussione sul vapore è fuori scala. La diffusione muove grammi al giorno per metro quadrato; una risalita muove litri. Chiudere la faccia esterna di un muro che beve da sotto non lo asciuga: gli sposta il fronte più in alto, e questo è misurato, non opinabile.</p>
<p><strong>La terza riguarda dove si mette l&#8217;isolante.</strong> Isolare dall&#8217;interno è molto più delicato che isolare dall&#8217;esterno, perché sposta la muratura dalla parte fredda e le toglie il beneficio del sole e del riscaldamento. È il caso in cui la verifica igrometrica va fatta sul serio, e dove le simulazioni dinamiche hanno senso.</p>
<p>Nessuna delle tre ha a che fare con il respiro.</p>
<h2 id="17-quando-la-traspirazione-non-centra-niente">17. Quando la traspirazione non c&#8217;entra niente</h2>
<p>Prima delle istruzioni finali, la parte diagnostica: quella che serve davvero quando si entra in una casa con una macchia.</p>
<p>Ci sono tre situazioni ricorrenti in cui il cliente è convinto che il problema sia la mancata traspirazione, e in cui comprare un prodotto traspirante non risolve nulla.</p>
<p><strong>La muffa negli angoli e dietro i mobili.</strong> Non è vapore che non riesce a uscire dal muro: è vapore che condensa sulla superficie interna perché lì la temperatura è sotto il punto di rugiada. La causa è un ponte termico, o un&#8217;aria interna troppo umida, o entrambi. La cura è alzare la temperatura di quella superficie e abbassare l&#8217;umidità dell&#8217;aria, non aprire il muro al vapore. Ne ho scritto in <a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a>.</p>
<p><strong>La fascia bassa che si sfarina.</strong> Se c&#8217;è risalita, c&#8217;è acqua liquida e ci sono sali. Un intonaco molto traspirante messo lì senza aver prima affrontato l&#8217;acqua e i sali dura poco, e il macroporoso non è una cura della risalita: è la gestione della fase successiva.</p>
<p><strong>La macchia che torna sempre nello stesso punto.</strong> Un&#8217;infiltrazione ha una geometria e una stagionalità che la distinguono. Prima si trova da dove entra l&#8217;acqua.</p>
<p>La regola generale è quella di sempre: la traspirazione è un parametro di progetto degli strati, non una terapia. Serve a far sì che un muro asciutto resti asciutto. Non asciuga un muro bagnato.</p>
<p>E da febbraio 2026, negli appalti pubblici, questa regola non è più soltanto buon senso: è il criterio 2.3.13 dei criteri ambientali minimi, che prima di qualunque prodotto chiede la diagnosi, la causa e i target misurabili. Il mercato delle parole vaghe ha una scadenza, almeno sulla carta.</p>
<h2 id="18-che-cosa-scrivere-in-capitolato">18. Che cosa scrivere in capitolato</h2>
<p>Sette righe che valgono più di venti pagine di aggettivi.</p>
<ol>
<li>Per ogni strato: valore di <strong>μ oppure sd dichiarato</strong>, con la norma di prova (EN ISO 12572 per i materiali, EN ISO 7783 per i rivestimenti) e l&#8217;origine del dato.</li>
<li>Somma degli <strong>sd della stratigrafia</strong>, con la verifica che la resistenza al vapore <strong>diminuisca dall&#8217;interno verso l&#8217;esterno</strong>.</li>
<li>Per i rivestimenti esterni: <strong>classe V e classe W</strong> secondo la EN 1062-1, con i valori numerici e non con le sole sigle.</li>
<li>Per le facciate esposte alla pioggia: rispetto del criterio <strong>w ≤ 0,5, sd ≤ 2,0 e w · sd ≤ 0,2</strong>, con i tre valori dichiarati.</li>
<li><strong>La pittura di finitura è parte della stratigrafia</strong> e va messa a capitolato con i suoi numeri, con divieto esplicito di sostituzione in corso d&#8217;opera senza verifica.</li>
<li>Per le malte da intonaco: classe secondo la <strong>EN 998-1</strong>, dichiarata.</li>
<li><strong>Tenuta all&#8217;aria</strong> dell&#8217;involucro: prova secondo la UNI EN ISO 9972 con il valore n50 da rispettare, e disegno dei nodi che indichi dove passa la linea di tenuta.</li>
</ol>
<p>Il punto 5 è quello che in cantiere si perde. Metterlo per iscritto costa una riga.</p>
<h2 id="19-in-sintesi">19. In sintesi</h2>
<ul>
<li>Il muro <strong>non respira</strong>. Non lo faceva prima e non deve farlo. Lo ha misurato Raisch nel 1928 e lo ha scritto una norma tecnica nel 1969.</li>
<li>Il muro <strong>traspira</strong>, cioè lascia diffondere il vapore. Si misura con μ e sd, ed è una cosa che vogliamo.</li>
<li>Il muro <strong>non deve bere</strong>. L&#8217;assorbimento d&#8217;acqua liquida si misura con w, ed è un canale diverso dal vapore.</li>
<li>Le due cose vanno <strong>giudicate insieme</strong>: il criterio è w ≤ 0,5, sd ≤ 2,0 e il loro prodotto sotto 0,2.</li>
<li>L&#8217;aria che passa dai giunti è un <strong>difetto</strong>, non una qualità, e la norma italiana vigente chiede di misurarla e contenerla, dichiarando che serve anche a evitare la condensa.</li>
<li>La traspirazione è <strong>una proprietà della somma</strong>, non del singolo prodotto: decide lo strato più chiuso, che di solito è l&#8217;ultimo e il più economico.</li>
<li>La casa si fa respirare <strong>aprendo le finestre o con una macchina</strong>. Non con una malta.</li>
</ul>
<h2 id="registro-delle-fonti">Registro delle fonti</h2>
<p>Stato di ogni affermazione verificabile: ✅ letta su fonte primaria, ⚠️ da confermare o letta di seconda mano, ⛔ non affidabile.</p>
<h3>Verificato</h3>
<ul>
<li><strong>Classi sd della EN 1504-2</strong> (I sotto 5 m, II fra 5 e 50, III oltre 50): lette sul testo inglese della norma per l&#8217;articolo sul cemento osmotico. ✅</li>
<li><strong>Regola tecnica sugli intonaci di risanamento</strong>, con il limite di μ e la porosità: già trattata negli articoli sul macroporoso, con le riserve lì dichiarate. ✅</li>
</ul>
<h3>Da confermare prima della pubblicazione</h3>
<ul>
<li><strong>Pettenkofer 1858.</strong> Estremi bibliografici concordi su più fonti indipendenti: <em>Über den Luftwechsel in Wohngebäuden</em>, Cotta, Monaco 1858. Il testo è fuori diritti e disponibile in rete. <strong>Ho cercato il passo dell&#8217;esperimento nella copia digitalizzata, per parole chiave in tedesco, e non compare</strong>: la scansione copre la misura dell&#8217;anidride carbonica e le prove sugli ospedali. La forma precisa dell&#8217;esperimento (provino cilindrico di pochi centimetri, sigillato sui fianchi, imbuti sulle facce di testa, candela spenta soffiando) viene dalla letteratura tecnica tedesca sulla tenuta all&#8217;aria, che la riporta in modo concorde: la <a href="https://www.foamglas.com/en/advice-center/general-advice/does-my-wall-have-to-breath,-q-,-breathing-walls-and-the-history-behind" target="_blank" rel="noopener">scheda storica di Foamglas sul muro che respira</a> e la <a href="https://de.wikipedia.org/wiki/Atmende_Wand" target="_blank" rel="noopener">voce Atmende Wand di Wikipedia in tedesco</a>, lette per intero, che danno anche gli estremi bibliografici completi di Raisch; la descrizione più precisa del provino sta nella <a href="https://www.luftdicht.de/geschichte/pettenkofer.htm" target="_blank" rel="noopener">pagina storica di luftdicht.de dedicata a Pettenkofer</a>, che però ho potuto vedere solo in estratto, perché il sito non rispondeva; l&#8217;errore della stufa non sigillata idem. Aneddoto dichiarato di seconda mano finché non si trova la pagina. ⚠️</li>
<li><strong>La sproporzione fra il soffio e le pressioni reali.</strong> Il riferimento quantitativo usato nel testo è uno solo, ed è documentato: la prova di tenuta all&#8217;aria si fa alla pressione convenzionale di 50 pascal (UNI EN ISO 9972), scelta perché superiore a quelle che vento ed effetto camino producono normalmente sull&#8217;involucro, come spiegano le <a href="https://www.termoview.it/i-servizi/misure-strumentali/prove-di-tenuta-all-aria.html" target="_blank" rel="noopener">pagine tecniche italiane sul blower door test</a>; per l&#8217;effetto camino le fonti tecniche parlano di pochi pascal, per esempio la <a href="https://www.architetturaecosostenibile.it/normative/dizionario/effetto-camino" target="_blank" rel="noopener">scheda sull&#8217;effetto camino di Architettura Ecosostenibile</a>. Nessun valore in pascal è attribuito al soffio umano: la sproporzione è detta in termini qualitativi. ⚠️ da consolidare sul manuale ANIT della tenuta all&#8217;aria in fase di chiusura.</li>
<li><strong>Ekici, Didem</strong>, <em>Skin, Clothing, and Dwelling: Max von Pettenkofer, the Science of Hygiene, and Breathing Walls</em>, Journal of the Society of Architectural Historians, vol. 75 n. 3, settembre 2016, pp. 281-298, DOI 10.1525/jsah.2016.75.3.281. Estremi verificati su quattro fonti. <strong>Testo integrale non letto</strong>, il lavoro è a pagamento: la tesi della casa come pelle è ripresa dall&#8217;abstract e dichiarata come tale. ⚠️</li>
<li><strong>Raisch, Ernst</strong>, <em>Luftwechselmessungen an Baustoffen und Baukonstruktionsteilen</em>, Gesundheits-Ingenieur, anno 51, fascicolo 30, Oldenbourg, Monaco e Berlino, 28 luglio 1928. Estremi in forma bibliografica piena da una sola fonte. Da confermare su catalogo di biblioteca. Resta da chiarire se l&#8217;istituto fosse a Monaco o a Stoccarda: le fonti divergono. ⚠️</li>
<li><strong>DIN 4108 (1969), punto 4.2.2</strong>, con la frase sul respiro delle pareti. Citata concordemente da due fonti tedesche indipendenti; <strong>non letta sul testo di norma</strong>, e per questo nell&#8217;articolo è riportata come resoconto, senza virgolettato. Quando la norma verrà letta, la citazione testuale potrà entrare. ⚠️</li>
<li><strong>Il confronto 0,5 grammi contro 800 grammi.</strong> Misura attribuita all&#8217;istituto di fisica delle costruzioni di Stoccarda, pubblicata secondo le fonti su Deutsche BauZeitschrift, fascicolo 12 del 1989, pagina 1639 e seguenti. Le condizioni della prova le ho lette sulla <a href="https://de.proclima.com/fachwissen/bauschaeden-vermeiden" target="_blank" rel="noopener">documentazione tecnica di pro clima</a>, che riporta il testo per esteso: costruzione senza fughe con freno al vapore sd 30 m, giorno invernale di norma; il materiale di formazione dell&#8217;ordine degli architetti del Baden-Württemberg aggiunge i 20 pascal di differenza (vento forza 2-3) e gli estremi della rivista. <strong>L&#8217;articolo originale non l&#8217;ho studiato.</strong> Il rapporto di 1600 a 1 è calcolato da me sui due valori e vale per quel freno; il ridimensionamento per un muro comune (ordine di dieci volte meno) è un mio conto dichiarato, dal rapporto fra gli sd. ⚠️</li>
<li><strong>Criterio di Künzel e DIN 4108-3</strong>: i tre valori (w non oltre 0,5, sd non oltre 2,0, prodotto non oltre 0,2) sono concordi su due fonti tecniche indipendenti; i tre gruppi di esposizione alla pioggia battente, con le soglie di 600 e 800 millimetri annui, dalla stessa scheda tecnica tedesca. Le campagne sperimentali degli anni Sessanta e Settanta al campo prova dell&#8217;istituto Fraunhofer, e il recepimento nella norma tedesca, vengono dall&#8217;abstract di un lavoro dedicato. <strong>Né la norma né il testo integrale del lavoro li ho studiati a fondo.</strong> ⚠️</li>
<li><strong>Classi V e W della EN 1062-1</strong> con i valori di soglia, estremi della classe media compresi: concordi su più fonti tecniche e commerciali, italiane e tedesche, che però sui valori esatti di confine non sono unanimi. Testo di norma non studiato a fondo: sul confine fa fede la norma. ⚠️</li>
<li><strong>Rowley</strong> e la nascita della verifica sul vapore: il riferimento è il lavoro del 1939 per la ASHVE, come documentato nella storia americana già ricostruita per l&#8217;articolo sulla condensa (lì la catena è: Browne 1933, Teesdale 1937, Rogers 1938, Rowley/ASHVE 1939). <strong>ASTM E96 del 1953</strong> e storia del <strong>blower door</strong> (Svezia 1977, Kronvall 1978, Princeton 1979, il gruppo canadese): ricostruzione da fonti secondarie concordi. Da agganciare ai testi originali dove possibile. ⚠️</li>
<li><strong>Criterio 2.3.13 del DM 24 novembre 2025</strong> («Progettazione degli interventi di risanamento del degrado da umidità negli edifici esistenti»): diagnosi preliminare obbligatoria, eliminazione della causa come obiettivo primario, target prestazionali misurabili, verifica dell&#8217;efficacia nel tempo, attestazione di efficacia per le tecniche. ✅ <strong>Fonte di prima mano</strong>: il testo del criterio (Allegato 1 al decreto) è stato letto per l&#8217;editoriale <a href="https://www.renzo-arthome.com/?p=1680">Improvvisamente, l&#8217;umidità</a>, e le citazioni tra virgolette vengono da lì; il criterio richiama le UNI 11085 e 11121 per il contenuto d&#8217;acqua.</li>
<li><strong>Criteri ambientali minimi e tenuta all&#8217;aria.</strong> L&#8217;edizione del 23 giugno 2022 (criterio 2.4.9) è stata <strong>sostituita dal DM 24 novembre 2025</strong> (GU Serie Generale n. 281 del 3 dicembre 2025, in applicazione negli appalti da febbraio 2026): estremi già verificati per l&#8217;editoriale sui CAM, dove il decreto nuovo è fonte di prima mano. I requisiti di tenuta (blower door secondo UNI EN ISO 9972:2015; n50 sotto 2 per le nuove costruzioni, sotto 3,5 per le ristrutturazioni importanti di primo livello, con livelli premianti più severi) risultano confermati nella nuova edizione dalla stampa tecnica di settore che ho letto; <strong>il numero del criterio nella nuova edizione non l&#8217;ho letto sul testo del decreto, e per questo non lo cito</strong>. Le finalità (condensa interstiziale compresa) sono riportate dalle stesse fonti per entrambe le edizioni. ⚠️ da chiudere leggendo il testo in Gazzetta.</li>
<li><strong>Valori di μ, δ e λ della tabella (sezione 15)</strong>: dal prospetto A.1 della UNI 10351:2021, attraverso il database del modulo di calcolo di casa che conserva per ogni voce la riga esatta del prospetto (denominazione, densità, δ). Gli intervalli sono il dato di norma; i valori singoli sono i valori di lavoro del database, dichiarati come tali. La norma è a pagamento e il prospetto non è riprodotto: in tabella ci sono le sole voci citate. Il testo della norma non l&#8217;ho studiato a fondo: la catena documentale passa dal database, che su quel prospetto è stato costruito. ⚠️</li>
<li><strong>La λ del calcestruzzo armato</strong> viene dalla UNI EN ISO 10456; il suo μ di lavoro (130 contro il 100 delle voci sorelle del database) è segnalato per verifica. <strong>Barriere e freni al vapore</strong> non hanno valori di prospetto: si inseriscono con l&#8217;sd di scheda. ⚠️</li>
<li><strong>Case passive, n50 ≤ 0,6</strong>: criterio ufficiale di certificazione del Passive House Institute, come riportato dalla <a href="https://passipedia.org/planning/airtight_construction/general_principles/blower_door_test" target="_blank" rel="noopener">documentazione tecnica Passipedia</a> e dalle guide di settore. ⚠️ letta la pagina, non il documento di certificazione.</li>
<li><strong>Edifici storici al blower door</strong>: studio su 37 ambienti in 8 edifici del 1882-1919, media n50 = 9,03 all&#8217;ora, intervallo 0,68-37,12, due terzi fra 3 e 20 (Energies, 2020, volume 13, articolo 6727). Rivista ad accesso aperto; <strong>non l&#8217;ho studiato a fondo</strong>: i valori vengono dal riassunto e dalle schede dello studio, gli estremi sono verificabili dal numero di articolo. ⚠️</li>
</ul>
<h3>Non usato</h3>
<ul>
<li>⛔ Valori di μ presi da schede commerciali o da pagine divulgative e presentati come valori di norma.</li>
<li>⛔ Il secondo confronto fra diffusione e convezione trovato in letteratura, con litri per stagione di riscaldamento: parametri diversi dal primo, non confrontabile, non mescolato con esso.</li>
</ul>
<h2 id="lautore">L&#8217;autore</h2>
<p>Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense, circa trent&#8217;anni di esperienza di cantiere e venti come imprenditore. Autore di &#8220;Murature umide: cause e rimedi&#8221; (Grafill, 2026).</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="505" height="677" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/muro-non-respira-libro.png" alt="Copertina del volume Murature umide: cause e rimedi" class="wp-image-3034" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/muro-non-respira-libro.png 505w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/muro-non-respira-libro-224x300.png 224w" sizes="(max-width: 505px) 100vw, 505px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">In copertina &#8220;Murature umide: cause e rimedi, prevenzione e interventi di risanamento&#8221;, Grafill 2026, ISBN 88-277-0530-8.</figcaption></figure>
<p>Il libro è disponibile su <a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html#/4-versione-libro" target="_blank" rel="noopener">Grafill</a> e su <a href="https://www.amazon.it/Murature-umide-Prevenzione-interventi-risanamento/dp/8827705309" target="_blank" rel="noopener">Amazon</a>.</p>
<p><!--mxLA--></p>
<div style='background:#f6f7f9;border:1px solid #e3e6ea;border-radius:8px;padding:14px 18px;margin:26px 0'><strong style='color:#b11f24'>Leggi anche</strong></p>
<ul style='margin:8px 0 0 18px'>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L’intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/decoder-diagnostico-edile/">Decoder diagnostico edile: che cosa ha il tuo muro? Foto, sintomi e valutazione preliminare in PDF</a></li>
</ul>
</div>
<p><!--/mxLA--></p>
<hr style='border:none;border-top:3px solid #b11f24;margin-top:34px'>
<table style='width:100%;border-collapse:collapse;font-family:Arial,sans-serif;color:#2a3340;font-size:14px;line-height:1.6'>
<tr>
<td style='vertical-align:top;padding-right:20px'>
<div style='font-size:16px;font-weight:700;color:#b11f24'>Ditta Renzo-ArtHome</div>
<div style='font-weight:600'>di Spedicato Oronzo</div>
<div style='color:#5a6577;margin-bottom:8px'>Specialista in risanamenti di interrati e umidit&agrave; di risalita</div>
<div><strong>Web:</strong> <a href="https://www.renzo-arthome.com">www.renzo-arthome.com</a></div>
<div><strong>E-mail:</strong> renzo.spedicato@gmail.com &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>PEC:</strong> renzoarthome@pec.it</div>
<div><strong>Cell.:</strong> +39 335 844 2978 &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>Ufficio:</strong> +39 371 775 4189</div>
<div style='color:#5a6577'>P.IVA 02475540304</div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://www.renzo-arthome.com/preventivo-gratuito/" style="display:inline-block;background:#b11f24;color:#fff;padding:9px 16px;border-radius:6px;font-weight:700;text-decoration:none">Chiedi un preventivo &rarr;</a></div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://wa.me/393358442978" target="_blank" rel="noopener" title="WhatsApp" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-whatsapp.png' alt='WhatsApp' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.facebook.com/RenzoArtHome" target="_blank" rel="noopener" title="Facebook" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-facebook.png' alt='Facebook' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.linkedin.com/in/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="LinkedIn" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-linkedin.png' alt='LinkedIn' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.tiktok.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="TikTok" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-tiktok.png' alt='TikTok' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.youtube.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="YouTube" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-youtube.png' alt='YouTube' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.instagram.com/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="Instagram" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-instagram.png' alt='Instagram' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a></div>
</td>
<td style='vertical-align:top;width:150px;text-align:center'><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/murature-umide-copertina.jpg' alt='Murature umide: cause e rimedi' width='120' style='border:1px solid #ddd;border-radius:4px'></a></p>
<div style='font-size:12px;color:#5a6577;margin-top:6px'><strong>Murature umide: cause e rimedi</strong><br />Grafill, 2026<br /><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener">Vai al libro &rarr;</a></div>
</td>
</tr>
</table>
<style>#rahLATO{margin:44px auto 0;max-width:680px;font-family:'Open Sans',sans-serif}#rahLATO *{box-sizing:border-box}#rahLATO .rahL-int{background:#fff;border:1px solid #d9dde2;padding:18px 16px 10px}#rahLATO .rahL-tit{font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:700;font-size:15px;letter-spacing:.16em;text-transform:uppercase;color:#262a33;margin:0 0 2px}#rahLATO p{margin:0!important;padding:0!important}#rahLATO .rahL-blog-r{margin:0 0 4px}#rahLATO .rahL-pagine{margin:0 0 12px}#rahLATO .rahL-blog{display:inline-block;font-size:13.5px;color:#a06a00;text-decoration:none;margin:0;border:0}#rahLATO .rahL-blog:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO details{margin:0 0 7px;border-left:4px solid var(--rahf)}#rahLATO summary{cursor:pointer;list-style:none;display:flex;align-items:baseline;gap:8px;font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:600;font-size:14px;color:#2f3440;padding:9px 8px 9px 10px;background:var(--rahv);margin:0}#rahLATO summary::-webkit-details-marker{display:none}#rahLATO summary:before{content:"+";font-weight:700;color:#2f3440;opacity:.55;width:13px;flex:none}#rahLATO details[open]>summary:before{content:"\2212"}#rahLATO .rahL-n{margin-left:auto;font-weight:400;font-size:11.5px;color:#5a6577}#rahLATO ul{list-style:none!important;margin:0!important;padding:6px 4px 8px 12px!important;background:var(--rahv);background:color-mix(in srgb,var(--rahv) 32%,#fff)}#rahLATO li{margin:0!important;padding:4px 6px!important;font-size:13px;line-height:1.45;border-left:2px solid transparent;list-style:none!important}#rahLATO li:before{display:none!important;content:none!important}#rahLATO li a{color:#3f4450;text-decoration:none;border:0;box-shadow:none}#rahLATO li a:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO li.rahL-qui{background:#fdf6d8;border-left-color:#eddf21}#rahLATO li.rahL-qui span{font-weight:600;color:#262a33}#rahLATO li.rahL-qui .rahL-segno{display:block;font-weight:400;font-size:10.5px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#5a6577;margin-top:1px}@media(min-width:1490px){body.postid-3035{overflow:visible!important}article.post-3035{position:relative}#rahLATO{position:absolute;top:0;right:-241px;bottom:0;width:225px;max-width:none;margin:0}#rahLATO .rahL-int{position:sticky;top:106px;max-height:calc(100vh - 126px);overflow-y:auto;padding:14px 12px 8px}#rahLATO summary{font-size:12.5px;padding:8px 6px 8px 8px}#rahLATO li{font-size:12px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:13px}}@media(min-width:1710px){#rahLATO{right:-336px;width:300px}#rahLATO .rahL-int{padding:18px 16px 10px}#rahLATO summary{font-size:14px}#rahLATO li{font-size:13px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:15px}}</style>
<div id="rahLATO">
<div class="rahL-int">
<div class="rahL-tit">Gli articoli</div>
<div class="rahL-blog-r"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/blog/">Indice del blog &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-fase-per-fase/">La casa fase per fase &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/decoder-diagnostico-edile/">Il decoder diagnostico &rarr;</a></div>
<details style="--rahv:#dcebf5;--rahf:#7fadd1">
<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">Le malte impermeabili nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">La barriera chimica nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">Ma come si cura una risalita?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/improvvisamente-l-umidita-di-risalita/">Improvvisamente, l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-danno-e-dove-l-acqua-se-ne-va/">Il danno è dove l&#8217;acqua se ne va</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">Chi dimezza la macchia raddoppia l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">Umidità di risalita e sali solubili: perché bloccare l&#8217;umidità è solo metà del risanamento, e perché l&#8217;asciugatura richiede da mesi ad anni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo un intervento contro l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-risalita-impermeabilizzazione-in/">L&#8217;innalzamento dell&#8217;umidità di risalita in seguito a interventi di impermeabilizzazione dall&#8217;interno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/doppia-barriera-protocollo-renzo-arthome/">Barriere chimiche non occludenti in zona di marea: bastano davvero contro la pressione idrostatica?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">L’umidità igroscopica nell’edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-primaria-e-sali-renzo-arthome/">Umidità di risalita capillare primaria</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">31</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">27</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/costruire-casa-senza-umidita/">La casa asciutta si decide in cantiere</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">Tre centimetri invece di una demolizione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/prima-la-strategia-poi-il-prodotto/">Prima la strategia, poi il prodotto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">La spinta idrostatica nelle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">Il seminterrato fra infiltrazioni, umidità e radon: un approccio integrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/fontana-dei-grifi-allinterno-del-castello-miramare-di-trieste/">Fontana dei Grifi all&#8217;interno del castello Miramare di Trieste</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/interventi-di-impermeabilizzazioni/">Impermeabilizzazioni: come intervenire e quali soluzioni scegliere</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#d9edea;--rahf:#7dbcb5">
<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">15</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-problema-non-e-la-pioggia/">Il problema non è la pioggia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">Umidità di rimbalzo (rain splash)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-meteorica-cap/">Umidità meteorica (penetrating damp)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-condensazione/">Umidità da condensazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sindrome-dell-edificio-malato/">Sindrome dell&#8217;edificio malato: cause, sintomi e soluzioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffe-indoor/">Muffe indoor</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">Condensa interstiziale in edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f2e9d5;--rahf:#c9a970">
<summary>Vespai e solai<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-piove-dal-predalles/">Quando piove dal predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-normative-e-calcoli/">Vespaio aerato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1431-2/">Le infiltrazioni nei predalles: analisi e metodologie di intervento</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f5e3dc;--rahf:#cf9484">
<summary>Casi Studio<span class="rahL-n">6</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f4eecb;--rahf:#c9b954">
<summary>Norme e libro<span class="rahL-n">5</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/normativa-salubrita-edifici/">Quadro normativo sulla salubrità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1443-2/">Materiali da costruzione radioattivi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pubblicato-il-libro-murature-umide-cause-e-rimedi/">Pubblicato il libro “Murature umide: cause e rimedi”</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#ebedf0;--rahf:#a7adb8">
<summary>Altri articoli<span class="rahL-n">1</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pavimenti-in-resina-nei-dettagli/">I pavimenti in resina nei dettagli</a></li>
</ul>
</details>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</title>
		<link>https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/</link>
					<comments>https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[renzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 19:43:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diagnosi e metodo]]></category>
		<category><![CDATA[Interrati e impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Vespai e solai]]></category>
		<category><![CDATA[depressurizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[diagnostica]]></category>
		<category><![CDATA[impermeabilizzazione interrati]]></category>
		<category><![CDATA[interrati]]></category>
		<category><![CDATA[membrana antigas]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[qualità dell'aria indoor]]></category>
		<category><![CDATA[radon]]></category>
		<category><![CDATA[ventilazione]]></category>
		<category><![CDATA[vespaio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.renzo-arthome.com/?p=3010</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un gas radioattivo naturale sale dal terreno ed entra nelle case dalle fessure dell'attacco a terra. In Italia gli si attribuiscono circa 3.300 tumori polmonari l'anno. Storia, salute, misura, tecniche di bonifica, costi e leggi: la guida completa.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un gas radioattivo naturale sale dal terreno ed entra nelle case dalle fessure dell&#8217;attacco a terra. In Italia gli si attribuiscono circa 3.300 tumori polmonari l&#8217;anno, più delle vittime della strada. Storia, scienza, salute, misura e mitigazione di un nemico che si può tenere fuori: con un dosimetro, un tubo e un ventilatore.</strong></p>
<p style='font-size:19px;color:#5a6577'><em>L&#8217;ospite che non bussa</em></p>
<p>C&#8217;è un inquinante che non esce da nessuna ciminiera, non ha odore, non ha colore, non lascia aloni sui muri né macchie sul soffitto. Non lo porta il traffico e non lo porta l&#8217;industria: lo porta la Terra. Sale dal terreno su cui la casa è costruita, entra da fessure che nessuno ha mai notato, si accumula di notte mentre dormiamo e si dilegua, in parte, quando al mattino apriamo le finestre. In Italia, secondo le stime del Piano Nazionale d&#8217;Azione per il Radon, è all&#8217;origine di circa 3.300 tumori polmonari ogni anno: più delle vittime della strada, che nel 2023 sono state 3.039. Eppure della strada abbiamo paura, e del radon quasi nessuno conosce il nome.</p>
<p>Io non sono un medico, non sono un geologo e non sono un ingegnere: il mio mestiere è risanare gli interrati, e il radon l&#8217;ho incontrato lì, tra vespai, platee e attacchi a terra. In questo articolo ho cercato di mettere insieme i diversi punti di vista, quello del medico, quello del geologo, quello dell&#8217;ingegnere e quello di chi progetta e costruisce, con l&#8217;esperienza di cantiere e le ricerche raccolte in anni di studio. Perché il radon si capisce solo così, tenendo insieme gli sguardi: la malattia che lo precede di quattro secoli, la scoperta, la stagione in cui lo si vendeva come medicina, la geologia che lo genera, il corpo che lo respira, la casa che lo raccoglie, gli strumenti che lo misurano, le tecniche che lo cacciano e le leggi che lo governano. Ho cercato di non far mancare niente.</p>
<h2>Una malattia più vecchia del suo nome</h2>
<p>La storia del radon comincia molto prima della sua scoperta, dentro le montagne. Già Lucrezio, nel primo secolo avanti Cristo, annotava i vapori maligni delle miniere d&#8217;oro, capaci di consumare i volti degli uomini e di ucciderli in fretta. Ma è sui Monti Metalliferi, al confine tra Sassonia e Boemia, che la vicenda prende la forma che ci riguarda. Nelle miniere d&#8217;argento di Schneeberg i minatori morivano giovani, di un male al petto che li consumava: le cronache parlano di uomini spenti a trenta, quarant&#8217;anni, di vedove che avevano sepolto più mariti. Paracelso, nella prima metà del Cinquecento, ne descrisse la mortalità fuori dal comune; Giorgio Agricola, medico a Joachimsthal, sull&#8217;altro versante degli stessi monti, e cronista di quel distretto minerario, ipotizzò nel <em>De re metallica</em> che l&#8217;aria delle gallerie contenesse una polvere capace di aggredire e corrodere i polmoni, e raccomandò, con quattro secoli di anticipo sul concetto di ventilazione industriale, di rinnovare l&#8217;aria dei pozzi con macchine ventilatrici. La chiamarono <em>Bergkrankheit</em>, il male della montagna, e per trecento anni restò una maledizione senza spiegazione.</p>
<p>La spiegazione cominciò ad arrivare nel 1879, quando due medici, Friedrich Hugo Härting e Walther Hesse, ebbero l&#8217;idea semplice e rivoluzionaria di aprire i corpi. Le autopsie sui minatori di Schneeberg dissero che il male della montagna era, nella maggior parte dei casi, un tumore del polmone: la prima neoplasia professionale documentata sistematicamente nella storia della medicina del lavoro. I due stimarono che ne morisse una quota impressionante dei minatori in attività; ma il colpevole restava ignoto, e i sospetti andarono per decenni alla polvere di roccia, all&#8217;arsenico, ai metalli.</p>
<p>E qui la storia diventa quasi letteraria, perché proprio da quelle montagne, dalle miniere di Joachimsthal, sul versante boemo dello stesso massiccio, veniva la pechblenda da cui Marie e Pierre Curie, nel 1898, isolarono il polonio e il radio. La stessa roccia che da quattro secoli uccideva i minatori stava aprendo la fisica del Novecento. Negli anni Trenta gli studi sui minatori di Joachimsthal confermarono l&#8217;eccesso di tumori polmonari già visto a Schneeberg, e nell&#8217;aria delle gallerie venne misurato, ormai con nome e cognome, il radon. Il cerchio si chiuse però solo fra gli anni Cinquanta e Sessanta, quando le grandi indagini epidemiologiche sui lavoratori delle miniere di uranio, il Colorado Plateau americano, le miniere cecoslovacche, poi quelle canadesi e la Wismut della Germania orientale, dimostrarono oltre ogni dubbio che il radon e i suoi prodotti di decadimento erano la causa del male della montagna. Quattro secoli dopo Paracelso, la <em>Bergkrankheit</em> aveva finalmente un imputato, un meccanismo e una dose.</p>
<p>Per altri trent&#8217;anni, tuttavia, il problema rimase confinato al sottosuolo: roba da miniere, si pensava, non da salotti. Un fisico svedese, Bengt Hultqvist, aveva già dimostrato il contrario: nella prima metà degli anni Cinquanta misurò il radon in 225 abitazioni di Stoccolma e dintorni, la prima indagine residenziale della storia, pubblicata nel 1956, trovando in alcune case valori altissimi. La comunità internazionale la archiviò come curiosità locale, un problema delle case svedesi costruite con certi calcestruzzi leggeri a base di scisti alluminiferi; ci vollero vent&#8217;anni, e la crisi energetica degli anni Settanta che sigillò le case di mezzo mondo, perché qualcuno riprendesse in mano quei numeri.</p>
<p>A far crollare definitivamente il muro fu un ingegnere americano di nome Stanley Watras. Dicembre 1984, Pennsylvania. Watras lavora al cantiere della centrale nucleare di Limerick, che non è ancora entrata in funzione: dentro non c&#8217;è combustibile, non c&#8217;è radioattività artificiale da cui proteggersi. Eppure ogni mattina, all&#8217;ingresso, Watras fa suonare i portali di controllo della contaminazione. Il paradosso è perfetto: l&#8217;uomo non si contamina in centrale, arriva già &#8220;radioattivo&#8221; da casa. Quando i tecnici vanno a misurare la sua abitazione, costruita sulla formazione granitica del Reading Prong, trovano concentrazioni dell&#8217;ordine di 100.000 becquerel al metro cubo, tra i valori più alti mai registrati in una casa: vivere lì equivaleva, per i polmoni, a un lavoro in miniera moltiplicato. La famiglia venne trasferita, la Pennsylvania avviò una campagna straordinaria di misure lungo il Reading Prong, l&#8217;agenzia federale per l&#8217;ambiente lanciò il primo grande programma nazionale, e i giornali impararono una parola nuova. Il radon non era un problema dei minatori: era un problema di chiunque avesse un pavimento appoggiato sulla terra.</p>
<p>Da lì la strada è quella delle istituzioni, e va percorsa per date. Nel 1988 l&#8217;Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) classifica il radon nel Gruppo 1, i cancerogeni certi per l&#8217;uomo. Nel 1990 la raccomandazione europea 90/143/Euratom fissa i primi valori di riferimento per le abitazioni (400 Bq/m³ per l&#8217;esistente, 200 come obiettivo per il nuovo). Nel 1993 la Commissione Internazionale di Protezione Radiologica dedica al radon la Pubblicazione 65, &#8220;a casa e al lavoro&#8221;. Nel 2005 l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità avvia il suo International Radon Project, e nel 2009 pubblica il manuale che ancora oggi orienta le politiche di tutti i Paesi, con la raccomandazione di tenere le case, dove possibile, sotto i 100 Bq/m³. L&#8217;Europa risponde nel 2013 con la direttiva 2013/59/Euratom, che l&#8217;Italia recepirà nel 2020, e ogni 7 novembre, giorno del compleanno di Marie Curie, l&#8217;Associazione europea del radon celebra la Giornata europea dedicata a questo gas: perché la storia, almeno quella, non si dimentichi più.</p>
<h2>Il decennio dei giganti</h2>
<p>La scoperta dell&#8217;elemento, in sé, sta tutta in un decennio febbrile a cavallo del 1900, e merita di essere raccontata con i nomi giusti, perché su chi abbia &#8220;scoperto il radon&#8221; si discute ancora.</p>
<p>Nel 1895 Wilhelm Röntgen scopre i raggi X, e per la prima volta l&#8217;umanità produce radiazioni invece di limitarsi a riceverle. L&#8217;anno dopo, il 1896, Henri Becquerel si accorge che i sali di uranio anneriscono le lastre fotografiche anche al buio: è la radioattività naturale, che non ha bisogno di macchine. Nel 1898 Marie Skłodowska Curie e Pierre Curie, setacciando tonnellate di pechblenda di Joachimsthal, ne estraggono due elementi nuovi e ferocemente attivi, il polonio e il radio. Il mondo scientifico si getta su quei materiali come su un continente appena emerso.</p>
<p>Ed è lì che compare il nostro protagonista, sotto mentite spoglie. Nel 1899 Ernest Rutherford e Robert Owens, alla McGill di Montréal, studiando il torio notano che la sua radioattività &#8220;trema&#8221; con le correnti d&#8217;aria: dal torio emana qualcosa, la chiamano appunto <em>emanation</em>, che si comporta come un gas radioattivo e che perde attività in pochi minuti (era il toron, il radon-220). Nel 1900 il fisico tedesco Friedrich Ernst Dorn, a Halle, osserva che anche il radio emana un gas analogo, ma più longevo: è il radon-222, quello che riempirà le cantine del mondo. Nel 1902 Rutherford e Frederick Soddy dimostrano l&#8217;inaudito: quell&#8217;emanazione è un elemento chimico nuovo, generato dalla trasmutazione di un altro, gli elementi, dunque, non sono eterni, e la vecchia alchimia rientra dalla finestra della fisica. Nel 1908 William Ramsay, l&#8217;uomo dei gas nobili, che aveva già dato al mondo argon, neon, cripton e xenon, e Robert Whytlaw-Gray raccolgono l&#8217;emanazione del radio in quantità sufficiente a studiarla come si deve: nel 1910 ne misurano la densità con una microbilancia, e la trovano campionessa assoluta, il più denso dei gas elementari conosciuti, quasi otto volte l&#8217;aria. Ramsay lo battezza <em>niton</em>, dal latino <em>nitens</em>, &#8220;il lucente&#8221;, perché ai suoi livelli di attività il gas faceva fluorire le pareti dei recipienti. Solo nel 1923 la nomenclatura internazionale mette ordine nella famiglia: l&#8217;emanazione del radio si chiamerà radon, quella del torio toron, quella dell&#8217;attinio attinon; e &#8220;radon&#8221;, per prevalenza dell&#8217;isotopo di gran lunga più longevo, diventa il nome dell&#8217;elemento 86, ultimo della colonna dei gas nobili.</p>
<p>A chi spetta dunque la scoperta? I manuali hanno a lungo scritto &#8220;Dorn, 1900&#8221;; la storiografia più recente distribuisce meglio il merito: Rutherford e Owens videro per primi un&#8217;emanazione radioattiva gassosa (1899), Dorn vide per primo quella del radio (1900), Rutherford e Soddy capirono che cos&#8217;era (1902), Ramsay e Whytlaw-Gray la pesarono e le diedero un posto nella tavola periodica (1910). Come spesso accade, la scoperta non fu un momento: fu una staffetta.</p>
<h2>Quando il radon era una medicina</h2>
<p>C&#8217;è un capitolo di questa storia che oggi sembra inventato, e che invece è documentato fin nei dettagli: per almeno trent&#8217;anni, nel primo Novecento, il radon fu venduto come cura.</p>
<p>La logica dell&#8217;epoca aveva una sua perversa coerenza. Il radio era il miracolo del secolo, la radioattività era &#8220;energia vitale&#8221; allo stato puro; le acque termali più celebri d&#8217;Europa, analizzate con i nuovi strumenti, risultarono radioattive per il radon disciolto, e ne nacque l&#8217;equazione sbagliata: se le terme fanno bene e le terme sono radioattive, è la radioattività che fa bene. Fiorirono gli &#8220;emanatori&#8221; da salotto, apparecchi che arricchivano di radon l&#8217;acqua da bere, gli inalatori, le grotte e i &#8220;radium spa&#8221; dove si scendeva a respirare l&#8217;emanazione, le creme, i cioccolatini, i dentifrici al torio. Il prodotto più famoso era americano e si chiamava Radithor: acqua distillata con radio disciolto, garantita autentica, venduta come tonico per ogni debolezza. Il suo testimonial involontario fu Eben Byers, industriale e campione di golf di Pittsburgh, che dal 1927 ne bevve circa 1.400 flaconi. Morì nel 1932 di necrosi ossee devastanti, con la mandibola asportata e il cranio perforato, e il suo caso, raccontato dal Wall Street Journal con un titolo passato alla storia: &#8220;L&#8217;acqua al radio funzionava benissimo, finché non gli è caduta la mascella&#8221;, fece ciò che nessun articolo scientifico era riuscito a fare: chiuse il mercato dei tonici radioattivi e spinse il governo americano a regolare i farmaci con ben altra severità. Nello stesso torno d&#8217;anni, il processo delle &#8220;ragazze del radio&#8221;, le operaie che dipingevano i quadranti luminosi affilando il pennello con le labbra, insegnava al mondo che gli emettitori alfa, una volta dentro il corpo, non perdonano.</p>
<p>Vale la pena fermarsi un istante su questa parabola, perché contiene una lezione di metodo che riguarda direttamente il radon domestico. L&#8217;errore dell&#8217;età dell&#8217;ingenuità non fu misurare la radioattività delle terme: fu dedurne un beneficio senza prove, sulla base del prestigio della novità. L&#8217;epidemiologia, la disciplina che confronta esposti e non esposti contando i malati veri, avrebbe impiegato mezzo secolo a rovesciare il quadro. Ancora oggi, in alcune località alpine e boeme, esistono &#8220;cure al radon&#8221; in gallerie e acque termali, eredità storica di quella stagione, difese da chi vi cerca sollievo per i dolori reumatici; la radioprotezione moderna le guarda con la stessa freddezza con cui guarda ogni esposizione senza necessità. La differenza tra il 1912 e oggi non è l&#8217;entusiasmo: sono i dati. E i dati, come vedremo più avanti, parlano chiaro in una sola direzione.</p>
