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	<title>Casi Studio &#8211; Renzo-ArtHome</title>
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	<description>Renzo-ArtHome è lo specialista dell&#039;umidità di risalita. Interviene su problemi di deumidificazione e impermeabilizzazione.</description>
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	<title>Casi Studio &#8211; Renzo-ArtHome</title>
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		<title>Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 08:21:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un condominio di Grado con la fascia bassa dei muri sfogliata dai sali, in un paese dove il mare certe volte supera la soglia della terraferma. La barriera chimica a lenta trasfusione lungo tutto il perimetro, la demolizione delle malte, e la ricostruzione in due registri: malta impermeabile armata e zoccolo in lastre dove l'acqua può arrivare, boiacca antisale, macroporoso e silicati dove il muro deve traspirare.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style='font-size:19px;color:#5a6577'><em>Umidità di risalita in condominio, a Grado: un piano terra aperto sulla strada, in un paese dove il mare certe volte supera la soglia della terraferma. La barriera chimica caricata lungo tutto il perimetro, la demolizione delle malte ammalorate, e una ricostruzione divisa in due registri: chiudere dove l&#8217;acqua liquida può arrivare, lasciar traspirare dove arrivano solo vapore e sali.</em></p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-01-androne-prima.jpg" alt="Umidità di risalita in condominio, l'androne prima dell'intervento" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 1. L&#8217;androne carrabile prima dell&#8217;intervento: la pittura si sfoglia lungo tutta la fascia bassa, su entrambi i lati.</figcaption></figure>
<p>Nel febbraio del 2026 sono stato chiamato in un condominio di Grado per il quadro che si vede nella prima fotografia. Un androne carrabile aperto sulla strada, un ingresso pedonale con le cassette postali e la batteria dei contatori, un cortile interno: e su tutte le pareti, nessuna esclusa, una fascia bassa malata. Pittura in scaglie, intonaco che suona a vuoto e si spancia, croste che si staccano a lastre sopra lo zoccolino di piastrelle. Il fenomeno correva uniforme lungo tutto il perimetro, dall&#8217;androne al cortile, alla stessa altezza.</p>
<p>Di questo lavoro racconto la diagnosi, le lavorazioni e le date. Per rispetto della committenza non compaiono nomi, indirizzo né riferimenti che possano far riconoscere l&#8217;edificio: l&#8217;unica indicazione geografica è quella del titolo. Nelle fotografie le targhe e i nomi su cassette e contatori sono oscurati. Le date vengono dalle fotografie di cantiere; i numeri della fornitura restano negli atti della commessa. I costi non compaiono: qui interessa quello che si è fatto e perché.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-02-vista-insieme-prima.jpg" alt="Umidità di risalita in condominio, la vista d'insieme prima dei lavori" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 2. Il 1 marzo, prima dei lavori: l&#8217;androne visto dalla strada, con il cortile in fondo. La fascia ammalorata corre su tutte le pareti alla stessa altezza.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-03-ingresso-prima.jpg" alt="l'ingresso pedonale prima dei lavori" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 3. L&#8217;ingresso pedonale al sopralluogo del 25 febbraio: sotto la pittura sfogliata affiora un intonaco grigio di riparazioni precedenti. Il problema era già stato tamponato, e la fascia si era ripresentata.</figcaption></figure>
<div id="rahTOC" style="border:1px solid #e2e5ea;border-radius:6px;padding:20px 24px;margin:0 0 32px;background:#fafbfc">
<p style="margin:0 0 10px;font-weight:600;color:#1a2233;font-size:16px">Indice</p>
<ol style="margin:0;padding-left:20px;line-height:1.6">
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-contesto-un-paese-che-convive-con-la-marea" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il contesto: un paese che convive con la marea</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#che-cosa-dicevano-le-pareti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Che cosa dicevano le pareti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-strategia-due-registri-sulla-stessa-parete" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La strategia: due registri sulla stessa parete</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-barriera-prima-di-demolire" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La barriera, prima di demolire</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-demolizione-e-quello-che-e-apparso" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La demolizione, e quello che è apparso</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-registro-basso-chiudere" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il registro basso: chiudere</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-registro-alto-traspirare" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il registro alto: traspirare</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-finitura-la-pittura-ai-silicati" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La finitura: la pittura ai silicati</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-risultato-a-fine-luglio" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il risultato, a fine luglio</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#che-cosa-insegna-questo-cantiere" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Che cosa insegna questo cantiere</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#dal-cantiere" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Dal cantiere</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#domande-frequenti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Domande frequenti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-sintesi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In sintesi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#nota-su-metodo-dati-e-riservatezza" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Nota su metodo, dati e riservatezza</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#nota-sui-calcoli-e-sulle-fonti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Nota sui calcoli e sulle fonti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lautore" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;autore</a></li>
</ol>
</div>
<h2 id="il-contesto-un-paese-che-convive-con-la-marea">Il contesto: un paese che convive con la marea</h2>
<p>Grado sta su un cordone di isole fra la laguna e il mare aperto, e con la marea ha un rapporto quotidiano. Lo dice una serie di numeri pubblici, tutti misurati a pochi passi dalle case.</p>
<p>Il mareografo di Grado registra i livelli dal 1928, quasi un secolo di dati, e oggi fa parte della rete meteo-mareografica che ISPRA gestisce sull&#8217;alto Adriatico insieme alla Protezione civile regionale. La Protezione civile del Friuli Venezia Giulia pubblica ogni anno, proprio per la città di Grado, il calendario della marea astronomica: un documento ufficiale che serve a sapere in anticipo quando il mare salirà. Nella stessa pubblicazione si legge un dato che pesa su ogni piano terra del paese: il livello medio del mare sta oggi circa 34 centimetri sopra il riferimento storico di fine Ottocento, lo zero mareografico di Punta della Salute del 1897.</p>
<p>Sopra quel riferimento corre la soglia che interessa questo cantiere. ARPA FVG, nel resoconto dell&#8217;acqua alta del 22 novembre 2022, la indica con precisione: a 120 centimetri sopra lo zero il mare comincia a bagnare la terraferma. Quel giorno il livello misurato a Grado ha raggiunto 169 centimetri, e vaste aree del paese sono finite sott&#8217;acqua. I contributi, sempre secondo ARPA: 80 centimetri di marea astronomica, 20-40 centimetri dovuti alla pressione scesa a 990 ettopascal, 40-70 centimetri di spinta dello scirocco. Non è un evento remoto: è la combinazione di tre fattori ordinari che ogni autunno può ripresentarsi.</p>
<p>C&#8217;è un terzo numero, ed è quello che rende questi allagamenti diversi da una pioggia. L&#8217;acqua che entra in paese è acqua di mare. Nel monitoraggio ARPA FVG del gennaio 2022 le acque superficiali costiere del lato di Grado stavano fra 29 e 35 grammi di sale per litro, con massimi al fondo del golfo fino a 38,4. Ogni litro che bagna un muro e poi evapora lascia in parete quei grammi. La pioggia se ne va e basta; il mare resta, in forma di sale.</p>
<p>Che cosa lascia un allagamento dentro un edificio, e come lo si asciuga con metodo, l&#8217;ho raccontato in <a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">come asciugare una casa bagnata</a>, a proposito di un altro caso di acqua alta. Questo cantiere nasce dalla stessa situazione, presa dal lato delle murature da risanare: qui l&#8217;acqua se n&#8217;era sempre andata da sola, ma il sale che si era lasciata dietro continuava a lavorare.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-fig1-sezione-problema-v2.jpg" alt="sezione del problema" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Tavola G1. La sezione del problema, con le quote del contesto: la soglia dei 120 centimetri oltre la quale il mare bagna la terraferma, i 169 centimetri del 22 novembre 2022, il livello medio salito di 34 centimetri sul riferimento storico. Un piano terra aperto sulla strada sta dentro questi numeri.</figcaption></figure>
<h2 id="che-cosa-dicevano-le-pareti">Che cosa dicevano le pareti</h2>
<p>La diagnosi, in questo caso, l&#8217;hanno fatta la geometria del sintomo e la storia del luogo.</p>
<p>La fascia ammalorata era continua e correva alla stessa altezza su tutte le pareti: androne, ingresso, cortile, lati opposti dello stesso passaggio. Un danno da infiltrazione localizzata segue la sua sorgente e si concentra; un danno che corre uniforme lungo tutto il perimetro, partendo dal pavimento, dice che l&#8217;alimentazione sta in basso ed è comune a tutte le pareti. L&#8217;acqua sale dai capillari della muratura, evapora dalla superficie, e deposita al confine fra muro e pittura quello che trasportava. Della fisica della risalita e dei sistemi per fermarla ho scritto per esteso nella <a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">storia della risalita</a>.</p>
<p>La seconda voce è il sale. In un paese dove l&#8217;acqua degli allagamenti è acqua di mare, i cloruri in parete sono attesi. E i cloruri hanno una proprietà che cambia la clinica del muro: sono igroscopici. Il cloruro di sodio sta in equilibrio con un&#8217;aria al 75,47 per cento di umidità relativa a 20 gradi, 75,29 a 25, secondo le misure di Lewis Greenspan pubblicate nel 1977 sul Journal of Research del National Bureau of Standards. Sopra quella soglia il sale depositato nel muro riprende acqua dall&#8217;aria e la parete si bagna da sola, anche senza una nuova risalita. Sotto quella soglia il sale cristallizza, aumenta di volume nei pori, e spinge: la pittura si sfoglia, le malte si sgretolano, un ciclo dopo l&#8217;altro. Il conteggio dei cicli, che vale più del conteggio dei sali, l&#8217;ho raccontato in <a href='https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/'>contare i cicli, non i sali</a>.</p>
<p>Dichiaro anche che cosa questa diagnosi non ha: su questa muratura non è stata eseguita un&#8217;analisi di laboratorio dei sali. Le efflorescenze e il tipo di degrado sono documentati a vista, la natura chimica esatta dei sali no. La geometria del sintomo, il contesto e la storia delle riparazioni precedenti già ricoperte e riaffiorate bastavano a impostare il progetto; l&#8217;analisi avrebbe aggiunto un numero, non cambiato la strategia.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-fig4-sale-in-parete-v2.jpg" alt="il sale del mare in parete" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Tavola G4. Il sale del mare in parete: quanta salinità porta ogni litro d&#8217;acqua del golfo, la soglia igroscopica del cloruro di sodio misurata da Greenspan, e il ciclo del danno che riparte da solo.</figcaption></figure>
<h2 id="la-strategia-due-registri-sulla-stessa-parete">La strategia: due registri sulla stessa parete</h2>
<p>Il progetto è nato da una constatazione semplice: in un paese così, la stessa parete vive due condizioni diverse a seconda della quota. La fascia bassa, negli eventi di acqua alta, può trovarsi a contatto con acqua liquida e salata: bagnata, lavata, di nuovo bagnata. La fascia sopra vede soltanto quello che sale dall&#8217;interno del muro, vapore e sali, e quello che porta l&#8217;aria. Trattare le due fasce allo stesso modo significa sbagliarne almeno una.</p>
<p>Da qui l&#8217;ordine dei lavori, che è quello di ogni risanamento fatto per durare: prima si ferma l&#8217;acqua che sale, con una barriera chimica o con un altro dispositivo che blocchi la risalita; poi si ricostruiscono le superfici, ognuna secondo la condizione in cui dovrà lavorare. Come si imposta la cura di una risalita l&#8217;ho descritto in <a href='https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/'>come si cura una risalita</a>.</p>
<p>1. <strong>La barriera chimica a lenta trasfusione</strong> alla base di tutte le pareti, lungo l&#8217;intero perimetro: mette il confine sotto il quale l&#8217;acqua di risalita si ferma. 2. <strong>La demolizione delle malte ammalorate</strong> della fascia bassa, dopo la barriera: porta via gli intonaci sfiancati e, con loro, gran parte del carico salino. 3. <strong>Il registro basso, che chiude</strong>: malta impermeabile ancorata alla muratura con connettori e rete strutturale, rivestita a zoccolo con lastre. È la fascia progettata per essere bagnata dagli eventi e lavata. 4. <strong>Il registro alto, che traspira</strong>: boiacca antisale a contatto con la muratura e intonaco macroporoso a base calce, il serbatoio dove i sali residui possono cristallizzare senza fare danni. 5. <strong>La finitura ai silicati</strong>: minerale e traspirante, per non richiudere quello che il registro alto deve lasciar passare.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-fig3-due-registri-v2.jpg" alt="i due registri della parete" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Tavola G3. I due registri della parete dopo l&#8217;intervento: la barriera alla base, la fascia bassa impermeabile e armata con lo zoccolo in lastre, la fascia alta con boiacca antisale, macroporoso e finitura ai silicati. Sotto la quota che l&#8217;acqua può raggiungere il pacchetto chiude; sopra, il muro traspira.</figcaption></figure>
<h2 id="la-barriera-prima-di-demolire">La barriera, prima di demolire</h2>
<p>Il 3 e il 4 marzo il cantiere ha vissuto la sua fase più fotogenica. Lungo tutte le pareti, a quota costante poco sopra il pavimento, sono stati eseguiti i fori attraverso l&#8217;intonaco esistente; in ogni foro un diffusore, sigillato con malta; a ogni diffusore, appesa a una fila di aste, una sacca graduata di formulato. Il liquido, una microemulsione, scende per gravità e viene assorbito dai capillari della muratura, dove forma un microreticolo di resina idrorepellente: il taglio chimico che ferma la risalita. Niente pompe e niente pressione: il muro assorbe con i suoi tempi, e le tacche graduate delle sacche permettono di controllare l&#8217;assorbimento foro per foro. Il funzionamento nel dettaglio l&#8217;ho descritto nell&#8217;articolo sulla <a href='https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/'>barriera chimica</a>.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-04-diffusori.jpg" alt="i diffusori della barriera" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 4. I diffusori sigillati con malta nella fila dei fori, il 3 marzo: la carica passa attraverso l&#8217;intonaco esistente, che verrà demolito dopo.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-05-sacche-androne.jpg" alt="le sacche in carica nell'androne" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 5. La parete sinistra dell&#8217;androne in carica: ogni sacca serve il suo foro, il formulato scende per gravità.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-06-carica-parete-strada.jpg" alt="la carica sulla parete verso strada" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 6. Il lato verso strada: in primo piano i diffusori sigillati sulla fascia dove l&#8217;intonaco si era già spanciato, in fondo la fila in carica.</figcaption></figure>
<p>Una scelta di metodo merita una spiegazione, perché sorprende chi visita il cantiere: la barriera si esegue prima di demolire, attraverso l&#8217;intonaco vecchio. Le ragioni sono due. L&#8217;intonaco esistente, anche ammalorato, fa da cassero: tiene i fori e contiene la carica, che altrimenti rifluirebbe da lesioni e distacchi. E il formulato, mentre lavora, smuove e reidrata i sali della muratura; con l&#8217;asciugatura una parte del carico salino migra verso le vecchie malte, e la demolizione che segue se lo porta via. Demolire prima significherebbe iniettare in una parete piagata e perdere il vantaggio della pulizia.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-07-carica-vita-paese.jpg" alt="la carica e la vita del paese" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 7. Il 3 marzo, mentre le sacche scendono: fuori il paese continua la sua giornata. Il cantiere non ha mai chiuso l&#8217;androne.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-08-sacche-taniche.jpg" alt="le sacche e le taniche del formulato" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 8. Le due file in carica verso l&#8217;angolo, con le taniche del formulato e la brocca per il riempimento.</figcaption></figure>
<p>La linea non si è interrotta davanti agli ostacoli. Nell&#8217;ingresso pedonale la fila di fori prosegue anche sotto la batteria dei contatori del gas, dove lo spazio di lavoro si riduce a poche spanne: le sacche appese fra le tubazioni si vedono nella Fotografia 10. Il cortile interno è stato trattato sull&#8217;intero perimetro, murature di confine comprese.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-09-cortile-carica.jpg" alt="il cortile in carica" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 9. Il cortile interno il 4 marzo: la carica corre su tutto il perimetro, e le pareti mostrano la stessa fascia ammalorata dell&#8217;androne.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-10-contatori-sacche.jpg" alt="le sacche sotto i contatori" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 10. La linea non si interrompe: sacche in carica anche sotto la batteria dei contatori, dove lo spazio di lavoro è minimo. I nomi sono oscurati per riservatezza.</figcaption></figure>
<p>Il 7 marzo le sacche erano rimosse. In parete restano i diffusori sigillati, a documentare il passaggio della linea; la muratura, sotto, ha cominciato il suo lavoro lento di asciugatura.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-11-diffusori-sigillati.jpg" alt="i diffusori sigillati a fine carica" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 11. Il 7 marzo, a carica conclusa: le sacche non ci sono più, la fila dei diffusori sigillati corre lungo tutte le pareti.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-fig2-barriera-trasfusione-v2.jpg" alt="la barriera a lenta trasfusione" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Tavola G2. La barriera a lenta trasfusione: il foro attraverso l&#8217;intonaco esistente, il diffusore sigillato, la sacca graduata, e nel cerchio quello che accade dentro il capillare, dove la resina prende il posto dell&#8217;acqua.</figcaption></figure>
<h2 id="la-demolizione-e-quello-che-e-apparso">La demolizione, e quello che è apparso</h2>
<p>Nelle settimane successive alla carica le malte della fascia bassa sono state demolite fino alla muratura. Di questa fase il cantiere conserva una fotografia senza data impressa nel file, e lo dichiaro; la sequenza però è certa, perché la demolizione mostra i muri già privi dei diffusori in vista e segue la logica del metodo: prima la carica attraverso l&#8217;intonaco, poi la rimozione.</p>
<p>La muratura messa a nudo si è presentata come ci si aspetta in un edificio di questa zona: tessitura mista, mattoni pieni e conci legati da malte povere, con più strati di intonaci e rappezzi accumulati dalle riparazioni degli anni. Ogni strato rimosso è carico salino che lascia il cantiere: è la seconda metà del lavoro che la barriera aveva avviato smuovendo i sali verso le vecchie malte.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-12-demolizione-malte.jpg" alt="la muratura dopo la demolizione" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 12. La fascia bassa demolita fino alla muratura: tessitura mista e vecchie malte, con i calcinacci a terra. Con gli intonaci se ne va anche gran parte del carico salino.</figcaption></figure>
<h2 id="il-registro-basso-chiudere">Il registro basso: chiudere</h2>
<p>Sulla muratura pulita, nella fascia bassa, è stata ricostruita la parete che dovrà convivere con gli eventi: malta impermeabile ancorata alla muratura con connettori, con la rete strutturale annegata nello spessore.</p>
<p>Ogni parola di questa descrizione ha un motivo. La malta impermeabile è un materiale di classe misurata: la EN 998-1 chiama W2 le malte con coefficiente di assorbimento capillare non oltre 0,20 chilogrammi al metro quadrato per radice di minuto, ed è la classe che si specifica quando l&#8217;acqua liquida è un carico previsto e non un incidente. Come lavorano queste malte, e dove sono la scelta giusta e dove no, l&#8217;ho scritto nell&#8217;articolo sulle <a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">malte impermeabili</a>. L&#8217;ancoraggio meccanico è l&#8217;altra metà del progetto: su un supporto che ha una storia salina l&#8217;adesione da sola è un azzardo, perché ogni residuo di cristallizzazione al confine fra muro e malta lavora per staccarla. I connettori infissi nella muratura e la rete strutturale annegata nella malta portano il pacchetto su un appoggio meccanico, che non dipende dalla perfezione chimica del supporto.</p>
<p>A vista, oggi, di tutto questo si vede solo la finitura: uno zoccolo rivestito in lastre, alto quanto la fascia ricostruita. È la faccia giusta per una fascia progettata per essere bagnata e lavata: superficie compatta, giunti chiusi, nessun intonaco tinteggiato da rifare a ogni stagione di mareggiate.</p>
<p>Qui vale anche una regola mia, che dichiaro come tale perché nessuna scheda tecnica la prescrive: in ogni risanamento le malte si staccano da terra, oppure la prima fascia del muro, i primi 5-10 centimetri, si impermeabilizza prima della posa. Il piede a contatto con il pavimento ripesca per capillarità l&#8217;acqua e i sali che corrono a terra. Un intonaco che parte dal pavimento si riempie dal basso. In questo cantiere il registro basso è tutto costruito attorno a questa logica: la fascia che tocca terra è la più difesa di tutte.</p>
<p>Di questa fase di ricostruzione il cantiere non conserva fotografie datate, e lo dichiaro: fra la demolizione documentata e le finiture di luglio le lavorazioni intermedie sono descritte per quello che sono state eseguite, non per immagini.</p>
<h2 id="il-registro-alto-traspirare">Il registro alto: traspirare</h2>
<p>Sopra la quota dello zoccolo la parete ha ricevuto il trattamento opposto, ed è qui che il progetto mostra la sua seconda faccia.</p>
<p>Prima la boiacca antisale, applicata a contatto con la muratura: il filtro fra la storia salina del muro e tutto quello che viene dopo. Un intonaco posato direttamente su una muratura carica di sali si bagna d&#8217;impasto e li scioglie. Alla prima stagione se li ritrova in superficie. La boiacca interrompe questo passaggio.</p>
<p>Poi l&#8217;intonaco macroporoso a base calce, che lavora da serbatoio. I documenti tecnici della WTA ne fissano la porosità sopra il 40 per cento, con una resistenza al vapore molto bassa. Dentro quel volume i sali residui possono cristallizzare senza spingere sulla finitura, e l&#8217;acqua trova una superficie interna enorme da cui evaporare. Asciugare il muro o curarlo sono compiti che il macroporoso non ha: il fronte di evaporazione si sposta dentro l&#8217;intonaco, invece di lavorare al confine con la pittura. Che cosa il macroporoso fa davvero, e che cosa gli si chiede a torto, l&#8217;ho scritto nell&#8217;articolo sull&#8217;<a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">intonaco macroporoso</a>.</p>
<p>La coppia è collaudata: il registro basso toglie all&#8217;acqua liquida la strada, il registro alto dà al vapore e ai sali residui lo spazio per uscire di scena senza fare danni. Nessuno dei due, da solo, avrebbe chiuso il caso: un macroporoso nella fascia degli allagamenti si satura al primo evento, una malta impermeabile estesa a tutta la parete sigillerebbe il muro e sposterebbe l&#8217;evaporazione più in alto, dove ricomincerebbe il degrado.</p>
<h2 id="la-finitura-la-pittura-ai-silicati">La finitura: la pittura ai silicati</h2>
<p>La finitura del registro alto è una pittura ai silicati. La scelta ha una logica e una storia.</p>
<p>La logica: una pittura ai silicati non forma pellicola. Il legante è silicato di potassio, vetro solubile, che reagisce chimicamente con il supporto minerale e vi si lega, lasciando aperta la porosità. Sopra un macroporoso che deve far evaporare, una pittura filmogena sarebbe un tappo; la pittura minerale è la sola finitura coerente con tutto quello che sta sotto.</p>
<p>La storia: le pitture ai silicati nascono nel 1878, quando l&#8217;artigiano e ricercatore bavarese Adolf Wilhelm Keim brevetta i suoi colori minerali. Dietro c&#8217;era una richiesta precisa: il re Ludwig I di Baviera voleva sulle facciate del suo regno i colori vivi degli affreschi a calce dell&#8217;Italia del nord, che il clima bavarese però consumava in fretta. La risposta di Keim fu mescolare vetro solubile di potassio e pigmenti minerali, ottenendo una pittura che si lega chimicamente al supporto minerale: si silicizza, invece di formare pellicola. Facciate dipinte con quella tecnica più di un secolo fa sono ancora leggibili. Per questo in un ambiente aggressivo, come un paese di mare, la famiglia dei silicati resta il riferimento.</p>
<h2 id="il-risultato-a-fine-luglio">Il risultato, a fine luglio</h2>
<p>Le fotografie del 24 e del 28 luglio mostrano il lavoro finito. La parte alta delle pareti è intonacata e tinteggiata; lo zoccolo in lastre corre lungo androne, ingresso e cortile alla quota della fascia ricostruita; le cassette postali sono state rinnovate. L&#8217;androne è tornato a fare il suo mestiere di passaggio.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-13-finito-androne.jpg" alt="l'androne finito" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 13. Il 24 luglio: la parete dell&#8217;androne finita, con lo zoccolo in lastre sulla fascia ricostruita e la parte alta intonacata e tinteggiata.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-14-finito-insieme.jpg" alt="la vista d'insieme a lavori conclusi" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 14. Il 28 luglio, la stessa vista della Fotografia 2, a lavori conclusi: la vita del condominio è tornata al suo posto.</figcaption></figure>
<p>Sul risultato dico quello che i documenti permettono di dire, e niente di più. Il cantiere è stato consegnato a luglio 2026: le superfici sono integre, la geometria dei due registri è in opera, la barriera lavora da marzo. Il collaudo vero non è la consegna: sono le stagioni delle acque alte, la prima e poi le altre. La fascia bassa dovrà restare integra dopo gli eventi; la fascia alta dovrà restare asciutta e senza efflorescenze. Sono criteri osservabili da chiunque passi in quell&#8217;androne, ed è così che un lavoro di questo tipo va giudicato.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-grado-fig5-linea-del-tempo-v2.jpg" alt="la linea del tempo" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Tavola G5. La linea del tempo del cantiere, dalle fotografie di febbraio-marzo a quelle di luglio. Il collaudo che conta lo faranno le acque alte delle prossime stagioni.</figcaption></figure>
<h2 id="che-cosa-insegna-questo-cantiere">Che cosa insegna questo cantiere sull&#8217;umidità di risalita in condominio</h2>
<p><strong>La quota decide il progetto.</strong> La stessa parete, a quote diverse, vive carichi diversi: acqua liquida e salata in basso, vapore e sali in alto. Un solo materiale per tutta la parete è quasi sempre la risposta sbagliata a una delle due condizioni.</p>
<p><strong>Prima si ferma l&#8217;acqua, poi si ricostruisce.</strong> La barriera chimica, o un altro dispositivo che fermi la risalita, mette il confine; le superfici nuove hanno senso solo sopra quel confine. Nell&#8217;ordine inverso si preparano i lavori che durano una stagione.</p>
<p><strong>La barriera si esegue attraverso l&#8217;intonaco vecchio.</strong> L&#8217;intonaco ammalorato fa da cassero alla carica, e la demolizione che segue porta via anche i sali che il formulato ha smosso. La sequenza giusta regala una bonifica parziale del carico salino senza costi aggiuntivi.</p>
<p><strong>Su un supporto salino l&#8217;ancoraggio si progetta.</strong> Connettori e rete strutturale trasformano l&#8217;adesione della malta in un appoggio meccanico. La tenuta del pacchetto smette di dipendere dalla qualità di una superficie che i sali hanno già segnato.</p>
<p><strong>I cloruri restano nel muro, e continuano a lavorare.</strong> Anche a risalita ferma, sopra il 75 per cento circa di umidità relativa riprendono acqua dall&#8217;aria. Il progetto deve dare loro spazio, con il macroporoso, e togliere loro alimento, con la barriera e con il registro basso chiuso.</p>
<p><strong>Il collaudo lo fa il contesto.</strong> In un paese dove il mare supera la soglia della terraferma, il giudizio sul lavoro non lo dà la consegna: lo danno gli eventi. Progettare per il collaudo vero significa accettare che la fascia bassa venga bagnata, e costruirla perché non le faccia niente.</p>
<h2 id="dal-cantiere">Dal cantiere</h2>
<p>La fotografia a cui torno più volentieri, di questo lavoro, è la settima: le sacche che scendono in fila dentro l&#8217;androne e, fuori, una persona in bicicletta che attraversa sulle strisce. Il cantiere non ha mai chiuso il passaggio: le auto sono uscite ogni mattina, le cassette hanno ricevuto la posta, la carica della barriera è andata avanti mentre il paese faceva la sua giornata. Nelle ultime fotografie, a lavori finiti, davanti al cortile sono parcheggiate le biciclette dei condomini. È il segno che preferisco: lo spazio è tornato a essere usato senza pensarci, che è la condizione normale di un edificio sano.</p>
<h2 id="domande-frequenti">Domande frequenti</h2>
<p><strong>L&#8217;acqua alta continuerà a entrare nell&#8217;androne?</strong><br />Sì, quando gli eventi supereranno la quota della strada: il pavimento non ha cambiato altezza e il paese resta quello. Il progetto non finge di fermare il mare: accetta l&#8217;evento e prepara la parete a riceverlo. La fascia che l&#8217;acqua può toccare è impermeabile, armata e rivestita in lastre: si bagna, si lava, non si ammala.</p>
<p><strong>Perché non usare l&#8217;intonaco macroporoso anche nella fascia bassa?</strong><br />Perché il macroporoso lavora da serbatoio per il vapore e per i sali, e davanti all&#8217;acqua liquida si satura. Un evento di acqua alta lo riempirebbe in poche ore, e un serbatoio pieno smette di lavorare. Nella fascia degli eventi serve un materiale che chiuda; il macroporoso lavora sopra, dove arrivano solo vapore e sali residui.</p>
<p><strong>Perché la barriera si esegue prima di demolire l&#8217;intonaco?</strong><br />Per due ragioni. L&#8217;intonaco esistente fa da cassero: tiene i fori e contiene la carica, che su una parete piagata rifluirebbe da lesioni e distacchi. E il formulato smuove i sali della muratura verso le vecchie malte: demolendo dopo, con le malte se ne va anche gran parte del carico salino.</p>
<p><strong>Il rivestimento in lastre non intrappola l&#8217;umidità nella muratura?</strong><br />Lo zoccolo copre soltanto la fascia bassa, quella costruita apposta per essere chiusa: sotto ci sono la malta impermeabile armata e, alla base, la barriera che toglie l&#8217;alimentazione dal basso. Tutta la parete sopra lo zoccolo resta libera di traspirare attraverso macroporoso e silicati: il vapore ha la sua via d&#8217;uscita, più ampia di prima.</p>
<p><strong>Quanto è durato il cantiere?</strong><br />Il sopralluogo è del 25 febbraio 2026. La carica della barriera è del 3 e 4 marzo, la rimozione delle sacche del 7 marzo; demolizione e ricostruzione hanno occupato la primavera, con tempi dettati anche dalle asciugature; le fotografie delle finiture concluse sono del 24 e 28 luglio. Le date vengono dalle fotografie di cantiere.</p>
<p><strong>Come si capirà se il lavoro ha funzionato?</strong><br />Con due osservazioni alla portata di chiunque, stagione dopo stagione: la fascia bassa deve restare integra dopo gli eventi di acqua alta, e la fascia alta deve restare asciutta, senza macchie né efflorescenze. Se le prossime stagioni confermeranno, questo caso studio verrà aggiornato con le verifiche.</p>
<h2 id="in-sintesi">In sintesi</h2>
<p>1. <strong>Il caso</strong>: un condominio di Grado con androne carrabile, ingresso pedonale e cortile. Su tutte le pareti una fascia bassa uniformemente ammalorata: pittura sfogliata, intonaci spanciati, riparazioni precedenti riaffiorate. 2. <strong>Il contesto misurato</strong>: il mareografo di Grado registra dal 1928; il 22 novembre 2022 il livello ha toccato 169 centimetri sopra lo zero di riferimento, con la soglia della terraferma a 120; il livello medio del mare sta oggi circa 34 centimetri sopra il riferimento storico (dati ISPRA, ARPA FVG e Protezione civile FVG). 3. <strong>L&#8217;acqua degli allagamenti è acqua di mare</strong>: 29-35 grammi di sale per litro nelle acque superficiali costiere del lato di Grado (ARPA FVG, gennaio 2022). Ogni litro evaporato lascia quei grammi in parete. 4. <strong>La diagnosi</strong>: risalita capillare alimentata dal basso, uniforme su tutto il perimetro, con carico di cloruri igroscopici che sopra il 75 per cento circa di umidità relativa riprendono acqua dall&#8217;aria (Greenspan 1977). 5. <strong>La sequenza</strong>: barriera chimica a lenta trasfusione lungo tutto il perimetro, eseguita il 3-4 marzo attraverso l&#8217;intonaco esistente; sacche rimosse il 7 marzo; demolizione delle malte dopo la carica, così con gli intonaci se ne va gran parte dei sali smossi. 6. <strong>Il registro basso chiude</strong>: malta impermeabile di classe misurata, ancorata con connettori e rete strutturale, zoccolo rivestito in lastre. La fascia che l&#8217;acqua può toccare è progettata per essere bagnata e lavata. 7. <strong>Il registro alto traspira</strong>: boiacca antisale a contatto con la muratura, intonaco macroporoso a base calce come serbatoio dei sali residui, finitura con pittura ai silicati, minerale e senza pellicola. 8. <strong>La regola del piede</strong>: la prima fascia sopra il pavimento, 5-10 centimetri, è sempre impermeabilizzata, perché il piede ripesca l&#8217;acqua e i sali che corrono a terra. Regola di cantiere dell&#8217;autore. 9. <strong>Il collaudo</strong>: consegna a luglio 2026, giudizio alle stagioni delle acque alte. Fascia bassa integra dopo gli eventi e fascia alta senza efflorescenze sono i due criteri, osservabili da chiunque.</p>
<h2 id="nota-su-metodo-dati-e-riservatezza">Nota su metodo, dati e riservatezza</h2>
<p><strong>Riservatezza.</strong> Il caso è reso anonimo. Non compaiono committenza, indirizzo né riferimenti identificativi; l&#8217;unica indicazione geografica è quella del titolo. Nelle fotografie sono oscurati i nomi su cassette postali e contatori, le targhe e il volto di un passante. Le fotografie sono tutte dell&#8217;autore.</p>
<p><strong>Fonti dei dati.</strong> ✅ Le date di cantiere vengono dai nomi file delle fotografie, che portano il timestamp del telefono: sopralluogo 25 febbraio, stato ante 1 marzo, carica 3-4 marzo, fine carica 7 marzo, finiture 24 e 28 luglio 2026. ⚠️ La fotografia della demolizione non porta data nel file: la fase è collocata fra la carica e le finiture per logica di sequenza, non per data certa. ⚠️ Le fasi di ricostruzione (malta impermeabile armata, boiacca antisale, macroporoso, silicati) non hanno fotografie di cantiere: la stratigrafia descritta è quella eseguita, dichiarata dall&#8217;autore. ⚠️ I numeri della fornitura della barriera (metri trattati, numero dei fori, litri) restano negli atti della commessa e non sono pubblicati in questo articolo.</p>
<p><strong>Limiti dichiarati.</strong> ⛔ Su questa muratura non è stata eseguita un&#8217;analisi di laboratorio dei sali: la presenza del degrado da sali è documentata a vista, la natura chimica no. ⛔ Non esiste una campagna di misure strumentali pre e post intervento pubblicabile: il collaudo dichiarato è osservazionale, sulle stagioni.</p>
<p><strong>Prodotti.</strong> I materiali sono descritti per funzione: formulato in microemulsione per barriera a lenta trasfusione, malta impermeabile di classe W2, connettori e rete strutturale, boiacca antisale, intonaco macroporoso a base calce, pittura ai silicati. I nomi commerciali visibili in alcune fotografie di cantiere restano in fotografia e fuori dal testo: al metodo non aggiungono nulla.</p>
<h2 id="nota-sui-calcoli-e-sulle-fonti">Nota sui calcoli e sulle fonti</h2>
<p>Le tavole G1-G5 sono generate da `gen_figs.py`, che legge ogni numero da `calcoli.py`: nessun valore è scritto a mano nei disegni. Il registro delle fonti esterne:</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>✅ <strong>ARPA FVG</strong>, &#8220;L&#8217;acqua alta di martedì 22 novembre&#8221; (evento del 22/11/2022): 169 centimetri a Grado sopra lo zero di riferimento (dato ISPRA), soglia dei 120 centimetri oltre cui il mare bagna la terraferma, contributi di 80 centimetri di marea astronomica, 20-40 di pressione (minimo attorno a 990 ettopascal) e 40-70 di scirocco; allagate le parti basse di Grado, Marina Julia, Muggia e Trieste. Pagina su arpa.fvg.it, letta il 20/08/2026.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>✅ <strong>ISPRA, Servizio Laguna di Venezia</strong>, scheda della stazione mareografica di Grado (laguna di Marano e Grado): registrazioni dal 1928, due mareometri a galleggiante più strumento della Protezione civile FVG, riferimento allo zero mareografico di Punta della Salute 1897. Pagina su venezia.isprambiente.it, letta il 20/08/2026.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>✅ <strong>Protezione civile FVG e ISPRA</strong>, Calendario 2026 dei valori della marea astronomica per la città di Grado: il livello medio del mare attuale sta circa 34 centimetri sopra il riferimento storico. Pagina su protezionecivile.fvg.it, letta il 20/08/2026.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>✅ <strong>ARPA FVG</strong>, monitoraggio della salinità nel golfo di Trieste del 17-20 gennaio 2022 (nota dell&#8217;11 febbraio 2022): 29-35 grammi per litro nelle acque superficiali costiere del lato occidentale, massimi al fondo fino a 38,3-38,4. Già verificata frase per frase sulla pagina ARPA per un precedente articolo di questo sito.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>✅ <strong>Lewis Greenspan</strong>, Humidity Fixed Points of Binary Saturated Aqueous Solutions, Journal of Research of the National Bureau of Standards, 81A, n. 1, 1977, pagine 89-96, tabella 2: cloruro di sodio in equilibrio al 75,47 per cento di umidità relativa a 20 gradi e 75,29 a 25. PDF NIST letto.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>✅ <strong>MPA, Data Sheet 19</strong>, Issue 5, ottobre 2023: le classi W0, W1 e W2 delle malte secondo la EN 998-1, con W2 a coefficiente di assorbimento capillare c non oltre 0,20 kg/m² per radice di minuto. Documento letto per intero per l&#8217;articolo sulle malte impermeabili. ⚠️ La EN 998-1:2016 risulta in vigore dallo store UNI; il testo integrale della norma non è stato letto, e lo dichiaro.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>✅ <strong>WTA, Merkblatt 2-9-20/D</strong> (intonaci di risanamento): Kurzfassung ufficiale letta per l&#8217;articolo sul macroporoso. ⚠️ I requisiti numerici citati (porosità oltre il 40 per cento, resistenza al vapore mu sotto 12) provengono dalla precedente 2-9-04/D attraverso letteratura tecnica revisionata (Materials, 2021), non dal testo integrale a pagamento.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>✅ <strong>Storia delle pitture ai silicati</strong>: brevetto di Adolf Wilhelm Keim del 1878 e impulso di Ludwig I di Baviera, concordi la storia aziendale Keimfarben e la voce Wikipedia dedicata (lette il 20/08/2026). ⚠️ Il numero di brevetto (4315) circola nelle fonti del produttore e non è stato verificato su un archivio brevetti indipendente: per questo non compare nel testo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>✅ <strong>Dottrine di cantiere dell&#8217;autore</strong>, dichiarate come tali: la sequenza carica-poi-demolizione per le barriere liquide in microemulsione, la regola del piede (5-10 centimetri), l&#8217;impostazione a due registri.</li>
