<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>renzo &#8211; Renzo-ArtHome</title>
	<atom:link href="https://www.renzo-arthome.com/author/renzo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.renzo-arthome.com</link>
	<description>Renzo-ArtHome è lo specialista dell umidità di risalita. Interviene su problemi di deumidificazione e impermeabilizzazione.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 20 Oct 2026 09:20:12 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.3</generator>

<image>
	<url>https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2021/01/logo-renzo-arthome.jpg</url>
	<title>renzo &#8211; Renzo-ArtHome</title>
	<link>https://www.renzo-arthome.com</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</title>
		<link>https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/</link>
					<comments>https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[renzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Oct 2026 19:48:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Casi Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Interrati e impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[coperture]]></category>
		<category><![CDATA[impermeabilizzazioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.renzo-arthome.com/?p=5296</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un grande manto in TPO con tre tipi di difetti: punti dei sormonti non saldati, buchi lasciati da attrezzi caduti, buchi chiusi con il silicone che non aveva tenuto. La riparazione a freddo con la guaina liquida armata, strato per strato, e che cosa chiedo a chi sale sul tetto dopo.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style='font-size:19px;color:#5a6577'><em>Mi hanno chiesto di chiudere i buchi di un grande manto in TPO, già trovati da chi aveva condotto le indagini sulla copertura. Da dove venivano quei buchi, e come si chiudono senza fare altri danni a un manto che non è più nuovo?</em></p>
<div id="rahTOC" style="border:1px solid #e2e5ea;border-radius:6px;padding:20px 24px;margin:0 0 32px;background:#fafbfc">
<p style="margin:0 0 10px;font-weight:600;color:#1a2233;font-size:16px">Indice</p>
<ol style="margin:0;padding-left:20px;line-height:1.6">
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#una-richiesta-di-riparazione" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Una richiesta di riparazione</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#che-cosa-avevo-sotto-i-piedi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Che cosa avevo sotto i piedi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-silicone-che-non-aveva-tenuto" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il silicone che non aveva tenuto</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-saldature-dove-serve-diplomazia" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le saldature, dove serve diplomazia</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#i-buchi-lasciati-dagli-attrezzi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">I buchi lasciati dagli attrezzi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-riparazione-con-la-guaina-liquida-armata" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La riparazione con la guaina liquida armata</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#chi-sale-dopo" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Chi sale dopo</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-conclusione" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In conclusione</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-sintesi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In sintesi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#domande-frequenti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Domande frequenti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#fonti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Fonti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lautore" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;autore</a></li>
</ol>
</div>
<h2 id="una-richiesta-di-riparazione">Una richiesta di riparazione</h2>
<p>Tutto è partito da una richiesta di riparazione: chiudere i buchi di un manto in TPO, su una grande copertura piana. Quando sono salito sul tetto, la ricerca dei difetti l&#8217;aveva già fatta chi aveva condotto le indagini sulla copertura. I punti da sistemare erano segnati sul manto con un riquadro a pennarello, come si vede nelle fotografie 3 e 4.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1600" height="689" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-copertura-tpo-vista-generale.jpg" alt="La copertura piana con il manto in TPO, i teli affiancati, gli impianti e le cupole dei lucernari" class="wp-image-5289" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-copertura-tpo-vista-generale.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-copertura-tpo-vista-generale-300x129.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-copertura-tpo-vista-generale-1024x441.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-copertura-tpo-vista-generale-768x331.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-copertura-tpo-vista-generale-1536x661.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 1. La copertura in TPO: i teli posati uno accanto all&#8217;altro, con le giunzioni parallele, e sopra gli impianti e le cupole dei lucernari.</figcaption></figure>
<p>I problemi riscontrati erano di tre tipi. C&#8217;erano punti dei sormonti non saldati correttamente. Il sormonto è la fascia dove un telo si sovrappone a quello accanto, e dove i due teli vengono saldati fra loro. C&#8217;erano poi buchi lasciati da colpi, da attrezzatura contundente caduta sul manto. E c&#8217;erano i punti dove qualcuno aveva provato a chiudere con il silicone, senza successo.</p>
<p>Sotto il manto c&#8217;era un isolante in poliuretano espanso rigido, il PIR. La stratigrafia completa della copertura non la conosco. So però che sotto i buchi il PIR era asciutto: lo aveva verificato l&#8217;indagine fatta da altri.</p>
<p>Prima di toccare qualcosa dovevo capire con che materiale avevo a che fare.</p>
<h2 id="che-cosa-avevo-sotto-i-piedi">Che cosa avevo sotto i piedi</h2>
<p>Il TPO è una poliolefina termoplastica. Le poliolefine sono una classe di materie plastiche; i rappresentanti più noti, scrive l&#8217;opuscolo svizzero dei sistemi per tetti piani in TPO, sono il polietilene e il polipropilene. L&#8217;architetto Antonio Broccolino ne parla nel suo scritto sulle fondazioni in falda con membrane polimeriche. La molecola del polipropilene, spiega, contiene solo atomi di idrogeno e di carbonio, e il materiale ha un&#8217;elevata resistenza chimica. Allo stato originario, però, il polipropilene è piuttosto rigido. La flessibilità si ottiene inserendo nella sua matrice dei comonomeri di tipo elastico già durante la polimerizzazione, cioè mentre il polimero si forma. Il polimero è flessibile per come è fatto, scrive Broccolino, e non per sostanze aggiunte dopo.</p>
<p>Qui sta la differenza con il PVC-P, che con il TPO è fra le membrane sintetiche più diffuse sui tetti, come scrive Broccolino in un articolo sui danni da grandine. La P sta per plastificato: il PVC puro è rigido, e diventa flessibile con l&#8217;aggiunta di plastificanti, come ricorda lo stesso Broccolino nello scritto sulle fondazioni. I produttori di TPO scrivono invece che i loro manti sono esenti da plastificanti, o da emollienti e ammorbidenti, come li chiamano altri.</p>
<p>La storia di questo materiale comincia lontano dai tetti, nei laboratori di chimica degli anni Cinquanta. Giulio Natta dirigeva dal 1938 il dipartimento di chimica industriale del Politecnico di Milano. Nel 1953 allarga alla polimerizzazione stereospecifica le ricerche di Karl Ziegler sui catalizzatori metallorganici. Scopre così polimeri con le molecole ordinate nello spazio, che chiama isotattici. L&#8217;11 marzo 1954, come ricorda il dipartimento del Politecnico che porta il suo nome, annota nella sua agenda di aver fatto il polipropilene. Le ricerche le finanzia una grande azienda chimica italiana, la Montecatini. Secondo la biografia di Natta pubblicata dalla Fondazione Nobel, è la prima a produrre il polipropilene isotattico su scala industriale, nel 1957, nello stabilimento di Ferrara. Nel 1963 Ziegler e Natta ricevono insieme il premio Nobel per la chimica, per le loro scoperte nel campo della chimica e della tecnologia degli alti polimeri.</p>
<p>Sul primato della scoperta, però, le fonti non coincidono. La Società chimica americana considera scopritori del polipropilene cristallino due ricercatori di una società petrolifera americana, J. Paul Hogan e Robert L. Banks. Lo ottennero nel giugno 1951. Per molti anni, scrive, la scoperta si è attribuita a Ziegler e a Natta, perché avevano pubblicato per primi e avevano avuto il Nobel. Nel 1983, però, una corte d&#8217;appello americana ha assegnato il brevetto a Hogan, a Banks e alla loro società.</p>
<p>Per fare del polipropilene un materiale flessibile serviva la gomma. Nel 1994 Paolo Galli descrive la strada sviluppata dalla ricerca nata da quella stessa azienda. Le leghe di polipropilene e gomma si fanno direttamente nel reattore, a partire dai monomeri, invece di mescolare a caldo polimeri già fatti. Il problema da superare era la gomma, appiccicosa, che nei reattori a fase gassosa fa agglomerare le particelle e sporca l&#8217;impianto. Con quella tecnologia la gomma si forma dentro granuli chiusi da una pelle di polimero solido, che non si appiccica. Nello stesso anno una decisione della Commissione europea parla del gruppo di ricerca di Ferrara. Cita le sue tecnologie appena sviluppate, per materiali che uniscono le proprietà di polimeri diversi. È la flessibilità «per natura propria» di cui scrive Broccolino.</p>
<p>Sui tetti il TPO arriva più tardi. Ne racconta l&#8217;inizio un rapporto del 2021 del CIB, il consiglio internazionale per la ricerca e l&#8217;innovazione nelle costruzioni. I TPO nascono alla fine degli anni Settanta, flessibili e senza plastificanti né alogeni. Si usano prima per le geomembrane e nell&#8217;industria dell&#8217;automobile. Il primo manto per coperture in TPO di cui si abbia notizia viene posato nel 1986 su un tetto del Michigan, e l&#8217;introduzione commerciale arriva nei primi anni Novanta. Fra le prime spinte, scrive il rapporto, c&#8217;era quella di offrire un&#8217;alternativa al PVC, quando se ne discuteva l&#8217;impatto ambientale. In Europa i primi tetti in poliolefina flessibile sono del 1988. Lo scrive uno studio di tecnici di un produttore e di un istituto di prove tedesco, presentato nel 2011 a un convegno internazionale sulla durabilità dei materiali. Lo stesso studio data al febbraio 1991 il lancio sul mercato europeo. Spiega anche che un manto in poliolefina al sole è diventato possibile solo con gli stabilizzanti alla luce, disponibili per le coperture dalla metà degli anni Ottanta.</p>
<p>La norma americana per i manti in TPO, la ASTM D6878, esce nel 2003, dopo un lavoro cominciato nel 1993. Quella europea per i fogli sintetici delle coperture, la EN 13956, ha la prima edizione nel settembre 2005. In Italia entra in vigore come UNI EN 13956 il 16 febbraio 2006. Il manto su cui camminavo, quindi, era fatto di un materiale che sui tetti c&#8217;è dalla seconda metà degli anni Ottanta.</p>
<p>Nei documenti dei produttori lo stesso manto si chiama TPO, poliolefina termoplastica, oppure FPO, poliolefina flessibile, e c&#8217;è chi scrive le due sigle insieme. Una delle schede che ho letto parla di membrane FPO a base di polipropilene.</p>
<p>Il quaderno tecnico di un produttore italiano scrive che questi manti sono termoplastici e per questo si saldano per termofusione, con l&#8217;aria calda. La saldatura, spiega, è una vera fusione fra le catene molecolari dei due lembi, e resiste al battente idraulico e alle sollecitazioni meccaniche.</p>
<p>Dentro i teli c&#8217;è un&#8217;armatura, che cambia da produttore a produttore. Il produttore italiano usa una rete di poliestere nei manti fissati meccanicamente, perché l&#8217;aspirazione del vento la contrastano l&#8217;armatura e il fissaggio, calcolato per ogni edificio. Nei manti zavorrati e incollati usa invece un velo di vetro, che dà al telo stabilità dimensionale. Il manuale di posa tedesco ha teli armati con un tessuto in fibre sintetiche e teli con un velo di vetro, per tutti i tipi di posa. Ha anche teli senza armatura.</p>
<p>Broccolino, nell&#8217;articolo sui collaudi scritto con Alessandro D&#8217;Introna, spiega che i produttori di manti sintetici realizzano ormai quasi sempre i teli a più strati. Sopra c&#8217;è uno strato più chiaro, trattato contro i raggi ultravioletti, e sotto strati molto più scuri. È lo strato di segnalazione, il signal layer: il contrasto dei colori fa vedere subito tagli, abrasioni e fori che attraversano almeno lo strato chiaro. Il quaderno del produttore italiano aggiunge che serve a mettere in evidenza i danni meccanici accidentali dovuti a lavorazioni successive alla posa del manto.</p>
<p>Due produttori dichiarano il TPO compatibile con i vecchi manti bituminosi e con il polistirene, e l&#8217;opuscolo svizzero scrive «a contatto diretto». Il manuale di posa tedesco, però, sul polistirene espanso fissato meccanicamente chiede comunque uno strato di separazione in velo di vetro, e sopra un vecchio manto bituminoso un tessuto sintetico. Compatibile non vuol dire che una pezza bituminosa vada bene per riparare: il manuale d&#8217;uso dello stesso produttore italiano la vieta e la chiama «riparazione impropria». Con il PVC, invece, il TPO non va: l&#8217;opuscolo svizzero scrive che i manti in TPO non sono compatibili con quelli in PVC e non si possono saldare con essi.</p>
<h2 id="il-silicone-che-non-aveva-tenuto">Il silicone che non aveva tenuto</h2>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1771" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-silicone-non-riuscito.jpg" alt="Un punto del manto in TPO chiuso con il silicone, con il sigillante crepato e sporco" class="wp-image-5290" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-silicone-non-riuscito.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-silicone-non-riuscito-271x300.jpg 271w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-silicone-non-riuscito-925x1024.jpg 925w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-silicone-non-riuscito-768x850.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-silicone-non-riuscito-1388x1536.jpg 1388w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 2. Uno dei punti chiusi con il silicone prima del mio arrivo: il sigillante steso sopra il manto, crepato e sporco.</figcaption></figure>
<p>Il silicone viene usato dappertutto. In alcuni posti forse è anche utile, a patto di usare quello giusto e non quello che il rivenditore ha sullo scaffale. Per un buco su un manto in TPO, no.</p>
<p>Le schede dei prodotti che devono aderire al TPO chiedono tutte un primer fatto apposta. La scheda italiana di uno di questi primer lo chiama promotore d&#8217;adesione e lo dice «specifico per supporti in plastica poliolefine». Il manuale di posa tedesco lo scrive anche per i sigillanti: sulle membrane FPO un sigillante elastico aderisce bene solo con un primer al silicone dedicato. Il manuale usa il sigillante per chiudere in alto i raccordi, dove c&#8217;è il pericolo che entri l&#8217;acqua piovana. E aggiunge che i giunti sigillati restano da tenere in manutenzione.</p>
<p>Un buco nel mezzo del manto non è la chiusura in alto di un raccordo. Nella fotografia 2 si vede come è finita: il sigillante si è crepato e si è sporcato, e il buco sotto non era chiuso. Per riparare, poi, il silicone è proprio una delle cose da togliere. La scheda tedesca di un primer per il TPO vuole la superficie pulita e libera da oli, grassi, sali, siliconi e altre sostanze che riducono l&#8217;adesione.</p>
<h2 id="le-saldature-dove-serve-diplomazia">Le saldature, dove serve diplomazia</h2>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="605" height="545" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-punto-non-saldato-sormonto.jpg" alt="Un punto non saldato sul bordo di un sormonto del manto in TPO, segnato con il pennarello" class="wp-image-5291" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-punto-non-saldato-sormonto.jpg 605w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-punto-non-saldato-sormonto-300x270.jpg 300w" sizes="(max-width: 605px) 100vw, 605px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 3. Un punto non saldato sul bordo di un sormonto, segnato con il pennarello.</figcaption></figure>
<p>Le saldature mettono davanti a un bivio. I buchi possono essere accidentali e causati da altri. Una saldatura fatta male, invece, potrebbe essere riconducibile a chi ha posato il manto. Qui bisogna essere diplomatici: su una copertura grande le saldature sono tante, e nonostante i controlli qualcuna può sfuggire.</p>
<p>Il manuale di posa tedesco descrive la saldatura a mano in tre passaggi:</p>
<p>1. si fissa il sormonto con leggeri punti di attacco, distanziati da 40 a 50 cm, nella parte più interna del sormonto; 2. si fa una saldatura preliminare continua, sempre nella parte interna, che lascia verso il bordo una tasca aperta larga circa 4 cm; 3. si fa la saldatura finale, continua e larga almeno 2 cm, con il rullo pressore che passa parallelo all&#8217;ugello, a 2 o 3 cm, premendo in modo uniforme sul bordo del giunto.</p>
<p>Il manuale consiglia l&#8217;ugello largo 4 cm per i giunti della superficie e quello da 2 cm per i dettagli, e una temperatura esterna sopra i +5 °C. Durante la saldatura, scrive, si formano un cordone di saldatura minimo e una leggera striscia lucida di fianco al giunto. Un cordone largo e nero, o una colorazione nerastra vicino al giunto, vuol dire invece che il manto si sta surriscaldando, e temperatura o velocità vanno corrette subito. La scheda di un manto per fissaggio meccanico, di un altro produttore, chiede anche lei una larghezza effettiva della sovrapposizione saldata di almeno 20 mm.</p>
<p>Temperatura e velocità non sono le stesse per tutti. La scheda chiede di stabilirle con prove in cantiere prima di cominciare, e di regolarle secondo l&#8217;attrezzatura e il clima. Il manuale tedesco chiede la saldatura di prova all&#8217;inizio di ogni cantiere, con la saldatrice manuale e con quella automatica. I parametri si annotano sul pezzo di prova. Dopo il raffreddamento, sul pezzo si fa una pelatura nel senso della saldatura e in quello trasversale, e il giunto deve risultare largo in modo costante almeno 2 cm. Se cambiano il meteo o le condizioni del cantiere, il manuale consiglia di ripetere le prove.</p>
<p>Poi viene il controllo. Il manuale tedesco chiede di controllare ogni giunto dopo la saldatura, un tratto alla volta, e raccomanda di farlo fare a un operatore diverso dal saldatore. A saldatura raffreddata si appoggia contro il giunto un punteruolo a punta smussata, che nel gergo di cantiere si chiama «bastardo», come ricorda Broccolino, oppure un cacciavite smussato. Lo si fa scorrere lungo il giunto con una pressione media. Se l&#8217;attrezzo si incastra nel giunto, o se il giunto si apre, lì la saldatura non tiene e serve un intervento. Gli attrezzi a punta acuminata non vanno usati, perché c&#8217;è il pericolo di forare il manto.</p>
<p>Broccolino e D&#8217;Introna avvertono che il difetto trovato così può stare solo nella parte iniziale del sormonto oppure attraversarlo per tutta la larghezza. Il manuale tedesco chiede un controllo accurato anche dei giunti a T, dove si incontrano tre teli, per evitare perdite dovute ai capillari. Per il collaudo distruttivo descrive la pelatura: si tira il lembo saldato, e la saldatura è buona quando il materiale si strappa fuori dal giunto. I giunti che si staccano solo tirando con forza vanno valutati con prove di laboratorio. Si prelevano dalla zona dei giunti tre campioni di 20 x 20 cm ogni 1000 m².</p>
<p>Su questa copertura i punti non saldati li abbiamo chiusi come i buchi, con la guaina liquida armata.</p>
<h2 id="i-buchi-lasciati-dagli-attrezzi">I buchi lasciati dagli attrezzi</h2>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="839" height="608" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-buco-da-colpo.jpg" alt="Un piccolo strappo nel manto in TPO con il lembo sollevato, segnato con il pennarello" class="wp-image-5292" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-buco-da-colpo.jpg 839w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-buco-da-colpo-300x217.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-buco-da-colpo-768x557.jpg 768w" sizes="(max-width: 839px) 100vw, 839px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 4. Un buco lasciato da un colpo: un piccolo strappo con il lembo sollevato, segnato con il pennarello.</figcaption></figure>
<p>Il buco della fotografia 4 è piccolo: un colpo ha strappato il manto e ne ha sollevato un lembo. Sotto il manto, però, ci sono altri strati, ciascuno con la sua funzione.</p>
<p>Nei manti fissati meccanicamente, le stratigrafie dei produttori mettono sotto il telo la barriera al vapore e l&#8217;isolante, fissato al supporto per conto suo. A volte aggiungono uno strato di separazione o di compensazione. Il manuale di posa tedesco chiede questi strati in tre casi: supporto ruvido, materiali che possono interagire fra loro, reazione al fuoco. Come strato di separazione indica un velo di vetro, come strato di compensazione un tessuto sintetico di almeno 300 g/m². Il tessuto lo mette sul legno, sul calcestruzzo e sul vecchio bitume, il velo di vetro sul polistirene espanso fissato meccanicamente. Il quaderno del produttore italiano spiega che lo strato di compensazione livella le asperità del piano di posa. Così elimina il rischio di punzonamento, cioè che il telo si buchi premuto contro un&#8217;asperità.</p>
<p>La barriera al vapore, posata sotto l&#8217;isolante, regola il passaggio del vapore che dai locali va verso l&#8217;esterno, perché non si formi condensa dentro il pacchetto. Lo strato che deve impedire l&#8217;infiltrazione dell&#8217;acqua piovana è il manto: lo scrive lo stesso quaderno.</p>
<p>Qui il PIR sotto i buchi era asciutto. In un tetto caldo, però, l&#8217;acqua che passa sotto il manto trova un altro strato impermeabile, la barriera al vapore. Broccolino e D&#8217;Introna lo spiegano parlando delle prove d&#8217;invaso. Sopra la barriera l&#8217;acqua si sposta ancora, o resta trattenuta tutta dentro il pacchetto, e nei locali sotto può non vedersi niente subito.</p>
<h2 id="la-riparazione-con-la-guaina-liquida-armata">La riparazione con la guaina liquida armata</h2>
<p>Su questa copertura è stato deciso che si doveva lavorare con la guaina liquida armata.</p>
<p>La guaina liquida armata è una resina stesa in due mani, fresco su fresco: nella prima mano si annega un velo di rinforzo, la seconda lo satura del tutto. Sul TPO, però, senza primer non aderisce. Ho letto le schede di sistemi liquidi di tre produttori diversi, e chiedono tutte un primer dedicato. Due lo dichiarano fatto apposta per le poliolefine, la terza usa lo stesso primer sui propri manti in PVC e in TPO. Tutte e tre chiedono di pulire il manto con il solvente o il pulitore indicato prima del primer. Una chiede anche di carteggiarlo con una levigatrice a grana da 40 a 60. E nessuna dà il primer per buono su qualsiasi manto:</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>una ammette la riparazione sulle membrane sintetiche dello stesso produttore;</li>
<li style='margin-bottom:10px'>un&#8217;altra prende come supporto di riferimento la propria membrana, e sulle altre chiede prove di adesione in cantiere con la sua assistenza tecnica;</li>
<li style='margin-bottom:10px'>la terza chiede di contattarla prima di applicare il prodotto su una membrana specifica.</li>
</ul>
<p>Ho letto anche la valutazione tecnica europea di una resina liquida per coperture a base di polimetilmetacrilato. Elenca i supporti ammessi: calcestruzzo, malta, massetto, piastrelle, acciaio e rame, pannelli di legno, membrane bituminose con protezione minerale. Il TPO non c&#8217;è.</p>
<p>Per questo, quando servono dati più precisi di quelli che ho scritto qui, bisogna attenersi alla scheda tecnica del prodotto usato, che cambia da marca a marca. Consumi, tempi di attesa e condizioni di posa, quindi, qui non li scrivo.</p>
<p>Come ho risolto lo mostra la tavola 1, che riprende il disegno tecnico del sistema usato. Su ogni buco, e su ogni punto non saldato, la sequenza è stata questa:</p>
<p>1. si prepara il manto in TPO intorno al buco: levigatura superficiale dove serve, poi pulizia con un solvente a rapida evaporazione; 2. si stende il promotore di adesione, un primer specifico per supporti plastici; 3. si stende la prima mano di resina, il primo strato del sistema impermeabile armato; 4. nella resina ancora fresca si annega l&#8217;armatura, il velo di rinforzo, fino a impregnarla del tutto; 5. si stende la seconda mano di resina, fresco su fresco, fino a saturare l&#8217;armatura.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1238" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tav-1-riparazione-foro-tpo.png" alt="La riparazione a freddo di un foro nel manto in TPO, in sezione: isolante in PIR, manto con il buco al centro, promotore di adesione, prima mano di resina, armatura, seconda mano di resina" class="wp-image-5293" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tav-1-riparazione-foro-tpo.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tav-1-riparazione-foro-tpo-300x232.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tav-1-riparazione-foro-tpo-1024x792.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tav-1-riparazione-foro-tpo-768x594.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tav-1-riparazione-foro-tpo-1536x1188.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Tavola 1. La riparazione a freddo di un foro nel manto in TPO, in sezione e nell&#8217;ordine di posa: 1 isolante in PIR; 2 manto in TPO esistente, preparato; 3 il buco nel manto; 4 promotore di adesione; 5 prima mano di resina; 6 armatura; 7 seconda mano di resina, fresco su fresco. Gli spessori sono esagerati per farli vedere.</figcaption></figure>
<p>Nelle fotografie 5 e 6 ci sono due delle toppe finite.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1119" height="1149" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-toppa-finita-1.jpg" alt="Una toppa finita di guaina liquida armata sul manto in TPO, vista dall'alto" class="wp-image-5294" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-toppa-finita-1.jpg 1119w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-toppa-finita-1-292x300.jpg 292w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-toppa-finita-1-997x1024.jpg 997w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-toppa-finita-1-768x789.jpg 768w" sizes="(max-width: 1119px) 100vw, 1119px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 5. Una delle toppe finite: un quadrato di guaina liquida armata sul manto, visto dall&#8217;alto.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="704" height="666" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-toppa-finita-3.jpg" alt="Un'altra toppa finita di guaina liquida armata sul manto in TPO" class="wp-image-5295" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-toppa-finita-3.jpg 704w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/riparazione-tpo-tpo-toppa-finita-3-300x284.jpg 300w" sizes="(max-width: 704px) 100vw, 704px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 6. Un&#8217;altra toppa finita, con la stessa forma.</figcaption></figure>
<h2 id="chi-sale-dopo">Chi sale dopo</h2>
<p>Su quella copertura quello che era da fare l&#8217;ho fatto. Quello che consiglio vale per qualsiasi lavoro su una copertura, e riguarda chi sale dopo.</p>
<p>Al proprietario di un tetto come questo direi di coprire il manto durante le lavorazioni che vengono dopo la sua posa. Penso al montaggio dei motori di aerazione e dei parafulmini, e a tutto quello che si fa sul tetto quando il manto c&#8217;è già. E di pretendere la massima cura da chi sale su una copertura del genere. Anche la caduta di un martello, di un taglierino o di uno strumento di lavoro appuntito può danneggiare il manto.</p>
<p>Il manuale d&#8217;uso del produttore italiano dice anche con che cosa proteggerlo. Sul manto non si appoggia niente di pesante o di appuntito senza prima un piano di protezione, appoggio e ripartizione del carico, per esempio delle tavole in legno. Durante la manutenzione degli impianti chiede idonee opere provvisionali di protezione. Chiede di camminare sul manto con calzature adatte. Con le suole a carro armato bisogna controllare prima che nel battistrada non ci sia brecciolino, che può abradere o punzonare il manto. Impianti e macchinari non appoggiano direttamente sul manto, ma su basi che ripartiscano il carico, fatte di materiali e forme che non lo danneggino. Per ogni modifica, per esempio un camino nuovo o un impianto cambiato, chiede di rivolgersi per tempo all&#8217;impresa specializzata. L&#8217;opuscolo svizzero propone manti di protezione contro le azioni meccaniche, «in particolare durante la fase di costruzione».</p>
<p>La cosa più grave è che chi fa il danno, spesso, per paura non dice che in quel punto ha fatto un danno. Quel danno si potrebbe riparare subito. Tacendo l&#8217;accaduto, invece, si rischiano danni maggiori, se l&#8217;acqua filtra sotto il manto. A chi sale sul tetto dopo il mio lavoro chiedo cura. E se per sbaglio provoca un danno, anche di piccole dimensioni come un semplice buchino, chiedo il coraggio di chiamare chi è competente e di farlo sistemare subito. Lo stesso manuale d&#8217;uso, davanti a un danno accidentale, chiede di non fare riparazioni improprie e di rivolgersi sempre all&#8217;impresa specializzata.</p>
<p>Poi c&#8217;è la manutenzione programmata, che consiglio sempre. Il manuale d&#8217;uso del produttore propone una tabella di controlli, ciascuno con la sua cadenza e con chi lo deve fare. Ogni sei mesi il proprietario o chi conduce l&#8217;edificio pulisce le griglie parafoglie dei bocchettoni e la sporcizia sul manto, e questi controlli si possono affidare all&#8217;impresa con un contratto. Nella stessa tabella c&#8217;è il controllo visivo generale della copertura e di quello che ci è installato sopra. Ogni anno l&#8217;impresa specializzata controlla le scossaline e le lattonerie, la tenuta e l&#8217;adesione delle sigillature siliconiche, il manto con i suoi dettagli e accessori. In fondo al manuale c&#8217;è un esempio di lista di controllo da compilare.</p>
<h2 id="in-conclusione">In conclusione</h2>
<p>Il buco più pericoloso è quello che nessuno dice. Su questa copertura i difetti erano di tre tipi: buchi lasciati da colpi di attrezzi, qualche saldatura sfuggita ai controlli, e buchi chiusi con il silicone, che non aveva tenuto. Li abbiamo chiusi a freddo, con la guaina liquida armata. Sul TPO il silicone dello scaffale non tiene, e un sistema liquido aderisce solo con il suo primer, sui manti che il produttore ha previsto o provato. Per i dati vale la scheda tecnica del prodotto usato. Qui, sotto i buchi, il PIR era ancora asciutto. Un buco taciuto per paura resta aperto, e in un tetto caldo l&#8217;acqua che passa sotto il manto si sposta o resta chiusa nel pacchetto. Per questo a chi sale dopo chiedo cura, e il coraggio di chiamare subito.</p>
<h2 id="in-sintesi">In sintesi</h2>
<p>1. <strong>I difetti di questa copertura erano di tre tipi</strong>: punti dei sormonti non saldati correttamente, buchi da colpi di attrezzi caduti, buchi chiusi con il silicone che non aveva tenuto. 2. <strong>Il TPO è una poliolefina termoplastica, flessibile senza plastificanti</strong>: si salda per termofusione con l&#8217;aria calda e non si salda con il PVC. 3. <strong>Sul TPO il silicone generico non chiude un buco</strong>: un sigillante elastico aderisce solo con un primer dedicato, e anche così il giunto sigillato resta da tenere in manutenzione. 4. <strong>Il manuale di posa di un produttore chiede di controllare ogni saldatura a freddo</strong>, un tratto alla volta, con un punteruolo a punta smussata. Raccomanda che lo faccia un operatore diverso dal saldatore. Per i due produttori letti la saldatura effettiva è larga almeno 2 cm. 5. <strong>Su questa copertura è stato deciso di lavorare con la guaina liquida armata</strong>: una toppa a freddo, stesa sul manto preparato e sul suo primer. 6. <strong>Un sistema liquido sul TPO vuole il suo primer</strong> e il manto pulito, libero da siliconi. Vale sui manti che il produttore ha previsto o provato: per i dati si segue la scheda tecnica del prodotto usato. 7. <strong>Il manto va protetto durante i lavori che vengono dopo la posa</strong>, e chi lo danneggia deve dirlo subito. Un buco taciuto lascia passare l&#8217;acqua sotto il manto, dove si sposta o resta chiusa nel pacchetto.</p>
<h2 id="domande-frequenti">Domande frequenti</h2>
<p><strong>Il silicone va bene per chiudere un buco nel TPO?</strong><br />No. Sulle membrane FPO, secondo il manuale di posa tedesco, un sigillante elastico aderisce bene solo con un primer al silicone dedicato. Il manuale lo prevede per chiudere in alto i raccordi, dove può entrare l&#8217;acqua piovana. Anche lì il giunto sigillato resta da tenere in manutenzione. Prima di una riparazione con un sistema liquido, poi, il silicone va tolto: una delle schede vuole il manto libero da siliconi.</p>
<p><strong>TPO e PVC si saldano fra loro?</strong><br />No. L&#8217;opuscolo svizzero scrive che i manti in TPO non sono compatibili con quelli in PVC e non si possono saldare con essi.</p>
<p><strong>Che cosa c&#8217;è sotto un manto in TPO?</strong><br />Dipende dalla stratigrafia. In quelle a fissaggio meccanico dei produttori, sotto il manto ci sono la barriera al vapore e l&#8217;isolante. Dove serve, c&#8217;è anche uno strato di separazione in velo di vetro o uno strato di compensazione in tessuto sintetico. Fra gli isolanti dei sistemi che ho letto ci sono il polistirene espanso, il poliuretano espanso rigido PIR e la lana minerale. Su questa copertura sotto il manto c&#8217;era il PIR.</p>
<p><strong>Il manto in TPO ha una classe al fuoco?</strong><br />Come reazione al fuoco, il manuale di posa tedesco dichiara i suoi manti in classe E; i materiali incombustibili sono in classe A1. Il comportamento al fuoco dall&#8217;esterno si classifica invece per i tetti e le coperture dei tetti. Il sistema di classi lo ha istituito una decisione europea del 2001, con tre metodi di prova: t1, un tizzone acceso sul tetto; t2, tizzone e vento; t3, tizzone, vento e calore irraggiato. Fra i metodi non c&#8217;è una gerarchia comune, e la decisione lascia a ogni Stato la scelta delle prove e delle classi da chiedere. I produttori dichiarano la classe per le stratigrafie che hanno fatto provare. Una brochure avverte che modificarle fa decadere la classificazione, se il rapporto di prova non prevede la modifica.</p>
<p>Se sul manto si posa un impianto fotovoltaico, in un&#8217;attività soggetta ai controlli di prevenzione incendi, la linea guida dei Vigili del Fuoco del 1° settembre 2025 (nota n. 14030) indica più strade per evitare che un incendio passi dai pannelli all&#8217;edificio. Una è installare i pannelli su elementi di copertura incombustibili, in classe A1. Un&#8217;altra è mettere fra pannelli e piano di appoggio uno strato resistente al fuoco almeno EI 30, con uno strato continuo incombustibile in classe A1. La terza è l&#8217;accoppiamento fra pannelli e copertura. Qui la linea guida si riferisce a una specifica tecnica del 2012, che ha quattro metodi di prova. Considera accettabili in via generale tetti classificati Broof (t3) o (t4) e pannelli almeno in classe E di reazione al fuoco, classificati anch&#8217;essi Broof. Con le indicazioni del 2012, fra gli accoppiamenti accettati c&#8217;erano anche i tetti Broof (t2) con pannelli di classe 2. Resta sempre possibile una valutazione del rischio. Una nota di chiarimento del 10 settembre 2025 permette a chi aveva già avviato concretamente le procedure di completare il lavoro con le regole precedenti.</p>
<p><strong>Che cosa si fa se si buca il manto?</strong><br />Si chiama subito chi è competente: un buco piccolo si può riparare subito, mentre un buco taciuto lascia passare l&#8217;acqua sotto il manto. Il manuale d&#8217;uso del produttore italiano chiede di non fare riparazioni improprie e di non mettere pezze di membrana bituminosa. Ammette un nastro butilico con lamina di alluminio, posato dopo aver pulito il manto con acqua, solo in caso di estrema necessità e urgenza. È un intervento di emergenza, provvisorio e di limitata durata, e dopo serve la riparazione dell&#8217;impresa specializzata.</p>
<h2 id="fonti">Fonti</h2>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'>Tutte lette sul testo. I documenti dei produttori sono indicati per tipo, senza nomi, per scelta editoriale.</p>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Storia del materiale</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Fondazione Nobel, <em>The Nobel Prize in Chemistry 1963</em>, pagina ufficiale con la motivazione. <a href="https://www.nobelprize.org/prizes/chemistry/1963/summary/" target="_blank" rel="noopener">nobelprize.org</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Fondazione Nobel, <em>Giulio Natta. Biographical</em>, da <em>Les Prix Nobel</em>, 1963. <a href="https://www.nobelprize.org/prizes/chemistry/1963/natta/biographical/" target="_blank" rel="noopener">nobelprize.org</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Politecnico di Milano, Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica «Giulio Natta», <em>Polipropilene e Polichina</em>. <a href="https://www.cmic.polimi.it/en/magazine/stories/polipropilene-e-polichina/" target="_blank" rel="noopener">cmic.polimi.it</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>American Chemical Society, <em>Discovery of Polypropylene and High-Density Polyethylene</em>, National Historic Chemical Landmark, 1999, letta nella copia d&#8217;archivio del 3 marzo 2024. <a href="https://web.archive.org/web/20240303062152/https://www.acs.org/education/whatischemistry/landmarks/polypropylene.html" target="_blank" rel="noopener">web.archive.org</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>P. Galli, <em>The reactor granule technology: a revolutionary approach to polymer blends and alloys</em>, Macromolecular Symposia 78, 1994, pp. 269-284, DOI 10.1002/masy.19940780123 (letto il sommario, aperto dal browser sul sito dell&#8217;editore Wiley).</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Commissione europea, decisione dell&#8217;8 giugno 1994, caso IV/M.269, punti 30 e 54. <a href="https://ec.europa.eu/competition/mergers/cases/decisions/m269_19940608_600_en.pdf" target="_blank" rel="noopener">ec.europa.eu</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>CIB W083, <em>TPO roof membrane systems: a world historical perspective and summary of best practice</em>, pubblicazione 424, ottobre 2021, pp. 3-4, 11. <a href="https://cibworld.org/wp-content/uploads/2022/01/CIB-W83-TPO-Roof-Membranes-Systems-Historical-Perspectives-and-Guidelines-Final-424.pdf" target="_blank" rel="noopener">cibworld.org</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>H.-R. Beer, C. Kerber, G. Rieche, J.-L. Schläpfer, H. Unold, S. Wehrle, <em>Longterm field studies and residual service life prediction of FPO roofing membranes</em>, XII convegno internazionale sulla durabilità dei materiali da costruzione (DBMC), Porto, 2011, p. 2. <a href="https://www.irbnet.de/daten/iconda/CIB22563.pdf" target="_blank" rel="noopener">irbnet.de</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>UNI, scheda della UNI EN 13956:2006, in vigore dal 16 febbraio 2006, ritirata il 7 febbraio 2013. <a href="https://store.uni.com/uni-en-13956-2006" target="_blank" rel="noopener">store.uni.com</a>.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Ricerche e articoli tecnici</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>A. Broccolino, A. D&#8217;Introna, articolo sui collaudi delle opere di impermeabilizzazione, <em>Specializzata</em> n. 196, novembre-dicembre 2010, BE-MA editrice, Milano, pp. 2-4.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>A. Broccolino, <em>Impermeabilizzazione di fondazioni in falda con utilizzo di membrane polimeriche prefabbricate (TPO e PVC-P)</em>, documento tecnico, p. 1.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>A. Broccolino con A. Rotolo e F. Vallati, articolo sui danni da grandine sulle coperture impermeabilizzate, <em>Specializzata</em> n. 217, febbraio 2014, BE-MA editrice, Milano.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Documenti pubblici sul fuoco</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Commissione europea, decisione 2001/671/CE del 21 agosto 2001, sulla classificazione del comportamento al fuoco esterno dei tetti e delle coperture dei tetti, Gazzetta ufficiale delle Comunità europee L 235 del 4 settembre 2001, pp. 20-22. <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:32001D0671" target="_blank" rel="noopener">eur-lex.europa.eu</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Ministero dell&#8217;Interno, Dipartimento dei Vigili del Fuoco, <em>Testo coordinato della Nota 01 settembre 2025, n° 14030. Linea guida di prevenzione incendi per la progettazione, installazione, esercizio, manutenzione di impianti fotovoltaici</em>, settembre 2025, pp. 10, 21-23, 27, 34. <a href="https://www.vigilfuoco.it/sites/default/files/2025-09/COORD_NOTA_01_09_2025_n_14030_linee_guida_FV.pdf" target="_blank" rel="noopener">vigilfuoco.it</a>.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Documenti dei produttori</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Istruzioni per la posa dei manti in FPO di un produttore tedesco di sistemi per coperture, edizione italiana 10/2024, pp. 6-7, 15, 17, 19, 22-24, 26, 34, 73.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Opuscolo dei sistemi per tetti piani in TPO di un produttore, edizione svizzera in italiano, 08/2019, pp. 2, 10, 12, 15.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Scheda dati di un manto sintetico in FPO per fissaggio meccanico, gennaio 2026, p. 5.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Quaderno tecnico dei sistemi a vista fissati meccanicamente di un produttore italiano, 06/2017, pp. 10-12, 59, 70.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Quaderno tecnico dei sistemi di copertura in FPO/TPO dello stesso produttore, 08/2018, pp. 5, 13, 24, 34.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Manuale d&#8217;uso, controllo e manutenzione dei manti in FPO/TPO dello stesso produttore, revisione 07/2020, pp. 5-6, 8-14.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Schede tecniche di sistemi impermeabilizzanti liquidi e dei loro primer per il TPO, di tre produttori, edizioni dal 2015 al 2025 (una senza data).</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Valutazione tecnica europea di una resina liquida per coperture a base di polimetilmetacrilato, 2017, p. 2.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Brochure sui sistemi di copertura classificati Broof di un produttore, 2021, p. 10.</li>
</ul>
<h2 id="lautore">L&#8217;autore</h2>
<p>Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense; anni di cantiere. Autore di &#8220;Murature umide: cause e rimedi&#8221; (Grafill, 2026).</p>
<p>Il volume è disponibile su <a href="https://www.amazon.it/Murature-umide-Prevenzione-interventi-risanamento/dp/8827705309" target="_blank" rel="noopener">Amazon</a> e su <a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html#/4-versione-libro" target="_blank" rel="noopener">Grafill</a>.</p>
<p><script type='application/ld+json'>{"@context": "https://schema.org", "@type": "FAQPage", "mainEntity": [{"@type": "Question", "name": "Il silicone va bene per chiudere un buco nel TPO?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "No. Sulle membrane FPO, secondo il manuale di posa tedesco, un sigillante elastico aderisce bene solo con un primer al silicone dedicato. Il manuale lo prevede per chiudere in alto i raccordi, dove può entrare l'acqua piovana. Anche lì il giunto sigillato resta da tenere in manutenzione. Prima di una riparazione con un sistema liquido, poi, il silicone va tolto: una delle schede vuole il manto libero da siliconi."}}, {"@type": "Question", "name": "TPO e PVC si saldano fra loro?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "No. L'opuscolo svizzero scrive che i manti in TPO non sono compatibili con quelli in PVC e non si possono saldare con essi."}}, {"@type": "Question", "name": "Che cosa c'è sotto un manto in TPO?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Dipende dalla stratigrafia. In quelle a fissaggio meccanico dei produttori, sotto il manto ci sono la barriera al vapore e l'isolante. Dove serve, c'è anche uno strato di separazione in velo di vetro o uno strato di compensazione in tessuto sintetico. Fra gli isolanti dei sistemi che ho letto ci sono il polistirene espanso, il poliuretano espanso rigido PIR e la lana minerale. Su questa copertura sotto il manto c'era il PIR."}}, {"@type": "Question", "name": "Il manto in TPO ha una classe al fuoco?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Come reazione al fuoco, il manuale di posa tedesco dichiara i suoi manti in classe E; i materiali incombustibili sono in classe A1. Il comportamento al fuoco dall'esterno si classifica invece per i tetti e le coperture dei tetti. Il sistema di classi lo ha istituito una decisione europea del 2001, con tre metodi di prova: t1, un tizzone acceso sul tetto; t2, tizzone e vento; t3, tizzone, vento e calore irraggiato. Fra i metodi non c'è una gerarchia comune, e la decisione lascia a ogni Stato la scelta delle prove e delle classi da chiedere. I produttori dichiarano la classe per le stratigrafie che hanno fatto provare. Una brochure avverte che modificarle fa decadere la classificazione, se il rapporto di prova non prevede la modifica."}}, {"@type": "Question", "name": "Che cosa si fa se si buca il manto?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Si chiama subito chi è competente: un buco piccolo si può riparare subito, mentre un buco taciuto lascia passare l'acqua sotto il manto. Il manuale d'uso del produttore italiano chiede di non fare riparazioni improprie e di non mettere pezze di membrana bituminosa. Ammette un nastro butilico con lamina di alluminio, posato dopo aver pulito il manto con acqua, solo in caso di estrema necessità e urgenza. È un intervento di emergenza, provvisorio e di limitata durata, e dopo serve la riparazione dell'impresa specializzata."}}]}</script><br />
<!--mxLA--></p>
<div style='background:#f6f7f9;border:1px solid #e3e6ea;border-radius:8px;padding:14px 18px;margin:26px 0'><strong style='color:#b11f24'>Leggi anche</strong></p>
<ul style='margin:8px 0 0 18px'>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-dei-giunti/">Sul giunto si impermeabilizza un movimento</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
</ul>
</div>
<p><!--/mxLA--></p>
<hr style='border:none;border-top:3px solid #b11f24;margin-top:34px'>
<table style='width:100%;border-collapse:collapse;font-family:Arial,sans-serif;color:#2a3340;font-size:14px;line-height:1.6'>
<tr>
<td style='vertical-align:top;padding-right:20px'>
<div style='font-size:16px;font-weight:700;color:#b11f24'>Ditta Renzo-ArtHome</div>
<div style='font-weight:600'>di Spedicato Oronzo</div>
<div style='color:#5a6577;margin-bottom:8px'>Specialista in risanamenti di interrati e umidit&agrave; di risalita</div>
<div><strong>Web:</strong> <a href="https://www.renzo-arthome.com">www.renzo-arthome.com</a></div>
<div><strong>E-mail:</strong> renzo.spedicato@gmail.com &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>PEC:</strong> renzoarthome@pec.it</div>
<div><strong>Cell.:</strong> +39 335 844 2978 &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>Ufficio:</strong> +39 371 775 4189</div>
<div style='color:#5a6577'>P.IVA 02475540304</div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://www.renzo-arthome.com/preventivo-gratuito/" style="display:inline-block;background:#b11f24;color:#fff;padding:9px 16px;border-radius:6px;font-weight:700;text-decoration:none">Chiedi un preventivo &rarr;</a></div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://wa.me/393358442978" target="_blank" rel="noopener" title="WhatsApp" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-whatsapp.png' alt='WhatsApp' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.facebook.com/RenzoArtHome" target="_blank" rel="noopener" title="Facebook" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-facebook.png' alt='Facebook' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.linkedin.com/in/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="LinkedIn" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-linkedin.png' alt='LinkedIn' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.tiktok.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="TikTok" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-tiktok.png' alt='TikTok' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.youtube.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="YouTube" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-youtube.png' alt='YouTube' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.instagram.com/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="Instagram" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-instagram.png' alt='Instagram' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a></div>
</td>
<td style='vertical-align:top;width:150px;text-align:center'><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/murature-umide-copertina.jpg' alt='Murature umide: cause e rimedi' width='120' style='border:1px solid #ddd;border-radius:4px'></a></p>
<div style='font-size:12px;color:#5a6577;margin-top:6px'><strong>Murature umide: cause e rimedi</strong><br />Grafill, 2026<br /><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener">Vai al libro &rarr;</a></div>
</td>
</tr>
</table>
<style>#rahLATO{margin:44px auto 0;max-width:680px;font-family:'Open Sans',sans-serif}#rahLATO *{box-sizing:border-box}#rahLATO .rahL-int{background:#fff;border:1px solid #d9dde2;padding:18px 16px 10px}#rahLATO .rahL-tit{font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:700;font-size:15px;letter-spacing:.16em;text-transform:uppercase;color:#262a33;margin:0 0 2px}#rahLATO p{margin:0!important;padding:0!important}#rahLATO .rahL-blog-r{margin:0 0 4px}#rahLATO .rahL-pagine{margin:0 0 12px}#rahLATO .rahL-blog{display:inline-block;font-size:13.5px;color:#a06a00;text-decoration:none;margin:0;border:0}#rahLATO .rahL-blog:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO details{margin:0 0 7px;border-left:4px solid var(--rahf)}#rahLATO summary{cursor:pointer;list-style:none;display:flex;align-items:baseline;gap:8px;font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:600;font-size:14px;color:#2f3440;padding:9px 8px 9px 10px;background:var(--rahv);margin:0}#rahLATO summary::-webkit-details-marker{display:none}#rahLATO summary:before{content:"+";font-weight:700;color:#2f3440;opacity:.55;width:13px;flex:none}#rahLATO details[open]>summary:before{content:"\2212"}#rahLATO .rahL-n{margin-left:auto;font-weight:400;font-size:11.5px;color:#5a6577}#rahLATO ul{list-style:none!important;margin:0!important;padding:6px 4px 8px 12px!important;background:var(--rahv);background:color-mix(in srgb,var(--rahv) 32%,#fff)}#rahLATO li{margin:0!important;padding:4px 6px!important;font-size:13px;line-height:1.45;border-left:2px solid transparent;list-style:none!important}#rahLATO li:before{display:none!important;content:none!important}#rahLATO li a{color:#3f4450;text-decoration:none;border:0;box-shadow:none}#rahLATO li a:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO li.rahL-qui{background:#fdf6d8;border-left-color:#eddf21}#rahLATO li.rahL-qui span{font-weight:600;color:#262a33}#rahLATO li.rahL-qui .rahL-segno{display:block;font-weight:400;font-size:10.5px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#5a6577;margin-top:1px}@media(min-width:1490px){body.postid-5296{overflow:visible!important}article.post-5296{position:relative}#rahLATO{position:absolute;top:0;right:-241px;bottom:0;width:225px;max-width:none;margin:0}#rahLATO .rahL-int{position:sticky;top:106px;max-height:calc(100vh - 126px);overflow-y:auto;padding:14px 12px 8px}#rahLATO summary{font-size:12.5px;padding:8px 6px 8px 8px}#rahLATO li{font-size:12px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:13px}}@media(min-width:1710px){#rahLATO{right:-336px;width:300px}#rahLATO .rahL-int{padding:18px 16px 10px}#rahLATO summary{font-size:14px}#rahLATO li{font-size:13px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:15px}}</style>
<div id="rahLATO">
<div class="rahL-int">
<div class="rahL-tit">Gli articoli</div>
<div class="rahL-blog-r"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/blog/">Indice del blog &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-fase-per-fase/">La casa fase per fase &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/decoder-diagnostico-edile/">Il decoder diagnostico &rarr;</a></div>
<details style="--rahv:#dcebf5;--rahf:#7fadd1">
<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">Le malte impermeabili nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">La barriera chimica nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">Ma come si cura una risalita?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/improvvisamente-l-umidita-di-risalita/">Improvvisamente, l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-danno-e-dove-l-acqua-se-ne-va/">Il danno è dove l&#8217;acqua se ne va</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">Chi dimezza la macchia raddoppia l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">Umidità di risalita e sali solubili: perché bloccare l&#8217;umidità è solo metà del risanamento, e perché l&#8217;asciugatura richiede da mesi ad anni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo un intervento contro l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-risalita-impermeabilizzazione-in/">L&#8217;innalzamento dell&#8217;umidità di risalita in seguito a interventi di impermeabilizzazione dall&#8217;interno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/doppia-barriera-protocollo-renzo-arthome/">Barriere chimiche non occludenti in zona di marea: bastano davvero contro la pressione idrostatica?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">L’umidità igroscopica nell’edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-primaria-e-sali-renzo-arthome/">Umidità di risalita capillare primaria</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radici-stabilita-versanti/">Le radici tengono il terreno solo dove lo attraversano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vegetazione-sui-muri/">Il verde sul muro non è un problema di giardinaggio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">31</span></summary>
<ul>
<li class="rahL-qui"><span>Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-dei-giunti/">Sul giunto si impermeabilizza un movimento</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-intorno-alla-casa/">Impermeabilizzare il muro è l&#8217;ultima mossa, non la prima</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/costruire-casa-senza-umidita/">La casa asciutta si decide in cantiere</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">Tre centimetri invece di una demolizione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/prima-la-strategia-poi-il-prodotto/">Prima la strategia, poi il prodotto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">La spinta idrostatica nelle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">Il seminterrato fra infiltrazioni, umidità e radon: un approccio integrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/fontana-dei-grifi-allinterno-del-castello-miramare-di-trieste/">Fontana dei Grifi all&#8217;interno del castello Miramare di Trieste</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/interventi-di-impermeabilizzazioni/">Impermeabilizzazioni: come intervenire e quali soluzioni scegliere</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#d9edea;--rahf:#7dbcb5">
<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">16</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-problema-non-e-la-pioggia/">Il problema non è la pioggia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">Umidità di rimbalzo (rain splash)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-meteorica-cap/">Umidità meteorica (penetrating damp)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-condensazione/">Umidità da condensazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sindrome-dell-edificio-malato/">Sindrome dell&#8217;edificio malato: cause, sintomi e soluzioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffe-indoor/">Muffe indoor</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">Condensa interstiziale in edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f2e9d5;--rahf:#c9a970">
<summary>Vespai e solai<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-piove-dal-predalles/">Quando piove dal predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-normative-e-calcoli/">Vespaio aerato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1431-2/">Le infiltrazioni nei predalles: analisi e metodologie di intervento</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#f5e3dc;--rahf:#cf9484">
<summary>Casi Studio<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li class="rahL-qui"><span>Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f4eecb;--rahf:#c9b954">
<summary>Norme e libro<span class="rahL-n">5</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/normativa-salubrita-edifici/">Quadro normativo sulla salubrità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1443-2/">Materiali da costruzione radioattivi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pubblicato-il-libro-murature-umide-cause-e-rimedi/">Pubblicato il libro “Murature umide: cause e rimedi”</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#ebedf0;--rahf:#a7adb8">
<summary>Altri articoli<span class="rahL-n">1</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pavimenti-in-resina-nei-dettagli/">I pavimenti in resina nei dettagli</a></li>
</ul>
</details>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</title>
		<link>https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/</link>
					<comments>https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[renzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 04:48:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Casi Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Condensa, muffe e microclima]]></category>
		<category><![CDATA[Interrati e impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[asciugatura]]></category>
		<category><![CDATA[deumidificazione]]></category>
		<category><![CDATA[interrati]]></category>
		<category><![CDATA[muffe]]></category>
		<category><![CDATA[sali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.renzo-arthome.com/?p=5071</guid>

