Guida all’impermeabilizzazione
32 tavole, dagli interrati ai tetti: per ogni tavola gli strati in ordine di posa e il controllo di ogni passo.
In cima il Manuale tecnico: tredici argomenti e 95 schede su umidità, sali, condensa, muffe, radon, vespai e infiltrazioni. Ogni norma citata per esteso, fino ai Criteri Ambientali Minimi del novembre 2025.
Sotto partono le vrenta tavole interattive, una per ogni conto che serve davvero in cantiere: l’aria e la sua umidità, l’acqua dentro il muro, i tempi di asciugatura, i sali, il gelo, il radon. Ognuna nasce da un articolo del blog, dove il metodo è spiegato per esteso. Si apre quella che serve, si spostano i cursori e si legge il risultato.
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Tredici argomenti e 95 schede su umidità, sali, condensa, muffe, radon, vespai e infiltrazioni. Ogni norma per esteso, con sigla, anno e provenienza.
Scegli che cosa impermeabilizzare e se è nuovo o vecchio: si apre il disegno tecnico con gli strati numerati e la posa passo per passo. Gratis.
32 tavole, dagli interrati ai tetti: per ogni tavola gli strati in ordine di posa e il controllo di ogni passo.
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Umidità di risalita, infiltrazioni, condensa, sali, muffa: compatibilità con il quadro, cosa fare ora, da che cosa distinguerlo, gli errori da evitare.
Qui l’umidità è quella dell’aria, la cifra del termoigrometro: da lei dipendono rugiada, condensa e muffa sulle superfici.
Misura l’aria, non il muro. Da temperatura e umidità relativa: umidità assoluta, punto di rugiada e la temperatura sotto la quale una superficie rischia la muffa.
| Operazione | T | UR | Assoluta | Titolo | Rugiada |
|---|---|---|---|---|---|
| Partenza | 20,0 °C | 60 % | 10,3 | 8,71 | 12,0 °C |
| Scaldo di 5 gradi | 25,0 °C | 44 % | 10,2 | 8,71 | 12,0 °C |
| Raffreddo di 5 gradi | 15,0 °C | 82 % | 10,5 | 8,71 | 12,0 °C |
| Raffreddo sotto la rugiada qui l’acqua esce dall’aria |
10,0 °C | 100 % | 9,4 | 7,62 | 10,0 °C |
| Deumidifico di 15 punti | 20,0 °C | 45 % | 7,8 | 6,51 | 7,7 °C |
| Ricambio con aria esterna invernale aria a 5 °C e 80 %, scaldata in casa |
20,0 °C | 30 % | 5,2 | 4,31 | 1,8 °C |
Il metodo, per esteso, sta nell’articolo Che cosa misuriamo quando misuriamo l’umidità.
Da aria esterna e temperatura delle pareti: se aprire asciuga o bagna, ora per ora.
Il metodo, per esteso, sta nell’articolo La condensa estiva negli interrati.
Da aria esterna e temperatura del vespaio: se le prese d’aria asciugano o portano condensa.
| Giornata | Aria esterna | Rugiada | Effetto | Acqua per m³ | Litri al giorno |
|---|---|---|---|---|---|
| Notte d’agosto | 22 °C, 90 % | 20,3 °C | BAGNA | +3,84 g | +2,3 |
| Mattino d’agosto | 25 °C, 80 % | 21,3 °C | BAGNA | +4,78 g | +2,9 |
| Pomeriggio d’agosto | 32 °C, 55 % | 21,8 °C | BAGNA | +4,95 g | +3,0 |
| Dopo un temporale | 24 °C, 95 % | 23,1 °C | BAGNA | +7,03 g | +4,2 |
| Giornata di marzo | 12 °C, 70 % | 6,7 °C | ASCIUGA | 0,00 g | 0,00 |
| Mattina di gennaio | 2 °C, 90 % | 0,5 °C | ASCIUGA | 0,00 g | 0,00 |
Il metodo, per esteso, sta nell’articolo Il vespaio aerato negli interrati.
Da aria esterna e temperatura del cavo: se la ventilazione dell’intercapedine asciuga o condensa.
Il metodo, per esteso, sta nell’articolo Lo scannafosso.
Da aria interna e temperatura della parete: se la superficie è sopra o sotto la soglia della muffa.