</ul>
<p>Articoli collegati su questo sito: <a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">storia della risalita</a>, <a href='https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/'>come si cura una risalita</a>, <a href='https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/'>la barriera chimica</a>, <a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">le malte impermeabili</a>, <a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">l&#8217;intonaco macroporoso</a>, <a href='https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/'>contare i cicli</a>, <a href='https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/'>il cemento osmotico</a>, <a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">come asciugare una casa bagnata</a>, <a href='https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/'>quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a>.</p>
<h2 id="lautore">L&#8217;autore</h2>
<p>Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense, circa trent&#8217;anni di esperienza di cantiere e venti come imprenditore. Autore di &#8220;Murature umide: cause e rimedi&#8221; (Grafill, 2026).</p>
<p>Il libro è disponibile su <a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html#/4-versione-libro" target="_blank" rel="noopener">Grafill</a> e su <a href="https://www.amazon.it/Murature-umide-Prevenzione-interventi-risanamento/dp/8827705309" target="_blank" rel="noopener">Amazon</a>.</p>
<p><script type='application/ld+json'>{"@context": "https://schema.org", "@type": "FAQPage", "mainEntity": [{"@type": "Question", "name": "L'acqua alta continuerà a entrare nell'androne?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Sì, quando gli eventi supereranno la quota della strada: il pavimento non ha cambiato altezza e il paese resta quello. Il progetto non finge di fermare il mare: accetta l'evento e prepara la parete a riceverlo. La fascia che l'acqua può toccare è impermeabile, armata e rivestita in lastre: si bagna, si lava, non si ammala."}}, {"@type": "Question", "name": "Perché non usare l'intonaco macroporoso anche nella fascia bassa?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Perché il macroporoso lavora da serbatoio per il vapore e per i sali, e davanti all'acqua liquida si satura. Un evento di acqua alta lo riempirebbe in poche ore, e un serbatoio pieno smette di lavorare. Nella fascia degli eventi serve un materiale che chiuda; il macroporoso lavora sopra, dove arrivano solo vapore e sali residui."}}, {"@type": "Question", "name": "Perché la barriera si esegue prima di demolire l'intonaco?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Per due ragioni. L'intonaco esistente fa da cassero: tiene i fori e contiene la carica, che su una parete piagata rifluirebbe da lesioni e distacchi. E il formulato smuove i sali della muratura verso le vecchie malte: demolendo dopo, con le malte se ne va anche gran parte del carico salino."}}, {"@type": "Question", "name": "Il rivestimento in lastre non intrappola l'umidità nella muratura?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Lo zoccolo copre soltanto la fascia bassa, quella costruita apposta per essere chiusa: sotto ci sono la malta impermeabile armata e, alla base, la barriera che toglie l'alimentazione dal basso. Tutta la parete sopra lo zoccolo resta libera di traspirare attraverso macroporoso e silicati: il vapore ha la sua via d'uscita, più ampia di prima."}}, {"@type": "Question", "name": "Quanto è durato il cantiere?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Il sopralluogo è del 25 febbraio 2026. La carica della barriera è del 3 e 4 marzo, la rimozione delle sacche del 7 marzo; demolizione e ricostruzione hanno occupato la primavera, con tempi dettati anche dalle asciugature; le fotografie delle finiture concluse sono del 24 e 28 luglio. Le date vengono dalle fotografie di cantiere."}}, {"@type": "Question", "name": "Come si capirà se il lavoro ha funzionato?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Con due osservazioni alla portata di chiunque, stagione dopo stagione: la fascia bassa deve restare integra dopo gli eventi di acqua alta, e la fascia alta deve restare asciutta, senza macchie né efflorescenze. Se le prossime stagioni confermeranno, questo caso studio verrà aggiornato con le verifiche."}}]}</script><br />
<!--mxLA--></p>
<div style='background:#f6f7f9;border:1px solid #e3e6ea;border-radius:8px;padding:14px 18px;margin:26px 0'><strong style='color:#b11f24'>Leggi anche</strong></p>
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<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
</ul>
</div>
<p><!--/mxLA--></p>
<hr style='border:none;border-top:3px solid #b11f24;margin-top:34px'>
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<div style='color:#5a6577;margin-bottom:8px'>Specialista in risanamenti di interrati e umidit&agrave; di risalita</div>
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<div style='font-size:12px;color:#5a6577;margin-top:6px'><strong>Murature umide: cause e rimedi</strong><br />Grafill, 2026<br /><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener">Vai al libro &rarr;</a></div>
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<div class="rahL-tit">Gli articoli</div>
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<details open style="--rahv:#dcebf5;--rahf:#7fadd1">
<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">31</span></summary>
<ul>
<li class="rahL-qui"><span>Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">Le malte impermeabili nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">La barriera chimica nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">Ma come si cura una risalita?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/improvvisamente-l-umidita-di-risalita/">Improvvisamente, l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-danno-e-dove-l-acqua-se-ne-va/">Il danno è dove l&#8217;acqua se ne va</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">Chi dimezza la macchia raddoppia l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">Umidità di risalita e sali solubili: perché bloccare l&#8217;umidità è solo metà del risanamento, e perché l&#8217;asciugatura richiede da mesi ad anni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo un intervento contro l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-risalita-impermeabilizzazione-in/">L&#8217;innalzamento dell&#8217;umidità di risalita in seguito a interventi di impermeabilizzazione dall&#8217;interno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/doppia-barriera-protocollo-renzo-arthome/">Barriere chimiche non occludenti in zona di marea: bastano davvero contro la pressione idrostatica?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">L’umidità igroscopica nell’edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-primaria-e-sali-renzo-arthome/">Umidità di risalita capillare primaria</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">26</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">25</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/costruire-casa-senza-umidita/">La casa asciutta si decide in cantiere</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
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<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/prima-la-strategia-poi-il-prodotto/">Prima la strategia, poi il prodotto</a></li>
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<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">13</span></summary>
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<summary>Casi Studio<span class="rahL-n">6</span></summary>
<ul>
<li class="rahL-qui"><span>Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
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</details>
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<summary>Norme e libro<span class="rahL-n">5</span></summary>
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<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
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<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/normativa-salubrita-edifici/">Quadro normativo sulla salubrità</a></li>
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<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pubblicato-il-libro-murature-umide-cause-e-rimedi/">Pubblicato il libro “Murature umide: cause e rimedi”</a></li>
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		<title>Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</title>
		<link>https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[renzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 13:55:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Casi Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Interrati e impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Umidità di risalita e sali]]></category>
		<category><![CDATA[Barriera chimica]]></category>
		<category><![CDATA[caso studio]]></category>
		<category><![CDATA[diagnostica]]></category>
		<category><![CDATA[impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[infiltrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[interrati]]></category>
		<category><![CDATA[muffe]]></category>
		<category><![CDATA[risalita capillare]]></category>
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		<category><![CDATA[umidità di risalita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una ex cucina semi interrata sotto un pendio, un'intercapedine riempita di pietrame che non drenava e una membrana mai confinata. La diagnosi dalle foto del 2015, la barriera a lenta trasfusione, l'osmotico, i pannelli ai silicati di calcio, e i risultati documentati a sei anni di distanza.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style='font-size:19px;color:#5a6577'><em>Una parete contro terra sotto un pendio, in una ex cucina semi interrata di Trieste: un risanamento del 2015 che non aveva fermato l&#8217;acqua, e il sistema che nel giugno 2020 ha ripreso il problema dalle cause. Sei anni dopo la parete è in ordine e per quella stanza non è più arrivata una chiamata.</em></p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-00-apertura.jpg" alt="Parete contro terra, il golfo di Trieste visto dal cantiere" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 1. Il golfo, visto dal cantiere in una pausa del primo giorno. Lavorare in certi posti ripaga di molte fatiche.</figcaption></figure>
<p>Nel giugno del 2020 sono stato chiamato per una stanza al piano semi interrato di una casa di Trieste, edificata a ridosso di un pendio. La stanza era una ex cucina di 4,43 per 2,94 metri, alta 2,50, con due pareti contro terra: quella a nord, addossata al pendio, e quella a ovest, che corre sotto il marciapiede esterno. I proprietari lamentavano muffe in avvio, attività biologica, pittura che si sfogliava nella fascia bassa e un&#8217;aria che restava pesante anche ad arieggiare. Prima di me c&#8217;erano già stati altri interventi, e questo particolare pesava più di tutti i sintomi.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-23-prima-1.jpg" alt="Parete contro terra, la stanza prima dell'intervento" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 2. La stanza com&#8217;era, prima dell&#8217;intervento.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-24-prima-2.jpg" alt="la punteggiatura lungo la parete" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 3. Prima dell&#8217;intervento: la punteggiatura scura affiora lungo la parete.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-25-prima-3.jpg" alt="i segni attraverso la pittura" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 4. Prima dell&#8217;intervento: i segni riaffiorano attraverso la pittura.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-26-prima-4.jpg" alt="un altro punto della stanza" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 5. Un altro punto della stanza, prima dell&#8217;intervento, in basso è presente attività biologica.</figcaption></figure>
<p>Di questo lavoro racconto il metodo, le lavorazioni e i numeri. Per rispetto della committenza non compaiono nomi, indirizzo né riferimenti che possano far riconoscere l&#8217;edificio: l&#8217;unica indicazione geografica è quella del titolo. Le fotografie dei lavori del 2015 sono della committenza e sono creditate come tali; tutte le altre sono mie. I costi non compaiono: qui interessa quello che si è fatto e perché.</p>
<p>Il cantiere è raccontato anche in un breve video sul mio canale:</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-04-stato-2020.jpg" alt="la parete nord al sopralluogo" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 6. La parete nord al sopralluogo.</figcaption></figure>
<div id="rahTOC" style="border:1px solid #e2e5ea;border-radius:6px;padding:20px 24px;margin:0 0 32px;background:#fafbfc">
<p style="margin:0 0 10px;font-weight:600;color:#1a2233;font-size:16px">Indice</p>
<ol style="margin:0;padding-left:20px;line-height:1.6">
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-due-mosse-del-sopralluogo" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le due mosse del sopralluogo</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#quello-che-raccontavano-le-foto-del-2015" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Quello che raccontavano le foto del 2015</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#chi-laveva-gia-scritto-vitruvio-e-il-giudice-french" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Chi l&#8217;aveva già scritto: Vitruvio e il giudice French</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-doppio-danno-della-membrana-non-confinata" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il doppio danno della membrana non confinata</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-patologie-una-per-una" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le patologie, una per una</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-strategia-le-cause-prima-degli-effetti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La strategia: le cause prima degli effetti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-cantiere-giorno-per-giorno" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il cantiere, giorno per giorno</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#i-risultati-con-le-date" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">I risultati, con le date</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#che-cosa-insegna-questo-cantiere" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Che cosa insegna questo cantiere</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#dal-cantiere" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Dal cantiere</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#domande-frequenti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Domande frequenti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-sintesi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In sintesi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#nota-su-metodo-dati-e-riservatezza" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Nota su metodo, dati e riservatezza</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#nota-sui-calcoli-e-sulle-fonti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Nota sui calcoli e sulle fonti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lautore" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;autore</a></li>
</ol>
</div>
<h2 id="le-due-mosse-del-sopralluogo">Le due mosse del sopralluogo</h2>
<p>Quando faccio un sopralluogo per un problema di umidità comincio sempre dalle stesse due mosse, e le racconto perché sono metà del lavoro.</p>
<p>La prima mossa sono le domande mirate. Da quando esiste il fenomeno? C&#8217;è sempre stato o è comparso dopo un lavoro? Peggiora con la pioggia, con la stagione, con l&#8217;uso della stanza? Arrivo quasi sempre dopo che altri hanno già provato a risolvere, e la storia del problema vale quanto il suo stato presente: un sintomo che riappare dopo un risanamento dice una cosa diversa da un sintomo comparso dal nulla.</p>
<p>La seconda mossa è farmi consegnare le fotografie. Foto della costruzione, foto delle ristrutturazioni, foto di ogni intervento precedente: tutto quello che può essere utile per capire come è fatta la parete e che cosa le è già stato fatto. Sono documenti che il committente ha quasi sempre nel telefono e che valgono più di molte ipotesi. In questo caso la committenza mi ha girato le immagini dei lavori del 2015, e sono state quelle a spiegare il problema.</p>
<h2 id="quello-che-raccontavano-le-foto-del-2015">Quello che raccontavano le foto del 2015</h2>
<p>Le immagini consegnate dalla committenza documentano un intervento di cinque anni prima. Dietro la parete nord esiste un&#8217;intercapedine a cielo aperto: un cavo stretto fra il muro della casa e un muro di controripa che trattiene la terra del pendio. L&#8217;intercapedine c&#8217;era già, non l&#8217;hanno scavata nel 2015. In quell&#8217;occasione però l&#8217;hanno riempita di pietrame, con l&#8217;idea di trasformarla in un drenaggio; contro la parete è stata posata una membrana bituminosa protetta da una membrana bugnata, semplicemente appoggiata, senza risvolti né confinamento in sommità e al piede; sopra tutto è stato eseguito un getto di chiusura con una specie di canale di scolo. E qui sta il difetto più grave: il fondo dell&#8217;intercapedine si ferma circa a metà del tratto interrato della parete. Sotto quella quota il muro resta a contatto diretto con la terra del pendio, fino alle fondazioni.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-01-intercapedine-2015.jpg" alt="lavori nell'intercapedine, 2015" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 7. I lavori del 2015 nell&#8217;intercapedine.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-02-intercapedine-2015-fondo.jpg" alt="il cavo stretto e profondo" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 8. Il cavo visto dall&#8217;alto nel 2015: largo poche decine di centimetri, chiuso fra la casa e il muro di controripa. Fotografia della committenza.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-03-ex-cucina-2015.jpg" alt="la stanza spogliata nel 2015" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 9. La stessa stanza durante la ristrutturazione del 2015, già stonacata: muratura mista di pietra e mattoni a vista. Fotografia della committenza.</figcaption></figure>
<p>Nel 2020 l&#8217;intercapedine si presentava così: pietrame dentro, la bugnata nera contro la parete, il getto sopra. Da fuori non si poteva più fare niente di serio, per la posizione, per la logistica e perché il getto aveva sigillato l&#8217;accesso al cavo. Qualunque rimedio andava costruito dall&#8217;interno della stanza.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-07-intercapedine-2020.jpg" alt="l'intercapedine nel 2020" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 10. L&#8217;intercapedine nel 2020: chiusa in sommità e rivestita con guaina bituminosa.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-08-intercapedine-spiraglio.jpg" alt="lo spiraglio del cavo" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 11. Vista dall&#8217;alto del cavedio.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-fig1-sezione-errore-v2.jpg" alt="sezione dell'errore" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Tavola T1. La sezione dello stato di fatto: l&#8217;intercapedine riempita di pietrame si ferma a metà del tratto interrato, la membrana con la bugnata è solo appoggiata, il getto chiude tutto. L&#8217;acqua del pendio passa sotto il pacchetto e bagna il piede della parete.</figcaption></figure>
<h2 id="chi-laveva-gia-scritto-vitruvio-e-il-giudice-french">Chi l&#8217;aveva già scritto: Vitruvio e il giudice French</h2>
<p>Questo errore ha una soluzione corretta scritta da più di duemila anni, e con due firme precise.</p>
<p>Vitruvio, ingegnere militare e architetto romano del primo secolo avanti Cristo, dedica un capitolo del De architectura proprio alle pareti umide e ai locali contro terra (libro VII, capitolo 4). Per le stanze al piano prescrive un secondo muro sottile, staccato dal primo, e fra i due un canale che deve stare &#8220;più in basso del piano della stanza&#8221; (inferior quam libramentum conclavis, nella lettera del testo) con sfiati &#8220;verso un luogo aperto&#8221;. Per gli ambienti sotterranei aggiunge aperture di ventilazione in basso e in alto, e avverte che senza quegli sfoghi l&#8217;umidità raggiunge anche l&#8217;opera nuova. Duemila anni fa il progetto dell&#8217;intercapedine conteneva già i due requisiti che nel 2015 sono mancati: il fondo del cavo sotto la quota del piano interno, e l&#8217;aria che entra ed esce.</p>
<p>Il pietrame merita lo stesso trattamento storico. Henry Flagg French, avvocato e giudice del New Hampshire, agricoltore per passione e padre dello scultore del Lincoln Memorial, pubblica nel 1859 a New York Farm Drainage, il libro che darà il nome ai dreni alla francese. French lo scrive con chiarezza da giudice: un dreno funziona se ha un condotto sul fondo, una pendenza costante e un recapito libero, e &#8220;il recapito è il punto dove, più di ogni altro, un dreno si guasta&#8221; (pagina 176). Sul riempimento di sole pietre documenta che già ai suoi tempi chi drenava aveva abbandonato il pietrame sopra i condotti, pratica &#8220;costosa e inutile&#8221; (pagina 118), che la sabbia trascinata dall&#8217;acqua è la prima causa di intasamento e che i dreni in pietrame verso le cantine finiscono infestati da topi e ratti. Un mucchio di pietre dentro un cavo, senza condotto, senza pendenza organizzata e senza recapito in basso, non drena: si satura, trattiene fango e umidità e li tiene appoggiati alla parete.</p>
<p>Nel nostro caso i due errori si sono sommati. Il cavo non scendeva fino in fondo, quindi l&#8217;acqua del pendio passava sotto al pietrame, sotto alla membrana e arrivava senza ostacoli al piede della parete. E il pietrame senza recapito tratteneva l&#8217;umidità di ogni pioggia, trasformando l&#8217;intercapedine in un serbatoio umido permanente addossato al muro.</p>
<h2 id="il-doppio-danno-della-membrana-non-confinata">Il doppio danno della membrana non confinata</h2>
<p>Sulla membrana va detta una cosa in più, perché è un errore che rivedo spesso. Una membrana bituminosa appoggiata alla parete e non confinata, cioè senza risvolto al piede, senza fissaggio e sigillatura in sommità e senza continuità con un sistema di raccolta, produce due danni insieme.</p>
<p>Il primo è ovvio: non ferma l&#8217;acqua. I percorsi restano aperti al piede e ai bordi, e l&#8217;acqua che scende dal pendio li trova.</p>
<p>Il secondo è meno ovvio ed è il più insidioso: una volta che la parete si è bagnata, quello strato impermeabile le impedisce di asciugare verso il cavo. L&#8217;evaporazione verso l&#8217;esterno è bloccata dal bitume, e l&#8217;unica via di uscita dell&#8217;acqua diventa la faccia interna della stanza, cioè esattamente la superficie che si vorrebbe proteggere. Ne ho scritto a proposito delle murature chiuse dal lato sbagliato nell&#8217;articolo sulla <a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">condensa interstiziale</a>: impermeabilizzare male è peggio che non impermeabilizzare, perché l&#8217;acqua che entra non ha più da dove uscire, se non dentro casa.</p>
<h2 id="le-patologie-una-per-una">Le patologie della parete contro terra, una per una</h2>
<p>Il quadro clinico della stanza metteva insieme sei voci. Le ripercorro con i loro meccanismi, perché il sistema di risanamento risponde voce per voce.</p>
<p><strong>Umidità di risalita.</strong> L&#8217;acqua liquida sale nei capillari della muratura per tensione superficiale, contro gravità, e evapora dalla superficie lasciando in parete i sali che trasportava. In questa stanza la risalita era di tipo secondario: non la falda sotto le fondazioni, ma l&#8217;acqua messa a disposizione dal serbatoio umido dell&#8217;intercapedine e dal terreno a contatto con la parte bassa della parete. La fisica del fenomeno, da Hall e Hoff in giù, l&#8217;ho raccontata nella <a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">storia della risalita e dei sistemi per fermarla</a>.</p>
<p><strong>Umidità di contatto.</strong> Qui serve una distinzione che decide il progetto. Dentro la stanza non c&#8217;era percolamento, cioè acqua liquida che attraversa la parete e cola: c&#8217;era una parete tenuta costantemente umida dal contatto con un mezzo bagnato, il pietrame e la terra oltre il muro. La differenza si vede con gli occhi e con le domande: il percolamento fa rigagnoli, pozze, aloni che seguono un punto di ingresso; il contatto fa una fascia uniformemente umida che non cola mai. Il rimedio cambia di conseguenza: contro il percolamento si lavora di sigillatura localizzata, contro il contatto serve una difesa continua della superficie interrata. Per orientarsi fra le acque di un edificio rimando alla <a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">diagnosi differenziale della risalita</a>.</p>
<p><strong>I sali igroscopici.</strong> Ogni risalita è anche una questione di sali: cloruri, nitrati, solfati che l&#8217;acqua deposita in parete e che restano lì quando l&#8217;acqua evapora. I sali fanno due danni. Cristallizzando nei pori rompono meccanicamente intonaci e pitture, ciclo dopo ciclo, come ho documentato nell&#8217;articolo su <a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">come si contano i cicli, non i sali</a>. E richiamano acqua dall&#8217;aria: il cloruro di sodio, il sale del mare, sta in equilibrio con un&#8217;aria al 75,29 per cento di umidità relativa a 25 gradi (75,47 a 20 gradi, secondo le misure di Lewis Greenspan pubblicate nel 1977 sul Journal of Research del National Bureau of Standards, tabella 2). Sopra quella soglia il sale si scioglie da solo con l&#8217;umidità dell&#8217;aria e bagna la parete anche senza risalita. In una casa a poche decine di metri dal mare i cloruri dell&#8217;aerosol marino sono attesi; dichiaro però che su questo muro non è stata eseguita un&#8217;analisi di laboratorio dei sali, e le efflorescenze si sono viste a vista già prima della demolizione (Fotografia 18).</p>
<p><strong>Esfoliazione della pittura e degrado delle malte.</strong> I termini sono quelli della UNI 11182, la norma italiana che dà il lessico delle forme di alterazione: esfoliazione per il distacco in scaglie della materia pittorica, disgregazione per le malte che perdono coesione e si sfarinano. Il meccanismo qui era doppio: acqua liquida che migra verso la superficie interna e sali che cristallizzano proprio al confine fra intonaco e pittura, dove l&#8217;evaporazione si concentra.</p>
<p><strong>Muffa e attività biologica.</strong> La muffa non ha bisogno di acqua liquida: le basta un&#8217;umidità relativa alta sulla superficie, protratta nel tempo. Klaus Sedlbauer, nella tesi sviluppata al Fraunhofer Institut für Bauphysik (2001), ha tracciato le isoplete limite di germinazione: per i substrati edilizi le curve corrono fra il 75 e l&#8217;80 per cento di umidità relativa superficiale alle temperature ordinarie. Una parete fredda perché bagnata, in una stanza semi interrata con poco ricambio, porta l&#8217;aria a ridosso della sua superficie proprio in quella fascia. Da lì i puntini negli angoli e dietro i mobili, che ho descritto nell&#8217;articolo sulla <a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">muffa negli angoli e dietro gli armadi</a>.</p>
<p><strong>Umidità relativa alta nell&#8217;ambiente.</strong> Una parete bagnata cede acqua all&#8217;aria per evaporazione, giorno e notte, e l&#8217;aria della stanza se la porta addosso. Se la stanza è semi interrata e scambia poco, l&#8217;umidità relativa sale e alimenta a sua volta condensa e muffa, in un circuito che si autoalimenta. È lo stesso meccanismo che rende critici gli interrati d&#8217;estate, quando l&#8217;aria calda e umida entra e trova superfici fredde: ne ho scritto nella <a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">condensa estiva negli interrati</a>.</p>
<h2 id="la-strategia-le-cause-prima-degli-effetti">La strategia: le cause prima degli effetti</h2>
<p>Escluso l&#8217;esterno, il progetto si è ordinato così: prima togliere o governare le alimentazioni d&#8217;acqua, poi proteggere la muratura, alla fine ricostruire le superfici. Nell&#8217;ordine inverso si fanno i lavori che durano una stagione.</p>
<p>1. <strong>Nell&#8217;intercapedine</strong>, l&#8217;unica cosa possibile e utile: dare all&#8217;acqua una via d&#8217;uscita bassa e all&#8217;aria una circolazione, così il cavo smette di essere un serbatoio. 2. <strong>Contro la risalita</strong>, una barriera chimica a lenta trasfusione alla base delle pareti contro terra, con sbarramenti verticali all&#8217;innesto con le murature adiacenti non trattate. 3. <strong>Contro l&#8217;umidità di contatto</strong>, un rivestimento osmotico sulla parte interrata della faccia interna. 4. <strong>Contro i sali</strong>, una boiacca antisalina sulla parte fuori terra della muratura stonacata, prima di qualunque ricostruzione. 4. <strong>Per l&#8217;igiene termoigrometrica</strong>, pannelli ai silicati di calcio da 3 centimetri incollati sulla parete trattata, rasatura e pittura traspirante, con la ventilazione meccanica centralizzata già presente in casa a governare il ricambio.</p>
<p>Osmotico e boiacca antisalina si susseguono senza interruzione: dove finisce l&#8217;uno comincia l&#8217;altra, senza muratura scoperta e senza aria fra gli strati. E il silicato è incollato in piena superficie sul pacchetto, non su un&#8217;intercapedine.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-fig2-pianta-interventi-v2.jpg" alt="pianta della stanza e interventi" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Tavola T2. La pianta della stanza dal rilievo del 7 giugno 2020, con gli interventi per parete: barriera chimica sulle due pareti contro terra con gli sbarramenti verticali agli innesti, boiacca antisalina sulla parte fuori terra, osmotico sulla parte interrata, pannelli ai silicati di calcio.</figcaption></figure>
<h2 id="il-cantiere-giorno-per-giorno">Il cantiere, giorno per giorno</h2>
<h3>Le aperture dell&#8217;intercapedine</h3>
<p>Nel cavo non si poteva ricostruire niente: il getto sopra, la larghezza di uno spiraglio, il pietrame dentro. Le due cose possibili le ho fatte: l&#8217;apertura della parte bassa del cavo, perché l&#8217;acqua che si raccoglie defluisca invece di ristagnare nel pietrame; e un estrattore nella parte alta, che mette in movimento l&#8217;aria del cavo e porta via l&#8217;umidità che vi si accumula. Non è l&#8217;intercapedine di Vitruvio: è la versione possibile di quei due requisiti, sfogo dell&#8217;acqua in basso e aria estratta in alto, dentro i vincoli lasciati dal 2015. Su come dovrebbe essere fatto un cavo di questo tipo quando lo si può costruire, rimando all&#8217;articolo sullo <a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">scannafosso</a>.</p>
<h3>La barriera chimica, prima di demolire</h3>
<p>Il 9 giugno la commessa è partita; il 10 giugno il formulato era in cantiere e sono cominciati tracciamento e foratura. I trucioli usciti dai fori erano bagnati: la controprova più semplice che la parete era alimentata dall&#8217;interno. La barriera contro la risalita l&#8217;ho eseguita con il metodo della lenta trasfusione: 63 fori orizzontali di circa 22 millimetri di diametro, a interasse di 15 centimetri, a circa 15 centimetri dal pavimento, profondi quasi quanto lo spessore del muro, che qui è di 30 centimetri. In ogni foro un trasfusore collegato a una sacca graduata da un litro e mezzo, appesa in fila con le altre: il formulato, una microemulsione, scende per gravità e in 24 ore viene assorbito dai capillari, dove forma un microreticolo di resina polisilossanica al posto dell&#8217;acqua. Il tutto lavora per gravità, senza pompe e senza pressione: 63 sacche per circa 95 litri totali su 9,5 metri di sviluppo murario. La fornitura del formulato è accompagnata da una polizza di 20 anni del produttore sul rapporto fra muratura e quantità di prodotto: un vincolo che obbliga a dosare per spessore e non a occhio.</p>
<p>Dove le pareti trattate si innestano su murature che la barriera non tocca, il capitolato del sistema prevede lo sbarramento verticale: una fila di trasfusori che sale lungo l&#8217;innesto, per un&#8217;altezza da 1,5 a 2,5 metri. Così l&#8217;umidità non aggira il taglio orizzontale passando dal muro a fianco. I 9,5 metri trattati comprendono anche questi tratti verticali.</p>
<p>Un dettaglio di metodo che sorprende sempre chi visita il cantiere: la barriera si fa prima di stonacare, attraverso l&#8217;intonaco vecchio. L&#8217;intonaco ammalorato fa da cassero ai fori e si porta via, dopo, i residui della lavorazione. Demolire prima significherebbe iniettare in una parete piagata e perdere formulato dalle lesioni aperte. L&#8217;ho spiegato per esteso in <a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">che cosa ferma la risalita</a> e in <a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">come si cura una risalita</a>. E il formulato fa anche un secondo lavoro: smuove e scioglie i sali della muratura, l&#8217;evaporazione li richiama verso le vecchie malte, e la demolizione che segue se ne porta via gran parte.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-09-tracciamento.jpg" alt="tracciamento della barriera" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 12. Il tracciamento del 10 giugno sulla parete nord, con la linea dei fori segnata sul vecchio intonaco. La barriera passa attraverso l&#8217;intonaco esistente, che verrà demolito dopo.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-12-trasfusori-risvolto.jpg" alt="trasfusori dello sbarramento verticale" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 13. Lo sbarramento verticale: all&#8217;innesto con le murature non trattate i trasfusori salgono in verticale, così l&#8217;umidità non passa da muro a muro aggirando il taglio orizzontale.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-27-trucioli-bagnati.jpg" alt="i trucioli bagnati del foro" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 14. Il muro bagnato all&#8217;interno: i trucioli che escono dal foro del trapano.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-10-trasfusione-sacche.jpg" alt="le sacche in trasfusione" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 15. La fila delle sacche graduate in trasfusione sulla parete nord. Ogni sacca serve il suo foro: un litro e mezzo che scende per gravità nell&#8217;arco di una giornata.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-11-riempimento-sacche.jpg" alt="riempimento delle sacche" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 16. Il riempimento delle sacche con il formulato. Le tacche graduate permettono di controllare l&#8217;assorbimento foro per foro.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-28-linea-trasfusori-porta.jpg" alt="la linea dei trasfusori dalla porta" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 17. La linea dei trasfusori vista dalla porta, durante la posa.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-fig3-barriera-trasfusione-v2.jpg" alt="dettaglio della trasfusione" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Tavola T3. Il dettaglio della barriera a lenta trasfusione: il foro a 15 centimetri dal pavimento, la sacca graduata, e nel cerchio quello che accade dentro il capillare, dove la resina prende il posto dell&#8217;acqua.</figcaption></figure>
<h3>La stonacatura, e quello che è apparso</h3>
<p>Prima della demolizione, sulle malte della fascia bassa erano evidenti le croste bianche delle efflorescenze saline, la firma dei cicli di cristallizzazione che avevano sfogliato la pittura.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-14-croste-saline.jpg" alt="croste saline" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 18. Prima della demolizione.</figcaption></figure>
<p>Il 15 giugno, a barriera assorbita, la stanza è stata stonacata fino alla muratura: pietra arenaria e mattoni pieni in tessitura mista, con i giunti in malta povera. Il giorno dopo in stanza è entrato un deumidificatore da cantiere da 11 litri al giorno, per assistere l&#8217;asciugatura della muratura messa a nudo.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-13-stonacatura.jpg" alt="la muratura stonacata" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 19. La parete nord stonacata il 15 giugno: muratura mista di pietra e mattoni pieni. La barriera è già in parete, sotto, e lavora mentre il cantiere prosegue.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-15-malte-demolite.jpg" alt="la muratura dopo la demolizione delle malte" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 20. La muratura pulita, pronta a ricevere il passo successivo.</figcaption></figure>
<h3>La boiacca antisalina</h3>
<p>Dal 17 giugno, sulla parte fuori terra della muratura stonacata, è stata applicata a pennello la boiacca antisalina, due o tre mani fresco su fresco, additivata con il promotore d&#8217;ancoraggio. Il suo compito è impedire che i sali residui della muratura migrino nel pacchetto nuovo: un intonaco posato direttamente su una muratura salina si bagna d&#8217;impasto, idrata i sali, e se li ritrova in superficie alla prima stagione. La boiacca fa da filtro fra la storia salina del muro e tutto quello che viene dopo. Dei meccanismi con cui una malta tiene testa all&#8217;acqua ho scritto nel dettaglio a proposito delle <a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">malte impermeabili</a>.</p>
<h3>L&#8217;osmotico sulla parte interrata</h3>
<p>Sulla parte interrata della faccia interna, quella a contatto con il pietrame e con la terra oltre il muro, la protezione è un rivestimento osmotico applicato in due mani: un cementizio che penetra nei pori del supporto e fa da difesa continua contro l&#8217;umidità di contatto. È la risposta alla voce di diagnosi che non era risalita: la parete bagnata per contatto va schermata su tutta la superficie interrata, non solo alla base. Del funzionamento e dei limiti di questi cementizi ho scritto nell&#8217;articolo sul <a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">cemento osmotico</a>.</p>
<p>Qui vale una regola generale del mio lavoro, con la sua eccezione documentata. Sulle pareti interamente contro terra l&#8217;osmotico o la boiacca impermeabilizzante li accompagno sempre con un rivestimento polimero modificato bicomponente elastico, che dà flessibilità al sistema e copre le microlesioni da assestamento. In questa stanza la parete non era tutta contro terra, e quel passaggio non serviva: il pacchetto rigido bastava al carico di questa situazione.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-16-osmotico-fascia-bassa.jpg" alt="osmotico sulla fascia bassa" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 21. Il rivestimento osmotico sulla parte interrata, dopo la prima mano e in attesa della seconda: la difesa continua contro l&#8217;umidità di contatto, dove il muro confina con pietrame e terra.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-29-ultima-mano-boiacca-osmotico.jpg" alt="l'ultima mano di boiacca e osmotico" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 22. L&#8217;ultima mano di boiacca antisale e osmotico.</figcaption></figure>
<h3>I pannelli ai silicati di calcio</h3>
<p>Il 27 giugno sono partiti i pannelli: silicato di calcio da 3 centimetri, incollati in piena superficie direttamente sulla parete trattata, senza intercapedini né strutture. La scelta risponde a due esigenze con un materiale solo. La prima è coibentare: 3 centimetri alzano la temperatura superficiale interna, e una superficie più calda sta più lontana dalle condizioni di condensa e di muffa. La seconda è gestire l&#8217;umidità: il silicato di calcio è un materiale capillarmente attivo, cioè assorbe l&#8217;eventuale condensa e la ridistribuisce restituendola all&#8217;aria nei momenti asciutti, e la ricerca del Fraunhofer IBP (Krus e Sedlbauer) lo classifica fra i materiali più sfavorevoli alla colonizzazione delle muffe, per l&#8217;alcalinità e per il comportamento igroscopico: nelle loro prove su pannelli invecchiati la crescita comincia solo sopra un&#8217;umidità di equilibrio del 90 per cento. Sono i motivi per cui negli interrati accompagno sempre la coibentazione interna in silicato con una ventilazione che governi il ricambio: le due leve lavorano insieme, mai il pannello da solo.</p>