					<description><![CDATA[<p>Due settimane dopo il nubifragio i muri del seminterrato erano puliti, ma ancora bagnati. Il diario di un'asciugatura in corso, quando non si hanno tutti i dati a disposizione: termocamera, deumidificatori e pannelli radianti spostati per gradi, una zona alla volta.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style='font-size:19px;color:#5a6577'><em>Due settimane dopo il nubifragio i muri del seminterrato erano puliti, ma ancora bagnati. Come ci si comporta quando non si hanno tutti i dati a disposizione?</em></p>
<p><em>Diario di cantiere in corso: il lavoro va avanti e il diario si aggiorna fino alla fine. Ultima puntata: l&#8217;asciugatura mirata. Le puntate nuove si aggiungono prima della conclusione.</em></p>
<div id="rahTOC" style="border:1px solid #e2e5ea;border-radius:6px;padding:20px 24px;margin:0 0 32px;background:#fafbfc">
<p style="margin:0 0 10px;font-weight:600;color:#1a2233;font-size:16px">Indice</p>
<ol style="margin:0;padding-left:20px;line-height:1.6">
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#muri-puliti-ma-bagnati" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Muri puliti ma bagnati</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-termocamera-conferma-quello-che-si-vede" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La termocamera conferma quello che si vede</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#perche-non-da-solo-e-perche-non-in-fretta" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Perché non da solo, e perché non in fretta</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-settore-1-laria-gira-dentro-i-pannelli-stanno-lontani" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il settore 1: l&#8217;aria gira dentro, i pannelli stanno lontani</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#giorno-24-la-base-resta-fredda" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Giorno 24: la base resta fredda</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-muffe-sono-venute-fuori-con-gli-apparecchi-accesi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le muffe sono venute fuori con gli apparecchi accesi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#che-cosa-resta-da-fare" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Che cosa resta da fare</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-prassi-e-come-ho-lavorato-qui" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La prassi, e come ho lavorato qui</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lasciugatura-mirata-una-zona-alla-volta" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;asciugatura mirata, una zona alla volta</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-conclusione" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In conclusione</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-sintesi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In sintesi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#nota-di-calcolo" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Nota di calcolo</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#fonti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Fonti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lautore" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;autore</a></li>
</ol>
</div>
<h2 id="muri-puliti-ma-bagnati">Muri puliti ma bagnati</h2>
<p>Dopo un nubifragio di poche ore, in una località costiera, molte abitazioni hanno avuto i piani interrati sott&#8217;acqua. Mi hanno chiamato per uno di questi: un seminterrato con locali di servizio e un garage, dove non vive nessuno. Quando sono sceso la prima volta erano passati quindici giorni dall&#8217;allagamento, e ho trovato muri puliti ma bagnati. Sulle pareti le muffe si stavano formando, ma non erano ancora evidenti.</p>
<p>Qualcuno si chiederà perché sono arrivato dopo due settimane. Quando sono stato chiamato a interessarmi della situazione erano già passati quei giorni: altrimenti avrei cominciato molto prima. Nel frattempo, prima del mio arrivo, il fango era stato tolto e le pareti erano state lavate. Era passato anche un ingegnere, che sulla struttura aveva detto che era tutto a posto. Un elettricista, poi, aveva messo in sicurezza l&#8217;impianto: le placche e i frutti di diversi punti elettrici risultavano smontati, con le scatole aperte.</p>
<p>Del giorno dell&#8217;allagamento ho le fotografie della committenza. L&#8217;acqua è scesa lungo la rampa carrabile, con ogni probabilità acqua piovana, e dal piede della rampa ha invaso i locali fino a oltre un metro. Sulle pareti ha lasciato una riga di detriti, a circa 1,33 metri dal pavimento, e quella riga è la misura dell&#8217;altezza raggiunta dall&#8217;acqua.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1200" height="860" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-evento-locale-fango-committenza-r.jpg" alt="Locale del seminterrato il giorno dell'allagamento, con il fango sul pavimento e il segno dell'acqua sulle pareti" class="wp-image-5058" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-evento-locale-fango-committenza-r.jpg 1200w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-evento-locale-fango-committenza-r-300x215.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-evento-locale-fango-committenza-r-1024x734.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-evento-locale-fango-committenza-r-768x550.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 1. Giorno 0: un locale dopo il ritiro dell&#8217;acqua, con il fango sul pavimento e il segno dei detriti sulle pareti. Fotografia gentilmente concessa dalla committenza.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1536" height="2048" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-evento-metro-linea-acqua-committenza.jpg" alt="Il metro appoggiato alla parete sulla riga lasciata dall'acqua" class="wp-image-5059" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-evento-metro-linea-acqua-committenza.jpg 1536w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-evento-metro-linea-acqua-committenza-225x300.jpg 225w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-evento-metro-linea-acqua-committenza-768x1024.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-evento-metro-linea-acqua-committenza-1152x1536.jpg 1152w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 2. Giorno 0: il metro sulla riga lasciata dall&#8217;acqua. Fotografia gentilmente concessa dalla committenza.</figcaption></figure>
<p>Al sopralluogo ho fatto le mie indagini, con l&#8217;ispezione visiva e l&#8217;indagine termografica, e le mie valutazioni. Poi ho presentato alla committenza un progetto di risanamento, e la committenza l&#8217;ha accettato. L&#8217;incarico è questo: asciugare i locali secondo quel progetto, per evitare problemi futuri.</p>
<p>Non è stata chiesta una perizia. Prima di un intervento come questo le linee guida prevedono una serie di analisi, e di norma si fanno. In cantiere, però, capita di dover decidere con quello che si ha: qui l&#8217;ispezione visiva e la termocamera, poi le misure con gli apparecchi accesi. Le analisi previste le metto in fila alla fine del racconto, e per ognuna dico che cosa ho usato al suo posto.</p>
<h2 id="la-termocamera-conferma-quello-che-si-vede">La termocamera conferma quello che si vede</h2>
<p>Che i muri fossero bagnati si vedeva già a occhio. Per esserne sicuro ho fatto una prima ricognizione con la termocamera, locale per locale: 32 termogrammi in otto minuti, fra le 9:37 e le 9:45. La termocamera mi ha dato la conferma.</p>
<p>La termocamera legge la radiazione infrarossa che esce dalle superfici e la traduce in temperature, punto per punto, in una mappa di colori: il termogramma, come lo chiama la norma sulla termografia degli edifici, la ISO 6781-1. L&#8217;acqua la fa vedere in due modi. Il primo è l&#8217;evaporazione: dove la faccia di un muro bagnato evapora, l&#8217;evaporazione le toglie calore, e quella zona risulta più fredda della parte asciutta accanto. Lo descrivono Garrido e colleghi, nel 2020, e Dafico e colleghi, nel 2022, nei loro studi sui metodi per rilevare l&#8217;umidità negli edifici. Il secondo è la lentezza. L&#8217;acqua ha un calore specifico più alto dei materiali da costruzione asciutti, scrivono Dafico e colleghi: per scaldarsi di un grado le serve più calore. Per questo un materiale bagnato cambia temperatura più lentamente di uno asciutto. La guida del costruttore della termocamera per l&#8217;edilizia ne fa un accorgimento: far cambiare temperatura alla costruzione e guardare quali parti restano indietro.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1130" height="720" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2239.jpg" alt="Termogramma: parete con i punti elettrici smontati, zona fredda con limite superiore ondulato" class="wp-image-5060" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2239.jpg 1130w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2239-300x191.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2239-1024x652.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2239-768x489.jpg 768w" sizes="(max-width: 1130px) 100vw, 1130px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Termogramma 1. Giorno 15, parete con i punti elettrici smontati: la parte bassa, in blu, sta intorno a 17 °C e la parte alta a destra intorno a 18,5 °C, con un limite superiore ondulato. Scala 16,5-19,5 °C.</figcaption></figure>
<p>Nei termogrammi di questo cantiere il blu, l&#8217;azzurro e il verde sono le zone più fredde, dove la faccia è ancora bagnata; il giallo e il rosso sono le più calde, e in superficie più asciutte. Ogni immagine ha la sua scala, scritta a destra, e si legge per differenze dentro la stessa immagine: lo stesso colore in due immagini diverse non vuol dire la stessa temperatura. Tutti i termogrammi hanno la stessa tavolozza e una scala di ampiezza fissa, di 3 o di 6 °C secondo l&#8217;immagine. Le impostazioni della termocamera, emissività e temperatura riflessa, sono nella nota di calcolo.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1130" height="720" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2229.jpg" alt="Termogramma: parete con tavolo, fascia fredda alla base" class="wp-image-5061" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2229.jpg 1130w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2229-300x191.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2229-1024x652.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2229-768x489.jpg 768w" sizes="(max-width: 1130px) 100vw, 1130px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Termogramma 2. Giorno 15, parete con il tavolo: la fascia alla base è circa 1 °C più fredda del resto. Scala 19,0-22,0 °C.</figcaption></figure>
<p>La termocamera, però, legge solo la faccia: nell&#8217;intonaco arriva al massimo a circa un centimetro e mezzo quando il muro viene scaldato apposta, e meno senza, scrivono Garrido e colleghi, e non dice quanta acqua c&#8217;è più in fondo. Inoltre una zona fredda non è per forza acqua. Un ponte termico, per esempio, abbassa la temperatura della faccia interna: è un punto della costruzione meno isolato di quelli intorno, come una trave, un solaio o un pilastro in calcestruzzo. L&#8217;aria fredda che entra da una fessura raffredda la superficie lungo cui scorre. Un tubo caldo nel muro, al contrario, disegna una zona calda. Sono i casi che descrive la guida del costruttore della termocamera. Un&#8217;altra pagina dello stesso costruttore, sulla ricerca delle perdite d&#8217;acqua, scrive che quello che sembra umidità va sempre confermato con un misuratore di umidità. La norma sulla termografia degli edifici dice che l&#8217;esame termografico va spesso confermato con altri metodi, fra cui i misuratori di umidità.</p>
<p>Qui, però, le zone fredde stavano su muri che si vedevano bagnati già a occhio. E al sopralluogo l&#8217;igrometro, il misuratore di umidità del muro, non l&#8217;ho usato: non mi serviva un dato preciso, e la percentuale di umidità del muro, quel giorno, non mi interessava. Mi interessava l&#8217;asciugatura finale. Più che da dove parto, mi interessa dove devo arrivare.</p>
<h2 id="perche-non-da-solo-e-perche-non-in-fretta">Perché non da solo, e perché non in fretta</h2>
<p>La committenza mi ha chiesto subito di salvare le malte. Ho risposto che se si salvano lo potrò dire solo ad asciugatura completa. Sulle pareti, in alcuni punti, affioravano sali in superficie. E siamo in zona costiera. Woolfitt, in un articolo del 2000 sui sali solubili nelle murature, mette il sale marino fra le fonti esterne dei sali che possono degradare una muratura.</p>
<p>L&#8217;errore che vedo fare più spesso, dopo un allagamento, è pensare che i muri si asciughino in fretta lasciando le finestre aperte o facendo solo girare l&#8217;aria. Non sempre si può fare, e in un caso come questo non funziona. Qui l&#8217;asciugatura va calcolata, per evitare le muffe, le efflorescenze e le sub-efflorescenze. Le linee guida dell&#8217;agenzia federale americana per le emergenze, la FEMA, danno da due a quattro settimane per i locali perimetrali con un&#8217;ottima ventilazione. Per i locali interni o poco ventilati danno da quattro a sei settimane o più. Una guida pubblicata nel 2010 per il governo britannico riporta che l&#8217;asciugatura naturale di un edificio allagato richiede mesi, e che con gli apparecchi i tempi scendono a settimane. Sono indicazioni per le abitazioni in genere, non per i seminterrati in particolare. Nelle prove del Fraunhofer, l&#8217;istituto tedesco di fisica delle costruzioni, l&#8217;asciugatura naturale non è bastata ad asciugare i componenti bagnati.</p>
<p>Asciugare in fretta, però, ha un altro rischio, che riguarda i sali. L&#8217;acqua, per uscire dal muro, deve passare dallo stato liquido al vapore. All&#8217;inizio il flusso capillare la richiama attraverso i pori fino alla faccia, dove evapora, come descrive Luckins in uno studio del 2025 sull&#8217;asciugatura dei materiali porosi; e con sé porta in soluzione i sali solubili che trova. Sono quelli entrati con l&#8217;allagamento e, a volte, quelli contenuti nei materiali da costruzione. Dove l&#8217;acqua evapora, il vapore se ne va e i sali restano e cristallizzano. Se l&#8217;acqua evapora lentamente, la soluzione fa in tempo ad arrivare in superficie prima di evaporare, e i sali cristallizzano fuori: sono le efflorescenze. Se evapora in fretta, i sali si accumulano e cristallizzano dentro il muro, nei pori sotto la superficie: è la sub-efflorescenza. Che sia la velocità dell&#8217;evaporazione a decidere dove cristallizzano i sali lo riportano Cappai e colleghi, nel loro studio del 2024 sulla cristallizzazione dei sali nel calcare.</p>
<p>Crescendo nei pori, i cristalli spingono sulle loro pareti: è la pressione di cristallizzazione, che può degradare mattoni e malte. Woolfitt scrive che i pori più fini non riescono a contenere i sali che si accumulano, e alla fine vengono rotti dalle forze espansive della crescita dei cristalli. Scrive anche che l&#8217;efflorescenza in vista può essere relativamente innocua rispetto alla cristallizzazione nascosta nei pori sotto la superficie. L&#8217;efflorescenza in vista, poi, si asporta prima del ripristino. Dentro il muro, invece, i sali restano: molti sono igroscopici, cioè assorbono l&#8217;acqua dall&#8217;aria dell&#8217;ambiente, e possono riattivarsi e dare problemi di umidità igroscopica. Di come i sali lavorano nel muro ho scritto in <a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a> e in <a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a>.</p>
<p>Per questo servivano gli apparecchi, e l&#8217;asciugatura va fatta per gradi. A chi mi chiede perché ci vuole tanto tempo rispondo così: il muro deve asciugarsi lentamente, per non degradare mattoni e malte con i sali e non doverle rifare.</p>
<h2 id="il-settore-1-laria-gira-dentro-i-pannelli-stanno-lontani">Il settore 1: l&#8217;aria gira dentro, i pannelli stanno lontani</h2>
<p>Prima di accendere, alcune contropareti in cartongesso allagate, ormai compromesse, sono state smontate. Per i materiali porosi l&#8217;Istituto Superiore di Sanità, nelle indicazioni ai cittadini dopo un&#8217;alluvione, dà un criterio: vanno eliminati quelli rimasti bagnati per più di 48 ore, che non si possono pulire né asciugare. Ho anche controllato i corrugati dei punti allagati, cioè i tubi flessibili nel muro dentro cui passano i cavi elettrici: dove c&#8217;era acqua ho usato l&#8217;aria compressa e l&#8217;aspirapolvere, e poi ho insufflato aria calda a temperatura moderata, per non danneggiare i cavi. I punti allagati che non servono restano aperti, con le scatole senza placca: sono sfoghi per i corrugati e punti in cui l&#8217;evaporazione è maggiore, e per questo vanno lasciati aperti, ma messi in sicurezza.</p>
<p>Il giorno 19 abbiamo posato gli apparecchi del primo settore. Un settore è un gruppo di locali chiuso con teli verso il resto del seminterrato: si lavora lì, e poi si passa al successivo. Qui l&#8217;asciugatura ha due tempi. Il primo è generale, su tutti i locali del settore insieme, per non forzare. Nel secondo gli apparecchi si spostano stanza per stanza, per un&#8217;asciugatura mirata, e l&#8217;asciugatura si spinge di più. L&#8217;aria non si prende da fuori. Deve girare dentro il settore e portare il vapore ai deumidificatori, che lo condensano e rimettono in circolo l&#8217;aria più secca.</p>
<p>Nel settore 1 lavorano due deumidificatori a condensazione, un ventilatore radiale con i suoi tubi flessibili e tre pannelli radianti a infrarossi, in tre stanze. Le bocche dei tubi vanno lungo le pareti, in diagonale, così che l&#8217;aria scorra sulla superficie dei muri e arrivi, in un vortice, ai deumidificatori. Anche i ventilatori dei deumidificatori lavorano con tubi flessibili, da 100 millimetri, che portano l&#8217;aria calda nelle stanze dei pannelli, per farla girare.</p>
<p>Nel deumidificatore il ventilatore interno aspira l&#8217;aria del locale e la manda sull&#8217;evaporatore, la parte fredda. Lì l&#8217;aria scende sotto il suo punto di rugiada, e il vapore si deposita come condensa. L&#8217;aria più secca passa poi sul condensatore, si riscalda leggermente e torna nel locale. Sono le istruzioni del costruttore di questi apparecchi, e da costruttore a costruttore le funzioni cambiano. La condensa la raccoglie una pompa, che la scarica in un pozzetto esterno.</p>
<p>L&#8217;umidità relativa dice quanto vapore contiene l&#8217;aria rispetto al massimo che potrebbe contenere alla stessa temperatura: la norma sulla condensa, la UNI EN ISO 13788, la definisce come rapporto fra la pressione del vapore e quella del vapore saturo. Il punto di rugiada, come lo definisce il servizio meteorologico nazionale degli Stati Uniti, è la temperatura a cui l&#8217;aria va raffreddata, a pressione costante, per arrivare al 100 % di umidità relativa. Se l&#8217;aria si raffredda ancora, il vapore in più condensa in acqua: è quello che succede sulle alette fredde dell&#8217;evaporatore. Più il punto di rugiada è alto, più vapore c&#8217;è nell&#8217;aria.</p>
<p>I pannelli a infrarossi scaldano le superfici che hanno davanti, e sono le superfici a scaldare l&#8217;aria. Nei primi giorni li ho tenuti a distanza dalle pareti, perché l&#8217;asciugatura deve partire lenta, per i sali; poi li ho avvicinati per gradi, in giorni diversi. Al Fraunhofer hanno provato in laboratorio un pannello radiante a 5 centimetri da una parete in laterizio forato spessa 115 millimetri, bagnata alla base. La superficie è arrivata a 50 °C e la parete è tornata asciutta in 13 giorni. Gli stessi ricercatori scrivono che ogni dieci gradi in più possono raddoppiare l&#8217;acqua che evapora. Di sali, in quella prova, non si parla. Qui i sali ci sono, e per questo il calore lo do per gradi.</p>
<figure class='mx-tavola-diario' style='margin:0 0 28px'>
<div class="rahpf1">
<style> .rahpf1{font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;color:#1f2933;max-width:760px;width:100%;overflow:hidden;margin:0 auto 28px;border:1px solid #d5dbe2;border-radius:6px;background:#fff;padding:14px 14px 10px;box-sizing:border-box} .rahpf1 *{box-sizing:border-box} .rahpf1-testa{display:flex;align-items:center;gap:12px;margin:0 0 10px} .rahpf1-testa>div{min-width:0} .rahpf1-testa img{height:46px !important;width:auto !important;margin:0 !important} .rahpf1-titolo{font-size:18px;font-weight:700;line-height:1.25;margin:0} .rahpf1-sotto{font-size:14px;color:#5b6470;margin:2px 0 0;line-height:1.35} .rahpf1-stato{font-size:14px;color:#1f2933;margin:4px 0 0;line-height:1.35} .rahpf1-pos{position:relative;display:inline-block;width:8.5em;height:1.35em;vertical-align:bottom} .rahpf1-pos span{position:absolute;left:0;top:0;font-weight:700;white-space:nowrap} .rahpf1-corpo{display:flex;flex-wrap:wrap;gap:14px;align-items:flex-start} .rahpf1-pianta{flex:1 1 380px;min-width:0;max-width:100%} .rahpf1-svg{width:100%;height:auto;display:block} .rahpf1-legenda{flex:1 1 230px;min-width:0;font-size:14px;line-height:1.4;margin:0;padding:0;list-style:none} .rahpf1-legenda li{display:flex;gap:9px;align-items:flex-start;margin:0 0 9px} .rahpf1-legenda svg{flex:0 0 34px;width:34px;height:20px;margin-top:0} .rahpf1-nota{font-size:13px;color:#5b6470;margin:8px 0 0;line-height:1.4} .rahpf1-piede{font-size:13px;color:#5b6470;margin:8px 0 0;text-align:right} .rahpf1-piede a{color:#5b6470} @keyframes rahpf1flusso{to{stroke-dashoffset:-60}} @keyframes rahpf1ritorno{to{stroke-dashoffset:-40}} @keyframes rahpf1a{0%,30%{opacity:1}36%,94%{opacity:0}100%{opacity:1}} @keyframes rahpf1b{0%,30%{opacity:0}36%,63%{opacity:1}69%,100%{opacity:0}} @keyframes rahpf1c{0%,63%{opacity:0}69%,94%{opacity:1}100%{opacity:0}} .rahpf1-mand{animation:rahpf1flusso 1.8s linear infinite} .rahpf1-rit{animation:rahpf1ritorno 3.2s linear infinite} .rahpf1-p1{animation:rahpf1a 15s ease-in-out infinite} .rahpf1-p2{animation:rahpf1b 15s ease-in-out infinite} .rahpf1-p3{animation:rahpf1c 15s ease-in-out infinite} .rahpf1-statico .rahpf1-mand,.rahpf1-statico .rahpf1-rit,.rahpf1-statico .rahpf1-p3{animation:none;opacity:1} @media (max-width:480px){.rahpf1-mand{stroke-width:7}.rahpf1-rit{stroke-width:6;stroke-dasharray:8 14}} @media (prefers-reduced-motion:reduce){.rahpf1-mand,.rahpf1-rit{animation:none}.rahpf1-p1,.rahpf1-p2{animation:none;opacity:0}.rahpf1-p3{animation:none;opacity:1}} </style>
<div class="rahpf1-testa"><img decoding="async" src="data:image/webp;base64,UklGRrQzAABXRUJQVlA4WAoAAAAQAAAAxwAAggAAQUxQSDcHAAABsMb/nzk50vdXVR0nr+kJ1vZusrZt73Zuo7Nt23dr2zaDtW3biDOzGPWv6vd9MO75d/XhSURMAApSQggBPZfL5f2mz5j+h7m3vDx/Nt99j0YaF8zuuOuWOedOnzlt+mbl5jJ6dCEEJ8hEcSE4dB/VtPeRR5720KJFiznIXYuXLLrxN0dUNmtCjyE4qXfiQkD3pv2nVs75oJW9WuzRLNKsJ4tMsWf23jrva1MrqwoA+OClbokPAODWqHzj1hb2mFQ1mhkH2cwsqip7bHv6G1PXGAMAPrg65IIH4NesfOvZdpJMqpqMNW4WVZUk2z76e2X7MQAkuLriggfQdMh3n28nSdVoHMKWVNl9wb+OXAeABF8nxHsAa1WOXkiSUZOxAM1USbLznMp6ACS44vMBwDqVYz8lGTUZi9RUSXbNnbYzAPGFJl6A0Yed8BlJVWMBW1SSvG36+oAEV1QSAOz6o1dJajQWtkU1suvOvQEEKSIXgLHT7iIZo7Hoo5K896drAMEVjffAuB+/SZom1kWLRr43c03A+yJxHpj88zfJGFlHo5LzT5oMeFcUEoCDbugiY2KdNSW7zt4D8FIIHljnHJKaWIdNSZ4zBQgy5Jyg+QuLGKOxTltM1POGA35oSQAOe49U1nUlH//SSIgMIQ9s9SipxnofyScPB8JQEY/Rv13GaMzApOS8CfAyJBxQeYaMzMQU+VEFcEMgYPS/STXmYyQvHY2S1JgE7PAcY2JWmvK+yYDUlAeO+pTK7FR+cvY4+BryGHcsmZihiXxwefiaCdj1BaoxS025aFeUaqSEXduozNbItt0QpBYCdm9nZMYmtv0S4gZNPGa1MzFrjTxpGNwgScC/acbMNeXsMtygSMDRrBrzt8onJng3COJxLJVZXOWD8DJwAT+iMpOVx6EkAxUwnVVms/JolAbI44AOtXwy5QEIA+LdlCqNGW2xeiD8AIjDY4zM6sSPVxDXP49fMDKzI58QL/3x+BKV2a38Enw/PDbrVMsvi52bwfctYDYjMzzxKe+lLx5fpTLLlX9C6IOT5T9JlmeWPllNXG8BR1OZ6YlPud6cbNQZLdcY07bwPXm5gJHZnvi0dz142YyRGR/TdvDdAo4zzbnEZ70D4LFZV7KcY+pYGw4IOJHKrI+8PXgImpea5Z3xk2ZIwN6mzHyNByEEnMDsi7wteJRbablnbGsGDjJl9ms6CDiCDUDkvFKYw5h/xtbmSR/TGoH5YyoxsgFMnTtOY0MQedoXGoPE569rDEje3ihYlf8vbw1D4/g0U2NgVzE2BvxCY5D4/LTGIPK0ijUEqXPHCQto+WecPwYXUxuB1mZMbQQi55VwoDUAmg4Cyq203DN+0oyA401zL/H1ERKwD7NP+T0EkXGvWcq81LE6HAK+Q827yNvEAx5bpZR3SbeHB+BlHmPOJb7iHbphu5R1kV9G6AaPuYz5luy14U562TZlnPKLCOjZYw5jriV7dpiTXpys9kmyTIvcCh69e3yVmmeRp8Kjj+L9U0w5ltKLcNIXOKzcmizDlDMkoO8eX2I1vyJPdR79DbiZmluRT0CkX84t/xxjXqW4bEVx6L/HRlVLWdXFXyNgIAMOqDJlVJUnwmNgA/ZvT5ZNyhPgZYBQwlGsWiZVeSqCYMCH4Res5pHyqVHeYRA9jmbVMkj5RDMcBlM8/k2z7KnywTIcBlc8ZrUz5Y1VebzAYdADdm9nzJlEnjhcHGqwhF0XM+ZLYtsvAEFNeiz/EDVXIhftiiCoUY9xd9NSjljkZ+ujhNp1wB/JmB+RvGsKAmpZBLs9x2iZkTj/c4BDjXuMvp2MORGNt08CHGreA5WPyJQLFmm/AQKGoggmzjOqZYGS8zaDOAzRAGxyGxnrXyQ/OBxwGLoiGPmb98lo9cxSZPrreIjDkHZA882RjHXLEsmbNwY8hroEYMo5VTJaPbJIxhv2ArygAEWAydcrGa3eWCT1uimAOBSk88DkM1tIjVZHUiSr104GxKNAnQATT20hGa0+WDRy2ekbAuJQsM4DE390XysZoxWdpUjy1R9NBMShgMUDmHj8UpKarLgsKcnWy3YZAXiHgpYgwPipt3eRjMmKyFIk2fnK9yYC8IIiFw9gvWNebCFJNSsSsxhJtrx4zHrDAPGCohcvQGnCN15cRpJRzYrATJUkW178xoQSAC+ojy4AKDXtcPH8FpJMGm0ImSVNJNmx7M6vjg8AghPUTxEPAGPLX7r6wxaSTKrJrNbMkiq7t3x41d/XKAOAF0G9FfEBAMY2feGqeS3sUVU1mZkNkplFVVX22PL0VV9oGgsA4kVQp0V8QPfy/n+56snWNvYee079SbE7e29r/eCqc7dscgAQghPUeREfHLo3rXzEb6647M3Fixd3cXCXLVry0OVXXP7llZpGoXvwIshFCSGg55Hl5vLm0/8w+5bZc2c/S+uL8bnZs2efN32P5ZvK6DUEL4JiBABWUDggViwAAHB1AJ0BKsgAgwA+ORaIQyIhIRo79cwgA4S2AGkY43+l6pbEHe/7Z+0H9m/bf5d6y/a/7L+jvyZ+O3cV1V5a3Ln+6+5H5hf4b/iewb86/+H3Bv0v/139s/vf6q/El6lv2z/ID4C/z/+vf9z/G+7r/fv9f7H/7h/m/877gX86/uXrbf732Hf2y9gv+kf3X0x/2w+D/9p/27+BH+c/3b/xfn/8gHoAcJX/Ivo58cf7h9WPqP+QfNf5v+z/tx/ev/Z8AH933VOm/+76D/WX8j/cP7f/wf8H+7fx//zv8r4k/H//L9QL8i/m3+T/XH/bf4D3SfXP2V/2PfB6B/cf/L/kvYI9a/qv+8/xX7s/5f3K/Xv/V/i/UH9A/s3++/wPwAfzP+c/4r84P8v8Xf5X/yf5LyMPpv+T/7/+++AD+df2z/v/5790/9V9OH9F/6v81/sf3b9r/7j/pf+7/lPyh+xb9Zv9//fv8v/7/9L///rf9nH7j//T3Qf1xc1gp+8UPhXR5B+vk2pf//8ODp7n/9ZmnR0QUfc9n85gr5TipEESXYUhEg39B/3wr/ffdVeUdU3DKT2MwQYf//ZLjzvyWv7O67pgtUBs8kRlMIaluoxn5hMESHpZpfcgNN90xAhEv6zRVUFXgeQesP5XeJjVA+vawcUCaIYiI0IK8jaoLAueDJT9n1/gCJMJjTmnLw7LNdj+VbNCIM0bXyU+d+Qj7ur3Rr+N1M8Zz4pQoVHa0kFz2G6BoXbfOVGBxBpNUvcjttmdACbQePabmyNODr8jTHEOFcmtUD1SxR9l9nI61oUjUmjI335Dom6YnC2mqjMbDQ7YpvW8ewLYak0pXW0lyWRyOgtWdpNztN8UZCIimswlcL6tSDfl3V0YB+AoKIVNeZiZmTAaSEx13yTOKFia+rJLEpYtyR5sVp/hi1B+OXqlq8rbgJgksavhnYTpyJtBX1T8neiYgh7xilxvCppzKvHCptVsIZmFXR10IMaBVvFDnmP1fZyPKGSX2QoiXFdbFsu/6ruOpZHM1Dkkmw0cUumFpVxThpE/LJkDehLTRWP87/RlDl6pmk25Fdf2ffFpd38DvrXCdluK7QVT25HhqTvbpXHlzawQAlBUbRwXpgY68vqVJDXML9KZo8QCCpQfy/E2deiOQW9wx8azNO8UQNfK7c+AognAJiQuQzad8Ag2VBOl/H3rrBOHIG8Px1j14M3NMzRjxL9GsHTipx+Xq7wi6Bbm36XnUSKuFkqwoYrtV0Q7Qsy5AAD+/2AZ1/vdhRuxpAt9/4gd+yi3JyXRXww27Czl7B61xvynWbET0VeUozz87iT5pst9vOuENmMpF2gbT55jEeSBEWVvlTdM9JcQb1aecx6UahL5WcRbM0muEikpl/c+0jqULIyJsVP4ZueviCGZDbtCNBHXmlJ9jP6Hhw7BRi9B28PHWoZQOr8khAySOTu1ATIXwLtIkTfzNzDvX2MKwDdr9D2Wx1yawut8DsLlGm3E3XI1BOIzdxuGVU5XVZoQKOGlTAigybk0/qi+T55aYaUvG1/dC9E67yWdgxB2Arq695uB3U0UXnBC0XV72zCBUa6SMp+JSMr0/ZW6Y4P0iumHiyq8ujR2g4tYHDVtjlDvLUIYWA1yvwUU2hfJoa2DZthTWmFcswc5we2wTW+eAK9rNa7x3xeVSiJhw/KdvH/VCGctJJELBcA9KV3O+NEqEJjNt/awYepLBoQjzOJjAvV1qiHqEJQE2Ws2cwUsW/rUpl1wmhN6uA1xAIfa+JGfebPceLF+P1YdahONDQ3naKE3m6WK3ceBCMMOjMdOotc+kXSxbSaYuN6Qox0M6WomYuw2K2FbcS95JXZCox+Nd/zlQTIByJRBcLtXHh1cK3QWShUmafERNbSacT8cIbMMSLpKZyYiieqwB+iYigbjM0NxaDcEF/QXXrY1zK11P5haPnzr1VPSVmTMIcMCkGsghEC7kf7Eit4uHDtkJFbpu9Nobs9Na0C5aSPnbKyowK4DsaBAINGI0kxo5kFlDDnOQjfI/AlvUQK/TSDgeaFGHmU2NCEX+RyKgZy9l6ydl0bj2VekbzXtV0i0rbuEmEGpV7nsnyaq/6dDrpjrCCxQ4eVXK9kPB+Lopwf49fOZHw902RWjUKkWsbAiC5GWDp8DJJ2aIPfr2prWEQRHPdT5tbKjilE2erjgOcCLpySa30BeijyWj1xGLrkiD8e0yT+B1t+bsK/p3CWel0BeiK/gIdwnrfryrz1znmbS3TWzuY3g5u6HVDzSoFJLvc4yx8h17g9ni2JEYQFdadPz/VQFV/wgetEWoP7vgOse/dHQlnc11rHc5mlfMOfvVfc4KcF5QobDrlo4/lrtBJB1b9YHAW3D0inyFoaYcoYEsDbYOV2tq8P/1LsN6Y0Kk39inAwIT1kb2st71f69EubBa6dXZS1gIoNdT84ugXUKuDEZeX/V0ZKmp0c7QDFBZ9bXZziO7c+wHM/y4KY1F7br8Jt+QL5wNP8TQ3MkrG6yUSmS6EO2ZFsHs/rWZu2YV0kwXTQE44hlXMHrxwEf4UF4kXebfu42bmpzf79dE5Z2iz5j5tLa9cPVVednclBZo8gViEXvvB7Xf/2wxeEkVzoCV/CdARncbUG7KwGWiYA6MjQkNCzoUsKPS/VxyiDATTx4FPSQ2DhU/yUHrz6XCr9m5lRIglcwVDu4W7HxXcuRYbQLxPkoRaG4IFb+8h3r9IlJVnAtcO4Uzg6fkJiM1aHlk5kVXQHd0GD9A7qrHF2ugEbNXtIBkUQk9iELEys45JZFWXJpdfQSEzsnjY5lCYYfz7P7kpaqh1laTSnujDyxwhIp9atiXF/qCegm1GzzNSD5yd7VGbRe7w7MCrGaq4lrPe5g2FSdG73kf3VCbOZ2mi/cxT16xAb2Nkjr0UCRAT5S986Oook6mPqlRfbBduDL9bbjObOZ1070oWaQuJEVqieHCoF2SyMyCWBj94+wKkIkIE5MrtGZRYJeptjUnbNSOYCPkLQc0tSOS0fv8vt2/7UeuV/GuShVbSq1K2KdlSfBnK9guhBZsPPNHMMUS3EByxS6I+2hoknB9XD6SRrKWWQEi4OSq2m7RxIkVidUk3rcyACveSAY74t5vxGITwKPGstLV0fJ7JK0nAqD3u6x8qDAROPML2S8GFs+7BwwJYb7SVW/oV7VVBaP+4nBRjeTCVQiEa0sw4YeWN8t7RkYLbRAzdPv/W/1+Am75P0j/hqhgB+PY432AO98OvMPFDQ0K0iht+FZ/ckyhdxBQxWIfYDL+efGkPjvb5YXyqHQuKUGBCEb0QalJ35cI33K4Ne/kQNUp3wV9HnhyL9S4IvRnhixcTQJb0Qa+z4wZ0Yio3/VTzvm4iZK+9wPr7mXYgzq83X8bkijZBrDldC3bwsqFY1AzC4R6pZ2nsPAUuPdXLQfDvPjbXI+ObYRze6XGVNiMvj9LT5HPJL4P0cv3AL2cAq3Bj08IhrAx5aZjcE8PUFCQuZ59fc5t7wZw3g2kJth7gqbRyUkvThtMEvU8p2dQb4TRMmfd548/uLXDbVxb7CM2D0n9qDgvfh7xFAYUhnf2iQ9BE0UAh2qiXayyYEKqlpDkkQDsh6bYED/NL6BMkJxVOkYj2GYta6i8WIuKQRI6/zKm29YPcHv5z1/7hCsyZd4fkChYvy76Bjbua7txZu5UZr2pZQ/jYoSl88stc6oo4lAZswAiPR6GwGkE0+W+N8Sfd+mFgkMEW0loSQb/51T5abNEEBn6+5J6RfJHX2X5jSvB9XMu5gZGK+tdvkmhSdnUYvRgwAKK7dGOYjX6MJ3fGEsG4smF4sHqX4KHPxnm+32YAkTQhyrjZmVwcZH4FfaWowzgz2bNEQvoBofY6Sy0YO6UOLkFVbn+DivfrJhjpvLvV6mSLeKDmaxRM97TAi/4EjVVMAy0An7Ezioy9MckXrNrVNEeytB6dSx3VTG1/IIBJnb7ybqZk0gjFgvb1nDRhNObkevmGIIZB1gdcGCDztiTwvtorIpqMgjA4Lk/fhCzA5AN7s1Yfv7l5TxsSzO1xLIMqsysbiKu9MTWaIfcdMTyzp2Q1k+OmykN+KJ7iypi7pqBAOw5dBBdpQ8uEp/n6SIPq8GMoOoaSs9KHBI8hNZtp6hGSxctUkB2gjOS9Slu29ftjfsmeMphIPHSlksCvPif55tmI9AXs5bDIJ2AnI9wQQ578nvJBUtoNxh1WlpLM1fT/69InIt3QyNgB2XYE1YKuyJX05vkNueyNG11PMdV2I8aRpqx79Ypn3UsIzngCdKzQaWsvQu6WP8KNpuyAtc0JclcesXN5QP1k1lnU8GJKlgfbUUSFIjO748doWxoMOu4+5Kh/kuXe4isNjzJ5eLZn1CCgTsyAxmV6yFfZLIppHl8trn5HaKENpoy6Dz3S/eJhE5jT1FZ9fbw4ejW43bkWmcIeHUXfCg8eWQhKEb+RAwUoam2uFXDB20mdr3mXnPYcevbjnjnSj6oFCJTJVsmfimkkYYzaFY//5kkwinKkkYoU9tViPTPxToG+Bz593PpC0fvwlmfn1XmHewkSwsm2FgcLHAAGHMzN4AKmX9C77CfYgZhmIQLUTCIw8QlU+N+K6JTSxyNy80NWWhqus6lHOrjJNJIE0lH2Lv0+Dak79N9xa0wj5SwpTj8ZBw7j1m3ERTzcojK88LOTWlvbCTSNUbNA18VdEK8ZUKpLnfpO7HU9ASQ9jPkxIKLfVlLRAHMGmaHLx8NQjuDTvnnEjZg9F0pUNkJGFpfqZfKsH7t2JBlS6x8BGWLDTw5JlhN23OXvqRR3n8p4CZB8b4XfPsAzwxYsek2Jkx13YpPr6zdPMbEKpahmWMsA5ugC8/dhN9fHFOSt9IjLPitgIlbKLqPAja9QYTvV24rj3x8w/ZhxjBxN/L7EDPyvV36hnGpUgWqrfhNj4qa62hVK/ekq/x1RhiT29o5+Y1+AEOfuyKUUZeUmAaaFu6dFoEY1vFJ2gKpToI0zEEQRPFOd5VQsDdzAAmykfounTmB/omDH//1vVIDjE7TfWhCBfb3nWiSdBB+9EXcjd4R/WmVZoEWypNRlWAnP7QE6whfNMaBRbWiMrTQry3lBGVw2xMF1Z88rJetE9kQ6vAHt0+tyYVq5kbIHCe8gZ+Dj42z9ujBCzAXd/mvbaBeVwEBvXGahgvKtCXv6cRyF4VJS03PeDc+65tcBPCZ0b/+RTcqCteei3jEKIq2qONWkXsoA+CHySNnsDIej791fteUrR5sT4y1Q39OEIl5GdfF6IZNSJYxdjr+hKNhicnWCwGJTWiNn4O8F5CqeWuOLbCxBC+Qsa+ALD5TRwdDaAgtNWYBg2ulRaVLXEpOeUGYNFUFth/wO5cFYAdHyv7uj4wZs2Uh2H0Knp6kC04aH/hr5IF3MOg9eOh5cBEkHsfrdvFFjmZ/JCkyQiKAUUOmC/PrciCYzmtE/d080Rer6jSBs/yKP6c9C+MNZMLRPgLMsT7LjzSiI5guBcnZjmEM+XqlaABaWHlYXO5Qmrf9ZdsPVXfcRZh9+3hK6PMzOG+QGvbDHhhZZJvmhB/hnQNqF+/SPi63zsDwmfR7adL73zghIMYpDrEi5ZJgcs6yOITObcAXl5fNzZDxOGcU2P0afa7Eo5f5+QqrQgvqX0JmkqzNze+VSkkFzTe+oGCWLPDP8deNOHGTaWv7oTu6qx+MhmG1wpEnH+9dCQ33ggr413f2v/5YS2t/Jr4Cb5QCYXVys85yjWgN+oNSWUSOcRiRcTAZ1tPnhF0Kex3aTfmdkYSVZtyHiKAHIyLQS9gzZP8XPjEFypCnIhPxfG1ymb5RxRFEKAeQr/Od2Gu3A6/f91Tbu/AZcj300WpqafrDGFXOKmlUYiCm3qLfGuGpiw3JqHrhN3I6gUI685a3t3y+BjgnBLxModx9Ipv3PC8vLNZHsWFVjlanqXGgI0pp8xWPOl9g9xhFa9suZv6Hd49wxuz2/e+Cuee2+wJpGbX4kcz2gyb6IYplBLcerx/KOX/cQKERtddROUlM6YEpUo5zETfOARaQUsLseZXdbWAVy0FkOosJ3s0il4YWrRauyZY/2pFAUDkal7CPHDgw+DmxdcuPd8y+uOXk+skGlkI1iLiFWz7EwJNexQwREOBlzkzacozqNnOioe1J4w4GjSf4xWAN9lJ3Z/N8RvdeMsm2g3RdC6+k2mFlaW355d2xWyUdS2gp/+MOyFY/cFo7nzg2hTB+JdbPC+oKlBW6gx2KnfzVtdbYa7lvsKJGgbZs7o7ObPidK6r9uMWtxjB8rSZpzn6yAzrzCC18xdIVkMhg6Q9DRy2x530oGqGck2w+jQsD2NVzjIjr/KM75cikbYHmeROAOiUo4D3b9q4G8AqgFBjzm0kmikYx5RjMx905XSm0/LoGf5VPe1VWTcxqULsYPeBBLPLVtVmTGmQwcVqL2mfPrVvl5LM3BiS8wkPaPM69MnCMfTAuvvYgAOtk85bltmjS2Hd0/gMK1C20s9+CScbhm9VipsYJ0eKOdCdUAEwN+rz+1RoGRZ9p5iGTDTkFnz+htlgGjb5Yu5HH4syemaj3FQG7rlEI/hVtEOd7MS7/rytiKJmbW08n+4ef1v6lNcgepFn+Zz6DXSrz5M1sQPHSS58CfZKMqCFsE3KgUpgzvbGJkkQtz7tv8vUg5/WokwIj9s7ugC8BlDLXoT5y2L7EpbCaskG9dzGc/Uba33RSHRpq6zC0N9ZJMPjKo4XLcHDEeWgeUxaZIVgOzp9h03tuQkIdlbU2/PXEGi6P6yEQyvKX/jG+IzetnTtqQD1PSUgBPQ07Fcpwfgm+Mv8898ggfwReSMz5xDFwh7RMvPOJgULfw6n8oFxOOq5974wImx5/P+2ndZ8eFJrsz6SDrgDzSudeWzIwsxyz4iNYXtyx41akk89TDyLRq1Efn50srwoRIHYPygYPZti187FQvnaOZoaU4dzM3Q47azgh+emYVWHHOBYvL+N1I1kAuV7evwupCwmhSvw98BG5nTD+tG16IzwV9v22+Ut+t1ojT9+O0rg3ML5kRdHTBkN7aBpF0sqmHgnXC6rPNkG5tKo5hk+5kCi1fWfG/du29JoGYwhecNc9ou0yXYIaD/byWbCiUjuKS0OYL/yR5D8hMOOHBTOvNdz0U4blPxDujB/s1r3XOpmbhaM9yfMYirY+PiRbb1OYf33rXrRD/YBtZ4zh7leyAfSaevkt//qXZlSptyEfjrh43XfeM1T0LKwarWu6LiOKKnK5n/ZN1Po0J3PO4ouMUtY4DK0Pe+XL6/6zySfZO93VGjZ9Lb6tGQvStzeQhDOf+IN4tHexjt8yP8L4osUGoKPVN0cFCSMKpV7oTVXnYT4OX+0Osk3Pl+rYMI95gq2ijr4J33qZk7XOxGhlyTo4SLhyC+GCixPW5cX2L/QzNsn7bbpydTDcryis87JTtBWM65UHJgjUlPYvdrHTrbXJaqOkhLdxHLDPWdA6zE2X8czPspm7CtK0HCumcaofiM4JkmIcm/xKJHL06GsPnfES7ejClXJQgo1wCIUL4IevS8p+726MK2RUmoMCLPN5cFtmqac2Wfb6Ivk/THQl6NO8wrxxbgBjbMsBUHh6nZYnErMUvdkqonPsD4+ReqGmMXck0uQX0UfPV/Ro6BryHCJi9nqmvRkmpZJweGv9asecfGg7lhAEfv6XO6i9njqe27/DwNRDuVyEnMLFH3YVE539h9ig2Rc0pv74Bk/sahlLPYpxaOQIqL4dNbfxWJ6qVJRHAUOGxv7Er5/6ogiO4oLvaD/DO/GSlbPG603Kkn7skm7EFb9piaTXPvZIZhqL8vewxwDVLUhsmgcU+p4VnqKIfzKBgjkKcytJhSosz7XAOPLNjY2YBblcT6rwXtjJbVXd6u4iLtADijKo7ucA+uCJOBTGJDXwiCxqj54NMKVRuHeKbQ1nAnNUpwXSGW1e9jagAWlQMBztbgZlwjIGAC+h4SmXYECQsOg5AqVEcSyIBjiLNPVIVScqHA4CcHcfkKAwZ8/Y5z3yLR9I7doW7Ff78kDFg68hGMU7J20/A6svEEpSsfCuqo8nm/dIKMjzBrURU2/qAAfBzOshSVDCMkRZvrQ5P7szl+D31xB4HWp9FjnLgUCvPfY1TkINvupFb1XXWjllJJXe9XwlKqvDsTe4EA0U7FIdPF9zgC5T74HyqfyQzJZzGoIQyOG6rIpYF8OVgduCcdNRgdO93zZZ+TikZ6CsLIhVjfR4PgG8L6YvI4HPpPxKZe1LgiqAca4flZEVmCsLfK/dlZoXlORjXFxdg++T0/P52wS+XhvyNFogxFlfgr+zqB+n5UhpwkYXH55Cd5cdcVfHfYhNLeVpTm9KzVBhhQHR9vk2QIYKaZsIPHf7qiMjG/JtboWyYo85hifylVE+0DIMD3A07iC+SxiIjASSVQ41GdqohXGd+hVmx9l9/282RZ5b25ds7tzjZbgFW7i1IBtBp0rcVncknNdbmcv5LKGsWyDXbIfSdUeJPDoh7TqyA/k/yRjQ0OtEQlwnS1Lf7qq4H/nFaZy3yXzrCx8qwIrboHGHIiL/D+KehUEBzGd3RH9y4oJNguZzCNxAyXKdII7+KII/I31fe3d371EkFi11abqGomvWs6trdpeJpyzK0U3MyJOzeRz6GIXofWBGlU/f0tG3kMtzrIW2V5m/rgKJgA2sJOC7vj14WldJvO0qZU9tmpueGULa5/wc0+2fRSOsISa1Kk39WzIsaHr4ZIUUxbAuubklEysvfYHc3NM+v2jUIjMXnzms1v1dZr9X2jJ22h1DUU5Yu924Y9dSJYzQWsrs+G9jd/NNfJRW6MhL1sI+gz8H6aqCCKvPNX1uKRNqU3K9Q1E2htnuc5BN0rPMf6nrwX+9hfSOjrk/wgh1gfxQ3ghtBBaau4CTPZTl3/LjhxovFC6oJatrlyr+vnmOuIROrwXIVm+9iYjZi4Ls6iNFYnHX6noDgW0NI5/H91TfjbgtjCGoUPhqggp/UrDr+YlaWQ0Z0ez4QW8uFSMq1ITj/fz2N2BEtytLmDq7YLjuVkOVM8vkxLmeqGhxLsgRGl9gLVOdvHBxA2cdNGjbaPxKfsWaZ3M9oFMi5adYzalItK8SbCCkbGbNERlWXeqP8CWyb+a+zNGAtAkiTTrTSjYvyt5mYBJuXSSVFAUeZAmoopCeogP/xvksWB+vUEnIJ+/V494YQb7J2wMieEfQw5f2dbix5p5dqzPdAO80guy3DsPv5VZGJnh2e7/mSvcWuLir/cL+0ZKixN8L69HwXofVs+s72bIEBMo4YudU9X0mmRjT9uyoReUmjAxNyMa7IbBeSLDqZu07Q+MutUY30rFkDUD+r8X/OSO2tgQr4gD93EX8sh3ezM0WfNno4L7Dy3gnSfMe3uDDrtRe/G+NjYTeUPJDBXGnVI24Psj+AsIYFFmTkhl0mWrjvAAdyIifH9GEfgpDtY0srVbihZWsj6sP17RnFrrZP+ob3eZLRiHps6AJohndW5EZ6ifXsLAJDtP4I8p6HrrWMfMuislYuJ0iJ9ZVfzC3CEBD6hrPt/AVrxG8i9lgrm03lusGUj8lButO4kWMJ53cHtdve+mAbhugJ9Tq1llfs9GWGKWXjhTXMoUKUNFvqAn/FjHAsoczBjrRbFm5EYnLiUlC/95NJkmjDErW2sVvNIYGFlgHA6pQJWKWEpsP/UMEl9KiXW2pUFwYKr5tj/4XOtG/Omvyxy52e+BequBGwEapklS6Kgh3nW/cmwHlGHNX68fMP65NrRMy6Vb8i6zfxVMy7PvReu4cAAQP43lP10fy2qo2Iwr4STfc/pTZrLcQbnzqYG3bj+Q8RFiNItkv4yzraW5IJbUqMmjoZZvLy15eCWG3FFwcIS8e+pru8rMQz6N6nQ9EpuA8AMTTIqu1qYzQ6ZUY9YFxtjbNMWzR+N1/+4ngBnDMe2SMF4LEQMLsyvuIyOYGUBFsE1rj3U08QtTYBQ3OSLptVOxIxqZdz3HDto8n+dzvI/gqXMAMyqbI5+enCjL7D3BzBlDFpASlwqYK/0rxVXRzMf2agFbYnrI/UA4PCILtr2rqN25Hk8QCbiOIm4bzbOYEopA9X52hxfs+bA5z1jZbKawZLsf0CCiHm7BGLlfh4u9xUW4qWcr1J0SAIgPxV9Yb8umNEvdyC6vHMbJRQpVwEy6tZ6tLUW3Pi6Qu1L9686Gg7vJ3P9czsrseuXlIJYKzVhMwg8jvGrwpFbKRAg3B6Pfju4KSY/ZbgFvhB7FQjymoNzmzKwpGycivcwJsfN1Y2oCTBsIbFZ4ydaPQRiQp+mKWQsWjdTdK+dxXQb3QHWYNtQgHTc9LMD6amXYKkZMNJ32h2ZDn/qFPGixdqJHEh1Q0B2eNTZbQyaxznI9XKAQl+vojDa0W4Dinu9Y75DiEiwCCaGaSl3ecqA+/pCaBPW+ModTL4SeZU5/3BL9GATbtyraRfip436ZrO3NyZRGWY/eX+RyJT4bMfKwIPmv4PnUvm4TpDruXLPQl2p6ddvByG/fVaFsrfd7RLMrb4d07aEVHe8smqjTL7VvetF28PiSexQqaH1w2yfH4vl2hcScU0DdJ+q5hygos7iKDgnsq8Sq3J04F4CdcpnL4R7+Vj7PJ0cknCVEMEdFJqoEsBIp9kaFugjdK/T6Nwu6SqSlK1LObX09IkTB73hGpbpkQEree4zSTbB3g608odLnUk7JaWmbnP4ufmayAjUYhQGYi8f8DsLAogyqnU2Gev8i73MYMtwxOa0dCAeX3JdTQNLNoya1ga+VUvwOw2ER/bxX9defJF7v0PkciOqjFLF7zoNo0gvWEpti8X+JmSq1nLgcSnmZbPfRGcS6ChzG2J0jGRJC8Hiw37TfOOUpV7odQvOQO9JVXiZTZ4VC1+GsJxRVHAwCC7QBttkWN2zEpLxZrYirfe5ykdwTH/qYYDtwL+mUtFmOlvmvI5VEsUfgcduDfy9TD2OlYG7DtjWa0ClZY/sGiT3NAJq1AtQM+J/LVGrGjtaIZbGyfR0KqQSEO5ybx6sWy2BfrNg2V2auoXhMxAHgd3zTZ+aeR9Nhv04jYC9iqktuIgFECYPRxijVRDeW8zN0zi3ylY5OAilIN7DAUxCyB77h5s6WcqCDZy42jYj9CE4yjXDa3ytnaYJ3fD3/V/8SOzP7TmY04WaIdbnksY14M3ywVJBKMQY1HlxxVbF3cQfK7I3nX9eD7gIVVPzQm8/RqHWsFFI6pQwcQGXCd0/1bExRPU14MmGcGHlt2mSZNCUxA4de0qAYSotU5FbvB3ZRPIDDTO0vMILF9WfL5armjUoQkjPRVpYq1DwCA/L4/rBTa9VaCzqqVjvsFQ3e+VZFgcUnXjFQXUtJFlMVdybA/WP2wSdzuZoXqQYwZoawaS7G+0bCbrR0oUGtM2ytVJcc5WKC/Pak38bSHG8sD/4UnkiEEu8KD8RXiwhjxgEenH5m5st3mxezB5gKg2anzjBxh5scGIZdtrOk0q8jG3oBeZ2IoM6QKY4u7sibAMDFAjEVHrK7Un1v8ltQcrH2Pe7aqvTDuiIxO+jGhVzC9EHXL3+L+tK5rI0zp+CLXgaRCt6JRW/WpO6ipQSNy/Q1DeF6wmfYhgCtojOsN10zyVDX7ho4C0QhnH4bumXBAtLwZ9rk84PjT5fwB5ad5uZpstgDqOtWBabSOQZ6akwTh1WVrfNHiDQB55Fi9YqZd1eBeilLIo/eqaidW+EPeBDdmOFRy3Y5F4uO31drNpQ9/mAjtt3oKKfE/Oaz6HrUkwbjbdu0G3Fq81BdxGYV9iu/7omD/fVA1HhrK66wwXK+29zA4tnOyWy7W2cLVjc/xeh8dMqR1D/keNxqYyvnA7AJUrT1idQH7qRLhC8FAkH5zEV+qj2PwyTrOG/y/31SCrp0wEzI2KIUtHOCNP2ShCoEnDXj3rpUR7eCi+enog+D7QKS5OJiNO27EDOs1kKz5pI10osBMyHKL1R1Fhb3SRKAqvks9fbGZfJmqFjE/aibvbgiiYlRyOLdqew7uz/0OvtHNpbgKXAVh6bmPqNKkovJD+k36CODllbkA+Tjm2keOaXxZZMRWe6RiJUE5guvtDuZglKovJZsgTnn2yUkItkgbZYwHMx9Y+8U2Ww31BrQHazBdAjhVSfchM6Yvb5mcDOF5yRJw+C7CEGGL8sHfF37EpaTrROP4qyCW7gEt9/iIUAiy9Hd9kxOqd4392nmZp5vnBAtE17YOIX+sQpc3k9fXn/GjQZX7hd6ICtWcnz9EWECH1EA+zvXhKeZbRdvne3aKJqb9tOU23SjeCV+ZwYjhqQzgAgGdOBHgpuZDtSgD72y+xXDxeuqWt4eIv93mYxCaib7PWWPBbsaPgygAN8VaMOeeNsAhsSvqKgir3Ekf/knTH6uZ0qqAgnInXJOstD6CYHHtGf0hBi3SevVYZaGvbReO6lWaG74NaiySgwppVmHClzNaQdvU+hpfleGyiadypoNe4BSiMAr7AncUaWP8BSUeWXC/+YnzKzZ0c4jo5/kfI3eNZ2d8sqOVi8XN7vdm8X55Ehe/t51tYbMrknuYhrmyxC+kezsygyAb6u3CYXQOKYXURNvMz2Xgbu6VQmnFBSf4kWHd2CT/ylgu+clU5zmF0ypTjPjcCdc6cTFeigtfWhjnPeX3rgmqz+v16cd83q22/VLp+vj+Ipr3lD0ASswe1L8X7WAlvFihBRRKkt+0tsHhXhtDrkSa/cSyPkfn2G72+tIh4+3l+Kb9lrTv5ZEw5c/chG35LDIJhsgKw4OZWu/g5LiF3cHM/ncFNdtWJkPooauSUHbh4YCnrgkjfXOatEIMQD4zZbe2NI4nAoud8Tnbiyt3L7SIlkEUM+BrrO7vo1vIX1aP3OSP8Lca+jBd+w01GXzlwTArh8WooWm7naMcYVDtH6ajLoBdrZAbcbxhIWh2pXCq2Wo6mAQds9cgo5dxIz8CSs0Sb30ka4yWZay1QkqvBYezdAjWdlJFA7X9rJE7cV0LZBJu23Sql1osXtEqSUtx5A6HERb6VV6SM/YhYFmKGpSrgMAvd9D2wsMYYgTi4oyz4bciOeoV7GuowmhB9VBmcAeR3n/YtapxbY12yTf8EaJaMfRdQC8Aw/z8niC+aUQ3OjpSn5Z4Zyj4t52hZfDHunM8McRKRfmFm1VIxEQa05BGCZlhd9iIa0osksNhdrrgqKClzg3lT29N0Va8zqm80DnpPvjn8cKinh4SzrIDKDE7Fk//csr2dD72RAkZhq+Gi2xzOLrtyy7pwcTzzJAEFwGYBISVOWEAsMNjFLptoVW2QLgQl+mCdBsCeOZkOF7SlAQ3u9Kabo6KZL6zsYPXozT/YozdYku55QXUtLAcqkFNRrBNuAEGXeb2jHpPK2GjngF/CEzzhFhnuG9faaQSpmto4GHmD71/mzyHtPD/OV824E0+ZnCMJMVb8LmpHkLxnpIVnlO/WBc8o5/S0BzJgOgmaFAAsv7GIJLDtvXS+/53FFBGDMlvrK43ho6+YFLJsZW7MXzL5r1grwbpQD/hmILuNDWhdOQhRFE/tRIBNfQaQVeXRp3npwpoej9s9hTMemgeVVQRi344FhcQQEQj9KRdIPTrXSZGNc3xThw35xreb/r/vpZ/3NrKeb1KUHxZYYOOT6U1Kpcc7lJZ4J+6Of/j2FsavwXMAD53uM2RkXg68v7f/ZM9qkzNwxuoi0QqABmePHfEN7GIm986zPNjF1nv7CqH1FCWtAxlS+ZGIYb/OmRWsZn6QJeK0tadhA2Pry61q0mVB5fhTPTgNUOZepKGOsnvmPRRXZiJu+fE+dJJjq0jp3Rn6uDIiSl6eOulhc3njRyrRazSUZUj/we2KoslODTqSYedK4lBUAYDO8jH9iaSry/FRKxI0PJYOsR7z93B0V6x2Ni3UykeZlH/F8cefD56t1RqoMpenod8i07FPKiektd3GBJJmi9RGQui+bw8vW8I56US1A4qLExHUegwp1CVVA4ppF5/7SDI84IZTBsxa6QkX4mnAkFkn5ZWv9XygrzIGOF6eyG/qG46x7CHCF2R9Rh8BsRP4J1eFcmGHUh6gVK+6tu8GYvcxRz5VJ0a57yBL0bPybHigUn/+G0EdeT+nR77ZCOo7JuPAkrTS/SUfx4iEblXIBkfMy4TpwNWwOnr96my2dZMY/q6tnUUDoTxVuHhwOGi4vlVABjTLFXxe5DYO2hRDXDG/Cs0gFiw3xP5eygCYvIbqN0hWTQVtgc3Qjvyi68klXtByExI3v9KgZKKz6kJrnk7rqWpTiSirIo+7Hhz4ueY7wgvORko1BOpnJyvKzQ1iDp9hQhhFpVxNjkbJFarRLxmnsCbLvRyaB/K2a6d/V3x/nuqyNlbYkXHqfQTVT5lHCMLCoU5zb5MP+8Kt1PFvLkcH3CCBcyDsFRbWN8qznHe1Bmt9W/Ce020sYwNZlDChmpDx+/AfpjgVQRCPM8JRM5duTT3PVPDMr0Qujol2VfjGeB9H1wo8VZgl21uRuBAQyiBK9I81MsC+tG2vXq+ADx0OfZcvdKctbaMz5AaCxkWkP8pIx2LNidtFmvIcweTzV//gLqA55yRoPAAAAvUzo9BcmkVktEfJfpEdyAUu5Z29X1O3qhCvJ8/rj9l4ZphdMCmCmJD+4RMOo6aXw07YUTlHGTOdb3+HSnUN7kxQwKYAdpVTICS1AogrA1OgPDFmfrhTvQ2fU9qgoKU8bqMHlIPteK6T++xy4epoWcf0UxJxrE9f7dyjTF19PKV8nuWg5MjA10/cuzHRHkRQw+luAJmVF7aCEx9gPH8NbtKpH8ZH5+cehqr53QaBPHIc0MtG16WhbooJsz0kSIo0uk1ZTwnIypoCVH90w4Hk5XwI14Hr0NmprRN4dgx7j2e/xnCcX8pnIamB/mkH2Gx32sZk4iYVX7ub9V+N4cJak7MG4LpQ+boVGVfqxz2vxUgaZMMY/hfQUssCxn84cazU2Y1NF3QlRyC47J3dX7k8kGpMEsELfK66b9ZvpIcP5KpvDGObUhKxQCFvwEHZ42a3A4s+4tY6rIrMGSVMSR29Pn4HPxelCHcFOE11KluAB56pP/6X5TxeXgt9YWRwAAAAA=" alt="Renzo-ArtHome" width="70" height="46" style="height:46px !important;width:auto !important"></p>
<div>
<p class="rahpf1-titolo">Seminterrato allagato: la fase 1 dell&#8217;asciugatura</p>
<p class="rahpf1-sotto">Il settore in lavoro, il giro dell&#8217;aria e i pannelli spostati per gradi</p>
<p class="rahpf1-stato">Pannelli in <span class="rahpf1-pos"><span class="rahpf1-p1">posizione 1 di 3</span><span class="rahpf1-p2">posizione 2 di 3</span><span class="rahpf1-p3">posizione 3 di 3</span></span></p>
</div>
</div>
<div class="rahpf1-corpo">
<div class="rahpf1-pianta"><svg class="rahpf1-svg" viewBox="150 110 810 1320" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" role="img" aria-label="Pianta schematica del seminterrato: settore in asciugatura, deumidificatori, ventilatore, tubi dell'aria e posizioni successive dei pannelli radianti"><defs><radialGradient id="rahpf1caldo"><stop offset="0" stop-color="#ff7a2f" stop-opacity=".55"/><stop offset="1" stop-color="#ff7a2f" stop-opacity="0"/></radialGradient><radialGradient id="rahpf1tenue"><stop offset="0" stop-color="#ff7a2f" stop-opacity=".28"/><stop offset="1" stop-color="#ff7a2f" stop-opacity="0"/></radialGradient><pattern id="rahpf1tratt" width="14" height="14" patternUnits="userSpaceOnUse" patternTransform="rotate(45)"><line x1="0" y1="0" x2="0" y2="14" stroke="#b8bfc8" stroke-width="3"/></pattern><marker id="rahpf1fm" viewBox="0 0 10 10" refX="6" refY="5" markerWidth="5" markerHeight="5" orient="auto"><path d="M0,0 L10,5 L0,10 z" fill="#3d4652"/></marker><marker id="rahpf1fc" viewBox="0 0 10 10" refX="6" refY="5" markerWidth="6" markerHeight="6" orient="auto"><path d="M0,0 L10,5 L0,10 z" fill="#f26b1d"/></marker><marker id="rahpf1fr" viewBox="0 0 10 10" refX="6" refY="5" markerWidth="6" markerHeight="6" orient="auto"><path d="M0,0 L10,5 L0,10 z" fill="#7a8492"/></marker></defs><path d="M180,140 L928,140 L928,1232 L616,1236 L616,1407 L180,1407 Z" fill="#eceff3"/><path d="M896,444 L782,446 L784,550 L736,598 L540,600 L541,830 L538,834 L523,834 L521,830 L520,743 L515,739 L210,740 L205,745 L206,918 L211,923 L516,921 L524,914 L541,915 L542,1124 L502,1122 L504,1112 L520,1112 L518,932 L210,934 L210,1114 L426,1114 L414,1136 L404,1134 L404,1124 L210,1126 L212,1386 L406,1386 L406,1212 L436,1218 L434,1228 L416,1228 L418,1386 L594,1382 L592,1226 L512,1226 L510,1216 L636,1214 L636,1028 L650,1030 L652,1214 L906,1210 L902,938 L650,940 L648,952 L634,950 L634,926 L640,920 L902,922 L900,734 L638,734 L640,712 L896,714 Z" fill="#e3f1df"/><g class="rahpf1-p1"><ellipse cx="710" cy="686" rx="96" ry="67" fill="url(#rahpf1tenue)"/></g><g class="rahpf1-p2"><ellipse cx="710" cy="697" rx="64" ry="34" fill="url(#rahpf1caldo)"/></g><g class="rahpf1-p3"><ellipse cx="839" cy="697" rx="65" ry="34" fill="url(#rahpf1caldo)"/></g><g class="rahpf1-p1"><ellipse cx="256" cy="950" rx="53" ry="34" fill="url(#rahpf1caldo)"/></g><g class="rahpf1-p2"><ellipse cx="273" cy="1098" rx="53" ry="34" fill="url(#rahpf1caldo)"/></g><g class="rahpf1-p3"><ellipse cx="367" cy="1098" rx="53" ry="34" fill="url(#rahpf1caldo)"/></g><g class="rahpf1-p1"><ellipse cx="682" cy="1073" rx="72" ry="80" fill="url(#rahpf1tenue)"/></g><g class="rahpf1-p2"><ellipse cx="668" cy="1073" rx="34" ry="53" fill="url(#rahpf1caldo)"/></g><g class="rahpf1-p3"><ellipse cx="682" cy="1173" rx="42" ry="54" fill="url(#rahpf1caldo)"/></g><g stroke="#3b78d4" stroke-width="9" stroke-linecap="round" fill="none"><path d="M782,446 L784,550"/><path d="M784,550 L736,598"/><path d="M736,598 L540,600"/><path d="M540,600 L541,830"/><path d="M541,830 L538,834"/><path d="M538,834 L523,834"/><path d="M523,834 L521,830"/><path d="M521,830 L520,743"/><path d="M520,743 L515,739"/><path d="M515,739 L210,740"/><path d="M210,740 L205,745"/><path d="M205,745 L206,918"/><path d="M206,918 L211,923"/><path d="M211,923 L516,921"/><path d="M516,921 L524,914"/><path d="M524,914 L541,915"/><path d="M541,915 L542,1124"/><path d="M542,1124 L502,1122"/><path d="M502,1122 L504,1112"/><path d="M504,1112 L520,1112"/><path d="M520,1112 L518,932"/><path d="M518,932 L210,934"/><path d="M210,934 L210,1114"/><path d="M210,1114 L426,1114"/><path d="M426,1114 L414,1136"/><path d="M414,1136 L404,1134"/><path d="M404,1134 L404,1124"/><path d="M404,1124 L210,1126"/><path d="M210,1126 L212,1386"/><path d="M212,1386 L406,1386"/><path d="M406,1386 L406,1212"/><path d="M406,1212 L436,1218"/><path d="M436,1218 L434,1228"/><path d="M434,1228 L416,1228"/><path d="M416,1228 L418,1386"/><path d="M418,1386 L594,1382"/><path d="M594,1382 L592,1226"/><path d="M592,1226 L512,1226"/><path d="M512,1226 L510,1216"/><path d="M510,1216 L636,1214"/><path d="M636,1214 L636,1028"/><path d="M636,1028 L650,1030"/><path d="M650,1030 L652,1214"/><path d="M652,1214 L906,1210"/><path d="M906,1210 L902,938"/><path d="M902,938 L650,940"/><path d="M650,940 L648,952"/><path d="M648,952 L634,950"/><path d="M634,950 L634,926"/><path d="M634,926 L640,920"/><path d="M640,920 L902,922"/><path d="M902,922 L900,734"/><path d="M900,734 L638,734"/><path d="M638,734 L640,712"/><path d="M640,712 L896,714"/><path d="M896,714 L896,444"/></g><path fill="#3b4049" fill-rule="evenodd" d="M409,1215 L408,1382 L409,1389 L416,1390 L416,1231 L420,1227 L432,1226 L433,1221 Z M639,1031 L636,1035 L638,1212 L634,1216 L514,1219 L517,1226 L590,1225 L594,1229 L596,1381 L592,1385 L527,1388 L482,1386 L473,1390 L471,1404 L478,1409 L532,1405 L553,1408 L614,1407 L618,1403 L616,1243 L646,1238 L869,1238 L910,1236 L929,1232 L928,1173 L917,1170 L909,1174 L907,1209 L903,1214 L657,1218 L651,1211 L650,1035 L647,1031 Z M191,986 L186,991 L190,1407 L194,1411 L351,1409 L354,1397 L343,1387 L215,1388 L211,1384 L209,1129 L213,1125 L402,1124 L408,1133 L413,1133 L415,1127 L424,1121 L424,1116 L213,1115 L209,1111 L209,1095 L208,1078 L208,997 L204,988 Z M543,1119 L540,915 L524,914 L516,921 L211,923 L203,926 L203,930 L209,932 L517,930 L522,939 L523,1109 L519,1113 L507,1114 L505,1120 L514,1123 Z M638,840 L641,844 L648,844 L657,839 L757,839 L761,831 L758,827 L648,827 L639,830 Z M644,715 L641,732 L645,736 L899,734 L903,738 L906,865 L904,921 L900,925 L672,928 L641,924 L635,931 L639,951 L646,951 L653,940 L901,938 L906,951 L906,1087 L910,1097 L925,1098 L927,998 L922,661 L913,659 L904,664 L902,708 L898,712 Z M780,405 L772,404 L768,411 L769,542 L726,586 L544,586 L539,581 L538,457 L535,453 L517,456 L519,726 L515,730 L209,732 L205,728 L204,593 L200,585 L184,584 L185,865 L203,865 L206,859 L205,745 L210,740 L515,739 L520,743 L521,758 L520,830 L523,834 L538,834 L541,830 L539,603 L543,599 L720,598 L740,594 L781,550 L780,450 L785,444 L794,443 L795,437 L780,430 Z M903,401 L899,432 L878,435 L876,441 L880,444 L895,443 L900,447 L901,538 L905,547 L918,549 L922,546 L921,404 L919,401 Z M360,146 L180,151 L183,462 L199,460 L203,452 L200,174 L204,170 L354,168 L362,164 L364,157 Z M919,175 L919,143 L915,140 L485,145 L481,149 L484,162 L492,166 L601,165 L617,164 L715,163 L720,160 L761,163 L769,177 L778,176 L778,166 L782,162 L893,160 L898,165 L901,178 Z"/><rect x="365" y="143" width="116" height="18" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="365" y1="152" x2="481" y2="152" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="182" y="462" width="18" height="120" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="191" y1="462" x2="191" y2="582" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="182" y="865" width="18" height="120" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="191" y1="865" x2="191" y2="985" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="908" y="548" width="18" height="112" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="917" y1="548" x2="917" y2="660" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="908" y="1098" width="18" height="72" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="917" y1="1098" x2="917" y2="1170" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="357" y="1389" width="115" height="18" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="357" y1="1398" x2="472" y2="1398" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="917" y1="180" x2="917" y2="400" stroke="#3b4049" stroke-width="4" stroke-dasharray="14 10"/><g stroke="#3b4049" stroke-width="2"><line x1="672" y1="738" x2="672" y2="828"/><line x1="693" y1="738" x2="693" y2="828"/><line x1="714" y1="738" x2="714" y2="828"/><line x1="735" y1="738" x2="735" y2="828"/><line x1="756" y1="738" x2="756" y2="828"/><line x1="777" y1="738" x2="777" y2="828"/><line x1="738" y1="830" x2="794" y2="734"/><line x1="748" y1="830" x2="804" y2="734"/></g><g class="rahpf1-p2" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="664" y1="713" x2="756" y2="713"/></g><g class="rahpf1-p3" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="792" y1="713" x2="886" y2="713"/></g><g class="rahpf1-p1" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="221" y1="934" x2="291" y2="934"/></g><g class="rahpf1-p2" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="238" y1="1114" x2="308" y2="1114"/></g><g class="rahpf1-p3" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="332" y1="1114" x2="402" y2="1114"/></g><g class="rahpf1-p2" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="652" y1="1038" x2="652" y2="1108"/></g><g class="rahpf1-p3" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="652" y1="1140" x2="652" y2="1212"/><line x1="652" y1="1212" x2="700" y2="1212"/></g><path d="M568,994 C568,993 570,991 568,986 C566,981 559,980 556,966 C553,952 549,929 552,902 C555,875 571,832 576,804 C581,776 578,752 582,736 C586,720 592,711 602,706 C612,701 635,704 642,704" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path d="M612,1182 C609,1179 597,1173 594,1164 C591,1155 593,1137 594,1128 C595,1119 600,1121 602,1110 C604,1099 603,1079 608,1062 C613,1045 627,1015 634,1006 C641,997 642,1004 648,1006 C654,1008 665,1018 668,1020" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path d="M540,1142 C533,1141 509,1140 496,1134 C483,1128 471,1113 460,1108 C449,1103 433,1103 428,1102" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path d="M604,1200 C596,1201 572,1207 556,1208 C540,1209 527,1209 506,1204 C485,1199 449,1187 430,1180 C411,1173 403,1163 390,1160 C377,1157 357,1162 350,1162" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path d="M612,1206 C603,1206 579,1204 560,1204 C541,1204 514,1202 500,1205 C486,1208 479,1212 474,1222 C469,1232 467,1251 470,1262 C473,1273 487,1285 490,1290" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path class="rahpf1-mand" d="M568,994 C568,993 570,991 568,986 C566,981 559,980 556,966 C553,952 549,929 552,902 C555,875 571,832 576,804 C581,776 578,752 582,736 C586,720 592,711 602,706 C612,701 635,704 642,704" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpf1fm)"/><path class="rahpf1-mand" d="M612,1182 C609,1179 597,1173 594,1164 C591,1155 593,1137 594,1128 C595,1119 600,1121 602,1110 C604,1099 603,1079 608,1062 C613,1045 627,1015 634,1006 C641,997 642,1004 648,1006 C654,1008 665,1018 668,1020" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpf1fm)"/><path class="rahpf1-mand" d="M540,1142 C533,1141 509,1140 496,1134 C483,1128 471,1113 460,1108 C449,1103 433,1103 428,1102" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpf1fm)"/><path class="rahpf1-mand" d="M604,1200 C596,1201 572,1207 556,1208 C540,1209 527,1209 506,1204 C485,1199 449,1187 430,1180 C411,1173 403,1163 390,1160 C377,1157 357,1162 350,1162" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpf1fm)"/><path class="rahpf1-mand" d="M612,1206 C603,1206 579,1204 560,1204 C541,1204 514,1202 500,1205 C486,1208 479,1212 474,1222 C469,1232 467,1251 470,1262 C473,1273 487,1285 490,1290" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpf1fm)"/><g class="rahpf1-p1"><path class="rahpf1-rit" d="M656,698 C657,698 641,698 664,698" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpf1-rit" d="M664,698 C687,698 757,698 792,698 C827,698 856,700 872,698 C888,696 884,694 887,684 C890,674 888,661 888,640 C888,619 888,587 887,560 C886,533 888,497 884,480 C880,463 878,462 866,459 C854,456 824,456 812,460 C800,464 800,465 797,480 C794,495 800,533 795,552 C790,571 775,584 764,594 C753,604 751,610 730,613 C709,616 658,611 640,614 C622,617 624,618 620,632 C616,646 620,675 619,700 C618,725 617,747 616,780 C615,813 614,870 612,900 C610,930 608,946 606,960 C604,974 602,980 601,984" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpf1fc)"/></g><g class="rahpf1-p2"><path class="rahpf1-rit" d="M656,698 C657,698 641,698 664,698" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpf1-rit" d="M664,698 C687,698 757,698 792,698 C827,698 856,700 872,698 C888,696 884,694 887,684 C890,674 888,661 888,640 C888,619 888,587 887,560 C886,533 888,497 884,480 C880,463 878,462 866,459 C854,456 824,456 812,460 C800,464 800,465 797,480 C794,495 800,533 795,552 C790,571 775,584 764,594 C753,604 751,610 730,613 C709,616 658,611 640,614 C622,617 624,618 620,632 C616,646 620,675 619,700 C618,725 617,747 616,780 C615,813 614,870 612,900 C610,930 608,946 606,960 C604,974 602,980 601,984" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpf1fc)"/></g><g class="rahpf1-p3"><path class="rahpf1-rit" d="M656,698 C657,698 641,698 664,698 C687,698 757,698 792,698" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpf1-rit" d="M792,698 C827,698 856,700 872,698 C888,696 884,694 887,684 C890,674 888,661 888,640 C888,619 888,587 887,560 C886,533 888,497 884,480 C880,463 878,462 866,459 C854,456 824,456 812,460 C800,464 800,465 797,480 C794,495 800,533 795,552 C790,571 775,584 764,594 C753,604 751,610 730,613 C709,616 658,611 640,614 C622,617 624,618 620,632 C616,646 620,675 619,700 C618,725 617,747 616,780 C615,813 614,870 612,900 C610,930 608,946 606,960 C604,974 602,980 601,984" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpf1fc)"/></g><g class="rahpf1-p1"><path class="rahpf1-rit" d="M671,1030 C670,1031 668,1024 667,1038" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpf1-rit" d="M667,1038 C666,1052 667,1098 667,1112 C667,1126 667,1108 667,1120 C667,1132 665,1171 667,1184 C669,1197 670,1196 680,1198 C690,1200 698,1198 730,1198 C762,1198 845,1201 872,1198 C899,1195 887,1198 890,1182 C893,1166 891,1133 891,1100 C891,1067 893,1009 891,985 C889,961 900,961 878,956 C856,951 791,955 760,955 C729,955 707,954 690,957 C673,960 669,965 660,970 C651,975 643,983 636,988 C629,993 619,999 616,1001" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpf1fc)"/></g><g class="rahpf1-p2"><path class="rahpf1-rit" d="M671,1030 C670,1031 668,1024 667,1038" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpf1-rit" d="M667,1038 C666,1052 667,1098 667,1112 C667,1126 667,1108 667,1120 C667,1132 665,1171 667,1184 C669,1197 670,1196 680,1198 C690,1200 698,1198 730,1198 C762,1198 845,1201 872,1198 C899,1195 887,1198 890,1182 C893,1166 891,1133 891,1100 C891,1067 893,1009 891,985 C889,961 900,961 878,956 C856,951 791,955 760,955 C729,955 707,954 690,957 C673,960 669,965 660,970 C651,975 643,983 636,988 C629,993 619,999 616,1001" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpf1fc)"/></g><g class="rahpf1-p3"><path class="rahpf1-rit" d="M671,1030 C670,1031 668,1024 667,1038 C666,1052 667,1098 667,1112 C667,1126 667,1108 667,1120" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpf1-rit" d="M667,1120 C667,1132 665,1171 667,1184 C669,1197 670,1196 680,1198 C690,1200 698,1198 730,1198 C762,1198 845,1201 872,1198 C899,1195 887,1198 890,1182 C893,1166 891,1133 891,1100 C891,1067 893,1009 891,985 C889,961 900,961 878,956 C856,951 791,955 760,955 C729,955 707,954 690,957 C673,960 669,965 660,970 C651,975 643,983 636,988 C629,993 619,999 616,1001" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpf1fc)"/></g><g class="rahpf1-p1"><path class="rahpf1-rit" d="M414,1099 C412,1099 420,1099 402,1099 C384,1099 336,1099 308,1099 C280,1099 248,1101 234,1099 C220,1097 224,1109 222,1086 C220,1063 220,986 222,963 C224,940 220,951 236,949" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpf1-rit" d="M236,949 C252,947 277,949 320,949 C363,949 463,947 494,949 C525,951 504,944 506,962 C508,980 508,1037 507,1060 C506,1083 502,1088 500,1098 C498,1108 493,1113 496,1118 C499,1123 510,1125 520,1127 C530,1129 548,1130 554,1131" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpf1fc)"/></g><g class="rahpf1-p2"><path class="rahpf1-rit" d="M414,1099 C412,1099 420,1099 402,1099 C384,1099 336,1099 308,1099" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpf1-rit" d="M308,1099 C280,1099 248,1101 234,1099 C220,1097 224,1109 222,1086 C220,1063 220,986 222,963 C224,940 220,951 236,949 C252,947 277,949 320,949 C363,949 463,947 494,949 C525,951 504,944 506,962 C508,980 508,1037 507,1060 C506,1083 502,1088 500,1098 C498,1108 493,1113 496,1118 C499,1123 510,1125 520,1127 C530,1129 548,1130 554,1131" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpf1fc)"/></g><g class="rahpf1-p3"><path class="rahpf1-rit" d="M414,1099 C412,1099 420,1099 402,1099" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpf1-rit" d="M402,1099 C384,1099 336,1099 308,1099 C280,1099 248,1101 234,1099 C220,1097 224,1109 222,1086 C220,1063 220,986 222,963 C224,940 220,951 236,949 C252,947 277,949 320,949 C363,949 463,947 494,949 C525,951 504,944 506,962 C508,980 508,1037 507,1060 C506,1083 502,1088 500,1098 C498,1108 493,1113 496,1118 C499,1123 510,1125 520,1127 C530,1129 548,1130 554,1131" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpf1fc)"/></g><path class="rahpf1-rit" d="M325,1158 C312,1158 264,1154 248,1158 C232,1162 233,1148 230,1180 C227,1212 227,1318 230,1350 C233,1382 223,1367 248,1370 C273,1373 356,1382 380,1370 C404,1358 390,1324 392,1300 C394,1276 387,1241 392,1225 C397,1209 407,1211 420,1206 C433,1201 452,1197 470,1194 C488,1191 509,1192 525,1190 C541,1188 561,1182 568,1181" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpf1fr)"/><path class="rahpf1-rit" d="M503,1310 C508,1317 518,1344 530,1352 C542,1360 566,1367 575,1360 C584,1353 584,1326 585,1310 C586,1294 586,1273 580,1262 C574,1251 562,1247 550,1244 C538,1241 520,1245 505,1246 C490,1247 470,1252 460,1250 C450,1248 443,1239 442,1232 C441,1225 442,1212 452,1206 C462,1200 484,1200 500,1196 C516,1192 538,1186 546,1184" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpf1fr)"/><path class="rahpf1-rit" d="M362,852 C361,857 361,875 356,884 C351,893 350,902 330,906 C310,910 254,909 236,907 C218,905 224,917 221,894 C218,871 218,793 220,770 C222,747 188,758 234,755 C280,752 449,753 494,755 C539,757 504,758 506,768 C508,778 505,803 507,815 C509,827 512,834 518,842 C524,850 537,854 546,862 C555,870 566,881 572,892 C578,903 578,920 580,930 C582,940 581,947 582,955 C583,963 584,976 584,980" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpf1fr)"/><g class="rahpf1-p1"><rect x="663" y="653" width="94" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3"/></g><g class="rahpf1-p2"><rect x="663" y="674" width="94" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3"/></g><g class="rahpf1-p3"><rect x="792" y="674" width="94" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3"/></g><g class="rahpf1-p1"><rect x="221" y="959" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3"/></g><g class="rahpf1-p2"><rect x="238" y="1075" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3"/></g><g class="rahpf1-p3"><rect x="332" y="1075" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3"/></g><g class="rahpf1-p1"><rect x="677" y="1066" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3" transform="rotate(90 712 1073)"/></g><g class="rahpf1-p2"><rect x="649" y="1066" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3" transform="rotate(90 684 1073)"/></g><g class="rahpf1-p3"><rect x="665" y="1145" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3" transform="rotate(63 700 1152)"/></g><rect x="574" y="994" width="34" height="42" rx="4" fill="#4a5260"/><line x1="581" y1="1003" x2="601" y2="1003" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="581" y1="1010" x2="601" y2="1010" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="581" y1="1017" x2="601" y2="1017" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="581" y1="1024" x2="601" y2="1024" stroke="#fff" stroke-width="2"/><rect x="540" y="1134" width="42" height="40" rx="4" fill="#4a5260"/><line x1="547" y1="1143" x2="575" y2="1143" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="547" y1="1150" x2="575" y2="1150" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="547" y1="1157" x2="575" y2="1157" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="547" y1="1164" x2="575" y2="1164" stroke="#fff" stroke-width="2"/><circle cx="362" cy="832" r="17" fill="#4a5260" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="362" y1="832" x2="373.0" y2="832.0" stroke="#fff" stroke-width="3" stroke-linecap="round"/><line x1="362" y1="832" x2="356.5" y2="841.5" stroke="#fff" stroke-width="3" stroke-linecap="round"/><line x1="362" y1="832" x2="356.5" y2="822.5" stroke="#fff" stroke-width="3" stroke-linecap="round"/><circle cx="618.0" cy="1195.0" r="17" fill="#4a5260" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="618.0" y1="1195.0" x2="629.0" y2="1195.0" stroke="#fff" stroke-width="3" stroke-linecap="round"/><line x1="618.0" y1="1195.0" x2="612.5" y2="1204.5" stroke="#fff" stroke-width="3" stroke-linecap="round"/><line x1="618.0" y1="1195.0" x2="612.5" y2="1185.5" stroke="#fff" stroke-width="3" stroke-linecap="round"/><text x="400" y="300" font-size="34" font-family="Arial, sans-serif" fill="#5b6470" text-anchor="middle" stroke="#fff" stroke-width="5" paint-order="stroke">fuori settore</text></svg></div>
<ul class="rahpf1-legenda">
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><rect x="1" y="3" width="32" height="14" fill="#e3f1df" stroke="#9fb89a"/></svg><span>Settore 1: locali in asciugatura in questa fase</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><rect x="1" y="3" width="32" height="14" fill="#eceff3" stroke="#c3c9d1"/></svg><span>Fuori settore: locali dei settori successivi</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><rect x="7" y="1" width="20" height="18" rx="3" fill="#4a5260"/><line x1="10" y1="5" x2="24" y2="5" stroke="#fff" stroke-width="1.4"/><line x1="10" y1="9" x2="24" y2="9" stroke="#fff" stroke-width="1.4"/><line x1="10" y1="13" x2="24" y2="13" stroke="#fff" stroke-width="1.4"/></svg><span>Deumidificatore a condensazione</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><circle cx="17" cy="10" r="9" fill="#4a5260"/><line x1="17" y1="10" x2="23.0" y2="10.0" stroke="#fff" stroke-width="2" stroke-linecap="round"/><line x1="17" y1="10" x2="14.0" y2="15.2" stroke="#fff" stroke-width="2" stroke-linecap="round"/><line x1="17" y1="10" x2="14.0" y2="4.8" stroke="#fff" stroke-width="2" stroke-linecap="round"/></svg><span>Ventilatore radiale</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="3" y1="10" x2="31" y2="10" stroke="#cfd8e2" stroke-width="9" stroke-linecap="round"/><line x1="3" y1="10" x2="31" y2="10" stroke="#3d4652" stroke-width="3" stroke-dasharray="7 5"/></svg><span>Tubo flessibile: aria spinta nei locali</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#7a8492" stroke-width="3" stroke-dasharray="3 6"/></svg><span>Aria che lambisce le pareti e torna al deumidificatore</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#f26b1d" stroke-width="3" stroke-dasharray="3 6"/></svg><span>Aria scaldata passando tra pannello e muro: resta calda fino al deumidificatore</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><rect x="2" y="6" width="30" height="8" rx="2" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="2"/></svg><span>Pannello radiante: tre posizioni in giorni diversi, una alla volta</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><ellipse cx="17" cy="10" rx="16" ry="8" fill="#ff7a2f" opacity=".3"/></svg><span>Pannello lontano dal muro, nei primi giorni</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#3b78d4" stroke-width="6"/></svg><span>Parete fredda: bagnata fino alla linea dell&#8217;acqua</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#f26b1d" stroke-width="6"/></svg><span>Parete scaldata davanti al pannello</span></li>
</ul>
</div>
<p class="rahpf1-nota">Schema senza quote. I colori delle pareti seguono la logica dei termogrammi: blu freddo, arancio caldo. L&#8217;aria che torna al deumidificatore diventa arancio dove passa tra il pannello e il muro, perché lì si scalda; i percorsi sono schematici.</p>
<p class="rahpf1-piede"><a href="https://www.renzo-arthome.com">renzo-arthome.com</a></p>
</div><figcaption style='font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0'>Tavola 1. Dal giorno 19, l&#8217;asciugatura generale del settore 1: l&#8217;aria gira lungo le pareti e torna ai deumidificatori, e dove passa tra il pannello e il muro si scalda. I pannelli si avvicinano al muro per gradi, in giorni diversi.</figcaption></figure>
<p>Il limite pratico l&#8217;ha messo la corrente. In ambito domestico il carico elettrico di un&#8217;asciugatura può diventare un problema serio. Prima di montare ho fatto il conto della potenza e ho diviso i carichi su linee diverse. Anche così, non si poteva portare più di quello che è stato portato, senza sovraccaricare gli impianti. Una fila di pannelli lungo tutto il perimetro dei locali gli impianti non l&#8217;avrebbero retta: per questo i pannelli sono tre, e si spostano da un tratto all&#8217;altro delle pareti. Al controllo del giorno 24 l&#8217;avvolgicavo era svolto per intero, come il manuale del deumidificatore chiede di fare con le prolunghe, le prese erano fissate nelle scatole con la placca e le giunzioni delle prolunghe erano sollevate da terra.</p>
<p>All&#8217;accensione gli igrostati dei due deumidificatori, i sensori che li comandano in base all&#8217;umidità dell&#8217;aria e ne mostrano il valore sul display, segnavano il 64 e il 68 % di umidità relativa dell&#8217;aria del locale. Cinque giorni dopo sono tornato con gli strumenti, per vedere se stava funzionando.</p>
<h2 id="giorno-24-la-base-resta-fredda">Giorno 24: la base resta fredda</h2>
<p>In un&#8217;asciugatura si misurano tre cose diverse: l&#8217;aria del locale, la superficie del muro e l&#8217;interno del muro. Al giorno 24 ho usato un termometro a infrarossi con sensore di umidità, che legge la temperatura della superficie e, con i suoi sensori interni, calcola il punto di rugiada dell&#8217;aria. Avevo con me anche un secondo termometro a infrarossi, un pirometro con scanner del punto di rugiada. Per l&#8217;interno del muro ho usato un misuratore a microonde, che secondo il costruttore legge fino a circa 30 centimetri di profondità. Dà un numero in unità proprie dello strumento, non una percentuale d&#8217;acqua: serve a confrontare un punto con l&#8217;altro e, alla fine, con la parte alta dello stesso muro, dove l&#8217;acqua non è arrivata. Sono le istruzioni dei rispettivi costruttori, e da costruttore a costruttore cambiano.</p>
<p>Da quando lo strumento si è adattato all&#8217;aria del locale, il punto di rugiada è rimasto fra 17,4 e 19,4 °C in tutti i locali del settore. Gli igrostati dei deumidificatori, quel giorno, segnavano il 58 e il 53 % di umidità relativa, contro il 64 e il 68 % dell&#8217;accensione, e riguardavano l&#8217;aria del locale.</p>
<p>La temperatura dell&#8217;aria non l&#8217;ho presa locale per locale. Con i pannelli accesi l&#8217;ambiente si scalda a macchia di leopardo, diverso di metro in metro, e una lettura per locale non direbbe niente. Per questo seguo il punto di rugiada, che dice quanto vapore c&#8217;è nell&#8217;aria, mentre l&#8217;umidità relativa cambia con la temperatura.</p>
<p>Dal punto di rugiada e dalla temperatura della superficie si ricava l&#8217;umidità relativa dell&#8217;aria a ridosso della faccia del muro. Il calcolo usa la formula del vapore saturo della stessa norma sulla condensa. Parte da un&#8217;ipotesi: che a ridosso della faccia il vapore sia quello letto dallo strumento. Lo riporto per intero nella nota di calcolo. Con questa ipotesi, davanti a una faccia più fredda dell&#8217;aria la pressione del vapore saturo è più bassa. L&#8217;aria, lì, può contenere meno vapore, e l&#8217;umidità relativa sale. Sulle superfici scaldate, fra 26 e 30 °C, l&#8217;umidità a ridosso della faccia stava fra il 50 e il 63 %. Su quelle fra 24 e 25,5 °C stava fra il 67 e il 70 %, e su quelle rimaste a 22-23 °C fra il 72 e il 77 %. Sono gli intervalli dei valori letti. Ogni valore ha il margine d&#8217;errore dello strumento, che è nella stessa nota. Su un punto a 20,6 °C l&#8217;umidità risultava attorno al 93 %. Lì la superficie stava a poco più di un grado dal punto di rugiada, e la condensa superficiale non si può escludere.</p>
<p>La linea guida sulle muffe dell&#8217;Agenzia federale tedesca per l&#8217;ambiente, aggiornata nel 2024, dice che alla crescita delle muffe basta un&#8217;umidità del 70-80 % alla superficie del materiale, se dura a lungo, anche senza che il materiale si veda bagnato. Messi accanto a quella fascia, i valori del giorno 24 si leggono così: a ridosso delle facce scaldate, fra 26 e 30 °C, l&#8217;umidità stava sotto la fascia; a ridosso di quelle fra 24 e 25,5 °C stava sul suo limite inferiore, fra il 67 e il 70 %; a ridosso di quelle rimaste a 22-23 °C stava dentro.</p>
<p>I pannelli, al giorno 24, erano più vicini alla parete che alla posa. Davanti a un pannello acceso la termocamera mostra l&#8217;impronta del calore, più calda al centro e più fredda ai bordi: lì i colori dipendono dal pannello. La radiazione che arriva alla termocamera comprende anche quella che la superficie riflette, dice la norma sulla termografia. Davanti a un pannello acceso, la parete riflette il pannello stesso. Per questo quelle temperature le do solo come «oltre i 30 °C» e non le uso nel calcolo.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1130" height="720" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2345.jpg" alt="Termogramma: parete davanti a un pannello radiante, impronta calda al centro" class="wp-image-5063" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2345.jpg 1130w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2345-300x191.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2345-1024x652.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2345-768x489.jpg 768w" sizes="(max-width: 1130px) 100vw, 1130px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Termogramma 3. Giorno 24, parete davanti a un pannello: l&#8217;impronta del pannello è più calda al centro e si raffredda verso i bordi. Scala 30-33 °C.</figcaption></figure>
<p>Il misuratore a microonde diceva la stessa cosa dei termogrammi. Vicino al battiscopa leggeva da 72 a 80, in alto da 34 a 48, nelle unità dello strumento, che non sono percentuali: la base dei muri restava la parte più bagnata.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1130" height="720" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2359.jpg" alt="Termogramma: parete con fascia fredda alla base, parte alta scaldata" class="wp-image-5064" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2359.jpg 1130w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2359-300x191.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2359-1024x652.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-termogramma-2359-768x489.jpg 768w" sizes="(max-width: 1130px) 100vw, 1130px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Termogramma 4. Giorno 24, parete di un locale scaldato: la parte alta sta a 28-29 °C, la base resta 3-4 °C più fredda, fino al fondo della scala. Scala 25-31 °C.</figcaption></figure>
<p>Lungo alcuni spigoli, intanto, l&#8217;intonaco che copre i paraspigoli, i profili metallici annegati nell&#8217;intonaco sugli spigoli, cominciava a staccarsi a scaglie. E sulle pareti, in alcuni punti, le muffe ormai erano evidenti.</p>
<h2 id="le-muffe-sono-venute-fuori-con-gli-apparecchi-accesi">Le muffe sono venute fuori con gli apparecchi accesi</h2>
<p>Al mio arrivo le muffe c&#8217;erano già, ma appena visibili: puntinature scure che si vedevano a malapena. Subito dopo l&#8217;installazione degli apparecchi sono diventate evidenti, e me lo aspettavo. Togliendo l&#8217;acqua dal muro e dal pavimento, l&#8217;acqua che evapora passa nell&#8217;aria del locale come vapore, e a ridosso delle superfici più fredde l&#8217;umidità sale. Al giorno 24, a ridosso delle pareti rimaste a 22-23 °C, l&#8217;umidità era fra il 72 e il 77 %, dentro la fascia in cui le muffe crescono.</p>
<p>Qui le muffe sono la conseguenza di un evento acuto, l&#8217;acqua entrata nei muri con l&#8217;allagamento, e non sono il problema primario. Non nascono da un difetto del locale, come una condensa che si ripete o una ventilazione insufficiente.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="901" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffa-puntinature-g24.jpg" alt="Puntinature scure di muffa su una parete intonacata" class="wp-image-5065" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffa-puntinature-g24.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffa-puntinature-g24-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffa-puntinature-g24-1024x577.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffa-puntinature-g24-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffa-puntinature-g24-1536x865.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 3. Giorno 24: puntinature grigio scure su una parete intonacata, riconducibili a una crescita fungina.</figcaption></figure>
<p>La stessa linea guida tedesca mette nella classe d&#8217;uso III, con requisiti ridotti, i locali che non si usano in modo continuativo fuori dagli alloggi: le cantine degli edifici con più alloggi a cui si accede dal cortile o dal vano scala, mai dall&#8217;alloggio, i garage e gli altri locali accessori. Lì, scrive, l&#8217;esposizione è minore. Questo seminterrato ci rientra: ha locali di servizio e un garage, e ci si arriva dal vano scala dell&#8217;edificio. Per i biocidi la linea guida scrive che in quella classe, in linea di principio, non servono. Sull&#8217;ordine dei lavori scrive che i passi possono cambiare ordine e che, nella classe III, le misure si possono graduare secondo l&#8217;uso del locale. La muffa visibile, però, se possibile, si toglie prima dell&#8217;asciugatura con gli apparecchi. Così il loro funzionamento non diffonde i bioaerosol, cioè le spore e i frammenti sospesi nell&#8217;aria.</p>
<p>Qui, prima di accendere, nel locale la muffa si vedeva appena, e non c&#8217;era ancora niente di evidente da togliere dai muri. È diventata evidente dopo, con gli apparecchi in funzione e il settore chiuso con i teli. La stessa linea guida chiede, quando serve, di separare durante l&#8217;asciugatura i locali colpiti da quelli non colpiti. Chiede anche di non liberare né spargere polveri e parti di muffa: è quello che fanno i teli del settore, posati il giorno 19. Appena la muffa è venuta fuori ho fatto la prima fase del trattamento delle muffe: il giorno 26, nel settore 1. La zona di lavoro l&#8217;abbiamo chiusa con teli fissati alle pareti e al soffitto, con un telo steso sul pavimento.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="901" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-confinamento-g26.jpg" alt="Zona di lavoro chiusa con teli trasparenti fissati alle pareti e al soffitto" class="wp-image-5066" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-confinamento-g26.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-confinamento-g26-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-confinamento-g26-1024x577.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-confinamento-g26-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-confinamento-g26-1536x865.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 4. Giorno 26: la zona di lavoro chiusa con i teli durante il trattamento delle muffe.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="901" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-trattamento-2-g26.jpg" alt="Trattamento delle muffe su una parete intonacata del settore 1" class="wp-image-5067" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-trattamento-2-g26.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-trattamento-2-g26-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-trattamento-2-g26-1024x577.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-trattamento-2-g26-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-trattamento-2-g26-1536x865.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 5. Giorno 26: trattamento delle muffe su una parete del settore 1.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="901" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-trattamento-4-g26.jpg" alt="Azione meccanica sulla parete durante il trattamento delle muffe" class="wp-image-5068" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-trattamento-4-g26.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-trattamento-4-g26-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-trattamento-4-g26-1024x577.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-trattamento-4-g26-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-muffe-trattamento-4-g26-1536x865.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 6. Giorno 26: trattamento delle muffe, azione meccanica sulla parete.</figcaption></figure>
<p>La prima fase, però, non chiude il lavoro sulle muffe, e non è ancora il trattamento antimuffa. Con il pavimento e i muri ancora bagnati, l&#8217;umidità relativa in un seminterrato resta molto alta, e il trattamento antimuffa, fatto adesso, vorrebbe dire ritrovarle dopo pochi giorni. Siamo in zona di mare, con alberi e vegetazione intorno, e le spore ci sono sempre. Prima va ristabilito un minimo di equilibrio nell&#8217;ambiente.</p>
<p>Peitzsch e colleghi, nel 2012, hanno provato dieci trattamenti in commercio, applicati come dicono i produttori su campioni di cartongesso e di legno contaminati di proposito: nessuno ha eliminato del tutto le muffe vive. Una rassegna neozelandese del 2019, che riprende lo studio, aggiunge che, quando i campioni sono stati bagnati di nuovo, la crescita è aumentata in fretta.</p>
<p>La candeggina non la uso. L&#8217;Istituto Superiore di Sanità, nelle stesse indicazioni ai cittadini, la mette fra i mezzi per rimuovere le muffe, insieme ad acqua e sapone. Ma la candeggina uccide la muffa e non la toglie. Per l&#8217;agenzia americana per l&#8217;ambiente, l&#8217;EPA, lo scopo della bonifica è rimuoverla, perché anche la muffa morta resta allergenica. La stessa agenzia non la raccomanda come pratica di routine. Fa male anche a chi la usa: due studi epidemiologici, uno sulle addette alle pulizie domestiche e uno su chi pulisce la propria casa con la candeggina quattro o più giorni a settimana, l&#8217;hanno associata a sintomi delle vie respiratorie.</p>
<p>Il trattamento antimuffa lo farò quando l&#8217;umidità a ridosso delle pareti sarà scesa sotto il 70 %. Per la linea guida tedesca è il limite della crescita: sotto circa il 70 % di umidità relativa alla superficie, anche quando le altre condizioni sono le più favorevoli, le muffe sui materiali non crescono. La stessa linea guida ricorda che le muffe prendono l&#8217;acqua sia dall&#8217;aria sia dal materiale su cui crescono. L&#8217;Organizzazione mondiale della sanità scrive che, anche se alcune specie germinano, cioè cominciano a crescere dalle spore, già al 62-65 %, sui comuni materiali da costruzione e di finitura le superfici restano libere dalla muffa sotto il 75-80 %.</p>
<p>Lo misuro come al giorno 24, con la temperatura della parete e il punto di rugiada. Non è il 53 % che la mattina del giorno 26 segnava il display del deumidificatore, che in funzionamento continuo mostra l&#8217;umidità relativa dell&#8217;aria del locale. A ridosso di una faccia più fredda dell&#8217;aria l&#8217;umidità è più alta, come ho spiegato al giorno 24: quel giorno, con gli igrostati al 58 e al 53 %, a ridosso delle facce rimaste a 22-23 °C stava fra il 72 e il 77 %.</p>
<p>Per decidere il trattamento antimuffa, però, un 70 % letto su un tratto di muro non basta. Lo stesso giorno, nello stesso settore, a ridosso delle facce scaldate l&#8217;umidità stava invece fra il 50 e il 63 %. La differenza fra le facce scaldate e quelle rimaste a 22-23 °C viene dal limite della corrente di cui ho detto al giorno 19. Ogni lavoro va gestito a sé: in questo cantiere quanti pannelli lavorano insieme lo decide la corrente disponibile, e con tre pannelli scaldo un tratto alla volta. Il valore che decide il trattamento antimuffa, invece, deve essere omogeneo: sotto il 70 % a ridosso di tutte le pareti del settore. Per arrivarci sposto i pannelli da un tratto all&#8217;altro e, nel secondo tempo dell&#8217;asciugatura, da una stanza all&#8217;altra. E soprattutto, alla fine, prima della pittura, ci sarà un altro trattamento.</p>
<h2 id="che-cosa-resta-da-fare">Che cosa resta da fare</h2>
<p>Prima della pittura ci sarà l&#8217;altro trattamento: quale, lo scrivo quando lo faccio. Il controllo del risultato lo farò io, prima di togliere i teli e anche dopo. Per la linea guida dell&#8217;Agenzia federale tedesca, prima di pitturare, le parti intonacate di nuovo devono essere asciugate del tutto.</p>
<p>I paraspigoli si cambiano. Alla base degli spigoli di alcune pareti interne si sono arrugginiti, e lungo lo spigolo l&#8217;intonaco si è staccato a scaglie. Siamo in zona costiera, e questi sono locali umidi già di per sé: qui non andavano messi profili di un metallo che arrugginisce. Lo scrive anche un produttore nella scheda tecnica dei suoi paraspigoli zincati: non vanno usati quando la salinità o l&#8217;umidità nella muratura o nell&#8217;aria sono elevate. La ruggine ha un volume maggiore del metallo da cui nasce, scrive il materiale didattico del forum internazionale dell&#8217;acciaio inossidabile, e crea tensioni nel materiale che la circonda: nel calcestruzzo armato lo fa sfaldare. In un seminterrato, dove l&#8217;acqua può tornare anche per un incidente e l&#8217;umidità resta alta, i paraspigoli vanno in acciaio inossidabile, e si trovano: nelle schede tecniche dei produttori sono in AISI 304.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-paraspigoli-corrosi-evidenziati.jpg" alt="Paraspigoli con ruggine alla base di due spigoli di pareti interne, evidenziati in verde" class="wp-image-5069" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-paraspigoli-corrosi-evidenziati.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-paraspigoli-corrosi-evidenziati-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-paraspigoli-corrosi-evidenziati-1024x576.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-paraspigoli-corrosi-evidenziati-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-paraspigoli-corrosi-evidenziati-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 7. Giorno 19: paraspigoli con ruggine alla base di due spigoli di pareti interne, evidenziati in verde, con i tubi dell&#8217;aria già posati.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="901" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-paraspigolo-intonaco-staccato-g24.jpg" alt="Paraspigolo arrugginito con l'intonaco staccato a scaglie lungo lo spigolo" class="wp-image-5070" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-paraspigolo-intonaco-staccato-g24.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-paraspigolo-intonaco-staccato-g24-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-paraspigolo-intonaco-staccato-g24-1024x577.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-paraspigolo-intonaco-staccato-g24-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/10/diario-paraspigolo-intonaco-staccato-g24-1536x865.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 8. Giorno 24: lungo lo spigolo l&#8217;intonaco si è staccato a scaglie e il profilo arrugginito è scoperto.</figcaption></figure>
<p>Con l&#8217;allagamento anche il massetto sotto le piastrelle si è imbibito d&#8217;acqua. La guida pubblicata nel 2010 per il governo britannico riporta che calcestruzzo e massetti, in genere, non assorbono molta acqua, ma una volta bagnati ci mettono molto ad asciugare. Qui il massetto non ha un&#8217;asciugatura diretta, con l&#8217;aria insufflata sotto il pavimento, di cui ho scritto in <a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a>: l&#8217;umidità che cede all&#8217;aria del settore la estraggono i deumidificatori a condensazione, insieme a quella delle murature. Ne cede anche alla base dei muri, che può restare più umida del resto. Il suo asciugamento è più lento, e per questo nel settore i deumidificatori restano in funzione più a lungo.</p>
<p>Nel settore 1 resta il secondo tempo dell&#8217;asciugatura, stanza per stanza; poi vengono i settori successivi.</p>
<p>Durante l&#8217;asciugatura tolgo più acqua che posso, ma un muro, in un locale in uso, non torna a zero. I materiali porosi minerali legano acqua sulle loro superfici interne, in equilibrio con l&#8217;umidità dell&#8217;aria, scrivono i ricercatori del Fraunhofer, e nelle condizioni normali di un locale la maggior parte dei materiali non è mai del tutto asciutta. Spenti e tolti gli apparecchi, l&#8217;umidità dell&#8217;aria risale. Alcune vecchie murature di mattoni, in particolare quelle con molti sali o materiali igroscopici, allora riassorbono vapore e sembrano ribagnarsi, senza una fonte evidente di acqua nuova. Lo descrive il codice di pratica britannico per il recupero degli edifici allagati, che avverte anche che quanta acqua tiene un materiale asciutto dipende, fra l&#8217;altro, dalla presenza di sali. Per questo non fisso un numero sotto il quale il muro è asciutto. Lo stesso codice scrive anche che, per un edificio, l&#8217;asciutto non si può definire con una percentuale di umidità. Asciutto, per me, vuol dire tornato ai valori di riferimento, letti con lo stesso strumento. La guida FEMA prende quei valori su materiali dello stesso tipo in zone che l&#8217;acqua non ha toccato. Ma quando l&#8217;acqua ha invaso tutti i locali, un muro di riferimento così non sempre c&#8217;è: qui ha toccato tutte le pareti. Il confronto, allora, lo farò con la parte alta dello stesso muro, dove l&#8217;acqua non è arrivata e l&#8217;evaporazione non ha influito. Lo farò quando il muro, spenti e tolti gli apparecchi, si sarà assestato sull&#8217;umidità del locale. È lì che devo arrivare, ed è il motivo per cui al sopralluogo la percentuale di partenza non mi serviva.</p>
<h2 id="la-prassi-e-come-ho-lavorato-qui">La prassi, e come ho lavorato qui</h2>
<p>Le due linee guida tedesche sulle muffe, quella dell&#8217;Agenzia federale per l&#8217;ambiente e quella dei periti, scrivono che l&#8217;ordine dei passaggi del risanamento può cambiare; quella dei periti aggiunge che, secondo il caso, non tutti sono per forza necessari. Qui metto in fila i passaggi che ho trovato nelle fonti: per ognuno, che cosa prevede la fonte e, accanto, che cosa ho fatto in questo cantiere.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Passaggio</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa prevedono le linee guida</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Come ho lavorato in questo cantiere</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Rilievo del danno e delle cause</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>La linea guida dell&#8217;Agenzia federale tedesca per l&#8217;ambiente chiede, anche nei locali di classe III, un sopralluogo tecnico e la conoscenza certa della causa e di tutta l&#8217;estensione del danno, nello spazio e nell&#8217;intensità, comprese le cavità e gli strati non visibili; l&#8217;estensione la vuole rilevata possibilmente da specialisti indipendenti.</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Al giorno 15 ho fatto il sopralluogo, con l&#8217;ispezione visiva e 32 termogrammi. L&#8217;acqua era scesa lungo la rampa carrabile, con ogni probabilità acqua piovana.</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Origine dell&#8217;acqua</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Il codice di pratica britannico per gli edifici allagati chiede di accertare se l&#8217;acqua ha portato contaminanti, tenendo conto che può venire da più di una fonte e che anche un&#8217;acqua pulita può raccoglierne passando sul terreno o dentro l&#8217;edificio: da questo dipende come si gestisce l&#8217;edificio in tutte le fasi.</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>L&#8217;acqua è scesa dalla rampa carrabile, con ogni probabilità acqua piovana: non acque di fogna. Con acque di fogna la sequenza sarebbe stata un&#8217;altra: prima la sanificazione, poi l&#8217;asciugatura.</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Verifica della struttura</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Lo stesso codice chiede di sentire un ingegnere strutturista prima di ogni altra operazione quando ci sono dubbi sulla struttura, quando l&#8217;acqua ha superato 0,9 m o quando ci sono movimenti o fessure negli elementi strutturali.</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Qui l&#8217;acqua è arrivata a circa 1,33 m dal pavimento. Prima del mio arrivo era già passato un ingegnere, e sulla struttura aveva detto che era tutto a posto: restavano l&#8217;asciugatura e il trattamento delle muffe. La struttura l&#8217;ho controllata anch&#8217;io: nessuna fessura.</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Umidità dei materiali all&#8217;inizio</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Il codice britannico chiede di misurare in modo quantitativo il contenuto d&#8217;acqua degli elementi critici prima che cominci l&#8217;asciugatura, come linea di base per seguirla, e avverte che fuori dal legno i misuratori elettronici non danno percentuali accurate. La norma sulla termografia degli edifici dice che l&#8217;esame termografico va spesso affiancato o convalidato da altri metodi, fra cui i misuratori di umidità.</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Al giorno 15 i muri erano bagnati a vista, e la termocamera l&#8217;ha confermato. La misura dentro il muro, con il misuratore a microonde, l&#8217;ho fatta al giorno 24, con gli apparecchi accesi da cinque giorni: la percentuale di partenza non mi serviva, mi interessava l&#8217;asciugatura finale.</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Prelievo pesato e sali</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Il codice britannico descrive il metodo gravimetrico: campioni prelevati con il trapano, chiusi in contenitori sigillati ed essiccati in stufa in laboratorio. Dove si sospettano sali chiede di prelevare campioni e mandarli in laboratorio, e ricorda che con la tecnica del BRE Digest 245 si determina anche l&#8217;acqua dovuta ai sali igroscopici. La UNI 11085 descrive il metodo ponderale per campioni di materiale lapideo.</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>I sali affioravano in alcuni punti, e non li ho analizzati. L&#8217;asciugatura l&#8217;ho condotta per gradi proprio per i sali: i pannelli prima a distanza dalle pareti, poi avvicinati piano piano. Se le malte si salvano lo dirò ad asciugatura completa.</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Pavimento</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Il codice britannico chiede di accertare come è fatto il pavimento (fra l&#8217;altro membrane, vuoti, isolanti) e l&#8217;umidità di soletta e massetto; per i massetti la UNI 10329:2018 dà i metodi di misura dell&#8217;umidità.</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Sotto il massetto non c&#8217;è un vespaio. Il massetto, sotto le piastrelle, si è imbibito con l&#8217;allagamento e asciuga più lentamente, con i deumidificatori, che tolgono acqua anche dal pavimento e per questo restano sul posto più a lungo.</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Muffe: analisi del carico microbico</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>La linea guida dei periti tedeschi, quando si sospetta un carico microbico, prevede l&#8217;esame di campioni dei materiali; con la muffa già visibile a occhio scrive che di regola le analisi non servono, salvo che si debbano chiarire danni ai materiali, questioni assicurative o legali, un rischio per la salute, o macchie che non si sa con certezza se siano muffa.</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Dopo l&#8217;accensione la muffa si vedeva, in alcuni punti: puntinature riconducibili a una crescita fungina. Prelievi e identificazioni non li ho fatti.</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Muffa visibile prima di accendere</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>La linea guida dell&#8217;Agenzia federale chiede di controllare, prima di sistemare gli apparecchi, fin dove è arrivata l&#8217;umidità e se la muffa è già cresciuta; raccomanda di togliere, se possibile, la muffa visibile e già nota prima dell&#8217;asciugatura con gli apparecchi, perché il loro funzionamento non diffonda nell&#8217;aria particelle biologiche.</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Prima di accendere, nel locale la muffa si vedeva appena, e non c&#8217;era ancora niente di evidente da togliere dai muri. È diventata evidente dopo l&#8217;accensione, nel settore già chiuso con i teli, e il giorno 26 ho fatto la prima fase del trattamento delle muffe.</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Separazione della zona</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Le due linee guida tedesche chiedono di separare dalla parte non colpita la zona dove si tolgono i materiali colonizzati, con una separazione che dipende dalla classe di pericolo del lavoro; durante l&#8217;asciugatura la linea guida dell&#8217;Agenzia federale la chiede se necessario, quando ci sono parti colonizzate dalla muffa.</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Il settore è chiuso con i teli dal giorno 19. Al giorno 26 la zona di lavoro era chiusa con teli fissati alle pareti e al soffitto, e un telo sul pavimento.</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Materiali porosi bagnati</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>L&#8217;Istituto Superiore di Sanità indica di eliminare i materiali porosi rimasti bagnati per più di 48 ore che non si possono pulire né asciugare.</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Prima di accendere gli apparecchi, alcune contropareti in cartongesso allagate, ormai compromesse, sono state smontate.</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Impianto elettrico</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Il codice britannico dice che è importante che un tecnico elettrico qualificato ispezioni l&#8217;impianto e lo dichiari sicuro prima di ridare tensione; l&#8217;Istituto Superiore di Sanità, se circuiti o apparecchi si sono bagnati, di spegnere l&#8217;interruttore generale e di non accendere la luce né usare apparecchi finché un elettricista non li ha controllati.</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Prima del mio arrivo un elettricista aveva messo in sicurezza l&#8217;impianto. Io ho controllato i corrugati: dove c&#8217;era acqua, aria compressa e aspirazione, poi aria calda a temperatura moderata, per non danneggiare i cavi.</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Controllo durante l&#8217;asciugatura</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>La linea guida dell&#8217;Agenzia federale chiede di verificare con misure il risultato dell&#8217;asciugatura. Scrive che in pratica il processo si sorveglia misurando temperatura e umidità dell&#8217;aria di asciugatura in arrivo e in uscita, e che il traguardo si controlla con una sonda dentro l&#8217;elemento.</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Al giorno 24 ho letto il punto di rugiada dell&#8217;aria e la temperatura delle superfici, oltre all&#8217;umidità segnata dai deumidificatori. La temperatura dell&#8217;aria locale per locale non l&#8217;ho presa: con i pannelli accesi l&#8217;ambiente si scalda a macchia di leopardo, e una lettura per locale non direbbe niente. Per questo seguo il punto di rugiada.</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Biocidi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Per la linea guida dell&#8217;Agenzia federale, nelle classi II e III un trattamento con biocidi in linea di principio non è necessario, perché lo scopo non è evitare infezioni; in classe III ammette, dopo l&#8217;asciugatura, le pitture antimuffa. La guida FEMA, scritta per edifici rimasti a lungo allagati e con muffa diffusa dopo un uragano, raccomanda prodotti antimuffa del commercio sulle superfici esposte e avverte dei limiti della candeggina. L&#8217;Istituto Superiore di Sanità, a chi rientra in casa, scrive che per togliere la muffa si possono usare acqua e sapone oppure acqua e candeggina.</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>La candeggina non la uso. Il trattamento antimuffa lo farò quando l&#8217;umidità a ridosso delle pareti del settore sarà scesa sotto il 70 % in modo omogeneo, e lo scriverò quando lo faccio; prima della pittura ce ne sarà un altro.</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Quando il muro è asciutto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>La guida FEMA chiede di confermare l&#8217;asciutto in modo qualitativo, confrontando le letture sui materiali colpiti, alla quota dell&#8217;acqua o sotto, con quelle su materiali dello stesso tipo in zone non colpite (per esempio un locale o un piano sopra il livello dell&#8217;acqua), e lo presume raggiunto quando le letture, prese con un misuratore a infissione, stanno entro il 5 per cento. Il codice britannico scrive che l&#8217;asciutto non si definisce con una percentuale, e fra i criteri per chiudere mette l&#8217;equilibrio con l&#8217;ambiente.</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Qui l&#8217;acqua ha toccato tutte le pareti. Il confronto lo farò con la parte alta dello stesso muro, dove l&#8217;acqua non è arrivata e l&#8217;evaporazione non ha influito, letta con lo stesso strumento quando il muro, spenti e tolti gli apparecchi, si sarà assestato sull&#8217;umidità del locale.</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Pulizia fine e controllo del risultato</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Le due linee guida tedesche prevedono, prima di togliere i teli, una pulizia fine della zona (aspiratori di classe H e, dove la superficie lo consente, un passaggio a umido) e poi un controllo del risultato, documentato. Per la classe III la linea guida dell&#8217;Agenzia federale ammette di graduare il controllo secondo l&#8217;uso del locale.</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Il controllo lo farò io, prima di togliere i teli e anche dopo, e lo documenterò nelle prossime puntate di questo diario.</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Ripristino</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Le linee guida tedesche lo collocano dopo l&#8217;asciugatura e dopo il controllo (quella dei periti: il controllo, di regola, prima del ripristino). Il codice britannico avverte di non sigillare con materiali impermeabili l&#8217;acqua rimasta nella struttura, nei muri come nei pavimenti.</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Paraspigoli nuovi in acciaio inossidabile; per le malte, la risposta ad asciugatura completa; prima della pittura, l&#8217;altro trattamento.</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 1. I passaggi previsti dalle linee guida citate nel testo e, accanto, il modo in cui ho lavorato in questo cantiere. Fonti nell&#8217;elenco in fondo.</em></p>
<h2 id="lasciugatura-mirata-una-zona-alla-volta">L&#8217;asciugatura mirata, una zona alla volta</h2>
<p>Quella dei primi giorni era un&#8217;asciugatura generale, su tutti i locali del settore insieme. Poi sono passato all&#8217;asciugatura mirata. Ho chiuso con teli di nylon una prima zona di stanze; le altre le faccio dopo, una zona alla volta. Gli apparecchi sono sempre quelli, due deumidificatori, il ventilatore con i suoi tubi e i tre pannelli, e si spostano con le zone. Uno dei pannelli l&#8217;ho portato nella stanza che, nell&#8217;asciugatura generale, aveva solo un ventilatore.</p>
<figure class='mx-tavola-diario' style='margin:0 0 28px'>
<div class="rahpp1">
<style> .rahpp1{font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;color:#1f2933;max-width:760px;width:100%;overflow:hidden;margin:0 auto 28px;border:1px solid #d5dbe2;border-radius:6px;background:#fff;padding:14px 14px 10px;box-sizing:border-box} .rahpp1 *{box-sizing:border-box} .rahpp1-testa{display:flex;align-items:center;gap:12px;margin:0 0 10px} .rahpp1-testa>div{min-width:0} .rahpp1-testa img{height:46px !important;width:auto !important;margin:0 !important} .rahpp1-titolo{font-size:18px;font-weight:700;line-height:1.25;margin:0} .rahpp1-sotto{font-size:14px;color:#5b6470;margin:2px 0 0;line-height:1.35} .rahpp1-stato{font-size:14px;color:#1f2933;margin:4px 0 0;line-height:1.35} .rahpp1-pos{position:relative;display:inline-block;width:8.5em;height:1.35em;vertical-align:bottom} .rahpp1-pos span{position:absolute;left:0;top:0;font-weight:700;white-space:nowrap} .rahpp1-corpo{display:flex;flex-wrap:wrap;gap:14px;align-items:flex-start} .rahpp1-pianta{flex:1 1 380px;min-width:0;max-width:100%} .rahpp1-svg{width:100%;height:auto;display:block} .rahpp1-legenda{flex:1 1 230px;min-width:0;font-size:14px;line-height:1.4;margin:0;padding:0;list-style:none} .rahpp1-legenda li{display:flex;gap:9px;align-items:flex-start;margin:0 0 9px} .rahpp1-legenda svg{flex:0 0 34px;width:34px;height:20px;margin-top:0} .rahpp1-nota{font-size:13px;color:#5b6470;margin:8px 0 0;line-height:1.4} .rahpp1-piede{font-size:13px;color:#5b6470;margin:8px 0 0;text-align:right} .rahpp1-piede a{color:#5b6470} @keyframes rahpp1flusso{to{stroke-dashoffset:-60}} @keyframes rahpp1ritorno{to{stroke-dashoffset:-40}} @keyframes rahpp1a{0%,30%{opacity:1}36%,94%{opacity:0}100%{opacity:1}} @keyframes rahpp1b{0%,30%{opacity:0}36%,63%{opacity:1}69%,100%{opacity:0}} @keyframes rahpp1c{0%,63%{opacity:0}69%,94%{opacity:1}100%{opacity:0}} .rahpp1-mand{animation:rahpp1flusso 1.8s linear infinite} .rahpp1-rit{animation:rahpp1ritorno 3.2s linear infinite} .rahpp1-p1{animation:rahpp1a 15s ease-in-out infinite} .rahpp1-p2{animation:rahpp1b 15s ease-in-out infinite} .rahpp1-p3{animation:rahpp1c 15s ease-in-out infinite} .rahpp1-statico .rahpp1-mand,.rahpp1-statico .rahpp1-rit,.rahpp1-statico .rahpp1-p3{animation:none;opacity:1} @media (max-width:480px){.rahpp1-mand{stroke-width:7}.rahpp1-rit{stroke-width:6;stroke-dasharray:8 14}} @media (prefers-reduced-motion:reduce){.rahpp1-mand,.rahpp1-rit{animation:none}.rahpp1-p1,.rahpp1-p2{animation:none;opacity:0}.rahpp1-p3{animation:none;opacity:1}} </style>
<div class="rahpp1-testa"><img decoding="async" src="data:image/webp;base64,UklGRrQzAABXRUJQVlA4WAoAAAAQAAAAxwAAggAAQUxQSDcHAAABsMb/nzk50vdXVR0nr+kJ1vZusrZt73Zuo7Nt23dr2zaDtW3biDOzGPWv6vd9MO75d/XhSURMAApSQggBPZfL5f2mz5j+h7m3vDx/Nt99j0YaF8zuuOuWOedOnzlt+mbl5jJ6dCEEJ8hEcSE4dB/VtPeRR5720KJFiznIXYuXLLrxN0dUNmtCjyE4qXfiQkD3pv2nVs75oJW9WuzRLNKsJ4tMsWf23jrva1MrqwoA+OClbokPAODWqHzj1hb2mFQ1mhkH2cwsqip7bHv6G1PXGAMAPrg65IIH4NesfOvZdpJMqpqMNW4WVZUk2z76e2X7MQAkuLriggfQdMh3n28nSdVoHMKWVNl9wb+OXAeABF8nxHsAa1WOXkiSUZOxAM1USbLznMp6ACS44vMBwDqVYz8lGTUZi9RUSXbNnbYzAPGFJl6A0Yed8BlJVWMBW1SSvG36+oAEV1QSAOz6o1dJajQWtkU1suvOvQEEKSIXgLHT7iIZo7Hoo5K896drAMEVjffAuB+/SZom1kWLRr43c03A+yJxHpj88zfJGFlHo5LzT5oMeFcUEoCDbugiY2KdNSW7zt4D8FIIHljnHJKaWIdNSZ4zBQgy5Jyg+QuLGKOxTltM1POGA35oSQAOe49U1nUlH//SSIgMIQ9s9SipxnofyScPB8JQEY/Rv13GaMzApOS8CfAyJBxQeYaMzMQU+VEFcEMgYPS/STXmYyQvHY2S1JgE7PAcY2JWmvK+yYDUlAeO+pTK7FR+cvY4+BryGHcsmZihiXxwefiaCdj1BaoxS025aFeUaqSEXduozNbItt0QpBYCdm9nZMYmtv0S4gZNPGa1MzFrjTxpGNwgScC/acbMNeXsMtygSMDRrBrzt8onJng3COJxLJVZXOWD8DJwAT+iMpOVx6EkAxUwnVVms/JolAbI44AOtXwy5QEIA+LdlCqNGW2xeiD8AIjDY4zM6sSPVxDXP49fMDKzI58QL/3x+BKV2a38Enw/PDbrVMsvi52bwfctYDYjMzzxKe+lLx5fpTLLlX9C6IOT5T9JlmeWPllNXG8BR1OZ6YlPud6cbNQZLdcY07bwPXm5gJHZnvi0dz142YyRGR/TdvDdAo4zzbnEZ70D4LFZV7KcY+pYGw4IOJHKrI+8PXgImpea5Z3xk2ZIwN6mzHyNByEEnMDsi7wteJRbablnbGsGDjJl9ms6CDiCDUDkvFKYw5h/xtbmSR/TGoH5YyoxsgFMnTtOY0MQedoXGoPE569rDEje3ihYlf8vbw1D4/g0U2NgVzE2BvxCY5D4/LTGIPK0ijUEqXPHCQto+WecPwYXUxuB1mZMbQQi55VwoDUAmg4Cyq203DN+0oyA401zL/H1ERKwD7NP+T0EkXGvWcq81LE6HAK+Q827yNvEAx5bpZR3SbeHB+BlHmPOJb7iHbphu5R1kV9G6AaPuYz5luy14U562TZlnPKLCOjZYw5jriV7dpiTXpys9kmyTIvcCh69e3yVmmeRp8Kjj+L9U0w5ltKLcNIXOKzcmizDlDMkoO8eX2I1vyJPdR79DbiZmluRT0CkX84t/xxjXqW4bEVx6L/HRlVLWdXFXyNgIAMOqDJlVJUnwmNgA/ZvT5ZNyhPgZYBQwlGsWiZVeSqCYMCH4Res5pHyqVHeYRA9jmbVMkj5RDMcBlM8/k2z7KnywTIcBlc8ZrUz5Y1VebzAYdADdm9nzJlEnjhcHGqwhF0XM+ZLYtsvAEFNeiz/EDVXIhftiiCoUY9xd9NSjljkZ+ujhNp1wB/JmB+RvGsKAmpZBLs9x2iZkTj/c4BDjXuMvp2MORGNt08CHGreA5WPyJQLFmm/AQKGoggmzjOqZYGS8zaDOAzRAGxyGxnrXyQ/OBxwGLoiGPmb98lo9cxSZPrreIjDkHZA882RjHXLEsmbNwY8hroEYMo5VTJaPbJIxhv2ArygAEWAydcrGa3eWCT1uimAOBSk88DkM1tIjVZHUiSr104GxKNAnQATT20hGa0+WDRy2ekbAuJQsM4DE390XysZoxWdpUjy1R9NBMShgMUDmHj8UpKarLgsKcnWy3YZAXiHgpYgwPipt3eRjMmKyFIk2fnK9yYC8IIiFw9gvWNebCFJNSsSsxhJtrx4zHrDAPGCohcvQGnCN15cRpJRzYrATJUkW178xoQSAC+ojy4AKDXtcPH8FpJMGm0ImSVNJNmx7M6vjg8AghPUTxEPAGPLX7r6wxaSTKrJrNbMkiq7t3x41d/XKAOAF0G9FfEBAMY2feGqeS3sUVU1mZkNkplFVVX22PL0VV9oGgsA4kVQp0V8QPfy/n+56snWNvYee079SbE7e29r/eCqc7dscgAQghPUeREfHLo3rXzEb6647M3Fixd3cXCXLVry0OVXXP7llZpGoXvwIshFCSGg55Hl5vLm0/8w+5bZc2c/S+uL8bnZs2efN32P5ZvK6DUEL4JiBABWUDggViwAAHB1AJ0BKsgAgwA+ORaIQyIhIRo79cwgA4S2AGkY43+l6pbEHe/7Z+0H9m/bf5d6y/a/7L+jvyZ+O3cV1V5a3Ln+6+5H5hf4b/iewb86/+H3Bv0v/139s/vf6q/El6lv2z/ID4C/z/+vf9z/G+7r/fv9f7H/7h/m/877gX86/uXrbf732Hf2y9gv+kf3X0x/2w+D/9p/27+BH+c/3b/xfn/8gHoAcJX/Ivo58cf7h9WPqP+QfNf5v+z/tx/ev/Z8AH933VOm/+76D/WX8j/cP7f/wf8H+7fx//zv8r4k/H//L9QL8i/m3+T/XH/bf4D3SfXP2V/2PfB6B/cf/L/kvYI9a/qv+8/xX7s/5f3K/Xv/V/i/UH9A/s3++/wPwAfzP+c/4r84P8v8Xf5X/yf5LyMPpv+T/7/+++AD+df2z/v/5790/9V9OH9F/6v81/sf3b9r/7j/pf+7/lPyh+xb9Zv9//fv8v/7/9L///rf9nH7j//T3Qf1xc1gp+8UPhXR5B+vk2pf//8ODp7n/9ZmnR0QUfc9n85gr5TipEESXYUhEg39B/3wr/ffdVeUdU3DKT2MwQYf//ZLjzvyWv7O67pgtUBs8kRlMIaluoxn5hMESHpZpfcgNN90xAhEv6zRVUFXgeQesP5XeJjVA+vawcUCaIYiI0IK8jaoLAueDJT9n1/gCJMJjTmnLw7LNdj+VbNCIM0bXyU+d+Qj7ur3Rr+N1M8Zz4pQoVHa0kFz2G6BoXbfOVGBxBpNUvcjttmdACbQePabmyNODr8jTHEOFcmtUD1SxR9l9nI61oUjUmjI335Dom6YnC2mqjMbDQ7YpvW8ewLYak0pXW0lyWRyOgtWdpNztN8UZCIimswlcL6tSDfl3V0YB+AoKIVNeZiZmTAaSEx13yTOKFia+rJLEpYtyR5sVp/hi1B+OXqlq8rbgJgksavhnYTpyJtBX1T8neiYgh7xilxvCppzKvHCptVsIZmFXR10IMaBVvFDnmP1fZyPKGSX2QoiXFdbFsu/6ruOpZHM1Dkkmw0cUumFpVxThpE/LJkDehLTRWP87/RlDl6pmk25Fdf2ffFpd38DvrXCdluK7QVT25HhqTvbpXHlzawQAlBUbRwXpgY68vqVJDXML9KZo8QCCpQfy/E2deiOQW9wx8azNO8UQNfK7c+AognAJiQuQzad8Ag2VBOl/H3rrBOHIG8Px1j14M3NMzRjxL9GsHTipx+Xq7wi6Bbm36XnUSKuFkqwoYrtV0Q7Qsy5AAD+/2AZ1/vdhRuxpAt9/4gd+yi3JyXRXww27Czl7B61xvynWbET0VeUozz87iT5pst9vOuENmMpF2gbT55jEeSBEWVvlTdM9JcQb1aecx6UahL5WcRbM0muEikpl/c+0jqULIyJsVP4ZueviCGZDbtCNBHXmlJ9jP6Hhw7BRi9B28PHWoZQOr8khAySOTu1ATIXwLtIkTfzNzDvX2MKwDdr9D2Wx1yawut8DsLlGm3E3XI1BOIzdxuGVU5XVZoQKOGlTAigybk0/qi+T55aYaUvG1/dC9E67yWdgxB2Arq695uB3U0UXnBC0XV72zCBUa6SMp+JSMr0/ZW6Y4P0iumHiyq8ujR2g4tYHDVtjlDvLUIYWA1yvwUU2hfJoa2DZthTWmFcswc5we2wTW+eAK9rNa7x3xeVSiJhw/KdvH/VCGctJJELBcA9KV3O+NEqEJjNt/awYepLBoQjzOJjAvV1qiHqEJQE2Ws2cwUsW/rUpl1wmhN6uA1xAIfa+JGfebPceLF+P1YdahONDQ3naKE3m6WK3ceBCMMOjMdOotc+kXSxbSaYuN6Qox0M6WomYuw2K2FbcS95JXZCox+Nd/zlQTIByJRBcLtXHh1cK3QWShUmafERNbSacT8cIbMMSLpKZyYiieqwB+iYigbjM0NxaDcEF/QXXrY1zK11P5haPnzr1VPSVmTMIcMCkGsghEC7kf7Eit4uHDtkJFbpu9Nobs9Na0C5aSPnbKyowK4DsaBAINGI0kxo5kFlDDnOQjfI/AlvUQK/TSDgeaFGHmU2NCEX+RyKgZy9l6ydl0bj2VekbzXtV0i0rbuEmEGpV7nsnyaq/6dDrpjrCCxQ4eVXK9kPB+Lopwf49fOZHw902RWjUKkWsbAiC5GWDp8DJJ2aIPfr2prWEQRHPdT5tbKjilE2erjgOcCLpySa30BeijyWj1xGLrkiD8e0yT+B1t+bsK/p3CWel0BeiK/gIdwnrfryrz1znmbS3TWzuY3g5u6HVDzSoFJLvc4yx8h17g9ni2JEYQFdadPz/VQFV/wgetEWoP7vgOse/dHQlnc11rHc5mlfMOfvVfc4KcF5QobDrlo4/lrtBJB1b9YHAW3D0inyFoaYcoYEsDbYOV2tq8P/1LsN6Y0Kk39inAwIT1kb2st71f69EubBa6dXZS1gIoNdT84ugXUKuDEZeX/V0ZKmp0c7QDFBZ9bXZziO7c+wHM/y4KY1F7br8Jt+QL5wNP8TQ3MkrG6yUSmS6EO2ZFsHs/rWZu2YV0kwXTQE44hlXMHrxwEf4UF4kXebfu42bmpzf79dE5Z2iz5j5tLa9cPVVednclBZo8gViEXvvB7Xf/2wxeEkVzoCV/CdARncbUG7KwGWiYA6MjQkNCzoUsKPS/VxyiDATTx4FPSQ2DhU/yUHrz6XCr9m5lRIglcwVDu4W7HxXcuRYbQLxPkoRaG4IFb+8h3r9IlJVnAtcO4Uzg6fkJiM1aHlk5kVXQHd0GD9A7qrHF2ugEbNXtIBkUQk9iELEys45JZFWXJpdfQSEzsnjY5lCYYfz7P7kpaqh1laTSnujDyxwhIp9atiXF/qCegm1GzzNSD5yd7VGbRe7w7MCrGaq4lrPe5g2FSdG73kf3VCbOZ2mi/cxT16xAb2Nkjr0UCRAT5S986Oook6mPqlRfbBduDL9bbjObOZ1070oWaQuJEVqieHCoF2SyMyCWBj94+wKkIkIE5MrtGZRYJeptjUnbNSOYCPkLQc0tSOS0fv8vt2/7UeuV/GuShVbSq1K2KdlSfBnK9guhBZsPPNHMMUS3EByxS6I+2hoknB9XD6SRrKWWQEi4OSq2m7RxIkVidUk3rcyACveSAY74t5vxGITwKPGstLV0fJ7JK0nAqD3u6x8qDAROPML2S8GFs+7BwwJYb7SVW/oV7VVBaP+4nBRjeTCVQiEa0sw4YeWN8t7RkYLbRAzdPv/W/1+Am75P0j/hqhgB+PY432AO98OvMPFDQ0K0iht+FZ/ckyhdxBQxWIfYDL+efGkPjvb5YXyqHQuKUGBCEb0QalJ35cI33K4Ne/kQNUp3wV9HnhyL9S4IvRnhixcTQJb0Qa+z4wZ0Yio3/VTzvm4iZK+9wPr7mXYgzq83X8bkijZBrDldC3bwsqFY1AzC4R6pZ2nsPAUuPdXLQfDvPjbXI+ObYRze6XGVNiMvj9LT5HPJL4P0cv3AL2cAq3Bj08IhrAx5aZjcE8PUFCQuZ59fc5t7wZw3g2kJth7gqbRyUkvThtMEvU8p2dQb4TRMmfd548/uLXDbVxb7CM2D0n9qDgvfh7xFAYUhnf2iQ9BE0UAh2qiXayyYEKqlpDkkQDsh6bYED/NL6BMkJxVOkYj2GYta6i8WIuKQRI6/zKm29YPcHv5z1/7hCsyZd4fkChYvy76Bjbua7txZu5UZr2pZQ/jYoSl88stc6oo4lAZswAiPR6GwGkE0+W+N8Sfd+mFgkMEW0loSQb/51T5abNEEBn6+5J6RfJHX2X5jSvB9XMu5gZGK+tdvkmhSdnUYvRgwAKK7dGOYjX6MJ3fGEsG4smF4sHqX4KHPxnm+32YAkTQhyrjZmVwcZH4FfaWowzgz2bNEQvoBofY6Sy0YO6UOLkFVbn+DivfrJhjpvLvV6mSLeKDmaxRM97TAi/4EjVVMAy0An7Ezioy9MckXrNrVNEeytB6dSx3VTG1/IIBJnb7ybqZk0gjFgvb1nDRhNObkevmGIIZB1gdcGCDztiTwvtorIpqMgjA4Lk/fhCzA5AN7s1Yfv7l5TxsSzO1xLIMqsysbiKu9MTWaIfcdMTyzp2Q1k+OmykN+KJ7iypi7pqBAOw5dBBdpQ8uEp/n6SIPq8GMoOoaSs9KHBI8hNZtp6hGSxctUkB2gjOS9Slu29ftjfsmeMphIPHSlksCvPif55tmI9AXs5bDIJ2AnI9wQQ578nvJBUtoNxh1WlpLM1fT/69InIt3QyNgB2XYE1YKuyJX05vkNueyNG11PMdV2I8aRpqx79Ypn3UsIzngCdKzQaWsvQu6WP8KNpuyAtc0JclcesXN5QP1k1lnU8GJKlgfbUUSFIjO748doWxoMOu4+5Kh/kuXe4isNjzJ5eLZn1CCgTsyAxmV6yFfZLIppHl8trn5HaKENpoy6Dz3S/eJhE5jT1FZ9fbw4ejW43bkWmcIeHUXfCg8eWQhKEb+RAwUoam2uFXDB20mdr3mXnPYcevbjnjnSj6oFCJTJVsmfimkkYYzaFY//5kkwinKkkYoU9tViPTPxToG+Bz593PpC0fvwlmfn1XmHewkSwsm2FgcLHAAGHMzN4AKmX9C77CfYgZhmIQLUTCIw8QlU+N+K6JTSxyNy80NWWhqus6lHOrjJNJIE0lH2Lv0+Dak79N9xa0wj5SwpTj8ZBw7j1m3ERTzcojK88LOTWlvbCTSNUbNA18VdEK8ZUKpLnfpO7HU9ASQ9jPkxIKLfVlLRAHMGmaHLx8NQjuDTvnnEjZg9F0pUNkJGFpfqZfKsH7t2JBlS6x8BGWLDTw5JlhN23OXvqRR3n8p4CZB8b4XfPsAzwxYsek2Jkx13YpPr6zdPMbEKpahmWMsA5ugC8/dhN9fHFOSt9IjLPitgIlbKLqPAja9QYTvV24rj3x8w/ZhxjBxN/L7EDPyvV36hnGpUgWqrfhNj4qa62hVK/ekq/x1RhiT29o5+Y1+AEOfuyKUUZeUmAaaFu6dFoEY1vFJ2gKpToI0zEEQRPFOd5VQsDdzAAmykfounTmB/omDH//1vVIDjE7TfWhCBfb3nWiSdBB+9EXcjd4R/WmVZoEWypNRlWAnP7QE6whfNMaBRbWiMrTQry3lBGVw2xMF1Z88rJetE9kQ6vAHt0+tyYVq5kbIHCe8gZ+Dj42z9ujBCzAXd/mvbaBeVwEBvXGahgvKtCXv6cRyF4VJS03PeDc+65tcBPCZ0b/+RTcqCteei3jEKIq2qONWkXsoA+CHySNnsDIej791fteUrR5sT4y1Q39OEIl5GdfF6IZNSJYxdjr+hKNhicnWCwGJTWiNn4O8F5CqeWuOLbCxBC+Qsa+ALD5TRwdDaAgtNWYBg2ulRaVLXEpOeUGYNFUFth/wO5cFYAdHyv7uj4wZs2Uh2H0Knp6kC04aH/hr5IF3MOg9eOh5cBEkHsfrdvFFjmZ/JCkyQiKAUUOmC/PrciCYzmtE/d080Rer6jSBs/yKP6c9C+MNZMLRPgLMsT7LjzSiI5guBcnZjmEM+XqlaABaWHlYXO5Qmrf9ZdsPVXfcRZh9+3hK6PMzOG+QGvbDHhhZZJvmhB/hnQNqF+/SPi63zsDwmfR7adL73zghIMYpDrEi5ZJgcs6yOITObcAXl5fNzZDxOGcU2P0afa7Eo5f5+QqrQgvqX0JmkqzNze+VSkkFzTe+oGCWLPDP8deNOHGTaWv7oTu6qx+MhmG1wpEnH+9dCQ33ggr413f2v/5YS2t/Jr4Cb5QCYXVys85yjWgN+oNSWUSOcRiRcTAZ1tPnhF0Kex3aTfmdkYSVZtyHiKAHIyLQS9gzZP8XPjEFypCnIhPxfG1ymb5RxRFEKAeQr/Od2Gu3A6/f91Tbu/AZcj300WpqafrDGFXOKmlUYiCm3qLfGuGpiw3JqHrhN3I6gUI685a3t3y+BjgnBLxModx9Ipv3PC8vLNZHsWFVjlanqXGgI0pp8xWPOl9g9xhFa9suZv6Hd49wxuz2/e+Cuee2+wJpGbX4kcz2gyb6IYplBLcerx/KOX/cQKERtddROUlM6YEpUo5zETfOARaQUsLseZXdbWAVy0FkOosJ3s0il4YWrRauyZY/2pFAUDkal7CPHDgw+DmxdcuPd8y+uOXk+skGlkI1iLiFWz7EwJNexQwREOBlzkzacozqNnOioe1J4w4GjSf4xWAN9lJ3Z/N8RvdeMsm2g3RdC6+k2mFlaW355d2xWyUdS2gp/+MOyFY/cFo7nzg2hTB+JdbPC+oKlBW6gx2KnfzVtdbYa7lvsKJGgbZs7o7ObPidK6r9uMWtxjB8rSZpzn6yAzrzCC18xdIVkMhg6Q9DRy2x530oGqGck2w+jQsD2NVzjIjr/KM75cikbYHmeROAOiUo4D3b9q4G8AqgFBjzm0kmikYx5RjMx905XSm0/LoGf5VPe1VWTcxqULsYPeBBLPLVtVmTGmQwcVqL2mfPrVvl5LM3BiS8wkPaPM69MnCMfTAuvvYgAOtk85bltmjS2Hd0/gMK1C20s9+CScbhm9VipsYJ0eKOdCdUAEwN+rz+1RoGRZ9p5iGTDTkFnz+htlgGjb5Yu5HH4syemaj3FQG7rlEI/hVtEOd7MS7/rytiKJmbW08n+4ef1v6lNcgepFn+Zz6DXSrz5M1sQPHSS58CfZKMqCFsE3KgUpgzvbGJkkQtz7tv8vUg5/WokwIj9s7ugC8BlDLXoT5y2L7EpbCaskG9dzGc/Uba33RSHRpq6zC0N9ZJMPjKo4XLcHDEeWgeUxaZIVgOzp9h03tuQkIdlbU2/PXEGi6P6yEQyvKX/jG+IzetnTtqQD1PSUgBPQ07Fcpwfgm+Mv8898ggfwReSMz5xDFwh7RMvPOJgULfw6n8oFxOOq5974wImx5/P+2ndZ8eFJrsz6SDrgDzSudeWzIwsxyz4iNYXtyx41akk89TDyLRq1Efn50srwoRIHYPygYPZti187FQvnaOZoaU4dzM3Q47azgh+emYVWHHOBYvL+N1I1kAuV7evwupCwmhSvw98BG5nTD+tG16IzwV9v22+Ut+t1ojT9+O0rg3ML5kRdHTBkN7aBpF0sqmHgnXC6rPNkG5tKo5hk+5kCi1fWfG/du29JoGYwhecNc9ou0yXYIaD/byWbCiUjuKS0OYL/yR5D8hMOOHBTOvNdz0U4blPxDujB/s1r3XOpmbhaM9yfMYirY+PiRbb1OYf33rXrRD/YBtZ4zh7leyAfSaevkt//qXZlSptyEfjrh43XfeM1T0LKwarWu6LiOKKnK5n/ZN1Po0J3PO4ouMUtY4DK0Pe+XL6/6zySfZO93VGjZ9Lb6tGQvStzeQhDOf+IN4tHexjt8yP8L4osUGoKPVN0cFCSMKpV7oTVXnYT4OX+0Osk3Pl+rYMI95gq2ijr4J33qZk7XOxGhlyTo4SLhyC+GCixPW5cX2L/QzNsn7bbpydTDcryis87JTtBWM65UHJgjUlPYvdrHTrbXJaqOkhLdxHLDPWdA6zE2X8czPspm7CtK0HCumcaofiM4JkmIcm/xKJHL06GsPnfES7ejClXJQgo1wCIUL4IevS8p+726MK2RUmoMCLPN5cFtmqac2Wfb6Ivk/THQl6NO8wrxxbgBjbMsBUHh6nZYnErMUvdkqonPsD4+ReqGmMXck0uQX0UfPV/Ro6BryHCJi9nqmvRkmpZJweGv9asecfGg7lhAEfv6XO6i9njqe27/DwNRDuVyEnMLFH3YVE539h9ig2Rc0pv74Bk/sahlLPYpxaOQIqL4dNbfxWJ6qVJRHAUOGxv7Er5/6ogiO4oLvaD/DO/GSlbPG603Kkn7skm7EFb9piaTXPvZIZhqL8vewxwDVLUhsmgcU+p4VnqKIfzKBgjkKcytJhSosz7XAOPLNjY2YBblcT6rwXtjJbVXd6u4iLtADijKo7ucA+uCJOBTGJDXwiCxqj54NMKVRuHeKbQ1nAnNUpwXSGW1e9jagAWlQMBztbgZlwjIGAC+h4SmXYECQsOg5AqVEcSyIBjiLNPVIVScqHA4CcHcfkKAwZ8/Y5z3yLR9I7doW7Ff78kDFg68hGMU7J20/A6svEEpSsfCuqo8nm/dIKMjzBrURU2/qAAfBzOshSVDCMkRZvrQ5P7szl+D31xB4HWp9FjnLgUCvPfY1TkINvupFb1XXWjllJJXe9XwlKqvDsTe4EA0U7FIdPF9zgC5T74HyqfyQzJZzGoIQyOG6rIpYF8OVgduCcdNRgdO93zZZ+TikZ6CsLIhVjfR4PgG8L6YvI4HPpPxKZe1LgiqAca4flZEVmCsLfK/dlZoXlORjXFxdg++T0/P52wS+XhvyNFogxFlfgr+zqB+n5UhpwkYXH55Cd5cdcVfHfYhNLeVpTm9KzVBhhQHR9vk2QIYKaZsIPHf7qiMjG/JtboWyYo85hifylVE+0DIMD3A07iC+SxiIjASSVQ41GdqohXGd+hVmx9l9/282RZ5b25ds7tzjZbgFW7i1IBtBp0rcVncknNdbmcv5LKGsWyDXbIfSdUeJPDoh7TqyA/k/yRjQ0OtEQlwnS1Lf7qq4H/nFaZy3yXzrCx8qwIrboHGHIiL/D+KehUEBzGd3RH9y4oJNguZzCNxAyXKdII7+KII/I31fe3d371EkFi11abqGomvWs6trdpeJpyzK0U3MyJOzeRz6GIXofWBGlU/f0tG3kMtzrIW2V5m/rgKJgA2sJOC7vj14WldJvO0qZU9tmpueGULa5/wc0+2fRSOsISa1Kk39WzIsaHr4ZIUUxbAuubklEysvfYHc3NM+v2jUIjMXnzms1v1dZr9X2jJ22h1DUU5Yu924Y9dSJYzQWsrs+G9jd/NNfJRW6MhL1sI+gz8H6aqCCKvPNX1uKRNqU3K9Q1E2htnuc5BN0rPMf6nrwX+9hfSOjrk/wgh1gfxQ3ghtBBaau4CTPZTl3/LjhxovFC6oJatrlyr+vnmOuIROrwXIVm+9iYjZi4Ls6iNFYnHX6noDgW0NI5/H91TfjbgtjCGoUPhqggp/UrDr+YlaWQ0Z0ez4QW8uFSMq1ITj/fz2N2BEtytLmDq7YLjuVkOVM8vkxLmeqGhxLsgRGl9gLVOdvHBxA2cdNGjbaPxKfsWaZ3M9oFMi5adYzalItK8SbCCkbGbNERlWXeqP8CWyb+a+zNGAtAkiTTrTSjYvyt5mYBJuXSSVFAUeZAmoopCeogP/xvksWB+vUEnIJ+/V494YQb7J2wMieEfQw5f2dbix5p5dqzPdAO80guy3DsPv5VZGJnh2e7/mSvcWuLir/cL+0ZKixN8L69HwXofVs+s72bIEBMo4YudU9X0mmRjT9uyoReUmjAxNyMa7IbBeSLDqZu07Q+MutUY30rFkDUD+r8X/OSO2tgQr4gD93EX8sh3ezM0WfNno4L7Dy3gnSfMe3uDDrtRe/G+NjYTeUPJDBXGnVI24Psj+AsIYFFmTkhl0mWrjvAAdyIifH9GEfgpDtY0srVbihZWsj6sP17RnFrrZP+ob3eZLRiHps6AJohndW5EZ6ifXsLAJDtP4I8p6HrrWMfMuislYuJ0iJ9ZVfzC3CEBD6hrPt/AVrxG8i9lgrm03lusGUj8lButO4kWMJ53cHtdve+mAbhugJ9Tq1llfs9GWGKWXjhTXMoUKUNFvqAn/FjHAsoczBjrRbFm5EYnLiUlC/95NJkmjDErW2sVvNIYGFlgHA6pQJWKWEpsP/UMEl9KiXW2pUFwYKr5tj/4XOtG/Omvyxy52e+BequBGwEapklS6Kgh3nW/cmwHlGHNX68fMP65NrRMy6Vb8i6zfxVMy7PvReu4cAAQP43lP10fy2qo2Iwr4STfc/pTZrLcQbnzqYG3bj+Q8RFiNItkv4yzraW5IJbUqMmjoZZvLy15eCWG3FFwcIS8e+pru8rMQz6N6nQ9EpuA8AMTTIqu1qYzQ6ZUY9YFxtjbNMWzR+N1/+4ngBnDMe2SMF4LEQMLsyvuIyOYGUBFsE1rj3U08QtTYBQ3OSLptVOxIxqZdz3HDto8n+dzvI/gqXMAMyqbI5+enCjL7D3BzBlDFpASlwqYK/0rxVXRzMf2agFbYnrI/UA4PCILtr2rqN25Hk8QCbiOIm4bzbOYEopA9X52hxfs+bA5z1jZbKawZLsf0CCiHm7BGLlfh4u9xUW4qWcr1J0SAIgPxV9Yb8umNEvdyC6vHMbJRQpVwEy6tZ6tLUW3Pi6Qu1L9686Gg7vJ3P9czsrseuXlIJYKzVhMwg8jvGrwpFbKRAg3B6Pfju4KSY/ZbgFvhB7FQjymoNzmzKwpGycivcwJsfN1Y2oCTBsIbFZ4ydaPQRiQp+mKWQsWjdTdK+dxXQb3QHWYNtQgHTc9LMD6amXYKkZMNJ32h2ZDn/qFPGixdqJHEh1Q0B2eNTZbQyaxznI9XKAQl+vojDa0W4Dinu9Y75DiEiwCCaGaSl3ecqA+/pCaBPW+ModTL4SeZU5/3BL9GATbtyraRfip436ZrO3NyZRGWY/eX+RyJT4bMfKwIPmv4PnUvm4TpDruXLPQl2p6ddvByG/fVaFsrfd7RLMrb4d07aEVHe8smqjTL7VvetF28PiSexQqaH1w2yfH4vl2hcScU0DdJ+q5hygos7iKDgnsq8Sq3J04F4CdcpnL4R7+Vj7PJ0cknCVEMEdFJqoEsBIp9kaFugjdK/T6Nwu6SqSlK1LObX09IkTB73hGpbpkQEree4zSTbB3g608odLnUk7JaWmbnP4ufmayAjUYhQGYi8f8DsLAogyqnU2Gev8i73MYMtwxOa0dCAeX3JdTQNLNoya1ga+VUvwOw2ER/bxX9defJF7v0PkciOqjFLF7zoNo0gvWEpti8X+JmSq1nLgcSnmZbPfRGcS6ChzG2J0jGRJC8Hiw37TfOOUpV7odQvOQO9JVXiZTZ4VC1+GsJxRVHAwCC7QBttkWN2zEpLxZrYirfe5ykdwTH/qYYDtwL+mUtFmOlvmvI5VEsUfgcduDfy9TD2OlYG7DtjWa0ClZY/sGiT3NAJq1AtQM+J/LVGrGjtaIZbGyfR0KqQSEO5ybx6sWy2BfrNg2V2auoXhMxAHgd3zTZ+aeR9Nhv04jYC9iqktuIgFECYPRxijVRDeW8zN0zi3ylY5OAilIN7DAUxCyB77h5s6WcqCDZy42jYj9CE4yjXDa3ytnaYJ3fD3/V/8SOzP7TmY04WaIdbnksY14M3ywVJBKMQY1HlxxVbF3cQfK7I3nX9eD7gIVVPzQm8/RqHWsFFI6pQwcQGXCd0/1bExRPU14MmGcGHlt2mSZNCUxA4de0qAYSotU5FbvB3ZRPIDDTO0vMILF9WfL5armjUoQkjPRVpYq1DwCA/L4/rBTa9VaCzqqVjvsFQ3e+VZFgcUnXjFQXUtJFlMVdybA/WP2wSdzuZoXqQYwZoawaS7G+0bCbrR0oUGtM2ytVJcc5WKC/Pak38bSHG8sD/4UnkiEEu8KD8RXiwhjxgEenH5m5st3mxezB5gKg2anzjBxh5scGIZdtrOk0q8jG3oBeZ2IoM6QKY4u7sibAMDFAjEVHrK7Un1v8ltQcrH2Pe7aqvTDuiIxO+jGhVzC9EHXL3+L+tK5rI0zp+CLXgaRCt6JRW/WpO6ipQSNy/Q1DeF6wmfYhgCtojOsN10zyVDX7ho4C0QhnH4bumXBAtLwZ9rk84PjT5fwB5ad5uZpstgDqOtWBabSOQZ6akwTh1WVrfNHiDQB55Fi9YqZd1eBeilLIo/eqaidW+EPeBDdmOFRy3Y5F4uO31drNpQ9/mAjtt3oKKfE/Oaz6HrUkwbjbdu0G3Fq81BdxGYV9iu/7omD/fVA1HhrK66wwXK+29zA4tnOyWy7W2cLVjc/xeh8dMqR1D/keNxqYyvnA7AJUrT1idQH7qRLhC8FAkH5zEV+qj2PwyTrOG/y/31SCrp0wEzI2KIUtHOCNP2ShCoEnDXj3rpUR7eCi+enog+D7QKS5OJiNO27EDOs1kKz5pI10osBMyHKL1R1Fhb3SRKAqvks9fbGZfJmqFjE/aibvbgiiYlRyOLdqew7uz/0OvtHNpbgKXAVh6bmPqNKkovJD+k36CODllbkA+Tjm2keOaXxZZMRWe6RiJUE5guvtDuZglKovJZsgTnn2yUkItkgbZYwHMx9Y+8U2Ww31BrQHazBdAjhVSfchM6Yvb5mcDOF5yRJw+C7CEGGL8sHfF37EpaTrROP4qyCW7gEt9/iIUAiy9Hd9kxOqd4392nmZp5vnBAtE17YOIX+sQpc3k9fXn/GjQZX7hd6ICtWcnz9EWECH1EA+zvXhKeZbRdvne3aKJqb9tOU23SjeCV+ZwYjhqQzgAgGdOBHgpuZDtSgD72y+xXDxeuqWt4eIv93mYxCaib7PWWPBbsaPgygAN8VaMOeeNsAhsSvqKgir3Ekf/knTH6uZ0qqAgnInXJOstD6CYHHtGf0hBi3SevVYZaGvbReO6lWaG74NaiySgwppVmHClzNaQdvU+hpfleGyiadypoNe4BSiMAr7AncUaWP8BSUeWXC/+YnzKzZ0c4jo5/kfI3eNZ2d8sqOVi8XN7vdm8X55Ehe/t51tYbMrknuYhrmyxC+kezsygyAb6u3CYXQOKYXURNvMz2Xgbu6VQmnFBSf4kWHd2CT/ylgu+clU5zmF0ypTjPjcCdc6cTFeigtfWhjnPeX3rgmqz+v16cd83q22/VLp+vj+Ipr3lD0ASswe1L8X7WAlvFihBRRKkt+0tsHhXhtDrkSa/cSyPkfn2G72+tIh4+3l+Kb9lrTv5ZEw5c/chG35LDIJhsgKw4OZWu/g5LiF3cHM/ncFNdtWJkPooauSUHbh4YCnrgkjfXOatEIMQD4zZbe2NI4nAoud8Tnbiyt3L7SIlkEUM+BrrO7vo1vIX1aP3OSP8Lca+jBd+w01GXzlwTArh8WooWm7naMcYVDtH6ajLoBdrZAbcbxhIWh2pXCq2Wo6mAQds9cgo5dxIz8CSs0Sb30ka4yWZay1QkqvBYezdAjWdlJFA7X9rJE7cV0LZBJu23Sql1osXtEqSUtx5A6HERb6VV6SM/YhYFmKGpSrgMAvd9D2wsMYYgTi4oyz4bciOeoV7GuowmhB9VBmcAeR3n/YtapxbY12yTf8EaJaMfRdQC8Aw/z8niC+aUQ3OjpSn5Z4Zyj4t52hZfDHunM8McRKRfmFm1VIxEQa05BGCZlhd9iIa0osksNhdrrgqKClzg3lT29N0Va8zqm80DnpPvjn8cKinh4SzrIDKDE7Fk//csr2dD72RAkZhq+Gi2xzOLrtyy7pwcTzzJAEFwGYBISVOWEAsMNjFLptoVW2QLgQl+mCdBsCeOZkOF7SlAQ3u9Kabo6KZL6zsYPXozT/YozdYku55QXUtLAcqkFNRrBNuAEGXeb2jHpPK2GjngF/CEzzhFhnuG9faaQSpmto4GHmD71/mzyHtPD/OV824E0+ZnCMJMVb8LmpHkLxnpIVnlO/WBc8o5/S0BzJgOgmaFAAsv7GIJLDtvXS+/53FFBGDMlvrK43ho6+YFLJsZW7MXzL5r1grwbpQD/hmILuNDWhdOQhRFE/tRIBNfQaQVeXRp3npwpoej9s9hTMemgeVVQRi344FhcQQEQj9KRdIPTrXSZGNc3xThw35xreb/r/vpZ/3NrKeb1KUHxZYYOOT6U1Kpcc7lJZ4J+6Of/j2FsavwXMAD53uM2RkXg68v7f/ZM9qkzNwxuoi0QqABmePHfEN7GIm986zPNjF1nv7CqH1FCWtAxlS+ZGIYb/OmRWsZn6QJeK0tadhA2Pry61q0mVB5fhTPTgNUOZepKGOsnvmPRRXZiJu+fE+dJJjq0jp3Rn6uDIiSl6eOulhc3njRyrRazSUZUj/we2KoslODTqSYedK4lBUAYDO8jH9iaSry/FRKxI0PJYOsR7z93B0V6x2Ni3UykeZlH/F8cefD56t1RqoMpenod8i07FPKiektd3GBJJmi9RGQui+bw8vW8I56US1A4qLExHUegwp1CVVA4ppF5/7SDI84IZTBsxa6QkX4mnAkFkn5ZWv9XygrzIGOF6eyG/qG46x7CHCF2R9Rh8BsRP4J1eFcmGHUh6gVK+6tu8GYvcxRz5VJ0a57yBL0bPybHigUn/+G0EdeT+nR77ZCOo7JuPAkrTS/SUfx4iEblXIBkfMy4TpwNWwOnr96my2dZMY/q6tnUUDoTxVuHhwOGi4vlVABjTLFXxe5DYO2hRDXDG/Cs0gFiw3xP5eygCYvIbqN0hWTQVtgc3Qjvyi68klXtByExI3v9KgZKKz6kJrnk7rqWpTiSirIo+7Hhz4ueY7wgvORko1BOpnJyvKzQ1iDp9hQhhFpVxNjkbJFarRLxmnsCbLvRyaB/K2a6d/V3x/nuqyNlbYkXHqfQTVT5lHCMLCoU5zb5MP+8Kt1PFvLkcH3CCBcyDsFRbWN8qznHe1Bmt9W/Ce020sYwNZlDChmpDx+/AfpjgVQRCPM8JRM5duTT3PVPDMr0Qujol2VfjGeB9H1wo8VZgl21uRuBAQyiBK9I81MsC+tG2vXq+ADx0OfZcvdKctbaMz5AaCxkWkP8pIx2LNidtFmvIcweTzV//gLqA55yRoPAAAAvUzo9BcmkVktEfJfpEdyAUu5Z29X1O3qhCvJ8/rj9l4ZphdMCmCmJD+4RMOo6aXw07YUTlHGTOdb3+HSnUN7kxQwKYAdpVTICS1AogrA1OgPDFmfrhTvQ2fU9qgoKU8bqMHlIPteK6T++xy4epoWcf0UxJxrE9f7dyjTF19PKV8nuWg5MjA10/cuzHRHkRQw+luAJmVF7aCEx9gPH8NbtKpH8ZH5+cehqr53QaBPHIc0MtG16WhbooJsz0kSIo0uk1ZTwnIypoCVH90w4Hk5XwI14Hr0NmprRN4dgx7j2e/xnCcX8pnIamB/mkH2Gx32sZk4iYVX7ub9V+N4cJak7MG4LpQ+boVGVfqxz2vxUgaZMMY/hfQUssCxn84cazU2Y1NF3QlRyC47J3dX7k8kGpMEsELfK66b9ZvpIcP5KpvDGObUhKxQCFvwEHZ42a3A4s+4tY6rIrMGSVMSR29Pn4HPxelCHcFOE11KluAB56pP/6X5TxeXgt9YWRwAAAAA=" alt="Renzo-ArtHome" width="70" height="46" style="height:46px !important;width:auto !important"></p>
<div>
<p class="rahpp1-titolo">Seminterrato allagato: l&#8217;asciugatura mirata, la prima zona</p>
<p class="rahpp1-sotto">Le stanze chiuse con i teli di nylon, il giro dell&#8217;aria e i pannelli</p>
</div>
</div>
<div class="rahpp1-corpo">
<div class="rahpp1-pianta"><svg class="rahpp1-svg" viewBox="150 110 810 1320" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" role="img" aria-label="Pianta schematica del seminterrato: la prima zona chiusa con i teli di nylon, deumidificatori, ventilatore, tubi dell'aria e pannelli radianti"><defs><radialGradient id="rahpp1caldo"><stop offset="0" stop-color="#ff7a2f" stop-opacity=".55"/><stop offset="1" stop-color="#ff7a2f" stop-opacity="0"/></radialGradient><marker id="rahpp1fm" viewBox="0 0 10 10" refX="6" refY="5" markerWidth="5" markerHeight="5" orient="auto"><path d="M0,0 L10,5 L0,10 z" fill="#3d4652"/></marker><marker id="rahpp1fc" viewBox="0 0 10 10" refX="6" refY="5" markerWidth="6" markerHeight="6" orient="auto"><path d="M0,0 L10,5 L0,10 z" fill="#f26b1d"/></marker><marker id="rahpp1fr" viewBox="0 0 10 10" refX="6" refY="5" markerWidth="6" markerHeight="6" orient="auto"><path d="M0,0 L10,5 L0,10 z" fill="#7a8492"/></marker></defs><path d="M180,140 L928,140 L928,1232 L616,1236 L616,1407 L180,1407 Z" fill="#eceff3"/><path d="M638,734 L900,734 L902,922 L640,920 L634,926 L634,950 L648,952 L650,940 L902,938 L906,1210 L652,1214 L650,1030 L636,1028 L636,1214 L510,1216 L512,1226 L592,1226 L594,1382 L418,1386 L416,1228 L434,1228 L436,1218 L406,1212 L406,1386 L212,1386 L210,1126 L404,1124 L404,1134 L414,1136 L426,1114 L210,1114 L210,934 L518,932 L520,1112 L504,1112 L502,1122 L542,1124 L541,915 L524,914 L516,921 L211,923 L206,918 L205,745 L210,740 L515,739 L520,743 L521,830 L523,834 L538,834 L541,830 L542,813 Z" fill="#e3f1df"/><ellipse cx="416" cy="906" rx="65" ry="34" fill="url(#rahpp1caldo)"/><ellipse cx="367" cy="1098" rx="53" ry="34" fill="url(#rahpp1caldo)"/><ellipse cx="682" cy="1173" rx="42" ry="54" fill="url(#rahpp1caldo)"/><g stroke="#3b78d4" stroke-width="9" stroke-linecap="round" fill="none"><path d="M638,734 L900,734"/><path d="M900,734 L902,922"/><path d="M902,922 L640,920"/><path d="M640,920 L634,926"/><path d="M634,926 L634,950"/><path d="M634,950 L648,952"/><path d="M648,952 L650,940"/><path d="M650,940 L902,938"/><path d="M902,938 L906,1210"/><path d="M906,1210 L652,1214"/><path d="M652,1214 L650,1030"/><path d="M650,1030 L636,1028"/><path d="M636,1028 L636,1214"/><path d="M636,1214 L510,1216"/><path d="M510,1216 L512,1226"/><path d="M512,1226 L592,1226"/><path d="M592,1226 L594,1382"/><path d="M594,1382 L418,1386"/><path d="M418,1386 L416,1228"/><path d="M416,1228 L434,1228"/><path d="M434,1228 L436,1218"/><path d="M436,1218 L406,1212"/><path d="M406,1212 L406,1386"/><path d="M406,1386 L212,1386"/><path d="M212,1386 L210,1126"/><path d="M210,1126 L404,1124"/><path d="M404,1124 L404,1134"/><path d="M404,1134 L414,1136"/><path d="M414,1136 L426,1114"/><path d="M426,1114 L210,1114"/><path d="M210,1114 L210,934"/><path d="M210,934 L518,932"/><path d="M518,932 L520,1112"/><path d="M520,1112 L504,1112"/><path d="M504,1112 L502,1122"/><path d="M502,1122 L542,1124"/><path d="M542,1124 L541,915"/><path d="M541,915 L524,914"/><path d="M524,914 L516,921"/><path d="M516,921 L211,923"/><path d="M211,923 L206,918"/><path d="M206,918 L205,745"/><path d="M205,745 L210,740"/><path d="M210,740 L515,739"/><path d="M515,739 L520,743"/><path d="M520,743 L521,830"/><path d="M521,830 L523,834"/><path d="M523,834 L538,834"/><path d="M538,834 L541,830"/><path d="M541,830 L542,813"/></g><path fill="#3b4049" fill-rule="evenodd" d="M409,1215 L408,1382 L409,1389 L416,1390 L416,1231 L420,1227 L432,1226 L433,1221 Z M639,1031 L636,1035 L638,1212 L634,1216 L514,1219 L517,1226 L590,1225 L594,1229 L596,1381 L592,1385 L527,1388 L482,1386 L473,1390 L471,1404 L478,1409 L532,1405 L553,1408 L614,1407 L618,1403 L616,1243 L646,1238 L869,1238 L910,1236 L929,1232 L928,1173 L917,1170 L909,1174 L907,1209 L903,1214 L657,1218 L651,1211 L650,1035 L647,1031 Z M191,986 L186,991 L190,1407 L194,1411 L351,1409 L354,1397 L343,1387 L215,1388 L211,1384 L209,1129 L213,1125 L402,1124 L408,1133 L413,1133 L415,1127 L424,1121 L424,1116 L213,1115 L209,1111 L209,1095 L208,1078 L208,997 L204,988 Z M543,1119 L540,915 L524,914 L516,921 L211,923 L203,926 L203,930 L209,932 L517,930 L522,939 L523,1109 L519,1113 L507,1114 L505,1120 L514,1123 Z M638,840 L641,844 L648,844 L657,839 L757,839 L761,831 L758,827 L648,827 L639,830 Z M644,715 L641,732 L645,736 L899,734 L903,738 L906,865 L904,921 L900,925 L672,928 L641,924 L635,931 L639,951 L646,951 L653,940 L901,938 L906,951 L906,1087 L910,1097 L925,1098 L927,998 L922,661 L913,659 L904,664 L902,708 L898,712 Z M780,405 L772,404 L768,411 L769,542 L726,586 L544,586 L539,581 L538,457 L535,453 L517,456 L519,726 L515,730 L209,732 L205,728 L204,593 L200,585 L184,584 L185,865 L203,865 L206,859 L205,745 L210,740 L515,739 L520,743 L521,758 L520,830 L523,834 L538,834 L541,830 L539,603 L543,599 L720,598 L740,594 L781,550 L780,450 L785,444 L794,443 L795,437 L780,430 Z M903,401 L899,432 L878,435 L876,441 L880,444 L895,443 L900,447 L901,538 L905,547 L918,549 L922,546 L921,404 L919,401 Z M360,146 L180,151 L183,462 L199,460 L203,452 L200,174 L204,170 L354,168 L362,164 L364,157 Z M919,175 L919,143 L915,140 L485,145 L481,149 L484,162 L492,166 L601,165 L617,164 L715,163 L720,160 L761,163 L769,177 L778,176 L778,166 L782,162 L893,160 L898,165 L901,178 Z"/><rect x="365" y="143" width="116" height="18" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="365" y1="152" x2="481" y2="152" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="182" y="462" width="18" height="120" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="191" y1="462" x2="191" y2="582" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="182" y="865" width="18" height="120" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="191" y1="865" x2="191" y2="985" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="908" y="548" width="18" height="112" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="917" y1="548" x2="917" y2="660" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="908" y="1098" width="18" height="72" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="917" y1="1098" x2="917" y2="1170" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="357" y="1389" width="115" height="18" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="357" y1="1398" x2="472" y2="1398" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="917" y1="180" x2="917" y2="400" stroke="#3b4049" stroke-width="4" stroke-dasharray="14 10"/><g stroke="#3b4049" stroke-width="2"><line x1="672" y1="738" x2="672" y2="828"/><line x1="693" y1="738" x2="693" y2="828"/><line x1="714" y1="738" x2="714" y2="828"/><line x1="735" y1="738" x2="735" y2="828"/><line x1="756" y1="738" x2="756" y2="828"/><line x1="777" y1="738" x2="777" y2="828"/><line x1="738" y1="830" x2="794" y2="734"/><line x1="748" y1="830" x2="804" y2="734"/></g><g stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="369" y1="922" x2="463" y2="922"/></g><g stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="332" y1="1114" x2="402" y2="1114"/></g><g stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="652" y1="1140" x2="652" y2="1212"/><line x1="652" y1="1212" x2="700" y2="1212"/></g><g stroke="#6c4a9e" stroke-width="6" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="12 7" fill="none"><path d="M542,813 L638,734"/><path d="M638,734 L638,834"/></g><path d="M568,994 C568,991 568,983 566,976 C564,969 560,959 558,950 C556,941 556,932 552,924 C548,916 541,906 534,902 C527,898 516,899 508,899 C500,899 491,903 488,904" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path d="M612,1182 C609,1179 597,1173 594,1164 C591,1155 593,1137 594,1128 C595,1119 600,1121 602,1110 C604,1099 603,1079 608,1062 C613,1045 627,1015 634,1006 C641,997 642,1004 648,1006 C654,1008 665,1018 668,1020" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path d="M540,1142 C533,1141 509,1140 496,1134 C483,1128 471,1113 460,1108 C449,1103 433,1103 428,1102" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path d="M604,1200 C596,1201 572,1207 556,1208 C540,1209 527,1209 506,1204 C485,1199 449,1187 430,1180 C411,1173 403,1163 390,1160 C377,1157 357,1162 350,1162" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path d="M612,1206 C603,1206 579,1204 560,1204 C541,1204 514,1202 500,1205 C486,1208 479,1212 474,1222 C469,1232 467,1251 470,1262 C473,1273 487,1285 490,1290" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path class="rahpp1-mand" d="M568,994 C568,991 568,983 566,976 C564,969 560,959 558,950 C556,941 556,932 552,924 C548,916 541,906 534,902 C527,898 516,899 508,899 C500,899 491,903 488,904" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpp1fm)"/><path class="rahpp1-mand" d="M612,1182 C609,1179 597,1173 594,1164 C591,1155 593,1137 594,1128 C595,1119 600,1121 602,1110 C604,1099 603,1079 608,1062 C613,1045 627,1015 634,1006 C641,997 642,1004 648,1006 C654,1008 665,1018 668,1020" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpp1fm)"/><path class="rahpp1-mand" d="M540,1142 C533,1141 509,1140 496,1134 C483,1128 471,1113 460,1108 C449,1103 433,1103 428,1102" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpp1fm)"/><path class="rahpp1-mand" d="M604,1200 C596,1201 572,1207 556,1208 C540,1209 527,1209 506,1204 C485,1199 449,1187 430,1180 C411,1173 403,1163 390,1160 C377,1157 357,1162 350,1162" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpp1fm)"/><path class="rahpp1-mand" d="M612,1206 C603,1206 579,1204 560,1204 C541,1204 514,1202 500,1205 C486,1208 479,1212 474,1222 C469,1232 467,1251 470,1262 C473,1273 487,1285 490,1290" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpp1fm)"/><path class="rahpp1-rit" d="M476,907 C474,907 481,907 463,907" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp1-rit" d="M463,907 C445,907 407,907 369,907 C331,907 261,909 236,907 C211,905 224,917 221,894 C218,871 218,793 220,770 C222,747 188,758 234,755 C280,752 449,753 494,755 C539,757 504,758 506,768 C508,778 505,803 507,815 C509,827 511,836 518,842 C525,848 535,845 548,848 C561,851 585,851 596,858 C607,865 612,876 614,890 C616,904 612,927 610,940 C608,953 603,963 600,970 C597,977 593,982 592,984" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp1fc)"/><path class="rahpp1-rit" d="M671,1030 C670,1031 668,1024 667,1038 C666,1052 667,1098 667,1112 C667,1126 667,1108 667,1120" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp1-rit" d="M667,1120 C667,1132 665,1171 667,1184 C669,1197 670,1196 680,1198 C690,1200 698,1198 730,1198 C762,1198 845,1201 872,1198 C899,1195 887,1198 890,1182 C893,1166 891,1133 891,1100 C891,1067 893,1009 891,985 C889,961 900,961 878,956 C856,951 791,955 760,955 C729,955 707,954 690,957 C673,960 669,965 660,970 C651,975 643,983 636,988 C629,993 619,999 616,1001" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp1fc)"/><path class="rahpp1-rit" d="M414,1099 C412,1099 420,1099 402,1099" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp1-rit" d="M402,1099 C384,1099 336,1099 308,1099 C280,1099 248,1101 234,1099 C220,1097 224,1109 222,1086 C220,1063 220,986 222,963 C224,940 220,951 236,949 C252,947 277,949 320,949 C363,949 463,947 494,949 C525,951 504,944 506,962 C508,980 508,1037 507,1060 C506,1083 502,1088 500,1098 C498,1108 493,1113 496,1118 C499,1123 510,1125 520,1127 C530,1129 548,1130 554,1131" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp1fc)"/><path class="rahpp1-rit" d="M325,1158 C312,1158 264,1154 248,1158 C232,1162 233,1148 230,1180 C227,1212 227,1318 230,1350 C233,1382 223,1367 248,1370 C273,1373 356,1382 380,1370 C404,1358 390,1324 392,1300 C394,1276 387,1241 392,1225 C397,1209 407,1211 420,1206 C433,1201 452,1197 470,1194 C488,1191 509,1192 525,1190 C541,1188 561,1182 568,1181" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp1fr)"/><path class="rahpp1-rit" d="M503,1310 C508,1317 518,1344 530,1352 C542,1360 566,1367 575,1360 C584,1353 584,1326 585,1310 C586,1294 586,1273 580,1262 C574,1251 562,1247 550,1244 C538,1241 520,1245 505,1246 C490,1247 470,1252 460,1250 C450,1248 443,1239 442,1232 C441,1225 442,1212 452,1206 C462,1200 484,1200 500,1196 C516,1192 538,1186 546,1184" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp1fr)"/><rect x="369" y="883" width="94" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3"/><rect x="332" y="1075" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3"/><rect x="665" y="1145" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3" transform="rotate(63 700 1152)"/><rect x="574" y="994" width="34" height="42" rx="4" fill="#4a5260"/><line x1="581" y1="1003" x2="601" y2="1003" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="581" y1="1010" x2="601" y2="1010" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="581" y1="1017" x2="601" y2="1017" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="581" y1="1024" x2="601" y2="1024" stroke="#fff" stroke-width="2"/><rect x="540" y="1134" width="42" height="40" rx="4" fill="#4a5260"/><line x1="547" y1="1143" x2="575" y2="1143" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="547" y1="1150" x2="575" y2="1150" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="547" y1="1157" x2="575" y2="1157" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="547" y1="1164" x2="575" y2="1164" stroke="#fff" stroke-width="2"/><circle cx="618.0" cy="1195.0" r="17" fill="#4a5260" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="618.0" y1="1195.0" x2="629.0" y2="1195.0" stroke="#fff" stroke-width="3" stroke-linecap="round"/><line x1="618.0" y1="1195.0" x2="612.5" y2="1204.5" stroke="#fff" stroke-width="3" stroke-linecap="round"/><line x1="618.0" y1="1195.0" x2="612.5" y2="1185.5" stroke="#fff" stroke-width="3" stroke-linecap="round"/><text x="400" y="300" font-size="34" font-family="Arial, sans-serif" fill="#5b6470" text-anchor="middle" stroke="#fff" stroke-width="5" paint-order="stroke">fuori zona</text></svg></div>
<ul class="rahpp1-legenda">
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><rect x="1" y="3" width="32" height="14" fill="#e3f1df" stroke="#9fb89a"/></svg><span>Prima zona: stanze chiuse con i teli, in asciugatura</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><rect x="1" y="3" width="32" height="14" fill="#eceff3" stroke="#c3c9d1"/></svg><span>Fuori zona: il resto, in un passo successivo</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#6c4a9e" stroke-width="4" stroke-dasharray="8 4"/></svg><span>Telo di nylon che chiude la zona</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><rect x="7" y="1" width="20" height="18" rx="3" fill="#4a5260"/><line x1="10" y1="5" x2="24" y2="5" stroke="#fff" stroke-width="1.4"/><line x1="10" y1="9" x2="24" y2="9" stroke="#fff" stroke-width="1.4"/><line x1="10" y1="13" x2="24" y2="13" stroke="#fff" stroke-width="1.4"/></svg><span>Deumidificatore a condensazione</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><circle cx="17" cy="10" r="9" fill="#4a5260"/><line x1="17" y1="10" x2="23.0" y2="10.0" stroke="#fff" stroke-width="2" stroke-linecap="round"/><line x1="17" y1="10" x2="14.0" y2="15.2" stroke="#fff" stroke-width="2" stroke-linecap="round"/><line x1="17" y1="10" x2="14.0" y2="4.8" stroke="#fff" stroke-width="2" stroke-linecap="round"/></svg><span>Ventilatore radiale</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="3" y1="10" x2="31" y2="10" stroke="#cfd8e2" stroke-width="9" stroke-linecap="round"/><line x1="3" y1="10" x2="31" y2="10" stroke="#3d4652" stroke-width="3" stroke-dasharray="7 5"/></svg><span>Tubo flessibile: aria spinta nei locali</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#7a8492" stroke-width="3" stroke-dasharray="3 6"/></svg><span>Aria che lambisce le pareti e torna al deumidificatore</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#f26b1d" stroke-width="3" stroke-dasharray="3 6"/></svg><span>Aria scaldata passando tra pannello e muro: resta calda fino al deumidificatore</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><rect x="2" y="6" width="30" height="8" rx="2" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="2"/></svg><span>Pannello radiante</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#3b78d4" stroke-width="6"/></svg><span>Parete fredda: bagnata fino alla linea dell&#8217;acqua</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#f26b1d" stroke-width="6"/></svg><span>Parete scaldata davanti al pannello</span></li>
</ul>
</div>
<p class="rahpp1-nota">Schema senza quote. I colori delle pareti seguono la logica dei termogrammi: blu freddo, arancio caldo. L&#8217;aria che torna al deumidificatore diventa arancio dove passa tra il pannello e il muro, perché lì si scalda; i percorsi sono schematici.</p>
<p class="rahpp1-piede"><a href="https://www.renzo-arthome.com">renzo-arthome.com</a></p>
</div><figcaption style='font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0'>Tavola 2. L&#8217;asciugatura mirata: la prima zona chiusa con i teli di nylon, e il pannello portato nella stanza che aveva solo il ventilatore.</figcaption></figure>
<p>Il pannello scalda il muro che ha davanti, e l&#8217;aria del tubo passa tra il pannello e il muro: lì si scalda, e resta calda fino al deumidificatore. Ogni pannello si sposta tre volte, per scaldare tratti di muro diversi. Nel passo dopo, nella stessa zona, due pannelli vanno nelle stanze in basso, che finora non ne avevano.</p>
<figure class='mx-tavola-diario' style='margin:0 0 28px'>
<div class="rahpp2">
<style> .rahpp2{font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;color:#1f2933;max-width:760px;width:100%;overflow:hidden;margin:0 auto 28px;border:1px solid #d5dbe2;border-radius:6px;background:#fff;padding:14px 14px 10px;box-sizing:border-box} .rahpp2 *{box-sizing:border-box} .rahpp2-testa{display:flex;align-items:center;gap:12px;margin:0 0 10px} .rahpp2-testa>div{min-width:0} .rahpp2-testa img{height:46px !important;width:auto !important;margin:0 !important} .rahpp2-titolo{font-size:18px;font-weight:700;line-height:1.25;margin:0} .rahpp2-sotto{font-size:14px;color:#5b6470;margin:2px 0 0;line-height:1.35} .rahpp2-stato{font-size:14px;color:#1f2933;margin:4px 0 0;line-height:1.35} .rahpp2-pos{position:relative;display:inline-block;width:8.5em;height:1.35em;vertical-align:bottom} .rahpp2-pos span{position:absolute;left:0;top:0;font-weight:700;white-space:nowrap} .rahpp2-corpo{display:flex;flex-wrap:wrap;gap:14px;align-items:flex-start} .rahpp2-pianta{flex:1 1 380px;min-width:0;max-width:100%} .rahpp2-svg{width:100%;height:auto;display:block} .rahpp2-legenda{flex:1 1 230px;min-width:0;font-size:14px;line-height:1.4;margin:0;padding:0;list-style:none} .rahpp2-legenda li{display:flex;gap:9px;align-items:flex-start;margin:0 0 9px} .rahpp2-legenda svg{flex:0 0 34px;width:34px;height:20px;margin-top:0} .rahpp2-nota{font-size:13px;color:#5b6470;margin:8px 0 0;line-height:1.4} .rahpp2-piede{font-size:13px;color:#5b6470;margin:8px 0 0;text-align:right} .rahpp2-piede a{color:#5b6470} @keyframes rahpp2flusso{to{stroke-dashoffset:-60}} @keyframes rahpp2ritorno{to{stroke-dashoffset:-40}} @keyframes rahpp2a{0%,30%{opacity:1}36%,94%{opacity:0}100%{opacity:1}} @keyframes rahpp2b{0%,30%{opacity:0}36%,63%{opacity:1}69%,100%{opacity:0}} @keyframes rahpp2c{0%,63%{opacity:0}69%,94%{opacity:1}100%{opacity:0}} .rahpp2-mand{animation:rahpp2flusso 1.8s linear infinite} .rahpp2-rit{animation:rahpp2ritorno 3.2s linear infinite} .rahpp2-p1{animation:rahpp2a 15s ease-in-out infinite} .rahpp2-p2{animation:rahpp2b 15s ease-in-out infinite} .rahpp2-p3{animation:rahpp2c 15s ease-in-out infinite} .rahpp2-statico .rahpp2-mand,.rahpp2-statico .rahpp2-rit,.rahpp2-statico .rahpp2-p3{animation:none;opacity:1} @media (max-width:480px){.rahpp2-mand{stroke-width:7}.rahpp2-rit{stroke-width:6;stroke-dasharray:8 14}} @media (prefers-reduced-motion:reduce){.rahpp2-mand,.rahpp2-rit{animation:none}.rahpp2-p1,.rahpp2-p2{animation:none;opacity:0}.rahpp2-p3{animation:none;opacity:1}} </style>
<div class="rahpp2-testa"><img decoding="async" src="data:image/webp;base64,UklGRrQzAABXRUJQVlA4WAoAAAAQAAAAxwAAggAAQUxQSDcHAAABsMb/nzk50vdXVR0nr+kJ1vZusrZt73Zuo7Nt23dr2zaDtW3biDOzGPWv6vd9MO75d/XhSURMAApSQggBPZfL5f2mz5j+h7m3vDx/Nt99j0YaF8zuuOuWOedOnzlt+mbl5jJ6dCEEJ8hEcSE4dB/VtPeRR5720KJFiznIXYuXLLrxN0dUNmtCjyE4qXfiQkD3pv2nVs75oJW9WuzRLNKsJ4tMsWf23jrva1MrqwoA+OClbokPAODWqHzj1hb2mFQ1mhkH2cwsqip7bHv6G1PXGAMAPrg65IIH4NesfOvZdpJMqpqMNW4WVZUk2z76e2X7MQAkuLriggfQdMh3n28nSdVoHMKWVNl9wb+OXAeABF8nxHsAa1WOXkiSUZOxAM1USbLznMp6ACS44vMBwDqVYz8lGTUZi9RUSXbNnbYzAPGFJl6A0Yed8BlJVWMBW1SSvG36+oAEV1QSAOz6o1dJajQWtkU1suvOvQEEKSIXgLHT7iIZo7Hoo5K896drAMEVjffAuB+/SZom1kWLRr43c03A+yJxHpj88zfJGFlHo5LzT5oMeFcUEoCDbugiY2KdNSW7zt4D8FIIHljnHJKaWIdNSZ4zBQgy5Jyg+QuLGKOxTltM1POGA35oSQAOe49U1nUlH//SSIgMIQ9s9SipxnofyScPB8JQEY/Rv13GaMzApOS8CfAyJBxQeYaMzMQU+VEFcEMgYPS/STXmYyQvHY2S1JgE7PAcY2JWmvK+yYDUlAeO+pTK7FR+cvY4+BryGHcsmZihiXxwefiaCdj1BaoxS025aFeUaqSEXduozNbItt0QpBYCdm9nZMYmtv0S4gZNPGa1MzFrjTxpGNwgScC/acbMNeXsMtygSMDRrBrzt8onJng3COJxLJVZXOWD8DJwAT+iMpOVx6EkAxUwnVVms/JolAbI44AOtXwy5QEIA+LdlCqNGW2xeiD8AIjDY4zM6sSPVxDXP49fMDKzI58QL/3x+BKV2a38Enw/PDbrVMsvi52bwfctYDYjMzzxKe+lLx5fpTLLlX9C6IOT5T9JlmeWPllNXG8BR1OZ6YlPud6cbNQZLdcY07bwPXm5gJHZnvi0dz142YyRGR/TdvDdAo4zzbnEZ70D4LFZV7KcY+pYGw4IOJHKrI+8PXgImpea5Z3xk2ZIwN6mzHyNByEEnMDsi7wteJRbablnbGsGDjJl9ms6CDiCDUDkvFKYw5h/xtbmSR/TGoH5YyoxsgFMnTtOY0MQedoXGoPE569rDEje3ihYlf8vbw1D4/g0U2NgVzE2BvxCY5D4/LTGIPK0ijUEqXPHCQto+WecPwYXUxuB1mZMbQQi55VwoDUAmg4Cyq203DN+0oyA401zL/H1ERKwD7NP+T0EkXGvWcq81LE6HAK+Q827yNvEAx5bpZR3SbeHB+BlHmPOJb7iHbphu5R1kV9G6AaPuYz5luy14U562TZlnPKLCOjZYw5jriV7dpiTXpys9kmyTIvcCh69e3yVmmeRp8Kjj+L9U0w5ltKLcNIXOKzcmizDlDMkoO8eX2I1vyJPdR79DbiZmluRT0CkX84t/xxjXqW4bEVx6L/HRlVLWdXFXyNgIAMOqDJlVJUnwmNgA/ZvT5ZNyhPgZYBQwlGsWiZVeSqCYMCH4Res5pHyqVHeYRA9jmbVMkj5RDMcBlM8/k2z7KnywTIcBlc8ZrUz5Y1VebzAYdADdm9nzJlEnjhcHGqwhF0XM+ZLYtsvAEFNeiz/EDVXIhftiiCoUY9xd9NSjljkZ+ujhNp1wB/JmB+RvGsKAmpZBLs9x2iZkTj/c4BDjXuMvp2MORGNt08CHGreA5WPyJQLFmm/AQKGoggmzjOqZYGS8zaDOAzRAGxyGxnrXyQ/OBxwGLoiGPmb98lo9cxSZPrreIjDkHZA882RjHXLEsmbNwY8hroEYMo5VTJaPbJIxhv2ArygAEWAydcrGa3eWCT1uimAOBSk88DkM1tIjVZHUiSr104GxKNAnQATT20hGa0+WDRy2ekbAuJQsM4DE390XysZoxWdpUjy1R9NBMShgMUDmHj8UpKarLgsKcnWy3YZAXiHgpYgwPipt3eRjMmKyFIk2fnK9yYC8IIiFw9gvWNebCFJNSsSsxhJtrx4zHrDAPGCohcvQGnCN15cRpJRzYrATJUkW178xoQSAC+ojy4AKDXtcPH8FpJMGm0ImSVNJNmx7M6vjg8AghPUTxEPAGPLX7r6wxaSTKrJrNbMkiq7t3x41d/XKAOAF0G9FfEBAMY2feGqeS3sUVU1mZkNkplFVVX22PL0VV9oGgsA4kVQp0V8QPfy/n+56snWNvYee079SbE7e29r/eCqc7dscgAQghPUeREfHLo3rXzEb6647M3Fixd3cXCXLVry0OVXXP7llZpGoXvwIshFCSGg55Hl5vLm0/8w+5bZc2c/S+uL8bnZs2efN32P5ZvK6DUEL4JiBABWUDggViwAAHB1AJ0BKsgAgwA+ORaIQyIhIRo79cwgA4S2AGkY43+l6pbEHe/7Z+0H9m/bf5d6y/a/7L+jvyZ+O3cV1V5a3Ln+6+5H5hf4b/iewb86/+H3Bv0v/139s/vf6q/El6lv2z/ID4C/z/+vf9z/G+7r/fv9f7H/7h/m/877gX86/uXrbf732Hf2y9gv+kf3X0x/2w+D/9p/27+BH+c/3b/xfn/8gHoAcJX/Ivo58cf7h9WPqP+QfNf5v+z/tx/ev/Z8AH933VOm/+76D/WX8j/cP7f/wf8H+7fx//zv8r4k/H//L9QL8i/m3+T/XH/bf4D3SfXP2V/2PfB6B/cf/L/kvYI9a/qv+8/xX7s/5f3K/Xv/V/i/UH9A/s3++/wPwAfzP+c/4r84P8v8Xf5X/yf5LyMPpv+T/7/+++AD+df2z/v/5790/9V9OH9F/6v81/sf3b9r/7j/pf+7/lPyh+xb9Zv9//fv8v/7/9L///rf9nH7j//T3Qf1xc1gp+8UPhXR5B+vk2pf//8ODp7n/9ZmnR0QUfc9n85gr5TipEESXYUhEg39B/3wr/ffdVeUdU3DKT2MwQYf//ZLjzvyWv7O67pgtUBs8kRlMIaluoxn5hMESHpZpfcgNN90xAhEv6zRVUFXgeQesP5XeJjVA+vawcUCaIYiI0IK8jaoLAueDJT9n1/gCJMJjTmnLw7LNdj+VbNCIM0bXyU+d+Qj7ur3Rr+N1M8Zz4pQoVHa0kFz2G6BoXbfOVGBxBpNUvcjttmdACbQePabmyNODr8jTHEOFcmtUD1SxR9l9nI61oUjUmjI335Dom6YnC2mqjMbDQ7YpvW8ewLYak0pXW0lyWRyOgtWdpNztN8UZCIimswlcL6tSDfl3V0YB+AoKIVNeZiZmTAaSEx13yTOKFia+rJLEpYtyR5sVp/hi1B+OXqlq8rbgJgksavhnYTpyJtBX1T8neiYgh7xilxvCppzKvHCptVsIZmFXR10IMaBVvFDnmP1fZyPKGSX2QoiXFdbFsu/6ruOpZHM1Dkkmw0cUumFpVxThpE/LJkDehLTRWP87/RlDl6pmk25Fdf2ffFpd38DvrXCdluK7QVT25HhqTvbpXHlzawQAlBUbRwXpgY68vqVJDXML9KZo8QCCpQfy/E2deiOQW9wx8azNO8UQNfK7c+AognAJiQuQzad8Ag2VBOl/H3rrBOHIG8Px1j14M3NMzRjxL9GsHTipx+Xq7wi6Bbm36XnUSKuFkqwoYrtV0Q7Qsy5AAD+/2AZ1/vdhRuxpAt9/4gd+yi3JyXRXww27Czl7B61xvynWbET0VeUozz87iT5pst9vOuENmMpF2gbT55jEeSBEWVvlTdM9JcQb1aecx6UahL5WcRbM0muEikpl/c+0jqULIyJsVP4ZueviCGZDbtCNBHXmlJ9jP6Hhw7BRi9B28PHWoZQOr8khAySOTu1ATIXwLtIkTfzNzDvX2MKwDdr9D2Wx1yawut8DsLlGm3E3XI1BOIzdxuGVU5XVZoQKOGlTAigybk0/qi+T55aYaUvG1/dC9E67yWdgxB2Arq695uB3U0UXnBC0XV72zCBUa6SMp+JSMr0/ZW6Y4P0iumHiyq8ujR2g4tYHDVtjlDvLUIYWA1yvwUU2hfJoa2DZthTWmFcswc5we2wTW+eAK9rNa7x3xeVSiJhw/KdvH/VCGctJJELBcA9KV3O+NEqEJjNt/awYepLBoQjzOJjAvV1qiHqEJQE2Ws2cwUsW/rUpl1wmhN6uA1xAIfa+JGfebPceLF+P1YdahONDQ3naKE3m6WK3ceBCMMOjMdOotc+kXSxbSaYuN6Qox0M6WomYuw2K2FbcS95JXZCox+Nd/zlQTIByJRBcLtXHh1cK3QWShUmafERNbSacT8cIbMMSLpKZyYiieqwB+iYigbjM0NxaDcEF/QXXrY1zK11P5haPnzr1VPSVmTMIcMCkGsghEC7kf7Eit4uHDtkJFbpu9Nobs9Na0C5aSPnbKyowK4DsaBAINGI0kxo5kFlDDnOQjfI/AlvUQK/TSDgeaFGHmU2NCEX+RyKgZy9l6ydl0bj2VekbzXtV0i0rbuEmEGpV7nsnyaq/6dDrpjrCCxQ4eVXK9kPB+Lopwf49fOZHw902RWjUKkWsbAiC5GWDp8DJJ2aIPfr2prWEQRHPdT5tbKjilE2erjgOcCLpySa30BeijyWj1xGLrkiD8e0yT+B1t+bsK/p3CWel0BeiK/gIdwnrfryrz1znmbS3TWzuY3g5u6HVDzSoFJLvc4yx8h17g9ni2JEYQFdadPz/VQFV/wgetEWoP7vgOse/dHQlnc11rHc5mlfMOfvVfc4KcF5QobDrlo4/lrtBJB1b9YHAW3D0inyFoaYcoYEsDbYOV2tq8P/1LsN6Y0Kk39inAwIT1kb2st71f69EubBa6dXZS1gIoNdT84ugXUKuDEZeX/V0ZKmp0c7QDFBZ9bXZziO7c+wHM/y4KY1F7br8Jt+QL5wNP8TQ3MkrG6yUSmS6EO2ZFsHs/rWZu2YV0kwXTQE44hlXMHrxwEf4UF4kXebfu42bmpzf79dE5Z2iz5j5tLa9cPVVednclBZo8gViEXvvB7Xf/2wxeEkVzoCV/CdARncbUG7KwGWiYA6MjQkNCzoUsKPS/VxyiDATTx4FPSQ2DhU/yUHrz6XCr9m5lRIglcwVDu4W7HxXcuRYbQLxPkoRaG4IFb+8h3r9IlJVnAtcO4Uzg6fkJiM1aHlk5kVXQHd0GD9A7qrHF2ugEbNXtIBkUQk9iELEys45JZFWXJpdfQSEzsnjY5lCYYfz7P7kpaqh1laTSnujDyxwhIp9atiXF/qCegm1GzzNSD5yd7VGbRe7w7MCrGaq4lrPe5g2FSdG73kf3VCbOZ2mi/cxT16xAb2Nkjr0UCRAT5S986Oook6mPqlRfbBduDL9bbjObOZ1070oWaQuJEVqieHCoF2SyMyCWBj94+wKkIkIE5MrtGZRYJeptjUnbNSOYCPkLQc0tSOS0fv8vt2/7UeuV/GuShVbSq1K2KdlSfBnK9guhBZsPPNHMMUS3EByxS6I+2hoknB9XD6SRrKWWQEi4OSq2m7RxIkVidUk3rcyACveSAY74t5vxGITwKPGstLV0fJ7JK0nAqD3u6x8qDAROPML2S8GFs+7BwwJYb7SVW/oV7VVBaP+4nBRjeTCVQiEa0sw4YeWN8t7RkYLbRAzdPv/W/1+Am75P0j/hqhgB+PY432AO98OvMPFDQ0K0iht+FZ/ckyhdxBQxWIfYDL+efGkPjvb5YXyqHQuKUGBCEb0QalJ35cI33K4Ne/kQNUp3wV9HnhyL9S4IvRnhixcTQJb0Qa+z4wZ0Yio3/VTzvm4iZK+9wPr7mXYgzq83X8bkijZBrDldC3bwsqFY1AzC4R6pZ2nsPAUuPdXLQfDvPjbXI+ObYRze6XGVNiMvj9LT5HPJL4P0cv3AL2cAq3Bj08IhrAx5aZjcE8PUFCQuZ59fc5t7wZw3g2kJth7gqbRyUkvThtMEvU8p2dQb4TRMmfd548/uLXDbVxb7CM2D0n9qDgvfh7xFAYUhnf2iQ9BE0UAh2qiXayyYEKqlpDkkQDsh6bYED/NL6BMkJxVOkYj2GYta6i8WIuKQRI6/zKm29YPcHv5z1/7hCsyZd4fkChYvy76Bjbua7txZu5UZr2pZQ/jYoSl88stc6oo4lAZswAiPR6GwGkE0+W+N8Sfd+mFgkMEW0loSQb/51T5abNEEBn6+5J6RfJHX2X5jSvB9XMu5gZGK+tdvkmhSdnUYvRgwAKK7dGOYjX6MJ3fGEsG4smF4sHqX4KHPxnm+32YAkTQhyrjZmVwcZH4FfaWowzgz2bNEQvoBofY6Sy0YO6UOLkFVbn+DivfrJhjpvLvV6mSLeKDmaxRM97TAi/4EjVVMAy0An7Ezioy9MckXrNrVNEeytB6dSx3VTG1/IIBJnb7ybqZk0gjFgvb1nDRhNObkevmGIIZB1gdcGCDztiTwvtorIpqMgjA4Lk/fhCzA5AN7s1Yfv7l5TxsSzO1xLIMqsysbiKu9MTWaIfcdMTyzp2Q1k+OmykN+KJ7iypi7pqBAOw5dBBdpQ8uEp/n6SIPq8GMoOoaSs9KHBI8hNZtp6hGSxctUkB2gjOS9Slu29ftjfsmeMphIPHSlksCvPif55tmI9AXs5bDIJ2AnI9wQQ578nvJBUtoNxh1WlpLM1fT/69InIt3QyNgB2XYE1YKuyJX05vkNueyNG11PMdV2I8aRpqx79Ypn3UsIzngCdKzQaWsvQu6WP8KNpuyAtc0JclcesXN5QP1k1lnU8GJKlgfbUUSFIjO748doWxoMOu4+5Kh/kuXe4isNjzJ5eLZn1CCgTsyAxmV6yFfZLIppHl8trn5HaKENpoy6Dz3S/eJhE5jT1FZ9fbw4ejW43bkWmcIeHUXfCg8eWQhKEb+RAwUoam2uFXDB20mdr3mXnPYcevbjnjnSj6oFCJTJVsmfimkkYYzaFY//5kkwinKkkYoU9tViPTPxToG+Bz593PpC0fvwlmfn1XmHewkSwsm2FgcLHAAGHMzN4AKmX9C77CfYgZhmIQLUTCIw8QlU+N+K6JTSxyNy80NWWhqus6lHOrjJNJIE0lH2Lv0+Dak79N9xa0wj5SwpTj8ZBw7j1m3ERTzcojK88LOTWlvbCTSNUbNA18VdEK8ZUKpLnfpO7HU9ASQ9jPkxIKLfVlLRAHMGmaHLx8NQjuDTvnnEjZg9F0pUNkJGFpfqZfKsH7t2JBlS6x8BGWLDTw5JlhN23OXvqRR3n8p4CZB8b4XfPsAzwxYsek2Jkx13YpPr6zdPMbEKpahmWMsA5ugC8/dhN9fHFOSt9IjLPitgIlbKLqPAja9QYTvV24rj3x8w/ZhxjBxN/L7EDPyvV36hnGpUgWqrfhNj4qa62hVK/ekq/x1RhiT29o5+Y1+AEOfuyKUUZeUmAaaFu6dFoEY1vFJ2gKpToI0zEEQRPFOd5VQsDdzAAmykfounTmB/omDH//1vVIDjE7TfWhCBfb3nWiSdBB+9EXcjd4R/WmVZoEWypNRlWAnP7QE6whfNMaBRbWiMrTQry3lBGVw2xMF1Z88rJetE9kQ6vAHt0+tyYVq5kbIHCe8gZ+Dj42z9ujBCzAXd/mvbaBeVwEBvXGahgvKtCXv6cRyF4VJS03PeDc+65tcBPCZ0b/+RTcqCteei3jEKIq2qONWkXsoA+CHySNnsDIej791fteUrR5sT4y1Q39OEIl5GdfF6IZNSJYxdjr+hKNhicnWCwGJTWiNn4O8F5CqeWuOLbCxBC+Qsa+ALD5TRwdDaAgtNWYBg2ulRaVLXEpOeUGYNFUFth/wO5cFYAdHyv7uj4wZs2Uh2H0Knp6kC04aH/hr5IF3MOg9eOh5cBEkHsfrdvFFjmZ/JCkyQiKAUUOmC/PrciCYzmtE/d080Rer6jSBs/yKP6c9C+MNZMLRPgLMsT7LjzSiI5guBcnZjmEM+XqlaABaWHlYXO5Qmrf9ZdsPVXfcRZh9+3hK6PMzOG+QGvbDHhhZZJvmhB/hnQNqF+/SPi63zsDwmfR7adL73zghIMYpDrEi5ZJgcs6yOITObcAXl5fNzZDxOGcU2P0afa7Eo5f5+QqrQgvqX0JmkqzNze+VSkkFzTe+oGCWLPDP8deNOHGTaWv7oTu6qx+MhmG1wpEnH+9dCQ33ggr413f2v/5YS2t/Jr4Cb5QCYXVys85yjWgN+oNSWUSOcRiRcTAZ1tPnhF0Kex3aTfmdkYSVZtyHiKAHIyLQS9gzZP8XPjEFypCnIhPxfG1ymb5RxRFEKAeQr/Od2Gu3A6/f91Tbu/AZcj300WpqafrDGFXOKmlUYiCm3qLfGuGpiw3JqHrhN3I6gUI685a3t3y+BjgnBLxModx9Ipv3PC8vLNZHsWFVjlanqXGgI0pp8xWPOl9g9xhFa9suZv6Hd49wxuz2/e+Cuee2+wJpGbX4kcz2gyb6IYplBLcerx/KOX/cQKERtddROUlM6YEpUo5zETfOARaQUsLseZXdbWAVy0FkOosJ3s0il4YWrRauyZY/2pFAUDkal7CPHDgw+DmxdcuPd8y+uOXk+skGlkI1iLiFWz7EwJNexQwREOBlzkzacozqNnOioe1J4w4GjSf4xWAN9lJ3Z/N8RvdeMsm2g3RdC6+k2mFlaW355d2xWyUdS2gp/+MOyFY/cFo7nzg2hTB+JdbPC+oKlBW6gx2KnfzVtdbYa7lvsKJGgbZs7o7ObPidK6r9uMWtxjB8rSZpzn6yAzrzCC18xdIVkMhg6Q9DRy2x530oGqGck2w+jQsD2NVzjIjr/KM75cikbYHmeROAOiUo4D3b9q4G8AqgFBjzm0kmikYx5RjMx905XSm0/LoGf5VPe1VWTcxqULsYPeBBLPLVtVmTGmQwcVqL2mfPrVvl5LM3BiS8wkPaPM69MnCMfTAuvvYgAOtk85bltmjS2Hd0/gMK1C20s9+CScbhm9VipsYJ0eKOdCdUAEwN+rz+1RoGRZ9p5iGTDTkFnz+htlgGjb5Yu5HH4syemaj3FQG7rlEI/hVtEOd7MS7/rytiKJmbW08n+4ef1v6lNcgepFn+Zz6DXSrz5M1sQPHSS58CfZKMqCFsE3KgUpgzvbGJkkQtz7tv8vUg5/WokwIj9s7ugC8BlDLXoT5y2L7EpbCaskG9dzGc/Uba33RSHRpq6zC0N9ZJMPjKo4XLcHDEeWgeUxaZIVgOzp9h03tuQkIdlbU2/PXEGi6P6yEQyvKX/jG+IzetnTtqQD1PSUgBPQ07Fcpwfgm+Mv8898ggfwReSMz5xDFwh7RMvPOJgULfw6n8oFxOOq5974wImx5/P+2ndZ8eFJrsz6SDrgDzSudeWzIwsxyz4iNYXtyx41akk89TDyLRq1Efn50srwoRIHYPygYPZti187FQvnaOZoaU4dzM3Q47azgh+emYVWHHOBYvL+N1I1kAuV7evwupCwmhSvw98BG5nTD+tG16IzwV9v22+Ut+t1ojT9+O0rg3ML5kRdHTBkN7aBpF0sqmHgnXC6rPNkG5tKo5hk+5kCi1fWfG/du29JoGYwhecNc9ou0yXYIaD/byWbCiUjuKS0OYL/yR5D8hMOOHBTOvNdz0U4blPxDujB/s1r3XOpmbhaM9yfMYirY+PiRbb1OYf33rXrRD/YBtZ4zh7leyAfSaevkt//qXZlSptyEfjrh43XfeM1T0LKwarWu6LiOKKnK5n/ZN1Po0J3PO4ouMUtY4DK0Pe+XL6/6zySfZO93VGjZ9Lb6tGQvStzeQhDOf+IN4tHexjt8yP8L4osUGoKPVN0cFCSMKpV7oTVXnYT4OX+0Osk3Pl+rYMI95gq2ijr4J33qZk7XOxGhlyTo4SLhyC+GCixPW5cX2L/QzNsn7bbpydTDcryis87JTtBWM65UHJgjUlPYvdrHTrbXJaqOkhLdxHLDPWdA6zE2X8czPspm7CtK0HCumcaofiM4JkmIcm/xKJHL06GsPnfES7ejClXJQgo1wCIUL4IevS8p+726MK2RUmoMCLPN5cFtmqac2Wfb6Ivk/THQl6NO8wrxxbgBjbMsBUHh6nZYnErMUvdkqonPsD4+ReqGmMXck0uQX0UfPV/Ro6BryHCJi9nqmvRkmpZJweGv9asecfGg7lhAEfv6XO6i9njqe27/DwNRDuVyEnMLFH3YVE539h9ig2Rc0pv74Bk/sahlLPYpxaOQIqL4dNbfxWJ6qVJRHAUOGxv7Er5/6ogiO4oLvaD/DO/GSlbPG603Kkn7skm7EFb9piaTXPvZIZhqL8vewxwDVLUhsmgcU+p4VnqKIfzKBgjkKcytJhSosz7XAOPLNjY2YBblcT6rwXtjJbVXd6u4iLtADijKo7ucA+uCJOBTGJDXwiCxqj54NMKVRuHeKbQ1nAnNUpwXSGW1e9jagAWlQMBztbgZlwjIGAC+h4SmXYECQsOg5AqVEcSyIBjiLNPVIVScqHA4CcHcfkKAwZ8/Y5z3yLR9I7doW7Ff78kDFg68hGMU7J20/A6svEEpSsfCuqo8nm/dIKMjzBrURU2/qAAfBzOshSVDCMkRZvrQ5P7szl+D31xB4HWp9FjnLgUCvPfY1TkINvupFb1XXWjllJJXe9XwlKqvDsTe4EA0U7FIdPF9zgC5T74HyqfyQzJZzGoIQyOG6rIpYF8OVgduCcdNRgdO93zZZ+TikZ6CsLIhVjfR4PgG8L6YvI4HPpPxKZe1LgiqAca4flZEVmCsLfK/dlZoXlORjXFxdg++T0/P52wS+XhvyNFogxFlfgr+zqB+n5UhpwkYXH55Cd5cdcVfHfYhNLeVpTm9KzVBhhQHR9vk2QIYKaZsIPHf7qiMjG/JtboWyYo85hifylVE+0DIMD3A07iC+SxiIjASSVQ41GdqohXGd+hVmx9l9/282RZ5b25ds7tzjZbgFW7i1IBtBp0rcVncknNdbmcv5LKGsWyDXbIfSdUeJPDoh7TqyA/k/yRjQ0OtEQlwnS1Lf7qq4H/nFaZy3yXzrCx8qwIrboHGHIiL/D+KehUEBzGd3RH9y4oJNguZzCNxAyXKdII7+KII/I31fe3d371EkFi11abqGomvWs6trdpeJpyzK0U3MyJOzeRz6GIXofWBGlU/f0tG3kMtzrIW2V5m/rgKJgA2sJOC7vj14WldJvO0qZU9tmpueGULa5/wc0+2fRSOsISa1Kk39WzIsaHr4ZIUUxbAuubklEysvfYHc3NM+v2jUIjMXnzms1v1dZr9X2jJ22h1DUU5Yu924Y9dSJYzQWsrs+G9jd/NNfJRW6MhL1sI+gz8H6aqCCKvPNX1uKRNqU3K9Q1E2htnuc5BN0rPMf6nrwX+9hfSOjrk/wgh1gfxQ3ghtBBaau4CTPZTl3/LjhxovFC6oJatrlyr+vnmOuIROrwXIVm+9iYjZi4Ls6iNFYnHX6noDgW0NI5/H91TfjbgtjCGoUPhqggp/UrDr+YlaWQ0Z0ez4QW8uFSMq1ITj/fz2N2BEtytLmDq7YLjuVkOVM8vkxLmeqGhxLsgRGl9gLVOdvHBxA2cdNGjbaPxKfsWaZ3M9oFMi5adYzalItK8SbCCkbGbNERlWXeqP8CWyb+a+zNGAtAkiTTrTSjYvyt5mYBJuXSSVFAUeZAmoopCeogP/xvksWB+vUEnIJ+/V494YQb7J2wMieEfQw5f2dbix5p5dqzPdAO80guy3DsPv5VZGJnh2e7/mSvcWuLir/cL+0ZKixN8L69HwXofVs+s72bIEBMo4YudU9X0mmRjT9uyoReUmjAxNyMa7IbBeSLDqZu07Q+MutUY30rFkDUD+r8X/OSO2tgQr4gD93EX8sh3ezM0WfNno4L7Dy3gnSfMe3uDDrtRe/G+NjYTeUPJDBXGnVI24Psj+AsIYFFmTkhl0mWrjvAAdyIifH9GEfgpDtY0srVbihZWsj6sP17RnFrrZP+ob3eZLRiHps6AJohndW5EZ6ifXsLAJDtP4I8p6HrrWMfMuislYuJ0iJ9ZVfzC3CEBD6hrPt/AVrxG8i9lgrm03lusGUj8lButO4kWMJ53cHtdve+mAbhugJ9Tq1llfs9GWGKWXjhTXMoUKUNFvqAn/FjHAsoczBjrRbFm5EYnLiUlC/95NJkmjDErW2sVvNIYGFlgHA6pQJWKWEpsP/UMEl9KiXW2pUFwYKr5tj/4XOtG/Omvyxy52e+BequBGwEapklS6Kgh3nW/cmwHlGHNX68fMP65NrRMy6Vb8i6zfxVMy7PvReu4cAAQP43lP10fy2qo2Iwr4STfc/pTZrLcQbnzqYG3bj+Q8RFiNItkv4yzraW5IJbUqMmjoZZvLy15eCWG3FFwcIS8e+pru8rMQz6N6nQ9EpuA8AMTTIqu1qYzQ6ZUY9YFxtjbNMWzR+N1/+4ngBnDMe2SMF4LEQMLsyvuIyOYGUBFsE1rj3U08QtTYBQ3OSLptVOxIxqZdz3HDto8n+dzvI/gqXMAMyqbI5+enCjL7D3BzBlDFpASlwqYK/0rxVXRzMf2agFbYnrI/UA4PCILtr2rqN25Hk8QCbiOIm4bzbOYEopA9X52hxfs+bA5z1jZbKawZLsf0CCiHm7BGLlfh4u9xUW4qWcr1J0SAIgPxV9Yb8umNEvdyC6vHMbJRQpVwEy6tZ6tLUW3Pi6Qu1L9686Gg7vJ3P9czsrseuXlIJYKzVhMwg8jvGrwpFbKRAg3B6Pfju4KSY/ZbgFvhB7FQjymoNzmzKwpGycivcwJsfN1Y2oCTBsIbFZ4ydaPQRiQp+mKWQsWjdTdK+dxXQb3QHWYNtQgHTc9LMD6amXYKkZMNJ32h2ZDn/qFPGixdqJHEh1Q0B2eNTZbQyaxznI9XKAQl+vojDa0W4Dinu9Y75DiEiwCCaGaSl3ecqA+/pCaBPW+ModTL4SeZU5/3BL9GATbtyraRfip436ZrO3NyZRGWY/eX+RyJT4bMfKwIPmv4PnUvm4TpDruXLPQl2p6ddvByG/fVaFsrfd7RLMrb4d07aEVHe8smqjTL7VvetF28PiSexQqaH1w2yfH4vl2hcScU0DdJ+q5hygos7iKDgnsq8Sq3J04F4CdcpnL4R7+Vj7PJ0cknCVEMEdFJqoEsBIp9kaFugjdK/T6Nwu6SqSlK1LObX09IkTB73hGpbpkQEree4zSTbB3g608odLnUk7JaWmbnP4ufmayAjUYhQGYi8f8DsLAogyqnU2Gev8i73MYMtwxOa0dCAeX3JdTQNLNoya1ga+VUvwOw2ER/bxX9defJF7v0PkciOqjFLF7zoNo0gvWEpti8X+JmSq1nLgcSnmZbPfRGcS6ChzG2J0jGRJC8Hiw37TfOOUpV7odQvOQO9JVXiZTZ4VC1+GsJxRVHAwCC7QBttkWN2zEpLxZrYirfe5ykdwTH/qYYDtwL+mUtFmOlvmvI5VEsUfgcduDfy9TD2OlYG7DtjWa0ClZY/sGiT3NAJq1AtQM+J/LVGrGjtaIZbGyfR0KqQSEO5ybx6sWy2BfrNg2V2auoXhMxAHgd3zTZ+aeR9Nhv04jYC9iqktuIgFECYPRxijVRDeW8zN0zi3ylY5OAilIN7DAUxCyB77h5s6WcqCDZy42jYj9CE4yjXDa3ytnaYJ3fD3/V/8SOzP7TmY04WaIdbnksY14M3ywVJBKMQY1HlxxVbF3cQfK7I3nX9eD7gIVVPzQm8/RqHWsFFI6pQwcQGXCd0/1bExRPU14MmGcGHlt2mSZNCUxA4de0qAYSotU5FbvB3ZRPIDDTO0vMILF9WfL5armjUoQkjPRVpYq1DwCA/L4/rBTa9VaCzqqVjvsFQ3e+VZFgcUnXjFQXUtJFlMVdybA/WP2wSdzuZoXqQYwZoawaS7G+0bCbrR0oUGtM2ytVJcc5WKC/Pak38bSHG8sD/4UnkiEEu8KD8RXiwhjxgEenH5m5st3mxezB5gKg2anzjBxh5scGIZdtrOk0q8jG3oBeZ2IoM6QKY4u7sibAMDFAjEVHrK7Un1v8ltQcrH2Pe7aqvTDuiIxO+jGhVzC9EHXL3+L+tK5rI0zp+CLXgaRCt6JRW/WpO6ipQSNy/Q1DeF6wmfYhgCtojOsN10zyVDX7ho4C0QhnH4bumXBAtLwZ9rk84PjT5fwB5ad5uZpstgDqOtWBabSOQZ6akwTh1WVrfNHiDQB55Fi9YqZd1eBeilLIo/eqaidW+EPeBDdmOFRy3Y5F4uO31drNpQ9/mAjtt3oKKfE/Oaz6HrUkwbjbdu0G3Fq81BdxGYV9iu/7omD/fVA1HhrK66wwXK+29zA4tnOyWy7W2cLVjc/xeh8dMqR1D/keNxqYyvnA7AJUrT1idQH7qRLhC8FAkH5zEV+qj2PwyTrOG/y/31SCrp0wEzI2KIUtHOCNP2ShCoEnDXj3rpUR7eCi+enog+D7QKS5OJiNO27EDOs1kKz5pI10osBMyHKL1R1Fhb3SRKAqvks9fbGZfJmqFjE/aibvbgiiYlRyOLdqew7uz/0OvtHNpbgKXAVh6bmPqNKkovJD+k36CODllbkA+Tjm2keOaXxZZMRWe6RiJUE5guvtDuZglKovJZsgTnn2yUkItkgbZYwHMx9Y+8U2Ww31BrQHazBdAjhVSfchM6Yvb5mcDOF5yRJw+C7CEGGL8sHfF37EpaTrROP4qyCW7gEt9/iIUAiy9Hd9kxOqd4392nmZp5vnBAtE17YOIX+sQpc3k9fXn/GjQZX7hd6ICtWcnz9EWECH1EA+zvXhKeZbRdvne3aKJqb9tOU23SjeCV+ZwYjhqQzgAgGdOBHgpuZDtSgD72y+xXDxeuqWt4eIv93mYxCaib7PWWPBbsaPgygAN8VaMOeeNsAhsSvqKgir3Ekf/knTH6uZ0qqAgnInXJOstD6CYHHtGf0hBi3SevVYZaGvbReO6lWaG74NaiySgwppVmHClzNaQdvU+hpfleGyiadypoNe4BSiMAr7AncUaWP8BSUeWXC/+YnzKzZ0c4jo5/kfI3eNZ2d8sqOVi8XN7vdm8X55Ehe/t51tYbMrknuYhrmyxC+kezsygyAb6u3CYXQOKYXURNvMz2Xgbu6VQmnFBSf4kWHd2CT/ylgu+clU5zmF0ypTjPjcCdc6cTFeigtfWhjnPeX3rgmqz+v16cd83q22/VLp+vj+Ipr3lD0ASswe1L8X7WAlvFihBRRKkt+0tsHhXhtDrkSa/cSyPkfn2G72+tIh4+3l+Kb9lrTv5ZEw5c/chG35LDIJhsgKw4OZWu/g5LiF3cHM/ncFNdtWJkPooauSUHbh4YCnrgkjfXOatEIMQD4zZbe2NI4nAoud8Tnbiyt3L7SIlkEUM+BrrO7vo1vIX1aP3OSP8Lca+jBd+w01GXzlwTArh8WooWm7naMcYVDtH6ajLoBdrZAbcbxhIWh2pXCq2Wo6mAQds9cgo5dxIz8CSs0Sb30ka4yWZay1QkqvBYezdAjWdlJFA7X9rJE7cV0LZBJu23Sql1osXtEqSUtx5A6HERb6VV6SM/YhYFmKGpSrgMAvd9D2wsMYYgTi4oyz4bciOeoV7GuowmhB9VBmcAeR3n/YtapxbY12yTf8EaJaMfRdQC8Aw/z8niC+aUQ3OjpSn5Z4Zyj4t52hZfDHunM8McRKRfmFm1VIxEQa05BGCZlhd9iIa0osksNhdrrgqKClzg3lT29N0Va8zqm80DnpPvjn8cKinh4SzrIDKDE7Fk//csr2dD72RAkZhq+Gi2xzOLrtyy7pwcTzzJAEFwGYBISVOWEAsMNjFLptoVW2QLgQl+mCdBsCeOZkOF7SlAQ3u9Kabo6KZL6zsYPXozT/YozdYku55QXUtLAcqkFNRrBNuAEGXeb2jHpPK2GjngF/CEzzhFhnuG9faaQSpmto4GHmD71/mzyHtPD/OV824E0+ZnCMJMVb8LmpHkLxnpIVnlO/WBc8o5/S0BzJgOgmaFAAsv7GIJLDtvXS+/53FFBGDMlvrK43ho6+YFLJsZW7MXzL5r1grwbpQD/hmILuNDWhdOQhRFE/tRIBNfQaQVeXRp3npwpoej9s9hTMemgeVVQRi344FhcQQEQj9KRdIPTrXSZGNc3xThw35xreb/r/vpZ/3NrKeb1KUHxZYYOOT6U1Kpcc7lJZ4J+6Of/j2FsavwXMAD53uM2RkXg68v7f/ZM9qkzNwxuoi0QqABmePHfEN7GIm986zPNjF1nv7CqH1FCWtAxlS+ZGIYb/OmRWsZn6QJeK0tadhA2Pry61q0mVB5fhTPTgNUOZepKGOsnvmPRRXZiJu+fE+dJJjq0jp3Rn6uDIiSl6eOulhc3njRyrRazSUZUj/we2KoslODTqSYedK4lBUAYDO8jH9iaSry/FRKxI0PJYOsR7z93B0V6x2Ni3UykeZlH/F8cefD56t1RqoMpenod8i07FPKiektd3GBJJmi9RGQui+bw8vW8I56US1A4qLExHUegwp1CVVA4ppF5/7SDI84IZTBsxa6QkX4mnAkFkn5ZWv9XygrzIGOF6eyG/qG46x7CHCF2R9Rh8BsRP4J1eFcmGHUh6gVK+6tu8GYvcxRz5VJ0a57yBL0bPybHigUn/+G0EdeT+nR77ZCOo7JuPAkrTS/SUfx4iEblXIBkfMy4TpwNWwOnr96my2dZMY/q6tnUUDoTxVuHhwOGi4vlVABjTLFXxe5DYO2hRDXDG/Cs0gFiw3xP5eygCYvIbqN0hWTQVtgc3Qjvyi68klXtByExI3v9KgZKKz6kJrnk7rqWpTiSirIo+7Hhz4ueY7wgvORko1BOpnJyvKzQ1iDp9hQhhFpVxNjkbJFarRLxmnsCbLvRyaB/K2a6d/V3x/nuqyNlbYkXHqfQTVT5lHCMLCoU5zb5MP+8Kt1PFvLkcH3CCBcyDsFRbWN8qznHe1Bmt9W/Ce020sYwNZlDChmpDx+/AfpjgVQRCPM8JRM5duTT3PVPDMr0Qujol2VfjGeB9H1wo8VZgl21uRuBAQyiBK9I81MsC+tG2vXq+ADx0OfZcvdKctbaMz5AaCxkWkP8pIx2LNidtFmvIcweTzV//gLqA55yRoPAAAAvUzo9BcmkVktEfJfpEdyAUu5Z29X1O3qhCvJ8/rj9l4ZphdMCmCmJD+4RMOo6aXw07YUTlHGTOdb3+HSnUN7kxQwKYAdpVTICS1AogrA1OgPDFmfrhTvQ2fU9qgoKU8bqMHlIPteK6T++xy4epoWcf0UxJxrE9f7dyjTF19PKV8nuWg5MjA10/cuzHRHkRQw+luAJmVF7aCEx9gPH8NbtKpH8ZH5+cehqr53QaBPHIc0MtG16WhbooJsz0kSIo0uk1ZTwnIypoCVH90w4Hk5XwI14Hr0NmprRN4dgx7j2e/xnCcX8pnIamB/mkH2Gx32sZk4iYVX7ub9V+N4cJak7MG4LpQ+boVGVfqxz2vxUgaZMMY/hfQUssCxn84cazU2Y1NF3QlRyC47J3dX7k8kGpMEsELfK66b9ZvpIcP5KpvDGObUhKxQCFvwEHZ42a3A4s+4tY6rIrMGSVMSR29Pn4HPxelCHcFOE11KluAB56pP/6X5TxeXgt9YWRwAAAAA=" alt="Renzo-ArtHome" width="70" height="46" style="height:46px !important;width:auto !important"></p>
<div>
<p class="rahpp2-titolo">Seminterrato allagato: l&#8217;asciugatura mirata, i pannelli nelle stanze in basso</p>
<p class="rahpp2-sotto">Le stesse stanze chiuse con il nylon: tre posizioni per ogni pannello</p>
<p class="rahpp2-stato">Pannelli in <span class="rahpp2-pos"><span class="rahpp2-p1">posizione 1 di 3</span><span class="rahpp2-p2">posizione 2 di 3</span><span class="rahpp2-p3">posizione 3 di 3</span></span></p>
</div>
</div>
<div class="rahpp2-corpo">
<div class="rahpp2-pianta"><svg class="rahpp2-svg" viewBox="150 110 810 1320" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" role="img" aria-label="Pianta schematica del seminterrato: le stanze chiuse con i teli di nylon, deumidificatori, ventilatore, tubi dell'aria e tre posizioni per ciascuno dei tre pannelli radianti"><defs><radialGradient id="rahpp2caldo"><stop offset="0" stop-color="#ff7a2f" stop-opacity=".55"/><stop offset="1" stop-color="#ff7a2f" stop-opacity="0"/></radialGradient><marker id="rahpp2fm" viewBox="0 0 10 10" refX="6" refY="5" markerWidth="5" markerHeight="5" orient="auto"><path d="M0,0 L10,5 L0,10 z" fill="#3d4652"/></marker><marker id="rahpp2fc" viewBox="0 0 10 10" refX="6" refY="5" markerWidth="6" markerHeight="6" orient="auto"><path d="M0,0 L10,5 L0,10 z" fill="#f26b1d"/></marker><marker id="rahpp2fr" viewBox="0 0 10 10" refX="6" refY="5" markerWidth="6" markerHeight="6" orient="auto"><path d="M0,0 L10,5 L0,10 z" fill="#7a8492"/></marker></defs><path d="M180,140 L928,140 L928,1232 L616,1236 L616,1407 L180,1407 Z" fill="#eceff3"/><path d="M638,734 L900,734 L902,922 L640,920 L634,926 L634,950 L648,952 L650,940 L902,938 L906,1210 L652,1214 L650,1030 L636,1028 L636,1214 L510,1216 L512,1226 L592,1226 L594,1382 L418,1386 L416,1228 L434,1228 L436,1218 L406,1212 L406,1386 L212,1386 L210,1126 L404,1124 L404,1134 L414,1136 L426,1114 L210,1114 L210,934 L518,932 L520,1112 L504,1112 L502,1122 L542,1124 L541,915 L524,914 L516,921 L211,923 L206,918 L205,745 L210,740 L515,739 L520,743 L521,830 L523,834 L538,834 L541,830 L542,813 Z" fill="#e3f1df"/><g class="rahpp2-p1"><ellipse cx="283" cy="906" rx="65" ry="34" fill="url(#rahpp2caldo)"/></g><g class="rahpp2-p2"><ellipse cx="221" cy="810" rx="34" ry="65" fill="url(#rahpp2caldo)"/></g><g class="rahpp2-p3"><ellipse cx="363" cy="756" rx="65" ry="34" fill="url(#rahpp2caldo)"/></g><g class="rahpp2-p1"><ellipse cx="390" cy="1281" rx="34" ry="53" fill="url(#rahpp2caldo)"/></g><g class="rahpp2-p2"><ellipse cx="290" cy="1370" rx="53" ry="34" fill="url(#rahpp2caldo)"/></g><g class="rahpp2-p3"><ellipse cx="228" cy="1256" rx="34" ry="53" fill="url(#rahpp2caldo)"/></g><g class="rahpp2-p1"><ellipse cx="578" cy="1306" rx="34" ry="53" fill="url(#rahpp2caldo)"/></g><g class="rahpp2-p2"><ellipse cx="535" cy="1370" rx="53" ry="34" fill="url(#rahpp2caldo)"/></g><g class="rahpp2-p3"><ellipse cx="434" cy="1306" rx="34" ry="53" fill="url(#rahpp2caldo)"/></g><g stroke="#3b78d4" stroke-width="9" stroke-linecap="round" fill="none"><path d="M638,734 L900,734"/><path d="M900,734 L902,922"/><path d="M902,922 L640,920"/><path d="M640,920 L634,926"/><path d="M634,926 L634,950"/><path d="M634,950 L648,952"/><path d="M648,952 L650,940"/><path d="M650,940 L902,938"/><path d="M902,938 L906,1210"/><path d="M906,1210 L652,1214"/><path d="M652,1214 L650,1030"/><path d="M650,1030 L636,1028"/><path d="M636,1028 L636,1214"/><path d="M636,1214 L510,1216"/><path d="M510,1216 L512,1226"/><path d="M512,1226 L592,1226"/><path d="M592,1226 L594,1382"/><path d="M594,1382 L418,1386"/><path d="M418,1386 L416,1228"/><path d="M416,1228 L434,1228"/><path d="M434,1228 L436,1218"/><path d="M436,1218 L406,1212"/><path d="M406,1212 L406,1386"/><path d="M406,1386 L212,1386"/><path d="M212,1386 L210,1126"/><path d="M210,1126 L404,1124"/><path d="M404,1124 L404,1134"/><path d="M404,1134 L414,1136"/><path d="M414,1136 L426,1114"/><path d="M426,1114 L210,1114"/><path d="M210,1114 L210,934"/><path d="M210,934 L518,932"/><path d="M518,932 L520,1112"/><path d="M520,1112 L504,1112"/><path d="M504,1112 L502,1122"/><path d="M502,1122 L542,1124"/><path d="M542,1124 L541,915"/><path d="M541,915 L524,914"/><path d="M524,914 L516,921"/><path d="M516,921 L211,923"/><path d="M211,923 L206,918"/><path d="M206,918 L205,745"/><path d="M205,745 L210,740"/><path d="M210,740 L515,739"/><path d="M515,739 L520,743"/><path d="M520,743 L521,830"/><path d="M521,830 L523,834"/><path d="M523,834 L538,834"/><path d="M538,834 L541,830"/><path d="M541,830 L542,813"/></g><path fill="#3b4049" fill-rule="evenodd" d="M409,1215 L408,1382 L409,1389 L416,1390 L416,1231 L420,1227 L432,1226 L433,1221 Z M639,1031 L636,1035 L638,1212 L634,1216 L514,1219 L517,1226 L590,1225 L594,1229 L596,1381 L592,1385 L527,1388 L482,1386 L473,1390 L471,1404 L478,1409 L532,1405 L553,1408 L614,1407 L618,1403 L616,1243 L646,1238 L869,1238 L910,1236 L929,1232 L928,1173 L917,1170 L909,1174 L907,1209 L903,1214 L657,1218 L651,1211 L650,1035 L647,1031 Z M191,986 L186,991 L190,1407 L194,1411 L351,1409 L354,1397 L343,1387 L215,1388 L211,1384 L209,1129 L213,1125 L402,1124 L408,1133 L413,1133 L415,1127 L424,1121 L424,1116 L213,1115 L209,1111 L209,1095 L208,1078 L208,997 L204,988 Z M543,1119 L540,915 L524,914 L516,921 L211,923 L203,926 L203,930 L209,932 L517,930 L522,939 L523,1109 L519,1113 L507,1114 L505,1120 L514,1123 Z M638,840 L641,844 L648,844 L657,839 L757,839 L761,831 L758,827 L648,827 L639,830 Z M644,715 L641,732 L645,736 L899,734 L903,738 L906,865 L904,921 L900,925 L672,928 L641,924 L635,931 L639,951 L646,951 L653,940 L901,938 L906,951 L906,1087 L910,1097 L925,1098 L927,998 L922,661 L913,659 L904,664 L902,708 L898,712 Z M780,405 L772,404 L768,411 L769,542 L726,586 L544,586 L539,581 L538,457 L535,453 L517,456 L519,726 L515,730 L209,732 L205,728 L204,593 L200,585 L184,584 L185,865 L203,865 L206,859 L205,745 L210,740 L515,739 L520,743 L521,758 L520,830 L523,834 L538,834 L541,830 L539,603 L543,599 L720,598 L740,594 L781,550 L780,450 L785,444 L794,443 L795,437 L780,430 Z M903,401 L899,432 L878,435 L876,441 L880,444 L895,443 L900,447 L901,538 L905,547 L918,549 L922,546 L921,404 L919,401 Z M360,146 L180,151 L183,462 L199,460 L203,452 L200,174 L204,170 L354,168 L362,164 L364,157 Z M919,175 L919,143 L915,140 L485,145 L481,149 L484,162 L492,166 L601,165 L617,164 L715,163 L720,160 L761,163 L769,177 L778,176 L778,166 L782,162 L893,160 L898,165 L901,178 Z"/><rect x="365" y="143" width="116" height="18" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="365" y1="152" x2="481" y2="152" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="182" y="462" width="18" height="120" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="191" y1="462" x2="191" y2="582" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="182" y="865" width="18" height="120" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="191" y1="865" x2="191" y2="985" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="908" y="548" width="18" height="112" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="917" y1="548" x2="917" y2="660" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="908" y="1098" width="18" height="72" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="917" y1="1098" x2="917" y2="1170" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="357" y="1389" width="115" height="18" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="357" y1="1398" x2="472" y2="1398" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="917" y1="180" x2="917" y2="400" stroke="#3b4049" stroke-width="4" stroke-dasharray="14 10"/><g stroke="#3b4049" stroke-width="2"><line x1="672" y1="738" x2="672" y2="828"/><line x1="693" y1="738" x2="693" y2="828"/><line x1="714" y1="738" x2="714" y2="828"/><line x1="735" y1="738" x2="735" y2="828"/><line x1="756" y1="738" x2="756" y2="828"/><line x1="777" y1="738" x2="777" y2="828"/><line x1="738" y1="830" x2="794" y2="734"/><line x1="748" y1="830" x2="804" y2="734"/></g><g class="rahpp2-p1" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="236" y1="922" x2="330" y2="922"/></g><g class="rahpp2-p2" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="205" y1="763" x2="205" y2="857"/></g><g class="rahpp2-p3" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="316" y1="740" x2="410" y2="740"/></g><g class="rahpp2-p1" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="406" y1="1246" x2="406" y2="1316"/></g><g class="rahpp2-p2" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="255" y1="1386" x2="325" y2="1386"/></g><g class="rahpp2-p3" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="212" y1="1221" x2="212" y2="1291"/></g><g class="rahpp2-p1" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="594" y1="1271" x2="594" y2="1341"/></g><g class="rahpp2-p2" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="500" y1="1386" x2="570" y2="1386"/></g><g class="rahpp2-p3" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="418" y1="1271" x2="418" y2="1341"/></g><g stroke="#6c4a9e" stroke-width="6" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="12 7" fill="none"><path d="M542,813 L638,734"/><path d="M638,734 L638,834"/></g><path d="M568,994 C568,991 568,983 566,976 C564,969 560,959 558,950 C556,941 556,932 552,924 C548,916 541,906 534,902 C527,898 516,899 508,899 C500,899 491,903 488,904" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path d="M612,1182 C609,1179 597,1173 594,1164 C591,1155 593,1137 594,1128 C595,1119 600,1121 602,1110 C604,1099 603,1079 608,1062 C613,1045 627,1015 634,1006 C641,997 642,1004 648,1006 C654,1008 665,1018 668,1020" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path d="M540,1142 C533,1141 509,1140 496,1134 C483,1128 471,1113 460,1108 C449,1103 433,1103 428,1102" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path d="M604,1200 C596,1201 572,1207 556,1208 C540,1209 527,1209 506,1204 C485,1199 449,1187 430,1180 C411,1173 403,1163 390,1160 C377,1157 357,1162 350,1162" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path d="M612,1206 C603,1206 579,1204 560,1204 C541,1204 514,1202 500,1205 C486,1208 479,1216 476,1224 C473,1232 477,1244 482,1250 C487,1256 501,1257 505,1258" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path class="rahpp2-mand" d="M568,994 C568,991 568,983 566,976 C564,969 560,959 558,950 C556,941 556,932 552,924 C548,916 541,906 534,902 C527,898 516,899 508,899 C500,899 491,903 488,904" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpp2fm)"/><path class="rahpp2-mand" d="M612,1182 C609,1179 597,1173 594,1164 C591,1155 593,1137 594,1128 C595,1119 600,1121 602,1110 C604,1099 603,1079 608,1062 C613,1045 627,1015 634,1006 C641,997 642,1004 648,1006 C654,1008 665,1018 668,1020" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpp2fm)"/><path class="rahpp2-mand" d="M540,1142 C533,1141 509,1140 496,1134 C483,1128 471,1113 460,1108 C449,1103 433,1103 428,1102" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpp2fm)"/><path class="rahpp2-mand" d="M604,1200 C596,1201 572,1207 556,1208 C540,1209 527,1209 506,1204 C485,1199 449,1187 430,1180 C411,1173 403,1163 390,1160 C377,1157 357,1162 350,1162" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpp2fm)"/><path class="rahpp2-mand" d="M612,1206 C603,1206 579,1204 560,1204 C541,1204 514,1202 500,1205 C486,1208 479,1216 476,1224 C473,1232 477,1244 482,1250 C487,1256 501,1257 505,1258" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpp2fm)"/><g class="rahpp2-p1"><path class="rahpp2-rit" d="M476,907 C474,907 481,907 463,907 C445,907 391,907 369,907 C347,907 352,907 330,907" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp2-rit" d="M330,907 C308,907 254,909 236,907 C218,905 224,902 221,894 C218,886 220,878 220,857 C220,836 218,787 220,770 C222,753 218,758 234,755 C250,752 273,755 316,755 C359,755 462,753 494,755 C526,757 504,758 506,768 C508,778 505,803 507,815 C509,827 511,836 518,842 C525,848 535,845 548,848 C561,851 585,851 596,858 C607,865 612,876 614,890 C616,904 612,927 610,940 C608,953 603,963 600,970 C597,977 593,982 592,984" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp2fc)"/></g><g class="rahpp2-p2"><path class="rahpp2-rit" d="M476,907 C474,907 481,907 463,907 C445,907 391,907 369,907 C347,907 352,907 330,907 C308,907 254,909 236,907 C218,905 224,902 221,894 C218,886 220,878 220,857" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp2-rit" d="M220,857 C220,836 218,787 220,770 C222,753 218,758 234,755 C250,752 273,755 316,755 C359,755 462,753 494,755 C526,757 504,758 506,768 C508,778 505,803 507,815 C509,827 511,836 518,842 C525,848 535,845 548,848 C561,851 585,851 596,858 C607,865 612,876 614,890 C616,904 612,927 610,940 C608,953 603,963 600,970 C597,977 593,982 592,984" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp2fc)"/></g><g class="rahpp2-p3"><path class="rahpp2-rit" d="M476,907 C474,907 481,907 463,907 C445,907 391,907 369,907 C347,907 352,907 330,907 C308,907 254,909 236,907 C218,905 224,902 221,894 C218,886 220,878 220,857 C220,836 218,787 220,770 C222,753 218,758 234,755 C250,752 273,755 316,755" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp2-rit" d="M316,755 C359,755 462,753 494,755 C526,757 504,758 506,768 C508,778 505,803 507,815 C509,827 511,836 518,842 C525,848 535,845 548,848 C561,851 585,851 596,858 C607,865 612,876 614,890 C616,904 612,927 610,940 C608,953 603,963 600,970 C597,977 593,982 592,984" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp2fc)"/></g><path class="rahpp2-rit" d="M671,1030 C670,1031 668,1024 667,1038 C666,1052 667,1098 667,1112 C667,1126 667,1108 667,1120 C667,1132 665,1171 667,1184 C669,1197 670,1196 680,1198 C690,1200 698,1198 730,1198 C762,1198 845,1201 872,1198 C899,1195 887,1198 890,1182 C893,1166 891,1133 891,1100 C891,1067 893,1009 891,985 C889,961 900,961 878,956 C856,951 791,955 760,955 C729,955 707,954 690,957 C673,960 669,965 660,970 C651,975 643,983 636,988 C629,993 619,999 616,1001" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp2fr)"/><path class="rahpp2-rit" d="M414,1099 C412,1099 420,1099 402,1099 C384,1099 336,1099 308,1099 C280,1099 248,1101 234,1099 C220,1097 224,1109 222,1086 C220,1063 220,986 222,963 C224,940 220,951 236,949 C252,947 277,949 320,949 C363,949 463,947 494,949 C525,951 504,944 506,962 C508,980 508,1037 507,1060 C506,1083 502,1088 500,1098 C498,1108 493,1113 496,1118 C499,1123 510,1125 520,1127 C530,1129 548,1130 554,1131" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp2fr)"/><g class="rahpp2-p1"><path class="rahpp2-rit" d="M325,1158 C312,1158 264,1155 248,1158 C232,1161 232,1166 229,1176 C226,1186 227,1195 227,1221 C227,1247 225,1306 227,1330 C229,1354 235,1359 240,1366 C245,1373 232,1370 255,1371 C278,1372 357,1376 380,1371 C403,1366 390,1349 392,1340 C394,1331 392,1335 392,1316" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp2-rit" d="M392,1316 C392,1297 387,1243 392,1225 C397,1207 407,1211 420,1206 C433,1201 452,1197 470,1194 C488,1191 509,1192 525,1190 C541,1188 561,1182 568,1181" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp2fc)"/></g><g class="rahpp2-p2"><path class="rahpp2-rit" d="M325,1158 C312,1158 264,1155 248,1158 C232,1161 232,1166 229,1176 C226,1186 227,1195 227,1221 C227,1247 225,1306 227,1330 C229,1354 235,1359 240,1366 C245,1373 232,1370 255,1371" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp2-rit" d="M255,1371 C278,1372 357,1376 380,1371 C403,1366 390,1349 392,1340 C394,1331 392,1335 392,1316 C392,1297 387,1243 392,1225 C397,1207 407,1211 420,1206 C433,1201 452,1197 470,1194 C488,1191 509,1192 525,1190 C541,1188 561,1182 568,1181" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp2fc)"/></g><g class="rahpp2-p3"><path class="rahpp2-rit" d="M325,1158 C312,1158 264,1155 248,1158 C232,1161 232,1166 229,1176 C226,1186 227,1195 227,1221" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp2-rit" d="M227,1221 C227,1247 225,1306 227,1330 C229,1354 235,1359 240,1366 C245,1373 232,1370 255,1371 C278,1372 357,1376 380,1371 C403,1366 390,1349 392,1340 C394,1331 392,1335 392,1316 C392,1297 387,1243 392,1225 C397,1207 407,1211 420,1206 C433,1201 452,1197 470,1194 C488,1191 509,1192 525,1190 C541,1188 561,1182 568,1181" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp2fc)"/></g><g class="rahpp2-p1"><path class="rahpp2-rit" d="M517,1258 C524,1257 550,1250 560,1250 C570,1250 573,1252 576,1256 C579,1260 578,1257 579,1271" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp2-rit" d="M579,1271 C580,1285 580,1325 579,1341 C578,1357 576,1360 575,1365 C574,1370 582,1370 570,1371 C558,1372 520,1371 500,1371 C480,1371 463,1373 452,1371 C441,1369 439,1365 436,1360 C433,1355 434,1357 433,1341 C432,1325 432,1282 433,1265 C434,1248 434,1247 437,1238 C440,1229 442,1217 452,1210 C462,1203 484,1200 500,1196 C516,1192 538,1186 546,1184" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp2fc)"/></g><g class="rahpp2-p2"><path class="rahpp2-rit" d="M517,1258 C524,1257 550,1250 560,1250 C570,1250 573,1252 576,1256 C579,1260 578,1257 579,1271 C580,1285 580,1325 579,1341 C578,1357 576,1360 575,1365 C574,1370 582,1370 570,1371" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp2-rit" d="M570,1371 C558,1372 520,1371 500,1371 C480,1371 463,1373 452,1371 C441,1369 439,1365 436,1360 C433,1355 434,1357 433,1341 C432,1325 432,1282 433,1265 C434,1248 434,1247 437,1238 C440,1229 442,1217 452,1210 C462,1203 484,1200 500,1196 C516,1192 538,1186 546,1184" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp2fc)"/></g><g class="rahpp2-p3"><path class="rahpp2-rit" d="M517,1258 C524,1257 550,1250 560,1250 C570,1250 573,1252 576,1256 C579,1260 578,1257 579,1271 C580,1285 580,1325 579,1341 C578,1357 576,1360 575,1365 C574,1370 582,1370 570,1371 C558,1372 520,1371 500,1371 C480,1371 463,1373 452,1371 C441,1369 439,1365 436,1360 C433,1355 434,1357 433,1341" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp2-rit" d="M433,1341 C432,1325 432,1282 433,1265 C434,1248 434,1247 437,1238 C440,1229 442,1217 452,1210 C462,1203 484,1200 500,1196 C516,1192 538,1186 546,1184" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp2fc)"/></g><g class="rahpp2-p1"><rect x="236" y="883" width="94" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3"/></g><g class="rahpp2-p2"><rect x="190" y="803" width="94" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3" transform="rotate(90 237 810)"/></g><g class="rahpp2-p3"><rect x="316" y="765" width="94" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3"/></g><g class="rahpp2-p1"><rect x="339" y="1274" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3" transform="rotate(90 374 1281)"/></g><g class="rahpp2-p2"><rect x="255" y="1347" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3"/></g><g class="rahpp2-p3"><rect x="209" y="1249" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3" transform="rotate(90 244 1256)"/></g><g class="rahpp2-p1"><rect x="527" y="1299" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3" transform="rotate(90 562 1306)"/></g><g class="rahpp2-p2"><rect x="500" y="1347" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3"/></g><g class="rahpp2-p3"><rect x="415" y="1299" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3" transform="rotate(90 450 1306)"/></g><rect x="574" y="994" width="34" height="42" rx="4" fill="#4a5260"/><line x1="581" y1="1003" x2="601" y2="1003" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="581" y1="1010" x2="601" y2="1010" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="581" y1="1017" x2="601" y2="1017" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="581" y1="1024" x2="601" y2="1024" stroke="#fff" stroke-width="2"/><rect x="540" y="1134" width="42" height="40" rx="4" fill="#4a5260"/><line x1="547" y1="1143" x2="575" y2="1143" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="547" y1="1150" x2="575" y2="1150" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="547" y1="1157" x2="575" y2="1157" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="547" y1="1164" x2="575" y2="1164" stroke="#fff" stroke-width="2"/><circle cx="618.0" cy="1195.0" r="17" fill="#4a5260" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="618.0" y1="1195.0" x2="629.0" y2="1195.0" stroke="#fff" stroke-width="3" stroke-linecap="round"/><line x1="618.0" y1="1195.0" x2="612.5" y2="1204.5" stroke="#fff" stroke-width="3" stroke-linecap="round"/><line x1="618.0" y1="1195.0" x2="612.5" y2="1185.5" stroke="#fff" stroke-width="3" stroke-linecap="round"/><text x="400" y="300" font-size="34" font-family="Arial, sans-serif" fill="#5b6470" text-anchor="middle" stroke="#fff" stroke-width="5" paint-order="stroke">fuori zona</text></svg></div>
<ul class="rahpp2-legenda">
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><rect x="1" y="3" width="32" height="14" fill="#e3f1df" stroke="#9fb89a"/></svg><span>Prima zona: stanze chiuse con i teli, in asciugatura</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><rect x="1" y="3" width="32" height="14" fill="#eceff3" stroke="#c3c9d1"/></svg><span>Fuori zona: il resto, in un passo successivo</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#6c4a9e" stroke-width="4" stroke-dasharray="8 4"/></svg><span>Telo di nylon che chiude la zona</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><rect x="7" y="1" width="20" height="18" rx="3" fill="#4a5260"/><line x1="10" y1="5" x2="24" y2="5" stroke="#fff" stroke-width="1.4"/><line x1="10" y1="9" x2="24" y2="9" stroke="#fff" stroke-width="1.4"/><line x1="10" y1="13" x2="24" y2="13" stroke="#fff" stroke-width="1.4"/></svg><span>Deumidificatore a condensazione</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><circle cx="17" cy="10" r="9" fill="#4a5260"/><line x1="17" y1="10" x2="23.0" y2="10.0" stroke="#fff" stroke-width="2" stroke-linecap="round"/><line x1="17" y1="10" x2="14.0" y2="15.2" stroke="#fff" stroke-width="2" stroke-linecap="round"/><line x1="17" y1="10" x2="14.0" y2="4.8" stroke="#fff" stroke-width="2" stroke-linecap="round"/></svg><span>Ventilatore radiale</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="3" y1="10" x2="31" y2="10" stroke="#cfd8e2" stroke-width="9" stroke-linecap="round"/><line x1="3" y1="10" x2="31" y2="10" stroke="#3d4652" stroke-width="3" stroke-dasharray="7 5"/></svg><span>Tubo flessibile: aria spinta nei locali</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#7a8492" stroke-width="3" stroke-dasharray="3 6"/></svg><span>Aria che lambisce le pareti e torna al deumidificatore</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#f26b1d" stroke-width="3" stroke-dasharray="3 6"/></svg><span>Aria scaldata passando tra pannello e muro: resta calda fino al deumidificatore</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><rect x="2" y="6" width="30" height="8" rx="2" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="2"/></svg><span>Pannello radiante: tre posizioni, una alla volta</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#3b78d4" stroke-width="6"/></svg><span>Parete fredda: bagnata fino alla linea dell&#8217;acqua</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#f26b1d" stroke-width="6"/></svg><span>Parete scaldata davanti al pannello</span></li>
</ul>
</div>
<p class="rahpp2-nota">Schema senza quote. I colori delle pareti seguono la logica dei termogrammi: blu freddo, arancio caldo. L&#8217;aria che torna al deumidificatore diventa arancio dove passa tra il pannello e il muro, perché lì si scalda; i percorsi sono schematici.</p>
<p class="rahpp2-piede"><a href="https://www.renzo-arthome.com">renzo-arthome.com</a></p>
</div><figcaption style='font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0'>Tavola 3. Il passo dopo nella stessa zona: due pannelli nelle stanze in basso, tre posizioni per ogni pannello.</figcaption></figure>
<p>Poi gli apparecchi passano alle stanze in alto, e lì si ripete lo stesso sistema.</p>
<figure class='mx-tavola-diario' style='margin:0 0 28px'>
<div class="rahpp3">
<style> .rahpp3{font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;color:#1f2933;max-width:760px;width:100%;overflow:hidden;margin:0 auto 28px;border:1px solid #d5dbe2;border-radius:6px;background:#fff;padding:14px 14px 10px;box-sizing:border-box} .rahpp3 *{box-sizing:border-box} .rahpp3-testa{display:flex;align-items:center;gap:12px;margin:0 0 10px} .rahpp3-testa>div{min-width:0} .rahpp3-testa img{height:46px !important;width:auto !important;margin:0 !important} .rahpp3-titolo{font-size:18px;font-weight:700;line-height:1.25;margin:0} .rahpp3-sotto{font-size:14px;color:#5b6470;margin:2px 0 0;line-height:1.35} .rahpp3-stato{font-size:14px;color:#1f2933;margin:4px 0 0;line-height:1.35} .rahpp3-pos{position:relative;display:inline-block;width:8.5em;height:1.35em;vertical-align:bottom} .rahpp3-pos span{position:absolute;left:0;top:0;font-weight:700;white-space:nowrap} .rahpp3-corpo{display:flex;flex-wrap:wrap;gap:14px;align-items:flex-start} .rahpp3-pianta{flex:1 1 380px;min-width:0;max-width:100%} .rahpp3-svg{width:100%;height:auto;display:block} .rahpp3-legenda{flex:1 1 230px;min-width:0;font-size:14px;line-height:1.4;margin:0;padding:0;list-style:none} .rahpp3-legenda li{display:flex;gap:9px;align-items:flex-start;margin:0 0 9px} .rahpp3-legenda svg{flex:0 0 34px;width:34px;height:20px;margin-top:0} .rahpp3-nota{font-size:13px;color:#5b6470;margin:8px 0 0;line-height:1.4} .rahpp3-piede{font-size:13px;color:#5b6470;margin:8px 0 0;text-align:right} .rahpp3-piede a{color:#5b6470} @keyframes rahpp3flusso{to{stroke-dashoffset:-60}} @keyframes rahpp3ritorno{to{stroke-dashoffset:-40}} @keyframes rahpp3a{0%,30%{opacity:1}36%,94%{opacity:0}100%{opacity:1}} @keyframes rahpp3b{0%,30%{opacity:0}36%,63%{opacity:1}69%,100%{opacity:0}} @keyframes rahpp3c{0%,63%{opacity:0}69%,94%{opacity:1}100%{opacity:0}} .rahpp3-mand{animation:rahpp3flusso 1.8s linear infinite} .rahpp3-rit{animation:rahpp3ritorno 3.2s linear infinite} .rahpp3-p1{animation:rahpp3a 15s ease-in-out infinite} .rahpp3-p2{animation:rahpp3b 15s ease-in-out infinite} .rahpp3-p3{animation:rahpp3c 15s ease-in-out infinite} .rahpp3-statico .rahpp3-mand,.rahpp3-statico .rahpp3-rit,.rahpp3-statico .rahpp3-p3{animation:none;opacity:1} @media (max-width:480px){.rahpp3-mand{stroke-width:7}.rahpp3-rit{stroke-width:6;stroke-dasharray:8 14}} @media (prefers-reduced-motion:reduce){.rahpp3-mand,.rahpp3-rit{animation:none}.rahpp3-p1,.rahpp3-p2{animation:none;opacity:0}.rahpp3-p3{animation:none;opacity:1}} </style>
<div class="rahpp3-testa"><img decoding="async" src="data:image/webp;base64,UklGRrQzAABXRUJQVlA4WAoAAAAQAAAAxwAAggAAQUxQSDcHAAABsMb/nzk50vdXVR0nr+kJ1vZusrZt73Zuo7Nt23dr2zaDtW3biDOzGPWv6vd9MO75d/XhSURMAApSQggBPZfL5f2mz5j+h7m3vDx/Nt99j0YaF8zuuOuWOedOnzlt+mbl5jJ6dCEEJ8hEcSE4dB/VtPeRR5720KJFiznIXYuXLLrxN0dUNmtCjyE4qXfiQkD3pv2nVs75oJW9WuzRLNKsJ4tMsWf23jrva1MrqwoA+OClbokPAODWqHzj1hb2mFQ1mhkH2cwsqip7bHv6G1PXGAMAPrg65IIH4NesfOvZdpJMqpqMNW4WVZUk2z76e2X7MQAkuLriggfQdMh3n28nSdVoHMKWVNl9wb+OXAeABF8nxHsAa1WOXkiSUZOxAM1USbLznMp6ACS44vMBwDqVYz8lGTUZi9RUSXbNnbYzAPGFJl6A0Yed8BlJVWMBW1SSvG36+oAEV1QSAOz6o1dJajQWtkU1suvOvQEEKSIXgLHT7iIZo7Hoo5K896drAMEVjffAuB+/SZom1kWLRr43c03A+yJxHpj88zfJGFlHo5LzT5oMeFcUEoCDbugiY2KdNSW7zt4D8FIIHljnHJKaWIdNSZ4zBQgy5Jyg+QuLGKOxTltM1POGA35oSQAOe49U1nUlH//SSIgMIQ9s9SipxnofyScPB8JQEY/Rv13GaMzApOS8CfAyJBxQeYaMzMQU+VEFcEMgYPS/STXmYyQvHY2S1JgE7PAcY2JWmvK+yYDUlAeO+pTK7FR+cvY4+BryGHcsmZihiXxwefiaCdj1BaoxS025aFeUaqSEXduozNbItt0QpBYCdm9nZMYmtv0S4gZNPGa1MzFrjTxpGNwgScC/acbMNeXsMtygSMDRrBrzt8onJng3COJxLJVZXOWD8DJwAT+iMpOVx6EkAxUwnVVms/JolAbI44AOtXwy5QEIA+LdlCqNGW2xeiD8AIjDY4zM6sSPVxDXP49fMDKzI58QL/3x+BKV2a38Enw/PDbrVMsvi52bwfctYDYjMzzxKe+lLx5fpTLLlX9C6IOT5T9JlmeWPllNXG8BR1OZ6YlPud6cbNQZLdcY07bwPXm5gJHZnvi0dz142YyRGR/TdvDdAo4zzbnEZ70D4LFZV7KcY+pYGw4IOJHKrI+8PXgImpea5Z3xk2ZIwN6mzHyNByEEnMDsi7wteJRbablnbGsGDjJl9ms6CDiCDUDkvFKYw5h/xtbmSR/TGoH5YyoxsgFMnTtOY0MQedoXGoPE569rDEje3ihYlf8vbw1D4/g0U2NgVzE2BvxCY5D4/LTGIPK0ijUEqXPHCQto+WecPwYXUxuB1mZMbQQi55VwoDUAmg4Cyq203DN+0oyA401zL/H1ERKwD7NP+T0EkXGvWcq81LE6HAK+Q827yNvEAx5bpZR3SbeHB+BlHmPOJb7iHbphu5R1kV9G6AaPuYz5luy14U562TZlnPKLCOjZYw5jriV7dpiTXpys9kmyTIvcCh69e3yVmmeRp8Kjj+L9U0w5ltKLcNIXOKzcmizDlDMkoO8eX2I1vyJPdR79DbiZmluRT0CkX84t/xxjXqW4bEVx6L/HRlVLWdXFXyNgIAMOqDJlVJUnwmNgA/ZvT5ZNyhPgZYBQwlGsWiZVeSqCYMCH4Res5pHyqVHeYRA9jmbVMkj5RDMcBlM8/k2z7KnywTIcBlc8ZrUz5Y1VebzAYdADdm9nzJlEnjhcHGqwhF0XM+ZLYtsvAEFNeiz/EDVXIhftiiCoUY9xd9NSjljkZ+ujhNp1wB/JmB+RvGsKAmpZBLs9x2iZkTj/c4BDjXuMvp2MORGNt08CHGreA5WPyJQLFmm/AQKGoggmzjOqZYGS8zaDOAzRAGxyGxnrXyQ/OBxwGLoiGPmb98lo9cxSZPrreIjDkHZA882RjHXLEsmbNwY8hroEYMo5VTJaPbJIxhv2ArygAEWAydcrGa3eWCT1uimAOBSk88DkM1tIjVZHUiSr104GxKNAnQATT20hGa0+WDRy2ekbAuJQsM4DE390XysZoxWdpUjy1R9NBMShgMUDmHj8UpKarLgsKcnWy3YZAXiHgpYgwPipt3eRjMmKyFIk2fnK9yYC8IIiFw9gvWNebCFJNSsSsxhJtrx4zHrDAPGCohcvQGnCN15cRpJRzYrATJUkW178xoQSAC+ojy4AKDXtcPH8FpJMGm0ImSVNJNmx7M6vjg8AghPUTxEPAGPLX7r6wxaSTKrJrNbMkiq7t3x41d/XKAOAF0G9FfEBAMY2feGqeS3sUVU1mZkNkplFVVX22PL0VV9oGgsA4kVQp0V8QPfy/n+56snWNvYee079SbE7e29r/eCqc7dscgAQghPUeREfHLo3rXzEb6647M3Fixd3cXCXLVry0OVXXP7llZpGoXvwIshFCSGg55Hl5vLm0/8w+5bZc2c/S+uL8bnZs2efN32P5ZvK6DUEL4JiBABWUDggViwAAHB1AJ0BKsgAgwA+ORaIQyIhIRo79cwgA4S2AGkY43+l6pbEHe/7Z+0H9m/bf5d6y/a/7L+jvyZ+O3cV1V5a3Ln+6+5H5hf4b/iewb86/+H3Bv0v/139s/vf6q/El6lv2z/ID4C/z/+vf9z/G+7r/fv9f7H/7h/m/877gX86/uXrbf732Hf2y9gv+kf3X0x/2w+D/9p/27+BH+c/3b/xfn/8gHoAcJX/Ivo58cf7h9WPqP+QfNf5v+z/tx/ev/Z8AH933VOm/+76D/WX8j/cP7f/wf8H+7fx//zv8r4k/H//L9QL8i/m3+T/XH/bf4D3SfXP2V/2PfB6B/cf/L/kvYI9a/qv+8/xX7s/5f3K/Xv/V/i/UH9A/s3++/wPwAfzP+c/4r84P8v8Xf5X/yf5LyMPpv+T/7/+++AD+df2z/v/5790/9V9OH9F/6v81/sf3b9r/7j/pf+7/lPyh+xb9Zv9//fv8v/7/9L///rf9nH7j//T3Qf1xc1gp+8UPhXR5B+vk2pf//8ODp7n/9ZmnR0QUfc9n85gr5TipEESXYUhEg39B/3wr/ffdVeUdU3DKT2MwQYf//ZLjzvyWv7O67pgtUBs8kRlMIaluoxn5hMESHpZpfcgNN90xAhEv6zRVUFXgeQesP5XeJjVA+vawcUCaIYiI0IK8jaoLAueDJT9n1/gCJMJjTmnLw7LNdj+VbNCIM0bXyU+d+Qj7ur3Rr+N1M8Zz4pQoVHa0kFz2G6BoXbfOVGBxBpNUvcjttmdACbQePabmyNODr8jTHEOFcmtUD1SxR9l9nI61oUjUmjI335Dom6YnC2mqjMbDQ7YpvW8ewLYak0pXW0lyWRyOgtWdpNztN8UZCIimswlcL6tSDfl3V0YB+AoKIVNeZiZmTAaSEx13yTOKFia+rJLEpYtyR5sVp/hi1B+OXqlq8rbgJgksavhnYTpyJtBX1T8neiYgh7xilxvCppzKvHCptVsIZmFXR10IMaBVvFDnmP1fZyPKGSX2QoiXFdbFsu/6ruOpZHM1Dkkmw0cUumFpVxThpE/LJkDehLTRWP87/RlDl6pmk25Fdf2ffFpd38DvrXCdluK7QVT25HhqTvbpXHlzawQAlBUbRwXpgY68vqVJDXML9KZo8QCCpQfy/E2deiOQW9wx8azNO8UQNfK7c+AognAJiQuQzad8Ag2VBOl/H3rrBOHIG8Px1j14M3NMzRjxL9GsHTipx+Xq7wi6Bbm36XnUSKuFkqwoYrtV0Q7Qsy5AAD+/2AZ1/vdhRuxpAt9/4gd+yi3JyXRXww27Czl7B61xvynWbET0VeUozz87iT5pst9vOuENmMpF2gbT55jEeSBEWVvlTdM9JcQb1aecx6UahL5WcRbM0muEikpl/c+0jqULIyJsVP4ZueviCGZDbtCNBHXmlJ9jP6Hhw7BRi9B28PHWoZQOr8khAySOTu1ATIXwLtIkTfzNzDvX2MKwDdr9D2Wx1yawut8DsLlGm3E3XI1BOIzdxuGVU5XVZoQKOGlTAigybk0/qi+T55aYaUvG1/dC9E67yWdgxB2Arq695uB3U0UXnBC0XV72zCBUa6SMp+JSMr0/ZW6Y4P0iumHiyq8ujR2g4tYHDVtjlDvLUIYWA1yvwUU2hfJoa2DZthTWmFcswc5we2wTW+eAK9rNa7x3xeVSiJhw/KdvH/VCGctJJELBcA9KV3O+NEqEJjNt/awYepLBoQjzOJjAvV1qiHqEJQE2Ws2cwUsW/rUpl1wmhN6uA1xAIfa+JGfebPceLF+P1YdahONDQ3naKE3m6WK3ceBCMMOjMdOotc+kXSxbSaYuN6Qox0M6WomYuw2K2FbcS95JXZCox+Nd/zlQTIByJRBcLtXHh1cK3QWShUmafERNbSacT8cIbMMSLpKZyYiieqwB+iYigbjM0NxaDcEF/QXXrY1zK11P5haPnzr1VPSVmTMIcMCkGsghEC7kf7Eit4uHDtkJFbpu9Nobs9Na0C5aSPnbKyowK4DsaBAINGI0kxo5kFlDDnOQjfI/AlvUQK/TSDgeaFGHmU2NCEX+RyKgZy9l6ydl0bj2VekbzXtV0i0rbuEmEGpV7nsnyaq/6dDrpjrCCxQ4eVXK9kPB+Lopwf49fOZHw902RWjUKkWsbAiC5GWDp8DJJ2aIPfr2prWEQRHPdT5tbKjilE2erjgOcCLpySa30BeijyWj1xGLrkiD8e0yT+B1t+bsK/p3CWel0BeiK/gIdwnrfryrz1znmbS3TWzuY3g5u6HVDzSoFJLvc4yx8h17g9ni2JEYQFdadPz/VQFV/wgetEWoP7vgOse/dHQlnc11rHc5mlfMOfvVfc4KcF5QobDrlo4/lrtBJB1b9YHAW3D0inyFoaYcoYEsDbYOV2tq8P/1LsN6Y0Kk39inAwIT1kb2st71f69EubBa6dXZS1gIoNdT84ugXUKuDEZeX/V0ZKmp0c7QDFBZ9bXZziO7c+wHM/y4KY1F7br8Jt+QL5wNP8TQ3MkrG6yUSmS6EO2ZFsHs/rWZu2YV0kwXTQE44hlXMHrxwEf4UF4kXebfu42bmpzf79dE5Z2iz5j5tLa9cPVVednclBZo8gViEXvvB7Xf/2wxeEkVzoCV/CdARncbUG7KwGWiYA6MjQkNCzoUsKPS/VxyiDATTx4FPSQ2DhU/yUHrz6XCr9m5lRIglcwVDu4W7HxXcuRYbQLxPkoRaG4IFb+8h3r9IlJVnAtcO4Uzg6fkJiM1aHlk5kVXQHd0GD9A7qrHF2ugEbNXtIBkUQk9iELEys45JZFWXJpdfQSEzsnjY5lCYYfz7P7kpaqh1laTSnujDyxwhIp9atiXF/qCegm1GzzNSD5yd7VGbRe7w7MCrGaq4lrPe5g2FSdG73kf3VCbOZ2mi/cxT16xAb2Nkjr0UCRAT5S986Oook6mPqlRfbBduDL9bbjObOZ1070oWaQuJEVqieHCoF2SyMyCWBj94+wKkIkIE5MrtGZRYJeptjUnbNSOYCPkLQc0tSOS0fv8vt2/7UeuV/GuShVbSq1K2KdlSfBnK9guhBZsPPNHMMUS3EByxS6I+2hoknB9XD6SRrKWWQEi4OSq2m7RxIkVidUk3rcyACveSAY74t5vxGITwKPGstLV0fJ7JK0nAqD3u6x8qDAROPML2S8GFs+7BwwJYb7SVW/oV7VVBaP+4nBRjeTCVQiEa0sw4YeWN8t7RkYLbRAzdPv/W/1+Am75P0j/hqhgB+PY432AO98OvMPFDQ0K0iht+FZ/ckyhdxBQxWIfYDL+efGkPjvb5YXyqHQuKUGBCEb0QalJ35cI33K4Ne/kQNUp3wV9HnhyL9S4IvRnhixcTQJb0Qa+z4wZ0Yio3/VTzvm4iZK+9wPr7mXYgzq83X8bkijZBrDldC3bwsqFY1AzC4R6pZ2nsPAUuPdXLQfDvPjbXI+ObYRze6XGVNiMvj9LT5HPJL4P0cv3AL2cAq3Bj08IhrAx5aZjcE8PUFCQuZ59fc5t7wZw3g2kJth7gqbRyUkvThtMEvU8p2dQb4TRMmfd548/uLXDbVxb7CM2D0n9qDgvfh7xFAYUhnf2iQ9BE0UAh2qiXayyYEKqlpDkkQDsh6bYED/NL6BMkJxVOkYj2GYta6i8WIuKQRI6/zKm29YPcHv5z1/7hCsyZd4fkChYvy76Bjbua7txZu5UZr2pZQ/jYoSl88stc6oo4lAZswAiPR6GwGkE0+W+N8Sfd+mFgkMEW0loSQb/51T5abNEEBn6+5J6RfJHX2X5jSvB9XMu5gZGK+tdvkmhSdnUYvRgwAKK7dGOYjX6MJ3fGEsG4smF4sHqX4KHPxnm+32YAkTQhyrjZmVwcZH4FfaWowzgz2bNEQvoBofY6Sy0YO6UOLkFVbn+DivfrJhjpvLvV6mSLeKDmaxRM97TAi/4EjVVMAy0An7Ezioy9MckXrNrVNEeytB6dSx3VTG1/IIBJnb7ybqZk0gjFgvb1nDRhNObkevmGIIZB1gdcGCDztiTwvtorIpqMgjA4Lk/fhCzA5AN7s1Yfv7l5TxsSzO1xLIMqsysbiKu9MTWaIfcdMTyzp2Q1k+OmykN+KJ7iypi7pqBAOw5dBBdpQ8uEp/n6SIPq8GMoOoaSs9KHBI8hNZtp6hGSxctUkB2gjOS9Slu29ftjfsmeMphIPHSlksCvPif55tmI9AXs5bDIJ2AnI9wQQ578nvJBUtoNxh1WlpLM1fT/69InIt3QyNgB2XYE1YKuyJX05vkNueyNG11PMdV2I8aRpqx79Ypn3UsIzngCdKzQaWsvQu6WP8KNpuyAtc0JclcesXN5QP1k1lnU8GJKlgfbUUSFIjO748doWxoMOu4+5Kh/kuXe4isNjzJ5eLZn1CCgTsyAxmV6yFfZLIppHl8trn5HaKENpoy6Dz3S/eJhE5jT1FZ9fbw4ejW43bkWmcIeHUXfCg8eWQhKEb+RAwUoam2uFXDB20mdr3mXnPYcevbjnjnSj6oFCJTJVsmfimkkYYzaFY//5kkwinKkkYoU9tViPTPxToG+Bz593PpC0fvwlmfn1XmHewkSwsm2FgcLHAAGHMzN4AKmX9C77CfYgZhmIQLUTCIw8QlU+N+K6JTSxyNy80NWWhqus6lHOrjJNJIE0lH2Lv0+Dak79N9xa0wj5SwpTj8ZBw7j1m3ERTzcojK88LOTWlvbCTSNUbNA18VdEK8ZUKpLnfpO7HU9ASQ9jPkxIKLfVlLRAHMGmaHLx8NQjuDTvnnEjZg9F0pUNkJGFpfqZfKsH7t2JBlS6x8BGWLDTw5JlhN23OXvqRR3n8p4CZB8b4XfPsAzwxYsek2Jkx13YpPr6zdPMbEKpahmWMsA5ugC8/dhN9fHFOSt9IjLPitgIlbKLqPAja9QYTvV24rj3x8w/ZhxjBxN/L7EDPyvV36hnGpUgWqrfhNj4qa62hVK/ekq/x1RhiT29o5+Y1+AEOfuyKUUZeUmAaaFu6dFoEY1vFJ2gKpToI0zEEQRPFOd5VQsDdzAAmykfounTmB/omDH//1vVIDjE7TfWhCBfb3nWiSdBB+9EXcjd4R/WmVZoEWypNRlWAnP7QE6whfNMaBRbWiMrTQry3lBGVw2xMF1Z88rJetE9kQ6vAHt0+tyYVq5kbIHCe8gZ+Dj42z9ujBCzAXd/mvbaBeVwEBvXGahgvKtCXv6cRyF4VJS03PeDc+65tcBPCZ0b/+RTcqCteei3jEKIq2qONWkXsoA+CHySNnsDIej791fteUrR5sT4y1Q39OEIl5GdfF6IZNSJYxdjr+hKNhicnWCwGJTWiNn4O8F5CqeWuOLbCxBC+Qsa+ALD5TRwdDaAgtNWYBg2ulRaVLXEpOeUGYNFUFth/wO5cFYAdHyv7uj4wZs2Uh2H0Knp6kC04aH/hr5IF3MOg9eOh5cBEkHsfrdvFFjmZ/JCkyQiKAUUOmC/PrciCYzmtE/d080Rer6jSBs/yKP6c9C+MNZMLRPgLMsT7LjzSiI5guBcnZjmEM+XqlaABaWHlYXO5Qmrf9ZdsPVXfcRZh9+3hK6PMzOG+QGvbDHhhZZJvmhB/hnQNqF+/SPi63zsDwmfR7adL73zghIMYpDrEi5ZJgcs6yOITObcAXl5fNzZDxOGcU2P0afa7Eo5f5+QqrQgvqX0JmkqzNze+VSkkFzTe+oGCWLPDP8deNOHGTaWv7oTu6qx+MhmG1wpEnH+9dCQ33ggr413f2v/5YS2t/Jr4Cb5QCYXVys85yjWgN+oNSWUSOcRiRcTAZ1tPnhF0Kex3aTfmdkYSVZtyHiKAHIyLQS9gzZP8XPjEFypCnIhPxfG1ymb5RxRFEKAeQr/Od2Gu3A6/f91Tbu/AZcj300WpqafrDGFXOKmlUYiCm3qLfGuGpiw3JqHrhN3I6gUI685a3t3y+BjgnBLxModx9Ipv3PC8vLNZHsWFVjlanqXGgI0pp8xWPOl9g9xhFa9suZv6Hd49wxuz2/e+Cuee2+wJpGbX4kcz2gyb6IYplBLcerx/KOX/cQKERtddROUlM6YEpUo5zETfOARaQUsLseZXdbWAVy0FkOosJ3s0il4YWrRauyZY/2pFAUDkal7CPHDgw+DmxdcuPd8y+uOXk+skGlkI1iLiFWz7EwJNexQwREOBlzkzacozqNnOioe1J4w4GjSf4xWAN9lJ3Z/N8RvdeMsm2g3RdC6+k2mFlaW355d2xWyUdS2gp/+MOyFY/cFo7nzg2hTB+JdbPC+oKlBW6gx2KnfzVtdbYa7lvsKJGgbZs7o7ObPidK6r9uMWtxjB8rSZpzn6yAzrzCC18xdIVkMhg6Q9DRy2x530oGqGck2w+jQsD2NVzjIjr/KM75cikbYHmeROAOiUo4D3b9q4G8AqgFBjzm0kmikYx5RjMx905XSm0/LoGf5VPe1VWTcxqULsYPeBBLPLVtVmTGmQwcVqL2mfPrVvl5LM3BiS8wkPaPM69MnCMfTAuvvYgAOtk85bltmjS2Hd0/gMK1C20s9+CScbhm9VipsYJ0eKOdCdUAEwN+rz+1RoGRZ9p5iGTDTkFnz+htlgGjb5Yu5HH4syemaj3FQG7rlEI/hVtEOd7MS7/rytiKJmbW08n+4ef1v6lNcgepFn+Zz6DXSrz5M1sQPHSS58CfZKMqCFsE3KgUpgzvbGJkkQtz7tv8vUg5/WokwIj9s7ugC8BlDLXoT5y2L7EpbCaskG9dzGc/Uba33RSHRpq6zC0N9ZJMPjKo4XLcHDEeWgeUxaZIVgOzp9h03tuQkIdlbU2/PXEGi6P6yEQyvKX/jG+IzetnTtqQD1PSUgBPQ07Fcpwfgm+Mv8898ggfwReSMz5xDFwh7RMvPOJgULfw6n8oFxOOq5974wImx5/P+2ndZ8eFJrsz6SDrgDzSudeWzIwsxyz4iNYXtyx41akk89TDyLRq1Efn50srwoRIHYPygYPZti187FQvnaOZoaU4dzM3Q47azgh+emYVWHHOBYvL+N1I1kAuV7evwupCwmhSvw98BG5nTD+tG16IzwV9v22+Ut+t1ojT9+O0rg3ML5kRdHTBkN7aBpF0sqmHgnXC6rPNkG5tKo5hk+5kCi1fWfG/du29JoGYwhecNc9ou0yXYIaD/byWbCiUjuKS0OYL/yR5D8hMOOHBTOvNdz0U4blPxDujB/s1r3XOpmbhaM9yfMYirY+PiRbb1OYf33rXrRD/YBtZ4zh7leyAfSaevkt//qXZlSptyEfjrh43XfeM1T0LKwarWu6LiOKKnK5n/ZN1Po0J3PO4ouMUtY4DK0Pe+XL6/6zySfZO93VGjZ9Lb6tGQvStzeQhDOf+IN4tHexjt8yP8L4osUGoKPVN0cFCSMKpV7oTVXnYT4OX+0Osk3Pl+rYMI95gq2ijr4J33qZk7XOxGhlyTo4SLhyC+GCixPW5cX2L/QzNsn7bbpydTDcryis87JTtBWM65UHJgjUlPYvdrHTrbXJaqOkhLdxHLDPWdA6zE2X8czPspm7CtK0HCumcaofiM4JkmIcm/xKJHL06GsPnfES7ejClXJQgo1wCIUL4IevS8p+726MK2RUmoMCLPN5cFtmqac2Wfb6Ivk/THQl6NO8wrxxbgBjbMsBUHh6nZYnErMUvdkqonPsD4+ReqGmMXck0uQX0UfPV/Ro6BryHCJi9nqmvRkmpZJweGv9asecfGg7lhAEfv6XO6i9njqe27/DwNRDuVyEnMLFH3YVE539h9ig2Rc0pv74Bk/sahlLPYpxaOQIqL4dNbfxWJ6qVJRHAUOGxv7Er5/6ogiO4oLvaD/DO/GSlbPG603Kkn7skm7EFb9piaTXPvZIZhqL8vewxwDVLUhsmgcU+p4VnqKIfzKBgjkKcytJhSosz7XAOPLNjY2YBblcT6rwXtjJbVXd6u4iLtADijKo7ucA+uCJOBTGJDXwiCxqj54NMKVRuHeKbQ1nAnNUpwXSGW1e9jagAWlQMBztbgZlwjIGAC+h4SmXYECQsOg5AqVEcSyIBjiLNPVIVScqHA4CcHcfkKAwZ8/Y5z3yLR9I7doW7Ff78kDFg68hGMU7J20/A6svEEpSsfCuqo8nm/dIKMjzBrURU2/qAAfBzOshSVDCMkRZvrQ5P7szl+D31xB4HWp9FjnLgUCvPfY1TkINvupFb1XXWjllJJXe9XwlKqvDsTe4EA0U7FIdPF9zgC5T74HyqfyQzJZzGoIQyOG6rIpYF8OVgduCcdNRgdO93zZZ+TikZ6CsLIhVjfR4PgG8L6YvI4HPpPxKZe1LgiqAca4flZEVmCsLfK/dlZoXlORjXFxdg++T0/P52wS+XhvyNFogxFlfgr+zqB+n5UhpwkYXH55Cd5cdcVfHfYhNLeVpTm9KzVBhhQHR9vk2QIYKaZsIPHf7qiMjG/JtboWyYo85hifylVE+0DIMD3A07iC+SxiIjASSVQ41GdqohXGd+hVmx9l9/282RZ5b25ds7tzjZbgFW7i1IBtBp0rcVncknNdbmcv5LKGsWyDXbIfSdUeJPDoh7TqyA/k/yRjQ0OtEQlwnS1Lf7qq4H/nFaZy3yXzrCx8qwIrboHGHIiL/D+KehUEBzGd3RH9y4oJNguZzCNxAyXKdII7+KII/I31fe3d371EkFi11abqGomvWs6trdpeJpyzK0U3MyJOzeRz6GIXofWBGlU/f0tG3kMtzrIW2V5m/rgKJgA2sJOC7vj14WldJvO0qZU9tmpueGULa5/wc0+2fRSOsISa1Kk39WzIsaHr4ZIUUxbAuubklEysvfYHc3NM+v2jUIjMXnzms1v1dZr9X2jJ22h1DUU5Yu924Y9dSJYzQWsrs+G9jd/NNfJRW6MhL1sI+gz8H6aqCCKvPNX1uKRNqU3K9Q1E2htnuc5BN0rPMf6nrwX+9hfSOjrk/wgh1gfxQ3ghtBBaau4CTPZTl3/LjhxovFC6oJatrlyr+vnmOuIROrwXIVm+9iYjZi4Ls6iNFYnHX6noDgW0NI5/H91TfjbgtjCGoUPhqggp/UrDr+YlaWQ0Z0ez4QW8uFSMq1ITj/fz2N2BEtytLmDq7YLjuVkOVM8vkxLmeqGhxLsgRGl9gLVOdvHBxA2cdNGjbaPxKfsWaZ3M9oFMi5adYzalItK8SbCCkbGbNERlWXeqP8CWyb+a+zNGAtAkiTTrTSjYvyt5mYBJuXSSVFAUeZAmoopCeogP/xvksWB+vUEnIJ+/V494YQb7J2wMieEfQw5f2dbix5p5dqzPdAO80guy3DsPv5VZGJnh2e7/mSvcWuLir/cL+0ZKixN8L69HwXofVs+s72bIEBMo4YudU9X0mmRjT9uyoReUmjAxNyMa7IbBeSLDqZu07Q+MutUY30rFkDUD+r8X/OSO2tgQr4gD93EX8sh3ezM0WfNno4L7Dy3gnSfMe3uDDrtRe/G+NjYTeUPJDBXGnVI24Psj+AsIYFFmTkhl0mWrjvAAdyIifH9GEfgpDtY0srVbihZWsj6sP17RnFrrZP+ob3eZLRiHps6AJohndW5EZ6ifXsLAJDtP4I8p6HrrWMfMuislYuJ0iJ9ZVfzC3CEBD6hrPt/AVrxG8i9lgrm03lusGUj8lButO4kWMJ53cHtdve+mAbhugJ9Tq1llfs9GWGKWXjhTXMoUKUNFvqAn/FjHAsoczBjrRbFm5EYnLiUlC/95NJkmjDErW2sVvNIYGFlgHA6pQJWKWEpsP/UMEl9KiXW2pUFwYKr5tj/4XOtG/Omvyxy52e+BequBGwEapklS6Kgh3nW/cmwHlGHNX68fMP65NrRMy6Vb8i6zfxVMy7PvReu4cAAQP43lP10fy2qo2Iwr4STfc/pTZrLcQbnzqYG3bj+Q8RFiNItkv4yzraW5IJbUqMmjoZZvLy15eCWG3FFwcIS8e+pru8rMQz6N6nQ9EpuA8AMTTIqu1qYzQ6ZUY9YFxtjbNMWzR+N1/+4ngBnDMe2SMF4LEQMLsyvuIyOYGUBFsE1rj3U08QtTYBQ3OSLptVOxIxqZdz3HDto8n+dzvI/gqXMAMyqbI5+enCjL7D3BzBlDFpASlwqYK/0rxVXRzMf2agFbYnrI/UA4PCILtr2rqN25Hk8QCbiOIm4bzbOYEopA9X52hxfs+bA5z1jZbKawZLsf0CCiHm7BGLlfh4u9xUW4qWcr1J0SAIgPxV9Yb8umNEvdyC6vHMbJRQpVwEy6tZ6tLUW3Pi6Qu1L9686Gg7vJ3P9czsrseuXlIJYKzVhMwg8jvGrwpFbKRAg3B6Pfju4KSY/ZbgFvhB7FQjymoNzmzKwpGycivcwJsfN1Y2oCTBsIbFZ4ydaPQRiQp+mKWQsWjdTdK+dxXQb3QHWYNtQgHTc9LMD6amXYKkZMNJ32h2ZDn/qFPGixdqJHEh1Q0B2eNTZbQyaxznI9XKAQl+vojDa0W4Dinu9Y75DiEiwCCaGaSl3ecqA+/pCaBPW+ModTL4SeZU5/3BL9GATbtyraRfip436ZrO3NyZRGWY/eX+RyJT4bMfKwIPmv4PnUvm4TpDruXLPQl2p6ddvByG/fVaFsrfd7RLMrb4d07aEVHe8smqjTL7VvetF28PiSexQqaH1w2yfH4vl2hcScU0DdJ+q5hygos7iKDgnsq8Sq3J04F4CdcpnL4R7+Vj7PJ0cknCVEMEdFJqoEsBIp9kaFugjdK/T6Nwu6SqSlK1LObX09IkTB73hGpbpkQEree4zSTbB3g608odLnUk7JaWmbnP4ufmayAjUYhQGYi8f8DsLAogyqnU2Gev8i73MYMtwxOa0dCAeX3JdTQNLNoya1ga+VUvwOw2ER/bxX9defJF7v0PkciOqjFLF7zoNo0gvWEpti8X+JmSq1nLgcSnmZbPfRGcS6ChzG2J0jGRJC8Hiw37TfOOUpV7odQvOQO9JVXiZTZ4VC1+GsJxRVHAwCC7QBttkWN2zEpLxZrYirfe5ykdwTH/qYYDtwL+mUtFmOlvmvI5VEsUfgcduDfy9TD2OlYG7DtjWa0ClZY/sGiT3NAJq1AtQM+J/LVGrGjtaIZbGyfR0KqQSEO5ybx6sWy2BfrNg2V2auoXhMxAHgd3zTZ+aeR9Nhv04jYC9iqktuIgFECYPRxijVRDeW8zN0zi3ylY5OAilIN7DAUxCyB77h5s6WcqCDZy42jYj9CE4yjXDa3ytnaYJ3fD3/V/8SOzP7TmY04WaIdbnksY14M3ywVJBKMQY1HlxxVbF3cQfK7I3nX9eD7gIVVPzQm8/RqHWsFFI6pQwcQGXCd0/1bExRPU14MmGcGHlt2mSZNCUxA4de0qAYSotU5FbvB3ZRPIDDTO0vMILF9WfL5armjUoQkjPRVpYq1DwCA/L4/rBTa9VaCzqqVjvsFQ3e+VZFgcUnXjFQXUtJFlMVdybA/WP2wSdzuZoXqQYwZoawaS7G+0bCbrR0oUGtM2ytVJcc5WKC/Pak38bSHG8sD/4UnkiEEu8KD8RXiwhjxgEenH5m5st3mxezB5gKg2anzjBxh5scGIZdtrOk0q8jG3oBeZ2IoM6QKY4u7sibAMDFAjEVHrK7Un1v8ltQcrH2Pe7aqvTDuiIxO+jGhVzC9EHXL3+L+tK5rI0zp+CLXgaRCt6JRW/WpO6ipQSNy/Q1DeF6wmfYhgCtojOsN10zyVDX7ho4C0QhnH4bumXBAtLwZ9rk84PjT5fwB5ad5uZpstgDqOtWBabSOQZ6akwTh1WVrfNHiDQB55Fi9YqZd1eBeilLIo/eqaidW+EPeBDdmOFRy3Y5F4uO31drNpQ9/mAjtt3oKKfE/Oaz6HrUkwbjbdu0G3Fq81BdxGYV9iu/7omD/fVA1HhrK66wwXK+29zA4tnOyWy7W2cLVjc/xeh8dMqR1D/keNxqYyvnA7AJUrT1idQH7qRLhC8FAkH5zEV+qj2PwyTrOG/y/31SCrp0wEzI2KIUtHOCNP2ShCoEnDXj3rpUR7eCi+enog+D7QKS5OJiNO27EDOs1kKz5pI10osBMyHKL1R1Fhb3SRKAqvks9fbGZfJmqFjE/aibvbgiiYlRyOLdqew7uz/0OvtHNpbgKXAVh6bmPqNKkovJD+k36CODllbkA+Tjm2keOaXxZZMRWe6RiJUE5guvtDuZglKovJZsgTnn2yUkItkgbZYwHMx9Y+8U2Ww31BrQHazBdAjhVSfchM6Yvb5mcDOF5yRJw+C7CEGGL8sHfF37EpaTrROP4qyCW7gEt9/iIUAiy9Hd9kxOqd4392nmZp5vnBAtE17YOIX+sQpc3k9fXn/GjQZX7hd6ICtWcnz9EWECH1EA+zvXhKeZbRdvne3aKJqb9tOU23SjeCV+ZwYjhqQzgAgGdOBHgpuZDtSgD72y+xXDxeuqWt4eIv93mYxCaib7PWWPBbsaPgygAN8VaMOeeNsAhsSvqKgir3Ekf/knTH6uZ0qqAgnInXJOstD6CYHHtGf0hBi3SevVYZaGvbReO6lWaG74NaiySgwppVmHClzNaQdvU+hpfleGyiadypoNe4BSiMAr7AncUaWP8BSUeWXC/+YnzKzZ0c4jo5/kfI3eNZ2d8sqOVi8XN7vdm8X55Ehe/t51tYbMrknuYhrmyxC+kezsygyAb6u3CYXQOKYXURNvMz2Xgbu6VQmnFBSf4kWHd2CT/ylgu+clU5zmF0ypTjPjcCdc6cTFeigtfWhjnPeX3rgmqz+v16cd83q22/VLp+vj+Ipr3lD0ASswe1L8X7WAlvFihBRRKkt+0tsHhXhtDrkSa/cSyPkfn2G72+tIh4+3l+Kb9lrTv5ZEw5c/chG35LDIJhsgKw4OZWu/g5LiF3cHM/ncFNdtWJkPooauSUHbh4YCnrgkjfXOatEIMQD4zZbe2NI4nAoud8Tnbiyt3L7SIlkEUM+BrrO7vo1vIX1aP3OSP8Lca+jBd+w01GXzlwTArh8WooWm7naMcYVDtH6ajLoBdrZAbcbxhIWh2pXCq2Wo6mAQds9cgo5dxIz8CSs0Sb30ka4yWZay1QkqvBYezdAjWdlJFA7X9rJE7cV0LZBJu23Sql1osXtEqSUtx5A6HERb6VV6SM/YhYFmKGpSrgMAvd9D2wsMYYgTi4oyz4bciOeoV7GuowmhB9VBmcAeR3n/YtapxbY12yTf8EaJaMfRdQC8Aw/z8niC+aUQ3OjpSn5Z4Zyj4t52hZfDHunM8McRKRfmFm1VIxEQa05BGCZlhd9iIa0osksNhdrrgqKClzg3lT29N0Va8zqm80DnpPvjn8cKinh4SzrIDKDE7Fk//csr2dD72RAkZhq+Gi2xzOLrtyy7pwcTzzJAEFwGYBISVOWEAsMNjFLptoVW2QLgQl+mCdBsCeOZkOF7SlAQ3u9Kabo6KZL6zsYPXozT/YozdYku55QXUtLAcqkFNRrBNuAEGXeb2jHpPK2GjngF/CEzzhFhnuG9faaQSpmto4GHmD71/mzyHtPD/OV824E0+ZnCMJMVb8LmpHkLxnpIVnlO/WBc8o5/S0BzJgOgmaFAAsv7GIJLDtvXS+/53FFBGDMlvrK43ho6+YFLJsZW7MXzL5r1grwbpQD/hmILuNDWhdOQhRFE/tRIBNfQaQVeXRp3npwpoej9s9hTMemgeVVQRi344FhcQQEQj9KRdIPTrXSZGNc3xThw35xreb/r/vpZ/3NrKeb1KUHxZYYOOT6U1Kpcc7lJZ4J+6Of/j2FsavwXMAD53uM2RkXg68v7f/ZM9qkzNwxuoi0QqABmePHfEN7GIm986zPNjF1nv7CqH1FCWtAxlS+ZGIYb/OmRWsZn6QJeK0tadhA2Pry61q0mVB5fhTPTgNUOZepKGOsnvmPRRXZiJu+fE+dJJjq0jp3Rn6uDIiSl6eOulhc3njRyrRazSUZUj/we2KoslODTqSYedK4lBUAYDO8jH9iaSry/FRKxI0PJYOsR7z93B0V6x2Ni3UykeZlH/F8cefD56t1RqoMpenod8i07FPKiektd3GBJJmi9RGQui+bw8vW8I56US1A4qLExHUegwp1CVVA4ppF5/7SDI84IZTBsxa6QkX4mnAkFkn5ZWv9XygrzIGOF6eyG/qG46x7CHCF2R9Rh8BsRP4J1eFcmGHUh6gVK+6tu8GYvcxRz5VJ0a57yBL0bPybHigUn/+G0EdeT+nR77ZCOo7JuPAkrTS/SUfx4iEblXIBkfMy4TpwNWwOnr96my2dZMY/q6tnUUDoTxVuHhwOGi4vlVABjTLFXxe5DYO2hRDXDG/Cs0gFiw3xP5eygCYvIbqN0hWTQVtgc3Qjvyi68klXtByExI3v9KgZKKz6kJrnk7rqWpTiSirIo+7Hhz4ueY7wgvORko1BOpnJyvKzQ1iDp9hQhhFpVxNjkbJFarRLxmnsCbLvRyaB/K2a6d/V3x/nuqyNlbYkXHqfQTVT5lHCMLCoU5zb5MP+8Kt1PFvLkcH3CCBcyDsFRbWN8qznHe1Bmt9W/Ce020sYwNZlDChmpDx+/AfpjgVQRCPM8JRM5duTT3PVPDMr0Qujol2VfjGeB9H1wo8VZgl21uRuBAQyiBK9I81MsC+tG2vXq+ADx0OfZcvdKctbaMz5AaCxkWkP8pIx2LNidtFmvIcweTzV//gLqA55yRoPAAAAvUzo9BcmkVktEfJfpEdyAUu5Z29X1O3qhCvJ8/rj9l4ZphdMCmCmJD+4RMOo6aXw07YUTlHGTOdb3+HSnUN7kxQwKYAdpVTICS1AogrA1OgPDFmfrhTvQ2fU9qgoKU8bqMHlIPteK6T++xy4epoWcf0UxJxrE9f7dyjTF19PKV8nuWg5MjA10/cuzHRHkRQw+luAJmVF7aCEx9gPH8NbtKpH8ZH5+cehqr53QaBPHIc0MtG16WhbooJsz0kSIo0uk1ZTwnIypoCVH90w4Hk5XwI14Hr0NmprRN4dgx7j2e/xnCcX8pnIamB/mkH2Gx32sZk4iYVX7ub9V+N4cJak7MG4LpQ+boVGVfqxz2vxUgaZMMY/hfQUssCxn84cazU2Y1NF3QlRyC47J3dX7k8kGpMEsELfK66b9ZvpIcP5KpvDGObUhKxQCFvwEHZ42a3A4s+4tY6rIrMGSVMSR29Pn4HPxelCHcFOE11KluAB56pP/6X5TxeXgt9YWRwAAAAA=" alt="Renzo-ArtHome" width="70" height="46" style="height:46px !important;width:auto !important"></p>
<div>
<p class="rahpp3-titolo">Seminterrato allagato: l&#8217;asciugatura mirata, le stanze in alto</p>
<p class="rahpp3-sotto">Gli stessi apparecchi spostati nelle stanze in alto: tre posizioni per ogni pannello</p>
<p class="rahpp3-stato">Pannelli in <span class="rahpp3-pos"><span class="rahpp3-p1">posizione 1 di 3</span><span class="rahpp3-p2">posizione 2 di 3</span><span class="rahpp3-p3">posizione 3 di 3</span></span></p>
</div>
</div>
<div class="rahpp3-corpo">
<div class="rahpp3-pianta"><svg class="rahpp3-svg" viewBox="150 110 810 1320" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" role="img" aria-label="Pianta schematica del seminterrato: le stanze in alto chiuse con i teli di nylon, deumidificatori, ventilatore, tubi dell'aria e tre posizioni per ciascuno dei tre pannelli radianti"><defs><radialGradient id="rahpp3caldo"><stop offset="0" stop-color="#ff7a2f" stop-opacity=".55"/><stop offset="1" stop-color="#ff7a2f" stop-opacity="0"/></radialGradient><marker id="rahpp3fm" viewBox="0 0 10 10" refX="6" refY="5" markerWidth="5" markerHeight="5" orient="auto"><path d="M0,0 L10,5 L0,10 z" fill="#3d4652"/></marker><marker id="rahpp3fc" viewBox="0 0 10 10" refX="6" refY="5" markerWidth="6" markerHeight="6" orient="auto"><path d="M0,0 L10,5 L0,10 z" fill="#f26b1d"/></marker><marker id="rahpp3fr" viewBox="0 0 10 10" refX="6" refY="5" markerWidth="6" markerHeight="6" orient="auto"><path d="M0,0 L10,5 L0,10 z" fill="#7a8492"/></marker></defs><path d="M180,140 L928,140 L928,1232 L616,1236 L616,1407 L180,1407 Z" fill="#eceff3"/><path d="M781,163 L900,163 L900,432 L781,432 Z" fill="#fff"/><path d="M200,462 L200,582 L188,582 L188,584 L200,585 L204,593 L205,728 L209,732 L515,730 L519,726 L517,456 L535,453 L538,457 L539,581 L544,586 L726,586 L769,542 L768,411 L772,404 L768,404 L768,177 L769,177 L761,163 L720,160 L715,163 L492,166 L484,162 L481,149 L481,161 L365,161 L365,148 L361,148 L364,157 L362,164 L354,168 L204,170 L200,174 L203,452 L199,460 L188,461 L188,462 L200,462 Z" fill="#e3f1df"/><path d="M644,715 L898,712 L902,708 L904,664 L911,660 L908,660 L908,548 L912,548 L905,547 L901,538 L900,447 L895,443 L880,444 L876,441 L876,444 L795,444 L795,437 L794,443 L785,444 L780,450 L781,550 L740,594 L720,598 L543,599 L539,603 L541,809 L636,731 L638,730 L641,732 L644,715 Z" fill="#e3f1df"/><g class="rahpp3-p1"><ellipse cx="218" cy="655" rx="34" ry="65" fill="url(#rahpp3caldo)"/></g><g class="rahpp3-p2"><ellipse cx="330" cy="714" rx="65" ry="34" fill="url(#rahpp3caldo)"/></g><g class="rahpp3-p3"><ellipse cx="501" cy="610" rx="34" ry="65" fill="url(#rahpp3caldo)"/></g><g class="rahpp3-p1"><ellipse cx="640" cy="570" rx="53" ry="34" fill="url(#rahpp3caldo)"/></g><g class="rahpp3-p2"><ellipse cx="752" cy="480" rx="34" ry="53" fill="url(#rahpp3caldo)"/></g><g class="rahpp3-p3"><ellipse cx="557" cy="520" rx="34" ry="53" fill="url(#rahpp3caldo)"/></g><g class="rahpp3-p1"><ellipse cx="660" cy="615" rx="53" ry="34" fill="url(#rahpp3caldo)"/></g><g class="rahpp3-p2"><ellipse cx="797" cy="515" rx="34" ry="53" fill="url(#rahpp3caldo)"/></g><g class="rahpp3-p3"><ellipse cx="884" cy="503" rx="34" ry="53" fill="url(#rahpp3caldo)"/></g><g stroke="#3b78d4" stroke-width="9" stroke-linecap="round" fill="none"><path d="M200,462 L200,582 L188,582 L188,584 L200,585 L204,593 L205,728 L209,732 L515,730 L519,726 L517,456 L535,453 L538,457 L539,581 L544,586 L726,586 L769,542 L768,411 L772,404 L768,404 L768,177 L769,177 L761,163 L720,160 L715,163 L492,166 L484,162 L481,149 L481,161 L365,161 L365,148 L361,148 L364,157 L362,164 L354,168 L204,170 L200,174 L203,452 L199,460 L188,461 L188,462 L200,462"/><path d="M644,715 L898,712 L902,708 L904,664 L911,660 L908,660 L908,548 L912,548 L905,547 L901,538 L900,447 L895,443 L880,444 L876,441 L876,444 L795,444 L795,437 L794,443 L785,444 L780,450 L781,550 L740,594 L720,598 L543,599 L539,603 L541,805"/><path d="M642,728 L644,715"/></g><path fill="#3b4049" fill-rule="evenodd" d="M409,1215 L408,1382 L409,1389 L416,1390 L416,1231 L420,1227 L432,1226 L433,1221 Z M639,1031 L636,1035 L638,1212 L634,1216 L514,1219 L517,1226 L590,1225 L594,1229 L596,1381 L592,1385 L527,1388 L482,1386 L473,1390 L471,1404 L478,1409 L532,1405 L553,1408 L614,1407 L618,1403 L616,1243 L646,1238 L869,1238 L910,1236 L929,1232 L928,1173 L917,1170 L909,1174 L907,1209 L903,1214 L657,1218 L651,1211 L650,1035 L647,1031 Z M191,986 L186,991 L190,1407 L194,1411 L351,1409 L354,1397 L343,1387 L215,1388 L211,1384 L209,1129 L213,1125 L402,1124 L408,1133 L413,1133 L415,1127 L424,1121 L424,1116 L213,1115 L209,1111 L209,1095 L208,1078 L208,997 L204,988 Z M543,1119 L540,915 L524,914 L516,921 L211,923 L203,926 L203,930 L209,932 L517,930 L522,939 L523,1109 L519,1113 L507,1114 L505,1120 L514,1123 Z M638,840 L641,844 L648,844 L657,839 L757,839 L761,831 L758,827 L648,827 L639,830 Z M644,715 L641,732 L645,736 L899,734 L903,738 L906,865 L904,921 L900,925 L672,928 L641,924 L635,931 L639,951 L646,951 L653,940 L901,938 L906,951 L906,1087 L910,1097 L925,1098 L927,998 L922,661 L913,659 L904,664 L902,708 L898,712 Z M780,405 L772,404 L768,411 L769,542 L726,586 L544,586 L539,581 L538,457 L535,453 L517,456 L519,726 L515,730 L209,732 L205,728 L204,593 L200,585 L184,584 L185,865 L203,865 L206,859 L205,745 L210,740 L515,739 L520,743 L521,758 L520,830 L523,834 L538,834 L541,830 L539,603 L543,599 L720,598 L740,594 L781,550 L780,450 L785,444 L794,443 L795,437 L780,430 Z M903,401 L899,432 L878,435 L876,441 L880,444 L895,443 L900,447 L901,538 L905,547 L918,549 L922,546 L921,404 L919,401 Z M360,146 L180,151 L183,462 L199,460 L203,452 L200,174 L204,170 L354,168 L362,164 L364,157 Z M919,175 L919,143 L915,140 L485,145 L481,149 L484,162 L492,166 L601,165 L617,164 L715,163 L720,160 L761,163 L769,177 L778,176 L778,166 L782,162 L893,160 L898,165 L901,178 Z"/><path fill="#3b4049" d="M768,177 L781,177 L781,404 L768,404 Z M795,435 L876,435 L876,444 L795,444 Z"/><rect x="365" y="143" width="116" height="18" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="365" y1="152" x2="481" y2="152" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="182" y="462" width="18" height="120" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="191" y1="462" x2="191" y2="582" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="182" y="865" width="18" height="120" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="191" y1="865" x2="191" y2="985" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="908" y="548" width="18" height="112" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="917" y1="548" x2="917" y2="660" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="908" y="1098" width="18" height="72" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="917" y1="1098" x2="917" y2="1170" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><rect x="357" y="1389" width="115" height="18" fill="#fff" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="357" y1="1398" x2="472" y2="1398" stroke="#3b4049" stroke-width="2"/><line x1="917" y1="180" x2="917" y2="400" stroke="#3b4049" stroke-width="4" stroke-dasharray="14 10"/><g stroke="#3b4049" stroke-width="2"><line x1="672" y1="738" x2="672" y2="828"/><line x1="693" y1="738" x2="693" y2="828"/><line x1="714" y1="738" x2="714" y2="828"/><line x1="735" y1="738" x2="735" y2="828"/><line x1="756" y1="738" x2="756" y2="828"/><line x1="777" y1="738" x2="777" y2="828"/><line x1="738" y1="830" x2="794" y2="734"/><line x1="748" y1="830" x2="804" y2="734"/></g><g class="rahpp3-p1" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="202" y1="608" x2="202" y2="702"/></g><g class="rahpp3-p2" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="283" y1="730" x2="377" y2="730"/></g><g class="rahpp3-p3" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="517" y1="563" x2="517" y2="657"/></g><g class="rahpp3-p1" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="605" y1="586" x2="675" y2="586"/></g><g class="rahpp3-p2" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="768" y1="445" x2="768" y2="515"/></g><g class="rahpp3-p3" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="541" y1="485" x2="541" y2="555"/></g><g class="rahpp3-p1" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="625" y1="599" x2="695" y2="599"/></g><g class="rahpp3-p2" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="781" y1="480" x2="781" y2="550"/></g><g class="rahpp3-p3" stroke="#f26b1d" stroke-width="10" stroke-linecap="round"><line x1="900" y1="468" x2="900" y2="538"/></g><g stroke="#6c4a9e" stroke-width="6" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="12 7" fill="none"><path d="M542,813 L638,734"/><path d="M638,734 L638,834"/></g><path d="M577,676 C577,671 576,654 578,645 C580,636 584,627 588,622 C592,617 602,615 605,614" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path d="M512,381 C502,388 475,404 450,420 C425,436 388,459 360,480 C332,501 300,528 280,545 C260,562 248,575 240,584 C232,593 235,596 234,598" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path d="M560,300 C553,293 535,274 520,260 C505,246 483,225 470,215 C457,205 445,201 440,198" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path d="M588,300 C593,292 608,269 620,255 C632,241 648,224 660,215 C672,206 685,202 690,200" fill="none" stroke="#cfd8e2" stroke-width="16" stroke-linecap="round"/><path class="rahpp3-mand" d="M577,676 C577,671 576,654 578,645 C580,636 584,627 588,622 C592,617 602,615 605,614" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpp3fm)"/><path class="rahpp3-mand" d="M512,381 C502,388 475,404 450,420 C425,436 388,459 360,480 C332,501 300,528 280,545 C260,562 248,575 240,584 C232,593 235,596 234,598" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpp3fm)"/><path class="rahpp3-mand" d="M560,300 C553,293 535,274 520,260 C505,246 483,225 470,215 C457,205 445,201 440,198" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpp3fm)"/><path class="rahpp3-mand" d="M588,300 C593,292 608,269 620,255 C632,241 648,224 660,215 C672,206 685,202 690,200" fill="none" stroke="#3d4652" stroke-width="5" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="16 14" marker-end="url(#rahpp3fm)"/><g class="rahpp3-p1"><path class="rahpp3-rit" d="M432,194 C415,193 362,187 330,186 C298,185 258,185 240,187 C222,189 223,193 219,200 C215,207 217,188 217,230 C217,272 217,389 217,450 C217,511 217,570 217,596 C217,622 217,592 217,608" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp3-rit" d="M217,608 C217,624 216,674 217,690 C218,706 218,702 220,706 C222,710 222,714 232,715 C242,716 240,715 283,715 C326,715 452,716 488,715 C524,714 498,710 500,706 C502,702 502,698 502,690 C502,682 502,694 502,657 C502,620 502,506 502,470 C502,434 503,450 505,440 C507,430 512,417 514,412" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp3fc)"/></g><g class="rahpp3-p2"><path class="rahpp3-rit" d="M432,194 C415,193 362,187 330,186 C298,185 258,185 240,187 C222,189 223,193 219,200 C215,207 217,188 217,230 C217,272 217,389 217,450 C217,511 217,570 217,596 C217,622 217,592 217,608 C217,624 216,674 217,690 C218,706 218,702 220,706 C222,710 222,714 232,715 C242,716 240,715 283,715" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp3-rit" d="M283,715 C326,715 452,716 488,715 C524,714 498,710 500,706 C502,702 502,698 502,690 C502,682 502,694 502,657 C502,620 502,506 502,470 C502,434 503,450 505,440 C507,430 512,417 514,412" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp3fc)"/></g><g class="rahpp3-p3"><path class="rahpp3-rit" d="M432,194 C415,193 362,187 330,186 C298,185 258,185 240,187 C222,189 223,193 219,200 C215,207 217,188 217,230 C217,272 217,389 217,450 C217,511 217,570 217,596 C217,622 217,592 217,608 C217,624 216,674 217,690 C218,706 218,702 220,706 C222,710 222,714 232,715 C242,716 240,715 283,715 C326,715 452,716 488,715 C524,714 498,710 500,706 C502,702 502,698 502,690 C502,682 502,694 502,657" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp3-rit" d="M502,657 C502,620 502,506 502,470 C502,434 503,450 505,440 C507,430 512,417 514,412" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp3fc)"/></g><g class="rahpp3-p1"><path class="rahpp3-rit" d="M698,196 C704,195 726,188 735,188 C744,188 747,192 750,196 C753,200 752,174 753,215 C754,256 753,395 753,445 C753,495 754,499 753,515 C752,531 755,532 750,540 C745,548 731,561 724,566 C717,571 714,570 706,571 C698,572 692,571 675,571" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp3-rit" d="M675,571 C658,571 623,571 605,571 C587,571 576,573 568,571 C560,569 558,563 556,560 C554,557 556,568 556,555 C556,542 556,503 556,485 C556,467 557,455 556,445 C555,435 554,430 552,425 C550,420 545,414 544,412" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp3fc)"/></g><g class="rahpp3-p2"><path class="rahpp3-rit" d="M698,196 C704,195 726,188 735,188 C744,188 747,192 750,196 C753,200 752,174 753,215 C754,256 753,395 753,445" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp3-rit" d="M753,445 C753,495 754,499 753,515 C752,531 755,532 750,540 C745,548 731,561 724,566 C717,571 714,570 706,571 C698,572 692,571 675,571 C658,571 623,571 605,571 C587,571 576,573 568,571 C560,569 558,563 556,560 C554,557 556,568 556,555 C556,542 556,503 556,485 C556,467 557,455 556,445 C555,435 554,430 552,425 C550,420 545,414 544,412" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp3fc)"/></g><g class="rahpp3-p3"><path class="rahpp3-rit" d="M698,196 C704,195 726,188 735,188 C744,188 747,192 750,196 C753,200 752,174 753,215 C754,256 753,395 753,445 C753,495 754,499 753,515 C752,531 755,532 750,540 C745,548 731,561 724,566 C717,571 714,570 706,571 C698,572 692,571 675,571 C658,571 623,571 605,571 C587,571 576,573 568,571 C560,569 558,563 556,560 C554,557 556,568 556,555" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp3-rit" d="M556,555 C556,542 556,503 556,485 C556,467 557,455 556,445 C555,435 554,430 552,425 C550,420 545,414 544,412" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp3fc)"/></g><g class="rahpp3-p1"><path class="rahpp3-rit" d="M615,614 C617,614 612,614 625,614 C638,614 676,614 695,614" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp3-rit" d="M695,614 C714,614 726,624 742,614 C758,604 785,567 794,556 C803,545 796,563 796,550 C796,537 796,494 796,480 C796,466 793,470 796,466 C799,462 800,458 812,457 C824,456 856,456 868,457 C880,458 882,464 885,466 C888,468 885,456 885,468 C885,480 884,523 885,538 C886,553 889,535 890,560 C891,585 892,663 890,686 C888,709 922,695 880,697 C838,699 686,697 640,697 C594,697 608,697 602,697" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp3fc)"/></g><g class="rahpp3-p2"><path class="rahpp3-rit" d="M615,614 C617,614 612,614 625,614 C638,614 676,614 695,614 C714,614 726,624 742,614 C758,604 785,567 794,556 C803,545 796,563 796,550" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp3-rit" d="M796,550 C796,537 796,494 796,480 C796,466 793,470 796,466 C799,462 800,458 812,457 C824,456 856,456 868,457 C880,458 882,464 885,466 C888,468 885,456 885,468 C885,480 884,523 885,538 C886,553 889,535 890,560 C891,585 892,663 890,686 C888,709 922,695 880,697 C838,699 686,697 640,697 C594,697 608,697 602,697" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp3fc)"/></g><g class="rahpp3-p3"><path class="rahpp3-rit" d="M615,614 C617,614 612,614 625,614 C638,614 676,614 695,614 C714,614 726,624 742,614 C758,604 785,567 794,556 C803,545 796,563 796,550 C796,537 796,494 796,480 C796,466 793,470 796,466 C799,462 800,458 812,457 C824,456 856,456 868,457 C880,458 882,464 885,466 C888,468 885,456 885,468" stroke="#7a8492" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14"/><path class="rahpp3-rit" d="M885,468 C885,480 884,523 885,538 C886,553 889,535 890,560 C891,585 892,663 890,686 C888,709 922,695 880,697 C838,699 686,697 640,697 C594,697 608,697 602,697" stroke="#f26b1d" fill="none" stroke-width="4" stroke-linecap="round" stroke-dasharray="6 14" marker-end="url(#rahpp3fc)"/></g><g class="rahpp3-p1"><rect x="187" y="648" width="94" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3" transform="rotate(90 234 655)"/></g><g class="rahpp3-p2"><rect x="283" y="691" width="94" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3"/></g><g class="rahpp3-p3"><rect x="438" y="603" width="94" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3" transform="rotate(90 485 610)"/></g><g class="rahpp3-p1"><rect x="605" y="547" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3"/></g><g class="rahpp3-p2"><rect x="701" y="473" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3" transform="rotate(90 736 480)"/></g><g class="rahpp3-p3"><rect x="538" y="513" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3" transform="rotate(90 573 520)"/></g><g class="rahpp3-p1"><rect x="625" y="624" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3"/></g><g class="rahpp3-p2"><rect x="778" y="508" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3" transform="rotate(90 813 515)"/></g><g class="rahpp3-p3"><rect x="833" y="496" width="70" height="14" rx="3" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="3" transform="rotate(90 868 503)"/></g><rect x="560" y="676" width="34" height="42" rx="4" fill="#4a5260"/><line x1="567" y1="685" x2="587" y2="685" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="567" y1="692" x2="587" y2="692" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="567" y1="699" x2="587" y2="699" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="567" y1="706" x2="587" y2="706" stroke="#fff" stroke-width="2"/><rect x="512" y="360" width="34" height="42" rx="4" fill="#4a5260"/><line x1="519" y1="369" x2="539" y2="369" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="519" y1="376" x2="539" y2="376" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="519" y1="383" x2="539" y2="383" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="519" y1="390" x2="539" y2="390" stroke="#fff" stroke-width="2"/><circle cx="574.0" cy="307.0" r="17" fill="#4a5260" stroke="#fff" stroke-width="2"/><line x1="574.0" y1="307.0" x2="585.0" y2="307.0" stroke="#fff" stroke-width="3" stroke-linecap="round"/><line x1="574.0" y1="307.0" x2="568.5" y2="316.5" stroke="#fff" stroke-width="3" stroke-linecap="round"/><line x1="574.0" y1="307.0" x2="568.5" y2="297.5" stroke="#fff" stroke-width="3" stroke-linecap="round"/><text x="365" y="1035" font-size="34" font-family="Arial, sans-serif" fill="#5b6470" text-anchor="middle" stroke="#fff" stroke-width="5" paint-order="stroke">fuori zona</text><text x="840" y="300" font-size="30" font-family="Arial, sans-serif" fill="#5b6470" text-anchor="middle" stroke="#fff" stroke-width="5" paint-order="stroke">esterno</text></svg></div>
<ul class="rahpp3-legenda">
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><rect x="1" y="3" width="32" height="14" fill="#e3f1df" stroke="#9fb89a"/></svg><span>Seconda zona: stanze chiuse con i teli, in asciugatura</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><rect x="1" y="3" width="32" height="14" fill="#eceff3" stroke="#c3c9d1"/></svg><span>Fuori zona: le stanze dei passi prima</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#6c4a9e" stroke-width="4" stroke-dasharray="8 4"/></svg><span>Telo di nylon che chiude la zona</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><rect x="7" y="1" width="20" height="18" rx="3" fill="#4a5260"/><line x1="10" y1="5" x2="24" y2="5" stroke="#fff" stroke-width="1.4"/><line x1="10" y1="9" x2="24" y2="9" stroke="#fff" stroke-width="1.4"/><line x1="10" y1="13" x2="24" y2="13" stroke="#fff" stroke-width="1.4"/></svg><span>Deumidificatore a condensazione</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><circle cx="17" cy="10" r="9" fill="#4a5260"/><line x1="17" y1="10" x2="23.0" y2="10.0" stroke="#fff" stroke-width="2" stroke-linecap="round"/><line x1="17" y1="10" x2="14.0" y2="15.2" stroke="#fff" stroke-width="2" stroke-linecap="round"/><line x1="17" y1="10" x2="14.0" y2="4.8" stroke="#fff" stroke-width="2" stroke-linecap="round"/></svg><span>Ventilatore radiale</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="3" y1="10" x2="31" y2="10" stroke="#cfd8e2" stroke-width="9" stroke-linecap="round"/><line x1="3" y1="10" x2="31" y2="10" stroke="#3d4652" stroke-width="3" stroke-dasharray="7 5"/></svg><span>Tubo flessibile: aria spinta nei locali</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#7a8492" stroke-width="3" stroke-dasharray="3 6"/></svg><span>Aria che lambisce le pareti e torna al deumidificatore</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#f26b1d" stroke-width="3" stroke-dasharray="3 6"/></svg><span>Aria scaldata passando tra pannello e muro: resta calda fino al deumidificatore</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><rect x="2" y="6" width="30" height="8" rx="2" fill="#fff" stroke="#5b6370" stroke-width="2"/></svg><span>Pannello radiante: tre posizioni, una alla volta</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#3b78d4" stroke-width="6"/></svg><span>Parete fredda: bagnata fino alla linea dell&#8217;acqua</span></li>
<li><svg viewBox="0 0 34 20" aria-hidden="true"><line x1="2" y1="10" x2="32" y2="10" stroke="#f26b1d" stroke-width="6"/></svg><span>Parete scaldata davanti al pannello</span></li>
</ul>
</div>
<p class="rahpp3-nota">Schema senza quote. I colori delle pareti seguono la logica dei termogrammi: blu freddo, arancio caldo. L&#8217;aria che torna al deumidificatore diventa arancio dove passa tra il pannello e il muro, perché lì si scalda; i percorsi sono schematici.</p>
<p class="rahpp3-piede"><a href="https://www.renzo-arthome.com">renzo-arthome.com</a></p>
</div><figcaption style='font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0'>Tavola 4. Le stanze in alto: gli stessi apparecchi, spostati; l&#8217;aria gira lungo i muri e confluisce nei deumidificatori.</figcaption></figure>
<h2 id="in-conclusione">In conclusione</h2>
<p>L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno. I muri che ho trovato puliti ma bagnati, quindici giorni dopo il nubifragio, l&#8217;acqua ce l&#8217;avevano ancora dentro, e da soli, secondo le guide sugli edifici allagati, ci avrebbero messo settimane o mesi. Con gli apparecchi la si fa uscire, ma piano: il muro deve asciugarsi lentamente, per non degradare mattoni e malte con i sali e non doverle rifare. Al giorno 24 la base era ancora bagnata, e al giorno 26 abbiamo fatto la prima fase del trattamento delle muffe. Il trattamento antimuffa aspetta che l&#8217;umidità a ridosso di tutte le pareti del settore sia sotto il 70 %, e prima della pittura ce ne sarà un altro. Se le malte si salvano lo sapremo ad asciugatura completa.</p>
<p>Quando non si hanno tutti i dati a disposizione, la prassi la si conosce lo stesso. Per ogni passaggio che manca si sceglie che cosa usare al suo posto. Qui ho usato la termocamera e poi le misure con gli apparecchi accesi, l&#8217;asciugatura per gradi per i sali e il settore chiuso con i teli per le muffe. Come riferimento per l&#8217;asciutto userò la parte alta dello stesso muro. Sappiamo come fare, ma spesso bisogna adattarsi alle esigenze del cantiere. Il lavoro va avanti, e il diario lo aggiorno fino alla fine dei lavori.</p>
<h2 id="in-sintesi">In sintesi</h2>
<p>1. <strong>Quando non si hanno tutti i dati a disposizione, la prassi si conosce lo stesso.</strong> Per ogni passaggio che manca si sceglie che cosa usare al suo posto, e la tabella «La prassi, e come ho lavorato qui» li mette in fila. 2. <strong>L&#8217;acqua tolta dai locali è quella che si vede</strong>; quella entrata nei muri esce solo evaporando, e da sola, secondo le guide sugli edifici allagati, ci mette settimane o mesi. 3. <strong>Qui la termocamera ha confermato quello che si vedeva a occhio</strong>: mostra dove la faccia del muro evapora, non quanta acqua c&#8217;è dentro, e quello che sembra acqua si conferma con un misuratore di umidità. 4. <strong>Al sopralluogo la percentuale di partenza non mi serviva: mi interessava dove si deve arrivare</strong>, cioè ai valori della parte alta dello stesso muro, dove l&#8217;acqua non è arrivata. Li leggerò quando il muro, spenti e tolti gli apparecchi, si sarà assestato sull&#8217;umidità del locale. 5. <strong>Il muro si asciuga per gradi</strong>, con i pannelli prima lontani e poi più vicini. Un&#8217;evaporazione veloce fa cristallizzare i sali dentro i pori, dove possono degradare mattoni e malte. 6. <strong>L&#8217;aria gira dentro il settore chiuso con i teli</strong> e porta il vapore ai deumidificatori; non si prende da fuori. 7. <strong>Qui il trattamento antimuffa aspetta un minimo di equilibrio nell&#8217;ambiente</strong>: la prima fase appena le muffe sono venute fuori, nella zona chiusa con i teli; il trattamento antimuffa quando l&#8217;umidità a ridosso di tutte le pareti del settore scende sotto il 70 %; prima della pittura un altro trattamento. 8. <strong>Niente candeggina</strong>: uccide la muffa ma non la toglie, e anche la muffa morta resta allergenica. 9. <strong>In un seminterrato i paraspigoli vanno in acciaio inossidabile</strong>, perché l&#8217;acqua può tornare e l&#8217;umidità resta alta. 10. <strong>Il massetto sotto le piastrelle asciuga lentamente</strong> con i deumidificatori, che per questo restano sul posto più a lungo.</p>
<h2 id="nota-di-calcolo">Nota di calcolo</h2>
<p>Umidità relativa dell&#8217;aria a ridosso della faccia = p_sat(T_rugiada) / p_sat(T_superficie), con T in gradi Celsius. La pressione di saturazione, in pascal, è p_sat(T) = 610,5 · exp(17,269 · T / (237,3 + T)), per T da 0 °C in su: è la formula E.1 dell&#8217;appendice E della UNI EN ISO 13788:2013. L&#8217;esempio usa una coppia letta al giorno 24: rugiada 18,0 °C e superficie 22,5 °C danno 2.063 / 2.724 = 0,757, cioè 76 %. Il prospetto E.1 della stessa norma dà 2.063 Pa a 18 °C, e i valori qui sono arrotondati al pascal. Le temperature delle superfici e il punto di rugiada vengono dallo stesso termometro a infrarossi, con sensori d&#8217;aria interni. L&#8217;ipotesi è che il vapore davanti al muro sia quello letto dal sensore dello strumento. Il costruttore dichiara ±1 °C sulla temperatura della superficie fra 0 e 30 °C, e ±1,5 °C sul punto di rugiada fra il 41 e il 95 % di umidità relativa. Dalla stessa formula si vede quanto pesa un errore di lettura: sono sensibilità calcolate, non dati dello strumento. Alle temperature dell&#8217;esempio, un grado in più sulla superficie abbassa il risultato di circa 4 punti percentuali, e un grado in più sul punto di rugiada lo alza di circa 5. A 20,6 °C di superficie e 19,4 °C di rugiada, dove il risultato è attorno al 93 %, un grado vale circa 6 punti. Con le precisioni dichiarate dal costruttore, se i due errori vanno nel verso peggiore, la lettura dell&#8217;esempio, 76 %, può valere fra circa il 65 e l&#8217;88 %, e una lettura del 70 % fra circa il 60 e l&#8217;82 %. Per questo ogni valore va letto con quel margine, e il 93 % in particolare.</p>
<p><strong>Letture e impostazioni degli strumenti.</strong> Al giorno 24 le prime letture del punto di rugiada salivano ancora, da 13,6 a 18,9 °C fra le 9:38 e le 9:40. Il manuale del termometro a infrarossi con sensore di umidità non dice quanto aspettare dopo un cambio di ambiente; quello del pirometro chiede di aspettare alcuni minuti, quando si passa da un ambiente freddo a uno caldo, finché lo strumento si è adattato. Ho applicato la stessa attesa a tutti e due, e ho tenuto le letture da quando il valore ha smesso di salire, dalle 9:41. La prima di queste, con il punto di rugiada più alto della serie, è quella del punto a 20,6 °C, attorno al 93 %. Nei termogrammi l&#8217;emissività, 0,95, e la temperatura riflessa, 20 °C, sono quelle salvate nella termocamera, non misurate sul posto. L&#8217;emissività dice quanta radiazione emette una superficie rispetto a un corpo nero, l&#8217;emettitore ideale, alla stessa temperatura; la temperatura riflessa è quella degli oggetti intorno che la superficie riflette verso la termocamera: sono le definizioni della ISO 6781-1. La guida del costruttore della termocamera avverte che con l&#8217;emissività sbagliata anche le temperature lette sono sbagliate: per questo i termogrammi si leggono per differenze, dentro la stessa immagine.</p>
<h2 id="fonti">Fonti</h2>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'>Elenco aggiornato al giorno 26; si completa con le puntate successive. Tutti i link sono stati aperti e verificati alla data dell&#8217;ultimo aggiornamento del diario.</p>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Norme e documenti pubblici</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>ISO, <em>Performance of buildings. Detection of heat, air and moisture irregularities in buildings by infrared methods. Part 1: General procedures</em>, ISO 6781-1:2023, prima edizione, 2023; recepita da UNI come UNI EN ISO 6781-1:2023, <em>Prestazione degli edifici &#8211; Rilevazione di irregolarità di calore, aria e umidità negli edifici mediante metodi a infrarossi &#8211; Parte 1: Procedure generali</em>, in vigore dal 16 novembre 2023. Introduzione e definizioni del punto 3.2. Scheda ISO con l&#8217;anteprima ufficiale («Read sample»): <a href="https://www.iso.org/standard/79848.html" target="_blank" rel="noopener">iso.org/standard/79848.html</a>; scheda UNI: <a href="https://store.uni.com/uni-en-iso-6781-1-2023" target="_blank" rel="noopener">store.uni.com/uni-en-iso-6781-1-2023</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>UNI, <em>Prestazione igrotermica dei componenti e degli elementi per edilizia &#8211; Temperatura superficiale interna per evitare l&#8217;umidità superficiale critica e la condensazione interstiziale &#8211; Metodi di calcolo</em>, UNI EN ISO 13788:2013, in vigore dal 20 giugno 2013 (versione italiana della EN ISO 13788:2012). Punti 3.1.8 e 5.3, appendice E. Scheda UNI: <a href="https://store.uni.com/uni-en-iso-13788-2013" target="_blank" rel="noopener">store.uni.com/uni-en-iso-13788-2013</a>; scheda ISO: <a href="https://www.iso.org/standard/51615.html" target="_blank" rel="noopener">iso.org/standard/51615.html</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>FEMA (Federal Emergency Management Agency), <em>Initial Restoration for Flooded Buildings</em>, Hurricane Sandy Recovery Advisory, novembre 2012. <a href="https://archive.epa.gov/region02/sandy/web/pdf/fema_flood.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF nell&#8217;archivio dell&#8217;EPA statunitense</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>B. Kidd (CIRIA), A. Tagg, M. Escarameia, B. von Christierson (HR Wallingford), J. Lamond, D. Proverbs (University of Wolverhampton), <em>Guidance and standards for drying flood damaged buildings. Signposting current guidance</em>, BD 2760, Department for Communities and Local Government, Londra, novembre 2010. <a href="https://assets.publishing.service.gov.uk/media/5a79740ee5274a2acd18cf8d/1773816.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF sul sito del governo britannico</a>.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Asciugatura e fisica dell&#8217;aria</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>H. Pfister, G. Geißer, A. Zegowitz, H. M. Künzel, <em>Wandtrocknung neu erfunden</em>, B+B Bauen im Bestand, 2/2019, pp. 32-35, Verlagsgesellschaft Rudolf Müller, 2019. <a href="https://www.ibp.fraunhofer.de/content/dam/ibp/ibp-neu/de/dokumente/sonderdrucke/wandtrocknung-neu-erfunden.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF sul sito del Fraunhofer IBP</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>A. Zegowitz, H. M. Künzel, S. Giglmeier, <em>Water damage on buildings. New efficient drying methods</em>, white paper, Fraunhofer-Institut für Bauphysik IBP, Stoccarda, 2023. <a href="https://www.ibp.fraunhofer.de/content/dam/ibp/ibp-neu/en/documents/white-paper/white-paper-new-efficient-drying-methods.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF sul sito del Fraunhofer IBP</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Property Care Association, <em>Code of Practice for the Recovery of Flood Damaged Buildings</em>, PCA, 2013. <a href="https://www.property-care.org/media/q3gh1rrz/code-of-practice-for-recovery-of-flood-damaged-buildings-1.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF sul sito della PCA</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>E. K. Luckins, <em>Mathematical modelling of drying capillary porous media</em>, Journal of Fluid Mechanics, 1017, A6, Cambridge University Press, 2025. <a href="https://doi.org/10.1017/jfm.2025.10432" target="_blank" rel="noopener">doi.org/10.1017/jfm.2025.10432</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>National Weather Service (NOAA), ufficio di La Crosse, <em>Dew Point vs Humidity</em>, pagina senza data. <a href="https://www.weather.gov/arx/why_dewpoint_vs_humidity" target="_blank" rel="noopener">weather.gov/arx/why_dewpoint_vs_humidity</a>.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Termografia e umidità nei materiali</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>L. C. M. Dafico, E. Barreira, R. M. S. F. Almeida, H. Carasek, <em>Comparison of Infrared Thermography and Other Traditional Techniques to Assess Moisture Content of Wall Specimens</em>, Sensors, 22(9), 3182, MDPI, 2022. <a href="https://doi.org/10.3390/s22093182" target="_blank" rel="noopener">doi.org/10.3390/s22093182</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>I. Garrido, M. Solla, S. Lagüela, N. Fernández, <em>IRT and GPR Techniques for Moisture Detection and Characterisation in Buildings</em>, Sensors, 20(22), 6421, MDPI, 2020. <a href="https://doi.org/10.3390/s20226421" target="_blank" rel="noopener">doi.org/10.3390/s20226421</a>.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Sali, ferro e paraspigoli</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>M. Cappai, M. Casti, G. Pia, <em>Salt Crystallization in Limestone: Materials Decay and Chemomechanical Approach</em>, Materials, 17(16), 3986, MDPI, 2024. <a href="https://doi.org/10.3390/ma17163986" target="_blank" rel="noopener">doi.org/10.3390/ma17163986</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>C. Woolfitt, <em>Soluble Salts in Masonry</em>, The Building Conservation Directory, 2000. <a href="https://www.buildingconservation.com/articles/salts/salts_masonry.htm" target="_blank" rel="noopener">buildingconservation.com</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>International Stainless Steel Forum (worldstainless), <em>Corrosion resistance of stainless steels</em>, presentazione didattica per i docenti di architettura e ingegneria civile, capitolo 05, senza data. <a href="https://worldstainless.org/wp-content/uploads/2025/02/Module_05_Corrosion_Resistance_of_Stainless_Steels_en.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF sul sito di worldstainless</a>.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Muffe</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Istituto Superiore di Sanità, EpiCentro, <em>Proteggersi dalle muffe</em>, focus Alluvioni (traduzione e adattamento della redazione di EpiCentro), pagina senza data. <a href="https://www.epicentro.iss.it/focus/alluvioni/muffe" target="_blank" rel="noopener">epicentro.iss.it</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Umweltbundesamt, Innenraumlufthygiene-Kommission (a cura di H.-J. Moriske, R. Szewzyk, P. Tappler, K. Valtanen), <em>Leitfaden zur Vorbeugung, Erfassung und Sanierung von Schimmelbefall in Gebäuden</em>, Dessau-Roßlau, aprile 2024. <a href="https://www.umweltbundesamt.de/system/files/medien/4031/publikationen/240513_uba_fb_schimmelleitfaden_0.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF sul sito dell&#8217;Umweltbundesamt</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Netzwerk Schimmel e. V., F. Deitschun, T. Warscheid, <em>Richtlinie zum sachgerechten Umgang mit Schimmelpilzschäden in Gebäuden. Erkennen, Bewerten und Instandsetzen</em>, terza edizione rivista del 1° giugno 2022, raccomandazione del BVS (Bundesverband öffentlich bestellter und vereidigter sowie qualifizierter Sachverständiger e. V.). <a href="https://www.bvs-ev.de/fileupload/files/6362499788de9_netzwerkschimmel-richtlinie-2022-onlinefassung.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF sul sito del BVS</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>M. Peitzsch, E. Bloom, R. Haase, A. Must, L. Larsson, <em>Remediation of mould damaged building materials: efficiency of a broad spectrum of treatments</em>, Journal of Environmental Monitoring, 14(3), pp. 908-915, Royal Society of Chemistry, 2012. <a href="https://doi.org/10.1039/c2em10806b" target="_blank" rel="noopener">doi.org/10.1039/c2em10806b</a>; riassunto gratuito su <a href="https://europepmc.org/article/MED/22286589" target="_blank" rel="noopener">Europe PMC</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>P. Cressey (revisione di C. Nokes), ESR (Institute of Environmental Science and Research, oggi PHF Science), <em>Decontamination of mould-affected environments: advice and evidence of efficacy</em>, rapporto FW19022 per il Ministry of Health neozelandese, giugno 2019. <a href="https://www.phfscience.nz/media/4ekpwd2h/decontamination-mould-affected-environments-esr-june-2019.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF sul sito di PHF Science</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>WHO Regional Office for Europe, <em>WHO guidelines for indoor air quality: dampness and mould</em>, World Health Organization, 2009. <a href="https://www.who.int/publications/i/item/9789289041683" target="_blank" rel="noopener">who.int</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>US EPA (Environmental Protection Agency), <em>Mold Remediation in Schools and Commercial Buildings Guide</em>, capitolo 3, pagina aggiornata il 29 aprile 2026. <a href="https://www.epa.gov/mold/mold-remediation-schools-and-commercial-buildings-guide-chapter-3" target="_blank" rel="noopener">epa.gov</a>.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Candeggina e vie respiratorie</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>M. Medina-Ramón, J. P. Zock, M. Kogevinas, J. Sunyer, Y. Torralba, A. Borrell, F. Burgos, J. M. Antó, <em>Asthma, chronic bronchitis, and exposure to irritant agents in occupational domestic cleaning: a nested case-control study</em>, Occupational and Environmental Medicine, 62(9), pp. 598-606, BMJ, 2005. <a href="https://doi.org/10.1136/oem.2004.017640" target="_blank" rel="noopener">doi.org/10.1136/oem.2004.017640</a>; testo integrale gratuito su <a href="https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC1741089/" target="_blank" rel="noopener">PubMed Central</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>J. P. Zock e colleghi, <em>Domestic use of hypochlorite bleach, atopic sensitization, and respiratory symptoms in adults</em>, Journal of Allergy and Clinical Immunology, 124(4), pp. 731-738.e1, Elsevier, 2009. <a href="https://doi.org/10.1016/j.jaci.2009.06.007" target="_blank" rel="noopener">doi.org/10.1016/j.jaci.2009.06.007</a>.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Articoli di Renzo-ArtHome</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Renzo-ArtHome, <em>Come asciugare una casa bagnata</em>, renzo-arthome.com, 2026. <a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata</a>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Renzo-ArtHome, <em>La gestione dei sali nei dettagli</em>, renzo-arthome.com, 2026. <a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli</a>.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'>Manuali d&#8217;uso, schede tecniche e guide dei costruttori degli apparecchi, degli strumenti di misura e della termocamera, e schede tecniche dei produttori di paraspigoli: dati di targa e istruzioni citati nel testo. Per la termocamera sono due guide del costruttore per le applicazioni in edilizia, la prima del 2009 e la seconda del 2013 (quest&#8217;ultima letta nella copia adattata e pubblicata nel 2025 da un&#8217;iniziativa di tre comuni australiani), e una sua pagina sulla ricerca delle perdite d&#8217;acqua, del 4 ottobre 2019. Per la regola del diario non si citano per nome.</p>
<h2 id="lautore">L&#8217;autore</h2>
<p>Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense; anni di cantiere. Autore di &#8220;Murature umide: cause e rimedi&#8221; (Grafill, 2026).</p>
<p>Il volume è disponibile su <a href="https://www.amazon.it/Murature-umide-Prevenzione-interventi-risanamento/dp/8827705309" target="_blank" rel="noopener">Amazon</a> e su <a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html#/4-versione-libro" target="_blank" rel="noopener">Grafill</a>.</p>
<p><!--mxLA--></p>
<div style='background:#f6f7f9;border:1px solid #e3e6ea;border-radius:8px;padding:14px 18px;margin:26px 0'><strong style='color:#b11f24'>Leggi anche</strong></p>
<ul style='margin:8px 0 0 18px'>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
</ul>
</div>
<p><!--/mxLA--></p>
<hr style='border:none;border-top:3px solid #b11f24;margin-top:34px'>
<table style='width:100%;border-collapse:collapse;font-family:Arial,sans-serif;color:#2a3340;font-size:14px;line-height:1.6'>
<tr>
<td style='vertical-align:top;padding-right:20px'>
<div style='font-size:16px;font-weight:700;color:#b11f24'>Ditta Renzo-ArtHome</div>
<div style='font-weight:600'>di Spedicato Oronzo</div>
<div style='color:#5a6577;margin-bottom:8px'>Specialista in risanamenti di interrati e umidit&agrave; di risalita</div>
<div><strong>Web:</strong> <a href="https://www.renzo-arthome.com">www.renzo-arthome.com</a></div>
<div><strong>E-mail:</strong> renzo.spedicato@gmail.com &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>PEC:</strong> renzoarthome@pec.it</div>
<div><strong>Cell.:</strong> +39 335 844 2978 &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>Ufficio:</strong> +39 371 775 4189</div>
<div style='color:#5a6577'>P.IVA 02475540304</div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://www.renzo-arthome.com/preventivo-gratuito/" style="display:inline-block;background:#b11f24;color:#fff;padding:9px 16px;border-radius:6px;font-weight:700;text-decoration:none">Chiedi un preventivo &rarr;</a></div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://wa.me/393358442978" target="_blank" rel="noopener" title="WhatsApp" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-whatsapp.png' alt='WhatsApp' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.facebook.com/RenzoArtHome" target="_blank" rel="noopener" title="Facebook" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-facebook.png' alt='Facebook' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.linkedin.com/in/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="LinkedIn" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-linkedin.png' alt='LinkedIn' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.tiktok.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="TikTok" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-tiktok.png' alt='TikTok' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.youtube.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="YouTube" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-youtube.png' alt='YouTube' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.instagram.com/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="Instagram" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-instagram.png' alt='Instagram' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a></div>
</td>
<td style='vertical-align:top;width:150px;text-align:center'><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/murature-umide-copertina.jpg' alt='Murature umide: cause e rimedi' width='120' style='border:1px solid #ddd;border-radius:4px'></a></p>
<div style='font-size:12px;color:#5a6577;margin-top:6px'><strong>Murature umide: cause e rimedi</strong><br />Grafill, 2026<br /><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener">Vai al libro &rarr;</a></div>
</td>
</tr>
</table>
<style>#rahLATO{margin:44px auto 0;max-width:680px;font-family:'Open Sans',sans-serif}#rahLATO *{box-sizing:border-box}#rahLATO .rahL-int{background:#fff;border:1px solid #d9dde2;padding:18px 16px 10px}#rahLATO .rahL-tit{font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:700;font-size:15px;letter-spacing:.16em;text-transform:uppercase;color:#262a33;margin:0 0 2px}#rahLATO p{margin:0!important;padding:0!important}#rahLATO .rahL-blog-r{margin:0 0 4px}#rahLATO .rahL-pagine{margin:0 0 12px}#rahLATO .rahL-blog{display:inline-block;font-size:13.5px;color:#a06a00;text-decoration:none;margin:0;border:0}#rahLATO .rahL-blog:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO details{margin:0 0 7px;border-left:4px solid var(--rahf)}#rahLATO summary{cursor:pointer;list-style:none;display:flex;align-items:baseline;gap:8px;font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:600;font-size:14px;color:#2f3440;padding:9px 8px 9px 10px;background:var(--rahv);margin:0}#rahLATO summary::-webkit-details-marker{display:none}#rahLATO summary:before{content:"+";font-weight:700;color:#2f3440;opacity:.55;width:13px;flex:none}#rahLATO details[open]>summary:before{content:"\2212"}#rahLATO .rahL-n{margin-left:auto;font-weight:400;font-size:11.5px;color:#5a6577}#rahLATO ul{list-style:none!important;margin:0!important;padding:6px 4px 8px 12px!important;background:var(--rahv);background:color-mix(in srgb,var(--rahv) 32%,#fff)}#rahLATO li{margin:0!important;padding:4px 6px!important;font-size:13px;line-height:1.45;border-left:2px solid transparent;list-style:none!important}#rahLATO li:before{display:none!important;content:none!important}#rahLATO li a{color:#3f4450;text-decoration:none;border:0;box-shadow:none}#rahLATO li a:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO li.rahL-qui{background:#fdf6d8;border-left-color:#eddf21}#rahLATO li.rahL-qui span{font-weight:600;color:#262a33}#rahLATO li.rahL-qui .rahL-segno{display:block;font-weight:400;font-size:10.5px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#5a6577;margin-top:1px}@media(min-width:1490px){body.postid-5071{overflow:visible!important}article.post-5071{position:relative}#rahLATO{position:absolute;top:0;right:-241px;bottom:0;width:225px;max-width:none;margin:0}#rahLATO .rahL-int{position:sticky;top:106px;max-height:calc(100vh - 126px);overflow-y:auto;padding:14px 12px 8px}#rahLATO summary{font-size:12.5px;padding:8px 6px 8px 8px}#rahLATO li{font-size:12px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:13px}}@media(min-width:1710px){#rahLATO{right:-336px;width:300px}#rahLATO .rahL-int{padding:18px 16px 10px}#rahLATO summary{font-size:14px}#rahLATO li{font-size:13px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:15px}}</style>
<div id="rahLATO">
<div class="rahL-int">
<div class="rahL-tit">Gli articoli</div>
<div class="rahL-blog-r"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/blog/">Indice del blog &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-fase-per-fase/">La casa fase per fase &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/decoder-diagnostico-edile/">Il decoder diagnostico &rarr;</a></div>
<details style="--rahv:#dcebf5;--rahf:#7fadd1">
<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">Le malte impermeabili nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">La barriera chimica nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">Ma come si cura una risalita?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/improvvisamente-l-umidita-di-risalita/">Improvvisamente, l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-danno-e-dove-l-acqua-se-ne-va/">Il danno è dove l&#8217;acqua se ne va</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">Chi dimezza la macchia raddoppia l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">Umidità di risalita e sali solubili: perché bloccare l&#8217;umidità è solo metà del risanamento, e perché l&#8217;asciugatura richiede da mesi ad anni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo un intervento contro l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-risalita-impermeabilizzazione-in/">L&#8217;innalzamento dell&#8217;umidità di risalita in seguito a interventi di impermeabilizzazione dall&#8217;interno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/doppia-barriera-protocollo-renzo-arthome/">Barriere chimiche non occludenti in zona di marea: bastano davvero contro la pressione idrostatica?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">L’umidità igroscopica nell’edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-primaria-e-sali-renzo-arthome/">Umidità di risalita capillare primaria</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radici-stabilita-versanti/">Le radici tengono il terreno solo dove lo attraversano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vegetazione-sui-muri/">Il verde sul muro non è un problema di giardinaggio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">31</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-dei-giunti/">Sul giunto si impermeabilizza un movimento</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-intorno-alla-casa/">Impermeabilizzare il muro è l&#8217;ultima mossa, non la prima</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/costruire-casa-senza-umidita/">La casa asciutta si decide in cantiere</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">Tre centimetri invece di una demolizione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/prima-la-strategia-poi-il-prodotto/">Prima la strategia, poi il prodotto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">La spinta idrostatica nelle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">Il seminterrato fra infiltrazioni, umidità e radon: un approccio integrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/fontana-dei-grifi-allinterno-del-castello-miramare-di-trieste/">Fontana dei Grifi all&#8217;interno del castello Miramare di Trieste</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/interventi-di-impermeabilizzazioni/">Impermeabilizzazioni: come intervenire e quali soluzioni scegliere</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#d9edea;--rahf:#7dbcb5">
<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">16</span></summary>
<ul>
<li class="rahL-qui"><span>L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-problema-non-e-la-pioggia/">Il problema non è la pioggia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">Umidità di rimbalzo (rain splash)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-meteorica-cap/">Umidità meteorica (penetrating damp)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-condensazione/">Umidità da condensazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sindrome-dell-edificio-malato/">Sindrome dell&#8217;edificio malato: cause, sintomi e soluzioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffe-indoor/">Muffe indoor</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">Condensa interstiziale in edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f2e9d5;--rahf:#c9a970">
<summary>Vespai e solai<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-piove-dal-predalles/">Quando piove dal predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-normative-e-calcoli/">Vespaio aerato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1431-2/">Le infiltrazioni nei predalles: analisi e metodologie di intervento</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#f5e3dc;--rahf:#cf9484">
<summary>Casi Studio<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f4eecb;--rahf:#c9b954">
<summary>Norme e libro<span class="rahL-n">5</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/normativa-salubrita-edifici/">Quadro normativo sulla salubrità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1443-2/">Materiali da costruzione radioattivi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pubblicato-il-libro-murature-umide-cause-e-rimedi/">Pubblicato il libro “Murature umide: cause e rimedi”</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#ebedf0;--rahf:#a7adb8">
<summary>Altri articoli<span class="rahL-n">1</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pavimenti-in-resina-nei-dettagli/">I pavimenti in resina nei dettagli</a></li>
</ul>
</details>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le radici tengono il terreno solo dove lo attraversano</title>
		<link>https://www.renzo-arthome.com/radici-stabilita-versanti/</link>
					<comments>https://www.renzo-arthome.com/radici-stabilita-versanti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[renzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 16:41:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Diagnosi e metodo]]></category>
		<category><![CDATA[diagnostica]]></category>
		<category><![CDATA[drenaggio perimetrale]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[pluviali]]></category>
		<category><![CDATA[vegetazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.renzo-arthome.com/?p=4960</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le radici aggiungono al terreno una resistenza che si misura, e nel calcolo di stabilità di un pendio entra come una coesione in più. La danno però solo nello strato che attraversano, di solito entro il metro o il metro e mezzo, e il rinforzo si perde con la profondità, con il taglio del bosco e con la terra che la pioggia porta via. Con dieci tavole, dieci fotografie e i passi per chi ha la casa vicino a un pendio.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/radici-stabilita-versanti/">Le radici tengono il terreno solo dove lo attraversano</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style='font-size:19px;color:#5a6577'><em>Le radici aggiungono al terreno una resistenza che si misura, e che nel calcolo di stabilità di un pendio entra come una coesione in più. La danno però solo nello strato che attraversano, di solito entro il metro o il metro e mezzo, e il rinforzo si perde con la profondità, con il taglio del bosco e con la terra che la pioggia porta via fra una radice e l&#8217;altra.</em></p>
<p>Lungo un sentiero che corre al piede di una scarpata boscata c&#8217;è una parete di terra chiara e sabbiosa, con ghiaia e qualche ciottolo arrotondato. In cima crescono arbusti e alberi. Sotto il ciglio pendono decine di radici, sottili e grosse, e fra una radice e l&#8217;altra la terra non c&#8217;è più. Al piede, tre pali di legno sono piantati lungo il bordo del sentiero, e un&#8217;asse posata a terra ne segna il margine.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto1-la-scarpata-lungo-il-sentiero.jpg" alt="Radici e stabilità dei versanti: una scarpata di terra chiara lungo un sentiero sterrato, con tre pali di legno al piede e un'asse posata a terra sul bordo; a sinistra radici scoperte escono dalla parete, in alto arbusti e alberi" class="wp-image-4940" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto1-la-scarpata-lungo-il-sentiero.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto1-la-scarpata-lungo-il-sentiero-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto1-la-scarpata-lungo-il-sentiero-1024x576.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto1-la-scarpata-lungo-il-sentiero-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto1-la-scarpata-lungo-il-sentiero-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 1. La scarpata vista lungo il sentiero. Al piede, tre pali di legno e un&#8217;asse posata a terra segnano il bordo del sentiero. La parete è di terra chiara, con ghiaia, ciottoli e una pietra più grossa; a sinistra le radici escono dalla faccia, in cima crescono arbusti e alberi. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<div id="rahTOC" style="border:1px solid #e2e5ea;border-radius:6px;padding:20px 24px;margin:0 0 32px;background:#fafbfc">
<p style="margin:0 0 10px;font-weight:600;color:#1a2233;font-size:16px">Indice</p>
<ol style="margin:0;padding-left:20px;line-height:1.6">
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#chi-ha-cominciato-a-misurare-le-radici" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Chi ha cominciato a misurare le radici</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-parole-che-servono" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le parole che servono</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#che-cosa-fanno-le-radici-al-terreno" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Che cosa fanno le radici al terreno</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-modello-di-wu-e-waldron-e-perche-sovrastima" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il modello di Wu e Waldron, e perché sovrastima</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#quanto-valgono-le-radici-in-numeri" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Quanto valgono le radici, in numeri</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#radici-fini-e-radici-grosse-erbe-e-piante-legnose" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Radici fini e radici grosse, erbe e piante legnose</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#quali-piante-le-misure-fatte-in-italia" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Quali piante: le misure fatte in Italia</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#radici-e-stabilita-dei-versanti-fin-dove-arriva-il-rinforzo" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Radici e stabilità dei versanti: fin dove arriva il rinforzo</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-radici-e-lacqua" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le radici e l&#8217;acqua</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-radici-e-lerosione-della-superficie" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le radici e l&#8217;erosione della superficie</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-scarpata-del-sentiero-fotografia-per-fotografia" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La scarpata del sentiero, fotografia per fotografia</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#quando-le-radici-se-ne-vanno-taglio-incendio-invecchiamento" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Quando le radici se ne vanno: taglio, incendio, invecchiamento</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#ingegneria-naturalistica-le-radici-come-materiale-da-costruzione" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Ingegneria naturalistica: le radici come materiale da costruzione</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#dopo-i-lavori-controlli-e-manutenzione" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Dopo i lavori: controlli e manutenzione</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#come-si-mette-la-radice-nel-calcolo" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Come si mette la radice nel calcolo</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-scorciatoie-che-non-tengono" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le scorciatoie che non tengono</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#se-la-casa-sta-sotto-o-sopra-un-pendio-che-cosa-si-fa-in-ordine" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Se la casa sta sotto o sopra un pendio: che cosa si fa, in ordine</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-sintesi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In sintesi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#dal-cantiere" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Dal cantiere</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#domande-frequenti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Domande frequenti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-conclusione" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In conclusione</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#nota-sui-calcoli" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Nota sui calcoli</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#fonti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Fonti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lautore" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;autore</a></li>
</ol>
</div>
<p>Le fotografie di questo articolo le ho scattate lì. Davanti a una parete così si sente spesso la stessa frase: «ci sono gli alberi, le radici tengono la terra». Le radici, infatti, sono ancora al loro posto. È la terra fra le radici che se n&#8217;è andata.</p>
<p>La parete mostra in piccolo il rapporto fra radici e stabilità dei versanti. In alto, dove il terreno è pieno di radici, lo strato regge. Sotto, dove le radici diradano, la faccia è arretrata e le radici pendono nel vuoto. Le radici tengono davvero, ma solo dove attraversano il terreno, e solo finché il terreno resta intorno a loro.</p>
<p>In Italia questa distinzione pesa. Il rapporto dell&#8217;ISPRA sul dissesto idrogeologico, edizione 2024 pubblicata nel 2025, conta oltre 636.000 frane nell&#8217;Inventario dei fenomeni franosi in Italia (IFFI). Coprono circa 25.000 chilometri quadrati, l&#8217;8,3 per cento del territorio, e sono, scrive lo stesso rapporto, i due terzi delle frane censite in Europa. Circa il 28 per cento sono fenomeni rapidi: crolli e colate di fango e detrito.</p>
<p>Fra le cause, il rapporto indica le piogge brevi e intense e l&#8217;abbandono dei versanti terrazzati. Indica anche gli incendi, che tolgono al suolo la copertura vegetale e lo espongono alle frane superficiali. Le aree che i Piani di assetto idrogeologico classificano a pericolosità da frana, insieme alle aree di attenzione, sono il 23 per cento del territorio. Rispetto alla mappa del 2020-2021 sono cresciute del 15 per cento, e l&#8217;ISPRA lega l&#8217;aumento a studi di maggior dettaglio e alla mappatura di nuove frane. La popolazione a rischio frane è di 5,7 milioni di abitanti, di cui 1,28 milioni nelle aree a pericolosità elevata e molto elevata (classi P3 e P4).</p>
<p>Quanto possano le radici contro queste cause dipende da tre misure: quanta resistenza aggiungono al terreno, fin dove arrivano e per quanto tempo durano. La geotecnica e la ricerca forestale le hanno fatte a partire dagli anni Settanta, e da quelle misure si torna poi alla parete del sentiero, fotografia per fotografia.</p>
<h2 id="chi-ha-cominciato-a-misurare-le-radici">Chi ha cominciato a misurare le radici</h2>
<p>La legge italiana lega l&#8217;uso dei boschi e dei terreni montani alla stabilità dei versanti da più di un secolo. Il regio decreto-legge 30 dicembre 1923, n. 3267, riordina la legislazione sui boschi e sui terreni montani. All&#8217;articolo 1 sottopone a vincolo «per scopi idrogeologici» i terreni che, usati in modo contrario alle sue regole, possono «subire denudazioni, perdere la stabilità o turbare il regime delle acque». Da lì nasce il vincolo idrogeologico. Il decreto però non dice quanto tiene una radice: le misure arrivano circa cinquant&#8217;anni dopo.</p>
<p>Fra le prime prove sistematiche ci sono quelle di laboratorio di L. J. Waldron. Nel 1977 pubblicò sul Soil Science Society of America Journal le prove di taglio diretto su colonne di terreno di 25 centimetri di diametro, attraversate da radici di erba medica, orzo e pino. In tutti i casi le radici aumentavano la resistenza al taglio. L&#8217;erba medica di un anno, al contatto fra uno strato di ghiaia e sabbia e il terreno sopra, la portava fino a cinque volte quella del terreno nudo. L&#8217;effetto dell&#8217;orzo calava con la profondità, da 15 a 30 a 45 centimetri.</p>
<p>Due anni dopo, nei boschi da legname del Nord America, le misure diventarono un modello. A Prince of Wales Island, in Alaska, Tien H. Wu, William P. McKinnell e Douglas N. Swanston misurarono le pressioni dell&#8217;acqua nei pori e la resistenza al taglio dei terreni, su versanti con il bosco e dopo il taglio. Nel 1979, sul Canadian Geotechnical Journal, pubblicarono un modello del sistema terreno-radici. I fattori di sicurezza calcolati erano in accordo con il comportamento osservato dei pendii. Il fattore di sicurezza è il rapporto fra la resistenza del terreno e lo sforzo che lo spinge a scivolare. Trovarono anche che, dopo il taglio, le radici marcivano e la resistenza del terreno calava. Il modello che porta i nomi di Wu e di Waldron, e che si usa ancora, viene da questi lavori degli anni Settanta.</p>
<p>Nel 1981 Waldron e Suren Dakessian allargarono il modello e trovarono un limite. In un terreno franco-argilloso saturo il rinforzo era fermato dall&#8217;aderenza fra radice e terreno, dell&#8217;ordine di 25 grammi per centimetro quadrato, circa 2,45 kPa, prima ancora che dalla resistenza delle radici. Le radici, cioè, tendevano a sfilarsi prima di rompersi.</p>
<p>Le prove dicevano quanto tiene una radice; restava da vedere quanto tiene un bosco intero. Negli stessi anni Donald H. Gray e Walter F. Megahan studiarono due piccoli bacini della Boise National Forest, in Idaho, su suoli sottili e grossolani. Conclusero che il bosco dava spesso il margine di sicurezza decisivo, per quattro vie. La prima è il rinforzo delle radici. La seconda è l&#8217;acqua tolta al suolo con l&#8217;intercettazione e la traspirazione. La terza è la regolazione della neve, di quanta se ne accumula e di come si scioglie. La quarta è l&#8217;effetto ad arco del terreno fra un fusto e l&#8217;altro: il terreno spinto verso valle si appoggia ai fusti, come un arco alle sue spalle. Con il taglio o con l&#8217;incendio questi effetti si perdevano, e le frane diventavano più frequenti.</p>
<p>Per capire il meccanismo, nel 1983 Gray e Harukazu Ohashi provarono in laboratorio sabbia armata con fibre naturali, sintetiche e fili metallici. La resistenza cresceva in proporzione alla quantità di fibre. Era massima con le fibre inclinate di 60 gradi sul piano di taglio, e restava simile in sabbia sciolta e in sabbia densa. Gli autori collegavano il risultato ai pendii sabbiosi e alle dune tenute dalle piante pioniere.</p>
<p>Nei paesi di lingua tedesca, intanto, la pratica correva avanti. La cronologia dell&#8217;AIPIN riportata nel manuale della Regione Lazio del 2005 indica come primo libro intitolato Ingenieurbiologie quello di Kruedener, del 1951. Nel 1973 l&#8217;austriaco Hugo Meinhard Schiechtl pubblicò Sicherungsarbeiten im Landschaftsbau, tradotto in italiano nello stesso anno come Bioingegneria forestale.</p>
<p>In Italia la tecnica e la legge si muovono negli stessi anni. Nel 1989 nasce a Trieste l&#8217;Associazione italiana per l&#8217;ingegneria naturalistica (AIPIN). Nello stesso anno la legge 18 maggio 1989, n. 183, sulla difesa del suolo, porta nella legislazione, come ricordano Mazzanti, Guarnieri e Preti nel manuale della Regione Lazio, «il concetto di intervento di riassetto idrogeologico e idraulico-forestale a livello di bacino idrografico». L&#8217;AIPIN, al primo congresso, a Torino nel 1990, sceglie il termine «ingegneria naturalistica» come traduzione di Ingenieurbiologie, e lascia «bioingegneria» perché si confondeva con la bioingegneria medica.</p>
<p>Nello stesso anno la legge 2 maggio 1990, n. 102, per la ricostruzione della Valtellina dopo le avversità atmosferiche dell&#8217;estate 1987, fa il primo passo nelle leggi dello Stato. All&#8217;articolo 6, comma 3, chiede che le sistemazioni idrogeologiche nelle aree di maggior pregio ambientale si facciano «preferibilmente con l&#8217;impiego di tecniche di bioingegneria». Nel 2001 l&#8217;APAT, l&#8217;Agenzia per la protezione dell&#8217;ambiente e per i servizi tecnici, presenta l&#8217;Atlante delle opere di sistemazione dei versanti, ristampato nel 2002. L&#8217;APAT lo presenta come il primo volume che riunisce le opere della geotecnica tradizionale e quelle dell&#8217;ingegneria naturalistica, da usare insieme. Seguono i manuali della Regione Lazio: il volume sui versanti, di Giuliano Sauli, Paolo Cornelini e Federico Preti, è del 2005; il manuale di dimensionamento di Gino Menegazzi e Fabio Palmeri è del 2013.</p>
<p>Nel 2006 la legge 183 è stata abrogata dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, che nella parte terza regola oggi la difesa del suolo. All&#8217;articolo 56 il decreto elenca le attività di difesa del suolo. La prima è la sistemazione del suolo nei bacini idrografici «con interventi idrogeologici, idraulici, idraulico-forestali, idraulico-agrari, silvo-pastorali, di forestazione e di bonifica, anche attraverso processi di recupero naturalistico, botanico e faunistico». Un&#8217;altra è «la difesa e il consolidamento dei versanti e delle aree instabili». Le piante, cioè, sono fra gli strumenti della difesa del suolo; quanto tengano, la legge non lo dice.</p>
<p>Il calcolo, intanto, veniva corretto. Che il modello di Wu e Waldron sovrastimi il rinforzo era già noto dagli anni Ottanta, come riporta la rassegna di Masi, Segoni e Tofani. Nel 2005 Natasha Pollen e Andrew Simon hanno mostrato di quanto, con un modello a fascio di fibre: il modello semplice suppone che tutte le radici si rompano insieme. Nel 2010 Massimiliano Schwarz, Denis Cohen e Dani Or hanno proposto un modello a fasci di radici che segue la rottura passo dopo passo, al crescere dello spostamento. Nel 2016 e nel 2017 Chiara Vergani e colleghi hanno misurato quanto in fretta il rinforzo si perde dopo il taglio, in un bosco di abete rosso delle Alpi svizzere, e ne hanno tratto le conseguenze per i cedui europei. Nel 2025 Marco Uzielli, Federico Preti e colleghi, su un versante vicino a Firenze, hanno scritto che le soluzioni basate sulla natura valgono per le instabilità quasi superficiali, perché le radici stanno per lo più a poca profondità.</p>
<p>Ogni passo ha corretto il precedente. Negli anni Settanta le prove hanno dimostrato che le radici tengono. Dagli anni Ottanta si sa che tengono meno di quanto dice il modello semplice, dal 2005 si sa di quanto, e dal 2010 che la loro forza dipende dallo spostamento. Con gli studi sul taglio del bosco si è misurato per quanto tempo tengono. Oggi la ricerca dice anche dove smettono di tenere: sotto lo strato che attraversano servono altre opere.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1238" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r1-chi-ha-misurato-le-radici.png" alt="Linea del tempo delle leggi e delle ricerche su radici e stabilità dei versanti dal 1923 al 2025, con le correzioni successive al modello di Wu e Waldron" class="wp-image-4941" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r1-chi-ha-misurato-le-radici.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r1-chi-ha-misurato-le-radici-300x232.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r1-chi-ha-misurato-le-radici-1024x792.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r1-chi-ha-misurato-le-radici-768x594.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r1-chi-ha-misurato-le-radici-1536x1188.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Tavola R1. Le leggi e le ricerche, in ordine di data: dal vincolo idrogeologico del 1923 alle prove di Waldron e al modello di Wu, McKinnell e Swanston, fino alle correzioni del 2005 e del 2010, agli studi sul taglio del bosco e alle soluzioni combinate di Uzielli e colleghi (2025). Le date sono in ordine, non in scala.</figcaption></figure>
<h2 id="le-parole-che-servono">Le parole che servono</h2>
<p><strong>Rinforzo radicale, o coesione radicale (Cr).</strong> È la resistenza al taglio in più che le radici danno al terreno che attraversano. Si misura in kilopascal (kPa): un kPa è un kilonewton su un metro quadrato. Nel calcolo si somma alla coesione del terreno, per questo si chiama anche coesione apparente.</p>
<p><strong>Resistenza a trazione della radice (Tr).</strong> È la forza che rompe una radice tirata, divisa per l&#8217;area della sua sezione. Si misura in megapascal (1 MPa = 1.000 kPa). A parità di area, le radici sottili resistono più di quelle grosse.</p>
<p><strong>Rapporto d&#8217;area radicale (RAR).</strong> È la frazione di un piano di terreno occupata dalle sezioni delle radici che lo attraversano. Un RAR di 0,0005 vuol dire 5 centimetri quadrati di radici su un metro quadrato di piano.</p>
<p><strong>Superficie di scivolamento.</strong> È il piano, o la superficie curva, lungo cui una massa di terreno scorre su quello sottostante. Le Norme tecniche per le costruzioni del 2018 (NTC 2018) la chiamano superficie di scorrimento; nel modello di Wu e Waldron, come nelle prove di taglio in laboratorio, è il piano di taglio.</p>
<p><strong>Frana superficiale.</strong> È una frana con la superficie di scivolamento a poca profondità, dentro la coltre di terreno che copre la roccia o uno strato più compatto. La innesca di solito una pioggia intensa, e spesso si trasforma in una colata rapida (Masi, Segoni e Tofani, 2021).</p>
<p><strong>Fattore di sicurezza (FS).</strong> È il rapporto fra la resistenza al taglio disponibile lungo la superficie di scivolamento e la tensione di taglio che agisce su di essa (NTC 2018, punto 6.3.4). Sotto 1, il pendio cede.</p>
<p><strong>Pendio indefinito.</strong> È lo schema di calcolo più semplice: un pendio con la stessa inclinazione in ogni punto e di lunghezza molto grande, con la superficie di scivolamento piana e parallela al pendio. Si usa per le coltri sciolte su un substrato più resistente (Menegazzi e Palmeri, 2013).</p>
<p><strong>Radici fini e radici grosse.</strong> Nella rassegna di Vergani e colleghi (2017) le radici fini hanno un diametro sotto i 2 millimetri, le grosse sopra; quelle oltre il centimetro gli autori le trattano a parte.</p>
<p><strong>Apparato fascicolato, fittonante, superficiale.</strong> Il manuale di Menegazzi e Palmeri li distingue per come la quantità di radici cambia con la profondità. Nel fascicolato è quasi uniforme fino alla profondità massima. Nel fittonante cala in modo lineare. Nel superficiale cala in fretta, con una legge esponenziale o simile.</p>
<p><strong>Ingegneria naturalistica.</strong> Sono le opere contro l&#8217;erosione, di stabilizzazione e di consolidamento fatte con piante vive. Le piante lavorano insieme ad altri materiali, come legname, pietrame e terra (Sauli, Cornelini e Preti, 2005).</p>
<p><strong>Ceduo e fustaia.</strong> Il ceduo è un bosco che si rinnova dai polloni delle ceppaie tagliate. La fustaia è un bosco d&#8217;alto fusto, in cui gli alberi non vengono tagliati per farli ributtare dalla ceppaia.</p>
<p><strong>Erosione da impatto, diffusa, a rigagnoli, per solchi.</strong> Sono i gradi dell&#8217;erosione dell&#8217;acqua. Le gocce staccano i granuli; un velo d&#8217;acqua li porta via fra un rigagnolo e l&#8217;altro; poi l&#8217;acqua si incanala nei rigagnoli e infine nei solchi (Gyssels e colleghi, 2005).</p>
<h2 id="che-cosa-fanno-le-radici-al-terreno">Che cosa fanno le radici al terreno</h2>
<p>Il terreno resiste bene alla compressione e poco alla trazione. Le radici, al contrario, resistono bene alla trazione e poco alla compressione (Masi, Segoni e Tofani, 2021). Insieme lavorano come un materiale composito. Quando il terreno comincia a scorrere lungo un piano, le radici che lo attraversano si allungano, si tendono e prendono una parte dello sforzo.</p>
<p>La resistenza del terreno radicato dipende da tre cose: la resistenza del terreno, quella delle radici e l&#8217;aderenza fra i due (stessa fonte). Contano poi il numero delle radici, il loro diametro e la loro rigidezza. Contano il rapporto fra lunghezza e diametro, quanto sono diritte e come sono orientate rispetto alla deformazione.</p>
<p>Una radice tesa può finire in due modi. Si rompe, se l&#8217;aderenza con il terreno è più forte della radice. Si sfila, se è più debole. Quale delle due cose succeda, secondo il diametro, le fonti non lo dicono allo stesso modo. La rassegna di Masi, Segoni e Tofani (2021) riprende uno studio di Ennos (1990) su piantine di porro. Scrive che le radici fini si rompono restando al loro posto, e che le grosse possono sfilarsi senza rompersi. La rassegna di Vergani e colleghi (2017) riprende invece le prove di sfilamento di Schwarz, Cohen e Or (2011) su fasci di radici veri. Lì le radici sotto i 3 millimetri tendono a sfilarsi e le più grosse a rompersi, come si vede di solito sul campo.</p>
<p>La forza di una radice non arriva subito. Nel modello di Schwarz, Cohen e Or (2010) le radici fini danno il massimo entro i primi 5 centimetri di spostamento. Una radice di 20 millimetri può arrivare alla sua forza massima di sfilamento dopo 10 centimetri. Le radici fini tengono per prime. Quelle grosse tengono più a lungo, quando nel terreno si aprono già le fessure di trazione.</p>
<p>Quanta di questa forza arriva al pendio dipende da dove passano le radici rispetto alla frana. Schwarz e colleghi distinguono tre modi in cui le radici tengono un pendio, come riporta la rassegna di Vergani e colleghi (2017). Il primo, il più efficace, è il rinforzo di base: le radici attraversano la superficie di scivolamento di una frana superficiale e si ancorano nello strato stabile sotto. Il secondo è l&#8217;irrigidimento della massa che scivola, quando gli apparati di piante vicine si intrecciano. Il terzo è il rinforzo laterale: le radici lavorano ai bordi della frana, dove si aprono le fessure di trazione. Quando le radici non arrivano alla superficie di scivolamento, il loro contributo cala, e di quanto dipende dalle dimensioni della frana.</p>
<p>In questi meccanismi radici grosse e radici fini hanno compiti diversi. Le radici legnose grosse ancorano la coltre allo strato più stabile, attraverso i piani di debolezza. Le radici fini fanno da rete di rinforzo dentro la coltre (Vergani e colleghi, 2017). Fusti e radici delle piante legnose possono anche fare da contrafforte e da spalla d&#8217;arco contro le spinte verso valle (stessa fonte, che riprende Gray e Sotir, 1996). Nei suoli sottili le radici entrano nelle fessure della roccia e si ancorano in profondità. Crescendo, però, possono anche allargare le fessure e disgregare la roccia (Masi, Segoni e Tofani, 2021).</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1238" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r2-i-tre-modi-in-cui-le-radici-tengono.png" alt="Sezione di un versante con una frana superficiale su roccia fratturata: radici di un albero che attraversano la superficie di scivolamento e scendono nelle fessure, radici di arbusti intrecciate nella coltre, radici che attraversano la fessura di trazione a monte" class="wp-image-4942" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r2-i-tre-modi-in-cui-le-radici-tengono.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r2-i-tre-modi-in-cui-le-radici-tengono-300x232.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r2-i-tre-modi-in-cui-le-radici-tengono-1024x792.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r2-i-tre-modi-in-cui-le-radici-tengono-768x594.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r2-i-tre-modi-in-cui-le-radici-tengono-1536x1188.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Tavola R2. I tre modi in cui le radici tengono un pendio, distinti da Schwarz e colleghi come riporta la rassegna di Vergani e colleghi (2017): il rinforzo di base, quando attraversano la superficie di scivolamento e si ancorano sotto, qui nelle fessure della roccia; l&#8217;irrigidimento, quando gli apparati di piante vicine si intrecciano; il rinforzo laterale, ai bordi della frana. Rappresentazione fuori scala.</figcaption></figure>
<h2 id="il-modello-di-wu-e-waldron-e-perche-sovrastima">Il modello di Wu e Waldron, e perché sovrastima</h2>
<p>Il modo più usato per mettere le radici nel calcolo è il modello di Wu e Waldron. Immagina radici diritte e perpendicolari al piano di taglio. Quando il terreno scorre, ogni radice si inclina e si tende, e la sua forza di trazione si divide in due parti. La parte parallela al piano si oppone direttamente allo scorrimento. La parte perpendicolare stringe il terreno sul piano e ne aumenta l&#8217;attrito.</p>
<p>Il rinforzo vale allora Cr = k · Tr · RAR. Il fattore k tiene conto dell&#8217;inclinazione della radice e dell&#8217;angolo d&#8217;attrito del terreno. Gli studi di Wu riassunti da Menegazzi e Palmeri (2013) mostrano che, al variare dell&#8217;angolo d&#8217;attrito e dell&#8217;inclinazione della radice, k sta fra 1,0 e 1,3. Wu, McKinnell e Swanston, nel 1979, hanno fissato 1,2, e la formula corrente è diventata Cr = 1,2 · Tr · RAR (Masi, Segoni e Tofani, 2021). Menegazzi e Palmeri usano 1,15; Pollen-Bankhead ha trovato più adatto 1,0, come riporta la rassegna di Masi e colleghi.</p>
<p>Un esempio dà l&#8217;ordine di grandezza. Prendo radici con una resistenza media di 20 MPa, dentro i valori più frequenti, fra 15 e 25 MPa, indicati da Menegazzi e Palmeri. Prendo un RAR di 0,0005, il valore più basso misurato da Wu nel 1976, come riporta lo stesso manuale. La formula dà 1,2 × 20.000 kPa × 0,0005 = 12 kPa. Cinque centimetri quadrati di radici su un metro quadrato di piano aggiungono così una resistenza pari al peso di 60 centimetri di terreno saturo, a 20 kN/m³, su quel metro quadrato.</p>
<p>Quei 12 kPa sono un tetto. Il modello suppone che tutte le radici lavorino insieme, alla loro resistenza massima, e si rompano nello stesso istante. In un terreno che scorre le radici hanno resistenze diverse, si tendono in tempi diversi e si rompono una dopo l&#8217;altra. Quando una cede, il suo carico passa alle vicine.</p>
<p>Pollen e Simon (2005) hanno applicato a questo processo i modelli a fascio di fibre della scienza dei materiali. Hanno usato le prove di trazione di 12 specie delle rive dei fiumi e hanno confrontato i risultati con prove di taglio diretto su campioni con e senza radici. Quando le forze in gioco bastavano a rompere tutte le radici, il modello perpendicolare sovrastimava il rinforzo fino al 50 per cento. Quando non bastavano, la sovrastima cresceva di un ordine di grandezza. Su una sponda alta 3 metri, la differenza fra i fattori di sicurezza dei due modelli andava da 0,13 a 2,39, secondo la specie.</p>
<p>Le altre stime vanno nella stessa direzione. Menegazzi e Palmeri scrivono che i valori del modello superano quelli misurati da 2 a 3 volte, probabilmente perché le radici non si mobilitano tutte insieme. Preti e Giadrossich (2009), sulla base della letteratura, parlano di oltre il 200 per cento, e considerano i valori del modello dei massimi. Su un versante toscano, riporta la rassegna di Masi e colleghi, il modello di Wu ha sovrastimato il fattore di sicurezza fino al 10 per cento, con un errore che cresce per le frane più piccole. Divisi per 2 o per 3, i 12 kPa dell&#8217;esempio diventano da 4 a 6 kPa.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1238" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r3-il-modello-di-wu-e-perche-sovrastima.png" alt="Schema del modello di Wu e Waldron: una radice perpendicolare al piano di taglio che nella zona di taglio si inclina e si tende, la sua forza scomposta in una parte parallela e una perpendicolare al piano, e un righello con gli spostamenti ai quali le radici fini e una radice grossa arrivano al massimo" class="wp-image-4943" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r3-il-modello-di-wu-e-perche-sovrastima.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r3-il-modello-di-wu-e-perche-sovrastima-300x232.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r3-il-modello-di-wu-e-perche-sovrastima-1024x792.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r3-il-modello-di-wu-e-perche-sovrastima-768x594.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r3-il-modello-di-wu-e-perche-sovrastima-1536x1188.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Tavola R3. Come il modello di Wu e Waldron mette la radice nel calcolo, Cr = k · Tr · RAR, e perché il suo valore è un tetto. Il modello fa rompere tutte le radici insieme; nel terreno cedono una dopo l&#8217;altra. Con i numeri dell&#8217;esempio il modello dà 12 kPa; le misure, scrivono Menegazzi e Palmeri (2013), danno da 2 a 3 volte meno.</figcaption></figure>
<p>Invece di dividere il tetto per 2 o per 3, la rottura progressiva delle radici si può anche calcolare. Il modello a fasci di radici di Schwarz, Cohen e Or (2010) calcola la forza del fascio in funzione dello spostamento, radice per radice. Tiene conto del diametro, della lunghezza, della tortuosità e della rigidezza delle radici, e del tipo di terreno. Nel 2013 Schwarz, Giadrossich e Cohen hanno aggiunto la variabilità della resistenza dentro ogni classe di diametro, con una distribuzione statistica di Weibull. Il modello si chiama RBMw, e con i loro dati l&#8217;esponente della distribuzione si può tenere uguale a 2.</p>
<p>Con i modelli a fasci si vede anche quali radici contano di più. Cohen e Schwarz (2017) hanno simulato un versante con una radura al centro. Nei casi provati, le radici di diametro intermedio, fra 5 e 20 millimetri, davano il contributo maggiore. La trazione delle radici a monte riduceva la compressione del terreno a valle, dove il pendio cede.</p>
<p>In pratica il modello di Wu e Waldron serve a dare un tetto e a confrontare le specie fra loro. Il valore da usare in un calcolo va ridotto, oppure misurato con prove di taglio in sito, come nella procedura del capitolo «Come si mette la radice nel calcolo».</p>
<h2 id="quanto-valgono-le-radici-in-numeri">Quanto valgono le radici, in numeri</h2>
<p>Misurati o calcolati, i valori pubblicati coprono intervalli larghi: dipendono dalla specie, dal suolo, dall&#8217;età e dal metodo di misura. La tabella ne raccoglie una parte, ciascuno con la sua fonte.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Grandezza</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Valore</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Dove e come</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Fonte</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Resistenza a trazione Tr</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>4-20 MPa per le erbe, 5-70 MPa per gli alberi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>valori tipici di letteratura</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Coppin e Richards (1990), come riporta Masi et al. (2021)</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Resistenza a trazione Tr</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>10-50 MPa, più spesso 15-25 MPa; salici 14-35 MPa</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>valori di letteratura</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Menegazzi e Palmeri (2013)</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Tr della ginestra</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>da 9,7 a 65 MPa, media 31,7 MPa</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>98 radici provate, Toscana</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Preti e Giadrossich (2009)</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Rapporto d&#8217;area RAR</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>da 0 a 0,0002; 0,0005-0,0017; 0,0004; 0,00045</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Giappone e Stati Uniti</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Endo e Tsuruta (1969), Wu (1976), Burroughs e Thomas (1977), Gray e Megahan (1981), come riportano Menegazzi e Palmeri (2013)</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>RAR nei primi 10 cm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>dallo 0,08 allo 0,8 per cento</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>25 specie della macchia, Sud-Est della Spagna</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>De Baets et al. (2008)</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Coesione radicale Cr</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2-8 kPa gli alberi, 6-18 kPa le erbe</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>sponde fluviali</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Simon e Collison (2002)</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Cr laterale, mediane</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>6,8-23,2 kPa nei boschi da produzione, 25,6-94,3 kPa nei boschi naturali</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>41 siti in Oregon</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Schmidt et al. (2001)</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Cr del modello di Wu, primi 10 cm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>fino a 304 kPa (giunco), 244 kPa (graminacea), 134-160 kPa (arbusti)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>valori massimi di calcolo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>De Baets et al. (2008)</td>
</tr>
</table>
</div>
<p>I numeri si leggono in due gruppi. Le resistenze a trazione sono proprietà della radice, in megapascal. Le coesioni sono proprietà del terreno radicato, in kilopascal, e dipendono da quante radici lo attraversano. I valori trovati sul campo vanno da pochi kPa a qualche decina: 2-8 kPa per gli alberi sulle sponde studiate da Simon e Collison, fino a 94,3 kPa di mediana, stimati dalle radici contate e provate, nei boschi naturali di conifere dell&#8217;Oregon. Le centinaia di kPa di De Baets e colleghi sono massimi del modello di Wu nei primi 10 centimetri, e gli autori li usano per mettere in fila le specie.</p>
<p>Schmidt e colleghi hanno trovato anche un&#8217;altra cosa. Certi boschi da produzione di cento anni avevano specie, diametri delle radici e coesione radicale più vicini a quelli di tagliate di dieci anni che a quelli dei boschi naturali. Gli autori ne concludono che il peso della coesione radicale sulle frane non si deduce solo dall&#8217;età del bosco, né dalla presenza di una specie. Il disturbo umano, aggiungono, la cambia per almeno un secolo. Per la stessa variabilità, soprattutto del RAR, il manuale di Menegazzi e Palmeri chiede di stimarla sempre con il rilievo degli apparati radicali e con prove di trazione sulle radici.</p>
<h2 id="radici-fini-e-radici-grosse-erbe-e-piante-legnose">Radici fini e radici grosse, erbe e piante legnose</h2>
<p>Una parte di quella variabilità sta nel diametro delle radici e nel tipo di pianta. A diametri piccoli, le radici delle erbe sono le più resistenti e quelle degli arbusti le meno resistenti. Oltre il millimetro, le radici delle erbe sono più deboli, per unità d&#8217;area, di quelle di alberi e arbusti; sopra i 5 millimetri la differenza si riduce, e le resistenze di erbe e alberi tendono a coincidere (Masi, Segoni e Tofani, 2021).</p>
<p>Le erbe contano sulla quantità. Migliaia di radici fini nei primi centimetri danno un rinforzo forte quando la superficie di scivolamento è poco profonda. Alberi e arbusti portano il rinforzo più in basso, con radici fini e radici legnose insieme. La combinazione più efficace, scrive la stessa rassegna riprendendo Reubens e colleghi (2007), è uno strato fitto di radici fini in superficie, insieme a radici grosse e profonde che attraversano le possibili superfici di scivolamento.</p>
<p>Le radici grosse pesano anche nel fascio. Una radice di 50 millimetri, nell&#8217;esempio di Bassanelli e colleghi riportato da Vergani e colleghi (2017), vale più di 500 radici da 1 millimetro come forza massima del fascio; e per il rinforzo laterale le radici oltre il centimetro contano più di quelle fini (stessa fonte).</p>
<p>Quanto cambi il rinforzo da una specie all&#8217;altra lo mostra uno studio sulla macchia mediterranea. Nel Sud-Est della Spagna De Baets e colleghi (2008) hanno misurato 25 specie. Gli arbusti Salsola genistoides e Atriplex halimus hanno le radici più resistenti, seguiti dalla graminacea Brachypodium retusum. L&#8217;oleandro e la graminacea Avenula bromoides hanno le più deboli. Le graminacee e il giunco Juncus acutus rinforzano molto i primi 10 centimetri. Gli arbusti Anthyllis cytisoides, Retama sphaerocarpa, Salsola e Atriplex rinforzano il terreno fino a mezzo metro.</p>
<h2 id="quali-piante-le-misure-fatte-in-italia">Quali piante: le misure fatte in Italia</h2>
<p>Anche per le piante dei versanti italiani ci sono misure fatte sul posto: sulla ginestra, su tre specie mediterranee, sull&#8217;orniello, sulla roverella e su quattro graminacee. Dicono come lavorano quelle radici e quanto cambiano da uno studio all&#8217;altro; nella scelta contano poi la provenienza delle piante e le regole sulle specie autoctone. Sulla ginestra (Spartium junceum), in Toscana, Preti e Giadrossich (2009) hanno misurato radici, resistenze e attecchimento. La ginestra ha sempre un fittone e molte radici nei primi 10 centimetri. Nelle piante trapiantate il 90 per cento delle radici sta nei primi 20 centimetri; in quelle nate spontanee, il 65 per cento. Gli autori la giudicano efficace per la stabilità fino a circa mezzo metro. Le talee, invece, non hanno attecchito: dopo quasi due anni era morto il 93,4 per cento di quelle senza ormone radicante e il 92,3 per cento di quelle trattate. Per questo gli autori hanno escluso la propagazione per talea.</p>
<p>Le resistenze a trazione cambiano anche fra studi sulla stessa specie. Palmeri e Cornelini, nel manuale della Regione Lazio, riportano i valori medi di piante comuni sulle sponde e sui versanti del Lazio, presi da Dallari e colleghi e da Greenway (1987): 44,6 MPa per la ginestra, 32 MPa per la ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius). Preti e Giadrossich, sulla ginestra toscana, hanno trovato una media di 31,7 MPa. I due valori non si contraddicono: la resistenza cambia con il diametro, e la media dipende dai diametri provati. Un valore medio serve a confrontare le specie; per un calcolo serve la legge fra resistenza e diametro, misurata sulle radici del posto.</p>
<p>Specie diverse rinforzano strati diversi dello stesso terreno. In Basilicata Mattia, Bischetti e Gentile (2005) hanno scavato per intero gli apparati radicali di tre specie mediterranee: una graminacea perenne, Lygeum spartum, e due arbusti, Atriplex halimus e il lentisco (Pistacia lentiscus). Hanno provato a trazione le singole radici, misurato il RAR alle varie profondità e calcolato il rinforzo con il modello di Wu e Waldron. Negli strati superficiali rinforza di più Lygeum spartum, in quelli profondi il lentisco; Atriplex halimus rinforza meno delle altre due. Eppure in Spagna le radici di Atriplex halimus erano fra le più resistenti. Il rinforzo dipende dalla resistenza di ogni radice e anche da quante radici attraversano il terreno, cioè dal RAR della formula di Wu. Con quel modello i valori sono dei massimi, e servono proprio a confrontare le specie fra loro.</p>
<p>Sui pendii le piante cambiano anche la forma dell&#8217;apparato radicale. Nelle ricerche delle università dell&#8217;Insubria e del Molise, piante giovani di ginestra e di orniello (Fraxinus ornus) cresciute su scarpata sviluppavano, dalla parte di monte, «radici più ampie e più resistenti» rispetto alle piante cresciute in piano (Chiatante e colleghi, 2003, come riportano Palmeri e Cornelini nel manuale del Lazio). Di Iorio e colleghi (2005) hanno scavato fino alle radici di 1 centimetro dieci roverelle adulte (Quercus pubescens), cinque su un pendio ripido e cinque su un pendio dolce. Sul pendio ripido le radici laterali si raggruppavano verso monte, e gli autori ne deducono che erano loro, più che il fittone, a dare gran parte dell&#8217;ancoraggio.</p>
<p>Per le erbe perenni c&#8217;è una prova su scarpate di scavo. Ad Altomonte, in Calabria, sulle scarpate aperte per una centrale termoelettrica sono state messe a dimora, fra novembre 2002 e maggio 2003, quattro graminacee perenni dalle radici profonde, fra cui il vetiver. Cazzuffi, Corneo e Crippa (2006) ne hanno seguito la crescita. Nei sopralluoghi dell&#8217;agosto e del novembre 2003 le radici avevano attraversato lo strato di terreno vegetale riportato, spesso 0,2-0,3 metri, ed erano entrate nell&#8217;argilla sotto. Nelle prove di taglio diretto in laboratorio, su campioni di 200 millimetri di diametro presi fino a 1 metro di profondità, le radici aggiungevano da 2 a 15 kPa di coesione, secondo la specie. Il valore più alto l&#8217;hanno dato le radici del vetiver, che erano anche le più resistenti a trazione.</p>
<p>Il vetiver (Chrysopogon zizanioides) è diventato popolare nell&#8217;ingegneria naturalistica per il rinforzo dei versanti (Masi, Segoni e Tofani, 2021). Nei climi tropicali e subtropicali è molto usato e promosso per stabilizzare i pendii, e ha radici fascicolate che arrivano fino a 3 metri di profondità (Stokes e colleghi, 2014, che riprendono Hellin e Haigh, 2002). In Italia, però, è una specie esotica. Già nel 2005 il manuale della Regione Lazio poneva la questione come un problema di deontologia professionale: nelle aree di elevato valore naturalistico vanno usate «solo specie autoctone», «escludendo il vetiver», e nelle aree protette il suo impiego resta escluso finché non si conosce meglio il suo comportamento negli ecosistemi (Sauli e Cornelini, 2005).</p>
<p>La scheda della piantagione di arbusti, nello stesso manuale, chiede che le specie siano «autoctone» e vengano «da materiale da propagazione locale». Nelle aree agricole, urbane e industriali il manuale ammette anche specie naturalizzate, ma considera sempre preferibili quelle autoctone. Anche il regolamento europeo sul ripristino della natura (regolamento UE 2024/1991), per i tre miliardi di alberi da piantare nell&#8217;Unione entro il 2030, chiede di dare priorità alle specie arboree autoctone (articolo 13). Trovarle, però, non è sempre facile. Nel manuale Cornelini e Sauli segnalano che nei vivai si trova la maggior parte degli alberi, ma pochi arbusti: mancano in particolare specie dei generi Salix, Calicotome, Cytisus e Lonicera.</p>
<p>Per le altre specie proposte per le scarpate, come il ligustro, il mirto o il carpino orientale, vale la regola già vista del manuale di Menegazzi e Palmeri. La coesione radicale si stima con il rilievo degli apparati radicali e con le prove di trazione sulle radici del posto.</p>
<h2 id="radici-e-stabilita-dei-versanti-fin-dove-arriva-il-rinforzo">Radici e stabilità dei versanti: fin dove arriva il rinforzo</h2>
<p>Specie e terreno decidono anche fin dove scendono le radici. Nel 2002 H. Jochen Schenk e Robert B. Jackson hanno raccolto 475 profili di radici da 209 località del mondo. In più del 90 per cento dei profili almeno metà delle radici stava nei primi 30 centimetri di suolo, compresi gli orizzonti organici, e il 95 per cento nei primi 2 metri. Le radici scendevano più a fondo nei climi secchi, negli arbusteti rispetto alle praterie e nei suoli sabbiosi rispetto a quelli argillosi o di medio impasto. Il manuale di Menegazzi e Palmeri fa un&#8217;osservazione simile: le piante restano più in superficie nei suoli umidi e ricchi di sostanza organica, e scendono più a fondo in quelli asciutti e poveri.</p>
<p>La profondità massima è un&#8217;altra misura. Canadell e colleghi (1996) hanno raccolto 290 osservazioni su 253 specie. La profondità massima delle radici va da 0,3 metri per specie della tundra a 68 metri per Boscia albitrunca, nel Kalahari. In media è di 7,0 metri per gli alberi, 5,1 per gli arbusti e 2,6 per le erbe. Poche radici profonde, però, danno un RAR piccolo, e la formula di Wu dà un rinforzo in proporzione: per tenere una superficie di scivolamento serve una densità di radici che la attraversi.</p>
<p>Anche nei boschi la densità utile resta in alto: nei cedui, come negli altri boschi, la maggior parte delle radici sta nei primi 30-50 centimetri. Per questo il rinforzo di base su una superficie di scivolamento più profonda è basso o nullo (Vergani e colleghi, 2017). Il manuale di Menegazzi e Palmeri indica uno spessore dello strato rinforzato fra 1 e 1,5 metri. Raccomanda di non contare sulla coesione radicale, per prudenza, oltre 1,5 metri, al massimo 2.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1238" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r4-dove-stanno-le-radici.png" alt="Grafico delle profondità delle radici su una scala in metri: almeno metà delle radici nei primi 30 centimetri in più del 90 per cento dei profili, il 95 per cento entro 2 metri, lo strato rinforzato fra 1 e 1,5 metri e le profondità massime medie di erbe, arbusti e alberi" class="wp-image-4944" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r4-dove-stanno-le-radici.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r4-dove-stanno-le-radici-300x232.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r4-dove-stanno-le-radici-1024x792.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r4-dove-stanno-le-radici-768x594.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r4-dove-stanno-le-radici-1536x1188.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Tavola R4. Le profondità delle radici indicate dalle fonti, in scala fino a 3 metri: i profili del mondo di Schenk e Jackson (2002), la ginestra in Toscana di Preti e Giadrossich (2009), i cedui di Vergani e colleghi (2017), lo strato rinforzato del manuale di Menegazzi e Palmeri (2013) e le profondità massime medie di Canadell e colleghi (1996). La profondità massima di poche radici non è quella del rinforzo.</figcaption></figure>
<p>Oltre alla profondità conta che cosa c&#8217;è sotto la coltre. Lo stesso manuale riprende, in una figura, quattro situazioni tipo di Tsukamoto e Kusakabe (1984). Nel caso A la coltre è sottile e poggia su una roccia compatta in cui le radici non entrano: al contatto resta una superficie debole, e l&#8217;effetto delle radici è leggero. Nel caso B la roccia ha fessure in cui le radici entrano e si ancorano: l&#8217;effetto è significativo, ma meno dove la roccia è poco fratturata. Nel caso C la coltre è più spessa e passa alla roccia attraverso uno strato di transizione, sempre più denso e resistente con la profondità; le radici lo attraversano, e l&#8217;effetto è massimo. Nel caso D la coltre è più spessa della profondità delle radici, e l&#8217;effetto è scarso. Per i casi A e D il manuale cita il rapporto INT-285 del Dipartimento dell&#8217;agricoltura degli Stati Uniti (1992), che suggerisce di usare il 25 e il 15 per cento della coesione radicale del caso C.</p>
<p>Un conto su un caso pubblicato mostra perché la profondità decide. Preti e Giadrossich (2009) hanno verificato un pendio toscano con questi dati: pendenza di 26,5 gradi, circa il 50 per cento; angolo d&#8217;attrito del terreno di 20 gradi; coesione di 1 kPa; peso di volume saturo di 20 kN/m³. Con lo schema del pendio indefinito e il terreno saturo fino alla superficie, il pendio nudo ha fattore di sicurezza 1 a 20 centimetri di profondità, come scrivono gli autori, e scende sotto 1 appena più in basso.</p>
<p>Aggiungo una coesione radicale di 5 kPa, dentro l&#8217;intervallo di 2-8 kPa trovato da Simon e Collison (2002) per le radici degli alberi. La tengo costante fino a 1 metro, lo spessore minimo dello strato radicato indicato da Menegazzi e Palmeri. I risultati sono nella tabella; i conti stanno nella nota in fondo.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Profondità della superficie di scivolamento</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Pendio nudo</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Radici fino a 1 metro</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Radici a ogni profondità</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,20 m</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,00</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>4,13</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>4,13</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,50 m</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,62</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,87</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,87</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,00 m</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,50</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,12</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,12</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,20 m</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,48</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,48</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,00</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,50 m</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,46</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,46</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,87</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2,00 m</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,43</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,43</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,75</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3,00 m</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,41</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,41</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,62</td>
</tr>
</table>
</div>
<p>Dentro lo strato radicato il pendio saturo sta in piedi: a mezzo metro il fattore di sicurezza passa da 0,62 a 1,87. Appena sotto lo strato, la superficie di scivolamento non incontra radici e il fattore torna quello del pendio nudo, 0,50. La coltre radicata, cioè, può scivolare tutta insieme sulla sua base. Anche se le radici scendessero più in basso, il loro effetto calerebbe, perché nel calcolo la coesione è divisa per la profondità. A 2 metri, 5 kPa portano il fattore da 0,43 a 0,75, e non bastano. Se le radici attraversassero il piano a ogni profondità, con quei 5 kPa il pendio arriverebbe al limite a 1,20 metri; senza radici ci arriva a 20 centimetri.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1238" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r5-fattore-di-sicurezza-con-e-senza-radici.png" alt="Grafico del fattore di sicurezza di un pendio saturo in funzione della profondità verticale, con e senza radici: con 5 kPa costanti nel primo metro il pendio sta in piedi fino a quella profondità, appena sotto il fattore torna quello del pendio nudo" class="wp-image-4945" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r5-fattore-di-sicurezza-con-e-senza-radici.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r5-fattore-di-sicurezza-con-e-senza-radici-300x232.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r5-fattore-di-sicurezza-con-e-senza-radici-1024x792.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r5-fattore-di-sicurezza-con-e-senza-radici-768x594.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r5-fattore-di-sicurezza-con-e-senza-radici-1536x1188.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Tavola R5. Il fattore di sicurezza del pendio toscano di Preti e Giadrossich, saturo, al variare della profondità della superficie di scivolamento: senza radici, con una coesione radicale di esempio di 5 kPa costanti nel primo metro, e con la stessa coesione a ogni profondità. I valori sono quelli della tabella qui sopra.</figcaption></figure>
<p>Lo schema del pendio indefinito non conta il rinforzo laterale ai bordi della frana, che pesa in misura diversa secondo le dimensioni della frana (Vergani e colleghi, 2017). Quando le radici non arrivano al piano, quindi, il calcolo sta dalla parte della sicurezza. Dice però con chiarezza dove sta il limite: nello spessore che le radici attraversano.</p>
<h2 id="le-radici-e-lacqua">Le radici e l&#8217;acqua</h2>
<p>Le piante cambiano anche l&#8217;acqua nel terreno, e l&#8217;effetto va nei due versi. Le chiome trattengono una parte della pioggia e la rimandano in aria. Con piogge deboli la trattengono quasi tutta, con piogge intense solo una frazione (Masi, Segoni e Tofani, 2021). Le radici tolgono acqua al suolo con la traspirazione, e il terreno più asciutto ha una suzione, cioè una pressione negativa dell&#8217;acqua nei pori, che ne aumenta la resistenza. Gray e Sotir (1996), come riporta la stessa rassegna, scrivono che un albero può asciugare il terreno fino a tre volte il raggio della chioma.</p>
<p>Dove le piogge superano sempre l&#8217;evapotraspirazione, cioè l&#8217;acqua che il suolo e le piante rimandano in aria, questo effetto è trascurabile. Con piogge moderate, invece, il suolo più asciutto prima dell&#8217;evento può accogliere più acqua (stessa fonte).</p>
<p>Quanto pesi l&#8217;acqua tolta al suolo rispetto al rinforzo delle radici, Simon e Collison (2002) l&#8217;hanno calcolato su sponde fluviali, separando i due effetti. Il loro modello di stabilità lavorava con i dati raccolti sul posto. Dopo un periodo asciutto, nella primavera 2000, gli alberi alzavano il fattore di sicurezza del 32 per cento con le radici e del 71 per cento con l&#8217;acqua tolta al suolo. Dopo un periodo umido, nella primavera 2001, del 46 e del 29 per cento. Le erbe, per via idrologica, lo abbassavano: del 10 e del 15 per cento. In più periodi del 2001 l&#8217;effetto idrologico degli alberi riduceva la stabilità, sempre compensato da quello meccanico.</p>
<p>Nell&#8217;altro verso, le radici aprono vie all&#8217;acqua. I canali lasciati dalle radici che marciscono possono drenare il pendio più in fretta, ma possono anche far entrare più acqua e aumentare il pericolo (Masi, Segoni e Tofani, 2021); studi che misurino questi effetti, avverte la rassegna di Vergani e colleghi (2017), mancano. Anche le radici vive fanno correre l&#8217;acqua. In una prova di laboratorio del 2026 Noviandi, Gomi, Sidle e colleghi hanno provato in una canaletta pendii seminati a pisello, usato come modello di apparato radicale, con 50, 200, 400 e 1.100 fusti per metro quadrato. Con la densità più alta la frana partiva più tardi, ma il terreno si saturava prima, perché l&#8217;acqua correva lungo le radici intrecciate. Con 50 e 200 fusti il pendio cedeva negli stessi tempi di quello nudo. La frana più piccola si è avuta con 400 fusti, e l&#8217;equilibrio migliore stava fra 400 e 1.100.</p>
<p>Lo stesso può succedere sotto un tappeto di rizomi. In Giappone, dopo le piogge del settembre 1998 a Kochi, Hiura e colleghi (2004) hanno trovato boschetti di bambù abbandonati sul luogo, o vicinissimi, in quasi un terzo dei dissesti. Il tappeto di rizomi del bambù lascia passare molta acqua. Quando il piede del pendio viene tagliato, l&#8217;acqua che vi entra provoca erosione e instabilità.</p>
<p>La radice bagnata tiene meno. Hales e Miniat (2017), sugli Appalachi meridionali, hanno misurato un rinforzo più basso nelle conche umide che sui dossi asciutti, perché la resistenza a trazione delle radici cala quando cresce la loro umidità. In laboratorio le radici si sono adattate all&#8217;umidità esterna in poche ore. Durante un temporale lungo, quindi, salgono le pressioni dell&#8217;acqua nei pori e insieme cala il rinforzo.</p>
<p>Al peso del terreno saturo si somma quello degli alberi, che conta poco. Il sovraccarico di una faggeta matura difficilmente supera 2,5 kPa, quanto uno strato di 15 centimetri di terreno sassoso (Masi, Segoni e Tofani, 2021, che riprendono O&#8217;Loughlin, 1974, e Dhakal e Sidle, 2003). Menegazzi e Palmeri indicano da 0,5 a 2 kPa per i boschi d&#8217;alto fusto, e un peso che conta solo per spessori dell&#8217;ordine di 30 centimetri. Nel conto sul pendio toscano, il sovraccarico di 0,4 kPa calcolato da Preti e Giadrossich dal peso delle piante cambia il fattore di sicurezza di meno di tre centesimi. Al peso degli alberi si aggiunge il carico del vento e della neve, e i suoi effetti locali sono poco conosciuti (Vergani e colleghi, 2017). In genere, scrivono gli autori, si può ammettere che non cambino la stabilità d&#8217;insieme di una frana: solo in condizioni estreme possono contribuire a innescarne una superficiale.</p>
<h2 id="le-radici-e-lerosione-della-superficie">Le radici e l&#8217;erosione della superficie</h2>
<p>Il rinforzo radicale lavora contro lo scorrimento di una massa. L&#8217;erosione è un altro processo: la pioggia e l&#8217;acqua che scorre staccano i granuli uno per uno dalla superficie. Gyssels, Poesen, Bochet e Li (2005) hanno raccolto gli studi sull&#8217;erosione dei suoli con radici. Le perdite di suolo calano in modo esponenziale al crescere della quantità di radici, come calano al crescere della copertura vegetale. Il peso delle radici, però, cambia con il tipo di erosione.</p>
<p>Contro l&#8217;erosione da impatto delle gocce le radici non contano: il coefficiente che ne misura l&#8217;effetto vale zero. Contro l&#8217;erosione diffusa contano meno, e la protezione principale viene dalla copertura del suolo. Contro i rigagnoli e i solchi, invece, le radici valgono almeno quanto la copertura. Nei dati raccolti dagli autori, il coefficiente di efficacia delle radici è da 5 a 21 volte più alto per i rigagnoli che per l&#8217;erosione diffusa, secondo come si misura la quantità di radici.</p>
<p>La copertura vuol dire foglie, lettiera, erba e muschio: quello che intercetta le gocce prima che tocchino il terreno. Un pendio può quindi essere stabile contro lo scivolamento e perdere lo stesso terra, granulo dopo granulo, se la sua superficie è nuda. Sulla parete del sentiero succede proprio questo.</p>
<h2 id="la-scarpata-del-sentiero-fotografia-per-fotografia">La scarpata del sentiero, fotografia per fotografia</h2>
<p>Le fotografie sono state scattate in una giornata di sole, senza un riferimento di misura. Descrivono lo stato della parete; non dicono quanti centimetri di terra se ne sono andati, né in quanti anni.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto2-la-parete-di-fronte.jpg" alt="Radici e stabilità dei versanti: la parete di terra chiara vista di fronte, con la vegetazione in alto, una fascia di radici scoperte a metà altezza e la terra nuda fino al piede, due pali di legno e un'asse posata a terra lungo il sentiero" class="wp-image-4946" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto2-la-parete-di-fronte.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto2-la-parete-di-fronte-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto2-la-parete-di-fronte-1024x576.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto2-la-parete-di-fronte-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto2-la-parete-di-fronte-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 2. La stessa parete vista di fronte. Sotto la vegetazione corre una fascia di radici scoperte; più in basso la terra chiara è nuda fino al piede. Al piede, due pali di legno e l&#8217;asse posata a terra. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto3-le-radici-sotto-lo-strato-che-regge.jpg" alt="Primo piano della parete: in alto terreno più scuro con ghiaia e un grosso pezzo di legno grigio che sporge, sotto decine di radici sottili che pendono davanti alla faccia arretrata, più in basso poche radici grosse che scendono fino al piede" class="wp-image-4947" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto3-le-radici-sotto-lo-strato-che-regge.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto3-le-radici-sotto-lo-strato-che-regge-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto3-le-radici-sotto-lo-strato-che-regge-1024x576.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto3-le-radici-sotto-lo-strato-che-regge-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto3-le-radici-sotto-lo-strato-che-regge-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 3. Il tratto con più radici. In alto il terreno è più scuro e pieno di radici, e lo strato regge; a destra sporge un grosso pezzo di legno grigio, un ceppo o una radice morta. Sotto, decine di radici pendono davanti alla faccia arretrata. Più in basso restano poche radici grosse, che scendono fino al piede. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto4-la-radice-grossa-sulla-faccia.jpg" alt="Un altro tratto della scarpata: un tronco inclinato cresce sul ciglio e una radice grossa corre sulla faccia della parete, prima in orizzontale e poi verso il basso; a destra un palo di legno" class="wp-image-4948" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto4-la-radice-grossa-sulla-faccia.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto4-la-radice-grossa-sulla-faccia-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto4-la-radice-grossa-sulla-faccia-1024x576.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto4-la-radice-grossa-sulla-faccia-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto4-la-radice-grossa-sulla-faccia-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 4. Un altro tratto della scarpata. Un tronco inclinato cresce sul ciglio, e una radice grossa corre sulla faccia, prima in orizzontale e poi verso il basso. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto5-radici-fini-nello-strato-superficiale.jpg" alt="Primo piano dello strato superficiale del terreno: radici fini che legano le zolle, un foro scuro fra le zolle, sassi, foglie secche allungate e a destra un germoglio verde" class="wp-image-4949" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto5-radici-fini-nello-strato-superficiale.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto5-radici-fini-nello-strato-superficiale-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto5-radici-fini-nello-strato-superficiale-1024x576.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto5-radici-fini-nello-strato-superficiale-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto5-radici-fini-nello-strato-superficiale-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 5. Lo strato superficiale da vicino. Le radici fini legano le zolle; fra le zolle si apre un foro, forse una tana. A destra spunta un germoglio fra foglie secche allungate, che sembrano di bambù. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto6-il-piede-nudo-con-i-ciottoli.jpg" alt="Il piede della scarpata sotto gli arbusti: terreno nudo e chiaro, ciottoli arrotondati, piccoli fori, rametti secchi e pochi ciuffi d'erba, con due pali di legno" class="wp-image-4950" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto6-il-piede-nudo-con-i-ciottoli.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto6-il-piede-nudo-con-i-ciottoli-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto6-il-piede-nudo-con-i-ciottoli-1024x576.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto6-il-piede-nudo-con-i-ciottoli-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto6-il-piede-nudo-con-i-ciottoli-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 6. Il piede della scarpata sotto gli arbusti: terreno nudo, ciottoli arrotondati, piccoli fori, rametti secchi e pochi ciuffi d&#8217;erba. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<p>Che cosa si legge. La prima cosa è la forma della parete (Fotografie 2 e 3). Lo strato alto, pieno di radici, regge; sotto, dove le radici diradano, la faccia è arretrata. La terra è rimasta dove le radici la attraversano fitte, e se n&#8217;è andata dove non c&#8217;erano radici a tenerla.</p>
<p>La seconda cosa è la superficie. La faccia è nuda: non c&#8217;è erba, non c&#8217;è lettiera, e le radici non coprono il terreno. Contro le gocce e contro l&#8217;acqua che scende sulla faccia la protezione manca, come dicono i dati di Gyssels e colleghi sull&#8217;erosione da impatto e diffusa. Al piede (Fotografia 6) il terreno è nudo anche sotto gli arbusti.</p>
<p>La terza cosa è il taglio. Il sentiero corre al piede del pendio, e la parete ha tutta l&#8217;aria di essere nata dallo scavo del sentiero. Un taglio così somiglia a quello delle strade forestali. La rassegna di Vergani e colleghi (2017), che riprende Sidle e Ochiai (2006), scrive che la costruzione delle strade forestali può aggravare le frane superficiali e l&#8217;erosione.</p>
<p>La quarta cosa riguarda le radici grosse (Fotografie 3 e 4). Corrono sulla faccia e scendono fino al piede: la terra che le avvolgeva se n&#8217;è andata, e loro sono rimaste. Sono le radici che reggono le forze più grandi, e anche le più lente a marcire: le radici fini si rinnovano in pochi mesi, quelle grosse impiegano anni (Vergani e colleghi, 2017).</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto7-il-colletto-scoperto.jpg" alt="In un altro punto del versante, un albero con la base del tronco e le radici principali fuori terra, coperte di muschio, edera sul terreno, foglie secche e un tronco caduto disteso di traverso in primo piano" class="wp-image-4951" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto7-il-colletto-scoperto.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto7-il-colletto-scoperto-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto7-il-colletto-scoperto-1024x576.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto7-il-colletto-scoperto-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto7-il-colletto-scoperto-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 7. In un altro punto del versante, la base di un albero e le sue radici principali sono fuori terra, coperte di muschio. Davanti, un tronco caduto sta disteso di traverso. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto8-il-versante-coperto.jpg" alt="Il versante boscato da vicino: foglie secche, edera, muschio, rami caduti e fusti sottili coprono gran parte del terreno" class="wp-image-4952" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto8-il-versante-coperto.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto8-il-versante-coperto-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto8-il-versante-coperto-1024x576.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto8-il-versante-coperto-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto8-il-versante-coperto-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 8. Il versante boscato da vicino. Foglie secche, edera, muschio e rami a terra coprono gran parte della superficie. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto9-il-versante-boscato.jpg" alt="Il versante boscato visto dal basso: alberi giovani, edera e arbusti, un tronco caduto di traverso e foglie secche sul terreno" class="wp-image-4953" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto9-il-versante-boscato.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto9-il-versante-boscato-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto9-il-versante-boscato-1024x576.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto9-il-versante-boscato-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto9-il-versante-boscato-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 9. Il versante boscato visto dal basso: alberi giovani, edera, arbusti e un tronco caduto di traverso. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="899" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto10-radici-legnose-e-bambu.jpg" alt="Fra la vegetazione, un grosso intrico di radici legnose scoperte giace sul pendio; dietro si vedono fusti che sembrano di bambù e foglie di arbusti" class="wp-image-4954" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto10-radici-legnose-e-bambu.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto10-radici-legnose-e-bambu-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto10-radici-legnose-e-bambu-1024x575.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto10-radici-legnose-e-bambu-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-foto10-radici-legnose-e-bambu-1536x863.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 10. Fra la vegetazione, un grosso intrico di radici legnose scoperte giace sul pendio; dietro si vedono fusti che sembrano di bambù. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<p>Sul versante il quadro cambia (Fotografie 8 e 9). Foglie, edera, muschio e rami coprono il terreno, e nelle fotografie la terra non si vede scavata. È la copertura di cui parlano Gyssels e colleghi. Anche qui, però, c&#8217;è un indizio di terra persa: alla base dell&#8217;albero della Fotografia 7 le radici principali sono fuori terra, coperte di muschio. Se il terreno si è abbassato intorno all&#8217;albero, il muschio dice che è successo da tempo; per esserne certi serve una misura.</p>
<p>Nelle Fotografie 5 e 10 foglie e fusti sembrano di bambù. Se lo è, vale l&#8217;avvertenza di Hiura e colleghi: il tappeto di rizomi lascia entrare molta acqua, e con il piede del pendio tagliato quell&#8217;acqua può provocare erosione e instabilità.</p>
<p>Che cosa non si legge. Le fotografie non dicono se la parete perde terra più con la pioggia o per il suo stesso peso, quando è asciutta. Non dicono nemmeno se la parte alta rischia di scivolare tutta insieme. Per saperlo servono misure.</p>
<p>Le radici scoperte, però, si possono usare come un metro. Bodoque e colleghi (2005), sulla Sierra de Guadarrama, in Spagna, hanno datato l&#8217;anno in cui le radici di pino silvestre sono rimaste scoperte, dagli anelli di crescita e dai cambiamenti del legno nelle sezioni delle radici. Dividendo lo spessore di suolo perso per gli anni hanno ottenuto da 1,7 a 2,6 millimetri l&#8217;anno lungo un sentiero molto frequentato, per 101 anni: fra 17 e 26 centimetri in un secolo. In un bosco rado di leccio hanno trovato da 1,1 a 1,8 millimetri l&#8217;anno, per 42 anni. Il metodo ha dato risultati affidabili sul pino, non sulla quercia.</p>
<p>Sulla parete del sentiero la prima misura è più semplice, ma chiede pazienza. Si scelgono cinque o sei radici grosse che corrono aderenti alla faccia e sono ancora legate al terreno ai due capi: quelle che pendono si muovono, e non servono. Ognuna si segna con un picchetto numerato al piede, e sulla radice si segna con la vernice il punto di misura. Con un metro rigido letto al millimetro si misura la distanza fra il dorso della radice, in quel punto, e la faccia del terreno accanto; si fotografa ogni radice con il metro accanto. La misura si ripete ogni anno nello stesso mese, in autunno prima delle piogge lunghe, e per più anni. Se la distanza cresce, la parete sta ancora perdendo terra, e si vede di quanti millimetri l&#8217;anno. Se in un anno non cambia, non vuol dire che la perdita si è fermata: i ritmi misurati da Bodoque e colleghi sul fondo di un sentiero vanno da 1,1 a 2,6 millimetri l&#8217;anno, e una differenza così piccola si legge solo dopo più anni. Un tronco o una radice da datare con gli anelli si tagliano solo con il permesso del proprietario, e il lavoro spetta a un laboratorio di dendrocronologia.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1238" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r6-le-radici-scoperte-come-metro.png" alt="Una radice scoperta, legata al terreno ai due capi, sulla faccia di una scarpata, con un picchetto e un metro rigido che misura la distanza fra il dorso della radice e il terreno, e gli anelli della radice usati per datarla" class="wp-image-4955" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r6-le-radici-scoperte-come-metro.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r6-le-radici-scoperte-come-metro-300x232.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r6-le-radici-scoperte-come-metro-1024x792.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r6-le-radici-scoperte-come-metro-768x594.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r6-le-radici-scoperte-come-metro-1536x1188.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Tavola R6. Le radici scoperte come metro: la distanza fra il dorso di una radice scoperta, legata al terreno ai due capi, e la faccia del terreno è almeno la terra che manca; la stessa misura, ripetuta ogni anno per più anni, dice quanta se ne perde. A destra, i ritmi di erosione misurati da Bodoque e colleghi (2005) datando le radici con gli anelli. La procedura con picchetti e metro rigido è una proposta dell&#8217;articolo.</figcaption></figure>
<h2 id="quando-le-radici-se-ne-vanno-taglio-incendio-invecchiamento">Quando le radici se ne vanno: taglio, incendio, invecchiamento</h2>
<p>Il rinforzo non finisce quando la pianta muore: cala anno dopo anno, mentre le radici marciscono. Wu, McKinnell e Swanston (1979) lo avevano già visto in Alaska: dopo il taglio, le radici marcivano e la resistenza del terreno calava. Oggi quei tempi si conoscono.</p>
<p>In un bosco di abete rosso del Canton Svitto, sulle Alpi svizzere, Vergani e colleghi (2016) hanno provato sul campo radici fino a 12 millimetri e hanno calcolato il rinforzo con il modello a fasci. Lo esprimono come forza massima mediana del fascio di radici: 2.708 newton nel bosco vivo. Cinque anni dopo il taglio era di 1.167 newton, il 43 per cento; nel riassunto gli autori arrotondano al 40. Dopo dieci anni era di 155 newton, un valore che stimano con il loro modello di decadimento, perché a quell&#8217;età mancavano prove sulle radici. Dopo quindici anni era zero: di radici di abete non se ne trovavano più. Arbusti e rinnovazione naturale, cioè i giovani alberi nati da soli nella tagliata, dopo quindici anni arrivavano a quasi il 30 per cento. Nella rinnovazione di quindici anni non c&#8217;erano radici più grosse di 5 millimetri.</p>
<p>La rassegna di Vergani e colleghi (2017) allarga il quadro. Studi sulle Alpi e sugli Appennini hanno trovato, dieci anni dopo la morte della pianta, un calo della forza di trazione delle radici fra il 40 e il 90 per cento. Il contributo delle radici sparisce del tutto dopo 15-20 anni. La finestra di pericolo, scrivono gli autori, si apre quando le radici cominciano a marcire, e resta aperta finché la vegetazione legnosa non si è ristabilita con una densità di radici sufficiente.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1238" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r7-il-rinforzo-dopo-il-taglio.png" alt="Grafico del rinforzo delle radici negli anni dopo il taglio, in newton e in per cento del bosco vivo: 2.708 newton nel bosco vivo, il 43 per cento dopo cinque anni, zero dopo quindici, e la rinnovazione al 27 per cento" class="wp-image-4956" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r7-il-rinforzo-dopo-il-taglio.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r7-il-rinforzo-dopo-il-taglio-300x232.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r7-il-rinforzo-dopo-il-taglio-1024x792.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r7-il-rinforzo-dopo-il-taglio-768x594.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r7-il-rinforzo-dopo-il-taglio-1536x1188.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Tavola R7. Dopo il taglio del bosco: il rinforzo delle radici, calcolato con il modello a fasci a 0, 5, 10 e 15 anni in un bosco di abete rosso del Canton Svitto (Vergani e colleghi, 2016). In cinque anni ne resta il 43 per cento, in quindici niente; il valore a dieci anni è una stima del modello, e arbusti e rinnovazione arrivano a quasi il 30 per cento.</figcaption></figure>
<p>Conta anche come si taglia. Sidle (1992) ha simulato più cicli di taglio su un versante dell&#8217;Alaska costiera. I tagli rasi, da soli o alternati ai diradamenti, davano condizioni meno stabili dei tagli parziali e dei tagli successivi. Questi ultimi tolgono il bosco vecchio in più riprese, mentre sotto cresce il nuovo. Aumentavano la probabilità di frana anche i turni sempre più corti, cioè tagli sempre più ravvicinati, e la rinnovazione scarsa. Pesava anche la distruzione del sottobosco durante l&#8217;esbosco, cioè il trasporto dei tronchi fuori dal bosco. Anche fra i diradamenti, che tolgono solo una parte degli alberi, c&#8217;è differenza. Cislaghi e colleghi (2019), come riporta la rassegna di Masi e colleghi, hanno trovato che il diradamento dall&#8217;alto, fra le piante dominanti, riduce il rinforzo in modo significativo; quelli dal basso, fra le piante sottoposte, e quelli intermedi lo riducono di poco.</p>
<p>Lo stesso vale per le aperture nel bosco. A St. Antönien, in Svizzera, Moos e colleghi (2016) hanno trovato che il rinforzo cala con la distanza dagli alberi, e che le aperture più lunghe di 20 metri aumentano in modo critico la suscettibilità alle frane superficiali. Rickli e colleghi (2019), su più di 600 frane svizzere, hanno confermato che il bosco pesa soprattutto sui versanti oltre i 35 gradi, come riporta la stessa rassegna.</p>
<p>In Italia i cedui, boschi tagliati a turni regolari, coprono circa 3,3 milioni di ettari (Nicolescu e colleghi, 2014, come riportano Vergani e colleghi, 2017). Specie come il castagno e il faggio rinnovano l&#8217;apparato radicale a ogni turno di taglio. Per queste, scrive la rassegna, la ceduazione regolare può tenere il terreno meno della conversione a fustaia, dove le radici grosse dei fusti grandi contano molto. Lasciare il ceduo invecchiare senza tagli è un&#8217;altra cosa: Dazio e colleghi (2018), sul castagno, hanno trovato che il ceduo invecchiato rinforza meno di quello tagliato con regolarità, come riporta la rassegna di Masi e colleghi.</p>
<p>Sui versanti ripidi, in Italia e nel Sud della Svizzera, le ceppaie di castagno di cedui invecchiati possono crollare, soprattutto nelle conche e sui tratti più ripidi. Vergani e colleghi precisano che il crollo delle ceppaie non innesca le frane superficiali, ma può causare erosione. Anche dopo il taglio l&#8217;erosione pesa: la perdita di suolo diventa un problema sopra gli 8-9 gradi di pendenza e cresce molto sopra i 20 (Borrelli e colleghi, 2016, come riporta la stessa rassegna).</p>
<p>Il fuoco toglie il bosco come il taglio. Gray e Megahan (1981) lo avevano già scritto per l&#8217;Idaho, e il rapporto ISPRA del 2025 mette l&#8217;aumento degli incendi fra gli effetti del clima che rendono il suolo più esposto alle frane superficiali.</p>
<h2 id="ingegneria-naturalistica-le-radici-come-materiale-da-costruzione">Ingegneria naturalistica: le radici come materiale da costruzione</h2>
<p>Dove le radici mancano, o non bastano, si possono mettere a dimora apposta. L&#8217;ingegneria naturalistica usa le piante come materiale da costruzione. L&#8217;Atlante dell&#8217;APAT (2002) spiega che cosa fanno le parti vive di un&#8217;opera. Intercettano e rallentano l&#8217;acqua di pioggia, e così frenano l&#8217;erosione della superficie. Rinforzano il terreno con le radici. Lo asciugano. Il legno morto di un&#8217;opera, avverte lo stesso Atlante, «può marcire in tempi relativamente brevi», e nella fase successiva la stabilità la assicurano le talee e le piantine che hanno radicato. Il passaggio non è scontato: nei 16 cantieri del Lazio di cui si parla nella sezione sui controlli, le talee hanno attecchito per lo più fra lo 0 e il 20 per cento. Tutte le opere con materiale vivo, scrive ancora l&#8217;Atlante, si realizzano nel periodo di riposo vegetativo.</p>
<p>L&#8217;Atlante divide le opere in famiglie. I rivestimenti contro l&#8217;erosione possono essere biodegradabili, come biotessili e biostuoie, o sintetici. Gli inerbimenti vanno dalla semina a spaglio alle zolle erbose e all&#8217;idrosemina. Le opere di stabilizzazione vanno dalle piantagioni alle fascinate, alle viminate, alle palizzate, alle palificate, alle gradonate e alle grate vive. Nell&#8217;Atlante la viminata si chiama anche graticciata. Fra le opere di sostegno ci sono le gabbionate e le terre rinforzate, che si possono rinverdire; fra le opere di drenaggio, i drenaggi superficiali, i dreni suborizzontali, le trincee e gli speroni drenanti. La tabella riporta le misure che l&#8217;Atlante dà per le opere più usate sui versanti.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Opera</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Com&#8217;è fatta</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Misure indicate dall&#8217;Atlante APAT (2002)</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Limiti indicati</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Idrosemina di base</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>acqua, semi, concime e collanti spruzzati sul terreno</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>semi 35-40 g/m², concime 150 g/m²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>terreni con abbondante frazione fine; pendenze fino a 20 gradi</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Idrosemina con mulch</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>si aggiungono fibre di legno o paglia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>fibre almeno 180 g/m², collante almeno 5,5 g/m²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>fino a 35 gradi, con erosione intensa</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Idrosemina a fibre legate</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>mulch di fibre legato da un collante viscoso</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>fibre almeno 350 g/m², collante almeno 35 g/m²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>terreni molto erodibili, poveri di fine e di sostanza organica; fino a 50-60 gradi</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Talee</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>rami vivi infissi nel terreno</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>da 2 a 10 talee per metro quadrato, da piante selvatiche di 2-3 anni</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>solo specie che radicano da talea</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Piantagione</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>piantine in buca</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>sesti da 0,5 × 0,5 metri per gli arbusti a 3 × 3 metri per gli alberi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'></td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Fascinata viva</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>fascine di rami in solchi lungo le curve di livello</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>solchi profondi e larghi 0,3-0,5 metri; file ogni 1,5-2 metri; paletti lunghi almeno 60-100 cm, di 5-10 cm di diametro</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>pendenze fino a 30-35 gradi; non indicata nei terreni poco coesivi</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Viminata viva</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>verghe intrecciate su paletti</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>paletti di circa 1 metro infissi per 70 cm, ogni 1 metro circa; da 3 a 8 verghe; 30 cm fuori terra; file ogni 1,5-3 metri</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>oggi sostituita da sistemi più efficaci e meno costosi</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Palizzata viva</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>mezzi tronchi fissati a pali, con talee e piantine dietro</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>pali di 1,3 metri, di 10-15 cm di diametro, ogni 1-2 metri, infissi per 1 metro; 5-10 piante per metro</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'></td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Palificata viva</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>castello di tronchi a parete semplice o doppia, riempito di terra, con talee e piantine</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>tronchi di 20-30 cm di diametro, lunghi 1,5-2 metri; base con contropendenza di almeno il 10-15 per cento; 5-10 piante per metro</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>scavo profondo al massimo 2-2,5 metri; oltre i 2,5 metri di altezza, più palificate a gradoni</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Gradonata viva</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>gradoni lungo le curve di livello, con talee o piantine interrate a pettine</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>gradoni profondi o larghi da 0,5 a 2 metri, con contropendenza di almeno il 10 per cento, ogni 1,5-3 metri; da 5-10 a 30 piante per metro; talee lunghe almeno 1 metro circa, di 1-7 cm di diametro, interrate per tre quarti</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>pendii e scarpate in materiali sciolti; sui terreni instabili lo scavo si apre a piccoli tratti e si richiude subito</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Grata viva</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>spalliera di tondi di legno verticali e orizzontali, riempita di terra, con talee e piantine</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>tondi lunghi 2-5 metri, di 15-25 cm di diametro; verticali ogni 1-2 metri, orizzontali ogni 0,40-1 metro; picchetti di circa 1 metro nel substrato stabile</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>pendii molto ripidi, anche oltre i 45 gradi, dove non si può ridurre la pendenza; altezza in genere non oltre 15-20 metri; testa protetta dall&#8217;acqua che arriva da monte</td>
</tr>
</table>
</div>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1238" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r8-fascinata-viminata-palizzata.png" alt="Tre sezioni di pendio: una fascina di rami vivi sul fondo di un solco con il suo paletto, una viminata di verghe intrecciate a un paletto con la terra trattenuta a monte, una palizzata di mezzi tronchi fissati a un palo con le talee dietro" class="wp-image-4957" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r8-fascinata-viminata-palizzata.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r8-fascinata-viminata-palizzata-300x232.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r8-fascinata-viminata-palizzata-1024x792.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r8-fascinata-viminata-palizzata-768x594.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r8-fascinata-viminata-palizzata-1536x1188.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Tavola R8. Fascinata, viminata e palizzata viva in sezione, una per riquadro, con le misure dell&#8217;Atlante APAT (2002). Sono opere a file lungo le curve di livello, che tengono la superficie del pendio; sotto ogni riquadro, la distanza fra le file o fra i pali.</figcaption></figure>
<p>Tre righe della tabella riguardano da vicino una scarpata sabbiosa. La fascinata, scrive l&#8217;Atlante, non è indicata nei terreni poco coesivi, perché consolida poco in profondità, e solo dopo che le verghe hanno radicato. L&#8217;idrosemina di base vuole terreni con molta frazione fine; su un terreno povero di fine e di sostanza organica l&#8217;Atlante indica quella a fibre legate.</p>
<p>Nella palificata le talee attraversano tutta l&#8217;opera: sul retro si infiggono per 15-20 centimetri nel terreno in posto, e sul davanti sporgono per 10-25 centimetri.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1238" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r9-la-palificata-viva-a-parete-doppia.png" alt="Sezione di una palificata viva a parete doppia con il fronte inclinato a 60 gradi: due file di tronchi, davanti e contro la parete dello scavo, terra di riporto fra i tronchi, talee che sporgono sul davanti ed entrano nella parete, base in contropendenza e profilo del pendio prima dello scavo" class="wp-image-4958" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r9-la-palificata-viva-a-parete-doppia.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r9-la-palificata-viva-a-parete-doppia-300x232.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r9-la-palificata-viva-a-parete-doppia-1024x792.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r9-la-palificata-viva-a-parete-doppia-768x594.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r9-la-palificata-viva-a-parete-doppia-1536x1188.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Tavola R9. La palificata viva a parete doppia in sezione, con le misure dell&#8217;Atlante APAT (2002) e del manuale della Regione Lazio (2005): tronchi posati a castello su una base in contropendenza, con il fronte inclinato, riempiti con la terra dello scavo, e talee che attraversano l&#8217;opera dal davanti fino alla parete dello scavo. Il legno regge nei primi anni; se le talee attecchiscono, la stabilità passa poi alle piante.</figcaption></figure>
<p>Il punto delicato di queste opere è il passaggio di consegne fra il legno e le radici. Giachi e colleghi (2024), su una frana superficiale sistemata in Toscana, scrivono che il successo dipende da due verifiche. Nel breve periodo conta la stabilità data dalla struttura non viva; nel lungo periodo conta lo sviluppo della vegetazione. Per seguire le radici hanno confrontato un metodo diretto, il RAR misurato sugli scavi, e uno indiretto, la tomografia elettrica del terreno. La crescita delle piante l&#8217;hanno seguita dalle immagini dei satelliti Landsat, con l&#8217;indice NDVI, che dalla luce riflessa stima quanta vegetazione c&#8217;è sopra il suolo.</p>
<p>Il periodo in cui il legno marcisce e le radici non tengono ancora si può coprire anche con opere convenzionali. Uzielli e colleghi (2025), su un versante vicino a Firenze, hanno confrontato tre soluzioni: una convenzionale, con materiali inerti, cemento e acciaio; una solo con le piante; una combinata. Hanno calcolato i fattori di sicurezza in più fasi del tempo e con diversi gradi di prudenza sui parametri. In quel sito la soluzione combinata è risultata la migliore: dava stabilità subito dopo i lavori, e una stabilità che cresceva nel tempo con il contributo delle piante. Per i fenomeni profondi, scrivono gli autori, le piante da sole non bastano.</p>
<p>Le NTC 2018 non nominano né le radici né la vegetazione. Chiedono però due cose che valgono anche per queste opere. La prima è al punto 6.3.4: il margine di sicurezza accettato dal progettista va giustificato con il livello di conoscenze, con l&#8217;affidabilità dei dati e con il modello di calcolo. La seconda è al punto 6.3.5: il progetto di un intervento di stabilizzazione comprende un piano di monitoraggio e un piano di gestione e controllo nel tempo della sua efficacia. Un&#8217;opera che cambia con gli anni, perché il legno marcisce e le radici crescono, ha bisogno proprio di quei piani.</p>
<h2 id="dopo-i-lavori-controlli-e-manutenzione">Dopo i lavori: controlli e manutenzione</h2>
<p>Il manuale della Regione Lazio dà a quei piani una forma concreta. Mazzanti, Guarnieri e Preti ricordano che un&#8217;opera di ingegneria naturalistica non è finita quando le piante sono a dimora: per sua natura richiede fin dall&#8217;inizio un piano di manutenzione (riprendono Paiero e colleghi, 1996). Il monitoraggio dopo i lavori si fa con sopralluoghi in primavera e in autunno, per almeno due stagioni vegetative. Si controlla se le specie impiantate hanno attecchito e sono sane, e come crescono semine, talee, arbusti e alberi. Dopo ogni intervento di manutenzione l&#8217;opera si segue per un&#8217;altra stagione vegetativa, per vedere se l&#8217;intervento ha funzionato.</p>
<p>Per la manutenzione gli stessi autori chiedono un programma periodico che copra un periodo medio di 5-6 anni, scritto nel progetto: nel capitolato, con la sua copertura nel computo metrico, oppure in un contratto di manutenzione a parte. Va seguita anche la vegetazione spontanea, che se non è controllata può compromettere l&#8217;opera: per erbe e arbusti il turno degli interventi può essere annuale o biennale, per gli alberi di 5-6 anni.</p>
<p>Quanto contino i controlli lo mostra il monitoraggio di 16 cantieri di sistemazione di versante del Lazio, fatto in una convenzione fra la Regione e l&#8217;Università della Tuscia e descritto nel manuale da Preti e Milanese. L&#8217;idrosemina o la semina era prevista in 12 cantieri su 16: è stata fatta davvero solo nel 25 per cento dei casi, e nel 58 per cento non è stata fatta affatto. In molti casi, precisano gli autori, la semina è saltata perché l&#8217;erba spontanea era cresciuta abbondante. Le talee avevano attecchito poco, per lo più fra lo 0 e il 20 per cento, e il salice bianco ha dato i risultati migliori. Le piante radicate stavano o nella classe di attecchimento più bassa o in quella più alta. Fra le cause probabili gli autori indicano la scelta delle specie, la qualità e la provenienza del materiale di vivaio, la forte siccità dell&#8217;estate 2003 e l&#8217;assenza di cure colturali subito dopo l&#8217;impianto. Preti e Milanese ne concludono che si fanno ancora molti errori di fondo, soprattutto nell&#8217;esecuzione, e che servono imprese con competenze specifiche. Dai dati sull&#8217;attecchimento ricavano anche il bisogno di ricerche sulle specie adatte al clima mediterraneo e di vivai locali.</p>
<p>Ai sopralluoghi si possono affiancare strumenti. Ognuno misura una cosa diversa, e nessuno misura da solo il rinforzo delle radici. Il georadar vede le radici grosse, sopra i 2 millimetri di diametro. Lavora meglio nei terreni ben drenati e resistivi, cioè che si oppongono al passaggio della corrente elettrica, come le sabbie asciutte. Dà misure affidabili solo in condizioni adatte, che cambiano da un sito all&#8217;altro (Guo e colleghi, 2013). La tomografia elettrica misura la resistività del terreno. Amato e colleghi (2008), sotto un bosco di ontano nero, hanno trovato che seguiva la massa delle radici nei campioni presi fino a circa un metro di profondità, ma dipendeva anche dall&#8217;acqua del suolo. Giachi e colleghi l&#8217;hanno confrontata con il RAR misurato sugli scavi.</p>
<p>Dall&#8217;alto i satelliti vedono la vegetazione; le radici restano sotto terra. L&#8217;indice NDVI, calcolato dalle immagini dei Landsat usati da Giachi e colleghi o dei Sentinel-2 europei, che hanno una risoluzione da 10 a 60 metri secondo la banda (Drusch e colleghi, 2012), segue lo sviluppo della vegetazione. L&#8217;interferometria radar da satellite (InSAR), con i dati dei Sentinel-1, a una risoluzione tipica di 10 metri (Torres e colleghi, 2012), rileva gli spostamenti del terreno. Il rapporto ISPRA del 2025 le riconosce un contributo importante per le frane a cinematismo lento, cioè con velocità moderate o lente, come le colate lente. Le frane superficiali di cui parla questo articolo, invece, spesso diventano colate rapide. Il rapporto ISPRA aggiunge che il monitoraggio in sito, sul versante, resta fondamentale. Serve a verificare nel tempo l&#8217;efficacia delle opere e a tarare i dati dei sistemi che lavorano a scala più ampia. Per progettare, installare e gestire le reti di strumenti sul versante, nel 2021 il Sistema nazionale per la protezione dell&#8217;ambiente ha pubblicato le linee guida SNPA per il monitoraggio delle frane, come ricorda ancora il rapporto.</p>
<p>Il rilievo dall&#8217;alto serve anche a progettare. Nel Parco di Portofino Turconi e colleghi (2020) mettono i rilievi LiDAR fra le attività necessarie alle soluzioni basate sulla natura del progetto europeo RECONECT. Il LiDAR è una scansione laser che dà la forma del terreno e l&#8217;altezza delle chiome. Lì serve a trovare le zone critiche per l&#8217;instabilità lungo i corsi d&#8217;acqua e a ricostruire i muri a secco. Dall&#8217;altezza delle chiome Hwang e colleghi, come riporta la rassegna di Masi e colleghi, hanno ricavato anche una mappa della coesione radicale, ma l&#8217;hanno tarata sulle radici misurate negli scavi.</p>
<p>Il rinforzo delle radici, quindi, si misura ancora con i metodi diretti: trincee, prove a trazione, prove di taglio. Gli strumenti servono a seguire nel tempo come crescono le piante e come si muove il versante, e il piano di monitoraggio li mette insieme ai sopralluoghi.</p>
<h2 id="come-si-mette-la-radice-nel-calcolo">Come si mette la radice nel calcolo</h2>
<p>La procedura che segue mette in fila i passi indicati dalle fonti, per un pendio in cui si vuole contare sul rinforzo delle radici.</p>
<p>1. <strong>Si trova la profondità della possibile superficie di scivolamento.</strong> Servono le indagini chieste dal punto 6.3 delle NTC 2018: rilievo del pendio, successione degli strati, pressioni dell&#8217;acqua nei pori. Per prudenza la coesione radicale non si conta oltre 1,5 metri di profondità, al massimo 2 (Menegazzi e Palmeri, 2013). 2. <strong>Si riconosce la situazione tipo.</strong> Si guarda il contatto fra la coltre e lo strato sotto, e si sceglie fra i casi A, B, C e D di Tsukamoto e Kusakabe. Nei casi A e D si usa il 25 e il 15 per cento della coesione del caso C (rapporto USDA INT-285, 1992, come riportano Menegazzi e Palmeri). 3. <strong>Si rilevano le radici.</strong> Fra i metodi usati di solito, ricorda la rassegna di Masi e colleghi, ci sono lo scavo dell&#8217;intero apparato radicale, la parete di trincea e il lavaggio di campioni di terreno. Il lavaggio, però, perde una parte considerevole delle radici. Nella parete di trincea si scava un profilo e sulla parete pulita si contano e si misurano le radici, direttamente o da una fotografia (Böhm, 1979, come ricordano Preti e Giadrossich, 2009). Negli studi raccolti da Vergani e colleghi (2017) le trincee sono larghe da 50 centimetri a 4 metri e profonde da pochi centimetri a 1-2 metri; per il calcolo, il RAR serve alla profondità della possibile superficie di scivolamento. Preti e Giadrossich hanno invece scavato a mano le piante e contato le radici che attraversano una sezione orizzontale ogni 5 centimetri di profondità. In tutti e due i casi, a ogni profondità si somma l&#8217;area delle sezioni delle radici e la si divide per l&#8217;area di terreno: è il RAR a quella profondità. 4. <strong>Si prova a trazione un campione di radici.</strong> Si provano radici di ogni classe di diametro e si ricava la legge fra resistenza e diametro, del tipo Tr = a · d elevato alla -b. Per la ginestra Preti e Giadrossich hanno provato 98 radici, da 0,65 a 9,9 millimetri di diametro con la corteccia, circa un&#8217;ora dopo averle tolte dal terreno e tenute umide. Ne hanno ricavato Tr = 37,605 · d elevato alla -0,306, con Tr in megapascal e d in millimetri. Le radici che si rompono lontano dal centro del campione non vanno scartate d&#8217;ufficio: Boldrin e colleghi (2021), su festuca arundinacea e su due loietti, hanno visto rompersi il 75 per cento delle radici nel terzo più giovane e solo il 7 per cento nel terzo centrale, e chiedono di rivedere quell&#8217;abitudine. 5. <strong>Si calcola Cr, e la si tratta come un tetto.</strong> Con la formula di Wu e Waldron si ottiene il valore massimo. Poi lo si riduce, di 2-3 volte come indicano Menegazzi e Palmeri, o si usa un modello a fasci di radici. 6. <strong>Oppure si misura direttamente.</strong> Le prove di taglio in sito su blocchi di terreno radicato danno risultati più attendibili delle stime, perché contengono già la rottura non simultanea delle radici e il loro sfilamento (Menegazzi e Palmeri, 2013). 7. <strong>Si mette Cr solo dove le radici attraversano il piano.</strong> Si verifica anche il piano subito sotto lo strato radicato, che nell&#8217;esempio toscano ha fattore di sicurezza 0,50. 8. <strong>Si fa il conto nelle condizioni peggiori.</strong> Terreno saturo e radici bagnate, che tengono meno (Hales e Miniat, 2017). Il punto 6.3.4 delle NTC 2018 chiede di assumere le condizioni più sfavorevoli ragionevolmente prevedibili, quando le pressioni dell&#8217;acqua non si possono valutare bene. 9. <strong>Si mette nel conto il tempo.</strong> Dopo un taglio il rinforzo scende al 40 per cento in cinque anni e a zero in quindici (Vergani e colleghi, 2016). In un&#8217;opera nuova il legno marcisce prima che le radici siano cresciute. Per entrambi i casi si verifica anche la fase di mezzo. 10. <strong>Si scrive il piano di monitoraggio e di gestione.</strong> Lo chiede il punto 6.3.5 delle NTC 2018, con le soglie di attenzione e di allarme del punto 6.3.6. Per le parti vive il manuale del Lazio indica sopralluoghi in primavera e in autunno per almeno due stagioni vegetative e un programma di manutenzione di 5-6 anni, come nel capitolo «Dopo i lavori: controlli e manutenzione».</p>
<h2 id="le-scorciatoie-che-non-tengono">Le scorciatoie che non tengono</h2>
<p><strong>«Ci sono erbe con radici lunghe 15 metri.»</strong> Su 253 specie, Canadell e colleghi (1996) hanno trovato per le erbe una profondità massima media di 2,6 metri. Per il vetiver, l&#8217;erba diventata popolare per il rinforzo dei versanti, Stokes e colleghi (2014) riportano radici fino a 3 metri. La profondità massima di poche radici, comunque, non è la profondità del rinforzo: in più del 90 per cento dei profili il 95 per cento delle radici sta nei primi 2 metri (Schenk e Jackson, 2002). Un numero così, senza una misura pubblicata, non si usa in un progetto.</p>
<p><strong>«Più radici ci sono, più il pendio è sicuro.»</strong> Nelle prove di Noviandi e colleghi (2026) la densità più alta ritardava la frana, ma saturava prima il terreno, perché l&#8217;acqua correva lungo le radici. L&#8217;equilibrio migliore stava a densità intermedie.</p>
<p><strong>«Il peso degli alberi fa franare il pendio.»</strong> Il sovraccarico di una faggeta matura difficilmente supera i 2,5 kPa (Masi e colleghi, 2021). Nel conto toscano, 0,4 kPa cambiano il fattore di sicurezza di meno di tre centesimi. Le ceppaie crollate dei cedui invecchiati causano erosione, non frane superficiali (Vergani e colleghi, 2017).</p>
<p><strong>«La coesione del modello di Wu è quella che c&#8217;è nel terreno.»</strong> È un massimo. Le misure danno da 2 a 3 volte meno (Menegazzi e Palmeri, 2013), e la sovrastima può crescere di un ordine di grandezza quando le forze non rompono tutte le radici (Pollen e Simon, 2005).</p>
<p><strong>«Dal satellite si vede se le radici tengono.»</strong> L&#8217;indice NDVI segue lo sviluppo della vegetazione vista dall&#8217;alto; le radici restano sotto terra. L&#8217;interferometria radar misura gli spostamenti del terreno, e l&#8217;ISPRA le riconosce un contributo importante per le frane a cinematismo lento. Le frane superficiali, invece, spesso diventano colate rapide. Il rinforzo delle radici si misura sul posto, con trincee, prove a trazione e prove di taglio.</p>
<p><strong>«Il bosco tagliato tiene ancora, le radici restano nel terreno.»</strong> Restano, ma marciscono: dieci anni dopo la morte della pianta la loro forza è calata fra il 40 e il 90 per cento, e dopo 15-20 anni il contributo sparisce (Vergani e colleghi, 2017).</p>
<p><strong>«La ginestra si moltiplica facilmente per talea.»</strong> Nelle prove di Preti e Giadrossich (2009), dopo quasi due anni era morto più del 92 per cento delle talee, con o senza ormone. Nelle stesse prove hanno attecchito tutte le piante messe a dimora con la zolla.</p>
<h2 id="se-la-casa-sta-sotto-o-sopra-un-pendio-che-cosa-si-fa-in-ordine">Se la casa sta sotto o sopra un pendio: che cosa si fa, in ordine</h2>
<p>Chi ha una casa a ridosso di un pendio parte dall&#8217;acqua, e mette le piante dopo. È la stessa acqua che bagna i muri controterra e che, dentro il pendio, fa salire le pressioni nei pori mentre il rinforzo delle radici bagnate cala. Nell&#8217;articolo «Impermeabilizzare il muro è l&#8217;ultima mossa, non la prima» ho scritto la regola dei tre tempi: «Intorno a una casa l&#8217;acqua si tratta in tre tempi: prima si allontana quella che arriva dal tetto e dal terreno, poi si intercetta quella che scende nel terreno, e solo alla fine si ferma quella che resta.» Vicino a un pendio l&#8217;ordine è lo stesso; cambiano i posti dove l&#8217;acqua non deve finire.</p>
<p>Per l&#8217;Atlante dell&#8217;APAT i drenaggi di un pendio instabile e quelli dei terreni di fondazione hanno lo stesso scopo. Allontanano l&#8217;acqua di superficie e quella sotterranea, e così abbassano le pressioni nei pori e le spinte del terreno. Fra i drenaggi superficiali, che si fanno anche subito dopo una frana, l&#8217;Atlante mette i fossi di guardia e i dreni intercettori. Questi ultimi sono fatti di ghiaia pulita, con un tessuto non tessuto contro il terreno e un tubo fessurato che porta via l&#8217;acqua. L&#8217;Atlante chiede anche di sigillare con argilla costipata le fessure aperte, che nella parte alta di una frana sono fra le vie principali per cui la pioggia entra in profondità. Nei 16 cantieri del Lazio seguiti da Preti e Milanese la frana sistemata più spesso era lo scorrimento. Per gli scorrimenti, scrivono, di solito si abbina un drenaggio superficiale e sotterraneo alle opere di ingegneria naturalistica. Passa dall&#8217;acqua anche l&#8217;abbandono dei versanti terrazzati, che il rapporto ISPRA mette fra le cause delle frane. Senza una manutenzione costante dei muretti a secco e dei drenaggi, scrive il rapporto, i versanti terrazzati sono particolarmente esposti a franare con le piogge intense. Il muro a secco, spiega l&#8217;Atlante, lascia passare l&#8217;acqua: drena il terreno che sostiene e ne riduce la spinta. E già nel 1981 Gray e Megahan mettevano fra le misure per i boschi dell&#8217;Idaho le opere idrauliche che deviano l&#8217;acqua dalle zone critiche.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1238" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r10-la-casa-sotto-un-pendio.png" alt="Sezione di una casa con interrato ai piedi di un pendio boscato: pluviali a monte e a valle portati al recapito, marciapiedi e terreno in pendenza verso fuori, una canaletta al piede del pendio, dreno nella ghiaia alla fondazione, un pozzo perdente sul pendio barrato, alberi e copertura sul pendio e una fessura sul ciglio" class="wp-image-4959" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r10-la-casa-sotto-un-pendio.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r10-la-casa-sotto-un-pendio-300x232.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r10-la-casa-sotto-un-pendio-1024x792.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r10-la-casa-sotto-un-pendio-768x594.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/radici-tav-r10-la-casa-sotto-un-pendio-1536x1188.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Tavola R10. La casa sotto un pendio, con i passi della guida in un disegno solo: i pluviali portati al recapito, il terreno e il marciapiede in pendenza verso fuori, la canaletta al piede del pendio, il dreno alla fondazione solo se serve, niente pozzo perdente sul pendio; poi la copertura e le piante, il piede del pendio intatto e le fessure sul ciglio da far vedere al geologo. Rappresentazione fuori scala.</figcaption></figure>
<p>1. <strong>Si guarda dove va l&#8217;acqua, mentre piove.</strong> Durante una pioggia si gira intorno alla casa e lungo il ciglio del pendio. Si segnano il punto di scarico di ogni pluviale e i punti in cui l&#8217;acqua ristagna. Poi si guarda dove corre l&#8217;acqua dei piazzali verso il pendio, e dove quella del pendio scende verso la casa. Al piede si guarda se la terra è nuda, come sulla parete del sentiero, e se c&#8217;è stato uno scavo. Da questo giro esce il percorso dell&#8217;acqua, che è il primo dato del progetto. 2. <strong>Si allontana l&#8217;acqua del tetto e dei piazzali, senza mandarla nel pendio.</strong> I pluviali si allungano finché l&#8217;acqua cade lontano dal terreno che sta contro la fondazione. Il codice residenziale americano chiede di scaricarla a 1,52 metri o più dalle fondazioni, ma solo dove ci sono terreni espansivi o collassabili (sezione R801.3). Il codice edilizio della Columbia Britannica, dove i pluviali non finiscono in una rete, chiede di allungarli finché l&#8217;acqua va via senza erosione del terreno. Il pluviale non va mai collegato al tubo drenante della fondazione (Dipartimento dell&#8217;Energia statunitense, rapporto BA-1015). Il terreno scende allontanandosi dalla casa: il codice americano chiede una caduta del 5 per cento nei primi 3 metri e almeno il 2 per cento sulle superfici pavimentate (sezione R401.3). Dove il pendio sta a monte della casa, da quel lato il terreno non può scendere verso fuori. Per questo caso lo stesso codice chiede fossi o canalette che portino l&#8217;acqua lontano dalla casa (sezione R401.3, eccezione). È la stessa logica dei fossi di guardia che l&#8217;Atlante dell&#8217;APAT scava a monte delle frane, per intercettare l&#8217;acqua che corre sul versante e allontanarla dall&#8217;area instabile. Su un pendio c&#8217;è un vincolo in più. Quell&#8217;acqua non si scarica sul pendio e non si lascia disperdere nel terreno a monte. La Regione del Veneto, nell&#8217;allegato A alla delibera 2948 del 2009 sulla compatibilità idraulica, avverte che la dispersione sul terreno, nei pendii con un&#8217;acclività non trascurabile, può avere controindicazioni per la stabilità del versante. L&#8217;acqua va portata a un recapito: la fognatura delle acque bianche, se c&#8217;è, oppure un corso d&#8217;acqua o un canale, con i titoli che servono. 3. <strong>Sul pendio non si scava un pozzo perdente.</strong> Il documento inglese sul drenaggio (Approved Document H, punto 3.25) non lo ammette a meno di 5 metri da edifici e strade, nelle aree instabili e dove la falda, in qualche periodo dell&#8217;anno, raggiunge il fondo del pozzo. Il codice edilizio della Columbia Britannica lo vuole ad almeno 5 metri dalla fondazione, e solo dove la falda naturale sta sotto il fondo. Il Codice civile fissa poi le distanze dal confine: almeno 2 metri per i pozzi e le cisterne, e 1 metro per i tubi (articolo 889). Un pozzo perdente scavato sopra un pendio porterebbe l&#8217;acqua in profondità, sotto lo strato che le radici attraversano, dove il loro rinforzo non arriva. 4. <strong>Il piede del pendio non si taglia.</strong> Non si taglia per allargare un cortile o aprire un vialetto, e uno scavo al piede che serve davvero si fa solo dopo la verifica di stabilità del pendio. Fra le cause che predispongono un pendio a franare, scrive il rapporto ISPRA, negli ultimi decenni pesano sempre di più quelle umane: tagli stradali, scavi, sovraccarichi di edifici e rilevati. Per un&#8217;opera su un pendio, o vicina a un pendio, le NTC 2018 chiedono di verificare la stabilità globale del pendio con e senza l&#8217;opera (punto 6.4.1). Nella verifica entrano anche gli scavi e i riporti che servono a farla. Per uno scavo su pendio chiedono di verificare come cambia la stabilità del pendio stesso (punto 6.8.6.2). 5. <strong>Il dreno della casa si decide con un dato; il drenaggio del pendio è un&#8217;altra opera.</strong> Se la casa ha un interrato, il drenaggio perimetrale si decide dopo aver visto dove sta l&#8217;acqua. Si scava un pozzetto di prova di almeno un metro quadrato in pianta e profondo 2 metri, e lo si controlla in stagioni diverse. È la buca che il documento inglese sul drenaggio prescrive per sapere a che quota sta la falda (Approved Document H, punto 1.33). Vicino alla casa e su un pendio anche il pozzetto è uno scavo che va progettato. Le NTC 2018 vogliono sostenute le pareti degli scavi vicini a costruzioni esistenti, e per uno scavo su pendio chiedono di verificare come cambia la stabilità del pendio (punto 6.8.6.2). Le pareti del pozzetto, quindi, si armano o si scavano inclinate secondo il piano di sicurezza, e la terra tolta non si ammucchia sul bordo. Il dreno si posa alla fondazione, più in basso del pavimento interno, nella ghiaia lavata con il tessuto filtrante verso il terreno. Il suo recapito si decide prima di scavare. Il suo compito è tenere l&#8217;acqua del terreno sotto il pavimento (Dipartimento dell&#8217;Energia statunitense, rapporto BA-1015). Historic England avverte che un dreno a trincea posato vicino alle fondazioni può concentrare l&#8217;acqua al piede dei muri, e perfino minare la stabilità delle fondazioni. Sono i due rischi che il progetto dello scavo deve escludere: lo stesso punto 6.8.6.2 delle NTC 2018 chiede di esaminare come lo scavo cambia l&#8217;acqua nei pori e di garantire la stabilità delle costruzioni vicine. Lungo una fondazione esistente lo scavo si apre per conci alternati, cioè a tratti corti che si richiudono prima di aprire il seguente. Quanto sono lunghi i tratti, e in che ordine si aprono, lo fissa il progettista, fra le fasi costruttive che la relazione geotecnica deve descrivere (NTC 2018, punto 6.1.2). Il drenaggio del pendio, invece, è un&#8217;opera di stabilizzazione. Nell&#8217;Atlante dell&#8217;APAT le opere di drenaggio vanno dai drenaggi superficiali ai dreni suborizzontali, alle trincee e agli speroni drenanti, e si progettano con le indagini del punto 6.3 delle NTC 2018. 6. <strong>Le piante vengono dopo, e per prima cosa coprono la superficie.</strong> Su un pendio nudo serve prima di tutto la copertura: contro le gocce e contro l&#8217;erosione diffusa lavorano foglie, lettiera ed erba più delle radici (Gyssels e colleghi, 2005). Arbusti e alberi autoctoni rinforzano poi lo strato che attraversano, di solito entro 1-1,5 metri (Menegazzi e Palmeri, 2013), e per arrivarci servono anni (Vergani e colleghi, 2016). Vicino alla casa le radici cercano l&#8217;acqua dei tubi. Donghi, nel 1923, avvertiva che entrano nei dreni fino a riempirli. Lo standard 606 del Natural Resources Conservation Service statunitense riguarda i dreni agricoli di campo: tiene pioppi, salici, olmi e aceri teneri ad almeno 30 metri per lato dal dreno, e le altre specie arboree a 15, esclusi i fruttiferi. Nessuno di questi numeri è una distanza fra una pianta e i muri di casa: i 30 e i 15 metri valgono per i dreni agricoli. Lo stesso vale per la misura di Gray e Sotir vista sopra, fino a tre volte il raggio della chioma: dice fin dove un albero può asciugare il terreno, non a che distanza piantarlo. 7. <strong>Si controlla ogni anno, e si chiama il geologo quando il terreno si apre.</strong> Ogni autunno, prima che arrivino le piogge lunghe, si apre ogni pozzetto e se ne guarda il fondo: se ci si trova fango, la linea raccoglie terra e la deposita, e il filtro o la pendenza non lavorano come dovrebbero. Si controllano poi i pluviali e i loro scarichi, e si rimisurano le radici scoperte con i picchetti e il metro rigido, come nella procedura per la parete del sentiero. Dopo un temporale forte si controlla dove l&#8217;acqua ha ristagnato e da dove è scesa. Per le opere soggette all&#8217;invarianza idraulica la manutenzione è anche un obbligo. Invarianza idraulica vuol dire che trasformare un&#8217;area non deve aggravare la piena del fosso, del corso d&#8217;acqua o della rete che ne riceve l&#8217;acqua. La Regione Friuli Venezia Giulia, nel suo regolamento, vuole i dispositivi di drenaggio accompagnati da un piano di manutenzione, attuato «a cura e spese dei proprietari delle aree interessate». Se sul ciglio, o a monte della casa, si aprono fessure nel terreno, i controlli non bastano più: le fessure di trazione si aprono ai bordi di una massa che si muove. La profondità della superficie di scivolamento e l&#8217;acqua nel terreno si misurano allora con le indagini del punto 6.3 delle NTC 2018. Il geologo ricostruisce il modello geologico del pendio (punto 6.3.2); le indagini geotecniche, di cui risponde il progettista, definiscono gli strati, le pressioni dell&#8217;acqua nei pori e la posizione della superficie di scivolamento (punti 6.2.2 e 6.3.3).</p>
<h2 id="in-sintesi">In sintesi</h2>
<p>1. <strong>Le radici aggiungono al terreno una resistenza misurabile.</strong> Nel calcolo entra come coesione radicale, in kPa. I valori trovati sul campo vanno da pochi kPa a qualche decina: 2-8 kPa per gli alberi e 6-18 kPa per le erbe sulle sponde studiate da Simon e Collison (2002).</p>
<p>2. <strong>Il rinforzo vale solo dove le radici attraversano la superficie di scivolamento.</strong> Il meccanismo più efficace è il rinforzo di base: radici che la passano e si ancorano sotto. Se non ci arrivano, restano l&#8217;irrigidimento della massa e il rinforzo laterale, che contano meno (Vergani e colleghi, 2017).</p>
<p>3. <strong>Le radici stanno in alto.</strong> In più del 90 per cento dei profili raccolti da Schenk e Jackson (2002), almeno metà delle radici sta nei primi 30 centimetri e il 95 per cento nei primi 2 metri. Il manuale di Menegazzi e Palmeri non conta sulla coesione radicale oltre 1,5 metri, al massimo 2.</p>
<p>4. <strong>La profondità decide.</strong> Sul pendio toscano di Preti e Giadrossich, saturo, una coesione radicale di esempio di 5 kPa porta il fattore di sicurezza a mezzo metro da 0,62 a 1,87. Appena sotto uno strato radicato di 1 metro il fattore torna 0,50.</p>
<p>5. <strong>Il modello di Wu e Waldron dà un massimo.</strong> Cr = 1,2 · Tr · RAR suppone che tutte le radici si rompano insieme. Le misure danno da 2 a 3 volte meno, e i modelli a fasci di radici seguono la rottura progressiva.</p>
<p>6. <strong>Le specie si scelgono sul posto, fra quelle autoctone.</strong> Le misure italiane su ginestra, lentisco, orniello e roverella dicono come lavorano le loro radici; il valore da mettere nel calcolo si misura sulle radici del posto. Il vetiver rinforza molto, ma è esotico, e il manuale della Regione Lazio lo esclude dalle aree di elevato valore naturalistico.</p>
<p>7. <strong>Le radici cambiano anche l&#8217;acqua, nei due versi.</strong> Traspirazione e intercettazione asciugano il suolo; i canali delle radici e i rizomi possono farvi entrare più acqua. Le radici bagnate tengono meno.</p>
<p>8. <strong>Contro l&#8217;erosione di superficie contano la copertura e le radici fini.</strong> Contro l&#8217;impatto delle gocce le radici non contano; contro i rigagnoli contano almeno quanto la copertura (Gyssels e colleghi, 2005).</p>
<p>9. <strong>Dopo il taglio c&#8217;è una finestra di pericolo.</strong> Nell&#8217;abete rosso il rinforzo scende al 40 per cento in cinque anni e a zero in quindici (Vergani e colleghi, 2016). Il fuoco toglie il bosco come il taglio (Gray e Megahan, 1981).</p>
<p>10. <strong>Le opere di ingegneria naturalistica usano le radici, hanno limiti precisi e vanno seguite per anni.</strong> L&#8217;Atlante APAT dà misure e pendenze per ogni opera. Il manuale della Regione Lazio chiede sopralluoghi per almeno due stagioni vegetative e una manutenzione programmata di 5-6 anni. Le piante valgono per le instabilità quasi superficiali; per quelle profonde servono altre opere, anche insieme alle piante (Uzielli e colleghi, 2025).</p>
<p>11. <strong>Le radici scoperte misurano la terra persa.</strong> Sulla parete del sentiero lo strato radicato regge e la faccia nuda arretra. Con misure ripetute, o con la datazione degli anelli delle radici, si ricava quanta terra se ne va ogni anno.</p>
<p>12. <strong>Se la casa sta vicino a un pendio, l&#8217;acqua viene prima delle piante.</strong> L&#8217;acqua del tetto e dei piazzali si allontana senza mandarla nel pendio; il pozzo perdente non si fa a meno di 5 metri da un edificio né nelle aree instabili; le piante coprono la superficie e rinforzano solo lo strato che attraversano.</p>
<h2 id="dal-cantiere">Dal cantiere</h2>
<p>Il mio mestiere è l&#8217;acqua negli edifici. Con i versanti ho a che fare quando il pendio sta a monte di una casa, di un muro controterra o di un cortile. Davanti a una parete come quella del sentiero guardo prima di tutto l&#8217;acqua: da dove arriva sul ciglio, dove scorre sulla faccia, dove si ferma al piede. Poi guardo la superficie, se è nuda o coperta.</p>
<p>Le radici scoperte le leggo come un segno che la terra se ne sta andando. Non dicono però se il pendio sta per franare: quello lo dicono la profondità della superficie di scivolamento e l&#8217;acqua nel terreno, e li misurano le indagini del geologo e del progettista. Quando un pendio sta sopra una casa, il lavoro comincia da lì, e le piante vengono dopo, come parte del progetto e non al posto del progetto.</p>
<h2 id="domande-frequenti">Domande frequenti</h2>
<p><strong>Piantare alberi su una scarpata la mette in sicurezza?</strong><br />Da sola no. Le radici di un impianto nuovo crescono in anni: dopo il taglio di un bosco di abete rosso, arbusti e rinnovazione davano dopo quindici anni circa il 30 per cento del rinforzo del bosco maturo (Vergani e colleghi, 2016). Il rinforzo, poi, vale solo nello spessore che le radici attraversano, di solito entro 1-1,5 metri (Menegazzi e Palmeri, 2013). Se la superficie di scivolamento è più profonda servono altre opere, come drenaggi o opere strutturali, spesso insieme alle piante.</p>
<p><strong>Fino a che profondità le radici tengono il terreno?</strong><br />Fino a dove attraversano la superficie di scivolamento con una densità sufficiente. In più del 90 per cento dei profili raccolti da Schenk e Jackson (2002) almeno metà delle radici sta nei primi 30 centimetri; nei cedui la maggior parte sta nei primi 30-50 centimetri (Vergani e colleghi, 2017). Il manuale di Menegazzi e Palmeri non conta sulla coesione radicale oltre 1,5 metri, al massimo 2.</p>
<p><strong>Tagliare gli alberi su un pendio aumenta il rischio di frane?</strong><br />Per un periodo sì. Le radici degli alberi tagliati marciscono, e il rinforzo cala per anni, finché le piante nuove non hanno radici a sufficienza (Vergani e colleghi, 2016 e 2017). I tagli rasi danno condizioni meno stabili dei tagli parziali (Sidle, 1992), e le aperture più lunghe di 20 metri aumentano la suscettibilità alle frane superficiali (Moos e colleghi, 2016).</p>
<p><strong>Meglio l&#8217;erba o gli alberi?</strong><br />Fanno cose diverse. Le erbe hanno moltissime radici fini, molto resistenti, nei primi centimetri, e proteggono la superficie. Alberi e arbusti portano il rinforzo più in basso, con radici legnose che possono attraversare la superficie di scivolamento. La combinazione più efficace è la somma dei due (Masi e colleghi, 2021).</p>
<p><strong>Quali piante usare per consolidare una scarpata?</strong><br />Specie autoctone, da materiale di propagazione locale, come chiede il manuale della Regione Lazio. Per ginestra, lentisco, orniello e roverella ci sono misure italiane: la ginestra, per esempio, è efficace fino a circa mezzo metro (Preti e Giadrossich, 2009), e il lentisco rinforza gli strati profondi più di una graminacea come Lygeum spartum (Mattia e colleghi, 2005). Il vetiver ha dato il rinforzo più alto fra quattro graminacee provate in Calabria (Cazzuffi e colleghi, 2006), ma è una specie esotica, che il manuale del Lazio esclude dalle aree di elevato valore naturalistico. In ogni caso la coesione radicale si misura sulle radici del posto.</p>
<p><strong>Le radici possono rendere un pendio meno stabile?</strong><br />In certe condizioni sì. I canali delle radici possono far entrare più acqua nel terreno, e nelle prove di Noviandi e colleghi (2026) la densità più alta di piante saturava prima il terreno. Le radici possono anche allargare le fessure della roccia. Il peso degli alberi, invece, conta poco.</p>
<p><strong>Si può mettere la coesione radicale in un calcolo di stabilità secondo le NTC 2018?</strong><br />Le NTC 2018 non parlano di radici. Chiedono che i parametri vengano da indagini specifiche e che il margine di sicurezza sia giustificato con il livello di conoscenze e con l&#8217;affidabilità dei dati (punti 6.3.1 e 6.3.4). Una coesione radicale va quindi misurata sul posto, con rilievi e prove, applicata solo nello strato che le radici attraversano, e ridotta rispetto al valore del modello di Wu.</p>
<p><strong>Quanto tempo ci vuole perché un&#8217;opera di ingegneria naturalistica tenga?</strong><br />Dipende da quanto in fretta attecchiscono le piante, e il manuale della Regione Lazio chiede di verificarlo sul posto. Prevede sopralluoghi in primavera e in autunno per almeno due stagioni vegetative, e un programma di manutenzione che segue l&#8217;opera per 5-6 anni. All&#8217;inizio tiene la parte non viva: legname, pietrame, terra. Poi il legno marcisce, e la stabilità passa alle talee e alle piantine, se hanno radicato (Atlante APAT, 2002): per questo il progetto verifica anche la fase di mezzo. Giachi e colleghi (2024) hanno seguito le radici con gli scavi e con la tomografia elettrica, e la vegetazione con le immagini da satellite.</p>
<p><strong>Che cosa vuol dire trovare radici scoperte su una scarpata?</strong><br />Vuol dire che la terra intorno alle radici se n&#8217;è andata. Misurando la distanza fra il dorso della radice e il terreno si sa almeno quanta terra manca; datando l&#8217;anno in cui la radice è rimasta scoperta si ricava quanta se ne perde ogni anno. Bodoque e colleghi (2005) hanno trovato così da 1,7 a 2,6 millimetri l&#8217;anno lungo un sentiero molto frequentato.</p>
<p><strong>Il bambù tiene la terra?</strong><br />Tiene la superficie con un fitto tappeto di rizomi, che però lascia passare molta acqua. In Giappone, dopo le piogge del 1998 a Kochi, quasi un terzo dei dissesti aveva un boschetto di bambù abbandonato sul luogo o vicinissimo, e il pericolo cresce quando si taglia il piede del pendio (Hiura e colleghi, 2004).</p>
<p><strong>Le radici fermano l&#8217;erosione della superficie?</strong><br />Solo in parte. Contro l&#8217;impatto delle gocce non contano; contro l&#8217;erosione diffusa conta soprattutto la copertura di foglie, lettiera ed erba; contro i rigagnoli e i solchi le radici contano almeno quanto la copertura (Gyssels e colleghi, 2005).</p>
<h2 id="in-conclusione">In conclusione</h2>
<p>La frase del sentiero, «le radici tengono la terra», è vera a metà. Le radici aggiungono al terreno una resistenza misurabile, che nei calcoli vale da pochi kPa a qualche decina. Ma la aggiungono solo nello strato che attraversano, di solito entro il metro o il metro e mezzo. E solo finché sono vive, o morte da poco, e finché il terreno resta loro intorno.</p>
<p>Da qui vengono i limiti pratici. Le radici tengono contro le frane superficiali; per quelle profonde servono altre opere. Dopo un taglio o un incendio un versante resta esposto per anni, finché le radici nuove non sono cresciute. E una parete nuda può perdere terra granulo dopo granulo anche sotto un bosco, perché il rinforzo delle radici lavora contro lo scivolamento, mentre contro le gocce la superficie ha bisogno della copertura di foglie, erba e muschio.</p>
<p>La parete del sentiero ne mostra due, la profondità e la superficie. Lo strato pieno di radici regge; sotto, la faccia nuda arretra; le radici grosse restano appese, a misurare la terra che se n&#8217;è andata. Chi deve decidere che cosa fare su un pendio parte da lì: dove sta la superficie di scivolamento, dove va l&#8217;acqua, che cosa copre il terreno. Il rinforzo delle radici entra nel conto dopo, solo nello spessore che attraversano, e con un piano che lo segua negli anni.</p>
<h2 id="nota-sui-calcoli">Nota sui calcoli</h2>
<p>I conti stanno in un file di calcolo che accompagna il testo, con la fonte accanto a ogni costante. Le formule, per chi vuole rifare i conti, sono queste.</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>Resistenza al taglio del terreno radicato (criterio di Mohr-Coulomb con il termine delle radici, Masi, Segoni e Tofani, 2021, equazione 2, scritta per il terreno saturo): τ = c&#8217; + σ&#8217; · tan φ&#8217; + Cr, con c&#8217; coesione efficace, σ&#8217; tensione normale efficace sul piano, φ&#8217; angolo di resistenza al taglio, Cr coesione radicale.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Modello di Wu e Waldron (Masi, Segoni e Tofani, 2021, equazioni 3 e 5): Cr = Tr · RAR · [sen(90° &#45; ψ) + cos(90° &#45; ψ) · tan φ&#8217;], con ψ angolo della radice sul piano di taglio al momento della rottura. Con il termine fra parentesi fissato a 1,2 da Wu e colleghi (1979): Cr = 1,2 · Tr · RAR.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Esempio: Tr = 20 MPa = 20.000 kPa, RAR = 0,0005: Cr = 1,2 × 20.000 × 0,0005 = 12 kPa; con il fattore 1,0, 10 kPa; divisi per la sovrastima di 2-3 volte, da 4 a 6 kPa. Equivalenza: 12 kPa / 20 kN/m³ = 0,60 metri di terreno saturo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Legge fra resistenza a trazione e diametro (Masi, Segoni e Tofani, 2021, equazione 1): Tr = a · d elevato alla b, con b negativo. Ginestra (Preti e Giadrossich, 2009): Tr = 37,605 · d elevato alla -0,306, Tr in MPa e d in mm.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>RAR a una profondità z: somma delle aree delle sezioni delle radici che attraversano il piano, divisa per l&#8217;area del piano (Preti e Giadrossich, 2009). 0,0005 su 1 m² = 10.000 cm² × 0,0005 = 5 cm².</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Pendio indefinito saturo fino al piano campagna, con la filtrazione parallela al pendio come ipotesi dello schema (Preti e Giadrossich, 2009, equazione 3; stessa impostazione in Menegazzi e Palmeri, 2013): FS = (c&#8217; + Cr) / [(γsat · z · cos β + Wv) · sen β] + [(γ&#8217; · z · cos β + Wv) / (γsat · z · cos β + Wv)] · tan φ&#8217; / tan β, con γ&#8217; = γsat &#45; γw, z profondità verticale del piano, β inclinazione del pendio, Wv sovraccarico della vegetazione.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Dati del pendio toscano (Preti e Giadrossich, 2009): γsat = 20 kN/m³, γw = 9,8 kN/m³, β = 26,5° (tan β = 0,499, il 49,9 per cento), φ&#8217; = 20°, c&#8217; = 1 kPa. Termine d&#8217;attrito: (10,2 / 20) × tan 20° / tan 26,5° = 0,372. Controllo: pendio nudo a z = 0,20 m, FS = 0,998, contro l&#8217;1 scritto dagli autori.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Profondità alla quale FS = 1, senza sovraccarico: z = (c&#8217; + Cr) / [(1 &#45; 0,372) × γsat × sen β × cos β]. Senza radici 0,20 m; con Cr = 5 kPa 1,20 m.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Sovraccarico: con Wv = 0,196 e 0,4 kPa, i valori calcolati da Preti e Giadrossich dal peso delle piante, il fattore di sicurezza a 0,20 m passa da 0,998 a 0,984 e a 0,971; a 0,5 m da 0,623 a 0,625 e a 0,627.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Aderenza di Waldron e Dakessian (1981): 25 g/cm² × 9,807 × 10⁻³ N/g / 10⁻⁴ m² = 2,45 kPa.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Erosione e radici (Gyssels e colleghi, 2005): SEP = e elevato alla (-b · RP), con SEP perdita relativa rispetto al suolo senza radici e RP quantità di radici. Coefficienti b: per l&#8217;erosione diffusa 0,1195 con la densità di radici in kg/m³ e 0,0022 con la densità di lunghezza in km/m³; per i rigagnoli 0,5930 e 0,0460; per l&#8217;impatto delle gocce 0. Rapporti: 0,5930 / 0,1195 = 5,0; 0,0460 / 0,0022 = 20,9.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Radici scoperte (Bodoque e colleghi, 2005): 1,7-2,6 mm/anno × 101 anni = 17-26 cm; 1,1-1,8 mm/anno × 42 anni = 5-8 cm.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Forze delle radici dopo il taglio (Vergani e colleghi, 2016): 1.167 / 2.708 = 43 per cento dopo cinque anni; 155 / 2.708 = 5,7 per cento dopo dieci anni; 0 dopo quindici.</li>
</ul>
<p>Che cosa in questo articolo è mio e non delle fonti: la tesi del titolo, cioè la lettura unitaria delle fonti sul rinforzo di base, sulla profondità e sull&#8217;erosione; la lettura delle dieci fotografie, compreso il riconoscimento del bambù, che resta un&#8217;ipotesi; l&#8217;idea che la parete sia nata dallo scavo del sentiero; l&#8217;indizio di terra persa alla base dell&#8217;albero della Fotografia 7; la scelta del pendio toscano di Preti e Giadrossich come caso di calcolo, con una coesione radicale di esempio di 5 kPa presa dentro l&#8217;intervallo di Simon e Collison e applicata fino a 1 metro; i valori di esempio del modello di Wu, 20 MPa e un RAR di 0,0005, presi dentro gli intervalli del manuale di Menegazzi e Palmeri; la procedura di misura delle radici scoperte sulla parete, con i picchetti, il metro rigido e la misura ripetuta ogni anno, per più anni; la procedura in dieci passi, che mette in fila quello che dicono le fonti e prende il RAR alla profondità dove il pendio potrebbe scivolare; il legame fra i punti 6.3.4 e 6.3.5 delle NTC 2018 e le opere di ingegneria naturalistica, che le NTC non nominano; la scelta degli studi italiani sulle specie e il confronto fra le medie di resistenza della ginestra; la lettura di che cosa misurano, rispetto al rinforzo delle radici, georadar, tomografia elettrica, NDVI e interferometria radar; l&#8217;ordine dei sette passi per la casa vicino a un pendio, che mette insieme le regole dell&#8217;articolo «Impermeabilizzare il muro è l&#8217;ultima mossa, non la prima», compresa quella del fango sul fondo dei pozzetti, e quelle di questo; la conclusione che un pozzo perdente scavato sopra un pendio porta l&#8217;acqua sotto lo strato che le radici attraversano; il racconto del «Dal cantiere».</p>
<h2 id="fonti">Fonti</h2>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Norme, leggi e documenti pubblici</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Regio decreto-legge 30 dicembre 1923, n. 3267, <em>Riordinamento e riforma della legislazione in materia di boschi e di terreni montani</em>, articolo 1.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Legge 18 maggio 1989, n. 183, <em>Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo</em> (abrogata dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152).</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Legge 2 maggio 1990, n. 102, <em>Disposizioni per la ricostruzione e la rinascita della Valtellina e delle adiacenti zone delle province di Bergamo, Brescia e Como, nonché della provincia di Novara, colpite dalle eccezionali avversità atmosferiche dei mesi di luglio ed agosto 1987</em>, articolo 6, comma 3.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, <em>Norme in materia ambientale</em>, parte terza, articolo 56.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Decreto 17 gennaio 2018, <em>Aggiornamento delle «Norme tecniche per le costruzioni»</em>, Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 2018, supplemento ordinario n. 8, punti 6.1.2, 6.2.2, 6.3.1-6.3.6, 6.4.1 e 6.8.6.2.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Regolamento (UE) 2024/1991 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2024, <em>sul ripristino della natura e che modifica il regolamento (UE) 2022/869</em>, articolo 13.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>ISPRA, <em>Dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori di rischio. Edizione 2024</em>, Rapporti 415/2025, Roma 2025.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>APAT, <em>Atlante delle opere di sistemazione dei versanti</em>, Manuali e linee guida 10/2002, Roma 2002.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>G. Sauli, P. Cornelini, F. Preti, <em>Manuale di ingegneria naturalistica, volume 3: Sistemazione dei versanti</em>, Regione Lazio, Roma 2005; in particolare i capitoli 6 (G. Sauli, P. Cornelini), 12 (F. Palmeri, P. Cornelini), 16 (P. Cornelini, G. Sauli), 23 (L. Mazzanti, L. Guarnieri, F. Preti) e 25 (F. Preti, C. Milanese), e la scheda della piantagione di arbusti.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>G. Menegazzi, F. Palmeri, <em>Manuale di dimensionamento delle opere di ingegneria naturalistica</em>, Regione Lazio, Roma 2013.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Il rinforzo delle radici: modelli e misure</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>T. H. Wu, W. P. McKinnell III, D. N. Swanston, <em>Strength of tree roots and landslides on Prince of Wales Island, Alaska</em>, Canadian Geotechnical Journal 16, 1979, pp. 19-33.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>L. J. Waldron, <em>The shear resistance of root-permeated homogeneous and stratified soil</em>, Soil Science Society of America Journal 41, 1977, pp. 843-849.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>L. J. Waldron, S. Dakessian, <em>Soil reinforcement by roots: calculation of increased soil shear resistance from root properties</em>, Soil Science 132, 1981, pp. 427-435.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>D. H. Gray, W. F. Megahan, <em>Forest vegetation removal and slope stability in the Idaho Batholith</em>, U.S. Department of Agriculture, Forest Service, Intermountain Forest and Range Experiment Station, 1981.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>D. H. Gray, H. Ohashi, <em>Mechanics of fiber reinforcement in sand</em>, Journal of Geotechnical Engineering 109, 1983, pp. 335-353.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>D. H. Gray, R. B. Sotir, <em>Biotechnical and soil bioengineering slope stabilization: a practical guide for erosion control</em>, John Wiley &amp; Sons, New York 1996 (ripresa non direttamente).</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>W. Böhm, <em>Methods of studying root systems</em>, Springer, 1979 (ripresa non direttamente).</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>N. J. Coppin, I. G. Richards, <em>Use of vegetation in civil engineering</em>, CIRIA, 1990 (ripresa non direttamente).</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>A. R. Ennos, <em>The anchorage of leek seedlings: the effect of root length and soil strength</em>, Annals of Botany 65, 1990, pp. 409-416 (ripresa non direttamente).</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>N. Pollen, A. Simon, <em>Estimating the mechanical effects of riparian vegetation on stream bank stability using a fiber bundle model</em>, Water Resources Research 41, 2005.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>M. Schwarz, D. Cohen, D. Or, <em>Root-soil mechanical interactions during pullout and failure of root bundles</em>, Journal of Geophysical Research: Earth Surface 115, 2010.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>M. Schwarz, D. Cohen, D. Or, <em>Pullout tests of root analogs and natural root bundles in soil: experiments and modeling</em>, Journal of Geophysical Research: Earth Surface, 2011 (ripresa non direttamente).</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>M. Schwarz, F. Giadrossich, D. Cohen, <em>Modeling root reinforcement using a root-failure Weibull survival function</em>, Hydrology and Earth System Sciences 17, 2013, pp. 4367-4377.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>T. H. Wu, <em>Root reinforcement of soil: review of analytical models, test results, and applications to design</em>, Canadian Geotechnical Journal 50, 2013, pp. 259-274.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>D. Cohen, M. Schwarz, <em>Tree-root control of shallow landslides</em>, Earth Surface Dynamics 5, 2017, pp. 451-477.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>E. B. Masi, S. Segoni, V. Tofani, <em>Root reinforcement in slope stability models: a review</em>, Geosciences 11, 2021, 212.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>F. Preti, F. Giadrossich, <em>Root reinforcement and slope bioengineering stabilization by Spanish Broom (Spartium junceum L.)</em>, Hydrology and Earth System Sciences 13, 2009, pp. 1713-1726.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>S. De Baets, J. Poesen, B. Reubens, K. Wemans, J. De Baerdemaeker, B. Muys, <em>Root tensile strength and root distribution of typical Mediterranean plant species and their contribution to soil shear strength</em>, Plant and Soil 305, 2008, pp. 207-226.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>A. Simon, A. J. C. Collison, <em>Quantifying the mechanical and hydrologic effects of riparian vegetation on streambank stability</em>, Earth Surface Processes and Landforms 27, 2002, pp. 527-546.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>K. M. Schmidt, J. J. Roering, J. D. Stock, W. E. Dietrich, D. R. Montgomery, T. Schaub, <em>The variability of root cohesion as an influence on shallow landslide susceptibility in the Oregon Coast Range</em>, Canadian Geotechnical Journal 38, 2001, pp. 995-1024.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Y. Tsukamoto, O. Kusakabe, <em>Vegetative influences on debris slide occurrences on steep slopes in Japan</em>, 1984 (ripresa non direttamente).</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Le specie: misure italiane e vetiver</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>C. Mattia, G. B. Bischetti, F. Gentile, <em>Biotechnical characteristics of root systems of typical Mediterranean species</em>, Plant and Soil 278, 2005, pp. 23-32.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>D. Chiatante, M. Sarnataro, S. Fusco, A. Di Iorio, G. S. Scippa, <em>Modification of root morphological parameters and root architecture in seedlings of Fraxinus ornus L. and Spartium junceum L. growing on slopes</em>, Plant Biosystems 137, 2003, pp. 47-55 (ripresa non direttamente).</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>A. Di Iorio, B. Lasserre, G. S. Scippa, D. Chiatante, <em>Root system architecture of Quercus pubescens trees growing on different sloping conditions</em>, Annals of Botany 95, 2005, pp. 351-361.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>D. Cazzuffi, A. Corneo, E. Crippa, <em>Slope stabilisation by perennial «gramineae» in Southern Italy: plant growth and temporal performance</em>, Geotechnical and Geological Engineering 24, 2006, pp. 429-447.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>D. Boldrin, A. G. Bengough, Z. Lin, K. W. Loades, <em>Root age influences failure location in grass species during mechanical testing</em>, Plant and Soil 461, 2021, pp. 457-469.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>A. Stokes, G. B. Douglas, T. Fourcaud, F. Giadrossich, C. Gillies, T. Hubble, J. H. Kim, K. W. Loades, Z. Mao, I. R. McIvor, S. B. Mickovski, S. Mitchell, N. Osman, C. Phillips, J. Poesen, D. Polster, F. Preti, P. Raymond, F. Rey, M. Schwarz, L. R. Walker, <em>Ecological mitigation of hillslope instability: ten key issues facing researchers and practitioners</em>, Plant and Soil 377, 2014, pp. 1-23.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Profondità delle radici</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>H. J. Schenk, R. B. Jackson, <em>The global biogeography of roots</em>, Ecological Monographs 72, 2002, pp. 311-328.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>J. Canadell, R. B. Jackson, J. B. Ehleringer, H. A. Mooney, O. E. Sala, E. D. Schulze, <em>Maximum rooting depth of vegetation types at the global scale</em>, Oecologia 108, 1996, pp. 583-595.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Acqua, erosione, bosco</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>G. Gyssels, J. Poesen, E. Bochet, Y. Li, <em>Impact of plant roots on the resistance of soils to erosion by water: a review</em>, Progress in Physical Geography 29, 2005, pp. 189-217.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>T. C. Hales, C. F. Miniat, <em>Soil moisture causes dynamic adjustments to root reinforcement that reduce slope stability</em>, Earth Surface Processes and Landforms 42, 2017, pp. 803-813.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>R. Noviandi, T. Gomi, R. C. Sidle, N. Iwasa, N. Ohtaka, <em>Controls of root-system overlap on hillslope stability</em>, Communications Earth &amp; Environment 7, 2026.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>H. Hiura, T. Arikawa, D. D. Bahadur, <em>Risk of sediment related disasters due to the abandoned expanding bamboo stands at the foot of slopes surrounding city area</em>, Journal of the Japan Landslide Society 41, 2004, pp. 323-334.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>R. C. Sidle, <em>A theoretical model of the effects of timber harvesting on slope stability</em>, Water Resources Research 28, 1992, pp. 1897-1910.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>C. Vergani, M. Schwarz, M. Soldati, A. Corda, F. Giadrossich, E. A. Chiaradia, P. Morando, C. Bassanelli, <em>Root reinforcement dynamics in subalpine spruce forests following timber harvest: a case study in Canton Schwyz, Switzerland</em>, Catena 143, 2016, pp. 275-288.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>C. Vergani, F. Giadrossich, P. Buckley, M. Conedera, M. Pividori, F. Salbitano, H. S. Rauch, R. Lovreglio, M. Schwarz, <em>Root reinforcement dynamics of European coppice woodlands and their effect on shallow landslides: a review</em>, Earth-Science Reviews 167, 2017, pp. 88-102.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>C. Moos, P. Bebi, F. Graf, J. Mattli, C. Rickli, M. Schwarz, <em>How does forest structure affect root reinforcement and susceptibility to shallow landslides?</em>, Earth Surface Processes and Landforms 41, 2016, pp. 951-960.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>E. Dazio, M. Conedera, M. Schwarz, <em>Impact of different chestnut coppice managements on root reinforcement and shallow landslide susceptibility</em>, Forest Ecology and Management 417, 2018, pp. 63-76 (ripresa non direttamente).</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>J. M. Bodoque, A. Díez-Herrero, J. F. Martín-Duque, J. M. Rubiales, A. Godfrey, J. Pedraza, R. M. Carrasco, M. A. Sanz, <em>Sheet erosion rates determined by using dendrogeomorphological analysis of exposed tree roots: two examples from Central Spain</em>, Catena 64, 2005, pp. 81-102.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Ingegneria naturalistica e soluzioni combinate</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>E. Giachi, Y. Giambastiani, F. Giannetti, A. Dani, F. Preti, <em>Root system evolution survey in a multi-approach method for SWBE monitoring: a case study in Tuscany (Italy)</em>, Sustainability 16, 2024, 4022.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>M. Uzielli, A. Geppetti, L. Borselli, S. Renzi, F. Preti, <em>Comparative geotechnical analysis of slope stabilization through conventional, soil and water bioengineering, and combined solutions</em>, Ecological Engineering 212, 2025, 107487.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Monitoraggio: strumenti e satelliti</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>M. Amato, B. Basso, G. Celano, G. Bitella, G. Morelli, R. Rossi, <em>In situ detection of tree root distribution and biomass by multi-electrode resistivity imaging</em>, Tree Physiology 28, 2008, pp. 1441-1448.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>L. Guo, J. Chen, X. Cui, B. Fan, H. Lin, <em>Application of ground penetrating radar for coarse root detection and quantification: a review</em>, Plant and Soil 362, 2013, pp. 1-23.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>M. Drusch, U. Del Bello, S. Carlier, O. Colin, V. Fernandez, F. Gascon, B. Hoersch, C. Isola, P. Laberinti, P. Martimort, A. Meygret, F. Spoto, O. Sy, F. Marchese, P. Bargellini, <em>Sentinel-2: ESA&#8217;s optical high-resolution mission for GMES operational services</em>, Remote Sensing of Environment 120, 2012, pp. 25-36.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>R. Torres, P. Snoeij, D. Geudtner, D. Bibby, M. Davidson, E. Attema, P. Potin, B. Rommen, N. Floury, M. Brown, I. Navas Traver, P. Deghaye, B. Duesmann, B. Rosich, N. Miranda, C. Bruno, M. L&#8217;Abbate, R. Croci, A. Pietropaolo, M. Huchler, F. Rostan, <em>GMES Sentinel-1 mission</em>, Remote Sensing of Environment 120, 2012, pp. 9-24.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>L. Turconi, F. Faccini, A. Marchese, G. Paliaga, M. Casazza, Z. Vojinovic, F. Luino, <em>Implementation of nature-based solutions for hydro-meteorological risk reduction in small Mediterranean catchments: the case of Portofino Natural Regional Park, Italy</em>, Sustainability 12, 2020, 1240.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>T. Hwang, L. E. Band, T. C. Hales, C. F. Miniat, J. M. Vose, P. V. Bolstad, B. Miles, K. Price, <em>Simulating vegetation controls on hurricane-induced shallow landslides with a distributed ecohydrological model</em>, Journal of Geophysical Research: Biogeosciences 120, 2015, pp. 361-378 (ripresa non direttamente).</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>La casa vicino a un pendio: acqua e drenaggi</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>International Code Council, <em>International Residential Code</em>, sezioni R401.3 e R801.3, edizioni 2021 e 2024.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Province of British Columbia, <em>British Columbia Building Code 2018</em>, sezioni 9.14 e 9.26.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>U.S. Department of Energy, Building America Report BA-1015, <em>Bulk Water Control Methods for Foundations</em>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>HM Government, <em>Approved Document H. Drainage and waste disposal</em>, edizione 2015, punti 1.33-1.38 e 3.25-3.30.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Historic England, <em>Flooding and Historic Buildings. Building Construction</em>, 30 ottobre 2025.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>USDA NRCS Ohio, <em>Conservation Practice Standard 606. Subsurface Drain</em>, maggio 2002.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>D. Donghi, <em>Manuale dell&#8217;architetto</em>, volume I, <em>La costruzione architettonica</em>, UTET, Torino 1923.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Codice civile (R.D. 16 marzo 1942, n. 262), articolo 889.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Regione del Veneto, Allegato A alla deliberazione della Giunta regionale n. 2948 del 6 ottobre 2009, <em>Valutazione di compatibilità idraulica</em>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Regione Friuli Venezia Giulia, D.P.Reg. 27 marzo 2018, n. 083/Pres., regolamento sull&#8217;invarianza idraulica.</li>
</ul>
<h2 id="lautore">L&#8217;autore</h2>
<p>Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense; anni di cantiere. Autore di &#8220;Murature umide: cause e rimedi&#8221; (Grafill, 2026).</p>
<p><script type='application/ld+json'>{"@context": "https://schema.org", "@type": "FAQPage", "mainEntity": [{"@type": "Question", "name": "Piantare alberi su una scarpata la mette in sicurezza?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Da sola no. Le radici di un impianto nuovo crescono in anni: dopo il taglio di un bosco di abete rosso, arbusti e rinnovazione davano dopo quindici anni circa il 30 per cento del rinforzo del bosco maturo (Vergani e colleghi, 2016). Il rinforzo, poi, vale solo nello spessore che le radici attraversano, di solito entro 1-1,5 metri (Menegazzi e Palmeri, 2013). Se la superficie di scivolamento è più profonda servono altre opere, come drenaggi o opere strutturali, spesso insieme alle piante."}}, {"@type": "Question", "name": "Fino a che profondità le radici tengono il terreno?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Fino a dove attraversano la superficie di scivolamento con una densità sufficiente. In più del 90 per cento dei profili raccolti da Schenk e Jackson (2002) almeno metà delle radici sta nei primi 30 centimetri; nei cedui la maggior parte sta nei primi 30-50 centimetri (Vergani e colleghi, 2017). Il manuale di Menegazzi e Palmeri non conta sulla coesione radicale oltre 1,5 metri, al massimo 2."}}, {"@type": "Question", "name": "Tagliare gli alberi su un pendio aumenta il rischio di frane?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Per un periodo sì. Le radici degli alberi tagliati marciscono, e il rinforzo cala per anni, finché le piante nuove non hanno radici a sufficienza (Vergani e colleghi, 2016 e 2017). I tagli rasi danno condizioni meno stabili dei tagli parziali (Sidle, 1992), e le aperture più lunghe di 20 metri aumentano la suscettibilità alle frane superficiali (Moos e colleghi, 2016)."}}, {"@type": "Question", "name": "Meglio l'erba o gli alberi?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Fanno cose diverse. Le erbe hanno moltissime radici fini, molto resistenti, nei primi centimetri, e proteggono la superficie. Alberi e arbusti portano il rinforzo più in basso, con radici legnose che possono attraversare la superficie di scivolamento. La combinazione più efficace è la somma dei due (Masi e colleghi, 2021)."}}, {"@type": "Question", "name": "Quali piante usare per consolidare una scarpata?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Specie autoctone, da materiale di propagazione locale, come chiede il manuale della Regione Lazio. Per ginestra, lentisco, orniello e roverella ci sono misure italiane: la ginestra, per esempio, è efficace fino a circa mezzo metro (Preti e Giadrossich, 2009), e il lentisco rinforza gli strati profondi più di una graminacea come Lygeum spartum (Mattia e colleghi, 2005). Il vetiver ha dato il rinforzo più alto fra quattro graminacee provate in Calabria (Cazzuffi e colleghi, 2006), ma è una specie esotica, che il manuale del Lazio esclude dalle aree di elevato valore naturalistico. In ogni caso la coesione radicale si misura sulle radici del posto."}}, {"@type": "Question", "name": "Le radici possono rendere un pendio meno stabile?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "In certe condizioni sì. I canali delle radici possono far entrare più acqua nel terreno, e nelle prove di Noviandi e colleghi (2026) la densità più alta di piante saturava prima il terreno. Le radici possono anche allargare le fessure della roccia. Il peso degli alberi, invece, conta poco."}}, {"@type": "Question", "name": "Si può mettere la coesione radicale in un calcolo di stabilità secondo le NTC 2018?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Le NTC 2018 non parlano di radici. Chiedono che i parametri vengano da indagini specifiche e che il margine di sicurezza sia giustificato con il livello di conoscenze e con l'affidabilità dei dati (punti 6.3.1 e 6.3.4). Una coesione radicale va quindi misurata sul posto, con rilievi e prove, applicata solo nello strato che le radici attraversano, e ridotta rispetto al valore del modello di Wu."}}, {"@type": "Question", "name": "Quanto tempo ci vuole perché un'opera di ingegneria naturalistica tenga?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Dipende da quanto in fretta attecchiscono le piante, e il manuale della Regione Lazio chiede di verificarlo sul posto. Prevede sopralluoghi in primavera e in autunno per almeno due stagioni vegetative, e un programma di manutenzione che segue l'opera per 5-6 anni. All'inizio tiene la parte non viva: legname, pietrame, terra. Poi il legno marcisce, e la stabilità passa alle talee e alle piantine, se hanno radicato (Atlante APAT, 2002): per questo il progetto verifica anche la fase di mezzo. Giachi e colleghi (2024) hanno seguito le radici con gli scavi e con la tomografia elettrica, e la vegetazione con le immagini da satellite."}}, {"@type": "Question", "name": "Che cosa vuol dire trovare radici scoperte su una scarpata?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Vuol dire che la terra intorno alle radici se n'è andata. Misurando la distanza fra il dorso della radice e il terreno si sa almeno quanta terra manca; datando l'anno in cui la radice è rimasta scoperta si ricava quanta se ne perde ogni anno. Bodoque e colleghi (2005) hanno trovato così da 1,7 a 2,6 millimetri l'anno lungo un sentiero molto frequentato."}}, {"@type": "Question", "name": "Il bambù tiene la terra?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Tiene la superficie con un fitto tappeto di rizomi, che però lascia passare molta acqua. In Giappone, dopo le piogge del 1998 a Kochi, quasi un terzo dei dissesti aveva un boschetto di bambù abbandonato sul luogo o vicinissimo, e il pericolo cresce quando si taglia il piede del pendio (Hiura e colleghi, 2004)."}}, {"@type": "Question", "name": "Le radici fermano l'erosione della superficie?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Solo in parte. Contro l'impatto delle gocce non contano; contro l'erosione diffusa conta soprattutto la copertura di foglie, lettiera ed erba; contro i rigagnoli e i solchi le radici contano almeno quanto la copertura (Gyssels e colleghi, 2005)."}}]}</script><br />
<!--mxLA--></p>
<div style='background:#f6f7f9;border:1px solid #e3e6ea;border-radius:8px;padding:14px 18px;margin:26px 0'><strong style='color:#b11f24'>Leggi anche</strong></p>
<ul style='margin:8px 0 0 18px'>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-intorno-alla-casa/">Impermeabilizzare il muro è l&#8217;ultima mossa, non la prima</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vegetazione-sui-muri/">Il verde sul muro non è un problema di giardinaggio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
</ul>
</div>
<p><!--/mxLA--></p>
<hr style='border:none;border-top:3px solid #b11f24;margin-top:34px'>
<table style='width:100%;border-collapse:collapse;font-family:Arial,sans-serif;color:#2a3340;font-size:14px;line-height:1.6'>
<tr>
<td style='vertical-align:top;padding-right:20px'>
<div style='font-size:16px;font-weight:700;color:#b11f24'>Ditta Renzo-ArtHome</div>
<div style='font-weight:600'>di Spedicato Oronzo</div>
<div style='color:#5a6577;margin-bottom:8px'>Specialista in risanamenti di interrati e umidit&agrave; di risalita</div>
<div><strong>Web:</strong> <a href="https://www.renzo-arthome.com">www.renzo-arthome.com</a></div>
<div><strong>E-mail:</strong> renzo.spedicato@gmail.com &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>PEC:</strong> renzoarthome@pec.it</div>
<div><strong>Cell.:</strong> +39 335 844 2978 &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>Ufficio:</strong> +39 371 775 4189</div>
<div style='color:#5a6577'>P.IVA 02475540304</div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://www.renzo-arthome.com/preventivo-gratuito/" style="display:inline-block;background:#b11f24;color:#fff;padding:9px 16px;border-radius:6px;font-weight:700;text-decoration:none">Chiedi un preventivo &rarr;</a></div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://wa.me/393358442978" target="_blank" rel="noopener" title="WhatsApp" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-whatsapp.png' alt='WhatsApp' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.facebook.com/RenzoArtHome" target="_blank" rel="noopener" title="Facebook" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-facebook.png' alt='Facebook' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.linkedin.com/in/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="LinkedIn" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-linkedin.png' alt='LinkedIn' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.tiktok.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="TikTok" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-tiktok.png' alt='TikTok' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.youtube.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="YouTube" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-youtube.png' alt='YouTube' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.instagram.com/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="Instagram" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-instagram.png' alt='Instagram' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a></div>
</td>
<td style='vertical-align:top;width:150px;text-align:center'><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/murature-umide-copertina.jpg' alt='Murature umide: cause e rimedi' width='120' style='border:1px solid #ddd;border-radius:4px'></a></p>
<div style='font-size:12px;color:#5a6577;margin-top:6px'><strong>Murature umide: cause e rimedi</strong><br />Grafill, 2026<br /><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener">Vai al libro &rarr;</a></div>
</td>
</tr>
</table>
<style>#rahLATO{margin:44px auto 0;max-width:680px;font-family:'Open Sans',sans-serif}#rahLATO *{box-sizing:border-box}#rahLATO .rahL-int{background:#fff;border:1px solid #d9dde2;padding:18px 16px 10px}#rahLATO .rahL-tit{font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:700;font-size:15px;letter-spacing:.16em;text-transform:uppercase;color:#262a33;margin:0 0 2px}#rahLATO p{margin:0!important;padding:0!important}#rahLATO .rahL-blog-r{margin:0 0 4px}#rahLATO .rahL-pagine{margin:0 0 12px}#rahLATO .rahL-blog{display:inline-block;font-size:13.5px;color:#a06a00;text-decoration:none;margin:0;border:0}#rahLATO .rahL-blog:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO details{margin:0 0 7px;border-left:4px solid var(--rahf)}#rahLATO summary{cursor:pointer;list-style:none;display:flex;align-items:baseline;gap:8px;font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:600;font-size:14px;color:#2f3440;padding:9px 8px 9px 10px;background:var(--rahv);margin:0}#rahLATO summary::-webkit-details-marker{display:none}#rahLATO summary:before{content:"+";font-weight:700;color:#2f3440;opacity:.55;width:13px;flex:none}#rahLATO details[open]>summary:before{content:"\2212"}#rahLATO .rahL-n{margin-left:auto;font-weight:400;font-size:11.5px;color:#5a6577}#rahLATO ul{list-style:none!important;margin:0!important;padding:6px 4px 8px 12px!important;background:var(--rahv);background:color-mix(in srgb,var(--rahv) 32%,#fff)}#rahLATO li{margin:0!important;padding:4px 6px!important;font-size:13px;line-height:1.45;border-left:2px solid transparent;list-style:none!important}#rahLATO li:before{display:none!important;content:none!important}#rahLATO li a{color:#3f4450;text-decoration:none;border:0;box-shadow:none}#rahLATO li a:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO li.rahL-qui{background:#fdf6d8;border-left-color:#eddf21}#rahLATO li.rahL-qui span{font-weight:600;color:#262a33}#rahLATO li.rahL-qui .rahL-segno{display:block;font-weight:400;font-size:10.5px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#5a6577;margin-top:1px}@media(min-width:1490px){body.postid-4960{overflow:visible!important}article.post-4960{position:relative}#rahLATO{position:absolute;top:0;right:-241px;bottom:0;width:225px;max-width:none;margin:0}#rahLATO .rahL-int{position:sticky;top:106px;max-height:calc(100vh - 126px);overflow-y:auto;padding:14px 12px 8px}#rahLATO summary{font-size:12.5px;padding:8px 6px 8px 8px}#rahLATO li{font-size:12px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:13px}}@media(min-width:1710px){#rahLATO{right:-336px;width:300px}#rahLATO .rahL-int{padding:18px 16px 10px}#rahLATO summary{font-size:14px}#rahLATO li{font-size:13px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:15px}}</style>
<div id="rahLATO">
<div class="rahL-int">
<div class="rahL-tit">Gli articoli</div>
<div class="rahL-blog-r"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/blog/">Indice del blog &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-fase-per-fase/">La casa fase per fase &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/decoder-diagnostico-edile/">Il decoder diagnostico &rarr;</a></div>
<details style="--rahv:#dcebf5;--rahf:#7fadd1">
<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">Le malte impermeabili nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">La barriera chimica nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">Ma come si cura una risalita?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/improvvisamente-l-umidita-di-risalita/">Improvvisamente, l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-danno-e-dove-l-acqua-se-ne-va/">Il danno è dove l&#8217;acqua se ne va</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">Chi dimezza la macchia raddoppia l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">Umidità di risalita e sali solubili: perché bloccare l&#8217;umidità è solo metà del risanamento, e perché l&#8217;asciugatura richiede da mesi ad anni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo un intervento contro l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-risalita-impermeabilizzazione-in/">L&#8217;innalzamento dell&#8217;umidità di risalita in seguito a interventi di impermeabilizzazione dall&#8217;interno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/doppia-barriera-protocollo-renzo-arthome/">Barriere chimiche non occludenti in zona di marea: bastano davvero contro la pressione idrostatica?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">L’umidità igroscopica nell’edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-primaria-e-sali-renzo-arthome/">Umidità di risalita capillare primaria</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li class="rahL-qui"><span>Le radici tengono il terreno solo dove lo attraversano</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vegetazione-sui-muri/">Il verde sul muro non è un problema di giardinaggio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">31</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-dei-giunti/">Sul giunto si impermeabilizza un movimento</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-intorno-alla-casa/">Impermeabilizzare il muro è l&#8217;ultima mossa, non la prima</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/costruire-casa-senza-umidita/">La casa asciutta si decide in cantiere</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">Tre centimetri invece di una demolizione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/prima-la-strategia-poi-il-prodotto/">Prima la strategia, poi il prodotto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">La spinta idrostatica nelle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">Il seminterrato fra infiltrazioni, umidità e radon: un approccio integrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/fontana-dei-grifi-allinterno-del-castello-miramare-di-trieste/">Fontana dei Grifi all&#8217;interno del castello Miramare di Trieste</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/interventi-di-impermeabilizzazioni/">Impermeabilizzazioni: come intervenire e quali soluzioni scegliere</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#d9edea;--rahf:#7dbcb5">
<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">16</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-problema-non-e-la-pioggia/">Il problema non è la pioggia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">Umidità di rimbalzo (rain splash)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-meteorica-cap/">Umidità meteorica (penetrating damp)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-condensazione/">Umidità da condensazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sindrome-dell-edificio-malato/">Sindrome dell&#8217;edificio malato: cause, sintomi e soluzioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffe-indoor/">Muffe indoor</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">Condensa interstiziale in edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f2e9d5;--rahf:#c9a970">
<summary>Vespai e solai<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-piove-dal-predalles/">Quando piove dal predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-normative-e-calcoli/">Vespaio aerato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1431-2/">Le infiltrazioni nei predalles: analisi e metodologie di intervento</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f5e3dc;--rahf:#cf9484">
<summary>Casi Studio<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f4eecb;--rahf:#c9b954">
<summary>Norme e libro<span class="rahL-n">5</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/normativa-salubrita-edifici/">Quadro normativo sulla salubrità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1443-2/">Materiali da costruzione radioattivi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pubblicato-il-libro-murature-umide-cause-e-rimedi/">Pubblicato il libro “Murature umide: cause e rimedi”</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#ebedf0;--rahf:#a7adb8">
<summary>Altri articoli<span class="rahL-n">1</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pavimenti-in-resina-nei-dettagli/">I pavimenti in resina nei dettagli</a></li>
</ul>
</details>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/radici-stabilita-versanti/">Le radici tengono il terreno solo dove lo attraversano</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.renzo-arthome.com/radici-stabilita-versanti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sul giunto si impermeabilizza un movimento</title>
		<link>https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-dei-giunti/</link>
					<comments>https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-dei-giunti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[renzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 05:21:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Interrati e impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[giunti di dilatazione]]></category>
		<category><![CDATA[impermeabilizzazione balconi e terrazzi]]></category>
		<category><![CDATA[impermeabilizzazione interrati]]></category>
		<category><![CDATA[impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[infiltrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[waterstop]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.renzo-arthome.com/?p=4818</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quanti tipi di giunto ci sono in una costruzione, che cosa fa ciascuno e come lo si tiene stagno. Le famiglie sono quattro, ripresa di getto, giunto di contrazione, giunto di dilatazione e giunto di isolamento, e a decidere la tenuta è quanto il giunto si muove: dentro la sezione dove niente si muove, con una riserva di lunghezza dove il movimento è previsto. Con otto tavole, i numeri del movimento e la scheda di controllo.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-dei-giunti/">Sul giunto si impermeabilizza un movimento</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style='font-size:19px;color:#5a6577'><em>Quanti tipi di giunto ci sono in una costruzione, che cosa fa ciascuno e come lo si tiene stagno. Le famiglie sono quattro, dalla ripresa di getto al giunto perimetrale, e a decidere la tenuta è quanto il giunto si muove.</em></p>
<div id="rahTOC" style="border:1px solid #e2e5ea;border-radius:6px;padding:20px 24px;margin:0 0 32px;background:#fafbfc">
<p style="margin:0 0 10px;font-weight:600;color:#1a2233;font-size:16px">Indice</p>
<ol style="margin:0;padding-left:20px;line-height:1.6">
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-macchia-che-corre-lungo-una-riga" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La macchia che corre lungo una riga</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#chi-ha-cominciato-a-studiarlo" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Chi ha cominciato a studiarlo</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-parole-che-servono" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le parole che servono</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#quanto-si-muove-un-giunto" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Quanto si muove un giunto</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-quattro-famiglie" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le quattro famiglie</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-matrice-ogni-famiglia-a-ogni-livello" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La matrice: ogni famiglia, a ogni livello</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-ripresa-di-getto-il-giunto-che-non-deve-muoversi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La ripresa di getto: il giunto che non deve muoversi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-giunto-di-contrazione-la-fessura-decisa-dal-progetto" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il giunto di contrazione: la fessura decisa dal progetto</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-giunto-di-dilatazione-la-tenuta-ha-una-riserva-di-lunghezza" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il giunto di dilatazione: la tenuta ha una riserva di lunghezza</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#i-giunti-nelle-finiture" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">I giunti nelle finiture</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#dove-si-rompe" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Dove si rompe</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#come-si-controlla-e-come-si-collauda" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Come si controlla e come si collauda</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-sintesi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In sintesi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#dal-cantiere" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Dal cantiere</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#domande-frequenti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Domande frequenti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-conclusione" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In conclusione</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#nota-sui-calcoli" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Nota sui calcoli</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#fonti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Fonti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lautore" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;autore</a></li>
</ol>
</div>
<h2 id="la-macchia-che-corre-lungo-una-riga">La macchia che corre lungo una riga</h2>
<p>La macchia di cui parlo in questo articolo ha una forma precisa: è una riga. Corre dritta sul soffitto di un&#8217;autorimessa, da una parete all&#8217;altra. Oppure segue, al piano di sotto, il perimetro di un terrazzo. Oppure scende lungo lo spigolo dove due corpi di fabbrica si toccano. Quando al telefono mi descrivono una macchia così, so dove andrò a guardare prima ancora di salire: sopra quella riga, da qualche parte nello spessore, c&#8217;è un giunto.</p>
<p>Sul posto le spiegazioni che sento sono quasi sempre due. La prima: «il silicone è vecchio, basta rifarlo». La seconda: «lì la guaina si è strappata, ci passiamo sopra con una striscia». Tutte e due hanno un pezzo di verità, ed è per questo che resistono: il sigillante era screpolato davvero, la membrana era strappata davvero. Nessuna delle due però si chiede perché il materiale abbia ceduto proprio lì, e non un metro più in là. Ha ceduto lì perché lì la costruzione si muove. Un sigillante rifatto uguale si screpolerà allo stesso modo, e una striscia di membrana tesa da un bordo all&#8217;altro si strapperà come quella di prima. Il difetto non stava nel materiale: stava nella lunghezza. Chi l&#8217;aveva posato non gli aveva lasciato lunghezza per seguire il movimento.</p>
<p>La tesi la anticipo subito. I giunti non sono tutti uguali. La ripresa di getto non si deve muovere affatto. Il giunto di contrazione si muove quasi solo nei primi mesi. Il giunto di dilatazione si muoverà finché l&#8217;edificio resta in piedi. Tenerli stagni vuol dire per prima cosa riconoscere la famiglia, perché il presidio giusto per una famiglia è sbagliato per un&#8217;altra. Dove niente si deve muovere, la tenuta si mette dentro la sezione e lavora perché il calcestruzzo la stringe. Dove il movimento è previsto, la tenuta deve avere una riserva di lunghezza. Non deve mai essere lei a opporsi al movimento. E deve poter essere guardata e rifatta.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1143" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig1-le-quattro-famiglie-di-giunto.png" alt="Sezione schematica di due corpi di fabbrica con interrato e terrazzo, con i quattro tipi di giunto numerati: ripresa di getto fra platea e parete, intaglio di contrazione nel pavimento, giunto di dilatazione fra i due corpi con il waterstop sotto terra e il soffietto sul terrazzo, giunto di isolamento fra pavimento e parapetto" class="wp-image-4810" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig1-le-quattro-famiglie-di-giunto.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig1-le-quattro-famiglie-di-giunto-300x214.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig1-le-quattro-famiglie-di-giunto-1024x732.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig1-le-quattro-famiglie-di-giunto-768x549.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig1-le-quattro-famiglie-di-giunto-1536x1097.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 1. Le quattro famiglie di giunto in una sezione sola. La ripresa di getto (1) non deve muoversi e ha il presidio dentro la sezione; il giunto di contrazione (2) guida la fessura da ritiro; il giunto di dilatazione (3) separa i due corpi dalla fondazione al tetto, con il waterstop a bulbo sotto terra e il soffietto a omega sul terrazzo; il giunto di isolamento (4) stacca il pavimento dalla parete. Classificazione dell&#8217;ACI, come la riporta il Bureau of Reclamation.</figcaption></figure>
<h2 id="chi-ha-cominciato-a-studiarlo">Chi ha cominciato a studiarlo</h2>
<p>Per molto tempo la posizione e la larghezza dei giunti sono state una faccenda di abitudine: ogni studio e ogni ente seguiva la sua regola, come riassume la scheda dell&#8217;editore del rapporto che cito qui sotto. Negli Stati Uniti il tema arrivò al National Research Council, che nel 1974 pubblicò a Washington un rapporto tecnico dedicato solo a questo: <em>Expansion Joints in Buildings</em>, il numero 65 della serie, con le raccomandazioni, la discussione e un&#8217;appendice sui dati di temperatura. Del rapporto riprendo la scheda dell&#8217;editore, non il testo, e per questo non ne riporto i numeri. Lo cito perché mostra una cosa: già cinquant&#8217;anni fa il giunto di dilatazione era trattato come un problema di calcolo, con la temperatura fra i dati di ingresso.</p>
<p>Il riferimento più citato per i giunti nel calcestruzzo è un rapporto dell&#8217;American Concrete Institute, <em>Joints in Concrete Construction</em>, sigla ACI 224.3R, uscito nel 1995 e riapprovato nel 2008. Il suo sommario dice che passa in rassegna il progetto, la costruzione e la manutenzione dei giunti, un tipo di struttura alla volta: edifici, ponti, solette a terra, gallerie, canali, tubi prefabbricati, strutture che contengono liquidi, pareti, getti massivi. È da lì che viene la classificazione in quattro famiglie che uso in questo articolo.</p>
<p>Nel 2016 il Bureau of Reclamation, l&#8217;ente federale americano delle opere idrauliche, ha messo in fila in un suo rapporto tecnico le definizioni dei vari organismi. Si intitola <em>Joint Spacing for Concrete Structures</em> e l&#8217;ha curato l&#8217;ingegnere Shannon Harrell. Comincia con un&#8217;ammissione che trovo onesta: i tipi di giunto sono diversi, e le definizioni cambiano secondo chi le scrive. Il nome «giunto di controllo», per esempio, lo usano solo il Bureau of Reclamation e la Portland Cement Association, e la seconda come sinonimo di giunto di contrazione. Chi legge un capitolato deve saperlo: prima del nome conta che cosa quel giunto deve fare.</p>
<p>Per l&#8217;impermeabilizzazione il lavoro più utile che conosco in italiano è quello dell&#8217;architetto Antonio Broccolino, che nel 2011 dedicò ai giunti di dilatazione due puntate della sua serie sulla rivista <em>Specializzata</em>, nei numeri 198 e 199. Lì il giunto impermeabile di una copertura viene smontato pezzo per pezzo, con gli errori fotografati accanto alle soluzioni corrette, e con i richiami al Codice di Pratica delle coperture continue dell&#8217;IGLAE.</p>
<h2 id="le-parole-che-servono">Le parole che servono</h2>
<p><strong>Ripresa di getto, o giunto di costruzione.</strong> Il punto in cui il getto si ferma e riparte. I due calcestruzzi si toccano ma non sono una cosa sola, e l&#8217;armatura di solito attraversa il giunto. Non è previsto che si muova.</p>
<p><strong>Giunto di contrazione, o di controllo.</strong> Un indebolimento voluto della sezione, fatto con un taglio o con un profilo annegato. Il calcestruzzo che ritira si fessura comunque: così si fessura dove ha deciso il progetto.</p>
<p><strong>Giunto di dilatazione.</strong> Una separazione completa fra due parti della costruzione, con un vuoto in mezzo. Ogni parte si allunga, si accorcia e si assesta per conto suo. Quando separa due corpi di fabbrica lo si chiama anche giunto strutturale, e in zona sismica la sua larghezza la decide il calcolo: è il giunto sismico.</p>
<p><strong>Giunto di isolamento, o perimetrale.</strong> Lo stacco fra uno strato e un elemento fisso che gli sta accanto: il massetto contro la parete, il pavimento contro il pilastro, la piastrellatura contro la soglia. Nelle finiture si chiama giunto perimetrale.</p>
<p><strong>Giunto di frazionamento.</strong> Il taglio che divide in campi una superficie grande, massetto o piastrellatura, perché ogni campo si muova da solo.</p>
<p><strong>Waterstop.</strong> Un profilo continuo annegato a cavallo del giunto, metà in un getto e metà nell&#8217;altro. Quello per i giunti di dilatazione ha un bulbo al centro, che si deforma quando il giunto si apre.</p>
<p><strong>Cordone idroespansivo.</strong> Un cordone, di solito bentonitico, che a contatto con l&#8217;acqua rigonfia. Chiude solo se il calcestruzzo lo stringe da ogni lato: si dice che va confinato.</p>
<p><strong>Tubo d&#8217;iniezione.</strong> Un tubo forato lasciato dentro la ripresa di getto. Se il giunto perde, ci si inietta una resina dall&#8217;interno, anche anni dopo.</p>
<p><strong>Soffietto a omega.</strong> La piega che si dà a una fascia di membrana a cavallo del giunto. È negativo quando scende dentro il vuoto, positivo quando scavalca un cordone comprimibile appoggiato sopra. La piega è lunghezza in più: quando il giunto si apre, prima si consuma la piega e solo dopo si tende la fascia.</p>
<p><strong>Bandella.</strong> Una fascia elastica, in gomma o in tessuto gommato, che si incolla o si annega ai due lati di un giunto o di un raccordo: fa la tenuta dove il rivestimento si interrompe.</p>
<p><strong>Fondo giunto.</strong> Il cordone comprimibile che si infila nel giunto prima del sigillante. Regola la profondità del sigillante e impedisce che aderisca sul fondo.</p>
<p><strong>Capacità di movimento.</strong> Quanto un sigillante può allungarsi e accorciarsi in esercizio, in percentuale della larghezza del giunto. La classe si legge sulla scheda tecnica.</p>
<p><strong>Lattime.</strong> La pellicola debole e polverosa che affiora sul getto indurito: si toglie prima di posare un presidio, altrimenti il presidio aderisce a lei e non al calcestruzzo.</p>
<p><strong>Battente.</strong> L&#8217;altezza dell&#8217;acqua sopra il punto considerato, cioè la pressione con cui l&#8217;acqua spinge sulla tenuta.</p>
<p><strong>Spinta negativa.</strong> L&#8217;acqua che preme dal lato su cui la tenuta è incollata, e tende a staccarla dal supporto.</p>
<h2 id="quanto-si-muove-un-giunto">Quanto si muove un giunto</h2>
<p>Prima di scegliere un presidio bisogna avere in mano un numero: di quanto si aprirà e si chiuderà quel giunto. I movimenti che contano vengono da tre cause, e hanno tempi molto diversi.</p>
<p>La prima è la temperatura. Il calcestruzzo si allunga di circa 10 milionesimi della sua lunghezza per ogni grado: è il coefficiente che l&#8217;Eurocodice 2 indica al punto 3.1.3, e che riprendo da una fonte secondaria, non dal testo della norma. La tabella dice che cosa significa in millimetri.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Lunghezza dell&#8217;elemento</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Salto termico 30 °C</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Salto termico 40 °C</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Salto termico 50 °C</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>10 m</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3,0 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>4,0 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5,0 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>20 m</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>6,0 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>8,0 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>10,0 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>30 m</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>9,0 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>12,0 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>15,0 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>40 m</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>12,0 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>16,0 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>20,0 mm</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 1. Dilatazione termica lineare di un elemento in calcestruzzo, con coefficiente di 10 milionesimi per grado. Valori dallo script calcoli.py. Sono variazioni di lunghezza dell&#8217;elemento: quanto di questo movimento arrivi sul singolo giunto dipende da come è vincolata la struttura.</em></p>
<p>Una soletta di venti metri esposta al sole, con un salto di quaranta gradi fra la notte d&#8217;inverno e il pomeriggio d&#8217;estate, cambia lunghezza di otto millimetri. In assoluto è poco. Per una membrana incollata sui due bordi di un vuoto largo due centimetri è moltissimo, e si ripete a ogni stagione, e in parte a ogni giornata di sole. A questo movimento ho dedicato il conto della bandella a omega nel <a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">caso studio dell&#8217;eliporto</a>.</p>
<p>La seconda causa è il ritiro. Il calcestruzzo indurito perde acqua e si accorcia, più in fretta all&#8217;inizio e poi sempre più piano. È un movimento che va quasi tutto in una direzione: il giunto si apre, e poi resta aperto. Per questo un giunto di contrazione, una volta fatto il suo lavoro, si comporta quasi come una fessura ferma.</p>
<p>La terza è il terremoto, e qui il numero lo dà la legge. Le Norme tecniche per le costruzioni del 2018, al paragrafo 7.2.1, chiedono che due edifici contigui stiano abbastanza lontani da non urtarsi durante il sisma: la norma lo chiama martellamento. La distanza fra i due edifici non può essere minore della somma degli spostamenti massimi calcolati per le due strutture. C&#8217;è poi un minimo che vale in ogni caso: un centesimo della quota dei punti che si fronteggiano, misurata dallo spiccato della fondazione, moltiplicato per due volte il rapporto ag·S/g. In quel rapporto ag è l&#8217;accelerazione di progetto al suolo, S il coefficiente che tiene conto del terreno e della topografia, g l&#8217;accelerazione di gravità. Il moltiplicatore non supera mai uno.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Quota dei punti affacciati</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>ag·S/g = 0,10</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>ag·S/g = 0,20</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>ag·S/g = 0,30</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3 m</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>6 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>12 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>18 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>6 m</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>12 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>24 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>36 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>10 m</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>20 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>40 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>60 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>15 m</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>30 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>60 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>90 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>20 m</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>40 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>80 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>120 mm</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 2. Distanza minima fra costruzioni contigue secondo il paragrafo 7.2.1 delle NTC 2018: un centesimo della quota, moltiplicato per 2·ag·S/g, con il moltiplicatore non maggiore di uno. Valori dallo script calcoli.py. È il minimo inderogabile: la distanza vera la fissa il calcolo strutturale, e può essere più grande.</em></p>
<p>A chi impermeabilizza questa tabella dice una cosa sola, ma importante. In cima a un edificio di quindici metri, in zona sismica, il vuoto fra i due corpi deve essere largo almeno sei o nove centimetri. Un vuoto così non si chiude con un cordone di sigillante e non si scavalca con una fascia piatta: ci vuole un dispositivo pensato per quella larghezza. Per decenni quel vuoto lavora poco, con la sola temperatura. Poi, in pochi secondi, può fare tutta la sua corsa, nelle tre direzioni.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1191" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig2-quanto-si-muove-un-giunto.png" alt="Due grafici: a sinistra le barre della dilatazione termica di un elemento in calcestruzzo per lunghezze da 10 a 40 metri e salti termici di 30, 40 e 50 gradi; a destra le rette del minimo di legge del giunto sismico in funzione della quota, per tre valori del rapporto ag·S/g, cioè l'accelerazione di progetto al suolo corretta per il terreno, divisa per la gravità" class="wp-image-4811" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig2-quanto-si-muove-un-giunto.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig2-quanto-si-muove-un-giunto-300x223.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig2-quanto-si-muove-un-giunto-1024x762.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig2-quanto-si-muove-un-giunto-768x572.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig2-quanto-si-muove-un-giunto-1536x1143.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 2. Quanto si muove un giunto. A sinistra la dilatazione termica dell&#8217;elemento, con il coefficiente dell&#8217;Eurocodice 2 ripreso da una fonte secondaria; a destra il minimo inderogabile della distanza fra costruzioni contigue secondo il paragrafo 7.2.1 delle NTC 2018. Valori dallo script calcoli.py; sono le tabelle 1 e 2 disegnate.</figcaption></figure>
<h2 id="le-quattro-famiglie">Le quattro famiglie</h2>
<p>Alla domanda «quanti tipi di giunto ci sono» rispondo con la classificazione dell&#8217;American Concrete Institute, così come la riporta il rapporto del Bureau of Reclamation del 2016. Le famiglie sono quattro, e si distinguono per quello che il giunto deve fare.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Famiglia</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa fa</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Si muove?</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa succede all&#8217;armatura</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Ripresa di getto, o giunto di costruzione</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il getto si ferma e riparte</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>non deve</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>attraversa il giunto</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Giunto di contrazione, o di controllo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>guida la fessura da ritiro dove decide il progetto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>poco, e quasi solo all&#8217;inizio</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>di regola si interrompe; se passa, un capo è libero di scorrere</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Giunto di dilatazione, strutturale o sismico</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>separa due parti che si muovono ognuna per conto suo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>sempre, nelle tre direzioni</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>si interrompe</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Giunto di isolamento, o perimetrale</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>stacca uno strato da un elemento fisso</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>di poco, ogni giorno</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>non c&#8217;è niente che lo attraversa</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 3. Le quattro famiglie di giunto. Classificazione dell&#8217;American Concrete Institute (rapporto ACI 224.3R-95) e della Portland Cement Association, come riportate nel rapporto tecnico del Bureau of Reclamation,<em> Joint Spacing for Concrete Structures</em>, settembre 2016. Le due colonne di destra, il movimento e l&#8217;armatura, sono una sintesi dell&#8217;autore su quelle definizioni.</em></p>
<p>Della <strong>ripresa di getto</strong> la definizione che preferisco è quella della Portland Cement Association: una sosta nel processo di costruzione, che permette l&#8217;aderenza fra il calcestruzzo nuovo e quello vecchio e non permette movimenti. Il <strong>giunto di contrazione</strong> l&#8217;ACI lo descrive come un piano di debolezza che serve a controllare la posizione delle fessure.</p>
<p>Il <strong>giunto di dilatazione</strong>, per lo stesso rapporto dell&#8217;ACI, divide l&#8217;edificio in segmenti separati. Ogni segmento si allunga e si accorcia senza danneggiare la struttura né comprometterne l&#8217;uso. Il vuoto si riempie solo con materiale comprimibile: il Bureau of Reclamation nomina il sughero, il mastice, la gomma spugnosa. Il <strong>giunto di isolamento</strong> separa due elementi che si muovono in modo diverso, e nessun ferro lo attraversa. Nelle solette a terra sta fra la soletta e quello che le è accanto: muri, pilastri, plinti, basamenti di macchine.</p>
<p>Le stesse famiglie tornano, con altri nomi, negli strati sopra la struttura. Nelle piastrellature la norma italiana è la UNI 11493-1, rifatta nel 2025 e in vigore dal 15 maggio di quell&#8217;anno. La norma non è in libera consultazione: come riportano i commenti tecnici che l&#8217;accompagnano, distingue giunti strutturali, di frazionamento, di dilatazione e perimetrali. Sulle coperture il giunto impermeabile ha tre forme: piatto, rilevato, in accostamento a una parete.</p>
<h2 id="la-matrice-ogni-famiglia-a-ogni-livello">La matrice: ogni famiglia, a ogni livello</h2>
<p>Un giunto attraversa tutto quello che trova: la struttura, l&#8217;impermeabilizzazione, la finitura. A ogni livello va trattato, e il trattamento cambia. La tabella incrocia le quattro famiglie con i tre livelli. È una sintesi mia, non sta in nessuna norma: serve a non perdere nessuna casella.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Famiglia</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Nella struttura</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Nell&#8217;impermeabilizzazione</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Nella finitura</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Ripresa di getto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>superficie pulita dal lattime; presidio dentro la sezione: waterstop, cordone idroespansivo confinato, tubo d&#8217;iniezione, lamiera rivestita</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>la tenuta passa sopra continua: qui non serve una piega</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>niente di particolare</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Giunto di contrazione</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>profilo induttore annegato, con la tenuta incorporata</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>la tenuta passa sopra continua, non aderente a cavallo del taglio</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il taglio si riporta nel massetto e nel pavimento</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Giunto di dilatazione</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>vuoto libero, riempito solo con materiale comprimibile; sotto terra, waterstop col bulbo sull&#8217;asse, ad anello chiuso</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>fascia a omega con cordone comprimibile, doppia; fissata ai lati della linea di giunto; mai tesa, mai rigida</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>giunto a pavimento separato da quello impermeabile; protezione che si può togliere</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Giunto di isolamento</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>fascia comprimibile contro muri e pilastri</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>bandella nel raccordo fra piano e parete, e risvolto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>sigillante elastico su fondo giunto, da mantenere</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 4. La matrice dei giunti: come si tratta ogni famiglia a ogni livello. Sintesi dell&#8217;autore. Le singole caselle sono sviluppate nei capitoli che seguono, ognuna con la sua fonte.</em></p>
<p>Nei cantieri che vedo i guai più grossi stanno nella terza riga, e non perché sia la più difficile. È quella in cui si sbaglia famiglia: si tratta un giunto di dilatazione come se fosse una ripresa di getto, cioè come una linea da chiudere.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="981" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig3-la-matrice-dei-giunti.png" alt="Griglia di quattro righe per tre colonne: le famiglie di giunto contro i livelli struttura, impermeabilizzazione e finitura, con in ogni casella una piccola sezione e il presidio che spetta a quel giunto" class="wp-image-4812" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig3-la-matrice-dei-giunti.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig3-la-matrice-dei-giunti-300x184.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig3-la-matrice-dei-giunti-1024x628.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig3-la-matrice-dei-giunti-768x471.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig3-la-matrice-dei-giunti-1536x942.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 3. La matrice dei giunti: ogni famiglia, a ogni livello dell&#8217;edificio. In ogni casella il presidio che spetta a quel giunto, con la piccola sezione che lo mostra. Sintesi dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<h2 id="la-ripresa-di-getto-il-giunto-che-non-deve-muoversi">La ripresa di getto: il giunto che non deve muoversi</h2>
<p>La ripresa di getto c&#8217;è sempre. Nessuna platea e nessuna parete nascono da un getto solo: il calcestruzzo si ferma una sera e riparte la mattina dopo, e sulla linea dove i due getti si toccano resta una superficie che non è mai diventata una cosa sola. All&#8217;acqua basta quello. Nel <a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">vademecum degli interrati</a> ho dedicato a questo nodo una tavola intera, la D1, con le quote e le regole di posa: qui non la ripeto, e mi fermo sul criterio.</p>
<p>Il criterio è uno. Nella ripresa di getto la tenuta si mette dentro la sezione, e lavora perché il calcestruzzo la stringe da ogni lato. Per questo i presidi di questa famiglia sono tutti annegati: waterstop, cordone bentonitico, tubo d&#8217;iniezione, e la lamiera rivestita, cioè una lamiera con un rivestimento adesivo, annegata per qualche centimetro nel primo getto. Il cordone chiude solo se è confinato, con almeno otto centimetri di calcestruzzo per lato, come ho scritto nella tavola D1; i sistemi più esigenti ne chiedono quindici. Nei lavori che contano le difese si sommano, e ho visto tavole esecutive con tutte e tre insieme, waterstop, cordone e tubo, sullo stesso giunto.</p>
<p>Le regole di posa discendono dal criterio. Il cordone si posa sul calcestruzzo pulito dal lattime e si chioda. Un cordone che si sposta con il getto rigonfia fuori posto, e apre invece di chiudere. I distanziatori dei casseri stanno lontani dal cordone: un ferro addosso al presidio è un ponte già pronto per l&#8217;acqua. Il tubo d&#8217;iniezione va fissato, con le estremità dentro scatole chiuse. Dove stanno le scatole si scrive su un elaborato che resta: altrimenti quel tubo, il giorno che serve, nessuno lo ritrova. Il waterstop si giunta con i pezzi speciali, e le giunzioni si saldano testa a testa. E c&#8217;è l&#8217;errore che si ripete più spesso: il cordone bentonitico posato il giorno prima, che si prende la pioggia e arriva al getto già gonfio. Quello si sostituisce, non si annega.</p>
<p>Che cosa distingue questa famiglia dalle altre lo dice il movimento. La ripresa di getto non si deve muovere: se si apre, non è più una ripresa, è una fessura, e i presidi annegati non sono nati per seguirla. Per questo la ripresa non si confonde con il giunto di dilatazione, anche se sulla parete finita si vedono come due righe uguali. Nella prima l&#8217;armatura passa e il getto nuovo aderisce al vecchio; nel secondo l&#8217;armatura si ferma e in mezzo resta un vuoto voluto. Le resine che lavorano dentro questi giunti le ho descritte nell&#8217;<a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">articolo sulle resine idroespansive</a>. Il modo in cui la tenuta si posa prima del getto sta in quello sulle <a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">impermeabilizzazioni pre-getto</a>.</p>
<h2 id="il-giunto-di-contrazione-la-fessura-decisa-dal-progetto">Il giunto di contrazione: la fessura decisa dal progetto</h2>
<p>Il calcestruzzo, mentre indurisce e perde acqua, si accorcia, e nei setti lunghi e nelle solette a terra si fessura da solo. Il progetto ha due strade: lasciare che le fessure si aprano dove capita, oppure indurne una dove decide lui, e presidiarla prima che si apra. La seconda strada è il giunto di contrazione. Si riduce la sezione con un intaglio o con un profilo annegato, e la fessura, che cerca la via più debole, segue quella.</p>
<p>I numeri di riferimento li dà il rapporto dell&#8217;ACI sui giunti nel calcestruzzo, come lo riporta il Bureau of Reclamation. Nelle solette a terra raccomanda un intaglio profondo un quarto dello spessore, e tagli a un passo compreso fra ventiquattro e trentasei volte lo spessore della soletta. Per una soletta di quindici centimetri vuol dire un intaglio di quasi quattro centimetri e tagli ogni tre metri e sessanta, al massimo ogni cinque e quaranta. I tagli vanno sulle linee dei pilastri e i campi devono restare quasi quadrati: un rettangolo allungato si fessura in mezzo. Il taglio si fa appena il calcestruzzo regge la lama senza sgranarsi, prima che la soletta si fessuri da sola: il momento giusto dipende dal getto e dal clima, ed è pratica di cantiere, non un numero di norma.</p>
<p>Nelle strutture che devono tenere l&#8217;acqua il giunto di contrazione ha una regola in più, che ho scritto nella tavola D11 del vademecum: l&#8217;induttore e la tenuta viaggiano insieme. Un giunto indotto senza presidio dentro è una fessura organizzata ma aperta. In vasca bianca il waterstop verticale lavora lui stesso da induttore, perché riduce la sezione e insieme la tiene. Le guide del profilo si montano in fori dedicati, con i diametri e le profondità della scheda: l&#8217;elemento legato male all&#8217;armatura si sposta con il getto, e la fessura si apre fuori dalla linea prevista.</p>
<p>Sopra la struttura il giunto di contrazione va riportato. Una volta aperto è una fessura sottile ma vera: se il massetto e il pavimento gli passano sopra continui, la fessura risale attraverso di loro e compare nel pavimento come una crepa a caso. Il taglio si riporta negli strati sopra, sulla stessa linea, e si sigilla. La tenuta, invece, passa sopra continua, ma a cavallo del taglio non si incolla a pieno: si lascia una fascia non aderente, così la fessura sotto non la innesca. Sono due regole di cantiere mie, che le fonti citate non scrivono in questa forma e che dichiaro come tali.</p>
<h2 id="il-giunto-di-dilatazione-la-tenuta-ha-una-riserva-di-lunghezza">Il giunto di dilatazione: la tenuta ha una riserva di lunghezza</h2>
<p>Quello che segue vale per ogni giunto di dilatazione, in qualunque punto dell&#8217;edificio stia. Il vuoto resta vuoto, e si riempie solo con un materiale comprimibile che possa schiacciarsi quando il giunto si chiude. L&#8217;armatura si ferma ai due lati. La tenuta ha una riserva di lunghezza, e quella riserva è la sua unica difesa: una tenuta tesa da un bordo all&#8217;altro, alla prima apertura del giunto, lavora in trazione pura e si strappa dove è più debole, che di solito è l&#8217;incollaggio. Le tenute sono due, perché la prima, presto o tardi, cede e la seconda deve reggere finché qualcuno se ne accorge. E il giunto deve restare ispezionabile, perché è la parte dell&#8217;edificio che ha la vita più breve e va rifatta più volte.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1152" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig4-il-giunto-sulla-copertura.png" alt="Due sezioni affiancate di un giunto di dilatazione su una copertura a membrana: a sinistra il giunto piatto con i cordoli di rialzo smussati, il primo omega nel taglio, il cordone comprimibile e il secondo omega; a destra il giunto rilevato su due muretti con la scossalina a cappellotto fissata su un lato solo" class="wp-image-4813" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig4-il-giunto-sulla-copertura.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig4-il-giunto-sulla-copertura-300x216.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig4-il-giunto-sulla-copertura-1024x737.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig4-il-giunto-sulla-copertura-768x553.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig4-il-giunto-sulla-copertura-1536x1106.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 4. Il giunto di dilatazione su una copertura, piatto e rilevato. I cordoli di rialzo in malta, smussati a quarantacinque gradi; la tenuta fissata ai due lati della linea di giunto; il doppio omega, negativo nel taglio e positivo sopra il cordone comprimibile; nel giunto rilevato la scossalina fissata su un muretto solo, con la staffa che la lascia scorrere sull&#8217;altro, e il punto di sfogo dell&#8217;omega. Dalle due puntate di Broccolino del 2011; le quote del rialzo stanno nel testo.</figcaption></figure>
<h3>Sotto terra</h3>
<p>Sotto terra il giunto di dilatazione è l&#8217;unico giunto progettato per muoversi, e il suo presidio si dimensiona, non si sceglie a catalogo. Il waterstop di dilatazione ha un bulbo al centro, che va a stare esattamente sull&#8217;asse del vuoto: quando il giunto si apre il bulbo si deforma, e il resto del profilo resta annegato. La larghezza del profilo si sceglie sul battente d&#8217;acqua e sul movimento atteso, composto nelle tre direzioni. La linea guida austriaca sulle vasche bianche, che è il riferimento di fatto perché una norma di prodotto italiana o europea per i waterstop non esiste, chiede larghezze minime di 240 millimetri fino a cinque metri di battente e di 320 fra cinque e venti: sono i numeri della tavola D2 del vademecum, riscontrati su documentazione tecnica concordante, perché il testo della linea guida è a pagamento.</p>
<p>C&#8217;è poi la regola che i progetti dimenticano più spesso: il sistema dei giunti deve essere chiuso. Il waterstop gira attorno a tutta la vasca come un anello, e dove cambia direzione si usano i pezzi speciali. Un profilo che finisce nel nulla lascia aperta la porta che doveva chiudere: l&#8217;acqua aggira la fine del profilo e rientra da lì. Le giunzioni si saldano testa a testa, mai sovrapposte, perché la sovrapposizione è il punto in cui l&#8217;anello si apre. Durante il getto il profilo va sostenuto, con il bulbo sull&#8217;asse: un bulbo annegato fuori asse lavora come un profilo qualunque, cioè non lavora.</p>
<p>Due materiali restano fuori da questa famiglia, e lo dicono i loro stessi produttori. I teli bentonitici, che chiudono per rigonfiamento confinato, sui giunti di dilatazione sono esclusi. Le resine rigide non ci vanno: non seguono il movimento e si spaccano. Sul lato esterno, quando la struttura è già gettata o è prefabbricata, la seconda occasione è la bandella incollata a cavallo del giunto. In spinta negativa, cioè quando l&#8217;acqua preme dal lato dove la bandella è incollata e tende a staccarla, l&#8217;adesivo da solo non basta: la bandella si tiene contro il supporto con un fissaggio meccanico lungo i bordi.</p>
<h3>Sulle coperture a membrana</h3>
<p>Sulle coperture il giunto di dilatazione impermeabile ha tre forme, e l&#8217;architetto Antonio Broccolino le ha descritte una per una nel 2011: il giunto piatto, che sta al livello del piano di scorrimento dell&#8217;acqua; il giunto rilevato, che sale su due muretti paralleli; il giunto in accostamento a una parete, dove la copertura finisce contro un edificio che si muove per conto suo. Le regole che seguono vengono dalle sue due puntate e dal Codice di Pratica delle coperture continue dell&#8217;IGLAE, che non è in libera consultazione: le sue prescrizioni arrivano qui attraverso i passi che Broccolino riporta per esteso.</p>
<p>La prima regola è che il giunto divide la copertura in campi. Dove le pendenze lo permettono, il Codice di Pratica, nel passo che Broccolino riporta, chiede di sollevare l&#8217;alloggiamento del giunto su due piccoli cordoli di malta, uno per lato del taglio, larghi ciascuno fra quindici e trenta centimetri e alti quanto basta perché l&#8217;attacco della tenuta stia almeno tre centimetri sopra la parte corrente. Serve a due cose: il giunto lavora senza acqua sopra, e se un giorno gocciola dentro si capisce da quale campo arriva l&#8217;acqua. I cordoli si fanno in malta cementizia aggrappata al supporto, e Broccolino insiste che non si fanno con listelli di legno o con mattoni: sotto un elemento staccato dal supporto l&#8217;acqua passa e gocciola nel taglio, e la ricerca della causa diventa un rompicapo. Il lato del cordolo verso il taglio si smussa a quarantacinque gradi, perché lì si appoggia il soffietto. Si smussa anche il lato opposto, per raccordarsi al piano. La tenuta si fissa ai due lati della linea di giunto, con fissaggio meccanico o con incollaggio tenace: così il giunto ha uno spazio e una direzione di movimento definiti, e il soffietto non scappa dalla sua sede.</p>
<p>La seconda regola è il soffietto. La tenuta non attraversa il vuoto tesa: scende dentro con una piega, che è l&#8217;omega negativo. Dentro la piega si mette un cordone comprimibile a sezione tonda, in polietilene espanso, in treccia di lana di roccia o in un compound elastomerico. Sopra il cordone passa una seconda fascia, l&#8217;omega positivo, che lo scavalca. È il doppio soffietto, e Broccolino lo chiama la metodologia corretta: quando il giunto si apre, prima si distendono le pieghe e solo dopo si tende la membrana. Il diametro del soffietto, scrive Broccolino, non scende sotto i cinquanta millimetri, e si verifica sul movimento previsto. Le fasce si posano nel senso del giunto, per evitare il più possibile le saldature di testa, che sotto le torsioni del movimento tendono a pelarsi; dove una saldatura di testa è inevitabile si allarga ad almeno venti centimetri di sormonto, e si sfalsa fra un livello e l&#8217;altro. Se l&#8217;omega positivo ostacola il deflusso dell&#8217;acqua, si fa il solo omega negativo, si riempie la piega con un cordone impermeabile e si copre con una striscia larga, saldata ai due lati e lasciata lasca in mezzo, che protegge la piega da acqua e terriccio: la tenuta resta l&#8217;omega negativo che sta sotto. Per i soffietti servono membrane elastomeriche della qualità migliore, perché è lì che si gioca l&#8217;elasticità nel tempo.</p>
<p>Il giunto rilevato, su muretti, tiene la linea di giunto sopra il livello dove l&#8217;acqua scorre: se il soffietto si rompe, l&#8217;acqua che può entrare è quella che arriva fin lassù, non quella che scorre sul piano. La testa dei muretti si copre con una scossalina a cappellotto, fissata su uno solo dei due muretti e trattenuta sull&#8217;altro da staffe che la lasciano scorrere: se la si fissa su tutti e due, il movimento del giunto la strappa. Sotto la scossalina si fa comunque un omega negativo, che raccoglie l&#8217;acqua entrata dalle giunzioni della lamiera. A quell&#8217;omega si dà almeno un punto di sfogo su un lato.</p>
<p>Il giunto in accostamento a una parete è il più insidioso. Il Codice di Pratica, nella citazione di Broccolino, dice che i giunti di dilatazione al piede di un risvolto verticale sono assolutamente da evitare: la linea di giunto va sollevata oltre il livello di scorrimento dell&#8217;acqua, con un muretto o con una scossalina. La ragione è che lì il soffietto subisce due forze insieme, l&#8217;apertura e la chiusura del giunto e la traslazione verticale dell&#8217;edificio adiacente, e le due componenti perpendicolari producono torsioni che una membrana bituminosa non regge. Se proprio il soffietto deve stare contro la parete, si fa almeno un cordolo rialzato di tre centimetri sulla parte piana, smussato come gli altri, e la tenuta si fissa meccanicamente sia sul cordolo sia sulla parete, subito sopra il soffietto. La scossalina che protegge il giunto a parete si fissa solo alla parete: anche qui, un fissaggio su tutti e due i lati la mette in trazione.</p>
<h3>Sotto un pavimento</h3>
<p>Quando la copertura è pavimentata, il giunto raddoppia. Sopra la tenuta c&#8217;è una protezione pesante fissa, piastrelle, massetto o conglomerato, e quella protezione si muove anche lei: le serve un giunto suo, il giunto a pavimento, o giunto meccanico. Broccolino lo scrive senza mezzi termini: sotto una protezione pesante fissa il giunto a pavimento c&#8217;è sempre, e non deve interferire né con il giunto impermeabile né con la tenuta. I due giunti stanno uno sopra l&#8217;altro e lavorano separati. Il giunto impermeabile fa la tenuta, con il suo soffietto; il giunto meccanico regge il traffico, ed è vincolato nello spessore della pavimentazione, non alla tenuta.</p>
<p>Questa separazione è anche quello che rende il giunto riparabile. Il giunto meccanico si smonta senza danneggiarlo, si ripara la tenuta sotto, e lo si rimette. Sotto una pavimentazione rigida che scavalca il giunto senza un suo giunto, invece, la tenuta è murata: per guardarla bisogna demolire. Sotto una pavimentazione galleggiante, su quadrotti e sostegni, il soffietto si protegge con lastre o profili appoggiati a cavallo del giunto. Si sollevano a mano, e il giunto resta ispezionabile.</p>
<p>Un caso a parte sono i giunti prefabbricati integrati, quelli in cui il profilo meccanico porta già le sue ali di gomma da collegare alla tenuta. Sulle membrane bituminose, avverte Broccolino, il collegamento è spesso il punto debole. Le ali sono in gomma sintetica, e la gomma con il bitume si incolla soltanto, a fiamma o con adesivi, senza la compenetrazione delle mescole che si ha fra due membrane bituminose. Un incollaggio così a volte è precario. Quando invece la membrana della copertura è dello stesso materiale delle ali, per esempio una membrana sintetica, la saldatura per termofusione funziona. Il vantaggio dei giunti integrati resta il vincolo robusto alla struttura, ed è per questo che sui viadotti si usano loro. Sulle coperture pavimentate, anche carrabili con traffico lento, la soluzione più semplice e più riparabile resta quella tradizionale: soffietto sotto, giunto meccanico sopra, svincolati.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1279" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig5-il-giunto-sotto-un-pavimento.png" alt="Assonometria in spaccato di un giunto di dilatazione sotto un pavimento: i due solai col vuoto in mezzo, il primer, il manto del campo che si ferma al bordo, la prima fascia che scende nel vuoto a omega, il cordone comprimibile, la seconda fascia, lo strato di separazione, la lastra di protezione amovibile, la pavimentazione che si ferma prima del giunto e i giunti sigillati ai lati della lastra" class="wp-image-4814" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig5-il-giunto-sotto-un-pavimento.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig5-il-giunto-sotto-un-pavimento-300x240.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig5-il-giunto-sotto-un-pavimento-1024x819.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig5-il-giunto-sotto-un-pavimento-768x614.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig5-il-giunto-sotto-un-pavimento-1536x1228.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 5. Il giunto di dilatazione sotto un pavimento, strato per strato. Davanti il giunto finito in sezione, andando indietro gli strati finiscono uno alla volta: il manto del campo si ferma al bordo (5), la prima fascia scende nel vuoto a omega (6) con il cordone comprimibile dentro (7), la seconda fascia copre il cordone (8), sopra lo strato di separazione (9) posa la lastra amovibile (10), e la pavimentazione (11) si ferma prima del giunto con i giunti sigillati ai lati (12). È la stessa tavola della guida ai sistemi di impermeabilizzazione, in preparazione.</figcaption></figure>
<h3>Sui piani carrabili</h3>
<p>Sui piani carrabili il giunto meccanico diventa un elemento a piastra, ancorato con barre filettate nei due impalcati, posato a filo della pavimentazione: se sporge lo prendono le ruote, gli ancoraggi si allentano, l&#8217;elemento comincia a battere e da lì si strappa la sigillatura. A un giunto carrabile che perdeva, e che non si poteva fermare per rifarlo, ho dedicato il <a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">caso studio dell&#8217;eliporto</a>. Lì ho riportato che cosa chiede ai giunti a piastra il documento europeo di valutazione, l&#8217;EAD 120110-00-0107. Qui ne riprendo tre prescrizioni. Il giunto non deve lasciar entrare acqua nella struttura né accumularla dentro di sé. Dove si usano elementi prefabbricati, la tenuta fra gli elementi deve essere stagna. Sotto ci vuole in più un sistema di impermeabilizzazione secondario, nella forma di una membrana continua: nella pratica è la bandella posata a omega. E per i giunti che in superficie non sono sigillati va previsto un drenaggio secondario subito sotto, ispezionabile, con lo scarico allontanato dalla struttura.</p>
<p>Lo stesso documento dà il numero che spiega perché questo lavoro tocca prima o poi a chiunque abbia un giunto carrabile: la vita utile di progetto della famiglia è di cinquant&#8217;anni, ma le parti in gomma o in polimero sostituibili hanno una vita utile minima di quindici. Il giunto dura quanto l&#8217;opera; le sue parti che tengono l&#8217;acqua no. Broccolino aggiunge un dettaglio di posa. Il giunto meccanico in acciaio a scorrimento si monta preassemblato in tutti i suoi pezzi, così la piastra si livella bene. A lavoro finito i fissaggi provvisori su un lato si tolgono: se restano, la piastra non scorre e il giunto è bloccato.</p>
<h3>Con i sistemi liquidi e cementizi</h3>
<p>Dove la tenuta è una membrana liquida, un cementizio elastico o una resina, il giunto di dilatazione non si attraversa con il prodotto del campo. Nessun rivestimento steso a spatola o a rullo, per quanto elastico, regge per anni l&#8217;apertura di un vuoto largo un centimetro: il suo allungamento è pensato per le fessure, non per i giunti. Il rivestimento si interrompe ai due lati del vuoto e in mezzo passa una bandella elastica, incollata sui due bordi con un adesivo epossidico e lasciata scendere nel vuoto a omega, esattamente come le membrane. Anche questa è una regola che nelle fonti citate non è scritta in questa forma, e la dichiaro come pratica dell&#8217;autore.</p>
<p>Per la bandella vale il conto che ho fatto nel caso dell&#8217;eliporto, con i dati della scheda tecnica di un nastro in poliolefina flessibile. Il nastro si rompe solo con allungamenti enormi. Il limite che la scheda fissa è un altro: oltre un allungamento del venticinque per cento della parte non incollata, il nastro non torna più indietro, e quello è il vincolo che conta. Lavora solo il tratto libero. Un nastro largo trecento millimetri incollato per cento per lato ha cento millimetri liberi, e la corsa ammessa è di venticinque. Con una piega profonda quaranta millimetri lo sviluppo libero diventa centottanta e la corsa sale a quarantacinque; con ottanta, a sessantacinque. Stesso nastro, stesso incollaggio, corsa più che raddoppiata: è cambiato solo quanto nastro è rimasto dentro il vuoto.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Profondità della piega</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Sviluppo del tratto libero</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Corsa ammessa</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0 mm, nastro teso</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>100 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>25 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>20 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>140 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>35 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>40 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>180 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>45 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>60 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>220 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>55 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>80 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>260 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>65 mm</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 5. La corsa ammessa di una bandella larga 300 millimetri, incollata per 100 millimetri per lato, al variare della profondità della piega. Quota del 25 per cento dalla scheda tecnica citata nel caso studio dell&#8217;eliporto; la geometria della piega è una lettura dell&#8217;autore. Valori dallo script calcoli.py.</em></p>
<h2 id="i-giunti-nelle-finiture">I giunti nelle finiture</h2>
<p>Sopra la tenuta ci sono il massetto e il pavimento, e anche loro hanno i loro giunti. La norma italiana delle piastrellature, la UNI 11493-1 nell&#8217;edizione del 2025, non è in libera consultazione; come riportano i commenti tecnici che l&#8217;accompagnano, distingue quattro tipi: i giunti strutturali, che interessano tutta la stratigrafia; i giunti di frazionamento, che dividono in campi la piastrellatura e parte del massetto; i giunti di dilatazione, che interessano la sola piastrellatura; i giunti perimetrali, che corrono lungo pareti, pilastri e scale. Attenzione al nome. Quello che il piastrellista chiama giunto di dilatazione è un taglio nella sola piastrellatura. Il giunto di dilatazione della struttura, nel lessico delle piastrellature, si chiama giunto strutturale. La regola che ne discende, e che applico sempre, è che un giunto strutturale si riporta identico in tutti gli strati, adesivo e piastrella compresi. Una piastrella posata a cavallo di un giunto strutturale si spacca alla prima stagione, e prima di spaccarsi strappa quello che ha sotto.</p>
<p>Il giunto perimetrale è il giunto di isolamento delle finiture. Il massetto e il pavimento si muovono con la temperatura e con l&#8217;umidità; la parete no. Se i due sono a contatto rigido, il movimento del piano si scarica contro il muro, e da lì partono le lesioni. Per questo fra il piano e ogni elemento verticale resta una fascia comprimibile nel massetto, e sopra un giunto elastico nel pavimento. L&#8217;ho scritto per i <a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">balconi</a> e per i <a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">bagni</a>. Quel giunto elastico però non è la tenuta. La tenuta sta sotto, nel raccordo fra piano e parete, ed è la bandella annegata nella membrana. Il sigillante in superficie è manutenzione: si screpola, si stacca, si rifà. Se sotto non c&#8217;è la bandella, il giorno in cui il sigillante cede l&#8217;acqua entra, e la <a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">soglia</a> lo insegna meglio di ogni altro punto.</p>
<p>Anche il sigillante si sceglie sul movimento. La norma dei sigillanti per l&#8217;edilizia, la UNI EN ISO 11600 nell&#8217;edizione del 2011, li classifica per tipo e per classe: il tipo F per i giunti dell&#8217;edilizia, il tipo G per le vetrazioni, e le classi 25, 20, 12,5 e 7,5, che sono la capacità di movimento in percentuale della larghezza del giunto. Il testo della norma è a pagamento: tipi e classi li riprendo dai documenti tecnici che la citano. Il conto è semplice: la larghezza minima del giunto è il movimento atteso diviso per la classe. Per movimento atteso intendo di quanto il giunto si apre o si chiude rispetto alla larghezza che ha quando lo si sigilla. Un giunto che si apre o si chiude di due millimetri vuole otto millimetri di larghezza con un sigillante di classe 25, e sedici con uno di classe 12,5.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Movimento atteso</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Classe 7,5</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Classe 12,5</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Classe 20</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Classe 25</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>14 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>8 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>4 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>27 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>16 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>10 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>8 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>40 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>24 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>15 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>12 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>67 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>40 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>25 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>20 mm</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 6. Larghezza minima di un giunto sigillato perché il sigillante lavori dentro la sua classe di capacità di movimento: movimento diviso classe, arrotondato per eccesso al millimetro. Classi della UNI EN ISO 11600:2011, riprese non direttamente. Valori dallo script calcoli.py.</em></p>
<p>Il cordone di sigillante segue la stessa logica della bandella: deve poter lavorare. Si mette prima il fondo giunto, un cordone comprimibile che regola la profondità del sigillante e gli impedisce di attaccarsi sul fondo. Il rapporto fra profondità e larghezza lo prescrive la scheda del sigillante. Il sigillante aderisce così sui due fianchi soltanto, e si allunga come una fascia; se aderisce anche sul fondo, lavora su tre lati e si strappa. Anche queste sono regole di cantiere, che le schede dei produttori riportano e che qui dichiaro come pratica dell&#8217;autore.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1181" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig6-la-bandella-e-il-sigillante.png" alt="A sinistra due sezioni della bandella sul giunto, tesa e con la piega, e la curva della corsa ammessa in funzione della profondità della piega; a destra il giunto sigillato fatto bene, con il fondo giunto, e quello sbagliato incollato su tre lati, con la tabella delle larghezze minime per classe di sigillante" class="wp-image-4815" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig6-la-bandella-e-il-sigillante.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig6-la-bandella-e-il-sigillante-300x221.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig6-la-bandella-e-il-sigillante-1024x756.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig6-la-bandella-e-il-sigillante-768x567.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig6-la-bandella-e-il-sigillante-1536x1134.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 6. Lavora solo il tratto libero. A sinistra la bandella sul giunto: tesa, la corsa ammessa è un quarto del tratto libero; con la piega di quaranta millimetri quasi raddoppia. A destra il giunto sigillato: con il fondo giunto il sigillante aderisce sui due fianchi e si allunga; incollato anche sul fondo si strappa. La tabella dà la larghezza minima del giunto per classe di sigillante. Valori dallo script calcoli.py.</figcaption></figure>
<h2 id="dove-si-rompe">Dove si rompe</h2>
<p>Le rotture dei giunti hanno un catalogo corto. Nella tabella metto quello che si vede, che cosa è successo, e quale confusione di famiglia c&#8217;è dietro.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Quello che si vede</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa è successo</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>La famiglia sbagliata</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Membrana strappata lungo una riga dritta</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>tenuta tesa da un bordo all&#8217;altro di un giunto di dilatazione, senza piega</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il giunto di dilatazione trattato come una ripresa di getto</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Resina o malta spaccata dentro il vuoto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>materiale rigido in un giunto che si muove</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il giunto di dilatazione trattato come una ripresa di getto</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Acqua che rientra alla fine di un profilo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>waterstop di dilatazione che finisce nel nulla: l&#8217;anello non è chiuso</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>giunto progettato a tratti, non a sistema</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Telo bentonitico gonfio e aperto sul giunto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>telo attivo su un giunto di dilatazione, dove i produttori lo escludono</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il giunto di dilatazione trattato come una ripresa di getto</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Soffietto lacerato e schiacciato</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>omega senza cordone comprimibile, o troppo piccolo per il movimento</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>soffietto disegnato, non dimensionato</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Gocciolamento dentro il taglio, impossibile capire da dove</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>cordoli di rialzo fatti con listelli o mattoni, o assenti: i campi non sono separati</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>giunto senza compartimentazione</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Pavimento crepato sopra la riga del giunto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>pavimentazione rigida continua sopra il giunto, senza giunto meccanico</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il giunto a pavimento dimenticato</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Scossalina strappata sul giunto rilevato</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>cappellotto fissato su tutti e due i muretti</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>protezione trattata come fissa</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Tenuta strappata al piede della parete</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>soffietto posato al piede del risvolto verticale, che il Codice di Pratica dice da evitare</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>giunto a parete non rilevato</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Piastrelle spaccate lungo una riga</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>piastrellatura a cavallo di un giunto strutturale</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>giunto strutturale non riportato in finitura</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Silicone rifatto ogni anno, macchia sempre uguale</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il sigillante è manutenzione, sotto manca la bandella</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>giunto perimetrale confuso con la tenuta</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Tubo che attraversa il giunto rilevato</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>un impianto ha carotato il giunto per non fare una curva</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il giunto usato come passaggio</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 7. Le rotture ricorrenti dei giunti. Le righe 2, 3 e 4 vengono dalla tavola D2 del vademecum degli interrati; le righe 5, 6, 9 e 12 dagli errori fotografati e commentati da Broccolino nel 2011; le righe 1, 7, 8, 10 e 11 dall&#8217;esperienza dell&#8217;autore.</em></p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1171" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig7-dove-si-rompe.png" alt="Quattro pannelli con gli errori ricorrenti dei giunti: la membrana tesa che si strappa sul giunto aperto, il pavimento continuo che crepa sopra il giunto senza giunto meccanico, il soffietto al piede della parete che si torce, e in pianta il waterstop che finisce nel nulla con l'acqua che aggira la fine del profilo" class="wp-image-4816" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig7-dove-si-rompe.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig7-dove-si-rompe-300x220.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig7-dove-si-rompe-1024x749.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig7-dove-si-rompe-768x562.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig7-dove-si-rompe-1536x1124.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 7. Dove si rompe: tre errori in sezione e uno in pianta. La membrana tesa (A), il pavimento continuo senza giunto meccanico (B), il soffietto al piede di una parete (C), il waterstop che finisce nel nulla (D). In rosso il percorso dell&#8217;acqua e la rottura, in verde il rimedio accennato. Gli altri casi stanno nella tabella 7.</figcaption></figure>
<h2 id="come-si-controlla-e-come-si-collauda">Come si controlla e come si collauda</h2>
<p>Un giunto si controlla prima di coprirlo, perché dopo non lo vede più nessuno. Per la ripresa di getto la lista è corta: la superficie pulita dal lattime, il cordone chiodato su calcestruzzo sano e ancora asciutto, il tubo fissato con le scatole chiuse, i distanziatori lontani dal presidio. Si fotografa tutto prima del getto, e la fotografia si conserva con la posizione delle scatole: è l&#8217;unica prova che resterà. Per il giunto di dilatazione sotto terra si verificano quattro cose: l&#8217;anello è chiuso; agli angoli ci sono i pezzi speciali; le giunzioni sono saldate testa a testa; il bulbo sta sull&#8217;asse del vuoto, sostenuto.</p>
<p>Sulle coperture il controllo segue le regole del capitolo precedente, e si può fare con gli occhi e con un metro. I cordoli sono in malta aggrappata? Sono smussati sui due lati? La tenuta è fissata ai lati della linea di giunto? Il soffietto ha il cordone dentro, e la sua piega ha il diametro previsto? Le fasce corrono nel senso del giunto? Dove finiscono, il sormonto è di almeno venti centimetri e i due livelli sono sfalsati? La scossalina è fissata su un lato solo? Sotto la pavimentazione, il giunto meccanico c&#8217;è, ed è separato dalla tenuta? Ogni risposta negativa è un punto da cui l&#8217;acqua entrerà.</p>
<p>Il collaudo di un giunto è la prova d&#8217;acqua, e la compartimentazione della copertura la rende leggibile: si allaga un campo alla volta, con qualche centimetro d&#8217;acqua, e si guarda sotto per almeno un giorno intero: battente e durata sono la mia pratica, non una norma. Sotto terra, il tubo d&#8217;iniezione è l&#8217;unico presidio che si collauda prima dell&#8217;esercizio, mettendolo in pressione, e che si può riaprire anni dopo. A un anno si torna a guardare le cose che si consumano: i sigillanti dei giunti perimetrali, le scossaline, i punti di sfogo dei giunti rilevati, le lastre amovibili sopra i soffietti. E si mette in calendario la sostituzione delle parti in gomma dei giunti carrabili, che per il documento europeo hanno una vita utile minima di quindici anni: chi aspetta che perdano ha già l&#8217;acqua nella struttura.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1067" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig8-la-scheda-di-controllo.png" alt="Scheda di controllo in quattro colonne, una per famiglia di giunto, con le caselle da spuntare prima di coprire, e sotto la linea del tempo dei controlli: prima del getto, prima di coprire, al collaudo, a un anno, a quindici anni" class="wp-image-4817" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig8-la-scheda-di-controllo.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig8-la-scheda-di-controllo-300x200.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig8-la-scheda-di-controllo-1024x683.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig8-la-scheda-di-controllo-768x512.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig8-la-scheda-di-controllo-1536x1024.png 1536w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/giunti-fig8-la-scheda-di-controllo-900x600.png 900w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 8. La scheda di controllo: che cosa si guarda prima di coprire, per famiglia, e quando si torna a guardare. Le voci vengono dai capitoli dell&#8217;articolo, con le loro fonti.</figcaption></figure>
<h2 id="in-sintesi">In sintesi</h2>
<p>1. <strong>Sul giunto si impermeabilizza un movimento.</strong> Prima di scegliere il presidio si stabilisce di quanto il giunto si aprirà e si chiuderà, e con quali tempi: temperatura, ritiro, sisma. 2. <strong>Le famiglie sono quattro</strong>: ripresa di getto, giunto di contrazione, giunto di dilatazione, giunto di isolamento. È la classificazione dell&#8217;American Concrete Institute, e si ritrova a tutti i livelli dell&#8217;edificio con nomi diversi. 3. <strong>La ripresa di getto non si deve muovere</strong>, e la sua tenuta sta dentro la sezione: waterstop, cordone bentonitico confinato, tubo d&#8217;iniezione, lamiera. Lavora perché il calcestruzzo la stringe. 4. <strong>Il giunto di contrazione decide dove passa la fessura</strong>: intaglio di un quarto dello spessore, passo fra 24 e 36 volte lo spessore, e nelle vasche l&#8217;induttore porta la tenuta con sé. 5. <strong>Il giunto di dilatazione resta vuoto</strong>, con dentro solo un materiale comprimibile, e la sua tenuta ha una riserva di lunghezza: il bulbo del waterstop sotto terra, il soffietto a omega sulle coperture, la piega della bandella nei sistemi liquidi. 6. <strong>Il sistema dei giunti sotto terra è un anello chiuso</strong>, con le giunzioni saldate testa a testa. Teli bentonitici e resine rigide su un giunto di dilatazione sono esclusi. 7. <strong>Sulle coperture il giunto si rialza su due cordoli di malta e divide la copertura in campi</strong>: almeno tre centimetri sopra la parte corrente, smussi a quarantacinque gradi, tenuta fissata ai due lati della linea di giunto, fasce nel senso del giunto. 8. <strong>Sotto un pavimento i giunti sono due</strong>, quello impermeabile e quello meccanico, uno sopra l&#8217;altro e separati: così il giunto regge il traffico e resta riparabile. 9. <strong>Il giunto in zona sismica ha una larghezza minima di legge</strong>: un centesimo della quota, moltiplicato per due volte il rapporto ag·S/g, cioè l&#8217;accelerazione di progetto al suolo corretta per il terreno, divisa per la gravità; e comunque non meno della somma degli spostamenti calcolati. 10. <strong>Nelle finiture il sigillante è manutenzione, la tenuta sta sotto.</strong> Il giunto perimetrale si dimensiona sulla classe del sigillante, e il giunto strutturale si riporta identico in ogni strato. 11. <strong>Un giunto si controlla prima di coprirlo e si fotografa.</strong> Il collaudo è la prova d&#8217;acqua per campi, e le parti che si consumano hanno una data di sostituzione, non un&#8217;attesa.</p>
<h2 id="dal-cantiere">Dal cantiere</h2>
<p>La prima cosa che cerco, quando mi chiamano per una macchia a riga, è il disegno. Se esiste, guardo se dice a quale famiglia appartiene il giunto: quasi sempre dice «giunto» e basta, e da lì in poi ognuno ha messo quello che aveva. Se il disegno non esiste, lo ricostruisco con quello che vedo: se l&#8217;armatura passa o si ferma, se in mezzo c&#8217;è un vuoto o due getti che si toccano, se sopra c&#8217;è un giunto meccanico o una pavimentazione continua. Dieci minuti così valgono più di qualunque prodotto.</p>
<p>La seconda cosa che ho imparato a guardare è la lunghezza della tenuta sul giunto. Una membrana tesa si riconosce a occhio: è piatta, è lucida, e sotto non ha niente. Una membrana che lavora ha una piega e dentro la piega un cordone. Quando trovo quella piega, la scossalina fissata da un lato solo e il giunto meccanico sopra, so che chi ha fatto quel lavoro aveva capito il problema. Di solito, in quei casi, il giunto non è il colpevole.</p>
<p>La terza è la domanda sul giunto sismico, che faccio sempre quando i due corpi di fabbrica hanno età diverse. Il vuoto fra due edifici si chiude con i più strani materiali, dal polistirolo alla schiuma, e sopra ci si mette un profilo. Poi arriva la domanda sulla tenuta, e si scopre che nessuno ha mai pensato a quanto quel vuoto deve potersi muovere. Il presidio giusto, lì, si compra dopo aver letto il calcolo strutturale, non prima.</p>
<p>Infine il silicone. Lo trovo rifatto tre, quattro volte, con colori diversi, sullo stesso giunto perimetrale di una terrazza. Ogni volta qualcuno ha pensato di aver risolto. Quando apro, sotto non c&#8217;è la bandella. Il silicone non era il problema, e non era nemmeno la soluzione: era l&#8217;unica cosa che si vedeva.</p>
<h2 id="domande-frequenti">Domande frequenti</h2>
<p><strong>Il giunto di dilatazione si può riempire di malta, così l&#8217;acqua non entra?</strong><br />No. Il giunto di dilatazione esiste per lasciar muovere due parti della costruzione, e la malta che lo riempie si spacca alla prima stagione, lasciando una fessura peggiore di prima. Il vuoto si riempie solo con un materiale comprimibile, e l&#8217;acqua si ferma con una tenuta che ha una riserva di lunghezza: il waterstop con il bulbo sotto terra, il soffietto a omega sulle coperture, la bandella a omega nei sistemi liquidi.</p>
<p><strong>Basta rifare il silicone sul giunto che perde?</strong><br />Il silicone di un giunto perimetrale è una manutenzione, e va rifatto quando si screpola. Se però la macchia torna uguale dopo ogni rifacimento, il problema non è il sigillante: sotto manca la tenuta nel raccordo, cioè la bandella annegata nella membrana, e nessun sigillante la sostituisce. In quel caso il giunto va aperto e la tenuta va ricostruita.</p>
<p><strong>Come distinguo a occhio una ripresa di getto da un giunto di dilatazione?</strong><br />Nella ripresa di getto i due calcestruzzi si toccano senza vuoto, e l&#8217;armatura passa da una parte all&#8217;altra. Nel giunto di dilatazione c&#8217;è un vuoto voluto, largo da un centimetro a qualche centimetro, riempito con un materiale morbido, e l&#8217;armatura si ferma ai due lati. Sulla parete finita si vedono come due righe uguali: bisogna guardare il disegno, oppure sondare il vuoto.</p>
<p><strong>Il waterstop serve anche in una cantina piccola?</strong><br />La ripresa di getto fra platea e parete c&#8217;è anche nella cantina più piccola, e una ripresa senza presidio perde in una cantina piccola come in una grande. Il presidio si sceglie sul battente e sull&#8217;uso del locale, come ho scritto nel vademecum degli interrati: dove il battente è basso può bastare il cordone bentonitico confinato, dove è alto le difese si sommano. Quello che non cambia è che un presidio nella ripresa ci deve essere, e va posato prima del secondo getto.</p>
<p><strong>Posso posare le piastrelle a cavallo di un giunto strutturale?</strong><br />No. Il giunto strutturale attraversa tutta la stratigrafia, e si riporta identico nel massetto, nell&#8217;adesivo e nella piastrellatura, con un profilo o con un giunto sigillato sulla stessa linea. La piastrella posata a cavallo si spacca, e nel farlo strappa la tenuta sotto.</p>
<p><strong>Il giunto che perde si ripara dall&#8217;interno con un&#8217;iniezione?</strong><br />Dipende dalla famiglia. Nella ripresa di getto sì: se c&#8217;è il tubo d&#8217;iniezione si usa quello, altrimenti si inietta nella ripresa una resina idroespansiva, come ho descritto nell&#8217;articolo sulle resine. Nel giunto di dilatazione una resina rigida è un errore: non segue il movimento e si spacca. Una resina idroespansiva flessibile può fermare una venuta d&#8217;acqua anche lì, e nell&#8217;articolo sulle resine ho mostrato un giunto all&#8217;aperto trattato così. È però un tampone che guadagna tempo, non il presidio: il giunto va poi rifatto con profili e bandelle che si deformano, e dove si può dall&#8217;esterno.</p>
<p><strong>Il telo bentonitico va bene sul giunto di dilatazione?</strong><br />No, e lo dichiarano i produttori stessi: il telo bentonitico chiude per rigonfiamento confinato, e su un giunto che si apre e si chiude il confinamento non c&#8217;è. Sui giunti di dilatazione il telo si interrompe e passa il waterstop con il bulbo.</p>
<p><strong>Quanto dura un giunto?</strong><br />La struttura del giunto dura quanto l&#8217;opera. Le parti che tengono l&#8217;acqua e che si muovono no: per i giunti carrabili il documento europeo di valutazione dà cinquant&#8217;anni di vita utile alla famiglia e quindici anni minimi alle parti in gomma sostituibili. Per i sigillanti dei giunti perimetrali si ragiona in anni, non in decenni. Per questo il giunto deve restare ispezionabile: una lastra che si toglie, un giunto meccanico che si smonta, una scossalina che si solleva.</p>
<h2 id="in-conclusione">In conclusione</h2>
<p>Un giunto è il punto in cui il progetto ha previsto che la costruzione si muova, oppure il punto in cui due getti si sono soltanto toccati. Sono due cose diverse, e si tengono stagne in modi opposti: dentro la sezione dove niente si muove, con una riserva di lunghezza dove il movimento è previsto. Chi tratta tutti i giunti allo stesso modo, con un cordone di sigillante o con una striscia di membrana tesa da un bordo all&#8217;altro, ne sbaglia almeno uno, e quello sbagliato è sempre quello che si muove.</p>
<p>Le fonti dicono questo da decenni, in lingue diverse. Il rapporto americano del 1995 separa le quattro famiglie; le norme sismiche italiane danno al giunto fra due edifici una larghezza minima di legge; il Codice di Pratica delle coperture, nelle pagine di Broccolino, spiega perché il soffietto si rialza su due cordoli e perché un giunto al piede di una parete è da evitare; il documento europeo sui giunti a piastra pretende due tenute e un drenaggio sotto. Nessuna di queste fonti parla di un prodotto. Parlano tutte di geometria, di movimento e di sequenza.</p>
<p>Chi ha una macchia a riga può cominciare da una domanda, prima di chiamare qualcuno: sopra quella riga, che cosa si muove? Se la risposta è «niente», si cerca una ripresa di getto e si ragiona di presidi annegati. Se la risposta è «due parti dell&#8217;edificio», si cerca il vuoto, si misura quanto lavora, e si ragiona di pieghe, di cordoni e di protezioni che si possano togliere. Il prodotto arriva per ultimo, e a quel punto la scelta è quasi obbligata.</p>
<h2 id="nota-sui-calcoli">Nota sui calcoli</h2>
<p>I conti stanno nello script calcoli.py che accompagna l&#8217;articolo, con la fonte accanto a ogni costante. Le formule sono queste.</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>Dilatazione termica lineare: variazione di lunghezza = 10 milionesimi per grado × lunghezza × salto termico. Per 20 metri e 40 gradi: 0,00001 × 20.000 millimetri × 40 = 8 millimetri.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Distanza minima fra costruzioni contigue (NTC 2018, paragrafo 7.2.1, minimo inderogabile): quota dei punti affacciati / 100 × min(2 × ag × S / g; 1). Per 15 metri e ag × S / g = 0,20: 15.000 / 100 × 0,40 = 60 millimetri. La distanza vera è la somma degli spostamenti massimi allo SLV delle due costruzioni, e può essere maggiore.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Larghezza minima del giunto sigillato: movimento atteso / (classe / 100), arrotondato per eccesso al millimetro. Il movimento atteso è di quanto il giunto si apre o si chiude rispetto alla larghezza che ha quando lo si sigilla. Per 2 millimetri e classe 25: 2 / 0,25 = 8 millimetri.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Corsa ammessa della bandella a omega: 0,25 × (larghezza libera + 2 × profondità della piega). Larghezza libera = larghezza del nastro meno due volte l&#8217;incollaggio. Per 300 millimetri incollati 100 per lato e piega di 40: 0,25 × (100 + 80) = 45 millimetri.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Giunto di contrazione nelle solette: profondità dell&#8217;intaglio = spessore / 4; passo fra 24 e 36 volte lo spessore. Per 15 centimetri: intaglio 3,75 centimetri, passo fra 3,6 e 5,4 metri.</li>
</ul>
<p>Che cosa in questo articolo è mio e non delle fonti: la tesi del movimento da impermeabilizzare, che mette in un ordine solo prescrizioni che le fonti danno separate; la matrice delle quattro famiglie sui tre livelli dell&#8217;edificio; la regola di riportare il giunto di contrazione negli strati sopra, e di lasciare la tenuta non aderente a cavallo del taglio; il momento del taglio di contrazione; il fissaggio meccanico della bandella in spinta negativa; il battente e la durata della prova d&#8217;acqua; le lastre sollevabili sopra il soffietto sotto una pavimentazione galleggiante; l&#8217;estensione a ogni giunto di dilatazione della regola delle due tenute, che il documento europeo chiede ai giunti da ponte; la regola che nessun rivestimento liquido o cementizio scavalca da solo un giunto di dilatazione; le regole di geometria del sigillante, fondo giunto e adesione su due fianchi; le righe della tabella delle rotture che non vengono dalle fonti citate; la scena di apertura, che è un quadro ricorrente e non un episodio datato, e il racconto del «Dal cantiere»; la lettura geometrica della piega della bandella, già dichiarata nel caso studio dell&#8217;eliporto.</p>
<h2 id="fonti">Fonti</h2>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Articoli dell&#8217;autore su questo sito</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'><em>Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</em>, tavole D1 (ripresa di getto), D2 (giunto di dilatazione), D7 (nodo parete-platea) e D11 (giunto di controllo), con il loro registro delle fonti.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'><em>Caso studio: eliporto</em>, con le prescrizioni dell&#8217;EAD 120110-00-0107 e il conto della bandella a omega.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'><em>La seconda pelle del balcone</em>; <em>Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</em>; <em>La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</em>; <em>Le resine idroespansive nei dettagli</em>; <em>Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</em>; <em>Vasca bianca o vasca nera?</em></li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Norme e leggi</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Decreto ministeriale 17 gennaio 2018, <em>Aggiornamento delle Norme tecniche per le costruzioni</em>, Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 2018, supplemento ordinario n. 8, paragrafo 7.2.1, «Distanza tra costruzioni contigue». Verificato sul testo, nella riproduzione delle pagine della Gazzetta.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Österreichische Bautechnik Vereinigung, linea guida sulle costruzioni impermeabili in calcestruzzo (le «vasche bianche»): le larghezze minime dei waterstop sono riprese da documentazione tecnica concordante, come nel vademecum degli interrati, perché il testo è a pagamento.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>UNI 11493-1:2025, <em>Piastrellature ceramiche a pavimento e a parete. Parte 1: Istruzioni per la progettazione, l&#8217;installazione e la manutenzione</em>, in vigore dal 15 maggio 2025, che sostituisce l&#8217;edizione del 2016. Edizione verificata sul catalogo UNI; i tipi di giunto ripresi non direttamente.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>UNI EN ISO 11600:2011, <em>Edilizia. Sigillanti. Classificazione e requisiti</em>, in vigore dall&#8217;8 settembre 2011, versione italiana della EN ISO 11600:2003 con l&#8217;aggiornamento A1:2011. Edizione e sommario verificati sul catalogo UNI; le classi riprese non direttamente.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>EN 1992-1-1, Eurocodice 2, punto 3.1.3, coefficiente di dilatazione termica del calcestruzzo. Ripreso non direttamente.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>EAD 120110-00-0107, documento europeo di valutazione per i giunti di dilatazione a piastra dei ponti stradali. Le prescrizioni sono quelle riportate nel caso studio dell&#8217;eliporto.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Documenti tecnici</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>ACI Committee 224, <em>224.3R-95: Joints in Concrete Construction</em>, American Concrete Institute, 1995, riapprovato nel 2008. Scheda e sommario verificati sul sito dell&#8217;ente; le definizioni e le raccomandazioni sui giunti di contrazione come riportate dal documento seguente.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Bureau of Reclamation, U.S. Department of the Interior, Technical Service Center, Denver, <em>Joint Spacing for Concrete Structures</em>, Technical Memorandum n. CGSL-8530-2016-13, a cura di Shannon Harrell, settembre 2016. Verificato sul testo.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>National Research Council, <em>Expansion Joints in Buildings: Technical Report No. 65</em>, Washington, The National Academies Press, 1974, 44 pagine. Verificati sulla scheda dell&#8217;editore titolo, ente, anno e indice; il contenuto è ripreso dalla sola scheda.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Letteratura tecnica di settore</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Antonio Broccolino, <em>I giusti raccordi. Dettagli: giunti di dilatazione</em>, in <em>Specializzata</em>, n. 198, marzo 2011, BE-MA editrice, Milano, pp. 122-127.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Antonio Broccolino, <em>Il punto d&#8217;incontro. Dettagli: giunti di dilatazione</em>, seconda parte, in <em>Specializzata</em>, n. 199, aprile-maggio 2011, BE-MA editrice, Milano, pp. 222-227.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>I.G.L.A.E., <em>Codice di Pratica delle coperture continue</em>. Non è in libera consultazione: le sue prescrizioni sono citate come le riporta Broccolino.</li>
</ul>
<h2 id="lautore">L&#8217;autore</h2>
<p>Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense; anni di cantiere. Autore di &#8220;Murature umide: cause e rimedi&#8221; (Grafill, 2026).</p>
<p><script type='application/ld+json'>{"@context": "https://schema.org", "@type": "FAQPage", "mainEntity": [{"@type": "Question", "name": "Il giunto di dilatazione si può riempire di malta, così l'acqua non entra?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "No. Il giunto di dilatazione esiste per lasciar muovere due parti della costruzione, e la malta che lo riempie si spacca alla prima stagione, lasciando una fessura peggiore di prima. Il vuoto si riempie solo con un materiale comprimibile, e l'acqua si ferma con una tenuta che ha una riserva di lunghezza: il waterstop con il bulbo sotto terra, il soffietto a omega sulle coperture, la bandella a omega nei sistemi liquidi."}}, {"@type": "Question", "name": "Basta rifare il silicone sul giunto che perde?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Il silicone di un giunto perimetrale è una manutenzione, e va rifatto quando si screpola. Se però la macchia torna uguale dopo ogni rifacimento, il problema non è il sigillante: sotto manca la tenuta nel raccordo, cioè la bandella annegata nella membrana, e nessun sigillante la sostituisce. In quel caso il giunto va aperto e la tenuta va ricostruita."}}, {"@type": "Question", "name": "Come distinguo a occhio una ripresa di getto da un giunto di dilatazione?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Nella ripresa di getto i due calcestruzzi si toccano senza vuoto, e l'armatura passa da una parte all'altra. Nel giunto di dilatazione c'è un vuoto voluto, largo da un centimetro a qualche centimetro, riempito con un materiale morbido, e l'armatura si ferma ai due lati. Sulla parete finita si vedono come due righe uguali: bisogna guardare il disegno, oppure sondare il vuoto."}}, {"@type": "Question", "name": "Il waterstop serve anche in una cantina piccola?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "La ripresa di getto fra platea e parete c'è anche nella cantina più piccola, e una ripresa senza presidio perde in una cantina piccola come in una grande. Il presidio si sceglie sul battente e sull'uso del locale, come ho scritto nel vademecum degli interrati: dove il battente è basso può bastare il cordone bentonitico confinato, dove è alto le difese si sommano. Quello che non cambia è che un presidio nella ripresa ci deve essere, e va posato prima del secondo getto."}}, {"@type": "Question", "name": "Posso posare le piastrelle a cavallo di un giunto strutturale?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "No. Il giunto strutturale attraversa tutta la stratigrafia, e si riporta identico nel massetto, nell'adesivo e nella piastrellatura, con un profilo o con un giunto sigillato sulla stessa linea. La piastrella posata a cavallo si spacca, e nel farlo strappa la tenuta sotto."}}, {"@type": "Question", "name": "Il giunto che perde si ripara dall'interno con un'iniezione?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Dipende dalla famiglia. Nella ripresa di getto sì: se c'è il tubo d'iniezione si usa quello, altrimenti si inietta nella ripresa una resina idroespansiva, come ho descritto nell'articolo sulle resine. Nel giunto di dilatazione una resina rigida è un errore: non segue il movimento e si spacca. Una resina idroespansiva flessibile può fermare una venuta d'acqua anche lì, e nell'articolo sulle resine ho mostrato un giunto all'aperto trattato così. È però un tampone che guadagna tempo, non il presidio: il giunto va poi rifatto con profili e bandelle che si deformano, e dove si può dall'esterno."}}, {"@type": "Question", "name": "Il telo bentonitico va bene sul giunto di dilatazione?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "No, e lo dichiarano i produttori stessi: il telo bentonitico chiude per rigonfiamento confinato, e su un giunto che si apre e si chiude il confinamento non c'è. Sui giunti di dilatazione il telo si interrompe e passa il waterstop con il bulbo."}}, {"@type": "Question", "name": "Quanto dura un giunto?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "La struttura del giunto dura quanto l'opera. Le parti che tengono l'acqua e che si muovono no: per i giunti carrabili il documento europeo di valutazione dà cinquant'anni di vita utile alla famiglia e quindici anni minimi alle parti in gomma sostituibili. Per i sigillanti dei giunti perimetrali si ragiona in anni, non in decenni. Per questo il giunto deve restare ispezionabile: una lastra che si toglie, un giunto meccanico che si smonta, una scossalina che si solleva."}}]}</script><br />
<!--mxLA--></p>
<div style='background:#f6f7f9;border:1px solid #e3e6ea;border-radius:8px;padding:14px 18px;margin:26px 0'><strong style='color:#b11f24'>Leggi anche</strong></p>
<ul style='margin:8px 0 0 18px'>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
</ul>
</div>
<p><!--/mxLA--></p>
<hr style='border:none;border-top:3px solid #b11f24;margin-top:34px'>
<table style='width:100%;border-collapse:collapse;font-family:Arial,sans-serif;color:#2a3340;font-size:14px;line-height:1.6'>
<tr>
<td style='vertical-align:top;padding-right:20px'>
<div style='font-size:16px;font-weight:700;color:#b11f24'>Ditta Renzo-ArtHome</div>
<div style='font-weight:600'>di Spedicato Oronzo</div>
<div style='color:#5a6577;margin-bottom:8px'>Specialista in risanamenti di interrati e umidit&agrave; di risalita</div>
<div><strong>Web:</strong> <a href="https://www.renzo-arthome.com">www.renzo-arthome.com</a></div>
<div><strong>E-mail:</strong> renzo.spedicato@gmail.com &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>PEC:</strong> renzoarthome@pec.it</div>
<div><strong>Cell.:</strong> +39 335 844 2978 &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>Ufficio:</strong> +39 371 775 4189</div>
<div style='color:#5a6577'>P.IVA 02475540304</div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://www.renzo-arthome.com/preventivo-gratuito/" style="display:inline-block;background:#b11f24;color:#fff;padding:9px 16px;border-radius:6px;font-weight:700;text-decoration:none">Chiedi un preventivo &rarr;</a></div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://wa.me/393358442978" target="_blank" rel="noopener" title="WhatsApp" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-whatsapp.png' alt='WhatsApp' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.facebook.com/RenzoArtHome" target="_blank" rel="noopener" title="Facebook" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-facebook.png' alt='Facebook' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.linkedin.com/in/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="LinkedIn" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-linkedin.png' alt='LinkedIn' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.tiktok.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="TikTok" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-tiktok.png' alt='TikTok' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.youtube.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="YouTube" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-youtube.png' alt='YouTube' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.instagram.com/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="Instagram" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-instagram.png' alt='Instagram' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a></div>
</td>
<td style='vertical-align:top;width:150px;text-align:center'><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/murature-umide-copertina.jpg' alt='Murature umide: cause e rimedi' width='120' style='border:1px solid #ddd;border-radius:4px'></a></p>
<div style='font-size:12px;color:#5a6577;margin-top:6px'><strong>Murature umide: cause e rimedi</strong><br />Grafill, 2026<br /><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener">Vai al libro &rarr;</a></div>
</td>
</tr>
</table>
<style>#rahLATO{margin:44px auto 0;max-width:680px;font-family:'Open Sans',sans-serif}#rahLATO *{box-sizing:border-box}#rahLATO .rahL-int{background:#fff;border:1px solid #d9dde2;padding:18px 16px 10px}#rahLATO .rahL-tit{font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:700;font-size:15px;letter-spacing:.16em;text-transform:uppercase;color:#262a33;margin:0 0 2px}#rahLATO p{margin:0!important;padding:0!important}#rahLATO .rahL-blog-r{margin:0 0 4px}#rahLATO .rahL-pagine{margin:0 0 12px}#rahLATO .rahL-blog{display:inline-block;font-size:13.5px;color:#a06a00;text-decoration:none;margin:0;border:0}#rahLATO .rahL-blog:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO details{margin:0 0 7px;border-left:4px solid var(--rahf)}#rahLATO summary{cursor:pointer;list-style:none;display:flex;align-items:baseline;gap:8px;font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:600;font-size:14px;color:#2f3440;padding:9px 8px 9px 10px;background:var(--rahv);margin:0}#rahLATO summary::-webkit-details-marker{display:none}#rahLATO summary:before{content:"+";font-weight:700;color:#2f3440;opacity:.55;width:13px;flex:none}#rahLATO details[open]>summary:before{content:"\2212"}#rahLATO .rahL-n{margin-left:auto;font-weight:400;font-size:11.5px;color:#5a6577}#rahLATO ul{list-style:none!important;margin:0!important;padding:6px 4px 8px 12px!important;background:var(--rahv);background:color-mix(in srgb,var(--rahv) 32%,#fff)}#rahLATO li{margin:0!important;padding:4px 6px!important;font-size:13px;line-height:1.45;border-left:2px solid transparent;list-style:none!important}#rahLATO li:before{display:none!important;content:none!important}#rahLATO li a{color:#3f4450;text-decoration:none;border:0;box-shadow:none}#rahLATO li a:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO li.rahL-qui{background:#fdf6d8;border-left-color:#eddf21}#rahLATO li.rahL-qui span{font-weight:600;color:#262a33}#rahLATO li.rahL-qui .rahL-segno{display:block;font-weight:400;font-size:10.5px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#5a6577;margin-top:1px}@media(min-width:1490px){body.postid-4818{overflow:visible!important}article.post-4818{position:relative}#rahLATO{position:absolute;top:0;right:-241px;bottom:0;width:225px;max-width:none;margin:0}#rahLATO .rahL-int{position:sticky;top:106px;max-height:calc(100vh - 126px);overflow-y:auto;padding:14px 12px 8px}#rahLATO summary{font-size:12.5px;padding:8px 6px 8px 8px}#rahLATO li{font-size:12px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:13px}}@media(min-width:1710px){#rahLATO{right:-336px;width:300px}#rahLATO .rahL-int{padding:18px 16px 10px}#rahLATO summary{font-size:14px}#rahLATO li{font-size:13px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:15px}}</style>
<div id="rahLATO">
<div class="rahL-int">
<div class="rahL-tit">Gli articoli</div>
<div class="rahL-blog-r"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/blog/">Indice del blog &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-fase-per-fase/">La casa fase per fase &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/decoder-diagnostico-edile/">Il decoder diagnostico &rarr;</a></div>
<details style="--rahv:#dcebf5;--rahf:#7fadd1">
<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">Le malte impermeabili nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">La barriera chimica nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">Ma come si cura una risalita?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/improvvisamente-l-umidita-di-risalita/">Improvvisamente, l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-danno-e-dove-l-acqua-se-ne-va/">Il danno è dove l&#8217;acqua se ne va</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">Chi dimezza la macchia raddoppia l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">Umidità di risalita e sali solubili: perché bloccare l&#8217;umidità è solo metà del risanamento, e perché l&#8217;asciugatura richiede da mesi ad anni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo un intervento contro l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-risalita-impermeabilizzazione-in/">L&#8217;innalzamento dell&#8217;umidità di risalita in seguito a interventi di impermeabilizzazione dall&#8217;interno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/doppia-barriera-protocollo-renzo-arthome/">Barriere chimiche non occludenti in zona di marea: bastano davvero contro la pressione idrostatica?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">L’umidità igroscopica nell’edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-primaria-e-sali-renzo-arthome/">Umidità di risalita capillare primaria</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radici-stabilita-versanti/">Le radici tengono il terreno solo dove lo attraversano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vegetazione-sui-muri/">Il verde sul muro non è un problema di giardinaggio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">31</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Sul giunto si impermeabilizza un movimento</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-intorno-alla-casa/">Impermeabilizzare il muro è l&#8217;ultima mossa, non la prima</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/costruire-casa-senza-umidita/">La casa asciutta si decide in cantiere</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">Tre centimetri invece di una demolizione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/prima-la-strategia-poi-il-prodotto/">Prima la strategia, poi il prodotto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">La spinta idrostatica nelle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">Il seminterrato fra infiltrazioni, umidità e radon: un approccio integrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/fontana-dei-grifi-allinterno-del-castello-miramare-di-trieste/">Fontana dei Grifi all&#8217;interno del castello Miramare di Trieste</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/interventi-di-impermeabilizzazioni/">Impermeabilizzazioni: come intervenire e quali soluzioni scegliere</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#d9edea;--rahf:#7dbcb5">
<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">16</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-problema-non-e-la-pioggia/">Il problema non è la pioggia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">Umidità di rimbalzo (rain splash)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-meteorica-cap/">Umidità meteorica (penetrating damp)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-condensazione/">Umidità da condensazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sindrome-dell-edificio-malato/">Sindrome dell&#8217;edificio malato: cause, sintomi e soluzioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffe-indoor/">Muffe indoor</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">Condensa interstiziale in edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f2e9d5;--rahf:#c9a970">
<summary>Vespai e solai<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-piove-dal-predalles/">Quando piove dal predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-normative-e-calcoli/">Vespaio aerato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1431-2/">Le infiltrazioni nei predalles: analisi e metodologie di intervento</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f5e3dc;--rahf:#cf9484">
<summary>Casi Studio<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f4eecb;--rahf:#c9b954">
<summary>Norme e libro<span class="rahL-n">5</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/normativa-salubrita-edifici/">Quadro normativo sulla salubrità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1443-2/">Materiali da costruzione radioattivi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pubblicato-il-libro-murature-umide-cause-e-rimedi/">Pubblicato il libro “Murature umide: cause e rimedi”</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#ebedf0;--rahf:#a7adb8">
<summary>Altri articoli<span class="rahL-n">1</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pavimenti-in-resina-nei-dettagli/">I pavimenti in resina nei dettagli</a></li>
</ul>
</details>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-dei-giunti/">Sul giunto si impermeabilizza un movimento</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-dei-giunti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Impermeabilizzare il muro è l&#8217;ultima mossa, non la prima</title>
		<link>https://www.renzo-arthome.com/acqua-intorno-alla-casa/</link>
					<comments>https://www.renzo-arthome.com/acqua-intorno-alla-casa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[renzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2026 09:56:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Interrati e impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[diagnostica]]></category>
		<category><![CDATA[drenaggio perimetrale]]></category>
		<category><![CDATA[impermeabilizzazione interrati]]></category>
		<category><![CDATA[infiltrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[pluviali]]></category>
		<category><![CDATA[scannafosso]]></category>
		<category><![CDATA[umidità meteorica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.renzo-arthome.com/?p=4701</guid>