<h2>L&#8217;elemento numero 86</h2>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/radon-fig1-catena-v2.png" alt="Schema della catena di decadimento dell'uranio-238: dal radio al radon, e dal radon ai figli a vita breve che colpiscono i bronchi" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 1. La catena dell&#8217;uranio e il tratto che ci riguarda: il radon trasporta; a colpire sono i suoi discendenti radioattivi.</figcaption></figure>
<p>Per capire il radon bisogna accettare un&#8217;idea controintuitiva: il pericolo non è quasi mai il radon in sé. È la sua famiglia. Ma per arrivarci serve mettere in fila la fisica, con pazienza, perché ogni scelta tecnica che faremo più avanti, dove misurare, quanto a lungo, come mitigare, discende da qui.</p>
<h3>La catena</h3>
<p>Tutto comincia dall&#8217;uranio-238, presente in tracce, grammi per tonnellata, in ogni roccia e in ogni suolo del pianeta, da quando il pianeta esiste: la sua emivita, cioè il tempo in cui metà degli atomi presenti si trasforma in qualcos&#8217;altro, è di quattro miliardi e mezzo di anni: l&#8217;età della Terra. Decadendo, l&#8217;uranio genera una discendenza di elementi instabili; il quinto passaggio della catena è il radio-226, che con un&#8217;emivita di 1.600 anni presidia le rocce come una sorgente inesauribile alla scala umana. Ogni atomo di radio, decadendo, emette una particella alfa e diventa radon-222. Fin qui tutto avviene allo stato solido, dentro il reticolo dei minerali. Ma il radon è un gas nobile: chimicamente quasi inerte, non si lega a nulla, non resta al suo posto. Se l&#8217;atomo nasce abbastanza vicino alla superficie del granello, e il rinculo stesso del decadimento può spararlo fuori dal reticolo, finisce nei pori del terreno, libero di muoversi.</p>
<p>La sua emivita, 3,82 giorni, è il dettaglio che decide tutto. Abbastanza lunga da permettergli di viaggiare per metri nel suolo, sciogliersi nell&#8217;acqua di falda, infilarsi in una fessura e arrivare in salotto; abbastanza breve da fargli raggiungere concentrazioni importanti solo dove ristagna. I suoi due fratelli naturali non hanno questa fortuna: il radon-220, detto toron perché figlio della catena del torio-232, vive 55 secondi; il radon-219, l&#8217;attinon, figlio dell&#8217;uranio-235, vive meno di 4 secondi. Percorrono centimetri e muoiono. Per questo &#8220;radon&#8221;, nella pratica, significa radon-222, anche se il toron, come vedremo, si è ritagliato un posto nelle preoccupazioni recenti della radioprotezione, perché nei materiali da costruzione ricchi di torio nasce a pochi centimetri dal naso di chi abita, e perché disturba perfino i dosimetri progettati per il fratello maggiore.</p>
<h3>I figli</h3>
<p>Quando un atomo di radon decade, emette una particella alfa e apre la sequenza rapida che è il vero cuore sanitario del problema: polonio-218 (alfa, emivita 3 minuti), piombo-214 (beta, 27 minuti), bismuto-214 (beta e gamma, 20 minuti), polonio-214 (alfa, 164 microsecondi), fino al piombo-210 che, con la sua emivita di oltre vent&#8217;anni, mette in pausa la catena; molto più in là, il capolinea è il piombo-206, stabile. Questi discendenti, i &#8220;figli del radon&#8221;, come li chiama da sempre la letteratura, non sono gas: sono atomi di metalli pesanti, nascono elettricamente carichi e si attaccano in poche decine di secondi al pulviscolo che riempie qualunque aria abitata (quelli che restano liberi, la cosiddetta frazione non attaccata, sono i più insidiosi di tutti: senza il peso della polvere arrivano più a fondo). Il radon respirato, in quanto gas inerte, viene in gran parte riespirato; i figli no. Agganciati alle particelle di aerosol, si depositano sulle pareti delle vie respiratorie e lì, con le loro emivite di minuti, completano i decadimenti sparando particelle alfa a bruciapelo sull&#8217;epitelio. Le due alfa della sequenza, polonio-218 e polonio-214, consumate a contatto con il tessuto bronchiale sono il proiettile; il radon è solo il vettore che le ha portate in casa.</p>
<p>Da questa fisica discendono due grandezze che chi si occupa di radon incontra di continuo. La prima è il fattore di equilibrio F: se nulla li sottraesse all&#8217;aria, i figli raggiungerebbero l&#8217;equilibrio con il padre (F=1), condizione che non si osserva nemmeno nelle camere sigillate, perché una parte si deposita comunque sulle superfici; nelle case reali, dove ventilazione e deposizione sulle superfici sottraggono continuamente figli all&#8217;aria, l&#8217;equilibrio è parziale, e la radioprotezione assume convenzionalmente F=0,4. La seconda è la coppia di unità storiche nate nelle miniere americane: il Working Level (WL), che misura la concentrazione di energia alfa potenziale dei figli, e il Working Level Month (WLM), l&#8217;esposizione di un mese lavorativo a 1 WL. Tutta l&#8217;epidemiologia dei minatori è scritta in WLM; tutta quella residenziale in Bq/m³; i coefficienti di dose sono i ponti tra i due mondi.</p>
<h3>Le unità e le dosi</h3>
<blockquote style='border-left:4px solid #b11f24;margin:22px 0;padding:6px 0 6px 16px;font-size:18px'><p>dose annua [mSv] = concentrazione [Bq/m3] x ore all&#8217;anno x 0,0000067</p></blockquote>
<p>Il becquerel (Bq) è l&#8217;unità più onesta della fisica: una disintegrazione al secondo. Dire che una stanza sta a 300 Bq/m³ significa che in ogni metro cubo della sua aria, ogni secondo, trecento atomi di radon esplodono. (La vecchia unità, il curie, pari all&#8217;attività di un grammo di radio, 37 miliardi di disintegrazioni al secondo, sopravvive negli Stati Uniti nel picocurie per litro: 1 pCi/L = 37 Bq/m³.) La dose assorbita si misura in gray, il danno biologico atteso in sievert; e il passaggio dalla concentrazione alla dose efficace è il mestiere dei coefficienti. Con quello attuale della Commissione Internazionale (ICRP 137, 2017: circa 6,7 nanosievert per ogni Bq·h/m³, assunto F=0,4), abitare 7.000 ore l&#8217;anno a 300 Bq/m³ vale circa 14 millisievert l&#8217;anno: non lontano dal limite annuo dei lavoratori professionalmente esposti (20 mSv), quattordici volte il limite per la popolazione dalle pratiche con sorgenti artificiali (1 mSv). Il coefficiente storico dell&#8217;UNSCEAR è circa la metà, e le due scuole convivono nella letteratura: chiunque pubblichi una dose da radon dovrebbe dichiarare con quale coefficiente l&#8217;ha calcolata, e in questo articolo lo si dichiara.</p>
<p>Un&#8217;ultima cifra per collocare il personaggio. Nel bilancio mondiale delle radiazioni naturali, raggi cosmici, radiazione gamma delle rocce, radionuclidi nel cibo, il radon con la sua discendenza pesa da solo per circa la metà della dose che un essere umano riceve in un anno dalla radioattività naturale. La principale sorgente di radiazioni della vita ordinaria non è una tecnologia, non è un ospedale, non è l&#8217;eredità dei test nucleari: è il pavimento di casa. All&#8217;aperto, dove si diluisce nell&#8217;atmosfera, il radon si ferma su valori di 5-15 Bq/m³: non un livello innocuo in assoluto, ma il minimo irriducibile sotto il quale non ha senso puntare; al chiuso può salire di dieci, cento, mille volte. Il problema del radon è, alla lettera, un problema di architettura.</p>
<h2>La geologia sotto il pavimento</h2>
<p>Non tutti i suoli sono uguali. Il radon che una casa può ricevere dipende in prima battuta da quanto uranio contiene la roccia sottostante, e in seconda, spesso più importante, da quanto facilmente il gas riesce a muoversi verso l&#8217;alto. Sorgente e strada: la geologia del radon sta tutta in queste due parole.</p>
<h3>Le rocce che lo generano</h3>
<p>Le litologie più generose di uranio sono le magmatiche acide e i loro derivati: graniti, sieniti, porfidi, rioliti, e i prodotti vulcanici esplosivi come tufi, pozzolane e peperini, che al contenuto di uranio aggiungono una porosità che lascia respirare il gas. Una tesi di geologia condotta sui Colli Euganei, il piccolo distretto vulcanico a sud-ovest di Padova, dà la misura del fenomeno con numeri di prima mano: nelle rioliti locali l&#8217;uranio arriva a 12-18 parti per milione, contro le 4-8 delle trachiti e i valori minimi di basalti, ialoclastiti e marne (per lo più fra 0,7 e 2 ppm, con qualche campione di marna e ialoclastite fino a 4); e la radioattività misurata camminando sul terreno con il dosimetro ricalca fedelmente la carta geologica, con i massimi proprio su rioliti e brecce riolitiche: 366 nanosievert l&#8217;ora di media contro i 96 delle ialoclastiti, e punte oltre i 500 sulle rioliti alterate. Lo studio annota due cose che meritano memoria. La prima: gli indici di radioattività calcolati per l&#8217;impiego edilizio collocano le trachiti euganee a cavallo della soglia di guardia raccomandata per i materiali da interno, e le rioliti nettamente sopra, &#8220;decisamente sconsigliate&#8221;. La seconda: le faglie attive si comportano «da camini» per la risalita del gas dalle profondità, la geologia strutturale, non solo la chimica, disegna la mappa del rischio. Non a caso, tra i moventi della ricerca c&#8217;era una vicenda dolorosa e molto italiana: la base militare scavata dentro la riolite del Monte Venda e i decessi tra chi vi aveva prestato servizio. Una mappatura radiometrica sistematica delle rocce venete, 486 campioni misurati con spettrometria gamma dai laboratori dell&#8217;INFN, ha dato a questa gerarchia i suoi numeri: attività totali attorno a 1.500-1.600 Bq/kg per trachiti e rioliti euganee, poche decine per calcari e dolomie; e ha mostrato che ogni formazione conserva la propria firma radiometrica per centinaia di chilometri di estensione. La geologia, in questo campo, è un destino cartografabile.</p>
<p>Il quadro euganeo si generalizza bene all&#8217;Italia intera. Dove affiorano vulcaniti acide e tufi, l&#8217;alto Lazio e i Castelli Romani, la Campania flegrea e vesuviana, o graniti e porfidi, le Alpi lombarde e il Carso fratturato del Friuli, l&#8217;indagine nazionale ha trovato le medie regionali più alte; altrove la media regionale resta bassa ma nasconde zone locali molto alte, come la Sardegna granitica del nord-est e le vulcaniti dell&#8217;Amiata; dove dominano argille, sabbie e calcari compatti, Marche, Basilicata, Calabria ionica, pianure alluvionali fini, le più basse. Ma la parola d&#8217;ordine, in geologia del radon, è variabilità: dentro la stessa regione, lo stesso comune, la stessa via, il passaggio da un deposito permeabile a una lente d&#8217;argilla, o l&#8217;attraversamento di una faglia, può cambiare di un ordine di grandezza il radon disponibile sotto una casa. Un&#8217;avvertenza pratica discende da qui: i terreni argillosi promettono poco radon, ma lo scavo delle fondazioni che perfora lo strato d&#8217;argilla può aprire al gas la strada che la natura gli negava. La geologia protegge finché il cantiere non la tradisce.</p>
<h3>Come viaggia</h3>
<p>Nel suolo il radon si muove in due modi. Per diffusione, obbedendo ai gradienti di concentrazione: pochi decimetri di percorso utile nei terreni umidi e fini, qualche metro in quelli secchi e grossolani, è il regime lento, quello che alimenta i fondi &#8220;normali&#8221;. E per advezione, trascinato dai flussi d&#8217;aria e di gas del sottosuolo lungo fratture, faglie, orizzonti ghiaiosi, cavità carsiche: è il regime veloce, capace di portare in superficie radon &#8220;di origine profonda&#8221; e di concentrarlo in fasce strette, imprevedibili senza una lettura strutturale del sito. L&#8217;umidità gioca su due tavoli: un po&#8217; d&#8217;acqua nei pori aumenta la frazione di radon che sfugge dai granuli (il rinculo del decadimento si arresta nell&#8217;acqua invece di conficcarsi nel granello vicino), ma un suolo saturo chiude le strade e soffoca il flusso. Ne segue la sensibilità del radon al meteo, pressione atmosferica, pioggia, gelo del suolo, vento, che tormenta chiunque lo misuri: il gas che esce dal terreno oggi non è quello di ieri, e le misure brevi ne pagano il prezzo.</p>
<p>C&#8217;è infine la via dell&#8217;acqua. Il radon si scioglie volentieri nelle acque sotterranee, e pozzi, sorgenti e acquiferi in rocce cristalline possono trasportarlo fin dentro casa, dove una doccia calda o una lavatrice lo liberano nell&#8217;aria del bagno e della lavanderia; le acque termali e solfuree sono tradizionalmente le più ricche. Le valutazioni internazionali sono però nette su un punto: la dose che riceviamo dal radon disciolto nell&#8217;acqua viene molto più dall&#8217;inalazione del gas liberato negli ambienti che dall&#8217;ingestione diretta. Anche l&#8217;acqua, alla fine, ci riporta all&#8217;aria; al tema dedicheremo comunque un passaggio nella parte medica, perché lo stomaco non è del tutto spettatore.</p>
<h3>I materiali da costruzione</h3>
<p>I materiali da costruzione sono figli della geologia, e portano in casa la radioattività della cava da cui vengono. Le misure condotte dall&#8217;Istituto di Fisica Generale Applicata dell&#8217;Università di Milano sulle pietre ornamentali italiane (Facchini e collaboratori, 1991) disegnano una gerarchia eloquente, in becquerel di radio-226 per chilogrammo: il basalto lavorato del Viterbese (&#8220;basaltina&#8221;) arriva a 498; le sieniti piemontesi della Balma superano 360-375; i graniti del distretto biellese-valsesiano stanno fra 240 e 350, mentre quelli classici del lago Maggiore, Baveno e Montorfano, si fermano a 65-72; i peperini laziali attorno a 120; i graniti sardi fra 24 e 84; e all&#8217;altro estremo i marmi sono quasi muti, il bianco di Carrara si ferma a 3,9, il rosso di Verona a 1,4, certi travertini sotto l&#8217;unità. Tufi e pozzolane, largamente usati nell&#8217;edilizia storica del Centro-Sud, stanno nella parte alta della classifica ed esalano anche radon in quantità apprezzabile; lo stesso vale per alcuni materiali &#8220;di recupero&#8221; del Novecento industriale, ceneri volanti, scorie, fosfogessi, che l&#8217;Europa oggi sorveglia con un indice di concentrazione di attività dedicato (l&#8217;indice I della direttiva del 2013, costruito su radio, torio e potassio), recepito anche dall&#8217;Italia per i materiali strutturali.</p>
<p>Due precisazioni, per non trasformare una classifica in una caccia alle streghe. Primo: nella stragrande maggioranza delle case italiane il contributo dei materiali al radon indoor è minoritario rispetto a quello del suolo, nell&#8217;esperimento milanese che incontreremo più avanti, intonaci e piastrelle risultarono un apporto «pressoché trascurabile» a fronte di un vespaio a 12.600 Bq/m³. Secondo: il materiale conta anche per come lascia passare il gas del terreno, non solo per ciò che emette; ed è per questo che, per i muri contro terra delle zone ad alto radon, il calcestruzzo compatto dà garanzie che il laterizio forato non può dare. La regola è scegliere i materiali guardando entrambe le pagelle: quella dell&#8217;emissione propria e quella della tenuta al gas altrui.</p>
<p>Due parole, prima di lasciare i materiali, su una sigla che il glossario di questo articolo definisce e che il testo non ha ancora usato: NORM, i materiali che contengono radionuclidi naturali e che l&#8217;industria maneggia in quantità. Il decreto del 2020 dedica un intero titolo alle attività che li lavorano, dalle terre rare ai fosfati, dalle sabbie zirconifere della ceramica alla produzione di cemento, dall&#8217;estrazione di petrolio e gas alla geotermia e al trattamento delle acque di falda: settori dove la radioattività naturale si concentra nei residui, nelle incrostazioni delle tubazioni, nelle polveri e nei fanghi. Da lì nasce il problema che ci riguarda da vicino, perché quei residui hanno un valore e la via più corta per riutilizzarli passa dall&#8217;edilizia, sotto forma di ceneri, scorie e gessi mescolati a cementi e blocchi. L&#8217;indice di concentrazione di attività della direttiva europea, l&#8217;indice I appena citato, esiste esattamente per questo: mettere un cancello fra il ciclo industriale e il muro di casa. Il decreto lo presidia dall&#8217;altro lato, imponendo agli esercenti la valutazione delle dosi e ai residui non esenti la strada delle discariche autorizzate, non quella del primo impasto disponibile.</p>
<p>E una parola sul toron, il fratello povero che finora abbiamo trattato solo come disturbo dei dosimetri. Nei locali dove i muri sono ricchi di torio, i tufi e le pozzolane del Centro-Sud, certe argille, gli intonaci in terra cruda tornati di moda con la bioedilizia, il radon-220 dà un contributo di dose suo, e con una fisica diversa: i suoi 55 secondi di vita lo tengono appiccicato alla parete, con un gradiente ripidissimo che si spegne nei primi decimetri, ma il vero vettore di dose non è lui, è il piombo-212 che ne discende, che con dieci ore e mezza di vita ha tutto il tempo di distribuirsi nella stanza. Da qui tre conseguenze pratiche. Il toron va misurato con strumenti dedicati, a doppia camera o con discriminazione spettrale, non con il dosimetro qualunque. La posizione del rivelatore, per lui, conta molto più che per il radon. E soprattutto la depressurizzazione del suolo non lo tocca: se la sorgente è il muro, la risposta è la ventilazione, il trattamento superficiale, la scelta dei materiali, e il tubo nel vespaio starebbe aspirando il problema sbagliato.</p>
<h2>Come le particelle alfa rompono il DNA</h2>
<p>Il meccanismo del danno è di una brutalità elegante, e vale la pena guardarlo da vicino, perché spiega ogni numero che verrà dopo.</p>
<p>La particella alfa è un nucleo di elio: due protoni e due neutroni, un proiettile pesante e lento rispetto agli elettroni delle radiazioni &#8220;leggere&#8221;. Nell&#8217;aria percorre pochi centimetri; nella materia vivente, poche decine di micrometri. Non attraversa nemmeno lo strato corneo della pelle: dall&#8217;esterno del corpo, il radon è quasi innocuo, e si può maneggiare una sorgente alfa a mani nude senza conseguenze cutanee. Ma la fisica che la rende innocua fuori la rende devastante dentro: tutta l&#8217;energia, milioni di elettronvolt, viene scaricata in un tragitto brevissimo. I radiobiologi la chiamano radiazione ad alto LET, alto trasferimento lineare di energia: dove passa, non lascia ionizzazioni sparse, lascia solchi.</p>
<p>Ora mettiamo la particella al suo posto. I figli del radon, agganciati al pulviscolo respirato, si depositano preferenzialmente ai bronchi, dove l&#8217;epitelio ha spessori di poche decine di micrometri, una cinquantina nei bronchi e una quindicina nei bronchioli secondo i modelli della Commissione Internazionale: esattamente la gittata di un&#8217;alfa. Le cellule basali dell&#8217;epitelio bronchiale, le staminali del tessuto, quelle che si dividono per rigenerarlo, e che proprio perché si dividono sono le più vulnerabili, si trovano così nel raggio di tiro di ogni decadimento del polonio-218 e del polonio-214 depositati sopra di loro. Quando il colpo attraversa un nucleo cellulare, il DNA non subisce le lesioni puntuali e ordinatamente riparabili tipiche delle radiazioni a basso LET: subisce rotture doppie della doppia elica, spesso raggruppate in grappoli, i &#8220;cluster di danno&#8221;, con basi modificate e frammenti staccati nello stesso punto. I sistemi di riparazione della cellula, magnifici con i danni semplici, davanti ai grappoli sbagliano: ricuciono perdendo pezzi, o ricollocandoli nel posto sbagliato. Aberrazioni cromosomiche, delezioni, traslocazioni.</p>
<p>La maggior parte delle cellule colpite muore, e morire, per una cellula, è la soluzione sicura. Il problema è la cellula che sopravvive con l&#8217;errore a bordo, specialmente se l&#8217;errore tocca i geni che governano il ciclo cellulare. La letteratura sui tumori polmonari dei minatori di uranio ha segnalato mutazioni del gene p53, un&#8217;osservazione degli anni Novanta che gli studi successivi non hanno confermato del tutto, il &#8220;guardiano del genoma&#8221;, che normalmente blocca la replicazione delle cellule danneggiate e ne ordina il suicidio, e del protoncogene K-ras; studi in vitro hanno mostrato fibroblasti polmonari trasformati in morfologie anomale dopo irraggiamento alfa. A complicare il quadro, gli effetti indiretti: la traccia alfa genera radicali liberi che propagano il danno chimicamente, e le cellule colpite &#8220;avvelenano&#8221; con segnali di stress anche le vicine mai attraversate dal proiettile, il cosiddetto effetto spettatore, ben documentato in laboratorio, che contribuisce a spiegare perché l&#8217;efficacia biologica delle alfa superi quella prevista dalla sola energia depositata. Sulla forma esatta della relazione dose-effetto alle esposizioni più basse la sperimentazione conserva margini di incertezza, alcuni studi vedono linearità, altri risposte più complesse, ma la conclusione operativa è condivisa da tutte le agenzie: nessun livello di radon può essere considerato del tutto sicuro. Non esiste la soglia sotto la quale il proiettile smette di essere un proiettile; esiste solo una probabilità che scende con la dose.</p>
<p>Dal danno alla malattia passano i decenni della latenza oncologica: dieci, venti, trent&#8217;anni tra l&#8217;esposizione e la diagnosi. I tumori associati al radon non hanno un marchio istologico esclusivo, si presentano nelle forme comuni: carcinomi squamocellulari, adenocarcinomi, e anche il microcitoma, la variante più aggressiva, e clinicamente esordiscono come ogni tumore del polmone: tosse che non passa, sangue nell&#8217;espettorato, dispnea, dolore toracico, infezioni bronchiali ricorrenti. È una malattia a prognosi ancora severa, dove la diagnosi arriva spesso tardi. Anche per questo la partita del radon si gioca tutta prima, sulla prevenzione: è uno dei pochissimi cancerogeni ambientali che si possano letteralmente spegnere con un ventilatore.</p>
<h2>Le prove: dai minatori alle case</h2>
<p>Un meccanismo plausibile non basta, in medicina: servono i numeri. Quelli del radon sono stati costruiti in due grandi stagioni epidemiologiche, e conoscerle mette al riparo sia dallo scetticismo di chi dice &#8220;sono solo modelli&#8221;, sia dall&#8217;allarmismo di chi confonde rischio e destino.</p>
<p>La prima stagione è quella dei minatori. Tra gli anni Cinquanta e Novanta furono seguite negli anni, spesso per tutta la vita, le coorti dei lavoratori delle miniere di uranio e di altri sotterranei ricchi di radon: Colorado Plateau negli Stati Uniti, Ontario e Eldorado in Canada, Boemia, Francia, Svezia, la Wismut tedesca, gli stagni cinesi dello Yunnan. Undici di queste coorti, riunite nell&#8217;analisi congiunta di Lubin e colleghi e poi nel rapporto BEIR VI dell&#8217;Accademia delle scienze americana (1999), misero insieme decine di migliaia di minatori e migliaia di tumori polmonari: l&#8217;eccesso di rischio cresceva in modo regolare con l&#8217;esposizione cumulata in WLM, si vedeva anche nelle coorti a esposizioni più basse, e permetteva di stimare, per estrapolazione, che il radon domestico dovesse causare una quota a due cifre dei tumori polmonari nella popolazione generale. Ma l&#8217;estrapolazione dalle miniere ai soggiorni, uomini adulti che respirano polvere di roccia contro famiglie intere in poltrona, restava il fianco scoperto dell&#8217;argomento.</p>
<p>La seconda stagione lo ha chiuso. Tra gli anni Ottanta e Duemila, in tutto il mondo, gli epidemiologi hanno condotto studi caso-controllo residenziali: si prendono i malati di tumore polmonare, si prendono controlli comparabili, si misura il radon nelle case dove gli uni e gli altri hanno abitato per decenni, e si confronta, aggiustando per il fumo, misurato con cura maniacale. I singoli studi, quasi tutti con poche centinaia o al più qualche migliaio di casi, ballavano attorno al segnale; la svolta furono le analisi congiunte sui dati individuali. In Europa, Sarah Darby e colleghi riunirono nel 2005 tredici studi di nove Paesi, 7.148 casi e oltre 14.000 controlli, Italia compresa: il rischio di tumore polmonare cresce dell&#8217;8,4% per ogni 100 Bq/m³ misurati, che diventano circa il 16% per 100 Bq/m³ di concentrazione media &#8220;vera&#8221; di lungo periodo una volta corretta l&#8217;incertezza delle misure; l&#8217;andamento è lineare, senza soglia rilevabile, e il segnale resta significativo anche restringendo l&#8217;analisi alle sole case sotto i 200 Bq/m³, cioè sotto i limiti di legge. Nello stesso biennio l&#8217;analisi congiunta nordamericana di Krewski (sette studi, oltre 4.000 casi) e quella cinese di Lubin trovarono coefficienti compatibili. Tre continenti, tre pool indipendenti, una sola retta.</p>
<p>Su questa base l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità ha fissato le frasi che oggi si leggono in ogni documento ufficiale: il radon è la seconda causa di tumore polmonare dopo il fumo, e la prima tra chi non ha mai fumato; a seconda delle concentrazioni medie nazionali e della prevalenza del fumo, gli è attribuibile il 3-14% di tutti i tumori polmonari di un Paese. Per l&#8217;Italia, il Piano Nazionale d&#8217;Azione traduce: circa il 10%, cioè 3.326 casi l&#8217;anno su un totale di 32.642 (2.592 tra gli uomini, 734 tra le donne, secondo la ripartizione del Piano). Sono le cifre con cui questo articolo si è aperto, e che qui trovano la loro genealogia: non un allarme di giornale, ma mezzo secolo di coorti e tredici studi caso-controllo cuciti insieme paziente per paziente.</p>
<p>Una precisazione va fatta subito, perché è il punto su cui chi vuole minimizzare attacca sempre. I tremilatrecento non sono morti contati uno per uno come le vittime della strada: sono casi attribuiti, calcolati applicando il rischio misurato negli studi alla distribuzione del radon nelle case italiane. L&#8217;Istituto Superiore di Sanità, che quel conto lo fa, accompagna il numero con un intervallo largo, da millecento a cinquemilanovecento casi; e il calcolo poggia su un&#8217;ipotesi dichiarata, la relazione lineare senza soglia, che alle esposizioni più basse nessuno ha potuto verificare direttamente. Dirlo non indebolisce il ragionamento, lo rende onesto: anche prendendo il limite inferiore di quell&#8217;intervallo, il radon resta la seconda causa di tumore polmonare del Paese.</p>
<h2>Radon e fumo: la moltiplicazione</h2>
<p>Il capitolo più importante, dal punto di vista clinico, è l&#8217;incrocio con il fumo di sigaretta. Radon e tabacco non si sommano: si moltiplicano, l&#8217;epidemiologia parla di interazione sub-moltiplicativa, ma alla scala che interessa un paziente la parola giusta resta quella.</p>
<p>Il rischio relativo è all&#8217;incirca lo stesso per tutti: vivere a 100 Bq/m³ in più aumenta del 16% il rischio di chiunque, fumatore o no. Ma il 16% di un rischio grande è molto più del 16% di un rischio piccolo, e qui i due destini divergono. I dati europei permettono di tradurre tutto in rischi assoluti, che sono il linguaggio che un medico deve usare: vivere fino a 75 anni in una casa a 0, 100 o 400 Bq/m³ comporta, per chi non ha mai fumato, un rischio cumulativo di morire di tumore polmonare di circa lo 0,4, 0,5 e 0,7 per cento; per un fumatore, quegli stessi tre scenari valgono circa il 10, il 12 e il 16 per cento. A parità di casa, il rischio radon del fumatore è circa 25 volte quello del non fumatore; l&#8217;ex fumatore sta in mezzo, tanto più vicino al fumatore quanto più ha fumato e quanto più di recente ha smesso.</p>
<p>La distribuzione italiana delle vittime fotografa la sinergia meglio di ogni formula: dei circa 3.300 casi annui attribuibili al radon, secondo il Piano nazionale, circa il 68% riguarda fumatori attivi, il 22% ex fumatori, e il 10%, poco più di 300 persone l&#8217;anno, gente che non ha mai acceso una sigaretta. Da qui discendono le due conseguenze pratiche che vanno dette insieme, sempre. La prima: la misura anti-radon più potente al mondo, per un fumatore, è smettere di fumare, nessun ventilatore compete. La seconda: la bonifica della casa protegge tutti, e protegge soprattutto chi convive con un fumatore o ha fumato in passato; in un Paese con milioni di fumatori ed ex fumatori, abbassare il radon medio nazionale è una delle poche leve di sanità pubblica capaci di togliere al tumore polmonare centinaia di casi l&#8217;anno senza chiedere a nessuno di cambiare vita. Le due frasi non si elidono: si sommano. Chi le usa l&#8217;una contro l&#8217;altra, &#8220;tanto è colpa del fumo&#8221;, &#8220;tanto è colpa del radon&#8221;, ha capito male entrambe.</p>
<h2>Oltre il polmone</h2>
<p>Onestà scientifica vuole che si dica anche che cosa il radon <em>non</em> fa, o fa poco, perché la credibilità di un rischio si difende non gonfiandolo.</p>
<p>Il bersaglio del radon è il polmone: su questo l&#8217;evidenza è schiacciante. Per gli altri organi il quadro è diverso. L&#8217;ingestione, il radon disciolto nell&#8217;acqua bevuta, porta il gas a contatto con la parete gastrica prima che l&#8217;organismo lo elimini rapidamente con il respiro; le valutazioni condotte con i modelli fisiologici (e riprese dall&#8217;accademia americana nel rapporto sull&#8217;acqua potabile del 1998) stimano un rischio di tumore gastrico reale ma piccolo, ordini di grandezza sotto quello polmonare: per l&#8217;acqua, la via che conta resta l&#8217;inalazione del gas liberato da docce e rubinetti. Le regole, oggi, sono cogenti: la direttiva europea del 2013 sulle acque destinate al consumo umano, recepita in Italia, fissa per gli acquedotti un valore di parametro di 100 becquerel al litro, con mille come livello oltre il quale si interviene comunque. Con un&#8217;avvertenza che vale più della norma: i pozzi privati sono fuori da ogni controllo pubblico, e chi beve dal proprio pozzo in un&#8217;area granitica o vulcanica l&#8217;analisi deve chiederla di sua iniziativa. Per le leucemie e per altri tumori, decenni di studi hanno prodotto segnali deboli e incostanti: le rassegne autorevoli concludono che, se un contributo esiste, è troppo piccolo per emergere con chiarezza dal rumore. Gli effetti deterministici delle radiazioni, quelli da grandi dosi, con soglia: anemie, cataratte, sterilità, sindromi acute, non appartengono al mondo del radon domestico, le cui dosi restano lontane da quelle soglie; appartengono alla sua storia mineraria e agli incidenti industriali, ed è bene tenerli in un cassetto separato da quello, probabilistico e senza soglia, degli effetti stocastici che ci riguardano.</p>
<p>Due popolazioni meritano invece un&#8217;attenzione maggiore, non minore. I bambini, prima di tutto: non perché sia dimostrata una radiosensibilità polmonare drammaticamente più alta, ma perché hanno davanti più anni di esposizione e di latenza, e perché passano ore in edifici, le scuole, spesso vecchi, a contatto col terreno, ventilati male. In Italia circa dieci milioni di persone tra alunni e personale trascorrono le giornate in oltre trentamila edifici scolastici, e le campagne condotte su migliaia di scuole (il Friuli Venezia Giulia le ha misurate tutte: oltre ventimila misure in più di duemila strutture) hanno trovato livelli equivalenti o superiori a quelli delle abitazioni: per questo il Piano nazionale previsto dal decreto del 2020 mette le scuole, con i luoghi di lavoro sotterranei, in prima fila fra le priorità di misura. E poi i lavoratori dei sotterranei veri: tunnel, grotte turistiche, catacombe, cantine vinicole storiche, stabilimenti termali, categorie per le quali la legge italiana prevede obblighi specifici da un quarto di secolo per i sotterranei veri, e dal 2020 anche per gli stabilimenti termali, perché lì il radon non è un&#8217;ipotesi ma una condizione d&#8217;ambiente. Un esempio istruttivo viene dal Salento: nella Grotta dei Cervi di Porto Badisco, il santuario neolitico chiuso al pubblico per proteggere le pitture, i fisici dell&#8217;Università hanno misurato punte di 3.860 Bq/m³ e ne hanno tratto, per ogni sala, il monte-ore annuo compatibile con i limiti degli operatori: alla vicina Zinzulusa, aperta ai turisti, gli stessi calcoli hanno mostrato che i quindici minuti della visita valgono una dose trascurabile, mentre è il lavoro delle guide a dover essere organizzato con criterio. La radioprotezione, in un sotterraneo, non vieta: contabilizza.</p>
<p>Vale la pena dire anche che cosa fa, in concreto, un dirigente scolastico che si trova un numero alto sul tavolo, perché è la situazione in cui il panico e l&#8217;inerzia si equivalgono. Primo: si misura tutto ciò che tocca il terreno, aula per aula, non un locale a campione, perché fra due aule adiacenti la differenza può essere del doppio. Secondo: in attesa della bonifica si gestisce il transitorio, e il transitorio ha strumenti poveri ed efficaci, l&#8217;aerazione programmata prima e durante le lezioni, lo spostamento delle attività prolungate verso i piani alti, la sottrazione degli scantinati alla didattica. Terzo: si comunica ai genitori prima che lo faccia qualcun altro, con i numeri veri, il confronto con i riferimenti e il calendario dei lavori; le campagne del Friuli Venezia Giulia e dell&#8217;Alto Adige mostrano che una comunicazione fatta bene trasforma una notizia allarmante in un cantiere accettato. Quarto: si bonifica e si rimisura, perché una scuola risanata senza collaudo è una scuola di cui non si sa nulla.</p>
<p>L&#8217;ultima parola, qui, spetta al medico di famiglia, figura a cui il Piano nazionale affida non a caso un ruolo di sensibilizzazione: la domanda &#8220;ha mai misurato il radon in casa?&#8221; dovrebbe stare nell&#8217;anamnesi accanto a &#8220;fuma?&#8221;, specialmente in un colloquio con un ex fumatore che abita un piano terra in zona vulcanica. Non per spaventare: per completare il quadro. Dei due alleati del tumore polmonare, uno si smette, l&#8217;altro si misura.</p>
<h2>L&#8217;edificio come pompa</h2>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/radon-tavola-rn1-ingresso.png" alt="Sezione di una casa con le vie d'ingresso del radon dal terreno e le concentrazioni misurate nel caso milanese" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 2. Da dove entra il radon: le porte del gas e il caso milanese misurato.</figcaption></figure>
<p>Se la medicina guarda i bronchi, il cantiere guarda i pascal. La domanda giusta, davanti a una casa, non è &#8220;quanto uranio c&#8217;è qui sotto?&#8221; ma &#8220;perché l&#8217;aria del terreno dovrebbe entrare proprio qui dentro?&#8221;. La risposta sta in una differenza di pressione minuscola e costante.</p>
<p>Una casa riscaldata funziona come un camino: l&#8217;aria calda interna sale, sfugge dagli spifferi alti, dai comignoli, dai cavedi, e richiama aria da tutte le aperture basse. Se le aperture basse guardano il terreno, fessure della platea, il giunto tra pavimento e muro che nessuna casa ha perfettamente sigillato, i passaggi di tubazioni e cavi, i pozzetti, le fosse degli ascensori, i pavimenti in terra battuta delle vecchie cantine, la casa aspira letteralmente l&#8217;aria del suolo, e con lei il radon. Bastano pochi pascal di depressione, l&#8217;equivalente di un soffio, mantenuti per tutto l&#8217;inverno; e ogni impianto che estrae aria senza reintegrarla, la cappa della cucina, l&#8217;aspiratore del bagno, la stufa a legna senza presa d&#8217;aria dedicata, un camino acceso, aggiunge il suo contributo alla pompa. Ecco perché le concentrazioni sono più alte di notte e nelle stagioni fredde, quando il tiraggio termico lavora e le finestre restano chiuse: lo studio milanese di Sesana e colleghi, tre anni di misure in continuo sul radon dell&#8217;aria esterna, ha fotografato lo stesso ritmo, massimi notturni e delle prime ore del mattino, minimi pomeridiani, inverni sopra le estati. Ed ecco perché due case gemelle, sullo stesso terreno, possono misurare valori lontanissimi: cambia una fessura, cambia un&#8217;abitudine, e cambia tutto.</p>
<p>Un esperimento condotto a Milano dal Politecnico con l&#8217;Università Cattolica, su un piccolo edificio campione con vespaio non aerato, fotografa la filiera con una chiarezza che vale un trattato. Nel terreno attorno alla casa il radon stava fra 15.000 e 16.100 Bq/m³, media 15.700. Nel vespaio cieco sotto il pavimento, 12.600. Nei locali abitati, con la ventilazione al minimo, 1.700. Il suolo è il serbatoio, il vespaio non ventilato è la camera di raccolta che ne conserva quasi intatta la concentrazione, la stanza è il terminale di un impianto che nessuno ha progettato ma che funziona benissimo. E i materiali? Nello stesso studio, l&#8217;analisi radiometrica di intonaci, piastrelle, adesivi e fuganti diede valori modesti: un contributo «pressoché trascurabile» a fronte della voce del suolo. Prima regola: si combatte la strada, non solo la sorgente. Seconda regola, corollario della prima: l&#8217;elenco delle porte d&#8217;ingresso è l&#8217;elenco dei dettagli costruttivi dell&#8217;attacco a terra, ogni impianto che buca la platea, ogni riempimento di scavo che fa da canale, ogni contropavimento dimenticato, e la diagnosi di una casa è, alla lettera, un sopralluogo di quell&#8217;elenco.</p>
<h2>Il paradosso dell&#8217;efficienza energetica</h2>
<p>C&#8217;è un capitolo nuovo, che riguarda l&#8217;edilizia di questi anni e che nessun articolo sul radon scritto vent&#8217;anni fa conteneva: il conflitto silenzioso tra risparmio energetico e qualità dell&#8217;aria.</p>
<p>L&#8217;efficientamento, cappotti, serramenti a tenuta, eliminazione sistematica degli spifferi, riduce i ricambi d&#8217;aria involontari che nelle case vecchie diluivano il radon senza che nessuno lo sapesse. Il fenomeno era già stato osservato negli anni Settanta, quando la crisi petrolifera sigillò le case del Nord Europa e del Nord America e i livelli indoor di tutti gli inquinanti salirono insieme alle bollette che scendevano; oggi si ripresenta in grande stile con le riqualificazioni spinte. La rassegna pubblicata da ISPRA con il Ministero dell&#8217;Ambiente lo scrive senza giri di parole: le caratteristiche degli edifici efficienti, come la sigillatura dell&#8217;involucro, se non accompagnate da una ventilazione adeguata possono aumentare la concentrazione degli inquinanti indoor, radon compreso. E la campagna del Friuli Venezia Giulia ha osservato il fenomeno sul campo, nel progetto &#8220;misure per 1000 famiglie&#8221;, che di dosimetri ne ha distribuiti milleottocento: aumenti di radon anche in edifici appena impermeabilizzati o isolati, o dove era stato rifatto il contatto col suolo, con la conclusione, che dovrebbe stare appesa in ogni studio di progettazione, che le attuali tecniche di isolamento e impermeabilizzazione «dovranno essere rimodulate, al fine di evitare l&#8217;accumulo del gas all&#8217;interno dei locali di abitazione».</p>
<p>La lettura corretta di questo paradosso non è &#8220;il cappotto fa male&#8221;: è che una casa che non disperde calore non disperde nemmeno gli inquinanti, e quindi ogni riqualificazione energetica seria deve includere il governo dell&#8217;aria, una ventilazione meccanica controllata con recupero di calore, nei casi migliori, o almeno una verifica del radon prima e dopo i lavori. I progetti europei sugli edifici scolastici efficienti (certificazioni climatiche italiane e svizzere studiate fianco a fianco) sono arrivati alla stessa sintesi: tenuta all&#8217;aria e qualità dell&#8217;aria non sono nemiche, ma vanno progettate insieme. Il radon, in questo senso, è la spia più sensibile del sistema: sale per primo dove l&#8217;involucro si chiude e l&#8217;aria non viene governata. Misurarlo dopo ogni intervento importante sull&#8217;involucro dovrebbe essere prassi, come si ricollauda un impianto dopo averlo modificato.</p>
<h2>Misurare, non indovinare: tutti gli strumenti</h2>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/radon-tavola-rilevatore.jpg" alt="Sezione tridimensionale di una casa protetta, con il rilevatore di radon collocato nel locale abitato e non nel vespaio" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 3. Il dispositivo di misura sta nel locale abitato, non nel vespaio: la sezione della casa protetta.</figcaption></figure>
<p>Su un punto tutte le fonti serie convergono con una nettezza rara: la concentrazione di radon di una casa non si stima, si misura. E poiché questo articolo vuole essere completo, ecco il catalogo ragionato degli strumenti, come funzionano, a che cosa servono, dove sbagliano. È un capitolo da leggere con calma: la misura è il fondamento di tutto ciò che viene dopo. E poiché senza metro di giudizio un catalogo di strumenti resta muto, conviene tenere in testa fin d&#8217;ora i tre numeri italiani, che il capitolo sulla legge riprenderà per esteso: 300 Bq/m³ di concentrazione media annua è il livello di riferimento per le abitazioni esistenti e per i luoghi di lavoro, 200 quello delle case costruite dopo il 2024, 100 l&#8217;obiettivo che l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità indica come traguardo di sanità pubblica.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/radon-tavola-rn4-strumenti.png" alt="Tavola delle nove famiglie di strumenti per misurare il radon: rivelatori passivi, monitori attivi e misure nel suolo, nell'acqua e nei materiali" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 4. Le famiglie di strumenti: che cosa dice ciascuna, in quanto tempo, e che cosa non sa dire.</figcaption></figure>
<h3>I rivelatori passivi, i tessitori del lungo periodo</h3>
<p><strong>Rivelatori a tracce nucleari.</strong> Sono lo standard mondiale della misura annuale. Dentro una piccola camera di diffusione, un guscio di plastica grande come un tarallo, chiuso da un filtro che lascia passare il gas ma non i figli e la polvere, sta un pezzetto di polimero: CR-39 (policarbonato allilico) o LR-115 (nitrato di cellulosa). Ogni particella alfa che lo colpisce vi lascia un danno microscopico; dopo l&#8217;esposizione, il laboratorio &#8220;sviluppa&#8221; il polimero in un bagno chimico che scava i danni fino a farli diventare crateri visibili, e li conta al microscopio automatico. Dal numero di tracce per centimetro quadrato, nota la durata dell&#8217;esposizione, si ricava la concentrazione media. Non ha batterie, non teme l&#8217;umidità né i traslochi di mobili, costa poche decine di euro, integra per mesi: è lo strumento delle campagne nazionali, delle misure di legge, delle scuole. I suoi limiti: restituisce solo una media (nessun dettaglio temporale), e alcuni modelli sentono anche il toron, le prove di irraggiamento condotte dalle agenzie regionali italiane hanno mostrato che certi dosimetri commerciali rispondono al radon-220 quel tanto che basta da gonfiare la misura nei locali con materiali ricchi di torio, ragione per cui i laboratori seri dichiarano e correggono questa sensibilità.</p>