<p>Il 1 luglio i pannelli avevano le prime due mani di rasante con la rete annegata; la mano di finitura e la pittura traspirante sono arrivate nei giorni successivi, prima della consegna. Tutto il pacchetto deve lasciar passare il vapore, mai richiuderlo dentro.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-17-silicato-posa.jpg" alt="posa dei pannelli" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 23. La posa dei pannelli ai silicati di calcio da 3 centimetri, incollati direttamente sulla parete trattata con boiacca e osmotico.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-30-pannelli-posati.jpg" alt="le pareti a posa conclusa" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 24. Le pareti a posa conclusa, prima della rasatura.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-31-pannelli-e-rete.jpg" alt="i pannelli e la rete" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 25. I pannelli e la rete: la rasatura in corso, con la rete che scompare sotto il rasante.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-18-silicato-rasato.jpg" alt="pannelli rasati" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 26. I pannelli dopo la prima e la seconda mano di rasante con la rete annegata: manca la terza mano, quella di finitura. Nessuna intercapedine, nessun telaio: il pacchetto lavora insieme alla muratura.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-fig4-sezione-sistema-v2.jpg" alt="sezione del sistema" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Tavola T4. La sezione del sistema completo: parte bassa del cavo aperta per l&#8217;acqua ed estrattore in alto per l&#8217;umidità, barriera chimica alla base, boiacca antisalina sulla parte fuori terra, osmotico sulla parte interrata, silicato da 3 centimetri con rasatura, e il vapore governato dalla ventilazione di casa.</figcaption></figure>
<h3>La stanza restituita</h3>
<p>Il 7 luglio la stanza era finita e arredata: cabina armadio su una parete, scrivania e libreria sull&#8217;altra. La ventilazione meccanica centralizzata della casa, già presente, fa la sua parte sul ricambio; l&#8217;estrattore del cavo fa la sua sul serbatoio esterno. Dal primo sopralluogo alla stanza arredata sono passate cinque settimane, di cui quattro di cantiere effettivo.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-19-stanza-finita.jpg" alt="la stanza finita" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 27. La stanza restituita all&#8217;uso il 7 luglio 2020: studio e cabina armadio. Le pareti trattate sono sotto i pannelli, e continuano a lavorare.</figcaption></figure>
<h2 id="i-risultati-con-le-date">I risultati, con le date</h2>
<p>Un risanamento non si giudica alla consegna. Si giudica quando le stagioni hanno fatto il loro giro, e poi un altro.</p>
<p>Nel giugno del 2022 sono tornato in quella casa, chiamato per proseguire il lavoro su altre pareti e per altre verifiche. Ho aperto la porta della ex cucina e ho dato un&#8217;occhiata: la stanza era in ordine, le superfici sane, nessuna macchia, nessuna ripresa. Non l&#8217;ho fotografata, e lo dichiaro: quel giorno il lavoro stava altrove, e la fotografia di quel sopralluogo ritrae la stanza nuova, con i fori della barriera da eseguire. E il dato che vale più di tutti è il più semplice: da allora, per quella parete, non è più arrivata una chiamata. A oggi, agosto 2026, sono sei anni.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-22-stanza-2022.jpg" alt="il lavoro prosegue in un'altra stanza" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 28. Giugno 2022: il lavoro prosegue in un&#8217;altra stanza della stessa casa, e sulla parete si vede la fila dei fori della nuova barriera chimica da eseguire.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/caso-trieste-fig5-linea-del-tempo-v2.jpg" alt="linea del tempo" loading="lazy" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Tavola T5. La linea del tempo del caso, dal problema documentato nel 2015 alla situazione attuale, con lo zoom sul cantiere del giugno-luglio 2020. Ogni data viene da una fotografia, da un rilievo o da un documento.</figcaption></figure>
<p>Dico anche che cosa questi risultati non sono. Non ho una campagna di letture al carburo di calcio post intervento. Le registrazioni termoigrometriche delle centraline di casa, a fine lavori e a venti mesi, le lascio fuori da questo racconto in attesa di una verifica sui loro valori. Restano tre fatti: le superfici integre viste a due anni, il lavoro esteso ad altre pareti su richiesta della committenza, e sei anni senza una chiamata. Per come la vedo, è la forma più onesta di collaudo che un cantiere reale possa offrire.</p>
<h2 id="che-cosa-insegna-questo-cantiere">Che cosa insegna questo cantiere</h2>
<p><strong>Un drenaggio è un condotto con pendenza e recapito, non un mucchio di pietre.</strong> French lo scriveva nel 1859: senza recapito libero in basso il dreno si guasta proprio lì. Il pietrame da solo trattiene l&#8217;acqua invece di allontanarla, e appoggia l&#8217;umidità alla parete che doveva proteggere.</p>
<p><strong>Un&#8217;intercapedine serve se scende sotto il piano interno e se è ventilata.</strong> Il canale di Vitruvio sta più in basso del pavimento della stanza e ha sfiati verso l&#8217;aperto. Un cavo che si ferma a metà del tratto interrato lascia la metà bassa della parete nella terra, e sposta il problema invece di risolverlo.</p>
<p><strong>Impermeabilizzare senza confinare è peggio che non impermeabilizzare.</strong> Una membrana appoggiata lascia entrare l&#8217;acqua dai bordi e poi le impedisce di uscire per evaporazione. Il muro resta bagnato più a lungo di prima.</p>
<p><strong>La diagnosi distingue percolamento, contatto e risalita, e il rimedio cambia con la diagnosi.</strong> Qui dentro non colava una goccia: c&#8217;erano contatto e risalita. Per questo niente resine di sigillatura, e invece barriera, osmotico e boiacca, ciascuno sulla sua causa.</p>
<p><strong>Serve un sistema, non un prodotto.</strong> Nessuno dei presidi di questo cantiere, da solo, avrebbe chiuso il caso. La barriera senza la gestione del cavo avrebbe lasciato il contatto; l&#8217;osmotico senza barriera avrebbe spinto la risalita più in alto; il silicato senza ventilazione avrebbe solo spostato la condensa. Le sei mosse funzionano perché stanno insieme.</p>
<p><strong>Le date e le misure valgono più degli aggettivi.</strong> Questo caso si può raccontare perché ogni passaggio ha una fotografia con la data, un rilievo o un documento. È il motivo per cui chiedo sempre le foto dei lavori precedenti, e per cui fotografo i miei.</p>
<h2 id="dal-cantiere">Dal cantiere</h2>
<p>Il ricordo che mi porto dietro di questo lavoro è il sopralluogo del giugno 2022. Ero lì per altre pareti, con il trapano e la polvere di mattone sul davanzale. A un certo punto ho aperto la porta della ex cucina, ho acceso la luce e sono rimasto un momento sulla soglia a guardare: le pareti bianche, gli angoli puliti, l&#8217;aria normale. Due anni prima quella stanza aveva l&#8217;aria pesante e le pareti segnate. Ho richiuso la porta e sono tornato al trapano: di quella stanza non c&#8217;era più niente da dire, ed era il risultato che volevo.</p>
<h2 id="domande-frequenti">Domande frequenti</h2>
<p><strong>Non si poteva rifare l&#8217;intercapedine come si deve?</strong><br />In questa situazione no. Il getto di chiusura aveva sigillato l&#8217;accesso, il cavo è largo uno spiraglio e la posizione non permette mezzi d&#8217;opera. Svuotarlo e ricostruirlo avrebbe significato demolire il getto lavorando alla cieca in pochi centimetri. Quando il cavo si può costruire o rifare, la forma corretta è quella dello scannafosso: fondo sotto la quota interna, raccolta con recapito, aria che circola.</p>
<p><strong>Perché la barriera si fa prima di demolire l&#8217;intonaco?</strong><br />Perché l&#8217;intonaco vecchio fa da cassero: tiene i fori, contiene il formulato e assorbe i residui della lavorazione. Demolire prima vuol dire iniettare in una parete piagata, perdere prodotto dalle lesioni e lavorare sul supporto peggiore. La demolizione arriva dopo, quando il formulato è in parete. C&#8217;è anche un secondo effetto: il liquido in parete smuove e scioglie i sali e, con l&#8217;evaporazione, se li porta dietro verso le vecchie malte; quando poi le si demolisce, con le malte se ne va gran parte dei sali.</p>
<p><strong>La barriera da sola non bastava?</strong><br />No, e il motivo sta nella diagnosi. La barriera, o qualunque altro sistema che ferma la risalita, agisce sull&#8217;acqua che sale dal basso. Qui la parete era bagnata anche per contatto sulla fascia interrata, e l&#8217;ambiente aveva un problema di sali e di ricambio d&#8217;aria. Ogni causa ha avuto il suo presidio: barriera per la risalita, osmotico per il contatto, boiacca per i sali, silicato e ventilazione per l&#8217;aria.</p>
<p><strong>Il pannello interno non rischia di fare da cappotto interno freddo, con condensa nascosta dietro?</strong><br />È il rischio dei sistemi in intercapedine con barriera al vapore, quando la barriera è imperfetta. Il silicato di calcio lavora al contrario: è incollato in piena superficie, senza camera d&#8217;aria, ed è capillarmente attivo, quindi l&#8217;eventuale condensa al confine viene assorbita e restituita all&#8217;ambiente invece di ristagnare. Per questo il sistema va completato da finiture traspiranti e da un ricambio d&#8217;aria governato.</p>
<p><strong>Quanto è durato il cantiere?</strong><br />Cinque settimane dal sopralluogo alla stanza arredata: sopralluogo il 3 e 4 giugno 2020, barriera il 10 e 11, stonacatura il 15, boiacca dal 17, osmotico fra il 19 e il 23, pannelli dal 27, rasatura il 1 luglio, consegna con arredi il 7 luglio.</p>
<p><strong>Che garanzie accompagnano un intervento così?</strong><br />La fornitura del formulato della barriera è accompagnata da una polizza ventennale del produttore, vincolata al rispetto del rapporto fra muratura e quantità di prodotto. Sul resto mi attengo ai documenti: lo stato delle superfici visto a due anni e l&#8217;assenza di richiami a sei. Promesse oltre i documenti non ne faccio.</p>
<h2 id="in-sintesi">In sintesi</h2>
<p>1. <strong>Il caso</strong>: ex cucina semi interrata a Trieste, contro un pendio, con muffe in avvio, pittura esfoliata, malte degradate e aria pesante. Due pareti contro terra su quattro; muratura mista da 30 centimetri. 2. <strong>La storia decide la diagnosi</strong>: le foto del 2015, chieste alla committenza, mostravano un&#8217;intercapedine riempita di pietrame, una membrana con bugnata solo appoggiata e un getto di chiusura. Il cavo si fermava a metà del tratto interrato. 3. <strong>Il meccanismo</strong>: l&#8217;acqua del pendio passava sotto il pietrame e sotto la membrana e bagnava il piede della parete; il pacchetto impermeabile non confinato impediva l&#8217;asciugatura verso l&#8217;esterno. Dentro: risalita secondaria e umidità di contatto, senza percolamento. 4. <strong>La regola antica</strong>: il canale di Vitruvio sta più in basso del piano della stanza e sfiata verso l&#8217;aperto (De architectura VII, 4); il dreno di French vuole condotto, pendenza e recapito (Farm Drainage, 1859). Il 2015 aveva mancato entrambe. 5. <strong>Il sistema del 2020</strong>, sei mosse: parte bassa del cavo aperta ed estrattore in alto; barriera chimica a trasfusione (63 fori, interasse 15 centimetri, circa 95 litri su 9,5 metri, con gli sbarramenti verticali agli innesti) eseguita prima di stonacare; stonacatura; osmotico in due mani sulla parte interrata; boiacca antisalina in 2-3 mani sulla parte fuori terra, in continuità con l&#8217;osmotico; silicato di calcio da 3 centimetri con rasatura e pittura traspirante, con la ventilazione centralizzata a governare il ricambio. 6. <strong>La regola con l&#8217;eccezione</strong>: sulle pareti tutte contro terra l&#8217;osmotico va accompagnato da un rivestimento polimero modificato bicomponente elastico; qui la parete non era interamente interrata e il passaggio non serviva. 7. <strong>I sali sono igroscopici</strong>: il cloruro di sodio riprende acqua dall&#8217;aria sopra il 75 per cento circa di umidità relativa (Greenspan 1977). Tenere l&#8217;aria interna lontana da quella fascia fa parte del progetto, non è un dettaglio. 8. <strong>I risultati documentati</strong>: superfici integre al sopralluogo dei due anni, lavoro esteso ad altre pareti su richiesta della committenza, nessuna chiamata in sei anni. Nessuna lettura al carburo post intervento, e valori delle centraline di casa lasciati fuori in attesa di verifica: dichiarato. 9. <strong>La lezione generale</strong>: prima le cause, poi le superfici; ogni patologia il suo presidio; e ogni passaggio fissato con data e fotografia, perché senza documenti non c&#8217;è verifica possibile.</p>
<h2 id="nota-su-metodo-dati-e-riservatezza">Nota su metodo, dati e riservatezza</h2>
<p><strong>Riservatezza.</strong> Il caso è reso anonimo. Non compaiono committenza, indirizzo né riferimenti identificativi; la veduta di apertura è ritagliata sull&#8217;orizzonte. L&#8217;unica indicazione geografica è quella del titolo. Le fotografie dei lavori del 2015 provengono dalla documentazione consegnata dalla committenza e sono pubblicate senza logo, con il credito in didascalia. Le altre fotografie sono mie; nella Fotografia 16 il volto del collaboratore è oscurato.</p>
<p><strong>Fonti dei dati.</strong> ✅ Le misure della stanza e le posizioni di porte e finestre vengono dal rilievo di cantiere del 7 giugno 2020. ✅ I numeri della barriera (63 fori, interasse 15 centimetri, 1,5 litri per foro, 9,5 metri di sviluppo, spessore 30 centimetri) vengono dalla scheda di quantificazione della fornitura e dal capitolato del sistema a trasfusione; la polizza ventennale del produttore è agli atti della commessa. ✅ Le date di cantiere vengono dalle fotografie datate e dai documenti di commessa (avvio 9 giugno, fornitura 10 giugno, chiusura della fase principale 26 giugno 2020). ⚠️ La data delle aperture nell&#8217;intercapedine non è coperta da una fotografia datata: la lavorazione è documentata, il giorno esatto no.</p>
<p><strong>Limiti dichiarati.</strong> ⚠️ Le registrazioni termoigrometriche delle centraline di casa (2020 e 2022) non sono usate in questo articolo, in attesa di una verifica sui loro valori. ⛔ Su questa muratura non è stata eseguita un&#8217;analisi di laboratorio dei sali: la presenza di efflorescenze è documentata a vista, la loro natura chimica no. ⛔ Non esiste una campagna di misure al carburo di calcio post intervento: l&#8217;esito è documentato da condizioni ambientali, fotografie a distanza di anni e assenza di richiami.</p>
<p><strong>Prodotti.</strong> I materiali sono descritti per funzione (formulato in microemulsione per barriera a trasfusione, boiacca antisalina con promotore d&#8217;ancoraggio, rivestimento osmotico, pannelli ai silicati di calcio) e non per marchio: i nomi commerciali non aggiungono nulla al metodo, che è quello che qui interessa trasmettere.</p>
<h2 id="nota-sui-calcoli-e-sulle-fonti">Nota sui calcoli e sulle fonti</h2>
<p>Le tavole T1-T5 sono generate da `gen_figs.py`, che legge ogni numero da `calcoli.py`: nessun valore è scritto a mano nei disegni. Il registro delle fonti esterne:</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>✅ <strong>Vitruvio</strong>, De architectura, libro VII, capitolo 4, paragrafi 1-2: il muro di intercapedine con canale &#8220;più basso del piano della stanza&#8221; e sfiati &#8220;verso un luogo aperto&#8221;; per gli ambienti sotterranei, aperture in basso e in alto. Testo latino (ed. Rose 1899) e traduzione inglese (Gwilt 1826) su LacusCurtius: penelope.uchicago.edu/Thayer/L/Roman/Texts/Vitruvius/7<em>.html e &#8230;/E/Roman/Texts/Vitruvius/7</em>.html. Letto sul testo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>✅ <strong>Henry F. French</strong>, Farm Drainage. The Principles, Processes, and Effects of Draining Land, New York, A. O. Moore &amp; Co., 1859: recapito come punto critico (pagina 176), pendenza costante (pagine 176 e 179), pietrame sopra i condotti abbandonato come pratica costosa e inutile (pagina 118). Testo integrale su archive.org/details/farmdrainage00fren. Letto sul testo. Avvertenza di fedeltà: French non condanna ogni dreno in pietrame; documenta i suoi modi di guastarsi.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>✅ <strong>Lewis Greenspan</strong>, Humidity Fixed Points of Binary Saturated Aqueous Solutions, Journal of Research of the National Bureau of Standards, 81A, n. 1, 1977, pagine 89-96, tabella 2: cloruro di sodio in equilibrio al 75,47 per cento a 20 gradi e 75,29 a 25. PDF: nvlpubs.nist.gov/nistpubs/jres/81A/jresv81An1p89_A1b.pdf. Letto sul testo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>✅ <strong>Klaus Sedlbauer</strong>, Prediction of mould fungus formation on the surface of and inside building components, tesi, Universität Stuttgart / Fraunhofer IBP, 2001: isoplete limite LIM per substrati edilizi fra il 75 e l&#8217;80 per cento circa alle temperature ordinarie (pagine 84-86). PDF: ibp.fraunhofer.de. Letto sul testo nelle parti citate.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>✅ <strong>UNI 11182:2006</strong>, Beni culturali, materiali lapidei naturali ed artificiali, descrizione della forma di alterazione: in vigore dal 13 aprile 2006 (verificato sullo store UNI). ⚠️ Il testo integrale della norma non è stato riletto per questo articolo: i termini usati (esfoliazione, disgregazione, efflorescenza) sono quelli del suo lessico.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>⚠️ <strong>M. Krus, K. Sedlbauer</strong> (Fraunhofer IBP), Innendämmung und Schimmelpilzproblematik: pannelli in silicato di calcio come coibentazione interna capillarmente attiva e sfavorevole alla muffa; crescita su pannelli invecchiati solo sopra il 90 per cento di umidità di equilibrio (pagine 5-6). PDF pubblico su wufi.de; il contributo non riporta anno e sede di pubblicazione, e va citato con questa riserva.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>⚠️ <strong>WTA, Merkblatt 6-4</strong> (Innendämmung nach WTA I, ed. 2016): citato come inquadramento dei sistemi di coibentazione interna; il testo integrale è a pagamento e non è stato letto.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>✅ <strong>Documenti di cantiere</strong> (archivio dell&#8217;autore): rilievo quotato del 7 giugno 2020, scheda di quantificazione della barriera, capitolato del sistema a trasfusione, polizza del produttore, fotografie datate 2015-2022.</li>
</ul>
<p>Articoli collegati su questo sito: <a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">storia della risalita</a>, <a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">lo scannafosso</a>, <a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">che cosa misuriamo</a>, <a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">la condensa estiva negli interrati</a>, <a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">la muffa negli angoli</a>, <a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">il cemento osmotico</a>, <a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">le malte impermeabili</a>, <a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">contare i cicli</a>, <a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">diagnosi differenziale</a>, <a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">come si cura una risalita</a>, <a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">condensa interstiziale</a>.</p>
<h2 id="lautore">L&#8217;autore</h2>
<p>Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense, circa trent&#8217;anni di esperienza di cantiere e venti come imprenditore. Autore di &#8220;Murature umide: cause e rimedi&#8221; (Grafill, 2026).</p>
<p>Il libro è disponibile su <a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html#/4-versione-libro" target="_blank" rel="noopener">Grafill</a> e su <a href="https://www.amazon.it/Murature-umide-Prevenzione-interventi-risanamento/dp/8827705309" target="_blank" rel="noopener">Amazon</a>.</p>
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<div style='background:#f6f7f9;border:1px solid #e3e6ea;border-radius:8px;padding:14px 18px;margin:26px 0'><strong style='color:#b11f24'>Leggi anche</strong></p>
<ul style='margin:8px 0 0 18px'>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
</ul>
</div>
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<div style='font-weight:600'>di Spedicato Oronzo</div>
<div style='color:#5a6577;margin-bottom:8px'>Specialista in risanamenti di interrati e umidit&agrave; di risalita</div>
<div><strong>Web:</strong> <a href="https://www.renzo-arthome.com">www.renzo-arthome.com</a></div>
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</td>
</tr>
</table>
<style>#rahLATO{margin:44px auto 0;max-width:680px;font-family:'Open Sans',sans-serif}#rahLATO *{box-sizing:border-box}#rahLATO .rahL-int{background:#fff;border:1px solid #d9dde2;padding:18px 16px 10px}#rahLATO .rahL-tit{font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:700;font-size:15px;letter-spacing:.16em;text-transform:uppercase;color:#262a33;margin:0 0 2px}#rahLATO p{margin:0!important;padding:0!important}#rahLATO .rahL-blog-r{margin:0 0 4px}#rahLATO .rahL-pagine{margin:0 0 12px}#rahLATO .rahL-blog{display:inline-block;font-size:13.5px;color:#a06a00;text-decoration:none;margin:0;border:0}#rahLATO .rahL-blog:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO details{margin:0 0 7px;border-left:4px solid var(--rahf)}#rahLATO summary{cursor:pointer;list-style:none;display:flex;align-items:baseline;gap:8px;font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:600;font-size:14px;color:#2f3440;padding:9px 8px 9px 10px;background:var(--rahv);margin:0}#rahLATO summary::-webkit-details-marker{display:none}#rahLATO summary:before{content:"+";font-weight:700;color:#2f3440;opacity:.55;width:13px;flex:none}#rahLATO details[open]>summary:before{content:"\2212"}#rahLATO .rahL-n{margin-left:auto;font-weight:400;font-size:11.5px;color:#5a6577}#rahLATO ul{list-style:none!important;margin:0!important;padding:6px 4px 8px 12px!important;background:var(--rahv);background:color-mix(in srgb,var(--rahv) 32%,#fff)}#rahLATO li{margin:0!important;padding:4px 6px!important;font-size:13px;line-height:1.45;border-left:2px solid transparent;list-style:none!important}#rahLATO li:before{display:none!important;content:none!important}#rahLATO li a{color:#3f4450;text-decoration:none;border:0;box-shadow:none}#rahLATO li a:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO li.rahL-qui{background:#fdf6d8;border-left-color:#eddf21}#rahLATO li.rahL-qui span{font-weight:600;color:#262a33}#rahLATO li.rahL-qui .rahL-segno{display:block;font-weight:400;font-size:10.5px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#5a6577;margin-top:1px}@media(min-width:1490px){body.postid-2782{overflow:visible!important}article.post-2782{position:relative}#rahLATO{position:absolute;top:0;right:-241px;bottom:0;width:225px;max-width:none;margin:0}#rahLATO .rahL-int{position:sticky;top:106px;max-height:calc(100vh - 126px);overflow-y:auto;padding:14px 12px 8px}#rahLATO summary{font-size:12.5px;padding:8px 6px 8px 8px}#rahLATO li{font-size:12px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:13px}}@media(min-width:1710px){#rahLATO{right:-336px;width:300px}#rahLATO .rahL-int{padding:18px 16px 10px}#rahLATO summary{font-size:14px}#rahLATO li{font-size:13px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:15px}}</style>
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<div class="rahL-int">
<div class="rahL-tit">Gli articoli</div>
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<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-fase-per-fase/">La casa fase per fase &rarr;</a></div>
<details open style="--rahv:#dcebf5;--rahf:#7fadd1">
<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">31</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">Le malte impermeabili nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">La barriera chimica nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">Ma come si cura una risalita?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/improvvisamente-l-umidita-di-risalita/">Improvvisamente, l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-danno-e-dove-l-acqua-se-ne-va/">Il danno è dove l&#8217;acqua se ne va</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">Chi dimezza la macchia raddoppia l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">Umidità di risalita e sali solubili: perché bloccare l&#8217;umidità è solo metà del risanamento, e perché l&#8217;asciugatura richiede da mesi ad anni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo un intervento contro l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-risalita-impermeabilizzazione-in/">L&#8217;innalzamento dell&#8217;umidità di risalita in seguito a interventi di impermeabilizzazione dall&#8217;interno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/doppia-barriera-protocollo-renzo-arthome/">Barriere chimiche non occludenti in zona di marea: bastano davvero contro la pressione idrostatica?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">L’umidità igroscopica nell’edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-primaria-e-sali-renzo-arthome/">Umidità di risalita capillare primaria</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">26</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">25</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/costruire-casa-senza-umidita/">La casa asciutta si decide in cantiere</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">Tre centimetri invece di una demolizione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/prima-la-strategia-poi-il-prodotto/">Prima la strategia, poi il prodotto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">La spinta idrostatica nelle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">Il seminterrato: infiltrazioni, umidità e radon – approccio integrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/fontana-dei-grifi-allinterno-del-castello-miramare-di-trieste/">Fontana dei Grifi all&#8217;interno del castello Miramare di Trieste</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/interventi-di-impermeabilizzazioni/">Impermeabilizzazioni: come intervenire e quali soluzioni scegliere</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#d9edea;--rahf:#7dbcb5">
<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">13</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-problema-non-e-la-pioggia/">Il problema non è la pioggia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">Umidità di rimbalzo (rain splash)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-meteorica-cap/">Umidità meteorica (penetrating damp)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-condensazione/">Umidità da condensazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sindrome-dell-edificio-malato/">Sindrome dell&#8217;edificio malato: cause, sintomi e soluzioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffe-indoor/">Muffe indoor</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">Condensa interstiziale in edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f2e9d5;--rahf:#c9a970">
<summary>Vespai e solai<span class="rahL-n">7</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-piove-dal-predalles/">Quando piove dal predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-normative-e-calcoli/">Vespaio aerato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1431-2/">Le infiltrazioni nei predalles: analisi e metodologie di intervento</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#f5e3dc;--rahf:#cf9484">
<summary>Casi Studio<span class="rahL-n">6</span></summary>
<ul>
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		<title>Caso studio: Loreto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[renzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 16:18:25 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Casi Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Diagnosi e metodo]]></category>
		<category><![CDATA[Interrati e impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Umidità di risalita e sali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un seminterrato nel centro storico di Loreto con quattro vie d'acqua: infiltrazioni dall'estradosso, risalita capillare con sali fino a 140 centimetri, umidità dal pavimento e radon. La diagnosi strumentale del 2021, la barriera chimica alzata sopra il calpestio esterno, le boiacche a fasce, la membrana idroreattiva che chiude acqua e gas in un solo strato.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style='font-size:19px;color:#5a6577'><em>Il risanamento di un seminterrato nel centro storico di Loreto, con quattro vie d&#8217;acqua diverse, costruito nell&#8217;ordine giusto: prima la diagnosi strumentale, poi le opere.</em></p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1200" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-00-apertura-parete-due-fasce.jpg" alt="Risanamento di un seminterrato, la parete a due fasce, antisalina rossastra sopra e impermeabilizzante grigia sotto" class="wp-image-2360" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-00-apertura-parete-due-fasce.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-00-apertura-parete-due-fasce-300x225.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-00-apertura-parete-due-fasce-1024x768.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-00-apertura-parete-due-fasce-768x576.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-00-apertura-parete-due-fasce-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 1. La parete a metà cantiere, con il getto del pavimento appena maturato. Le due fasce raccontano il progetto: sotto, la boiacca impermeabilizzante grigia chiude la parte di muro contro terra; sopra, la boiacca antisalina rossastra protegge il resto. Il confine fra le due corre poco sopra la barriera chimica.</figcaption></figure>
<p>Questo cantiere ha una fotografia che spiega il progetto meglio di qualunque schema, ed è quella qui sopra. La fascia grigia in basso è una boiacca che fa tenuta all&#8217;acqua. Copre la parte di muro che sta contro terra e sale fin sopra la linea della barriera chimica. La fascia rossastra sopra è una boiacca antisalina. Non deve fermare acqua liquida: deve impedire ai sali, accumulati in decenni di risalita, di riprendere a lavorare dentro gli intonaci nuovi. Ogni quota di quel confine è stata decisa prima, sulla carta, con una diagnosi strumentale alla mano.</p>
<p>Il lavoro è in un edificio del centro storico di Loreto, in provincia di Ancona. L&#8217;ho seguito insieme a due colleghi che stimo, la dott.ssa Carmen Baccari e l&#8217;ing. Gerardo Ivan Santucci della società BAXSA S.r.l.: loro hanno eseguito l&#8217;indagine strumentale da cui tutto è partito. Il committente non viene nominato, per rispetto. Non compaiono indirizzi, prospetti dell&#8217;edificio né tavole di progetto. I soli nomi ammessi in questo racconto sono i loro due e la parola Loreto.</p>
<div id="rahTOC" style="border:1px solid #e2e5ea;border-radius:6px;padding:20px 24px;margin:0 0 32px;background:#fafbfc">
<p style="margin:0 0 10px;font-weight:600;color:#1a2233;font-size:16px">Indice</p>
<ol style="margin:0;padding-left:20px;line-height:1.6">
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-locale-e-i-sintomi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il locale e i sintomi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-diagnosi-strumentale-luglio-2021" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La diagnosi strumentale, luglio 2021</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-quattro-vie-dellacqua" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le quattro vie dell&#8217;acqua</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#perche-si-e-lavorato-dallinterno" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Perché si è lavorato dall&#8217;interno</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-quota-della-barriera-la-scelta-che-regge-tutto-il-progetto" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La quota della barriera, la scelta che regge tutto il progetto</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-cantiere-aprire-svuotare-chiudere-i-vuoti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il cantiere: aprire, svuotare, chiudere i vuoti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-pavimento-nuovo-dal-basso-verso-lalto" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il pavimento nuovo, dal basso verso l&#8217;alto</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-pareti-tenuta-fin-sopra-la-barriera-antisalina-fino-al-soffitto" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le pareti: tenuta fin sopra la barriera, antisalina fino al soffitto</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-membrana-sul-getto-acqua-vapore-e-radon-fermati-in-un-solo-strato" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La membrana sul getto: acqua, vapore e radon fermati in un solo strato</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-fascia-bassa-armata-malte-impermeabili-con-rete" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La fascia bassa armata: malte impermeabili con rete</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#sottofondo-finiture-e-aria" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Sottofondo, finiture e aria</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-sintesi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In sintesi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#nota-su-dati-e-riservatezza" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Nota su dati e riservatezza</a></li>
</ol>
</div>
<h2 id="il-locale-e-i-sintomi">Il locale e i sintomi</h2>
<p>Il piano è un seminterrato con accesso diretto dalla strada, usato come cantina. Misura circa 23 metri quadrati utili, con 2,45 metri di altezza sotto un solaio in laterizio. Le pareti sono in muratura mista di mattoni e pietra, in parte coperte da vecchie malte cementizie. Qui il termine seminterrato è preciso, non generico. Il pavimento interno sta sotto la quota del terreno che circonda l&#8217;edificio, il soffitto sta sopra. Tutta la patologia nasce da questa posizione a cavallo del terreno.</p>
<p>Le quote, rilevate durante la perizia, dicono quanto il locale sia immerso nel terreno. Sul fronte d&#8217;ingresso il pavimento interno sta circa 40-50 centimetri sotto la soglia, e la strada corre poco distante. Sul fronte opposto c&#8217;è il giardino di un&#8217;altra proprietà: quel terreno si appoggia alla parete per 1,10-1,25 metri di altezza rispetto al pavimento interno. Gli altri due lati confinano con edifici altrui. Su quei muri non si può nemmeno andare a vedere che cosa ci sia dietro.</p>
<p>I sintomi erano quelli che chi ha una cantina in un centro storico conosce bene. Malte che si sfarinavano al tatto. Efflorescenze bianche sui mattoni. Intonaci che si staccavano a lastre nella fascia bassa. Un&#8217;aria pesante da locale chiuso. Il degrado però non era uniforme: cambiava da parete a parete e cambiava con l&#8217;altezza. Proprio questa distribuzione contiene l&#8217;informazione utile alla diagnosi.</p>
<h2 id="la-diagnosi-strumentale-luglio-2021">La diagnosi strumentale, luglio 2021</h2>
<p>Il sopralluogo strumentale è del 9 luglio 2021, dalle 10 alle 14, in condizioni stabili: cielo sereno, niente vento, niente pioggia nelle ore precedenti. Dentro il locale il termoigrometro segnava 26,9 gradi e il 68,5 per cento di umidità relativa, cioè una rugiada a 20,6 gradi. Fuori c&#8217;erano 29,2 gradi con il 57,1 per cento. Sono numeri da verbale, e vanno riportati: una termografia senza condizioni al contorno documentate vale poco.</p>
<p>Carmen Baccari e Gerardo Ivan Santucci sono operatori termografici certificati secondo la UNI EN ISO 9712, lei di livello 2 e lui di livello 3, il massimo previsto per i controlli non distruttivi. Hanno lavorato con quattro strumenti. Una termocamera da 320 per 240 pixel, sensibile a cinque centesimi di grado, con il suo certificato di taratura in allegato alla relazione. Un igrometro a contatto tarato, per le verifiche puntuali sulle strutture. Un termoigrometro per i parametri dell&#8217;aria. E un endoscopio con testina da mezzo centimetro, per guardare dentro le cavità della muratura.</p>
<p>La termocamera non vede l&#8217;acqua: vede la temperatura delle superfici. Una superficie bagnata evapora, l&#8217;evaporazione sottrae calore, e la zona umida appare più fredda delle zone asciutte vicine. In un locale in equilibrio termico, senza stufe accese e senza sole diretto, due punti vicini della stessa parete dovrebbero avere temperature quasi uguali. Se differiscono di più di un grado, quella differenza va spiegata.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1618" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-d1-termogramma-parete-interrata.jpg" alt="Risanamento di un seminterrato, foto e termogramma della parete contro terra" class="wp-image-2361" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-d1-termogramma-parete-interrata.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-d1-termogramma-parete-interrata-297x300.jpg 297w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-d1-termogramma-parete-interrata-1013x1024.jpg 1013w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-d1-termogramma-parete-interrata-768x777.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-d1-termogramma-parete-interrata-1519x1536.jpg 1519w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-d1-termogramma-parete-interrata-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 2. La parete verso il giardino confinante, nella foto e nel termogramma. In basso la fascia blu, cioè fredda, con le isoterme che salgono a onda: è la firma dell&#8217;acqua che evapora. Nel riquadro basso si scende fino a 23,9 gradi, mentre la fascia alta della stessa parete sta a 28. Immagine dell&#8217;indagine BAXSA S.r.l.</figcaption></figure>
<p>I termogrammi di questo locale mostrano tutti lo stesso disegno. Alla base delle pareti corre una fascia fredda continua, con le isoterme disposte a onda: seguono l&#8217;acqua distribuita dentro il muro. Sul primo termogramma della serie i due riquadri di confronto stanno sulla stessa parete, uno in basso e uno in alto. Differiscono di 1,4 gradi sui valori massimi e di 3,1 gradi sui minimi. Per un ambiente fermo sono differenze grandi. L&#8217;igrometro a contatto, passato sugli stessi punti, ha dato la conferma: le zone fredde erano zone umide.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1625" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-d2-termogramma-finestrella.jpg" alt="foto e termogramma della parete con la finestrella" class="wp-image-2362" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-d2-termogramma-finestrella.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-d2-termogramma-finestrella-295x300.jpg 295w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-d2-termogramma-finestrella-1008x1024.jpg 1008w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-d2-termogramma-finestrella-768x780.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-d2-termogramma-finestrella-1512x1536.jpg 1512w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 3. La parete con la finestrella. Anche qui la parte alta è calda e asciutta, la parte bassa è fredda e umida. Il passaggio non è netto ma sfumato: l&#8217;acqua non entra da un punto solo, risale distribuita. Immagine dell&#8217;indagine BAXSA S.r.l.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1625" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-d3-termogramma-verso-porta.jpg" alt="foto e termogramma verso la porta d'ingresso" class="wp-image-2363" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-d3-termogramma-verso-porta.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-d3-termogramma-verso-porta-295x300.jpg 295w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-d3-termogramma-verso-porta-1008x1024.jpg 1008w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-d3-termogramma-verso-porta-768x780.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-d3-termogramma-verso-porta-1512x1536.jpg 1512w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 4. La parete verso l&#8217;ingresso. La fascia fredda alla base c&#8217;è anche sul lato che guarda la strada: la risalita non sceglie un&#8217;esposizione, lavora su tutto il perimetro. Immagine dell&#8217;indagine BAXSA S.r.l.</figcaption></figure>
<p>Due riscontri hanno completato il quadro. Sulle pareti interne la risalita e i sali erano arrivati a 100-140 centimetri dal pavimento. I cristalli avevano intasato i pori della muratura, e un muro coi pori intasati evapora poco. In più punti il ciclo continuo di cristallizzazioni stava disfacendo malta e mattone, e l&#8217;endoscopio ha trovato cavità vere e proprie dentro le pareti. Il pavimento, saggiato in più punti, era umido su tutta l&#8217;estensione e in profondità per qualche centimetro. Non una macchia locale: un apporto costante dal sottofondo.</p>
<h2 id="le-quattro-vie-dellacqua">Le quattro vie dell&#8217;acqua nel risanamento di un seminterrato</h2>
<p>La perizia ha permesso di separare i contributi. Sono quattro, e hanno quattro rimedi diversi. Questo passaggio è il motivo per cui una diagnosi strumentale vale i soldi che costa: senza, si sarebbe curata una via d&#8217;acqua sola, e le altre tre avrebbero continuato a lavorare.</p>
