L'umidità da condensazione rappresenta una delle principali cause di degrado negli edifici, derivante dalla trasformazione del vapore acqueo presente nell'aria in acqua liquida quando vengono raggiunte determinate condizioni termoigrometriche. Questo fenomeno, governato dalle leggi della termodinamica e della psicrometria, può manifestarsi sia sulle superfici interne degli elementi costruttivi (condensazione superficiale) sia all'interno della struttura stessa (condensazione interstiziale).
1. Principi fisici della condensazione
1.1 Fondamenti termodinamici
La condensazione avviene quando la pressione parziale del vapore acqueo nell'aria raggiunge o supera la pressione di saturazione corrispondente alla temperatura della superficie o dello strato considerato. Secondo la norma ISO 13788:2012 "Hygrothermal performance of building components and building elements – Internal surface temperature to avoid critical surface humidity and interstitial condensation – Calculation methods", la temperatura alla quale si verifica questo fenomeno è definita temperatura di rugiada (dew point temperature).
L'ASHRAE Handbook – Fundamentals (2021) definisce l'umidità relativa come il rapporto tra la pressione parziale del vapore acqueo e la pressione di saturazione alla stessa temperatura, espressa in percentuale. La condensazione superficiale si verifica quando la temperatura superficiale scende al di sotto della temperatura di rugiada dell'aria ambiente.
1.2 Diagramma psicrometrico
Il diagramma psicrometrico, strumento fondamentale per l'analisi dei fenomeni di condensazione, permette di visualizzare le relazioni tra temperatura dell'aria, umidità relativa, umidità assoluta, entalpia e temperatura di rugiada. La BS 5250:2021 "Code of practice for control of condensation in buildings" raccomanda l'utilizzo di questo strumento per la progettazione e la diagnosi delle problematiche di condensazione.
2. Tipologie di condensazione
2.1 Condensazione superficiale
La condensazione superficiale si manifesta quando la temperatura della superficie interna di un elemento costruttivo scende al di sotto della temperatura di rugiada dell'aria interna. Secondo la UNI EN ISO 13788:2013 (recepimento italiano della norma internazionale), per prevenire la formazione di muffe la temperatura superficiale deve essere mantenuta al di sopra del valore critico corrispondente a un'umidità relativa superficiale dell'80%.
Il Building Research Establishment (BRE) nel documento "Thermal insulation: avoiding risks" (BR 262, 2002) identifica i ponti termici come le zone più critiche per la condensazione superficiale, in particolare negli angoli, nelle giunzioni parete-solaio e attorno ai serramenti.
2.2 Condensazione interstiziale
La condensazione interstiziale si verifica all'interno degli strati che compongono un elemento costruttivo, quando il vapore acqueo che migra attraverso la struttura incontra strati a temperatura inferiore al suo punto di rugiada. La norma ISO 13788:2012 fornisce il metodo Glaser per la verifica della condensazione interstiziale in regime stazionario, basato sul calcolo della distribuzione delle temperature e delle pressioni parziali di vapore attraverso la stratigrafia.
Per analisi più accurate in regime dinamico, la ISO 15026:2007 "Hygrothermal performance of building components and building elements – Assessment of moisture transfer by numerical simulation" definisce metodologie di simulazione numerica che tengono conto dell'accumulo e del rilascio di umidità nei materiali.
3. Fattori che influenzano la condensazione
3.1 Produzione di vapore interno
L'ASHRAE Handbook – Fundamentals (2021) quantifica le principali fonti di produzione di vapore acqueo negli ambienti residenziali. I valori di riferimento per le attività domestiche sono riportati nella tabella seguente.
Fonte di vapore
Produzione (g/h o L/evento)
Respirazione umana (persona a riposo)
40–50 g/h
Cottura cibi (fornello a gas)
1.500–2.000 g/h
Doccia (10 minuti)
200–300 g/evento
Asciugatura bucato interno (5 kg)
2.000–2.500 g/ciclo
Piante da appartamento (vaso medio)
10–20 g/h
Tabella 1 – Produzione di vapore acqueo da fonti domestiche (Fonte: ASHRAE Handbook – Fundamentals, 2021)
3.2 Ventilazione
La ventilazione rappresenta il principale meccanismo di rimozione dell'umidità in eccesso dagli ambienti interni. La UNI 10339:1995 "Impianti aeraulici a fini di benessere – Generalità, classificazione e requisiti" e il suo aggiornamento UNI EN 16798-1:2019 "Energy performance of buildings – Ventilation for buildings – Part 1" definiscono le portate d'aria minime per garantire condizioni accettabili di qualità dell'aria e controllo dell'umidità.