<p><strong>Canestri a carbone attivo.</strong> Una scatola di carbone che adsorbe il radon dall&#8217;aria per pochi giorni (tipicamente da due a sette); poi si sigilla e si porta in laboratorio, dove la spettrometria gamma conta i figli del radon trattenuto. Economici, sensibili anche sotto i 20 Bq/m³, ma con due difetti strutturali: la finestra di misura è breve, fotografano giorni, non stagioni, e il carbone &#8220;respira&#8221; con temperatura e umidità, che vanno compensate. Sono lo strumento storico degli screening rapidi americani, utili per una prima ricognizione o per un sospetto, mai per una sentenza.</p>
<p><strong>Elettreti.</strong> Un disco di teflon caricato elettrostaticamente dentro una camera: gli ioni prodotti in aria dai decadimenti scaricano progressivamente l&#8217;elettrete, e la perdita di tensione, misurata prima e dopo con un voltmetro dedicato, dà l&#8217;esposizione integrata. Riutilizzabili, affidabili, disponibili in configurazioni da pochi giorni a molti mesi; richiedono la correzione per la radiazione gamma di fondo (si usa un secondo elettrete schermato) e mani esperte. Sviluppati e resi pratici alla fine degli anni Ottanta, restano una delle tre grandi famiglie passive riconosciute dai protocolli internazionali.</p>
<h3>I monitori attivi, i cronisti del tempo reale</h3>
<p><strong>Camere a ionizzazione.</strong> L&#8217;aria entra per diffusione in una camera metallica in tensione; ogni decadimento genera una scarica di ioni che l&#8217;elettronica conta e trasforma in concentrazione, tipicamente ogni dieci minuti o ogni ora. Sono gli strumenti di riferimento dei professionisti, l&#8217;esperimento milanese è stato condotto così, capaci di disegnare il film del radon: i picchi notturni, il crollo quando si apre la finestra, la risposta di un impianto di bonifica acceso e spento.</p>
<p><strong>Celle a scintillazione (celle di Lucas).</strong> L&#8217;invenzione che nel 1957 aprì la strada a tutte le altre: una cella rivestita di solfuro di zinco argentato che lampeggia a ogni alfa, letta da un fotomoltiplicatore. Ancora oggi è il cavallo di battaglia delle misure in campo dei geofisici e delle misure di radon in acqua (si estrae il gas dall&#8217;acqua e lo si conta in cella).</p>
<p><strong>Monitor a semiconduttore.</strong> Un fotodiodo al silicio in una camera di diffusione, spesso con raccolta elettrostatica dei figli sul rivelatore: conta le alfa e in molti modelli ne misura l&#8217;energia, distinguendo così radon da toron e il &#8220;nuovo&#8221; radon da quello vecchio (spettrometria alfa). È la tecnologia dei monitor professionali portatili e anche della nuova generazione di misuratori domestici da libreria, che a prezzi da elettrodomestico offrono curve settimanali oneste, preziose per capire le abitudini della propria casa, da non confondere però con la misura di legge: la loro taratura e la loro storia metrologica non sono quelle di un servizio riconosciuto.</p>
<p><strong>Il dosimetrista attivo per i luoghi di lavoro.</strong> La norma tecnica di riferimento (la serie UNI ISO 11665, che dedica parti distinte alle misure integrate, in continuo e puntuali) e il decreto del 2020 disegnano l&#8217;uso corretto di ciascuna famiglia: passivi per la concentrazione media annua, l&#8217;unica grandezza a cui la legge attacca conseguenze, attivi per la diagnostica, per le verifiche degli interventi e per i casi in cui serve capire <em>quando</em> il radon entra, non solo quanto.</p>
<h3>Misurare fuori dall&#8217;aria di casa</h3>
<p><strong>Nel suolo.</strong> La concentrazione nel gas interstiziale si misura infiggendo sonde cave a un metro circa di profondità e aspirando il gas verso una cella o una camera; il flusso in uscita dal terreno (l&#8217;esalazione) si misura con camere di accumulo appoggiate al suolo. Sono le misure dei geologi e delle reti vulcanologiche, e, in edilizia, servono alla caratterizzazione di un sito prima di costruire: i protocolli scandinavi le raccomandano da decenni, insieme alla mappatura della permeabilità.</p>
<p><strong>Nell&#8217;acqua.</strong> Scintillazione liquida (un&#8217;aliquota d&#8217;acqua in cocktail scintillante), oppure degasaggio ed estrazione in cella di Lucas, oppure spettrometria gamma per le attività più alte. Riguarda pozzi privati, sorgenti, acque termali e gli acquedotti alimentati da rocce cristalline.</p>
<p><strong>Nei materiali.</strong> La spettrometria gamma ad alta risoluzione con rivelatori al germanio, conteggi di ore per campione, come nelle analisi euganee, misura radio, torio e potassio di una pietra o di un calcestruzzo e alimenta l&#8217;indice di concentrazione di attività previsto dalla direttiva europea per i materiali da costruzione.</p>
<h3>Le regole d&#8217;oro della misura</h3>
<p>Cinque, imparate a spese di chi le ha ignorate. Primo: la misura che fa fede è lunga un anno, o due semestri consecutivi, perché il radon respira con le stagioni, e una misura invernale da sola può sopravvalutare del doppio come una estiva dimezzare. Secondo: si misura dove si vive, camera da letto, soggiorno, all&#8217;altezza del respiro, non in cantina per curiosità né dietro un mobile; e nei luoghi di lavoro si misurano gli ambienti a contatto con il terreno in cui si lavora abitualmente, a partire dal livello più basso. Terzo: le misure brevi servono a orientarsi e a verificare, mai ad assolvere: un fine settimana ventoso può dimezzare i valori, una settimana di gelo raddoppiarli, la letteratura sull&#8217;incertezza in funzione della durata è ormai un genere a sé. Quarto: la qualità si compra: laboratori con taratura riferibile ai campioni primari, partecipazione agli interconfronti internazionali, e in Italia, per le misure con valore legale, i servizi di dosimetria riconosciuti previsti dal decreto del 2020. Quinto, il più importante: la misura si ripete, dopo ogni intervento sull&#8217;edificio, dopo ogni bonifica, e comunque a distanza di anni, perché le case invecchiano, si fessurano, cambiano impianti e abitudini.</p>
<p><!--mxTAVOLA--><!-- ============================================================ CALCOLATORE RADON - dose, rischio e mappa delle aree prioritarie. Blocco autosufficiente per WordPress, stile confinato in .mxradon. Coefficienti: ICRP 137 (dose), Darby et al. 2005 (rischio). ============================================================ --><link rel="stylesheet" href="https://fonts.googleapis.com/css2?family=Fraunces:opsz,wght@9..144,500;9..144,600;9..144,700&#038;family=IBM+Plex+Sans:wght@400;500;600&#038;family=IBM+Plex+Mono:wght@400;500&#038;display=swap">
<div class="mxradon">
<style>.mxradon{--bg:#F1F2EE; --panel:#FAFAF7; --panel2:#EFEFE9; --ink:#232823; --muted:#5A615A; --line:#D9DDD4; --accent:#B4530F; --accent-ink:#8A3D0A; --focus:#B4530F; --ok:#2F7D4F; --warn:#A66A00; --high:#B23A2A; --crit:#7E1F14; --ok-bg:#E4EFE7; --warn-bg:#F4EBD7; --high-bg:#F5E2DE; --crit-bg:#F0D8D3; --prior-pub:#B4530F; --prior-corso:#3E6EB5; --prior-zero:#2F7D4F; --r1:#F1E2C6; --r2:#E3BC88; --r3:#D0904E; --r4:#B4661F; --r5:#8C4212; --r6:#5D2A0C; --map-stroke:#F1F2EE; --shadow:0 1px 2px rgba(35,40,35,.06),0 4px 14px rgba(35,40,35,.07);}@media (prefers-color-scheme: dark){.mxradon:not([data-theme="light"]){--bg:#191D1B; --panel:#232826; --panel2:#1E2321; --ink:#EAE8DF; --muted:#9BA298; --line:#3A403B; --accent:#E08A3C; --accent-ink:#EFA55F; --focus:#E08A3C; --ok:#57B584; --warn:#D9A441; --high:#DE7B66; --crit:#E89685; --ok-bg:#22352A; --warn-bg:#37301E; --high-bg:#3A2723; --crit-bg:#3C2420; --prior-pub:#C4661B; --prior-corso:#4E79C2; --prior-zero:#3FA870; --r1:#33291C; --r2:#54401F; --r3:#775526; --r4:#9C6C2C; --r5:#C28433; --r6:#E89E45; --map-stroke:#191D1B; --shadow:0 1px 2px rgba(0,0,0,.4),0 4px 14px rgba(0,0,0,.35);}}.mxradon[data-theme="dark"]{--bg:#191D1B; --panel:#232826; --panel2:#1E2321; --ink:#EAE8DF; --muted:#9BA298; --line:#3A403B; --accent:#E08A3C; --accent-ink:#EFA55F; --focus:#E08A3C; --ok:#57B584; --warn:#D9A441; --high:#DE7B66; --crit:#E89685; --ok-bg:#22352A; --warn-bg:#37301E; --high-bg:#3A2723; --crit-bg:#3C2420; --prior-pub:#C4661B; --prior-corso:#4E79C2; --prior-zero:#3FA870; --r1:#33291C; --r2:#54401F; --r3:#775526; --r4:#9C6C2C; --r5:#C28433; --r6:#E89E45; --map-stroke:#191D1B; --shadow:0 1px 2px rgba(0,0,0,.4),0 4px 14px rgba(0,0,0,.35);}.mxradon *{box-sizing:border-box}.mxradon{background:var(--bg);color:var(--ink);font:16px/1.55 "IBM Plex Sans",system-ui,sans-serif}.mxradon .wrap{max-width:1100px;margin:0 auto;padding:28px 20px 60px}.mxradon header.top{margin-bottom:26px}.mxradon .eyebrow{font-size:12px;letter-spacing:.14em;text-transform:uppercase;color:var(--muted);font-weight:600}.mxradon h1{font-family:"Fraunces",Georgia,serif;font-weight:700;font-size:clamp(30px,5vw,44px);margin:.15em 0 .2em;text-wrap:balance}.mxradon .tesi{max-width:62ch;color:var(--muted);margin:0}.mxradon .tesi strong{color:var(--ink)}.mxradon h2{font-family:"Fraunces",Georgia,serif;font-weight:600;font-size:23px;margin:0 0 4px}.mxradon h3{font-size:15px;margin:0 0 8px;font-weight:600}.mxradon .grid{display:grid;gap:18px;grid-template-columns:1fr;margin-bottom:34px}@media(min-width:920px){.mxradon .grid{grid-template-columns:5fr 7fr}}.mxradon .card{background:var(--panel);border:1px solid var(--line);border-radius:10px;padding:20px 22px;box-shadow:var(--shadow)}.mxradon .hint{font-size:13px;color:var(--muted)}.mxradon label.fld{display:block;font-weight:600;font-size:14px;margin:16px 0 4px}.mxradon label.fld:first-of-type{margin-top:8px}.mxradon input[type=number]{font:500 18px/1 "IBM Plex Mono",Consolas,monospace;color:var(--ink);background:var(--panel2);border:1px solid var(--line);border-radius:7px;padding:9px 11px;width:130px}.mxradon input[type=range]{width:100%;accent-color:var(--accent)}.mxradon .unita{font-size:13px;color:var(--muted);margin-left:6px}.mxradon .riga{display:flex;align-items:center;gap:10px;flex-wrap:wrap}.mxradon .scelte{display:flex;gap:8px;flex-wrap:wrap}.mxradon .scelte label{border:1px solid var(--line);background:var(--panel2);border-radius:20px;padding:7px 14px;font-size:14px;cursor:pointer;user-select:none}.mxradon .scelte input{position:absolute;opacity:0;pointer-events:none}.mxradon .scelte label:has(input:checked){border-color:var(--accent);color:var(--accent-ink);font-weight:600;background:transparent;box-shadow:inset 0 0 0 1px var(--accent)}.mxradon .scelte label:has(input:focus-visible){outline:2px solid var(--focus);outline-offset:2px}.mxradon .verdetto{border-radius:9px;padding:13px 16px;font-size:15px;margin-bottom:16px;border:1px solid transparent}.mxradon .verdetto .tit{font-weight:600;display:flex;align-items:center;gap:8px}.mxradon .verdetto .tit::before{content:"";width:10px;height:10px;border-radius:50%;background:currentColor;flex:none}.mxradon .v-ok{background:var(--ok-bg);border-color:var(--ok)}.mxradon .v-ok .tit{color:var(--ok)}.mxradon .v-warn{background:var(--warn-bg);border-color:var(--warn)}.mxradon .v-warn .tit{color:var(--warn)}.mxradon .v-high{background:var(--high-bg);border-color:var(--high)}.mxradon .v-high .tit{color:var(--high)}.mxradon .v-crit{background:var(--crit-bg);border-color:var(--crit)}.mxradon .v-crit .tit{color:var(--crit)}.mxradon .verdetto p{margin:6px 0 0;color:var(--ink)}.mxradon .statgrid{display:grid;grid-template-columns:1fr 1fr;gap:14px;margin-bottom:6px}@media(max-width:520px){.mxradon .statgrid{grid-template-columns:1fr}}.mxradon .stat{background:var(--panel2);border:1px solid var(--line);border-radius:9px;padding:12px 14px}.mxradon .stat .lbl{font-size:12px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:var(--muted);font-weight:600}.mxradon .stat .num{font:500 30px/1.15 "IBM Plex Mono",Consolas,monospace;font-variant-numeric:tabular-nums;margin:4px 0 2px}.mxradon .stat .sub{font-size:12.5px;color:var(--muted)}.mxradon .barre{margin-top:14px}.mxradon .barra{display:grid;grid-template-columns:150px 1fr 64px;gap:8px;align-items:center;font-size:13px;margin:7px 0}.mxradon .barra .n{font-family:"IBM Plex Mono",Consolas,monospace;font-variant-numeric:tabular-nums;text-align:right}.mxradon .tr{height:12px;background:var(--panel2);border:1px solid var(--line);border-radius:4px;overflow:hidden}.mxradon .fl{height:100%;border-radius:3px 0 0 3px;background:var(--line);min-width:2px}.mxradon .fl.tua{background:var(--accent)}.mxradon .mappa-sec{margin-bottom:34px}.mxradon .mappa-head{display:flex;justify-content:space-between;align-items:end;gap:16px;flex-wrap:wrap;margin-bottom:12px}.mxradon .mappa-grid{display:grid;gap:18px;grid-template-columns:1fr}@media(min-width:920px){.mxradon .mappa-grid{grid-template-columns:7fr 5fr}}.mxradon svg.italia{width:100%;height:auto;display:block}.mxradon svg.italia path{stroke:var(--map-stroke);stroke-width:1.1;cursor:pointer;transition:filter .12s}@media (prefers-reduced-motion: reduce){.mxradon svg.italia path{transition:none}}.mxradon svg.italia path:hover{filter:brightness(1.12)}.mxradon svg.italia path:focus-visible{outline:none;stroke:var(--focus);stroke-width:2.5}.mxradon .legenda{display:flex;gap:12px;flex-wrap:wrap;font-size:12.5px;margin-top:10px;color:var(--muted)}.mxradon .legenda .k{display:flex;align-items:center;gap:5px}.mxradon .legenda .q{width:14px;height:14px;border-radius:3px;border:1px solid var(--line)}.mxradon .top{display:flex;gap:20px;align-items:flex-start}.mxradon .top .marchio img{width:104px;height:auto;display:block}.mxradon .top .testa-testo{flex:1;min-width:0}@media (max-width:640px){.mxradon .top{gap:12px}.mxradon .top .marchio img{width:76px}}.mxradon footer a{color:var(--accent-ink);text-decoration:underline}.mxradon .tooltip{position:fixed;z-index:10;background:var(--panel);border:1px solid var(--line);border-radius:8px;box-shadow:var(--shadow);padding:10px 13px;font-size:13px;max-width:270px;pointer-events:none;display:none}.mxradon .tooltip .tn{font-weight:600;font-size:14px;margin-bottom:3px}.mxradon .tooltip .tv{font-family:"IBM Plex Mono",Consolas,monospace;font-variant-numeric:tabular-nums}.mxradon .avviso{background:var(--panel2);border-left:3px solid var(--accent);border-radius:0 8px 8px 0;padding:12px 15px;font-size:14px;margin-top:14px}.mxradon .avviso strong{color:var(--accent-ink)}.mxradon .link-list{list-style:none;margin:8px 0 0;padding:0;font-size:14px}.mxradon .link-list li{padding:9px 0;border-top:1px solid var(--line)}.mxradon .link-list li:first-child{border-top:0}.mxradon .link-list a{color:var(--accent-ink);font-weight:600;text-decoration:none}.mxradon .link-list a:hover, .mxradon .link-list a:focus-visible{text-decoration:underline}.mxradon .link-list .d{color:var(--muted);font-size:13px;display:block}.mxradon details{border:1px solid var(--line);border-radius:9px;background:var(--panel);margin-top:16px}.mxradon summary{cursor:pointer;padding:13px 17px;font-weight:600;font-size:14.5px}.mxradon summary:focus-visible{outline:2px solid var(--focus);outline-offset:-2px;border-radius:9px}.mxradon details .inner{padding:2px 17px 16px;font-size:14px}.mxradon .tabella-scroll{overflow-x:auto}.mxradon table{border-collapse:collapse;width:100%;font-size:13.5px;min-width:520px}.mxradon th, .mxradon td{padding:6px 10px;border-bottom:1px solid var(--line);text-align:left}.mxradon td.n, .mxradon th.n{text-align:right;font-family:"IBM Plex Mono",Consolas,monospace;font-variant-numeric:tabular-nums}.mxradon th{font-size:12px;text-transform:uppercase;letter-spacing:.07em;color:var(--muted)}.mxradon .fonte{font-size:12.5px;color:var(--muted)}.mxradon .metodo p{font-size:14px;margin:9px 0}.mxradon .metodo code{font-family:"IBM Plex Mono",Consolas,monospace;font-size:13px;background:var(--panel2);border:1px solid var(--line);border-radius:4px;padding:1px 5px}.mxradon footer{margin-top:40px;padding-top:16px;border-top:1px solid var(--line);font-size:13px;color:var(--muted)}.mxradon a{color:var(--accent-ink)}</style>
<div class="wrap">
<header class="top">
<div class="marchio"><img decoding="async" src="data:image/webp;base64,UklGRvQyAABXRUJQVlA4WAoAAAAQAAAAxwAAgwAAQUxQSDEHAAABsETb1jK30X3f98mMIRlX1KvHYU5GzMyywpxZMmsMNDOTFFaYUW6ecVsOM8gQltkO1vfeu4MqUdVfX62eRcQEoCIlppTQeMGCBcf1rui9fuVTr3wwxHXr6aTzg6HP/v700C29K87r3XvBwgVoGFJKQVCIIjEF1M+Ye+Tpp//6Hx99NMop/nx0w0ePfeW0M/aci4YxirQ7CTGifs7Rp5/2+3WbOKZrQ3eleyNXmtabckzf9PTFp5+2BPUpBmlbEiPql55y8VMb2NCyZnV3TrG7u2bNbLj9fxefunQ6AMQY2pDEBADLTr541XaStKzZnE3urlmVJLet++ZJ+04HEKK0FYkJwMyjL121jSRV1dnCbqokaetuOGE5gBBDm5CYACw9/ob1JKlqzgp0UyXJ7b86fjmAEKX6QgKw9NgbNpI0NWeFuqmS3P7QifsCCKHSJAYgHXHTRpKqxgp2VZJ8+IRlQIxSVRIB7HPxMElVZ2W7KsmtjxwIIEoVSQTiMY84aeqseFcl/fFLdgWSVE1IQLxgNUk1tkVXki8fuxsQQ5VIApZcNEyqsn26Kvn615cCSSojAgf9fhOpxjbrSm761h5ArIYA7PItJdXYhi2T+q3FCLH1JCId+QY9O9u0Z3LTtwAJLZaAA4fJzLaeySePBGIrhYCeh41qbPOu5JMHALFlIrDibbqxAFXpAxGpNYLggCfJzEJU5/D+EGmBCFxpVGM5Ku1GoKvpEnqeoCuL0oyDO0GkqYJgvxFmlqbX+Oa1QGiiAFxuzCxQIwcFoWkivvQ43VikVuP/etDVJAk9I8ws1syRHqSmSOgZYY0FmzlyAkITROw1QmXRGnkpokxVF/qUxsI14/cRZGoS+ujG4vXMQSSZioQ+mrOEv+AtSFOQcDjNWcReYx/SpCXs/4U5C9mVK5AmKWD3N2ksZrNPehAnJcSd3qayoM3f7glhMiLuZI1FrXwJQSYWcTgzC7vGWxAnFHHAp+ql5coDECcgofsNGovb7PWdYxhfwk9YY4Er70QcV8SBn2cWeeapiOOQMO0FWpmZvyVBxkq4kJmFruyXMIaE7jVmpeam3QiNIq5lZrGr3x5igyBLt5qXm3utG6Eu4UpmFrz67V0RgIRFb7mVnPOTmRCgC9cws+g1fzskQNJLbmXn3DgTErG/GgtfP98HMeEa5tLL/GlIIb5EKz3nhhnAwWosfvtiL+BU5vLL/AHkW52A84P5M96ndwKj8w79zNgB+JblF1M7ACqvO71T+NNPOgNyx8pOgW/QOwNnx+gdw/8fvWPoHLd3Cv5XamfAH3cKO07vDJR/urhTuO6wmnUA7luWp+dpHQBH5+EbzJ3AB/NxeieQ+QPgYLXys8/2Qogv0UrPuX0WEq5hLj3l010xYn+30st+AhIiHqeWnXPjPAgSziy9zJ8gAQE9W92Lzj9dggAg4cfMJadcKREAgizeal5ydhAaIOEnzOWmvhIRDYMs3m5ebjx4LER8l7nUlHciYkwJ6QW3MnP/dFcJYyHiIGqZqZ2HiPFGDFBLTLkSEeOWIC/QysvVDwoTQJQDazUvLVf2ImKiCd9jrbQyb0HEhCWGe1krK+WbiDIxBFn4NnNJufJUiZjMgN3fppaTG/sQMbkRu79FKyWvWR8SJjthv81mhVTjNejC5HfhFKqXkNc4iCRTgIg+uhWQcRBBMKUJfUorHc/2OwTBFEfsNcJcNqa8GlEw5Qk9I8wlo+Rl6BI0YULPf5nLRTlyIgTNGYBBmhdK5uoeJDRrEPyBzCVizrcWIqF5JeD8TczlodT+nRDR1AlffoJuZeHOVfsDgiaPwIBRvSCU7A+IgqYPggOGSSsFIzf2IUS0ZEQc2MhsJeBKG+hGFLRoBLrvINXbnpKrDwQiWjgC568ms7czV3LTVRFR0NIiiAObSfV25UrawGIgoOUTsPhbm0j1duRKbu7fA4ioxAAs6d9CqrUbV3Jz/xIgCCpSErDkW2tJVW8jpuSW/qVACKhQCcCMG9eRVGsPriTXfmsJEAQVKxGYeeET75KqXnVuStqqC2cCQVDBEgHMun49yWxeXW5K8r3f7Q0gCipaYgBmHfvINpJm7hXkZiS3Dl8wG5AoqHKJAJZdv+p9kszuVeKuRvL9VdcvAxACKl9iADCnb/h9J2nZvArccibJD4bPnwMAUdAeJQHAzH3/sPYjkrSs3kLulo0kt3/49Io5AJBE0D5FIgDMmN07uHaUJC1nc282d8uZ9aNrB69fOhsAogjarUhIADBz9nl3P7mRDXPO2dzdp8jdNeecWW8b/3d37+wZABCiCNq0SEyon3f09ff+d/MOjq2NbSKm9Rx7x+Z19/xh7zmoT0kEbV4kpoD6uUtO+8o9d785Ojr6Oad200ej/7jn3nsuWjxvBupTFEEpSkwJjWcsWLBg797rh54aWjn0HH08zheGhoZu7T28e/4CjJlSEEE1AgBWUDggnCsAAPByAJ0BKsgAhAA+ORaIQyIhIRm9TdAgA4S2AGlU6v9w6wS/nVf67+1343fLRWf7b+JP7d+yPxV7OutPL05k/3f+I/KL5qf4P9bPcP+f/+h7gX6ff5r+1/4D9dviE/4HsV/bP1Bf0n+8/8j/Ke61/av9j/yv3/+S/94/yH+g9wD+h/3L/s+19/pvYf/af2DP6X/cv+v64H7ffCB/Vf9f+03wKfzb+0/+L8//kA9AD0AOxE/gH0geOf92/G39ovUfxqe6P3v9tP7//5/gS/uO6B1r/0vQn+f/hn8h/gP3C/wf7sfIn0yehfxM/2Pt2+QL8e/mv+Q/MH/B+6T7r2K+Zf139rPYC9bvoX/C/wf7vex177/7f9H6hfWf/f+4B/MP6b/ov7J+6P91///0l/tvA++6/7b9pvgA/nH9y/8H+V/0X/J/3f04f0n/r/0H5i+3H6o/7/+m/Kr7D/1l/3n+I/z/7L/PZ7WfRH/WlynwmemZuoy6S3EZnX/tv+4oOLxAZDaOQHfkPg2YLSiYYQ/cdDXuWtruzt2tjJGyOaF3UmsqowJKdlE+5PiA4GH///77aF7KQtHXSGJzMMxKFyj4LtNlSaHa/qeJkYl8ERKfh4uetGBq3v/1iA+YhefmfV79fZ8n1GsLkFhbjdKf9MUauKpyXRqZrBtBnwbtvQvDzd7pCxrQFk5ng1+WKHpkcKs5CKARa6qKnm79yAwkS7jgjkaoXitzGDgDKfOgvVN+uSUe/Zt73fhcOjl3cISCIa+GlqeV6quwsYFNkoB55ACPrPJVKcII23upRo1NDcSi2XB4W2d9JOJ13Dqjnt6xSeb/vsfo+DXlN18CZf3aC4QwMfdLdz1Ivl884bOkL1QwDgPnCxO8XYv1BHafgXLzoMdTciZFggEncJSvSFP1c2MmwuQWzwTtCCp7pPY7y3NsjNPlzzpJoun2d04MIOukgOhTNZRIsaGORehp1XMZ4fXnS+/Iq11NpqEumerlYImazJMjyuCufT2jogZdbFPglAJeVqctQeQeI3imFrdkqrOREe0lpuCH6UjhZWOlfai+ip9RuD5PW0zgGRZG1zCy8tZiu0Tw9I/ef60mLZ2BtfFg/3kJmROt92OXkb9DQ7lvAoox9XEybTLf64yzRVBuNa4ekARY8hCHlWRZpleTKoeNEhVNc11W0Y6Q/oilv/YDrfzRwRXzdWpvwS62xtGDSnOdHTEcWKKAZdf0RiORhDLwEYAA/v9gGfv+AQKj0R/euefNymQsdVZX3yheEpcQ2o7SgITTZlrfGxbwFES/xHufwj3+wrJtbZ7KdH8YWOjKvQcV+YsMYBOXPog+0+8C2nze+vQ/DyoWIBh8PRnhbZ/9TjfmWUjbDBdA+6FHM2tYGjO9ZrlYh2JM8+//Hv9/bsnDca4YrFiRHtFf/C+R4ZGpmXphYKez+qvv5fMeFy6Q7DhsjYSnyOz4yQSIf+TdXdQt0cTuE11+Dxks8j3TDZNDIPJPGrOvGnPuWh7oji/cWsOfgw8AsOi2PdZErTPum0Lh7hwEYVC1w64a6x15MdtAKuCEJXPTz/N4TxT/put0gXUYYIaJGOzsk7LbPChKgAg778H3SViAGxUfcfjGN5VfhsMrQjHMvJnqw4wX7gjx5gDDIVg5bRezMKkM9gBeeu/vgWY7RqXjRaEZrXsGzWmn2/wQnOQieM4UrlmI9yojSpu9l8aXOPaf8LA588XLDkxPuwrlsoVXABo0aLoLSUp/MrdiuoPPEQUG3UYD/c4aW8i6JO8qBocK/x8soEDY8ZHeF3MLbfvSDel88khqpcK6KsjoP2t0/PG/2LrKFMKlq+/6t8vKStLmFCuONpNbWkBPpBkKL8wgKpLfDgyy3lBqBVvp5a7uc3Bl6Vq2WhJ/G5eP84J4R4e6FCsjBMX1k84STWywKmDLAt7tvwT6Jc3l2iyIV5IdqeYBqC5fcPh+omH3LhRpLKGu9+g7F0usO0iMi1p3qSUzdqxT645z+HAC2RJa5uo/iu2e0wIgOuPEzhlThdcddHooerR+raEhBaPhIFMG7JDIEAlezPEOeh82cYaEz1SVK/Uet4BndnT/PdEl3G2qkpUrEoCnAoqg6wBnTiw3QOEa4fttNAE4sP1OZ1ibtM2SI+1BCYbCPNF6vZHGJmsYq7EJHo7EsAF5Tug59pQGdT6Rv0ugVuAUqmiY3VfFMQ2C+V91c52LLgyaXdWVkQicgaKgg1up64T+AT84Mp0ZYEQWlB4LmBlbSPKEJJ0FrY0tyZjrfVw76OV8j+2b+qOCFEp1KdSHsPSWTe8xWip3Brf3Udmknpl2K7z0reOtwwMioQy2BE7QB9J7GaROzTRqoPqCQxdhzaBCea3N7RCgzgNZjPkYh4KTpBI25lzxO62znujCKNJscjbluF4PhtVkuuYb5ooy1NyvYpWzlwxe34yURiLye5UZLFEAkfxXZX6ae+6Di9Swk4cJwLsfmiT9EervZFQDofPwidbVPy+fZ6Y6hF8O/yNsvJkemC62dyJQC+oS4CpcaXv/bdNkfj+Hm4GiwRd5JFTxS3wE6W9AVsLTsvG03Gc6LO3nTYdm0srD0//qXvU0WC//iND4A3a7urisNSendFbILnN7yUP3/yC5K6r1C6igPZpNV21kIKj14Ap17clGlqATCw5WcNJvPTLwXWfqiC8HC7FOe6BnmreUPjN2GhIfgVK/c3VcxKuWtNb8HcJN/RQFBNWLTUZG27fs0tdFvAZzzxtAQg4ZtTzvDwu52+eGx0rzuFcz4Nz/TyNBaJDyMLHnJuJm3E8DwFNNIwFOkiuGLg1TNthYPL00zZ0gV55HzlDkjMNoYAk3aZh/zyCdS5VrOnhEhYeAu8jao6WaHGCO/+SUy6pcnORYsKLpmZg6Ui8BthEVNnyIGmJ47d10hUpmMGhiK5STsfupJ9ZGV7Dg5iqdQxmsOVqF6RF3m+0ZtYl6Ed0H5f7/QHhT7SxgMxmxDEfSkBJyZPsq91MmDMnXyuGozXfiwgkDryly0nJUFLIP+NTs8K/Inoo0LPCNoikvB6vkHiFh5VmdTrdXUrsHAZp7FtdwCy+1EKce2PoKM4l6Og/JZ5rCJTUDyFDS9Mg2Bi2f8yy7v3z8/I9FBM+kEo/AghHVw/WziM5nJ+josWb9sR0D1xDEAQphRZejUD1MRssQA+6YYALjlkMTACOfSDtHfYYW04y721c03q7EdzNyckiLlBTzZeodqLn4YWG3TVAG8r+CWT7OJQoarykf7IHsvFlUKuK8l55anMY/+THTW+rxRMMbfO88yYgsLUIS1a5YPYbo3xfMQfj7RKb+wFRUBxvICRTwq/VoDiHFjt+jyb7ZXzixX4fSy07o8tXzkNgX2mUSeymqjgtx0Eb+52EmcA2KMwcytLTbjSHbqFlCHrRJLdSV1bwUVXX8lvk6QRpB6dSOJ03dYthRT1fRlYuEWk3nwpPR/NV4adOceObAYoPT3sIDSFWKfw16NTSxf04sEl1bDMC13jc88aCC62oWHoU2HVZV0FhTe3js0h/Mlca6Q1faAWH/9Oi599ca/zIh8jQQnsozt5di72gEapPWysNPW5jTvoMUi5FhC89r4/L97Bu1Ui02nSLup3b+/IbJaFwIWTNGa5/aAEQUb/BK1xpK9rY0Jc7L6xMiETljeJ8JaXpc8VWRNrsZdMRsQ2HNkBJyq2Mot8GWJLEkFKFm9PykMPIdFZfuz0slbS1jMpQPQn/BxdJBXJfODJVyYIOI4K27ivErOpMfj6fHuODXBR0AGajOfCeum5w6X+v70t0FRCVMUcsYXxuWfgpUIqEnxJJz3gsKqj3bCPsQ5pauoPxYjBm5IUIMglwTb9F701wVk5v3oszzkeYP1oaLt3VqQxAkHZffXTQxu218zcNTQEBkU9TX5N07qe1x8ftVhmdYE3+ia5lhiw+EGX/HVOxFqIeVxfIiscWDAcyjX2nOL+RnK01NceD9Qq+y3rL41jBkSvr9lH+nLicg4+TkaLunaNpieqVMfgHYn1sBQieVR9LkdAgq4CqWYkt+dvrGprRuso3CMO8WJPOoBBbPqKS1VvbcPOIUVLlbRWl6H7W7rgL0k+gpj6kZxDQkaNmT6LEXBr0Dxig/aTB2Wb3Zxsm67datC8vykXJx9ljcx3/JSFXBAAcnQiMn2QUvOut6j5bpb+wvlUYOOWNOMhh7y70CiqW4S6JQOeB7/9RYmsm3AoH4xRVfMHiLu3cax1CVit1SnVSGV/c2S4RYjxGZ5Vl5BYjux8ay0RLaYj9n9cwF8Vrhmw2EWvjHgdiec2o9u1VVFLg/C17WhW2LmJ1plTKrynLp3drPmkSA82SaOoEJj2AI8pThPn5rvrMGc1OmLPUhB4+VHoSRsSvTRsC73lO8TbrXnX37bQ626crY2qg7nzhef5A2s0hc9oEVddWM6+HVigspkUa9mdA/XgTmoNLydW0pzTiVq8UQhTu2XWWywS8YmNOuvOfe+lBhyLRLhM1JxgAln9zKzN9fvp/JfFM4lGmnkqhFQR8CIBKLVRVIefu1PQjdeb82qSvCA707s77CeuJlfemdycVJJJSpnD6BgMJoQecJ1/TmiLA4DoEt6LH8wiQtrXnn6x7mWEJbg8PdYMhLW9muJ63OQ7YDCe86oNRiZz9z5HjGsjUHRUTQAflAiKzLd1brJHiFQAHdfzKg6u6xCLa3odnj2aZvtZtynMKLb9sR0ivi4k1Slaxv+71sO887eWspbjJM952Vi75CRd4FVva3sIuL6GIUOvI4HOEZ2Bl2p/ZXPyx5yW5CEPlIqOVuZK3BNngMhqvgWAWECr035Vurn8HFWPPizprz5YpWyXkbBaMcQ5l4h1k4oy3Ny1K/wyBTiETODfPQRe960I90vHThXSiiJ7C/ErcE2dvQQO7pb2gD7w6mV4zCUxAoU7wanI/yJPKL4bYhM/2fJTR75qkR3bLIiJJBgvW7NQBTYwhHmBHPqq+XhmV2CIwdWhiZ5yzY8PLqr4Lr7RLX1lFPgT1f4vV73iSh0/KRvzFFOrSfDxDwdd051BtKrTMVzx7fFY9RtenShxuZU65FU2eA1Uq0ePbgPusNpgbKCjyhJGkX8/xBLba34M3j2z0OPPPqRfLp1tQsaje8KZ5O+lMb+kzuMrQGx9+mMXu+8iQskwSXJdJQCkILsv7Js/uF5A98STd3fm3LHm7e2bF3z1pYLZxTE3VMGy5BPFnytgP2/6N/KeGBzeT/s8pj2WwZXH4A73AAegbSfCkvkRigUW4/LGWym1bMAKoVsdGhGpXPzndCTTjMwiP8nn0vs/s2NQ7VNLR7ksHxw0bfRwwieW1/vQZkAGV+SQtN2V94ia+xBpb69ootE+iH87duAlaMEFDnq5QFifZFYwqto1VAqChR20SVX0EDHyH+2ZcISsz1dRG19dKZ8oRA+Z1tackKUwINWr9kYYSECmKAN49DNv7H7UacVXrHSDK2ima+31VCXe8Cxiu0R9N+LbUxxQXCTurXE2pHYEKl7+J9ysH+Q2PphcTMo6gGvzRcWgtSU4iASjWv99cw3vPvGZrwYVLd/yaumTmsdSoJqk2J2DOESGXERoXrL+vko3UuVKBmpux1x26J9txZ8Stygn/JrZAJ5QAnm/zHKyErbWFtqzpXz2Pus+q/8+PIcnqCElY+rg11y53ZUfGScxGjxR/BDuVvO2ALvUyCSUIVcIcPDv4w50avkyL9o/w9VdkE1susbKGtqR3Uo9AexiUggvhZ+mfxeksyQM2MT2TLtvrs4nuYBrfe29ltygXxwgbjia+aavKQAsSWqnrW8oXgOUMy8DJSDlTPaO8v1eAJTqypolSGkr3Y5T1haaXKefcFcMnEnfmS3ntBoOYWrwI/6xYkJVnDax9TovghMD/ev/zf6/1Reg9Fqe1RneqAqKBEzeotNPvW8fl6wVlKLgfyOUz3k4+PvFMLECV0LzMad7v3kRLGxchkOyazr12A8MMx/D9O04VyQMe+awbh09XIYCZ4iapp/YcRDdcqX04fJe9FsV4t9syXTZzEScTUQN6z+gMsb01wClgk5wXzdP9fV76AB/z8aPf8sfr45RHvy8cAXAmabOehFTB6VwzkwDCPUz6S3xC1Gc7fAQqJJJwEf7CauK2J/Xj9oGchPAlWuQEm0/O3a+jpCQsu7CovIolvAgmng9dW92ShymJApD+Yrano5JNZ+hOaZwClZilvk4VUd4YwS0PeRL+Q/cKEDmR/RbH0WX2OJn0gbZ4yNDPcc98H/K+acYk1eTABl8viQKxC5Yv+WIIkwtwFQCYLUoxCsb/HvoHdtjXtK7FUHXR+aqOAMvyMt7CRJHSCvn/fBymOrgnB2NjB9LR0rh8VYCbk6OazcLkiL6Nyefztguha0mhK9FP18655vnYbZfsgCHGoKkHb8cttM80cqsnjeNi58K5j5gGxezf+haW5xNSCYm1hfXhYc2uD441mhR20QmcSlmM1oKeM6n2J1H/vXhpIxaNSKsX1OAb4+0SxKHnhvwDA/8hEZjvGzw9N5OvU2EAvKfkiBh1WX2YySjKjG500f19/ozLcB4tb0V9QiaWMEVKVjhKTVzlW4LFM8ryM7/aaHJTCEIjh0B2s6CqEB91isHQG3P3g/5baeoXCxNSVK76qLwmEVK+HfVPAVRvF8itBVk2WWtMfLLaV3M1tkhTxHF0ZhII9fmMmYBqEIW1Ki9LQU1Yfa+FcM1/BTQaBsW3sPnkI+6rz0nC1zG9yJN5l7JzY1pEc+Tdsgo1c/RNra8opGCM1YO8ino5451DO7YLG9HeFybzrV5iw3+Z9r7Xie3Xn5cbPNF37YL7FM3jn2Bni9uecbe1tl8ZVYokXx95ZI1qK/Xe52q7Szd2dNnOBVMa+okNk2qBApfAggHsQvfLQSJqEZerJThLznW6LhYSGr/+F/WvzAt2qaYRx5UIR2Ukah0v1o0HWenXPKshFGf9Onr+e86MSzvUhfM8kXjvRLbTEju89RK2NFLr3cekct13gxvvxpaUe21t9Gj3wdOo9UEOPZQgBxuwFmZD2Ed/EbV4GvxNoVyeNZsexGpfO/wN18qeHE7mpUWKJZPR1m0TZe61hOcLrdWHJceE82GVGXYWP0udv7YSCVj/UTkEloGh2BTIox/LHiOfzXKUYe2wUSKKkZL+N4HuB83SrRFmt79TOz52aVk4Uv5NcldEQVxjTjdLJQ3sqLqUZES8zzlgtPaa9IrUFJXwdYq7VjIImlh+9DmZxpwrr4OWHyiZYR/VOA0wa7h9b9SiYJViNTVMoC/SkmDIqTKl2jMV2qwCPihLXyyXWFC/kqaFmLD+ol82AfuyDxWoprRl0orIrCjsXCXHuPGhZindaSI3b2/f2CFKPI389vlWSqLsNUn1k+Yomz2m4GEVz/ArPg0JnqDTzuK96bLzjpcaWhpWjq4qEp54FGyGjF1Zqn9kVa3013YWZNhUjXYA6TJ2UZ7xQkAGcC8YVDgts2Xza797PxAwOoEkm8fNuE/+Je/Igbfbp7nShswrKGDyN2ZH6p6eY5NGo6X/c70/D+O2rqaW4zihMchMI/O/63ggQxA8xPd+ubW1ddQA113n+bWs1I3A29HTu5fnnAwHivqt8bQJYcHv319GxGWrr1GQygImWgoMXFtpmg2auZGYlmmUtsrsC6Eppvfm/Ue2s2LMMwa34HMJAsehDXN/C/CUK8pKnu1uZhrO7mFUPXKS3DaoelvIB4ajt4wANh+Yj0xJvd9HrpPUkK+YXUfJ3nzeqlvLqilH71i7+proYS96sUxNCehZr9rHOWjzJlG7crxguyeN98EHjVbwETm5V4BBfzPu/Fq/We2JaTCbkiIQEVgnns19mnD7f6Qg/2JdXUjwzoubmackqBU07kQmbsOSK+KFotXy58g9ZNjS0RPS+e4X2kpeD5yT43QVY33xdbJaVtaaiJ3t0NJDnZmJjmAH7obT5O3/yW2/cAUjqhshXT8xnnNOtuoMtW20NXxiauw70ew2jJUlIfhX4wQdxkT5kB4u0jD1ajhSi1EBGE+CnBky2Iqbesx8ZeTmELQZd/gT6h48B6onGVQ8jk6lk9/GfGi4/Z7pipMN2/mF9bjerAQD90/LPUxZj1vkzhB62pukgpE+ii084EpH4EJcbucWUB8DGB4ZR8b73kitSbCwPeR2m8nUYcmalcLybnXBqe6w7MnSJ6qWN11nC+Cb12I6+YbHQHSTAktX9W/s9OYz3Lyz0bMMig41hI3qRXz5mXEKumqgArcK3esjMtiRk05ITFG5kbtAG9E/fRH4SxLSNsC8efIXKdsM+utxJvdbmchBnw2w4Yto9szCZmQ+N6UhjavC+lUjIZN8OSrjDndAZS70rR6rkyi9ibeC8zyxUjwDyniW9QQx1NJjqa6qTg1TiUKooE8+6BAlUE0btqEnMysR6Of+r9Wx9dm1hFF4lCdAnLlEe0ZbqphrY8kVKNdX4rO9qtnM2E5U0zuuAj53nSm3tOiL4/GOIe4d5R9IXs7H0q0SvOnxaVf4FwHrzudjWav4/UWfAf74mEUqU9B4DRMQ/Y9g87Sc/vfXPYDkbnRNw+ijk8sJH0VO0GgAwq/eUBNthals0rT88rS97uwB8GhIxz2PQ7QUw/s7FzD2Nlpj2wNHT5dpflROsY4DRwMFw7kljw99xITyveSMtu0FeIl956Qpl9nGAr+Oz0ZtCtjPBHYmn5KDu23GCUeA3l0HdN1CUimIBnbLuHjpMLecWTMejby+Lr32ex8Ba/9j0H72+Qjw8ct3z+JBjUul9FqcUXLq8OIyGgJ9B2PGxpirglj1PXEcvqCqJ9MRjSqso/8D8QSvq5+rh/fIrEtP19qSxoRHbexSuVCHtp6UB0smGkbN1cuEPBnomQJe5fOGVdqIytV3dM8ioRvoubJBaekCb8kPbnF8DTIj8ynZZ587o5naN4Kn/VmaJlkIlL+1Zp60iA9DcZ17JkhNkgGUpf/PNNDolYVZVS9T6ufPpYdTUpNBK6M88i/luVX3W6xoYGwmYXjvu499Hyb0x0HNMPJ6dY0VbXs3LwswsvDoo2B0hbGnJbXe5gHuPaID2WbKQme8BWZlNdd9uXSNBqlYKZtjzz67pdvCvPKsjduZ0KEVNHbwgUZWria/x8Y5zhd1e3KaSrFi1H1LYmjwBZ/ykd7rc0p/SiUE4f2Eo5P160hjPPQMPpdwlnJZsBOJR64THygrvaypzo0R41XUmlnKg0Aizi6qQ/vWMTFpfylijLTsdmZIOUKwFhK1xnCLBU/98Fn8V7M93t8TEoch4otNo/keVkGx5aO2iEdZ8+XvrHXe11r3uy3dN6i/5EzNqkTk7Tl7MBk+mRlmnmDjDCPuhqC7Kamd8BUCwB5V1c4lhm7aiGdFVC+MsWBp7Qsmv/0Zqv5qA3S9tjFoaXzM4WcXSHtT8YDFrbmUSH3RSJ2bbLS6nkLMuZ7+Er1MSga6XbR9/FyhwqeIc/2h7Dk983x1iFm0bUyF+9ChP6QQE9E6wbst254YmuU+XLbdMtfXEACqv0jkx5Z+lQbc8+q77L2oLmLs2zXJ+hfjq2C3LAU7Z1N1Sj1mWZXkJMVS/0wLrAcwj/pM3fPQs+UAFNJf4uLrq3W4fhf/8YorJkPg6XFD5NpwRJRogjFaJB6HdFcfizvGMF8xZkA/U9I0cK2A0LeHpNfp8ojm1WTsy4DNDkIVT774VyMJpGuhbUmrnvYVcSMlxrzy+7F/aGkKgM/c5ywaDUoVj7DWW2RMDdGHcpG3jAx38TGeLSz8icqcz52/gYabkZKM/iHGcraKirKVUWgqCDvh+w/kbajQJqjCl7vcOfHPvThQYCftODfMk4AgGniBiePqRZjfA266+O1E43/tPi6I8Yw/U7bJlrChsBBCdxqW9o4NVYuhva70L0GnlV4gmykr3D95EUhTkMBcr8q7RuL3VBpjC51iU842pxMpoXqXuqDHRCFNDAWQ5gTTuMLrrapO6PI75AEXGZltR0zQg7sx+Edwn9ymY4uWrnAQQwzqxX2qPBfSkQT+0baj8lZhmIqE/cs2aae7hx5ZZZsIf+nEu62TdR/2jGRPZGMHFoGmMaXb8VspQUhfqNH2OD+eyoHM3sfU7n7gCEiZcW7Eni9CH86/6d2XGX+sgYxDYtJfp0qPUkrDCE8CqTtVUm4pRnTGDBLjLXuuuVv0D7OG1oGS5IQ0XfVL5R3XHyWFQd3urFSc1s1VMHZQFhXgCwTtZTuFH33gN/SlbkwLEKTOqjFYvBLDaeWKF4sKV5wPD2SKnY5+3PqevktAER8Vh5p9pVA4FW7sAOT3zzfEAaD7WcYD7iF0FOBdWwWgtpkFxZ0a6Ub21aWXs6OWJR9ZgsQDNh9bnsk6L2HWDw7TW1Xx0KwaMiRUnB2MkIfyGLcTF81CcKH43SmrLmP9agoAQKewyYh7tpdEZ35i8/4BoePIpeh+/kSSow4T7M1uMzjAvsqNzyQKxiEaYNBIXXDt7rCc9gpfvHHd4jFM823NUDBz45HRJDyZx0vx8NCsVBw47klsdsZhXlCddyDqDP+Gza8mksPLayd5tdehTdUNp2vwiyTQHpvTXukPSuTvqd/Gir+/eVcqa57IkmTvAnPW1wDF0nrk2gWxGEJ1Jj/VKoKbAeEMsp02Z8pgpb4OH7hwq6PgnbBv+SkzgNrVtRlKxFB0d+YIl/sLZtjCEwJGqoy8ofKhWnxa3KpWD0CC8m47gygMupB+snDLlXQcNeSnpAHZ2+lyqC1ABeKUS9lqTDOifjH2/iHPbBEcXxijguJ4BYprz6DXLHmIi7KCoLxRB4R/7+P5T5aLSfYQ33F63MTS+U/YJQj0GirqQEouPTgf6TqGtf9CjAxsWUnZlJYEj1TBrTVdcCJsy4HDgJ+FtHUx4WNjJs26rdzEeCVLwgot4FdZBWLATYxvSRaLCM/sPfkHjtHjF2Mj5jq4WYcLMjOkTRHLBRBC61yf1NR7FBRqN8fnV1L2jam5G4KsvrM4kqNKvryfryyctWfQ6SHcl1XK9YfLoKe7ED8HnH00IwYDGQSKQVQ4HFFyZU0mNsJEkFXf8xrbkdDnDEv3zCsaRFf+8yw1bXCFiDuGSB/ietXHAx70bX/EFdvyNafu2tplmsRcldsZwhnVn6B6z38PudsLpk6hiim3AqPsJtLyhYzWsHxBoxhZJgQhZVSCdT3CQR2JfPUbRcVxhE6jxNrrEFGZkhWjJfkEHcwlItLb6LnWAGYRORYbSZEWOw9YQPk0n67mrvK7BaZd82JWbZq467mEJ1gM/+wt10WvIVUINA1h+SDee9qOXjhFsNIq8mO1sKNRq3yTBY6iV1pVSyvLa/gPQrLKOSWbgSlGcLkJTJuhlhim3Kb4PSAvU8GGyBR2S5MGn7C0LTyv6rCw1NYbbiUxXiSi7LaTQn/vZoBJIgG2mPu56k32yM/ejBiv89Pbp2CaDvxnKi/d4bvW8AlU+2O9885fYjrqV3zjqF60DTcPRBN6nWFo4xdjj/3//GL59/f5V/04zYe1ko4pUcRDh8O5SMZiULFX8p7nhdBmHgCsZ5RcKsKL/IyKSZJWPbukU2VxBqSVNzWz32ma7dgpc/qDkxiFlxzJZEHLiDhHujQW36vnTcRPIQcluGiLH+JfDn9F0/1h+kdJRD8b905bIcX8NCbpj/Kcra4qQ44OOIGrSI0l+qbPOPrsgSuDlra8fEz5btDSBJPMx9AtK7h/AYiFEOkjI/BWfrswUiFGvx8/6K5Q6dfbhLKvnCiI38p9n97TsMmfBQGpbMz1I7gfgN6EWvvA+7LSrq3vjbdYnNG1CXQ8OUU2JDdt7+GEX1a5Rn4EtRRUNdOO/5qhixOEU+XzDUMfobkNjkirNjbW+vlI+c+Q8hnAARdDflrDvXBBikPdUjaP5N9QUuHGnFbV0M597Jx6xNk7kIao0Z2Lcssk+KWqDEZSjzlSw+U3JlFV7EeYo8TjAXzwecNU8O6MXmWDMDRC8kBPiKBYS38zUu/4DSSqCecnXb9K/wQ9crzFokvTV2B1XRWnyxzwxl90gE1mbJDROZ7I0a1oSgJrnrP8nPA5ffnmdqbMUWYY4RH0GjX1GTef9+EX4SWfIf+gQahufrE1e/wMmDB2fss0/DeMtjwXn5fS3lv1n6VsUgy+IZg4Zqt+UOARChYkztdcmeocfCrPZvbqITMERF3V+Hn3BRwxvKheTJZhJsXmUsuzBP1+dYDxJ3+rSzPH6FBhjEeZJmsei4Nt2FMxK7FpFLgbx5+09Y3KehczXY4Q5VneS4lnKlL2R4NTVXF+wtaaLxoxAmnu6S7uce98y4f6wfgyQZYdUnITyTPZlwjzSOQ/7M0Bc5hegOdzKYN0zu3cYA6cuD9CdK/l/Goi5vtEvKhVD8kJin/QYbbVVfXaDJi1FkB8Id7VthauU444Y8pYKZ8YLClG/5fV6SqHYMU3eIIf5XZw45JTwU6WKgM8kGTvBT2llZD2NqyYPgBnMbpoXLnu2mzB0DvstViG5gVinHKVRh+KKQTfxfGd+STNBUOb2fuIomEMxCHLt29cK1ku/le0eryEu0QqHx2LAUbPj3WWPzDjzJLBxDQb6ith65LJ2C0besWyNtBwGCzM/UfCIcEbZ9AJZtAo7cNAud47xZwX94wsbvJSodtmKjNxZguTfPAOgnbLl//RQcqsFLXxCIcQERmvKoxML/6Lmvg1ZS7CMsa97csfVyo+a6FLuxK7bPEtEjj3/jrXKkJrQIdqae6MvbCl3iBM9RKsABVORE9WHkzKVfTWr6Cf5ifjo8mee4Q+fDHUiPrKOC+Dp0z5a6N3a4BEGB0yFQZxH+9AY7fU98fRtNrthwk+gjEQ1PndOTStScmsDFXkBwiaTBwXgMwFL+N5MmHZC2AgmjiVkqxFUQJCrYietX29qx9jFieSBXexTAO+O3/x0+cKEg3pkm5GCsL3RFeOxLMzeCHi5vpscv+uKFFDYgT8YCMVB1j1PXqE7g46pRIEr8mTqG/I+ES3gZsFaoMmyWju+txbav6sl3ED65/HNpRfOypF6HheMbDmQ8xAIFTltSIaZW07cmVGRVuVEuLp0AXBcJ16q2irMuVbC0cI1PMjmUX1EU+INLfNkez5fkBAi3jSG3pe5Y56bfbx7/F2UqLejBjq1syvC0Ra43xmzId9qUDSC1XwWGWZIa4V07A/rXGgzMG/NiCqdyaPJNUoEKJ51eNaTLYOOldfVryV6lYmm0cle6QKDXM0Mu5YgmaH7BSiUfkN1//1DOFA4QHk/5Zk2Y5V8dA1Mx38ax0HCp0VixALzFpEW9pw0i2xHzn3KWM5H6ujRI2CKV5WtAwjB+i8qwUUFKzFb0DWyvA+QbItHRS7dg+kTr4Aazy2vdUi5ROrJMvQMmndL4kG3aTYzXHXszvkOt8lQNG6+Bl6ugNF1X/ACbnCJdkkh5eNDX5hFCq7NJxb/2/naH9J3c+dENFP4z7NKMH5Lp3vQ3C92xjlM8ibW6ii6v2CBalPSxvOoHpQCSzNKYU/br9M3uYlmmCaD2HSij0+l6j8KHZY1ZXzkwzDGM76fRJCIJhT0onTGt4LYtQVHWyo1wTJkD6MYgEZOlWqdMsF9YNdKiLy3oS+VX7ZT38J7seE234enxwE5d7sWutIXHsYmu1t866w0mTkU802m4XZ5tO2KQJMbfsp/Rl6LlLpP5Q8jblVkfzegPAi6lKl+XySQOF2xxrK4qabItt8gKivUkn3U78vmKQSCDwb6/cX3CChI9IERTelwdB+EEQl9K2JPyW1ABXT68AN1bDb/geVEmILAS26A22ozap5CAjgmOUD+iYPIsxs7Qj3ajwaONeFvPwcGSYsuejOqczkiOE1HTx6PyDRKNAQ/sI3qVUK4lsfyGMqkByWCC2bc1m5Vxe1O5dY1P+gFOpsz4BdqEYPXdzqC+nOEUrA5+IYbUQSNz0W1Z548JyeI/mEJOQ1Sz/je+fmvGYnh0mAKVj3+tLNtcIJBXZMZBYnanmAwVvU/+ISek4deLDDJ/JCLNKDiTRNypo1e0xAVLIEHuXniWBWa7iR7/9e32xjZQYVYon/cojP6qLiFxXya3nAvPwbd0HvJlxWENn7mzxrU0v0L4PkDLi11GIhxCYV70jX7WH6l7Ew4sXQUUM5FsToEzg17mUvx6e2OdbShic6gnGAkZI+B+wGCbqPFWmexMSrRvNRHHX2jI3pxvzEDpcyrGPduMul+xFzEXmf7QDTE4LaA+xDDavjbLCaS8q9vlasKIoagtMSjH5EYbmGOXMlVz7Unti22vOTKsrCj+fsvL2HudR9G8KFn8b3sNU2n1DcX0L59IwgZ0LTK7WTEWnRrBVkLltVEltV//R+yY8De0SYnEAAAD0yk25dx+RP0aFcfEw6FPeEUlJL7PX0/yTpnXzC6P9eAJ2Kn74/nnKrT58xC2J7AWhSBYTH0i16/MVqDoNJxuBo51A21evZ6uAlmx8D1sB3si75yxWAB/IGvPcUbowLQ2QATHiVVpGOKCz0whVe0MGyNXMtV3alEm+RpBmoPLhrEcEM+4cpKzCU3+WM5JeIiY3gYDHupPD3D2u0FoWAGzXNNn49NM4l/eTVGY/ZWwl8phJ2N9I8iHpiYy7jAgmkkEDptaB56qJJtvH5FrYu9sfWYNbgnpJqSQfChx1p7gJs6Sj0U0ce8tp/JTI/7vjWZdx4gWC6PgAnbg96aEDFOZBXRYVrWKjbMoytv9Kkw+PLE5N9ZHgDW8XdMFnf/B/g1DOZ/f/Dv6lSkQ3lGq/BlQHxqJoGmD0tpT/3t2sX1TPZtv4APrHxSfF7BAgIh+T1A95LCkBAh8d7vif0qMFZw1XsboKPN0ycoQf/wegEk8xCPTtwZYAAAAAA=" alt="Renzo-ArtHome" width="200" height="132"></div>
<div class="testa-testo">
<div class="eyebrow">Renzo-ArtHome · Radioprotezione pratica</div>
<h1>Calcolatore Radon</h1>
<p class="tesi">Dalla concentrazione misurata in casa alla dose annua e al rischio, con i coefficienti ufficiali (ICRP&nbsp;137, Darby&nbsp;2005, D.Lgs.&nbsp;101/2020). E la mappa dell&#8217;Italia del radon: indagine nazionale e aree prioritarie. <strong>Nessuna mappa sostituisce la misura nella tua casa.</strong></p>
</p></div>
</header>
<div class="grid">
<section class="card" aria-labelledby="t-inp">
<h2 id="t-inp">La tua situazione</h2>
<p class="hint">Se non hai una misura, tocca la tua regione sulla mappa: si carica la media regionale come punto di partenza (solo orientativo).</p>
<p> <label class="fld" for="conc">Concentrazione media annua di radon</label> </p>
<div class="riga"> <input type="number" id="conc" min="5" max="20000" step="5" value="70" aria-describedby="conc-h"> <span class="unita">Bq/m³</span> </div>
<p> <input type="range" id="conc-r" min="10" max="1500" step="10" value="70" aria-label="Concentrazione, cursore"> </p>
<p class="hint" id="conc-h">Media italiana: 70 · obiettivo OMS: 100 · nuove case: 200 · riferimento di legge: 300</p>
<p> <label class="fld" for="ore">Ore al giorno trascorse in casa</label> </p>
<div class="riga"> <input type="range" id="ore" min="4" max="24" step="1" value="19" style="flex:1"> <span class="unita"><span id="ore-v" class="tv" style="font-family:'IBM Plex Mono',Consolas,monospace">19</span> h ≈ <span id="ore-y">6.935</span> h/anno</span> </div>
<p class="hint">La convenzione di radioprotezione per le abitazioni è 7.000 ore l&#8217;anno.</p>
<fieldset style="border:0;padding:0;margin:16px 0 0">
<legend class="fld" style="padding:0">Rapporto col fumo</legend>
<div class="scelte" role="radiogroup"> <label><input type="radio" name="fumo" value="mai" checked>Mai fumato</label> <label><input type="radio" name="fumo" value="ex">Ex fumatore</label> <label><input type="radio" name="fumo" value="si">Fumatore</label> </div>
</fieldset>
</section>
<section class="card" aria-labelledby="t-out" aria-live="polite">
<h2 id="t-out">Che cosa significa</h2>
<div class="verdetto v-ok" id="verdetto">
<div class="tit" id="verdetto-tit">—</div>
<p id="verdetto-txt">—</p>
</p></div>
<div class="statgrid">
<div class="stat">
<div class="lbl">Dose efficace annua</div>
<div class="num"><span id="dose">—</span> <span style="font-size:15px">mSv</span></div>
<div class="sub">ICRP 137 · 6,7 nSv per Bq·h/m³ (F=0,4)</div></div>
<div class="stat">
<div class="lbl">Rischio relativo</div>
<div class="num" id="rr">—</div>
<div class="sub">+16% ogni 100 Bq/m³ (Darby et al., BMJ 2005)</div></div></div>
<div class="barre" aria-label="Confronto della dose con i riferimenti">
<div class="barra"><span>La tua dose da radon</span></p>
<div class="tr">
<div class="fl tua" id="b-tua"></div>
</div>
<p><span class="n" id="n-tua">—</span></div>
<div class="barra"><span>Fondo naturale medio mondiale</span></p>
<div class="tr">
<div class="fl" style="width:12%"></div>
</div>
<p><span class="n">2,4</span></div>
<div class="barra"><span>Limite popolazione (pratiche)</span></p>
<div class="tr">
<div class="fl" style="width:5%"></div>
</div>
<p><span class="n">1,0</span></div>
<div class="barra"><span>Limite lavoratori esposti</span></p>
<div class="tr">
<div class="fl" style="width:100%"></div>
</div>
<p><span class="n">20,0</span></div></div>
<div class="stat" style="margin-top:14px">
<div class="lbl">Rischio cumulativo di tumore polmonare entro i 75 anni</div>
<div class="num" style="font-size:24px" id="abs">—</div>
<div class="sub" id="abs-sub">Stima da Darby et al. 2005 (13 studi europei), a questa concentrazione mantenuta per tutta la vita.</div></div>
</section></div>
<section class="mappa-sec" aria-labelledby="t-map">
<div class="mappa-head">
<div>
<h2 id="t-map">L&#8217;Italia del radon</h2>
<p class="hint" style="max-width:60ch">Due letture dello stesso Paese: le medie dell&#8217;indagine nazionale ISS-ENEA e lo stato delle aree prioritarie previste dal D.Lgs. 101/2020.</p>
</p></div>
<div class="scelte" role="radiogroup" aria-label="Vista della mappa"> <label><input type="radio" name="vista" value="medie" checked>Indagine 1989–97</label> <label><input type="radio" name="vista" value="prior">Aree prioritarie · ago 2026</label> </div></div>
<div class="mappa-grid">
<div class="card" style="padding:14px"> <svg class="italia" id="svg-italia" viewBox="0 0 640 831" role="group" aria-label="Mappa delle regioni italiane, colorata secondo la vista scelta"></svg> </p>
<div class="legenda" id="legenda"></div>
<div class="avviso"><strong>Avvertenza che vale più della mappa:</strong> la variabilità tra edifici, anche vicini, è enorme. La media regionale non dice quanto radon c&#8217;è nella tua abitazione: lo dice solo un dosimetro esposto per 12 mesi.</div></div>
<div>
<div class="card">
<h3>Le mappe ufficiali da consultare</h3>
<ul class="link-list">
<li><a href="https://www.isinucleare.it/it/radioprotezione/radon" target="_blank" rel="noopener">SINRAD — mappa interattiva ISIN</a><span class="d">Concentrazioni medie comunali misurate in trent&#8217;anni di campagne (abitazioni e scuole).</span></li>
<li><a href="https://www.mase.gov.it/portale/mappa-del-radon-in-italia" target="_blank" rel="noopener">MASE — Mappe del radon in Italia</a><span class="d">Carta predittiva e radioattività naturale potenziale delle rocce (dati ISPRA, agg. 11/2025).</span></li>
<li><a href="https://www.isinucleare.it/sites/default/files/contenuto_redazione_isin/pnar_2023_2032.pdf" target="_blank" rel="noopener">PNAR 2023–2032 (testo integrale)</a><span class="d">Il Piano Nazionale d&#8217;Azione per il Radon, DPCM 11 gennaio 2024.</span></li>
<li><a href="https://www.arpalombardia.it/temi-ambientali/radioattivita/il-radon/aree-prioritarie-in-italia/" target="_blank" rel="noopener">Aree prioritarie in Italia — quadro ARPA</a><span class="d">Elenco nazionale aggiornato delle Regioni con aree prioritarie pubblicate in Gazzetta.</span></li>
<li><a href="https://www.iss.it/radon" target="_blank" rel="noopener">ISS — portale radon</a><span class="d">Il punto di riferimento sanitario nazionale; per le misure: ARPA/APPA della tua regione.</span></li>
</ul></div>
<details>
<summary>Tabella completa (accessibile) — dati regionali</summary>
<div class="inner tabella-scroll" id="tabella-dati"></div>
</details></div></div>
</section>
<section class="card metodo" aria-labelledby="t-met">
<h2 id="t-met">Metodo, ipotesi, limiti</h2>
<p><strong>Dose.</strong> <code>E [mSv/anno] = C [Bq/m³] × ore/anno × 6,7·10⁻⁶</code> — coefficiente ICRP Pubblicazione 137 (2017) con fattore di equilibrio 0,4. Con il coefficiente UNSCEAR (1,6 mSv per mJ·h/m³) la stima si riduce a poco più della metà: le due scuole convivono nella letteratura.</p>
<p><strong>Rischio relativo.</strong> <code>RR = 1 + 0,16 × C/100</code> — aumento del 16% del rischio di tumore polmonare ogni 100 Bq/m³ di concentrazione media di lungo periodo (Darby et al., <em>BMJ</em> 330:223, 2005; confermato da OMS 2009). Relazione lineare, senza soglia.</p>
<p><strong>Rischio assoluto.</strong> Rischio cumulativo di morte per tumore polmonare entro i 75 anni, a radon nullo: 0,41% per chi non ha mai fumato, 10,1% per il fumatore (Darby 2005); il valore mostrato è la base moltiplicata per RR. Per l&#8217;ex fumatore il rischio è intermedio e dipende da quanto e per quanto si è fumato e da quando si è smesso: qui si mostra l&#8217;intervallo tra i due profili.</p>
<p><strong>Limiti.</strong> Strumento informativo: non sostituisce la misura (UNI ISO 11665-4, servizi di dosimetria riconosciuti ex D.Lgs. 101/2020) né le valutazioni di legge per i luoghi di lavoro. I dati regionali derivano dall&#8217;indagine nazionale 1989–97 (APAT, Annuario 2003): le campagne regionali successive, più fitte e mirate ai piani terra, hanno spesso misurato valori più alti. Lo stato delle aree prioritarie è aggiornato al 31 luglio 2026 (quadro ARPA Lombardia): undici fra Regioni e Province autonome, 483 comuni.</p>
</section>
<footer> <a href="https://www.renzo-arthome.com/">renzo-arthome.com</a> · agosto 2026 · Fonti: D.Lgs. 101/2020 e D.Lgs. 203/2022 · DPCM 11/01/2024 (PNAR) · OMS, <em>Radon and health</em> 2023 e <em>Handbook on Indoor Radon</em> 2009 · ICRP 137 · Darby et al., BMJ 2005 · APAT, Annuario dei dati ambientali 2003 · ISIN/SINRAD · MASE-ISPRA. </footer>
</p></div>
<div class="tooltip" id="tip" role="status"></div>
<p><script src="data:text/javascript;charset=utf-8;base64,