<p>La prima via sono le acque di pioggia che arrivano dall&#8217;estradosso, cioè dalla faccia esterna delle pareti contro terra. La scala esterna verso il piano superiore aveva perso la tenuta, con rigonfiamenti e distacchi visibili, e cedeva acqua alle strutture vicine. Sul fronte opposto il terreno del giardino, appoggiato al muro per oltre un metro, restava umido a lungo dopo ogni pioggia e cedeva acqua per contatto.</p>
<p>La seconda via è la risalita capillare dal terreno. La muratura mista di mattoni e pietra pesca acqua dal suolo e la solleva nei propri capillari. Salendo, l&#8217;acqua porta con sé i sali disciolti; quando evapora, i sali restano e si accumulano. Il fronte umido fermo a 100-140 centimetri, con il degrado concentrato in quella fascia, è il quadro tipico di una risalita che lavora da decenni.</p>
<p>La terza via è il pavimento. Sotto il battuto esistente non c&#8217;era nessuna barriera. L&#8217;umidità del terreno attraversava il sottofondo, teneva bagnato il piano di calpestio, alimentava per contatto la base delle pareti e caricava l&#8217;aria del locale. In un ambiente chiuso e poco ventilato l&#8217;acqua che evapora dal pavimento non se ne va: si riposa sulle superfici più fredde e tiene vivo il ciclo dei sali.</p>
<p>La quarta via non porta acqua ma sale dallo stesso terreno, ed è il <a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">radon</a>. È un gas <a href="https://www.renzo-arthome.com/1443-2/">radioattivo</a> naturale che filtra dal suolo attraverso fessure, giunti e pori, e nei seminterrati chiusi tende ad accumularsi. Un pavimento aperto all&#8217;umidità è aperto anche al radon. Nel progetto del pavimento nuovo la protezione dal gas è entrata quindi fin dall&#8217;inizio: la membrana scelta doveva fare anche da barriera al radon.</p>
<h2 id="perche-si-e-lavorato-dallinterno">Perché si è lavorato dall&#8217;interno</h2>
<p>Su un seminterrato così, il rimedio da manuale sarebbe lavorare da fuori: scavare lungo le pareti, rifare la tenuta dell&#8217;estradosso, drenare e richiudere. Qui la strada esterna era chiusa in partenza. Due lati confinano con edifici di altre proprietà. Il giardino è di un&#8217;altra proprietà pure lui. Per scavarlo servivano permessi, demolizioni delle sistemazioni esterne e un cantiere pesante vicino alle fondazioni altrui. E c&#8217;è un limite che pesa anche quando lo scavo si può fare: una volta richiuso, l&#8217;estradosso non si ispeziona più e non si ripara più.</p>
<p>Con i colleghi avevamo valutato anche una strada intermedia: iniezioni di <a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">bentonite</a> dall&#8217;interno, dirette verso l&#8217;estradosso, per formare uno scudo dietro le pareti senza scavare. L&#8217;idea è caduta dopo lo studio, per due ragioni concrete. Le quote del terreno addossato cambiano lungo il perimetro. E i muri a confine con altre proprietà non davano garanzie su dove il materiale iniettato sarebbe finito. Una lavorazione che non si può controllare non dà garanzie di riuscita.</p>
<p>Si è quindi progettato un risanamento tutto dall&#8217;interno, che è la condizione più frequente nei centri storici. Costi e tempi più contenuti, nessun permesso di vicinato. E soprattutto ogni strato resta accessibile dal locale: in futuro ci si può rimettere mano.</p>
<h2 id="la-quota-della-barriera-la-scelta-che-regge-tutto-il-progetto">La quota della barriera, la scelta che regge tutto il progetto</h2>
<p>Il primo tassello è una <a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">barriera chimica</a> orizzontale contro la risalita, e qui sta la scelta tecnica più importante del lavoro. Di solito la barriera si esegue comoda, appena sopra il pavimento interno. In questo locale sarebbe stato un errore. Le pareti restano contro terra fino a oltre un metro di altezza: l&#8217;acqua di pioggia che filtra dal terreno del giardino sarebbe entrata nel muro sopra la linea trattata. Avrebbe scavalcato la barriera, e l&#8217;umidità sarebbe ricomparsa più in alto, con tutto il suo carico di sali.</p>
<p>La barriera è stata quindi tracciata una quindicina di centimetri sopra il piano di calpestio esterno, non sopra quello interno. Sopra quella linea la faccia esterna del muro sta all&#8217;aria, non più nel terreno: lì non c&#8217;è più acqua di contatto che possa aggirare il taglio. E la quota esterna non è una sola. Fra il fronte strada, la scala e il giardino il calpestio esterno cambia altezza. La linea della barriera insegue queste quote, e nelle fotografie del tracciamento si vede il gradino dove la quota esterna sale.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1200" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-06-barriera-linea.jpg" alt="la linea arancione del tracciamento con il gradino di quota" class="wp-image-2364" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-06-barriera-linea.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-06-barriera-linea-300x225.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-06-barriera-linea-1024x768.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-06-barriera-linea-768x576.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-06-barriera-linea-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 5. Il tracciamento della barriera sulla muratura stonacata. La linea arancione segna la quota di iniezione e nell&#8217;angolo fa un gradino: lì il calpestio esterno è più alto, e la barriera sale con lui. Lungo la linea si vede la fila dei fori appena eseguiti.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1200" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-07-barriera-linea-porta.jpg" alt="il tracciamento verso la porta d'ingresso" class="wp-image-2365" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-07-barriera-linea-porta.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-07-barriera-linea-porta-300x225.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-07-barriera-linea-porta-1024x768.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-07-barriera-linea-porta-768x576.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-07-barriera-linea-porta-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 6. Lo stesso tracciamento sul lato dell&#8217;ingresso, con il pavimento già sbancato. La linea corre sopra la quota della soglia e prosegue sul muro opposto: la barriera o è continua su tutto il perimetro, o non è una barriera.</figcaption></figure>
<p>Per il formulato c&#8217;erano sul tavolo due proposte alternative, messe per iscritto a gennaio 2022. La prima: una barriera a trasfusione lenta, con una microemulsione silossanica rilasciata da sacche graduate attraverso diffusori in cellulosa. La seconda: una barriera a iniezione di gel idrofobizzante a base di silani. È stata scelta la seconda. Il gel ha una regola d&#8217;ingaggio precisa, che ha dettato l&#8217;ordine del cantiere. Si lavora a muratura nuda, perché a intonaco rimosso le fughe si leggono. La sede giusta dell&#8217;iniezione è la malta fra i corsi, che assorbe più del mattone e della pietra. E un muro stonacato evapora di più: l&#8217;evaporazione aiuta a richiamare il formulato dentro i pori.</p>
<p>L&#8217;esecuzione ha seguito il passo classico delle barriere iniettate. Fori da 12 millimetri in linea, con interasse di 12 centimetri. Profondità spinta fino a 5-6 centimetri dalla faccia opposta del muro: si tratta quasi tutto lo spessore senza mai attraversarlo. Nei fori è entrato il gel, che si diffonde nella malta attorno a ogni foro. I fronti di diffusione dei fori vicini si sovrappongono, e la somma fa il taglio chimico continuo.</p>
<h2 id="il-cantiere-aprire-svuotare-chiudere-i-vuoti">Il cantiere: aprire, svuotare, chiudere i vuoti</h2>
<p>Il cantiere principale è corso fra il 10 febbraio e i primi di marzo 2023, poco meno di un mese di calendario. Le fotografie che seguono vengono da quei giorni, e le date sono quelle dei file.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1200" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-01-parete-stonacata.jpg" alt="la parete stonacata con i giunti dilavati" class="wp-image-2366" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-01-parete-stonacata.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-01-parete-stonacata-300x225.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-01-parete-stonacata-1024x768.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-01-parete-stonacata-768x576.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-01-parete-stonacata-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 7. Il locale ad apertura del cantiere, dopo la stonacatura: muratura mista di mattoni e pietra, giunti dilavati, la finestrella che attraversa tutto lo spessore del muro. Nella fascia bassa la malta ha perso coesione.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1200" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-02-panorama-locale.jpg" alt="panorama del locale a inizio cantiere" class="wp-image-2367" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-02-panorama-locale.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-02-panorama-locale-300x225.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-02-panorama-locale-1024x768.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-02-panorama-locale-768x576.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-02-panorama-locale-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 8. La vecchia tubazione che attraversava il locale e la canna in mattoni forati addossata alla parete. Tutto ciò che non serviva è stato rimosso, per leggere la muratura e lavorarla per intero.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1200" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-03-porta-ingresso.jpg" alt="la porta d'ingresso vista dall'interno" class="wp-image-2368" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-03-porta-ingresso.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-03-porta-ingresso-300x225.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-03-porta-ingresso-1024x768.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-03-porta-ingresso-768x576.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-03-porta-ingresso-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 9. Il fronte d&#8217;ingresso visto dall&#8217;interno. Oltre la porta il piano esterno sta più alto del pavimento: è la condizione che ha imposto di alzare la barriera chimica sopra la quota di calpestio esterna.</figcaption></figure>
<p>La prima fase è stata di sottrazione. Via gli intonaci ammalorati, fino a leggere la muratura. Via le vecchie tubazioni fuori uso. Poi lo sbancamento del pavimento: battuto esistente e sottofondi degradati rimossi, piano abbassato quanto serviva ad accogliere la nuova stratigrafia. Il locale di centimetri da regalare non ne aveva.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1200" height="1600" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-04-sbancamento.jpg" alt="il locale sbancato" class="wp-image-2369" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-04-sbancamento.jpg 1200w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-04-sbancamento-225x300.jpg 225w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-04-sbancamento-768x1024.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-04-sbancamento-1152x1536.jpg 1152w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 10. Il locale a sbancamento eseguito, con il piano ribassato e la risega di fondazione a vista. Sulla parete in fondo si riconosce la fila dei fori della barriera, già eseguiti sopra la quota del calpestio esterno.</figcaption></figure>
<p>Prima delle boiacche è venuta la stuccatura. Una muratura mista secolare è piena di vuoti: fughe dilavate, fori di vecchi passaggi, sassi senza più stilatura. L&#8217;endoscopio, in diagnosi, aveva confermato anche cavità interne. Ogni vuoto aperto è una via preferenziale: l&#8217;iniezione vi si disperde, la boiacca non vi fa presa. Le superfici sconnesse sono state quindi stuccate e rinzaffate. L&#8217;impasto: sabbia e cemento, con un promotore d&#8217;adesione. Il risultato: una parete tornata compatta e continua, su cui gli strati successivi possono lavorare.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="747" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-05-stuccatura-giunti.jpg" alt="il panorama della parete stuccata" class="wp-image-2370" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-05-stuccatura-giunti.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-05-stuccatura-giunti-300x140.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-05-stuccatura-giunti-1024x478.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-05-stuccatura-giunti-768x359.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-05-stuccatura-giunti-1536x717.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 11. La parete dopo la chiusura dei vuoti: le fughe stuccate, i fori richiusi, la base rinzaffata. Su questo piano compatto le boiacche possono formare uno strato continuo, senza forellini che le attraversino.</figcaption></figure>
<h2 id="il-pavimento-nuovo-dal-basso-verso-lalto">Il pavimento nuovo, dal basso verso l&#8217;alto</h2>
<p>Sul piano sbancato è stata posata una rete elettrosaldata su distanziatori, con i teli sovrapposti e legati. Sopra, un getto in calcestruzzo armato. Questo getto è la base strutturale di tutto il pacchetto: dà un piano solido e regolare alla membrana che verrà, e la protegge dal basso.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1200" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-08-getto-staggia.jpg" alt="gli operai staggiano il getto sulla rete" class="wp-image-2371" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-08-getto-staggia.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-08-getto-staggia-300x225.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-08-getto-staggia-1024x768.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-08-getto-staggia-768x576.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-08-getto-staggia-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 12. Il getto armato in lavorazione: la rete elettrosaldata scompare nel calcestruzzo mentre la staggia porta il piano in quota. Il raccordo col perimetro è curato a cazzuola, perché è lì che la membrana andrà sigillata.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1200" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-09-getto-fresco.jpg" alt="il getto fresco appena tirato" class="wp-image-2372" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-09-getto-fresco.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-09-getto-fresco-300x225.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-09-getto-fresco-1024x768.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-09-getto-fresco-768x576.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-09-getto-fresco-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 13. Il getto tirato a frattazzo. Sulla parete di fondo, sopra il piano fresco, la fila dei fori segna la quota del taglio chimico. Il pavimento nuovo e la barriera devono parlarsi: la continuità della protezione passa dal loro raccordo.</figcaption></figure>
<p>Su questa stratigrafia vale una nota che uso spesso negli interrati. Qui la falda non preme da sotto, e la <a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">spinta idrostatica</a> non è il problema di progetto. Dove invece la falda c&#8217;è, il procedimento resta lo stesso ma cambia un punto: il getto va ancorato alle murature perimetrali con ancoraggi meccanici, dimensionati da un calcolo strutturale. Senza, l&#8217;acqua in pressione può sollevare la piastra. Chi affronta un interrato in falda deve mettere in conto quel calcolo prima di scegliere i materiali.</p>
<h2 id="le-pareti-tenuta-fin-sopra-la-barriera-antisalina-fino-al-soffitto">Le pareti: tenuta fin sopra la barriera, antisalina fino al soffitto</h2>
<p>Con la barriera in opera, l&#8217;acqua residua sotto la linea trattata non deve più uscire verso il locale. La faccia interna della parte contro terra è stata quindi chiusa con due mani di boiacca osmotica cementizia, stese fresco su fresco, fino a coprire per intero mattoni e pietra. La regola di quota è quella della fotografia d&#8217;apertura: la fascia impermeabile parte dal getto e sale fino a 20-30 centimetri sopra la barriera chimica. Così l&#8217;acqua che risale trova chiusa tutta la fascia in cui potrebbe ancora girare. L&#8217;umidità intrappolata sotto il taglio ha una sola via rimasta: la faccia esterna del muro, quella esposta all&#8217;aria.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="635" height="392" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-10-osmotico-applicazione.jpg" alt="l'osmotico steso a spruzzo sulla fascia bassa" class="wp-image-2373" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-10-osmotico-applicazione.jpg 635w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-10-osmotico-applicazione-300x185.jpg 300w" sizes="(max-width: 635px) 100vw, 635px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 14. L&#8217;applicazione della boiacca osmotica sulla fascia bassa, fotogramma dalla ripresa di cantiere. La copertura deve essere totale: un forellino lasciato aperto è un passaggio d&#8217;acqua pronto.</figcaption></figure>
<p>Sopra la fascia a tenuta il problema cambia natura. Lì il muro porta il carico di sali accumulato in decenni: cloruri, solfati e nitrati, che con l&#8217;acqua non evaporano e restano nei pori. Sono sali igroscopici: riprendono acqua dall&#8217;aria e dai materiali bagnati. Quando si idratano crescono di volume anche decine di volte, ed è il meccanismo che fa saltare pitture e intonaci nuovi in pochi mesi. Basterebbe l&#8217;acqua d&#8217;impasto di un intonaco steso direttamente a riattivarli.</p>
<p>Per questo, dalla fascia a tenuta fino al soffitto, il muro è stato rivestito con due o tre mani di <a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">boiacca antisalina</a>, sempre fresco su fresco e a copertura totale. La boiacca antisalina lavora da separatore fisico. Impedisce ai sali del muro di idratarsi con l&#8217;acqua degli intonaci nuovi e di migrare in superficie, qualunque sia il sale. Sopra, a completare, una malta macroporosa: i suoi pori larghi lasciano uscire in vapore l&#8217;umidità residua, senza trascinare sali in superficie.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="828" height="480" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-11-antisalina-applicazione.jpg" alt="l'antisalina stesa sulla fascia alta" class="wp-image-2374" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-11-antisalina-applicazione.jpg 828w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-11-antisalina-applicazione-300x174.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-11-antisalina-applicazione-768x445.jpg 768w" sizes="(max-width: 828px) 100vw, 828px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 15. La stesura della boiacca antisalina sulla fascia alta, fotogramma dalla ripresa di cantiere. Il colore rossastro la distingue a vista dall&#8217;osmotico grigio: in cantiere questa differenza è anche un controllo di qualità immediato.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1200" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-12-parete-trattata.jpg" alt="la parete interamente trattata" class="wp-image-2375" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-12-parete-trattata.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-12-parete-trattata-300x225.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-12-parete-trattata-1024x768.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-12-parete-trattata-768x576.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-12-parete-trattata-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 16. Una parete a trattamento completato: antisalina rossastra dalla quota della barriera al soffitto, osmotico grigio nella fascia contro terra. Le quote non sono decorative: ricalcano il percorso che l&#8217;acqua non deve più fare.</figcaption></figure>
<p>Nell&#8217;angolo fra pavimento e pareti la boiacca osmotica ha avuto anche un secondo compito: preparare lo zoccolo di raccordo su cui la membrana del pavimento sarebbe stata risvoltata e sigillata. I punti di giunzione fra orizzontale e verticale sono i punti deboli di ogni tenuta. Si preparano prima, non si aggiustano dopo.</p>
<h2 id="la-membrana-sul-getto-acqua-vapore-e-radon-fermati-in-un-solo-strato">La membrana sul getto: acqua, vapore e radon fermati in un solo strato</h2>
<p>Sul getto maturato è stata posata una membrana sintetica impermeabile di tipo idroreattivo. È un manto polimerico continuo, coestruso in tre strati con funzioni diverse, spesso pochi millimetri. Nasce per le applicazioni sotto getto: a contatto con l&#8217;acqua reagisce e fa presa sul calcestruzzo. Qui è stata usata sopra la piastra, con il massetto successivo ad ancorarla. Ferma tre cose insieme: l&#8217;umidità di risalita dal terreno, le infiltrazioni d&#8217;acqua liquida e il gas radon.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1200" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-13-membrana-posata.jpg" alt="la membrana posata sul getto" class="wp-image-2376" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-13-membrana-posata.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-13-membrana-posata-300x225.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-13-membrana-posata-1024x768.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-13-membrana-posata-768x576.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-13-membrana-posata-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 17. La membrana stesa sull&#8217;intero pavimento, con i teli accostati lungo le linee di sormonto stampate. Alle pareti la fascia scura è l&#8217;osmotico ancora fresco dello zoccolo di raccordo, con la rete già fissata nella parte alta.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1500" height="2000" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-14-membrana-sormonti.jpg" alt="i sormonti sigillati visti dall'alto" class="wp-image-2377" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-14-membrana-sormonti.jpg 1500w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-14-membrana-sormonti-225x300.jpg 225w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-14-membrana-sormonti-768x1024.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-14-membrana-sormonti-1152x1536.jpg 1152w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 18. I sormonti fra telo e telo, chiusi con la banda di sigillatura. La membrana lavora solo se è un foglio unico senza interruzioni: ogni sormonto è un punto di verifica, non un dettaglio.</figcaption></figure>
<p>La tenuta di un manto continuo si decide sui bordi. I sormonti fra i teli sono stati sigillati uno a uno, lungo le linee stampate dal produttore. Sul perimetro, dove la membrana incontra le pareti, il raccordo è chiuso da un cordone di mastice idroespansivo: un sigillante che a contatto con l&#8217;acqua cresce di volume, e stringe il giunto proprio quando il giunto è sotto prova. Negli angoli è stata eseguita una sguscia di <a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">malta impermeabile</a>, cioè un raccordo a sezione curva che elimina lo spigolo vivo. Le membrane e le boiacche sugli spigoli vivi si fessurano; sulle curve no.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="543" height="820" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-15-mastice-perimetrale.jpg" alt="il mastice idroespansivo steso sul perimetro" class="wp-image-2378" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-15-mastice-perimetrale.jpg 543w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-15-mastice-perimetrale-199x300.jpg 199w" sizes="(max-width: 543px) 100vw, 543px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 19. La sigillatura del perimetro con il mastice idroespansivo, telo per telo, contro la fascia di osmotico dello zoccolo. È il punto in cui la tenuta orizzontale e quella verticale diventano una cosa sola.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="883" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-16-sguscia-angolo.jpg" alt="la sguscia d'angolo sopra la membrana" class="wp-image-2379" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-16-sguscia-angolo.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-16-sguscia-angolo-300x166.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-16-sguscia-angolo-1024x565.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-16-sguscia-angolo-768x424.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-16-sguscia-angolo-1536x848.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 20. La sguscia di raccordo nell&#8217;angolo, sopra il bordo della membrana. Lo spigolo vivo sparisce dentro una curva continua di malta impermeabile: un dettaglio da pochi minuti che decide anni di tenuta.</figcaption></figure>
<p>Il risvolto della membrana e la funzione anti radon vanno letti insieme. Il radon passa dove passa l&#8217;aria: fessure, giunti, attraversamenti. Un manto continuo, sigillato sui sormonti e sul perimetro, chiude al gas la sua via principale d&#8217;ingresso: in un seminterrato, il pavimento. La stessa cura che protegge il locale dall&#8217;acqua lo protegge dal radon. A patto di non lasciare aperto nemmeno un giunto.</p>
<h2 id="la-fascia-bassa-armata-malte-impermeabili-con-rete">La fascia bassa armata: malte impermeabili con rete</h2>
<p>Sulla parte trattata con l&#8217;osmotico il rivestimento è stato completato con un intonaco impermeabile fibrorinforzato, armato con una rete strutturale in fibra ancorata al muro con fissaggi meccanici. La rete distribuisce le tensioni di ritiro e tiene insieme lo strato se il supporto si muove di qualche decimo. Su un muro misto di mattoni e pietra, con cavità appena stuccate, uno strato rigido non armato prima o poi fessura. E su una fascia di tenuta una fessura è un guasto.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1121" height="855" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-17-rete-posa.jpg" alt="la posa della rete in fibra sulla fascia bassa" class="wp-image-2380" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-17-rete-posa.jpg 1121w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-17-rete-posa-300x229.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-17-rete-posa-1024x781.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-17-rete-posa-768x586.jpg 768w" sizes="(max-width: 1121px) 100vw, 1121px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 21. Il fissaggio meccanico della rete in fibra sulla fascia bassa, sopra la membrana già posata, fotogramma dalla ripresa di cantiere. La rete arriva fino a una decina di centimetri sopra la linea della barriera.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1200" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-18-malta-impermeabile-rete.jpg" alt="la malta impermeabile stesa sulla rete" class="wp-image-2381" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-18-malta-impermeabile-rete.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-18-malta-impermeabile-rete-300x225.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-18-malta-impermeabile-rete-1024x768.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-18-malta-impermeabile-rete-768x576.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-18-malta-impermeabile-rete-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 22. La malta impermeabile stesa in più mani fino a inglobare la rete. La linea dentellata in alto segna il bordo dell&#8217;armatura: sopra proseguirà il pacchetto antisalina e macroporosa della fascia alta.</figcaption></figure>
<h2 id="sottofondo-finiture-e-aria">Sottofondo, finiture e aria</h2>
<p>Sopra la membrana è stato realizzato un sottofondo in sabbia e cemento di 10-15 centimetri, steso con cura per non ferire il manto. È lo strato che distribuisce i carichi, aggancia la membrana e prepara il piano di posa. Il progetto originario prevedeva qui anche 12 centimetri di isolante sotto il massetto. Le altezze reali non lo hanno permesso, e la coibentazione del pavimento è stata sacrificata. Lo scrivo perché un caso studio serio dichiara anche le cose rimaste fuori: 2,45 metri di altezza non concedevano margini.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1200" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-19-sottofondo.jpg" alt="il sottofondo steso sopra la membrana" class="wp-image-2382" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-19-sottofondo.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-19-sottofondo-300x225.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-19-sottofondo-1024x768.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-19-sottofondo-768x576.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-19-sottofondo-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 23. Il sottofondo in sabbia e cemento in stesura sopra la membrana. Da qui in su il locale torna a essere un pavimento qualunque. La parte che non si vedrà più è quella che fa la differenza.</figcaption></figure>
<p>Sulle pareti la funzione termica è stata invece mantenuta. La parte interrata, a contatto col terreno, è stata rivestita con una malta coibentante a base di calce. Serve a ridurre lo sbalzo fra la faccia fredda del muro e l&#8217;aria interna, e toglie appoggio alla condensa superficiale. In questo cantiere la malta coibentante è stata portata su tutta l&#8217;altezza delle pareti. A rigore basterebbe la fascia interrata, ed è la prescrizione che do di norma; la stesura completa comunque non guasta, e uniforma il supporto. A chiudere il ciclo: malta macroporosa nella parte fuori terra e una pittura traspirante. Dopo tanto lavoro di tenuta, gli strati di finitura devono lasciare passare il vapore, non trattenerlo.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1200" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-20-intonaco-finito.jpg" alt="il locale intonacato con il sottofondo maturato" class="wp-image-2383" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-20-intonaco-finito.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-20-intonaco-finito-300x225.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-20-intonaco-finito-1024x768.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-20-intonaco-finito-768x576.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-20-intonaco-finito-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 24. Il locale a intonaci finiti, prima della posa del pavimento. Le pareti sono tornate piane e continue. Sotto la superficie uniforme ci sono quattro strati diversi, ognuno con un compito.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1200" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-21-posa-gres.jpg" alt="la posa del gres con i distanziatori" class="wp-image-2384" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-21-posa-gres.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-21-posa-gres-300x225.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-21-posa-gres-1024x768.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-21-posa-gres-768x576.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-21-posa-gres-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 25. La posa del gres porcellanato sul sottofondo, con i distanziatori autolivellanti. Il gres chiude il pacchetto del pavimento: sotto ci sono, nell&#8217;ordine, colla, sottofondo, membrana, getto armato.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1200" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-22-locale-finito.jpg" alt="il locale finito" class="wp-image-2385" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-22-locale-finito.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-22-locale-finito-300x225.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-22-locale-finito-1024x768.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-22-locale-finito-768x576.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-22-locale-finito-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 26. Il locale a fine cantiere: pavimento in gres posato, pareti finite, l&#8217;aria di un ambiente sano. Da qui in avanti il lavoro passa alla gestione: il locale va vissuto e ventilato.</figcaption></figure>
<p>Resta il capitolo dell&#8217;aria, che in un seminterrato risanato non è un dettaglio. Un locale chiuso all&#8217;acqua e al radon scambia anche poca aria. E il muro sopra la barriera continuerà per mesi a <a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">smaltire verso l&#8217;esterno l&#8217;acqua accumulata</a>. Il programma prevede due cose. Misurare di nuovo, a mesi di distanza, strutture e ambienti. E installare una VMC, la ventilazione meccanica controllata, per governare l&#8217;umidità relativa. Mentre scrivo la VMC è prevista e non ancora installata: questo caso studio verrà aggiornato quando ci saranno i numeri del monitoraggio.</p>
<h2 id="in-sintesi">In sintesi</h2>
<p>1. <strong>Prima la diagnosi, poi le opere.</strong> L&#8217;indagine del 9 luglio 2021, con termografia certificata UNI EN ISO 9712, igrometro a contatto ed endoscopio, ha separato quattro vie d&#8217;acqua distinte. Senza quella separazione si sarebbe curata una causa sola. 2. <strong>Il seminterrato è una condizione, non un difetto.</strong> Pavimento 40-50 centimetri sotto la quota esterna sul fronte strada, terreno addossato per 1,10-1,25 metri sul fronte opposto, due lati confinanti: ogni scelta di progetto discende da queste quote. 3. <strong>Le quattro vie:</strong> acque di pioggia dall&#8217;estradosso, con la scala esterna senza più tenuta; risalita capillare con sali fino a 100-140 centimetri; umidità diffusa dal pavimento, verificata con i saggi; radon dal suolo, senza alcuna barriera. 4. <strong>Dall&#8217;esterno non si poteva.</strong> Muri a confine con altre proprietà e giardino altrui: scavare voleva dire permessi, demolizioni e un cantiere invasivo, e a scavo richiuso niente più manutenzione. Anche le iniezioni di bentonite verso l&#8217;estradosso sono state scartate: su quote di terreno così diverse non erano controllabili. 5. <strong>La barriera chimica si posiziona sopra il calpestio esterno,</strong> una quindicina di centimetri, non sopra il pavimento interno. Più in basso, le acque del terreno la scavalcherebbero. Dove la quota esterna sale, la barriera sale con lei: la linea col gradino delle fotografie è il cuore del progetto. 6. <strong>Il gel detta l&#8217;ordine del cantiere.</strong> Iniezione a muratura nuda, nella malta fra i corsi, con fori da 12 millimetri ogni 12 centimetri, fermati a 5-6 centimetri dalla faccia opposta. Prima ancora, stuccatura di fughe e cavità: un vuoto aperto disperde l&#8217;iniezione e buca le boiacche. 7. <strong>Le pareti lavorano a fasce.</strong> Osmotico a copertura totale dal getto fino a 20-30 centimetri sopra la barriera, con intonaco impermeabile armato di rete in fibra. Boiacca antisalina da lì al soffitto, contro l&#8217;idratazione dei sali igroscopici. Malta macroporosa e pittura traspirante a finire, perché il vapore residuo deve poter uscire. 8. <strong>Il pavimento è un pacchetto unico:</strong> sbancamento, getto in calcestruzzo armato, membrana idroreattiva a tre strati sigillata sui sormonti e sul perimetro con mastice idroespansivo e sgusce, sottofondo di 10-15 centimetri, gres. La stessa membrana che ferma acqua e vapore fa da barriera al radon. 9. <strong>I limiti si dichiarano.</strong> La coibentazione del pavimento prevista in progetto, 12 centimetri di isolante, è stata sacrificata per le altezze. La malta coibentante a parete è stata stesa su tutta l&#8217;altezza, dove basterebbe la fascia interrata. La VMC è prevista e non ancora installata. 10. <strong>Il risanamento non finisce col cantiere.</strong> Il muro sopra la barriera smaltirà per mesi l&#8217;acqua accumulata. La verifica vera sono le misure a distanza di tempo: le stesse con cui questo lavoro è cominciato.</p>
<h2 id="nota-su-dati-e-riservatezza">Nota su dati e riservatezza</h2>
<p>Il committente non viene nominato, e dell&#8217;edificio non compaiono indirizzo, prospetti né tavole di progetto. I soli nomi presenti sono quelli della dott.ssa Carmen Baccari e dell&#8217;ing. Gerardo Ivan Santucci di BAXSA S.r.l., che hanno eseguito l&#8217;indagine strumentale e che ringrazio. La collaborazione fra chi diagnostica e chi esegue è il metodo che questo caso studio racconta.</p>
<p>I dati della diagnosi vengono dalla relazione tecnica firmata del luglio 2021. Le lavorazioni vengono dai miei documenti di cantiere e di progetto, e le date del cantiere dai dati di scatto delle fotografie.</p>
<p><em>Renzo Spedicato, Renzo-ArtHome. Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense, circa trent&#8217;anni di esperienza di cantiere e venti come imprenditore. Autore di &#8220;Murature umide: cause e rimedi&#8221; (Grafill, 2026).</em></p>
<figure class="wp-block-image" style="text-align:center"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-libro-murature-umide.jpg" alt="Copertina del volume Murature umide: cause e rimedi" class="wp-image-2386" width="240" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-libro-murature-umide.jpg 505w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/08/loreto-libro-murature-umide-224x300.jpg 224w" sizes="(max-width: 505px) 100vw, 505px" /></figure>
<p>Il volume è disponibile su <a href="https://www.amazon.it/Murature-umide-Prevenzione-interventi-risanamento/dp/8827705309" target="_blank" rel="noopener">Amazon</a> e su <a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html#/4-versione-libro" target="_blank" rel="noopener">Grafill</a>.</p>
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<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
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<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">Il seminterrato: infiltrazioni, umidità e radon</a></li>
</ul>
</div>
<p><!--/mxLA--></p>
<hr style='border:none;border-top:3px solid #b11f24;margin-top:34px'>
<table style='width:100%;border-collapse:collapse;font-family:Arial,sans-serif;color:#2a3340;font-size:14px;line-height:1.6'>
<tr>
<td style='vertical-align:top;padding-right:20px'>
<div style='font-size:16px;font-weight:700;color:#b11f24'>Ditta Renzo-ArtHome</div>
<div style='font-weight:600'>di Spedicato Oronzo</div>
<div style='color:#5a6577;margin-bottom:8px'>Specialista in risanamenti di interrati e umidit&agrave; di risalita</div>
<div><strong>Web:</strong> <a href="https://www.renzo-arthome.com">www.renzo-arthome.com</a></div>
<div><strong>E-mail:</strong> renzo.spedicato@gmail.com &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>PEC:</strong> renzoarthome@pec.it</div>
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<td style='vertical-align:top;width:150px;text-align:center'><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/murature-umide-copertina.jpg' alt='Murature umide: cause e rimedi' width='120' style='border:1px solid #ddd;border-radius:4px'></a></p>
<div style='font-size:12px;color:#5a6577;margin-top:6px'><strong>Murature umide: cause e rimedi</strong><br />Grafill, 2026<br /><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener">Vai al libro &rarr;</a></div>
</td>
</tr>
</table>
<style>#rahLATO{margin:44px auto 0;max-width:680px;font-family:'Open Sans',sans-serif}#rahLATO *{box-sizing:border-box}#rahLATO .rahL-int{background:#fff;border:1px solid #d9dde2;padding:18px 16px 10px}#rahLATO .rahL-tit{font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:700;font-size:15px;letter-spacing:.16em;text-transform:uppercase;color:#262a33;margin:0 0 2px}#rahLATO p{margin:0!important;padding:0!important}#rahLATO .rahL-blog-r{margin:0 0 4px}#rahLATO .rahL-pagine{margin:0 0 12px}#rahLATO .rahL-blog{display:inline-block;font-size:13.5px;color:#a06a00;text-decoration:none;margin:0;border:0}#rahLATO .rahL-blog:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO details{margin:0 0 7px;border-left:4px solid var(--rahf)}#rahLATO summary{cursor:pointer;list-style:none;display:flex;align-items:baseline;gap:8px;font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:600;font-size:14px;color:#2f3440;padding:9px 8px 9px 10px;background:var(--rahv);margin:0}#rahLATO summary::-webkit-details-marker{display:none}#rahLATO summary:before{content:"+";font-weight:700;color:#2f3440;opacity:.55;width:13px;flex:none}#rahLATO details[open]>summary:before{content:"\2212"}#rahLATO .rahL-n{margin-left:auto;font-weight:400;font-size:11.5px;color:#5a6577}#rahLATO ul{list-style:none!important;margin:0!important;padding:6px 4px 8px 12px!important;background:var(--rahv);background:color-mix(in srgb,var(--rahv) 32%,#fff)}#rahLATO li{margin:0!important;padding:4px 6px!important;font-size:13px;line-height:1.45;border-left:2px solid transparent;list-style:none!important}#rahLATO li:before{display:none!important;content:none!important}#rahLATO li a{color:#3f4450;text-decoration:none;border:0;box-shadow:none}#rahLATO li a:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO li.rahL-qui{background:#fdf6d8;border-left-color:#eddf21}#rahLATO li.rahL-qui span{font-weight:600;color:#262a33}#rahLATO li.rahL-qui .rahL-segno{display:block;font-weight:400;font-size:10.5px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#5a6577;margin-top:1px}@media(min-width:1490px){body.postid-2388{overflow:visible!important}article.post-2388{position:relative}#rahLATO{position:absolute;top:0;right:-241px;bottom:0;width:225px;max-width:none;margin:0}#rahLATO .rahL-int{position:sticky;top:106px;max-height:calc(100vh - 126px);overflow-y:auto;padding:14px 12px 8px}#rahLATO summary{font-size:12.5px;padding:8px 6px 8px 8px}#rahLATO li{font-size:12px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:13px}}@media(min-width:1710px){#rahLATO{right:-336px;width:300px}#rahLATO .rahL-int{padding:18px 16px 10px}#rahLATO summary{font-size:14px}#rahLATO li{font-size:13px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:15px}}</style>