Il metodo, per esteso, sta nell’articolo La muffa negli angoli e dietro gli armadi.
Poche domande sulla macchia, e la famiglia a cui appartiene.
Il metodo, per esteso, sta nell’articolo La muffa negli angoli e dietro gli armadi.
Dall’acqua prodotta, dal volume, dal clima del mese e dal punto più freddo: il ricambio che serve, confrontato con le regole.
| regola | m³/h | vol/h | per questo punto |
|---|---|---|---|
| UNI 10339:1995, 11 l/s a persona (ritirata il 4/7/2024) ⚠ via stampa tecnica | 158 | 0,59 | basta |
| UNI EN 16798-1 e NA:2025, minimo 4 l/s a persona | 58 | 0,21 | non basta |
| ASHRAE 62.2-2022, equazione 4.1a ⚠ formula da fonti secondarie | 106 | 0,39 | basta |
| DIN 1946-6:2019, ventilazione nominale (f 1,0) | 106 | 0,39 | basta |
| DIN 1946-6:2019, ventilazione ridotta (f 0,7) | 74 | 0,27 | non basta |
| DIN 1946-6:2019, protezione dall’umidità (f 0,3) ⚠ fattore da confermare | 32 | 0,12 | non basta |
| regola pratica del mezzo ricambio | 135 | 0,50 | basta |
| il bilancio per questo punto (fattore 0,60) | 99 | 0,37 |
Il metodo, per esteso, sta nell’articolo Quanto deve ventilare una casa.
Quanto particolato si deposita su una parete fredda, da temperatura e differenza con l’aria.
Il metodo, per esteso, sta nell’articolo La termoforesi.
Qui l’umidità è l’acqua dentro la muratura: quella che sale dal terreno, i sali che si porta dietro, il gelo che la trova nei pori, il tempo che ci mette a uscire.
Quanto deve scendere il contenuto d’acqua, e in quanto tempo, perché si possa parlare di prosciugamento.
| Rilievo iniziale | Ua° | P | R | Tetto su Ua | Esito del punto |
|---|---|---|---|---|---|
| scarto di 2 punti | 4,5 % | 25 % | 1,5 | 3 % | non conforme |
| scarto di 4 punti | 6,5 % | 62,5 % | 1,5 | 3,5 % | non conforme |
| scarto di 8 punti | 10,5 % | 81,2 % | 1,5 | 4,5 % | conforme |
| scarto di 12 punti | 14,5 % | 87,5 % | 1,5 | 5,5 % | conforme |
| scarto di 20 punti | 22,5 % | 92,5 % | 1,5 | 5,5 % | conforme |
| Piano verticale | Dalla testata | Altezze dal calpestio | Profondità dalla superficie | Punti |
|---|---|---|---|---|
| primo, a un sesto | 100 cm | 40 / 140 / 240 cm | 20 / 8 cm | 6 |
| di mezzo, a metà | 300 cm | 40 / 140 / 240 cm | 20 / 8 cm | 6 |
| terzo, a cinque sesti | 500 cm | 40 / 140 / 240 cm | 20 / 8 cm | 6 |
Il metodo, per esteso, sta nell’articolo Non tutte le macchie sono infiltrazioni.
Dall’altezza della macchia: quanta acqua sta salendo davvero, e perché dimezzare la macchia raddoppia l’acqua.
Il metodo, per esteso, sta nell’articolo Chi dimezza la macchia raddoppia l’acqua.
Il bilancio fra l’acqua che sale e l’acqua che evapora, per distinguere una risalita viva da un muro che vive di sali.
Il metodo, per esteso, sta nell’articolo Storia della risalita e i sistemi per fermarla.
Dalla muratura e dalle indagini fatte: quale famiglia di sistemi risponde a quale muro.
Il metodo, per esteso, sta nell’articolo Storia della risalita e i sistemi per fermarla.
Che cosa succede alla base del muro con e senza tagliamuro, con il proprio spessore e la propria muratura.
Il metodo, per esteso, sta nell’articolo Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro.
Da spessore e materiale: quanto tempo serve perché un muro si asciughi, a fonte d’acqua interrotta.
Il metodo, per esteso, sta nell’articolo Tempi di asciugatura della muratura.