					<description><![CDATA[<p>Intorno a una casa l'acqua si tratta in tre tempi, e l'ordine non è invertibile: prima si allontana quella che arriva dal tetto e dal terreno, poi si intercetta quella che scende nel terreno, e solo alla fine si ferma quella che resta. Le pendenze e come si misurano, quando serve davvero il drenaggio perimetrale e come è fatto, quale ghiaia e quale tessuto, dove si può mandare l'acqua e con quale titolo, i gas di fognatura, la manutenzione e la tavola interattiva.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-intorno-alla-casa/">Impermeabilizzare il muro è l&#8217;ultima mossa, non la prima</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style='font-size:19px;color:#5a6577'><em>Intorno a una casa l&#8217;acqua si tratta in tre tempi: prima si allontana quella che arriva dal tetto e dal terreno, poi si intercetta quella che scende nel terreno, e solo alla fine si ferma quella che resta. Il lavoro che non tiene, quasi sempre, ha saltato i primi due tempi.</em></p>
<p>Quando si apre uno scavo lungo il muro di una casa che si bagna, la prima cosa da guardare è il terreno, non la muratura. Lo scavo scende, il prato resta più alto del piano di dentro, il vialetto pende verso la casa invece che verso il giardino. Poi, sul muro, compare quello che è stato fatto trenta o quarant&#8217;anni fa: una spalmatura nera di bitume larga mezzo metro, ridotta a croste che si staccano con la mano, e sotto la muratura che ha continuato a bere.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1400" height="976" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto1-scavo-aperto-lungo-il-muro.jpg" alt="Scavo aperto lungo il muro perimetrale di una casa, con il prato e il vialetto sulla sinistra, il cumulo di terra di scavo e il fondo dello scavo che corre lungo il piede del muro" class="wp-image-4681" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto1-scavo-aperto-lungo-il-muro.jpg 1400w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto1-scavo-aperto-lungo-il-muro-300x209.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto1-scavo-aperto-lungo-il-muro-1024x714.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto1-scavo-aperto-lungo-il-muro-768x535.jpg 768w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 1. Uno scavo aperto lungo il perimetro. La prima cosa che si legge non è il muro, è la quota del terreno intorno: dove arriva rispetto al piano di dentro, da che parte pende, dove va a finire l&#8217;acqua quando piove forte. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<div id="rahTOC" style="border:1px solid #e2e5ea;border-radius:6px;padding:20px 24px;margin:0 0 32px;background:#fafbfc">
<p style="margin:0 0 10px;font-weight:600;color:#1a2233;font-size:16px">Indice</p>
<ol style="margin:0;padding-left:20px;line-height:1.6">
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-catena-delle-correzioni-duemila-anni-per-imparare-dove-mandare-lacqua" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La catena delle correzioni: duemila anni per imparare dove mandare l&#8217;acqua</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-parole-che-servono" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le parole che servono</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#i-tre-tempi-e-come-si-capisce-a-che-punto-si-e" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">I tre tempi, e come si capisce a che punto si è</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#primo-tempo-il-tetto-e-dove-finisce-davvero-lacqua" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Primo tempo: il tetto, e dove finisce davvero l&#8217;acqua</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#primo-tempo-il-terreno-e-la-pendenza-che-si-misura" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Primo tempo: il terreno, e la pendenza che si misura</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#secondo-tempo-il-drenaggio-e-la-domanda-che-viene-prima" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Secondo tempo: il drenaggio, e la domanda che viene prima</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#come-fatto-un-dreno-perimetrale-che-lavora" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Com&#8217;è fatto un dreno perimetrale che lavora</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-filtro-quale-ghiaia-e-quale-tessuto-e-come-si-sceglie" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il filtro: quale ghiaia e quale tessuto, e come si sceglie</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#quando-il-dreno-peggiora-le-cose" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Quando il dreno peggiora le cose</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#terzo-tempo-fermare-quel-che-resta-e-proteggere-il-lavoro" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Terzo tempo: fermare quel che resta, e proteggere il lavoro</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#dove-mando-lacqua-la-domanda-che-si-fa-per-ultima-e-si-dovrebbe-fare-per-prima" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Dove mando l&#8217;acqua: la domanda che si fa per ultima e si dovrebbe fare per prima</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#i-gas-e-il-rigurgito-perche-il-sifone-non-e-un-dettaglio-da-bagno" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">I gas e il rigurgito: perché il sifone non è un dettaglio da bagno</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#i-punti-deboli-dove-il-lavoro-fatto-bene-viene-vanificato" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">I punti deboli: dove il lavoro fatto bene viene vanificato</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-manutenzione-quello-che-decide-se-il-lavoro-dura-dieci-anni-o-trenta" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La manutenzione: quello che decide se il lavoro dura dieci anni o trenta</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#quando-allontanare-lacqua-e-il-danno" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Quando allontanare l&#8217;acqua è il danno</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-scorciatoie-che-non-tengono" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le scorciatoie che non tengono</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-metodo-in-tre-passi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il metodo in tre passi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-voci-che-devono-comparire-in-un-preventivo" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le voci che devono comparire in un preventivo</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-tavola-interattiva-dove-mando-lacqua" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La tavola interattiva: dove mando l&#8217;acqua</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-sintesi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In sintesi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#dal-cantiere" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Dal cantiere</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#domande-frequenti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Domande frequenti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-conclusione" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In conclusione</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#nota-sui-calcoli" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Nota sui calcoli</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#fonti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Fonti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lautore" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;autore</a></li>
</ol>
</div>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="901" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto2-vecchia-fascia-di-bitume.jpg" alt="Base di un muro messa a nudo dallo scavo, con la vecchia spalmatura di bitume ridotta a croste scure e staccate, e i cavi degli impianti che corrono lungo lo scavo" class="wp-image-4682" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto2-vecchia-fascia-di-bitume.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto2-vecchia-fascia-di-bitume-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto2-vecchia-fascia-di-bitume-1024x577.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto2-vecchia-fascia-di-bitume-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto2-vecchia-fascia-di-bitume-1536x865.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 2. La stessa base del muro, vista da vicino. La fascia scura è quello che resta di una vecchia protezione bituminosa: si è staccata a placche, e dove si è staccata l&#8217;acqua rientra. Accanto corrono i cavi degli impianti, che attraversano il muro e sono un altro percorso d&#8217;acqua. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<p>La spiegazione che accompagna quasi sempre queste fotografie è una sola: «il muro non era stato impermeabilizzato bene». Da lì discende il preventivo: si rifà l&#8217;impermeabilizzazione, magari con un prodotto migliore, e il problema è risolto. Questo ragionamento ha un difetto, e il difetto si vede proprio nello scavo. Quel muro non riceve un po&#8217; d&#8217;acqua: ne riceve molta, e continuamente, perché il tetto la scarica ai suoi piedi, il giardino gliela manda addosso e il terreno addossato la trattiene. Un rivestimento, per quanto buono, lavora contro tutta quella spinta. Prima o poi cede in un punto, e basta un punto.</p>
<p>Questo articolo sostiene una tesi semplice e scomoda: <strong>intorno a una casa l&#8217;acqua si tratta in tre tempi, e l&#8217;ordine non è invertibile.</strong> Prima si <strong>allontana</strong> quella che arriva, cioè l&#8217;acqua del tetto e quella che scorre sul terreno. Poi si <strong>intercetta</strong> quella che scende nel terreno e va verso la fondazione, ed è il compito del drenaggio. Solo alla fine si <strong>ferma</strong> quella che resta, con l&#8217;impermeabilizzazione e con lo strato che la protegge. Quasi tutti i lavori che non tengono hanno saltato i primi due tempi e sono partiti dal terzo. La Figura 1 mette in fila il percorso dell&#8217;acqua, dal tetto al recapito.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1248" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig1-la-mappa-dell-acqua-intorno-alla-casa.png" alt="Prospetto e sezione di una casa con il percorso dell'acqua intorno: la pioggia sul tetto, il canale di gronda e il pluviale, il punto di scarico del pluviale, la pendenza del terreno che si allontana dal muro, la fascia di ghiaia, il marciapiede, il tubo drenante al piede della fondazione con il pozzetto di ispezione, la bocca di lupo dell'interrato, e a destra i tre recapiti possibili: dispersione nel terreno, rete bianca, fosso" class="wp-image-4683" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig1-la-mappa-dell-acqua-intorno-alla-casa.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig1-la-mappa-dell-acqua-intorno-alla-casa-300x234.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig1-la-mappa-dell-acqua-intorno-alla-casa-1024x799.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig1-la-mappa-dell-acqua-intorno-alla-casa-768x599.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig1-la-mappa-dell-acqua-intorno-alla-casa-1536x1198.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 1. Il percorso dell&#8217;acqua intorno a una casa, dal tetto al recapito. Ogni tratto del percorso è un punto dove il lavoro può saltare: il pluviale che scarica al piede, il terreno che pende verso il muro, la fascia che si intasa, il tubo senza pendenza, il pozzetto che non si apre da anni, il recapito che non esiste.</figcaption></figure>
<h2 id="la-catena-delle-correzioni-duemila-anni-per-imparare-dove-mandare-lacqua">La catena delle correzioni: duemila anni per imparare dove mandare l&#8217;acqua</h2>
<p>La storia di questo lavoro non è una linea che sale. È una catena di correzioni, dove quasi ogni rimedio ha dovuto essere corretto da chi è venuto dopo, spesso perché funzionava troppo bene in una direzione sola.</p>
<p>Il testo latino di agricoltura più antico che ci sia arrivato intero, il manuale di Catone della metà del secondo secolo avanti Cristo, chiude con un capitolo dedicato all&#8217;acqua d&#8217;inverno. Dice tre cose che sono ancora il mestiere: mandare via l&#8217;acqua dal campo, tenere sgombri i canali di scolo, e girare intorno al fabbricato mentre piove per vedere dove entra. Il punto si segna col carbone, e a pioggia finita si torna a ripararlo. La manutenzione è già dentro la prescrizione, non è un di più.</p>
<p>Un secolo e mezzo dopo, Vitruvio scrive il principio che regge tutto il resto, e lo scrive parlando della scelta del sito. Non conta che ci sia acqua: conta che l&#8217;acqua abbia una via d&#8217;uscita. Le paludi che scolano al mare, dice, danno un sito sano; quelle che non hanno uscite che scorrano, «né per fiumi né per fossi», ristagnano e guastano l&#8217;aria. Nel settimo libro descrive il rimedio per un muro che resta umido: ci si stacca davanti un muretto sottile, e fra i due si fa correre un canale posto più in basso del piano della stanza, con le bocche che sfociano all&#8217;aperto. In latino sono le <em>nares ad locum patentem</em>, le bocche in luogo aperto: è la regola moderna del recapito, scritta duemila anni fa.</p>
<p>Il dreno a trincea, quello che ancora oggi si chiama dreno cieco, ha una descrizione antica e precisa. Columella, nel primo secolo dopo Cristo, prescrive solchi profondi tre piedi, riempiti fino a metà di pietrame minuto o di ghiaia e ripareggiati sopra con la terra cavata, e vuole che i fossi ciechi sbocchino in quelli aperti. Quattro secoli dopo Palladio Rutilio riprende il passo e lo precisa: i solchi sono <strong>trasversali</strong> al campo, e le loro teste devono raggiungere <strong>un solo fosso aperto</strong>, correndo in pendenza verso di esso. Ci sono già due elementi di oggi, la ghiaia e la pendenza verso un recapito unico, e c&#8217;è già la trappola: il dreno cieco non si vede, quindi non si pulisce.</p>
<p>Nel Quattrocento Leon Battista Alberti scrive la tesi di questo articolo in una riga sola. Nella traduzione italiana cinquecentesca di Cosimo Bartoli suona così: i buoni architetti badavano «sopra tutto» a «di discostare e di rimuovere dallo edifitio ogni acqua piovana», anche perché il piano dell&#8217;edificio non si inumidisse. Poco prima, sulle superfici scoperte, aveva fissato il criterio della misura giusta: non si dà più pendenza «che quel che basti a scolare le pioggie». Un secolo dopo Andrea Palladio assegna il compito al tetto: il coperto, scrive, giova alla fabbrica «scacciando lontano dai muri l&#8217;acque che piovono, le quali benché pajano poco nuocere, nondimeno in progresso di tempo sono cagione di grandissimi danni». È la definizione più chiara del danno lento, quello che nessuno vede mentre accade. E sulle strade davanti alle case chiede che siano «alquanto concave nel mezzo e pendenti», perché l&#8217;acqua corra tutta in uno e se ne vada.</p>
<p>Poi arriva il secolo in cui si impara a drenare, e si impara sbagliando. Nel 1764 un fittavolo inglese, Joseph Elkington, capisce una cosa che oggi sembra ovvia e allora non lo era: non si asciuga il punto bagnato, si taglia la vena che lo alimenta, più a monte e più in basso. Nel 1832 James Smith di Deanston costruisce il primo sistema vero, con dreni fitti, ogni tre o sette metri, e poco profondi, non oltre trenta pollici, cioè settantasei centimetri. Nel 1845 Josiah Parkes lo corregge: i dreni vanno più profondi e più radi, e il criterio che usa è quello che interessa chi si occupa di muri umidi. Un drenaggio, dice, non è efficiente se non tiene il pelo dell&#8217;acqua «a una profondità che superi la capacità della risalita capillare di portarla vicino alla superficie». Poi la correzione tocca a Parkes: i tubi da un pollice che raccomandava, derisi da Smith come «portamine», si rivelano troppo stretti, e la sua stima di spesa si rivela circa la metà di quella vera.</p>
<p>Nel 1851, nelle torbiere inglesi delle Fens, viene piantato un palo con la testa a filo del terreno, dopo il prosciugamento di un lago. È il palo di Holme Fen, e da allora misura quanto è sceso il suolo: oltre quattro metri, secondo l&#8217;ente pubblico che ne ha cura. Nella stessa zona, scrive lo stesso ente, molti edifici sono ormai abbandonati, «inclinati in modo allarmante» o puntellati. Il drenaggio spinto aveva funzionato benissimo, e proprio per questo aveva fatto danno.</p>
<p>Nel 1856 Henry Darcy, misurando i filtri a sabbia dell&#8217;acquedotto di Digione, scrive la legge che rende calcolabile il moto dell&#8217;acqua nel terreno: per una sabbia di data natura, la portata è proporzionale al carico e inversamente proporzionale allo spessore attraversato. Da quel momento «quanta ghiaia» e «quanto in basso il tubo» smettono di essere questioni di opinione.</p>
<p>Tre anni dopo il metodo entra nelle case. Nel 1859 l&#8217;americano Henry Flagg French pubblica un trattato sul drenaggio dei campi e gli dedica un capitolo alle cantine. Ci trovi un dreno con le misure, scavato però <strong>nel pavimento della cantina</strong>, a due piedi dal muro, che gira tutto il perimetro dei muri, con lo sbocco diciotto pollici sotto il piano della cantina: l&#8217;antenato interno del dreno perimetrale, che la pratica porterà fuori. E ci trovi la correzione più netta di tutta la catena, contro l&#8217;abitudine di cementare le cantine dall&#8217;interno: l&#8217;acqua, scrive, riempie il terreno dietro il muro e forma una colonna alta due metri o più, e allora quel muro lavora come la diga di un mulino. Nessuno sano di mente, aggiunge, penserebbe di rendere stagna una diga spalmando un po&#8217; di cemento sulla faccia a valle. Sono parole del 1859, e descrivono con precisione il difetto che si vede ancora oggi.</p>
<p>Nel 1877 compare il numero che usiamo ancora. I regolamenti tipo pubblicati dal Local Government Board inglese prescrivono, nel testo che le autorità sanitarie adottavano, che ogni muro nuovo abbia la sua barriera al piede, posta «a un&#8217;altezza non minore di sei pollici sopra la superficie del terreno adiacente». Sei pollici sono centocinquantadue millimetri. Nel documento inglese in vigore oggi, aggiornato al 2013, la stessa prescrizione dice «almeno 150 mm sopra il livello del terreno adiacente». Centotrentasei anni, stesso numero.</p>
<p>L&#8217;Italia di quegli anni ha i suoi manuali, e sono buoni. Nel 1872 Giovanni Curioni prescrive marciapiedi impermeabili tutto intorno, con una pendenza trasversale, «per allontanare facilmente e prontamente le acque dai muri stessi». Nel 1885 Musso e Copperi danno la prima cifra secca: due centimetri al metro. Nel 1893 Carlo Formenti descrive il rinfianco di grossi ciottoloni contro il muro della cantina, scavato fino a poco sotto il piede. Lui lo spiega con il passaggio dell&#8217;aria, che «mantiene asciutta la muratura»; noi oggi lo leggiamo come un drenaggio a ghiaia, in un manuale italiano che il tubo forato non lo nomina ancora. In Italia quel tubo entrerà nei manuali con Donghi, trent&#8217;anni dopo. Nel 1923 Daniele Donghi mette tutto in fila nel suo manuale: il marciapiede di lastre largo da 0,65 a 1 metro tutto intorno al fabbricato, con le connessure sigillate; il pavimento della cantina almeno trenta centimetri sopra il livello più alto conosciuto della falda; e una rete di tubi di drenaggio «colla maggior possibile pendenza, almeno del 2 per cento», posti a circa quarantacinque centimetri sotto il piano del pavimento. Sulla scelta del diametro scrive una frase che lo standard americano dei dreni interrati ripete in forma di velocità minima: «l&#8217;esperienza insegna che si otturano più facilmente i tubi larghi che quelli stretti, perché in questi la maggior velocità di deflusso delle acque serve a liberare il tubo dalle ostruzioni». E, nella stessa pagina, avverte delle radici di alberi e arbusti che entrano nei tubi fino a riempirli.</p>
<p>Nel 1972 il Consiglio nazionale delle ricerche canadese pubblica una ricerca norvegese che mette alla prova quattro modi di rinfiancare un muro interrato. Il riempimento tradizionale è quello che va peggio: l&#8217;acqua comincia a filtrare quasi subito attraverso la parete di prova, e quella parete resta umida per un&#8217;altezza di circa quarantacinque centimetri per tutti i sessantasette giorni della prova. La conclusione è la regola in una riga: il riempimento accanto ai muri interrati va eseguito in modo che contro il muro non si possa formare pressione d&#8217;acqua.</p>
<p>Negli ultimi trent&#8217;anni la correzione è arrivata dall&#8217;altra parte. Nel 1999 il servizio geologico degli Stati Uniti mette un numero sotto la cosa. Più dell&#8217;ottanta per cento dei cedimenti del suolo censiti nel paese viene dallo sfruttamento dell&#8217;acqua sotterranea. E il drenaggio dei terreni organici li fa consumare, perché il carbonio si ossida e se ne va in aria. A Boston, dove molte case poggiano su pali di legno, esiste una zona urbanistica dedicata a proteggere quelle fondazioni dall&#8217;abbassamento della falda. E in Italia, dal 2009 in Veneto e dal 2017 in Lombardia, chi impermeabilizza una superficie non può più scegliere liberamente dove mandare l&#8217;acqua: deve dimostrare che la portata in uscita non peggiora. La Figura 2 mette in fila questa catena di correzioni.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1434" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig2-la-catena-delle-correzioni.png" alt="Tavola con la catena delle correzioni in ordine di tempo e con gli anelli colorati: chi ha visto il problema, chi ha proposto il rimedio, chi ha corretto il rimedio precedente, chi ha messo i numeri; da Catone e Vitruvio a Columella, Alberti e Palladio, poi Elkington, Smith, Parkes, Holme Fen, Darcy, French, i regolamenti inglesi del 1877, i manuali italiani di Curioni, Musso e Copperi, Formenti e Donghi, la ricerca canadese del 1972, il servizio geologico americano, Boston e l'invarianza idraulica italiana" class="wp-image-4684" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig2-la-catena-delle-correzioni.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig2-la-catena-delle-correzioni-300x269.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig2-la-catena-delle-correzioni-1024x918.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig2-la-catena-delle-correzioni-768x688.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig2-la-catena-delle-correzioni-1536x1377.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 2. Duemila anni di correzioni. Ogni voce porta il colore del suo anello: chi ha visto il problema, chi ha proposto un rimedio, chi ha corretto il rimedio di prima, chi ha messo i numeri. Le correzioni più istruttive sono quelle in cui il rimedio funzionava, e proprio per questo ha fatto danno.</figcaption></figure>
<h2 id="le-parole-che-servono">Le parole che servono</h2>
<p>Sul cantiere le stesse cose hanno nomi diversi, e qualche parola comune non sta in nessun manuale. Qui fisso il significato di ognuna prima di usarla, perché ogni parola corrisponde a un pezzo di lavoro e a una responsabilità diversa.</p>
<p><strong>Drenare e impermeabilizzare.</strong> Sono due lavori opposti, e vanno tenuti separati. Drenare vuol dire dare all&#8217;acqua una strada più facile di quella che passa per il muro, e accompagnarla via. Impermeabilizzare vuol dire chiuderle il passaggio. Il primo lavora con l&#8217;acqua, il secondo contro: per questo il secondo regge solo se il primo ha già tolto la spinta.</p>
<p><strong>Il tubo drenante.</strong> È il tubo forato o fessurato che raccoglie l&#8217;acqua dal terreno e la porta al recapito. Non è un tubo di scarico: lavora quasi vuoto, per gravità, e la sua pendenza è quello che lo tiene pulito.</p>
<p><strong>La fascia drenante, o rinfianco.</strong> È il materiale grosso e lavato che si mette fra il muro e il terreno naturale. Serve a far scendere l&#8217;acqua verso il tubo invece che verso il muro, e a interrompere la risalita per capillarità dal terreno bagnato.</p>
<p><strong>Il filtro.</strong> È lo strato che lascia passare l&#8217;acqua e trattiene le particelle fini del terreno. Può essere un materiale granulare di granulometria scelta, oppure un tessuto non tessuto. Senza filtro, il terreno fine entra nei vuoti della ghiaia, li riempie, e la fascia drenante smette di drenare.</p>
<p><strong>Il recapito.</strong> È il punto dove l&#8217;acqua raccolta finisce davvero: il terreno, una rete, un fosso, un corso d&#8217;acqua. Un impianto di drenaggio privo di recapito raccoglie l&#8217;acqua e la trattiene contro il muro, che è l&#8217;opposto del suo scopo.</p>
<p><strong>L&#8217;intercapedine, e la parola scannafosso.</strong> L&#8217;intercapedine è lo spazio vuoto ispezionabile fra il muro interrato e il terreno, coperto e sfiatato. In cantiere si chiama quasi sempre <a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">scannafosso</a>, e di quella soluzione ho scritto a parte. Nei manuali italiani dell&#8217;Ottocento e del primo Novecento, che pure descrivono la cosa nel dettaglio, la parola «scannafosso» non compare. Donghi la chiama intercapedine d&#8217;isolamento o fossa d&#8217;isolamento, Formenti parla di muro isolatore. La cosa è vecchia, il nome è recente.</p>
<p><strong>La bocca di lupo.</strong> È il pozzetto aperto davanti a una finestra o a una presa d&#8217;aria di un locale interrato, che porta luce e aria sotto il livello del terreno. È anche, per forma, il punto più basso del giardino: tutto quello che scorre in superficie tende ad arrivare lì.</p>
<p><strong>Il pozzetto di ispezione.</strong> È il manufatto che permette di aprire, guardare e lavare la linea. Non è un accessorio: è quello che distingue un impianto che si può mantenere da uno che, quando si intasa, si può solo riscavare.</p>
<p><strong>La barriera al piede del muro.</strong> È lo <a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">strato continuo</a>, posto nella muratura poco sopra il terreno, che impedisce all&#8217;acqua del terreno di salire per capillarità nella parte di muro fuori terra. Nella tradizione inglese si chiama damp proof course, e la sua quota sopra il terreno è prescritta da più di un secolo.</p>
<p><strong>L&#8217;invarianza idraulica.</strong> È il principio per cui chi rende impermeabile una superficie deve fare in modo che la portata d&#8217;acqua che esce dal lotto non aumenti rispetto a prima. In Lombardia, in Veneto e in Friuli Venezia Giulia è un obbligo scritto.</p>
<h2 id="i-tre-tempi-e-come-si-capisce-a-che-punto-si-e">I tre tempi, e come si capisce a che punto si è</h2>
<p>La regola dei tre tempi non è uno slogan, è un ordine di lavoro. Una frase corta, però, non dice a nessuno che cosa deve guardare, quindi la apro.</p>
<p><strong>Che cosa vuol dire.</strong> Ogni goccia che arriva a bagnare un muro interrato ha fatto una strada. È caduta sul tetto o sul giardino, è scesa lungo una superficie, è entrata nel terreno, ha attraversato il rinterro e ha trovato la muratura. Su quella strada ci sono tre punti dove si può intervenire, e sono in ordine: alla partenza, a metà, all&#8217;arrivo. Il primo tempo lavora alla partenza e toglie il grosso dell&#8217;acqua prima che entri nel terreno. Il secondo lavora a metà strada e raccoglie quello che è già entrato. Il terzo lavora all&#8217;arrivo, sulla faccia del muro, e deve fermare soltanto quel poco che è rimasto.</p>
<p><strong>Perché l&#8217;ordine conta.</strong> Perché la quantità in gioco cambia di molto fra un tempo e l&#8217;altro. Con l&#8217;intensità di pioggia usata come riferimento ordinario nel documento tecnico inglese sul drenaggio, pari a 0,014 litri al secondo per metro quadro, un tetto da cento metri quadrati scarica <strong>circa 84 litri al minuto</strong>. Se quei litri finiscono al piede del muro, nessun rivestimento li regge a lungo. Se finiscono a qualche metro di distanza, il terzo tempo ha un lavoro ragionevole da fare. Quel valore è il riferimento inglese e serve da ordine di grandezza: in Italia l&#8217;intensità si prende dalle curve di possibilità pluviometrica della zona, nella forma altezza di pioggia uguale a un coefficiente moltiplicato per la durata elevata a un esponente, pubblicate dalle agenzie regionali per l&#8217;ambiente.</p>
<p><strong>Come si capisce a che punto si è.</strong> Con tre domande da farsi sul posto, in quest&#8217;ordine. Dove scarica il pluviale, esattamente, e che cosa succede all&#8217;acqua nei tre metri successivi. Da che parte pende il terreno nei primi due metri dal muro, misurato e non stimato a occhio. Che cosa esiste sotto terra, cioè se c&#8217;è un tubo drenante, dove va a finire e se esiste un pozzetto da cui si possa guardarlo. Chi non sa rispondere alla terza domanda, di solito, non ha un drenaggio: ha della ghiaia.</p>
<p>La Figura 3 mostra i tre tempi accanto alla quantità d&#8217;acqua che arriva al muro a ogni passaggio.</p>
<p><strong>Quando la regola salta.</strong> Salta in un caso, ed è bene dirlo subito: quando l&#8217;acqua non arriva dall&#8217;alto ma dal basso, cioè quando la falda sale fino a interessare il piano di posa. Lì il primo tempo serve lo stesso, ma non basta, e il problema si sposta sul secondo e sul terzo. Quel caso si riconosce misurando il livello dell&#8217;acqua in un pozzetto di prova, come dirò fra poco.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1200" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig3-i-tre-tempi-1.png" alt="Schema dei tre tempi: a sinistra l'acqua che arriva dal tetto e dal terreno con le mosse per allontanarla, al centro il terreno con il tubo drenante che intercetta, a destra la faccia del muro con l'impermeabilizzazione e la protezione; sotto, la barra che mostra come cala la quantità d'acqua che arriva al muro passando da un tempo all'altro" class="wp-image-4788" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig3-i-tre-tempi-1.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig3-i-tre-tempi-1-300x225.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig3-i-tre-tempi-1-1024x768.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig3-i-tre-tempi-1-768x576.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig3-i-tre-tempi-1-1536x1152.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 3. I tre tempi e il loro ordine. A sinistra si toglie l&#8217;acqua prima che entri nel terreno; al centro si intercetta quella già entrata; a destra si ferma quel che resta. Chi comincia da destra lavora contro tutta la quantità d&#8217;acqua, invece che contro una parte.</figcaption></figure>
<h2 id="primo-tempo-il-tetto-e-dove-finisce-davvero-lacqua">Primo tempo: il tetto, e dove finisce davvero l&#8217;acqua</h2>
<p>Il tetto di una casa raccoglie tutta la pioggia che cade sulla sua proiezione e la concentra in pochi punti. È il più grande spostamento d&#8217;acqua che avviene intorno a un edificio, e quasi sempre è anche il più trascurato.</p>
<p>Palladio lo aveva già scritto nel 1570: si usano le gronde intorno alle case, e da queste l&#8217;acqua «per cannoni» viene gettata fuori, lontano dai muri. La parola importante è lontano. Un <a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">pluviale</a> che finisce in una pozzetta appoggiata al piede del muro non allontana niente: sposta l&#8217;acqua di venti centimetri e la consegna al terreno che sta contro la fondazione.</p>
<p>Quanto lontano? Qui bisogna essere onesti, perché il numero che circola ha una condizione attaccata che quasi nessuno riporta. Il codice residenziale americano prescrive lo scarico a <strong>non meno di cinque piedi, cioè 1,52 metri</strong>, dai muri di fondazione, oppure in una rete di raccolta riconosciuta, ma lo prescrive <strong>per le zone dove sono presenti terreni espansivi o collassabili</strong>. Lo stesso vale per il manuale del 1990 dell&#8217;ente federale americano per l&#8217;edilizia abitativa, che aggiunge ai terreni espansivi quelli erodibili. Non è quindi una regola generale valida ovunque: è una regola per certi terreni. Il codice canadese, dove il numero non c&#8217;è, pone invece un obbligo di risultato: dove i pluviali non sono collegati a una rete, si devono prolungare in modo da portare via l&#8217;acqua senza erodere il terreno.</p>
<p>C&#8217;è però una regola senza condizioni, e viene dal programma di ricerca sull&#8217;edilizia del Dipartimento dell&#8217;Energia statunitense: <strong>il pluviale non si collega al dreno di fondazione</strong>. Nella stessa lista si legge di non far percolare l&#8217;acqua del tetto nel terreno addossato alla fondazione. E di guardare le geometrie che concentrano l&#8217;acqua in un punto solo, come i compluvi e gli attacchi fra falda e muro. La ragione è quella dei tre tempi: il dreno serve a togliere acqua dal piede del muro, non a portargliene. Collegarci il pluviale significa mandare al punto più delicato, in pochi minuti, tutta l&#8217;acqua del tetto.</p>
<p>Sulle tubazioni della pioggia il documento inglese sul drenaggio dà due numeri utili: i tubi devono essere almeno da 75 millimetri, e quelli da 75 e da 100 vanno posati con pendenza non inferiore a 1:100, cioè un centimetro al metro. Sono numeri per la rete interrata, non per il pluviale verticale, e servono soprattutto a ricordare che anche il tratto orizzontale sotto terra ha bisogno di pendenza vera.</p>
<p>C&#8217;è poi il vincolo che in Italia viene prima di ogni considerazione tecnica, ed è di diritto civile. L&#8217;articolo 908 del Codice civile obbliga il proprietario a costruire i tetti in modo che le acque piovane scolino nel suo terreno, e vieta di farle cadere nel fondo del vicino; se esistono pubblici colatoi, obbliga a immettervele con gronde o canali. Va letto per quello che dice: regola i rapporti fra vicini, <strong>non</strong> impone di portare l&#8217;acqua lontano dalla propria fondazione. È il punto in cui una norma pensata per il vicinato viene scambiata per una regola tecnica.</p>
<p><strong>Come si controlla, in venti minuti.</strong> Si prende un secchio d&#8217;acqua, dieci litri bastano, e lo si versa nel canale di gronda vicino all&#8217;imbocco del pluviale. Poi si guarda dove esce, e si segue l&#8217;acqua per i tre metri successivi. Le cose da annotare sono quattro: se il canale la porta all&#8217;imbocco o la lascia ferma in un tratto, cosa che sul <a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">muro sotto la gronda</a> si vede subito, se il pluviale perde a un giunto, dove finisce alla base, e se nei tre metri successivi l&#8217;acqua si allontana oppure torna indietro verso il muro. Se non si vede dove finisce, perché entra in un pozzetto chiuso, quel pozzetto va aperto: è il primo pezzo di impianto di cui nessuno sa più niente. La Figura 4 mette a confronto lo scarico fatto bene e i due errori che si ripetono.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1155" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig4-il-tetto-e-i-pluviali.png" alt="Tavola sul tetto: il canale di gronda, l'imbocco del pluviale, il tratto interrato con la sua pendenza minima, i punti di scarico giusti e sbagliati, il pluviale collegato al dreno di fondazione barrato, e il conto della portata di un tetto da cento metri quadrati" class="wp-image-4686" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig4-il-tetto-e-i-pluviali.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig4-il-tetto-e-i-pluviali-300x217.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig4-il-tetto-e-i-pluviali-1024x739.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig4-il-tetto-e-i-pluviali-768x554.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig4-il-tetto-e-i-pluviali-1536x1109.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 4. Dal tetto al terreno. In alto la portata che un tetto concentra in pochi punti; in basso i due errori che si ripetono, cioè il pluviale che scarica al piede del muro e il pluviale collegato al tubo drenante.</figcaption></figure>
<h2 id="primo-tempo-il-terreno-e-la-pendenza-che-si-misura">Primo tempo: il terreno, e la pendenza che si misura</h2>
<p>Questa è la mossa più economica di tutte, e la più saltata. Di <a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">come si prepara il terreno prima del muro</a> ho scritto in un articolo a parte. Il terreno intorno alla casa deve scendere allontanandosi dal muro. Detta così, però, la frase non serve a nessuno: bisogna dire di quanto, su che lunghezza, con che strumento si misura e in quali casi non si può fare.</p>
<p><strong>Di quanto e su che lunghezza.</strong> Il codice residenziale americano chiede che il terreno scenda di <strong>non meno di 152 millimetri entro i primi 3.048 millimetri</strong>, cioè sei pollici in dieci piedi: è il <strong>5 per cento sui primi tre metri</strong>. Tradotto in numeri di cantiere, sono <strong>5 centimetri sul primo metro, 10 centimetri su due metri, 15 centimetri su tre</strong>. La stessa cifra compare nel manuale del 1990 dell&#8217;ente federale americano per l&#8217;edilizia abitativa, che la giustifica con una frase da riportare: i reclami e le richieste di danno per difetti strutturali «continuano a essere numerosi a causa di livellamento e drenaggio inadeguati dei siti».</p>
<p><strong>Sulle superfici pavimentate il numero è diverso, e più basso.</strong> Sempre il codice americano, ma dentro l&#8217;eccezione, chiede almeno il <strong>2 per cento</strong> per le superfici impermeabili entro tre metri dalla fondazione. Il documento inglese chiede per le pavimentazioni almeno <strong>1:60, cioè l&#8217;1,67 per cento</strong>. E aggiunge un limite che serve a chi cammina: per traverso un vialetto non deve superare <strong>1:40, cioè il 2,5 per cento</strong>. I manuali italiani dell&#8217;Ottocento stavano già lì: Musso e Copperi, nel 1885, danno <strong>due centimetri al metro</strong>; Formenti, nel 1895, sta fra <strong>uno e un centimetro e mezzo al metro</strong>. Le cifre di casa nostra oscillavano già allora, ed è utile saperlo: sotto l&#8217;uno per cento un piano non scola più in modo affidabile, perché bastano un assestamento o una fuga fuori quota a creare una pozza.</p>
<p><strong>Quanto dev&#8217;essere larga la fascia curata.</strong> Donghi, nel 1923, prescrive un marciapiede di lastre di pietra tutto intorno al fabbricato, largo <strong>da 0,65 a 1 metro</strong>, con le connessure sigillate, che mandi l&#8217;acqua in un canaletto coperto. La larghezza serve a portare il punto di caduta dell&#8217;acqua fuori dal cono di terreno che sta addosso alla fondazione.</p>
<p><strong>Come si misura, sul posto.</strong> Serve un&#8217;asta dritta da due metri e una livella. Si appoggia l&#8217;asta al muro, in orizzontale, e si misura di quanto va alzata l&#8217;estremità lontana perché la livella vada in bolla: quel valore in centimetri, diviso due, è la pendenza in per cento. Dieci centimetri su due metri sono il 5 per cento. Chi ha un livello laser fa prima, ma il risultato è lo stesso. Va fatto in almeno quattro punti per ogni lato, perché un terreno raramente pende allo stesso modo dappertutto, e va fatto soprattutto nei punti bassi, dove l&#8217;acqua si raccoglie.</p>
<p><strong>Quando non si può fare, e che cosa si fa allora.</strong> Il codice americano prevede il caso in modo esplicito: dove confini, muri, scarpate o altre barriere fisiche impediscono quella caduta, si costruiscono <strong>dreni o canali di guardia</strong>. Il documento inglese sul drenaggio aggiunge la mossa che, a mio modo di vedere, risolve il caso più frequente in città, cioè il cortile in piano incassato fra due edifici: quando le quote porterebbero l&#8217;acqua a concentrarsi lungo il muro, si crea una <strong>contropendenza per almeno 500 millimetri dal muro</strong>, per allontanare l&#8217;acqua dalla parete.</p>
<p><strong>Il rapporto con la quota della barriera al piede.</strong> Il documento inglese chiede che la barriera al piede del muro esterno stia ad <strong>almeno 150 millimetri sopra il livello del terreno adiacente</strong>, salvo che una parte dell&#8217;edificio protegga il muro. Non è un obbligo italiano, ma la ragione vale in ogni paese: quei quindici centimetri servono contro gli <a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">spruzzi di rimbalzo della pioggia</a> e contro il terreno, la ghiaia e le foglie che, anno dopo anno, si accumulano e finiscono per scavalcare la barriera al piede. L&#8217;ente pubblico inglese che si occupa di edifici storici arriva alla stessa cifra per un&#8217;altra strada: abbassare il terreno «anche solo di 150 millimetri» riduce la quantità d&#8217;acqua che entra in un edificio.</p>
<p><strong>Quando la pendenza salta da sola.</strong> Salta per assestamento del rinterro, ed è la causa più comune. Il rapporto americano sul controllo dell&#8217;acqua nelle fondazioni lo dice chiaro: un riempimento mal costipato si assesta nel tempo e produce una contropendenza; la raccomandazione è costipare <strong>a strati da 15 a 30 centimetri</strong>, con attrezzi a mano vicino al muro per non danneggiarlo. E aggiunge il dettaglio che nessuno controlla: anche gli scavi degli impianti che arrivano alla casa vanno costipati, altrimenti si formano avvallamenti proprio lungo la linea dei tubi. La Figura 5 raccoglie le pendenze delle diverse fonti, il metodo di misura e i tre modi in cui saltano. Le altre due cause sono note a chiunque abbia un giardino. L&#8217;aiuola addossata al muro nasconde una contropendenza sotto le piante. La pavimentazione nuova, posata sopra la vecchia, alza il piano e si mangia i centimetri che separavano il terreno dalla barriera al piede.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1208" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig5-la-pendenza-del-terreno-1.png" alt="Tavola sulla pendenza del terreno: a sinistra la sezione con la caduta di cinque centimetri al metro sui primi tre metri e le quote in centimetri, al centro il confronto fra le pendenze prescritte dalle diverse fonti, a destra il metodo di misura con asta da due metri e livella, e in basso i tre modi in cui la pendenza salta nel tempo" class="wp-image-4789" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig5-la-pendenza-del-terreno-1.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig5-la-pendenza-del-terreno-1-300x227.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig5-la-pendenza-del-terreno-1-1024x773.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig5-la-pendenza-del-terreno-1-768x580.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig5-la-pendenza-del-terreno-1-1536x1160.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 5. Quanto deve scendere il terreno, e come si misura. La colonna centrale mette a confronto le pendenze delle fonti: sono numeri diversi perché riguardano cose diverse, il terreno naturale da una parte e le superfici pavimentate dall&#8217;altra.</figcaption></figure>
<h2 id="secondo-tempo-il-drenaggio-e-la-domanda-che-viene-prima">Secondo tempo: il drenaggio, e la domanda che viene prima</h2>
<p>Prima di come si fa un drenaggio viene se serve. Non è una domanda retorica: un dreno fatto dove non serve è una spesa inutile, e un dreno fatto male vicino a una fondazione è un danno.</p>
<p>Il documento inglese sulla preparazione del sito dà la soglia più chiara che abbia trovato. Il drenaggio del sedime va previsto <strong>dove la falda può salire fino a 0,25 metri dal piano del pavimento più basso dell&#8217;edificio</strong>, oppure dove l&#8217;acqua superficiale può entrare o comunque danneggiare la costruzione; in quel caso il terreno sotto l&#8217;edificio va drenato per gravità, o vanno prese altre misure efficaci. Il codice americano ragiona sull&#8217;uso degli spazi. I dreni vanno previsti intorno alle fondazioni che sostengono terreno e racchiudono spazi abitabili o utilizzabili sotto il piano di campagna. Ma pone <strong>un&#8217;eccezione dichiarata</strong>: i terreni che drenano da soli, cioè ghiaie e sabbie ghiaiose della prima classe della classificazione unificata.</p>
<p>Ne esce una regola d&#8217;uso onesta. Se sotto il piano di campagna non c&#8217;è niente da proteggere, e il terreno è ghiaioso, il drenaggio perimetrale può non servire affatto: basta il primo tempo. Se c&#8217;è una cantina, un garage interrato o un locale abitato sotto quota, e il terreno è limoso o argilloso, il drenaggio serve quasi sempre. In mezzo ci sta il caso più frequente, ed è quello in cui la decisione va presa con un dato in mano e non a sensazione.</p>
<p><strong>Il dato si prende con un pozzetto di prova.</strong> Una buca larga <strong>almeno un metro quadrato e profonda due metri</strong>, tenuta d&#8217;occhio in stagioni diverse, dice dove sta il pelo dell&#8217;acqua. È la buca di prova che il documento inglese prescrive, nella parte sugli scarichi dispersi, per accertare il livello della falda. Qui serve solo a questo. Non va confusa con la prova di percolazione, che è un&#8217;altra cosa e viene dopo. Una sola osservazione dice poco: il livello va guardato in stagioni diverse, perché la falda si alza d&#8217;inverno e dopo le piogge lunghe. Donghi, nel 1923, dava la regola corrispondente sul lato costruttivo: il pavimento della cantina deve stare <strong>almeno trenta centimetri sopra il livello più alto conosciuto della falda</strong>.</p>
<p>C&#8217;è poi un avvertimento che arriva da un ente pubblico, e che nessuna ditta scrive nei suoi depliant. L&#8217;ente inglese che si occupa degli edifici storici scrive dei dreni a trincea che la loro efficacia «non è sempre garantita». Posati vicino alle fondazioni, aggiunge, <strong>possono concentrare l&#8217;acqua alla base dei muri</strong>, con più rischio di penetrazione o di scalzamento. E una falda alta o un terreno molto argilloso possono renderli inutili. Aggiunge che sono difficili da mantenere e da tenere liberi dalle ostruzioni. È la ragione per cui questo articolo mette il drenaggio al secondo posto e non al primo: è uno strumento potente e, come tutti gli strumenti potenti, fa danno se usato al posto sbagliato.</p>
<h2 id="come-fatto-un-dreno-perimetrale-che-lavora">Com&#8217;è fatto un dreno perimetrale che lavora</h2>
<p>Le fonti pubbliche che danno le misure sono tre, e le loro cifre quasi sempre coincidono. Sono il codice edilizio della Columbia Britannica, che ricalca il codice nazionale canadese; il codice residenziale americano; e, per l&#8217;Italia, il manuale di Donghi del 1923, che sta ancora in piedi.</p>
<p><strong>La quota del tubo.</strong> È la misura che decide tutto. Il codice canadese chiede che <strong>la generatrice superiore del tubo stia sotto il fondo del pavimento</strong> dell&#8217;interrato. Dove c&#8217;è un <a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">vespaio</a>, il riferimento è il suo piano di copertura. La prescrizione norvegese riportata dal Consiglio nazionale delle ricerche canadese quantifica: il tubo va posato <strong>almeno 200 millimetri sotto il bordo superiore del pavimento adiacente</strong>, misurati dalla generatrice interna inferiore. Donghi descrive una rete fitta sotto il pavimento, tubi a venticinque o trenta centimetri l&#8217;uno dall&#8217;altro, da stendere «ove occorra, anche all&#8217;ingiro del fabbricato»: la quota di <strong>circa 45 centimetri sotto il piano superiore del pavimento</strong> nasce lì. Il trattato americano del 1859 descriveva una trincea scavata <strong>nel pavimento della cantina</strong>, a <strong>due piedi, cioè 61 centimetri, dal muro</strong>, con lo sbocco <strong>18 pollici, cioè 46 centimetri, sotto il piano della cantina</strong>: un dreno interno, antenato di quello perimetrale.</p>
<p>La ragione di tutte queste quote è una sola, e l&#8217;ha scritta Parkes nel 1845: il drenaggio deve tenere il pelo dell&#8217;acqua <strong>più in basso di quanto la risalita capillare riesca a portarla vicino alla superficie</strong>. Un tubo posato alla quota del pavimento, o peggio sopra, non abbassa niente: bagna.</p>
<p><strong>Il diametro, e una sorpresa.</strong> Il codice canadese chiede un tubo di <strong>almeno 100 millimetri</strong>; lo standard americano dei dreni interrati, che è un documento agronomico, <strong>almeno tre pollici, cioè 76 millimetri</strong>; la descrizione ufficiale della figura della norma tedesca sul drenaggio degli edifici parla di un tubo <strong>DN 100</strong> circondato da ghiaia <strong>8/16 millimetri</strong> e fasciato da un filtro in geotessile verso il terreno. La sorpresa è che il tubo grande non è sempre meglio. Donghi, un secolo fa, sceglieva tubi da 4 centimetri immessi in collettori da 8 e spiegava perché: «l&#8217;esperienza insegna che si otturano più facilmente i tubi larghi che quelli stretti, perché in questi la maggior velocità di deflusso delle acque serve a liberare il tubo dalle ostruzioni». Lo standard americano per i dreni interrati, nell&#8217;edizione statale che ho potuto leggere, dice la stessa cosa con parole diverse, e cioè ragionando in velocità.</p>
<p><strong>La pendenza, che non è un numero fine a sé stesso.</strong> Donghi chiede la maggiore pendenza possibile e comunque <strong>almeno il 2 per cento</strong>. La prescrizione norvegese si accontenta di <strong>1:200, cioè lo 0,5 per cento</strong>. Lo standard americano dei dreni interrati non dà una percentuale e fa una cosa più intelligente: fissa la <strong>velocità</strong> che l&#8217;acqua deve avere nel tubo, e da quella si ricava la pendenza caso per caso. La velocità minima è <strong>0,5 piedi al secondo, cioè 0,15 metri al secondo</strong>, dove non c&#8217;è rischio di interrimento, e <strong>1,4 piedi al secondo, cioè 0,43 metri al secondo</strong>, dove il rischio c&#8217;è. Sopra ci sono i massimi, per non erodere il terreno e non aspirarlo dentro il tubo: vanno da <strong>1,07 metri al secondo</strong> nelle sabbie a <strong>2,74 metri al secondo</strong> nelle ghiaie.</p>
<p>Tradotto in parole da cantiere: la pendenza serve a far correre l&#8217;acqua abbastanza da portarsi via il fine che entra, ma non tanto da erodere. Sotto una certa velocità il tubo si interra da solo, anno dopo anno, anche se è stato posato benissimo. Per questo la pendenza va <strong>verificata a posa avvenuta</strong>, con la livella sul tubo, e non data per buona perché era sul disegno.</p>
<p><strong>La ghiaia intorno.</strong> Il codice canadese chiede che sopra e ai lati del tubo ci siano <strong>almeno 150 millimetri di pietrisco o di altro materiale granulare grosso e pulito</strong>, con <strong>non più del 10 per cento di passante al setaccio da 4 millimetri</strong>. Quest&#8217;ultima è la definizione operativa di «lavato»: se la ghiaia scelta ha più fine di così, è già il problema. Lo strato granulare va posato su terreno indisturbato o costipato, <strong>almeno 125 millimetri sotto la fondazione</strong> ed esteso <strong>almeno 300 millimetri oltre il bordo esterno</strong> della fondazione. Il codice americano, con numeri in pollici, chiede che la ghiaia si estenda <strong>almeno 30,5 centimetri oltre il bordo esterno della fondazione</strong> e salga <strong>15,2 centimetri sopra la fondazione</strong>, coperta da un tessuto filtrante. Il codice canadese aggiunge la prescrizione che descrive il cantiere vero: se durante la posa il terreno si mescola al ghiaietto, se ne aggiunge fino a tenere puliti <strong>i 125 millimetri superiori</strong>.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1500" height="1910" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto3-tubo-drenante-nel-tessuto.jpg" alt="Tubo drenante rivestito di tessuto non tessuto appoggiato sul fondo dello scavo, lungo il muro impermeabilizzato e protetto da pannelli, con il tessuto steso contro la parete di terra e i cavi degli impianti che corrono a fianco" class="wp-image-4688" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto3-tubo-drenante-nel-tessuto.jpg 1500w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto3-tubo-drenante-nel-tessuto-236x300.jpg 236w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto3-tubo-drenante-nel-tessuto-804x1024.jpg 804w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto3-tubo-drenante-nel-tessuto-768x978.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto3-tubo-drenante-nel-tessuto-1206x1536.jpg 1206w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 3. Dopo l&#8217;impermeabilizzazione della fondazione e la sua protezione, il tubo drenante avvolto nel tessuto non tessuto viene appoggiato sul fondo dello scavo. Sopra andrà la ghiaia, e per ultimo si rifà il giardino. L&#8217;ordine non è un dettaglio: ogni strato serve a proteggere quello messo prima. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<p><strong>Il pozzetto di raccolta e i pozzetti di ispezione.</strong> Il codice canadese, dove è previsto un pozzetto di raccolta, lo vuole <strong>profondo almeno 750 millimetri</strong>, con <strong>area di almeno 0,25 metri quadrati</strong> e munito di coperchio; e, dove lo scarico a gravità non è praticabile, chiede una pompa automatica. Sui pozzetti di ispezione la fonte italiana è il regolamento lombardo sull&#8217;invarianza idraulica. Chiede un pozzetto allo scarico terminale «tale da consentire l&#8217;ispezionabilità dello scarico e la misura delle portate scaricate e delle tubazioni di collegamento con il ricettore». Serve a misurare la portata, non solo a guardare dentro.</p>
<p><strong>Scavare a ridosso di una fondazione esistente non è un&#8217;operazione neutra.</strong> Lo scavo descritto qui scende sotto il piano di posa, e aperto male scarica la fondazione. Si lavora per <strong>conci alternati</strong>: tratti brevi, richiusi e costipati prima di aprire il successivo, mai una trincea continua lungo un lato intero. Su edifici datati, su murature deboli o dove il piano di posa è poco profondo, la sequenza dei tratti la decide un tecnico dopo aver visto la fondazione.</p>
<p>Per il rinterro c&#8217;è una prescrizione italiana e cogente, ed è l&#8217;unica del nostro ordinamento che parli di drenaggio a tergo di un&#8217;opera: il punto 6.5.1 delle Norme tecniche per le costruzioni del 2018. Chiede che il terreno di riempimento sia posto in opera «con opportuna tecnica di costipamento ed avere granulometria tale da consentire un drenaggio efficace nel tempo». Ammette i geotessili «con funzione di separazione e filtrazione». E vuole il drenaggio progettato «in modo da risultare efficace in tutto il volume significativo a tergo del muro». Riguarda le opere di sostegno, ma quel criterio vale come metro anche qui: non basta un tubo, deve lavorare tutto lo spessore di terreno addossato al muro.</p>
<p>La Figura 6 raccoglie in una sezione sola le quote delle fonti lette.</p>
<p><strong>E l&#8217;abbassamento del pelo dell&#8217;acqua non si ferma al confine.</strong> Un dreno che tiene l&#8217;acqua sotto il piano di posa della propria casa la abbassa anche sotto quella attaccata. Su limi e argille normalmente consolidate, quell&#8217;abbassamento produce cedimenti. È lo stesso meccanismo del capitolo sulle torbe, con numeri più piccoli e tempi più lunghi. Historic England, come si è visto, avverte che un dreno posato vicino alle fondazioni può arrivare a scalzarle. Dove ci sono edifici in aderenza, il progetto del drenaggio smette di essere un fatto privato.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1491" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig6-la-sezione-del-dreno-1.png" alt="Sezione quotata del dreno perimetrale: il muro appoggiato su una fondazione continua in calcestruzzo più larga del muro; sotto la fondazione lo strato granulare di almeno 125 millimetri, posato su terreno indisturbato o costipato ed esteso 300 millimetri oltre il bordo esterno; il tubo drenante posato anch'esso sul terreno costipato, dentro lo strato granulare, con la generatrice superiore sotto il fondo del pavimento interrato; l'impermeabilizzazione, il pannello di protezione, il tessuto filtrante e il cappello di terreno poco permeabile in superficie; in basso il dettaglio della base in muratura allargata a riseghe" class="wp-image-4790" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig6-la-sezione-del-dreno-1.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig6-la-sezione-del-dreno-1-300x280.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig6-la-sezione-del-dreno-1-1024x954.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig6-la-sezione-del-dreno-1-768x716.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig6-la-sezione-del-dreno-1-1536x1431.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 6. La sezione che mette insieme le misure delle fonti lette. Le quote si prendono dalla fondazione, e sotto la fondazione il codice canadese non lascia il vuoto: prescrive lo strato granulare, posato su terreno indisturbato o costipato. In basso la stessa cosa su una base in muratura allargata, dove il bordo è quello dell&#8217;ultima risega e lo scavo sotto il piano di posa va fatto per conci.</figcaption></figure>
<h2 id="il-filtro-quale-ghiaia-e-quale-tessuto-e-come-si-sceglie">Il filtro: quale ghiaia e quale tessuto, e come si sceglie</h2>
<p>Quasi tutti i drenaggi muoiono nel punto di contatto fra la ghiaia e il terreno, non nel tubo. Se le particelle fini del terreno possono entrare nei vuoti della ghiaia, ci entrano. Ci mettono qualche anno, poi la fascia drenante è piena di limo e non drena più. E c&#8217;è un secondo effetto, meno noto e più grave, che l&#8217;ente locale inglese che pubblica la scheda sul dimensionamento dei pozzi perdenti mette per iscritto: se i fini migrano dal terreno circostante, si può produrre un <strong>cedimento del terreno intorno all&#8217;opera, tale da incidere sulla stabilità degli edifici adiacenti</strong>. Non si perde solo il drenaggio: si perde terreno di appoggio.</p>
<p>Il filtro è quello che impedisce questo scambio. Può essere fatto in due modi, e le fonti pubbliche danno il criterio per entrambi.</p>
<p><strong>Il filtro granulare: il criterio dei quindici e degli ottantacinque.</strong> Il manuale nazionale di ingegneria del servizio americano di conservazione del suolo definisce la regola così: il <strong>D15 del filtro non deve superare 9 volte il d85 del terreno</strong> da proteggere, e comunque non deve essere minore di 0,2 millimetri; per i terreni dispersivi il coefficiente scende a 6,5. Il limite inferiore, che serve a non perdere permeabilità, è il maggiore fra 0,1 millimetri e un quinto del D15 massimo.</p>
<p>Quei due simboli vanno spiegati, altrimenti restano lettere. Il <strong>d85 del terreno</strong> è l&#8217;apertura di setaccio attraverso cui passa l&#8217;ottantacinque per cento del terreno in peso: in pratica, la dimensione dei grani più grossi di quel terreno. Il <strong>D15 del filtro</strong> è l&#8217;apertura attraverso cui passa il quindici per cento del materiale filtrante: in pratica, la dimensione dei suoi grani più fini. La regola dice quindi una cosa comprensibile: <strong>i grani più fini della ghiaia non devono essere più di nove volte i grani più grossi del terreno</strong>, altrimenti il terreno passa attraverso.</p>
<p>Tradotto in tre casi tipici, con il conto fatto dal motore di questo articolo:</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Terreno da proteggere</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>D15 del filtro ammesso</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>un limo fine, d85 = 0,05 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>fra 0,10 e 0,45 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>una sabbia fine, d85 = 0,25 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>fra 0,45 e 2,25 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>una sabbia grossa, d85 = 2 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>fra 3,6 e 18 mm</td>
</tr>
</table>
</div>
<p>Dalla tabella esce un fatto preciso: <strong>la ghiaia giusta dipende dal terreno</strong>, e per un limo fine una ghiaia da drenaggio comune è enormemente troppo grossa. È il motivo per cui, nei terreni fini, il filtro granulare da solo non basta e si ricorre al tessuto.</p>
<p><strong>Il filtro in tessuto: il criterio dell&#8217;apertura.</strong> Il rapporto della FAO sui materiali per il drenaggio sotterraneo riporta i criteri di ritenzione ricavati da prove di laboratorio: per gli involucri sottili, cioè i geotessili fino a un millimetro di spessore, <strong>l&#8217;apertura O90 non deve superare 2,5 volte il d90 del terreno</strong>; per gli involucri spessi, oltre cinque millimetri, il rapporto sale a 5. E aggiunge la regola pratica che si porta a casa: quasi tutti i problemi si evitano con <strong>un&#8217;apertura O90 non inferiore a 200 micrometri</strong>. L&#8217;O90 è l&#8217;apertura tale che il novanta per cento dei grani di una sabbia di prova viene trattenuto: è, in pratica, la misura dei buchi del tessuto.</p>
<p>Le due regole si leggono insieme, e insieme dicono una cosa che sembra contraddittoria ma non lo è: <strong>il tessuto non deve essere troppo fitto</strong>. Un tessuto molto chiuso trattiene tutto, si intasa e diventa una membrana impermeabile appoggiata al dreno. Un tessuto troppo aperto lascia passare il terreno. La finestra utile sta in mezzo, e la fissa il terreno che si ha davanti.</p>
<p><strong>La calza sul tubo e il tessuto contro il terreno non sono la stessa cosa.</strong> Nelle fotografie di cantiere si vedono spesso tutti e due, e vanno distinti. Il tessuto steso contro la parete di terra separa la ghiaia dal terreno, ed è quello di cui parlano le fonti citate qui sopra: la descrizione ufficiale della figura della norma tedesca mette il geotessile a fasciare il pacchetto di ghiaia verso il terreno. Il codice americano chiede una membrana filtrante sopra il ghiaietto. La calza infilata sul tubo protegge invece le fessure del tubo, e lavora su una superficie molto più piccola. Le due cose si sommano, non si sostituiscono: una calza sul tubo non toglie la necessità di separare la ghiaia dal terreno, perché il fine che riempie la ghiaia resta fuori dalla calza.</p>
<p><strong>E c&#8217;è un caso in cui i due criteri non si incontrano.</strong> Nei terreni molto fini il criterio di ritenzione chiede un&#8217;apertura più piccola di quella che il criterio pratico consente: per un terreno con d90 di due centesimi di millimetro il primo vorrebbe non oltre 50 micrometri, il secondo non scende sotto i 200. Quando succede, la risposta non è un tessuto più fitto, che si intasa: è un <strong>filtro a due strati</strong>, cioè una sabbia intermedia fra il terreno e la ghiaia, dimensionata con lo stesso criterio del quindici e dell&#8217;ottantacinque applicato due volte, prima fra terreno e sabbia e poi fra sabbia e ghiaia.</p>
<p>La Figura 7 mette il criterio accanto ai conti dei tre terreni tipici.</p>
<p><strong>Quando il filtro serve davvero.</strong> Lo standard americano per i dreni interrati elenca quattro casi: quando l&#8217;esperienza locale lo indica; quando intorno al tubo ci sono argille disperse, limi con indice di plasticità inferiore a 7 o sabbie fini con indice di plasticità inferiore a 7; quando si prevede una fessurazione profonda del terreno; e quando il modo di posa può lasciare vuoti fra il tubo e il materiale di rinterro. Prescrive inoltre uno <strong>spessore minimo di filtro di tre pollici, cioè 76 millimetri</strong>, in ogni direzione utile al flusso.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1500" height="1440" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto4-tessuto-e-ghiaia.jpg" alt="Trincea lungo il muro con il tessuto non tessuto steso contro la parete di terra e la ghiaia lavata versata contro il muro, con i cavi e un tubo corrugato che attraversano lo scavo" class="wp-image-4690" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto4-tessuto-e-ghiaia.jpg 1500w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto4-tessuto-e-ghiaia-300x288.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto4-tessuto-e-ghiaia-1024x983.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto4-tessuto-e-ghiaia-768x737.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 4. Il tessuto steso contro il terreno e la ghiaia versata contro il muro. Il tessuto non serve a fermare l&#8217;acqua: serve a separare, cioè a impedire che il terreno fine entri nei vuoti della ghiaia e li riempia. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1124" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig7-il-filtro-e-la-ghiaia.png" alt="Tavola sul filtro: a sinistra la sezione del dreno con le quote del codice canadese e di quello americano, al centro le curve granulometriche del terreno e del filtro con il criterio del D15 non oltre nove volte il d85, a destra il criterio del geotessile con l'apertura O90 e la finestra fra troppo fitto e troppo aperto, in basso la tabella dei tre terreni tipici" class="wp-image-4691" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig7-il-filtro-e-la-ghiaia.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig7-il-filtro-e-la-ghiaia-300x211.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig7-il-filtro-e-la-ghiaia-1024x719.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig7-il-filtro-e-la-ghiaia-768x540.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig7-il-filtro-e-la-ghiaia-1536x1079.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 7. Il filtro fra terreno e ghiaia. La regola in una riga: i grani più fini del filtro non devono superare nove volte i grani più grossi del terreno. Sotto, gli stessi conti applicati a tre terreni comuni.</figcaption></figure>
<h2 id="quando-il-dreno-peggiora-le-cose">Quando il dreno peggiora le cose</h2>
<p>C&#8217;è un modo di sbagliare peggiore del non fare niente. Consiste nel riempire di materiale permeabile lo spazio contro il muro senza dare all&#8217;acqua una via d&#8217;uscita alla base. Quel riempimento raccoglie l&#8217;acqua da tutta la superficie che lo sovrasta, la porta in basso e la consegna al punto più delicato dell&#8217;edificio.</p>
<p>Il meccanismo è descritto da tre fonti diverse, e nessuna delle tre usa lo slogan che gira in rete. L&#8217;espressione «effetto vasca» non l&#8217;ho trovata in nessuna fonte autorevole e pubblica: circola quasi solo sui siti commerciali. Il fenomeno, invece, è documentato eccome.</p>
<p>La descrizione più antica è del 1859 ed è la più efficace. Parlando di chi cementava le cantine dall&#8217;interno, il trattato americano spiega che l&#8217;acqua scorre dalla superficie dietro il muro della cantina, riempie il terreno e i passaggi, e in quelle condizioni si forma dietro il muro <strong>una colonna d&#8217;acqua alta due metri o più</strong>. La pressione, aggiunge, dipende dall&#8217;altezza e non dall&#8217;estensione della superficie, quindi quel muro lavora come la diga di un mulino con due metri di carico. Nessuno, conclude, penserebbe di rendere stagna una diga spalmando un po&#8217; di cemento sulla faccia a valle.</p>
<p>La conferma sperimentale arriva dalla ricerca norvegese pubblicata nel 1972 dal Consiglio nazionale delle ricerche canadese. Fra i quattro modi di rinfiancare un muro messi a confronto in laboratorio, <strong>il riempimento tradizionale è quello che si comporta peggio</strong>. Un&#8217;ora dopo l&#8217;avvio i manometri misurano pressione. L&#8217;acqua comincia quasi subito a filtrare attraverso la parete di prova, che resta umida per circa quarantacinque centimetri di altezza per tutti i sessantasette giorni. La conclusione dello studio è la regola che serve qui: il riempimento accanto ai muri interrati va eseguito <strong>in modo che contro il muro non si possa formare pressione d&#8217;acqua</strong>.</p>
<p>La terza fonte riguarda le pavimentazioni drenanti e viene dal documento inglese: per le superfici molto inclinate, avverte, va verificato che l&#8217;acqua accumulata nello strato granulare <strong>non si accumuli intorno alle fondazioni dell&#8217;edificio</strong>; e i vialetti che scaricano su un&#8217;area permeabile possono farlo purché l&#8217;acqua non sia scaricata vicino agli edifici, dove potrebbe danneggiare le fondazioni. È la stessa fisica di prima, applicata a un caso oggi frequente. Le pavimentazioni drenanti si usano molto, e quasi nessuno verifica dove finisce l&#8217;acqua che hanno assorbito.</p>
<p><strong>La risposta corretta non è togliere il materiale permeabile: è chiuderlo sopra e drenarlo sotto.</strong> Il rapporto americano sul controllo dell&#8217;acqua nelle fondazioni la scrive in due punti: il rinfianco drenante serve a portare l&#8217;acqua verso il basso, dove deve trovare il dreno perimetrale che la porta via; e in superficie va previsto <strong>un cappello di terreno poco permeabile</strong>, per evitare che il terreno addossato alla fondazione si saturi. Un riempimento permeabile funziona solo se è chiuso sopra e drenato sotto. Se manca una delle due condizioni, è un raccoglitore. La Figura 8 mette a confronto i tre esiti.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1295" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig8-quando-il-dreno-peggiora-1.png" alt="Tavola con il confronto fra tre situazioni: a sinistra il rinterro permeabile senza dreno alla base, con la colonna d'acqua contro il muro e la pressione crescente con l'altezza; al centro lo stesso rinterro chiuso sopra da uno strato poco permeabile e drenato alla base; a destra la pavimentazione drenante che accumula acqua verso la fondazione; sotto la citazione della prova di laboratorio norvegese sui quattro riempimenti" class="wp-image-4791" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig8-quando-il-dreno-peggiora-1.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig8-quando-il-dreno-peggiora-1-300x243.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig8-quando-il-dreno-peggiora-1-1024x829.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig8-quando-il-dreno-peggiora-1-768x622.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig8-quando-il-dreno-peggiora-1-1536x1243.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 8. Lo stesso materiale, tre esiti diversi. Il riempimento permeabile contro il muro raccoglie acqua e la porta in basso: è utile se sotto c&#8217;è un dreno che la porta via e sopra c&#8217;è uno strato che la tiene fuori, ed è dannoso se manca una delle due cose.</figcaption></figure>
<h2 id="terzo-tempo-fermare-quel-che-resta-e-proteggere-il-lavoro">Terzo tempo: fermare quel che resta, e proteggere il lavoro</h2>
<p>Arrivati qui, l&#8217;impermeabilizzazione ha un compito ragionevole. Non deve reggere la spinta di una colonna d&#8217;acqua: deve fermare l&#8217;umidità del terreno e l&#8217;acqua che percola, cioè quel poco che i primi due tempi hanno lasciato passare. Su muri già bagnati, <a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">pochi centimetri di lavorazione</a> possono contare più di una demolizione.</p>
<p>Due avvertimenti, entrambi da fonti che hanno un secolo o più di distanza fra loro e dicono la stessa cosa.</p>
<p>Il primo riguarda il lato da cui si lavora. Il trattato del 1859 lo spiega con l&#8217;immagine della diga: un rivestimento applicato <strong>sulla faccia interna</strong>, cioè dalla parte opposta a quella da cui arriva l&#8217;acqua, lavora a sfavore, perché la pressione tende a staccarlo dal supporto. Donghi, nel 1923, scrive la versione generale: l&#8217;unico modo per asciugare un muro è togliere la causa che lo rende umido. Sono i due motivi per cui, quando si può scavare, si lavora dall&#8217;esterno.</p>
<p>Il secondo riguarda che cosa si mette contro il muro. La ricerca norvegese arriva a una conclusione che va contro l&#8217;istinto: contro il muro interrato <strong>si ottiene un deflusso migliore mettendo un materiale drenante piuttosto che uno impermeabile</strong>, il cui unico scopo sarebbe interrompere il legame capillare fra terreno umido e muratura. Detto altrimenti: la faccia esterna del muro va impermeabilizzata, ma subito fuori serve qualcosa che faccia scendere l&#8217;acqua, non un secondo strato chiuso che la tenga ferma lì.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="901" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto5-muro-protetto-sotto-il-piano.jpg" alt="Muro di fondazione impermeabilizzato all'esterno, con lo strato continuo che risvolta fino sopra il piano del terreno, lo scavo aperto e la ghiaia accumulata a fianco" class="wp-image-4693" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto5-muro-protetto-sotto-il-piano.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto5-muro-protetto-sotto-il-piano-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto5-muro-protetto-sotto-il-piano-1024x577.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto5-muro-protetto-sotto-il-piano-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto5-muro-protetto-sotto-il-piano-1536x865.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 5. La parte di muro che starà sotto terra, protetta all&#8217;esterno. Il risvolto sale più in alto del piano del terreno finito: è il punto in cui molti lavori si fermano troppo presto, e l&#8217;acqua rientra proprio da lì. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<p>Sopra lo strato impermeabile va poi messo qualcosa che lo protegga dal rinterro. Il materiale di riempimento contiene sassi e spigoli, e mentre si assesta preme e gratta: senza protezione, il manto viene inciso proprio dove nessuno potrà più vederlo. Questa è la ragione tecnica dello strato di protezione, e vale qualunque sia il prodotto scelto.</p>
<h2 id="dove-mando-lacqua-la-domanda-che-si-fa-per-ultima-e-si-dovrebbe-fare-per-prima">Dove mando l&#8217;acqua: la domanda che si fa per ultima e si dovrebbe fare per prima</h2>
<p>Un impianto di drenaggio senza recapito non esiste. È il punto in cui si sbaglia di più. Il recapito non si vede sul disegno e, nella mia esperienza, pesa sul preventivo quanto un tratto di scavo. Vitruvio lo aveva già scritto: le bocche devono uscire <em>ad locum patentem</em>, in luogo aperto. Columella chiedeva che tutte le teste dei dreni ciechi arrivassero a un unico fosso aperto.</p>
<p>Oggi le strade possibili sono cinque, e vanno provate in ordine.</p>
<p><strong>Primo: disperdere nel terreno, nel proprio lotto.</strong> È la prima scelta anche per la norma inglese, che elenca i recapiti «in ordine di priorità»: un pozzo perdente o altro sistema di infiltrazione adeguato; dove questo non sia ragionevolmente praticabile, un corso d&#8217;acqua; e, solo dove neppure questo sia praticabile, una fognatura. Un gestore italiano del servizio idrico lo scrive in modo ancora più netto per l&#8217;acqua di pioggia: le acque meteoriche, «ove possibile», non dovranno essere convogliate alla rete di pubblica fognatura ma rilasciate nel terreno attraverso pozzi perdenti.</p>
<p>Il pozzo perdente ha però tre condizioni precise, e le danno sia la norma inglese sia il codice canadese. <strong>Non si costruisce entro 5 metri da un edificio o da una strada</strong>, né in aree instabili. <strong>Non si costruisce dove la falda arriva al fondo dell&#8217;opera</strong> in qualunque momento dell&#8217;anno. E va dimensionato, non stimato: il metodo inglese prevede una prova di percolazione con una buca di <strong>300 per 300 millimetri</strong>, scavata 300 millimetri sotto la quota di scorrimento prevista, riempita d&#8217;acqua la sera prima; il giorno dopo si riempie di nuovo e si misura il tempo, in secondi, perché il livello scenda dal 75 al 25 per cento, cioè su <strong>150 millimetri</strong>, e lo si divide per 150 ottenendo i secondi necessari a scendere di un millimetro. La prova va ripetuta <strong>almeno tre volte su almeno due buche</strong>, mai con tempo anomalo. Per le aree scolanti fino a <strong>25 metri quadrati</strong> si può assumere come caso peggiore una pioggia di <strong>10 millimetri in 5 minuti</strong>, che fa 0,25 metri cubi d&#8217;acqua in ingresso, e il tempo di ritorno di progetto è <strong>dieci anni</strong>.</p>
<p><strong>Secondo: la rete delle acque bianche, dove esiste.</strong> È la strada naturale, e non pone problemi particolari se la rete c&#8217;è e se il gestore la consente.</p>
<p><strong>Terzo: un corso d&#8217;acqua superficiale.</strong> Qui servono i titoli. In Italia, salvo diversa disciplina regionale, la domanda di autorizzazione allo scarico si presenta alla provincia; e, di regola, oltre all&#8217;autorizzazione allo scarico serve anche il nulla osta idraulico dell&#8217;ente che ha la polizia idraulica su quel corso d&#8217;acqua. Sono due titoli diversi e uno non sostituisce l&#8217;altro.</p>
<p><strong>Quarto: un canale consorziale.</strong> Il regolamento sulle bonifiche, che è del 1904 e su questi articoli non è mai stato modificato, prevede che i privati possano aprire «le necessarie bocche di scarico» nelle ripe dei canali di bonifica soltanto col permesso scritto, e che per le bonifiche in manutenzione il titolo lo rilasci <strong>il consorzio</strong>. Anche qui: è un titolo diverso dall&#8217;autorizzazione allo scarico, e non la sostituisce.</p>
<p><strong>Quinto: un fosso stradale.</strong> Il Codice della strada vieta di «scaricare, senza regolare concessione, nei fossi e nelle cunette materiali o cose di qualsiasi genere o incanalare in essi acque di qualunque natura». Le parole da leggere sono due: «qualunque natura», che non lascia scappatoie, e «senza regolare concessione», che dice che la strada esiste ma passa da un permesso. La concessione la rilascia l&#8217;ente proprietario della strada. Per i tratti di strada statale, regionale o provinciale che corrono dentro un centro abitato di meno di diecimila abitanti la rilascia il comune, con il nulla osta dell&#8217;ente proprietario. E se la condotta attraversa o occupa la sede stradale serve un secondo titolo, sempre dell&#8217;ente proprietario.</p>
<p><strong>E la fognatura nera o mista?</strong> È l&#8217;ultima strada, e in diverse regioni è vietata per nome. Il quadro, verificato su cinque regolamenti di gestori in cinque regioni diverse, è questo.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Dove</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa dice il documento</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Lombardia, regolamento regionale</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Vietato lo scarico in rete fognaria nera o unitaria delle «acque di falda emunte per operazioni di disinquinamento o drenaggio della falda»; l&#8217;ufficio d&#8217;ambito può derogare se non esistono altri recapiti</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Veneto, piano regionale di tutela delle acque</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>In presenza di reti separate, vietato recapitare in fognatura nera, «qualora vi sia un recapito alternativo», acque prive di carico inquinante «quali, ad esempio, le acque di drenaggio di falda»; per le reti miste esistenti è prevista la progressiva eliminazione</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Alto Adige, regolamento del gestore (provincia autonoma)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>«Le acque sotterranee, di versante e d&#8217;infiltrazione» non possono essere immesse nella rete fognaria; se non c&#8217;è altra possibilità, nella rete delle acque meteoriche</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Friuli Venezia Giulia, regolamento del gestore</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Nessun divieto per nome, ma le acque meteoriche «ove possibile» vanno rilasciate nel terreno con pozzi perdenti</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Toscana, regolamenti del gestore e dell&#8217;autorità d&#8217;ambito</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Nessun divieto per nome nel regolamento letto per intero; nell&#8217;altro la parola drenaggio compare solo nella definizione delle acque di prima pioggia</td>
</tr>
</table>
</div>
<p>Il divieto, quindi, <strong>è una costante forte ma non una legge universale</strong>: dove non è scritto, la risposta va chiesta al gestore. Il divieto ha una ragione tecnica, e la norma lombarda le dà anche un nome: <strong>acque parassite</strong>. Sono acque pulite che si infilano in una rete pensata per i liquami, e fanno due danni insieme. Il primo: al depuratore arriva un liquame diluito, e un liquame diluito si depura peggio. Il secondo: i collettori viaggiano pieni di un&#8217;acqua che non dovrebbe esserci, così quando piove gli scaricatori di piena sfiorano prima. La stessa norma mette un obiettivo misurabile, cioè contenerle entro un valore di portata «pari al 30 per cento della portata nera media annua». Un dreno perimetrale che scarica in nera produce esattamente quell&#8217;acqua lì, e la produce tutto l&#8217;anno.</p>
<p><strong>Il quadro di legge, in breve.</strong> Il decreto legislativo 152 del 2006 non dà una definizione di acqua di drenaggio: l&#8217;acqua di un dreno non ha, lì dentro, una casella sua. Non è refluo domestico né industriale, e diventa parte delle acque reflue urbane solo dopo essere stata convogliata in rete fognaria: il regime cambia in funzione di dove la mandi, non di che cosa è. Il decreto vieta in generale lo scarico sul suolo, salvo eccezioni; vieta lo scarico diretto nel sottosuolo e nelle acque sotterranee; e all&#8217;articolo 113 vieta «comunque» lo scarico o l&#8217;immissione <strong>diretta</strong> di acque meteoriche nelle acque sotterranee, rimettendo alle Regioni tutta la disciplina di dettaglio. La parola che regge è quel «diretta»: una trincea che infiltra attraverso uno spessore di terreno non è un&#8217;immissione diretta in falda; un pozzo che buca lo strato impermeabile e arriva all&#8217;acqua lo è. <strong>Il decreto non dà la quota di confine</strong>, e per questo la risposta finale sta nella norma regionale e nel regolamento comunale.</p>
<p><strong>Le due regole di vicinato da non dimenticare.</strong> L&#8217;articolo 913 del Codice civile stabilisce che il fondo inferiore riceve le acque che scolano naturalmente dal fondo più alto, «senza che sia intervenuta l&#8217;opera dell&#8217;uomo», e che il proprietario del fondo superiore non può rendere quello scolo «più gravoso». Un drenaggio perimetrale è opera dell&#8217;uomo per definizione: raccoglie, concentra e porta in un punto acqua che prima si distribuiva. La servitù di scolo naturale non lo copre. Il codice fissa anche le distanze dal confine: almeno due metri per pozzi e cisterne, <strong>almeno un metro per i tubi</strong>, e per fossi e canali una distanza pari alla loro profondità. Restano salvi, come sempre, i regolamenti locali.</p>
<p>Un&#8217;ultima cosa sul quadro amministrativo, perché spesso la si attribuisce male. Il regolamento edilizio-tipo del 2016 ha uniformato le definizioni in tutta Italia. Definisce la <strong>superficie permeabile</strong> come la porzione priva di pavimentazione o di manufatti che impediscano alle acque meteoriche di raggiungere naturalmente la falda. E impone a ogni comune di disciplinare le reti di smaltimento delle acque e i canali di gronda. Non contiene invece <strong>nessun obbligo</strong> di raccolta o riuso dell&#8217;acqua piovana: quell&#8217;obbligo, dove esiste, sta nel regolamento edilizio comunale o nella legge regionale.</p>
<p><strong>L&#8217;invarianza idraulica, dove c&#8217;è.</strong> In Lombardia, per interventi fino a 300 metri quadrati, il requisito minimo si soddisfa in due modi alternativi, e il primo è proprio lo scarico sul suolo o negli strati superficiali del sottosuolo, e non in un ricettore. In Veneto, sotto 0,1 ettari, cioè mille metri quadrati, l&#8217;intervento è classificato a impermeabilizzazione trascurabile e bastano buoni criteri costruttivi. In Friuli Venezia Giulia la soglia di «non significativo» è 500 metri quadrati, e il regolamento chiede un piano di manutenzione a cura e spese del proprietario. Tre regioni, tre soglie diverse: è la prova che questa è materia locale e che la risposta va cercata sul posto. La Figura 9 riassume i cinque recapiti con il titolo che serve per ciascuno.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1258" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig9-dove-mando-l-acqua.png" alt="Tavola con l'albero delle decisioni sul recapito: si parte dal dreno e si scende per i cinque recapiti in ordine, dispersione nel lotto, rete bianca, corso d'acqua, canale consorziale, fosso stradale, e per ultima la fognatura nera o mista; a ogni ramo il titolo necessario e chi lo rilascia; a destra le tre condizioni del pozzo perdente e il metodo della prova di percolazione" class="wp-image-4694" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig9-dove-mando-l-acqua.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig9-dove-mando-l-acqua-300x236.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig9-dove-mando-l-acqua-1024x805.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig9-dove-mando-l-acqua-768x604.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig9-dove-mando-l-acqua-1536x1208.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 9. I cinque recapiti in ordine di priorità, con il titolo che serve per ciascuno e chi lo rilascia. La fognatura nera o mista sta in fondo, ed è vietata per nome in diverse regioni.</figcaption></figure>
<h2 id="i-gas-e-il-rigurgito-perche-il-sifone-non-e-un-dettaglio-da-bagno">I gas e il rigurgito: perché il sifone non è un dettaglio da bagno</h2>
<p>C&#8217;è una ragione in più per non collegare un drenaggio alla fognatura nera o mista senza le precauzioni giuste, e non riguarda l&#8217;acqua: riguarda l&#8217;aria.</p>
<p>Il documento tecnico inglese prescrive che ogni punto di immissione in una rete di scarico sia dotato di un sifone «per impedire che l&#8217;aria della rete entri nell&#8217;edificio», e chiede che il sifone mantenga un battente d&#8217;acqua di <strong>almeno 25 millimetri</strong>. Lo stesso documento estende l&#8217;obbligo alle reti esterne con una riga sola: <strong>le reti di acque superficiali collegate a fognature miste devono avere sifoni su tutte le bocche di immissione</strong>.</p>
<p>I regolamenti italiani dicono lo stesso con parole di cantiere. Il regolamento di un grande gestore prescrive che la rete interna si colleghi all&#8217;allacciamento con un <strong>sifone intercettatore dotato di esalatore</strong>, pozzetto di ispezione a monte e braga a valle. E precisa una cosa che riguarda il giardino: dove la fognatura pubblica è unitaria, gli impianti interni di raccolta delle acque domestiche, industriali <strong>e meteoriche</strong> possono confluire solo immediatamente a monte di quel manufatto sifonato. Altri gestori lo chiamano pozzetto sifonato di tipo Firenze, chi prescrivendolo e chi consigliandolo. E un regolamento del Friuli Venezia Giulia arriva al caso che interessa il giardino: <strong>le caditoie per la raccolta delle acque meteoriche nei cortili devono essere munite di interruzione idraulica</strong>.</p>
<p>Il sifone, però, funziona solo se è pieno d&#8217;acqua. Che cosa succede quando si asciuga è documentato da un rapporto ufficiale del governo di Hong Kong sull&#8217;epidemia del 2003: la diffusione verticale del contagio in un edificio fu attribuita alla combinazione di <strong>sifoni a U asciugati</strong>, liquame contaminato e tiraggio d&#8217;aria nel cavedio; i sifoni degli scarichi a pavimento di molti appartamenti erano rimasti asciutti a lungo, perdendo la loro funzione di tenuta verso la colonna. Un regolamento italiano di gestore lo dice in forma di prescrizione di manutenzione: i sifoni e gli scarichi con sifone <strong>devono essere sempre pieni di acqua</strong>, e lo svuotamento dei sifoni è un sintomo da riconoscere.</p>
<p>Qui va dichiarato un limite, perché questo articolo non inventa nulla. Che un sifone posto su una linea stagionale possa perdere il battente per evaporazione <strong>non l&#8217;ho trovato scritto in nessuna fonte autorevole</strong>. Nemmeno ho trovato scritta la scena degli odori che escono dalla ghiaia e dalle bocche di lupo. Il meccanismo è quello documentato dal rapporto di Hong Kong, e la prescrizione sulle caditoie di cortile va nella stessa direzione. Il passaggio, però, è un ragionamento mio, e come tale lo presento.</p>
<p>Il secondo problema, invece, è documentato per intero, ed è il <strong>rigurgito</strong>. Le fognature miste e quelle delle acque piovane, scrive il documento inglese, sono progettate per andare in pressione durante le piogge forti: nei siti bassi va verificato che l&#8217;immobile non sia esposto a un rischio maggiore di allagamento, sentendo il gestore. Dove il rischio è alto si pompa. Dove è basso si installa una <strong>valvola antiriflusso</strong>, meglio se a doppia valvola e con chiusura manuale. Nell&#8217;edificio va messo un cartello che dica che il sistema scarica attraverso quella valvola, e dove si trova il comando. C&#8217;è poi la regola di buon senso che spesso si dimentica: <strong>solo la parte a rischio va messa dietro la valvola</strong>, tutto il resto deve scaricare a gravità. I regolamenti italiani di gestore mettono nero su bianco la conseguenza pratica: il gestore non risponde dei danni per allagamenti da rigurgito dentro la proprietà privata, e spetta al titolare dello scarico valutare i dispositivi antiriflusso. E il decreto 152 del 2006 mette la prevenzione del rigurgito fra i criteri di progettazione delle reti fognarie.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1432" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto6-acqua-ferma-sopra-lo-scarico.jpg" alt="Pozzetto quadrato rivestito, con l'acqua ferma che copre la bocca di scarico e il tubo che entra sul fondo" class="wp-image-4695" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto6-acqua-ferma-sopra-lo-scarico.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto6-acqua-ferma-sopra-lo-scarico-300x269.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto6-acqua-ferma-sopra-lo-scarico-1024x916.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto6-acqua-ferma-sopra-lo-scarico-768x687.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto6-acqua-ferma-sopra-lo-scarico-1536x1375.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 6. Un pozzetto con l&#8217;acqua ferma sopra la bocca di scarico. È il segno più semplice che a valle qualcosa non passa: finché il livello resta sopra la bocca, tutto quello che arriva da monte si ferma lì. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<h2 id="i-punti-deboli-dove-il-lavoro-fatto-bene-viene-vanificato">I punti deboli: dove il lavoro fatto bene viene vanificato</h2>
<p>Un perimetro trattato bene può essere annullato da tre o quattro punti larghi pochi centimetri. Sono sempre gli stessi.</p>
<p><strong>I passaggi degli impianti.</strong> Ogni <a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">tubo che attraversa il muro interrato</a> è un percorso d&#8217;acqua, e lo resta finché non viene chiuso con qualcosa che aderisca sia al tubo sia alla muratura. Se ne trovano spesso <a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">tre generazioni sovrapposte</a>: il vecchio scarico in cemento, i corrugati dell&#8217;elettricità, i tubi dell&#8217;acqua e del gas aggiunti dopo. Il documento inglese aggiunge un caso che in cantiere capita spesso: se durante lo scavo si taglia un dreno del sedime ancora attivo, e quel dreno passa sotto l&#8217;edificio, si fa una di tre cose. Lo si rifà con tubi a giunti sigillati e punti di accesso all&#8217;esterno, lo si devia intorno alla casa, oppure lo si porta a un altro recapito. Nella stessa sezione avverte che gli scavi per fondazioni e impianti possono modificare i percorsi dell&#8217;acqua sotterranea nel sito: uno scavo per una condotta è anche un dreno, e se scende verso la casa le porta acqua.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1126" height="2000" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto7-passaggi-degli-impianti.jpg" alt="Muro interrato con i tubi corrugati degli impianti che lo attraversano, il vuoto scuro intorno ai tubi e la muratura tagliata per farli passare" class="wp-image-4696" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto7-passaggi-degli-impianti.jpg 1126w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto7-passaggi-degli-impianti-169x300.jpg 169w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto7-passaggi-degli-impianti-577x1024.jpg 577w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto7-passaggi-degli-impianti-768x1364.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto7-passaggi-degli-impianti-865x1536.jpg 865w" sizes="(max-width: 1126px) 100vw, 1126px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 7. I passaggi degli impianti nel muro. Il foro è più largo del tubo, e il vuoto intorno resta aperto: è il percorso più breve che l&#8217;acqua possa trovare. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<p><strong>Le bocche di lupo.</strong> Per forma e per quota sono il punto più basso di tutto il giardino: qualunque cosa scorra in superficie tende ad arrivare lì. Il codice canadese le tratta in una riga che vale un progetto: <strong>ogni bocca di lupo deve essere drenata alla quota della fondazione o ad altro luogo idoneo</strong>. Il che significa due cose: che sul fondo ci vuole uno scarico vero collegato a qualcosa, e che quello scarico deve stare abbastanza in basso. E, se quel collegamento finisce in una rete mista, torna il discorso del sifone: un regolamento italiano chiede l&#8217;interruzione idraulica proprio per le caditoie dei cortili.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1060" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto8-bocche-di-lupo.jpg" alt="Tre bocche di lupo in fila lungo il piede di un muro, in fondo a una fascia di ghiaia accanto al prato, con le griglie e la copertura inclinata in lastre" class="wp-image-4697" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto8-bocche-di-lupo.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto8-bocche-di-lupo-300x199.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto8-bocche-di-lupo-1024x678.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto8-bocche-di-lupo-768x509.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto8-bocche-di-lupo-1536x1018.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 8. Bocche di lupo in fondo alla fascia di ghiaia, a filo del prato. Sono il punto più basso del giardino: tutto quello che scorre in superficie arriva qui, e da qui entra se il fondo non scarica. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="901" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto9-scarico-sepolto.jpg" alt="Fondo di una bocca di lupo con sassi tondi e fanghiglia che coprono la piastra dello scarico" class="wp-image-4698" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto9-scarico-sepolto.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto9-scarico-sepolto-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto9-scarico-sepolto-1024x577.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto9-scarico-sepolto-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto9-scarico-sepolto-1536x865.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 9. Il fondo di una bocca di lupo. Lo scarico c&#8217;è, ma è coperto da sassi e fanghiglia: il foro esiste e non lavora. È il guasto più comune e il più facile da correggere, purché qualcuno apra e guardi. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<p><strong>Le rampe e i punti bassi.</strong> Il codice canadese prevede il caso del passo carrabile che scende verso un garage: dove è probabile che l&#8217;acqua di dilavamento si accumuli o entri nel garage, si installa <strong>una caditoia</strong> che dia un drenaggio adeguato. La regola generale è che ogni punto basso deve avere un suo scarico, dimensionato e collegato, oppure non deve essere un punto basso.</p>
<h2 id="la-manutenzione-quello-che-decide-se-il-lavoro-dura-dieci-anni-o-trenta">La manutenzione: quello che decide se il lavoro dura dieci anni o trenta</h2>
<p>Un drenaggio è un impianto, e come tutti gli impianti si intasa. La differenza fra un impianto che dura e uno che muore sta nei pozzetti e nella frequenza con cui qualcuno li apre.</p>
<p><strong>Il pozzetto è la condizione della manutenzione.</strong> Senza punti di ispezione una linea interrata non si può né guardare né lavare: quando si intasa, l&#8217;unica strada è riscavare. Il regolamento lombardo sull&#8217;invarianza idraulica impone il pozzetto di ispezione allo scarico terminale; la scheda inglese sui pozzi perdenti chiede che ogni pozzo abbia una forma di accesso per l&#8217;ispezione, con <strong>due punti di ispezione</strong> nei pozzi a trincea, uno per capo.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1280" height="1570" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto10-pozzetto-in-linea.jpg" alt="Pozzetto di ispezione aperto in linea con il tubo drenante, lungo lo scavo, con il muro protetto sullo sfondo e la ghiaia intorno" class="wp-image-4699" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto10-pozzetto-in-linea.jpg 1280w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto10-pozzetto-in-linea-245x300.jpg 245w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto10-pozzetto-in-linea-835x1024.jpg 835w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto10-pozzetto-in-linea-768x942.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-foto10-pozzetto-in-linea-1252x1536.jpg 1252w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 10. Un pozzetto di ispezione in linea con il dreno. È l&#8217;elemento che trasforma un tubo interrato in un impianto controllabile: senza, l&#8217;unica manutenzione possibile è riscavare. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<p><strong>Il lavaggio, e la pressione giusta.</strong> Il rapporto della FAO sui materiali per il drenaggio sotterraneo dà i numeri, e sono controintuitivi. Il lavaggio a getto richiede in media <strong>1-2 metri cubi d&#8217;acqua ogni 100 metri di dreno</strong>. Le macchine si dividono in tre categorie per pressione, e quelle ad <strong>alta pressione, oltre 100 bar, sono sconsigliate</strong>, perché l&#8217;esperienza ha mostrato che destabilizzano il terreno intorno al tubo e ne distruggono la struttura. La categoria raccomandata è quella a <strong>pressione media, 20-35 bar</strong>, con una portata di circa <strong>70 litri al minuto</strong> per tubi da 50-70 millimetri: portate maggiori spingono troppa acqua fuori dalle fessure del tubo e danneggiano l&#8217;involucro e il terreno accanto. In Olanda la frequenza tipica è <strong>una volta ogni tre anni</strong>.</p>
<p><strong>L&#8217;ocra ferrosa, il nemico silenzioso.</strong> È il deposito gelatinoso, giallo o rossastro, che si forma dentro i dreni dove l&#8217;acqua porta ferro in forma ridotta. Il rapporto della FAO lo descrive come il più serio e diffuso dei fenomeni di intasamento: è idratato per oltre il novanta per cento, e la soglia minima di ferro perché i batteri responsabili si sviluppino è <strong>0,12 milligrammi per litro</strong>. La notizia utile è che l&#8217;ocra cosiddetta temporanea può sparire da sola nell&#8217;arco di <strong>tre-cinque anni</strong>, mentre quella di origine lontana no. E la regola pratica è una sola: l&#8217;ocra si toglie <strong>prima che si secchi</strong>, perché una volta indurita il lavaggio non riapre più le fessure del tubo.</p>
<p><strong>Le radici.</strong> Donghi, nel 1923, avvertiva delle radici di alberi e arbusti che entrano nei tubi «fino a riempirli». Lo standard americano per i dreni interrati dà delle distanze, ma vanno riportate per quello che sono: sono distanze per <strong>dreni agricoli di campo</strong>, non per il perimetro di una casa. Dice di usare, dove possibile, tubo non fessurato o giunti chiusi nella zona delle radici; e, dove non sia possibile, di allontanare gli alberi amanti dell&#8217;acqua, come salici, pioppi, olmi e aceri teneri, per <strong>almeno 30 metri</strong> per lato, e le altre specie arboree per <strong>15 metri</strong>, esclusi i fruttiferi. Nessuna fonte autorevole fra quelle lette dà invece una distanza minima fra le piante e il muro di una casa: il principio si può scrivere, il numero no.</p>
<p>La Figura 10 raccoglie i controlli, il calendario e le pressioni di lavaggio.</p>
<p><strong>Che cosa fare, e ogni quanto.</strong> Una volta all&#8217;anno, meglio in autunno prima delle piogge lunghe, si aprono tutti i pozzetti e si guarda il fondo: se c&#8217;è fango, la linea sta depositando e la pendenza o il filtro non stanno lavorando. Dopo ogni temporale forte, si controlla dove si formano le pozze e se le bocche di lupo hanno ricevuto acqua dal giardino. Una volta ogni tre anni, se il dreno serve un interrato abitato, si fa lavare la linea da chi ha l&#8217;attrezzatura, chiedendo la <strong>pressione media</strong> e non l&#8217;alta pressione. Il regolamento del Friuli Venezia Giulia sull&#8217;invarianza idraulica dice la cosa più importante di tutte, e la dice in forma di obbligo: i dispositivi di drenaggio vanno corredati di un <strong>piano di manutenzione</strong>, attuato «a cura e spese dei proprietari delle aree interessate».</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1124" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig10-la-manutenzione.png" alt="Tavola sulla manutenzione: a sinistra la linea del dreno con i pozzetti di ispezione e i punti dove si deposita il fango, al centro le tre categorie di pressione per il lavaggio con quella raccomandata evidenziata e i litri d'acqua per cento metri, a destra il calendario dei controlli, ogni anno, dopo ogni temporale forte e ogni tre anni, e in basso l'ocra ferrosa con la soglia di ferro" class="wp-image-4700" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig10-la-manutenzione.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig10-la-manutenzione-300x211.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig10-la-manutenzione-1024x719.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig10-la-manutenzione-768x540.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/acqua-intorno-alla-casa-fig10-la-manutenzione-1536x1079.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 10. Che cosa si controlla, quando e come. La pressione di lavaggio è il numero meno noto e più importante: sopra i 100 bar si danneggia il terreno intorno al tubo, e il rimedio diventa un danno.</figcaption></figure>
<h2 id="quando-allontanare-lacqua-e-il-danno">Quando allontanare l&#8217;acqua è il danno</h2>
<p>C&#8217;è un caso in cui tutto questo articolo va letto al contrario, ed è giusto che stia scritto qui e non in una nota.</p>
<p>Abbassare l&#8217;acqua nel terreno non è gratis. Nelle torbiere inglesi delle Fens, dopo il prosciugamento ottocentesco, il suolo si è abbassato: il palo piantato nel 1851 con la testa a filo del terreno registra da allora una perdita di quota di oltre quattro metri, e nella stessa zona molti edifici sono ormai inclinati o puntellati. Non accade solo lì. Il servizio geologico degli Stati Uniti scrive che <strong>più dell&#8217;ottanta per cento</strong> dei cedimenti del suolo censiti nel paese viene dallo sfruttamento dell&#8217;acqua sotterranea. E aggiunge che, drenando un terreno organico, il suolo non si limita a costiparsi: <strong>si consuma</strong>, perché la decomposizione trasforma il carbonio organico in anidride carbonica e acqua.</p>
<p>C&#8217;è poi il caso delle fondazioni su pali di legno. Vitruvio, parlando delle fondazioni in terreno bagnato, prescriveva i pali di ontano, olivo o rovere abbrustoliti, infissi fitti: sott&#8217;acqua durano. La città di Boston ha adottato una zona urbanistica dedicata proprio a <strong>proteggere le fondazioni su pali di legno dall&#8217;abbassamento della falda</strong>. Dove la casa poggia su pali di legno o su torba, togliere acqua è il danno.</p>
<p>E c&#8217;è, infine, il vincolo che riguarda il vicino di valle. La delibera veneta sulla compatibilità idraulica avverte che disperdere l&#8217;acqua sul terreno, in pendii di acclività non trascurabile, può portare a controindicazioni in termini di <strong>stabilità del versante</strong>. Chi abita a mezza costa, prima di infiltrare, deve sapere dove va a finire quello che infiltra.</p>
<h2 id="le-scorciatoie-che-non-tengono">Le scorciatoie che non tengono</h2>
<p>Sono sempre le stesse, e hanno tutte in comune il fatto di lavorare sull&#8217;ultimo tempo saltando i primi due.</p>
<p><strong>L&#8217;intonaco da risanamento come unico intervento.</strong> Ha un suo compito, che è <a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">gestire i sali</a> e restituire una superficie sana, ma non toglie acqua al muro. Se l&#8217;acqua continua ad arrivare, il problema si sposta più in alto.</p>
<p><strong>Il rivestimento impermeabile applicato dall&#8217;interno.</strong> È la scorciatoia più antica e la più documentata: il trattato del 1859 la smontava già con l&#8217;immagine della diga. Dove non si può scavare esistono soluzioni serie, che però vanno progettate, dimensionate e ancorate a un supporto verificato.</p>
<p><strong>Il pluviale collegato al tubo drenante.</strong> Manda al piede del muro, in pochi minuti, tutta l&#8217;acqua del tetto. Lo esclude in modo esplicito il rapporto americano sul controllo dell&#8217;acqua nelle fondazioni: nella sua lista di controllo scrive di non collegare i pluviali ai dreni di fondazione.</p>
<p><strong>La ghiaia contro il muro senza tubo e senza tessuto.</strong> È il caso della colonna d&#8217;acqua descritto dal 1859 e provato in laboratorio nel 1972. Raccoglie e consegna.</p>
<p><strong>Il dreno senza recapito.</strong> Un tubo che gira il perimetro e finisce in un punto qualsiasi non porta via niente. Prima di posare il tubo bisogna sapere dove finisce l&#8217;acqua e con quale titolo.</p>
<p><strong>La pompa come soluzione permanente.</strong> Serve quando non c&#8217;è pendenza, e allora è legittima. Ma una pompa è un impianto elettrico che si guasta, e di solito si guasta la notte del temporale: va prevista con allarme e manutenzione, non come ripiego.</p>
<p><strong>Il pozzo perdente vicino al muro.</strong> Le fonti lette chiedono <strong>almeno cinque metri</strong> dall&#8217;edificio, e che la falda non arrivi mai al fondo del pozzo. Un pozzo perdente addossato alla casa è, semplicemente, un modo di bagnarla.</p>
<h2 id="il-metodo-in-tre-passi">Il metodo in tre passi</h2>
<p><strong>Passo uno: leggere, prima di scavare.</strong> Si fa il giro della casa mentre piove, come prescriveva Catone. Si annotano dove scarica ogni pluviale, dove si formano le pozze, da che parte pende il terreno nei primi due metri, dove stanno le bocche di lupo e i punti bassi, dove entrano gli impianti. Si aprono tutti i pozzetti che si trovano e si guarda il fondo. Si misura la pendenza con l&#8217;asta e la livella in almeno quattro punti per lato.</p>
<p><strong>Passo due: fare il primo tempo, e aspettare.</strong> Si prolungano i pluviali fino a portarli fuori dalla fascia di terreno addossata alla fondazione. Si correggono le contropendenze, si sigillano le fughe del marciapiede, si svuotano e si collegano le bocche di lupo. Sono lavori di poche giornate e, nella mia esperienza, costano una frazione di uno scavo perimetrale. Poi si aspetta una stagione di piogge e si guarda che cosa è cambiato. Molti muri smettono qui di bagnarsi. E chi ha fatto questo passo prima di scavare non ha perso tempo: ha tolto le cause più facili e ha ridotto quello che resta da risolvere.</p>
<p><strong>Passo tre: se serve ancora, progettare il secondo e il terzo tempo insieme.</strong> Con il livello della falda misurato in un pozzetto di prova, il terreno riconosciuto, il recapito individuato e il titolo verificato. Il dreno, la fascia filtrante, l&#8217;impermeabilizzazione e la protezione si posano in un ordine solo, e ogni strato protegge quello messo prima. Lo scavo lungo un muro, intanto, è un&#8217;opera provvisionale a tutti gli effetti: sopra una certa profondità va armato o profilato secondo il piano di sicurezza, e il materiale cavato non si accumula sul ciglio. Alla fine si rifà il giardino, lasciando la sommità del rinterro un poco rilevata, perché non si formi l&#8217;avvallamento che riporta l&#8217;acqua sul tubo.</p>
<h2 id="le-voci-che-devono-comparire-in-un-preventivo">Le voci che devono comparire in un preventivo</h2>
<p>Questo articolo non fa prezzi, e non ne farà. Ma chi deve confrontare due preventivi ha diritto di sapere che cosa deve essere scritto, perché è nelle voci mancanti che due offerte diventano incomparabili. In un preventivo per un drenaggio perimetrale devono comparire almeno:</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>i <strong>metri cubi di scavo</strong>, con la profondità prevista e la sequenza dei tratti;</li>
<li style='margin-bottom:10px'>i <strong>metri lineari di tubo</strong>, con il diametro, e la dichiarazione che la pendenza viene verificata a posa avvenuta;</li>
<li style='margin-bottom:10px'>i <strong>metri cubi di pietrisco lavato</strong>, con la classe granulometrica e non con la sola parola «ghiaia»;</li>
<li style='margin-bottom:10px'>i <strong>metri quadrati di tessuto</strong>, con l&#8217;apertura dichiarata dal fornitore, non con il solo nome del materiale;</li>
<li style='margin-bottom:10px'>il <strong>numero e la profondità dei pozzetti</strong> di ispezione, e dove vanno;</li>
<li style='margin-bottom:10px'>il <strong>recapito</strong>, indicato per nome, e il <strong>titolo</strong> che lo autorizza, con chi lo chiede e a chi;</li>
<li style='margin-bottom:10px'>il <strong>ripristino</strong>, cioè che cosa si fa del terreno cavato e come si rifà la superficie.</li>
</ul>
<p>Un preventivo che non dice dove va a finire l&#8217;acqua sta vendendo un tubo, non un drenaggio.</p>
<h2 id="la-tavola-interattiva-dove-mando-lacqua">La tavola interattiva: dove mando l&#8217;acqua</h2>
<p>In fondo all&#8217;articolo c&#8217;è una tavola interattiva che mette in fila le domande di questo testo. Si dichiara da dove arriva l&#8217;acqua, che cosa c&#8217;è sotto la casa, com&#8217;è il terreno, quanto spazio e quanta pendenza ci sono, e quale recapito esiste davvero. La tavola risponde dicendo quale sistema ha senso, in che ordine farlo, che titolo serve per il recapito scelto e qual è l&#8217;errore più probabile in quella situazione. Non sostituisce un progetto: serve a ordinare le domande prima di chiamare qualcuno, e a non partire dal terzo tempo.</p>
<p><!--mxTAVOLA--></p>
<div class="mxa" id="mxa-tavola">
<style> .mxa{--ink:#232823;--paper:#fbfaf6;--line:#3a3f3a;--blu:#1f6fb5;--rosso:#b23b3b;--verde:#2e7d32;--ambra:#a06a00;--grigio:#6a6f6a; max-width:760px;margin:2em auto;color:var(--ink); font-family:"Segoe UI",Roboto,Helvetica,Arial,sans-serif;font-size:15px;line-height:1.45;} .mxa *{box-sizing:border-box;} .mxa-sheet{background:var(--paper);border:2px solid var(--line);padding:4px;} .mxa-inner{border:1px solid var(--line);padding:14px 16px 12px;} .mxa-cart{display:flex;justify-content:space-between;gap:10px;align-items:flex-end; border-bottom:2px solid var(--line);padding-bottom:8px;margin-bottom:12px;} .mxa-cart h3{margin:0;font-size:15px;letter-spacing:.06em;text-transform:uppercase;font-weight:700;} .mxa-cart .mxa-sub{font-size:11.5px;color:#555a55;margin-top:2px;} .mxa-cartR{display:flex;align-items:center;gap:8px;} .mxa-logo{height:46px;width:auto;display:block;} .mxa-firm{font-size:10px;color:#555a55;text-align:right;line-height:1.3;} .mxa-firm b{display:block;font-size:11px;color:var(--ink);} .mxa-h{font-size:11px;letter-spacing:.07em;text-transform:uppercase;color:#555a55; border-bottom:1px solid #d8d5cc;margin:14px 0 8px;padding-bottom:3px;font-weight:700;} .mxa-grid{display:grid;grid-template-columns:1fr 1fr;gap:8px 16px;margin-bottom:10px;} @media(max-width:560px){.mxa-grid{grid-template-columns:1fr;}.mxa-cart{flex-direction:column;align-items:flex-start;}} .mxa-sl{background:#ffffff;border:1px solid #d8d5cc;border-left:5px solid var(--tinta,#3a3f3a);padding:7px 10px 9px;} .mxa-sl label{display:block;font-size:12.5px;font-weight:600;margin-bottom:4px;} .mxa-sl select{font:inherit;font-size:12.5px;width:100%;padding:3px 4px;border:1px solid #c9c5ba;background:#fff;color:var(--ink);} .mxa-chk{display:flex;gap:8px;align-items:center;font-size:12.5px;font-weight:600;} .mxa-sl.t-casa{--tinta:#7a4b2a;} .mxa-sl.t-terra{--tinta:#8a6b4a;} .mxa-sl.t-acqua{--tinta:#1f6fb5;} .mxa-sl.t-rec{--tinta:#a06a00;} .mxa-display{background:#232823;border-radius:5px;padding:12px 16px;margin-bottom:10px; display:flex;justify-content:space-around;align-items:center;gap:12px;flex-wrap:wrap;} .mxa-dcell{text-align:center;min-width:210px;} .mxa-dl{font-size:10px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#8a9490;} .mxa-dv{font-size:22px;font-weight:700;color:#9fe0a8;font-family:"Consolas",monospace;line-height:1.15;} .mxa-dv small{font-size:13px;} .mxa-dv2{font-size:17px;font-weight:700;color:#f0d68a;line-height:1.3;margin-top:2px;} .mxa-dn{font-size:10.5px;color:#aab3ae;font-style:italic;margin-top:3px;} .mxa-card{background:#ffffff;border:1px solid #d8d5cc;border-top:4px solid var(--cc,#3a3f3a);padding:10px 12px;margin-bottom:8px;} .mxa-card .mxa-ct{font-size:15px;font-weight:800;color:var(--cc,#232823);margin-bottom:6px;} .mxa-card dl{margin:0;display:grid;grid-template-columns:150px 1fr;gap:5px 10px;font-size:13px;} @media(max-width:560px){.mxa-card dl{grid-template-columns:1fr;}} .mxa-card dt{font-weight:700;color:#4a4f4a;font-size:11px;text-transform:uppercase;letter-spacing:.04em;padding-top:2px;} .mxa-card dd{margin:0;} .mxa-card ol{margin:0;padding-left:20px;font-size:13px;} .mxa-card li{margin-bottom:4px;} .mxa-riga{background:#e8f0f7;border-left:4px solid var(--blu);padding:7px 10px;font-size:13px;margin-bottom:10px;} .mxa-riga b{color:var(--blu);} .mxa-lim{background:#f5f3ee;border:1px solid #d8d5cc;padding:8px 12px;font-size:11.5px;color:#3a3f3a;margin-bottom:10px;} .mxa-lim b{display:block;font-size:11px;text-transform:uppercase;letter-spacing:.05em;color:#4a4f4a;margin-bottom:4px;} .mxa-lim ul{margin:0;padding-left:18px;} .mxa-lim li{margin-bottom:3px;} .mxa-nota{font-size:11.5px;color:#555a55;border-top:1px solid #d8d5cc;padding-top:8px;} </style>
<div class="mxa-sheet">
<div class="mxa-inner">
<div class="mxa-cart">
<div>
<h3>Dove mando l&rsquo;acqua</h3>
<div class="mxa-sub">Tavola interattiva &middot; che cosa c&rsquo;&egrave; sotto casa, com&rsquo;&egrave; il terreno, dov&rsquo;&egrave; l&rsquo;acqua e quale recapito esiste: che cosa serve davvero, in che ordine, e con quale titolo</div></div>
<div class="mxa-cartR"><img decoding="async" class="mxa-logo" src="data:image/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAIwAAABcCAYAAAC8/l0RAABjmklEQVR42u29d7glR33n/anqePI5N4cJmiCNNMqBHEYCZKJNMCMM67AYL87Zu06shZzxYq9Z2xhYjJfkINkgkolCGgkUkYRynnjnxpNT56r3j759dOZq8C5enN73vXr09Jw+faqqq6t/ub5fwb/DP60RXHdQMr0uuHxGC3Fd8q2u/YNfetbceReUnnX+xQWrP+hN95ajc207UlHkTXb70XmVSrHoWDovCWQYW4V8RclKJSoIbdFsaN3vCWGa4ilh6oqKByt+z0ykJY47+eKRQEsJbnfv3srdD96zJh54oHP0p3/30QeB8FuMW3LTAcnGjH7nQ9fpa65B/Xube/HvYoGA4OqrBZffJLn8kBaCUxbI299+df7ZF9273XVP2hNW/NILz62c7Q9WL7CjnB2S7MoX44liQWGbYFsOGAIMidIaIRQCgVYaoQASgiRGY2MKjWkIMAVaxQhpQ2KAjkFr0OBHIZEy6PcV3a5MUOaTlmn1TNs6fmx1eP+xuvnFQFZa6+vb6r/2ax9tbFlABjcdENdtHNIHD6KEQP//C+b/RopwUHLddYirTl0gV175/YV3/cbwedHgxDnhoPu8+fniAcu0Flw7pFaJsWyNjhOEdhj4Aj9SOsHS9fqAet3XGxsRa62QMEJ027EIPJDSQEktBr5gONRomZBzBfmCQpBoHUsKtqGLZQvHMJiuKj07mWd23qI2YQnbiLANKXN5Gy37YEp0kqPbAj9Q+Fo0VzeSr+Xc0pcNo/Lo33xq+NDv/vEtK8+QQBwUcN2/2cXzb23BCH3tQcnBdSHEoTg7ecEFVxau/tl470UXqNdH0fBZcdg6e37a3T1RUGC6ECparYBGN6Q7iOJG1+ahxwfiscMDcexEINpdRG8g8ENNogRJ4qKUjWXbJFpgSAcEWI5EJSY6tkGAIRRSRKgkRieSBB8tI6IgwjQCNAmWkeAYgkJZUyoods+76oL9Jc7aldMTZaEnStqYrCIqEy44AmKDQdvi+JrXNEriThXVHr3vkdbnDjW5+89/9YHW04vnoHHTTevi8ssPJf+WFo/4tyFNrpbwsBi3Rd773h+vPevcB1/crm+8/Kw59zU501ycno8lJBBBywvVI08l6sGHA3H4WCAef2ogTy4r1pqKft/CzpUoVHKUqxNUyxOUy1XKpTLlcpl8IUc+72JbFo5jYUiJZVkAmJaJlAIhBEmiNv+PSZIEpTSBHxDGEcNBwHAY0O316HUHtHsbdLttOs0e/W4Pb9ClmAuZnYnYtmiwd1dB79lmq4vPtvVZZ5ZlqSSlZUUQmzRbAUNh109uWF+Uhclr73g0/42f/pFPL4/Pz3XXPSyuuupb22r/X1gw4sYbDxinvEE7D7h3/XnlNdXp9VcPeo2XnLO9usO2egCsrUtWV2X8jXs74usPtMQTTyVyaTWmH9poY5KpmRoLC3PMzU8zPztLtTxFtVTBMAS2Y5IkEY7t0Ov3MQyDTqeLUopOp4NpmgwGA6QUDIceAEopbNvCkAaWbWFZNgCFQgHTNCgWCwCUSiWCwMcyLMIwJNEJrU6L/qDL8nKd9dUeSyeXWFs5AXFIIT9keirmzF2ufvaFVfWCywp6cVYbMzVHmDlB5AmOLkdt4bpfOLpWuvUvv1D82F/9+edamZq+6aYDxhVXHEpS0+7/Awsms03GpcmXvvQ9l1WS/pvmK503FpzhGRNTJoiQ1WUr+eZjfe55wBdfPNQW9z8RiEgVqU3UmJtZZOe2Hew8Y565uUlK5SqGYRKFEAYh3U6DXq/DRqPJYDCk2WyRJAmdTmtzwXSwbYd+f4BlWXieh2VZDIdDHMchDEMMw0BKiRAC0zQBcBwHpRSFQhGtNZVKBcOQ1Go1CgWX6elZCvkKlVoNw7LI513iuE/g+Zw8ucqxpVWOHTvG+soK7UYDdIezzjK58iVV/dxzCuriM6ts26YMzITewKbZN9c6LeOupb77/le/4dBns4em9EHjX8PW+RdbMFdfjbz88gPyiitS2+TS+dfk/+ffx2921MoP1ArBgfmahsCkPjDUnd8cqi98tS7vfNCXjx2OiOIS27dv59xzz2L3rr3MzM9TLJRI8PGGXVprTVqtDmvrddrdDu1OC8/zCYKAJAlRSqM3p1VKCWhM00QIAYjNIwiR/ltrPTqn9dPPI0mSTVWVbJ4Xo3MaEBJMQ+I4DgUnT7VcpVKqMDU9RXVmksnJCsWii2XaDIceK2vLPPnUMR5/+Bgnjh4HvcGevUUuOqegX31lJXnehZaYrSaGcB02OorVDeuu9nDy71786vCPIJ3HG288YN500yH1L+Wii38ZqXLQyCTKpz/9C1NT+W++cbHY+rkpV+/L1xJ6ntSPPOKpr9zWF3/7uQ355FMRpj3J7LadXHTBmezZsZO5uQXiKCaIfE6cPEKzMeTk0gnanQb9/pDhcIgUEj8YUioV6ff7TExM0G73mJycotlsMDs7y+rqKnNzc9TrdaamptjY2GB6eppms0mlUqHT6VAqlfB9H9M00VqjtcYwDIIgIJ/PMxgMKJVKtNstJifTNiYnJlhf32BqeorV1VUmpyZZX1tnYnKSTqfNzPQ0IJifX2BiosbiwgKzM3OppELT7bZ56vCTPPDgwxw/tkroNThzh+BVr5zR3/XiCXXJ+UpU3FD6/QIbnvvwkWX3Y7c8WfzIO37xcyezhfMvYSD/sy6Ya689aLzpTdclWsNHPnJw79nb67807W68fq6qZyxH0e1ayU23D/nbzzeNrxxq0u5V2LF7mvMvuIBz9p3D7FQJqSRr9Sara2scPXqUdqtFp9MgiTUqAWFIMFLJYFoWOolxbJsgCHAchyhKcBwH3/dxHIcgCMjlcgyHQ3K53Oh8GIZYlkUcx5imOZIcmZQRQqCUQkpJkiRYlkUURdi2je8H5HIunuc93abrMPQ8HMfB8zxMmS440zQ2x+RSLBaZnJxg+47tzM3NMTM9g5SSZqfFk08+xH33PsLhJ4/g2j4vfVGNN7xiSr3iRZaaKiWmNgUPL7mNZt/40G2Pm//zl3/ujieyhZNJ8X83C+bqq5HvfKfWQggNWPfc8+KfmU6G75itBFXDiKm3ZHLojkC892NH5NfuSrDNSS68+GwuvOQCzti2AyEkrVaHo0dOsLaxxvr6Er7nEcURhmEhhIVhMPJmsgcrpUSjUkNp9LBBCDl66NlCyB7++Pns8zMmSYhTrnlacurRb6SUp7QpDYlWT58f7zuOExSaOAqBBCFN8vkiE5MTzM7OsnP7dqYma0jpsLx8lHvue5B77r2XsN/jkgsdfvj7p9Wrnm/r7VNlI5Z9VjeKrdV68X1/f7/zh7//azc0tEZcd91B+c/hVYl/Ds8nW+Ff+tQLD54xHfzWRKWzr+qYbLR0/JkbfOPjn2yKQ3d0KJdrXHbZszhv/znML06xvt6g2ezwwAP3EYYBS0snKVfKtJotpqen6Xa7VCoVBoMhhUJ+841NbZEoinAch8FgQLlcotlsMTk5yfr6OjMzM6ysrLC4uMjS0hLbtm1jaWmJxcVFTp48yezsLI1GY1OFtSkWi3ieh23bKKXQOrV5giCgUCjQ7Xap1WrU63VmZmZYXV1lYWGBlZUVFhYWWF5ePuW4vr5+itobl26GYZAkCUEYYtsWgR8wPT2D4zice+65TExMsrA4z8rqEo899hR33HkP7UadSy9weOsbpvVrr6wm8zOJiak4drL0aD+a/M0Lr3jW38I1alPafEc9qu/YgtFXXy3lNdcoDXzir1+x57zZ9gerZe/ySjUh6BjqU7esi//xobq46/6ISm2C5z37Ms497xzK5Qr1eotjx45z8uQS3W6HKIoxDRONxjItEE+/5ank0AghUYkCkb7p42935hafTpKMv+2GYZyigsav23ocV02ZTTP+m3EJo5QafW8Yxuh8Jq2y67O8R/YUlFIkSfp8oygdV7lcYnZukV27djE9PY03HPDwI49x+513Ul9b5ty9Lj/6Q/P6za9yk6m8aXpKs9zVtz+0VPud1x782mdTjwopxHfGKBbfSaN223N/PvflP7rv58tm81erNb9IWEru/mZbvPvD6/LTX+qQL5Z5wXMu49ILz8EsVFlb3eD48cMcP3aMMNJ43pBisTh6kzN7I7Mz4jhGSkkURaMHNb5ADMMgiiIsK42JuK47epsz+2I4HI4M13w+f4rdYdv26PdxHI8e9viCMU2TMAxPsYc8z8N1XXzfP6Wv7PO4/WTbNnEcY1nWaCFlC3l8AWfSczgc4uRchBDs2LGTHdu2sWv7Njw/4oGH7ufWW2+n1W7xiucV+fkfm1XPf5ajXEObDU+ytDbxrh/9tcpv3n33Z4f6xgOm+A5IG/M7FVP54LtfevGlF97857umBs9RseDospF88KMnjA/91Tod3+DCSy/ieZdezMTkNEdPrnLy3gc4evg4pmHQbNaZmp7F932q1SrNZpNSqUSv18NxHLrdLhMTE7RaLcrlMoPBYPQAMqkThiH5fJ5+v0+pVKLT6WAYBu12G8dxaLVauK5Lq9Uil8vR6XTI5/N0Op1T+uj3+6eopMyFNgyDMAwpFAr0+30sy6Lb7eI4Du12m9nZWdrtNrlc7pS+su+npqbodrtUq1X6/T75fH4U68kknuumhnPWf7VaTfss5lhbW0PrmEcfe4R9+/YzO1nj4vMvYue2M/jmQ/fx5dse4OZ7npIH3zAtf/b7dyXn7WqK6rb6L3/qvb1XPXbk1T8grvjcfVJAokZRgH9ZCaOvvlqKa65RALd++ZU/ODN54gMLtueYqhj/9U2B8Xt/fFg8ejhkccdernjhxcwvbKfbG/DU4adYW13H973Rm5tNWiY1sjc7kxyZmB+XKOP/zsT8uMrY+pd5N1uN0/EYTCZNxs+Ptz9+zK7dGrvJJMV4W6dTdVvbHTeOT2dMCwRxEqO1JlEJOddhamqG3Xv2UKvWqNfX+Pqtd/DE44+xc9bml39mmu97fTEuG8Jc6cr2Wn/6mtf9wMz7l5au86699qDxTzWIjX+qu3zeT71X/fB//p7SB3935o/PrPV/Z8btmvVeObn6PWvmb7zrqGh287zo8hfwwhc+l5xT5JHHHuP++++nvl6n3+9i2w7D4RDXden3++RyOdrt9ujNtG2bdruNZVkjadHr9RBCMBwO0Vrj+z5JkhDHMUEQoLVmOBxiGMZICmQSJJMsmRTodDqjz5mEsSyLwWCAYRj4vo/WmiiKiKJo1F/WdpZOyPoYl16ZhMnaTqPKNv1+Hyklw+EQIQS+76OUIooiwjBEKYXneUgpR32MS9lcLkev1yOXy9FoNAmCgCNHjpAkMdVqjfPO3U+plOehI8t8+vNNVldjefb+qto+oXMLlegVr/se/Wyr8sIv/sIv/E3/xhsPmB/+8DH1z66S3v/+S62rrrou+viH3nDms87e+PS2yfWzEXFyy105+Y7fe9S49UGPbdu28bznXMrMwjzLS8scOXKCTqdFGKaxkUywjcc1AOI4fYOyhx+G4eiYy+WI4xil1MiWyaTOuBG7ta3s8/j51LV9+vvsmEmIzIgeP279Tko5aitbUOOfsz6yI0AURbiuO+ozk6LjLnp2bTa+8c/jrr0QYvQSHT58mKWlJfbu3ctZey9icqbGbXfcyYf/fol77gvlNf9lp375i+N4e6l+5du+p3/HuXtf9l1XXPGVJ77xjUutyy67O/pnU0lZUOgzn3nZmefOJDdsrx7bHmg3eu/HAuu33/MU3R4895KLOfeiS9Aajh45yvr6OmHsIaSBaZgjFTTuSYxPRPZgx72c8evGxfZWsb7VCxk3WMcN4iiKRp7RVg9pq/rI/p21M64ixz2izEjO2txqPG8d0+lU27hqzH6z9fO41xVF0ci2yhbQ1HSFvTvPxbJt7n7wdu664z5yRswv/9wiP/GD5XjCjczlbvnEA48V3/bqt9z85W830Gd8u4vl2o9c8IqLdwefmC+2trWjYvKOdy2Zv/sny2jhcvkVL2Lvvj102kPu/ea9bNRXGXpD4jgBBMPhANM0R2qiXq/jOA7r6+sUCgWWl5fJ5VIDr1AosLa2Ri6XY319Hdu2abVamKZJt9sFYDgcEsdp6YHneWit6fV6WJZFs9nEdV0ajQb5fJ7V1VXK5fLouLKyQrFYZH19nXw+T6vVwrKsUR+DwYAkSUbqIo7jNP0g5Wj8jUZjNL5svFnblUqF1dVVisUi9Xod13Wp1+tYlkW73UYIged5xHFMHMcjFTg+ftu2R+PPxrmxsUE+nx/NUTaGTqeDlJL1tQ2a7RYI2Lt7D7OzkxxfavLlmzZYbyp54cWVZLEwqBZq4i0Hf+C85RcfuPEbWh80rrnmYf0dWzDZYvn4x1/4uot3Da4/oxxWVrpG8nPvOGZ8+O87TExP8eIXHGBx2w6OHDnC8aUjDAdDDGlimCamYWBZJlLKUX5m/Ji5mUmSjLLBWdAsq1MZ1atsZo0tyxplkTOjOQvi2baN1hrHcUbHLNN8uvNZX47jnJKZzvowDGPUtmVZo/v4Vn1prZ9x3rbtU9rM2sky4uNtGoYxGld2zNrK5uh0fdm2jRCKOI7odLqEQcL2HQvML8zSbnl8/Y5VHnnAl8++dEbN1kJRK/df+9IXnyH3nvvlr37jG5daH/jAivq/VknfeP+l1mU/enf0wY++6NUvPKvzqV3lWBzb0Pz4ry7JG77eY35uluc89/nkC3mOHjlKs9FEqQghTy0NyPR1JubHVc64x7PVM8n+xoNf2feZ95O1fTrRPu7FbP3tuCc0rnrGPbGtWeyt14+3czo1uXVsW+9z/DffOnyhT/Eit3pwT18DqUZPiJMQgUmlWmXXGTuJlc9tt93O8tI6l55v877/tldfsF0lQ0uadx+Z+7GXvfyr7/8/sWmM/503dOUPfSW+9sMve+GLzupfv704tE80bP7TLyzJG+/osm37Iheefz6O63DvPd9kOOjT2vRshsPhyNDLvJlut4sQgkajgeu6rK6ujtRFsVhkeXmZUqk0Oq6srFAoFEbXNZvNUfwjU0lhGJIkycjzyLydrepiXBVlqmm8j0ajMYqZZF4KgO+nZRJKqZHn0m63R+oil8uxsbFBoVAYqaJM3WV9ZOqk0Wg8Y/xJkhCG4cjz6/V6mKY5mqN6vU6xWDxFTWefS6XSaG5S9e6OCsL6/QFxHNHr9anXW1QrNebnFhl6Po890eSeb3TEs5+9IBZrKqmWBq98ycvPvv/AS25/+H/nPYl/NNT/m9eoz1/3mrPP3rlyw3zRWzjekOpHf+mI/OrtAxYXZrjk0uegtGb55Em63W4qSbTCkMZp37zMuMyMzixDnB2z7O/Wz9n1pyT3xgzP8VjLuJGcqbtxtReG4SjaOm6cZsfTxWq2GtNb287Gl/Wxtc3xTPjWGM34HI33m7U1Pu7xrPr43Gw15LP7zyR5kiQUCgW2L27HdSS333U/y8snuWi/wUfffaY6Z5eQqx23f/tT+llv/A93PzoeY/s/kjBaI7j8kLjxxgPOf/ju4Y27p1Z2rfj55Gd+9aTxxVu61KZrXHr+xSANjh47OjLYMrvEkBK5qYe3BtvGF87pci7jDzv7nHk5mZeQPcBM5WWLZvw4fu3W8+PHrO2t34//bquqG/f0xvsab/t/931mJ52aI3t64YyrsNO9CP9Ypjyb53EVFoYhvW6PQr7MzNw0fa/DU4e73PdkTxx4XknNzXcdUxZev3PHGX/zgnd+rA+IQ4eeGRGWp1swN910wBACdfXP9X9z5/Ta2UM1Ff/Xd58wPntDk5xrcf7Z5zIIIpZOnmB1ZRWAbrdLkiT0+32iOKbT6TAcDun3+/R6PXzfp9VqEccxrVZaLlmv10dHgI2NjdExU10AjUYDrTXtdps4jun1eoRhSL/fx/M8PM+j3+8ThiGdTmfUh1KKer2OEIKNjQ2klDQaDaSUo/NZH9nYut0ucRwzGAzwfR/P8xgOh/i+P/qu0+mQJAntdhutNc1mc9S2EGJ0P1nbzWZzVD8cRRG9Xo8gCOj3+/i+P5qnMAxHfbTbbZRSNJvNURvjx2z8WdvNZvOUuc36CIIA3/eJwoj15jpPLR2h2+5xwb5zKObz3HqHz2/8YUO2OqXknPnO4iteGnxMCKHe+c6D4nQaSJzObrnqquuSL376NT/67G0n31ct+PGfXD80f/bXjmGbNueeu5/ZmXmWV5bxfX+0ksffitOF8ceDVOP/3mrgbn2bTxde32ogfiuD8XQh/X9qOmCroXs6o/kfu6fTGbvfanynG8O3GtPWvk/nHGTzn6kn13GZn1+g1Wrw4IPfxA8SfueXt/GLb3VjZebNr90/9ePf9Yavvm+8UvK0Eubqq5FXXXVd8p4PHNh21tzGe8puqG55IDF+9w9WIZFsW1ykXK6yurY6enuyBGAWBxkOh0RRhOd5hGE4ekujKBp9NxwOUUoxGAwQQtDv90ch/8zgFEIwGAxGxqHWGs/zSJIkfWM24yPZMQgC4jg+ZRxKqZHxnR2zNgeDwajN8WNmoGcxkqztrJ/xmM/4fWitT7mf7HPWdxb2H+8ja3c81pOlC7Jrt443+5wZ5ePH7HfZ/EdRNOojM6611jRbTZZXTuLmHHbu3A5Y/Lc/XeZLhywjl0TJ2Yv1P77xxtecDdepa689aHzLBfPOcw8KtBbPWxy+b7HYdpZ6pv7Pv3tErDYCJmo1tm3fyfr6OsPhkCAIkFLieR5sTkIUpQ9MKXXKJKfF2Mko5B8EwTMWQrZAsoUDnDLB4ymDrL1ssrMHm6URsv4zLydrK1vY2XG8j8wTCjYfZhilDzBrXyl1StvZuLM2xts63fl0LMHo99kDzAJ32WLc2sd4jmy8j9PNkVLqlMWYzX3WdmYIp17ZgJMn11mY20FtIkd7oPiv/+2IePw4bJ8JnGnR+gsh0Ae/lUrKxM9Nn77yu5+zd/3TwlDJf/5vTeNPPrhMqVBg//5zsXMOjU27Iw2kaaRhkCQaKRjLMCenVNRvNXTHDcFxA3drEG/c6t8akj+d6B43Rk9XPJX1udVbOaVNITY3c4PmW6uz1Ag1USpBysxwlyRZtjpRadWSVggpUPHmfejsPvQzvLCt2erTjX9rbfHW47eKE2VqKrsmDAKEaTBZqaC04qFHH2PQ6/PW753mf1w9kRimZdx7YuqnXvDym/5MX3vQEJvZ7aclzDuv05e+/f3WTKX7+6br60P3BeLj160hDcnU9CwKaDbqrK+vY0iDer0JCpr1BujU6IqikGarie/7zzB6M4MuSZKRQbrVyF1bW8MwDNbW1kbntdY0Go2RkZnFc4IgYDgcPsPozYzXzCDNDOathnW9Xh99r5Si1WwRxhGtVocgSOMXnucxGAzwPA/f90d9tNttVKJoNlokiWZ9o47Sio16elxbX0PphHp9Y9MgbaC1otFsEG3+PggCer0ew2G64yG7p3a7TRRFI+M1u/dsvNmcpPUx6X1lxn1239lce55Hr9ej3++PnkU2jwhBs96g2e4QBDELc3MIKfirz27wpdsikcsHer7W/a+///svq3DwOp3WPm0uGK0PGuIa1LuvfP9/3DXb31/vu+pPP7gqm52EUilPbaJGr9chitIYhtzce2M6DrZpYWqNLQ0QJlKYgIEQ8hSXcdxYzdzYrWH2zNUcD5FvNagzI3vcrR7/9+lqa8b7HP9+/HrLtrBtl1zBxXYNpCWQm/2fLroshcA2TBzHoVgq4LgOjmVhmxbFXB43Z2C6BlKCLUy0aZDL53FyLo7rYhrmKfexdTzZ/1td/vE0yLjrn50fd9+3GuaZBshSIlkMqd1pUyyWKOYdgsDgD9+/KjfWdbJj0pt9+YviH0vLOw8YI5Wk9dVSiJvk418d3nvmrv65f/slpX/wJ5+QWlhs37bA1PQsvV4LQxpUaxPUqlVK5RKJDkliTbs9pN/t0h+kEkQlCtAkY2pkvEjodHGG8cDbMyrwT6OCtqqj8RTBuAg/XZtbRb0QgkKxQLVUBSwGXpuh1yEIFCrRmzXEY4VSANKgUqlSq1YxpEuv2yZRPpZpUyqV8byYnt+n06ljCXArNWZKE6AlnUGHfr+F7wenTSf8Y97Z6dIOWz+PB++yuc3mIvuceU1ppltSLpfo9VocPbYMOuRPrt6uf+z7yzy1ZKw8OXjp+S9/+X9vvfOdCKlvPGAKcY268RN83/xkcl5vaKqP/u1xGcaKvGtjmBaDfo+NepPSRIlc0eKscy5hZnInO3acTaxzFEtlel4PQ0CjXqfn92i22wyHQzqdzigO02g0iKKIRqNBHMesrq6itWZlJUW9GD8KIVhdTWM86+vrJElCs9kcqZ3hcEiv1xuJ9Xa7fUqsZ2MjVQfr6+sjES6EGOtjFa0Vq6vL6UNQmtm5Kc4/M2K6pqnXuwz7Qwb94Wa85+k+NuoNhIzxo5ht2+c5d3uHxRmfZqPN5Nwk0xMJF+6VNNdOEEURG60mlUKZ2UmTC/eBilbpdAZ0Ol2Gw1SddjodfN8f3WOmasbHr7Uezcny8vJorrLvoyiiXq+Pjp7n0el06Ha7DIdDms0mnueN1PDTpsDqpiOjKRUc4ljy8U91xdEN1K5tesHpfuUNQqAvv/yANLn8kAItivmLf7I4bfPFLwz5+p0+pl2gVKpiO+nWh4nqJJPFKXbtmeb5Fx9nwTmCSYW1s9d46phibalLs5PDyVsYZg5LxKdELw3DGGV9i8UihmFQrVaRUlKpVAAol8sAo8/ZsVQqIaWkUCxgWRaFQuEZ9S6mmYr4fD6PYRij35RKJYQQlEqlZ7YtNKVSAcdxmZ1dYGbW5s2vavM3f+9x+x0WdjnCtBy0VpvqMR1/IZ/HNCwmKgsU83V+/C1LfPj6Vb5x93ZILF54WZ3zz17m1ruaHDtZpTJtk7cMztjd5uAr12h0mjz2pE2xaGGadmpe6/Re8vl82kfh6c3+QojR3JxujrTWFIvFdI4KBQzDGB3HVZxpmqO2s3k3DINKpbJZ0J5H64B+L+T2ezvc+o1pznhtXs/O1H4J+ODllx9KpBCoT3/4qu3bZyrP9kKXf/iab7T7GtfR5AoOKlEopSkUbExbIqXJzsrdnHvG3UjzHs4/6zBvf8s6r3yOotNvgmVhKQPTeLoswLIsDMNI7R+Z2j9Sys10vCSXyyGExHVdpEyPma4VQoyut8xTSxpM08Q0TAwjheswNvs6pTRgS3nE023aoAW2ncN1HHL5HGXbZ9ZdZyp/GMQQpRKEjDFNiRBy1K9lW2nJhhHRrw/IIdCBIgzadJvr2JFPTfYwkoAgjLB0gSiE9RMOU2bAXA36gyFCaITQGEbWthzNUTb+p0swHMTovEjnSIPrpjsKXNfFkAa2bWGaxin2YWYLmqbxtI0oxSnzLYQgiTWu6+K6kjgx+NRnuobnFZmo6d0f/8sDZwuBloAolYdvmJmfksdWjPgLt6ynYDqbm2Ya9foo7B3hcPjwg+Rcn7/9vMFrf3SV735bi9vvDPm+18ZUXc3S0gZx0KXd7jMYDOj1+vS6PYaeT6vVJI4zlZSwUd9A65jV1RU0itW1ZZRSrK6uIoRkfT31CNY31oniiFa7RRhFdDptfN+j3+8xGA7wvJBut0Pg+7RaHeIk3vRQNBv1xsgrAkaifW1tHa2h2WxhGJJur48pNpgphOw/s0ijs8xwoOh1A/p9D9/36PW6BEGq9hKVsLy2RKcfEeCTJLC0vMR6u8PSSpsoFqy1AobaY211g27Y49GlY3R7ipY3wPM92u0mg0GfXr9Dt9PG9wKazbRWt9FooBI18orW11fRSbKpohQrq8so1JhHuU4Uh9TrDXw/VduZl9TrpSqp1UrV3sbGBnGUUN+cm0w1ra4dR0qHeFNy33RnlyPHS8nsrknrkou2vyWr6dXbzph/vSgJHjw8EI8/OcR1HfLlMtJwKJVLGIZkdnYBrTTTZYtSAU5swEpTcXLd5q8/4/FHv1Vl28yQo6sW2rCo1PLYRh7XMTEFKBPiKEbFMc60wLIctm/fiWMLyu4ehGtSLu7DEArL2o5Gs21hDidXZLpWxXVzxGfMY6k8YegTxkOGA02UdDCEi21N47gmiRJo5ZFzcsRKMjU9BcD09DRaa2ZmZhBCMDMzjUayMDtDySlSmSwzOdNCRQGzkxYTNYcoVlTcEk7RouC4YNm4OmFicpapUpnyZIV8zgdDEAuL6mQNiYVRNHHKPtWawdG6pjRfgNgmV5UYRYucY6HVkFyuhOOYuPkyrlPCtiJUnBBHEsu1QFtMT09iOQa7tu3BsCVn7Cxg5SPOcveSYDK3GGAmFrPTs+CabHNKoGJs20KrGNt1kVpjGALDLOCYMFkqEUmTqdlJhBLMzc2hlGJicgKtFaVSBaW7bLR8vnxrW+5/3jxhr/1S4DfMC66cLbiOuUjicNOhZYkWmIZDolLkpThOME2LRMWpnsWhUBZs1D3yTgFlWdTbEVHiYsqAJBIkCizTYG5hjpm5GtJwUcOAenOdVn+AGkZMVgo4+QrlyiJKNKgUZgg9QSgHLDeW0EMf5flMLywyWS0zVZknkkDisdat01jrEwRrCJFncrrEzMwuiqUq/rBPp9VkdXWDMOrS6wdIyx0hL2QF5VEUYTkGCQnSdtFJzFSphyKkWoGFGZNHDncpuoJcbpbZmQnsXBnHKuIbQ+ZL2ykXpnHNVRzuQyvNME7IFSxUnFCrTuE4A+IgJowUQit0bKJVBLEiSSAIIqrVEnMLi8zObifvShqdLp1uC7Xqk8SKQFvUynNYeYt8xcKIy1RzefywSeQpltZNIqEpGxEz09P4ocCP+tTXNogGBkoEmFaRqZkq1ckCrl2i0x8QDEK6zTVi1NOlEmGCZabBVtu0CHyfO7/ZlARVvThfe/Zf//Wvvsj8w599+8sqFbnHC6S66xvrEgRaKXSsSZKIbrc72iC2IE363VUUAY2WQiUGlpNnYspGYyCERRT20m0P01Ocs28PC5M5QLJcX2O5GWKYAkPGTM5uZ6JscdYZJZ5qarbN5BiuraKdCstLXXL2NL3AZHoqx8x0mx3TMQM/wTFDCqtruLFm+fg6lep2dm7fx+JCgfmKoLXR5eGgw5NhF2lJur0ekxMuvV5vtHHNddNCo+lpi6HnI3I2QWeNbbUNVnoujqs5c3vAPQ86RPkEx55g5855ds4M8NU0zc4Ki/Mt/H7A5MRRtDBYqMDCRA/fH7Ky2iGKHKIoAmHR63XQKAI/IA7jzRCDJokjpqdnOfvM/SzUEmrugCdPdnms20F5JoatUHrA3Nw05VLEmYsLHG8ELC7MUl/1GAwHHFv1WNixQN6dYMe2RTrNFVY3LJZUi8SKkbHB9HSOs/fuo1rKYVqCIytP0YxNGrHGts0RNEq/3yOXc/GDANMyAMGjT3msruf03OKkeeZuf8rcsXPhxaXZPE8dXdYnNzyEgFzepVSsICXMzs4CmoX5bUDMrj05TBKK5RKaiLm5KQrlIZqAJFHYboGpqRrnX3oRexerPHf3A5y95zGCUHDd5yw+dn3C3OwcpeIML33OgCsu+zw33HU2Tu4xrnxDg0E3x76pAR//oodZ2Uu3scbbvqfFxft6+IHCTEy06nLfUp4H7vOYna+ye+cC+8/6Js/adzdV1+DBJ/P8wftCHnhSMjM9Q5Jo5ufnSZKEhfkFEqWYnZ1D6Jgd23YiLcGeiTxnLFr8/Rd7PO+iAs+/rMZffapDoehSrlSYmYGrXnGMW7+5jjNtsf/CdR59UHDglQH+0jrf/4Yiz7/yLH7yF46zvq6QRpl8zkLpIeWJKRIRUCoXsI2IuZkcbn7I7Ow0e/dezLYFwQsuvINz5utIWeSzNwz5wMc0jcRl57Y58vkSr3z+Cs899yY+9bXL2Lf3C1z26g6PHYtJwjkCMc++bXkuOPMxzt5zjK/fEfG/1iNOdgzO2D7POXsvZMecw3lnPcSeuQ36/YBPfEXz+ToEkWZ+bo44jllYWCAI0rxhp9PCkhZPHW7x8NFIz+2dxe88com0iyULY5bHHu7RaXqjPb9Dr7sJ8dVBSoNOp4lKDHxvAEbE8nJAXhYp5i2mJ/OYShNKgyj0mJ1YoIjBuTtv56x9D3DzLSt0VhU/8uaY51y8xonjdfwkpN56EiVDVo/dyv7FJn/+F0vc8PXjfP+bDL7n8gFP3H8bjz6xxJ9+6Bh/+Kdd3vnHa/z5R06CinnswTpLywO0b7Cjdi8Hzr2PQze0+I13nWDXbMDb3+JjRh3qG12SJK0TEQjarTZCmLQ7HaQBvheSRJpauY5IYr5ySHFizWJ2NqLkCtq9Pt2+T9JrwrBO4j3J/jOWuO3ry1zzh0/yjneuoe0an/tCl3f82lGOHg5pdockMibywNQ2SWhQciuIRBDFCbH2IRbYeRfL9Lloz32cvfMYf/k3HT5+/Qm+97Umr75iyNrqKt2mTxwF1FsbaLHO8rEvMlNq88nPr7JzNuatr2/T6x9jx/Z7OG/P3ayuLPH935twxaUt+o0GVs5GGCEXnv0Ql5z5FI8/fgKLNr/4douL9zep1+u0Ow2ESmi3m6kD0O2kgVRT0OkMWFuTAjHH7LZ9bzD9Ye4C2MWxozeIwSDGzbljSSo9VuYXIxKJCiRaBAwHCbPb59h71lnsmL8P31esr4ZYpoO0XLbXTnBg31P88V8FXP1uj5nJ47zvd2d42w8UuPkbJ9jYaNEfRIRej/P2C+5/asiv/lGXYj6P129x5Uskf/aXXVbWchw74fFFqah3FZdfEvOf3r7Il25doRObGM4yL7qkx9339viZ34pZbxkMwibv/s05XnDxKh//XI9ieX5TPShiNQRKJEkM0sC2XYxYcsbOmLZncP+TPo892ePlL8ozN+uz1o0J/AG9bkxvEHPRWYKNoMFvv6fPk8sWxxsBP//TFrc/qvnMV/uUKhWcnEYmCm0rrFKNM3fv59xzzyYKEiQ9RKJxHI2Vm2Ay9yQv2H+cj/xVxK++q4N0faYqRd78Jofrbtjg+GqDuZ19ms0utu9w4OIOt99t8CPvaPHT32fy6z/hcP72Oyjmp/nF3xzwxa91+Is/VLzySsEnviIYeA7VwjIv2vcEH/lyk5//jTZTJfjL90h++i0md94+4LFmSN6pQiLRQJIoLMtESAsIaDQTCdOUqvY5UtrlfTDLetMXmjRAZVnWKLg2MTEJwMTEBInuMj1bRsYOu3bPMr9zF3tqghecGXD3PV1W1iIWFhaplDTnnHOcjb7FBz+8AZZkuWnw/g+32DFR5TUvrXJ8ZRnHdpjPm1x6gcOHPrqKFnkSbfHRT7eYqk1x4Tk5PK/PXLXGtrldnH/O+bzhZTvoNkIeeSSgnM/xrB0etXLI+z4xZL3tM1vL89lDAU/c3+eNryhTKIf4XkitNoFSCRO1abQWTE1OYJoO07PTOJbP3JxHqyOotzUPPxWwY7vD/GwCSmNY0Osn2LbmnF2av/n7gMPLPttmi8wtWtjaopxzcZ0KE0WTxYVJZKyZL9nMlcrs3DVPZWqK2lQFx5DYRoxt58ibNpdcELLeTnjvJ1rEjknOrPD+j6yRdy2ueI6FbRTo9T2EaVMq9jjnwgofuG4DM8rx9W8OefCYz0+8scjtd63wdzf0SMwcH/u7Ibt3lzhzlyAcJFx6QZvVrs//+GCLoVdkqSu55r832batyoufbWNKSaIiJienEEiq1QmEkNhOmq9aXR8CU1jOjJC12p45KNMfCJFFZaMoHMGSrq9nIfV1IgzqzQ0INFdeHvGmVz7CDx+8i91nxnz0+oiul6IrmbLNhTuGHLpnyPKGJmcWmavNcNtjMU81Yp5zoQH9FY4+cRxzKsc/3JRwwx0eriko5kuc7Jo0N3xqVQ+lQzp9j5kzdrBjR54XvbDAPff2WWtrlJbs3aN4bLnNN28LyNsWQpo0PItPfLnD2ZcYFHMJw6FHq5Xu2x4Ohrh2jvpGB8u1abTblPIh09WQtRNDGo2IR4/GIPKcvTOP7/XodLsMQoPICrnzUYNrPxsgbYc4ganJbViGxhAhYTCkUM4RaUmv73H1L5e47k9D/uMV9/LK8z7Jyy69k3J+SDfQRLGNqZfZvu0kd9zb4pHHDQpO6jg8upbna7c1+K4DZTrtY3S6LdbWNpDFAtd/dsgd3xhgOoLhoIRMAqpzeW67Q+PIPDpOaA8tpDSZn7Gwg6fYPbnKrfebPPSIJl9U5I0Ka2tF7r1ngwPPLxB1ewy9PmvrG4isfBWDKEopEzbqPaCEaVYxc05VgxBhqMeynmCa1igKq9E4jo2IIdEOMmjw6ucJLLo8tmTyX36vx2e+2iNXrOHmS5RLismy4uEn+phWmdnFnVx84TkMgiEnjj/Cvu2aXD5i4EE4sPnqrU3iyKCYM8hXSsxMFFHDmDO2VzDFEDtXIl+osL3kMTkV8OkvJrQHJnsWXBZnB5w8GXN8Q5Ar5rBykrK9wHK9iatDLj4nx013JuzctY/dZ+6k3eiShBFhlODmHHJuhbkJwUQ55NNPaKZnziJXs+i34by9Asu2EbFCiRBbGnz25jXWW5rSZIF8pYxjWyRqiBISw7ExLBcz8nFMzRMbAe1WiCk9eh2NVerC9imE1ERhwuRkyJSh+eSDAZESVG1FyaxiFl2Ormzw+v0mtYqm0/EpOzm6geLDf7+MISzy5QKlchXb9TjyZIeTawNMy6RQnWVqMt2gJDGYWwiolh3ufzRAWCW2b5tj39kX41hQH3yTC85S5F1BGIDtGiidkMtbGAgMYW4WfmmgiGkITK039y3pzQ1XiM0wfhpCLxZTPNpCoUgYx7R8C98s8ug3OlxwUZ7fev9Jrv9cRC7vkHdtKhWXakmRyIhW3aJWsth35ix7zpgl9HqsHc/zoks8Cu4Kqw2DenuadlcjTAOnmKeYc6mWLJToULQ9pFKUai5GBOftUdja48EnQwyjwOK0ydR0wsNHXaLYp2LbuEUbK58niDTRMOTcMyd54kSZF1+yl9LsFI1ajmNHHqVYjSkZNSqlHFO1VSwHHj0q2bWrwPzEJEeXn+CiSyyKTi6FaZUCKXK0WxLD0DgO1GpVpJG6yQLIuzkMCdNTLnZJ8/v/o85Xb40o1TQ2LlOTmk//rxzDYR9vIFmYgnxR8fCTNpYZYxgW5UmbyLAJg2mk3WSyalPv+hiGSyB6NLsSyzSYmpwmX3Sw7ZjVhk+7rbEtqNaK5OwEIXxQisVFk8JkwkMPrjBZnuCcndvZf/Z21htdBkkemW9TNC36oaBQTetd3JxLFKQhEABTmIBCa4UZBR1BqYLtpF/GSYwIE3w/ZHJyknq9zvz8PGtrq8zvzrN0pE5kTvJXNx1hbl+FC3ZbfMFSKF+Rn8rhewO6/QjlxbzpNSYvehZUJx6nUlon9DysXJvpCZuiozm53EUzgYPEEJKe57GtYLG61mOtFbJjWwlpNekPA4g9tp3RZTjQ3H13F9uugBrg+4ojJ4ZoGRJFecKhplxWnFyLiQTs2pHwspfYfN+V9xFpm2F/wAO1kN/7wDKV/Tto9zYol1YwRMjB17u8ttvALEUszifEiYttr9HtTiKwINKYModOeljYeEMPy8ylkGoaBv0BOokJ4z4itun1IUgkomVh5yx0f4gnfDwvJtYxOdchMeChpR6mMAhDCy/SlOwi3f4xImnQGfQQahKlNhDkUInGkhZhEGBYBaTUDCKbVhemJhziJAEtkGiEjik4MXZi8tY3zPHGVxnMT69iFb5M15PMllZxZIVQxsQqorXeZ2LKpV7vUiqm8RgA1xFAnyjpIdvtpR60yOUinVVtGoZNsZhmSScnJ0FAbWICU2kmy5OIoI9btPnKV4Z832u3U6oqhOtSti1ybonEdFAR2JZgomQixZBO6ySh36PZhi/c7BOqAsVSAYMQ15EIaVIo5JHKoFqbJIhtTKHQUlMpTlOuxCxUA44cD2l0JK6dIB0bw8xjSrBMiWUJXCdPOV/AztXoRwphRWi1yv6FE2wvPszzzj3Jvu0tTMOl3W1TKDpsnwxoNYA4oVLUqGjIykqEa8C5Z1vESkACpq2RJNi2gSlNiuUSAhMS0KYkn3OJVEIl79Bo+QxDgWO7VCfybNu2nbP37MDFwHVNTMNiuqyINEjTwjAEOdemUq1RLlSoTVoY2qKQs0mEx8KOKbwNE2KBlA61iSlMOy3y6vkxsbJwXIeJSpGJKRd0wiAcUMx5+J0Yp2AyOwNB0qTfq2OEbTpdg8/fMsAP9GYVwQQCk2qlChqszQ2JlYoNNEmSDcwwqN8LrRdPT5paIES6RUSglN6sO01R0ZIkTgeRaIZDk4mSwxdu6XDVm6q84LI8n/mqJtIRZqzptEKsWoH/8dsn+MRnhth5A6EFggSNxLA1UVTgov0WcaDYucciUhFCa2xtgUyQhoVlKUxToGNJqeAzP5Hw1UMhgXYoGJoklqgkolLR6MQFIwZDYZoFTBkjtMuw3aC7YeBU5yk7HZxyDml6hFGD3rALcZkztpt85WafX/zNBqEFKhI87yKXD7+nxP49BW67LyZWMREaKSRKCIShEVJiCIFEEosYgSZGIJVJFEGkFFKCUypRnZ1istLCkQOUAq0FrgVRDN0NHyEnMEwD15bYOQfHKkLcxBI2SSIII592w8OPIoTJprlgk8u5DLxmGgKRqTvs5DzA4uhqn3P2T/HIEZM3/9RRfF8ibAFSI7VGKgMhTYQuYRYjtNzEJ95kG8qQzeYWqkCbyF/T0s6F98Exdi3mdN61iZOIMPQZDHoolYxqYtfW11EKlk822egYnLHd4Y57hzz5+JD/+NpJVNCnnyi6rSYnjg7w2hZnLlpEwkRrF5EUSGQOw6qglcnM7Cx+mGPomzixQhLjDTwSEtY2mvR6EXOLOfI5g/6ww2RpQL6UcMvdAX7I5uY0n24vZmo2zXUFYUwYRZhCkMQd8o6JlEVu/FqfH/6Fk/zILzd5y0+v8Af/s023OcSWGhGuUZjsccfjIZ3QIdY5TLvM44cTVls+Z++2GfY7hEmATkySRBOFMSpReN4Q00oh40Ew9AYpGrkfYpqCOI4wTfD9Po7MIWUAUuB5kKiItiewTAfHEiQxJFFaNG7nFQ4eXmRz7OQAS1iUbA9tVQgigZARvX6Hog2WEVLfAEiL54deQN4cECuX/sBEkpCQ4CmIpIlSJooc0p4g1A5WLk8kh5iGSbczQMiEdjvdqOcnKWzMRC1Q0Mbrrz5i+n4jRjc45+wCEzWXpdUuhbyb1khsZnkBpmdm0BoqtTlWGl3O2V1hvb/K52+J+ak3u7zgkjz3H0+Yni8Qk+PRY12e82yD6l/bKMukXMwzM38Gu7ZNkLPqbKxVsdwOoVxjYd5Fap9ioYRKYmq1WQb9FXIFgUAyPVdicbZP6METJ2PcXBnXtvHjHL1BwuJsxMyMJtEu5XIVNyfZPjuNiJdZaQ15ainhqZPDlEkNM4Vwn5qikKty3v4hRmSysmEijSGTxQq5fIk4ytHqm5x5RszMjCBKBKZpYUgTN+dgWRZTU1Mo1U0NGASlUppOKRRc4sTHdSyUEkxOTmAJzeJCBZIuoacAk422j2XmmZ60WG0r8nmXyakZJmqS885SrK5EBDJP1dLs2lbkyIkWSltYlkFtcpJqESyZsLJiYlk5EJpapcwZswPazR6+B46OsZSFK1xix2RqcpJdu/YyOx/SbK7z+EMh+XwOwzJwcjkgplar4vtDVAwTJZfFmUCjjrN64tFPyOZG/fOD1ZNqftKQM3NuGocJI4IwISZhMBiglKLbbqHRbLQSWo2EqVmbxWmH//XXJ/BMyeXPz6EGbZr9LssbPe580OXZ58+wUA0QocOOiT2cubiTVz/X5WffJMk7XVZWm/ihSXUyh0AR+j6JUvT6XcLQQBgm09Uigddix7zg0cc6tFsKqSIUIcPOgHse6bM4abF9RjH0ImwhkbkcRSvAsBRHljwMw6FcLTA7U2aylGd+tkx1agqrmOfMbQGdusHSCR/HqRAlgly+gHDLnDisOWPCZvuMzcALQMTEKkFHEYqIYBBTKxuYRkIcmvi+QmIicyFG4hBGGoRBGCi0TkiihCj0GXQlkNDraHQCpaJAqRi3YlGwcsyWPXbtdTh05zpBN8bNGZSKEm8Y4fkK07YJoyF5J0YKWFkbEicxpmmQBDETpYiNjYhGW4OZo5ADwwyRIuGCvWdxzvY9fP/3urzlVSZRNCCKQApJ6CegbXwvIknSbSvbd1bZux3BYBm7qu6Rb/2R37q51Tp5OO/2xMUXzimQaB0Q+wFJlOANPTQw6PeROmHYH9BsClwjYedcnmOrNp/6dJf/8IYp5hcCOs0GKgj4h5vXiELBd185SagHzO+ZYHpykcWJDaLhcY4tLXPiRJ9BYFEqQ7lgMPSGKOEx6Pu0+wrLUZSrNiYxZ+xKeOCJmG7fRZqkUsapcMNtQ2YqLgcuKuKZCdu2LTI7u8jMXIywfO6/L8a2DdABjp1HGwalSpXK5BRu3mJum2C5HnLkiIfrpPuHSBJMaXLvwwHVOZMzFgvoMEJEMXITzVIpgzAKMY0EQxo0mgHDMEIYitKEoNUK6XRiTNMiDiOUNED7YCYMwggpBccOW/S6IfvPN9CxZu+O/UxPzrF/R4AWITfdbBEmEfmiSXXKZK0TMPQTcnYB3zcpVUE6krVGAFrjunmCKGBiWnCi3mV5I+Z4o8fkDgfH1izMLLLtzP3oiWXOWjjB6tEWnZ5HHMUYhsDzh4AmCD3ScEvCWXtLLC4aorFxNDmx4tflk08SBEosY5/ku148oVN/W+LYFoYwmJyaRGvN7NwCURwwPz/DkZMSHQectS9GmBaf+2JIrWbyXZfncTAo5Cs88pjNLfcOeNt/qHDFs2YpV3dQm9Ls2NnncEOx3vBxzAIra4JKXlHKJeRyBbQOmZycpevnMXXCRFmw+4waM5MRq60isbDYs3cne3fvZu9Ze1jvTHHXAz5vep3J88/cwcy2/cxOCl54UcTKcYulFRPLMaiUqhiWzeTMNOVyldmZGSYrMDURcXJDMBi6WLamUiljWiblcoXj9QJYNtsWE4qOoFqVhInCcsEwoFgoEMU+QhgkiSRfqCBETKlgMByCMGwUiqmJGjGC3dtraAyaHZ9CUXJ4KWK9afKKy8ucd+Yis3MLTFZ8XvCcDW64pc19j3gsLu5gomLgOjHrHRvDsHEsl9npKSqViFjD8pqiWCpjWzmmZ20WF3K0fYcolLSWLYpujhc9r8b0jn3Y9oA3v2idXjPig5+s47g21XIRtGBqqkKShOTzLmEYIgU867yCkvZQrG3Ub3v9d//pLRIQR5/sfDLpDDj/zETv2eHg+QovivECf7NUMGF1bZ0wEqxtrPLYsZCBn7Brdw4dD7n9/pgvfa3ND72uRBy26PhdhkPNu/+8Tc5JeOfP5JmI7mPn5Gc4Y67Jfff5tJt9eu01lk8MKRqKSlEwGITEkWRjY52T6z4MBFXLI4xO4PcjVteazE/BVMUkZ3gEg+M06j7/87o+u3dV+Y0f6VCMD3HB1K1csqfDhz6zykY/wLEE/V6UZmI7dWzLYH11BVutU0hCjh0fEmuFxGIw7JMkGt/3OHqsSWNFMjfhE4VtEtfgqRMeQWhBIllbazLoD4hjD6kT/MEAvx/S2+giJHhBiBCabqfDcOgzaK4S9qDRNEBbLLUGfOLTTS4/Z4Kf/yFJwbyZVzz3Jhwd8d7/1aMT5AiHLcqujxHCxoYgSTy0iFlbfgw36THsaZpdjecNiCJFt3UM5bVZOZnWNd31YEKrEfCT36c5s3Q/V557C+fu6fMH71vl2AmFYUOn0yaOBY1mC5UIBoMhvp8wPSF4xUtqingNbdjfyDay6WZU/cTqsmbPQmC+9MACoCCJ0Um6XVRrjZAQBj5Sxzz2REw3sDh//wS2rfGUySc+2WbfngKvfU2VZqtNLid54oTml3+7wUQ55h2/uMwPvTHigWMxf/PJAaZZIFaap1YG1BbzTM/mCUOPJIbQG3J8pY5y8uQrEdsnfWbLDu/8lSk++xez/PZPdfmtX2pwxXPXGQwSvn6bwx994CTPv0Lw6z++yvdceZyb7w65/nMhrp3DNCwsWyA36fgAGq0ultOgPGFz971dpCGQQmKYNonWCKUZdA0ePaJ5zgV5pA4wSkWi2MJQCkNF9AddOp0uTiWHaQi0SssBpqcVgVAEnokrNApYX21glwIKxQLNQYLQCU7B5O8+P+C+Rz3eeLDPr/6nHrt3efzeH69w2z0JpQmDga/J5VJ84vWGQgibge/RaTdYWNAcPekx8ASOa7C22qBS6lKsODz2aAch8zxwOOCDf9fiWc+b5I9+x+F5z9e88z3H+eRnFaVSEYmJMCWgUAJ0BIlK0Dri+ZdOsHvWk/WlJo88cOITAIa+9qBx3lV/1XnLm//bRdvm9b4o8NUXvtqVXiQxLUEhX0AgKBZyCC1w3AJeFPLog0Pu/EaL9U4eOxdzckmyvDFkbc3iWF1TzNnknBIPPB5yw61rPPzYgBtviXj/x/s8sgTlsotVdKi3Q1rNiCeOGDR7qSq0XAsvDEEpbr+vzzC06bdj7rivxbGTPhvLA5ZWBhw5IXjiSIIyBd94yOehB31Wmj7X39LlD/40YqUuqNQcLCtHoZBDSmNz+4YgDGIcN8QPAj79hR6eqOK6Bjk3h2WZWJZJlAj6vS69UHPbvX1ilfD12z0GgUUu72JYDnHso4i47XafjZaLtH12bLe47RsB9z4ucRxBIV9hGIZMTMacXGnzlduHODJPMZdjkDjc8LUma+2Qhx4S/O576lx/Q0Sx7FIwHJTlUKlGtJoeX/56QhC5mKbGshy8oeaWr7c4vGSRLxokSuE6Bk88Kbj5ng5xaOFYLvc+EvDV2zy+cnOb936kx+dv9HBKBq5bxLZsXDd1dkxp4od9/CRBRzG//OPb1bMu0fL4euWpA6+9+b9oDWKTtCC+4bMvfPNzdnf+KoxEcvAnnjRu+HpELifRSCZqNbrdDovbFthYbTI9PcuTh4+Rc0SaNKtJBh1NkkAS+ZQmC6hIYtk5lOXT2uiThBYwxMQmX5A4RQc/Sig4ZTprSxRrM/SDIQtTNTrdAYXqJI21wzhygkHsQzJEhRolNbHUWNLFVh75ag1lmXi+QgwjwqBLIk2UhGq5QBIpqtUqw+GQ6ekZGq0N5mbmWFutk3dd6hsN7ILADxMmahMEQ59ypZQiQ4iYyBsy7EowYyJ/kIb4DYdCfgL8IcVCidWNoxRzNYLII18r0FkfUsi7DMOAaq3EcBBQq03Sbi5jaYuhGlCwZ1A6QtsxoW8waLeQQhDpmFzJRGIy4UzTjNeZKEywsbJKruYSDAxqUzatxoCcY9Nr9ylOTjDsd6lNVOl2+6jERMiAnO2SCEEQJ3iegjgAIXDzkrxTRKmYUqmU0gpVKzTrLQxT0On2eO75Dn/1gTOSnbOGcePXrJ972Q988z033njAFNnOzx/90YPlX/i+px7Yt6u37aOfD/V//Mlj0jQsLMekWKiiSSiVSiTxgLxTYaA8pND4/QTLMNBxRGKaRDrA1SZaakzLRCgHnYQoleDHIcgYoXJYtgskuLaJH0QIUxEnEXmriE4E0jHoh0PMGAI/QAkgSrkblYgQpoUJmK6FYTgYRCQ6wQ8UhrLQDJGWiRQ2rusAGtfNEUYpy4k3jDDMiJ4XIrWFTgIc10ErjevaaK1AQZRoPL+PjiFWMSY20hBYeRMzAcO26IUxplDEHph5k0B5WNpFxBGG46IIyVkWfpSgtYA4QUsF0iJN4XkMPIcAHzOJkNpAmxauo0niNP7jRRGmIYj9gFzRJfITbNfE80OkYaBDiekIIpVgmhIdxmDk0ERYgBAmofIROuXOlqZAiRjLdonCECFg0BnixRFxMOSP/uu8/om3TXJiiX770cqeS972tfrVVyNMIdA33njA/MAHruv8x1e85A+COPmTlz/XVle+cIIv3tLFdCOiMMZ2DZJYIY0cSoKjXQzTRORSQCFtm9hC4ip7BJMhpcSwJUq5aK2QsZUGnLXGsiRCGBiGibu55zfbEyzsNGNeFjm0Daad5jSSTYBordKNV0KK0QYtIay0XXMTKj42kIY8ZVekEALbskGD4xggDEqusQlNIjENA4TAMFIMOWEIhBFjWWXiONmEL0l3XNqmjbAlhhSUsv3KVnrfji5soptLDEMiRA7DMHBFghAQRfEpm+iVsiiYCbkkvwkVP75TEQxDpveiBUbOQGgDyzERwsCxN8ECchrDMDG1iSENlKE296u7I+Y6S1mgNVESI4VEaxshwTAEoR8jUAT+gEsvsHjDd08qI0yM5TXn/S9829c2MqxmCXD55YcSfTXyvZ+o/+WTh62lmclE/vxbK6qUV/i+RRD3abeaJCpmZWV1c4PYBkKkFrZhyFHBVbeX1gIPBoNNSA5vE15U4XnBGDlD+psMWdswzREad31z81yr1cYwTAb9IZZpE/ibaJRJjJBiDFkpehqcyE/JHYbecBN+NOWprtfrIygRIQTr6+sIBK1WCrPa6/VQWtPtdkc4dH7g4/sBw6FPkijCMBqBFEkpabdaCCFpNltIaYzG32y2sCx7hM49jnGXJCliVYYs7vt+itK12cdwmI4/g2ZNMe0E9XoDaaQbCk3LZGNjA8NIMfpM06TZbAGkOIBJTL/fHyFaBUE4AntKlGI4GG7iErbRSqWbFJOItufhCMlPvm1Sz1UTsVQ3+w897P1Rypd9SJ0WUOiGvz/w1sv2NT4kDR3/yrtWzD/7X33y+XQbZ7pv2Uq3ZW5uTx2HIh1HzdyKRfe/Q2SQQhInm7j8KuVMHEcnOD0Y8tO3MI6vJzZBgRAilWwZ/+Jmm1I8k+txfJ/2t6Ii3ooKoXXKO6mUQkiJGkdNEGkCd7zPRJ2KpnAKZp4GpTVabUoxfSrY0Tghx9b73Qr4PM5T8EzsQdA6RW6Io4Q4Dhls7sT0Bj5v+Z4qf/L7O5Kqaxm3PCB/5fLX3vWucaw7+TRsxnWJ1geNl37vob880ax80SlG5k+9dTa56GzNcBigE00UKoLAJ0kifN8bwUWcji0kA+BLkuQZzCAZMlXGrBYGIbEEFSu0JfCVjzIgiEOEZRAlCdI00i2choHSKfKVQqTrRWgSFaN0QqIShCGIVAimJlB+uhh1jClMkig5LfJVprq2wp5uRXAaPQxDolWChSAOfEytScIIqSGOIpAGYRwjhEEYxiB0ej67LlGIOPVG4lgRxB5GEhPGigQ9mtdx6LKMlkdKie/7CCFG0HEZg8o4ucc4LeDTkGUJURSitSIIfSI/IfI9vGHMjm2SX/iJyWTCFvKRleSeG+/Jv+faaw8aQlynvgXsaoo0tBZN/uzyst05c17y67+0SxdyCUM/IYxSyNM4TkawoJ1OZ4SSnWGvZeI2DEPCMBwBJGbggL1eb4QkBdDrtjCI6NabMJQMlvsYA+ivdhF9zXCji+4n6bEX4TcHxJ2AqO0RtAP8boTXCUmGmkHLIxkoBg0P4Um8ZkzkJRw/dpROr8GJE8fpdDocP36cVqvFyZMnaTabLC0t0Wq1WFlZodlssra2Rr2eIm6tr69Tr9dZW1uj2WyyvLJCp9Xm6InjNJOI+sDH04LVbgdPwFqnQ4Si3mnhqZh6r8NAC9YHHj2lWRsOaSQJK77HRhTRCnw6Q491FdAb9NCjeU4hXvWmqszQo4QQo/O9Xm/0fQaemIFDZjxSGc7dYJCaBt1ujzCM6LV7+PGQgR/jCPiNn9/NBbslzb4pjjTtH77mmkM+TzNTnh52NTNubvvcy9560d71DymS+N3v75nv/KPjWI6FY6eZ7Fwuh2mamwgMTyMlbRXdpwMAOgX5WqcJO5VAsDBEuQlC2WgjNTq1UCiZARVvQscK0Eqlt6FBK4nYFLcoBYlGbv4X+AEztRqXLT6XONBIqdDqVBU3LuYzCbj13NPjBykNNBrXEtTveoCw3UDaNkaSomJbSqB1jJCkdSdaYWgQKsEUIJVCao3Q6RsbCY0TWgxsxVHT4ITtYIypZLUFmGkcOPp0gNfjiFXj95hK+ZQ0zPN9woFHPwwIvJCf++Eiv/cL2xJhCeP+k7n//uyX3PELp4NdPS3AbRqbuTl+8JbLrt832Xttd2jHP/+7R8yPfKKHZZvkcwWSRFOrpbgilUplxFU4Thw+TkqR8RVlvIYjfsZyiW67S6map/s9Ef6uCKnzWJZGWAJhCbRpIA0DQ0qElGBIdJSg4hgdK0SSivkkjCBOUJFCRQodCgZBwLbcBJ952yfZN3nuJq+1OIUPKVOp2WLJ4Fwz9MzxhW9ZKdSHkBaVaonDf/s3fOVnf5Gyo1EGECvySuLECbZW5JTCThS2TnC1JhcrcirBTaK0flppEimwYxPDUPxOrcqfFPI4XohbyI+ol9vtNtVqlXa7PeK/zGiTMx7JUqk0mlvf90fzny24VH0J+v0BoBn0fYLQ45UvKfO+P1hMFksYDyyXv3rxFXe8dBMIUW0lFT09I9vlhxKtkX/wB+f/QP6yB+/ctdg8+zd+bUfc6Cybn7uhxcAMEUlAHOYJg4BYJURxNBrcuKTZShG8lQUNnaI6gIXyPWQPtBEQJSAiibQkWJrE1MQGYKQYNVJrVKI3DUWN1hKNSXqHqSRKdEzOMTm8coRfvP4X+MgPfZx8XESrAKldYqnRm0VC47CkGRRqhv07fg8p/h7YhsPQi9l51UH23XUrj73/Q9SmJ5BRalSGxKA1BiAVmDq1weJEk6i05t5UCgmYCSgiRCIwIxMR65TfUelTpMw4WfpWA3wr92W20LNFL6UkCAMMIQk8n8RIbZjnX5rj3dfsUnO5UJ5sGOGd98VvTWNz+/XpGGhPyzVwzTXwTq4WL3zHHwfPvmDvDe60fP2uUlB98bOL6v4HAvHUsSGuY5Mkmnw+jwbymypqHKTGNFPQQNu2sSxrBAyUAdgUCgW01pSKRSIVEe4JiMt6cxJEKlEygEM0QgowRCplAGFIkBpFAiikFOhNytSsvNCIBY6T46ETD7G9up3n7Xo+cSSQ0kSgN6vlOAXR/FtR42RgjQKBtgW20iBMzrjsEpbvvIfOicM4totQApP0wUoEBumuAgRIsQlRKwQmEktvWpIy9RS/krd5oJSnksuDgEKx+AwkKq31CHkqQ6QqFosjBKsMhGkcdUrrNKcV+CGxTvD6Hhedm+PP37NbnzXjicGwqJ86bL3pDf/p7tvPPfegcd5571XfFv3NNYcO6WuvPWi8+T/9w8YlL7z0H2YK3TfNTySFZ71wWt97b1McWYqQZmrk2qZJt9fFtCy6ve4I8DkT7xlY8WAwGMVdMooaN5djbW2VQqlEf2cPXUgjrEKCEholBGQeixRPLxQBivQaKcWIMDx9w0Ck/iMiAW1ArBQPnXiQF5z7ArYVtxPpEBM5Yv8eR8scl47jLvVo+zBgaE1ip+Wabm2GqbPP4r7PfRoj8DAME6H0prmV2ioKjSa1XQwFUguk0rhKY6m0VUMLbs0VuQWF1+lib7LWFQqFU1jfMkqd7JjR92SMcuPGb8ZlEEUpOYVSPsNBzP49OT76h+foCxbipBMbPLRqHjzwhrs/meYWvzXj7D/Kl3TddQ/rG288YL7+9V9ef8FLnntHuRT84Jm1tnzBs6f0PY+G4sgxb9MFTdAabMtGkEZMs81wW9nSxhnJACzbQiuFkTNRZyiSnMDEQCIxhJFGg6WBISSmNDClgSUkBulnCxNDGRjaxFQGppYYGkwlkEpgINGJomKVONk5wUazy6v3vxzLSKHYjE0DdhzJM5NqWYR4K4NKapOlEVVppmqgtmcPJQRHvnYbODYYBkoaxEKSGBKBRBsylX2GSWQaxJYgkZJQSpQ2SQyLG4p57rMtXGmcAlumtR5BuY1Duo3DsVnW5lwaaTE3m7GgMAiJE0UQevheyPn7Hd7/h2fqZ+1qxL6oWHc+MvkrL3vdbX9x7bX77fOu+sf5H8W3Q+F34xde8rp9U/W/my6GxpMNJ/nVaw4b139pgGXb5Ow8thuRd2pI08WyFXKMlW08YHXKm4xOdyXIhNiNiXPpgzRlms8RUqJQaAFSpOooQ9PWOg2bJ8mmNBEClErf6E2u5yyYplX6hqso4Zzps3CEk+an9Kko3OP2wrh3Mc4iO87sugkZjmnZGJ5P79gx4sTDFgY6SdLxxpv5NqU2w0YaQ6UGr6kFGoVBQmIIlkybju2MzIetC3krVc443KraLMtIVEKcJPihRxRERIHGi7oEnuJFz3H5098+Q++ZFyq2tHHb/fnffOXBu67+P2WYFd8uSehnv3DwFWfPPPHBPW5ncWOYi3/jz9bN9/1lA6RFoWgSRh618gxJHJPP50euXxZcKhQK9Ho9KpUKjUaD6akpltfXmZtbYG1pmcWZWZZWV5ibX2BlZZm5uXnqq8tMT03SaLSoVMr0BinPdRSGm1SBT3tg/X6fSqVCq9lienqKtfV1ZmZnWV1dYWFhkZXlFWampjh68gTz2xdYOXmS2dlZGo0GtVqNVqs18jYyLsiM38j3fYrFIt1ul1q1Sr3RYGZmhpMnTzK3sMDK8ip7du3m+OoycwvzrCwvM7+wwNrqGlNTNRqNJrValX5/gJMrEgQ+hmmmrnUc4ORs1DCiUijS6rRHGwnn5uZYW1tnfn6O9fV1ZmdnWVtbY3Z2lpWVFWZnZ1lfX6dSqdDp97BMk8gPiPwQJaHv+xDHXPWaEr/z6wtqRymWa16Zh09W3/aK1934odO5z99RGuIvffzVZ+6cPXnDnm3J9q6y4z//yzXzXe85STd0sAsGriWwjRxuzsY0UzfUMA2U0iP8mVMw/6MQ25D4scKwHaIoxLIMoijGtCyiONiMzsYjcZuG3PUoDZCplXHcfdM0ScIIx3aIwhDDMvHihLxjocIIy3QJ46cZzcY5DbaCIm/F+M94EbL7sCyDMAywDIsojDDH2N9StjT7abpjpTFkaoQKAbFIVZajBZFWSFOiVDJiZMsY5LayvGUUxNkRIIgi4igkCkLCMGDoxbhGzM+8bZaff/u8qhRC2Q7y0ZMr7g+9+JVf++tvZ7F8WzTEAB/+8DF1440HzJd9z5frle27P33GTvfCBXew+zkXGdE555flI491xMpqSKINpEhQiYEmST2XTfn/tBciQas0xK9BmBZJojANgyTJ9HBKB6iiGFOaqFhhiFS9CC03rd50PzhKpLs9knQvsI4VkrQtIQ3iRGEIC4KURCIIFUKaxHEwSmlkamec3ykLFYwTm25NbURRhMQgjkFm1H6GRRyrTYINjTDFZi5JEGuFMMzUOEciUCA1WqafpEyN+iwoZ5pjL9lmpjmK0jhOFEckiSaJY4LAI/Y8wiDEi0N8L+CMMwTvfsc+fuz7SlHeUeZyv3r08bXiK1/yqkNf1DceMMWuf0i+nTUg+Tb/rrjiUHzttQeN3/mdW5/6kV82X/FEfeJTSNd6zYuEuO4vdqsffGMNFQzpdod4QY9uu0e/26bXa24SVgxoNBqEYUSj2dokbaiDgEariUbTbG6ATmjWNxBomq0WSaJodzpEcUy32yPwA/qbBBIpKniXMAhpd1LWtkaridJpJlYrRX19A4RmvbmORtBobAAxjUZzhDJ+OnKH4XA4IqjodrunEGCMs75podlorAGKen0DLTT15gYKRbOdjqHdaqJUQr/XJQoDhoM+fuilrGn9AUkY0u13UFqNQv/pEer1BonSbKzXSZIU6TxOYhrNOkE0pNFcZzAI6PkR3b5P6AV873dVuP7P9qnXvxztFH3r8AaPf+j66guvfNUNd924WTj37T5/wT/xT1+NlL+J0hq+/qmX/fJMrXPNttmuE2sdf/gTifmuPznBiZUQaab7rW0r2YzL2BiGhWGkAMRbiSbSrO2pYXm9SUQ5MpoFqZT5FtTApzv39Hl92tseN3S/VRwma/d0tMen62urcfr0tWLEX7CV5HS8/1EQVGUByk1WNa2J44gkiQl9TRSHBIlPFKT7nuYmDH7qbdv5se+vxpPW0FzrS91Mih+4/lO9X/+133+0MU5n8+3+Gf/UBXPNoXQe3nkuxo7vPXzLS1914RcMw72y5jYmL9tvqe968YTSoSEffjwFdY6T1HuJIk0UxUCyyeZmMBx6mKbBYJBinHieNzJgLctiOBiMqI0NwzglQztOGpVlbw3DwPM8DMNgOByOqH8dx6HX62PbNr1eD8dxRrTFWV8ZAVdG2JWlCLKMcZYpNs10nFnNjeM4DAaDU9oeP5+1bZpP2x1RFJ1Cr5dlpzPyMcNI50Qagl4v3YnQ7Q9AGQwGvTTbHPbTOtyhwhYhV33PJH/w6wvqtd9V1iV3aByt20cePLH99c9/xc1/dsPX6t7VVyOv+KmH1T/1uUv+L/6EQIurSPSNB8zXHfz8N/74w9MXP3Js17sG7Yq8cI9lvPvqhfja95+tX/LsHCqK6PUThmGPwEsY9AN6vQ5+OKQ36KSsp5tZ7IzXJ+OiziYxe4hB4BPH0egty5jTMkay7CiEGDGyZZ8zmsDx89nCGGd0G2dLy9rP+sgW51aWt/HSg6wUIVt8QsjNFyU9ZoskKz/I8le+74+y/XEc0+v2iCKf/qBPFCoG3Q6DYZduv0foh3T7AYGveO7FJn/5p3v1f796Jnnh+UKGUSAP1xev/bOPTDz7VVd94ZDWB0ytEddcg/q/euZ8h/5SCp2U6/ir173ppdunn/y5xXn9Gin7tPtO/DfXd4y//Jt1cd9jPiCxHQfXLGJafoqLbzqnBPXGuYMy7yVLpglxqgpJg7pPq4Bxj2I8q5t5NaejQT7Fs8q8mbFI71ZVs5UWOCsvHe/bcRziOELK1MDNrkvbSZ6RSR6XNmlkOUZrQRxGRDogDDVEPmEUMvTTdMiZZ5i87Y2T+gffOJ1MVrSppWKlad13dKX8jive8LXPjhO/fiee83dswWR81zfddMC44opDMUgOXfu8n1qc7v6XnQt6uwCeWkqSz9/Skx/72w1xzyMBCrDsPKaRYFnOiJA7CALK5TKDwYBarUa326VcLuN5HoVCAd8PcF13FEgTgtGD832ffD5Pr9ejVCrRbrep1Wo0m81RXGNqaop6vc7k5CTNZpNarUan06FUKtHv90djGKf5y1Sg67oMh0NKpRKdToeJiQkajQZTU1O0Wq1T+mg0GqOMcqVSodPpUCgU0nTKprudLh42QwbGKNvfH/SxLZvhYIhpSoaBh1Z5ojAAfM7f5fCWqxb0K75LqnN2WoaZSI733VYvmv79C99Y/hOWrvO0PmjAdUqIZyYR/6l/5ndywaQDS72ogwev00J8/U+v/v3XX//6Z63+4kQu+YE924PJn3hLmTe+qhJ/5kst42Of7Iqv3z0gQhOECVKmeaEojPA22cKyQqAoCkmSeNONVCSbLCsp0wgjSWRZ1ohBJWMFyep2MkaVLDmXXT/O+pF9zthSsjc/+3fW9niCL0uqjqc/xqvznubBVCRJBDzNWC9EKiGzbH8YBSiVEPohKkkIwgA/EJvF4R0uvSDPm1+7Xb/h5aVkZw1TOoax3HAGrb79N5/5cvi7v/r7XzwsBPzttd9efOVfRcJ8q0Dfplhc3DF57D9PFfQPbq+FNdMMONZQ8c23J/KzX2qLr36tI5rtFI7DsQ1sUyAtF4G5+TATpCnTLSVGumNAyBQOxBCn5nu20v1tLUA6HZno6ZjdTvWuTuWkHidAHU95bG0zu06psbqbTbY6rTQq8VGxJokhTkKUThdSHIEX+EBCqWhw4LlFXvuKSfW8Z+XUWdu1KRNYbeRaJ9vGR9aj6T/77u/+3BNjtdnqdKUJ/+YXTKamuOmAkfn8v3/1gW0vu1L/cNkY/tjuKW/esBJaHTi8lMTXf7FtfOHmofjmgwPiOM35W076BjqWhY4SCk4BPw5xcrm0aNw007IGrbAsmzAMKRQKI3WWqaJMbdTr9VNC6xsbGyN1UqlURpwEvu9j2/aoRjbzznK5HP1+n3K5TKvVolarsbGxwczMDOvr60xNTbG+vs709DQbGxtj6YYyvV4f13VSICLDJE4g0WEaiAsDFDFRkEKBIDQX7Xd5yXMc/drXLagzd0o5V1YCDU8tu436oPDXX7i3865rfuWBpazo7Z03HVL/t0btv/qCOWXhXIcUV6V4WO9//9vnn73zm99bKg5+oJTTF8xUtKsNwdENK7n19g733ufLL99cF48ejgkTRkBAeUcghEwjwVpj2lZaNrlJgKW0SlMBm0ZnFEbk8jl83yeXe/roeR65XI4gSO2hIAieUSmYGtcauVlikRm6WXg+CPzNRZr+djhMwwGDwSA9Doe4jjNyp1O7SBJHEUILEiXwIh+dpPutbAN277C44nkL+tJLE/WSF7h612TJRAds+DHrvdJDXi/3vpN+7ROve92nlwH0tQeNdz50nf7nXij/4gvmW0kcEFx/7RX7t01Zv5QXSy/fNa8W3LyNN0w4uabV0aPoz920Jm69L5CHj0TUW/4oImCYBpZlIDEwTI0UBlKkm9HkZimBlKSFVyLdjD+2TWJUDDVSO+LpgJrWejNHlRY/CTEWtNu0O5R6Wj3JTTtFaY1ScZq2QKcARFqiVJRmkSNNHGuyvMZk2WT3zgKXXGjoV7+0ovbtdMTClC2L1RgVSJ5cFu2Q6pcfPd5878EfuPoWuCrJ1P3llx9KvpMG7b/JBXPKwuGgHLfir776QPV1L+J1idd+6/Ss86yJSi9XdDRxJGgNLHXnNwfqocf74shxLb9xf1M88lTMYJDFHzUIBcJMdzCisG2TOEqTj34YkHNzeIOAYrFAf5jWwA4GfQqFEsOhRy7n4PteKpmiCMOU6ERsJjYVSQSmZeEFPm7OJRgOyeVyDIc+rmvh+SlokecPsAyTINSb5aLhyKTI5+GcXXDh/prevSOvzzvfVJddmBezOWmYTszQFzSHrrfWiO7yKf311+4p/sOv/MpXjo/bhf8aC+VffcGM/119NfKd7zwoxq36D3zg9dvOnF994dyE8bZc0t9enQr3VSoCMPAGimMnh7rRdJKnliLx9bvWxaOPBHJtQ1DvJHT7EVHyzNsTQqCNlPxLCIEhJGiQwkj3PAuN1glCGinOtYiQIrWl0hLHMHUFlUYrSRKltSypQXuqnWkYUCta1Ioms9OCs/a66tmX1fR5Zwo9W8HYNm8Lt2pCLPG8mJPryQpy8qHjJ5MPPdWxb3n7229eytrT+qBx3XXXcdVV/LMZs/+uFszWOM4z36C3W3d+beOVbrB+YTzsXjE3L5+ds6xCtRSDERH0NZ4KdW/oJo88HPPEkQ7LjVguN5Sor0OrHYpGx6fdiej1wfP5Jyp8yfgv3RyUC4JayWGibDJVNfTMrEu1KvSOaanO3mdw1p4c5bxj5F0t3HwMsUm3bxEgBsdP9g+7ZvFTA1148i++uPa5D/zR4/Wtc3HTv4Ah++92wTxD6px7UHBwv84iyNnfJ//6tduNsLWt7Axev+9sua/Tjy+xTbbNz8a4ttq0RSRJENBvGbQ6iWoPNd2hZjjUehBo4SeCRjOivhogpRCGNMQwkCwtt5DCTG0XFTI7W6ZYkKhYg4yYmDBUteqQdyR5F13MIcp5k3IBUasJUSpbmDakRJeSOAlZXY9QsXPYyRWPHluK724OBp/Ml/ctHXjF9UubEJyjaDnXPSz+JY3Y/9csmK3j1NcelEyvC06nv+cvzX/w14r7X3nF9L7lk09dJJQxo1R8wcS02l12lO0a0jUNhSkVlq3TCnMtiBJFpPRmpDXdVRbFCVqZaBKENDGkwDCGiCSHBpxcgCEtDO0gRMrnGCiIA4mKnb7vmzSbg7oW6uZY1XrTC9V77/6G//jr3/6i2+Ca+HR7wG7aBET417JL/t+4YJ4hfc4996CYnl4Xl18+o79VRPPWW39+cdaoFx58aOm8nN3DNP2ckDyrWCqft7DgTphyiKmVGPpqxg/iBRKtTWkI0BjmkCQyUUKmuxeUiZQqKFXMhwUVjhzphYPAuyvw1cNmzlrrD53wOZdefP9wWNQ/8p8/2jp0aKN/GpUruemAvG7jkH7oIfQ116D/tW2Sb/fv/wHboQWbcbQolAAAAABJRU5ErkJggg==" alt="Renzo-ArtHome" style="height:46px !important;width:auto !important"></p>
<div class="mxa-firm"><b>Renzo-ArtHome</b>Tavola A.C-01 &middot; fuori scala</div>
</div></div>
<div class="mxa-h">1. La casa e il terreno</div>
<div class="mxa-grid">
<div class="mxa-sl t-casa"><label for="mxa-sotto">Sotto il piano di campagna c&rsquo;&egrave;</label> <select id="mxa-sotto"><option value="niente">niente: solo la fondazione</option><option value="vespaio">un vespaio o un&#8217;intercapedine</option><option value="servizio">cantina o garage, non abitati</option><option value="abitato">un locale abitato o usato ogni giorno</option></select></div>
<div class="mxa-sl t-terra"><label for="mxa-terreno">Il terreno intorno &egrave;</label> <select id="mxa-terreno"><option value="ghiaia">ghiaioso o sabbioso: l&#8217;acqua sparisce in fretta</option><option value="misto">misto: l&#8217;acqua se ne va piano</option><option value="argilla">limoso o argilloso: l&#8217;acqua resta</option></select></div>
<div class="mxa-sl t-acqua"><label for="mxa-falda">L&rsquo;acqua nel terreno</label> <select id="mxa-falda"><option value="mai">non l&#8217;ho mai vista</option><option value="bassa">sotto il piano di posa della fondazione</option><option value="vicina">arriva entro 0,25 m dal pavimento pi&#249; basso</option><option value="alta">arriva al pavimento, o lo supera</option></select></div>
<div class="mxa-sl t-rec"><label for="mxa-recapito">Il recapito disponibile</label> <select id="mxa-recapito"><option value="lotto">dispersione nel mio terreno</option><option value="bianca">rete pubblica delle acque bianche</option><option value="corpo">fosso, rio o corso d&#8217;acqua</option><option value="consorzio">canale di bonifica consortile</option><option value="strada">fosso o cunetta stradale</option><option value="nera">solo la fognatura nera o mista</option><option value="nessuno">non lo so ancora</option></select></div></div>
<div class="mxa-h">2. Che cosa si vede adesso, fuori</div>
<div class="mxa-grid">
<div class="mxa-sl t-terra"><label for="mxa-pendenza">Il terreno nei primi due metri</label> <select id="mxa-pendenza"><option value="giusta">scende: almeno 10 cm su due metri</option><option value="piana">quasi piana</option><option value="contro">pende verso casa</option></select></div>
<div class="mxa-sl t-acqua"><label for="mxa-pluviali">I pluviali del tetto</label> <select id="mxa-pluviali"><option value="lontano">scaricano lontano dal muro</option><option value="piede">scaricano al piede del muro</option><option value="dreno">sono collegati al tubo drenante</option></select></div>
<div class="mxa-sl t-casa"><span class="mxa-chk"><input type="checkbox" id="mxa-scavo" checked> <label for="mxa-scavo" style="display:inline;margin:0">Si pu&ograve; scavare lungo il perimetro</label></span></div>
<div class="mxa-sl t-rec"><span class="mxa-chk"><input type="checkbox" id="mxa-inv"> <label for="mxa-inv" style="display:inline;margin:0">Sto impermeabilizzando superfici (vialetto, posto auto)</label></span></div></div>
<div class="mxa-display">
<div class="mxa-dcell">
<div class="mxa-dl">che cosa serve</div>
<div class="mxa-dv" id="mxa-liv">basta il primo tempo</div>
<div class="mxa-dn" id="mxa-livn">sotto il piano di campagna non c&#8217;&#232; niente da proteggere e il terreno drena da solo</div>
</div>
<div class="mxa-dcell">
<div class="mxa-dl">da dove si comincia</div>
<div class="mxa-dv2" id="mxa-primo">aprire i pozzetti</div>
<div class="mxa-dn" id="mxa-primon">e guardare il fondo: se c&#8217;&#232; fango, la linea sta depositando</div>
</div></div>
<div class="mxa-card" id="mxa-ordine" style="--cc:#2e7d32">
<div class="mxa-ct">L&#8217;ordine dei lavori</div>
<ol>
<li>aprire i pozzetti esistenti, guardare il fondo e liberare le bocche di lupo</li>
<li>aspettare una stagione di piogge e rivedere che cosa resta bagnato</li>
</ol>
</div>
<div class="mxa-card" id="mxa-recap" style="--cc:#a06a00">
<div class="mxa-ct">Il recapito, e il titolo che serve</div>
<dl>
<dt>recapito</dt>
<dd>dispersione nel mio terreno</dd>
<dt>titolo</dt>
<dd>nessun titolo statale dedicato, ma il decreto 152/2006 vieta lo scarico sul suolo salvo eccezioni e l&#8217;immissione diretta in falda: la strada la aprono la norma regionale e il regolamento comunale</dd>
<dt>da sapere</dt>
<dd>il pozzo perdente non si fa entro 5 metri da edifici e strade, e va dimensionato con la prova di percolazione</dd>
<dt>invarianza</dt>
<dd>nessun obbligo di invarianza se non si impermeabilizzano nuove superfici; restano le regole locali</dd>
</dl>
</div>
<div class="mxa-card" id="mxa-errore" style="--cc:#b23b3b">
<div class="mxa-ct">L&#8217;errore pi&#249; probabile, in questa situazione</div>
<dl>
<dt>attenzione a</dt>
<dd>posare tutto bene e non aprire pi&#249; i pozzetti: la linea si interra in silenzio</dd>
</dl>
</div>
<div class="mxa-riga"><b>In una riga:</b> intorno a una casa l&rsquo;acqua si tratta in tre tempi, e l&rsquo;ordine non &egrave; invertibile: prima si allontana quella che arriva, poi si intercetta quella che scende nel terreno, e solo alla fine si ferma quella che resta.</div>
<div class="mxa-lim"><b>I limiti di questa lettura, per iscritto</b> </p>
<ul>
<li>Questa tavola ordina le domande: non sostituisce il rilievo, la misura del livello dell&#8217;acqua e il progetto.</li>
<li>Le soglie citate vengono da documenti stranieri pubblici (Approved Document C e H, codice canadese, codice americano): in Italia non esiste una norma nazionale che prescriva pendenze del terreno o distanze di scarico dei pluviali.</li>
<li>Il recapito e il titolo dipendono dal comune, dalla regione e dal gestore del servizio idrico: qui c&#8217;&#232; l&#8217;ordine di priorit&#224; e il tipo di titolo, non la risposta del tuo sportello.</li>
<li>Il divieto di immettere acque di drenaggio in fognatura nera o mista &#232; scritto per nome in alcune regioni e non in altre: va verificato sul regolamento del gestore.</li>
<li>La scelta della ghiaia e del tessuto dipende dalla granulometria del terreno, che si misura: i criteri sono nell&#8217;articolo.</li>
</ul>
</div>
<div class="mxa-nota">Tavola A.C-01 di Renzo-ArtHome, a corredo dell&#8217;articolo &#8220;Impermeabilizzare il muro &#232; l&#8217;ultima mossa, non la prima&#8221;. La regola di questa tavola &#232; scritta due volte, in JavaScript e in Python, e i collaudi le confrontano su tutte le combinazioni. Rappresentazione fuori scala.</div></div>
</div>
<p> <script src="data:text/javascript;charset=utf-8;base64,;(function () {
  "use strict";
  var D = {"sotto": [{"id": "niente", "nome": "niente: solo la fondazione"}, {"id": "vespaio", "nome": "un vespaio o un'intercapedine"}, {"id": "servizio", "nome": "cantina o garage, non abitati"}, {"id": "abitato", "nome": "un locale abitato o usato ogni giorno"}], "terreno": [{"id": "ghiaia", "nome": "ghiaioso o sabbioso: l'acqua sparisce in fretta"}, {"id": "misto", "nome": "misto: l'acqua se ne va piano"}, {"id": "argilla", "nome": "limoso o argilloso: l'acqua resta"}], "falda": [{"id": "mai", "nome": "non l'ho mai vista"}, {"id": "bassa", "nome": "sotto il piano di posa della fondazione"}, {"id": "vicina", "nome": "arriva entro 0,25 m dal pavimento pi\u00f9 basso"}, {"id": "alta", "nome": "arriva al pavimento, o lo supera"}], "recapiti": [{"id": "lotto", "nome": "dispersione nel mio terreno", "titolo": "nessun titolo statale dedicato, ma il decreto 152/2006 vieta lo scarico sul suolo salvo eccezioni e l'immissione diretta in falda: la strada la aprono la norma regionale e il regolamento comunale", "nota": "il pozzo perdente non si fa entro 5 metri da edifici e strade, e va dimensionato con la prova di percolazione"}, {"id": "bianca", "nome": "rete pubblica delle acque bianche", "titolo": "allacciamento secondo il regolamento del gestore del servizio idrico", "nota": "\u00e8 la strada pi\u00f9 semplice: il gestore indica il punto e le condizioni dell'allacciamento"}, {"id": "corpo", "nome": "fosso, rio o corso d'acqua", "titolo": "autorizzazione allo scarico, di regola dalla provincia, pi\u00f9 nulla osta idraulico dell'ente competente", "nota": "sono due titoli diversi e uno non sostituisce l'altro"}, {"id": "consorzio", "nome": "canale di bonifica consortile", "titolo": "licenza o concessione del consorzio di bonifica (R.D. 368/1904, articoli 136 e 138)", "nota": "il titolo consortile \u00e8 diverso dall'autorizzazione allo scarico: possono servire entrambi"}, {"id": "strada", "nome": "fosso o cunetta stradale", "titolo": "concessione dell'ente proprietario della strada (Codice della strada, articoli 15 e 26)", "nota": "senza concessione, incanalare acque di qualunque natura nei fossi stradali \u00e8 vietato"}, {"id": "nera", "nome": "solo la fognatura nera o mista", "titolo": "dipende dal regolamento del gestore: in diverse regioni \u00e8 vietato per nome, con deroga a domanda", "nota": "l'acqua di drenaggio in fognatura nera \u00e8 una acqua parassita: diluisce il liquame e riempie i collettori"}, {"id": "nessuno", "nome": "non lo so ancora", "titolo": "da individuare prima di posare il tubo", "nota": "finch\u00e9 il recapito non c'\u00e8, il drenaggio non si progetta e non si posa"}], "pendenze": [{"id": "giusta", "nome": "scende: almeno 10 cm su due metri"}, {"id": "piana", "nome": "quasi piana"}, {"id": "contro", "nome": "pende verso casa"}], "pluviali": [{"id": "lontano", "nome": "scaricano lontano dal muro"}, {"id": "piede", "nome": "scaricano al piede del muro"}, {"id": "dreno", "nome": "sono collegati al tubo drenante"}], "regole": {"liv": {"primo": "basta il primo tempo", "rivaluta": "primo tempo, poi si rivaluta", "dreno": "primo tempo e drenaggio", "progetto": "serve un progetto"}, "perche": {"solo_primo": "non ci sono spazi da proteggere sotto quota, e il terreno non trattiene", "niente_sotto": "sotto il piano di campagna non c'\u00e8 niente da proteggere e il terreno drena da solo", "falda_alta": "la falda arriva al pavimento: il dreno da solo non basta, e la dispersione nel lotto non \u00e8 ammessa", "falda_vicina": "la falda pu\u00f2 salire entro 0,25 m dal pavimento pi\u00f9 basso: \u00e8 la soglia dell'Approved Document C", "argilla_sottoquota": "c'\u00e8 uno spazio utilizzabile sotto quota e il terreno non drena da solo", "vespaio_argilla": "il vespaio sta in un terreno che trattiene acqua: va intercettata prima che arrivi", "primo_rotto": "il primo tempo non \u00e8 a posto: l'acqua del tetto o del terreno torna verso il muro", "sottoquota_dubbio": "c'\u00e8 uno spazio sotto quota, ma il terreno drena: si corregge il primo tempo e si guarda che cosa resta", "niente_scavo": "serve intercettare l'acqua, ma non si pu\u00f2 scavare lungo il perimetro"}, "primo": {"stacca": "staccare il pluviale dal dreno", "pluviali": "prolungare i pluviali", "pendenza": "correggere la pendenza", "piana": "misurare la pendenza", "misura": "misurare il livello dell'acqua", "pozzetti": "aprire i pozzetti"}, "primon": {"stacca": "il dreno serve a togliere acqua dal muro, non a portargliene", "pluviali": "fuori dalla fascia di terreno addossata alla fondazione", "pendenza": "il terreno deve scendere allontanandosi dal muro", "piana": "con asta da due metri e livella, in almeno quattro punti per lato", "misura": "in un pozzetto di prova, e in stagioni diverse", "pozzetti": "e guardare il fondo: se c'\u00e8 fango, la linea sta depositando"}, "passi": {"stacca": "staccare il pluviale dal tubo drenante e portarlo a uno scarico proprio", "pluviali": "prolungare i pluviali fino a scaricare fuori dalla fascia addossata alla fondazione", "pendenza": "correggere le quote del terreno e delle superfici pavimentate, e sigillare le fughe", "pozzetti": "aprire i pozzetti esistenti, guardare il fondo e liberare le bocche di lupo", "aspetta": "aspettare una stagione di piogge e rivedere che cosa resta bagnato", "falda": "misurare il livello dell'acqua in un pozzetto di prova, in stagioni diverse", "dreno": "progettare e posare il dreno perimetrale con la sua fascia filtrante, i pozzetti e il recapito", "progetto": "affidare a un progettista la scelta fra drenaggio, intercapedine e soluzioni dall'interno"}, "rec": {"lotto_falda": "con la falda al pavimento la dispersione nel lotto non \u00e8 praticabile: il pozzo non deve mai pescare nell'acqua", "lotto_argilla": "in terreno argilloso la dispersione \u00e8 lenta: la prova di percolazione dir\u00e0 se \u00e8 praticabile", "nessuno_serve": "qui il recapito serve davvero: va individuato e autorizzato prima di posare il tubo"}, "err": {"pluv_dreno": "il pluviale collegato al dreno manda al piede del muro tutta l'acqua del tetto in pochi minuti", "senza_recapito": "posare il tubo senza sapere dove finisce l'acqua: \u00e8 la spesa che si rif\u00e0 due volte", "nera": "collegare il dreno alla fognatura nera o mista senza chiedere al gestore, e senza il sifone all'innesto", "disperdere_falda": "disperdere nel terreno dove l'acqua \u00e8 gi\u00e0 alta: il pozzo si riempie e non scarica", "ghiaia_argilla": "usare una ghiaia comune contro un terreno fine: i fini entrano nei vuoti e la fascia smette di drenare", "contropendenza": "rifare il giardino senza correggere le quote: l'acqua torna al muro il primo temporale", "pluv_piede": "lasciare il pluviale che scarica al piede, e impermeabilizzare il muro lo stesso", "interno": "lavorare solo dall'interno senza togliere l'acqua che arriva da fuori", "manutenzione": "posare tutto bene e non aprire pi\u00f9 i pozzetti: la linea si interra in silenzio"}, "inv": {"si": "dove vige l'invarianza idraulica, impermeabilizzare superfici obbliga a dimostrare che la portata in uscita non aumenta: soglie diverse da regione a regione", "no": "nessun obbligo di invarianza se non si impermeabilizzano nuove superfici; restano le regole locali"}}};