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<div class="rahL-tit">Gli articoli</div>
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<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-fase-per-fase/">La casa fase per fase &rarr;</a></div>
<details open style="--rahv:#dcebf5;--rahf:#7fadd1">
<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">31</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">Le malte impermeabili nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Caso studio: Loreto</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">La barriera chimica nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">Ma come si cura una risalita?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/improvvisamente-l-umidita-di-risalita/">Improvvisamente, l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-danno-e-dove-l-acqua-se-ne-va/">Il danno è dove l&#8217;acqua se ne va</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">Chi dimezza la macchia raddoppia l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">Umidità di risalita e sali solubili: perché bloccare l&#8217;umidità è solo metà del risanamento, e perché l&#8217;asciugatura richiede da mesi ad anni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo un intervento contro l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-risalita-impermeabilizzazione-in/">L&#8217;innalzamento dell&#8217;umidità di risalita in seguito a interventi di impermeabilizzazione dall&#8217;interno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/doppia-barriera-protocollo-renzo-arthome/">Barriere chimiche non occludenti in zona di marea: bastano davvero contro la pressione idrostatica?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">L’umidità igroscopica nell’edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-primaria-e-sali-renzo-arthome/">Umidità di risalita capillare primaria</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">26</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Caso studio: Loreto</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">25</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Caso studio: Loreto</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/costruire-casa-senza-umidita/">La casa asciutta si decide in cantiere</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">Tre centimetri invece di una demolizione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/prima-la-strategia-poi-il-prodotto/">Prima la strategia, poi il prodotto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">La spinta idrostatica nelle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">Il seminterrato: infiltrazioni, umidità e radon – approccio integrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/fontana-dei-grifi-allinterno-del-castello-miramare-di-trieste/">Fontana dei Grifi all&#8217;interno del castello Miramare di Trieste</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/interventi-di-impermeabilizzazioni/">Impermeabilizzazioni: come intervenire e quali soluzioni scegliere</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#d9edea;--rahf:#7dbcb5">
<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">13</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-problema-non-e-la-pioggia/">Il problema non è la pioggia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">Umidità di rimbalzo (rain splash)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-meteorica-cap/">Umidità meteorica (penetrating damp)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-condensazione/">Umidità da condensazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sindrome-dell-edificio-malato/">Sindrome dell&#8217;edificio malato: cause, sintomi e soluzioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffe-indoor/">Muffe indoor</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">Condensa interstiziale in edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f2e9d5;--rahf:#c9a970">
<summary>Vespai e solai<span class="rahL-n">7</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-piove-dal-predalles/">Quando piove dal predalles</a></li>
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<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
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		<title>Caso studio: eliporto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[renzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 18:27:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Casi Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Diagnosi e metodo]]></category>
		<category><![CDATA[Interrati e impermeabilizzazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giunto di dilatazione carrabile che lasciava passare acqua, fra l'eliporto di un elisoccorso e la rampa delle ambulanze. Due percorsi che non si potevano chiudere nemmeno per un giorno: l'indagine non distruttiva, la scelta di iniettare resine idroespansive invece di aprire, e che cosa avrebbe voluto dire rifare il giunto a regola d'arte.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style='font-size:19px;color:#5a6577'><em>Un giunto di dilatazione che lasciava passare acqua, e un cantiere che non poteva rubare nemmeno un&#8217;ora né all&#8217;elicottero né alle ambulanze.</em></p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="901" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-00-apertura.jpg" alt="Giunto di dilatazione, l'elicottero fermo al centro della piazzola bagnata" class="wp-image-2324" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-00-apertura.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-00-apertura-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-00-apertura-1024x577.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-00-apertura-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-00-apertura-1536x865.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 1. La piazzola bagnata di pioggia, con la nuvola bassa sul fondovalle. L&#8217;elicottero è fermo al centro del cerchio: durante la lavorazione è rimasto operativo, ed è la ragione per cui questo lavoro è stato impostato così.</figcaption></figure>
<p>Alle otto meno dieci di quel mattino il piano era bagnato di pioggia e non c&#8217;era ancora nessuno sul piazzale. Alle nove e mezza l&#8217;elicottero era fermo al centro del cerchio, a pochi metri da dove stavo lavorando in ginocchio. Non è un dettaglio di colore: è il vincolo che ha deciso tutto il resto. Questo è un eliporto di elisoccorso, e un eliporto di elisoccorso non si chiude. L&#8217;elicottero deve poter uscire dall&#8217;hangar, raggiungere l&#8217;area di decollo e rientrare, in qualsiasi momento e senza che nessuno debba prima smontare qualcosa.</p>
<p>E non era nemmeno l&#8217;unico passaggio da tenere libero. Il giunto che perdeva corre anche lungo la rampa di entrata e uscita delle ambulanze. Quindi i percorsi da non toccare erano due, ed erano i due percorsi da cui, in un posto così, dipendono le persone.</p>
<p>Sono stato chiamato per un&#8217;infiltrazione. Prima di me era passato Luca Panisi, di Ricerca Perdite Srl, che aveva svolto l&#8217;indagine non distruttiva con strumentazione e aveva messo il quadro nero su bianco. Quando mi hanno telefonato per studiare la situazione, quel materiale c&#8217;era già. Di questo lavoro racconto il ragionamento e le lavorazioni. Per rispetto di chi mi ha chiamato non compaiono nomi di località, committenti, imprese né progettisti: gli unici due nomi ammessi sono quello di Luca e la parola eliporto.</p>
<div id="rahTOC" style="border:1px solid #e2e5ea;border-radius:6px;padding:20px 24px;margin:0 0 32px;background:#fafbfc">
<p style="margin:0 0 10px;font-weight:600;color:#1a2233;font-size:16px">Indice</p>
<ol style="margin:0;padding-left:20px;line-height:1.6">
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-vincolo-viene-prima-del-problema" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il vincolo viene prima del problema</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#che-cosa-perdeva" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Che cosa perdeva</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lindagine-di-luca-panisi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;indagine di Luca Panisi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-percorso-naturale-sarebbe-stato-un-altro" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il percorso naturale sarebbe stato un altro</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#perche-qui-non-si-poteva-fare" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Perché qui non si poteva fare</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#perche-le-resine-idroespansive" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Perché le resine idroespansive</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-giornata" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La giornata</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#che-cosa-questo-intervento-e-e-che-cosa-non-e" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Che cosa questo intervento è, e che cosa non è</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-sintesi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In sintesi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#nota-su-dati-e-riservatezza" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Nota su dati e riservatezza</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lautore" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;autore</a></li>
</ol>
</div>
<h2 id="il-vincolo-viene-prima-del-problema">Il vincolo viene prima del problema</h2>
<p>Nella maggior parte dei cantieri l&#8217;ordine è questo: si capisce dove entra l&#8217;acqua, si sceglie la lavorazione giusta, e poi si vede come organizzarla. Qui l&#8217;ordine era rovesciato. Il primo dato del problema non era l&#8217;acqua: erano due percorsi che dovevano restare liberi ogni giorno, tutto il giorno. Quello dell&#8217;elicottero, fra l&#8217;hangar e l&#8217;area di decollo. E quello delle ambulanze, che entrano ed escono dalla rampa.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1000" height="750" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-01-panoramica.jpg" alt="panoramica dell'eliporto, con l'hangar aperto e la piazzola" class="wp-image-2325" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-01-panoramica.jpg 1000w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-01-panoramica-300x225.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-01-panoramica-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 2. Panoramica dell&#8217;eliporto: l&#8217;hangar con le porte aperte, la piazzola con la segnaletica gialla e la macchina pronta a bordo campo. Fotografia dalla relazione di Luca Panisi, Ricerca Perdite Srl.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="901" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-02-hangar-porte-aperte.jpg" alt="le porte a libro dell'hangar aperte verso la piazzola" class="wp-image-2326" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-02-hangar-porte-aperte.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-02-hangar-porte-aperte-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-02-hangar-porte-aperte-1024x577.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-02-hangar-porte-aperte-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-02-hangar-porte-aperte-1536x865.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 3. L&#8217;altro percorso da tenere libero. Dall&#8217;interno dell&#8217;hangar, con le porte a libro aperte: sulla soglia corre la canaletta di raccolta; oltre, la piazzola con la segnaletica gialla. In primo piano, l&#8217;attrezzatura gialla per la movimentazione a terra.</figcaption></figure>
<p>Due parole sui nomi, perché servono a intendersi con chi in quel posto ci lavora. L&#8217;area su cui la macchina tocca terra e si stacca si chiama TLOF, area di atterraggio e sollevamento dal suolo. L&#8217;area più ampia, in cui si completa l&#8217;avvicinamento e da cui comincia il decollo, si chiama FATO, area per l&#8217;avvicinamento finale ed il decollo. Sono le definizioni del glossario ENAC. Nel parlato di cantiere si dice piazzola, e nel resto di questo racconto la chiamo così.</p>
<p>Un cantiere si progetta anche così. Ci sono lavorazioni che pretendono di occupare un&#8217;area per giorni, altre che pretendono soltanto un uomo, un tubo e un metro quadro di spazio. Nelle condizioni in cui mi trovavo, la seconda famiglia non era preferibile: era l&#8217;unica praticabile.</p>
<h2 id="che-cosa-perdeva">Che cosa perdeva il giunto di dilatazione</h2>
<p>Il punto era un giunto di dilatazione carrabile: una cosa che tutti calpestano e quasi nessuno guarda.</p>
<p>Una struttura in calcestruzzo si allunga e si accorcia al variare della temperatura. Se due parti confinanti sono grandi, o si muovono in modo diverso fra loro, non le si può gettare attaccate: si lascia fra loro un vuoto e lo si copre con un dispositivo che assorbe il movimento e regge il transito. È lo stesso principio dei giunti che si sentono battere sotto le ruote quando si passa da una campata all&#8217;altra di un viadotto. Qui il giunto corre lungo la testa della rampa delle ambulanze, cioè proprio dove le ruote passano, e prosegue fino a risvoltare contro il muro.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="901" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-03-giunto-dettaglio.jpg" alt="Giunto di dilatazione, il giunto di dilatazione carrabile visto da vicino" class="wp-image-2327" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-03-giunto-dettaglio.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-03-giunto-dettaglio-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-03-giunto-dettaglio-1024x577.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-03-giunto-dettaglio-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-03-giunto-dettaglio-1536x865.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 4. Il giunto di dilatazione carrabile alla testa della rampa delle ambulanze. L&#8217;elemento nero che si vede è rigido, con la piastra in acciaio, ed è ancorato con barre filettate sui due lati dentro una sede ricavata nel calcestruzzo. Sta a filo: una volta montato non sporge di un millimetro, e le ruote ci passano sopra senza sentirlo. A destra corre la canaletta di raccolta e, oltre, il piano rigato antiscivolo della rampa.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="901" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-04-giunto-verso-il-muro.jpg" alt="il giunto verso il muro" class="wp-image-2328" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-04-giunto-verso-il-muro.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-04-giunto-verso-il-muro-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-04-giunto-verso-il-muro-1024x577.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-04-giunto-verso-il-muro-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-04-giunto-verso-il-muro-1536x865.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 5. Lo stesso giunto verso il muro della rampa. Il tratto in vista è quello che si può ispezionare a occhio: il resto del percorso dell&#8217;acqua sta sotto, e a occhio non si vede.</figcaption></figure>
<p>Il giunto è, per costruzione, il punto debole della tenuta. Deve muoversi, quindi non può essere continuo come il resto; deve reggere il carico, quindi è imbullonato e sollecitato; deve raccogliere e allontanare acqua, quindi ci convive tutto l&#8217;anno. Quando la tenuta sotto il profilo perde, l&#8217;acqua non resta lì. Trova la via del vuoto, cammina dentro la sede e ricompare dove nessuno se l&#8217;aspetta.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="631" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-05-giunto-al-muro-andatore.jpg" alt="il giunto che risvolta contro il muro" class="wp-image-2329" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-05-giunto-al-muro-andatore.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-05-giunto-al-muro-andatore-300x118.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-05-giunto-al-muro-andatore-1024x404.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-05-giunto-al-muro-andatore-768x303.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-05-giunto-al-muro-andatore-1536x606.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 6. Il risvolto contro il muro di contenimento della rampa. I cambi di direzione e i punti in cui il giunto incontra un altro elemento sono, quasi sempre, i tratti che perdono per primi.</figcaption></figure>
<h2 id="lindagine-di-luca-panisi">L&#8217;indagine di Luca Panisi</h2>
<p>L&#8217;indagine non distruttiva serve esattamente a questo: separare le ipotesi senza demolire. Davanti a uno stillicidio la domanda non è &#8220;c&#8217;è acqua&#8221;, che si vede a occhio, ma &#8220;da quale punto entra, che strada fa e dove esce&#8221;. È una domanda a cui non si risponde guardando: si risponde con la strumentazione e con le prove.</p>
<p>Luca ha consegnato una relazione di cinquantacinque pagine, datata 29 luglio 2024, con cinquantadue elementi numerati, divisa per zone e con ogni punto rilevante evidenziato sull&#8217;immagine. È un tecnico certificato per le prove non distruttive secondo la UNI 11931:2024, la norma che dal gennaio 2024 disciplina la certificazione del personale che esegue prove non distruttive nell&#8217;ingegneria civile.</p>
<h3>Il protocollo, in cinque fasi</h3>
<p>La struttura del lavoro conta quanto i risultati, perché ogni fase serve a stringere il campo alla successiva.</p>
<p><strong>Fase 1, indagine visiva.</strong> Rilievo delle patologie a vista e mappatura delle cavillature del calcestruzzo da assestamento, concentrate vicino alle canalette, alle giunzioni e dietro la pompa carburante.</p>
<p><strong>Fase 2, termografia.</strong> Termocamera a infrarossi ad alta risoluzione, per individuare l&#8217;origine probabile delle perdite e leggere l&#8217;orditura dei solai. La termocamera non vede l&#8217;acqua: vede la temperatura della superficie. Una zona bagnata evapora, e l&#8217;evaporazione raffredda.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="640" height="480" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d1-termogramma.jpg" alt="termogramma all'intradosso" class="wp-image-2330" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d1-termogramma.jpg 640w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d1-termogramma-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 7. Termogramma all&#8217;intradosso, con la scala fra 18,8 e 22,8 gradi. La lingua più fredda che scende dall&#8217;angolo è la traccia dell&#8217;evaporazione, cioè della superficie bagnata. Immagine dell&#8217;indagine non distruttiva, Luca Panisi, Ricerca Perdite Srl.</figcaption></figure>
<p><strong>Fase 3, sistema elettrico a bassa tensione.</strong> È la fase che dà i numeri. Si collega la struttura a una centralina con un cavo di massa. Si bagna la superficie da ispezionare. Poi la si percorre con un carrello a sensori, che misura il segnale indotto in valore efficace, cioè in RMS.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1000" height="750" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d8-mta-carrello.jpg" alt="il carrello a sensori sul giunto" class="wp-image-2331" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d8-mta-carrello.jpg 1000w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d8-mta-carrello-300x225.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d8-mta-carrello-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 8. Il carrello a sensori appoggiato sul giunto, davanti all&#8217;hangar. Si procede lentamente, e la centralina registra il segnale punto per punto. Immagine dell&#8217;indagine non distruttiva, Luca Panisi, Ricerca Perdite Srl.</figcaption></figure>
<p>Dove il pacchetto è continuo il segnale resta basso e stabile; dove l&#8217;acqua passa nel solaio il segnale sale, perché l&#8217;acqua conduce. In questo lavoro i picchi registrati sulle aree inumidite stanno fra 6,518 e 7,104 volt.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="750" height="1000" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d9-mta-console.jpg" alt="la centralina con il valore letto in tempo reale" class="wp-image-2332" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d9-mta-console.jpg 750w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d9-mta-console-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 9. La lettura in tempo reale sulla centralina, con il valore in volt in chiaro e il tracciato che si costruisce mentre il carrello avanza. È il momento in cui una zona sospetta diventa un numero. Immagine dell&#8217;indagine non distruttiva, Luca Panisi, Ricerca Perdite Srl.</figcaption></figure>
<p>Il software classifica poi il tracciato per intervalli, e li marca come integri, a medio rischio o a elevato rischio di danneggiamenti. Non è una misura assoluta di quanta acqua passa: è una lettura comparativa che dice dove guardare, e che va confermata da una prova diretta.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1079" height="965" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d7-analisi-rischi.jpg" alt="tabella di classificazione del tracciato elettrico" class="wp-image-2333" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d7-analisi-rischi.jpg 1079w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d7-analisi-rischi-300x268.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d7-analisi-rischi-1024x916.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d7-analisi-rischi-768x687.jpg 768w" sizes="(max-width: 1079px) 100vw, 1079px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 10. La classificazione del tracciato per intervalli di scansione: le righe verdi sono integre, quelle arancioni segnano elevato rischio di danneggiamenti. È così che una scansione diventa una lista di punti da verificare. Immagine dell&#8217;indagine non distruttiva, Luca Panisi, Ricerca Perdite Srl.</figcaption></figure>
<p><strong>Fase 4, controprove con traccianti.</strong> Si immette acqua colorata con pigmenti fluorescenti, di tre colori diversi, sui punti sospetti individuati elettricamente, sulle tubazioni di scarico e sui giunti. Tre colori permettono di provare tre percorsi nella stessa giornata senza confonderli.</p>
<p><strong>Fase 5, rilevazione ultravioletta.</strong> Si va a cercare il tracciante dall&#8217;altra parte, con lampada UV ad alta frequenza. Quando il colore ricompare, il percorso dell&#8217;acqua non è più un&#8217;ipotesi.</p>
<h3>Che cosa hanno trovato le prove</h3>
<p>Il risultato non è stato &#8220;c&#8217;è un&#8217;infiltrazione&#8221;. Sono stati più difetti distinti, in due zone diverse, ognuno con la sua prova.</p>
<p>Nella zona dell&#8217;ingresso fra hangar e pista i punti sono tre. Il primo è la tenuta della pavimentazione in calcestruzzo davanti al portone. Il secondo è l&#8217;impermeabilizzazione in poliurea, che risulta <strong>completamente priva di risvolti verticali</strong> nella giunzione contro la guida del portone: il risvolto è il tratto in cui la tenuta orizzontale risale sul verticale, e senza quello l&#8217;acqua entra dietro invece che sopra. Il terzo è la canaletta di scolo sul lato destro dell&#8217;ingresso, che non tiene: il tracciante immesso nella canaletta è stato poi ritrovato a percolare nella zona sottostante.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1000" height="750" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d11-blu-canaletta.jpg" alt="tracciante blu immesso nella canaletta di scolo" class="wp-image-2334" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d11-blu-canaletta.jpg 1000w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d11-blu-canaletta-300x225.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d11-blu-canaletta-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 11. Il tracciante blu immesso nella canaletta di scolo all&#8217;ingresso dell&#8217;hangar. Riempire una canaletta e andare a vedere sotto è il modo più semplice per scoprire se tiene. Immagine dell&#8217;indagine non distruttiva, Luca Panisi, Ricerca Perdite Srl.</figcaption></figure>
<p>Nella zona della rampa e del portone i difetti individuati sono stati tre. Il primo è il giunto della rampa, con criticità significative confermate in modo incrociato dal sistema elettrico e dalla controprova con tracciante: è il punto su cui poi sono intervenuto io.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1000" height="750" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d2-tracciante-giunto.jpg" alt="prova con tracciante giallo sul giunto della rampa" class="wp-image-2335" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d2-tracciante-giunto.jpg 1000w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d2-tracciante-giunto-300x225.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d2-tracciante-giunto-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 12. La prova con tracciante giallo fluorescente sul giunto alla testa della rampa. L&#8217;acqua colorata viene immessa e poi si va a cercarla di sotto. Immagine dell&#8217;indagine non distruttiva, Luca Panisi, Ricerca Perdite Srl.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1000" height="750" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d3-uv-ingresso-ambulanze.jpg" alt="il tracciante ritrovato sotto la rampa, alla luce ultravioletta" class="wp-image-2336" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d3-uv-ingresso-ambulanze.jpg 1000w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d3-uv-ingresso-ambulanze-300x225.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d3-uv-ingresso-ambulanze-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 13. Lo stesso tracciante ritrovato sotto la rampa, nella zona di ingresso delle ambulanze, sotto lampada ultravioletta. Da questo momento il percorso dell&#8217;acqua non è più un&#8217;ipotesi: entra dal giunto ed esce di sotto. Immagine dell&#8217;indagine non distruttiva, Luca Panisi, Ricerca Perdite Srl.</figcaption></figure>
<p>Il secondo difetto è una perdita sulla pavimentazione all&#8217;ingresso del portone, in corrispondenza del pilastro di destra. Anche lì la scansione elettrica è passata prima, e la prova con il tracciante è arrivata dopo, a confermare.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1000" height="750" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d10-mta-pilastro.jpg" alt="la scansione elettrica al pilastro del portone" class="wp-image-2337" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d10-mta-pilastro.jpg 1000w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d10-mta-pilastro-300x225.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d10-mta-pilastro-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 14. La scansione elettrica in corrispondenza del pilastro, sulla soglia del portone. Il riquadro verde è il tratto che il software ha marcato. Immagine dell&#8217;indagine non distruttiva, Luca Panisi, Ricerca Perdite Srl.</figcaption></figure>
<p>La prova è stata fatta con il tracciante blu, immesso alla base del pilastro e lasciato allargare sulla pavimentazione.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1000" height="750" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d4-tracciante-blu.jpg" alt="prova con tracciante blu alla base del pilastro" class="wp-image-2338" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d4-tracciante-blu.jpg 1000w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d4-tracciante-blu-300x225.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d4-tracciante-blu-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 15. La prova con tracciante blu fluorescente sulla soglia, alla base del pilastro di destra. La macchia si allarga verso il punto di ingresso; la freccia indica dove il liquido entra. Immagine dell&#8217;indagine non distruttiva, Luca Panisi, Ricerca Perdite Srl.</figcaption></figure>
<p>Quella perdita è risultata la causa diretta della percolazione negli uffici sottostanti: dopo i bagnamenti di prova il tracciante è stato ritrovato all&#8217;interno, con la lampada.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1000" height="750" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d5-uv-ufficio.jpg" alt="tracciante blu ritrovato all'interno degli uffici" class="wp-image-2339" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d5-uv-ufficio.jpg 1000w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d5-uv-ufficio-300x225.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d5-uv-ufficio-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 16. Il tracciante blu ritrovato all&#8217;intradosso, all&#8217;interno, sopra le linee impiantistiche. La macchia fluorescente è la conferma che quel percorso esiste. Immagine dell&#8217;indagine non distruttiva, Luca Panisi, Ricerca Perdite Srl.</figcaption></figure>
<p>Il terzo è un problema di quote: pendenze negative orientate verso l&#8217;ingresso dell&#8217;hangar, che a ogni pioggia producono ristagno proprio dove la tenuta è più sollecitata. È il difetto meno appariscente e il più difficile da correggere, perché non si sistema con una sigillatura.</p>
<p>Le raccomandazioni finali della relazione sono coerenti con questo quadro: sigillare i collegamenti critici, in particolare le canalette e tutte le parti esposte a pioggia battente; realizzare i risvolti verticali mancanti sulla poliurea; e intervenire sulle contropendenze per togliere il ristagno.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1000" height="750" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d6-giunto-riquadrato.jpg" alt="il giunto della rampa riquadrato nella relazione" class="wp-image-2340" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d6-giunto-riquadrato.jpg 1000w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d6-giunto-riquadrato-300x225.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-d6-giunto-riquadrato-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 17. Il giunto della rampa riquadrato nella relazione, durante la scansione elettrica: si vede il carrello a sensori appoggiato sul giunto. Immagine dell&#8217;indagine non distruttiva, Luca Panisi, Ricerca Perdite Srl.</figcaption></figure>
<p>In cantiere ho lavorato con le pagine della relazione attaccate al muro con il nastro di carta, all&#8217;altezza degli occhi. Non è pignoleria. Quando si inietta si sta a terra, con le mani sporche e una pistola in mano, e la mappa dei punti va guardata dieci volte in un&#8217;ora: se sta nel furgone, non la si guarda.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1587" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-08-relazione-appesa.jpg" alt="una pagina della relazione appesa al muro in cantiere" class="wp-image-2341" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-08-relazione-appesa.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-08-relazione-appesa-300x298.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-08-relazione-appesa-1024x1016.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-08-relazione-appesa-150x150.jpg 150w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-08-relazione-appesa-768x762.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-08-relazione-appesa-1536x1524.jpg 1536w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-08-relazione-appesa-140x140.jpg 140w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-08-relazione-appesa-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 18. Una pagina della relazione appesa al muro con il nastro di carta, sul posto. L&#8217;intestazione è stata sfocata perché riporta i dati identificativi del lavoro. Fotografia mia, contenuto dell&#8217;indagine di Luca Panisi, Ricerca Perdite Srl.</figcaption></figure>
<p>Fra i punti censiti sul contorno ce n&#8217;erano anche di più banali, come i corpi passanti sulle facciate. Sono la voce di capitolato che nessuno legge: chi porta un tubo o un cavo attraverso una tenuta deve ricostruire la tenuta attorno al tubo, non riempire il buco e passare oltre. Di questa famiglia di difetti, e di come si indagano, ho scritto in <a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a>.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="901" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-06-corpo-passante.jpg" alt="corpo passante sulla facciata" class="wp-image-2342" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-06-corpo-passante.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-06-corpo-passante-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-06-corpo-passante-1024x577.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-06-corpo-passante-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-06-corpo-passante-1536x865.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 19. Un corpo passante sulla facciata, con il foro nell&#8217;intonaco attorno alla tubazione. Un punto minore rispetto al giunto, ma della stessa famiglia: una tenuta interrotta da qualcosa che la attraversa.</figcaption></figure>
<h2 id="il-percorso-naturale-sarebbe-stato-un-altro">Il percorso naturale sarebbe stato un altro</h2>
<p>Voglio essere chiaro su questo punto, perché è il cuore del caso. Il lavoro giusto, in condizioni normali, non era un&#8217;iniezione. Era un intervento pesante e invasivo: aprire il giunto, rifarlo, e ricostruire la tenuta con il particolare a omega. È quello che avrei proposto se avessi potuto fermare il passaggio.</p>
<p>Comincio dai nomi, perché su questi elementi la letteratura tecnica è precisa. Nelle fotografie si vede un elemento prefabbricato rigido, con la piastra in acciaio. Lo ancorano barre filettate su entrambi i lati del vuoto, e sta <strong>a filo della pavimentazione</strong>: montato, non sporge. La quota di posa decide quanto dura il giunto. Se l&#8217;elemento sporge, lo prendono le ruote a ogni passaggio: gli ancoraggi si allentano, l&#8217;elemento comincia a battere, e da lì si strappa la sigillatura.</p>
<p>Qui la pavimentazione è in calcestruzzo, non in asfalto. Il giunto è a filo del calcestruzzo, non annegato in un tappeto bituminoso, e questo cambia sia il modo di demolire la sede sia il modo di ricostruirla.</p>
<p>Nella classificazione europea questi dispositivi si valutano con documenti di riferimento dedicati, uno per famiglia. La famiglia in cui rientra un elemento prefabbricato che scavalca il vuoto, formato da un corpo con piastre metalliche incorporate, è quella dei giunti a piastra, e il documento è l&#8217;EAD 120110-00-0107.</p>
<p>Due prescrizioni contano più di tutte le altre, e le cito per esteso perché spiegano il resto.</p>
<p>La prima riguarda l&#8217;acqua: il giunto non deve permettere all&#8217;acqua di entrare nella struttura, né di accumularsi dentro il giunto o dentro la struttura. Non è una raccomandazione generica, è il requisito.</p>
<p>La seconda riguarda la ridondanza: dove si usano elementi prefabbricati, la tenuta fra gli elementi deve essere resa stagna e, in aggiunta, va installato un sistema di impermeabilizzazione secondario nella forma di una membrana continua. Quella membrana continua, nella pratica di cantiere, è la bandella posata a omega. Ed è la ragione per cui un giunto ben fatto ha due tenute e non una: se cede quella in superficie, sotto c&#8217;è ancora qualcosa che ferma l&#8217;acqua.</p>
<p>Ce n&#8217;è una terza, sul drenaggio: per i giunti che non sono sigillati a livello del piano di calpestio va previsto un sistema di drenaggio secondario immediatamente sotto il giunto, ispezionabile e manutenibile, con lo scarico allontanato dalla struttura.</p>
<p>C&#8217;è poi un dato che spiega perché prima o poi questo lavoro tocca a chiunque abbia una struttura con dei giunti. La vita utile di progetto della famiglia è di cinquant&#8217;anni, ma le parti in gomma o in polimero sostituibili hanno una vita utile minima di quindici anni. Il giunto, come categoria, dura quanto l&#8217;opera. Le sue parti che tengono l&#8217;acqua, no. E i bulloni precaricati, una volta scaricati per smontare, vanno sempre sostituiti.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1042" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-30-rifacimento-giunto.png" alt="il rifacimento di un giunto di dilatazione carrabile, passo per passo" class="wp-image-2343" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-30-rifacimento-giunto.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-30-rifacimento-giunto-300x195.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-30-rifacimento-giunto-1024x667.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-30-rifacimento-giunto-768x500.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-30-rifacimento-giunto-1536x1000.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 1. Il rifacimento a regola d&#8217;arte, in sezione trasversale, nei sei passi che lo compongono. La pavimentazione è in calcestruzzo e l&#8217;elemento di copertura è disegnato come sta in opera, cioè a filo, dentro la sua sede. Sequenza costruita sulle prescrizioni della norma di progetto irlandese per i giunti degli impalcati stradali e sulle istruzioni di posa della bandella di tenuta, citate in fondo all&#8217;articolo.</figcaption></figure>
<h3>Il nastro a omega, e perché si chiama così</h3>
<p>La bandella di tenuta è un nastro sottile che si incolla a cavallo del giunto, su entrambi i lati, con un adesivo epossidico. Il nastro che ho preso a riferimento per i numeri è in poliolefina flessibile, spesso 2 millimetri, disponibile in rotoli da 25 metri e in larghezze da 15 a 200 centimetri. Allunga oltre il 750 per cento prima di rompersi, il che sembra risolvere ogni problema. Non lo risolve.</p>
<p>Il vincolo che conta non è la rottura della bandella, ma il suo allungamento permanente, cioè quanto resta deformata dopo essere stata tirata. La scheda tecnica ammette un allungamento permanente inferiore al 25 per cento della larghezza non incollata. Tutto quello che sta sotto l&#8217;adesivo non lavora: lavora solo il tratto libero fra i due incollaggi. Se il tratto libero è corto, la corsa disponibile è poca, e un giunto che si apre e si chiude ogni stagione se la mangia in fretta.</p>
<p>Da qui nasce l&#8217;omega. Il produttore lo dice in una riga della scheda: in caso di movimenti maggiori, posare il nastro a omega. Il nastro non viene teso da un bordo all&#8217;altro, ma lasciato scendere dentro il giunto e risalire, con la sezione a forma di omega maiuscola: è da quella sagoma che il dettaglio prende il nome. La piega non è una finitura estetica: è sviluppo in più, cioè lunghezza di nastro in più a parità di distanza fra gli incollaggi. Quando il giunto si apre, prima si consuma la piega e solo dopo si tira il nastro.</p>
<p>Lo stesso principio esiste anche nel mondo delle membrane bituminose, ed è quello che in Italia si chiama giunto di dilatazione a omega: sopra il vuoto si appoggia un profilo comprimibile a sezione circolare, in polietilene espanso a celle chiuse, e la membrana viene risvoltata sopra quel profilo invece che tesa da un bordo all&#8217;altro. Il profilo tiene la piega e garantisce il lasco. Materiali diversi, stessa idea: la tenuta non deve mai essere l&#8217;elemento che si oppone al movimento.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="798" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-31-nastro-omega.png" alt="perché la bandella si posa a omega" class="wp-image-2344" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-31-nastro-omega.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-31-nastro-omega-300x150.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-31-nastro-omega-1024x511.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-31-nastro-omega-768x383.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-31-nastro-omega-1536x766.png 1536w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-31-nastro-omega-1000x500.png 1000w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-31-nastro-omega-670x335.png 670w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 2. La geometria dell&#8217;omega e il conto che la giustifica, su un nastro largo 300 millimetri incollato per 100 millimetri per lato. Valori dallo script `calcoli.py` allegato al lavoro.</figcaption></figure>