La BS 5250:2021 raccomanda un tasso di ricambio d'aria minimo di 0,5 vol/h per ambienti residenziali in condizioni normali, con incrementi fino a 1,5–2 vol/h durante attività ad alta produzione di vapore (cottura, bagno). La norma sottolinea l'importanza di sistemi di ventilazione meccanica controllata (VMC) negli edifici ad alta efficienza energetica.
3.3 Caratteristiche dell'involucro
Le proprietà termiche e igrometriche dei materiali dell'involucro influenzano significativamente il rischio di condensazione. La UNI EN ISO 10456:2008 "Building materials and products – Hygrothermal properties – Tabulated design values and procedures for determining declared and design thermal values" fornisce i valori di conduttività termica e resistenza al vapore dei materiali da costruzione.
Il fattore di resistenza alla diffusione del vapore (μ), definito dalla ISO 12572:2016 "Hygrothermal performance of building materials and products – Determination of water vapour transmission properties", esprime la capacità di un materiale di ostacolare il passaggio del vapore rispetto all'aria ferma. Valori elevati di μ (es. membrane bituminose: 50.000–200.000) indicano materiali praticamente impermeabili al vapore.
4. Quadro normativo di riferimento
4.1 Norme internazionali ISO
Il quadro normativo internazionale per la progettazione e verifica igrotermica degli edifici si basa principalmente sulle seguenti norme ISO:
ISO 13788:2012 – Calcolo della temperatura superficiale interna e della condensazione interstiziale
ISO 15026:2007 – Simulazione numerica del trasferimento di umidità
ISO 12572:2016 – Determinazione delle proprietà di trasmissione del vapore
ISO 10456:2007 – Proprietà igrotermiche dei materiali
ISO 6946:2017 – Resistenza termica e trasmittanza degli elementi edilizi
4.2 Norme europee EN e recepimenti UNI
A livello europeo e italiano, le norme principali includono:
UNI EN ISO 13788:2013 – Recepimento italiano della ISO 13788
UNI EN 16798-1:2019 – Requisiti di ventilazione per gli edifici
UNI EN ISO 10211:2018 – Ponti termici negli edifici
UNI EN ISO 14683:2018 – Coefficienti di trasmissione termica lineica dei ponti termici
4.3 Normativa britannica e statunitense
Tra le fonti tecniche anglosassoni di riferimento:
BS 5250:2021 – Code of practice for control of condensation in buildings
ASHRAE Handbook – Fundamentals (2021) – Chapter 27: Heat, Air, and Moisture Control in Building Assemblies
ASTM E96/E96M – Standard Test Methods for Water Vapor Transmission of Materials
BRE BR 262 – Thermal insulation: avoiding risks (2002)
5. Metodologie diagnostiche
5.1 Rilievo delle condizioni ambientali
La diagnosi dell'umidità da condensazione richiede il monitoraggio delle condizioni termoigrometriche ambientali. La ISO 7726:1998 "Ergonomics of the thermal environment – Instruments for measuring physical quantities" definisce le caratteristiche degli strumenti di misura per temperatura e umidità relativa dell'aria.
I datalogger per il monitoraggio continuo devono garantire una precisione di ±0,5°C per la temperatura e ±3% per l'umidità relativa, secondo quanto raccomandato dalla ASHRAE Guideline 14-2014 "Measurement of Energy, Demand, and Water Savings".
5.2 Termografia infrarossa
La termografia infrarossa rappresenta una tecnica diagnostica fondamentale per l'individuazione di ponti termici e zone a rischio condensazione. La UNI EN 13187:2000 "Thermal performance of buildings – Qualitative detection of thermal irregularities in building envelopes – Infrared method" definisce le procedure per le indagini termografiche sugli edifici.
Secondo la norma, le indagini devono essere condotte con una differenza di temperatura tra interno ed esterno di almeno 10°C per almeno 24 ore prima del rilievo, e in assenza di irraggiamento solare diretto sulle superfici da esaminare.
5.3 Calcolo del fattore di temperatura superficiale fRsi
Il fattore di temperatura superficiale interna fRsi, definito dalla ISO 13788:2012, esprime la capacità di un elemento costruttivo di mantenere la temperatura superficiale interna prossima a quella dell'aria ambiente. È calcolato come:
fRsi = (θsi – θe) / (θi – θe)
dove θsi è la temperatura superficiale interna, θi la temperatura dell'aria interna e θe la temperatura dell'aria esterna. Valori di fRsi inferiori a 0,72 (corrispondenti a un'umidità relativa superficiale >80% in condizioni standard) indicano rischio di formazione di muffe.