Quanta acqua e quanti sali può ospitare un intonaco macroporoso, e quanto lo strozza la finitura.
| Finitura | sd finitura | sd del sistema | Flusso di vapore | Sotto il limite |
|---|---|---|---|---|
| nessuna finitura: il solo intonaco V1, alta | 0,00 m | 0,24 m | 100 % | sì |
| pittura minerale alla soglia fra V1 e V2 V2, media | 0,14 m | 0,38 m | 63 % | sì |
| il limite della scheda per la finitura V2, media | 0,20 m | 0,44 m | 55 % | no |
| la soglia fra V2 e V3 V2, media | 1,40 m | 1,64 m | 15 % | no |
| lavabile filmogena, scenario dichiarato V3, bassa | 2,00 m | 2,24 m | 11 % | no |
Il metodo, per esteso, sta nell’articolo L’intonaco macroporoso nei dettagli.
Quota di risalita dell’acqua di mare nell’intercapedine e sale portato per ogni metro.
| Livello nella camera | Rispetto alla linea | Acqua per metro | Sulla parete | Esito sulla linea |
|---|---|---|---|---|
| +5 cm | -10 cm | 1,5 | 1,5 | linea sopra il pelo |
| +10 cm | -5 cm | 3 | 3 | linea sopra il pelo |
| +15 cm | alla quota | 4,5 | 4,5 | acqua al filo della linea |
| +20 cm | +5 cm | 6 | 6 | linea scavalcata |
| +30 cm | +15 cm | 9 | 9 | linea scavalcata |
| +50 cm | +35 cm | 15 | 15 | linea scavalcata |
Il metodo, per esteso, sta nell’articolo Intercapedini in zona costiera.
Da un anno di temperatura e umidità: quante volte i sali della parete attraversano la soglia di cristallizzazione.
| Sale | Formula | Soglia | La banda la attraversa? | Cicli l’anno, per sale |
|---|---|---|---|---|
| Halite | NaCl | 75,3 % | sì | 50 |
| Thenardite-mirabilite | Na2SO4 | 76,6 % | sì | 50 |
| Nitratina | NaNO3 | 75,4 % | sì | 50 |
| Nitro | KNO3 | 94,6 % | no | 0 |
| Gesso | CaSO4·2H2O | 99 % | no | fuori dal conto |
Il gesso resta fuori dal conto, come nei modelli termodinamici: sotto il 99% non si muove.
| Specie nella miscela | Umidità di cristallizzazione | La banda la attraversa? | Cicli l’anno, per specie |
|---|---|---|---|
| Aphthitalite | 88,8 % | no | 0 |
| Bloedite | 74,6 % | sì | 50 |
| Halite | 64,4 % | sì | 50 |
| Nitro | 63,2 % | sì | 50 |
| Darapskite | 63 % | sì | 50 |
Le soglie in miscela sono mediane di un grande insieme di campioni a 20 °C: qui non si spostano con la temperatura.
Il metodo, per esteso, sta nell’articolo Sali – contare i cicli.
Dal referto di laboratorio: la classe di carico salino anione per anione, con le soglie WTA della tabella dell’articolo.
| Anione | Il tuo valore | Basso | Medio | Alto | Classe |
|---|---|---|---|---|---|
| Cloruri (Cl⁻) | 0,35 % (3.500 mg/kg) | fino a 0,2 % (2.000) | 0,2 – 0,5 % | oltre 0,5 % (5.000) | MEDIO |
| Nitrati (NO₃⁻) | 0,08 % (800 mg/kg) | fino a 0,1 % (1.000) | 0,1 – 0,3 % | oltre 0,3 % (3.000) | BASSO |
| Solfati (SO₄²⁻) | 1,8 % (18.000 mg/kg) | fino a 0,5 % (5.000) | 0,5 – 1,5 % | oltre 1,5 % (15.000) | ALTO |
Soglie in percento sulla massa secca del campione; fra parentesi la stessa cifra in mg/kg. Questa tavola legge un anione per volta e prende come classe complessiva la peggiore: non somma sali diversi.
Questa tavola calcola con JavaScript: senza, resta l’esempio qui sopra, già compilato.
Il metodo, per esteso, sta nell’articolo La gestione dei sali.
