Ogni tavola qui sotto rifà un conto che sta in un articolo di questo sito. Si inseriscono i propri dati e il numero esce da solo, con la stessa formula del testo. Sono ventidue, divise per famiglia perché la parola umidità copre cose diverse: l’aria, il muro che pesca dal terreno, il vapore che attraversa una parete, l’acqua che entra dall’alto, il pavimento, il gas dal suolo. Servono a rispondere a domande di cantiere: posso posare il parquet, posso aprire la finestra della cantina, quanta acqua sta salendo in quel muro, da quanto tempo perde quel solaio.

Ogni tavola ha tre parti. In alto i cursori o le caselle con i dati da impostare. Al centro i numeri calcolati, con il verdetto in chiaro. In fondo il riquadro con i limiti del calcolo, per iscritto: che cosa è uno scenario impostato da chi legge, che cosa è una media, che cosa è convenzione e non norma, che cosa il modello non fa. Nessun nome di prodotto, nessuna promessa di esito, nessun costo. Ogni tavola rimanda all’articolo che la spiega: il numero senza il ragionamento vale poco.

Indice della pagina

L'aria: temperatura, umidità relativa, rugiada

Il muro: risalita, sali, gelo, asciugatura

Il vapore attraverso la parete

L'acqua che entra dall'alto

Il pavimento: l'acqua d'impasto del massetto

Il gas dal terreno

L'aria: temperatura, umidità relativa, rugiada

Qui l'umidità è quella dell'aria, la cifra del termoigrometro: da lei dipendono rugiada, condensa e muffa sulle superfici.

Il termoigrometro tradotto: l'umidità dell'aria

Misura l'aria, non il muro. Da temperatura e umidità relativa: umidità assoluta, punto di rugiada e la temperatura sotto la quale una superficie rischia la muffa. Il ragionamento completo è nell’articolo Che cosa misuriamo quando misuriamo l'umidità.

Il termoigrometro tradotto

Tavola interattiva · dalle due cifre del display alle quattro grandezze

Renzo-ArtHomeTavola T.I-05 · fuori scala
temperatura
20,0 °C
umidità relativa
60 %

la prima cifra sul display

la seconda cifra sul display

angolo, spalla di finestra o muro dietro un mobile, col termometro a infrarossi

serve solo al titolo in g/kg: in pianura si lascia com’è

Umidità relativa
quanto manca al limite
60 %
la sposta anche la temperatura
Umidità assoluta
grammi per metro cubo
10,3 g/m³
la sposta la dilatazione
Titolo
grammi per kg d’aria secca
8,71 g/kg
dipende solo dal vapore
Rugiada
a che punto condensa
12,0 °C
dipende solo dal vapore
SUPERFICIE SOPRA LA SOGLIA (87,7 %)
Niente goccioline, ma a contatto con quel punto l’aria supera l’80 per cento: è la fascia in cui la muffa può partire.
Le sei operazioni, sulla tua aria · qui si prende l’aria impostata sopra e le si fa qualcosa: in verde le grandezze che restano ferme, in rosso quelle che si muovono
Operazione T UR Assoluta Titolo Rugiada
Partenza 20,0 °C 60 % 10,3 8,71 12,0 °C
Scaldo di 5 gradi 25,0 °C 44 % 10,2 8,71 12,0 °C
Raffreddo di 5 gradi 15,0 °C 82 % 10,5 8,71 12,0 °C
Raffreddo sotto la rugiada
qui l’acqua esce dall’aria
10,0 °C 100 % 9,4 7,62 10,0 °C
Deumidifico di 15 punti 20,0 °C 45 % 7,8 6,51 7,7 °C
Ricambio con aria esterna invernale
aria a 5 °C e 80 %, scaldata in casa
20,0 °C 30 % 5,2 4,31 1,8 °C
In una riga: di quelle quattro cifre, due dipendono da quanta acqua c’è davvero (titolo e rugiada) e due dipendono anche dalla temperatura. L’umidità relativa, quella che si legge per prima, è la meno stabile di tutte.
I limiti di questo calcolo, per iscritto

  • Il verdetto sulla superficie si ferma a due cose: la rugiada e la soglia dell’80 per cento. Non dice se la muffa parte, perché la germinazione ha soglie proprie che dipendono dalla temperatura, dal materiale e dal tempo di permanenza.
  • Le quattro grandezze descrivono l’aria nel punto in cui hai misurato. In una stanza reale la temperatura cambia da terra al soffitto e vicino alle pareti fredde, e il termoigrometro legge dove sta lui.
  • Il titolo in grammi per chilogrammo dipende dalla pressione, che qui imposti tu: in pianura si lascia com’è, in quota il valore cambia.
  • Le sei operazioni sono trasformazioni ideali, senza scambi con i materiali. Un muro igroscopico assorbe e restituisce vapore, e questo il conto non lo vede.
Saturazione con la formula di Magnus nella forma di Alduchov ed Eskridge (1996), controllata contro Buck (1996) come nell’articolo; titolo e umidità assoluta dalle definizioni psicrometriche, con la pressione impostata sopra. Il verdetto sulla superficie si ferma al confronto con la rugiada e con la soglia dell’80 per cento: per la crescita della muffa, che ha soglie proprie a seconda della temperatura e del materiale, si veda l’articolo dedicato agli angoli freddi. Le sei operazioni sono quelle della tabella dell’articolo, ricalcolate sull’aria che imposti qui.

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Posso aprire la finestra della cantina?

Da aria esterna e temperatura delle pareti: se aprire asciuga o bagna, ora per ora. Il ragionamento completo è nell’articolo La condensa estiva negli interrati.

Posso aprire la finestra della cantina?

Tavola interattiva · il verdetto lo dà la rugiada, non il termometro · verifica orientativa

Renzo-ArtHomeTavola T.I-04 · fuori scala
pomeriggio afoso pomeriggio estivo medio giornata calda ventilata giornata secca

temperatura all’ombra, adesso

umidità relativa esterna, adesso

temperatura dell’aria nel locale, adesso

umidità relativa nel locale, adesso

la superficie più fredda, misurata a contatto o con l’infrarosso

serve solo per stimare i litri (finestra aperta tutto il giorno, 1 ricambio/ora)