const GEO = {"w": 640.0, "h": 830.6, "regioni": {"Piemonte": {"d": "M27.4 129.7L26.0 126.4L30.1 120.9L25.5 117.1L27.3 112.9L27.8 115.6L32.1 116.1L34.6 112.9L40.4 112.8L46.4 108.0L50.6 107.4L52.9 109.5L59.5 110.4L64.6 107.0L68.6 107.4L70.6 103.7L68.8 100.8L70.5 97.9L66.6 93.2L67.3 80.1L73.3 78.4L75.7 74.8L75.7 71.2L82.0 68.1L82.8 65.1L78.2 59.5L81.3 56.6L84.8 56.4L90.8 50.9L90.4 47.7L97.9 45.0L99.1 52.0L96.9 56.8L97.8 60.3L102.6 62.6L106.8 69.5L112.4 71.2L113.1 76.1L104.7 85.2L105.9 90.1L103.8 94.3L105.9 97.5L109.1 98.7L108.4 101.3L110.6 101.3L110.9 104.2L109.4 104.1L111.7 106.8L112.3 112.5L116.3 115.0L119.3 121.6L112.6 122.7L114.8 124.6L111.1 128.8L107.5 124.6L103.7 123.9L100.7 128.9L103.8 132.5L102.4 132.6L103.4 135.2L102.1 135.6L105.2 135.3L103.1 137.4L106.8 140.7L109.4 148.5L112.1 147.0L115.4 149.3L121.7 145.5L123.2 150.6L125.6 150.7L127.8 156.4L130.7 157.7L131.6 162.9L136.4 163.1L137.0 166.1L139.2 167.5L138.7 178.6L135.0 180.3L131.7 176.7L130.2 177.4L128.5 173.7L124.0 173.0L121.4 175.7L123.3 181.2L118.4 181.2L116.3 186.4L112.3 179.8L107.5 179.4L104.9 184.9L96.3 184.7L93.2 188.1L87.5 183.5L84.6 187.7L85.0 192.5L81.9 193.9L79.4 199.9L77.2 199.9L78.8 201.7L77.3 203.3L78.9 208.9L77.6 211.0L72.8 211.5L74.3 214.1L67.7 213.9L61.2 211.3L59.1 212.5L59.5 215.4L61.0 215.4L59.0 217.1L56.0 212.1L56.3 208.7L42.9 213.3L39.2 213.0L38.4 210.9L35.1 211.3L30.2 207.0L20.5 204.5L19.9 201.3L14.0 195.5L14.3 191.3L17.3 190.6L13.4 186.9L12.3 183.3L18.4 177.0L18.1 172.9L24.1 172.0L20.2 164.8L21.4 162.4L16.4 159.6L13.2 160.5L6.7 156.5L6.4 148.9L2.4 148.1L0.0 142.4L7.7 138.3L11.9 140.7L14.4 139.9L14.4 137.7L17.3 137.6L20.3 134.0L24.2 134.5Z", "cx": 80.2, "cy": 143.3}, "Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste": {"d": "M59.6 83.6L60.5 82.5L66.6 84.2L66.6 93.2L70.1 96.6L68.8 100.8L70.6 103.7L68.5 107.4L65.8 106.7L59.5 110.4L52.9 109.5L50.6 107.4L46.4 108.0L40.4 112.8L34.6 112.9L32.1 116.1L27.8 115.6L27.5 112.8L25.7 116.3L22.7 116.0L23.0 114.4L20.1 113.6L19.6 111.8L19.9 103.9L15.6 103.1L9.9 97.6L10.3 90.1L19.6 87.6L21.9 83.8L25.6 88.3L28.5 86.8L30.3 88.3L35.9 83.8L40.9 85.5L50.8 79.0L55.8 79.9Z", "cx": 41.0, "cy": 98.2}, "Liguria": {"d": "M49.8 229.0L50.6 225.4L55.0 223.3L55.8 219.3L60.9 215.4L58.7 214.0L59.3 212.3L61.2 211.3L67.7 213.9L74.2 214.1L73.1 211.2L77.7 210.9L79.0 207.3L77.3 203.3L78.8 201.7L77.2 199.9L79.4 199.9L81.9 193.9L85.0 192.5L84.4 188.1L86.0 184.5L87.5 183.5L93.2 188.1L96.3 184.7L104.9 184.9L107.5 179.4L112.7 179.9L116.3 186.4L118.4 181.2L123.3 181.2L121.4 175.7L124.0 173.0L128.5 173.7L130.2 177.4L131.7 176.7L135.1 180.3L140.9 177.0L141.0 178.5L143.9 177.9L146.4 179.9L149.5 178.4L154.1 181.4L154.4 186.8L152.9 186.9L151.3 191.4L153.5 192.1L157.8 190.0L162.9 191.9L164.0 195.3L173.6 202.1L174.3 208.5L176.6 206.4L178.0 207.3L175.8 209.5L180.1 209.4L180.8 214.5L182.7 212.9L185.3 214.7L180.3 218.9L172.7 213.5L171.4 214.2L173.5 217.1L172.5 217.9L140.4 196.5L139.4 200.0L135.9 198.7L136.0 196.4L133.0 194.8L113.9 190.8L98.2 200.8L96.7 207.5L88.4 211.4L86.0 218.3L82.7 221.9L83.2 224.6L77.7 229.2L56.3 237.4L48.6 236.9L46.7 231.3Z", "cx": 116.9, "cy": 201.6}, "Lombardia": {"d": "M105.1 96.0L103.6 93.3L105.9 90.1L104.7 85.2L113.0 76.9L111.9 72.1L113.9 69.4L119.7 72.8L116.2 79.0L122.0 81.1L124.6 87.5L123.0 90.3L125.0 89.4L129.5 90.9L132.5 85.3L127.1 80.3L129.2 78.6L128.2 75.6L131.9 73.5L131.6 69.6L137.6 65.9L141.0 61.4L143.9 54.8L141.0 46.9L142.9 42.6L147.2 41.7L149.8 44.8L152.5 41.8L152.5 51.2L157.3 56.5L165.6 57.3L167.4 53.1L169.5 54.2L179.0 51.0L181.3 53.0L181.3 57.8L184.5 59.3L184.1 61.8L188.2 62.1L191.0 59.7L187.2 54.4L190.4 49.0L183.7 46.4L183.9 39.7L187.0 34.4L194.5 32.7L194.7 36.8L197.4 38.8L204.1 38.7L207.1 42.7L211.4 43.2L215.0 46.1L214.1 51.0L209.5 52.7L212.6 56.5L213.0 60.6L210.7 64.7L211.9 66.2L211.0 69.9L205.9 79.0L208.9 83.6L207.9 86.4L208.6 90.4L210.8 91.2L210.2 93.4L216.0 92.4L219.0 89.6L226.7 90.2L215.3 106.7L216.4 117.7L215.1 118.0L216.2 119.9L220.2 120.7L218.5 125.3L221.2 129.2L223.6 127.2L227.1 131.4L231.9 133.1L235.2 136.4L235.0 138.9L238.0 139.0L236.9 141.0L239.3 142.7L243.2 140.8L246.3 141.8L244.8 145.5L249.6 145.8L250.1 148.5L258.3 153.4L251.9 152.6L250.0 154.2L243.5 154.6L239.2 152.5L229.4 156.1L221.6 153.4L220.7 150.4L218.9 152.5L218.5 150.8L215.3 155.2L209.5 156.0L205.0 153.9L203.3 150.9L200.8 152.3L192.9 147.4L190.0 146.6L187.2 148.2L184.2 146.8L180.7 140.2L177.1 142.7L177.4 140.1L175.1 140.7L176.0 144.0L172.8 142.9L172.0 146.0L168.5 141.7L166.2 145.6L161.9 143.8L161.6 140.3L159.3 142.7L157.2 140.3L156.4 144.1L154.6 142.3L149.8 143.9L145.0 153.8L143.0 154.7L142.6 157.3L146.1 159.3L147.2 162.5L143.0 166.5L145.6 168.8L145.2 172.0L141.7 172.7L140.4 170.1L140.7 172.2L138.5 172.3L139.2 167.5L137.0 166.1L136.4 163.1L131.6 162.9L130.7 157.7L127.8 156.4L125.6 150.7L123.2 150.6L121.7 145.5L115.4 149.3L112.1 147.0L109.4 148.5L106.8 140.7L103.1 137.4L105.2 135.3L102.1 135.6L103.4 135.2L102.4 132.6L103.8 132.5L100.7 128.9L103.7 123.9L107.5 124.6L111.1 128.8L114.8 124.6L112.6 122.7L119.3 121.6L116.3 115.0L112.3 112.5L111.7 106.8L109.4 104.1L110.9 104.2L110.6 101.3L108.4 101.3L109.0 98.5Z", "cx": 167.0, "cy": 113.3}, "Veneto": {"d": "M215.7 111.4L215.5 106.1L226.7 90.2L229.3 91.7L226.9 98.3L231.3 99.7L232.0 101.6L236.0 98.5L242.1 100.3L244.9 96.9L244.7 93.4L246.2 93.7L245.5 91.5L249.2 83.9L251.7 84.0L251.5 82.8L254.1 84.7L255.4 79.4L259.4 79.5L262.8 77.3L266.4 77.7L266.9 80.4L271.7 80.6L271.2 75.6L273.3 74.8L272.2 71.5L283.3 69.5L287.1 63.9L284.3 62.1L285.3 60.4L283.3 60.1L283.0 58.2L280.3 58.5L280.1 55.1L277.0 52.5L280.3 52.0L281.1 47.1L283.1 46.5L282.6 44.5L278.9 43.4L281.1 41.1L289.1 40.0L291.7 36.3L292.8 29.8L299.6 33.8L299.5 35.6L303.1 33.1L309.9 33.6L309.6 32.1L314.8 29.5L328.5 32.8L322.5 39.2L324.8 44.7L317.7 44.9L313.6 50.1L314.1 51.7L308.2 55.3L306.5 58.6L308.3 61.6L313.2 63.3L315.8 67.4L315.3 70.5L310.6 75.2L312.0 81.9L316.4 83.7L319.2 90.6L321.1 91.4L321.7 89.8L325.1 93.2L331.1 88.6L332.6 91.1L335.5 88.9L339.2 91.3L340.9 89.1L343.4 97.9L344.5 97.1L346.4 102.8L348.5 103.8L338.2 105.8L308.5 121.4L305.2 132.2L307.1 143.4L319.0 152.2L310.6 164.6L305.0 159.8L304.3 154.0L296.9 154.9L291.7 151.4L278.6 151.4L268.7 157.8L264.0 154.3L258.3 154.8L258.0 152.4L250.1 148.5L249.6 145.8L244.8 145.5L246.3 141.8L243.2 140.8L239.3 142.7L236.9 141.0L238.0 139.0L235.0 138.9L235.2 136.4L231.9 133.1L227.1 131.4L223.6 127.2L220.7 128.9L218.4 124.5L220.0 123.4L220.1 120.1L216.2 119.9L215.1 118.0L216.4 117.7Z", "cx": 287.3, "cy": 96.6}, "Friuli-Venezia Giulia": {"d": "M370.8 50.7L366.6 52.4L367.0 54.5L363.2 56.8L365.1 63.0L369.0 62.1L378.7 65.9L373.7 71.8L369.9 73.8L368.6 77.7L372.1 80.7L377.5 79.3L373.9 89.4L375.4 92.2L385.8 96.6L392.4 104.4L388.7 107.9L381.9 107.2L386.4 106.3L383.2 104.0L383.5 101.1L371.7 92.2L370.8 96.5L372.7 97.9L366.3 101.2L361.4 101.1L356.2 98.3L351.1 99.6L348.4 103.7L346.4 102.8L344.5 97.1L343.4 97.9L340.9 89.1L339.2 91.3L335.5 88.9L332.6 91.1L331.1 88.6L325.1 93.2L321.7 89.8L321.1 91.4L319.2 90.6L316.4 83.7L312.1 81.9L310.6 75.2L315.3 70.5L315.8 67.4L313.2 63.3L308.3 61.6L306.5 58.6L308.2 55.3L314.1 51.7L313.6 50.1L317.7 44.9L324.8 44.7L322.7 38.7L329.6 31.9L335.0 34.8L351.8 36.0L355.5 38.5L360.2 38.6L363.0 36.7L381.4 40.7L380.0 46.7L375.2 46.7Z", "cx": 349.7, "cy": 78.6}, "Emilia-Romagna": {"d": "M145.6 168.8L143.0 166.5L147.2 162.5L146.1 159.3L142.6 157.3L143.0 154.7L145.0 153.8L149.8 143.9L154.6 142.3L156.4 144.1L157.2 140.3L159.3 142.7L161.6 140.3L161.9 143.8L166.2 145.6L168.5 141.7L172.0 146.0L172.8 142.9L176.0 144.0L175.1 140.7L177.4 140.1L177.1 142.7L180.7 140.2L184.2 146.8L185.9 146.5L186.5 148.1L192.9 147.4L200.6 152.2L203.5 150.9L205.1 153.9L212.0 156.4L220.7 150.4L221.6 153.4L229.4 156.1L235.2 153.0L239.4 152.5L243.5 154.6L252.7 152.6L258.3 153.2L258.4 154.9L264.0 154.3L268.6 157.8L278.7 151.4L291.7 151.4L296.9 154.9L304.0 153.9L305.0 159.8L310.6 164.6L306.5 164.9L309.9 164.8L304.5 161.3L302.1 170.4L308.4 202.0L316.9 213.9L329.5 223.7L328.6 230.7L325.9 231.9L325.5 233.9L322.7 234.2L320.9 229.6L318.4 231.1L315.7 230.0L316.4 222.0L310.9 224.6L311.1 228.4L314.1 229.3L310.7 230.5L310.0 234.5L304.5 236.1L304.4 238.2L300.4 239.0L299.6 240.6L298.0 238.5L293.3 240.0L288.4 238.5L284.3 234.8L280.6 235.2L273.5 230.2L273.9 227.0L270.1 222.1L275.6 212.5L270.4 214.2L266.8 213.4L268.4 210.1L263.1 210.1L258.0 204.3L250.5 210.2L245.9 210.6L249.3 213.1L248.5 214.4L243.7 213.4L238.0 214.9L235.4 213.4L235.7 211.5L230.5 216.9L222.1 210.4L216.2 209.9L213.4 213.1L209.8 210.2L207.6 205.5L198.0 201.0L195.2 202.2L189.3 196.1L186.8 196.6L182.0 193.5L179.9 188.1L171.8 188.0L168.6 193.5L164.0 195.3L162.9 191.9L160.1 190.1L151.3 191.4L152.9 186.9L154.4 186.8L154.1 181.4L149.5 178.4L148.2 180.1L138.5 177.3L138.5 172.3L140.7 172.2L140.4 170.1L141.7 172.7L145.2 172.0Z", "cx": 230.1, "cy": 183.0}, "Marche": {"d": "M316.1 255.8L312.7 254.5L310.4 256.6L309.1 255.0L307.1 255.5L306.0 254.0L308.9 251.7L309.1 249.3L303.1 250.8L299.3 247.7L302.3 244.2L304.9 244.0L305.7 240.7L306.1 244.5L306.9 242.3L309.1 242.2L304.4 238.2L304.5 236.2L310.0 234.5L310.7 230.5L313.1 230.6L314.4 228.8L318.3 231.1L320.9 229.6L322.7 234.2L325.5 233.9L325.9 231.9L328.6 230.7L329.6 223.6L338.0 226.9L358.3 244.4L367.4 249.3L370.2 247.9L376.6 253.6L376.5 257.1L386.7 280.9L392.3 300.6L381.0 303.8L378.7 306.8L371.7 306.2L369.5 311.9L364.1 315.4L358.2 311.7L356.6 313.0L353.1 312.1L357.2 306.8L355.6 302.5L351.7 305.0L345.8 298.8L343.0 299.5L341.7 302.4L341.7 298.3L337.3 295.6L337.4 286.3L334.0 283.1L335.6 278.0L331.6 272.7L331.9 269.1L329.3 265.1L331.2 263.3L330.7 260.3L328.7 259.8L327.3 262.5L324.8 261.7L322.5 263.2Z", "cx": 341.4, "cy": 268.5}, "Toscana": {"d": "M176.0 209.7L178.0 207.3L175.7 206.5L174.3 208.5L173.6 202.1L164.7 195.2L168.6 193.5L171.8 188.0L173.7 187.7L179.9 188.1L181.6 193.2L186.8 196.6L189.3 196.1L195.2 202.2L198.0 201.0L207.6 205.5L209.8 210.2L213.4 213.1L215.1 212.8L216.0 210.0L222.0 210.3L230.1 215.2L230.2 216.9L235.7 211.5L235.4 213.4L238.0 214.9L243.7 213.4L248.6 214.4L249.3 213.1L245.9 210.6L250.5 210.2L258.0 204.3L263.1 210.1L268.4 210.1L266.8 213.4L275.8 212.8L270.1 222.1L273.9 227.0L274.7 231.2L292.9 240.0L297.8 238.5L299.6 240.6L300.4 239.0L304.4 238.2L309.1 242.0L306.9 242.3L306.9 244.8L305.7 240.7L304.9 244.0L299.1 247.1L300.6 249.3L297.4 255.2L294.0 256.4L296.8 259.3L290.5 263.3L293.3 264.2L293.3 266.8L295.9 267.4L296.3 272.0L298.7 272.8L299.6 270.5L301.2 271.8L294.1 276.1L291.5 275.1L290.4 279.6L285.1 282.3L285.0 287.6L288.2 289.4L285.5 299.6L286.9 302.3L279.2 305.7L278.7 307.7L277.0 305.8L275.9 307.2L279.4 311.3L277.3 314.1L278.9 317.9L270.0 324.1L266.5 324.0L265.5 327.6L268.5 329.7L268.6 333.4L261.6 333.2L259.5 337.6L248.4 334.7L243.6 338.8L240.1 334.0L241.0 332.6L244.6 332.8L245.0 326.1L241.9 324.6L239.9 319.8L236.1 317.6L232.7 311.9L220.8 307.2L223.1 305.1L223.1 299.6L216.3 296.4L211.7 296.5L210.7 298.7L208.3 297.9L207.5 293.9L209.3 293.1L210.4 287.0L209.8 275.9L197.3 253.9L198.7 251.2L197.4 252.9L194.4 230.6L189.2 223.2L182.5 218.2L185.1 214.2L182.5 212.9L181.2 214.8L180.1 209.4ZM195.8 311.3L194.3 311.1L194.3 312.6L189.1 312.2L187.4 307.8L191.5 306.5L194.5 308.3L195.7 305.2L200.3 307.5L203.8 302.1L205.3 303.9L204.9 309.0L202.3 310.3L204.7 313.6L202.1 313.4L200.1 309.9L198.7 311.9L198.1 310.3Z", "cx": 244.6, "cy": 259.1}, "Umbria": {"d": "M351.5 317.8L336.5 321.0L337.2 324.3L327.4 328.8L329.0 330.9L325.3 333.0L322.6 331.1L321.8 335.7L317.5 338.6L316.6 335.7L313.4 336.2L314.1 333.9L311.4 334.2L311.8 329.4L308.0 330.7L304.7 329.2L303.9 324.5L302.0 323.7L302.2 319.7L300.1 317.3L297.8 316.2L295.8 318.1L294.9 317.0L290.8 318.6L286.0 315.7L285.2 314.2L288.0 309.9L285.2 308.7L283.3 304.3L286.9 302.3L285.5 299.6L288.2 289.4L285.7 289.0L284.5 283.9L290.4 279.6L291.0 275.4L294.1 276.1L301.2 271.9L299.6 270.5L298.7 272.8L296.3 272.0L295.9 267.4L293.3 266.8L293.3 264.2L290.5 263.3L296.8 259.3L294.3 255.7L297.4 255.2L300.1 249.6L305.2 251.1L309.1 249.2L308.9 251.7L306.0 254.1L307.1 255.5L309.1 255.0L310.4 256.6L312.4 254.6L315.2 255.3L322.5 263.2L324.8 261.7L327.3 262.5L328.7 259.8L330.7 260.3L331.2 263.3L329.3 265.1L331.9 269.1L331.6 272.7L335.6 278.0L334.0 283.1L337.4 286.3L337.3 295.6L341.7 298.3L341.7 302.4L343.0 299.5L345.9 298.8L351.3 304.8L355.6 302.5L356.3 303.8L356.2 309.7L353.4 310.1Z", "cx": 315.7, "cy": 294.2}, "Lazio": {"d": "M279.0 306.9L280.9 304.7L284.0 305.0L285.2 308.7L288.0 309.9L285.2 314.2L290.8 318.6L294.9 317.0L295.8 318.1L297.8 316.2L300.1 317.3L302.2 319.7L302.0 323.7L303.9 324.5L304.7 329.2L308.0 330.7L311.8 329.4L311.4 334.2L314.1 333.9L313.4 336.2L316.6 335.7L317.5 338.6L321.8 335.7L322.6 331.1L325.3 333.0L329.0 330.9L327.4 328.8L337.2 324.3L337.0 320.7L339.2 321.5L344.3 318.9L346.1 320.0L349.3 317.5L350.8 318.3L353.1 312.1L360.1 312.8L362.2 314.9L361.7 316.8L364.9 318.6L364.2 322.3L358.7 323.9L353.2 322.6L351.3 326.0L352.6 330.3L349.2 332.9L353.4 336.8L351.2 339.1L363.4 351.7L356.3 355.5L347.6 351.9L347.6 354.3L344.6 355.9L344.4 361.1L345.9 363.5L348.4 364.1L348.6 362.8L362.6 370.0L363.4 377.7L365.4 376.5L373.7 382.2L377.9 378.2L382.2 379.0L384.2 382.6L392.4 384.8L396.1 389.3L398.2 398.7L395.3 400.9L395.6 403.1L389.3 406.4L390.6 407.6L390.7 415.2L387.5 416.1L387.8 418.0L384.0 420.3L380.9 418.1L376.2 417.7L373.8 419.1L373.9 421.6L358.6 415.0L346.0 420.2L341.6 411.9L337.6 408.2L330.2 406.9L326.0 403.8L322.4 404.3L312.8 390.5L302.9 382.8L301.1 383.0L300.1 376.8L296.7 370.7L284.5 361.8L280.2 362.6L271.0 345.4L259.5 337.6L261.6 333.2L268.6 333.4L268.5 329.7L265.5 327.6L266.5 324.0L270.0 324.1L274.9 321.2L275.7 318.8L278.6 318.5L277.3 314.1L279.4 311.3L275.5 308.4L276.7 305.9Z", "cx": 332.1, "cy": 355.7}, "Campania": {"d": "M401.4 403.3L403.3 400.0L405.6 402.0L406.0 400.5L409.7 400.7L422.4 406.3L423.9 408.9L427.2 408.2L429.2 410.2L432.6 407.1L437.0 407.0L439.0 403.9L443.3 405.7L451.0 401.4L456.0 405.5L455.9 408.3L453.7 409.6L454.5 412.5L457.6 413.5L458.6 416.2L461.4 415.8L465.6 418.9L463.8 419.4L464.7 422.1L461.9 425.6L465.8 429.3L470.3 430.2L471.9 428.6L480.1 432.5L481.1 438.0L478.9 442.9L475.4 445.8L469.6 444.7L470.9 448.0L468.6 448.1L471.0 449.8L471.1 456.0L477.7 460.3L474.8 464.3L479.6 467.2L479.6 472.9L488.3 480.4L489.7 485.3L494.0 488.3L493.4 492.0L489.9 493.6L488.5 499.4L485.6 502.2L487.0 503.9L478.7 502.7L473.2 508.6L467.5 505.6L465.2 506.3L465.2 502.6L457.7 495.6L452.4 495.5L450.1 492.2L445.7 490.4L450.5 480.1L444.9 467.3L439.3 460.3L437.0 459.4L433.9 462.5L430.4 461.5L425.2 464.4L422.9 462.9L414.2 467.1L415.0 463.1L422.5 458.1L420.9 454.0L418.3 453.6L411.3 447.5L407.0 451.0L402.4 448.3L400.6 449.3L401.6 452.2L398.9 451.2L397.6 441.4L384.0 420.3L387.8 418.0L387.5 416.1L390.8 415.0L389.4 406.3L395.4 403.1L399.0 408.1L402.8 408.6ZM394.3 457.2L389.9 457.9L389.3 453.6L394.3 454.8Z", "cx": 442.7, "cy": 448.1}, "Abruzzo": {"d": "M393.6 387.0L390.9 383.6L384.2 382.6L382.2 379.0L377.9 378.2L373.7 382.2L365.4 376.5L363.4 377.7L362.6 370.1L348.6 362.8L348.4 364.1L345.9 363.5L344.0 359.3L347.6 351.9L356.3 355.5L363.4 351.7L351.2 339.1L353.4 336.8L349.2 332.9L352.6 330.3L351.3 326.0L353.2 322.6L363.5 323.0L365.0 318.8L361.7 316.8L362.3 314.8L366.5 314.6L367.0 312.2L369.5 311.9L371.7 306.2L378.7 306.8L381.0 303.8L391.8 300.6L396.4 313.5L402.6 324.3L410.8 333.1L419.4 339.2L424.2 346.6L435.1 352.0L435.4 357.1L438.7 359.6L438.9 362.2L423.1 381.8L421.2 381.6L420.6 376.0L417.0 373.2L415.2 374.5L412.1 371.0L404.7 377.0L407.2 382.6L406.0 381.4L403.3 382.9L402.5 385.6L400.5 383.5L397.8 387.4Z", "cx": 390.1, "cy": 355.3}, "Molise": {"d": "M419.3 405.1L409.7 400.7L406.0 400.5L405.6 402.0L403.3 400.0L401.0 404.2L402.8 408.6L399.0 408.1L395.6 403.1L398.2 396.5L396.1 389.3L393.6 387.0L397.8 387.4L400.5 383.5L402.5 385.6L403.3 382.9L406.0 381.4L407.2 382.6L405.1 376.3L412.1 371.0L415.2 374.5L417.0 373.2L420.6 376.0L421.2 381.6L423.1 381.8L438.8 362.5L438.7 359.6L450.8 364.2L454.9 368.8L458.0 369.8L455.9 381.5L457.1 384.6L459.3 385.5L452.0 391.7L448.6 390.2L447.0 391.9L447.2 398.5L451.0 401.4L443.3 405.7L439.0 403.9L437.0 407.0L432.6 407.1L429.2 410.2L427.2 408.2L423.9 408.9Z", "cx": 425.8, "cy": 387.5}, "Puglia": {"d": "M455.9 408.3L455.9 405.2L447.3 398.6L447.0 391.9L448.6 390.2L452.0 391.7L459.3 385.5L457.1 384.6L455.9 381.5L458.0 369.9L472.8 371.8L505.2 368.2L512.0 370.8L514.3 373.0L514.6 380.6L501.5 390.2L501.7 391.9L500.9 390.7L499.1 392.1L499.0 397.0L501.4 402.5L535.8 421.4L550.2 426.9L551.1 426.0L563.1 431.7L574.4 439.2L583.9 448.5L603.3 458.4L608.6 458.7L610.7 460.4L608.1 462.1L612.8 461.9L616.3 470.2L624.6 475.8L634.9 487.0L639.6 498.0L639.9 500.4L633.9 509.6L633.0 521.0L630.6 522.8L626.5 519.7L621.3 518.6L614.7 513.1L611.6 507.9L612.9 505.4L610.6 504.1L612.5 500.1L604.5 487.5L585.5 486.8L569.3 478.6L571.5 474.9L564.3 470.7L557.6 472.6L550.7 479.2L547.6 475.1L543.1 473.5L543.5 458.6L541.9 457.6L543.4 456.8L540.1 454.2L535.3 453.3L535.0 455.1L534.1 453.6L533.4 455.9L531.3 453.3L527.5 457.5L525.9 457.2L517.5 447.8L515.3 442.2L513.1 441.4L510.9 443.6L503.1 439.2L506.5 433.8L501.9 428.4L497.4 426.2L493.1 430.0L482.1 429.2L479.8 432.3L471.9 428.6L470.3 430.2L465.8 429.3L461.8 425.1L464.7 422.1L463.8 419.4L465.6 418.9L461.4 415.8L458.6 416.2L457.6 413.5L454.5 412.5L453.7 409.6Z", "cx": 537.4, "cy": 440.3}, "Basilicata": {"d": "M475.6 462.5L477.7 460.3L471.1 456.0L471.0 449.8L468.6 448.1L470.9 448.0L469.6 444.7L475.4 445.8L478.9 442.9L481.1 438.0L479.6 431.2L480.7 429.9L490.4 429.1L491.9 430.3L497.4 426.2L501.9 428.4L506.5 433.8L503.1 439.2L510.9 443.6L513.1 441.4L515.3 442.2L517.5 447.8L525.9 457.2L527.5 457.5L531.3 453.3L533.3 455.9L533.3 454.0L535.2 455.1L535.9 453.3L543.4 456.8L541.9 457.6L543.5 458.6L543.1 473.5L547.6 475.1L551.0 479.4L539.1 499.4L527.0 497.6L525.8 506.7L522.7 512.4L523.3 515.1L518.7 512.5L515.9 513.1L515.9 515.3L512.9 513.6L507.0 515.4L504.7 510.9L506.0 508.3L500.5 507.8L498.9 509.2L496.2 507.5L491.2 513.4L485.2 504.9L487.0 503.9L485.6 502.3L488.5 499.4L488.9 495.1L493.4 492.0L494.0 488.3L489.7 485.3L488.3 480.4L479.6 472.9L479.6 467.2L474.8 464.3Z", "cx": 503.2, "cy": 471.7}, "Calabria": {"d": "M503.0 546.0L497.7 540.0L494.5 530.8L492.0 519.7L493.2 517.9L491.2 513.4L492.2 510.7L496.2 507.5L498.9 509.2L500.5 507.8L505.5 508.1L504.7 511.0L507.0 515.4L512.9 513.6L515.9 515.3L515.9 513.1L518.7 512.5L523.2 515.1L522.7 512.4L525.8 506.7L527.0 497.6L532.9 499.4L538.1 498.6L536.6 505.0L538.1 510.8L530.7 522.5L532.9 527.6L532.3 531.7L537.7 535.0L545.8 535.0L551.0 540.9L559.4 544.8L562.5 549.3L566.6 550.8L564.1 557.4L564.0 561.5L566.1 564.8L564.0 571.8L566.1 576.1L569.3 577.5L563.3 587.2L562.6 585.7L559.4 586.2L555.6 584.0L547.0 586.6L537.4 592.4L533.2 600.0L535.6 615.2L534.8 621.1L529.5 626.7L521.5 630.5L513.3 641.4L512.1 649.0L507.8 656.4L491.7 657.1L487.1 654.4L484.9 650.7L485.9 648.2L484.5 643.8L485.9 641.4L484.6 635.2L493.3 631.1L499.4 619.2L500.6 612.0L495.1 606.8L495.6 604.9L503.6 599.3L511.9 599.6L514.5 597.0L516.2 591.0L516.0 584.9L512.9 583.1L509.7 577.4L507.2 558.4Z", "cx": 521.2, "cy": 570.0}, "Sicilia": {"d": "M338.0 649.3L347.1 644.8L345.8 641.3L348.6 637.5L353.2 639.0L359.9 635.0L362.6 638.1L363.6 643.3L371.9 643.1L373.4 648.3L383.0 653.3L398.0 648.2L400.3 649.8L412.3 650.6L424.9 648.1L431.0 645.9L437.0 639.2L439.1 640.3L446.0 637.4L449.1 640.2L455.8 642.4L461.9 637.8L463.5 633.7L462.7 631.8L464.1 633.1L463.6 635.6L466.3 636.3L479.7 629.5L485.7 631.8L481.9 633.6L477.1 645.8L462.1 668.6L460.1 681.5L455.2 688.2L456.0 700.0L461.7 701.7L464.3 705.4L462.6 705.6L463.1 708.5L462.0 705.1L460.6 705.8L460.5 708.7L461.7 711.8L463.7 712.2L462.4 712.5L463.3 714.5L466.5 715.1L465.4 719.9L468.7 722.2L465.0 722.5L456.6 733.4L455.7 738.7L457.7 746.6L454.9 748.0L451.9 744.3L448.2 744.6L444.9 742.1L438.9 744.0L434.4 742.9L430.6 739.6L423.3 738.0L417.4 725.9L410.7 718.6L401.0 714.9L391.0 715.7L387.3 712.4L383.3 712.0L372.8 702.3L367.1 701.5L357.6 694.7L352.1 687.5L344.0 687.2L340.0 681.8L324.8 682.2L321.6 676.7L317.0 675.4L314.7 672.7L312.0 665.3L315.3 660.2L313.8 657.7L317.1 650.4L315.7 650.0L319.8 646.2L323.8 645.5L324.7 643.1L327.3 643.3L328.5 637.5L330.5 638.3L332.8 645.3ZM286.7 734.2L291.8 737.2L290.6 741.7L288.8 741.5L285.2 736.9ZM448.4 613.6L449.5 616.5L448.1 619.7L445.2 616.3L445.9 614.0Z", "cx": 407.6, "cy": 678.5}, "Sardegna": {"d": "M93.7 472.3L92.1 472.1L89.8 465.4L84.8 467.1L85.7 464.8L84.4 463.6L82.7 467.7L82.0 465.9L81.6 463.2L83.9 462.1L84.9 459.1L81.1 455.5L85.7 445.6L83.4 440.9L84.8 438.2L90.8 447.4L94.6 446.9L92.7 447.7L98.6 449.2L104.0 448.4L111.6 442.4L116.6 441.7L128.4 427.4L133.5 426.7L136.7 424.2L135.5 418.6L139.8 417.7L142.8 419.9L142.4 422.3L143.2 420.5L143.3 422.4L145.6 423.0L147.3 421.4L147.6 423.1L150.5 423.6L149.5 425.0L151.6 426.6L151.4 428.8L152.8 426.0L155.8 425.0L156.8 428.1L158.2 428.0L154.9 435.6L157.9 433.6L157.6 436.0L159.7 434.7L163.5 436.7L160.6 436.0L158.7 441.4L154.7 442.5L157.9 441.9L159.4 443.5L162.4 442.0L161.0 444.2L166.8 447.5L164.6 448.1L163.8 451.7L168.1 459.3L168.2 464.8L172.3 470.0L168.8 479.9L164.4 483.7L161.3 489.8L163.0 497.7L167.3 502.3L164.7 509.0L166.2 512.9L164.4 515.0L162.4 546.5L159.9 554.3L161.8 558.1L158.6 561.7L158.0 569.5L155.9 572.7L154.8 570.1L151.3 570.8L143.7 564.2L139.0 563.3L136.2 566.5L132.7 564.5L128.2 570.7L128.6 573.3L130.6 573.4L129.1 573.7L129.1 579.5L119.9 588.4L112.7 584.0L109.6 585.8L108.3 589.2L104.3 576.2L99.1 575.5L96.2 582.7L92.7 574.1L93.8 571.3L96.8 571.7L99.0 575.4L100.2 573.4L93.7 564.0L97.4 558.7L94.0 552.7L96.1 548.8L94.6 545.7L99.2 536.6L97.8 525.2L98.6 524.5L101.0 528.3L103.3 517.9L104.5 517.6L100.4 514.4L97.3 518.1L95.4 514.8L96.2 506.7L94.2 505.3L98.3 504.2L100.4 501.7L98.4 495.2L99.9 488.2L98.6 485.1L94.5 483.6L95.5 478.6ZM91.0 427.6L92.1 431.9L89.0 431.6L86.5 434.5L87.8 437.1L85.2 437.1L85.8 433.3ZM90.5 566.0L90.6 571.4L88.9 572.6L85.7 568.9Z", "cx": 125.9, "cy": 499.7}, "P.A. Bolzano": {"d": "M261.0 52.1L254.7 56.7L256.7 59.2L254.6 59.1L253.5 56.8L251.8 59.6L246.4 62.4L244.7 61.3L246.2 59.9L242.8 57.9L246.3 53.7L247.2 45.1L245.4 41.7L242.4 43.6L239.7 40.1L237.2 41.4L239.4 46.5L234.1 43.5L227.9 46.9L224.6 46.5L222.7 43.4L215.9 46.3L211.4 43.2L207.1 42.7L205.9 40.1L208.0 34.1L203.1 32.6L202.3 29.4L206.8 17.0L211.3 18.0L217.4 15.5L222.6 19.2L220.8 21.7L236.5 23.4L239.8 19.3L240.5 12.9L244.2 10.8L244.2 9.0L252.5 7.1L257.2 9.0L261.1 5.8L264.3 7.7L268.9 5.7L275.5 8.8L288.0 3.0L301.2 0.6L302.1 1.7L300.2 4.6L295.7 6.1L298.2 11.0L296.9 12.7L300.8 15.6L303.9 14.9L305.6 18.0L304.4 22.1L308.4 22.7L309.8 26.9L314.8 29.5L309.6 32.1L309.9 33.6L303.1 33.1L299.5 35.6L299.6 33.8L292.8 29.8L291.7 36.3L289.1 40.0L287.4 39.2L279.9 41.7L279.0 40.0L277.4 41.6L269.7 42.2L267.7 50.3L265.7 50.9L265.3 53.0Z", "cx": 257.4, "cy": 31.3}, "P.A. Trento": {"d": "M243.2 98.4L241.9 100.4L236.0 98.5L232.0 101.6L231.3 99.7L226.9 98.3L229.3 91.7L225.9 89.8L219.0 89.6L216.0 92.4L210.2 93.4L210.8 91.2L208.6 90.4L207.9 86.4L208.9 83.6L205.9 79.6L207.5 74.1L211.0 69.9L211.9 66.2L210.7 64.7L213.0 60.6L212.6 56.5L209.5 52.7L214.1 51.0L215.0 46.1L221.6 43.4L224.6 46.5L230.8 46.3L234.1 43.5L239.2 46.6L237.2 41.4L239.8 40.1L242.3 43.6L245.4 41.7L246.7 43.0L246.3 53.7L242.8 57.9L246.2 59.9L244.7 61.3L246.4 62.4L251.8 59.6L253.5 56.8L254.6 59.1L256.7 59.2L254.7 56.7L261.0 52.1L265.1 53.3L265.7 50.9L267.7 50.3L270.3 43.6L269.4 42.4L277.4 41.6L279.0 40.0L279.1 43.9L282.6 44.5L283.1 46.5L281.1 47.1L280.3 52.0L277.0 52.5L280.1 55.1L280.6 58.8L283.0 58.2L283.3 60.1L285.3 60.4L284.3 62.1L287.1 63.9L286.5 66.0L285.3 65.6L283.2 69.6L272.2 71.5L273.3 74.8L271.2 75.6L271.7 80.6L266.9 80.4L266.4 77.7L262.8 77.3L259.4 79.5L255.4 79.4L254.1 84.7L251.5 82.8L251.7 84.0L249.2 83.9Z", "cx": 245.8, "cy": 68.4}}};

const DATI = {
  "Piemonte":{m:69,p200:2.1,p400:0.7,prior:{s:"pub",c:37,a:"GU n.93 · 20/04/2023"}},
  "Valle d'Aosta":{m:44,p200:0,p400:0,prior:{s:"pub",c:11,a:"GU n.11 · 15/01/2026"}},
  "Lombardia":{m:111,p200:8.4,p400:2.2,prior:{s:"pub",c:90,a:"GU n.211 · 09/09/2023"}},
  "P.A. Bolzano":{m:70,p200:5.7,p400:0,prior:{s:"pub",c:58,a:"GU n.69 · 24/03/2026"}},
  "P.A. Trento":{m:49,p200:1.3,p400:0,prior:{s:"pub",c:15,a:"GU n.146 · 26/06/2026"}},
  "Veneto":{m:58,p200:1.9,p400:0.3,prior:{s:"pub",c:21,a:"GU n.115 · 20/05/2025"}},
  "Friuli Venezia Giulia":{m:99,p200:9.6,p400:4.8,prior:{s:"pub",c:52,a:"GU n.299 · 21/12/2024"}},
  "Liguria":{m:38,p200:0.5,p400:0,prior:{s:"pub",c:16,a:"GU n.51 · 03/03/2026"}},
  "Emilia-Romagna":{m:44,p200:0.8,p400:0,prior:{s:"zero",c:0,a:"BUR · 11/03/2026"}},
  "Toscana":{m:48,p200:1.2,p400:0,prior:{s:"pub",c:13,a:"GU n.16 · 21/01/2025"}},
  "Umbria":{m:58,p200:1.4,p400:0,prior:{s:"corso"}},
  "Marche":{m:29,p200:0.4,p400:0,prior:{s:"corso"}},
  "Lazio":{m:119,p200:12.2,p400:3.4,prior:{s:"corso"}},
  "Abruzzo":{m:60,p200:4.9,p400:0,prior:{s:"corso"}},
  "Molise":{m:43,p200:0,p400:0,prior:{s:"corso"}},
  "Campania":{m:95,p200:6.2,p400:0.3,prior:{s:"corso"}},
  "Puglia":{m:52,p200:1.6,p400:0,prior:{s:"pub",c:8,a:"GU n.269 · 19/11/2025"}},
  "Basilicata":{m:30,p200:0,p400:0,prior:{s:"corso"}},
  "Calabria":{m:25,p200:0.6,p400:0,prior:{s:"corso"}},
  "Sicilia":{m:35,p200:0,p400:0,prior:{s:"corso"}},
  "Sardegna":{m:64,p200:2.4,p400:0,prior:{s:"pub",c:162,a:"GU n.241 · 14/10/2022"}}
};
const NOME_GEO = {
  "Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste":"Valle d'Aosta",
  "Friuli-Venezia Giulia":"Friuli Venezia Giulia"
};

const css = v => getComputedStyle(document.querySelector(".mxradon") || document.documentElement).getPropertyValue(v).trim();
const RAMPA_BIN = [40,60,80,100,120];
function colMedia(m){
  const r=["--r1","--r2","--r3","--r4","--r5","--r6"];
  let i=0; while(i<RAMPA_BIN.length && m>=RAMPA_BIN[i]) i++;
  return css(r[i]);
}
function colPrior(p){
  if(p.s==="pub") return css("--prior-pub");
  if(p.s==="zero") return css("--prior-zero");
  return css("--prior-corso");
}

/* ---------- mappa ---------- */
const svg = document.getElementById("svg-italia");
const tip = document.getElementById("tip");
let vista = "medie";
for(const [gname,g] of Object.entries(GEO.regioni)){
  const nome = NOME_GEO[gname] || gname;
  if(!DATI[nome]) continue;
  const p = document.createElementNS("http://www.w3.org/2000/svg","path");
  p.setAttribute("d",g.d);
  p.dataset.nome = nome;
  p.setAttribute("tabindex","0");
  p.setAttribute("role","button");
  svg.appendChild(p);
}
function ariaLabel(nome){
  const d=DATI[nome];
  let s=`${nome}: media ${d.m} becquerel al metro cubo (indagine 1989-97).`;
  if(d.prior.s==="pub") s+=` Aree prioritarie pubblicate: ${d.prior.c} comuni (${d.prior.a}).`;
  else if(d.prior.s==="zero") s+=" Nessun comune in area prioritaria.";
  else s+=" Individuazione delle aree prioritarie in corso.";
  return s+" Premi Invio per usare la media regionale nel calcolatore.";
}
function dipingi(){
  svg.querySelectorAll("path").forEach(p=>{
    const d = DATI[p.dataset.nome];
    p.setAttribute("fill", vista==="medie" ? colMedia(d.m) : colPrior(d.prior));
    p.setAttribute("aria-label", ariaLabel(p.dataset.nome));
  });
  legenda();
}
function legenda(){
  const el = document.getElementById("legenda");
  if(vista==="medie"){
    const et=["< 40","40–59","60–79","80–99","100–119","≥ 120"];
    el.innerHTML = et.map((t,i)=>`<span class="k"><span class="q" style="background:${css("--r"+(i+1))}"></span>${t} Bq/m³</span>`).join("");
  }else{
    el.innerHTML =
      `<span class="k"><span class="q" style="background:${css("--prior-pub")}"></span>Aree prioritarie pubblicate in GU</span>`+
      `<span class="k"><span class="q" style="background:${css("--prior-zero")}"></span>Nessun comune sopra soglia</span>`+
      `<span class="k"><span class="q" style="background:${css("--prior-corso")}"></span>Individuazione in corso</span>`;
  }
}
function mostraTip(ev,nome){
  const d=DATI[nome];
  let righe=`<div class="tn">${nome}</div>
  <div>Media indagine nazionale: <span class="tv">${d.m} Bq/m³</span></div>
  <div>Abitazioni &gt;200: <span class="tv">${d.p200}%</span> · &gt;400: <span class="tv">${d.p400}%</span></div>`;
  if(d.prior.s==="pub") righe+=`<div>Aree prioritarie: <span class="tv">${d.prior.c}</span> comuni<br><span style="color:var(--muted)">${d.prior.a}</span></div>`;
  else if(d.prior.s==="zero") righe+=`<div>Aree prioritarie: nessun comune (${d.prior.a})</div>`;
  else righe+=`<div>Aree prioritarie: individuazione in corso</div>`;
  righe+=`<div style="color:var(--muted);margin-top:4px">Clic: usa la media nel calcolatore</div>`;
  tip.innerHTML=righe;
  tip.style.display="block";
  const x=Math.min(ev.clientX+14, innerWidth-290), y=Math.min(ev.clientY+14, innerHeight-140);
  tip.style.left=x+"px"; tip.style.top=y+"px";
}
svg.addEventListener("mousemove",ev=>{
  const t=ev.target.closest("path");
  if(t) mostraTip(ev,t.dataset.nome); else tip.style.display="none";
});
svg.addEventListener("mouseleave",()=>tip.style.display="none");
function usaRegione(nome){
  const d=DATI[nome];
  const c=document.getElementById("conc");
  c.value=d.m; document.getElementById("conc-r").value=Math.min(d.m,1500);
  calcola();
  c.scrollIntoView({behavior:matchMedia("(prefers-reduced-motion: reduce)").matches?"auto":"smooth",block:"center"});
}
svg.addEventListener("click",ev=>{const t=ev.target.closest("path"); if(t) usaRegione(t.dataset.nome);});
svg.addEventListener("keydown",ev=>{
  if((ev.key==="Enter"||ev.key===" ") && ev.target.dataset.nome){ev.preventDefault();usaRegione(ev.target.dataset.nome);}
});
document.querySelectorAll("input[name=vista]").forEach(r=>r.addEventListener("change",()=>{vista=r.value;dipingi();}));

/* ---------- tabella accessibile ---------- */
(function(){
  const ord = Object.entries(DATI).sort((a,b)=>b[1].m-a[1].m);
  let h=`<table><thead><tr><th>Regione / P.A.</th><th class="n">Media Bq/m³</th><th class="n">% &gt;200</th><th class="n">% &gt;400</th><th>Aree prioritarie (ago 2026)</th></tr></thead><tbody>`;
  for(const [n,d] of ord){
    const pr = d.prior.s==="pub" ? `${d.prior.c} comuni — ${d.prior.a}` : d.prior.s==="zero" ? `nessun comune — ${d.prior.a}` : "in corso";
    h+=`<tr><td>${n}</td><td class="n">${d.m}</td><td class="n">${d.p200}</td><td class="n">${d.p400}</td><td>${pr}</td></tr>`;
  }
  h+=`</tbody></table><p class="fonte">Medie e percentuali: indagine nazionale ISS-ENEA 1989–97 (APAT, Annuario dei dati ambientali 2003). Aree prioritarie: Gazzetta Ufficiale / BUR, quadro ARPA Lombardia aggiornato al 22/07/2026.</p>`;
  document.getElementById("tabella-dati").innerHTML=h;
})();

/* ---------- calcolatore ---------- */
const fmt = (x,dec=1) => x.toLocaleString("it-IT",{minimumFractionDigits:dec,maximumFractionDigits:dec});
function fascia(c){
  if(c<100) return {cl:"v-ok",tit:"Sotto l'obiettivo OMS (100 Bq/m³)",
    txt:"Situazione buona. Nessun livello di radon è del tutto privo di rischio, ma qui il margine di miglioramento è piccolo. Buona norma: rimisurare dopo lavori edilizi importanti (cappotti, serramenti, rifacimenti del piano terra)."};
  if(c<200) return {cl:"v-warn",tit:"Sopra l'obiettivo OMS, sotto i riferimenti di legge",
    txt:"Zona in cui conviene ragionare: interventi leggeri (sigillatura di crepe e giunti al piano terra, ventilazione del vespaio se esiste, più ricambio d'aria) possono riportare la casa sotto i 100 Bq/m³ con poca spesa."};
  if(c<300) return {cl:"v-warn",tit:"Sopra il riferimento delle nuove abitazioni (200 Bq/m³)",
    txt:"Per le case costruite dopo il 2024 questo valore supera il riferimento di legge. Vale la pena una diagnosi dell'attacco a terra: vespaio, giunti, attraversamenti. Le tecniche passive (ventilazione del vespaio, sigillature, membrane) qui rendono molto."};
  if(c<1000) return {cl:"v-high",tit:"Sopra il riferimento di legge (300 Bq/m³)",
    txt:"Serve intervenire. Conferma con misura ufficiale di 12 mesi (servizio di dosimetria riconosciuto), poi progettazione con un esperto: la depressurizzazione del suolo o del vespaio riduce regolarmente del 80–90% e oltre. Nei luoghi di lavoro, sopra questo livello scattano gli obblighi del D.Lgs. 101/2020."};
  return {cl:"v-crit",tit:"Concentrazione molto alta",
    txt:"Priorità assoluta: a questi livelli la sola ventilazione non basta (si riaccumula in poche ore). Sistema attivo di depressurizzazione con verifica strumentale post-intervento, e nel frattempo arieggiare spesso i locali più bassi. Il PNAR mette queste situazioni in testa alle priorità di risanamento."};
}
function calcola(){
  const c = Math.max(0, +document.getElementById("conc").value || 0);
  const oreG = +document.getElementById("ore").value;
  const oreA = oreG*365;
  document.getElementById("ore-v").textContent = oreG;
  document.getElementById("ore-y").textContent = oreA.toLocaleString("it-IT");
  const dose = c*oreA*6.7e-6;
  const rr = 1+0.16*c/100;
  document.getElementById("dose").textContent = fmt(dose, dose<10?1:0);
  document.getElementById("rr").textContent = "× "+fmt(rr,2);
  document.getElementById("b-tua").style.width = Math.min(100, dose/20*100)+"%";
  document.getElementById("n-tua").textContent = fmt(dose,1);
  const fumo = document.querySelector("input[name=fumo]:checked").value;
  const abs = document.getElementById("abs"), sub=document.getElementById("abs-sub");
  const mai = 0.41*rr, fum = 10.1*rr;
  if(fumo==="mai"){ abs.textContent = fmt(mai,2)+" %"; sub.textContent = `Su 1.000 persone che non hanno mai fumato, circa ${Math.round(mai*10)} entro i 75 anni (contro 4 a radon nullo). Darby et al. 2005.`; }
  else if(fumo==="si"){ abs.textContent = fmt(fum,1)+" %"; sub.textContent = `Su 1.000 fumatori, circa ${Math.round(fum*10)} entro i 75 anni (contro 101 a radon nullo). La misura più efficace resta smettere di fumare. Darby et al. 2005.`; }
  else { abs.textContent = fmt(mai,2)+" – "+fmt(fum,1)+" %"; sub.textContent = "L'ex fumatore sta tra i due profili: dipende da quanto si è fumato e da quando si è smesso. Darby et al. 2005."; }
  const f = fascia(c);
  const v = document.getElementById("verdetto");
  v.className = "verdetto "+f.cl;
  document.getElementById("verdetto-tit").textContent = f.tit;
  document.getElementById("verdetto-txt").textContent = f.txt;
}
document.getElementById("conc").addEventListener("input",()=>{document.getElementById("conc-r").value=Math.min(+document.getElementById("conc").value||0,1500);calcola();});
document.getElementById("conc-r").addEventListener("input",()=>{document.getElementById("conc").value=document.getElementById("conc-r").value;calcola();});
document.getElementById("ore").addEventListener("input",calcola);
document.querySelectorAll("input[name=fumo]").forEach(r=>r.addEventListener("change",calcola));

/* i colori dipendono dal tema: ridipingi quando cambia */
matchMedia("(prefers-color-scheme: dark)").addEventListener("change",dipingi);
new MutationObserver(dipingi).observe(document.documentElement,{attributes:true,attributeFilter:["data-theme"]});

dipingi(); calcola();
"></script></div>
<p><!--/mxTAVOLA--></p>
<p style="font-size:14px;color:#555">Tutte le tavole interattive: <a href="https://www.renzo-arthome.com/calcolatori/">I calcolatori</a>.</p>
<h2>L&#8217;indagine: dalla casa al territorio</h2>
<p>Misurare è metà del mestiere; l&#8217;altra metà è indagare, trasformare un numero in una diagnosi, e mille numeri in una mappa.</p>
<h3>La diagnosi del singolo edificio</h3>
<p>Davanti a una misura alta, il professionista serio non corre a montare ventilatori: fa la diagnosi. Si parte dal sopralluogo dell&#8217;attacco a terra con la piantina in mano: che cosa c&#8217;è sotto il pavimento, terra battuta, vespaio (di che tipo, con quali accessi), platea, cantina parziale? Dove sono i giunti, le fessure visibili, i passaggi impiantistici, i pozzetti, la fossa dell&#8217;ascensore? Poi si ascolta l&#8217;edificio con gli strumenti attivi: misure in continuo in più locali e ai diversi piani rivelano la geografia interna del gas (di norma decrescente salendo, con eccezioni istruttive quando un cavedio fa da autostrada verticale) e il suo ritmo (i picchi notturni confermano il motore termico; un picco quando si accende la cappa smaschera la depressione). Nei casi seri si cercano gli ingressi uno per uno con lo &#8220;sniffing&#8221;: un monitor a risposta rapida passato lungo giunti e fessure come un cercametalli, che impenna dove il gas soffia. Infine si caratterizza il sottosuolo immediato, un prelievo dal vespaio, come nell&#8217;esperimento milanese, dice subito se là sotto ci sono migliaia di becquerel in attesa, e si progetta il rimedio sulla diagnosi, non sul catalogo. È il metodo che il Piano nazionale chiede espressamente per i risanamenti: analisi tecnica della situazione iniziale, misurazioni, poi la scelta della tecnica.</p>
<h3>Gli strumenti che non misurano il radon</h3>
<p>C&#8217;è una seconda cassetta degli attrezzi, e vale la pena aprirla, perché contiene strumenti che il radon non lo misurano affatto: servono a trovare la porta da cui entra. Chi fa diagnosi sul serio li usa insieme, nella stessa giornata, sulla stessa casa.</p>
<p><strong>Il blower door.</strong> È il ventilatore calibrato che si monta sul telaio di una porta e mette l&#8217;edificio in depressione forzata, dell&#8217;ordine di qualche decina di pascal: molto oltre i pochi pascal del tiraggio naturale. Nato per le prove di tenuta all&#8217;aria, in una diagnosi radon serve a rovesciare il problema. Invece di aspettare la notte in cui la casa aspira per conto suo, si costringe la casa ad aspirare adesso, e le vie d&#8217;ingresso si mettono a parlare tutte insieme. È il moltiplicatore che rende leggibile tutto il resto: una fessura che a regime naturale dà un segnale incerto, sotto blower door diventa inequivocabile.</p>
<p><strong>Il rilevatore a risposta rapida.</strong> È lo sniffing di cui si è detto, ma accoppiato alla depressione forzata cambia di qualità: la differenza fra una fessura che soffia e una che tace diventa netta, e la mappa degli ingressi si chiude in poche ore invece che in giorni.</p>
<p><strong>La termocamera.</strong> Non vede il gas, e chi la vende per questo mente: vede l&#8217;aria fredda che entra, e l&#8217;aria fredda fa la stessa strada del radon. Vuole un salto termico fra dentro e fuori e, di nuovo, dà il meglio con la casa in depressione, quando i filetti d&#8217;aria si accendono sull&#8217;immagine come crepe azzurre.</p>
<p><strong>L&#8217;anemometro.</strong> Trasforma il sospetto in un numero: quanti metri al secondo passano da quella fessura, da quella griglia, da quel passaggio di tubi. Serve a decidere che cosa sigillare per primo, perché non tutte le aperture pesano uguale.</p>
<p><strong>Il fumo.</strong> Un generatore di fumo immesso nel vespaio, in un pozzetto o in una conduttura fa vedere a occhio nudo dove l&#8217;aria esce, e mostra percorsi che nessuno avrebbe cercato: la base di una saracinesca, il giunto di un massetto, l&#8217;incasso di un contatore. È anche il modo più semplice per controllare che lo scarico di un impianto attivo non rientri da una finestra.</p>
<p><strong>L&#8217;endoscopio e la videoispezione.</strong> Guardano dentro quello che non si apre: intercapedini, vespai ciechi, cavedi, condutture interrate. È il capitolo delle sorprese, e sono sorprese che spiegano i numeri: un innesto che non doveva esserci, un giunto rotto, un pozzetto che comunica col vespaio bastano a trasformare un tubo nel camino da cui il gas sale in casa.</p>
<p><strong>Il georadar e i localizzatori di sottoservizi.</strong> Dicono che cosa c&#8217;è sotto la platea, dove nessuna misura in aria può arrivare: vuoti, vecchie cisterne, pozzi neri dismessi, sottoservizi che nel disegno non compaiono. Spesso è lì la camera da cui il gas parte, e finché resta ignota ogni rimedio è una scommessa.</p>
<p><strong>I datalogger ambientali.</strong> Temperatura, umidità, anidride carbonica, differenze di pressione fra dentro e fuori: mettono la curva del radon nel suo contesto e permettono di leggerla. Un picco notturno vale poco da solo; vale molto se so che quella notte la casa era chiusa, fredda fuori e calda dentro, cioè in piena depressione.</p>
<p>Nessuno di questi strumenti restituisce un numero che si possa scrivere in un documento di legge: la misura che fa fede resta quella dei dodici mesi. Ma è questa la parte del mestiere che decide come si spendono i soldi del risanamento, ed è la ragione per cui una giornata di diagnosi, che costa qualche centinaio di euro, ne fa risparmiare molte migliaia in interventi mirati male.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/radon-tavola-rn5-diagnosi.png" alt="Sezione di una casa con gli strumenti della diagnosi applicati: blower door sulla porta, rilevatore sul giunto, termocamera, fumo tracciante, videoispezione della conduttura interrata e georadar sulla platea" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 5. Gli strumenti della diagnosi applicati alla stessa casa: nessuno misura il gas, tutti servono a trovarne la via.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/radon-foto-indagine.png" alt="Sei fotografie di un'indagine reale sul radon: rilievo puntuale al giunto, misura anemometrica, blower door, test con fumogeno, videoispezione di una conduttura e la curva delle concentrazioni ora per ora" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 6. Gli stessi strumenti, in un&#8217;indagine vera. Fotografie gentilmente concesse da <a href="https://www.baxsa.com/" target="_blank" rel="noopener">BAXSA S.r.l.</a></figcaption></figure>
<h3>La mappa del territorio</h3>
<p>Alla scala del territorio l&#8217;indagine cambia strumenti e diventa statistica. Il problema è serio quanto affascinante: il radon indoor è una variabile selvaggiamente dispersa, la sua distribuzione è log-normale, con una coda di case estreme in ogni campione, e per dire qualcosa di un comune servono disegni di campionamento pensati. La scuola italiana ha prodotto esempi da manuale. La Lombardia, per la sua campagna 2003-2005, ha steso sul territorio una maglia regolare (otto chilometri per cinque nella fascia prealpina e alpina, con infittimenti locali, sedici per dieci in pianura), piazzando da cinque a dieci misuratori annuali per maglia, tutti al piano terra, per un totale di 3.600 punti in 541 comuni; sui dati, i geostatistici hanno costruito con il kriging e le simulazioni le probabilità comunali di superamento delle soglie, arrivando a individuare i comuni &#8220;ad alta concentrazione&#8221; con un intervallo di confidenza, non a occhio. La Sardegna ha misurato 1.837 edifici in 208 comuni, case e scuole insieme, due semestri, piano terra, e ha classificato il territorio con un metodo litogeostatistico che fonde le misure con la carta geologica. Il Piemonte ha fatto un passo ulteriore, integrando in un modello predittivo le concentrazioni di radionuclidi misurate su quasi quattrocento campioni di rocce e suoli con oltre quattromila misure indoor. E dove le misure mancavano, la ricerca ha proposto disegni &#8220;a due passi&#8221;: un primo campionamento leggero per orientare, un secondo mirato dove il primo ha acceso spie.</p>
<p>Tutte queste mappe confluiscono oggi in due contenitori nazionali, la banca dati e la mappa interattiva del sistema SINRAD dell&#8217;Ispettorato nazionale, che raccoglie trent&#8217;anni di misure comunali in abitazioni e scuole, e le carte predittive del Ministero dell&#8217;Ambiente su base litologica, e in uno europeo, l&#8217;Atlante della radioattività naturale del Centro comune di ricerca, che dal 2006 compone la mappa continentale del radon indoor su celle di dieci chilometri. A che cosa servono, lo diremo senza stancarci: a decidere dove lo Stato deve concentrare misure e risorse, le &#8220;aree prioritarie&#8221; della legge, e a niente altro. La mappa più raffinata d&#8217;Europa non sa quanti becquerel ci sono nella vostra camera da letto. Lo sa solo il dosimetro.</p>
<h2>Chi ha cominciato a mitigare</h2>
<p>Anche la mitigazione ha i suoi pionieri, e conoscerli serve a capire perché le tecniche di oggi sono fatte così.</p>
<p>I primi a doversi inventare il mestiere furono i minatori, o meglio i loro ingegneri: la ventilazione forzata delle gallerie, imposta nelle miniere di uranio del dopoguerra quando il nesso col tumore divenne innegabile, fu la prima bonifica da radon della storia, e abbatté di ordini di grandezza le esposizioni dei lavoratori. Il problema domestico produsse i suoi artigiani trent&#8217;anni dopo, su due sponde. In Svezia, il Paese di Hultqvist, che si scoprì pieno di case costruite con calcestruzzi leggeri a base di scisti alluminiferi, radioattivi in proprio, già negli anni Settanta si sperimentavano ventilazione, sigillature e trattamenti dell&#8217;attacco a terra, e nacque l&#8217;idea del &#8220;pozzo radon&#8221; esterno: un pozzo scavato nel terreno accanto alla casa, messo in aspirazione per svuotare di gas il sottosuolo circostante, soluzione tuttora usata nei terreni ghiaiosi scandinavi. In Canada, le bonifiche pubbliche nelle cittadine minerarie contaminate (Elliot Lake, Port Hope) misero a punto negli stessi anni sigillature e ventilazioni dei vespai su scala di quartiere.</p>