<p>Il conto è semplice e si legge in un colpo solo. Nastro largo 300 millimetri, incollato 100 per lato: restano 100 millimetri di tratto libero, e il 25 per cento fa 25 millimetri di corsa. Con un omega profondo 40 millimetri lo sviluppo libero diventa 180 millimetri, e la corsa ammessa sale a 45. Con uno da 80, arriva a 65. Stesso nastro, stesso incollaggio, corsa più che raddoppiata: cambia solo quanto nastro hai lasciato dentro il vuoto.</p>
<h3>Quanto si muove davvero un giunto</h3>
<p>L&#8217;ordine di grandezza spiega due cose insieme: perché il vuoto strutturale esiste, e perché la corsa della tenuta è il numero che conta.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Lunghezza dell&#8217;elemento</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Salto termico 30 °C</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Salto termico 40 °C</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Salto termico 50 °C</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>10 m</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3,0 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>4,0 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5,0 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>20 m</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>6,0 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>8,0 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>10,0 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>30 m</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>9,0 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>12,0 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>15,0 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>40 m</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>12,0 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>16,0 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>20,0 mm</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 1. Dilatazione termica lineare di un elemento in calcestruzzo, con coefficiente di 10 milionesimi per grado. Valori dallo script `calcoli.py`. Sono variazioni di lunghezza dell&#8217;elemento: quanto di questo movimento arrivi sul singolo giunto dipende da come è vincolata la struttura.</em></p>
<p>Un impalcato di venti metri, fra la notte d&#8217;inverno e il pomeriggio d&#8217;estate, si allunga e si accorcia di circa otto millimetri. Su quaranta metri si arriva a sedici. Sono numeri piccoli in assoluto ed enormi per una tenuta incollata: è esattamente la ragione per cui la bandella si posa a omega e non tesa.</p>
<h2 id="perche-qui-non-si-poteva-fare">Perché qui non si poteva fare</h2>
<p>Rifare il giunto, con la sequenza della Figura 1, significa smontare i profili, demolire la sede nel calcestruzzo, ricostruire il supporto, posare la tenuta secondaria, mettere la canaletta, riposare l&#8217;elemento nuovo e attendere le maturazioni. È la strada corretta, ed è quella che consiglio ogni volta che si può percorrerla. Ma è una strada che occupa fisicamente il passaggio, con macchine e materiali, per un tempo che non si comprime a piacere. E non si può interrompere a metà per far uscire un elicottero o per far passare un&#8217;ambulanza: a sequenza avviata, il giunto è aperto.</p>
<p>Il conto, in un posto come questo, si fa in un altro modo. Non si contano i giorni di lavoro: si contano i giorni in cui il percorso non è disponibile. E quel numero, su tutti e due i percorsi, doveva essere zero.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'></th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Rifacimento del giunto</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Iniezione di resina</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Che cosa comporta</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>smontaggio dei profili, demolizione della sede, ricostruzione, riposa</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>fori di piccolo diametro, iniettori, iniezione dall&#8217;alto</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Occupazione del percorso</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>continua, per l&#8217;intera durata</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il tempo di spostarsi di qualche metro</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Interrompibile</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>male: a metà sequenza il giunto è aperto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>sì: si stacca il tubo e ci si sposta</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Attrezzatura in campo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>mezzi e materiali ingombranti</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>pompa, tubo, pistola, un secchio</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Che cosa restituisce</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>l&#8217;elemento nuovo, con la sua tenuta di progetto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>la tenuta della via d&#8217;acqua, non l&#8217;elemento nuovo</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 2. Le due strade a confronto, dal punto di vista di chi deve tenere aperto il passaggio. La prima colonna resta tecnicamente la soluzione migliore: qui non era praticabile.</em></p>
<h2 id="perche-le-resine-idroespansive">Perché le resine idroespansive</h2>
<p>Le resine idroespansive si iniettano liquide. Incontrano l&#8217;acqua nel vuoto in cui stanno entrando, reagiscono ed espandono, e lo riempiono con una massa che si oppone al passaggio. Lavorano dentro, non sopra. Non chiedono di aprire, non chiedono un supporto asciutto e non hanno bisogno che il difetto sia visibile: hanno bisogno che sia raggiungibile con un foro. Ho scritto per esteso che cosa sono, come si comportano le diverse famiglie e che cosa non bisogna chiedere loro nell&#8217;articolo <a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a>.</p>
<p>Qui la scelta si è formata leggendo la relazione, e su un punto va usata la parola esatta, perché è tutto il lavoro. <strong>Non ho iniettato il vuoto strutturale del giunto.</strong> Quel vuoto deve restare vuoto: è lì che la struttura si apre e si chiude, e riempirlo di resina vorrebbe dire impedirle di muoversi, cioè rompere qualcosa da un&#8217;altra parte.</p>
<p>Quello che ho sigillato, dall&#8217;interno, è la <strong>fessura perimetrale fra il calcestruzzo della sede e la piastra carrabile in acciaio</strong>: la linea lungo la quale la piastra appoggia e viene ancorata. È da lì che l&#8217;acqua entrava, ed è lungo quella interfaccia che poi correva, per uscire dove nessuno se l&#8217;aspettava.</p>
<p>Sotto la piastra la bandella di tenuta c&#8217;era, posata a omega dentro il vuoto, e l&#8217;intervento non l&#8217;ha toccata. L&#8217;acqua non passava per il vuoto: entrava di lato, restava dentro l&#8217;interfaccia e camminava lì, sopra la tenuta secondaria, fino a trovare un&#8217;uscita a distanza. È il motivo per cui il difetto si presentava lontano dal punto di ingresso.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="839" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-32-iniezione-interfaccia.png" alt="l'intervento eseguito: sigillare l'interfaccia fra calcestruzzo e piastra" class="wp-image-2345" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-32-iniezione-interfaccia.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-32-iniezione-interfaccia-300x157.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-32-iniezione-interfaccia-1024x537.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-32-iniezione-interfaccia-768x403.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-32-iniezione-interfaccia-1536x805.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 3. Che cosa è stato sigillato e che cosa no. I fori si eseguono nel calcestruzzo, a lato della piastra, inclinati fino a intercettare l&#8217;interfaccia fra la sede e la piastra carrabile: la piastra non si buca; la resina occupa quella fessura e la chiude. Il vuoto strutturale al centro resta libero di lavorare, e con lui la bandella di tenuta già in opera, che l&#8217;intervento non ha toccato. Spessori non in scala.</figcaption></figure>
<p>Il difetto correva quindi lungo una linea. L&#8217;acqua restava dentro un&#8217;interfaccia. E quell&#8217;interfaccia si raggiungeva con fori di piccolo diametro, inclinati dal piano di calpestio. Sono le tre condizioni in cui questa lavorazione dà il meglio. Se ne fosse mancata una, avremmo dovuto discutere di fermare l&#8217;attività.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="901" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-09-iniezione-piazzale.jpg" alt="l'iniezione sul piazzale, con l'elicottero alle spalle" class="wp-image-2346" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-09-iniezione-piazzale.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-09-iniezione-piazzale-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-09-iniezione-piazzale-1024x577.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-09-iniezione-piazzale-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-09-iniezione-piazzale-1536x865.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 20. La lavorazione vista dall&#8217;hangar. A terra ci sono la pistola, il tubo e poco altro. Alle spalle, l&#8217;elicottero fermo sulla piazzola: la distanza fra il cantiere e l&#8217;operatività è tutta qui.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="2133" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-10-iniezione-verticale.jpg" alt="iniezione lungo il giunto" class="wp-image-2347" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-10-iniezione-verticale.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-10-iniezione-verticale-225x300.jpg 225w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-10-iniezione-verticale-768x1024.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-10-iniezione-verticale-1152x1536.jpg 1152w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-10-iniezione-verticale-1536x2048.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 21. L&#8217;iniezione lungo il giunto davanti all&#8217;hangar. Si lavora in ginocchio, un foro alla volta, seguendo la linea.</figcaption></figure>
<h2 id="la-giornata">La giornata</h2>
<p>Il video dei lavori è qui: <a href="https://www.youtube.com/shorts/ZVb0khOodIA" target="_blank" rel="noopener">intervento di risanamento sull&#8217;eliporto</a>.</p>
<p>Il lavoro si è svolto seguendo il giunto tratto per tratto: foro inclinato nel calcestruzzo a lato della piastra, packer, iniezione, controllo di che cosa succede attorno, e avanti di qualche decina di centimetri. Il packer è l&#8217;iniettore, cioè il raccordo che si fissa dentro il foro e a cui si attacca il tubo della pompa. Si chiama packer perché quello che fa è tenere il foro chiuso attorno all&#8217;ago mentre dentro sale la pressione. È una lavorazione lenta e ripetitiva, che non si può accelerare senza sbagliarla, perché il segnale che dice quando fermarsi arriva dal materiale e non dall&#8217;orologio.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="2133" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-11-iniezione-rampa.jpg" alt="iniezione sulla rampa, con la resina che riemerge dal giunto" class="wp-image-2348" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-11-iniezione-rampa.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-11-iniezione-rampa-225x300.jpg 225w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-11-iniezione-rampa-768x1024.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-11-iniezione-rampa-1152x1536.jpg 1152w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-11-iniezione-rampa-1536x2048.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 22. Sulla rampa delle ambulanze. In primo piano il giunto, con la resina espansa che riemerge in più punti lungo il profilo: è il segno che il materiale ha percorso il vuoto e lo ha riempito.</figcaption></figure>
<p>Quella schiuma bianca sul nero della piastra, nella Fotografia 22, è la parte più informativa di tutta la giornata. Quando la resina ricompare in superficie a mezzo metro dal foro in cui è entrata, sta dicendo due cose insieme: che lungo l&#8217;interfaccia fra calcestruzzo e piastra c&#8217;era davvero una via continua, cioè che la diagnosi era giusta, e che quella via adesso è occupata. È un riscontro immediato, che nessun&#8217;altra lavorazione impermeabilizzante restituisce mentre la stai facendo.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1600" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-12-iniezione-rampa-2.jpg" alt="la lavorazione lungo il giunto sulla rampa" class="wp-image-2349" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-12-iniezione-rampa-2.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-12-iniezione-rampa-2-300x300.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-12-iniezione-rampa-2-1024x1024.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-12-iniezione-rampa-2-150x150.jpg 150w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-12-iniezione-rampa-2-768x768.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-12-iniezione-rampa-2-1536x1536.jpg 1536w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-12-iniezione-rampa-2-140x140.jpg 140w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-12-iniezione-rampa-2-100x100.jpg 100w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-12-iniezione-rampa-2-500x500.jpg 500w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-12-iniezione-rampa-2-350x350.jpg 350w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-12-iniezione-rampa-2-1000x1000.jpg 1000w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-12-iniezione-rampa-2-800x800.jpg 800w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 23. Lo stesso tratto della rampa ripreso dall&#8217;altro lato. Il materiale in eccesso in superficie si asporta a reazione avvenuta.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1707" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-13-cantiere-in-due.jpg" alt="due persone in cantiere sul giunto" class="wp-image-2350" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-13-cantiere-in-due.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-13-cantiere-in-due-281x300.jpg 281w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-13-cantiere-in-due-960x1024.jpg 960w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-13-cantiere-in-due-768x819.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/eliporto-13-cantiere-in-due-1440x1536.jpg 1440w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 24. L&#8217;iniezione in corso sulla rampa, con il responsabile che segue la lavorazione. Il volto è oscurato: nel racconto entra il lavoro, non le persone.</figcaption></figure>
<p>L&#8217;ingombro complessivo del cantiere è quello che si vede nelle fotografie: una pompa, un tubo, una pistola, un secchio, qualche cuneo di legno. Tutto sgombrabile in pochi minuti. Non è un dettaglio da poco: è la ragione per cui la piazzola è rimasta disponibile mentre ci lavoravamo sopra, e per cui la rampa delle ambulanze non è mai stata chiusa. Bastava tirare via il tubo e farsi da parte.</p>
<h2 id="che-cosa-questo-intervento-e-e-che-cosa-non-e">Che cosa questo intervento è, e che cosa non è</h2>
<p>L&#8217;iniezione di resina non è il rifacimento del giunto: non restituisce un elemento nuovo e non ripristina la vita utile di partenza. Chiude la via d&#8217;acqua individuata, senza aprire. Quando la struttura si può fermare, la strada giusta resta il rifacimento descritto sopra; qui non si poteva, e ho scelto la migliore fra le lavorazioni compatibili con l&#8217;esercizio.</p>
<p>Il giunto continua a dilatarsi e contrarsi ogni stagione, perché esiste per questo. La verifica di un intervento così non si fa il giorno della consegna: si fa dopo il primo inverno.</p>
<h2 id="in-sintesi">In sintesi</h2>
<p>1. <strong>Il vincolo di esercizio era il primo dato del problema.</strong> Due percorsi dovevano restare liberi, quello dell&#8217;elicottero fra hangar e area di decollo e quello delle ambulanze sulla rampa: nessuna lavorazione poteva occuparli, nemmeno per un giorno. 2. <strong>Perdeva un giunto di dilatazione carrabile.</strong> Deve muoversi, reggere il transito e convivere con l&#8217;acqua: per costruzione è il tratto più debole della tenuta. 3. <strong>L&#8217;indagine è servita a localizzare, non a diagnosticare l&#8217;ovvio.</strong> Che ci fosse acqua si vedeva. Quale punto la lasciasse passare, e dove finisse, no. Cinque fasi in sequenza, e il tracciante colorato è la prova che chiude: immesso sul giunto della rampa, è ricomparso sotto, all&#8217;ingresso delle ambulanze. 4. <strong>I difetti erano cinque, non uno.</strong> Giunto della rampa, canaletta di scolo non a tenuta, poliurea senza risvolti verticali, perdita al pilastro che bagnava gli uffici sottostanti, contropendenze con ristagno. Io ho chiuso il primo. 5. <strong>La relazione è stata usata in cantiere, non archiviata.</strong> Le pagine dei punti stavano attaccate al muro con il nastro di carta, all&#8217;altezza degli occhi, per tutta la lavorazione. 6. <strong>Il percorso naturale era un intervento invasivo,</strong> cioè aprire, rifare il giunto e ricostruire la tenuta. Occupa il passaggio per un tempo che non si comprime e non si interrompe a metà: qui era la sola cosa che non si poteva fare. 7. <strong>Le resine idroespansive chiedono tre condizioni:</strong> difetto localizzato, percorso d&#8217;acqua confinato, accesso possibile con un foro. C&#8217;erano tutte e tre, e il cantiere stava in una pompa, un tubo, una pistola e un secchio, sgombrabili in pochi minuti. 8. <strong>Si sigilla l&#8217;interfaccia, non il vuoto strutturale.</strong> La via d&#8217;acqua era la fessura perimetrale fra il calcestruzzo della sede e la piastra carrabile. Il vuoto centrale è rimasto libero: riempirlo avrebbe impedito alla struttura di muoversi, e il danno sarebbe uscito da un&#8217;altra parte. 9. <strong>La resina che riemerge in superficie è un riscontro, non uno sporco.</strong> Dice che sotto la via era continua e che adesso è occupata. È l&#8217;unica lavorazione impermeabilizzante che dà una conferma mentre la esegui. 10. <strong>L&#8217;iniezione non restituisce un elemento nuovo:</strong> chiude la via d&#8217;acqua individuata, e si giudica dopo il primo inverno, non il giorno della consegna.</p>
<h2 id="nota-su-dati-e-riservatezza">Nota su dati e riservatezza</h2>
<p>Il caso è reso anonimo: niente committente, impresa, progettisti, indirizzo né comune. Le insegne presenti nelle fotografie originali sono state tagliate e l&#8217;intestazione della pagina di relazione della Fotografia 18 è sfocata. Gli unici nomi che compaiono sono quelli di Luca Panisi e di Ricerca Perdite Srl, citati con il consenso di chi ha svolto l&#8217;indagine, e la parola eliporto.</p>
<p>Le fotografie di cantiere sono mie e documentano la giornata del 24 ottobre 2024. Tutti gli esiti diagnostici vengono dalla relazione conclusiva di Luca Panisi del 29 luglio 2024, letta per intero; le immagini dell&#8217;indagine sono sue, creditate una per una. Il percorso dell&#8217;acqua descritto è coerente con l&#8217;indagine e con il comportamento del materiale iniettato, ma non è stato verificato aprendo il giunto: aprire era la sola cosa che qui non si poteva fare.</p>
<h2 id="lautore">L&#8217;autore</h2>
<p>Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense, circa trent&#8217;anni di esperienza di cantiere e venti come imprenditore. Autore di &#8220;Murature umide: cause e rimedi&#8221; (Grafill, 2026).</p>
<p>Il libro è disponibile su <a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html#/4-versione-libro" target="_blank" rel="noopener">Grafill</a> e su <a href="https://www.amazon.it/Murature-umide-Prevenzione-interventi-risanamento/dp/8827705309" target="_blank" rel="noopener">Amazon</a>.</p>
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</div>
<p><!--/mxLA--></p>
<hr style='border:none;border-top:3px solid #b11f24;margin-top:34px'>
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<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">31</span></summary>
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<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">26</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Caso studio: eliporto</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">25</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Caso studio: eliporto</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/costruire-casa-senza-umidita/">La casa asciutta si decide in cantiere</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">Tre centimetri invece di una demolizione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/prima-la-strategia-poi-il-prodotto/">Prima la strategia, poi il prodotto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">La spinta idrostatica nelle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">Il seminterrato: infiltrazioni, umidità e radon – approccio integrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/fontana-dei-grifi-allinterno-del-castello-miramare-di-trieste/">Fontana dei Grifi all&#8217;interno del castello Miramare di Trieste</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/interventi-di-impermeabilizzazioni/">Impermeabilizzazioni: come intervenire e quali soluzioni scegliere</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#d9edea;--rahf:#7dbcb5">
<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">13</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-problema-non-e-la-pioggia/">Il problema non è la pioggia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">Umidità di rimbalzo (rain splash)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-meteorica-cap/">Umidità meteorica (penetrating damp)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-condensazione/">Umidità da condensazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sindrome-dell-edificio-malato/">Sindrome dell&#8217;edificio malato: cause, sintomi e soluzioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffe-indoor/">Muffe indoor</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">Condensa interstiziale in edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f2e9d5;--rahf:#c9a970">
<summary>Vespai e solai<span class="rahL-n">7</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-piove-dal-predalles/">Quando piove dal predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-normative-e-calcoli/">Vespaio aerato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1431-2/">Le infiltrazioni nei predalles: analisi e metodologie di intervento</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#f5e3dc;--rahf:#cf9484">
<summary>Casi Studio<span class="rahL-n">6</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Caso studio: eliporto</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f4eecb;--rahf:#c9b954">
<summary>Norme e libro<span class="rahL-n">5</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/normativa-salubrita-edifici/">Quadro normativo sulla salubrità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1443-2/">Materiali da costruzione radioattivi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pubblicato-il-libro-murature-umide-cause-e-rimedi/">Pubblicato il libro “Murature umide: cause e rimedi”</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#ebedf0;--rahf:#a7adb8">
<summary>Altri articoli<span class="rahL-n">1</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pavimenti-in-resina-nei-dettagli/">I pavimenti in resina nei dettagli</a></li>
</ul>
</details>
</div>
</div>
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		<title>Caso studio: Isola d&#8217;Elba</title>
		<link>https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[renzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 04:59:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Casi Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Diagnosi e metodo]]></category>
		<category><![CDATA[Interrati e impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Barriera chimica]]></category>
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		<category><![CDATA[condensa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sei sorgenti d'acqua distinte dentro lo stesso edificio: infiltrazioni meteoriche, condensa sulle linee con coibentazione sottodimensionata, acqua esterna canalizzata dalle utenze, una guaina forata. L'indagine non distruttiva che le ha separate e il cantiere che le ha chiuse, passo passo.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style='font-size:19px;color:#5a6577'><em>Sei sorgenti d&#8217;acqua diverse dentro lo stesso edificio, un&#8217;indagine non distruttiva che le ha separate una per una, e un cantiere lontano dal magazzino.</em></p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-00-apertura.jpg' alt="Indagine non distruttiva, veduta dall'isola al tramonto" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 1. Il bello di lavorare.</figcaption></figure>
<p>Questo è uno dei lavori più complicati che mi siano capitati. Non per una difficoltà sola, ma perché ce n&#8217;erano molte insieme. Le patologie erano tante e i sistemi di risanamento che servivano erano tutti diversi fra loro: impermeabilizzazione contro terra, impermeabilizzazione di terrazzi e lastrici, umidità di risalita, infiltrazioni alla base dei pavimenti, gestione dell&#8217;umidità relativa interna. Ognuna di queste cose, presa da sola, è un lavoro noto. Tutte insieme, dentro lo stesso edificio, diventano un problema di ordine: capire quale acqua arriva da dove, e in quale sequenza si interviene.</p>
<p>Sono stato chiamato dopo. Prima di me è passato Luca Panisi, di Ricerca Perdite Srl, che ha svolto l&#8217;indagine diagnostica non distruttiva e ha relazionato il quadro in modo molto approfondito: termografia, misure igrometriche, prove con traccianti fluorescenti, scansione elettrica a bassa tensione, videoispezione degli scarichi. Ottantasei pagine di rilievi. Quando mi hanno telefonato per studiare la situazione, avevo già in mano quel materiale. Non era comunque facile. Il luogo di intervento non era dietro l&#8217;angolo, e ho scoperto a mie spese che sull&#8217;isola non trovavo i prodotti che uso di solito.</p>
<p>Di questo lavoro racconto qui il metodo e le lavorazioni. Per rispetto del committente non compaiono nomi, indirizzi, riferimenti catastali né vedute che possano riconoscere il posto. L&#8217;unica indicazione geografica è quella del titolo. Tutte le fotografie del quadro diagnostico sono di Luca Panisi, di Ricerca Perdite Srl, e sono creditate come tali; le fotografie del cantiere sono mie.</p>
<p>L&#8217;edificio è un fabbricato residenziale recente, appoggiato a un versante: locali contro terra su un lato, ampie superfici piane in copertura, un vano tecnico interrato per la centrale. Climatizza con ventilconvettori, e sotto traccia corrono sia le tubazioni che li alimentano sia le linee del condizionatore. La cronologia è stata questa: indagine diagnostica a luglio 2024, mio primo sopralluogo ad agosto, lavorazioni fra settembre 2024 e gennaio 2025.</p>
<div id="rahTOC" style="border:1px solid #e2e5ea;border-radius:6px;padding:20px 24px;margin:0 0 32px;background:#fafbfc">
<p style="margin:0 0 10px;font-weight:600;color:#1a2233;font-size:16px">Indice</p>
<ol style="margin:0;padding-left:20px;line-height:1.6">
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#che-cosa-misura-davvero-unindagine-non-distruttiva" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Che cosa misura davvero un&#8217;indagine non distruttiva</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-sorgenti-una-per-una" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le sorgenti, una per una</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#quello-che-ha-detto-il-cantiere-di-allora" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Quello che ha detto il cantiere di allora</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-quadro-riassuntivo" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il quadro riassuntivo</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-strategia" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La strategia</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#passo-passo" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Passo passo</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#i-tempi-e-come-e-andata-a-finire" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">I tempi, e come è andata a finire</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-lezioni-dellisola" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le lezioni dell&#8217;isola</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-sintesi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In sintesi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#nota-su-metodo-dati-e-riservatezza" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Nota su metodo, dati e riservatezza</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lautore" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;autore</a></li>
</ol>
</div>
<h2 id="che-cosa-misura-davvero-unindagine-non-distruttiva">Che cosa misura davvero un&#8217;indagine non distruttiva</h2>
<p>Spiego gli strumenti prima dei risultati. Ognuno risponde a una domanda diversa, e nessuno risponde da solo.</p>
<p><strong>La termocamera</strong> non vede l&#8217;acqua. Vede la temperatura della superficie. Una zona bagnata evapora, e l&#8217;evaporazione raffredda: sul termogramma compare una macchia più fredda con un contorno irregolare, spesso a lingua o a marea. È un indizio fortissimo ma indiretto, e va sempre confermato. Nelle prove su questo edificio la termocamera era impostata con le condizioni al contorno rilevate in ambiente: 22 gradi e 57 per cento di umidità relativa.</p>
<p><strong>L&#8217;igrometro capacitivo</strong> (o dielettrico) misura una variazione di costante dielettrica in uno spessore di pochi centimetri. Restituisce un numero utile a confrontare punti vicini fra loro, non un contenuto d&#8217;acqua. Il contenuto d&#8217;acqua vero si ottiene solo per via ponderale, prelevando materiale e pesandolo prima e dopo essiccazione. Chi presenta la lettura di un capacitivo come &#8220;percentuale di umidità del muro&#8221; sta dicendo una cosa che lo strumento non dice.</p>
<p><strong>I traccianti fluorescenti</strong> sono la prova che chiude il discorso. Si immette acqua colorata con un tracciante che risponde alla luce ultravioletta in un punto sospetto, e si aspetta di ritrovarla altrove. Colori diversi permettono di provare più percorsi nella stessa giornata senza confonderli. Quando il tracciante riappare, non c&#8217;è più interpretazione: quel percorso esiste.</p>
<p><strong>La scansione elettrica a bassa tensione</strong> funziona per differenza di conducibilità. Una centralina manda corrente continua a bassa tensione su una massa metallica collegata alla struttura. Si bagna la superficie da ispezionare e la si percorre con un carrello a sensori, che misura il segnale indotto in RMS, cioè come valore efficace in volt. Dove il pacchetto impermeabile è continuo il segnale resta alto e stabile; dove c&#8217;è un passaggio d&#8217;acqua il segnale cade. Il software restituisce la curva nel tempo di scansione e una fascia di classificazione del rischio. È una lettura comparativa, non una misura assoluta: dice dove guardare, non quanta acqua passa.</p>
<p><strong>La videoispezione robotizzata</strong> serve a escludere. Sugli scarichi di condensa di questo edificio non ha trovato ostruzioni, e quel risultato negativo è stato prezioso quanto i positivi, perché ha tolto di mezzo un&#8217;ipotesi.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-d10-grafico-mta.jpg' alt="Indagine non distruttiva, grafico MTA" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 2. La curva del segnale in RMS registrata durante una scansione elettrica a bassa tensione, con a lato la fascia di classificazione del rischio. Ogni caduta è un punto da verificare a vista. Fotografia dell&#8217;indagine diagnostica, Luca Panisi.</figcaption></figure>
<h2 id="le-sorgenti-una-per-una">Le sorgenti, una per una</h2>
<p>Il risultato dell&#8217;indagine non è stato &#8220;c&#8217;è umidità&#8221;. Sono state sei sorgenti d&#8217;acqua distinte, con cause e rimedi diversi, che producevano sintomi molto simili fra loro. Questo caso era difficile per questo: quasi tutto, a occhio, sembrava risalita.</p>
<h3>1. La copertura del vano tecnico</h3>
<p>Sul muro esterno del vano della centrale la termografia aveva segnalato criticità impermeabilizzative. La verifica a vista sul piano di copertura ha trovato un lembo di guaina staccato e un risvolto verticale scollato, troppo basso e senza tenuta meccanica in testa. Il risvolto è il punto in cui l&#8217;impermeabilizzazione orizzontale risale sulla parete: se non è ancorato meccanicamente e sigillato in sommità, prima o poi si apre, e l&#8217;acqua entra dietro il manto invece che sopra.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-d5-lembo-guaina-staccato.jpg' alt="lembo di guaina staccato" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 3. Il lembo di guaina staccato in corrispondenza dell&#8217;angolo, sollevato con un cacciavite. Sotto, il piano è sporco e ristagnante. Fotografia dell&#8217;indagine diagnostica, Luca Panisi.</figcaption></figure>
<p>La prova con tracciante giallo fluorescente ha dato esito positivo. Dopo l&#8217;immissione dell&#8217;acqua colorata, il liquido ha cominciato a percolare dalla lamiera e dalla parte sottostante del solaio, fino al vano dei collettori. È stato ritrovato prima a vista, poi confermato con lampada ultravioletta.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-d7-tracciante-uv.jpg' alt="tracciante fluorescente sotto luce UV" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 4. Il tracciante ritrovato nel vano collettori sotto lampada ultravioletta: le tracce verdi segnano il percorso dell&#8217;acqua. Fotografia dell&#8217;indagine diagnostica, Luca Panisi.</figcaption></figure>
<h3>2. Il corpo passante sotto la quota di scarico</h3>
<p>Sullo stesso piano, un tubo corrugato attraversava il muretto senza alcun collare di tenuta, e la guaina si fermava a una quota più bassa di quella dello scarico. Sono due errori che si sommano. Un corpo passante è qualunque cosa attraversi una tenuta: un tubo, un cavo, un tirante, una staffa. Se non viene impermeabilizzato, è una via d&#8217;acqua permanente. La membrana sotto la quota di scarico garantisce che, ogni volta che piove, resti dell&#8217;acqua ferma proprio dove la tenuta è più debole.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-d6-corpo-passante-sotto-quota.jpg' alt="corrugato passante non impermeabilizzato" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 5. Il tubo corrugato passa nel muretto senza collare, e attorno al foro si vede il ristagno. La quota della membrana è più bassa di quella dello scarico. Fotografia dell&#8217;indagine diagnostica, Luca Panisi.</figcaption></figure>
<p>Il corpo passante è quasi sempre il punto debole di un&#8217;impermeabilizzazione, e quasi mai è il punto su cui si concentra l&#8217;attenzione in fase esecutiva. Su questo tema torno spesso, perché è la voce di capitolato che nessuno legge: chi porta un tubo attraverso una tenuta deve ricostruire la tenuta attorno al tubo, non semplicemente riempire il buco.</p>
<h3>3. La condensa sulle linee con coibentazione sottodimensionata</h3>
<p>Sul lato ovest il sintomo era stillicidio a parete, cioè gocciolamento. Sembrava un&#8217;infiltrazione dal piano di copertura. Non lo era. Le tubazioni verso i ventilconvettori erano coibentate, ma con un isolante di spessore insufficiente: la superficie esterna restava sotto il punto di rugiada, la condensa si formava lo stesso, percolava lungo il tubo e tornava indietro verso il muro.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-d2-linea-non-coibentata.jpg' alt="tubazione con coibentazione sottodimensionata" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 6. Il punto di ingresso della linea in parete. La coibentazione c&#8217;era, ma era sottodimensionata, e la condensa che produceva era tale da rendere necessario un raccoglitore per non bagnare tutto il pavimento. Fotografia dell&#8217;indagine diagnostica, Luca Panisi.</figcaption></figure>
<p>Il conto è semplice e chiude la questione. Il punto di rugiada è la temperatura a cui quell&#8217;aria, raffreddandosi, non riesce più a tenere il vapore che ha dentro e lo lascia andare in gocce. Con aria a 22 gradi e 57 per cento di umidità relativa vale 13,1 gradi. Qualunque superficie più fredda di quel valore bagna. Una linea di mandata dell&#8217;acqua refrigerata, che in esercizio sta intorno ai 7 gradi, è ampiamente sotto. Se l&#8217;isolante non ha lo spessore giusto, la superficie esterna del tubo resta sotto rugiada tutto il giorno.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Temperatura della superficie</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Umidità relativa che si legge sulla superficie</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Esito</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>18 °C</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>73 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>asciutto</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>16 °C</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>83 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>rischio muffa</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>14 °C</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>94 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>rischio muffa alto</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>12 °C</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>100 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>condensa</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>10 °C</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>100 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>condensa</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>8 °C</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>100 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>condensa</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 1. Aria interna a 22 gradi e 57 per cento di umidità relativa, come rilevato durante l&#8217;indagine. Punto di rugiada 13,1 gradi. Valori calcolati con la formula di Magnus, script `calcoli.py` allegato al lavoro.</em></p>
<p>Le misure igrometriche lo confermavano: i picchi si leggevano sotto le tubazioni di alimentazione e sotto i ventilconvettori, non alla base delle pareti. Se avessi trattato quel sintomo come risalita, avrei fatto una barriera chimica perfetta sotto un muro che continuava a essere bagnato dall&#8217;alto.</p>
<h3>4. L&#8217;applique sulla parete in pietra</h3>
<p>Nella parte alta di due camere centrali si vedeva percolazione. L&#8217;origine era un corpo illuminante esterno montato su una parete in pietra a vista. Nessuno aveva impermeabilizzato quel paramento sul verticale. Con pioggia battente l&#8217;acqua entrava nel muro, trovava il cavo e la sua guaina corrugata, e li seguiva fino all&#8217;interno.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-d4-applique-parete-in-pietra.jpg' alt="applique su parete in pietra" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 7. Il corpo illuminante esterno sulla parete in pietra: il punto di ingresso dell&#8217;acqua. Fotografia dell&#8217;indagine diagnostica, Luca Panisi.</figcaption></figure>
<p>Una muratura in pietra a vista non è una barriera. È un accumulatore che si riempie e si svuota. Se dentro ci passa un cavidotto aperto, l&#8217;acqua ha una scorciatoia già pronta verso l&#8217;interno, e ci arriva sempre più in fretta di quanto arriverebbe per assorbimento.</p>
<h3>5. La soglia d&#8217;ingresso e il giardino senza drenaggio</h3>
<p>Sul lato est, all&#8217;ingresso dell&#8217;abitazione, l&#8217;umidità saliva sulle spallette della soglia e sull&#8217;angolo del bagno alla sinistra. Il quadro sembrava una risalita di manuale. La provenienza dell&#8217;acqua però era esterna. Tubazioni e utenze passano in quella zona per raggiungere i pozzetti, e con ogni probabilità non erano state impermeabilizzate in ingresso sul verticale della soglia. Fuori, il giardino chiuso e senza drenaggio favorisce lo scolo verso la casa.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-d8-risalita-soglia.jpg' alt="risalita alla soglia" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 8. Lo schema del fenomeno alla soglia d&#8217;ingresso: l&#8217;acqua arriva da fuori seguendo le utenze, e la muratura la esibisce come risalita. Fotografia dell&#8217;indagine diagnostica, Luca Panisi.</figcaption></figure>
<p>Il punto merita una riga isolata, perché è l&#8217;errore diagnostico più comune che vedo.</p>
<blockquote style='border-left:4px solid #b11f24;margin:22px 0;padding:6px 0 6px 16px;font-size:18px'><p>Una macchia alla base di un muro non dimostra che l&#8217;acqua venga dal basso. Dimostra solo che il muro è bagnato in basso.</p></blockquote>