CHIUDI
La rugiada dell’aria esterna sta sopra la parete: quell’aria, entrando, condensa sulle superfici. Riprova quando fuori è più secco o più fresco.
Rugiada dell’aria esterna
21,4 °C
UR sulla parete se entra
100,0 %
Acqua, per ogni m³ scambiato
6,1 g in più
Il confronto sulla parete: rugiada fuori contro parete dentro5101520253035rugiada da questa parte: non condensada questa parte: condensarugiada fuori 21,4°parete 17,0°
Se la finestra restasse aperta: con 40 m³ e un ricambio all’ora entrerebbero circa 5,9 litri d’acqua al giorno, che finiscono sulle superfici fredde e nei materiali.
La giornata intera, ora per ora · giornate tipo dichiarate nell’articolo, con la tua cantina e la tua parete
giornata afosa giornata secca
0
3
6
9
12
15
18
21
verde: si può aprire · ambra: prudenza · rosso: chiuso. La soglia dell’80 per cento qui è applicata ora per ora, in modo cautelativo.
I limiti di questo calcolo, per iscritto
  • La soglia dell’80 per cento di umidità superficiale è della UNI EN ISO 13788, che la applica alle medie mensili: qui la usiamo sul valore del momento e sulle ore della giornata tipo, cioè in modo più severo della norma, a favore di sicurezza.
  • Il verdetto sulla parete è il caso più sfavorevole: aria esterna che raggiunge la superficie senza mescolarsi con quella del locale. Il bilancio dei grammi dentro contro fuori, che non dipende dalla miscelazione, compensa in parte questo limite.
  • Il calcolo non considera l’umidità già accumulata nei muri e nei materiali (la stessa esclusione dichiarata dalla ISO 13788): per questo una cantina può restare umida per giorni anche ventilando nelle ore giuste. La verifica vera sono le misure ripetute descritte nell’articolo.
Il confronto che decide è fra la temperatura di rugiada dell’aria esterna e la temperatura della parete più fredda: se la rugiada sta sopra, quell’aria bagna la cantina. Fra la rugiada e la soglia c’è la fascia della prudenza: sopra l’80 per cento di umidità alla superficie la muffa diventa possibile anche senza condensa (la UNI EN ISO 13788 applica quel criterio alle medie mensili: qui lo usiamo sul valore del momento, a favore di sicurezza). Il conto è il caso più sfavorevole, con l’aria esterna che arriva alla parete senza mescolarsi con quella del locale, e non considera l’umidità già accumulata nei materiali. Saturazione con la formula di Magnus (Alduchov-Eskridge), controllata su Buck (1996) come nell’articolo; i litri sono una stima dichiarata con 1 ricambio all’ora. La verifica vera resta quella descritta nell’articolo, con le misure fatte nelle ore giuste.

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La ventilazione di un vespaio: asciuga o bagna

Da aria esterna e temperatura del vespaio: se le prese d'aria asciugano o portano condensa. Il ragionamento completo è nell’articolo Il vespaio aerato negli interrati.

La ventilazione di un vespaio: asciuga o bagna

Tavola interattiva · i litri che l’aria esterna lascia dentro, e le bocchette che servirebbero

Renzo-ArtHomeTavola V.A-07 · fuori scala
acqua dell’aria, in un giorno
+2,9 litri
lasciati dentro da 600 m³ di aria a 25 °C e 80 %
bocchette che il rapporto chiede
75 bocchette
da 15 × 15 cm, oppure 32 condotti da 200 mm

l’aria che entrerebbe dalle bocchette

quella del bollettino, misurata all’aperto

sotto quota tende alla media annua del luogo: sedici gradi è un valore prudente per il nord Italia, non una misura

quante volte all’ora l’aria del vespaio viene sostituita: mezzo ricambio, sotto quota, è già una ventilazione generosa

la pianta del vespaio, in metri quadri

l’altezza netta della camera d’aria

Rugiada
dell’aria esterna
21,3 °C
sopra le superfici del vespaio
Acqua
per metro cubo
+4,78 g
lasciati sulle superfici fredde
Aria immessa
in un giorno
600 m³
0,5 ricambi all’ora
Volume
del vespaio
50 m³
100 m² per 0,50 m
BAGNA: 2,9 litri al giorno dentro il vespaio
l’aria esterna ha la rugiada a 21,3 gradi e trova superfici a 16 gradi: entrando si raffredda sotto la propria rugiada, e l’acqua che non riesce più a tenere la deposita lì dentro
Sei giornate tipo, con le superfici del vespaio dove le hai messe tu · l’acqua è quella che l’aria lascia dentro entrando: vale zero quando la sua rugiada sta sotto le superfici del vespaio
Giornata Aria esterna Rugiada Effetto Acqua per m³ Litri al giorno
Notte d’agosto 22 °C, 90 % 20,3 °C BAGNA +3,84 g +2,3
Mattino d’agosto 25 °C, 80 % 21,3 °C BAGNA +4,78 g +2,9
Pomeriggio d’agosto 32 °C, 55 % 21,8 °C BAGNA +4,95 g +3,0
Dopo un temporale 24 °C, 95 % 23,1 °C BAGNA +7,03 g +4,2
Giornata di marzo 12 °C, 70 % 6,7 °C ASCIUGA 0,00 g 0,00
Mattina di gennaio 2 °C, 90 % 0,5 °C ASCIUGA 0,00 g 0,00
Le aperture che il rapporto di aerazione chiederebbe · un centesimo della superficie è il rapporto lombardo, un cinquantesimo quello siciliano per le griglie orizzontali, un duecentesimo quello perimetrale

un metro quadro di aperture libere ogni tanti metri quadri di vespaio

sotto quota l’aria non entra da una finestrella nel muro: deve salire in un condotto fino sopra il piano di campagna

Aperture libere
richieste
10.000 cm²
un metro quadro ogni 100 m² di vespaio
Bocchette
da 15 × 15 cm
75
griglia e rete lasciano libero il 60 per cento
Condotti
da 200 mm
32
sezione libera 314 cm² l’uno
Con quattro
condotti soltanto
13 %
di quello che il rapporto chiede
Su 100 metri quadri di vespaio il rapporto 1/100 chiede 10.000 cm² di aperture libere. Fuori terra diventano una fila di finestrelle nel muro perimetrale, e nessuno ci fa caso. Sotto quota ogni apertura attraversa la parete controterra, cioè quella che tiene fuori l’acqua: servirebbero 32 condotti che salgono fino sopra il piano di campagna. In cantiere se ne vedono due, a volte quattro, e quattro fanno il 13 per cento di quello che il rapporto chiederebbe. Il vespaio, in relazione, continua a chiamarsi aerato.
Il motore che dovrebbe muovere quell’aria: con le due bocche alla stessa quota la spinta per effetto camino vale 0,00 Pa, qualunque sia la differenza di temperatura. Con il vespaio a 16 °C e l’aria esterna a 25 °C si arriva a 2,20 Pa soltanto mettendo una bocca sei metri più in alto dell’altra, cioè con un condotto che sale fino sopra la copertura: quello non è più un vespaio aerato, è un camino di estrazione, e come tale va progettato, dichiarato e mantenuto. Il verso si rovescia con le stagioni, secondo che fuori sia più caldo o più freddo del vespaio.
In una riga: sotto il piano di campagna il motore che dovrebbe muovere l’aria non c’è, e nei mesi caldi l’aria che entra lascia dentro acqua invece di portarla via.
I limiti di questo calcolo, per iscritto