<p>La svolta metodologica arrivò però dagli Stati Uniti del dopo-Watras. Tra il giugno 1985 e il giugno 1987 l&#8217;agenzia federale per l&#8217;ambiente condusse in Pennsylvania, sulle case del Reading Prong selezionate tra quelle sopra 750 Bq/m³, il primo programma dimostrativo sistematico: quaranta abitazioni rappresentative dei tipi costruttivi americani, nelle quali vennero installate e confrontate, con misure prima e dopo, la vera novità, le tecniche candidate, scelte dopo una revisione della letteratura canadese, svedese e americana che aveva indicato nella &#8220;ventilazione attiva del suolo&#8221; la strada più promettente. Da quel programma, e da quelli che lo seguirono, uscì codificata la tecnica regina che incontreremo tra poco, la depressurizzazione attiva del suolo sotto la platea, insieme al metodo che ancora oggi distingue i professionisti dai venditori: diagnosi, intervento, verifica strumentale, ogni casa un caso. Negli anni Novanta il testimone passò anche all&#8217;Europa normativa: i centri di ricerca edilizia britannici pubblicarono le prime guide organiche per case nuove ed esistenti, la raccomandazione europea del 1990 diede i riferimenti numerici, e i Paesi a maggior rischio inserirono le protezioni anti-radon nei regolamenti costruttivi. L&#8217;Italia, come vedremo più avanti, è arrivata a codificare tutto questo con il decreto del 2020 e con la sezione 4.4 del suo Piano nazionale, che oggi elenca e raccomanda esattamente le tecniche nate da quella storia; e le schede tecniche pubblicate dall&#8217;agenzia ambientale toscana, undici schede illustrate, dalla sigillatura delle canalizzazioni alla pressurizzazione dell&#8217;intero edificio, restano la migliore biblioteca operativa in lingua italiana.</p>
<h2>Prevenire nel nuovo</h2>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/radon-tavola-rn2-nuovo.png" alt="Stratigrafia dell'attacco a terra di un edificio nuovo protetto dal radon, nell'ordine di posa del cantiere" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 7. La stratigrafia dell&#8217;attacco a terra protetto, nell&#8217;ordine di posa del cantiere.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/radon-tavola-sistema.jpg" alt="Vista tridimensionale dell'attacco a terra che nasce protetto: vespaio a cupole, barriera antigas continua e tubazione predisposta" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 8. L&#8217;attacco a terra che nasce protetto: vespaio a cupole, barriera continua, tubazione predisposta per l&#8217;aspirazione.</figcaption></figure>
<p>Nel nuovo, proteggere dal radon costa un ordine di grandezza meno che nell&#8217;esistente, e nella sua forma minima, la sola predisposizione, quasi nulla: è questa l&#8217;informazione che più fatica ad arrivare ai cantieri, ed è la più preziosa di tutto l&#8217;articolo per chi progetta.</p>
<p>L&#8217;attacco a terra di un edificio nuovo può nascere protetto con quattro mosse, tutte ordinarie. La prima è il vespaio aerato ben concepito: oggi tipicamente una platea continua sopra la quale si posano casseri a perdere a cupola in plastica rigida, che creano sotto il pavimento una camera d&#8217;aria continua e collegabile all&#8217;esterno, un polmone che raccoglie il gas del terreno e gli offre una via che non è il soggiorno. La seconda è la barriera ai gas: una membrana continua stesa sopra il vespaio (o sotto il massetto, secondo la stratigrafia), con giunti saldati e risvolti curati sui perimetrali, la cui tenuta al radon sia una prestazione dichiarata dal produttore nelle sue carte ufficiali, perché una norma di prodotto radon-specifica cogente non esiste, e fa fede la dichiarazione di prestazione. Va detto da cantiere: la membrana perfetta sul disegno vive o muore nei dettagli di posa, i risvolti, i giunti, le riprese attorno a ogni corpo passante, e il radon, atomo solitario, trova il difetto che l&#8217;acqua non trova. La terza mossa è la sigillatura sistematica: il giunto platea-muro con acconci idroespansivi o nastri, ogni attraversamento impiantistico con flange e sigillanti elastici, gli ingressi di tubazioni e cavi portati possibilmente dalle pareti laterali e non dal pavimento, i cavedi tappati alla base. La quarta, la più intelligente perché costa zero, è la predisposizione: un pozzetto di aspirazione nella camera d&#8217;aria del vespaio, una tubazione verticale dedicata che sale chiusa fino al sottotetto o alla copertura, in attesa. Se un giorno la misura, perché anche la casa nuova si misura, al primo inverno di occupazione, dicesse che serve di più, basterà montare un aspiratore su quel tubo: il sistema passivo diventa attivo con la spesa di un elettrodomestico, senza demolire nulla.</p>
<p>Questa impostazione non è un vezzo: è la linea del Piano nazionale, che raccomanda gli accorgimenti anti-radon per tutte le nuove costruzioni, del decreto del 2020, che fissa alle abitazioni costruite dal 2025 in poi un livello di riferimento più severo (200 Bq/m³) e prevede l&#8217;ingresso dei criteri anti-radon nei regolamenti edilizi, e, per gli edifici pubblici, dei Criteri Ambientali Minimi in vigore dal febbraio 2026, che pongono i 200 Bq/m³ come obiettivo progettuale. Qualche amministrazione era arrivata prima: la Lombardia ha pubblicato fin dal 2011 linee guida regionali per la prevenzione nei nuovi edifici, e a fine 2020 le prescrizioni anti-radon comparivano già nei regolamenti edilizi di 372 comuni lombardi, quasi uno su quattro. La direzione è segnata; la velocità, come sempre in edilizia, la faranno i professionisti che ci credono.</p>
<h2>Risanare l&#8217;esistente: il catalogo completo</h2>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/radon-fig3-tecniche.png" alt="Grafico delle riduzioni di radon documentate per ciascuna tecnica di bonifica, dalla ventilazione alla depressurizzazione attiva" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 9. Quanto riduce ciascuna strada, e il patto di manutenzione senza il quale i numeri decadono.</figcaption></figure>
<p>Per gli edifici esistenti non c&#8217;è la bacchetta magica: c&#8217;è un catalogo, ordinato per principio di funzionamento, dal quale la diagnosi, mai il caso, sceglie. Eccolo per intero, con i numeri di efficacia che la letteratura e le schede tecniche italiane documentano.</p>
<h3>Diluire</h3>
<p><strong>Ventilazione degli ambienti.</strong> Aprire le finestre funziona, per ore: il ricambio diluisce il gas, ma il serbatoio è sempre lì, e alla chiusura il radon si riaccumula in una notte; d&#8217;inverno, il metodo costa calore e comfort, e per i valori alti non basta comunque, a 1.000 Bq/m³ nemmeno un dimezzamento riporta alla normalità. La ventilazione meccanica controllata con recupero di calore fa la stessa cosa con ordine, tutto l&#8217;anno: nell&#8217;esperimento milanese, portare i ricambi da quasi zero a un volume/ora tagliò le concentrazioni di circa il 70%, da 1.700 a 600-700 Bq/m³, ma spingere oltre i ricambi non aggiunse quasi nulla, e la casa non scese mai sotto i 500. Morale da incorniciare: la diluizione è un ottimo coadiuvante e un pessimo protagonista. Attenzione anche al segno: una VMC squilibrata in estrazione aumenta la depressione e può peggiorare il radon; i sistemi bilanciati, o leggermente in sovrappressione, lavorano invece dalla parte giusta.</p>
<p><strong>Pressurizzazione dell&#8217;edificio (o del solo interrato).</strong> Il rovescio concettuale della ventilazione: immettere aria filtrata quel tanto che basta a portare i locali in leggera sovrappressione rispetto al suolo, invertendo il flusso nei giunti. Funziona, le schede tecniche la contemplano per i casi in cui non si può agire sotto il pavimento, ma esige un involucro ragionevolmente a tenuta, consuma energia tutto l&#8217;anno e va progettata per non creare condense nelle pareti; è una tecnica di nicchia, da specialisti.</p>
<h3>Sbarrare</h3>
<p><strong>Sigillatura di vie d&#8217;ingresso.</strong> Crepe, giunti, attraversamenti, pozzetti, botole: si sigillano con resine e sigillanti elastici, nastri, malte. Da sola delude quasi sempre, il gas trova la fessura dimenticata, e la superficie di scambio di una platea fessurata è enorme, ma come complemento è preziosa e in due vesti diventa decisiva: quando chiude i &#8220;canali larghi&#8221; (una botola di cantina, una fossa aperta, un contropavimento comunicante) e quando prepara le tecniche di depressurizzazione, la cui efficienza crolla se l&#8217;aria di casa corre a riempire il vuoto che il ventilatore crea.</p>
<p><strong>Barriere sopra il pavimento esistente.</strong> Nelle ristrutturazioni che rifanno i pavimenti, una membrana anti-radon posata sotto il nuovo massetto trasforma il solaio a terra in un coperchio: nell&#8217;esperimento milanese, un film di alluminio accoppiato a polietilene armato rese tra il 78 e l&#8217;89% di riduzione. Richiede continuità maniacale sui perimetri e attorno agli impianti, e ragiona bene in coppia con un vespaio ventilato sotto di sé.</p>
<h3>Svuotare il sotto-pavimento (le tecniche risolutive)</h3>
<p><strong>Ventilazione naturale del vespaio.</strong> Quando la casa ha un vespaio, la mossa più redditizia è spesso la più semplice: dargli aria (di quanta aria abbia bisogno un vespaio <a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">ho scritto a parte</a>). Nel caso milanese, quattro prese d&#8217;aria contrapposte fecero crollare il vespaio da 12.600 a 700-1.000 Bq/m³, e le stanze da 1.300-1.700 a circa 150: riduzione dell&#8217;87-90%, ottenuta senza un solo ventilatore. È la prima opzione delle schede tecniche per gli edifici con vespaio; il suo limite è la dipendenza dal vento e dalla stagione, e la sua controindicazione, lo vedremo, è il conflitto con i sistemi attivi: un vespaio che deve essere depressurizzato va sigillato, non arieggiato.</p>
<p><strong>Ventilazione forzata del vespaio.</strong> La stessa idea con un aspiratore che garantisce il ricambio in ogni condizione: efficacia alta e stabile, consumo modesto, manutenzione di un ventilatore.</p>
<p><strong>Depressurizzazione del suolo (sub-slab depressurization).</strong> La tecnica regina, figlia del programma americano del 1985: uno o più punti di aspirazione ricavati sotto la platea, pozzetti interni scavati attraverso il pavimento, o pozzetti esterni che raggiungono il sotto-fondazione da fuori, collegati da tubazione dedicata a un aspiratore che mantiene il sotto-pavimento in leggera depressione rispetto alla casa. Il flusso nei giunti si inverte: per la prima volta dalla costruzione dell&#8217;edificio, l&#8217;aria scende invece di salire, e il radon del terreno viene catturato alla fonte ed espulso sopra il tetto. Le riduzioni documentate superano regolarmente l&#8217;80-90%, spesso il 95% nei casi ben diagnosticati; l&#8217;assorbimento elettrico è quello di una lampadina di una volta. Sue varianti a pari principio: la <strong>depressurizzazione del vespaio</strong> (il pozzetto pesca nella camera d&#8217;aria degli igloo, è il sistema della tavola che accompagna questo articolo); la <strong>canalina perimetrale</strong> per le platee senza vespaio (una scanalatura lungo il giunto pavimento-muro, chiusa e messa in aspirazione); la <strong>depressurizzazione sotto-membrana</strong> per le cantine a terra battuta (si stende una membrana sul terreno, sigillata ai muri, e si aspira l&#8217;intercapedine sottile che vi resta sotto); l&#8217;<strong>aspirazione dalle pareti scatolari</strong> dove i muri di blocchi cavi fanno da collettore del gas.</p>
<p><strong>Ventilazione delle condotte di drenaggio.</strong> Se attorno alle fondazioni corre un anello drenante in ghiaia con tubo fessurato, o se lo si può posare in un risanamento dell&#8217;interrato, quel circuito è già un collettore di gas perfetto: basta metterlo in aspirazione, con l&#8217;accortezza del sifone sullo scarico dell&#8217;acqua. Le schede italiane la elencano tra le tecniche più eleganti, perché usa contro il radon un&#8217;opera nata per l&#8217;acqua.</p>
<p><strong>Pressurizzazione del suolo.</strong> Il gemello rovesciato della depressurizzazione: si soffia aria nel sotto-pavimento, diluendo il gas e rompendo il richiamo verso i giunti. Funziona in certi terreni permeabili dove l&#8217;aspirazione &#8220;corto-circuita&#8221;, ma spinge aria umida e fredda sotto la casa: si sceglie solo su diagnosi, quando l&#8217;aspirazione ha dato prova di non rendere.</p>
<p><strong>Pozzo radon esterno.</strong> L&#8217;eredità svedese per i terreni molto permeabili: un pozzo a qualche metro dalla casa, in aspirazione continua, che abbassa il radon nel sottosuolo di un intorno ampio, anche di più case insieme. In Italia è raro, ma appartiene al catalogo.</p>
<h3>L&#8217;acqua</h3>
<p>Dove l&#8217;acqua di pozzo o di sorgente porta in casa migliaia di becquerel al litro, si tratta l&#8217;acqua prima dei rubinetti: aerazione forzata (si fa gorgogliare aria nell&#8217;acqua e si sfiata il gas all&#8217;esterno) o filtrazione su carbone attivo granulare, che trattiene il radon e lo lascia decadere nel filtro. Riguarda una minoranza di case italiane, ma per quelle è la tecnica giusta al posto giusto. Il conto che dice se il problema esiste è alla portata di chiunque, e conviene tenerlo a mente: il trasferimento dall&#8217;acqua all&#8217;aria di casa vale grosso modo diecimila a uno, cioè mille becquerel per litro nell&#8217;acqua aggiungono all&#8217;incirca cento becquerel per metro cubo nell&#8217;aria respirata. Sotto quell&#8217;ordine di grandezza l&#8217;acqua è un contributo, non una causa, e la bonifica va cercata sotto il pavimento. Due avvertenze da impiantista, infine, sul filtro: su acque molto attive il carbone diventa a sua volta una piccola sorgente gamma, va collocato lontano dai locali occupati e a fine vita è un rifiuto da gestire, non da buttare; e oltre certe attività conviene l&#8217;aerazione, che il gas lo manda fuori invece di accumularlo in un contenitore dentro casa.</p>
<h3>Che cosa scegliere, in pratica</h3>
<p>La gerarchia operativa che esce da trent&#8217;anni di letteratura è limpida. Sotto i 200-300 Bq/m³ di partenza, le misure leggere, sigillature ben fatte, ventilazione del vespaio se c&#8217;è, un ritocco ai ricambi d&#8217;aria, bastano quasi sempre. Sopra, e ovunque si voglia una garanzia stabile negli anni, la depressurizzazione del suolo o del vespaio è la scelta di default, eventualmente in coppia con le sigillature che ne moltiplicano il rendimento. Le riduzioni attese, documentate dalle fonti italiane: oltre il 50% per i sistemi passivi ben eseguiti, fino al 90% e oltre per gli attivi. E una regola trasversale, che vale più di ogni percentuale: ogni intervento si progetta su una diagnosi, si collauda con una misura, e si mantiene nel tempo.</p>
<h3>Quanto costa, e a chi si telefona</h3>
<p>Un articolo che quantifica tutto in becquerel e in millisievert deve avere il coraggio di quantificare anche in euro, perché è in quella valuta che le famiglie decidono. Gli ordini di grandezza, alla metà del 2026, sono questi.</p>
<p><strong>La misura.</strong> Un dosimetro a tracce costa poche decine di euro, e la coppia che copre i due semestri dell&#8217;anno sta di norma fra i cinquanta e i cento euro, analisi di laboratorio e rapporto di prova compresi. Si compra da un servizio di dosimetria riconosciuto, quelli previsti dall&#8217;articolo 155 del decreto del 2020: le agenzie regionali, salvo iniziative locali di distribuzione, fanno campagne, mappe e vigilanza, non misure a domanda per il singolo cittadino. Un kit comprato online senza un laboratorio riconosciuto dietro può valere come curiosità personale, non come misura di legge, e nei luoghi di lavoro non vale affatto.</p>
<p><strong>La diagnosi.</strong> Quando il numero è alto e bisogna capire da dove entra, servono strumenti attivi, giornate di sopralluogo e mani esperte: il monitor in continuo in più locali, lo sniffing lungo i giunti, il prelievo dal vespaio, la lettura dell&#8217;attacco a terra sulla piantina. È lavoro professionale da qualche centinaio di euro, che ne fa risparmiare molte migliaia, perché è quello che evita l&#8217;intervento sbagliato.</p>
<p><strong>Il rimedio.</strong> Le sigillature sistematiche di una casa unifamiliare stanno fra i cinquecento e i duemila euro; la ventilazione forzata di un vespaio esistente fra il migliaio e i tremila; un sistema di depressurizzazione del suolo o del vespaio completo di pozzetto, tubazione, estrattore, scarico sopra il tetto e collaudo sta di regola fra i duemila e i cinquemila euro per una villetta, e sale se i punti di aspirazione devono essere più d&#8217;uno o se la platea è estesa. Il riferimento straniero è coerente: la guida federale americana, che ha alle spalle centinaia di migliaia di installazioni, indica una spesa media attorno ai 1.200 dollari, con un intervallo tipico fra 800 e 2.500.</p>
<p><strong>L&#8217;esercizio.</strong> Un ventilatore da radon assorbe fra i trenta e i novanta watt e gira sempre: fra i sessanta e i duecento euro l&#8217;anno di elettricità ai prezzi correnti, quanto una lampadina di una volta lasciata accesa. Vive dai cinque ai dieci anni, poi si cambia, per due o quattrocento euro. Il manometro a U non costa quasi nulla e vale l&#8217;impianto intero, perché è l&#8217;unico pezzo che vi dice che gli altri stanno lavorando.</p>
<p><strong>Il nuovo.</strong> Vale la pena tornare sulla frase del capitolo dedicato, perché in cantiere circola in una versione più comoda del vero. Costa quasi nulla la sola predisposizione, il pozzetto e la tubazione lasciati in attesa sotto la platea, poche centinaia di euro. La barriera antigas posata a regola d&#8217;arte, con risvolti, saldature e ripristini dopo il passaggio degli impiantisti, è fatta invece di forniture e soprattutto di manodopera sorvegliata, e si paga. Il messaggio vero è più forte di quello sbagliato: nel nuovo la protezione costa un ordine di grandezza meno che nell&#8217;esistente, e la predisposizione da sola costa come una porta interna.</p>
<p><strong>Il fisco.</strong> Un incentivo dedicato al radon, a oggi, non esiste. Gli interventi passano dalla porta ordinaria della ristrutturazione, come manutenzione straordinaria o risanamento conservativo: nel 2026 la detrazione vale il 50% per l&#8217;abitazione principale e il 36% per gli altri immobili, entro 96.000 euro per unità immobiliare e in dieci quote annuali, e dal 2027 scende al 36 e al 30. Vale la pena farsi confermare l&#8217;inquadramento dal proprio tecnico prima di firmare il preventivo, perché è la differenza fra pagare metà o intero.</p>
<p><strong>I mestieri</strong>, infine, sono tre e non vanno confusi. Chi misura è il servizio di dosimetria riconosciuto. Chi progetta e realizza la bonifica è l&#8217;esperto in interventi di risanamento radon, per il quale il decreto prevede una formazione specifica di almeno sessanta ore e il Piano nazionale gli elenchi. Chi valuta le dosi, quando il risanamento non è bastato, è l&#8217;esperto di radioprotezione, e compare solo nei luoghi di lavoro. Al cittadino servono di norma il primo e il secondo, in quest&#8217;ordine: prima il numero, poi il tubo.</p>
<h2>Il sistema attivo a regola d&#8217;arte</h2>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/radon-tavola-rn3-sistema.png" alt="Sezione tecnica del sistema attivo di depressurizzazione del vespaio, con i nove componenti e il flusso d'aria invertito" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 10. Il sistema attivo in sezione tecnica: i nove componenti e il flusso invertito.</figcaption></figure>
<p><!-- ============================================================ TAVOLA 9 INTERATTIVA - i nove componenti del sistema attivo: al passaggio del mouse (o al tocco) ogni numero mostra la sua voce di legenda. Stile confinato in .mxtav9, nessuno script. ============================================================ --></p>
<figure class="mxtav9">
<style> .mxtav9{--ink:#232823;--carta:#FBFAF6;--linea:#3A3F3A;--acc:#B4530F;margin:1.6em 0;font-family:inherit} .mxtav9 .mxtav9-box{position:relative;display:block;line-height:0} .mxtav9 img{width:100%;height:auto;display:block} .mxtav9 .mxtav9-p{position:absolute;transform:translate(-50%,-50%);width:min(6.2%,54px);aspect-ratio:1; padding:0;margin:0;border:0;border-radius:50%;background:transparent;cursor:help; -webkit-appearance:none;appearance:none;outline:0} .mxtav9 .mxtav9-p::before{content:"";position:absolute;inset:-6%;border-radius:50%; box-shadow:0 0 0 0 rgba(180,83,15,0);transition:box-shadow .18s ease} .mxtav9 .mxtav9-p:hover::before,.mxtav9 .mxtav9-p:focus::before{ box-shadow:0 0 0 4px rgba(180,83,15,.85),0 0 0 9px rgba(180,83,15,.28)} .mxtav9 .mxtav9-t{position:absolute;left:50%;top:calc(100% + 12px);transform:translateX(-50%) translateY(4px); width:min(300px,70vw);background:var(--carta);color:var(--ink);border:1px solid var(--linea); border-radius:10px;padding:10px 12px;font-size:14px;line-height:1.45;text-align:left; box-shadow:0 6px 22px rgba(20,24,20,.22);opacity:0;visibility:hidden;transition:opacity .16s ease,transform .16s ease; pointer-events:none;z-index:5} .mxtav9 .mxtav9-p:hover .mxtav9-t,.mxtav9 .mxtav9-p:focus .mxtav9-t{opacity:1;visibility:visible;transform:translateX(-50%) translateY(0)} .mxtav9 .mxtav9-t b{display:block;color:var(--acc);font-size:14px;margin-bottom:3px} .mxtav9 .mxtav9-p.giu .mxtav9-t{top:auto;bottom:calc(100% + 12px)} .mxtav9 .mxtav9-p.sx .mxtav9-t{left:0;transform:translateX(-12%) translateY(4px)} .mxtav9 .mxtav9-p.sx:hover .mxtav9-t,.mxtav9 .mxtav9-p.sx:focus .mxtav9-t{transform:translateX(-12%) translateY(0)} .mxtav9 .mxtav9-p.dx .mxtav9-t{left:auto;right:0;transform:translateX(12%) translateY(4px)} .mxtav9 .mxtav9-p.dx:hover .mxtav9-t,.mxtav9 .mxtav9-p.dx:focus .mxtav9-t{transform:translateX(12%) translateY(0)} .mxtav9 figcaption{font-size:15px;line-height:1.5;color:#5A615A;margin-top:10px;font-style:italic} .mxtav9 .mxtav9-invito{font-size:14px;color:#5A615A;margin-top:6px} .mxtav9 .mxtav9-invito b{color:var(--acc);font-style:normal} @media (hover:none){.mxtav9 .mxtav9-p::before{box-shadow:0 0 0 3px rgba(180,83,15,.55)}} </style>
<p><span class="mxtav9-box"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/radon-tavola-numerata.jpg" alt="Vista tridimensionale del sistema attivo completo, con i nove componenti numerati come nella legenda" loading="lazy"/><button type="button" class="mxtav9-p giu" style="left:32.9%;top:93.6%" aria-label="1. Camera d'aria del vespaio"><span class="mxtav9-t"><b>1. Camera d&#8217;aria del vespaio</b>Il plenum dove il gas si raccoglie, creato dai casseri a cupola: è qui che il sistema pesca.</span></button><button type="button" class="mxtav9-p giu" style="left:45.3%;top:86.3%" aria-label="2. Barriera antigas a tenuta"><span class="mxtav9-t"><b>2. Barriera antigas a tenuta</b>Membrana continua a giunti termosaldati. Senza, l&#8217;aspiratore ruberebbe aria ai locali invece che al terreno.</span></button><button type="button" class="mxtav9-p giu" style="left:58.0%;top:91.7%" aria-label="3. Pozzetto di aspirazione"><span class="mxtav9-t"><b>3. Pozzetto di aspirazione</b>Il punto di presa dentro la camera d&#8217;aria, al livello degli igloo: uno solo, ben scelto.</span></button><button type="button" class="mxtav9-p" style="left:58.0%;top:65.8%" aria-label="4. Tubazione di estrazione dedicata"><span class="mxtav9-t"><b>4. Tubazione di estrazione dedicata</b>Verticale e sua: lungo la salita non serve nient&#8217;altro.</span></button><button type="button" class="mxtav9-p" style="left:58.2%;top:19.1%" aria-label="5. Estrattore in linea"><span class="mxtav9-t"><b>5. Estrattore in linea</b>Sta nel sottotetto, fuori dagli ambienti abitati. Mai in cantina: a valle del ventilatore il tubo è in pressione.</span></button><button type="button" class="mxtav9-p" style="left:58.4%;top:8.7%" aria-label="6. Scarico sopra il colmo"><span class="mxtav9-t"><b>6. Scarico sopra il colmo</b>Con comignolo, lontano da finestre, prese d&#8217;aria e camini, perché il gas espulso non rientri.</span></button><button type="button" class="mxtav9-p" style="left:52.1%;top:44.0%" aria-label="7. Manometro a U"><span class="mxtav9-t"><b>7. Manometro a U</b>La spia dell&#8217;impianto: finché le due colonnine restano sfalsate la depressione c&#8217;è; allineate, il sistema è fermo.</span></button><button type="button" class="mxtav9-p sx" style="left:26.4%;top:74.4%" aria-label="8. Sigillature a tenuta"><span class="mxtav9-t"><b>8. Sigillature a tenuta</b>Giunto parete-platea, fessure e attraversamenti degli impianti: chiudono i corto-circuiti d&#8217;aria.</span></button><button type="button" class="mxtav9-p dx" style="left:70.6%;top:60.4%" aria-label="9. Dispositivo di misura nel locale abitato"><span class="mxtav9-t"><b>9. Dispositivo di misura nel locale abitato</b>Si misura dove si respira, non nel vespaio: prima dell&#8217;intervento fa la diagnosi, dopo emette il verdetto.</span></button></span><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 11. Il sistema attivo completo, con i nove componenti numerati come nella legenda.</figcaption><p class="mxtav9-invito"><b>Passa il mouse sui numeri</b> (o toccali, da telefono) per leggere che cos&#39;è ciascun componente.</p>
</figure>
<p>Poiché la depressurizzazione attiva del vespaio è la tecnica che questo articolo accompagna con la sua tavola illustrata, vale la pena scriverne la grammatica per esteso, componente per componente, perché è lì, nei dettagli, che si vedono i professionisti. Nove punti, gli stessi numerati nella sezione.</p>
<p>Uno: la camera d&#8217;aria del vespaio aerato, il plenum di raccolta, il vuoto creato dai casseri a cupola, che il sistema mette in depressione. Due: la barriera antigas a tenuta sopra il vespaio, membrana continua a giunti saldati: senza di lei l&#8217;aspiratore ruberebbe aria ai locali invece che al terreno, e la depressione, il cuore del sistema, si disperderebbe. Tre: il pozzetto di aspirazione dentro la camera d&#8217;aria, al livello degli igloo, punto di presa unico e ben posizionato. Quattro: la tubazione di estrazione dedicata, verticale, che sale senza servire nient&#8217;altro. Cinque: l&#8217;estrattore, un aspiratore in linea, montato in alto e fuori dagli ambienti abitati, nel sottotetto, mai in cantina: a valle del ventilatore il tubo è in pressione, e ogni sua perdita dentro casa sarebbe un&#8217;iniezione di gas concentrato. Sei: lo scarico in atmosfera sopra il colmo, con comignolo, lontano da finestre, prese d&#8217;aria e dal camino di casa, perché il gas espulso non rientri dalla porta accanto. Sette: il manometro a U sul tubo, la spia più onesta dell&#8217;impiantistica mondiale, due colonnine d&#8217;acqua colorata che, finché restano sfalsate, dicono a chiunque passi che la depressione c&#8217;è; quando si allineano, il sistema è fermo e nessuno se ne accorgerebbe altrimenti. Otto: le sigillature dei giunti parete-platea, delle fessure e degli attraversamenti, che chiudono i corto-circuiti d&#8217;aria. Nove: il dispositivo di misura nel locale abitato, non nel vespaio: si misura dove si respira, che prima dell&#8217;intervento fa la diagnosi e dopo emette il verdetto.</p>
<p>Si noti che in questo schema il vespaio è sigillato, non arieggiato: niente griglie perimetrali. Non è una dimenticanza, è il progetto, in un sistema attivo la camera d&#8217;aria è il polmone in depressione, e ogni apertura verso l&#8217;esterno sarebbe un corto-circuito che ruba efficienza; su muri contro terra, del resto, le griglie non avrebbero comunque dove dare. Ventilazione naturale e depressurizzazione attiva sono due strategie alternative sullo stesso vespaio, non cumulabili: la diagnosi sceglie, il progetto esegue, la misura verifica.</p>
<p>Quattro dettagli che nei nove punti non compaiono decidono se il sistema durerà. La <strong>condensa</strong>: il tubo che attraversa un sottotetto freddo trasporta aria umida presa dal terreno, e l&#8217;acqua che vi si forma deve poter tornare giù per pendenza, mai raccogliersi nel corpo del ventilatore, che altrimenti muore in un paio di inverni. Il <strong>rumore</strong>: buona parte degli impianti che si trovano spenti sono impianti rumorosi, spenti da chi ci abita, e il rumore si combatte con il disaccoppiamento elastico dei supporti, con i percorsi dritti e con ventilatori elettronici modulanti tenuti al minimo giro utile. La <strong>prova del campo di depressione</strong>: prima di fissare il punto di aspirazione definitivo si praticano fori spia nella platea, a distanze crescenti, e si misura con un micromanometro quanta depressione arriva laggiù; è il vero test di progetto della depressurizzazione, quello che dice se un pozzetto basta o se ne servono tre. La <strong>permeabilità del sottofondo</strong>, che detta la macchina: sotto una platea su ghiaia serve un ventilatore di portata, sotto una platea su argille compatte serve un ventilatore di prevalenza, capace di tirare poco ma forte; scambiarli significa pagare un impianto che non prende.</p>
<p>E una verifica di sicurezza che i protocolli americani impongono e che da noi si dimentica: un sistema in estrazione toglie aria alla casa, e in una casa con caldaie a fiamma libera, stufe o caminetti può favorire il riflusso dei fumi. Dopo l&#8217;accensione dell&#8217;impianto i generatori a combustione vanno riprovati, tiraggio e monossido, come dopo ogni intervento che cambia l&#8217;equilibrio delle pressioni. Una nota di segno opposto, per il nuovo: la tubazione lasciata in predisposizione, se sale dentro il volume riscaldato ed esce sopra il colmo, lavora già da camino passivo prima che qualcuno vi monti un ventilatore, perché la differenza di temperatura fa il tiraggio da sola; in molte case, misura alla mano, basta quella.</p>
<p>Il collaudo, appunto. Un sistema appena acceso si verifica con una misura comparativa, la letteratura suggerisce protocolli semplici, come tre settimane consecutive con impianto spento, acceso, e di nuovo spento, lette con un monitor in continuo, e poi con la misura lunga, quella vera, sull&#8217;anno. E si consegna a chi abita con le istruzioni di un impianto qualunque: il manometro si guarda ogni tanto passandoci davanti, il ventilatore si sente (il silenzio improvviso è un allarme, non una pace), e ogni modifica edilizia futura, un pavimento rifatto, una nuova tubazione che buca la platea, è un fatto che riguarda il sistema.</p>
<h3>Gli errori che si vedono in cantiere, e i falsi rimedi</h3>
<p>Chi fa sopralluoghi incontra sempre gli stessi sbagli, e vale la pena elencarli, perché riconoscerli è già metà del mestiere. <strong>Lo scarico messo male</strong>, sotto la gronda, accanto a una finestra da tetto o a una presa d&#8217;aria: il gas espulso rientra dalla porta accanto e l&#8217;impianto lavora contro sé stesso. <strong>La membrana bucata dopo la posa</strong>, dagli impiantisti che passano tubi e cavi e nessuno che ripristini: una barriera continua interrotta in dieci punti non è una barriera. <strong>L&#8217;estrattore montato in cantina o in taverna</strong>, dove il tratto in pressione, se perde, inietta in casa aria concentrata: l&#8217;estrattore sta in alto e fuori dagli ambienti abitati. <strong>Il manometro mai installato</strong>, cioè un impianto senza spia, che il giorno in cui si ferma non lo dice a nessuno. <strong>Il collaudo mai fatto</strong>, che è poi la ragione per cui, in Svizzera, quattro risanamenti su dieci erano tornati sopra il riferimento senza che nessuno se ne accorgesse. <strong>Le griglie del vespaio chiuse d&#8217;inverno</strong> &#8220;per il freddo&#8221;, che è come togliere il tappo alla vasca e lamentarsi che si svuota. <strong>La misura fatta d&#8217;estate per far presto</strong>, che può dimezzare il risultato e assolvere una casa colpevole. E <strong>la sigillatura venduta come bonifica</strong>: preziosa come complemento, quasi sempre deludente da sola, perché il gas trova le vie che non si vedono.</p>
<p>Ci sono infine i falsi rimedi, quelli che si comprano al posto della bonifica. I <strong>purificatori d&#8217;aria e gli ionizzatori</strong> non tolgono il radon: filtrano il pulviscolo, e il radon è un gas nobile che attraversa i filtri come attraversa i muri. Anzi, togliendo pulviscolo spostano i figli verso la frazione non attaccata, quella che si deposita nei bronchi con più efficienza per becquerel: nel migliore dei casi si spende per niente. Non sono rimedi neppure i <strong>deumidificatori</strong>, che lavorano sull&#8217;acqua e non sul gas, né le <strong>piante da appartamento</strong>, né le vernici e i rasanti venduti come &#8220;antiradon&#8221; quando non fanno parte di un sistema continuo e collaudato. E non lo è <strong>il pavimento nuovo</strong>: un massetto rifatto senza barriera e senza sigillature cambia l&#8217;estetica della stanza, non la fisica dell&#8217;attacco a terra. La domanda da fare a chiunque proponga qualcosa è sempre la stessa, ed è gratis: con quale misura, prima e dopo, mi dimostra che ha funzionato?</p>
<h2>Mantenere: la lezione svizzera</h2>
<p>L&#8217;ultimo capitolo del rimedio non parla di come si costruisce un sistema, ma di come si tradisce: col tempo.</p>
<p>Lo studio più istruttivo in materia viene dalla Svizzera, che di bonifiche ne ha fatte a migliaia. Un progetto di verifica è tornato, anni dopo, in 158 edifici già risanati per il radon, a rimisurare: in 62, quattro su dieci, le concentrazioni erano risalite sopra il riferimento di 300 Bq/m³. Le cause, in ordine sparso ma tutte umane: ventilatori spenti da chissà quando, guasti mai notati, portate ridotte, modifiche edilizie che avevano cambiato le carte in tavola; e in circa la metà degli edifici la misura di controllo a fine risanamento non era mai stata fatta, il sistema era stato montato e salutato. I sistemi attivi risultavano nel complesso più efficaci dei passivi, ma con la loro condizione scritta nel contratto: sono impianti, e gli impianti si mantengono. Gli interventi recenti rendevano meglio dei vecchi, segno che la tecnica impara; ma la curva del tempo, senza manutenzione, va da una parte sola.</p>
<p>La morale investe tutto ciò che questo articolo ha raccontato: la bonifica dal radon non è un intervento, è un patto di lungo periodo tra l&#8217;edificio e chi lo abita. Il patto ha clausole semplici, la misura di collaudo, sempre; un&#8217;occhiata periodica al manometro; la rimisura ogni pochi anni e dopo ogni lavoro edilizio; la sostituzione del ventilatore quando invecchia, e oggi ha anche un alleato nuovo: i monitor elettronici continui a basso costo, che la ricerca europea sta integrando nei sistemi di ventilazione per creare bonifiche &#8220;a domanda&#8221;, capaci di accorgersi da sole quando il radon rialza la testa e di rispondere accelerando. Il progetto pilota italo-belga che ha sperimentato questi sistemi ibridi, sensore, centralina, ventilazione modulante, punta dichiaratamente a tenere le case sotto i 100 Bq/m³ dell&#8217;obiettivo OMS, non solo sotto i riferimenti di legge. La direzione della storia è questa: dal rimedio una tantum alla protezione continua, misurata, silenziosa, come il riscaldamento, come l&#8217;acqua calda. Il radon è entrato nelle case con la fisica; ne uscirà con l&#8217;impiantistica.</p>
<h2>L&#8217;Italia del radon in numeri</h2>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/radon-fig4-italia.png" alt="Grafico delle medie regionali dell'indagine nazionale sul radon e mappa delle aree prioritarie pubblicate in Gazzetta" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 12. Le medie regionali dell&#8217;indagine nazionale e le aree prioritarie pubblicate ad agosto 2026.</figcaption></figure>
<p>L&#8217;Italia è, per geologia e per patrimonio edilizio, uno dei Paesi europei più esposti. Lo sappiamo con precisione da una campagna che resta una delle migliori pagine della sanità pubblica italiana: l&#8217;indagine nazionale condotta tra il 1989 e il 1997 dall&#8217;Istituto Superiore di Sanità e dall&#8217;ENEA con i laboratori regionali, su 5.361 abitazioni campionate in 232 comuni con un disegno statistico rigoroso, tutti i comuni sopra i centomila abitanti, gli altri estratti a sorte, le famiglie in proporzione. Il risultato: una concentrazione media nazionale di 70 Bq/m³, contro una media mondiale stimata attorno a 40, con circa il 4% delle abitazioni sopra 200 Bq/m³ e quasi l&#8217;1% sopra 400. Tradotto in case: nell&#8217;ordine di 800.000 abitazioni oltre i 200, 200.000 oltre i 400.</p>
<p>La media, però, è il dato meno interessante. La tabella regionale racconta un Paese diviso dalla geologia:</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Regione / P.A.</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Media (Bq/m³)</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>% abitazioni &gt;200</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>% &gt;400</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Lazio</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>119</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>12,2</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3,4</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Lombardia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>111</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>8,4</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2,2</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Friuli Venezia Giulia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>99</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>9,6</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>4,8</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Campania</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>95</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>6,2</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,3</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Bolzano</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>70</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5,7</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Piemonte</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>69</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2,1</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,7</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Sardegna</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>64</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2,4</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Abruzzo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>60</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>4,9</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Veneto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>58</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,9</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,3</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Umbria</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>58</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,4</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Puglia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>52</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,6</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Trento</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>49</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,3</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Toscana</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>48</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,2</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Valle d&#8217;Aosta</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>44</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Emilia-Romagna</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>44</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,8</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Molise</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>43</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Liguria</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>38</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,5</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Sicilia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>35</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Basilicata</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>30</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Marche</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>29</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,4</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Calabria</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>25</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,6</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'><strong>Italia (media pesata)</strong></td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'><strong>70</strong></td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'><strong>4,1</strong></td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'><strong>0,9</strong></td>
</tr>
</table>
</div>
<p><em>Fonte: APAT, Annuario dei dati ambientali 2003, indagine nazionale ISS-ENEA 1989-1997. Sono valori di trent&#8217;anni fa, misurati su tutti i piani: le campagne regionali successive, mirate ai piani terra, hanno trovato medie più alte (Lombardia 124, Sardegna 116). La graduatoria regge, i livelli vanno letti come minimi.</em></p>
<p>In testa i territori vulcanici del Lazio e della Campania (tufi e pozzolane), le province alpine e prealpine lombarde, il Carso e le vallate friulane. In coda le regioni dei sedimenti fini, argille, sabbie, che al radon oppongono poca sorgente e poca strada.</p>
<p>Le campagne regionali dei decenni successivi, più fitte e mirate ai piani terra, hanno però corretto quella prima fotografia al rialzo, e questa è la notizia che il Paese ancora non ha del tutto assorbito. In Lombardia, le 3.600 misure al piano terra del 2003-2004 hanno restituito una media di 124 Bq/m³ (mediana 78, massimo 1.795), con il 15,5% dei punti sopra 200 e il 4,4% sopra 400, concentrati nelle province di Bergamo, Brescia, Lecco, Sondrio e Varese; l&#8217;analisi geostatistica ha stimato 616 comuni, il 40%, dove un&#8217;unità immobiliare su dieci al piano terra supererebbe i 200. In Friuli Venezia Giulia la media regionale si colloca attorno ai 100 Bq/m³, e la campagna di scienza partecipata &#8220;RADON: misure per 1000 famiglie&#8221; del 2017-2018, milleottocento dosimetri distribuiti ai cittadini, adesioni da 170 comuni su 216, ha trovato il 12% delle abitazioni sopra i 300, con i massimi sui suoli permeabili dell&#8217;alta pianura, delle vallate montane e del Carso; istruttivo il seguito umano: a pochi mesi dai risultati, quattro famiglie su dieci tra quelle sopra soglia avevano già chiesto il sopralluogo per intervenire. In Sardegna il progetto regionale 2017-2019 su 1.837 edifici in 208 comuni ha misurato una media aritmetica di 116 Bq/m³, aprendo la strada alla prima classificazione italiana delle aree prioritarie. L&#8217;Alto Adige ha distribuito 770 dosimetri ai privati in un&#8217;altra campagna partecipata e ha aggiornato la sua mappa provinciale. La lezione metodologica è limpida, e vale per chi leggerà qualunque mappa: più si misura vicino al suolo, e più si misura davvero, più radon si trova.</p>