  function trova(lista, id) {
    var k;
    for (k = 0; k < lista.length; k++) { if (lista[k].id === id) { return lista[k]; } }
    return lista[0];
  }

  function valuta(sotto, terreno, falda, recapito, pendenza, pluviali, scavo, inv) {
    var R = D.regole, r = {};
    var sottoquota = (sotto === "servizio" || sotto === "abitato");
    var primoRotto = (pendenza === "contro" || pluviali === "piede" || pluviali === "dreno");

    r.liv = R.liv.primo;
    r.perche = R.perche.solo_primo;

    if (sottoquota && falda === "alta") {
      r.liv = R.liv.progetto;
      r.perche = R.perche.falda_alta;
    } else if (sottoquota && falda === "vicina") {
      r.liv = R.liv.dreno;
      r.perche = R.perche.falda_vicina;
    } else if (sottoquota && terreno === "argilla") {
      r.liv = R.liv.dreno;
      r.perche = R.perche.argilla_sottoquota;
    } else if (sotto === "vespaio" && terreno === "argilla" && falda !== "mai") {
      r.liv = R.liv.dreno;
      r.perche = R.perche.vespaio_argilla;
    } else if (sotto === "niente" && terreno === "ghiaia") {
      r.liv = R.liv.primo;
      r.perche = R.perche.niente_sotto;
    } else if (primoRotto) {
      r.liv = R.liv.rivaluta;
      r.perche = R.perche.primo_rotto;
    } else if (sottoquota) {
      r.liv = R.liv.rivaluta;
      r.perche = R.perche.sottoquota_dubbio;
    }

    if (r.liv === R.liv.dreno && !scavo) {
      r.liv = R.liv.progetto;
      r.perche = R.perche.niente_scavo;
    }

    if (pluviali === "dreno") {
      r.primo = R.primo.stacca;
      r.primon = R.primon.stacca;
    } else if (pluviali === "piede") {
      r.primo = R.primo.pluviali;
      r.primon = R.primon.pluviali;
    } else if (pendenza === "contro") {
      r.primo = R.primo.pendenza;
      r.primon = R.primon.pendenza;
    } else if (pendenza === "piana") {
      r.primo = R.primo.piana;
      r.primon = R.primon.piana;
    } else if (r.liv === R.liv.progetto) {
      r.primo = R.primo.misura;
      r.primon = R.primon.misura;
    } else {
      r.primo = R.primo.pozzetti;
      r.primon = R.primon.pozzetti;
    }

    r.passi = [];
    if (pluviali === "dreno") { r.passi.push(R.passi.stacca); }
    if (pluviali !== "lontano") { r.passi.push(R.passi.pluviali); }
    if (pendenza !== "giusta") { r.passi.push(R.passi.pendenza); }
    r.passi.push(R.passi.pozzetti);
    if (r.liv === R.liv.dreno || r.liv === R.liv.progetto) { r.passi.push(R.passi.falda); }
    if (r.liv === R.liv.dreno) { r.passi.push(R.passi.dreno); }
    if (r.liv === R.liv.progetto) { r.passi.push(R.passi.progetto); }
    if (r.liv === R.liv.primo || r.liv === R.liv.rivaluta) { r.passi.push(R.passi.aspetta); }

    var rec = trova(D.recapiti, recapito);
    r.rec_nome = rec.nome;
    r.rec_titolo = rec.titolo;
    r.rec_nota = rec.nota;
    if (recapito === "lotto" && terreno === "argilla") { r.rec_nota = R.rec.lotto_argilla; }
    if (recapito === "lotto" && falda === "alta") { r.rec_nota = R.rec.lotto_falda; }
    if (recapito === "nessuno" && (r.liv === R.liv.dreno || r.liv === R.liv.progetto)) { r.rec_nota = R.rec.nessuno_serve; }

    if (pluviali === "dreno") { r.errore = R.err.pluv_dreno; }
    else if (recapito === "nessuno") { r.errore = R.err.senza_recapito; }
    else if (recapito === "nera") { r.errore = R.err.nera; }
    else if (recapito === "lotto" && falda === "alta") { r.errore = R.err.disperdere_falda; }
    else if (terreno === "argilla" && r.liv !== R.liv.primo) { r.errore = R.err.ghiaia_argilla; }
    else if (pendenza === "contro") { r.errore = R.err.contropendenza; }
    else if (pluviali === "piede") { r.errore = R.err.pluv_piede; }
    else if (!scavo) { r.errore = R.err.interno; }
    else { r.errore = R.err.manutenzione; }

    r.inv = inv ? R.inv.si : R.inv.no;
    return r;
  }

  function esc(s) {
    return String(s).replace(/&/g, "&amp;").replace(/</g, "&lt;").replace(/>/g, "&gt;");
  }

  function aggiorna() {
    var sotto = document.getElementById("mxa-sotto").value;
    var terreno = document.getElementById("mxa-terreno").value;
    var falda = document.getElementById("mxa-falda").value;
    var recapito = document.getElementById("mxa-recapito").value;
    var pendenza = document.getElementById("mxa-pendenza").value;
    var pluviali = document.getElementById("mxa-pluviali").value;
    var scavo = document.getElementById("mxa-scavo").checked;
    var inv = document.getElementById("mxa-inv").checked;
    var r = valuta(sotto, terreno, falda, recapito, pendenza, pluviali, scavo, inv);

    document.getElementById("mxa-liv").innerHTML = esc(r.liv);
    document.getElementById("mxa-livn").innerHTML = esc(r.perche);
    document.getElementById("mxa-primo").innerHTML = esc(r.primo);
    document.getElementById("mxa-primon").innerHTML = esc(r.primon);

    var ol = "", i;
    for (i = 0; i < r.passi.length; i++) { ol += "<li>" + esc(r.passi[i]) + "</li>"; }
    document.getElementById("mxa-ordine").innerHTML =
      '<div class="mxa-ct">L\u2019ordine dei lavori</div><ol>' + ol + "</ol>";

    document.getElementById("mxa-recap").innerHTML =
      '<div class="mxa-ct">Il recapito, e il titolo che serve</div><dl>'
      + "<dt>recapito</dt><dd>" + esc(r.rec_nome) + "</dd>"
      + "<dt>titolo</dt><dd>" + esc(r.rec_titolo) + "</dd>"
      + "<dt>da sapere</dt><dd>" + esc(r.rec_nota) + "</dd>"
      + "<dt>invarianza</dt><dd>" + esc(r.inv) + "</dd></dl>";

    document.getElementById("mxa-errore").innerHTML =
      '<div class="mxa-ct">L\u2019errore pi\u00f9 probabile, in questa situazione</div><dl>'
      + "<dt>attenzione a</dt><dd>" + esc(r.errore) + "</dd></dl>";
  }

  var ids = ["mxa-sotto", "mxa-terreno", "mxa-falda", "mxa-recapito", "mxa-pendenza",
             "mxa-pluviali", "mxa-scavo", "mxa-inv"], j;
  for (j = 0; j < ids.length; j++) {
    var el = document.getElementById(ids[j]);
    if (el) { el.addEventListener("change", aggiorna); el.addEventListener("input", aggiorna); }
  }
  window.MXA_TAVOLA = { valuta: valuta, D: D, aggiorna: aggiorna };
  aggiorna();
})();
"></script> </div>
<p> <!--/mxTAVOLA--></p>
<p style="font-size:14px;color:#555">Tutte le tavole interattive: <a href="https://www.renzo-arthome.com/calcolatori/">I calcolatori</a>.</p>
<h2 id="in-sintesi">In sintesi</h2>
<p>1. <strong>Intorno a una casa l&#8217;acqua si tratta in tre tempi, e l&#8217;ordine non è invertibile</strong>: prima si allontana quella che arriva, poi si intercetta quella che scende nel terreno, e solo alla fine si ferma quella che resta. 2. <strong>Il tetto è il più grande spostamento d&#8217;acqua che avviene intorno a un edificio.</strong> Un tetto da cento metri quadrati, con l&#8217;intensità di riferimento del documento inglese, scarica circa 84 litri al minuto in pochi punti. 3. <strong>Il pluviale non si collega mai al tubo drenante</strong>, e non si fa percolare l&#8217;acqua del tetto nel terreno addossato alla fondazione: lo prescrive il rapporto americano sul controllo dell&#8217;acqua nelle fondazioni. 4. <strong>Il terreno deve scendere allontanandosi dal muro di cinque centimetri al metro sui primi tre metri</strong>, secondo il codice residenziale americano: dieci centimetri su due metri. Sulle superfici pavimentate il codice americano chiede il due per cento, dentro l&#8217;eccezione, e la norma inglese l&#8217;uno e sessantasette per cento. 5. <strong>La pendenza si misura, non si stima</strong>: asta da due metri e livella, in almeno quattro punti per lato. Dieci centimetri di dislivello su due metri sono il cinque per cento. 6. <strong>Il drenaggio non serve sempre.</strong> Serve dove la falda può salire entro 0,25 metri dal pavimento più basso, o dove c&#8217;è uno spazio utilizzabile sotto quota e il terreno non drena da solo. 7. <strong>La quota del tubo decide tutto</strong>: la sua generatrice superiore sta sotto il fondo del pavimento interrato, perché il dreno deve tenere l&#8217;acqua più in basso di quanto la capillarità riesca a risalire. 8. <strong>La pendenza del tubo non è un numero fine a sé stesso: è una velocità.</strong> Fra 0,15 metri al secondo, sotto i quali il tubo si interra, e i massimi che erodono il terreno. 9. <strong>La ghiaia giusta dipende dal terreno</strong>: i grani più fini del filtro non devono superare nove volte i grani più grossi del terreno da proteggere. Per un limo fine, la ghiaia comune da drenaggio è troppo grossa. 10. <strong>Il riempimento permeabile contro il muro funziona solo se è chiuso sopra e drenato sotto.</strong> Se manca una delle due cose, raccoglie acqua e la consegna alla fondazione. 11. <strong>Un drenaggio senza recapito non esiste.</strong> I recapiti, in ordine: dispersione nel proprio lotto, rete bianca, corso d&#8217;acqua, canale consorziale, fosso stradale; la fognatura nera o mista per ultima, e in diverse regioni è vietata per nome. 12. <strong>Ogni recapito ha il suo titolo</strong>, e sono titoli diversi che non si sostituiscono a vicenda: autorizzazione allo scarico, nulla osta idraulico, licenza consortile, concessione dell&#8217;ente proprietario della strada. 13. <strong>Se la linea finisce in una fognatura mista, tutte le bocche vanno sifonate</strong>, e il sifone funziona solo se resta pieno d&#8217;acqua. 14. <strong>I punti deboli sono sempre gli stessi</strong>: i passaggi degli impianti, le bocche di lupo, le rampe e i punti bassi. 15. <strong>Senza pozzetti non c&#8217;è manutenzione</strong>, e senza manutenzione il dreno si interra. Il lavaggio si fa a pressione media, fra 20 e 35 bar: sopra i 100 bar si destabilizza il terreno intorno al tubo. 16. <strong>Allontanare l&#8217;acqua non è un assoluto.</strong> Su torbe, su terreni organici e su fondazioni a pali di legno, abbassare l&#8217;acqua è il danno.</p>
<h2 id="dal-cantiere">Dal cantiere</h2>
<p>Quando si apre uno scavo lungo un muro che si bagna, mi colpisce sempre quanto poco c&#8217;entri il muro. Si trova quasi sempre un lavoro fatto con impegno, prodotti comprati, giornate spese: e si trova, accanto, un pluviale che scarica a venti centimetri dalla fondazione e un prato che pende verso casa. Il lavoro è stato fatto nel posto sbagliato.</p>
<p>Il giro sotto la pioggia lo consiglio più spesso di ogni altra cosa, e quasi nessuno lo fa. Non serve niente: un impermeabile, mezz&#8217;ora, un telefono per le fotografie. In mezz&#8217;ora si vede dove l&#8217;acqua va davvero, e quasi sempre va da un&#8217;altra parte rispetto a quello che si pensava. E si scopre, di solito, che due o tre correzioni da poche giornate tolgono la maggior parte del problema.</p>
<p>L&#8217;altra cosa che ho imparato a chiedere prima di ogni altra, quando qualcuno mi dice che ha un drenaggio, è dove finisce. Molte volte la risposta non c&#8217;è: il tubo è stato posato, la ghiaia versata, il giardino rifatto, e nessuno sa dire dove vada l&#8217;acqua né chi abbia autorizzato quel recapito. In quei casi il drenaggio esiste sul preventivo, non nel terreno.</p>
<p>Infine i pozzetti. Quando ci sono, quasi sempre nessuno li ha più aperti dal giorno della posa. Aprirli è il modo più economico di sapere se un impianto lavora: se sul fondo c&#8217;è fango, la linea sta depositando e qualcosa, a monte, non va.</p>
<h2 id="domande-frequenti">Domande frequenti</h2>
<p><strong>Devo per forza fare il drenaggio intorno a casa?</strong><br />No. Il drenaggio perimetrale serve dove c&#8217;è uno spazio utilizzabile sotto il piano di campagna e il terreno non drena da solo, o dove la falda può salire entro 0,25 metri dal pavimento più basso, secondo il documento tecnico inglese. Se sotto quota non c&#8217;è niente da proteggere e il terreno è ghiaioso, spesso basta correggere pendenze e pluviali. E un dreno posato vicino alla fondazione, avverte l&#8217;ente pubblico inglese che si occupa di edifici storici, può perfino concentrare l&#8217;acqua alla base dei muri.</p>
<p><strong>Posso collegare il tubo del drenaggio alla fognatura?</strong><br />Dipende da quale fognatura e da dove si è. Nella rete bianca, di regola sì, con il consenso del gestore. Nella nera o nella mista è l&#8217;ultima scelta possibile, e in diverse regioni è vietata per nome: in Lombardia per regolamento regionale, in Veneto per il piano di tutela delle acque, in Alto Adige per il regolamento del gestore, con deroghe che vanno chieste e a volte pagate. In Toscana, nel regolamento letto per intero, un divieto per nome non c&#8217;è. La ragione tecnica è che quell&#8217;acqua è una «acqua parassita»: diluisce il liquame e riempie i collettori. Prima di posare il tubo, la domanda va fatta al gestore del servizio idrico.</p>
<p><strong>Perché dalla fognatura potrebbero uscire odori in giardino?</strong><br />Perché un collegamento fra una rete esterna e una fognatura nera o mista, se non è sifonato, mette in comunicazione l&#8217;aria della fognatura con l&#8217;aperto. Il documento inglese prescrive il sifone su ogni punto di immissione «per impedire che l&#8217;aria della rete entri nell&#8217;edificio», con un battente minimo di 25 millimetri, e chiede sifoni su tutte le bocche quando una rete di acque superficiali è collegata a una fognatura mista; un regolamento italiano chiede l&#8217;interruzione idraulica anche per le caditoie dei cortili. Il sifone però lavora solo se resta pieno: un rapporto ufficiale del governo di Hong Kong ha documentato che i sifoni asciutti perdono la funzione di tenuta e lasciano passare aria. Che questo accada anche su una linea di drenaggio che scorre solo quando piove è un ragionamento mio, non una notizia che ho trovato scritta.</p>
<p><strong>Che cosa succede se la fognatura va in pressione durante un temporale?</strong><br />L&#8217;acqua può tornare indietro. Il documento inglese ricorda che le fognature miste e quelle bianche sono progettate per andare in pressione con le piogge forti. Nei siti bassi va sentito il gestore. Per gli interrati con apparecchi sanitari, dove il rischio è alto si pompa; dove è basso si mette una valvola antiriflusso, meglio se a doppia valvola e con comando manuale. Dietro la valvola va solo la parte a rischio. I regolamenti italiani lo dicono a modo loro: il gestore non risponde dei danni da rigurgito dentro la proprietà privata.</p>
<p><strong>Quanto deve pendere il terreno intorno alla casa?</strong><br />Il codice residenziale americano chiede almeno 152 millimetri di caduta entro i primi 3.048, cioè il cinque per cento sui primi tre metri: cinque centimetri sul primo metro, dieci su due. Sulle superfici impermeabili entro tre metri chiede il due per cento, e lo chiede dentro l&#8217;eccezione. Il documento inglese, per le pavimentazioni, chiede almeno 1:60 e non più di 1:40 in senso trasversale. I manuali italiani dell&#8217;Ottocento davano fra uno e due centimetri al metro.</p>
<p><strong>Dove deve scaricare il pluviale?</strong><br />Lontano dalla fondazione, e mai dentro il tubo drenante. Il numero dei cinque piedi, cioè 1,52 metri, viene dal codice americano ma vale per le zone con terreni espansivi o collassabili: non è una regola generale. La regola generale, quella sì senza condizioni, è che il pluviale non si collega al dreno di fondazione. E in Italia l&#8217;articolo 908 del Codice civile obbliga comunque a far scolare l&#8217;acqua nel proprio terreno, non su quello del vicino.</p>
<p><strong>Posso fare un pozzo perdente?</strong><br />Solo a certe condizioni. Le fonti lette chiedono almeno cinque metri di distanza da edifici e strade, e che la falda non arrivi mai al fondo del pozzo in nessun momento dell&#8217;anno. Va dimensionato con una prova di percolazione, non a occhio. E va verificata la norma regionale: il decreto legislativo 152 del 2006 vieta «comunque» lo scarico o l&#8217;immissione diretta di acque meteoriche nelle acque sotterranee, e la parola che decide è «diretta».</p>
<p><strong>Che ghiaia devo usare?</strong><br />Quella che sta in rapporto con il terreno che hai. Il criterio del manuale americano dei filtri dice che i grani più fini del filtro non devono superare nove volte i grani più grossi del terreno: per un limo fine si arriva a 0,45 millimetri, per una sabbia grossa a 18. Deve inoltre essere lavata: il codice canadese definisce il limite in non più del dieci per cento di passante al setaccio da 4 millimetri.</p>
<p><strong>Il tessuto non tessuto serve sempre?</strong><br />Serve quando il terreno è fine e la ghiaia disponibile è troppo grossa per trattenerlo, che è il caso più comune. Ma non va scelto a caso: il criterio della FAO chiede che l&#8217;apertura non superi due volte e mezzo il diametro corrispondente al novanta per cento del terreno, e che in pratica non scenda sotto i 200 micrometri. Un tessuto troppo fitto si intasa e diventa una membrana.</p>
<p><strong>Ogni quanto si fa manutenzione?</strong><br />I pozzetti si aprono una volta all&#8217;anno, meglio in autunno. Dopo ogni temporale forte si guarda dove si formano le pozze e se le bocche di lupo hanno ricevuto acqua. Il lavaggio della linea, dove serve, in Olanda si fa tipicamente una volta ogni tre anni, con macchine a pressione media, fra 20 e 35 bar: l&#8217;alta pressione, sopra i 100 bar, è sconsigliata perché destabilizza il terreno intorno al tubo.</p>
<p><strong>Ho già fatto l&#8217;impermeabilizzazione e il muro si bagna ancora. Ho buttato i soldi?</strong><br />Non necessariamente. Vuol dire quasi sempre che l&#8217;acqua continua ad arrivare in quantità che quel rivestimento non può reggere. Prima di rifare l&#8217;impermeabilizzazione conviene fare il primo tempo, che costa poco, e aspettare una stagione di piogge: pluviali prolungati, contropendenze corrette, fughe sigillate, bocche di lupo liberate e collegate.</p>
<p><strong>Chi devo chiamare, e per che cosa?</strong><br />Per il primo tempo di solito basta un&#8217;impresa edile seria, e in parte lo si può fare da soli. Per il secondo e il terzo serve chi sappia misurare il livello della falda, riconoscere il terreno e individuare il recapito con il suo titolo: qui il progettista non è un lusso, perché un dreno alla quota sbagliata o senza recapito è una spesa che va rifatta.</p>
<h2 id="in-conclusione">In conclusione</h2>
<p>Quasi tutti i lavori contro l&#8217;umidità dei muri interrati partono dal punto sbagliato, che è la faccia del muro. È il punto più visibile, quello su cui si può mettere un prodotto e mostrare un preventivo. Ma è anche l&#8217;ultimo anello di una catena che comincia sul tetto e passa per il giardino.</p>
<p>La storia di questo mestiere dice la stessa cosa da duemila anni, con parole diverse: Vitruvio che chiede bocche in luogo aperto, Alberti che vuole discostare dall&#8217;edificio ogni acqua piovana, Palladio che manda l&#8217;acqua lontano dai muri, Parkes che lega la profondità del dreno alla risalita capillare, il trattato del 1859 che smonta il cemento steso dall&#8217;interno con l&#8217;immagine della diga, la prova di laboratorio del 1972 che boccia il rinfianco tradizionale. E dice anche il suo contrario, dove serve: nelle torbiere e sulle fondazioni a pali di legno l&#8217;acqua non si toglie.</p>
<p>Chi ha un muro che si bagna può cominciare domani, senza spendere niente: fare il giro della casa mentre piove, guardare dove finisce ogni pluviale, misurare da che parte pende il terreno nei primi due metri, aprire i pozzetti che trova. Sono le stesse cose che Catone chiedeva ai suoi, e restano il modo più economico di sapere che cosa serve davvero.</p>
<h2 id="nota-sui-calcoli">Nota sui calcoli</h2>
<p>I conti stanno in un file di calcolo che accompagna il testo, le tavole e la tavola interattiva, con la fonte accanto a ogni costante. Le formule, per chi vuole rifare i conti, sono queste.</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>Pendenza del terreno del codice americano: sei pollici in dieci piedi, cioè 6/120 = 5 per cento esatto. I valori metrici stampati nel codice, 152 millimetri in 3.048, danno 4,99: stesso numero letto al secondo decimale. Dislivello su una lunghezza: d = pendenza × lunghezza, quindi 5 per cento su 2 metri = 10 centimetri.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Pendenze scritte come rapporto: 1:n = 100/n per cento. Quindi 1:60 = 1,67 per cento; 1:40 = 2,5 per cento; 1:100 = 1 per cento; 1:200 = 0,5 per cento.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Portata di un tetto: Q = coefficiente di deflusso × intensità × area. Per un tetto il coefficiente di deflusso si assume prossimo a uno, e il conto si riduce a intensità per area. Con l&#8217;intensità di riferimento del documento inglese, 0,014 litri al secondo per metro quadro, un tetto da 100 metri quadrati dà 1,4 litri al secondo, cioè 84 litri al minuto. La stessa intensità, in altezza di pioggia, vale 0,014 × 3.600 = 50,4 millimetri all&#8217;ora.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Criterio di ritenzione del filtro granulare: D15 del filtro non maggiore di 9 × d85 del terreno, e comunque non minore di 0,2 millimetri (6,5 × d85 per i terreni dispersivi); D15 minimo pari al maggiore fra 0,1 millimetri e un quinto del D15 massimo. Esempio del manuale: d85 = 0,05 millimetri dà D15 massimo 0,45.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Criterio di ritenzione del geotessile: O90 non maggiore di 2,5 × d90 del terreno per gli involucri sottili fino a un millimetro, 3 volte fra 1 e 3 millimetri, 4 volte fra 3 e 5, 5 volte oltre 5; in pratica O90 non inferiore a 200 micrometri.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Prova di percolazione del documento inglese: Vp = tempo in secondi impiegato dal livello a scendere dal 75 al 25 per cento, diviso 150. Il risultato sono i secondi necessari a scendere di un millimetro.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Volume in ingresso per un pozzo perdente piccolo: V = area scolante × altezza di pioggia. Su 25 metri quadrati con 10 millimetri in 5 minuti, V = 0,25 metri cubi.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Invarianza idraulica lombarda: portata ammessa = limite per ettaro × superficie / 10.000, con il minimo di 1 litro al secondo. Su 300 metri quadrati in area B il calcolo dà 0,6 litri al secondo, quindi vale il minimo di legge. I volumi di invaso, da metri cubi per ettaro a litri per metro quadro: 800, 500 e 400 metri cubi per ettaro diventano 80, 50 e 40 litri per metro quadro.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Conversioni usate: 1 pollice = 25,4 millimetri; 1 piede = 304,8 millimetri; 1 piede al secondo = 0,3048 metri al secondo. Quindi 0,5 piedi al secondo = 0,15 metri al secondo e 1,4 = 0,43; 3 pollici = 76 millimetri; 18 pollici = 46 centimetri; 2 piedi = 61 centimetri.</li>
</ul>
<p>Che cosa in questo articolo è mio e non delle fonti: la scena di apertura, che è un quadro ricorrente e non un episodio datato, e il racconto del «Dal cantiere»; la lettura delle dieci fotografie; <strong>la regola dei tre tempi</strong>, cioè l&#8217;ordine allontanare, intercettare, fermare, che mette in sequenza prescrizioni che le fonti danno separate; il metodo in tre passi e il consiglio di fare il primo tempo e aspettare una stagione di piogge prima di scavare; la catena delle correzioni della parte storica, con la scelta degli anelli; il confronto fra le pendenze di fonti diverse e l&#8217;avvertenza che sotto l&#8217;uno per cento un piano non scola in modo affidabile; il metodo di misura della pendenza con asta e livella; la lettura della frase di Donghi sui tubi stretti come antenata del criterio di velocità dello standard americano dei dreni interrati; il collegamento fra la migrazione dei fini e i cedimenti, che le due fonti dicono separatamente; <strong>il ragionamento sugli odori che escono dalla ghiaia, dai pozzetti e dalle bocche di lupo</strong>, e quello <strong>sul sifone che si asciuga su una linea stagionale</strong>: nel testo sono dichiarati come deduzioni non documentate; l&#8217;ordine dei cinque recapiti, costruito mettendo insieme la priorità della norma inglese con i titoli richiesti dalle norme italiane; il calendario della manutenzione; le regole della tavola interattiva e i suoi testi.</p>
<p>Una precisazione su un documento molto citato. La Delibera del Comitato dei Ministri del 4 febbraio 1977 e il suo Allegato 5, da cui vengono quasi tutte le «linee guida sulla sub-irrigazione» che circolano, <strong>riguardano la dispersione nel terreno del liquame chiarificato</strong>, cioè acqua reflua, e lo dicono in apertura escludendo l&#8217;immissione di acque meteoriche. I suoi numeri non sono stati trasferiti al drenaggio perimetrale di questo articolo.</p>
<h2 id="fonti">Fonti</h2>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Norme e leggi italiane</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, <em>Norme in materia ambientale</em>, articoli 74 (definizioni di scarico e di acque reflue), 100 (progettazione delle reti fognarie), 103 (scarichi sul suolo), 104 (scarico nel sottosuolo e nelle acque sotterranee), 107 (scarichi in reti fognarie), 113 (acque meteoriche di dilavamento) e 124 (autorizzazione agli scarichi). Testi letti su Normattiva.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Codice civile (R.D. 16 marzo 1942, n. 262), articoli 889 e 891 (distanze dal confine), 908 (scarico delle acque piovane), 909, 911 e 913 (scolo delle acque). Testi letti su Normattiva.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, <em>Nuovo codice della strada</em>, articoli 15, 25 e 26.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Regio decreto 8 maggio 1904, n. 368, regolamento sulle bonificazioni delle paludi e dei terreni paludosi, articoli 133, 134, 136, 137, 138 e 140.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Decreto ministeriale 17 gennaio 2018, <em>Aggiornamento delle Norme tecniche per le costruzioni</em>, Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 2018, supplemento ordinario n. 8, punto 6.5.1.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Intesa 20 ottobre 2016 fra Governo, Regioni ed Enti locali, <em>Regolamento edilizio-tipo</em>, Gazzetta Ufficiale n. 268 del 16 novembre 2016, Allegato A.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Delibera del Comitato dei Ministri per la tutela delle acque dall&#8217;inquinamento 4 febbraio 1977, Allegato 5, Gazzetta Ufficiale n. 48 del 21 febbraio 1977, supplemento ordinario. Letta in tre riproduzioni concordanti pubblicate su siti istituzionali, non sulla Gazzetta originale.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Norme regionali sull&#8217;invarianza idraulica e sugli scarichi</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Regione Lombardia, regolamento regionale 23 novembre 2017, n. 7, articoli 3, 7, 8, 11 e 12.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Regione Lombardia, regolamento regionale 29 marzo 2019, n. 6, articoli 5 e 10.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Regione del Veneto, Allegato A alla deliberazione della Giunta regionale n. 2948 del 6 ottobre 2009, <em>Valutazione di compatibilità idraulica</em>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Regione del Veneto, <em>Piano di Tutela delle Acque</em>, Norme tecniche di attuazione, articolo 20.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Regione Friuli Venezia Giulia, D.P.Reg. 27 marzo 2018, n. 083/Pres., regolamento sull&#8217;invarianza idraulica, articoli 3, 9 e 11.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Regolamenti dei gestori del servizio idrico integrato</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Ufficio d&#8217;Ambito della Città metropolitana di Milano, <em>Regolamento del Servizio Idrico Integrato della città di Milano</em>, edizione 2024, punti 3.3, 3.4 e 3.6 e Allegato C.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>ETRA S.p.A., <em>Regolamento per il servizio di fognatura e depurazione</em>, articoli 22 e 24.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>SEAB Bolzano, <em>Regolamento di fognatura</em>, articoli 13, 17 e 20.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Irisacqua S.r.l., <em>Regolamento degli scarichi di acque reflue e del servizio di fognatura</em>, articolo 36.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Publiacqua S.p.A., <em>Regolamento del servizio idrico integrato</em>; Autorità Idrica Toscana, <em>Regolamento fognatura e depurazione</em>.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Codici e documenti tecnici stranieri</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>International Code Council, <em>International Residential Code</em>, sezioni R401.3, R405.1 e R801.3, edizioni 2021 e 2024; testo identico letto anche nella riproduzione ufficiale del <em>2015 Seattle Residential Code</em>, capitolo 4.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Province of British Columbia, <em>British Columbia Building Code 2018</em>, sezioni 9.14 (Drainage) e 9.26 (Roofing).</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>HM Government, <em>Approved Document C. Site preparation and resistance to contaminants and moisture</em>, edizione 2013, punti 3.2, 3.3, 3.7 e 5.5.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>HM Government, <em>Approved Document H. Drainage and waste disposal</em>, edizione 2015, punti 1.3, 1.33-1.38, 2.2-2.12, 3.7, 3.14, 3.15 e 3.25-3.30.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>U.S. Department of Housing and Urban Development, <em>Handbook 4145.1 REV-2, Appendix 8. Site Grading and Drainage Guidelines</em>, marzo 1990; <em>Handbook 4910.1, Minimum Property Standards for Housing</em>, edizione 1994, capitolo 3.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Historic England, <em>Flooding and Historic Buildings. Building Construction</em>, 30 ottobre 2025.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>USDA Natural Resources Conservation Service, <em>National Engineering Handbook, Part 633, Chapter 26. Gradation Design of Sand and Gravel Filters</em>, 2017.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>USDA NRCS Ohio, <em>Conservation Practice Standard 606. Subsurface Drain</em>, maggio 2002.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>FAO, <em>Materials for subsurface land drainage systems</em>, Irrigation and Drainage Paper 60, Rev. 1, a cura di L.C.P.M. Stuyt, W. Dierickx e J. Martínez Beltrán.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>U.S. Department of Energy, Building America Report BA-1015, <em>Bulk Water Control Methods for Foundations</em>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>K. I. Edvardsen, <em>New method of drainage of basement walls</em>, National Research Council of Canada, Technical Translation TT-1503, 1972.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>West Lindsey District Council, <em>Information sheet on Soakaways in accordance with BRE Digest 365</em>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Normenausschuss Bauwesen im DIN, <em>Auslegungen zur DIN 4095</em>, risposta dell&#8217;11 luglio 2007 (descrizione ufficiale della figura 4 della norma).</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>SARS Expert Committee, <em>SARS in Hong Kong: from Experience to Action</em>, Governo della Regione Amministrativa Speciale di Hong Kong, 2003, capitolo 3.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>D. Galloway, D. R. Jones, S. E. Ingebritsen (a cura di), <em>Land Subsidence in the United States</em>, U.S. Geological Survey Circular 1182, 1999.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Natural England, <em>National Character Area profile: 46. The Fens</em>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>City of Boston, <em>Zoning Groundwater Conservation Overlay District</em>, scheda del portale dati pubblici della città.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>C. De Michele, R. Rosso, M. C. Rulli, <em>Il regime delle precipitazioni intense sul territorio della Lombardia</em>, DIIAR-CIMI, Politecnico di Milano per ARPA Lombardia, relazione finale, febbraio 2005.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Trattati e manuali</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Catone, <em>De agri cultura</em>, 155.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Vitruvio, <em>De architectura</em>, I, 4, 11-12; III, 4; VII, 4, 1-2.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Columella, <em>De re rustica</em>, II, 2 (letto nella traduzione inglese del 1745).</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Palladio Rutilio Tauro Emiliano, <em>Opus agriculturae</em>, VI, 3, in <em>Scriptores rei rusticae veteres Latini</em>, a cura di I. M. Gesner, Lipsia 1773-1774.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>L. B. Alberti, <em>L&#8217;architettura</em>, tradotta da Cosimo Bartoli, Firenze, Lorenzo Torrentino, 1550.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>A. Palladio, <em>I quattro libri dell&#8217;architettura</em>, Venezia 1570 (letto nella ristampa del 1790), libro I capitolo XXIX, libro II capitolo XII, libro III.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>H. Darcy, <em>Les fontaines publiques de la ville de Dijon</em>, Parigi, Victor Dalmont, 1856, Appendice, Nota D.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>H. F. French, <em>Farm Drainage</em>, New York 1859, in particolare le pagine 32-40, 46, 144, 164-165, 197-198 e 352-356.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Local Government Board, <em>Model byelaws with respect to new streets and buildings</em>, Londra 1877, byelaw 17 e byelaw 60.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>G. Curioni, <em>L&#8217;arte di fabbricare. Costruzioni civili, stradali ed idrauliche</em>, Torino, A. F. Negro, 1872.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>G. Musso, G. Copperi, <em>Particolari di costruzioni murali e finimenti di fabbricati</em>, parte II, Torino, Paravia, 1885.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>C. Formenti, <em>La pratica del fabbricare</em>, parte prima <em>Il rustico delle fabbriche</em>, Hoepli, Milano 1893; parte seconda <em>Il finimento delle fabbriche</em>, Hoepli, Milano 1895.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>D. Donghi, <em>Manuale dell&#8217;architetto</em>, volume I <em>La costruzione architettonica</em>, parte I e parte II sezione I, Torino, UTET, 1923, in particolare pp. 19-20, 40-41 e 419-423.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Norme a pagamento, non lette e quindi non citate nel merito</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>DIN 4095, <em>Baugrund. Dränung zum Schutz baulicher Anlagen</em>; BRE Digest 365, <em>Soakaway design</em>; UNI EN 12056, UNI EN 476 e UNI EN 752. Di queste non è stato riportato alcun valore: dove il tema lo richiedeva sono state usate fonti pubbliche equivalenti, dichiarate di volta in volta.</li>
</ul>
<h2 id="lautore">L&#8217;autore</h2>
<p>Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense; anni di cantiere. Autore di &#8220;Murature umide: cause e rimedi&#8221; (Grafill, 2026).</p>
<p><script type='application/ld+json'>{"@context": "https://schema.org", "@type": "FAQPage", "mainEntity": [{"@type": "Question", "name": "Devo per forza fare il drenaggio intorno a casa?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "No. Il drenaggio perimetrale serve dove c'è uno spazio utilizzabile sotto il piano di campagna e il terreno non drena da solo, o dove la falda può salire entro 0,25 metri dal pavimento più basso, secondo il documento tecnico inglese. Se sotto quota non c'è niente da proteggere e il terreno è ghiaioso, spesso basta correggere pendenze e pluviali. E un dreno posato vicino alla fondazione, avverte l'ente pubblico inglese che si occupa di edifici storici, può perfino concentrare l'acqua alla base dei muri."}}, {"@type": "Question", "name": "Posso collegare il tubo del drenaggio alla fognatura?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Dipende da quale fognatura e da dove si è. Nella rete bianca, di regola sì, con il consenso del gestore. Nella nera o nella mista è l'ultima scelta possibile, e in diverse regioni è vietata per nome: in Lombardia per regolamento regionale, in Veneto per il piano di tutela delle acque, in Alto Adige per il regolamento del gestore, con deroghe che vanno chieste e a volte pagate. In Toscana, nel regolamento letto per intero, un divieto per nome non c'è. La ragione tecnica è che quell'acqua è una «acqua parassita»: diluisce il liquame e riempie i collettori. Prima di posare il tubo, la domanda va fatta al gestore del servizio idrico."}}, {"@type": "Question", "name": "Perché dalla fognatura potrebbero uscire odori in giardino?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Perché un collegamento fra una rete esterna e una fognatura nera o mista, se non è sifonato, mette in comunicazione l'aria della fognatura con l'aperto. Il documento inglese prescrive il sifone su ogni punto di immissione «per impedire che l'aria della rete entri nell'edificio», con un battente minimo di 25 millimetri, e chiede sifoni su tutte le bocche quando una rete di acque superficiali è collegata a una fognatura mista; un regolamento italiano chiede l'interruzione idraulica anche per le caditoie dei cortili. Il sifone però lavora solo se resta pieno: un rapporto ufficiale del governo di Hong Kong ha documentato che i sifoni asciutti perdono la funzione di tenuta e lasciano passare aria. Che questo accada anche su una linea di drenaggio che scorre solo quando piove è un ragionamento mio, non una notizia che ho trovato scritta."}}, {"@type": "Question", "name": "Che cosa succede se la fognatura va in pressione durante un temporale?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "L'acqua può tornare indietro. Il documento inglese ricorda che le fognature miste e quelle bianche sono progettate per andare in pressione con le piogge forti. Nei siti bassi va sentito il gestore. Per gli interrati con apparecchi sanitari, dove il rischio è alto si pompa; dove è basso si mette una valvola antiriflusso, meglio se a doppia valvola e con comando manuale. Dietro la valvola va solo la parte a rischio. I regolamenti italiani lo dicono a modo loro: il gestore non risponde dei danni da rigurgito dentro la proprietà privata."}}, {"@type": "Question", "name": "Quanto deve pendere il terreno intorno alla casa?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Il codice residenziale americano chiede almeno 152 millimetri di caduta entro i primi 3.048, cioè il cinque per cento sui primi tre metri: cinque centimetri sul primo metro, dieci su due. Sulle superfici impermeabili entro tre metri chiede il due per cento, e lo chiede dentro l'eccezione. Il documento inglese, per le pavimentazioni, chiede almeno 1:60 e non più di 1:40 in senso trasversale. I manuali italiani dell'Ottocento davano fra uno e due centimetri al metro."}}, {"@type": "Question", "name": "Dove deve scaricare il pluviale?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Lontano dalla fondazione, e mai dentro il tubo drenante. Il numero dei cinque piedi, cioè 1,52 metri, viene dal codice americano ma vale per le zone con terreni espansivi o collassabili: non è una regola generale. La regola generale, quella sì senza condizioni, è che il pluviale non si collega al dreno di fondazione. E in Italia l'articolo 908 del Codice civile obbliga comunque a far scolare l'acqua nel proprio terreno, non su quello del vicino."}}, {"@type": "Question", "name": "Posso fare un pozzo perdente?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Solo a certe condizioni. Le fonti lette chiedono almeno cinque metri di distanza da edifici e strade, e che la falda non arrivi mai al fondo del pozzo in nessun momento dell'anno. Va dimensionato con una prova di percolazione, non a occhio. E va verificata la norma regionale: il decreto legislativo 152 del 2006 vieta «comunque» lo scarico o l'immissione diretta di acque meteoriche nelle acque sotterranee, e la parola che decide è «diretta»."}}, {"@type": "Question", "name": "Che ghiaia devo usare?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Quella che sta in rapporto con il terreno che hai. Il criterio del manuale americano dei filtri dice che i grani più fini del filtro non devono superare nove volte i grani più grossi del terreno: per un limo fine si arriva a 0,45 millimetri, per una sabbia grossa a 18. Deve inoltre essere lavata: il codice canadese definisce il limite in non più del dieci per cento di passante al setaccio da 4 millimetri."}}, {"@type": "Question", "name": "Il tessuto non tessuto serve sempre?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Serve quando il terreno è fine e la ghiaia disponibile è troppo grossa per trattenerlo, che è il caso più comune. Ma non va scelto a caso: il criterio della FAO chiede che l'apertura non superi due volte e mezzo il diametro corrispondente al novanta per cento del terreno, e che in pratica non scenda sotto i 200 micrometri. Un tessuto troppo fitto si intasa e diventa una membrana."}}, {"@type": "Question", "name": "Ogni quanto si fa manutenzione?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "I pozzetti si aprono una volta all'anno, meglio in autunno. Dopo ogni temporale forte si guarda dove si formano le pozze e se le bocche di lupo hanno ricevuto acqua. Il lavaggio della linea, dove serve, in Olanda si fa tipicamente una volta ogni tre anni, con macchine a pressione media, fra 20 e 35 bar: l'alta pressione, sopra i 100 bar, è sconsigliata perché destabilizza il terreno intorno al tubo."}}, {"@type": "Question", "name": "Ho già fatto l'impermeabilizzazione e il muro si bagna ancora. Ho buttato i soldi?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Non necessariamente. Vuol dire quasi sempre che l'acqua continua ad arrivare in quantità che quel rivestimento non può reggere. Prima di rifare l'impermeabilizzazione conviene fare il primo tempo, che costa poco, e aspettare una stagione di piogge: pluviali prolungati, contropendenze corrette, fughe sigillate, bocche di lupo liberate e collegate."}}, {"@type": "Question", "name": "Chi devo chiamare, e per che cosa?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Per il primo tempo di solito basta un'impresa edile seria, e in parte lo si può fare da soli. Per il secondo e il terzo serve chi sappia misurare il livello della falda, riconoscere il terreno e individuare il recapito con il suo titolo: qui il progettista non è un lusso, perché un dreno alla quota sbagliata o senza recapito è una spesa che va rifatta."}}]}</script><br />
<!--mxLA--></p>
<div style='background:#f6f7f9;border:1px solid #e3e6ea;border-radius:8px;padding:14px 18px;margin:26px 0'><strong style='color:#b11f24'>Leggi anche</strong></p>
<ul style='margin:8px 0 0 18px'>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso: intercapedine tecnica per il controllo dell&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
</ul>
</div>
<p><!--/mxLA--></p>
<hr style='border:none;border-top:3px solid #b11f24;margin-top:34px'>
<table style='width:100%;border-collapse:collapse;font-family:Arial,sans-serif;color:#2a3340;font-size:14px;line-height:1.6'>
<tr>
<td style='vertical-align:top;padding-right:20px'>
<div style='font-size:16px;font-weight:700;color:#b11f24'>Ditta Renzo-ArtHome</div>
<div style='font-weight:600'>di Spedicato Oronzo</div>
<div style='color:#5a6577;margin-bottom:8px'>Specialista in risanamenti di interrati e umidit&agrave; di risalita</div>
<div><strong>Web:</strong> <a href="https://www.renzo-arthome.com">www.renzo-arthome.com</a></div>
<div><strong>E-mail:</strong> renzo.spedicato@gmail.com &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>PEC:</strong> renzoarthome@pec.it</div>
<div><strong>Cell.:</strong> +39 335 844 2978 &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>Ufficio:</strong> +39 371 775 4189</div>
<div style='color:#5a6577'>P.IVA 02475540304</div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://www.renzo-arthome.com/preventivo-gratuito/" style="display:inline-block;background:#b11f24;color:#fff;padding:9px 16px;border-radius:6px;font-weight:700;text-decoration:none">Chiedi un preventivo &rarr;</a></div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://wa.me/393358442978" target="_blank" rel="noopener" title="WhatsApp" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-whatsapp.png' alt='WhatsApp' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.facebook.com/RenzoArtHome" target="_blank" rel="noopener" title="Facebook" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-facebook.png' alt='Facebook' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.linkedin.com/in/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="LinkedIn" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-linkedin.png' alt='LinkedIn' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.tiktok.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="TikTok" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-tiktok.png' alt='TikTok' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.youtube.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="YouTube" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-youtube.png' alt='YouTube' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.instagram.com/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="Instagram" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-instagram.png' alt='Instagram' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a></div>
</td>
<td style='vertical-align:top;width:150px;text-align:center'><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/murature-umide-copertina.jpg' alt='Murature umide: cause e rimedi' width='120' style='border:1px solid #ddd;border-radius:4px'></a></p>
<div style='font-size:12px;color:#5a6577;margin-top:6px'><strong>Murature umide: cause e rimedi</strong><br />Grafill, 2026<br /><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener">Vai al libro &rarr;</a></div>
</td>
</tr>
</table>
<style>#rahLATO{margin:44px auto 0;max-width:680px;font-family:'Open Sans',sans-serif}#rahLATO *{box-sizing:border-box}#rahLATO .rahL-int{background:#fff;border:1px solid #d9dde2;padding:18px 16px 10px}#rahLATO .rahL-tit{font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:700;font-size:15px;letter-spacing:.16em;text-transform:uppercase;color:#262a33;margin:0 0 2px}#rahLATO p{margin:0!important;padding:0!important}#rahLATO .rahL-blog-r{margin:0 0 4px}#rahLATO .rahL-pagine{margin:0 0 12px}#rahLATO .rahL-blog{display:inline-block;font-size:13.5px;color:#a06a00;text-decoration:none;margin:0;border:0}#rahLATO .rahL-blog:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO details{margin:0 0 7px;border-left:4px solid var(--rahf)}#rahLATO summary{cursor:pointer;list-style:none;display:flex;align-items:baseline;gap:8px;font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:600;font-size:14px;color:#2f3440;padding:9px 8px 9px 10px;background:var(--rahv);margin:0}#rahLATO summary::-webkit-details-marker{display:none}#rahLATO summary:before{content:"+";font-weight:700;color:#2f3440;opacity:.55;width:13px;flex:none}#rahLATO details[open]>summary:before{content:"\2212"}#rahLATO .rahL-n{margin-left:auto;font-weight:400;font-size:11.5px;color:#5a6577}#rahLATO ul{list-style:none!important;margin:0!important;padding:6px 4px 8px 12px!important;background:var(--rahv);background:color-mix(in srgb,var(--rahv) 32%,#fff)}#rahLATO li{margin:0!important;padding:4px 6px!important;font-size:13px;line-height:1.45;border-left:2px solid transparent;list-style:none!important}#rahLATO li:before{display:none!important;content:none!important}#rahLATO li a{color:#3f4450;text-decoration:none;border:0;box-shadow:none}#rahLATO li a:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO li.rahL-qui{background:#fdf6d8;border-left-color:#eddf21}#rahLATO li.rahL-qui span{font-weight:600;color:#262a33}#rahLATO li.rahL-qui .rahL-segno{display:block;font-weight:400;font-size:10.5px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#5a6577;margin-top:1px}@media(min-width:1490px){body.postid-4701{overflow:visible!important}article.post-4701{position:relative}#rahLATO{position:absolute;top:0;right:-241px;bottom:0;width:225px;max-width:none;margin:0}#rahLATO .rahL-int{position:sticky;top:106px;max-height:calc(100vh - 126px);overflow-y:auto;padding:14px 12px 8px}#rahLATO summary{font-size:12.5px;padding:8px 6px 8px 8px}#rahLATO li{font-size:12px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:13px}}@media(min-width:1710px){#rahLATO{right:-336px;width:300px}#rahLATO .rahL-int{padding:18px 16px 10px}#rahLATO summary{font-size:14px}#rahLATO li{font-size:13px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:15px}}</style>
<div id="rahLATO">
<div class="rahL-int">
<div class="rahL-tit">Gli articoli</div>
<div class="rahL-blog-r"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/blog/">Indice del blog &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-fase-per-fase/">La casa fase per fase &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/decoder-diagnostico-edile/">Il decoder diagnostico &rarr;</a></div>
<details style="--rahv:#dcebf5;--rahf:#7fadd1">
<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">Le malte impermeabili nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">La barriera chimica nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">Ma come si cura una risalita?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/improvvisamente-l-umidita-di-risalita/">Improvvisamente, l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-danno-e-dove-l-acqua-se-ne-va/">Il danno è dove l&#8217;acqua se ne va</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">Chi dimezza la macchia raddoppia l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">Umidità di risalita e sali solubili: perché bloccare l&#8217;umidità è solo metà del risanamento, e perché l&#8217;asciugatura richiede da mesi ad anni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo un intervento contro l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-risalita-impermeabilizzazione-in/">L&#8217;innalzamento dell&#8217;umidità di risalita in seguito a interventi di impermeabilizzazione dall&#8217;interno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/doppia-barriera-protocollo-renzo-arthome/">Barriere chimiche non occludenti in zona di marea: bastano davvero contro la pressione idrostatica?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">L’umidità igroscopica nell’edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-primaria-e-sali-renzo-arthome/">Umidità di risalita capillare primaria</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radici-stabilita-versanti/">Le radici tengono il terreno solo dove lo attraversano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vegetazione-sui-muri/">Il verde sul muro non è un problema di giardinaggio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">31</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-dei-giunti/">Sul giunto si impermeabilizza un movimento</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Impermeabilizzare il muro è l&#8217;ultima mossa, non la prima</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/costruire-casa-senza-umidita/">La casa asciutta si decide in cantiere</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">Tre centimetri invece di una demolizione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/prima-la-strategia-poi-il-prodotto/">Prima la strategia, poi il prodotto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">La spinta idrostatica nelle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">Il seminterrato fra infiltrazioni, umidità e radon: un approccio integrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/fontana-dei-grifi-allinterno-del-castello-miramare-di-trieste/">Fontana dei Grifi all&#8217;interno del castello Miramare di Trieste</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/interventi-di-impermeabilizzazioni/">Impermeabilizzazioni: come intervenire e quali soluzioni scegliere</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#d9edea;--rahf:#7dbcb5">
<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">16</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-problema-non-e-la-pioggia/">Il problema non è la pioggia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">Umidità di rimbalzo (rain splash)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-meteorica-cap/">Umidità meteorica (penetrating damp)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-condensazione/">Umidità da condensazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sindrome-dell-edificio-malato/">Sindrome dell&#8217;edificio malato: cause, sintomi e soluzioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffe-indoor/">Muffe indoor</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">Condensa interstiziale in edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f2e9d5;--rahf:#c9a970">
<summary>Vespai e solai<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-piove-dal-predalles/">Quando piove dal predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-normative-e-calcoli/">Vespaio aerato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1431-2/">Le infiltrazioni nei predalles: analisi e metodologie di intervento</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f5e3dc;--rahf:#cf9484">
<summary>Casi Studio<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f4eecb;--rahf:#c9b954">
<summary>Norme e libro<span class="rahL-n">5</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/normativa-salubrita-edifici/">Quadro normativo sulla salubrità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1443-2/">Materiali da costruzione radioattivi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pubblicato-il-libro-murature-umide-cause-e-rimedi/">Pubblicato il libro “Murature umide: cause e rimedi”</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#ebedf0;--rahf:#a7adb8">
<summary>Altri articoli<span class="rahL-n">1</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pavimenti-in-resina-nei-dettagli/">I pavimenti in resina nei dettagli</a></li>
</ul>
</details>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-intorno-alla-casa/">Impermeabilizzare il muro è l&#8217;ultima mossa, non la prima</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.renzo-arthome.com/acqua-intorno-alla-casa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il verde sul muro non è un problema di giardinaggio</title>
		<link>https://www.renzo-arthome.com/vegetazione-sui-muri/</link>
					<comments>https://www.renzo-arthome.com/vegetazione-sui-muri/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[renzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2026 05:25:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Diagnosi e metodo]]></category>
		<category><![CDATA[coperture]]></category>
		<category><![CDATA[diagnostica]]></category>
		<category><![CDATA[edera]]></category>
		<category><![CDATA[infiltrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[pluviali]]></category>
		<category><![CDATA[umidità meteorica]]></category>
		<category><![CDATA[vegetazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.renzo-arthome.com/?p=4567</guid>

					<description><![CDATA[<p>Erba sul cornicione, muschio sotto la gronda, felci su una parete in ombra, un fico fra le pietre: sui muri e sui tetti una pianta attecchisce dove l'acqua resta abbastanza a lungo. La mappa dell'acqua, che cosa dice la specie, come fanno danno le radici, l'edera e il cappello d'erba dei ruderi, i tetti, le regole sui prodotti, il metodo per togliere il verde aprendo il muro il meno possibile e la tavola interattiva.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/vegetazione-sui-muri/">Il verde sul muro non è un problema di giardinaggio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style='font-size:19px;color:#5a6577'><em>Erba sul cornicione, muschio sotto la gronda, felci in ombra, un fico fra le pietre: il verde attecchisce dove trova acqua abbastanza a lungo, e quanto dipende dalla specie. Per questo si legge prima come una mappa dell&#8217;umidità, e si toglie dopo, con un metodo che apre il muro il meno possibile.</em></p>
<p>Mi arrivano spesso fotografie di questo tipo: un ciuffo d&#8217;erba sul cornicione, l&#8217;edera che copre il muro del giardino, un alberello nato fra le pietre di un campanile, il muschio sulle tegole. La domanda che le accompagna è quasi sempre la stessa: «la tolgo?». Chi la fa pensa di solito a un lavoro di giardinaggio contro le piante infestanti, da sbrigare con una scala, un paio di cesoie e un diserbante. Qualcuno è convinto del contrario: «l&#8217;edera tiene su il muro, se la tolgo viene giù tutto».</p>
<p>Guardando meglio, le piante non stanno dove capita. Sul fianco di una chiesa di pietra i cespugli seguono il bordo alto del muro e il tubo che porta giù l&#8217;acqua del tetto. Crescono proprio dove il tubo è rotto, e gli spezzoni pendono staccati. Su una parete di mattoni in ombra il muschio e le felci scendono in una striscia verticale dal bordo dell&#8217;intonaco rimasto fino al pavimento. Il resto della parete è nudo. Sulle cornici e sui marcapiani i ciuffi stanno sul piano, dove l&#8217;acqua e la polvere si fermano. La fotografia mostra la pianta; per capire il muro serve la linea che la pianta disegna.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="900" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-foto1-fianco-pluviale-rotto.jpg" alt="Il fianco in pietra di una chiesa visto dall'angolo della facciata, con i cespugli secchi e verdi che crescono lungo il bordo alto del muro e lungo il tubo di scarico, rotto a metà con gli spezzoni staccati dal muro; a sinistra i conci squadrati della facciata, con una nicchia a conchiglia e una croce" class="wp-image-4554" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-foto1-fianco-pluviale-rotto.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-foto1-fianco-pluviale-rotto-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-foto1-fianco-pluviale-rotto-1024x576.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-foto1-fianco-pluviale-rotto-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-foto1-fianco-pluviale-rotto-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 1. Il fianco di una chiesa in pietra, visto dall&#8217;angolo della facciata. I cespugli crescono lungo il bordo alto del muro e lungo il tubo che porta giù l&#8217;acqua del tetto: a metà il tubo è rotto, e gli spezzoni pendono staccati dal muro. Sulla facciata in conci squadrati, a sinistra, il verde quasi non c&#8217;è. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<div id="rahTOC" style="border:1px solid #e2e5ea;border-radius:6px;padding:20px 24px;margin:0 0 32px;background:#fafbfc">
<p style="margin:0 0 10px;font-weight:600;color:#1a2233;font-size:16px">Indice</p>
<ol style="margin:0;padding-left:20px;line-height:1.6">
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#dal-colosseo-alledera-inglese-chi-ha-studiato-il-verde-sui-muri" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Dal Colosseo all&#8217;edera inglese: chi ha studiato il verde sui muri</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-parole-che-servono" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le parole che servono</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#che-cosa-serve-a-una-pianta-per-vivere-su-un-muro" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Che cosa serve a una pianta per vivere su un muro</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#dove-cresce-la-mappa-dellacqua" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Dove cresce: la mappa dell&#8217;acqua</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#che-cosa-dice-la-specie" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Che cosa dice la specie</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#come-fa-danno" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Come fa danno</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#gli-alberi-nei-muri-il-fico-lailanto-e-gli-altri" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Gli alberi nei muri: il fico, l&#8217;ailanto e gli altri</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#ledera-quando-ripara-il-muro-e-quando-lo-apre" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;edera: quando ripara il muro e quando lo apre</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-testa-del-muro-quando-lerba-la-protegge" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La testa del muro: quando l&#8217;erba la protegge</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#i-tetti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">I tetti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-scorciatoie-che-non-tengono" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le scorciatoie che non tengono</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-metodo-in-tre-passi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il metodo in tre passi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#che-cosa-si-fa-e-che-cosa-no" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Che cosa si fa, e che cosa no</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-regole-prodotti-aree-e-permessi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le regole: prodotti, aree e permessi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-tavola-interattiva-che-cosa-dice-la-pianta-sul-muro" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La tavola interattiva: che cosa dice la pianta sul muro</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-sintesi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In sintesi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#dal-cantiere" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Dal cantiere</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#domande-frequenti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Domande frequenti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-conclusione" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In conclusione</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#nota-sui-calcoli" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Nota sui calcoli</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#fonti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Fonti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lautore" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;autore</a></li>
</ol>
</div>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1126" height="2000" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-foto2-striscia-di-muschio-e-felci.jpg" alt="Parete di mattoni in ombra, con una striscia verticale di muschio scuro e di piccole felci che scende dal bordo dell'intonaco rimasto fino al pavimento, mentre il resto della parete è senza vegetazione" class="wp-image-4555" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-foto2-striscia-di-muschio-e-felci.jpg 1126w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-foto2-striscia-di-muschio-e-felci-169x300.jpg 169w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-foto2-striscia-di-muschio-e-felci-577x1024.jpg 577w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-foto2-striscia-di-muschio-e-felci-768x1364.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-foto2-striscia-di-muschio-e-felci-865x1536.jpg 865w" sizes="(max-width: 1126px) 100vw, 1126px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 2. Una parete di mattoni in ombra, dove l&#8217;intonaco manca. Il muschio e le felci scendono in una striscia verticale dal bordo dell&#8217;intonaco fino al pavimento, e il resto della parete è nudo: è il disegno di un&#8217;acqua che arriva dall&#8217;alto lungo una linea. Una risalita avrebbe disegnato una fascia orizzontale a partire dal piede. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<p>Questo articolo parte da quella linea. Su un muro una pianta attecchisce se trova insieme un seme, un po&#8217; di substrato, luce e acqua per abbastanza tempo. I semi li portano il vento e gli uccelli. Il substrato lo fanno la malta erosa dei giunti e il deposito che si ferma sui piani: polvere, foglie, terriccio. L&#8217;acqua invece non c&#8217;è dappertutto, e dove manca il seme germina e poi secca. Per questo la vegetazione spontanea è prima di tutto una mappa dell&#8217;acqua che bagna l&#8217;edificio, e va letta prima di toglierla. Poi è anche un danno, ma non sempre e non nello stesso modo. A deciderlo sono la specie, il punto in cui cresce e lo stato del muro.</p>
<p>Quanto a lungo, però, dipende dalla pianta, e dalla pianta dipende anche il danno. Un cuscinetto di muschio vive dove la superficie torna bagnata spesso; la parietaria e il cappero, piante tipiche dei muri, si trovano di solito nei luoghi secchi, e sul muro dicono giunto aperto più che acqua. Su un muro sano l&#8217;edera può perfino proteggere la pietra dal gelo, mentre un fico nato in un giunto, con gli anni, lo apre. Per questo la mappa si legge due volte: la posizione dice da dove arriva l&#8217;acqua; la specie dice se è una pianta dei luoghi secchi o di quelli umidi, e quanto danno può fare.</p>
<p>Chi si occupa di umidità ha un motivo in più per guardare il verde. Nelle istruzioni per la manutenzione delle aree archeologiche di Roma, Roberto Cecchi e Paolo Gasparoli chiedono di controllare una cosa prima di dare il diserbante: che il muro non sia bagnato di risalita capillare, di pioggia battente o di stillicidio. Se lo è, scrivono, il fenomeno si riproduce in fretta. È la stessa domanda che ci si fa davanti a una macchia di umido, e questo articolo la mette al centro.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1333" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig1-la-mappa-dell-acqua.png" alt="Prospetto di una casa in muratura e del muro di cinta con dieci punti numerati: il muschio sul manto di coppi, l'erba e un arbusto nel canale di gronda, la striscia di muschio e felci sotto il giunto staccato del pluviale, i ciuffi sul cornicione e sul marcapiano, le piantine alle estremità di un davanzale, le erbe nei giunti di una lacuna d'intonaco, un fico in una fessura, la fascia al piede del muro, un alberello sulla testa del muro di cinta e l'edera sulla sua faccia; a destra due dettagli, la radice che segue l'acqua nella fessura e il giunto sfilato del pluviale" class="wp-image-4556" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig1-la-mappa-dell-acqua.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig1-la-mappa-dell-acqua-300x250.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig1-la-mappa-dell-acqua-1024x853.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig1-la-mappa-dell-acqua-768x640.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig1-la-mappa-dell-acqua-1536x1280.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 1. Dove cresce il verde, e quale acqua lo nutre. Ogni gruppo di piante corrisponde a un punto dove l&#8217;acqua si ferma o passa: il manto che resta bagnato, il canale di gronda pieno di foglie, il pluviale staccato, i piani delle cornici e dei davanzali, i giunti erosi, una fessura, il piede del muro, la testa del muro di cinta senza copertina.</figcaption></figure>
<h2 id="dal-colosseo-alledera-inglese-chi-ha-studiato-il-verde-sui-muri">Dal Colosseo all&#8217;edera inglese: chi ha studiato il verde sui muri</h2>
<p>Che le piante rompano i monumenti lo sapevano già i Romani. Nel 98 dopo Cristo Marziale scriveva che il caprifico, il fico selvatico, spacca i marmi del monumento di Messalla: «Marmora Messallae findit caprificus». Giovenale, nelle Satire, usa la stessa immagine: anche le tombe hanno il loro destino, e le pietre che custodiscono le ceneri le spacca la forza del fico sterile. Plinio il Vecchio, nella Storia naturale, scrive che l&#8217;edera rompe sepolcri e muri, e racconta di un fico davanti al tempio di Saturno, tolto con un rito delle Vestali perché rovesciava la statua di Silvano. L&#8217;anno che si legge spesso per questo episodio viene dalle vecchie edizioni: nell&#8217;edizione critica, al suo posto, c&#8217;è una lacuna.</p>
<p>Sui tetti, invece, una pianta per secoli è stata voluta. Il Capitulare de villis, il regolamento delle aziende agricole del re attribuito a Carlo Magno e datato intorno all&#8217;800, chiude l&#8217;elenco delle piante dell&#8217;orto con una riga: l&#8217;ortolano tenga sopra la sua casa la barba di Giove, che gli studiosi dell&#8217;Ottocento hanno identificato con il semprevivo dei tetti. Il testo non dice perché. La credenza che il semprevivo tenga lontano il fulmine si trova scritta più tardi, nel Duecento, in Alberto Magno, che la attribuisce a chi pratica incantesimi.</p>
<p>La pulizia più famosa è quella del Colosseo, dove i botanici contavano le piante da secoli. Nel 1643 Domenico Panaroli ne pubblicò il primo catalogo, più di trecento voci nella ristampa del 1652, con il cappero, il fico selvatico e l&#8217;edera. Antonio Sebastiani ne numerò 261 nel 1815; l&#8217;inglese Richard Deakin, nel 1855, dichiarò 420 specie, e già lamentava le piante perse con i restauri e con la spazzolatura delle rovine. Nel 1871, racconta l&#8217;archeologo Rodolfo Lanciani, Pietro Rosa fece raschiare e radere il monumento, per paura che l&#8217;azione delle radici ne accelerasse la disgregazione. Lo stesso Lanciani descrive le piante radicate nei giunti come potenti leve.</p>
<p>Le proteste arrivarono subito. Nel 1874 la botanica Elisabetta Fiorini Mazzanti presentava all&#8217;Accademia dei Nuovi Lincei la flora «quasi spenta» del Colosseo: «Ora cupidità archeologica tutto distrusse». Nel 1897 lo scrittore inglese Augustus Hare scriveva che nello sradicamento erano cadute più pietre di quante ne sarebbero cadute in cinquecento anni. È un giudizio polemico, non una misura, ma pone già la domanda di questo articolo: quanto danno fa il modo di togliere. Il verde, intanto, è tornato. Nel 2001 Laura Celesti-Grapow, Giulia Caneva e Alessandra Pacini hanno contato sul Colosseo 242 specie, nonostante il diserbo compiuto periodicamente per la manutenzione ordinaria.</p>
<p>In Inghilterra la stessa storia ha avuto un secondo tempo. All&#8217;inizio del Novecento l&#8217;Office of Works, l&#8217;ufficio statale che aveva in cura i monumenti, cominciò a spingere perché le rovine fossero spogliate di ogni vegetazione, e sulle teste dei muri si impose il cappello rigido di pietre e malta. Nel 1923 il suo segretario, come riporta un rapporto di English Heritage del 2010, chiamava l&#8217;edera una pianta infestante e odiosa. Mezzo secolo prima Shirley Hibberd, autore di una monografia sull&#8217;edera del 1872, alla domanda se l&#8217;edera danneggi gli edifici aveva risposto: «It all depends», dipende. Di regola, scriveva, tende a danneggiare, ma la protezione spesso compensa il danno. Per lui il muro sotto l&#8217;edera asciugava per due ragioni: le foglie fanno scivolare la pioggia e le radichette succhiano l&#8217;umidità. Le misure di oggi confermano la prima e smentiscono la seconda.</p>
<p>La svolta è venuta da un cantiere. A Wigmore Castle, fra il 1997 e il 1999, English Heritage tolse un&#8217;edera fitta: sotto c&#8217;erano parti danneggiate e parti intatte, e la pietra scoperta, poi, ha cominciato a degradarsi. Da lì è partita, nel 2006, la ricerca affidata all&#8217;Università di Oxford, conclusa con il rapporto Ivy on Walls: non si può dare per scontato che l&#8217;edera faccia danno e vada tolta. Lo stesso percorso ha avuto il cappello d&#8217;erba sulle teste dei ruderi. Sulla chiesa dell&#8217;abbazia di Rievaulx se n&#8217;era formato uno naturale in 350 anni, prima dei consolidamenti del primo Novecento. Le squadre di English Heritage lo rifacevano già negli anni Ottanta, Oxford lo ha messo alla prova dal 2000, e il rapporto finale è del 2018.</p>
<p>In Italia il filo passa dalle parole e dai numeri. Il lessico NorMaL 1/88 del CNR e dell&#8217;Istituto Centrale del Restauro, pubblicato nel 1990, ha dato un nome alle alterazioni della pietra, e nel 2006 lo ha sostituito la UNI 11182. Nel 1991 Giulia Caneva, Maria Pia Nugari e Ornella Salvadori hanno pubblicato per l&#8217;ICCROM, il Centro internazionale di studi per la conservazione e il restauro dei beni culturali, il manuale di biologia per la conservazione citato in queste pagine. Nel 2005 hanno curato per Nardini il primo volume de La biologia vegetale per i beni culturali, dedicato al biodeterioramento, che il Getty Conservation Institute ha poi tradotto in inglese. Nel 1995, in un volume sull&#8217;area archeologica di Fiesole, e nel 1996, sull&#8217;Informatore Botanico Italiano, Maria Adele Signorini ha proposto l&#8217;indice di pericolosità.</p>
<p>Nel 2008 il glossario illustrato dell&#8217;ICOMOS, il Consiglio internazionale dei monumenti e dei siti, ha scritto in una riga la tesi di questo articolo: se gli edifici non sono mantenuti, le piante finiscono per colonizzare i punti dove l&#8217;acqua è accessibile, e possono contribuire a tenerli umidi. Nel 2010 Cecchi e Gasparoli hanno scritto la procedura per togliere le piante dai monumenti di Roma, che prima del diserbo fa controllare l&#8217;acqua del muro, come già le istruzioni di Gasparoli del 1997; nel 2014 il Piano d&#8217;azione nazionale ha tolto il diserbo chimico dalle aree monumentali delle città, salvo deroga. Nel 2021 lo studio di Celesti-Grapow e Ricotta ha misurato su settant&#8217;anni di censimenti la crescita degli alberi esotici sui muri antichi di Roma.</p>
<p>Ogni passo ha corretto il precedente, e la Figura 2 li mette in fila. I Romani vedevano il danno; l&#8217;Ottocento ha tolto tutto e ha scoperto che anche togliere fa danno; il Novecento ha imparato a distinguere fra pianta e pianta e fra muro e muro. Oggi si misura, e la prima domanda riguarda l&#8217;acqua che fa crescere le piante.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1250" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig2-la-catena-delle-correzioni.png" alt="Tavola con la storia in due colonne e sei anelli in alto: le piante rompono i monumenti, si contano le piante dei monumenti, si tolgono tutte, anche togliere fa danno, si misura, prima l'acqua; sotto, in ordine di tempo, Marziale e Plinio, il Capitulare de villis e Alberto Magno, i cataloghi del Colosseo di Panaroli, Sebastiani e Deakin, la ripulitura del 1871, Hibberd, Fiorini Mazzanti e Hare, l'Office of Works, English Heritage e Wigmore Castle, la NorMaL e la UNI 11182, il manuale ICCROM, Signorini, l'ICOMOS, Cecchi e Gasparoli, Historic England, lo studio su Roma del 2021 e l'indice del 2023" class="wp-image-4557" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig2-la-catena-delle-correzioni.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig2-la-catena-delle-correzioni-300x234.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig2-la-catena-delle-correzioni-1024x800.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig2-la-catena-delle-correzioni-768x600.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig2-la-catena-delle-correzioni-1536x1200.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 2. Duemila anni di piante sui muri. Ogni voce ha il colore del suo anello: chi ha visto il danno, chi ha contato le piante, chi le ha tolte tutte, chi ha capito che anche togliere fa danno, chi ha misurato, chi ha messo l&#8217;acqua al primo posto. In grigio le piante tenute apposta sui tetti.</figcaption></figure>
<h2 id="le-parole-che-servono">Le parole che servono</h2>
<p>Per descrivere il verde su un muro c&#8217;è una norma italiana, la UNI 11182 del 2006, che ha preso il posto del lessico NorMaL 1/88, pubblicato nel 1990. Dà un nome alle forme di alterazione dei materiali lapidei naturali e artificiali: pietre, mattoni, malte, intonaci. Qui uso i suoi termini con definizioni mie, e indico il punto della norma, che è a pagamento.</p>
<p><strong>La presenza di vegetazione (UNI 11182, punto 3.25).</strong> È la presenza di piante vere e proprie: erbe, arbusti, alberi. È la voce da scrivere in una relazione per il ciuffo sul cornicione, il fico nella fessura, l&#8217;edera sulla facciata.</p>
<p><strong>La colonizzazione biologica (punto 3.4).</strong> È la voce più larga: tutti gli organismi che si vedono a occhio nudo sulla superficie, dalle alghe ai funghi, dai licheni ai muschi fino alle piante superiori. Il muschio e i licheni stanno qui, e non fra la presenza di vegetazione, che nella norma è riservata a erbe, arbusti e alberi.</p>
<p><strong>La patina biologica (punto 3.22).</strong> È il velo sottile e continuo che i microrganismi stendono sulla superficie, di colore e spessore diversi da caso a caso. Verde o scuro, si forma dove una superficie resta umida a lungo: al piede di un muro, sotto un davanzale senza gocciolatoio. Non va confuso con la <a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">crosta nera</a>, che è gesso.</p>
<p><strong>Il deposito superficiale (punto 3.8).</strong> È materiale estraneo appoggiato sulla superficie e poco aderente: polvere, terriccio, guano. Sui piani delle cornici e nei giunti aperti è il terreno in cui germinano i semi.</p>
<p><strong>Le forme biologiche.</strong> I botanici dividono le piante secondo la durata della vita e il punto in cui stanno le gemme. Le terofite sono erbe annuali, che vivono pochi mesi. Le emicriptofite sono erbe perenni con le gemme a livello del suolo; le geofite, erbe perenni con organi di riserva sottoterra, come bulbi e rizomi. Le camefite sono piante perenni basse, spesso legnose alla base, con le gemme a non più di 25 centimetri dal suolo (Cozzolino e colleghi, 2022); le fanerofite, alberi e arbusti con le gemme più in alto. Sul muro la forma biologica conta perché con lei cresce la radice: corta e sottile nelle erbe annuali, legnosa e capace di ingrossarsi negli alberi. La forma di crescita è anche il primo criterio dell&#8217;indice di pericolosità delle piante sui monumenti.</p>
<p><strong>Il colletto.</strong> È il punto in cui il fusto diventa radice. Tagliare al colletto significa tagliare la pianta a filo del muro, lasciando la radice dentro.</p>
<p><strong>Devitalizzare.</strong> Far seccare la pianta sul posto prima di toglierla, con un prodotto spruzzato sulle foglie o iniettato nel tronco tagliato. Una pianta viva tirata via si porta dietro la malta e le pietre a cui è attaccata; seccata sul posto, di solito diventa fragile e si toglie con meno danno. L&#8217;edera fa eccezione: nelle prove del National Trust, riportate da Historic England, quella fatta seccare si staccava peggio di quella viva.</p>
<p><strong>Stuccatura e ristilatura.</strong> La stuccatura chiude con una malta i vuoti e i giunti aperti. La ristilatura rifà la finitura dei giunti di una muratura a vista, e su un edificio storico richiede un progetto.</p>
<p>La Figura 3 mette le voci della norma su un tratto di muro, ciascuna con il suo punto, e accanto le forme biologiche.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig3-le-parole.png" alt="Tavola in due parti: a sinistra un tratto di muro intonacato con la cornice, una finestra con il davanzale, un riquadro di mattoni a vista e il piede del muro, con nove punti numerati: un ciuffo d'erba sulla cornice, il muschio, i licheni sul bordo della cornice, il deposito di polvere e foglie sul piano, le colature sotto il davanzale, la malta dei giunti che si sfarina, la lacuna dell'intonaco, una fessura con dentro la radice di un arbusto e il velo verde al piede; a destra le cinque forme biologiche in sezione, dalle erbe annuali agli alberi, con la linea dei 25 centimetri e le radici che crescono da sinistra a destra" class="wp-image-4558" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig3-le-parole.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig3-le-parole-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig3-le-parole-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig3-le-parole-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig3-le-parole-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 3. Le parole del verde sul muro. A sinistra le voci della UNI 11182, ciascuna con il suo punto; a destra le forme biologiche delle piante, dalle terofite alle fanerofite, con la radice che cresce insieme alla pianta.</figcaption></figure>
<h2 id="che-cosa-serve-a-una-pianta-per-vivere-su-un-muro">Che cosa serve a una pianta per vivere su un muro</h2>
<p>Un muro è un posto difficile per una pianta. Non c&#8217;è terra, l&#8217;acqua arriva e se ne va, d&#8217;estate la superficie scotta e d&#8217;inverno gela. All&#8217;aperto la luce di solito non manca. Per attecchire servono allora tre cose insieme, il seme, il substrato e l&#8217;acqua, e poi conta il tempo che le si lascia. La Figura 4 le mette a confronto sulla stessa cornice.</p>
<p><strong>Il seme.</strong> Manca di rado. Lo portano il vento e gli uccelli, e arriva sulle cornici, nei giunti, nei canali di gronda, anche in cima ai monumenti. A Roma, secondo Celesti-Grapow e Ricotta, gli alberi che si sono diffusi di più sui muri antichi hanno proprio i semi portati dal vento o dagli uccelli.</p>
<p><strong>Il substrato.</strong> Il seme deve fermarsi da qualche parte, e poi la radice deve trovare dove entrare. Su un muro lo fanno la malta erosa dei giunti, le fessure, i vuoti, e il deposito che si accumula sui piani: polvere, foglie secche, terriccio, guano. Con il tempo quel deposito diventa humus. Per questo Cecchi e Gasparoli consigliano di toglierlo ciclicamente, dal muro e intorno, con i soffiatori d&#8217;aria: si contiene la formazione di humus, e i semi trovano meno posti dove germinare.</p>
<p><strong>L&#8217;acqua, per abbastanza tempo.</strong> Un seme germina anche dopo una sola pioggia; per diventare pianta deve trovare acqua anche nei giorni dopo. La trova dove la pioggia resta sul piano, dove un canale trabocca, dove un pluviale perde. La trova al piede, se la risalita lo tiene bagnato, e sulle pareti in ombra, che asciugano lentamente. La trova anche dove, nelle notti serene, la superficie si raffredda tanto da coprirsi di condensa, come i coppi e le pareti esposte a nord. Qui le piante si separano. Il muschio non ha vasi che portino l&#8217;acqua da una radice: la prende dalla superficie e lavora solo finché è bagnato, poi si ferma e aspetta la pioggia successiva. Zotz e colleghi, nel 2000, ricordano che per i botanici cresce in proporzione al tempo che passa bagnato. Per questo un muschio vivo dice che la superficie torna bagnata spesso; un tappeto spesso e continuo dice che ci resta a lungo. Le piante con le radici possono invece andare a cercare l&#8217;acqua dentro il giunto o la fessura, e più la pianta è grande, più acqua le serve e più a fondo la cerca.</p>
<p><strong>Il tempo.</strong> Una piantina nata in primavera si toglie con due dita. Un fico lasciato crescere per anni ha le radici dentro il muro, e toglierlo richiede un intervento con metodo.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1152" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig4-che-cosa-serve-alla-pianta.png" alt="Tavola con la stessa cornice di pietra in sezione, due volte: a sinistra con il piano orizzontale sporco di polvere, foglie e terriccio, l'acqua ferma sul piano, un seme che arriva e un ciuffo d'erba con la radice che entra nel giunto fra cornice e muro, e sotto il piano la faccia del muro bagnata; a destra la cornice con il piano in pendenza verso fuori, pulita, con il giunto stuccato e il gocciolatoio che fa staccare la goccia, e il seme che germina e secca; sotto, le tre cose che servono alla pianta oltre alla luce, il tempo, e che cosa le si toglie" class="wp-image-4559" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig4-che-cosa-serve-alla-pianta.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig4-che-cosa-serve-alla-pianta-300x216.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig4-che-cosa-serve-alla-pianta-1024x737.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig4-che-cosa-serve-alla-pianta-768x553.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig4-che-cosa-serve-alla-pianta-1536x1106.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 4. Che cosa serve a una pianta per attecchire su un muro. Il seme arriva su tutte e due le cornici; attecchisce solo su quella piana e sporca, dove trova deposito e acqua abbastanza a lungo. Pendenza, gocciolatoio, giunti stuccati e pulizia tolgono alla pianta gran parte di quello che le serve.</figcaption></figure>
<h2 id="dove-cresce-la-mappa-dellacqua">Dove cresce: la mappa dell&#8217;acqua</h2>
<p>La vegetazione spontanea segue l&#8217;acqua e il deposito. Le schede di ispezione pubblicate nel volume di Cecchi e Gasparoli, compilate fra il dicembre 2009 e il gennaio 2010 su cinque monumenti di Roma, lo mostrano meglio di qualunque schema. Ne bastano tre. Sui piloni dell&#8217;Acquedotto Claudio, in blocchi di peperino, la vegetazione del prospetto nord-est cresce all&#8217;altezza dei tre aggetti della muratura. Sulla sommità dei piloni e dentro il condotto superiore crescono erbe, arbusti, piante grasse e anche due alberi d&#8217;alto fusto. Alle Mura Aureliane, vicino a Porta Pinciana, le piante stanno nella parte bassa e sulle riseghe della muratura. Nell&#8217;Oratorio dei Quaranta Martiri, al Foro Romano, il muschio sta nel pavimento dove mancano le tessere del mosaico e l&#8217;acqua ristagna. Per i muschi dell&#8217;abside, vicino al pavimento, gli autori aggiungono che indicano un microclima non adatto alla conservazione dei dipinti murali.</p>
<p>Su un edificio comune i punti sono gli stessi, e ognuno rimanda a un&#8217;acqua precisa: è lo stesso modo di leggere dell&#8217;articolo su <a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">l&#8217;acqua che ha un&#8217;impronta</a>. La Figura 1 li mette insieme su una casa e sul suo muro di cinta. Sulla chiesa dell&#8217;apertura, ripresa da più lontano nella Fotografia 3, se ne vedono almeno due: i piani delle cornici e il tubo rotto.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="899" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-foto3-la-chiesa-da-lontano.jpg" alt="La chiesa della Fotografia 1 ripresa da più lontano: in alto la cella campanaria con le campane dietro la ringhiera, sotto la facciata in conci squadrati con le lesene, la finestra, la nicchia a conchiglia e la croce, quasi senza verde; a destra il fianco, preso dal sole, con i cespugli lungo il bordo alto del muro e lungo il tubo rotto; in basso a destra il parapetto con i pinnacoli di un edificio più basso" class="wp-image-4560" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-foto3-la-chiesa-da-lontano.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-foto3-la-chiesa-da-lontano-300x169.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-foto3-la-chiesa-da-lontano-1024x575.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-foto3-la-chiesa-da-lontano-768x432.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-foto3-la-chiesa-da-lontano-1536x863.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 3. La chiesa della Fotografia 1 ripresa da più lontano. In alto la cella campanaria; sotto, la facciata in conci squadrati, con le lesene, la nicchia e la croce, ha solo qualche ciuffo, per lo più sui piani delle cornici e del ballatoio. Il verde fitto sta sul fianco, lungo il bordo alto e lungo il tubo rotto. Fotografia dell&#8217;autore.</figcaption></figure>
<p><strong>La testa del muro.</strong> Un muro senza copertina, o con la copertina sconnessa, prende la pioggia dall&#8217;alto e la trattiene nel nucleo. È il caso dei muri di cinta, dei parapetti, dei ruderi. Sui ruderi di Roma Cecchi e Gasparoli mettono fra le protezioni da controllare le copertine sommitali e la stilatura dei giunti. Sono loro a difendere il muro antico dalle piante, dal gelo, dalle efflorescenze e dalle infiltrazioni. Sulle sommità dell&#8217;Acquedotto Claudio, segnalano le schede, la vegetazione anche d&#8217;alto fusto sposta le copertine e disgrega i giunti di malta, con infiltrazioni consistenti.</p>
<p><strong>I piani orizzontali.</strong> Cornici, marcapiani, davanzali, riseghe: ogni faccia che guarda il cielo raccoglie pioggia, polvere, foglie e semi. Se la faccia è in piano, o pende verso il muro, l&#8217;acqua ci resta. Sotto il piano, sulla faccia verticale, compare spesso una macchia scura, e alle estremità del davanzale, dove l&#8217;acqua scende nei giunti, le piantine.</p>
<p><strong>La gronda e i pluviali.</strong> Un canale pieno di foglie e di terriccio diventa una fioriera, e la fioriera trabocca. Anche un filtro sulla bocca di scarico dimezza la portata che la bocca smaltisce. Una bocca coperta da un cespo d&#8217;erba e da un tappeto di foglie, con ogni probabilità, smaltisce ancora meno. Il conto con i numeri della norma sta nella parte sui tetti e nell&#8217;articolo sul <a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">muro bagnato sotto la gronda</a>. Un pluviale con un giunto sfilato bagna sempre la stessa linea di muro, e sotto la perdita il verde disegna una striscia verticale. La parete di mattoni della Fotografia 2 ha lo stesso disegno, anche se lì il tubo non si vede: l&#8217;acqua che scende lungo quella linea va cercata più in alto, anche in un tubo <a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">dentro il muro</a>.</p>
<p><strong>I giunti erosi e le fessure.</strong> Dove la malta si è consumata il giunto trattiene acqua e terriccio, e le radici trovano la strada. Una fessura porta l&#8217;acqua dentro il muro, e la radice la segue.</p>
<p><strong>Il piede del muro.</strong> In basso arrivano soprattutto due acque: quella che risale dal terreno e quella della pioggia che rimbalza dal marciapiede o dalla terra, descritta nell&#8217;articolo sull&#8217;<a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">umidità di rimbalzo</a>. La fascia verde al piede è il loro segno. Anche la vegetazione del terreno, addossata al muro, trattiene l&#8217;acqua: intorno alle arcate dell&#8217;Acquedotto Claudio le schede segnalano possibili ristagni al piede della muratura.</p>
<p><strong>Le pareti in ombra.</strong> Una parete esposta a nord asciuga più lentamente di una esposta a sud. A parità di pioggia resta bagnata più a lungo, e ospita muschi e felci. La parete al sole ospita, semmai, le piante dei luoghi secchi, come il cappero e la parietaria.</p>
<p>La tabella mette in fila le posizioni con la loro acqua. Per ogni pianta si cerca la sua riga, e si controlla la cosa scritta nell&#8217;ultima colonna prima di togliere qualunque cosa.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Dove cresce</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>L&#8217;acqua più probabile</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa si controlla</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>testa del muro, parapetto, rudere</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>pioggia dall&#8217;alto, trattenuta nel nucleo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>copertina, giunti della sommità, pendenza verso fuori</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>cornice, marcapiano, risega</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>pioggia ferma sul piano, polvere e foglie</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>pendenza del piano, gocciolatoio, giunti del piano</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>estremità del davanzale</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>acqua del davanzale che entra nei giunti</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>pendenza, gocciolatoio, sigillatura ai lati</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>canale di gronda, bocca</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>acqua ferma su foglie e terriccio, trabocco</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>pulizia, pendenza del canale, bocca, parafoglie</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>striscia verticale sotto un pluviale</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>perdita da un giunto o da un foro</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>giunti del pluviale, collari, tratto dentro il muro</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>giunti erosi, lacune d&#8217;intonaco</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>acqua trattenuta dalla malta degradata</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>stato della malta, provenienza dell&#8217;acqua sopra</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>fessura</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>acqua che entra lungo la fessura</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>ampiezza, andamento, se è ancora attiva</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>piede del muro</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>risalita, rimbalzo, terreno addossato</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>quota del terreno, marciapiede, drenaggio, misure</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>parete a nord o in ombra</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>asciugatura lenta dopo ogni pioggia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>esposizione, pioggia battente, ventilazione</td>
</tr>
</table>
</div>
<h2 id="che-cosa-dice-la-specie">Che cosa dice la specie</h2>
<p>La posizione dice da dove viene l&#8217;acqua. La specie aggiunge due informazioni: se è una pianta dei luoghi secchi o di quelli umidi, e quanto danno può fare.</p>
<p><strong>Dove si trova di solito.</strong> I botanici descrivono l&#8217;ecologia di ogni specie con gli indici di Ellenberg, numeri che dicono in quali condizioni la pianta si trova di solito: quanta luce, quanta acqua, quanti nutrienti. Per la flora d&#8217;Italia li ha pubblicati Sandro Pignatti nel 2005, sulla rivista Braun-Blanquetia. L&#8217;indice dell&#8217;umidità, che nella versione italiana si chiama U, va da 1, per le piante dei luoghi più aridi, a 12, per le piante sommerse; le palustri stanno a 9, e nessuna pianta della tabella va oltre. Pignatti avverte che questi numeri non misurano il bisogno d&#8217;acqua della pianta: dicono dove la specie si trova di solito, in una scala ordinata. Se due posti simili ospitano due specie diverse, quello con la specie dal valore più basso è probabilmente il più asciutto.</p>
<p>Letti su un muro, questi numeri correggono un&#8217;idea troppo semplice. Le piante più tipiche dei muri, come la parietaria, il cappero, il ciombolino, la bocca di leone e le borracine, hanno valori fra 1 e 3, che per Pignatti segnano gli «indicatori di aridità». Si trovano più spesso nei luoghi secchi e mancano dai suoli umidi. Sul muro dicono che c&#8217;è un giunto aperto e un po&#8217; di deposito, più che un muro bagnato. Anche fra le felci ci sono le due cose. La cedracca e la ruta di muro stanno a 2 e a 3, fra le piante dei luoghi secchi. L&#8217;asplenio tricomane, una piccola felce che cresce spesso sui muri, ha 5, come l&#8217;edera e l&#8217;ailanto: è il valore delle piante dei suoli ben provvisti d&#8217;acqua, che mancano dove il suolo secca. Sul muro dice un giunto che non asciuga del tutto, un segno più debole di quello del capelvenere, che ha 9, il valore delle piante palustri, e vuol dire acqua quasi continua. I muschi non stanno in quella tabella, che riguarda solo le piante vascolari, quelle con i vasi che portano l&#8217;acqua. Per Historic England, però, un muschio insediato segnala un&#8217;umidità alta e la mantiene. Un ciuffo di parietaria sul cornicione dice deposito e giunto aperto; una striscia di muschio e di felci dice acqua che torna e resta.</p>
<p><strong>Quanto danno può fare.</strong> Nel 1996 Maria Adele Signorini ha pubblicato, sull&#8217;Informatore Botanico Italiano, un indice di pericolosità per le piante che crescono nelle aree monumentali, su una scala da 0 a 10. L&#8217;indice somma tre caratteri della specie: la forma di crescita, l&#8217;invasività e il vigore, compresa la capacità di fare polloni, e l&#8217;apparato radicale. Un&#8217;erba annuale con le radici sottili sta in fondo alla scala; un albero con le radici legnose, che ributta dalle radici, sta in cima. Da allora i botanici che studiano la flora dei monumenti italiani lo usano per ordinare le piante da togliere.</p>
<p>Il punteggio è la somma di tre cifre. La forma di crescita vale da 0 per un&#8217;erba annuale a 6 per un albero; l&#8217;invasività e il vigore, da 0 a 2; le radici, da 0 a 2. Il riassunto dell&#8217;articolo del 1996 chiama poco pericolose le piante da 0 a 3, mediamente pericolose quelle da 4 a 5, per cui l&#8217;intervento si valuta caso per caso, e molto pericolose quelle da 7 a 10; gli studi che applicano l&#8217;indice mettono in mezzo quelle da 4 a 6. Nello schema, ricostruito per intero da Fabbri, Catalano e Ugolini in uno studio del 2025, i muschi e i licheni valgono 2.</p>
<p>La tabella mette insieme i due numeri per le piante che si trovano più spesso sui muri. L&#8217;indice di pericolosità viene da tre studi recenti sulla flora dei monumenti: Mascaro e colleghi in Calabria nel 2022; Cozzolino, Bonanomi e Motti a Pompei, Ercolano, Paestum e Velia nel 2025; Cozzolino, Motti e Vitasović-Kosić su quaranta monumenti in pietra della Croazia, nello stesso anno. Dove gli studi danno valori diversi, la tabella riporta l&#8217;intervallo. L&#8217;invasività e il vigore si giudicano sul posto, e per le piante a metà fra erba e arbusto anche la forma: autori diversi danno alla stessa specie fino a tre punti di differenza. L&#8217;umidità è l&#8217;indice U di Pignatti; X vuol dire che la specie è indifferente.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Pianta</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che pianta è</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Indice di pericolosità, da 0 a 10</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Umidità U, da 1 a 12</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>fico (<em>Ficus carica</em>)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>albero</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>10</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>X</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>ailanto (<em>Ailanthus altissima</em>)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>albero</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>10</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>bagolaro (<em>Celtis australis</em>)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>albero</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>10</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>olmo campestre (<em>Ulmus minor</em>)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>albero</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>10</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>X</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>robinia (<em>Robinia pseudoacacia</em>)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>albero</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>9</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>4</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>rovo comune (<em>Rubus ulmifolius</em>)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>arbusto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>8-10</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>4</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>cappero (<em>Capparis spinosa</em>)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>arbusto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>8</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>sambuco nero (<em>Sambucus nigra</em>)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>arbusto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>7</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>edera (<em>Hedera helix</em>)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>rampicante legnoso</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>7</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>vite del Canada (<em>Parthenocissus quinquefolia</em>)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>rampicante legnoso</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>7</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>vitalba (<em>Clematis vitalba</em>)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>rampicante legnoso</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>7</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>enula cepittoni (<em>Dittrichia viscosa</em>)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>erba perenne</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5-8</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>bocca di leone (<em>Antirrhinum majus</em>)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>pianta legnosa bassa</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>6</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>parietaria (<em>Parietaria judaica</em>)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>erba perenne</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>ombelico di Venere (<em>Umbilicus rupestris</em>)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>erba perenne</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>ciombolino (<em>Cymbalaria muralis</em>)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>erba</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>4</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>borracina bianca (<em>Sedum album</em>)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>pianta grassa</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>4</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>grespino comune (<em>Sonchus oleraceus</em>)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>erba annuale</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2-4</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>4</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>celidonia (<em>Chelidonium majus</em>)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>erba perenne</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>asplenio tricomane (<em>Asplenium trichomanes</em>)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>felce</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>ruta di muro (<em>Asplenium ruta-muraria</em>)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>felce</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>cedracca (<em>Asplenium ceterach</em>)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>felce</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>capelvenere (<em>Adiantum capillus-veneris</em>)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>felce</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>9</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>muschi e licheni</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'></td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2, nello schema</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>non in tabella</td>
</tr>
</table>
</div>
<p>Per l&#8217;ombelico di Venere gli studi campano e croato danno 3 a una specie vicina, l&#8217;ombelico orizzontale, e la tabella riporta solo il valore calabrese; per la bocca di leone e il cappero lo studio campano rileva specie affini, con lo stesso valore.</p>
<p>Letta così, la tabella dice una cosa che le fotografie non dicono: i due numeri non vanno insieme. Le piante più pericolose sono alberi e arbusti, e stanno quasi tutte a 5 o sotto; il bagolaro, con 3, è una pianta dei luoghi secchi. La pianta che dice più acqua, il capelvenere, ha invece un indice di pericolosità basso, come le altre felci. Sul muro bagnato la felce fa poco danno, ma indica l&#8217;acqua che il danno lo fa. Anche un muro che asciuga in fretta può ospitare un albero, se il seme trova un giunto aperto nei giorni di pioggia. Poi le radici vanno a cercare l&#8217;acqua più in fondo.</p>
<p>Nel 2023 Giulia Caneva, Zohreh Hosseini e Flavia Bartoli hanno proposto di andare oltre, con un indice che mette insieme la pericolosità della pianta, il clima del sito e la vulnerabilità del punto in cui cresce: il tipo di pietra, il microsito, lo stato di conservazione. Fessure, cavità e giunti, scrivono, sono i micrositi in cui le piante attecchiscono, perché trattengono polvere e sostanza organica. La tavola interattiva di questo articolo segue la stessa logica, in una forma molto più semplice: la pianta, il punto, lo stato del muro.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1410" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig5-la-specie-pericolo-e-acqua.png" alt="Grafico con l'indice di pericolosità da 0 a 10 in verticale e l'umidità U di Ellenberg da 1 a 9 in orizzontale, su tre fasce di colore per le classi: in alto, fra le molto pericolose, il bagolaro, l'ailanto, il fico e l'olmo, la robinia, il rovo, il cappero, l'edera con la vite del Canada, la vitalba e il sambuco; in mezzo la bocca di leone, la parietaria, l'enula, il ciombolino e la borracina; in basso le felci, la celidonia e il capelvenere, che sta all'estremo umido della scala; a parte i muschi e i licheni" class="wp-image-4561" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig5-la-specie-pericolo-e-acqua.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig5-la-specie-pericolo-e-acqua-300x264.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig5-la-specie-pericolo-e-acqua-1024x902.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig5-la-specie-pericolo-e-acqua-768x677.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig5-la-specie-pericolo-e-acqua-1536x1354.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 5. La specie dice due cose. In verticale quanto può fare danno, con l&#8217;indice di pericolosità degli studi della tabella; in orizzontale dove si trova di solito, con l&#8217;indice di umidità di Pignatti. Le piante più pericolose stanno anche sui muri asciutti; quelle che dicono acqua, come il capelvenere, fanno poco danno.</figcaption></figure>
<h2 id="come-fa-danno">Come fa danno</h2>
<p>Le piante rovinano un muro in quattro modi, e non tutte li usano tutti.</p>
<p><strong>Con la spinta delle radici.</strong> La radice cresce in punta e si ingrossa, e crescendo spinge. Il manuale di biologia per la conservazione di Giulia Caneva, Maria Pia Nugari e Ornella Salvadori, pubblicato dall&#8217;ICCROM nel 1991, riporta per la spinta delle punte delle radici fino a 15 atmosfere, circa 1,5 megapascal, un valore che riprende da uno studio di Winkler. Le misure dirette danno valori più bassi. Nel 1986 Misra, Dexter e Alston hanno bloccato la punta della radice di piantine di pisello, cotone e girasole, e hanno misurato la spinta massima in asse: 0,50, 0,29 e 0,24 megapascal. Radici di pisello chiuse in cilindri di creta, un calcare tenero, ne hanno rotti una parte, a trazione. Clark e colleghi, nel 2003, stimano per il pisello con la radice del tutto bloccata 0,5-0,6 megapascal. Per Bengough e colleghi, nel 2011, la pressione con cui una radice cresce arriva di solito fino a circa 1 megapascal: la limita il turgore delle cellule, e cala quando l&#8217;acqua manca. Le radici di alberi giovani, di tre o quattro mesi, spingono fra 0,15 e 0,25 megapascal (Azam e colleghi, 2013). Per le radici legnose adulte c&#8217;è una stima indiretta: sotto una pavimentazione, le radici di due platani cresciute per dieci anni fra due strati di polistirene li hanno schiacciati come, in laboratorio, un carico di 0,35-0,40 megapascal (Grabosky e colleghi, 2011).</p>
<p>Dall&#8217;altra parte c&#8217;è il muro. Per le murature esistenti con malta di calce di modeste caratteristiche, la Circolare n. 7 del 2019, che accompagna le Norme tecniche per le costruzioni, dà la resistenza media a taglio nella tabella C8.5.I. È di 0,018-0,032 newton per millimetro quadrato per il pietrame disordinato e di 0,028-0,042 per la pietra tenera irregolare come il tufo; per i mattoni pieni con malta di calce è di 0,05-0,13. Un newton per millimetro quadrato è un megapascal. Una malta di calce aerea preparata in laboratorio per imitare quella di un muro antico degradato, dopo 28 giorni, ha resistito a flessione con 0,08 megapascal (Brando e colleghi, 2022).</p>
<p>Messi uno accanto all&#8217;altro, i numeri rendono il danno plausibile. La spinta misurata di una radice va da poco più della resistenza a taglio di un muro di mattoni pieni a più di cinquanta volte quella di un muro di pietrame disordinato, e da quasi due a dodici volte la resistenza a flessione della malta debole. Il confronto è mio e vale per ordini di grandezza. La forza vera dipende dalla superficie su cui la radice spinge e dalla forma del giunto, e i valori della Circolare sono parametri medi del muro, pensati per le verifiche sismiche. Le misure disponibili, poi, riguardano piantine e platani, non un fico dentro un muro. La radice non sceglie la strada più dura. Segue le zone che resistono meno, come l&#8217;intonaco o la malta fra i mattoni e le pietre. Nelle parti più compatte può entrare dove il gelo o la pioggia le hanno indebolite. Per questo il danno delle radici si vede prima nei giunti.</p>
<p><strong>Con la chimica.</strong> Le radici respirano e producono anidride carbonica, che con l&#8217;acqua diventa acido carbonico. Le loro punte sono acide. Le sostanze che rilasciano contengono acidi organici, come l&#8217;ossalico e il citrico, capaci di legare i metalli e di sciogliere a poco a poco carbonati e silicati. Per alcune piante ruderali, quelle dei luoghi disturbati dall&#8217;uomo come macerie, ruderi e muri, il manuale riporta un pH delle punte delle radici di 5-6. L&#8217;edera, in più, può macchiare le pietre chiare con le sostanze organiche che rilascia nei pori.</p>
<p><strong>Con l&#8217;acqua e con l&#8217;ombra.</strong> Una copertura di piante cambia il microclima del muro: più umidità relativa e più ristagno d&#8217;acqua, meno sole, meno vento, meno inquinanti. Gli autori del manuale ICCROM scrivono che questi effetti possono essere negativi, perché favoriscono alghe e muschi. Possono essere anche positivi, perché riducono l&#8217;erosione del vento, gli scambi d&#8217;acqua e quindi il movimento dei sali. È la stessa doppia faccia che le misure inglesi hanno trovato sotto l&#8217;edera.</p>
<p><strong>Con il peso e con gli alberi vicini.</strong> Un albero sul muro pesa, e con il vento si muove. Gli alberi vicini al muro allungano le radici per molti metri, in profondità e di lato. Il manuale ICCROM mostra le radici degli alberi del giardino del colle Oppio che scendono sopra la Domus Aurea, e quelle di un leccio che si infilano fra muro e intonaco nella Domus Tiberiana, al Palatino. Sui terreni argillosi, poi, le radici di un albero tolgono acqua al terreno e possono farlo ritirare sotto le fondazioni: è un altro capitolo, trattato nell&#8217;articolo sul <a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">terreno prima del muro</a>.</p>
<p>Restano due danni indiretti. Le piante nascondono le fessure e impediscono di ispezionare il muro. E le foglie che cadono intasano canali, bocche e pluviali: Cecchi e Gasparoli le contano fra i fattori di rischio intorno a un monumento, insieme alle radici degli alberi d&#8217;alto fusto.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1305" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig6-la-radice-e-il-giunto.png" alt="Tavola in due parti: a sinistra un paramento di pietra con una piantina sulla testa del muro e la sua radice che scende seguendo i giunti di malta, si ingrossa, solleva un concio e fessura la malta, con sotto la sezione del giunto e la radice che spinge sui due conci; a destra un grafico su scala logaritmica con la spinta misurata delle radici, da 0,15 a circa 1 megapascal, e la resistenza delle murature con malta di calce e della malta debole, da 0,018 a 0,13" class="wp-image-4562" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig6-la-radice-e-il-giunto.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig6-la-radice-e-il-giunto-300x245.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig6-la-radice-e-il-giunto-1024x835.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig6-la-radice-e-il-giunto-768x626.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig6-la-radice-e-il-giunto-1536x1253.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 6. La radice e il giunto. Nelle misure disponibili, fatte su piantine e su radici di platano, la spinta di una radice va da quasi 2 a 12 volte la resistenza a flessione di una malta di calce debole: è un confronto di massima. La radice entra dai giunti, dove la malta resiste meno.</figcaption></figure>
<h2 id="gli-alberi-nei-muri-il-fico-lailanto-e-gli-altri">Gli alberi nei muri: il fico, l&#8217;ailanto e gli altri</h2>
<p>Fra le piante che crescono sui muri le più pericolose sono gli alberi. Un albero nato in un giunto cresce per anni, e con lui crescono il peso, la presa del vento e le radici, che si ingrossano dentro il muro. Sulla testa dell&#8217;Acquedotto Claudio le schede pubblicate da Cecchi e Gasparoli segnalano due alberi d&#8217;alto fusto nel condotto superiore, con le copertine spostate e i giunti disgregati.</p>
<p>A Roma questa storia si misura da settant&#8217;anni. Laura Celesti-Grapow e Carlo Ricotta, botanici della Sapienza, hanno ripreso la flora legnosa dei muri di 26 siti antichi della città. Il botanico Anzalone l&#8217;aveva censita la prima volta fra il 1946 e il 1950, e i censimenti successivi sono del 1988-1990, del 1994-1995, del 2004-2005 e del 2016-2019. In tutto, sui muri di quei siti, hanno contato 119 specie legnose, 35 delle quali non native. Nel 2019 le specie legnose erano 84, e il 41,7 per cento non era nativo. Nella media dei siti, in settant&#8217;anni la quota degli alberi fra le specie legnose è passata da circa il 6 al 32 per cento, e l&#8217;altezza massima che le specie presenti possono raggiungere, presa dalla Flora d&#8217;Italia, da 5,3 a 8,5 metri. L&#8217;indice di pericolosità, su una scala da 0 a 10, è salito da 4,4 a 5,3. L&#8217;ailanto stava in 5 siti nel 1950, in 11 nel 1990 e ne occupava 22 nel 2019. Gli autori ricordano che dal 2019 è nell&#8217;elenco europeo delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale.</p>
<p>Gli alberi che si sono diffusi di più, scrivono, sono ornamentali di viali e giardini con semi portati dal vento o dagli uccelli: l&#8217;acero americano, l&#8217;ailanto, il ligustro lucido, il platano, la robinia. Proprio per questo arrivano in alto sui monumenti, dove toglierli è più difficile e costa di più. Fra i rampicanti esotici quello che si è diffuso più in fretta è la vite del Canada, piantata nei giardini privati.</p>
<p>Con gli alberi il taglio da solo non basta. Il manuale ICCROM lo scrive in due punti: tagliare una pianta non ne ferma l&#8217;attività vegetativa, e strappare una pianta con le radici sviluppate danneggia il supporto. Per alberi e arbusti indica un&#8217;altra strada: si taglia la pianta, e la ceppaia si fora e si tratta. La fotografia che accompagna quel passo è la ceppaia forata di un fico. Nei tre studi della tabella sulla specie il fico ha sempre l&#8217;indice di pericolosità più alto, 10.</p>
<p>L&#8217;ailanto mostra meglio di ogni altro albero perché il taglio non basta. In una rassegna del 2024 sul suo controllo, Soler e Izquierdo scrivono che tagliare o spezzare le radici fa ributtare la pianta, e che i tagli ripetuti moltiplicano i polloni. Negli studi che riassumono, il solo taglio ha ucciso il 21,3 per cento delle piante, contro un controllo quasi totale con gli erbicidi; in un altro caso il 52 per cento, contro circa il 90 per cento con il prodotto sulla ceppaia. Gli erbicidi sistemici, aggiungono, rendono di più alla fine della stagione vegetativa, quando la linfa scende verso le radici. La procedura romana, per l&#8217;irrorazione delle foglie, chiede invece il pieno sviluppo vegetativo: le due indicazioni vengono da contesti diversi, e il momento giusto per il prodotto scelto lo dice la sua etichetta. Sono dati di popolazioni in ambienti naturali, non di piante nate nei muri, e in città le regole sui prodotti limitano quello che si può fare. La logica però è quella della procedura per le murature antiche: la pianta si taglia al colletto, e il prodotto si inietta nel tronco.</p>
<h2 id="ledera-quando-ripara-il-muro-e-quando-lo-apre">L&#8217;edera: quando ripara il muro e quando lo apre</h2>
<p>L&#8217;edera divide più di ogni altra pianta: per qualcuno regge il muro, per altri lo mangia. In Inghilterra, dove l&#8217;edera cresce molto spesso sui muri storici e sui ruderi, English Heritage, che dal 2015 per la parte pubblica si chiama Historic England, ha chiesto all&#8217;Università di Oxford di misurarla. La ricerca è durata dal 2006 al 2015, in due fasi, con muri di prova, rilievi sul campo e prove di laboratorio. Il rapporto finale, <em>Ivy on Walls</em>, è del 2017 ed è stato rivisto da tre revisori indipendenti.</p>
<p>La prima cosa che dice riguarda l&#8217;attacco. I fusti giovani salgono con le radichette aeree, che aderiscono in modo molto forte, per via fisica e chimica, ma restano in superficie. Non entrano nel materiale e non ne prendono né acqua né nutrienti. L&#8217;edera non buca un muro sano: fa danno dove trova un difetto già aperto, un foro, una fessura, un giunto eroso. Anche lì, scrivono gli autori, di solito i fusti passano sopra il difetto per continuare a salire. Il danno serio viene quando ci entrano, e soprattutto quando al buio e all&#8217;umido trovano materiale degradato e mettono radici vere dentro il muro.</p>
<p>La seconda riguarda il clima della superficie. Sotto il fogliame la temperatura e l&#8217;umidità relativa oscillano meno. Su muri di prova in calcare a Wytham, vicino a Oxford, Coombes, Viles e Zhang hanno seguito due inverni, fra il 2012 e il 2014. Sotto l&#8217;edera le gelate sulla pietra sono state in media il 26 per cento meno frequenti, una differenza al limite della significatività statistica, il 34 per cento più brevi e il 32 per cento meno intense. L&#8217;effetto cambiava con l&#8217;esposizione: sulla faccia nord la frequenza è calata appena del 6 per cento. In laboratorio, con i due regimi di temperatura riprodotti, la pietra «coperta» ha perso meno massa e si è indebolita meno in superficie. Gli autori stimano, con prudenza, che l&#8217;edera possa risparmiare al calcare circa 30 grammi per metro quadrato all&#8217;anno di disgregazione da gelo, secondo il clima del posto. È lo stesso gelo dell&#8217;articolo su <a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a>.</p>
<p>La terza riguarda l&#8217;acqua, ed è la più sfumata. Il fogliame fitto ripara il muro dalla pioggia. Dove il muro è già bagnato dal basso, però, sotto le foglie l&#8217;aria resta più umida e d&#8217;estate più fresca, e l&#8217;evaporazione può rallentare. Sui muri di prova l&#8217;umidità vicino alla superficie è risultata sempre un po&#8217; più alta sotto l&#8217;edera, ma di poco, dentro le variazioni normali delle stagioni; più in profondità l&#8217;edera non sembra cambiare niente. Le foglie, infine, trattengono le polveri sottili, e con loro una parte degli inquinanti che anneriscono e aggrediscono la pietra.</p>
<p>Queste misure vengono dall&#8217;Inghilterra, e valgono per il suo clima. Caneva, Hosseini e Bartoli, nello studio del 2023, osservano che la pericolosità dell&#8217;edera è giudicata in modo diverso nell&#8217;Italia centro-meridionale, dal clima mediterraneo, e nell&#8217;Inghilterra temperata, fredda e umida, e osservano che il bioclima può spiegare la differenza. Nei due studi della tabella sulla specie che la considerano, uno italiano e uno croato, l&#8217;edera ha indice 7, fra le piante molto pericolose. Il ragionamento di Historic England serve anche da noi, perché separa il muro sano da quello con i giunti aperti; il vantaggio sul gelo, però, conta solo dove il gelo è frequente.</p>
<p>Da qui il rapporto ricava una regola: l&#8217;edera non si toglie solo perché c&#8217;è, o perché sembra disordinata. Si toglie tutta quando è radicata nel muro, quando i fusti crescono nel nucleo, nelle fessure o nei giunti erosi, quando avvolgono pietre sporgenti e copertine. Negli altri casi si può togliere in parte, tenere potata lontano da tetti, canali, pluviali e finestre, oppure lasciare. Una copertura fitta, aggiungono gli autori, impedisce anche ad alberi e arbusti più pericolosi di attecchire.</p>
<p>Il modo di toglierla conta quanto la decisione. Dove l&#8217;edera non è radicata nel muro, si comincia dall&#8217;alto e dai bordi, non dal piede: se il lavoro si ferma a metà, i fusti tagliati alla base e rimasti sul muro possono radicarci dentro. Dove è già radicata si può cominciare da qualunque punto, e di solito conviene partire dai bordi e lavorare verso il fusto principale. Il taglio al piede, una pratica comune per far seccare l&#8217;edera, può spingere la pianta a radicare nelle cavità, e dove l&#8217;edera è già entrata nel muro il rapporto non lo consiglia più. Farla seccare prima con un diserbante non aiuta: nelle prove del National Trust, riportate nel rapporto, l&#8217;edera uccisa così si staccava peggio di quella viva. Si stacca a piccoli tratti, senza tirare. Se il muro è debole, fusti e radichette si sollevano con cura dalla sua faccia: l&#8217;adesione delle radichette può essere più forte della coesione della muratura. Un tratto tirato via di colpo si porta dietro pietre e malta. Le radici vere si sfilano dai giunti. I tagli si trattano subito contro la ricrescita, perché nel punto in cui la radice diventa fusto ci sono gemme dormienti: se si usa un prodotto, vale la sua etichetta; senza prodotto, si ripassa e si tolgono i ricacci finché la pianta smette di ributtare. Dove si sono tagliati radici o fusti più grossi di 10 millimetri, può servire tornare a consolidare e a stilare i giunti quando la pianta è morta. Prima di cominciare si guarda se fra i fusti ci sono nidi in uso. Il rapporto chiede di lavorare fuori dal periodo dei nidi, che in Inghilterra va da marzo ad agosto, o di fermarsi se se ne trovano. La direttiva europea sugli uccelli selvatici, all&#8217;articolo 5, chiede agli Stati di vietare di distruggere o danneggiare deliberatamente i nidi.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1248" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig7-edera-scudo-o-danno.png" alt="Tavola in tre parti: a sinistra un muro sano in sezione con l'edera attaccata dalle radichette aeree, il fogliame che ferma la pioggia e trattiene le polveri; al centro un muro con una fessura, un giunto eroso e una copertina, con i fusti che entrano e le radici vere nel materiale degradato; a destra le barre del gelo sotto l'edera rispetto alla pietra scoperta, meno 26 per cento di frequenza, meno 34 di durata, meno 32 di intensità; sotto, quando l'edera si toglie tutta e come si toglie" class="wp-image-4563" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig7-edera-scudo-o-danno.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig7-edera-scudo-o-danno-300x234.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig7-edera-scudo-o-danno-1024x799.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig7-edera-scudo-o-danno-768x599.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig7-edera-scudo-o-danno-1536x1198.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 7. L&#8217;edera secondo le ricerche per Historic England. Su un muro sano sta sopra: aderisce, non entra, smorza gli sbalzi di temperatura e le gelate. Dove trova fessure e giunti erosi entra e radica, e va tolta a piccoli tratti.</figcaption></figure>
<h2 id="la-testa-del-muro-quando-lerba-la-protegge">La testa del muro: quando l&#8217;erba la protegge</h2>
<p>Sulla testa di un rudere l&#8217;acqua entra dall&#8217;alto, e le piante con lei. In Gran Bretagna i ruderi curati dallo Stato sono stati chiusi per decenni con cappelli rigidi di pietre e malta: era la soluzione preferita da English Heritage e, prima, dal Ministry of Works, erede dell&#8217;Office of Works. Poi è nata la domanda contraria. E se la testa del muro la proteggesse meglio uno strato di terra e d&#8217;erba, come quello che si forma da solo sui ruderi abbandonati? Historic England l&#8217;ha messa alla prova con l&#8217;Università di Oxford, in laboratorio e in dieci siti, per lo più abbazie e priorati, compresi i muri di prova di Wytham. Il grosso delle prove è durato quattro anni, e i cappelli sperimentali sono stati controllati per più di dieci. Il rapporto, di Chris Wood, Alan Cathersides e Heather Viles, è del 2018.</p>
<p>Sul caldo e sul gelo la risposta è netta. In cella climatica, con l&#8217;aria che oscillava fra 30 e -1,5 gradi, sotto dieci centimetri di terra e zolle le temperature minime della pietra restavano circa 6 gradi sopra quelle sotto un cappello rigido da cinque centimetri, e 8-10 gradi sopra quelle della pietra nuda. Le massime restavano 5 gradi sotto quelle del cappello rigido e 7 sotto quelle della pietra nuda. Sul muro sperimentale dell&#8217;abbazia di Byland, nel giugno del 2005, l&#8217;escursione di un giorno sotto l&#8217;erba era di 3-5 gradi, sotto la malta da circa 5 a 20. La pietra di Byland si dilata circa tre volte più dei calcari di Hailes e di Kirkham. Per un suo concio lungo un metro, il cappello d&#8217;erba riduce l&#8217;allungamento e l&#8217;accorciamento di ogni giorno da 0,1-0,4 a 0,06-0,1 millimetri. L&#8217;inverno dopo, sotto i cappelli rigidi la pietra è scesa fino a -3,6 gradi, a marzo; sotto quelli d&#8217;erba non è andata oltre -0,1/-0,3 gradi, e per tempi più brevi.</p>
<p>Sull&#8217;acqua dentro il muro la risposta è meno netta. In laboratorio, secondo le tabelle del rapporto, la pietra sotto il cappello d&#8217;erba perdeva l&#8217;acqua più lentamente di quella scoperta, anche se nella discussione gli autori scrivono il contrario: il cappello smorza la bagnatura e anche l&#8217;asciugatura della testa del muro. In un sito l&#8217;umidità era più bassa e più stabile, in un altro i risultati erano vari, in un terzo non c&#8217;era differenza. Su un punto però i siti sono d&#8217;accordo: il cappello d&#8217;erba assorbe più pioggia di quello rigido e riduce l&#8217;acqua che scende lungo la faccia. Sui muri di prova di Wytham, nel luglio del 2013, con 30 prove da un litro d&#8217;acqua spruzzato ciascuna, lungo la faccia dei due muri col cappello d&#8217;erba è scesa quasi il 90 per cento d&#8217;acqua in meno che lungo quello col cappello rigido. Al priorato di Kirkham, dopo la posa, le striature nere lasciate dai biofilm sul paramento hanno smesso di rinnovarsi; gli autori chiedono altre prove per confermarlo. I timori, invece, non si sono avverati: l&#8217;acqua sotto l&#8217;erba non è risultata acida, e l&#8217;erba e il sedum non fanno radici legnose. Le piante legnose che attecchiscono nel cappello si tolgono.</p>
<p>Tutti gli spessori provati, 5, 10 e 15 centimetri, hanno funzionato come coperta termica. Per fermare la pioggia, nelle prove pilota, bastavano di solito 10 centimetri di terra, e per la posa il rapporto ne indica 10-15. I bordi resistono meglio all&#8217;erosione con piantine di sedum, come quelle nate da sole sui cappelli più vecchi di Kirkham.</p>
<p>Da questa ricerca non discende che l&#8217;erba vada lasciata sulla testa di un muro di casa. Il soft capping, il cappello d&#8217;erba, è una scelta di conservazione per i ruderi, cioè per teste di muro senza tetto, dove non si vuole ricostruire. Su un muro di cinta o su un parapetto in uso serve una copertina, con la pendenza verso fuori e il gocciolatoio. La ricerca serve però a tutti per un&#8217;altra ragione: mostra, con le misure, che a decidere se il verde protegge o danneggia sono la pianta e il punto in cui cresce.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1181" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig8-la-testa-del-muro-soft-capping.png" alt="Tavola con due teste di muro rudere in sezione: a sinistra il cappello rigido di pietre e malta, con una fessura e l'acqua che corre giù per la faccia, escursione di giugno 5-20 gradi e minima invernale fino a -3,6; a destra il cappello di terra e zolle da 5 a 15 centimetri con il sedum sui bordi, escursione di giugno 3-5 gradi e minima di -0,1/-0,3 gradi, meno acqua sulla faccia; sotto, le misure in cella climatica, la dilatazione di un concio lungo un metro e dove vale questa soluzione" class="wp-image-4564" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig8-la-testa-del-muro-soft-capping.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig8-la-testa-del-muro-soft-capping-300x221.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig8-la-testa-del-muro-soft-capping-1024x756.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig8-la-testa-del-muro-soft-capping-768x567.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig8-la-testa-del-muro-soft-capping-1536x1134.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 8. La testa del muro con il cappello rigido e con quello d&#8217;erba, nelle prove di Historic England. Sotto l&#8217;erba la pietra resta più fresca d&#8217;estate e più calda d&#8217;inverno, e lungo la faccia scende meno acqua. È una soluzione per i ruderi: un muro in uso vuole una copertina con il gocciolatoio.</figcaption></figure>
<h2 id="i-tetti">I tetti</h2>
<p>Sul tetto le piante crescono negli stessi posti del muro, cioè dove l&#8217;acqua si ferma e il deposito si accumula. Lì però il danno arriva prima, perché il tetto è la prima difesa di tutto l&#8217;edificio.</p>
<p><strong>Il manto a falde.</strong> Sulle falde esposte a nord e con poca pendenza, il manto di coppi o di tegole asciuga lentamente dopo ogni pioggia e si copre di muschio. Il muschio trattiene l&#8217;acqua sulla superficie e nei sormonti fra un elemento e l&#8217;altro, e il manto resta bagnato più a lungo. Le guide per gli edifici storici della Scozia e dell&#8217;Irlanda del Nord aggiungono due cose. Il muschio, staccandosi, intasa canali e bocche; e l&#8217;acqua acida che ne scola corrode i metalli, il piombo più di tutti. Nei compluvi, nelle converse e dietro i comignoli si fermano foglie e terriccio, e lì nascono erbe e piantine. Per i tetti dei monumenti di Roma, Cecchi e Gasparoli chiedono come lavoro ordinario di sostituire gli elementi rotti, perché l&#8217;acqua arrivi ai canali di gronda senza infiltrarsi, e di pulire il manto da terriccio, foglie, guano e piante infestanti.</p>
<p><strong>Il canale e la bocca.</strong> Il canale di gronda è il punto in cui foglie, semi e terriccio si fermano di sicuro. Un canale che nessuno pulisce diventa una fioriera, e le piante che ci crescono trattengono altro deposito. La portata che una bocca di scarico smaltisce la dà la norma sugli scarichi delle acque meteoriche, la UNI EN 12056-3. Per una bocca da 100 millimetri con 3 centimetri d&#8217;acqua sopra sono 2,19 litri al secondo se è libera, e 1,10 se ha un filtro: il filtro, da solo, la dimezza. Una bocca coperta da un tappeto di foglie e da un ciuffo d&#8217;erba non ha un valore di norma. Con ogni probabilità smaltisce meno di quella col filtro. L&#8217;acqua che il canale non porta via trabocca sulla facciata, come si racconta nell&#8217;articolo sul <a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">muro bagnato sotto la gronda</a>. Per questo un ciuffo nel canale si legge come una macchia sotto la gronda.</p>
<p><strong>La copertura piana.</strong> Su una copertura piana l&#8217;acqua ristagna più facilmente: in una conca del manto, al piede del parapetto, intorno a un bocchettone. Il vento porta polvere e semi, e dopo qualche stagione il terriccio al piede dei parapetti ospita erbe e alberelli. Per le coperture a verde, che le radici le hanno per progetto, le regole tecniche tedesche riassunte dall&#8217;associazione tedesca dei tetti verdi, il BuGG, chiedono una membrana resistente alle radici o una protezione antiradice in più. La prova europea, la EN 13948, riguarda i teli. La prova delle FLL, l&#8217;associazione tedesca che scrive le regole del verde pensile, va oltre. Prova anche la resistenza al rizoma della gramigna, che la norma europea non considera. La stessa associazione dei tetti verdi scrive che raccordi, giunti e attraversamenti devono resistere alle radici quanto il resto del manto. Le indicazioni tedesche per la cura del verde estensivo aggiungono che le plantule legnose non tolte in tempo si insediano stabilmente e aumentano il carico sul tetto: vanno tolte a mano, con tutte le radici. Su una copertura comune, di solito senza una prova antiradice dichiarata, i punti da sorvegliare sono gli stessi: i sormonti fra i teli, i raccordi con i parapetti, i bocchettoni, dove le radici seguono l&#8217;acqua dentro il tubo. È un mio ragionamento: le misure delle fonti riguardano le coperture a verde. Del verde progettato sui tetti parla l&#8217;articolo sulla <a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">macchia sotto il tetto coibentato</a>.</p>
<p><strong>Il piano di manutenzione.</strong> Per le coperture continue con le membrane, la UNI 11540 del 2014 è la linea guida per scrivere il piano di manutenzione: manuale d&#8217;uso, manuale di manutenzione e programma dei controlli. La pulizia dei canali e dei bocchettoni e la rimozione delle piante vanno scritte lì, con la loro cadenza: la memoria di chi abita la casa non basta. Per la cadenza c&#8217;è la lista di controllo di Historic England per la manutenzione degli edifici. Chiede di ispezionare il manto a falde due volte l&#8217;anno e dopo tempeste o vento forte, e le coperture piane due volte l&#8217;anno. Canali, bocche e pluviali si puliscono almeno ogni autunno, dopo la caduta delle foglie, e meglio più spesso. Per il verde pensile estensivo le indicazioni tedesche chiedono almeno due passaggi di cura l&#8217;anno contro la vegetazione indesiderata, e ne consigliano tre o quattro.</p>
<p><strong>La sicurezza sul tetto.</strong> Tetto e canali di gronda sono lavori in quota. Oltre due metri dal piano di calpestio Cecchi e Gasparoli indicano un ponteggio, una piattaforma o il lavoro su fune, come per i muri, e una squadra di almeno due persone. Sul manto, poi, non si cammina: coppi e tegole si rompono sotto il peso, e un elemento rotto fa passare l&#8217;acqua. Si lavora da un ponteggio o da passerelle che ripartiscono il peso, e mai senza protezioni contro le cadute.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1352" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig9-i-tetti.png" alt="Tavola in due parti: a sinistra la sezione di un tetto a falde con i coppi, il muschio sui coppi bassi e nei sormonti, il canale di gronda pieno di terriccio con erbe e un alberello, l'acqua che trabocca sulla faccia del muro; sotto, tre bocche di scarico da 100 millimetri viste in pianta, libera con 2,19 litri al secondo, con il filtro con 1,10, con foglie e piante senza un valore di norma; a destra la sezione di una copertura piana con il parapetto, il terriccio e un alberello al piede, il rizoma che segue il sormonto fra due teli, le radici dentro il bocchettone e l'acqua ferma" class="wp-image-4565" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig9-i-tetti.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig9-i-tetti-300x254.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig9-i-tetti-1024x865.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig9-i-tetti-768x649.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig9-i-tetti-1536x1298.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 9. I tetti. Sulle falde il muschio trattiene l&#8217;acqua e il canale pieno di terriccio trabocca sul muro; sulle coperture piane il verde nasce dove l&#8217;acqua ristagna, vicino ai punti deboli della membrana: sormonti, raccordi, bocchettoni.</figcaption></figure>
<h2 id="le-scorciatoie-che-non-tengono">Le scorciatoie che non tengono</h2>
<p><strong>«È erba, si strappa.»</strong> Una pianta viva e radicata, tirata via dal muro, si porta dietro quello a cui è attaccata. Per questo la procedura per le murature antiche la fa seccare sul posto e la toglie solo quando è secca del tutto, non prima di tre o quattro settimane. Per l&#8217;edera Historic England scrive che l&#8217;adesione delle radichette può essere più forte della coesione della muratura: l&#8217;edera si stacca viva, a piccoli tratti.</p>
<p><strong>«Si dà il diserbante e il problema è risolto.»</strong> Se il muro resta bagnato, le piante tornano. Per questo la procedura di Cecchi e Gasparoli, prima di dare il diserbante, fa verificare che il muro non sia bagnato: altrimenti le piante ricrescono in fretta. E il prodotto non si sceglie a caso: i diserbanti sono prodotti fitosanitari, con un&#8217;etichetta che dice dove e come si possono usare. Nelle aree monumentali, archeologiche e storico-artistiche delle città, poi, dal 2014 il Piano d&#8217;azione nazionale vieta i trattamenti diserbanti, salvo deroga.</p>
<p><strong>«L&#8217;edera si taglia al piede e si lascia seccare.»</strong> È una pratica comune. Dove l&#8217;edera è già entrata nel muro, il rapporto di Historic England del 2017 non la consiglia più, perché il taglio al piede può spingere la pianta a radicare nelle cavità. E farla seccare con un diserbante non aiuta: nelle prove del National Trust l&#8217;edera uccisa si staccava peggio di quella viva. Si comincia dall&#8217;alto e dai bordi; dove è già radicata, dai bordi verso il fusto.</p>
<p><strong>«L&#8217;edera distrugge il muro», oppure «l&#8217;edera lo tiene su».</strong> Le misure dicono altro. Su un muro sano l&#8217;edera sta sopra, smorza gli sbalzi di temperatura e le gelate, trattiene le polveri. Dove trova fessure e giunti erosi entra, radica e li apre. Il rapporto prevede anche di lasciarla dove la struttura è così fragile che toglierla la metterebbe in pericolo. Vale però solo se l&#8217;edera le cresce sopra e non è radicata nel muro. Se è radicata, si toglie: a piccoli tratti, e i giunti si consolidano dopo.</p>
<p><strong>«Tagliato il fico, finito.»</strong> La procedura per le piante legnose non si ferma al taglio: prevede l&#8217;iniezione del prodotto nel tronco tagliato al colletto, e la stuccatura dei vuoti quando la pianta è secca. Dove il Piano d&#8217;azione nazionale vieta il diserbo, la strada si decide con il tecnico. Anche per l&#8217;edera Historic England chiede di trattare subito i tagli, perché nel punto in cui la radice diventa fusto ci sono gemme dormienti che ributtano.</p>
<p><strong>«Il muschio sul tetto è solo brutto.»</strong> Il muschio vive dove l&#8217;acqua resta, e la trattiene: sul manto a falde tiene bagnati coppi e sormonti più a lungo, e nel canale si somma a foglie e terriccio. Per i tetti dei monumenti di Roma, pulire il manto rientra nella manutenzione ordinaria, insieme alla sostituzione degli elementi rotti.</p>
<p><strong>«Il muschio si toglie con l&#8217;idropulitrice.»</strong> Le guide degli enti di tutela lo sconsigliano. Historic England scrive che una pulitura troppo energica, per esempio con getti ad alta pressione, irruvidisce la superficie e può danneggiarla gravemente. Il Servizio dei parchi nazionali degli Stati Uniti, per togliere lo sporco dalle murature storiche, parte da pressioni molto basse. Sono 100 psi o meno, circa 7 bar, anche con il tubo da giardino, e in genere non oltre 300-400 psi, cioè 21-28 bar, per lavare una muratura sana. Per il muschio sui tetti vuole il tubo da giardino. Historic Environment Scotland vuole raschietti di legno e setole naturali, mai spazzole metalliche, e sconsiglia la candeggina e i prodotti che lasciano sali; una superficie resa più ruvida, aggiunge, si ricolonizza prima. Jang e Viles, in uno studio del 2022 sul calcare, hanno misurato l&#8217;acqua assorbita dalla pietra: la più alta stava nelle zone ripulite a mano dal muschio. Gli autori concludono che togliere un muschio insediato può fare più danno che bene. Nei climi più secchi toglierlo può non servire; nei climi più umidi, e dove la crescita è estesa e invasiva, il consiglio tradizionale di toglierlo può restare valido. Prima si toglie la causa: il canale intasato, il giunto aperto, i rami che fanno ombra sul tetto. Poi si decide se il muschio va tolto, e con mezzi dolci: raschietto di legno o di plastica, spazzola a setole naturali, acqua del tubo da giardino.</p>
<p><strong>«La guaina tiene anche le radici.»</strong> Una membrana resiste alle radici se lo dichiara con una prova. Le membrane per il verde pensile si provano con la EN 13948 o con il metodo tedesco FLL, che è più severo perché prova anche il rizoma della gramigna. Su una copertura comune le piante si tolgono prima che mettano radici nei sormonti e nei bocchettoni.</p>
<p><strong>«La voce di capitolato c&#8217;è già.»</strong> Molte voci di manutenzione che circolano nei capitolati vengono da istruzioni operative scritte anni fa, e con le voci viaggiano i prodotti. Le istruzioni del manuale di Paolo Gasparoli sulla manutenzione delle superfici edilizie, del 1997, elencano fra i biocidi per piante, muschi e licheni anche un prodotto a base di pentaclorofenato di sodio. Il pentaclorofenolo, con i suoi sali e i suoi esteri, è fra le sostanze vietate nell&#8217;Unione europea dal regolamento sugli inquinanti organici persistenti, il 2019/1021, senza deroghe specifiche. Una voce copiata tale e quale porta in capitolato una sostanza vietata. Il prodotto si sceglie fra quelli autorizzati oggi per quell&#8217;uso, e si prova prima su un&#8217;area piccola.</p>
<p><strong>«L&#8217;erba sulla testa del muro è sempre un danno.»</strong> Sui ruderi le prove di Historic England hanno mostrato il contrario per l&#8217;erba e il sedum, che non fanno radici legnose: smorzano caldo e gelo e riducono l&#8217;acqua che scende lungo la faccia. Vale per un cappello continuo e abbastanza spesso, senza piante legnose: qualche ciuffo sparso nei giunti non fa da cappello. Il danno lo fanno le piante legnose, e sono quelle che si tolgono.</p>
<h2 id="il-metodo-in-tre-passi">Il metodo in tre passi</h2>
<p>Il metodo segue l&#8217;ordine della diagnosi: prima la mappa del verde, poi l&#8217;acqua di ogni pianta, poi la scelta di che cosa togliere. Mette in fila le procedure delle fonti di questo articolo.</p>
<p><strong>Primo passo: la mappa del verde.</strong> Su un prospetto o su una fotografia raddrizzata si segna ogni pianta, con quattro informazioni: dove sta, che cosa è, quanto è grande, se è viva o secca. Per il dove bastano le righe della tabella della mappa dell&#8217;acqua: testa del muro, piano orizzontale, gronda, pluviale, giunto, fessura, piede, parete in ombra. Per il che cosa basta, all&#8217;inizio, la famiglia: muschio, felce, erba, arbusto, albero, rampicante. Se si riconosce la specie, la tabella dà i suoi due numeri. Le piante legnose, e soprattutto gli alberi nati nei giunti, si segnano con la misura del fusto al colletto. Nel lessico della UNI 11182 la voce è presenza di vegetazione per le piante, colonizzazione biologica per muschi e licheni, patina biologica per il velo verde.</p>
<p><strong>Secondo passo: l&#8217;acqua di ogni pianta.</strong> Per ogni segno si cerca da dove arriva l&#8217;acqua, e la si verifica. Si guarda il muro sotto una pioggia vera, dagli stessi punti delle fotografie: dove cola l&#8217;acqua, dove trabocca il canale, dove gocciola il pluviale, dove resta bagnato il piano della cornice. Si torna a guardare a pioggia finita, lo stesso giorno e il giorno dopo, finché il muro è asciutto, e si segna quale punto asciuga per ultimo. Al piede si misura l&#8217;umidità del muro per quote, come in una diagnosi di <a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">risalita</a>. Se una pianta dei luoghi umidi, come il capelvenere o un tappeto continuo di muschio, non ha un&#8217;acqua che la spieghi, si cerca meglio: un giunto aperto nella copertina, un tubo dentro il muro, una perdita d&#8217;impianto. Alle piante dei luoghi secchi, come la parietaria o il cappero, basta spesso un giunto aperto con un po&#8217; di deposito.</p>
<p><strong>Terzo passo: che cosa si toglie, e quando.</strong> Per ogni pianta si mettono insieme tre cose: quanto è pericolosa la specie, con l&#8217;indice della tabella, dove cresce, in che stato è il muro. Un albero nato in un giunto o in una fessura si toglie senza aspettare, mentre si correggono le acque, con il metodo che segue; una piantina appena nata, di qualunque specie, si sfila a mano finché viene via intera. Un muschio sul piano di una cornice si toglie appena prima di correggere lo scolo. La scossalina, fissata senza scanalare la pietra, o la ripresa in malta di calce vanno infatti proprio su quel piano. Se lo scolo resta com&#8217;è, il muschio ritrova la sua acqua. L&#8217;edera su un muro sano si può anche lasciare, sotto controllo; dove è entrata nei giunti erosi o nelle fessure, o vi ha radicato, va tolta tutta, con pazienza. Le erbe nei giunti dicono che lì la malta si è consumata e trattiene terriccio: quel giunto va controllato e, dove serve, richiuso.</p>
<h2 id="che-cosa-si-fa-e-che-cosa-no">Che cosa si fa, e che cosa no</h2>
<p><strong>Prima si toglie l&#8217;acqua.</strong> La procedura di Cecchi e Gasparoli, prima del diserbo, fa verificare che il muro non sia bagnato di risalita, di pioggia battente o di stillicidio. Fa verificare anche che le superfici da trattare non siano a contatto diretto con altra vegetazione: l&#8217;una e l&#8217;altra cosa farebbero ricrescere tutto in fretta. Questo articolo fa un passo in più, e l&#8217;acqua che arriva da fuori la corregge prima di toccare le piante. Si sistemano i giunti del pluviale e si dà un gocciolatoio al davanzale. Il canale si pulisce, togliendo con il terriccio anche le piante che ci crescono, e si rimette in pendenza. Quando la correzione va fatta proprio dove cresce la pianta, come la copertina sulla testa del muro o la ripresa del piano di una cornice, l&#8217;ordine cambia: prima si toglie la pianta, poi si stuccano i giunti, e alla fine si posa la copertina o si rifà il piano.</p>
<p><strong>La pianta si fa seccare sul posto, quando serve, e si toglie secca.</strong> Nella procedura, scritta per le murature antiche, il diserbante è eventuale: la squadra valuta caso per caso se serve. Quando serve, vale per erbe, arbusti e alberi; l&#8217;edera si stacca viva. Quando non serve, o non si può usare, restano i metodi che il Piano d&#8217;azione nazionale chiama alternativi. La piantina si toglie a mano finché la radice è piccola. Il ciuffo già radicato si taglia al colletto e si ripassa a ogni ricaccio, e il giunto si richiude quando la radice è morta. Le fasi con il prodotto sono queste, con i tempi delle fonti.</p>
<p>1. <strong>Prove preliminari.</strong> Su un&#8217;area piccola si prova il prodotto per verificarne l&#8217;efficacia, la concentrazione e le eventuali reazioni con la pietra, la malta o l&#8217;intonaco. Si guarda l&#8217;effetto dopo un periodo che va da 7 a 30 giorni: la pianta cambia colore, passa al grigio e poi al marrone, e diventa secca e friabile. 2. <strong>Irrorazione.</strong> Si proteggono le superfici vicine. Si lavora senza vento e senza pioggia prevista nei due giorni successivi. Il prodotto si spruzza a mano sulle foglie, con la dose e il modo d&#8217;impiego dell&#8217;etichetta, in pieno sviluppo vegetativo, cioè con la pianta in foglia e in crescita. La procedura dice «fino a gocciolamento»: si bagna la pianta, non la pietra, e si protegge quello che sta sotto. 3. <strong>Piante legnose.</strong> Se la radice è sviluppata dentro il muro e non si può togliere senza danni, la pianta si taglia al colletto e nel tronco tagliato si iniettano, con una siringa, circa 3-10 millilitri di prodotto concentrato. Dose, quantità per quel diametro e modo d&#8217;impiego sono comunque quelli ammessi dall&#8217;etichetta del prodotto scelto, come chiede l&#8217;articolo 55 del regolamento 1107/2009, e si lavora con i dispositivi di protezione indicati dall&#8217;etichetta e dalla scheda di sicurezza. Se la radice è molto estesa, la procedura ammette di valutare se lasciarla dentro, quando il prodotto usato è adatto a farla mineralizzare. Morta, la radice si decompone con il tempo e lascia vuoti e sostanza organica: quel punto si segna sulla scheda e si ricontrolla, e i vuoti che si aprono si riempiono e si stuccano. La pianta tagliata e trattata si toglie quando è secca. 4. <strong>Estirpazione a mano.</strong> Non prima di 20-30 giorni, e solo quando la pianta è secca del tutto, le sue parti fragili e ingiallite si tolgono a mano, con cura. Se una parte resiste, si aspetta: per le piante legnose i tempi sono più lunghi. Si raccolgono tutte e si smaltiscono. 5. <strong>Stuccatura.</strong> Se la radice ha lasciato vuoti nel muro, si riempiono e si stuccano i giunti. Servono a non far entrare l&#8217;acqua e a non offrire un letto ai semi. I vuoti profondi si riempiono prima con una miscela iniettata a bassa pressione, con siringhe o pompe; poi i giunti si stuccano, per strati successivi se serve. Il supporto si bagna, la malta si spinge il più possibile dentro il vuoto, i bordi si puliscono con una spugna. La procedura chiede di lavorare nel rispetto dei materiali originali. Su un muro antico la malta è di calce, compatibile con quella del muro. Una malta di cemento è più rigida, traspira meno e sposta il degrado sulla pietra e sui mattoni. La malta fresca si protegge dal sole, dalla pioggia battente e dal gelo finché non ha fatto presa. La stuccatura non deve coprire la lettura stratigrafica del muro; se l&#8217;intervento è esteso, serve un progetto di ristilatura fondato su un&#8217;analisi stratigrafica. Dove la radice ha già sollevato un concio o spostato la copertina, stuccare non basta: il concio si smonta e si ricolloca su un letto di malta compatibile, e su un bene tutelato anche questo passa dal progetto e dal soprintendente. 6. <strong>La scheda.</strong> Si segnano i punti trattati e quelli da ricontrollare, con la cadenza: almeno a ogni ispezione del tetto, che Historic England chiede due volte l&#8217;anno, e dopo ogni stagione di crescita per le piante che ributtano.</p>
<p>Per i muschi e le patine Paolo Gasparoli, in un&#8217;istruzione operativa gemella, dà tempi più brevi. L&#8217;effetto si vede fra una e due settimane, e i cuscinetti si tolgono circa 5-15 giorni dopo il trattamento, quando sono fragili e ingialliti. Gasparoli risciacqua con l&#8217;idropulitrice a pressione regolata; le guide più recenti, che qui si seguono, per il muschio chiedono pressioni basse.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1305" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig10-togliere-il-verde.png" alt="Tavola con la procedura in cinque vignette e un calendario: prima l'acqua, con lo stillicidio, la pioggia battente e la risalita; la prova su un'area piccola e l'irrorazione fino a gocciolamento; la pianta che vira dal verde al grigio al marrone in 7-30 giorni; le piante legnose tagliate al colletto con 3-10 millilitri iniettati nel tronco; l'estirpazione, non prima di 20-30 giorni e a pianta secca, e la stuccatura del vuoto lasciato dalla radice; sotto, le regole della procedura e che cosa si fa dopo" class="wp-image-4566" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig10-togliere-il-verde.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig10-togliere-il-verde-300x245.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig10-togliere-il-verde-1024x835.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig10-togliere-il-verde-768x626.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/vegetazione-sui-muri-fig10-togliere-il-verde-1536x1253.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 10. Togliere il verde aprendo il muro il meno possibile. La procedura di Cecchi e Gasparoli per le murature antiche, messa sul calendario, con davanti la correzione dell&#8217;acqua che questo articolo mette al primo posto: la pianta si fa seccare sul posto e si toglie quando è secca, e il vuoto lasciato dalla radice si chiude.</figcaption></figure>
<p><strong>Che cosa non si fa.</strong> Non si strappa una pianta viva e radicata, e tanto meno un arbusto o un alberello: la radice si porta via la malta e, in testa al muro, anche le pietre. Le piantine appena nate si tolgono a mano; l&#8217;edera, che fa eccezione, si stacca viva ma a piccoli tratti, senza tirare. Non si taglia un albero nel giunto senza trattare il ceppo, perché molte specie ributtano. Non si usano getti ad alta pressione né spazzole metalliche su pietra, mattoni e coppi; sul muschio, solo l&#8217;acqua del tubo da giardino. Non si spruzza con il vento o con la pioggia in arrivo. Non si lasciano aperti i vuoti delle radici. E non si toglie niente prima di aver capito da dove arriva l&#8217;acqua.</p>
<p><strong>La sicurezza.</strong> Le istruzioni di Cecchi e Gasparoli prevedono, per motivi di sicurezza, una squadra di almeno due persone, un tecnico e un muratore specializzato negli edifici storici; fra i dispositivi mettono il casco e la cintura di sicurezza. Per trattenere una caduta si usa un&#8217;imbracatura anticaduta collegata a un punto di ancoraggio. Per le parti oltre i due metri dal piano di calpestio le istruzioni indicano un ponteggio, una piattaforma elevatrice o il lavoro su fune, con le abilitazioni che richiede. Per chi lavora, il decreto legislativo 81 del 2008, all&#8217;articolo 111, ammette la scala a pioli come posto di lavoro in quota solo quando attrezzature più sicure non si giustificano, per il rischio limitato e la breve durata del lavoro o per come è fatto il sito. Chi usa il prodotto indossa i dispositivi di protezione indicati dall&#8217;etichetta e dalla scheda di sicurezza.</p>
<p><strong>La prevenzione.</strong> Nella stessa procedura c&#8217;è una nota che vale per ogni edificio. Per prevenire la crescita delle piante si tolgono ciclicamente, dal muro e intorno, foglie secche, polvere, terriccio e depositi: per esempio a ogni pulizia dei canali, che Historic England chiede almeno ogni autunno. Così si contiene la formazione di humus, e i semi trovano meno posti dove germinare.</p>
<h2 id="le-regole-prodotti-aree-e-permessi">Le regole: prodotti, aree e permessi</h2>
<p>Per il regolamento europeo sui prodotti fitosanitari, il 1107/2009, i prodotti contro erbe e radici sono fitosanitari, e si usano come dice la loro etichetta: dove, come, da chi. Il documento di lavoro della Commissione europea sui casi di confine, che non è vincolante, ci mette anche i muschi sui tetti e le radici su qualunque superficie. Le alghe sui materiali da costruzione, invece, si trattano con i biocidi del regolamento (UE) 528/2012, tipo di prodotto 10; i licheni, per quei testi, non sono vegetali, e il loro trattamento rientra fra i biocidi. La rimozione meccanica sta fuori da tutti e due i regolamenti.</p>
<p>Chi può comprare e usare un prodotto lo dice il Piano d&#8217;azione nazionale del 2014, al punto A.1.2: dal 26 novembre 2015 i prodotti fitosanitari destinati agli utilizzatori professionali si comprano e si usano solo con il certificato di abilitazione all&#8217;acquisto e all&#8217;utilizzo. Chi non l&#8217;ha può usare solo i prodotti destinati agli utilizzatori non professionali, per gli impieghi scritti in etichetta. La procedura di questo articolo, con l&#8217;irrorazione di un muro storico e l&#8217;iniezione nel tronco, è scritta per una squadra professionale.</p>
<p>Nelle città c&#8217;è un limite in più. Il Piano d&#8217;azione nazionale per l&#8217;uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, adottato con il decreto del 22 gennaio 2014, elenca fra le aree frequentate dalla popolazione anche le zone di interesse storico-artistico, le aree monumentali, archeologiche e cimiteriali, con le loro pertinenze (punto A.5.6). Al punto A.5.6.1 stabilisce che in ambiente urbano, in quelle aree, «i trattamenti diserbanti sono vietati e sostituiti con metodi alternativi». In deroga non si possono usare i prodotti con le frasi di pericolo che il Piano elenca, fra cui quelle delle sostanze tossiche, irritanti, sensibilizzanti e cancerogene. Il punto si rivolge alle autorità locali che gestiscono la flora infestante in città, e le Regioni possono aggiungere indirizzi propri. Il Piano parla di aree e non nomina muri o tetti; che il divieto valga per il verde di un monumento in città è la lettura più diretta del testo. Andava riesaminato almeno ogni cinque anni: una bozza di revisione è stata messa in consultazione nel 2019, ma a settembre 2026 non risulta adottato un piano nuovo.</p>
<p>La procedura di Cecchi e Gasparoli è del 2010, quattro anni prima del Piano. Dove vale il divieto, le sue fasi con il prodotto si fanno solo in deroga, e la prevenzione diventa la regola: pulizia frequente, controlli periodici, piantine tolte a mano quando la radice è ancora piccola. È anche quello che scrive il manuale ICCROM del 1991: all&#8217;aperto la manutenzione ordinaria e i controlli periodici sono il mezzo principale, e a volte l&#8217;unico, per prevenire la crescita biologica. Per un albero già radicato in un muro dove vale il divieto, la strada si decide con il tecnico: si chiede se e a quali condizioni è ammessa la deroga all&#8217;autorità locale che gestisce la flora infestante, in genere il Comune, che per il Piano indica dove il diserbo chimico non si può usare; oppure si progetta una rimozione meccanica, e sui beni tutelati il progetto passa dal soprintendente.</p>
<p>Per il glifosato, il diserbante più diffuso, conta un decreto dirigenziale del Ministero della Salute del 9 agosto 2016, che non risulta revocato. Dal 22 agosto 2016 ne ha revocato l&#8217;impiego nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili. Sono parchi, giardini, campi sportivi e aree ricreative, cortili e aree verdi delle scuole, aree gioco per bambini, aree vicine alle strutture sanitarie. Nell&#8217;Unione europea l&#8217;approvazione del glifosato è stata rinnovata fino al 15 dicembre 2033 dal regolamento di esecuzione 2023/2660. Lo stesso regolamento chiede attenzione alle acque sotterranee proprio per gli impieghi su superfici impermeabilizzate.</p>
<p>Se l&#8217;edificio è un bene culturale tutelato, c&#8217;è infine il Codice dei beni culturali. Per l&#8217;articolo 21, comma 4, ogni opera o lavoro di qualunque genere su un bene tutelato richiede l&#8217;autorizzazione del soprintendente, che la rilascia sul progetto o, se basta, su una descrizione tecnica dell&#8217;intervento (comma 5). Sulle superfici decorate dei beni architettonici, per l&#8217;articolo 29, comma 6, la manutenzione e il restauro li fanno solo i restauratori di beni culturali. E per l&#8217;articolo 30 anche i proprietari privati sono tenuti a garantire la conservazione del bene.</p>
<h2 id="la-tavola-interattiva-che-cosa-dice-la-pianta-sul-muro">La tavola interattiva: che cosa dice la pianta sul muro</h2>
<p>La tavola mette in fila le domande del metodo. Si sceglie la pianta, fra le 23 specie della tabella e il muschio, poi il punto in cui cresce e lo stato del muro; se l&#8217;edificio è tutelato, lo si segna. La tavola risponde in tre schede. La prima dice quale acqua cercare e che cosa controllare in quel punto. La seconda dà l&#8217;indice di pericolosità della specie, con l&#8217;intervallo quando gli studi non sono d&#8217;accordo, e che cosa dice il suo indice di umidità. La terza mette in ordine i lavori, cominciando sempre dall&#8217;acqua. Le regole con cui sceglie sono scritte sotto la tavola, fra i limiti: sono mie, e mettono in fila le indicazioni delle fonti di questo articolo.</p>
<p><!--mxTAVOLA--></p>
<div class="mxp" id="mxp-tavola">
<style> .mxp{--ink:#232823;--paper:#fbfaf6;--line:#3a3f3a;--blu:#1f6fb5;--rosso:#b23b3b;--verde:#2e7d32;--ambra:#a06a00;--grigio:#6a6f6a; max-width:760px;margin:2em auto;color:var(--ink); font-family:"Segoe UI",Roboto,Helvetica,Arial,sans-serif;font-size:15px;line-height:1.45;} .mxp *{box-sizing:border-box;} .mxp-sheet{background:var(--paper);border:2px solid var(--line);padding:4px;} .mxp-inner{border:1px solid var(--line);padding:14px 16px 12px;} .mxp-cart{display:flex;justify-content:space-between;gap:10px;align-items:flex-end; border-bottom:2px solid var(--line);padding-bottom:8px;margin-bottom:12px;} .mxp-cart h3{margin:0;font-size:15px;letter-spacing:.06em;text-transform:uppercase;font-weight:700;} .mxp-cart .mxp-sub{font-size:11.5px;color:#555a55;margin-top:2px;} .mxp-cartR{display:flex;align-items:center;gap:8px;} .mxp-logo{height:46px;width:auto;display:block;} .mxp-firm{font-size:10px;color:#555a55;text-align:right;line-height:1.3;} .mxp-firm b{display:block;font-size:11px;color:var(--ink);} .mxp-h{font-size:11px;letter-spacing:.07em;text-transform:uppercase;color:#555a55; border-bottom:1px solid #d8d5cc;margin:14px 0 8px;padding-bottom:3px;font-weight:700;} .mxp-grid{display:grid;grid-template-columns:1fr 1fr;gap:8px 16px;margin-bottom:10px;} @media(max-width:560px){.mxp-grid{grid-template-columns:1fr;}.mxp-cart{flex-direction:column;align-items:flex-start;}} .mxp-sl{background:#ffffff;border:1px solid #d8d5cc;border-left:5px solid var(--tinta,#3a3f3a);padding:7px 10px 9px;} .mxp-sl label{display:block;font-size:12.5px;font-weight:600;margin-bottom:4px;} .mxp-sl select{font:inherit;font-size:12.5px;width:100%;padding:3px 4px;border:1px solid #c9c5ba;background:#fff;color:var(--ink);} .mxp-chk{display:flex;gap:8px;align-items:center;font-size:12.5px;font-weight:600;} .mxp-sl.t-pianta{--tinta:#2e7d32;} .mxp-sl.t-pos{--tinta:#1f6fb5;} .mxp-sl.t-muro{--tinta:#7a4b2a;} .mxp-sl.t-tut{--tinta:#a06a00;} .mxp-display{background:#232823;border-radius:5px;padding:12px 16px;margin-bottom:10px; display:flex;justify-content:space-around;align-items:center;gap:12px;flex-wrap:wrap;} .mxp-dcell{text-align:center;min-width:200px;} .mxp-dl{font-size:10px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#8a9490;} .mxp-dv{font-size:26px;font-weight:700;color:#9fe0a8;font-family:"Consolas",monospace;line-height:1.15;} .mxp-dv small{font-size:13px;} .mxp-dv2{font-size:17px;font-weight:700;color:#f0d68a;line-height:1.3;margin-top:2px;} .mxp-dn{font-size:10.5px;color:#aab3ae;font-style:italic;margin-top:3px;} .mxp-card{background:#ffffff;border:1px solid #d8d5cc;border-top:4px solid var(--cc,#3a3f3a);padding:10px 12px;margin-bottom:8px;} .mxp-card .mxp-ct{font-size:15px;font-weight:800;color:var(--cc,#232823);margin-bottom:6px;} .mxp-card dl{margin:0;display:grid;grid-template-columns:130px 1fr;gap:5px 10px;font-size:13px;} @media(max-width:560px){.mxp-card dl{grid-template-columns:1fr;}} .mxp-card dt{font-weight:700;color:#4a4f4a;font-size:11px;text-transform:uppercase;letter-spacing:.04em;padding-top:2px;} .mxp-card dd{margin:0;} .mxp-card ol{margin:0;padding-left:20px;font-size:13px;} .mxp-card li{margin-bottom:4px;} .mxp-bar{height:12px;background:#ece9e1;position:relative;display:block;margin:4px 0 2px;} .mxp-bar i{position:absolute;left:0;top:0;bottom:0;background:var(--bc,#6a6f6a);} .mxp-riga{background:#e8f0f7;border-left:4px solid var(--blu);padding:7px 10px;font-size:13px;margin-bottom:10px;} .mxp-riga b{color:var(--blu);} .mxp-lim{background:#f5f3ee;border:1px solid #d8d5cc;padding:8px 12px;font-size:11.5px;color:#3a3f3a;margin-bottom:10px;} .mxp-lim b{display:block;font-size:11px;text-transform:uppercase;letter-spacing:.05em;color:#4a4f4a;margin-bottom:4px;} .mxp-lim ul{margin:0;padding-left:18px;} .mxp-lim li{margin-bottom:3px;} .mxp-nota{font-size:11.5px;color:#555a55;border-top:1px solid #d8d5cc;padding-top:8px;} </style>
<div class="mxp-sheet">
<div class="mxp-inner">
<div class="mxp-cart">
<div>
<h3>Che cosa dice la pianta sul muro</h3>
<div class="mxp-sub">Tavola interattiva &middot; la pianta, il punto in cui cresce, lo stato del muro: l&rsquo;acqua da cercare, quanto &egrave; pericolosa e in che ordine si lavora</div></div>
<div class="mxp-cartR"><img decoding="async" class="mxp-logo" src="data:image/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAHgAAABPCAYAAAAgGwHHAABJsElEQVR42t29d5glR3nv/6mqTidP3p3NOUirtCgLowACkSWslTEYcA44g6/Tvf5Jsn0dLsbY2L4YfG0yRlrAYAxIllBOKMfdlbTavDM7eU7q3FW/P87po7PDguO18Z3nOc85013dVV3Vb6z3/b6C78G/669Hnn76LrFrdFpw2d1aCPTSNm960yuKl+wouBuXLW5bub6yc90GKaaPRWcVbeElOqq0/WRrtVIacKzYJImp2QWpawNxGW2bxXlEFIq27dLQhGnYEG3LkUdxvKkoFWKgVtqzuBg29u5tTBw8qh6ZP7qy/aHdt82DOWkMxiC561LJzJi54bnd5sYbMSxt9J/8J75XxnH99YgbLrtUnmpBz79qU/UP3rvpPNdK1up0dsVozbpisOqvdTOnnCkxNjSkwcpAS0gFkYYk02RJBkaiMzBaEyQZGolrg+MKMBlCWNjKwRIaRxmwActgEkO7qWj7oh7rNIwyeWhyxtzreMW9ifBm/u7W9oN//MePzZ70EAL0HZda3Wf4nljs/9QFvvnmXWp0dFpcfvndaf/xO7/+zlUm2be25Mq3LqulFyodb1q2zB23CxbICDDMTqccO5FyfDKm3jLZQtMwMdlgZjZjaiYjToRoNDKhM4W0hIgyQaupQGjKJYNtJ5hMGlsYylVhHCUYGzJm2ZjHimUuAzVBpYRcPV4Qq1YJRkYKIB3IEkxiOD6lZ7Up7FmYs58+3mj+feStOvC2t936Uv+aGrNL7d4N1123W/9nLbb4z2C/N9ywS8Du/C2HS6+3/uzaL22/ZKN7zUDJurA0FL2qVsxKbjklCwwTxwSHjkT66T0N/fxBn6MnEFNzQsw1MxEknpCigmWXqVarlCtlKuUqxWIBr+Bi2zaWZWFbFpblIBBkaUqSxqRJSpKl+IFP4Pu0Wj6NZotmvU2UNMl0g5JMzMiAYHjAmDUrUr1tk8WO7QNi/SpbrVvhQblA6vssLtrx/ELwWFpy79l3qPTF7//ADz/JYz+V5JR9xx2XWnfddbe+8cZvFzf/TyzwzTfvUrt2gRC7s/zYo7fteqWwn7tkwPXeXfXCLSPLpEVkc/RoysNPLJinXwyyJ/ZG4vmDiZxvFUWxWGVwaBkjoyMsG13F+PgoQwMVyuUCxaKHEBIhJEkSkyQJURgCkCQJmdZkWYYxBsexAYHjOIDBdT0sy8JSFspSZFlKGIa0Wm0W6i0mJk8wPT3N3PQcc/MztBonGCxps2Wj0adtdc2Z20ryorPLcuNqCUWXhVmtW756ab6VfmmyOXDv66/++VvguiynajjNCHGj/n9hgYW5eZdk126Ty9UvfOFtG9aWF944Vll8R6WoLxwcz8iahqf3xTz4ZCP92jcb4tkXtQyzoiiVRlg1vo5Nm9ewZs04QyPDKGUjUPitJq1mnZm5eRYX67RaLVqtBkmS0Gq1MAZ8P0AIQRzHaK0xxpBlGbZtY4yhUCigtcbzPJRSFAoehUIBr1CgWqkyMFBheHiEamUAr1RESps0i2gsznP48CQvvHSY40cP4jfmsFTdbN0kzOuvrOlXnlGzXrGtjDWQ0a5bTC/KZ+cX1J2H66Mf+/63f+3ZroImdu/eJa+77uUX/r/UApubdynRN/g7/+7Vly0bq/9ExWtfs2q5LBAonng+MrfcNp/d/q2W3HPAiCSuiXXrN3DGGaexfv0GhoaH0SKl1ZxjfnKW6dl5pqdnWagv0Gg2iKKYJAkxBkxXwkkpkFKhlMIYg5SyqwAJhBAYYxBCoLVGCEGWZb1vYwzG0DknBUYYXNvGtT1qpSoDAzVGhocZGV/GyNgAA7UKStrMLyyw/6XD7Hn2JQ4feAkhTphNG0rm0gtK+q2vqcqdp1lS1TyOHwujRqt069Fm7U9f98bb7ugpZjedPFff0wtszPUSbkQINJuuch/5SHJVubjwkyvK6RuqQxZTsynfuH0h++Iti+Kex9pSiRHWbdnKOWdsZcOa1ZRKFebnF5iZm+DgwSPMzdaZm5+i7YcYY4iikEqlRBgElMsV4jjFdV0AsizDdV3CMKRYLNJutymVSoRhiFIKIQRp2mkfBEGvTaFQIEkShBAopYjjGNd1abfaFIoFWq0WyuocN4BrO1jKYtnyZdSqNTZu3MjIyCiDgwOkacKhw4d46unneeHFFyE6wc6zC/qaq0b0W15bsFYtV/iLtj6+4NxzYM79y6uuWf4F2J0JAVpfL/+9Wbf491tYBOySHRkrePDWV/3QYDn8rTXDjS2FisWL+2Pzua/U9ee+PCuPTDhi1ZptXHDhdrZuOY2i69BYqHPo6GGOHD3C9PQ0gR+QZRlKdahRWAolJVJKRJ9CKoTq9m961GnMUnu1c7z//5yq+3+fbPIIDAYpZK+3Th8anXXkudYZSZIhlcIrOIyNjbFq1RrWrlnD4OAgaeaz/8VDfOuhJ3jp4F5WjRhz7ZuH9bvfWlan7RC0GwUOTadPzyxWPnD5W6/6HNyojUHecAP8eylj4t9ncXepXHm69QuXXbJy9cyvbBixri7IlL0HTPbpLy3ymS9OqBMLZc46fSeXvPJMhkaHCZoxLx3cz6GDR5hdmKPZWMRzXZIkoVyuEkcJbsEmSzOklCipiJMY13UIggDP8wjDCMuyMMagtcayLMIwpFAo4Ps+hUKBKIpQqvMi5BScU7nv+3ieR5qmCCGQUpIkSffenfuEYYjruj12blkWURTheR5BGGLbFkHgA6A1OK7N6OgYK1esZNuWbZTKRRYbi9z/4IM89cReKuWGefubB/VPXbucHadLlcWKF46phxeztT9z8Wv+7nGAO++81FpqPv6HL3CHajsi7bOffcfgjtrzHxwcS9+zeoWU+19sZh/53Lz49BcXZDMos/Ocs7jwoldQLFaZmZ7mhRdeZHJygna7jTEGy1IIIXEchzTNcByLNO1QcK4g5bIyn2DbdkiSBKUkWuuuDO4skG3bRFGE67qkadqTxflLkCQJjuMQxzG2bZNl2UltbNvu3SdJEizL6sltKeVJbTpj7vSRZRlpmvZeplKpxLJly9m8ZQvj4+NEUcCjjzzDQ488SlHNcu0blumf+ZEBc9Y2Wy3O2umUn+3eNzHyu1dfd8ceY5CAEeJfb0OLf4vZk2uAj33z8neNled+Z9VKtXZhUptPf3VGf/BjJ9TRaYuLLzyPiy88G+VWmDh+nH379jA/XycMQxzHRcqO3JNS9pSifgUon7ScbeZsO01TLMvqTWw/i87b5C9DTnk5m83vmV+ft5FS9hSw/Pr+71Ndn3/n1/SLhCRJAIiiCMd1qQ0MsGXLFjasXkWmDd965DHuu/cBRisRv/xjy/V73j4gx5ZLjp2gfWhy4P3f95b7P/pvpeZ/1QKbOy+1xOV3p9f/rzcsf/3pk3961qboOkspvnGfn37gw1PWvY/7bNq2lStedSEDtUEOHDnGC/v20mq0abUalMoVoiiiWCz2Fig3ZzzPo9VqUS6XabVaOI7TmyilVO+6VqtFqVQiCAIcx+nKRI3jdNh3fn2uZFmW1aMqz/Pwfb+nZBWLRZIk6YiBbh85iy+VSrTbbTzP671ouRjIz5XLZYIgwHXdHrdxHOekNo5r0263cF2XgcFRNm9Yz8Z162n7Pvc++DBPP/UkZ+1Q/NpPbUmvfU1mCQmHp71/+Mdntr/7ve/93MK/dpHFv9iu7VoZt92866J1a1/63KYV7XVzx7z0+o9Ny499clIWKuO87rWXsG7NKk5Mz/Hiiy8wNzffe/PzT2629CtI/b/z/3Nq7leOlipRSxWo/nsvVaq+7YH6FK2l1y5VzvqvySk95x55u1O1z1l/boenaYYQhoHBQTZu3MTKFeNMnZji1tvuYHZ6kh/eNWh+630j2fpVjnX0hHjx0NTK33nVm2799L+GZat/iYvxrrs6z/XgNy//9U3jxz65diQdfuAh0nf9xgHry7csijPOOIc3vOUKhFY8/cwennrqSeqLdbTRXVmp8H0f27ZpNBoIIWi1WiRJ0nNQACwuLqKUotFoAOD7fs9Z0Wq1kFLSaDRQStFqtdBaE0URURQB0Gq1sCyLer2OlBLf93uyMQg6zo/8+kajgZSSIAhI0/SUfeRjDYKgN47+c0opms0mWmviOMb3OwpXs9nsncufPX95wzAkCAIOHTxIq9VmYKDG+eeeRypjvv6PB8U3727ItasHsnO3WSNjteiaN79lq7d606Hbf/u3wVyPvPHuf94ii3/u4v72jWiD4Ik7X/3XZ6+b/NFWmJmPfDYwv/tHh6UWVS5/zfexetVKjh6Z5MChg4Shj5SqR7HGmJ48y2VYLi/zv5xal373y76lcjq/b65k5cf6Kav//6WyvL+P/uuXtumnwv42/TI5b5NTbS6X+69fylmyLMNog+M6rF2zhvXr1nFieopbbr+TtL3Ar/38uP7lHxvWA0VjPXes/DdX/+jge/fvvyXq14H+TRScL+7PvPe08v/54zV/fcZq/z1zzTh5340z8gN/OSlHx1fz+qsuw/MGePzxJzk2cbQjc7pyMX+wfCGjKOpRVe4n1l0/cRzHSCmJoo7pE8fxSV6mvH0uJ5VSPfmcy2ApJXEcf1ub/PrcHErTtHdOStnTfI0xvT7y+/S3yV+I/j76x5o/S/4c+Xhy7b7/OfJ7SiXx/YCFxTmmp+dYtmwlO07fyELD5ytfPyIOHU/keecXks3j0bmvfU122YVvuPyWd+z6fOPmm3ep3bv3mH/1Al9/PfK3fxv9juvPr/7Eq7NbXrExfuPhyTT90fedsL/wjQWxY8cOXnnJpcwuzPH8C3uZn5/H7tqktm33Jjx/aKA3MflD5xObU3A+of3aaz915r7k3ITJF6qfcvo14/779NvKuemT36ffBMo146UmUL44eR/5WPs19X5tPk3Tk8yspdzq5T7s7rNbNNt15ubmcJwSO07fgpAet991gEceDdQFZwymp23S6zw19bYtWzfe+qM/cevMP7XI4p+ycc9985u8P/2F47ddsjW7+IWX4uTd7ztif+tJn3NfsZNt209n4vhxjh0/jtEpQiqUspDyZSUkf5h+pal/EpYqQv0LdSolZ6lP+Tt5pJay0aWK06lY/dLrl7Lv7+QV62+79Fx/H0vHf7IY0UDn5cqyCFAsW76cdetW8cKLz/PwQ09y2mbFx/94Y3r+mcJ69ph96AH/wrN/8jUfa9xwA+I7eb7Ed1zc3Uhxncgeu/38r+7c4L/pxYNZ+s5fOGo98lyL887byZrVazh0+AizMzMkaUah4PXMk9yD5Pt+z0ZM0xTHcXr+4VarRbFY7LHRnKXl56rVKq1Wq+cnllL2HBylUolms0mlUsH3/Z55stRMajablMtlwjDs7SDlZlJu3uRmUs5O+02xZrNJtVql3W73PFk5dwqCoDfW3FzL+8h94rmZlZtk/c+aJMlJ/vLcJ54mKdpojNHEScaK5ctZs3Y1J06c4KGHHuG09Taf+JMt6XnnGOv5w+4D7/ylV1z26KPjGdx4Su36lAvcsbnuSZ/85vl/ddamxo8fPG4nP/jel+xvPelz3ivOYM26zRw9dozFhYWTzJ5+h0P+6afepSbRUqWj/80+lRm0tO2pKLVfwVlKvacyj74bhZ/q3L/ZdfhduM/JHMGQZSlZllGrDbBhzWoOHTvOI488zmmb4aYPb0p3nG5Zj+13PnXuFY+/p+su/rbIEXXqxb07/cJnzvmBi06Lf2/RT5Mf+ZVJ+56HGmzZupHVK9Zx9NgxTkxO9uRMvhPTbrd7JoiU8ttMmNwEsSyLZrPZM09y6guCoHfOsiza7TZSSsIw7ClRQRD0zKN+0yOO49448nPtdhvLsgiCoEdZOaW22+1em/4+siwjCILe+PM+cv0hV5R83+89c95G6445mJtrvu/3+lraRxiGvT7ybyEEYRh2Fc+X28zMTBMkCaPDI5SLimf3TfPMC6F89asKydbVYufrrlwr1my57c4777zU+uQnD+vvuMDGXC83bPhk9vlPX7Pz/LVzXxqppdZ/++MFddMXZ8XKFcvZvvV0pmZmaDbrnTCYPBzGtk+i4n6qtiyrtw239GPbNkqpTjSFZfV+Sym/7Vz/+f7r87Y5C+8/l/efs97+6/PrhBC96/vP59f13/NU/ee/+9su7eNU5/qvy7/7x3DSc1uKOIlIopRVK1YRRyHP7Jtjse6oN16m0mLJXHH+Ky/+hze95dbjxlwvb7zx7h4Vy365u3v3jcKYS60z15741Np1ovLZr/riY38zJaqVCus3bGR+cYG5udmefduvVPQrTzlF5r+XKkj9n/779P/O75sf6/cInerYUja+lG0vPX4qRWepV+s7sdT+Z/lOIuQ7iZRT2cJLv/s/+S6aLWwW6/OcmJlm9dpVDAxU+eTuE/zVZ2I5VhHmjFUHP/PRR3+yyO49oqsgn7zAsEtedx3ZvV+Of33riubpTzwXp7/6B0ck2mLT5s1EUcTc3FyPRUVR1GN5OevxfZ80TXueo5zdpGlKFEU9T5LWmjAMe+w792TlbLz/O01T4jgmjuPeffJ7L70+SZLemPr7yFlrnMS9e+bn8rFHUfRtfURhSJZmvT7ycXT6f3kc+fW5uHq5zcv95/fNx5lf1z+OfFy5SAuCoHdvQ0cMzc7O0WpGbFq/DizJ73z4uHzwoSDbtkVve8Xsc9d3IkN2yZOULHM9khswn/rUm1Zfuf3IvoGaca/92Qnx9dvnxcZ161i9bh3T01Md+1BZCAmIrl1o+qnV/JP+4qUUeipKOJWf+LspTEu9R6eyFYwBgUAYMMJ8RwVNCAnGYHrdGASCzgGDEQbRezbRncFTm3vfbczfiXKXmmL9ymuaph1HjZQsHx1hYuoEB146yKXnV8yX/2o8y0RBP3509JIr33D7Y3m8V2eL5YZdQojd+onbZ64fX0Xh47vr6T/eMWdVa1VK1QFmZ2eYmZmmWh2gXm9SrZQJ/Dau6xAnGWmWYdtWT+XPTZh+0yFNUwqFwkk7PeVyuecJyj0++SZ83uZU4TT95kX/btJSEyY3gYIwRFoWshsy63nfHrITxzGWtBBCEiYRXsEj8NsUiyV8v43n2WSpRiBRliIIA0rFIu12QKlcJuiaa0t3tfpNoNzJI4ToBQzkplSr1cLzvJ5HTClFEAQ9UzA3G/PjOtNUKlUq5RJ3P9wUn/hCVfzSz0ln1eLCbwnBW83N3ZesE866W//9p1+78aJtx/amliVf/64D8qnnAjZtXs9AbZBmYxHbdilXSrheZw83CWOiIKIdddgPxpDp9Dsa/bnczH3HS9/spQ6Gfr9zPxWfyvnw3cyfTrRkEdv2SNKQMGqTJebbnA/GaJS0KZVKOIUiWZoRhy1sy8FyHJIsoeW3EHGKLBYouyWkkPhhizgKuy5QeUqOc6rdqqW7ZUuDAJfeJ1dW0zQlzTKyNKVarREEi7z00jE2rFF88xNr9MCIJx7cM3bhVdfd8fDNN6PUzTefLoXYo9//Y6O/v3kr533mC7PZxz8/J8vlEiMjY7SaDaQlGVs+zNZtr2Dl+AaqQ8NkeKQY4qBJ4LdJdEoUxkgpeg6O3FzIzZj8zc33U5eGtOYOjdyUydvk/urcl52bJfl9cl907pfuBNl1TLBKucLY6CibVg9hdMT07CJGQxjmfuLOGOMoxi7YLFuxli2rh/GshEYrZnz1OKvHaogUpuYXSbOY0dFxtqxZwVDVYWJqljhOiaIYY3Rv1yrfMcrNtJxD5eZa7qrNzb58lyuX17mek8+DUqr3HXdleccV6hHHAZNTAcMjpezK1xRV0gqrf/GpE1+4+eZdUgqxO/uDPzh/1fLR6Ifqs9L87RfmlREOg7VBjMlI0pSB6jDr16zkknMTrrloH9defJw3XXiYZZVJgihCo0HIrotS9thQv7nUbwr0yxYhTnaU9F+n1FKt+mWqz/3PS7VwKQVKKkAjhaFcrjA0PMJb39hk54469QUDpH2aeJeiAM8p4Nhl3vya47zxymdo1tt4TpGrX3eCyy56ntbsAkJklFyHHTvmeM8PvIBkmraf9J6lX7vv50JCgFxy7jtZAaf69D9rx3yySZOELDPUalWEsPjbr8xaExOZGR20rvnEn161UYiuDH712QNXrFqfFr/+jwvpt54ILM/1KBS9niO+VLKRVpmtyx9ly9gLPH+0wrVXpWxfU+Inr/dpCZcKFqnTeZhOILlESre7gC8PMF9ozysgVWcRcyXFGIOSnbgsIQS24yIAmS+YVEjZeXkcx0UpgRB2jzXmE+G4CiE0XqFEsVykXLTYMDzF5OBBMCW0cXBcG9mNActfFte1SYIWHm0GCjF+a4Hm3CyjXotGqU4USmqmQpoI6tMZ21/dpuh2NOJSsdiN8OyKHylxPReBwHU782C7qvukovsc4LoeQkChUOi8DKqr5GkQTmdxHbczH5ZtY1m57ZySpoIs07iuh+davLA/4o570uyHfrjmbJmKrzSGA/L666+XBbf4AxTGzBf/cU7EBooFm7Rr9iRJTJQIJk8cxhKL/M3fCV7zrkl+9H0tdmxLuWCH5sTROdKkTaPRJkkSmosN4jij2WoSRwFB4NNu+8RJSKO+SJLGNJvzxFFIq+kThlF3o7zD6ltBC2MMQbtJlqYEYZswiImigFazY4I1m4vEcUar5fdMtXa7TRzHNJsN0jQj9EOkUMTJNMOFFtvWF2j40wS+oLHok6UZfrtNEkeEQUgS+cwtLNKMUhIjmJmdZWJugZmFFq0gYzEKWWzUWWg32T8xSSsU1NstgsCn0agTBG2CwO/cM4xo1JskaUaj2SBJQvxWizAICSOfZnORKE5oNBfQacZiY5Ewimg3fNrtgCgOaTabJElEfaFBHMU0FhcJgpigGyyQJCn1+hxZBrZtkRrNP3wzEoZBxlfU3i4ExnrCf6L0CyuWndeYTcXDj/tSCguvXMayXZRSuK5DsViiVoThQYeJuYxEe9z9sOGlCcPGtRpbSox0GBmtUikPUdlgIQUEfkzL90FkFLwyTqGIJwXCsrGkTZS2qLd9RBLjejWGa1XK5QrGlmQxNPxFGgs+QTiH63pUq6PYrkUahzTrTdp+iOvZGH2yaeJ5HpmG0YFBSm6V1avbYJqMDBiWjRVptUJGhweoDZTxCquxpUAri9XDYxhngFLxERbbUB4epOB52OU2Y+M2igTXK+BIl2LZxS6kOLYEoyiVC1SqYwwOjuE4IVFgqDcXCMMYzx3G8zw8r4BQEltJHJUSBop6MEsWKqq1IrZTgjSiFfgkUYpXKGFJyfDoCEWvAFoTxClJEpHGGWmWdj1lglK5TLMdcd+jU3LisEW14O380B++c6v1jrOHL6iOjgzcd99B89L+BWFZHnEUEwqfLEsxWhMnEUELhAqYOhHi2IM4jsaIMpiQJGmTpFUGSmXOPmcbSpUI2nDw6B5IEyxdYGRkiPFlW4lkm+FaGX9eMx/X8ScOoYTD8OggK1aNMFobJUpSMj3H/pcgzXwEHqvXrGH92s2YJGV65gTziy2ErWnN1VHK6XnP8nBZr+DRigWRFnjpYZyCpoRm5WjE49NQLbssW76ZsUEHt7iKVrrA8oFx0sijXIRmHRr1OpnOCNoJnueSpg1arQ6XClppZ5IjTRRHKFlm8+bNrF62gizxOTR9gmazgSskzSRk1eg6KgMFSoUKJXeYKGrTrM/QPhpSW1VgsDJApdyxbVsnjpCFIVHSYsX6TSxbtoxqbZRjMydgvkG2cAI/aCKEoNls9kwwz3WZmGqJ514S2WvffFrl4kviK6yztp95tTU4YO89ejALwkzVahYFt4xtK2zbolDwcJwi1YGFjqpueUglGF+1HMvVaA1CWFQHSpx94bnsXFvh7I17UO48N/1DyJ0PaMbGh9myYTvff/kLHFso0AjneeWbpzhy1OJTX5zhUH01ylK89tyXeMX2p4giiQ5CZi5O+MDHQlrZFk7begZnbtvLOWteYnLW8KGPhzx7QFAoFhFGYXh5j1lKiWMpBoaGcRzJjrUpzx/VOEpy/llF7nskoVYdYnh0lOteN8HM7CGSMGPZsgPYtmDNqqOsrMFf/9kYH/yL40xMarZsUkiZoZwUVILjWrgKRkY8nKOwefOZbNuygfO2PsH2FTPsPZjxkU+0OBwUGB2tsmL5KFe/ahopBAcXNBdv28+BQz6f/prL6LLNrFte4uztRzlwYJ7P/YMmKthsHl3LmdvPYP2qiO3rj7C4OM2Xb494ZkFSLpdI4oRKpdJNoCuQJSlBAPc8vMCV1yyn7B5aLivDI4MwwnN75rvaqURnCVnWoQgEZKnGsTRKGRoNQdn2GB0tUXINsTYYMlYvW8+Kms2rLniAwcoDDHKE/++nAzavPs5CHVLTZMXyA9jRw5wxvpdnn93DqrED3PBLhqz9HM89+yJ33/cSd99znK/e+iLtxUnWjc1x4vg8SnucvuZ5Xrn9Qe645ykKcoLf+KkIN5sjaGvSrGNG6cyAUWRao6RA4uA5IevGY+66L+O5FxVbN0qUSQmSiDgIWF48SkE+zHmb9vPck0/zN59+hiNHYhr1lMcfaXH86CL1dghSIjOQQuHZHrZQGJFh2Sme61EbHOSMDXvYedrj3Hn/ATatm+eXfjyj1ZogDQVZkjE8dARb3stY4WFM+ByvPHOSd785pu1P89oLHmDj6D386PdP8ZZLFggbdYbGRhlflvD6Vz7J8sojvGLTcX7rZxOGa7Ms1JtINFmWIIQhTROk6qhwe/YtCME4XmX126RmeCOsYv++RZHLsCTtbFdlWdb5nSZkoSI1Ia2WZvX6rWzeMEbFS5icTFHSxnKKnLvuWariELt+MeLCd8xy2wNtfurdinb7IJPTiywsxqwcb3NkOuAHf2mRt/9cA619LjuvydEjU3zmy21+8feavO9/tnjysOThvQWe2m8oFKf4vjOf5qavtPix35S85/0tli2TvPkyzezsdM8HnGUBme74v7EkUnjUihG1Yc23nonZ+6LP6escqlVotALa9QVmZtrs2AAvTE7xP/884tN/F3L/U5JnJiz+8C9mmGt6uI5CZymxdFgxvpUzdpzDyMgwJrOQWYxXHqDsTHPp6Xv4zKcifvQ3ZvnZ35zk7NMVl1/U4sDhGRbaC0wdT1hTC6m4dd768w1+44M+Z6ydZ+eme3lq7yRXvKPBBz46x+uvjBiuZNTbkp3rn0GkB3nbL8xx+TuP02g2+fkfgHp9nlaaYGKJNnRjuyxAMDcbS/QQA8NbT5fKGdmexsNMz9dFh4ItPM/DcZxOrqzjIS1DqQquKLJt+3I2bhrgLec2iZoBDz3eYmRkOcMDbc48c47P/33Es3tDGpHFBz4yzbZ1I7xih+HEzBxVy+LcHQU+cdMUiDIvHEr4xn0Zl5w3CKbNYLHE2jXbePWrzuHCM6s88nCLTDtcvDUm0SF/8bdNSgXF/uOSL31lnquvLFOsRKQpOI6N47jYlkupVMQrlKhVSwzVGrguHD6a8sz+kHVrC4wMpAigHcVkwNqVkr/+XECjnTE6UmWw6lJSFiWvzPiIx8BgjQFX86ozapyzvcaatS7j4zaO1B1RRoGzTmsx3wz48E0NCuUK33pMc8vdTa6+skTRUdRbIWESs+Vslzse9zl6xPCtJ2OmGwk/+GqXD318kok5xe5vBNRqRbZusCiYRU47vcGffaLBC/sFh6Ylv/2hBc47p8qOTTZBEFEqF7Esh2Kh0rWpBfN1n1azhFtYLazBgU3VMAY/0KITdRjTaiWUSmW0DtE6xWnHLDZbZM2Q9+xKsXiUc06z+MO/CNh3CMaWS4bKdQbsNvc8GWCpIls3bGA2XuTwXMQFOzT33X8IjeCex+D2ewNKXgVVGGFiKuXsTSmlcka9nbDhzFXsWDtFpSa55+E2dmGUdWsjHts3z8QBcDwJxSrfuK/Jm9+YsGJUc/BIg4GhlbhKATazs3VqI5J6K2DDSkN9rsHslCK1JY4ssnWtwx1PzBGEa9BWyj8+HHLrvRlW0aFQrFEqOmBOECcRXrnIwnzIlssyPv9XLu35fWjzEqqwgCNdWrEA3WbtskUefXKBoxOSoYoGdxm33Nfi+p8vUHCmOTFRIc0CXnhR8tnPL3RDmWqUPM3RWcORQ4Jy0UOjEdJmqJaShS+SJSXueFBRLMHoyEqabYv5+Tbn7VA8+mwLooxCuUijWcezPUDTbvs0fJfR4REsSzkmSUKRpgaQXdOo0Mt6d2yLou2Q6CKphjNGJc045u2/OMutd7QpVqoMDA6yYrnEjxMOH1EsX7mO8y/5PpSAycP3sXlDk1S3qPsDPPpMg1QrSpUClYERhqsp1cI8ZVcg3Bplt8TOzZoTcz6HpyyWjxZZvzrj8T0WjcRl9ZiHXauBLGPaPudsG6DZGuW88y5BWjaTxw7jeIJqaYiB6hAbV8+y94BGltcyvmqUhcUJztphc9/TVSCi4BV44P4ThLFgxYoq1WoNY9poISiWS9jKYdkQHJzwufGDU5QqFioVbFin+en3FIhDQcE1rB0VPHCXAikplz2KlQGCpEDR81mz0uH5wykjQyM8vGeC41OGVStHGBweQtk+e56eJkpChsfGGR+vII2PzjLOOMfh8PE6R6c0a1Zs4rLXvJowaBOqb7F2VQMdW5Sqnb2Baq1IEmqEkOhUYDIHpVysNGkKKcFSAtBkOiMMg164qi54BFnA0ak682mZr399kktfVeXRp1oEocVQ2UXJhDgKcKTmmisdlNNi05YXSf2QoYEmK1domvU5jk3bSOOACEkluJ7F1EybYklQKQrm4hiV+uzYHvLEYy2mFyQ7loNSEUeOdTYy4lQw4ErqTYMfOezYJqgN13jdK4+x6GccqJzgb78+SbU4jmCaSmWWLHH4wTe0WbbMxSuGbN/iEPh1tF6BTAVCVxCihUVHA1eWQmhIoxRBQrmSMTWj+NJtAeAAitO2wTveJZif1dh2SHVA8sRLIRaCMDEMFmzCdkqgDakO0FFInIVoaRB0QGEcz0GpkKlFmySRuJ5CGJACLJExNCCpFTTXXWmxZROsWreHyTmfaqGF7VgYE9JuNSgWa7TaEZbqeANtpbBUTJK2sOr1o/HgUM3xCvlGpUB1dy56wCRS4OHi0GDfRMQ58w7vftsQv/vhOlWvgK1c/DTBRXPVZS6CiJSnEalCFlKeP2jhFSooNAUrw1I2yrJwbIcg9ZAyxvUMVlZlcCBksBrxzN6ILLGwbEOmHaIow7IzpLApOi7SkrTSOYqVkNMGjnP5tn20Uphc4fDpLyfMNRqsXW9REj5UJW95FfjZIjrRrBxRDI0khL7BsjRKaCwpcCwX23YQOsAIgbIkaZahTMr8QoxleQxWC5TKw2xaH2GRYruSailBWi6tzKBkhut5lL0hqtUZpJIIobC8kKGBIpPHQsDC8yrYroVQgsW2weBRLBYYGCgiTIvM+DhaMlAs8s5rXSxrnszMs7xqEfqw50CKsDSWKIOxsC0XozsQU17BolhokaYJVhxNP+W65ryR4WInMBfZy5pXSnVC9ExGIgRxrHClxW33t7jy8gof+ps2UZZSTCEIDItZgR9+/yGm5sGxbCDtbLTbkiAsEviwYqUFVoxC4mCjHBtbCWzHQNNm+WiEymKeOQC2a6ENGAy1mkBnDspJsKwCniMxuNTnprGkwq4NUkgTVF2QZg3qjTrD5UEcV/LjvzrB4y/EgOBNl5W44f0jjI+GtP2YVHa3DaVAKVCWjTKSTGmEzDAILOPQCjo7PHaxwMjKFSwfrmPTQAtJ0e5sJrQXUoQs4XkWXtGmXK6h9DyOsMkMpEnC4lwIApRlUSm7OI5Dy08Ag2PblKoZSMWRmRaF8nI++vk6H/zrRYoFi0wYlAGBRZIqqqUCWClgUAqybqzDwGCZciVifn7aWMqafxHi87auHzbf7CpZWZYiZSeK0HUc/LCIjkMm5wzr1hT4y4/P8tPv3solOzT37ImwnSZHDsZYmWBs1OGFI4Zq0UHbBRzl4rmaYmmMethiTdFHmYQ4TIiziMkTTcoVxdCQy/7jLVaPKRZaCU/s09iOol7PWFg0jC5TGFKCKMFSColPyYE09fjY52e5/V4LP82IEsnMiZC16wwDxSnm4oiHn8+IkgKOZfH4cwnCM6wcznjyYAOT2RgtyDLTtf1TlAUporuVKEiztBPFgsboGFvYeF5KphVRmLFgZ2SmRNGV6EySpRK7YFMp+JjM4vCJGE+WqRQ0zbgAYoEw9im5ZaRJmZsDKTIyLSnINllm0WhKLJHSDsGPFFo6SMfFsWyyJEVaGY4LUaixSjGB3+7ZwaPDaKHmZGvx+HNWo3FsbiUldpw+0tvRKRRcbMfGsR0sy8J1bLQqMLs4y/ZNNZ47PM2jz/j8yA8Oc+9vRLgFl8kFxWIYcekFNg8+DSPLh1i5bjMXn1PF0vPc+4hFIo8yuszg2k0c28WyFLZVIzMLuLbF0LDLqmUhR49FLLYMy0ZcolQxMy9Yv9JlsBZSdkdxPMW68QEc2WBizuelY4JDUxk6BSMFq0aXMTRc44ytM0wcsdFIhiou1YEhpJMQthU7T7N54pBBKIWQCseRFIoe5VIRIecgkxQKFSxb4bgGiUQKSalUxbMlY2NV/MYkEoe6H5NlMDxoIayUoeEq1VKRnWcK5hfaLLRsVo9aVEuG45M+rtMJnhipSbI4ZWbGwitKHNthw7ihXZ8h8CWeAE92OOrqFWOcsW0np53TYu+zh3nwoRCnqFHCIctSSqUKrXYTEGzfXDKGI7Trx78kD7yw5/PJ3NFk03pP2k5nAz3wQ4LAp9ls0mg0CJoNZhd8piYTlo3ZlJTHRz4zxc6dVbasCpiYOs6BI/N86xnDFecPo0TAyNAyNixfy6vPbHDJ6VO8dPAwJyYjSoMengutZpMwbjE9VSc2irHRClncYPlYysOPt8gSSZwEmFhz2/2zbFnlsmpU0IoiRoaX4boJ0m2z78UYpSyGhzzGBoqsGC0yODZGsWqxZhk8/UyLJLJIs84CBYnLgRdDdm4rYxtDHIXoTJPGKX4QQ5pQLQvabUO9ESEtcEoZzcUOVYdBQpKmhO1O2qsfZLRagvnpjOXLAW0YGVnGcMFmx9aMh55KOHG8QW3IoVSWzCwGCGETRCmeG2MEnJhrgzCkqabg+kzN+xyeSIgsw9AwGBOzY8vpDC+vce2VC2wZbzM7X0cY0dldSyXNhk8ad+LeLzxvGJEcJdDNE/Jv75h9tlGfWNx5eiY2b6iZNE2xFViq4+goFArYtkWt7HJi1sGVIZu32Nz1gKC9KNn1/WVUkuCqIjd9ZZFt2z3e9toatfGVrFizgrHRRZ5+aZaFxYDZRQ/XNoxWQSiBZWuENUAYG2rVjLUrB1g+nvLisTJepcT69RvZsmUrew8PkqWKa650WblqO6vXb+UVZyiIBS+8oChVLDzXw6vWGBhexvjK1YyOWJSHM/bu7/ioSyUb17Zw3Cp7jtus21pgsAQVxyClQVgZtu2grE7MaeAD0sXxNMWSYnY2RUiLUrGAcBxWjJdopRpERKths/+Q5tJXeawcG2P9up2ctiVmoDLPl78eUKyMMjJsgaOZWhQUHI9qeYzhZYpQa+bmNQPVAbyiy+q1BeoJTM9lLCwKNmzwWL1uM9XxjVyw8whZa4a/v32easXDUhalsoOQKY4LYRyyfNQxZ232VP3Y4fqTzxy8Q24auqA1ebz5yPBYYM4/29XGCJIMojjqhZL6YUqUBDx3IEIow4YNhlag+ZsvLHD1a8vUCj6RSfnWE/DlWxf5o/8+ypljDcZKt7Nu5TxPPReThi1OTLQQYcZIVZPGkMYZC62IhWlYXsgoeHNEfsyJ2TbjoyXGBssUHJ+ZGc0nvtLiZ981yNsuWqScPcpbLjjO1+5dZGI+xlYSrR2MiXEsRei3GXTmEUHExHTa3W3KumFBKS/sjylaUC4sosqC47MxmVboRFOvt4kSHyk06Iy4FZG0IzQCozN0mhIEIXbaojEPflsRZClfvnWRK88a5afeXqTq3cvVr9rHbXe2ufORlKIrGC5FxL5kbtZgKUPoz1Ew87Rbgrm6BgNp0sQT88zO2KAFD33L8Kpzbd50kc/24ft528XT/O9PzbPvUIayEpJYE0YxaaJJk5QsTbj0omG9am3AYqO198d//O+ft2688Ub92gt/4POE9Te87XVD5hM3TRBFEUJKVDfUJIpjLJWx94WIdlJh64YyQi3w9W8G/My7PK69psqHPzlPrVzggx9rMj7k8N9++jDFWsz934q59Y4Ux3E5PNkktUdZubbMfc+EJFFGvbXAibpHdUgyXF5gxeA4f/77w8xNu3iFSZ7dn/Lokz6f3S3YsXGB9703JgunmJ0RfOwzPpbtYVsKKUFIiVQwNT1H5fyAlq/ZfyjAdcoIYZEag9AZ+/dnWMpl43hCpCz8xEamMSaJmJ6ZJgO8giLLNK1mk9qgS90HqQGdMXViDrvgY4RH3V+kUhV8/Z6Adz7a5ud+QtAK6jz/bMLv/vEiquDhRxGVksFvl2n6Ai01U9MTDNbKHDwWkWays9nfnKQ26HDnfU0QBW7+xwXe/PoRbvwNG5JF/uSTc3zqpojB4TLaSDSGJMtQmcSPYqQSvO6SspFWnaPH468bg1DGIHb//WlHVw8d/uGNK2XlrgcaHJnQolBQHUXIsbEthaU8Ym144N4Fnt4T4mubIICnng2Zm5NMLAqqRY92XOCrd0zx8JMNbr874mOfC5hpCWoDHq3E4sCBJkcnLOaaioLbUYAWGyF7Xww4OiU5ciTkoSfrHDzks/+lJvsPJbx0xNDODLc/ELL/hZAH9jT4vb8IePGQYmDAxXGLuK6D43aUwtCPgYTnnq/zyLPglYp4jottW9i2Rb0VMz3b4rkDKfsP+jy3L2KxbeMVixgjaLRaPLMn5NAxC6eYkKWGbz6Q0owVpWKBOAOhfJ54ZoHnDxsG3SqZZXPLvS32H2nzzTszbvjTOaabNqPlAlrZ2HbC0882eGZ/x8mhlGBuznDPvYvMtlwcpxN/feiw4J7HmqSJIk5cvnZvi2/e2+b/fL7B393i41VcCl6pEwYkBZKOrtLyQzautvid942JNBDptw6s+9mzz35uTuQgZg9/4xWfOe/s5J0f+uhs+r4bJi3HtigWSwgpKJWLZElCyasyMTeLJUEIg2db1BsZmoiBaoEkgXKtzMJindhXxImPYwtqlSKpMHhukcZ8HdtzEUpT9QqkWuGnIUk7JtOSKGx3kbQzEBY2GdWhEjguOjY0FxpkWiCtjGrNQ2DjOg6O7WCEwXMd/HaCzjRz9SalkkBKC8e2cWwbbTKMNMxOtVFS4fstXE/hFUsoZVFRNrPtNkJrLAVW0WFhLqbsWViuBAFFr8DiQgOJBJniuVVS0wYjmZsJ0UR4nkQ5gpo3SJi1UKJIvVGnWLBxHJs0jdGZJApjCpUSWRzjFF3qiyGuA67jkegYYxwaiz7ShqKncG0XyxYY0/FThEFInKS0201u+MWx9Pr/sdza81j61dOv2vMWY3Ypa/fuTqTL/MzyD8xOHfmBXW+uyP/z2QZ7XwxApLhOFSktChUXS0rWrF5GlmaksUYKTaki0BhEZpBWZzJXji1HZxFJViQzGQK36xUTlEsFNClGG5RwKFqKIh66lpDECVp7GC3QWdZ5Q6VCWhLbspElTa1WQCcCTIoRGmW5ON0kONEVKY5dJDMBxZpLFneUKMuyuwF/YDIorC6QRDGZLoDuBAbaroUlFOPVAjpL0YnAKEN5rYZUIJBIS6CkwC2MoDONTjUogy1HEESUyxUSHUGsQVpYDnhiGIByrUAWp50IS1npxEGbDJ0ZZLkCwlAulyHTaCykNNhSMDZcJtMakwoQBlTnOZM4xpaSehiyfpXDO64ZFM0ZmG45H+7Fo1933e7M3LxLXvXurz115Fjh71atcOX7f3QwBU0Ua5qtRZIoZmGhQZikNOstBJIoCUkNxHFCEiZkBtrtCK2h6TfRQhEnBoEDaJIkwgBhGCCxiMIEgyYIA3ScdhZVg227ZDrFLXpoYxBKoDPdxXwWpHGGZQviNEUpl6QbRxxGIX67TRzFNFuL6EwRtSOUEp0xdnOGWq2AVGcEfoSyXdJUIy1JZjRJkhFnmsgPQEOUBighSPxOvHWSRsRRTJpqwnYABoIwAC3wA58wkZ2c3liDZRHFIUYrfD/AGAjbAUmakqQZbd8nzVLarU5qattvorOMyA+JkwyjE+IowghJGCVIaRFlERpDHCcEQUDg+7SjCJ0l/Mg7y9nmrZ46ejS77/Jrn7zdGGQvbJZdpxljEDd9pPbbK5YFb9315rLafWvZ3HJXIoolSJIYZVlgDK7rIqWkVCx18Cy6mBwd37XCshQFr9BLzVyaCVgoFLGU1TG/ulTVyQfS35ZeainrJHSb/rROJTtplY5j90Jv83G4bidst1As9GK089BYpWQ326HQeY5S6SQknPw5pJKIbtpnfn3nN734Z8uyKJfLL4cDC4GxLCzbRgnRlbUKIbo7c67by1TIU2+LRXFSqmv/vOWga/lYi4ViF6wsJUoTkiyh3fa5+JwiP/XOFczPCI41K78uBOzevUvA7k52YQfCdpd8+3tve/bwXO33KqNK/dYvjmVjQzFxrNGpIU2zbsZ52pvIpXmtS7GZTwl8ZiCTBktZaBuMMhhlELbq5A+pzrfqfizbQSqFZatOfLUAZSmkJRBWh4V2sEEkVnfR+3NrbdvGcZy+Yy/n9ObHbdvuiABLYSuFNGAhUEIguztMncD+Ttxz533txn8ZsIRAaoNBYESKbUBLicGcBMyyNI21/9jJAf+q92K+/On0adAkaUqWxAR+RLFk+K1fHsnGhm11cJa/fN21D91/0030IJasl7N6dmtz8y71sfi0D1T3fenqi3eWzv61X1il33/DERnGKSaKsSzZRazpoMPkiWF5NGM/OmueguI4Tg9lx3FdojDAUx5+PcB1iqRRjFASKQRJlpyE5Rz4Pp7rkWQpWghsyyaKI3AlYdiFQow1ES1aYR1MR1bnUIQ5vGCOcpOnuOSJYcVi8aQ2AjCWwvYKFPA6iWWlEkEQ4rgdRB+DQVkuQRhTFIqW71PoJrg5tgVZSmgyhjOPMAoRBdHD6MjTd/pzkPL0ljwxLUfvyY/lSAGFQifRTUqJ32oRmYQkSfmNn12lr7q0LA8eYuZvH9O/0kXD06fE6DCmA0j94Ne//8yNK55/vOwKfvZ/TMqPf3FWlEoFPK+I5xVwXaeXub4UT+O7pU4KAcZ0NMDgnJC0plHGRdgGlMGoLoVK1Uvf1GmK0AJS0FkKmcYkGjSITNHyW1y27SK+f+sP4kct8u76oYzyseT5w/2JX/1pNlbBgelpnvnYJ5EiQQmJ0ZpCJpAmw8Jga42lM2yjcYzG1hqpNZYRJAIKicOcp7mpWGDa8bC07lgFS3A4+kVXvwg5VSJ6J59JEycxgR8Qtn3qrYCrX1fgMx9cmYaZp56Y8N585esf/Jq5GSWuo4fXZJ28KDfqrtn09IPfuOj9F65p/ckf/NpQcmgmsu+8p4kREj8IGKhWaWYZxWKxN5H9VNEPAuo4Ti991HXdDrpNtUS4ISFa3Y1+dAzSkeBYSMsilQJpKTACk0p0kkFqyGJDFmWYJEVHGSaGVuiz19vHRdfuZK278ZQvWx4z3Z/E3Y9I0ElfkdhWiVLZ4eFmi+c+/CcMjAxhIo2XGRydUNSaYqpxtaaoNaVUU85iXJ3RSTnu5BG3Worbxgs83ZhhWblCow9RKGfB/Sg7tVqNZrPZA2fNt2qDIKDgFWi2mti2RbPRBGlotHzOPdPlD39rVVKqCvvJZ9TvXvnGB792Zxck9p+JsnN3+sRXz/2rs88If/zgUZ2+6+cOWfc/FVIu23hOGafg4jgdE2Wp/O1P/1ya0Gy0QUtoXNUkXmEQlkDZVkcGOwqtRCcnx7KQQiK62XhZnCISg0k1aZwh4gwdp1iJYGpmgqvPeBN/++6bMVEK2iKTGt3VF3KqzTP/8mz6HOCsp4hZFuXSEGU75pbrfpDFJx6l4g5AmmAT4xpDMe0uuNGU0pSiTilmGZ42CAwWMKMc3jM2yl7XodDll0uT3PspuL++RD8yUf5idjL+Y4LQp9losn2ry2c+si7buclTL77AAz/xOwOvvusGUi67O1sKpXRKpLtPfOKwueGyS63x1z30lWvesGb9tnXhzvPPG0kfeHRRHp1IkKqb1d8dSJomgOilduZpjlEU9ag3SRIQEPg+ylb4G32ycgams/FgFAgpQL38EUqgRaegmbAMBgPS0AkP1B1o/8zgFDyeO7qXtctXc/6aC0kxOFJ1k9teBjv5p/BBbAsyMtzSICvPOptnv/plROjjSAulNRJQnQgIQGObzga8MoJCpnENSDSxkHypXOZgGOBZVg9tJ5ep/XCJ/amheXps/iLGcUSaJrTbbZIkpNmI2LSmwN9+aEu6c7u2XpowDz705Jmv/9OPfrV9/ccPnxIn65QLfOONcMMnDpsbTkeNv+WSv3/bm9NXnrG1vfFVZ1eS+5+K1NHjAVJqjM56GXVCdpKoc/T0HABtqZmUZbpDqes12gPbKCTdj1BIJLa0sIzCQqGMxDIWKrOwMgulLVRmUJlAZSC1wMZCAo8ceJwrNr6GkWKZKO5EcLxcTcWcspZDP7WITkALaRxRWbeOgm1z8O57wXPQ0iKRklQKtJBoJckQaGUTKUGmJLEQGGMxb3t8uVpk2hiKtk3WVUJzUy+fk/xY/1zlVJvpjChKOmlEcaeG0+aNDh//0IbsgjND6/mDtYnPfmv08l9835fntelYaP9itNkcu+Mz33hn5bzKvm9sXRddvO9glv7Sfz9q3Xpvi0KhSqFgcJ0ijlPBcjrmTz/bWYpuo7XGSIjtCOMZMi1RQoEAbTKk6oCAKSvPUOjauNqAEBitUUKSpSlSKrI+rMooDlhZGqfqVDCy4yDpR4LtR67px6rM8SyFECjZicOyHQcZp4QnTpCkQSeTQXf2W5WQ6CxDKYlJNLZQyFQjBUhSfCWYdYpE8uSc4HxelqIZ5Nq9EKLjJdQZYeiTxFk3a9LnvHM8PvZ7q9OztrrW85PmyG0Pll/3C7/y4L5/CnVW/HPQZm+8Ef3eP//z8k+e9fGPnLW89UPTDZW973/Nys/eNC0sp4i0Y6rFKiYTVGoVojCiVCoSRZ16CGC6dRgc2r5PqVzGr7cpugXCJOxq44okCigWPFqtNqVKuYe0nsQJQnScDkEYUioVabXaVCpl2m0f1+0ivguBJRXNVoNipUyz0aRcfrmszlLE935IxTzjPmeXXsGj1W4zPDBMM/Sx+6EMLUUQhFTKJVptn0KphB8EOI6L1hnSpJScIu12i0q1SruLR5LXhzgZ3b5JqdQZq1vwaPltpDbEYUg7ScniiKtfW+MD1y9LN62xrH2HCo9//sENb7zxV3ef6Hirvnt1ln8mXvT18sYbb9QgeODL535053b9k2kSZx/82Kz4Xx+dke1IUa46FBwP13WxXRvbcnr1GHpU3IWMl1qjhUAL0S1o1VXG6GA0ivy4WAL+mR/TfTCDueLSEcdIaVAIjFF0VduTzLZTwSguNWHyvgSm4y41J49DI17mJjJP6RZkout00Z2iWkJ+e8a+6YKSaW3QOut+a7I0IY4j4jghSiIadR/L0vzyDy8zv/Yzo+nAkGPvn7K/fsfj1g+99733Lfxz8aLFv6yoZIeLPHLrK9+3fUXrg8VSwNfvDbPf+P1p9cy+ANtxKBfKGJlRKBTA5ChyCq0NntdBwPGKJfx2m4Lndfaeu3Zg1HWU5EChOfJMkqQ9V14PuabVplTuAH3ajoM2uqNwOTbtHhhpo0edeemd3EHTDwLab8LkypDnFWj7PuVSZ6yd0jsZQoCyJGEYUCp1OEi5h7LjdOoqmU7mfhiGL4OzFkuEQdjN4O9gZ3U4Wgvbtmk1W52QonZIlEZsWWtzw6+uzq6+oqhsO+WJQ8N/dv5r7v+Ffq76f6lmQ6f41f1fe+3Vy0rz/3vjhmD86GScXv/BhvrE7ilhDBSKFTxPYSmJ67ooZXe27Lq4yLZlkWl9EvJ7D3GmKztzr05PdnbxqnLnRO7x6ceC7kdf70eX7zfbckWnv2pLvwzur7rSATmxyLLOuOiBnaoevnOWpSfhhSzFtupVjxGSLO2aa90SB6AJ/ZTURIRRRNBOgYRrXz9sfvdXlmdb12vrRF3Xj8w6f3DBlU//wb+maJb6Fy4wN964xxizS63Z8tW9Wy49+7Mu9jnrxpqb3nhZUZy1tZIdOpzKwxM+YZRiKUmaaoyBTHdMqTTtTFbuYepnlVmWYUmLOIl7k9dfVidvcyqk9n7HRafekuzha+XX97TlLnJPP/h4fp+lpXv6X8K8tmH+EljWyaV7+jdG+lHdOyXxdMfs0SlxnJGmCWHYIk0D6k2fJNKcsd3i9391PPv19y6XK8cz+eIR+5t7Dm5+8+VvvfurHS/j3ebuu/9lNZSsfx0k7u6s6/E6AebKB/7+8p/cONz+wLVvciuvvLCm//rz0/zlp2bksZkIVJtqoYbWCVkpI9EZxpR7rDKfoKW1iPItRilf9tv2o7nnWnA/FH/uE0/TBNu2eqw5vyZ3dizVonMzJb9PjtTe/91f38EYyDKDELKrPNLzt+fX96PcdsrqKMIoQWhDHEXEOiMOU7IsYXRA8RM/NKZ/7O01s2GNUNOzsf/soZE/OuPSu24AYe6881JLiBvT/5TKZ7nD6rN//Y4N56x56TeXL/N/bLCW8cRzWfaXn54VX7plUc4uZEjVQbtxbJCW15PNtp1vx72MFP+yfzv3hH07/F+/ibEUa3npzs1SYLZ+xPnvVjZnKSjpy2xXnqS0ddDaO2XkTZ9rNF/0LNNkSUKsI5JYEPptkjSmVnV4w2s8/YvvGjYXnF1W7VgwMS2+sudQ5Tevftd9e4xBfDc09/+w2oX9RZtu/8z5l69ckf7JppX6TEvBY3tb2Wf/rs5NX51VEzMdXKpisVOY2bZtEB1Pk+vYXf9sqaucVLq7U0WyNMWgTypIlftu/VNACOZQiM1ms+cT75hr9OoS9sMllkqlnhcu98DlClilUnnZXOsCreWwjcVikVazY2b5QYBl2WRZ2qP4DsiZJIrCTmpLOwUEI4OGt101qH/kbUPmgnOVEji8eNTsmzMj/+OiS7/5xe+Z2oWn0LI7ZWVPu9558s/vu6bkLfz6mjFztmNnPPN8O/v4l1rccntL7t3fFiCwlEvB6+A/SeWipMKyOy5Ky3KQQvbAzfLf/crMqQA+v1MdiFPBAy4tvdNfY2EpsGk/VLIQkGVdD1hu8mQxOsvIUkizhEx3gvWiICFKY8Cwea1rXnN5Vb/72kEu3GEpEoujM+qJdlb78//vw/rm3bvvbn1PVh9dWtPwB67bnRmATT/v3vnhp69ZOdx+74qB+PtK5ZSjRwx3PNRKv/S1urznUV8uLqaAg2ULLEvi2hKpJbbjkhmN5di9ic/laQ7a2QMR7crXfGeofz84p7xc0873g3vVQ/v3g7usOa8fnO+GdQph2j0KBtlX3ifAshyiOETJDiRinCYksQASKmXFhWfa+pq3LdNXXFCwtm6w8VuGIye8p08sqg9c/v7zd7P/z6JTFdX+Xq4ALszNu+TLgxXc940r3jrmTv7wwKB51eiwHEpTwQNPxfrOe1rm7vvr4tFnfdn0TVexF5RchRAKYUmk6kRRWJbdK8mel7zJy9PQzUJUlkXaPZckCa7jkOammAFtTE/Ddl33JEWs08Z00XPtHq5mFMVI1XGP5hDKSZIglSSJIoSwaQUhmA5HLRUkZ22r6O+7sGxe92opvm/HsLSKmqmFJJ6ZK9yeUP3Yzive+w9wXZaX50Xs1gLMf5kS7/0Lza7dOnfi/MmfXLHs3C3yp8bKU29bNcpZhQGb5nzE8y9q/c37F/RdjyXy6Wd9MTEdiJcxmS1c28Z2DZayEUYiVMebJCRI0Q2pQfS87p0wm078VMfzZfKIA6AT4CcVPRA1Ywwa09mD1p3AXaMzDJ3iGNIIMlKyTJAkKWGcdIoFd31by4eVOfP0AXPxK5R+3aUluX19SdZGFGk75dAJ+6VmVPzC4y82P/7j733m+SWl3b+tkMZ/pQV+WYbdvEuxa7d52Xdq5O03v/LVw9XsXUMj0TnD1WRHqSTJIs3T+3wOHiN7+Im6eeDxtjg8aeT0VCrCKDsJqF5KCylMB7NSdt5/27ZJdYdy4zjBsfPiz50F1lpj2ZI07qSnxnGEbdnEWYpEdjL7tQFhiNMUjIPOwm6fAkhxLBgb88z6VVpfdJZndp45wsb1yjptm0XRs4lbhummeXa+7TxxZJbP/tFNG++/e/fuVtcikOzeJf5vL+x/+AL3m1Z33XWpOllD3KVu+/LCVWOFxunlgfTtNS9dP1QRA8I1pL5kcibhkafm9aEjqT5wxOaZfU1xfCqQ0wuIMO44Nk7eCRTdT74onQVDqA4Fm3xuZW9v99vnWmBbAs+V1KrSbFyh9GlbSqxf4Zk1ay2188yC2DBuo4oWiJiFKdGuh9bEXCP+Ytsfve/S7x+9BV6Wp+bOS60b7rpb/3spT9+zC9zf980375K7doEUXaWs61z70/950egFZ8WvqRasC3Xqnze+LDu9VLSq7qCG1NCaS1hsaebqGRNHMRMnYj0xHzEzl7FQ16IVQb2R4rcSBEIiFHOLETrTYCSW1NQGPTreR02pKE25pEypJBgckGbZgM34iMPKcaVWrPAYrAkGa4LqiAEFSV3hR/hTU/opY7uPtGPnyTufaN3+K7/inYDHkh4L1rvU7t2wq09E/YdPMt8bf+Lmm3fJ0dFpccUVd6dL6089fs+u0X2HXjpjZbVw8fp12da03V6XaWt9pRqvGCwhHCW7BGu68dGCZjvFD7qOCDo4VWkqMHT2rCtlgYVBa4tyNaJQcHGkDaKjSBktiENFFCnqDX9WKm9fIovTk7PBvsVQfr1YXHP48jd8+dhSyjdml2I3/Eex4P8qC7y0CDV33XWpuuwykPLbFxzg/Kuuqn74v3ubh51kZGpiYYstW2Q63FgqlU8bGiqscp0ISxrRbKXrdKY9W6nOhrwMyTKLxGi0ERijdLli9uusnE1M+gthFD2tpXo+iq1kw9rVz4Z+If74p54+/IG/eX7i2z1eoPWl1l13wV0d9mu+Fxa1/+//B8yfOgHybCE9AAAAAElFTkSuQmCC" alt="Renzo-ArtHome" style="height:46px !important;width:auto !important"></p>
<div class="mxp-firm"><b>Renzo-ArtHome</b>Tavola V.M-01 &middot; fuori scala</div>
</div></div>
<div class="mxp-h">1. Che cosa vedi</div>
<div class="mxp-grid">
<div class="mxp-sl t-pianta"><label for="mxp-sp">La pianta</label> <select id="mxp-sp"><option value="fico" selected>fico (albero)</option><option value="ailanto">ailanto (albero)</option><option value="bagolaro">bagolaro (albero)</option><option value="olmo campestre">olmo campestre (albero)</option><option value="robinia">robinia (albero)</option><option value="rovo comune">rovo comune (arbusto)</option><option value="cappero">cappero (arbusto)</option><option value="sambuco nero">sambuco nero (arbusto)</option><option value="edera">edera (rampicante legnoso)</option><option value="vite del Canada">vite del Canada (rampicante legnoso)</option><option value="vitalba">vitalba (rampicante legnoso)</option><option value="enula cepittoni">enula cepittoni (erba perenne)</option><option value="bocca di leone">bocca di leone (pianta legnosa bassa)</option><option value="parietaria">parietaria (erba perenne)</option><option value="ombelico di Venere">ombelico di Venere (erba perenne)</option><option value="ciombolino">ciombolino (erba)</option><option value="borracina bianca">borracina bianca (pianta grassa)</option><option value="grespino comune">grespino comune (erba annuale)</option><option value="celidonia">celidonia (erba perenne)</option><option value="asplenio tricomane">asplenio tricomane (felce)</option><option value="ruta di muro">ruta di muro (felce)</option><option value="cedracca">cedracca (felce)</option><option value="capelvenere">capelvenere (felce)</option><option value="muschio">muschio (senza radici n&#233; vasi)</option></select></div>
<div class="mxp-sl t-pianta"><label for="mxp-tag">Com&rsquo;&egrave; la pianta</label> <select id="mxp-tag"><option value="radicata" selected>gi&#224; radicata</option><option value="nata">appena nata: si sfila con due dita</option></select></div>
<div class="mxp-sl t-pos"><label for="mxp-pos">Dove cresce</label> <select id="mxp-pos"><option value="testa">sulla testa del muro, del parapetto o del rudere</option><option value="piano">su una cornice, un marcapiano, una risega</option><option value="davanzale">alle estremit&#224; di un davanzale</option><option value="gronda">nel canale di gronda o sulla bocca di scarico</option><option value="pluviale">in una striscia verticale sotto un pluviale</option><option value="giunti">nei giunti erosi o in una lacuna dell&#8217;intonaco</option><option value="fessura" selected>in una fessura</option><option value="piede">al piede del muro</option><option value="ombra">su una parete a nord o in ombra</option><option value="manto">sul manto di un tetto a falde</option><option value="piana">su una copertura piana</option></select></div>
<div class="mxp-sl t-muro"><label for="mxp-muro">Com&rsquo;&egrave; il muro</label> <select id="mxp-muro"><option value="sano">sano: giunti pieni, intonaco integro</option><option value="difetti" selected>con difetti: giunti erosi, fessure, intonaco mancante</option><option value="rudere">rudere senza tetto, da conservare cos&#236;</option><option value="uso">muro in uso senza copertina in testa</option></select></div>
<div class="mxp-sl t-tut"><span class="mxp-chk"><input type="checkbox" id="mxp-tut"> <label for="mxp-tut" style="display:inline;margin:0">&Egrave; un bene culturale tutelato</label></span></div>
<div class="mxp-sl t-tut"><span class="mxp-chk"><input type="checkbox" id="mxp-urb"> <label for="mxp-urb" style="display:inline;margin:0">In citt&agrave;, in un&rsquo;area monumentale, archeologica o storico-artistica</label></span></div></div>
<div class="mxp-display">
<div class="mxp-dcell">
<div class="mxp-dl">indice di pericolosit&agrave; della specie</div>
<div class="mxp-dv" id="mxp-hi">10<small> su 10</small></div>
<div class="mxp-dn" id="mxp-hifonte">Signorini 1996; valori di Mascaro e colleghi 2022 e di Cozzolino e colleghi 2025</div>
</div>
<div class="mxp-dcell">
<div class="mxp-dl">che cosa fare</div>
<div class="mxp-dv2" id="mxp-prio">Toglierla subito, con il metodo</div>
<div class="mxp-dn" id="mxp-prion">Radici legnose nei giunti: si ingrossano e, nelle misure disponibili, possono spingere pi&#249; di quanto regga una malta di calce debole. Tagliata e basta, ributta.</div>
</div></div>
<div class="mxp-card" id="mxp-acqua" style="--cc:#1f6fb5">
<div class="mxp-ct">L&#8217;acqua da cercare: in una fessura</div>
<dl>
<dt>Acqua probabile</dt>
<dd>l&#8217;acqua che entra lungo la fessura</dd>
<dt>Che cosa si controlla</dt>
<dd>ampiezza, andamento, se la fessura &#232; ancora attiva</dd>
</dl>
</div>
<div class="mxp-card" id="mxp-pianta" style="--cc:#2e7d32">
<div class="mxp-ct">fico <span style="font-weight:400;font-style:italic">(Ficus carica)</span></div>
<dl>
<dt>Che pianta &#232;</dt>
<dd>albero</dd>
<dt>Pericolosit&#224;</dt>
<dd><span class="mxp-bar"><i style="width:100%;--bc:#b23b3b"></i></span>10 su 10, molto pericolosa</dd>
<dt>Che acqua dice</dt>
<dd>U X: per Pignatti una specie indifferente all&#8217;umidit&#224;: da sola non dice niente sull&#8217;acqua.</dd>
<dt>Il danno</dt>
<dd>radici legnose che si ingrossano nei giunti e spingono; peso e presa del vento. Tagliato e basta, ributta.</dd>
<dt>Da sapere</dt>
<dd>Nei tre studi della tabella ha sempre 10; il manuale ICCROM del 1991 lo mette fra le piante pi&#249; pericolose delle aree archeologiche italiane.</dd>
</dl>
</div>
<div class="mxp-card" id="mxp-fare" style="--cc:#7a4b2a">
<div class="mxp-ct">Che cosa fare, in quest&#8217;ordine</div>
<ol>
<li>Si taglia al colletto e nel tronco tagliato si inietta il prodotto, circa 3-10 ml (Cecchi e Gasparoli 2010), con la dose ammessa dall&#8217;etichetta e i dispositivi di protezione che indica.</li>
<li>Si toglie quando &#232; secca del tutto: non prima di 20-30 giorni, e per le piante legnose spesso di pi&#249;.</li>
<li>Si riempiono i vuoti della radice, i pi&#249; profondi con una miscela iniettata a bassa pressione, e si stuccano i giunti con una malta di calce compatibile (una fessura, solo se &#232; ferma).</li>
<li>Se la radice ha sollevato un concio o spostato la copertina, il concio si smonta e si ricolloca.</li>
<li>Si ricontrolla: le specie che ributtano tornano dalle radici.</li>
<li><b>Intanto, l&#8217;acqua.</b> Si capisce se la fessura si muove, con spie o con un fessurimetro letti nel tempo. Se &#232; attiva, la chiude solo il rimedio alla sua causa, deciso da un tecnico: stuccarla prima nasconde il movimento.</li>
<li><b>In quota.</b> Se il punto sta oltre 2 metri dal piano di calpestio, si lavora di preferenza da un ponteggio o da una piattaforma, e non da soli (Cecchi e Gasparoli 2010); per chi lavora, la scala a pioli &#232; ammessa come posto di lavoro solo quando attrezzature pi&#249; sicure non si giustificano (decreto legislativo 81/2008, articolo 111).</li>
</ol>
</div>
<div class="mxp-riga"><b>In una riga:</b> la pianta sul muro cresce dove trova giunto, deposito e acqua abbastanza a lungo per la sua specie: prima si toglie l&rsquo;acqua che arriva da fuori, poi la pianta, poi si richiude il giunto. L&rsquo;edera si stacca viva, a piccoli tratti.</div>
<div class="mxp-lim"><b>I limiti di questa lettura, per iscritto</b> </p>
<ul>
<li>L&#8217;indice di pericolosit&#224; viene da tre studi sulla flora di monumenti italiani e croati; autori diversi danno alla stessa specie fino a 3 punti di differenza, e la tavola mostra l&#8217;intervallo.</li>
<li>L&#8217;umidit&#224; U di Pignatti dice dove la specie si trova di solito, non quanta acqua le serve: &#232; una scala ordinata, non una misura.</li>
<li>Le regole che scelgono che cosa fare sono mie: mettono in fila le indicazioni di Cecchi e Gasparoli, di Historic England e del manuale ICCROM. Il sopralluogo resta necessario.</li>
<li>La tavola non riconosce le piante: se la specie non &#232; in elenco, si sceglie la pi&#249; simile per forma e si legge con prudenza.</li>
<li>Le misure sull&#8217;edera e sul cappello d&#8217;erba vengono dall&#8217;Inghilterra; in clima mediterraneo il giudizio sull&#8217;edera &#232; diverso (Caneva, Hosseini, Bartoli 2023).</li>
<li>Non dice che prodotto usare: si sceglie fra quelli autorizzati per quell&#8217;uso, secondo l&#8217;etichetta, e si prova su un&#8217;area piccola. I prodotti per uso professionale richiedono il certificato di abilitazione (Piano d&#8217;azione nazionale, punto A.1.2).</li>
<li>Regola 1. Una piantina appena nata, di qualunque specie, si toglie a mano con tutta la radice finch&#233; viene via intera.</li>
<li>Regola 2. Alberi e arbusti radicati nel muro si tolgono subito, con il metodo, mentre si corregge l&#8217;acqua; sul tetto si tagliano al colletto senza strapparli; al piede si guarda il terreno, e un albero grande si decide con un tecnico.</li>
<li>Regola 3. I rampicanti si tolgono se entrano in testa, nei giunti o nelle fessure, o se il muro ha difetti; su un rudere si controlla prima il muro sotto; altrimenti l&#8217;edera si tiene potata, e gli altri rampicanti si valutano.</li>
<li>Regola 4. Per il muschio e per le felci dei luoghi umidi (U 7 o pi&#249;) si cerca prima l&#8217;acqua; il muschio si toglie solo dove trattiene acqua o intasa uno scarico.</li>
<li>Regola 5. Erbe e felci si tolgono con il metodo, poi si chiude il giunto. Quelle poco pericolose (indice fino a 3) su un muro sano si possono togliere a mano o lasciare sotto controllo; sul tetto si tolgono a mano, senza prodotto; sulla testa di un rudere si lascia il sedum di un cappello continuo; sulla testa di un muro in uso si toglie tutto prima della copertina.</li>
<li>Regola 6. Con un bene tutelato si comincia dall&#8217;autorizzazione; in un&#8217;area monumentale, archeologica o storico-artistica di citt&#224; niente prodotto: valgono i metodi alternativi del Piano d&#8217;azione nazionale.</li>
</ul>
</div>
<div class="mxp-nota">Fonti: Signorini 1996; Mascaro, Pellegrino, Palermo 2022; Cozzolino, Bonanomi, Motti 2025; Cozzolino, Motti, Vitasovi&#263;-Kosi&#263; 2025; Pignatti 2005; Cecchi e Gasparoli 2010; Gasparoli 1997; Caneva, Nugari, Salvadori (ICCROM) 1991; Caneva, Hosseini, Bartoli 2023; Celesti-Grapow e Ricotta 2021; Historic England 2013, 2017, 2018 e 2019; Coombes, Viles, Zhang 2018; Jang e Viles 2022; UNI EN 12056-3; regolamento di esecuzione (UE) 2019/1262; Piano d&#8217;azione nazionale 2014; Codice dei beni culturali; decreto legislativo 81/2008. Tavola V.M-01, Renzo-ArtHome.</div></div>
</div>
<p> <script src="data:text/javascript;charset=utf-8;base64,;(function(){
  /* --- dati: tutti costruiti da _make_widget_piante.py con i valori di calcoli.py --- */
  var D = {"specie": [{"id": "fico", "nome": "fico", "sci": "Ficus carica", "forma": "albero", "tipo": "legnosa", "hilo": 10, "hihi": 10, "hifonte": "Signorini 1996; valori di Mascaro e colleghi 2022 e di Cozzolino e colleghi 2025", "u": "X", "danno": "radici legnose che si ingrossano nei giunti e spingono; peso e presa del vento. Tagliato e basta, ributta.", "nota": "Nei tre studi della tabella ha sempre 10; il manuale ICCROM del 1991 lo mette fra le piante pi\u00f9 pericolose delle aree archeologiche italiane."}, {"id": "ailanto", "nome": "ailanto", "sci": "Ailanthus altissima", "forma": "albero", "tipo": "legnosa", "hilo": 10, "hihi": 10, "hifonte": "Signorini 1996; valori di Mascaro e colleghi 2022 e di Cozzolino e colleghi 2025", "u": 5, "danno": "radici legnose che si ingrossano nei giunti e spingono; peso e presa del vento. Tagliato e basta, ributta.", "nota": "Dal 2019 \u00e8 nell'elenco europeo delle specie esotiche invasive; tagliato ributta con molti polloni. A Roma \u00e8 passato da 5 a 22 dei 26 siti studiati."}, {"id": "bagolaro", "nome": "bagolaro", "sci": "Celtis australis", "forma": "albero", "tipo": "legnosa", "hilo": 10, "hihi": 10, "hifonte": "Signorini 1996; valori di Mascaro e colleghi 2022 e di Cozzolino e colleghi 2025", "u": 3, "danno": "radici legnose che si ingrossano nei giunti e spingono; peso e presa del vento. Tagliato e basta, ributta.", "nota": "Pianta dei luoghi secchi: un albero pericoloso anche su un muro asciutto."}, {"id": "olmo campestre", "nome": "olmo campestre", "sci": "Ulmus minor", "forma": "albero", "tipo": "legnosa", "hilo": 10, "hihi": 10, "hifonte": "Signorini 1996; valori di Mascaro e colleghi 2022 e di Cozzolino e colleghi 2025", "u": "X", "danno": "radici legnose che si ingrossano nei giunti e spingono; peso e presa del vento. Tagliato e basta, ributta.", "nota": ""}, {"id": "robinia", "nome": "robinia", "sci": "Robinia pseudoacacia", "forma": "albero", "tipo": "legnosa", "hilo": 9, "hihi": 9, "hifonte": "Signorini 1996; valori di Mascaro e colleghi 2022 e di Cozzolino e colleghi 2025", "u": 4, "danno": "radici legnose che si ingrossano nei giunti e spingono; peso e presa del vento. Tagliato e basta, ributta.", "nota": "Fra gli alberi esotici che si sono diffusi di pi\u00f9 sui muri antichi di Roma."}, {"id": "rovo comune", "nome": "rovo comune", "sci": "Rubus ulmifolius", "forma": "arbusto", "tipo": "legnosa", "hilo": 8, "hihi": 10, "hifonte": "Signorini 1996; valori di Mascaro e colleghi 2022 e di Cozzolino e colleghi 2025; gli studi non sono d'accordo", "u": 4, "danno": "radici legnose nei giunti: tolto vivo si porta dietro la malta e le pietre.", "nota": ""}, {"id": "cappero", "nome": "cappero", "sci": "Capparis spinosa", "forma": "arbusto", "tipo": "legnosa", "hilo": 8, "hihi": 8, "hifonte": "Signorini 1996; valori di Mascaro e colleghi 2022 e di Cozzolino e colleghi 2025", "u": 2, "danno": "radici legnose nei giunti: tolto vivo si porta dietro la malta e le pietre.", "nota": "Pianta dei luoghi secchi, tipica dei muri al sole."}, {"id": "sambuco nero", "nome": "sambuco nero", "sci": "Sambucus nigra", "forma": "arbusto", "tipo": "legnosa", "hilo": 7, "hihi": 7, "hifonte": "Signorini 1996; valori di Mascaro e colleghi 2022 e di Cozzolino e colleghi 2025", "u": 5, "danno": "radici legnose nei giunti: tolto vivo si porta dietro la malta e le pietre.", "nota": ""}, {"id": "edera", "nome": "edera", "sci": "Hedera helix", "forma": "rampicante legnoso", "tipo": "rampicante", "hilo": 7, "hihi": 7, "hifonte": "Signorini 1996; valori di Mascaro e colleghi 2022 e di Cozzolino e colleghi 2025", "u": 5, "danno": "copre il muro e nasconde le fessure; dove trova giunti aperti entra e mette radici.", "nota": "Nelle misure inglesi, sotto l'edera le gelate sono state il 26 per cento meno frequenti; in clima mediterraneo il giudizio sull'edera \u00e8 diverso (Caneva, Hosseini, Bartoli 2023)."}, {"id": "vite del Canada", "nome": "vite del Canada", "sci": "Parthenocissus quinquefolia", "forma": "rampicante legnoso", "tipo": "rampicante", "hilo": 7, "hihi": 7, "hifonte": "Signorini 1996; valori di Mascaro e colleghi 2022 e di Cozzolino e colleghi 2025", "u": 5, "danno": "copre il muro e nasconde le fessure; dove trova giunti aperti entra e mette radici.", "nota": "A Roma \u00e8 il rampicante esotico che si \u00e8 diffuso pi\u00f9 in fretta sui muri antichi."}, {"id": "vitalba", "nome": "vitalba", "sci": "Clematis vitalba", "forma": "rampicante legnoso", "tipo": "rampicante", "hilo": 7, "hihi": 7, "hifonte": "Signorini 1996; valori di Mascaro e colleghi 2022 e di Cozzolino e colleghi 2025", "u": 5, "danno": "copre il muro e nasconde le fessure; dove trova giunti aperti entra e mette radici.", "nota": ""}, {"id": "enula cepittoni", "nome": "enula cepittoni", "sci": "Dittrichia viscosa", "forma": "erba perenne", "tipo": "erba", "hilo": 5, "hihi": 8, "hifonte": "Signorini 1996; valori di Mascaro e colleghi 2022 e di Cozzolino e colleghi 2025; gli studi non sono d'accordo", "u": 3, "danno": "radici sottili nei giunti: dice che l\u00ec la malta si \u00e8 consumata e trattiene terriccio; tirata via viva se la porta dietro.", "nota": ""}, {"id": "bocca di leone", "nome": "bocca di leone", "sci": "Antirrhinum majus", "forma": "pianta legnosa bassa", "tipo": "erba", "hilo": 6, "hihi": 6, "hifonte": "Signorini 1996; valori di Mascaro e colleghi 2022 e di Cozzolino e colleghi 2025", "u": 2, "danno": "fusti legnosi alla base e radici nei giunti: si toglie prima che diventi grande.", "nota": ""}, {"id": "parietaria", "nome": "parietaria", "sci": "Parietaria judaica", "forma": "erba perenne", "tipo": "erba", "hilo": 5, "hihi": 5, "hifonte": "Signorini 1996; valori di Mascaro e colleghi 2022 e di Cozzolino e colleghi 2025", "u": 3, "danno": "radici sottili nei giunti: dice che l\u00ec la malta si \u00e8 consumata e trattiene terriccio; tirata via viva se la porta dietro.", "nota": "La pianta pi\u00f9 tipica dei muri: dice giunto aperto e deposito."}, {"id": "ombelico di Venere", "nome": "ombelico di Venere", "sci": "Umbilicus rupestris", "forma": "erba perenne", "tipo": "erba", "hilo": 5, "hihi": 5, "hifonte": "Signorini 1996; valori di Mascaro e colleghi 2022 e di Cozzolino e colleghi 2025", "u": 3, "danno": "radici sottili nei giunti: dice che l\u00ec la malta si \u00e8 consumata e trattiene terriccio; tirata via viva se la porta dietro.", "nota": ""}, {"id": "ciombolino", "nome": "ciombolino", "sci": "Cymbalaria muralis", "forma": "erba", "tipo": "erba", "hilo": 4, "hihi": 4, "hifonte": "Signorini 1996; valori di Mascaro e colleghi 2022 e di Cozzolino e colleghi 2025", "u": 2, "danno": "radici sottili nei giunti: dice che l\u00ec la malta si \u00e8 consumata e trattiene terriccio.", "nota": ""}, {"id": "borracina bianca", "nome": "borracina bianca", "sci": "Sedum album", "forma": "pianta grassa", "tipo": "erba", "hilo": 4, "hihi": 4, "hifonte": "Signorini 1996; valori di Mascaro e colleghi 2022 e di Cozzolino e colleghi 2025", "u": 2, "danno": "radici sottili e poco profonde: dice che c'\u00e8 un giunto aperto o un po' di deposito.", "nota": ""}, {"id": "grespino comune", "nome": "grespino comune", "sci": "Sonchus oleraceus", "forma": "erba annuale", "tipo": "erba", "hilo": 2, "hihi": 4, "hifonte": "Signorini 1996; valori di Mascaro e colleghi 2022 e di Cozzolino e colleghi 2025; gli studi non sono d'accordo", "u": 4, "danno": "radici corte e sottili: vive pochi mesi, ma dice che nel giunto c'\u00e8 substrato.", "nota": ""}, {"id": "celidonia", "nome": "celidonia", "sci": "Chelidonium majus", "forma": "erba perenne", "tipo": "erba", "hilo": 2, "hihi": 2, "hifonte": "Signorini 1996; valori di Mascaro e colleghi 2022 e di Cozzolino e colleghi 2025", "u": 5, "danno": "radici sottili nei giunti: dice che l\u00ec la malta si \u00e8 consumata e trattiene terriccio; tirata via viva se la porta dietro.", "nota": ""}, {"id": "asplenio tricomane", "nome": "asplenio tricomane", "sci": "Asplenium trichomanes", "forma": "felce", "tipo": "felce", "hilo": 3, "hihi": 3, "hifonte": "Signorini 1996; valori di Mascaro e colleghi 2022 e di Cozzolino e colleghi 2025", "u": 5, "danno": "da sola fa poco danno; se \u00e8 una felce dei luoghi umidi, dice dove l'acqua torna.", "nota": "Ha 5, come l'edera: vive dove il substrato resta ben provvisto d'acqua, e sul muro \u00e8 un segno d'acqua pi\u00f9 debole di quello del capelvenere."}, {"id": "ruta di muro", "nome": "ruta di muro", "sci": "Asplenium ruta-muraria", "forma": "felce", "tipo": "felce", "hilo": 1, "hihi": 1, "hifonte": "Signorini 1996; valori di Mascaro e colleghi 2022 e di Cozzolino e colleghi 2025", "u": 3, "danno": "da sola fa poco danno; se \u00e8 una felce dei luoghi umidi, dice dove l'acqua torna.", "nota": "Felce dei luoghi secchi: non ogni felce vuol dire umido."}, {"id": "cedracca", "nome": "cedracca", "sci": "Asplenium ceterach", "forma": "felce", "tipo": "felce", "hilo": 1, "hihi": 1, "hifonte": "Signorini 1996; valori di Mascaro e colleghi 2022 e di Cozzolino e colleghi 2025", "u": 2, "danno": "da sola fa poco danno; se \u00e8 una felce dei luoghi umidi, dice dove l'acqua torna.", "nota": "Felce dei luoghi secchi: non ogni felce vuol dire umido."}, {"id": "capelvenere", "nome": "capelvenere", "sci": "Adiantum capillus-veneris", "forma": "felce", "tipo": "felce", "hilo": 3, "hihi": 3, "hifonte": "Signorini 1996; valori di Mascaro e colleghi 2022 e di Cozzolino e colleghi 2025", "u": 9, "danno": "da sola fa poco danno; se \u00e8 una felce dei luoghi umidi, dice dove l'acqua torna.", "nota": "Ha il valore delle piante palustri: sul muro vuol dire acqua quasi continua."}, {"id": "muschio", "nome": "muschio", "sci": "", "forma": "muschio, senza radici n\u00e9 vasi", "tipo": "muschio", "hilo": 2, "hihi": 2, "hifonte": "nello schema di Signorini muschi e licheni valgono 2", "u": null, "danno": "trattiene l'acqua sulla superficie e nei sormonti, e la tiene bagnata pi\u00f9 a lungo; staccandosi intasa canali e bocche.", "nota": "Tolto a mano, lascia una pietra che assorbe pi\u00f9 acqua di quella rimasta coperta (Jang e Viles 2022). L'alta pressione, per Historic England, irruvidisce la superficie."}], "pos": [{"id": "testa", "titolo": "sulla testa del muro, del parapetto o del rudere", "acqua": "la pioggia che entra dall'alto e resta nel nucleo del muro", "controlla": "copertina, giunti della sommit\u00e0, pendenza verso fuori", "etichetta": "L\u2019acqua, nell\u2019ordine giusto.", "alto": true, "prima": "Si corregge prima l'acqua che arriva da fuori. La copertina, con la pendenza verso fuori e il gocciolatoio, si posa invece dopo aver tolto le piante della testa e stuccato i giunti, perch\u00e9 va proprio dove crescono. Su un rudere si sceglie fra cappello rigido e cappello d'erba.", "rimando": "<a href=\"https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/\">quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a>"}, {"id": "piano", "titolo": "su una cornice, un marcapiano, una risega", "acqua": "la pioggia ferma sul piano, con polvere e foglie", "controlla": "pendenza del piano, gocciolatoio, giunti del piano", "etichetta": "L\u2019acqua, nell\u2019ordine giusto.", "alto": true, "prima": "Si toglie il deposito e si controlla il gocciolatoio sotto. La pendenza del piano si corregge dopo aver tolto la pianta, perch\u00e9 la scossalina, fissata senza scanalare la pietra, o la ripresa in malta di calce vanno proprio su quel piano.", "rimando": ""}, {"id": "davanzale", "titolo": "alle estremit\u00e0 di un davanzale", "acqua": "l'acqua del davanzale che entra nei giunti ai lati", "controlla": "pendenza, gocciolatoio, sigillatura ai lati", "etichetta": "Prima l\u2019acqua.", "alto": true, "prima": "Pendenza verso fuori, gocciolatoio, lati sigillati.", "rimando": ""}, {"id": "gronda", "titolo": "nel canale di gronda o sulla bocca di scarico", "acqua": "l'acqua ferma su foglie e terriccio, che trabocca sulla facciata", "controlla": "pulizia, pendenza del canale, bocca, parafoglie", "etichetta": "Prima l\u2019acqua.", "alto": true, "prima": "Il canale si pulisce, togliendo con il terriccio le piante che ci crescono, si rimette in pendenza, e la bocca si libera: una bocca da 100 mm con 3 cm d'acqua smaltisce 2,19 litri al secondo se \u00e8 libera, 1,10 con il filtro.", "rimando": "<a href=\"https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/\">il muro bagnato sotto la gronda</a>"}, {"id": "pluviale", "titolo": "in una striscia verticale sotto un pluviale", "acqua": "la perdita da un giunto o da un foro del pluviale", "controlla": "giunti del pluviale, collari, tratto dentro il muro", "etichetta": "Prima l\u2019acqua.", "alto": true, "prima": "Il giunto del pluviale si rimette a tenuta, e il tratto dentro il muro si controlla.", "rimando": "<a href=\"https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/\">il pluviale dentro il muro</a>"}, {"id": "giunti", "titolo": "nei giunti erosi o in una lacuna dell'intonaco", "acqua": "l'acqua trattenuta dalla malta degradata", "controlla": "stato della malta, provenienza dell'acqua sopra", "etichetta": "Prima l\u2019acqua.", "alto": true, "prima": "Si cerca da dove arriva l'acqua che bagna quei giunti: sopra, o dietro.", "rimando": ""}, {"id": "fessura", "titolo": "in una fessura", "acqua": "l'acqua che entra lungo la fessura", "controlla": "ampiezza, andamento, se la fessura \u00e8 ancora attiva", "etichetta": "Prima l\u2019acqua.", "alto": true, "prima": "Si capisce se la fessura si muove, con spie o con un fessurimetro letti nel tempo. Se \u00e8 attiva, la chiude solo il rimedio alla sua causa, deciso da un tecnico: stuccarla prima nasconde il movimento.", "rimando": ""}, {"id": "piede", "titolo": "al piede del muro", "acqua": "la risalita, la pioggia che rimbalza, il terreno addossato", "controlla": "quota del terreno, marciapiede, drenaggio, misure di umidit\u00e0 per quote", "etichetta": "Prima l\u2019acqua.", "alto": false, "prima": "Si fa la diagnosi dell'umidit\u00e0 al piede, con le misure per quote, e si sceglie il rimedio giusto.", "rimando": "<a href=\"https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/\">la diagnosi della risalita</a>; <a href=\"https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/\">l'umidit\u00e0 di rimbalzo</a>"}, {"id": "ombra", "titolo": "su una parete a nord o in ombra", "acqua": "la pioggia battente che asciuga lentamente", "controlla": "esposizione, pioggia battente, ventilazione, rami vicini", "etichetta": "Prima l\u2019acqua.", "alto": true, "prima": "Si riduce l'acqua che arriva sulla parete: gronde, gocciolatoi, rami che fanno ombra.", "rimando": ""}, {"id": "manto", "titolo": "sul manto di un tetto a falde", "acqua": "il manto che asciuga lentamente, soprattutto a nord e con poca pendenza", "controlla": "sormonti, compluvi, converse, rami che fanno ombra", "etichetta": "Prima l\u2019acqua.", "alto": true, "prima": "Canali puliti, rami potati, elementi rotti sostituiti; il manto si ispeziona 2 volte l'anno e dopo le tempeste. Niente getti ad alta pressione.", "rimando": "<a href=\"https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/\">la macchia sotto il tetto coibentato</a>"}, {"id": "piana", "titolo": "su una copertura piana", "acqua": "l'acqua ferma in una conca, al piede dei parapetti, intorno ai bocchettoni", "controlla": "pendenze, bocchettoni, sormonti e raccordi della membrana", "etichetta": "Prima l\u2019acqua.", "alto": true, "prima": "Pendenze e bocchettoni prima di tutto; le piantine si tolgono presto, prima che le radici entrino nei sormonti.", "rimando": "<a href=\"https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/\">la macchia sotto il tetto coibentato</a>"}], "muri": [{"id": "sano", "nome": "sano: giunti pieni, intonaco integro"}, {"id": "difetti", "nome": "con difetti: giunti erosi, fessure, intonaco mancante"}, {"id": "rudere", "nome": "rudere senza tetto, da conservare cos\u00ec"}, {"id": "uso", "nome": "muro in uso senza copertina in testa"}], "regole": {"posti_rampicante_dentro": ["fessura", "giunti", "testa"], "posti_rampicante_lontano": ["gronda", "pluviale", "manto", "piana", "davanzale"], "posti_tetto": ["gronda", "manto", "piana"], "posti_scarico": ["gronda", "piana"], "prima_pianta": ["subito", "tetto", "mano", "mano_tetto"], "u_umido": 7, "u_medio": 4, "hi_basso": 3, "livelli": {"subito": "Toglierla subito, con il metodo", "piede": "Toglierla presto; un albero grande, con il tecnico", "tetto": "Tagliarla subito al colletto, senza strapparla", "mano": "Toglierla ora, a mano, con tutta la radice", "mano_tetto": "Toglierla a mano, senza prodotto", "viva": "Toglierla viva, a piccoli tratti", "tratti": "Toglierla a piccoli tratti", "controlla_rudere": "Controllare il muro sotto, poi decidere", "lontana": "Tenerla lontana da tetti, canali e finestre", "controllo_potata": "Si pu\u00f2 tenere, potata e sotto controllo", "valutare": "Da valutare: si tiene solo sotto controllo", "decidere": "Prima l'acqua, poi si decide", "dopo_acqua": "Prima l'acqua, poi la pianta", "controllo": "Si pu\u00f2 lasciare, togliendo le legnose", "controllo_basso": "Si pu\u00f2 togliere a mano o lasciare sotto controllo", "programma": "Toglierla con il metodo, poi chiudere il giunto"}, "motivi": {"nata": "Finch\u00e9 \u00e8 piccola si sfila intera, senza portare via malta: \u00e8 il momento in cui toglierla fa meno danno.", "nata_tetto": "Finch\u00e9 \u00e8 piccola si sfila intera: nel canale e sul tetto, prima che le radici entrino nei sormonti o nello scarico.", "legnosa": "Radici legnose nei giunti: si ingrossano e, nelle misure disponibili, possono spingere pi\u00f9 di quanto regga una malta di calce debole. Tagliata e basta, ributta.", "legnosa_tetto": "Radicata fra i coppi, nel canale o sulla membrana, strappata si porta dietro gli elementi del tetto; nel canale e sulla copertura un prodotto finirebbe nello scarico.", "legnosa_piede": "Al piede le radici stanno nel terreno. Un albero gi\u00e0 grande vicino al muro, sui terreni argillosi, non si abbatte senza un tecnico: le sue radici tolgono acqua al terreno sotto le fondazioni, e toglierlo la cambia di nuovo.", "edera_dentro": "Dove trova giunti erosi, fessure e copertine l'edera entra e mette radici vere (Historic England 2017): se \u00e8 entrata o ha radicato, si toglie tutta, viva. Farla seccare prima non aiuta.", "edera_rudere": "Su un rudere l'edera si pu\u00f2 tenere solo se i giunti sotto sono pieni e i fusti non entrano nel nucleo, nelle fessure o in testa (Historic England 2017): si controlla a piccoli tratti prima di decidere.", "edera_lontana": "Su tetti, canali e pluviali i fusti entrano sotto le tegole e negli scarichi: si tiene potata lontano (Historic England 2017).", "edera_sana": "Su un muro sano l'edera sta sopra e smorza gelo e sbalzi di temperatura (Historic England 2017); il vantaggio sul gelo conta dove il gelo c'\u00e8.", "rampicante_dentro": "Dove trova giunti aperti e fessure entra e radica: si toglie, poi si richiudono i giunti.", "rampicante_lontana": "Sui tetti, nei canali e intorno alle finestre trattiene foglie e acqua: si tiene potata lontano.", "rampicante_valutare": "Le misure che permettono di tenere l'edera non riguardano questa specie, e la vite del Canada \u00e8 fra le esotiche che si diffondono sui muri antichi di Roma (Celesti-Grapow e Ricotta 2021). Se si tiene, si pota e si controlla che non entri nei giunti.", "muschio": "Un cuscinetto di muschio dice una superficie che si bagna spesso, un tappeto continuo una superficie che resta bagnata. Prima si toglie la causa; poi si decide: dove non trattiene acqua nei sormonti e non intasa uno scarico, toglierlo pu\u00f2 fare pi\u00f9 danno che bene (Jang e Viles 2022).", "felce": "Felce dei luoghi umidi: fa poco danno, ma dice dove l'acqua torna. Prima si trova e si toglie quella.", "felce_media": "Felce dei suoli ben provvisti d'acqua: fa poco danno, e dice al pi\u00f9 un giunto che non asciuga del tutto. Si guarda da dove le arriva l'acqua.", "felce_secca": "Felce dei luoghi secchi: dice giunto aperto e deposito, pi\u00f9 che acqua. Si toglie con il metodo e si chiude il giunto.", "basso": "Pianta poco pericolosa su un muro con i giunti pieni: si pu\u00f2 togliere a mano finch\u00e9 \u00e8 piccola, o lasciare sotto controllo, guardando il giunto in cui sta.", "tetto_mano": "Nel canale e sulla copertura un prodotto finirebbe nello scarico, e non c'\u00e8 un giunto da chiudere con la malta: erbe e felci si tolgono a mano, con le radici.", "erba_rudere": "Sulla testa di un rudere il sedum, con l'erba di un cappello continuo spesso 10-15 centimetri, protegge la pietra dal caldo e dal gelo e non fa radici legnose (Historic England 2018).", "erba_rudere_sparsa": "Sulla testa di un rudere protegge un cappello continuo di terra ed erba, spesso 10-15 centimetri. Le piante sparse nei giunti si trattano come sul resto del muro.", "testa_uso": "Su un muro in uso la testa vuole una copertina con la pendenza verso fuori e il gocciolatoio: le piante della testa si tolgono, sedum compreso, prima di posarla.", "erba": "Erba nei giunti: l\u00ec la malta si \u00e8 consumata e trattiene terriccio; tirata via viva si porta dietro la malta."}}, "metodi": {"nata": ["Si sfila a mano con tutta la radice, finch\u00e9 viene via intera senza portare via malta; se si spezza, la radice resta e la pianta si tratta come una pianta radicata.", "Si toglie anche il deposito in cui \u00e8 nata.", "Si controlla il giunto: se \u00e8 aperto, si richiude con una malta di calce compatibile."], "nata_tetto": ["Si sfila a mano con tutta la radice.", "Si toglie il terriccio o il deposito in cui \u00e8 nata, nel canale, nei sormonti o sulla membrana.", "Si controlla l'elemento o il raccordo che sta sotto."], "legnosa": ["Si taglia al colletto e nel tronco tagliato si inietta il prodotto, circa 3-10 ml (Cecchi e Gasparoli 2010), con la dose ammessa dall'etichetta e i dispositivi di protezione che indica.", "Si toglie quando \u00e8 secca del tutto: non prima di 20-30 giorni, e per le piante legnose spesso di pi\u00f9.", "Si riempiono i vuoti della radice, i pi\u00f9 profondi con una miscela iniettata a bassa pressione, e si stuccano i giunti con una malta di calce compatibile (una fessura, solo se \u00e8 ferma).", "Se la radice ha sollevato un concio o spostato la copertina, il concio si smonta e si ricolloca.", "Si ricontrolla: le specie che ributtano tornano dalle radici."], "legnosa_urb": ["Niente prodotto: in queste aree il Piano d'azione nazionale vieta i trattamenti diserbanti (punto A.5.6.1).", "Per una pianta legnosa gi\u00e0 radicata si progetta con il tecnico una rimozione meccanica, o si chiede all'autorit\u00e0 locale, in genere il Comune, se e come \u00e8 ammessa la deroga.", "Si riempiono i vuoti e si stuccano i giunti con una malta di calce compatibile; se un concio si \u00e8 sollevato, si smonta e si ricolloca.", "Si ricontrolla: le specie che ributtano tornano dalle radici."], "legnosa_tetto": ["Si taglia al colletto, senza strapparla: tirata via, solleva e rompe coppi e tegole, o strappa la membrana.", "Nel canale e sulla copertura piana niente prodotto: finirebbe nello scarico.", "Le radici le toglie chi ripassa il manto o ripara la membrana, e gli elementi rotti si sostituiscono.", "Si pulisce il canale o la copertura dal terriccio che l'ha fatta nascere."], "edera_dentro": ["Prima si guarda che fra i fusti non ci siano nidi in uso: si lavora fuori dal periodo della nidificazione (Historic England 2017).", "Dove non \u00e8 radicata si comincia dall'alto e dai bordi; dove \u00e8 radicata, dai bordi verso il fusto principale.", "Si stacca a piccoli tratti, senza tirare; se il muro \u00e8 debole, fusti e radichette si sollevano con cura dalla faccia del muro.", "Le radici vere si sfilano dai giunti, e i tagli si trattano subito contro la ricrescita: con un prodotto, secondo l'etichetta; senza, si tolgono i ricacci finch\u00e9 la pianta smette di ributtare.", "Dove si sono tagliati fusti o radici oltre 10 mm, pu\u00f2 servire consolidare e stilare i giunti quando la pianta \u00e8 morta."], "edera_rudere": ["Si controlla a piccoli tratti che i fusti non entrino nel nucleo, nelle fessure o in testa.", "Se non \u00e8 radicata, sul muro fragile si pu\u00f2 tenere, potata e sotto controllo.", "Se \u00e8 entrata o ha radicato, si toglie viva, dai bordi verso il fusto, fuori dal periodo dei nidi."], "edera_lontana": ["Si pota lontano da tetti, canali, pluviali e finestre.", "Si controlla il muro sotto: giunti, fessure, copertine."], "edera_sana": ["Si pu\u00f2 lasciare, potata lontano da tetti, canali, pluviali e finestre.", "Si controlla il muro sotto: giunti, fessure, copertine."], "rampicante_dentro": ["Prima si guarda che fra i fusti non ci siano nidi in uso: si lavora fuori dal periodo della nidificazione.", "Si toglie a piccoli tratti, senza tirare.", "Si sfilano le parti entrate nei giunti, poi si richiudono i giunti con una malta di calce compatibile."], "rampicante_lontana": ["Si pota lontano da tetti, canali, pluviali e finestre.", "Si controlla il muro sotto: giunti e fessure."], "rampicante_sana": ["Se si tiene, si pota lontano da tetti, canali e finestre.", "Si controlla che non entri nei giunti e non nasconda le fessure; se entra, si toglie a piccoli tratti."], "muschio": ["Prima la causa: canale intasato, giunto aperto, rami che fanno ombra.", "Se va tolto: niente getti ad alta pressione e niente spazzole metalliche; raschietti di legno o di plastica, setole naturali, acqua del tubo da giardino.", "Se si usa un prodotto, i cuscinetti si tolgono circa 5-15 giorni dopo il trattamento, quando sono fragili e ingialliti (Gasparoli).", "Si ricontrolla dopo le piogge dell'inverno."], "muschio_urb": ["Prima la causa: canale intasato, giunto aperto, rami che fanno ombra.", "Se va tolto: a mano, con raschietti di legno o di plastica, setole naturali e acqua del tubo da giardino; niente prodotto, niente getti ad alta pressione.", "Si ricontrolla dopo le piogge dell'inverno."], "muschio_scarico": ["Prima la causa: canale intasato, pendenze, bocchettoni, rami che fanno ombra.", "Si toglie a mano, con il terriccio in cui sta; niente prodotto, che finirebbe nello scarico.", "Si ricontrolla a ogni pulizia del canale, almeno ogni autunno."], "tetto_mano": ["Nel canale e sulla copertura piana erbe e felci si tolgono a mano, con le radici e con il terriccio che le ha fatte nascere; niente prodotto, che finirebbe nello scarico.", "Sul manto si tolgono dai sormonti e dai compluvi senza sollevare gli elementi; se le radici stanno sotto i coppi, le toglie chi ripassa il manto.", "Si ricontrolla a ogni pulizia del canale, almeno ogni autunno."], "basso": ["Si pu\u00f2 togliere a mano, finch\u00e9 \u00e8 piccola, o lasciare sotto controllo.", "Si controlla il giunto in cui sta: se \u00e8 aperto, si richiude con una malta di calce compatibile."], "erba": ["Un ciuffo radicato, se serve un prodotto, si fa seccare sul posto e si toglie secco, non prima di 20-30 giorni (Cecchi e Gasparoli 2010).", "Senza prodotto, si taglia al colletto e si ripassa a ogni ricaccio, finch\u00e9 la radice muore.", "Si chiude il giunto con una malta di calce compatibile con quella del muro (una fessura, solo se \u00e8 ferma): stuccatura, o un progetto di ristilatura se il lavoro \u00e8 esteso."], "erba_urb": ["Niente prodotto: in queste aree il Piano d'azione nazionale vieta i trattamenti diserbanti (punto A.5.6.1).", "Il ciuffo radicato si taglia al colletto e si ripassa a ogni ricaccio, finch\u00e9 la radice muore.", "Si chiude il giunto con una malta di calce compatibile con quella del muro (una fessura, solo se \u00e8 ferma): stuccatura, o un progetto di ristilatura se il lavoro \u00e8 esteso."], "erba_rudere": ["Si lasciano erba e sedum se formano un cappello continuo di terra ed erba, spesso 10-15 centimetri; si tolgono le piante legnose che attecchiscono: il rapporto indica un controllo ogni 1-2 anni.", "I bordi del cappello d'erba si ispezionano ogni 5 anni."]}, "soglie": {"alta": 7, "media": 4}, "classi": {"alta": "molto pericolosa", "media": "da valutare caso per caso", "bassa": "poco pericolosa"}, "umidita": {"secco": "per Pignatti una pianta dei luoghi secchi: sul muro dice giunto aperto e deposito, pi\u00f9 che muro bagnato.", "medio": "per Pignatti una pianta dei suoli ben provvisti d'acqua, a met\u00e0 della scala: sul muro \u00e8 un segno d'acqua debole, e da solo dice poco.", "umido": "per Pignatti una pianta dei suoli umidi o palustri: sul muro vuol dire acqua quasi continua.", "x": "per Pignatti una specie indifferente all'umidit\u00e0: da sola non dice niente sull'acqua.", "muschio": "non \u00e8 nella tabella di Pignatti, che riguarda le piante vascolari. Un cuscinetto dice una superficie che si bagna spesso; un tappeto continuo, per Historic England, un'umidit\u00e0 alta che il muschio mantiene."}, "tutela": "Su un bene tutelato ogni lavoro, anche la correzione dell'acqua, comincia dopo l'autorizzazione del soprintendente (Codice dei beni culturali, articolo 21, comma 4); sulle superfici decorate lavora il restauratore (articolo 29, comma 6).", "urbano": "In un'area monumentale, archeologica o storico-artistica di citt\u00e0 il Piano d'azione nazionale del 2014 vieta i trattamenti diserbanti e li sostituisce con metodi alternativi, salvo deroga (punto A.5.6.1): le aree le individua l'autorit\u00e0 locale che gestisce la flora infestante, in genere il Comune.", "quota": "Se il punto sta oltre 2 metri dal piano di calpestio, si lavora di preferenza da un ponteggio o da una piattaforma, e non da soli (Cecchi e Gasparoli 2010); per chi lavora, la scala a pioli \u00e8 ammessa come posto di lavoro solo quando attrezzature pi\u00f9 sicure non si giustificano (decreto legislativo 81/2008, articolo 111).", "quota_tetto": "Sul manto non si cammina: coppi e tegole si rompono sotto il peso. Si lavora da un ponteggio o da passerelle, con le protezioni contro le cadute.", "dopo_aut": " (dopo l'autorizzazione)", "col_valore_alto": "con il valore pi\u00f9 alto, "};

  function $(id){ return document.getElementById(id); }
  function trova(lista, id){
    var i;
    for (i = 0; i < lista.length; i++){ if (lista[i].id === id){ return lista[i]; } }
    return lista[0];
  }
  function dentro(v, lista){
    var i;
    for (i = 0; i < lista.length; i++){ if (lista[i] === v){ return true; } }
    return false;
  }
  function testoHi(s){
    return (s.hilo === s.hihi) ? String(s.hilo) : (s.hilo + '-' + s.hihi);
  }
  function classe(v){
    if (v >= D.soglie.alta){ return { nome: D.classi.alta, col: '#b23b3b' }; }
    if (v >= D.soglie.media){ return { nome: D.classi.media, col: '#a06a00' }; }
    return { nome: D.classi.bassa, col: '#2e7d32' };
  }
  function lettura(s){
    if (s.u === null){ return D.umidita.muschio; }
    if (s.u === 'X'){ return D.umidita.x; }
    if (s.u <= 3){ return D.umidita.secco; }
    if (s.u <= 6){ return D.umidita.medio; }
    return D.umidita.umido;
  }
  function esito(k, motivo, met){
    return { k: k, liv: D.regole.livelli[k], perche: D.regole.motivi[motivo], met: met };
  }