  • La temperatura delle superfici del vespaio è uno scenario che imposti tu, non una misura. Sedici gradi è un valore prudente per il nord Italia: chi lavora altrove rifaccia il conto con la temperatura del suo terreno.
  • I ricambi orari sono un’ipotesi, non un dato di progetto: sotto quota nessuno sa quanta aria passi davvero, e la letteratura avverte che le bocchette nel muro non garantiscono una portata affidabile.
  • Quando la rugiada dell’aria esterna sta sotto le superfici del vespaio il conto dà zero: vuol dire che quell’aria non lascia acqua dentro, non che ne toglie una quantità misurata. Quanta ne porti via dipende da quanta ne trova, e qui non si calcola.
  • Qui si conta solo l’acqua che entra con l’aria. Il vapore che sale dal terreno sotto il vespaio non è in questo conto, e nelle misure di letteratura è la voce più grossa di tutte.
  • Il rapporto di aerazione è una regola geometrica dei regolamenti locali di igiene, non una portata: dice quanta area libera serve, non quanti metri cubi all’ora ne escono. Le due cose non si toccano mai in questo calcolo.
  • Il conto delle bocchette assume aperture quadrate da quindici centimetri di lato con il sessanta per cento di area libera al netto di griglia e rete. Chi usa componenti diversi rifaccia la divisione: cambiano i numeri, non l’ordine di grandezza.
  • La spinta per effetto camino è un ordine di grandezza calcolato con la formula classica e la densità dell’aria a venti gradi: non è il dimensionamento di un condotto.
  • Qui non si dimensiona niente e non si prescrive niente. La tavola serve a rendere visibile il verso del fenomeno, non a sostituire una verifica igrotermica.
  • Le cifre a schermo sono arrotondate: se rifai il conto a mano moltiplicando i grammi per metro cubo per i metri cubi d’aria, l’ultimo decimale non torna. Il motore lavora sui valori interi.
Base dei conti: formula di Magnus nella forma di Sonntag per la pressione di saturazione, la temperatura di rugiada e l’umidità assoluta, verificata contro la formulazione di Buck con uno scarto sotto lo 0,25 per cento; acqua ceduta come differenza fra l’umidità assoluta dell’aria esterna e quella dell’aria satura alla temperatura delle superfici; portata d’aria come volume per ricambi orari; spinta per effetto camino con la formula classica e la densità dell’aria a venti gradi; rapporti di aerazione dei regolamenti locali di igiene in uso; bocchette da 15 × 15 cm con il 60 per cento di area libera; sezione libera del condotto circolare. Ogni numero esce dallo script dei calcoli dell’articolo.

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L'aria dello scannafosso asciuga o bagna?

Da aria esterna e temperatura del cavo: se la ventilazione dell'intercapedine asciuga o condensa. Il ragionamento completo è nell’articolo Lo scannafosso.

L’aria del tuo scannafosso asciuga o bagna?

Tavola interattiva · decide il confronto fra rugiada esterna e paramento · verifica orientativa

Renzo-ArtHomeTavola T.I-07 · fuori scala
Stagioni di riferimento (portano anche il paramento, dal modello del terreno)
gennaio marzo maggio agosto, pomeriggio agosto, notte ottobre

temperatura all’ombra fuori dallo scavo

umidità relativa dell’aria che entra nel vano

temperatura del muro affacciato sul vano, misurata all’infrarosso o presa dalle stagioni qui sopra

luce netta fra muro e parete di contenimento

altezza del paramento bagnata dallo scavo

superficie netta di passaggio, per metro lineare

superficie netta di passaggio, per metro lineare

Copertura
scoperto, o grigliato che non ostruisce coperto: area utile dimezzata (assunzione)
BAGNA
Il punto di rugiada dell’aria esterna sta sopra la temperatura del paramento: l’aria che passa deposita acqua sul muro, e ne deposita di più quanto più si ventila.
Ricambio d’aria stimato
25,8 ricambi/ora
Rugiada dell’aria esterna
25,8 °C
Umidità dell’aria nel vano
95,8 %
Acqua al giorno, per metro
4.413 g lasciati sul muro
Il confronto che decide: rugiada dell’aria esterna contro paramento-10-505101520253035rugiada da questa parte: il vano asciugada questa parte: il vano bagnarugiada fuori 25,8°paramento 20,0°
Il tiraggio termico. Con 300 cm² in basso e 300 cm² in alto, un dislivello di 2,0 m e 12,0 gradi di differenza fra paramento e aria esterna, il vano muove circa 58,1 m³ all’ora per metro di intercapedine, cioè 25,8 ricambi orari. Per confronto, dietro un paramento in laterizio con i giunti di testa aperti sono stati misurati da 0,3 a 8 ricambi orari, e da 3 a 25 con un mattone tolto ogni 1200 mm (Sandin 1993); uno studio tedesco riporta una media di 100 (Jung 1985).
Le 24 ore, con la tua aria e il tuo vano · giornata tipo dichiarata: 5 gradi sopra e sotto la temperatura inserita, rugiada ferma
0
3
6
9
12
15
18
21
Sommando le 24 ore, il vano lascia sul muro 4.363 g per metro, con il massimo alle ore 15, quando la differenza di temperatura fra paramento e aria esterna tira di più. Il verso resta lo stesso per tutta la giornata: cambia quanto.
verde: il vano toglie acqua al muro · grigio: bilancio sotto il grammo al giorno · rosso: il vano lascia acqua sul muro. Il colore più intenso segna le ore in cui passa più acqua. Il massimo di temperatura è posto alle 15 e il minimo alle 3.
I limiti di questo calcolo, per iscritto
  • Il ricambio d’aria è stimato dal solo tiraggio termico, con coefficiente di efflusso 0,6 e dislivello fra bocchette basse e alte fissato a 2,0 m, lo stesso valore usato nei calcoli dell’articolo. Il vento è trascurato, e gli studi di campo lo indicano come il meccanismo che di solito muove più aria: la stima qui sopra è quindi prudente e non sostituisce una misura.
  • La copertura: quando la dichiari chiusa all’aria, il calcolo riduce l’area utile delle bocchette del 50 per cento, su entrambi gli ordini di aperture. È un’assunzione dichiarata, non una misura: la riduzione vera dipende dal disegno del grigliato, dal telaio e da quanto si intasa. Una chiusura continua porta il ricambio vicino a zero, e allora nessuno dei due versi del flusso vale più niente.
  • Le stagioni di riferimento portano la temperatura del paramento calcolata con l’onda annuale smorzata del modello di Kusuda e Achenbach (1965), mediata sulla profondità dello scavo. Diffusività del terreno e clima di superficie sono esempi dichiarati, non la climatologia di un luogo reale. Se hai una misura all’infrarosso, usa quella e muovi il cursore a mano.
  • Il modello calcola l’evaporazione possibile, quella che la ventilazione consente. Quella reale è il minimo fra questa e quanto il muro riesce a portare in superficie: un paramento rivestito con uno strato poco permeabile cede meno acqua di quanto qui risulti, anche con la ventilazione perfetta.
  • Le assunzioni del bilancio: regime stazionario, aria del vano perfettamente miscelata, superficie del paramento considerata satura, velocità dell’aria sul paramento 0,1 m/s con la correlazione lineare classica. Il coefficiente di trasporto di massa viene dalla relazione di Lewis; il confronto con il fattore empirico di uso corrente nella modellazione igrotermica dà uno scarto di circa l’11 per cento, che non cambia il verso del flusso.
  • La striscia delle 24 ore fa oscillare la temperatura di 5 gradi sopra e sotto quella che hai inserito e tiene fermo il punto di rugiada, perché l’acqua contenuta nell’aria cambia poco nell’arco di una giornata. È una giornata tipo dichiarata, non una registrazione: sostituirla con i dati di una stazione vicina cambia i numeri, non il meccanismo.
Il criterio che decide non è la temperatura dell’aria e non è la sua umidità relativa: è il confronto fra il punto di rugiada dell’aria esterna e la temperatura del paramento. Finché la rugiada sta sotto, l’aria che passa prende acqua dal muro e la porta via. Quando la supera il verso si inverte, ed è l’aria a lasciare acqua sul muro: in quel caso più si ventila e più se ne deposita. Saturazione con la formula di Magnus, controllata su Buck (1996); coefficiente di trasporto di massa dalla relazione di Lewis; bilancio del vapore in regime stazionario su un metro lineare di intercapedine; portata dal tiraggio termico fra due aperture in serie. Tutti i numeri di questa tavola escono dallo stesso script di calcolo dell’articolo: se un numero qui non è riproducibile da quello script, è un numero da correggere.