6. Strategie di intervento
6.1 Controllo della ventilazione
La gestione della ventilazione rappresenta la prima linea di difesa contro la condensazione. La BS 5250:2021 raccomanda l'installazione di sistemi di ventilazione meccanica controllata (VMC) con recupero di calore nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni importanti. Per gli edifici esistenti, l'installazione di estrattori igro-regolabili nei locali umidi (bagni, cucine) può ridurre significativamente il carico di vapore interno.
La norma UNI EN 16798-1:2019 definisce quattro categorie di qualità dell'aria interna (IDA), con requisiti di ventilazione crescenti. Per edifici residenziali standard (categoria II), la portata d'aria raccomandata è di 7 L/s per persona o 0,7 L/(s·m²) di superficie utile.
6.2 Correzione dei ponti termici
L'eliminazione o la riduzione dei ponti termici è fondamentale per prevenire la condensazione superficiale. La UNI EN ISO 10211:2018 "Thermal bridges in building construction – Heat flows and surface temperatures – Detailed calculations" fornisce i metodi di calcolo per la progettazione degli interventi correttivi.
Gli interventi tipici includono l'applicazione di cappotti termici continui (secondo UNI/TR 11715:2018), l'inserimento di giunti isolanti nei nodi strutturali e la sostituzione dei serramenti con modelli a taglio termico (profili con U < 1,4 W/m²K secondo DM 26/06/2015).
6.3 Gestione della barriera al vapore
La corretta progettazione della barriera al vapore è essenziale per prevenire la condensazione interstiziale. La regola generale, confermata dalla BS 5250:2021 e dall'ASHRAE Handbook, prevede il posizionamento della barriera al vapore sul lato caldo della stratigrafia (interno nell'emisfero nord durante la stagione di riscaldamento).
La ISO 13788:2012 definisce i requisiti di resistenza al vapore dello strato barriera in funzione delle condizioni climatiche e della stratigrafia dell'elemento. In alternativa alle barriere al vapore tradizionali, possono essere impiegati freni al vapore igrovariabili, che modificano la propria permeabilità in funzione dell'umidità relativa, permettendo l'asciugatura estiva delle strutture.
7. Riferimenti normativi e bibliografici
Norma/Documento
Titolo/Descrizione
Ambito
ISO 13788:2012
Hygrothermal performance – Internal surface temperature and interstitial condensation
International
ISO 15026:2007
Hygrothermal performance – Moisture transfer by numerical simulation
International
ISO 12572:2016
Hygrothermal performance – Water vapour transmission properties
International
ISO 10456:2007
Building materials – Hygrothermal properties
International
ISO 6946:2017
Building components – Thermal resistance and transmittance
International
ISO 7726:1998
Ergonomics – Instruments for measuring physical quantities
International
UNI EN ISO 13788:2013
Recepimento italiano ISO 13788
Italiano/Europeo
UNI EN 16798-1:2019
Energy performance – Ventilation for buildings
Europeo
UNI EN ISO 10211:2018
Thermal bridges in building construction
Europeo
UNI EN 13187:2000
Qualitative detection of thermal irregularities – Infrared method
Europeo
BS 5250:2021
Code of practice for control of condensation in buildings
British Standards
ASHRAE Handbook
Fundamentals (2021) – Chapter 27
ASHRAE
BRE BR 262
Thermal insulation: avoiding risks (2002)
BRE
ASTM E96/E96M
Water Vapor Transmission of Materials
ASTM International
Tabella 2 – Principali riferimenti normativi e tecnici
8. Conclusioni
La corretta gestione dell'umidità da condensazione richiede un approccio integrato che consideri simultaneamente la produzione di vapore interno, la ventilazione, le caratteristiche termiche e igrometriche dell'involucro edilizio. La progettazione e la diagnosi devono basarsi sulle metodologie definite dalle norme internazionali, in particolare la ISO 13788:2012 per le verifiche in regime stazionario e la ISO 15026:2007 per le simulazioni dinamiche.
Gli interventi di risanamento devono essere preceduti da una diagnosi accurata che identifichi le cause specifiche del fenomeno, distinguendo tra condensazione superficiale (tipicamente legata a ponti termici e insufficiente ventilazione) e condensazione interstiziale (derivante da errori nella progettazione della stratigrafia). Solo attraverso questa comprensione approfondita è possibile definire soluzioni efficaci e durature.