  /* --- la regola che sceglie che cosa fare: scritta nei limiti e ripetuta in _make_widget_piante.py --- */
  function valuta(s, p, m, t){
    var R = D.regole, pre, tetto = dentro(p.id, R.posti_tetto);
    if (s.tipo === 'muschio'){
      return esito('decidere', 'muschio', dentro(p.id, R.posti_scarico) ? 'muschio_scarico' : 'muschio');
    }
    if (p.id === 'testa' && m.id === 'rudere' && s.forma === 'pianta grassa'){ return esito('controllo', 'erba_rudere', 'erba_rudere'); }
    if (t === 'nata'){ return tetto ? esito('mano', 'nata_tetto', 'nata_tetto') : esito('mano', 'nata', 'nata'); }
    if (s.tipo === 'legnosa'){
      if (p.id === 'piede'){ return esito('piede', 'legnosa_piede', 'legnosa'); }
      if (tetto){ return esito('tetto', 'legnosa_tetto', 'legnosa_tetto'); }
      return esito('subito', 'legnosa', 'legnosa');
    }
    if (s.tipo === 'rampicante'){
      pre = (s.id === 'edera') ? 'edera' : 'rampicante';
      if (m.id === 'difetti' || dentro(p.id, R.posti_rampicante_dentro)){
        return (pre === 'edera') ? esito('viva', 'edera_dentro', 'edera_dentro') : esito('tratti', 'rampicante_dentro', 'rampicante_dentro');
      }
      if (m.id === 'rudere'){
        return (pre === 'edera') ? esito('controlla_rudere', 'edera_rudere', 'edera_rudere') : esito('valutare', 'rampicante_valutare', 'rampicante_sana');
      }
      if (dentro(p.id, R.posti_rampicante_lontano)){ return esito('lontana', pre + '_lontana', pre + '_lontana'); }
      return (pre === 'edera') ? esito('controllo_potata', 'edera_sana', 'edera_sana') : esito('valutare', 'rampicante_valutare', 'rampicante_sana');
    }
    if (tetto){ return esito('mano_tetto', 'tetto_mano', 'tetto_mano'); }
    if (s.tipo === 'felce' && s.u !== null && s.u !== 'X' && s.u >= R.u_umido){ return esito('dopo_acqua', 'felce', 'erba'); }
    if (p.id === 'testa' && m.id === 'uso'){ return esito('programma', 'testa_uso', 'erba'); }
    if (p.id === 'testa' && m.id === 'rudere'){ return esito('programma', 'erba_rudere_sparsa', 'erba'); }
    if (s.hihi <= R.hi_basso && m.id === 'sano'){ return esito('controllo_basso', 'basso', 'basso'); }
    if (s.tipo === 'felce'){ return esito('programma', (s.u !== null && s.u !== 'X' && s.u >= R.u_medio) ? 'felce_media' : 'felce_secca', 'erba'); }
    return esito('programma', 'erba', 'erba');
  }

  function aggiorna(){
    var s = trova(D.specie, $('mxp-sp').value), t = $('mxp-tag').value, p = trova(D.pos, $('mxp-pos').value), m = trova(D.muri, $('mxp-muro').value);
    var tut = $('mxp-tut').checked, urb = $('mxp-urb').checked, v = valuta(s, p, m, t), passi = D.metodi[v.met];
    var cl = classe(s.hihi), h = '', i, primaPianta = dentro(v.k, D.regole.prima_pianta), acqua;
    if (urb && D.metodi[v.met + '_urb']){ passi = D.metodi[v.met + '_urb']; }

    $('mxp-hi').innerHTML = testoHi(s) + '<small> su 10</small>';
    $('mxp-hifonte').textContent = s.hifonte;
    $('mxp-prio').textContent = v.liv + (tut ? D.dopo_aut : '');
    $('mxp-prion').textContent = v.perche;

    $('mxp-acqua').innerHTML = '<div class="mxp-ct">L\u2019acqua da cercare: ' + p.titolo + '</div><dl><dt>Acqua probabile</dt><dd>' +
      p.acqua + '</dd><dt>Che cosa si controlla</dt><dd>' + p.controlla + '</dd>' +
      (p.rimando ? '<dt>Per approfondire</dt><dd>' + p.rimando + '</dd>' : '') + '</dl>';

    h = '<div class="mxp-ct">' + s.nome + (s.sci ? ' <span style="font-weight:400;font-style:italic">(' + s.sci + ')</span>' : '') + '</div><dl>' +
        '<dt>Che pianta \xe8</dt><dd>' + s.forma + '</dd>' +
        '<dt>Pericolosit\xe0</dt><dd><span class="mxp-bar"><i style="width:' + (s.hilo * 10) + '%;--bc:' + cl.col + '"></i>' +
        (s.hihi > s.hilo ? '<i style="left:' + (s.hilo * 10) + '%;width:' + ((s.hihi - s.hilo) * 10) + '%;--bc:' + cl.col + ';opacity:.45"></i>' : '') +
        '</span>' + testoHi(s) + ' su 10, ' + (s.hihi > s.hilo ? D.col_valore_alto : '') + cl.nome + '</dd>' +
        '<dt>Che acqua dice</dt><dd>' + (s.u === null ? '' : 'U ' + s.u + ': ') + lettura(s) + '</dd>' +
        '<dt>Il danno</dt><dd>' + s.danno + '</dd>';
    if (s.nota){ h += '<dt>Da sapere</dt><dd>' + s.nota + '</dd>'; }
    h += '</dl>';
    $('mxp-pianta').innerHTML = h;

    acqua = '<li><b>' + (primaPianta ? 'Intanto, l\u2019acqua.' : p.etichetta) + '</b> ' + p.prima + '</li>';
    h = '<div class="mxp-ct">Che cosa fare, in quest\u2019ordine</div><ol>';
    if (tut){ h += '<li><b>Prima di tutto, l\u2019autorizzazione.</b> ' + D.tutela + '</li>'; }
    if (!primaPianta){ h += acqua; }
    for (i = 0; i < passi.length; i++){ h += '<li>' + passi[i] + '</li>'; }
    if (primaPianta){ h += acqua; }
    if (urb){ h += '<li><b>Area monumentale in citt\xe0.</b> ' + D.urbano + '</li>'; }
    if (p.alto){ h += '<li><b>In quota.</b> ' + D.quota + (dentro(p.id, D.regole.posti_tetto) ? ' ' + D.quota_tetto : '') + '</li>'; }
    h += '</ol>';
    $('mxp-fare').innerHTML = h;
  }

  var ids = ['mxp-sp', 'mxp-tag', 'mxp-pos', 'mxp-muro', 'mxp-tut', 'mxp-urb'], q;
  for (q = 0; q < ids.length; q++){ $(ids[q]).addEventListener('input', aggiorna); $(ids[q]).addEventListener('change', aggiorna); }
  aggiorna();

  window.MXP_TAVOLA = { valuta: valuta, classe: classe, lettura: lettura, testoHi: testoHi, aggiorna: aggiorna, D: D };
})();
"></script> </div>
<p> <!--/mxTAVOLA--></p>
<p style="font-size:14px;color:#555">Tutte le tavole interattive: <a href="https://www.renzo-arthome.com/calcolatori/">I calcolatori</a>.</p>
<h2 id="in-sintesi">In sintesi</h2>
<p><strong>1. Il verde cresce dove l&#8217;acqua resta abbastanza a lungo per quella specie.</strong> Su un muro una pianta attecchisce se trova insieme un seme, un substrato, luce e acqua per abbastanza tempo. Il seme arriva quasi dappertutto, l&#8217;acqua no.</p>
<p><strong>2. Prima di tutto è una mappa.</strong> Ciuffi sulle cornici, strisce di muschio sotto un pluviale, piante nel canale di gronda, fasce verdi al piede: ogni posizione rimanda a un&#8217;acqua precisa, che si cerca e si corregge prima di togliere la pianta.</p>
<p><strong>3. Non ogni verde vuol dire bagnato.</strong> Negli indici di Pignatti le piante più tipiche dei muri, come la parietaria, il cappero e la bocca di leone, sono piante dei luoghi secchi, fra 1 e 3: dicono giunto aperto e deposito. Un cuscinetto di muschio dice acqua che torna spesso; un tappeto continuo, il muschio insediato di Historic England, e il capelvenere, con 9, dicono acqua che resta. L&#8217;asplenio tricomane, con 5, dice meno: un giunto che non asciuga del tutto.</p>
<p><strong>4. Le parole della norma distinguono.</strong> Nella UNI 11182 le piante sono presenza di vegetazione (punto 3.25); muschi e licheni stanno nella colonizzazione biologica (3.4); il velo verde fatto di microrganismi è patina biologica (3.22).</p>
<p><strong>5. Il danno dipende dalla pianta e dal muro.</strong> Negli studi che applicano l&#8217;indice di pericolosità di Signorini, da 0 a 10, il fico, l&#8217;ailanto e il bagolaro stanno a 10, l&#8217;edera a 7, la parietaria a 5, le piccole felci dei muri fra 1 e 3. Le piante più pericolose non sono quelle dei muri più bagnati.</p>
<p><strong>6. Le radici spingono dove la malta cede.</strong> Le misure danno da 0,15 a circa 1 megapascal, e il manuale ICCROM riporta fino a 1,5. Per le murature con malta di calce di modeste caratteristiche la Circolare del 2019 dà una resistenza media a taglio fra 0,018 e 0,13 newton per millimetro quadrato. La radice entra dai giunti perché lì la malta resiste meno.</p>
<p><strong>7. Gli alberi sono il danno più grande, e crescono.</strong> A Roma, fra il 1950 e il 2019, l&#8217;ailanto è passato da 5 a 22 dei 26 siti studiati, e l&#8217;indice di pericolosità medio della flora legnosa dei muri da 4,4 a 5,3 su 10. Tagliato e basta, l&#8217;ailanto ributta: in uno degli studi riassunti da Soler e Izquierdo il solo taglio ne ha ucciso il 21,3 per cento.</p>
<p><strong>8. L&#8217;edera ripara un muro sano e apre un muro debole.</strong> Su muri di prova vicino a Oxford le gelate sotto l&#8217;edera sono state il 26 per cento meno frequenti, il 34 per cento più brevi e il 32 per cento meno intense. Dove trova giunti erosi e fessure, entra e radica. Sono misure inglesi: in clima mediterraneo il giudizio sull&#8217;edera è diverso.</p>
<p><strong>9. Sulla testa di un rudere un cappello d&#8217;erba protegge.</strong> A Byland, a giugno, la pietra sotto l&#8217;erba ha avuto un&#8217;escursione di 3-5 gradi al giorno, sotto la malta da 5 a 20. È una scelta per i ruderi: un muro in uso vuole una copertina con il gocciolatoio.</p>
<p><strong>10. Sul tetto il verde ferma l&#8217;acqua.</strong> Una bocca da 100 millimetri con 3 centimetri d&#8217;acqua smaltisce 2,19 litri al secondo se è libera e 1,10 con il filtro; foglie e piante non hanno un valore di norma. Sulle coperture piane i punti deboli sono sormonti, raccordi e bocchettoni. Sul muschio niente getti ad alta pressione.</p>
<p><strong>11. Prima l&#8217;acqua, poi la pianta, poi il giunto.</strong> La procedura per le murature antiche, prima del diserbo, fa verificare risalita, pioggia battente e stillicidio; questo articolo corregge l&#8217;acqua prima di tutto. Poi, quando serve, la pianta si fa seccare sul posto e si toglie secca, non prima di 20-30 giorni; nelle piante legnose si iniettano nel tronco tagliato al colletto circa 3-10 millilitri di prodotto, con la dose ammessa dall&#8217;etichetta; i vuoti si riempiono e i giunti si stuccano.</p>
<p><strong>12. L&#8217;edera si stacca viva, a piccoli tratti.</strong> Dall&#8217;alto e dai bordi se non è radicata, sollevando con cura fusti e radichette se il muro è debole; dove è già radicata, dai bordi verso il fusto. Dove è già entrata nelle cavità, il taglio al piede non è più consigliato, perché può farla radicare dentro, e farla seccare prima non aiuta.</p>
<p><strong>13. Le regole e i prodotti.</strong> Se per muschi, erbe e radici si usa un prodotto, è un fitosanitario, e si usa secondo l&#8217;etichetta; quelli per uso professionale richiedono il certificato di abilitazione. Nelle aree monumentali, archeologiche e storico-artistiche delle città il Piano d&#8217;azione nazionale del 2014 vieta i trattamenti diserbanti, salvo deroga (punto A.5.6.1). Dal 2016 un decreto del Ministero della Salute, che non risulta revocato, vieta il glifosato nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili, come parchi, giardini, campi sportivi e cortili delle scuole. Su un bene tutelato ogni lavoro richiede l&#8217;autorizzazione del soprintendente (Codice dei beni culturali, articolo 21, comma 4). Il pentaclorofenolo di certi vecchi capitolati è vietato nell&#8217;Unione europea.</p>
<h2 id="dal-cantiere">Dal cantiere</h2>
<p>Quando mi mandano la fotografia di un muro con il verde, chiedo quasi sempre un&#8217;altra fotografia: lo stesso muro durante una pioggia, o subito dopo. Le due immagini insieme dicono molto più di una. Poi chiedo di guardare dove stanno le piante rispetto a quello che porta l&#8217;acqua: il canale, il pluviale, il davanzale, la cornice, il piede del muro. E chiedo se l&#8217;erba, tolta una volta, è tornata nello stesso punto.</p>
<p>Se è tornata lì, lì restano le cose che le servono: il giunto aperto, il deposito e, per le piante dei luoghi umidi, un&#8217;acqua da trovare. Il lavoro comincia da quelle. Sui muri di casa, di solito, l&#8217;acqua è una di quelle della tabella di questo articolo: un canale da pulire, un giunto del pluviale da rimettere a posto, un davanzale senza gocciolatoio, un piede del muro troppo bagnato. Le piante si tolgono dopo, con pazienza, e il giunto si richiude.</p>
<p>Dove il muro è antico, alto o tutelato, togliere le piante diventa un progetto: sui beni tutelati passa dal soprintendente e, sulle superfici decorate, dal restauratore. La diagnosi dell&#8217;acqua, però, resta la stessa.</p>
<p>Chi abita la casa può fare da solo la parte più utile: fotografare il muro durante una pioggia e il giorno dopo, segnare le piante sulla fotografia, togliere a mano le piantine appena nate che raggiunge restando a terra. Il lavoro in quota, i prodotti e le malte si affidano a chi ha i mezzi e le abilitazioni.</p>
<h2 id="domande-frequenti">Domande frequenti</h2>
<p><strong>L&#8217;edera rovina il muro di casa?</strong><br />Dipende dal muro. Le ricerche per Historic England dicono che su un muro sano, con i giunti pieni, l&#8217;edera sta sopra: si attacca con radichette che non entrano nel materiale, smorza gli sbalzi di temperatura e le gelate. Fa danno dove trova fessure, fori e giunti erosi, perché ci entra e ci mette radici vere. In ogni caso va tenuta lontana da tetti, canali, pluviali e finestre. Se è entrata nei giunti erosi o nelle fessure, o vi ha radicato, si toglie tutta, con il metodo del rapporto: a piccoli tratti, dai bordi verso il fusto, sfilando le radici dai giunti, e poi si stilano i giunti. Si stacca viva, fuori dal periodo dei nidi: farla seccare prima non aiuta.</p>
<p><strong>Posso strappare l&#8217;erba dal cornicione?</strong><br />Una piantina appena nata, che si sfila con due dita senza portare via malta, sì, con cura. Un ciuffo radicato no, perché la radice sta nel giunto e si porta via la malta. La procedura per le murature antiche, quando serve, fa seccare la pianta sul posto, la toglie secca, non prima di 20-30 giorni, e poi chiude il giunto. E prima di tutto si guarda perché sul cornicione l&#8217;acqua resta: la pendenza del piano, il gocciolatoio, i giunti. Il cornicione però sta in alto: oltre due metri dal piano di calpestio si lavora di preferenza da un ponteggio o da una piattaforma, e per chi lavora la legge ammette la scala a pioli solo quando attrezzature più sicure non si giustificano, per esempio per un lavoro breve e a basso rischio.</p>
<p><strong>Perché l&#8217;erba ricresce sempre nello stesso punto?</strong><br />Perché lì restano le cose che le servono: il giunto aperto o il deposito, l&#8217;acqua e il seme. Se non si chiude il giunto e non si toglie l&#8217;acqua, ogni stagione il seme ritrova lo stesso letto.</p>
<p><strong>Il fico nato nel muro lo taglio e basta?</strong><br />No. La procedura per le piante legnose prevede il taglio al colletto e l&#8217;iniezione del prodotto nel tronco tagliato, con la dose ammessa dall&#8217;etichetta, poi l&#8217;estirpazione quando la pianta è secca e la chiusura del vuoto lasciato dalla radice. Tirato via con la radice viva, il fico si porta dietro le pietre. Lo stesso vale per l&#8217;ailanto, che tagliato e basta ributta con molti polloni. Oltre due metri d&#8217;altezza si lavora di preferenza da un ponteggio o da una piattaforma, e i prodotti per uso professionale li usa solo chi ha il certificato di abilitazione.</p>
<p><strong>Che prodotto devo usare?</strong><br />Questo articolo non fa nomi di prodotti. Se per muschi, erbe e radici si usa un prodotto, è un fitosanitario autorizzato per quell&#8217;uso, e si usa secondo l&#8217;etichetta; le alghe e i licheni sui materiali da costruzione si trattano con i biocidi. I prodotti per uso professionale si comprano e si usano solo con il certificato di abilitazione; senza, solo quelli destinati agli utilizzatori non professionali. La procedura chiede di provare il prodotto prima su un&#8217;area piccola. Nelle aree monumentali, archeologiche e storico-artistiche delle città il Piano d&#8217;azione nazionale del 2014 vieta i trattamenti diserbanti, salvo deroga. Dal 2016 un decreto del Ministero della Salute, che non risulta revocato, vieta il glifosato nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili, come parchi, giardini, campi sportivi e cortili delle scuole. Le vecchie voci di capitolato vanno controllate, perché ce ne sono con sostanze oggi vietate.</p>
<p><strong>Serve un permesso per togliere le piante da un muro storico?</strong><br />Se l&#8217;edificio è un bene culturale tutelato, sì. Per il Codice dei beni culturali, all&#8217;articolo 21, comma 4, ogni opera o lavoro su un bene tutelato richiede l&#8217;autorizzazione del soprintendente, che la rilascia sul progetto o su una descrizione tecnica dell&#8217;intervento. Sulle superfici decorate, per l&#8217;articolo 29, lavora solo il restauratore. Se non si sa se l&#8217;edificio è tutelato, lo dice la Soprintendenza. Gli edifici di enti pubblici, di enti ecclesiastici e di altre persone giuridiche senza fine di lucro, con più di settant&#8217;anni e di autore non più vivente, sono tutelati finché una verifica non lo esclude (articolo 12 del Codice); un edificio privato lo è se ha la dichiarazione dell&#8217;interesse culturale. Su un edificio comune in un centro storico conviene chiedere all&#8217;ufficio tecnico del Comune, perché possono servire altri titoli.</p>
<p><strong>Il muschio sul tetto va tolto?</strong><br />Va tolto dove trattiene acqua o intasa lo scarico: nei sormonti, nei canali, sulle falde a nord con poca pendenza. La causa si toglie prima: il canale intasato, i rami che fanno ombra, il giunto aperto. Niente getti ad alta pressione e niente spazzole metalliche: le guide per gli edifici storici chiedono pressioni basse, raschietti di legno o di plastica e setole naturali. Se si usa un prodotto, per i muschi le istruzioni di Gasparoli danno tempi più brevi che per le piante: l&#8217;effetto si vede in una o due settimane, e i cuscinetti si asportano circa 5-15 giorni dopo il trattamento, quando sono fragili e ingialliti. Sul manto non si sale senza protezioni contro le cadute, e sui coppi non si cammina: è un lavoro da affidare a chi ha i mezzi e l&#8217;abilitazione.</p>
<p><strong>Le felci sul muro vogliono dire umidità?</strong><br />Dipende dalla felce. Negli indici di Pignatti la cedracca e la ruta di muro sono piante dei luoghi secchi, con 2 e 3; l&#8217;asplenio tricomane ha 5, come l&#8217;edera, e dice un giunto che non asciuga del tutto; il capelvenere ha 9, il valore delle piante palustri. Conta anche il disegno: una striscia di felci e di muschio che scende dal bordo di un intonaco, come nella Fotografia 2, o da sotto un pluviale, dice acqua che arriva lungo quella linea.</p>
<p><strong>Le piante sul tetto piano bucano la guaina?</strong><br />Possono farlo nei punti deboli, anche se per le membrane comuni non ci sono misure. Una membrana resiste alle radici solo se lo dichiara con una prova, come quelle per il verde pensile. I punti deboli sono i sormonti, i raccordi e i bocchettoni, dove le radici seguono l&#8217;acqua. Le plantule legnose si tolgono presto, e la pulizia va scritta nel piano di manutenzione della copertura.</p>
<p><strong>Posso lasciare l&#8217;erba sulla testa del mio muro di cinta?</strong><br />Sui ruderi le prove inglesi hanno mostrato che un cappello d&#8217;erba protegge la testa del muro meglio della malta. Un muro di cinta in uso vuole invece una copertina, con la pendenza verso fuori e il gocciolatoio. Se sulla testa crescono arbusti o alberelli, si tolgono con la procedura.</p>
<p><strong>Come si toglie l&#8217;erba dal muro senza rovinarlo?</strong><br />Prima si trova e si corregge l&#8217;acqua che la nutre. Una piantina appena nata si sfila a mano; un ciuffo radicato, se serve un prodotto, si fa seccare sul posto e si toglie secco, non prima di 20-30 giorni; poi si richiude il giunto, con una malta di calce compatibile con quella del muro.</p>
<p><strong>Si può usare il diserbante sul muro di casa?</strong><br />Solo un prodotto fitosanitario autorizzato per quell&#8217;uso, alle condizioni dell&#8217;etichetta; senza il certificato di abilitazione, solo un prodotto destinato agli utilizzatori non professionali. Nelle aree monumentali, archeologiche e storico-artistiche delle città il Piano d&#8217;azione nazionale del 2014 vieta i trattamenti diserbanti, salvo deroga.</p>
<h2 id="in-conclusione">In conclusione</h2>
<p>La domanda dell&#8217;apertura era «la tolgo?». La risposta di questo articolo è che prima si guarda dove sta. Il verde su un muro o su un tetto non cresce dove capita: segue l&#8217;acqua che resta abbastanza a lungo per la sua specie, e il deposito che la trattiene. Un ciuffo sulla cornice, una striscia di felci sotto un pluviale, un alberello nel canale di gronda sono prima di tutto una mappa. E la mappa porta a un canale da pulire, a un giunto da rimettere a posto, a un piano senza pendenza.</p>
<p>Poi viene il danno, che dipende dalla pianta e dal muro. L&#8217;erba nei giunti dice che lì la malta si è consumata, e quel giunto va richiuso. Il muschio tiene bagnata la superficie. Un albero nel muro va tolto presto e con metodo, perché le sue radici si ingrossano e spingono. L&#8217;edera su un muro sano, secondo le misure inglesi, lo ripara dagli sbalzi di temperatura e dalle gelate; su un muro con i giunti vuoti entra e radica. Sulla testa di un rudere un cappello d&#8217;erba protegge meglio della malta.</p>
<p>L&#8217;ordine dei lavori è quindi lo stesso della diagnosi di una macchia: prima l&#8217;acqua, poi la pianta, poi il giunto richiuso. La pianta, quando serve, si fa seccare sul posto; l&#8217;edera invece si stacca viva e a piccoli tratti: dall&#8217;alto e dai bordi se non è radicata, dai bordi verso il fusto se lo è. Se l&#8217;ordine si inverte, le piante tornano, e a ogni rimozione il muro perde un po&#8217; di malta.</p>
<h2 id="nota-sui-calcoli">Nota sui calcoli</h2>
<p>I conti stanno in un file di calcolo che accompagna il testo, le tavole e la tavola interattiva, con la fonte accanto a ogni costante. Le formule, per chi vuole rifare i conti, sono queste.</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>Indice di pericolosità di Signorini: HI = F + I + R, con F forma di crescita da 0 (erba annuale) a 6 (albero), I invasività e vigore, compresi i polloni, da 0 a 2, R apparato radicale da 0 a 2 (schema ricostruito da Fabbri, Catalano e Ugolini, tabella 1). Un albero con polloni radicali e radici molto invasive vale 6 + 2 + 2 = 10; muschi e licheni 2 + 0 + 0 = 2. Per il rovo uno dei tre studi dà 10, e per l&#8217;enula 8: con questo schema un arbusto arriva al massimo a 4 + 2 + 2 = 8, e un&#8217;erba perenne a 6. All&#8217;altro capo, un&#8217;erba perenne che non sia un muschio parte da 3: la celidonia, con 2, e la ruta di muro e la cedracca, con 1, stanno sotto. Riporto i valori come sono pubblicati.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Classi dell&#8217;indice: da 0 a 3 poco pericolose, da 4 a 6 da valutare caso per caso, da 7 a 10 molto pericolose.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Portata di una bocca di scarico a fondo piatto, a stramazzo, finché l&#8217;altezza d&#8217;acqua h non supera metà del diametro D (formula del manuale HR Wallingford SR 620, che segue la UNI EN 12056-3, come nell&#8217;articolo sul muro bagnato sotto la gronda): Q = k₀ · D · h^1,5 / 7500, in litri al secondo con D e h in millimetri; k₀ = 1 per la bocca libera, 0,5 con il filtro. Per D = 100 e h = 30: 100 · 30^1,5 / 7500 = 2,19 litri al secondo; con il filtro 1,10.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Allungamento di un concio per una variazione di temperatura: ΔL = L · α · ΔT. Pietra di Byland, α = 20 · 10⁻⁶ per grado, L = 1.000 millimetri: con ΔT da 5 a 20 gradi, sotto il cappello rigido, ΔL = 0,1-0,4 millimetri; con ΔT da 3 a 5 gradi, sotto quello d&#8217;erba, 0,06-0,1.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Da atmosfere a megapascal: 1 atmosfera = 0,101325 megapascal, quindi 15 atmosfere = 1,52 megapascal. Un newton per millimetro quadrato è un megapascal.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Confronto fra la spinta delle radici e la resistenza del muro: rapporto = spinta / resistenza. Spinta misurata fra 0,15 e 1,0 megapascal; resistenza media a taglio delle murature della tabella C8.5.I fra 0,018 e 0,13: da 0,15 / 0,13 = 1,2 a 1,0 / 0,018 = 56 volte. Resistenza a flessione della malta debole a 28 giorni, 0,082: da 0,15 / 0,082 = 1,8 a 1,0 / 0,082 = 12 volte. I valori della tabella C8.5.I sono parametri medi del muro per le verifiche sismiche: il confronto vale per ordini di grandezza.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Da psi a bar: 1 psi = 0,0689 bar, quindi 100 psi = 6,9 bar e 300-400 psi = 20,7-27,6 bar.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Calendario della procedura di Cecchi e Gasparoli: giorno 0 irrorazione, senza pioggia per 2 giorni; effetto fra il giorno 7 e il 30; estirpazione non prima del giorno 20-30, e solo a pianta secca del tutto.</li>
</ul>
<p>Che cosa in questo articolo è mio e non delle fonti: la scena di apertura, che è un caso ricorrente e non un episodio datato, e il racconto del «Dal cantiere»; la lettura delle tre fotografie; la tabella che mette in fila le posizioni del verde con la loro acqua, costruita sulle schede di Cecchi e Gasparoli e sulle indicazioni delle altre fonti; la lettura degli indici di Ellenberg sul muro, cioè che le piante dei luoghi secchi dicano giunto aperto e deposito e quelle dei suoli umidi acqua che torna; la scelta delle specie della tabella e il confronto fra pericolosità e umidità della Figura 5; il confronto per ordini di grandezza fra la spinta delle radici e la resistenza del muro, con i suoi rapporti; la lettura del divieto del Piano d&#8217;azione nazionale come valido anche per il verde dei monumenti in città, che il testo non nomina, e dell&#8217;articolo 21 del Codice come valido anche per togliere le piante; la scelta di correggere l&#8217;acqua prima della procedura di Cecchi e Gasparoli, che prima del diserbo la fa soltanto verificare; il ragionamento sui punti deboli delle coperture comuni, e la frase sulla bocca coperta di foglie che smaltisce meno di quella col filtro; la catena delle correzioni della parte storica; il metodo in tre passi, che mette in sequenza le procedure delle fonti; l&#8217;ordine dei lavori quando la correzione dell&#8217;acqua va fatta proprio dove cresce la pianta; che cosa si fa senza prodotto, e che cosa può fare da solo chi abita la casa; la radice lasciata nel muro che, decomponendosi, apre vuoti da ricontrollare; le conversioni delle unità e il calendario della procedura; le regole della tavola interattiva, le sue posizioni e i suoi testi.</p>
<h2 id="fonti">Fonti</h2>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Norme e leggi</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>UNI 11182:2006, <em>Beni culturali. Materiali lapidei naturali ed artificiali. Descrizione della forma di alterazione. Termini e definizioni</em>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>CNR-ICR, NorMaL 1/88, <em>Alterazioni macroscopiche dei materiali lapidei: lessico</em>, Roma 1990.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>UNI EN 12056-3:2001, <em>Sistemi di scarico funzionanti a gravità all&#8217;interno degli edifici. Sistemi per l&#8217;evacuazione delle acque meteoriche, progettazione e calcolo</em>; HR Wallingford, <em>Manual for the Design of Roof Drainage Systems</em>, Report SR 620, 2003.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>UNI 11540:2014, <em>Linea guida per la redazione e corretta attuazione del piano di manutenzione di coperture continue realizzate con membrane flessibili per impermeabilizzazioni</em>; EN 13948:2007, <em>Flexible sheets for waterproofing. Bitumen, plastic and rubber sheets for roof waterproofing. Determination of resistance to root penetration</em>.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Circolare 21 gennaio 2019, n. 7, del Consiglio superiore dei lavori pubblici, <em>Istruzioni per l&#8217;applicazione dell&#8217;aggiornamento delle Norme tecniche per le costruzioni</em>, punto C8.5.3.1 e tabella C8.5.I.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Regolamento (CE) n. 1107/2009, prodotti fitosanitari, articoli 2 e 55; Regolamento (UE) n. 528/2012, biocidi, allegato V; Commissione europea, DG SANTE, <em>Regulation (EC) No 1107/2009. Scope and borderline issues</em>, SANCO Doc 6621-99 rev. 77, dicembre 2025.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Decreto 22 gennaio 2014, <em>Adozione del Piano di azione nazionale per l&#8217;uso sostenibile dei prodotti fitosanitari</em>, Gazzetta Ufficiale n. 35 del 12 febbraio 2014, punti A.1.2, A.5.6 e A.5.6.1; Decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150, articoli 6 e 15.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Ministero della Salute, decreto dirigenziale 9 agosto 2016, revoca di autorizzazioni e modifica delle condizioni d&#8217;impiego dei prodotti fitosanitari a base di glifosate, Gazzetta Ufficiale n. 193 del 19 agosto 2016; Regolamento di esecuzione (UE) 2023/2660, rinnovo dell&#8217;approvazione del glifosato.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Regolamento (UE) 2019/1021, inquinanti organici persistenti, allegato I; Regolamento di esecuzione (UE) 2019/1262, elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, <em>Codice dei beni culturali e del paesaggio</em>, articoli 10, 12, 21, 29 e 30.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro, articolo 111.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Direttiva 2009/147/CE, conservazione degli uccelli selvatici, articolo 5.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>La procedura, la biologia, le specie</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>R. Cecchi, P. Gasparoli, <em>Prevenzione e manutenzione per i beni culturali edificati. Procedimenti scientifici per lo sviluppo delle attività ispettive. Il caso studio delle aree archeologiche di Roma e Ostia Antica</em>, Alinea, Firenze 2010.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>P. Gasparoli, <em>La manutenzione delle superfici edilizie. Prescrizioni per esecuzione, controlli, collaudo sui rivestimenti esterni</em>, Alinea, Firenze 1997.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>ICOMOS-ISCS, <em>Illustrated glossary on stone deterioration patterns</em>, a cura di V. Vergès-Belmin, Monuments and Sites XV, Parigi 2008.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>G. Caneva, M. P. Nugari, O. Salvadori, <em>Biology in the conservation of works of art</em>, ICCROM, Roma 1991. Da qui è ripreso il dato di E. M. Winkler, <em>Stone: properties, durability in man&#8217;s environment</em>, Springer, 1975.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>G. Caneva, M. P. Nugari, O. Salvadori (a cura di), <em>La biologia vegetale per i beni culturali</em>, vol. 1, Nardini, Firenze 2005; traduzione inglese <em>Plant Biology for Cultural Heritage</em>, Getty Conservation Institute, Los Angeles 2008.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>M. A. Signorini, <em>L&#8217;indice di pericolosità: un contributo del botanico al controllo della vegetazione infestante nelle aree monumentali</em>, Informatore Botanico Italiano 28, 1996, pp. 7-14; M. A. Signorini, <em>Lo studio e il controllo della vegetazione infestante nei siti archeologici. Una proposta metodologica</em>, in <em>L&#8217;area archeologica di Fiesole. Rilievi e ricerche per la conservazione</em>, Alinea, Firenze 1995, pp. 41-46.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>K. Fabbri, M. Catalano, A. Ugolini, <em>Vegetation in Archaeological Areas: Risks, Opportunities, and Guidelines to Preserve or Remove: An Italian Case Study</em>, Sustainability 17, 2025, 2712.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>A. Cozzolino, P. Adamo, G. Bonanomi, R. Motti, <em>The Role of Lichens, Mosses, and Vascular Plants in the Biodeterioration of Historic Buildings: A Review</em>, Plants 11, 2022, 3429.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>M. E. Mascaro, G. Pellegrino, A. M. Palermo, <em>Analysis of Biodeteriogens on Architectural Heritage. An Approach of Applied Botany on a Gothic Building in Southern Italy</em>, Sustainability 14, 2022, 34.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>A. Cozzolino, G. Bonanomi, R. Motti, <em>The Role of Stone Materials, Environmental Factors, and Management Practices in Vascular Plant-Induced Deterioration: Case Studies from Pompeii, Herculaneum, Paestum, and Velia Archaeological Parks (Italy)</em>, Plants 14, 2025, 514.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>A. Cozzolino, R. Motti, I. Vitasović-Kosić, <em>Vascular Flora on Croatian Historic Structures: Drivers of Biodeterioration and Conservation Implications</em>, Plants 14, 2025, 1773.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>G. Caneva, Z. Hosseini, F. Bartoli, <em>Risk, hazard, and vulnerability for stone biodeterioration due to higher plants: the methodological proposal of a multifactorial index (RHV)</em>, Journal of Cultural Heritage 62, 2023, pp. 217-229.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>S. Pignatti, con P. Menegoni e S. Pietrosanti, <em>Valori di bioindicazione delle piante vascolari della Flora d&#8217;Italia</em>, Braun-Blanquetia 39, Camerino 2005.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>L. Celesti-Grapow, C. Ricotta, <em>Plant invasion as an emerging challenge for the conservation of heritage sites: the spread of ornamental trees on ancient monuments in Rome, Italy</em>, Biological Invasions 23, 2021, pp. 1191-1206.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>L. Celesti Grapow, G. Caneva, A. Pacini, <em>La flora del Colosseo (Roma)</em>, Webbia 56, 2001, pp. 321-342.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>J. Soler, J. Izquierdo, <em>The Invasive Ailanthus altissima: A Biology, Ecology, and Control Review</em>, Plants 13, 2024, 931.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>Le radici e il muro</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>R. K. Misra, A. R. Dexter, A. M. Alston, <em>Maximum axial and radial growth pressures of plant roots</em>, Plant and Soil 95, 1986, pp. 315-326.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>L. J. Clark, W. R. Whalley, P. B. Barraclough, <em>How do roots penetrate strong soil?</em>, Plant and Soil 255, 2003, pp. 93-104.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>A. G. Bengough, B. M. McKenzie, P. D. Hallett, T. A. Valentine, <em>Root elongation, water stress, and mechanical impedance: a review of limiting stresses and beneficial root tip traits</em>, Journal of Experimental Botany 62, 2011, pp. 59-68.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>G. Azam, C. D. Grant, R. K. Misra, R. S. Murray, I. K. Nuberg, <em>Growth of tree roots in hostile soil: a comparison of root growth pressures of tree seedlings with peas</em>, Plant and Soil 368, 2013, pp. 569-580.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>J. C. Grabosky, E. T. Smiley, G. A. Dahle, <em>Observed Symmetry and Force of Platanus × acerifolia Roots Occurring Between Foam Layers Under Pavement</em>, Arboriculture &amp; Urban Forestry 37, 2011, pp. 35-40.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>G. Brando, G. Vacca, F. Di Michele, I. Capasso, E. Spacone, <em>Experimental and Numerical Mechanical Characterization of Unreinforced and Reinforced Masonry Elements with Weak Air Lime Mortar Joints</em>, Sustainability 14, 2022, 3990.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>L&#8217;edera, il cappello d&#8217;erba, i muschi, i tetti</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>M. Coombes, H. Viles, A. Cathersides, <em>Ivy on Walls</em>, Historic England Research Report Series 30/2017.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>M. A. Coombes, H. A. Viles, H. Zhang, <em>Thermal blanketing by ivy (Hedera helix L.) can protect building stone from damaging frosts</em>, Scientific Reports 8, 2018, 9834.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>A. Cathersides e altri, <em>Ivy on Walls. Interim Seminar Report</em>, a cura di T. Sternberg, English Heritage, Research Report 119/2010.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>C. Wood, A. Cathersides, H. Viles, <em>Soft Capping on Ruined Masonry Walls</em>, Historic England Research Report Series 88/2018.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>K. Jang, H. Viles, <em>Moisture Interactions Between Mosses and Their Underlying Stone Substrates</em>, Studies in Conservation 67, 2022, pp. 532-544.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>G. Zotz, A. Schweikert, W. Jetz, H. Westerman, <em>Water relations and carbon gain are closely related to cushion size in the moss Grimmia pulvinata</em>, New Phytologist 148, 2000, pp. 59-67.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>J. Stewart, C. Willett, <em>Control of Biological Growth on Masonry</em>, Historic England Research 12, 2019.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>J. A. Eklund, M. E. Young, <em>Biological Growth on Masonry: Identification &amp; Understanding</em>, INFORM Guide, Historic Scotland, 2013.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>R. C. Mack, A. Grimmer, <em>Assessing Cleaning and Water-Repellent Treatments for Historic Masonry Buildings</em>, Preservation Brief 1, National Park Service, 2000; S. C. Park, <em>Maintaining the Exteriors of Small and Medium Size Historic Buildings</em>, Preservation Brief 47, National Park Service, 2007.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Historic England, <em>Maintenance Checklist</em>, 2013; Department for Communities, Northern Ireland, <em>Listed building maintenance checklist</em>, 2020, aggiornata nel 2025.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>S. Herfort, K. Pflanz, <em>Hinweise zur Pflege und Wartung von extensiven Dachbegrünungen</em>, IASP (Humboldt-Universität zu Berlin) con il BuGG, per il BBSR, novembre 2021; BuGG, <em>Wurzelfeste Produkte für begrünte Dächer (BuGG-WBB-Liste 2026)</em>; BuGG, <em>Begrüntes Umkehrdach</em>, 2ª edizione, 2024.</li>
</ul>
<p style='font-size:14px;line-height:1.5'><strong>La storia</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Marziale, <em>Epigrammi</em> X, 2, edizione di W. Heraeus, Teubner, Lipsia 1925; traduzione inglese di W. C. A. Ker, Loeb, Londra 1920.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Giovenale, <em>Satire</em> X, 142-146, edizione e traduzione inglese di G. G. Ramsay, Loeb, Londra 1918.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Plinio il Vecchio, <em>Storia naturale</em> 15, 77 e 16, 144, edizione di K. Mayhoff, Teubner, Lipsia 1906, testo digitale Perseus.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'><em>Capitulare de villis</em>, capitolo 70, in A. Boretius (a cura di), <em>Capitularia regum Francorum</em> I, Monumenta Germaniae Historica, Hannover 1883, n. 32, pp. 82-91.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>Alberto Magno, <em>De vegetabilibus libri VII</em>, libro VI, edizione di E. Meyer e C. Jessen, Berlino 1867, p. 484.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>D. Panaroli, <em>Plantarum amphitheatralium catalogus</em>, 1643, nella ristampa degli <em>Iatrologismorum seu medicinalium observationum pentecostae quinque</em>, Roma 1652, pp. 377-386.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>A. Sebastiani, <em>Romanarum plantarum fasciculus alter. Accedit Enumeratio plantarum sponte nascentium in ruderibus Amphitheatri Flavii</em>, Roma 1815.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>R. Deakin, <em>Flora of the Colosseum of Rome</em>, Londra 1855.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>E. Fiorini Mazzanti, <em>Florula del Colosseo. Comunicazione I</em>, Atti dell&#8217;Accademia Pontificia de&#8217; Nuovi Lincei 28, 1874-1875, pp. 8-9.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>R. Lanciani, <em>The Ruins and Excavations of Ancient Rome</em>, Boston e New York 1897, pp. 373 e 377.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>A. J. C. Hare, <em>Walks in Rome</em>, 14ª edizione, Londra 1897, vol. I, p. 149.</li>
<li style='margin-bottom:6px;font-size:14px;line-height:1.5'>S. Hibberd, <em>The Ivy, a monograph</em>, Londra 1872, p. 24.</li>
</ul>
<h2 id="lautore">L&#8217;autore</h2>
<p>Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense; anni di cantiere. Autore di &#8220;Murature umide: cause e rimedi&#8221; (Grafill, 2026).</p>
<p><script type='application/ld+json'>{"@context": "https://schema.org", "@type": "FAQPage", "mainEntity": [{"@type": "Question", "name": "L'edera rovina il muro di casa?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Dipende dal muro. Le ricerche per Historic England dicono che su un muro sano, con i giunti pieni, l'edera sta sopra: si attacca con radichette che non entrano nel materiale, smorza gli sbalzi di temperatura e le gelate. Fa danno dove trova fessure, fori e giunti erosi, perché ci entra e ci mette radici vere. In ogni caso va tenuta lontana da tetti, canali, pluviali e finestre. Se è entrata nei giunti erosi o nelle fessure, o vi ha radicato, si toglie tutta, con il metodo del rapporto: a piccoli tratti, dai bordi verso il fusto, sfilando le radici dai giunti, e poi si stilano i giunti. Si stacca viva, fuori dal periodo dei nidi: farla seccare prima non aiuta."}}, {"@type": "Question", "name": "Posso strappare l'erba dal cornicione?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Una piantina appena nata, che si sfila con due dita senza portare via malta, sì, con cura. Un ciuffo radicato no, perché la radice sta nel giunto e si porta via la malta. La procedura per le murature antiche, quando serve, fa seccare la pianta sul posto, la toglie secca, non prima di 20-30 giorni, e poi chiude il giunto. E prima di tutto si guarda perché sul cornicione l'acqua resta: la pendenza del piano, il gocciolatoio, i giunti. Il cornicione però sta in alto: oltre due metri dal piano di calpestio si lavora di preferenza da un ponteggio o da una piattaforma, e per chi lavora la legge ammette la scala a pioli solo quando attrezzature più sicure non si giustificano, per esempio per un lavoro breve e a basso rischio."}}, {"@type": "Question", "name": "Perché l'erba ricresce sempre nello stesso punto?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Perché lì restano le cose che le servono: il giunto aperto o il deposito, l'acqua e il seme. Se non si chiude il giunto e non si toglie l'acqua, ogni stagione il seme ritrova lo stesso letto."}}, {"@type": "Question", "name": "Il fico nato nel muro lo taglio e basta?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "No. La procedura per le piante legnose prevede il taglio al colletto e l'iniezione del prodotto nel tronco tagliato, con la dose ammessa dall'etichetta, poi l'estirpazione quando la pianta è secca e la chiusura del vuoto lasciato dalla radice. Tirato via con la radice viva, il fico si porta dietro le pietre. Lo stesso vale per l'ailanto, che tagliato e basta ributta con molti polloni. Oltre due metri d'altezza si lavora di preferenza da un ponteggio o da una piattaforma, e i prodotti per uso professionale li usa solo chi ha il certificato di abilitazione."}}, {"@type": "Question", "name": "Che prodotto devo usare?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Questo articolo non fa nomi di prodotti. Se per muschi, erbe e radici si usa un prodotto, è un fitosanitario autorizzato per quell'uso, e si usa secondo l'etichetta; le alghe e i licheni sui materiali da costruzione si trattano con i biocidi. I prodotti per uso professionale si comprano e si usano solo con il certificato di abilitazione; senza, solo quelli destinati agli utilizzatori non professionali. La procedura chiede di provare il prodotto prima su un'area piccola. Nelle aree monumentali, archeologiche e storico-artistiche delle città il Piano d'azione nazionale del 2014 vieta i trattamenti diserbanti, salvo deroga. Dal 2016 un decreto del Ministero della Salute, che non risulta revocato, vieta il glifosato nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili, come parchi, giardini, campi sportivi e cortili delle scuole. Le vecchie voci di capitolato vanno controllate, perché ce ne sono con sostanze oggi vietate."}}, {"@type": "Question", "name": "Serve un permesso per togliere le piante da un muro storico?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Se l'edificio è un bene culturale tutelato, sì. Per il Codice dei beni culturali, all'articolo 21, comma 4, ogni opera o lavoro su un bene tutelato richiede l'autorizzazione del soprintendente, che la rilascia sul progetto o su una descrizione tecnica dell'intervento. Sulle superfici decorate, per l'articolo 29, lavora solo il restauratore. Se non si sa se l'edificio è tutelato, lo dice la Soprintendenza. Gli edifici di enti pubblici, di enti ecclesiastici e di altre persone giuridiche senza fine di lucro, con più di settant'anni e di autore non più vivente, sono tutelati finché una verifica non lo esclude (articolo 12 del Codice); un edificio privato lo è se ha la dichiarazione dell'interesse culturale. Su un edificio comune in un centro storico conviene chiedere all'ufficio tecnico del Comune, perché possono servire altri titoli."}}, {"@type": "Question", "name": "Il muschio sul tetto va tolto?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Va tolto dove trattiene acqua o intasa lo scarico: nei sormonti, nei canali, sulle falde a nord con poca pendenza. La causa si toglie prima: il canale intasato, i rami che fanno ombra, il giunto aperto. Niente getti ad alta pressione e niente spazzole metalliche: le guide per gli edifici storici chiedono pressioni basse, raschietti di legno o di plastica e setole naturali. Se si usa un prodotto, per i muschi le istruzioni di Gasparoli danno tempi più brevi che per le piante: l'effetto si vede in una o due settimane, e i cuscinetti si asportano circa 5-15 giorni dopo il trattamento, quando sono fragili e ingialliti. Sul manto non si sale senza protezioni contro le cadute, e sui coppi non si cammina: è un lavoro da affidare a chi ha i mezzi e l'abilitazione."}}, {"@type": "Question", "name": "Le felci sul muro vogliono dire umidità?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Dipende dalla felce. Negli indici di Pignatti la cedracca e la ruta di muro sono piante dei luoghi secchi, con 2 e 3; l'asplenio tricomane ha 5, come l'edera, e dice un giunto che non asciuga del tutto; il capelvenere ha 9, il valore delle piante palustri. Conta anche il disegno: una striscia di felci e di muschio che scende dal bordo di un intonaco, come nella Fotografia 2, o da sotto un pluviale, dice acqua che arriva lungo quella linea."}}, {"@type": "Question", "name": "Le piante sul tetto piano bucano la guaina?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Possono farlo nei punti deboli, anche se per le membrane comuni non ci sono misure. Una membrana resiste alle radici solo se lo dichiara con una prova, come quelle per il verde pensile. I punti deboli sono i sormonti, i raccordi e i bocchettoni, dove le radici seguono l'acqua. Le plantule legnose si tolgono presto, e la pulizia va scritta nel piano di manutenzione della copertura."}}, {"@type": "Question", "name": "Posso lasciare l'erba sulla testa del mio muro di cinta?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Sui ruderi le prove inglesi hanno mostrato che un cappello d'erba protegge la testa del muro meglio della malta. Un muro di cinta in uso vuole invece una copertina, con la pendenza verso fuori e il gocciolatoio. Se sulla testa crescono arbusti o alberelli, si tolgono con la procedura."}}, {"@type": "Question", "name": "Come si toglie l'erba dal muro senza rovinarlo?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Prima si trova e si corregge l'acqua che la nutre. Una piantina appena nata si sfila a mano; un ciuffo radicato, se serve un prodotto, si fa seccare sul posto e si toglie secco, non prima di 20-30 giorni; poi si richiude il giunto, con una malta di calce compatibile con quella del muro."}}, {"@type": "Question", "name": "Si può usare il diserbante sul muro di casa?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Solo un prodotto fitosanitario autorizzato per quell'uso, alle condizioni dell'etichetta; senza il certificato di abilitazione, solo un prodotto destinato agli utilizzatori non professionali. Nelle aree monumentali, archeologiche e storico-artistiche delle città il Piano d'azione nazionale del 2014 vieta i trattamenti diserbanti, salvo deroga."}}]}</script><br />
<!--mxLA--></p>
<div style='background:#f6f7f9;border:1px solid #e3e6ea;border-radius:8px;padding:14px 18px;margin:26px 0'><strong style='color:#b11f24'>Leggi anche</strong></p>
<ul style='margin:8px 0 0 18px'>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">L&#8217;umidità di rimbalzo</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale della risalita</a></li>
</ul>
</div>
<p><!--/mxLA--></p>
<hr style='border:none;border-top:3px solid #b11f24;margin-top:34px'>
<table style='width:100%;border-collapse:collapse;font-family:Arial,sans-serif;color:#2a3340;font-size:14px;line-height:1.6'>
<tr>
<td style='vertical-align:top;padding-right:20px'>
<div style='font-size:16px;font-weight:700;color:#b11f24'>Ditta Renzo-ArtHome</div>
<div style='font-weight:600'>di Spedicato Oronzo</div>
<div style='color:#5a6577;margin-bottom:8px'>Specialista in risanamenti di interrati e umidit&agrave; di risalita</div>
<div><strong>Web:</strong> <a href="https://www.renzo-arthome.com">www.renzo-arthome.com</a></div>
<div><strong>E-mail:</strong> renzo.spedicato@gmail.com &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>PEC:</strong> renzoarthome@pec.it</div>
<div><strong>Cell.:</strong> +39 335 844 2978 &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>Ufficio:</strong> +39 371 775 4189</div>
<div style='color:#5a6577'>P.IVA 02475540304</div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://www.renzo-arthome.com/preventivo-gratuito/" style="display:inline-block;background:#b11f24;color:#fff;padding:9px 16px;border-radius:6px;font-weight:700;text-decoration:none">Chiedi un preventivo &rarr;</a></div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://wa.me/393358442978" target="_blank" rel="noopener" title="WhatsApp" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-whatsapp.png' alt='WhatsApp' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.facebook.com/RenzoArtHome" target="_blank" rel="noopener" title="Facebook" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-facebook.png' alt='Facebook' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.linkedin.com/in/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="LinkedIn" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-linkedin.png' alt='LinkedIn' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.tiktok.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="TikTok" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-tiktok.png' alt='TikTok' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.youtube.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="YouTube" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-youtube.png' alt='YouTube' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.instagram.com/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="Instagram" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-instagram.png' alt='Instagram' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a></div>
</td>
<td style='vertical-align:top;width:150px;text-align:center'><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/murature-umide-copertina.jpg' alt='Murature umide: cause e rimedi' width='120' style='border:1px solid #ddd;border-radius:4px'></a></p>
<div style='font-size:12px;color:#5a6577;margin-top:6px'><strong>Murature umide: cause e rimedi</strong><br />Grafill, 2026<br /><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener">Vai al libro &rarr;</a></div>
</td>
</tr>
</table>
<style>#rahLATO{margin:44px auto 0;max-width:680px;font-family:'Open Sans',sans-serif}#rahLATO *{box-sizing:border-box}#rahLATO .rahL-int{background:#fff;border:1px solid #d9dde2;padding:18px 16px 10px}#rahLATO .rahL-tit{font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:700;font-size:15px;letter-spacing:.16em;text-transform:uppercase;color:#262a33;margin:0 0 2px}#rahLATO p{margin:0!important;padding:0!important}#rahLATO .rahL-blog-r{margin:0 0 4px}#rahLATO .rahL-pagine{margin:0 0 12px}#rahLATO .rahL-blog{display:inline-block;font-size:13.5px;color:#a06a00;text-decoration:none;margin:0;border:0}#rahLATO .rahL-blog:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO details{margin:0 0 7px;border-left:4px solid var(--rahf)}#rahLATO summary{cursor:pointer;list-style:none;display:flex;align-items:baseline;gap:8px;font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:600;font-size:14px;color:#2f3440;padding:9px 8px 9px 10px;background:var(--rahv);margin:0}#rahLATO summary::-webkit-details-marker{display:none}#rahLATO summary:before{content:"+";font-weight:700;color:#2f3440;opacity:.55;width:13px;flex:none}#rahLATO details[open]>summary:before{content:"\2212"}#rahLATO .rahL-n{margin-left:auto;font-weight:400;font-size:11.5px;color:#5a6577}#rahLATO ul{list-style:none!important;margin:0!important;padding:6px 4px 8px 12px!important;background:var(--rahv);background:color-mix(in srgb,var(--rahv) 32%,#fff)}#rahLATO li{margin:0!important;padding:4px 6px!important;font-size:13px;line-height:1.45;border-left:2px solid transparent;list-style:none!important}#rahLATO li:before{display:none!important;content:none!important}#rahLATO li a{color:#3f4450;text-decoration:none;border:0;box-shadow:none}#rahLATO li a:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO li.rahL-qui{background:#fdf6d8;border-left-color:#eddf21}#rahLATO li.rahL-qui span{font-weight:600;color:#262a33}#rahLATO li.rahL-qui .rahL-segno{display:block;font-weight:400;font-size:10.5px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#5a6577;margin-top:1px}@media(min-width:1490px){body.postid-4567{overflow:visible!important}article.post-4567{position:relative}#rahLATO{position:absolute;top:0;right:-241px;bottom:0;width:225px;max-width:none;margin:0}#rahLATO .rahL-int{position:sticky;top:106px;max-height:calc(100vh - 126px);overflow-y:auto;padding:14px 12px 8px}#rahLATO summary{font-size:12.5px;padding:8px 6px 8px 8px}#rahLATO li{font-size:12px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:13px}}@media(min-width:1710px){#rahLATO{right:-336px;width:300px}#rahLATO .rahL-int{padding:18px 16px 10px}#rahLATO summary{font-size:14px}#rahLATO li{font-size:13px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:15px}}</style>
<div id="rahLATO">
<div class="rahL-int">
<div class="rahL-tit">Gli articoli</div>
<div class="rahL-blog-r"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/blog/">Indice del blog &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-fase-per-fase/">La casa fase per fase &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/decoder-diagnostico-edile/">Il decoder diagnostico &rarr;</a></div>
<details style="--rahv:#dcebf5;--rahf:#7fadd1">
<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">Le malte impermeabili nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">La barriera chimica nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">Ma come si cura una risalita?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/improvvisamente-l-umidita-di-risalita/">Improvvisamente, l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-danno-e-dove-l-acqua-se-ne-va/">Il danno è dove l&#8217;acqua se ne va</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">Chi dimezza la macchia raddoppia l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">Umidità di risalita e sali solubili: perché bloccare l&#8217;umidità è solo metà del risanamento, e perché l&#8217;asciugatura richiede da mesi ad anni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo un intervento contro l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-risalita-impermeabilizzazione-in/">L&#8217;innalzamento dell&#8217;umidità di risalita in seguito a interventi di impermeabilizzazione dall&#8217;interno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/doppia-barriera-protocollo-renzo-arthome/">Barriere chimiche non occludenti in zona di marea: bastano davvero contro la pressione idrostatica?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">L’umidità igroscopica nell’edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-primaria-e-sali-renzo-arthome/">Umidità di risalita capillare primaria</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radici-stabilita-versanti/">Le radici tengono il terreno solo dove lo attraversano</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Il verde sul muro non è un problema di giardinaggio</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">31</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-dei-giunti/">Sul giunto si impermeabilizza un movimento</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-intorno-alla-casa/">Impermeabilizzare il muro è l&#8217;ultima mossa, non la prima</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/costruire-casa-senza-umidita/">La casa asciutta si decide in cantiere</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">Tre centimetri invece di una demolizione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/prima-la-strategia-poi-il-prodotto/">Prima la strategia, poi il prodotto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">La spinta idrostatica nelle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">Il seminterrato fra infiltrazioni, umidità e radon: un approccio integrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/fontana-dei-grifi-allinterno-del-castello-miramare-di-trieste/">Fontana dei Grifi all&#8217;interno del castello Miramare di Trieste</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/interventi-di-impermeabilizzazioni/">Impermeabilizzazioni: come intervenire e quali soluzioni scegliere</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#d9edea;--rahf:#7dbcb5">
<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">16</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-problema-non-e-la-pioggia/">Il problema non è la pioggia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">Umidità di rimbalzo (rain splash)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-meteorica-cap/">Umidità meteorica (penetrating damp)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-condensazione/">Umidità da condensazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sindrome-dell-edificio-malato/">Sindrome dell&#8217;edificio malato: cause, sintomi e soluzioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffe-indoor/">Muffe indoor</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">Condensa interstiziale in edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f2e9d5;--rahf:#c9a970">
<summary>Vespai e solai<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-piove-dal-predalles/">Quando piove dal predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-normative-e-calcoli/">Vespaio aerato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1431-2/">Le infiltrazioni nei predalles: analisi e metodologie di intervento</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f5e3dc;--rahf:#cf9484">
<summary>Casi Studio<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f4eecb;--rahf:#c9b954">
<summary>Norme e libro<span class="rahL-n">5</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/normativa-salubrita-edifici/">Quadro normativo sulla salubrità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1443-2/">Materiali da costruzione radioattivi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pubblicato-il-libro-murature-umide-cause-e-rimedi/">Pubblicato il libro “Murature umide: cause e rimedi”</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#ebedf0;--rahf:#a7adb8">
<summary>Altri articoli<span class="rahL-n">1</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pavimenti-in-resina-nei-dettagli/">I pavimenti in resina nei dettagli</a></li>
</ul>
</details>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/vegetazione-sui-muri/">Il verde sul muro non è un problema di giardinaggio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.renzo-arthome.com/vegetazione-sui-muri/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La crosta nera sul muro non è sporco</title>
		<link>https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/</link>
					<comments>https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[renzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 14:20:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Diagnosi e metodo]]></category>
		<category><![CDATA[Umidità di risalita e sali]]></category>
		<category><![CDATA[condensa]]></category>
		<category><![CDATA[diagnostica]]></category>
		<category><![CDATA[intonaci]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[sali]]></category>
		<category><![CDATA[termoforesi]]></category>
		<category><![CDATA[umidità meteorica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.renzo-arthome.com/?p=4354</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sotto le cornici e i davanzali la pietra e l'intonaco diventano neri, mentre le parti battute dalla pioggia restano chiare. Quel nero è gesso cresciuto a spese della pietra: nasce dove l'acqua arriva e non scorre, e resta anche quando l'aria torna pulita. Le tre zone di una facciata con i solfati misurati a Venezia, l'anidride solforosa del 1972-73 e i limiti di oggi, i dati europei di ICP Materials e la formula del calcare, il primo millimetro degli Scrovegni, i sali della laguna e dell'aria, il metodo in tre passi e la tavola interattiva.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style='font-size:19px;color:#5a6577'><em>Sotto le cornici, sotto i davanzali e nei sottosquadri delle facciate la pietra e l&#8217;intonaco diventano neri, mentre le parti battute dalla pioggia restano chiare. Quel nero è gesso cresciuto a spese della pietra, con dentro la fuliggine, e nasce dove l&#8217;acqua arriva e non scorre.</em></p>
<p>Mi capita spesso una chiamata per una facciata che «ha preso l&#8217;umidità». Il palazzo sta in un centro storico, ha cento anni o qualche secolo, e la pietra delle cornici o l&#8217;intonaco sotto i balconi sono diventati neri. Chi chiama vuole sapere se è muffa, se è smog, se basta un&#8217;idropulitrice. A volte una facciata della stessa via è appena stata pulita, e il commento è l&#8217;opposto: hanno pulito troppo, è venuta bianca, sembra nuova. Le due frasi, «è sporca» ed «è troppo pulita», nascono dallo stesso equivoco.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1038" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-foto1-testa-angelo-crosta-nera.jpg" alt="Testa d'angelo in pietra con le ali, su una tomba del cimitero del Père-Lachaise a Parigi: nere le parti riparate sotto gli occhi, intorno al naso e nell'incavo delle ali, chiare le parti in rilievo lavate dalla pioggia" class="wp-image-4453" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-foto1-testa-angelo-crosta-nera.jpg 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-foto1-testa-angelo-crosta-nera-300x195.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-foto1-testa-angelo-crosta-nera-1024x664.jpg 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-foto1-testa-angelo-crosta-nera-768x498.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-foto1-testa-angelo-crosta-nera-1536x996.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Fotografia 1. Una testa d&#8217;angelo scolpita su una tomba del cimitero del Père-Lachaise, a Parigi. Il nero riempie i punti riparati: sotto gli occhi, intorno al naso e alla bocca, nell&#8217;incavo delle ali. Le parti in rilievo, dove la pioggia batte e scorre, sono rimaste chiare. Sembra sporco, ma la disposizione è quella tipica della crosta nera; la conferma, come per ogni facciata, la dà l&#8217;analisi. Fotografia di <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:P%C3%A8re-Lachaise_-_Division_79_-_Weber_01.jpg" target="_blank" rel="noopener">Pierre-Yves Beaudouin</a>, da Wikimedia Commons, licenza <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/deed.it" target="_blank" rel="noopener">CC BY-SA 3.0</a>.</figcaption></figure>
<p>Al sopralluogo il nero non sta dove passa più traffico. Sta sotto: sotto la cornice, sotto il davanzale, nel sottosquadro del capitello, sulla faccia del balcone che guarda in basso, dentro il portico. Le parti che la pioggia batte e lava restano chiare: la faccia alta della cornice, lo spigolo esposto, il fusto libero della colonna. A pochi centimetri di distanza, sulla stessa pietra e con la stessa aria, una superficie è nera e l&#8217;altra è bianca. Un velo di sporco depositato starebbe dappertutto, e la pioggia lo porterebbe via dappertutto nello stesso modo.</p>
<p>La tesi di questo articolo sta in quei pochi centimetri: il danno che l&#8217;aria fa alla pietra lo decide l&#8217;acqua. Dove la pioggia batte e scorre, il carbonato di calcio si scioglie lentamente e la superficie resta pulita. Dove l&#8217;acqua arriva ma non scorre, l&#8217;anidride solforosa dell&#8217;aria diventa acido solforico e trasforma il carbonato in gesso. Quell&#8217;acqua arriva con la condensa, con la nebbia, con il velo che migra dal bordo bagnato. Il gesso cresce verso l&#8217;esterno, a spese della pietra, e trattiene le particelle nere del fumo. Quella crosta è pietra trasformata, ed è un deposito di sali che continua a muoversi con l&#8217;acqua anche quando l&#8217;aria migliora.</p>
<p>Chi si occupa dell&#8217;umidità dei muri ha un motivo in più per saperla leggere. La crosta nera è una questione di sali, e i sali si muovono con l&#8217;acqua. Alla base di un muro arrivano dal terreno con la risalita; in alto, sotto le cornici, arrivano dall&#8217;aria e si depositano con la condensa. Confondere le due strade porta a curare un muro contro l&#8217;acqua sbagliata. I dati che uso vengono in gran parte da Venezia, dove questa chimica è stata misurata per più di vent&#8217;anni, e dal programma internazionale che dal 1987 espone lastrine di calcare in città e campagne d&#8217;Europa, comprese Milano, Roma e Venezia. Il registro in fondo dice per ogni numero da dove viene.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1257" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig1-le-tre-zone.png" alt="Sezione di una facciata in pietra con cornice e davanzale divisa nelle tre zone: in azzurro le superfici battute e lavate dalla pioggia, con la calcite bianca ricristallizzata; in nero, al confine, la crosta dendritica dove l'acqua migra dal bordo bagnato e non scorre; in grigio, sotto le sporgenze, i depositi raggiunti solo da condensa e nebbia; a destra i solfati e gli spessori misurati a San Marco e a Ca' Pesaro" class="wp-image-4344" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig1-le-tre-zone.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig1-le-tre-zone-300x236.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig1-le-tre-zone-1024x804.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig1-le-tre-zone-768x603.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig1-le-tre-zone-1536x1207.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 1. Le tre zone di una facciata di pietra. Dove la pioggia batte e scorre la superficie resta chiara: il carbonato si scioglie e il gesso viene portato via. Al confine, dove l&#8217;acqua arriva dal bordo lavato ma non scorre, cresce la crosta nera più spessa. Sotto le sporgenze, dove arrivano solo condensa e nebbia, si formano depositi e croste più sottili. I solfati misurati a San Marco e a Ca&#8217; Pesaro seguono lo stesso ordine.</figcaption></figure>
<div id="rahTOC" style="border:1px solid #e2e5ea;border-radius:6px;padding:20px 24px;margin:0 0 32px;background:#fafbfc">
<p style="margin:0 0 10px;font-weight:600;color:#1a2233;font-size:16px">Indice</p>
<ol style="margin:0;padding-left:20px;line-height:1.6">
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#chi-ha-cominciato-a-studiarla" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Chi ha cominciato a studiarla</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-parole-che-servono" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le parole che servono</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#che-cosa-arriva-dallaria-e-che-cosa-diventa-sul-muro" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Che cosa arriva dall&#8217;aria e che cosa diventa sul muro</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-formella-dei-fabbri-sette-secoli-poi-quarantun-anni" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La formella dei Fabbri: sette secoli, poi quarantun anni</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#quanta-anidride-solforosa-cera-nellaria-di-venezia" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Quanta anidride solforosa c&#8217;era nell&#8217;aria di Venezia</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#dove-nasce-la-crosta-le-tre-zone" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Dove nasce la crosta: le tre zone</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lacqua-che-decide-pioggia-condensa-nebbia" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;acqua che decide: pioggia, condensa, nebbia</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#perche-la-crosta-non-protegge" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Perché la crosta non protegge</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#leffetto-memoria" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;effetto memoria</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-formula-europea-del-calcare" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La formula europea del calcare</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-mare-nellaria-e-la-laguna-nel-muro" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il mare nell&#8217;aria e la laguna nel muro</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#pietre-marmi-e-intonaci-il-primo-millimetro" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Pietre, marmi e intonaci: il primo millimetro</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-scorciatoie-che-non-tengono" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le scorciatoie che non tengono</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-metodo-in-tre-passi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il metodo in tre passi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#che-cosa-si-fa-e-che-cosa-no" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Che cosa si fa, e che cosa no</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-tavola-interattiva-leggi-la-facciata-e-fai-il-conto-della-pietra" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La tavola interattiva: leggi la facciata e fai il conto della pietra</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-sintesi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In sintesi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#domande-frequenti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Domande frequenti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-conclusione" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In conclusione</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#nota-sui-calcoli" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Nota sui calcoli</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#fonti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Fonti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lautore" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;autore</a></li>
</ol>
</div>
<h2 id="chi-ha-cominciato-a-studiarla">Chi ha cominciato a studiarla</h2>
<p>Il testo più antico di questa storia non conosce ancora la chimica. Nel 1661 John Evelyn pubblica a Londra il <em>Fumifugium</em>, un libretto indirizzato al re e al Parlamento sul fumo del carbone che avvolge la città. Scrive che quel fumo stende una crosta fuligginosa su tutto quello che tocca e rovina arredi e dorature. Corrode perfino le sbarre di ferro e le pietre più dure, e la colpa, scrive, è degli spiriti acri che accompagnano lo zolfo del carbone. Aggiunge che oscura le chiese e fa sembrare vecchi i palazzi. Evelyn vede il nero e vede il danno, e li attribuisce allo stesso fumo, ma di che cosa sia fatta la crosta non lo sa ancora.</p>
<p>Quasi due secoli dopo il problema entra in un cantiere di Stato. Nel 1839, per il nuovo Palazzo di Westminster, una commissione con l&#8217;architetto Charles Barry, due geologi e un intagliatore visita cave ed edifici della Gran Bretagna e confronta 102 pietre. Lo racconta la pagina storica del Parlamento britannico. La prima scelta, la pietra di Bolsover, si usa solo per i primi quattro o cinque metri del fronte sul fiume; il palazzo si costruisce con un calcare color sabbia delle cave di Anston, nello Yorkshire. I difetti si vedono già nel 1849. Le cause che il Parlamento indica oggi sono tre: il carbone bruciato a Londra, la pietra messa in opera senza stagionatura, i blocchi posati a volte fuori dal loro letto naturale. L&#8217;aria è una causa fra le altre.</p>
<p>Fra i chimici di questa storia, il primo a collegare l&#8217;acido della pioggia alla forma del danno è Robert Angus Smith, a Manchester. Nel 1852 pubblica nelle memorie della Società letteraria e filosofica della città un lavoro sull&#8217;aria e sulla pioggia di Manchester. Vi trova acido solforico libero, e con quello spiega lo sbiadire dei colori, la ruggine dei metalli, le tende che marciscono. Poi riporta un&#8217;osservazione nota sugli edifici e la spiega con l&#8217;acido, e in quella spiegazione c&#8217;è già il cuore di questo articolo. La parte bassa delle pietre sporgenti si sgretola più di quella alta, perché la pioggia scende, si ferma lì ed evapora a poco a poco: l&#8217;acido resta, e l&#8217;azione sulla pietra aumenta molto. Sotto la sporgenza l&#8217;acqua arriva e non scorre: è quella che nel modello di Fassina sarà la zona di confine.</p>
<p>L&#8217;espressione pioggia acida compare sei anni dopo, in un lavoro sull&#8217;aria delle città, <em>On the Air of Towns</em>, uscito per la Chemical Society nel 1858. Nel 1872 Smith lo ristampa in <em>Air and Rain</em>, alla pagina 444, dove si parla di pietre, mattoni e malte. Nelle città dove si brucia molto carbone pietre e mattoni si sgretolano più facilmente, soprattutto sotto le parti sporgenti. Smith lo attribuisce all&#8217;azione lenta e costante della «acid rain». Negli edifici vecchi di Manchester la malta si gonfia, diventa porosa e cade a pezzi al minimo tocco. In un campione preso da un edificio dietro la sede della Società trova il 28,33 per cento di acido solforico, cioè il 48,16 per cento di solfato di calce. Si legge a volte che Smith abbia usato l&#8217;espressione già nel 1852: nel lavoro di quell&#8217;anno non compare.</p>
<p>Otto anni dopo Archibald Geikie, geologo, studia le lapidi di marmo dei cimiteri di Edimburgo e ne riferisce alla Royal Society della città. Al microscopio un marmo rimasto 87 anni all&#8217;aperto mostra un bordo nero di solfato di calce e di polvere della città. Il bordo scende lungo le fessure e i piani di sfaldatura. Geikie fa provare la crosta con la soda sul carbone, e la reazione dello zolfo è forte. Ne conclude che è soprattutto solfato di calce, nato dall&#8217;acido solforico della pioggia di città sul carbonato. È una pellicola di gesso che si deposita sul marmo e ingloba la polvere, e la polvere dà alla pietra l&#8217;aspetto fuligginoso. Geikie è il primo, fra gli autori di questa storia, a dire di che cosa è fatta. Misura anche la velocità: dove il marmo si scioglie in superficie, si abbassa a volte di circa nove millimetri in un secolo. Salvo le posizioni molto riparate, a Edimburgo le lastre esposte sono distrutte in meno di cent&#8217;anni. E racconta un caso che anticipa il resto: una lapide per un defunto del 1785, restaurata nel 1803, sta in un angolo abbastanza riparato, ma il vento vi fa girare la pioggia contro, e lì il marmo si è sciolto per circa un quarto di pollice, cioè circa sei millimetri.</p>
<p>Alexis Julien riprende Geikie nel rapporto sulle pietre da costruzione del censimento americano del 1880, consegnato nel 1883. Sulle lapidi più vecchie dei cimiteri di New York non vede né la crosta né la disgregazione profonda, e le lega all&#8217;aria meno umida e all&#8217;assenza del fumo del carbone bituminoso. Nel 1911 l&#8217;<em>Encyclopaedia Britannica</em>, alla voce sulla pietra, riporta l&#8217;analisi di un&#8217;incrostazione presa sulla pietra di Portland della cattedrale di St Paul, a Londra: 59,38 per cento di solfato di calcio e poco più dell&#8217;uno per cento di carbonio. La voce spiega che il carbonato del calcare è stato trasformato in solfato dagli acidi solforoso e solforico sempre presenti nell&#8217;aria fumosa di Londra.</p>
<p>Il riconoscimento ufficiale arriva con i comitati sull&#8217;inquinamento. Nel dicembre del 1953 il comitato britannico presieduto da Hugh Beaver scrive, nel rapporto intermedio al Parlamento, che calcare, alcune arenarie, malte e alcune ardesie da tetto sono attaccati direttamente, con formazione di solfati. Ne vengono bollature, scagliature, vaiolature e disgregazione. Il danno si vede in molti degli edifici più antichi, fra i quali l&#8217;Abbazia di Westminster, ma anche in quelli recenti.</p>
<p>Nel 1965 Erhard Winkler studia l&#8217;obelisco egizio di Central Park, dopo 83 anni di esposizione a New York. Stima la perdita di superficie dalla profondità originale delle iscrizioni, e conclude che il danno maggiore viene dai sali solfatici che la pietra aveva assorbito in Egitto con l&#8217;umidità di risalita: la loro pressione di idratazione, insieme al gelo, ha fatto il danno dei primi anni americani. Il solfato può arrivare dall&#8217;aria, ma anche con l&#8217;umidità che risale dal terreno.</p>
<p>Il 4 novembre 1966 l&#8217;alluvione allaga Venezia e Firenze, e il 2 dicembre l&#8217;UNESCO lancia un appello alla solidarietà internazionale, da cui nasce la campagna per Venezia. Nei testi di Vasco Fassina, del laboratorio scientifico della Soprintendenza veneziana, quel laboratorio nasce dopo l&#8217;alluvione. Negli stessi anni le statue delle Virtù della Porta della Carta, al Palazzo Ducale, vengono portate al chiuso: la Carità e la Temperanza nel 1966-67, le altre due nel 1971. Dal giugno del 1972, con un programma dell&#8217;ICCROM e dell&#8217;Istituto Superiore di Sanità, sulla facciata di Palazzo Papadopoli sul Canal Grande si misurano per un anno l&#8217;anidride solforosa e l&#8217;acido cloridrico. Nel 1973 la legge speciale per Venezia impone nella città insulare impianti termici a gas o elettrici. Nel 1979 Lorenzo Lazzarini e Fassina pubblicano lo studio della Porta della Carta: trovano in due campioni di crosta su quattro vanadio intorno all&#8217;uno per cento, e documentano che la Carità, al chiuso dal 1966-67, nel 1976 era peggiorata lo stesso.</p>
<p>Nel 1981 K. Lal Gauri e G. C. Holdren scrivono che nei periodi secchi gli inquinanti si accumulano sulla pietra come particolato, e che la pioggia e la neve successive li attivano. Nel 1986 Fassina e i colleghi descrivono il restauro della facciata di Ca&#8217; Pesaro, sul Canal Grande, e spiegano con la pioggia le zone bianche che dopo la pulitura qualcuno trovava eccessive. Nel 1987 partono le esposizioni di ICP Materials, il programma internazionale della Commissione economica per l&#8217;Europa delle Nazioni Unite sugli effetti dell&#8217;inquinamento sui materiali. Lastrine di calcare e di metalli vengono esposte in una rete di siti europei, diciannove quelli con le serie più lunghe, fra cui Milano, Roma, Venezia e la stazione rurale di Casaccia.</p>
<p>Nel 1995, al convegno sul restauro della Basilica di San Marco, Fassina mette insieme le misure raccolte dal 1972. Descrive il modello delle tre zone, che torna nelle prossime pagine, e confronta due campagne di analisi sugli arconi: fra i primi anni Settanta e il 1983-85 la solfatazione media sale dal 40 al 60 per cento. Il processo, scrive, è continuato mentre l&#8217;anidride solforosa cominciava a scendere, e il calo dell&#8217;inquinamento è necessario ma non sufficiente. Nel 2006 la norma UNI 11182 dà nomi comuni alle forme di alterazione della pietra, al posto del vecchio lessico NORMAL. Nel 2008 il glossario illustrato del comitato scientifico dell&#8217;ICOMOS per la pietra descrive la crosta nera come una crosta che si forma di solito nelle zone protette dalla pioggia diretta e dal ruscellamento, fatta soprattutto di particelle dell&#8217;atmosfera intrappolate in una matrice di gesso. L&#8217;ultimo passaggio è del 2025. Rileggendo i dati raccolti dal 1987, i ricercatori di ICP Materials scrivono che dopo il 2000 la recessione del calcare non è diminuita, nonostante il crollo dell&#8217;anidride solforosa.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="933" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig2-linea-del-tempo.png" alt="Linea del tempo su due righe con venti tappe, dal Fumifugium di Evelyn del 1661 alla rilettura dei dati di ICP Materials del 2025, passando per Westminster, Smith a Manchester, Geikie a Edimburgo, la Britannica del 1911, il comitato Beaver, Winkler e l'obelisco di New York, l'alluvione di Venezia, le misure di Palazzo Papadopoli, la legge speciale, la Porta della Carta, Ca' Pesaro, San Marco, la norma UNI 11182 e il glossario ICOMOS" class="wp-image-4345" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig2-linea-del-tempo.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig2-linea-del-tempo-300x175.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig2-linea-del-tempo-1024x597.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig2-linea-del-tempo-768x448.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig2-linea-del-tempo-1536x896.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 2. Dal fumo di Londra alle lastrine di calcare di ICP Materials. Nel 1852 Smith spiega con l&#8217;acido perché le pietre sporgenti si sgretolano sotto, dove la pioggia si ferma; nel 1880 Geikie trova che la crosta nera delle lapidi è una pellicola di gesso con dentro la polvere; nel 1995 Fassina mostra che a San Marco la solfatazione è continuata mentre l&#8217;anidride solforosa cominciava a scendere.</figcaption></figure>
<h2 id="le-parole-che-servono">Le parole che servono</h2>
<p>Per descrivere quello che si vede su una facciata c&#8217;è una norma italiana, la UNI 11182 del 2006. Dà un nome alle forme di alterazione dei materiali lapidei naturali e artificiali, e lascia la ricerca delle cause alla diagnostica. Il vademecum per i progetti di restauro delle facciate pubblicato nel 2022 da una Soprintendenza del Veneto chiede che la mappatura del degrado usi proprio questi termini, e fra i materiali lapidei artificiali mette anche laterizi, malte e intonaci. Qui uso i termini della norma con definizioni mie, pensate per questo articolo, e indico il punto della norma. Per la crosta nera e per lo sporcamento uso anche il glossario dell&#8217;ICOMOS, che è in libera consultazione.</p>
<p><strong>La crosta (UNI 11182, punto 3.5) e la crosta nera.</strong> È uno strato che si forma sulla superficie, con uno spessore che si vede, e che mescola materiale arrivato da fuori con materiale della pietra. Di solito è dura e può staccarsi da sola; sotto, il materiale è spesso già disgregato, e anche per questo quanto togliere lo dicono le prove. Nella norma la voce è soltanto «crosta»: «crosta nera» viene dal glossario ICOMOS, che la mette fra i tipi di crosta. In una relazione conviene scrivere crosta secondo la UNI 11182, di tipo nero secondo il glossario. Il glossario la descrive come quella che si forma di solito nelle zone protette dalla pioggia diretta, in ambiente urbano: aderisce bene alla pietra, ed è fatta soprattutto di particelle dell&#8217;atmosfera intrappolate in una matrice di gesso. Nelle croste veneziane lo spessore va da meno di un millimetro a circa due centimetri: alla Porta della Carta Lazzarini e Fassina distinguono croste sottili, di uno o due millimetri, e croste dendritiche, con la superficie a rametti, di uno o due centimetri.</p>
<p><strong>Il deposito superficiale (punto 3.8).</strong> È materiale estraneo appoggiato sulla superficie, di spessore variabile e poco aderente: polvere, fuliggine, sale portato dall&#8217;aerosol marino, residui di vecchie lavorazioni. Si toglie senza toccare la pietra.</p>
<p><strong>Lo sporcamento.</strong> Per il glossario ICOMOS è un velo sottilissimo di particelle, come la fuliggine, che dà alla pietra un aspetto sporco senza intaccarne la struttura. Non ha lo spessore di una crosta. Con il tempo, se aumentano adesione e coesione, lo sporcamento può diventare crosta. ICP Materials lo misura come perdita di riflettanza: quanta luce in meno rimanda una superficie bianca annerita.</p>
<p><strong>La patina (punto 3.21).</strong> È una variazione di colore della superficie dovuta all&#8217;invecchiamento, che di per sé non indica un degrado. Non ogni velo colorato è inquinamento: sulla pietra d&#8217;Istria della Madonna dell&#8217;Orto, a Venezia, le patine e le pellicole gialle, come le chiamano gli autori, vengono da vecchi trattamenti ai fluosilicati e dall&#8217;ossalato di calcio.</p>
<p><strong>L&#8217;erosione (punto 3.12) e l&#8217;alveolizzazione (punto 3.2).</strong> L&#8217;erosione è la perdita di materiale dalla superficie, uniforme o differenziata. L&#8217;alveolizzazione è la perdita di materiale per cavità, gli alveoli, spesso vicine e comunicanti. Sulla pietra d&#8217;Istria di Venezia gli alveoli stanno sulle parti esposte al vento.</p>
<p><strong>La colatura (punto 3.3).</strong> È la traccia lasciata dall&#8217;acqua che scende lungo la superficie: il disegno dell&#8217;acqua che scorre, e quindi della zona lavata.</p>
<p><strong>La scagliatura (punto 3.27) e l&#8217;esfoliazione (punto 3.13).</strong> La scagliatura è il distacco di scaglie di forma irregolare, spesso lungo discontinuità della pietra; l&#8217;esfoliazione è il distacco di sfoglie sottili, parallele fra loro. Nella pietra d&#8217;Istria seguono i piani di sedimentazione, dove l&#8217;acido entra e forma cristalli di gesso.</p>
<p><strong>L&#8217;efflorescenza (punto 3.11).</strong> Sono sali cristallizzati sulla superficie, di solito bianchi e polverulenti; quando cristallizzano appena sotto la superficie si parla di subefflorescenza.</p>
<p><strong>La solfatazione.</strong> È la trasformazione del carbonato di calcio della pietra, del marmo, della malta o dell&#8217;intonaco a calce in solfato di calcio biidrato, cioè gesso, per azione dell&#8217;acido solforico. Il grado di solfatazione, nei lavori di Fassina, è la percentuale di solfati misurata nel campione: più è alta, più carbonato è diventato gesso. Con un calcolo sulla microanalisi di superficie, in un campione di San Marco Fassina stima passato in gesso l&#8217;87 per cento del calcio.</p>
<p><strong>L&#8217;anidride solforosa.</strong> È il gas SO2, che le direttive europee chiamano biossido di zolfo. Nasce dallo zolfo contenuto nei combustibili: secondo i dati riportati da Fassina, dall&#8217;1 al 3 per cento nel carbone e dallo 0,75 al 2,5 per cento nel petrolio.</p>
<p><strong>Le tre zone.</strong> Sono i tre tipi di superficie del modello delle tre zone, come lo descrive Fassina: la zona dilavata, dove la pioggia batte e scorre; la zona di confine, bagnata dall&#8217;acqua che migra dal bordo dilavato senza portare via niente; la zona riparata, lontana dall&#8217;acqua che scorre, raggiunta solo da condensa e nebbia.</p>
<p><strong>La recessione della superficie e la funzione dose-risposta.</strong> La recessione è lo spessore di pietra perso dalla faccia di una lastrina esposta all&#8217;aperto, in micrometri, cioè millesimi di millimetro. La funzione dose-risposta è la formula ricavata dalle misure che lega la recessione alle medie annue degli inquinanti e del clima.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig3-le-parole.png" alt="Prospetto di un tratto di facciata in pietra con dieci forme di alterazione numerate e il punto della norma UNI 11182: la crosta nera sotto il cornicione e il suo rigonfiamento, il deposito superficiale sul davanzale, le colature sotto la finestra, gli alveoli e le scaglie sulla lesena esposta, l'erosione dello spigolo, la patina, le efflorescenze e il fronte di risalita alla base; a destra le definizioni del glossario ICOMOS per crosta nera, sporcamento e deposito" class="wp-image-4346" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig3-le-parole.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig3-le-parole-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig3-le-parole-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig3-le-parole-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig3-le-parole-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 3. Le parole al loro posto, su un tratto di facciata. La crosta nera sta sotto il cornicione, il deposito sul piano del davanzale, le colature sotto la finestra, gli alveoli sulla lesena che prende il vento, le efflorescenze alla base. Accanto a ogni forma il punto della UNI 11182: il nome viene prima della causa, e la causa si cerca dopo.</figcaption></figure>
<h2 id="che-cosa-arriva-dallaria-e-che-cosa-diventa-sul-muro">Che cosa arriva dall&#8217;aria e che cosa diventa sul muro</h2>
<p>L&#8217;anidride solforosa non attacca la pietra da sola. Prima deve diventare acido solforico, e la strada passa per l&#8217;ossigeno e per l&#8217;acqua. Nell&#8217;aria secca la trasformazione è lenta: nella dispensa del 1991 Fassina riporta, dagli studi di Cox e Penkett, un massimo di circa il 2 per cento all&#8217;ora in piena luce estiva nell&#8217;Europa centrale, e d&#8217;inverno una velocità da tre a cinque volte minore. Nelle goccioline d&#8217;acqua, nella nebbia e nel velo che bagna la pietra la trasformazione è molto più rapida. Il ferro e il manganese la catalizzano, e l&#8217;ozono e l&#8217;acqua ossigenata la accelerano ancora. Fassina riporta un confronto di Penkett a pH 5, per arrivare alla stessa quantità di solfato: cinque giorni con il solo ossigeno, dieci minuti con l&#8217;ozono, due minuti con l&#8217;acqua ossigenata.</p>
<p>In una goccia sospesa nell&#8217;aria l&#8217;acido che si forma abbassa il pH, e verso pH 2 l&#8217;assorbimento di altra anidride solforosa si ferma. Sulla pietra calcarea il carbonato di calcio consuma l&#8217;acido man mano che si forma. L&#8217;acqua sulla pietra non diventa mai acida come la goccia, e il gas continua a sciogliersi e a ossidarsi finché ci sono anidride solforosa e acqua. Fassina lo indica come il meccanismo più attivo per le croste spesse. La pietra calcarea bagnata trattiene così lo zolfo dell&#8217;aria.</p>
<p>La reazione finale si scrive in una riga: carbonato di calcio più acido solforico più acqua dà solfato di calcio biidrato, il gesso, più anidride carbonica. I numeri della chimica dicono che cosa succede al solido. Con i volumi molari del bollettino 2131 del Servizio geologico degli Stati Uniti, la calcite ha una densità di 2,71 grammi al centimetro cubo e il gesso di 2,31. Un grammo di carbonato diventa 1,72 grammi di gesso, e il volume del solido, a parità di calcio, cresce di 2,02 volte. Il gesso non trova posto nel volume della calcite che sostituisce: cresce verso l&#8217;esterno e dentro i pori. Nelle sezioni di San Marco Fassina descrive cristalli di gesso disposti a raggiera, perpendicolari alla superficie, che crescono verso fuori a spese della pietra.</p>
<p>Poi c&#8217;è la solubilità. Il gesso in acqua pura a 20 °C si scioglie per 2,531 grammi al litro, come riporta Klimchouk nella sua rassegna sulla dissoluzione del gesso. Il carbonato di calcio, secondo i valori riportati da Fassina, per 0,014 grammi al litro: con questi due valori, per un conto mio, il gesso è circa 180 volte più solubile, e Fassina, a Ca&#8217; Pesaro, scrive circa 200. Nell&#8217;acqua con anidride carbonica disciolta, come la pioggia, la distanza si accorcia: secondo Klimchouk scende a 10-30 volte, e il gesso resta comunque molto più solubile del carbonato. Da qui viene la differenza fra le zone. Un altro conto mio dà l&#8217;ordine di grandezza: per portare via uno strato ideale di gesso puro e compatto, spesso un millimetro, da un metro quadrato servono almeno 911 litri d&#8217;acqua, e solo se ogni litro uscisse saturo. Sulla faccia che la pioggia batte e percorre l&#8217;acqua si rinnova a ogni pioggia, e porta via il poco gesso che si forma fra una pioggia e l&#8217;altra. Sotto una cornice, dove arrivano solo la condensa e l&#8217;acqua che migra dal bordo, l&#8217;acqua non scorre: lì il gesso resta, e cresce.</p>
<p>La pioggia pulita scioglie il carbonato anche senza zolfo. Con l&#8217;anidride carbonica disciolta il carbonato passa in soluzione come bicarbonato di calcio: Fassina riporta 1,1 grammi al litro, e lo dice circa cento volte più solubile del carbonato, con un valore che dipende dalla temperatura dell&#8217;acqua e dall&#8217;anidride carbonica. Quando l&#8217;acqua evapora il carbonato riprecipita, e nella dispensa del 1991 Fassina lo descrive in cristalli più grossi e porosi. Per questo le zone dilavate sono coperte da uno strato bianco di calcite ricristallizzata con poco gesso. Sulla pietra d&#8217;Istria, secondo Biscontin e colleghi, è sottile e aderente, e a Ca&#8217; Pesaro è spesso da uno a tre millimetri; sul marmo di San Marco è poco aderente e si toglie con il bisturi. La pietra d&#8217;Istria esposta a lungo prende un aspetto biancastro: sulla pietra lavata il carbonato si consuma senza lasciare gesso.</p>
<p>Gli ossidi di azoto seguono un&#8217;altra strada. Secondo Fassina il biossido di azoto diventa acido nitrico circa dieci volte più in fretta di quanto l&#8217;anidride solforosa diventi acido solforico, e aiuta l&#8217;ossidazione dell&#8217;anidride solforosa stessa. Il nitrato di calcio che ne nasce è però molto solubile, e l&#8217;acqua lo porta via: nelle croste, scrive Fassina, cloruri e nitrati arrivano al massimo all&#8217;1-2 per cento. L&#8217;acido nitrico lascia poche tracce, e intanto consuma il calcare. Il lavoro di ICP Materials del 2017 mette Milano, Venezia e Roma fra i siti con i valori più alti di acido nitrico, insieme a Parigi, Madrid e Katowice; nel 2011-14, nei dati del programma, Milano e Venezia hanno le medie più alte della rete. La formula europea del calcare gli dà un termine suo.</p>
<p>Resta il colore. Il gesso è bianco. Il nero della crosta viene da quello che il gesso ingloba mentre cresce: fuliggine, catrame, ceneri volanti, polvere. Nelle croste di San Marco il microscopio elettronico mostra due famiglie di particelle: sfere lisce silico-alluminose, dalla combustione del carbone, e sfere carboniose porose, dall&#8217;olio combustibile. Non sono solo colore: la loro superficie, con i metalli che portano, dal ferro al vanadio al manganese, catalizza l&#8217;ossidazione dell&#8217;anidride solforosa proprio sulla pietra. Nelle croste della Porta della Carta Lazzarini e Fassina trovano, in due campioni su quattro, vanadio intorno all&#8217;uno per cento, e ne indicano come probabile origine gli oli combustibili. Secondo Fassina la crosta resta porosa e continua a crescere, sempre più lentamente, finché ci sono acqua e anidride solforosa.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1352" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig4-le-reazioni.png" alt="Tavola in tre parti: in alto la catena dall'anidride solforosa all'acido solforico, lenta nell'aria secca e veloce nell'acqua, con i catalizzatori, fino alla pietra calcarea bagnata che neutralizza l'acido; al centro la reazione del carbonato di calcio che diventa gesso, con le masse, le densità, il volume del solido che cresce di 2,02 volte e i cristalli che crescono verso l'esterno; in basso le solubilità di carbonato, bicarbonato, gesso e sale su scala logaritmica e i 911 litri d'acqua che servono, al minimo, per sciogliere un millimetro di gesso puro da un metro quadrato" class="wp-image-4347" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig4-le-reazioni.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig4-le-reazioni-300x254.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig4-le-reazioni-1024x865.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig4-le-reazioni-768x649.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig4-le-reazioni-1536x1298.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 4. Dall&#8217;aria alla pietra. L&#8217;anidride solforosa diventa acido solforico molto più in fretta nell&#8217;acqua che nell&#8217;aria secca; sulla pietra il carbonato neutralizza l&#8217;acido e la reazione continua. Un grammo di carbonato dà 1,72 grammi di gesso, con un volume del solido 2,02 volte più grande. In acqua pura il gesso è circa 180 volte più solubile del carbonato, e con l&#8217;anidride carbonica della pioggia ancora da 10 a 30 volte: la pioggia che scorre lo porta via, la condensa lo lascia dov&#8217;è.</figcaption></figure>
<h2 id="la-formella-dei-fabbri-sette-secoli-poi-quarantun-anni">La formella dei Fabbri: sette secoli, poi quarantun anni</h2>
<p>Sull&#8217;arcone centrale della Basilica di San Marco una serie di formelle scolpite rappresenta i mestieri. Fassina ne segue una, quella dei Fabbri, attraverso le fotografie d&#8217;archivio, che sono di terzi e qui si descrivono soltanto. Nel 1930 la formella è in discreto stato: sette secoli di esposizione l&#8217;hanno segnata in modo accettabile. Nel 1967 compaiono i primi danni, sul braccio che regge il martello e su quello che stringe la tenaglia. Nel 1970-71 il manico del martello si stacca. Fra il 1930 e il 1971, in quarantun anni, la scultura perde il manico del martello, che aveva resistito sette secoli.</p>
<p>Per Fassina il degrado grave dei marmi veneziani comincia alla fine degli anni Sessanta, e coincide con lo sviluppo industriale di Marghera dopo la guerra. Nella dispensa del 1991 Fassina osserva che le fotografie di inizio Novecento mostrano monumenti coperti di fuliggine ma poco degradati, e che il Novecento ha fatto più danni in cinquant&#8217;anni che i cinque o sei secoli precedenti. D&#8217;inverno il riscaldamento domestico, le inversioni termiche e il vento dalla zona industriale portavano sulla città i picchi di anidride solforosa, verso le otto del mattino e nelle prime ore della sera; le misure sulla facciata di San Marco li ritrovano al mattino e alla sera.</p>
<p>Il riscaldamento ha una sua cronologia. Secondo Fassina e i colleghi, a Venezia si bruciavano legna e carbone fino alla fine degli anni Quaranta; dal 1950 arrivano i bruciatori a olio; dal 1970 comincia la conversione a metano. La legge speciale per Venezia del 16 aprile 1973, all&#8217;articolo 10, impone nella città insulare, nelle altre isole della laguna e nel centro storico di Chioggia impianti termici e industriali alimentati solo a combustibili gassosi o a energia elettrica, e dà sei mesi per trasformarli. Nei testi di Fassina le date della conversione oscillano fra il 1970 e il 1974. A Ca&#8217; Pesaro gli autori scrivono che la conversione graduale comincia nel 1970, con le norme contro l&#8217;inquinamento atmosferico; la legge speciale del 1973, che a quelle norme deroga, la rende obbligatoria nella città insulare.</p>
<h2 id="quanta-anidride-solforosa-cera-nellaria-di-venezia">Quanta anidride solforosa c&#8217;era nell&#8217;aria di Venezia</h2>
<p>Le prime misure sistematiche pensate per il degrado della pietra sono quelle di Palazzo Papadopoli, sul Canal Grande, fra il giugno del 1972 e il maggio del 1973. Il campionatore stava sulla facciata a circa quindici metri sul livello medio del mare, e prelevava l&#8217;aria per ventiquattro ore a partire dalle dieci del mattino, alternando le settimane dell&#8217;anidride solforosa a quelle dell&#8217;acido cloridrico. Il metodo misurava tutti gli ossidi di zolfo espressi come anidride solforosa, compresi i solfati dell&#8217;aerosol, con un errore massimo del 12 per cento.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Mese</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Media mensile, µg/m³</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Sopra 125 µg/m³?</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>giugno 1972</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>37</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>no</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>luglio 1972</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>45</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>no</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>agosto 1972</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>69</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>no</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>settembre 1972</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>118</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>no</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>ottobre 1972</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>115</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>no</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>novembre 1972</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>258</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>sì</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>dicembre 1972</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>207</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>sì</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>gennaio 1973</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>203</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>sì</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>febbraio 1973</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>179</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>sì</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>marzo 1973</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>130</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>sì</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>aprile 1973</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>172</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>sì</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>maggio 1973</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>107</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>no</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 1. Le medie mensili dell&#8217;anidride solforosa a Palazzo Papadopoli fra il giugno 1972 e il maggio 1973, dai dati pubblicati da Fassina in milligrammi al metro cubo e qui convertiti. La terza colonna confronta la media di un mese intero con il valore limite giornaliero di oggi: è un confronto fra periodi di mediazione diversi, e la misura di allora comprendeva anche i solfati dell&#8217;aerosol, che il valore limite non conta. Serve a dare l&#8217;ordine di grandezza.</em></p>
<p>La media più alta, 258 microgrammi al metro cubo a novembre, è sette volte la più bassa, 37 a giugno. Fra i giorni campionati, a settimane alterne, il massimo è dell&#8217;11 gennaio 1973: 670 microgrammi al metro cubo. Seguono il 6 novembre 1972 con 461, il 13 aprile 1973 con 456, il 18 dicembre 1972 con 428. La media delle dodici medie mensili fa 137 microgrammi al metro cubo.</p>
<p>Per capire che cosa vogliono dire questi numeri servono i limiti di oggi. La direttiva europea 2008/50/CE è stata recepita in Italia con il decreto legislativo 155 del 2010. Per l&#8217;anidride solforosa fissa un valore limite di 125 microgrammi al metro cubo sulla media di un giorno, da non superare più di tre volte in un anno civile. Il valore orario è di 350 microgrammi, da non superare più di 24 volte, e la soglia di allarme di 500 microgrammi su tre ore consecutive. Nel 1972-73 a Palazzo Papadopoli sei medie mensili su dodici, da novembre ad aprile, stavano sopra il valore che oggi un solo giorno può superare al massimo tre volte l&#8217;anno. La nuova direttiva (UE) 2024/2881, da recepire entro l&#8217;11 dicembre 2026, abbassa i valori da raggiungere entro il 1° gennaio 2030: 50 microgrammi sulla media di un giorno, da non superare più di 18 volte, e 20 microgrammi sulla media dell&#8217;anno civile. La media dei dodici mesi di Papadopoli, che non coincide con un anno civile, è quasi sette volte quel limite annuo, e dieci medie mensili su dodici superano il limite giornaliero del 2030.</p>
<p>Negli atti del 1995 lo stesso Fassina cita per il dicembre del 1972 un valore di 1.340 microgrammi al metro cubo. Nei dati giornalieri pubblicati per Papadopoli il massimo di dicembre è 428. Le due cifre non coincidono, e gli atti del 1995 non dicono da quale misura venga la prima: qui non le mescolo.</p>
<p>Oggi quell&#8217;aria non c&#8217;è più. Nelle misure di ICP Materials a Venezia l&#8217;anidride solforosa passa da 22,3 microgrammi al metro cubo di media nel 1987-89 a 1,46 nel 2011-14. L&#8217;agenzia regionale per l&#8217;ambiente del Veneto non registra superamenti dei valori limite in nessuna stazione della regione dal 2002 al 2021: in provincia di Venezia, nel 2002, nel 2003 e nel 2005, le concentrazioni dei valori limite sono state superate solo qualche volta, senza eccedere il numero di volte consentito, e la soglia di allarme mai. Per la stazione di Punta Fusina, nel 2024, scrive che l&#8217;anidride solforosa è ampiamente sotto i limiti, come in tutte le stazioni della provincia. Molte croste di quegli anni, però, sono ancora sulle facciate che non sono state restaurate.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1238" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig5-anidride-solforosa-venezia.png" alt="Tavola con le barre delle dodici medie mensili dell'anidride solforosa a Palazzo Papadopoli fra il giugno 1972 e il maggio 1973, con le linee di riferimento dei limiti giornalieri di 125 e di 50 microgrammi al metro cubo e del limite annuo di 20 del 2030, i quattro massimi giornalieri, e a destra la discesa della media misurata da ICP Materials a Venezia dal 1987-89 al 2011-14" class="wp-image-4348" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig5-anidride-solforosa-venezia.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig5-anidride-solforosa-venezia-300x232.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig5-anidride-solforosa-venezia-1024x792.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig5-anidride-solforosa-venezia-768x594.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig5-anidride-solforosa-venezia-1536x1188.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 5. Venezia, 1972-73: sei medie mensili su dodici sopra il limite giornaliero di oggi, dieci sopra quello del 2030, un massimo di 670 microgrammi al metro cubo, fra i giorni campionati, l&#8217;11 gennaio 1973. A destra la stessa città misurata da ICP Materials: 22,3 microgrammi di media nel 1987-89, 1,46 nel 2011-14. I limiti di legge sono disegnati come riferimento: le medie mensili e i limiti giornalieri hanno periodi di mediazione diversi, e la misura di allora comprende i solfati dell&#8217;aerosol.</figcaption></figure>
<h2 id="dove-nasce-la-crosta-le-tre-zone">Dove nasce la crosta: le tre zone</h2>
<p>Il modello delle tre zone, come lo descrive Fassina, poggia sui campioni di San Marco degli anni Ottanta, e nella dispensa del 1991 rimanda a un suo lavoro del 1988. Parte da un&#8217;osservazione che chiunque può ripetere: sulla stessa facciata, con la stessa aria, la crosta non sta dappertutto. Le superfici si dividono in tre tipi, che Fassina chiama con nomi inglesi, anche negli atti del 1995: dove lo sporco si accumula, dove l&#8217;acqua lo bagna, dove l&#8217;acqua lo lava.</p>
<p><strong>La zona dilavata.</strong> È la superficie colpita dalla pioggia diretta e percorsa dall&#8217;acqua che scorre: la faccia verticale esposta, lo spigolo, la parte alta della cornice. Qui il gesso si forma poco, perché i catalizzatori vengono portati via e la superficie resta bagnata per poco tempo, e quel poco che si forma viene sciolto. L&#8217;acido carbonico della pioggia scioglie il carbonato, che riprecipita come strato bianco di calcite, che sul marmo di San Marco è poco aderente e si toglie con il bisturi. La pietra si consuma e la superficie resta chiara, perché il gesso non si accumula.</p>
<p><strong>La zona di confine.</strong> È la fascia riparata dalla pioggia diretta che confina con una superficie dilavata. A ogni pioggia l&#8217;acqua che scorre sulla parte esposta migra verso la parte riparata, la bagna e non porta via niente. La superficie resta umida a lungo, il deposito degli inquinanti aumenta, l&#8217;ossidazione dell&#8217;anidride solforosa accelera, e la reazione riparte a ogni pioggia. Qui crescono le croste dendritiche più spesse, dure, spugnose, fessurate. A Ca&#8217; Pesaro Fassina e i colleghi le descrivono spesse da mezzo centimetro a due centimetri, e scrivono che la solfatazione è più efficiente proprio sulle superfici bagnate ma riparate, vicine alle zone lavate che cedono loro l&#8217;acqua.</p>
<p><strong>La zona riparata.</strong> È la superficie lontana dall&#8217;acqua che scorre: il sottosquadro profondo, l&#8217;intradosso, la parete dentro il portico. Qui l&#8217;acqua arriva solo con la condensa e con la nebbia, e la reazione è più lenta. Si formano depositi grigio-neri poco aderenti o croste più sottili, e il degrado procede più piano. Fra la crosta del confine e i depositi del riparato, il fattore che decide, scrive Fassina, è la quantità d&#8217;acqua disponibile per la reazione.</p>
<p>Le analisi seguono lo stesso ordine. La tabella mette insieme le misure di tre studi di Fassina e colleghi.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Dove</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Solfati</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>San Marco, 1983</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>croste nere dendritiche, al confine con la zona lavata</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>50-70 %</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>San Marco, 1983</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>depositi superficiali neri, lontani dall&#8217;acqua che scorre</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>30-40 %</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>San Marco, 1983</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>parte esterna dell&#8217;arcone, esposta alla pioggia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>10 %</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Ca&#8217; Pesaro, 1986</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>aree nere: croste e scaglie, un campione sotto il portico</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>19,9-27,7 %</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Ca&#8217; Pesaro, 1986</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>aree grigie: scaglie e depositi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>9,4-14,8 %</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Ca&#8217; Pesaro, 1986</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>aree bianche: deposito superficiale</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,3 %</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Porta della Carta, Palazzo Ducale</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>croste nere, dendritiche e sottili</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>23-33 %, 40-46 %</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Venezia, depositi bianchi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>zone dilavate</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>intorno all&#8217;1 % o meno</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 2. I solfati misurati nelle croste e nei depositi di Venezia, zona per zona. Alcuni studi scrivono solfati in percentuale, ma valori oltre il 55,8 per cento non possono essere ione solfato nel gesso puro: le cifre servono a confrontare le zone dentro lo stesso studio, non gli studi fra loro. Per Ca&#8217; Pesaro il lavoro in inglese sulle croste dendritiche riporta gli stessi campioni delle aree nere, arrotondati a 20-28 per cento. Alla Porta della Carta, invece, Lazzarini e Fassina non trovano differenze di composizione fra croste di posizione, forma e spessore diversi.</em></p>
<p>Dentro San Marco e dentro Ca&#8217; Pesaro l&#8217;ordine è lo stesso: più acqua che bagna senza lavare, più gesso. L&#8217;unico campione della parte dell&#8217;arcone esposta alla pioggia ha il 10 per cento di solfati, la crosta al confine fino al 70. L&#8217;area bianca di Ca&#8217; Pesaro ne ha lo 0,3 per cento, quella nera fino al 27,7.</p>
<p>A Ca&#8217; Pesaro, dopo il restauro, qualcuno trovò la facciata troppo bianca e parlò di pulitura eccessiva. Fassina e i colleghi rispondono che la pulitura aveva toccato solo le croste nere, e si era fermata alla patina; le strisce bianche erano quelle della pioggia, che c&#8217;erano prima e sono rimaste dopo. Sotto la crosta nera la pietra d&#8217;Istria è tornata giallina, che è il suo colore.</p>
<p>Smith, nel 1852, aveva spiegato con lo stesso schema le pietre sporgenti di Manchester, e Geikie, nel 1880, la lapide riparata ma raggiunta dalla pioggia girata dal vento. Il glossario ICOMOS lo scrive nella definizione stessa della crosta nera: si forma di solito nelle zone protette dalla pioggia diretta o dal ruscellamento. Sotto una cornice, il nero indica acqua che arriva e non scorre, più che un&#8217;aria più sporca.</p>
<h2 id="lacqua-che-decide-pioggia-condensa-nebbia">L&#8217;acqua che decide: pioggia, condensa, nebbia</h2>
<p>Se il gesso nasce dove l&#8217;acqua arriva senza lavare, la domanda diventa: da dove arriva l&#8217;acqua su una facciata. Le strade sono tre, e ognuna disegna le zone in modo diverso.</p>
<p>La prima è la pioggia. Fassina riporta gli studi di Robinson e Baker del 1975: le tracce dell&#8217;acqua che scende su una facciata dipendono dalla sua geometria, e la pioggia colpisce di più la parte alta e i lati dell&#8217;edificio. Quando l&#8217;acqua che arriva supera quella che la superficie assorbe, comincia a scorrere lungo il muro. Da quel momento decidono i dettagli: una cornice che sporge, un davanzale senza gocciolatoio, un balcone, un pluviale che perde. Sono gli stessi dettagli che bagnano un muro sotto la gronda: le misure e le fonti stanno nell&#8217;articolo sul <a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">muro bagnato sotto la gronda</a>. Un gocciolatoio che sporge dal filo del muro stacca la goccia prima che torni sulla parete. Così sposta il confine fra la zona lavata e quella riparata.</p>
<p>La seconda è la condensa. Nei mesi freddi, dopo il tramonto, la pietra si raffredda per irraggiamento, e sulla superficie fredda si forma un velo d&#8217;acqua. Nella sua ricerca su Palazzo Papadopoli Fassina descrive la sequenza delle notti invernali veneziane: inversioni termiche, nebbie, umidità alta, pietra che si raffredda, velo di condensa in cui l&#8217;anidride solforosa si scioglie. A Ca&#8217; Pesaro, nelle conclusioni del 1986, aggiunge il tempo della reazione. Le particelle acide sciolte nel velo restano a contatto con la pietra fino al mattino; poi, quando la superficie asciuga, i sali cristallizzano e sollecitano la pietra. L&#8217;inverno è la stagione più pericolosa, perché mette insieme la condensa più frequente e l&#8217;anidride solforosa più alta.</p>
<p>Sulle superfici fredde non arriva solo l&#8217;acqua. Fassina ricorda due fenomeni che spingono le particelle verso la parete più fredda dell&#8217;aria: la termoforesi, cioè la migrazione delle particelle verso le zone più fredde, e l&#8217;effetto Stefan, il flusso d&#8217;aria verso la superficie su cui il vapore condensa. È la stessa fisica che disegna le ombre nere sui muri interni sopra i termosifoni e lungo i ponti termici, e che ho descritto nell&#8217;articolo sulla <a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">termoforesi</a>. Sotto il portico di Ca&#8217; Pesaro le aree grigie e nere vengono dalla condensa: le particelle portate dal vento si depositano sulle pareti fredde, dove condensa il vapore, e le parti più danneggiate sono quelle colpite dai vortici d&#8217;aria.</p>
<p>La terza strada è la nebbia. Per Fassina la nebbia di città offre le condizioni migliori per ossidare l&#8217;anidride solforosa. Lontano dall&#8217;acqua che scorre, scrive, la reazione va avanti con la condensa e con la nebbia. Gauri e Holdren descrivono uno schema simile per la pioggia e la neve: nei periodi asciutti gli inquinanti si accumulano sulla pietra come particolato, e l&#8217;acqua che arriva dopo li attiva. Per formare gesso bastano un deposito secco e una notte umida, anche senza pioggia acida.</p>
<h2 id="perche-la-crosta-non-protegge">Perché la crosta non protegge</h2>
<p>A prima vista la crosta sembra una corazza. È dura, aderisce, e sotto la pioggia cambia poco. Geikie nel 1880 lo notava: una volta formata, la pellicola di gesso è poco attaccata dall&#8217;acqua piovana, e la superficie del marmo sotto resta liscia. Nello stesso lavoro, però, scrive che la pellicola si rompe per l&#8217;espansione interna della pietra. E nelle lapidi di cento anni, salvo le posizioni molto riparate, basta una leggera pressione per ridurre il marmo in polvere.</p>
<p>A Ca&#8217; Pesaro, nel 1986, Fassina e i colleghi correggono l&#8217;idea delle croste come strato protettivo: non lo sono. Le croste sono fessurate, e il degrado continua dietro. I sali solubili migrano nella pietra sana, e una pulitura fatta a metà, scrivono, lascia sali attivi. Al microscopio elettronico le croste dendritiche della Porta della Carta sono un fitto feltro di lamelle di gesso.</p>
<p>Il meccanismo ha tre parti. La prima è il volume: il gesso occupa il doppio del carbonato che sostituisce, e crescendo verso l&#8217;esterno e dentro i pori solleva la superficie. Nelle zone riparate di San Marco le croste dendritiche si sollevano dalla pietra. La seconda è la solubilità. Il gesso è poco solubile per un sale, ma molto più del carbonato, e a ogni bagnatura una parte si scioglie, migra e ricristallizza. Nelle conclusioni del 1995 Fassina scrive che il gesso della superficie è una sorgente di sali che migrano verso l&#8217;interno e cristallizzano durante l&#8217;evaporazione, anche come bassanite, un solfato di calcio con meno acqua del gesso. La terza, nel marmo, viene prima dell&#8217;acido: la calcite si dilata in modo diverso nelle diverse direzioni del cristallo, e i cicli di caldo e freddo aprono i bordi fra i grani. Da lì entra l&#8217;acido, e lì si forma il gesso.</p>
<p>Il gesso, però, non fa il danno dei sali più rapidi. Benavente, Brimblecombe e Grossi, nel loro lavoro del 2015, scrivono che nei muri il gesso non dà pressione di idratazione: perde la sua acqua troppo lentamente. Per loro il suo danno è più estetico che meccanico, e si accumula negli anni. Il danno meccanico della crosta viene da due cose. Il gesso sostituisce la pietra dalla superficie verso l&#8217;interno e la solleva; poi la crosta si stacca e porta via la superficie. I sali che rovinano in fretta un muro umido sono quelli che cristallizzano e si sciolgono a ogni ciclo, come ho spiegato in <a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a>. Il danno del gesso si accumula in anni.</p>
<h2 id="leffetto-memoria">L&#8217;effetto memoria</h2>
<p>Nel 1995 Fassina mette in fila due serie. Le medie annue dell&#8217;anidride solforosa a Venezia restano alte fino alla fine degli anni Settanta, scendono piano fino al 1982 e poi in modo drastico dalla metà degli anni Ottanta, dopo la sostituzione del gasolio con il metano e l&#8217;abbattimento dei fumi nelle centrali. Sugli arconi di San Marco, fra la prima campagna di analisi, nei primi anni Settanta, e quella del 1983-85, la solfatazione media sale dal 40 al 60 per cento.</p>
<p>Fassina ne conclude che il processo di solfatazione è continuato nonostante il calo dell&#8217;anidride solforosa, e che il degrado non rallenta insieme alle emissioni. Per le opere d&#8217;arte, scrive, sono pericolose le esposizioni lunghe, perché accumulano gli inquinanti senza poterli smaltire. I prodotti accumulati continuano ad agire anche se l&#8217;atmosfera diventa pulita. Nella crosta il gesso già formato si scioglie, migra e ricristallizza a ogni bagnatura, e sollecita la pietra; le particelle catalitiche rimaste sulla superficie continuano a favorire la reazione finché arriva anidride solforosa. Da qui la conclusione del convegno: il calo dell&#8217;inquinamento è necessario ma non sufficiente, e bisogna intervenire sui manufatti.</p>
<p>Le misure di ICP Materials raccontano un fenomeno diverso, che porta alla stessa conclusione pratica. Il programma espone lastrine nuove di calcare all&#8217;aperto, lavate dalla pioggia, per quattro anni, e ne misura la recessione: a ogni campagna i provini ricominciano da zero, senza croste e senza gesso di prima. Nei quattro siti italiani il confronto fra i primi anni e il 2011-14 è questo.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Sito</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>SO2 1987-89, µg/m³</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>SO2 2011-14, µg/m³</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Calo</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Calcare in 4 anni, 1987-90, µm</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Calcare in 4 anni, 2011-14, µm</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Calo</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Milano</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>73,4</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3,32</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>95 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>66,8</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>23,7</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>65 %</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Venezia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>22,3</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,46</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>93 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>27,9</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>13,1</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>53 %</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Roma</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>37,6</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,95</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>97 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>33,0</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>14,9</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>55 %</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Casaccia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>8,0</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,13</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>86 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>17,4</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>16,9</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3 %</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 3. Anidride solforosa e recessione del calcare in quattro anni nei siti italiani di ICP Materials, dai dati supplementari del lavoro di Tidblad e colleghi del 2017. Per l&#8217;anidride solforosa, 2011-14 è la media dei valori del 2011 e del 2014. I cali percentuali sono conti miei. L&#8217;unità del calcare, micrometri, non è scritta nel foglio dei dati: la ricavo dal lavoro del 2025, che riporta per gli anni Ottanta da 20 a 80 micrometri nei primi quattro anni.</em></p>
<p>In tutti e quattro i siti l&#8217;anidride solforosa scende di oltre l&#8217;85 per cento. Il calcare scende molto meno: di due terzi a Milano, di metà a Venezia e a Roma, quasi niente nella stazione rurale di Casaccia. Nel lavoro del 2025 i ricercatori del programma aggiungono i quattro anni del 2017-20 e guardano tutta la rete: dopo il 2000 la recessione del calcare non è diminuita. Nei siti rurali di Birkenes, Aspvreten e Casaccia, rispetto al 1997-2000, è aumentata. Su provini nuovi non c&#8217;è gesso vecchio che lavori: pesano gli altri termini, che la formula europea del calcare mette in fila.</p>
<p>Lo stesso lavoro riporta il caso della Reggia di Caserta, calcolato con i dati di inquinamento del 2000, del 2010 e del 2020.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Caserta</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>2000</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>2010</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>2020</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Anidride solforosa, µg/m³</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>10</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2,5</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,1</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Acido nitrico, µg/m³</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2,0</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,4</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,1</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>PM10, µg/m³</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>24</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>17</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>16</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Recessione del calcare nel primo anno, µm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>8,5</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>6,8</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>6,2</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Manutenzione per la recessione, anni</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>18</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>26</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>31</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Manutenzione per lo sporcamento, anni</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>9</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>13</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>14</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 4. La Reggia di Caserta nella tabella 3 del lavoro di Tidblad e colleghi del 2025, dal rapporto 98 di ICP Materials. La manutenzione per la recessione è il tempo in cui la superficie perde 100 micrometri; quella per lo sporcamento il tempo in cui la pietra perde il 30 per cento della riflettanza. La tabella non riporta umidità, pioggia e acidità usate nel calcolo.</em></p>
<p>Fra il 2000 e il 2020 l&#8217;anidride solforosa cala dell&#8217;89 per cento, la recessione del primo anno del 27. E la manutenzione si sposta: il tempo per consumare 100 micrometri di pietra passa da 18 a 31 anni, quello per annerirla fino al limite sale meno, da 9 a 14. Questi tempi non si ottengono dividendo 100 micrometri per la recessione del primo anno, e il lavoro del 2025 non riporta per esteso come sono calcolati. I ricercatori ne concludono che oggi, nella gran parte dei casi, è lo sporcamento a decidere quando si interviene, e non più la perdita di pietra. Per la stessa Reggia, con un altro scenario, il rapporto 86 del programma calcola un intervallo di manutenzione di 20,5 anni contro i 114 senza inquinamento: poco più dell&#8217;80 per cento del costo delle manutenzioni si deve all&#8217;aria.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig6-l-effetto-memoria.png" alt="Tavola in due parti: a sinistra, per i quattro siti italiani di ICP Materials, le barre dell'anidride solforosa del 1987-89 e del 2011-14 accanto a quelle della recessione del calcare in quattro anni, con i cali percentuali; a destra, a Venezia, la solfatazione media delle croste di San Marco che sale dal 40 al 60 per cento fra due campagne di analisi" class="wp-image-4349" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig6-l-effetto-memoria.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig6-l-effetto-memoria-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig6-l-effetto-memoria-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig6-l-effetto-memoria-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig6-l-effetto-memoria-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 6. Due fenomeni diversi. A sinistra i quattro siti italiani di ICP Materials, con provini nuovi a ogni campagna: l&#8217;anidride solforosa cala dall&#8217;86 al 97 per cento, il calcare lavato consumato in quattro anni dal 3 al 65. A destra San Marco: fra i primi anni Settanta e il 1983-85 la solfatazione media delle croste sale dal 40 al 60 per cento, e per Fassina il processo continua mentre le emissioni cominciano a scendere.</figcaption></figure>
<h2 id="la-formula-europea-del-calcare">La formula europea del calcare</h2>
<p>Le misure di ICP Materials sono diventate una formula. La Commissione economica per l&#8217;Europa delle Nazioni Unite ha un manuale per calcolare e disegnare sulle mappe gli effetti dell&#8217;aria sui materiali. Nell&#8217;aggiornamento del 2024, pubblicato dall&#8217;Agenzia federale tedesca per l&#8217;ambiente, c&#8217;è una funzione dose-risposta per il calcare di Portland, la pietra dei provini del programma. È ricavata dalle esposizioni del 1997-2001 e dalle misure di acido nitrico e polveri del 2002-03, e il manuale chiede di usarla solo su un anno di esposizione, con le medie annue dei parametri. Per esteso è scritta nella nota in fondo.</p>
<p>La recessione del calcare nel primo anno, in micrometri, è la somma di cinque termini. Il primo è un valore fisso, 4,0 micrometri, che nella formula non dipende da nessun inquinante. Il secondo cresce con l&#8217;anidride solforosa, ma solo quando l&#8217;umidità relativa media dell&#8217;anno supera il 60 per cento: la formula moltiplica la concentrazione per i punti di umidità oltre il 60. Il terzo cresce con la pioggia annua e con la sua acidità. Il quarto cresce con l&#8217;acido nitrico, anche lui solo oltre il 60 per cento di umidità. Il quinto cresce con le polveri sottili, le PM10. Dove l&#8217;acido nitrico non si misura, il manuale dà una seconda formula per stimarlo dal biossido di azoto, dall&#8217;ozono, dall&#8217;umidità e dalla temperatura.</p>
<p>A Caserta il primo termine pesa sempre di più. Nel 2000 i 4,0 micrometri costanti erano il 47 per cento degli 8,5 calcolati; nel 2020 sono il 65 per cento dei 6,2. Secondo la formula, togliendo tutta l&#8217;anidride solforosa una lastrina di calcare lavata dalla pioggia perderebbe ancora circa 4 micrometri nel primo anno. Il manuale non dice a che cosa corrisponda quel termine fisso: che sia l&#8217;acqua piovana, che scioglie il carbonato anche senza zolfo, è una lettura mia. E non è una soglia sotto la quale la pietra non scende: nell&#8217;esposizione di un anno cominciata nel 2014 la lastrina di Berlino ha perso 2,88 micrometri.</p>
<p>Il manuale dà anche un metro per giudicare. Il fondo del calcare è di 3,2 micrometri nel primo anno: è il valore sotto il quale stava il decimo più basso delle recessioni osservate nel programma fra il 1987 e il 1995. Il fondo e il termine fisso della formula non sono la stessa grandezza: il primo viene dalle misure, il secondo dalla regressione sulle esposizioni del 1997-2001. Le classi per le mappe sono multipli del fondo, arrotondati nella tabella del manuale: 5,0 micrometri per una volta e mezza, 6,4 per due volte, 8 per due volte e mezza. Gli obiettivi indicati in sede UNECE per i materiali e i monumenti valgono due volte e mezza il fondo al 2020, e due volte al 2050. Caserta nel 2000 stava sopra le due volte e mezza, nel 2010 fra le due e le due e mezza, nel 2020 sotto le due volte.</p>
<p>I limiti li scrive il manuale. La formula vale per un anno di esposizione e per il calcare di Portland esposto alla pioggia: descrive la zona dilavata, non quella riparata dove cresce la crosta. Per un calcare diverso, come la pietra d&#8217;Istria, il conto dà un ordine di grandezza, e questa è una lettura mia. Il manuale avverte che per le lastrine riparate i dati esistono, ma dipendono troppo dalle condizioni di riparo per essere generalizzati. Per le funzioni del periodo 1987-1995 precisa che valgono dove il mare pesa poco, con cloruri nella pioggia sotto circa 5 milligrammi al litro. Per lo sporcamento del calcare, invece, il manuale non ha una formula: la correlazione con le polveri era troppo debole.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig7-caserta-e-la-formula.png" alt="Tavola sulla Reggia di Caserta: le barre di anidride solforosa, acido nitrico e polveri del 2000, del 2010 e del 2020, e accanto la recessione del calcare nel primo anno, 8,5, 6,8 e 6,2 micrometri, con la parte fissa di 4,0 micrometri che non dipende dagli inquinanti evidenziata, e le linee del fondo di 3,2 micrometri e delle classi del manuale a 5,0, 6,4 e 8; a destra i tempi di manutenzione per la recessione e per lo sporcamento" class="wp-image-4350" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig7-caserta-e-la-formula.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig7-caserta-e-la-formula-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig7-caserta-e-la-formula-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig7-caserta-e-la-formula-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig7-caserta-e-la-formula-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 7. Caserta, 2000-2020, e la formula europea del calcare. L&#8217;anidride solforosa cala dell&#8217;89 per cento, la recessione del primo anno del 27. Nel 2020 i 4,0 micrometri che nella formula non dipendono da nessun inquinante fanno il 65 per cento del totale. Il tempo per consumare 100 micrometri passa da 18 a 31 anni, quello per annerire la pietra fino al limite sale meno, da 9 a 14.</figcaption></figure>
<h2 id="il-mare-nellaria-e-la-laguna-nel-muro">Il mare nell&#8217;aria e la laguna nel muro</h2>
<p>Venezia è una città di mare, e ci si aspetterebbe croste piene di sale. Le analisi dicono il contrario. Nelle croste i cloruri stanno quasi sempre sotto l&#8217;1 per cento, scrivono Biscontin, Fassina e Zendri nel 1989; a Ca&#8217; Pesaro vanno da 0,09 a 1,15. Nei campioni di San Marco del 1983 Fassina li trova di norma fra 0,3 e 0,4, con un massimo di 0,872, e un campione dei primi anni Settanta arriva a 1,06. Il valore più alto, 3,02 per cento, viene da un campione della Porta della Carta analizzato negli anni Settanta. Per gli autori l&#8217;influenza dell&#8217;ambiente marino sui materiali lapidei di Venezia è abbastanza contenuta, salvo dove l&#8217;acqua di mare li bagna direttamente.</p>
<p>Nell&#8217;aria il mare c&#8217;è. Nelle misure del 1972-73 a Palazzo Papadopoli l&#8217;acido cloridrico gassoso ha medie mensili fra 14 e 50 microgrammi al metro cubo. Fassina riporta, dagli studi di Eriksson, che nasce anche dalla reazione del sale marino con l&#8217;acido solforico. L&#8217;aerosol marino, aggiunge, è ricco di cloruri e solfati, e piccole quantità di sali di magnesio lo rendono igroscopico: trattiene acqua già al 75 per cento di umidità relativa, prima della saturazione. Il rapporto fra cloro e zolfo dell&#8217;aria veneziana va da 0,16 a novembre a 1,12 a giugno, con una media di 0,51; per confronto Fassina cita, da Junge, 5,2 alle Hawaii e 1,57 in Florida, misurati lontano da città e industrie. D&#8217;estate, nota Fassina, i rapporti di Venezia somigliano a quelli di Junge e di Eriksson; d&#8217;inverno se ne allontanano, perché crescono l&#8217;accumulo e il trasporto dell&#8217;anidride solforosa, mentre l&#8217;acido cloridrico cambia poco.</p>
<p>Il mare si vede in altri due posti. Il primo è la pietra esposta al vento: sulla pietra d&#8217;Istria gli alveoli stanno nelle zone esposte e ventose. Il secondo è la base degli edifici. Nelle parti basse, scrivono Biscontin, Fassina, Maravelaki e Zendri, i cloruri vengono dall&#8217;acqua della laguna che sale per risalita, e nelle croste della Porta della Carta i cloruri calano salendo. A Venezia la pietra d&#8217;Istria, compatta e poco porosa, si usava negli zoccoli proprio contro l&#8217;umidità che sale.</p>
<p>Il laterizio di Ca&#8217; Pesaro mostra la stessa separazione dall&#8217;altra parte, dentro il muro. Nel 1984 Fassina e Costa preparano la desalinazione di una stanza del palazzo. Prelevano carote di due centimetri di diametro, a 50, 150 e 250 centimetri di altezza e a quattro profondità, fino a 40 centimetri: il trapano lento riduce l&#8217;evaporazione durante il prelievo, e il diametro piccolo limita il calore dell&#8217;attrito. Chiudono le carote in contenitori sigillati, le pesano, le seccano in stufa a 105 °C fino a peso costante, ne estraggono i sali con acqua distillata e li misurano con il conduttimetro e la cromatografia ionica. L&#8217;umidità cala salendo, come nella risalita. I cloruri fanno il contrario: crescono salendo, e i valori più alti stanno nei prelievi a 150 e a 250 centimetri. Secondo gli autori il massimo sembra stare fra 1,5 e 2,5 metri: è la fascia dove l&#8217;evaporazione vince sulla risalita, dove i sali si accumulano e dove, scrivono, nelle murature si vede di solito il degrado più forte dei mattoni.</p>
<p>Poi fanno lo sbarramento chimico per iniezione, con due file di fori, e tre nei muri perimetrali più spessi. Sul muro bagnato applicano un impacco di argilla in due mani: una prima di 10-15 millimetri, una rete di plastica fissata con chiodi nei giunti, una seconda di 25-30 millimetri. Scaldano la stanza a 35-40 °C per dieci ore al giorno, e di giorno l&#8217;umidità relativa scende al 30 per cento. Ogni quindici giorni l&#8217;argilla, ritirandosi, perde il contatto con il muro: si spazzola via, si misurano i cloruri nell&#8217;argilla tolta e nei sali caduti, e si riparte. Dopo quattro cicli, da fine marzo a fine maggio del 1984, gli autori stimano di aver tolto circa il 15 per cento dei cloruri presenti, e scrivono che per un risultato soddisfacente servirebbe probabilmente un anno.</p>
<p>Fassina e Stevan, nel lavoro sull&#8217;ambiente e i dipinti murali, chiudono la questione in una riga: con la risalita i sali vengono dal terreno, con la condensa vengono dagli inquinanti dell&#8217;aria. In un muro storico le due strade convivono, una in basso e una in alto, e si leggono con le analisi per altezza. È il ragionamento della <a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">diagnosi differenziale della risalita</a> e dell&#8217;<a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">umidità igroscopica</a>, e vale anche per il muro vicino al mare dell&#8217;articolo sull&#8217;<a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">acqua che sale nell&#8217;intercapedine</a>.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1238" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig8-il-mare-e-la-laguna.png" alt="Sezione di un muro veneziano dalla laguna alla cornice: alla base i cloruri dell'acqua di laguna che salgono per risalita, con lo zoccolo di pietra d'Istria; nel laterizio la fascia probabile, fra 1,5 e 2,5 metri, dove i cloruri toccano il massimo, con i punti di prelievo delle carote a 50, 150 e 250 centimetri; in alto le croste di gesso sotto la cornice con i cloruri sotto l'1 per cento; sulla faccia esposta al vento gli alveoli; a lato l'aerosol marino e l'anidride solforosa dell'aria" class="wp-image-4351" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig8-il-mare-e-la-laguna.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig8-il-mare-e-la-laguna-300x232.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig8-il-mare-e-la-laguna-1024x792.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig8-il-mare-e-la-laguna-768x594.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig8-il-mare-e-la-laguna-1536x1188.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 8. Due strade dei sali nello stesso muro. In basso i cloruri salgono con la risalita e si accumulano dove l&#8217;evaporazione vince: nel laterizio di Ca&#8217; Pesaro, secondo gli autori, probabilmente fra 1,5 e 2,5 metri. In alto il solfato arriva dall&#8217;aria e si ferma con la condensa sotto la cornice, dove i cloruri restano sotto l&#8217;1 per cento. Le analisi per altezza separano le due strade.</figcaption></figure>
<h2 id="pietre-marmi-e-intonaci-il-primo-millimetro">Pietre, marmi e intonaci: il primo millimetro</h2>
<p>La stessa aria non fa lo stesso danno su ogni materiale. La pietra d&#8217;Istria, il calcare delle facciate veneziane, è compatta e poco porosa: da 0,25 a 0,33 centimetri cubi ogni cento grammi, con una resistenza a compressione fra 1.400 e 1.600 chilogrammi forza al centimetro quadrato, cioè circa 137-157 megapascal. Resiste bene, e si sbianca in superficie dove la pioggia la lava. Si degrada soprattutto lungo i piani di sedimentazione: l&#8217;acido entra, forma gesso, e ne vengono scagliature ed esfoliazioni. In un edificio del Cinquecento la porosità passava da 1,7 centimetri cubi ogni cento grammi in superficie a 0,6 a quattro o cinque centimetri di profondità.</p>
<p>I marmi saccaroidi hanno porosità da 0,85 a 1,25 centimetri cubi ogni cento grammi e resistenza fra 1.000 e 1.200 chilogrammi forza al centimetro quadrato, circa 98-118 megapascal. Nel marmo di Carrara degradato la porosità va da 5 centimetri cubi ogni cento grammi in superficie a 1,2 a cinque centimetri di profondità. Sui marmi esposti alla pioggia si vede più la disgregazione dei grani che la crosta. Il Servizio geologico degli Stati Uniti descrive lo stesso aspetto sui monumenti di Washington: il marmo esposto alla pioggia diventa ruvido e zuccherino, perché i bordi dei grani di calcite si sciolgono e i grani si allentano.</p>
<p>Gli intonaci e le malte a calce hanno lo stesso legante chimico della pietra calcarea: il carbonato di calcio. Smith, in un brano del 1858, trovava quasi metà di solfato di calce in una malta di Manchester; Fassina e Stevan scrivono che le malte della facciata della Cappella degli Scrovegni, a Padova, sono in alcune zone fortemente disgregate dalla solfatazione, secondo risultati ancora preliminari. Dentro la stessa cappella c&#8217;è la misura più fine di questo articolo: quanto gesso c&#8217;è nell&#8217;intonaco dipinto, e a che profondità.</p>
<p>Lo studio è del 1977-79. La solfatazione degli affreschi l&#8217;avevano già trovata Sayre e Majewski nel 1963. Nel primo millimetro dell&#8217;intonaco, vicino all&#8217;ingresso, il gesso va dal 3,5 al 5,1 per cento, e cresce salendo dall&#8217;altezza d&#8217;uomo verso l&#8217;alto. Nella zona dell&#8217;abside va dall&#8217;1,9 al 2,8. Fra uno e due millimetri di profondità scende ovunque fra lo 0,4 e lo 0,7 per cento. In rapporto al carbonato, nel primo millimetro ci sono da 5 a 7 parti di gesso ogni cento vicino all&#8217;ingresso e da 3 a 4 nell&#8217;abside; nel secondo millimetro una. Gli autori misurano anche il tempo: l&#8217;anidride solforosa che entra dalla porta arriva a metà cappella in cinque minuti, e all&#8217;abside in dieci.</p>
<p>Il gesso sta nel primo millimetro, e sta di più dove l&#8217;aria di fuori arriva prima. Per una facciata di pietra o di intonaco a calce vuol dire che l&#8217;analisi dei sali va fatta per spessori sottili. Un campione di un centimetro mescola il millimetro trasformato con nove millimetri meno toccati, e abbassa la concentrazione proprio dello strato che conta.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1229" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig9-il-primo-millimetro.png" alt="Tavola con le barre del gesso nell'intonaco degli Scrovegni per profondità: nel primo millimetro dal 3,5 al 5,1 per cento nei quattro punti vicino all'ingresso, crescenti salendo, e dall'1,9 al 2,8 nei punti dell'abside; fra uno e due millimetri dallo 0,4 allo 0,7 per cento ovunque; a lato la pianta della cappella con i tempi di arrivo dell'anidride solforosa dalla porta, cinque minuti a metà e dieci all'abside" class="wp-image-4352" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig9-il-primo-millimetro.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig9-il-primo-millimetro-300x230.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig9-il-primo-millimetro-1024x787.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig9-il-primo-millimetro-768x590.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig9-il-primo-millimetro-1536x1180.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 9. Il primo millimetro. Nell&#8217;intonaco dipinto della Cappella degli Scrovegni il gesso sta quasi tutto nel primo millimetro: fino al 5,1 per cento vicino all&#8217;ingresso, fino al 2,8 nell&#8217;abside, sotto lo 0,7 fra uno e due millimetri. L&#8217;anidride solforosa entra dalla porta e arriva all&#8217;abside in dieci minuti.</figcaption></figure>
<h2 id="le-scorciatoie-che-non-tengono">Le scorciatoie che non tengono</h2>
<p><strong>«È smog, basta lavarla.»</strong> La crosta è gesso cresciuto nella pietra: l&#8217;acqua ne scioglie una parte e sposta il resto. A Ca&#8217; Pesaro la nebulizzazione d&#8217;acqua fu provata e scartata per due ragioni: non toglieva le croste spesse sotto le cornici, e la grande quantità d&#8217;acqua necessaria poteva mobilitare sali solubili, che poi cristallizzano nella pietra durante l&#8217;asciugatura. Nel lavoro sulla desalinazione Fassina e Costa ricordano, con Torraca, che l&#8217;acqua aggiunta con un lavaggio intensivo può diventare un problema grave quanto quello che vuole curare, perché toglierla è costoso e difficile.</p>
<p><strong>«La crosta protegge.»</strong> È fessurata, cresce a spese della pietra, e dietro il degrado continua. A Ca&#8217; Pesaro gli autori scrivono anche che la rimozione completa della crosta nelle aree nere è necessaria per conservare la pietra.</p>
<p><strong>«Hanno pulito troppo.»</strong> Le zone bianche di una facciata di pietra calcarea sono quelle che la pioggia lava da sempre. Prima di giudicare una pulitura si guarda dove stavano le croste: se il bianco coincide con le facce esposte e il nero è sparito dai sottosquadri, la pulitura ha seguito le zone.</p>
<p><strong>«Adesso l&#8217;aria è pulita, il problema è finito.»</strong> L&#8217;anidride solforosa è crollata, e il gesso già formato resta e lavora. Il calcare lavato continua a consumarsi, e lo sporcamento torna prima che la pietra si consumi: a Caserta, con l&#8217;aria del 2020, il limite dello sporcamento arriva in 14 anni, quello della recessione in 31.</p>
<p><strong>«Ogni velo colorato è inquinamento.»</strong> Sulla pietra d&#8217;Istria della Madonna dell&#8217;Orto le patine gialle vengono da vecchi trattamenti ai fluosilicati, del tipo usato probabilmente fra la fine dell&#8217;Ottocento e gli anni Sessanta, e dall&#8217;ossalato di calcio; una patina rosa da una scialbatura recente al bianco di titanio. Sui pilastri acritani di San Marco i fluosilicati erano stati usati nel restauro del 1892. Anche i vecchi trattamenti lasciano patine e pellicole, e anche i sali possono venire da lontano, come quelli dell&#8217;obelisco di Central Park.</p>
<p><strong>«Basta un protettivo idrorepellente.»</strong> A Ca&#8217; Pesaro il protettivo arriva dopo la pulitura, sulla pietra sana, e dopo le prove. Su cubi di pietra d&#8217;Istria l&#8217;acqua assorbita per unità di superficie, misurata su una faccia secondo il metodo NORMAL 11/82, era di 0,189 grammi al centimetro quadrato sulla pietra non trattata, 0,153 con il siliconato di potassio, 0,112 con i perfluoropolieteri e 0,105 con un silossano oligomerico, che fu scelto. La cera microcristallina ingialliva la superficie; i perfluoropolieteri restavano a lungo in superficie e trattenevano lo sporco. E gli autori avvertono che un protettivo ha una vita limitata, e che va controllato negli anni successivi, con una manutenzione che prevenga il degrado invece di ripararlo.</p>
<p><strong>«Contro i sali basta fermare la risalita.»</strong> Nel Battistero di Padova, raccontano Fassina e Stevan, nel 1955 si tagliò il muro con lastre di piombo contro la risalita. Le efflorescenze continuarono, soprattutto di nitrati: l&#8217;acqua entrava dalle fessure con la pioggia, e un pluviale intasato tracimava. La lastra impediva all&#8217;acqua infiltrata di uscire dal basso. E a Ca&#8217; Pesaro, con lo sbarramento fatto, due mesi di impacchi tolsero una piccola parte dei cloruri. La <a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">gestione dei sali</a> è un lavoro lungo, e comincia dall&#8217;acqua.</p>
<h2 id="il-metodo-in-tre-passi">Il metodo in tre passi</h2>
<p>Una facciata con la crosta nera si legge nello stesso ordine in cui la crosta si è formata: prima l&#8217;acqua, poi le forme, poi i sali. Il metodo mette insieme quello che fanno le fonti di questo articolo; i numeri sono i loro. Su un edificio tutelato ogni prelievo è un sondaggio, e va autorizzato prima. Il vademecum della Soprintendenza vuole con la richiesta la descrizione dei sondaggi, una mappa che dice dove sono e quanti sono, e le fotografie.</p>
<p><strong>Primo passo: la mappa dell&#8217;acqua e della condensa.</strong> Si sceglie una pioggia abbastanza lunga da far colare l&#8217;acqua sulla facciata, e si annota la direzione del vento. Si fotografa la facciata dagli stessi punti durante la pioggia, alla fine e poi a intervalli, annotando l&#8217;ora, finché è asciutta. Sul prospetto si colorano tre cose. Le superfici che la pioggia batte e percorre, che restano chiare e mostrano le colature: sono la zona dilavata. Le fasce subito sotto e accanto, dove l&#8217;acqua arriva dal bordo e il bagnato resta più a lungo: sono la zona di confine. I sottosquadri profondi, gli intradossi, le pareti del portico, dove la pioggia non arriva: sono la zona riparata. Con un vento diverso si ripete. La condensa si cerca in un&#8217;altra giornata, all&#8217;alba di una mattina fredda e umida. Con un termometro a infrarossi si misura la temperatura della superficie nelle tre zone, e con un termoigrometro la temperatura e l&#8217;umidità dell&#8217;aria, da cui si ricava il punto di rugiada: dove la superficie è alla temperatura di rugiada o sotto, lì si forma la condensa. Si segnano anche i dettagli che spostano l&#8217;acqua: gocciolatoi, sporti, cornici, pluviali, canali. Il vademecum della Soprintendenza del 2022 chiede proprio di valutare lo stato dei sistemi di convogliamento delle acque. Le due mappe coincidono quando la crosta spessa sta nelle fasce bagnate più a lungo, accanto alle colature, e manca sulle superfici colate. Se non coincide, c&#8217;è un&#8217;altra acqua da cercare: un pluviale che perde, un giunto aperto, una risalita.</p>
<p><strong>Secondo passo: la mappa delle forme.</strong> Su un rilievo della facciata si disegnano le forme di alterazione con i termini della UNI 11182: crosta, deposito superficiale, colatura, patina, erosione, alveolizzazione, scagliatura, efflorescenza, rigonfiamento. Il vademecum chiede il rilievo della facciata preferibilmente in scala 1:50, con le sezioni che servono a descrivere aggetti, sporti, cornici e balconi, e sul rilievo la mappatura del degrado. Le forme si riconoscono senza graffiare, a luce radente e con una lente, dai punti raggiungibili. La crosta è dura, aderente, ha uno spessore che si vede e spesso un bordo a rametti; il deposito aderisce poco; lo sporcamento è un velo senza spessore; le alghe, per il glossario ICOMOS, formano strati polverosi o viscidi dove la superficie resta umida a lungo. Su un bene tutelato non si fanno prove di distacco. Le forme si mettono accanto alla mappa dell&#8217;acqua: la crosta nera dendritica sta al confine, i depositi nel riparato, l&#8217;erosione e gli alveoli sull&#8217;esposto, le efflorescenze e i distacchi alla base se c&#8217;è risalita. Per l&#8217;indagine e il rapporto sullo stato di conservazione degli edifici storici esiste anche una norma europea recepita in Italia, la UNI EN 16096 del 2012.</p>
<p><strong>Terzo passo: i sali, per zona e per profondità.</strong> I campioni si prendono in ogni zona, compresa quella dilavata per confronto, e per spessori sottili: la crosta, poi il primo millimetro della pietra o dell&#8217;intonaco sotto la crosta, poi più in profondità. Il primo millimetro si preleva a bisturi, uno strato alla volta, nella quantità che chiede il laboratorio. Ogni campione va in un contenitore sigillato, con un&#8217;etichetta che dice punto, zona, profondità e quota sul prospetto. Agli Scrovegni il primo millimetro aveva da circa tre a circa tredici volte il gesso del secondo. Nei muri con la risalita i campioni si prendono anche per altezza. A Ca&#8217; Pesaro Fassina e Costa usavano carote di due centimetri a 50, 150 e 250 centimetri di altezza, e a 0-10, 10-20, 20-30 e 30-40 centimetri di profondità. Le prendevano con il trapano lento, le chiudevano in contenitori sigillati, le seccavano in stufa a 105 °C fino a peso costante e ne estraevano i sali con acqua distillata. I fori delle carote si richiudono con una malta compatibile. Si cercano solfati, cloruri e nitrati con l&#8217;estrazione in acqua distillata e la cromatografia ionica, come negli studi citati. I risultati si esprimono in percentuale in peso sul campione secco. Il confronto si fa fra zone e fra profondità della stessa facciata: le percentuali delle fonti danno solo l&#8217;ordine di grandezza. Solfati alti nel primo millimetro delle zone riparate, e bassi sotto, fanno pensare all&#8217;aria; cloruri e nitrati che crescono salendo fino alla fascia dell&#8217;evaporazione fanno pensare alla risalita. Prima di concludere si escludono le altre strade: infiltrazioni e pluviali, malte e stucchi a gesso, vecchi trattamenti. Per il campionamento dei beni culturali e per la determinazione dei sali solubili nella pietra esistono due norme europee recepite in Italia, la UNI EN 16085 del 2012 e la UNI EN 16455 del 2014.</p>
<p>Si conclude solo quando le tre mappe dicono la stessa cosa. La crosta al confine della zona lavata, con solfati alti nel primo millimetro e bassi sotto, è con ogni probabilità gesso dell&#8217;aria: il rimedio comincia dall&#8217;acqua che la bagna e prosegue con un restauro della superficie. Cloruri e nitrati alla base, con il massimo sopra il piede del muro, indicano sali saliti dal terreno, e chiedono un&#8217;altra cura. Se i conti non tornano, si cerca l&#8217;altra strada: solfati alti alla base possono venire dal terreno o da malte e stucchi a gesso; cloruri alti sotto una cornice, da un&#8217;infiltrazione, da un pluviale o da un vecchio trattamento.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1238" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig10-il-metodo.png" alt="Tavola con il metodo in tre passi su un prospetto di facciata: primo passo la mappa dell'acqua con le zone dilavata, di confine e riparata e i dettagli che spostano l'acqua; secondo passo la mappa delle forme con i termini della UNI 11182; terzo passo i punti di prelievo per zona e per profondità, compresa la zona dilavata per confronto, con il primo millimetro sotto la crosta e, nei muri con risalita, le carote per altezza a 50, 150 e 250 centimetri; a lato che cosa dicono i solfati, i cloruri e i nitrati in ciascuna posizione" class="wp-image-4353" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig10-il-metodo.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig10-il-metodo-300x232.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig10-il-metodo-1024x792.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig10-il-metodo-768x594.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/crosta-nera-fig10-il-metodo-1536x1188.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 10. Il metodo in tre passi. Prima la mappa dell&#8217;acqua, con la facciata guardata sotto la pioggia e la condensa cercata all&#8217;alba; poi la mappa delle forme, con i termini della norma; poi i sali, zona per zona e millimetro per millimetro, e nei muri con la risalita anche per altezza. Si decide quando le tre mappe dicono la stessa cosa.</figcaption></figure>
<h2 id="che-cosa-si-fa-e-che-cosa-no">Che cosa si fa, e che cosa no</h2>
<p><strong>Prima si toglie l&#8217;acqua che fa la crosta.</strong> Un gocciolatoio rifatto, uno sporto ripristinato, un pluviale riparato spostano il confine fra la zona lavata e quella riparata, e tolgono acqua alla reazione; le misure e le fonti dei gocciolatoi stanno nell&#8217;articolo sul <a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">muro bagnato sotto la gronda</a>. È il primo lavoro da fare, ma su una cornice di pietra anche un gocciolatoio tocca la superficie: sui beni tutelati si progetta e si autorizza come il resto. Alla prima pioggia con un vento simile si rifanno le fotografie dagli stessi punti, e si confronta la fascia bagnata sotto la cornice con quella di prima. La parete che non viene più lavata, però, raccoglie deposito e sporcamento, e va messa nel programma di manutenzione.</p>
<p><strong>Sui beni tutelati le superfici decorate sono lavoro del restauratore.</strong> Il Codice dei beni culturali, all&#8217;articolo 29, comma 6, stabilisce che la manutenzione e il restauro delle superfici decorate dei beni architettonici sono eseguiti in via esclusiva dai restauratori di beni culturali. Il vademecum di una Soprintendenza del Veneto, del 2022, chiede per gli interventi su intonaci, superfici decorate ed elementi lapidei una relazione tecnica firmata da un restauratore qualificato, e per gli intonaci i tasselli stratigrafici, da autorizzare prima. Anche su supporti che sembrano non storici, scrive, il restauratore serve per escludere finiture originali sotto la superficie.</p>
<p><strong>La pulitura segue le zone e si ferma alla patina.</strong> Il caso di Ca&#8217; Pesaro, del 1986, è documentato con i suoi numeri, e va letto come un esempio, non come una ricetta. La tecnica fu scelta dopo prove sul posto. Si usò la microsabbiatura con microsfere di ossido di alluminio, che per la loro piccola dimensione, scrivono gli autori, abradevano meno della polvere silicea. Il getto era stretto e controllabile. Sulle parti scolpite l&#8217;ugello era da 0,65 millimetri, e la granulometria andava da 80 a 200 mesh secondo lo sporco, cioè grani fra circa 180 e 75 micrometri, più fini sulle croste sottili. Dove la pietra era alterata il flusso si riduceva, e l&#8217;ugello più largo si usava solo sulle superfici senza valore artistico. La pulitura era controllata passo per passo e si fermava quando compariva la patina. La fonte non indica pressione e distanza: si scelgono con le prove, e il metodo lo decide chi firma il progetto di restauro.</p>
<p><strong>Quanto togliere lo dicono le prove.</strong> A Ca&#8217; Pesaro gli autori scrissero che nelle aree nere la rimozione completa della crosta era necessaria, perché una pulitura fatta a metà lascia sali attivi dietro la superficie, e fermarono la pulitura alla patina. Dentro la crosta, però, può esserci la superficie originale trasformata, con il modellato e i segni di lavorazione: se e quanto togliere si decide con le prove e, sui beni tutelati, con il restauratore. Le zone bianche non si puliscono, perché le ha già lavate la pioggia, ma vanno esaminate: la calcite ricristallizzata può aderire poco, e il marmo lavato può disgregarsi per grani.</p>
<p><strong>I sali si estraggono con pazienza.</strong> Nella muratura di Ca&#8217; Pesaro, descritta più sopra, quattro cicli di impacchi tolsero una piccola parte dei cloruri, e gli autori stimarono un anno per un risultato soddisfacente. Era un esperimento: il riscaldamento, scrivono, era probabilmente troppo costoso, e stavano sviluppando un sistema di ventilazione, meno caro, da usare in cantiere durante il restauro. Anche asciugare in fretta una muratura salina muove i sali: impacchi, tempi e controlli si decidono con le analisi e con chi dirige il restauro.</p>
<p><strong>Il protettivo viene per ultimo, e porta con sé una manutenzione.</strong> Solo sulla pietra pulita e sana, dopo prove di assorbimento d&#8217;acqua, e con un programma di controlli negli anni successivi.</p>
<p><strong>Le scialbature a calce e l&#8217;aria di oggi.</strong> Negli anni in cui l&#8217;aria di Venezia era acida, Fassina era contrario alla scialbatura a calce della facciata di San Giuliano. La ragione chimica è quella di questo articolo: la calce, una volta carbonatata, è carbonato di calcio, e in un&#8217;aria che trasforma il carbonato in gesso si trasforma anche lei. Con l&#8217;anidride solforosa di oggi quella ragione pesa molto meno, e la scelta resta al progetto di restauro.</p>
<p><strong>Su una facciata comune, non tutelata.</strong> In un centro storico possono servire comunque titoli edilizi o paesaggistici: si chiede all&#8217;ufficio tecnico del Comune prima di chiedere le offerte, e in un condominio decide l&#8217;assemblea. L&#8217;ordine resta lo stesso. Prima la mappa dell&#8217;acqua e le riparazioni che tolgono acqua alla facciata; poi le analisi dei sali affidate a un laboratorio, con i punti di prelievo per zona e per profondità; poi la prova di pulitura, affidata a un restauratore o a un&#8217;impresa con esperienza sulla pietra: un riquadro piccolo per zona, in un punto poco visibile, fotografato prima e dopo con la stessa luce.</p>
<h2 id="la-tavola-interattiva-leggi-la-facciata-e-fai-il-conto-della-pietra">La tavola interattiva: leggi la facciata e fai il conto della pietra</h2>
<p>La tavola qui sotto ha due parti. La prima, «Leggi la facciata», parte da dove sta la macchia: la faccia esposta alla pioggia, il bordo del bagnato, il sottosquadro riparato, la parete fredda del portico, la base del muro. Poi chiede il materiale. In uscita dice in quale zona siamo, quali forme della UNI 11182 ci si aspetta di trovare, quanti solfati e cloruri sono stati misurati a Venezia in posizioni simili, e dove e a che profondità si campiona. La seconda parte, «Il conto della pietra», fa il conto della formula europea, ricavata sul calcare di Portland, con i numeri che si hanno in mano: anidride solforosa, acido nitrico o i dati per stimarlo, polveri, umidità relativa media, pioggia e acidità. Restituisce la recessione del primo anno, termine per termine, e la confronta con il fondo e con le classi del manuale. I valori di partenza sono quelli del 2020 di Caserta. I limiti del calcolo sono scritti sotto la tavola.</p>
<p><!--mxTAVOLA--></p>
<div class="mxc" id="mxc-tavola">
<style> .mxc{--ink:#232823;--paper:#fbfaf6;--line:#3a3f3a;--blu:#3a5b8a;--rosso:#b23b3b;--verde:#1f7a4d;--ambra:#a06a00;--grigio:#6a6f6a; max-width:760px;margin:2em auto;color:var(--ink); font-family:"Segoe UI",Roboto,Helvetica,Arial,sans-serif;font-size:15px;line-height:1.45;} .mxc *{box-sizing:border-box;} .mxc-sheet{background:var(--paper);border:2px solid var(--line);padding:4px;} .mxc-inner{border:1px solid var(--line);padding:14px 16px 12px;} .mxc-cart{display:flex;justify-content:space-between;gap:10px;align-items:flex-end; border-bottom:2px solid var(--line);padding-bottom:8px;margin-bottom:12px;} .mxc-cart h3{margin:0;font-size:15px;letter-spacing:.06em;text-transform:uppercase;font-weight:700;} .mxc-cart .mxc-sub{font-size:11.5px;color:#555a55;margin-top:2px;} .mxc-cartR{display:flex;align-items:center;gap:8px;} .mxc-logo{height:46px;width:auto;display:block;} .mxc-firm{font-size:10px;color:#555a55;text-align:right;line-height:1.3;} .mxc-firm b{display:block;font-size:11px;color:var(--ink);} .mxc-h{font-size:11px;letter-spacing:.07em;text-transform:uppercase;color:#555a55; border-bottom:1px solid #d8d5cc;margin:14px 0 8px;padding-bottom:3px;font-weight:700;} .mxc-grid{display:grid;grid-template-columns:1fr 1fr;gap:8px 16px;margin-bottom:10px;} @media(max-width:560px){.mxc-grid{grid-template-columns:1fr;}.mxc-cart{flex-direction:column;align-items:flex-start;}} .mxc-sl{background:#ffffff;border:1px solid #d8d5cc;border-left:5px solid var(--tinta,#3a5b8a);padding:7px 10px 9px;} .mxc-sl label{display:flex;justify-content:space-between;align-items:baseline;font-size:12.5px;font-weight:600;margin-bottom:2px;gap:8px;} .mxc-sl .mxc-val{font-size:14px;font-weight:700;color:var(--tinta,#3a5b8a);white-space:nowrap;} .mxc-sl .mxc-cap{font-size:11px;color:#6a6f6a;margin-bottom:5px;} .mxc-sl input[type=range]{width:100%;accent-color:var(--tinta,#3a5b8a);margin:0;} .mxc-sl select{font:inherit;font-size:12.5px;width:100%;padding:3px 4px;border:1px solid #c9c5ba;background:#fff;color:var(--ink);} .mxc-chk{display:flex;gap:8px;align-items:center;font-size:12px;font-weight:400;} .mxc-sl.t-pos{--tinta:#3a3f3a;} .mxc-sl.t-mat{--tinta:#7a4b2a;} .mxc-sl.t-aria{--tinta:#a06a00;} .mxc-sl.t-clima{--tinta:#3a5b8a;} .mxc-zona{background:#ffffff;border:1px solid #d8d5cc;border-top:4px solid var(--zc,#3a3f3a);padding:10px 12px;margin-bottom:8px;} .mxc-zona .mxc-zt{font-size:16px;font-weight:800;color:var(--zc,#232823);margin-bottom:6px;} .mxc-zona dl{margin:0;display:grid;grid-template-columns:130px 1fr;gap:5px 10px;font-size:13px;} @media(max-width:560px){.mxc-zona dl{grid-template-columns:1fr;}} .mxc-zona dt{font-weight:700;color:#4a4f4a;font-size:11px;text-transform:uppercase;letter-spacing:.04em;padding-top:2px;} .mxc-zona dd{margin:0;} .mxc-matn{background:#f4ece4;border-left:4px solid #7a4b2a;padding:7px 10px;font-size:12.5px;margin-bottom:12px;} .mxc-preset{display:flex;flex-wrap:wrap;gap:6px;margin-bottom:10px;} .mxc-preset button{font:inherit;font-size:11.5px;line-height:1.25;text-align:left;background:#fff;border:1px solid #c9c5ba; border-left:4px solid var(--ambra);padding:5px 9px;cursor:pointer;color:var(--ink);} .mxc-preset button:hover{background:#faf3e6;} .mxc-preset button b{display:block;font-size:12px;} .mxc-display{background:#232823;border-radius:5px;padding:12px 16px;margin-bottom:10px; display:flex;justify-content:space-around;align-items:center;gap:12px;flex-wrap:wrap;} .mxc-dcell{text-align:center;min-width:210px;} .mxc-dl{font-size:10px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#8a9490;} .mxc-dv{font-size:28px;font-weight:700;color:#7ec8e0;font-family:"Consolas",monospace;line-height:1.15;} .mxc-dv small{font-size:14px;} .mxc-dv2{font-size:15px;font-weight:700;color:#f0d68a;line-height:1.3;margin-top:2px;} .mxc-dn{font-size:10.5px;color:#aab3ae;font-style:italic;margin-top:3px;} .mxc-term{background:#ffffff;border:1px solid #d8d5cc;padding:8px 10px;margin-bottom:10px;} .mxc-tr{display:grid;grid-template-columns:170px 1fr 130px;gap:8px;align-items:center;font-size:12.5px;margin:3px 0;} @media(max-width:560px){.mxc-tr{grid-template-columns:110px 1fr 104px;font-size:11.5px;}} .mxc-bar{height:14px;background:#ece9e1;position:relative;display:block;} .mxc-bar i{position:absolute;left:0;top:0;bottom:0;background:var(--bc,#6a6f6a);} .mxc-tv{text-align:right;font-weight:700;white-space:nowrap;} .mxc-riga{background:#e8f0f7;border-left:4px solid var(--blu);padding:7px 10px;font-size:13px;margin-bottom:10px;} .mxc-riga b{color:var(--blu);} .mxc-lim{background:#f5f3ee;border:1px solid #d8d5cc;padding:8px 12px;font-size:11.5px;color:#3a3f3a;margin-bottom:10px;} .mxc-lim b{display:block;font-size:11px;text-transform:uppercase;letter-spacing:.05em;color:#4a4f4a;margin-bottom:4px;} .mxc-lim ul{margin:0;padding-left:18px;} .mxc-lim li{margin-bottom:3px;} .mxc-nota{font-size:11.5px;color:#555a55;border-top:1px solid #d8d5cc;padding-top:8px;} </style>
<div class="mxc-sheet">
<div class="mxc-inner">
<div class="mxc-cart">
<div>
<h3>La crosta nera e il conto della pietra</h3>
<div class="mxc-sub">Tavola interattiva &middot; dove sta la macchia, che cosa si trova, dove si campiona; e quanto calcare lavato si perde nel primo anno, secondo la formula europea</div></div>
<div class="mxc-cartR"><img decoding="async" class="mxc-logo" src="data:image/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAHgAAABPCAYAAAAgGwHHAABJsElEQVR42t29d5glR3nv/6mqTidP3p3NOUirtCgLowACkSWslTEYcA44g6/Tvf5Jsn0dLsbY2L4YfG0yRlrAYAxIllBOKMfdlbTavDM7eU7q3FW/P87po7PDguO18Z3nOc85013dVV3Vb6z3/b6C78G/669Hnn76LrFrdFpw2d1aCPTSNm960yuKl+wouBuXLW5bub6yc90GKaaPRWcVbeElOqq0/WRrtVIacKzYJImp2QWpawNxGW2bxXlEFIq27dLQhGnYEG3LkUdxvKkoFWKgVtqzuBg29u5tTBw8qh6ZP7qy/aHdt82DOWkMxiC561LJzJi54bnd5sYbMSxt9J/8J75XxnH99YgbLrtUnmpBz79qU/UP3rvpPNdK1up0dsVozbpisOqvdTOnnCkxNjSkwcpAS0gFkYYk02RJBkaiMzBaEyQZGolrg+MKMBlCWNjKwRIaRxmwActgEkO7qWj7oh7rNIwyeWhyxtzreMW9ifBm/u7W9oN//MePzZ70EAL0HZda3Wf4nljs/9QFvvnmXWp0dFpcfvndaf/xO7/+zlUm2be25Mq3LqulFyodb1q2zB23CxbICDDMTqccO5FyfDKm3jLZQtMwMdlgZjZjaiYjToRoNDKhM4W0hIgyQaupQGjKJYNtJ5hMGlsYylVhHCUYGzJm2ZjHimUuAzVBpYRcPV4Qq1YJRkYKIB3IEkxiOD6lZ7Up7FmYs58+3mj+feStOvC2t936Uv+aGrNL7d4N1123W/9nLbb4z2C/N9ywS8Du/C2HS6+3/uzaL22/ZKN7zUDJurA0FL2qVsxKbjklCwwTxwSHjkT66T0N/fxBn6MnEFNzQsw1MxEknpCigmWXqVarlCtlKuUqxWIBr+Bi2zaWZWFbFpblIBBkaUqSxqRJSpKl+IFP4Pu0Wj6NZotmvU2UNMl0g5JMzMiAYHjAmDUrUr1tk8WO7QNi/SpbrVvhQblA6vssLtrx/ELwWFpy79l3qPTF7//ADz/JYz+V5JR9xx2XWnfddbe+8cZvFzf/TyzwzTfvUrt2gRC7s/zYo7fteqWwn7tkwPXeXfXCLSPLpEVkc/RoysNPLJinXwyyJ/ZG4vmDiZxvFUWxWGVwaBkjoyMsG13F+PgoQwMVyuUCxaKHEBIhJEkSkyQJURgCkCQJmdZkWYYxBsexAYHjOIDBdT0sy8JSFspSZFlKGIa0Wm0W6i0mJk8wPT3N3PQcc/MztBonGCxps2Wj0adtdc2Z20ryorPLcuNqCUWXhVmtW756ab6VfmmyOXDv66/++VvguiynajjNCHGj/n9hgYW5eZdk126Ty9UvfOFtG9aWF944Vll8R6WoLxwcz8iahqf3xTz4ZCP92jcb4tkXtQyzoiiVRlg1vo5Nm9ewZs04QyPDKGUjUPitJq1mnZm5eRYX67RaLVqtBkmS0Gq1MAZ8P0AIQRzHaK0xxpBlGbZtY4yhUCigtcbzPJRSFAoehUIBr1CgWqkyMFBheHiEamUAr1RESps0i2gsznP48CQvvHSY40cP4jfmsFTdbN0kzOuvrOlXnlGzXrGtjDWQ0a5bTC/KZ+cX1J2H66Mf+/63f+3ZroImdu/eJa+77uUX/r/UApubdynRN/g7/+7Vly0bq/9ExWtfs2q5LBAonng+MrfcNp/d/q2W3HPAiCSuiXXrN3DGGaexfv0GhoaH0SKl1ZxjfnKW6dl5pqdnWagv0Gg2iKKYJAkxBkxXwkkpkFKhlMIYg5SyqwAJhBAYYxBCoLVGCEGWZb1vYwzG0DknBUYYXNvGtT1qpSoDAzVGhocZGV/GyNgAA7UKStrMLyyw/6XD7Hn2JQ4feAkhTphNG0rm0gtK+q2vqcqdp1lS1TyOHwujRqt069Fm7U9f98bb7ugpZjedPFff0wtszPUSbkQINJuuch/5SHJVubjwkyvK6RuqQxZTsynfuH0h++Iti+Kex9pSiRHWbdnKOWdsZcOa1ZRKFebnF5iZm+DgwSPMzdaZm5+i7YcYY4iikEqlRBgElMsV4jjFdV0AsizDdV3CMKRYLNJutymVSoRhiFIKIQRp2mkfBEGvTaFQIEkShBAopYjjGNd1abfaFIoFWq0WyuocN4BrO1jKYtnyZdSqNTZu3MjIyCiDgwOkacKhw4d46unneeHFFyE6wc6zC/qaq0b0W15bsFYtV/iLtj6+4NxzYM79y6uuWf4F2J0JAVpfL/+9Wbf491tYBOySHRkrePDWV/3QYDn8rTXDjS2FisWL+2Pzua/U9ee+PCuPTDhi1ZptXHDhdrZuOY2i69BYqHPo6GGOHD3C9PQ0gR+QZRlKdahRWAolJVJKRJ9CKoTq9m961GnMUnu1c7z//5yq+3+fbPIIDAYpZK+3Th8anXXkudYZSZIhlcIrOIyNjbFq1RrWrlnD4OAgaeaz/8VDfOuhJ3jp4F5WjRhz7ZuH9bvfWlan7RC0GwUOTadPzyxWPnD5W6/6HNyojUHecAP8eylj4t9ncXepXHm69QuXXbJy9cyvbBixri7IlL0HTPbpLy3ymS9OqBMLZc46fSeXvPJMhkaHCZoxLx3cz6GDR5hdmKPZWMRzXZIkoVyuEkcJbsEmSzOklCipiJMY13UIggDP8wjDCMuyMMagtcayLMIwpFAo4Ps+hUKBKIpQqvMi5BScU7nv+3ieR5qmCCGQUpIkSffenfuEYYjruj12blkWURTheR5BGGLbFkHgA6A1OK7N6OgYK1esZNuWbZTKRRYbi9z/4IM89cReKuWGefubB/VPXbucHadLlcWKF46phxeztT9z8Wv+7nGAO++81FpqPv6HL3CHajsi7bOffcfgjtrzHxwcS9+zeoWU+19sZh/53Lz49BcXZDMos/Ocs7jwoldQLFaZmZ7mhRdeZHJygna7jTEGy1IIIXEchzTNcByLNO1QcK4g5bIyn2DbdkiSBKUkWuuuDO4skG3bRFGE67qkadqTxflLkCQJjuMQxzG2bZNl2UltbNvu3SdJEizL6sltKeVJbTpj7vSRZRlpmvZeplKpxLJly9m8ZQvj4+NEUcCjjzzDQ488SlHNcu0blumf+ZEBc9Y2Wy3O2umUn+3eNzHyu1dfd8ceY5CAEeJfb0OLf4vZk2uAj33z8neNled+Z9VKtXZhUptPf3VGf/BjJ9TRaYuLLzyPiy88G+VWmDh+nH379jA/XycMQxzHRcqO3JNS9pSifgUon7ScbeZsO01TLMvqTWw/i87b5C9DTnk5m83vmV+ft5FS9hSw/Pr+71Ndn3/n1/SLhCRJAIiiCMd1qQ0MsGXLFjasXkWmDd965DHuu/cBRisRv/xjy/V73j4gx5ZLjp2gfWhy4P3f95b7P/pvpeZ/1QKbOy+1xOV3p9f/rzcsf/3pk3961qboOkspvnGfn37gw1PWvY/7bNq2lStedSEDtUEOHDnGC/v20mq0abUalMoVoiiiWCz2Fig3ZzzPo9VqUS6XabVaOI7TmyilVO+6VqtFqVQiCAIcx+nKRI3jdNh3fn2uZFmW1aMqz/Pwfb+nZBWLRZIk6YiBbh85iy+VSrTbbTzP671ouRjIz5XLZYIgwHXdHrdxHOekNo5r0263cF2XgcFRNm9Yz8Z162n7Pvc++DBPP/UkZ+1Q/NpPbUmvfU1mCQmHp71/+Mdntr/7ve/93MK/dpHFv9iu7VoZt92866J1a1/63KYV7XVzx7z0+o9Ny499clIWKuO87rWXsG7NKk5Mz/Hiiy8wNzffe/PzT2629CtI/b/z/3Nq7leOlipRSxWo/nsvVaq+7YH6FK2l1y5VzvqvySk95x55u1O1z1l/boenaYYQhoHBQTZu3MTKFeNMnZji1tvuYHZ6kh/eNWh+630j2fpVjnX0hHjx0NTK33nVm2799L+GZat/iYvxrrs6z/XgNy//9U3jxz65diQdfuAh0nf9xgHry7csijPOOIc3vOUKhFY8/cwennrqSeqLdbTRXVmp8H0f27ZpNBoIIWi1WiRJ0nNQACwuLqKUotFoAOD7fs9Z0Wq1kFLSaDRQStFqtdBaE0URURQB0Gq1sCyLer2OlBLf93uyMQg6zo/8+kajgZSSIAhI0/SUfeRjDYKgN47+c0opms0mWmviOMb3OwpXs9nsncufPX95wzAkCAIOHTxIq9VmYKDG+eeeRypjvv6PB8U3727ItasHsnO3WSNjteiaN79lq7d606Hbf/u3wVyPvPHuf94ii3/u4v72jWiD4Ik7X/3XZ6+b/NFWmJmPfDYwv/tHh6UWVS5/zfexetVKjh6Z5MChg4Shj5SqR7HGmJ48y2VYLi/zv5xal373y76lcjq/b65k5cf6Kav//6WyvL+P/uuXtumnwv42/TI5b5NTbS6X+69fylmyLMNog+M6rF2zhvXr1nFieopbbr+TtL3Ar/38uP7lHxvWA0VjPXes/DdX/+jge/fvvyXq14H+TRScL+7PvPe08v/54zV/fcZq/z1zzTh5340z8gN/OSlHx1fz+qsuw/MGePzxJzk2cbQjc7pyMX+wfCGjKOpRVe4n1l0/cRzHSCmJoo7pE8fxSV6mvH0uJ5VSPfmcy2ApJXEcf1ub/PrcHErTtHdOStnTfI0xvT7y+/S3yV+I/j76x5o/S/4c+Xhy7b7/OfJ7SiXx/YCFxTmmp+dYtmwlO07fyELD5ytfPyIOHU/keecXks3j0bmvfU122YVvuPyWd+z6fOPmm3ep3bv3mH/1Al9/PfK3fxv9juvPr/7Eq7NbXrExfuPhyTT90fedsL/wjQWxY8cOXnnJpcwuzPH8C3uZn5/H7tqktm33Jjx/aKA3MflD5xObU3A+of3aaz915r7k3ITJF6qfcvo14/779NvKuemT36ffBMo146UmUL44eR/5WPs19X5tPk3Tk8yspdzq5T7s7rNbNNt15ubmcJwSO07fgpAet991gEceDdQFZwymp23S6zw19bYtWzfe+qM/cevMP7XI4p+ycc9985u8P/2F47ddsjW7+IWX4uTd7ztif+tJn3NfsZNt209n4vhxjh0/jtEpQiqUspDyZSUkf5h+pal/EpYqQv0LdSolZ6lP+Tt5pJay0aWK06lY/dLrl7Lv7+QV62+79Fx/H0vHf7IY0UDn5cqyCFAsW76cdetW8cKLz/PwQ09y2mbFx/94Y3r+mcJ69ph96AH/wrN/8jUfa9xwA+I7eb7Ed1zc3Uhxncgeu/38r+7c4L/pxYNZ+s5fOGo98lyL887byZrVazh0+AizMzMkaUah4PXMk9yD5Pt+z0ZM0xTHcXr+4VarRbFY7LHRnKXl56rVKq1Wq+cnllL2HBylUolms0mlUsH3/Z55stRMajablMtlwjDs7SDlZlJu3uRmUs5O+02xZrNJtVql3W73PFk5dwqCoDfW3FzL+8h94rmZlZtk/c+aJMlJ/vLcJ54mKdpojNHEScaK5ctZs3Y1J06c4KGHHuG09Taf+JMt6XnnGOv5w+4D7/ylV1z26KPjGdx4Su36lAvcsbnuSZ/85vl/ddamxo8fPG4nP/jel+xvPelz3ivOYM26zRw9dozFhYWTzJ5+h0P+6afepSbRUqWj/80+lRm0tO2pKLVfwVlKvacyj74bhZ/q3L/ZdfhduM/JHMGQZSlZllGrDbBhzWoOHTvOI488zmmb4aYPb0p3nG5Zj+13PnXuFY+/p+su/rbIEXXqxb07/cJnzvmBi06Lf2/RT5Mf+ZVJ+56HGmzZupHVK9Zx9NgxTkxO9uRMvhPTbrd7JoiU8ttMmNwEsSyLZrPZM09y6guCoHfOsiza7TZSSsIw7ClRQRD0zKN+0yOO49448nPtdhvLsgiCoEdZOaW22+1em/4+siwjCILe+PM+cv0hV5R83+89c95G6445mJtrvu/3+lraRxiGvT7ybyEEYRh2Fc+X28zMTBMkCaPDI5SLimf3TfPMC6F89asKydbVYufrrlwr1my57c4777zU+uQnD+vvuMDGXC83bPhk9vlPX7Pz/LVzXxqppdZ/++MFddMXZ8XKFcvZvvV0pmZmaDbrnTCYPBzGtk+i4n6qtiyrtw239GPbNkqpTjSFZfV+Sym/7Vz/+f7r87Y5C+8/l/efs97+6/PrhBC96/vP59f13/NU/ee/+9su7eNU5/qvy7/7x3DSc1uKOIlIopRVK1YRRyHP7Jtjse6oN16m0mLJXHH+Ky/+hze95dbjxlwvb7zx7h4Vy365u3v3jcKYS60z15741Np1ovLZr/riY38zJaqVCus3bGR+cYG5udmefduvVPQrTzlF5r+XKkj9n/779P/O75sf6/cInerYUja+lG0vPX4qRWepV+s7sdT+Z/lOIuQ7iZRT2cJLv/s/+S6aLWwW6/OcmJlm9dpVDAxU+eTuE/zVZ2I5VhHmjFUHP/PRR3+yyO49oqsgn7zAsEtedx3ZvV+Of33riubpTzwXp7/6B0ck2mLT5s1EUcTc3FyPRUVR1GN5OevxfZ80TXueo5zdpGlKFEU9T5LWmjAMe+w792TlbLz/O01T4jgmjuPeffJ7L70+SZLemPr7yFlrnMS9e+bn8rFHUfRtfURhSJZmvT7ycXT6f3kc+fW5uHq5zcv95/fNx5lf1z+OfFy5SAuCoHdvQ0cMzc7O0WpGbFq/DizJ73z4uHzwoSDbtkVve8Xsc9d3IkN2yZOULHM9khswn/rUm1Zfuf3IvoGaca/92Qnx9dvnxcZ161i9bh3T01Md+1BZCAmIrl1o+qnV/JP+4qUUeipKOJWf+LspTEu9R6eyFYwBgUAYMMJ8RwVNCAnGYHrdGASCzgGDEQbRezbRncFTm3vfbczfiXKXmmL9ymuaph1HjZQsHx1hYuoEB146yKXnV8yX/2o8y0RBP3509JIr33D7Y3m8V2eL5YZdQojd+onbZ64fX0Xh47vr6T/eMWdVa1VK1QFmZ2eYmZmmWh2gXm9SrZQJ/Dau6xAnGWmWYdtWT+XPTZh+0yFNUwqFwkk7PeVyuecJyj0++SZ83uZU4TT95kX/btJSEyY3gYIwRFoWshsy63nfHrITxzGWtBBCEiYRXsEj8NsUiyV8v43n2WSpRiBRliIIA0rFIu12QKlcJuiaa0t3tfpNoNzJI4ToBQzkplSr1cLzvJ5HTClFEAQ9UzA3G/PjOtNUKlUq5RJ3P9wUn/hCVfzSz0ln1eLCbwnBW83N3ZesE866W//9p1+78aJtx/amliVf/64D8qnnAjZtXs9AbZBmYxHbdilXSrheZw83CWOiIKIdddgPxpDp9Dsa/bnczH3HS9/spQ6Gfr9zPxWfyvnw3cyfTrRkEdv2SNKQMGqTJebbnA/GaJS0KZVKOIUiWZoRhy1sy8FyHJIsoeW3EHGKLBYouyWkkPhhizgKuy5QeUqOc6rdqqW7ZUuDAJfeJ1dW0zQlzTKyNKVarREEi7z00jE2rFF88xNr9MCIJx7cM3bhVdfd8fDNN6PUzTefLoXYo9//Y6O/v3kr533mC7PZxz8/J8vlEiMjY7SaDaQlGVs+zNZtr2Dl+AaqQ8NkeKQY4qBJ4LdJdEoUxkgpeg6O3FzIzZj8zc33U5eGtOYOjdyUydvk/urcl52bJfl9cl907pfuBNl1TLBKucLY6CibVg9hdMT07CJGQxjmfuLOGOMoxi7YLFuxli2rh/GshEYrZnz1OKvHaogUpuYXSbOY0dFxtqxZwVDVYWJqljhOiaIYY3Rv1yrfMcrNtJxD5eZa7qrNzb58lyuX17mek8+DUqr3HXdleccV6hHHAZNTAcMjpezK1xRV0gqrf/GpE1+4+eZdUgqxO/uDPzh/1fLR6Ifqs9L87RfmlREOg7VBjMlI0pSB6jDr16zkknMTrrloH9defJw3XXiYZZVJgihCo0HIrotS9thQv7nUbwr0yxYhTnaU9F+n1FKt+mWqz/3PS7VwKQVKKkAjhaFcrjA0PMJb39hk54469QUDpH2aeJeiAM8p4Nhl3vya47zxymdo1tt4TpGrX3eCyy56ntbsAkJklFyHHTvmeM8PvIBkmraf9J6lX7vv50JCgFxy7jtZAaf69D9rx3yySZOELDPUalWEsPjbr8xaExOZGR20rvnEn161UYiuDH712QNXrFqfFr/+jwvpt54ILM/1KBS9niO+VLKRVpmtyx9ly9gLPH+0wrVXpWxfU+Inr/dpCZcKFqnTeZhOILlESre7gC8PMF9ozysgVWcRcyXFGIOSnbgsIQS24yIAmS+YVEjZeXkcx0UpgRB2jzXmE+G4CiE0XqFEsVykXLTYMDzF5OBBMCW0cXBcG9mNActfFte1SYIWHm0GCjF+a4Hm3CyjXotGqU4USmqmQpoI6tMZ21/dpuh2NOJSsdiN8OyKHylxPReBwHU782C7qvukovsc4LoeQkChUOi8DKqr5GkQTmdxHbczH5ZtY1m57ZySpoIs07iuh+davLA/4o570uyHfrjmbJmKrzSGA/L666+XBbf4AxTGzBf/cU7EBooFm7Rr9iRJTJQIJk8cxhKL/M3fCV7zrkl+9H0tdmxLuWCH5sTROdKkTaPRJkkSmosN4jij2WoSRwFB4NNu+8RJSKO+SJLGNJvzxFFIq+kThlF3o7zD6ltBC2MMQbtJlqYEYZswiImigFazY4I1m4vEcUar5fdMtXa7TRzHNJsN0jQj9EOkUMTJNMOFFtvWF2j40wS+oLHok6UZfrtNEkeEQUgS+cwtLNKMUhIjmJmdZWJugZmFFq0gYzEKWWzUWWg32T8xSSsU1NstgsCn0agTBG2CwO/cM4xo1JskaUaj2SBJQvxWizAICSOfZnORKE5oNBfQacZiY5Ewimg3fNrtgCgOaTabJElEfaFBHMU0FhcJgpigGyyQJCn1+hxZBrZtkRrNP3wzEoZBxlfU3i4ExnrCf6L0CyuWndeYTcXDj/tSCguvXMayXZRSuK5DsViiVoThQYeJuYxEe9z9sOGlCcPGtRpbSox0GBmtUikPUdlgIQUEfkzL90FkFLwyTqGIJwXCsrGkTZS2qLd9RBLjejWGa1XK5QrGlmQxNPxFGgs+QTiH63pUq6PYrkUahzTrTdp+iOvZGH2yaeJ5HpmG0YFBSm6V1avbYJqMDBiWjRVptUJGhweoDZTxCquxpUAri9XDYxhngFLxERbbUB4epOB52OU2Y+M2igTXK+BIl2LZxS6kOLYEoyiVC1SqYwwOjuE4IVFgqDcXCMMYzx3G8zw8r4BQEltJHJUSBop6MEsWKqq1IrZTgjSiFfgkUYpXKGFJyfDoCEWvAFoTxClJEpHGGWmWdj1lglK5TLMdcd+jU3LisEW14O380B++c6v1jrOHL6iOjgzcd99B89L+BWFZHnEUEwqfLEsxWhMnEUELhAqYOhHi2IM4jsaIMpiQJGmTpFUGSmXOPmcbSpUI2nDw6B5IEyxdYGRkiPFlW4lkm+FaGX9eMx/X8ScOoYTD8OggK1aNMFobJUpSMj3H/pcgzXwEHqvXrGH92s2YJGV65gTziy2ErWnN1VHK6XnP8nBZr+DRigWRFnjpYZyCpoRm5WjE49NQLbssW76ZsUEHt7iKVrrA8oFx0sijXIRmHRr1OpnOCNoJnueSpg1arQ6XClppZ5IjTRRHKFlm8+bNrF62gizxOTR9gmazgSskzSRk1eg6KgMFSoUKJXeYKGrTrM/QPhpSW1VgsDJApdyxbVsnjpCFIVHSYsX6TSxbtoxqbZRjMydgvkG2cAI/aCKEoNls9kwwz3WZmGqJ514S2WvffFrl4kviK6yztp95tTU4YO89ejALwkzVahYFt4xtK2zbolDwcJwi1YGFjqpueUglGF+1HMvVaA1CWFQHSpx94bnsXFvh7I17UO48N/1DyJ0PaMbGh9myYTvff/kLHFso0AjneeWbpzhy1OJTX5zhUH01ylK89tyXeMX2p4giiQ5CZi5O+MDHQlrZFk7begZnbtvLOWteYnLW8KGPhzx7QFAoFhFGYXh5j1lKiWMpBoaGcRzJjrUpzx/VOEpy/llF7nskoVYdYnh0lOteN8HM7CGSMGPZsgPYtmDNqqOsrMFf/9kYH/yL40xMarZsUkiZoZwUVILjWrgKRkY8nKOwefOZbNuygfO2PsH2FTPsPZjxkU+0OBwUGB2tsmL5KFe/ahopBAcXNBdv28+BQz6f/prL6LLNrFte4uztRzlwYJ7P/YMmKthsHl3LmdvPYP2qiO3rj7C4OM2Xb494ZkFSLpdI4oRKpdJNoCuQJSlBAPc8vMCV1yyn7B5aLivDI4MwwnN75rvaqURnCVnWoQgEZKnGsTRKGRoNQdn2GB0tUXINsTYYMlYvW8+Kms2rLniAwcoDDHKE/++nAzavPs5CHVLTZMXyA9jRw5wxvpdnn93DqrED3PBLhqz9HM89+yJ33/cSd99znK/e+iLtxUnWjc1x4vg8SnucvuZ5Xrn9Qe645ykKcoLf+KkIN5sjaGvSrGNG6cyAUWRao6RA4uA5IevGY+66L+O5FxVbN0qUSQmSiDgIWF48SkE+zHmb9vPck0/zN59+hiNHYhr1lMcfaXH86CL1dghSIjOQQuHZHrZQGJFh2Sme61EbHOSMDXvYedrj3Hn/ATatm+eXfjyj1ZogDQVZkjE8dARb3stY4WFM+ByvPHOSd785pu1P89oLHmDj6D386PdP8ZZLFggbdYbGRhlflvD6Vz7J8sojvGLTcX7rZxOGa7Ms1JtINFmWIIQhTROk6qhwe/YtCME4XmX126RmeCOsYv++RZHLsCTtbFdlWdb5nSZkoSI1Ia2WZvX6rWzeMEbFS5icTFHSxnKKnLvuWariELt+MeLCd8xy2wNtfurdinb7IJPTiywsxqwcb3NkOuAHf2mRt/9cA619LjuvydEjU3zmy21+8feavO9/tnjysOThvQWe2m8oFKf4vjOf5qavtPix35S85/0tli2TvPkyzezsdM8HnGUBme74v7EkUnjUihG1Yc23nonZ+6LP6escqlVotALa9QVmZtrs2AAvTE7xP/884tN/F3L/U5JnJiz+8C9mmGt6uI5CZymxdFgxvpUzdpzDyMgwJrOQWYxXHqDsTHPp6Xv4zKcifvQ3ZvnZ35zk7NMVl1/U4sDhGRbaC0wdT1hTC6m4dd768w1+44M+Z6ydZ+eme3lq7yRXvKPBBz46x+uvjBiuZNTbkp3rn0GkB3nbL8xx+TuP02g2+fkfgHp9nlaaYGKJNnRjuyxAMDcbS/QQA8NbT5fKGdmexsNMz9dFh4ItPM/DcZxOrqzjIS1DqQquKLJt+3I2bhrgLec2iZoBDz3eYmRkOcMDbc48c47P/33Es3tDGpHFBz4yzbZ1I7xih+HEzBxVy+LcHQU+cdMUiDIvHEr4xn0Zl5w3CKbNYLHE2jXbePWrzuHCM6s88nCLTDtcvDUm0SF/8bdNSgXF/uOSL31lnquvLFOsRKQpOI6N47jYlkupVMQrlKhVSwzVGrguHD6a8sz+kHVrC4wMpAigHcVkwNqVkr/+XECjnTE6UmWw6lJSFiWvzPiIx8BgjQFX86ozapyzvcaatS7j4zaO1B1RRoGzTmsx3wz48E0NCuUK33pMc8vdTa6+skTRUdRbIWESs+Vslzse9zl6xPCtJ2OmGwk/+GqXD318kok5xe5vBNRqRbZusCiYRU47vcGffaLBC/sFh6Ylv/2hBc47p8qOTTZBEFEqF7Esh2Kh0rWpBfN1n1azhFtYLazBgU3VMAY/0KITdRjTaiWUSmW0DtE6xWnHLDZbZM2Q9+xKsXiUc06z+MO/CNh3CMaWS4bKdQbsNvc8GWCpIls3bGA2XuTwXMQFOzT33X8IjeCex+D2ewNKXgVVGGFiKuXsTSmlcka9nbDhzFXsWDtFpSa55+E2dmGUdWsjHts3z8QBcDwJxSrfuK/Jm9+YsGJUc/BIg4GhlbhKATazs3VqI5J6K2DDSkN9rsHslCK1JY4ssnWtwx1PzBGEa9BWyj8+HHLrvRlW0aFQrFEqOmBOECcRXrnIwnzIlssyPv9XLu35fWjzEqqwgCNdWrEA3WbtskUefXKBoxOSoYoGdxm33Nfi+p8vUHCmOTFRIc0CXnhR8tnPL3RDmWqUPM3RWcORQ4Jy0UOjEdJmqJaShS+SJSXueFBRLMHoyEqabYv5+Tbn7VA8+mwLooxCuUijWcezPUDTbvs0fJfR4REsSzkmSUKRpgaQXdOo0Mt6d2yLou2Q6CKphjNGJc045u2/OMutd7QpVqoMDA6yYrnEjxMOH1EsX7mO8y/5PpSAycP3sXlDk1S3qPsDPPpMg1QrSpUClYERhqsp1cI8ZVcg3Bplt8TOzZoTcz6HpyyWjxZZvzrj8T0WjcRl9ZiHXauBLGPaPudsG6DZGuW88y5BWjaTxw7jeIJqaYiB6hAbV8+y94BGltcyvmqUhcUJztphc9/TVSCi4BV44P4ThLFgxYoq1WoNY9poISiWS9jKYdkQHJzwufGDU5QqFioVbFin+en3FIhDQcE1rB0VPHCXAikplz2KlQGCpEDR81mz0uH5wykjQyM8vGeC41OGVStHGBweQtk+e56eJkpChsfGGR+vII2PzjLOOMfh8PE6R6c0a1Zs4rLXvJowaBOqb7F2VQMdW5Sqnb2Baq1IEmqEkOhUYDIHpVysNGkKKcFSAtBkOiMMg164qi54BFnA0ak682mZr399kktfVeXRp1oEocVQ2UXJhDgKcKTmmisdlNNi05YXSf2QoYEmK1domvU5jk3bSOOACEkluJ7F1EybYklQKQrm4hiV+uzYHvLEYy2mFyQ7loNSEUeOdTYy4lQw4ErqTYMfOezYJqgN13jdK4+x6GccqJzgb78+SbU4jmCaSmWWLHH4wTe0WbbMxSuGbN/iEPh1tF6BTAVCVxCihUVHA1eWQmhIoxRBQrmSMTWj+NJtAeAAitO2wTveJZif1dh2SHVA8sRLIRaCMDEMFmzCdkqgDakO0FFInIVoaRB0QGEcz0GpkKlFmySRuJ5CGJACLJExNCCpFTTXXWmxZROsWreHyTmfaqGF7VgYE9JuNSgWa7TaEZbqeANtpbBUTJK2sOr1o/HgUM3xCvlGpUB1dy56wCRS4OHi0GDfRMQ58w7vftsQv/vhOlWvgK1c/DTBRXPVZS6CiJSnEalCFlKeP2jhFSooNAUrw1I2yrJwbIcg9ZAyxvUMVlZlcCBksBrxzN6ILLGwbEOmHaIow7IzpLApOi7SkrTSOYqVkNMGjnP5tn20Uphc4fDpLyfMNRqsXW9REj5UJW95FfjZIjrRrBxRDI0khL7BsjRKaCwpcCwX23YQOsAIgbIkaZahTMr8QoxleQxWC5TKw2xaH2GRYruSailBWi6tzKBkhut5lL0hqtUZpJIIobC8kKGBIpPHQsDC8yrYroVQgsW2weBRLBYYGCgiTIvM+DhaMlAs8s5rXSxrnszMs7xqEfqw50CKsDSWKIOxsC0XozsQU17BolhokaYJVhxNP+W65ryR4WInMBfZy5pXSnVC9ExGIgRxrHClxW33t7jy8gof+ps2UZZSTCEIDItZgR9+/yGm5sGxbCDtbLTbkiAsEviwYqUFVoxC4mCjHBtbCWzHQNNm+WiEymKeOQC2a6ENGAy1mkBnDspJsKwCniMxuNTnprGkwq4NUkgTVF2QZg3qjTrD5UEcV/LjvzrB4y/EgOBNl5W44f0jjI+GtP2YVHa3DaVAKVCWjTKSTGmEzDAILOPQCjo7PHaxwMjKFSwfrmPTQAtJ0e5sJrQXUoQs4XkWXtGmXK6h9DyOsMkMpEnC4lwIApRlUSm7OI5Dy08Ag2PblKoZSMWRmRaF8nI++vk6H/zrRYoFi0wYlAGBRZIqqqUCWClgUAqybqzDwGCZciVifn7aWMqafxHi87auHzbf7CpZWZYiZSeK0HUc/LCIjkMm5wzr1hT4y4/P8tPv3solOzT37ImwnSZHDsZYmWBs1OGFI4Zq0UHbBRzl4rmaYmmMethiTdFHmYQ4TIiziMkTTcoVxdCQy/7jLVaPKRZaCU/s09iOol7PWFg0jC5TGFKCKMFSColPyYE09fjY52e5/V4LP82IEsnMiZC16wwDxSnm4oiHn8+IkgKOZfH4cwnCM6wcznjyYAOT2RgtyDLTtf1TlAUporuVKEiztBPFgsboGFvYeF5KphVRmLFgZ2SmRNGV6EySpRK7YFMp+JjM4vCJGE+WqRQ0zbgAYoEw9im5ZaRJmZsDKTIyLSnINllm0WhKLJHSDsGPFFo6SMfFsWyyJEVaGY4LUaixSjGB3+7ZwaPDaKHmZGvx+HNWo3FsbiUldpw+0tvRKRRcbMfGsR0sy8J1bLQqMLs4y/ZNNZ47PM2jz/j8yA8Oc+9vRLgFl8kFxWIYcekFNg8+DSPLh1i5bjMXn1PF0vPc+4hFIo8yuszg2k0c28WyFLZVIzMLuLbF0LDLqmUhR49FLLYMy0ZcolQxMy9Yv9JlsBZSdkdxPMW68QEc2WBizuelY4JDUxk6BSMFq0aXMTRc44ytM0wcsdFIhiou1YEhpJMQthU7T7N54pBBKIWQCseRFIoe5VIRIecgkxQKFSxb4bgGiUQKSalUxbMlY2NV/MYkEoe6H5NlMDxoIayUoeEq1VKRnWcK5hfaLLRsVo9aVEuG45M+rtMJnhipSbI4ZWbGwitKHNthw7ihXZ8h8CWeAE92OOrqFWOcsW0np53TYu+zh3nwoRCnqFHCIctSSqUKrXYTEGzfXDKGI7Trx78kD7yw5/PJ3NFk03pP2k5nAz3wQ4LAp9ls0mg0CJoNZhd8piYTlo3ZlJTHRz4zxc6dVbasCpiYOs6BI/N86xnDFecPo0TAyNAyNixfy6vPbHDJ6VO8dPAwJyYjSoMengutZpMwbjE9VSc2irHRClncYPlYysOPt8gSSZwEmFhz2/2zbFnlsmpU0IoiRoaX4boJ0m2z78UYpSyGhzzGBoqsGC0yODZGsWqxZhk8/UyLJLJIs84CBYnLgRdDdm4rYxtDHIXoTJPGKX4QQ5pQLQvabUO9ESEtcEoZzcUOVYdBQpKmhO1O2qsfZLRagvnpjOXLAW0YGVnGcMFmx9aMh55KOHG8QW3IoVSWzCwGCGETRCmeG2MEnJhrgzCkqabg+kzN+xyeSIgsw9AwGBOzY8vpDC+vce2VC2wZbzM7X0cY0dldSyXNhk8ad+LeLzxvGJEcJdDNE/Jv75h9tlGfWNx5eiY2b6iZNE2xFViq4+goFArYtkWt7HJi1sGVIZu32Nz1gKC9KNn1/WVUkuCqIjd9ZZFt2z3e9toatfGVrFizgrHRRZ5+aZaFxYDZRQ/XNoxWQSiBZWuENUAYG2rVjLUrB1g+nvLisTJepcT69RvZsmUrew8PkqWKa650WblqO6vXb+UVZyiIBS+8oChVLDzXw6vWGBhexvjK1YyOWJSHM/bu7/ioSyUb17Zw3Cp7jtus21pgsAQVxyClQVgZtu2grE7MaeAD0sXxNMWSYnY2RUiLUrGAcBxWjJdopRpERKths/+Q5tJXeawcG2P9up2ctiVmoDLPl78eUKyMMjJsgaOZWhQUHI9qeYzhZYpQa+bmNQPVAbyiy+q1BeoJTM9lLCwKNmzwWL1uM9XxjVyw8whZa4a/v32easXDUhalsoOQKY4LYRyyfNQxZ232VP3Y4fqTzxy8Q24auqA1ebz5yPBYYM4/29XGCJIMojjqhZL6YUqUBDx3IEIow4YNhlag+ZsvLHD1a8vUCj6RSfnWE/DlWxf5o/8+ypljDcZKt7Nu5TxPPReThi1OTLQQYcZIVZPGkMYZC62IhWlYXsgoeHNEfsyJ2TbjoyXGBssUHJ+ZGc0nvtLiZ981yNsuWqScPcpbLjjO1+5dZGI+xlYSrR2MiXEsRei3GXTmEUHExHTa3W3KumFBKS/sjylaUC4sosqC47MxmVboRFOvt4kSHyk06Iy4FZG0IzQCozN0mhIEIXbaojEPflsRZClfvnWRK88a5afeXqTq3cvVr9rHbXe2ufORlKIrGC5FxL5kbtZgKUPoz1Ew87Rbgrm6BgNp0sQT88zO2KAFD33L8Kpzbd50kc/24ft528XT/O9PzbPvUIayEpJYE0YxaaJJk5QsTbj0omG9am3AYqO198d//O+ft2688Ub92gt/4POE9Te87XVD5hM3TRBFEUJKVDfUJIpjLJWx94WIdlJh64YyQi3w9W8G/My7PK69psqHPzlPrVzggx9rMj7k8N9++jDFWsz934q59Y4Ux3E5PNkktUdZubbMfc+EJFFGvbXAibpHdUgyXF5gxeA4f/77w8xNu3iFSZ7dn/Lokz6f3S3YsXGB9703JgunmJ0RfOwzPpbtYVsKKUFIiVQwNT1H5fyAlq/ZfyjAdcoIYZEag9AZ+/dnWMpl43hCpCz8xEamMSaJmJ6ZJgO8giLLNK1mk9qgS90HqQGdMXViDrvgY4RH3V+kUhV8/Z6Adz7a5ud+QtAK6jz/bMLv/vEiquDhRxGVksFvl2n6Ai01U9MTDNbKHDwWkWays9nfnKQ26HDnfU0QBW7+xwXe/PoRbvwNG5JF/uSTc3zqpojB4TLaSDSGJMtQmcSPYqQSvO6SspFWnaPH468bg1DGIHb//WlHVw8d/uGNK2XlrgcaHJnQolBQHUXIsbEthaU8Ym144N4Fnt4T4mubIICnng2Zm5NMLAqqRY92XOCrd0zx8JMNbr874mOfC5hpCWoDHq3E4sCBJkcnLOaaioLbUYAWGyF7Xww4OiU5ciTkoSfrHDzks/+lJvsPJbx0xNDODLc/ELL/hZAH9jT4vb8IePGQYmDAxXGLuK6D43aUwtCPgYTnnq/zyLPglYp4jottW9i2Rb0VMz3b4rkDKfsP+jy3L2KxbeMVixgjaLRaPLMn5NAxC6eYkKWGbz6Q0owVpWKBOAOhfJ54ZoHnDxsG3SqZZXPLvS32H2nzzTszbvjTOaabNqPlAlrZ2HbC0882eGZ/x8mhlGBuznDPvYvMtlwcpxN/feiw4J7HmqSJIk5cvnZvi2/e2+b/fL7B393i41VcCl6pEwYkBZKOrtLyQzautvid942JNBDptw6s+9mzz35uTuQgZg9/4xWfOe/s5J0f+uhs+r4bJi3HtigWSwgpKJWLZElCyasyMTeLJUEIg2db1BsZmoiBaoEkgXKtzMJindhXxImPYwtqlSKpMHhukcZ8HdtzEUpT9QqkWuGnIUk7JtOSKGx3kbQzEBY2GdWhEjguOjY0FxpkWiCtjGrNQ2DjOg6O7WCEwXMd/HaCzjRz9SalkkBKC8e2cWwbbTKMNMxOtVFS4fstXE/hFUsoZVFRNrPtNkJrLAVW0WFhLqbsWViuBAFFr8DiQgOJBJniuVVS0wYjmZsJ0UR4nkQ5gpo3SJi1UKJIvVGnWLBxHJs0jdGZJApjCpUSWRzjFF3qiyGuA67jkegYYxwaiz7ShqKncG0XyxYY0/FThEFInKS0201u+MWx9Pr/sdza81j61dOv2vMWY3Ypa/fuTqTL/MzyD8xOHfmBXW+uyP/z2QZ7XwxApLhOFSktChUXS0rWrF5GlmaksUYKTaki0BhEZpBWZzJXji1HZxFJViQzGQK36xUTlEsFNClGG5RwKFqKIh66lpDECVp7GC3QWdZ5Q6VCWhLbspElTa1WQCcCTIoRGmW5ON0kONEVKY5dJDMBxZpLFneUKMuyuwF/YDIorC6QRDGZLoDuBAbaroUlFOPVAjpL0YnAKEN5rYZUIJBIS6CkwC2MoDONTjUogy1HEESUyxUSHUGsQVpYDnhiGIByrUAWp50IS1npxEGbDJ0ZZLkCwlAulyHTaCykNNhSMDZcJtMakwoQBlTnOZM4xpaSehiyfpXDO64ZFM0ZmG45H+7Fo1933e7M3LxLXvXurz115Fjh71atcOX7f3QwBU0Ua5qtRZIoZmGhQZikNOstBJIoCUkNxHFCEiZkBtrtCK2h6TfRQhEnBoEDaJIkwgBhGCCxiMIEgyYIA3ScdhZVg227ZDrFLXpoYxBKoDPdxXwWpHGGZQviNEUpl6QbRxxGIX67TRzFNFuL6EwRtSOUEp0xdnOGWq2AVGcEfoSyXdJUIy1JZjRJkhFnmsgPQEOUBighSPxOvHWSRsRRTJpqwnYABoIwAC3wA58wkZ2c3liDZRHFIUYrfD/AGAjbAUmakqQZbd8nzVLarU5qattvorOMyA+JkwyjE+IowghJGCVIaRFlERpDHCcEQUDg+7SjCJ0l/Mg7y9nmrZ46ejS77/Jrn7zdGGQvbJZdpxljEDd9pPbbK5YFb9315rLafWvZ3HJXIoolSJIYZVlgDK7rIqWkVCx18Cy6mBwd37XCshQFr9BLzVyaCVgoFLGU1TG/ulTVyQfS35ZeainrJHSb/rROJTtplY5j90Jv83G4bidst1As9GK089BYpWQ326HQeY5S6SQknPw5pJKIbtpnfn3nN734Z8uyKJfLL4cDC4GxLCzbRgnRlbUKIbo7c67by1TIU2+LRXFSqmv/vOWga/lYi4ViF6wsJUoTkiyh3fa5+JwiP/XOFczPCI41K78uBOzevUvA7k52YQfCdpd8+3tve/bwXO33KqNK/dYvjmVjQzFxrNGpIU2zbsZ52pvIpXmtS7GZTwl8ZiCTBktZaBuMMhhlELbq5A+pzrfqfizbQSqFZatOfLUAZSmkJRBWh4V2sEEkVnfR+3NrbdvGcZy+Yy/n9ObHbdvuiABLYSuFNGAhUEIguztMncD+Ttxz533txn8ZsIRAaoNBYESKbUBLicGcBMyyNI21/9jJAf+q92K+/On0adAkaUqWxAR+RLFk+K1fHsnGhm11cJa/fN21D91/0030IJasl7N6dmtz8y71sfi0D1T3fenqi3eWzv61X1il33/DERnGKSaKsSzZRazpoMPkiWF5NGM/OmueguI4Tg9lx3FdojDAUx5+PcB1iqRRjFASKQRJlpyE5Rz4Pp7rkWQpWghsyyaKI3AlYdiFQow1ES1aYR1MR1bnUIQ5vGCOcpOnuOSJYcVi8aQ2AjCWwvYKFPA6iWWlEkEQ4rgdRB+DQVkuQRhTFIqW71PoJrg5tgVZSmgyhjOPMAoRBdHD6MjTd/pzkPL0ljwxLUfvyY/lSAGFQifRTUqJ32oRmYQkSfmNn12lr7q0LA8eYuZvH9O/0kXD06fE6DCmA0j94Ne//8yNK55/vOwKfvZ/TMqPf3FWlEoFPK+I5xVwXaeXub4UT+O7pU4KAcZ0NMDgnJC0plHGRdgGlMGoLoVK1Uvf1GmK0AJS0FkKmcYkGjSITNHyW1y27SK+f+sP4kct8u76oYzyseT5w/2JX/1pNlbBgelpnvnYJ5EiQQmJ0ZpCJpAmw8Jga42lM2yjcYzG1hqpNZYRJAIKicOcp7mpWGDa8bC07lgFS3A4+kVXvwg5VSJ6J59JEycxgR8Qtn3qrYCrX1fgMx9cmYaZp56Y8N585esf/Jq5GSWuo4fXZJ28KDfqrtn09IPfuOj9F65p/ckf/NpQcmgmsu+8p4kREj8IGKhWaWYZxWKxN5H9VNEPAuo4Ti991HXdDrpNtUS4ISFa3Y1+dAzSkeBYSMsilQJpKTACk0p0kkFqyGJDFmWYJEVHGSaGVuiz19vHRdfuZK278ZQvWx4z3Z/E3Y9I0ElfkdhWiVLZ4eFmi+c+/CcMjAxhIo2XGRydUNSaYqpxtaaoNaVUU85iXJ3RSTnu5BG3Worbxgs83ZhhWblCow9RKGfB/Sg7tVqNZrPZA2fNt2qDIKDgFWi2mti2RbPRBGlotHzOPdPlD39rVVKqCvvJZ9TvXvnGB792Zxck9p+JsnN3+sRXz/2rs88If/zgUZ2+6+cOWfc/FVIu23hOGafg4jgdE2Wp/O1P/1ya0Gy0QUtoXNUkXmEQlkDZVkcGOwqtRCcnx7KQQiK62XhZnCISg0k1aZwh4gwdp1iJYGpmgqvPeBN/++6bMVEK2iKTGt3VF3KqzTP/8mz6HOCsp4hZFuXSEGU75pbrfpDFJx6l4g5AmmAT4xpDMe0uuNGU0pSiTilmGZ42CAwWMKMc3jM2yl7XodDll0uT3PspuL++RD8yUf5idjL+Y4LQp9losn2ry2c+si7buclTL77AAz/xOwOvvusGUi67O1sKpXRKpLtPfOKwueGyS63x1z30lWvesGb9tnXhzvPPG0kfeHRRHp1IkKqb1d8dSJomgOilduZpjlEU9ag3SRIQEPg+ylb4G32ycgams/FgFAgpQL38EUqgRaegmbAMBgPS0AkP1B1o/8zgFDyeO7qXtctXc/6aC0kxOFJ1k9teBjv5p/BBbAsyMtzSICvPOptnv/plROjjSAulNRJQnQgIQGObzga8MoJCpnENSDSxkHypXOZgGOBZVg9tJ5ep/XCJ/amheXps/iLGcUSaJrTbbZIkpNmI2LSmwN9+aEu6c7u2XpowDz705Jmv/9OPfrV9/ccPnxIn65QLfOONcMMnDpsbTkeNv+WSv3/bm9NXnrG1vfFVZ1eS+5+K1NHjAVJqjM56GXVCdpKoc/T0HABtqZmUZbpDqes12gPbKCTdj1BIJLa0sIzCQqGMxDIWKrOwMgulLVRmUJlAZSC1wMZCAo8ceJwrNr6GkWKZKO5EcLxcTcWcspZDP7WITkALaRxRWbeOgm1z8O57wXPQ0iKRklQKtJBoJckQaGUTKUGmJLEQGGMxb3t8uVpk2hiKtk3WVUJzUy+fk/xY/1zlVJvpjChKOmlEcaeG0+aNDh//0IbsgjND6/mDtYnPfmv08l9835fntelYaP9itNkcu+Mz33hn5bzKvm9sXRddvO9glv7Sfz9q3Xpvi0KhSqFgcJ0ijlPBcjrmTz/bWYpuo7XGSIjtCOMZMi1RQoEAbTKk6oCAKSvPUOjauNqAEBitUUKSpSlSKrI+rMooDlhZGqfqVDCy4yDpR4LtR67px6rM8SyFECjZicOyHQcZp4QnTpCkQSeTQXf2W5WQ6CxDKYlJNLZQyFQjBUhSfCWYdYpE8uSc4HxelqIZ5Nq9EKLjJdQZYeiTxFk3a9LnvHM8PvZ7q9OztrrW85PmyG0Pll/3C7/y4L5/CnVW/HPQZm+8Ef3eP//z8k+e9fGPnLW89UPTDZW973/Nys/eNC0sp4i0Y6rFKiYTVGoVojCiVCoSRZ16CGC6dRgc2r5PqVzGr7cpugXCJOxq44okCigWPFqtNqVKuYe0nsQJQnScDkEYUioVabXaVCpl2m0f1+0ivguBJRXNVoNipUyz0aRcfrmszlLE935IxTzjPmeXXsGj1W4zPDBMM/Sx+6EMLUUQhFTKJVptn0KphB8EOI6L1hnSpJScIu12i0q1SruLR5LXhzgZ3b5JqdQZq1vwaPltpDbEYUg7ScniiKtfW+MD1y9LN62xrH2HCo9//sENb7zxV3ef6Hirvnt1ln8mXvT18sYbb9QgeODL535053b9k2kSZx/82Kz4Xx+dke1IUa46FBwP13WxXRvbcnr1GHpU3IWMl1qjhUAL0S1o1VXG6GA0ivy4WAL+mR/TfTCDueLSEcdIaVAIjFF0VduTzLZTwSguNWHyvgSm4y41J49DI17mJjJP6RZkout00Z2iWkJ+e8a+6YKSaW3QOut+a7I0IY4j4jghSiIadR/L0vzyDy8zv/Yzo+nAkGPvn7K/fsfj1g+99733Lfxz8aLFv6yoZIeLPHLrK9+3fUXrg8VSwNfvDbPf+P1p9cy+ANtxKBfKGJlRKBTA5ChyCq0NntdBwPGKJfx2m4Lndfaeu3Zg1HWU5EChOfJMkqQ9V14PuabVplTuAH3ajoM2uqNwOTbtHhhpo0edeemd3EHTDwLab8LkypDnFWj7PuVSZ6yd0jsZQoCyJGEYUCp1OEi5h7LjdOoqmU7mfhiGL4OzFkuEQdjN4O9gZ3U4Wgvbtmk1W52QonZIlEZsWWtzw6+uzq6+oqhsO+WJQ8N/dv5r7v+Ffq76f6lmQ6f41f1fe+3Vy0rz/3vjhmD86GScXv/BhvrE7ilhDBSKFTxPYSmJ67ooZXe27Lq4yLZlkWl9EvJ7D3GmKztzr05PdnbxqnLnRO7x6ceC7kdf70eX7zfbckWnv2pLvwzur7rSATmxyLLOuOiBnaoevnOWpSfhhSzFtupVjxGSLO2aa90SB6AJ/ZTURIRRRNBOgYRrXz9sfvdXlmdb12vrRF3Xj8w6f3DBlU//wb+maJb6Fy4wN964xxizS63Z8tW9Wy49+7Mu9jnrxpqb3nhZUZy1tZIdOpzKwxM+YZRiKUmaaoyBTHdMqTTtTFbuYepnlVmWYUmLOIl7k9dfVidvcyqk9n7HRafekuzha+XX97TlLnJPP/h4fp+lpXv6X8K8tmH+EljWyaV7+jdG+lHdOyXxdMfs0SlxnJGmCWHYIk0D6k2fJNKcsd3i9391PPv19y6XK8cz+eIR+5t7Dm5+8+VvvfurHS/j3ebuu/9lNZSsfx0k7u6s6/E6AebKB/7+8p/cONz+wLVvciuvvLCm//rz0/zlp2bksZkIVJtqoYbWCVkpI9EZxpR7rDKfoKW1iPItRilf9tv2o7nnWnA/FH/uE0/TBNu2eqw5vyZ3dizVonMzJb9PjtTe/91f38EYyDKDELKrPNLzt+fX96PcdsrqKMIoQWhDHEXEOiMOU7IsYXRA8RM/NKZ/7O01s2GNUNOzsf/soZE/OuPSu24AYe6881JLiBvT/5TKZ7nD6rN//Y4N56x56TeXL/N/bLCW8cRzWfaXn54VX7plUc4uZEjVQbtxbJCW15PNtp1vx72MFP+yfzv3hH07/F+/ibEUa3npzs1SYLZ+xPnvVjZnKSjpy2xXnqS0ddDaO2XkTZ9rNF/0LNNkSUKsI5JYEPptkjSmVnV4w2s8/YvvGjYXnF1W7VgwMS2+sudQ5Tevftd9e4xBfDc09/+w2oX9RZtu/8z5l69ckf7JppX6TEvBY3tb2Wf/rs5NX51VEzMdXKpisVOY2bZtEB1Pk+vYXf9sqaucVLq7U0WyNMWgTypIlftu/VNACOZQiM1ms+cT75hr9OoS9sMllkqlnhcu98DlClilUnnZXOsCreWwjcVikVazY2b5QYBl2WRZ2qP4DsiZJIrCTmpLOwUEI4OGt101qH/kbUPmgnOVEji8eNTsmzMj/+OiS7/5xe+Z2oWn0LI7ZWVPu9558s/vu6bkLfz6mjFztmNnPPN8O/v4l1rccntL7t3fFiCwlEvB6+A/SeWipMKyOy5Ky3KQQvbAzfLf/crMqQA+v1MdiFPBAy4tvdNfY2EpsGk/VLIQkGVdD1hu8mQxOsvIUkizhEx3gvWiICFKY8Cwea1rXnN5Vb/72kEu3GEpEoujM+qJdlb78//vw/rm3bvvbn1PVh9dWtPwB67bnRmATT/v3vnhp69ZOdx+74qB+PtK5ZSjRwx3PNRKv/S1urznUV8uLqaAg2ULLEvi2hKpJbbjkhmN5di9ic/laQ7a2QMR7crXfGeofz84p7xc0873g3vVQ/v3g7usOa8fnO+GdQph2j0KBtlX3ifAshyiOETJDiRinCYksQASKmXFhWfa+pq3LdNXXFCwtm6w8VuGIye8p08sqg9c/v7zd7P/z6JTFdX+Xq4ALszNu+TLgxXc940r3jrmTv7wwKB51eiwHEpTwQNPxfrOe1rm7vvr4tFnfdn0TVexF5RchRAKYUmk6kRRWJbdK8mel7zJy9PQzUJUlkXaPZckCa7jkOammAFtTE/Ddl33JEWs08Z00XPtHq5mFMVI1XGP5hDKSZIglSSJIoSwaQUhmA5HLRUkZ22r6O+7sGxe92opvm/HsLSKmqmFJJ6ZK9yeUP3Yzive+w9wXZaX50Xs1gLMf5kS7/0Lza7dOnfi/MmfXLHs3C3yp8bKU29bNcpZhQGb5nzE8y9q/c37F/RdjyXy6Wd9MTEdiJcxmS1c28Z2DZayEUYiVMebJCRI0Q2pQfS87p0wm078VMfzZfKIA6AT4CcVPRA1Ywwa09mD1p3AXaMzDJ3iGNIIMlKyTJAkKWGcdIoFd31by4eVOfP0AXPxK5R+3aUluX19SdZGFGk75dAJ+6VmVPzC4y82P/7j733m+SWl3b+tkMZ/pQV+WYbdvEuxa7d52Xdq5O03v/LVw9XsXUMj0TnD1WRHqSTJIs3T+3wOHiN7+Im6eeDxtjg8aeT0VCrCKDsJqF5KCylMB7NSdt5/27ZJdYdy4zjBsfPiz50F1lpj2ZI07qSnxnGEbdnEWYpEdjL7tQFhiNMUjIPOwm6fAkhxLBgb88z6VVpfdJZndp45wsb1yjptm0XRs4lbhummeXa+7TxxZJbP/tFNG++/e/fuVtcikOzeJf5vL+x/+AL3m1Z33XWpOllD3KVu+/LCVWOFxunlgfTtNS9dP1QRA8I1pL5kcibhkafm9aEjqT5wxOaZfU1xfCqQ0wuIMO44Nk7eCRTdT74onQVDqA4Fm3xuZW9v99vnWmBbAs+V1KrSbFyh9GlbSqxf4Zk1ay2188yC2DBuo4oWiJiFKdGuh9bEXCP+Ytsfve/S7x+9BV6Wp+bOS60b7rpb/3spT9+zC9zf980375K7doEUXaWs61z70/950egFZ8WvqRasC3Xqnze+LDu9VLSq7qCG1NCaS1hsaebqGRNHMRMnYj0xHzEzl7FQ16IVQb2R4rcSBEIiFHOLETrTYCSW1NQGPTreR02pKE25pEypJBgckGbZgM34iMPKcaVWrPAYrAkGa4LqiAEFSV3hR/hTU/opY7uPtGPnyTufaN3+K7/inYDHkh4L1rvU7t2wq09E/YdPMt8bf+Lmm3fJ0dFpccUVd6dL6089fs+u0X2HXjpjZbVw8fp12da03V6XaWt9pRqvGCwhHCW7BGu68dGCZjvFD7qOCDo4VWkqMHT2rCtlgYVBa4tyNaJQcHGkDaKjSBktiENFFCnqDX9WKm9fIovTk7PBvsVQfr1YXHP48jd8+dhSyjdml2I3/Eex4P8qC7y0CDV33XWpuuwykPLbFxzg/Kuuqn74v3ubh51kZGpiYYstW2Q63FgqlU8bGiqscp0ISxrRbKXrdKY9W6nOhrwMyTKLxGi0ERijdLli9uusnE1M+gthFD2tpXo+iq1kw9rVz4Z+If74p54+/IG/eX7i2z1eoPWl1l13wV0d9mu+Fxa1/+//B8yfOgHybCE9AAAAAElFTkSuQmCC" alt="Renzo-ArtHome" style="height:46px !important;width:auto !important"></p>
<div class="mxc-firm"><b>Renzo-ArtHome</b>Tavola C.N-01 &middot; fuori scala</div>
</div></div>
<div class="mxc-h">1. Leggi la facciata</div>
<div class="mxc-grid">
<div class="mxc-sl t-pos"><label>Dove sta la macchia</label> <select id="mxc-pos"><option value="0">sulla faccia che la pioggia batte e percorre</option><option value="1" selected>al bordo del bagnato, accanto a una parte lavata</option><option value="2">nel sottosquadro: sotto cornici, davanzali, capitelli</option><option value="3">sulla parete fredda di un portico o di un androne</option><option value="4">alla base del muro, fino a due o tre metri</option></select></div>
<div class="mxc-sl t-mat"><label>Materiale</label> <select id="mxc-mat"><option value="0" selected>calcare compatto, come la pietra d&#8217;Istria</option><option value="1">marmo</option><option value="2">intonaco o malta a calce</option><option value="3">laterizio</option></select></div></div>
<div class="mxc-zona" id="mxc-zona" style="--zc: #232823;">
<div class="mxc-zt">Zona di confine: l&#8217;acqua arriva e non scorre</div>
<dl>
<dt>Forme attese</dt>
<dd>crosta nera dendritica (punto 3.5), rigonfiamento (3.26), scagliatura (3.27)</dd>
<dt>Misurato</dt>
<dd>San Marco, croste dendritiche al confine con la zona lavata: solfati 50-70 %. Ca&#8217; Pesaro, croste di 0,5-2 cm con 19,9-27,7 % (un campione sotto il portico). Palazzo Ducale, croste dendritiche: 40-46 %.</dd>
<dt>Dove si campiona</dt>
<dd>la crosta, il primo millimetro sotto, poi pi&#249; in profondit&#224;; e un campione della zona lavata accanto, per confronto.</dd>
<dt>Che cosa dice</dt>
<dd>&#200; la zona della crosta pi&#249; spessa. Prima di pulire si cerca da dove arriva l&#8217;acqua che la bagna: il bordo lavato, un gocciolatoio che manca, un pluviale che perde.</dd>
</dl>
</div>
<div class="mxc-matn" id="mxc-matn">Calcare compatto: la pietra d&#8217;Istria ha porosit&#224; da 0,25 a 0,33 cm&#179; ogni 100 g; si sbianca dove la pioggia la lava e si degrada lungo i piani di sedimentazione, dove l&#8217;acido entra e forma gesso. Il conto qui sotto usa la formula ricavata sul calcare di Portland: per la pietra d&#8217;Istria &#232; un ordine di grandezza.</div>
<div class="mxc-h">2. Il conto della pietra lavata dalla pioggia</div>
<div class="mxc-preset" id="mxc-preset"><button type="button" data-p="0"><b>Caserta 2000</b>SO2 10,0 &middot; HNO3 2,0 &middot; PM10 24</button><button type="button" data-p="1"><b>Caserta 2010</b>SO2 2,5 &middot; HNO3 1,4 &middot; PM10 17</button><button type="button" data-p="2"><b>Caserta 2020</b>SO2 1,1 &middot; HNO3 1,1 &middot; PM10 16</button><button type="button" data-p="3"><b>Senza SO2, HNO3 e PM10</b>clima di prova invariato</button></div>
<div class="mxc-grid">
<div class="mxc-sl t-aria"><label>Anidride solforosa <span class="mxc-val" id="mxc-vs">1,1 &#181;g/m&#179;</span></label> </p>
<div class="mxc-cap">media dell&#8217;anno</div>
<p> <input type="range" id="mxc-so2" min="0" max="80" step="0.1" value="1.1"></div>
<div class="mxc-sl t-aria"><label>Acido nitrico <span class="mxc-val" id="mxc-vh">1,10 &#181;g/m&#179;</span></label> </p>
<div class="mxc-cap"><span class="mxc-chk"><input type="checkbox" id="mxc-stima"> stimalo da biossido di azoto, ozono e temperatura</span></div>
<p> <input type="range" id="mxc-hno3" min="0" max="5" step="0.05" value="1.1"></div>
<div class="mxc-sl t-aria"><label>Polveri PM10 <span class="mxc-val" id="mxc-vp">16,0 &#181;g/m&#179;</span></label> </p>
<div class="mxc-cap">media dell&#8217;anno</div>
<p> <input type="range" id="mxc-pm10" min="0" max="60" step="0.5" value="16.0"></div>
<div class="mxc-sl t-clima"><label>Umidit&agrave; relativa <span class="mxc-val" id="mxc-vr">77 %</span></label> </p>
<div class="mxc-cap">media dell&#8217;anno; nella formula, sotto il 60 % anidride solforosa e acido nitrico non contano</div>
<p> <input type="range" id="mxc-rh" min="40" max="95" step="1" value="77.0"></div>
<div class="mxc-sl t-clima"><label>Pioggia dell&#8217;anno <span class="mxc-val" id="mxc-vg">800 mm</span></label> </p>
<div class="mxc-cap">millimetri caduti in un anno</div>
<p> <input type="range" id="mxc-rain" min="200" max="2000" step="10" value="800.0"></div>
<div class="mxc-sl t-clima"><label>Acidit&agrave; della pioggia <span class="mxc-val" id="mxc-vph">pH 5,34</span></label> </p>
<div class="mxc-cap">pH medio: pi&ugrave; basso, pi&ugrave; acida</div>
<p> <input type="range" id="mxc-ph" min="4" max="7" step="0.01" value="5.34"></div></div>
<div class="mxc-grid" id="mxc-stimabox" style="display:none">
<div class="mxc-sl t-aria"><label>Biossido di azoto <span class="mxc-val" id="mxc-vn">30,0 &#181;g/m&#179;</span></label> <input type="range" id="mxc-no2" min="0" max="120" step="0.5" value="30.0"></div>
<div class="mxc-sl t-aria"><label>Ozono <span class="mxc-val" id="mxc-vo">40,0 &#181;g/m&#179;</span></label> <input type="range" id="mxc-o3" min="0" max="120" step="0.5" value="40.0"></div>
<div class="mxc-sl t-clima"><label>Temperatura media dell&#8217;anno <span class="mxc-val" id="mxc-vt">14,0 &#176;C</span></label> <input type="range" id="mxc-t" min="0" max="25" step="0.5" value="14.0"></div></div>
<div class="mxc-display">
<div class="mxc-dcell">
<div class="mxc-dl">calcare perso nel primo anno</div>
<div class="mxc-dv" id="mxc-tot">6,18<small> &#181;m</small></div>
<div class="mxc-dn" id="mxc-fondo">di cui 4,0 &#181;m che nella formula non dipendono dagli inquinanti: il 65 %</div>
<div class="mxc-dn" id="mxc-pub">valore pubblicato per Caserta 2020: 6,2 &#181;m</div>
</div>
<div class="mxc-dcell">
<div class="mxc-dl">rispetto al fondo del manuale, 3,2 <span style="text-transform:none">&micro;m</span></div>
<div class="mxc-dv2" id="mxc-classe">fra una volta e mezza e due volte il fondo</div>
<div class="mxc-dn" id="mxc-classen">entro gli obiettivi UNECE al 2020 e al 2050</div>
</div></div>
<div class="mxc-term" id="mxc-term">
<div class="mxc-tr"><span>parte fissa della formula</span><span class="mxc-bar"><i style="width:100.0%;--bc:#9a9a9a"></i></span><span class="mxc-tv">4,00 &#181;m &#183; 65 %</span></div>
<div class="mxc-tr"><span>anidride solforosa</span><span class="mxc-bar"><i style="width:2.8%;--bc:#a06a00"></i></span><span class="mxc-tv">0,11 &#181;m &#183; 2 %</span></div>
<div class="mxc-tr"><span>pioggia acida</span><span class="mxc-bar"><i style="width:5.0%;--bc:#3a5b8a"></i></span><span class="mxc-tv">0,20 &#181;m &#183; 3 %</span></div>
<div class="mxc-tr"><span>acido nitrico</span><span class="mxc-bar"><i style="width:36.5%;--bc:#7a4b2a"></i></span><span class="mxc-tv">1,46 &#181;m &#183; 24 %</span></div>
<div class="mxc-tr"><span>polveri PM10</span><span class="mxc-bar"><i style="width:10.3%;--bc:#5a5f5a"></i></span><span class="mxc-tv">0,41 &#181;m &#183; 7 %</span></div>
</div>
<div class="mxc-riga"><b>In una riga:</b> la crosta nera cresce dove l&#8217;acqua arriva e non scorre; dove la pioggia scorre la pietra resta chiara, e secondo la formula europea si consuma anche con l&#8217;aria pulita.</div>
<div class="mxc-lim"><b>I limiti di questo calcolo, per iscritto</b> </p>
<ul>
<li>La lettura della facciata mette insieme misure di studi precisi, soprattutto a Venezia e a Padova: sono intervalli di quei casi, non valori attesi per ogni facciata. La diagnosi la chiudono le analisi dei campioni.</li>
<li>La formula &egrave; quella del manuale UNECE del 2024 (equazione 4.13), ricavata sul calcare di Portland: vale per un anno di esposizione e per calcare esposto alla pioggia, cio&egrave; per la zona dilavata, qualunque materiale sia scelto sopra. Per altri calcari d&agrave; un ordine di grandezza; non descrive le zone riparate, dove cresce la crosta, e non dice quanto si perde in pi&ugrave; anni.</li>
<li>Le medie di umidit&agrave;, pioggia e acidit&agrave; le imposti tu. Per Caserta la tabella del lavoro del 2025 riporta inquinanti e risultato, non il clima: i valori di partenza (77 %, 800 mm, pH 5,34) sono scelti perch&eacute; la formula restituisca i tre risultati pubblicati entro 0,1 &micro;m, e non sono misure di Caserta.</li>
<li>Per le funzioni del 1987-1995 il manuale scrive che valgono dove il mare pesa poco, con cloruri nella pioggia sotto circa 5 mg/l: vicino al mare il conto va preso con prudenza.</li>
<li>La stima dell&#8217;acido nitrico da biossido di azoto, ozono, umidit&agrave; e temperatura &egrave; l&#8217;equazione 4.22 dello stesso manuale.</li>
<li>Le cifre a schermo sono arrotondate: il motore lavora sui valori non arrotondati, e un conto rifatto a mano pu&ograve; scostarsi di un centesimo.</li>
</ul>
</div>
<div class="mxc-nota">Base dei conti: studi di Fassina e colleghi su Venezia e Padova, dal 1979 al 1995; manuale UNECE di modellazione e mappatura degli effetti dell&#8217;inquinamento, aggiornamento 2024, capitolo 4; tabella 3 di Tidblad e colleghi, 2025, per Caserta; norma UNI 11182 per i nomi delle forme. Ogni numero esce dallo script dei calcoli dell&#8217;articolo.</div></div>
</div>
<p> <script src="data:text/javascript;charset=utf-8;base64,;(function(){
  /* --- dati e motore: la formula e la stima sono copie di calcoli.py ------ */
  var D = {"drf": {"costante": 4.0, "so2_rh": 0.0059, "rain_h": 0.054, "hno3_rh": 0.078, "pm10": 0.0258}, "classi": [[1.0, 3.2], [1.5, 5.0], [2.0, 6.4], [2.5, 8.0]], "zone": [{"titolo": "Zona dilavata: la pioggia batte e scorre", "forme": "erosione (UNI 11182, punto 3.12), colatura (3.3); dove batte il vento, alveolizzazione (3.2)", "misure": "San Marco, parte esterna esposta alla pioggia: solfati 10 %. Ca' Pesaro, aree bianche: solfati 0,3 % e uno strato di calcite ricristallizzata di 1-3 mm.", "campioni": "lo strato bianco e il primo millimetro sotto: di solito pochi sali.", "conclusione": "La pietra si consuma e resta chiara, perch\u00e9 il gesso non si accumula, e qui la crosta non cresce. Il bianco lo fa la pioggia; il conto qui sotto dice quanto calcare lavato si perde nel primo anno."}, {"titolo": "Zona di confine: l'acqua arriva e non scorre", "forme": "crosta nera dendritica (punto 3.5), rigonfiamento (3.26), scagliatura (3.27)", "misure": "San Marco, croste dendritiche al confine con la zona lavata: solfati 50-70 %. Ca' Pesaro, croste di 0,5-2 cm con 19,9-27,7 % (un campione sotto il portico). Palazzo Ducale, croste dendritiche: 40-46 %.", "campioni": "la crosta, il primo millimetro sotto, poi pi\u00f9 in profondit\u00e0; e un campione della zona lavata accanto, per confronto.", "conclusione": "\u00c8 la zona della crosta pi\u00f9 spessa. Prima di pulire si cerca da dove arriva l'acqua che la bagna: il bordo lavato, un gocciolatoio che manca, un pluviale che perde."}, {"titolo": "Zona riparata: solo condensa e nebbia", "forme": "deposito superficiale (punto 3.8), crosta sottile (3.5)", "misure": "San Marco, depositi neri lontani dall'acqua che scorre: solfati 30-40 %. Ca' Pesaro, aree grigie con scaglie e depositi: 9,4-14,8 %.", "campioni": "il deposito e il primo millimetro, per spessori sottili: il gesso sta in superficie.", "conclusione": "Il degrado \u00e8 pi\u00f9 lento. Solfati alti nel primo millimetro e bassi sotto fanno pensare all'aria e alla condensa."}, {"titolo": "Parete fredda di un portico: la condensa", "forme": "deposito superficiale (punto 3.8), crosta (3.5), efflorescenza (3.11)", "misure": "Ca' Pesaro, sotto il portico: aree grigie e nere da condensa, pi\u00f9 danneggiate le parti colpite dai vortici d'aria. Scrovegni, intonaco dipinto all'interno di una cappella, con l'anidride solforosa che entra dalla porta: gesso 3,5-5,1 % nel primo millimetro vicino all'ingresso, 1,9-2,8 % nell'abside, fra 0,4 e 0,7 % nel secondo millimetro.", "campioni": "0-1 mm e 1-2 mm, vicino alle aperture e lontano: l'aria di fuori arriva prima vicino alla porta.", "conclusione": "Sulla parete fredda la condensa porta l'acqua e la termoforesi porta le particelle. Agli Scrovegni il gesso sta nel primo millimetro, e di pi\u00f9 vicino alla porta."}, {"titolo": "Base del muro: i sali del terreno", "forme": "efflorescenza (punto 3.11), fronte di risalita (3.15), disgregazione (3.9), scagliatura (3.27)", "misure": "Ca' Pesaro, muratura di mattoni: umidit\u00e0 che cala salendo e cloruri che crescono, con il massimo che secondo gli autori sta probabilmente fra 1,5 e 2,5 m, dove l'evaporazione vince. Nelle croste in alto, a Venezia, i cloruri stanno quasi sempre sotto l'1 %.", "campioni": "carote da 2 cm a 50, 150 e 250 cm di altezza e a 0-10, 10-20, 20-30 e 30-40 cm di profondit\u00e0, trapano lento, stufa a 105 \u00b0C; fori richiusi con malta compatibile, e sui beni tutelati il prelievo si autorizza.", "conclusione": "Cloruri e nitrati che crescono salendo fanno pensare alla risalita, e la cura \u00e8 un'altra; prima si escludono infiltrazioni e pluviali. A Ca' Pesaro, con lo sbarramento fatto, in due mesi di impacchi gli autori stimano tolto circa il 15 % dei cloruri."}], "materiali": ["Calcare compatto: la pietra d'Istria ha porosit\u00e0 da 0,25 a 0,33 cm\u00b3 ogni 100 g; si sbianca dove la pioggia la lava e si degrada lungo i piani di sedimentazione, dove l'acido entra e forma gesso. Il conto qui sotto usa la formula ricavata sul calcare di Portland: per la pietra d'Istria \u00e8 un ordine di grandezza.", "Marmo: i marmi saccaroidi hanno porosit\u00e0 da 0,85 a 1,25 cm\u00b3 ogni 100 g. La calcite si dilata in modo diverso nelle diverse direzioni, i bordi dei grani si aprono e l'acido entra; sotto la pioggia il marmo si disgrega per grani pi\u00f9 che fare crosta. Il conto qui sotto usa la formula ricavata sul calcare di Portland.", "Intonaco o malta a calce: il legante \u00e8 carbonato di calcio, come la pietra calcarea. Agli Scrovegni il gesso stava nel primo millimetro dell'intonaco; Smith, in un testo del 1858, trov\u00f2 il 48,16 % di solfato di calce in una malta di Manchester. Le misure delle zone di facciata vengono dalla pietra.", "Laterizio: nei mattoni veneziani, secondo gli studi citati da Fassina e Costa, la corrosione chimica pesa poco rispetto al danno meccanico dei sali che cristallizzano nei pori: qui contano soprattutto l'acqua e i sali. Le misure delle zone di facciata vengono da pietra d'Istria e marmo; per il laterizio vale soprattutto la base del muro."], "preset": [{"nome": "Caserta 2000", "so2": 10.0, "hno3": 2.0, "pm10": 24.0, "R": 8.5}, {"nome": "Caserta 2010", "so2": 2.5, "hno3": 1.4, "pm10": 17.0, "R": 6.8}, {"nome": "Caserta 2020", "so2": 1.1, "hno3": 1.1, "pm10": 16.0, "R": 6.2}, {"nome": "senza inquinanti", "so2": 0.0, "hno3": 0.0, "pm10": 0.0, "R": null}], "clima": {"rh": 77.0, "rain": 800.0, "ph": 5.34}, "preset_iniziale": 2};
  var K = D.drf;
  function rh60(rh){ return rh > 60 ? rh - 60 : 0; }
  function hpiu(ph){ return 1007.97 * Math.pow(10, -ph); }
  function calcare(so2, hno3, pm10, rh, rain, ph){
    var r6 = rh60(rh);
    var t = [
      { k: 'fondo', v: K.costante },
      { k: 'so2', v: K.so2_rh * so2 * r6 },
      { k: 'pioggia', v: K.rain_h * rain * hpiu(ph) },
      { k: 'hno3', v: K.hno3_rh * hno3 * r6 },
      { k: 'pm10', v: K.pm10 * pm10 }
    ];
    var s = 0, i;
    for (i = 0; i < t.length; i++){ s += t[i].v; }
    return { R: s, termini: t };
  }
  function hno3Stima(no2, o3, rh, tc){ return 516.0 * Math.exp(-3400.0 / (tc + 273.0)) * Math.sqrt(no2 * o3 * rh); }
  function classe(R){
    var c = D.classi;
    if (R <= c[1][1]) return 'fino a una volta e mezza il fondo';
    if (R <= c[2][1]) return 'fra una volta e mezza e due volte il fondo';
    if (R <= c[3][1]) return 'fra due volte e due volte e mezza il fondo';
    return 'oltre due volte e mezza il fondo';
  }