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La muffa e la temperatura di superficie

Da aria interna e temperatura della parete: se la superficie è sopra o sotto la soglia della muffa. Il ragionamento completo è nell’articolo La muffa negli angoli e dietro gli armadi.

La muffa e la temperatura di superficie

Tavola interattiva · isopleto di Sedlbauer · verifica orientativa, non una diagnosi

Renzo-ArtHomeTavola T.I-02 · fuori scala

temperatura esterna media del periodo

temperatura dell’aria nella stanza

letta dall’igrometro in mezzo alla stanza

fattore di temperatura fRsi (basso = parete fredda)

isolata recente cassa vuota mattoni pieni, due teste pietra spessa pieni, una testa
Superficie del muro
UR alla superficie
Soglia di muffa (LIM I)
Germinazione stimata
In una riga: l’igrometro misura l’aria, la muffa nasce sulla superficie. Se la parete è fredda, l’umidità relativa a contatto col muro sale anche quando in mezzo alla stanza il numero è nella norma.
Curva di soglia: LIM I della tesi di Sedlbauer (2001, Fraunhofer IBP), substrati bio-utilizzabili come tappezzerie e cartongesso; tratteggiata la LIM II dei supporti porosi minerali. Sotto i 10 °C la curva è tenuta piatta al valore dei 10 °C, scelta cautelativa. Il tempo di germinazione viene dalle isolinee della stessa tesi (Fig. 34, tolleranza circa un punto): è un ordine di grandezza, non una data. Saturazione secondo UNI EN ISO 13788, appendice E; il fattore fRsi è riferito alla resistenza superficiale interna di verifica Rsi = 0,25 m²K/W della stessa norma. Fuori dall’intervallo 0-30 °C il modello non si applica.

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Il riconoscitore: muffa, fuliggine o sali?

Poche domande sulla macchia, e la famiglia a cui appartiene. Il ragionamento completo è nell’articolo La muffa negli angoli e dietro gli armadi.

Muffa o no? Il riconoscitore della macchia

Rispondi con i bottoni: esce la rosa delle cause compatibili · orientamento, non una diagnosi

Renzo-ArtHomeTavola T.I-03 · fuori scala
Scegli almeno una risposta: la rosa delle candidate compare qui sotto, ordinata per affinità.
Le sei cause in archivio sono quelle che in casa si confondono più spesso con la muffa da parete fredda. Dentro una stessa domanda conta solo l’indizio più forte (gli indizi simili non si sommano); il punteggio somma le domande diverse. La conferma vera si fa come descritto nell’articolo: igrometro al centro stanza, termometro a infrarossi sulla superficie, confronto con la soglia dell’80 per cento.

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La parete fredda e il fumo

Quanto particolato si deposita su una parete fredda, da temperatura e differenza con l'aria. Il ragionamento completo è nell’articolo La termoforesi.

La parete fredda e il fumo

quanto corre il particolato fine verso una superficie: il dimostratore dell’ordine di grandezza

Renzo-ArtHometavola interattiva
deriva verso la parete
~15 µm/s
attraversa lo strato in
~11 minuti
chi comanda a questa taglia
termoforesi ~11x
Quattro casi pronti
I casi pronti sono esempi costruiti, con temperature di comodo: i numeri veri sono quelli misurati sul posto.
Le due temperature (termoigrometro per l’aria, termometro a contatto o a infrarossi per la parete)

l’aria della stanza; sopra un radiatore, l’aria del pennacchio

la faccia interna della parete, il travetto, il ponte termico

il decimo di micron è la taglia del fumo fine usata nel conto dell’articolo

dove si concentra il salto di temperatura: assunzione dell’articolo
LA PARETE RACCOGLIE IL FINE
Più fredda dell’aria di 5,0 gradi: la deriva punta alla parete, e la particella attraversa lo strato in circa 11 minuti. Perché il velo si scriva servono anche le altre condizioni: aria che consegna, niente acqua che lava, e una sorgente di particelle accesa; il velo visibile si costruisce in settimane e mesi di viaggi come questo (giorni solo nei casi estremi).
Prima di ogni conto, la sicurezza: se il deposito nero è comparso in fretta e in casa c’è un apparecchio a fiamma (caldaia a camera aperta, scaldabagno a gas, stufa, camino), la prima chiamata è al tecnico del gas o allo spazzacamino. Una combustione che sporca può anche riempire la stanza di monossido.
Che cosa fa questo dimostratore, e che cosa no. Applica la formula della velocità termoforetica di Talbot, Cheng, Schefer e Willis (1980, eq. 17a, accuratezza dichiarata dagli autori 20-25 per cento) e la confronta con la sedimentazione (particella da 1.500 kg/m³, correzione di Cunningham), con le stesse assunzioni dichiarate nell’articolo: proprietà dell’aria a 20 gradi, salto concentrato in uno strato di 5-10 mm, conducibilità della particella ininfluente nel fine. È un ordine di grandezza, buono a un fattore due: non una previsione, e non una diagnosi. Se la macchia c’è già, le firme per distinguere il deposito secco dalla muffa sono nell’articolo, insieme alle altre condizioni che il velo richiede (aria che consegna, niente acqua che lava, una sorgente accesa). Il motore è lo stesso dello script calcoli.py conservato con l’articolo, e i collaudi che li confrontano sono nella cartella di lavoro.

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Il muro: risalita, sali, gelo, asciugatura

Qui l'umidità è l'acqua dentro la muratura: quella che sale dal terreno, i sali che si porta dietro, il gelo che la trova nei pori, il tempo che ci mette a uscire.

Il collaudo del prosciugamento

Quanto deve scendere il contenuto d'acqua, e in quanto tempo, perché si possa parlare di prosciugamento. Il ragionamento completo è nell’articolo Non tutte le macchie sono infiltrazioni.