<h2>La legge italiana, dal 1995 al PNAR</h2>
<p>Il diritto italiano del radon si racconta in quattro atti, e la sua evoluzione ricalca quella della consapevolezza scientifica.</p>
<p>Atto primo, 1995-2000: il radon entra nell&#8217;ordinamento dalla porta del lavoro. Il decreto legislativo 241 del 2000, recependo la direttiva Euratom del 1996, inserisce il radon nel testo del decreto 230 del 1995 e affida alle Regioni l&#8217;individuazione, rimasta allora sulla carta, delle aree a maggior rischio; lo stesso decreto impone ai datori di lavoro dei sotterranei (tunnel, grotte, catacombe, terme, miniere) la misura del radon, con un livello d&#8217;azione di 500 Bq/m³ e obblighi crescenti di dose. Le abitazioni restano esplicitamente fuori: per vent&#8217;anni la casa italiana non ha avuto, in materia, nessuna legge.</p>
<p>Atto secondo, 2002-2008: la strategia sanitaria. Il Piano Nazionale Radon del Ministero della Salute (2002) e le raccomandazioni collegate disegnano, senza forza cogente ma con buona scienza, l&#8217;architettura che verrà: campagne di misura, prevenzione nei nuovi edifici, formazione. È la stagione in cui le Regioni pioniere (Lombardia, Veneto, Friuli, Piemonte, Bolzano) avviano per conto loro le grandi mappature.</p>
<p>Atto terzo, 2020: il salto. Il decreto legislativo 101 del 31 luglio 2020, attuazione della direttiva 2013/59/Euratom (corretto e integrato dal decreto 203 del 2022), è la prima legge organica italiana sul radon. Fissa i livelli di riferimento in concentrazione media annua: 300 Bq/m³ per le abitazioni esistenti e per i luoghi di lavoro, 200 per le abitazioni costruite dopo il 31 dicembre 2024. Impone la misura nei luoghi di lavoro sotterranei ovunque, e in quelli seminterrati o al piano terra nelle aree classificate prioritarie; sopra il riferimento scattano il risanamento, la verifica, e, se il superamento resiste, la valutazione delle dosi con gli obblighi conseguenti. Definisce chi può misurare (i servizi di dosimetria riconosciuti) e chi può progettare le bonifiche (professionisti con formazione specifica di almeno 60 ore); prevede l&#8217;ingresso dei criteri anti-radon nei regolamenti edilizi. E all&#8217;articolo 11 inventa lo strumento territoriale: le aree prioritarie, cioè le zone dove si stima che più del 15% degli edifici superi i 300 Bq/m³ al piano terra, che le Regioni devono individuare e pubblicare. Le abitazioni private restano libere, nessun obbligo di misura per chi vive a casa propria, ma dentro la strategia: l&#8217;informazione, gli incentivi e le campagne devono arrivare anche lì.</p>
<p>Atto quarto, 2024-2026: l&#8217;attuazione. Il Piano Nazionale d&#8217;Azione per il Radon 2023-2032, adottato con DPCM dell&#8217;11 gennaio 2024, mette in fila tutto, informazione ai cittadini, protocolli di misura, banca dati nazionale, formazione dei professionisti dell&#8217;edilizia e della sanità, priorità di risanamento (prima gli edifici sopra 300, l&#8217;obiettivo di ridurre il radon in almeno metà delle abitazioni delle aree prioritarie che superano i 200 Bq/m³, dando la precedenza a quelle sopra 300), tecniche raccomandate nelle specifiche tecniche di intervento della sua sezione 4.4, e lo finanzia, con un fondo da dieci milioni l&#8217;anno per il triennio 2023-2025 destinato alle campagne regionali di misura. I Criteri Ambientali Minimi per l&#8217;edilizia (DM 24 novembre 2025, in Gazzetta il 3 dicembre, obbligatori negli appalti dal 2 febbraio 2026 in sostituzione di quelli del 2022) portano l&#8217;obiettivo progettuale a 200 Bq/m³ in tutti gli edifici pubblici, e lo fanno indipendentemente dalla zona: anche fuori dalle aree prioritarie, dove il decreto del 2020 non chiederebbe nulla. E le Regioni pubblicano, una dopo l&#8217;altra, le loro aree prioritarie: all&#8217;estate 2026 lo hanno fatto in undici, Sardegna per prima (162 comuni, delibera di giunta il 30 giugno 2022, elenco in Gazzetta il 14 ottobre), poi Piemonte (37), Lombardia (90), Friuli Venezia Giulia (52), Toscana (13), Veneto (21), Puglia (8), Valle d&#8217;Aosta (11), Liguria (16) e le Province autonome di Bolzano (58) e Trento (15): 483 comuni in tutto, l&#8217;ultimo elenco pubblicato a fine giugno 2026, mentre l&#8217;Emilia-Romagna ha formalizzato che, dai dati disponibili, nessun suo comune raggiunge la soglia, e le restanti stanno completando le campagne finanziate dal fondo. Per i comuni in elenco le conseguenze sono già concrete: ogni datore di lavoro con locali al piano terra o interrati deve misurare, e risanare se serve.</p>
<h3>Il flusso: chi fa che cosa, ed entro quando</h3>
<p>La legge, per un datore di lavoro, non è una cronologia ma una procedura, e conviene scriverla come tale. Primo passo, la misura: si esegue con un servizio di dosimetria riconosciuto, dura un anno con sostituzione dei dosimetri a metà, e va completata entro ventiquattro mesi dall&#8217;inizio dell&#8217;attività per i luoghi di lavoro sotterranei e per gli stabilimenti termali, ed entro diciotto mesi dall&#8217;individuazione delle aree prioritarie da parte della Regione per i seminterrati e i piani terra che vi ricadono, termine introdotto dal decreto correttivo del 2022. Secondo passo, la lettura del risultato. Sotto il livello di riferimento di 300 Bq/m³ non si fa nulla di più: si mette l&#8217;esito nel documento di valutazione dei rischi e si ripete la misura dopo otto anni, o prima se si mettono le mani sull&#8217;attacco a terra, sull&#8217;involucro o sugli impianti di ventilazione. Sopra il riferimento parte il terzo passo: le misure correttive, progettate da un esperto in interventi di risanamento, vanno attuate entro due anni, e la loro efficacia si verifica con una nuova misura; da lì in avanti la misura si ripete ogni quattro anni. Quarto passo, per i casi che resistono: se dopo il risanamento il superamento persiste, entra in scena l&#8217;esperto di radioprotezione, che valuta la dose efficace ricevuta dai lavoratori. Se resta sotto i 6 millisievert l&#8217;anno la situazione si sorveglia; se li supera, il datore di lavoro entra negli obblighi delle esposizioni pianificate, con notifica, sorveglianza e tutto ciò che ne consegue.</p>
<p>Le tre figure, come si vede, sono distinte e successive: chi misura, chi risana, chi valuta le dosi. E gli obblighi hanno un prezzo per chi li ignora, che è bene conoscere: la mancata misura è punita con l&#8217;arresto fino a sei mesi o con un&#8217;ammenda dell&#8217;ordine di alcune migliaia di euro, il mancato ricorso all&#8217;esperto o la mancata attuazione delle misure correttive con pene più severe, e le omesse comunicazioni con sanzioni amministrative. Per un datore di lavoro, in altre parole, la misura del radon non è un adempimento facoltativo dell&#8217;anno prossimo.</p>
<p>A chi vive in una casa di proprietà, la legge, va detto con chiarezza, non chiede nulla. È la sua debolezza e la sua sfida: in Italia la protezione dell&#8217;ambiente domestico dal radon resta un atto volontario, che lo Stato può solo informare e facilitare: la detrazione ordinaria per le ristrutturazioni copre già questi lavori, ma un incentivo dedicato, come si fa per ogni altra opera che salva vite, non c&#8217;è ancora. La distanza tra i 3.300 casi l&#8217;anno della statistica e il silenzio dei condomini si colma lì.</p>
<h2>La casa che si compra, la casa che si divide</h2>
<p>Ci sono due momenti in cui il radon smette di essere una questione sanitaria e diventa una questione patrimoniale, ed è lì che gli italiani si muovono davvero: quando una casa cambia proprietario e quando la casa è di tutti e di nessuno, cioè in condominio. Su nessuno dei due la legge italiana dice qualcosa, e proprio per questo vale la pena dire qualcosa qui.</p>
<p><strong>La compravendita.</strong> Negli Stati Uniti la misura del radon è prassi consolidata delle transazioni immobiliari, al punto che l&#8217;agenzia federale ha scritto protocolli apposta per quel contesto: misure brevi, in condizioni di casa chiusa dichiarate e controllate, perché i tempi di un rogito non sono quelli di una misura annuale. In Italia non esiste nulla di simile: il radon non compare nell&#8217;attestato di prestazione energetica, non compare negli atti, non compare nelle visure, e nessuno è tenuto a dichiararlo. Chi compra, però, può fare tre cose, tutte legittime e tutte poco praticate. Può chiedere se una misura esiste, e farsela consegnare. Può far eseguire uno screening breve prima del preliminare, sapendo che è un orientamento e non una sentenza. E può scrivere nel preliminare una clausola che impegna alla misura lunga dopo il rogito e ripartisce il costo dell&#8217;eventuale bonifica, che è il modo civile di trattare un&#8217;incertezza che nessuno dei due contraenti ha creato. Al venditore conviene ribaltare lo stigma: una casa con la misura in mano e, se serviva, un sistema collaudato e documentato, non vale meno di una casa che non ha mai misurato, vale di più, esattamente come una casa con l&#8217;impianto elettrico a norma.</p>
<p><strong>L&#8217;affitto</strong> è il caso più ingiusto, perché chi respira non decide. L&#8217;inquilino può misurare, e dovrebbe, soprattutto se abita un piano terra o un seminterrato in area prioritaria; ma le opere sull&#8217;attacco a terra sono del proprietario. Nei contratti lunghi, la misura all&#8217;ingresso e l&#8217;accordo su chi paga il rimedio sono materia da mettere per iscritto insieme alla caldaia.</p>
<p><strong>Il condominio, e i piani alti.</strong> Metà degli italiani vive in edifici plurifamiliari, e la domanda più frequente in assoluto è: al quarto piano devo preoccuparmi? La risposta onesta è quasi mai, e il quasi va spiegato. Il radon del suolo si diluisce salendo, e i gradienti misurati lo dicono con chiarezza: nell&#8217;indagine dei liceali cuneesi citata più avanti, cantine a 648 Bq/m³ di media, piani terra a 202, piani alti a 124. Ma il quasi ha due nomi. Il primo sono i materiali: dove i muri sono di tufo, pozzolana o pietra vulcanica, la sorgente è in casa e non sotto, e sale con l&#8217;edificio. Il secondo sono i cavedi, i vani ascensore e le colonne impiantistiche, che nelle case alte funzionano da autostrada verticale e possono portare in alto quello che nasce in basso: se un piano alto misura più del piano sotto, la spiegazione è di solito lì.</p>
<p>Restano i locali che quasi nessuno misura e che sono i più esposti: cantine, box, taverne, lavanderie, sale comuni interrate. E qui si aprono due questioni pratiche che l&#8217;assemblea prima o poi dovrà affrontare. La prima è la ripartizione: vespaio, platea, muri contro terra e colonne impiantistiche sono parti comuni, la bonifica si delibera in assemblea e la spesa si ripartisce, ma il beneficio riguarda soprattutto i piani bassi, e il codice consente di tenerne conto quando una cosa comune serve i condomini in misura diversa. Metterlo in chiaro prima, con una relazione tecnica e i numeri delle misure, evita la lite dopo. La seconda è che un condominio con dipendenti, il portiere per esempio, è un datore di lavoro a tutti gli effetti: la portineria interrata o al piano terra, in un comune classificato area prioritaria, va misurata come qualunque altro luogo di lavoro, con gli obblighi e le scadenze del capitolo precedente. È il punto in cui l&#8217;amministratore scopre di avere, sul radon, una responsabilità che non sapeva di avere.</p>
<h2>Le mappe e i loro limiti</h2>
<p>Chi voglia vedere il proprio territorio ha oggi strumenti pubblici che dieci anni fa non esistevano, e conviene conoscerli per nome. Il primo è il SINRAD, il sistema informativo nazionale sulla radioattività dell&#8217;Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN): la sua sezione radon raccoglie i risultati di trent&#8217;anni di misure in abitazioni, scuole e luoghi di lavoro, dal 1989 in avanti, e li mostra su una mappa interattiva comunale: le stime di concentrazione media comunale coprono 4.241 comuni, il 53% di quelli italiani, con la trama più fitta al Centro-Nord e buchi larghi al Sud. Il secondo è il portale delle mappe del Ministero dell&#8217;Ambiente su base ISPRA: la carta predittiva nazionale, la radioattività naturale potenziale delle rocce affioranti, lo schema litologico, gli elenchi dei comuni interessati da alta radioattività potenziale, la lettura geologica del rischio, aggiornata a fine 2025, con la carta delle aree prioritarie in preparazione. Il terzo è la costellazione delle pagine radon delle ARPA e APPA regionali, dove stanno le mappe di dettaglio, gli elenchi ufficiali dei comuni prioritari con gli estremi di Gazzetta, e i riferimenti dei laboratori. Sopra tutto, l&#8217;Atlante europeo della radioattività naturale del Centro comune di ricerca compone dal 2006 la mappa continentale del radon indoor su celle di dieci chilometri, alimentata dai dati nazionali: utile per capire che il problema non ha confini, e che l&#8217;Italia vi figura tra i Paesi più segnati.</p>
<p>E qui va ripetuta, con le parole più nette possibili, l&#8217;avvertenza che attraversa tutto questo articolo e che le stesse istituzioni mettono in cima alle loro pagine: le mappe non diagnosticano le case. La variabilità tra edificio ed edificio, dentro lo stesso comune, la stessa via, perfino tra due villette gemelle, è tale che nessuna carta può dire quanto radon c&#8217;è nella stanza dove dormite: due case adiacenti possono stare una a 40 e una a 400. Le mappe servono alle Regioni per decidere dove concentrare misure e risorse, ai progettisti per sapere quando alzare la guardia, ai curiosi per capire la geologia sotto i piedi. Alla singola famiglia serve una cosa sola, e costa come una cena: il dosimetro.</p>
<h2>La spia della Terra</h2>
<p>C&#8217;è un ultimo ritratto del radon che merita un capitolo intero, perché ribalta la prospettiva di tutto l&#8217;articolo: fuori dalle case, questo gas è uno degli strumenti più raffinati che le scienze della Terra possiedano. La stessa fisica che lo rende un pericolo nei soggiorni, nasce nella roccia, risale lungo le fratture, si misura con precisione squisita, lo rende, in campo aperto, una spia dei movimenti del pianeta.</p>
<h3>Sui vulcani</h3>
<p>La scuola italiana è, in questo campo, tra le prime al mondo. Sull&#8217;Etna le misure di radon cominciano nel 1976, e da allora oltre cinquanta studi scientifici hanno usato questo gas per ascoltare il vulcano: la rassegna pubblicata nel 2023 dai ricercatori dell&#8217;Osservatorio Etneo racconta stazioni che registrano da decenni, con sonde interrate che contano il gas ogni venti minuti. I risultati sono di quelli che tolgono il sonno ai vulcanologi entusiasti: nel 1998, aumenti cospicui di radon furono registrati almeno 46 ore prima di ciascuno di cinque episodi di fontana di lava del cratere di Sud-Est; nel 2006 le stazioni sommitali videro l&#8217;anomalia ore prima dell&#8217;eruzione; a Piano Provenzana la velocità di risalita del gas, più di 50 metri al giorno, e oltre 90 in quota, ha permesso di stimare da dove viene e quanto corre. A Stromboli, una rete di 25 stazioni attiva dal 2002 ha stabilito perfino una soglia empirica: attività sopra i 20.000 Bq/m³ per almeno tre giorni alle stazioni sommitali hanno preceduto di 12-14 giorni i parossismi del 2002-2003, con punte della rete, negli anni, fino a 97.000 Bq/m³ (registrate attorno al terremoto di Salina del 2004); e le anomalie hanno rivelato come i grandi terremoti regionali, Palermo 2002, perfino Boumerdes in Algeria, a più di mille chilometri, &#8220;risveglino&#8221; il degassamento dei vulcani a condotto aperto. Ai Campi Flegrei, sette anni di monitoraggio continuo (2011-2017) in due siti della caldera hanno mostrato che le anomalie del radon accompagnano fedelmente sollevamento del suolo, sismicità e tremore delle fumarole, e hanno suggerito che l&#8217;area interessata dalla crisi bradisismica sia più ampia della zona dei terremoti: un&#8217;informazione che nessun sismometro, da solo, avrebbe dato. Qui il radon non promette profezie: fa il termometro di un sistema idrotermale, e lo fa bene.</p>
<h3>Prima dei terremoti?</h3>
<p>Il capitolo sismico è più affascinante e più scivoloso, e va raccontato con le due mani: quella dei successi e quella dei conti che non tornano.</p>
<p>La storia comincia a Tashkent, in Uzbekistan, dove negli anni Sessanta si osservò l&#8217;aumento del radon nell&#8217;acqua di un pozzo profondo prima del terremoto del 1966; da allora la letteratura ha accumulato casi in ogni continente. Il più celebre è Kobe, 1995: in un pozzo a trenta chilometri dall&#8217;epicentro il radon salì da 20 a 60 becquerel al litro nei tre mesi precedenti, con un picco nove giorni prima della scossa che fece seimila vittime. La scuola giapponese ha costruito su questi dati un metodo intero, monitorando il radon atmosferico con le camere a ionizzazione degli istituti universitari di radioisotopi: prima del gigantesco Tohoku del 2011 tre stazioni videro variazioni simultanee oltre le tre deviazioni standard, e prima del terremoto di Osaka del 2018 la concentrazione scese, perché anche le anomalie negative contano: un sottosuolo che smette di respirare può essere un sottosuolo che si sta caricando. In Friuli, a Cazzaso, una sonda in un foro di 80 centimetri registrò l&#8217;anomalia più netta della sua serie tre settimane prima di un terremoto di magnitudo 5.1; sull&#8217;Appennino, la stazione dell&#8217;INGV a Cittareale, 11 chilometri dall&#8217;epicentro di Amatrice, mostrò nell&#8217;estate 2016 un comportamento anomalo in direzione opposta al previsto, valori più bassi del solito, con le variazioni relative più forti dell&#8217;intera serie concentrate nei novanta giorni prima della scossa. E in Israele un esperimento elegante ha fornito il controllo negativo che alla scienza serviva: un&#8217;esplosione di calibrazione da 20 tonnellate, l&#8217;equivalente di una magnitudo 2,6, ma senza alcuna preparazione tettonica, non produsse nessuna anomalia di radon. Se le anomalie vere esistono, vengono dalla lenta preparazione del terremoto, non dallo scuotimento.</p>
<p>Poi c&#8217;è l&#8217;altra mano. Le statistiche oneste, quando qualcuno le fa, raffreddano: i gruppi croati che hanno monitorato per anni i loro siti riportano che le anomalie &#8220;riconoscono&#8221; dal 21 al 58% dei terremoti, a seconda del sito e del criterio scelto, e ammettono i falsi allarmi meteorologici, perché pioggia, pressione e temperatura muovono il radon quanto e più della tettonica, e ogni analisi seria deve prima sottrarre il meteo con regressioni dedicate. Le rassegne critiche più recenti, pur contando decine di casi documentati da Taiwan all&#8217;Islanda, concludono che manca ancora una corrispondenza uno-a-uno tra anomalie ed eventi, e che la strada, se esiste, passa per reti dense di centinaia o migliaia di sensori letti da algoritmi, non per la stazione solitaria. È in questa luce che va ricordata la vicenda italiana più nota, quella di Giampaolo Giuliani e dell&#8217;Aquila 2009: i suoi rivelatori gamma registrarono davvero variazioni del radon in quei giorni, su questo non c&#8217;è mistero, e i suoi rapporti tecnici successivi rivendicano anticipi di ore o giorni su eventi come Balsorano 2019, ma la commissione internazionale istituita dopo il disastro, esaminata l&#8217;intera letteratura mondiale, arrivò alla conclusione che resta il punto fermo della materia: le anomalie di radon accompagnano a volte la preparazione dei terremoti, ma non in modo abbastanza regolare, specifico e anticipato da fondarci una previsione operativa; troppi falsi allarmi, troppi terremoti senza anomalia. Il radon resta dunque un oggetto di ricerca sismologica legittimo e attivo, l&#8217;INGV stesso mantiene una rete nazionale di monitoraggio, e non uno strumento di protezione civile. Rispettarlo, anche qui, significa non fargli dire più di quello che sa.</p>
<h3>Dove il tracciante incontra la casa</h3>
<p>Tre osservazioni di questa letteratura tornano dritte al nostro tema domestico, ed è per questo che il capitolo sta in questo articolo. La prima: le case costruite sulle faglie respirano più radon, sull&#8217;Etna la concentrazione indoor media segue una legge di potenza della distanza dalla faglia, con misure fino a 3.500 Bq/m³, e in Pakistan le abitazioni lungo la rottura del terremoto del Kashmir mostrano i valori più alti proprio nelle case di fango fessurate. La seconda: i terremoti cambiano il radon delle case, in Nepal, dopo il sisma del 2015, le uniche due abitazioni sopra i 300 Bq/m³ erano case vecchie crepate dalla scossa; dopo un terremoto, in zona ad alto radon, rimisurare è buona igiene edilizia. La terza, la più curiosa: il radon sa fare anche il detective ambientale, a Pescara un&#8217;indagine sistematica del sottosuolo urbano trovò un&#8217;anomalia localizzata fino a 9.000 Bq/m³, inspiegabile con la geologia locale, e l&#8217;ipotesi più solida chiama in causa sorgenti artificiali disperse (i vecchi parafulmini radioattivi al radio, legali in Italia fino al 1981, e gli aghi di radioterapia smarriti): il gas che di solito accusiamo di inquinare le case può, misurato bene, smascherare l&#8217;inquinamento degli uomini.</p>
<h2>La ricerca che tornerà nelle case</h2>
<p>L&#8217;ultimo capitolo guarda avanti, perché il decennio in corso è, per il radon, il più ricco di ricerca applicata della storia, e quasi tutto ciò che bolle nei laboratori europei finirà, prima o poi, negli appartamenti.</p>
<p>Il progetto europeo RadoNorm (2020-2025, 56 partner di 22 Paesi) sta ripercorrendo l&#8217;intero ciclo del rischio, dalla sorgente alla mitigazione, dalla dosimetria alla percezione sociale, con l&#8217;ambizione dichiarata di trasformare la gestione del radon da adempimento a sistema. La metrologia ha fatto passi che dieci anni fa parevano lontani: MetroRADON ha costruito le catene di taratura per le basse concentrazioni (100-300 Bq/m³, proprio la fascia delle decisioni difficili) e ha messo a punto la difesa dal toron che inquinava le misure; traceRadon ha portato l&#8217;affidabilità metrologica perfino sulle concentrazioni atmosferiche di pochi becquerel, con una ricaduta inattesa e magnifica, il radon come tracciante per verificare gli inventari dei gas serra: il gas delle cantine arruolato nella contabilità del clima. Sul fronte degli edifici, il progetto italo-belga RESPIRE ha sperimentato nel Lazio i sistemi ibridi di nuova generazione, sensore in continuo, centralina, ventilazione che si accende e si modula da sola quando il radon rialza la testa, con l&#8217;obiettivo esplicito di tenere le case sotto i 100 Bq/m³ dell&#8217;OMS, non solo sotto i riferimenti di legge; è la &#8220;mitigazione a domanda&#8221; che i monitor elettronici a basso costo stanno rendendo possibile, ed è facile prevedere che tra dieci anni un impianto anti-radon senza sensore sembrerà strano come oggi una caldaia senza termostato.</p>
<p>E poi c&#8217;è la scienza dei cittadini, che in questa storia italiana ha già scritto pagine che meritano l&#8217;articolo. Le mille famiglie friulane che hanno appeso i dosimetri e poi, in quattro casi su dieci tra quelle sopra soglia, hanno chiesto il sopralluogo per intervenire. Le settecentosettanta famiglie altoatesine della campagna &#8220;Misura il radon a casa tua!&#8221;. I liceali di Cuneo che, con un rilevatore da poche centinaia di euro, hanno misurato trecento locali in ventotto comuni e ritrovato da soli tutte le leggi di questo articolo, la cantina a 648 di media, il piano terra a 202, i piani alti a 124, e che scavando nella storia della loro provincia hanno riportato alla luce una vicenda che quasi nessuno ricordava: le miniere di uranio della Bisalta e di Lurisia, l&#8217;autunite identificata nel 1912 da una studentessa, Pia Bassi, e la visita di Marie Curie in persona, nel 1918, alle acque radioattive che allora si vendevano come miracolose. Il cerchio della storia si chiude dove era cominciato: con la misura fatta in casa, da chi in quella casa vive.</p>
<p>Perché questa, alla fine, è la direzione di tutto: il radon è entrato nella scienza dalle miniere, è passato per i laboratori dei premi Nobel, ha attraversato un secolo di epidemiologia e quarant&#8217;anni di ingegneria della bonifica; e il suo futuro è un dischetto di plastica o un piccolo sensore su uno scaffale, in dieci milioni di case, che trasforma l&#8217;inquilino invisibile in un numero, e il numero, quando serve, in un tubo, un ventilatore e un manometro a U.</p>
<h2>Il collo di bottiglia non è tecnico</h2>
<p>C&#8217;è un fatto che, in tutta questa storia, andrebbe scritto sopra la porta di chi si occupa di radon: la tecnica non è più il problema. Sappiamo misurare, sappiamo prevedere dove cercare, sappiamo costruire case protette e risanare quelle che non lo sono, con percentuali di riduzione che poche bonifiche ambientali possono vantare a quel prezzo. Quello che si inceppa, regolarmente, è il passo fra il numero e la decisione. La letteratura sulla comunicazione del rischio lo documenta da decenni: dopo una misura sopra i riferimenti, solo una minoranza delle famiglie interviene. Il dato friulano citato più indietro, quattro famiglie su dieci che chiedono il sopralluogo a pochi mesi dal risultato, è un ottimo risultato proprio perché è un&#8217;eccezione.</p>
<p>Le ragioni si conoscono, e sono umane prima che tecniche. Il radon è naturale, e ciò che è naturale ci sembra sempre meno pericoloso di ciò che ha un colpevole con la partita IVA. È invisibile e non provoca nulla di percepibile, mentre il nostro sistema d&#8217;allarme è tarato sulle minacce che si vedono e si sentono. Il danno arriva decenni dopo, e nessuno reagisce con urgenza a una scadenza a trent&#8217;anni. E soprattutto la casa non è un impianto industriale: è identità, e un numero alto in soggiorno suona come un giudizio su chi ci abita, con in più il timore, non irragionevole, che quel numero possa pesare sul valore dell&#8217;immobile.</p>
<p>Da qui discende il modo giusto di parlarne, che è anche quello che questo articolo ha cercato di tenere. I messaggi di paura funzionano peggio dei messaggi di efficacia: dire &#8220;è cancerogeno&#8221; muove meno di dire &#8220;si misura con un oggetto da poche decine di euro, si risolve con un tubo e un ventilatore, e la misura dopo lo dimostra&#8221;. La misura va presentata come una diagnosi, non come una sentenza sull&#8217;immobile. Il vicino che ha bonificato e racconta com&#8217;è andata vale dieci opuscoli. E il numero alto va accompagnato subito dal nome di chi fa il lavoro e dall&#8217;ordine di grandezza della spesa, perché la finestra in cui una persona decide è breve e si richiude in fretta. Il radon esce dalle case con l&#8217;impiantistica, ma ci entra il tecnico solo se prima è passata la fiducia.</p>
<h2>Congedo</h2>
<p>Alla fine, i punti di vista che questo articolo ha tenuto insieme dicono la stessa cosa con lessici diversi. La medicina dice: il rischio è lineare, senza soglia, moltiplicato dal fumo, riducete l&#8217;esposizione, smettete di fumare, e avrete tolto al tumore polmonare i suoi due alleati. L&#8217;ingegneria dice: il radon entra perché la casa aspira, misurate, e se serve invertite le pressioni: è un problema noto, con soluzioni note, collaudate su quarant&#8217;anni di case vere. Chi progetta e costruisce dice: nel progetto dell&#8217;attacco a terra la protezione costa quanto un dettaglio disegnato bene; nell&#8217;esistente, quanto un piccolo impianto e la disciplina di mantenerlo. E la storia ricorda che ogni tappa di questa vicenda, dai minatori di Schneeberg a Hultqvist, da Watras alle mille famiglie friulane, è stata una vittoria della misura sull&#8217;opinione.</p>
<p>Il resto è consapevolezza, che è poi l&#8217;obiettivo dichiarato del Piano nazionale: in un Paese dove un tumore polmonare su dieci porta la firma di questo gas, la misura del radon dovrebbe avere, nella vita di una famiglia, la stessa ovvietà della revisione della caldaia. Lo strumento è un dischetto di plastica grande come un tarallo; il tempo richiesto, dodici mesi di pazienza; il costo, una cena in pizzeria. In cambio, la casa, per una volta, vi dice la verità su se stessa. Al resto, come sempre in edilizia, si rimedia: con un tubo, un ventilatore, un manometro a U e la cura dei dettagli che distingue il costruire dal costruire bene.</p>
<p>E se serve una data per cominciare, il calendario ne offre una perfetta: il 7 novembre, compleanno di Marie Skłodowska Curie e Giornata europea del radon. Non c&#8217;è modo più giusto di onorare la donna che aprì questa storia, e che ne pagò il prezzo, che appendere quel giorno, in camera da letto, un dosimetro.</p>
<h2>In sintesi</h2>
<p>1. <strong>Il radon non si stima, si misura.</strong> Nessuna mappa, nessuna geologia, nessun vicino può dire quanto ce n&#8217;è nella stanza dove dormite: due case affiancate possono stare una a 40 e una a 400 Bq/m³. La misura che fa fede dura dodici mesi, o due semestri consecutivi, e si fa dove si vive. 2. <strong>La sorgente quasi sempre è il suolo, non i materiali.</strong> L&#8217;edificio funziona da pompa: la differenza di temperatura e il vento lo tengono in leggera depressione rispetto al terreno, e il gas entra dai giunti, dalle fessure e dai passaggi impiantistici dell&#8217;attacco a terra. 3. <strong>I tre numeri italiani sono 300, 200, 100.</strong> Il livello di riferimento di legge per le case esistenti e i luoghi di lavoro, quello delle abitazioni costruite dopo il 2024, e l&#8217;obiettivo dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità. Nessuno dei tre è una soglia di sicurezza: sotto, il rischio cala, non sparisce. 4. <strong>Il rischio è reale e quantificato.</strong> In Italia si attribuiscono al radon circa 3.300 tumori polmonari l&#8217;anno, con un intervallo largo dichiarato dall&#8217;Istituto Superiore di Sanità; il 90% dei casi riguarda fumatori ed ex fumatori, e per un fumatore la misura anti-radon più potente resta smettere. 5. <strong>Diluire aiuta, svuotare risolve.</strong> Aprire le finestre e la ventilazione meccanica abbassano il valore finché lavorano; la depressurizzazione del suolo o del vespaio inverte il flusso sotto il pavimento e taglia regolarmente l&#8217;80-95%. 6. <strong>Nel nuovo costa un ordine di grandezza meno.</strong> Vespaio ben concepito, barriera continua a tenuta, sigillature e tubazione lasciata in attesa: la sola predisposizione costa come una porta interna, e trasforma una bonifica futura in un collegamento. 7. <strong>La bonifica è un impianto, non un intervento.</strong> Lo studio svizzero su 158 edifici risanati ne ha trovati 62 di nuovo sopra il riferimento: ventilatori spenti, guasti mai visti, collaudi mai fatti. Il patto comprende manometro, rimisura e sostituzione del ventilatore. 8. <strong>Il collo di bottiglia non è tecnico.</strong> Sappiamo misurare e sappiamo risanare; quello che manca è la decisione. Per questo contano il costo dichiarato, il nome di chi fa il lavoro e la misura di collaudo: sono loro a trasformare un numero in un cantiere.</p>
<h2>Domande frequenti</h2>
<p><strong>Vivo al terzo piano: devo preoccuparmi?</strong><br />Quasi mai, ed è giusto dirlo con chiarezza: il radon che viene dal suolo si diluisce salendo, e i gradienti misurati lo confermano (cantine attorno a 650 Bq/m³ di media, piani terra a 200, piani alti a 124, nell&#8217;indagine dei liceali cuneesi). Il &#8220;quasi&#8221; ha due nomi: i materiali, dove i muri sono di tufo o di pietra vulcanica, e i cavedi o i vani ascensore, che possono portare in alto il gas che nasce in basso. Se un piano alto misura più del piano sotto, la spiegazione sta quasi sempre lì.</p>
<p><strong>Il mio comune non è area prioritaria: posso stare tranquillo?</strong><br />No. Le aree prioritarie servono alle Regioni per concentrare misure e risorse dove la probabilità di superamento è alta, e fanno scattare obblighi nei luoghi di lavoro. Non dicono nulla della singola abitazione: case sopra i riferimenti si trovano in tutte le regioni, comprese quelle senza aree prioritarie. L&#8217;unico modo per sapere quanto ce n&#8217;è a casa vostra resta la misura.</p>
<p><strong>Quanto costa misurare, e a chi si chiede?</strong><br />Una coppia di dosimetri a tracce che copre i due semestri dell&#8217;anno sta di norma fra i cinquanta e i cento euro, analisi e rapporto di prova compresi, e si acquista da un servizio di dosimetria riconosciuto ai sensi del decreto del 2020. Le agenzie regionali fanno campagne, mappe e vigilanza: salvo iniziative locali di distribuzione, non eseguono misure a domanda per il singolo cittadino.</p>
<p><strong>Ho misurato 250 Bq/m³: devo bonificare?</strong><br />Siete sotto il riferimento di legge per le case esistenti, sopra quello delle case nuove e ben sopra l&#8217;obiettivo dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità. In questa fascia la strada ragionevole è quella delle misure leggere, sigillature fatte bene, ventilazione del vespaio se c&#8217;è, più aria negli ambienti, e poi una nuova misura per vedere dove si è arrivati. Nessuna urgenza, ma nemmeno l&#8217;archiviazione della pratica.</p>
<p><strong>Basta aprire le finestre?</strong><br />Funziona finché sono aperte. Il serbatoio resta sotto il pavimento e in una notte a finestre chiuse il gas si riaccumula; d&#8217;inverno il metodo costa calore e comfort, e sui valori alti non basta comunque. La ventilazione meccanica con recupero di calore fa la stessa cosa con ordine tutto l&#8217;anno, ma resta un ottimo coadiuvante e un pessimo protagonista.</p>
<p><strong>Un purificatore d&#8217;aria o un ionizzatore risolve il problema?</strong><br />No. Quegli apparecchi filtrano il pulviscolo, e il radon è un gas nobile che attraversa i filtri come attraversa i muri. Togliendo pulviscolo spostano per giunta i figli del radon verso la frazione non attaccata, quella che si deposita nei bronchi con più efficienza per becquerel. Non sono una bonifica, e chi li vende come tale sta vendendo un&#8217;altra cosa.</p>
<p><strong>Ho un vespaio aerato: sono protetto?</strong><br />Se ventila davvero, molto: nel caso milanese quattro prese d&#8217;aria contrapposte hanno fatto crollare il vespaio da 12.600 a 700-1.000 Bq/m³ e le stanze da 1.700 a circa 150. Il problema è che sotto quota, in un interrato, quell&#8217;aria spesso non arriva. E attenzione a non sommare le strategie: un vespaio destinato alla depressurizzazione attiva va sigillato, non arieggiato.</p>
<p><strong>Sto comprando casa: posso chiedere la misura?</strong><br />Sì, e nessuno può impedirvelo. In Italia non esiste alcun obbligo, il radon non compare nell&#8217;attestato di prestazione energetica né negli atti, ma potete chiedere se una misura esiste, farne eseguire una breve come orientamento prima del preliminare, e mettere nel preliminare una clausola che rinvia alla misura lunga e ripartisce il costo dell&#8217;eventuale bonifica.</p>
<p><strong>Come faccio a sapere che il sistema installato funziona?</strong><br />Da due cose, e nessuna delle due è la fiducia. La prima è il manometro a U sul tubo: finché le due colonnine restano sfalsate la depressione c&#8217;è, quando si allineano il sistema è fermo. La seconda è la misura: comparativa a impianto spento e acceso per il collaudo immediato, e poi lunga, sull&#8217;anno, che è l&#8217;unica che vale come verdetto.</p>
<h2>Appendici</h2>
<h3>Appendice A. I nove componenti del sistema attivo (legenda della tavola)</h3>
<p>1. <strong>Camera d&#8217;aria del vespaio aerato</strong>, il plenum di raccolta del gas creato dai casseri a cupola (tecnica riconosciuta dal PNAR, sez. 4.4, e dall&#8217;ISS). 2. <strong>Barriera antigas a tenuta</strong>, membrana continua sigillata, giunti termosaldati; la tenuta al radon è prestazione dichiarata dal produttore (DoP): non esiste una norma UNI radon-specifica cogente. 3. <strong>Pozzetto di aspirazione</strong>, il punto di presa dentro la camera d&#8217;aria, al livello degli igloo. 4. <strong>Tubazione di estrazione dedicata</strong>, verticale, senza altri servizi. 5. <strong>Estrattore in linea</strong>, nel sottotetto o comunque fuori dagli ambienti abitati, mai in cantina. 6. <strong>Scarico con comignolo sopra il colmo</strong>, lontano da finestre, prese d&#8217;aria e canne fumarie (buona pratica installativa). 7. <strong>Manometro a U</strong>, l&#8217;indicatore di depressione leggibile a colpo d&#8217;occhio (buona pratica installativa). 8. <strong>Sigillature a tenuta</strong>, giunto parete-platea, fessure, attraversamenti impiantistici (PNAR, sez. 4.4). 9. <strong>Dispositivo di misura nel locale abitato</strong>, campionatore passivo a integrazione, misura della media annua secondo UNI ISO 11665-4, tramite servizi di dosimetria riconosciuti (D.Lgs. 101/2020, All. II).</p>
<p>Nota di progetto: in un sistema attivo il vespaio è sigillato, niente griglie di ventilazione perimetrale, che ne corto-circuiterebbero la depressione (e su muri contro terra non avrebbero comunque sfogo). Ventilazione naturale e depressurizzazione sono alternative, non cumulabili.</p>
<h3>Appendice B. Glossario minimo</h3>
<p><strong>Emivita</strong> (o tempo di dimezzamento), il tempo in cui metà degli atomi di una sostanza radioattiva si trasforma: 4,5 miliardi di anni per l&#8217;uranio-238, 1.600 anni per il radio-226, 3,8 giorni per il radon, minuti o meno per i suoi figli. Non è una scadenza: dopo due emivite ne resta un quarto, dopo tre un ottavo, e così via. <strong>Bq (becquerel)</strong>, una disintegrazione al secondo; <strong>Bq/m³</strong>: concentrazione di attività in aria. <strong>pCi/L</strong>, unità americana: 1 pCi/L = 37 Bq/m³. <strong>Figli del radon</strong>, i discendenti a vita breve (polonio-218, piombo-214, bismuto-214, polonio-214): solidi, si attaccano al pulviscolo, e sono loro a irraggiare i bronchi. <strong>F (fattore di equilibrio)</strong>, quota di equilibrio tra radon e figli nell&#8217;aria reale; convenzionalmente 0,4 al chiuso. <strong>WL / WLM</strong>, Working Level e Working Level Month, unità storiche di concentrazione ed esposizione ai figli del radon, nate nelle miniere. <strong>mSv (millisievert)</strong>, unità di dose efficace: pesa il danno biologico atteso. <strong>LET</strong>, trasferimento lineare di energia: alto per le particelle alfa, che concentrano il danno. <strong>Livello di riferimento</strong>, il valore di concentrazione media annua oltre il quale la norma chiede di agire (300 Bq/m³ esistente e lavoro; 200 nuove abitazioni): non è una soglia di sicurezza, è una soglia di azione. <strong>Area prioritaria</strong>, zona dove si stima che oltre il 15% degli edifici superi i 300 Bq/m³ al piano terra (art. 11, D.Lgs. 101/2020). <strong>CR-39 / LR-115</strong>, polimeri dei rivelatori a tracce. <strong>SSD</strong>, sub-slab depressurization, depressurizzazione del suolo sotto la platea. <strong>VMC</strong>, ventilazione meccanica controllata. <strong>NORM</strong>, materiali radioattivi di origine naturale trattati dall&#8217;industria. <strong>Toron</strong>, radon-220, dalla catena del torio: vita di 55 secondi, rilevante solo vicino alla sorgente (materiali da costruzione).</p>
<h3>Appendice C. Che cosa fare, in cinque righe</h3>
<p>Misura (dosimetro a tracce, 12 mesi, camera da letto o soggiorno; da un servizio di dosimetria riconosciuto, cinquanta-cento euro la coppia semestrale: le ARPA fanno campagne e mappe, non misure a domanda). Leggi il risultato con i riferimenti: 100 l&#8217;obiettivo OMS, 200 il riferimento delle case nuove, 300 quello di legge. Sotto i 100: rimisura dopo ogni lavoro importante. Tra 100 e 300: sigillature, ventilazione del vespaio, più aria, e rimisura. Sopra 300: diagnosi professionale (qualche centinaio di euro) e sistema attivo di depressurizzazione (per una villetta, dell&#8217;ordine di due-cinquemila euro, detraibile come manutenzione straordinaria), collaudo strumentale, manutenzione. Se fumi: smetti, è la misura anti-radon più efficace che esista.</p>
<h2>Nota sui calcoli e sulle fonti</h2>
<p>I numeri di questo articolo stanno in uno script che accompagna il testo e che si lancia da solo: dosi, rischi relativi, riduzioni attese e dati del caso milanese vengono da lì, e le figure li leggono dallo stesso file, così nessuna etichetta può dire una cosa diversa dal testo. I coefficienti dichiarati sono quelli dell&#8217;ICRP 137 per la dose e di Darby 2005 per il rischio, e dove la letteratura offre due scuole, come per il coefficiente di dose, l&#8217;articolo dice quale ha usato.</p>
<p>Le fotografie del capitolo sulla diagnosi vengono da un&#8217;indagine reale e sono state gentilmente concesse da <a href="https://www.baxsa.com/" target="_blank" rel="noopener">BAXSA S.r.l.</a>: ringrazio la dott.ssa Carmen Baccari e l&#8217;ing. Gerardo Ivan Santucci per averle messe a disposizione e per il confronto sugli strumenti di indagine in campo. Sono riprodotte alla risoluzione fornita, ed è la ragione per cui stanno in un provino e non a piena pagina.</p>
<p>Le fonti sono state riprese una per una in una lettura di controllo: trentotto affermazioni sono state ricontrollate sulle fonti originali e le imprecisioni trovate sono state corrette, comprese quelle scomode. Le poche cifre che nessuna fonte pubblica certifica, i costi italiani degli interventi, sono dichiarate per quello che sono, ordini di grandezza raccolti sul mercato e non prezzi.</p>
<h2>Fonti</h2>
<p><strong>Normativa e piani</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>D.Lgs. 31 luglio 2020, n. 101 (attuazione della Direttiva 2013/59/Euratom), in particolare artt. 10-17, 19 e Allegato II; modificato e integrato dal D.Lgs. 25 novembre 2022, n. 203. GU n. 201 del 12/08/2020. [Impianto sanzionatorio: arresto o ammenda per la mancata misurazione e per il mancato ricorso all&#8217;esperto o alla realizzazione delle misure correttive; sanzioni amministrative per le omesse comunicazioni.]</li>
<li style='margin-bottom:10px'>DPCM 11 gennaio 2024, Piano Nazionale d&#8217;Azione per il Radon 2023-2032 (PNAR), Allegato A. GU Serie Generale n. 43 del 21/02/2024, S.O. n. 10. [Stime sanitarie: pp. 11-14 e 71-72; tecniche di prevenzione e risanamento: sez. 4.4; fondo per le aree prioritarie: 10 M€/anno 2023-2025.]</li>