  /* --- interfaccia ---------------------------------------------------------- */
  function $(id){ return document.getElementById(id); }
  function num(x, d){
    var s = x.toFixed(d === undefined ? 0 : d), p = s.split('.');
    p[0] = p[0].replace(/\B(?=(\d{3})+(?!\d))/g, '.');
    return p.length > 1 ? p[0] + ',' + p[1] : p[0];
  }
  var NOMI = { fondo: 'parte fissa della formula', so2: 'anidride solforosa', pioggia: 'pioggia acida', hno3: 'acido nitrico', pm10: 'polveri PM10' };
  var COLORI = { fondo: '#9a9a9a', so2: '#a06a00', pioggia: '#3a5b8a', hno3: '#7a4b2a', pm10: '#5a5f5a' };
  var ZC = ['#3a5b8a', '#232823', '#6a6f6a', '#4a5a6a', '#b23b3b'];
  var MICRO = '\xb5g/m\xb3';

  function aggiornaZona(){
    var p = parseInt($('mxc-pos').value, 10), m = parseInt($('mxc-mat').value, 10), z = D.zone[p];
    $('mxc-zona').style.setProperty('--zc', ZC[p]);
    $('mxc-zona').innerHTML = '<div class="mxc-zt">' + z.titolo + '</div><dl><dt>Forme attese</dt><dd>' + z.forme +
      '</dd><dt>Misurato</dt><dd>' + z.misure + '</dd><dt>Dove si campiona</dt><dd>' + z.campioni +
      '</dd><dt>Che cosa dice</dt><dd>' + z.conclusione + '</dd></dl>';
    $('mxc-matn').innerHTML = D.materiali[m];
  }

  var attivo = D.preset_iniziale;
  function aggiornaConto(){
    var stima = $('mxc-stima').checked;
    var so2 = parseFloat($('mxc-so2').value), pm10 = parseFloat($('mxc-pm10').value);
    var rh = parseFloat($('mxc-rh').value), rain = parseFloat($('mxc-rain').value), ph = parseFloat($('mxc-ph').value);
    var no2 = parseFloat($('mxc-no2').value), o3 = parseFloat($('mxc-o3').value), tc = parseFloat($('mxc-t').value);
    var hno3 = stima ? hno3Stima(no2, o3, rh, tc) : parseFloat($('mxc-hno3').value);
    $('mxc-stimabox').style.display = stima ? '' : 'none';
    $('mxc-hno3').disabled = stima;
    var c = calcare(so2, hno3, pm10, rh, rain, ph);
    $('mxc-vs').textContent = num(so2, 1) + ' ' + MICRO;
    $('mxc-vh').textContent = num(hno3, 2) + ' ' + MICRO + (stima ? ', stimato' : '');
    $('mxc-vp').textContent = num(pm10, 1) + ' ' + MICRO;
    $('mxc-vr').textContent = num(rh, 0) + ' %';
    $('mxc-vg').textContent = num(rain, 0) + ' mm';
    $('mxc-vph').textContent = 'pH ' + num(ph, 2);
    $('mxc-vn').textContent = num(no2, 1) + ' ' + MICRO;
    $('mxc-vo').textContent = num(o3, 1) + ' ' + MICRO;
    $('mxc-vt').textContent = num(tc, 1) + ' \xb0C';
    $('mxc-tot').innerHTML = num(c.R, 2) + '<small> \xb5m</small>';
    $('mxc-fondo').textContent = 'di cui ' + num(K.costante, 1) + ' \xb5m che nella formula non dipendono dagli inquinanti: il ' + num(K.costante / c.R * 100, 0) + ' %';
    $('mxc-pub').innerHTML = (attivo >= 0 && D.preset[attivo].R !== null) ?
      'valore pubblicato per ' + D.preset[attivo].nome + ': ' + num(D.preset[attivo].R, 1) + ' \xb5m' : '&nbsp;';
    $('mxc-classe').textContent = classe(c.R);
    $('mxc-classen').textContent = c.R <= D.classi[2][1] ? 'entro gli obiettivi UNECE al 2020 e al 2050' :
      (c.R <= D.classi[3][1] ? 'entro l\u2019obiettivo UNECE al 2020, sopra quello al 2050' : 'sopra gli obiettivi UNECE al 2020 e al 2050');
    var hh = '', j, t, maxv = 0;
    for (j = 0; j < c.termini.length; j++){ if (c.termini[j].v > maxv){ maxv = c.termini[j].v; } }
    for (j = 0; j < c.termini.length; j++){
      t = c.termini[j];
      hh += '<div class="mxc-tr"><span>' + NOMI[t.k] + '</span><span class="mxc-bar"><i style="width:' +
            (maxv > 0 ? (t.v / maxv * 100).toFixed(1) : '0') + '%;--bc:' + COLORI[t.k] + '"></i></span><span class="mxc-tv">' +
            num(t.v, 2) + ' \xb5m \xb7 ' + num(t.v / c.R * 100, 0) + ' %</span></div>';
    }
    $('mxc-term').innerHTML = hh;
  }

  function manuale(){ attivo = -1; aggiornaConto(); }
  var ids = ['mxc-so2', 'mxc-hno3', 'mxc-pm10', 'mxc-rh', 'mxc-rain', 'mxc-ph', 'mxc-no2', 'mxc-o3', 'mxc-t', 'mxc-stima'], q;
  for (q = 0; q < ids.length; q++){ $(ids[q]).addEventListener('input', manuale); $(ids[q]).addEventListener('change', manuale); }
  var idz = ['mxc-pos', 'mxc-mat'];
  for (q = 0; q < idz.length; q++){ $(idz[q]).addEventListener('input', aggiornaZona); $(idz[q]).addEventListener('change', aggiornaZona); }
  var bt = $('mxc-preset').getElementsByTagName('button'), z;
  for (z = 0; z < bt.length; z++){
    bt[z].addEventListener('click', function(){
      var i = parseInt(this.getAttribute('data-p'), 10), p = D.preset[i];
      $('mxc-so2').value = p.so2; $('mxc-hno3').value = p.hno3; $('mxc-pm10').value = p.pm10;
      $('mxc-rh').value = D.clima.rh; $('mxc-rain').value = D.clima.rain; $('mxc-ph').value = D.clima.ph;
      $('mxc-stima').checked = false;
      attivo = i;
      aggiornaConto();
    });
  }
  aggiornaZona();
  aggiornaConto();

  window.MXC_TAVOLA = { calcare: calcare, hno3Stima: hno3Stima, classe: classe, rh60: rh60, hpiu: hpiu,
                        aggiornaConto: aggiornaConto, aggiornaZona: aggiornaZona, D: D };
})();
"></script> </div>
<p> <!--/mxTAVOLA--></p>
<p style="font-size:14px;color:#555">Tutte le tavole interattive: <a href="https://www.renzo-arthome.com/calcolatori/">I calcolatori</a>.</p>
<h2 id="in-sintesi">In sintesi</h2>
<p><strong>1. La crosta nera è pietra trasformata.</strong> È gesso, solfato di calcio biidrato, cresciuto a spese del carbonato della pietra, del marmo, della malta o dell&#8217;intonaco a calce, con dentro le particelle nere del fumo. Il gesso è bianco: il nero viene da quello che ingloba.</p>
<p><strong>2. Il danno lo decide l&#8217;acqua.</strong> Dove la pioggia batte e scorre il gesso si scioglie e la pietra resta chiara; dove l&#8217;acqua arriva e non scorre, per condensa, nebbia o migrazione dal bordo bagnato, il gesso resta e cresce. In acqua pura il gesso è circa 180 volte più solubile del carbonato, e con l&#8217;anidride carbonica della pioggia ancora da 10 a 30 volte.</p>
<p><strong>3. Le zone sono tre.</strong> Dilavata, di confine, riparata. A San Marco i solfati vanno dal 10 per cento dell&#8217;unico campione della parte esposta al 50-70 delle croste dendritiche al confine con la zona lavata; a Ca&#8217; Pesaro dallo 0,3 delle aree bianche al 27,7 di quelle nere.</p>
<p><strong>4. L&#8217;anidride solforosa diventa acido nell&#8217;acqua.</strong> Nella goccia e nel velo di condensa la reazione è molto più veloce che nell&#8217;aria secca, e sulla pietra il carbonato neutralizza l&#8217;acido e la tiene accesa. Ferro, manganese, vanadio e le sfere carboniose del fumo la catalizzano.</p>
<p><strong>5. Il gesso occupa il doppio.</strong> Un grammo di carbonato dà 1,72 grammi di gesso, e il volume del solido cresce di 2,02 volte: la crosta cresce verso l&#8217;esterno e dentro i pori, solleva la superficie e se la porta via.</p>
<p><strong>6. La crosta non protegge.</strong> È fessurata, dietro la pietra si disgrega, e il gesso è una sorgente di sali che migrano verso l&#8217;interno. Quanta crosta togliere lo decidono le prove e, sui beni tutelati, il restauratore.</p>
<p><strong>7. A San Marco la solfatazione è continuata mentre l&#8217;anidride solforosa cominciava a scendere.</strong> Fra i primi anni Settanta e il 1983-85 la solfatazione media delle croste è salita dal 40 al 60 per cento. Sulle lastrine nuove di ICP Materials, invece, l&#8217;anidride solforosa è calata di oltre l&#8217;85 per cento e il calcare lavato consumato in quattro anni molto meno: sono due fenomeni diversi.</p>
<p><strong>8. Secondo la formula europea, la pietra lavata si consuma anche con l&#8217;aria pulita.</strong> Nella formula, ricavata sul calcare di Portland, 4,0 micrometri del primo anno non dipendono dagli inquinanti; a Caserta, nel 2020, sono il 65 per cento dei 6,2 calcolati. Il fondo del manuale, che viene dalle misure, è 3,2 micrometri.</p>
<p><strong>9. A Caserta la manutenzione la decide lo sporcamento.</strong> Il tempo per la perdita di pietra passa da 18 a 31 anni, quello per l&#8217;annerimento sale meno, da 9 a 14.</p>
<p><strong>10. I sali hanno due strade.</strong> In basso vengono dal terreno con la risalita, in alto dall&#8217;aria con la condensa. A Venezia le croste hanno cloruri quasi sempre sotto l&#8217;1 per cento; a Ca&#8217; Pesaro i cloruri che salgono con la risalita si accumulano, secondo gli autori, probabilmente fra 1,5 e 2,5 metri.</p>
<p><strong>11. Il gesso sta nel primo millimetro.</strong> Agli Scrovegni fino al 5,1 per cento nel primo millimetro dell&#8217;intonaco e sotto lo 0,7 nel secondo. I campioni si prendono per spessori sottili, zona per zona.</p>
<p><strong>12. Prima l&#8217;acqua, poi le forme, poi i sali.</strong> Si corregge l&#8217;acqua che fa la crosta, si disegnano le forme con i termini della norma, si analizzano i sali per zona, per profondità e per altezza. Sulle superfici decorate dei beni tutelati lavora per legge il restauratore, e ogni prelievo va autorizzato.</p>
<h2 id="domande-frequenti">Domande frequenti</h2>
<p><strong>Le macchie nere sotto le cornici della mia facciata sono muffa?</strong><br />Si distinguono a vista, e con un&#8217;analisi. La crosta nera sta sotto le sporgenze, è dura, aderisce alla pietra e ha uno spessore che si vede, a volte con la superficie a rametti. Il glossario ICOMOS descrive la muffa come un fungo microscopico che a occhio nudo forma una peluria, una rete o piccole macchie di filamenti bianchi, grigi o neri. Le alghe formano strati polverosi o viscidi, dove la superficie resta umida a lungo. Il dubbio lo scioglie un&#8217;analisi: la crosta nera è fatta soprattutto di gesso con particelle nere, la muffa di filamenti di un fungo, che si riconoscono al microscopio.</p>
<p><strong>Si può togliere la crosta con l&#8217;idropulitrice?</strong><br />L&#8217;acqua a pressione non compare fra i metodi delle fonti di questo articolo, e le fonti danno le ragioni per non affidarsi all&#8217;acqua. A Ca&#8217; Pesaro anche la nebulizzazione fu scartata: non toglieva le croste spesse sotto le cornici e, in grande quantità, poteva muovere i sali, che poi cristallizzano nella pietra. Su un bene tutelato anche la prova di pulitura va autorizzata, e la fa il restauratore. Su un edificio comune la prova la fa un restauratore o un&#8217;impresa con esperienza sulla pietra, su un riquadro piccolo per zona, in un punto poco visibile. Il riquadro si fotografa prima e dopo con la stessa luce, e ci si ferma quando compare la pietra senza segni di abrasione.</p>
<p><strong>Dopo la pulitura la facciata è venuta bianca: hanno esagerato?</strong><br />Non necessariamente. Sulla pietra calcarea le facce battute dalla pioggia sono chiare da sempre. Se il bianco sta sulle facce esposte e il nero è sparito dai sottosquadri, la pulitura ha seguito le zone, come Fassina e i colleghi spiegarono per Ca&#8217; Pesaro.</p>
<p><strong>Oggi l&#8217;aria è pulita: la crosta si riforma?</strong><br />Con meno anidride solforosa il gesso nuovo si forma più piano, ma quello già formato resta, si scioglie e ricristallizza a ogni bagnatura: Fassina chiama effetto memoria il degrado che continua. Intanto il calcare lavato dalla pioggia si consuma ancora, e lo sporcamento torna prima della perdita di pietra: a Caserta, con l&#8217;aria del 2020, il limite dello sporcamento arriva in 14 anni, quello della recessione in 31.</p>
<p><strong>Un protettivo idrorepellente ferma la crosta?</strong><br />Le fonti non dicono che la fermi. A Ca&#8217; Pesaro il protettivo fu scelto dopo la pulitura, con prove di assorbimento d&#8217;acqua, per ridurre l&#8217;acqua assorbita dalla pietra sana: con il silossano scelto l&#8217;acqua assorbita scendeva di circa il 44 per cento rispetto alla pietra non trattata. Gli autori scrivono che ha una vita limitata e va controllato negli anni. Il protettivo è l&#8217;ultimo passo di un restauro.</p>
<p><strong>Anche l&#8217;intonaco a calce fa la crosta nera?</strong><br />Sì, perché il suo legante è carbonato di calcio, come la pietra calcarea. Smith, in un brano del 1858, trovava quasi metà di solfato di calce in una malta di Manchester, e agli Scrovegni il gesso sta nel primo millimetro dell&#8217;intonaco dipinto. Sulle facciate intonacate le zone sono le stesse: nero sotto le sporgenze, chiaro dove la pioggia scorre.</p>
<p><strong>Abito vicino al mare: i sali della facciata vengono dall&#8217;aria?</strong><br />In parte. L&#8217;aerosol marino porta cloruri, ma nelle croste di Venezia i cloruri stanno quasi sempre sotto l&#8217;1 per cento. Nella parte bassa dei muri veneziani i cloruri vengono dall&#8217;acqua della laguna con la risalita, e a Ca&#8217; Pesaro gli autori stimano il massimo fra 1,5 e 2,5 metri. Su un muro vicino al mare le due origini si distinguono solo con le analisi per altezza.</p>
<p><strong>Serve un permesso per pulire una facciata storica?</strong><br />Se l&#8217;edificio è tutelato sì. Il vademecum di una Soprintendenza del Veneto, del 2022, riguarda i progetti di restauro delle facciate ai sensi degli articoli 21 e 45 del Codice dei beni culturali, e chiede la mappatura del degrado con i termini della UNI 11182 e la relazione di un restauratore qualificato. Le superfici decorate, per l&#8217;articolo 29, sono lavoro esclusivo dei restauratori. Anche su un edificio non tutelato, in un centro storico possono servire titoli edilizi o paesaggistici: conviene chiedere all&#8217;ufficio tecnico del Comune prima di chiedere le offerte.</p>
<p><strong>Quanta pietra perde una facciata in un anno?</strong><br />Dipende dall&#8217;aria, dal clima e dalla zona. A Caserta, nel 2020, la formula europea, ricavata sul calcare di Portland esposto alla pioggia, dà 6,2 micrometri nel primo anno. Nell&#8217;esposizione di un anno cominciata nell&#8217;autunno del 2014 le lastrine di ICP Materials hanno perso 4,68 micrometri a Venezia, 8,3 a Milano e 2,88 a Berlino. Nelle zone riparate la pietra non arretra così: si trasforma in gesso.</p>
<h2 id="in-conclusione">In conclusione</h2>
<p>La chiamata dell&#8217;apertura portava due frasi: «è sporca» ed «è troppo pulita». Tutte e due guardavano il colore, mentre a spiegare la facciata è la posizione del nero rispetto all&#8217;acqua. A pochi centimetri di distanza, sulla stessa pietra e con la stessa aria, la faccia che la pioggia lava resta chiara. Il sottosquadro che la condensa bagna diventa nero.</p>
<p>Se avessi preso la crosta per sporco, avrei suggerito di lavarla, aggiungendo al muro l&#8217;acqua che muove i sali. Se l&#8217;avessi presa per una protezione, l&#8217;avrei lasciata lavorare. La crosta è gesso: cresce a spese della pietra, occupa il doppio del volume del carbonato che sostituisce, porta i sali verso l&#8217;interno e resta anche quando l&#8217;aria migliora. A Venezia e a Padova lo dicono le misure; a Caserta i calcoli del programma europeo dicono che la pietra lavata si consuma anche con l&#8217;aria di oggi.</p>
<p>Prima si guarda la facciata sotto la pioggia, e si segna dove l&#8217;acqua scorre e dove si ferma. Poi si disegnano le forme con le parole della norma, e si prendono i sali per zona, millimetro per millimetro, e alla base anche per altezza. Solo alla fine si decide che cosa fare, e il primo lavoro è sull&#8217;acqua: un gocciolatoio, uno sporto, un pluviale.</p>
<h2 id="nota-sui-calcoli">Nota sui calcoli</h2>
<p>I conti stanno in un file di calcolo che accompagna il testo, le tavole e la tavola interattiva, con la fonte accanto a ogni costante. Le formule, per chi vuole rifare i conti, sono queste.</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>Solfatazione del carbonato: CaCO₃ + H₂SO₄ + H₂O → CaSO₄·2H₂O + CO₂. Ossidazione dell&#8217;anidride solforosa, in sintesi: SO₂ + ½ O₂ + H₂O → H₂SO₄. Dissoluzione del carbonato con l&#8217;anidride carbonica: CaCO₃ + CO₂ + H₂O → Ca(HCO₃)₂.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Densità di un minerale: massa formula / volume molare. Calcite 100,087 / 36,93 = 2,71 grammi al centimetro cubo; gesso 172,172 / 74,69 = 2,31 (bollettino USGS 2131).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Massa di gesso da un grammo di carbonato: 172,172 / 100,087 = 1,72. Volume del solido a parità di calcio: 74,69 / 36,93 = 2,02.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Frazione massima di ione solfato nel gesso puro: (136,142 &#8211; 40,078) / 172,172 = 55,8 per cento; di solfato di calcio: 136,142 / 172,172 = 79,1 per cento.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Acqua per sciogliere uno strato compatto di gesso: V = s · A · ρ / S, con s spessore, A superficie, ρ densità del gesso e S solubilità, 2,531 grammi al litro a 20 °C. Per 1 millimetro su 1 metro quadrato: 0,1 centimetri · 10.000 centimetri quadrati · 2,305 grammi al centimetro cubo / 2,531 grammi al litro = 911 litri, limite inferiore per uno strato ideale di gesso puro e compatto.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Conversione delle concentrazioni: 1 milligrammo al metro cubo = 1.000 microgrammi al metro cubo. Media delle dodici medie mensili di Papadopoli: 136,7 microgrammi al metro cubo; confronto con il limite annuo del 2030: 136,7 / 20 = 6,8.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Calo percentuale: (valore iniziale &#8211; valore finale) / valore iniziale · 100.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Formula europea del calcare, primo anno di esposizione, calcare di Portland esposto alla pioggia (manuale UNECE 2024, equazione 4.13): R = 4,0 + 0,0059 · [SO₂] · Rh60 + 0,054 · Rain · [H⁺] + 0,078 · [HNO₃] · Rh60 + 0,0258 · [PM10], con R in micrometri; [SO₂], [HNO₃] e [PM10] medie annue in microgrammi al metro cubo; Rain pioggia annua in millimetri; Rh60 = Rh &#8211; 60 quando l&#8217;umidità relativa media annua Rh supera il 60 per cento, zero altrimenti; [H⁺] in milligrammi al litro, pari a 1007,97 · 10^-pH.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Acido nitrico stimato (equazione 4.22 dello stesso manuale): [HNO₃] = 516 · e^(-3400 / (T + 273)) · ([NO₂] · [O₃] · Rh)^0,5, con T temperatura media annua in gradi Celsius e concentrazioni in microgrammi al metro cubo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Classi del calcare: R_a = n · R_b, con R_b = 3,2 micrometri nel primo anno e n = 1,5, 2 e 2,5; la tabella 4.1 dà 5,0, 6,4 e 8 micrometri (per n = 1,5 il prodotto sarebbe 4,8).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Parte della formula che non dipende dagli inquinanti: 4,0 / R. Caserta 2000: 4,0 / 8,5 = 47 per cento; 2020: 4,0 / 6,2 = 65 per cento.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Quota del costo di manutenzione dovuta all&#8217;inquinamento (Tidblad e colleghi 2025, equazione 2, in forma relativa): (1/t &#8211; 1/t₀) / (1/t), con t intervallo di manutenzione con l&#8217;inquinamento e t₀ senza. Caserta: (1/20,5 &#8211; 1/114) / (1/20,5) = 82 per cento.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Valori di prova del collaudo della formula su Caserta: umidità relativa 77 per cento, pioggia 800 millimetri, pH 5,34. La tabella 3 del lavoro del 2025 non li riporta: li ho scelti perché la formula restituisca le tre righe della tabella, e servono solo a controllare il conto.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Conversioni: 1 chilogrammo forza al centimetro quadrato = 0,0981 megapascal, quindi 1.400-1.600 = circa 137-157 e 1.000-1.200 = circa 98-118; 80 e 200 mesh = aperture di setaccio di circa 180 e 75 micrometri; un quarto di pollice = 6,35 millimetri.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Acqua assorbita con il protettivo di Ca&#8217; Pesaro rispetto alla pietra non trattata: (0,189 &#8211; 0,105) / 0,189 = 44 per cento in meno.</li>
</ul>
<p>Che cosa in questo articolo è mio e non delle fonti: la scena di apertura, che è un caso ricorrente e non un episodio datato; i conti fatti sui dati dichiarati, cioè densità, rapporti di massa e di volume, solfato nel gesso, rapporto fra le solubilità, litri d&#8217;acqua per un millimetro di gesso; la media delle dodici medie mensili di Papadopoli, i mesi sopra i limiti e il rapporto con il limite annuo del 2030, che confrontano periodi di mediazione diversi; i cali percentuali di ICP Materials e di Caserta, e la classifica dell&#8217;acido nitrico nei dati del programma; la parte della formula europea che non dipende dagli inquinanti, e la lettura di quel termine come effetto dell&#8217;acqua piovana; l&#8217;uso della formula per calcari diversi da quello di Portland, come ordine di grandezza; i valori di prova del collaudo su Caserta; le conversioni delle unità e il calo dell&#8217;acqua assorbita con il protettivo; l&#8217;estensione del modello delle tre zone, costruito a Venezia, alle facciate comuni di pietra e di intonaco a calce; il metodo in tre passi, che mette in sequenza le procedure delle fonti, con le pratiche correnti per osservare la condensa, prelevare il primo millimetro e richiudere i fori; la raccomandazione di campionare per spessori sottili, che traduce la tabella degli Scrovegni; gli scenari e le posizioni della tavola interattiva.</p>
<h2 id="fonti">Fonti</h2>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>V. Fassina, <em>Atmospheric pollutants responsible for stone decay. Wet and dry surface deposition of air pollutants on stone and the formation of black scabs</em>, in <em>Weathering and air pollution</em>, 1° Corso della Scuola universitaria C.U.M. Conservazione dei monumenti, Portese, Venezia e Milano, 2-9 settembre 1991, pp. 67-86. Da qui sono ripresi gli studi di Cox e Penkett, di Penkett e di Robinson e Baker.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>V. Fassina, <em>Il degrado delle formelle dell&#8217;arcone centrale della Basilica di San Marco in relazione all&#8217;inquinamento atmosferico</em>, in <em>Scienza e tecnica del restauro della Basilica di San Marco</em>, atti del convegno di Venezia del 16-19 maggio 1995, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, pp. 611-650.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>V. Fassina, <em>L&#8217;inquinamento atmosferico nel centro storico di Venezia</em>, dati di Palazzo Papadopoli dal giugno 1972 al maggio 1973. Da qui sono ripresi gli studi di Eriksson e di Junge.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>V. Fassina, E. Armani, F. Costa, <em>The deterioration of Istrian stone in Ca&#8217; Pesaro and the technique of conservation used</em>, in F. H. Wittmann (a cura di), <em>Materials Science and Restoration</em>, 2° Colloquio internazionale, Technische Akademie Esslingen, 2-4 settembre 1986, pp. 445-468.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>V. Fassina, F. Costa, <em>Preliminary results of desalination of Ca&#8217; Pesaro brick masonry</em>, pp. 365-369.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>G. Biscontin, V. Fassina, E. Zendri, <em>Il comportamento dei materiali lapidei a Venezia in relazione all&#8217;ambiente</em>, in F. Zezza (a cura di), atti del 1° Simposio internazionale sulla conservazione dei monumenti nel bacino del Mediterraneo, Bari 7-10 giugno 1989, pp. 195-201; G. Biscontin, V. Fassina, P. Maravelaki, E. Zendri, <em>Venice: stone material behaviour in connection with the environment</em>, pp. 253-263.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>L. Lazzarini, V. Fassina, <em>Studio scientifico sullo stato di conservazione delle pietre e dei marmi della Porta della Carta di Venezia</em>, 3° Congresso internazionale sul deterioramento e la conservazione della pietra, Venezia 24-27 ottobre 1979, pp. 645-660.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>V. Fassina, <em>I problemi conservativi dei monumenti veneziani in relazione all&#8217;inquinamento atmosferico</em>, in G. A. Popescu, G. Dallaporta (a cura di), <em>Dalla morfologia del degrado alla morfologia della conservazione</em>, CNR, pp. 287-293.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>V. Fassina, A. G. Stevan, <em>Influenza dell&#8217;ambiente sui fenomeni di alterazione dei dipinti murali</em>, in <em>Degrado e diagnostica</em>, pp. 203-216. Da qui è ripreso lo studio di Sayre e Majewski del 1963.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>V. Fassina, A. Basso, M. Rossetti, <em>Studio delle patine superficiali della pietra d&#8217;Istria sulla facciata della Madonna dell&#8217;Orto</em>, III Simposio internazionale sulla conservazione dei monumenti nel bacino del Mediterraneo, Venezia 1994.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>D. Benavente, P. Brimblecombe, C. M. Grossi, <em>Thermodynamic calculations for the salt crystallisation damage in porous built heritage using PHREEQC</em>, Environmental Earth Sciences, 2015.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>R. A. Robie, B. S. Hemingway, <em>Thermodynamic properties of minerals and related substances</em>, U.S. Geological Survey Bulletin 2131, 1995.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>A. Klimchouk, <em>The dissolution and conversion of gypsum and anhydrite</em>, International Journal of Speleology 25, 1996.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>UNI 11182:2006, <em>Beni culturali. Materiali lapidei naturali ed artificiali. Descrizione della forma di alterazione. Termini e definizioni</em>.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>ICOMOS-ISCS, <em>Illustrated glossary on stone deterioration patterns</em>, 2008.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Padova, Treviso e Belluno, <em>Vademecum della documentazione necessaria alla valutazione di un progetto di restauro delle facciate</em>, 2022.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>Decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, <em>Codice dei beni culturali e del paesaggio</em>, articolo 29, comma 6.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>UNI EN 16085:2012, <em>Metodologia per il campionamento dei materiali costituenti i beni culturali. Regole generali</em>; UNI EN 16096:2012, <em>Indagine e rapporto dello stato di conservazione del patrimonio culturale immobile</em>; UNI EN 16455:2014, <em>Dissoluzione e determinazione di sali solubili nelle pietre naturali e relativi materiali in uso e provenienti dal patrimonio culturale</em>.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>Direttiva 2008/50/CE del 21 maggio 2008 e direttiva (UE) 2024/2881 del 23 ottobre 2024 sulla qualità dell&#8217;aria ambiente.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>ARPAV, indicatore dei livelli di biossido di zolfo, 2021, e comunicato sulla qualità dell&#8217;aria a Venezia Punta Fusina nel 2024.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>Legge 16 aprile 1973, n. 171, <em>Interventi per la salvaguardia di Venezia</em>, articolo 10.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>J. Tidblad e altri, <em>ICP Materials Trends in Corrosion, Soiling and Air Pollution (1987-2014)</em>, Materials 10, 969, 2017, con i dati supplementari.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>J. Tidblad e altri, <em>Corrosion and Soiling in the 21st Century: Insights from ICP Materials and Impact on Cultural Heritage</em>, Corrosion and Materials Degradation 6, 54, 2025.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>UNECE, <em>Manual on Methodologies and Criteria for Modelling and Mapping Critical Loads and Levels and Air Pollution Effects, Risks, and Trends</em>, aggiornamento 2024, German Environment Agency, TEXTE 123/2024, capitolo 4.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>J. Evelyn, <em>Fumifugium</em>, Londra 1661.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>UK Parliament, Living Heritage, <em>The stonework</em>.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>R. A. Smith, <em>On the Air and Rain of Manchester</em>, Memoirs of the Literary and Philosophical Society of Manchester, serie 2, vol. 10, 1852; <em>Air and Rain: The Beginnings of a Chemical Climatology</em>, Londra 1872, p. 444, con il brano di <em>On the Air of Towns</em>, Chemical Society, 1858.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>A. Geikie, <em>Rock-weathering, as illustrated in Edinburgh churchyards</em>, Proceedings of the Royal Society of Edinburgh 10, 1880, pp. 518-532.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>A. A. Julien, <em>The durability of building stones in New York City and vicinity</em>, nel rapporto sulle pietre da costruzione del decimo censimento degli Stati Uniti, 1883.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'><em>Encyclopaedia Britannica</em>, 11ª edizione, 1911, voce <em>Stone</em>.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>Committee on Air Pollution, <em>Interim Report</em>, Cmd. 9011, HMSO, 1953, paragrafo 42.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>E. M. Winkler, <em>Weathering rates as exemplified by Cleopatra&#8217;s Needle in New York City</em>, Journal of Geological Education 13, 1965.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>UNESCO World Heritage Centre, campagna internazionale per la salvaguardia di Venezia.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>K. L. Gauri, G. C. Holdren, <em>Pollutant effects on stone monuments</em>, Environmental Science &amp; Technology 15, 1981.</li>
<li style='margin-bottom:10px;font-size:14px;line-height:1.5'>E. McGee, <em>Acid Rain and Our Nation&#8217;s Capital</em>, U.S. Geological Survey, 1997.</li>
</ul>
<p style="font-size:14px;line-height:1.5">Le norme UNI 11182, UNI EN 16085, UNI EN 16096 e UNI EN 16455 sono a pagamento: della prima uso i termini e i numeri dei punti con definizioni mie, delle altre solo il titolo.</p>
<h2 id="lautore">L&#8217;autore</h2>
<p>Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense; anni di cantiere. Autore di &#8220;Murature umide: cause e rimedi&#8221; (Grafill, 2026).</p>
<p><script type='application/ld+json'>{"@context": "https://schema.org", "@type": "FAQPage", "mainEntity": [{"@type": "Question", "name": "Le macchie nere sotto le cornici della mia facciata sono muffa?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Si distinguono a vista, e con un'analisi. La crosta nera sta sotto le sporgenze, è dura, aderisce alla pietra e ha uno spessore che si vede, a volte con la superficie a rametti. Il glossario ICOMOS descrive la muffa come un fungo microscopico che a occhio nudo forma una peluria, una rete o piccole macchie di filamenti bianchi, grigi o neri. Le alghe formano strati polverosi o viscidi, dove la superficie resta umida a lungo. Il dubbio lo scioglie un'analisi: la crosta nera è fatta soprattutto di gesso con particelle nere, la muffa di filamenti di un fungo, che si riconoscono al microscopio."}}, {"@type": "Question", "name": "Si può togliere la crosta con l'idropulitrice?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "L'acqua a pressione non compare fra i metodi delle fonti di questo articolo, e le fonti danno le ragioni per non affidarsi all'acqua. A Ca' Pesaro anche la nebulizzazione fu scartata: non toglieva le croste spesse sotto le cornici e, in grande quantità, poteva muovere i sali, che poi cristallizzano nella pietra. Su un bene tutelato anche la prova di pulitura va autorizzata, e la fa il restauratore. Su un edificio comune la prova la fa un restauratore o un'impresa con esperienza sulla pietra, su un riquadro piccolo per zona, in un punto poco visibile. Il riquadro si fotografa prima e dopo con la stessa luce, e ci si ferma quando compare la pietra senza segni di abrasione."}}, {"@type": "Question", "name": "Dopo la pulitura la facciata è venuta bianca: hanno esagerato?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Non necessariamente. Sulla pietra calcarea le facce battute dalla pioggia sono chiare da sempre. Se il bianco sta sulle facce esposte e il nero è sparito dai sottosquadri, la pulitura ha seguito le zone, come Fassina e i colleghi spiegarono per Ca' Pesaro."}}, {"@type": "Question", "name": "Oggi l'aria è pulita: la crosta si riforma?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Con meno anidride solforosa il gesso nuovo si forma più piano, ma quello già formato resta, si scioglie e ricristallizza a ogni bagnatura: Fassina chiama effetto memoria il degrado che continua. Intanto il calcare lavato dalla pioggia si consuma ancora, e lo sporcamento torna prima della perdita di pietra: a Caserta, con l'aria del 2020, il limite dello sporcamento arriva in 14 anni, quello della recessione in 31."}}, {"@type": "Question", "name": "Un protettivo idrorepellente ferma la crosta?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Le fonti non dicono che la fermi. A Ca' Pesaro il protettivo fu scelto dopo la pulitura, con prove di assorbimento d'acqua, per ridurre l'acqua assorbita dalla pietra sana: con il silossano scelto l'acqua assorbita scendeva di circa il 44 per cento rispetto alla pietra non trattata. Gli autori scrivono che ha una vita limitata e va controllato negli anni. Il protettivo è l'ultimo passo di un restauro."}}, {"@type": "Question", "name": "Anche l'intonaco a calce fa la crosta nera?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Sì, perché il suo legante è carbonato di calcio, come la pietra calcarea. Smith, in un brano del 1858, trovava quasi metà di solfato di calce in una malta di Manchester, e agli Scrovegni il gesso sta nel primo millimetro dell'intonaco dipinto. Sulle facciate intonacate le zone sono le stesse: nero sotto le sporgenze, chiaro dove la pioggia scorre."}}, {"@type": "Question", "name": "Abito vicino al mare: i sali della facciata vengono dall'aria?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "In parte. L'aerosol marino porta cloruri, ma nelle croste di Venezia i cloruri stanno quasi sempre sotto l'1 per cento. Nella parte bassa dei muri veneziani i cloruri vengono dall'acqua della laguna con la risalita, e a Ca' Pesaro gli autori stimano il massimo fra 1,5 e 2,5 metri. Su un muro vicino al mare le due origini si distinguono solo con le analisi per altezza."}}, {"@type": "Question", "name": "Serve un permesso per pulire una facciata storica?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Se l'edificio è tutelato sì. Il vademecum di una Soprintendenza del Veneto, del 2022, riguarda i progetti di restauro delle facciate ai sensi degli articoli 21 e 45 del Codice dei beni culturali, e chiede la mappatura del degrado con i termini della UNI 11182 e la relazione di un restauratore qualificato. Le superfici decorate, per l'articolo 29, sono lavoro esclusivo dei restauratori. Anche su un edificio non tutelato, in un centro storico possono servire titoli edilizi o paesaggistici: conviene chiedere all'ufficio tecnico del Comune prima di chiedere le offerte."}}, {"@type": "Question", "name": "Quanta pietra perde una facciata in un anno?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Dipende dall'aria, dal clima e dalla zona. A Caserta, nel 2020, la formula europea, ricavata sul calcare di Portland esposto alla pioggia, dà 6,2 micrometri nel primo anno. Nell'esposizione di un anno cominciata nell'autunno del 2014 le lastrine di ICP Materials hanno perso 4,68 micrometri a Venezia, 8,3 a Milano e 2,88 a Berlino. Nelle zone riparate la pietra non arretra così: si trasforma in gesso."}}]}</script><br />
<!--mxLA--></p>
<div style='background:#f6f7f9;border:1px solid #e3e6ea;border-radius:8px;padding:14px 18px;margin:26px 0'><strong style='color:#b11f24'>Leggi anche</strong></p>
<ul style='margin:8px 0 0 18px'>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale della risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vegetazione-sui-muri/">Il verde sul muro non è un problema di giardinaggio</a></li>
</ul>
</div>
<p><!--/mxLA--></p>
<hr style='border:none;border-top:3px solid #b11f24;margin-top:34px'>
<table style='width:100%;border-collapse:collapse;font-family:Arial,sans-serif;color:#2a3340;font-size:14px;line-height:1.6'>
<tr>
<td style='vertical-align:top;padding-right:20px'>
<div style='font-size:16px;font-weight:700;color:#b11f24'>Ditta Renzo-ArtHome</div>
<div style='font-weight:600'>di Spedicato Oronzo</div>
<div style='color:#5a6577;margin-bottom:8px'>Specialista in risanamenti di interrati e umidit&agrave; di risalita</div>
<div><strong>Web:</strong> <a href="https://www.renzo-arthome.com">www.renzo-arthome.com</a></div>
<div><strong>E-mail:</strong> renzo.spedicato@gmail.com &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>PEC:</strong> renzoarthome@pec.it</div>
<div><strong>Cell.:</strong> +39 335 844 2978 &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>Ufficio:</strong> +39 371 775 4189</div>
<div style='color:#5a6577'>P.IVA 02475540304</div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://www.renzo-arthome.com/preventivo-gratuito/" style="display:inline-block;background:#b11f24;color:#fff;padding:9px 16px;border-radius:6px;font-weight:700;text-decoration:none">Chiedi un preventivo &rarr;</a></div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://wa.me/393358442978" target="_blank" rel="noopener" title="WhatsApp" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-whatsapp.png' alt='WhatsApp' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.facebook.com/RenzoArtHome" target="_blank" rel="noopener" title="Facebook" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-facebook.png' alt='Facebook' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.linkedin.com/in/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="LinkedIn" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-linkedin.png' alt='LinkedIn' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.tiktok.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="TikTok" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-tiktok.png' alt='TikTok' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.youtube.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="YouTube" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-youtube.png' alt='YouTube' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.instagram.com/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="Instagram" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-instagram.png' alt='Instagram' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a></div>
</td>
<td style='vertical-align:top;width:150px;text-align:center'><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/murature-umide-copertina.jpg' alt='Murature umide: cause e rimedi' width='120' style='border:1px solid #ddd;border-radius:4px'></a></p>
<div style='font-size:12px;color:#5a6577;margin-top:6px'><strong>Murature umide: cause e rimedi</strong><br />Grafill, 2026<br /><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener">Vai al libro &rarr;</a></div>
</td>
</tr>
</table>
<style>#rahLATO{margin:44px auto 0;max-width:680px;font-family:'Open Sans',sans-serif}#rahLATO *{box-sizing:border-box}#rahLATO .rahL-int{background:#fff;border:1px solid #d9dde2;padding:18px 16px 10px}#rahLATO .rahL-tit{font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:700;font-size:15px;letter-spacing:.16em;text-transform:uppercase;color:#262a33;margin:0 0 2px}#rahLATO p{margin:0!important;padding:0!important}#rahLATO .rahL-blog-r{margin:0 0 4px}#rahLATO .rahL-pagine{margin:0 0 12px}#rahLATO .rahL-blog{display:inline-block;font-size:13.5px;color:#a06a00;text-decoration:none;margin:0;border:0}#rahLATO .rahL-blog:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO details{margin:0 0 7px;border-left:4px solid var(--rahf)}#rahLATO summary{cursor:pointer;list-style:none;display:flex;align-items:baseline;gap:8px;font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:600;font-size:14px;color:#2f3440;padding:9px 8px 9px 10px;background:var(--rahv);margin:0}#rahLATO summary::-webkit-details-marker{display:none}#rahLATO summary:before{content:"+";font-weight:700;color:#2f3440;opacity:.55;width:13px;flex:none}#rahLATO details[open]>summary:before{content:"\2212"}#rahLATO .rahL-n{margin-left:auto;font-weight:400;font-size:11.5px;color:#5a6577}#rahLATO ul{list-style:none!important;margin:0!important;padding:6px 4px 8px 12px!important;background:var(--rahv);background:color-mix(in srgb,var(--rahv) 32%,#fff)}#rahLATO li{margin:0!important;padding:4px 6px!important;font-size:13px;line-height:1.45;border-left:2px solid transparent;list-style:none!important}#rahLATO li:before{display:none!important;content:none!important}#rahLATO li a{color:#3f4450;text-decoration:none;border:0;box-shadow:none}#rahLATO li a:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO li.rahL-qui{background:#fdf6d8;border-left-color:#eddf21}#rahLATO li.rahL-qui span{font-weight:600;color:#262a33}#rahLATO li.rahL-qui .rahL-segno{display:block;font-weight:400;font-size:10.5px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#5a6577;margin-top:1px}@media(min-width:1490px){body.postid-4354{overflow:visible!important}article.post-4354{position:relative}#rahLATO{position:absolute;top:0;right:-241px;bottom:0;width:225px;max-width:none;margin:0}#rahLATO .rahL-int{position:sticky;top:106px;max-height:calc(100vh - 126px);overflow-y:auto;padding:14px 12px 8px}#rahLATO summary{font-size:12.5px;padding:8px 6px 8px 8px}#rahLATO li{font-size:12px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:13px}}@media(min-width:1710px){#rahLATO{right:-336px;width:300px}#rahLATO .rahL-int{padding:18px 16px 10px}#rahLATO summary{font-size:14px}#rahLATO li{font-size:13px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:15px}}</style>
<div id="rahLATO">
<div class="rahL-int">
<div class="rahL-tit">Gli articoli</div>
<div class="rahL-blog-r"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/blog/">Indice del blog &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-fase-per-fase/">La casa fase per fase &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/decoder-diagnostico-edile/">Il decoder diagnostico &rarr;</a></div>
<details open style="--rahv:#dcebf5;--rahf:#7fadd1">
<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li class="rahL-qui"><span>La crosta nera sul muro non è sporco</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">Le malte impermeabili nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">La barriera chimica nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">Ma come si cura una risalita?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/improvvisamente-l-umidita-di-risalita/">Improvvisamente, l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-danno-e-dove-l-acqua-se-ne-va/">Il danno è dove l&#8217;acqua se ne va</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">Chi dimezza la macchia raddoppia l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">Umidità di risalita e sali solubili: perché bloccare l&#8217;umidità è solo metà del risanamento, e perché l&#8217;asciugatura richiede da mesi ad anni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo un intervento contro l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-risalita-impermeabilizzazione-in/">L&#8217;innalzamento dell&#8217;umidità di risalita in seguito a interventi di impermeabilizzazione dall&#8217;interno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/doppia-barriera-protocollo-renzo-arthome/">Barriere chimiche non occludenti in zona di marea: bastano davvero contro la pressione idrostatica?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">L’umidità igroscopica nell’edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-primaria-e-sali-renzo-arthome/">Umidità di risalita capillare primaria</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radici-stabilita-versanti/">Le radici tengono il terreno solo dove lo attraversano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vegetazione-sui-muri/">Il verde sul muro non è un problema di giardinaggio</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>La crosta nera sul muro non è sporco</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">31</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-dei-giunti/">Sul giunto si impermeabilizza un movimento</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-intorno-alla-casa/">Impermeabilizzare il muro è l&#8217;ultima mossa, non la prima</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/costruire-casa-senza-umidita/">La casa asciutta si decide in cantiere</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">Tre centimetri invece di una demolizione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/prima-la-strategia-poi-il-prodotto/">Prima la strategia, poi il prodotto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">La spinta idrostatica nelle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">Il seminterrato fra infiltrazioni, umidità e radon: un approccio integrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/fontana-dei-grifi-allinterno-del-castello-miramare-di-trieste/">Fontana dei Grifi all&#8217;interno del castello Miramare di Trieste</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/interventi-di-impermeabilizzazioni/">Impermeabilizzazioni: come intervenire e quali soluzioni scegliere</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#d9edea;--rahf:#7dbcb5">
<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">16</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-problema-non-e-la-pioggia/">Il problema non è la pioggia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">Umidità di rimbalzo (rain splash)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-meteorica-cap/">Umidità meteorica (penetrating damp)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-condensazione/">Umidità da condensazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sindrome-dell-edificio-malato/">Sindrome dell&#8217;edificio malato: cause, sintomi e soluzioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffe-indoor/">Muffe indoor</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">Condensa interstiziale in edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f2e9d5;--rahf:#c9a970">
<summary>Vespai e solai<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-piove-dal-predalles/">Quando piove dal predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-normative-e-calcoli/">Vespaio aerato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1431-2/">Le infiltrazioni nei predalles: analisi e metodologie di intervento</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f5e3dc;--rahf:#cf9484">
<summary>Casi Studio<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f4eecb;--rahf:#c9b954">
<summary>Norme e libro<span class="rahL-n">5</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/normativa-salubrita-edifici/">Quadro normativo sulla salubrità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1443-2/">Materiali da costruzione radioattivi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pubblicato-il-libro-murature-umide-cause-e-rimedi/">Pubblicato il libro “Murature umide: cause e rimedi”</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#ebedf0;--rahf:#a7adb8">
<summary>Altri articoli<span class="rahL-n">1</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pavimenti-in-resina-nei-dettagli/">I pavimenti in resina nei dettagli</a></li>
</ul>
</details>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</title>
		<link>https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/</link>
					<comments>https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[renzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 12:36:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Condensa, muffe e microclima]]></category>
		<category><![CDATA[Diagnosi e metodo]]></category>
		<category><![CDATA[Interrati e impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[barriera al vapore]]></category>
		<category><![CDATA[condensa]]></category>
		<category><![CDATA[coperture]]></category>
		<category><![CDATA[diagnostica]]></category>
		<category><![CDATA[impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[infiltrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[umidità meteorica]]></category>
		<category><![CDATA[ventilazione]]></category>
		<category><![CDATA[verifica termoigrometrica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.renzo-arthome.com/?p=4229</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tetto piano o a falde, la macchia sul soffitto dell'ultimo piano non viene sempre dal manto: può essere vapore di casa salito con l'aria dalle fessure del soffitto, o acqua del cantiere rimasta chiusa fra la barriera al vapore e la membrana. I segni per distinguere le tre cause, le regole di tre paesi su pendenze, risvolti e soglie, i numeri dei laboratori, il conto del punto 7 della UNI EN ISO 13788 su cinque tetti, il diario della macchia, il metodo d'indagine e la tavola interattiva.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style='font-size:19px;color:#5a6577'><em>Tetto piano o a falde, quando sul soffitto dell&#8217;ultimo piano compare una macchia si pensa subito al manto che perde. Non sempre è così: a volte l&#8217;acqua è salita da casa con l&#8217;aria, o era già chiusa dentro dal cantiere, e un manto nuovo non la toglie.</em></p>
<p>Mi capita spesso, d&#8217;inverno, una telefonata come questa. Il tetto è stato rifatto un paio d&#8217;anni prima, con l&#8217;isolante nuovo e la membrana nuova. Adesso sul soffitto della camera all&#8217;ultimo piano c&#8217;è una macchia che si allarga. L&#8217;impresa che ha fatto il lavoro è già salita, ha controllato le saldature, ha versato acqua sul manto per un pomeriggio intero e non ha trovato niente. La proprietà vuole rifare tutto, e vuole che paghi chi ha fatto il lavoro. Prima di salire sul tetto chiedo quando compare la macchia. Spesso la risposta è la stessa: al mattino, nelle giornate fredde e serene, e non dopo la pioggia. Quella macchia con la tenuta del manto non ha niente a che fare. L&#8217;acqua è quella della casa, ed è salita fino al tetto passando dall&#8217;aria.</p>
<p>In un tetto coibentato l&#8217;acqua che bagna il soffitto arriva da tre parti, e ognuna lascia un segno riconoscibile. La pioggia entra da un punto debole del manto. Il vapore prodotto in casa sale con l&#8217;aria che passa dalle fessure del soffitto. L&#8217;acqua del cantiere resta chiusa fra la barriera al vapore e la membrana. Le tre cause si distinguono guardando quando compare la macchia, dove compare e che aspetto ha, prima ancora di aprire il tetto. La cura è diversa per ognuna, e la più costosa, rifare il manto, serve soltanto per la pioggia.</p>
<div id="rahTOC" style="border:1px solid #e2e5ea;border-radius:6px;padding:20px 24px;margin:0 0 32px;background:#fafbfc">
<p style="margin:0 0 10px;font-weight:600;color:#1a2233;font-size:16px">Indice</p>
<ol style="margin:0;padding-left:20px;line-height:1.6">
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-tre-cause-infiltrazione-condensa-umidita-di-costruzione" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le tre cause: infiltrazione, condensa, umidità di costruzione</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#chi-ha-cominciato-a-studiarlo" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Chi ha cominciato a studiarlo</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-parole-del-tetto" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le parole del tetto</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#come-nasce-una-copertura-sbagliata-sei-decisioni-prese-da-persone-diverse" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Come nasce una copertura sbagliata: sei decisioni prese da persone diverse</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-pioggia-entra-dai-bordi-del-manto" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La pioggia entra dai bordi del manto</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lacqua-che-dal-tetto-finisce-nei-muri" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;acqua che dal tetto finisce nei muri</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-vapore-sale-con-laria-non-attraverso-i-materiali" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il vapore sale con l&#8217;aria, non attraverso i materiali</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#destate-il-vapore-va-dallaltra-parte" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">D&#8217;estate il vapore va dall&#8217;altra parte</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lumidita-di-costruzione-lacqua-che-il-cantiere-ha-chiuso-dentro" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;umidità di costruzione: l&#8217;acqua che il cantiere ha chiuso dentro</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#quanta-acqua-ce-davvero-dentro-un-isolante-bagnato" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Quanta acqua c&#8217;è davvero dentro un isolante bagnato</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#come-si-riconoscono-quando-dove-che-aspetto" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Come si riconoscono: quando, dove, che aspetto</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#una-verifica-che-chiunque-puo-fare-il-diario-della-macchia" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Una verifica che chiunque può fare: il diario della macchia</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#come-si-indaga" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Come si indaga</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-tavola-interattiva-i-due-conti-con-i-numeri-del-saggio" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La tavola interattiva: i due conti con i numeri del saggio</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-stessa-macchia-sotto-sei-interventi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La stessa macchia sotto sei interventi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-metodo-in-tre-passi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il metodo in tre passi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-terrazzo-praticabile-sopra-una-stanza-abitata" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il terrazzo praticabile sopra una stanza abitata</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-tetto-a-falde-coibentato-tre-posti-per-lisolante-e-laria-che-passa" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il tetto a falde coibentato: tre posti per l&#8217;isolante, e l&#8217;aria che passa</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#quello-che-si-mette-sopra-il-verde-e-il-fotovoltaico" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Quello che si mette sopra: il verde e il fotovoltaico</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-scorciatoie-che-non-tengono" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le scorciatoie che non tengono</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#chi-paga-e-che-cosa-chiede-la-legge" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Chi paga, e che cosa chiede la legge</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-sintesi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In sintesi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#domande-frequenti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Domande frequenti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-conclusione" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In conclusione</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#nota-sui-calcoli-e-sulle-fonti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Nota sui calcoli e sulle fonti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lautore" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;autore</a></li>
</ol>
</div>
<h2 id="le-tre-cause-infiltrazione-condensa-umidita-di-costruzione">Le tre cause: infiltrazione, condensa, umidità di costruzione</h2>
<p><strong>L&#8217;infiltrazione</strong> è la pioggia, ed entra dove il manto si interrompe o si piega: il risvolto contro il muro, la soglia della portafinestra, il bocchettone di scarico, il tubo che attraversa, la conversa attorno al camino, il colmo e la gronda. Nel tetto piano il punto debole sta di solito sul perimetro e attorno agli scarichi, e la pendenza che manca fa il resto. Nel tetto a falde sta nei raccordi fra la falda e gli elementi che la bucano o la fermano: camini, lucernari, muri, tubi.</p>
<p><strong>La condensa</strong> viene dal vapore di casa. Una famiglia mette nell&#8217;aria una decina di litri d&#8217;acqua al giorno, come ho calcolato nell&#8217;articolo su <a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">quanto deve ventilare una casa</a>. Quel vapore sale verso il tetto in due modi: per diffusione, molecola per molecola attraverso i materiali, e con l&#8217;aria, attraverso le fessure del soffitto, le botole, i faretti, i tubi. Il secondo modo porta decine o centinaia di volte più acqua del primo, e nessun calcolo di Glaser lo vede.</p>
<p><strong>L&#8217;umidità di costruzione</strong> è l&#8217;acqua del cantiere. Un massetto di cemento gettato bagnato, una pioggia caduta sull&#8217;isolante prima della membrana, una guaina provvisoria che ha fatto da bacino: quando sopra si chiude la membrana e sotto c&#8217;è la barriera al vapore, quell&#8217;acqua non ha più una strada per uscire. Resta lì per anni, riduce l&#8217;isolamento e forma bolle e onde sulla membrana. Quando goccia, lo fa in punti che non corrispondono a nessun bordo: sopra la barriera scorre fino ai fori delle viti e dei tubi.</p>
<p>Le tre cause finiscono tutte per bagnare lo stesso soffitto, e chi guarda solo la macchia le confonde.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig1-tre-cause-v2.png" alt="Sezione di un tetto piano a tetto caldo e di una falda isolata fra i travetti con le tre cause segnate: la pioggia dal risvolto, dallo scarico e dalla conversa, il vapore di casa che sale dalla fessura del faretto e del soffitto, l'acqua del cantiere chiusa nell'isolante" class="wp-image-4929" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig1-tre-cause-v2.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig1-tre-cause-v2-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig1-tre-cause-v2-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig1-tre-cause-v2-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig1-tre-cause-v2-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 1. Le tre cause in sezione. A sinistra il tetto piano a tetto caldo: la pioggia entra dal risvolto e dallo scarico (1), il vapore di casa sale dalla fessura del faretto e condensa sotto la membrana fredda (2), l&#8217;acqua del cantiere resta chiusa fra la barriera e la membrana e goccia dalla vite (3). A destra la falda isolata fra i travetti: la conversa del camino, la fessura del soffitto con la brina sotto il cartonfeltro, il legno e l&#8217;isolante bagnati in cantiere.</figcaption></figure>
<h2 id="chi-ha-cominciato-a-studiarlo">Chi ha cominciato a studiarlo</h2>
<h3>Il tetto piano, da Vitruvio al Novecento</h3>
<p>Il terrazzo all&#8217;aperto è il primo tetto piano di cui abbiamo un manuale. Vitruvio, nel libro settimo del <em>De architectura</em>, avverte che i pavimenti scoperti posati su solai di legno soffrono: il legno si gonfia con l&#8217;umidità, si ritira col secco e si inflette, e il gelo finisce di rovinarli. Prescrive un doppio tavolato incrociato e inchiodato, un letto di pietrame e un impasto di calce e coccio pesto battuto fino a un piede di spessore, cioè circa 30 centimetri, con sopra le tessere grandi. Poi dà la pendenza: due dita ogni dieci piedi. Il piede romano vale sedici dita, come Vitruvio stesso scrive nel libro terzo, quindi due dita su dieci piedi fanno uno a ottanta, l&#8217;1,25 per cento. Le regole inglesi di oggi chiedono a un tetto piano finito una pendenza minima di uno a ottanta: lo stesso numero. Vitruvio aggiunge una manutenzione: ogni anno, prima dell&#8217;inverno, i giunti vanno imbevuti di feccia d&#8217;olio, perché l&#8217;acqua del gelo non entri.</p>
<p>Il tetto piano moderno nasce in Germania a metà Ottocento come una serie di esperimenti, racconta uno studio di storia della tecnica pubblicato nel 2017. A Berlino nel 1829 si prova l&#8217;argilla; tra il 1838 e il 1842 si diffonde un tetto con catrame e resina; dalla metà del secolo prende piede il tetto in &#8220;cemento di legno&#8221;, inventato in Slesia da Samuel Häusler: strati di carta spalmati con una miscela di catrame, asfalto e zolfo, coperti di sabbia e ghiaia, spesso con la terra sopra, e con una pendenza massima del 6 per cento. Con quel sistema si coprono la Cassa di risparmio postale di Otto Wagner a Vienna, nel 1905, e la fabbrica Fagus di Gropius, dal 1911. Il tetto piano con la membrana e l&#8217;isolante ha quindi poco più di un secolo. Nel 1972 due ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche canadese lo riassumono così: da cento anni si provano tetti con poca o nessuna pendenza, e da cinquanta li si isola.</p>
<h3>La condensa nei sottotetti</h3>
<p>La condensa nei tetti a falde ha una data di nascita precisa. Nel 1937 Larry Teesdale, del laboratorio forestale americano, pubblica un rapporto sulla condensa nelle pareti e nei sottotetti e raccomanda di ventilare il sottotetto, per esperienza personale e senza misure. Nel marzo 1938 la rivista <em>Architectural Record</em> porta il tema ai progettisti con un articolo di Tyler Rogers, che cita Teesdale e le ricerche in corso all&#8217;Università del Minnesota sotto la direzione di Frank Rowley, finanziate dall&#8217;associazione dei produttori di lana minerale. Lo ha ricostruito William Rose, ricercatore dell&#8217;Università dell&#8217;Illinois, in un saggio sulla storia della ventilazione dei sottotetti. Nell&#8217;articolo del 1938, che scrive che l&#8217;isolante non ha colpa, Rose legge la preoccupazione di difendere un&#8217;industria allora nascente. Quattordici anni dopo, aprendo una conferenza sull&#8217;argomento, Rogers lo dice lui stesso: l&#8217;industria dell&#8217;isolamento dovette fare ricerca per difendersi e per dimostrare la propria innocenza.</p>
<p>Rowley, con Algren e Lund, pubblica nel 1941 il bollettino con le prove: casette in una camera fredda, brina pesata sul tavolato, aperture di ventilazione di varie misure. La fonte del vapore, conclude, sta di solito nelle stanze sotto il sottotetto; la ventilazione abbassa il vapore nel sottotetto, ma se è eccessiva raffredda la faccia superiore dell&#8217;isolante e lì peggiora la condensa; e dove il vapore entra dai condotti, la ventilazione può aggravare le cose.</p>
<p>Nel gennaio 1942 l&#8217;ente federale americano per l&#8217;edilizia residenziale scrive nei suoi requisiti minimi che ogni sottotetto deve avere aperture di ventilazione pari almeno a un trecentesimo dell&#8217;area del tetto. Rose ha cercato l&#8217;origine di quel numero senza trovarla: la regola compare senza un riferimento, e lui la definisce arbitraria. Nelle casette di Rowley, senza ventilazione, si formavano circa 32 grammi di brina al metro quadrato al giorno, e con le aperture più piccole meno di 2. Un tavolato di pino, calcola Rose, può assorbirne in tutto circa 1.400 grammi al metro quadrato prima di passare da asciutto a bagnato, e Rose ne conclude che quei tassi non giustificano la ventilazione come rimedio all&#8217;umidità.</p>
<p>La Germania ha avuto una regola gemella, con un finale diverso. L&#8217;edizione del 1981 della norma tedesca sulla protezione dall&#8217;umidità chiedeva, per i tetti ventilati a bassa pendenza, aperture pari al due per mille della superficie. Il Fraunhofer l&#8217;ha studiata e ha trovato che era inapplicabile, perché su un tetto lungo duecento metri avrebbe richiesto fessure alte fino a ottanta centimetri, e che i danni che doveva prevenire nella pratica non si trovavano. L&#8217;edizione del luglio 2001 l&#8217;ha cancellata per le basse pendenze.</p>
<p>Il trecentesimo è invece entrato nei regolamenti nordamericani, e c&#8217;è rimasto per ottant&#8217;anni, con una correzione. Nel codice residenziale americano di oggi la regola base è il doppio, un centocinquantesimo della superficie ventilata, e il trecentesimo è un&#8217;eccezione che vale a due condizioni: un freno al vapore al soffitto, nelle zone più fredde, e le aperture distribuite dal 40 al 50 per cento in alto, entro novanta centimetri dal colmo, con il resto nel terzo basso. Da noi quel numero circola come la regola americana.</p>
<p>La correzione decisiva arriva dal Canada. Nel 1950 Neil Hutcheon misura nei sottotetti dieci volte più brina di quanta ne possa spiegare la sola diffusione del vapore, e la attribuisce all&#8217;aria calda e umida che sale dalle stanze attraverso il soffitto; lo riporta Rose in un secondo studio, del 1995. Da lì la raccomandazione cambia: prima si sigilla il soffitto all&#8217;aria, poi si ventila il sottotetto. Nel 1959 Helmut Glaser pubblica in Germania il metodo grafico per seguire la diffusione del vapore in una parete stratificata, pensato per le celle frigorifere; ne ho dato gli estremi nell&#8217;articolo sulla <a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">condensa interstiziale</a>. Il metodo entra nelle norme di mezzo mondo e diventa il modo con cui i progettisti dimostrano che un tetto non condensa. Vede però solo la diffusione, mentre Hutcheon aveva già trovato che l&#8217;acqua nei tetti arriva soprattutto con l&#8217;aria.</p>
<h3>L&#8217;acqua chiusa nel tetto piano</h3>
<p>Il Canada dà anche i due studi che spiegano l&#8217;umidità di costruzione. Nel 1968 Handegord e Baker scrivono che la barriera al vapore, messa sotto l&#8217;isolante di un tetto piano, trattiene l&#8217;acqua entrata da una rottura del manto, fa gonfiare la membrana e riduce l&#8217;isolamento; e siccome fa da secondo tetto, nasconde il guasto agli abitanti oppure, se ha un buco, fa uscire l&#8217;acqua in un punto che non ha niente a che fare con la rottura.</p>
<p>Nel 1972 Baker e Hedlin descrivono il tetto tradizionale, con l&#8217;isolante chiuso fra la barriera e la membrana, come una trappola per il vapore e per l&#8217;acqua, e presentano l&#8217;alternativa: il tetto rovescio, con l&#8217;isolante sopra la membrana, &#8220;come la pelliccia sulla pelle di un animale&#8221;. Nel 1985 R. L. Quirouette, sempre al Consiglio nazionale delle ricerche canadese, mette in una nota tecnica il confronto fra quello che passa per diffusione attraverso una barriera al vapore e quello che l&#8217;aria porta attraverso un foro: i suoi numeri sono nel capitolo sul vapore.</p>
<h3>In Italia: le assicurazioni e il Codice di Pratica</h3>
<p>In Italia il tema si organizza tardi, e a farlo muovere sono le assicurazioni. Le prime polizze sulle opere di impermeabilizzazione, stipulate negli anni Ottanta, vengono disdettate dopo una serie di sinistri che le compagnie attribuiscono soprattutto a errori di progettazione. Lo racconta la guida ufficiale dell&#8217;Istituto per la garanzia dei lavori affini all&#8217;edilizia, che nel 1990 va a parlare con le compagnie e riceve una risposta netta: senza regole chiare e oggettive sulla progettazione e sull&#8217;esecuzione, le coperture non sono assicurabili.</p>
<p>Il documento che ne nasce, come racconta l&#8217;architetto Antonio Broccolino, che fu fra i redattori della prima edizione, viene preparato da una sottocommissione dell&#8217;ente di normazione nominata nel 1990. Al voto del 1992 non ottiene l&#8217;unanimità, perché indicare le prestazioni minime dei prodotti non piaceva a tutti. La guida dell&#8217;istituto scrive che nel 1991 la stesura passa a una commissione tecnica dell&#8217;istituto, perché lavorare dentro l&#8217;ente di normazione avrebbe chiesto tempi troppo lunghi e compromessi tecnici. Alla fine del 1993 il Codice di Pratica delle coperture continue esce così, fuori dalla norma; la seconda edizione è del 2006, la terza del 2016, ristampata nel 2019 con circa ottanta pagine in più. Il suo valore giuridico è quello della regola dell&#8217;arte: in mancanza di una norma, un perito e un giudice possono fare riferimento al codice di un&#8217;associazione di categoria riconosciuta. Il Codice non è in libera consultazione: le sue regole sull&#8217;acqua sotto il manto, sui risvolti e sulle pendenze vengono dagli articoli che lo stesso Broccolino ha pubblicato su una rivista di settore fra il 2009 e il 2014, dove le riporta e le commenta una per una.</p>
<h3>Le misure e la norma</h3>
<p>Gli anni Novanta danno le misure che mancavano. Nel 1994 il laboratorio nazionale di Oak Ridge stima quanto l&#8217;acqua intrappolata costa in isolamento ai tetti piani americani, e misura in camera climatica quanto lentamente un tetto bagnato asciuga d&#8217;inverno. Lo stesso laboratorio propone il tetto piano che asciuga da solo: dove il clima lo permette, si limita la barriera al vapore, perché l&#8217;acqua possa scendere verso l&#8217;interno come vapore. Al Fraunhofer di Holzkirchen, nel 1995, Hartwig Künzel presenta un freno al vapore che cambia con l&#8217;umidità, dieci volte più permeabile d&#8217;estate che d&#8217;inverno, e nel 1998 pubblica la prova in campo: su una falda a 50 gradi con manto di zinco, l&#8217;unico freno che lascia asciugare il tetto è quello variabile.</p>
<p>L&#8217;ultimo passo lo fa la norma stessa. La ISO 13788 del 2012, in Italia UNI EN ISO 13788:2013, scrive nel primo punto che cosa il suo metodo non vede: l&#8217;aria che passa per fessure e intercapedini, l&#8217;acqua liquida che si muove, la risalita capillare, la capacità dei materiali di assorbire vapore; e aggiunge che il metodo va applicato solo dove questi fenomeni sono trascurabili. Nell&#8217;introduzione scrive che il flusso d&#8217;aria attraverso la struttura può essere il meccanismo principale del trasporto di umidità. In Italia la verifica con quella norma è obbligatoria per ogni intervento sulle strutture opache dal decreto sui requisiti minimi del 26 giugno 2015, e dal 3 giugno 2026 il decreto del 28 ottobre 2025 la estende ai ponti termici. Un tetto può quindi passare la verifica di legge e condensare lo stesso, perché il fenomeno che lo bagna sta fuori dal metodo.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig2-linea-del-tempo.png" alt="Linea del tempo su due righe, da Vitruvio al decreto del 28 ottobre 2025, con i diciassette passaggi della ricerca sull'acqua nei tetti e il segno che distingue le fonti verificate sull'originale da quelle riprese da fonti secondarie" class="wp-image-4206" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig2-linea-del-tempo.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig2-linea-del-tempo-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig2-linea-del-tempo-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig2-linea-del-tempo-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig2-linea-del-tempo-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 2. Da Vitruvio al decreto del 2025, le tappe della ricerca e delle regole sull&#8217;acqua nei tetti. Nelle tavole OK segna i valori verificati sull&#8217;originale e SEC quelli ripresi da una fonte secondaria, come ✅ e ⚠️ nel testo.</figcaption></figure>
<h2 id="le-parole-del-tetto">Le parole del tetto</h2>
<p><strong>Copertura continua e discontinua.</strong> Nel linguaggio delle norme italiane la copertura continua ha un elemento di tenuta senza giunti aperti, cioè una membrana o un manto liquido. Vale per i tetti piani e a bassa pendenza. La discontinua ha tegole, coppi o lastre sovrapposte, che tengono l&#8217;acqua per sovrapposizione e pendenza. Le due famiglie di norme sugli strati, UNI 8178 e UNI 8627, dal 2019 sono divise in due parti, la prima per le falde e la seconda per i tetti piani. Nel testo uso tetto piano e tetto a falde.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="724" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig3-continua-discontinua-v2.png" alt="Due sezioni affiancate: il tetto piano con la membrana continua sopra isolante, massetto e solaio, e il tetto a falde con le tegole sovrapposte sui listelli, il telo, il tavolato e l'isolante fra i travetti" class="wp-image-4930" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig3-continua-discontinua-v2.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig3-continua-discontinua-v2-300x136.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig3-continua-discontinua-v2-1024x463.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig3-continua-discontinua-v2-768x348.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig3-continua-discontinua-v2-1536x695.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 3. A sinistra la membrana continua su isolante, massetto e solaio; a destra le tegole sovrapposte su listelli, telo, tavolato e isolante fra i travetti.</figcaption></figure>
<p><strong>Elemento di tenuta.</strong> È lo strato che deve fermare l&#8217;acqua: la membrana nel tetto piano, il manto di tegole con il suo telo nel tetto a falde. Tutto il resto, isolante, massetto, barriera, protezione, serve ad altro. Una copertura continua tiene l&#8217;acqua solo dentro il perimetro del suo elemento di tenuta, cioè fino ai risvolti verticali: è la regola del Codice di Pratica, e la ragione per cui il perimetro e i punti dove il manto si interrompe contano più del campo in mezzo.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="724" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig4-elemento-di-tenuta-v2.png" alt="Le stesse due sezioni con gli strati in grigio e l'elemento di tenuta in rosso: la membrana con i risvolti nel tetto piano, le tegole con il telo nella falda, e la goccia che passa sopra il risvolto" class="wp-image-4931" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig4-elemento-di-tenuta-v2.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig4-elemento-di-tenuta-v2-300x136.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig4-elemento-di-tenuta-v2-1024x463.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig4-elemento-di-tenuta-v2-768x348.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig4-elemento-di-tenuta-v2-1536x695.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 4. L&#8217;elemento di tenuta in rosso, con i suoi risvolti: sopra il risvolto l&#8217;acqua passa.</figcaption></figure>
<p><strong>Massetto delle pendenze.</strong> Lo strato di malta che dà al tetto piano la pendenza verso gli scarichi. La sua posizione conta quanto la sua pendenza: sopra l&#8217;isolante fa da serbatoio per l&#8217;acqua di getto e di pioggia; sotto l&#8217;isolante e sotto la barriera al vapore è al posto giusto.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="724" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig5-massetto-pendenze.png" alt="Due sezioni di tetto piano: a sinistra il massetto delle pendenze sopra l'isolante, con le gocce d'acqua trattenute, a destra il massetto sul solaio sotto la barriera e l'isolante asciutto" class="wp-image-4209" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig5-massetto-pendenze.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig5-massetto-pendenze-300x136.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig5-massetto-pendenze-1024x463.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig5-massetto-pendenze-768x348.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig5-massetto-pendenze-1536x695.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 5. Sopra l&#8217;isolante il massetto trattiene l&#8217;acqua di getto e di pioggia, e la membrana la chiude dentro; sul solaio, sotto la barriera, lascia posare l&#8217;isolante asciutto.</figcaption></figure>
<p><strong>Barriera e freno al vapore, e il metro di aria ferma.</strong> La resistenza di uno strato al passaggio del vapore si misura con lo spessore d&#8217;aria equivalente, sd, in metri: è lo spessore di aria ferma che oppone la stessa resistenza, e nel resto dell&#8217;articolo lo indico con sd. Un metro di aria ferma è già una resistenza sensibile, tanto che nelle prove del Fraunhofer un telo da un metro conta come chiuso; una barriera al vapore in polietilene vale decine di metri; una membrana bituminosa centinaia; un telo traspirante sotto le tegole un decimo di metro; 16 centimetri di lana minerale un quinto di metro. I valori dei materiali vengono dalla UNI 10351, dalla 13788 e da una nota canadese del 1985. Le classi commerciali, cioè membrane traspiranti sotto 0,1-0,3 metri, freni da 2 metri in su e barriere oltre 100, vengono da fonti secondarie perché il testo della UNI 11470 è a pagamento, e sul limite alto dei freni non concordano: 20 metri per un manuale di produttore, 100 per l&#8217;associazione degli isolanti.</p>
<p>Il freno al vapore lascia passare una parte controllata del vapore; la barriera lo ferma quasi del tutto; il freno a diffusione variabile, inventato al Fraunhofer, è più chiuso d&#8217;inverno e più aperto d&#8217;estate. Nel linguaggio delle norme italiane schermo al vapore e barriera al vapore sono due strati distinti, con due nomi distinti, e la guida dell&#8217;istituto che ha scritto il Codice di Pratica avverte che scambiarli in un capitolato è pericoloso: si scrive barriera, si posa uno schermo, e il calcolo che aveva dato il tetto asciutto non vale più. Lo sbaglio pesa dove dentro c&#8217;è molto vapore, come in una piscina, in una cucina industriale o in una lavanderia.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="724" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig6-aria-ferma-sd.png" alt="Grafico a barre su scala logaritmica dello spessore d'aria equivalente di sette strati, dal telo traspirante alla membrana bituminosa, con le fasce delle membrane traspiranti, dei freni e delle barriere" class="wp-image-4210" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig6-aria-ferma-sd.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig6-aria-ferma-sd-300x136.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig6-aria-ferma-sd-1024x463.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig6-aria-ferma-sd-768x348.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig6-aria-ferma-sd-1536x695.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 6. Lo sd su scala logaritmica: telo traspirante 0,1 metri, 16 centimetri di lana 0,2, freno 2, barriera in polietilene 40, barriera dell&#8217;esempio della norma 75, membrana bituminosa 750, con le fasce delle classi commerciali.</figcaption></figure>
<p><strong>Strato di tenuta all&#8217;aria.</strong> È lo strato continuo, con giunti nastrati e attraversamenti sigillati, che impedisce all&#8217;aria di casa di entrare nel pacchetto del tetto. Spesso coincide con la barriera o il freno al vapore, ma la funzione è un&#8217;altra: la barriera ferma la diffusione, la tenuta all&#8217;aria ferma il trasporto con l&#8217;aria, ed è il trasporto con l&#8217;aria a portare quasi tutta l&#8217;acqua. Le regole inglesi lo chiamano con un nome solo, strato di controllo dell&#8217;aria e del vapore, e lo rendono obbligatorio nei tetti a falde non ventilati.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="724" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig7-tenuta-aria.png" alt="Due sezioni di soffitto sotto un sottotetto freddo: a sinistra senza tenuta all'aria, con le frecce del vapore che salgono dal faretto, dal tubo e dal giunto; a destra con lo strato di tenuta continuo, nastrato e sigillato, dove passa dieci volte meno aria, che porta ancora circa cinque volte l'acqua della diffusione disegnata con le frecce tratteggiate" class="wp-image-4211" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig7-tenuta-aria.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig7-tenuta-aria-300x136.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig7-tenuta-aria-1024x463.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig7-tenuta-aria-768x348.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig7-tenuta-aria-1536x695.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 7. Senza tenuta all&#8217;aria il vapore sale dal faretto, dal tubo e dal giunto, con 300 millimetri quadrati di fessure per metro quadrato; con lo strato continuo passa dieci volte meno aria, che porta ancora circa cinque volte l&#8217;acqua della diffusione.</figcaption></figure>
<p><strong>Tetto caldo, tetto freddo, tetto rovescio.</strong> Nel tetto caldo l&#8217;isolante sta subito sotto la membrana, senza aria in mezzo, e la barriera al vapore sta sotto l&#8217;isolante: tutta la struttura resta dal lato caldo. Nel tetto freddo l&#8217;isolante sta in basso, sul soffitto, e sopra c&#8217;è uno spazio d&#8217;aria ventilato verso l&#8217;esterno: la struttura sta dal lato freddo. Nel tetto rovescio l&#8217;isolante sta sopra la membrana, all&#8217;aperto, protetto da uno strato filtrante e zavorrato con ghiaia o lastre: la membrana fa anche da barriera al vapore e resta a temperatura quasi costante. Le tre parole valgono per i tetti piani e, con adattamenti, per le falde: una falda con l&#8217;isolante sopra il tavolato e il telo sopra l&#8217;isolante è un tetto caldo; una falda con l&#8217;isolante sul solaio del sottotetto e il sottotetto ventilato è un tetto freddo.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="724" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig8-caldo-freddo-rovescio.png" alt="Tre sezioni di tetto piano affiancate: tetto caldo con l'isolante sotto la membrana e la barriera sotto l'isolante, tetto freddo con l'isolante sul soffitto e l'aria ventilata sopra, tetto rovescio con l'isolante sopra la membrana, lo strato filtrante e la ghiaia" class="wp-image-4212" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig8-caldo-freddo-rovescio.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig8-caldo-freddo-rovescio-300x136.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig8-caldo-freddo-rovescio-1024x463.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig8-caldo-freddo-rovescio-768x348.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig8-caldo-freddo-rovescio-1536x695.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 8. Tetto caldo, tetto freddo, tetto rovescio: dove sta l&#8217;isolante rispetto alla membrana e all&#8217;aria ventilata, e da che lato resta la struttura.</figcaption></figure>
<p><strong>Microventilazione e ventilazione.</strong> Nel tetto a falde in tegole c&#8217;è di solito uno spazio fra il telo e le tegole, dato dai listelli, di un paio di centimetri: è la microventilazione sottotegola, che asciuga le tegole e porta via il vapore in eccesso. Non è un tetto ventilato, come chiarisce la scheda del Politecnico di Milano curata da Sergio Croce riprendendo la UNI 8627: il tetto ventilato ha un&#8217;intercapedine sopra l&#8217;isolante, aperta in gronda e al colmo, alta di norma sette centimetri, e comunque più della camera dei listelli.</p>
<p>Quanta ventilazione chiedono le regole italiane, tedesche e inglesi lo dice la tabella del capitolo sulle falde.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="724" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig9-microventilazione.png" alt="Due sezioni di falda: a sinistra i listelli di 2 centimetri sotto le tegole, la microventilazione; a destra l'intercapedine ventilata di 7 centimetri sopra l'isolante, con le frecce dell'aria che entra in gronda ed esce al colmo" class="wp-image-4213" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig9-microventilazione.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig9-microventilazione-300x136.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig9-microventilazione-1024x463.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig9-microventilazione-768x348.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig9-microventilazione-1536x695.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 9. I 2 centimetri dei listelli asciugano le tegole e non fanno un tetto ventilato; l&#8217;intercapedine sopra l&#8217;isolante, aperta in gronda e al colmo, è di 7 centimetri, e oltre 15 non guadagna più, come dice la scheda del Politecnico.</figcaption></figure>
<p><strong>Sottotetto, telo, tavolato.</strong> Le travi inclinate che reggono la falda si chiamano travetti, o puntoni: sono la stessa cosa, e nel testo uso travetti. Nel tetto a falde il telo sotto le tegole, che la UNI 11470 chiama schermo o membrana traspirante, è la seconda linea di difesa contro la pioggia spinta dal vento e contro la neve. È anche la superficie su cui il vapore che sale può condensare. Il tavolato di tavole sotto il telo era in passato coperto da un cartonfeltro bituminoso, che per gran parte del Novecento si posava dappertutto nei rifacimenti: Historic England avverte che quel feltro, quasi impermeabile al vapore, rende molto difficile isolare bene un tetto esistente, e che va sostituito quando si rifà il manto.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="724" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig10-sottotetto-telo-tavolato.png" alt="Sezione di una falda con il soffitto, il sottotetto, i travetti con il tavolato, il telo o il vecchio cartonfeltro, i listelli e le tegole, e le frecce del vapore che sale dalla fessura del soffitto fino al telo" class="wp-image-4214" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig10-sottotetto-telo-tavolato.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig10-sottotetto-telo-tavolato-300x136.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig10-sottotetto-telo-tavolato-1024x463.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig10-sottotetto-telo-tavolato-768x348.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig10-sottotetto-telo-tavolato-1536x695.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 10. Il vapore che passa dal soffitto sale nel sottotetto e condensa sul telo, sui chiodi e sulle tavole; il vecchio cartonfeltro, quasi stagno al vapore, si sostituisce quando si rifà il manto.</figcaption></figure>
<p><strong>Risvolto, soglia, bocchettone, conversa.</strong> Il risvolto è la parte del manto che sale sul muro, sul parapetto o sul telaio della portafinestra: la sua altezza sopra il piano di scorrimento dell&#8217;acqua decide fino a dove il tetto tiene. La soglia è il punto in cui il risvolto deve fermarsi per lasciar passare le persone. Per questo è il punto più debole del terrazzo, come ho scritto nell&#8217;articolo sulla <a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">vaschetta e la soglia</a>. Il bocchettone è l&#8217;imbocco dello scarico, incassato nel manto; la conversa è il pezzo di lamiera o di membrana che raccorda la falda a un muro, un camino o un lucernario; la scossalina copre e protegge il bordo superiore di un risvolto o di una conversa.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="724" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig11-risvolto-soglia-conversa-v2.png" alt="Sezione di un tetto piano con il risvolto sul parapetto, la soglia della portafinestra e il bocchettone incassato, e accanto una falda con il camino, la conversa e la scossalina, ognuno con la sua etichetta" class="wp-image-4932" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig11-risvolto-soglia-conversa-v2.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig11-risvolto-soglia-conversa-v2-300x136.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig11-risvolto-soglia-conversa-v2-1024x463.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig11-risvolto-soglia-conversa-v2-768x348.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig11-risvolto-soglia-conversa-v2-1536x695.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 11. Risvolto, soglia, bocchettone, conversa e scossalina: i punti dove il manto si interrompe o si piega, e da dove entra la pioggia. Le quote sono nella tavola dei punti singolari, più avanti.</figcaption></figure>
<p><strong>Temperatura esterna equivalente.</strong> Il tetto scambia calore con la volta celeste, che una parete verticale vede solo in parte. Di notte irraggia verso un cielo più freddo dell&#8217;aria e scende sotto la temperatura dell&#8217;aria; di giorno assorbe il sole. La 13788, al punto 4.2.3, chiede per i tetti una temperatura esterna equivalente media mensile che tenga conto delle due cose e, nel caso semplificato, fa togliere 2 gradi alla media mensile dell&#8217;aria. Il Fraunhofer ha misurato sul manto di un tetto piano un raffreddamento notturno fino a 10 gradi sotto l&#8217;aria. È per questo che il tetto condensa prima del muro, a parità di isolante.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="724" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig12-temperatura-equivalente.png" alt="Sezione di tetto piano sotto il cielo notturno a sinistra e il sole a destra, con le frecce dell'irraggiamento e del sole, e accanto le tre barre di temperatura di gennaio a Udine: l'aria del mese, il tetto per la norma due gradi sotto, il manto di notte fino a dieci gradi sotto" class="wp-image-4216" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig12-temperatura-equivalente.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig12-temperatura-equivalente-300x136.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig12-temperatura-equivalente-1024x463.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig12-temperatura-equivalente-768x348.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig12-temperatura-equivalente-1536x695.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 12. A Udine in gennaio l&#8217;aria del mese vale 3,5 gradi e il tetto, per la norma, 1,5; di notte, nelle misure del Fraunhofer, un manto è sceso fino a 10 gradi sotto l&#8217;aria.</figcaption></figure>
<h2 id="come-nasce-una-copertura-sbagliata-sei-decisioni-prese-da-persone-diverse">Come nasce una copertura sbagliata: sei decisioni prese da persone diverse</h2>
<p>Le tre cause hanno spesso la stessa origine organizzativa, e la descrive la guida ufficiale dell&#8217;istituto che ha scritto il Codice di Pratica. Nessuno progetta la copertura intera. La progettano in sei, in tempi diversi, e ognuno decide il suo pezzo senza sapere che cosa deciderà il prossimo.</p>
<p>Lo strutturista sceglie il solaio, e per ragioni di costo può prendere un alleggerito con blocchi di polistirene, che in copertura porta con sé condensa e gocciolamenti. Il termotecnico verifica la trasmittanza e, nel migliore dei casi, la condensa con il metodo di Glaser; a volte mette a zero la resistenza del solaio per stare dalla parte della sicurezza, anche quando quel solaio una resistenza ce l&#8217;ha. Poi sceglie l&#8217;isolante, che può non essere compatibile con la stratigrafia impermeabile e con l&#8217;uso finale, per resistenza a compressione, resistenza al calore o compatibilità chimica.</p>
<p>Il progettista dell&#8217;edificio decide il massetto delle pendenze: se metterlo, quanta pendenza dargli, se posarlo sopra o sotto l&#8217;isolante e di che cosa farlo. Sono le scelte che decidono l&#8217;umidità di costruzione, e vengono prese senza quel calcolo. Con la proprietà sceglie poi la protezione finale, ghiaia o quadrotti su supporti o pavimento allettato, che cambia dove scorre l&#8217;acqua e quanto deve salire il risvolto.</p>
<p>L&#8217;impermeabilizzatore arriva per ultimo. Riceve un pacchetto già deciso da altri, deve trovarci dentro una soluzione che tenga, e gli si chiede di garantirla per dieci anni, comprese le infiltrazioni che non dipendono dal manto.</p>
<p>Poi ci sono i due che arrivano dopo la consegna. L&#8217;arredatore o il tecnico dell&#8217;acustica aggiungono un controsoffitto con la lana minerale dentro: quel controsoffitto sposta le temperature dentro il pacchetto e può far condensare il solaio che il calcolo dava asciutto. L&#8217;impiantista monta sul tetto macchine e tubi a tre centimetri dal piano dove scorre l&#8217;acqua, e non li sposta più nessuno. Quando arriva la manutenzione, sotto quelle macchine non si può lavorare.</p>
<p>La correzione che il Codice propone è una sequenza di quattro passi, ripresa dalla norma sulle coperture. Prima si decide che cosa si vuole, isolata o no, che cosa ci starà sotto e sopra, che pendenza avrà. Poi si mettono in ordine gli strati che ci sono sempre: solaio, isolante, elemento di tenuta, protezione. Poi si aggiungono gli strati complementari, quattordici in tutto: fra questi lo schermo e la barriera al vapore, il massetto delle pendenze, lo strato che separa due materiali incompatibili, quello che drena, quello che filtra e la zavorra. Di ognuno si verifica che vada d&#8217;accordo con quelli che tocca. Solo alla fine si scelgono i prodotti, che è il compito dell&#8217;impresa.</p>
<p>L&#8217;isolante di una copertura continua si sceglie anche per quello che deve reggere. Il Codice di Pratica divide gli usi in sei, dalla copertura accessibile solo per la manutenzione a quella carrabile per traffico pesante e a quella a giardino, e a ognuno corrisponde una classe di resistenza a compressione del pannello: scrivere nel capitolato l&#8217;uso finale, e non solo lo spessore, evita il pannello che cede sotto chi va a pulire i bocchettoni.</p>
<p>Il fissaggio del manto contro il vento ha una norma sua, la UNI 11442, che dà il metodo per scegliere fra zavorra, incollaggio e fissaggio meccanico secondo l&#8217;altezza dell&#8217;edificio, la zona, l&#8217;esposizione e la posizione sul tetto: ai bordi e negli angoli la depressione è molto maggiore che in mezzo, e i distacchi cominciano di solito da un angolo.</p>
<p>Il Codice chiude con una griglia di autocontrollo, un elenco di domande da compilare in progetto e in cantiere. Il documento che ne esce serve a due cose: accorgersi degli errori mentre si possono ancora correggere, e avere qualcosa da mettere sul tavolo se poi si litiga.</p>
<h2 id="la-pioggia-entra-dai-bordi-del-manto">La pioggia entra dai bordi del manto</h2>
<p>Su un tetto piano l&#8217;acqua di pioggia non entra quasi mai in mezzo alla membrana. Entra dove la membrana finisce, si piega o si buca: il risvolto contro il muro, la soglia della portafinestra, il bocchettone, il tubo che passa, il giunto.</p>
<p>Quali di questi nodi ceda più spesso lo dicono le statistiche di danno austriache, riprese in una tesi del Politecnico di Vienna. In testa stanno gli attraversamenti, cioè ringhiere, parafulmini e sfiati, e subito dopo le soglie delle portefinestre; seguono la pendenza mal formata, i danni fatti in cantiere e gli scarichi. I risvolti, che l&#8217;intuizione mette al primo posto, sono gli ultimi.</p>
<p>Le stesse statistiche dicono quanto spesso un difetto diventa un danno. Su una soglia, quattro irregolarità su cinque finiscono in un danno; su un attraversamento quasi tre su quattro; in campo corrente, cioè in mezzo al tetto, poco meno di una su due. Un difetto in mezzo al manto spesso non si vede mai; lo stesso difetto su una soglia bagna la stanza.</p>
<p>Le regole dei tre paesi dicono la stessa cosa con numeri diversi, e il primo numero è la pendenza. Le regole inglesi per le case nuove, gli standard NHBC del 2025, distinguono la pendenza di progetto da quella finita: la prima assorbe le frecce della struttura, la seconda è quella che resta sul manto a tetto caricato, e di norma la prima è il doppio della seconda. Per membrane e manti liquidi chiedono uno a quaranta in progetto e uno a ottanta finito, cioè il 2,5 e l&#8217;1,25 per cento.</p>
<p>In Italia il Codice di Pratica divide le coperture in tre classi di pendenza: sub-orizzontale da zero al 5 per cento, inclinata dal 5 al 50, fortemente inclinata oltre il 50. Per la prima classe la guida ufficiale dell&#8217;istituto consiglia l&#8217;1,5 per cento, e il Codice dà lo stesso valore per il massetto delle pendenze, con una bozza successiva che scendeva all&#8217;1 per cento per adeguarsi ai cantieri. La classe di pendenza decide quali protezioni si possono mettere sopra, dove può stare l&#8217;isolante e come si fissa il manto.</p>
<p>Le regole tedesche raccomandano il 2 per cento, come riporta un articolo di un perito del 2017 sulla DIN 18531. I canadesi, nel 1972, scrivevano che la pendenza minima praticabile è un quarto di pollice per piede, cioè il 2,1 per cento. Su una falda piana di 10 metri l&#8217;1,25 per cento vale 12,5 centimetri di dislivello, il 2 per cento 20 centimetri: pochi, e ogni freccia della struttura o ogni gradino del massetto li mangia. Le stesse regole inglesi accettano una pendenza finita fra zero e uno a ottanta solo con il manto protetto, mai a vista, e solo se il piano non ha contropendenze né ristagni. Per i tetti grandi chiedono un&#8217;analisi delle frecce, anche di quelle che crescono negli anni.</p>
<p>Il secondo numero è l&#8217;altezza del risvolto. Il Codice di Pratica la lega a dove scorre davvero l&#8217;acqua. Con il manto a vista l&#8217;acqua scorre sulla membrana; sotto un pavimento allettato, che drena poco, scorre quasi tutta sulla superficie del pavimento. In tutti e due i casi il risvolto deve salire almeno 15 centimetri sopra il piano su cui scorre, e di più nei compluvi; sotto ghiaia o pavimento galleggiante, dove l&#8217;acqua scende attraverso la protezione, bastano 7 centimetri, e 12 sotto il terreno di coltivo.</p>
<p>Le regole inglesi chiedono di norma 150 millimetri, e ammettono 75 alla soglia accessibile. In Germania i conciatetti legano l&#8217;altezza del risvolto a quanto pende il tetto. Nella bozza aperta ai commenti nel 2023, che non è ancora il testo definitivo, chiedono almeno 15 centimetri fino a 5 gradi e almeno 10 centimetri oltre, misurati sopra la finitura, con quote maggiori nelle zone nevose. Davanti a una porta si scende a 5 centimetri, ma solo con un elenco di misure insieme: canaletta grigliata larga almeno 15 centimetri e aperta per metà, scarico dimensionato con un margine, distanza massima di dieci metri dal punto di scarico, sfioro cinque centimetri più basso della soglia, battente massimo di 35 millimetri e serramenti non in legno.</p>
<p>Nel caso più comune, un tetto poco pendente con l&#8217;acqua che scorre in superficie, i tre paesi arrivano alla stessa altezza di risvolto, 15 centimetri, per strade diverse. La soglia è il punto in cui questa regola si scontra con le persone: la portafinestra del terrazzo vuole un gradino basso.</p>
<p>Alla soglia accessibile le regole inglesi vogliono anche un davanzale sporgente, con il gocciolatoio a 30 millimetri dal risvolto; gradino e davanzale sono nella tabella dei tre paesi, più sotto. Come si concilia la soglia bassa con la tenuta l&#8217;ho scritto nell&#8217;articolo sulla vaschetta: la vaschetta ferma l&#8217;acqua che è già dentro, la soglia si difende con la pendenza, la canaletta e il risvolto.</p>
<p>Il terzo numero è lo scarico. Un tetto piano con risvolti su tutti i lati è una vasca, e una vasca con uno scarico solo si riempie quando lo scarico si intasa. La norma europea sullo smaltimento delle acque meteoriche, che in Italia vale come UNI EN 12056-3, chiede per ogni superficie di un tetto piano con parapetto almeno due bocchette, oppure una bocchetta e uno scarico di emergenza. La stessa norma raccomanda i troppopieni sulle coperture con parapetto. E vuole che l&#8217;acqua che sale mentre bocchette e troppopieni lavorano non superi il carico di progetto del tetto, né entri dal manto. Gli standard NHBC chiedono due scarichi su pluviali separati, oppure uno più il troppopieno, per ogni tetto piano con risvolti su tutti i lati. La bozza della regola tedesca dei tetti piani, per i tetti che scaricano verso l&#8217;interno, chiede almeno un bocchettone e almeno un troppopieno o scarico di emergenza. Per le regole inglesi il troppopieno deve smaltire più di tutti gli altri scarichi insieme, stare lontano da soglie e davanzali bassi, ed essere visibile quando funziona: se ne esce acqua, qualcuno deve accorgersene. Il Codice dà le regole sul bocchettone incassato, sul ribassamento del massetto attorno allo scarico e sulla griglia, e Broccolino dedica un articolo intero alla chiusura degli scarichi; i canadesi del 1972 suggerivano scarichi di emergenza a parete per quando il tetto va sott&#8217;acqua.</p>
<p>Poi ci sono i punti che bucano il manto. Per i tubi, le antenne e i fissaggi il Codice chiede pezzi speciali e risvolti; le regole inglesi vogliono che ogni scarico attraversi il manto con un bocchettone incassato e ogni tubo con una piastra e un collare. Il collaudo del tetto piano, quando il manto lo permette, è la prova d&#8217;invaso, con i limiti descritti nel capitolo sull&#8217;indagine. Le regole inglesi chiedono per i manti oltre 50 metri quadrati, o difficili da raggiungere, un&#8217;ispezione e una prova di integrità fatte da un tecnico qualificato prima della consegna.</p>
<p>I numeri dei tre paesi, uno accanto all&#8217;altro. Le quote italiane sono quelle del Codice di Pratica, riprese dagli articoli di Broccolino, e della guida dell&#8217;istituto ⚠️, più la norma europea sugli scarichi ✅; quelle inglesi vengono dagli standard NHBC ✅; quelle tedesche dalla bozza dei conciatetti del 2023 e dall&#8217;articolo di un perito sulla DIN 18531 ⚠️.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Italia</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Regno Unito</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Germania</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Pendenza del tetto piano</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,5 per cento consigliato nella classe da zero al 5</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1 a 40 in progetto, 1 a 80 finita</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2 per cento raccomandato</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Risvolto sopra il piano dove scorre l&#8217;acqua</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>15 centimetri con manto a vista o pavimento allettato; 7 sotto ghiaia o pavimento galleggiante; 12 sotto terreno</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>150 millimetri; 75 alla soglia accessibile</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>15 centimetri fino a 5 gradi, 10 oltre</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Soglia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>almeno 20 millimetri sopra il pavimento finito</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>gradino fino a 15 millimetri, davanzale di 45, risvolto di 75 sotto il davanzale</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5 centimetri solo con canaletta grigliata e le altre misure insieme</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Scarichi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>con il parapetto almeno due bocchette, o una più lo scarico di emergenza (norma europea); bocchettone incassato, massetto ribassato attorno, griglia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>con risvolti su tutti i lati due scarichi su pluviali separati, o uno più il troppopieno che porta più degli altri insieme; bocchettone incassato</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>con lo scarico verso l&#8217;interno, qualunque sia la superficie, almeno un bocchettone e almeno un troppopieno o scarico di emergenza</td>
</tr>
</table>
</div>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig13-punti-singolari-v2.png" alt="Quattro dettagli quotati: il bordo del tetto piano con pavimento e il risvolto di 15 centimetri, la soglia accessibile con gradino di 15 millimetri, davanzale di 45 e risvolto di 75, la falda con la conversa del camino e il tubo che esce di 300 millimetri, gli scarichi del tetto piano con il troppopieno" class="wp-image-4933" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig13-punti-singolari-v2.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig13-punti-singolari-v2-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig13-punti-singolari-v2-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig13-punti-singolari-v2-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig13-punti-singolari-v2-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 13. I punti singolari con le quote a confronto. Dettaglio A, il bordo del tetto piano con pavimento: risvolto di 15 centimetri sopra il piano dove scorre l&#8217;acqua, 7 sotto la ghiaia, pendenza finita di uno a ottanta. Dettaglio B, la soglia accessibile delle regole inglesi: gradino di 15 millimetri, davanzale di 45, risvolto di 75. Dettaglio C, la falda: conversa risvoltata di 75 millimetri sul camino e tubo che esce di almeno 300, come più avanti in questo capitolo. Dettaglio D, gli scarichi: due, oppure uno più il troppopieno, e la prova d&#8217;invaso.</figcaption></figure>
<h3>Nel tetto a falde: converse, colmi e gronde</h3>
<p>Nel tetto a falde le tegole tengono per sovrapposizione, e la pioggia entra dove la sovrapposizione si interrompe: i raccordi con i muri e i camini, i compluvi, i lucernari, i tubi, il colmo e la gronda. Le regole inglesi del 2024 danno i numeri delle converse in piombo. Il risvolto contro il muro sale almeno 75 millimetri e il sormonto è di almeno 100. La scossalina entra 25 millimetri nel giunto della muratura e si blocca con cunei ogni 450 millimetri al massimo. La protezione arriva almeno a 75 millimetri sopra l&#8217;intersezione. Ai raccordi con le pareti il telo sotto le tegole va sostenuto e risvoltato di almeno 100 millimetri. Dove una falda scarica su un tetto piano, la membrana risvolta di 150 millimetri sotto le tegole, e il telo la sormonta. I sormonti del telo dipendono dalla pendenza: sotto i 15 gradi 225 millimetri se il telo non è sostenuto e 150 se lo è, da 15 gradi in su 150 e 100.</p>
<p>Un promemoria dell&#8217;associazione svizzera della tecnica della costruzione, del 2015, è dedicato agli attraversamenti dei tetti inclinati. Fissa per i tubi un&#8217;altezza minima di 300 millimetri sopra il manto, misurata lungo la falda, per non finire sotto la neve. Fissa anche una distanza minima di 30 millimetri fra un tubo e l&#8217;altro, perché tutti gli strati, telo e barriera compresi, si possano raccordare a ognuno. Mette al primo posto il raccordo ermetico della barriera al vapore attorno al tubo, e chiede di isolare i tubi metallici, perché un tubo freddo dentro il pacchetto condensa da tutte e due le parti.</p>
<p>Il manto in tegole ha anche una manutenzione, e le schede di ispezione per gli edifici storici pubblicate da Cecchi e Gasparoli nel 2010 la descrivono. Si puliscono dai depositi canali di gronda, pluviali, scossaline e converse. Si controlla che non abbiano interruzioni, rotture, corrosioni o bucature. Si guardano i punti di innesto e le giunzioni della lattoneria. Si segnalano le contropendenze che fanno ristagnare l&#8217;acqua al piede dei muri. Questi controlli si fanno da terra, con un binocolo, senza salire sul tetto. Per le coperture continue, la UNI 11540 dà le linee guida per scrivere e applicare il piano di manutenzione.</p>
<h3>Neve e ghiaccio</h3>
<p>La neve e il ghiaccio aggiungono due strade alla pioggia. Su un tetto coibentato la norma conta la neve come se restasse tutta. La circolare delle norme tecniche sconsiglia in generale di ridurne il carico per il calore che la fonde. Lo ammette, con una motivazione, solo dove il carico al suolo supera 1,5 chilonewton al metro quadrato e la copertura ha una trasmittanza sopra un watt al metro quadrato e grado, mentre i limiti di legge per le coperture stanno fra 0,20 e 0,35. Al disgelo, o con la pioggia sulla neve, quell&#8217;acqua scende in pochi giorni: nel febbraio 2012, in Emilia-Romagna, il manto nevoso di pianura è sparito in circa dieci giorni. Se il bocchettone è ancora chiuso dal ghiaccio, resta sul tetto e sale verso i risvolti e le soglie. Sulle falde il calore che esce dal soffitto fonde la neve da sotto; l&#8217;acqua scende fino allo sporto, che sta alla temperatura dell&#8217;aria, e lì rigela in una diga che trattiene a monte l&#8217;acqua liquida e la spinge sotto le tegole. È un&#8217;infiltrazione anche questa, e compare d&#8217;inverno senza pioggia. Il meccanismo, i numeri e i rimedi sono nell&#8217;articolo sul <a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">muro bagnato sotto la gronda</a>.</p>
<h2 id="lacqua-che-dal-tetto-finisce-nei-muri">L&#8217;acqua che dal tetto finisce nei muri</h2>
<p>La maggior parte dell&#8217;acqua che un tetto raccoglie non passa dal soffitto: scende dai canali e dai pluviali, e quando quel percorso non regge finisce nei muri. Il collo di bottiglia di solito non è il pluviale ma la bocca che lo alimenta, soprattutto con il parafoglie inserito; il canale in carico comincia a traboccare nel punto di portata nulla, il più lontano dalla bocca; il parapetto del tetto piano ha due facce esposte, e per questo si bagna di più e asciuga più lentamente degli altri muri. Le macchie che ne escono stanno in alto sui muri e non al centro del soffitto, e vengono scambiate per risalita o per condensa. Il conto della portata e una tavola interattiva per la propria gronda stanno nell&#8217;articolo <a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a>.</p>
<h2 id="il-vapore-sale-con-laria-non-attraverso-i-materiali">Il vapore sale con l&#8217;aria, non attraverso i materiali</h2>
<p>Il vapore prodotto in casa va verso le superfici fredde, e il tetto è la più fredda della casa, perché di notte irraggia verso il cielo. Può arrivarci in due modi. Il primo è la diffusione: le molecole d&#8217;acqua attraversano i materiali spinte dalla differenza di pressione di vapore fra dentro e fuori, lentamente, e la barriera al vapore serve a rallentarle. Il secondo è il trasporto con l&#8217;aria: dove il soffitto ha una fessura, un foro per un cavo, una botola o un faretto, l&#8217;aria di casa passa. La spingono pochi pascal di differenza fra la stanza e il sottotetto, e si porta dietro tutto il vapore che contiene.</p>
<p>Quirouette, nella nota del 1985, ha messo i due modi uno accanto all&#8217;altro sullo stesso metro quadrato di parete. Per diffusione, attraverso una barriera al vapore con permeanza di 5 nanogrammi al pascal per secondo e metro quadrato, passano in un mese circa 6 grammi d&#8217;acqua, con 21 gradi e 30 per cento dentro e il tavolato a 20 gradi sotto zero: quanto basta a velare di brina il tavolato, senza bagnarlo. Con un&#8217;apertura di 625 millimetri quadrati, un pollice quadrato, e una differenza di pressione di 10 pascal, pari a un vento di 15 chilometri l&#8217;ora, in un mese passano 2.600 metri cubi d&#8217;aria, circa 3.000 chili. Portano 14 chili d&#8217;acqua; se ne condensa un decimo, sono 1.400 grammi, cioè 233 volte la diffusione. Lo stesso autore aggiunge una frase che vale per ogni cantiere: i sormonti non sigillati, i forellini e i piccoli tagli nella barriera al vapore non aumentano in modo apprezzabile la diffusione; la stessa barriera, se non è anche a tenuta d&#8217;aria, non ferma quasi niente.</p>
<p>Ho rifatto il conto con le formule di questo articolo, per controllare l&#8217;ordine di grandezza, e poi l&#8217;ho portato su un tetto italiano. Con la formula della diffusione della 13788 e la permeanza della nota canadese escono 8 grammi invece di 6; con la formula del foro, un coefficiente di efflusso di 0,6 e la stessa differenza di pressione escono 4.000 metri cubi invece di 2.600 e 19 chili d&#8217;acqua invece di 14: le sue cifre sono più prudenti delle mie, e il rapporto fra i due modi resta di due ordini di grandezza.</p>
<p>Poi il soffitto di una casa da 100 metri quadrati, sotto un sottotetto freddo, in un gennaio di Udine con 3,5 gradi di media. Dentro 20 gradi e l&#8217;umidità della classe 3 della norma, che è quella delle abitazioni senza ventilazione meccanica. Per diffusione, attraverso una barriera con sd di 40 metri, nel mese arrivano al tetto circa 850 grammi d&#8217;acqua su tutti i 100 metri quadrati.</p>
<p>Le regole inglesi danno a un soffitto normale una permeabilità all&#8217;aria tipica di 300 millimetri quadrati per metro quadrato, e a un soffitto ben sigillato 30. Trecento millimetri quadrati su un metro quadrato sono lo 0,03 per cento della superficie; il testo inglese, nella stessa riga, scrive 0,3 per cento, che sarebbe dieci volte tanto. Uso il valore in millimetri quadrati, che è quello coerente con la classe di soffitto descritta, e segnalo la discrepanza. Sul nostro soffitto fanno 300 e 30 centimetri quadrati di aperture in tutto.</p>
<p>Con 2 pascal di differenza dal soffitto normale passano nel mese 88.000 metri cubi d&#8217;aria, che portano verso il tetto 420 chili d&#8217;acqua; se ne condensa un decimo, come nell&#8217;esempio canadese, sono 42 chili contro gli 0,85 della diffusione, cinquanta volte tanto. Dal soffitto sigillato passano 8.800 metri cubi e 4 chili, dieci volte meno del normale e cinque volte più della diffusione.</p>
<p>I 2 pascal non sono un numero scelto a caso. L&#8217;effetto camino di un edificio si stima con una regola pratica dell&#8217;organismo internazionale che studia la ventilazione: la differenza di pressione vale circa quattro centesimi di pascal per ogni metro di altezza e per ogni grado di differenza fra dentro e fuori, con il piano neutro a metà altezza. Una casa di due piani, a gennaio a Udine, dà al soffitto dell&#8217;ultimo piano poco meno di due pascal. Con il vento o con un impianto di ventilazione sbilanciato si sale.</p>
<p>La stessa cosa è stata misurata su una copertura vera, e non solo su una parete. In una prova belga del 1995, tre falde isolate sono state messe fra una camera calda e una fredda con differenze di pressione fra 4,4 e 9,9 pascal. Il calcolo di Glaser prevedeva da 1 a 4 grammi al metro quadrato al giorno; lo schema che tiene conto dell&#8217;aria ne prevedeva da 97 a 151, cioè da quaranta a settanta volte tanto, e le misure stavano in mezzo ai due.</p>
<p>I numeri assoluti dipendono comunque dalle mie ipotesi, la quota che condensa in particolare, e vanno letti come ordine di grandezza; il rapporto fra i due modi no, e coincide con quello che Hutcheon aveva trovato nel 1950 e la nota canadese nel 1985. La barriera al vapore serve; sul soffitto dell&#8217;esempio, però, l&#8217;aria porta cinquanta volte l&#8217;acqua della diffusione, e la tenuta all&#8217;aria la riduce di dieci volte.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig14-diffusione-contro-aria.png" alt="Due grafici a barre su scala logaritmica: il confronto di Quirouette del 1985 fra i 6 grammi per diffusione e i 14 chili trasportati dall'aria da un foro di un pollice quadrato, e il soffitto di 100 metri quadrati a Udine in gennaio con 848 grammi per diffusione contro 42 chili condensati dalle fessure" class="wp-image-4218" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig14-diffusione-contro-aria.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig14-diffusione-contro-aria-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig14-diffusione-contro-aria-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig14-diffusione-contro-aria-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig14-diffusione-contro-aria-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 14. Diffusione contro aria, su scala logaritmica. Sopra, il confronto di Quirouette del 1985: 6 grammi al mese per diffusione attraverso un metro quadrato di barriera, 14 chili trasportati dall&#8217;aria da un foro di un pollice quadrato, 1.400 grammi se ne condensa un decimo; le formule di questo articolo danno 8 grammi e 19 chili. Sotto, il soffitto di 100 metri quadrati a Udine in gennaio: 848 grammi per diffusione contro 42 chili condensati dal soffitto normale e 4 dal soffitto sigillato.</figcaption></figure>
<p>Dove si forma la condensa lo dicono le prove del Fraunhofer. Nel 2000 l&#8217;istituto ha costruito tre sottotetti di prova con le stesse tegole e teli diversi. Con piccoli ventilatori ha immesso nel sottotetto l&#8217;aria interna che passerebbe da un metro di giunto di finestra, 50-100 metri cubi al giorno. Sotto il telo più chiuso, con sd di un metro, l&#8217;umidità dei puntoni sul lato nord è salita sopra il 25 per cento in massa in poche settimane, cioè nel campo della marcescenza; sotto il telo aperto alla diffusione e nel sottotetto ventilato è rimasta sotto il 20. Gli autori concludono che i tetti chiusi al vapore verso l&#8217;esterno non sono da raccomandare, e che la tenuta all&#8217;aria del solaio viene prima di tutto. Fra il sottotetto ventilato e quello non ventilato con il telo aperto, aggiungono, la differenza è piccola.</p>
<p>Cinque anni prima Künzel aveva calcolato che cosa succede a una falda esposta a nord con il tavolato coperto di cartonfeltro, come sono molti tetti esistenti, isolata fra i puntoni: con un freno interno con sd di 2 metri l&#8217;acqua si accumula anno dopo anno e il tavolato resta sopra il 20 per cento; con freni da 4, 10 e 40 metri l&#8217;accumulo rallenta soltanto; aiuta solo un&#8217;aria interna meno umida, dieci punti in meno. E aggiunge la frase che spiega perché le barriere teoriche falliscono: in pratica bisogna sempre aspettarsi piccole imperfezioni, e da lì il vapore entra per convezione e resta intrappolato. Historic England dice la stessa cosa per i tetti storici, con parole sue: la barriera al vapore è efficace in teoria ma è molto difficile da realizzare; viene aggirata dove la falda tocca legno o muratura; va sigillata attorno a lucernari e botole; e si buca.</p>
<p>Da questo discende l&#8217;ordine dei rimedi, che Rose e TenWolde hanno scritto nel 2002 per i climi freddi: primo, controllare l&#8217;umidità in casa; secondo, sigillare il soffitto all&#8217;aria; terzo, ventilare il sottotetto. La ventilazione da sola, senza le prime due, può peggiorare le cose: lo aveva già visto Rowley nel 1941, dove il vapore entrava dai condotti. Una simulazione canadese del 1993, per i climi freddi e umidi di costa, ha trovato lo stesso: con più ventilazione i tavolati risultavano più bagnati, perché il sottotetto si raffreddava e il vapore calava poco.</p>
<h2 id="destate-il-vapore-va-dallaltra-parte">D&#8217;estate il vapore va dall&#8217;altra parte</h2>
<p>C&#8217;è un caso che il ragionamento invernale non copre, e che si presenta con lo stesso aspetto: la condensa estiva sul lato interno del pacchetto.</p>
<p>D&#8217;estate il manto si scalda al sole e raggiunge temperature che in inverno sembrano impossibili: sul bituminoso scuro si superano i sessanta gradi. Tutta l&#8217;acqua che sta negli strati sopra la barriera, quella del cantiere o quella entrata da una perdita, diventa vapore ad alta pressione. La stanza sotto, se è condizionata, sta a venticinque gradi. Il vapore si muove verso il fresco, cioè verso il basso, e trova come prima superficie fredda proprio la barriera al vapore, che d&#8217;inverno lo fermava dall&#8217;altro lato. Lì condensa, e goccia sul cartongesso.</p>
<p>Le quantità sono grandi. Un calcolo pubblicato da un ricercatore canadese, fatto su una parete e non su un tetto, dà valori attorno ai 325 grammi al metro quadrato al giorno, da cento a duecento volte il bagnamento invernale calcolato per le pareti dello stesso studio, in condizioni che di solito durano tre o quattro ore al giorno. Su una copertura, che d&#8217;estate si scalda più di una parete, il fenomeno non è minore. La macchia compare quindi d&#8217;estate, nelle giornate di sole, e non dopo la pioggia: chi cerca solo l&#8217;infiltrazione non la trova.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="971" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig15-inverno-estate.png" alt="Due sezioni della stessa copertura a tetto caldo: d'inverno le frecce del vapore salgono dalla stanza e la condensa si forma sotto la membrana fredda, d'estate il manto oltre i sessanta gradi spinge le frecce verso il basso e la condensa si forma sopra la barriera al vapore" class="wp-image-4219" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig15-inverno-estate.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig15-inverno-estate-300x182.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig15-inverno-estate-1024x621.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig15-inverno-estate-768x466.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig15-inverno-estate-1536x932.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 15. La stessa copertura nelle due stagioni. D&#8217;inverno il vapore di casa sale e condensa sotto la membrana fredda. D&#8217;estate il manto al sole supera i sessanta gradi, il vapore scende verso la stanza condizionata e trova come prima superficie fredda la barriera al vapore, che d&#8217;inverno lo fermava dall&#8217;altra parte.</figcaption></figure>
<p>Qui pesa anche il colore del manto, e non solo per il caldo che fa entrare di giorno. Uno studio americano ha misurato riflettanza ed emissività invecchiate di manti diversi e ha trovato che, a parità di riflettanza, una superficie con bassa emissività resta più calda di notte di quasi cinque gradi in agosto e di oltre sei in febbraio. La riflettanza decide quanto sole entra di giorno, l&#8217;emissività decide quanto calore il tetto riesce a buttare verso il cielo di notte. Il decreto sui requisiti minimi chiede di verificare, con un confronto fra costi e benefici, l&#8217;uso di manti ad alta riflettanza solare, almeno 0,65 sulle coperture piane e 0,30 sulle falde, e non dice niente sull&#8217;emissività. I criteri ambientali minimi del 2025, che valgono per gli appalti pubblici, usano invece l&#8217;indice di riflessione solare, che si calcola da tutte e due: per le coperture chiedono il verde, il tetto ventilato oppure un indice di almeno 76 fino al 15 per cento di pendenza e di almeno 29 oltre.</p>
<h2 id="lumidita-di-costruzione-lacqua-che-il-cantiere-ha-chiuso-dentro">L&#8217;umidità di costruzione: l&#8217;acqua che il cantiere ha chiuso dentro</h2>
<p>Il tetto piano a tetto caldo, con la barriera sotto e la membrana sopra, è una trappola, come hanno scritto Baker e Hedlin nel 1972: se dentro c&#8217;è acqua al momento della chiusura, quell&#8217;acqua non ha più una strada per uscire.</p>
<p>L&#8217;acqua ci arriva in tre modi. Il massetto delle pendenze, se viene gettato sopra l&#8217;isolante, porta con sé l&#8217;acqua d&#8217;impasto, e la cede in basso, sull&#8217;isolante e sulla barriera; un massetto alleggerito ne trattiene ancora di più. La pioggia che cade sull&#8217;isolante o sul massetto scoperto, nei giorni fra una lavorazione e l&#8217;altra, va a finire nello stesso posto: un millimetro di pioggia è un litro per metro quadrato, per definizione, e un temporale da 20 millimetri lascia 20 litri per metro quadrato su un tetto che non ha ancora la membrana. E la membrana provvisoria, stesa sul solaio grezzo per non far gocciolare dentro durante i lavori, diventa la barriera al vapore definitiva. Con sopra tutto quello che ci è caduto nei mesi.</p>
<p>Broccolino descrive questa sequenza, e i capitolati che la ripetono, negli articoli del 2011 sull&#8217;acqua sotto il manto, e la corregge con l&#8217;ordine del Codice: massetto delle pendenze subito sul solaio, eventuale membrana provvisoria sopra il massetto, barriera al vapore, isolante posato all&#8217;asciutto, membrana subito dopo. Prima di stendere sul massetto la membrana provvisoria o la barriera se ne misura l&#8217;umidità, con il metodo al carburo che ho descritto nell&#8217;articolo sull&#8217;<a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">umidità residua del massetto</a>. Una guida di posa di un produttore italiano di membrane vuole il massetto gettato da almeno tre o quattro settimane e, solo come esempio, considera pronto per incollarci sopra una membrana un massetto di calcestruzzo pieno, di circa 2.400 chili al metro cubo, al 4 per cento o meno ⚠️.</p>
<p>Il Fraunhofer ha fatto l&#8217;esperimento che dice che cosa succede se non si fa così: 90 millimetri di lana minerale bagnata con meno di 2 chili d&#8217;acqua al metro quadrato, per simulare una posa sotto la pioggia, chiusa fra due strati impermeabili; dopo tre anni il tetto è stato aperto, sotto le lastre c&#8217;erano gocce d&#8217;acqua, e malgrado i 70 gradi raggiunti dal manto d&#8217;estate l&#8217;isolante non era asciugato. Con le barriere su tutti e due i lati, scrivono, l&#8217;umidità non esce.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig16-sequenza-di-posa.png" alt="Due sezioni del tetto piano una sopra l'altra: la sequenza sbagliata con la membrana provvisoria sul solaio, il massetto gettato sopra, l'isolante bagnato dalla pioggia e la membrana definitiva mesi dopo, e la sequenza giusta con il massetto sul solaio, la barriera sopra il massetto, l'isolante asciutto e la membrana subito" class="wp-image-4220" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig16-sequenza-di-posa.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig16-sequenza-di-posa-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig16-sequenza-di-posa-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig16-sequenza-di-posa-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig16-sequenza-di-posa-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 16. La sequenza di posa sbagliata e quella giusta, come la riporta Broccolino dal Codice di Pratica. Sopra, la sequenza sbagliata: membrana provvisoria sul solaio grezzo, massetto delle pendenze gettato sopra, isolante lasciato scoperto, membrana definitiva mesi dopo, con dentro l&#8217;acqua di tutti e tre. Sotto, l&#8217;ordine del Codice: massetto sul solaio, barriera sopra il massetto, isolante posato all&#8217;asciutto, membrana subito.</figcaption></figure>
<p>La norma dà un metodo per contare quanto ci mette quell&#8217;acqua a uscire, ed è il punto 7 della 13788, che pochi usano. Si suppone che nello strato bagnato ci sia un chilo d&#8217;acqua per metro quadrato, concentrato al centro. Poi si calcola mese per mese, con le condizioni climatiche medie, quanta ne evapora verso l&#8217;esterno e verso l&#8217;interno attraverso gli strati, finché l&#8217;acqua si azzera o finché passano dieci anni. È un conto diverso da quello della condensa d&#8217;inverno, per la quale l&#8217;appendice nazionale fissa un limite che non può superare 500 grammi al metro quadrato, con valori più bassi per legno, intonaci e isolanti, e chiede che tutta la condensa evapori entro l&#8217;anno.</p>
<p>La norma stessa lo chiama una verifica di idoneità e non una previsione, e lo riserva agli strati chiusi fra due strati con sd oltre 2 metri: barriere, membrane, rivestimenti. Il suo esempio è una copertura piana con 20 centimetri di isolante che la pioggia ha bagnato in cantiere, una membrana da 2 millimetri con fattore di resistenza 6.000, cioè sd di 12 metri, e una barriera da 75 metri. Lì l&#8217;acqua si azzera in 83 mesi, quasi sette anni. Ho rifatto il conto sul clima di tre città italiane, con le medie mensili di un anno meteorologico tipo del Centro comune di ricerca europeo, e con le condizioni interne dell&#8217;appendice nazionale, per cinque tetti. Il metodo l&#8217;ho applicato alla sola interfaccia bagnata, come l&#8217;esempio della norma; le ipotesi sono nella nota in fondo, e i valori dei materiali vengono dalla UNI 10351.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig17-cinque-tetti-v2.png" alt="Cinque stratigrafie affiancate, tetto caldo con membrana bituminosa, tetto caldo con la membrana dell'esempio della norma, tetto rovescio, falda ventilata con telo, falda chiusa con cartonfeltro, con lo spessore d'aria equivalente di ogni strato e i mesi che un chilo d'acqua ci mette a uscire" class="wp-image-4934" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig17-cinque-tetti-v2.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig17-cinque-tetti-v2-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig17-cinque-tetti-v2-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig17-cinque-tetti-v2-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig17-cinque-tetti-v2-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 17. Cinque tetti con lo sd di ogni strato, e i mesi che un chilo d&#8217;acqua per metro quadrato chiuso nell&#8217;isolante ci mette a uscire nel clima di Udine, con il metodo del punto 7 della 13788. Sotto una membrana bituminosa e sopra una barriera in polietilene l&#8217;acqua non esce in dieci anni; sotto un telo traspirante esce in meno di un mese.</figcaption></figure>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Tetto (1 chilo d&#8217;acqua al metro quadrato nell&#8217;isolante)</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Udine</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Milano</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Roma</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa lo decide</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Tetto caldo con membrana bituminosa da 4 millimetri (sd di 750 metri, dal valore della UNI 10351 per il bitume) e barriera da 40 metri</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>non asciuga in 10 anni: dopo dieci anni restano 0,72 chili</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>restano 0,64</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>restano 0,60</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>verso l&#8217;alto la membrana chiude, verso il basso la barriera: in un anno escono da 28 a 40 grammi</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Tetto caldo con la membrana dell&#8217;esempio della norma (12 metri) e barriera da 75 metri</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>38 mesi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>34 mesi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>35 mesi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>l&#8217;acqua esce quasi tutta verso l&#8217;alto, d&#8217;estate</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Tetto rovescio: isolante sopra la membrana, strato filtrante permeabile</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>25 mesi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>22 mesi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>23 mesi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>l&#8217;isolante bagnato asciuga verso l&#8217;aria esterna, ma il polistirene estruso frena</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Falda ventilata con telo traspirante (0,1 metri) sopra l&#8217;isolante</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>meno di un mese</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>meno di un mese</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>meno di un mese</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>l&#8217;acqua esce nell&#8217;intercapedine ventilata</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Falda chiusa: tavolato e cartone bitumato sopra, freno da 2 metri sotto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>13 mesi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>11 mesi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>11 mesi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>esce soprattutto verso la stanza, d&#8217;estate; a nord va peggio di così</td>
</tr>
</table>
</div>
<p>La prima riga è la trappola dei canadesi, con i numeri: con una membrana bituminosa e una barriera in polietilene l&#8217;acqua chiusa nel tetto esce a 28-40 grammi all&#8217;anno, e un chilo ci mette decenni. La seconda riga mostra quanto pesa il valore della membrana. Il fattore di resistenza dell&#8217;esempio della norma è trenta volte più basso di quello del bitume della UNI 10351; contando anche il minore spessore, lo strato oppone sessanta volte meno resistenza. L&#8217;acqua esce in tre anni, e nell&#8217;esempio della norma, con un clima più freddo, in sette. Il valore vero di una membrana lo dichiara il produttore, con la prova della UNI EN 1931, e va chiesto.</p>
<p>Le ultime tre righe danno la regola per il progetto: l&#8217;acqua esce solo da dove c&#8217;è una via, e la via è l&#8217;aria. Il tetto rovescio asciuga in due anni perché l&#8217;isolante sta fuori, e ci mette tanto perché il polistirene estruso che si usa lì è poco permeabile al vapore; la falda ventilata asciuga in un mese perché sopra l&#8217;isolante c&#8217;è un telo aperto e l&#8217;aria che passa; la falda chiusa asciuga in un anno soltanto attraverso il freno verso la stanza. Le prove del Fraunhofer dicono che su una falda a nord, con il cartonfeltro stagno, il conto va peggio di così, perché il metodo non vede il cielo che raffredda il tetto di notte. Le misure di Oak Ridge chiudono il quadro: un tetto piano bagnato asciuga d&#8217;inverno al 5 per cento di quanto asciuga d&#8217;estate. L&#8217;acqua intrappolata nei tetti americani, stima il laboratorio su dati che chiama esso stesso limitati, riduce di circa il 40 per cento la resistenza termica dell&#8217;isolante. D&#8217;estate, poi, l&#8217;acqua che si sposta ogni giorno dentro il tetto alza di circa 15 watt per metro quadrato di copertura, a seconda dell&#8217;isolante, il picco di potenza elettrica chiesta dal condizionamento.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig18-acqua-chiusa.png" alt="Grafico dell'acqua rimasta nello strato bagnato, in chili al metro quadrato, per 120 mesi e per cinque tetti nel clima di Udine, con la curva del tetto caldo bituminoso che dopo dieci anni sta ancora a 723 grammi e le altre che si azzerano in 38, 25, 13 e meno di un mese" class="wp-image-4222" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig18-acqua-chiusa.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig18-acqua-chiusa-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig18-acqua-chiusa-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig18-acqua-chiusa-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig18-acqua-chiusa-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 18. Un chilo d&#8217;acqua per metro quadrato chiuso nell&#8217;isolante, mese per mese, nei cinque tetti a Udine: la curva rossa del tetto caldo con membrana bituminosa dopo dieci anni sta ancora a 723 grammi. La linea a 200 grammi è il valore oltre il quale, per una nota della norma sulla condensa accumulata, il rischio di percolamento dai materiali non assorbenti diventa molto alto.</figcaption></figure>
<p>Il segno dell&#8217;umidità di costruzione è il tempo. Compare nei primi mesi o nel primo anno di vita del tetto nuovo, in punti che non corrispondono a niente: né a un bordo, né a uno scarico, né a un chiodo. Si muove con le stagioni calde, perché il sole spinge il vapore verso il basso. L&#8217;acqua che scorre sopra la barriera trova un foro di vite o un tubo e goccia da lì, lontano dalla causa, come avevano scritto Handegord e Baker nel 1968. Sul manto compaiono bolle e onde; le ondulazioni Broccolino le chiama reptazione e le lega soprattutto alla mancata stabilizzazione del manto, con l&#8217;isolante umido fra le cause; nei casi gravi staccano i giunti. Sotto, l&#8217;isolante aperto è bagnato in modo uniforme, senza una traccia che porti a un varco. E il collaudo con l&#8217;acqua non dà niente, perché la membrana tiene: l&#8217;acqua era già dentro.</p>
<h2 id="quanta-acqua-ce-davvero-dentro-un-isolante-bagnato">Quanta acqua c&#8217;è davvero dentro un isolante bagnato</h2>
<p>Le schede tecniche degli isolanti riportano l&#8217;assorbimento d&#8217;acqua misurato in laboratorio, e sono numeri rassicuranti. Un rapporto federale tedesco del 2018 ricorda che le prove di immersione su polistirene espanso, sia quella di ventiquattro ore sia quella di ventotto giorni, danno quasi sempre meno dello 0,2 per cento in volume: a quei valori la conduttività non cambia in modo apprezzabile.</p>
<p>Poi lo stesso gruppo di ricerca è andato ad aprire venti tetti piani veri, tutti con un danno da umidità, e ha pesato l&#8217;acqua dentro i pannelli. I numeri stanno due ordini di grandezza più in alto. Il poliuretano rigido, dopo ventitré o trentatré anni, arriva a contenere dal 40 al 49 per cento del proprio volume in acqua. Il polistirene espanso sta fra il 7 e il 22 per cento, e l&#8217;età non c&#8217;entra: un pannello di trentotto anni era all&#8217;8, uno di dodici anni al 22. Il polistirene estruso, dopo venticinque anni, stava fra l&#8217;1 e il 4. La lana di roccia ad alta densità arriva dal 20 al 28 per cento, e ci arriva in uno o tre anni.</p>
<p>Fra la prova di immersione e il tetto vero il ponte è il gelo. Uno studio polacco del 2024 trova l&#8217;1,8 per cento dopo ventotto giorni di immersione e dal 16 al 20 per cento dopo trecento cicli di gelo e disgelo. È la risposta a chi sceglie un isolante perché la scheda dice che non assorbe acqua: nel tetto l&#8217;acqua entra dalle fessure delle celle aperte dal gelo, non per immersione.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1124" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig19-isolante-bagnato.png" alt="Barre orizzontali del contenuto d'acqua in per cento del volume per quattro tipi di isolante prelevati da venti tetti piani reali, confrontate con la barra della prova di laboratorio, e sotto le barre dell'aumento di conduttività per ogni punto percentuale di acqua" class="wp-image-4223" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig19-isolante-bagnato.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig19-isolante-bagnato-300x211.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig19-isolante-bagnato-1024x719.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig19-isolante-bagnato-768x540.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig19-isolante-bagnato-1536x1079.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 19. Quanta acqua si trova negli isolanti dei tetti piani reali, in per cento del volume, confrontata con quello che dà la stessa prova in laboratorio. Sotto, quanto costa in calore ogni punto percentuale di acqua, per tipo di materiale: il vetro cellulare ha coefficiente zero perché le celle sono chiuse.</figcaption></figure>
<p>Quell&#8217;acqua si paga in calore, e la norma europea sui valori di progetto dà il coefficiente per ogni materiale. Per ogni punto percentuale di acqua in volume, la conduttività cresce di circa il 4 per cento nel polistirene espanso e nella lana minerale, del 3 nel poliuretano, del 2,5 nel polistirene estruso. Al vetro cellulare la norma assegna coefficiente zero, perché le celle sono chiuse e stagne. Il rapporto tedesco sui venti tetti, però, avverte che quel valore non regge alla prova dei fatti e stima un aumento intorno alla metà. La crescita segue una legge esponenziale, quindi accelera: sopra il 20 per cento di acqua in volume un pannello di polistirene espanso ha più che raddoppiato la propria conduttività.</p>
<p>Lo stesso rapporto ha interrogato circa 1.400 periti giurati; quelli che hanno risposto avevano trattato in dieci anni 182 casi di isolante umido nei tetti. Dopo il rifacimento dell&#8217;impermeabilizzazione, in un caso su dodici si sono verificati altri danni da umidità, e in nessuno di quei casi la causa era l&#8217;isolante rimasto sotto: erano altre perdite non trovate, o errori nella nuova impermeabilizzazione. Alle quantità d&#8217;acqua che si trovano nei tetti, aggiungono, le schiume in uso oggi perdono poca o nessuna resistenza a compressione.</p>
<p>Non significa che l&#8217;isolante bagnato vada sempre lasciato dov&#8217;è. Significa che la scelta si fa misurando: quanta acqua c&#8217;è, in che materiale, con quale via d&#8217;uscita. Gli stessi autori mettono una riserva esplicita sulla lana minerale ad alta densità, per la quale non risultano esperienze positive a lungo termine. E resta il conto del calore: un isolante che ha perso metà della sua prestazione la fa pagare tutti gli anni in bolletta, anche quando il soffitto è asciutto.</p>
<h2 id="come-si-riconoscono-quando-dove-che-aspetto">Come si riconoscono: quando, dove, che aspetto</h2>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa guardo</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Infiltrazione: la pioggia</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Condensa: il vapore di casa</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Umidità di costruzione: l&#8217;acqua del cantiere</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Quando compare</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>durante o poco dopo la pioggia, con il vento dal lato giusto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>nelle mattine fredde e serene d&#8217;inverno, senza pioggia; sparisce in primavera e torna l&#8217;inverno dopo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>nei primi mesi del tetto nuovo, con il caldo che la muove; i temporali non la cambiano</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Dove compare</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>in asse con un bordo, una soglia, uno scarico, un tubo, una conversa, o poco più a valle</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>lungo chiodi, viti, travetti e punti freddi; diffusa</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>in punti sparsi, senza rapporto con bordi o scarichi</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Che aspetto ha</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>rigagnolo, alone con bordo netto, gocciolamento a filo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>aloni tondi e diffusi, gocce sui metalli, muffa sui travetti</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>bolle e ondulazioni sul manto, isolante bagnato uniforme, gocce dai fori delle viti</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Che cosa dicono gli strumenti</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>igrometro a contatto alto solo dopo la pioggia; termocamera con la traccia del percorso</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>termocamera con il pacchetto freddo dove gocciola; igrometro in casa alto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>igrometro alto sempre; saggio con l&#8217;isolante bagnato lontano da ogni varco</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Che cosa non trova</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>niente, se il tetto non piove</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>la prova con la canna, che non dà niente</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>la prova d&#8217;invaso, che tiene</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Che cosa serve</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il varco, e il rifacimento del punto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>tenuta all&#8217;aria del soffitto, umidità in casa, poi ventilazione</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>apertura del tetto, asciugatura o sostituzione dell&#8217;isolante, sequenza di posa giusta</td>
</tr>
</table>
</div>
<p>Questa tabella è mia: mette insieme i segni che le fonti descrivono uno per uno, e la mia esperienza di cantiere. Ha un&#8217;eccezione da tenere a mente sui tetti a falda in zone nevose. L&#8217;acqua che entra da una diga di ghiaccio in gronda compare d&#8217;inverno, senza pioggia, come la condensa, e può essere scambiata per quella. La distingue il posto: arriva dal bordo basso della falda e segue la linea di gronda, non i chiodi e i travetti in mezzo al tetto; il meccanismo è nell&#8217;articolo sul <a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">muro bagnato sotto la gronda</a>. Non sostituisce la misura, descritta nel capitolo sull&#8217;indagine; serve a fare le domande giuste prima di salire sul tetto.</p>
<h2 id="una-verifica-che-chiunque-puo-fare-il-diario-della-macchia">Una verifica che chiunque può fare: il diario della macchia</h2>
<p>Prima di ogni strumento serve un calendario. Per un mese, meglio due, chi abita sotto il tetto annota ogni giorno tre cose: se la macchia è bagnata, asciutta o più grande; se ha piovuto, e da che parte tirava il vento; la temperatura minima della notte, presa dalla stazione meteorologica più vicina, che le reti regionali pubblicano gratis. Alla fine si mettono le tre righe una sopra l&#8217;altra. Se la macchia segue le piogge con un ritardo di ore, è un&#8217;infiltrazione, e il ritardo dice quanta strada fa l&#8217;acqua dentro il pacchetto. Se la macchia segue le notti fredde e serene, ed è più bagnata al mattino, è condensa. Se la macchia non segue né l&#8217;una né l&#8217;altra, e si muove con le settimane calde, è umidità di costruzione. Chi ha una termocamera può aggiungere una quarta riga, la temperatura del soffitto nel punto della macchia rispetto al soffitto attorno, la mattina presto: la condensa goccia dove il soffitto è più freddo. Il diario costa niente e, nelle contestazioni fra proprietà e impresa, è il documento che spesso manca.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig20-tre-firme.png" alt="Tre soffitti visti da sotto con le macchie delle tre cause, il rigagnolo in asse con il bordo, gli aloni tondi lungo i travetti e i chiodi, i punti sparsi, e sotto ognuno il diario di un mese con le righe della pioggia, delle notti fredde e della macchia" class="wp-image-4224" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig20-tre-firme.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig20-tre-firme-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig20-tre-firme-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig20-tre-firme-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig20-tre-firme-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 20. Le tre firme viste da sotto, e il diario di un mese per ognuna. La pioggia lascia un rigagnolo in asse con il bordo, e la riga della macchia segue quella della pioggia; il vapore di casa lascia aloni tondi lungo i travetti e i chiodi, e la macchia segue le notti fredde; l&#8217;acqua del cantiere lascia punti sparsi ed è bagnata tutti i giorni. Le strisce sono un esempio costruito per mostrare i tre andamenti, non un rilievo.</figcaption></figure>
<h2 id="come-si-indaga">Come si indaga</h2>
<p>Prima di tutto il resto, l&#8217;accesso. Sul tetto ci si sale con un ancoraggio a cui legarsi, e in molti edifici quell&#8217;ancoraggio non c&#8217;è: metterlo è un lavoro a sé, e va messo in conto prima di promettere un&#8217;indagine. Sul manto bagnato o con il gelo non si sale, e la termografia notturna d&#8217;inverno mette insieme le due cose.</p>
<p>1. <strong>Il diario della macchia</strong>, per un mese o due, come descritto sopra: quando, pioggia e vento, temperatura minima della notte. È il passo che decide tutti gli altri. 2. <strong>Sotto, al mattino presto.</strong> Mappa delle macchie sul soffitto e fotografie con la data. Igrometro a contatto sul cartongesso o sull&#8217;intonaco, nei punti bagnati e in quelli asciutti. Termocamera sul soffitto: la condensa goccia dove il soffitto è più freddo, l&#8217;infiltrazione dove passa l&#8217;acqua, l&#8217;umidità di costruzione dove l&#8217;isolante bagnato conduce di più. La termocamera vede la temperatura delle superfici, come ho scritto nel <a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">caso di Loreto</a>, e i punti vanno confermati con l&#8217;igrometro. Un termoigrometro con la sonda di superficie misura nello stesso punto la temperatura del soffitto e l&#8217;umidità dell&#8217;aria. Così dice se lì la superficie scende sotto il punto di rugiada, come ho spiegato nell&#8217;articolo sul <a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">punto di rugiada</a>. 3. <strong>Sopra, con la pioggia in mente.</strong> Risvolti e loro altezza sopra il piano dove scorre l&#8217;acqua; soglie; bocchettoni e griglie; pendenze e ristagni, con il livello; giunti; bolle e onde del manto; converse e scossaline; colmo e gronda; tubi e antenne. Ogni punto in asse con una macchia si segna. Dopo una pioggia si guarda anche quanto dura l&#8217;acqua ferma: la guida di posa citata nel capitolo sull&#8217;umidità di costruzione la vuole sparita entro 48 ore. La stessa guida prova le saldature facendo scorrere lungo il bordo del sormonto la punta di un cazzuolino o di un piccolo cacciavite: se la punta entra fra i due teli, il giunto è aperto. E vuole i teli posati dal punto più basso verso il colmo, perché ogni sormonto segua l&#8217;acqua: un sormonto rivolto contro la pendenza è un punto da segnare. 4. <strong>Le prove con l&#8217;acqua, quando servono.</strong> Sulle falde e sui punti singolari, la canna a portata misurata con il secchio, un punto alla volta, con un osservatore sotto, come ho descritto per il <a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">pluviale</a>. Due regole la fanno funzionare: si parte dal basso e si sale, altrimenti l&#8217;acqua del punto alto bagna quelli sotto e non si capisce più niente; e su ogni punto si sta cinque o dieci minuti, perché l&#8217;acqua dentro un pacchetto impiega tempo a comparire di sotto. Sul tetto piano, la prova d&#8217;invaso: scarichi tappati e acqua a pochi centimetri. Broccolino, per il collaudo, indica almeno 72 ore. La norma americana che descrive la prova dà invece una finestra fra 24 e 72 ore e un battente non superiore a dieci centimetri, e dichiara di non essere pensata per le coperture; l&#8217;associazione americana dei posatori la sconsiglia sui tetti piani nuovi, per il carico e per il rischio di lasciare acqua dentro. La prova si fa solo se la struttura regge, perché dieci centimetri d&#8217;acqua sono cento chili al metro quadrato, se il perimetro e le soglie stanno più in alto del livello, e mai con il gelo in arrivo. Se non trova niente, l&#8217;infiltrazione dal campo del manto è esclusa. Restano le altre due cause, e restano i punti che l&#8217;invaso non bagna: i risvolti sopra il livello raggiunto, le converse alte, i raccordi con i muri. 5. <strong>La termografia notturna.</strong> Sui tetti piani esistono tre metodi standardizzati che non aprono il tetto, e ognuno ha un campo preciso fuori dal quale sbaglia. La termografia si fa di notte, quando il tetto si raffredda e le zone bagnate restano tiepide più a lungo. La norma americana che la regola vale solo per i tetti con l&#8217;isolante sopra il solaio e a contatto con l&#8217;impermeabilizzazione: il tetto rovescio è fuori campo. Servono due giorni senza pioggia, niente pozzanghere sul manto, vento sotto i 25 chilometri l&#8217;ora, e una verifica a campione con un saggio vero, perché la termocamera vede temperature e non acqua. In Italia la termografia sugli edifici ha ora la sua norma nella UNI EN ISO 6781-1 del 2023, che ha sostituito la UNI EN 13187. 6. <strong>La misura di impedenza elettrica.</strong> Uno strumento fatto scorrere sul manto risponde all&#8217;umidità degli strati subito sotto. Non funziona su manti metallici, su membrane nere in gomma e su isolanti con la faccia in alluminio, che danno falsi positivi. 7. <strong>Il metodo a neutroni.</strong> Una sorgente di neutroni legge l&#8217;idrogeno dell&#8217;acqua attraverso gli strati fino a una ventina di centimetri; la ghiaia grossa lo disturba. 8. <strong>La ricerca elettronica delle perdite, e il suo limite.</strong> Due norme americane descrivono come trovare un foro nella membrana con un campo elettrico, ad alta tensione su membrana asciutta e a bassa tensione su membrana bagnata. È il metodo più preciso che esista, e sui tetti coibentati spesso non si può usare: il circuito ha bisogno di un solaio conduttivo sotto la membrana, e l&#8217;isolante in schiuma o il pannello di protezione interrompono il percorso. Chi vuole poterlo usare deve prevederlo in progetto, con uno strato conduttivo sotto la membrana. È una delle ragioni per cui una copertura isolata è più difficile da diagnosticare di una non isolata. 9. <strong>Il saggio.</strong> Un&#8217;apertura del manto di trenta centimetri per lato, lontana dai bordi, in un punto bagnato e in uno asciutto: si guarda se l&#8217;isolante è bagnato, se sopra la barriera c&#8217;è acqua che scorre, se il massetto sta sopra o sotto l&#8217;isolante, che cosa fa da barriera. Il saggio si richiude subito, con una pezza della stessa membrana che sormonti il taglio di almeno quindici centimetri su tutti i lati, quanto i sormonti di testa nella stessa guida di posa, saldata e non solo incollata, con la fiamma tenuta lontana dal polistirene e dal legno scoperti dal taglio: se resta aperto una notte, la pioggia aggiunge acqua al problema che si sta misurando. Un campione di isolante si pesa, si asciuga e si ripesa, con lo stesso metodo che ho descritto per <a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">il massetto</a>, tenendo la stufa sotto i settanta gradi perché il polistirene si deforma prima dei cento: l&#8217;umidità in massa dice quanta acqua c&#8217;è, e il rapporto con il chilo al metro quadrato della norma dice quanto ci metterà a uscire. 10. <strong>Dentro casa.</strong> Umidità e temperatura dell&#8217;aria per una settimana, produzione di vapore e ricambio, con il metodo dell&#8217;articolo sulla <a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">ventilazione</a>; poi le fessure del soffitto: botola, faretti, tubi, giunti fra soffitto e muri, il punto dove il camino attraversa. La prova di pressurizzazione con la porta soffiante, regolata dalla UNI EN ISO 9972, misura quanta aria passa in tutta la casa a cinquanta pascal, e con il generatore di fumo mostra da dove. La norma chiede condizioni precise perché il numero valga: vento non oltre i sei metri al secondo, differenza di pressione a riposo entro cinque pascal, e una regressione con indice di correlazione almeno di 0,98. Come metro di confronto, una casa passiva sta a 0,6 ricambi orari, una ristrutturazione dello stesso standard a 1,0, e i criteri ambientali minimi, negli appalti pubblici, chiedono 2 per il nuovo. 11. <strong>Il conto.</strong> Con la stratigrafia trovata nel saggio, il calcolo del punto 7 della 13788 dice se l&#8217;acqua ha una via per uscire e in quanto tempo. Il confronto fra diffusione e aria dice quanto pesa il soffitto. La tavola interattiva, qui sotto, fa i due conti con i numeri del saggio.</p>
<h2 id="la-tavola-interattiva-i-due-conti-con-i-numeri-del-saggio">La tavola interattiva: i due conti con i numeri del saggio</h2>
<p>La tavola qui sotto fa i due conti dell&#8217;articolo con i numeri che si hanno in mano. Il primo è diffusione contro aria: quanta acqua arriva al tetto attraverso la barriera e quanta attraverso le fessure del soffitto, nel mese e nel clima scelti. Il secondo è il punto 7 della 13788: quanto ci mette a uscire l&#8217;acqua chiusa nell&#8217;isolante, con gli sd trovati nel saggio. Le formule sono quelle della nota in fondo, e i limiti sono scritti sotto la tavola.</p>
<p><!--mxTAVOLA--><!-- ============================================================ TAVOLA INTERATTIVA - Da dove viene l'acqua nel tetto: i due conti Blocco autosufficiente per WordPress (HTML personalizzato). Motore identico a calcoli.py dell'articolo: diffusione contro aria dalle fessure del soffitto (UNI EN ISO 13788 punto 6.2, foro con coefficiente di efflusso) e asciugatura dello strato bagnato (punto 7 della stessa norma). Clima e stratigrafie arrivano dal Python al montaggio. ============================================================ --> </p>
<div class="mxt" id="mxt-tavola">
<style> .mxt{--ink:#232823;--paper:#fbfaf6;--line:#3a3f3a;--blu:#3a5b8a;--rosso:#b23b3b; --verde:#1f7a4d;--ambra:#a06a00; max-width:760px;margin:2em auto;color:var(--ink); font-family:"Segoe UI",Roboto,Helvetica,Arial,sans-serif;font-size:15px;line-height:1.45;} .mxt *{box-sizing:border-box;} .mxt-sheet{background:var(--paper);border:2px solid var(--line);padding:4px;} .mxt-inner{border:1px solid var(--line);padding:14px 16px 12px;} .mxt-cart{display:flex;justify-content:space-between;gap:10px;align-items:flex-end; border-bottom:2px solid var(--line);padding-bottom:8px;margin-bottom:12px;} .mxt-cart h3{margin:0;font-size:15px;letter-spacing:.06em;text-transform:uppercase;font-weight:700;} .mxt-cart .mxt-sub{font-size:11.5px;color:#555a55;margin-top:2px;} .mxt-cartR{display:flex;align-items:center;gap:8px;} .mxt-logo{height:34px;width:auto;display:block;} .mxt-firm{font-size:10px;color:#555a55;text-align:right;line-height:1.3;} .mxt-firm b{display:block;font-size:11px;color:var(--ink);} .mxt-display{background:#232823;border-radius:5px;padding:12px 16px;margin-bottom:12px; display:flex;justify-content:space-around;align-items:center;gap:12px;} .mxt-dcell{text-align:center;} .mxt-dcell .mxt-dl{font-size:10px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#8a9490;} .mxt-dcell .mxt-dv{font-size:25px;font-weight:700;color:#7ee0a8;font-family:"Consolas",monospace;line-height:1.15;} .mxt-dcell .mxt-dv small{font-size:12px;} .mxt-preset{display:grid;grid-template-columns:repeat(2,1fr);gap:6px;margin-bottom:12px;} .mxt-preset button{font:inherit;font-size:11.5px;line-height:1.25;text-align:left; background:#fff;border:1px solid #c9c5ba;border-left:4px solid var(--blu); padding:5px 9px;cursor:pointer;color:var(--ink);} .mxt-preset button:hover{background:#eef3f8;} .mxt-preset button b{display:block;font-size:12px;} .mxt-preset button span{color:#6a6f6a;} .mxt-h{font-size:11px;letter-spacing:.07em;text-transform:uppercase;color:#555a55; font-weight:700;border-bottom:1px solid #d8d5cc;padding-bottom:3px;margin:14px 0 8px;} .mxt-h.mxt-h2{font-size:12.5px;color:var(--ink);border-bottom:2px solid var(--line);margin-top:22px;} .mxt-grid{display:grid;grid-template-columns:repeat(3,1fr);gap:8px;margin-bottom:8px;} .mxt-f{background:#fff;border:1px solid #d8d5cc;border-left:5px solid var(--tinta,#6a6f6a);padding:7px 10px 8px;} .mxt-f label{display:block;font-size:12px;font-weight:600;margin-bottom:3px;} .mxt-f label.mxt-sp{margin-top:8px;} .mxt-f .mxt-cap{font-size:10.5px;color:#6a6f6a;margin-top:4px;line-height:1.3;} .mxt-f select,.mxt-f input[type=number]{width:100%;font:inherit;font-size:13.5px;font-weight:600;padding:3px 6px; border:1px solid #c9c5ba;background:#fdfdfb;color:var(--ink);} .mxt-f input[type=number]:disabled{color:#6a6f6a;background:#f1efe8;} .mxt-f.t-cli{--tinta:#a06a00;} .mxt-f.t-cas{--tinta:#8c8375;} .mxt-f.t-acq{--tinta:#3a5b8a;} .mxt-f.t-sup{--tinta:#b23b3b;} .mxt-f.t-ric{--tinta:#1f7a4d;} .mxt-verd{border:3px solid;padding:10px 14px;text-align:center;margin:12px 0;} .mxt-verd .mxt-v1{font-size:18px;font-weight:800;letter-spacing:.03em;} .mxt-verd .mxt-v2{font-size:12.5px;color:#3c413c;margin-top:4px;line-height:1.4;} .mxt-box{background:#fff;border:1px solid #d8d5cc;border-top:4px solid var(--bc,#6a6f6a);padding:9px 11px;margin-bottom:10px;} .mxt-box .mxt-bt{font-size:10.5px;text-transform:uppercase;letter-spacing:.05em;color:#6a6f6a;font-weight:700;margin-bottom:5px;} .mxt-box .mxt-bn{font-size:11.5px;color:#2f342f;line-height:1.45;} .mxt-curva svg{width:100%;height:auto;display:block;} .mxt-nota{border-top:1px solid #d8d5cc;padding-top:8px;font-size:11px;color:#555a55;line-height:1.5;} .mxt-nota b{color:var(--ink);} .mxt-nota ol{margin:4px 0 0;padding-left:18px;} .mxt-err{color:var(--rosso);font-weight:700;font-size:12px;margin-bottom:8px;} /* schermi stretti, in coda allo stile: stessa specificita', vince l'ultima regola */ @media(max-width:560px){ .mxt-display{padding:10px 6px;gap:6px;flex-wrap:wrap;} .mxt-dcell{flex:1 1 45%;} .mxt-dcell .mxt-dv{font-size:18px;} .mxt-dcell .mxt-dv small{font-size:10px;} .mxt-dcell .mxt-dl{font-size:9px;letter-spacing:.04em;} .mxt-preset{grid-template-columns:1fr;} .mxt-grid{grid-template-columns:1fr;} .mxt-cart{flex-wrap:wrap;} .mxt-cart>div:first-child{flex:1 1 100%;} .mxt-cartR{margin-left:auto;} .mxt-firm{white-space:nowrap;} .mxt-cart .mxt-sub,.mxt-f .mxt-cap,.mxt-nota,.mxt-box .mxt-bn{font-size:12.5px;} .mxt-box{overflow-x:auto;} } </style>
<div class="mxt-sheet">
<div class="mxt-inner">
<div class="mxt-cart">
<div>
<h3>Da dove viene l&rsquo;acqua nel tetto: i due conti</h3>
<div class="mxt-sub">quanta acqua arriva al tetto per diffusione e con l&rsquo;aria delle fessure, e quanto ci mette a uscire l&rsquo;acqua chiusa nell&rsquo;isolante (UNI EN ISO 13788, punti 6 e 7)</div></div>
<div class="mxt-cartR"> <img decoding="async" class="mxt-logo" src="data:image/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAHgAAABPCAYAAAAgGwHHAABJsElEQVR42t29d5glR3nv/6mqTidP3p3NOUirtCgLowACkSWslTEYcA44g6/Tvf5Jsn0dLsbY2L4YfG0yRlrAYAxIllBOKMfdlbTavDM7eU7q3FW/P87po7PDguO18Z3nOc85013dVV3Vb6z3/b6C78G/669Hnn76LrFrdFpw2d1aCPTSNm960yuKl+wouBuXLW5bub6yc90GKaaPRWcVbeElOqq0/WRrtVIacKzYJImp2QWpawNxGW2bxXlEFIq27dLQhGnYEG3LkUdxvKkoFWKgVtqzuBg29u5tTBw8qh6ZP7qy/aHdt82DOWkMxiC561LJzJi54bnd5sYbMSxt9J/8J75XxnH99YgbLrtUnmpBz79qU/UP3rvpPNdK1up0dsVozbpisOqvdTOnnCkxNjSkwcpAS0gFkYYk02RJBkaiMzBaEyQZGolrg+MKMBlCWNjKwRIaRxmwActgEkO7qWj7oh7rNIwyeWhyxtzreMW9ifBm/u7W9oN//MePzZ70EAL0HZda3Wf4nljs/9QFvvnmXWp0dFpcfvndaf/xO7/+zlUm2be25Mq3LqulFyodb1q2zB23CxbICDDMTqccO5FyfDKm3jLZQtMwMdlgZjZjaiYjToRoNDKhM4W0hIgyQaupQGjKJYNtJ5hMGlsYylVhHCUYGzJm2ZjHimUuAzVBpYRcPV4Qq1YJRkYKIB3IEkxiOD6lZ7Up7FmYs58+3mj+feStOvC2t936Uv+aGrNL7d4N1123W/9nLbb4z2C/N9ywS8Du/C2HS6+3/uzaL22/ZKN7zUDJurA0FL2qVsxKbjklCwwTxwSHjkT66T0N/fxBn6MnEFNzQsw1MxEknpCigmWXqVarlCtlKuUqxWIBr+Bi2zaWZWFbFpblIBBkaUqSxqRJSpKl+IFP4Pu0Wj6NZotmvU2UNMl0g5JMzMiAYHjAmDUrUr1tk8WO7QNi/SpbrVvhQblA6vssLtrx/ELwWFpy79l3qPTF7//ADz/JYz+V5JR9xx2XWnfddbe+8cZvFzf/TyzwzTfvUrt2gRC7s/zYo7fteqWwn7tkwPXeXfXCLSPLpEVkc/RoysNPLJinXwyyJ/ZG4vmDiZxvFUWxWGVwaBkjoyMsG13F+PgoQwMVyuUCxaKHEBIhJEkSkyQJURgCkCQJmdZkWYYxBsexAYHjOIDBdT0sy8JSFspSZFlKGIa0Wm0W6i0mJk8wPT3N3PQcc/MztBonGCxps2Wj0adtdc2Z20ryorPLcuNqCUWXhVmtW756ab6VfmmyOXDv66/++VvguiynajjNCHGj/n9hgYW5eZdk126Ty9UvfOFtG9aWF944Vll8R6WoLxwcz8iahqf3xTz4ZCP92jcb4tkXtQyzoiiVRlg1vo5Nm9ewZs04QyPDKGUjUPitJq1mnZm5eRYX67RaLVqtBkmS0Gq1MAZ8P0AIQRzHaK0xxpBlGbZtY4yhUCigtcbzPJRSFAoehUIBr1CgWqkyMFBheHiEamUAr1RESps0i2gsznP48CQvvHSY40cP4jfmsFTdbN0kzOuvrOlXnlGzXrGtjDWQ0a5bTC/KZ+cX1J2H66Mf+/63f+3ZroImdu/eJa+77uUX/r/UApubdynRN/g7/+7Vly0bq/9ExWtfs2q5LBAonng+MrfcNp/d/q2W3HPAiCSuiXXrN3DGGaexfv0GhoaH0SKl1ZxjfnKW6dl5pqdnWagv0Gg2iKKYJAkxBkxXwkkpkFKhlMIYg5SyqwAJhBAYYxBCoLVGCEGWZb1vYwzG0DknBUYYXNvGtT1qpSoDAzVGhocZGV/GyNgAA7UKStrMLyyw/6XD7Hn2JQ4feAkhTphNG0rm0gtK+q2vqcqdp1lS1TyOHwujRqt069Fm7U9f98bb7ugpZjedPFff0wtszPUSbkQINJuuch/5SHJVubjwkyvK6RuqQxZTsynfuH0h++Iti+Kex9pSiRHWbdnKOWdsZcOa1ZRKFebnF5iZm+DgwSPMzdaZm5+i7YcYY4iikEqlRBgElMsV4jjFdV0AsizDdV3CMKRYLNJutymVSoRhiFIKIQRp2mkfBEGvTaFQIEkShBAopYjjGNd1abfaFIoFWq0WyuocN4BrO1jKYtnyZdSqNTZu3MjIyCiDgwOkacKhw4d46unneeHFFyE6wc6zC/qaq0b0W15bsFYtV/iLtj6+4NxzYM79y6uuWf4F2J0JAVpfL/+9Wbf491tYBOySHRkrePDWV/3QYDn8rTXDjS2FisWL+2Pzua/U9ee+PCuPTDhi1ZptXHDhdrZuOY2i69BYqHPo6GGOHD3C9PQ0gR+QZRlKdahRWAolJVJKRJ9CKoTq9m961GnMUnu1c7z//5yq+3+fbPIIDAYpZK+3Th8anXXkudYZSZIhlcIrOIyNjbFq1RrWrlnD4OAgaeaz/8VDfOuhJ3jp4F5WjRhz7ZuH9bvfWlan7RC0GwUOTadPzyxWPnD5W6/6HNyojUHecAP8eylj4t9ncXepXHm69QuXXbJy9cyvbBixri7IlL0HTPbpLy3ymS9OqBMLZc46fSeXvPJMhkaHCZoxLx3cz6GDR5hdmKPZWMRzXZIkoVyuEkcJbsEmSzOklCipiJMY13UIggDP8wjDCMuyMMagtcayLMIwpFAo4Ps+hUKBKIpQqvMi5BScU7nv+3ieR5qmCCGQUpIkSffenfuEYYjruj12blkWURTheR5BGGLbFkHgA6A1OK7N6OgYK1esZNuWbZTKRRYbi9z/4IM89cReKuWGefubB/VPXbucHadLlcWKF46phxeztT9z8Wv+7nGAO++81FpqPv6HL3CHajsi7bOffcfgjtrzHxwcS9+zeoWU+19sZh/53Lz49BcXZDMos/Ocs7jwoldQLFaZmZ7mhRdeZHJygna7jTEGy1IIIXEchzTNcByLNO1QcK4g5bIyn2DbdkiSBKUkWuuuDO4skG3bRFGE67qkadqTxflLkCQJjuMQxzG2bZNl2UltbNvu3SdJEizL6sltKeVJbTpj7vSRZRlpmvZeplKpxLJly9m8ZQvj4+NEUcCjjzzDQ488SlHNcu0blumf+ZEBc9Y2Wy3O2umUn+3eNzHyu1dfd8ceY5CAEeJfb0OLf4vZk2uAj33z8neNled+Z9VKtXZhUptPf3VGf/BjJ9TRaYuLLzyPiy88G+VWmDh+nH379jA/XycMQxzHRcqO3JNS9pSifgUon7ScbeZsO01TLMvqTWw/i87b5C9DTnk5m83vmV+ft5FS9hSw/Pr+71Ndn3/n1/SLhCRJAIiiCMd1qQ0MsGXLFjasXkWmDd965DHuu/cBRisRv/xjy/V73j4gx5ZLjp2gfWhy4P3f95b7P/pvpeZ/1QKbOy+1xOV3p9f/rzcsf/3pk3961qboOkspvnGfn37gw1PWvY/7bNq2lStedSEDtUEOHDnGC/v20mq0abUalMoVoiiiWCz2Fig3ZzzPo9VqUS6XabVaOI7TmyilVO+6VqtFqVQiCAIcx+nKRI3jdNh3fn2uZFmW1aMqz/Pwfb+nZBWLRZIk6YiBbh85iy+VSrTbbTzP671ouRjIz5XLZYIgwHXdHrdxHOekNo5r0263cF2XgcFRNm9Yz8Z162n7Pvc++DBPP/UkZ+1Q/NpPbUmvfU1mCQmHp71/+Mdntr/7ve/93MK/dpHFv9iu7VoZt92866J1a1/63KYV7XVzx7z0+o9Ny499clIWKuO87rWXsG7NKk5Mz/Hiiy8wNzffe/PzT2629CtI/b/z/3Nq7leOlipRSxWo/nsvVaq+7YH6FK2l1y5VzvqvySk95x55u1O1z1l/boenaYYQhoHBQTZu3MTKFeNMnZji1tvuYHZ6kh/eNWh+630j2fpVjnX0hHjx0NTK33nVm2799L+GZat/iYvxrrs6z/XgNy//9U3jxz65diQdfuAh0nf9xgHry7csijPOOIc3vOUKhFY8/cwennrqSeqLdbTRXVmp8H0f27ZpNBoIIWi1WiRJ0nNQACwuLqKUotFoAOD7fs9Z0Wq1kFLSaDRQStFqtdBaE0URURQB0Gq1sCyLer2OlBLf93uyMQg6zo/8+kajgZSSIAhI0/SUfeRjDYKgN47+c0opms0mWmviOMb3OwpXs9nsncufPX95wzAkCAIOHTxIq9VmYKDG+eeeRypjvv6PB8U3727ItasHsnO3WSNjteiaN79lq7d606Hbf/u3wVyPvPHuf94ii3/u4v72jWiD4Ik7X/3XZ6+b/NFWmJmPfDYwv/tHh6UWVS5/zfexetVKjh6Z5MChg4Shj5SqR7HGmJ48y2VYLi/zv5xal373y76lcjq/b65k5cf6Kav//6WyvL+P/uuXtumnwv42/TI5b5NTbS6X+69fylmyLMNog+M6rF2zhvXr1nFieopbbr+TtL3Ar/38uP7lHxvWA0VjPXes/DdX/+jge/fvvyXq14H+TRScL+7PvPe08v/54zV/fcZq/z1zzTh5340z8gN/OSlHx1fz+qsuw/MGePzxJzk2cbQjc7pyMX+wfCGjKOpRVe4n1l0/cRzHSCmJoo7pE8fxSV6mvH0uJ5VSPfmcy2ApJXEcf1ub/PrcHErTtHdOStnTfI0xvT7y+/S3yV+I/j76x5o/S/4c+Xhy7b7/OfJ7SiXx/YCFxTmmp+dYtmwlO07fyELD5ytfPyIOHU/keecXks3j0bmvfU122YVvuPyWd+z6fOPmm3ep3bv3mH/1Al9/PfK3fxv9juvPr/7Eq7NbXrExfuPhyTT90fedsL/wjQWxY8cOXnnJpcwuzPH8C3uZn5/H7tqktm33Jjx/aKA3MflD5xObU3A+of3aaz915r7k3ITJF6qfcvo14/779NvKuemT36ffBMo146UmUL44eR/5WPs19X5tPk3Tk8yspdzq5T7s7rNbNNt15ubmcJwSO07fgpAet991gEceDdQFZwymp23S6zw19bYtWzfe+qM/cevMP7XI4p+ycc9985u8P/2F47ddsjW7+IWX4uTd7ztif+tJn3NfsZNt209n4vhxjh0/jtEpQiqUspDyZSUkf5h+pal/EpYqQv0LdSolZ6lP+Tt5pJay0aWK06lY/dLrl7Lv7+QV62+79Fx/H0vHf7IY0UDn5cqyCFAsW76cdetW8cKLz/PwQ09y2mbFx/94Y3r+mcJ69ph96AH/wrN/8jUfa9xwA+I7eb7Ed1zc3Uhxncgeu/38r+7c4L/pxYNZ+s5fOGo98lyL887byZrVazh0+AizMzMkaUah4PXMk9yD5Pt+z0ZM0xTHcXr+4VarRbFY7LHRnKXl56rVKq1Wq+cnllL2HBylUolms0mlUsH3/Z55stRMajablMtlwjDs7SDlZlJu3uRmUs5O+02xZrNJtVql3W73PFk5dwqCoDfW3FzL+8h94rmZlZtk/c+aJMlJ/vLcJ54mKdpojNHEScaK5ctZs3Y1J06c4KGHHuG09Taf+JMt6XnnGOv5w+4D7/ylV1z26KPjGdx4Su36lAvcsbnuSZ/85vl/ddamxo8fPG4nP/jel+xvPelz3ivOYM26zRw9dozFhYWTzJ5+h0P+6afepSbRUqWj/80+lRm0tO2pKLVfwVlKvacyj74bhZ/q3L/ZdfhduM/JHMGQZSlZllGrDbBhzWoOHTvOI488zmmb4aYPb0p3nG5Zj+13PnXuFY+/p+su/rbIEXXqxb07/cJnzvmBi06Lf2/RT5Mf+ZVJ+56HGmzZupHVK9Zx9NgxTkxO9uRMvhPTbrd7JoiU8ttMmNwEsSyLZrPZM09y6guCoHfOsiza7TZSSsIw7ClRQRD0zKN+0yOO49448nPtdhvLsgiCoEdZOaW22+1em/4+siwjCILe+PM+cv0hV5R83+89c95G6445mJtrvu/3+lraRxiGvT7ybyEEYRh2Fc+X28zMTBMkCaPDI5SLimf3TfPMC6F89asKydbVYufrrlwr1my57c4777zU+uQnD+vvuMDGXC83bPhk9vlPX7Pz/LVzXxqppdZ/++MFddMXZ8XKFcvZvvV0pmZmaDbrnTCYPBzGtk+i4n6qtiyrtw239GPbNkqpTjSFZfV+Sym/7Vz/+f7r87Y5C+8/l/efs97+6/PrhBC96/vP59f13/NU/ee/+9su7eNU5/qvy7/7x3DSc1uKOIlIopRVK1YRRyHP7Jtjse6oN16m0mLJXHH+Ky/+hze95dbjxlwvb7zx7h4Vy365u3v3jcKYS60z15741Np1ovLZr/riY38zJaqVCus3bGR+cYG5udmefduvVPQrTzlF5r+XKkj9n/779P/O75sf6/cInerYUja+lG0vPX4qRWepV+s7sdT+Z/lOIuQ7iZRT2cJLv/s/+S6aLWwW6/OcmJlm9dpVDAxU+eTuE/zVZ2I5VhHmjFUHP/PRR3+yyO49oqsgn7zAsEtedx3ZvV+Of33riubpTzwXp7/6B0ck2mLT5s1EUcTc3FyPRUVR1GN5OevxfZ80TXueo5zdpGlKFEU9T5LWmjAMe+w792TlbLz/O01T4jgmjuPeffJ7L70+SZLemPr7yFlrnMS9e+bn8rFHUfRtfURhSJZmvT7ycXT6f3kc+fW5uHq5zcv95/fNx5lf1z+OfFy5SAuCoHdvQ0cMzc7O0WpGbFq/DizJ73z4uHzwoSDbtkVve8Xsc9d3IkN2yZOULHM9khswn/rUm1Zfuf3IvoGaca/92Qnx9dvnxcZ161i9bh3T01Md+1BZCAmIrl1o+qnV/JP+4qUUeipKOJWf+LspTEu9R6eyFYwBgUAYMMJ8RwVNCAnGYHrdGASCzgGDEQbRezbRncFTm3vfbczfiXKXmmL9ymuaph1HjZQsHx1hYuoEB146yKXnV8yX/2o8y0RBP3509JIr33D7Y3m8V2eL5YZdQojd+onbZ64fX0Xh47vr6T/eMWdVa1VK1QFmZ2eYmZmmWh2gXm9SrZQJ/Dau6xAnGWmWYdtWT+XPTZh+0yFNUwqFwkk7PeVyuecJyj0++SZ83uZU4TT95kX/btJSEyY3gYIwRFoWshsy63nfHrITxzGWtBBCEiYRXsEj8NsUiyV8v43n2WSpRiBRliIIA0rFIu12QKlcJuiaa0t3tfpNoNzJI4ToBQzkplSr1cLzvJ5HTClFEAQ9UzA3G/PjOtNUKlUq5RJ3P9wUn/hCVfzSz0ln1eLCbwnBW83N3ZesE866W//9p1+78aJtx/amliVf/64D8qnnAjZtXs9AbZBmYxHbdilXSrheZw83CWOiIKIdddgPxpDp9Dsa/bnczH3HS9/spQ6Gfr9zPxWfyvnw3cyfTrRkEdv2SNKQMGqTJebbnA/GaJS0KZVKOIUiWZoRhy1sy8FyHJIsoeW3EHGKLBYouyWkkPhhizgKuy5QeUqOc6rdqqW7ZUuDAJfeJ1dW0zQlzTKyNKVarREEi7z00jE2rFF88xNr9MCIJx7cM3bhVdfd8fDNN6PUzTefLoXYo9//Y6O/v3kr533mC7PZxz8/J8vlEiMjY7SaDaQlGVs+zNZtr2Dl+AaqQ8NkeKQY4qBJ4LdJdEoUxkgpeg6O3FzIzZj8zc33U5eGtOYOjdyUydvk/urcl52bJfl9cl907pfuBNl1TLBKucLY6CibVg9hdMT07CJGQxjmfuLOGOMoxi7YLFuxli2rh/GshEYrZnz1OKvHaogUpuYXSbOY0dFxtqxZwVDVYWJqljhOiaIYY3Rv1yrfMcrNtJxD5eZa7qrNzb58lyuX17mek8+DUqr3HXdleccV6hHHAZNTAcMjpezK1xRV0gqrf/GpE1+4+eZdUgqxO/uDPzh/1fLR6Ifqs9L87RfmlREOg7VBjMlI0pSB6jDr16zkknMTrrloH9defJw3XXiYZZVJgihCo0HIrotS9thQv7nUbwr0yxYhTnaU9F+n1FKt+mWqz/3PS7VwKQVKKkAjhaFcrjA0PMJb39hk54469QUDpH2aeJeiAM8p4Nhl3vya47zxymdo1tt4TpGrX3eCyy56ntbsAkJklFyHHTvmeM8PvIBkmraf9J6lX7vv50JCgFxy7jtZAaf69D9rx3yySZOELDPUalWEsPjbr8xaExOZGR20rvnEn161UYiuDH712QNXrFqfFr/+jwvpt54ILM/1KBS9niO+VLKRVpmtyx9ly9gLPH+0wrVXpWxfU+Inr/dpCZcKFqnTeZhOILlESre7gC8PMF9ozysgVWcRcyXFGIOSnbgsIQS24yIAmS+YVEjZeXkcx0UpgRB2jzXmE+G4CiE0XqFEsVykXLTYMDzF5OBBMCW0cXBcG9mNActfFte1SYIWHm0GCjF+a4Hm3CyjXotGqU4USmqmQpoI6tMZ21/dpuh2NOJSsdiN8OyKHylxPReBwHU782C7qvukovsc4LoeQkChUOi8DKqr5GkQTmdxHbczH5ZtY1m57ZySpoIs07iuh+davLA/4o570uyHfrjmbJmKrzSGA/L666+XBbf4AxTGzBf/cU7EBooFm7Rr9iRJTJQIJk8cxhKL/M3fCV7zrkl+9H0tdmxLuWCH5sTROdKkTaPRJkkSmosN4jij2WoSRwFB4NNu+8RJSKO+SJLGNJvzxFFIq+kThlF3o7zD6ltBC2MMQbtJlqYEYZswiImigFazY4I1m4vEcUar5fdMtXa7TRzHNJsN0jQj9EOkUMTJNMOFFtvWF2j40wS+oLHok6UZfrtNEkeEQUgS+cwtLNKMUhIjmJmdZWJugZmFFq0gYzEKWWzUWWg32T8xSSsU1NstgsCn0agTBG2CwO/cM4xo1JskaUaj2SBJQvxWizAICSOfZnORKE5oNBfQacZiY5Ewimg3fNrtgCgOaTabJElEfaFBHMU0FhcJgpigGyyQJCn1+hxZBrZtkRrNP3wzEoZBxlfU3i4ExnrCf6L0CyuWndeYTcXDj/tSCguvXMayXZRSuK5DsViiVoThQYeJuYxEe9z9sOGlCcPGtRpbSox0GBmtUikPUdlgIQUEfkzL90FkFLwyTqGIJwXCsrGkTZS2qLd9RBLjejWGa1XK5QrGlmQxNPxFGgs+QTiH63pUq6PYrkUahzTrTdp+iOvZGH2yaeJ5HpmG0YFBSm6V1avbYJqMDBiWjRVptUJGhweoDZTxCquxpUAri9XDYxhngFLxERbbUB4epOB52OU2Y+M2igTXK+BIl2LZxS6kOLYEoyiVC1SqYwwOjuE4IVFgqDcXCMMYzx3G8zw8r4BQEltJHJUSBop6MEsWKqq1IrZTgjSiFfgkUYpXKGFJyfDoCEWvAFoTxClJEpHGGWmWdj1lglK5TLMdcd+jU3LisEW14O380B++c6v1jrOHL6iOjgzcd99B89L+BWFZHnEUEwqfLEsxWhMnEUELhAqYOhHi2IM4jsaIMpiQJGmTpFUGSmXOPmcbSpUI2nDw6B5IEyxdYGRkiPFlW4lkm+FaGX9eMx/X8ScOoYTD8OggK1aNMFobJUpSMj3H/pcgzXwEHqvXrGH92s2YJGV65gTziy2ErWnN1VHK6XnP8nBZr+DRigWRFnjpYZyCpoRm5WjE49NQLbssW76ZsUEHt7iKVrrA8oFx0sijXIRmHRr1OpnOCNoJnueSpg1arQ6XClppZ5IjTRRHKFlm8+bNrF62gizxOTR9gmazgSskzSRk1eg6KgMFSoUKJXeYKGrTrM/QPhpSW1VgsDJApdyxbVsnjpCFIVHSYsX6TSxbtoxqbZRjMydgvkG2cAI/aCKEoNls9kwwz3WZmGqJ514S2WvffFrl4kviK6yztp95tTU4YO89ejALwkzVahYFt4xtK2zbolDwcJwi1YGFjqpueUglGF+1HMvVaA1CWFQHSpx94bnsXFvh7I17UO48N/1DyJ0PaMbGh9myYTvff/kLHFso0AjneeWbpzhy1OJTX5zhUH01ylK89tyXeMX2p4giiQ5CZi5O+MDHQlrZFk7begZnbtvLOWteYnLW8KGPhzx7QFAoFhFGYXh5j1lKiWMpBoaGcRzJjrUpzx/VOEpy/llF7nskoVYdYnh0lOteN8HM7CGSMGPZsgPYtmDNqqOsrMFf/9kYH/yL40xMarZsUkiZoZwUVILjWrgKRkY8nKOwefOZbNuygfO2PsH2FTPsPZjxkU+0OBwUGB2tsmL5KFe/ahopBAcXNBdv28+BQz6f/prL6LLNrFte4uztRzlwYJ7P/YMmKthsHl3LmdvPYP2qiO3rj7C4OM2Xb494ZkFSLpdI4oRKpdJNoCuQJSlBAPc8vMCV1yyn7B5aLivDI4MwwnN75rvaqURnCVnWoQgEZKnGsTRKGRoNQdn2GB0tUXINsTYYMlYvW8+Kms2rLniAwcoDDHKE/++nAzavPs5CHVLTZMXyA9jRw5wxvpdnn93DqrED3PBLhqz9HM89+yJ33/cSd99znK/e+iLtxUnWjc1x4vg8SnucvuZ5Xrn9Qe645ykKcoLf+KkIN5sjaGvSrGNG6cyAUWRao6RA4uA5IevGY+66L+O5FxVbN0qUSQmSiDgIWF48SkE+zHmb9vPck0/zN59+hiNHYhr1lMcfaXH86CL1dghSIjOQQuHZHrZQGJFh2Sme61EbHOSMDXvYedrj3Hn/ATatm+eXfjyj1ZogDQVZkjE8dARb3stY4WFM+ByvPHOSd785pu1P89oLHmDj6D386PdP8ZZLFggbdYbGRhlflvD6Vz7J8sojvGLTcX7rZxOGa7Ms1JtINFmWIIQhTROk6qhwe/YtCME4XmX126RmeCOsYv++RZHLsCTtbFdlWdb5nSZkoSI1Ia2WZvX6rWzeMEbFS5icTFHSxnKKnLvuWariELt+MeLCd8xy2wNtfurdinb7IJPTiywsxqwcb3NkOuAHf2mRt/9cA619LjuvydEjU3zmy21+8feavO9/tnjysOThvQWe2m8oFKf4vjOf5qavtPix35S85/0tli2TvPkyzezsdM8HnGUBme74v7EkUnjUihG1Yc23nonZ+6LP6escqlVotALa9QVmZtrs2AAvTE7xP/884tN/F3L/U5JnJiz+8C9mmGt6uI5CZymxdFgxvpUzdpzDyMgwJrOQWYxXHqDsTHPp6Xv4zKcifvQ3ZvnZ35zk7NMVl1/U4sDhGRbaC0wdT1hTC6m4dd768w1+44M+Z6ydZ+eme3lq7yRXvKPBBz46x+uvjBiuZNTbkp3rn0GkB3nbL8xx+TuP02g2+fkfgHp9nlaaYGKJNnRjuyxAMDcbS/QQA8NbT5fKGdmexsNMz9dFh4ItPM/DcZxOrqzjIS1DqQquKLJt+3I2bhrgLec2iZoBDz3eYmRkOcMDbc48c47P/33Es3tDGpHFBz4yzbZ1I7xih+HEzBxVy+LcHQU+cdMUiDIvHEr4xn0Zl5w3CKbNYLHE2jXbePWrzuHCM6s88nCLTDtcvDUm0SF/8bdNSgXF/uOSL31lnquvLFOsRKQpOI6N47jYlkupVMQrlKhVSwzVGrguHD6a8sz+kHVrC4wMpAigHcVkwNqVkr/+XECjnTE6UmWw6lJSFiWvzPiIx8BgjQFX86ozapyzvcaatS7j4zaO1B1RRoGzTmsx3wz48E0NCuUK33pMc8vdTa6+skTRUdRbIWESs+Vslzse9zl6xPCtJ2OmGwk/+GqXD318kok5xe5vBNRqRbZusCiYRU47vcGffaLBC/sFh6Ylv/2hBc47p8qOTTZBEFEqF7Esh2Kh0rWpBfN1n1azhFtYLazBgU3VMAY/0KITdRjTaiWUSmW0DtE6xWnHLDZbZM2Q9+xKsXiUc06z+MO/CNh3CMaWS4bKdQbsNvc8GWCpIls3bGA2XuTwXMQFOzT33X8IjeCex+D2ewNKXgVVGGFiKuXsTSmlcka9nbDhzFXsWDtFpSa55+E2dmGUdWsjHts3z8QBcDwJxSrfuK/Jm9+YsGJUc/BIg4GhlbhKATazs3VqI5J6K2DDSkN9rsHslCK1JY4ssnWtwx1PzBGEa9BWyj8+HHLrvRlW0aFQrFEqOmBOECcRXrnIwnzIlssyPv9XLu35fWjzEqqwgCNdWrEA3WbtskUefXKBoxOSoYoGdxm33Nfi+p8vUHCmOTFRIc0CXnhR8tnPL3RDmWqUPM3RWcORQ4Jy0UOjEdJmqJaShS+SJSXueFBRLMHoyEqabYv5+Tbn7VA8+mwLooxCuUijWcezPUDTbvs0fJfR4REsSzkmSUKRpgaQXdOo0Mt6d2yLou2Q6CKphjNGJc045u2/OMutd7QpVqoMDA6yYrnEjxMOH1EsX7mO8y/5PpSAycP3sXlDk1S3qPsDPPpMg1QrSpUClYERhqsp1cI8ZVcg3Bplt8TOzZoTcz6HpyyWjxZZvzrj8T0WjcRl9ZiHXauBLGPaPudsG6DZGuW88y5BWjaTxw7jeIJqaYiB6hAbV8+y94BGltcyvmqUhcUJztphc9/TVSCi4BV44P4ThLFgxYoq1WoNY9poISiWS9jKYdkQHJzwufGDU5QqFioVbFin+en3FIhDQcE1rB0VPHCXAikplz2KlQGCpEDR81mz0uH5wykjQyM8vGeC41OGVStHGBweQtk+e56eJkpChsfGGR+vII2PzjLOOMfh8PE6R6c0a1Zs4rLXvJowaBOqb7F2VQMdW5Sqnb2Baq1IEmqEkOhUYDIHpVysNGkKKcFSAtBkOiMMg164qi54BFnA0ak682mZr399kktfVeXRp1oEocVQ2UXJhDgKcKTmmisdlNNi05YXSf2QoYEmK1domvU5jk3bSOOACEkluJ7F1EybYklQKQrm4hiV+uzYHvLEYy2mFyQ7loNSEUeOdTYy4lQw4ErqTYMfOezYJqgN13jdK4+x6GccqJzgb78+SbU4jmCaSmWWLHH4wTe0WbbMxSuGbN/iEPh1tF6BTAVCVxCihUVHA1eWQmhIoxRBQrmSMTWj+NJtAeAAitO2wTveJZif1dh2SHVA8sRLIRaCMDEMFmzCdkqgDakO0FFInIVoaRB0QGEcz0GpkKlFmySRuJ5CGJACLJExNCCpFTTXXWmxZROsWreHyTmfaqGF7VgYE9JuNSgWa7TaEZbqeANtpbBUTJK2sOr1o/HgUM3xCvlGpUB1dy56wCRS4OHi0GDfRMQ58w7vftsQv/vhOlWvgK1c/DTBRXPVZS6CiJSnEalCFlKeP2jhFSooNAUrw1I2yrJwbIcg9ZAyxvUMVlZlcCBksBrxzN6ILLGwbEOmHaIow7IzpLApOi7SkrTSOYqVkNMGjnP5tn20Uphc4fDpLyfMNRqsXW9REj5UJW95FfjZIjrRrBxRDI0khL7BsjRKaCwpcCwX23YQOsAIgbIkaZahTMr8QoxleQxWC5TKw2xaH2GRYruSailBWi6tzKBkhut5lL0hqtUZpJIIobC8kKGBIpPHQsDC8yrYroVQgsW2weBRLBYYGCgiTIvM+DhaMlAs8s5rXSxrnszMs7xqEfqw50CKsDSWKIOxsC0XozsQU17BolhokaYJVhxNP+W65ryR4WInMBfZy5pXSnVC9ExGIgRxrHClxW33t7jy8gof+ps2UZZSTCEIDItZgR9+/yGm5sGxbCDtbLTbkiAsEviwYqUFVoxC4mCjHBtbCWzHQNNm+WiEymKeOQC2a6ENGAy1mkBnDspJsKwCniMxuNTnprGkwq4NUkgTVF2QZg3qjTrD5UEcV/LjvzrB4y/EgOBNl5W44f0jjI+GtP2YVHa3DaVAKVCWjTKSTGmEzDAILOPQCjo7PHaxwMjKFSwfrmPTQAtJ0e5sJrQXUoQs4XkWXtGmXK6h9DyOsMkMpEnC4lwIApRlUSm7OI5Dy08Ag2PblKoZSMWRmRaF8nI++vk6H/zrRYoFi0wYlAGBRZIqqqUCWClgUAqybqzDwGCZciVifn7aWMqafxHi87auHzbf7CpZWZYiZSeK0HUc/LCIjkMm5wzr1hT4y4/P8tPv3solOzT37ImwnSZHDsZYmWBs1OGFI4Zq0UHbBRzl4rmaYmmMethiTdFHmYQ4TIiziMkTTcoVxdCQy/7jLVaPKRZaCU/s09iOol7PWFg0jC5TGFKCKMFSColPyYE09fjY52e5/V4LP82IEsnMiZC16wwDxSnm4oiHn8+IkgKOZfH4cwnCM6wcznjyYAOT2RgtyDLTtf1TlAUporuVKEiztBPFgsboGFvYeF5KphVRmLFgZ2SmRNGV6EySpRK7YFMp+JjM4vCJGE+WqRQ0zbgAYoEw9im5ZaRJmZsDKTIyLSnINllm0WhKLJHSDsGPFFo6SMfFsWyyJEVaGY4LUaixSjGB3+7ZwaPDaKHmZGvx+HNWo3FsbiUldpw+0tvRKRRcbMfGsR0sy8J1bLQqMLs4y/ZNNZ47PM2jz/j8yA8Oc+9vRLgFl8kFxWIYcekFNg8+DSPLh1i5bjMXn1PF0vPc+4hFIo8yuszg2k0c28WyFLZVIzMLuLbF0LDLqmUhR49FLLYMy0ZcolQxMy9Yv9JlsBZSdkdxPMW68QEc2WBizuelY4JDUxk6BSMFq0aXMTRc44ytM0wcsdFIhiou1YEhpJMQthU7T7N54pBBKIWQCseRFIoe5VIRIecgkxQKFSxb4bgGiUQKSalUxbMlY2NV/MYkEoe6H5NlMDxoIayUoeEq1VKRnWcK5hfaLLRsVo9aVEuG45M+rtMJnhipSbI4ZWbGwitKHNthw7ihXZ8h8CWeAE92OOrqFWOcsW0np53TYu+zh3nwoRCnqFHCIctSSqUKrXYTEGzfXDKGI7Trx78kD7yw5/PJ3NFk03pP2k5nAz3wQ4LAp9ls0mg0CJoNZhd8piYTlo3ZlJTHRz4zxc6dVbasCpiYOs6BI/N86xnDFecPo0TAyNAyNixfy6vPbHDJ6VO8dPAwJyYjSoMengutZpMwbjE9VSc2irHRClncYPlYysOPt8gSSZwEmFhz2/2zbFnlsmpU0IoiRoaX4boJ0m2z78UYpSyGhzzGBoqsGC0yODZGsWqxZhk8/UyLJLJIs84CBYnLgRdDdm4rYxtDHIXoTJPGKX4QQ5pQLQvabUO9ESEtcEoZzcUOVYdBQpKmhO1O2qsfZLRagvnpjOXLAW0YGVnGcMFmx9aMh55KOHG8QW3IoVSWzCwGCGETRCmeG2MEnJhrgzCkqabg+kzN+xyeSIgsw9AwGBOzY8vpDC+vce2VC2wZbzM7X0cY0dldSyXNhk8ad+LeLzxvGJEcJdDNE/Jv75h9tlGfWNx5eiY2b6iZNE2xFViq4+goFArYtkWt7HJi1sGVIZu32Nz1gKC9KNn1/WVUkuCqIjd9ZZFt2z3e9toatfGVrFizgrHRRZ5+aZaFxYDZRQ/XNoxWQSiBZWuENUAYG2rVjLUrB1g+nvLisTJepcT69RvZsmUrew8PkqWKa650WblqO6vXb+UVZyiIBS+8oChVLDzXw6vWGBhexvjK1YyOWJSHM/bu7/ioSyUb17Zw3Cp7jtus21pgsAQVxyClQVgZtu2grE7MaeAD0sXxNMWSYnY2RUiLUrGAcBxWjJdopRpERKths/+Q5tJXeawcG2P9up2ctiVmoDLPl78eUKyMMjJsgaOZWhQUHI9qeYzhZYpQa+bmNQPVAbyiy+q1BeoJTM9lLCwKNmzwWL1uM9XxjVyw8whZa4a/v32easXDUhalsoOQKY4LYRyyfNQxZ232VP3Y4fqTzxy8Q24auqA1ebz5yPBYYM4/29XGCJIMojjqhZL6YUqUBDx3IEIow4YNhlag+ZsvLHD1a8vUCj6RSfnWE/DlWxf5o/8+ypljDcZKt7Nu5TxPPReThi1OTLQQYcZIVZPGkMYZC62IhWlYXsgoeHNEfsyJ2TbjoyXGBssUHJ+ZGc0nvtLiZ981yNsuWqScPcpbLjjO1+5dZGI+xlYSrR2MiXEsRei3GXTmEUHExHTa3W3KumFBKS/sjylaUC4sosqC47MxmVboRFOvt4kSHyk06Iy4FZG0IzQCozN0mhIEIXbaojEPflsRZClfvnWRK88a5afeXqTq3cvVr9rHbXe2ufORlKIrGC5FxL5kbtZgKUPoz1Ew87Rbgrm6BgNp0sQT88zO2KAFD33L8Kpzbd50kc/24ft528XT/O9PzbPvUIayEpJYE0YxaaJJk5QsTbj0omG9am3AYqO198d//O+ft2688Ub92gt/4POE9Te87XVD5hM3TRBFEUJKVDfUJIpjLJWx94WIdlJh64YyQi3w9W8G/My7PK69psqHPzlPrVzggx9rMj7k8N9++jDFWsz934q59Y4Ux3E5PNkktUdZubbMfc+EJFFGvbXAibpHdUgyXF5gxeA4f/77w8xNu3iFSZ7dn/Lokz6f3S3YsXGB9703JgunmJ0RfOwzPpbtYVsKKUFIiVQwNT1H5fyAlq/ZfyjAdcoIYZEag9AZ+/dnWMpl43hCpCz8xEamMSaJmJ6ZJgO8giLLNK1mk9qgS90HqQGdMXViDrvgY4RH3V+kUhV8/Z6Adz7a5ud+QtAK6jz/bMLv/vEiquDhRxGVksFvl2n6Ai01U9MTDNbKHDwWkWays9nfnKQ26HDnfU0QBW7+xwXe/PoRbvwNG5JF/uSTc3zqpojB4TLaSDSGJMtQmcSPYqQSvO6SspFWnaPH468bg1DGIHb//WlHVw8d/uGNK2XlrgcaHJnQolBQHUXIsbEthaU8Ym144N4Fnt4T4mubIICnng2Zm5NMLAqqRY92XOCrd0zx8JMNbr874mOfC5hpCWoDHq3E4sCBJkcnLOaaioLbUYAWGyF7Xww4OiU5ciTkoSfrHDzks/+lJvsPJbx0xNDODLc/ELL/hZAH9jT4vb8IePGQYmDAxXGLuK6D43aUwtCPgYTnnq/zyLPglYp4jottW9i2Rb0VMz3b4rkDKfsP+jy3L2KxbeMVixgjaLRaPLMn5NAxC6eYkKWGbz6Q0owVpWKBOAOhfJ54ZoHnDxsG3SqZZXPLvS32H2nzzTszbvjTOaabNqPlAlrZ2HbC0882eGZ/x8mhlGBuznDPvYvMtlwcpxN/feiw4J7HmqSJIk5cvnZvi2/e2+b/fL7B393i41VcCl6pEwYkBZKOrtLyQzautvid942JNBDptw6s+9mzz35uTuQgZg9/4xWfOe/s5J0f+uhs+r4bJi3HtigWSwgpKJWLZElCyasyMTeLJUEIg2db1BsZmoiBaoEkgXKtzMJindhXxImPYwtqlSKpMHhukcZ8HdtzEUpT9QqkWuGnIUk7JtOSKGx3kbQzEBY2GdWhEjguOjY0FxpkWiCtjGrNQ2DjOg6O7WCEwXMd/HaCzjRz9SalkkBKC8e2cWwbbTKMNMxOtVFS4fstXE/hFUsoZVFRNrPtNkJrLAVW0WFhLqbsWViuBAFFr8DiQgOJBJniuVVS0wYjmZsJ0UR4nkQ5gpo3SJi1UKJIvVGnWLBxHJs0jdGZJApjCpUSWRzjFF3qiyGuA67jkegYYxwaiz7ShqKncG0XyxYY0/FThEFInKS0201u+MWx9Pr/sdza81j61dOv2vMWY3Ypa/fuTqTL/MzyD8xOHfmBXW+uyP/z2QZ7XwxApLhOFSktChUXS0rWrF5GlmaksUYKTaki0BhEZpBWZzJXji1HZxFJViQzGQK36xUTlEsFNClGG5RwKFqKIh66lpDECVp7GC3QWdZ5Q6VCWhLbspElTa1WQCcCTIoRGmW5ON0kONEVKY5dJDMBxZpLFneUKMuyuwF/YDIorC6QRDGZLoDuBAbaroUlFOPVAjpL0YnAKEN5rYZUIJBIS6CkwC2MoDONTjUogy1HEESUyxUSHUGsQVpYDnhiGIByrUAWp50IS1npxEGbDJ0ZZLkCwlAulyHTaCykNNhSMDZcJtMakwoQBlTnOZM4xpaSehiyfpXDO64ZFM0ZmG45H+7Fo1933e7M3LxLXvXurz115Fjh71atcOX7f3QwBU0Ua5qtRZIoZmGhQZikNOstBJIoCUkNxHFCEiZkBtrtCK2h6TfRQhEnBoEDaJIkwgBhGCCxiMIEgyYIA3ScdhZVg227ZDrFLXpoYxBKoDPdxXwWpHGGZQviNEUpl6QbRxxGIX67TRzFNFuL6EwRtSOUEp0xdnOGWq2AVGcEfoSyXdJUIy1JZjRJkhFnmsgPQEOUBighSPxOvHWSRsRRTJpqwnYABoIwAC3wA58wkZ2c3liDZRHFIUYrfD/AGAjbAUmakqQZbd8nzVLarU5qattvorOMyA+JkwyjE+IowghJGCVIaRFlERpDHCcEQUDg+7SjCJ0l/Mg7y9nmrZ46ejS77/Jrn7zdGGQvbJZdpxljEDd9pPbbK5YFb9315rLafWvZ3HJXIoolSJIYZVlgDK7rIqWkVCx18Cy6mBwd37XCshQFr9BLzVyaCVgoFLGU1TG/ulTVyQfS35ZeainrJHSb/rROJTtplY5j90Jv83G4bidst1As9GK089BYpWQ326HQeY5S6SQknPw5pJKIbtpnfn3nN734Z8uyKJfLL4cDC4GxLCzbRgnRlbUKIbo7c67by1TIU2+LRXFSqmv/vOWga/lYi4ViF6wsJUoTkiyh3fa5+JwiP/XOFczPCI41K78uBOzevUvA7k52YQfCdpd8+3tve/bwXO33KqNK/dYvjmVjQzFxrNGpIU2zbsZ52pvIpXmtS7GZTwl8ZiCTBktZaBuMMhhlELbq5A+pzrfqfizbQSqFZatOfLUAZSmkJRBWh4V2sEEkVnfR+3NrbdvGcZy+Yy/n9ObHbdvuiABLYSuFNGAhUEIguztMncD+Ttxz533txn8ZsIRAaoNBYESKbUBLicGcBMyyNI21/9jJAf+q92K+/On0adAkaUqWxAR+RLFk+K1fHsnGhm11cJa/fN21D91/0030IJasl7N6dmtz8y71sfi0D1T3fenqi3eWzv61X1il33/DERnGKSaKsSzZRazpoMPkiWF5NGM/OmueguI4Tg9lx3FdojDAUx5+PcB1iqRRjFASKQRJlpyE5Rz4Pp7rkWQpWghsyyaKI3AlYdiFQow1ES1aYR1MR1bnUIQ5vGCOcpOnuOSJYcVi8aQ2AjCWwvYKFPA6iWWlEkEQ4rgdRB+DQVkuQRhTFIqW71PoJrg5tgVZSmgyhjOPMAoRBdHD6MjTd/pzkPL0ljwxLUfvyY/lSAGFQifRTUqJ32oRmYQkSfmNn12lr7q0LA8eYuZvH9O/0kXD06fE6DCmA0j94Ne//8yNK55/vOwKfvZ/TMqPf3FWlEoFPK+I5xVwXaeXub4UT+O7pU4KAcZ0NMDgnJC0plHGRdgGlMGoLoVK1Uvf1GmK0AJS0FkKmcYkGjSITNHyW1y27SK+f+sP4kct8u76oYzyseT5w/2JX/1pNlbBgelpnvnYJ5EiQQmJ0ZpCJpAmw8Jga42lM2yjcYzG1hqpNZYRJAIKicOcp7mpWGDa8bC07lgFS3A4+kVXvwg5VSJ6J59JEycxgR8Qtn3qrYCrX1fgMx9cmYaZp56Y8N585esf/Jq5GSWuo4fXZJ28KDfqrtn09IPfuOj9F65p/ckf/NpQcmgmsu+8p4kREj8IGKhWaWYZxWKxN5H9VNEPAuo4Ti991HXdDrpNtUS4ISFa3Y1+dAzSkeBYSMsilQJpKTACk0p0kkFqyGJDFmWYJEVHGSaGVuiz19vHRdfuZK278ZQvWx4z3Z/E3Y9I0ElfkdhWiVLZ4eFmi+c+/CcMjAxhIo2XGRydUNSaYqpxtaaoNaVUU85iXJ3RSTnu5BG3Worbxgs83ZhhWblCow9RKGfB/Sg7tVqNZrPZA2fNt2qDIKDgFWi2mti2RbPRBGlotHzOPdPlD39rVVKqCvvJZ9TvXvnGB792Zxck9p+JsnN3+sRXz/2rs88If/zgUZ2+6+cOWfc/FVIu23hOGafg4jgdE2Wp/O1P/1ya0Gy0QUtoXNUkXmEQlkDZVkcGOwqtRCcnx7KQQiK62XhZnCISg0k1aZwh4gwdp1iJYGpmgqvPeBN/++6bMVEK2iKTGt3VF3KqzTP/8mz6HOCsp4hZFuXSEGU75pbrfpDFJx6l4g5AmmAT4xpDMe0uuNGU0pSiTilmGZ42CAwWMKMc3jM2yl7XodDll0uT3PspuL++RD8yUf5idjL+Y4LQp9losn2ry2c+si7buclTL77AAz/xOwOvvusGUi67O1sKpXRKpLtPfOKwueGyS63x1z30lWvesGb9tnXhzvPPG0kfeHRRHp1IkKqb1d8dSJomgOilduZpjlEU9ag3SRIQEPg+ylb4G32ycgams/FgFAgpQL38EUqgRaegmbAMBgPS0AkP1B1o/8zgFDyeO7qXtctXc/6aC0kxOFJ1k9teBjv5p/BBbAsyMtzSICvPOptnv/plROjjSAulNRJQnQgIQGObzga8MoJCpnENSDSxkHypXOZgGOBZVg9tJ5ep/XCJ/amheXps/iLGcUSaJrTbbZIkpNmI2LSmwN9+aEu6c7u2XpowDz705Jmv/9OPfrV9/ccPnxIn65QLfOONcMMnDpsbTkeNv+WSv3/bm9NXnrG1vfFVZ1eS+5+K1NHjAVJqjM56GXVCdpKoc/T0HABtqZmUZbpDqes12gPbKCTdj1BIJLa0sIzCQqGMxDIWKrOwMgulLVRmUJlAZSC1wMZCAo8ceJwrNr6GkWKZKO5EcLxcTcWcspZDP7WITkALaRxRWbeOgm1z8O57wXPQ0iKRklQKtJBoJckQaGUTKUGmJLEQGGMxb3t8uVpk2hiKtk3WVUJzUy+fk/xY/1zlVJvpjChKOmlEcaeG0+aNDh//0IbsgjND6/mDtYnPfmv08l9835fntelYaP9itNkcu+Mz33hn5bzKvm9sXRddvO9glv7Sfz9q3Xpvi0KhSqFgcJ0ijlPBcjrmTz/bWYpuo7XGSIjtCOMZMi1RQoEAbTKk6oCAKSvPUOjauNqAEBitUUKSpSlSKrI+rMooDlhZGqfqVDCy4yDpR4LtR67px6rM8SyFECjZicOyHQcZp4QnTpCkQSeTQXf2W5WQ6CxDKYlJNLZQyFQjBUhSfCWYdYpE8uSc4HxelqIZ5Nq9EKLjJdQZYeiTxFk3a9LnvHM8PvZ7q9OztrrW85PmyG0Pll/3C7/y4L5/CnVW/HPQZm+8Ef3eP//z8k+e9fGPnLW89UPTDZW973/Nys/eNC0sp4i0Y6rFKiYTVGoVojCiVCoSRZ16CGC6dRgc2r5PqVzGr7cpugXCJOxq44okCigWPFqtNqVKuYe0nsQJQnScDkEYUioVabXaVCpl2m0f1+0ivguBJRXNVoNipUyz0aRcfrmszlLE935IxTzjPmeXXsGj1W4zPDBMM/Sx+6EMLUUQhFTKJVptn0KphB8EOI6L1hnSpJScIu12i0q1SruLR5LXhzgZ3b5JqdQZq1vwaPltpDbEYUg7ScniiKtfW+MD1y9LN62xrH2HCo9//sENb7zxV3ef6Hirvnt1ln8mXvT18sYbb9QgeODL535053b9k2kSZx/82Kz4Xx+dke1IUa46FBwP13WxXRvbcnr1GHpU3IWMl1qjhUAL0S1o1VXG6GA0ivy4WAL+mR/TfTCDueLSEcdIaVAIjFF0VduTzLZTwSguNWHyvgSm4y41J49DI17mJjJP6RZkout00Z2iWkJ+e8a+6YKSaW3QOut+a7I0IY4j4jghSiIadR/L0vzyDy8zv/Yzo+nAkGPvn7K/fsfj1g+99733Lfxz8aLFv6yoZIeLPHLrK9+3fUXrg8VSwNfvDbPf+P1p9cy+ANtxKBfKGJlRKBTA5ChyCq0NntdBwPGKJfx2m4Lndfaeu3Zg1HWU5EChOfJMkqQ9V14PuabVplTuAH3ajoM2uqNwOTbtHhhpo0edeemd3EHTDwLab8LkypDnFWj7PuVSZ6yd0jsZQoCyJGEYUCp1OEi5h7LjdOoqmU7mfhiGL4OzFkuEQdjN4O9gZ3U4Wgvbtmk1W52QonZIlEZsWWtzw6+uzq6+oqhsO+WJQ8N/dv5r7v+Ffq76f6lmQ6f41f1fe+3Vy0rz/3vjhmD86GScXv/BhvrE7ilhDBSKFTxPYSmJ67ooZXe27Lq4yLZlkWl9EvJ7D3GmKztzr05PdnbxqnLnRO7x6ceC7kdf70eX7zfbckWnv2pLvwzur7rSATmxyLLOuOiBnaoevnOWpSfhhSzFtupVjxGSLO2aa90SB6AJ/ZTURIRRRNBOgYRrXz9sfvdXlmdb12vrRF3Xj8w6f3DBlU//wb+maJb6Fy4wN964xxizS63Z8tW9Wy49+7Mu9jnrxpqb3nhZUZy1tZIdOpzKwxM+YZRiKUmaaoyBTHdMqTTtTFbuYepnlVmWYUmLOIl7k9dfVidvcyqk9n7HRafekuzha+XX97TlLnJPP/h4fp+lpXv6X8K8tmH+EljWyaV7+jdG+lHdOyXxdMfs0SlxnJGmCWHYIk0D6k2fJNKcsd3i9391PPv19y6XK8cz+eIR+5t7Dm5+8+VvvfurHS/j3ebuu/9lNZSsfx0k7u6s6/E6AebKB/7+8p/cONz+wLVvciuvvLCm//rz0/zlp2bksZkIVJtqoYbWCVkpI9EZxpR7rDKfoKW1iPItRilf9tv2o7nnWnA/FH/uE0/TBNu2eqw5vyZ3dizVonMzJb9PjtTe/91f38EYyDKDELKrPNLzt+fX96PcdsrqKMIoQWhDHEXEOiMOU7IsYXRA8RM/NKZ/7O01s2GNUNOzsf/soZE/OuPSu24AYe6881JLiBvT/5TKZ7nD6rN//Y4N56x56TeXL/N/bLCW8cRzWfaXn54VX7plUc4uZEjVQbtxbJCW15PNtp1vx72MFP+yfzv3hH07/F+/ibEUa3npzs1SYLZ+xPnvVjZnKSjpy2xXnqS0ddDaO2XkTZ9rNF/0LNNkSUKsI5JYEPptkjSmVnV4w2s8/YvvGjYXnF1W7VgwMS2+sudQ5Tevftd9e4xBfDc09/+w2oX9RZtu/8z5l69ckf7JppX6TEvBY3tb2Wf/rs5NX51VEzMdXKpisVOY2bZtEB1Pk+vYXf9sqaucVLq7U0WyNMWgTypIlftu/VNACOZQiM1ms+cT75hr9OoS9sMllkqlnhcu98DlClilUnnZXOsCreWwjcVikVazY2b5QYBl2WRZ2qP4DsiZJIrCTmpLOwUEI4OGt101qH/kbUPmgnOVEji8eNTsmzMj/+OiS7/5xe+Z2oWn0LI7ZWVPu9558s/vu6bkLfz6mjFztmNnPPN8O/v4l1rccntL7t3fFiCwlEvB6+A/SeWipMKyOy5Ky3KQQvbAzfLf/crMqQA+v1MdiFPBAy4tvdNfY2EpsGk/VLIQkGVdD1hu8mQxOsvIUkizhEx3gvWiICFKY8Cwea1rXnN5Vb/72kEu3GEpEoujM+qJdlb78//vw/rm3bvvbn1PVh9dWtPwB67bnRmATT/v3vnhp69ZOdx+74qB+PtK5ZSjRwx3PNRKv/S1urznUV8uLqaAg2ULLEvi2hKpJbbjkhmN5di9ic/laQ7a2QMR7crXfGeofz84p7xc0873g3vVQ/v3g7usOa8fnO+GdQph2j0KBtlX3ifAshyiOETJDiRinCYksQASKmXFhWfa+pq3LdNXXFCwtm6w8VuGIye8p08sqg9c/v7zd7P/z6JTFdX+Xq4ALszNu+TLgxXc940r3jrmTv7wwKB51eiwHEpTwQNPxfrOe1rm7vvr4tFnfdn0TVexF5RchRAKYUmk6kRRWJbdK8mel7zJy9PQzUJUlkXaPZckCa7jkOammAFtTE/Ddl33JEWs08Z00XPtHq5mFMVI1XGP5hDKSZIglSSJIoSwaQUhmA5HLRUkZ22r6O+7sGxe92opvm/HsLSKmqmFJJ6ZK9yeUP3Yzive+w9wXZaX50Xs1gLMf5kS7/0Lza7dOnfi/MmfXLHs3C3yp8bKU29bNcpZhQGb5nzE8y9q/c37F/RdjyXy6Wd9MTEdiJcxmS1c28Z2DZayEUYiVMebJCRI0Q2pQfS87p0wm078VMfzZfKIA6AT4CcVPRA1Ywwa09mD1p3AXaMzDJ3iGNIIMlKyTJAkKWGcdIoFd31by4eVOfP0AXPxK5R+3aUluX19SdZGFGk75dAJ+6VmVPzC4y82P/7j733m+SWl3b+tkMZ/pQV+WYbdvEuxa7d52Xdq5O03v/LVw9XsXUMj0TnD1WRHqSTJIs3T+3wOHiN7+Im6eeDxtjg8aeT0VCrCKDsJqF5KCylMB7NSdt5/27ZJdYdy4zjBsfPiz50F1lpj2ZI07qSnxnGEbdnEWYpEdjL7tQFhiNMUjIPOwm6fAkhxLBgb88z6VVpfdJZndp45wsb1yjptm0XRs4lbhummeXa+7TxxZJbP/tFNG++/e/fuVtcikOzeJf5vL+x/+AL3m1Z33XWpOllD3KVu+/LCVWOFxunlgfTtNS9dP1QRA8I1pL5kcibhkafm9aEjqT5wxOaZfU1xfCqQ0wuIMO44Nk7eCRTdT74onQVDqA4Fm3xuZW9v99vnWmBbAs+V1KrSbFyh9GlbSqxf4Zk1ay2188yC2DBuo4oWiJiFKdGuh9bEXCP+Ytsfve/S7x+9BV6Wp+bOS60b7rpb/3spT9+zC9zf980375K7doEUXaWs61z70/950egFZ8WvqRasC3Xqnze+LDu9VLSq7qCG1NCaS1hsaebqGRNHMRMnYj0xHzEzl7FQ16IVQb2R4rcSBEIiFHOLETrTYCSW1NQGPTreR02pKE25pEypJBgckGbZgM34iMPKcaVWrPAYrAkGa4LqiAEFSV3hR/hTU/opY7uPtGPnyTufaN3+K7/inYDHkh4L1rvU7t2wq09E/YdPMt8bf+Lmm3fJ0dFpccUVd6dL6089fs+u0X2HXjpjZbVw8fp12da03V6XaWt9pRqvGCwhHCW7BGu68dGCZjvFD7qOCDo4VWkqMHT2rCtlgYVBa4tyNaJQcHGkDaKjSBktiENFFCnqDX9WKm9fIovTk7PBvsVQfr1YXHP48jd8+dhSyjdml2I3/Eex4P8qC7y0CDV33XWpuuwykPLbFxzg/Kuuqn74v3ubh51kZGpiYYstW2Q63FgqlU8bGiqscp0ISxrRbKXrdKY9W6nOhrwMyTKLxGi0ERijdLli9uusnE1M+gthFD2tpXo+iq1kw9rVz4Z+If74p54+/IG/eX7i2z1eoPWl1l13wV0d9mu+Fxa1/+//B8yfOgHybCE9AAAAAElFTkSuQmCC" alt="Renzo-ArtHome"> </p>
<div class="mxt-firm"><b>Renzo-ArtHome</b>tavola interattiva</div></div></div>
<div class="mxt-h mxt-h2" style="margin-top:0">Primo conto: diffusione contro aria che filtra</div>
<div class="mxt-h">Quattro casi costruiti, per vedere come si muove il rapporto</div>
<div class="mxt-preset" id="mxt-preset1"><button type="button" data-i="0"><b>Il soffitto dell&#8217;articolo: gennaio a Udine, soffitto normale</b><span>100 m&#178;, 300 mm&#178;/m&#178; di fessure, 2 Pa, barriera da 40 m, classe 3</span></button><button type="button" data-i="1"><b>Lo stesso soffitto, ben sigillato</b><span>30 mm&#178;/m&#178; di fessure: dieci volte meno aria</span></button><button type="button" data-i="2"><b>Il confronto di Quirouette del 1985</b><span>1 m&#178;, 21 &#176;C e 30 % dentro, tavolato a -20 &#176;C, un pollice quadrato a 10 Pa</span></button><button type="button" data-i="3"><b>Roma, dicembre, casa con ventilazione meccanica</b><span>classe 2, soffitto normale, 2 Pa, barriera da 40 m</span></button></div>
<div class="mxt-grid">
<div class="mxt-f t-cli"> <label for="mxt-modo">Aria di casa e superficie fredda</label> <select id="mxt-modo"><option value="clima" selected>dal clima di esempio e dalla classe della norma</option><option value="mio">valori miei, scritti accanto</option></select> <label class="mxt-sp" for="mxt-citta">Clima di esempio</label> <select id="mxt-citta"><option value="Udine" selected>Udine</option><option value="Milano">Milano</option><option value="Roma">Roma</option></select> <label class="mxt-sp" for="mxt-mese">Mese</label> <select id="mxt-mese"><option value="1" selected>gennaio</option><option value="2">febbraio</option><option value="3">marzo</option><option value="4">aprile</option><option value="5">maggio</option><option value="6">giugno</option><option value="7">luglio</option><option value="8">agosto</option><option value="9">settembre</option><option value="10">ottobre</option><option value="11">novembre</option><option value="12">dicembre</option></select> <label class="mxt-sp" for="mxt-classe">Classe di umidit&agrave; interna (appendice nazionale)</label> <select id="mxt-classe"><option value="1">1: magazzini di materiale secco, edifici non occupati</option><option value="2">2: uffici, negozi, alloggi con ventilazione meccanica</option><option value="3" selected>3: alloggi senza ventilazione meccanica</option><option value="4">4: palestre, cucine, mense</option><option value="5">5: lavanderie, distillerie, piscine</option></select> </div>
<div class="mxt-f t-cli"> <label for="mxt-ti">Temperatura interna (&deg;C)</label> <input type="number" id="mxt-ti" value="20" min="5" max="30" step="0.5"> <label class="mxt-sp" for="mxt-uri">Umidit&agrave; relativa interna (%)</label> <input type="number" id="mxt-uri" value="50" min="10" max="100" step="1"> <label class="mxt-sp" for="mxt-ts">Temperatura della superficie fredda (&deg;C)</label> <input type="number" id="mxt-ts" value="1.5" min="-30" max="30" step="0.5"> <label class="mxt-sp" for="mxt-giorni">Giorni del mese</label> <input type="number" id="mxt-giorni" value="31" min="1" max="31" step="1"> </p>
<div class="mxt-cap">con il clima di esempio la tavola li scrive da sola: aria interna a 20 &deg;C con l&rsquo;apporto della classe, superficie fredda alla temperatura esterna del tetto (aria del mese meno 2 gradi)</div></div>
<div class="mxt-f t-cas"> <label for="mxt-area">Superficie del soffitto (m&sup2;)</label> <input type="number" id="mxt-area" value="100" min="0.1" max="5000" step="1"> <label class="mxt-sp" for="mxt-fesel">Fessure del soffitto</label> <select id="mxt-fesel"><option value="300" selected>soffitto normale: 300 mm&sup2; per m&sup2; (NHBC 2024)</option><option value="30">soffitto ben sigillato: 30 mm&sup2; per m&sup2; (NHBC 2024)</option><option value="625">un pollice quadrato su un metro quadrato (Quirouette 1985)</option><option value="manuale">valore mio, scritto sotto</option></select> <label class="mxt-sp" for="mxt-fess">Fessure, mm&sup2; per m&sup2; di soffitto</label> <input type="number" id="mxt-fess" value="300" min="0" max="20000" step="1"> </p>
<div class="mxt-cap">300 mm&sup2; per m&sup2; sono lo 0,03 per cento della superficie in fessure: botole, faretti, tubi, giunti</div></div></div>
<div class="mxt-grid">
<div class="mxt-f t-acq"> <label for="mxt-dp">Differenza di pressione fra la stanza e il sottotetto (Pa)</label> <input type="number" id="mxt-dp" value="2" min="0" max="50" step="0.5"> </p>
<div class="mxt-cap">effetto camino d&rsquo;inverno: 1-10 Pa in una casa piccola (Quirouette 1985); 2 Pa &egrave; l&rsquo;ipotesi dell&rsquo;articolo</div></div>
<div class="mxt-f t-acq"> <label for="mxt-sdsel">Barriera o freno al vapore del soffitto</label> <select id="mxt-sdsel"><option value="40" selected>barriera in polietilene, sd 40 m (permeanza di Quirouette)</option><option value="75">barriera dell&rsquo;esempio della norma, sd 75 m</option><option value="2">freno al vapore, sd 2 m</option><option value="0.1">telo aperto al vapore, sd 0,1 m</option><option value="manuale">valore mio, scritto sotto</option></select> <label class="mxt-sp" for="mxt-sd">Spessore d&rsquo;aria equivalente sd (m)</label> <input type="number" id="mxt-sd" value="40" min="0.01" max="5000" step="0.01"> </div>
<div class="mxt-f t-acq"> <label for="mxt-quota">Quota dell&rsquo;acqua trasportata che condensa (%)</label> <input type="number" id="mxt-quota" value="10" min="0" max="100" step="1"> </p>
<div class="mxt-cap">un decimo, come nell&rsquo;esempio canadese del 1985; il resto esce con l&rsquo;aria che continua verso l&rsquo;esterno</div></div></div>
<div class="mxt-err" id="mxt-err1" style="display: none;"></div>
<div class="mxt-display">
<div class="mxt-dcell">
<div class="mxt-dl">per diffusione, nel mese</div>
<div class="mxt-dv" id="mxt-d1">848 g</div></div>
<div class="mxt-dcell">
<div class="mxt-dl">aria dalle fessure, nel mese</div>
<div class="mxt-dv" id="mxt-d2">88.021 <small>m&#179;</small></div></div>
<div class="mxt-dcell">
<div class="mxt-dl">acqua che l&rsquo;aria porta</div>
<div class="mxt-dv" id="mxt-d3">418,7 kg</div></div>
<div class="mxt-dcell">
<div class="mxt-dl">di cui condensa</div>
<div class="mxt-dv" id="mxt-d4">41,9 kg</div></div></div>
<div class="mxt-verd" id="mxt-verd1" style="border-color: rgb(178, 59, 59);">
<div class="mxt-v1" id="mxt-v11" style="color: rgb(178, 59, 59);">L&#8217;ARIA PORTA 49 VOLTE LA DIFFUSIONE</div>
<div class="mxt-v2" id="mxt-v12">Attraverso 100 m&#178; di barriera da 40,00 m passano 848 g nel mese; dalle fessure, 30.000 mm&#178; in tutto, l&#8217;aria ne porta 418,7 kg e ne condensa 41,9 kg. La barriera serve dove &#232; anche tenuta all&#8217;aria: la prima cosa da fare &#232; sigillare botole, faretti, tubi e giunti.</div></div>
<div class="mxt-box" style="--bc:#3a5b8a">
<div class="mxt-bt">Il conto, passo per passo</div>
<div class="mxt-bn" id="mxt-conto1">Gennaio a Udine: aria esterna a 3,5 &#176;C, tetto a 1,5 &#176;C (aria meno 2 gradi, punto 4.2.3 d); dentro 20 &#176;C con l&#8217;apporto della classe 3, cio&#232; 1313 Pa di pressione di vapore (56 per cento); 31 giorni. <b>Diffusione:</b> g = 2 &#183; 10&#8315;&#185;&#8304; &#183; (1313 &#8722; 680) / 40,00 per 100 m&#178; e 2.678.400 secondi = <b>848 g</b>. <b>Aria:</b> foro equivalente di 30.000 mm&#178;, portata 0,6 &#183; A &#183; &#8730;(2 &#183; 2,0 / 1,2) = 118,3 m&#179;/h, cio&#232; 88.021 m&#179; e 105.625 kg d&#8217;aria nel mese; umidit&#224; specifica 8,17 g/kg dentro contro 4,21 g/kg satura sulla superficie fredda: l&#8217;aria porta <b>418,7 kg</b>, e con la quota del 10 per cento ne condensano <b>41,9 kg</b>. Rapporto fra condensa dell&#8217;aria e diffusione: <b>49</b>.</div></div>
<div class="mxt-h mxt-h2">Secondo conto: quanto ci mette a uscire l&rsquo;acqua chiusa nell&rsquo;isolante</div>
<div class="mxt-grid">
<div class="mxt-f t-sup"> <label for="mxt-tetto">Il tetto</label> <select id="mxt-tetto"><option value="tetto caldo, membrana bituminosa" selected>tetto caldo: membrana bituminosa sopra, barriera in polietilene sotto</option><option value="tetto caldo, membrana dell'esempio 13788">tetto caldo: membrana e barriera dell&rsquo;esempio della norma</option><option value="tetto rovescio">tetto rovescio: isolante sopra la membrana, strato filtrante</option><option value="falda ventilata con telo traspirante">falda ventilata: telo traspirante sopra, freno sotto</option><option value="falda chiusa con cartone bitumato">falda chiusa: tavolato e cartonfeltro sopra, freno sotto</option></select> <label class="mxt-sp" for="mxt-citta2">Clima di esempio</label> <select id="mxt-citta2"><option value="Udine" selected>Udine</option><option value="Milano">Milano</option><option value="Roma">Roma</option></select> <label class="mxt-sp" for="mxt-spess">Spessore dell&rsquo;isolante (cm)</label> <input type="number" id="mxt-spess" value="12" min="2" max="40" step="1"> </p>
<div class="mxt-cap" id="mxt-capstrati">dall&#8217;esterno all&#8217;interno: membrana bituminosa sd 750 m; isolante 12,0 cm, sd 0,15 m; barriera al vapore sd 40 m; massetto delle pendenze 6,0 cm, sd 1 m; solaio in calcestruzzo 20,0 cm, sd 19 m; intonaco 1,5 cm, sd 0,16 m</div></div>
<div class="mxt-f t-sup"> <label for="mxt-sdsopra">sd dello strato di tenuta sopra (m)</label> <input type="number" id="mxt-sdsopra" value="750.08" min="0.01" max="10000" step="0.01"> </p>
<div class="mxt-cap" id="mxt-capsopra">strato sostituito: membrana bituminosa (valore di partenza 750,08 m)</div>
<p> <label class="mxt-sp" for="mxt-sdsotto">sd della barriera o del freno sotto (m)</label> <input type="number" id="mxt-sdsotto" value="40" min="0.01" max="10000" step="0.01"> </p>
<div class="mxt-cap" id="mxt-capsotto">strato sostituito: barriera al vapore (valore di partenza 40,00 m)</div></div>
<div class="mxt-f t-ric"> <label for="mxt-acqua">Acqua nello strato bagnato (kg/m&sup2;)</label> <input type="number" id="mxt-acqua" value="1" min="0.05" max="20" step="0.05"> <label class="mxt-sp" for="mxt-mese2">Mese in cui il tetto viene chiuso</label> <select id="mxt-mese2"><option value="1">gennaio</option><option value="2">febbraio</option><option value="3">marzo</option><option value="4">aprile</option><option value="5">maggio</option><option value="6">giugno</option><option value="7">luglio</option><option value="8">agosto</option><option value="9" selected>settembre</option><option value="10">ottobre</option><option value="11">novembre</option><option value="12">dicembre</option></select> </p>
<div class="mxt-cap">la norma assume 1 kg/m&sup2; al centro dello strato; il saggio pesato e asciugato in stufa dice quanta ce n&rsquo;&egrave; davvero</div></div></div>
<div class="mxt-err" id="mxt-err2" style="display: none;"></div>
<div class="mxt-display">
<div class="mxt-dcell">
<div class="mxt-dl">tempo per uscire</div>
<div class="mxt-dv" id="mxt-e1">oltre 10 <small>anni</small></div></div>
<div class="mxt-dcell">
<div class="mxt-dl">dopo il primo anno restano</div>
<div class="mxt-dv" id="mxt-e2">972 g</div></div>
<div class="mxt-dcell">
<div class="mxt-dl">in un anno ne esce</div>
<div class="mxt-dv" id="mxt-e3">28 g <small>l&#8217;anno</small></div></div></div>
<div class="mxt-verd" id="mxt-verd2" style="border-color: rgb(178, 59, 59);">
<div class="mxt-v1" id="mxt-v21" style="color: rgb(178, 59, 59);">NON ESCE IN 10 ANNI: RESTANO 723 g</div>
<div class="mxt-v2" id="mxt-v22">Fra lo strato sopra (sd 750,08 m) e quello sotto (sd 40,00 m) l&#8217;acqua esce a 28 g l&#8217;anno: la trappola di Baker e Hedlin, con i numeri. L&#8217;unico rimedio &#232; aprire e togliere l&#8217;isolante bagnato.</div></div>
<div class="mxt-box" style="--bc:#b23b3b">
<div class="mxt-bt">L&rsquo;acqua mese per mese, per dieci anni al massimo</div>
<div class="mxt-curva" id="mxt-curva"><svg viewBox="0 0 600 210" role="img" aria-label="acqua nello strato bagnato mese per mese"><rect x="44" y="12" width="540" height="150" fill="#fff" stroke="#3a3f3a" stroke-width="1"></rect><line x1="44.0" y1="12" x2="44.0" y2="162" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="44.0" y="176" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">0</text><line x1="98.0" y1="12" x2="98.0" y2="162" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="98.0" y="176" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">12</text><line x1="152.0" y1="12" x2="152.0" y2="162" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="152.0" y="176" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">24</text><line x1="206.0" y1="12" x2="206.0" y2="162" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="206.0" y="176" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">36</text><line x1="260.0" y1="12" x2="260.0" y2="162" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="260.0" y="176" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">48</text><line x1="314.0" y1="12" x2="314.0" y2="162" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="314.0" y="176" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">60</text><line x1="368.0" y1="12" x2="368.0" y2="162" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="368.0" y="176" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">72</text><line x1="422.0" y1="12" x2="422.0" y2="162" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="422.0" y="176" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">84</text><line x1="476.0" y1="12" x2="476.0" y2="162" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="476.0" y="176" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">96</text><line x1="530.0" y1="12" x2="530.0" y2="162" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="530.0" y="176" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">108</text><line x1="584.0" y1="12" x2="584.0" y2="162" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="584.0" y="176" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">120</text><line x1="44" y1="162.0" x2="584" y2="162.0" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="39" y="165.0" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="end">0,00</text><line x1="44" y1="124.5" x2="584" y2="124.5" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="39" y="127.5" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="end">0,25</text><line x1="44" y1="87.0" x2="584" y2="87.0" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="39" y="90.0" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="end">0,50</text><line x1="44" y1="49.5" x2="584" y2="49.5" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="39" y="52.5" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="end">0,75</text><line x1="44" y1="12.0" x2="584" y2="12.0" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"></line><text x="39" y="15.0" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="end">1,00</text><line x1="44" y1="132.0" x2="584" y2="132.0" stroke="#b23b3b" stroke-width="0.8" stroke-dasharray="3,3"></line><text x="580" y="129.0" font-size="8.5" fill="#b23b3b" text-anchor="end">200 g/m&#178;: sopra, rischio di percolamento (nota al punto 6.5)</text><polyline points="44.0,12.0 48.5,12.5 53.0,12.9 57.5,13.1 62.0,13.0 66.5,13.0 71.0,13.1 75.5,13.3 80.0,13.7 84.5,13.9 89.0,14.4 93.5,15.2 98.0,16.2 102.5,16.7 107.0,17.0 111.5,17.2 116.0,17.2 120.5,17.1 125.0,17.3 129.5,17.4 134.0,17.9 138.5,18.1 143.0,18.5 147.5,19.3 152.0,20.3 156.5,20.9 161.0,21.2 165.5,21.4 170.0,21.3 174.5,21.3 179.0,21.4 183.5,21.6 188.0,22.0 192.5,22.2 197.0,22.7 201.5,23.5 206.0,24.5 210.5,25.0 215.0,25.3 219.5,25.5 224.0,25.5 228.5,25.4 233.0,25.6 237.5,25.8 242.0,26.2 246.5,26.4 251.0,26.8 255.5,27.7 260.0,28.6 264.5,29.2 269.0,29.5 273.5,29.7 278.0,29.6 282.5,29.6 287.0,29.7 291.5,29.9 296.0,30.3 300.5,30.6 305.0,31.0 309.5,31.8 314.0,32.8 318.5,33.3 323.0,33.6 327.5,33.9 332.0,33.8 336.5,33.8 341.0,33.9 345.5,34.1 350.0,34.5 354.5,34.7 359.0,35.2 363.5,36.0 368.0,37.0 372.5,37.5 377.0,37.8 381.5,38.0 386.0,38.0 390.5,37.9 395.0,38.0 399.5,38.2 404.0,38.7 408.5,38.9 413.0,39.3 417.5,40.1 422.0,41.1 426.5,41.7 431.0,42.0 435.5,42.2 440.0,42.1 444.5,42.1 449.0,42.2 453.5,42.4 458.0,42.8 462.5,43.0 467.0,43.5 471.5,44.3 476.0,45.3 480.5,45.8 485.0,46.1 489.5,46.3 494.0,46.3 498.5,46.2 503.0,46.4 507.5,46.5 512.0,47.0 516.5,47.2 521.0,47.6 525.5,48.4 530.0,49.4 534.5,50.0 539.0,50.3 543.5,50.5 548.0,50.4 552.5,50.4 557.0,50.5 561.5,50.7 566.0,51.1 570.5,51.3 575.0,51.8 579.5,52.6 584.0,53.6" fill="none" stroke="#3a5b8a" stroke-width="2.2"></polyline><text x="314" y="206" font-size="9.5" fill="#232823" text-anchor="middle" font-weight="700">mesi dalla chiusura del tetto (partenza a settembre)</text><text x="10" y="87" font-size="9" fill="#232823" text-anchor="middle" transform="rotate(-90 10 87)">kg/m&#178;</text></svg></div></div>
<div class="mxt-box" style="--bc:#1f7a4d">
<div class="mxt-bt">Il conto, passo per passo</div>
<div class="mxt-bn" id="mxt-conto2">Strato bagnato: isolante da 12 cm con 1,00 kg/m&#178; al centro. Spessori d&#8217;aria equivalenti dal centro dello strato: verso l&#8217;alto 750,16 m, verso la stanza 60,79 m. Primo mese (settembre a Udine): interfaccia a 19,2 &#176;C, evaporazione 4 g. Dopo dodici mesi restano 972 g; in un anno intero ne esce 28 g. In 10 anni non si azzera: restano 723 g. Metodo del punto 7 della UNI EN ISO 13788, condizioni interne dell&#8217;appendice nazionale (classe 3), tetto a 2 gradi sotto l&#8217;aria del mese.</div></div>
<div class="mxt-nota"> <b>I limiti di questi due conti, per iscritto.</b> </p>
<ol>
<li>Il primo conto usa la formula della diffusione della UNI EN ISO 13788 (punto 6.2) e la formula del foro a spigolo vivo con coefficiente di efflusso 0,6: i numeri assoluti dipendono dalla differenza di pressione e dalla quota che condensa, che sono ipotesi; il rapporto fra i due modi no.</li>
<li>Il clima di esempio &egrave; l&rsquo;anno meteorologico tipo del Centro comune di ricerca europeo per tre citt&agrave;, ridotto a medie mensili; per un progetto valgono i dati della UNI 10349 richiamati dall&rsquo;appendice nazionale. La superficie fredda sta alla temperatura esterna del tetto, cio&egrave; l&rsquo;aria del mese meno 2 gradi (punto 4.2.3 d, caso semplificato).</li>
<li>Il secondo conto applica il metodo del punto 7 della norma alla sola interfaccia bagnata, al centro dello strato, con le condizioni interne dell&rsquo;appendice nazionale (20 &deg;C nei mesi di riscaldamento, classe 3): la norma chiede di verificare anche le altre interfacce, e lo chiama una verifica di idoneit&agrave;, non una previsione. Niente sole, niente cielo notturno oltre i 2 gradi, niente acqua che scorre.</li>
<li>I valori dei materiali vengono dal prospetto storico della UNI 10351:2021; quello del bitume &egrave; segnalato dalla norma come unico e incerto. Il valore vero di una membrana lo dichiara il produttore con la prova della UNI EN 1931, e va chiesto.</li>
<li>Delle norme a pagamento la tavola riporta valori e punti, non il testo. La verifica di progetto resta quella della UNI EN ISO 13788 richiesta dai decreti; questa tavola serve a vedere che cosa muove il risultato.</li>
</ol></div></div>
</div></div>
<p> <script src="data:text/javascript;charset=utf-8;base64,;(function(){
/* Motore della tavola "Da dove viene l'acqua nel tetto: i due conti": le stesse costanti
   e le stesse formule di calcoli.py dell'articolo. Clima (medie mensili) e stratigrafie
   arrivano dal Python al montaggio: niente valori riscritti a mano. */

var RV = 461.5, T0 = 273.15, P_ATM = 101325.0, RHO_ARIA = 1.2, DELTA0 = 2.0e-10;
var RSI_TETTO = 0.10, RSE = 0.04, CD_ORIFIZIO = 0.6, ANNI_MAX = 10;
var CLIMI = {"Udine": {"T": [3.5, 5.7, 6.1, 14.4, 15.3, 19.2, 22.4, 23.6, 20.3, 12.7, 10.0, 3.0], "RH": [80, 73, 72, 75, 78, 74, 69, 67, 73, 79, 80, 80]}, "Milano": {"T": [4.7, 2.0, 7.4, 13.0, 19.7, 22.1, 24.8, 22.8, 20.4, 12.9, 6.7, 3.4], "RH": [87, 68, 76, 69, 53, 70, 62, 69, 74, 85, 72, 89]}, "Roma": {"T": [6.2, 8.1, 10.8, 12.4, 18.6, 21.7, 24.5, 26.4, 20.8, 17.6, 13.6, 9.3], "RH": [75, 78, 75, 78, 73, 71, 60, 65, 77, 80, 79, 80]}};
var TETTI = {"tetto caldo, membrana bituminosa": {"strati": [{"nome": "intonaco", "s": 0.015, "lam": 0.7, "mu": 10.41777777777778, "sd": 0.1562666666666667}, {"nome": "solaio in calcestruzzo", "s": 0.2, "lam": 1.48, "mu": 96.16410256410258, "sd": 19.232820512820517}, {"nome": "massetto delle pendenze", "s": 0.06, "lam": 1.4, "mu": 22.061176470588236, "sd": 1.3236705882352942}, {"nome": "barriera al vapore", "s": 0.001, "lam": 0.17, "mu": null, "sd": 40.0}, {"nome": "isolante (bagnato)", "s": 0.12, "lam": 0.04, "mu": 1.2501333333333333, "sd": 0.15001599999999998}, {"nome": "membrana bituminosa", "s": 0.004, "lam": 0.17, "mu": null, "sd": 750.08}], "iIso": 4, "iSopra": 5, "iSotto": 3}, "tetto caldo, membrana dell'esempio 13788": {"strati": [{"nome": "intonaco", "s": 0.015, "lam": 0.7, "mu": 10.41777777777778, "sd": 0.1562666666666667}, {"nome": "solaio in calcestruzzo", "s": 0.2, "lam": 1.48, "mu": 96.16410256410258, "sd": 19.232820512820517}, {"nome": "massetto delle pendenze", "s": 0.06, "lam": 1.4, "mu": 22.061176470588236, "sd": 1.3236705882352942}, {"nome": "barriera al vapore", "s": 0.001, "lam": 0.17, "mu": null, "sd": 75.0}, {"nome": "isolante (bagnato)", "s": 0.12, "lam": 0.04, "mu": 1.2501333333333333, "sd": 0.15001599999999998}, {"nome": "membrana bituminosa", "s": 0.004, "lam": 0.17, "mu": null, "sd": 12.0}], "iIso": 4, "iSopra": 5, "iSotto": 3}, "tetto rovescio": {"strati": [{"nome": "intonaco", "s": 0.015, "lam": 0.7, "mu": 10.41777777777778, "sd": 0.1562666666666667}, {"nome": "solaio in calcestruzzo", "s": 0.2, "lam": 1.48, "mu": 96.16410256410258, "sd": 19.232820512820517}, {"nome": "massetto delle pendenze", "s": 0.06, "lam": 1.4, "mu": 22.061176470588236, "sd": 1.3236705882352942}, {"nome": "membrana bituminosa", "s": 0.004, "lam": 0.17, "mu": null, "sd": 750.08}, {"nome": "isolante (bagnato)", "s": 0.1, "lam": 0.035, "mu": 150.0, "sd": 15.0}, {"nome": "strato filtrante", "s": 0.001, "lam": 0.2, "mu": null, "sd": 0.02}], "iIso": 4, "iSopra": 5, "iSotto": 3}, "falda ventilata con telo traspirante": {"strati": [{"nome": "cartongesso", "s": 0.0125, "lam": 0.21, "mu": 8.15304347826087, "sd": 0.10191304347826087}, {"nome": "freno al vapore", "s": 0.0005, "lam": 0.2, "mu": null, "sd": 2.0}, {"nome": "isolante (bagnato)", "s": 0.16, "lam": 0.04, "mu": 1.2501333333333333, "sd": 0.20002133333333333}, {"nome": "telo traspirante", "s": 0.0005, "lam": 0.2, "mu": null, "sd": 0.1}], "iIso": 2, "iSopra": 3, "iSotto": 1}, "falda chiusa con cartone bitumato": {"strati": [{"nome": "cartongesso", "s": 0.0125, "lam": 0.21, "mu": 8.15304347826087, "sd": 0.10191304347826087}, {"nome": "freno al vapore", "s": 0.0005, "lam": 0.2, "mu": null, "sd": 2.0}, {"nome": "isolante (bagnato)", "s": 0.16, "lam": 0.04, "mu": 1.2501333333333333, "sd": 0.20002133333333333}, {"nome": "tavolato di abete", "s": 0.025, "lam": 0.12, "mu": 625.0666666666667, "sd": 15.626666666666669}, {"nome": "cartone bitumato", "s": 0.002, "lam": 0.23, "mu": 2500.266666666667, "sd": 5.000533333333334}], "iIso": 2, "iSopra": 4, "iSotto": 1}};
var MESI = ['gennaio', 'febbraio', 'marzo', 'aprile', 'maggio', 'giugno', 'luglio', 'agosto', 'settembre', 'ottobre', 'novembre', 'dicembre'];
var GIORNI = [31, 28, 31, 30, 31, 30, 31, 31, 30, 31, 30, 31];
var MESI_RISC = {10: 1, 11: 1, 12: 1, 1: 1, 2: 1, 3: 1, 4: 1};
var DP_CLASSI = {1: [270, 100], 2: [540, 100], 3: [810, 100], 4: [1080, 100], 5: [1350, 200]};
var SOGLIA_PERCOLAMENTO = 0.2;

/* ---------------------------------------------------------------- fisica */
function pSat(t){
  if (t >= 0) return 610.5 * Math.exp(17.269 * t / (237.3 + t));
  return 610.5 * Math.exp(21.875 * t / (265.5 + t));
}
function umiditaSpecifica(p){ return 0.622 * p / (P_ATM - p); }
function tEsternaTetto(t){ return t - 2.0; }
function tInternaNA(tE, mese){
  if (MESI_RISC[mese]) return 20.0;
  return tE < 18.0 ? 18.0 : tE;
}
function dpClasse(c, tE){
  var alto = DP_CLASSI[c][0], basso = DP_CLASSI[c][1];
  if (tE <= 0) return alto;
  if (tE >= 20) return basso;
  return alto + (basso - alto) * tE / 20.0;
}
function condizioniMese(citta, i, classe){
  var tE = CLIMI[citta].T[i], rh = CLIMI[citta].RH[i] / 100.0;
  var pE = rh * pSat(tE), tI = tInternaNA(tE, i + 1);
  var pI = Math.min(pE + dpClasse(classe, tE), 0.95 * pSat(tI));
  return {tEAria: tE, tE: tEsternaTetto(tE), pE: pE, tI: tI, pI: pI, giorni: GIORNI[i]};
}

/* ------------------------------------------------- primo conto: aria e diffusione */
function portataForo(areaMm2, dp){ return CD_ORIFIZIO * areaMm2 * 1e-6 * Math.sqrt(2.0 * dp / RHO_ARIA); }
function acquaPerAria(areaMm2, dp, pI, tS, giorni, quota){
  var q = portataForo(areaMm2, dp), massa = q * RHO_ARIA * giorni * 86400.0;
  var xI = umiditaSpecifica(pI), xS = umiditaSpecifica(pSat(tS));
  var tr = massa * Math.max(0.0, xI - xS);
  return {m3: q * giorni * 86400.0, kgAria: massa, trasportata: tr, condensata: tr * quota, xI: xI, xS: xS};
}
function acquaPerDiffusione(sd, pI, tS, area, giorni){
  return DELTA0 * Math.max(0.0, pI - pSat(tS)) / sd * area * giorni * 86400.0;
}
function calcola1(d){
  var c;
  if (d.modo === 'clima'){
    c = condizioniMese(d.citta, d.mese - 1, d.classe);
    c.tS = c.tE;
  } else {
    c = {tI: d.ti, pI: d.uri / 100.0 * pSat(d.ti), tS: d.ts, giorni: d.giorni, tE: d.ts, pE: null, tEAria: null};
  }
  var diff = acquaPerDiffusione(d.sd, c.pI, c.tS, d.area, c.giorni);
  var aria = acquaPerAria(d.fess * d.area, d.dp, c.pI, c.tS, c.giorni, d.quota / 100.0);
  return {c: c, diff: diff, aria: aria, rapporto: diff > 0 ? aria.condensata / diff : Infinity,
          uri: c.pI / pSat(c.tI)};
}

/* ------------------------------------------------- secondo conto: punto 7 */
function copiaStrati(k){
  var s = TETTI[k].strati, out = [], i;
  for (i = 0; i < s.length; i++) out.push({nome: s[i].nome, s: s[i].s, lam: s[i].lam, mu: s[i].mu, sd: s[i].sd});
  return out;
}
function stratiPer(d){
  var t = TETTI[d.tetto], strati = copiaStrati(d.tetto), iso = strati[t.iIso];
  iso.sd = iso.sd / iso.s * (d.spess / 100.0);
  iso.s = d.spess / 100.0;
  strati[t.iSopra].sd = d.sdSopra;
  strati[t.iSotto].sd = d.sdSotto;
  return strati;
}
function profilo(strati, iB, tI, tE){
  var R = [], i, Rtot = RSI_TETTO + RSE, Rin = RSI_TETTO, sdIn = 0.0, sdOut = 0.0;
  for (i = 0; i < strati.length; i++){ R.push(strati[i].s / strati[i].lam); Rtot += R[i]; }
  for (i = 0; i < iB; i++){ Rin += R[i]; sdIn += strati[i].sd; }
  Rin += R[iB] / 2.0;
  sdIn += strati[iB].sd / 2.0;
  sdOut = strati[iB].sd / 2.0;
  for (i = iB + 1; i < strati.length; i++) sdOut += strati[i].sd;
  return {tC: tI - (tI - tE) * Rin / Rtot, sdIn: sdIn, sdOut: sdOut, Rtot: Rtot};
}
function indiceBagnato(strati){
  var i;
  for (i = 0; i < strati.length; i++){ if (strati[i].nome.indexOf('bagnato') > -1) return i; }
  return -1;
}
function evaporazioneMese(strati, iB, citta, i){
  var c = condizioniMese(citta, i, 3), p = profilo(strati, iB, c.tI, c.tE), pC = pSat(p.tC);
  var g = DELTA0 * ((pC - c.pE) / p.sdOut + (pC - c.pI) / p.sdIn);
  return {ev: g * GIORNI[i] * 86400.0, tC: p.tC, pC: pC, c: c, p: p};
}
function asciugatura(strati, citta, acqua, mesePartenza, anniMax){
  var iB = indiceBagnato(strati), M = acqua, percorso = [], k, i, e, Mn;
  for (k = 0; k < anniMax * 12; k++){
    i = (mesePartenza - 1 + k) % 12;
    e = evaporazioneMese(strati, iB, citta, i);
    Mn = M - e.ev;
    percorso.push({mese: MESI[i], ev: e.ev, acqua: Math.max(Mn, 0.0), tC: e.tC});
    if (Mn <= 0){
      return {mesi: k + (e.ev > 0 ? M / e.ev : 1.0), percorso: percorso, asciuga: true, residuo: 0.0};
    }
    M = Mn;
  }
  return {mesi: null, percorso: percorso, asciuga: false, residuo: M};
}
function bilancioAnnuo(strati, citta){
  var iB = indiceBagnato(strati), tot = 0.0, i;
  for (i = 0; i < 12; i++) tot += evaporazioneMese(strati, iB, citta, i).ev;
  return tot;
}
function calcola2(d){
  var strati = stratiPer(d), r = asciugatura(strati, d.citta, d.acqua, d.mese, ANNI_MAX), iB = indiceBagnato(strati);
  r.anno = bilancioAnnuo(strati, d.citta);
  r.residuo12 = r.percorso.length >= 12 ? r.percorso[11].acqua : 0.0;
  r.strati = strati;
  r.iB = iB;
  r.sdIn = profilo(strati, iB, 20, 0).sdIn;
  r.sdOut = profilo(strati, iB, 20, 0).sdOut;
  return r;
}

/* ---------------------------------------------------------------- casi */
var PRESET1 = [
  {t: 'Il soffitto dell\u2019articolo: gennaio a Udine, soffitto normale', s: '100 m\xb2, 300 mm\xb2/m\xb2 di fessure, 2 Pa, barriera da 40 m, classe 3',
   modo: 'clima', citta: 'Udine', mese: 1, classe: 3, ti: 20, uri: 50, ts: 1.5, giorni: 31, area: 100, fess: 300, dp: 2, sd: 40, quota: 10},
  {t: 'Lo stesso soffitto, ben sigillato', s: '30 mm\xb2/m\xb2 di fessure: dieci volte meno aria',
   modo: 'clima', citta: 'Udine', mese: 1, classe: 3, ti: 20, uri: 50, ts: 1.5, giorni: 31, area: 100, fess: 30, dp: 2, sd: 40, quota: 10},
  {t: 'Il confronto di Quirouette del 1985', s: '1 m\xb2, 21 \xb0C e 30 % dentro, tavolato a -20 \xb0C, un pollice quadrato a 10 Pa',
   modo: 'mio', citta: 'Udine', mese: 1, classe: 3, ti: 21, uri: 30, ts: -20, giorni: 30, area: 1, fess: 625, dp: 10, sd: 40, quota: 10},
  {t: 'Roma, dicembre, casa con ventilazione meccanica', s: 'classe 2, soffitto normale, 2 Pa, barriera da 40 m',
   modo: 'clima', citta: 'Roma', mese: 12, classe: 2, ti: 20, uri: 50, ts: 1.5, giorni: 31, area: 100, fess: 300, dp: 2, sd: 40, quota: 10}
];

/* ---------------------------------------------------------------- formato */
function vir(x, dec){
  var s = (Math.abs(x) < Math.pow(10, -dec) / 2 ? 0 : x).toFixed(dec);
  return s.replace('.', ',');
}
function mig(x){
  var s = Math.round(x).toString(), out = '', i, n = 0;
  for (i = s.length - 1; i >= 0; i--){ out = s.charAt(i) + out; n++; if (n % 3 === 0 && i > 0) out = '.' + out; }
  return out;
}
function grammi(kg){ return kg >= 1 ? vir(kg, 1) + ' kg' : mig(kg * 1000) + ' g'; }
function esc(s){ return String(s).replace(/&/g, '&amp;').replace(/</g, '&lt;').replace(/>/g, '&gt;'); }
function el(id){ return document.getElementById(id); }
var VERDE = '#1f7a4d', AMBRA = '#a06a00', ROSSO = '#b23b3b', GRIGIO = '#8a9490';

/* ---------------------------------------------------------------- primo conto: UI */
function leggi1(){
  return {
    modo: el('mxt-modo').value, citta: el('mxt-citta').value, mese: parseInt(el('mxt-mese').value, 10), classe: parseInt(el('mxt-classe').value, 10),
    ti: parseFloat(el('mxt-ti').value), uri: parseFloat(el('mxt-uri').value), ts: parseFloat(el('mxt-ts').value), giorni: parseFloat(el('mxt-giorni').value),
    area: parseFloat(el('mxt-area').value), fess: parseFloat(el('mxt-fess').value), dp: parseFloat(el('mxt-dp').value),
    sd: parseFloat(el('mxt-sd').value), quota: parseFloat(el('mxt-quota').value)
  };
}
function controlla1(d){
  if (d.modo === 'mio'){
    if (!isFinite(d.ti) || d.ti < 5 || d.ti > 30) return 'La temperatura interna va fra 5 e 30 gradi.';
    if (!isFinite(d.uri) || d.uri < 10 || d.uri > 100) return 'L\u2019umidit\xe0 interna va fra 10 e 100 per cento.';
    if (!isFinite(d.ts) || d.ts < -30 || d.ts > 30) return 'La temperatura della superficie fredda va fra -30 e 30 gradi.';
    if (d.ts >= d.ti) return 'Con la superficie calda quanto l\u2019aria di casa il vapore non ha dove condensare: il conto invernale non si applica.';
    if (!isFinite(d.giorni) || d.giorni < 1 || d.giorni > 31) return 'I giorni vanno fra 1 e 31.';
  }
  if (!isFinite(d.area) || d.area <= 0 || d.area > 5000) return 'La superficie del soffitto va scritta in metri quadri, fra 0,1 e 5.000.';
  if (!isFinite(d.fess) || d.fess < 0 || d.fess > 20000) return 'Le fessure vanno scritte in mm\xb2 per m\xb2, fra 0 e 20.000.';
  if (!isFinite(d.dp) || d.dp < 0 || d.dp > 50) return 'La differenza di pressione va fra 0 e 50 Pa.';
  if (!isFinite(d.sd) || d.sd < 0.01 || d.sd > 5000) return 'Lo spessore d\u2019aria equivalente va fra 0,01 e 5.000 m.';
  if (!isFinite(d.quota) || d.quota < 0 || d.quota > 100) return 'La quota che condensa va fra 0 e 100 per cento.';
  return '';
}
function abilitaCampiClima(modo){
  var ids = ['mxt-ti', 'mxt-uri', 'mxt-ts', 'mxt-giorni'], i;
  for (i = 0; i < ids.length; i++) el(ids[i]).disabled = (modo === 'clima');
  el('mxt-citta').disabled = (modo === 'mio');
  el('mxt-mese').disabled = (modo === 'mio');
  el('mxt-classe').disabled = (modo === 'mio');
}
function aggiorna1(){
  var d = leggi1();
  abilitaCampiClima(d.modo);
  var errore = controlla1(d);
  el('mxt-err1').innerHTML = errore ? esc(errore) : '';
  el('mxt-err1').style.display = errore ? 'block' : 'none';
  if (errore){
    el('mxt-d1').innerHTML = '--'; el('mxt-d2').innerHTML = '--'; el('mxt-d3').innerHTML = '--'; el('mxt-d4').innerHTML = '--';
    impostaVerdetto('mxt-verd1', 'mxt-v11', 'mxt-v12', GRIGIO, 'DATI DA CONTROLLARE', esc(errore));
    el('mxt-conto1').innerHTML = '';
    return;
  }
  var r = calcola1(d), c = r.c;
  if (d.modo === 'clima'){
    el('mxt-ti').value = vir(c.tI, 1).replace(',', '.');
    el('mxt-uri').value = vir(r.uri * 100, 0);
    el('mxt-ts').value = vir(c.tS, 1).replace(',', '.');
    el('mxt-giorni').value = c.giorni;
  }
  el('mxt-d1').innerHTML = grammi(r.diff);
  el('mxt-d2').innerHTML = mig(r.aria.m3) + ' <small>m\xb3</small>';
  el('mxt-d3').innerHTML = grammi(r.aria.trasportata);
  el('mxt-d4').innerHTML = grammi(r.aria.condensata);

  var colore, titolo, spiega;
  if (r.aria.trasportata <= 0 && r.diff <= 0){
    colore = VERDE; titolo = 'NIENTE ACQUA VERSO IL TETTO';
    spiega = 'La superficie fredda sta a ' + vir(c.tS, 1) + ' \xb0C e la sua saturazione supera la pressione di vapore dell\u2019aria di casa: in questo mese n\xe9 la diffusione n\xe9 l\u2019aria portano acqua al tetto.';
  } else if (!isFinite(r.rapporto)){
    colore = ROSSO; titolo = 'TUTTA L\u2019ACQUA ARRIVA CON L\u2019ARIA';
    spiega = 'Per diffusione non passa niente; dalle fessure l\u2019aria porta ' + grammi(r.aria.trasportata) + ' nel mese, di cui ' + grammi(r.aria.condensata) + ' condensano.';
  } else if (r.rapporto >= 10){
    colore = ROSSO; titolo = 'L\u2019ARIA PORTA ' + mig(r.rapporto) + ' VOLTE LA DIFFUSIONE';
    spiega = 'Attraverso ' + vir(d.area, 0) + ' m\xb2 di barriera da ' + vir(d.sd, 2) + ' m passano ' + grammi(r.diff) + ' nel mese; dalle fessure, ' + mig(d.fess * d.area) + ' mm\xb2 in tutto, l\u2019aria ne porta ' + grammi(r.aria.trasportata) + ' e ne condensa ' + grammi(r.aria.condensata) + '. La barriera serve dove \xe8 anche tenuta all\u2019aria: la prima cosa da fare \xe8 sigillare botole, faretti, tubi e giunti.';
  } else if (r.rapporto >= 1){
    colore = AMBRA; titolo = 'L\u2019ARIA PORTA ' + vir(r.rapporto, 1) + ' VOLTE LA DIFFUSIONE';
    spiega = 'I due modi sono dello stesso ordine: ' + grammi(r.diff) + ' per diffusione contro ' + grammi(r.aria.condensata) + ' condensati dall\u2019aria. Con questo soffitto conta anche lo spessore d\u2019aria equivalente della barriera, non solo la tenuta.';
  } else {
    colore = VERDE; titolo = 'LA DIFFUSIONE PESA PI\xd9 DELL\u2019ARIA';
    spiega = 'Con queste fessure l\u2019aria condensa ' + grammi(r.aria.condensata) + ' contro ' + grammi(r.diff) + ' per diffusione: il soffitto \xe8 a tenuta, e a decidere \xe8 la barriera. \xc8 il caso raro.';
  }
  impostaVerdetto('mxt-verd1', 'mxt-v11', 'mxt-v12', colore, titolo, spiega);

  var testo = '';
  if (d.modo === 'clima'){
    testo += MESI[d.mese - 1].charAt(0).toUpperCase() + MESI[d.mese - 1].slice(1) + ' a ' + d.citta + ': aria esterna a ' + vir(c.tEAria, 1) + ' \xb0C, tetto a ' + vir(c.tE, 1) + ' \xb0C (aria meno 2 gradi, punto 4.2.3 d); dentro ' + vir(c.tI, 0) + ' \xb0C con l\u2019apporto della classe ' + d.classe + ', cio\xe8 ' + vir(c.pI, 0) + ' Pa di pressione di vapore (' + vir(r.uri * 100, 0) + ' per cento); ' + c.giorni + ' giorni. ';
  } else {
    testo += 'Aria di casa a ' + vir(d.ti, 1) + ' \xb0C e ' + vir(d.uri, 0) + ' per cento, cio\xe8 ' + vir(c.pI, 0) + ' Pa; superficie fredda a ' + vir(d.ts, 1) + ' \xb0C, dove la saturazione vale ' + vir(pSat(c.tS), 0) + ' Pa; ' + d.giorni + ' giorni. ';
  }
  testo += '<b>Diffusione:</b> g = 2 \xb7 10\u207b\xb9\u2070 \xb7 (' + vir(c.pI, 0) + ' \u2212 ' + vir(pSat(c.tS), 0) + ') / ' + vir(d.sd, 2) + ' per ' + vir(d.area, 0) + ' m\xb2 e ' + mig(c.giorni * 86400) + ' secondi = <b>' + grammi(r.diff) + '</b>. ';
  testo += '<b>Aria:</b> foro equivalente di ' + mig(d.fess * d.area) + ' mm\xb2, portata 0,6 \xb7 A \xb7 \u221a(2 \xb7 ' + vir(d.dp, 1) + ' / 1,2) = ' + vir(portataForo(d.fess * d.area, d.dp) * 3600, 1) + ' m\xb3/h, cio\xe8 ' + mig(r.aria.m3) + ' m\xb3 e ' + mig(r.aria.kgAria) + ' kg d\u2019aria nel mese; umidit\xe0 specifica ' + vir(r.aria.xI * 1000, 2) + ' g/kg dentro contro ' + vir(r.aria.xS * 1000, 2) + ' g/kg satura sulla superficie fredda: l\u2019aria porta <b>' + grammi(r.aria.trasportata) + '</b>, e con la quota del ' + vir(d.quota, 0) + ' per cento ne condensano <b>' + grammi(r.aria.condensata) + '</b>.';
  if (isFinite(r.rapporto) && r.diff > 0) testo += ' Rapporto fra condensa dell\u2019aria e diffusione: <b>' + (r.rapporto >= 10 ? mig(r.rapporto) : vir(r.rapporto, 1)) + '</b>.';
  el('mxt-conto1').innerHTML = testo;
}

/* ---------------------------------------------------------------- secondo conto: UI */
function leggi2(){
  return {
    tetto: el('mxt-tetto').value, citta: el('mxt-citta2').value, spess: parseFloat(el('mxt-spess').value),
    sdSopra: parseFloat(el('mxt-sdsopra').value), sdSotto: parseFloat(el('mxt-sdsotto').value),
    acqua: parseFloat(el('mxt-acqua').value), mese: parseInt(el('mxt-mese2').value, 10)
  };
}
function controlla2(d){
  if (!TETTI[d.tetto]) return 'Scegli un tetto.';
  if (!isFinite(d.spess) || d.spess < 2 || d.spess > 40) return 'Lo spessore dell\u2019isolante va fra 2 e 40 cm.';
  if (!isFinite(d.sdSopra) || d.sdSopra < 0.01 || d.sdSopra > 10000) return 'Lo sd dello strato sopra va fra 0,01 e 10.000 m.';
  if (!isFinite(d.sdSotto) || d.sdSotto < 0.01 || d.sdSotto > 10000) return 'Lo sd dello strato sotto va fra 0,01 e 10.000 m.';
  if (!isFinite(d.acqua) || d.acqua < 0.05 || d.acqua > 20) return 'L\u2019acqua nello strato va fra 0,05 e 20 kg/m\xb2.';
  return '';
}
function testoMesi(m){
  if (m === null) return 'oltre ' + ANNI_MAX + ' anni';
  if (m < 1) return 'meno di un mese';
  if (m >= 24) return vir(m, 0) + ' mesi, circa ' + vir(m / 12, 0) + ' anni';
  return vir(m, 0) + ' mesi';
}
function curva(r, acqua){
  var W = 600, H = 210, x0 = 44, y0 = 12, w = 540, h = 150, n, i, pts = [], out = [], m, v;
  n = r.asciuga ? Math.max(12, Math.min(ANNI_MAX * 12, Math.ceil(r.mesi) + 1)) : ANNI_MAX * 12;
  var passo = n <= 12 ? 1 : (n <= 36 ? 3 : (n <= 60 ? 6 : 12));
  function X(mm){ return x0 + mm / n * w; }
  function Y(vv){ return y0 + h - Math.min(vv, acqua) / acqua * h; }
  out.push('<svg viewBox="0 0 ' + W + ' ' + H + '" role="img" aria-label="acqua nello strato bagnato mese per mese">');
  out.push('<rect x="' + x0 + '" y="' + y0 + '" width="' + w + '" height="' + h + '" fill="#fff" stroke="#3a3f3a" stroke-width="1"/>');
  for (m = 0; m <= n; m += passo){
    out.push('<line x1="' + X(m).toFixed(1) + '" y1="' + y0 + '" x2="' + X(m).toFixed(1) + '" y2="' + (y0 + h) + '" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"/>');
    out.push('<text x="' + X(m).toFixed(1) + '" y="' + (y0 + h + 14) + '" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="middle">' + m + '</text>');
  }
  for (i = 0; i <= 4; i++){
    v = acqua * i / 4;
    out.push('<line x1="' + x0 + '" y1="' + Y(v).toFixed(1) + '" x2="' + (x0 + w) + '" y2="' + Y(v).toFixed(1) + '" stroke="#d8d5cc" stroke-width="0.8"/>');
    out.push('<text x="' + (x0 - 5) + '" y="' + (Y(v) + 3).toFixed(1) + '" font-size="9" fill="#555a55" text-anchor="end">' + vir(v, 2) + '</text>');
  }
  if (acqua > SOGLIA_PERCOLAMENTO){
    out.push('<line x1="' + x0 + '" y1="' + Y(SOGLIA_PERCOLAMENTO).toFixed(1) + '" x2="' + (x0 + w) + '" y2="' + Y(SOGLIA_PERCOLAMENTO).toFixed(1) + '" stroke="#b23b3b" stroke-width="0.8" stroke-dasharray="3,3"/>');
    out.push('<text x="' + (x0 + w - 4) + '" y="' + (Y(SOGLIA_PERCOLAMENTO) - 3).toFixed(1) + '" font-size="8.5" fill="#b23b3b" text-anchor="end">200 g/m\xb2: sopra, rischio di percolamento (nota al punto 6.5)</text>');
  }
  pts.push(X(0).toFixed(1) + ',' + Y(acqua).toFixed(1));
  for (i = 0; i < r.percorso.length && i < n; i++) pts.push(X(i + 1).toFixed(1) + ',' + Y(r.percorso[i].acqua).toFixed(1));
  out.push('<polyline points="' + pts.join(' ') + '" fill="none" stroke="#3a5b8a" stroke-width="2.2"/>');
  out.push('<text x="' + (x0 + w / 2) + '" y="' + (H - 4) + '" font-size="9.5" fill="#232823" text-anchor="middle" font-weight="700">mesi dalla chiusura del tetto (partenza a ' + MESI[el('mxt-mese2').value - 1] + ')</text>');
  out.push('<text x="10" y="' + (y0 + h / 2) + '" font-size="9" fill="#232823" text-anchor="middle" transform="rotate(-90 10 ' + (y0 + h / 2) + ')">kg/m\xb2</text>');
  out.push('</svg>');
  return out.join('');
}
function descriviStrati(strati, iB){
  var out = [], i, s;
  for (i = strati.length - 1; i >= 0; i--){
    s = strati[i];
    out.push(s.nome.replace(' (bagnato)', '') + ' ' + (s.s >= 0.01 ? vir(s.s * 100, 1) + ' cm, ' : '') + 'sd ' + (s.sd < 1 ? vir(s.sd, 2) : vir(s.sd, 0)) + ' m');
  }
  return out.join('; ');
}
function impostaTettoDefault(){
  var t = TETTI[el('mxt-tetto').value];
  el('mxt-spess').value = Math.round(t.strati[t.iIso].s * 100);
  el('mxt-sdsopra').value = t.strati[t.iSopra].sd;
  el('mxt-sdsotto').value = t.strati[t.iSotto].sd;
}
function aggiorna2(){
  var d = leggi2(), t = TETTI[d.tetto];
  var errore = controlla2(d);
  el('mxt-err2').innerHTML = errore ? esc(errore) : '';
  el('mxt-err2').style.display = errore ? 'block' : 'none';
  if (t){
    el('mxt-capsopra').innerHTML = 'strato sostituito: ' + esc(t.strati[t.iSopra].nome) + ' (valore di partenza ' + vir(t.strati[t.iSopra].sd, 2) + ' m)';
    el('mxt-capsotto').innerHTML = 'strato sostituito: ' + esc(t.strati[t.iSotto].nome) + ' (valore di partenza ' + vir(t.strati[t.iSotto].sd, 2) + ' m)';
  }
  if (errore){
    el('mxt-e1').innerHTML = '--'; el('mxt-e2').innerHTML = '--'; el('mxt-e3').innerHTML = '--';
    impostaVerdetto('mxt-verd2', 'mxt-v21', 'mxt-v22', GRIGIO, 'DATI DA CONTROLLARE', esc(errore));
    el('mxt-curva').innerHTML = ''; el('mxt-conto2').innerHTML = ''; el('mxt-capstrati').innerHTML = '';
    return;
  }
  var r = calcola2(d);
  el('mxt-capstrati').innerHTML = 'dall\u2019esterno all\u2019interno: ' + esc(descriviStrati(r.strati, r.iB));
  el('mxt-e1').innerHTML = (r.mesi === null ? 'oltre ' + ANNI_MAX + ' <small>anni</small>' : (r.mesi < 1 ? '&lt; 1 <small>mese</small>' : vir(r.mesi, 0) + ' <small>mesi</small>'));
  el('mxt-e2').innerHTML = (r.residuo12 > 0 ? grammi(r.residuo12) : '0 <small>g</small>');
  el('mxt-e3').innerHTML = (r.anno >= 0 ? grammi(r.anno) + ' <small>l\u2019anno</small>' : grammi(-r.anno) + ' <small>l\u2019anno, ma entra</small>');

  var colore, titolo, spiega;
  if (r.mesi === null){
    colore = ROSSO; titolo = 'NON ESCE IN ' + ANNI_MAX + ' ANNI: RESTANO ' + grammi(r.residuo);
    spiega = 'Fra lo strato sopra (sd ' + vir(d.sdSopra, 2) + ' m) e quello sotto (sd ' + vir(d.sdSotto, 2) + ' m) l\u2019acqua esce a ' + grammi(Math.abs(r.anno)) + ' l\u2019anno' + (r.anno < 0 ? ', anzi si accumula' : '') + ': la trappola di Baker e Hedlin, con i numeri. L\u2019unico rimedio \xe8 aprire e togliere l\u2019isolante bagnato.';
  } else if (r.mesi <= 12){
    colore = VERDE; titolo = 'ESCE IN ' + testoMesi(r.mesi).toUpperCase();
    spiega = 'L\u2019acqua ha una via: ' + (r.sdOut < r.sdIn ? 'verso l\u2019alto, attraverso ' + vir(r.sdOut, 2) + ' m di aria equivalente' : 'verso la stanza, attraverso ' + vir(r.sdIn, 2) + ' m di aria equivalente') + '. Il danno resta quello del primo inverno, con la resistenza termica ridotta finch\xe9 lo strato \xe8 bagnato.';
  } else if (r.mesi <= 36){
    colore = AMBRA; titolo = 'ESCE IN ' + testoMesi(r.mesi).toUpperCase();
    spiega = 'Pi\xf9 di un anno con l\u2019isolante bagnato: dopo il primo anno restano ' + grammi(r.residuo12) + (r.residuo12 > SOGLIA_PERCOLAMENTO ? ', sopra i 200 g/m\xb2 oltre i quali la nota al punto 6.5 segnala il rischio di percolamento' : '') + '. L\u2019esempio dell\u2019appendice D della norma, con un clima pi\xf9 freddo, ci mette 83 mesi.';
  } else {
    colore = ROSSO; titolo = 'ESCE IN ' + testoMesi(r.mesi).toUpperCase();
    spiega = 'Anni con l\u2019isolante bagnato: dopo il primo anno restano ' + grammi(r.residuo12) + '. Per un tetto nuovo \xe8 un difetto di posa; per un tetto esistente, un motivo per aprire.';
  }
  impostaVerdetto('mxt-verd2', 'mxt-v21', 'mxt-v22', colore, titolo, spiega);
  el('mxt-curva').innerHTML = curva(r, d.acqua);

  var primo = r.percorso[0], testo;
  testo = 'Strato bagnato: ' + esc(r.strati[r.iB].nome.replace(' (bagnato)', '')) + ' da ' + vir(d.spess, 0) + ' cm con ' + vir(d.acqua, 2) + ' kg/m\xb2 al centro. Spessori d\u2019aria equivalenti dal centro dello strato: verso l\u2019alto ' + vir(r.sdOut, 2) + ' m, verso la stanza ' + vir(r.sdIn, 2) + ' m. ';
  testo += 'Primo mese (' + primo.mese + ' a ' + d.citta + '): interfaccia a ' + vir(primo.tC, 1) + ' \xb0C, evaporazione ' + (primo.ev >= 0 ? '' : '\u2212') + grammi(Math.abs(primo.ev)) + '. ';
  testo += 'Dopo dodici mesi restano ' + grammi(r.residuo12) + '; in un anno intero ' + (r.anno >= 0 ? 'ne esce ' + grammi(r.anno) : 'ne entra ' + grammi(-r.anno) + ', invece di uscire') + '. ';
  testo += (r.mesi === null ? 'In ' + ANNI_MAX + ' anni non si azzera: restano ' + grammi(r.residuo) + '.' : 'Si azzera dopo ' + vir(r.mesi, 1) + ' mesi.');
  testo += ' Metodo del punto 7 della UNI EN ISO 13788, condizioni interne dell\u2019appendice nazionale (classe 3), tetto a 2 gradi sotto l\u2019aria del mese.';
  el('mxt-conto2').innerHTML = testo;
}

function impostaVerdetto(idVerd, idV1, idV2, colore, titolo, spiega){
  el(idVerd).style.cssText = 'border-color:' + colore;
  el(idV1).style.cssText = 'color:' + colore;
  el(idV1).innerHTML = titolo;
  el(idV2).innerHTML = spiega;
}