Il collaudo del prosciugamento

Tavola interattiva · i due indici P e R, e il verdetto che ne segue

Renzo-ArtHomeun punto di misura, non una parete
grado di prosciugamento P
84,2 %
soglia consigliata 75 % · raggiunta
umidità residua R
1,5 punti
soglia consigliata 3 punti · rispettata

il rilievo prima dell’intervento, in percentuale di massa secca

quello misurato oggi nel punto, con UNI 11085 o UNI 11121

il contenuto d’acqua di equilibrio del materiale con l’ambiente (UNI 11086)

Scarto iniziale
da colmare
9,5
punti sopra il fisiologico
Scarto già
colmato
8
punti persi dal muro
Tetto su Ua
dal criterio P
4,88 %
un quarto dello scarto iniziale
Tetto su Ua
dal criterio R
5,5 %
tre punti sopra il fisiologico
Punto conforme
P vale 84,2 % contro una soglia di 75, R vale 1,5 punti contro una soglia di 3: in questo punto il protocollo considera raggiunto il prosciugamento.
oggi 4 %fisiologico 2,5 %tetto 4,88 %iniziale 12 %
Con uno scarto iniziale di 9,5 punti comanda il criterio P: il punto passa finché Ua non supera 4,88 %, cioè 2,38 punti sopra il valore fisiologico.
Lo stesso muro, oggi, giudicato con rilievi iniziali diversi · R non cambia mai, perché non dipende dal valore iniziale; P sì, e con P cambia l’esito
Rilievo iniziale Ua° P R Tetto su Ua Esito del punto
scarto di 2 punti 4,5 % 25 % 1,5 3 % non conforme
scarto di 4 punti 6,5 % 62,5 % 1,5 3,5 % non conforme
scarto di 8 punti 10,5 % 81,2 % 1,5 4,5 % conforme
scarto di 12 punti 14,5 % 87,5 % 1,5 5,5 % conforme
scarto di 20 punti 22,5 % 92,5 % 1,5 5,5 % conforme
Lo schema di prelievo e i tempi · tre piani verticali per parete, tre altezze, due profondità; rilievo a 4-8 mesi dall’intervento

i tre piani cadono a un sesto, a metà e a cinque sesti

le due profondità cadono a metà e a un quinto dello spessore

quando si eseguono i prelievi del collaudo

Piano verticale Dalla testata Altezze dal calpestio Profondità dalla superficie Punti
primo, a un sesto 100 cm 40 / 140 / 240 cm 20 / 8 cm 6
di mezzo, a metà 300 cm 40 / 140 / 240 cm 20 / 8 cm 6
terzo, a cinque sesti 500 cm 40 / 140 / 240 cm 20 / 8 cm 6
18 punti per parete: tre piani verticali, tre altezze, due profondità. Su ciascun campione si determina il contenuto d’acqua e, dove rilevante, il contenuto di sali. Il criterio vale punto per punto: uno solo non conforme non si media con gli altri.
Dentro la finestra. A 6 mesi il rilievo cade nei 4-8 mesi indicati dalla proposta: è il momento in cui il dato vale come collaudo. Del piano di monitoraggio (1, 3, 6 e 12 mesi, dichiaratamente buona prassi) sono passati 3 ritorni su 4.
In una riga: il collaudo non chiede al muro di essere asciutto in assoluto, gli chiede di essere tornato vicino al proprio valore di equilibrio e di restarci sopra per meno di tre punti; sono due numeri, e vanno scritti nel capitolato prima di cominciare, non discussi alla fine.
I limiti di questo calcolo, per iscritto

  • I tre contenuti d’acqua li imposti tu: sono uno scenario, non una misura. In cantiere si ricavano dal prelievo (UNI 11085, metodo ponderale, oppure UNI 11121 al carburo di calcio) e il valore fisiologico di equilibrio dalla UNI 11086.
  • Le soglie P ≥ 75 % e R < 3 punti sono i valori consigliati dalla proposta di protocollo del 1992 citata nell’articolo, non limiti di legge: il criterio 2.3.13 del DM MASE 24 novembre 2025 impone la verifica dell’efficacia ma lascia al progettista la definizione dei target, da dichiarare nel Piano di verifica.
  • Il criterio è per punto, e qui si giudica un punto solo. Una parete si giudica sui punti dello schema di prelievo, e un punto non conforme non si media con gli altri: segnala un residuo localizzato su cui tornare.
  • R è una differenza fra due contenuti d’acqua, non il 3 % delle scale in percentuale di massa assoluta: stesso numero, grandezze diverse.
  • Quando il rilievo prima dei lavori manca, oppure non supera il valore fisiologico, la formula di P non ha denominatore e resta la sola R: il calcolatore lo dichiara invece di inventare un valore iniziale.
  • Qui non entra il contenuto di sali (UNI 11087:2003, ritirata UNI nel 2016 senza sostituzione: resta il riferimento metodologico): un residuo salino igroscopico tiene umida la parete anche a sorgente rimossa, e spiega contenuti d’acqua che altrimenti non tornerebbero.
  • Il calcolo fotografa un istante: non dice se il muro tornerà a bagnarsi, ed è il motivo per cui la proposta chiede il rilievo a 4-8 mesi e non prima.
Base dei conti: le formule di P e di R, le soglie consigliate, lo schema di prelievo e la finestra dei tempi stanno nel paragrafo 6 dell’articolo, che le riprende dalla proposta di protocollo pubblicata su Recuperare n. 2, marzo 1992 (Aghemo, Alfano, d’Ambrosio, Cirillo, Filippi, Stella), riportata per esteso nella tesi di dottorato citata in bibliografia. Il tetto ammesso su Ua e lo scarto di pareggio fra i due criteri sono ricavati per algebra da quelle stesse formule. L’obbligo di verificare l’efficacia viene dal criterio 2.3.13 del DM MASE 24 novembre 2025, che però non fissa valori. Ogni numero esce dallo script dei calcoli dell’articolo.

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La stecca metrica smentita

Dall'altezza della macchia: quanta acqua sta salendo davvero, e perché dimezzare la macchia raddoppia l'acqua. Il ragionamento completo è nell’articolo Chi dimezza la macchia raddoppia l'acqua.

La stecca metrica smentita

Tavola interattiva · misuri l’altezza della macchia, il modello ti dice quanta acqua passa

Renzo-ArtHomeTavola T.I-06 · fuori scala
modello verificato: riproduce i valori pubblicati da Hall e Hoff
61 cmsezione del muro, 15 cml’acqua entra da qui

dal piano di calpestio al bordo alto, con la stecca metrica

spessore della muratura, intonaci esclusi

mm/min0,5 · 1,0 è il caso base degli autori, 0,3 il loro esempio di muratura poco assorbente

ipotesi di calcolo: nel caso reale si misura sull’acqua e sulla muratura

La costante del muro: altezza × portata
540 (litri al giorno per metro) × mm
Non dipende da quanto il muro evapora: dipende solo dal materiale e dallo spessore. Muovi l’altezza della macchia e guarda questo numero: resta fermo, mentre la portata cambia.
Acqua che passa
323 l/anno
Acqua ferma nel muro
18,3 litri
Sali in dieci anni
3,2 kg
Ogni metro di quel muro si porta dentro 323 litri all’anno, cioè 16 taniche da venti litri:
▮▮▮▮▮▮▮▮▮▮▮▮▮▮▮▮
Se un intervento facesse scendere la macchia a metà altezza, a 31 cm, la portata non si dimezzerebbe: raddoppierebbe, da 323 a 646 litri all’anno per metro. La macchia più bassa è il segno di un muro che evapora di più, non di un muro più asciutto.
I limiti di questo calcolo, per iscritto
  • Il modello Sharp Front descrive un muro in equilibrio, con acqua sempre disponibile alla base e un fronte netto. Un muro appena bagnato, o in via di asciugatura, non ci sta dentro: per quello serve il calcolo del transitorio.
  • La sorptività e il contenuto d’acqua (qui 0,2) sono parametri di materiale, non misure del tuo muro: qui li imposti tu, e i valori proposti sono quelli usati dagli autori nei loro esempi. Cambiare materiale sposta i risultati, non la legge.
  • Il sale è una moltiplicazione su un’ipotesi: quanti grammi per litro porta quell’acqua si misura, non si deduce. Serve a dare l’ordine di grandezza dell’accumulo, non il numero del tuo caso.
  • Le cifre che leggi sono arrotondate: se moltiplichi a mano l’altezza per la portata il prodotto non torna esatto al numero della costante, che il motore calcola per intero. È un difetto di stampa, non del conto.
Equazioni: modello Sharp Front di C. Hall e W.D. Hoff, Rising damp: capillary rise dynamics in walls, Proceedings of the Royal Society A, 463 (2084), 2007, pagine 1871-1884. L’altezza di equilibrio è l’equazione (3.5); da quella segue per via algebrica che il prodotto fra altezza del fronte e portata non dipende dall’evaporazione. Lo script che alimenta questa tavola riproduce i quattordici valori numerici pubblicati dagli autori: è il controllo che ne dimostra la fedeltà.