<li style='margin-bottom:10px'>D.Lgs. 26 maggio 2000, n. 241 (recepimento Direttiva 96/29/Euratom): primi obblighi per i luoghi di lavoro sotterranei, livello d&#8217;azione 500 Bq/m³. D.Lgs. 17 marzo 1995, n. 230, art. 10-bis e seguenti.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Ministero della Salute, Piano Nazionale Radon, 2002.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>DM 24 novembre 2025, Criteri Ambientali Minimi per l&#8217;edilizia, GU Serie Generale n. 281 del 3/12/2025, obbligatori negli appalti dal 2 febbraio 2026 in sostituzione del DM 256/2022: obiettivo progettuale 200 Bq/m³ per gli edifici pubblici, criterio applicabile indipendentemente dalla zona, con programma di monitoraggio nel piano di manutenzione.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Direttiva 2013/59/Euratom (EU-BSS); Raccomandazione 90/143/Euratom (abitazioni); Raccomandazione 2001/928/Euratom e Direttiva 2013/51/Euratom sulle acque destinate al consumo umano, recepita in Italia con il D.Lgs. 28/2016 e oggi confluita nel D.Lgs. 18/2023 (valore di parametro 100 Bq/L).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI ISO 11665 (serie), in particolare Parte 4: misura della concentrazione media annua con campionatori passivi.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Regione Lombardia, decreto n. 12678 del 21/12/2011, Linee guida per la prevenzione delle esposizioni al gas radon in ambienti indoor.</li>
</ul>
<p><strong>Organismi internazionali</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>WHO, <em>Handbook on Indoor Radon: A Public Health Perspective</em>, 2009; WHO, <em>Radon and health</em>, Fact sheet, 25/01/2023 (3-14% dei tumori polmonari; +16% per 100 Bq/m³; rischio radon dei fumatori ≈25 volte; riferimenti 100/300 Bq/m³).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>IARC, <em>Monographs on the Evaluation of Carcinogenic Risks to Humans</em>, Vol. 43, Lione 1988 (radon nel Gruppo 1).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>ICRP, Publication 65, <em>Protection Against Radon-222 at Home and at Work</em>, 1993; Publication 137, <em>Occupational Intakes of Radionuclides</em> Part 3, 2017 (coefficiente ≈6,7 nSv per Bq·h/m³ con F=0,4; 300 Bq/m³ x 7.000 h ≈ 14 mSv/anno).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNSCEAR, Reports 2000 e 2019 (radon ≈ metà della dose naturale media; media mondiale indoor ≈ 40 Bq/m³; coefficiente di dose UNSCEAR).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>National Research Council (USA), rapporti BEIR IV (1988) e BEIR VI (1999); <em>Risk Assessment of Radon in Drinking Water</em> (1999).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Joint Research Centre della Commissione europea, <em>European Atlas of Natural Radiation</em> e European Indoor Radon Map (celle 10&#215;10 km, dal 2006).</li>
</ul>
<p><strong>Studi scientifici e storici</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>Darby S. et al., <em>Radon in homes and risk of lung cancer: collaborative analysis of individual data from 13 European case-control studies</em>, BMJ 330:223, 2005 (7.148 casi; +16% per 100 Bq/m³ di radon &#8220;usuale&#8221;; rischi cumulativi a 75 anni per fumatori e mai-fumatori).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Krewski D. et al., <em>A combined analysis of North American case-control studies of residential radon and lung cancer</em>, J Toxicol Environ Health A 69:533-597, 2006. Lubin J.H. et al., analisi congiunta delle coorti di minatori (NIH 94-3644) e studi cinesi.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Bochicchio F. et al., <em>Results of the Representative Italian National Survey on Radon Indoors</em>, Health Physics, 1996; quadro riepilogativo regionale in APAT, <em>Annuario dei dati ambientali</em>, ed. 2003 (indagine nazionale 1989-1997, 5.361 abitazioni, 232 comuni).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Härting F.H., Hesse W., <em>Der Lungenkrebs, die Bergkrankheit in den Schneeberger Gruben</em>, Vierteljahrsschr. f. gerichtl. Medizin, 1879. Jacobi W., <em>The history of the radon problem in mines and homes</em>, Annals of the ICRP 23(2), 1993. ARPAT, <em>Storia del radon</em> (cronologia online).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Hultqvist B., <em>Studies on naturally occurring ionizing radiations</em>, Kungl. Svenska Vetenskapsakademiens Handlingar, 1956 (prima indagine residenziale al mondo, 225 abitazioni svedesi).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>EPA (USA), <em>Installation and Testing of Indoor Radon Reduction Techniques in 40 Eastern Pennsylvania Houses</em> (programma dimostrativo 1985-1987 sul Reading Prong).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Sesana L. et al., <em>Long period study of outdoor radon concentration in Milan and correlation between its temporal variations and dispersion properties of atmosphere</em>, J. Environ. Radioact. 65:147-160, 2003.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Ratti A., Ferrari S., Piardi S., Trenta R., Bruno M., Orlando P. (Politecnico di Milano / Università Cattolica del Sacro Cuore), <em>Misure di mitigazione del radon indoor: confronto attraverso indagine sperimentale dell&#8217;efficacia di alcune tecniche di rimedio</em> (edificio campione a Milano: suolo ≈15.700 Bq/m³, vespaio ≈12.600, locali ≈1.700; ventilazione del vespaio -87-90%; barriera sotto massetto -78-89%; sola ventilazione -70%).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Borgoni R., Cremonesi A., Somà G., de Bartolo D., Alberici A., <em>Radon in Lombardia: dai valori di concentrazione indoor misurati all&#8217;individuazione dei comuni con elevata probabilità di alte concentrazioni. Un approccio geostatistico</em>, Atti AIRP, Vasto 2007 (campagna 2003-2005: 3.600 misure, media 124,2 Bq/m³; 15,5% &gt;200; 4,4% &gt;400). de Bartolo D. et al., <em>Piano di monitoraggio per l&#8217;individuazione delle radon prone areas nella Regione Lombardia</em>, Atti AIRP, Catania 2005.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Marovelli G., <em>Gli effetti del gas Radon negli edifici</em>, 2021 (catena di decadimento; radiobiologia; tabella Facchini, Valli, Vecchi 1991 sulla radioattività delle pietre ornamentali italiane; quadro normativo 2000-2020; strumenti di misura).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Ambrosi A., <em>Controllo geologico e geochimico sulla presenza di radon e sulla radioattività naturale nel distretto dei Colli Euganei</em>, tesi di laurea, Università di Padova, A.A. 2015/2016 (uranio nelle rioliti 12-18 ppm; indici d&#8217;uso edilizio; faglie come &#8220;camini&#8221;; dose-rate per litologia).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>ISPRA, <em>Qualità dell&#8217;aria indoor e rischio radon: rassegna di iniziative e buone pratiche</em>, Quaderni Ambiente e Società 28/2023 (accordo MASE-ISPRA; campagne FVG &#8220;1000 famiglie&#8221;, Sardegna 2017-2019, Piemonte, Bolzano; nesso efficientamento energetico-radon; progetti europei RESPIRE, RadoNorm, MetroRADON, traceRadon; progetto svizzero RAME: 62 edifici su 158 risanati di nuovo sopra 300 Bq/m³).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Magnoni M., Chiaberto E., Garlati L., Faure Ragani M., <em>Sensibilità al toron dei dosimetri radon</em>, Atti AIRP 2019.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>ICEF, International Commission on Earthquake Forecasting (Jordan T.H. et al.), <em>Operational Earthquake Forecasting: State of Knowledge and Guidelines for Utilization</em>, Annals of Geophysics 54(4), 2011.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Letteratura geoscientifica sul radon come tracciante (selezione dai materiali raccolti): Giammanco S., Bonfanti P., Neri M., <em>Radon on Mt. Etna: a useful tracer of geodynamic processes and a potential health hazard to populations</em>, Frontiers in Earth Science 11, 2023; Neri M. et al., <em>Continuous soil radon monitoring during the July 2006 Etna eruption</em>, Geophys. Res. Lett., 2006; Sabbarese C. et al., <em>Continuous radon monitoring during seven years of volcanic unrest at Campi Flegrei caldera (Italy)</em>, Sci. Rep. 10:9551, 2020; Cigolini C., Laiolo M., Coppola D., <em>Earthquake-volcano interactions detected from radon degassing at Stromboli</em>, EPSL 257, 2007; Cannelli V., Piersanti A., Spagnuolo E., Galli G., <em>Preliminary analysis of radon time series before the Ml=6 Amatrice earthquake</em>, Annals of Geophysics 59, 2016; Vaupotič J. et al., <em>A radon anomaly in soil gas at Cazzaso, NE Italy, as a precursor of an ML=5.1 earthquake</em>, Nukleonika 55(4), 2010; Yasuoka Y. e scuola giapponese (Kobe 1995, Applied Geochemistry 27, 2012; Wakayama 2011, Radiat. Prot. Dosim. 174, 2017; Tohoku, Radiat. Environ. Med. 7, 2018; Osaka 2018, Sci. Rep. 11:7451, 2021); Zafrir H. et al., <em>Response of Radon in a seismic calibration explosion, Israel</em>, Radiat. Meas. 44, 2009 (controllo negativo); Planinić J. et al., NIM-A 530, 2004 e Miklavčić I. et al., Appl. Radiat. Isot. 66, 2008 (tassi di riconoscimento 21-58%); rassegne critiche: Morales-Simfors N. et al., <em>Critical Reviews in Environmental Science and Technology</em>, 2019; D&#8217;Incecco S. et al., <em>Earth Systems and Environment</em> 5, 2021; Perrier F. et al., prefazione <em>Radon, health and natural hazards II</em>, NHESS 12, 2012.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Casi territoriali e ambienti particolari: Buccolieri A. et al., <em>Determinazione del livello di radon nella grotta della Zinzulusa</em> e <em>Misure di radioattività naturale nel sito preistorico di Grotta dei Cervi</em> (Università del Salento); Stoppa F., <em>Environmental Distribution of the Radon in a Heavily Populated Area</em> (Pescara), J. Environ. Prot. 2, 2011 (anomalia di probabile origine antropica); Rijal B. et al., <em>Radon study around earthquake affected areas of Nepal</em>, BIBECHANA 18, 2021; Iqbal A. et al., Radioprotection 46, 2011 (Kashmir); Muhammad S. et al., Environ. Sci. Pollut. Res., 2020 (radon nell&#8217;acqua potabile dopo il sisma di Mirpur); Strati V. et al. (INFN/Università di Ferrara), <em>Studio preliminare del contenuto di radioattività delle principali formazioni rocciose del Veneto</em>, atti Rovereto 2013 (486 campioni, sistema MCA_Rad).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Biodo A., Tonon E. (Liceo &#8220;Peano, Pellico&#8221; di Cuneo), <em>Liberiamoci dal radon</em>, progetto premiato FAST &#8220;I giovani e le scienze&#8221; (~2013): 300 misure in 143 edifici cuneesi; memoria storica delle miniere d&#8217;uranio di Lurisia-Bisalta.</li>
</ul>
<p><strong>Dati, mappe e servizi (online)</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>ISIN, SINRAD, sistema informativo nazionale sulla radioattività, sezione Radon con mappa interattiva comunale (stime di concentrazione media per 4.241 comuni, il 53% del totale, su misure 1989-2019, in prevalenza al piano terra): isinucleare.it → Radioprotezione → Radon. PNAR, testo integrale: isinucleare.it/sites/default/files/contenuto_redazione_isin/pnar_2023_2032.pdf</li>
<li style='margin-bottom:10px'>MASE, <em>Mappe del radon in Italia</em> (carta predittiva, radioattività naturale potenziale, litologia; dati ISPRA; agg. 3/11/2025): mase.gov.it/portale/mappa-del-radon-in-italia</li>
<li style='margin-bottom:10px'>ARPA Lombardia, <em>Aree prioritarie in Italia</em> (quadro nazionale con estremi di GU, agg. 31/07/2026): undici fra Regioni e Province autonome, 483 comuni in tutto, da Sardegna (162, GU 241 del 14/10/2022, DGR 20/71 del 30/06/2022) a Trento (15, GU 146 del 26/06/2026); Emilia-Romagna con comunicazione di assenza di aree. arpalombardia.it → Radioattività → Il radon. Elenchi regionali sulle pagine delle rispettive ARPA/APPA.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>ISS, portale radon: iss.it/radon. ARPAT, le undici schede tecniche sugli interventi di mitigazione (dalla sigillatura alla ventilazione forzata con recupero di calore) e <em>Storia del radon</em>: arpat.toscana.it.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>European Radon Association: radoneurope.org (Giornata europea del radon, 7 novembre).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>ACI-ISTAT, <em>Incidenti stradali. Anno 2023</em> (3.039 vittime), luglio 2024.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>EPA (USA), <em>A Citizen&#8217;s Guide to Radon</em> (costo tipico di un sistema di mitigazione: media attorno a 1.200 dollari, intervallo 800-2.500). Per il quadro fiscale italiano degli interventi: legge di bilancio 2026 (detrazione 50% abitazione principale, 36% altri immobili, tetto 96.000 euro per unità, dieci quote annuali; dal 2027 36% e 30%).</li>
</ul>
<p><em>Le tavole illustrate che accompagnano questo articolo (sezione dell&#8217;edificio con sistema attivo di depressurizzazione del vespaio, punti 1-9, e relative animazioni) sono di Renzo-ArtHome; i riferimenti normativi puntuali dei nove componenti sono raccolti nell&#8217;Appendice A e nella legenda tecnica allegata al progetto.</em></p>
<h2>L&#8217;autore</h2>
<p>Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense, circa trent&#8217;anni di esperienza di cantiere e venti come imprenditore. Autore di &#8220;Murature umide: cause e rimedi&#8221; (Grafill, 2026).</p>
<p>Il volume è disponibile su <a href="https://www.amazon.it/Murature-umide-Prevenzione-interventi-risanamento/dp/8827705309" target="_blank" rel="noopener">Amazon</a> e su <a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html#/4-versione-libro" target="_blank" rel="noopener">Grafill</a>.</p>
<p><script type='application/ld+json'>{"@context": "https://schema.org", "@type": "FAQPage", "mainEntity": [{"@type": "Question", "name": "Vivo al terzo piano: devo preoccuparmi?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Quasi mai, ed è giusto dirlo con chiarezza: il radon che viene dal suolo si diluisce salendo, e i gradienti misurati lo confermano (cantine attorno a 650 Bq/m³ di media, piani terra a 200, piani alti a 124, nell'indagine dei liceali cuneesi). Il \"quasi\" ha due nomi: i materiali, dove i muri sono di tufo o di pietra vulcanica, e i cavedi o i vani ascensore, che possono portare in alto il gas che nasce in basso. Se un piano alto misura più del piano sotto, la spiegazione sta quasi sempre lì."}}, {"@type": "Question", "name": "Il mio comune non è area prioritaria: posso stare tranquillo?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "No. Le aree prioritarie servono alle Regioni per concentrare misure e risorse dove la probabilità di superamento è alta, e fanno scattare obblighi nei luoghi di lavoro. Non dicono nulla della singola abitazione: case sopra i riferimenti si trovano in tutte le regioni, comprese quelle senza aree prioritarie. L'unico modo per sapere quanto ce n'è a casa vostra resta la misura."}}, {"@type": "Question", "name": "Quanto costa misurare, e a chi si chiede?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Una coppia di dosimetri a tracce che copre i due semestri dell'anno sta di norma fra i cinquanta e i cento euro, analisi e rapporto di prova compresi, e si acquista da un servizio di dosimetria riconosciuto ai sensi del decreto del 2020. Le agenzie regionali fanno campagne, mappe e vigilanza: salvo iniziative locali di distribuzione, non eseguono misure a domanda per il singolo cittadino."}}, {"@type": "Question", "name": "Ho misurato 250 Bq/m³: devo bonificare?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Siete sotto il riferimento di legge per le case esistenti, sopra quello delle case nuove e ben sopra l'obiettivo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. In questa fascia la strada ragionevole è quella delle misure leggere, sigillature fatte bene, ventilazione del vespaio se c'è, più aria negli ambienti, e poi una nuova misura per vedere dove si è arrivati. Nessuna urgenza, ma nemmeno l'archiviazione della pratica."}}, {"@type": "Question", "name": "Basta aprire le finestre?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Funziona finché sono aperte. Il serbatoio resta sotto il pavimento e in una notte a finestre chiuse il gas si riaccumula; d'inverno il metodo costa calore e comfort, e sui valori alti non basta comunque. La ventilazione meccanica con recupero di calore fa la stessa cosa con ordine tutto l'anno, ma resta un ottimo coadiuvante e un pessimo protagonista."}}, {"@type": "Question", "name": "Un purificatore d'aria o un ionizzatore risolve il problema?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "No. Quegli apparecchi filtrano il pulviscolo, e il radon è un gas nobile che attraversa i filtri come attraversa i muri. Togliendo pulviscolo spostano per giunta i figli del radon verso la frazione non attaccata, quella che si deposita nei bronchi con più efficienza per becquerel. Non sono una bonifica, e chi li vende come tale sta vendendo un'altra cosa."}}, {"@type": "Question", "name": "Ho un vespaio aerato: sono protetto?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Se ventila davvero, molto: nel caso milanese quattro prese d'aria contrapposte hanno fatto crollare il vespaio da 12.600 a 700-1.000 Bq/m³ e le stanze da 1.700 a circa 150. Il problema è che sotto quota, in un interrato, quell'aria spesso non arriva. E attenzione a non sommare le strategie: un vespaio destinato alla depressurizzazione attiva va sigillato, non arieggiato."}}, {"@type": "Question", "name": "Sto comprando casa: posso chiedere la misura?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Sì, e nessuno può impedirvelo. In Italia non esiste alcun obbligo, il radon non compare nell'attestato di prestazione energetica né negli atti, ma potete chiedere se una misura esiste, farne eseguire una breve come orientamento prima del preliminare, e mettere nel preliminare una clausola che rinvia alla misura lunga e ripartisce il costo dell'eventuale bonifica."}}, {"@type": "Question", "name": "Come faccio a sapere che il sistema installato funziona?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Da due cose, e nessuna delle due è la fiducia. La prima è il manometro a U sul tubo: finché le due colonnine restano sfalsate la depressione c'è, quando si allineano il sistema è fermo. La seconda è la misura: comparativa a impianto spento e acceso per il collaudo immediato, e poi lunga, sull'anno, che è l'unica che vale come verdetto."}}]}</script><br />
<!--mxLA--></p>
<div style='background:#f6f7f9;border:1px solid #e3e6ea;border-radius:8px;padding:14px 18px;margin:26px 0'><strong style='color:#b11f24'>Leggi anche</strong></p>
<ul style='margin:8px 0 0 18px'>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso, intercapedine tecnica per il controllo dell&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
</ul>
</div>
<p><!--/mxLA--></p>
<hr style='border:none;border-top:3px solid #b11f24;margin-top:34px'>
<table style='width:100%;border-collapse:collapse;font-family:Arial,sans-serif;color:#2a3340;font-size:14px;line-height:1.6'>
<tr>
<td style='vertical-align:top;padding-right:20px'>
<div style='font-size:16px;font-weight:700;color:#b11f24'>Ditta Renzo-ArtHome</div>
<div style='font-weight:600'>di Spedicato Oronzo</div>
<div style='color:#5a6577;margin-bottom:8px'>Specialista in risanamenti di interrati e umidit&agrave; di risalita</div>
<div><strong>Web:</strong> <a href="https://www.renzo-arthome.com">www.renzo-arthome.com</a></div>
<div><strong>E-mail:</strong> renzo.spedicato@gmail.com &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>PEC:</strong> renzoarthome@pec.it</div>
<div><strong>Cell.:</strong> +39 335 844 2978 &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>Ufficio:</strong> +39 371 775 4189</div>
<div style='color:#5a6577'>P.IVA 02475540304</div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://www.renzo-arthome.com/preventivo-gratuito/" style="display:inline-block;background:#b11f24;color:#fff;padding:9px 16px;border-radius:6px;font-weight:700;text-decoration:none">Chiedi un preventivo &rarr;</a></div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://wa.me/393358442978" target="_blank" rel="noopener" title="WhatsApp" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-whatsapp.png' alt='WhatsApp' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.facebook.com/RenzoArtHome" target="_blank" rel="noopener" title="Facebook" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-facebook.png' alt='Facebook' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.linkedin.com/in/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="LinkedIn" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-linkedin.png' alt='LinkedIn' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.tiktok.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="TikTok" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-tiktok.png' alt='TikTok' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.youtube.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="YouTube" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-youtube.png' alt='YouTube' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.instagram.com/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="Instagram" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-instagram.png' alt='Instagram' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a></div>
</td>
<td style='vertical-align:top;width:150px;text-align:center'><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/murature-umide-copertina.jpg' alt='Murature umide: cause e rimedi' width='120' style='border:1px solid #ddd;border-radius:4px'></a></p>
<div style='font-size:12px;color:#5a6577;margin-top:6px'><strong>Murature umide: cause e rimedi</strong><br />Grafill, 2026<br /><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener">Vai al libro &rarr;</a></div>
</td>
</tr>
</table>
<style>#rahLATO{margin:44px auto 0;max-width:680px;font-family:'Open Sans',sans-serif}#rahLATO *{box-sizing:border-box}#rahLATO .rahL-int{background:#fff;border:1px solid #d9dde2;padding:18px 16px 10px}#rahLATO .rahL-tit{font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:700;font-size:15px;letter-spacing:.16em;text-transform:uppercase;color:#262a33;margin:0 0 2px}#rahLATO p{margin:0!important;padding:0!important}#rahLATO .rahL-blog-r{margin:0 0 4px}#rahLATO .rahL-pagine{margin:0 0 12px}#rahLATO .rahL-blog{display:inline-block;font-size:13.5px;color:#a06a00;text-decoration:none;margin:0;border:0}#rahLATO .rahL-blog:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO details{margin:0 0 7px;border-left:4px solid var(--rahf)}#rahLATO summary{cursor:pointer;list-style:none;display:flex;align-items:baseline;gap:8px;font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:600;font-size:14px;color:#2f3440;padding:9px 8px 9px 10px;background:var(--rahv);margin:0}#rahLATO summary::-webkit-details-marker{display:none}#rahLATO summary:before{content:"+";font-weight:700;color:#2f3440;opacity:.55;width:13px;flex:none}#rahLATO details[open]>summary:before{content:"\2212"}#rahLATO .rahL-n{margin-left:auto;font-weight:400;font-size:11.5px;color:#5a6577}#rahLATO ul{list-style:none!important;margin:0!important;padding:6px 4px 8px 12px!important;background:var(--rahv);background:color-mix(in srgb,var(--rahv) 32%,#fff)}#rahLATO li{margin:0!important;padding:4px 6px!important;font-size:13px;line-height:1.45;border-left:2px solid transparent;list-style:none!important}#rahLATO li:before{display:none!important;content:none!important}#rahLATO li a{color:#3f4450;text-decoration:none;border:0;box-shadow:none}#rahLATO li a:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO li.rahL-qui{background:#fdf6d8;border-left-color:#eddf21}#rahLATO li.rahL-qui span{font-weight:600;color:#262a33}#rahLATO li.rahL-qui .rahL-segno{display:block;font-weight:400;font-size:10.5px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#5a6577;margin-top:1px}@media(min-width:1490px){body.postid-3010{overflow:visible!important}article.post-3010{position:relative}#rahLATO{position:absolute;top:0;right:-241px;bottom:0;width:225px;max-width:none;margin:0}#rahLATO .rahL-int{position:sticky;top:106px;max-height:calc(100vh - 126px);overflow-y:auto;padding:14px 12px 8px}#rahLATO summary{font-size:12.5px;padding:8px 6px 8px 8px}#rahLATO li{font-size:12px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:13px}}@media(min-width:1710px){#rahLATO{right:-336px;width:300px}#rahLATO .rahL-int{padding:18px 16px 10px}#rahLATO summary{font-size:14px}#rahLATO li{font-size:13px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:15px}}</style>
<div id="rahLATO">
<div class="rahL-int">
<div class="rahL-tit">Gli articoli</div>
<div class="rahL-blog-r"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/blog/">Indice del blog &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-fase-per-fase/">La casa fase per fase &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/decoder-diagnostico-edile/">Il decoder diagnostico &rarr;</a></div>
<details style="--rahv:#dcebf5;--rahf:#7fadd1">
<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">Le malte impermeabili nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">La barriera chimica nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">Ma come si cura una risalita?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/improvvisamente-l-umidita-di-risalita/">Improvvisamente, l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-danno-e-dove-l-acqua-se-ne-va/">Il danno è dove l&#8217;acqua se ne va</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">Chi dimezza la macchia raddoppia l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">Umidità di risalita e sali solubili: perché bloccare l&#8217;umidità è solo metà del risanamento, e perché l&#8217;asciugatura richiede da mesi ad anni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo un intervento contro l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-risalita-impermeabilizzazione-in/">L&#8217;innalzamento dell&#8217;umidità di risalita in seguito a interventi di impermeabilizzazione dall&#8217;interno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/doppia-barriera-protocollo-renzo-arthome/">Barriere chimiche non occludenti in zona di marea: bastano davvero contro la pressione idrostatica?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">L’umidità igroscopica nell’edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-primaria-e-sali-renzo-arthome/">Umidità di risalita capillare primaria</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">31</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">27</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/costruire-casa-senza-umidita/">La casa asciutta si decide in cantiere</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">Tre centimetri invece di una demolizione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/prima-la-strategia-poi-il-prodotto/">Prima la strategia, poi il prodotto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">La spinta idrostatica nelle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">Il seminterrato fra infiltrazioni, umidità e radon: un approccio integrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/fontana-dei-grifi-allinterno-del-castello-miramare-di-trieste/">Fontana dei Grifi all&#8217;interno del castello Miramare di Trieste</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/interventi-di-impermeabilizzazioni/">Impermeabilizzazioni: come intervenire e quali soluzioni scegliere</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#d9edea;--rahf:#7dbcb5">
<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">15</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-problema-non-e-la-pioggia/">Il problema non è la pioggia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">Umidità di rimbalzo (rain splash)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-meteorica-cap/">Umidità meteorica (penetrating damp)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-condensazione/">Umidità da condensazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sindrome-dell-edificio-malato/">Sindrome dell&#8217;edificio malato: cause, sintomi e soluzioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffe-indoor/">Muffe indoor</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">Condensa interstiziale in edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#f2e9d5;--rahf:#c9a970">
<summary>Vespai e solai<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-piove-dal-predalles/">Quando piove dal predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-normative-e-calcoli/">Vespaio aerato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1431-2/">Le infiltrazioni nei predalles: analisi e metodologie di intervento</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f5e3dc;--rahf:#cf9484">
<summary>Casi Studio<span class="rahL-n">6</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f4eecb;--rahf:#c9b954">
<summary>Norme e libro<span class="rahL-n">5</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/normativa-salubrita-edifici/">Quadro normativo sulla salubrità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1443-2/">Materiali da costruzione radioattivi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pubblicato-il-libro-murature-umide-cause-e-rimedi/">Pubblicato il libro “Murature umide: cause e rimedi”</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#ebedf0;--rahf:#a7adb8">
<summary>Altri articoli<span class="rahL-n">1</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pavimenti-in-resina-nei-dettagli/">I pavimenti in resina nei dettagli</a></li>
</ul>
</details>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</title>
		<link>https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/</link>
					<comments>https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[renzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 08:21:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Casi Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Umidità di risalita e sali]]></category>
		<category><![CDATA[Barriera chimica]]></category>
		<category><![CDATA[caso studio]]></category>
		<category><![CDATA[diagnostica]]></category>
		<category><![CDATA[impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[intonaci]]></category>
		<category><![CDATA[malte impermeabili]]></category>
		<category><![CDATA[risalita capillare]]></category>
		<category><![CDATA[sali]]></category>
		<category><![CDATA[umidità di risalita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un condominio di Grado con la fascia bassa dei muri sfogliata dai sali, in un paese dove il mare certe volte supera la soglia della terraferma. La barriera chimica a lenta trasfusione lungo tutto il perimetro, la demolizione delle malte, e la ricostruzione in due registri: malta impermeabile armata e zoccolo in lastre dove l'acqua può arrivare, boiacca antisale, macroporoso e silicati dove il muro deve traspirare.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style='font-size:19px;color:#5a6577'><em>Umidità di risalita in condominio, a Grado: un piano terra aperto sulla strada, in un paese dove il mare certe volte supera la soglia della terraferma. La barriera chimica caricata lungo tutto il perimetro, la demolizione delle malte ammalorate, e una ricostruzione divisa in due registri: chiudere dove l&#8217;acqua liquida può arrivare, lasciar traspirare dove arrivano solo vapore e sali.</em></p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-01-androne-prima.jpg" alt="Umidità di risalita in condominio, l'androne prima dell'intervento" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 1. L&#8217;androne carrabile prima dell&#8217;intervento: la pittura si sfoglia lungo tutta la fascia bassa, su entrambi i lati.</figcaption></figure>
<p>Nel febbraio del 2026 sono stato chiamato in un condominio di Grado per il quadro che si vede nella prima fotografia. Un androne carrabile aperto sulla strada, un ingresso pedonale con le cassette postali e la batteria dei contatori, un cortile interno: e su tutte le pareti, nessuna esclusa, una fascia bassa malata. Pittura in scaglie, intonaco che suona a vuoto e si spancia, croste che si staccano a lastre sopra lo zoccolino di piastrelle. Il fenomeno correva uniforme lungo tutto il perimetro, dall&#8217;androne al cortile, alla stessa altezza.</p>
<p>Di questo lavoro racconto la diagnosi, le lavorazioni e le date. Per rispetto della committenza non compaiono nomi, indirizzo né riferimenti che possano far riconoscere l&#8217;edificio: l&#8217;unica indicazione geografica è quella del titolo. Nelle fotografie le targhe e i nomi su cassette e contatori sono oscurati. Le date vengono dalle fotografie di cantiere; i numeri della fornitura restano negli atti della commessa. I costi non compaiono: qui interessa quello che si è fatto e perché.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-02-vista-insieme-prima.jpg" alt="Umidità di risalita in condominio, la vista d'insieme prima dei lavori" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 2. Il 1 marzo, prima dei lavori: l&#8217;androne visto dalla strada, con il cortile in fondo. La fascia ammalorata corre su tutte le pareti alla stessa altezza.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-03-ingresso-prima.jpg" alt="l'ingresso pedonale prima dei lavori" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 3. L&#8217;ingresso pedonale al sopralluogo del 25 febbraio: sotto la pittura sfogliata affiora un intonaco grigio di riparazioni precedenti. Il problema era già stato tamponato, e la fascia si era ripresentata.</figcaption></figure>
<div id="rahTOC" style="border:1px solid #e2e5ea;border-radius:6px;padding:20px 24px;margin:0 0 32px;background:#fafbfc">
<p style="margin:0 0 10px;font-weight:600;color:#1a2233;font-size:16px">Indice</p>
<ol style="margin:0;padding-left:20px;line-height:1.6">
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-contesto-un-paese-che-convive-con-la-marea" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il contesto: un paese che convive con la marea</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#che-cosa-dicevano-le-pareti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Che cosa dicevano le pareti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-strategia-due-registri-sulla-stessa-parete" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La strategia: due registri sulla stessa parete</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-barriera-prima-di-demolire" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La barriera, prima di demolire</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-demolizione-e-quello-che-e-apparso" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La demolizione, e quello che è apparso</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-registro-basso-chiudere" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il registro basso: chiudere</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-registro-alto-traspirare" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il registro alto: traspirare</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-finitura-la-pittura-ai-silicati" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La finitura: la pittura ai silicati</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-risultato-a-fine-luglio" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il risultato, a fine luglio</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#che-cosa-insegna-questo-cantiere" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Che cosa insegna questo cantiere</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#dal-cantiere" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Dal cantiere</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#domande-frequenti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Domande frequenti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-sintesi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In sintesi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#nota-su-metodo-dati-e-riservatezza" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Nota su metodo, dati e riservatezza</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#nota-sui-calcoli-e-sulle-fonti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Nota sui calcoli e sulle fonti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lautore" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;autore</a></li>
</ol>
</div>
<h2 id="il-contesto-un-paese-che-convive-con-la-marea">Il contesto: un paese che convive con la marea</h2>
<p>Grado sta su un cordone di isole fra la laguna e il mare aperto, e con la marea ha un rapporto quotidiano. Lo dice una serie di numeri pubblici, tutti misurati a pochi passi dalle case.</p>
<p>Il mareografo di Grado registra i livelli dal 1928, quasi un secolo di dati, e oggi fa parte della rete meteo-mareografica che ISPRA gestisce sull&#8217;alto Adriatico insieme alla Protezione civile regionale. La Protezione civile del Friuli Venezia Giulia pubblica ogni anno, proprio per la città di Grado, il calendario della marea astronomica: un documento ufficiale che serve a sapere in anticipo quando il mare salirà. Nella stessa pubblicazione si legge un dato che pesa su ogni piano terra del paese: il livello medio del mare sta oggi circa 34 centimetri sopra il riferimento storico di fine Ottocento, lo zero mareografico di Punta della Salute del 1897.</p>
<p>Sopra quel riferimento corre la soglia che interessa questo cantiere. ARPA FVG, nel resoconto dell&#8217;acqua alta del 22 novembre 2022, la indica con precisione: a 120 centimetri sopra lo zero il mare comincia a bagnare la terraferma. Quel giorno il livello misurato a Grado ha raggiunto 169 centimetri, e vaste aree del paese sono finite sott&#8217;acqua. I contributi, sempre secondo ARPA: 80 centimetri di marea astronomica, 20-40 centimetri dovuti alla pressione scesa a 990 ettopascal, 40-70 centimetri di spinta dello scirocco. Non è un evento remoto: è la combinazione di tre fattori ordinari che ogni autunno può ripresentarsi.</p>
<p>C&#8217;è un terzo numero, ed è quello che rende questi allagamenti diversi da una pioggia. L&#8217;acqua che entra in paese è acqua di mare. Nel monitoraggio ARPA FVG del gennaio 2022 le acque superficiali costiere del lato di Grado stavano fra 29 e 35 grammi di sale per litro, con massimi al fondo del golfo fino a 38,4. Ogni litro che bagna un muro e poi evapora lascia in parete quei grammi. La pioggia se ne va e basta; il mare resta, in forma di sale.</p>
<p>Che cosa lascia un allagamento dentro un edificio, e come lo si asciuga con metodo, l&#8217;ho raccontato in <a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">come asciugare una casa bagnata</a>, a proposito di un altro caso di acqua alta. Questo cantiere nasce dalla stessa situazione, presa dal lato delle murature da risanare: qui l&#8217;acqua se n&#8217;era sempre andata da sola, ma il sale che si era lasciata dietro continuava a lavorare.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-fig1-sezione-problema-v2.jpg" alt="sezione del problema" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Tavola G1. La sezione del problema, con le quote del contesto: la soglia dei 120 centimetri oltre la quale il mare bagna la terraferma, i 169 centimetri del 22 novembre 2022, il livello medio salito di 34 centimetri sul riferimento storico. Un piano terra aperto sulla strada sta dentro questi numeri.</figcaption></figure>
<h2 id="che-cosa-dicevano-le-pareti">Che cosa dicevano le pareti</h2>
<p>La diagnosi, in questo caso, l&#8217;hanno fatta la geometria del sintomo e la storia del luogo.</p>
<p>La fascia ammalorata era continua e correva alla stessa altezza su tutte le pareti: androne, ingresso, cortile, lati opposti dello stesso passaggio. Un danno da infiltrazione localizzata segue la sua sorgente e si concentra; un danno che corre uniforme lungo tutto il perimetro, partendo dal pavimento, dice che l&#8217;alimentazione sta in basso ed è comune a tutte le pareti. L&#8217;acqua sale dai capillari della muratura, evapora dalla superficie, e deposita al confine fra muro e pittura quello che trasportava. Della fisica della risalita e dei sistemi per fermarla ho scritto per esteso nella <a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">storia della risalita</a>.</p>
<p>La seconda voce è il sale. In un paese dove l&#8217;acqua degli allagamenti è acqua di mare, i cloruri in parete sono attesi. E i cloruri hanno una proprietà che cambia la clinica del muro: sono igroscopici. Il cloruro di sodio sta in equilibrio con un&#8217;aria al 75,47 per cento di umidità relativa a 20 gradi, 75,29 a 25, secondo le misure di Lewis Greenspan pubblicate nel 1977 sul Journal of Research del National Bureau of Standards. Sopra quella soglia il sale depositato nel muro riprende acqua dall&#8217;aria e la parete si bagna da sola, anche senza una nuova risalita. Sotto quella soglia il sale cristallizza, aumenta di volume nei pori, e spinge: la pittura si sfoglia, le malte si sgretolano, un ciclo dopo l&#8217;altro. Il conteggio dei cicli, che vale più del conteggio dei sali, l&#8217;ho raccontato in <a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">contare i cicli, non i sali</a>.</p>
<p>Dichiaro anche che cosa questa diagnosi non ha: su questa muratura non è stata eseguita un&#8217;analisi di laboratorio dei sali. Le efflorescenze e il tipo di degrado sono documentati a vista, la natura chimica esatta dei sali no. La geometria del sintomo, il contesto e la storia delle riparazioni precedenti già ricoperte e riaffiorate bastavano a impostare il progetto; l&#8217;analisi avrebbe aggiunto un numero, non cambiato la strategia.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-fig4-sale-in-parete-v2.jpg" alt="il sale del mare in parete" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Tavola G4. Il sale del mare in parete: quanta salinità porta ogni litro d&#8217;acqua del golfo, la soglia igroscopica del cloruro di sodio misurata da Greenspan, e il ciclo del danno che riparte da solo.</figcaption></figure>
<h2 id="la-strategia-due-registri-sulla-stessa-parete">La strategia: due registri sulla stessa parete</h2>
<p>Il progetto è nato da una constatazione semplice: in un paese così, la stessa parete vive due condizioni diverse a seconda della quota. La fascia bassa, negli eventi di acqua alta, può trovarsi a contatto con acqua liquida e salata: bagnata, lavata, di nuovo bagnata. La fascia sopra vede soltanto quello che sale dall&#8217;interno del muro, vapore e sali, e quello che porta l&#8217;aria. Trattare le due fasce allo stesso modo significa sbagliarne almeno una.</p>
<p>Da qui l&#8217;ordine dei lavori, che è quello di ogni risanamento fatto per durare: prima si ferma l&#8217;acqua che sale, con una barriera chimica o con un altro dispositivo che blocchi la risalita; poi si ricostruiscono le superfici, ognuna secondo la condizione in cui dovrà lavorare. Come si imposta la cura di una risalita l&#8217;ho descritto in <a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">come si cura una risalita</a>.</p>