/* --------------------------------------------------------- costruzione */
function montaPreset(){
  var out = [], i;
  for (i = 0; i < PRESET1.length; i++){
    out.push('<button type="button" data-i="' + i + '"><b>' + esc(PRESET1[i].t) + '</b><span>' + esc(PRESET1[i].s) + '</span></button>');
  }
  el('mxt-preset1').innerHTML = out.join('');
}
function allineaSelect(sel, num){
  var v = parseFloat(el(num).value), s = el(sel), i, trovato = false;
  for (i = 0; i < s.options.length; i++){ if (s.options[i].value !== 'manuale' && parseFloat(s.options[i].value) === v){ s.value = s.options[i].value; trovato = true; } }
  if (!trovato) s.value = 'manuale';
}
function applicaPreset1(i){
  var p = PRESET1[i];
  el('mxt-modo').value = p.modo; el('mxt-citta').value = p.citta; el('mxt-mese').value = String(p.mese); el('mxt-classe').value = String(p.classe);
  el('mxt-ti').value = p.ti; el('mxt-uri').value = p.uri; el('mxt-ts').value = p.ts; el('mxt-giorni').value = p.giorni;
  el('mxt-area').value = p.area; el('mxt-fess').value = p.fess; el('mxt-dp').value = p.dp; el('mxt-sd').value = p.sd; el('mxt-quota').value = p.quota;
  allineaSelect('mxt-fesel', 'mxt-fess'); allineaSelect('mxt-sdsel', 'mxt-sd');
  aggiorna1();
}
function avvia(){
  if (!el('mxt-tavola')) return;
  montaPreset();
  var ids1 = ['mxt-modo', 'mxt-citta', 'mxt-mese', 'mxt-classe', 'mxt-ti', 'mxt-uri', 'mxt-ts', 'mxt-giorni', 'mxt-area', 'mxt-fess', 'mxt-dp', 'mxt-sd', 'mxt-quota'], i;
  for (i = 0; i < ids1.length; i++){
    el(ids1[i]).addEventListener('input', aggiorna1);
    el(ids1[i]).addEventListener('change', aggiorna1);
  }
  el('mxt-fess').addEventListener('input', function(){ allineaSelect('mxt-fesel', 'mxt-fess'); });
  el('mxt-sd').addEventListener('input', function(){ allineaSelect('mxt-sdsel', 'mxt-sd'); });
  el('mxt-fesel').addEventListener('change', function(){ if (el('mxt-fesel').value !== 'manuale'){ el('mxt-fess').value = el('mxt-fesel').value; aggiorna1(); } });
  el('mxt-sdsel').addEventListener('change', function(){ if (el('mxt-sdsel').value !== 'manuale'){ el('mxt-sd').value = el('mxt-sdsel').value; aggiorna1(); } });
  el('mxt-preset1').addEventListener('click', function(ev){
    var b = ev.target;
    while (b && b !== el('mxt-preset1') && b.tagName !== 'BUTTON') b = b.parentNode;
    if (b && b.tagName === 'BUTTON') applicaPreset1(parseInt(b.getAttribute('data-i'), 10));
  });
  var ids2 = ['mxt-citta2', 'mxt-spess', 'mxt-sdsopra', 'mxt-sdsotto', 'mxt-acqua', 'mxt-mese2'];
  for (i = 0; i < ids2.length; i++){
    el(ids2[i]).addEventListener('input', aggiorna2);
    el(ids2[i]).addEventListener('change', aggiorna2);
  }
  el('mxt-tetto').addEventListener('change', function(){ impostaTettoDefault(); aggiorna2(); });
  applicaPreset1(0);
  impostaTettoDefault();
  aggiorna2();
}

window.MXT_TAVOLA = {
  pSat: pSat, umiditaSpecifica: umiditaSpecifica, dpClasse: dpClasse, condizioniMese: condizioniMese,
  portataForo: portataForo, acquaPerAria: acquaPerAria, acquaPerDiffusione: acquaPerDiffusione, calcola1: calcola1,
  copiaStrati: copiaStrati, stratiPer: stratiPer, profilo: profilo, asciugatura: asciugatura, bilancioAnnuo: bilancioAnnuo, calcola2: calcola2,
  PRESET1: PRESET1, TETTI: TETTI, CLIMI: CLIMI, aggiorna1: aggiorna1, aggiorna2: aggiorna2, applicaPreset1: applicaPreset1, impostaTettoDefault: impostaTettoDefault
};

if (document.getElementById('mxt-tavola')){
  avvia();
} else if (document.readyState === 'loading'){
  document.addEventListener('DOMContentLoaded', avvia);
} else {
  avvia();
}
})();
"></script> <!--/mxTAVOLA--></p>
<p style="font-size:14px;color:#555">Tutte le tavole interattive: <a href="https://www.renzo-arthome.com/calcolatori/">I calcolatori</a>.</p>
<h2 id="la-stessa-macchia-sotto-sei-interventi">La stessa macchia sotto sei interventi</h2>
<p>Quello che si fa dopo dipende da quale acqua è, e la tabella mostra perché un intervento giusto per una è inutile o dannoso per un&#8217;altra.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Intervento</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Infiltrazione</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Condensa</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Umidità di costruzione</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Rifare il manto sopra quello vecchio</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>risolve, se il varco era nel manto o nei risvolti</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>non cambia niente: l&#8217;acqua viene da sotto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>peggiora: chiude ancora di più l&#8217;acqua dentro</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Sigillare il soffitto all&#8217;aria (botole, faretti, tubi, giunti)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>non cambia niente</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>è il rimedio principale: taglia il trasporto con l&#8217;aria</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>non cambia niente</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Abbassare l&#8217;umidità in casa (aspirazione in cucina e bagno, ricambio)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>non cambia niente</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>riduce la fonte: è il primo passo di Rose e TenWolde</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>non cambia niente</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Ventilare il sottotetto o l&#8217;intercapedine</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>non cambia niente</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>aiuta, dopo i due passi sopra; da sola può peggiorare</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>aiuta solo se l&#8217;intercapedine tocca lo strato bagnato</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Aggiungere isolante sotto, con controsoffitto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>non cambia niente</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>raffredda il pacchetto sopra e sposta la condensa più in alto; senza tenuta all&#8217;aria peggiora</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>raffredda lo strato bagnato e rallenta l&#8217;asciugatura</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Aprire il tetto, togliere l&#8217;isolante bagnato, rifare con la sequenza giusta</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>serve solo se il varco è sotto il manto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>non serve, se il soffitto resta com&#8217;è</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>è l&#8217;unico rimedio</td>
</tr>
</table>
</div>
<blockquote style='border-left:4px solid #b11f24;margin:22px 0;padding:6px 0 6px 16px;font-size:18px'><p>La macchia sul soffitto dice quando e dove: se segue la pioggia è il manto, se segue le notti fredde è l&#8217;aria di casa, se segue le stagioni del primo anno è l&#8217;acqua del cantiere. Il manto si rifà solo nel primo caso.</p></blockquote>
<h2 id="il-metodo-in-tre-passi">Il metodo in tre passi</h2>
<p>Il primo passo è quale causa: il diario e i segni della tabella. Il secondo è da dove: per l&#8217;infiltrazione il varco del manto; per la condensa la fessura del soffitto e la fonte in casa; per l&#8217;umidità di costruzione la sequenza di cantiere e lo stato dell&#8217;isolante. Il terzo è che via ha per uscire: gli sd sopra e sotto lo strato bagnato, la presenza o meno di un&#8217;intercapedine ventilata, il clima. Solo dopo si sceglie l&#8217;intervento, con la tabella dei sei interventi: il manto per l&#8217;infiltrazione, il soffitto e l&#8217;aria di casa per la condensa, l&#8217;apertura del tetto per l&#8217;umidità di costruzione. Un tetto può passare il calcolo, avere la barriera, essere ventilato, e bagnare il soffitto lo stesso. Basta che l&#8217;aria di casa ci arrivi, o che l&#8217;acqua ci fosse già. I tre passi servono a non rifare un manto che tiene.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig21-metodo.png" alt="Schema del metodo in tre passi, quale acqua, da dove, che via ha per uscire, con la tabella dei sei interventi e l'effetto di ognuno sulla pioggia, sul vapore di casa e sull'acqua del cantiere" class="wp-image-4225" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig21-metodo.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig21-metodo-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig21-metodo-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig21-metodo-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig21-metodo-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 21. Il metodo in tre passi: quale acqua, da dove, che via ha per uscire. Solo dopo si sceglie l&#8217;intervento, e la tabella dice quale serve a quale acqua: il manto per la pioggia, il soffitto e l&#8217;aria di casa per il vapore, l&#8217;apertura del tetto per l&#8217;acqua del cantiere.</figcaption></figure>
<h2 id="il-terrazzo-praticabile-sopra-una-stanza-abitata">Il terrazzo praticabile sopra una stanza abitata</h2>
<p>Il terrazzo è un tetto piano su cui si cammina, e le regole inglesi lo dicono in una riga: ai fini dell&#8217;impermeabilizzazione e dell&#8217;isolamento va trattato come un tetto piano. La differenza sta nella protezione. Sul terrazzo la membrana sta sotto un pavimento, allettato su un massetto oppure posato a secco su supporti, e la protezione pesante cambia tre cose. La prima è dove scorre l&#8217;acqua: sul pavimento allettato scorre quasi tutta in superficie, e per questo il Codice di Pratica chiede il risvolto di 15 centimetri sopra il pavimento, come per il manto a vista; sotto un pavimento galleggiante l&#8217;acqua scende fra le lastre e scorre sulla membrana, e bastano 7 centimetri sopra la membrana.</p>
<p>La seconda è che cosa succede all&#8217;acqua che passa le fughe del pavimento allettato: resta nel letto di malta, sopra la membrana, e d&#8217;inverno gela, con i danni al pavimento che ho raccontato nell&#8217;articolo sul gelo. Il pavimento posato a secco lascia scorrere l&#8217;acqua e asciuga; quello allettato vuole uno strato drenante sopra la membrana, e un bocchettone con la griglia al livello della membrana, oltre a quello a livello del pavimento.</p>
<p>La terza è la soglia, che sul terrazzo è la porta di casa. Le quote dei tre paesi sono nella tabella del capitolo sulla pioggia: il gradino inglese di 15 millimetri con il davanzale sporgente, i 5 centimetri tedeschi solo con la canaletta grigliata, i 20 millimetri del Codice italiano. Quando queste altezze non ci sono, l&#8217;acqua entra dalla soglia e la vaschetta la ferma dentro, come ho scritto nell&#8217;articolo sulla <a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">soglia</a>.</p>
<p>La stratigrafia pesante del terrazzo ha anche un rapporto con l&#8217;umidità di costruzione. Sopra la membrana, l&#8217;acqua non è più intrappolata: il letto di posa bagnato asciuga verso l&#8217;alto, lentamente, ma asciuga. Sotto la membrana vale tutto quello che ho scritto per il tetto caldo, con un aggravante: sul terrazzo il cantiere dura di più, perché al massetto delle pendenze si aggiungono il massetto di posa e il pavimento. L&#8217;isolante resta esposto alla pioggia per più giorni.</p>
<p>Il tetto rovescio mette l&#8217;isolante sopra la membrana e il pavimento galleggiante sopra l&#8217;isolante. Così elimina la trappola e ripara la membrana dal gelo e dal sole: è la soluzione che i canadesi hanno descritto nel 1972. Ha però un prezzo, che le regole inglesi e la norma europea sul calcolo della trasmittanza mettono in conto.</p>
<p>L&#8217;acqua di pioggia scende fra le lastre di isolante e scorre fredda sulla membrana, sotto l&#8217;isolante, portando via calore. La UNI EN ISO 6946, nell&#8217;appendice F, corregge la trasmittanza con un termine che dipende da tre cose: la pioggia media giornaliera, la quota che raggiunge la membrana, e il rapporto fra la resistenza dell&#8217;isolante e quella totale.</p>
<p>Prendo la pioggia media italiana dell&#8217;ISPRA, 951 millimetri l&#8217;anno, cioè 2,6 al giorno; 10 centimetri di polistirene estruso su un solaio in calcestruzzo; e il coefficiente più sfavorevole del manuale inglese dei calcoli di trasmittanza, 0,04, quello delle lastre a giunti accostati con copertura aperta. Il tetto rovescio dell&#8217;esempio passa da 0,31 a 0,39 watt al metro quadrato e grado, il 26 per cento in più. È un valore alto di proposito: con la pioggia della sola stagione di riscaldamento, come chiede il metodo, e con lastre battentate il termine scende. Lo strato filtrante permeabile al vapore, posato sopra l&#8217;isolante con sormonti di 300 millimetri, serve a ridurre quell&#8217;acqua, e le regole inglesi chiedono di aumentare lo spessore dell&#8217;isolante per compensare il raffreddamento.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig22-terrazzo-v2.png" alt="Due sezioni di terrazzo praticabile a confronto, con pavimento allettato su massetto e con pavimento galleggiante su supporti, le quote dei risvolti di quindici e sette centimetri, e sotto i riquadri sui due livelli dello scarico e sulle regole della soglia" class="wp-image-4937" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig22-terrazzo-v2.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig22-terrazzo-v2-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig22-terrazzo-v2-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig22-terrazzo-v2-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig22-terrazzo-v2-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 22. Il terrazzo praticabile nelle due soluzioni. Con il pavimento allettato l&#8217;acqua scorre quasi tutta in superficie e il risvolto sale 15 centimetri; con il pavimento galleggiante l&#8217;acqua scende fra le lastre e scorre sulla membrana, e ne bastano 7. Sotto, i due livelli dello scarico e le quote della soglia nei tre paesi.</figcaption></figure>
<h2 id="il-tetto-a-falde-coibentato-tre-posti-per-lisolante-e-laria-che-passa">Il tetto a falde coibentato: tre posti per l&#8217;isolante, e l&#8217;aria che passa</h2>
<p>Nel tetto a falde l&#8217;isolante può stare in tre posti, e ognuno cambia il modo in cui l&#8217;acqua entra ed esce. Sopra i travetti, sul tavolato: la struttura resta dal lato caldo e asciutto, come scrive Historic England. Il telo traspirante sopra l&#8217;isolante fa da seconda linea contro la pioggia e lascia uscire il vapore; la microventilazione dei listelli, o un&#8217;intercapedine vera, porta via quello che arriva. Il prezzo è il colmo che sale, di 25-100 millimetri secondo lo spessore, e i giunti fra i pannelli da sigillare con cura. Il pacchetto è sottile, e ogni fessura è un ponte termico e una via per l&#8217;aria. È la soluzione più sicura per le tre cause insieme, e la più costosa.</p>
<p>Fra i travetti: l&#8217;isolante riempie il vano, sotto ci vuole lo strato di tenuta all&#8217;aria e freno al vapore, sopra ci vuole un telo aperto al vapore e uno spazio ventilato, oppure un sottomanto che lasci uscire il vapore. È la soluzione che fallisce quando sopra c&#8217;è il vecchio cartonfeltro: Künzel l&#8217;ha calcolato nel 1995 e Historic England lo scrive per i tetti storici. Il freno a diffusione variabile, provato in campo nel 1996-97, è nato per questo caso: chiude d&#8217;inverno e apre d&#8217;estate, e sulla falda di prova era l&#8217;unico a lasciar asciugare il legno.</p>
<p>Sul solaio del sottotetto, quando il sottotetto non è abitato: il tetto freddo. L&#8217;isolante sta in piano, il sottotetto resta freddo e va ventilato, e la difesa contro la condensa è tutta nel soffitto: le fessure attorno a tubi e cavi vanno sigillate, la botola deve chiudere a tenuta, gli impianti stanno sotto l&#8217;isolante, l&#8217;isolante non deve chiudere la gronda. Historic England raccomanda di lasciare circa 50 millimetri fra l&#8217;isolante e le passerelle o i tavolati del sottotetto e di non ridurre la ventilazione esistente, soprattutto dove c&#8217;è il feltro impermeabile; le regole inglesi vogliono per la botola una perdita d&#8217;aria non oltre un metro cubo l&#8217;ora a 2 pascal, oppure un coperchio pesante su una guarnizione.</p>
<p>Quanto deve ventilare una falda lo dicono numeri diversi, e la tabella li traduce tutti in fessura continua equivalente per metro, il modo più facile per immaginarli.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Regola</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Apertura per metro</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Fessura continua equivalente</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Dove</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>UNI 9460, tetti in tegole ⚠️</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>550 cm² netti</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>55 millimetri</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>camera sotto i listelli, per metro di larghezza di falda</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>UNI 9460, tetti in coppi ⚠️</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>225 cm²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>22,5 millimetri</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>come sopra</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>DIN 4108-3, regole tedesche ✅</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>200 cm² in gronda, e almeno il 2 per mille della falda; 50 cm² al colmo, e lo 0,5 per mille</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>20 millimetri</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>gronda e colmo, camera di almeno 2 cm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>NHBC 2024, tabella 11: tetto freddo con telo ad alta resistenza al vapore, pendenza da 10 a 15 gradi ✅</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>25.000 mm²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>25 millimetri</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>gronda</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>NHBC 2024, tabella 11: stesso tetto, pendenza oltre 15 gradi ✅</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>10.000 mm²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>10 millimetri</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>gronda, più 5.000 al colmo se la pendenza supera 35 gradi o la luce 10 metri</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>NHBC 2024, tabella 13: tetto freddo con telo permeabile, soffitto normale ✅</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>7.000 mm²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>7 millimetri</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>gronda</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>NHBC 2024, tabella 13: stesso tetto, soffitto ben sigillato ✅</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3.000 mm²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3 millimetri</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>gronda, oppure 5.000 in alto</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>NHBC 2024, tabelle 11 e 12: colmo o punto alto ✅</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5.000 mm²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5 millimetri</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>colmo</td>
</tr>
</table>
</div>
<p>I valori italiani valgono per le falde comuni, con pendenza dal 30 al 35 per cento e lunghezza fino a sette metri; sopra quelle misure la norma chiede di più. Il testo della UNI 9460 è a pagamento: i valori vengono da una presentazione dell&#8217;Università di Firenze del 2008 e da una relazione tecnica del 2010, per l&#8217;edizione in vigore da un manuale di produttore, e per questo portano il segno di riserva. Netti vuol dire luce libera: una rete parapasseri o un pettine di gronda riducono il passaggio quasi della metà, e la fessura da costruire diventa il doppio. I valori tedeschi e quelli inglesi sono verificati sui rispettivi testi.</p>
<p>I numeri della tabella non misurano la stessa cosa. La UNI 9460 chiede una camera sotto i listelli di 55 millimetri, cioè la sezione del canale d&#8217;aria per ogni metro di larghezza di falda; le regole inglesi chiedono un&#8217;apertura in gronda, da 3 a 25 millimetri secondo il telo, la pendenza e la tenuta del soffitto. La camera italiana è molto più grande perché serve anche a togliere il calore d&#8217;estate. Con i valori riportati dalle fonti secondarie, la microventilazione corrente dei listelli, di un paio di centimetri, non arriva ai 550 centimetri quadrati; la relazione del 2010 riporta però che la norma, nell&#8217;edizione del 2008, la ammette quando la ventilazione estiva non è prioritaria. La scheda del Politecnico dice che sopra i 7 centimetri l&#8217;asportazione del calore cresce poco e sopra i 15 non cresce più, e che i carichi estivi si riducono del 20-40 per cento. Le regole inglesi pensano solo alla condensa.</p>
<p>Le regole inglesi danno anche un&#8217;indicazione che vale ovunque: riducono l&#8217;apertura in gronda da 7 a 3 millimetri quando il soffitto ha una tenuta all&#8217;aria certificata, e lo scrivono in una tabella di norma. È l&#8217;aria che decide quanta ventilazione serve. Distinguono poi due tipi di telo. Quello chiuso al vapore chiede sempre la ventilazione sotto. Quello aperto al vapore e all&#8217;aria ammette in certi casi il tetto freddo non ventilato, ma posato su un tavolato chiuso conta come chiuso. Un manto impermeabile all&#8217;aria, come la lamiera, il fibrocemento o una membrana continua, vuole sempre la ventilazione sotto il telo e nello spazio dei listelli, con controlistelli di almeno 25 millimetri; senza nessuna ventilazione, per le regole inglesi, quel tetto non è accettabile.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig23-falda-coibentata.png" alt="Tre sezioni di falda con l'isolante sopra i travetti, fra i travetti e sul solaio del sottotetto, con la freccia del vapore, e sotto il grafico a barre delle ventilazioni tradotte in fessura continua equivalente per la UNI 9460, la DIN 4108-3 e le regole inglesi" class="wp-image-4227" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig23-falda-coibentata.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig23-falda-coibentata-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig23-falda-coibentata-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig23-falda-coibentata-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig23-falda-coibentata-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 23. I tre posti dell&#8217;isolante nella falda: sopra i travetti, fra i travetti, sul solaio del sottotetto. In tutti e tre il soffitto deve tenere l&#8217;aria; sopra ci vuole un telo aperto e una via per il vapore. Sotto, le ventilazioni tradotte in fessura continua equivalente per metro: 55 millimetri di camera sotto i listelli per la UNI 9460, 20 in gronda per le regole tedesche, da 3 a 25 in gronda per quelle inglesi secondo il telo e la tenuta del soffitto.</figcaption></figure>
<p>Nelle case nuove c&#8217;è in più l&#8217;umidità del cantiere chiusa nel legno e nei muri, che dura una stagione. Le regole inglesi la citano come causa di condensa nel sottotetto nel primo inverno di riscaldamento, e consigliano al costruttore aperture in più in alto, 5.000 millimetri quadrati al metro, anche dove la norma britannica non le chiede. Il rimedio è lo stesso dell&#8217;umidità di costruzione: dare al vapore una via per uscire.</p>
<h2 id="quello-che-si-mette-sopra-il-verde-e-il-fotovoltaico">Quello che si mette sopra: il verde e il fotovoltaico</h2>
<p>Su un tetto piano oggi ci si mette spesso qualcosa: un giardino, dei pannelli, o tutti e due. Nessuno dei due è neutro per l&#8217;acqua: il verde tiene bagnato quello che ha sotto, e il fotovoltaico, quando è fissato attraverso il manto, apre la strada all&#8217;infiltrazione.</p>
<p>Il verde protegge la membrana, e lo fa in un modo misurato. Un&#8217;indagine canadese ha registrato su un tetto di riferimento a Toronto punte di 66 gradi sul manto, contro 36 o 38 gradi sotto il verde, e un&#8217;escursione giornaliera scesa da oltre cinquanta gradi a una decina. Meno sole e meno sbalzi significano una membrana che invecchia più lentamente. Le durate di servizio documentate, però, parlano di una ventina d&#8217;anni per un manto a vista e una trentina per uno protetto, cioè una volta e mezza, e non le tre o quattro volte dei dépliant.</p>
<p>Il prezzo è che sotto il verde il substrato resta bagnato quasi sempre. Le prove del Fraunhofer su un tetto rovescio verde hanno stimato una perdita di resistenza termica dell&#8217;isolante fra il 25 e il 35 per cento in trent&#8217;anni, con il substrato a umidità praticamente permanente. E una perdita sotto il verde non si trova: per questo la norma americana sulla ricerca elettronica delle perdite prescrive di collaudare la membrana prima di posarci sopra il sovraccarico. Chi salta quel collaudo, quando poi qualcosa gocciola, deve smontare il giardino per cercare un foro. In Italia progettazione, esecuzione, controllo e manutenzione delle coperture a verde hanno una norma propria, la UNI 11235.</p>
<p>Il fotovoltaico porta un problema più semplice e più frequente: i fissaggi che bucano il manto. Un&#8217;indagine tedesca del 2016 ha interpellato quasi 1.500 periti giurati su impianti solari montati sopra tetti piani esistenti, e ne hanno risposto poco meno di 140. La causa di danno più segnalata è l&#8217;attraversamento del manto da parte degli ancoraggi, con trenta segnalazioni; la seconda, con ventisei, è la mancata verifica di che cosa ci fosse sotto. Il campione è piccolo e fatto di chi ha visto un danno, quindi i numeri dicono quali guasti ricorrono, non quanto siano frequenti sul totale degli impianti. I danni si presentano presto, spesso entro il primo anno. Fra i casi raccolti: viti sigillate con il bitume steso vicino al foro invece che sul foro, dieci fori fatti per sbaglio da un trapano senza limitatore di profondità, materassini tagliati con la lama appoggiata sulla guaina.</p>
<p>Su come evitarlo le due scuole non sono d&#8217;accordo. I tedeschi preferiscono i sistemi zavorrati, che non forano niente. L&#8217;associazione americana dei posatori sconsiglia invece la zavorra per tre ragioni: scivola, i suoi carichi concentrati possono superare la resistenza a compressione di membrana e isolante, e ostruisce il drenaggio. Raccomanda il fissaggio passante fatto a regola. Le due posizioni hanno in comune una regola: se il manto si fora, il foro va progettato come un attraversamento, con pezzi speciali e risvolti.</p>
<p>I pannelli, inoltre, raccolgono la pioggia e la scaricano tutta nelle fasce fra una fila e l&#8217;altra. Sotto, il manto riceve l&#8217;acqua concentrata invece che distribuita, e se sotto c&#8217;è il verde, quelle strisce si allagano mentre il resto resta secco.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig24-verde-e-solare.png" alt="Barre delle temperature del manto in estate con e senza verde, due sezioni con il fissaggio zavorrato e quello passante attraverso la membrana, e le barre delle cause di danno più segnalate dai periti negli impianti solari" class="wp-image-4228" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig24-verde-e-solare.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig24-verde-e-solare-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig24-verde-e-solare-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig24-verde-e-solare-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/tetto-coibentato-fig24-verde-e-solare-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 24. Verde e fotovoltaico sopra la copertura. In alto la temperatura del manto misurata con e senza verde. Al centro i due modi di tenere fermi i pannelli, zavorrato e passante, con i difetti che i periti trovano più spesso. In basso le cause di danno più segnalate negli impianti montati su tetti piani esistenti.</figcaption></figure>
<h2 id="le-scorciatoie-che-non-tengono">Le scorciatoie che non tengono</h2>
<p><strong>&#8220;Il calcolo dice che non condensa.&#8221;</strong> Il calcolo di Glaser, quello della 13788, vede la diffusione e basta: la norma lo scrive nel primo punto e lo ripete al punto 6.3, dove dice che il metodo non è adatto ai componenti attraversati da flussi d&#8217;aria né a quelli che assorbono la pioggia. Il documento di indirizzo dell&#8217;ente di normazione britannico sull&#8217;umidità negli edifici aggiunge che il metodo è poco adatto dove l&#8217;umidità si muove con l&#8217;aria, come nei tetti a falde, e la scheda del Politecnico elenca gli altri limiti per le coperture: niente irraggiamento notturno, niente trasporto liquido, niente infiltrazioni d&#8217;aria. Un tetto che passa il calcolo e condensa lo stesso non contraddice la norma: usa la norma fuori dal suo campo.</p>
<p><strong>&#8220;C&#8217;è la barriera al vapore.&#8221;</strong> La barriera ferma la diffusione, che è il modo lento. I sormonti non sigillati e i fori, scrive Quirouette, non cambiano la diffusione e cambiano tutto per l&#8217;aria, come mostrano i conti del capitolo sul vapore. Künzel ha calcolato che nel tetto chiuso verso l&#8217;esterno una barriera più spessa rallenta l&#8217;accumulo senza fermarlo, perché il vapore entra per convezione dalle imperfezioni, e Historic England scrive che nei tetti esistenti la barriera è molto difficile da realizzare e viene aggirata. La barriera serve dove è anche tenuta all&#8217;aria, cioè continua, nastrata ai giunti e raccordata a tubi e muri.</p>
<p><strong>&#8220;Basta ventilare il sottotetto.&#8221;</strong> La regola del trecentesimo compare nel 1942 senza un riferimento, e nel codice americano di oggi non è più la regola base, come racconta la storia all&#8217;inizio. Rowley stesso aveva avvertito che dove il vapore entra dai condotti la ventilazione può aggravare, e una simulazione canadese sulle coste fredde e umide lo ha confermato. La ventilazione è il terzo passo, dopo l&#8217;umidità in casa e la tenuta all&#8217;aria del soffitto.</p>
<p><strong>&#8220;La copertura è traspirante, quindi asciuga.&#8221;</strong> Il telo aperto al vapore sotto le tegole lascia uscire quello che arriva: nella tabella dell&#8217;asciugatura, sotto un telo da 0,1 metri di sd un chilo d&#8217;acqua esce in meno di un mese. Ma il telo sta sopra, e la condensa arriva da sotto, con l&#8217;aria: se il soffitto non tiene, il telo smaltisce quello che può e intanto i puntoni si bagnano, come nelle prove del Fraunhofer. La traspirazione dello strato esterno è la via d&#8217;uscita; la tenuta all&#8217;aria dello strato interno decide quanta acqua deve uscire.</p>
<p><strong>&#8220;Con più isolante il tetto va meglio.&#8221;</strong> Nei calcoli di Künzel sulla falda chiusa, con 10 o con 20 centimetri di fibra minerale il risultato cambia poco: l&#8217;accumulo dipende dal telo sopra e dall&#8217;aria in casa, non dallo spessore. Aggiungere isolante sotto un tetto esistente, con un controsoffitto, sposta il freddo verso l&#8217;alto: il pacchetto vecchio, che prima stava dal lato caldo, finisce dal lato freddo. Se il soffitto non è a tenuta d&#8217;aria, il vapore ci arriva più freddo di prima. L&#8217;isolante va messo nel posto giusto rispetto alla tenuta all&#8217;aria e alla via d&#8217;uscita del vapore, e questo si decide prima dello spessore.</p>
<p><strong>&#8220;La guaina provvisoria fa da barriera al vapore.&#8221;</strong> Fa da barriera, e fa anche da vasca. Negli articoli del 2011 sull&#8217;acqua sotto il manto Broccolino descrive i capitolati che la usano così: con il massetto gettato sopra e l&#8217;isolante lasciato scoperto, la guaina chiude dentro l&#8217;acqua del massetto e delle piogge. La sequenza giusta del Codice sta nel capitolo sull&#8217;umidità di costruzione, e i tre anni del tetto aperto dal Fraunhofer mostrano il prezzo dell&#8217;ordine sbagliato.</p>
<p><strong>&#8220;Un terzo di litro contro trenta litri&#8221;, &#8220;ottocento grammi da una fessura di un millimetro&#8221;.</strong> Sono due cifre che girano nei corsi e nei cataloghi, attribuite a laboratori seri. Non le ho trovate in nessun testo primario, e la ricerca fatta per questo articolo ha trovato solo pagine di produttori che le ripetono. I numeri con una fonte sono quelli di Quirouette, con le sue ipotesi dichiarate: il messaggio è lo stesso, e così si può citare.</p>
<p><strong>&#8220;Il tetto rovescio non ha bisogno di niente.&#8221;</strong> Ha bisogno dello strato filtrante sopra l&#8217;isolante, della zavorra contro il vento e il galleggiamento, e di uno spessore in più, perché la pioggia che scende sotto le lastre porta via calore: nell&#8217;esempio del capitolo sul terrazzo la trasmittanza sale del 26 per cento. Risolve l&#8217;umidità di costruzione e ripara la membrana, e il prezzo lo paga in calore disperso.</p>
<h2 id="chi-paga-e-che-cosa-chiede-la-legge">Chi paga, e che cosa chiede la legge</h2>
<p>La prima domanda che arriva dopo la macchia non è tecnica. È chi paga. La risposta comincia da che cosa sia, in diritto, la copertura che perde.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Situazione</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Riferimento</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Chi paga</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Tetto comune, anche a falde</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>articolo 1123 del codice civile</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>tutti i condomini, in proporzione ai millesimi</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Lastrico solare o terrazza a livello in uso esclusivo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>articolo 1126</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>un terzo chi ne ha l&#8217;uso, due terzi i condomini che stanno sotto, nella proiezione verticale</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Superficie che copre un solo locale di proprietà esclusiva</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>articolo 1125, per analogia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>metà chi sta sopra, metà chi sta sotto</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Danno a chi abita sotto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>articolo 2051 e Sezioni Unite 9449/2016</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>chi ha la custodia, con il riparto dell&#8217;articolo 1126, salva la prova della causa specifica</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Gravi difetti dell&#8217;opera</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>articolo 1669</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>costruttore, progettista e direttore dei lavori: dieci anni dal compimento, denuncia entro un anno dalla scoperta, azione entro un anno dalla denuncia</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Vizi dell&#8217;opera appaltata</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>articolo 1667</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>l&#8217;appaltatore: denuncia entro sessanta giorni dalla scoperta, azione entro due anni dalla consegna</td>
</tr>
</table>
</div>
<p>Se è un tetto, anche a falde, ed è comune, le spese si dividono fra tutti i condomini in proporzione ai millesimi, per l&#8217;articolo 1123 del codice civile. Lo ha ribadito la Cassazione nel 2019, in un caso in cui un condomino senza alloggio sotto il tetto è stato tenuto a concorrere lo stesso, perché quel tetto proteggeva anche l&#8217;atrio comune. La regola del terzo e dei due terzi, che molti applicano d&#8217;ufficio a qualunque copertura, al tetto non si applica.</p>
<p>Quella regola, l&#8217;articolo 1126, vale per il lastrico solare e per la terrazza a livello quando sono in uso esclusivo: chi ne ha l&#8217;uso paga un terzo, gli altri due terzi li pagano i condomini a cui la superficie fa da copertura, in proporzione al valore dei piani. Due precisazioni cambiano il conto. I due terzi gravano solo sui proprietari che stanno nella proiezione verticale della superficie, non su tutto il condominio. E se la superficie copre un solo locale di proprietà esclusiva, la Cassazione applica per analogia l&#8217;articolo 1125, non il 1126: la spesa si divide a metà fra chi sta sopra e chi sta sotto.</p>
<p>Fin qui le spese di riparazione. Il danno a chi abita sotto segue un&#8217;altra strada, che le Sezioni Unite della Cassazione hanno indicato nel 2016 con la sentenza numero 9449: chi ha la custodia della copertura risponde del danno per l&#8217;articolo 2051, e il criterio dell&#8217;articolo 1126 serve a ripartirlo. Cambia chi deve provare che cosa: il danneggiato prova il legame fra la cosa e il danno, il custode deve provare il caso fortuito.</p>
<p>Nella stessa sentenza c&#8217;è la frase che rende utile una perizia. Il riparto si applica salva la prova contraria della specifica imputabilità del danno. Tradotto: il terzo e i due terzi sono la regola di chi non ha provato niente. Chi porta la prova che la macchia viene dalla condensa, e non dal lastrico, esce da quel riparto. È l&#8217;unico punto in cui la diagnosi tecnica ha un effetto diretto e nominato sul conto.</p>
<p>Quando la copertura è nuova o è stata appena rifatta, il bersaglio si sposta su chi l&#8217;ha fatta. L&#8217;articolo 1669 riguarda i gravi difetti dell&#8217;opera, e la giurisprudenza vi comprende le infiltrazioni dal tetto; una sentenza del 1998 ci mette anche l&#8217;umidità che dipende da un difetto di coibentazione termica. Risponde il costruttore, e con lui il progettista e il direttore dei lavori: una pronuncia del 2025 scrive che il direttore dei lavori deve controllare impermeabilizzazioni, pendenze e drenaggi. La UNI 11345 descrive i controlli sulle coperture continue con membrane in progetto, in esecuzione e in gestione, con le responsabilità di ognuno e gli esempi dei verbali da compilare alla fine di ogni fase: in una contestazione, quei verbali sono fra i primi documenti da chiedere.</p>
<p>I tempi dell&#8217;articolo 1669 sono tre, e si perdono facilmente: dieci anni dal compimento dell&#8217;opera, un anno dalla scoperta per denunciare, un anno dalla denuncia per agire. La scoperta non coincide con la prima macchia: matura quando l&#8217;accertamento tecnico dice che cosa sta succedendo. È la ragione per cui una diagnosi fatta presto protegge anche i termini.</p>
<p>Su un punto la giurisprudenza è divisa, e conviene saperlo prima di impostare una causa. Una pronuncia del 2007 ha escluso l&#8217;articolo 1669 per un caso preciso: rifare guaina e pavimento su un terrazzo condominiale di un edificio già in piedi. Le sezioni unite, nel 2017, hanno invece esteso la norma agli interventi di lunga durata su edifici preesistenti. Dove cada un rifacimento di guaina fra questi due estremi lo decide il caso concreto.</p>
<p>C&#8217;è poi un termine che scade prima di tutti gli altri, e viene dimenticato spesso. Per i vizi dell&#8217;opera appaltata, l&#8217;articolo 1667 chiede la denuncia entro sessanta giorni dalla scoperta e l&#8217;azione entro due anni dalla consegna. Su un lavoro appena finito è quello il primo orologio che parte.</p>
<p>La condensa, però, non è sempre colpa di chi ha costruito. Una casa poco ricambiata, con il bucato steso dentro e le griglie chiuse, produce condensa da sola: il comportamento di chi abita riduce il risarcimento per l&#8217;articolo 1227, e nei casi estremi lo esclude. La giurisprudenza è divisa su quanto debba essere grave la condensa per contare come grave difetto: una sentenza del 2024 ha escluso muffa e condensa limitate.</p>
<p>Resta il consiglio pratico, ed è lo stesso del diario della macchia. Prima di riparare conviene fissare lo stato dei luoghi: fotografie datate, posizione e quota delle macchie, i dati di pioggia e temperatura del periodo, le misure dentro casa. L&#8217;accertamento tecnico preventivo, gli articoli 696 e 696 bis del codice di procedura civile, serve a mettere al sicuro una prova che sta per sparire, e i tribunali ricordano che l&#8217;urgenza di riparare non è l&#8217;urgenza che la legge chiede.</p>
<p>Nei casi veri le cause sono spesso due o tre insieme. I giudici non chiedono al tecnico di sceglierne una: chiedono le quote. Per questo una perizia utile mette le cause in ordine di peso.</p>
<h3>Rifare il manto è un intervento energetico, e la legge lo tratta come tale</h3>
<p>Chi rifà l&#8217;impermeabilizzazione di solito pensa a un lavoro di tenuta all&#8217;acqua. Il decreto sui requisiti minimi lo classifica diversamente. Nella tabella degli interventi dell&#8217;allegato, il lavoro su coperture piane o a falde è elencato con la coppia isolamento e impermeabilizzazione. La trasmittanza, il numero che quei requisiti fissano, dice quanto calore passa attraverso un metro quadrato di copertura per ogni grado di differenza fra dentro e fuori: più è basso, meglio isola. Rifare la guaina rientra quindi fra gli interventi di riqualificazione energetica. E fa scattare i requisiti di trasmittanza e la verifica termoigrometrica sulla struttura interessata. C&#8217;è un&#8217;eccezione, chiarita dal ministero nel 2018 per il decreto del 2015. Se sotto il tetto c&#8217;è un sottotetto non riscaldato, e resta tale, il solo rifacimento della copertura non chiede nessuna verifica energetica. Il ministero consiglia però con forza di isolare l&#8217;ultimo solaio della parte riscaldata.</p>
<p>I valori da rispettare sono questi, in watt per metro quadrato e grado, e non sono cambiati rispetto al decreto del 2015: quello che è cambiato è che cosa bisogna verificare, non quanto.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Zona climatica</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>A e B</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>C</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>D</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>E</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>F</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Copertura di un edificio nuovo o di una ristrutturazione importante di primo livello</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,35</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,33</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,26</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,22</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,20</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Copertura in riqualificazione energetica o ristrutturazione di secondo livello</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,32</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,32</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,26</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,24</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,22</td>
</tr>
</table>
</div>
<p>Dal 3 giugno 2026, con il decreto dell&#8217;ottobre 2025, quella verifica cambia in due punti. Va fatta anche sui ponti termici, con il metodo di calcolo dettagliato della norma europea, e il decreto scrive per la prima volta quando la verifica è superata: la condensa non deve oltrepassare la quantità massima ammessa, e alla fine del ciclo annuale non ne deve restare. Il decreto del 2015 chiedeva di verificare con la norma l&#8217;assenza di condensazioni interstiziali, senza scrivere il criterio.</p>
<p>Cambia anche il conto della tenuta all&#8217;aria, almeno nei lavori pubblici. I criteri ambientali minimi, che si applicano agli appalti della pubblica amministrazione e sono in vigore dal febbraio 2026, fissano un limite alla permeabilità all&#8217;aria, misurata con la prova di pressurizzazione. Per gli edifici nuovi sono due ricambi orari a cinquanta pascal; per le ristrutturazioni importanti di primo livello, tre e mezzo. La motivazione scritta nel criterio è proprio quella di questo articolo: limitare la condensa interstiziale. Il collaudo con la porta soffiante diventa così un documento di progetto.</p>
<p>Per chi ordina il lavoro la conseguenza pratica è una sola. Chi rifà il manto senza portarsi dietro il conto dell&#8217;isolante, la verifica della condensa e la tenuta all&#8217;aria del soffitto, in molti casi non rispetta i requisiti che il decreto impone dal 3 giugno 2026.</p>
<h2 id="in-sintesi">In sintesi</h2>
<p>1. <strong>In un tetto coibentato l&#8217;acqua che bagna il soffitto ha tre origini possibili.</strong> La pioggia dai punti deboli del manto, il vapore di casa portato dall&#8217;aria attraverso le fessure del soffitto, l&#8217;acqua del cantiere chiusa fra barriera e membrana. Solo la pioggia si cura rifacendo il manto. 2. <strong>Le tre cause nascono spesso da decisioni prese da persone diverse</strong>, in tempi diversi, senza che nessuno progetti la copertura intera. 3. <strong>La pioggia entra dai bordi e dai fori.</strong> Attraversamenti e soglie sono i nodi che cedono più spesso; sui tetti poco pendenti con l&#8217;acqua che scorre in superficie le regole dei tre paesi chiedono risvolti di 15 centimetri, e la norma europea sullo smaltimento vuole sui tetti con parapetto almeno due bocchette, o una più lo scarico di emergenza. 4. <strong>Il vapore sale con l&#8217;aria, decine o centinaia di volte più che per diffusione.</strong> La barriera al vapore serve, ma la tenuta all&#8217;aria del soffitto conta molto di più. 5. <strong>Il calcolo di Glaser non vede l&#8217;aria, e la norma stessa lo dice.</strong> Un tetto che passa la verifica di legge può condensare lo stesso. 6. <strong>La ventilazione è il terzo rimedio</strong>, dopo l&#8217;umidità in casa e la tenuta all&#8217;aria del soffitto; da sola può peggiorare. 7. <strong>D&#8217;estate il vapore scende verso la stanza fresca</strong> e condensa sopra la barriera: la macchia compare con il sole, e non dopo la pioggia. 8. <strong>L&#8217;acqua chiusa fra barriera e membrana esce a grammi all&#8217;anno.</strong> Con una membrana bituminosa e una barriera in polietilene un chilo per metro quadrato non esce in dieci anni; sotto un telo traspirante ventilato esce in meno di un mese. Per questo la sequenza di posa decide: massetto sul solaio e misurato prima di chiuderlo, barriera, isolante posato asciutto, membrana subito. 9. <strong>Nell&#8217;isolante di un tetto bagnato c&#8217;è molta più acqua di quanta ne dica la scheda tecnica.</strong> Nei venti tetti tedeschi aperti e pesati il poliuretano arrivava quasi a metà del volume; eppure, nei casi seguiti dai periti, l&#8217;isolante lasciato sotto non è mai stato la causa di un nuovo danno. 10. <strong>La macchia dice quando e dove.</strong> Dopo la pioggia e in asse con un bordo è infiltrazione; nelle mattine fredde e lungo i chiodi è condensa, salvo la diga di ghiaccio sulle falde innevate, che bagna lungo la gronda; nel primo anno e in punti sparsi è umidità di costruzione. Il diario della macchia lo mostra in un mese o due. 11. <strong>Sulle falde e sui terrazzi valgono le stesse tre cause.</strong> Sulle falde il soffitto deve tenere l&#8217;aria e sopra l&#8217;isolante serve una via d&#8217;uscita per il vapore; sul terrazzo la protezione cambia dove scorre l&#8217;acqua e quanto deve salire il risvolto. 12. <strong>Chi paga dipende da che cosa è la copertura e da che cosa si riesce a provare.</strong> Il riparto di un terzo e due terzi vale per il lastrico in uso esclusivo e cede davanti alla prova della causa specifica; e rifare il manto sopra ambienti riscaldati fa scattare i requisiti energetici del decreto.</p>
<h2 id="domande-frequenti">Domande frequenti</h2>
<p><strong>Il tetto è nuovo e il soffitto è bagnato: è colpa dell&#8217;impresa?</strong><br />Dipende da quale acqua è. Se la macchia segue le piogge ed è in asse con un bordo o uno scarico, il manto o i suoi risvolti hanno un varco, e il lavoro va rivisto. Se segue le notti fredde, l&#8217;acqua è quella di casa, salita con l&#8217;aria dalle fessure del soffitto: l&#8217;impresa del tetto c&#8217;entra solo se doveva fare anche la tenuta all&#8217;aria. Se compare nel primo anno in punti sparsi e il manto ha bolle, l&#8217;acqua è entrata durante il cantiere, ed è una questione di sequenza di posa. Il diario della macchia distingue i tre casi prima del contenzioso.</p>
<p><strong>La prova con l&#8217;acqua non ha trovato niente: allora il tetto tiene?</strong><br />Il manto tiene nel campo che l&#8217;acqua ha bagnato, e questo esclude l&#8217;infiltrazione da lì. Non dice niente sui punti che l&#8217;invaso non raggiunge: i risvolti sopra il livello, le converse alte, i raccordi con i muri. E le altre due cause non si vedono con l&#8217;acqua versata sopra: la condensa arriva da sotto, l&#8217;umidità di costruzione era già dentro. Un collaudo negativo è un risultato, e dice dove non cercare.</p>
<p><strong>Si può rifare il manto sopra quello vecchio?</strong><br />Si può, ma serve solo se la macchia è un&#8217;infiltrazione e il varco sta nel manto o nei risvolti. Se è condensa non cambia niente, perché l&#8217;acqua arriva da sotto; se è umidità di costruzione non la toglie, e l&#8217;acqua resta chiusa sotto due manti invece che sotto uno. Se sotto è rimasta acqua, la guida di posa citata nel capitolo sull&#8217;umidità di costruzione chiede degli esalatori, per evitare bolle e rigonfiamenti; quanta acqua tolgano, non lo dice. Per il decreto sui requisiti minimi, poi, rifare l&#8217;impermeabilizzazione di una copertura che sta sopra ambienti riscaldati è un intervento energetico: fa scattare i limiti di trasmittanza e la verifica della condensa.</p>
<p><strong>Devo togliere l&#8217;isolante bagnato?</strong><br />Non sempre. Un rapporto federale tedesco ha raccolto 182 casi di isolante umido nei tetti piani trattati dai periti: dopo il rifacimento dell&#8217;impermeabilizzazione, in un caso su dodici ci sono stati altri danni da umidità, e in nessuno la causa era l&#8217;isolante rimasto sotto. La scelta si fa misurando quanta acqua c&#8217;è, in che materiale e con quale via d&#8217;uscita; gli stessi autori mettono una riserva sulla lana minerale ad alta densità. E resta il conto del calore: un isolante bagnato conduce di più, tutti gli anni.</p>
<p><strong>La barriera al vapore c&#8217;è: perché condensa lo stesso?</strong><br />Perché la barriera ferma la diffusione, che è il modo lento, e non l&#8217;aria, che è il modo veloce. Nella nota canadese del 1985 un foro di un pollice quadrato, anche se condensa solo un decimo dell&#8217;acqua che l&#8217;aria porta, bagna 233 volte più della diffusione attraverso un metro quadrato di barriera. Se la barriera non è continua, nastrata e raccordata a tubi, muri e botole, il vapore la aggira.</p>
<p><strong>La macchia compare solo d&#8217;estate: che cos&#8217;è?</strong><br />Può essere condensa estiva, che è il segno di un&#8217;acqua già chiusa nel tetto, del cantiere o di una vecchia perdita. D&#8217;estate un manto scuro al sole supera i sessanta gradi, quell&#8217;acqua diventa vapore e scende verso la stanza più fresca, tanto più se è condizionata, e la prima superficie fredda che trova è la barriera al vapore: lì condensa e goccia. La macchia compare nelle giornate di sole e non dopo la pioggia, e chi cerca solo l&#8217;infiltrazione non la trova.</p>
<p><strong>Quanto deve essere ventilato un tetto in tegole?</strong><br />La UNI 9460, nei valori riportati dalle fonti secondarie, chiede per le falde comuni un passaggio di 550 centimetri quadrati netti per metro di larghezza sotto i listelli, cioè una camera alta 5,5 centimetri; le regole tedesche 200 centimetri quadrati al metro in gronda e una camera di almeno 2 centimetri; quelle inglesi da 70 a 250 centimetri quadrati al metro in gronda secondo il telo e la pendenza, 30 se il soffitto è sigillato, e 50 al colmo. La microventilazione dei listelli, di un paio di centimetri, asciuga le tegole e non conta come ventilazione.</p>
<p><strong>Sostituire il cartonfeltro vecchio con un telo traspirante risolve?</strong><br />Apre la via d&#8217;uscita al vapore, e nei tetti isolati fra i travetti è la condizione per non accumulare acqua, come dicono Künzel e Historic England. Va fatto quando si rifà il manto, e insieme al soffitto a tenuta d&#8217;aria: senza il soffitto, il telo smaltisce quello che può e i puntoni si bagnano lo stesso.</p>
<p><strong>Chi paga le riparazioni di un terrazzo condominiale?</strong><br />Se il terrazzo è un lastrico solare in uso esclusivo, vale l&#8217;articolo 1126 del codice civile: chi ne ha l&#8217;uso paga un terzo, e gli altri due terzi li pagano i condomini che stanno sotto, nella sua proiezione verticale, in proporzione al valore dei piani. Il danno a chi abita sotto segue la custodia della copertura, e le Sezioni Unite della Cassazione lo ripartiscono allo stesso modo, salva la prova contraria: se la macchia viene dalla condensa o dall&#8217;umidità di costruzione, la causa non è il lastrico, e conviene dimostrarlo prima di ripartire spese e danni. Il tetto comune e la terrazza sopra un solo locale seguono regole diverse, descritte nel capitolo su chi paga.</p>
<h2 id="in-conclusione">In conclusione</h2>
<p>Torniamo a quella telefonata d&#8217;inverno, quella del tetto rifatto due anni prima e della macchia che si allarga. Se avessi accettato la domanda come me la fanno, cioè dove perde il tetto, sarei salito a cercare un buco che non c&#8217;era. La domanda giusta era un&#8217;altra: quando compare la macchia. La risposta, mattine fredde e serene e non dopo la pioggia, chiudeva il caso prima di aprire il manto.</p>
<p>In un tetto coibentato decidono l&#8217;ordine degli strati e le vie che l&#8217;acqua ha per uscire, non il loro numero. Sotto c&#8217;è un soffitto che deve fermare l&#8217;aria, non solo il vapore. Sopra ci vuole una strada perché quello che passa se ne vada. In mezzo c&#8217;è un isolante che, se si bagna, resta bagnato per anni e si fa pagare in bolletta.</p>
<p>Il resto è metodo. Prima si capisce quale delle tre cause è, poi da dove entra, poi che via ha per uscire. Rifare il manto è la cura più costosa e serve solo per una delle tre. Un calendario tenuto per un mese costa niente e dice quale.</p>
<h2 id="nota-sui-calcoli-e-sulle-fonti">Nota sui calcoli e sulle fonti</h2>
<p>I numeri di questo articolo escono da un programma di calcolo che accompagna il testo, le tavole e la tavola interattiva. Ogni costante porta la sua fonte, e a ogni esecuzione il programma ricontrolla la coerenza interna: che la pressione di saturazione a 20 gradi valga circa 2.337 pascal, che le due dita ogni dieci piedi di Vitruvio facciano uno a ottanta, che il conto di Quirouette rifatto stia nello stesso ordine di grandezza del suo. Le formule, per chi vuole rifare i conti con carta e penna, sono queste.</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>Pressione di saturazione del vapore, in pascal, alla temperatura θ in gradi: 610,5 · exp(17,269 · θ / (237,3 + θ)) sopra zero e 610,5 · exp(21,875 · θ / (265,5 + θ)) sotto zero: equazioni E.1 ed E.2 dell&#8217;appendice E della UNI EN ISO 13788:2013.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Diffusione del vapore attraverso uno strato: g = δ0 · (p_1 − p_2) / sd, dove p_1 e p_2 sono le pressioni parziali del vapore sulle due facce dello strato, con δ0 = 2 · 10⁻¹⁰ chilogrammi al metro per secondo e pascal (punto 6.2 della norma), p in pascal, sd spessore d&#8217;aria equivalente in metri; g in chilogrammi al metro quadrato per secondo. Per un materiale sd = μ · s, con μ = 187,52 / δ dove δ è la permeabilità al vapore del prospetto A.1 della UNI 10351:2021, espressa nelle stesse unità della tabella, cioè in 10⁻¹² chilogrammi al metro per secondo e pascal. Il 187,52 è la permeabilità dell&#8217;aria nelle stesse unità.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Temperatura all&#8217;interfaccia n di un pacchetto, dall&#8217;esterno: θ_n = θ_e + (R&#8217;_n / R&#8217;_T) · (θ_i − θ_e), con R&#8217;_n la resistenza termica cumulata fino all&#8217;interfaccia e R&#8217;_T quella totale, resistenze superficiali 0,10 verso l&#8217;alto e 0,04 all&#8217;esterno (equazione 12 e prospetto 2 della norma). Temperatura esterna dei tetti: media mensile dell&#8217;aria meno 2 gradi (punto 4.2.3 d, caso semplificato).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Asciugatura dello strato bagnato (punto 7 della norma, applicato alla sola interfaccia bagnata): lo strato è diviso in due, con M_0 = 1 chilo al metro quadrato al centro; ogni mese g_ev = δ0 · [(p_c − p_e) / sd_esterno + (p_c − p_i) / sd_interno], con p_c la pressione di saturazione alla temperatura dell&#8217;interfaccia, sd_esterno e sd_interno le somme degli spessori d&#8217;aria equivalenti dall&#8217;interfaccia verso fuori e verso dentro; M diminuisce di g_ev per i secondi del mese, finché si azzera o fino a dieci anni.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Condizioni interne dell&#8217;appendice nazionale: 20 gradi nei mesi di riscaldamento, 18 fuori riscaldamento quando fuori ci sono meno di 18, uguale all&#8217;esterno altrimenti (NA.1.2); pressione interna p_i = p_e + Δp con Δp il limite superiore della classe 3, 810 pascal a 0 gradi esterni che scendono in linea retta a 100 pascal a 20 gradi (NA.1.4 e figura NA.1).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Aria attraverso un foro: Q = C_d · A · √(2 · Δp / ρ), con C_d = 0,6, A in metri quadrati, Δp in pascal, ρ = 1,2 chilogrammi al metro cubo; acqua trasportata = Q · ρ · t · (x_i − x_s), con x l&#8217;umidità specifica 0,622 · p / (101.325 − p), x_i quella dell&#8217;aria interna e x_s quella satura alla temperatura della superficie fredda; quota che condensa: 10 per cento, come nell&#8217;esempio canadese.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Tetto rovescio: ΔU = p · f · x · (R_1 / R_T)², con p pioggia media in millimetri al giorno e f · x = 0,04 watt per giorno diviso metro quadrato, kelvin e millimetro, cioè W·giorno/(m²·K·mm), R_1 la resistenza dell&#8217;isolante sopra la membrana, R_T quella totale (appendice F della UNI EN ISO 6946, come riportata dal manuale britannico BR 443 e da Leimer e altri).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Effetto camino: Δp ≈ 0,04 · H · ΔT, con H l&#8217;altezza fra il piano neutro e il punto considerato in metri e ΔT la differenza di temperatura in kelvin; con il piano neutro a metà altezza, per il soffitto dell&#8217;ultimo piano H vale metà dell&#8217;altezza dell&#8217;edificio.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Aumento della conduttività per l&#8217;acqua contenuta: Fm = exp(fψ · u), con u contenuto d&#8217;acqua in frazione di volume e fψ il coefficiente del materiale (prospetto della norma europea sui valori di progetto).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Conversioni: 550 centimetri quadrati al metro = 55.000 millimetri quadrati al metro = fessura continua di 55 millimetri; 1 grammo per piede quadrato = 10,76 grammi al metro quadrato; 1 millimetro di pioggia = 1 litro al metro quadrato.</li>
</ul>
<p>Una parte delle norme sulle coperture è a pagamento o fuori commercio: la UNI 9460 sui tetti in tegole, la UNI 11470 sui teli, le UNI 8178 e 8627 sugli strati, il Codice di Pratica delle coperture continue dell&#8217;IGLAE. I loro valori arrivano da fonti secondarie, e dove ne cito uno dico da quale. La norma sul calcolo della condensa, la UNI EN ISO 13788, e la norma italiana sui valori dei materiali, la UNI 10351, sono invece verificate sul testo, e ne riporto solo i valori e i punti. Lo stesso vale per i rapporti di ricerca da cui vengono i numeri dell&#8217;articolo.</p>
<p>Le fonti, con il segno che distingue i valori verificati sul testo da quelli ripresi da fonti secondarie:</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI EN ISO 13788:2013 con l&#8217;appendice nazionale, nella copia acquistata dall&#8217;ente di normazione. ✅ Verificata sul testo: punto 1 e 6.3 sui limiti del metodo, 4.2.3 d, 4.4.1, 6.2, 6.4.1, nota al 6.5, punto 7, appendici D ed E, NA.1.2, NA.1.4, NA.1.5. Della norma riporto valori e punti, non il testo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI 10351:2021, prospetto A.1 e punto 3.1.1, stessa copia. ✅ Verificata: i valori dei materiali usati nei calcoli; il valore del bitume è indicato dalla norma come unico e incerto.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Catalogo dell&#8217;ente italiano di normazione, consultato l&#8217;11 settembre 2026. ✅ UNI 9460:2023 in vigore dal 5 ottobre 2023, edizione 2008 ritirata; UNI 11470:2015; UNI 8178-1 e 8178-2:2019; UNI 8627-1 e 8627-2:2019; UNI EN 13859-1:2014; UNI EN 13984:2013; UNI 11442:2015; UNI EN 13707:2013; UNI EN 13956:2013; UNI EN 1931:2002; UNI EN 1928:2002; UNI 11235:2015; UNI 11540:2014; UNI EN ISO 6946:2018. ⚠️ I testi sono a pagamento: verificati solo i due sopra e l&#8217;anteprima ufficiale dell&#8217;indice della 8178-2; per gli altri valgono le fonti secondarie indicate.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Decreto 26 giugno 2015, allegato 1, paragrafo 2.3, e decreto 28 ottobre 2025, articoli 8 e 11 e allegato 1, paragrafo 2.3. ✅ Verificati sulla Gazzetta Ufficiale.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Vitruvio, <em>De architectura</em>, libro VII, capitolo 1, paragrafi 5-7, e libro III, capitolo 1, paragrafo 8. ✅ Verificati in latino e nella traduzione inglese di Gwilt su un&#8217;edizione digitale accademica; la pendenza in uno a ottanta è un calcolo mio.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>A. Fissabre, sul dibattito tecnico attorno al tetto piano nel Moderno, atti della società tedesca di storia della tecnica delle costruzioni, Dresda 2017. ✅ Verificato: le date tedesche dell&#8217;Ottocento e i materiali del tetto in cemento di legno.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>F. B. Rowley, A. B. Algren, C. E. Lund, <em>Condensation of moisture and its relation to building construction and operation</em>, Bulletin 18, Engineering Experiment Station, University of Minnesota, 1941. ✅ Verificato sull&#8217;archivio digitale dell&#8217;università: le conclusioni sulla ventilazione dei sottotetti.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>W. B. Rose, <em>Early history of attic ventilation</em>, Building Research Council, University of Illinois. ✅ Verificato: Teesdale 1937, Rogers 1938, il finanziamento di Rowley, il trecentesimo del 1942, i grammi di brina; sede e anno di pubblicazione non compaiono nel documento.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>W. B. Rose, <em>The history of attic ventilation regulation and research</em>, Thermal Performance of the Exterior Envelopes of Buildings VI, 1995. ✅ Verificato; Hutcheon 1950 è ripreso da qui, come fonte secondaria.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>A. TenWolde, W. B. Rose, <em>Issues related to venting of attics and cathedral ceilings</em>, ASHRAE Transactions 1999, e W. B. Rose, A. TenWolde, <em>Venting of attics and cathedral ceilings</em>, ASHRAE Journal, ottobre 2002. ✅ Verificati: l&#8217;ordine dei rimedi; la simulazione canadese di Forest e Walker (1993) sulle coste e Hinrichs 1962 li riprendo da qui.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>R. L. Quirouette, <em>The difference between a vapour barrier and an air barrier</em>, Building Practice Note 54, National Research Council Canada, 1985. ✅ Verificato in una copia d&#8217;archivio; l&#8217;archivio dell&#8217;ente non lo distribuisce più.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>G. O. Handegord, M. C. Baker, <em>Application of roof design principles</em>, Canadian Building Digest 99, 1968, e M. C. Baker, C. P. Hedlin, <em>Protected-membrane roofs</em>, Canadian Building Digest 150, 1972. ✅ Verificati in copie ospitate da un&#8217;università americana.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>D. M. Kyle, A. O. Desjarlais, <em>Assessment of technologies for constructing self-drying low-slope roofs</em>, Oak Ridge National Laboratory, ORNL/CON-380, 1994; A. O. Desjarlais e altri, <em>Laboratory measurements of the drying rates of low-slope roofing systems</em>, ORNL, 1994; A. O. Desjarlais, <em>Self-drying roofs</em>, Thermal Envelopes VI, 1995. ✅ Verificati sull&#8217;archivio pubblico del laboratorio; del terzo la prima pagina.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>H. M. Künzel, presentazione sull&#8217;effetto dell&#8217;umidità sull&#8217;isolamento termico, Fraunhofer IBP; H. M. Künzel, A. Kaufmann, IBP-Mitteilung 268, 1995; H. M. Künzel, IBP-Mitteilung 269, 1995; H. M. Künzel, <em>More moisture load tolerance of construction assemblies through the application of a smart vapor retarder</em>, Thermal Envelopes VII, ASHRAE 1998; T. Großkinsky e altri, IBP-Mitteilung 379, 2000. ✅ Verificati sul sito dell&#8217;istituto e sull&#8217;archivio ORNL. Le conversioni da perm a spessore d&#8217;aria equivalente sono mie.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>NHBC Standards 2024, capitolo 7.2, clausole 7.2.14, 7.2.15 e 7.2.20. ✅ Verificate sul sito dell&#8217;ente. NHBC Standards 2025, capitolo 7.1, con la clausola 7.1.4.1 su scarichi e troppopieno dei tetti con risvolti su tutti i lati. ✅ Verificato su una copia pubblicata da un&#8217;impresa privata di ispezioni, non sul sito dell&#8217;ente, che richiede la registrazione; ⚠️ l&#8217;edizione 2026, in vigore per le case iniziate dal 1° gennaio 2026, resta da confrontare, e il comunicato dell&#8217;ente non elenca modifiche al capitolo 7.1. Le norme britanniche BS 5250, BS 5534, BS 9250 e BS 6229, richiamate da queste clausole, sono a pagamento: i loro valori arrivano attraverso le clausole NHBC.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Historic England, <em>Energy efficiency and historic buildings</em>: <em>Insulating pitched roofs at rafter level</em>, <em>Insulating pitched roofs at ceiling level</em>, <em>Insulating flat roofs</em>, 2016. ✅ Verificati.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>B. Anderson, L. Kosmina, <em>Conventions for U-value calculations</em>, BRE Report 443, 2019, paragrafo 4.8.6, e H.-P. Leimer e altri, <em>Requirements of inverted roofs with a drainage layer</em>, con la spiegazione dell&#8217;appendice della EN ISO 6946. ✅ Verificati: formula e coefficienti; ⚠️ la guida europea ETAG 031-1 e il bollettino BBA da cui vengono i coefficienti sono ripresi attraverso il BR 443.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>suissetec, promemoria <em>Penetrazioni nei tetti inclinati</em>, luglio 2015. ✅ Verificato; la norma svizzera SIA 232/1 a cui rimanda è a pagamento.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>R. Cecchi, P. Gasparoli, <em>Prevenzione e manutenzione per i beni culturali edificati</em>, Alinea 2010. ✅ Verificato nelle schede di ispezione delle coperture.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>N. May e altri, <em>Moisture in buildings: an integrated approach to risk assessment and guidance</em>, white paper dell&#8217;ente di normazione britannico. ✅ Verificato: i limiti del metodo di Glaser sui tetti a falde.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Centro comune di ricerca della Commissione europea, PVGIS 5.3, anno meteorologico tipo per Udine, Milano e Roma, dati ERA5 2005-2023. ✅ Scaricati; le medie mensili di temperatura e umidità le ho calcolate io sulle 8.760 ore. Servono da clima di esempio; per un progetto valgono i dati della UNI 10349 richiamati dall&#8217;appendice nazionale.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>ISPRA, precipitazione media in Italia 1991-2020, 951 millimetri. ✅ Già verificata per l&#8217;articolo sul pluviale; qui usata come media giornaliera sull&#8217;anno intero, per l&#8217;esempio.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>DIN 4108-3:2018, protezione dall&#8217;umidità degli edifici, nel testo integrale che l&#8217;autorità edilizia di Amburgo pubblica come regola tecnica. ✅ Verificata sul testo: le sezioni di ventilazione delle falde in gronda e al colmo, la camera minima, i casi di tetto non ventilato ammessi senza calcolo. ⚠️ L&#8217;edizione vigente oggi è la 2024-03, a pagamento: le differenze note, da fonti secondarie, riguardano il limite di quota per il metodo di Glaser.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Associazione tedesca dei conciatetti, <em>Fachregel für Abdichtungen</em>, bozza pubblica del 1° luglio 2023, firmata anche dalla federazione dell&#8217;industria delle costruzioni. ⚠️ Verificata sul testo della bozza: le altezze di risvolto di 15 e 10 centimetri secondo la pendenza e l&#8217;elenco delle misure per le soglie a 5 centimetri. È una bozza in consultazione: l&#8217;edizione definitiva è del gennaio 2026 e non è in libera consultazione, quindi prima di scrivere questi valori in un capitolato vanno riconfermati.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Catalogo dell&#8217;ente tedesco di normazione, scheda della DIN 18531-1:2025-08. ✅ Verificata: sostituisce l&#8217;edizione 2017; la scheda riporta la stessa terna di altezze. Altri valori tedeschi da H.-H. Wetzel, <em>Der Bausachverständige</em> 2/2020, da R. Oswald, R. Abel, K. Wilmes, <em>Schadensfreie niveaugleiche Türschwellen</em>, Fraunhofer IRB 2011, e il 2 per cento da C. Herold, <em>Der Bausachverständige</em> 4/2017. ✅ Verificati; ⚠️ i testi della DIN 18531 e della direttiva tedesca dei tetti piani sono a pagamento: i valori vengono da questi studi.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Istituto per la garanzia dei lavori affini all&#8217;edilizia, <em>Perché il Codice di Pratica? Guida al suo utilizzo</em>, documento ufficiale dell&#8217;istituto, 12 pagine. ✅ Verificato sul testo: la storia delle polizze disdettate negli anni Ottanta e dell&#8217;incontro del 1990 con le compagnie, il muro degli interessi commerciali nella commissione di normazione, la commissione del 1991 e le edizioni del Codice, il valore di regola dell&#8217;arte, le sei decisioni prese da persone diverse, le quattro fasi di progettazione riprese dalla UNI 8627, l&#8217;elenco dei quattordici strati complementari, le tre classi di pendenza con l&#8217;1,5 per cento consigliato, la distinzione fra schermo e barriera al vapore, la griglia di autocontrollo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Istituto per la garanzia dei lavori affini all&#8217;edilizia, pagine ufficiali sul Codice di Pratica delle coperture continue. ✅ Verificate il 14 settembre 2026: la prima edizione del 1993, la seconda del 2006, la terza del 2016 e la sua ristampa dell&#8217;ottobre 2019, con circa ottanta pagine in più. ⚠️ Il Codice non è in libera consultazione: le regole che ne cito vengono dagli articoli dell&#8217;arch. Antonio Broccolino su <em>Specializzata</em>, 2009-2014, e dai suoi articoli in rete del 2017-2020, verificati sul testo. Chi vuole il Codice lo trova presso l&#8217;istituto.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>S. Croce (a cura di), <em>Teoria e tecnologia delle coperture ad elevate prestazioni</em>, scheda tecnica con capitoli di T. Poli, M. Fiori, G. Pansa, A. Mainini, R. Paolini, E. De Angelis, Politecnico di Milano. ✅ Verificata nei capitoli sulla ventilazione, sulla condensa e sulla tenuta all&#8217;aria; l&#8217;editore non compare nel documento.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>A. Laurìa, <em>Le coperture in laterizio: aspetti progettuali e prestazioni</em>, presentazione del 19 settembre 2008, Università di Firenze. ✅ Verificata: i valori della UNI 9460:2008 e delle regole tedesche. ⚠️ Sono valori riportati in una presentazione, non sul testo delle norme; il valore dei 550 centimetri quadrati è ripetuto in una relazione tecnica del 2010, che cita il testo della norma. Per l&#8217;edizione 2023 lo ripete un manuale tecnico di un produttore di teli, che non uso per altro.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Associazione nazionale per l&#8217;isolamento termico e acustico, <em>Analisi del rischio di condensazione</em>, 2025. ✅ Verificato: il quadro dei decreti e le classi di spessore d&#8217;aria equivalente della UNI 11470, che riprendo da qui e da un manuale di produttore.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Organismo internazionale per la ventilazione degli edifici, regola pratica per la stima dell&#8217;effetto camino. ✅ Verificata: la differenza di pressione in funzione di altezza e differenza di temperatura, usata per giustificare i 2 pascal dell&#8217;esempio.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>A. Janssens, prove su tre falde isolate fra camera calda e camera fredda, 1995. ✅ Verificate: il confronto fra il calcolo della sola diffusione e lo schema che tiene conto dell&#8217;aria, con le misure in mezzo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>J. F. Straube, <em>The influence of low-permeance vapor barriers on roof and wall performance</em>, Thermal Performance of the Exterior Envelopes of Buildings VIII, 2001. ✅ Verificato sul testo: i circa 325 grammi al metro quadrato al giorno vengono da un calcolo su una parete con il rivestimento bagnato, non da misure; il confronto con il bagnamento invernale delle pareti dello stesso studio; le tre o quattro ore al giorno in cui di solito durano quelle condizioni.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>M. Kriner, misure di riflettanza ed emissività invecchiate su manti di copertura, 2001. ✅ Verificate: le differenze di temperatura notturna a parità di riflettanza.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Decreto 26 giugno 2015, appendice A tabella 2 e appendice B tabella 2, e decreto 28 ottobre 2025 che li conferma. ✅ Verificati in Gazzetta: le trasmittanze limite delle coperture per zona climatica, nei due casi di edificio nuovo e di riqualificazione.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Ministero dello Sviluppo Economico, <em>Chiarimenti in materia di efficienza energetica in edilizia</em>, dicembre 2018, FAQ 3.4 sul decreto requisiti minimi. ✅ Verificato sul testo: per il solo rifacimento della copertura sopra un sottotetto non riscaldato, che resta tale, non occorre alcuna verifica energetica, ed è fortemente consigliato l&#8217;isolamento dell&#8217;ultimo solaio dell&#8217;involucro climatizzato.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI 11442:2015, criteri per il progetto e l&#8217;esecuzione dei sistemi di coperture continue, resistenza al vento. ✅ Verificata sul catalogo: sigla, titolo, stato. ⚠️ Il testo è a pagamento: dell&#8217;estrazione da vento riporto il metodo e il principio, non i valori.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Norme tecniche per le costruzioni, decreto ministeriale 17 gennaio 2018, capitolo 3.4, e circolare esplicativa del 21 gennaio 2019, punto C3.4. ✅ Verificate sul testo in Gazzetta: la circolare sconsiglia in generale il coefficiente termico minore di uno, cioè la riduzione del carico per il calore che scioglie la neve, e lo ammette con una motivazione solo dove il carico al suolo supera 1,5 chilonewton al metro quadrato e la trasmittanza supera un watt per metro quadrato e grado. Il resto del carico neve sta nell&#8217;articolo sul muro bagnato sotto la gronda.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>W. N. Tobiasson, J. S. Buska, A. R. Greatorex, linee guida per ventilare sottotetti e tetti a falda abitati ed evitare le formazioni di ghiaccio in gronda, laboratorio dell&#8217;esercito americano per le regioni fredde, 2001. ✅ Verificate: il meccanismo della diga di ghiaccio, con il calore che esce dal tetto e l&#8217;acqua che rigela sullo sporto freddo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Agenzia regionale per l&#8217;ambiente dell&#8217;Emilia-Romagna, rivista <em>Ecoscienza</em>, 2012, sulla neve del febbraio 2012. ✅ Verificata: dopo l&#8217;ultima nevicata, il 12 febbraio, il manto nevoso di pianura e delle prime colline è praticamente scomparso in circa dieci giorni.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Per il capoverso sull&#8217;acqua che dal tetto finisce nei muri: manuale idraulico britannico al servizio della norma europea sullo smaltimento delle acque meteoriche, 2003, per la capacità delle bocche e per la tracimazione che comincia nel punto di portata nulla; guida britannica sui parapetti in muratura, 2011, per le due facce esposte, che bagnano di più il parapetto e lo fanno asciugare più lentamente degli altri muri. ✅ Verificati. Le altre fonti di quel capoverso stanno nell&#8217;articolo sul muro bagnato sotto la gronda.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Articoli del codice civile citati nel capitolo su chi paga: 1123, 1125, 1126, 1227, 1667, 1669 e 2051, e articoli 696 e 696 bis del codice di procedura civile. ✅ Testi verificati su un repertorio giuridico in rete.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 10 maggio 2016 numero 9449 (responsabilità per i danni dal lastrico solare in uso esclusivo, con il riparto dell&#8217;articolo 1126 salva la prova contraria della specifica imputabilità). ✅ Principio verificato su tre fonti concordanti e sulle massime delle pronunce successive che lo ripetono.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Altre pronunce citate: Cassazione 24927/2019 (le spese del tetto comune seguono l&#8217;articolo 1123), 11484/2017 (i due terzi gravano sui soli condomini nella proiezione verticale), 16890/2025 e 23250/2023 (articolo 1125 per analogia quando la superficie copre un solo locale esclusivo), 3146/1998 (l&#8217;umidità da difetto di coibentazione è grave difetto), 27995/2025 (il direttore dei lavori deve controllare impermeabilizzazioni, pendenze e drenaggi), 19251/2024 (muffa e condensa limitate escluse dai gravi difetti), sezioni unite 7756/2017 e Cassazione 24143/2007 sui limiti dell&#8217;articolo 1669 negli interventi su edifici esistenti. ✅ Massime verificate su repertorio.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Associazione americana dei posatori di coperture, raccomandazioni sulla prova di invaso e sulla zavorra degli impianti solari. ✅ Verificate sulle pagine dell&#8217;associazione.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Studio polacco del 2024 sull&#8217;assorbimento d&#8217;acqua del polistirene dopo cicli di gelo e disgelo. ✅ Verificato: 1,8 per cento dopo ventotto giorni di immersione, dal 16 al 20 per cento dopo trecento cicli.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Durate di servizio delle coperture: tabella dell&#8217;istituto federale tedesco per la ricerca sull&#8217;edilizia, aggiornata al 2025, e studio del Politecnico di Milano del 1999 sul divario fra stratigrafia esposta e protetta. ✅ Verificate.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Codice residenziale americano, sezioni R806.2, R806.3 e R806.5 sulla ventilazione dei sottotetti e sui tetti non ventilati. ✅ Testo verificato su una raccolta pubblica di codici: la regola base è un centocinquantesimo, il trecentesimo è l&#8217;eccezione a due condizioni.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Aachener Institut für Bauschadensforschung e Forschungsinstitut für Wärmeschutz, <em>Langzeitverhalten feuchter Dämmstoffe auf Flachdächern</em>, ricerca finanziata dal programma federale tedesco, 2018. ✅ Verificata sul testo: i contenuti d&#8217;acqua misurati su venti tetti piani reali per tipo di isolante, il confronto con le prove di laboratorio, l&#8217;indagine sui 182 casi trattati dai periti e l&#8217;esito dei rifacimenti.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Prospetto dei coefficienti di conversione dell&#8217;umidità, nella versione pubblica della norma europea sui valori di progetto dei materiali, che la UNI EN ISO 10456 dichiara di riprendere. ✅ Verificato: i coefficienti per polistirene espanso ed estruso, poliuretano, lana minerale, vetro cellulare, sughero.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Terzo rapporto austriaco sui danni in edilizia, 2009, e tesi del Politecnico di Vienna del 2023 che ne rielabora i dati. ✅ Verificati: la classifica dei nodi per numero di citazioni, con gli attraversamenti e le soglie in testa e i risvolti all&#8217;ultimo posto, e le quote di irregolarità che diventano danno, l&#8217;80 per cento sulle soglie e il 43 in campo corrente.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Norme americane sulle indagini nelle coperture, verificate una per una sulle schede ufficiali dell&#8217;ente: termografia notturna, misura di impedenza elettrica, ricerca elettronica delle perdite ad alta e bassa tensione, prova di invaso. ✅ Verificati scopo, campo di applicazione, limiti ed edizione vigente. ⚠️ Il metodo a sorgente di neutroni non è dell&#8217;ente americano ma di tre associazioni di settore, e la scheda non è liberamente scaricabile.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI EN ISO 6781-1:2023, termografia degli edifici. ✅ Verificata sul catalogo: in vigore dal 16 novembre 2023, sostituisce la UNI EN 13187, che è ritirata.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI EN ISO 9972:2015, prova di pressurizzazione con ventilatore. ✅ Verificata: metodi, condizioni di validità della prova, grandezze misurate.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Passivhaus Trust, criteri della casa passiva e dello standard per le ristrutturazioni. ✅ Verificati sul documento: tenuta all&#8217;aria non oltre 0,6 ricambi orari a cinquanta pascal per la casa passiva e non oltre 1,0 per la ristrutturazione.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI EN 12056-3, smaltimento delle acque meteoriche, nella versione britannica del 2000 della stessa norma europea, in una copia ospitata da terzi. ✅ Verificata sul testo: sui tetti piani con parapetto almeno due bocchette, o una bocchetta più uno scarico di emergenza, per ogni superficie; i troppopieni raccomandati sulle coperture con parapetto e nei canali interni; l&#8217;acqua che sale mentre bocchette e troppopieni lavorano, che non deve superare il carico di progetto del tetto né entrare dal manto; la griglia, che riduce la portata della bocca anche quando è pulita.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Decreto ministeriale 24 novembre 2025 sui criteri ambientali minimi per l&#8217;edilizia, in vigore dal 1° febbraio 2026. ✅ Verificato in Gazzetta: i limiti di permeabilità all&#8217;aria misurata a cinquanta pascal e l&#8217;obbligo di collaudo con la prova di pressurizzazione; nel criterio 2.2.2, per le coperture contro l&#8217;isola di calore, il verde, il tetto ventilato oppure un indice di riflessione solare di almeno 76 fino al 15 per cento di pendenza e di almeno 29 oltre. L&#8217;indice si calcola dalla riflettanza e dall&#8217;emissività della superficie, secondo la norma americana ASTM E1980.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Aachener Institut für Bauschadensforschung, <em>Solaranlagen auf Flachdächern im Gebäudebestand</em>, ricerca federale, 2016. ✅ Verificata: l&#8217;indagine fra i periti, le cause di danno più segnalate negli impianti solari su tetti piani e i casi documentati.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Consiglio nazionale delle ricerche canadese, misure su tetti verdi a Toronto, 2005. ✅ Verificate: le temperature del manto con e senza verde.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI 11345:2010, controllo delle coperture continue con membrane flessibili nelle fasi di progetto, esecuzione e gestione. ✅ Verificata sul catalogo dell&#8217;ente il 14 settembre 2026: in vigore dal 4 febbraio 2010; il sommario cita le responsabilità degli operatori e gli esempi dei verbali di controllo. ⚠️ Il testo è a pagamento.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Guida di posa delle membrane bitume polimero di un produttore italiano, edizione 2023. ✅ Verificata sul testo: l&#8217;acqua ferma sparita entro 48 ore; il massetto gettato da tre o quattro settimane e misurato con il metodo al carburo; gli esalatori sui supporti con umidità residua, per evitare le bolle; i teli posati dal punto più basso verso il colmo; i sormonti di testa di almeno 15 centimetri; la prova delle saldature con la punta di un cazzuolino; il bruciatore lontano da legno e polistirene. ⚠️ Il 4 per cento del massetto la guida lo riprende da una nota del Codice di Pratica. Il produttore non è nominato perché l&#8217;articolo non cita marchi.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Indici di annata della rivista tedesca di tecnica del freddo, 1958 e 1959. ✅ Verificati: il lavoro di Glaser del 1959 riguarda le pareti multistrato delle celle frigorifere, e Glaser era redattore capo della rivista.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Fraunhofer, nota interna sul ritiro della regola tedesca del due per mille. ✅ Verificata: l&#8217;inapplicabilità pratica della regola del 1981 e la sua cancellazione per le basse pendenze nell&#8217;edizione del luglio 2001.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>H. Glaser, <em>Graphisches Verfahren zur Untersuchung von Diffusionsvorgängen</em>, Kältetechnik, 1959. ⚠️ Solo gli estremi, come nell&#8217;articolo sulla condensa interstiziale.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Le cifre che non uso: &#8220;un terzo di litro contro trenta litri&#8221; e &#8220;ottocento grammi da una fessura di un millimetro&#8221; non hanno una fonte primaria che io abbia trovato; restano fuori i valori che ho trovato solo su siti non attendibili.</li>
</ul>
<p><strong>Che cosa in questo articolo è mio e non delle fonti.</strong> La tesi delle tre cause e la tabella dei segni mettono insieme segni che le fonti descrivono uno per uno, con quello che ho visto in cantiere. La scena dell&#8217;apertura è una sintesi di casi, non un cantiere identificabile. Sono mie le ipotesi dei calcoli: il clima di esempio; i mesi di riscaldamento da ottobre ad aprile; la classe 3; la temperatura del sottotetto uguale a quella esterna del tetto; il coefficiente di efflusso 0,6; la differenza di pressione di 2 pascal; la quota del 10 per cento che condensa. Sono miei anche gli spessori d&#8217;aria equivalenti: 40 metri per la barriera in polietilene, ricavati dalla permeanza di Quirouette; 2 metri per il freno; 0,1 per il telo; 0,02 per lo strato filtrante. Per il tetto rovescio uso il fattore di resistenza del polistirene estruso, 150, che è il materiale che ci si mette davvero: con quello dell&#8217;EPS i mesi scenderebbero da 25 a 7, ed è l&#8217;ipotesi che pesa di più su tutta la tabella. È mia l&#8217;applicazione del punto 7 alla sola interfaccia bagnata: la norma chiede di verificare anche le altre. Sono mie le conversioni. Il diario della macchia e il metodo in tre passi sono una mia proposta.</p>
<p><strong>Che cosa non c&#8217;è, e perché.</strong> Non c&#8217;è il testo del Codice di Pratica, della UNI 9460 e della UNI 11470, che non sono in libera consultazione: dove li cito dico da quale fonte secondaria. Non ci sono i valori della DIN 18531 del 2025 sulle porte, perché il testo è a pagamento. Non ci sono i costi. Dove il lettore trova un ⚠️, il numero va preso come indicazione da confermare sul testo di norma prima di scriverlo in un capitolato.</p>
<h2 id="lautore">L&#8217;autore</h2>
<p>Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense; anni di cantiere. Autore di &#8220;Murature umide: cause e rimedi&#8221; (Grafill, 2026).</p>
<p><script type='application/ld+json'>{"@context": "https://schema.org", "@type": "FAQPage", "mainEntity": [{"@type": "Question", "name": "Il tetto è nuovo e il soffitto è bagnato: è colpa dell'impresa?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Dipende da quale acqua è. Se la macchia segue le piogge ed è in asse con un bordo o uno scarico, il manto o i suoi risvolti hanno un varco, e il lavoro va rivisto. Se segue le notti fredde, l'acqua è quella di casa, salita con l'aria dalle fessure del soffitto: l'impresa del tetto c'entra solo se doveva fare anche la tenuta all'aria. Se compare nel primo anno in punti sparsi e il manto ha bolle, l'acqua è entrata durante il cantiere, ed è una questione di sequenza di posa. Il diario della macchia distingue i tre casi prima del contenzioso."}}, {"@type": "Question", "name": "La prova con l'acqua non ha trovato niente: allora il tetto tiene?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Il manto tiene nel campo che l'acqua ha bagnato, e questo esclude l'infiltrazione da lì. Non dice niente sui punti che l'invaso non raggiunge: i risvolti sopra il livello, le converse alte, i raccordi con i muri. E le altre due cause non si vedono con l'acqua versata sopra: la condensa arriva da sotto, l'umidità di costruzione era già dentro. Un collaudo negativo è un risultato, e dice dove non cercare."}}, {"@type": "Question", "name": "Si può rifare il manto sopra quello vecchio?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Si può, ma serve solo se la macchia è un'infiltrazione e il varco sta nel manto o nei risvolti. Se è condensa non cambia niente, perché l'acqua arriva da sotto; se è umidità di costruzione non la toglie, e l'acqua resta chiusa sotto due manti invece che sotto uno. Se sotto è rimasta acqua, la guida di posa citata nel capitolo sull'umidità di costruzione chiede degli esalatori, per evitare bolle e rigonfiamenti; quanta acqua tolgano, non lo dice. Per il decreto sui requisiti minimi, poi, rifare l'impermeabilizzazione di una copertura che sta sopra ambienti riscaldati è un intervento energetico: fa scattare i limiti di trasmittanza e la verifica della condensa."}}, {"@type": "Question", "name": "Devo togliere l'isolante bagnato?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Non sempre. Un rapporto federale tedesco ha raccolto 182 casi di isolante umido nei tetti piani trattati dai periti: dopo il rifacimento dell'impermeabilizzazione, in un caso su dodici ci sono stati altri danni da umidità, e in nessuno la causa era l'isolante rimasto sotto. La scelta si fa misurando quanta acqua c'è, in che materiale e con quale via d'uscita; gli stessi autori mettono una riserva sulla lana minerale ad alta densità. E resta il conto del calore: un isolante bagnato conduce di più, tutti gli anni."}}, {"@type": "Question", "name": "La barriera al vapore c'è: perché condensa lo stesso?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Perché la barriera ferma la diffusione, che è il modo lento, e non l'aria, che è il modo veloce. Nella nota canadese del 1985 un foro di un pollice quadrato, anche se condensa solo un decimo dell'acqua che l'aria porta, bagna 233 volte più della diffusione attraverso un metro quadrato di barriera. Se la barriera non è continua, nastrata e raccordata a tubi, muri e botole, il vapore la aggira."}}, {"@type": "Question", "name": "La macchia compare solo d'estate: che cos'è?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Può essere condensa estiva, che è il segno di un'acqua già chiusa nel tetto, del cantiere o di una vecchia perdita. D'estate un manto scuro al sole supera i sessanta gradi, quell'acqua diventa vapore e scende verso la stanza più fresca, tanto più se è condizionata, e la prima superficie fredda che trova è la barriera al vapore: lì condensa e goccia. La macchia compare nelle giornate di sole e non dopo la pioggia, e chi cerca solo l'infiltrazione non la trova."}}, {"@type": "Question", "name": "Quanto deve essere ventilato un tetto in tegole?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "La UNI 9460, nei valori riportati dalle fonti secondarie, chiede per le falde comuni un passaggio di 550 centimetri quadrati netti per metro di larghezza sotto i listelli, cioè una camera alta 5,5 centimetri; le regole tedesche 200 centimetri quadrati al metro in gronda e una camera di almeno 2 centimetri; quelle inglesi da 70 a 250 centimetri quadrati al metro in gronda secondo il telo e la pendenza, 30 se il soffitto è sigillato, e 50 al colmo. La microventilazione dei listelli, di un paio di centimetri, asciuga le tegole e non conta come ventilazione."}}, {"@type": "Question", "name": "Sostituire il cartonfeltro vecchio con un telo traspirante risolve?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Apre la via d'uscita al vapore, e nei tetti isolati fra i travetti è la condizione per non accumulare acqua, come dicono Künzel e Historic England. Va fatto quando si rifà il manto, e insieme al soffitto a tenuta d'aria: senza il soffitto, il telo smaltisce quello che può e i puntoni si bagnano lo stesso."}}, {"@type": "Question", "name": "Chi paga le riparazioni di un terrazzo condominiale?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Se il terrazzo è un lastrico solare in uso esclusivo, vale l'articolo 1126 del codice civile: chi ne ha l'uso paga un terzo, e gli altri due terzi li pagano i condomini che stanno sotto, nella sua proiezione verticale, in proporzione al valore dei piani. Il danno a chi abita sotto segue la custodia della copertura, e le Sezioni Unite della Cassazione lo ripartiscono allo stesso modo, salva la prova contraria: se la macchia viene dalla condensa o dall'umidità di costruzione, la causa non è il lastrico, e conviene dimostrarlo prima di ripartire spese e danni. Il tetto comune e la terrazza sopra un solo locale seguono regole diverse, descritte nel capitolo su chi paga."}}]}</script><br />
<!--mxLA--></p>
<div style='background:#f6f7f9;border:1px solid #e3e6ea;border-radius:8px;padding:14px 18px;margin:26px 0'><strong style='color:#b11f24'>Leggi anche</strong></p>
<ul style='margin:8px 0 0 18px'>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta sotto la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vegetazione-sui-muri/">Il verde sul muro non è un problema di giardinaggio</a></li>
</ul>
</div>
<p><!--/mxLA--></p>
<hr style='border:none;border-top:3px solid #b11f24;margin-top:34px'>
<table style='width:100%;border-collapse:collapse;font-family:Arial,sans-serif;color:#2a3340;font-size:14px;line-height:1.6'>
<tr>
<td style='vertical-align:top;padding-right:20px'>
<div style='font-size:16px;font-weight:700;color:#b11f24'>Ditta Renzo-ArtHome</div>
<div style='font-weight:600'>di Spedicato Oronzo</div>
<div style='color:#5a6577;margin-bottom:8px'>Specialista in risanamenti di interrati e umidit&agrave; di risalita</div>
<div><strong>Web:</strong> <a href="https://www.renzo-arthome.com">www.renzo-arthome.com</a></div>
<div><strong>E-mail:</strong> renzo.spedicato@gmail.com &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>PEC:</strong> renzoarthome@pec.it</div>
<div><strong>Cell.:</strong> +39 335 844 2978 &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>Ufficio:</strong> +39 371 775 4189</div>
<div style='color:#5a6577'>P.IVA 02475540304</div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://www.renzo-arthome.com/preventivo-gratuito/" style="display:inline-block;background:#b11f24;color:#fff;padding:9px 16px;border-radius:6px;font-weight:700;text-decoration:none">Chiedi un preventivo &rarr;</a></div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://wa.me/393358442978" target="_blank" rel="noopener" title="WhatsApp" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-whatsapp.png' alt='WhatsApp' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.facebook.com/RenzoArtHome" target="_blank" rel="noopener" title="Facebook" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-facebook.png' alt='Facebook' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.linkedin.com/in/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="LinkedIn" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-linkedin.png' alt='LinkedIn' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.tiktok.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="TikTok" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-tiktok.png' alt='TikTok' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.youtube.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="YouTube" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-youtube.png' alt='YouTube' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.instagram.com/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="Instagram" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-instagram.png' alt='Instagram' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a></div>
</td>
<td style='vertical-align:top;width:150px;text-align:center'><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/murature-umide-copertina.jpg' alt='Murature umide: cause e rimedi' width='120' style='border:1px solid #ddd;border-radius:4px'></a></p>
<div style='font-size:12px;color:#5a6577;margin-top:6px'><strong>Murature umide: cause e rimedi</strong><br />Grafill, 2026<br /><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener">Vai al libro &rarr;</a></div>
</td>
</tr>
</table>
<style>#rahLATO{margin:44px auto 0;max-width:680px;font-family:'Open Sans',sans-serif}#rahLATO *{box-sizing:border-box}#rahLATO .rahL-int{background:#fff;border:1px solid #d9dde2;padding:18px 16px 10px}#rahLATO .rahL-tit{font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:700;font-size:15px;letter-spacing:.16em;text-transform:uppercase;color:#262a33;margin:0 0 2px}#rahLATO p{margin:0!important;padding:0!important}#rahLATO .rahL-blog-r{margin:0 0 4px}#rahLATO .rahL-pagine{margin:0 0 12px}#rahLATO .rahL-blog{display:inline-block;font-size:13.5px;color:#a06a00;text-decoration:none;margin:0;border:0}#rahLATO .rahL-blog:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO details{margin:0 0 7px;border-left:4px solid var(--rahf)}#rahLATO summary{cursor:pointer;list-style:none;display:flex;align-items:baseline;gap:8px;font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:600;font-size:14px;color:#2f3440;padding:9px 8px 9px 10px;background:var(--rahv);margin:0}#rahLATO summary::-webkit-details-marker{display:none}#rahLATO summary:before{content:"+";font-weight:700;color:#2f3440;opacity:.55;width:13px;flex:none}#rahLATO details[open]>summary:before{content:"\2212"}#rahLATO .rahL-n{margin-left:auto;font-weight:400;font-size:11.5px;color:#5a6577}#rahLATO ul{list-style:none!important;margin:0!important;padding:6px 4px 8px 12px!important;background:var(--rahv);background:color-mix(in srgb,var(--rahv) 32%,#fff)}#rahLATO li{margin:0!important;padding:4px 6px!important;font-size:13px;line-height:1.45;border-left:2px solid transparent;list-style:none!important}#rahLATO li:before{display:none!important;content:none!important}#rahLATO li a{color:#3f4450;text-decoration:none;border:0;box-shadow:none}#rahLATO li a:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO li.rahL-qui{background:#fdf6d8;border-left-color:#eddf21}#rahLATO li.rahL-qui span{font-weight:600;color:#262a33}#rahLATO li.rahL-qui .rahL-segno{display:block;font-weight:400;font-size:10.5px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#5a6577;margin-top:1px}@media(min-width:1490px){body.postid-4229{overflow:visible!important}article.post-4229{position:relative}#rahLATO{position:absolute;top:0;right:-241px;bottom:0;width:225px;max-width:none;margin:0}#rahLATO .rahL-int{position:sticky;top:106px;max-height:calc(100vh - 126px);overflow-y:auto;padding:14px 12px 8px}#rahLATO summary{font-size:12.5px;padding:8px 6px 8px 8px}#rahLATO li{font-size:12px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:13px}}@media(min-width:1710px){#rahLATO{right:-336px;width:300px}#rahLATO .rahL-int{padding:18px 16px 10px}#rahLATO summary{font-size:14px}#rahLATO li{font-size:13px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:15px}}</style>
<div id="rahLATO">
<div class="rahL-int">
<div class="rahL-tit">Gli articoli</div>
<div class="rahL-blog-r"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/blog/">Indice del blog &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-fase-per-fase/">La casa fase per fase &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/decoder-diagnostico-edile/">Il decoder diagnostico &rarr;</a></div>
<details style="--rahv:#dcebf5;--rahf:#7fadd1">
<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">Le malte impermeabili nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">La barriera chimica nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">Ma come si cura una risalita?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/improvvisamente-l-umidita-di-risalita/">Improvvisamente, l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-danno-e-dove-l-acqua-se-ne-va/">Il danno è dove l&#8217;acqua se ne va</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">Chi dimezza la macchia raddoppia l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">Umidità di risalita e sali solubili: perché bloccare l&#8217;umidità è solo metà del risanamento, e perché l&#8217;asciugatura richiede da mesi ad anni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo un intervento contro l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-risalita-impermeabilizzazione-in/">L&#8217;innalzamento dell&#8217;umidità di risalita in seguito a interventi di impermeabilizzazione dall&#8217;interno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/doppia-barriera-protocollo-renzo-arthome/">Barriere chimiche non occludenti in zona di marea: bastano davvero contro la pressione idrostatica?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">L’umidità igroscopica nell’edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-primaria-e-sali-renzo-arthome/">Umidità di risalita capillare primaria</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radici-stabilita-versanti/">Le radici tengono il terreno solo dove lo attraversano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vegetazione-sui-muri/">Il verde sul muro non è un problema di giardinaggio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">31</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-dei-giunti/">Sul giunto si impermeabilizza un movimento</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-intorno-alla-casa/">Impermeabilizzare il muro è l&#8217;ultima mossa, non la prima</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/costruire-casa-senza-umidita/">La casa asciutta si decide in cantiere</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">Tre centimetri invece di una demolizione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/prima-la-strategia-poi-il-prodotto/">Prima la strategia, poi il prodotto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">La spinta idrostatica nelle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">Il seminterrato fra infiltrazioni, umidità e radon: un approccio integrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/fontana-dei-grifi-allinterno-del-castello-miramare-di-trieste/">Fontana dei Grifi all&#8217;interno del castello Miramare di Trieste</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/interventi-di-impermeabilizzazioni/">Impermeabilizzazioni: come intervenire e quali soluzioni scegliere</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#d9edea;--rahf:#7dbcb5">
<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">16</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-problema-non-e-la-pioggia/">Il problema non è la pioggia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">Umidità di rimbalzo (rain splash)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-meteorica-cap/">Umidità meteorica (penetrating damp)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-condensazione/">Umidità da condensazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sindrome-dell-edificio-malato/">Sindrome dell&#8217;edificio malato: cause, sintomi e soluzioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffe-indoor/">Muffe indoor</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">Condensa interstiziale in edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f2e9d5;--rahf:#c9a970">
<summary>Vespai e solai<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-piove-dal-predalles/">Quando piove dal predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-normative-e-calcoli/">Vespaio aerato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1431-2/">Le infiltrazioni nei predalles: analisi e metodologie di intervento</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f5e3dc;--rahf:#cf9484">
<summary>Casi Studio<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f4eecb;--rahf:#c9b954">
<summary>Norme e libro<span class="rahL-n">5</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/normativa-salubrita-edifici/">Quadro normativo sulla salubrità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1443-2/">Materiali da costruzione radioattivi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pubblicato-il-libro-murature-umide-cause-e-rimedi/">Pubblicato il libro “Murature umide: cause e rimedi”</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#ebedf0;--rahf:#a7adb8">
<summary>Altri articoli<span class="rahL-n">1</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pavimenti-in-resina-nei-dettagli/">I pavimenti in resina nei dettagli</a></li>
</ul>
</details>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</title>
		<link>https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/</link>
					<comments>https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[renzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 12:36:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Diagnosi e metodo]]></category>
		<category><![CDATA[Interrati e impermeabilizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Umidità di risalita e sali]]></category>
		<category><![CDATA[coperture]]></category>
		<category><![CDATA[diagnostica]]></category>
		<category><![CDATA[infiltrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[pluviali]]></category>
		<category><![CDATA[umidità meteorica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.renzo-arthome.com/?p=4240</guid>

					<description><![CDATA[<p>La maggior parte dell'acqua che un tetto raccoglie non passa dal soffitto: scende dai canali e dai pluviali, e quando quel percorso non regge finisce nei muri. La macchia che ne esce viene scambiata per risalita o per condensa. Il conto di quanta acqua è (una falda di 120 metri quadrati sotto un nubifragio scarica 5,47 litri al secondo), il collo di bottiglia che non è il tubo ma la bocca, il punto dove trabocca un canale, il gocciolatoio che distingue una copertina da un cappello, le quote del parapetto e del nodo fra tetto e muro, la dilatazione della lattoneria, la neve e la diga di ghiaccio in gronda, la diagnosi per posizione della macchia e la tavola interattiva che rifà il conto della gronda.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style='font-size:19px;color:#5a6577'><em>La maggior parte dell&#8217;acqua che un tetto raccoglie non passa mai dal soffitto: scende dai canali e dai pluviali. Quando quel percorso non regge finisce nei muri, e la macchia che ne esce viene scambiata per risalita o per condensa. Qui c&#8217;è il conto di quanta acqua è, dove trabocca un canale, perché una copertina senza gocciolatoio non è una copertina, e come si legge la macchia dal punto in cui sta.</em></p>
<p>Mi capita spesso una chiamata per una risalita che risalita non è. La parete esterna di una casa a un piano, o l&#8217;ultimo piano di una palazzina, con l&#8217;intonaco che si sfoglia e i sali che affiorano. Qualcuno ha già proposto un taglio alla base del muro, o una barriera chimica; a volte l&#8217;ha già fatta, e la macchia è ancora lì. Al sopralluogo la fascia bagnata non parte dal pavimento: parte dall&#8217;alto, subito sotto la linea di gronda. Scende a lingua verso il basso, all&#8217;angolo della casa, lungo un tratto di canale o sotto un pluviale. Al centro della stessa parete, in basso, il muro è asciutto.</p>
<p>La variante interna è ancora più frequente. Nella camera all&#8217;ultimo piano la macchia sta in alto, dove il muro incontra il soffitto, e corre lungo il perimetro della stanza: non al centro del soffitto, ma sulla testa del muro esterno. La spiegazione corrente è «il tetto perde», oppure «è condensa». Qualche volta è vero. Molto più spesso l&#8217;acqua è quella che il tetto ha raccolto e non è riuscito a mandare a terra: il canale che si è riempito e ha traboccato dalla parte del muro; la bocca dello scarico chiusa dalle foglie; la copertina del parapetto senza gocciolatoio; il raccordo fra la falda e la muratura che ha preso l&#8217;acqua dal lato sbagliato.</p>
<p>La tesi di questo articolo è semplice, ed è una questione di quantità. Un tetto raccoglie tutta la pioggia che gli cade sopra e la concentra in pochi punti: i canali, le bocche di scarico, i pluviali. Su una falda di centoventi metri quadrati, sotto un nubifragio come quelli che le stazioni italiane hanno misurato nell&#8217;estate del 2022, passano più di cinque litri al secondo, quanto ventisette rubinetti di casa aperti insieme. Quell&#8217;acqua deve avere una strada. Quando la strada non regge, o non c&#8217;è, il muro è il primo posto dove finisce. La macchia che produce ha un aspetto suo, diverso da quello della risalita, della condensa e del pluviale murato. Imparare a leggerla evita di aprire un tetto sano, e di trattare un muro contro un&#8217;acqua che viene dall&#8217;alto.</p>
<p>Il conto di quanta acqua scarica un tetto, e dove si ferma, sta in una norma europea in vigore dal 2001, la UNI EN 12056-3, che tratta i sistemi per l&#8217;evacuazione delle acque meteoriche. Il suo testo è a pagamento. Le formule e i prospetti che uso li riprendo da due fonti che la riportano e che chiunque può aprire: il capitolo sul dimensionamento dei sistemi di raccolta nel manuale del Politecnico di Milano sulle coperture ad alte prestazioni; e il manuale che un istituto idraulico britannico ha scritto per l&#8217;uso della stessa norma nel Regno Unito. Il resto viene dalla letteratura di conservazione, dalle guide britanniche sui parapetti e sulle copertine, dai rapporti sul clima italiano e dagli articoli dell&#8217;architetto Antonio Broccolino sul Codice di Pratica delle coperture continue. Il registro in fondo dice per ogni numero da dove viene.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1181" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig1-le-vie-dell-acqua.png" alt="Sezione della gronda e del muro di una casa con le otto vie per cui l'acqua del tetto arriva nella muratura, numerate: il canale che trabocca dal lato del muro, la bocca di scarico ostruita, il pluviale che perde, la copertina senza gocciolatoio, la pioggia battente sotto la linea di gronda, il giunto della lattoneria, il raccordo fra la falda e il muro, la diga di ghiaccio sopra la testa del muro" class="wp-image-4230" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig1-le-vie-dell-acqua.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig1-le-vie-dell-acqua-300x221.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig1-le-vie-dell-acqua-1024x756.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig1-le-vie-dell-acqua-768x567.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig1-le-vie-dell-acqua-1536x1134.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 1. Le otto vie per cui l&#8217;acqua del tetto finisce nel muro. Nessuna passa dal centro del soffitto: tutte lavorano sul bordo, dove il tetto incontra la muratura. Per ognuna la macchia compare in un posto diverso, ed è da quel posto che parte la diagnosi.</figcaption></figure>
<div id="rahTOC" style="border:1px solid #e2e5ea;border-radius:6px;padding:20px 24px;margin:0 0 32px;background:#fafbfc">
<p style="margin:0 0 10px;font-weight:600;color:#1a2233;font-size:16px">Indice</p>
<ol style="margin:0;padding-left:20px;line-height:1.6">
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#chi-ha-cominciato-a-studiarlo" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Chi ha cominciato a studiarlo</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-parole-che-servono" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le parole che servono</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#quanta-acqua-scarica-un-tetto" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Quanta acqua scarica un tetto</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-collo-di-bottiglia-e-la-bocca-non-il-tubo" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il collo di bottiglia è la bocca, non il tubo</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#dove-trabocca-un-canale-in-carico" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Dove trabocca un canale in carico</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-muro-sotto-la-gronda-un-caso-dalla-letteratura-di-conservazione" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il muro sotto la gronda: un caso dalla letteratura di conservazione</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lo-sporto-e-il-gocciolatoio" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Lo sporto e il gocciolatoio</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-parapetto-due-facce-bagnate-e-lente-ad-asciugare" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il parapetto: due facce bagnate e lente ad asciugare</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-lattoneria-si-muove" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La lattoneria si muove</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-pioggia-battente" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La pioggia battente</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-nodo-fra-il-tetto-e-il-muro" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il nodo fra il tetto e il muro</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-neve-e-il-ghiaccio-in-gronda" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La neve e il ghiaccio in gronda</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#come-si-legge-la-macchia-dal-punto-in-cui-sta" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Come si legge la macchia dal punto in cui sta</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-manutenzione-che-vale-una-diagnosi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La manutenzione che vale una diagnosi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-tavola-interattiva-il-conto-della-gronda" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La tavola interattiva: il conto della gronda</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-sintesi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In sintesi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#domande-frequenti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Domande frequenti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-conclusione" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In conclusione</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#nota-sui-calcoli-e-sulle-fonti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Nota sui calcoli e sulle fonti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lautore" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;autore</a></li>
</ol>
</div>
<h2 id="chi-ha-cominciato-a-studiarlo">Chi ha cominciato a studiarlo</h2>
<p>Il primo trattato di architettura che abbiamo descrive già il guasto per intero. Vitruvio, nel libro sesto del <em>De architectura</em>, parla del cortile con le falde che pendono verso l&#8217;esterno, e dice che dà grandi fastidi nelle riparazioni. I tubi che raccolgono lungo le pareti l&#8217;acqua che scende non la ricevono abbastanza in fretta dai canali; così traboccano, ristagnano, e rovinano le opere di legno e le pareti. Ci sono tutte e tre le parti, il canale, il tubo e il muro rovinato, e c&#8217;è la causa giusta: il tubo non riceve abbastanza in fretta. Nel libro secondo lo stesso autore prescrive, in sommità dei muri di mattoni crudi, sotto le tegole, una struttura di laterizio cotto alta circa un piede e mezzo, con le sporgenze delle cornici. Il testo stesso spiega il motivo: se una tegola si rompe o il vento la sposta, il laterizio cotto protegge il mattone crudo; e la sporgenza fa cadere la goccia oltre il filo del muro. È il gocciolatoio, duemila anni prima del nome, e già con la logica moderna: si dà per scontato che il manto possa cedere e si mette una seconda difesa davanti al muro.</p>
<p>Il diritto romano aveva già dato due nomi diversi alle due acque. La servitù di stillicidio è il diritto di far cadere sul fondo del vicino l&#8217;acqua che gocciola dal proprio tetto nel suo corso naturale; la servitù di flumen è la stessa cosa quando l&#8217;acqua è raccolta e scaricata da un condotto. La goccia sparsa dallo sporto e il getto concentrato di un tubo fanno effetti diversi, e per questo avevano regole diverse. Il codice civile italiano conserva la parola: la sezione che contiene l&#8217;articolo 908, quello che obbliga a costruire i tetti perché l&#8217;acqua scoli sul proprio fondo e, se esistono colatoi pubblici, a immetterla con gronde o canali, si intitola ancora «Dello stillicidio».</p>
<p>Il doccione sembra più antico del canale, e invece ne è la conseguenza. Lo scrive Eugène Viollet-le-Duc nella voce gargouille del suo dizionario ragionato di architettura francese: solo verso l&#8217;inizio del Duecento si misero i canali di gronda e, di conseguenza, i doccioni allo scarico dei tetti; fino ad allora l&#8217;acqua dei tetti sgocciolava direttamente sulla via pubblica per mezzo della sporgenza data ai cornicioni. Finché non c&#8217;è la gronda non serve una bocca: basta lo sporto. La sua cronologia va presa come sua, non come dato archeologico. Nel 1190 il coro di Notre-Dame non aveva né canali né doccioni; verso il 1210 l&#8217;acqua dei canali usciva su canaletti ricavati nei gocciolatoi, a distanze regolari; verso il 1220 a Laon compaiono i primi doccioni, larghi e pochi; verso il 1240 a Parigi sono impiegati sistematicamente. E dà la ragione tecnica della loro moltiplicazione, che è la stessa di oggi: gli architetti del Duecento riconobbero che c&#8217;era un vantaggio considerevole a dividere le cadute d&#8217;acqua. Questo evitava le lunghe pendenze nei canali, e riduceva ogni caduta a un filo d&#8217;acqua sottilissimo, incapace di nuocere alle costruzioni sottostanti. Negli stessi anni, nel dicembre del 1240, a Londra il re ordinava di prolungare le gronde di piombo della torre appena imbiancata perché il muro non deperisse per lo sgocciolamento della pioggia: quell&#8217;ordine, e la strada che dal piombo porta alla ghisa e poi al tubo dentro il muro, li ho raccontati nell&#8217;<a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">articolo sul pluviale</a>.</p>
<p>Il manuale italiano che ha formato i cantieri del primo Novecento ha un capitolo intero su canali, pluviali e coperture delle cornici, e lo si può leggere per intero: è il <em>Manuale dell&#8217;architetto</em> di Daniele Donghi, uscito nel 1905 e ristampato senza modifiche nel 1923, nella copia digitalizzata dal Politecnico di Torino. Donghi definisce lo scopo della gronda in una riga. Un canale ben fatto, scrive Donghi, deve raccogliere l&#8217;acqua delle falde e smaltirla in modo che non abbiano a soffrire per il gocciolamento della grondaia né la fronte dell&#8217;edificio né le sue adiacenze. Poi dà le regole. Tre si sono perse, e valgono ancora. La prima: per impedire il rigurgito dell&#8217;acqua dal canale verso la falda, l&#8217;orlo anteriore del canale si tiene più basso del lembo interno; oggi si montano canali con la fascia frontale alta per ragioni estetiche. Il manuale britannico del 2003 avverte che quel canale, dal punto di vista del rischio, si comporta come un canale interno. La seconda: nel sottogrondio del cornicione si pratica una scanalatura, detta propriamente gocciolatoio. Serve ad arrestare e a far sgocciolare le acque che per caso venissero a traboccare dalla doccia e a colare lungo il frontalino; e l&#8217;intradosso si tiene un po&#8217; inclinato in avanti, non orizzontale. Il cornicione è dichiarato seconda linea di difesa, per l&#8217;acqua che la gronda lascerà passare. La terza: la pendenza del canale, per il solo scopo di smaltire l&#8217;acqua, non sarebbe neppure necessaria; serve perché il canale si asciughi presto anche dopo le piccole piogge e perché gli escrementi degli uccelli, che lo corrodono, vengano asportati. Donghi dà anche i numeri: da 0,8 a 1 centimetro quadrato di sezione di canale per ogni metro quadrato di tetto in pianta, che è la stessa regola del pollice che circola oggi applicata al pluviale; nelle località con acquazzoni improvvisi e vento forte, dimensioni anche doppie: oggi si direbbe un&#8217;intensità di progetto locale più alta, perché il coefficiente di rischio della norma dipende da dove va l&#8217;acqua che trabocca, non dal clima; per il nord Italia una pioggia massima dei grandi temporali di 0,000025 metri cubi al secondo per metro quadrato, che sono 90 millimetri all&#8217;ora; e per i canali di zinco una lunghezza massima di quindici metri, con cinquanta gradi di escursione di irraggiamento, non di temperatura dell&#8217;aria, e un millimetro e mezzo al metro di variazione.</p>
<p>Il calcolo vero nasce nel 1934, e ha una data di nascita scritta nella prima riga. K. Hilding Beij, del Bureau of Standards americano, apre il suo rapporto sul flusso nei canali di gronda con una frase netta: fino ad allora il progetto dei canali era solo questione di giudizio basato sull&#8217;esperienza, e le regole in uso erano arbitrarie e molto diverse fra loro. Poi misura, in laboratorio, la capacità di canali rettangolari e semicircolari alimentati lungo tutta la lunghezza, come lo è una gronda vera. La ricerca è condotta insieme dall&#8217;associazione americana dei produttori di rame e ottone e dal Bureau of Standards. Due delle sue conclusioni sono il cuore di questo articolo. La causa abituale della tracimazione delle gronde, scrive, è la capacità insufficiente dei raccordi di scarico: le bocche sono molto comunemente troppo piccole, e possono essere ostruite ulteriormente dai filtri e dalle foglie. E sull&#8217;intensità di progetto: la si chiede alla stazione meteorologica più vicina. La si sceglie abbastanza alta perché le dimensioni ricavate dai grafici si possano usare direttamente, senza moltiplicare per qualche arbitrario coefficiente di sicurezza. La teoria di Beij entra in un codice britannico nel 1974, per i canali interni. Nel 1983 entra nella norma britannica che la estende a tutti i canali, con le capacità delle bocche misurate a Wallingford; quella norma è la base della norma europea approvata nel 1999 e recepita in Italia nel 2001, e del manuale britannico del 2003 che la spiega. La norma europea, avverte quel manuale, è più povera della norma nazionale che ha sostituito: non contiene i dati di pioggia, e il Regno Unito li ha rimessi in sei appendici nazionali. L&#8217;Italia non l&#8217;ha fatto. Nel frattempo i 90 millimetri all&#8217;ora di Donghi, più alti dei 75 che la norma britannica del 1983 usava come valore fisso, stanno sotto di quasi la metà rispetto ai 164 all&#8217;ora ricavati dalla misura del Sannio del 9 agosto 2022.</p>
<p>L&#8217;ultimo passaggio è un rovesciamento. Per duemila anni la regola è stata allontanare l&#8217;acqua dal muro e dal lotto il più in fretta possibile. Dal 2002 il Veneto chiede di valutare la compatibilità idraulica degli strumenti urbanistici. Dal 2017 la Lombardia applica l&#8217;invarianza idraulica agli interventi edilizi del suo regolamento, con vasche, trincee e pozzi drenanti. Le fognature e i fiumi non reggono più i deflussi delle superfici impermeabili. Così l&#8217;acqua del tetto torna vicino al piede dei muri, e un pozzo drenante troppo vicino alla fondazione può bagnare il muro come un pluviale rotto.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="914" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig2-linea-del-tempo.png" alt="Linea del tempo su due righe, da Vitruvio alla guida di Historic England del 2024, con i venti passaggi della storia della raccolta dell'acqua e della protezione del muro, e il segno che distingue le fonti verificate sull'originale da quelle riprese da fonti secondarie" class="wp-image-4231" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig2-linea-del-tempo.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig2-linea-del-tempo-300x171.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig2-linea-del-tempo-1024x585.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig2-linea-del-tempo-768x439.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig2-linea-del-tempo-1536x877.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 2. Da Vitruvio al 2024: il muro si bagna sempre allo stesso modo. Vitruvio scrive che il tubo non riceve abbastanza in fretta l&#8217;acqua del canale, e per questo si rovinano legni e pareti; Beij, nel 1934, dopo le prove sui canali, conclude che la causa abituale della tracimazione è la bocca, troppo piccola o ostruita. Nelle tavole OK segna i valori verificati sull&#8217;originale e SEC quelli ripresi da una fonte secondaria dichiarata; nel testo e nel registro gli stessi segni sono ✅ e ⚠️.</figcaption></figure>
<h2 id="le-parole-che-servono">Le parole che servono</h2>
<p><strong>Il canale di gronda a sporto e il canale interno.</strong> Il canale a sporto è quello appeso al bordo della falda, fuori dal filo del muro: se si riempie, trabocca lungo tutto il suo bordo esterno, lontano dalla facciata, e l&#8217;acqua finisce a terra. Il canale interno è tutto il resto: il canale di compluvio fra due falde, il canale dietro un parapetto o dietro una fascia frontale più alta del bordo interno, il canale a cavallo di un muro di confine fra due case a schiera. Idraulicamente i quattro tipi sono simili. La differenza è tutta in dove va l&#8217;acqua quando il canale non ce la fa: il canale a sporto la manda nel prato, il canale interno la manda nell&#8217;edificio. Quando mancano i dati statistici locali, la norma europea moltiplica per due l&#8217;intensità minima del suo prospetto se la tracimazione entra in casa, e per tre negli edifici che non possono bagnarsi.</p>
<p><strong>La bocca di efflusso, che in cantiere si chiama bocchettone.</strong> È l&#8217;imbocco dello scarico, il punto in cui il canale consegna l&#8217;acqua al tubo verticale. La sua capacità dipende dal diametro, dall&#8217;altezza d&#8217;acqua che le sta sopra, che si chiama battente, e dalla forma dell&#8217;imbocco: un imbocco a spigoli vivi porta meno di uno conico o arrotondato. Il parafoglie, la griglia o la cipolla che si infila nella bocca per fermare le foglie, dimezza la capacità già da pulito.</p>
<p><strong>Il punto di portata nulla.</strong> In ogni tratto di canale c&#8217;è un punto da cui l&#8217;acqua non va da nessuna parte: la testata chiusa, oppure lo spartiacque fra due bocche, dove il flusso si divide. Lì l&#8217;acqua è ferma ed è più profonda che alla bocca. Nei canali in piano è il punto in cui il canale trabocca per primo, e da terra si guarda di rado.</p>
<p><strong>Il pluviale.</strong> È il tubo verticale che porta l&#8217;acqua a terra, e in molte case corre dentro il muro. Di quel tubo, di come perde e di come si prova con una canna e un secchio ho scritto in <a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a>: qui lo tratto solo come anello della catena, e come collo di bottiglia che non è.</p>
<p><strong>Il troppopieno.</strong> È una seconda uscita, più alta della prima, che entra in funzione quando la prima non basta o si ostruisce. Ha tre lavori, e conviene tenerli distinti: avvisa che qualcosa è chiuso, limita l&#8217;allagamento, e copre gli eventi rari così che lo scarico principale possa essere dimensionato su quelli frequenti. Quando un troppopieno scarica, segnala che la bocca principale è chiusa o non basta.</p>
<p><strong>Lo sporto di gronda e il gocciolatoio.</strong> Lo sporto è la parte della falda che sporge oltre il filo del muro; più è profondo, meno pioggia arriva sulla parete sotto. Il gocciolatoio è la scanalatura sotto il bordo di una lastra, di una copertina o di una soglia: interrompe il velo d&#8217;acqua che per tensione superficiale risalirebbe sotto la lastra e tornerebbe sulla faccia del muro, e obbliga la goccia a staccarsi. Una tinteggiatura che lo riempie lo cancella.</p>
<p><strong>La copertina e il cappello.</strong> Nel codice di pratica britannico sulla muratura, ritirato nel 2010, la copertina è l&#8217;elemento in sommità di un muro che allontana l&#8217;acqua da tutte le superfici esposte sotto di sé; il cappello è quello che non lo fa. La differenza fra i due è il gocciolatoio. Un mattone di coltello che sporge dal muro, senza scanalatura sotto, è un cappello, non una copertina, per quanto sporga.</p>
<p><strong>La scossalina e la conversa.</strong> La scossalina è la lamiera che copre e protegge il bordo alto di un risvolto, o la sommità di un muro; la conversa è la lamiera sagomata che raccorda la falda con un camino, un muro più alto, un compluvio. Sono lattoneria, cioè metallo che si allunga d&#8217;estate e si accorcia d&#8217;inverno, e che ha bisogno di posti dove muoversi.</p>
<p><strong>Il nodo fra il tetto e il muro.</strong> È il punto in cui la falda, o il manto del tetto piano, si attacca alla muratura: il risvolto che sale sul parapetto, la scossalina che lo copre, la membrana dentro il muro che riceve l&#8217;acqua e la porta fuori. Nei tetti piani, come riporta la guida britannica sui parapetti, i raccordi progettati male sono la causa di infiltrazione indicata più spesso.</p>
<p><strong>La pioggia battente.</strong> È la pioggia spinta dal vento contro una parete verticale. Ha una norma di calcolo, la UNI EN ISO 15927-3, e un indice che dipende dal vento, dalla pioggia e dall&#8217;orientamento. Non è acqua del tetto, ma il tetto decide quanta ne arriva sul muro: il fattore di parete della norma dipende dallo sporto di gronda.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1105" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig3-le-parole.png" alt="Sezione quotata del bordo di una copertura a falde e di un tetto piano con parapetto, con le parole della raccolta dell'acqua al loro posto: canale a sporto, canale dietro parapetto, bocca di efflusso e battente, punto di portata nulla, pluviale, troppopieno, sporto, gocciolatoio, copertina, scossalina, conversa e nodo fra tetto e muro" class="wp-image-4232" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig3-le-parole.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig3-le-parole-300x207.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig3-le-parole-1024x707.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig3-le-parole-768x530.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig3-le-parole-1536x1061.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 3. Le parole al loro posto. A sinistra la falda con il canale a sporto: se trabocca, l&#8217;acqua cade lontano dal muro. A destra il tetto piano con il canale dietro il parapetto: se trabocca, l&#8217;acqua non ha un fuori dove andare. In mezzo la bocca con il suo battente, il pluviale, il troppopieno più alto della bocca, la copertina con il gocciolatoio a quaranta millimetri dal filo del muro.</figcaption></figure>
<h2 id="quanta-acqua-scarica-un-tetto">Quanta acqua scarica un tetto</h2>
<p>Il conto parte da una definizione: un millimetro di pioggia caduto su un metro quadrato è un litro d&#8217;acqua. La norma europea lo scrive come una moltiplicazione: la portata da smaltire è l&#8217;intensità della pioggia per la superficie in pianta per un coefficiente di deflusso. Per tegole, lamiera, membrane bituminose e sintetiche il coefficiente vale uno: tutto quello che cade scende. Con l&#8217;intensità in millimetri all&#8217;ora e la superficie in metri quadrati, i litri al secondo si ottengono dividendo per 3.600.</p>
<p>Prendo la stessa falda dell&#8217;articolo sul <a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">tetto coibentato</a>, centoventi metri quadrati in proiezione, cioè mezza copertura di una villetta, e la metto sotto quattro piogge diverse.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Pioggia</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Intensità</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Litri al secondo</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Litri al minuto</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Rubinetti di casa aperti</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>temporale forte, scenario dell&#8217;articolo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>40 mm/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,33</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>80</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>7</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>valore di progetto italiano basso, 0,03 l/s per m²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>108 mm/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3,60</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>216</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>18</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>nubifragio misurato il 9 agosto 2022 in Campania</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>164 mm/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5,47</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>328</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>27</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>valore di progetto italiano alto, 0,05 l/s per m²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>180 mm/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>6,00</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>360</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>30</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 1. La portata di una falda di 120 metri quadrati alle quattro intensità dell&#8217;articolo. Il rubinetto di casa è preso a 12 litri al minuto, per dare un&#8217;idea dell&#8217;ordine di grandezza.</em></p>
<p>Il nubifragio della terza riga non è inventato. Il rapporto del Sistema nazionale per la protezione dell&#8217;ambiente sul clima italiano del 2022 elenca, stazione per stazione, le intensità misurate quell&#8217;anno: 27,4 millimetri in dieci minuti a San Salvatore Telesino, nel Beneventano, il 9 agosto, che riportati all&#8217;ora fanno 164 millimetri; 51,6 in venti minuti nella stessa stazione; 64 in mezz&#8217;ora e 80 in un&#8217;ora a Caserta Vecchia lo stesso giorno; circa 30 in un quarto d&#8217;ora a Stromboli il 12 agosto; 73,4 in un&#8217;ora a Curcuraci, sopra Messina, la massima intensità regionale in vent&#8217;anni; 84 all&#8217;ora a Trapani fra il 25 e il 26 settembre; oltre 100 in un&#8217;ora in Val di Fassa fra il 5 e il 6 agosto. Per le intensità della Campania il rapporto annota che sono spesso i massimi osservati da ciascuna stazione dall&#8217;inizio delle misure.</p>
<p>Per un tetto conta la pioggia dei pochi minuti, non quella del giorno. Il manuale britannico riporta l&#8217;unico studio di campo noto, come scrive lo stesso manuale, sul tempo che l&#8217;acqua impiega ad arrivare dal colmo allo scarico. Su una falda a 4,4 gradi lunga trenta metri, 45 secondi in media e 90 al massimo; su un tetto quasi piano lungo diciotto, 80 secondi in media e 240 al massimo. Per questo l&#8217;appendice nazionale britannica dimensiona sull&#8217;evento di due minuti, come riporta il manuale del 2003; il testo europeo lascia la durata ai dati statistici locali, e chiede di contare tutto il deflusso. Il valore di progetto alto della tabella, 180 millimetri all&#8217;ora, non è un margine generoso: è l&#8217;ordine di grandezza di quello che le stazioni italiane hanno misurato sui dieci e sui venti minuti.</p>
<p>Sul valore di progetto da usare in Italia c&#8217;è un problema che preferisco dichiarare. La norma dice di usare i dati statistici locali quando esistono, e solo in loro assenza un valore minimo da prospetto moltiplicato per un coefficiente di rischio; la versione italiana non ha un&#8217;appendice con le carte delle intensità. Le guide professionali in rete si contraddicono di un fattore dieci: chi scrive 0,05 litri al secondo per metro quadrato, cioè 180 millimetri all&#8217;ora, e chi scrive 0,005, cioè 18, che è un temporale ordinario e non un evento di progetto. Per confronto, la vecchia norma britannica usava un valore fisso di 75 millimetri all&#8217;ora, oggi abbandonato; nel Regno Unito il valore di un anno di tempo di ritorno va da 79 millimetri all&#8217;ora a Londra a 36 nel nord della Scozia. A Londra sale a 202 con cinquant&#8217;anni di tempo di ritorno, e a 317 con cinquecento; la Germania progetta canali e pluviali esterni sulla pioggia locale di cinque minuti attesa una volta ogni cinque anni. In questo articolo uso la formula, che è certa, le misure italiane, che sono documentate, e l&#8217;intervallo fra 0,03 e 0,05 come prassi corrente e non come prescrizione. Le guide di conservazione britanniche aggiungono un&#8217;avvertenza che vale anche qui. I valori fissi di intensità ignorano le differenze fra le regioni e il clima del luogo; per un sistema che deve reggere il clima che cambia, non sono più considerati buona pratica.</p>
<p>Il coefficiente di rischio dipende da dove va l&#8217;acqua quando il canale trabocca.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Dove sta il canale</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Coefficiente</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>canale a sporto, caso normale</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>canale a sporto dove la tracimazione crea disagio: ingressi di edifici pubblici, zone di forte passaggio</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,5</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>canale interno, dove con piogge oltre quella di progetto l&#8217;acqua entra nell&#8217;edificio</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2,0</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>canale interno di edifici che non possono bagnarsi: ospedali, impianti di telecomunicazione, musei, depositi di sostanze che diventano tossiche a contatto con l&#8217;acqua</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3,0</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 2. Il coefficiente di rischio della norma europea, come lo riporta il manuale del Politecnico. Il coefficiente si applica all&#8217;intensità minima del prospetto, cioè quando mancano i dati statistici locali; con i dati statistici la norma chiede di scegliere l&#8217;intensità secondo il rischio accettabile.</em></p>
<p>Il coefficiente 2,0 esiste per una ragione sola: il canale interno che tracima non bagna il prato, bagna la muratura e il solaio. La norma lo mette in conto raddoppiando l&#8217;intensità minima. In cantiere lo si mette in conto sapendo che, quando il canale dietro un parapetto trabocca, l&#8217;acqua non ha un&#8217;uscita verso l&#8217;esterno.</p>
<p>C&#8217;è un&#8217;ultima correzione, e riguarda il vento. La norma permette di non contarlo, ma offre un&#8217;opzione che il Regno Unito ha adottato: sotto la pioggia di progetto le gocce cadono inclinate di circa 26 gradi dalla verticale, due in verticale per uno in orizzontale. La superficie che raccoglie diventa allora la pianta più metà dell&#8217;area esposta in prospetto. Una falda a 6 gradi raccoglie il 5 per cento in più della sua pianta, una a 26 gradi il 24 per cento in più. E una parete verticale che scarica su un tetto raccoglie anche lei: l&#8217;appendice britannica conta metà dell&#8217;area esposta della parete, fino a dieci metri sopra il canale. È il ponte fra questo capitolo e quello sulla pioggia battente: la norma dello scarico ammette che la pioggia arriva di traverso, e che i muri la raccolgono e la mandano sul tetto.</p>
<h2 id="il-collo-di-bottiglia-e-la-bocca-non-il-tubo">Il collo di bottiglia è la bocca, non il tubo</h2>
<p>Da terra la colpa va sempre al tubo, che sembra piccolo. Il tubo però non è quasi mai il problema, e i numeri della norma lo dicono in modo netto.</p>
<p>Un pluviale verticale lavora a sezione parziale: l&#8217;acqua scende aderente alla parete interna e al centro resta aria. La norma lo dimensiona con un grado di riempimento di un terzo, e per quel riempimento il prospetto delle capacità dà questi valori.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Diametro interno del pluviale</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Capacità a riempimento di un terzo</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Falda servita a 108 mm/h</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Falda servita a 180 mm/h</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>80 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5,9 l/s</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>197 m²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>118 m²</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>100 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>10,7 l/s</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>357 m²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>214 m²</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>120 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>17,4 l/s</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>580 m²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>348 m²</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>150 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>31,6 l/s</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1.053 m²</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>632 m²</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 3. Capacità dei pluviali per diametro interno, dal prospetto della norma come riportato dal manuale del Politecnico. Le due colonne di destra sono un conto mio: la superficie che ogni tubo potrebbe servire alle due intensità di progetto, se il tubo fosse l&#8217;unico limite.</em></p>
<p>Un tubo da cento millimetri, pieno per un terzo, porta più di dieci litri al secondo: il doppio del nubifragio sulla falda dell&#8217;esempio. Il limite sta prima del tubo, nella bocca che lo alimenta. La norma calcola la capacità di una bocca a fondo piatto con due formule, come riporta il manuale britannico del 2003. Finché il battente, cioè l&#8217;acqua sopra la bocca, resta sotto metà del diametro, la bocca lavora come uno stramazzo. La portata allora cresce con il diametro e con il battente elevato a tre mezzi. Oltre metà del diametro la bocca lavora come una luce, e la portata cresce con il quadrato del diametro e con la radice del battente. In tutte e due le formule il coefficiente vale uno per la bocca libera e mezzo per la bocca con filtro o parafoglie. Con una bocca da cento millimetri e tre centimetri di battente si è nel primo caso: 2,19 litri al secondo a bocca libera e 1,10 con il parafoglie, perché la griglia, anche pulita, dimezza. Il tubo da cento porta 10,7 litri al secondo, la sua bocca con il parafoglie 1,10: circa dieci volte di meno. Lo scrive la norma stessa, nel punto sui pluviali: la capacità del sistema dipende di solito dalle bocche di efflusso, non dai pluviali. Una presentazione dell&#8217;Ordine degli ingegneri di Napoli riporta la frase alla lettera.</p>
<p>La forma dell&#8217;imbocco pesa quanto il diametro. Con un imbocco conico largo fino a una volta e mezzo il tubo, il diametro efficace è quello dell&#8217;imbocco; con un imbocco arrotondato è il 90 per cento. Il manuale britannico avverte che le didascalie della figura della norma, riprese dal manuale del Politecnico, rovesciano quel limite. Con il bocchettone comune, a spigoli vivi, il diametro efficace è quello del tubo. A parità di tubo, una bocca svasata porta una volta e mezzo di più con battente basso, e più del doppio con battente alto.</p>
<p>Sulla falda dell&#8217;esempio il conto si chiude così: sotto il nubifragio misurato servono cinque bocche da cento con il parafoglie, o tre libere, per tenere l&#8217;acqua a tre centimetri sopra la bocca. Con una bocca sola l&#8217;acqua sale, supera il bordo interno, e comincia il capitolo dei muri.</p>
<p>La regola pratica degli impermeabilizzatori italiani, come la riporta l&#8217;architetto Antonio Broccolino, è che il diametro dello scarico in centimetri, elevato al quadrato, dà la superficie in metri quadrati che quello scarico può servire: dieci centimetri per cento metri quadrati, dodici per centoquarantaquattro, quindici per duecentoventicinque. Lo stesso autore la dichiara prudente rispetto alla letteratura tecnica e rimanda per il dimensionamento alla norma. Il margine c&#8217;è davvero, e si può misurare: il tubo da cento a riempimento di un terzo porta 3,6 volte la portata di cento metri quadrati a 108 millimetri all&#8217;ora e 2,1 volte quella a 180. Ma è un margine sul tubo, e il tubo, si è visto, non è il limite.</p>
<p>Il manuale del Politecnico aggiunge due vincoli di posizione: un pluviale serve in genere non più di centocinquanta metri quadrati, e due pluviali stanno a non più di dieci metri l&#8217;uno dall&#8217;altro. Su dieci metri il canale, per pendere verso la bocca, scende già di circa cinque centimetri.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1143" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig4-il-collo-di-bottiglia.png" alt="Tavola con i conti della falda di 120 metri quadrati: in alto a sinistra le barre delle portate alle quattro intensità con i rubinetti equivalenti, in alto a destra il confronto fra la capacità del pluviale da 100, della bocca libera e della bocca con il parafoglie, in basso la capacità dei canali semicircolari per sviluppo commerciale e la perdita dei canali lunghi in piano" class="wp-image-4233" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig4-il-collo-di-bottiglia.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig4-il-collo-di-bottiglia-300x214.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig4-il-collo-di-bottiglia-1024x732.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig4-il-collo-di-bottiglia-768x549.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig4-il-collo-di-bottiglia-1536x1097.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 4. Quanta acqua scarica una falda di 120 metri quadrati, e dove si ferma. Il pluviale da 100 porta 10,7 litri al secondo; la bocca che lo alimenta, con tre centimetri di battente e il parafoglie, ne porta 1,10. Sotto il nubifragio misurato servono cinque bocche così, o tre libere. In basso i canali: uno sviluppo da 333 millimetri porta al massimo 2,25 litri al secondo se è corto e in piano, e ne perde fino al 40 per cento se è lungo e in piano.</figcaption></figure>
<h2 id="dove-trabocca-un-canale-in-carico">Dove trabocca un canale in carico</h2>
<p>Un canale raccoglie l&#8217;acqua lungo tutta la sua lunghezza, e la porta a una bocca. Per muoversi verso la bocca l&#8217;acqua deve accelerare, e per accelerare ha bisogno di una pendenza del pelo libero: la superficie dell&#8217;acqua è più alta all&#8217;estremità lontana dalla bocca e più bassa alla bocca. Il manuale britannico ne trae una conseguenza che in cantiere sorprende spesso: un canale in piano, o quasi in piano, tende a traboccare per primo nel punto di portata nulla, dove l&#8217;acqua è più profonda, e non alla bocca. La testata chiusa e lo spartiacque fra due bocche sono i punti in cui un canale in piano sfiora per primo, e da terra si guardano di rado. Gli angoli sono un caso diverso: nei canali a sporto tolgono il 15 per cento di capacità al tratto, nei canali interni fanno accumulare l&#8217;acqua contro il lato esterno della curva.</p>
<p>La capacità di un canale si calcola dalla sua sezione. Per i canali semicircolari la norma dà una capacità nominale proporzionale all&#8217;area della sezione elevata a 1,25, e una capacità di progetto pari al 90 per cento della nominale; per i canali a cassetta la formula ha un coefficiente diverso e due correzioni per la profondità e per la forma. Il manuale britannico fa l&#8217;esempio di un mezzo tondo da 150 millimetri di diametro, che dà 2,38 litri al secondo nominali. Applicando la stessa formula agli sviluppi commerciali italiani si ottengono le capacità di progetto massime della tabella; il diametro è la larghezza del canale che riporta la scheda tecnica di un produttore.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Sviluppo del canale semicircolare</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Larghezza dalla scheda tecnica</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Capacità di progetto massima, canale corto e in piano</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>250 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>105 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,88 l/s</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>280 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>127 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,41 l/s</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>333 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>153 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2,25 l/s</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>400 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>192 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3,97 l/s</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>500 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>250 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>7,69 l/s</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 4. Capacità dei canali semicircolari secondo la formula della norma, per gli sviluppi commerciali correnti. Il diametro è la larghezza del canale riportata dalla scheda tecnica di un produttore italiano, bordino compreso, quindi le capacità sono un limite superiore.</em></p>
<p>La falda dell&#8217;esempio, sotto il nubifragio misurato, scarica 5,47 litri al secondo. Un canale da 333, largo 153 millimetri come riporta la scheda tecnica, corto e in piano ne porta al massimo 2,25: meno della metà. Servono uno sviluppo da 500 oppure più bocche, che dividano la portata in tratti da non più di 2,25 litri al secondo.</p>
<p>Il canale però è di rado corto. La norma chiama idraulicamente corto un canale lungo non più di cinquanta volte la sua profondità; oltre, la resistenza fa salire l&#8217;acqua verso monte e la capacità scende. Il manuale britannico dà le formule di quel coefficiente, che riproducono il prospetto della norma: un canale in piano lungo cento volte la sua profondità perde il 7 per cento, lungo duecento volte perde il 20, lungo cinquecento volte perde il 40. La pendenza verso la bocca recupera e guadagna, fino a un massimo di dieci millimetri al metro, oltre i quali la norma sconsiglia perché la velocità e la turbolenza fanno traboccare localmente: con dieci millimetri al metro la capacità sale fino al 55 per cento in più del canale in piano. Sul canale da 333 dell&#8217;esempio, lungo dodici metri e in piano, con la profondità presa pari a metà della larghezza il rapporto fra lunghezza e profondità vale 157, e la capacità scende da 2,25 a 1,93 litri al secondo; con sei millimetri al metro verso la bocca sale a 2,65.</p>
<p>Il manuale aggiunge due avvertenze. La prima: le procedure della norma contengono margini di sicurezza, ma quei margini non vanno usati come protezione. Li annulla un canale posato fuori quota o fuori pendenza, o un po&#8217; di detriti sul fondo. Un canale nato con il 10 per cento di margine e posato con una contropendenza di un centimetro non ha più margine: sul canale da 333 dell&#8217;esempio, rifacendo il conto con la formula della norma, quel centimetro di profondità in meno toglie circa un quinto della capacità. La seconda: gli angoli lungo un canale interno non si fanno, perché l&#8217;acqua che gira si accumula contro il lato esterno della curva e trabocca lì; dove il canale deve cambiare direzione ci vuole una cassetta di raccolta.</p>
<p>E poi c&#8217;è la distinzione che regge tutto l&#8217;articolo. Il canale a sporto può traboccare in sicurezza lungo tutto il suo bordo, lontano dalla facciata: per questo la norma non gli chiede un franco, e l&#8217;appendice britannica lo dimensiona sull&#8217;evento di un anno. Il canale dietro il parapetto, il canale di compluvio e il canale a muro di confine non possono traboccare lontano dall&#8217;edificio; lo stesso vale per il canale a sporto con la fascia frontale più alta del bordo interno. Se sfiorano, l&#8217;acqua va dentro. Per loro la norma chiede un franco sopra il livello di progetto e raccomanda un troppopieno; nel Regno Unito l&#8217;appendice nazionale aggiunge categorie con tempi di ritorno più lunghi.</p>
<p>Sui troppopieni la norma dà un obbligo e una raccomandazione. L&#8217;obbligo sta nel punto sulle bocche: sui tetti piani con parapetto ogni area deve avere almeno due bocche, oppure una bocca e un troppopieno di emergenza. La raccomandazione sta al punto 6.4: sui tetti piani con parapetto e nei canali che non sono a sporto conviene prevedere troppopieni o bocche di emergenza. Servono a ridurre il rischio che l&#8217;acqua tracimi dentro l&#8217;edificio, e quello di sovraccarico strutturale. Il manuale britannico dà anche la formula della soglia sfiorante, la cui lunghezza cresce con la portata e cala con la potenza tre mezzi del carico d&#8217;acqua disponibile sopra la soglia: per i 5,47 litri al secondo della falda dell&#8217;esempio servono 37 centimetri di soglia con cinque centimetri di carico, e 80 centimetri con tre. Se il troppopieno è ricavato nella testata del canale, la sua soglia deve stare vicina al livello di progetto, per non entrare in funzione troppo spesso. Allora il carico utile si riduce a circa il 30 per cento della profondità del canale: sui canali lunghi con più bocche i troppopieni alle estremità aiutano poco nel mezzo.</p>
<p>L&#8217;architetto Broccolino, negli articoli in cui commenta il Codice di Pratica delle coperture continue, aggiunge la pratica di cantiere. Sulle coperture impermeabilizzate, scrive l&#8217;autore, è sempre consigliabile un troppopieno; il più semplice è un doccione con l&#8217;imbocco pochi centimetri sopra il piano di scorrimento. Una soluzione che lo stesso autore giudica molto interessante e funzionale sta più in basso: il troppopieno innestato direttamente sulla colonna del pluviale, uno o più metri sotto il solaio di copertura, che esce all&#8217;esterno con una curva a una quota di qualche decimetro più alta del primo innesto. Se il pluviale si riempie, l&#8217;acqua esce fuori prima di arrivare alla quota del bocchettone. E due regole di prudenza: gli scarichi che risultano dal calcolo si aumentano sempre di almeno uno. Quando uno scarico è collegato a un pluviale conviene interporre una cassetta ispezionabile, che fa anche da troppopieno se il tubo si intasa. Il Codice di Pratica, come riporta lo stesso autore, non ammette una copertura che non possa scaricare attraverso gli scarichi predisposti, e fissa le pendenze minime del piano di scorrimento: l&#8217;1 per cento in generale, il 3 per cento con l&#8217;elemento di tenuta autoprotetto con lamina metallica a vista, l&#8217;1,5 per cento con l&#8217;isolante a tetto rovescio o a sandwich. Sotto quelle pendenze l&#8217;acqua ristagna, e il ristagno sopra un canale interno lascia l&#8217;acqua più a lungo a contatto con i raccordi.</p>
<h2 id="il-muro-sotto-la-gronda-un-caso-dalla-letteratura-di-conservazione">Il muro sotto la gronda: un caso dalla letteratura di conservazione</h2>
<p>Che cosa succede al muro quando il sistema di raccolta non regge lo descrive, senza giri di parole, una scheda diagnostica del 2010. La pubblicano Roberto Cecchi e Paolo Gasparoli nel loro lavoro sulla prevenzione e la manutenzione dei beni culturali edificati, nel caso studio dell&#8217;area centrale di Roma. Per gli esterni di un tempio, scrivono, le problematiche più rilevanti sono connesse a un inadeguato sistema di smaltimento delle acque meteoriche. La causa è soprattutto un numero esiguo di pluviali rispetto allo sviluppo della copertura, con probabili contropendenze dei canali. Questo ha prodotto ristagni consistenti d&#8217;acqua e di terriccio nei canali di gronda. Il loro peso, scrivono gli autori, può aver disallineato ancora di più le pendenze e aperto nuovi punti di infiltrazione; e l&#8217;acqua rischia di entrare nelle murature sottostanti. Nella scheda della gronda annotano un forte accumulo d&#8217;acqua fra due discese, dovuto anche a un&#8217;interruzione del canale a cui non corrisponde un pluviale. Un&#8217;altra criticità riguarda le copertine in malta che raccordano i livelli di falda con la muratura, dove non sono coperte dallo sporto di gronda. All&#8217;interno trovano macchie sull&#8217;intonaco della cupola, che riconducono a infiltrazioni negli innesti delle coperture sul tamburo.</p>
<p>È la stessa sequenza che si legge sotto le gronde di case molto meno illustri. Pochi scarichi per lo sviluppo del canale; una contropendenza; il ristagno; il peso dell&#8217;acqua e del terriccio, che deforma il canale e crea nuovi ristagni; la muratura sotto che riceve tutto. Gli interventi che la scheda indica per l&#8217;esterno sono di manutenzione prima che di restauro: la pulitura dei canali almeno annuale, alla fine dell&#8217;autunno; le cipolle negli imbocchi dei pluviali; il completamento del canale fra due discese con un pluviale nuovo; la ripresa dei raccordi in malta fra le falde e la muratura. Per l&#8217;interno la scheda chiede misure ponderali al piede delle murature, perché anche lì l&#8217;umidità di risalita resta un&#8217;ipotesi da verificare.</p>
<p>Le guide di conservazione britanniche, che sull&#8217;acqua piovana hanno una tradizione seria, arrivano allo stesso punto da un&#8217;altra strada. Historic England ha pubblicato nel 2024 le schede sui sistemi di raccolta resilienti. Ispezionare con regolarità, fare la manutenzione ordinaria e programmare le riparazioni, vi si legge, è essenziale perché il sistema protegga l&#8217;edificio dal degrado causato dall&#8217;acqua. Le stesse schede consigliano una pianta della copertura che descriva come funziona il sistema: serve a organizzare le ispezioni ed è necessaria per fare i calcoli di capacità. Per i canali di compluvio, a cassetta e dietro parapetto l&#8217;ispezione da terra può non bastare, e serve l&#8217;accesso in quota. I pluviali collegati direttamente alla fognatura possono intasarsi, e conviene un terminale a scarpa che scarichi a vista in un pozzetto, così l&#8217;ostruzione si vede. La condizione del sistema va valutata durante e dopo gli eventi estremi. E una regola di progetto che vale come principio: il sistema di raccolta dovrebbe essere fatto in modo che ogni guasto sia immediatamente evidente. Un troppopieno che getta acqua dalla facciata segnala che lo scarico principale è chiuso, prima che la macchia compaia sul muro.</p>
<h2 id="lo-sporto-e-il-gocciolatoio">Lo sporto e il gocciolatoio</h2>
<p>Che lo sporto di gronda protegga il muro lo scrive una linea guida commissionata da un ministero britannico al laboratorio per le costruzioni, la guida del 2011 sulla sicurezza dei parapetti in muratura. E lo scrive proprio dove invita a considerare alternative al parapetto, per l&#8217;alto rischio di guasto quando le sue indicazioni non vengono seguite: uno sporto ben progettato ha molte meno probabilità di portare a penetrazione della pioggia, e offre una protezione migliore al muro sottostante. Historic England, nella scheda sugli edifici senza canali e pluviali, descrive le coperture tradizionali con sporti profondi, che gettano l&#8217;acqua ben lontano dai muri senza bisogno di tubi. Descrive anche le coperture con canale dietro parapetto che hanno solo doccioni per lanciarla lontano. La scheda romana usa lo sporto come discriminante: le copertine in malta degradano dove lo sporto non le copre, e reggono dove le copre.</p>
<p>Una quota minima di sporto non compare nelle norme italiane e britanniche citate in questo articolo, e non la invento: è un parametro di progetto che dipende dall&#8217;altezza del muro e dall&#8217;esposizione. L&#8217;unico appiglio quantitativo è indiretto, ed è il fattore di parete della norma sulla pioggia battente, che include lo sporto fra le sue variabili. La direzione invece è certa: più sporto, meno acqua sul muro.</p>
<p>Il gocciolatoio invece ha i suoi numeri, e vengono dalle norme britanniche sulle copertine, riportate da una guida di progettazione del settore laterizio. Il codice di pratica britannico sull&#8217;uso della muratura, la BS 5628-3, ritirato nel 2010 come riporta il catalogo dell&#8217;ente britannico, definiva la copertina come l&#8217;elemento in sommità di un muro progettato per allontanare l&#8217;acqua piovana oltre tutte le superfici esposte della muratura sottostante. Il cappello è l&#8217;elemento che non lo fa; fra gli esempi di cappello metteva il mattone di coltello e gli altri elementi, a filo o sporgenti, che non incorporano un gocciolatoio. La guida lo dice in una riga: gli elementi che forniscono semplicemente uno sporto non costituiscono una copertina. Le quote: il bordo del gocciolatoio ad almeno quaranta millimetri dalla faccia del muro, per il codice sulla muratura; quarantacinque millimetri di sporgenza per la norma sulle copertine prefabbricate, preferibili perché lasciano spazio a una gola larga dodici; e il gocciolatoio deve essere continuo attraverso i giunti di malta, altrimenti, scrive la guida, compaiono macchie a disegno in corrispondenza dei giunti. La stessa norma chiede alle copertine posate senza grappe una massa di almeno venticinque chili al metro. Alle copertine in laterizio la guida chiede giunti di movimento a non più di tre metri, portati fino alla membrana che sta sotto.</p>
<p>Il meccanismo che quelle quote governano è la tensione superficiale. L&#8217;acqua che scorre sul dorso della copertina arriva al bordo e non cade: aderisce all&#8217;intradosso, risale verso il muro e scende sulla sua faccia, dove la muratura la assorbe. Il gocciolatoio interrompe il velo e obbliga la goccia a staccarsi a quaranta millimetri dal muro. Quando manca, o quando una tinteggiatura lo ha riempito, la fascia di muro sotto il cornicione resta bagnata a ogni pioggia. Nei giunti fra le lastre, dove il gocciolatoio si interrompe, compaiono le colature a pettine che si vedono su tanti muri di recinzione. È lo stesso principio del gocciolatoio sotto una soglia, di cui ho scritto nell&#8217;articolo sulla <a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">vaschetta sotto la soglia</a>.</p>
<p>La guida britannica aggiunge un&#8217;osservazione storica: le copertine tradizionali erano elaborate e pesanti perché dovevano proteggere muri molto spessi. La loro forma, spesso ereditata dalla pietra, allontanava l&#8217;acqua dal muro, e con uno sporto alla base proteggeva la malta di allettamento e i corsi più alti; le copertine moderne sono piccole e leggere, e con le malte cementizie richiedono un progetto più attento per durare.</p>
<p>Resta il piede del muro. Historic England lo tratta nella stessa scheda: perché la pioggia non rimbalzi alla base dell&#8217;edificio, il terreno intorno deve essere in pendenza verso l&#8217;esterno e non deve offrire una superficie dura; ghiaia o un rivestimento morbido assorbono l&#8217;acqua e impediscono lo schizzo e il ristagno al piede dei muri. E un&#8217;avvertenza che in Italia si legge di rado: i drenaggi perimetrali annegati nella ghiaia, quando stanno vicino alle fondazioni, possono concentrare l&#8217;acqua al piede dei muri invece di allontanarla. Del terreno attorno al muro, e di quanto conti prima di qualunque intervento sulla muratura, ho scritto in <a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a>.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1181" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig5-sporto-e-gocciolatoio.png" alt="Sezione quotata di una copertina con il gocciolatoio a 40 millimetri dal filo del muro, la sporgenza di 45 e la gola di 12, a confronto con un cappello senza gocciolatoio da cui l'acqua torna sulla faccia del muro; sotto, il piede del muro con il terreno in pendenza e la ghiaia contro il rimbalzo" class="wp-image-4234" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig5-sporto-e-gocciolatoio.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig5-sporto-e-gocciolatoio-300x221.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig5-sporto-e-gocciolatoio-1024x756.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig5-sporto-e-gocciolatoio-768x567.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig5-sporto-e-gocciolatoio-1536x1134.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 5. Copertina e cappello. A sinistra la copertina secondo le norme britanniche: gocciolatoio ad almeno 40 millimetri dalla faccia del muro, sporgenza di 45, gola di 12, continua attraverso i giunti. A destra il cappello: sporge, ma senza scanalatura l&#8217;acqua risale sotto la lastra per tensione superficiale e scende sulla faccia del muro. In basso il piede: terreno in pendenza e ghiaia, per non far rimbalzare la pioggia contro la parete.</figcaption></figure>
<h2 id="il-parapetto-due-facce-bagnate-e-lente-ad-asciugare">Il parapetto: due facce bagnate e lente ad asciugare</h2>
<p>Il parapetto del tetto piano è un muro speciale, e la guida britannica del 2011 spiega perché nella prima pagina: ha di norma entrambe le facce esposte agli agenti atmosferici, quindi si bagna di più e asciuga più lentamente delle altre murature. I livelli di umidità più alti accelerano il degrado dei componenti. Per questo richiede più attenzione ai dettagli in costruzione e più manutenzione. Il risultato dell&#8217;indagine sul campo, condotta in diverse città britanniche, sta nell&#8217;appendice della guida: il guasto principale associato ai parapetti e ai timpani rialzati è la penetrazione della pioggia, non il cedimento strutturale. Gli autori non hanno trovato parapetti prossimi al collasso; ne hanno trovati molti macchiati di scuro per l&#8217;acqua contenuta, coperti di alghe, fessurati, con i materiali disgregati dal gelo e dal disgelo. Erano problemi maturati in anni senza manutenzione. E concludono che, su base nazionale, l&#8217;impatto economico della penetrazione d&#8217;umidità supera di gran lunga quello dei danni alle persone.</p>
<p>Un parapetto tiene se tengono insieme quelli che la guida chiama i dispositivi di gestione dell&#8217;acqua: la copertina in sommità, le membrane contro l&#8217;umidità, cioè quella sotto la copertina e quella al piede, e gli sfoghi che lasciano uscire l&#8217;acqua che comunque entra. Piccoli difetti in queste protezioni, scrive, possono portare a gravi ingressi d&#8217;acqua nelle parti adiacenti dell&#8217;edificio. Le quote sono queste, e sono tutte nella guida.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Elemento</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Prescrizione</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>copertina</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>gocciolatoi ad almeno 40 mm dalle facce del parapetto; fissata meccanicamente; giunti sigillati con un sigillante che assorba il movimento; niente intonaco sul dorso</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>membrana sotto la copertina</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>fra la copertina e il corso più alto; continua; giunti sovrapposti di almeno 150 mm e sigillati; sostenuta attraverso l&#8217;intercapedine; allettata su malta fresca; sporgente di almeno 5 mm oltre ciascuna faccia</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>membrana al piede del parapetto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>gradino di almeno 150 mm verso la faccia interna o esterna; sporgente di almeno 5 mm dal filo del muro; sovrapposizioni di almeno 150 mm sigillate; pezzi speciali agli angoli e testate chiuse</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>sfoghi</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>giunti verticali aperti subito sopra la membrana al piede, a passo non superiore a 1 m</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>risvolti del manto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>almeno 150 mm sopra il livello finito della copertura, coperti da scossaline fissate; le scossaline passano sotto la membrana del parapetto</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>muratura</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>zanche a passo 450 mm in orizzontale e 225 in verticale; laterizi resistenti al gelo; malta cemento, calce e sabbia 1 : 0,5 : 4,5; nei parapetti in mattoni, niente intonaco su entrambe le facce; giunti di movimento come nei muri sotto</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 5. Le prescrizioni della guida britannica sui parapetti in muratura, ridotte alle quote. La membrana al piede è la cavity tray dei muri a intercapedine; nei muri pieni italiani il suo equivalente è la membrana che raccoglie l&#8217;acqua entrata nel parapetto e la porta fuori sopra il risvolto del manto.</em></p>
<p>Sul verso della membrana al piede, la guida indica come preferibile il drenaggio verso l&#8217;esterno, o attraverso il paramento esterno. I paramenti esterni, spiega, sono fatti aspettandosi acqua sulla loro faccia interna; se drena verso l&#8217;interno, l&#8217;acqua che il parapetto ha assorbito va a finire sul perimetro del tetto e nel paramento interno. E la guida avverte che quando l&#8217;intercapedine è riempita di isolante l&#8217;acqua può essere indirizzata verso l&#8217;interno anche se il progetto diceva il contrario. Sull&#8217;intonaco la guida è netta: non si intonacano entrambe le facce di un parapetto in laterizio, perché è probabile che si allunghino i periodi in cui il muro resta umido. Il parapetto intonacato dentro e fuori, con la copertina in malta senza gocciolatoio, è il parapetto che si vede su molti terrazzi italiani.</p>
<p>La guida chiude con una lista di controllo per la manutenzione: il parapetto è a piombo, dritto, non fessurato; non ci sono parti distaccate; non c&#8217;è evidenza di penetrazione d&#8217;acqua attraverso il parapetto; ci sono le membrane e le scossaline necessarie; l&#8217;acqua viene allontanata dal muro da una copertina adeguata, con il suo dettaglio di smaltimento; non ci sono segni di calcestruzzo che si sfalda, ruggine o movimenti ai giunti; il degrado è ragionevole per l&#8217;età e l&#8217;esposizione. E, quando si ripara: il muro ricostruito deve avere gli sfoghi e le membrane corrette sotto le copertine, altrimenti si è ricostruito il difetto.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1162" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig6-il-parapetto.png" alt="Sezione quotata di un parapetto di tetto piano con le tre protezioni: la copertina con il gocciolatoio a 40 millimetri, la membrana sotto la copertina con sormonti di 150 e sporgenza di 5, la membrana al piede con gradino di 150 che drena verso l'esterno, gli sfoghi ogni metro, il risvolto del manto di 150 sotto la scossalina; a lato la lista di controllo" class="wp-image-4235" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig6-il-parapetto.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig6-il-parapetto-300x218.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig6-il-parapetto-1024x744.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig6-il-parapetto-768x558.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig6-il-parapetto-1536x1116.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 6. Il parapetto secondo la guida britannica del 2011. Tre protezioni: la copertina con il gocciolatoio, la membrana sotto la copertina, la membrana al piede che raccoglie l&#8217;acqua entrata e la porta fuori, con gli sfoghi a passo non superiore a un metro. Il risvolto del manto sale di almeno 150 millimetri sopra il piano finito, coperto da una scossalina che passa sotto la membrana del parapetto.</figcaption></figure>
<h2 id="la-lattoneria-si-muove">La lattoneria si muove</h2>
<p>Canali, scossaline e converse sono di metallo, e il metallo si allunga con il caldo. La misura è nota, e sta in qualunque manuale di metallurgia: l&#8217;allungamento è il coefficiente di dilatazione del metallo per la lunghezza per la differenza di temperatura. I coefficienti vengono dal capitolo sulla dilatazione termica di un manuale dell&#8217;associazione americana dei metallurgisti: quello dell&#8217;alluminio è scritto nel testo, quelli degli altri metalli sono estratti dalla sua tabella. Fa eccezione lo zinco-titanio, per il quale uso il valore di 22 milionesimi per kelvin delle fonti di settore di lattoneria.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Metallo</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Coefficiente, milionesimi per kelvin</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Allungamento su 10 metri con 80 gradi di escursione</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Con 100 gradi</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>acciaio al carbonio</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>12</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>9,6 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>12,0 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>acciaio inox austenitico</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>17,5</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>14,0 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>17,5 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>rame</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>16,5</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>13,2 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>16,5 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>zinco-titanio</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>22</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>17,6 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>22,0 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>alluminio</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>24</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>19,2 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>24,0 mm</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>piombo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>28</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>22,4 mm</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>28,0 mm</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 6. Quanto si allunga un canale o una scossalina di dieci metri fra l&#8217;inverno e l&#8217;estate. Ottanta gradi di escursione sono da meno dieci a più settanta sulla superficie di una lamiera al sole; cento gradi è il caso severo che usa la letteratura tedesca di lattoneria. I coefficienti di inox, rame e piombo sono ripresi da tabella, quello dello zinco-titanio dalle fonti di settore: vanno presi come ordine di grandezza.</em></p>
<p>Il manuale di metallurgia aggiunge che la variazione dimensionale dell&#8217;alluminio è circa il doppio di quella dei metalli ferrosi. Quando grandi pezzi di alluminio sono fissati su un telaio d&#8217;acciaio o su una muratura, scrive, servono di norma giunti scorrevoli e sigillature plastiche. Una scossalina di venti metri in zinco-titanio, fissata rigidamente alle due estremità, non ha dove mettere i suoi 35 millimetri di escursione con ottanta gradi, 38 se è di alluminio: li mette nei fissaggi, che si allargano, e nelle saldature, che si strappano. E dove si strappa una scossalina c&#8217;è, sotto, la testa di un muro.</p>
<p>Le regole tedesche di lattoneria non sono in libera consultazione, e le riprendo da fonti di settore che le riportano. Fissano la distanza massima fra due giunti di dilatazione: quindici metri di lunghezza sviluppata per i canali in rame e in zinco-titanio, dodici per l&#8217;alluminio. E aggiungono la regola che spiega perché i canali si spaccano agli angoli: in presenza di angoli esterni le lunghezze si dimezzano, in presenza di angoli interni si riducono a un quarto. Un canale in rame che gira un angolo esterno vuole un giunto ogni sette metri e mezzo; se gira un angolo interno, ogni tre metri e settantacinque. L&#8217;angolo del canale sta sopra lo spigolo del muro, che riceve anche più pioggia battente del centro della facciata, come riporta la rassegna sulla pioggia battente.</p>
<p>Ci sono poi i contatti fra metalli diversi. Historic England avverte che i sistemi di raccolta metallici possono subire corrosione galvanica, e che fissaggi e accessori vanno scelti con particolare cura; e che la sostituzione parziale può compromettere l&#8217;intero sistema, perché è difficile collegare alluminio verniciato o plastica a piombo e ghisa. L&#8217;architetto Broccolino documenta due incompatibilità di cantiere: il contatto diretto del piombo con il cemento, che ossida e degrada il manufatto se la superficie non è trattata; e la lamiera zincata e l&#8217;alluminio, poco compatibili con l&#8217;adesione a fiamma delle membrane in bitume polimero. Per questo bocchettoni e doccioni si fanno in acciaio inox, rame o piombo. In lattoneria si tramanda a voce una regola sull&#8217;ordine dei metalli lungo il percorso dell&#8217;acqua. Non compare nelle fonti di questo articolo, e per questo non la riporto come dato.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1105" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig7-la-lattoneria.png" alt="Tavola con le barre dell'allungamento su dieci metri per sei metalli a 80 e a 100 gradi di escursione, e sotto la pianta di un edificio con i canali: la distanza fra i giunti di 15 metri sul tratto dritto fra due testate chiuse, dimezzata con gli angoli esterni, ridotta a un quarto con l'angolo interno" class="wp-image-4236" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig7-la-lattoneria.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig7-la-lattoneria-300x207.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig7-la-lattoneria-1024x707.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig7-la-lattoneria-768x530.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig7-la-lattoneria-1536x1061.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 7. La lattoneria si muove. Sopra, quanto si allunga un canale di dieci metri fra inverno ed estate, metallo per metallo: lo zinco-titanio 22 millimetri con cento gradi di escursione, l&#8217;alluminio 24. Sotto, dove vanno i giunti di dilatazione secondo le regole tedesche di lattoneria: ogni 15 metri sul tratto dritto senza angoli per rame e zinco-titanio, la metà con gli angoli esterni, un quarto con un angolo interno.</figcaption></figure>
<h2 id="la-pioggia-battente">La pioggia battente</h2>
<p>Non tutta l&#8217;acqua che bagna un muro alto viene dal tetto. Una parte arriva di traverso, spinta dal vento: è la pioggia battente, e la letteratura scientifica la indica come la principale fonte di penetrazione d&#8217;acqua nelle facciate. Ne scrivo qui perché il tetto decide quanta ne arriva sul muro, e perché la sua macchia si confonde con quella della gronda.</p>
<p>La norma che la calcola è la UNI EN ISO 15927-3. Come riporta la rassegna di Blocken e Carmeliet, discende dalla norma britannica del 1992, che aveva sostituito una bozza del 1984; la bozza europea del 1997 ha poi lasciato indice e mappe per un calcolo sui dati orari. Calcola due grandezze. La prima è un indice annuale medio, che governa il contenuto d&#8217;acqua di una parete assorbente come una muratura. La seconda è un indice di picco, o di spell, che governa la probabilità che la pioggia attraversi la muratura e i giunti. La formula dell&#8217;indice in campo aperto somma, ora per ora, un prodotto di tre fattori: la velocità del vento a dieci metri, l&#8217;intensità della pioggia elevata a otto noni e il coseno dell&#8217;angolo fra il vento e la normale alla parete. Il tutto è moltiplicato per due noni; servono almeno dieci anni di dati orari, meglio venti o trenta. Il coefficiente due noni è, in sostanza, l&#8217;inverso della velocità di caduta di una goccia da un millimetro e due, circa quattro metri e mezzo al secondo: la rassegna lo dice realistico per piogge di circa un millimetro all&#8217;ora, e da correggere oltre i cinque. Per dare l&#8217;ordine di grandezza: con un vento di cinque metri al secondo e un millimetro all&#8217;ora di pioggia, su una parete sopravento in campo aperto arriva circa un litro al metro quadrato in un&#8217;ora. Poi entrano i fattori di correzione: la rugosità del terreno; la topografia, che sulle creste e sulle scarpate moltiplica fino a 1,6; l&#8217;ostruzione degli edifici vicini; e il fattore di parete, che è il rapporto fra l&#8217;acqua che colpisce una parete e quella che passerebbe nello stesso spazio libero. Il fattore di parete, come riporta la stessa rassegna, tiene conto del tipo di parete, della sua altezza e dello sporto di gronda.</p>
<p>È qui che il tetto torna in gioco, ed è anche qui che il metodo mostra i suoi limiti, dichiarati dalla norma stessa: si applica in primo luogo a climi simili a quello britannico; non vale in zone montuose con rupi e gole; non vale dove più del 25 per cento della pioggia annuale viene da temporali convettivi, cioè da rovesci che durano meno di un&#8217;ora. In Italia la parte della pioggia annua che viene dai temporali convettivi va verificata stazione per stazione: dove supera il quarto, la norma stessa dichiara di non valere. Per questo qui la norma serve per il metodo e per quello che dice sul fattore di parete, non come fonte di valori: una mappa italiana degli indici di pioggia battente, calcolata con quel metodo, non risulta pubblicata, e i valori vanno calcolati caso per caso sui dati orari delle stazioni regionali. Non ne invento.</p>
<p>Quello che la norma dice, e che serve alla diagnosi, sono tre cose. La prima: il fattore di parete dipende dallo sporto, quindi la fascia di muro sotto una gronda profonda riceve meno pioggia battente di quella sotto una gronda a filo. La seconda: la norma assume che il fattore di parete sia lo stesso lungo tutta la larghezza della facciata. Le misure mostrano invece che la pioggia battente cresce dal centro verso i bordi. È il motivo per cui le macchie da pioggia battente si concentrano agli angoli e sui bordi dei timpani, mentre quelle da gronda seguono il canale. La terza è quella già vista: l&#8217;appendice britannica della norma dello scarico conta come area di raccolta metà della parete verticale che sta sopra il canale, fino a dieci metri.</p>
<h2 id="il-nodo-fra-il-tetto-e-il-muro">Il nodo fra il tetto e il muro</h2>
<p>Nei tetti piani, come riporta la guida britannica sui parapetti, la causa di infiltrazione indicata più spesso sono i raccordi con i muri progettati male; e la membrana non separata dai movimenti dell&#8217;edificio. La scheda romana riconduce le macchie sull&#8217;intonaco della cupola agli innesti delle coperture sul tamburo, cioè al punto in cui la falda si attacca alla muratura.</p>
<p>Le quote del nodo vengono da tre fonti indipendenti fra loro, che dicono cose compatibili. Dalla guida britannica: tutti i risvolti almeno 150 millimetri sopra il livello finito della copertura, coperti da scossaline fissate; le scossaline della copertura passano sotto la membrana del parapetto, e questo conta soprattutto quando quella membrana raccoglie acqua e la porta verso il tetto; dove il parapetto si accosta a un muro adiacente serve una scossalina di raccordo. Dagli articoli dell&#8217;architetto Broccolino sulle coperture continue: i tubi e i cavidotti che attraversano il risvolto devono uscire dalla parete ad almeno 15-20 centimetri sopra il pavimento finito, che è il primo piano su cui l&#8217;acqua scorre; se per ragioni architettoniche l&#8217;uscita deve stare nello spessore del pavimento, si ricava prima nel muro una nicchia impermeabilizzata, con il punto d&#8217;uscita ad almeno 20 centimetri dal pavimento; il passaggio attraverso la parete si fa almeno 5 centimetri sopra la sommità del risvolto impermeabile; al piede del risvolto va un elemento comprimibile in polietilene reticolato, che assorbe le spinte termiche della pavimentazione pesante, e non polistirene espanso, che si schiaccia; la guscia di raccordo al piede del risvolto non si fa, perché favorisce il distacco della membrana. Dalla norma europea dello scarico, con il verbo dell&#8217;obbligo: dove i tubi attraversano i muri esterni si deve realizzare una sigillatura a tenuta d&#8217;acqua; e i pluviali interni devono poter sopportare il battente che si forma in caso di ostruzione. La norma, cioè, prevede che si ostruiscano; e quando succede il tubo diventa una colonna d&#8217;acqua in pressione dentro il muro.</p>
<p>Da queste quote si ricostruisce la catena che produce la macchia in sommità del muro interno. Il risvolto finisce troppo basso, o l&#8217;acqua sale oltre la sua quota perché lo scarico non smaltisce. La scossalina di raccordo è sovrapposta nel verso sbagliato rispetto alla membrana del muro, e conduce l&#8217;acqua dentro invece che fuori. La membrana al piede del parapetto drena verso l&#8217;interno, o l&#8217;isolante nell&#8217;intercapedine la costringe a farlo. L&#8217;acqua raggiunge la testa del muro e scende. La macchia compare in alto, lungo il perimetro della stanza all&#8217;ultimo piano, e non al centro del soffitto: è la stessa geometria della diga di ghiaccio in gronda, per una causa diversa.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1162" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig8-il-nodo-tetto-muro.png" alt="Sezione quotata del nodo fra un tetto piano e il muro perimetrale: il risvolto di 150 millimetri sopra il piano finito, la scossalina che passa sotto la membrana del parapetto, la membrana al piede che drena verso l'esterno, l'attraversamento di un tubo a 15-20 centimetri sopra il pavimento e a 5 sopra il risvolto, l'elemento comprimibile al piede; a destra la catena della macchia in sommità del muro interno" class="wp-image-4237" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig8-il-nodo-tetto-muro.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig8-il-nodo-tetto-muro-300x218.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig8-il-nodo-tetto-muro-1024x744.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig8-il-nodo-tetto-muro-768x558.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig8-il-nodo-tetto-muro-1536x1116.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 8. Il nodo fra il tetto e il muro, con le quote delle tre fonti: risvolto di almeno 150 millimetri, scossalina sotto la membrana del parapetto, membrana al piede che drena verso fuori, attraversamenti ad almeno 15-20 centimetri sopra il pavimento e 5 sopra il risvolto, elemento comprimibile al piede. A destra la catena che porta l&#8217;acqua sulla testa del muro interno, e la macchia lungo il perimetro dell&#8217;ultimo piano.</figcaption></figure>
<h2 id="la-neve-e-il-ghiaccio-in-gronda">La neve e il ghiaccio in gronda</h2>
<p>Dove nevica e gela c&#8217;è un&#8217;altra via dell&#8217;acqua, e lavora esattamente sopra la testa del muro. Comincia dalla neve, che sul tetto è acqua non ancora scesa. La conversione è aritmetica: un chilonewton al metro quadrato di carico vale 102 chili, e ogni chilo d&#8217;acqua su un metro quadrato è un millimetro di pioggia, quindi un chilonewton di neve equivale a 102 millimetri di pioggia.</p>
<p>Il carico di progetto lo danno le norme tecniche per le costruzioni, che dividono l&#8217;Italia in quattro zone e legano il valore all&#8217;altitudine. Su una casa a mille metri in zona alpina, il carico sulla copertura di una falda a venti gradi vale 3,2 chilonewton al metro quadrato, cioè 327 chili al metro quadrato. Il conto usa il coefficiente di forma 0,8 delle falde fino a trenta gradi e i coefficienti di esposizione e termico pari a uno, che è il caso corrente. Sulla falda di 120 metri quadrati dell&#8217;esempio fanno 39 tonnellate, cioè 39 metri cubi d&#8217;acqua. In zona III, che comprende fra le altre Roma, Napoli, la Sicilia e la Sardegna, sotto i 200 metri il carico scende a 49 chili al metro quadrato, un settimo del caso alpino; nella zona I mediterranea, che comprende fra le altre Milano, Bologna, Parma e Treviso, sotto la stessa quota arriva a 122. La pianura padana non sta in una zona sola: Torino e Brescia sono in zona I alpina, Padova, Venezia e Mantova in zona II.</p>
<p>Contro un parapetto la neve si accumula nella fascia lungo il bordo, cioè dove stanno le bocche di scarico, e quanto aggiunga dipende dalla zona. Con un parapetto alto un metro, in zona III il carico nella fascia passa da 49 a 122 chili al metro quadrato, due volte e mezzo; nella zona I mediterranea da 122 a 204. A mille metri in montagna non cambia, perché il coefficiente di accumulo scende sotto il minimo di norma. In proporzione, l&#8217;accumulo contro il parapetto pesa di più nelle zone con poca neve al suolo.</p>
<p>La coibentazione cambia anche questo conto. Le norme prevedono un coefficiente che riduce il carico quando il calore che esce dal tetto scioglie la neve. La circolare esplicativa, però, lo sconsiglia in generale. Lo ammette, con una motivazione, solo dove il carico della neve al suolo supera 1,5 chilonewton al metro quadrato e la copertura ha una trasmittanza superiore a un watt al metro quadrato e grado, mentre i limiti di legge per le coperture stanno fra 0,20 e 0,35: per la norma, su un tetto coibentato il carico della neve non si riduce. Con un fermaneve, poi, il coefficiente di forma non scende sotto 0,8 qualunque sia la pendenza, perché la neve non scivola via.</p>
<p>Quanto pesa davvero quella neve dipende da com&#8217;è fatta. La rivista dell&#8217;associazione interregionale neve e valanghe ha pubblicato l&#8217;analisi di 12.112 misure giornaliere di densità della neve fresca, raccolte dai servizi valanghe regionali in dieci stagioni da 132 stazioni: la media è 115 chili al metro cubo, con un quarto delle misure sotto gli 80 e un quarto sopra i 140. La neve asciutta sta sui 104, quella umida sui 153, quella caduta insieme alla pioggia sui 178. In media dieci centimetri di neve fresca fanno poco più di un centimetro d&#8217;acqua, e il manto vecchio pesa di più, perché si compatta e trattiene l&#8217;acqua di fusione.</p>
<p>Al disgelo, o con la pioggia sulla neve, quell&#8217;acqua scende tutta in pochi giorni: nel febbraio del 2012, in Emilia Romagna, il manto nevoso di pianura è sparito in una decina di giorni. Se in quel momento le bocche e i canali sono ancora chiusi dal ghiaccio, l&#8217;acqua trabocca dal bordo più basso che trova, e il muro sotto la riceve.</p>
<p>Sui tetti a falda la neve produce anche un guasto suo. Una fotografia del laboratorio americano che studia le regioni fredde mostra due edifici ripresi a pochi minuti di distanza: uno ha ghiaccioli e dighe di ghiaccio in gronda, l&#8217;altro è pulito. La neve rimasta sul comignolo del secondo spiega la differenza: quell&#8217;edificio non era riscaldato, mentre il primo stava a temperatura ambiente. Le condizioni perché la diga si formi sono quattro, già elencate in una scheda canadese del 1967: neve sulla falda, aria esterna sotto zero, calore che esce dal tetto e fonde la neve da sotto, e un bordo freddo dove l&#8217;acqua che scende possa rigelare. Lo sporto di gronda sta alla temperatura dell&#8217;aria, perché sotto non ha la casa. Lì l&#8217;acqua di fusione si ferma e diventa ghiaccio; la diga cresce e a monte trattiene acqua liquida, che risale sotto le tegole e passa. La diga si forma dove finisce l&#8217;isolante e comincia lo sporto freddo, cioè sul filo esterno del muro perimetrale. L&#8217;acqua che rigurgita trova la muratura poco più in basso.</p>
<p>I ritmi sono lenti e il risultato è grande. Nel conto del laboratorio americano, con 41 centimetri di neve sul tetto, un soffitto di resistenza termica 5,2 e 5,6 gradi sotto zero fuori, il calore fonde circa 17 grammi d&#8217;acqua al metro quadrato all&#8217;ora. Su una falda in salita di sei metri fanno due chili e mezzo per metro di gronda al giorno, 17,6 in una settimana, 74 in un mese. Settantaquattro chili di ghiaccio per metro, su una falda a 45 gradi, sono una diga alta 43 centimetri. Gli autori avvertono che il conto trascura il sole e gli sbalzi di temperatura, e che sul campo hanno visto il ghiaccio crescere anche più in fretta.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1171" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig9-la-neve-e-il-ghiaccio.png" alt="Sezione di una falda innevata con il calore che esce dal soffitto e fonde la neve da sotto, l'acqua che scende lungo il tavolato e rigela sulla gronda a sbalzo formando la diga di ghiaccio, l'acqua trattenuta che risale sotto le tegole, e la membrana impermeabile che arriva ad almeno 610 millimetri all'interno del muro perimetrale; a destra le barre dell'acqua contenuta nella neve nei due casi climatici, la crescita della diga e il confronto fra le due regole di ventilazione" class="wp-image-4238" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig9-la-neve-e-il-ghiaccio.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig9-la-neve-e-il-ghiaccio-300x220.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig9-la-neve-e-il-ghiaccio-1024x749.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig9-la-neve-e-il-ghiaccio-768x562.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig9-la-neve-e-il-ghiaccio-1536x1124.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 9. La neve sul tetto e la diga di ghiaccio in gronda. Il calore che esce dal soffitto fonde la neve da sotto; l&#8217;acqua scende fino alla gronda a sbalzo, che sta alla temperatura dell&#8217;aria, e lì rigela. A destra quanta acqua resta sul tetto nei due casi climatici, quanto cresce la diga in un giorno, in una settimana e in un mese, e perché la ventilazione contro l&#8217;umidità non basta contro il ghiaccio.</figcaption></figure>
<p>Da lì viene la correzione che interessa chi progetta. Lo stesso laboratorio ha ricavato la ventilazione che serve a tenere il tavolato sotto zero. Nel suo esempio di riferimento l&#8217;area delle aperture, fra gronda e colmo, vale circa un centocinquantesimo della superficie del sottotetto: il doppio del trecentesimo che circola nei manuali. Il trecentesimo, scrivono gli autori, è nato per il controllo dell&#8217;umidità nei sottotetti, e rispettarlo non mette al riparo dalle dighe; con più isolante la richiesta cala, con meno sale. Nei tetti a falda abitati, dove l&#8217;aria passa in un&#8217;intercapedine stretta sopra l&#8217;isolante, contano anche le perdite di carico. Nell&#8217;esempio dello stesso gruppo un&#8217;intercapedine alta 25 millimetri non basta e sopra i 44 non si guadagna quasi più niente; nelle regioni dove il carico della neve al suolo supera 146 chili al metro quadrato, circa 1,4 chilonewton, Joseph Lstiburek raccomanda almeno 51 millimetri, il doppio del pollice che chiedono i regolamenti americani.</p>
<p>Contro il danno, e non contro la causa, esiste un rimedio costruttivo che in Italia nessuna norma impone. Il codice residenziale americano lo prescrive, per i manti a scandole e in lastre sovrapposte, dove la tabella climatica locale segnala una storia di ghiaccio in gronda. È una membrana impermeabile, fatta di due strati di sottomanto incollati o di un foglio autoadesivo di bitume modificato. Parte dal bordo più basso della copertura e arriva ad almeno 610 millimetri all&#8217;interno della linea del muro perimetrale; sulle falde con pendenza di 8 su 12 o maggiore, cioè da circa 34 gradi in su, deve coprire anche almeno 914 millimetri misurati lungo la falda dal bordo di gronda. La stessa raccomandazione sta nella scheda canadese del 1967. La membrana non impedisce alla diga di formarsi: limita il danno che fa, perché sotto le tegole l&#8217;acqua trattenuta trova uno strato continuo. La scheda canadese avverte anche che i fermaneve e i canali di gronda, trattenendo neve e acqua sul bordo freddo, favoriscono il ghiaccio invece di ostacolarlo.</p>
<p>La cura resta quella dell&#8217;articolo sul <a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">tetto coibentato</a>: un soffitto che non lascia uscire calore e aria, e una via perché quello che passa se ne vada. La macchia da ghiaccio compare in sommità del muro esterno dell&#8217;ultimo piano, dopo un periodo di neve e gelo seguito da un disgelo, e non dopo una pioggia.</p>
<h2 id="come-si-legge-la-macchia-dal-punto-in-cui-sta">Come si legge la macchia dal punto in cui sta</h2>
<p>Ogni via dell&#8217;acqua lascia il segno in un posto diverso, e il posto è il primo strumento di diagnosi, prima di qualunque misura. Nell&#8217;articolo sul pluviale murato ho descritto la firma della risalita, quella del pluviale che perde e quella della pioggia battente; qui aggiungo le firme dell&#8217;acqua di gronda, che completano il quadro.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Dove sta la macchia</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa la produce di solito</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Quando compare</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Che cosa guardare per primo</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>in alto sul muro interno dell&#8217;ultimo piano, lungo il perimetro della stanza, non al centro del soffitto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il nodo fra tetto e muro: risvolto basso, scossalina nel verso sbagliato, membrana del parapetto che drena verso dentro; oppure il canale interno che trabocca; in montagna la diga di ghiaccio</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>dopo le piogge forti, o dopo un disgelo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il parapetto e il canale dalla copertura, con la pioggia in corso</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>fascia orizzontale sulla faccia esterna, subito sotto la linea di gronda o sotto un cornicione</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il gocciolatoio che manca o è riempito, lo sporto troppo corto, la pioggia battente su una parete esposta</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>durante e subito dopo la pioggia, asciuga in giorni</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il bordo della copertina o del cornicione: c&#8217;è una scanalatura sotto, ed è pulita?</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>lingua verticale sulla faccia esterna, che parte da un angolo del canale o da una testata</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il canale che trabocca nel punto di portata nulla, il giunto della lattoneria aperto all&#8217;angolo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>dopo le piogge intense, con ritardo di ore</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>quel tratto di canale con la pioggia in corso: trabocca? c&#8217;è una contropendenza?</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>macchie a disegno sotto i giunti di una copertina o di una cimasa</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il gocciolatoio interrotto ai giunti</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>dopo ogni pioggia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>la continuità della scanalatura attraverso i giunti</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>chiazze diffuse sulla facciata esposta al vento, più fitte agli angoli e sui bordi del timpano</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>la pioggia battente</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>durante gli eventi con vento, asciuga in giorni</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>l&#8217;orientamento della parete e lo sporto sopra</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>al piede del muro esterno, su tutta la lunghezza o davanti a un pluviale</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il rimbalzo sulla pavimentazione dura, il pluviale che scarica a terra, il drenaggio in ghiaia addossato alle fondazioni</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>dopo le piogge; in estate quasi sparisce</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il terreno e il marciapiede: pendono verso il muro? dove finisce l&#8217;acqua del tubo?</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>colonna verticale su una parete sola, in asse con un bocchettone</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>il pluviale murato che perde</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>dopo le piogge, con ritardo di ore o giorni</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>la prova della canna, descritta nell&#8217;articolo sul pluviale</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>fascia continua dal pavimento, che gira gli angoli e occupa più pareti</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>la risalita capillare</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>sempre presente, stagionalità lenta</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>la mappatura igrometrica a quote, descritta nell&#8217;articolo sulla diagnosi differenziale</td>
</tr>
</table>
</div>
<p style='text-align:center;font-size:14px;color:#5a6577'><em>Tabella 7. La diagnosi per posizione. Nessuna riga basta da sola, ma la posizione della macchia esclude subito metà delle ipotesi. Le ultime due righe rimandano agli articoli dedicati: <a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a> e <a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale della risalita</a>.</em></p>
<p>Il sopralluogo che decide si fa con la pioggia in corso, ed è l&#8217;unico momento in cui questi difetti si vedono. Dalla strada, in poco tempo, si possono vedere cinque cose: un canale che sfiora all&#8217;estremità lontana dalla bocca; un giunto che schizza a un angolo; una copertina da cui l&#8217;acqua cola sulla faccia del muro invece di gocciolare; una bocca con il pelo dell&#8217;acqua sopra la griglia; un troppopieno che lavora. Se non piove, si fa piovere: una canna sul tetto, a portata misurata con un secchio, sul tratto di canale sospetto, con qualcuno sotto a guardare dove esce l&#8217;acqua. È la stessa prova descritta per il pluviale, fatta sul canale.</p>
<p>Due segni distinguono l&#8217;acqua di gronda dalla condensa, con cui viene confusa nelle stanze dell&#8217;ultimo piano. Il calendario: la macchia di gronda si ravviva dopo le piogge forti, quella di condensa nelle mattine fredde e serene, e un mese di annotazioni lo dice senza strumenti. E la posizione: la condensa cerca i ponti termici, cioè gli angoli, le travi, i cordoli, e si presenta a chiazze con la muffa; l&#8217;acqua di gronda segue il canale, e sta in asse con un tratto preciso di bordo, sopra il quale, salendo a guardare, c&#8217;è spesso una ragione.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1143" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig10-la-diagnosi-per-posizione.png" alt="Prospetto e sezione di una casa a due piani con le macchie numerate al loro posto: in sommità del muro interno lungo il perimetro, la fascia sotto la gronda, la lingua all'angolo del canale, le macchie a pettine sotto i giunti della copertina, le chiazze agli angoli del timpano, il piede del muro, la colonna del pluviale murato e la fascia basale della risalita, ciascuna con la causa e il primo controllo" class="wp-image-4239" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig10-la-diagnosi-per-posizione.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig10-la-diagnosi-per-posizione-300x214.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig10-la-diagnosi-per-posizione-1024x732.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig10-la-diagnosi-per-posizione-768x549.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/gronda-muro-fig10-la-diagnosi-per-posizione-1536x1097.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 10. Otto macchie, otto posti, otto cause. La posizione esclude subito le ipotesi sbagliate: una risalita non comincia sotto la gronda, una condensa non segue un canale, un pluviale non bagna una fascia orizzontale. Per ognuna il primo controllo da fare, con la pioggia in corso.</figcaption></figure>
<h2 id="la-manutenzione-che-vale-una-diagnosi">La manutenzione che vale una diagnosi</h2>
<p>Una parte di questo articolo si riassume in una frase della scheda romana: pulitura dei canali di gronda almeno annuale, al termine dell&#8217;autunno. Le foglie cadono fra ottobre e novembre, e i nubifragi arrivano anche fuori dall&#8217;estate: il rapporto del Sistema nazionale per la protezione dell&#8217;ambiente sul 2022 ne registra uno il 15 settembre nelle Marche e un altro fra il 25 e il 26 settembre a Trapani. Un canale mai pulito lavora con la griglia in parte chiusa, e la bocca, già dimezzata dal parafoglie pulito, porta ancora meno: il manuale britannico avverte che bastano piccole ostruzioni per alzare molto l&#8217;acqua nel canale.</p>
<p>Il resto è nella lista di Historic England: una pianta della copertura con i canali, le bocche, i pluviali e i troppopieni, per sapere dove guardare; l&#8217;accesso in quota per i canali interni, che da terra non si vedono; un terminale a scarpa a vista al piede dei pluviali, così l&#8217;ostruzione si vede prima che il tubo vada in carico; un giro di controllo durante e dopo gli eventi estremi, che sono gli unici in cui il sistema lavora al limite; e il collaudo di ogni sistema nuovo prima di accettarlo, perché i calcoli di capacità sono sempre approssimati e la posa può annullare i margini. Dietro un parapetto il canale che trabocca manda l&#8217;acqua dentro, e la pulizia diventa parte della tenuta della copertura.</p>
<h2 id="la-tavola-interattiva-il-conto-della-gronda">La tavola interattiva: il conto della gronda</h2>
<p>La tavola qui sotto fa i due conti dell&#8217;articolo con i numeri che si hanno in mano. Il primo è il conto della gronda. Si parte dalla superficie della falda e dall&#8217;intensità della pioggia, che danno la portata. Poi entrano il canale (sviluppo, lunghezza, pendenza), la bocca (diametro, battente, parafoglie) e il pluviale (la sua misura). Per ognuno la tavola calcola la capacità. Il più piccolo dei tre è il collo di bottiglia, e la tavola dice se il sistema regge, dove trabocca se non regge, e quante bocche servirebbero. Il secondo è il conto della lattoneria: il metallo, la lunghezza e l&#8217;escursione termica danno l&#8217;allungamento, e gli angoli dicono dove servono i giunti. Le formule sono quelle della nota in fondo, e i limiti sono scritti sotto la tavola.</p>
<p><!--mxTAVOLA--><!-- ============================================================ TAVOLA INTERATTIVA - Il conto della gronda Blocco autosufficiente per WordPress (HTML personalizzato). Motore identico a calcoli.py dell'articolo "Il muro bagnato sotto la gronda non &egrave; risalita": portata Q = A i / 3600, canale semicircolare QN = 2,78e-5 AE^1,25 con QL = 0,9 QN, diametro pari alla larghezza della scheda tecnica, coefficiente FL dei canali lunghi, bocca Q0 = k0 D h^1,5 / 7500 fino a h = D/2 e k0 D^2 h^0,5 / 15000 oltre, prospetto dei pluviali a riempimento 0,33, dilatazione della lattoneria dL = alfa L dT e distanze fra i giunti. ============================================================ --> </p>
<div class="mxg" id="mxg-tavola">
<style> .mxg{--ink:#232823;--paper:#fbfaf6;--line:#3a3f3a;--blu:#3a5b8a;--rosso:#b23b3b; --verde:#1f7a4d;--ambra:#a06a00;--grigio:#6a6f6a; max-width:760px;margin:2em auto;color:var(--ink); font-family:"Segoe UI",Roboto,Helvetica,Arial,sans-serif;font-size:15px;line-height:1.45;} .mxg *{box-sizing:border-box;} .mxg-sheet{background:var(--paper);border:2px solid var(--line);padding:4px;} .mxg-inner{border:1px solid var(--line);padding:14px 16px 12px;} .mxg-cart{display:flex;justify-content:space-between;gap:10px;align-items:flex-end; border-bottom:2px solid var(--line);padding-bottom:8px;margin-bottom:12px;} .mxg-cart h3{margin:0;font-size:15px;letter-spacing:.06em;text-transform:uppercase;font-weight:700;} .mxg-cart .mxg-sub{font-size:11.5px;color:#555a55;margin-top:2px;} .mxg-cartR{display:flex;align-items:center;gap:8px;} .mxg-logo{height:34px;width:auto;display:block;} .mxg-firm{font-size:10px;color:#555a55;text-align:right;line-height:1.3;} .mxg-firm b{display:block;font-size:11px;color:var(--ink);} .mxg-h{font-size:11px;letter-spacing:.07em;text-transform:uppercase;color:#555a55; border-bottom:1px solid #d8d5cc;margin:14px 0 8px;padding-bottom:3px;font-weight:700;} .mxg-display{background:#232823;border-radius:5px;padding:12px 16px;margin-bottom:12px; display:flex;justify-content:space-around;align-items:center;gap:12px;flex-wrap:wrap;} .mxg-dcell{text-align:center;min-width:150px;} .mxg-dcell .mxg-dl{font-size:10px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#8a9490;} .mxg-dcell .mxg-dv{font-size:28px;font-weight:700;color:#7ec8e0;font-family:"Consolas",monospace;line-height:1.15;} .mxg-dcell .mxg-dv small{font-size:14px;} .mxg-dcell .mxg-dn{font-size:10px;color:#8a9490;font-style:italic;margin-top:2px;} .mxg-preset{display:flex;flex-wrap:wrap;gap:6px;margin-bottom:10px;} .mxg-preset button{font:inherit;font-size:11.5px;line-height:1.25;text-align:left; background:#fff;border:1px solid #c9c5ba;border-left:4px solid var(--blu); padding:5px 9px;cursor:pointer;color:var(--ink);} .mxg-preset button:hover{background:#eef3f8;} .mxg-preset button b{display:block;font-size:12px;} .mxg-grid{display:grid;grid-template-columns:1fr 1fr;gap:8px 16px;margin-bottom:10px;} @media(max-width:560px){.mxg-grid{grid-template-columns:1fr;}} .mxg-sl{background:#ffffff;border:1px solid #d8d5cc;border-left:5px solid var(--tinta,#3a5b8a); padding:7px 10px 9px;} .mxg-sl label{display:flex;justify-content:space-between;align-items:baseline; font-size:12.5px;font-weight:600;margin-bottom:2px;gap:8px;} .mxg-sl .mxg-val{font-size:14px;font-weight:700;color:var(--tinta,#3a5b8a);white-space:nowrap;} .mxg-sl .mxg-cap{font-size:11px;color:#6a6f6a;margin-bottom:5px;} .mxg-sl input[type=range]{width:100%;accent-color:var(--tinta,#3a5b8a);margin:0;} .mxg-sl select{font:inherit;font-size:12.5px;width:100%;padding:3px 4px;border:1px solid #c9c5ba;background:#fff;color:var(--ink);} .mxg-sl .mxg-chk{display:flex;gap:8px;align-items:center;font-size:12.5px;font-weight:400;} .mxg-sl.t-tetto{--tinta:#3a3f3a;} .mxg-sl.t-acqua{--tinta:#3a5b8a;} .mxg-sl.t-canale{--tinta:#1f7a4d;} .mxg-sl.t-bocca{--tinta:#a06a00;} .mxg-sl.t-lat{--tinta:#7a4b2a;} .mxg-tre{display:grid;grid-template-columns:repeat(3,1fr);gap:8px;margin-bottom:12px;} @media(max-width:560px){.mxg-tre{grid-template-columns:1fr;}} .mxg-q{background:#fff;border:1px solid #d8d5cc;border-top:4px solid var(--qc,#6a6f6a);padding:7px 9px;text-align:center;} .mxg-q.mxg-collo{background:#fdf2f2;border-color:#e0b4b4;border-top-color:var(--rosso);} .mxg-q .mxg-ql{font-size:10px;text-transform:uppercase;letter-spacing:.04em;color:#6a6f6a;line-height:1.25;min-height:24px;} .mxg-q .mxg-qv{font-size:19px;font-weight:700;margin-top:3px;color:var(--qc,#232823);} .mxg-q .mxg-qn{font-size:10px;color:#6a6f6a;margin-top:2px;font-style:italic;min-height:26px;} .mxg-q .mxg-qc{font-size:10px;font-weight:700;color:var(--rosso);letter-spacing:.05em;text-transform:uppercase;margin-top:3px;min-height:14px;} .mxg-verd{border:3px solid;padding:9px 12px;text-align:center;margin-bottom:12px;} .mxg-verd .mxg-v1{font-size:17px;font-weight:800;letter-spacing:.02em;} .mxg-verd .mxg-v2{font-size:12.5px;color:#3a3f3a;margin-top:4px;} .mxg-riga{background:#e8f0f7;border-left:4px solid var(--blu);padding:7px 10px;font-size:13px;margin-bottom:10px;} .mxg-riga b{color:var(--blu);} .mxg-lat{display:grid;grid-template-columns:1fr 1fr;gap:8px 16px;align-items:start;margin-bottom:10px;} @media(max-width:560px){.mxg-lat{grid-template-columns:1fr;}} .mxg-latout{border:3px solid #7a4b2a;background:#fbf5ef;padding:9px 12px;text-align:center;} .mxg-latout .mxg-l1{font-size:22px;font-weight:800;color:#7a4b2a;} .mxg-latout .mxg-l2{font-size:12.5px;color:#3a3f3a;margin-top:4px;} .mxg-tabbox{overflow-x:auto;margin-bottom:10px;border:1px solid #d8d5cc;background:#fff;} .mxg-tab{border-collapse:collapse;width:100%;min-width:520px;font-size:12.5px;} .mxg-tab th,.mxg-tab td{padding:6px 9px;border-bottom:1px solid #e8e5dd;text-align:right;white-space:nowrap;} .mxg-tab th{background:#f3efe6;font-size:11px;text-transform:uppercase;letter-spacing:.04em;color:#4a4f4a;} .mxg-tab td:first-child,.mxg-tab th:first-child{text-align:left;white-space:normal;min-width:140px;} .mxg-tab tr.mxg-qui td{font-weight:700;background:#f4ece4;} .mxg-tab tr.mxg-qui td:first-child::after{content:" \25c0\00a0sei qui";color:#7a4b2a;font-size:10px;letter-spacing:.04em;padding-left:5px;} .mxg-lim{background:#f5f3ee;border:1px solid #d8d5cc;padding:8px 12px;font-size:11.5px;color:#3a3f3a;margin-bottom:10px;} .mxg-lim b{display:block;font-size:11px;text-transform:uppercase;letter-spacing:.05em;color:#4a4f4a;margin-bottom:4px;} .mxg-lim ul{margin:0;padding-left:18px;} .mxg-lim li{margin-bottom:3px;} .mxg-nota{font-size:11.5px;color:#555a55;border-top:1px solid #d8d5cc;padding-top:8px;} </style>
<div class="mxg-sheet">
<div class="mxg-inner">
<div class="mxg-cart">
<div>
<h3>Il conto della gronda</h3>
<div class="mxg-sub">Tavola interattiva &middot; il tetto scarica, la gronda regge? E quanto si allunga la lattoneria</div></div>
<div class="mxg-cartR"><img decoding="async" class="mxg-logo" src="data:image/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAHgAAABPCAYAAAAgGwHHAABJsElEQVR42t29d5glR3nv/6mqTidP3p3NOUirtCgLowACkSWslTEYcA44g6/Tvf5Jsn0dLsbY2L4YfG0yRlrAYAxIllBOKMfdlbTavDM7eU7q3FW/P87po7PDguO18Z3nOc85013dVV3Vb6z3/b6C78G/669Hnn76LrFrdFpw2d1aCPTSNm960yuKl+wouBuXLW5bub6yc90GKaaPRWcVbeElOqq0/WRrtVIacKzYJImp2QWpawNxGW2bxXlEFIq27dLQhGnYEG3LkUdxvKkoFWKgVtqzuBg29u5tTBw8qh6ZP7qy/aHdt82DOWkMxiC561LJzJi54bnd5sYbMSxt9J/8J75XxnH99YgbLrtUnmpBz79qU/UP3rvpPNdK1up0dsVozbpisOqvdTOnnCkxNjSkwcpAS0gFkYYk02RJBkaiMzBaEyQZGolrg+MKMBlCWNjKwRIaRxmwActgEkO7qWj7oh7rNIwyeWhyxtzreMW9ifBm/u7W9oN//MePzZ70EAL0HZda3Wf4nljs/9QFvvnmXWp0dFpcfvndaf/xO7/+zlUm2be25Mq3LqulFyodb1q2zB23CxbICDDMTqccO5FyfDKm3jLZQtMwMdlgZjZjaiYjToRoNDKhM4W0hIgyQaupQGjKJYNtJ5hMGlsYylVhHCUYGzJm2ZjHimUuAzVBpYRcPV4Qq1YJRkYKIB3IEkxiOD6lZ7Up7FmYs58+3mj+feStOvC2t936Uv+aGrNL7d4N1123W/9nLbb4z2C/N9ywS8Du/C2HS6+3/uzaL22/ZKN7zUDJurA0FL2qVsxKbjklCwwTxwSHjkT66T0N/fxBn6MnEFNzQsw1MxEknpCigmWXqVarlCtlKuUqxWIBr+Bi2zaWZWFbFpblIBBkaUqSxqRJSpKl+IFP4Pu0Wj6NZotmvU2UNMl0g5JMzMiAYHjAmDUrUr1tk8WO7QNi/SpbrVvhQblA6vssLtrx/ELwWFpy79l3qPTF7//ADz/JYz+V5JR9xx2XWnfddbe+8cZvFzf/TyzwzTfvUrt2gRC7s/zYo7fteqWwn7tkwPXeXfXCLSPLpEVkc/RoysNPLJinXwyyJ/ZG4vmDiZxvFUWxWGVwaBkjoyMsG13F+PgoQwMVyuUCxaKHEBIhJEkSkyQJURgCkCQJmdZkWYYxBsexAYHjOIDBdT0sy8JSFspSZFlKGIa0Wm0W6i0mJk8wPT3N3PQcc/MztBonGCxps2Wj0adtdc2Z20ryorPLcuNqCUWXhVmtW756ab6VfmmyOXDv66/++VvguiynajjNCHGj/n9hgYW5eZdk126Ty9UvfOFtG9aWF944Vll8R6WoLxwcz8iahqf3xTz4ZCP92jcb4tkXtQyzoiiVRlg1vo5Nm9ewZs04QyPDKGUjUPitJq1mnZm5eRYX67RaLVqtBkmS0Gq1MAZ8P0AIQRzHaK0xxpBlGbZtY4yhUCigtcbzPJRSFAoehUIBr1CgWqkyMFBheHiEamUAr1RESps0i2gsznP48CQvvHSY40cP4jfmsFTdbN0kzOuvrOlXnlGzXrGtjDWQ0a5bTC/KZ+cX1J2H66Mf+/63f+3ZroImdu/eJa+77uUX/r/UApubdynRN/g7/+7Vly0bq/9ExWtfs2q5LBAonng+MrfcNp/d/q2W3HPAiCSuiXXrN3DGGaexfv0GhoaH0SKl1ZxjfnKW6dl5pqdnWagv0Gg2iKKYJAkxBkxXwkkpkFKhlMIYg5SyqwAJhBAYYxBCoLVGCEGWZb1vYwzG0DknBUYYXNvGtT1qpSoDAzVGhocZGV/GyNgAA7UKStrMLyyw/6XD7Hn2JQ4feAkhTphNG0rm0gtK+q2vqcqdp1lS1TyOHwujRqt069Fm7U9f98bb7ugpZjedPFff0wtszPUSbkQINJuuch/5SHJVubjwkyvK6RuqQxZTsynfuH0h++Iti+Kex9pSiRHWbdnKOWdsZcOa1ZRKFebnF5iZm+DgwSPMzdaZm5+i7YcYY4iikEqlRBgElMsV4jjFdV0AsizDdV3CMKRYLNJutymVSoRhiFIKIQRp2mkfBEGvTaFQIEkShBAopYjjGNd1abfaFIoFWq0WyuocN4BrO1jKYtnyZdSqNTZu3MjIyCiDgwOkacKhw4d46unneeHFFyE6wc6zC/qaq0b0W15bsFYtV/iLtj6+4NxzYM79y6uuWf4F2J0JAVpfL/+9Wbf491tYBOySHRkrePDWV/3QYDn8rTXDjS2FisWL+2Pzua/U9ee+PCuPTDhi1ZptXHDhdrZuOY2i69BYqHPo6GGOHD3C9PQ0gR+QZRlKdahRWAolJVJKRJ9CKoTq9m961GnMUnu1c7z//5yq+3+fbPIIDAYpZK+3Th8anXXkudYZSZIhlcIrOIyNjbFq1RrWrlnD4OAgaeaz/8VDfOuhJ3jp4F5WjRhz7ZuH9bvfWlan7RC0GwUOTadPzyxWPnD5W6/6HNyojUHecAP8eylj4t9ncXepXHm69QuXXbJy9cyvbBixri7IlL0HTPbpLy3ymS9OqBMLZc46fSeXvPJMhkaHCZoxLx3cz6GDR5hdmKPZWMRzXZIkoVyuEkcJbsEmSzOklCipiJMY13UIggDP8wjDCMuyMMagtcayLMIwpFAo4Ps+hUKBKIpQqvMi5BScU7nv+3ieR5qmCCGQUpIkSffenfuEYYjruj12blkWURTheR5BGGLbFkHgA6A1OK7N6OgYK1esZNuWbZTKRRYbi9z/4IM89cReKuWGefubB/VPXbucHadLlcWKF46phxeztT9z8Wv+7nGAO++81FpqPv6HL3CHajsi7bOffcfgjtrzHxwcS9+zeoWU+19sZh/53Lz49BcXZDMos/Ocs7jwoldQLFaZmZ7mhRdeZHJygna7jTEGy1IIIXEchzTNcByLNO1QcK4g5bIyn2DbdkiSBKUkWuuuDO4skG3bRFGE67qkadqTxflLkCQJjuMQxzG2bZNl2UltbNvu3SdJEizL6sltKeVJbTpj7vSRZRlpmvZeplKpxLJly9m8ZQvj4+NEUcCjjzzDQ488SlHNcu0blumf+ZEBc9Y2Wy3O2umUn+3eNzHyu1dfd8ceY5CAEeJfb0OLf4vZk2uAj33z8neNled+Z9VKtXZhUptPf3VGf/BjJ9TRaYuLLzyPiy88G+VWmDh+nH379jA/XycMQxzHRcqO3JNS9pSifgUon7ScbeZsO01TLMvqTWw/i87b5C9DTnk5m83vmV+ft5FS9hSw/Pr+71Ndn3/n1/SLhCRJAIiiCMd1qQ0MsGXLFjasXkWmDd965DHuu/cBRisRv/xjy/V73j4gx5ZLjp2gfWhy4P3f95b7P/pvpeZ/1QKbOy+1xOV3p9f/rzcsf/3pk3961qboOkspvnGfn37gw1PWvY/7bNq2lStedSEDtUEOHDnGC/v20mq0abUalMoVoiiiWCz2Fig3ZzzPo9VqUS6XabVaOI7TmyilVO+6VqtFqVQiCAIcx+nKRI3jdNh3fn2uZFmW1aMqz/Pwfb+nZBWLRZIk6YiBbh85iy+VSrTbbTzP671ouRjIz5XLZYIgwHXdHrdxHOekNo5r0263cF2XgcFRNm9Yz8Z162n7Pvc++DBPP/UkZ+1Q/NpPbUmvfU1mCQmHp71/+Mdntr/7ve/93MK/dpHFv9iu7VoZt92866J1a1/63KYV7XVzx7z0+o9Ny499clIWKuO87rWXsG7NKk5Mz/Hiiy8wNzffe/PzT2629CtI/b/z/3Nq7leOlipRSxWo/nsvVaq+7YH6FK2l1y5VzvqvySk95x55u1O1z1l/boenaYYQhoHBQTZu3MTKFeNMnZji1tvuYHZ6kh/eNWh+630j2fpVjnX0hHjx0NTK33nVm2799L+GZat/iYvxrrs6z/XgNy//9U3jxz65diQdfuAh0nf9xgHry7csijPOOIc3vOUKhFY8/cwennrqSeqLdbTRXVmp8H0f27ZpNBoIIWi1WiRJ0nNQACwuLqKUotFoAOD7fs9Z0Wq1kFLSaDRQStFqtdBaE0URURQB0Gq1sCyLer2OlBLf93uyMQg6zo/8+kajgZSSIAhI0/SUfeRjDYKgN47+c0opms0mWmviOMb3OwpXs9nsncufPX95wzAkCAIOHTxIq9VmYKDG+eeeRypjvv6PB8U3727ItasHsnO3WSNjteiaN79lq7d606Hbf/u3wVyPvPHuf94ii3/u4v72jWiD4Ik7X/3XZ6+b/NFWmJmPfDYwv/tHh6UWVS5/zfexetVKjh6Z5MChg4Shj5SqR7HGmJ48y2VYLi/zv5xal373y76lcjq/b65k5cf6Kav//6WyvL+P/uuXtumnwv42/TI5b5NTbS6X+69fylmyLMNog+M6rF2zhvXr1nFieopbbr+TtL3Ar/38uP7lHxvWA0VjPXes/DdX/+jge/fvvyXq14H+TRScL+7PvPe08v/54zV/fcZq/z1zzTh5340z8gN/OSlHx1fz+qsuw/MGePzxJzk2cbQjc7pyMX+wfCGjKOpRVe4n1l0/cRzHSCmJoo7pE8fxSV6mvH0uJ5VSPfmcy2ApJXEcf1ub/PrcHErTtHdOStnTfI0xvT7y+/S3yV+I/j76x5o/S/4c+Xhy7b7/OfJ7SiXx/YCFxTmmp+dYtmwlO07fyELD5ytfPyIOHU/keecXks3j0bmvfU122YVvuPyWd+z6fOPmm3ep3bv3mH/1Al9/PfK3fxv9juvPr/7Eq7NbXrExfuPhyTT90fedsL/wjQWxY8cOXnnJpcwuzPH8C3uZn5/H7tqktm33Jjx/aKA3MflD5xObU3A+of3aaz915r7k3ITJF6qfcvo14/779NvKuemT36ffBMo146UmUL44eR/5WPs19X5tPk3Tk8yspdzq5T7s7rNbNNt15ubmcJwSO07fgpAet991gEceDdQFZwymp23S6zw19bYtWzfe+qM/cevMP7XI4p+ycc9985u8P/2F47ddsjW7+IWX4uTd7ztif+tJn3NfsZNt209n4vhxjh0/jtEpQiqUspDyZSUkf5h+pal/EpYqQv0LdSolZ6lP+Tt5pJay0aWK06lY/dLrl7Lv7+QV62+79Fx/H0vHf7IY0UDn5cqyCFAsW76cdetW8cKLz/PwQ09y2mbFx/94Y3r+mcJ69ph96AH/wrN/8jUfa9xwA+I7eb7Ed1zc3Uhxncgeu/38r+7c4L/pxYNZ+s5fOGo98lyL887byZrVazh0+AizMzMkaUah4PXMk9yD5Pt+z0ZM0xTHcXr+4VarRbFY7LHRnKXl56rVKq1Wq+cnllL2HBylUolms0mlUsH3/Z55stRMajablMtlwjDs7SDlZlJu3uRmUs5O+02xZrNJtVql3W73PFk5dwqCoDfW3FzL+8h94rmZlZtk/c+aJMlJ/vLcJ54mKdpojNHEScaK5ctZs3Y1J06c4KGHHuG09Taf+JMt6XnnGOv5w+4D7/ylV1z26KPjGdx4Su36lAvcsbnuSZ/85vl/ddamxo8fPG4nP/jel+xvPelz3ivOYM26zRw9dozFhYWTzJ5+h0P+6afepSbRUqWj/80+lRm0tO2pKLVfwVlKvacyj74bhZ/q3L/ZdfhduM/JHMGQZSlZllGrDbBhzWoOHTvOI488zmmb4aYPb0p3nG5Zj+13PnXuFY+/p+su/rbIEXXqxb07/cJnzvmBi06Lf2/RT5Mf+ZVJ+56HGmzZupHVK9Zx9NgxTkxO9uRMvhPTbrd7JoiU8ttMmNwEsSyLZrPZM09y6guCoHfOsiza7TZSSsIw7ClRQRD0zKN+0yOO49448nPtdhvLsgiCoEdZOaW22+1em/4+siwjCILe+PM+cv0hV5R83+89c95G6445mJtrvu/3+lraRxiGvT7ybyEEYRh2Fc+X28zMTBMkCaPDI5SLimf3TfPMC6F89asKydbVYufrrlwr1my57c4777zU+uQnD+vvuMDGXC83bPhk9vlPX7Pz/LVzXxqppdZ/++MFddMXZ8XKFcvZvvV0pmZmaDbrnTCYPBzGtk+i4n6qtiyrtw239GPbNkqpTjSFZfV+Sym/7Vz/+f7r87Y5C+8/l/efs97+6/PrhBC96/vP59f13/NU/ee/+9su7eNU5/qvy7/7x3DSc1uKOIlIopRVK1YRRyHP7Jtjse6oN16m0mLJXHH+Ky/+hze95dbjxlwvb7zx7h4Vy365u3v3jcKYS60z15741Np1ovLZr/riY38zJaqVCus3bGR+cYG5udmefduvVPQrTzlF5r+XKkj9n/779P/O75sf6/cInerYUja+lG0vPX4qRWepV+s7sdT+Z/lOIuQ7iZRT2cJLv/s/+S6aLWwW6/OcmJlm9dpVDAxU+eTuE/zVZ2I5VhHmjFUHP/PRR3+yyO49oqsgn7zAsEtedx3ZvV+Of33riubpTzwXp7/6B0ck2mLT5s1EUcTc3FyPRUVR1GN5OevxfZ80TXueo5zdpGlKFEU9T5LWmjAMe+w792TlbLz/O01T4jgmjuPeffJ7L70+SZLemPr7yFlrnMS9e+bn8rFHUfRtfURhSJZmvT7ycXT6f3kc+fW5uHq5zcv95/fNx5lf1z+OfFy5SAuCoHdvQ0cMzc7O0WpGbFq/DizJ73z4uHzwoSDbtkVve8Xsc9d3IkN2yZOULHM9khswn/rUm1Zfuf3IvoGaca/92Qnx9dvnxcZ161i9bh3T01Md+1BZCAmIrl1o+qnV/JP+4qUUeipKOJWf+LspTEu9R6eyFYwBgUAYMMJ8RwVNCAnGYHrdGASCzgGDEQbRezbRncFTm3vfbczfiXKXmmL9ymuaph1HjZQsHx1hYuoEB146yKXnV8yX/2o8y0RBP3509JIr33D7Y3m8V2eL5YZdQojd+onbZ64fX0Xh47vr6T/eMWdVa1VK1QFmZ2eYmZmmWh2gXm9SrZQJ/Dau6xAnGWmWYdtWT+XPTZh+0yFNUwqFwkk7PeVyuecJyj0++SZ83uZU4TT95kX/btJSEyY3gYIwRFoWshsy63nfHrITxzGWtBBCEiYRXsEj8NsUiyV8v43n2WSpRiBRliIIA0rFIu12QKlcJuiaa0t3tfpNoNzJI4ToBQzkplSr1cLzvJ5HTClFEAQ9UzA3G/PjOtNUKlUq5RJ3P9wUn/hCVfzSz0ln1eLCbwnBW83N3ZesE866W//9p1+78aJtx/amliVf/64D8qnnAjZtXs9AbZBmYxHbdilXSrheZw83CWOiIKIdddgPxpDp9Dsa/bnczH3HS9/spQ6Gfr9zPxWfyvnw3cyfTrRkEdv2SNKQMGqTJebbnA/GaJS0KZVKOIUiWZoRhy1sy8FyHJIsoeW3EHGKLBYouyWkkPhhizgKuy5QeUqOc6rdqqW7ZUuDAJfeJ1dW0zQlzTKyNKVarREEi7z00jE2rFF88xNr9MCIJx7cM3bhVdfd8fDNN6PUzTefLoXYo9//Y6O/v3kr533mC7PZxz8/J8vlEiMjY7SaDaQlGVs+zNZtr2Dl+AaqQ8NkeKQY4qBJ4LdJdEoUxkgpeg6O3FzIzZj8zc33U5eGtOYOjdyUydvk/urcl52bJfl9cl907pfuBNl1TLBKucLY6CibVg9hdMT07CJGQxjmfuLOGOMoxi7YLFuxli2rh/GshEYrZnz1OKvHaogUpuYXSbOY0dFxtqxZwVDVYWJqljhOiaIYY3Rv1yrfMcrNtJxD5eZa7qrNzb58lyuX17mek8+DUqr3HXdleccV6hHHAZNTAcMjpezK1xRV0gqrf/GpE1+4+eZdUgqxO/uDPzh/1fLR6Ifqs9L87RfmlREOg7VBjMlI0pSB6jDr16zkknMTrrloH9defJw3XXiYZZVJgihCo0HIrotS9thQv7nUbwr0yxYhTnaU9F+n1FKt+mWqz/3PS7VwKQVKKkAjhaFcrjA0PMJb39hk54469QUDpH2aeJeiAM8p4Nhl3vya47zxymdo1tt4TpGrX3eCyy56ntbsAkJklFyHHTvmeM8PvIBkmraf9J6lX7vv50JCgFxy7jtZAaf69D9rx3yySZOELDPUalWEsPjbr8xaExOZGR20rvnEn161UYiuDH712QNXrFqfFr/+jwvpt54ILM/1KBS9niO+VLKRVpmtyx9ly9gLPH+0wrVXpWxfU+Inr/dpCZcKFqnTeZhOILlESre7gC8PMF9ozysgVWcRcyXFGIOSnbgsIQS24yIAmS+YVEjZeXkcx0UpgRB2jzXmE+G4CiE0XqFEsVykXLTYMDzF5OBBMCW0cXBcG9mNActfFte1SYIWHm0GCjF+a4Hm3CyjXotGqU4USmqmQpoI6tMZ21/dpuh2NOJSsdiN8OyKHylxPReBwHU782C7qvukovsc4LoeQkChUOi8DKqr5GkQTmdxHbczH5ZtY1m57ZySpoIs07iuh+davLA/4o570uyHfrjmbJmKrzSGA/L666+XBbf4AxTGzBf/cU7EBooFm7Rr9iRJTJQIJk8cxhKL/M3fCV7zrkl+9H0tdmxLuWCH5sTROdKkTaPRJkkSmosN4jij2WoSRwFB4NNu+8RJSKO+SJLGNJvzxFFIq+kThlF3o7zD6ltBC2MMQbtJlqYEYZswiImigFazY4I1m4vEcUar5fdMtXa7TRzHNJsN0jQj9EOkUMTJNMOFFtvWF2j40wS+oLHok6UZfrtNEkeEQUgS+cwtLNKMUhIjmJmdZWJugZmFFq0gYzEKWWzUWWg32T8xSSsU1NstgsCn0agTBG2CwO/cM4xo1JskaUaj2SBJQvxWizAICSOfZnORKE5oNBfQacZiY5Ewimg3fNrtgCgOaTabJElEfaFBHMU0FhcJgpigGyyQJCn1+hxZBrZtkRrNP3wzEoZBxlfU3i4ExnrCf6L0CyuWndeYTcXDj/tSCguvXMayXZRSuK5DsViiVoThQYeJuYxEe9z9sOGlCcPGtRpbSox0GBmtUikPUdlgIQUEfkzL90FkFLwyTqGIJwXCsrGkTZS2qLd9RBLjejWGa1XK5QrGlmQxNPxFGgs+QTiH63pUq6PYrkUahzTrTdp+iOvZGH2yaeJ5HpmG0YFBSm6V1avbYJqMDBiWjRVptUJGhweoDZTxCquxpUAri9XDYxhngFLxERbbUB4epOB52OU2Y+M2igTXK+BIl2LZxS6kOLYEoyiVC1SqYwwOjuE4IVFgqDcXCMMYzx3G8zw8r4BQEltJHJUSBop6MEsWKqq1IrZTgjSiFfgkUYpXKGFJyfDoCEWvAFoTxClJEpHGGWmWdj1lglK5TLMdcd+jU3LisEW14O380B++c6v1jrOHL6iOjgzcd99B89L+BWFZHnEUEwqfLEsxWhMnEUELhAqYOhHi2IM4jsaIMpiQJGmTpFUGSmXOPmcbSpUI2nDw6B5IEyxdYGRkiPFlW4lkm+FaGX9eMx/X8ScOoYTD8OggK1aNMFobJUpSMj3H/pcgzXwEHqvXrGH92s2YJGV65gTziy2ErWnN1VHK6XnP8nBZr+DRigWRFnjpYZyCpoRm5WjE49NQLbssW76ZsUEHt7iKVrrA8oFx0sijXIRmHRr1OpnOCNoJnueSpg1arQ6XClppZ5IjTRRHKFlm8+bNrF62gizxOTR9gmazgSskzSRk1eg6KgMFSoUKJXeYKGrTrM/QPhpSW1VgsDJApdyxbVsnjpCFIVHSYsX6TSxbtoxqbZRjMydgvkG2cAI/aCKEoNls9kwwz3WZmGqJ514S2WvffFrl4kviK6yztp95tTU4YO89ejALwkzVahYFt4xtK2zbolDwcJwi1YGFjqpueUglGF+1HMvVaA1CWFQHSpx94bnsXFvh7I17UO48N/1DyJ0PaMbGh9myYTvff/kLHFso0AjneeWbpzhy1OJTX5zhUH01ylK89tyXeMX2p4giiQ5CZi5O+MDHQlrZFk7begZnbtvLOWteYnLW8KGPhzx7QFAoFhFGYXh5j1lKiWMpBoaGcRzJjrUpzx/VOEpy/llF7nskoVYdYnh0lOteN8HM7CGSMGPZsgPYtmDNqqOsrMFf/9kYH/yL40xMarZsUkiZoZwUVILjWrgKRkY8nKOwefOZbNuygfO2PsH2FTPsPZjxkU+0OBwUGB2tsmL5KFe/ahopBAcXNBdv28+BQz6f/prL6LLNrFte4uztRzlwYJ7P/YMmKthsHl3LmdvPYP2qiO3rj7C4OM2Xb494ZkFSLpdI4oRKpdJNoCuQJSlBAPc8vMCV1yyn7B5aLivDI4MwwnN75rvaqURnCVnWoQgEZKnGsTRKGRoNQdn2GB0tUXINsTYYMlYvW8+Kms2rLniAwcoDDHKE/++nAzavPs5CHVLTZMXyA9jRw5wxvpdnn93DqrED3PBLhqz9HM89+yJ33/cSd99znK/e+iLtxUnWjc1x4vg8SnucvuZ5Xrn9Qe645ykKcoLf+KkIN5sjaGvSrGNG6cyAUWRao6RA4uA5IevGY+66L+O5FxVbN0qUSQmSiDgIWF48SkE+zHmb9vPck0/zN59+hiNHYhr1lMcfaXH86CL1dghSIjOQQuHZHrZQGJFh2Sme61EbHOSMDXvYedrj3Hn/ATatm+eXfjyj1ZogDQVZkjE8dARb3stY4WFM+ByvPHOSd785pu1P89oLHmDj6D386PdP8ZZLFggbdYbGRhlflvD6Vz7J8sojvGLTcX7rZxOGa7Ms1JtINFmWIIQhTROk6qhwe/YtCME4XmX126RmeCOsYv++RZHLsCTtbFdlWdb5nSZkoSI1Ia2WZvX6rWzeMEbFS5icTFHSxnKKnLvuWariELt+MeLCd8xy2wNtfurdinb7IJPTiywsxqwcb3NkOuAHf2mRt/9cA619LjuvydEjU3zmy21+8feavO9/tnjysOThvQWe2m8oFKf4vjOf5qavtPix35S85/0tli2TvPkyzezsdM8HnGUBme74v7EkUnjUihG1Yc23nonZ+6LP6escqlVotALa9QVmZtrs2AAvTE7xP/884tN/F3L/U5JnJiz+8C9mmGt6uI5CZymxdFgxvpUzdpzDyMgwJrOQWYxXHqDsTHPp6Xv4zKcifvQ3ZvnZ35zk7NMVl1/U4sDhGRbaC0wdT1hTC6m4dd768w1+44M+Z6ydZ+eme3lq7yRXvKPBBz46x+uvjBiuZNTbkp3rn0GkB3nbL8xx+TuP02g2+fkfgHp9nlaaYGKJNnRjuyxAMDcbS/QQA8NbT5fKGdmexsNMz9dFh4ItPM/DcZxOrqzjIS1DqQquKLJt+3I2bhrgLec2iZoBDz3eYmRkOcMDbc48c47P/33Es3tDGpHFBz4yzbZ1I7xih+HEzBxVy+LcHQU+cdMUiDIvHEr4xn0Zl5w3CKbNYLHE2jXbePWrzuHCM6s88nCLTDtcvDUm0SF/8bdNSgXF/uOSL31lnquvLFOsRKQpOI6N47jYlkupVMQrlKhVSwzVGrguHD6a8sz+kHVrC4wMpAigHcVkwNqVkr/+XECjnTE6UmWw6lJSFiWvzPiIx8BgjQFX86ozapyzvcaatS7j4zaO1B1RRoGzTmsx3wz48E0NCuUK33pMc8vdTa6+skTRUdRbIWESs+Vslzse9zl6xPCtJ2OmGwk/+GqXD318kok5xe5vBNRqRbZusCiYRU47vcGffaLBC/sFh6Ylv/2hBc47p8qOTTZBEFEqF7Esh2Kh0rWpBfN1n1azhFtYLazBgU3VMAY/0KITdRjTaiWUSmW0DtE6xWnHLDZbZM2Q9+xKsXiUc06z+MO/CNh3CMaWS4bKdQbsNvc8GWCpIls3bGA2XuTwXMQFOzT33X8IjeCex+D2ewNKXgVVGGFiKuXsTSmlcka9nbDhzFXsWDtFpSa55+E2dmGUdWsjHts3z8QBcDwJxSrfuK/Jm9+YsGJUc/BIg4GhlbhKATazs3VqI5J6K2DDSkN9rsHslCK1JY4ssnWtwx1PzBGEa9BWyj8+HHLrvRlW0aFQrFEqOmBOECcRXrnIwnzIlssyPv9XLu35fWjzEqqwgCNdWrEA3WbtskUefXKBoxOSoYoGdxm33Nfi+p8vUHCmOTFRIc0CXnhR8tnPL3RDmWqUPM3RWcORQ4Jy0UOjEdJmqJaShS+SJSXueFBRLMHoyEqabYv5+Tbn7VA8+mwLooxCuUijWcezPUDTbvs0fJfR4REsSzkmSUKRpgaQXdOo0Mt6d2yLou2Q6CKphjNGJc045u2/OMutd7QpVqoMDA6yYrnEjxMOH1EsX7mO8y/5PpSAycP3sXlDk1S3qPsDPPpMg1QrSpUClYERhqsp1cI8ZVcg3Bplt8TOzZoTcz6HpyyWjxZZvzrj8T0WjcRl9ZiHXauBLGPaPudsG6DZGuW88y5BWjaTxw7jeIJqaYiB6hAbV8+y94BGltcyvmqUhcUJztphc9/TVSCi4BV44P4ThLFgxYoq1WoNY9poISiWS9jKYdkQHJzwufGDU5QqFioVbFin+en3FIhDQcE1rB0VPHCXAikplz2KlQGCpEDR81mz0uH5wykjQyM8vGeC41OGVStHGBweQtk+e56eJkpChsfGGR+vII2PzjLOOMfh8PE6R6c0a1Zs4rLXvJowaBOqb7F2VQMdW5Sqnb2Baq1IEmqEkOhUYDIHpVysNGkKKcFSAtBkOiMMg164qi54BFnA0ak682mZr399kktfVeXRp1oEocVQ2UXJhDgKcKTmmisdlNNi05YXSf2QoYEmK1domvU5jk3bSOOACEkluJ7F1EybYklQKQrm4hiV+uzYHvLEYy2mFyQ7loNSEUeOdTYy4lQw4ErqTYMfOezYJqgN13jdK4+x6GccqJzgb78+SbU4jmCaSmWWLHH4wTe0WbbMxSuGbN/iEPh1tF6BTAVCVxCihUVHA1eWQmhIoxRBQrmSMTWj+NJtAeAAitO2wTveJZif1dh2SHVA8sRLIRaCMDEMFmzCdkqgDakO0FFInIVoaRB0QGEcz0GpkKlFmySRuJ5CGJACLJExNCCpFTTXXWmxZROsWreHyTmfaqGF7VgYE9JuNSgWa7TaEZbqeANtpbBUTJK2sOr1o/HgUM3xCvlGpUB1dy56wCRS4OHi0GDfRMQ58w7vftsQv/vhOlWvgK1c/DTBRXPVZS6CiJSnEalCFlKeP2jhFSooNAUrw1I2yrJwbIcg9ZAyxvUMVlZlcCBksBrxzN6ILLGwbEOmHaIow7IzpLApOi7SkrTSOYqVkNMGjnP5tn20Uphc4fDpLyfMNRqsXW9REj5UJW95FfjZIjrRrBxRDI0khL7BsjRKaCwpcCwX23YQOsAIgbIkaZahTMr8QoxleQxWC5TKw2xaH2GRYruSailBWi6tzKBkhut5lL0hqtUZpJIIobC8kKGBIpPHQsDC8yrYroVQgsW2weBRLBYYGCgiTIvM+DhaMlAs8s5rXSxrnszMs7xqEfqw50CKsDSWKIOxsC0XozsQU17BolhokaYJVhxNP+W65ryR4WInMBfZy5pXSnVC9ExGIgRxrHClxW33t7jy8gof+ps2UZZSTCEIDItZgR9+/yGm5sGxbCDtbLTbkiAsEviwYqUFVoxC4mCjHBtbCWzHQNNm+WiEymKeOQC2a6ENGAy1mkBnDspJsKwCniMxuNTnprGkwq4NUkgTVF2QZg3qjTrD5UEcV/LjvzrB4y/EgOBNl5W44f0jjI+GtP2YVHa3DaVAKVCWjTKSTGmEzDAILOPQCjo7PHaxwMjKFSwfrmPTQAtJ0e5sJrQXUoQs4XkWXtGmXK6h9DyOsMkMpEnC4lwIApRlUSm7OI5Dy08Ag2PblKoZSMWRmRaF8nI++vk6H/zrRYoFi0wYlAGBRZIqqqUCWClgUAqybqzDwGCZciVifn7aWMqafxHi87auHzbf7CpZWZYiZSeK0HUc/LCIjkMm5wzr1hT4y4/P8tPv3solOzT37ImwnSZHDsZYmWBs1OGFI4Zq0UHbBRzl4rmaYmmMethiTdFHmYQ4TIiziMkTTcoVxdCQy/7jLVaPKRZaCU/s09iOol7PWFg0jC5TGFKCKMFSColPyYE09fjY52e5/V4LP82IEsnMiZC16wwDxSnm4oiHn8+IkgKOZfH4cwnCM6wcznjyYAOT2RgtyDLTtf1TlAUporuVKEiztBPFgsboGFvYeF5KphVRmLFgZ2SmRNGV6EySpRK7YFMp+JjM4vCJGE+WqRQ0zbgAYoEw9im5ZaRJmZsDKTIyLSnINllm0WhKLJHSDsGPFFo6SMfFsWyyJEVaGY4LUaixSjGB3+7ZwaPDaKHmZGvx+HNWo3FsbiUldpw+0tvRKRRcbMfGsR0sy8J1bLQqMLs4y/ZNNZ47PM2jz/j8yA8Oc+9vRLgFl8kFxWIYcekFNg8+DSPLh1i5bjMXn1PF0vPc+4hFIo8yuszg2k0c28WyFLZVIzMLuLbF0LDLqmUhR49FLLYMy0ZcolQxMy9Yv9JlsBZSdkdxPMW68QEc2WBizuelY4JDUxk6BSMFq0aXMTRc44ytM0wcsdFIhiou1YEhpJMQthU7T7N54pBBKIWQCseRFIoe5VIRIecgkxQKFSxb4bgGiUQKSalUxbMlY2NV/MYkEoe6H5NlMDxoIayUoeEq1VKRnWcK5hfaLLRsVo9aVEuG45M+rtMJnhipSbI4ZWbGwitKHNthw7ihXZ8h8CWeAE92OOrqFWOcsW0np53TYu+zh3nwoRCnqFHCIctSSqUKrXYTEGzfXDKGI7Trx78kD7yw5/PJ3NFk03pP2k5nAz3wQ4LAp9ls0mg0CJoNZhd8piYTlo3ZlJTHRz4zxc6dVbasCpiYOs6BI/N86xnDFecPo0TAyNAyNixfy6vPbHDJ6VO8dPAwJyYjSoMengutZpMwbjE9VSc2irHRClncYPlYysOPt8gSSZwEmFhz2/2zbFnlsmpU0IoiRoaX4boJ0m2z78UYpSyGhzzGBoqsGC0yODZGsWqxZhk8/UyLJLJIs84CBYnLgRdDdm4rYxtDHIXoTJPGKX4QQ5pQLQvabUO9ESEtcEoZzcUOVYdBQpKmhO1O2qsfZLRagvnpjOXLAW0YGVnGcMFmx9aMh55KOHG8QW3IoVSWzCwGCGETRCmeG2MEnJhrgzCkqabg+kzN+xyeSIgsw9AwGBOzY8vpDC+vce2VC2wZbzM7X0cY0dldSyXNhk8ad+LeLzxvGJEcJdDNE/Jv75h9tlGfWNx5eiY2b6iZNE2xFViq4+goFArYtkWt7HJi1sGVIZu32Nz1gKC9KNn1/WVUkuCqIjd9ZZFt2z3e9toatfGVrFizgrHRRZ5+aZaFxYDZRQ/XNoxWQSiBZWuENUAYG2rVjLUrB1g+nvLisTJepcT69RvZsmUrew8PkqWKa650WblqO6vXb+UVZyiIBS+8oChVLDzXw6vWGBhexvjK1YyOWJSHM/bu7/ioSyUb17Zw3Cp7jtus21pgsAQVxyClQVgZtu2grE7MaeAD0sXxNMWSYnY2RUiLUrGAcBxWjJdopRpERKths/+Q5tJXeawcG2P9up2ctiVmoDLPl78eUKyMMjJsgaOZWhQUHI9qeYzhZYpQa+bmNQPVAbyiy+q1BeoJTM9lLCwKNmzwWL1uM9XxjVyw8whZa4a/v32easXDUhalsoOQKY4LYRyyfNQxZ232VP3Y4fqTzxy8Q24auqA1ebz5yPBYYM4/29XGCJIMojjqhZL6YUqUBDx3IEIow4YNhlag+ZsvLHD1a8vUCj6RSfnWE/DlWxf5o/8+ypljDcZKt7Nu5TxPPReThi1OTLQQYcZIVZPGkMYZC62IhWlYXsgoeHNEfsyJ2TbjoyXGBssUHJ+ZGc0nvtLiZ981yNsuWqScPcpbLjjO1+5dZGI+xlYSrR2MiXEsRei3GXTmEUHExHTa3W3KumFBKS/sjylaUC4sosqC47MxmVboRFOvt4kSHyk06Iy4FZG0IzQCozN0mhIEIXbaojEPflsRZClfvnWRK88a5afeXqTq3cvVr9rHbXe2ufORlKIrGC5FxL5kbtZgKUPoz1Ew87Rbgrm6BgNp0sQT88zO2KAFD33L8Kpzbd50kc/24ft528XT/O9PzbPvUIayEpJYE0YxaaJJk5QsTbj0omG9am3AYqO198d//O+ft2688Ub92gt/4POE9Te87XVD5hM3TRBFEUJKVDfUJIpjLJWx94WIdlJh64YyQi3w9W8G/My7PK69psqHPzlPrVzggx9rMj7k8N9++jDFWsz934q59Y4Ux3E5PNkktUdZubbMfc+EJFFGvbXAibpHdUgyXF5gxeA4f/77w8xNu3iFSZ7dn/Lokz6f3S3YsXGB9703JgunmJ0RfOwzPpbtYVsKKUFIiVQwNT1H5fyAlq/ZfyjAdcoIYZEag9AZ+/dnWMpl43hCpCz8xEamMSaJmJ6ZJgO8giLLNK1mk9qgS90HqQGdMXViDrvgY4RH3V+kUhV8/Z6Adz7a5ud+QtAK6jz/bMLv/vEiquDhRxGVksFvl2n6Ai01U9MTDNbKHDwWkWays9nfnKQ26HDnfU0QBW7+xwXe/PoRbvwNG5JF/uSTc3zqpojB4TLaSDSGJMtQmcSPYqQSvO6SspFWnaPH468bg1DGIHb//WlHVw8d/uGNK2XlrgcaHJnQolBQHUXIsbEthaU8Ym144N4Fnt4T4mubIICnng2Zm5NMLAqqRY92XOCrd0zx8JMNbr874mOfC5hpCWoDHq3E4sCBJkcnLOaaioLbUYAWGyF7Xww4OiU5ciTkoSfrHDzks/+lJvsPJbx0xNDODLc/ELL/hZAH9jT4vb8IePGQYmDAxXGLuK6D43aUwtCPgYTnnq/zyLPglYp4jottW9i2Rb0VMz3b4rkDKfsP+jy3L2KxbeMVixgjaLRaPLMn5NAxC6eYkKWGbz6Q0owVpWKBOAOhfJ54ZoHnDxsG3SqZZXPLvS32H2nzzTszbvjTOaabNqPlAlrZ2HbC0882eGZ/x8mhlGBuznDPvYvMtlwcpxN/feiw4J7HmqSJIk5cvnZvi2/e2+b/fL7B393i41VcCl6pEwYkBZKOrtLyQzautvid942JNBDptw6s+9mzz35uTuQgZg9/4xWfOe/s5J0f+uhs+r4bJi3HtigWSwgpKJWLZElCyasyMTeLJUEIg2db1BsZmoiBaoEkgXKtzMJindhXxImPYwtqlSKpMHhukcZ8HdtzEUpT9QqkWuGnIUk7JtOSKGx3kbQzEBY2GdWhEjguOjY0FxpkWiCtjGrNQ2DjOg6O7WCEwXMd/HaCzjRz9SalkkBKC8e2cWwbbTKMNMxOtVFS4fstXE/hFUsoZVFRNrPtNkJrLAVW0WFhLqbsWViuBAFFr8DiQgOJBJniuVVS0wYjmZsJ0UR4nkQ5gpo3SJi1UKJIvVGnWLBxHJs0jdGZJApjCpUSWRzjFF3qiyGuA67jkegYYxwaiz7ShqKncG0XyxYY0/FThEFInKS0201u+MWx9Pr/sdza81j61dOv2vMWY3Ypa/fuTqTL/MzyD8xOHfmBXW+uyP/z2QZ7XwxApLhOFSktChUXS0rWrF5GlmaksUYKTaki0BhEZpBWZzJXji1HZxFJViQzGQK36xUTlEsFNClGG5RwKFqKIh66lpDECVp7GC3QWdZ5Q6VCWhLbspElTa1WQCcCTIoRGmW5ON0kONEVKY5dJDMBxZpLFneUKMuyuwF/YDIorC6QRDGZLoDuBAbaroUlFOPVAjpL0YnAKEN5rYZUIJBIS6CkwC2MoDONTjUogy1HEESUyxUSHUGsQVpYDnhiGIByrUAWp50IS1npxEGbDJ0ZZLkCwlAulyHTaCykNNhSMDZcJtMakwoQBlTnOZM4xpaSehiyfpXDO64ZFM0ZmG45H+7Fo1933e7M3LxLXvXurz115Fjh71atcOX7f3QwBU0Ua5qtRZIoZmGhQZikNOstBJIoCUkNxHFCEiZkBtrtCK2h6TfRQhEnBoEDaJIkwgBhGCCxiMIEgyYIA3ScdhZVg227ZDrFLXpoYxBKoDPdxXwWpHGGZQviNEUpl6QbRxxGIX67TRzFNFuL6EwRtSOUEp0xdnOGWq2AVGcEfoSyXdJUIy1JZjRJkhFnmsgPQEOUBighSPxOvHWSRsRRTJpqwnYABoIwAC3wA58wkZ2c3liDZRHFIUYrfD/AGAjbAUmakqQZbd8nzVLarU5qattvorOMyA+JkwyjE+IowghJGCVIaRFlERpDHCcEQUDg+7SjCJ0l/Mg7y9nmrZ46ejS77/Jrn7zdGGQvbJZdpxljEDd9pPbbK5YFb9315rLafWvZ3HJXIoolSJIYZVlgDK7rIqWkVCx18Cy6mBwd37XCshQFr9BLzVyaCVgoFLGU1TG/ulTVyQfS35ZeainrJHSb/rROJTtplY5j90Jv83G4bidst1As9GK089BYpWQ326HQeY5S6SQknPw5pJKIbtpnfn3nN734Z8uyKJfLL4cDC4GxLCzbRgnRlbUKIbo7c67by1TIU2+LRXFSqmv/vOWga/lYi4ViF6wsJUoTkiyh3fa5+JwiP/XOFczPCI41K78uBOzevUvA7k52YQfCdpd8+3tve/bwXO33KqNK/dYvjmVjQzFxrNGpIU2zbsZ52pvIpXmtS7GZTwl8ZiCTBktZaBuMMhhlELbq5A+pzrfqfizbQSqFZatOfLUAZSmkJRBWh4V2sEEkVnfR+3NrbdvGcZy+Yy/n9ObHbdvuiABLYSuFNGAhUEIguztMncD+Ttxz533txn8ZsIRAaoNBYESKbUBLicGcBMyyNI21/9jJAf+q92K+/On0adAkaUqWxAR+RLFk+K1fHsnGhm11cJa/fN21D91/0030IJasl7N6dmtz8y71sfi0D1T3fenqi3eWzv61X1il33/DERnGKSaKsSzZRazpoMPkiWF5NGM/OmueguI4Tg9lx3FdojDAUx5+PcB1iqRRjFASKQRJlpyE5Rz4Pp7rkWQpWghsyyaKI3AlYdiFQow1ES1aYR1MR1bnUIQ5vGCOcpOnuOSJYcVi8aQ2AjCWwvYKFPA6iWWlEkEQ4rgdRB+DQVkuQRhTFIqW71PoJrg5tgVZSmgyhjOPMAoRBdHD6MjTd/pzkPL0ljwxLUfvyY/lSAGFQifRTUqJ32oRmYQkSfmNn12lr7q0LA8eYuZvH9O/0kXD06fE6DCmA0j94Ne//8yNK55/vOwKfvZ/TMqPf3FWlEoFPK+I5xVwXaeXub4UT+O7pU4KAcZ0NMDgnJC0plHGRdgGlMGoLoVK1Uvf1GmK0AJS0FkKmcYkGjSITNHyW1y27SK+f+sP4kct8u76oYzyseT5w/2JX/1pNlbBgelpnvnYJ5EiQQmJ0ZpCJpAmw8Jga42lM2yjcYzG1hqpNZYRJAIKicOcp7mpWGDa8bC07lgFS3A4+kVXvwg5VSJ6J59JEycxgR8Qtn3qrYCrX1fgMx9cmYaZp56Y8N585esf/Jq5GSWuo4fXZJ28KDfqrtn09IPfuOj9F65p/ckf/NpQcmgmsu+8p4kREj8IGKhWaWYZxWKxN5H9VNEPAuo4Ti991HXdDrpNtUS4ISFa3Y1+dAzSkeBYSMsilQJpKTACk0p0kkFqyGJDFmWYJEVHGSaGVuiz19vHRdfuZK278ZQvWx4z3Z/E3Y9I0ElfkdhWiVLZ4eFmi+c+/CcMjAxhIo2XGRydUNSaYqpxtaaoNaVUU85iXJ3RSTnu5BG3Worbxgs83ZhhWblCow9RKGfB/Sg7tVqNZrPZA2fNt2qDIKDgFWi2mti2RbPRBGlotHzOPdPlD39rVVKqCvvJZ9TvXvnGB792Zxck9p+JsnN3+sRXz/2rs88If/zgUZ2+6+cOWfc/FVIu23hOGafg4jgdE2Wp/O1P/1ya0Gy0QUtoXNUkXmEQlkDZVkcGOwqtRCcnx7KQQiK62XhZnCISg0k1aZwh4gwdp1iJYGpmgqvPeBN/++6bMVEK2iKTGt3VF3KqzTP/8mz6HOCsp4hZFuXSEGU75pbrfpDFJx6l4g5AmmAT4xpDMe0uuNGU0pSiTilmGZ42CAwWMKMc3jM2yl7XodDll0uT3PspuL++RD8yUf5idjL+Y4LQp9losn2ry2c+si7buclTL77AAz/xOwOvvusGUi67O1sKpXRKpLtPfOKwueGyS63x1z30lWvesGb9tnXhzvPPG0kfeHRRHp1IkKqb1d8dSJomgOilduZpjlEU9ag3SRIQEPg+ylb4G32ycgams/FgFAgpQL38EUqgRaegmbAMBgPS0AkP1B1o/8zgFDyeO7qXtctXc/6aC0kxOFJ1k9teBjv5p/BBbAsyMtzSICvPOptnv/plROjjSAulNRJQnQgIQGObzga8MoJCpnENSDSxkHypXOZgGOBZVg9tJ5ep/XCJ/amheXps/iLGcUSaJrTbbZIkpNmI2LSmwN9+aEu6c7u2XpowDz705Jmv/9OPfrV9/ccPnxIn65QLfOONcMMnDpsbTkeNv+WSv3/bm9NXnrG1vfFVZ1eS+5+K1NHjAVJqjM56GXVCdpKoc/T0HABtqZmUZbpDqes12gPbKCTdj1BIJLa0sIzCQqGMxDIWKrOwMgulLVRmUJlAZSC1wMZCAo8ceJwrNr6GkWKZKO5EcLxcTcWcspZDP7WITkALaRxRWbeOgm1z8O57wXPQ0iKRklQKtJBoJckQaGUTKUGmJLEQGGMxb3t8uVpk2hiKtk3WVUJzUy+fk/xY/1zlVJvpjChKOmlEcaeG0+aNDh//0IbsgjND6/mDtYnPfmv08l9835fntelYaP9itNkcu+Mz33hn5bzKvm9sXRddvO9glv7Sfz9q3Xpvi0KhSqFgcJ0ijlPBcjrmTz/bWYpuo7XGSIjtCOMZMi1RQoEAbTKk6oCAKSvPUOjauNqAEBitUUKSpSlSKrI+rMooDlhZGqfqVDCy4yDpR4LtR67px6rM8SyFECjZicOyHQcZp4QnTpCkQSeTQXf2W5WQ6CxDKYlJNLZQyFQjBUhSfCWYdYpE8uSc4HxelqIZ5Nq9EKLjJdQZYeiTxFk3a9LnvHM8PvZ7q9OztrrW85PmyG0Pll/3C7/y4L5/CnVW/HPQZm+8Ef3eP//z8k+e9fGPnLW89UPTDZW973/Nys/eNC0sp4i0Y6rFKiYTVGoVojCiVCoSRZ16CGC6dRgc2r5PqVzGr7cpugXCJOxq44okCigWPFqtNqVKuYe0nsQJQnScDkEYUioVabXaVCpl2m0f1+0ivguBJRXNVoNipUyz0aRcfrmszlLE935IxTzjPmeXXsGj1W4zPDBMM/Sx+6EMLUUQhFTKJVptn0KphB8EOI6L1hnSpJScIu12i0q1SruLR5LXhzgZ3b5JqdQZq1vwaPltpDbEYUg7ScniiKtfW+MD1y9LN62xrH2HCo9//sENb7zxV3ef6Hirvnt1ln8mXvT18sYbb9QgeODL535053b9k2kSZx/82Kz4Xx+dke1IUa46FBwP13WxXRvbcnr1GHpU3IWMl1qjhUAL0S1o1VXG6GA0ivy4WAL+mR/TfTCDueLSEcdIaVAIjFF0VduTzLZTwSguNWHyvgSm4y41J49DI17mJjJP6RZkout00Z2iWkJ+e8a+6YKSaW3QOut+a7I0IY4j4jghSiIadR/L0vzyDy8zv/Yzo+nAkGPvn7K/fsfj1g+99733Lfxz8aLFv6yoZIeLPHLrK9+3fUXrg8VSwNfvDbPf+P1p9cy+ANtxKBfKGJlRKBTA5ChyCq0NntdBwPGKJfx2m4Lndfaeu3Zg1HWU5EChOfJMkqQ9V14PuabVplTuAH3ajoM2uqNwOTbtHhhpo0edeemd3EHTDwLab8LkypDnFWj7PuVSZ6yd0jsZQoCyJGEYUCp1OEi5h7LjdOoqmU7mfhiGL4OzFkuEQdjN4O9gZ3U4Wgvbtmk1W52QonZIlEZsWWtzw6+uzq6+oqhsO+WJQ8N/dv5r7v+Ffq76f6lmQ6f41f1fe+3Vy0rz/3vjhmD86GScXv/BhvrE7ilhDBSKFTxPYSmJ67ooZXe27Lq4yLZlkWl9EvJ7D3GmKztzr05PdnbxqnLnRO7x6ceC7kdf70eX7zfbckWnv2pLvwzur7rSATmxyLLOuOiBnaoevnOWpSfhhSzFtupVjxGSLO2aa90SB6AJ/ZTURIRRRNBOgYRrXz9sfvdXlmdb12vrRF3Xj8w6f3DBlU//wb+maJb6Fy4wN964xxizS63Z8tW9Wy49+7Mu9jnrxpqb3nhZUZy1tZIdOpzKwxM+YZRiKUmaaoyBTHdMqTTtTFbuYepnlVmWYUmLOIl7k9dfVidvcyqk9n7HRafekuzha+XX97TlLnJPP/h4fp+lpXv6X8K8tmH+EljWyaV7+jdG+lHdOyXxdMfs0SlxnJGmCWHYIk0D6k2fJNKcsd3i9391PPv19y6XK8cz+eIR+5t7Dm5+8+VvvfurHS/j3ebuu/9lNZSsfx0k7u6s6/E6AebKB/7+8p/cONz+wLVvciuvvLCm//rz0/zlp2bksZkIVJtqoYbWCVkpI9EZxpR7rDKfoKW1iPItRilf9tv2o7nnWnA/FH/uE0/TBNu2eqw5vyZ3dizVonMzJb9PjtTe/91f38EYyDKDELKrPNLzt+fX96PcdsrqKMIoQWhDHEXEOiMOU7IsYXRA8RM/NKZ/7O01s2GNUNOzsf/soZE/OuPSu24AYe6881JLiBvT/5TKZ7nD6rN//Y4N56x56TeXL/N/bLCW8cRzWfaXn54VX7plUc4uZEjVQbtxbJCW15PNtp1vx72MFP+yfzv3hH07/F+/ibEUa3npzs1SYLZ+xPnvVjZnKSjpy2xXnqS0ddDaO2XkTZ9rNF/0LNNkSUKsI5JYEPptkjSmVnV4w2s8/YvvGjYXnF1W7VgwMS2+sudQ5Tevftd9e4xBfDc09/+w2oX9RZtu/8z5l69ckf7JppX6TEvBY3tb2Wf/rs5NX51VEzMdXKpisVOY2bZtEB1Pk+vYXf9sqaucVLq7U0WyNMWgTypIlftu/VNACOZQiM1ms+cT75hr9OoS9sMllkqlnhcu98DlClilUnnZXOsCreWwjcVikVazY2b5QYBl2WRZ2qP4DsiZJIrCTmpLOwUEI4OGt101qH/kbUPmgnOVEji8eNTsmzMj/+OiS7/5xe+Z2oWn0LI7ZWVPu9558s/vu6bkLfz6mjFztmNnPPN8O/v4l1rccntL7t3fFiCwlEvB6+A/SeWipMKyOy5Ky3KQQvbAzfLf/crMqQA+v1MdiFPBAy4tvdNfY2EpsGk/VLIQkGVdD1hu8mQxOsvIUkizhEx3gvWiICFKY8Cwea1rXnN5Vb/72kEu3GEpEoujM+qJdlb78//vw/rm3bvvbn1PVh9dWtPwB67bnRmATT/v3vnhp69ZOdx+74qB+PtK5ZSjRwx3PNRKv/S1urznUV8uLqaAg2ULLEvi2hKpJbbjkhmN5di9ic/laQ7a2QMR7crXfGeofz84p7xc0873g3vVQ/v3g7usOa8fnO+GdQph2j0KBtlX3ifAshyiOETJDiRinCYksQASKmXFhWfa+pq3LdNXXFCwtm6w8VuGIye8p08sqg9c/v7zd7P/z6JTFdX+Xq4ALszNu+TLgxXc940r3jrmTv7wwKB51eiwHEpTwQNPxfrOe1rm7vvr4tFnfdn0TVexF5RchRAKYUmk6kRRWJbdK8mel7zJy9PQzUJUlkXaPZckCa7jkOammAFtTE/Ddl33JEWs08Z00XPtHq5mFMVI1XGP5hDKSZIglSSJIoSwaQUhmA5HLRUkZ22r6O+7sGxe92opvm/HsLSKmqmFJJ6ZK9yeUP3Yzive+w9wXZaX50Xs1gLMf5kS7/0Lza7dOnfi/MmfXLHs3C3yp8bKU29bNcpZhQGb5nzE8y9q/c37F/RdjyXy6Wd9MTEdiJcxmS1c28Z2DZayEUYiVMebJCRI0Q2pQfS87p0wm078VMfzZfKIA6AT4CcVPRA1Ywwa09mD1p3AXaMzDJ3iGNIIMlKyTJAkKWGcdIoFd31by4eVOfP0AXPxK5R+3aUluX19SdZGFGk75dAJ+6VmVPzC4y82P/7j733m+SWl3b+tkMZ/pQV+WYbdvEuxa7d52Xdq5O03v/LVw9XsXUMj0TnD1WRHqSTJIs3T+3wOHiN7+Im6eeDxtjg8aeT0VCrCKDsJqF5KCylMB7NSdt5/27ZJdYdy4zjBsfPiz50F1lpj2ZI07qSnxnGEbdnEWYpEdjL7tQFhiNMUjIPOwm6fAkhxLBgb88z6VVpfdJZndp45wsb1yjptm0XRs4lbhummeXa+7TxxZJbP/tFNG++/e/fuVtcikOzeJf5vL+x/+AL3m1Z33XWpOllD3KVu+/LCVWOFxunlgfTtNS9dP1QRA8I1pL5kcibhkafm9aEjqT5wxOaZfU1xfCqQ0wuIMO44Nk7eCRTdT74onQVDqA4Fm3xuZW9v99vnWmBbAs+V1KrSbFyh9GlbSqxf4Zk1ay2188yC2DBuo4oWiJiFKdGuh9bEXCP+Ytsfve/S7x+9BV6Wp+bOS60b7rpb/3spT9+zC9zf980375K7doEUXaWs61z70/950egFZ8WvqRasC3Xqnze+LDu9VLSq7qCG1NCaS1hsaebqGRNHMRMnYj0xHzEzl7FQ16IVQb2R4rcSBEIiFHOLETrTYCSW1NQGPTreR02pKE25pEypJBgckGbZgM34iMPKcaVWrPAYrAkGa4LqiAEFSV3hR/hTU/opY7uPtGPnyTufaN3+K7/inYDHkh4L1rvU7t2wq09E/YdPMt8bf+Lmm3fJ0dFpccUVd6dL6089fs+u0X2HXjpjZbVw8fp12da03V6XaWt9pRqvGCwhHCW7BGu68dGCZjvFD7qOCDo4VWkqMHT2rCtlgYVBa4tyNaJQcHGkDaKjSBktiENFFCnqDX9WKm9fIovTk7PBvsVQfr1YXHP48jd8+dhSyjdml2I3/Eex4P8qC7y0CDV33XWpuuwykPLbFxzg/Kuuqn74v3ubh51kZGpiYYstW2Q63FgqlU8bGiqscp0ISxrRbKXrdKY9W6nOhrwMyTKLxGi0ERijdLli9uusnE1M+gthFD2tpXo+iq1kw9rVz4Z+If74p54+/IG/eX7i2z1eoPWl1l13wV0d9mu+Fxa1/+//B8yfOgHybCE9AAAAAElFTkSuQmCC" alt="Renzo-ArtHome"></p>
<div class="mxg-firm"><b>Renzo-ArtHome</b>Tavola G.R-01 &middot; fuori scala</div>
</div></div>
<div class="mxg-h">1. La falda e la pioggia</div>
<div class="mxg-preset" id="mxg-preset"> <button type="button" data-i="20"><b>20 mm/h</b>temporale ordinario</button> <button type="button" data-i="40"><b>40 mm/h</b>temporale forte</button> <button type="button" data-i="108"><b>108 mm/h</b>progetto italiano, valore basso</button> <button type="button" data-i="164"><b>164 mm/h</b>nubifragio misurato nel 2022</button> <button type="button" data-i="180"><b>180 mm/h</b>progetto italiano, valore alto</button> </div>
<div class="mxg-grid">
<div class="mxg-sl t-tetto"><label>Falda in proiezione <span class="mxg-val" id="mxg-va">120 m&#178;</span></label> </p>
<div class="mxg-cap">la superficie in pianta che scarica in questo tratto di gronda</div>
<p> <input type="range" id="mxg-a" min="20" max="400" step="5" value="120"></div>
<div class="mxg-sl t-acqua"><label>Intensit&agrave; della pioggia <span class="mxg-val" id="mxg-vi">164 mm/h</span></label> </p>
<div class="mxg-cap">millimetri all&#8217;ora sui pochi minuti che contano per un tetto</div>
<p> <input type="range" id="mxg-i" min="10" max="200" step="2" value="164"></div></div>
<div class="mxg-display">
<div class="mxg-dcell">
<div class="mxg-dl">la falda scarica</div>
<div class="mxg-dv" id="mxg-dq">5,47<small> l/s</small></div>
<div class="mxg-dn" id="mxg-dqn">328 litri al minuto &#183; 120 m&#178; &#215; 164 mm/h / 3600</div>
</div>
<div class="mxg-dcell">
<div class="mxg-dl">come rubinetti di casa aperti</div>
<div class="mxg-dv" id="mxg-dr">27</div>
<div class="mxg-dn">da 12 litri al minuto l&#8217;uno</div>
</div></div>
<div class="mxg-h">2. Il canale, la bocca, il pluviale</div>
<div class="mxg-grid">
<div class="mxg-sl t-canale"><label>Sviluppo del canale semicircolare <span class="mxg-val" id="mxg-vs">333 mm</span></label> </p>
<div class="mxg-cap">la larghezza della lamiera prima della piegatura</div>
<p> <select id="mxg-s"><option value="250">250 mm</option><option value="280">280 mm</option><option value="333" selected>333 mm</option><option value="400">400 mm</option><option value="500">500 mm</option></select></div>
<div class="mxg-sl t-canale"><label>Tratto di canale fino al punto di portata nulla <span class="mxg-val" id="mxg-vl">12 m</span></label> </p>
<div class="mxg-cap">dalla bocca alla testata chiusa, o allo spartiacque fra due bocche</div>
<p> <input type="range" id="mxg-l" min="2" max="30" step="0.5" value="12"></div>
<div class="mxg-sl t-canale"><label>Pendenza verso la bocca <span class="mxg-val" id="mxg-vp">0 mm/m (in piano)</span></label> </p>
<div class="mxg-cap">millimetri al metro; fino a 3 il canale &egrave; in piano, oltre 10 la norma sconsiglia</div>
<p> <input type="range" id="mxg-p" min="0" max="10" step="1" value="0"></div>
<div class="mxg-sl t-bocca"><label>Bocche che servono questa falda <span class="mxg-val" id="mxg-vn">1</span></label> </p>
<div class="mxg-cap">la portata si divide fra le bocche</div>
<p> <input type="range" id="mxg-n" min="1" max="8" step="1" value="1"></div>
<div class="mxg-sl t-bocca"><label>Diametro della bocca e del pluviale <span class="mxg-val" id="mxg-vd">100 mm</span></label> </p>
<div class="mxg-cap">bocchettone a spigoli vivi: il diametro efficace &egrave; quello del tubo</div>
<p> <select id="mxg-d"><option value="80">80 mm</option><option value="100" selected>100 mm</option><option value="120">120 mm</option><option value="150">150 mm</option></select></div>
<div class="mxg-sl t-bocca"><label>Battente alla bocca <span class="mxg-val" id="mxg-vh">30 mm</span></label> </p>
<div class="mxg-cap">l&#8217;altezza d&#8217;acqua sopra la bocca, in millimetri</div>
<p> <input type="range" id="mxg-hh" min="10" max="80" step="5" value="30"></div>
<div class="mxg-sl t-bocca"><label><span class="mxg-chk"><input type="checkbox" id="mxg-g" checked> parafoglie sulla bocca</span></label> </p>
<div class="mxg-cap">anche pulito dimezza la capacit&agrave; della bocca (k0 = 0,5)</div>
</div></div>
<div class="mxg-tre" id="mxg-tre">
<div class="mxg-q" style="--qc:#1f7a4d">
<div class="mxg-ql">Il canale<br />capacit&#224; di progetto</div>
<div class="mxg-qv">1,93 l/s</div>
<div class="mxg-qn">sviluppo 333, L/W 157, coefficiente 0,86</div>
<div class="mxg-qc"></div>
</div>
<div class="mxg-q mxg-collo" style="--qc:#a06a00">
<div class="mxg-ql">La bocca<br />con il parafoglie</div>
<div class="mxg-qv">1,10 l/s</div>
<div class="mxg-qn">&#216; 100 mm, battente 30 mm, k0 0,5, a stramazzo</div>
<div class="mxg-qc">collo di bottiglia</div>
</div>
<div class="mxg-q" style="--qc:#3a5b8a">
<div class="mxg-ql">Il pluviale<br />riempito per un terzo</div>
<div class="mxg-qv">10,7 l/s</div>
<div class="mxg-qn">&#216; 100 mm, prospetto della norma</div>
<div class="mxg-qc"></div>
</div>
</div>
<div class="mxg-verd" id="mxg-verd" style="border-color: rgb(178, 59, 59);">
<div class="mxg-v1" style="color: rgb(178, 59, 59);">Trabocca: 5,47 l/s contro 1,10 che passano dalla bocca</div>
<div class="mxg-v2">L&#8217;acqua sale nel canale e supera il bordo nel punto di portata nulla, lontano dalla bocca. Con questa bocca servirebbero 5 bocche.</div>
</div>
<div class="mxg-h">3. La lattoneria si allunga</div>
<div class="mxg-lat">
<div>
<div class="mxg-sl t-lat" style="margin-bottom:8px"><label>Metallo <span class="mxg-val" id="mxg-vm">zinco-titanio</span></label> <select id="mxg-m"><option value="0">acciaio al carbonio</option><option value="1">acciaio inox austenitico</option><option value="2">rame</option><option value="3" selected>zinco-titanio</option><option value="4">alluminio</option><option value="5">piombo</option></select></div>
<div class="mxg-sl t-lat" style="margin-bottom:8px"><label>Lunghezza del canale o della scossalina <span class="mxg-val" id="mxg-vL">10 m</span></label> <input type="range" id="mxg-L" min="2" max="40" step="1" value="10"></div>
<div class="mxg-sl t-lat" style="margin-bottom:8px"><label>Escursione di temperatura <span class="mxg-val" id="mxg-vT">80 K</span></label> </p>
<div class="mxg-cap">sulla lamiera, non nell&#8217;aria: 80 gradi &egrave; il riferimento, 100 il caso severo</div>
<p> <input type="range" id="mxg-T" min="40" max="120" step="5" value="80"></div>
<div class="mxg-sl t-lat"><label>Angoli lungo il tratto <span class="mxg-val" id="mxg-vk">nessuno</span></label> <select id="mxg-k"><option value="0" selected>nessuno</option><option value="1">un angolo esterno</option><option value="2">un angolo interno</option></select></div></div>
<div class="mxg-latout">
<div class="mxg-l1" id="mxg-l1">17,6 mm</div>
<div class="mxg-l2" id="mxg-l2">di allungamento su 10 m con 80 gradi di escursione. Nessun giunto obbligato: il tratto sta entro 15 m.</div>
</div></div>
<div class="mxg-tabbox">
<table class="mxg-tab">
<thead>
<tr>
<th>Metallo</th>
<th>Coefficiente</th>
<th>Allungamento</th>
<th>Giunti sul tratto</th>
</tr>
</thead>
<tbody id="mxg-tbody">
<tr>
<td>acciaio al carbonio</td>
<td>12,0 &#183; 10<sup>-6</sup>/K</td>
<td>9,6 mm</td>
<td>nessuna regola nelle fonti</td>
</tr>
<tr>
<td>acciaio inox austenitico</td>
<td>17,5 &#183; 10<sup>-6</sup>/K</td>
<td>14,0 mm</td>
<td>nessuna regola nelle fonti</td>
</tr>
<tr>
<td>rame</td>
<td>16,5 &#183; 10<sup>-6</sup>/K</td>
<td>13,2 mm</td>
<td>0 (ogni 15 m)</td>
</tr>
<tr class="mxg-qui">
<td>zinco-titanio</td>
<td>22,0 &#183; 10<sup>-6</sup>/K</td>
<td>17,6 mm</td>
<td>0 (ogni 15 m)</td>
</tr>
<tr>
<td>alluminio</td>
<td>24,0 &#183; 10<sup>-6</sup>/K</td>
<td>19,2 mm</td>
<td>0 (ogni 12 m)</td>
</tr>
<tr>
<td>piombo</td>
<td>28,0 &#183; 10<sup>-6</sup>/K</td>
<td>22,4 mm</td>
<td>nessuna regola nelle fonti</td>
</tr>
</tbody>
</table></div>
<div class="mxg-riga"><b>In una riga:</b> il collo di bottiglia non &egrave; il tubo, &egrave; la bocca; il canale trabocca nel punto di portata nulla, non alla bocca; e la lattoneria si allunga di centimetri, che devono avere un posto dove andare.</div>
<div class="mxg-lim"><b>I limiti di questo calcolo, per iscritto</b> </p>
<ul>
<li>Il canale &egrave; assunto semicircolare, con il diametro pari alla larghezza che la scheda tecnica di un produttore d&agrave; per ogni sviluppo, bordino compreso, e la profondit&agrave; pari a met&agrave; della larghezza: la capacit&agrave; &egrave; un limite superiore. Per i canali a cassetta servono i coefficienti di forma della norma.</li>
<li>Il battente alla bocca lo imposti tu: nella norma si ricava dalla profondit&agrave; di progetto con un coefficiente da grafico. La bocca lavora a stramazzo finch&eacute; il battente non supera met&agrave; del diametro, a luce oltre, e il motore usa la formula del caso. Il bocchettone &egrave; a spigoli vivi: con un imbocco conico o arrotondato la bocca porta di pi&ugrave;.</li>
<li>L&#8217;intensit&agrave; di progetto italiana non ha una carta nazionale e le guide si contraddicono: qui trovi i valori di prassi e una misura del 2022. Per un progetto valgono i dati della stazione pi&ugrave; vicina.</li>
<li>I coefficienti di dilatazione di inox, rame e piombo sono ripresi da tabella, quello dello zinco-titanio dalle fonti di settore; le distanze fra i giunti vengono dalle regole tedesche di lattoneria riprese da fonti di settore, e ci sono solo per rame, zinco-titanio e alluminio.</li>
<li>Le cifre a schermo sono arrotondate: il motore lavora sui valori interi, e un conto rifatto a mano pu&ograve; scostarsi di un decimale.</li>
<li>Qui non si progetta un edificio: chi dimensiona un sistema deve avere sul tavolo la UNI EN 12056-3, che &egrave; a pagamento.</li>
</ul>
</div>
<div class="mxg-nota">Base dei conti: norma europea sullo smaltimento delle acque meteoriche, punti 4.1, 5.1, 5.3 e 5.5, come riportati dal manuale del Politecnico di Milano sulle coperture e dal manuale idraulico britannico scritto per la stessa norma; coefficienti dei canali lunghi e formule della bocca dalle equazioni di quel manuale; larghezze dei canali dalla scheda tecnica di un produttore; nubifragio del 9 agosto 2022 dal rapporto del Sistema nazionale per la protezione dell&#8217;ambiente; coefficienti di dilatazione da un manuale di metallurgia; distanze fra i giunti dalle regole tedesche di lattoneria. Ogni numero esce dallo script dei calcoli dell&#8217;articolo.</div></div>
</div>
<p> <script src="data:text/javascript;charset=utf-8;base64,;(function(){
  /* --- il motore: identico a calcoli.py dell'articolo --------------------- */
  var RUBINETTO = 0.2;                       /* l/s, scenario dell'articolo */
  var K_SEMI = 2.78e-5, ESP = 1.25, F_SIC = 0.9;
  var PLUVIALI = { 80: 5.9, 100: 10.7, 120: 17.4, 150: 31.6 };     /* l/s a riempimento 0,33 */
  var METALLI = [
    { nome: 'acciaio al carbonio', a: 12.0, gmax: null },
    { nome: 'acciaio inox austenitico', a: 17.5, gmax: null },
    { nome: 'rame', a: 16.5, gmax: 15 },
    { nome: 'zinco-titanio', a: 22.0, gmax: 15 },
    { nome: 'alluminio', a: 24.0, gmax: 12 },
    { nome: 'piombo', a: 28.0, gmax: null }
  ];
  var RIDUZIONE = [1.0, 0.5, 0.25];          /* nessun angolo, angolo esterno, angolo interno */
  var LARGHEZZA = { 250: 105, 280: 127, 333: 153, 400: 192, 500: 250 };   /* mm, scheda tecnica di un produttore, bordino compreso */

  function portata(area, i){ return area * i / 3600.0; }
  function diametroDaSviluppo(s){ return LARGHEZZA[s]; }
  function areaSemicerchio(d){ return Math.PI * d * d / 8.0; }
  function capacitaNominale(ae){ return K_SEMI * Math.pow(ae, ESP); }
  function fattoreLunghezza(Lmm, Wmm, pend){
    var r = Lmm / Wmm;
    if (r <= 50) return 1.0;
    if (pend < 4){
      if (r <= 200) return 1.0 - 0.2 / 150.0 * (r - 50);
      return Math.max(0.8 - 0.2 / 300.0 * (r - 200), 0.6);
    }
    var i = Math.min(pend, 10);
    if (r <= 200) return 1.0 + (0.10 + 0.075 * (i - 4)) / 150.0 * (r - 50);
    return 1.10 + 0.075 * (i - 4);
  }
  function canale(svil, Lmm, pend){
    var d = diametroDaSviluppo(svil), ae = areaSemicerchio(d), qn = capacitaNominale(ae);
    var ql = F_SIC * qn, w = d / 2.0, fl = Lmm > 0 ? fattoreLunghezza(Lmm, w, pend) : 1.0;
    return { d: d, ae: ae, W: w, QN: qn, QL: ql, FL: fl, QLlungo: ql * fl, ratio: Lmm / w };
  }
  function bocca(dEff, h, parafoglie){
    var k0 = parafoglie ? 0.5 : 1.0;
    if (h <= dEff / 2.0) return k0 * dEff * Math.pow(h, 1.5) / 7500.0;
    return k0 * dEff * dEff * Math.sqrt(h) / 15000.0;
  }
  function pluviale(d){ return PLUVIALI[d]; }
  function bocchePer(q, cap){ return Math.max(1, Math.ceil(q / cap - 1e-9)); }
  function dilatazione(a, Lm, dT){ return a * 1e-6 * Lm * 1000.0 * dT; }
  function giunti(Lm, gmax, angolo){
    if (gmax === null) return { n: null, lmax: null };
    var lmax = gmax * RIDUZIONE[angolo];
    var n = Math.ceil(Lm / lmax - 1e-9) - 1;
    return { n: Math.max(n, 0), lmax: lmax };
  }

  function conto(area, i, svil, Lm, pend, d, h, parafoglie, n){
    var q = portata(area, i), c = canale(svil, Lm * 1000.0, pend);
    var qb = bocca(d, h, parafoglie), qp = pluviale(d);
    var qTratto = q / n;
    var lim = { canale: c.QLlungo, bocca: qb, pluviale: qp };
    var collo = 'canale', min = lim.canale;
    if (lim.bocca < min){ collo = 'bocca'; min = lim.bocca; }
    if (lim.pluviale < min){ collo = 'pluviale'; min = lim.pluviale; }
    return { Q: q, Qtratto: qTratto, canale: c, bocca: qb, pluv: qp, lim: lim, collo: collo, min: min,
             regge: qTratto <= min, necessarie: bocchePer(q, Math.min(qb, qp)), rubinetti: q / RUBINETTO };
  }

  /* --- interfaccia ------------------------------------------------------ */
  function $(id){ return document.getElementById(id); }
  function numL(x){
    if (Math.abs(x - Math.round(x)) < 1e-9) return num(x, 0);
    if (Math.abs(x * 10 - Math.round(x * 10)) < 1e-9) return num(x, 1);
    return num(x, 2);
  }
  function num(x, d){
    var s = x.toFixed(d === undefined ? 0 : d), p = s.split('.');
    p[0] = p[0].replace(/\B(?=(\d{3})+(?!\d))/g, '.');
    return p.length > 1 ? p[0] + ',' + p[1] : p[0];
  }
  var NOMI = { canale: 'il canale', bocca: 'la bocca', pluviale: 'il pluviale' };

  function aggiorna(){
    var area = parseFloat($('mxg-a').value), inten = parseFloat($('mxg-i').value);
    var svil = parseFloat($('mxg-s').value), Lm = parseFloat($('mxg-l').value), pend = parseFloat($('mxg-p').value);
    var n = parseInt($('mxg-n').value, 10), d = parseFloat($('mxg-d').value), h = parseFloat($('mxg-hh').value);
    var par = $('mxg-g').checked;
    var c = conto(area, inten, svil, Lm, pend, d, h, par, n);

    $('mxg-va').innerHTML = num(area, 0) + ' m&sup2;';
    $('mxg-vi').innerHTML = num(inten, 0) + ' mm/h';
    $('mxg-vs').innerHTML = num(svil, 0) + ' mm';
    $('mxg-vl').innerHTML = num(Lm, Lm === Math.round(Lm) ? 0 : 1) + ' m';
    $('mxg-vp').innerHTML = num(pend, 0) + ' mm/m' + (pend < 4 ? ' (in piano)' : '');
    $('mxg-vn').innerHTML = String(n);
    $('mxg-vd').innerHTML = num(d, 0) + ' mm';
    $('mxg-vh').innerHTML = num(h, 0) + ' mm';