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La prova della bilancia: risalita vera o sali?

Il bilancio fra l'acqua che sale e l'acqua che evapora, per distinguere una risalita viva da un muro che vive di sali. Il ragionamento completo è nell’articolo Storia della risalita e i sistemi per fermarla.

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LA PROVA DELLA BILANCIA: RISALITA VERA O SALI?
dal peso del campione al quadro diagnostico, con le regole del BRE Digest 245 e della EN 16682

del campione appena prelevato

dopo la stufa a 105 gradi

se hai già il dato del laboratorio

a UR 75-95%; vuoto se non misurata
Contenuto d’acqua: 9,6% sul secco (dal valore inserito) · igroscopicità HMC: 8,9%
contenuto totale quota giustificata dai sali (HMC) soglia orientativa BRE alla base (5%)
QUADRO DA SALI

  • acqua libera, non giustificata dai sali: 0,7 punti percentuali
  • il contenuto totale è vicino a quello che i sali riprendono da soli dall’aria: quadro compatibile con umidità igroscopica residua (BRE 245), non con un apporto attivo

I limiti di questo calcolo, per iscritto

  • il conto vale per il metodo gravimetrico (UNI 11085, EN 16682): pesata, stufa a 105 gradi, pesata del secco; le letture degli igrometri elettrici non c’entrano con questa tavola.
  • la soglia del 5% alla base è un orientamento del BRE Digest 245, non un confine esatto: materiali storici possono avere un’igroscopicità naturale del 4-5%.
  • la fascia di lettura dell’acqua libera (1 punto percentuale) è una convenzione di questa tavola per dire vicino o lontano, non una soglia di norma.
  • un solo campione non fa una diagnosi: il quadro vero lo danno il profilo a più quote e profondità e le esclusioni delle altre cause.
  • i decimali a schermo sono arrotondati; il motore lavora sui valori interi inseriti.
Regole da: BRE Digest 245 (soglia orientativa e confronto con l’igroscopicità), UNI 11085:2003 e UNI EN 16682:2017 (metodo gravimetrico), UNI EN 16455:2014 (sali solubili). Aggiornato ad agosto 2026.

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Il selettore dei sistemi contro la risalita

Dalla muratura e dalle indagini fatte: quale famiglia di sistemi risponde a quale muro. Il ragionamento completo è nell’articolo Storia della risalita e i sistemi per fermarla.

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CHE COSA AMMETTE IL TUO MURO
il selettore del percorso: dal quadro del muro ai metodi ammissibili e alle indagini richieste dalle norme
Barriera chimica per iniezioneAMMISSIBILE

protocollo WTA 4-10-24/D o BS 6576; creme testate fino al 95% di saturazione
Taglio meccanico (barriera fisica)CON RISERVA

zona sismica: il taglio riduce la resistenza a taglio della sezione; serve la valutazione strutturale (NTC 2018, Circ. 7/2019; WTA 4-7)
Ventilazione alla baseCOMPLEMENTO

abbassa il fronte, non lo azzera: approccio Torres/de Freitas 2007; i tubi nel muro restano bocciati (EMERISDA D-2.1)
Intonaco da risanamentoCOMPLEMENTO

gestisce evaporazione e sali dopo il presidio che ferma la risalita; da solo è un palliativo (cap. 24.4; il CAM esclude i palliativi)
Elettroosmosi e dispositivi elettromagneticiNON DIMOSTRATO

EMERISDA in opera: zone trattate come le non trattate; OENORM B 3355 esclude i sistemi senza contatto

Le indagini richieste prima di scegliere

  • Profilo gravimetrico verticale
  • Umidità igroscopica (HMC)
  • Analisi dei sali
  • Esclusioni della diagnosi differenziale (sez. E)
  • Verifica post-intervento a 6, 12 e 24 mesi (gravimetrico)

Note sul caso impostato

  • salinità ignota: l’analisi dei sali decide intonaco e prognosi, va fatta prima di scegliere

I limiti di questo calcolo, per iscritto

  • è un orientamento di percorso costruito sulle regole di letteratura e di norma citate nell’articolo: non è una diagnosi né un progetto.
  • vale per la risalita capillare confermata: se la diagnosi differenziale non è stata fatta, prima si fa quella.
  • la zona sismica è quella del comune (classificazione 1-4); il giudizio strutturale sul taglio resta del progettista incaricato.
  • prodotti e prezzi non entrano: la scelta finale chiede la stratigrafia della muratura reale, non un modulo.
  • le soglie usate (80 cm per l’iniezione dai due lati, i tre gradi di salinità) sono convenzioni dei protocolli citati, non leggi fisiche.
Regole da: BS 6576:2005+A1:2012, BRE Digest 245, WTA 4-10-24/D, 4-7-24/D, 4-6-24/D, 2-9-20/D, OENORM B 3355:2017, NIT 252, NTC 2018 con Circ. 7/2019, D.M. 24/11/2025 (CAM, criterio 2.3.13), progetto EMERISDA. Aggiornato ad agosto 2026.

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Il piede del muro, in numeri

Che cosa succede alla base del muro con e senza tagliamuro, con il proprio spessore e la propria muratura. Il ragionamento completo è nell’articolo Il tagliamuro e la fascia impermeabile alla base del muro.

Il piede del muro, in numeri

quanto passa senza tagliamuro, quanto beve il piede nudo: sposta i cursori, i numeri si ricalcolano
Renzo-ArtHometavola interattiva
motore identico all’articolo

Il muro

b, in millimetri

S: quanto in fretta il materiale beve, in mm per radice di minuto

e: acqua che le facce del muro cedono all’aria, in mm al giorno; 1,44 equivale a 0,001 mm/min

θw, frazione del volume che i pori riempiono d’acqua

metri di muro che nascono dalla stessa fondazione
fascia bagnata
791 mm
litri al giorno per metro
1,14
litri l’anno per metro
416
00,5 m1 m1,5 m2 m h = 791 mm bandaosservata fondazione, nessun tagliamuro
Acqua trattenuta dal muro: 39,5 litri per metro
Sul fronte scelto: 4.155 litri l’anno su 10 m di muro, cioè 208 taniche da 20 litri
Tempo per il 95 per cento dell’altezza, da muro asciutto: 52 giorni
Costante del muro, altezza per portata: 900 (non cambia con l’evaporazione: prova a muovere il cursore)
dentro la banda osservata nelle case britanniche senza tagliamuro (0,5-1 m)
Modello Sharp Front di Hall e Hoff (2007): altezza di equilibrio h = S·√(b/(2·e·θw)), acqua trattenuta θw·b·h, portata e·h, tempo al 95 per cento 3·b·θw/(2·e); assorbimento dal piano i = S·√t; tempo di asciugatura θw·b/e. I parametri preimpostati sono dichiarati nell’articolo e danno la scala del fenomeno, non un materiale reale: per un caso vero si misurano sorptività e contenuto d’acqua del muro che si ha davanti.