Dall’umidità del locale e dai sali presenti: quali restano in soluzione e tengono il muro umido anche a barriera perfetta.
| Sale | Umidità di equilibrio | A quest’aria | Da dove viene, di solito |
|---|---|---|---|
| Cloruro di sodio (NaCl) | intorno al 75 % | cristallizzato: può asciugare | aree costiere, aerosol marino trasportato dai venti; anche dal terreno con la risalita |
| Cloruro di magnesio (MgCl2) | intorno al 33 % | in soluzione: il muro pesca acqua dall’aria | come gli altri cloruri: aree costiere, aerosol marino, terreno; fortemente deliquescente |
| Cloruro di calcio (CaCl2) | intorno al 30 % | non segnato | come gli altri cloruri: aree costiere, aerosol marino, terreno; fortemente deliquescente |
| Nitrato di potassio (KNO3) | intorno al 94 % | non segnato | origine organica come gli altri nitrati: stalle, concimaie, pozzi neri, reti fognarie, fertilizzanti; è il nitrato meno igroscopico |
| Nitrati di calcio e di magnesio (Ca(NO3)2, Mg(NO3)2) | intorno al 50 % o più in basso | non segnato | origine organica: stalle, concimaie, pozzi neri, reti fognarie, fertilizzanti azotati, luoghi di sepoltura |
| Solfato di sodio (Na2SO4) | fra l’87 e il 95 %, secondo fase e temperatura | cristallizzato: può asciugare | dai materiali da costruzione stessi e dal terreno; lega molta acqua negli idrati |
Sopra la soglia i cristalli attraggono umidità dall’aria e tornano in soluzione; sotto, la soluzione si soprassatura e il sale cristallizza mentre l’acqua evapora. Sulla soglia esatta la tavola conta il sale come in soluzione, per prudenza; per il solfato di sodio legge l’estremo basso dell’intervallo, e per i nitrati di calcio e di magnesio, la cui soglia sta «intorno al 50 % o più in basso», sotto il 50 % dichiara lo stato incerto.
Questa tavola calcola con JavaScript: senza, resta l’esempio qui sopra, già compilato.
Il metodo, per esteso, sta nell’articolo Risalita e sali – bloccare non basta.
Dalla posizione sulla facciata e dal materiale: dove cresce la crosta nera, e con la formula europea quanti micrometri di calcare perde nel primo anno la pietra lavata dalla pioggia.
Il metodo, per esteso, sta nell’articolo La crosta nera sul muro non è sporco.
Dalla pianta, dal punto in cui cresce e dallo stato del muro: quale acqua cercare, quanto è pericolosa la specie e in che ordine si fanno i lavori.
Il metodo, per esteso, sta nell’articolo Il verde sul muro non è un problema di giardinaggio.
Che cosa c’è sotto casa, com’è il terreno, dov’è l’acqua e quale recapito esiste: che cosa serve davvero, in che ordine si lavora e con quale titolo.
Il metodo, per esteso, sta nell’articolo Impermeabilizzare il muro è l’ultima mossa, non la prima.
Dal grado di saturazione: se il gelo può rompere il muro, e quanta acqua serve perché succeda.
Prima di tutto, dove sei. Il gelo lavora solo dove ci sono notti sotto zero, e in Italia i giorni di gelo vanno da centinaia in quota a pochissimi o nessuno sulle coste del Mezzogiorno. Il dato si prende dalla stazione più vicina, fra i valori climatici normali dell’ISPRA. Dove i giorni di gelo sono pochi, un paramento che si sfalda quasi mai è gelo: le prime ipotesi restano cristallizzazione dei sali e umidità di risalita. Da dove vengono i numeri. Grado di saturazione, acqua da togliere, porosità e litri per metro cubo sono aritmetica sulle tre pesate. La spinta del ghiaccio, 1,12 MPa per ogni grado sotto zero, viene dall’equilibrio fra ghiaccio e acqua nel poro. Le soglie 0,80 e 0,90 sono di Hirschwald, che però le fissò sul coefficiente di saturazione: qui sono usate sul grado di saturazione come soglie prudenziali di lavoro, e il termine di confronto esatto resta il grado critico del singolo materiale, che si determina in prova. Le resistenze a trazione sono l’unico dato debole: sono intervalli di letteratura, non misure, e per questo la tavola mostra l’intervallo e non una cifra sola. Fa eccezione il calcestruzzo, calcolato con l’Eurocodice 2. Se conosci la resistenza del tuo materiale scrivila nel campo apposta: il calcolo userà quella. I quattro casi pronti sono esempi costruiti per mostrare come si muove il calcolo, non rilievi di cantiere. La tavola descrive la condizione del materiale e non prevede quando e quanto si romperà.