<p>1. <strong>La barriera chimica a lenta trasfusione</strong> alla base di tutte le pareti, lungo l&#8217;intero perimetro: mette il confine sotto il quale l&#8217;acqua di risalita si ferma. 2. <strong>La demolizione delle malte ammalorate</strong> della fascia bassa, dopo la barriera: porta via gli intonaci sfiancati e, con loro, gran parte del carico salino. 3. <strong>Il registro basso, che chiude</strong>: malta impermeabile ancorata alla muratura con connettori e rete strutturale, rivestita a zoccolo con lastre. È la fascia progettata per essere bagnata dagli eventi e lavata. 4. <strong>Il registro alto, che traspira</strong>: boiacca antisale a contatto con la muratura e intonaco macroporoso a base calce, il serbatoio dove i sali residui possono cristallizzare senza fare danni. 5. <strong>La finitura ai silicati</strong>: minerale e traspirante, per non richiudere quello che il registro alto deve lasciar passare.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-fig3-due-registri-v2.jpg" alt="i due registri della parete" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Tavola G3. I due registri della parete dopo l&#8217;intervento: la barriera alla base, la fascia bassa impermeabile e armata con lo zoccolo in lastre, la fascia alta con boiacca antisale, macroporoso e finitura ai silicati. Sotto la quota che l&#8217;acqua può raggiungere il pacchetto chiude; sopra, il muro traspira.</figcaption></figure>
<h2 id="la-barriera-prima-di-demolire">La barriera, prima di demolire</h2>
<p>Il 3 e il 4 marzo il cantiere ha vissuto la sua fase più fotogenica. Lungo tutte le pareti, a quota costante poco sopra il pavimento, sono stati eseguiti i fori attraverso l&#8217;intonaco esistente; in ogni foro un diffusore, sigillato con malta; a ogni diffusore, appesa a una fila di aste, una sacca graduata di formulato. Il liquido, una microemulsione, scende per gravità e viene assorbito dai capillari della muratura, dove forma un microreticolo di resina idrorepellente: il taglio chimico che ferma la risalita. Niente pompe e niente pressione: il muro assorbe con i suoi tempi, e le tacche graduate delle sacche permettono di controllare l&#8217;assorbimento foro per foro. Il funzionamento nel dettaglio l&#8217;ho descritto nell&#8217;articolo sulla <a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">barriera chimica</a>.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-04-diffusori.jpg" alt="i diffusori della barriera" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 4. I diffusori sigillati con malta nella fila dei fori, il 3 marzo: la carica passa attraverso l&#8217;intonaco esistente, che verrà demolito dopo.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-05-sacche-androne.jpg" alt="le sacche in carica nell'androne" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 5. La parete sinistra dell&#8217;androne in carica: ogni sacca serve il suo foro, il formulato scende per gravità.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-06-carica-parete-strada.jpg" alt="la carica sulla parete verso strada" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 6. Il lato verso strada: in primo piano i diffusori sigillati sulla fascia dove l&#8217;intonaco si era già spanciato, in fondo la fila in carica.</figcaption></figure>
<p>Una scelta di metodo merita una spiegazione, perché sorprende chi visita il cantiere: la barriera si esegue prima di demolire, attraverso l&#8217;intonaco vecchio. Le ragioni sono due. L&#8217;intonaco esistente, anche ammalorato, fa da cassero: tiene i fori e contiene la carica, che altrimenti rifluirebbe da lesioni e distacchi. E il formulato, mentre lavora, smuove e reidrata i sali della muratura; con l&#8217;asciugatura una parte del carico salino migra verso le vecchie malte, e la demolizione che segue se lo porta via. Demolire prima significherebbe iniettare in una parete piagata e perdere il vantaggio della pulizia.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-07-carica-vita-paese.jpg" alt="la carica e la vita del paese" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 7. Il 3 marzo, mentre le sacche scendono: fuori il paese continua la sua giornata. Il cantiere non ha mai chiuso l&#8217;androne.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-08-sacche-taniche.jpg" alt="le sacche e le taniche del formulato" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 8. Le due file in carica verso l&#8217;angolo, con le taniche del formulato e la brocca per il riempimento.</figcaption></figure>
<p>La linea non si è interrotta davanti agli ostacoli. Nell&#8217;ingresso pedonale la fila di fori prosegue anche sotto la batteria dei contatori del gas, dove lo spazio di lavoro si riduce a poche spanne: le sacche appese fra le tubazioni si vedono nella Fotografia 10. Il cortile interno è stato trattato sull&#8217;intero perimetro, murature di confine comprese.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-09-cortile-carica.jpg" alt="il cortile in carica" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 9. Il cortile interno il 4 marzo: la carica corre su tutto il perimetro, e le pareti mostrano la stessa fascia ammalorata dell&#8217;androne.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-10-contatori-sacche.jpg" alt="le sacche sotto i contatori" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 10. La linea non si interrompe: sacche in carica anche sotto la batteria dei contatori, dove lo spazio di lavoro è minimo. I nomi sono oscurati per riservatezza.</figcaption></figure>
<p>Il 7 marzo le sacche erano rimosse. In parete restano i diffusori sigillati, a documentare il passaggio della linea; la muratura, sotto, ha cominciato il suo lavoro lento di asciugatura.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-11-diffusori-sigillati.jpg" alt="i diffusori sigillati a fine carica" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 11. Il 7 marzo, a carica conclusa: le sacche non ci sono più, la fila dei diffusori sigillati corre lungo tutte le pareti.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-fig2-barriera-trasfusione-v2.jpg" alt="la barriera a lenta trasfusione" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Tavola G2. La barriera a lenta trasfusione: il foro attraverso l&#8217;intonaco esistente, il diffusore sigillato, la sacca graduata, e nel cerchio quello che accade dentro il capillare, dove la resina prende il posto dell&#8217;acqua.</figcaption></figure>
<h2 id="la-demolizione-e-quello-che-e-apparso">La demolizione, e quello che è apparso</h2>
<p>Nelle settimane successive alla carica le malte della fascia bassa sono state demolite fino alla muratura. Di questa fase il cantiere conserva una fotografia senza data impressa nel file, e lo dichiaro; la sequenza però è certa, perché la demolizione mostra i muri già privi dei diffusori in vista e segue la logica del metodo: prima la carica attraverso l&#8217;intonaco, poi la rimozione.</p>
<p>La muratura messa a nudo si è presentata come ci si aspetta in un edificio di questa zona: tessitura mista, mattoni pieni e conci legati da malte povere, con più strati di intonaci e rappezzi accumulati dalle riparazioni degli anni. Ogni strato rimosso è carico salino che lascia il cantiere: è la seconda metà del lavoro che la barriera aveva avviato smuovendo i sali verso le vecchie malte.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-12-demolizione-malte.jpg" alt="la muratura dopo la demolizione" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 12. La fascia bassa demolita fino alla muratura: tessitura mista e vecchie malte, con i calcinacci a terra. Con gli intonaci se ne va anche gran parte del carico salino.</figcaption></figure>
<h2 id="il-registro-basso-chiudere">Il registro basso: chiudere</h2>
<p>Sulla muratura pulita, nella fascia bassa, è stata ricostruita la parete che dovrà convivere con gli eventi: malta impermeabile ancorata alla muratura con connettori, con la rete strutturale annegata nello spessore.</p>
<p>Ogni parola di questa descrizione ha un motivo. La malta impermeabile è un materiale di classe misurata: la EN 998-1 chiama W2 le malte con coefficiente di assorbimento capillare non oltre 0,20 chilogrammi al metro quadrato per radice di minuto, ed è la classe che si specifica quando l&#8217;acqua liquida è un carico previsto e non un incidente. Come lavorano queste malte, e dove sono la scelta giusta e dove no, l&#8217;ho scritto nell&#8217;articolo sulle <a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">malte impermeabili</a>. L&#8217;ancoraggio meccanico è l&#8217;altra metà del progetto: su un supporto che ha una storia salina l&#8217;adesione da sola è un azzardo, perché ogni residuo di cristallizzazione al confine fra muro e malta lavora per staccarla. I connettori infissi nella muratura e la rete strutturale annegata nella malta portano il pacchetto su un appoggio meccanico, che non dipende dalla perfezione chimica del supporto.</p>
<p>A vista, oggi, di tutto questo si vede solo la finitura: uno zoccolo rivestito in lastre, alto quanto la fascia ricostruita. È la faccia giusta per una fascia progettata per essere bagnata e lavata: superficie compatta, giunti chiusi, nessun intonaco tinteggiato da rifare a ogni stagione di mareggiate.</p>
<p>Qui vale anche una regola mia, che dichiaro come tale perché nessuna scheda tecnica la prescrive: in ogni risanamento le malte si staccano da terra, oppure la prima fascia del muro, i primi 5-10 centimetri, si impermeabilizza prima della posa. Il piede a contatto con il pavimento ripesca per capillarità l&#8217;acqua e i sali che corrono a terra. Un intonaco che parte dal pavimento si riempie dal basso. In questo cantiere il registro basso è tutto costruito attorno a questa logica: la fascia che tocca terra è la più difesa di tutte.</p>
<p>Di questa fase di ricostruzione il cantiere non conserva fotografie datate, e lo dichiaro: fra la demolizione documentata e le finiture di luglio le lavorazioni intermedie sono descritte per quello che sono state eseguite, non per immagini.</p>
<h2 id="il-registro-alto-traspirare">Il registro alto: traspirare</h2>
<p>Sopra la quota dello zoccolo la parete ha ricevuto il trattamento opposto, ed è qui che il progetto mostra la sua seconda faccia.</p>
<p>Prima la boiacca antisale, applicata a contatto con la muratura: il filtro fra la storia salina del muro e tutto quello che viene dopo. Un intonaco posato direttamente su una muratura carica di sali si bagna d&#8217;impasto e li scioglie. Alla prima stagione se li ritrova in superficie. La boiacca interrompe questo passaggio.</p>
<p>Poi l&#8217;intonaco macroporoso a base calce, che lavora da serbatoio. I documenti tecnici della WTA ne fissano la porosità sopra il 40 per cento, con una resistenza al vapore molto bassa. Dentro quel volume i sali residui possono cristallizzare senza spingere sulla finitura, e l&#8217;acqua trova una superficie interna enorme da cui evaporare. Asciugare il muro o curarlo sono compiti che il macroporoso non ha: il fronte di evaporazione si sposta dentro l&#8217;intonaco, invece di lavorare al confine con la pittura. Che cosa il macroporoso fa davvero, e che cosa gli si chiede a torto, l&#8217;ho scritto nell&#8217;articolo sull&#8217;<a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">intonaco macroporoso</a>.</p>
<p>La coppia è collaudata: il registro basso toglie all&#8217;acqua liquida la strada, il registro alto dà al vapore e ai sali residui lo spazio per uscire di scena senza fare danni. Nessuno dei due, da solo, avrebbe chiuso il caso: un macroporoso nella fascia degli allagamenti si satura al primo evento, una malta impermeabile estesa a tutta la parete sigillerebbe il muro e sposterebbe l&#8217;evaporazione più in alto, dove ricomincerebbe il degrado.</p>
<h2 id="la-finitura-la-pittura-ai-silicati">La finitura: la pittura ai silicati</h2>
<p>La finitura del registro alto è una pittura ai silicati. La scelta ha una logica e una storia.</p>
<p>La logica: una pittura ai silicati non forma pellicola. Il legante è silicato di potassio, vetro solubile, che reagisce chimicamente con il supporto minerale e vi si lega, lasciando aperta la porosità. Sopra un macroporoso che deve far evaporare, una pittura filmogena sarebbe un tappo; la pittura minerale è la sola finitura coerente con tutto quello che sta sotto.</p>
<p>La storia: le pitture ai silicati nascono nel 1878, quando l&#8217;artigiano e ricercatore bavarese Adolf Wilhelm Keim brevetta i suoi colori minerali. Dietro c&#8217;era una richiesta precisa: il re Ludwig I di Baviera voleva sulle facciate del suo regno i colori vivi degli affreschi a calce dell&#8217;Italia del nord, che il clima bavarese però consumava in fretta. La risposta di Keim fu mescolare vetro solubile di potassio e pigmenti minerali, ottenendo una pittura che si lega chimicamente al supporto minerale: si silicizza, invece di formare pellicola. Facciate dipinte con quella tecnica più di un secolo fa sono ancora leggibili. Per questo in un ambiente aggressivo, come un paese di mare, la famiglia dei silicati resta il riferimento.</p>
<h2 id="il-risultato-a-fine-luglio">Il risultato, a fine luglio</h2>
<p>Le fotografie del 24 e del 28 luglio mostrano il lavoro finito. La parte alta delle pareti è intonacata e tinteggiata; lo zoccolo in lastre corre lungo androne, ingresso e cortile alla quota della fascia ricostruita; le cassette postali sono state rinnovate. L&#8217;androne è tornato a fare il suo mestiere di passaggio.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-13-finito-androne.jpg" alt="l'androne finito" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 13. Il 24 luglio: la parete dell&#8217;androne finita, con lo zoccolo in lastre sulla fascia ricostruita e la parte alta intonacata e tinteggiata.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-14-finito-insieme.jpg" alt="la vista d'insieme a lavori conclusi" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 14. Il 28 luglio, la stessa vista della Fotografia 2, a lavori conclusi: la vita del condominio è tornata al suo posto.</figcaption></figure>
<p>Sul risultato dico quello che i documenti permettono di dire, e niente di più. Il cantiere è stato consegnato a luglio 2026: le superfici sono integre, la geometria dei due registri è in opera, la barriera lavora da marzo. Il collaudo vero non è la consegna: sono le stagioni delle acque alte, la prima e poi le altre. La fascia bassa dovrà restare integra dopo gli eventi; la fascia alta dovrà restare asciutta e senza efflorescenze. Sono criteri osservabili da chiunque passi in quell&#8217;androne, ed è così che un lavoro di questo tipo va giudicato.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-fig5-linea-del-tempo-v2.jpg" alt="la linea del tempo" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Tavola G5. La linea del tempo del cantiere, dalle fotografie di febbraio-marzo a quelle di luglio. Il collaudo che conta lo faranno le acque alte delle prossime stagioni.</figcaption></figure>
<h2 id="che-cosa-insegna-questo-cantiere">Che cosa insegna questo cantiere sull&#8217;umidità di risalita in condominio</h2>
<p><strong>La quota decide il progetto.</strong> La stessa parete, a quote diverse, vive carichi diversi: acqua liquida e salata in basso, vapore e sali in alto. Un solo materiale per tutta la parete è quasi sempre la risposta sbagliata a una delle due condizioni.</p>
<p><strong>Prima si ferma l&#8217;acqua, poi si ricostruisce.</strong> La barriera chimica, o un altro dispositivo che fermi la risalita, mette il confine; le superfici nuove hanno senso solo sopra quel confine. Nell&#8217;ordine inverso si preparano i lavori che durano una stagione.</p>
<p><strong>La barriera si esegue attraverso l&#8217;intonaco vecchio.</strong> L&#8217;intonaco ammalorato fa da cassero alla carica, e la demolizione che segue porta via anche i sali che il formulato ha smosso. La sequenza giusta regala una bonifica parziale del carico salino senza costi aggiuntivi.</p>
<p><strong>Su un supporto salino l&#8217;ancoraggio si progetta.</strong> Connettori e rete strutturale trasformano l&#8217;adesione della malta in un appoggio meccanico. La tenuta del pacchetto smette di dipendere dalla qualità di una superficie che i sali hanno già segnato.</p>
<p><strong>I cloruri restano nel muro, e continuano a lavorare.</strong> Anche a risalita ferma, sopra il 75 per cento circa di umidità relativa riprendono acqua dall&#8217;aria. Il progetto deve dare loro spazio, con il macroporoso, e togliere loro alimento, con la barriera e con il registro basso chiuso.</p>
<p><strong>Il collaudo lo fa il contesto.</strong> In un paese dove il mare supera la soglia della terraferma, il giudizio sul lavoro non lo dà la consegna: lo danno gli eventi. Progettare per il collaudo vero significa accettare che la fascia bassa venga bagnata, e costruirla perché non le faccia niente.</p>
<h2 id="dal-cantiere">Dal cantiere</h2>
<p>La fotografia a cui torno più volentieri, di questo lavoro, è la settima: le sacche che scendono in fila dentro l&#8217;androne e, fuori, una persona in bicicletta che attraversa sulle strisce. Il cantiere non ha mai chiuso il passaggio: le auto sono uscite ogni mattina, le cassette hanno ricevuto la posta, la carica della barriera è andata avanti mentre il paese faceva la sua giornata. Nelle ultime fotografie, a lavori finiti, davanti al cortile sono parcheggiate le biciclette dei condomini. È il segno che preferisco: lo spazio è tornato a essere usato senza pensarci, che è la condizione normale di un edificio sano.</p>
<h2 id="domande-frequenti">Domande frequenti</h2>
<p><strong>L&#8217;acqua alta continuerà a entrare nell&#8217;androne?</strong><br />Sì, quando gli eventi supereranno la quota della strada: il pavimento non ha cambiato altezza e il paese resta quello. Il progetto non finge di fermare il mare: accetta l&#8217;evento e prepara la parete a riceverlo. La fascia che l&#8217;acqua può toccare è impermeabile, armata e rivestita in lastre: si bagna, si lava, non si ammala.</p>
<p><strong>Perché non usare l&#8217;intonaco macroporoso anche nella fascia bassa?</strong><br />Perché il macroporoso lavora da serbatoio per il vapore e per i sali, e davanti all&#8217;acqua liquida si satura. Un evento di acqua alta lo riempirebbe in poche ore, e un serbatoio pieno smette di lavorare. Nella fascia degli eventi serve un materiale che chiuda; il macroporoso lavora sopra, dove arrivano solo vapore e sali residui.</p>
<p><strong>Perché la barriera si esegue prima di demolire l&#8217;intonaco?</strong><br />Per due ragioni. L&#8217;intonaco esistente fa da cassero: tiene i fori e contiene la carica, che su una parete piagata rifluirebbe da lesioni e distacchi. E il formulato smuove i sali della muratura verso le vecchie malte: demolendo dopo, con le malte se ne va anche gran parte del carico salino.</p>
<p><strong>Il rivestimento in lastre non intrappola l&#8217;umidità nella muratura?</strong><br />Lo zoccolo copre soltanto la fascia bassa, quella costruita apposta per essere chiusa: sotto ci sono la malta impermeabile armata e, alla base, la barriera che toglie l&#8217;alimentazione dal basso. Tutta la parete sopra lo zoccolo resta libera di traspirare attraverso macroporoso e silicati: il vapore ha la sua via d&#8217;uscita, più ampia di prima.</p>
<p><strong>Quanto è durato il cantiere?</strong><br />Il sopralluogo è del 25 febbraio 2026. La carica della barriera è del 3 e 4 marzo, la rimozione delle sacche del 7 marzo; demolizione e ricostruzione hanno occupato la primavera, con tempi dettati anche dalle asciugature; le fotografie delle finiture concluse sono del 24 e 28 luglio. Le date vengono dalle fotografie di cantiere.</p>
<p><strong>Come si capirà se il lavoro ha funzionato?</strong><br />Con due osservazioni alla portata di chiunque, stagione dopo stagione: la fascia bassa deve restare integra dopo gli eventi di acqua alta, e la fascia alta deve restare asciutta, senza macchie né efflorescenze. Se le prossime stagioni confermeranno, questo caso studio verrà aggiornato con le verifiche.</p>
<h2 id="in-sintesi">In sintesi</h2>
<p>1. <strong>Il caso</strong>: un condominio di Grado con androne carrabile, ingresso pedonale e cortile. Su tutte le pareti una fascia bassa uniformemente ammalorata: pittura sfogliata, intonaci spanciati, riparazioni precedenti riaffiorate. 2. <strong>Il contesto misurato</strong>: il mareografo di Grado registra dal 1928; il 22 novembre 2022 il livello ha toccato 169 centimetri sopra lo zero di riferimento, con la soglia della terraferma a 120; il livello medio del mare sta oggi circa 34 centimetri sopra il riferimento storico (dati ISPRA, ARPA FVG e Protezione civile FVG). 3. <strong>L&#8217;acqua degli allagamenti è acqua di mare</strong>: 29-35 grammi di sale per litro nelle acque superficiali costiere del lato di Grado (ARPA FVG, gennaio 2022). Ogni litro evaporato lascia quei grammi in parete. 4. <strong>La diagnosi</strong>: risalita capillare alimentata dal basso, uniforme su tutto il perimetro, con carico di cloruri igroscopici che sopra il 75 per cento circa di umidità relativa riprendono acqua dall&#8217;aria (Greenspan 1977). 5. <strong>La sequenza</strong>: barriera chimica a lenta trasfusione lungo tutto il perimetro, eseguita il 3-4 marzo attraverso l&#8217;intonaco esistente; sacche rimosse il 7 marzo; demolizione delle malte dopo la carica, così con gli intonaci se ne va gran parte dei sali smossi. 6. <strong>Il registro basso chiude</strong>: malta impermeabile di classe misurata, ancorata con connettori e rete strutturale, zoccolo rivestito in lastre. La fascia che l&#8217;acqua può toccare è progettata per essere bagnata e lavata. 7. <strong>Il registro alto traspira</strong>: boiacca antisale a contatto con la muratura, intonaco macroporoso a base calce come serbatoio dei sali residui, finitura con pittura ai silicati, minerale e senza pellicola. 8. <strong>La regola del piede</strong>: la prima fascia sopra il pavimento, 5-10 centimetri, è sempre impermeabilizzata, perché il piede ripesca l&#8217;acqua e i sali che corrono a terra. Regola di cantiere dell&#8217;autore. 9. <strong>Il collaudo</strong>: consegna a luglio 2026, giudizio alle stagioni delle acque alte. Fascia bassa integra dopo gli eventi e fascia alta senza efflorescenze sono i due criteri, osservabili da chiunque.</p>
<h2 id="nota-su-metodo-dati-e-riservatezza">Nota su metodo, dati e riservatezza</h2>
<p><strong>Riservatezza.</strong> Il caso è reso anonimo. Non compaiono committenza, indirizzo né riferimenti identificativi; l&#8217;unica indicazione geografica è quella del titolo. Nelle fotografie sono oscurati i nomi su cassette postali e contatori, le targhe e il volto di un passante. Le fotografie sono tutte dell&#8217;autore.</p>
<p><strong>Fonti dei dati.</strong> ✅ Le date di cantiere vengono dai nomi file delle fotografie, che portano il timestamp del telefono: sopralluogo 25 febbraio, stato ante 1 marzo, carica 3-4 marzo, fine carica 7 marzo, finiture 24 e 28 luglio 2026. ⚠️ La fotografia della demolizione non porta data nel file: la fase è collocata fra la carica e le finiture per logica di sequenza, non per data certa. ⚠️ Le fasi di ricostruzione (malta impermeabile armata, boiacca antisale, macroporoso, silicati) non hanno fotografie di cantiere: la stratigrafia descritta è quella eseguita, dichiarata dall&#8217;autore. ⚠️ I numeri della fornitura della barriera (metri trattati, numero dei fori, litri) restano negli atti della commessa e non sono pubblicati in questo articolo.</p>
<p><strong>Limiti dichiarati.</strong> ⛔ Su questa muratura non è stata eseguita un&#8217;analisi di laboratorio dei sali: la presenza del degrado da sali è documentata a vista, la natura chimica no. ⛔ Non esiste una campagna di misure strumentali pre e post intervento pubblicabile: il collaudo dichiarato è osservazionale, sulle stagioni.</p>
<p><strong>Prodotti.</strong> I materiali sono descritti per funzione: formulato in microemulsione per barriera a lenta trasfusione, malta impermeabile di classe W2, connettori e rete strutturale, boiacca antisale, intonaco macroporoso a base calce, pittura ai silicati. I nomi commerciali visibili in alcune fotografie di cantiere restano in fotografia e fuori dal testo: al metodo non aggiungono nulla.</p>
<h2 id="nota-sui-calcoli-e-sulle-fonti">Nota sui calcoli e sulle fonti</h2>
<p>Le tavole G1-G5 sono generate da `gen_figs.py`, che legge ogni numero da `calcoli.py`: nessun valore è scritto a mano nei disegni. Il registro delle fonti esterne:</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>✅ <strong>ARPA FVG</strong>, &#8220;L&#8217;acqua alta di martedì 22 novembre&#8221; (evento del 22/11/2022): 169 centimetri a Grado sopra lo zero di riferimento (dato ISPRA), soglia dei 120 centimetri oltre cui il mare bagna la terraferma, contributi di 80 centimetri di marea astronomica, 20-40 di pressione (minimo attorno a 990 ettopascal) e 40-70 di scirocco; allagate le parti basse di Grado, Marina Julia, Muggia e Trieste. Pagina su arpa.fvg.it, letta il 20/08/2026.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>✅ <strong>ISPRA, Servizio Laguna di Venezia</strong>, scheda della stazione mareografica di Grado (laguna di Marano e Grado): registrazioni dal 1928, due mareometri a galleggiante più strumento della Protezione civile FVG, riferimento allo zero mareografico di Punta della Salute 1897. Pagina su venezia.isprambiente.it, letta il 20/08/2026.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>✅ <strong>Protezione civile FVG e ISPRA</strong>, Calendario 2026 dei valori della marea astronomica per la città di Grado: il livello medio del mare attuale sta circa 34 centimetri sopra il riferimento storico. Pagina su protezionecivile.fvg.it, letta il 20/08/2026.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>✅ <strong>ARPA FVG</strong>, monitoraggio della salinità nel golfo di Trieste del 17-20 gennaio 2022 (nota dell&#8217;11 febbraio 2022): 29-35 grammi per litro nelle acque superficiali costiere del lato occidentale, massimi al fondo fino a 38,3-38,4. Già verificata frase per frase sulla pagina ARPA per un precedente articolo di questo sito.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>✅ <strong>Lewis Greenspan</strong>, Humidity Fixed Points of Binary Saturated Aqueous Solutions, Journal of Research of the National Bureau of Standards, 81A, n. 1, 1977, pagine 89-96, tabella 2: cloruro di sodio in equilibrio al 75,47 per cento di umidità relativa a 20 gradi e 75,29 a 25. PDF NIST letto.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>✅ <strong>MPA, Data Sheet 19</strong>, Issue 5, ottobre 2023: le classi W0, W1 e W2 delle malte secondo la EN 998-1, con W2 a coefficiente di assorbimento capillare c non oltre 0,20 kg/m² per radice di minuto. Documento letto per intero per l&#8217;articolo sulle malte impermeabili. ⚠️ La EN 998-1:2016 risulta in vigore dallo store UNI; il testo integrale della norma non è stato letto, e lo dichiaro.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>✅ <strong>WTA, Merkblatt 2-9-20/D</strong> (intonaci di risanamento): Kurzfassung ufficiale letta per l&#8217;articolo sul macroporoso. ⚠️ I requisiti numerici citati (porosità oltre il 40 per cento, resistenza al vapore mu sotto 12) provengono dalla precedente 2-9-04/D attraverso letteratura tecnica revisionata (Materials, 2021), non dal testo integrale a pagamento.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>✅ <strong>Storia delle pitture ai silicati</strong>: brevetto di Adolf Wilhelm Keim del 1878 e impulso di Ludwig I di Baviera, concordi la storia aziendale Keimfarben e la voce Wikipedia dedicata (lette il 20/08/2026). ⚠️ Il numero di brevetto (4315) circola nelle fonti del produttore e non è stato verificato su un archivio brevetti indipendente: per questo non compare nel testo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>✅ <strong>Dottrine di cantiere dell&#8217;autore</strong>, dichiarate come tali: la sequenza carica-poi-demolizione per le barriere liquide in microemulsione, la regola del piede (5-10 centimetri), l&#8217;impostazione a due registri.</li>
</ul>
<p>Articoli collegati su questo sito: <a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">storia della risalita</a>, <a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">come si cura una risalita</a>, <a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">la barriera chimica</a>, <a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">le malte impermeabili</a>, <a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">l&#8217;intonaco macroporoso</a>, <a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">contare i cicli</a>, <a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">il cemento osmotico</a>, <a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">come asciugare una casa bagnata</a>, <a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a>.</p>
<h2 id="lautore">L&#8217;autore</h2>
<p>Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense, circa trent&#8217;anni di esperienza di cantiere e venti come imprenditore. Autore di &#8220;Murature umide: cause e rimedi&#8221; (Grafill, 2026).</p>
<p>Il libro è disponibile su <a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html#/4-versione-libro" target="_blank" rel="noopener">Grafill</a> e su <a href="https://www.amazon.it/Murature-umide-Prevenzione-interventi-risanamento/dp/8827705309" target="_blank" rel="noopener">Amazon</a>.</p>
<p><script type='application/ld+json'>{"@context": "https://schema.org", "@type": "FAQPage", "mainEntity": [{"@type": "Question", "name": "L'acqua alta continuerà a entrare nell'androne?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Sì, quando gli eventi supereranno la quota della strada: il pavimento non ha cambiato altezza e il paese resta quello. Il progetto non finge di fermare il mare: accetta l'evento e prepara la parete a riceverlo. La fascia che l'acqua può toccare è impermeabile, armata e rivestita in lastre: si bagna, si lava, non si ammala."}}, {"@type": "Question", "name": "Perché non usare l'intonaco macroporoso anche nella fascia bassa?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Perché il macroporoso lavora da serbatoio per il vapore e per i sali, e davanti all'acqua liquida si satura. Un evento di acqua alta lo riempirebbe in poche ore, e un serbatoio pieno smette di lavorare. Nella fascia degli eventi serve un materiale che chiuda; il macroporoso lavora sopra, dove arrivano solo vapore e sali residui."}}, {"@type": "Question", "name": "Perché la barriera si esegue prima di demolire l'intonaco?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Per due ragioni. L'intonaco esistente fa da cassero: tiene i fori e contiene la carica, che su una parete piagata rifluirebbe da lesioni e distacchi. E il formulato smuove i sali della muratura verso le vecchie malte: demolendo dopo, con le malte se ne va anche gran parte del carico salino."}}, {"@type": "Question", "name": "Il rivestimento in lastre non intrappola l'umidità nella muratura?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Lo zoccolo copre soltanto la fascia bassa, quella costruita apposta per essere chiusa: sotto ci sono la malta impermeabile armata e, alla base, la barriera che toglie l'alimentazione dal basso. Tutta la parete sopra lo zoccolo resta libera di traspirare attraverso macroporoso e silicati: il vapore ha la sua via d'uscita, più ampia di prima."}}, {"@type": "Question", "name": "Quanto è durato il cantiere?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Il sopralluogo è del 25 febbraio 2026. La carica della barriera è del 3 e 4 marzo, la rimozione delle sacche del 7 marzo; demolizione e ricostruzione hanno occupato la primavera, con tempi dettati anche dalle asciugature; le fotografie delle finiture concluse sono del 24 e 28 luglio. Le date vengono dalle fotografie di cantiere."}}, {"@type": "Question", "name": "Come si capirà se il lavoro ha funzionato?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Con due osservazioni alla portata di chiunque, stagione dopo stagione: la fascia bassa deve restare integra dopo gli eventi di acqua alta, e la fascia alta deve restare asciutta, senza macchie né efflorescenze. Se le prossime stagioni confermeranno, questo caso studio verrà aggiornato con le verifiche."}}]}</script><br />
<!--mxLA--></p>
<div style='background:#f6f7f9;border:1px solid #e3e6ea;border-radius:8px;padding:14px 18px;margin:26px 0'><strong style='color:#b11f24'>Leggi anche</strong></p>
<ul style='margin:8px 0 0 18px'>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">Le malte impermeabili nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
</ul>
</div>
<p><!--/mxLA--></p>
<hr style='border:none;border-top:3px solid #b11f24;margin-top:34px'>
<table style='width:100%;border-collapse:collapse;font-family:Arial,sans-serif;color:#2a3340;font-size:14px;line-height:1.6'>
<tr>
<td style='vertical-align:top;padding-right:20px'>
<div style='font-size:16px;font-weight:700;color:#b11f24'>Ditta Renzo-ArtHome</div>
<div style='font-weight:600'>di Spedicato Oronzo</div>
<div style='color:#5a6577;margin-bottom:8px'>Specialista in risanamenti di interrati e umidit&agrave; di risalita</div>
<div><strong>Web:</strong> <a href="https://www.renzo-arthome.com">www.renzo-arthome.com</a></div>
<div><strong>E-mail:</strong> renzo.spedicato@gmail.com &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>PEC:</strong> renzoarthome@pec.it</div>
<div><strong>Cell.:</strong> +39 335 844 2978 &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>Ufficio:</strong> +39 371 775 4189</div>
<div style='color:#5a6577'>P.IVA 02475540304</div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://www.renzo-arthome.com/preventivo-gratuito/" style="display:inline-block;background:#b11f24;color:#fff;padding:9px 16px;border-radius:6px;font-weight:700;text-decoration:none">Chiedi un preventivo &rarr;</a></div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://wa.me/393358442978" target="_blank" rel="noopener" title="WhatsApp" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-whatsapp.png' alt='WhatsApp' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.facebook.com/RenzoArtHome" target="_blank" rel="noopener" title="Facebook" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-facebook.png' alt='Facebook' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.linkedin.com/in/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="LinkedIn" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-linkedin.png' alt='LinkedIn' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.tiktok.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="TikTok" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-tiktok.png' alt='TikTok' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.youtube.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="YouTube" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-youtube.png' alt='YouTube' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.instagram.com/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="Instagram" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-instagram.png' alt='Instagram' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a></div>
</td>
<td style='vertical-align:top;width:150px;text-align:center'><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/murature-umide-copertina.jpg' alt='Murature umide: cause e rimedi' width='120' style='border:1px solid #ddd;border-radius:4px'></a></p>
<div style='font-size:12px;color:#5a6577;margin-top:6px'><strong>Murature umide: cause e rimedi</strong><br />Grafill, 2026<br /><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener">Vai al libro &rarr;</a></div>
</td>
</tr>
</table>
<style>#rahLATO{margin:44px auto 0;max-width:680px;font-family:'Open Sans',sans-serif}#rahLATO *{box-sizing:border-box}#rahLATO .rahL-int{background:#fff;border:1px solid #d9dde2;padding:18px 16px 10px}#rahLATO .rahL-tit{font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:700;font-size:15px;letter-spacing:.16em;text-transform:uppercase;color:#262a33;margin:0 0 2px}#rahLATO p{margin:0!important;padding:0!important}#rahLATO .rahL-blog-r{margin:0 0 4px}#rahLATO .rahL-pagine{margin:0 0 12px}#rahLATO .rahL-blog{display:inline-block;font-size:13.5px;color:#a06a00;text-decoration:none;margin:0;border:0}#rahLATO .rahL-blog:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO details{margin:0 0 7px;border-left:4px solid var(--rahf)}#rahLATO summary{cursor:pointer;list-style:none;display:flex;align-items:baseline;gap:8px;font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:600;font-size:14px;color:#2f3440;padding:9px 8px 9px 10px;background:var(--rahv);margin:0}#rahLATO summary::-webkit-details-marker{display:none}#rahLATO summary:before{content:"+";font-weight:700;color:#2f3440;opacity:.55;width:13px;flex:none}#rahLATO details[open]>summary:before{content:"\2212"}#rahLATO .rahL-n{margin-left:auto;font-weight:400;font-size:11.5px;color:#5a6577}#rahLATO ul{list-style:none!important;margin:0!important;padding:6px 4px 8px 12px!important;background:var(--rahv);background:color-mix(in srgb,var(--rahv) 32%,#fff)}#rahLATO li{margin:0!important;padding:4px 6px!important;font-size:13px;line-height:1.45;border-left:2px solid transparent;list-style:none!important}#rahLATO li:before{display:none!important;content:none!important}#rahLATO li a{color:#3f4450;text-decoration:none;border:0;box-shadow:none}#rahLATO li a:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO li.rahL-qui{background:#fdf6d8;border-left-color:#eddf21}#rahLATO li.rahL-qui span{font-weight:600;color:#262a33}#rahLATO li.rahL-qui .rahL-segno{display:block;font-weight:400;font-size:10.5px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#5a6577;margin-top:1px}@media(min-width:1490px){body.postid-2841{overflow:visible!important}article.post-2841{position:relative}#rahLATO{position:absolute;top:0;right:-241px;bottom:0;width:225px;max-width:none;margin:0}#rahLATO .rahL-int{position:sticky;top:106px;max-height:calc(100vh - 126px);overflow-y:auto;padding:14px 12px 8px}#rahLATO summary{font-size:12.5px;padding:8px 6px 8px 8px}#rahLATO li{font-size:12px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:13px}}@media(min-width:1710px){#rahLATO{right:-336px;width:300px}#rahLATO .rahL-int{padding:18px 16px 10px}#rahLATO summary{font-size:14px}#rahLATO li{font-size:13px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:15px}}</style>
<div id="rahLATO">
<div class="rahL-int">
<div class="rahL-tit">Gli articoli</div>
<div class="rahL-blog-r"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/blog/">Indice del blog &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-fase-per-fase/">La casa fase per fase &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/decoder-diagnostico-edile/">Il decoder diagnostico &rarr;</a></div>
<details open style="--rahv:#dcebf5;--rahf:#7fadd1">
<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">Le malte impermeabili nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">La barriera chimica nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">Ma come si cura una risalita?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/improvvisamente-l-umidita-di-risalita/">Improvvisamente, l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-danno-e-dove-l-acqua-se-ne-va/">Il danno è dove l&#8217;acqua se ne va</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">Chi dimezza la macchia raddoppia l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">Umidità di risalita e sali solubili: perché bloccare l&#8217;umidità è solo metà del risanamento, e perché l&#8217;asciugatura richiede da mesi ad anni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo un intervento contro l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-risalita-impermeabilizzazione-in/">L&#8217;innalzamento dell&#8217;umidità di risalita in seguito a interventi di impermeabilizzazione dall&#8217;interno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/doppia-barriera-protocollo-renzo-arthome/">Barriere chimiche non occludenti in zona di marea: bastano davvero contro la pressione idrostatica?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">L’umidità igroscopica nell’edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-primaria-e-sali-renzo-arthome/">Umidità di risalita capillare primaria</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">31</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">27</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/costruire-casa-senza-umidita/">La casa asciutta si decide in cantiere</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">Tre centimetri invece di una demolizione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/prima-la-strategia-poi-il-prodotto/">Prima la strategia, poi il prodotto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">La spinta idrostatica nelle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">Il seminterrato fra infiltrazioni, umidità e radon: un approccio integrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/fontana-dei-grifi-allinterno-del-castello-miramare-di-trieste/">Fontana dei Grifi all&#8217;interno del castello Miramare di Trieste</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/interventi-di-impermeabilizzazioni/">Impermeabilizzazioni: come intervenire e quali soluzioni scegliere</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#d9edea;--rahf:#7dbcb5">
<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">15</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-problema-non-e-la-pioggia/">Il problema non è la pioggia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">Umidità di rimbalzo (rain splash)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-meteorica-cap/">Umidità meteorica (penetrating damp)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-condensazione/">Umidità da condensazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sindrome-dell-edificio-malato/">Sindrome dell&#8217;edificio malato: cause, sintomi e soluzioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffe-indoor/">Muffe indoor</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">Condensa interstiziale in edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f2e9d5;--rahf:#c9a970">
<summary>Vespai e solai<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-piove-dal-predalles/">Quando piove dal predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-normative-e-calcoli/">Vespaio aerato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1431-2/">Le infiltrazioni nei predalles: analisi e metodologie di intervento</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#f5e3dc;--rahf:#cf9484">
<summary>Casi Studio<span class="rahL-n">6</span></summary>
<ul>
<li class="rahL-qui"><span>Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f4eecb;--rahf:#c9b954">
<summary>Norme e libro<span class="rahL-n">5</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/normativa-salubrita-edifici/">Quadro normativo sulla salubrità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1443-2/">Materiali da costruzione radioattivi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pubblicato-il-libro-murature-umide-cause-e-rimedi/">Pubblicato il libro “Murature umide: cause e rimedi”</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#ebedf0;--rahf:#a7adb8">
<summary>Altri articoli<span class="rahL-n">1</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pavimenti-in-resina-nei-dettagli/">I pavimenti in resina nei dettagli</a></li>
</ul>
</details>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