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I tempi di asciugatura della muratura

Da spessore e materiale: quanto tempo serve perché un muro si asciughi, a fonte d'acqua interrotta. Il ragionamento completo è nell’articolo Tempi di asciugatura della muratura.

Tempi di asciugatura dopo l’interruzione della risalita

Tavola interattiva · quattro metodi a confronto sul muro nudo · valori orientativi, non date

Renzo-ArtHomeTavola T.I-01 · fuori scala
Muratura (Tabella 1)
Spessore

40 cm
Facce che asciugano
Finitura sulle facce
faccia che evapora
Ambiente
Fuori dallo scenario di riferimento la formula di Albanesi non si riscala (coefficiente riferito a 20 °C / 50% UR): la forbice si allarga anche per questo.
terreno barriera anticapillare faccia che non evapora interno 1 2 40 cm

Trascina il cerchio della quota per cambiare lo spessore, o usa il cursore.
Acqua da smaltire nello scenario della tavola: ≈ 58 litri per m² di parete
1 trasporto capillare interno · 2 evaporazione dalla superficie: i due colli di bottiglia in serie che governano il tempo.

Ordine di grandezza: da 11 a 25 mesi
Valore orientativo: circa 18 mesi (mediana dei metodi applicabili)
I quattro metodi concordano in termini pratici: la stima è un ordine di grandezza affidabile. La conferma resta la misura del contenuto d’acqua.
Bilancio di massafisico, lineare in s
25 mesi
Massarianataratura, cresce con s²
22 mesi
LABC adattataregola pratica, lineare
11 mesi
Albanesi 1982T = P·s²
15 mesi
Asse in mesi · barre e fascia: muro nudo · fascia tratteggiata: forbice minima-massima · rombo: mediana
Note della tavola e fonti
  • Scenario convenzionale della tavola: umidità iniziale 11% in massa, soglia igienica 3% (classificazione di Massari), muro nudo a fonte interrotta. I tempi sono mesi utili di asciugatura, non di calendario: il prosciugamento avanza nei mesi caldi e ventilati, e il tempo di calendario può quasi raddoppiare.
  • Con due facce libere lo spessore efficace si dimezza. Vale per facce con condizioni confrontabili (tramezzo): per un perimetrale con un lato freddo o umido, nel dubbio, trattare come faccia singola.
  • Finiture: effetto frenante = (Sd di mezza muratura + Sd delle finiture sul lato) / (Sd di mezza muratura), con Sd = μ·s e μ da UNI 10351:2021; per le piastrelle il μ è una stima di categoria (⚠). Le barre e la fascia mostrano sempre il muro nudo.
  • Metodi: bilancio di massa (due velocità di evaporazione nell’ordine di grandezza dei dati di Hall e Hoff), parametrizzazione massariana e regola LABC adattata (tarature dichiarate), Albanesi 1982 (T = P·s², coefficienti riportati nella tesi di dottorato S. Lombardi, Univ. Napoli Federico II, fedOA 1036). Densità e resistenza al vapore μ da UNI 10351:2021 (per le pietre naturali, stime di classe).
  • Le stime fissano l’ordine di grandezza e ancorano le aspettative: non sono date garantite. La decisione di reintonacare si prende con la misura del contenuto d’acqua su campione (UNI 11085; in cantiere, metodo al carburo di calcio secondo UNI 11121, ritirata nel 2025 ma riferimento operativo di prassi).

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Il serbatoio dei pori

Quanta acqua e quanti sali può ospitare un intonaco macroporoso, e quanto lo strozza la finitura. Il ragionamento completo è nell’articolo L'intonaco macroporoso nei dettagli.

Il serbatoio dei pori, e la finitura che lo strozza

Tavola interattiva · i litri di vuoti per metro quadrato e il vapore che resta sopra

Renzo-ArtHomeTavola M7 · fuori scala
serbatoio dei pori, per m² di parete
8 litri
20 mm di strato con il 40 % di vuoti
flusso di vapore che resta
63 %
di quello del solo intonaco, con finitura sd 0,14 m

la scheda chiede almeno 20 mm per il sanierputz da solo, 25 mm per il sistema col fondo poroso

la porosità in volume: il requisito della scheda è oltre il 40 %

resistenza alla diffusione del vapore: scheda sotto 12, norma non oltre 15

Spessore, vuoti e mu: nessuno dei tre esce dai valori di scheda (20 mm, 40 % di vuoti, mu 12).
sd dello strato
macroporoso
0,24 m
come 24 cm d’aria ferma
sd del sistema
con la finitura
0,38 m
le resistenze si sommano
Aria in un secchio
da 10 litri di malta
4 litri
il resto è materia
Quota bagnabile
sui 20 mm di scheda
25 %
la prova si ferma a 5 mm di penetrazione
8 litri di pori per ogni metro quadrato di parete
Spessore da scheda per il sanierputz da solo, quello che la scheda ammette con carico salino basso; con carico medio o alto chiede il sistema col fondo poroso, almeno 25 mm in tutto.
Sono 0,8 secchi da cantiere da 10 litri. Con lo spessore minimo di scheda (20 mm e 40 % di vuoti) il serbatoio è 8 litri, col sistema completo (25 mm) 10 litri. Sotto una pittura filmogena lo spazio dove i sali cristallizzano è la sola interfaccia con l’intonaco: frazioni di millimetro.
Le finiture di riferimento, sopra il tuo strato · sd sotto 0,2 m il limite della scheda; classi della norma delle pitture: V1 sotto 0,14 m, V2 da 0,14 a 1,4 m, V3 oltre
Finitura sd finitura sd del sistema Flusso di vapore Sotto il limite
nessuna finitura: il solo intonaco V1, alta 0,00 m 0,24 m 100 %
pittura minerale alla soglia fra V1 e V2 V2, media 0,14 m 0,38 m 63 %
il limite della scheda per la finitura V2, media 0,20 m 0,44 m 55 % no
la soglia fra V2 e V3 V2, media 1,40 m 1,64 m 15 % no
lavabile filmogena, scenario dichiarato V3, bassa 2,00 m 2,24 m 11 % no
La finitura, messa alla prova · si legge l’sd sulla scheda tecnica della pittura e lo si mette qui: gli sd si sommano

spessore d’aria equivalente dichiarato in scheda, in metri

sd 0,14 m: finitura ammessa
Sotto lo spessore d’aria equivalente di 0,2 m chiesto dalla scheda: il vapore esce e il fronte di evaporazione resta dentro lo spessore. Flusso del sistema: 63 % di quello del solo intonaco (classe V2, media).
Su questo strato, passare da una pittura minerale alla soglia fra V1 e V2 (sd 0,14 m) a una lavabile filmogena (sd 2,00 m) divide il flusso di vapore per 5,9: dal 63 all’11 per cento. Le due percentuali pubblicate nell’articolo, 63 e 11, valgono sullo strato di riferimento della scheda (20 mm, mu 12, sd 0,24 m) e cambiano con lo spessore, con il mu e con l’sd della finitura. Gli spessori d’aria equivalenti si sommano come resistenze in serie: la pittura non è un dettaglio estetico, è uno strato del sistema. Il numero si cerca nella scheda tecnica della finitura, non nella parola traspirante scritta sul barattolo.
In una riga: il serbatoio dei pori si conta con la geometria, spessore per porosità, ed è finito; la finitura sopra decide dove si ferma il fronte di evaporazione, perché gli spessori d’aria equivalenti si sommano.
I limiti di questo calcolo, per iscritto