    $('mxg-dq').innerHTML = num(c.Q, 2) + '<small> l/s</small>';
    $('mxg-dqn').innerHTML = num(c.Q * 60, 0) + ' litri al minuto \xb7 ' + num(area, 0) + ' m&sup2; \xd7 ' + num(inten, 0) + ' mm/h / 3600';
    $('mxg-dr').innerHTML = num(c.rubinetti, 0);

    var carte = [
      { k: 'canale', l: 'Il canale<br>capacit\xe0 di progetto', v: num(c.lim.canale, 2), n: 'sviluppo ' + num(svil, 0) + ', L/W ' + num(c.canale.ratio, 0) + ', coefficiente ' + num(c.canale.FL, 2), col: '#1f7a4d' },
      { k: 'bocca', l: 'La bocca<br>' + (par ? 'con il parafoglie' : 'a scarico libero'), v: num(c.bocca, 2), n: '\xd8 ' + num(d, 0) + ' mm, battente ' + num(h, 0) + ' mm, k0 ' + (par ? '0,5' : '1,0') + (h <= d / 2 ? ', a stramazzo' : ', a luce'), col: '#a06a00' },
      { k: 'pluviale', l: 'Il pluviale<br>riempito per un terzo', v: num(c.pluv, 1), n: '\xd8 ' + num(d, 0) + ' mm, prospetto della norma', col: '#3a5b8a' }
    ];
    var hh = '', j;
    for (j = 0; j < carte.length; j++){
      var e = carte[j], collo = e.k === c.collo;
      hh += '<div class="mxg-q' + (collo ? ' mxg-collo' : '') + '" style="--qc:' + e.col + '"><div class="mxg-ql">' + e.l +
            '</div><div class="mxg-qv">' + e.v + ' l/s</div><div class="mxg-qn">' + e.n + '</div><div class="mxg-qc">' +
            (collo ? 'collo di bottiglia' : '') + '</div></div>';
    }
    $('mxg-tre').innerHTML = hh;

    var v = $('mxg-verd'), t1 = v.querySelector('.mxg-v1'), t2 = v.querySelector('.mxg-v2');
    var perTratto = n > 1 ? ' (' + num(c.Qtratto, 2) + ' l/s per bocca)' : '';
    if (c.regge){
      v.style.borderColor = '#1f7a4d'; t1.style.color = '#1f7a4d';
      t1.textContent = 'Regge: ' + num(c.Qtratto, 2) + ' l/s contro ' + num(c.min, 2) + ' del punto pi\xf9 stretto';
      t2.textContent = 'Il margine sta tutto in ' + NOMI[c.collo] + perTratto + '. Un canale posato fuori pendenza o una griglia mezza chiusa lo annullano: il conto vale a sistema pulito.';
    } else {
      v.style.borderColor = '#b23b3b'; t1.style.color = '#b23b3b';
      t1.textContent = 'Trabocca: ' + num(c.Qtratto, 2) + ' l/s contro ' + num(c.min, 2) + ' che passano da' + (c.collo === 'canale' ? 'l canale' : (c.collo === 'bocca' ? 'lla bocca' : 'l pluviale'));
      t2.textContent = (c.collo === 'canale'
        ? 'L\u2019acqua supera il bordo nel punto di portata nulla: alla testata chiusa o a met\xe0 fra due bocche, non alla bocca.'
        : 'L\u2019acqua sale nel canale e supera il bordo nel punto di portata nulla, lontano dalla bocca.') +
        ' Con questa bocca servirebbero ' + c.necessarie + (c.necessarie === 1 ? ' bocca' : ' bocche') + perTratto + '.';
    }
    aggiornaLattoneria();
  }

  function aggiornaLattoneria(){
    var m = parseInt($('mxg-m').value, 10), Lm = parseFloat($('mxg-L').value), dT = parseFloat($('mxg-T').value);
    var ang = parseInt($('mxg-k').value, 10);
    var met = METALLI[m], dl = dilatazione(met.a, Lm, dT), g = giunti(Lm, met.gmax, ang);
    $('mxg-vm').textContent = met.nome;
    $('mxg-vL').innerHTML = num(Lm, 0) + ' m';
    $('mxg-vT').innerHTML = num(dT, 0) + ' K';
    $('mxg-vk').textContent = ['nessuno', 'esterno', 'interno'][ang];
    $('mxg-l1').innerHTML = num(dl, 1) + ' mm';
    $('mxg-l2').innerHTML = 'di allungamento su ' + num(Lm, 0) + ' m con ' + num(dT, 0) + ' gradi di escursione. ' +
      (g.n === null ? 'Distanza fra i giunti: nessuna regola nelle fonti dell\u2019articolo per questo metallo.'
       : g.n === 0 ? 'Nessun giunto obbligato: il tratto sta entro ' + numL(g.lmax) + ' m.'
                 : g.n + (g.n === 1 ? ' giunto di dilatazione' : ' giunti di dilatazione') + ', uno ogni ' + numL(g.lmax) + ' m' +
                   (ang === 1 ? ' (la met\xe0, per l\u2019angolo esterno)' : (ang === 2 ? ' (un quarto, per l\u2019angolo interno)' : '')) + '.');
    var r = '', k;
    for (k = 0; k < METALLI.length; k++){
      var mk = METALLI[k], gk = giunti(Lm, mk.gmax, ang);
      r += '<tr' + (k === m ? ' class="mxg-qui"' : '') + '><td>' + mk.nome + '</td><td>' + num(mk.a, 1) + ' \xb7 10<sup>-6</sup>/K</td><td>' +
           num(dilatazione(mk.a, Lm, dT), 1) + ' mm</td><td>' + (gk.n === null ? 'nessuna regola nelle fonti' : gk.n + ' (ogni ' + numL(gk.lmax) + ' m)') + '</td></tr>';
    }
    $('mxg-tbody').innerHTML = r;
  }

  var ids = ['mxg-a', 'mxg-i', 'mxg-s', 'mxg-l', 'mxg-p', 'mxg-n', 'mxg-d', 'mxg-hh', 'mxg-g'], q;
  for (q = 0; q < ids.length; q++){ $(ids[q]).addEventListener('input', aggiorna); $(ids[q]).addEventListener('change', aggiorna); }
  var idl = ['mxg-m', 'mxg-L', 'mxg-T', 'mxg-k'];
  for (q = 0; q < idl.length; q++){ $(idl[q]).addEventListener('input', aggiornaLattoneria); $(idl[q]).addEventListener('change', aggiornaLattoneria); }
  var bt = $('mxg-preset').getElementsByTagName('button'), z;
  for (z = 0; z < bt.length; z++){
    bt[z].addEventListener('click', function(ev){ $('mxg-i').value = this.getAttribute('data-i'); aggiorna(); });
  }
  aggiorna();

  window.MXG_TAVOLA = { portata: portata, canale: canale, fattoreLunghezza: fattoreLunghezza, bocca: bocca, pluviale: pluviale,
                        conto: conto, dilatazione: dilatazione, giunti: giunti, aggiorna: aggiorna, METALLI: METALLI };
})();
"></script> </div>
<p> <!--/mxTAVOLA--></p>
<p style="font-size:14px;color:#555">Tutte le tavole interattive: <a href="https://www.renzo-arthome.com/calcolatori/">I calcolatori</a>.</p>
<h2 id="in-sintesi">In sintesi</h2>
<p><strong>1. La maggior parte dell&#8217;acqua del tetto non passa dal soffitto.</strong> Scende dai canali e dai pluviali, e quando quel percorso non regge finisce nei muri. La macchia che ne esce viene scambiata per risalita, per condensa o per un tetto che perde.</p>
<p><strong>2. Il conto è una moltiplicazione.</strong> Portata uguale superficie per intensità di pioggia, diviso 3.600: una falda di 120 metri quadrati sotto il nubifragio misurato nel 2022 in Campania, 27,4 millimetri in dieci minuti cioè 164 all&#8217;ora, scarica 5,47 litri al secondo, ventisette rubinetti di casa aperti insieme.</p>
<p><strong>3. Il collo di bottiglia è la bocca, non il tubo.</strong> Un pluviale da 100 pieno per un terzo porta 10,7 litri al secondo; la bocca che lo alimenta, con tre centimetri di battente e il parafoglie, 1,10. Lo scrive la norma: la capacità del sistema dipende di solito dalle bocche, non dai pluviali.</p>
<p><strong>4. Un canale trabocca nel punto di portata nulla, non alla bocca.</strong> Alla testata o allo spartiacque fra due bocche, dove nei canali in piano l&#8217;acqua è più profonda; negli angoli dei canali interni l&#8217;acqua si accumula contro il lato esterno della curva. Un canale lungo e in piano perde fino al 40 per cento della capacità; la pendenza verso la bocca, fino a dieci millimetri al metro, recupera fino al 55 per cento.</p>
<p><strong>5. Il canale a sporto sbaglia nel prato, il canale interno sbaglia in casa.</strong> Per questo la norma, quando si parte dal valore minimo del prospetto, raddoppia la pioggia di progetto sui canali che tracimano dentro. E raccomanda il troppopieno sui tetti piani con parapetto e nei canali che non sono a sporto. Quando un troppopieno scarica, segnala che la bocca principale è chiusa o non basta.</p>
<p><strong>6. Una copertina senza gocciolatoio è un cappello.</strong> Il gocciolatoio sta ad almeno 40 millimetri dalla faccia del muro, con una gola di 12, continuo attraverso i giunti. Senza, l&#8217;acqua risale sotto la lastra per tensione superficiale e scende sulla faccia del muro; ai giunti compaiono le macchie a pettine.</p>
<p><strong>7. Il parapetto si bagna da due lati e asciuga più lentamente degli altri muri.</strong> La guida britannica del 2011 ha trovato che il guasto principale dei parapetti è la penetrazione della pioggia, non il crollo. Tiene se tengono insieme la copertina, la membrana sotto la copertina e la membrana al piede che drena verso fuori, con gli sfoghi ogni metro.</p>
<p><strong>8. La lattoneria si allunga.</strong> Dieci metri di zinco-titanio fanno 22 millimetri con cento gradi di escursione, di alluminio 24. Sui canali in rame e zinco-titanio i giunti di dilatazione vanno ogni 15 metri sul dritto, la metà con un angolo esterno, un quarto con un angolo interno: e l&#8217;angolo del canale sta sopra lo spigolo del muro.</p>
<p><strong>9. Il nodo fra tetto e muro ha le sue quote.</strong> Risvolti di almeno 150 millimetri, scossaline sotto la membrana del muro e non sopra, attraversamenti ad almeno 15-20 centimetri sopra il pavimento e 5 sopra il risvolto, sigillatura a tenuta dove un tubo attraversa il muro. Quando una di queste quote manca, la macchia compare in alto sul muro interno dell&#8217;ultimo piano, lungo il perimetro.</p>
<p><strong>10. La posizione della macchia è la prima diagnosi.</strong> Sotto la gronda non è risalita; lungo il perimetro dell&#8217;ultimo piano non è il centro del soffitto; a pettine sotto i giunti è il gocciolatoio; a lingua da un angolo del canale è il punto di portata nulla. Il sopralluogo che decide si fa con la pioggia in corso, o con una canna a portata misurata.</p>
<p><strong>11. La manutenzione fa parte della tenuta.</strong> Pulizia dei canali almeno una volta l&#8217;anno, a fine autunno; una pianta della copertura; l&#8217;accesso in quota per i canali interni; il terminale a scarpa a vista; un giro durante gli eventi estremi. Un canale dietro un parapetto, quando trabocca, bagna l&#8217;interno.</p>
<p><strong>12. Dove nevica e gela, la diga di ghiaccio porta l&#8217;acqua sulla testa del muro.</strong> Nasce dal calore che esce dal tetto e rigela sullo sporto freddo; la membrana in gronda ne limita il danno, e la cura è un soffitto che non lascia uscire calore e aria. Su un tetto coibentato, per la norma, il carico della neve non si riduce, e al disgelo l&#8217;acqua scende in pochi giorni.</p>
<h2 id="domande-frequenti">Domande frequenti</h2>
<p><strong>La macchia sta in alto sul muro esterno, sotto la gronda: può essere risalita?</strong><br />No. La risalita capillare pesca l&#8217;acqua dal terreno e disegna una fascia che parte dal pavimento e gira gli angoli. Una fascia che parte dalla linea di gronda e scende, con il muro asciutto in basso, viene dall&#8217;alto: dal gocciolatoio che manca, dallo sporto troppo corto, dal canale che trabocca, dalla pioggia battente. Prima di qualunque trattamento alla base si sale a guardare il bordo del tetto.</p>
<p><strong>Nella camera all&#8217;ultimo piano la macchia corre in alto lungo il perimetro, non al centro del soffitto: è condensa?</strong><br />La posizione dice di no, o almeno dice di controllare prima altro. La condensa cerca i ponti termici e si presenta a chiazze con la muffa, nelle mattine fredde e serene. Una macchia che segue il perimetro sulla testa del muro esterno, e si ravviva dopo le piogge forti, è la firma del nodo fra tetto e muro: il risvolto basso, la scossalina nel verso sbagliato, il canale interno che trabocca. Un mese di annotazioni sul quando compare distingue le due senza strumenti.</p>
<p><strong>Quanta acqua scarica davvero il mio tetto?</strong><br />Superficie in pianta per intensità di pioggia in millimetri all&#8217;ora, diviso 3.600, e si hanno i litri al secondo. Una falda di 120 metri quadrati sotto un temporale forte da 40 millimetri all&#8217;ora scarica 1,33 litri al secondo; sotto il nubifragio da 164 millimetri all&#8217;ora misurato nel 2022, 5,47. La tavola interattiva fa il conto con i numeri della propria copertura.</p>
<p><strong>Il pluviale è grosso, quindi il sistema è dimensionato bene?</strong><br />Il tubo non è quasi mai il limite. Un pluviale da 100 porta 10,7 litri al secondo pieno per un terzo, ma la bocca che lo alimenta, con tre centimetri di battente, ne porta 2,19 libera e 1,10 con il parafoglie. La norma lo scrive nel punto sui pluviali: la capacità del sistema dipende di solito dalle bocche di efflusso, non dai pluviali. Si contano le bocche, non i tubi.</p>
<p><strong>Il canale trabocca sempre nello stesso punto, lontano dallo scarico: è rotto lì?</strong><br />Probabilmente no. Un canale in piano trabocca per primo nel punto di portata nulla, dove l&#8217;acqua è più profonda: la testata o lo spartiacque fra due bocche. Nei canali interni anche l&#8217;angolo, dove l&#8217;acqua si accumula contro il lato esterno della curva. Se lì trabocca a ogni pioggia forte, il canale è corto di capacità, o lungo e in piano, o con una contropendenza. Oppure la bocca è ostruita, e l&#8217;acqua sale in tutto il tratto. Si guarda la bocca per prima.</p>
<p><strong>Il parapetto è intonacato dentro e fuori e sopra c&#8217;è la copertina in malta: dove entra l&#8217;acqua?</strong><br />Da più parti, e la guida britannica le descrive tutte. La copertina in malta non ha gocciolatoio, quindi l&#8217;acqua torna sulla faccia del muro; in un parapetto in mattoni l&#8217;intonaco su entrambe le facce allunga i periodi in cui il muro resta umido; e senza una membrana sotto la copertina e una al piede che porti fuori l&#8217;acqua entrata, quell&#8217;acqua finisce nel perimetro del tetto e nel muro sotto. Il parapetto va rifatto con le tre protezioni, non ridipinto.</p>
<p><strong>La scossalina si è strappata al fissaggio, in mezzo a un tratto dritto: posa sbagliata?</strong><br />Più probabilmente un giunto di dilatazione che manca. Dieci metri di zinco-titanio si allungano di 22 millimetri fra inverno ed estate, di alluminio 24: se la lamiera è fissata rigidamente alle estremità, quell&#8217;escursione si scarica sui fissaggi e sulle saldature. Per i canali, le regole tedesche di lattoneria riprese da fonti di settore mettono un giunto ogni 15 metri in rame e zinco-titanio e ogni 12 in alluminio, con distanze dimezzate agli angoli esterni e ridotte a un quarto agli interni.</p>
<p><strong>Serve la norma per dimensionare la gronda di una villetta?</strong><br />Serve il metodo della norma, che sta in questo articolo e nella tavola interattiva, e serve la sua prudenza. Per una villetta il conto è breve: la portata della falda; la capacità della bocca con il parafoglie; un pluviale per non più di 150 metri quadrati e non più di dieci metri di canale; uno scarico in più di quelli calcolati; e il troppopieno se il canale non è a sporto. Chi progetta un edificio deve avere la norma sul tavolo; chi cerca la causa di una macchia sotto la gronda deve prima salire a guardare il canale.</p>
<h2 id="in-conclusione">In conclusione</h2>
<p>La chiamata dell&#8217;apertura riguardava una risalita che non era una risalita. Se avessi accettato la diagnosi come me la portano, avrei tagliato un muro alla base per fermare un&#8217;acqua che scendeva dal cielo. La domanda giusta era un&#8217;altra, ed era la stessa dell&#8217;articolo sul <a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">tetto coibentato</a>: da dove comincia la macchia, e quando. Una fascia che parte dalla linea di gronda dopo le piogge forti indica una causa in alto, da cercare prima di intervenire sul muro.</p>
<p>Il tetto raccoglie tutta l&#8217;acqua che gli cade sopra e la concentra in pochi punti. In quei punti decidono cose piccole: tre centimetri di battente sopra una bocca, una griglia pulita, un gocciolatoio a quattro centimetri dal muro, un giunto ogni quindici metri, un risvolto di quindici centimetri, il verso di una scossalina. Queste cose si controllano dal bordo del tetto, meglio con la pioggia in corso, e non dall&#8217;interno della stanza.</p>
<p>Prima si legge la posizione della macchia, che esclude metà delle ipotesi. Poi si sale, e si guarda dove l&#8217;acqua esce davvero. Poi si contano bocche, canali e pluviali con la formula, che è breve. E solo alla fine si decide se il muro va curato: spesso va lasciato asciugare, dopo aver chiuso la strada all&#8217;acqua che lo bagnava dall&#8217;alto.</p>
<h2 id="nota-sui-calcoli-e-sulle-fonti">Nota sui calcoli e sulle fonti</h2>
<p>I numeri di questo articolo escono da un programma di calcolo che accompagna il testo, le tavole e la tavola interattiva. Ogni costante porta la sua fonte, e a ogni esecuzione il programma ricontrolla la coerenza interna: che il mezzo tondo da 150 millimetri dell&#8217;esempio britannico dia 2,38 litri al secondo, che il coefficiente dei canali lunghi riproduca il prospetto della norma, che le due formule della bocca diano lo stesso valore quando il battente vale metà del diametro. Le formule, per chi vuole rifare i conti con carta e penna, sono queste.</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>Portata di una copertura: Q = A · i / 3600, con A superficie in proiezione in metri quadrati, i intensità di pioggia in millimetri all&#8217;ora, Q in litri al secondo, coefficiente di deflusso pari a uno (norma europea sullo smaltimento delle acque meteoriche, punto 4.1). L&#8217;intensità in litri al secondo per metro quadrato è i diviso 3600.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Area efficace con il vento: A = A_H + 0,5 · A_V, con A_H l&#8217;area in pianta e A_V l&#8217;area esposta in prospetto, dall&#8217;ipotesi di pioggia inclinata di 26,6 gradi dalla verticale (prima opzione del prospetto 3 della norma, come riportata dal manuale britannico). Per le pareti verticali che scaricano su un tetto si conta il 50 per cento dell&#8217;area esposta fino a 10 metri di altezza.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Capacità nominale di un canale semicircolare corto e in piano: QN = 2,78 · 10⁻⁵ · AE^1,25, con AE area della sezione in millimetri quadrati e QN in litri al secondo; capacità di progetto QL = 0,9 · QN (punto 5.1 della norma, via manuale del Politecnico e manuale britannico). Per i canali rettangolari o trapezoidali il coefficiente è 3,48 · 10⁻⁵ e si applicano i coefficienti di profondità e di forma dai grafici della norma. Il diametro di un canale semicircolare è preso pari alla larghezza riportata dalla scheda tecnica, bordino compreso, e la profondità pari a metà del diametro; l&#8217;area: π · D² / 8.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Coefficiente per i canali lunghi (L &gt; 50 · W, con L lunghezza del tratto fino al punto di portata nulla e W profondità): in piano, con pendenza fino a 3 millimetri al metro, FL = 1 − (0,2/150) · (L/W − 50) fra 50 e 200, FL = 0,8 − (0,2/300) · (L/W − 200) fra 200 e 500; in pendenza, con i fra 4 e 10 millimetri al metro, FL = 1 + [(0,10 + 0,075 · (i − 4)) / 150] · (L/W − 50) fra 50 e 200, FL = 1,10 + 0,075 · (i − 4) oltre 200 (equazioni del manuale britannico, che riproducono il prospetto della norma).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Capacità di una bocca a fondo piatto: Q0 = k0 · D · h^1,5 / 7500 finché h non supera D/2, e Q0 = k0 · D² · h^0,5 / 15000 oltre, con D diametro efficace in millimetri, h battente in millimetri, k0 = 1,0 a scarico libero e 0,5 con filtro o parafoglie (tabella 7 della norma, come riportata dal manuale britannico, equazioni 7.1 e 7.2). Diametro efficace: pari all&#8217;imbocco se conico e largo non più di una volta e mezzo il tubo; il 90 per cento dell&#8217;imbocco se arrotondato, con lo stesso limite e un raggio non oltre un sesto dell&#8217;imbocco; pari al tubo se a spigoli vivi.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Contropendenza: la capacità persa si stima applicando la formula del canale all&#8217;area del segmento circolare che resta quando la profondità utile cala di un centimetro; è un conto mio.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Capacità dei pluviali: dal prospetto della norma per grado di riempimento 0,33, riportato nella tabella 3 e per esteso nel programma.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Soglia del troppopieno: LW = 24000 · Q / h^1,5, con LW lunghezza della soglia sfiorante in millimetri, Q portata in litri al secondo, h carico sulla soglia in millimetri (equazione 11.1 del manuale britannico).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Dilatazione della lattoneria: ΔL = α · L · ΔT, con α coefficiente di dilatazione lineare in milionesimi per kelvin, L lunghezza, ΔT escursione in kelvin.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Pioggia battente, indice orario in campo aperto: (2/9) · U₁₀ · R_h^(8/9) · cos θ, con U₁₀ velocità del vento a 10 metri in metri al secondo, R_h intensità della pioggia orizzontale in millimetri all&#8217;ora, θ angolo fra il vento e la normale alla parete; l&#8217;indice di parete si ottiene moltiplicando per i coefficienti di rugosità, topografia, ostruzione e parete (norma europea sulla pioggia battente, come riportata dalla rassegna di Blocken e Carmeliet).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Carico della neve sulla copertura: qs = μ1 · qsk · CE · Ct, con μ1 = 0,8 per falde fino a 30 gradi, CE e Ct pari a uno nel caso corrente (norme tecniche 2018, punto 3.4.1). Valore caratteristico al suolo, per quota superiore a 200 metri: qsk = k · [1 + (as/aref)²], con k e aref dati per zona dal punto 3.4.2. Conversione fra carico e acqua: 1 chilonewton al metro quadrato = 1000/9,80665 = 102 chili al metro quadrato = 102 millimetri d&#8217;acqua.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Accumulo contro un parapetto: μ2 = γ · h / qsk, compreso fra 0,8 e 2,0, con γ il peso specifico della neve accumulata (2 chilonewton al metro cubo) e h l&#8217;altezza del parapetto in metri; il carico nella fascia è μ2 · qsk (circolare 2019, punto C3.4.3.3.4).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Ventilazione contro le dighe di ghiaccio: Ai = 22,18 · (W / tan φ)^0,5 / R, con Ai area netta degli ingressi in gronda in millimetri quadrati per millimetro di lunghezza dell&#8217;edificio, W larghezza del sottotetto in metri, φ pendenza, R resistenza termica del soffitto in metri quadrati kelvin per watt. Al colmo serve la stessa area.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Conversioni: 1 millimetro di pioggia = 1 litro al metro quadrato; 27,4 millimetri in 10 minuti = 164 millimetri all&#8217;ora; un rubinetto di casa = 0,2 litri al secondo, assunzione di scenario.</li>
</ul>
<p>La norma europea sullo smaltimento delle acque meteoriche e la norma sulla pioggia battente sono a pagamento, e così le regole tedesche di lattoneria e il Codice di Pratica delle coperture continue. I loro valori arrivano da fonti secondarie dichiarate, e dove ne cito uno dico da quale. Le guide britanniche sui parapetti e sui sistemi di raccolta, il rapporto sul clima italiano, il manuale del Politecnico e il manuale britannico sono liberamente consultabili.</p>
<p>Le fonti, con il segno che distingue i valori verificati sul testo da quelli ripresi da fonti secondarie:</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI EN 12056-3:2001, <em>Sistemi di scarico funzionanti a gravità all&#8217;interno degli edifici. Sistemi per l&#8217;evacuazione delle acque meteoriche, progettazione e calcolo</em>, in vigore dal 30 settembre 2001. ✅ Estremi e struttura verificati sul catalogo dell&#8217;ente di normazione; le prescrizioni in parole (coefficiente di deflusso, scelta dell&#8217;intensità, troppopieni e bocche di emergenza, sigillatura degli attraversamenti, battente dei pluviali interni) verificate sul testo dell&#8217;edizione europea in una copia in cui i numeri dei prospetti non sono leggibili. ⚠️ I numeri dei prospetti e le formule sono ripresi dalle due fonti seguenti.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>S. Croce (a cura di), <em>Teoria e tecnologia delle coperture ad elevate prestazioni</em>, Politecnico di Milano; capitolo 10 di M. Fiori, <em>Cenni sul dimensionamento dei sistemi di raccolta e allontanamento delle acque meteoriche</em>. ✅ Verificato: formula della portata e coefficienti di deflusso, prospetto del coefficiente di rischio, formule dei canali semicircolari e rettangolari, prospetto dei canali lunghi, coefficienti delle bocche 1,0 e 0,5, prospetto dei pluviali, vincoli di posizione (150 metri quadrati, 10 metri). ⚠️ Per le bocche riporta la sola formula a luce, e i diametri efficaci con il limite rovesciato della figura della norma: qui valgono le due formule e il limite del manuale britannico.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>HR Wallingford, <em>Manual for the Design of Roof Drainage Systems. A guide to the use of European Standard BS EN 12056-3:2000</em>, Report SR 620, 2003. ✅ Verificato: conversione delle unità, durata di progetto dell&#8217;appendice nazionale britannica e tempi di concentrazione, valori britannici di intensità, angolo della pioggia e area efficace, quota delle pareti verticali, definizioni dei quattro tipi di canale, punto di portata nulla, margini di sicurezza, equazioni del coefficiente dei canali lunghi, pendenza massima, scopi e limiti dei troppopieni, formula della soglia sfiorante, le due formule della bocca a stramazzo e a luce, l&#8217;avvertenza sulle didascalie della figura dei diametri efficaci, la storia normativa britannica e le sue sei appendici nazionali.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>G. Del Giudice, <em>La norma UNI EN 12056:2001 per i sistemi di scarico funzionanti a gravità all&#8217;interno degli edifici</em>, presentazione per l&#8217;Ordine degli ingegneri di Napoli, 2024. ✅ Verificato: la frase della norma, nel punto sui pluviali, sul grado di riempimento 0,33 e sulla capacità del sistema che dipende di solito dalle bocche e non dai pluviali.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>SNPA, <em>Il clima in Italia nel 2022</em>, Rapporto del Sistema nazionale per la protezione dell&#8217;ambiente, 14 luglio 2023, capitolo 2. ✅ Verificato: le intensità misurate nel 2022 stazione per stazione, con le date, e il nubifragio del 15 settembre nelle Marche; le conversioni in millimetri all&#8217;ora sono conti miei.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>A. Broccolino, <em>Sistemi di scarico sulle coperture impermeabilizzate con membrane prefabbricate in bitume polimero</em>, 2017, e gli articoli sugli attraversamenti e sulla logica di progettazione delle coperture continue, pubblicati su una rivista di settore. ✅ Verificati: la regola del diametro al quadrato, i troppopieni, lo scarico in più, la cassetta ispezionabile, la corona libera, le pendenze minime del Codice, i metalli dei bocchettoni, il contatto piombo-cemento, le quote degli attraversamenti e del risvolto, l&#8217;elemento comprimibile, la guscia. ⚠️ Il Codice di Pratica IGLAE non è in libera consultazione: le sue regole vengono da questi articoli.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>R. Cecchi, P. Gasparoli, <em>Prevenzione e manutenzione per i beni culturali edificati. Procedimenti scientifici per lo sviluppo delle attività ispettive. Il caso studio delle aree archeologiche di Roma e Ostia antica</em>, Alinea, 2010, capitolo 3. ✅ Verificato: la scheda diagnostica sullo smaltimento delle acque, le schede della gronda, gli interventi e il piano di manutenzione.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Historic England, <em>Resilient Rainwater Systems</em>: <em>Inspection, Maintenance and Repair of Rainwater Systems</em>, <em>Upgrades or Alterations to Rainwater Goods</em>, <em>Buildings Without Rainwater Goods</em>, 23 luglio 2024. ✅ Verificati sul sito dell&#8217;ente.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>BRE per il Department for Communities and Local Government, <em>Guidance document on parapet walls</em>, BD2452, 2011, pubblicato con licenza governativa aperta. ✅ Verificato: il risultato dell&#8217;indagine, le due facce esposte, le tre protezioni, tutte le quote della tabella 5, il verso della membrana al piede, l&#8217;intonaco, la lista di controllo, la frase sui raccordi, la frase sullo sporto.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Guida britannica di progettazione su copertine e cappelli, di un produttore del settore laterizio, che riporta BS 5628-3 e BS 5642-2. ✅ Verificate: le definizioni di copertina e cappello, i 40 millimetri, i 45 e la gola di 12, la continuità del gocciolatoio ai giunti, i 25 chili al metro, i giunti ogni 3 metri, l&#8217;osservazione storica. ⚠️ Le due norme britanniche sono a pagamento: i valori vengono da questa guida, che le riporta. La BS 5628-3 è stata ritirata il 30 marzo 2010, come riporta il catalogo dell&#8217;ente britannico; la BS 5642-2 è vigente nell&#8217;edizione del 1983 aggiornata nel 2014. I giunti ogni 3 metri sono un&#8217;indicazione della guida.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>ASM International, <em>Thermal Properties of Metals</em>, capitolo 2, <em>Thermal Expansion</em>, tabella 2.1, in una copia didattica universitaria. ✅ Verificato: il coefficiente dell&#8217;alluminio, le osservazioni sull&#8217;alluminio e sugli inox, i giunti scorrevoli per i grandi pezzi di alluminio su telai d&#8217;acciaio o murature. ⚠️ I coefficienti di acciaio inox, rame e piombo sono estratti dalla tabella e vanno presi come ordine di grandezza; quello dello zinco-titanio, 22 milionesimi per kelvin, è il valore d&#8217;uso delle fonti di settore.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Regole tedesche di lattoneria (Klempner-Fachregeln), riprese da fonti di settore che le riportano. ⚠️ Testo a pagamento: le distanze fra i giunti e la regola degli angoli vengono da fonti secondarie. Sviluppi, larghezze e lunghezze commerciali dei canali da una scheda tecnica italiana che cita la norma europea e la regola tedesca sulla pioggia locale. ⚠️</li>
<li style='margin-bottom:10px'>B. Blocken, J. Carmeliet, <em>Overview of three state-of-the-art wind-driven rain assessment models and comparison based on model theory</em>, Building and Environment, 2010, e J. Pérez-Bella e altri, <em>Incorporating façade-specific climatic factors to improve the ISO 15927-3 characterisation of wind-driven rain spells</em>, Developments in the Built Environment 17, 2024. ✅ Verificati: la storia della norma, le formule, i fattori di correzione, i limiti dichiarati, la definizione di spell e le 96 ore, la pioggia battente come principale fonte di penetrazione nelle facciate. ⚠️ La UNI EN ISO 15927-3 è a pagamento: formule e limiti vengono da queste due fonti; ⛔ una mappa italiana degli indici di pioggia battente non risulta pubblicata.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>J. Straube, <em>Ice Dams</em>, Building Science Digest 135, 2006, e J. Lstiburek, <em>Dam Ice Dam</em>, Building Science Insight 046, 2011. ✅ Verificati: il meccanismo e i 51 millimetri di ventilazione, con la soglia di 146 chili al metro quadrato di neve al suolo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Norme tecniche per le costruzioni, decreto ministeriale 17 gennaio 2018, capitolo 3.4, e circolare esplicativa del 21 gennaio 2019, punto C3.4. ✅ Verificate sul testo in Gazzetta: il carico neve sulla copertura, le quattro zone con le formule di quota, il coefficiente di forma, i coefficienti di esposizione e termico, il coefficiente di accumulo contro i parapetti. La circolare sconsiglia in generale il coefficiente termico minore di uno e lo ammette, con una motivazione, solo dove il carico al suolo supera 1,5 chilonewton al metro quadrato e la trasmittanza supera un watt per metro quadrato e grado.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Decreto 26 giugno 2015, appendice A tabella 2 e appendice B tabella 2, e decreto 28 ottobre 2025 che li conferma. ✅ Verificati in Gazzetta: le trasmittanze limite delle coperture, da 0,20 a 0,35 watt al metro quadrato e grado secondo la zona climatica e il tipo di intervento.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>M. Valt, densità della neve fresca sulle Alpi italiane, rivista dell&#8217;associazione interregionale neve e valanghe. ✅ Verificata: 12.112 misure giornaliere, 132 stazioni, dieci stagioni; media 115 chili al metro cubo, quartili 80 e 140, neve asciutta 104, umida 153, con pioggia 178.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>W. N. Tobiasson, J. S. Buska, A. R. Greatorex, linee guida per ventilare sottotetti e tetti a falda abitati ed evitare le formazioni di ghiaccio in gronda, laboratorio dell&#8217;esercito americano per le regioni fredde, 2001. ✅ Verificate: la fotografia dei due edifici, la temperatura di progetto, la formula della ventilazione, il confronto con la regola del trecentesimo, la crescita della diga con le sue condizioni (41 centimetri di neve, soffitto di resistenza 5,2, falda a 45 gradi) e l&#8217;avvertenza degli autori sui suoi limiti, le altezze utili dell&#8217;intercapedine.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>M. C. Baker, <em>Ice on roofs</em>, scheda del Consiglio nazionale delle ricerche canadese, 1967. ✅ Verificata: le quattro condizioni che fanno nascere la diga, la raccomandazione della fascia impermeabile in gronda e l&#8217;avvertenza che fermaneve e canali favoriscono il ghiaccio.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Codice residenziale americano, sezione R905.1.2 sulle barriere al ghiaccio. ✅ Verificato il testo su una raccolta pubblica di codici, nelle edizioni 2021 e 2024: almeno 610 millimetri all&#8217;interno della linea del muro perimetrale, almeno 914 millimetri misurati lungo la falda sulle pendenze da 8 su 12 in su, i manti a cui si applica, e la condizione che rimanda alla tabella climatica compilata dalla giurisdizione. ⚠️ L&#8217;edizione 2024 è verificata su una sola adozione.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Agenzia regionale per l&#8217;ambiente dell&#8217;Emilia Romagna, sul disgelo del febbraio 2012. ✅ Verificata: il manto nevoso di pianura scomparso in una decina di giorni.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Codice civile, articolo 908, <em>Scarico delle acque piovane</em>. ✅ Testo riscontrabile su qualunque edizione del codice, con la condizione dei colatoi pubblici; già citato nell&#8217;articolo sul pluviale.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Vitruvio, <em>De architectura</em>, libro II, 8.18, e libro VI, 3.2, nel testo latino di una raccolta pubblica e nella traduzione inglese di J. Gwilt. ✅ Verificati sul testo latino: il coronamento di laterizio cotto con le sporgenze delle cornici sui muri di mattoni crudi, e i tubi che non ricevono in fretta l&#8217;acqua dei canali.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>W. Smith, W. Wayte, G. E. Marindin, <em>A Dictionary of Greek and Roman Antiquities</em>, 1890, voce <em>Servitutes</em>. ✅ Le servitù di stillicidio e di flumen, con il rimando al Digesto. ⚠️ La distinzione è riportata come la formulano i repertori.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>E. Viollet-le-Duc, <em>Dictionnaire raisonné de l&#8217;architecture française</em>, voce <em>Gargouille</em>. ✅ Verificate sul testo: i canali e i doccioni dall&#8217;inizio del Duecento, le date di Notre-Dame, di Laon e di Parigi, la divisione delle cadute d&#8217;acqua. ⚠️ Le datazioni sono sue, e nel testo sono attribuite a lui.</li>
<li style='margin-bottom:10px'><em>Calendar of the Liberate Rolls</em>, Henry III, volume 2, 1240-1245, come citato dalla letteratura britannica sulla conservazione, e J. Taylor, <em>Rainwater</em>, Historic Churches, 2013. ⚠️ L&#8217;ordine del dicembre 1240 sulle gronde di piombo della Torre di Londra, riportato come nell&#8217;articolo sul pluviale.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>D. Donghi, <em>Manuale dell&#8217;architetto</em>, volume I, parte I, UTET, uscito nel 1905, nella ristampa senza modifiche del 1923 digitalizzata dal Politecnico di Torino. ✅ Verificati: lo scopo della gronda, l&#8217;orlo anteriore più basso, il gocciolatoio del cornicione, la pendenza, la sezione per metro quadrato, le dimensioni doppie nelle località esposte, la pioggia massima per il nord Italia, le tratte di zinco.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>K. H. Beij, <em>Flow in roof gutters</em>, National Bureau of Standards, Research Paper 644, 1934. ✅ Verificati: il progetto affidato al giudizio e all&#8217;esperienza, la ricerca condotta con l&#8217;associazione dei produttori di rame e ottone, la stazione meteorologica più vicina, i coefficienti di sicurezza arbitrari, le bocche troppo piccole come causa abituale della tracimazione.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Regione Lombardia, regolamento regionale 7/2017 sull&#8217;invarianza idraulica, e Regione Veneto, allegato A alla delibera 2948 del 2009, che richiama la delibera 3637 del 13 dicembre 2002. ✅ Verificati sul testo: gli interventi edilizi soggetti al regolamento lombardo, con vasche, trincee e pozzi drenanti; la valutazione di compatibilità idraulica chiesta in Veneto per gli strumenti urbanistici.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>RICS, Historic England e Property Care Association, dichiarazione congiunta sull&#8217;indagine dell&#8217;umidità negli edifici, 2022. ✅ Gronde, canali nascosti e smaltimento dell&#8217;acqua fra i primi controlli, nella linea del tempo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Guide professionali italiane in rete sul dimensionamento degli scarichi. ⚠️ I valori di progetto di 0,03 e 0,05 litri al secondo per metro quadrato, quello di 0,005 e la sezione di un centimetro quadrato per metro quadrato vengono da queste guide, che si contraddicono fra loro: sono riportati come prassi, non come prescrizione.</li>
</ul>
<p>Che cosa in questo articolo è mio e non delle fonti: le scene di apertura, che sono casi ricorrenti e non episodi datati; la falda di 120 metri quadrati e il rubinetto da 12 litri al minuto come scenari; le conversioni in millimetri all&#8217;ora delle misure del 2022; il calcolo delle capacità dei canali per sviluppo commerciale, con l&#8217;ipotesi della sezione semicircolare larga quanto la scheda tecnica; le bocche necessarie per la falda dell&#8217;esempio e il canale di dodici metri; il calcolo del margine della regola del diametro al quadrato; le soglie del troppopieno per la falda dell&#8217;esempio; la stima della capacità persa con un centimetro di contropendenza; l&#8217;esempio di pioggia battente; le tabelle dell&#8217;allungamento e dei giunti agli angoli, che applicano le regole dichiarate, e la scossalina di venti metri; i due casi climatici della neve e l&#8217;accumulo contro il parapetto, calcolati con le formule della norma; la tabella della diagnosi per posizione, che mette insieme le firme descritte dalle fonti con l&#8217;esperienza di cantiere; e la lettura dei rapporti fra le fonti, indipendenti fra loro.</p>
<h2 id="lautore">L&#8217;autore</h2>
<p>Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense; anni di cantiere. Autore di &#8220;Murature umide: cause e rimedi&#8221; (Grafill, 2026).</p>
<p><script type='application/ld+json'>{"@context": "https://schema.org", "@type": "FAQPage", "mainEntity": [{"@type": "Question", "name": "La macchia sta in alto sul muro esterno, sotto la gronda: può essere risalita?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "No. La risalita capillare pesca l'acqua dal terreno e disegna una fascia che parte dal pavimento e gira gli angoli. Una fascia che parte dalla linea di gronda e scende, con il muro asciutto in basso, viene dall'alto: dal gocciolatoio che manca, dallo sporto troppo corto, dal canale che trabocca, dalla pioggia battente. Prima di qualunque trattamento alla base si sale a guardare il bordo del tetto."}}, {"@type": "Question", "name": "Nella camera all'ultimo piano la macchia corre in alto lungo il perimetro, non al centro del soffitto: è condensa?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "La posizione dice di no, o almeno dice di controllare prima altro. La condensa cerca i ponti termici e si presenta a chiazze con la muffa, nelle mattine fredde e serene. Una macchia che segue il perimetro sulla testa del muro esterno, e si ravviva dopo le piogge forti, è la firma del nodo fra tetto e muro: il risvolto basso, la scossalina nel verso sbagliato, il canale interno che trabocca. Un mese di annotazioni sul quando compare distingue le due senza strumenti."}}, {"@type": "Question", "name": "Quanta acqua scarica davvero il mio tetto?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Superficie in pianta per intensità di pioggia in millimetri all'ora, diviso 3.600, e si hanno i litri al secondo. Una falda di 120 metri quadrati sotto un temporale forte da 40 millimetri all'ora scarica 1,33 litri al secondo; sotto il nubifragio da 164 millimetri all'ora misurato nel 2022, 5,47. La tavola interattiva fa il conto con i numeri della propria copertura."}}, {"@type": "Question", "name": "Il pluviale è grosso, quindi il sistema è dimensionato bene?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Il tubo non è quasi mai il limite. Un pluviale da 100 porta 10,7 litri al secondo pieno per un terzo, ma la bocca che lo alimenta, con tre centimetri di battente, ne porta 2,19 libera e 1,10 con il parafoglie. La norma lo scrive nel punto sui pluviali: la capacità del sistema dipende di solito dalle bocche di efflusso, non dai pluviali. Si contano le bocche, non i tubi."}}, {"@type": "Question", "name": "Il canale trabocca sempre nello stesso punto, lontano dallo scarico: è rotto lì?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Probabilmente no. Un canale in piano trabocca per primo nel punto di portata nulla, dove l'acqua è più profonda: la testata o lo spartiacque fra due bocche. Nei canali interni anche l'angolo, dove l'acqua si accumula contro il lato esterno della curva. Se lì trabocca a ogni pioggia forte, il canale è corto di capacità, o lungo e in piano, o con una contropendenza. Oppure la bocca è ostruita, e l'acqua sale in tutto il tratto. Si guarda la bocca per prima."}}, {"@type": "Question", "name": "Il parapetto è intonacato dentro e fuori e sopra c'è la copertina in malta: dove entra l'acqua?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Da più parti, e la guida britannica le descrive tutte. La copertina in malta non ha gocciolatoio, quindi l'acqua torna sulla faccia del muro; in un parapetto in mattoni l'intonaco su entrambe le facce allunga i periodi in cui il muro resta umido; e senza una membrana sotto la copertina e una al piede che porti fuori l'acqua entrata, quell'acqua finisce nel perimetro del tetto e nel muro sotto. Il parapetto va rifatto con le tre protezioni, non ridipinto."}}, {"@type": "Question", "name": "La scossalina si è strappata al fissaggio, in mezzo a un tratto dritto: posa sbagliata?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Più probabilmente un giunto di dilatazione che manca. Dieci metri di zinco-titanio si allungano di 22 millimetri fra inverno ed estate, di alluminio 24: se la lamiera è fissata rigidamente alle estremità, quell'escursione si scarica sui fissaggi e sulle saldature. Per i canali, le regole tedesche di lattoneria riprese da fonti di settore mettono un giunto ogni 15 metri in rame e zinco-titanio e ogni 12 in alluminio, con distanze dimezzate agli angoli esterni e ridotte a un quarto agli interni."}}, {"@type": "Question", "name": "Serve la norma per dimensionare la gronda di una villetta?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Serve il metodo della norma, che sta in questo articolo e nella tavola interattiva, e serve la sua prudenza. Per una villetta il conto è breve: la portata della falda; la capacità della bocca con il parafoglie; un pluviale per non più di 150 metri quadrati e non più di dieci metri di canale; uno scarico in più di quelli calcolati; e il troppopieno se il canale non è a sporto. Chi progetta un edificio deve avere la norma sul tavolo; chi cerca la causa di una macchia sotto la gronda deve prima salire a guardare il canale."}}]}</script><br />
<!--mxLA--></p>
<div style='background:#f6f7f9;border:1px solid #e3e6ea;border-radius:8px;padding:14px 18px;margin:26px 0'><strong style='color:#b11f24'>Leggi anche</strong></p>
<ul style='margin:8px 0 0 18px'>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale della risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta sotto la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vegetazione-sui-muri/">Il verde sul muro non è un problema di giardinaggio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-intorno-alla-casa/">Impermeabilizzare il muro è l’ultima mossa, non la prima</a></li>
</ul>
</div>
<p><!--/mxLA--></p>
<hr style='border:none;border-top:3px solid #b11f24;margin-top:34px'>
<table style='width:100%;border-collapse:collapse;font-family:Arial,sans-serif;color:#2a3340;font-size:14px;line-height:1.6'>
<tr>
<td style='vertical-align:top;padding-right:20px'>
<div style='font-size:16px;font-weight:700;color:#b11f24'>Ditta Renzo-ArtHome</div>
<div style='font-weight:600'>di Spedicato Oronzo</div>
<div style='color:#5a6577;margin-bottom:8px'>Specialista in risanamenti di interrati e umidit&agrave; di risalita</div>
<div><strong>Web:</strong> <a href="https://www.renzo-arthome.com">www.renzo-arthome.com</a></div>
<div><strong>E-mail:</strong> renzo.spedicato@gmail.com &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>PEC:</strong> renzoarthome@pec.it</div>
<div><strong>Cell.:</strong> +39 335 844 2978 &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>Ufficio:</strong> +39 371 775 4189</div>
<div style='color:#5a6577'>P.IVA 02475540304</div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://www.renzo-arthome.com/preventivo-gratuito/" style="display:inline-block;background:#b11f24;color:#fff;padding:9px 16px;border-radius:6px;font-weight:700;text-decoration:none">Chiedi un preventivo &rarr;</a></div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://wa.me/393358442978" target="_blank" rel="noopener" title="WhatsApp" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-whatsapp.png' alt='WhatsApp' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.facebook.com/RenzoArtHome" target="_blank" rel="noopener" title="Facebook" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-facebook.png' alt='Facebook' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.linkedin.com/in/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="LinkedIn" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-linkedin.png' alt='LinkedIn' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.tiktok.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="TikTok" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-tiktok.png' alt='TikTok' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.youtube.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="YouTube" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-youtube.png' alt='YouTube' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.instagram.com/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="Instagram" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-instagram.png' alt='Instagram' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a></div>
</td>
<td style='vertical-align:top;width:150px;text-align:center'><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/murature-umide-copertina.jpg' alt='Murature umide: cause e rimedi' width='120' style='border:1px solid #ddd;border-radius:4px'></a></p>
<div style='font-size:12px;color:#5a6577;margin-top:6px'><strong>Murature umide: cause e rimedi</strong><br />Grafill, 2026<br /><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener">Vai al libro &rarr;</a></div>
</td>
</tr>
</table>
<style>#rahLATO{margin:44px auto 0;max-width:680px;font-family:'Open Sans',sans-serif}#rahLATO *{box-sizing:border-box}#rahLATO .rahL-int{background:#fff;border:1px solid #d9dde2;padding:18px 16px 10px}#rahLATO .rahL-tit{font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:700;font-size:15px;letter-spacing:.16em;text-transform:uppercase;color:#262a33;margin:0 0 2px}#rahLATO p{margin:0!important;padding:0!important}#rahLATO .rahL-blog-r{margin:0 0 4px}#rahLATO .rahL-pagine{margin:0 0 12px}#rahLATO .rahL-blog{display:inline-block;font-size:13.5px;color:#a06a00;text-decoration:none;margin:0;border:0}#rahLATO .rahL-blog:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO details{margin:0 0 7px;border-left:4px solid var(--rahf)}#rahLATO summary{cursor:pointer;list-style:none;display:flex;align-items:baseline;gap:8px;font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:600;font-size:14px;color:#2f3440;padding:9px 8px 9px 10px;background:var(--rahv);margin:0}#rahLATO summary::-webkit-details-marker{display:none}#rahLATO summary:before{content:"+";font-weight:700;color:#2f3440;opacity:.55;width:13px;flex:none}#rahLATO details[open]>summary:before{content:"\2212"}#rahLATO .rahL-n{margin-left:auto;font-weight:400;font-size:11.5px;color:#5a6577}#rahLATO ul{list-style:none!important;margin:0!important;padding:6px 4px 8px 12px!important;background:var(--rahv);background:color-mix(in srgb,var(--rahv) 32%,#fff)}#rahLATO li{margin:0!important;padding:4px 6px!important;font-size:13px;line-height:1.45;border-left:2px solid transparent;list-style:none!important}#rahLATO li:before{display:none!important;content:none!important}#rahLATO li a{color:#3f4450;text-decoration:none;border:0;box-shadow:none}#rahLATO li a:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO li.rahL-qui{background:#fdf6d8;border-left-color:#eddf21}#rahLATO li.rahL-qui span{font-weight:600;color:#262a33}#rahLATO li.rahL-qui .rahL-segno{display:block;font-weight:400;font-size:10.5px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#5a6577;margin-top:1px}@media(min-width:1490px){body.postid-4240{overflow:visible!important}article.post-4240{position:relative}#rahLATO{position:absolute;top:0;right:-241px;bottom:0;width:225px;max-width:none;margin:0}#rahLATO .rahL-int{position:sticky;top:106px;max-height:calc(100vh - 126px);overflow-y:auto;padding:14px 12px 8px}#rahLATO summary{font-size:12.5px;padding:8px 6px 8px 8px}#rahLATO li{font-size:12px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:13px}}@media(min-width:1710px){#rahLATO{right:-336px;width:300px}#rahLATO .rahL-int{padding:18px 16px 10px}#rahLATO summary{font-size:14px}#rahLATO li{font-size:13px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:15px}}</style>
<div id="rahLATO">
<div class="rahL-int">
<div class="rahL-tit">Gli articoli</div>
<div class="rahL-blog-r"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/blog/">Indice del blog &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-fase-per-fase/">La casa fase per fase &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/decoder-diagnostico-edile/">Il decoder diagnostico &rarr;</a></div>
<details open style="--rahv:#dcebf5;--rahf:#7fadd1">
<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">Le malte impermeabili nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">La barriera chimica nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">Ma come si cura una risalita?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/improvvisamente-l-umidita-di-risalita/">Improvvisamente, l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-danno-e-dove-l-acqua-se-ne-va/">Il danno è dove l&#8217;acqua se ne va</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">Chi dimezza la macchia raddoppia l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">Umidità di risalita e sali solubili: perché bloccare l&#8217;umidità è solo metà del risanamento, e perché l&#8217;asciugatura richiede da mesi ad anni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo un intervento contro l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-risalita-impermeabilizzazione-in/">L&#8217;innalzamento dell&#8217;umidità di risalita in seguito a interventi di impermeabilizzazione dall&#8217;interno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/doppia-barriera-protocollo-renzo-arthome/">Barriere chimiche non occludenti in zona di marea: bastano davvero contro la pressione idrostatica?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">L’umidità igroscopica nell’edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-primaria-e-sali-renzo-arthome/">Umidità di risalita capillare primaria</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radici-stabilita-versanti/">Le radici tengono il terreno solo dove lo attraversano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vegetazione-sui-muri/">Il verde sul muro non è un problema di giardinaggio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">31</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-dei-giunti/">Sul giunto si impermeabilizza un movimento</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-intorno-alla-casa/">Impermeabilizzare il muro è l&#8217;ultima mossa, non la prima</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/costruire-casa-senza-umidita/">La casa asciutta si decide in cantiere</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">Tre centimetri invece di una demolizione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/prima-la-strategia-poi-il-prodotto/">Prima la strategia, poi il prodotto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">La spinta idrostatica nelle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">Il seminterrato fra infiltrazioni, umidità e radon: un approccio integrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/fontana-dei-grifi-allinterno-del-castello-miramare-di-trieste/">Fontana dei Grifi all&#8217;interno del castello Miramare di Trieste</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/interventi-di-impermeabilizzazioni/">Impermeabilizzazioni: come intervenire e quali soluzioni scegliere</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#d9edea;--rahf:#7dbcb5">
<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">16</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-problema-non-e-la-pioggia/">Il problema non è la pioggia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">Umidità di rimbalzo (rain splash)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-meteorica-cap/">Umidità meteorica (penetrating damp)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-condensazione/">Umidità da condensazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sindrome-dell-edificio-malato/">Sindrome dell&#8217;edificio malato: cause, sintomi e soluzioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffe-indoor/">Muffe indoor</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">Condensa interstiziale in edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f2e9d5;--rahf:#c9a970">
<summary>Vespai e solai<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-piove-dal-predalles/">Quando piove dal predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-normative-e-calcoli/">Vespaio aerato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1431-2/">Le infiltrazioni nei predalles: analisi e metodologie di intervento</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f5e3dc;--rahf:#cf9484">
<summary>Casi Studio<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f4eecb;--rahf:#c9b954">
<summary>Norme e libro<span class="rahL-n">5</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/normativa-salubrita-edifici/">Quadro normativo sulla salubrità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1443-2/">Materiali da costruzione radioattivi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pubblicato-il-libro-murature-umide-cause-e-rimedi/">Pubblicato il libro “Murature umide: cause e rimedi”</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#ebedf0;--rahf:#a7adb8">
<summary>Altri articoli<span class="rahL-n">1</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pavimenti-in-resina-nei-dettagli/">I pavimenti in resina nei dettagli</a></li>
</ul>
</details>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quanto deve ventilare una casa</title>
		<link>https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/</link>
					<comments>https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[renzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 12:22:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Condensa, muffe e microclima]]></category>
		<category><![CDATA[Diagnosi e metodo]]></category>
		<category><![CDATA[condensa]]></category>
		<category><![CDATA[diagnostica]]></category>
		<category><![CDATA[muffe]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[qualità dell'aria indoor]]></category>
		<category><![CDATA[ricambio d'aria]]></category>
		<category><![CDATA[ventilazione]]></category>
		<category><![CDATA[verifica termoigrometrica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.renzo-arthome.com/?p=3995</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il mezzo ricambio all'ora, cioè cambiare metà dell'aria di casa ogni ora, è una regola per progettare l'impianto, e non dice se l'angolo dietro l'armadio resterà asciutto. Lo dice un conto con pochi numeri: quanta acqua mette nell'aria chi ci abita, quanto è grande la casa, quanta aria nuova entra davvero, quanta umidità porta l'aria di fuori e quanto è fredda la parete peggiore. Due secoli di regole sull'aria, le misure vere della produzione di vapore e del ricambio nelle case, le norme a confronto sulla stessa casa, il metodo in tre passi e la tavola interattiva.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style='font-size:19px;color:#5a6577'><em>Il mezzo ricambio all&#8217;ora, cioè cambiare metà dell&#8217;aria di casa ogni ora, è una regola per progettare l&#8217;impianto, e non dice se l&#8217;angolo dietro l&#8217;armadio resterà asciutto. Lo dice un conto con pochi numeri: quanta acqua mette nell&#8217;aria chi ci abita, quanto è grande la casa, quanta aria nuova entra davvero, quanta umidità porta l&#8217;aria di fuori e quanto è fredda la parete peggiore.</em></p>
<p>La scena si ripete ogni inverno, e la racconto come l&#8217;ho vista più volte, sempre davanti a lavori fatti da altri. Un appartamento degli anni Settanta, ristrutturato bene: infissi nuovi a doppia guarnizione, caldaia nuova, pareti tinteggiate. Al primo inverno, dietro l&#8217;armadio della camera a nord, compare una macchia grigia nell&#8217;angolo fra la parete esterna e il soffitto. Il proprietario chiama chi ha fatto i lavori, e la spiegazione arriva subito, sempre la stessa: &#8220;è che non arieggiano abbastanza&#8221;. La famiglia è la stessa di prima, cucina come prima, fa le stesse docce e apre le finestre come le ha sempre aperte. Prima della ristrutturazione la muffa non c&#8217;era.</p>
<p>La spiegazione non torna, perché guarda la persona sbagliata. Non sono cambiate le abitudini della famiglia: è diminuita l&#8217;aria che la casa ricambiava da sola. I vecchi infissi lasciavano passare aria tutto il giorno, dalle fessure e dai cassonetti, senza che nessuno aprisse niente. Gli infissi nuovi hanno chiuso quel passaggio, e i litri d&#8217;acqua che la famiglia mette nell&#8217;aria ogni giorno sono rimasti gli stessi. La stessa acqua in meno aria fa un&#8217;aria più umida, e l&#8217;angolo più freddo della casa è il primo punto dove quell&#8217;umidità si posa.</p>
<p>I numeri dicono quanto è comune l&#8217;umidità in casa. L&#8217;indagine europea sulle condizioni di vita chiede alle famiglie se abitano in case con muri o pavimenti umidi, tetto che perde o infissi marci: in Italia risponde di sì il 17,1 per cento delle persone (dato 2023), contro il 15,6 nell&#8217;Unione europea (Eurostat, indicatore ilc_mdho01, aggiornato al 13 agosto 2026). In Germania il caso delle finestre nuove sui muri vecchi è stato studiato con misure e con un sondaggio. Cinquantatré grandi società immobiliari, che amministrano insieme più di 500.000 alloggi, hanno riferito che dopo il cambio delle finestre la muffa era comparsa nel 70 per cento degli alloggi: lo riporta il rapporto di Münzenberg, Weithaas e Thumulla del 2003.</p>
<p>Questo articolo mette in fila quello che i documenti tecnici dicono sul ricambio d&#8217;aria nelle case. Soprattutto spiega perché il verdetto sulla muffa lo dà la superficie più fredda, e non l&#8217;igrometro appeso in soggiorno. La tesi è semplice da dire: una casa deve portare fuori l&#8217;acqua che chi ci vive produce, prima che quell&#8217;acqua bagni la parete peggiore. Il ricambio giusto esce da un bilancio, cioè da un conto fra l&#8217;acqua che entra nell&#8217;aria e l&#8217;aria che la porta fuori. Il conto si fa con carta e penna. Le regole fisse (il mezzo volume all&#8217;ora, i litri al secondo per persona) servono a progettare un impianto: su una casa esistente dicono poco, e su quell&#8217;angolo dietro l&#8217;armadio non dicono niente.</p>
<p>Un&#8217;avvertenza sulle fonti. La UNI EN ISO 13788, la norma che regola le verifiche di condensa e di muffa, l&#8217;ho letta nel testo con la sua appendice nazionale. Le altre norme che regolano la materia sono a pagamento e non le ho lette nel testo originale: la UNI EN 16798-1 con la sua appendice nazionale del 2025, la DIN 1946-6 tedesca e la ASHRAE 62.2 americana. Dove cito un loro valore lo segno come ripreso da una fonte secondaria, e dico quale. I rapporti di ricerca da cui quei valori discendono li ho letti per intero e stanno nel registro in fondo. Lì un segno distingue quello che ho letto da quello che riprendo da altri.</p>
<div id="rahTOC" style="border:1px solid #e2e5ea;border-radius:6px;padding:20px 24px;margin:0 0 32px;background:#fafbfc">
<p style="margin:0 0 10px;font-weight:600;color:#1a2233;font-size:16px">Indice</p>
<ol style="margin:0;padding-left:20px;line-height:1.6">
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#chi-ha-cominciato-a-studiarlo" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Chi ha cominciato a studiarlo</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-parole-che-servono" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le parole che servono</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lacqua-che-una-casa-produce" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;acqua che una casa produce</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-bilancio-del-vapore" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il bilancio del vapore</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#la-superficie-fredda-decide-il-ricambio" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">La superficie fredda decide il ricambio</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#quanto-ventilano-davvero-le-case" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Quanto ventilano davvero le case</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-regole-a-confronto-sulla-stessa-casa" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le regole a confronto, sulla stessa casa</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#le-scorciatoie-che-non-tengono" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Le scorciatoie che non tengono</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#come-si-misura" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Come si misura</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#il-metodo-in-tre-passi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Il metodo, in tre passi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-sintesi" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In sintesi</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#dal-cantiere" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Dal cantiere</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#domande-frequenti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Domande frequenti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#in-conclusione" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">In conclusione</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#nota-sui-calcoli-e-sulle-fonti" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">Nota sui calcoli e sulle fonti</a></li>
<li style="margin:0 0 6px"><a href="#lautore" style="color:#2a5a8c;text-decoration:none">L&#8217;autore</a></li>
</ol>
</div>
<h2 id="chi-ha-cominciato-a-studiarlo">Chi ha cominciato a studiarlo</h2>
<p>La ventilazione delle case ha due storie, nate a un secolo e mezzo di distanza, e per capire i numeri di oggi bisogna tenerle separate. La prima è la storia dell&#8217;aria da respirare. La seconda è la storia dell&#8217;acqua, ed è molto più recente.</p>
<p>La prima comincia nel 1836 con Thomas Tredgold. La ricostruzione è di John Janssen, presidente del comitato che ha scritto la norma americana sulla ventilazione, in un articolo dell&#8217;ASHRAE Journal del 1999; Janssen, riprendendo Klaus, descrive Tredgold come un ingegnere minerario della Cornovaglia. Tredgold fu il primo a stimare quanta aria serve al minimo a una persona: partì dal ritmo del respiro, calcolò l&#8217;aria che serve a diluire l&#8217;anidride carbonica dei polmoni, aggiunse quella per l&#8217;umidità del corpo e quella per la candela del minatore, e arrivò a circa 4 piedi cubi al minuto, cioè 2 litri al secondo, circa 7 metri cubi all&#8217;ora. Era il minimo per non soffocare, e Janssen annota che per il comfort era troppo poco.</p>
<p>Nel 1853 Max von Pettenkofer, che a Monaco sarà il primo professore di igiene, osserva che l&#8217;aria viziata non nasce soltanto dal calore, dall&#8217;umidità, dall&#8217;anidride carbonica o dalla mancanza di ossigeno: nasce da tracce di sostanze organiche che il corpo emette dalla pelle e dai polmoni. Così riassume la sua idea la rivista della federazione europea degli impiantisti, in un articolo del 2018. Nel 1858 Pettenkofer pubblica un libretto sul ricambio d&#8217;aria negli edifici abitati. L&#8217;anidride carbonica, per lui, non era il problema: era un indicatore comodo di quanto l&#8217;aria fosse stata respirata, e nel 1862, scrive Janssen, concluse che né l&#8217;ossigeno né l&#8217;anidride carbonica erano responsabili dell&#8217;aria cattiva. Il valore che porta il suo nome, una concentrazione di anidride carbonica dell&#8217;uno per mille, cioè 1.000 parti per milione, è riportato da molte fonti secondarie. Il testo originale non l&#8217;ho letto, e lo dichiaro. Quel numero, comunque sia nato, è ancora oggi il valore massimo raccomandato come primo approccio dall&#8217;Istituto Superiore di Sanità nella nota tecnica sul monitoraggio dell&#8217;anidride carbonica negli ambienti chiusi.</p>
<p>Nel 1893 John Billings, medico, pubblica il testo americano più autorevole del suo tempo e parte dal risultato che vuole ottenere: per tenere l&#8217;anidride carbonica di una stanza a 550 parti per milione servirebbero 50 piedi cubi al minuto per persona. Molti si accontentavano di 10; lui chiede almeno 30, cioè 14 litri al secondo, e ne raccomanda 60, per paura della tubercolosi. Nel 1895 l&#8217;associazione americana degli ingegneri del riscaldamento adotta i 30 piedi cubi come minimo. Sono 51 metri cubi all&#8217;ora per ogni persona. Per una famiglia di quattro persone in un appartamento da 270 metri cubi, l&#8217;esempio che userò per tutto l&#8217;articolo, fanno più di 200 metri cubi all&#8217;ora: tre quarti dell&#8217;aria di casa cambiata ogni ora.</p>
<p>Fra il 1921 e il 1936 Constantin Yaglou, prima al laboratorio di ricerca dell&#8217;associazione e poi a Harvard, cambia strumento: al posto dell&#8217;anidride carbonica usa il naso. Una giuria in una stanza attigua giudica l&#8217;odore dell&#8217;aria di una stanza occupata, ventilata con portate da 2 a 30 piedi cubi al minuto per persona. Il risultato che Janssen riporta è questo: l&#8217;odore diventa accettabile con 20 piedi cubi al minuto, 9 litri al secondo, se ogni persona dispone di 4 metri cubi d&#8217;aria, e con 12 piedi cubi se ne dispone di 8 metri cubi. I bambini chiedono più aria, e ne chiedono il 50 per cento in più quando sono passati sei giorni e mezzo senza bagno. È la prima volta che la quantità d&#8217;aria dipende dallo spazio a disposizione, e non dalla sola persona.</p>
<p>Poi entra in gioco il risparmio energetico. La norma americana sulla ventilazione, la ASHRAE 62, nasce nel 1973 con valori minimi e raccomandati per oltre 260 destinazioni d&#8217;uso; per gli spazi di soggiorno delle case chiede almeno 2,5 litri al secondo per persona e ne raccomanda da 3,5 a 10. Nel 1981, in piena spinta al risparmio energetico, la stessa norma distingue gli spazi con fumatori da quelli senza e abbassa i valori: negli uffici senza fumo 2,5 litri al secondo per persona, un terzo dei 7,5 che la norma del 1973 chiedeva agli uffici; nelle case 5 litri al secondo per stanza. Lo racconta Andrew Persily, del comitato che scrive la norma, nella storia pubblicata nel 2015, e lo dice in chiaro: la riduzione fu motivata in parte dal desiderio di abbassare i consumi. Durò poco: nel 1983 William Cain a Yale e Ole Fanger al Politecnico danese arrivano, con esperimenti indipendenti, allo stesso numero, 15 piedi cubi al minuto, che la norma arrotonda a 7,5 litri al secondo per persona. È la portata con cui l&#8217;aria risulta accettabile all&#8217;80 per cento di chi entra in una stanza occupata. Nel 1989 la norma adotta quel valore come minimo per tutti e, per le case, un ricambio di 0,35 volumi all&#8217;ora con la condizione di non scendere mai sotto 7,5 litri al secondo a persona. La regola americana di oggi per le abitazioni, nella norma 62.2 del 2022, somma una quota per la superficie e una per le camere da letto; il valore per l&#8217;appartamento dell&#8217;esempio sta nella tabella delle regole.</p>
<p>L&#8217;Europa arriva più tardi e con un&#8217;impostazione diversa: la EN 15251 del 2007, poi sostituita dalla EN 16798-1 del 2019, che classifica la qualità dell&#8217;aria in categorie e lascia ai singoli paesi le portate di progetto. L&#8217;Italia aveva dal 1995 la UNI 10339, con i suoi 11 litri al secondo per persona nelle residenze secondo quanto riporta la stampa tecnica; l&#8217;ente di normazione l&#8217;ha ritirata senza sostituzione il 4 luglio 2024, e il 13 novembre 2025 ha pubblicato l&#8217;appendice nazionale alla norma europea. L&#8217;appendice usa tre delle quattro categorie della norma europea e non assegna portate alla quarta. Con occupanti presenti fissa una soglia minima di 4 litri al secondo per persona, cioè 14,4 metri cubi all&#8217;ora, che l&#8217;articolo di presentazione su una rivista di settore chiama soglia di salute. I valori per categoria stanno nel testo a pagamento e non li ho letti. Dal 1836 al 2025, in due secoli, il minimo per persona è passato da 2 a 14 litri al secondo, è tornato a 2,5, è risalito a 7,5, e in Italia oggi è 4. Nessuno di questi numeri riguarda la muffa: sono fabbisogni d&#8217;aria delle persone, contro l&#8217;anidride carbonica e gli odori.</p>
<p>La seconda storia comincia da un imbarazzo. Fra il 1987 e il 1990 l&#8217;Agenzia internazionale dell&#8217;energia finanzia un progetto di ricerca, l&#8217;Annex 14 &#8220;Condensazione ed energia&#8221;; l&#8217;ho ricostruito nell&#8217;articolo sulla <a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">muffa negli angoli e dietro gli armadi</a>. Le sue linee guida scrivono che la muffa era diventata una realtà diffusa nei cinque paesi del progetto, soprattutto nelle case in affitto e nell&#8217;edilizia sociale. Le linee guida del progetto, pubblicate nel 1990, fissano due cose che da allora non sono cambiate. La prima è la soglia. La muffa germina quando l&#8217;umidità relativa sulla superficie (l&#8217;umidità dell&#8217;aria a contatto con la parete, calcolata alla temperatura della parete) resta sopra un valore critico, e il gruppo adotta come soglia di progetto 0,8, cioè l&#8217;80 per cento, da usare tutto l&#8217;anno &#8220;su base media mensile&#8221;. Le stesse linee guida aggiungono un dettaglio che si dimentica: in condizioni stabili, su pitture, carta da parati, legno e gesso la muffa si osserva di rado sotto l&#8217;85 per cento, e più l&#8217;umidità è bassa più tempo passa prima che diventi visibile; l&#8217;80 tiene conto di questo margine. La seconda cosa è il modo di giudicare una parete: il rapporto di temperatura, cioè quanto la superficie interna sta vicina alla temperatura di casa rispetto a quella di fuori, che oggi si chiama fattore di temperatura fRsi. La norma internazionale sul calcolo, la ISO 13788, esce nel 2001 e viene riscritta nel 2012; in Italia è in vigore come UNI EN ISO 13788:2013 dal 20 giugno 2013. Usa la stessa soglia dell&#8217;80 per cento, da assumere quando un regolamento nazionale non ne fissa un&#8217;altra, e lo stesso fattore di temperatura; l&#8217;umidità prodotta in casa la descrive con cinque classi.</p>
<p>Intanto gli studi biologici mostrano che la soglia non è un numero solo. Nel 2001 Klaus Sedlbauer, che lavora all&#8217;istituto di fisica edile della società Fraunhofer, discute all&#8217;Università di Stoccarda la tesi sulla previsione della muffa sui componenti edilizi. Contiene le isoplete: per ogni temperatura, l&#8217;umidità alla quale la spora germina e i giorni che le servono. Contiene anche la curva più bassa, sotto la quale nessuna specie parte. Nel 2003, con Martin Krus e altri, scrive che la letteratura tedesca indica spesso l&#8217;80 per cento di umidità relativa sulla superficie come criterio decisivo, indipendente dalla temperatura, ma che molte specie crescono anche più in basso. Nel 2007 Hannu Viitanen e Tuomo Ojanen, del centro di ricerca finlandese VTT, presentano il modello di crescita con l&#8217;indice di muffa da 0 a 6, e collocano la soglia sul legno fra il 75 e l&#8217;80 per cento, dipendente dalla temperatura e dal tempo di esposizione. Nel 2009 l&#8217;Organizzazione mondiale della sanità esce con le linee guida su umidità e muffe negli ambienti chiusi, 248 pagine, e rinuncia a un numero. Scrive che nessun valore guida quantitativo sulla contaminazione microbica può essere raccomandato e che il problema va prevenuto; cita la stima per cui il 75-80 per cento dei problemi dell&#8217;involucro dell&#8217;edificio, cioè muri, tetto e infissi, ha a che fare con l&#8217;umidità.</p>
<p>La Germania è l&#8217;unica ad aver scritto la protezione dall&#8217;umidità dentro la norma sugli impianti di ventilazione. La norma tedesca sulla ventilazione delle abitazioni, la DIN 1946-6, esce nel 2009 ed è stata riscritta nel dicembre 2019. Definisce quattro livelli di ventilazione; il più basso, la protezione dall&#8217;umidità, deve funzionare senza l&#8217;aiuto di chi abita. Deve tenere lontane condensa e muffa quando gli abitanti sono assenti per poco, in vacanza o di giorno, con meno vapore prodotto e senza bucato steso. Per ogni casa nuova, e quando si sostituisce più di un terzo delle finestre, la norma chiede di verificare se le infiltrazioni bastano a quel livello o se serve un dispositivo; il punto sulle finestre viene dalla presentazione del centro di tutela dei consumatori della Renania settentrionale. La prevenzione della muffa nelle abitazioni ha avuto un rapporto tecnico proprio, il DIN-Fachbericht 4108-8, diventato nel 2022 la specifica DIN/TS 4108-8. Intanto i tribunali tedeschi hanno discusso per anni quante volte al giorno si può pretendere che un inquilino apra le finestre; la ricostruzione che segue viene da una rivista tedesca di impiantistica. Il tribunale di Lubecca aveva stabilito che, senza patti diversi, l&#8217;inquilino deve solo arieggiare due volte al giorno per cinque-dieci minuti e tenere 16 gradi in camera e 20 negli altri locali. La Corte federale, il 5 dicembre 2018, ha rovesciato quella sentenza: la misura si fissa solo caso per caso, mai in astratto, ed è d&#8217;uso comune arieggiare subito dopo aver cucinato, fatto la doccia o lavato. Non c&#8217;è, nemmeno in Germania, un numero valido per tutte le case.</p>
<p>Il punto della storia sta nell&#8217;incrocio delle due strade. La ventilazione è nata per l&#8217;aria da respirare, e i suoi numeri misurano anidride carbonica e odori: quanta aria serve a diluire quello che i corpi ci mettono dentro. Con la muffa il problema è tornato a essere l&#8217;acqua, e per l&#8217;acqua la domanda è un&#8217;altra: quanta ne produce chi abita, quanta ne porta via il ricambio, quanta ne resta sulla parete più fredda. Una casa può rispettare la prima regola e fallire la seconda, ed è quello che succede nella camera a nord dell&#8217;appartamento raccontato all&#8217;inizio.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1267" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig1-linea-del-tempo-v2.png" alt="Linea del tempo in due strade: sopra la strada dell'aria da respirare da Tredgold 1836 alla EN 16798-1 e al ritiro della UNI 10339, sotto la strada dell'umidità e della muffa dall'Annex 14 del 1990 alla DIN 1946-6" class="wp-image-4199" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig1-linea-del-tempo-v2.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig1-linea-del-tempo-v2-300x238.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig1-linea-del-tempo-v2-1024x811.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig1-linea-del-tempo-v2-768x608.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig1-linea-del-tempo-v2-1536x1216.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 1. Due secoli di numeri. Sopra, la strada dell&#8217;aria da respirare: Tredgold, Pettenkofer, Billings, Yaglou, la norma americana che scende nel 1981 e risale nel 1989, l&#8217;Europa. Sotto, la strada dell&#8217;acqua, cominciata nel 1990 con l&#8217;80 per cento sulla superficie. Le due strade si incrociano solo nella casa reale.</figcaption></figure>
<h2 id="le-parole-che-servono">Le parole che servono</h2>
<p><strong>Ricambio d&#8217;aria.</strong> Quante volte in un&#8217;ora l&#8217;aria di una casa viene sostituita da aria esterna. Si scrive n e si misura in volumi all&#8217;ora, o in &#8220;uno su ora&#8221; (h⁻¹). Con 0,5 volumi all&#8217;ora, in due ore è passata tanta aria esterna quanta ne contiene la casa; con 0,2, in cinque ore. Dopo due ore l&#8217;aria non è tutta nuova, perché quella che entra si mescola con quella che c&#8217;è; il numero dice soltanto quanta ne entra.</p>
<p><strong>Portata.</strong> La stessa cosa espressa in metri cubi all&#8217;ora o in litri al secondo, senza riferimento al volume della casa. Un litro al secondo sono 3,6 metri cubi all&#8217;ora. Le norme parlano quasi sempre in portata, per persona o per metro quadro; il bilancio del vapore ragiona in ricambi, perché confronta l&#8217;aria che entra con quella che serve a diluire il vapore. Per passare dalla portata al ricambio si divide la portata per il volume della casa: 135 metri cubi all&#8217;ora in una casa da 270 metri cubi fanno 0,5 volumi all&#8217;ora.</p>
<p><strong>Infiltrazione.</strong> Il ricambio che avviene senza che nessuno apra niente: dalle fessure degli infissi, dai cassonetti, dai passaggi degli impianti, dai giunti. Nelle case vecchie era buona parte della ventilazione; negli infissi nuovi è quasi zero. Una tesi discussa all&#8217;Università di Kassel nel 1995 l&#8217;ha misurata: da 0,05 volumi all&#8217;ora per una stanza praticamente stagna a 0,2 per l&#8217;edilizia corrente della sua epoca.</p>
<p><strong>n50.</strong> Il ricambio che si misura con la porta soffiante, o blower door, mettendo la casa in depressione di 50 pascal secondo la UNI EN ISO 9972. È un numero di tenuta, non di ventilazione: dice quanto l&#8217;involucro perde sotto una spinta forte, e non quanto ventila con il vento e le temperature di ogni giorno. Il rapporto tedesco del 2003 sulle case esistenti, citato all&#8217;inizio, ha misurato nelle stesse case un n50 medio di 7,4 e un ricambio naturale medio di 0,26 volumi all&#8217;ora.</p>
<p><strong>Eccesso di vapore.</strong> Quanta acqua in più contiene un metro cubo d&#8217;aria di casa rispetto a un metro cubo d&#8217;aria esterna. Si scrive Δv e si misura in grammi al metro cubo. È il numero che il bilancio calcola: una quantità d&#8217;acqua per metro cubo, che non dipende dalla temperatura, e non un&#8217;umidità relativa. Le norme lo scrivono spesso come differenza di pressione parziale del vapore, Δp, in pascal; a 20 gradi 1 grammo al metro cubo corrisponde a circa 135 pascal, e la conversione è nella nota in fondo.</p>
<p><strong>Classe di umidità interna.</strong> La UNI EN ISO 13788 divide gli edifici in cinque classi secondo l&#8217;eccesso di vapore che ci si aspetta dentro: dai magazzini di materiale secco alle lavanderie e alle piscine. L&#8217;appendice nazionale mette in classe 2 gli uffici, i negozi e gli alloggi con ventilazione meccanica controllata, e in classe 3 gli alloggi che ne sono privi e gli edifici con affollamento non noto; per le abitazioni, quando mancano dati più precisi, fa usare la classe 3. Le classi le riporto nella sezione del bilancio. La classe dipende dal ricambio, e la norma lo dice a modo suo quando separa le case con ricambio controllato da quelle senza: la stessa famiglia sta in classe 2 con un ricambio e in classe 5 con un altro.</p>
<p><strong>Fattore di temperatura fRsi.</strong> Il voto termico di un punto della parete. È il rapporto fra la differenza di temperatura tra la superficie interna e l&#8217;aria esterna e la differenza tra l&#8217;aria interna e quella esterna. Vale 1 se la superficie sta alla temperatura di casa, 0 se sta a quella di fuori. Con 20 gradi dentro e 5 fuori, un fattore 0,60 dà una superficie a 14,0 gradi; 0,75 la porta a 16,3; 0,80 a 17,0. Il pregio del fattore è che non dipende dal clima del giorno: descrive il punto di parete, e si misura con una termocamera e due termometri, come ho descritto nell&#8217;articolo sulla muffa negli angoli.</p>
<p><strong>Umidità relativa superficiale.</strong> L&#8217;umidità relativa dell&#8217;aria a contatto con la superficie, calcolata alla temperatura della superficie e non a quella della stanza. La stessa aria che in mezzo alla stanza sta al 49 per cento, su un angolo a 14 gradi sta al 71. È il numero da cui dipende la muffa, ed è il numero che le norme confrontano con l&#8217;80 per cento.</p>
<p><strong>Punto di rugiada.</strong> La temperatura alla quale l&#8217;aria, raffreddandosi con la stessa acqua dentro, arriva al 100 per cento: sotto quella temperatura una superficie si bagna. L&#8217;aria a 20 gradi e 49 per cento ha il punto di rugiada a 8,5 gradi; quella a 20 gradi e 76 per cento a 15,4.</p>
<p><strong>Ventilazione naturale, meccanica, di protezione.</strong> Naturale è quella che passa da finestre, griglie e infiltrazioni per effetto del vento e delle differenze di temperatura; meccanica è quella spinta da un ventilatore, in estrazione dai bagni e dalla cucina o in doppio flusso con recupero del calore. La norma tedesca chiama ventilazione di protezione dall&#8217;umidità il livello minimo che deve funzionare anche a casa vuota, senza l&#8217;aiuto di chi abita.</p>
<p><strong>Media mensile.</strong> Il criterio dell&#8217;80 per cento vale come media di un mese, non come valore di un&#8217;ora. La doccia porta il bagno al 100 per cento per venti minuti, e non fa muffa; l&#8217;angolo che sta all&#8217;85 per cento tutto febbraio la fa. Le linee guida del 1990 aggiungono che l&#8217;inerzia igroscopica dei materiali smorza le oscillazioni brevi dell&#8217;umidità, e per questo il calcolo si fa sulle medie.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1124" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig2-dove-va-l-acqua-v2.png" alt="Sezione di un alloggio con la parete esterna a sinistra, le cinque sorgenti di vapore numerate, la freccia del ricambio che esce, l'angolo freddo con la sua temperatura e umidità superficiale, il riquadro dell'aria interna con eccesso di vapore e classe" class="wp-image-4200" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig2-dove-va-l-acqua-v2.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig2-dove-va-l-acqua-v2-300x211.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig2-dove-va-l-acqua-v2-1024x719.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig2-dove-va-l-acqua-v2-768x540.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig2-dove-va-l-acqua-v2-1536x1079.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 2. Le parole in un disegno: 10 litri al giorno entrano nell&#8217;aria dalle cinque sorgenti, 0,5 volumi all&#8217;ora li portano fuori lasciando un eccesso di 3,1 grammi al metro cubo, e sull&#8217;angolo con fattore 0,60 quell&#8217;aria vale il 71 per cento. Ogni numero esce dal programma di calcolo dell&#8217;articolo.</figcaption></figure>
<h2 id="lacqua-che-una-casa-produce">L&#8217;acqua che una casa produce</h2>
<p>Prima di ragionare sui muri servono i litri. Una casa produce vapore da cinque sorgenti, e i documenti che le hanno misurate le elencano nello stesso ordine: le persone, con il respiro e la pelle; la cucina, con le pentole e le stoviglie; il bagno, con le docce e le superfici bagnate che poi evaporano; il bucato steso in casa; e le quote minori di piante, animali e pulizie. Samuel Glass e Anton TenWolde, nella loro rassegna del 2009 sui modelli di bilancio, aggiungono alla lista gli umidificatori e le fondazioni bagnate: una cantina umida o un muro con risalita sono sorgenti di vapore come una pentola, e ne ho fatto il conto nell&#8217;articolo su <a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">chi dimezza la macchia</a>.</p>
<p>Le persone da sole valgono molto. TenWolde e Pilon, nel lavoro presentato al convegno Buildings X del 2007, riportano da Sanders i valori accettati per il respiro: da 0,9 a 1,25 chilogrammi al giorno per persona. Per la pelle a riposo, a 20 gradi e 50 per cento, calcolano da 0,5 a 1,4 chilogrammi al giorno per adulto. Respiro e pelle insieme, scrivono, valgono da 0,8 a 1,7 chilogrammi al giorno per un adulto a riposo, cioè da 30 a 70 grammi all&#8217;ora (è la somma dichiarata dagli autori, e non coincide con la somma aritmetica dei due intervalli): quattro adulti che stanno in casa tutto il giorno mettono nell&#8217;aria, solo con il corpo, da 3,2 a 6,8 litri d&#8217;acqua. A questi si aggiungono cucina, bagno e bucato.</p>
<p>Il modo in cui si misura spiega perché i numeri variano tanto. Non si pesa l&#8217;acqua: si misura l&#8217;eccesso di vapore dentro rispetto a fuori, e si misura il ricambio con un gas tracciante. Il tracciante è un gas innocuo immesso in casa, di cui si registra quanto in fretta si diluisce. Poi si moltiplicano i due numeri per il volume. È il bilancio letto al contrario. La produzione misurata dipende anche dal ricambio, per una ragione fisica che TenWolde e Pilon descrivono: le piante in vaso e le fondazioni bagnate cedono meno acqua quando l&#8217;aria è già umida. Le persone e le attività ne cedono la stessa con qualunque aria. Una casa poco ventilata, con l&#8217;aria carica, produce un po&#8217; meno di quanto produrrebbe con l&#8217;aria secca, e la misura lo registra.</p>
<p>I numeri misurati stanno nella tabella di Sanders del 1996, che Glass e TenWolde riportano per paese, in percentili: il decimo, la mediana, cioè la famiglia di mezzo con metà delle famiglie sotto e metà sopra, e il novantesimo. In Canada, su 28 case unifamiliari, la famiglia mediana produce 8,7 chilogrammi al giorno, il 10 per cento più parco sta sotto 3,0 e il 10 per cento più prodigo sopra 21,0. In Danimarca la mediana è 5,8 negli appartamenti con impianto meccanico, 8,0 nelle case unifamiliari con impianto e 6,5 in quelle ventilate dalle finestre. In Svezia 580 case unifamiliari danno una mediana di 8,7 e 500 appartamenti 5,6. Le misure recenti per numero di occupanti, raccolte da Glass e altri nel 2022 con i dati finlandesi di Kalamees, danno una mediana di 5,9 chilogrammi al giorno per due persone e di 8,0 per tre; le simulazioni per Svezia e Stati Uniti stanno fra 6,0 e 7,5. La media di letteratura per una o due persone adulte, riportata da TenWolde e Pilon, è di 8,2 litri al giorno; la misura diretta su sette famiglie senza bambini, dello stesso autore, 6,8.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1200" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig3-misure-per-paese.png" alt="Grafico a barre orizzontali con i percentili 10, 50 e 90 della produzione giornaliera di vapore per paese e tipo di casa, con la linea rossa della famiglia tipo a 10 litri e la tabella per numero di occupanti" class="wp-image-3987" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig3-misure-per-paese.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig3-misure-per-paese-300x225.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig3-misure-per-paese-1024x768.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig3-misure-per-paese-768x576.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig3-misure-per-paese-1536x1152.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 3. Le misure per paese, in percentili. La mediana per paese sta fra 5,6 e 8,7 litri al giorno; il 10 per cento più prodigo sta sopra 10-21 litri, secondo il paese. La famiglia tipo degli articoli, a 10 litri, sta fra la mediana e il progetto, e non è un caso estremo.</figcaption></figure>
<p>Per progettare non si usa la mediana. TenWolde e Walker, nel 2001, hanno proposto valori di progetto legati al numero di camere da letto e agli occupanti attesi: 8 litri al giorno per una camera e due persone, 12 per due camere e tre persone, 14 per tre camere e quattro persone, 15 per quattro camere e cinque persone, più un litro per ogni camera oltre la quarta. La tabella è riportata da TenWolde e Pilon nel 2007, e la bozza della norma americana sui criteri di progettazione igrotermica, la ASHRAE Standard 160, l&#8217;aveva adottata. Sono valori scelti per essere superati da una minoranza delle famiglie: Glass e TenWolde scrivono che ci si aspetta li superi circa il 32 per cento. Chi dimensiona una parete o un impianto non lo fa sulla famiglia media, ma su quella che capita spesso e produce di più.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1124" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig4-valori-di-progetto.png" alt="Grafico a barre dei valori di progetto della produzione di vapore per numero di camere e occupanti, con la linea rossa dei 10 litri della famiglia tipo" class="wp-image-3988" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig4-valori-di-progetto.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig4-valori-di-progetto-300x211.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig4-valori-di-progetto-1024x719.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig4-valori-di-progetto-768x540.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig4-valori-di-progetto-1536x1079.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 4. I valori di progetto del 2001, adottati nella bozza della norma americana: per tre camere e quattro persone 14 litri al giorno, il doppio della mediana misurata. Il progetto sta sopra la media di proposito.</figcaption></figure>
<p>In tutti i miei articoli la famiglia tipo produce 10 litri al giorno. Il numero viene dalla guida pratica sull&#8217;umidità e la tenuta all&#8217;aria del Master CasaClima (Bolzano University Press, 2012), che riprende i valori per attività del rapporto tecnico europeo CEN/TR 14788. L&#8217;ho già usato nell&#8217;articolo <a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a>. Qui lo tengo, e ora si vede perché regge: sta sopra le mediane misurate, da 5,6 a 8,7, e sotto il valore di progetto per quattro persone, che è 14. È una famiglia comune, che sta nel mezzo delle misure. Nella tavola interattiva il numero si cambia: chi vuole mette i 14 del progetto o i 6 di una coppia.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Sorgente</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Quanto</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Da dove viene il numero</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Respirazione, per persona</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,9-1,25 kg al giorno</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Sanders 1996, riportato da TenWolde e Pilon 2007 ✅</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Traspirazione a riposo, per adulto</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,5-1,4 kg al giorno, a 20 °C e 50 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>TenWolde e Pilon 2007 ✅</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Una o due persone adulte, casa intera</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>8,2 litri al giorno, media di letteratura</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>TenWolde e Pilon 2007 ✅</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Sette famiglie senza bambini, misura diretta</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>6,8 litri al giorno</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>TenWolde 1988 e 1994, via TenWolde e Pilon 2007 ✅</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Mediane per paese</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5,6-8,7 kg al giorno</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Sanders 1996, tabella 2 di Glass e TenWolde 2009 ✅</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Mediana per due e tre occupanti, Finlandia</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5,9 e 8,0 kg al giorno</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Kalamees 2006, tabella 1 di Glass e altri 2022 ✅</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Valore di progetto, tre camere e quattro persone</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>14 litri al giorno</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>TenWolde e Walker 2001, via TenWolde e Pilon 2007 ✅</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Famiglia tipo di questi articoli</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>10 litri al giorno</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>scelta dichiarata, fra mediana e progetto</td>
</tr>
</table>
</div>
<h2 id="il-bilancio-del-vapore">Il bilancio del vapore</h2>
<p>Il bilancio è una divisione. Quando i grammi all&#8217;ora prodotti e il ricambio restano costanti a lungo, il sistema va a regime, cioè i numeri smettono di cambiare. A regime, l&#8217;eccesso di vapore dentro rispetto a fuori vale i grammi all&#8217;ora divisi per il prodotto fra il ricambio e il volume. Con la produzione in grammi all&#8217;ora, il ricambio in volumi all&#8217;ora e il volume in metri cubi, esce in grammi al metro cubo. Le linee guida del 1990 scrivono lo stesso bilancio per legare l&#8217;eccesso di pressione di vapore alla produzione, al ricambio e al volume; Glass e TenWolde lo mettono al primo posto fra i modelli semplici, e io l&#8217;ho usato per il muro con risalita.</p>
<blockquote style='border-left:4px solid #b11f24;margin:22px 0;padding:6px 0 6px 16px;font-size:18px'><p>Eccesso di vapore (grammi al metro cubo) = grammi all&#8217;ora prodotti diviso (ricambi all&#8217;ora per metri cubi della casa).</p></blockquote>
<p>L&#8217;esempio che accompagna l&#8217;articolo fino in fondo è un appartamento di 100 metri quadri con soffitti a 2,7 metri, cioè 270 metri cubi, con tre camere e quattro persone che producono i 10 litri al giorno della famiglia tipo. Dieci litri al giorno sono 417 grammi all&#8217;ora. La temperatura interna è 20 gradi. Fuori, per un mese invernale mite di pianura, 5 gradi e 80 per cento di umidità relativa come medie mensili: i valori sono scelti per l&#8217;esempio e si cambiano nella tavola interattiva. L&#8217;aria esterna a 5 gradi e 80 per cento contiene 5,4 grammi di vapore al metro cubo; l&#8217;aria a 20 gradi ne può contenere al massimo 17,3.</p>
<p>Con 0,5 volumi all&#8217;ora entrano 135 metri cubi d&#8217;aria all&#8217;ora, e l&#8217;eccesso è 417 diviso 135: 3,1 grammi al metro cubo. L&#8217;aria di casa sta a 5,4 più 3,1, cioè 8,5 grammi al metro cubo, che a 20 gradi fanno il 49 per cento. Con 0,2 volumi all&#8217;ora (poco sotto la media misurata nelle case tedesche esistenti a finestre chiuse, e sopra quella delle case con infissi nuovi) entrano 54 metri cubi all&#8217;ora, e l&#8217;eccesso sale a 7,7: l&#8217;aria sta a 13,2 grammi al metro cubo, il 76 per cento. Con 0,1 l&#8217;eccesso sarebbe 15,4 e l&#8217;aria dovrebbe contenere 20,9 grammi al metro cubo, più dei 17,3 che può reggere: quell&#8217;acqua non resta nell&#8217;aria, condensa sui vetri e sulle pareti finché il bilancio torna. Ecco la tabella completa, con la classe di umidità, spiegata qui sotto, e i due valori sulla superficie, spiegati nella sezione seguente.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Ricambio (volumi/ora)</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Aria esterna che entra</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Eccesso di vapore</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Umidità dell&#8217;aria a 20 °C</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Classe UNI EN ISO 13788</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Umidità sull&#8217;angolo, fRsi 0,60</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Umidità sulla parete, fRsi 0,75</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,1</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>27 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>15,4 g/m³</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>satura: condensa</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>condensa</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>condensa</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,2</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>54 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>7,7 g/m³</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>76 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>condensa</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>95 %</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,3</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>81 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>5,1 g/m³</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>61 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>4</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>88 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>77 %</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,37</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>99 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>4,2 g/m³</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>56 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>80 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>70 %</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,5</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>135 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>3,1 g/m³</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>49 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>71 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>62 %</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,8</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>216 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,9 g/m³</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>43 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>2</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>61 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>53 %</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,0</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>270 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1,5 g/m³</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>40 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>1</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>58 %</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>50 %</td>
</tr>
</table>
</div>
<p>Tre cose si leggono nella tabella. La prima: l&#8217;igrometro appeso in soggiorno, fra 0,5 e 0,2 volumi all&#8217;ora, passa dal 49 al 76 per cento, e nessuno dei due numeri dice se la muffa cresce; il verdetto sta nelle ultime due colonne. La seconda: il ricambio lavora come un divisore, e i primi decimi contano più degli ultimi. Passare da 0,1 a 0,2 dimezza l&#8217;eccesso, da 15,4 a 7,7 grammi al metro cubo; passare da 0,5 a 0,8 lo abbassa soltanto di 1,2, da 3,1 a 1,9. Una casa che sta a 0,15 volumi all&#8217;ora guadagna più da un ricambio portato a 0,3 di quanto una casa a 0,5 guadagni da un ricambio portato a 1,0. La terza riguarda l&#8217;aria esterna: d&#8217;inverno contiene poco vapore, 5,4 grammi al metro cubo contro gli 8,5 o 13,2 di dentro, e ogni metro cubo che entra asciutto esce portandosi via la differenza. Quando fuori ci sono 15 gradi e 75 per cento, l&#8217;aria esterna contiene già 9,6 grammi al metro cubo: lo stesso eccesso si somma a una base più alta, e salgono sia l&#8217;umidità dell&#8217;aria interna sia quella sulla superficie. Per restare sotto la soglia l&#8217;eccesso deve scendere, cioè il ricambio deve salire, da 0,37 a 0,58. È il paradosso dei mesi miti, che la mappa della figura 7 mostra per intero.</p>
<p>La classe di umidità della norma dipende dal ricambio, e l&#8217;esempio lo mostra. L&#8217;appendice nazionale della UNI EN ISO 13788 mette in classe 1 i magazzini di materiale secco e gli edifici non occupati. In classe 2 mette gli uffici, i negozi e gli alloggi dove un impianto controlla il ricambio; in classe 3 gli alloggi senza impianto e gli edifici dove non si sa quante persone ci vivono; in classe 4 palestre, cucine e mense; in classe 5 gli edifici particolari: lavanderie, distillerie, piscine. Ogni classe ha un limite superiore, espresso in eccesso di pressione di vapore, che scende in linea retta con la temperatura esterna media del mese: a 0 gradi 270, 540, 810, 1.080 e 1.350 pascal per le classi da 1 a 5, a 20 gradi 100 pascal per le prime quattro e 200 per la quinta. Sotto il primo limite si è in classe 1, sopra il quarto in classe 5. Il grafico dell&#8217;appendice A della norma internazionale, che è informativa, riporta 640 e 1.360 al posto di 540 e 1.350; l&#8217;appendice nazionale, che per l&#8217;Italia è la parte prescrittiva, dà i valori che ho scritto, e da quel grafico vengono le due cifre diverse che circolano nella stampa tecnica. A 5 gradi esterni i limiti valgono circa 230, 430, 630, 835 e 1.060 pascal. La nostra famiglia, con 0,5 volumi all&#8217;ora, produce un eccesso di 418 pascal: classe 2, la classe in cui la norma mette l&#8217;alloggio con ricambio controllato. La stessa famiglia, nella stessa casa, con 0,2 volumi all&#8217;ora produce 1.044 pascal: classe 5, la classe delle lavanderie. La classe descrive la famiglia divisa per il ricambio, ed è per questo che la muffa arriva dopo le finestre nuove senza che nessuno abbia cambiato abitudini.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1200" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig5-aria-e-ricambio.png" alt="Grafico dell'umidità relativa dell'aria interna in funzione del ricambio d'aria per la famiglia da 10 litri in 270 metri cubi, con tre climi esterni e la linea del 60 per cento" class="wp-image-3989" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig5-aria-e-ricambio.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig5-aria-e-ricambio-300x225.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig5-aria-e-ricambio-1024x768.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig5-aria-e-ricambio-768x576.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig5-aria-e-ricambio-1536x1152.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 5. La curva del bilancio: la stessa famiglia e la stessa casa, con il ricambio da 0,1 a 1 volume all&#8217;ora e tre climi esterni. Sotto 0,3 volumi all&#8217;ora l&#8217;umidità sale in fretta, sopra 0,5 quasi non cambia più; la linea a 60 per cento segna l&#8217;aria che a 20 gradi ha il punto di rugiada a 11,6 gradi: sopra, ogni superficie più fredda di 11,6 gradi condensa.</figcaption></figure>
<p>Il bilancio stazionario assume l&#8217;aria interna ben mescolata, una produzione costante e nessun accumulo nei materiali. Nella realtà la cucina della sera e il bagno della mattina fanno punte di vapore. Intonaci, legno e tessuti assorbono il vapore nelle punte e lo restituiscono dopo. Le linee guida del 1990 dicono che questa inerzia smorza le oscillazioni brevi; il criterio della muffa resta sulla media del mese, ed è quella che il bilancio calcola. Le punte di cucina e bagno si trattano alla fonte, con l&#8217;aspirazione dove il vapore nasce, come chiede dal 1975 il decreto sui requisiti igienico-sanitari delle abitazioni.</p>
<h2 id="la-superficie-fredda-decide-il-ricambio">La superficie fredda decide il ricambio</h2>
<p>L&#8217;aria di una stanza è la stessa dappertutto, a meno di piccole differenze; le superfici no. La parete esterna è più fredda dell&#8217;aria, l&#8217;angolo fra due pareti esterne è più freddo della parete, e l&#8217;angolo dietro un armadio addossato è il punto più freddo della casa, perché il mobile gli toglie il calore dell&#8217;aria e dei termosifoni. La stessa quantità di vapore, letta su una superficie più fredda, vale un&#8217;umidità relativa più alta. Con 20 gradi dentro e 5 fuori, un punto con fattore di temperatura 0,50 sta a 12,5 gradi, uno con 0,60 a 14,0, uno con 0,70 a 15,5, uno con 0,75 a 16,3, uno con 0,80 a 17,0. L&#8217;aria della casa con 0,5 volumi all&#8217;ora, quella da 8,5 grammi al metro cubo che in mezzo alla stanza segna il 49 per cento, su una superficie a 14,0 gradi segna il 71 per cento e a 16,3 il 62. Con 0,2 volumi all&#8217;ora l&#8217;aria porta 13,2 grammi al metro cubo e il suo punto di rugiada sta a 15,4 gradi: l&#8217;angolo a 14,0 gradi condensa e la parete corrente a 16,3 sta al 95 per cento. Un punto con fattore 0,70, il minimo ammesso dalla norma tedesca DIN 4108-2 secondo l&#8217;articolo tecnico che la riporta, sta praticamente al 100, al limite della condensa.</p>
<p>Il criterio da confrontare è l&#8217;80 per cento come media mensile sulla superficie: viene dalle linee guida del 1990, la UNI EN ISO 13788 lo adotta al punto 5.3, quando un regolamento nazionale non ne fissa un altro, e la letteratura tedesca, scrivono Sedlbauer e Krus, lo usa come criterio decisivo. Con questo criterio il bilancio si ribalta e diventa una domanda sul ricambio: quanto deve valere n perché la superficie con fattore fRsi resti sotto l&#8217;80 per cento? La formula è nella nota in fondo; i risultati, per la nostra famiglia e il nostro clima, sono questi. Un ponte termico grave, con fattore 0,50, richiede 0,46 volumi all&#8217;ora, cioè 124 metri cubi all&#8217;ora. L&#8217;angolo di una parete non isolata, fattore 0,60, richiede 0,37, cioè 99 metri cubi all&#8217;ora. Per il minimo tedesco (fattore 0,70) servono 0,30 volumi all&#8217;ora; per la parete corrente (0,75) ne servono 0,27; per una parete isolata (0,80) 0,25, cioè 68 metri cubi all&#8217;ora. Fra la parete isolata e il ponte termico grave il ricambio necessario quasi raddoppia, con la stessa famiglia e lo stesso clima. Ogni decimo di fattore di temperatura guadagnato sull&#8217;angolo vale una quota di ricambio in meno: le due leve, più aria o una superficie meno fredda, si sommano e in parte si sostituiscono a vicenda. In Italia il fattore minimo non è un numero fisso come lo 0,70 tedesco: la UNI EN ISO 13788 lo fa calcolare caso per caso dalla classe di umidità e dal clima, ed è il calcolo che richiede il decreto italiano sui requisiti minimi del 26 giugno 2015.</p>
<p>La stessa domanda si può fare al contrario: dato il ricambio che c&#8217;è, quanto deve valere il fattore di temperatura del punto peggiore? Con 0,5 volumi all&#8217;ora basta 0,47, e quasi ogni parete ce la fa. Con 0,3 serve 0,70, il minimo tedesco esatto. Con 0,2 serve 0,94, e questo numero non esiste in una casa: l&#8217;articolo tecnico tedesco sulla specifica per la prevenzione della muffa nota che al raccordo di una finestra si supera di rado 0,80, e che nei cataloghi dei ponti termici degli edifici vecchi si trovano dettagli fino a 0,42. Una casa a 0,2 volumi all&#8217;ora, con quattro persone e 10 litri al giorno, farà la muffa in qualche angolo qualunque cosa si faccia alle pareti: la leva che resta è il ricambio.</p>
<p>L&#8217;80 per cento va letto con due cautele. La prima: l&#8217;80 per cento è una media di un mese, e il valore di progetto delle linee guida include un margine, visto che su intonaci, pitture e legno la crescita si osserva di rado sotto l&#8217;85 per cento in condizioni stabili. La seconda: molte specie partono più in basso, come avvertono Sedlbauer e Krus e come mostra Viitanen sul legno con la soglia fra il 75 e l&#8217;80; le isoplete dicono anche in quanto tempo, e a 20 gradi la germinazione all&#8217;80 per cento chiede giorni, non ore. Per questo un bagno che tocca il 100 per cento venti minuti al giorno resta pulito e un angolo che sta all&#8217;85 tutto febbraio no. La norma internazionale, come ho riportato nell&#8217;articolo sulla muffa negli angoli, nella verifica della muffa considera i mobili e le tende: usa una resistenza superficiale interna di 0,25 metri quadri kelvin per watt al posto di 0,13. In pratica il calcolo tratta la superficie come più schermata dall&#8217;aria della stanza, com&#8217;è dietro un mobile, e chi progetta deve fare lo stesso. I fattori dell&#8217;esempio, 0,60 e 0,75, descrivono il punto così com&#8217;è: chi lo misura con la termocamera a mobile spostato ottiene il fattore reale, e la verifica di norma lo ricalcola con la resistenza di 0,25.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1238" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig6-superficie-fredda-v2.png" alt="Grafico dell'umidità relativa sulla superficie in funzione del ricambio d'aria per quattro fattori di temperatura, con la linea dell'80 per cento e i punti in cui ogni curva la taglia" class="wp-image-4201" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig6-superficie-fredda-v2.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig6-superficie-fredda-v2-300x232.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig6-superficie-fredda-v2-1024x792.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig6-superficie-fredda-v2-768x594.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig6-superficie-fredda-v2-1536x1188.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 6. Quattro superfici, una famiglia, un clima. Ogni curva taglia l&#8217;80 per cento a un ricambio diverso: 0,25 per la parete isolata, 0,30 per il minimo tedesco, 0,37 per l&#8217;angolo non isolato, 0,46 per il ponte termico grave. Il ricambio che serve lo decide il punto peggiore della casa.</figcaption></figure>
<p>Il clima esterno entra nel bilancio da due lati: con l&#8217;acqua che l&#8217;aria esterna porta dentro e con la temperatura che dà all&#8217;angolo. Quando fuori fa molto freddo l&#8217;aria esterna contiene pochissimo vapore: a meno 5 gradi e 85 per cento, 2,8 grammi al metro cubo. Entrando e scaldandosi a 20 gradi quell&#8217;aria vale pochi punti di umidità relativa: la base su cui si somma l&#8217;eccesso di casa è bassa, e il margine fino alla soglia è largo. L&#8217;angolo però è più freddo, perché con fuori a meno 5 il fattore 0,60 dà una superficie a 10 gradi. I due effetti si compensano quasi del tutto: a meno 5 gradi il ricambio necessario per l&#8217;angolo è 0,32. A 0 gradi e 85 per cento è 0,35, a 5 gradi e 80 per cento 0,37. A 10 gradi e 80 per cento l&#8217;aria esterna porta già 7,5 grammi al metro cubo e, anche se l&#8217;angolo sale a 16 gradi, il ricambio necessario cresce a 0,46; a 15 gradi e 75 per cento l&#8217;aria esterna porta 9,6 grammi e il ricambio necessario è 0,58. Il mese pericoloso, per l&#8217;angolo, è il mese mite e umido con le finestre chiuse: novembre e marzo, non gennaio. La mappa della figura 7 lo mostra cella per cella, e i valori esterni sono ipotesi dichiarate per il grafico, non medie climatiche di una località: nella tavola interattiva si mettono quelli della stazione più vicina.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1200" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig7-mappa-clima-ricambio.png" alt="Mappa a celle colorate dell'umidità relativa sull'angolo con fattore 0,60 per cinque climi esterni e otto ricambi d'aria, con i colori del verdetto: condensa, muffa, sotto l'80 per cento" class="wp-image-3991" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig7-mappa-clima-ricambio.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig7-mappa-clima-ricambio-300x225.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig7-mappa-clima-ricambio-1024x768.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig7-mappa-clima-ricambio-768x576.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig7-mappa-clima-ricambio-1536x1152.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 7. La stessa casa e lo stesso angolo in cinque mesi diversi. Le colonne di sinistra, da 0,1 a 0,2 volumi all&#8217;ora, sono la casa chiusa: condensa a qualunque temperatura. A 0,5 l&#8217;angolo sta sotto l&#8217;80 per cento fino a 10 gradi esterni e lo supera a 15. Il mese mite con le finestre chiuse fa più danni del mese freddo.</figcaption></figure>
<p>La tavola interattiva qui sotto fa il conto per qualunque casa: persone o litri al giorno, superficie e altezza, temperatura interna, temperatura e umidità esterne come medie del mese, fattore di temperatura del punto peggiore, ricambio che c&#8217;è davvero. Restituisce l&#8217;eccesso di vapore e la classe, l&#8217;umidità dell&#8217;aria e quella sul punto peggiore. Dà il ricambio necessario in volumi all&#8217;ora e in metri cubi all&#8217;ora, e lo confronta con le regole. Usa le stesse formule della nota in fondo e le stesse ipotesi: aria ben mescolata, regime stazionario, medie mensili. È una verifica orientativa, che serve a rifare i conti numero per numero e a vedere perché l&#8217;angolo ammuffisce e la parete accanto no; la verifica di progetto, quella che la norma chiede, si fa con il calcolo completo della UNI EN ISO 13788 e, per gli angoli, della UNI EN ISO 10211.</p>
<p><!--mxTAVOLA--><!-- ============================================================ TAVOLA INTERATTIVA - Quanto deve ventilare la tua casa Blocco autosufficiente per WordPress (HTML personalizzato). Motore identico a calcoli.py dell'articolo: bilancio stazionario del vapore, classi della UNI EN ISO 13788, fattore di temperatura, soglia dell'80 per cento sulla superficie, regole a confronto. ============================================================ --> </p>
<div class="mxv" id="mxv-tavola">
<style> .mxv{--ink:#232823;--paper:#fbfaf6;--line:#3a3f3a;--blu:#3a5b8a;--rosso:#b23b3b; --verde:#1f7a4d;--ambra:#a06a00; max-width:760px;margin:2em auto;color:var(--ink); font-family:"Segoe UI",Roboto,Helvetica,Arial,sans-serif;font-size:15px;line-height:1.45;} .mxv *{box-sizing:border-box;} .mxv-sheet{background:var(--paper);border:2px solid var(--line);padding:4px;} .mxv-inner{border:1px solid var(--line);padding:14px 16px 12px;} .mxv-cart{display:flex;justify-content:space-between;gap:10px;align-items:flex-end; border-bottom:2px solid var(--line);padding-bottom:8px;margin-bottom:12px;} .mxv-cart h3{margin:0;font-size:15px;letter-spacing:.06em;text-transform:uppercase;font-weight:700;} .mxv-cart .mxv-sub{font-size:11.5px;color:#555a55;margin-top:2px;} .mxv-cartR{display:flex;align-items:center;gap:8px;} .mxv-logo{height:34px;width:auto;display:block;} .mxv-firm{font-size:10px;color:#555a55;text-align:right;line-height:1.3;} .mxv-firm b{display:block;font-size:11px;color:var(--ink);} .mxv-display{background:#232823;border-radius:5px;padding:12px 16px;margin-bottom:12px; display:flex;justify-content:space-around;align-items:center;gap:12px;} .mxv-dcell{text-align:center;} .mxv-dcell .mxv-dl{font-size:10px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#8a9490;} .mxv-dcell .mxv-dv{font-size:27px;font-weight:700;color:#7ee0a8;font-family:"Consolas",monospace;line-height:1.15;} .mxv-dcell .mxv-dv small{font-size:13px;} .mxv-preset{display:grid;grid-template-columns:repeat(2,1fr);gap:6px;margin-bottom:12px;} .mxv-preset button{font:inherit;font-size:11.5px;line-height:1.25;text-align:left; background:#fff;border:1px solid #c9c5ba;border-left:4px solid var(--blu); padding:5px 9px;cursor:pointer;color:var(--ink);} .mxv-preset button:hover{background:#eef3f8;} .mxv-preset button b{display:block;font-size:12px;} .mxv-preset button span{color:#6a6f6a;} .mxv-h{font-size:11px;letter-spacing:.07em;text-transform:uppercase;color:#555a55; font-weight:700;border-bottom:1px solid #d8d5cc;padding-bottom:3px;margin:14px 0 8px;} .mxv-grid{display:grid;grid-template-columns:repeat(3,1fr);gap:8px;margin-bottom:8px;} .mxv-grid2{display:grid;grid-template-columns:repeat(2,1fr);gap:8px;margin-bottom:8px;} .mxv-f{background:#fff;border:1px solid #d8d5cc;border-left:5px solid var(--tinta,#6a6f6a);padding:7px 10px 8px;} .mxv-f label{display:block;font-size:12px;font-weight:600;margin-bottom:3px;} .mxv-f .mxv-cap{font-size:10.5px;color:#6a6f6a;margin-top:4px;line-height:1.3;} .mxv-f select,.mxv-f input[type=number]{width:100%;font:inherit;font-size:13.5px;font-weight:600;padding:3px 6px; border:1px solid #c9c5ba;background:#fdfdfb;color:var(--ink);} .mxv-f.t-acq{--tinta:#3a5b8a;} .mxv-f.t-cas{--tinta:#8c8375;} .mxv-f.t-cli{--tinta:#a06a00;} .mxv-f.t-sup{--tinta:#b23b3b;} .mxv-f.t-ric{--tinta:#1f7a4d;} .mxv-verd{border:3px solid;padding:10px 14px;text-align:center;margin:12px 0;} .mxv-verd .mxv-v1{font-size:19px;font-weight:800;letter-spacing:.03em;} .mxv-verd .mxv-v2{font-size:12.5px;color:#3c413c;margin-top:4px;line-height:1.4;} .mxv-box{background:#fff;border:1px solid #d8d5cc;border-top:4px solid var(--bc,#6a6f6a);padding:9px 11px;margin-bottom:10px;} .mxv-box .mxv-bt{font-size:10.5px;text-transform:uppercase;letter-spacing:.05em;color:#6a6f6a;font-weight:700;margin-bottom:5px;} .mxv-box .mxv-bn{font-size:11.5px;color:#2f342f;line-height:1.45;} .mxv-t{width:100%;border-collapse:collapse;font-size:11px;} .mxv-t th,.mxv-t td{border-bottom:1px solid #e3e0d6;padding:3px 5px;text-align:left;vertical-align:top;} .mxv-t th{font-size:10px;text-transform:uppercase;letter-spacing:.04em;color:#6a6f6a;} .mxv-t td:nth-child(2),.mxv-t td:nth-child(3),.mxv-t th:nth-child(2),.mxv-t th:nth-child(3){text-align:right;white-space:nowrap;} .mxv-t .mxv-tot td{font-weight:700;background:#f3f1ea;} .mxv-ok{color:var(--verde);font-weight:700;} .mxv-no{color:var(--rosso);font-weight:700;} .mxv-w{color:var(--ambra);font-size:10px;} .mxv-nota{border-top:1px solid #d8d5cc;padding-top:8px;font-size:11px;color:#555a55;line-height:1.5;} .mxv-nota b{color:var(--ink);} .mxv-nota ol{margin:4px 0 0;padding-left:18px;} .mxv-err{color:var(--rosso);font-weight:700;font-size:12px;margin-bottom:8px;} /* schermi stretti, in coda allo stile: stessa specificita', vince l'ultima regola (lezione del 09/09/2026) */ @media(max-width:560px){ .mxv-display{padding:10px 6px;gap:6px;flex-wrap:wrap;} .mxv-dcell{flex:1 1 45%;} .mxv-dcell .mxv-dv{font-size:19px;} .mxv-dcell .mxv-dv small{font-size:10px;} .mxv-dcell .mxv-dl{font-size:9px;letter-spacing:.04em;} .mxv-preset{grid-template-columns:1fr;} .mxv-grid{grid-template-columns:1fr;} .mxv-grid2{grid-template-columns:1fr;} .mxv-cart{flex-wrap:wrap;} .mxv-cart>div:first-child{flex:1 1 100%;} .mxv-cartR{margin-left:auto;} .mxv-firm{white-space:nowrap;} .mxv-cart .mxv-sub,.mxv-f .mxv-cap,.mxv-nota,.mxv-box .mxv-bn{font-size:12.5px;} .mxv-box{overflow-x:auto;} } </style>
<div class="mxv-sheet">
<div class="mxv-inner">
<div class="mxv-cart">
<div>
<h3>Quanto deve ventilare la tua casa</h3>
<div class="mxv-sub">il bilancio del vapore letto sulla superficie pi&ugrave; fredda: l&rsquo;80 per cento come media del mese (IEA Annex 14, UNI EN ISO 13788)</div></div>
<div class="mxv-cartR"> <img decoding="async" class="mxv-logo" src="data:image/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAHgAAABPCAYAAAAgGwHHAABJsElEQVR42t29d5glR3nv/6mqTidP3p3NOUirtCgLowACkSWslTEYcA44g6/Tvf5Jsn0dLsbY2L4YfG0yRlrAYAxIllBOKMfdlbTavDM7eU7q3FW/P87po7PDguO18Z3nOc85013dVV3Vb6z3/b6C78G/669Hnn76LrFrdFpw2d1aCPTSNm960yuKl+wouBuXLW5bub6yc90GKaaPRWcVbeElOqq0/WRrtVIacKzYJImp2QWpawNxGW2bxXlEFIq27dLQhGnYEG3LkUdxvKkoFWKgVtqzuBg29u5tTBw8qh6ZP7qy/aHdt82DOWkMxiC561LJzJi54bnd5sYbMSxt9J/8J75XxnH99YgbLrtUnmpBz79qU/UP3rvpPNdK1up0dsVozbpisOqvdTOnnCkxNjSkwcpAS0gFkYYk02RJBkaiMzBaEyQZGolrg+MKMBlCWNjKwRIaRxmwActgEkO7qWj7oh7rNIwyeWhyxtzreMW9ifBm/u7W9oN//MePzZ70EAL0HZda3Wf4nljs/9QFvvnmXWp0dFpcfvndaf/xO7/+zlUm2be25Mq3LqulFyodb1q2zB23CxbICDDMTqccO5FyfDKm3jLZQtMwMdlgZjZjaiYjToRoNDKhM4W0hIgyQaupQGjKJYNtJ5hMGlsYylVhHCUYGzJm2ZjHimUuAzVBpYRcPV4Qq1YJRkYKIB3IEkxiOD6lZ7Up7FmYs58+3mj+feStOvC2t936Uv+aGrNL7d4N1123W/9nLbb4z2C/N9ywS8Du/C2HS6+3/uzaL22/ZKN7zUDJurA0FL2qVsxKbjklCwwTxwSHjkT66T0N/fxBn6MnEFNzQsw1MxEknpCigmWXqVarlCtlKuUqxWIBr+Bi2zaWZWFbFpblIBBkaUqSxqRJSpKl+IFP4Pu0Wj6NZotmvU2UNMl0g5JMzMiAYHjAmDUrUr1tk8WO7QNi/SpbrVvhQblA6vssLtrx/ELwWFpy79l3qPTF7//ADz/JYz+V5JR9xx2XWnfddbe+8cZvFzf/TyzwzTfvUrt2gRC7s/zYo7fteqWwn7tkwPXeXfXCLSPLpEVkc/RoysNPLJinXwyyJ/ZG4vmDiZxvFUWxWGVwaBkjoyMsG13F+PgoQwMVyuUCxaKHEBIhJEkSkyQJURgCkCQJmdZkWYYxBsexAYHjOIDBdT0sy8JSFspSZFlKGIa0Wm0W6i0mJk8wPT3N3PQcc/MztBonGCxps2Wj0adtdc2Z20ryorPLcuNqCUWXhVmtW756ab6VfmmyOXDv66/++VvguiynajjNCHGj/n9hgYW5eZdk126Ty9UvfOFtG9aWF944Vll8R6WoLxwcz8iahqf3xTz4ZCP92jcb4tkXtQyzoiiVRlg1vo5Nm9ewZs04QyPDKGUjUPitJq1mnZm5eRYX67RaLVqtBkmS0Gq1MAZ8P0AIQRzHaK0xxpBlGbZtY4yhUCigtcbzPJRSFAoehUIBr1CgWqkyMFBheHiEamUAr1RESps0i2gsznP48CQvvHSY40cP4jfmsFTdbN0kzOuvrOlXnlGzXrGtjDWQ0a5bTC/KZ+cX1J2H66Mf+/63f+3ZroImdu/eJa+77uUX/r/UApubdynRN/g7/+7Vly0bq/9ExWtfs2q5LBAonng+MrfcNp/d/q2W3HPAiCSuiXXrN3DGGaexfv0GhoaH0SKl1ZxjfnKW6dl5pqdnWagv0Gg2iKKYJAkxBkxXwkkpkFKhlMIYg5SyqwAJhBAYYxBCoLVGCEGWZb1vYwzG0DknBUYYXNvGtT1qpSoDAzVGhocZGV/GyNgAA7UKStrMLyyw/6XD7Hn2JQ4feAkhTphNG0rm0gtK+q2vqcqdp1lS1TyOHwujRqt069Fm7U9f98bb7ugpZjedPFff0wtszPUSbkQINJuuch/5SHJVubjwkyvK6RuqQxZTsynfuH0h++Iti+Kex9pSiRHWbdnKOWdsZcOa1ZRKFebnF5iZm+DgwSPMzdaZm5+i7YcYY4iikEqlRBgElMsV4jjFdV0AsizDdV3CMKRYLNJutymVSoRhiFIKIQRp2mkfBEGvTaFQIEkShBAopYjjGNd1abfaFIoFWq0WyuocN4BrO1jKYtnyZdSqNTZu3MjIyCiDgwOkacKhw4d46unneeHFFyE6wc6zC/qaq0b0W15bsFYtV/iLtj6+4NxzYM79y6uuWf4F2J0JAVpfL/+9Wbf491tYBOySHRkrePDWV/3QYDn8rTXDjS2FisWL+2Pzua/U9ee+PCuPTDhi1ZptXHDhdrZuOY2i69BYqHPo6GGOHD3C9PQ0gR+QZRlKdahRWAolJVJKRJ9CKoTq9m961GnMUnu1c7z//5yq+3+fbPIIDAYpZK+3Th8anXXkudYZSZIhlcIrOIyNjbFq1RrWrlnD4OAgaeaz/8VDfOuhJ3jp4F5WjRhz7ZuH9bvfWlan7RC0GwUOTadPzyxWPnD5W6/6HNyojUHecAP8eylj4t9ncXepXHm69QuXXbJy9cyvbBixri7IlL0HTPbpLy3ymS9OqBMLZc46fSeXvPJMhkaHCZoxLx3cz6GDR5hdmKPZWMRzXZIkoVyuEkcJbsEmSzOklCipiJMY13UIggDP8wjDCMuyMMagtcayLMIwpFAo4Ps+hUKBKIpQqvMi5BScU7nv+3ieR5qmCCGQUpIkSffenfuEYYjruj12blkWURTheR5BGGLbFkHgA6A1OK7N6OgYK1esZNuWbZTKRRYbi9z/4IM89cReKuWGefubB/VPXbucHadLlcWKF46phxeztT9z8Wv+7nGAO++81FpqPv6HL3CHajsi7bOffcfgjtrzHxwcS9+zeoWU+19sZh/53Lz49BcXZDMos/Ocs7jwoldQLFaZmZ7mhRdeZHJygna7jTEGy1IIIXEchzTNcByLNO1QcK4g5bIyn2DbdkiSBKUkWuuuDO4skG3bRFGE67qkadqTxflLkCQJjuMQxzG2bZNl2UltbNvu3SdJEizL6sltKeVJbTpj7vSRZRlpmvZeplKpxLJly9m8ZQvj4+NEUcCjjzzDQ488SlHNcu0blumf+ZEBc9Y2Wy3O2umUn+3eNzHyu1dfd8ceY5CAEeJfb0OLf4vZk2uAj33z8neNled+Z9VKtXZhUptPf3VGf/BjJ9TRaYuLLzyPiy88G+VWmDh+nH379jA/XycMQxzHRcqO3JNS9pSifgUon7ScbeZsO01TLMvqTWw/i87b5C9DTnk5m83vmV+ft5FS9hSw/Pr+71Ndn3/n1/SLhCRJAIiiCMd1qQ0MsGXLFjasXkWmDd965DHuu/cBRisRv/xjy/V73j4gx5ZLjp2gfWhy4P3f95b7P/pvpeZ/1QKbOy+1xOV3p9f/rzcsf/3pk3961qboOkspvnGfn37gw1PWvY/7bNq2lStedSEDtUEOHDnGC/v20mq0abUalMoVoiiiWCz2Fig3ZzzPo9VqUS6XabVaOI7TmyilVO+6VqtFqVQiCAIcx+nKRI3jdNh3fn2uZFmW1aMqz/Pwfb+nZBWLRZIk6YiBbh85iy+VSrTbbTzP671ouRjIz5XLZYIgwHXdHrdxHOekNo5r0263cF2XgcFRNm9Yz8Z162n7Pvc++DBPP/UkZ+1Q/NpPbUmvfU1mCQmHp71/+Mdntr/7ve/93MK/dpHFv9iu7VoZt92866J1a1/63KYV7XVzx7z0+o9Ny499clIWKuO87rWXsG7NKk5Mz/Hiiy8wNzffe/PzT2629CtI/b/z/3Nq7leOlipRSxWo/nsvVaq+7YH6FK2l1y5VzvqvySk95x55u1O1z1l/boenaYYQhoHBQTZu3MTKFeNMnZji1tvuYHZ6kh/eNWh+630j2fpVjnX0hHjx0NTK33nVm2799L+GZat/iYvxrrs6z/XgNy//9U3jxz65diQdfuAh0nf9xgHry7csijPOOIc3vOUKhFY8/cwennrqSeqLdbTRXVmp8H0f27ZpNBoIIWi1WiRJ0nNQACwuLqKUotFoAOD7fs9Z0Wq1kFLSaDRQStFqtdBaE0URURQB0Gq1sCyLer2OlBLf93uyMQg6zo/8+kajgZSSIAhI0/SUfeRjDYKgN47+c0opms0mWmviOMb3OwpXs9nsncufPX95wzAkCAIOHTxIq9VmYKDG+eeeRypjvv6PB8U3727ItasHsnO3WSNjteiaN79lq7d606Hbf/u3wVyPvPHuf94ii3/u4v72jWiD4Ik7X/3XZ6+b/NFWmJmPfDYwv/tHh6UWVS5/zfexetVKjh6Z5MChg4Shj5SqR7HGmJ48y2VYLi/zv5xal373y76lcjq/b65k5cf6Kav//6WyvL+P/uuXtumnwv42/TI5b5NTbS6X+69fylmyLMNog+M6rF2zhvXr1nFieopbbr+TtL3Ar/38uP7lHxvWA0VjPXes/DdX/+jge/fvvyXq14H+TRScL+7PvPe08v/54zV/fcZq/z1zzTh5340z8gN/OSlHx1fz+qsuw/MGePzxJzk2cbQjc7pyMX+wfCGjKOpRVe4n1l0/cRzHSCmJoo7pE8fxSV6mvH0uJ5VSPfmcy2ApJXEcf1ub/PrcHErTtHdOStnTfI0xvT7y+/S3yV+I/j76x5o/S/4c+Xhy7b7/OfJ7SiXx/YCFxTmmp+dYtmwlO07fyELD5ytfPyIOHU/keecXks3j0bmvfU122YVvuPyWd+z6fOPmm3ep3bv3mH/1Al9/PfK3fxv9juvPr/7Eq7NbXrExfuPhyTT90fedsL/wjQWxY8cOXnnJpcwuzPH8C3uZn5/H7tqktm33Jjx/aKA3MflD5xObU3A+of3aaz915r7k3ITJF6qfcvo14/779NvKuemT36ffBMo146UmUL44eR/5WPs19X5tPk3Tk8yspdzq5T7s7rNbNNt15ubmcJwSO07fgpAet991gEceDdQFZwymp23S6zw19bYtWzfe+qM/cevMP7XI4p+ycc9985u8P/2F47ddsjW7+IWX4uTd7ztif+tJn3NfsZNt209n4vhxjh0/jtEpQiqUspDyZSUkf5h+pal/EpYqQv0LdSolZ6lP+Tt5pJay0aWK06lY/dLrl7Lv7+QV62+79Fx/H0vHf7IY0UDn5cqyCFAsW76cdetW8cKLz/PwQ09y2mbFx/94Y3r+mcJ69ph96AH/wrN/8jUfa9xwA+I7eb7Ed1zc3Uhxncgeu/38r+7c4L/pxYNZ+s5fOGo98lyL887byZrVazh0+AizMzMkaUah4PXMk9yD5Pt+z0ZM0xTHcXr+4VarRbFY7LHRnKXl56rVKq1Wq+cnllL2HBylUolms0mlUsH3/Z55stRMajablMtlwjDs7SDlZlJu3uRmUs5O+02xZrNJtVql3W73PFk5dwqCoDfW3FzL+8h94rmZlZtk/c+aJMlJ/vLcJ54mKdpojNHEScaK5ctZs3Y1J06c4KGHHuG09Taf+JMt6XnnGOv5w+4D7/ylV1z26KPjGdx4Su36lAvcsbnuSZ/85vl/ddamxo8fPG4nP/jel+xvPelz3ivOYM26zRw9dozFhYWTzJ5+h0P+6afepSbRUqWj/80+lRm0tO2pKLVfwVlKvacyj74bhZ/q3L/ZdfhduM/JHMGQZSlZllGrDbBhzWoOHTvOI488zmmb4aYPb0p3nG5Zj+13PnXuFY+/p+su/rbIEXXqxb07/cJnzvmBi06Lf2/RT5Mf+ZVJ+56HGmzZupHVK9Zx9NgxTkxO9uRMvhPTbrd7JoiU8ttMmNwEsSyLZrPZM09y6guCoHfOsiza7TZSSsIw7ClRQRD0zKN+0yOO49448nPtdhvLsgiCoEdZOaW22+1em/4+siwjCILe+PM+cv0hV5R83+89c95G6445mJtrvu/3+lraRxiGvT7ybyEEYRh2Fc+X28zMTBMkCaPDI5SLimf3TfPMC6F89asKydbVYufrrlwr1my57c4777zU+uQnD+vvuMDGXC83bPhk9vlPX7Pz/LVzXxqppdZ/++MFddMXZ8XKFcvZvvV0pmZmaDbrnTCYPBzGtk+i4n6qtiyrtw239GPbNkqpTjSFZfV+Sym/7Vz/+f7r87Y5C+8/l/efs97+6/PrhBC96/vP59f13/NU/ee/+9su7eNU5/qvy7/7x3DSc1uKOIlIopRVK1YRRyHP7Jtjse6oN16m0mLJXHH+Ky/+hze95dbjxlwvb7zx7h4Vy365u3v3jcKYS60z15741Np1ovLZr/riY38zJaqVCus3bGR+cYG5udmefduvVPQrTzlF5r+XKkj9n/779P/O75sf6/cInerYUja+lG0vPX4qRWepV+s7sdT+Z/lOIuQ7iZRT2cJLv/s/+S6aLWwW6/OcmJlm9dpVDAxU+eTuE/zVZ2I5VhHmjFUHP/PRR3+yyO49oqsgn7zAsEtedx3ZvV+Of33riubpTzwXp7/6B0ck2mLT5s1EUcTc3FyPRUVR1GN5OevxfZ80TXueo5zdpGlKFEU9T5LWmjAMe+w792TlbLz/O01T4jgmjuPeffJ7L70+SZLemPr7yFlrnMS9e+bn8rFHUfRtfURhSJZmvT7ycXT6f3kc+fW5uHq5zcv95/fNx5lf1z+OfFy5SAuCoHdvQ0cMzc7O0WpGbFq/DizJ73z4uHzwoSDbtkVve8Xsc9d3IkN2yZOULHM9khswn/rUm1Zfuf3IvoGaca/92Qnx9dvnxcZ161i9bh3T01Md+1BZCAmIrl1o+qnV/JP+4qUUeipKOJWf+LspTEu9R6eyFYwBgUAYMMJ8RwVNCAnGYHrdGASCzgGDEQbRezbRncFTm3vfbczfiXKXmmL9ymuaph1HjZQsHx1hYuoEB146yKXnV8yX/2o8y0RBP3509JIr33D7Y3m8V2eL5YZdQojd+onbZ64fX0Xh47vr6T/eMWdVa1VK1QFmZ2eYmZmmWh2gXm9SrZQJ/Dau6xAnGWmWYdtWT+XPTZh+0yFNUwqFwkk7PeVyuecJyj0++SZ83uZU4TT95kX/btJSEyY3gYIwRFoWshsy63nfHrITxzGWtBBCEiYRXsEj8NsUiyV8v43n2WSpRiBRliIIA0rFIu12QKlcJuiaa0t3tfpNoNzJI4ToBQzkplSr1cLzvJ5HTClFEAQ9UzA3G/PjOtNUKlUq5RJ3P9wUn/hCVfzSz0ln1eLCbwnBW83N3ZesE866W//9p1+78aJtx/amliVf/64D8qnnAjZtXs9AbZBmYxHbdilXSrheZw83CWOiIKIdddgPxpDp9Dsa/bnczH3HS9/spQ6Gfr9zPxWfyvnw3cyfTrRkEdv2SNKQMGqTJebbnA/GaJS0KZVKOIUiWZoRhy1sy8FyHJIsoeW3EHGKLBYouyWkkPhhizgKuy5QeUqOc6rdqqW7ZUuDAJfeJ1dW0zQlzTKyNKVarREEi7z00jE2rFF88xNr9MCIJx7cM3bhVdfd8fDNN6PUzTefLoXYo9//Y6O/v3kr533mC7PZxz8/J8vlEiMjY7SaDaQlGVs+zNZtr2Dl+AaqQ8NkeKQY4qBJ4LdJdEoUxkgpeg6O3FzIzZj8zc33U5eGtOYOjdyUydvk/urcl52bJfl9cl907pfuBNl1TLBKucLY6CibVg9hdMT07CJGQxjmfuLOGOMoxi7YLFuxli2rh/GshEYrZnz1OKvHaogUpuYXSbOY0dFxtqxZwVDVYWJqljhOiaIYY3Rv1yrfMcrNtJxD5eZa7qrNzb58lyuX17mek8+DUqr3HXdleccV6hHHAZNTAcMjpezK1xRV0gqrf/GpE1+4+eZdUgqxO/uDPzh/1fLR6Ifqs9L87RfmlREOg7VBjMlI0pSB6jDr16zkknMTrrloH9defJw3XXiYZZVJgihCo0HIrotS9thQv7nUbwr0yxYhTnaU9F+n1FKt+mWqz/3PS7VwKQVKKkAjhaFcrjA0PMJb39hk54469QUDpH2aeJeiAM8p4Nhl3vya47zxymdo1tt4TpGrX3eCyy56ntbsAkJklFyHHTvmeM8PvIBkmraf9J6lX7vv50JCgFxy7jtZAaf69D9rx3yySZOELDPUalWEsPjbr8xaExOZGR20rvnEn161UYiuDH712QNXrFqfFr/+jwvpt54ILM/1KBS9niO+VLKRVpmtyx9ly9gLPH+0wrVXpWxfU+Inr/dpCZcKFqnTeZhOILlESre7gC8PMF9ozysgVWcRcyXFGIOSnbgsIQS24yIAmS+YVEjZeXkcx0UpgRB2jzXmE+G4CiE0XqFEsVykXLTYMDzF5OBBMCW0cXBcG9mNActfFte1SYIWHm0GCjF+a4Hm3CyjXotGqU4USmqmQpoI6tMZ21/dpuh2NOJSsdiN8OyKHylxPReBwHU782C7qvukovsc4LoeQkChUOi8DKqr5GkQTmdxHbczH5ZtY1m57ZySpoIs07iuh+davLA/4o570uyHfrjmbJmKrzSGA/L666+XBbf4AxTGzBf/cU7EBooFm7Rr9iRJTJQIJk8cxhKL/M3fCV7zrkl+9H0tdmxLuWCH5sTROdKkTaPRJkkSmosN4jij2WoSRwFB4NNu+8RJSKO+SJLGNJvzxFFIq+kThlF3o7zD6ltBC2MMQbtJlqYEYZswiImigFazY4I1m4vEcUar5fdMtXa7TRzHNJsN0jQj9EOkUMTJNMOFFtvWF2j40wS+oLHok6UZfrtNEkeEQUgS+cwtLNKMUhIjmJmdZWJugZmFFq0gYzEKWWzUWWg32T8xSSsU1NstgsCn0agTBG2CwO/cM4xo1JskaUaj2SBJQvxWizAICSOfZnORKE5oNBfQacZiY5Ewimg3fNrtgCgOaTabJElEfaFBHMU0FhcJgpigGyyQJCn1+hxZBrZtkRrNP3wzEoZBxlfU3i4ExnrCf6L0CyuWndeYTcXDj/tSCguvXMayXZRSuK5DsViiVoThQYeJuYxEe9z9sOGlCcPGtRpbSox0GBmtUikPUdlgIQUEfkzL90FkFLwyTqGIJwXCsrGkTZS2qLd9RBLjejWGa1XK5QrGlmQxNPxFGgs+QTiH63pUq6PYrkUahzTrTdp+iOvZGH2yaeJ5HpmG0YFBSm6V1avbYJqMDBiWjRVptUJGhweoDZTxCquxpUAri9XDYxhngFLxERbbUB4epOB52OU2Y+M2igTXK+BIl2LZxS6kOLYEoyiVC1SqYwwOjuE4IVFgqDcXCMMYzx3G8zw8r4BQEltJHJUSBop6MEsWKqq1IrZTgjSiFfgkUYpXKGFJyfDoCEWvAFoTxClJEpHGGWmWdj1lglK5TLMdcd+jU3LisEW14O380B++c6v1jrOHL6iOjgzcd99B89L+BWFZHnEUEwqfLEsxWhMnEUELhAqYOhHi2IM4jsaIMpiQJGmTpFUGSmXOPmcbSpUI2nDw6B5IEyxdYGRkiPFlW4lkm+FaGX9eMx/X8ScOoYTD8OggK1aNMFobJUpSMj3H/pcgzXwEHqvXrGH92s2YJGV65gTziy2ErWnN1VHK6XnP8nBZr+DRigWRFnjpYZyCpoRm5WjE49NQLbssW76ZsUEHt7iKVrrA8oFx0sijXIRmHRr1OpnOCNoJnueSpg1arQ6XClppZ5IjTRRHKFlm8+bNrF62gizxOTR9gmazgSskzSRk1eg6KgMFSoUKJXeYKGrTrM/QPhpSW1VgsDJApdyxbVsnjpCFIVHSYsX6TSxbtoxqbZRjMydgvkG2cAI/aCKEoNls9kwwz3WZmGqJ514S2WvffFrl4kviK6yztp95tTU4YO89ejALwkzVahYFt4xtK2zbolDwcJwi1YGFjqpueUglGF+1HMvVaA1CWFQHSpx94bnsXFvh7I17UO48N/1DyJ0PaMbGh9myYTvff/kLHFso0AjneeWbpzhy1OJTX5zhUH01ylK89tyXeMX2p4giiQ5CZi5O+MDHQlrZFk7begZnbtvLOWteYnLW8KGPhzx7QFAoFhFGYXh5j1lKiWMpBoaGcRzJjrUpzx/VOEpy/llF7nskoVYdYnh0lOteN8HM7CGSMGPZsgPYtmDNqqOsrMFf/9kYH/yL40xMarZsUkiZoZwUVILjWrgKRkY8nKOwefOZbNuygfO2PsH2FTPsPZjxkU+0OBwUGB2tsmL5KFe/ahopBAcXNBdv28+BQz6f/prL6LLNrFte4uztRzlwYJ7P/YMmKthsHl3LmdvPYP2qiO3rj7C4OM2Xb494ZkFSLpdI4oRKpdJNoCuQJSlBAPc8vMCV1yyn7B5aLivDI4MwwnN75rvaqURnCVnWoQgEZKnGsTRKGRoNQdn2GB0tUXINsTYYMlYvW8+Kms2rLniAwcoDDHKE/++nAzavPs5CHVLTZMXyA9jRw5wxvpdnn93DqrED3PBLhqz9HM89+yJ33/cSd99znK/e+iLtxUnWjc1x4vg8SnucvuZ5Xrn9Qe645ykKcoLf+KkIN5sjaGvSrGNG6cyAUWRao6RA4uA5IevGY+66L+O5FxVbN0qUSQmSiDgIWF48SkE+zHmb9vPck0/zN59+hiNHYhr1lMcfaXH86CL1dghSIjOQQuHZHrZQGJFh2Sme61EbHOSMDXvYedrj3Hn/ATatm+eXfjyj1ZogDQVZkjE8dARb3stY4WFM+ByvPHOSd785pu1P89oLHmDj6D386PdP8ZZLFggbdYbGRhlflvD6Vz7J8sojvGLTcX7rZxOGa7Ms1JtINFmWIIQhTROk6qhwe/YtCME4XmX126RmeCOsYv++RZHLsCTtbFdlWdb5nSZkoSI1Ia2WZvX6rWzeMEbFS5icTFHSxnKKnLvuWariELt+MeLCd8xy2wNtfurdinb7IJPTiywsxqwcb3NkOuAHf2mRt/9cA619LjuvydEjU3zmy21+8feavO9/tnjysOThvQWe2m8oFKf4vjOf5qavtPix35S85/0tli2TvPkyzezsdM8HnGUBme74v7EkUnjUihG1Yc23nonZ+6LP6escqlVotALa9QVmZtrs2AAvTE7xP/884tN/F3L/U5JnJiz+8C9mmGt6uI5CZymxdFgxvpUzdpzDyMgwJrOQWYxXHqDsTHPp6Xv4zKcifvQ3ZvnZ35zk7NMVl1/U4sDhGRbaC0wdT1hTC6m4dd768w1+44M+Z6ydZ+eme3lq7yRXvKPBBz46x+uvjBiuZNTbkp3rn0GkB3nbL8xx+TuP02g2+fkfgHp9nlaaYGKJNnRjuyxAMDcbS/QQA8NbT5fKGdmexsNMz9dFh4ItPM/DcZxOrqzjIS1DqQquKLJt+3I2bhrgLec2iZoBDz3eYmRkOcMDbc48c47P/33Es3tDGpHFBz4yzbZ1I7xih+HEzBxVy+LcHQU+cdMUiDIvHEr4xn0Zl5w3CKbNYLHE2jXbePWrzuHCM6s88nCLTDtcvDUm0SF/8bdNSgXF/uOSL31lnquvLFOsRKQpOI6N47jYlkupVMQrlKhVSwzVGrguHD6a8sz+kHVrC4wMpAigHcVkwNqVkr/+XECjnTE6UmWw6lJSFiWvzPiIx8BgjQFX86ozapyzvcaatS7j4zaO1B1RRoGzTmsx3wz48E0NCuUK33pMc8vdTa6+skTRUdRbIWESs+Vslzse9zl6xPCtJ2OmGwk/+GqXD318kok5xe5vBNRqRbZusCiYRU47vcGffaLBC/sFh6Ylv/2hBc47p8qOTTZBEFEqF7Esh2Kh0rWpBfN1n1azhFtYLazBgU3VMAY/0KITdRjTaiWUSmW0DtE6xWnHLDZbZM2Q9+xKsXiUc06z+MO/CNh3CMaWS4bKdQbsNvc8GWCpIls3bGA2XuTwXMQFOzT33X8IjeCex+D2ewNKXgVVGGFiKuXsTSmlcka9nbDhzFXsWDtFpSa55+E2dmGUdWsjHts3z8QBcDwJxSrfuK/Jm9+YsGJUc/BIg4GhlbhKATazs3VqI5J6K2DDSkN9rsHslCK1JY4ssnWtwx1PzBGEa9BWyj8+HHLrvRlW0aFQrFEqOmBOECcRXrnIwnzIlssyPv9XLu35fWjzEqqwgCNdWrEA3WbtskUefXKBoxOSoYoGdxm33Nfi+p8vUHCmOTFRIc0CXnhR8tnPL3RDmWqUPM3RWcORQ4Jy0UOjEdJmqJaShS+SJSXueFBRLMHoyEqabYv5+Tbn7VA8+mwLooxCuUijWcezPUDTbvs0fJfR4REsSzkmSUKRpgaQXdOo0Mt6d2yLou2Q6CKphjNGJc045u2/OMutd7QpVqoMDA6yYrnEjxMOH1EsX7mO8y/5PpSAycP3sXlDk1S3qPsDPPpMg1QrSpUClYERhqsp1cI8ZVcg3Bplt8TOzZoTcz6HpyyWjxZZvzrj8T0WjcRl9ZiHXauBLGPaPudsG6DZGuW88y5BWjaTxw7jeIJqaYiB6hAbV8+y94BGltcyvmqUhcUJztphc9/TVSCi4BV44P4ThLFgxYoq1WoNY9poISiWS9jKYdkQHJzwufGDU5QqFioVbFin+en3FIhDQcE1rB0VPHCXAikplz2KlQGCpEDR81mz0uH5wykjQyM8vGeC41OGVStHGBweQtk+e56eJkpChsfGGR+vII2PzjLOOMfh8PE6R6c0a1Zs4rLXvJowaBOqb7F2VQMdW5Sqnb2Baq1IEmqEkOhUYDIHpVysNGkKKcFSAtBkOiMMg164qi54BFnA0ak682mZr399kktfVeXRp1oEocVQ2UXJhDgKcKTmmisdlNNi05YXSf2QoYEmK1domvU5jk3bSOOACEkluJ7F1EybYklQKQrm4hiV+uzYHvLEYy2mFyQ7loNSEUeOdTYy4lQw4ErqTYMfOezYJqgN13jdK4+x6GccqJzgb78+SbU4jmCaSmWWLHH4wTe0WbbMxSuGbN/iEPh1tF6BTAVCVxCihUVHA1eWQmhIoxRBQrmSMTWj+NJtAeAAitO2wTveJZif1dh2SHVA8sRLIRaCMDEMFmzCdkqgDakO0FFInIVoaRB0QGEcz0GpkKlFmySRuJ5CGJACLJExNCCpFTTXXWmxZROsWreHyTmfaqGF7VgYE9JuNSgWa7TaEZbqeANtpbBUTJK2sOr1o/HgUM3xCvlGpUB1dy56wCRS4OHi0GDfRMQ58w7vftsQv/vhOlWvgK1c/DTBRXPVZS6CiJSnEalCFlKeP2jhFSooNAUrw1I2yrJwbIcg9ZAyxvUMVlZlcCBksBrxzN6ILLGwbEOmHaIow7IzpLApOi7SkrTSOYqVkNMGjnP5tn20Uphc4fDpLyfMNRqsXW9REj5UJW95FfjZIjrRrBxRDI0khL7BsjRKaCwpcCwX23YQOsAIgbIkaZahTMr8QoxleQxWC5TKw2xaH2GRYruSailBWi6tzKBkhut5lL0hqtUZpJIIobC8kKGBIpPHQsDC8yrYroVQgsW2weBRLBYYGCgiTIvM+DhaMlAs8s5rXSxrnszMs7xqEfqw50CKsDSWKIOxsC0XozsQU17BolhokaYJVhxNP+W65ryR4WInMBfZy5pXSnVC9ExGIgRxrHClxW33t7jy8gof+ps2UZZSTCEIDItZgR9+/yGm5sGxbCDtbLTbkiAsEviwYqUFVoxC4mCjHBtbCWzHQNNm+WiEymKeOQC2a6ENGAy1mkBnDspJsKwCniMxuNTnprGkwq4NUkgTVF2QZg3qjTrD5UEcV/LjvzrB4y/EgOBNl5W44f0jjI+GtP2YVHa3DaVAKVCWjTKSTGmEzDAILOPQCjo7PHaxwMjKFSwfrmPTQAtJ0e5sJrQXUoQs4XkWXtGmXK6h9DyOsMkMpEnC4lwIApRlUSm7OI5Dy08Ag2PblKoZSMWRmRaF8nI++vk6H/zrRYoFi0wYlAGBRZIqqqUCWClgUAqybqzDwGCZciVifn7aWMqafxHi87auHzbf7CpZWZYiZSeK0HUc/LCIjkMm5wzr1hT4y4/P8tPv3solOzT37ImwnSZHDsZYmWBs1OGFI4Zq0UHbBRzl4rmaYmmMethiTdFHmYQ4TIiziMkTTcoVxdCQy/7jLVaPKRZaCU/s09iOol7PWFg0jC5TGFKCKMFSColPyYE09fjY52e5/V4LP82IEsnMiZC16wwDxSnm4oiHn8+IkgKOZfH4cwnCM6wcznjyYAOT2RgtyDLTtf1TlAUporuVKEiztBPFgsboGFvYeF5KphVRmLFgZ2SmRNGV6EySpRK7YFMp+JjM4vCJGE+WqRQ0zbgAYoEw9im5ZaRJmZsDKTIyLSnINllm0WhKLJHSDsGPFFo6SMfFsWyyJEVaGY4LUaixSjGB3+7ZwaPDaKHmZGvx+HNWo3FsbiUldpw+0tvRKRRcbMfGsR0sy8J1bLQqMLs4y/ZNNZ47PM2jz/j8yA8Oc+9vRLgFl8kFxWIYcekFNg8+DSPLh1i5bjMXn1PF0vPc+4hFIo8yuszg2k0c28WyFLZVIzMLuLbF0LDLqmUhR49FLLYMy0ZcolQxMy9Yv9JlsBZSdkdxPMW68QEc2WBizuelY4JDUxk6BSMFq0aXMTRc44ytM0wcsdFIhiou1YEhpJMQthU7T7N54pBBKIWQCseRFIoe5VIRIecgkxQKFSxb4bgGiUQKSalUxbMlY2NV/MYkEoe6H5NlMDxoIayUoeEq1VKRnWcK5hfaLLRsVo9aVEuG45M+rtMJnhipSbI4ZWbGwitKHNthw7ihXZ8h8CWeAE92OOrqFWOcsW0np53TYu+zh3nwoRCnqFHCIctSSqUKrXYTEGzfXDKGI7Trx78kD7yw5/PJ3NFk03pP2k5nAz3wQ4LAp9ls0mg0CJoNZhd8piYTlo3ZlJTHRz4zxc6dVbasCpiYOs6BI/N86xnDFecPo0TAyNAyNixfy6vPbHDJ6VO8dPAwJyYjSoMengutZpMwbjE9VSc2irHRClncYPlYysOPt8gSSZwEmFhz2/2zbFnlsmpU0IoiRoaX4boJ0m2z78UYpSyGhzzGBoqsGC0yODZGsWqxZhk8/UyLJLJIs84CBYnLgRdDdm4rYxtDHIXoTJPGKX4QQ5pQLQvabUO9ESEtcEoZzcUOVYdBQpKmhO1O2qsfZLRagvnpjOXLAW0YGVnGcMFmx9aMh55KOHG8QW3IoVSWzCwGCGETRCmeG2MEnJhrgzCkqabg+kzN+xyeSIgsw9AwGBOzY8vpDC+vce2VC2wZbzM7X0cY0dldSyXNhk8ad+LeLzxvGJEcJdDNE/Jv75h9tlGfWNx5eiY2b6iZNE2xFViq4+goFArYtkWt7HJi1sGVIZu32Nz1gKC9KNn1/WVUkuCqIjd9ZZFt2z3e9toatfGVrFizgrHRRZ5+aZaFxYDZRQ/XNoxWQSiBZWuENUAYG2rVjLUrB1g+nvLisTJepcT69RvZsmUrew8PkqWKa650WblqO6vXb+UVZyiIBS+8oChVLDzXw6vWGBhexvjK1YyOWJSHM/bu7/ioSyUb17Zw3Cp7jtus21pgsAQVxyClQVgZtu2grE7MaeAD0sXxNMWSYnY2RUiLUrGAcBxWjJdopRpERKths/+Q5tJXeawcG2P9up2ctiVmoDLPl78eUKyMMjJsgaOZWhQUHI9qeYzhZYpQa+bmNQPVAbyiy+q1BeoJTM9lLCwKNmzwWL1uM9XxjVyw8whZa4a/v32easXDUhalsoOQKY4LYRyyfNQxZ232VP3Y4fqTzxy8Q24auqA1ebz5yPBYYM4/29XGCJIMojjqhZL6YUqUBDx3IEIow4YNhlag+ZsvLHD1a8vUCj6RSfnWE/DlWxf5o/8+ypljDcZKt7Nu5TxPPReThi1OTLQQYcZIVZPGkMYZC62IhWlYXsgoeHNEfsyJ2TbjoyXGBssUHJ+ZGc0nvtLiZ981yNsuWqScPcpbLjjO1+5dZGI+xlYSrR2MiXEsRei3GXTmEUHExHTa3W3KumFBKS/sjylaUC4sosqC47MxmVboRFOvt4kSHyk06Iy4FZG0IzQCozN0mhIEIXbaojEPflsRZClfvnWRK88a5afeXqTq3cvVr9rHbXe2ufORlKIrGC5FxL5kbtZgKUPoz1Ew87Rbgrm6BgNp0sQT88zO2KAFD33L8Kpzbd50kc/24ft528XT/O9PzbPvUIayEpJYE0YxaaJJk5QsTbj0omG9am3AYqO198d//O+ft2688Ub92gt/4POE9Te87XVD5hM3TRBFEUJKVDfUJIpjLJWx94WIdlJh64YyQi3w9W8G/My7PK69psqHPzlPrVzggx9rMj7k8N9++jDFWsz934q59Y4Ux3E5PNkktUdZubbMfc+EJFFGvbXAibpHdUgyXF5gxeA4f/77w8xNu3iFSZ7dn/Lokz6f3S3YsXGB9703JgunmJ0RfOwzPpbtYVsKKUFIiVQwNT1H5fyAlq/ZfyjAdcoIYZEag9AZ+/dnWMpl43hCpCz8xEamMSaJmJ6ZJgO8giLLNK1mk9qgS90HqQGdMXViDrvgY4RH3V+kUhV8/Z6Adz7a5ud+QtAK6jz/bMLv/vEiquDhRxGVksFvl2n6Ai01U9MTDNbKHDwWkWays9nfnKQ26HDnfU0QBW7+xwXe/PoRbvwNG5JF/uSTc3zqpojB4TLaSDSGJMtQmcSPYqQSvO6SspFWnaPH468bg1DGIHb//WlHVw8d/uGNK2XlrgcaHJnQolBQHUXIsbEthaU8Ym144N4Fnt4T4mubIICnng2Zm5NMLAqqRY92XOCrd0zx8JMNbr874mOfC5hpCWoDHq3E4sCBJkcnLOaaioLbUYAWGyF7Xww4OiU5ciTkoSfrHDzks/+lJvsPJbx0xNDODLc/ELL/hZAH9jT4vb8IePGQYmDAxXGLuK6D43aUwtCPgYTnnq/zyLPglYp4jottW9i2Rb0VMz3b4rkDKfsP+jy3L2KxbeMVixgjaLRaPLMn5NAxC6eYkKWGbz6Q0owVpWKBOAOhfJ54ZoHnDxsG3SqZZXPLvS32H2nzzTszbvjTOaabNqPlAlrZ2HbC0882eGZ/x8mhlGBuznDPvYvMtlwcpxN/feiw4J7HmqSJIk5cvnZvi2/e2+b/fL7B393i41VcCl6pEwYkBZKOrtLyQzautvid942JNBDptw6s+9mzz35uTuQgZg9/4xWfOe/s5J0f+uhs+r4bJi3HtigWSwgpKJWLZElCyasyMTeLJUEIg2db1BsZmoiBaoEkgXKtzMJindhXxImPYwtqlSKpMHhukcZ8HdtzEUpT9QqkWuGnIUk7JtOSKGx3kbQzEBY2GdWhEjguOjY0FxpkWiCtjGrNQ2DjOg6O7WCEwXMd/HaCzjRz9SalkkBKC8e2cWwbbTKMNMxOtVFS4fstXE/hFUsoZVFRNrPtNkJrLAVW0WFhLqbsWViuBAFFr8DiQgOJBJniuVVS0wYjmZsJ0UR4nkQ5gpo3SJi1UKJIvVGnWLBxHJs0jdGZJApjCpUSWRzjFF3qiyGuA67jkegYYxwaiz7ShqKncG0XyxYY0/FThEFInKS0201u+MWx9Pr/sdza81j61dOv2vMWY3Ypa/fuTqTL/MzyD8xOHfmBXW+uyP/z2QZ7XwxApLhOFSktChUXS0rWrF5GlmaksUYKTaki0BhEZpBWZzJXji1HZxFJViQzGQK36xUTlEsFNClGG5RwKFqKIh66lpDECVp7GC3QWdZ5Q6VCWhLbspElTa1WQCcCTIoRGmW5ON0kONEVKY5dJDMBxZpLFneUKMuyuwF/YDIorC6QRDGZLoDuBAbaroUlFOPVAjpL0YnAKEN5rYZUIJBIS6CkwC2MoDONTjUogy1HEESUyxUSHUGsQVpYDnhiGIByrUAWp50IS1npxEGbDJ0ZZLkCwlAulyHTaCykNNhSMDZcJtMakwoQBlTnOZM4xpaSehiyfpXDO64ZFM0ZmG45H+7Fo1933e7M3LxLXvXurz115Fjh71atcOX7f3QwBU0Ua5qtRZIoZmGhQZikNOstBJIoCUkNxHFCEiZkBtrtCK2h6TfRQhEnBoEDaJIkwgBhGCCxiMIEgyYIA3ScdhZVg227ZDrFLXpoYxBKoDPdxXwWpHGGZQviNEUpl6QbRxxGIX67TRzFNFuL6EwRtSOUEp0xdnOGWq2AVGcEfoSyXdJUIy1JZjRJkhFnmsgPQEOUBighSPxOvHWSRsRRTJpqwnYABoIwAC3wA58wkZ2c3liDZRHFIUYrfD/AGAjbAUmakqQZbd8nzVLarU5qattvorOMyA+JkwyjE+IowghJGCVIaRFlERpDHCcEQUDg+7SjCJ0l/Mg7y9nmrZ46ejS77/Jrn7zdGGQvbJZdpxljEDd9pPbbK5YFb9315rLafWvZ3HJXIoolSJIYZVlgDK7rIqWkVCx18Cy6mBwd37XCshQFr9BLzVyaCVgoFLGU1TG/ulTVyQfS35ZeainrJHSb/rROJTtplY5j90Jv83G4bidst1As9GK089BYpWQ326HQeY5S6SQknPw5pJKIbtpnfn3nN734Z8uyKJfLL4cDC4GxLCzbRgnRlbUKIbo7c67by1TIU2+LRXFSqmv/vOWga/lYi4ViF6wsJUoTkiyh3fa5+JwiP/XOFczPCI41K78uBOzevUvA7k52YQfCdpd8+3tve/bwXO33KqNK/dYvjmVjQzFxrNGpIU2zbsZ52pvIpXmtS7GZTwl8ZiCTBktZaBuMMhhlELbq5A+pzrfqfizbQSqFZatOfLUAZSmkJRBWh4V2sEEkVnfR+3NrbdvGcZy+Yy/n9ObHbdvuiABLYSuFNGAhUEIguztMncD+Ttxz533txn8ZsIRAaoNBYESKbUBLicGcBMyyNI21/9jJAf+q92K+/On0adAkaUqWxAR+RLFk+K1fHsnGhm11cJa/fN21D91/0030IJasl7N6dmtz8y71sfi0D1T3fenqi3eWzv61X1il33/DERnGKSaKsSzZRazpoMPkiWF5NGM/OmueguI4Tg9lx3FdojDAUx5+PcB1iqRRjFASKQRJlpyE5Rz4Pp7rkWQpWghsyyaKI3AlYdiFQow1ES1aYR1MR1bnUIQ5vGCOcpOnuOSJYcVi8aQ2AjCWwvYKFPA6iWWlEkEQ4rgdRB+DQVkuQRhTFIqW71PoJrg5tgVZSmgyhjOPMAoRBdHD6MjTd/pzkPL0ljwxLUfvyY/lSAGFQifRTUqJ32oRmYQkSfmNn12lr7q0LA8eYuZvH9O/0kXD06fE6DCmA0j94Ne//8yNK55/vOwKfvZ/TMqPf3FWlEoFPK+I5xVwXaeXub4UT+O7pU4KAcZ0NMDgnJC0plHGRdgGlMGoLoVK1Uvf1GmK0AJS0FkKmcYkGjSITNHyW1y27SK+f+sP4kct8u76oYzyseT5w/2JX/1pNlbBgelpnvnYJ5EiQQmJ0ZpCJpAmw8Jga42lM2yjcYzG1hqpNZYRJAIKicOcp7mpWGDa8bC07lgFS3A4+kVXvwg5VSJ6J59JEycxgR8Qtn3qrYCrX1fgMx9cmYaZp56Y8N585esf/Jq5GSWuo4fXZJ28KDfqrtn09IPfuOj9F65p/ckf/NpQcmgmsu+8p4kREj8IGKhWaWYZxWKxN5H9VNEPAuo4Ti991HXdDrpNtUS4ISFa3Y1+dAzSkeBYSMsilQJpKTACk0p0kkFqyGJDFmWYJEVHGSaGVuiz19vHRdfuZK278ZQvWx4z3Z/E3Y9I0ElfkdhWiVLZ4eFmi+c+/CcMjAxhIo2XGRydUNSaYqpxtaaoNaVUU85iXJ3RSTnu5BG3Worbxgs83ZhhWblCow9RKGfB/Sg7tVqNZrPZA2fNt2qDIKDgFWi2mti2RbPRBGlotHzOPdPlD39rVVKqCvvJZ9TvXvnGB792Zxck9p+JsnN3+sRXz/2rs88If/zgUZ2+6+cOWfc/FVIu23hOGafg4jgdE2Wp/O1P/1ya0Gy0QUtoXNUkXmEQlkDZVkcGOwqtRCcnx7KQQiK62XhZnCISg0k1aZwh4gwdp1iJYGpmgqvPeBN/++6bMVEK2iKTGt3VF3KqzTP/8mz6HOCsp4hZFuXSEGU75pbrfpDFJx6l4g5AmmAT4xpDMe0uuNGU0pSiTilmGZ42CAwWMKMc3jM2yl7XodDll0uT3PspuL++RD8yUf5idjL+Y4LQp9losn2ry2c+si7buclTL77AAz/xOwOvvusGUi67O1sKpXRKpLtPfOKwueGyS63x1z30lWvesGb9tnXhzvPPG0kfeHRRHp1IkKqb1d8dSJomgOilduZpjlEU9ag3SRIQEPg+ylb4G32ycgams/FgFAgpQL38EUqgRaegmbAMBgPS0AkP1B1o/8zgFDyeO7qXtctXc/6aC0kxOFJ1k9teBjv5p/BBbAsyMtzSICvPOptnv/plROjjSAulNRJQnQgIQGObzga8MoJCpnENSDSxkHypXOZgGOBZVg9tJ5ep/XCJ/amheXps/iLGcUSaJrTbbZIkpNmI2LSmwN9+aEu6c7u2XpowDz705Jmv/9OPfrV9/ccPnxIn65QLfOONcMMnDpsbTkeNv+WSv3/bm9NXnrG1vfFVZ1eS+5+K1NHjAVJqjM56GXVCdpKoc/T0HABtqZmUZbpDqes12gPbKCTdj1BIJLa0sIzCQqGMxDIWKrOwMgulLVRmUJlAZSC1wMZCAo8ceJwrNr6GkWKZKO5EcLxcTcWcspZDP7WITkALaRxRWbeOgm1z8O57wXPQ0iKRklQKtJBoJckQaGUTKUGmJLEQGGMxb3t8uVpk2hiKtk3WVUJzUy+fk/xY/1zlVJvpjChKOmlEcaeG0+aNDh//0IbsgjND6/mDtYnPfmv08l9835fntelYaP9itNkcu+Mz33hn5bzKvm9sXRddvO9glv7Sfz9q3Xpvi0KhSqFgcJ0ijlPBcjrmTz/bWYpuo7XGSIjtCOMZMi1RQoEAbTKk6oCAKSvPUOjauNqAEBitUUKSpSlSKrI+rMooDlhZGqfqVDCy4yDpR4LtR67px6rM8SyFECjZicOyHQcZp4QnTpCkQSeTQXf2W5WQ6CxDKYlJNLZQyFQjBUhSfCWYdYpE8uSc4HxelqIZ5Nq9EKLjJdQZYeiTxFk3a9LnvHM8PvZ7q9OztrrW85PmyG0Pll/3C7/y4L5/CnVW/HPQZm+8Ef3eP//z8k+e9fGPnLW89UPTDZW973/Nys/eNC0sp4i0Y6rFKiYTVGoVojCiVCoSRZ16CGC6dRgc2r5PqVzGr7cpugXCJOxq44okCigWPFqtNqVKuYe0nsQJQnScDkEYUioVabXaVCpl2m0f1+0ivguBJRXNVoNipUyz0aRcfrmszlLE935IxTzjPmeXXsGj1W4zPDBMM/Sx+6EMLUUQhFTKJVptn0KphB8EOI6L1hnSpJScIu12i0q1SruLR5LXhzgZ3b5JqdQZq1vwaPltpDbEYUg7ScniiKtfW+MD1y9LN62xrH2HCo9//sENb7zxV3ef6Hirvnt1ln8mXvT18sYbb9QgeODL535053b9k2kSZx/82Kz4Xx+dke1IUa46FBwP13WxXRvbcnr1GHpU3IWMl1qjhUAL0S1o1VXG6GA0ivy4WAL+mR/TfTCDueLSEcdIaVAIjFF0VduTzLZTwSguNWHyvgSm4y41J49DI17mJjJP6RZkout00Z2iWkJ+e8a+6YKSaW3QOut+a7I0IY4j4jghSiIadR/L0vzyDy8zv/Yzo+nAkGPvn7K/fsfj1g+99733Lfxz8aLFv6yoZIeLPHLrK9+3fUXrg8VSwNfvDbPf+P1p9cy+ANtxKBfKGJlRKBTA5ChyCq0NntdBwPGKJfx2m4Lndfaeu3Zg1HWU5EChOfJMkqQ9V14PuabVplTuAH3ajoM2uqNwOTbtHhhpo0edeemd3EHTDwLab8LkypDnFWj7PuVSZ6yd0jsZQoCyJGEYUCp1OEi5h7LjdOoqmU7mfhiGL4OzFkuEQdjN4O9gZ3U4Wgvbtmk1W52QonZIlEZsWWtzw6+uzq6+oqhsO+WJQ8N/dv5r7v+Ffq76f6lmQ6f41f1fe+3Vy0rz/3vjhmD86GScXv/BhvrE7ilhDBSKFTxPYSmJ67ooZXe27Lq4yLZlkWl9EvJ7D3GmKztzr05PdnbxqnLnRO7x6ceC7kdf70eX7zfbckWnv2pLvwzur7rSATmxyLLOuOiBnaoevnOWpSfhhSzFtupVjxGSLO2aa90SB6AJ/ZTURIRRRNBOgYRrXz9sfvdXlmdb12vrRF3Xj8w6f3DBlU//wb+maJb6Fy4wN964xxizS63Z8tW9Wy49+7Mu9jnrxpqb3nhZUZy1tZIdOpzKwxM+YZRiKUmaaoyBTHdMqTTtTFbuYepnlVmWYUmLOIl7k9dfVidvcyqk9n7HRafekuzha+XX97TlLnJPP/h4fp+lpXv6X8K8tmH+EljWyaV7+jdG+lHdOyXxdMfs0SlxnJGmCWHYIk0D6k2fJNKcsd3i9391PPv19y6XK8cz+eIR+5t7Dm5+8+VvvfurHS/j3ebuu/9lNZSsfx0k7u6s6/E6AebKB/7+8p/cONz+wLVvciuvvLCm//rz0/zlp2bksZkIVJtqoYbWCVkpI9EZxpR7rDKfoKW1iPItRilf9tv2o7nnWnA/FH/uE0/TBNu2eqw5vyZ3dizVonMzJb9PjtTe/91f38EYyDKDELKrPNLzt+fX96PcdsrqKMIoQWhDHEXEOiMOU7IsYXRA8RM/NKZ/7O01s2GNUNOzsf/soZE/OuPSu24AYe6881JLiBvT/5TKZ7nD6rN//Y4N56x56TeXL/N/bLCW8cRzWfaXn54VX7plUc4uZEjVQbtxbJCW15PNtp1vx72MFP+yfzv3hH07/F+/ibEUa3npzs1SYLZ+xPnvVjZnKSjpy2xXnqS0ddDaO2XkTZ9rNF/0LNNkSUKsI5JYEPptkjSmVnV4w2s8/YvvGjYXnF1W7VgwMS2+sudQ5Tevftd9e4xBfDc09/+w2oX9RZtu/8z5l69ckf7JppX6TEvBY3tb2Wf/rs5NX51VEzMdXKpisVOY2bZtEB1Pk+vYXf9sqaucVLq7U0WyNMWgTypIlftu/VNACOZQiM1ms+cT75hr9OoS9sMllkqlnhcu98DlClilUnnZXOsCreWwjcVikVazY2b5QYBl2WRZ2qP4DsiZJIrCTmpLOwUEI4OGt101qH/kbUPmgnOVEji8eNTsmzMj/+OiS7/5xe+Z2oWn0LI7ZWVPu9558s/vu6bkLfz6mjFztmNnPPN8O/v4l1rccntL7t3fFiCwlEvB6+A/SeWipMKyOy5Ky3KQQvbAzfLf/crMqQA+v1MdiFPBAy4tvdNfY2EpsGk/VLIQkGVdD1hu8mQxOsvIUkizhEx3gvWiICFKY8Cwea1rXnN5Vb/72kEu3GEpEoujM+qJdlb78//vw/rm3bvvbn1PVh9dWtPwB67bnRmATT/v3vnhp69ZOdx+74qB+PtK5ZSjRwx3PNRKv/S1urznUV8uLqaAg2ULLEvi2hKpJbbjkhmN5di9ic/laQ7a2QMR7crXfGeofz84p7xc0873g3vVQ/v3g7usOa8fnO+GdQph2j0KBtlX3ifAshyiOETJDiRinCYksQASKmXFhWfa+pq3LdNXXFCwtm6w8VuGIye8p08sqg9c/v7zd7P/z6JTFdX+Xq4ALszNu+TLgxXc940r3jrmTv7wwKB51eiwHEpTwQNPxfrOe1rm7vvr4tFnfdn0TVexF5RchRAKYUmk6kRRWJbdK8mel7zJy9PQzUJUlkXaPZckCa7jkOammAFtTE/Ddl33JEWs08Z00XPtHq5mFMVI1XGP5hDKSZIglSSJIoSwaQUhmA5HLRUkZ22r6O+7sGxe92opvm/HsLSKmqmFJJ6ZK9yeUP3Yzive+w9wXZaX50Xs1gLMf5kS7/0Lza7dOnfi/MmfXLHs3C3yp8bKU29bNcpZhQGb5nzE8y9q/c37F/RdjyXy6Wd9MTEdiJcxmS1c28Z2DZayEUYiVMebJCRI0Q2pQfS87p0wm078VMfzZfKIA6AT4CcVPRA1Ywwa09mD1p3AXaMzDJ3iGNIIMlKyTJAkKWGcdIoFd31by4eVOfP0AXPxK5R+3aUluX19SdZGFGk75dAJ+6VmVPzC4y82P/7j733m+SWl3b+tkMZ/pQV+WYbdvEuxa7d52Xdq5O03v/LVw9XsXUMj0TnD1WRHqSTJIs3T+3wOHiN7+Im6eeDxtjg8aeT0VCrCKDsJqF5KCylMB7NSdt5/27ZJdYdy4zjBsfPiz50F1lpj2ZI07qSnxnGEbdnEWYpEdjL7tQFhiNMUjIPOwm6fAkhxLBgb88z6VVpfdJZndp45wsb1yjptm0XRs4lbhummeXa+7TxxZJbP/tFNG++/e/fuVtcikOzeJf5vL+x/+AL3m1Z33XWpOllD3KVu+/LCVWOFxunlgfTtNS9dP1QRA8I1pL5kcibhkafm9aEjqT5wxOaZfU1xfCqQ0wuIMO44Nk7eCRTdT74onQVDqA4Fm3xuZW9v99vnWmBbAs+V1KrSbFyh9GlbSqxf4Zk1ay2188yC2DBuo4oWiJiFKdGuh9bEXCP+Ytsfve/S7x+9BV6Wp+bOS60b7rpb/3spT9+zC9zf980375K7doEUXaWs61z70/950egFZ8WvqRasC3Xqnze+LDu9VLSq7qCG1NCaS1hsaebqGRNHMRMnYj0xHzEzl7FQ16IVQb2R4rcSBEIiFHOLETrTYCSW1NQGPTreR02pKE25pEypJBgckGbZgM34iMPKcaVWrPAYrAkGa4LqiAEFSV3hR/hTU/opY7uPtGPnyTufaN3+K7/inYDHkh4L1rvU7t2wq09E/YdPMt8bf+Lmm3fJ0dFpccUVd6dL6089fs+u0X2HXjpjZbVw8fp12da03V6XaWt9pRqvGCwhHCW7BGu68dGCZjvFD7qOCDo4VWkqMHT2rCtlgYVBa4tyNaJQcHGkDaKjSBktiENFFCnqDX9WKm9fIovTk7PBvsVQfr1YXHP48jd8+dhSyjdml2I3/Eex4P8qC7y0CDV33XWpuuwykPLbFxzg/Kuuqn74v3ubh51kZGpiYYstW2Q63FgqlU8bGiqscp0ISxrRbKXrdKY9W6nOhrwMyTKLxGi0ERijdLli9uusnE1M+gthFD2tpXo+iq1kw9rVz4Z+If74p54+/IG/eX7i2z1eoPWl1l13wV0d9mu+Fxa1/+//B8yfOgHybCE9AAAAAElFTkSuQmCC" alt="Renzo-ArtHome"> </p>
<div class="mxv-firm"><b>Renzo-ArtHome</b>tavola interattiva</div></div></div>
<div class="mxv-display">
<div class="mxv-dcell">
<div class="mxv-dl">eccesso di vapore</div>
<div class="mxv-dv" id="mxv-decc">3,1 <small>g/m&#179; &#183; classe 2</small></div></div>
<div class="mxv-dcell">
<div class="mxv-dl">aria in mezzo alla stanza</div>
<div class="mxv-dv" id="mxv-daria">49 <small>%</small></div></div>
<div class="mxv-dcell">
<div class="mxv-dl">superficie peggiore</div>
<div class="mxv-dv" id="mxv-dsup">71 <small>%</small></div></div>
<div class="mxv-dcell">
<div class="mxv-dl">ricambio necessario</div>
<div class="mxv-dv" id="mxv-dnec">0,37 <small>vol/h &#183; 99 m&#179;/h</small></div></div></div>
<div class="mxv-h" style="margin-top:0">Sei casi costruiti, per vedere come si muove il verdetto</div>
<div class="mxv-preset" id="mxv-preset"><button type="button" data-i="0"><b>La casa dell&#8217;articolo, 0,5 volumi all&#8217;ora</b><span>4 persone, 10 litri, angolo 0,60, 5 &#176;C fuori</span></button><button type="button" data-i="1"><b>La stessa casa con gli infissi nuovi</b><span>ricambio sceso a 0,2</span></button><button type="button" data-i="2"><b>Marzo mite, finestre poco aperte</b><span>10 &#176;C e 80 % fuori, ricambio 0,4</span></button><button type="button" data-i="3"><b>Parete isolata, casa poco ventilata</b><span>fattore 0,80, ricambio 0,3</span></button><button type="button" data-i="4"><b>Ponte termico grave</b><span>fattore 0,50, ricambio 0,4</span></button><button type="button" data-i="5"><b>Coppia in 60 m&#178; con infissi nuovi</b><span>6 litri al giorno, ricambio 0,15</span></button></div>
<div class="mxv-h">L&rsquo;acqua che entra nell&rsquo;aria</div>
<div class="mxv-grid">
<div class="mxv-f t-acq"> <label for="mxv-litri">Vapore prodotto (litri al giorno)</label> <input type="number" id="mxv-litri" value="10" min="1" max="60" step="0.5"> </p>
<div class="mxv-cap">famiglia tipo 10; mediane misurate 5,6-8,7; progetto 8 / 12 / 14 / 15 litri per 1 / 2 / 3 / 4 camere</div></div>
<div class="mxv-f t-acq"> <label for="mxv-pers">Persone</label> <input type="number" id="mxv-pers" value="4" min="1" max="12" step="1"> </p>
<div class="mxv-cap">servono alle regole scritte per persona (litri al secondo)</div></div>
<div class="mxv-f t-acq"> <label for="mxv-cam">Camere da letto</label> <input type="number" id="mxv-cam" value="3" min="1" max="8" step="1"> </p>
<div class="mxv-cap">servono al valore di progetto e alla regola americana</div></div></div>
<div class="mxv-h">La casa e il clima del mese</div>
<div class="mxv-grid">
<div class="mxv-f t-cas"> <label for="mxv-area">Superficie (m&sup2;)</label> <input type="number" id="mxv-area" value="100" min="10" max="1000" step="5"> <label for="mxv-alt" style="margin-top:8px">Altezza dei locali (m)</label> <input type="number" id="mxv-alt" value="2.7" min="2" max="6" step="0.1"> </p>
<div class="mxv-cap">superficie per altezza: il volume che l&rsquo;aria nuova deve diluire</div></div>
<div class="mxv-f t-cli"> <label for="mxv-ti">Temperatura interna (&deg;C)</label> <input type="number" id="mxv-ti" value="20" min="5" max="30" step="1"> <label for="mxv-te" style="margin-top:8px">Temperatura esterna, media del mese (&deg;C)</label> <input type="number" id="mxv-te" value="5" min="-20" max="30" step="1"> </div>
<div class="mxv-f t-cli"> <label for="mxv-ure">Umidit&agrave; esterna, media del mese (%)</label> <input type="number" id="mxv-ure" value="80" min="10" max="100" step="5"> </p>
<div class="mxv-cap">dalla stazione meteorologica pi&ugrave; vicina; il criterio della muffa &egrave; mensile, non del giorno</div></div></div>
<div class="mxv-h">La superficie peggiore e il ricambio che c&rsquo;&egrave; davvero</div>
<div class="mxv-grid2">
<div class="mxv-f t-sup"> <label for="mxv-fsel">Punto pi&ugrave; freddo della casa</label> <select id="mxv-fsel"><option value="0.50">ponte termico grave (fattore 0,50)</option><option value="0.60" selected>angolo di parete non isolata (0,60)</option><option value="0.70">minimo delle norme tedesche (0,70)</option><option value="0.75">parete corrente (0,75)</option><option value="0.80">parete isolata (0,80)</option><option value="0.90">parete con cappotto, lontano dai ponti (0,90)</option><option value="manuale">valore misurato, scritto sotto</option></select> <label for="mxv-f" style="margin-top:8px">Fattore di temperatura fRsi</label> <input type="number" id="mxv-f" value="0.60" min="0.2" max="1" step="0.01"> </p>
<div class="mxv-cap">(temperatura della superficie &#8211; esterna) / (interna &#8211; esterna), con la termocamera a mobile spostato</div></div>
<div class="mxv-f t-ric"> <label for="mxv-nsel">Ricambio d&rsquo;aria reale</label> <select id="mxv-nsel"><option value="0.05">casa stagna: infissi nuovi, finestre chiuse (0,05)</option><option value="0.10">una casa su cinque nelle misure tedesche (0,10)</option><option value="0.18">mediana delle case esistenti misurate (0,18)</option><option value="0.26">media delle case esistenti misurate (0,26)</option><option value="0.50" selected>la regola pratica del mezzo ricambio (0,50)</option><option value="0.56">ribalta di 2 cm sempre aperta, in una stanza (0,56)</option><option value="1.38">ribalta di 10 cm sempre aperta, in una stanza (1,38)</option><option value="manuale">valore misurato, scritto sotto</option></select> <label for="mxv-n" style="margin-top:8px">Volumi all&rsquo;ora</label> <input type="number" id="mxv-n" value="0.50" min="0.02" max="5" step="0.01"> </p>
<div class="mxv-cap">misurato con il decadimento della CO2, o la portata dell&rsquo;impianto divisa per il volume</div></div></div>
<div class="mxv-err" id="mxv-err" style="display: none;"></div>
<div class="mxv-verd" id="mxv-verd" style="border-color: rgb(31, 122, 77);">
<div class="mxv-v1" id="mxv-v1" style="color: rgb(31, 122, 77);">SOTTO L&#8217;80 PER CENTO</div>
<div class="mxv-v2" id="mxv-v2">La superficie sta al 71 per cento, sotto la soglia dell&#8217;80 come media mensile. Il margine di ricambio &#232; di 0,13 volumi all&#8217;ora: con meno di 0,37 questo punto supera la soglia. La verifica di progetto resta quella della UNI EN ISO 13788 e, per gli angoli, della UNI EN ISO 10211.</div></div>
<div class="mxv-box" style="--bc:#3a5b8a">
<div class="mxv-bt">Il bilancio</div>
<div class="mxv-bn" id="mxv-bil">Produzione 10,0 litri al giorno = 417 g/h; volume 270 m&#179;; ricambio 0,50 volumi all&#8217;ora = 135 m&#179;/h. Eccesso di vapore: 417 / (0,50 &#215; 270) = <b>3,1 g/m&#179;</b>, cio&#232; 418 Pa a 20 &#176;C. L&#8217;aria esterna a 5 &#176;C e 80 % porta 5,4 g/m&#179;; quella interna arriva a 8,5 g/m&#179;, cio&#232; il 49 per cento a 20 &#176;C. Classe di umidit&#224; interna della UNI EN ISO 13788: <b>2</b> (uffici, negozi, alloggi con ventilazione meccanica controllata), con il limite della classe 2 a 430 Pa per questa temperatura esterna; limiti dell&#8217;appendice nazionale, letti sul testo di norma. Per le sue verifiche di condensa e muffa, senza misure, la norma assume in una casa senza impianto 0,40 volumi all&#8217;ora (0,2 pi&#249; 0,04 per ogni grado di temperatura esterna): una stima prudente del minimo, non il ricambio giusto. Il valore di progetto per 3 camere sarebbe 14 litri al giorno (TenWolde e Walker 2001).</div></div>
<div class="mxv-box" style="--bc:#b23b3b">
<div class="mxv-bt">La superficie</div>
<div class="mxv-bn" id="mxv-sup">Fattore di temperatura 0,60: con 20 &#176;C dentro e 5 fuori la superficie sta a <b>14,0 &#176;C</b>. L&#8217;aria da 8,5 g/m&#179; vale l&#236; il <b>71 per cento</b>, contro il 49 letto in mezzo alla stanza. Punto di rugiada dell&#8217;aria interna: 8,5 &#176;C, cio&#232; condensa su ogni superficie con fattore sotto 0,23.</div></div>
<div class="mxv-box" style="--bc:#1f7a4d">
<div class="mxv-bt">Le due leve</div>
<div class="mxv-bn" id="mxv-leve"><b>Leva del ricambio:</b> con questo punto a fattore 0,60 servono 0,37 volumi all&#8217;ora, cio&#232; 99 m&#179;/h di aria esterna continui (ci sei, con 0,50). <b>Leva della superficie:</b> con il ricambio di adesso il punto peggiore deve avere un fattore di almeno 0,47 (ora 0,60: basta). Per tenere l&#8217;aria sotto il 60 per cento servirebbero 0,31 volumi all&#8217;ora.</div></div>
<div class="mxv-box" style="--bc:#a06a00">
<div class="mxv-bt">Le regole, su questa casa</div>
<div class="mxv-bn" id="mxv-regole">
<table class="mxv-t">
<tbody>
<tr>
<th>regola</th>
<th>m&#179;/h</th>
<th>vol/h</th>
<th>per questo punto</th>
</tr>
<tr>
<td>UNI 10339:1995, 11 l/s a persona (ritirata il 4/7/2024) <span class="mxv-w">&#9888; via stampa tecnica</span></td>
<td>158</td>
<td>0,59</td>
<td><span class="mxv-ok">basta</span></td>
</tr>
<tr>
<td>UNI EN 16798-1 e NA:2025, minimo 4 l/s a persona</td>
<td>58</td>
<td>0,21</td>
<td><span class="mxv-no">non basta</span></td>
</tr>
<tr>
<td>ASHRAE 62.2-2022, equazione 4.1a <span class="mxv-w">&#9888; formula da fonti secondarie</span></td>
<td>106</td>
<td>0,39</td>
<td><span class="mxv-ok">basta</span></td>
</tr>
<tr>
<td>DIN 1946-6:2019, ventilazione nominale (f 1,0)</td>
<td>106</td>
<td>0,39</td>
<td><span class="mxv-ok">basta</span></td>
</tr>
<tr>
<td>DIN 1946-6:2019, ventilazione ridotta (f 0,7)</td>
<td>74</td>
<td>0,27</td>
<td><span class="mxv-no">non basta</span></td>
</tr>
<tr>
<td>DIN 1946-6:2019, protezione dall&#8217;umidit&#224; (f 0,3) <span class="mxv-w">&#9888; fattore da confermare</span></td>
<td>32</td>
<td>0,12</td>
<td><span class="mxv-no">non basta</span></td>
</tr>
<tr>
<td>regola pratica del mezzo ricambio</td>
<td>135</td>
<td>0,50</td>
<td><span class="mxv-ok">basta</span></td>
</tr>
<tr class="mxv-tot">
<td>il bilancio per questo punto (fattore 0,60)</td>
<td>99</td>
<td>0,37</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div></div>
<div class="mxv-box" style="--bc:#6a6f6a">
<div class="mxv-bt">Il deumidificatore</div>
<div class="mxv-bn" id="mxv-deum">Con questo ricambio il punto sta gi&#224; sotto l&#8217;80 per cento: il deumidificatore non serve al bilancio.</div></div>
<div class="mxv-nota"> <b>I limiti di questo calcolo, per iscritto.</b> </p>
<ol>
<li>Bilancio stazionario con aria ben mescolata e senza accumulo nei materiali: d&agrave; medie, e sulla media del mese vale la soglia dell&rsquo;80 per cento (IEA Annex 14, 1990). Le punte della cucina e della doccia si trattano alla fonte, con l&rsquo;aspirazione.</li>
<li>La soglia dell&rsquo;80 per cento &egrave; un criterio di progetto: molte specie partono pi&ugrave; in basso e la crescita dipende anche dal tempo e dal materiale. Non &egrave; un verdetto sanitario.</li>
<li>I limiti delle classi di umidit&agrave; e il ricambio di prima verifica sono quelli dell&rsquo;appendice nazionale della UNI EN ISO 13788, letta sul testo di norma: la tavola ne riporta i valori, non il testo.</li>
<li>Le regole a confronto sono ridotte a volumi all&rsquo;ora su questa casa. La UNI 10339 &egrave; ritirata dal 2024 e il suo valore viene dalla stampa tecnica; i valori per categoria della UNI EN 16798-1 non sono stati letti; la formula della ASHRAE 62.2 viene da fonti secondarie; il fattore del livello di protezione della DIN 1946-6 va confermato sul testo.</li>
<li>I ricambi proposti nel menu sono ordini di grandezza: le misure tedesche del 2003 e la stanza di prova di Kassel (58,5 m&sup3;). Il valore giusto per la tua casa si misura.</li>
<li>La verifica di progetto resta quella della UNI EN ISO 13788 e, per gli angoli, della UNI EN ISO 10211, richieste dal decreto sui requisiti minimi. Questa tavola serve a vedere che cosa muove il verdetto.</li>
</ol></div></div>
</div></div>
<p> <script src="data:text/javascript;charset=utf-8;base64,;(function(){
/* Motore della tavola "Quanto deve ventilare la tua casa": le stesse costanti
   e le stesse formule di calcoli.py dell'articolo. Niente valori riscritti a mano. */

var RV = 461.5, T0 = 273.15, UR_MUFFA = 0.80;
var DP_CLASSI = {1:[270, 100], 2:[540, 100], 3:[810, 100], 4:[1080, 100], 5:[1350, 200]};
var CLASSI_DESCR = {
  1: 'magazzini di materiale secco, edifici non occupati',
  2: 'uffici, negozi, alloggi con ventilazione meccanica controllata',
  3: 'alloggi senza ventilazione meccanica, edifici con affollamento non noto',
  4: 'palestre, cucine, mense',
  5: 'edifici particolari: lavanderie, distillerie, piscine'
};
var PRODUZIONE_PROGETTO = {1:[2, 8], 2:[3, 12], 3:[4, 14], 4:[5, 15]};
var F_PRESET = {
  '0.50': 'ponte termico grave', '0.60': 'angolo di parete non isolata', '0.70': 'minimo delle norme tedesche',
  '0.75': 'parete corrente', '0.80': 'parete isolata', '0.90': 'parete con cappotto, lontano dai ponti'
};
var N_PRESET = {
  '0.05': 'casa stagna: infissi nuovi, finestre chiuse', '0.10': 'una casa su cinque nelle misure tedesche',
  '0.18': 'mediana delle case esistenti misurate', '0.26': 'media delle case esistenti misurate',
  '0.50': 'la regola pratica del mezzo ricambio', '0.56': 'ribalta di 2 cm sempre aperta, in una stanza',
  '1.38': 'ribalta di 10 cm sempre aperta, in una stanza'
};

/* ---------------------------------------------------------------- fisica */
function pSat(t){
  if (t >= 0) return 610.5 * Math.exp(17.269 * t / (237.3 + t));
  return 610.5 * Math.exp(21.875 * t / (265.5 + t));
}
function vSat(t){ return pSat(t) / (RV * (t + T0)); }
function vDaUr(t, ur){ return vSat(t) * ur; }
function urDaV(t, v){ return v / vSat(t); }
function pDaV(t, v){ return v * RV * (t + T0); }
function puntoDiRugiada(v){
  var lo = -40.0, hi = 60.0, m, i;
  for (i = 0; i < 80; i++){ m = 0.5 * (lo + hi); if (vSat(m) < v) lo = m; else hi = m; }
  return 0.5 * (lo + hi);
}

/* ------------------------------------------------------------- bilancio */
function eccessoVapore(G, n, V){ return G / (n * V); }
function urInterna(ti, te, ure, G, n, V){ return Math.min(1.0, urDaV(ti, vDaUr(te, ure) + eccessoVapore(G, n, V))); }
function ricambioPerUr(ti, te, ure, G, V, urMax){
  var dvMax = vSat(ti) * urMax - vDaUr(te, ure);
  if (dvMax <= 0) return Infinity;
  return G / (V * dvMax);
}
function dpLimiteClasse(c, te){
  var alto = DP_CLASSI[c][0], basso = DP_CLASSI[c][1];
  if (te <= 0) return alto;
  if (te >= 20) return basso;
  return alto + (basso - alto) * te / 20.0;
}
function classeUmidita(dv, te, ti){
  var dp = pDaV(ti, dv), c;
  for (c = 1; c <= 4; c++){ if (dp <= dpLimiteClasse(c, te)) return c; }
  return 5;
}

/* ------------------------------------------------------ superficie fredda */
function tSuperficie(ti, te, f){ return te + f * (ti - te); }
function urSuperficie(ti, te, f, vi){ return vi / vSat(tSuperficie(ti, te, f)); }
function fRsiMinimo(ti, te, vi, urCrit){
  var tsiMin = puntoDiRugiada(vi / urCrit);
  if (ti <= te) return 0;
  return (tsiMin - te) / (ti - te);
}
function ricambioPerSuperficie(ti, te, ure, G, V, f, urCrit){
  var viMax = urCrit * vSat(tSuperficie(ti, te, f));
  var dvMax = viMax - vDaUr(te, ure);
  if (dvMax <= 0) return Infinity;
  return G / (V * dvMax);
}

/* ---------------------------------------------------------------- regole */
function ashrae622M3h(area, camere){ return (0.03 * area * 10.7639 + 7.5 * (camere + 1)) * 1.699; }
function din19466M3h(area, f){ return f * (-0.002 * area * area + 1.15 * area + 11.0); }
function uni10339M3h(persone){ return persone * 11.0 * 3.6; }
function uni16798MinimoM3h(persone){ return persone * 4.0 * 3.6; }
function produzioneProgetto(camere){
  if (camere <= 4) return PRODUZIONE_PROGETTO[Math.max(1, camere)][1];
  return 15.0 + (camere - 4);
}
function deumidificazioneKgG(ti, te, ure, G, n, V, urObiettivo){
  var D = G - n * V * (vSat(ti) * urObiettivo - vDaUr(te, ure));
  return Math.max(0, D) * 24.0;
}
function regole(area, camere, persone, V){
  return [
    {n:'UNI 10339:1995, 11 l/s a persona (ritirata il 4/7/2024)', m: uni10339M3h(persone), w:'via stampa tecnica'},
    {n:'UNI EN 16798-1 e NA:2025, minimo 4 l/s a persona', m: uni16798MinimoM3h(persone), w:''},
    {n:'ASHRAE 62.2-2022, equazione 4.1a', m: ashrae622M3h(area, camere), w:'formula da fonti secondarie'},
    {n:'DIN 1946-6:2019, ventilazione nominale (f 1,0)', m: din19466M3h(area, 1.0), w:''},
    {n:'DIN 1946-6:2019, ventilazione ridotta (f 0,7)', m: din19466M3h(area, 0.7), w:''},
    {n:'DIN 1946-6:2019, protezione dall\u2019umidit\xe0 (f 0,3)', m: din19466M3h(area, 0.3), w:'fattore da confermare'},
    {n:'regola pratica del mezzo ricambio', m: 0.5 * V, w:''}
  ];
}

/* ---------------------------------------------------------------- casi */
var PRESET = [
  {t:'La casa dell\u2019articolo, 0,5 volumi all\u2019ora', s:'4 persone, 10 litri, angolo 0,60, 5 \xb0C fuori', pers:4, cam:3, litri:10, area:100, alt:2.7, ti:20, te:5, ure:80, f:0.60, n:0.50},
  {t:'La stessa casa con gli infissi nuovi', s:'ricambio sceso a 0,2', pers:4, cam:3, litri:10, area:100, alt:2.7, ti:20, te:5, ure:80, f:0.60, n:0.20},
  {t:'Marzo mite, finestre poco aperte', s:'10 \xb0C e 80 % fuori, ricambio 0,4', pers:4, cam:3, litri:10, area:100, alt:2.7, ti:20, te:10, ure:80, f:0.60, n:0.40},
  {t:'Parete isolata, casa poco ventilata', s:'fattore 0,80, ricambio 0,3', pers:4, cam:3, litri:10, area:100, alt:2.7, ti:20, te:5, ure:80, f:0.80, n:0.30},
  {t:'Ponte termico grave', s:'fattore 0,50, ricambio 0,4', pers:4, cam:3, litri:10, area:100, alt:2.7, ti:20, te:5, ure:80, f:0.50, n:0.40},
  {t:'Coppia in 60 m\xb2 con infissi nuovi', s:'6 litri al giorno, ricambio 0,15', pers:2, cam:1, litri:6, area:60, alt:2.7, ti:20, te:5, ure:80, f:0.60, n:0.15}
];

/* ---------------------------------------------------------------- formato */
function vir(x, dec){
  var s = (Math.abs(x) < Math.pow(10, -dec) / 2 ? 0 : x).toFixed(dec);
  return s.replace('.', ',');
}
function pct(x){ return vir(Math.round(x * 100), 0) + ' %'; }
function esc(s){ return String(s).replace(/&/g, '&amp;').replace(/</g, '&lt;').replace(/>/g, '&gt;'); }
function el(id){ return document.getElementById(id); }
var VERDE = '#1f7a4d', AMBRA = '#a06a00', ROSSO = '#b23b3b', GRIGIO = '#8a9490';

function leggi(){
  return {
    pers: parseFloat(el('mxv-pers').value), cam: parseFloat(el('mxv-cam').value), litri: parseFloat(el('mxv-litri').value),
    area: parseFloat(el('mxv-area').value), alt: parseFloat(el('mxv-alt').value),
    ti: parseFloat(el('mxv-ti').value), te: parseFloat(el('mxv-te').value), ure: parseFloat(el('mxv-ure').value),
    f: parseFloat(el('mxv-f').value), n: parseFloat(el('mxv-n').value)
  };
}
function controlla(d){
  if (!isFinite(d.litri) || d.litri <= 0 || d.litri > 60) return 'Scrivi i litri al giorno prodotti in casa, fra 1 e 60.';
  if (!isFinite(d.area) || d.area < 10 || d.area > 1000) return 'La superficie va scritta in metri quadri, fra 10 e 1.000.';
  if (!isFinite(d.alt) || d.alt < 2 || d.alt > 6) return 'L\u2019altezza dei locali va scritta in metri, fra 2 e 6.';
  if (!isFinite(d.ti) || d.ti < 5 || d.ti > 30) return 'La temperatura interna va fra 5 e 30 gradi.';
  if (!isFinite(d.te) || d.te < -20 || d.te > 30) return 'La temperatura esterna va fra -20 e 30 gradi.';
  if (!isFinite(d.ure) || d.ure < 10 || d.ure > 100) return 'L\u2019umidit\xe0 esterna va fra 10 e 100 per cento.';
  if (d.te >= d.ti) return 'Con l\u2019esterno caldo quanto l\u2019interno il bilancio invernale non si applica: la superficie non \xe8 pi\xf9 fredda dell\u2019aria.';
  if (!isFinite(d.f) || d.f < 0.2 || d.f > 1.0) return 'Il fattore di temperatura va fra 0,20 e 1,00.';
  if (!isFinite(d.n) || d.n < 0.02 || d.n > 5) return 'Il ricambio va scritto in volumi all\u2019ora, fra 0,02 e 5.';
  if (!isFinite(d.pers) || d.pers < 1 || d.pers > 12) return 'Le persone vanno fra 1 e 12.';
  if (!isFinite(d.cam) || d.cam < 1 || d.cam > 8) return 'Le camere vanno fra 1 e 8.';
  return '';
}

function calcola(d){
  var V = d.area * d.alt, G = d.litri / 24.0, ure = d.ure / 100.0;
  var ve = vDaUr(d.te, ure), dv = eccessoVapore(G, d.n, V), vi = ve + dv;
  var r = {V: V, G: G, ve: ve, dv: dv, vi: vi, urAria: urInterna(d.ti, d.te, ure, G, d.n, V),
           classe: classeUmidita(dv, d.te, d.ti), dp: pDaV(d.ti, dv), rugiada: puntoDiRugiada(vi),
           tsi: tSuperficie(d.ti, d.te, d.f), urSup: urSuperficie(d.ti, d.te, d.f, vi),
           nNec: ricambioPerSuperficie(d.ti, d.te, ure, G, V, d.f, UR_MUFFA),
           fMin: fRsiMinimo(d.ti, d.te, vi, UR_MUFFA), nAria60: ricambioPerUr(d.ti, d.te, ure, G, V, 0.60),
           regole: regole(d.area, d.cam, d.pers, V), progetto: produzioneProgetto(d.cam)};
  r.deum = deumidificazioneKgG(d.ti, d.te, ure, G, d.n, V, UR_MUFFA * vSat(r.tsi) / vSat(d.ti));
  r.fCondensa = fRsiMinimo(d.ti, d.te, vi, 1.0);
  return r;
}
function verdettoSuperficie(urSup){
  if (urSup >= 1.0) return 'CONDENSA SULLA SUPERFICIE';
  if (urSup > UR_MUFFA) return 'SOPRA L\u201980 PER CENTO: MUFFA PROBABILE';
  return 'SOTTO L\u201980 PER CENTO';
}

function aggiorna(){
  var d = leggi();
  var errore = controlla(d);
  el('mxv-err').innerHTML = errore ? esc(errore) : '';
  el('mxv-err').style.display = errore ? 'block' : 'none';
  if (errore){
    el('mxv-decc').innerHTML = '--'; el('mxv-daria').innerHTML = '--'; el('mxv-dsup').innerHTML = '--'; el('mxv-dnec').innerHTML = '--';
    impostaVerdetto(GRIGIO, 'DATI DA CONTROLLARE', esc(errore));
    el('mxv-bil').innerHTML = ''; el('mxv-sup').innerHTML = ''; el('mxv-leve').innerHTML = ''; el('mxv-regole').innerHTML = ''; el('mxv-deum').innerHTML = '';
    return;
  }
  var r = calcola(d);
  var satura = r.urAria >= 1.0 - 1e-9;

  el('mxv-decc').innerHTML = vir(r.dv * 1000, 1) + ' <small>g/m\xb3 \xb7 classe ' + r.classe + '</small>';
  el('mxv-daria').innerHTML = (satura ? '100' : vir(Math.round(r.urAria * 100), 0)) + ' <small>%' + (satura ? ' satura' : '') + '</small>';
  el('mxv-dsup').innerHTML = (r.urSup >= 1 ? '100' : vir(Math.round(r.urSup * 100), 0)) + ' <small>%' + (r.urSup >= 1 ? ' condensa' : '') + '</small>';
  el('mxv-dnec').innerHTML = (isFinite(r.nNec) ? vir(r.nNec, 2) + ' <small>vol/h \xb7 ' + vir(r.nNec * r.V, 0) + ' m\xb3/h</small>' : '\u221e <small>non basta l\u2019aria</small>');

  var v = verdettoSuperficie(r.urSup), colore, spiega;
  if (v.indexOf('CONDENSA') === 0){
    colore = ROSSO;
    spiega = 'L\u2019aria di casa porta ' + vir(r.vi * 1000, 1) + ' g/m\xb3 e il suo punto di rugiada sta a ' + vir(r.rugiada, 1) + ' \xb0C; la superficie con fattore ' + vir(d.f, 2) + ' sta a ' + vir(r.tsi, 1) + ' \xb0C e condensa. ' +
      (isFinite(r.nNec) ? 'Per portarla sotto l\u201980 per cento come media del mese servono ' + vir(r.nNec, 2) + ' volumi all\u2019ora, cio\xe8 ' + vir(r.nNec * r.V, 0) + ' m\xb3/h, contro i ' + vir(d.n, 2) + ' di adesso.' : 'Con quest\u2019aria esterna nessun ricambio basta: serve pi\xf9 caldo sulla superficie.');
  } else if (v.indexOf('SOPRA') === 0){
    colore = AMBRA;
    spiega = 'La superficie sta al ' + vir(Math.round(r.urSup * 100), 0) + ' per cento, sopra la soglia di muffa dell\u201980 come media mensile (IEA Annex 14, UNI EN ISO 13788). ' +
      (isFinite(r.nNec) ? 'Servono ' + vir(r.nNec, 2) + ' volumi all\u2019ora (' + vir(r.nNec * r.V, 0) + ' m\xb3/h) contro i ' + vir(d.n, 2) + ' di adesso, oppure un fattore di temperatura di almeno ' + vir(r.fMin, 2) + ' con questo ricambio.' : 'Con quest\u2019aria esterna nessun ricambio basta.');
  } else {
    colore = VERDE;
    spiega = 'La superficie sta al ' + vir(Math.round(r.urSup * 100), 0) + ' per cento, sotto la soglia dell\u201980 come media mensile. Il margine di ricambio \xe8 di ' + vir(d.n - r.nNec, 2) + ' volumi all\u2019ora: con meno di ' + vir(r.nNec, 2) + ' questo punto supera la soglia. La verifica di progetto resta quella della UNI EN ISO 13788 e, per gli angoli, della UNI EN ISO 10211.';
  }
  impostaVerdetto(colore, v, spiega);

  var nNA = d.te <= 0 ? 0.2 : 0.2 + 0.04 * d.te;
  el('mxv-bil').innerHTML = 'Produzione ' + vir(d.litri, 1) + ' litri al giorno = ' + vir(r.G * 1000, 0) + ' g/h; volume ' + vir(r.V, 0) + ' m\xb3; ricambio ' + vir(d.n, 2) + ' volumi all\u2019ora = ' + vir(d.n * r.V, 0) + ' m\xb3/h. Eccesso di vapore: ' + vir(r.G * 1000, 0) + ' / (' + vir(d.n, 2) + ' \xd7 ' + vir(r.V, 0) + ') = <b>' + vir(r.dv * 1000, 1) + ' g/m\xb3</b>, cio\xe8 ' + vir(r.dp, 0) + ' Pa a ' + vir(d.ti, 0) + ' \xb0C. L\u2019aria esterna a ' + vir(d.te, 0) + ' \xb0C e ' + vir(d.ure, 0) + ' % porta ' + vir(r.ve * 1000, 1) + ' g/m\xb3; quella interna arriva a ' + vir(r.vi * 1000, 1) + ' g/m\xb3' +
    (satura ? ', pi\xf9 dei ' + vir(vSat(d.ti) * 1000, 1) + ' che l\u2019aria a ' + vir(d.ti, 0) + ' \xb0C pu\xf2 reggere: l\u2019acqua in eccesso condensa sui vetri e sulle pareti.' : ', cio\xe8 il ' + vir(Math.round(r.urAria * 100), 0) + ' per cento a ' + vir(d.ti, 0) + ' \xb0C.') +
    ' Classe di umidit\xe0 interna della UNI EN ISO 13788: <b>' + r.classe + '</b> (' + CLASSI_DESCR[r.classe] + '), con il limite della classe ' + (r.classe < 5 ? r.classe + ' a ' + vir(dpLimiteClasse(r.classe, d.te), 0) + ' Pa' : '4 superato') + ' per questa temperatura esterna; limiti dell\u2019appendice nazionale, letti sul testo di norma.' +
    ' Per le sue verifiche di condensa e muffa, senza misure, la norma assume in una casa senza impianto ' + vir(nNA, 2) + ' volumi all\u2019ora (0,2 pi\xf9 0,04 per ogni grado di temperatura esterna): una stima prudente del minimo, non il ricambio giusto.' +
    ' Il valore di progetto per ' + vir(d.cam, 0) + ' camere sarebbe ' + vir(r.progetto, 0) + ' litri al giorno (TenWolde e Walker 2001).';

  el('mxv-sup').innerHTML = 'Fattore di temperatura ' + vir(d.f, 2) + ': con ' + vir(d.ti, 0) + ' \xb0C dentro e ' + vir(d.te, 0) + ' fuori la superficie sta a <b>' + vir(r.tsi, 1) + ' \xb0C</b>. L\u2019aria da ' + vir(r.vi * 1000, 1) + ' g/m\xb3 vale l\xec il <b>' + (r.urSup >= 1 ? '100 per cento, con condensa' : vir(Math.round(r.urSup * 100), 0) + ' per cento') + '</b>' +
    (satura ? '' : ', contro il ' + vir(Math.round(r.urAria * 100), 0) + ' letto in mezzo alla stanza') + '. Punto di rugiada dell\u2019aria interna: ' + vir(r.rugiada, 1) + ' \xb0C, cio\xe8 condensa su ogni superficie con fattore sotto ' + vir(Math.max(0, r.fCondensa), 2) + '.';

  el('mxv-leve').innerHTML = (isFinite(r.nNec)
    ? '<b>Leva del ricambio:</b> con questo punto a fattore ' + vir(d.f, 2) + ' servono ' + vir(r.nNec, 2) + ' volumi all\u2019ora, cio\xe8 ' + vir(r.nNec * r.V, 0) + ' m\xb3/h di aria esterna continui' + (d.n >= r.nNec ? ' (ci sei, con ' + vir(d.n, 2) + ').' : ' (ora ' + vir(d.n, 2) + ': mancano ' + vir(r.nNec - d.n, 2) + ').')
    : '<b>Leva del ricambio:</b> con quest\u2019aria esterna nessun ricambio porta questo punto sotto l\u201980 per cento.') +
    ' <b>Leva della superficie:</b> con il ricambio di adesso il punto peggiore deve avere un fattore di almeno ' + vir(r.fMin, 2) +
    (r.fMin > 0.80 ? ' (un valore che al raccordo di una finestra si supera di rado: resta la leva del ricambio).' : r.fMin > d.f ? ' (ora ' + vir(d.f, 2) + ': correggere il ponte termico o isolare).' : ' (ora ' + vir(d.f, 2) + ': basta).') +
    ' Per tenere l\u2019aria sotto il 60 per cento servirebbero ' + (isFinite(r.nAria60) ? vir(r.nAria60, 2) + ' volumi all\u2019ora.' : 'pi\xf9 di quanto l\u2019aria esterna consenta.');

  var righe = [], i, k;
  for (i = 0; i < r.regole.length; i++){
    k = r.regole[i];
    righe.push('<tr><td>' + k.n + (k.w ? ' <span class="mxv-w">\u26a0 ' + k.w + '</span>' : '') + '</td><td>' + vir(k.m, 0) + '</td><td>' + vir(k.m / r.V, 2) + '</td><td>' + (isFinite(r.nNec) ? (k.m / r.V >= r.nNec ? '<span class="mxv-ok">basta</span>' : '<span class="mxv-no">non basta</span>') : '<span class="mxv-no">non basta</span>') + '</td></tr>');
  }
  righe.push('<tr class="mxv-tot"><td>il bilancio per questo punto (fattore ' + vir(d.f, 2) + ')</td><td>' + (isFinite(r.nNec) ? vir(r.nNec * r.V, 0) : '\u221e') + '</td><td>' + (isFinite(r.nNec) ? vir(r.nNec, 2) : '\u221e') + '</td><td>&nbsp;</td></tr>');
  el('mxv-regole').innerHTML = '<table class="mxv-t"><tr><th>regola</th><th>m\xb3/h</th><th>vol/h</th><th>per questo punto</th></tr>' + righe.join('') + '</table>';

  el('mxv-deum').innerHTML = r.deum > 0
    ? 'Se il ricambio resta a ' + vir(d.n, 2) + ', un deumidificatore dovrebbe togliere <b>' + vir(r.deum, 1) + ' litri al giorno</b>, ogni giorno del mese, per tenere questo punto sotto l\u201980 per cento: \xe8 lo stesso bilancio con un pozzo in pi\xf9. Toglie acqua e basta: non diluisce anidride carbonica e odori.'
    : 'Con questo ricambio il punto sta gi\xe0 sotto l\u201980 per cento: il deumidificatore non serve al bilancio.';
}

function impostaVerdetto(colore, titolo, spiega){
  el('mxv-verd').style.cssText = 'border-color:' + colore;
  el('mxv-v1').style.cssText = 'color:' + colore;
  el('mxv-v1').innerHTML = titolo;
  el('mxv-v2').innerHTML = spiega;
}

/* --------------------------------------------------------- costruzione */
function montaPreset(){
  var out = [], i;
  for (i = 0; i < PRESET.length; i++){
    out.push('<button type="button" data-i="' + i + '"><b>' + esc(PRESET[i].t) + '</b><span>' + esc(PRESET[i].s) + '</span></button>');
  }
  el('mxv-preset').innerHTML = out.join('');
}
function allineaSelect(sel, num){
  var v = parseFloat(el(num).value).toFixed(2), s = el(sel), i, trovato = false;
  for (i = 0; i < s.options.length; i++){ if (s.options[i].value === v){ s.value = v; trovato = true; } }
  if (!trovato) s.value = 'manuale';
}
function applicaPreset(i){
  var p = PRESET[i];
  el('mxv-pers').value = p.pers; el('mxv-cam').value = p.cam; el('mxv-litri').value = p.litri;
  el('mxv-area').value = p.area; el('mxv-alt').value = p.alt;
  el('mxv-ti').value = p.ti; el('mxv-te').value = p.te; el('mxv-ure').value = p.ure;
  el('mxv-f').value = p.f.toFixed(2); el('mxv-n').value = p.n.toFixed(2);
  allineaSelect('mxv-fsel', 'mxv-f'); allineaSelect('mxv-nsel', 'mxv-n');
  aggiorna();
}
function avvia(){
  if (!el('mxv-tavola')) return;
  montaPreset();
  var ids = ['mxv-pers', 'mxv-cam', 'mxv-litri', 'mxv-area', 'mxv-alt', 'mxv-ti', 'mxv-te', 'mxv-ure', 'mxv-f', 'mxv-n'], i;
  for (i = 0; i < ids.length; i++){
    el(ids[i]).addEventListener('input', aggiorna);
    el(ids[i]).addEventListener('change', aggiorna);
  }
  el('mxv-f').addEventListener('input', function(){ allineaSelect('mxv-fsel', 'mxv-f'); });
  el('mxv-n').addEventListener('input', function(){ allineaSelect('mxv-nsel', 'mxv-n'); });
  el('mxv-fsel').addEventListener('change', function(){ if (el('mxv-fsel').value !== 'manuale'){ el('mxv-f').value = el('mxv-fsel').value; aggiorna(); } });
  el('mxv-nsel').addEventListener('change', function(){ if (el('mxv-nsel').value !== 'manuale'){ el('mxv-n').value = el('mxv-nsel').value; aggiorna(); } });
  el('mxv-preset').addEventListener('click', function(ev){
    var b = ev.target;
    while (b && b !== el('mxv-preset') && b.tagName !== 'BUTTON') b = b.parentNode;
    if (b && b.tagName === 'BUTTON') applicaPreset(parseInt(b.getAttribute('data-i'), 10));
  });
  applicaPreset(0);
}

window.MXV_TAVOLA = {
  pSat: pSat, vSat: vSat, vDaUr: vDaUr, urDaV: urDaV, pDaV: pDaV, puntoDiRugiada: puntoDiRugiada,
  eccessoVapore: eccessoVapore, urInterna: urInterna, ricambioPerUr: ricambioPerUr,
  dpLimiteClasse: dpLimiteClasse, classeUmidita: classeUmidita, tSuperficie: tSuperficie, urSuperficie: urSuperficie,
  fRsiMinimo: fRsiMinimo, ricambioPerSuperficie: ricambioPerSuperficie,
  ashrae622M3h: ashrae622M3h, din19466M3h: din19466M3h, uni10339M3h: uni10339M3h, uni16798MinimoM3h: uni16798MinimoM3h,
  produzioneProgetto: produzioneProgetto, deumidificazioneKgG: deumidificazioneKgG, regole: regole, calcola: calcola,
  verdettoSuperficie: verdettoSuperficie, PRESET: PRESET, F_PRESET: F_PRESET, N_PRESET: N_PRESET,
  aggiorna: aggiorna, applicaPreset: applicaPreset
};

if (document.getElementById('mxv-tavola')){
  avvia();
} else if (document.readyState === 'loading'){
  document.addEventListener('DOMContentLoaded', avvia);
} else {
  avvia();
}
})();
"></script> <!--/mxTAVOLA--></p>
<p style="font-size:14px;color:#555">Tutte le tavole interattive: <a href="https://www.renzo-arthome.com/calcolatori/">I calcolatori</a>.</p>
<h2 id="quanto-ventilano-davvero-le-case">Quanto ventilano davvero le case</h2>
<p>In quasi tutte le discussioni sulla muffa manca un numero: il ricambio che la casa ha davvero a finestre chiuse. In Italia non ho trovato una campagna di misure sulle abitazioni, e lo dichiaro. Il manuale sulla tenuta all&#8217;aria dell&#8217;associazione degli isolanti riporta i limiti di n50 dei protocolli di qualità, misurati con la porta soffiante secondo la UNI EN ISO 9972: 1,5 volumi all&#8217;ora per le classi A e B del protocollo CasaClima e 0,6 per la classe Gold. Nessuna statistica di ricambi naturali. I numeri che seguono sono tedeschi, e valgono come ordine di grandezza per case costruite con tecniche simili.</p>
<p>Il rapporto che li contiene è stato presentato nel giugno 2003 alla giornata sulle muffe dell&#8217;associazione professionale tedesca dei biologi dell&#8217;edilizia da Uwe Münzenberg, Tino Weithaas e Jörg Thumulla. È il risultato di un progetto di ricerca su un campione rappresentativo di case unifamiliari e plurifamiliari esistenti, in gran parte con più di trent&#8217;anni. Le case sono state misurate nella stagione di riscaldamento del 2003 con due metodi insieme: la porta soffiante per la tenuta e il gas tracciante per il ricambio naturale. La tenuta era scarsa: n50 medio 7,4, e solo il 25 per cento delle case rispettava il limite del regolamento energetico tedesco. Il ricambio naturale, quello che le case facevano da sole, era però basso lo stesso: media 0,26 volumi all&#8217;ora, metà delle case sotto 0,18, l&#8217;85 per cento sotto 0,4, il 90 per cento sotto 0,5, e una casa su cinque sotto 0,1. Gli autori ne traggono che nell&#8217;85 per cento delle case esistenti c&#8217;è un rischio di muffa senza ulteriori misure di ventilazione. Questi sono edifici vecchi con la loro tenuta di allora, e dopo la sostituzione delle finestre i valori scendono ancora. La presentazione di un architetto per il centro di tutela dei consumatori della Renania settentrionale colloca il ricambio reale fra 0,2 e 0,3 nelle case normali e fra 0,1 e 0,15 in quelle ristrutturate, contro lo 0,5 medio di progetto delle norme tedesche. È una fonte secondaria, e la segno come tale.</p>
<p>Le finestre sono state misurate con la stessa cura. Anton Maas, nella tesi discussa all&#8217;Università di Kassel nel 1995 sulla quantificazione sperimentale del ricambio d&#8217;aria dalle finestre, ha misurato una stanza di prova di 58,5 metri cubi per una stagione di riscaldamento di 269 giorni, contando i giorni con temperatura esterna media sotto 15 gradi. Una finestra a ribalta aperta di 10 centimetri, giorno e notte, dà in media 80,75 metri cubi all&#8217;ora, cioè 1,38 volumi all&#8217;ora della stanza; la stessa ribalta con l&#8217;apertura in parte schermata dal telaio dà 0,84; una ribalta aperta di soli 2 centimetri dà 0,56. Se la finestra resta aperta solo di notte, dalle 22 alle 6, i tre valori scendono a 0,45, 0,29 e 0,21; aperta a intermittenza in tre fasce del giorno, a 0,45, 0,29 e 0,20. L&#8217;infiltrazione a finestre chiuse, nella stessa tesi, va da 0,05 volumi all&#8217;ora per la stanza praticamente stagna a 0,2 per l&#8217;edilizia corrente. Lo stesso lavoro raccoglie i riferimenti tedeschi di allora. Erhorn e Gertis nel 1986 giudicano necessaria una ventilazione di base permanente fra 0,5 e 0,8 volumi all&#8217;ora. La DIN 4701 assume 0,5 per calcolare il fabbisogno di calore; il regolamento tedesco sulla protezione termica assume 0,8 quando si ventila dalle finestre. Wegner trova in molte stanze ricambi nell&#8217;ordine di 0,3. La ribalta è quindi la sola apertura che, lasciata sempre aperta, dà un ricambio dell&#8217;ordine di quello che il bilancio richiede, nella stanza in cui sta; e la tesi la studia dal lato delle perdite di calore per ventilazione, perché d&#8217;inverno quell&#8217;aria va scaldata tutta.</p>
<p>La finestra spalancata è un&#8217;altra cosa. La scheda del progetto di ricerca dell&#8217;istituto tedesco per l&#8217;edilizia sul ricambio dalle finestre riporta i ricambi misurati per la ribalta con aperture da 6 a 15 gradi di angolo e per l&#8217;anta aperta da 22,5 a 90 gradi. Le misure sono fatte con 5 e con 20 gradi di differenza di temperatura fra dentro e fuori; la scheda chiama quei ricambi igienici perché riferiti al fabbisogno delle persone. I valori stanno nei grafici, e la scala dell&#8217;anta aperta arriva a 18 volumi all&#8217;ora contro i 5 della ribalta. Dieci minuti con l&#8217;anta spalancata rinnovano l&#8217;aria della stanza fino a tre volte, con 20 gradi di differenza, secondo la scala di quel diagramma; poi la finestra si chiude, e per le ventitré ore e cinquanta minuti successive la casa torna alla sua infiltrazione. Se ogni apertura sostituisse per intero l&#8217;aria della casa, due aperture al giorno farebbero due volumi in ventiquattro ore: 0,08 volumi all&#8217;ora di media, meno di un quarto dello 0,37 che serve all&#8217;angolo della nostra casa. C&#8217;è però un caso in cui la sola apertura funziona, e lo mostra la simulazione riportata dall&#8217;articolo tecnico sulla specifica tedesca contro la muffa. È una camera da letto in cui il vapore entra solo di notte, dalle 23 alle 7, e in cui pareti e arredi assorbono l&#8217;umidità notturna e la restituiscono di giorno. Lì due aperture da dieci minuti bastano alla protezione dall&#8217;umidità, purché la capacità di accumulo dei materiali sia sufficiente. Il bilancio della giornata torna perché i materiali fanno da volano: accumulano di notte e restituiscono di giorno. Per la cucina della sera e per la famiglia che sta in casa tutto il giorno il volano non basta, e resta la media.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1238" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig8-quanto-ventilano-le-case.png" alt="Grafico a barre orizzontali dei ricambi d'aria misurati: infiltrazione, patrimonio esistente tedesco per percentili, finestre a ribalta nelle tre aperture, con le due linee verticali del ricambio che il bilancio chiede" class="wp-image-3992" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig8-quanto-ventilano-le-case.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig8-quanto-ventilano-le-case-300x232.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig8-quanto-ventilano-le-case-1024x792.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig8-quanto-ventilano-le-case-768x594.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig8-quanto-ventilano-le-case-1536x1188.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 8. Le misure a confronto con il ricambio necessario. Con le finestre chiuse metà delle case tedesche sta sotto 0,18 volumi all&#8217;ora; all&#8217;angolo della nostra casa ne servono 0,37, alla parete corrente 0,27. Solo la ribalta lasciata aperta arriva sopra, e vale per la stanza in cui sta: sull&#8217;intero alloggio da 270 metri cubi una ribalta da 10 centimetri fa 0,30, e paga in calore.</figcaption></figure>
<h2 id="le-regole-a-confronto-sulla-stessa-casa">Le regole a confronto, sulla stessa casa</h2>
<p>Le regole di ventilazione sono scritte in unità diverse, per persona, per metro quadro, per stanza, in ricambi all&#8217;ora, e confrontarle è possibile solo su una casa concreta. La tabella le mette tutte sul nostro appartamento di 100 metri quadri e 270 metri cubi con tre camere e quattro persone, accanto ai due numeri che il bilancio chiede.</p>
<div style='overflow-x:auto'>
<table style='border-collapse:collapse;width:100%;font-size:15px;line-height:1.45'>
<tr>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Regola</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Come è scritta</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>Sulla nostra casa</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>In volumi all&#8217;ora</th>
<th style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top;background:#f6f7f9'>A quale domanda risponde</th>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>UNI 10339:1995, ritirata il 4 luglio 2024 senza sostituzione</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>11 litri al secondo per persona nelle residenze ⚠️ (stampa tecnica)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>158 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,59</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>aria per le persone, progetto dell&#8217;impianto</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>UNI EN 16798-1:2019 e appendice nazionale del 13 novembre 2025</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>con occupanti presenti, mai meno di 4 litri al secondo per persona ✅; valori per categoria nel testo a pagamento ⚠️</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>58 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,21</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>soglia minima di salute</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>UNI EN ISO 13788:2013, appendice nazionale, rinnovo d&#8217;aria di prima verifica</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,2 più 0,04 per ogni grado di temperatura esterna media mensile, per le abitazioni senza ventilazione meccanica ✅; con 5 gradi fuori, 0,40</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>108 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,40</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>stima prudente del minimo che si trova nelle case senza impianto, per le verifiche di condensa e muffa; non un valore da raggiungere</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>ASHRAE 62-1989, abitazioni</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,35 volumi all&#8217;ora, non meno di 7,5 litri al secondo per persona ✅</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>95 e 108 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,35-0,40</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>aria per le persone</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>ASHRAE 62.2-2022, equazione 4.1a</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,03 piedi cubi al minuto per piede quadro più 7,5 per ogni camera più una ⚠️</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>62 cfm = 106 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,39</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>aria per persone ed edificio</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>DIN 1946-6:2019, ventilazione nominale</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>fattore 1,0 per (-0,002·A² + 1,15·A + 11) con A in metri quadri ✅</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>106 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,39</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>presenza degli abitanti</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>DIN 1946-6:2019, ventilazione ridotta</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>fattore 0,7 sulla stessa formula ✅</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>74 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,27</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>presenza saltuaria</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>DIN 1946-6:2019, protezione dall&#8217;umidità</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>fattore secondo il livello di isolamento ⚠️; qui 0,3</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>32 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,12</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>abitanti assenti, carichi ridotti</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Regola pratica del mezzo ricambio</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,5 volumi all&#8217;ora (DIN 4701 e regolamenti tedeschi, via Maas ✅)</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>135 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,50</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>ipotesi di calcolo del riscaldamento</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Bilancio, parete corrente con fattore 0,75 sotto l&#8217;80 per cento</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>calcolo dell&#8217;articolo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>74 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,27</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>quell&#8217;angolo, quella famiglia, quel mese</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Bilancio, angolo con fattore 0,60 sotto l&#8217;80 per cento</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>calcolo dell&#8217;articolo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>99 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,37</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>idem</td>
</tr>
<tr>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>Bilancio, aria sotto il 60 per cento</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>calcolo dell&#8217;articolo</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>85 m³/h</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>0,31</td>
<td style='border:1px solid #d9dde2;padding:8px 10px;text-align:left;vertical-align:top'>punto di rugiada dell&#8217;aria sotto 11,6 °C</td>
</tr>
</table>
</div>
<p>Le regole rispondono a due domande diverse, e la tabella lo fa vedere. Le norme sulla qualità dell&#8217;aria rispondono a &#8220;quanta aria serve alle persone e all&#8217;edificio&#8221;, e servono a dimensionare un impianto che non c&#8217;è ancora. Il bilancio risponde a &#8220;con questa famiglia, questo clima e questo angolo, la superficie resta sotto l&#8217;80 per cento?&#8221;. La nostra casa sta a norma con 4 litri al secondo per persona, 0,21 volumi all&#8217;ora, e con quel ricambio l&#8217;angolo con fattore 0,60 condensa e la parete corrente sta sopra il 90 per cento. La norma risponde a un&#8217;altra domanda, quella dell&#8217;aria per le persone: la soglia di salute, come la chiama l&#8217;articolo che presenta l&#8217;appendice nazionale, riguarda le persone e non le superfici. La UNI EN ISO 13788, da parte sua, un ricambio non lo prescrive: per fare le verifiche di condensa e di muffa in una casa senza impianto, quando non ci sono misure, la sua appendice nazionale assume 0,2 volumi all&#8217;ora più 0,04 per ogni grado di temperatura esterna media del mese, cioè 0,40 con 5 gradi fuori, e avverte che è una stima prudente del minimo che si trova nelle case, mentre il ricambio giusto va stabilito secondo le regole di igiene. Con quel valore la nostra casa sta poco sopra lo 0,37 che serve all&#8217;angolo con fattore 0,60, e la verifica passa di misura. Se il ricambio reale è 0,2, come in più di metà delle case tedesche misurate a finestre chiuse, la verifica fatta a tavolino con 0,40 non descrive quella casa.</p>
<p>La norma tedesca è l&#8217;unica che ha scritto l&#8217;acqua dentro la regola. La ventilazione di protezione dall&#8217;umidità è il livello che deve funzionare a casa vuota, in modo indipendente dall&#8217;utente. Serve a evitare condensa e muffa quando gli abitanti sono assenti, in vacanza o di giorno, con carichi di umidità ridotti e senza bucato steso. Per questo il valore è basso. La raccolta di risposte dell&#8217;associazione tedesca del settore spiega che è più basso per le case nuove e risanate che per quelle poco isolate. Il fattore del livello di protezione dipende da quanto l&#8217;edificio è isolato, e non l&#8217;ho letto sul testo di norma. Nella tabella ho usato 0,3, un valore che ricordo dall&#8217;edizione del 2009 per gli edifici bene isolati e che nessuna delle fonti archiviate mi ha confermato: va letto sul testo. I fattori 0,7, 1,0 e 1,3 dei livelli ridotto, nominale e intensivo, e la formula stessa, sono riportati da articoli di riviste tecniche tedesche che dichiarano come fonte la norma del 2019. Il concetto da importare è il primo: un livello di ventilazione che c&#8217;è anche quando nessuno apre niente. La norma chiede inoltre un piano di ventilazione per ogni casa nuova e per i lavori che sostituiscono più di un terzo delle finestre, secondo il centro di tutela dei consumatori: se le infiltrazioni non bastano al livello di protezione, serve un dispositivo. È la risposta tedesca all&#8217;appartamento raccontato all&#8217;inizio.</p>
<p>L&#8217;Italia ha una regola più vecchia e senza numeri, che dice però una cosa giusta. Il decreto del Ministero della sanità del 5 luglio 1975 fissa i requisiti igienico-sanitari delle abitazioni, nel testo coordinato con le modifiche del 1999. All&#8217;articolo 4 prescrive che, a casa abitata, le superfici interne delle pareti opache non presentino tracce di condensazione permanente. All&#8217;articolo 6 impone l&#8217;impianto meccanico centralizzato quando la tipologia dell&#8217;alloggio non consente il ricambio naturale; in ogni caso vuole fumi, vapori ed esalazioni aspirati dove nascono, in cucina e nei gabinetti, prima che si diffondano. Sui fornelli del posto di cottura vuole l&#8217;aspiratore forzato. All&#8217;articolo 7 vuole per la stanza da bagno un&#8217;apertura all&#8217;esterno o un&#8217;aspirazione meccanica. Il comma aggiunto nel 1999 all&#8217;articolo 1 nomina i riscontri d&#8217;aria trasversali e i mezzi di ventilazione naturale ausiliaria, ma solo come condizione per derogare alle altezze minime negli edifici delle comunità montane. Nessun ricambio in cifre, ma il principio del vapore tolto alla fonte, e il divieto della condensa permanente, ci sono dal 1975. La regola vincolante per chi progetta è più recente. Il decreto sui requisiti minimi del 26 giugno 2015 impone, per ogni intervento sulle strutture opache verso l&#8217;esterno, cioè muri, tetti e solai, la verifica dell&#8217;assenza di rischio di muffe con la UNI EN ISO 13788. Il decreto del 28 ottobre 2025, in vigore dal 3 giugno 2026, aggiunge la verifica del ponte termico con la UNI EN ISO 10211, come ho riportato nell&#8217;articolo sulla muffa negli angoli. Le linee guida del 2001 sulla salute negli ambienti confinati, pubblicate in Gazzetta Ufficiale come accordo fra Stato e Regioni, le ho lette in trascrizione: chiedono standard di ventilazione da stabilire e introdurre nei codici costruttivi, senza dare un ricambio in cifre per le abitazioni.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1238" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig9-le-regole-v2.png" alt="Grafico a barre orizzontali con le portate di norma ridotte a volumi all'ora sulla stessa casa, dalla protezione dall'umidità tedesca alla UNI 10339, con le due barre colorate del bilancio" class="wp-image-4202" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig9-le-regole-v2.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig9-le-regole-v2-300x232.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig9-le-regole-v2-1024x792.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig9-le-regole-v2-768x594.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig9-le-regole-v2-1536x1188.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 9. Le regole sulla stessa casa: da 0,12 a 0,59 volumi all&#8217;ora. Le due barre colorate sono il bilancio, 0,27 per la parete corrente e 0,37 per l&#8217;angolo. La soglia di salute della norma europea, 0,21, sta sotto tutte e due: la norma risponde a un&#8217;altra domanda, quella dell&#8217;aria per le persone.</figcaption></figure>
<h2 id="le-scorciatoie-che-non-tengono">Le scorciatoie che non tengono</h2>
<p><strong>&#8220;Basta arieggiare dieci minuti due volte al giorno.&#8221;</strong> È la regola che i tribunali tedeschi hanno discusso per anni, e che la Corte federale nel 2018 ha rifiutato di fissare in astratto. Sulla media conta poco: due aperture che sostituissero per intero l&#8217;aria della casa farebbero 0,08 volumi all&#8217;ora, contro lo 0,27-0,37 che il bilancio richiede alla nostra casa. Funziona in un caso preciso, la camera da letto dove il vapore entra solo di notte e i materiali accumulano e restituiscono; per la cucina della sera e per chi sta in casa di giorno non basta, e sull&#8217;angolo conta la media del mese.</p>
<p><strong>&#8220;Mezzo ricambio all&#8217;ora è la norma.&#8221;</strong> È un&#8217;ipotesi di calcolo del riscaldamento, scritta nella norma tedesca sul fabbisogno termico e ripresa dai regolamenti, come riporta la tesi di Kassel; le norme italiane non la contengono, e ragionano in litri al secondo per persona. Sulla nostra casa 0,5 volumi all&#8217;ora tengono l&#8217;angolo al 71 per cento con 5 gradi fuori, ma a 10 gradi esterni servirebbero 0,46 e a 15 gradi 0,58. Il numero giusto cambia con la famiglia, con l&#8217;angolo e con il mese. Per questo il bilancio va rifatto per ogni casa, e non si copia da una regola generale.</p>
<p><strong>&#8220;Con il cappotto la muffa sparisce.&#8221;</strong> Il cappotto alza il fattore di temperatura della parete corrente, e in campo aperto funziona. Gli angoli con ponte termico, i solai dei balconi e le spallette delle finestre restano spesso sotto il fattore che serve; i cataloghi tedeschi dei ponti termici, secondo l&#8217;articolo tecnico già citato, riportano dettagli fino a 0,42. Se insieme al cappotto si cambiano gli infissi, l&#8217;infiltrazione scende da 0,2 a 0,05 volumi all&#8217;ora e il bilancio del vapore peggiora: con 0,05 l&#8217;aria di questa casa non riuscirebbe nemmeno a contenere il vapore prodotto. Ho scritto altrove che cosa il cappotto fa e non fa al muro, in <a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a>.</p>
<p><strong>&#8220;L&#8217;umidità la toglie il deumidificatore.&#8221;</strong> Nel bilancio il deumidificatore è un pozzo, cioè un termine che toglie acqua, come il ricambio, e il conto si fa allo stesso modo: nella nostra casa a 0,2 volumi all&#8217;ora, per tenere l&#8217;aria dove la terrebbero 0,5 volumi, deve togliere 6 litri al giorno, ogni giorno per tutto l&#8217;inverno. Toglie acqua e basta: non diluisce l&#8217;anidride carbonica e gli odori, che sono la ragione per cui esistono le norme sull&#8217;aria. Ne ho scritto in <a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a>, dove il deumidificatore ha un compito preciso e limitato.</p>
<p><strong>&#8220;La parete traspira e smaltisce il vapore.&#8221;</strong> La guida sulla tenuta all&#8217;aria che ho citato per i 10 litri stima nel 2 per cento la quota che una parete smaltisce per diffusione, e nel 98 la quota che deve uscire con l&#8217;aria; l&#8217;ho riportato in Chiuso dal lato sbagliato. La traspirazione serve al muro, per non trattenere l&#8217;acqua che lo attraversa; alla casa serve il ricambio. Le tre grandezze, traspirazione, acqua e aria, le ho separate nell&#8217;articolo su <a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">che cosa fa davvero un muro con il vapore</a>.</p>
<p><strong>&#8220;L&#8217;igrometro segna 50 per cento, siamo a posto.&#8221;</strong> L&#8217;igrometro descrive l&#8217;aria in mezzo alla stanza. Con 20 gradi e 49 per cento l&#8217;angolo con fattore 0,60 sta al 71 per cento, e uno con fattore 0,50 al 78; con 20 gradi e 76 per cento l&#8217;angolo condensa. Il numero che decide è sulla superficie, e si misura lì.</p>
<p><strong>&#8220;La casa è a tenuta, quindi non ha bisogno di ventilare.&#8221;</strong> La tenuta si misura a 50 pascal con la porta soffiante e dice quanto l&#8217;involucro perde sotto spinta; la ventilazione dice quanta aria entra nell&#8217;uso normale. Le case tedesche del rapporto del 2003 avevano un n50 medio di 7,4, pessimo, e un ricambio naturale medio di 0,26, insufficiente per l&#8217;85 per cento di loro. Una casa a tenuta è la premessa per una ventilazione controllata, non un sostituto: senza un dispositivo che porti dentro aria, un aeratore a parete, un impianto in estrazione con gli ingressi d&#8217;aria o un doppio flusso, una casa stagna con quattro persone dentro sta a 0,05 volumi all&#8217;ora e condensa.</p>
<h2 id="come-si-misura">Come si misura</h2>
<p>Il bilancio si fa con numeri misurati in casa, non con numeri di manuale. Le misure sono quattro, con le avvertenze che separano un rilievo da un numero a caso.</p>
<p>1. <strong>L&#8217;aria e la superficie, nel tempo.</strong> Serve un termoigrometro con registrazione, un dato ogni dieci minuti, per almeno un mese nella stagione fredda, in centro stanza a un metro e mezzo da terra e lontano dai termosifoni. Un secondo sensore, o una sonda di temperatura a contatto, va sull&#8217;angolo peggiore: dà la temperatura della superficie, e l&#8217;umidità su quella superficie si calcola dall&#8217;aria con la formula della nota. Le linee guida del 1990 chiedono almeno un mese di registrazione continua di temperatura e umidità nella stagione fredda, il calcolo delle medie giornaliere, settimanali e mensili, e dove possibile la registrazione continua delle temperature superficiali per ricavare i fattori di temperatura. Il numero da confrontare con l&#8217;80 per cento è la media mensile dell&#8217;umidità sulla superficie, non la punta della doccia.</p>
<p>2. <strong>Il ricambio d&#8217;aria, con l&#8217;anidride carbonica.</strong> Il gas tracciante degli studi tedeschi si può sostituire con un sensore di anidride carbonica. Si legge la concentrazione fuori dalla finestra e si lascia salire quella interna con la famiglia in casa. Poi la casa si svuota, con le finestre come nell&#8217;uso normale e le porte interne aperte, così l&#8217;aria è mescolata come il modello assume, e si registra la discesa per tre ore. Il ricambio è il logaritmo naturale, il tasto ln della calcolatrice, del rapporto fra la differenza dentro-fuori all&#8217;inizio e quella alla fine, diviso per le ore trascorse. Se in tre ore la differenza scende da 1.080 a 480 parti per milione, il ricambio è 0,27 volumi all&#8217;ora. Meglio partire da una differenza dentro-fuori ampia, di parecchie centinaia di parti per milione. I sensori sbagliano di alcune decine, e il logaritmo di un rapporto piccolo amplifica l&#8217;errore: è una cautela pratica, non una prescrizione. La misura va ripetuta in un giorno calmo e in uno ventoso, con il riscaldamento acceso come d&#8217;inverno, perché il ricambio naturale cambia con il vento e con la differenza di temperatura; il valore di un sensore in un punto solo descrive quella stanza, e le stanze con la porta chiusa fanno storia a sé.</p>
<p>3. <strong>Il fattore di temperatura, con la termocamera.</strong> Dopo una notte fredda, con il riscaldamento a regime da ore e senza accensioni forti nelle ore precedenti, si leggono tre temperature: l&#8217;angolo peggiore, l&#8217;aria interna e l&#8217;aria esterna; il fattore si calcola dividendo lo scarto fra superficie ed esterno per lo scarto fra interno ed esterno. La procedura e i limiti sulle superfici lucide sono nell&#8217;articolo sulla <a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">muffa negli angoli e dietro gli armadi</a>. Lì è spiegata anche la differenza fra il rilievo puntuale e la verifica di norma, che ragiona su medie mensili e calcola i ponti termici. L&#8217;angolo va misurato con l&#8217;armadio spostato, perché dietro il mobile la superficie è più fredda di quella che si vede.</p>
<p>4. <strong>La tenuta, con la porta soffiante.</strong> Il n50 secondo la UNI EN ISO 9972 dice quanto l&#8217;involucro perde a 50 pascal e serve a capire se le infiltrazioni possono contribuire al ricambio o se sono trascurabili; non è il ricambio naturale, e il rapporto tedesco lo mostra con i suoi 7,4 contro 0,26. Serve nelle case nuove e dopo la sostituzione degli infissi, quando l&#8217;infiltrazione crolla e il bilancio va rifatto.</p>
<p>Il clima esterno si prende dalla stazione meteorologica più vicina come media del mese, non dal giorno del sopralluogo: il bilancio è mensile, e il verdetto della muffa anche. Tutte queste misure descrivono la casa così com&#8217;è abitata, con quella famiglia e quelle abitudini. Cambiano gli abitanti, cambia il bilancio, e un alloggio che con una coppia stava sotto la soglia può superarla con quattro persone e un bucato steso in cucina.</p>
<h2 id="il-metodo-in-tre-passi">Il metodo, in tre passi</h2>
<p>Come per una trave, il metodo confronta un carico con una resistenza. Il carico è l&#8217;acqua che entra nell&#8217;aria, la resistenza è la capacità della casa di portarla fuori prima che bagni la superficie peggiore.</p>
<p><strong>Primo passo: quanta acqua entra.</strong> Persone, abitudini, bucato in casa, piante, eventuali sorgenti murarie come una cantina umida o una risalita. Senza misure si usano i valori di progetto per camere e occupanti, 8, 12, 14 e 15 litri al giorno, sapendo che sono superati da un terzo delle famiglie; con le misure si ricava la produzione dal bilancio letto al contrario: eccesso di vapore moltiplicato per il ricambio e per il volume. La famiglia tipo dei miei articoli sta a 10.</p>
<p><strong>Secondo passo: quanto ricambio c&#8217;è davvero.</strong> Misurato con il decadimento dell&#8217;anidride carbonica, oppure stimato con onestà: una casa con infissi nuovi e finestre chiuse sta fra 0,05 e 0,15 volumi all&#8217;ora, secondo la tesi di Kassel e le misure tedesche; una ribalta lasciata sempre aperta dà nella stanza in cui sta da 0,56 a 1,38, cioè da 33 a 81 metri cubi all&#8217;ora da dividere per il volume di tutta la casa; un impianto di ventilazione meccanica dà la portata di progetto, se è acceso e i filtri sono puliti. Le aperture brevi si contano per quello che valgono in media: due al giorno, 0,08.</p>
<p><strong>Terzo passo: la superficie peggiore.</strong> Il fattore di temperatura dell&#8217;angolo più freddo, misurato con la termocamera a mobile spostato, o preso da un catalogo dei ponti termici per il dettaglio corrispondente. Con quel fattore, la temperatura esterna e l&#8217;umidità esterna del mese, il bilancio dice il ricambio necessario perché quel punto stia sotto l&#8217;80 per cento; nella nostra casa, 0,37 per l&#8217;angolo con fattore 0,60.</p>
<p><strong>Il confronto e la decisione.</strong> Se il ricambio reale sta sopra quello necessario la casa è in equilibrio, e la muffa che eventualmente c&#8217;è ha un&#8217;altra causa: una risalita, un&#8217;infiltrazione, una perdita, che si separano con il metodo della <a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">diagnosi differenziale</a>. Se sta sotto, ci sono due leve e si sommano. La leva del ricambio: un impianto meccanico, in estrazione con gli ingressi d&#8217;aria nei locali o a doppio flusso con recupero di calore; gli aeratori a parete; le griglie nei cassonetti o nel telaio degli infissi; gli estrattori in cucina e in bagno come chiede il decreto del 1975, con l&#8217;ingresso d&#8217;aria corrispondente perché non girino a vuoto. L&#8217;obiettivo, nell&#8217;esempio, è 0,37 volumi all&#8217;ora continui, cioè 99 metri cubi all&#8217;ora. La leva della superficie: correggere il ponte termico dall&#8217;esterno, oppure isolare l&#8217;angolo dall&#8217;interno con un pannello minerale traspirante di spessore da calcolo; staccare l&#8217;armadio dalla parete esterna, lasciando un passaggio d&#8217;aria dietro e sotto. Lo chiede la specifica tedesca al punto sui mobili, che ho riportato nell&#8217;articolo sulla muffa negli angoli. L&#8217;obiettivo è portare il fattore dell&#8217;angolo da 0,60 verso 0,75, dove il ricambio necessario scende a 0,27. Nei casi gravi, la casa a 0,1-0,15 volumi all&#8217;ora con un angolo a 0,50, servono tutte e due, e la seconda va fatta prima della stagione fredda. Le due leve restano queste: più ricambio, oppure un angolo meno freddo.</p>
<figure class="wp-block-image size-large" style="margin:0 0 28px"><img decoding="async" width="1600" height="1181" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig10-metodo.png" alt="Schema del metodo in tre passi: l'acqua che entra, il ricambio reale, la superficie peggiore, il confronto e le due leve, più ricambio o meno freddo sull'angolo" class="wp-image-3994" style="display:block;max-width:100%;height:auto;margin:0" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig10-metodo.png 1600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig10-metodo-300x221.png 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig10-metodo-1024x756.png 1024w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig10-metodo-768x567.png 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/09/ventilazione-casa-fig10-metodo-1536x1134.png 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption style="font-size:14px;line-height:1.5;color:#5a6577;font-style:italic;margin:8px 0 0;padding:0">Figura 10. Carico e resistenza, come per una trave. Tre misure, un confronto, due leve che si sommano. Il verdetto sta nell&#8217;incrocio: nessuna delle tre misure da sola dice se l&#8217;angolo farà la muffa.</figcaption></figure>
<h2 id="in-sintesi">In sintesi</h2>
<p>1. <strong>Una casa deve portare fuori l&#8217;acqua che chi ci abita produce, prima che bagni la superficie più fredda.</strong> L&#8217;umidità dell&#8217;aria esce da un bilancio con quattro numeri: produzione, volume, ricambio e clima esterno; il verdetto viene dal confronto con la temperatura del punto peggiore. 2. <strong>La famiglia di mezzo produce fra 5,6 e 8,7 litri di vapore al giorno secondo il paese, e una su dieci più di 10.</strong> Le mediane misurate per paese stanno fra 5,6 e 8,7 chilogrammi al giorno e il 10 per cento più prodigo supera i 10-21; il valore di progetto per tre camere e quattro persone è 14; la famiglia tipo di questi articoli produce 10, fra la mediana e il progetto. 3. <strong>Il bilancio è una divisione.</strong> Eccesso di vapore, in grammi al metro cubo, uguale grammi all&#8217;ora diviso ricambi all&#8217;ora per metri cubi. Con 10 litri al giorno in 270 metri cubi: 3,1 grammi al metro cubo a 0,5 volumi all&#8217;ora, 7,7 a 0,2, saturazione e condensa a 0,1. 4. <strong>La classe di umidità della norma dipende dalla famiglia divisa per il ricambio.</strong> La stessa famiglia sta in classe 2 con 0,5 volumi all&#8217;ora e in classe 5, quella delle lavanderie, con 0,2. L&#8217;appendice nazionale, senza dati misurati, mette l&#8217;alloggio senza ventilazione meccanica in classe 3, un gradino sopra quello con ricambio controllato. 5. <strong>Il verdetto lo dà la superficie più fredda, con l&#8217;80 per cento come media mensile.</strong> L&#8217;aria al 49 per cento in mezzo alla stanza sta al 71 sull&#8217;angolo con fattore 0,60 e al 62 sulla parete con fattore 0,75; al 76 per cento nell&#8217;aria l&#8217;angolo condensa. 6. <strong>Il ricambio necessario dipende dall&#8217;angolo: da 0,25 a 0,46 volumi all&#8217;ora.</strong> Parete isolata con fattore 0,80: 0,25. Minimo tedesco 0,70: 0,30. Angolo non isolato 0,60: 0,37. Ponte termico grave 0,50: 0,46. Le due leve, più aria e più caldo sulla superficie, si sommano. 7. <strong>A 0,2 volumi all&#8217;ora nessuna parete basta.</strong> Il fattore di temperatura necessario sale a 0,94, che una casa reale non ha: resta la leva del ricambio. 8. <strong>Il mese pericoloso è quello mite con le finestre chiuse.</strong> A meno 5 gradi all&#8217;angolo servono 0,32 volumi all&#8217;ora, a 5 gradi 0,37, a 10 gradi 0,46, a 15 gradi 0,58: novembre e marzo, non gennaio. 9. <strong>Le case esistenti, con le finestre chiuse, ventilano poco.</strong> Nelle misure tedesche del 2003 la media è 0,26 volumi all&#8217;ora, metà delle case sta sotto 0,18 e una su cinque sotto 0,1; dopo le finestre nuove si scende a 0,1-0,15. 10. <strong>Le finestre valgono quanto restano aperte, e per la stanza in cui stanno.</strong> Una ribalta di 10 centimetri sempre aperta fa 1,38 volumi all&#8217;ora nella stanza di prova di Kassel, una di 2 centimetri 0,56; la stessa ribalta da 80 metri cubi all&#8217;ora vale 0,30 sull&#8217;intero alloggio dell&#8217;esempio; due aperture al giorno fanno in media 0,08. 11. <strong>Le norme sull&#8217;aria rispondono a un&#8217;altra domanda.</strong> La soglia europea di 4 litri al secondo per persona vale 0,21 volumi all&#8217;ora sulla nostra casa; la vecchia UNI 10339 0,59; la regola americana 0,39; il mezzo ricambio 0,50. Il bilancio richiede 0,27 per la parete e 0,37 per l&#8217;angolo. Con 0,21 la casa è a norma e l&#8217;angolo condensa. 12. <strong>Solo la norma tedesca ha scritto l&#8217;acqua nella regola.</strong> Un livello di ventilazione indipendente dall&#8217;utente per quando gli abitanti sono assenti, e un piano di ventilazione obbligatorio quando si cambia più di un terzo delle finestre. 13. <strong>Il decreto italiano del 1975 non dà numeri, ma vieta la condensa permanente e chiede l&#8217;aspirazione alla fonte.</strong> Fumi e vapori vanno tolti dove nascono, in cucina e in bagno, prima che si diffondano. 14. <strong>Si misura in casa: aria e superficie nel tempo, ricambio con l&#8217;anidride carbonica, fattore di temperatura con la termocamera.</strong> Il numero da confrontare con l&#8217;80 per cento è la media mensile sulla superficie; il ricambio è il logaritmo del rapporto fra le differenze di concentrazione diviso per le ore.</p>
<h2 id="dal-cantiere">Dal cantiere</h2>
<p>Davanti a una macchia in un angolo, una delle prime domande non riguarda le abitudini di chi ci abita: riguarda gli infissi, e quando sono stati cambiati. Spesso la data della muffa viene subito dopo, e intanto la famiglia si sente dire che la colpa è sua. Poi si sposta l&#8217;armadio, perché la parete che si vede non è quella che conta, e si appoggia il termometro nell&#8217;angolo: la differenza con il centro della parete è di qualche grado, e su quell&#8217;angolo la stessa aria vale parecchi punti di umidità in più.</p>
<p>La seconda cosa che ho imparato è a non fidarmi né dell&#8217;igrometro in soggiorno né dei consigli generici. &#8220;Arieggiate di più&#8221; senza un numero è una frase che non si può eseguire, e la famiglia raccontata all&#8217;inizio arieggiava già. Il numero c&#8217;è: raccolte le misure, il conto si fa in poco tempo, e dice se serve un impianto, un intervento sull&#8217;angolo, o tutti e due. Negli interrati la stessa logica, con l&#8217;isolamento interno e la ventilazione meccanica come due leve che si sommano, l&#8217;ho descritta nell&#8217;articolo sulla <a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">condensa estiva</a>: cambia la stagione, non il bilancio.</p>
<h2 id="domande-frequenti">Domande frequenti</h2>
<p><strong>Quanti ricambi d&#8217;aria all&#8217;ora servono in una casa?</strong><br />Dipende da quanta acqua produce chi ci abita, dal volume, dal clima del mese e dalla temperatura del punto più freddo. Per quattro persone che producono 10 litri al giorno in 270 metri cubi, con 5 gradi e 80 per cento fuori, servono 0,27 volumi all&#8217;ora perché una parete corrente stia sotto l&#8217;80 per cento di umidità superficiale, e 0,37 per un angolo con fattore di temperatura 0,60. Il mezzo ricambio all&#8217;ora è un&#8217;ipotesi di calcolo degli impianti, non un verdetto sulla muffa.</p>
<p><strong>Aprire le finestre dieci minuti due volte al giorno basta?</strong><br />Come media no: anche se ogni apertura sostituisse tutta l&#8217;aria della casa, due al giorno farebbero 0,08 volumi all&#8217;ora, meno di un quarto dello 0,37 necessario all&#8217;angolo dell&#8217;esempio. Basta in un caso studiato dai tedeschi, la camera da letto in cui il vapore entra solo di notte e i materiali lo accumulano e lo restituiscono. Per la cucina e per chi sta in casa tutto il giorno serve un ricambio continuo o l&#8217;aspirazione alla fonte.</p>
<p><strong>Meglio la ribalta sempre aperta o la finestra spalancata?</strong><br />Sono due cose diverse. La ribalta di 10 centimetri lasciata aperta giorno e notte dà in una stanza 1,38 volumi all&#8217;ora, quella di 2 centimetri 0,56, secondo le misure di Kassel, e ha un costo di calore che d&#8217;inverno pesa. La finestra spalancata rinnova l&#8217;aria della stanza in pochi minuti, poi si chiude e la casa torna alla sua infiltrazione. Per la media del mese conta quanto la finestra resta aperta, non quanto è aperta.</p>
<p><strong>Perché la muffa è comparsa dopo aver cambiato le finestre?</strong><br />Perché l&#8217;infiltrazione, che nei vecchi infissi valeva intorno a 0,2 volumi all&#8217;ora, è scesa verso 0,05, e la stessa produzione di vapore si è divisa per meno aria. Nelle case tedesche ristrutturate il ricambio reale sta fra 0,1 e 0,15, e il sondaggio fra le società immobiliari registra muffa nel 70 per cento degli alloggi dopo la sostituzione delle finestre. Le abitudini della famiglia sono le stesse; è diminuita l&#8217;aria che entra, cioè il divisore del bilancio.</p>
<p><strong>L&#8217;igrometro segna 55 per cento: è troppo?</strong><br />Da solo non dice nulla sulla muffa. Con 20 gradi e 55 per cento l&#8217;aria contiene 9,5 grammi di vapore al metro cubo, e su un angolo a 14 gradi vale il 79 per cento, su uno a 12,5 gradi l&#8217;86. Il numero da confrontare con l&#8217;80 è quello sulla superficie più fredda, come media del mese.</p>
<p><strong>Che differenza c&#8217;è fra ricambio d&#8217;aria e tenuta all&#8217;aria?</strong><br />La tenuta, n50, si misura con la porta soffiante a 50 pascal e dice quanto perde l&#8217;involucro sotto spinta; il ricambio dice quanta aria entra nell&#8217;uso normale. Nelle case tedesche misurate nel 2003 la tenuta era pessima, n50 medio 7,4, e il ricambio naturale medio era 0,26 volumi all&#8217;ora, insufficiente per l&#8217;85 per cento di loro. Una casa a tenuta ha bisogno di un dispositivo che porti dentro aria.</p>
<p><strong>Il deumidificatore risolve?</strong><br />Toglie acqua dall&#8217;aria e nel bilancio conta come un ricambio in più: nella casa dell&#8217;esempio, a 0,2 volumi all&#8217;ora, dovrebbe togliere 6 litri al giorno per tutto l&#8217;inverno per tenere l&#8217;aria dove la terrebbero 0,5 volumi. Non diluisce anidride carbonica e odori, e sull&#8217;angolo l&#8217;umidità relativa resta quella calcolata alla sua temperatura. È uno strumento per situazioni precise, non il sostituto della ventilazione.</p>
<p><strong>La ventilazione meccanica è obbligatoria?</strong><br />Il decreto del 1975 la impone quando la tipologia dell&#8217;alloggio non consente il ricambio naturale. In ogni caso vuole fumi e vapori aspirati dove nascono, e nel bagno un&#8217;apertura o un aspiratore. La norma europea con l&#8217;appendice nazionale del 2025 fissa una soglia minima di 4 litri al secondo per persona con occupanti presenti e lascia al progettista le portate per categoria. In Germania la norma DIN 1946-6 chiede un piano di ventilazione per ogni casa nuova e quando si cambia più di un terzo delle finestre, con un livello minimo che funziona anche a casa vuota. Il bilancio dice, casa per casa, se le aperture bastano o se serve un impianto.</p>
<p><strong>Come misuro il ricambio d&#8217;aria di casa mia?</strong><br />Con un sensore di anidride carbonica: si legge la concentrazione esterna, si lascia salire quella interna, si svuota la casa lasciando porte e finestre come nell&#8217;uso normale e si registra il decadimento. Il ricambio è il logaritmo naturale del rapporto fra la differenza dentro-fuori all&#8217;inizio e alla fine, diviso per le ore. Da 1.080 a 480 parti per milione di differenza in tre ore fanno 0,27 volumi all&#8217;ora. Si ripete in un giorno calmo e in uno ventoso.</p>
<p><strong>Che cosa chiedo al tecnico, e che cosa scrivo in capitolato?</strong><br />Che il progetto di ristrutturazione contenga un bilancio del vapore per la famiglia prevista. Che preveda un ricambio che funzioni indipendentemente dagli abitanti, e l&#8217;aspirazione alla fonte in cucina e in bagno. Che contenga la verifica del fattore di temperatura degli angoli e dei ponti termici con la UNI EN ISO 13788 e la UNI EN ISO 10211, come il decreto sui requisiti minimi già richiede. Che dopo la sostituzione degli infissi il ricambio venga misurato, e che la muffa comparsa dopo i lavori non venga attribuita alle abitudini senza quella misura.</p>
<h2 id="in-conclusione">In conclusione</h2>
<p>La muffa nell&#8217;angolo dietro l&#8217;armadio è il risultato di una divisione: l&#8217;acqua che una famiglia mette nell&#8217;aria divisa per l&#8217;aria che entra, letta sulla superficie più fredda della casa. Tutti i termini della divisione si misurano, e il risultato si confronta con una soglia che ha più di trent&#8217;anni e regge ancora, l&#8217;80 per cento come media del mese. Le regole fisse, il mezzo ricambio, i litri al secondo per persona, servono a chi progetta un impianto e rispondono alla domanda dell&#8217;aria da respirare; e non sono state scritte per la domanda dell&#8217;acqua.</p>
<p>Prima di decidere un intervento, la domanda da fare è &#8220;quanta acqua entra, quanto ricambio c&#8217;è davvero e quanto è freddo l&#8217;angolo peggiore&#8221;; i consigli sulle abitudini vengono dopo la misura, e da soli non bastano. Se i numeri non tornano si cambia l&#8217;aria, con un dispositivo che funzioni anche quando nessuno apre niente, oppure si cambia l&#8217;angolo.</p>
<h2 id="nota-sui-calcoli-e-sulle-fonti">Nota sui calcoli e sulle fonti</h2>
<p>I numeri di questo articolo escono da un programma di calcolo che accompagna il testo e le tavole. Il programma riporta ogni costante con la sua fonte e a ogni esecuzione ricontrolla la coerenza interna: che la pressione di saturazione a 20 gradi valga circa 2.337 pascal, che l&#8217;aria satura a 12 gradi abbia il punto di rugiada a 12 gradi, che il ricambio calcolato come necessario riporti la superficie esattamente all&#8217;80 per cento, che i ricambi delle finestre coincidano con le misure di Kassel. Le formule, per chi vuole rifare i conti con carta e penna, sono queste.</p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>Pressione di saturazione del vapore, in pascal, alla temperatura θ in gradi: 610,5 · exp(17,269 · θ / (237,3 + θ)) sopra zero e 610,5 · exp(21,875 · θ / (265,5 + θ)) sotto zero; è la forma delle equazioni E.1 ed E.2 dell&#8217;appendice E della UNI EN ISO 13788, letta sul testo di norma e ripresa dal mio programma di calcolo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Concentrazione di vapore, in chilogrammi al metro cubo: v = p / (461,5 · (θ + 273,15)), con p in pascal; a saturazione, v_sat. L&#8217;umidità relativa è v / v_sat alla temperatura del punto. A 20 gradi 1 grammo al metro cubo vale 135 pascal.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Bilancio stazionario: Δv = G / (n · V), con G produzione in chilogrammi all&#8217;ora, n ricambio in volumi all&#8217;ora, V volume in metri cubi. Concentrazione interna v_i = v_e + Δv, con v_e quella esterna; umidità dell&#8217;aria interna v_i / v_sat(θ_i).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Temperatura della superficie: θ_si = θ_e + fRsi · (θ_i &#8211; θ_e). Umidità sulla superficie: v_i / v_sat(θ_si).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Ricambio necessario perché la superficie con fattore fRsi stia sotto 0,8: n = G / (V · (0,8 · v_sat(θ_si) &#8211; v_e)).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Fattore di temperatura minimo con un dato ricambio: fRsi = (θ_si,min &#8211; θ_e) / (θ_i &#8211; θ_e), dove θ_si,min è la temperatura alla quale v_i / 0,8 satura.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Differenza di pressione parziale per le classi: Δp = Δv · 461,5 · (θ_i + 273,15); i limiti delle classi sono rette fra i valori a 0 gradi e quelli a 20 gradi della figura NA.1 dell&#8217;appendice nazionale, riportati nel testo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Rinnovo d&#8217;aria di prima verifica dell&#8217;appendice nazionale, punto NA.1.3: n = 0,2 + 0,04 · θ_e, con θ_e temperatura esterna media mensile in gradi e n = 0,2 quando θ_e è sotto zero.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Deumidificatore: litri al giorno da togliere D = 24 · (G &#8211; n · V · (v_obiettivo &#8211; v_e)).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Ricambio dal decadimento dell&#8217;anidride carbonica: n = ln(ΔC_1 / ΔC_2) / t, con ΔC differenza fra dentro e fuori e t in ore.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Conversioni: 1 litro al secondo = 3,6 metri cubi all&#8217;ora; 1 piede cubo al minuto = 1,699 metri cubi all&#8217;ora; 1 metro quadro = 10,764 piedi quadri. Regola americana 62.2, equazione 4.1a: portata in piedi cubi al minuto = 0,03 · superficie in piedi quadri + 7,5 · (camere + 1). Norma tedesca 1946-6: portata in metri cubi all&#8217;ora = f · (-0,002 · A² + 1,15 · A + 11), con A superficie dell&#8217;alloggio in metri quadri.</li>
</ul>
<p>Il modello assume aria interna ben mescolata, regime stazionario e nessun accumulo nei materiali; dà medie, e sulle medie mensili vale il criterio della muffa. I valori esterni del caso di riferimento, 5 gradi e 80 per cento, e quelli della mappa sono ipotesi dichiarate per l&#8217;esempio, non medie climatiche di una località. La famiglia tipo a 10 litri al giorno è una scelta dichiarata, fra la mediana misurata e il valore di progetto. Il bilancio è scritto sui metri cubi d&#8217;aria alla temperatura interna, come nella norma; la dilatazione dell&#8217;aria fra 5 e 20 gradi vale circa il 5 per cento e non cambia le conclusioni. Le norme a pagamento non le ho lette sul testo, e per ciascuna dico da dove viene il valore che uso; il marcatore ✅ segna quello che ho letto sul documento, ⚠️ quello che riprendo da una fonte secondaria o non ho potuto confermare.</p>
<p><strong>Documenti letti per intero.</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>IEA, Annex 14 <em>Condensation and energy</em>, <em>Guidelines and practice</em>, 1990. ✅ letto: soglia dell&#8217;80 per cento sulla superficie come media mensile e valore di progetto, osservazione della crescita rara sotto l&#8217;85 per cento su pitture, carta, legno e gesso, rapporto di temperatura e valori di progetto per paese, inerzia igroscopica che smorza le oscillazioni brevi, registrazione continua di almeno un mese nella stagione fredda.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>A. TenWolde, C. L. Pilon, <em>The effect of indoor humidity on water vapor release in homes</em>, ASHRAE Buildings X, 2007. ✅ letto: respirazione 0,9-1,25 chilogrammi al giorno per persona da Sanders 1996, traspirazione 0,5-1,4, media di letteratura 8,2 litri al giorno per una o due persone, misura di 6,8 su sette famiglie, tabella dei valori di progetto di TenWolde e Walker 2001 adottati nella bozza della ASHRAE Standard 160, dipendenza delle sorgenti dall&#8217;umidità interna.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>S. V. Glass, A. TenWolde, <em>Review of moisture balance models for residential indoor humidity</em>, 12ª Conferenza canadese di scienza delle costruzioni, 2009. ✅ letto: tabella dei percentili per paese da Sanders 1996, elenco delle sorgenti, valori di progetto superati dal 32 per cento delle famiglie, bilancio stazionario come modello base.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>S. V. Glass, T. Kalamees, S. Pallin, J. Vinha, <em>Water vapor generation in residential buildings</em>, ASHRAE Buildings XV, 2022. ✅ letto: percentili per numero di occupanti, con i dati misurati finlandesi di Kalamees 2006 e le simulazioni per Svezia e Stati Uniti.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>J. E. Janssen, <em>The history of ventilation and temperature control</em>, ASHRAE Journal, ottobre 1999. ✅ letto: Tredgold 1836 via Klaus 1970, Pettenkofer 1862, Billings 1893 e l&#8217;adozione del 1895, Yaglou e i valori dipendenti dallo spazio per persona, Cain e Fanger 1983, la norma 62-1989 a 15 piedi cubi al minuto.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>A. K. Persily, <em>Challenges in developing ventilation and indoor air quality standards: the story of ASHRAE Standard 62</em>, Building and Environment, 2015, nella versione depositata dal NIST. ✅ letto: valori del 1973, riduzione del 1981 con la distinzione fra spazi con e senza fumo e la motivazione energetica, 5 litri al secondo per stanza nelle case, 0,35 volumi all&#8217;ora e 7,5 litri al secondo per persona nel 1989.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>L. Hensen Centnerová, <em>On the history of indoor environment and its relation to health and wellbeing</em>, REHVA Journal, aprile 2018. ✅ letto: Pettenkofer, primo professore di igiene a Monaco, e la sua osservazione del 1853 sull&#8217;aria viziata, Tredgold e i 2 litri al secondo, i 15 litri al secondo del 1895 (i 30 piedi cubi al minuto di Janssen, circa 14).</li>
<li style='margin-bottom:10px'>U. Münzenberg, T. Weithaas, J. Thumulla, <em>Luftwechsel im Gebäudebestand</em>, atti della 7ª giornata sulle muffe (Pilztagung) dell&#8217;associazione professionale tedesca dei biologi dell&#8217;edilizia, Stoccarda, giugno 2003. ✅ letto: campione, n50 medio 7,4, ricambio naturale medio 0,26, mediana sotto 0,18, 85 per cento sotto 0,4, 90 sotto 0,5, 20 per cento sotto 0,1, sondaggio delle 53 società immobiliari con il 70 per cento di alloggi con muffa dopo le finestre nuove.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>A. Maas, <em>Experimentelle Quantifizierung des Luftwechsels bei Fensterlüftung</em>, tesi, Università di Kassel. ✅ letto: stanza di prova di 58,5 metri cubi, 269 giorni di riscaldamento, ricambi con ribalta di 10 centimetri, con telaio e di 2 centimetri, permanenti, notturni e intermittenti, infiltrazione da 0,05 a 0,2, rassegna di Erhorn e Gertis, DIN 4701 e regolamento termico, Wegner.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Fraunhofer IRB, scheda del progetto <em>Luftwechsel bei Fensterlüftung</em>. ✅ letto: ricambi per la ribalta da 6 a 15 gradi e per l&#8217;anta da 22,5 a 90 gradi, a 5 e 20 gradi di differenza; valori nei grafici.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>K. Sedlbauer, <em>Prediction of mould fungus formation on the surface of and inside building components</em>, tesi di dottorato, Università di Stoccarda, 2001. ✅ letto nelle parti sulle isoplete e sulla curva più bassa di crescita.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>K. Sedlbauer, M. Krus e altri, <em>Mould growth prediction with a new biohygrothermal method and its application in practice</em>, 2003. ✅ letto: l&#8217;80 per cento come criterio decisivo nella letteratura tedesca e l&#8217;avvertenza sulle specie che crescono più in basso.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>H. Viitanen, T. Ojanen, <em>Improved model to predict mold growth in building materials</em>, ASHRAE Buildings X, 2007. ✅ letto: indice di muffa da 0 a 6, soglia sul legno fra il 75 e l&#8217;80 per cento dipendente da temperatura e tempo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Organizzazione mondiale della sanità, <em>WHO guidelines for indoor air quality: dampness and mould</em>, 2009. ✅ letto: nessun valore guida quantitativo sulla contaminazione microbica, prevenzione dell&#8217;umidità, stima del 75-80 per cento dei problemi dell&#8217;involucro legati all&#8217;umidità da Bomberg e Brown 1993.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Istituto Superiore di Sanità, nota tecnica sul monitoraggio dell&#8217;anidride carbonica negli ambienti indoor. ✅ letto: 1.000 parti per milione come valore massimo di primo approccio, dal Rapporto ISTISAN 16/15.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Eurostat, indicatore ilc_mdho01, serie scaricata il 10 settembre 2026, aggiornamento del 13 agosto 2026. ✅ letto: Italia 17,1 per cento nel 2023, Unione a 27 15,6.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Decreto del Ministero della sanità 5 luglio 1975, testo coordinato con il DM 9 giugno 1999. ✅ letto: articoli 1, 4, 6 e 7.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>DM 26 giugno 2015 sui requisiti minimi e DM 28 ottobre 2025. ✅ letti sulla Gazzetta Ufficiale per l&#8217;articolo sulla muffa negli angoli: verifica del rischio di muffa con la UNI EN ISO 13788 e, dal 3 giugno 2026, dei ponti termici con la UNI EN ISO 10211.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>ANIT, <em>La tenuta all&#8217;aria degli edifici</em>, manuale. ✅ letto: n50 con la UNI EN ISO 9972, limiti dei protocolli.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Articolo tecnico sul rapporto DIN 4108-8, sulla specifica allora in preparazione e sull&#8217;arieggiare esigibile, rivista tedesca di impiantistica, febbraio 2021. ✅ letto: sentenze dei tribunali di Berlino, Francoforte e Lubecca, sentenze della Corte federale del 5 dicembre 2018, fattore minimo 0,70 della DIN 4108-2, cataloghi fino a 0,42, raccordo delle finestre di rado sopra 0,80, simulazione della camera con due aperture da dieci minuti.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Articoli tecnici sulla DIN 1946-6:2019 di due riviste tedesche di impiantistica, con la fonte dichiarata nella norma. ✅ letti: quattro livelli, livello di protezione indipendente dall&#8217;utente, formula della portata con i coefficienti -0,002, 1,15 e 11, fattori 0,7, 1,0 e 1,3.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Raccolta di risposte sulla DIN 1946-6 dell&#8217;associazione federale tedesca per la ventilazione delle abitazioni. ✅ letta: portate di protezione più basse per le case nuove e risanate che per quelle poco isolate.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Presentazione dell&#8217;arch. R. Schmidt per il centro di tutela dei consumatori della Renania settentrionale sulla DIN 1946-6. ✅ letta come fonte secondaria: 0,5 di progetto, 0,2-0,3 reale, 0,1-0,15 nelle case ristrutturate, piano di ventilazione con più di un terzo delle finestre sostituite.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>C. Peretti, L. A. Piterà, articolo di presentazione della UNI EN 16798-1:2019/NA:2025 su una rivista tecnica, aprile 2026. ✅ letto: pubblicazione dell&#8217;appendice il 13 novembre 2025, categorie I-III, soglia di 4 litri al secondo per persona.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI EN ISO 13788:2013, con l&#8217;appendice nazionale, nella copia acquistata dall&#8217;ente di normazione. ✅ letta sul testo: umidità relativa critica sulla superficie 0,8 in mancanza di indicazioni più specifiche dei regolamenti nazionali (punto 5.3); fattore di temperatura e resistenza superficiale interna di 0,25 per muffa e condensa superficiale (punti 5.2 e 4.4.1); classi di produzione di vapore e limiti in pressione dell&#8217;appendice nazionale (prospetto NA.1 e figura NA.1), con la classe 3 per le abitazioni in mancanza di dati; rinnovo d&#8217;aria di prima verifica 0,2 più 0,04 per grado (punto NA.1.3); formule della pressione di saturazione (appendice E). Della norma riporto i valori e i punti, non il testo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Catalogo dell&#8217;ente italiano di normazione. ✅ consultato: UNI EN ISO 13788:2013 in vigore dal 20 giugno 2013; UNI 10339:1995 ritirata il 4 luglio 2024; UNI EN 16798-1:2019/NA:2025.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Focus tecnico dell&#8217;associazione nazionale del poliuretano espanso su umidità e condense, giugno 2018. ✅ letto: riporta le classi con le rette dei limiti, ma con i valori del grafico informativo della norma internazionale (640 e 1.360 pascal), non quelli dell&#8217;appendice nazionale.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>L. González-Sancha e altri, <em>Legal regulation of ventilation rates in homes in Europe 2010-2022</em>, Building and Environment, 2022, ad accesso aperto. ✅ letto: quadro per paese, per l&#8217;Italia il decreto del 1975, il decreto 192/2005, la UNI EN 15251 e la UNI 10339.</li>
</ul>
<p><strong>Norme citate attraverso fonti secondarie, testo non letto.</strong></p>
<ul>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI EN 16798-1:2019 e appendice nazionale 2025: portate per categoria. ⚠️ non lette; la soglia di 4 litri al secondo è ✅ dall&#8217;articolo di presentazione.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>UNI 10339:1995: 11 litri al secondo per persona. ⚠️ dalla stampa tecnica e da González-Sancha 2022.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>ANSI/ASHRAE 62.2-2022, equazione 4.1a. ⚠️ da tre fonti secondarie concordi; testo non letto.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>DIN 1946-6:2019-12: struttura e formula ✅ dalle riviste tecniche; il fattore del livello di protezione dall&#8217;umidità ⚠️ da confermare sul testo.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>DIN 4108-2, DIN-Fachbericht 4108-8 e DIN/TS 4108-8:2022. ⚠️ testi non letti; citate attraverso Sedlbauer e Krus 2003, l&#8217;articolo tecnico e il mio articolo sulla muffa negli angoli.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>DIN 4701 e regolamento tedesco sulla protezione termica: 0,5 e 0,8 volumi all&#8217;ora. ✅ come riportati dalla tesi di Kassel.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Pettenkofer, <em>Über den Luftwechsel in Wohngebäuden</em>, Monaco 1858. ✅ esistenza e anno dal catalogo digitale; ⚠️ il valore dell&#8217;uno per mille da fonti secondarie.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>CEN/TR 14788:2006 e guida pratica sull&#8217;umidità e la tenuta all&#8217;aria del Master CasaClima (Bolzano University Press, 2012): 10 litri al giorno e riparto 2-98 fra diffusione e ricambio. ⚠️ come già dichiarato in Chiuso dal lato sbagliato.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>Accordo Stato-Regioni del 27 settembre 2001, linee guida per la tutela della salute negli ambienti confinati. ✅ letto in trascrizione nelle parti sugli standard di ventilazione; la Gazzetta è archiviata come scansione.</li>
<li style='margin-bottom:10px'>T. Kalamees, J. Vinha, J. Kurnitski, 2006, sulle case finlandesi. ⚠️ non letto in originale; i dati vengono da Glass e altri 2022.</li>
</ul>
<p><strong>Che cosa in questo articolo è mio e non delle fonti.</strong> La scena raccontata all&#8217;inizio è una sintesi di casi visti in cantiere, sempre in lavori fatti da altri, e non un cantiere identificabile. Il caso di riferimento, 100 metri quadri, quattro persone, 10 litri al giorno, 5 gradi e 80 per cento, i fattori 0,60 e 0,75, è costruito da me con valori dichiarati. La tabella del bilancio, la curva del ricambio necessario e la mappa clima per ricambio sono aritmetica sulle formule sopra. Lo stesso vale per il conto del deumidificatore, 6 litri al giorno, e per la media delle aperture brevi, 0,08 volumi all&#8217;ora. La lettura per cui la classe di umidità della norma dipende dal ricambio è un&#8217;inferenza mia sulla definizione delle classi; l&#8217;appendice nazionale va nella stessa direzione quando separa gli alloggi con ventilazione meccanica da quelli senza. Il metodo in tre passi e le due leve sono la mia pratica, e la misura del ricambio con il decadimento dell&#8217;anidride carbonica è una procedura semplificata che sostituisce il gas tracciante degli studi citati; la cautela di partire da una differenza iniziale ampia è una scelta pratica, non una prescrizione delle fonti.</p>
<p><strong>Che cosa non c&#8217;è in questo articolo, e perché.</strong> Non c&#8217;è una misura italiana del ricambio d&#8217;aria naturale nelle abitazioni, perché non l&#8217;ho trovata. Non ci sono le portate per categoria dell&#8217;appendice nazionale, perché la norma non è stata letta. Non c&#8217;è il valore del fattore di protezione dall&#8217;umidità della norma tedesca, per la stessa ragione. Non c&#8217;è un tempo di germinazione per ogni specie, perché il criterio di norma è la media mensile e l&#8217;articolo sulla muffa negli angoli tratta già le isoplete. Dove il lettore trova un ⚠️, il numero va preso come indicazione da confermare sul testo di norma prima di scriverlo in un capitolato.</p>
<h2 id="lautore">L&#8217;autore</h2>
<p>Specialista in risanamenti di interrati, umidità di risalita, muffe e condense, circa trent&#8217;anni di esperienza di cantiere e venti come imprenditore. Autore di &#8220;Murature umide: cause e rimedi&#8221; (Grafill, 2026).</p>
<p>Il volume è disponibile su <a href="https://www.amazon.it/Murature-umide-Prevenzione-interventi-risanamento/dp/8827705309" target="_blank" rel="noopener">Amazon</a> e su <a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html#/4-versione-libro" target="_blank" rel="noopener">Grafill</a>.</p>
<p><script type='application/ld+json'>{"@context": "https://schema.org", "@type": "FAQPage", "mainEntity": [{"@type": "Question", "name": "Quanti ricambi d'aria all'ora servono in una casa?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Dipende da quanta acqua produce chi ci abita, dal volume, dal clima del mese e dalla temperatura del punto più freddo. Per quattro persone che producono 10 litri al giorno in 270 metri cubi, con 5 gradi e 80 per cento fuori, servono 0,27 volumi all'ora perché una parete corrente stia sotto l'80 per cento di umidità superficiale, e 0,37 per un angolo con fattore di temperatura 0,60. Il mezzo ricambio all'ora è un'ipotesi di calcolo degli impianti, non un verdetto sulla muffa."}}, {"@type": "Question", "name": "Aprire le finestre dieci minuti due volte al giorno basta?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Come media no: anche se ogni apertura sostituisse tutta l'aria della casa, due al giorno farebbero 0,08 volumi all'ora, meno di un quarto dello 0,37 necessario all'angolo dell'esempio. Basta in un caso studiato dai tedeschi, la camera da letto in cui il vapore entra solo di notte e i materiali lo accumulano e lo restituiscono. Per la cucina e per chi sta in casa tutto il giorno serve un ricambio continuo o l'aspirazione alla fonte."}}, {"@type": "Question", "name": "Meglio la ribalta sempre aperta o la finestra spalancata?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Sono due cose diverse. La ribalta di 10 centimetri lasciata aperta giorno e notte dà in una stanza 1,38 volumi all'ora, quella di 2 centimetri 0,56, secondo le misure di Kassel, e ha un costo di calore che d'inverno pesa. La finestra spalancata rinnova l'aria della stanza in pochi minuti, poi si chiude e la casa torna alla sua infiltrazione. Per la media del mese conta quanto la finestra resta aperta, non quanto è aperta."}}, {"@type": "Question", "name": "Perché la muffa è comparsa dopo aver cambiato le finestre?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Perché l'infiltrazione, che nei vecchi infissi valeva intorno a 0,2 volumi all'ora, è scesa verso 0,05, e la stessa produzione di vapore si è divisa per meno aria. Nelle case tedesche ristrutturate il ricambio reale sta fra 0,1 e 0,15, e il sondaggio fra le società immobiliari registra muffa nel 70 per cento degli alloggi dopo la sostituzione delle finestre. Le abitudini della famiglia sono le stesse; è diminuita l'aria che entra, cioè il divisore del bilancio."}}, {"@type": "Question", "name": "L'igrometro segna 55 per cento: è troppo?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Da solo non dice nulla sulla muffa. Con 20 gradi e 55 per cento l'aria contiene 9,5 grammi di vapore al metro cubo, e su un angolo a 14 gradi vale il 79 per cento, su uno a 12,5 gradi l'86. Il numero da confrontare con l'80 è quello sulla superficie più fredda, come media del mese."}}, {"@type": "Question", "name": "Che differenza c'è fra ricambio d'aria e tenuta all'aria?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "La tenuta, n50, si misura con la porta soffiante a 50 pascal e dice quanto perde l'involucro sotto spinta; il ricambio dice quanta aria entra nell'uso normale. Nelle case tedesche misurate nel 2003 la tenuta era pessima, n50 medio 7,4, e il ricambio naturale medio era 0,26 volumi all'ora, insufficiente per l'85 per cento di loro. Una casa a tenuta ha bisogno di un dispositivo che porti dentro aria."}}, {"@type": "Question", "name": "Il deumidificatore risolve?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Toglie acqua dall'aria e nel bilancio conta come un ricambio in più: nella casa dell'esempio, a 0,2 volumi all'ora, dovrebbe togliere 6 litri al giorno per tutto l'inverno per tenere l'aria dove la terrebbero 0,5 volumi. Non diluisce anidride carbonica e odori, e sull'angolo l'umidità relativa resta quella calcolata alla sua temperatura. È uno strumento per situazioni precise, non il sostituto della ventilazione."}}, {"@type": "Question", "name": "La ventilazione meccanica è obbligatoria?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Il decreto del 1975 la impone quando la tipologia dell'alloggio non consente il ricambio naturale. In ogni caso vuole fumi e vapori aspirati dove nascono, e nel bagno un'apertura o un aspiratore. La norma europea con l'appendice nazionale del 2025 fissa una soglia minima di 4 litri al secondo per persona con occupanti presenti e lascia al progettista le portate per categoria. In Germania la norma DIN 1946-6 chiede un piano di ventilazione per ogni casa nuova e quando si cambia più di un terzo delle finestre, con un livello minimo che funziona anche a casa vuota. Il bilancio dice, casa per casa, se le aperture bastano o se serve un impianto."}}, {"@type": "Question", "name": "Come misuro il ricambio d'aria di casa mia?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Con un sensore di anidride carbonica: si legge la concentrazione esterna, si lascia salire quella interna, si svuota la casa lasciando porte e finestre come nell'uso normale e si registra il decadimento. Il ricambio è il logaritmo naturale del rapporto fra la differenza dentro-fuori all'inizio e alla fine, diviso per le ore. Da 1.080 a 480 parti per milione di differenza in tre ore fanno 0,27 volumi all'ora. Si ripete in un giorno calmo e in uno ventoso."}}, {"@type": "Question", "name": "Che cosa chiedo al tecnico, e che cosa scrivo in capitolato?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Che il progetto di ristrutturazione contenga un bilancio del vapore per la famiglia prevista. Che preveda un ricambio che funzioni indipendentemente dagli abitanti, e l'aspirazione alla fonte in cucina e in bagno. Che contenga la verifica del fattore di temperatura degli angoli e dei ponti termici con la UNI EN ISO 13788 e la UNI EN ISO 10211, come il decreto sui requisiti minimi già richiede. Che dopo la sostituzione degli infissi il ricambio venga misurato, e che la muffa comparsa dopo i lavori non venga attribuita alle abitudini senza quella misura."}}]}</script><br />
<!--mxLA--></p>
<div style='background:#f6f7f9;border:1px solid #e3e6ea;border-radius:8px;padding:14px 18px;margin:26px 0'><strong style='color:#b11f24'>Leggi anche</strong></p>
<ul style='margin:8px 0 0 18px'>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/decoder-diagnostico-edile/">Decoder diagnostico edile: che cosa ha il tuo muro? Foto, sintomi e valutazione preliminare in PDF</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
</ul>
</div>
<p><!--/mxLA--></p>
<hr style='border:none;border-top:3px solid #b11f24;margin-top:34px'>
<table style='width:100%;border-collapse:collapse;font-family:Arial,sans-serif;color:#2a3340;font-size:14px;line-height:1.6'>
<tr>
<td style='vertical-align:top;padding-right:20px'>
<div style='font-size:16px;font-weight:700;color:#b11f24'>Ditta Renzo-ArtHome</div>
<div style='font-weight:600'>di Spedicato Oronzo</div>
<div style='color:#5a6577;margin-bottom:8px'>Specialista in risanamenti di interrati e umidit&agrave; di risalita</div>
<div><strong>Web:</strong> <a href="https://www.renzo-arthome.com">www.renzo-arthome.com</a></div>
<div><strong>E-mail:</strong> renzo.spedicato@gmail.com &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>PEC:</strong> renzoarthome@pec.it</div>
<div><strong>Cell.:</strong> +39 335 844 2978 &nbsp;&middot;&nbsp; <strong>Ufficio:</strong> +39 371 775 4189</div>
<div style='color:#5a6577'>P.IVA 02475540304</div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://www.renzo-arthome.com/preventivo-gratuito/" style="display:inline-block;background:#b11f24;color:#fff;padding:9px 16px;border-radius:6px;font-weight:700;text-decoration:none">Chiedi un preventivo &rarr;</a></div>
<div style='margin-top:12px'><a href="https://wa.me/393358442978" target="_blank" rel="noopener" title="WhatsApp" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-whatsapp.png' alt='WhatsApp' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.facebook.com/RenzoArtHome" target="_blank" rel="noopener" title="Facebook" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-facebook.png' alt='Facebook' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.linkedin.com/in/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="LinkedIn" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-linkedin.png' alt='LinkedIn' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.tiktok.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="TikTok" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-tiktok.png' alt='TikTok' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.youtube.com/@renzoarthome" target="_blank" rel="noopener" title="YouTube" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-youtube.png' alt='YouTube' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a><a href="https://www.instagram.com/renzoarthome/" target="_blank" rel="noopener" title="Instagram" style="margin-right:10px;display:inline-block"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/firma-instagram.png' alt='Instagram' width='30' height='30' style='border-radius:6px'></a></div>
</td>
<td style='vertical-align:top;width:150px;text-align:center'><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener"><img src='https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2026/07/murature-umide-copertina.jpg' alt='Murature umide: cause e rimedi' width='120' style='border:1px solid #ddd;border-radius:4px'></a></p>
<div style='font-size:12px;color:#5a6577;margin-top:6px'><strong>Murature umide: cause e rimedi</strong><br />Grafill, 2026<br /><a href="https://www.grafill.it/home/8965-2048-murature-umide-cause-rimedi.html" target="_blank" rel="noopener">Vai al libro &rarr;</a></div>
</td>
</tr>
</table>
<style>#rahLATO{margin:44px auto 0;max-width:680px;font-family:'Open Sans',sans-serif}#rahLATO *{box-sizing:border-box}#rahLATO .rahL-int{background:#fff;border:1px solid #d9dde2;padding:18px 16px 10px}#rahLATO .rahL-tit{font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:700;font-size:15px;letter-spacing:.16em;text-transform:uppercase;color:#262a33;margin:0 0 2px}#rahLATO p{margin:0!important;padding:0!important}#rahLATO .rahL-blog-r{margin:0 0 4px}#rahLATO .rahL-pagine{margin:0 0 12px}#rahLATO .rahL-blog{display:inline-block;font-size:13.5px;color:#a06a00;text-decoration:none;margin:0;border:0}#rahLATO .rahL-blog:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO details{margin:0 0 7px;border-left:4px solid var(--rahf)}#rahLATO summary{cursor:pointer;list-style:none;display:flex;align-items:baseline;gap:8px;font-family:Barlow,sans-serif;font-weight:600;font-size:14px;color:#2f3440;padding:9px 8px 9px 10px;background:var(--rahv);margin:0}#rahLATO summary::-webkit-details-marker{display:none}#rahLATO summary:before{content:"+";font-weight:700;color:#2f3440;opacity:.55;width:13px;flex:none}#rahLATO details[open]>summary:before{content:"\2212"}#rahLATO .rahL-n{margin-left:auto;font-weight:400;font-size:11.5px;color:#5a6577}#rahLATO ul{list-style:none!important;margin:0!important;padding:6px 4px 8px 12px!important;background:var(--rahv);background:color-mix(in srgb,var(--rahv) 32%,#fff)}#rahLATO li{margin:0!important;padding:4px 6px!important;font-size:13px;line-height:1.45;border-left:2px solid transparent;list-style:none!important}#rahLATO li:before{display:none!important;content:none!important}#rahLATO li a{color:#3f4450;text-decoration:none;border:0;box-shadow:none}#rahLATO li a:hover{color:#4d4200;text-decoration:underline}#rahLATO li.rahL-qui{background:#fdf6d8;border-left-color:#eddf21}#rahLATO li.rahL-qui span{font-weight:600;color:#262a33}#rahLATO li.rahL-qui .rahL-segno{display:block;font-weight:400;font-size:10.5px;letter-spacing:.08em;text-transform:uppercase;color:#5a6577;margin-top:1px}@media(min-width:1490px){body.postid-3995{overflow:visible!important}article.post-3995{position:relative}#rahLATO{position:absolute;top:0;right:-241px;bottom:0;width:225px;max-width:none;margin:0}#rahLATO .rahL-int{position:sticky;top:106px;max-height:calc(100vh - 126px);overflow-y:auto;padding:14px 12px 8px}#rahLATO summary{font-size:12.5px;padding:8px 6px 8px 8px}#rahLATO li{font-size:12px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:13px}}@media(min-width:1710px){#rahLATO{right:-336px;width:300px}#rahLATO .rahL-int{padding:18px 16px 10px}#rahLATO summary{font-size:14px}#rahLATO li{font-size:13px}#rahLATO .rahL-tit{font-size:15px}}</style>
<div id="rahLATO">
<div class="rahL-int">
<div class="rahL-tit">Gli articoli</div>
<div class="rahL-blog-r"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/blog/">Indice del blog &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-fase-per-fase/">La casa fase per fase &rarr;</a></div>
<div class="rahL-blog-r rahL-pagine"><a class="rahL-blog" href="https://www.renzo-arthome.com/decoder-diagnostico-edile/">Il decoder diagnostico &rarr;</a></div>
<details style="--rahv:#dcebf5;--rahf:#7fadd1">
<summary>Umidità di risalita e sali<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/malte-impermeabili-nei-dettagli/">Le malte impermeabili nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/intonaco-macroporoso-nei-dettagli/">L&#8217;intonaco macroporoso nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-gestione-dei-sali-nei-dettagli/">La gestione dei sali nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/barriera-chimica-nei-dettagli/">La barriera chimica nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/ma-come-si-cura-una-risalita/">Ma come si cura una risalita?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/improvvisamente-l-umidita-di-risalita/">Improvvisamente, l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-danno-e-dove-l-acqua-se-ne-va/">Il danno è dove l&#8217;acqua se ne va</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/contare-i-cicli-non-i-sali/">Contare i cicli, non i sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-dimezza-la-macchia/">Chi dimezza la macchia raddoppia l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-e-sali-bloccare-non-basta-renzo/">Umidità di risalita e sali solubili: perché bloccare l&#8217;umidità è solo metà del risanamento, e perché l&#8217;asciugatura richiede da mesi ad anni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tempi-di-asciugaturra-muratura-renzzo-ar/">L&#8217;asciugatura della muratura dopo un intervento contro l&#8217;umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-risalita-impermeabilizzazione-in/">L&#8217;innalzamento dell&#8217;umidità di risalita in seguito a interventi di impermeabilizzazione dall&#8217;interno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/doppia-barriera-protocollo-renzo-arthome/">Barriere chimiche non occludenti in zona di marea: bastano davvero contro la pressione idrostatica?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-igroscopica-edilizia/">L’umidità igroscopica nell’edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/risalita-primaria-e-sali-renzo-arthome/">Umidità di risalita capillare primaria</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/corrosione-metalli-sali/">Corrosione dei metalli causata dai sali</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/">Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-tagliamuro-e-lumidita-di-risalita-cause-e-conseguenze/">Il tagliamuro e l&#8217;umidità di risalita: cause e conseguenze</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lerosione-salina/">L&#8217;erosione salina</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/limportanza-di-rispettare-il-tagliamuro-sia-esso-fisico-o-chimico/">L’importanza di rispettare il tagliamuro sia esso fisico o chimico</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita/">L&#8217;umidità e le diverse tipologie</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#e0ecdc;--rahf:#8fbb8a">
<summary>Diagnosi e metodo<span class="rahL-n">33</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radici-stabilita-versanti/">Le radici tengono il terreno solo dove lo attraversano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vegetazione-sui-muri/">Il verde sul muro non è un problema di giardinaggio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/crosta-nera-sul-muro/">La crosta nera sul muro non è sporco</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Quanto deve ventilare una casa</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tagliamuro-e-fascia-impermeabile-base-del-muro/">Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanta-acqua-serve-al-gelo/">Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-lacqua-sale-nellintercapedine/">Quando l&#8217;acqua sale nell&#8217;intercapedine</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-pluviale-dentro-il-muro/">Il pluviale dentro il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cappotto-non-asciuga-il-muro/">Il cappotto non asciuga il muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-da-costruzione/">L&#x27;umidità da costruzione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-ha-un-impronta/">L&#8217;acqua ha un&#8217;impronta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/l-acqua-non-mente/">L&#8217;acqua non mente</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-terreno-prima-del-muro/">Il terreno prima del muro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnosi-differenziale-risalita/">Diagnosi differenziale dell&#8217;umidità di risalita capillare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/diagnostica-edilizia-completa/">Diagnostica delle patologie edilizie</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-vs-assoluta-renzo-artho/">Umidità relativa e umidità assoluta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/articolo-non-tutte-le-macchie-sono-infil/">Non tutte le macchie sono infiltrazioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-sintomo-non-e-la-malattia/">Il sintomo non è la malattia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#e4e2f0;--rahf:#9c95c9">
<summary>Interrati e impermeabilizzazioni<span class="rahL-n">31</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-dei-giunti/">Sul giunto si impermeabilizza un movimento</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-intorno-alla-casa/">Impermeabilizzare il muro è l&#8217;ultima mossa, non la prima</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muro-bagnato-sotto-la-gronda/">Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-sotto-soglia/">La vaschetta ferma le infiltrazioni all&#8217;interno, ma non protegge la soglia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/cemento-osmotico-nei-dettagli/">Il cemento osmotico nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-pre-getto/">Impermeabilizzazioni pre-getto delle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzare-un-interrato-i-nodi-che-contano/">Impermeabilizzare un interrato: i nodi che contano</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/costruire-casa-senza-umidita/">La casa asciutta si decide in cantiere</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/resine-idroespansive-nei-dettagli/">Le resine idroespansive nei dettagli</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-seconda-pelle-del-balcone/">La seconda pelle del balcone</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chi-porta-i-cavi-porta-acqua/">Chi porta i cavi porta anche l&#8217;acqua</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vasca-bianca-o-vasca-nera/">Vasca bianca o vasca nera? La scelta che decide la durata di un interrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/si-compra-al-metro-quadro/">Si compra al metro quadro, si perde al centimetro</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/tre-centimetri-invece-di-una-demolizione/">Tre centimetri invece di una demolizione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/prima-la-strategia-poi-il-prodotto/">Prima la strategia, poi il prodotto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/spinta-idrostatica-interrati/">La spinta idrostatica nelle strutture interrate</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-umidita-radon-infiltrazioni/">Il seminterrato fra infiltrazioni, umidità e radon: un approccio integrato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/lo-scannafosso-intercapedine-tecnica-per-il-controllo-dellumidita-e-delle-infiltrazioni/">Lo scannafosso</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/fontana-dei-grifi-allinterno-del-castello-miramare-di-trieste/">Fontana dei Grifi all&#8217;interno del castello Miramare di Trieste</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/interventi-di-impermeabilizzazioni/">Impermeabilizzazioni: come intervenire e quali soluzioni scegliere</a></li>
</ul>
</details>
<details open style="--rahv:#d9edea;--rahf:#7dbcb5">
<summary>Condensa, muffe e microclima<span class="rahL-n">16</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/acqua-nel-tetto-coibentato/">La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un&#8217;infiltrazione</a></li>
<li class="rahL-qui"><span>Quanto deve ventilare una casa</span><span class="rahL-segno">stai leggendo</span></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-muro-non-respira/">Il muro non respira: traspirazione, acqua e aria sono tre cose diverse</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffa-angoli-dietro-armadi/">La muffa negli angoli e dietro gli armadi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-estiva-interrati/">La condensa estiva negli interrati</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-relativa-assoluta-punto-di-rugiada/">Che cosa misuriamo quando misuriamo l&#8217;umidità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/chiuso-dal-lato-sbagliato/">Chiuso dal lato sbagliato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/il-problema-non-e-la-pioggia/">Il problema non è la pioggia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-rimbalzo-cap/">Umidità di rimbalzo (rain splash)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-meteorica-cap/">Umidità meteorica (penetrating damp)</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-condensazione/">Umidità da condensazione</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/sindrome-dell-edificio-malato/">Sindrome dell&#8217;edificio malato: cause, sintomi e soluzioni</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/muffe-indoor/">Muffe indoor</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/condensa-interstiziale-in-edilizia/">Condensa interstiziale in edilizia</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/la-termoforesi/">Termoforesi: cos&#8217;è e come prevenirla</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f2e9d5;--rahf:#c9a970">
<summary>Vespai e solai<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/umidita-residua-del-massetto/">L&#8217;umidità residua del massetto: quando si può posare</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/radon-inquilino-invisibile/">Radon, l&#8217;inquilino invisibile: da dove entra e come si tiene fuori</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-interrati/">Il vespaio aerato negli interrati: perché sono contrario</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/stalattiti-del-predalles/">Le stalattiti del predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quando-piove-dal-predalles/">Quando piove dal predalles</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/vespaio-aerato-normative-e-calcoli/">Vespaio aerato</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-un-vespaio/">Quanto deve ventilare un vespaio?</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1431-2/">Le infiltrazioni nei predalles: analisi e metodologie di intervento</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f5e3dc;--rahf:#cf9484">
<summary>Casi Studio<span class="rahL-n">8</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/riparare-manto-tpo-a-freddo/">Riparare un manto in TPO a freddo, con la guaina liquida armata</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/">L&#8217;acqua nel muro non va via in un giorno</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-grado-androne-acqua-alta/">Caso studio: Grado, l&#8217;androne del condominio e l&#8217;acqua alta</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-trieste-parete-contro-pendio/">Caso studio: Trieste, la parete contro il pendio</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-loreto/">Caso studio: Loreto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-eliporto/">Caso studio: eliporto</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/caso-studio-isola-d-elba/">Caso studio: Isola d&#8217;Elba</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/come-asciugare-una-casa-bagnata/">Come asciugare una casa bagnata</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#f4eecb;--rahf:#c9b954">
<summary>Norme e libro<span class="rahL-n">5</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/impermeabilizzazione-bagno-doccia/">Il bagno si impermeabilizza prima delle piastrelle</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/che-cosa-ferma-la-risalita/">Storia della risalita e i sistemi per fermarla</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/normativa-salubrita-edifici/">Quadro normativo sulla salubrità</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/1443-2/">Materiali da costruzione radioattivi</a></li>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pubblicato-il-libro-murature-umide-cause-e-rimedi/">Pubblicato il libro “Murature umide: cause e rimedi”</a></li>
</ul>
</details>
<details style="--rahv:#ebedf0;--rahf:#a7adb8">
<summary>Altri articoli<span class="rahL-n">1</span></summary>
<ul>
<li><a href="https://www.renzo-arthome.com/pavimenti-in-resina-nei-dettagli/">I pavimenti in resina nei dettagli</a></li>
</ul>
</details>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/">Quanto deve ventilare una casa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.renzo-arthome.com/quanto-deve-ventilare-una-casa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