<p>Una risalita capillare vera ha una firma precisa. Il bordo superiore si alza e si abbassa con la stagione. I sali si depositano dove l&#8217;acqua evapora. L&#8217;acqua nel muro aumenta man mano che si scende verso la fondazione. Qui quella firma non era pulita, e la provenienza esterna lo spiegava. Sul tema ho scritto a parte, in <a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">Ma come si cura una risalita?</a> e in <a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a>.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-d9-risalita-bagno-resina.jpg' alt="risalita su parete in resina" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 9. La stessa acqua sull&#8217;angolo del bagno rivestito in resina: il rivestimento continuo rallenta l&#8217;evaporazione e sposta il degrado dove riesce a uscire. Fotografia dell&#8217;indagine diagnostica, Luca Panisi.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-d1-termogramma-parete.jpg' alt="termogramma della parete umida" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 10. Il termogramma della stessa zona: la macchia fredda con contorno irregolare è la superficie che evapora, non l&#8217;acqua in sé. Fotografia dell&#8217;indagine diagnostica, Luca Panisi.</figcaption></figure>
<h3>6. La linea forata dietro la doccia</h3>
<p>L&#8217;ultima sorgente è la più piccola e la più insidiosa. La termografia ha isolato un&#8217;anomalia lineare in un bagno, a circa 80 o 90 centimetri dallo spigolo e a 2,40 metri di altezza: una linea fredda continua con una macchia più fredda al centro. La spiegazione più probabile è la foratura della guaina della tubazione del condizionatore, avvenuta durante il montaggio del soffione della doccia.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-d3-termogramma-linea-forata.jpg' alt="termogramma della linea forata" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 11. La linea fredda è la tubazione sotto traccia; la macchia scura al centro è il punto in cui il tassello l&#8217;ha raggiunta. Fotografia dell&#8217;indagine diagnostica, Luca Panisi.</figcaption></figure>
<p>Nessuna prova a vista avrebbe potuto trovarlo senza demolire. È un caso da manuale di quello che la termografia sa fare bene: restringere il campo prima di aprire il muro.</p>
<h2 id="quello-che-ha-detto-il-cantiere-di-allora">Quello che ha detto il cantiere di allora</h2>
<p>Alle sei sorgenti va aggiunto un settimo elemento, che sta all&#8217;origine degli altri sei. Studiando il caso ho lavorato su una fotografia della fase di costruzione, e quella fotografia spiega buona parte del resto.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-01-cantiere-taglio-e-imp.jpg' alt="fase costruttiva annotata" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 12. Foto mia, in fase di studio delle problematiche: la fase di costruzione, annotata. Il tagliamuro c&#8217;è sulla muratura in laterizio, ma manca sul muro in calcestruzzo; l&#8217;impermeabilizzazione contro terra non è presente; al giunto di ripresa fra fondazione ed elevazione manca il cordone <a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">bentonitico</a>.</figcaption></figure>
<p>Si vede un muro in calcestruzzo eseguito contro terra, senza impermeabilizzazione esterna. Il tagliamuro, cioè la barriera orizzontale che ferma la risalita, è presente sulla muratura in laterizio ma si interrompe sul calcestruzzo. Al giunto di ripresa, cioè la linea in cui il getto del muro si appoggia su quello della fondazione già indurito, manca il waterstop: il cordone bentonitico che si gonfia a contatto con l&#8217;acqua e chiude la fessura.</p>
<p>Tre omissioni che in fase di getto costano poche decine di euro al metro. A distanza di anni sono diventate un cantiere di quattro mesi. Il tagliamuro interrotto in particolare è un classico: una barriera che si ferma a metà non è una mezza barriera, è nessuna barriera, perché l&#8217;acqua fa il giro. Ne ho scritto in <a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita</a>.</p>
<h2 id="il-quadro-riassuntivo">Il quadro riassuntivo</h2>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Sorgente</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Sintomo che produceva</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Prova che l&#8217;ha dimostrata</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Verdetto</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Guaina scollata e risvolto basso sul vano tecnico</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>macchie e distacchi sul solaio del vano</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>tracciante giallo fluorescente, positivo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>infiltrazione meteorica</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Corpo passante sotto la quota di scarico</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>ristagno permanente e percolazione</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>verifica a vista dopo prova d&#8217;acqua</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>infiltrazione meteorica</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Linee verso i ventilconvettori con coibentazione sottodimensionata</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>stillicidio a parete</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>termografia più igrometro, picchi sotto le linee</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>condensa superficiale</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Applique su parete in pietra non impermeabilizzata</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>percolazione in alto nelle camere</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>termografia, scansione elettrica sul verticale</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>infiltrazione meteorica</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Utenze passanti alla soglia, giardino senza drenaggio</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>fascia umida alla base, sali</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>termografia, igrometro, scansione elettrica sul pavimento</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>acqua esterna canalizzata</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Guaina della linea frigorifera forata</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>anomalia lineare invisibile a occhio</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>termografia ad alta risoluzione</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>perdita d&#8217;impianto</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Tagliamuro interrotto, contro terra non impermeabilizzato, giunto senza waterstop</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>predisposizione di tutto il resto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>fotografia della fase costruttiva</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>difetto d&#8217;origine</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 2. Le sette voci del quadro. Ognuna richiede un rimedio diverso, e cinque su sette non si risolvono con la barriera chimica.</em></p>
<h2 id="la-strategia">La strategia</h2>
<p>Con un quadro così, la tentazione è partire dall&#8217;intervento più visibile. È l&#8217;errore da evitare. L&#8217;ordine corretto è uno solo, e non è negoziabile: <strong>prima si tolgono le sorgenti, poi si asciuga, poi si finisce.</strong> Qualunque risanamento eseguito mentre l&#8217;acqua entra ancora è una spesa che si ripete.</p>
<p>L&#8217;ordine che ho seguito è stato questo.</p>
<p>1. <strong>Chiudere le vie d&#8217;acqua esterne.</strong> Corpi passanti, corrugati, scarichi, risvolti, discontinuità del manto. Sono lavorazioni poco fotogeniche e sono quelle che decidono l&#8217;esito. 2. <strong>Rifare i punti singolari del piano di copertura e del terrazzo</strong>, compreso lo scarico ostruito. 3. <strong>Impermeabilizzare il vano tecnico dall&#8217;interno</strong>, dove non era possibile intervenire da fuori. 4. <strong>Realizzare la barriera chimica</strong> solo dove serviva davvero, cioè dove restava una risalita per capillarità dopo aver tolto le altre sorgenti. 5. <strong>Ricostruire la fascia inferiore delle pareti</strong> con un sistema che tollera l&#8217;umidità residua invece di combatterla, scelto anche in base al tempo disponibile. 6. <strong>Gestire l&#8217;umidità relativa interna</strong> durante e dopo il cantiere, con due unità di ventilazione meccanica, e correggere l&#8217;impianto che produceva condensa.</p>
<h2 id="passo-passo">Passo passo</h2>
<h3>I corpi passanti</h3>
<p>Il primo giro è stato sui punti in cui qualcosa attraversa una tenuta. Sono i punti in cui trovo, quasi sempre, la stessa scena.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-02-corrugato-non-sigillato.jpg' alt="corrugato non sigillato nella parete in pietra" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 13. Il corrugato entra nella muratura in pietra e resta aperto. È la strada dell&#8217;acqua verso l&#8217;interno, quella dell&#8217;applique.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-03-corpo-passante-schiuma.jpg' alt="corpo passante sigillato a schiuma" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 14. Corpi passanti sigillati male, con schiuma poliuretanica espansa. La schiuma riempie, non tiene: è a celle in gran parte aperte, si degrada ai raggi ultravioletti e non ha adesione strutturale sul supporto umido.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-04-corpo-passante-interrato.jpg' alt="corpo passante interrato non impermeabilizzato" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 15. Il passaggio interrato: nessun collare, nessuna guaina risvoltata sul tubo, terreno a contatto diretto con il foro.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-05-danno-interno-corpo-passante.jpg' alt="danno interno attorno al corpo passante" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 16. Il risultato all&#8217;interno: alone, distacco della finitura e colonizzazione fungina attorno al tubo che attraversa la parete.</figcaption></figure>
<p>Un corpo passante si tratta ricostruendo la tenuta attorno al tubo, non sigillando il foro. Prima si pulisce e si regolarizza il foro. Poi si monta sul tubo un collare o un pezzo speciale. Infine si raccorda al pacchetto impermeabile esistente, con un materiale che lavori anche su supporto umido. Dove il tubo attraversa una struttura contro terra, al collare si abbina un cordone bentonitico, che si gonfia a contatto con l&#8217;acqua e chiude la fessura.</p>
<h3>Il lastrico solare, i risvolti e lo scarico del terrazzo</h3>
<p>Lastrico solare è il nome tecnico di una copertura piana praticabile o ispezionabile. Qui ce n&#8217;erano due tipi: il piano sopra il vano tecnico e il terrazzo con la fioriera.</p>
<p>Sul piano di copertura il manto finiva con una membrana bugnata posata a secco e zavorrata con pietrame. Il concetto non è sbagliato, ma la posa lo era. La continuità si perdeva proprio dove serviva: sull&#8217;angolo e sul risvolto verticale.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-06-discontinuita-lastrico.jpg' alt="discontinuità del pacchetto sul lastrico" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 17. Il cerchio segna la discontinuità: il telo si interrompe contro il montante e il risvolto non è chiuso.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-07-risvolto-scollato.jpg' alt="risvolto verticale scollato" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 18. Il risvolto verticale è troppo basso e si solleva con un dito: nessuna tenuta meccanica in testa, nessuna sigillatura di bordo.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-08-giunto-aperto.jpg' alt="giunto aperto" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 19. Il giunto fra manto e struttura, aperto per tutta la lunghezza.</figcaption></figure>
<p>Sul terrazzo con fioriera lo scarico delle acque meteoriche era ostruito da tessuto non tessuto e terra. Il risultato era un ristagno permanente a monte del bocchettone, cioè acqua ferma in appoggio su una tenuta già compromessa.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-09-scarico-ostruito-fioriera.jpg' alt="ristagno per scarico ostruito" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 20. Il bocchettone ostruito dal tessuto non tessuto e dalla terra della fioriera: sotto il manto, acqua ferma e detrito.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-10-demolizione-scarico.jpg' alt="demolizione localizzata per il rifacimento dello scarico" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 21. La demolizione localizzata per rifare lo scarico delle acque meteoriche del terrazzo.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-11-demolizione-scarico-dettaglio.jpg' alt="dettaglio della demolizione" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 22. Il dettaglio: si vede il pacchetto stratigrafico e il punto in cui la tenuta si interrompeva.</figcaption></figure>
<p>Una fioriera in copertura è, in pratica, un serbatoio permanente sopra un solaio abitato. Chiede un pacchetto dedicato: telo antiradice, strato drenante, tessuto filtrante montato in modo che filtri e non tamponi, bocchettone ispezionabile. Se il filtro finisce dentro il bocchettone, la fioriera diventa una vasca.</p>
<h3>Il vano tecnico</h3>
<p>Nel vano interrato della centrale il degrado era quello tipico dell&#8217;acqua che arriva da monte e trova la superficie interna come unica uscita: banda umida alla base, efflorescenze saline, distacco dell&#8217;intonaco, macchie sul solaio.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-12-vano-tecnico-degrado.jpg' alt="degrado nel vano tecnico" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 23. La base della parete nel vano tecnico: efflorescenze, distacco e colonizzazione.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-13-vano-tecnico-solaio.jpg' alt="solaio del vano tecnico" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 24. Il solaio dello stesso vano, con le tracce delle infiltrazioni dall&#8217;alto.</figcaption></figure>
<p>Qui non si poteva lavorare dal lato esterno, che è il lato giusto per definizione. Ho quindi impermeabilizzato dall&#8217;interno con malta <a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">osmotica</a> cementizia. Si applica a più mani su supporto scarificato e bagnato a rifiuto ma senza velo d&#8217;acqua in superficie, si raccorda a sguscio, cioè con un cordolo arrotondato, in tutti gli spigoli, e si tratta uno per uno i passaggi impiantistici.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-14-vano-tecnico-osmotico.jpg' alt="impermeabilizzazione osmotica del vano tecnico" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 25. La malta osmotica stesa a spazzolone sulle pareti del vano, con il raccordo continuo su spigoli e testa parete.</figcaption></figure>
<p>Sopra l&#8217;osmotico ho poi steso due centimetri di <a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">malta impermeabile</a>, ancorata al muro con rete strutturale. Non è una finitura: è la parte che dà spessore e resistenza meccanica al sistema, e che tiene l&#8217;osmotico solidale al supporto quando il muro dietro continua a lavorare.</p>
<p>Dico con chiarezza che cosa può e che cosa non può fare un rivestimento osmotico applicato dall&#8217;interno. Può trattenere l&#8217;acqua in controspinta se il supporto è coerente e se la spinta è modesta. Non elimina l&#8217;acqua che c&#8217;è dietro, e non risolve una <a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">spinta idrostatica</a> permanente: in quel caso servono raccolta e sollevamento. <strong>Bisogna tenere conto che il muro dietro l&#8217;osmotico resta bagnato.</strong> Si sposta la faccia bagnata, non si asciuga la muratura: l&#8217;acqua resta nello spessore, e il sistema deve essere progettato sapendolo. Qui il regime era di infiltrazione episodica, non di falda, e il sistema è adeguato al regime.</p>
<h3>La barriera chimica</h3>
<p>Solo a questo punto ha senso parlare di barriera. L&#8217;ho realizzata <strong>su tutte le pareti che ho poi trattato con il rivestimento</strong>, come barriera chimica orizzontale. Barriera e rivestimento sono un sistema unico: la barriera taglia l&#8217;alimentazione dal basso, il rivestimento gestisce l&#8217;acqua che resta dentro. Fare l&#8217;una senza l&#8217;altro, in un muro già carico, non porta lontano.</p>
<p>Il modo di immettere il prodotto non è stato lo stesso dappertutto. <strong>Per allagamento solo in alcuni punti, per iniezione sul resto.</strong> Non è un dettaglio: è la muratura che detta il metodo, e in un edificio con paramenti diversi cambia da parete a parete.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-15-fori-barriera.jpg' alt="fori per la barriera chimica" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 26. La fila di fori alla base della parete, a passo costante e a quota unica. L&#8217;intonaco non è stato rimosso: si è forato sul finito.</figcaption></figure>
<p>Allagamento significa che i fori vengono tenuti pieni di soluzione, alimentati per gravità da serbatoi sopraelevati attraverso tubi capillari, finché la muratura smette di assorbire. È il metodo lento, e per me è quello giusto quando la muratura lo consente. La soluzione entra per assorbimento e non per pressione, quindi segue i vuoti veri del muro invece di aprirsi una strada propria. Ci vogliono ore, a volte giorni, ma il prodotto si distribuisce meglio.</p>
<p>Il &#8220;quando la muratura lo consente&#8221; è la parte che decide. L&#8217;allagamento vuole un muro che assorba per capillarità e che tenga il liquido: se la muratura è troppo vuota o troppo fessurata, la soluzione se ne va da una parte sola e la barriera resta piena di buchi. Lì conviene iniettare, cioè immettere il prodotto con una modesta pressione controllata, foro per foro. Per questo qui ho usato l&#8217;allagamento solo dove la muratura lo reggeva, e l&#8217;iniezione altrove.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-16-barriera-a-caduta.jpg' alt="barriera chimica per allagamento" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 27. La barriera per allagamento in corso: serbatoio sospeso, tubi capillari e diffusori nei fori. L&#8217;alimentazione è per sola gravità.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-17-barriera-camera.jpg' alt="barriera chimica in camera" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 28. Lo stesso sistema in un ambiente finito: si lavora senza demolire e senza svuotare la stanza.</figcaption></figure>
<p>Un punto che ripeto sempre. La barriera chimica interrompe la risalita capillare. Non asciuga il muro, non toglie i sali che ci sono già dentro e non ha alcun effetto sull&#8217;acqua che arriva da un&#8217;altra strada. Se in quell&#8217;edificio avessi fatto solo la barriera, cinque sorgenti su sette sarebbero rimaste attive.</p>
<h3>La fascia inferiore delle pareti</h3>
<p>Dopo la barriera resta il problema pratico: il muro contiene ancora acqua e sali, e ci vorranno mesi perché ne esca. Rifare intonaco e pittura su una muratura in fase di asciugatura significa rifare il lavoro due volte.</p>
<p>Dopo la barriera il percorso naturale sarebbe un altro: demolire l&#8217;intonaco della fascia bassa, trattare i sali sulla muratura nuda e ricostruire con malta macroporosa a base calce. È il percorso che avrei fatto se avessi avuto il tempo. I tempi non lo permettevano, e questo va detto senza girarci intorno.</p>
<p>Ho quindi ovviato con una pannellatura, sempre dopo la barriera chimica: <strong>pannelli in silicato di calcio da tre centimetri</strong>. Non è una controparete ventilata e non c&#8217;è nessuna intercapedine d&#8217;aria: i pannelli si incollano a pieno letto sul supporto, con adesivo minerale. Il silicato di calcio è un materiale minerale molto poroso e capillarmente attivo. Assorbe l&#8217;umidità che il muro restituisce e la distribuisce nei propri tre centimetri di spessore. Dalla faccia a vista quell&#8217;acqua evapora, e quella faccia resta più asciutta e più calda della muratura dietro. In più è fortemente alcalino, e su una superficie alcalina la muffa fa fatica ad attecchire.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-18-pannellatura-posa.jpg' alt="posa dei pannelli in silicato di calcio" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 29. La posa dei pannelli in silicato di calcio sulla fascia inferiore, allineata a laser su tutto il perimetro. In testa si vede il profilo che chiude la fascia e ne definisce la quota.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-19-pannellatura-bordo.jpg' alt="bordo superiore del pannello" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 30. Il bordo superiore dei pannelli, prima della finitura. Qui il profilo non c&#8217;è: la testa viene chiusa dalla rasatura.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-20-pannellatura-rasatura.jpg' alt="rasatura sui pannelli" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 31. La rasatura armata sopra i pannelli, stesa a quota costante.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-21-pannellatura-corridoio.jpg' alt="fascia rifinita in corridoio" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 32. La stessa lavorazione nel corridoio: si vede la fascia continua che gira su tutte le pareti interessate.</figcaption></figure>
<p>La parte superiore sarebbe poi stata rifinita con un angolare in legno, a chiudere la testa dei pannelli lungo tutto lo sviluppo.</p>
<p>La quota della fascia non è un fatto estetico. Va decisa sopra il livello massimo raggiunto dall&#8217;umidità, con un margine, e va mantenuta uguale su tutto il perimetro anche dove il muro è asciutto: una fascia che si interrompe è una fascia che si vedrà.</p>
<p>Due cose vanno dette con precisione, per non far passare questo sistema per quello che non è. Il rivestimento in silicato di calcio <strong>non è stato messo per la condensa</strong>, ed è la ragione per cui non compare fra i rimedi delle due sorgenti di condensa. E non sostituisce il trattamento antisale: i sali restano nella muratura, e il pannello serve a convivere con l&#8217;umidità residua mentre il muro si asciuga, non a toglierla.</p>
<h3>La finitura e l&#8217;aria</h3>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-22-finitura.jpg' alt="finitura eseguita" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 33. La fascia finita e tinteggiata, con la linea di stacco in testa. Su quella linea era previsto l&#8217;angolare in legno.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-23-consegna.jpg' alt="ambiente riconsegnato" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 34. L&#8217;ambiente riconsegnato. La fascia gira su tutte le pareti, anche dove non c&#8217;era danno, e legge come una scelta.</figcaption></figure>
<p>Resta l&#8217;aria, che è un capitolo a parte. Due delle sorgenti erano condensa, e la condensa non si risolve né con l&#8217;impermeabilizzazione né con un rivestimento: si risolve sull&#8217;impianto. Sulle linee la coibentazione deve essere continua e, soprattutto, di spessore adeguato alla temperatura di esercizio: qui c&#8217;era ma non bastava. La condensa va raccolta, così non percola più lungo il tubo verso il muro.</p>
<p>Sui tempi di asciugatura non ho promesso date. Un muro spesso, una volta interrotta la risalita, restituisce acqua per mesi. Il rivestimento capillarmente attivo serve proprio a permettergli di farlo senza rovinare le finiture nuove.</p>
<h3>Perché ho messo due unità di ventilazione meccanica</h3>
<p>Ci tengo a questo passaggio più che al resto del lavoro, e di solito è quello che si salta.</p>
<p>In alcuni locali l&#8217;umidità relativa era molto alta. Fra risalita e infiltrazioni si erano create situazioni non proprio ottimali: aria carica di vapore, superfici fredde, e il corredo che ne segue. Ho quindi installato due unità di ventilazione meccanica controllata.</p>
<p>Sono unità <strong>puntuali</strong>, cioè decentralizzate: ognuna serve il proprio locale, senza rete di canali e senza controsoffitti. In una casa già finita e arredata è l&#8217;unica strada praticabile. Si fa una carotatura sulla parete perimetrale, si monta l&#8217;unità e si collega. Nessuna demolizione, nessun cantiere secondario.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-24-vmc-camera.jpg' alt="unità di ventilazione puntuale a parete" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 35. Una delle due unità di ventilazione meccanica puntuale, montata in alto sulla parete perimetrale. Accanto, il comando a parete.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/isola-elba-25-vmc-camera-2.jpg' alt="seconda unità di ventilazione puntuale" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 36. La seconda unità, nell&#8217;altro ambiente. Lavora sul singolo locale, senza canalizzazioni.</figcaption></figure>
<p>La ragione non è il periodo del guasto, è il periodo dopo. Anche con tutte le sorgenti chiuse, l&#8217;asciugatura avrebbe continuato a portare umidità dentro casa ancora per molto tempo. Un muro che si asciuga non smette di bagnare l&#8217;aria: fa esattamente il contrario. Tutta l&#8217;acqua che stava nella muratura deve uscire, e l&#8217;unica strada che ha è diventare vapore e passare nell&#8217;aria dei locali. Per mesi quella casa ha avuto una sorgente di vapore distribuita su tutte le pareti risanate.</p>
<p>C&#8217;è poi un secondo fatto, che rende il problema concreto e non teorico: <strong>la casa è coibentata e ha infissi nuovi</strong>. Un edificio così è quasi ermetico. Non ha più le infiltrazioni d&#8217;aria involontarie dai serramenti vecchi, dai cassonetti, dalle canne. Negli edifici di una volta erano quelle a smaltire il vapore, senza che nessuno se ne accorgesse. Qui il vapore che entra nell&#8217;aria ci resta.</p>
<p>Il conto lo si fa con gli stessi numeri della Tabella 1, a temperatura ferma.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Umidità relativa interna a 22 °C</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Vapore nell&#8217;aria</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Punto di rugiada, cioè la temperatura sotto la quale una superficie bagna</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>50 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>9,7 g/m³</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>11,1 °C</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>57 %, il valore misurato in indagine</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>11,0 g/m³</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>13,1 °C</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>65 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>12,6 g/m³</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>15,1 °C</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>70 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>13,6 g/m³</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>16,3 °C</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>75 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>14,5 g/m³</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>17,4 °C</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>80 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>15,5 g/m³</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>18,4 °C</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 3. Stessa temperatura dell&#8217;aria, 22 gradi. Ogni punto di umidità relativa in più alza la soglia sotto la quale una superficie condensa. Valori dallo script `calcoli.py`.</em></p>
<p>Si legge in un colpo solo. A 57 per cento bagnavano solo le superfici sotto i 13 gradi, cioè in pratica le linee fredde mal coibentate. Se durante l&#8217;asciugatura l&#8217;aria fosse salita al 75 per cento, avrebbero cominciato a bagnare tutte le superfici sotto i 17,4 gradi: gli angoli, i ponti termici, i vetri, la parte bassa delle pareti esterne. Il rischio è concreto e va per gradi. Si finisce il cantiere. Il muro fa il suo lavoro e restituisce acqua. L&#8217;aria si carica. Ricompaiono muffa e condensa su superfici che non c&#8217;entrano nulla con il guasto originale. Il committente vede le macchie e conclude, giustamente dal suo punto di vista, che il risanamento non ha funzionato.</p>
<p>La ventilazione meccanica serve a impedire proprio questo. Rinnova l&#8217;aria in continuo, non a colpi di finestra aperta dieci minuti, e porta fuori il vapore man mano che i muri lo cedono. Nella fase di fine lavori è uno strumento di cantiere: tiene bassa l&#8217;umidità relativa mentre la muratura si asciuga, e protegge le finiture appena fatte. Dopo diventa una dotazione permanente, perché il problema del ricambio d&#8217;aria in una casa ermetica non finisce con il cantiere.</p>
<p>Va detto con onestà che cosa fa e che cosa non fa. La ventilazione meccanica non asciuga il muro e non accorcia di molto i tempi di asciugatura, che li decide lo spessore della muratura. Toglie di mezzo la conseguenza: impedisce che l&#8217;acqua in uscita si accumuli nell&#8217;aria e torni a condensare da un&#8217;altra parte.</p>
<h2 id="i-tempi-e-come-e-andata-a-finire">I tempi, e come è andata a finire</h2>
<p>Il lavoro è stato fatto in due tempi, due periodi di cantiere distinti fra settembre 2024 e gennaio 2025, per una quindicina di giornate di lavoro effettivo. Si andava avanti fino a sera tardi, ma si lavorava con serenità: il panorama della Fotografia 1 è quello che avevamo davanti a fine giornata.</p>
<p>Il committente mi aveva chiesto, con cortesia, di stare dentro un certo termine. Gliel&#8217;ho promesso nonostante le difficoltà di lavorazione e di logistica, e il termine è stato rispettato. È un cliente molto attento ai lavori, come è normale quando l&#8217;immobile ha un certo valore. Attento non è un difetto in cantiere: vuol dire che quello che fai viene guardato, e questo tiene alta l&#8217;asticella per tutti.</p>
<p>L&#8217;ho sentito pochi giorni fa, a circa un anno e mezzo dalla consegna. Va tutto bene, ed è soddisfatto del lavoro. È un giudizio che pesa, perché prima di me in molti erano andati a sistemare quella casa e il problema era rimasto. Resta qualcosa nella dépendance, e sue parole, bisognerà allungare ancora la barriera con qualche iniezione.</p>
<p>Sul perché quei tentativi non avessero funzionato non ho da dire niente sui colleghi che mi hanno preceduto. Ha a che vedere con il quadro, non con le mani. Quando in un edificio ci sono sei sorgenti d&#8217;acqua diverse e quattro somigliano alla risalita, chi interviene senza averle separate ne chiude una e lascia le altre attive. Il committente rivede le macchie e conclude che il lavoro non è servito. È servito, ma su un sesto del problema. Il valore dell&#8217;indagine non distruttiva è tutto qui: non trova l&#8217;umidità, che si vede a occhio, ma dice quante sono le acque e da dove arrivano, e permette di intervenire una volta sola.</p>
<p>Chiudo su questo, perché è la parte più onesta del caso. Una barriera lavora dove è stata fatta e finisce dove finisce: se il fenomeno riprende oltre il tratto trattato, si allunga il tratto. Non è il sistema che ha fallito, è la sua definizione. E un risanamento si giudica così, con una telefonata un anno e mezzo dopo, non il giorno della consegna.</p>
<h2 id="le-lezioni-dellisola">Le lezioni dell&#8217;isola</h2>
<p><strong>Il magazzino è dove sei tu, non dove credi.</strong> Ho scoperto a mie spese che diversi prodotti che uso normalmente sull&#8217;isola non si trovavano. Su un cantiere continentale è un contrattempo di mezza giornata. Qui è un traghetto. La conseguenza operativa è che la lista dei materiali va chiusa prima di partire, con le quantità maggiorate e con le alternative già verificate, non decise sul posto.</p>
<p><strong>La logistica entra nel progetto tecnico.</strong> Un sistema che richiede tre passaggi a distanza di giorni, in un posto dove ogni ritorno costa un viaggio, va valutato anche per questo. Non significa scegliere il sistema peggiore. Significa che, a parità di prestazione, vince quello che tollera meglio un&#8217;interruzione.</p>
<p><strong>Sei sorgenti chiedono sei rimedi.</strong> Il valore dell&#8217;indagine non distruttiva non è stato trovare l&#8217;umidità, che si vedeva a occhio nudo. È stato separare le cause. Senza quella separazione avrei fatto un ottimo lavoro contro la risalita e il cliente avrebbe continuato ad avere macchie, perché quattro delle sei sorgenti non c&#8217;entravano nulla con la risalita.</p>
<p><strong>Le omissioni di getto si pagano più tardi, con gli interessi.</strong> Il cordone bentonitico mancante al giunto di ripresa e il tagliamuro interrotto sul calcestruzzo sono decisioni prese in mezz&#8217;ora durante la costruzione. Hanno prodotto un intervento di quattro mesi.</p>
<h2 id="in-sintesi">In sintesi</h2>
<p>1. <strong>Il caso era difficile per sovrapposizione, non per gravità.</strong> Sei sorgenti d&#8217;acqua distinte producevano sintomi quasi identici, e quattro su sei somigliavano a umidità di risalita senza esserlo. 2. <strong>L&#8217;indagine non distruttiva ha separato le cause.</strong> Termografia, igrometro capacitivo, traccianti fluorescenti, scansione elettrica a bassa tensione e videoispezione: cinque metodi, ognuno con una domanda diversa, nessuno risolutivo da solo. 3. <strong>La termocamera non vede l&#8217;acqua, vede la temperatura.</strong> La macchia fredda è la superficie che evapora. È un indizio forte che va sempre confermato da una prova diretta. 4. <strong>Il tracciante fluorescente è la prova che chiude.</strong> Sul vano tecnico il tracciante giallo è ricomparso nel vano collettori: da quel momento il percorso dell&#8217;acqua non era più un&#8217;ipotesi. 5. <strong>La condensa non è un&#8217;infiltrazione.</strong> Con aria a 22 gradi e 57 per cento di umidità relativa il punto di rugiada è a 13,1 gradi: una linea fredda con isolante sottodimensionato ci sta abbondantemente sotto e bagna il muro tutto il giorno. 6. <strong>Il corpo passante è il punto debole di ogni tenuta.</strong> Chi attraversa un&#8217;impermeabilizzazione deve ricostruirla attorno al tubo. La schiuma poliuretanica riempie il foro e non tiene l&#8217;acqua. 7. <strong>Il risvolto verticale si giudica in testa.</strong> Se non è ancorato meccanicamente e sigillato in sommità si scolla, e l&#8217;acqua entra dietro il manto invece che sopra. 8. <strong>La barriera chimica interrompe la risalita e basta.</strong> Non asciuga, non toglie i sali già presenti e non ha effetto sulle altre sorgenti. Fatta da sola, in questo caso, avrebbe risolto meno di un problema su cinque. Il modo di immetterla lo detta la muratura: qui allagamento solo in alcuni punti, iniezione sul resto. 9. <strong>La fascia inferiore va ricostruita con un sistema che tollera l&#8217;acqua residua.</strong> Qui non c&#8217;era il tempo di demolire l&#8217;intonaco e trattare i sali, quindi ho rivestito con pannelli in silicato di calcio da tre centimetri: capillarmente attivi e alcalini, lasciano al muro mesi per asciugarsi senza rovinare la finitura nuova. Non tolgono i sali e non c&#8217;entrano con la condensa. 10. <strong>Un muro che si asciuga bagna l&#8217;aria, e in una casa ermetica quel vapore non esce da solo.</strong> Con la casa coibentata e gli infissi nuovi ho messo due unità di ventilazione meccanica: a 22 gradi, se l&#8217;umidità relativa sale dal 57 al 75 per cento, il punto di rugiada passa da 13,1 a 17,4 gradi e cominciano a bagnare superfici che prima erano al sicuro. 11. <strong>L&#8217;ordine è la parte progettuale del lavoro.</strong> Prima si tolgono le sorgenti, poi si asciuga, poi si finisce. Invertire l&#8217;ordine significa rifare tutto.</p>
<h2 id="nota-su-metodo-dati-e-riservatezza">Nota su metodo, dati e riservatezza</h2>
<p><strong>Riservatezza.</strong> Il caso è reso anonimo su richiesta. Non compaiono committente, progettisti, indirizzo, comune, riferimenti catastali. Sono state escluse dalla selezione le fotografie che ritraggono persone, i prospetti dell&#8217;edificio, le vedute panoramiche e le pagine di protocollo che riportano dati identificativi. L&#8217;unica indicazione geografica è quella del titolo.</p>
<p><strong>Fonti dei dati.</strong> ✅ Tutti i rilievi diagnostici citati (esiti dei traccianti, letture igrometriche, condizioni al contorno dei termogrammi, esito della videoispezione, scansione elettrica) provengono dalla relazione fotografica di 86 pagine redatta a luglio 2024 da Luca Panisi, di Ricerca Perdite Srl, letta per intero. ✅ Le lavorazioni descritte e le fotografie di cantiere sono mie e documentano il periodo settembre 2024 &#8211; gennaio 2025.</p>
<p><strong>Calcoli.</strong> ✅ Punto di rugiada e umidità relativa di superficie sono calcolati con la formula di Magnus nella forma di Alduchov e Eskridge (1996), a partire dalle condizioni al contorno impostate sulla termocamera durante l&#8217;indagine (22 gradi, 57 per cento di umidità relativa). Lo script `calcoli.py` allegato riproduce i valori della Tabella 1.</p>
<p><strong>Limiti dichiarati.</strong> ⚠️ Lo stato a un anno e mezzo dalla consegna è riferito dal committente per telefono, non è il risultato di un nuovo rilievo strumentale in posto. ⚠️ La foratura della guaina della linea del condizionatore è la spiegazione più probabile dell&#8217;anomalia termografica, indicata come tale anche nella relazione originaria; non è stata verificata con apertura del muro. ⚠️ La scansione elettrica a bassa tensione è un metodo proprietario e comparativo: individua le zone in cui il segnale cade, non quantifica la portata di un&#8217;infiltrazione. ⚠️ Le letture dell&#8217;igrometro capacitivo sono indicative e servono al confronto fra punti; non sono determinazioni ponderali del contenuto d&#8217;acqua. ⛔ In questo articolo non sono citati numeri di norma: le prove eseguite sono prove dirette di cantiere e non è corretto appoggiarle a riferimenti normativi non verificati sul testo originale.</p>
<h2 id="lautore">L&#8217;autore</h2>
<p>Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense, circa trent&#8217;anni di esperienza di cantiere e venti come imprenditore. Autore di &#8220;Murature umide: cause e rimedi&#8221; (Grafill, 2026).</p>
<p>Il libro è disponibile su <a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html#/4-versione-libro" target="_blank" rel="noopener">Grafill</a> e su <a href="https://www.amazon.it/Murature-umide-Prevenzione-interventi-risanamento/dp/8827705309" target="_blank" rel="noopener">Amazon</a>.</p>
<p><!--mxLA--></p>
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</ul>
</div>
<p><!--/mxLA--></p>
<hr style='border:none;border-top:3px solid #b11f24;margin-top:34px'>
<table style='width:100%;border-collapse:collapse;font-family:Arial,sans-serif;color:#2a3340;font-size:14px;line-height:1.6'>
<tr>
<td style='vertical-align:top;padding-right:20px'>
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<div style='font-weight:600'>di Spedicato Oronzo</div>
<div style='color:#5a6577;margin-bottom:8px'>Specialista in risanamenti di interrati e umidit&agrave; di risalita</div>
<div><strong>Web:</strong> <a href="https://www.renzo-arthome.com">www.renzo-arthome.com</a></div>
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</td>
</tr>
</table>
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<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">31</span></summary>
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<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">L’umidità igroscopica nell’edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-primaria-e-sali-renzo-arthome/">Umidità di risalita capillare primaria</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">26</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Caso studio: Isola d&#8217;Elba</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">25</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Caso studio: Isola d&#8217;Elba</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/costruire-casa-senza-umidita/">La casa asciutta si decide in cantiere</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">Tre centimetri invece di una demolizione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/prima-la-strategia-poi-il-prodotto/">Prima la strategia, poi il prodotto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">La spinta idrostatica nelle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">Il seminterrato: infiltrazioni, umidità e radon – approccio integrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/fontana-dei-grifi-allinterno-del-castello-miramare-di-trieste/">Fontana dei Grifi all&#8217;interno del castello Miramare di Trieste</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/interventi-di-impermeabilizzazioni/">Impermeabilizzazioni: come intervenire e quali soluzioni scegliere</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#d9edea;--rahf:#7dbcb5">