Il metodo, per esteso, sta nell’articolo Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro.
Qui l’umidità è vapore che attraversa gli strati di una parete: chi lo lascia passare e chi lo ferma.
Strato per strato, la resistenza al vapore della parete e chi comanda nella catena, su 51 materiali.
Traspirabilità, profilo di Glaser e protezione dalla pioggia, per la parete che componi tu
Valori di prova, liberi: la verifica di norma (UNI EN ISO 13788) usa le medie mensili della località, per tutti i 12 mesi.
Il primo strato è lato aria interna, l’ultimo lato aria esterna. Per i film sottili il μ non si dichiara:
si inserisce l’sd di scheda, e la loro resistenza termica si trascura.
Da dove vengono i numeri. Ogni voce del menu porta con sé la propria provenienza, che compare
nella scheda dello strato: per la maggior parte è il prospetto A.1 della UNI 10351:2021 (con le
permeabilità δ della voce), per alcune è dichiarata un’altra origine (scheda tecnica di prodotto,
UNI EN ISO 10456, UNI EN ISO 13788). Il μ singolo è il valore di lavoro del database del modulo Glaser
di casa; il dato di norma è l’intervallo. Nessun valore è stato inventato o mediato qui.
In progetto si usa la scheda tecnica del prodotto posato.
Metodo per interfacce della UNI EN ISO 13788 come documentato dal manuale ANIT: saturazione
Psat = 610,5·e17,269T/(237,3+T), temperature dalle resistenze termiche cumulate
(Rsi 0,13 e Rse 0,04 m²K/W da EN ISO 6946), Pv lineare negli spessori d’aria
equivalente, strati suddivisi finché ogni tratto ha R ≤ 0,25 m²K/W. Dove la linea rossa tocca la blu
dentro la parete, lì l’acqua compare; se il contatto avviene già sulla faccia, la condensa è
superficiale (la superficie sta sotto il punto di rugiada dell’aria: il caso della muffa) e il verdetto
lo dice a parte, perché nell’aria non condensa niente. Quadro a un solo clima: la verifica completa lavora
sui 12 mesi e calcola quantità e rievaporazione della condensa.
sd = μ × spessore: lo spessore di aria ferma che opporrebbe al vapore la
stessa resistenza. Gli strati stanno in serie, gli sd si sommano, e comanda il più chiuso.
Criterio per la protezione dalla pioggia battente (recepito nella norma tedesca):
w ≤ 0,5, sd ≤ 2,0 e prodotto w·sd ≤ 0,2. I tre vincoli valgono insieme.
Classi EN 1062-1: sul vapore la migliore è V1, sull’acqua liquida è W3.
Il metodo, per esteso, sta nell’articolo Il muro non respira.
Dalle fessure del soffitto e dagli strati del tetto: quanta acqua porta l’aria contro la diffusione, e in quanti mesi esce quella chiusa dentro.
Il metodo, per esteso, sta nell’articolo La macchia sotto il tetto coibentato non è sempre un’infiltrazione.
Qui l’acqua è liquida e arriva dal tetto o dal solaio: pluviali murati e solai che gocciolano.
Dalla falda e dalla pioggia del luogo: i litri all’ora nel pluviale e la sezione che serve.
| Pioggia | Intensità | Litri all’ora | Litri al minuto | Ore d’acqua nell’anno |
|---|---|---|---|---|
| debole | 1 mm/h | 50 | 0,8 | 951 ore |
| moderata | 4 mm/h | 200 | 3,3 | 238 ore |
| forte | 10 mm/h | 500 | 8,3 | 95 ore |
| nubifragio, alla soglia | 30 mm/h | 1.500 | 25 | 32 ore |
| nubifragio violento | 60 mm/h | 3.000 | 50 | 16 ore |
Il metodo, per esteso, sta nell’articolo Il pluviale dentro il muro.
Dalla falda e dalla pioggia: se canale, bocca e pluviale reggono, dove sta il collo di bottiglia e quanto si allunga la lattoneria.
| Metallo | Coefficiente | Allungamento | Giunti sul tratto |
|---|---|---|---|
| acciaio al carbonio | 12,0 · 10-6/K | 9,6 mm | nessuna regola nelle fonti |
| acciaio inox austenitico | 17,5 · 10-6/K | 14,0 mm | nessuna regola nelle fonti |
| rame | 16,5 · 10-6/K | 13,2 mm | 0 (ogni 15 m) |
| zinco-titanio | 22,0 · 10-6/K | 17,6 mm | 0 (ogni 15 m) |
| alluminio | 24,0 · 10-6/K | 19,2 mm | 0 (ogni 12 m) |
| piombo | 28,0 · 10-6/K | 22,4 mm | nessuna regola nelle fonti |
Il metodo, per esteso, sta nell’articolo Il muro bagnato sotto la gronda non è risalita.
Dalla lunghezza delle stalattiti: l’ordine di grandezza del tempo e dell’acqua passata.
| Lunghezza | Almeno | Al ritmo medio | In grotta |
|---|---|---|---|
| 5 cm | 25 giorni | 114 giorni | 25-250 anni |
| 10 cm | 50 giorni | 228 giorni | 50-500 anni |
| 15 cm | 75 giorni | 342 giorni | 75-750 anni |
| 20 cm | 100 giorni | 456 giorni | 100-1.000 anni |
Il metodo, per esteso, sta nell’articolo Le stalattiti del predalles.
Qui l’umidità è quella residua di un massetto nuovo, quella che decide se si può posare.
Dalla lettura al carburo, dal massetto e dal rivestimento: se si può posare e quanta acqua deve ancora uscire.
Il metodo, per esteso, sta nell’articolo L’umidità residua del massetto.
Non è acqua: è il radon, che passa dalle stesse fessure e dagli stessi giunti.
Dalla concentrazione misurata: dose annua e confronto con i livelli di riferimento.
Dalla concentrazione misurata in casa alla dose annua e al rischio, con i coefficienti ufficiali (ICRP 137, Darby 2005, D.Lgs. 101/2020). E la mappa dell’Italia del radon: indagine nazionale e aree prioritarie. Nessuna mappa sostituisce la misura nella tua casa.
Se non hai una misura, tocca la tua regione sulla mappa: si carica la media regionale come punto di partenza (solo orientativo).
Media italiana: 70 · obiettivo OMS: 100 · nuove case: 200 · riferimento di legge: 300
La convenzione di radioprotezione per le abitazioni è 7.000 ore l’anno.
—
Due letture dello stesso Paese: le medie dell’indagine nazionale ISS-ENEA e lo stato delle aree prioritarie previste dal D.Lgs. 101/2020.
Dose. E [mSv/anno] = C [Bq/m³] × ore/anno × 6,7·10⁻⁶ — coefficiente ICRP Pubblicazione 137 (2017) con fattore di equilibrio 0,4. Con il coefficiente UNSCEAR (1,6 mSv per mJ·h/m³) la stima si riduce a poco più della metà: le due scuole convivono nella letteratura.
Rischio relativo. RR = 1 + 0,16 × C/100 — aumento del 16% del rischio di tumore polmonare ogni 100 Bq/m³ di concentrazione media di lungo periodo (Darby et al., BMJ 330:223, 2005; confermato da OMS 2009). Relazione lineare, senza soglia.
Rischio assoluto. Rischio cumulativo di morte per tumore polmonare entro i 75 anni, a radon nullo: 0,41% per chi non ha mai fumato, 10,1% per il fumatore (Darby 2005); il valore mostrato è la base moltiplicata per RR. Per l’ex fumatore il rischio è intermedio e dipende da quanto e per quanto si è fumato e da quando si è smesso: qui si mostra l’intervallo tra i due profili.
Limiti. Strumento informativo: non sostituisce la misura (UNI ISO 11665-4, servizi di dosimetria riconosciuti ex D.Lgs. 101/2020) né le valutazioni di legge per i luoghi di lavoro. I dati regionali derivano dall’indagine nazionale 1989–97 (APAT, Annuario 2003): le campagne regionali successive, più fitte e mirate ai piani terra, hanno spesso misurato valori più alti. Lo stato delle aree prioritarie è aggiornato al 31 luglio 2026 (quadro ARPA Lombardia): undici fra Regioni e Province autonome, 483 comuni.
Il metodo, per esteso, sta nell’articolo Radon, l’inquilino invisibile.