<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">13</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-problema-non-e-la-pioggia/">Il problema non è la pioggia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">Umidità di rimbalzo (rain splash)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-meteorica-cap/">Umidità meteorica (penetrating damp)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-condensazione/">Umidità da condensazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sindrome-dell-edificio-malato/">Sindrome dell&#8217;edificio malato: cause, sintomi e soluzioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffe-indoor/">Muffe indoor</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">Condensa interstiziale in edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f2e9d5;--rahf:#c9a970">
<summary>Vespai e solai<span class="rahL-n">7</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-piove-dal-predalles/">Quando piove dal predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-normative-e-calcoli/">Vespaio aerato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1431-2/">Le infiltrazioni nei predalles: analisi e metodologie di intervento</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#f5e3dc;--rahf:#cf9484">
<summary>Casi Studio<span class="rahL-n">6</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Caso studio: Isola d&#8217;Elba</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f4eecb;--rahf:#c9b954">
<summary>Norme e libro<span class="rahL-n">5</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/normativa-salubrita-edifici/">Quadro normativo sulla salubrità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1443-2/">Materiali da costruzione radioattivi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pubblicato-il-libro-murature-umide-cause-e-rimedi/">Pubblicato il libro “Murature umide: cause e rimedi”</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#ebedf0;--rahf:#a7adb8">
<summary>Altri articoli<span class="rahL-n">1</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pavimenti-in-resina-nei-dettagli/">I pavimenti in resina nei dettagli</a></li>
</ul>
</details>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Come asciugare una casa bagnata</title>
		<link>https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[renzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 19:59:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Casi Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Umidità di risalita e sali]]></category>
		<category><![CDATA[asciugatura]]></category>
		<category><![CDATA[caso studio]]></category>
		<category><![CDATA[deumidificazione]]></category>
		<category><![CDATA[infiltrazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una casa bagnata non torna asciutta da sola: torna asciutta per progetto. Perdite, allagamenti e acqua alta, dall’indagine strumentale all’asciugatura tecnica, con un caso studio in area lagunare.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Perdite, allagamenti, alluvioni e acqua alta: come asciugare una casa bagnata quando lasciar arieggiare non basta, e come si imposta un&#8217;asciugatura tecnica che funziona.</em></p>
<div id="rahTOC" style="border:1px solid #e2e5ea;border-radius:6px;padding:20px 24px;margin:0 0 32px;background:#fafbfc">
<p style="margin:0 0 10px;font-weight:600;color:#1a2233;font-size:16px">Indice</p>
<ol style="margin:0;padding-left:20px;line-height:1.6">
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lillusione-delle-finestre-aperte" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;illusione delle finestre aperte</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#dove-va-lacqua-quando-entra-in-casa" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Dove va l&#8217;acqua quando entra in casa</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#case-vecchie-case-nuove-e-laggravante-del-mare" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Case vecchie, case nuove e l&#8217;aggravante del mare</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#prima-si-misura-poi-si-asciuga" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Prima si misura, poi si asciuga</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-piano-di-ripristino-acqua-impianti-vespaio" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il piano di ripristino: acqua, impianti, vespaio</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lasciugatura-tecnica" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Come asciugare una casa bagnata: l&#8217;asciugatura tecnica</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-murature-demolire-dopo-non-prima" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le murature: demolire dopo, non prima</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#un-caso-studio-dove-lacqua-arriva-due-volte-lanno" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Un caso studio: dove l&#8217;acqua arriva due volte l&#8217;anno</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#quando-un-muro-e-davvero-asciutto" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Quando un muro è davvero asciutto</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#prevenire-il-prossimo-allagamento" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Prevenire il prossimo allagamento</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#domande-frequenti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Domande frequenti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-fonti-di-questo-articolo" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le fonti di questo articolo</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#l-x27-autore" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#x27;autore</a></li>
</ol>
</div>
<h2 id="lillusione-delle-finestre-aperte">L&#8217;illusione delle finestre aperte</h2>
<p>Quando l&#8217;acqua entra in casa, da un tubo che cede, da uno scarico che rigurgita, da un nubifragio o dall&#8217;acqua alta, la prima reazione è quasi sempre la stessa: spalancare le finestre e aspettare che la natura faccia il suo corso. A volte funziona. Nella maggior parte dei casi no: l&#8217;umidità che sembrava un fastidio passeggero si trasforma in un problema complesso e persistente, e questo vale soprattutto per le case costruite negli ultimi decenni.</p>
<p>Nel mio lavoro arrivo spesso a danno già cronicizzato, e la lezione è sempre la stessa: con l&#8217;acqua la velocità è tutto. Un danno gestito nelle prime ore resta un danno; lo stesso danno ignorato per settimane diventa un percorso di risanamento. Le alluvioni e l&#8217;acqua alta, ormai presenze quasi quotidiane nella cronaca italiana, non fanno che alzare la posta.</p>
<p>La tesi di questo articolo è semplice: una casa bagnata non torna asciutta da sola, torna asciutta per progetto. Prima si capisce dove è andata l&#8217;acqua, poi si decide come tirarla fuori, alla fine si misura il risultato. Tutto il resto è attesa travestita da soluzione.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/alluvione-strada-allagata.jpg" alt="Come asciugare una casa bagnata: strada allagata dopo un'esondazione con auto sommerse" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Foto 1. Una strada allagata dopo un&#8217;esondazione. Quando l&#8217;acqua è di mare, oltre all&#8217;acqua entrano anche i sali.</figcaption></figure>
<h2 id="dove-va-lacqua-quando-entra-in-casa">Dove va l&#8217;acqua quando entra in casa</h2>
<p>La progressione del danno ha tempi noti. Nelle prime ore l&#8217;acqua imbibisce tappeti, pavimenti e arredi; già dopo qualche ora i materiali si saturano e le probabilità di recuperarli crollano, perché l&#8217;acqua è penetrata negli strati profondi, compresi quelli da costruzione. Dopo qualche giorno compare la muffa: l&#8217;EPA, l&#8217;agenzia ambientale americana, indica che se i materiali bagnati vengono asciugati entro 24-48 ore nella maggior parte dei casi la muffa non parte (A Brief Guide to Mold, Moisture and Your Home). È una finestra realistica per arredi e superfici; per una muratura satura, come vedremo, i tempi sono di un altro ordine di grandezza.</p>
<p>C&#8217;è poi un aspetto che si tende a rimuovere: l&#8217;acqua di un&#8217;alluvione non è acqua pulita. Lo standard internazionale del settore, l&#8217;ANSI/IICRC S500 (quinta edizione, 2021), la classifica in Categoria 3, la peggiore: acque di esondazione e di fogna, cariche di patogeni, materia organica e sostanze chimiche. Significa che prima di asciugare bisogna sanificare, e che quello che l&#8217;acqua ha toccato va trattato di conseguenza.</p>
<p>Infine c&#8217;è la parte che non si vede. L&#8217;acqua dispersa viaggia lungo gli impianti, corre sotto i pavimenti e dentro le pareti, passa perfino da un piano all&#8217;altro seguendo corrugati e cavedi. Nelle case recenti trova stratigrafie che la accolgono e non la lasciano più andare: cappotti termici, materassini acustici, contropareti in cartongesso, massetti alleggeriti, corrugati elettrici che si riempiono come tubature. In quelle <a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">intercapedini</a> l&#8217;asciugatura naturale è pressoché impossibile, o dura anni. E una struttura satura pesa anche sull&#8217;esercizio: un muro bagnato conduce di più, e si paga in riscaldamento.</p>
<p>Un discorso a parte meritano le costruzioni in legno e la bioedilizia: il legno è un materiale igroscopico e organico, e sotto umidità persistente apre la porta a funghi e insetti xilofagi. Lì la rapidità della bonifica non è un&#8217;opzione: è quello che decide se la struttura si salva.</p>
<h2 id="case-vecchie-case-nuove-e-laggravante-del-mare">Case vecchie, case nuove e l&#8217;aggravante del mare</h2>
<p>Le case datate, paradossalmente, hanno un piccolo vantaggio: hanno meno strati isolanti e in certi casi la traspirazione è più facile. Non significa che il risanamento sia semplice; significa che l&#8217;approccio tecnico cambia con la tipologia costruttiva.</p>
<p>Nei materiali tradizionali, laterizio e calcestruzzo, l&#8217;acqua migra dalle zone sature verso quelle asciutte e arriva in superficie, dove evapora. Ma evaporando lascia a terra i passeggeri: i sali disciolti, che cristallizzano in superficie come efflorescenze. Molti di questi sali sono igroscopici, cioè richiamano l&#8217;umidità dall&#8217;aria: alla fine sono proprio loro a frenare l&#8217;asciugatura che li ha portati in superficie. Sui punti freddi, sotto il punto di rugiada, ci si mette anche la condensa.</p>
<p>Vicino al mare il conto si aggrava. L&#8217;acqua di mare contiene in media 35 grammi di sale per litro, una salinità del 3,5%, e di questi circa 27 grammi sono cloruro di sodio; il valore varia con temperatura, evaporazione e precipitazioni. Un&#8217;acqua alta non porta in casa solo acqua: porta chili di sale per ogni metro cubo. In queste zone un risanamento serio deve fare i conti con i sali che arrivano dal terreno e con l&#8217;aerosol marino. Del comportamento dei sali nella muratura ho scritto in dettaglio in <a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a>.</p>
<h2 id="prima-si-misura-poi-si-asciuga">Prima si misura, poi si asciuga</h2>
<p>Sali e condensa sono il motivo per cui il risanamento spontaneo spesso non arriva mai in fondo. Ed è per questo che un&#8217;asciugatura seria comincia con gli strumenti, non con le macchine.</p>
<p>L&#8217;indagine strumentale serve a tre cose. Primo: mappare la distribuzione dell&#8217;umidità, comprese le zone che a occhio nudo sembrano asciutte, perché l&#8217;acqua nascosta nelle stratigrafie non si legge dalle superfici. Secondo: trasformare la mappa in una diagnosi, e la diagnosi in un piano di asciugatura tecnica mirata, con le macchine giuste nei punti giusti. Terzo: allargare lo sguardo alle zone perimetrali dell&#8217;area danneggiata, per raggiungere i ristagni nelle aree non accessibili.</p>
<p>C&#8217;è anche un motivo amministrativo: la documentazione tecnica prodotta durante l&#8217;indagine (fotografie, termogrammi, misure, date) descrive il percorso di bonifica ed è la base per gestire le pratiche con le compagnie assicurative e documentare correttamente il danno subito.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/indagine-termografica-umidita.jpg" alt="Come asciugare una casa bagnata, collage di rilievi fotografici e termografici su una facciata umida" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Foto 2. Rilievi fotografici e termografici di un&#8217;indagine: la termografia individua le zone fredde perché bagnate, anche dove la superficie sembra asciutta.</figcaption></figure>
<h2 id="il-piano-di-ripristino-acqua-impianti-vespaio">Il piano di ripristino: acqua, impianti, vespaio</h2>
<p>Il ripristino dopo un allagamento segue quattro fasi: estrazione dell&#8217;acqua e sanificazione, gestione della qualità dell&#8217;aria, controllo dell&#8217;umidità, asciugatura dell&#8217;edificio. Le linee guida FEMA per gli edifici alluvionati (Initial Restoration for Flooded Buildings) descrivono la stessa sequenza con cinque verbi: areare, sgomberare, rimuovere il compromesso, pulire, asciugare.</p>
<p>Prima l&#8217;acqua e il fango, dentro e fuori, allontanandoli il più possibile: il fango va rimosso subito, prima che solidifichi. Una cautela per cantine e interrati: se il terreno intorno è ancora saturo, svuotare di colpo può essere un errore, perché la spinta dell&#8217;acqua esterna non è più bilanciata dall&#8217;interno. Meglio abbassare per gradi.</p>
<p>Poi gli impianti. Quelli elettrici vanno messi in sicurezza e controllati con pazienza: tutte le scatole, di derivazione e delle pulsantiere, vanno aperte e pulite; i corrugati si liberano soffiando aria con un compressore o aspirando, così escono anche acqua e fango residui. Gli scarichi si puliscono allo stesso modo, aiutandosi con gli accessori da idropulitrice usati dagli autospurghi. Tutti i pozzetti, esterni e interni, vanno aperti, controllati, puliti e, dove serve, impermeabilizzati: è una cosa che quasi mai viene fatta, e si paga.</p>
<p>Capitolo vespaio. Se la casa ne ha uno, dopo un allagamento sarà quasi certamente allagato; a dire il vero ne trovo di allagati anche in case che un&#8217;alluvione non l&#8217;hanno mai vista. Si verifica con un endoscopio, si estrae l&#8217;acqua con le pompe, poi si asciuga soffiando aria calda, per esempio con una pompa di calore, e quando il grosso è fatto si installano estrattori dedicati che tengono l&#8217;aria in movimento. Attenzione però a come è fatto il sistema di aerazione: le prese di ventilazione che pescano sotto la quota campagna dentro un pozzetto sono una configurazione da evitare in assoluto, perché basta un temporale, o anche solo l&#8217;irrigazione del giardino, e il vespaio si riallaga.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/vespaio-ventilazione-da-evitare.jpg" alt="Tubo di ventilazione del vespaio che pesca in un pozzetto sotto quota campagna" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Foto 3. Una presa di ventilazione del vespaio che pesca in un pozzetto sotto la quota campagna: la configurazione da evitare.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/estrattore-vespaio.jpg" alt="Estrattore d'aria installato sulla parete per la ventilazione del vespaio" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Foto 4. L&#8217;estrattore installato dopo le modifiche: il ricircolo d&#8217;aria accelera l&#8217;asciugatura del vespaio.</figcaption></figure>
<h2 id="lasciugatura-tecnica">Come asciugare una casa bagnata: l&#8217;asciugatura tecnica</h2>
<p>Con l&#8217;acqua estratta e gli impianti in sicurezza comincia la deumidificazione vera. Gli attrezzi sono noti: deumidificatori, pompe di calore, l&#8217;impianto di riscaldamento se è agibile (quello a pavimento, quando c&#8217;è, aiuta moltissimo il massetto) e ventilatori orientabili. Il punto non è accendere le macchine: è costruire un circuito. L&#8217;aria va guidata a impattare sulle superfici bagnate, si carica di umidità e va raccolta da uno o più deumidificatori, oppure convogliata direttamente all&#8217;esterno. Le macchine professionali, tra l&#8217;altro, mantengono la resa anche a temperature basse, dove i deumidificatori domestici si fermano.</p>
<p>Un avvertimento che sorprende sempre: non bisogna asciugare troppo in fretta. Un&#8217;asciugatura violenta richiama i sali verso la superficie più in fretta di quanto riescano a uscire e favorisce le sub-efflorescenze, le cristallizzazioni sotto pelle che spaccano gli intonaci. L&#8217;asciugatura giusta è controllata, non massima.</p>
<p>E le stratigrafie? Dove l&#8217;acqua è intrappolata sotto i pavimenti, nei controsoffitti, nelle intercapedini, si lavora con l&#8217;insufflaggio: aria secca spinta dentro lo strato e ripresa in depressione, che attraversa la stratigrafia e si porta via l&#8217;umidità senza demolire nulla. È il modo in cui si asciuga un massetto sotto un pavimento in opera o il plenum sopra un controsoffitto. Per la pianificazione e il controllo di queste asciugature esistono riferimenti tecnici dedicati, le schede WTA 6-15 e 6-16.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/asciugatura-tecnica-ventilatori.jpg" alt="Ventilatori e deumidificatori professionali al lavoro in un locale allagato" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Foto 5. Ventilatori e deumidificatori al lavoro in un locale allagato. Foto Davide Nogare, Diemme Arte Casa Srl.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/insufflaggio-controsoffitto.jpg" alt="Tubi di insufflaggio di aria secca nel plenum di un controsoffitto" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Foto 6. Insufflaggio nel plenum di un controsoffitto: l&#8217;aria secca raggiunge la stratigrafia senza demolizioni. Foto Davide Nogare, Diemme Arte Casa Srl.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/insufflaggio-parete.jpg" alt="Tubo di insufflaggio alla base di una parete con intonaco rimosso" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Foto 7. Asciugatura mirata alla base della parete. Foto Davide Nogare, Diemme Arte Casa Srl.</figcaption></figure>
<h2 id="le-murature-demolire-dopo-non-prima">Le murature: demolire dopo, non prima</h2>
<p>Sulle murature la tentazione è demolire subito tutto ciò che è bagnato. È quasi sempre la mossa sbagliata.</p>
<p>Le contropareti non portanti e il cartongesso saturo vanno effettivamente rimossi, e conviene farlo fino a circa 80 centimetri sopra la linea lasciata dall&#8217;acqua, per lavorare comodamente sulla muratura principale. Ma le malte sono un&#8217;altra storia. Se non sono degradate, con una buona deumidificazione si recuperano. E se sono compromesse, la demolizione va fatta dopo la deumidificazione, non prima: durante l&#8217;asciugatura l&#8217;acqua che evapora trasporta i sali dalla muratura verso la superficie, cioè dentro gli intonaci. Demolendo alla fine, i sali se ne vanno insieme alle malte. Demolendo subito, restano nel muro.</p>
<p>Anche il FEMA, nelle stesse linee guida, smonta un&#8217;abitudine diffusa: bucare le pareti &#8220;per farle scolare&#8221; non drena nulla e non accelera l&#8217;asciugatura.</p>
<p>Il ripristino segue la stessa logica. Prima un buon trattamento antisale, poi intonaci a base calce, meglio se <a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">macroporosi</a>, e una regola senza eccezioni: l&#8217;intonaco non deve mai appoggiare sul pavimento, né dentro né fuori. Si tiene staccato da terra, oppure i primi dieci centimetri si eseguono in <a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">malta impermeabile</a>. La regola di fondo è quella delle schede WTA sugli intonaci di risanamento: prima si asciuga, poi si intonaca.</p>
<h2 id="un-caso-studio-dove-lacqua-arriva-due-volte-lanno">Un caso studio: dove l&#8217;acqua arriva due volte l&#8217;anno</h2>
<p>Un esempio concreto, da un intervento che ho seguito in un&#8217;area lagunare dove pioggia e alte maree allagano la zona anche due volte l&#8217;anno. Gli edifici stanno a pochi passi dall&#8217;acqua, con il piano di calpestio sotto il medio mare. Quando mi hanno chiamato, sull&#8217;edificio di fronte avevo già applicato lo stesso sistema anni prima, e il comportamento nel tempo lo aveva promosso.</p>
<p>La prima cosa che ho fatto non è stata impastare malta: è stata studiare. Prima l&#8217;analisi strumentale del fabbricato, poi la storia degli allagamenti degli ultimi cinquant&#8217;anni, per fissare la quota massima che l&#8217;acqua avesse mai raggiunto. Il quadro diagnostico era chiaro: risalita capillare primaria marcata, aggravata dall&#8217;acqua di mare, con il taglio muro d&#8217;epoca rovinato o assente. E quando c&#8217;è un&#8217;alluvione l&#8217;acqua arriva da tutti i lati, anche da sotto.</p>
<p>All&#8217;esterno l&#8217;intervento è stato costruito così:</p>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">barriera chimica</a> sopra la quota del massimo allagamento riscontrato, circa un metro da terra, per bloccare la risalita;</li>
<li>sotto la barriera, demolizione delle malte e fascia impermeabile in malta dedicata, armata con rete strutturale e ben ancorata al supporto: non si poteva scavare, quindi la parte bassa è stata trattata come si tratta una taverna interrata, proteggendo la facciata e togliendo all&#8217;assorbimento la strada verso la muratura alta;</li>
<li>sopra la fascia impermeabile, una trentina di centimetri di antisale e malte altamente traspiranti, per dare all&#8217;umidità residua una via d&#8217;uscita controllata.</li>
</ul>
<p>Alla base sono tornate anche le plotte, le lastre di pietra di finitura: un vincolo estetico. Non fermano l&#8217;acqua (semmai la trattengono contro il muro), però andavano rimesse. All&#8217;interno lo schema è stato lo stesso, con le quote adattate al calpestio, e in più l&#8217;impermeabilizzazione del pavimento.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/schema-risanamento-acqua-alta.jpg" alt="Schema del risanamento con fasce colorate: malta impermeabile, antisale fisico, barriera chimica" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Foto 8. Lo schema dell&#8217;intervento: fascia impermeabile sotto, antisale fisico sopra, barriera chimica sopra la quota di massimo allagamento.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/demolizione-malte-fascia-bassa.jpg" alt="Facciata con la fascia bassa liberata dalle malte" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Foto 9. La fascia bassa liberata dalle malte, pronta per l&#8217;impermeabilizzazione.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/malta-impermeabile-base-facciata.jpg" alt="Malta impermeabile stesa alla base della facciata" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Foto 10. La malta impermeabile in opera alla base della facciata.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/quota-laser-barriera-chimica.jpg" alt="Livello laser che traccia la quota della barriera chimica su una parete interna" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Foto 11. Il livello laser fissa la quota della barriera chimica all&#8217;interno.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/iniettori-barriera-chimica.jpg" alt="Fila di iniettori della barriera chimica alla base di una muratura in pietra" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Foto 12. Gli iniettori della barriera chimica in opera sulla muratura.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/iniezione-lento-assorbimento.jpg" alt="Sacche di iniezione a lento assorbimento appese alla muratura" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Foto 13. L&#8217;iniezione a lento assorbimento: le sacche dosano la microemulsione nella muratura.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/antisale-fascia-bassa-interni.jpg" alt="Trattamento antisale sulla fascia bassa delle pareti interne" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Foto 14. Il trattamento antisale sulla fascia bassa degli ambienti interni.</figcaption></figure>
<p>La prova del nove è arrivata quasi subito: un nuovo allagamento poco dopo la fine dei lavori. Paratia alla porta, acqua in strada, murature protette. È la differenza tra sperare che non succeda più e progettare per quando risuccede.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/paratia-allagamento-post-intervento.jpg" alt="Paratia mobile installata su una porta d'ingresso durante un allagamento" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Foto 15. L&#8217;allagamento arrivato dopo la fine dei lavori: paratia alla porta e murature protette.</figcaption></figure>
<h2 id="quando-un-muro-e-davvero-asciutto">Quando un muro è davvero asciutto</h2>
<p>Asciutto non significa zero. Nessun materiale da costruzione sta a umidità zero: ognuno ha la sua umidità di equilibrio con l&#8217;ambiente. Per il mattone, la letteratura tecnica (la tabella del manuale ANIT sulle murature umide, su dati Guerra 2011) indica l&#8217;1% di umidità in peso come perfettamente asciutto, il 3% come igienicamente asciutto, il 4% come limite tollerabile. Il legno strutturale vive più in alto: le linee guida FEMA considerano asciutta una carpenteria sotto il 15% e bagnata sopra il 20%.</p>
<p>Ma più del numero conta il metodo. La misura seria si fa per pesata, il metodo ponderale della UNI 11085: si preleva un campione e si confronta il peso umido con il peso secco. Per i massetti c&#8217;è l&#8217;igrometro a carburo di calcio (UNI 10329). E quando l&#8217;edificio è grande vale il criterio comparativo dello standard S500: si definisce un Dry Standard misurando materiali uguali nelle zone non colpite, e un Drying Goal, l&#8217;obiettivo documentato da raggiungere. Il FEMA usa lo stesso principio quando dichiara asciutto un materiale che rientra entro il 5% dai valori delle aree non allagate.</p>
<p>Quanto tempo serve? La fisica non tratta. Per l&#8217;asciugatura naturale la formula di Albanesi (1982), t = p × s², lega il tempo al quadrato dello spessore: una muratura in mattoni di 40 centimetri satura, con coefficiente 0,28, chiede circa 450 giorni a 20 gradi e 50% di umidità relativa, a fonte d&#8217;acqua interrotta. Il calcestruzzo, con coefficiente 1,60, supera i sette anni. Sono stime orientative, ma spiegano perché l&#8217;asciugatura tecnica non è un lusso: le linee guida FEMA parlano di 2-4 settimane per locali ben ventilati e di 4-6 settimane o più per quelli interni, ed è lì che le macchine cambiano la partita. Dei tempi di asciugatura per le diverse stratigrafie ho scritto in <a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo un intervento</a>.</p>
<h2 id="prevenire-il-prossimo-allagamento">Prevenire il prossimo allagamento</h2>
<p>Dove gli allagamenti sono ricorrenti, il risanamento è metà del lavoro: l&#8217;altra metà è prepararsi al prossimo evento. Le strategie serie si muovono su due binari, che il codice di pratica britannico CIRIA C790 chiama resistenza (tenere l&#8217;acqua fuori: paratie alle aperture, sigillature, quote) e recuperabilità (fare in modo che, quando l&#8217;acqua entra, il danno sia piccolo e la ripartenza rapida).</p>
<p>Sulle murature, la protezione preventiva passa dal metro basso delle facciate: trattamenti che limitano l&#8217;assorbimento d&#8217;acqua durante l&#8217;evento ma restano traspiranti, applicati dopo aver trattato la muratura. Su un edificio della stessa area lagunare ho protetto così il primo metro di facciata: l&#8217;acqua alta torna, ma trova la porta chiusa.</p>
<p>Il criterio, in fondo, è lo stesso di tutto questo articolo: l&#8217;acqua non si gestisce sperando, si gestisce per progetto. Prima che arrivi, sapendo dove può arrivare; quando è arrivata, misurando dove è andata; e dopo, asciugando con metodo e verificando il risultato.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/area-allagamenti-frequenti.jpg" alt="Strada allagata nella zona del caso studio con indicazioni del flusso dell'acqua" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0"/><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Foto 16. La zona del caso studio durante un allagamento: dove l&#8217;acqua torna periodicamente, la protezione si progetta prima.</figcaption></figure>
<h2 id="domande-frequenti">Domande frequenti</h2>
<h3>Basta aprire le finestre per asciugare una casa allagata?</h3>
<p>Aiuta, ed è la prima cosa da fare per arredi e superfici: l&#8217;EPA ricorda che i materiali asciugati entro 24-48 ore nella maggior parte dei casi non ammuffiscono. Ma l&#8217;aria delle finestre non raggiunge massetti, intercapedini, cappotti e contropareti: lì l&#8217;acqua resta intrappolata e serve un&#8217;asciugatura tecnica con insufflaggio e deumidificazione. Per gli ambienti poco ventilati le linee guida FEMA stimano 4-6 settimane o più, ed è il caso in cui raccomandano le macchine.</p>
<h3>L&#8217;acqua di un&#8217;alluvione è pericolosa anche quando si è ritirata?</h3>
<p>Sì. Lo standard IICRC S500 la classifica in Categoria 3: acque contaminate da fogne, terreno e sostanze chimiche. Prima di asciugare bisogna rimuovere il fango, pulire e sanificare. E per molto tempo il terreno saturo continuerà a cedere umidità attraverso le murature sotto forma di vapore.</p>
<h3>Quanto ci mette un muro ad asciugarsi da solo?</h3>
<p>Molto più di quanto si pensi: il tempo cresce con il quadrato dello spessore (formula di Albanesi, t = p × s²). Un muro in mattoni di 40 centimetri saturo chiede circa 450 giorni in condizioni favorevoli e a fonte interrotta; uno in calcestruzzo, anni. Per questo si usa l&#8217;asciugatura forzata: ventilazione organizzata, deumidificatori, insufflaggio nelle stratigrafie.</p>
<h3>Quando si possono rifare gli intonaci?</h3>
<p>Solo dopo che la misura dice che la muratura è asciutta (metodo ponderale UNI 11085; per il mattone l&#8217;obiettivo pratico è scendere verso il 3% in peso) e dopo il trattamento antisale. Poi intonaci a base calce, meglio se macroporosi, mai appoggiati al pavimento: staccati da terra o con i primi dieci centimetri in malta impermeabile. La regola WTA è netta: prima si asciuga, poi si intonaca.</p>
<h3>Il vespaio allagato si svuota da solo?</h3>
<p>No, e spesso resta allagato per anni senza che nessuno se ne accorga. Va ispezionato con un endoscopio, svuotato con le pompe, asciugato con aria calda e poi tenuto in movimento con estrattori dedicati. Il sistema di aerazione va progettato bene: mai prese d&#8217;aria che pescano sotto la quota campagna in un pozzetto, si riallagherebbe alla prima pioggia intensa.</p>
<h3>Si può impedire che l&#8217;acqua entri di nuovo?</h3>
<p>Del tutto no, ma si può decidere quanto danno farà: paratie alle aperture, primo metro di facciata trattato con prodotti idrorepellenti ma traspiranti, fasce basse impermeabili. È l&#8217;approccio del codice britannico CIRIA C790: misure di resistenza più misure di recuperabilità.</p>
<h2 id="le-fonti-di-questo-articolo">Le fonti di questo articolo</h2>
<p>Le affermazioni tecniche di questo articolo poggiano sulle fonti che seguono, con una precisazione su come le ho usate. Ho letto per intero l&#8217;advisory FEMA Initial Restoration for Flooded Buildings (Hurricane Recovery Advisory, nato dopo Katrina nel pacchetto FEMA 549 e riproposto dopo Sandy): da lì vengono le cinque fasi, i tempi di 2-4 e 4-6 settimane, le soglie sul legno (15-20%), il criterio del confronto con le aree non colpite e la nota sull&#8217;inutilità dei fori di drenaggio nelle pareti. Ho letto la pagina EPA A Brief Guide to Mold, Moisture and Your Home per la finestra delle 24-48 ore. La formula t = p × s² e i coefficienti di prosciugamento sono di Albanesi (1982): li ho verificati direttamente sulla fonte che li riporta, la tesi di dottorato di Lombardi (Università Federico II di Napoli, archivio fedOA); in rete la stessa formula circola attribuita a un &#8220;Kettenacker&#8221; che nella fonte non compare. Le soglie di muratura asciutta vengono dal manuale ANIT sulle murature umide, su dati di Guerra (2011). La misura del contenuto d&#8217;acqua è la UNI 11085:2003 (metodo ponderale); per i massetti, la UNI 10329:2018.</p>
<p>Degli standard di settore cito l&#8217;ANSI/IICRC S500-2021 (quinta edizione) per la classificazione delle acque e i concetti di Dry Standard e Drying Goal, il PAS 64:2013 del BSI e le schede WTA 6-15:2013 e 6-16:2019 sull&#8217;asciugatura tecnica, oltre ai codici CIRIA C623 (riparazione degli edifici dopo l&#8217;alluvione) e C790 (resilienza degli immobili): di questi ho verificato edizioni e contenuti sulle schede ufficiali degli enti, senza leggerne i testi integrali, che sono a pagamento. Il dato sulla salinità marina (35 grammi di sale per litro, di cui circa 27 di cloruro di sodio) è il valore medio riportato dalla divulgazione scientifica.</p>
<p>Le fotografie di cantiere sono mie. Le tre immagini di asciugatura tecnica con le macchine sono di Davide Nogare (Diemme Arte Casa Srl), che ringrazio per il contributo.</p>
<h2 id="l-x27-autore">L&#x27;autore</h2>
<p>Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense, circa trent&#x27;anni di esperienza di cantiere e venti come imprenditore. Autore di &quot;Murature umide: cause e rimedi&quot; (Grafill, 2026).</p>
<p>Il volume è disponibile su <a href="https://www.amazon.it/Murature-umide-Prevenzione-interventi-risanamento/dp/8827705309" target="_blank" rel="noopener">Amazon</a> e su <a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener">Grafill</a>.</p>
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<div style='background:#f6f7f9;border:1px solid #e3e6ea;border-radius:8px;padding:14px 18px;margin:26px 0'><strong style='color:#b11f24'>Leggi anche</strong></p>
<ul style='margin:8px 0 0 18px'>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo la barriera</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
</ul>
</div>
<p><!--/mxLA--></p>
<hr style='border:none;border-top:3px solid #b11f24;margin-top:34px'>
<table style='width:100%;border-collapse:collapse;font-family:Arial,sans-serif;color:#2a3340;font-size:14px;line-height:1.6'>
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<td style='vertical-align:top;padding-right:20px'>
<div style='font-size:16px;font-weight:700;color:#b11f24'>Ditta Renzo-ArtHome</div>
<div style='font-weight:600'>di Spedicato Oronzo</div>
<div style='color:#5a6577;margin-bottom:8px'>Specialista in risanamenti di interrati e umidit&agrave; di risalita</div>
<div><strong>Web:</strong> <a href="https://www.renzo-arthome.com">www.renzo-arthome.com</a></div>
<div><strong>E-mail:</strong> renzo.spedicato@gmail.com &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>PEC:</strong> renzoarthome@pec.it</div>
<div><strong>Cell.:</strong> +39 335 844 2978 &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>Ufficio:</strong> +39 371 775 4189</div>
<div style='color:#5a6577'>P.IVA 02475540304</div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://www.renzo-arthome.com/preventivo-gratuito/" style="display:inline-block;background:#b11f24;color:#fff;padding:9px 16px;border-radius:6px;font-weight:700;text-decoration:none">Chiedi un preventivo &rarr;</a></div>
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<td style='vertical-align:top;width:150px;text-align:center'><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/murature-umide-copertina.jpg' alt='Murature umide: cause e rimedi' width='120' style='border:1px solid #ddd;border-radius:4px'></a></p>
<div style='font-size:12px;color:#5a6577;margin-top:6px'><strong>Murature umide: cause e rimedi</strong><br />Grafill, 2026<br /><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener">Vai al libro &rarr;</a></div>
</td>
</tr>
</table>
<p><script type="application/ld+json">{"@context": "https://schema.org", "@type": "FAQPage", "mainEntity": [{"@type": "Question", "name": "Basta aprire le finestre per asciugare una casa allagata?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Aiuta, ed è la prima cosa da fare per arredi e superfici: l'EPA ricorda che i materiali asciugati entro 24-48 ore nella maggior parte dei casi non ammuffiscono. Ma l'aria delle finestre non raggiunge massetti, intercapedini, cappotti e contropareti: lì l'acqua resta intrappolata e serve un'asciugatura tecnica con insufflaggio e deumidificazione. Per gli ambienti poco ventilati le linee guida FEMA stimano 4-6 settimane o più, ed è il caso in cui raccomandano le macchine."}}, {"@type": "Question", "name": "L'acqua di un'alluvione è pericolosa anche quando si è ritirata?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Sì. Lo standard IICRC S500 la classifica in Categoria 3: acque contaminate da fogne, terreno e sostanze chimiche. Prima di asciugare bisogna rimuovere il fango, pulire e sanificare. E per molto tempo il terreno saturo continuerà a cedere umidità attraverso le murature sotto forma di vapore."}}, {"@type": "Question", "name": "Quanto ci mette un muro ad asciugarsi da solo?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Molto più di quanto si pensi: il tempo cresce con il quadrato dello spessore (formula di Albanesi, t = p × s²). Un muro in mattoni di 40 centimetri saturo chiede circa 450 giorni in condizioni favorevoli e a fonte interrotta; uno in calcestruzzo, anni. Per questo si usa l'asciugatura forzata: ventilazione organizzata, deumidificatori, insufflaggio nelle stratigrafie."}}, {"@type": "Question", "name": "Quando si possono rifare gli intonaci?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Solo dopo che la misura dice che la muratura è asciutta (metodo ponderale UNI 11085; per il mattone l'obiettivo pratico è scendere verso il 3% in peso) e dopo il trattamento antisale. Poi intonaci a base calce, meglio se macroporosi, mai appoggiati al pavimento: staccati da terra o con i primi dieci centimetri in malta impermeabile. La regola WTA è netta: prima si asciuga, poi si intonaca."}}, {"@type": "Question", "name": "Il vespaio allagato si svuota da solo?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "No, e spesso resta allagato per anni senza che nessuno se ne accorga. Va ispezionato con un endoscopio, svuotato con le pompe, asciugato con aria calda e poi tenuto in movimento con estrattori dedicati. Il sistema di aerazione va progettato bene: mai prese d'aria che pescano sotto la quota campagna in un pozzetto, si riallagherebbe alla prima pioggia intensa."}}, {"@type": "Question", "name": "Si può impedire che l'acqua entri di nuovo?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Del tutto no, ma si può decidere quanto danno farà: paratie alle aperture, primo metro di facciata trattato con prodotti idrorepellenti ma traspiranti, fasce basse impermeabili. È l'approccio del codice britannico CIRIA C790: misure di resistenza più misure di recuperabilità."}}]}</script></p>
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<div class="rahL-int">
<div class="rahL-tit">Gli articoli</div>
<div class="rahL-blog-r"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/blog/">Indice del blog &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-fase-per-fase/">La casa fase per fase &rarr;</a></div>
<details open style="--rahv:#dcebf5;--rahf:#7fadd1">
<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">31</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">Le malte impermeabili nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Come asciugare una casa bagnata</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">La barriera chimica nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">Ma come si cura una risalita?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/improvvisamente-l-umidita-di-risalita/">Improvvisamente, l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-danno-e-dove-l-acqua-se-ne-va/">Il danno è dove l&#8217;acqua se ne va</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">Chi dimezza la macchia raddoppia l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">Umidità di risalita e sali solubili: perché bloccare l&#8217;umidità è solo metà del risanamento, e perché l&#8217;asciugatura richiede da mesi ad anni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo un intervento contro l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-risalita-impermeabilizzazione-in/">L&#8217;innalzamento dell&#8217;umidità di risalita in seguito a interventi di impermeabilizzazione dall&#8217;interno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/doppia-barriera-protocollo-renzo-arthome/">Barriere chimiche non occludenti in zona di marea: bastano davvero contro la pressione idrostatica?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">L’umidità igroscopica nell’edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-primaria-e-sali-renzo-arthome/">Umidità di risalita capillare primaria</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">26</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">25</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
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<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">13</span></summary>
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<summary>Vespai e solai<span class="rahL-n">7</span></summary>
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<details style="--rahv:#ebedf0;--rahf:#a7adb8">
<summary>Altri articoli<span class="rahL-n">1</span></summary>
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