  • Il serbatoio è geometria dichiarata, spessore per porosità: dice il tetto fisico dello spazio nei pori, non la capacità utile di un prodotto, che dipende dalla distribuzione dei pori e si legge nelle sue prove di laboratorio.
  • I valori di partenza (porosità 40 %, mu 12, spessori 20 e 25 mm) sono i requisiti minimi della scheda: il prodotto che hai in mano dichiara i propri, e sono quelli che vanno messi qui.
  • Il flusso di vapore è un rapporto a parità di spinta: mette in serie le resistenze alla diffusione e basta. Non entrano temperatura, umidità dell’aria, ventilazione, né quello che fa la muratura dietro.
  • Qui non si stima nessuna durata e non si dice quando il serbatoio si riempie: dipende dall’acqua che arriva e dal carico di sali, e a causa attiva nessuna durata si può dichiarare.
  • Le soglie citate vengono dalla UNI EN 998-1:2016 (categoria R), dalla scheda WTA 2-9 e dalla EN 1062-1, lette su guide e letteratura che le riportano e non sui testi integrali, che sono a pagamento: il registro delle fonti dell’articolo dice riga per riga da dove viene ogni numero.
Base dei conti: volume dei vuoti = spessore per porosità; spessore d’aria equivalente sd = mu per spessore; flusso di vapore relativo = resistenze alla diffusione in serie, cioè sd che si sommano. Requisiti della malta da risanamento categoria R della UNI EN 998-1:2016 e del Sanierputz della scheda WTA 2-9; classi V di trasmissione del vapore dalla EN 1062-1; penetrazione dell’acqua liquida non oltre 5 mm; secchio da 10 litri come unità di paragone. Ogni numero esce dallo script dei calcoli dell’articolo.

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Fin dove arriva l'acqua nell'intercapedine

Quota di risalita dell'acqua di mare nell'intercapedine e sale portato per ogni metro. Il ragionamento completo è nell’articolo Intercapedini in zona costiera.

Fin dove arriva l’acqua nell’intercapedine

Tavola interattiva · la linea di iniezione scavalcata, e i litri fermi nella camera

Renzo-ArtHomeTavola C9 · fuori scala
rispetto alla linea di iniezione
+15 cm
il pelo dell’acqua sta sopra la linea: fascia bagnata non protetta
acqua ferma nella camera
9 litri
per ogni metro di parete col giunto

quanto sale l’acqua (o il terreno saturo) dentro il giunto: per vasi comunicanti arriva alla quota del livello esterno

dove corre, o dove correrebbe, la barriera chimica: la quota canonica è 10-15 cm dal calpestio

il vuoto fra i due muri portanti: nel cantiere dell’articolo è 2-3 cm, misurati dalla breccia

quanti metri di parete confinano con l’intercapedine

Livello nella camera
sul calpestio
30 cm
come il livello esterno, per vasi comunicanti
Fascia bagnata
sopra la linea
15 cm
il muro beve di lato, sopra la fascia trattata
Acqua ferma
litri per metro
9
catino chiuso fra due fondazioni
Sale lasciato
da ogni litro evaporato
29-38 g
salinità del golfo, misura ARPA FVG
La linea di iniezione è scavalcata di 15 cm
Il pelo libero nella camera sta sopra la fascia trattata: i due muri assorbono di lato, per contatto diretto con la colonna d’acqua, e l’assorbimento non passa dalla fascia iniettata. Qualunque linea posata a questa quota verrebbe aggirata allo stesso modo.
acqua fuorimattoni pieniporotonfuori scalaacqua nella camera +30 cmlinea di iniezione +15 cmpiano di calpestio, sotto la quota del maremuri da 30 cm, camera 3 cma sinistra il fabbricato adiacenteterreno di fondazione, saturo durante l’eventol’acqua entra dal piede aperto del giunto e sale come fuori
Con 3-4 innalzamenti l’anno, quanti ne conta chi abita la zona, la camera riceve questa colonna d’acqua altrettante volte, e ogni volta se ne va soltanto evaporando attraverso i due muri: l’asciugatura di un evento raramente finisce prima che arrivi il successivo. Nel cantiere dell’articolo, camera di 2-3 cm ed evento a +30 cm, sono 6-9 litri per ogni metro di parete.
Che cosa cambia al salire del livello, con la linea e la camera che hai impostato · le quote 10 e 15 cm sono gli estremi della linea di iniezione, 30 cm è la quota d’esempio dell’articolo; le altre servono da scala di lettura
Livello nella camera Rispetto alla linea Acqua per metro Sulla parete Esito sulla linea
+5 cm -10 cm 1,5 1,5 linea sopra il pelo
+10 cm -5 cm 3 3 linea sopra il pelo
+15 cm alla quota 4,5 4,5 acqua al filo della linea
+20 cm +5 cm 6 6 linea scavalcata
+30 cm +15 cm 9 9 linea scavalcata
+50 cm +35 cm 15 15 linea scavalcata
La riga bianca nella camera, la misura che decide · si apre una breccia, si illumina il giunto, si misura dal pavimento la quota della crosta di sale e la si confronta con i fori di iniezione

il livello massimo raggiunto dall’acqua negli anni, scritto in sale sulle facce del giunto

la riga sta 15 cm sopra i fori
L’acqua degli eventi ha già scavalcato quella quota: la via dell’acqua è il giunto, e una nuova iniezione alla stessa linea non la chiude.
A quella quota, in una camera da 3 cm, stanno 9 litri per metro di parete. I fori di iniezione restano visibili sul muro per anni e la crosta bianca segna il livello massimo raggiunto dall’acqua: è il confronto fra le due quote a decidere la strategia, prima di spendere. La lettura si fa dal pavimento, su più punti del giunto, e si annota con la data, perché il suo valore si vede negli anni a venire: se dopo la chiusura del giunto la riga non sale più, il lavoro tiene.
In una riga: dove i muri sono due e in mezzo c’è una camera, l’acqua non ha bisogno della capillarità per salire, e la linea di iniezione governa un meccanismo che in quel momento non è quello che sta bagnando il muro.
I limiti di questo calcolo, per iscritto

  • Il livello nella camera è uno scenario che imposti tu, non una previsione: qui non si prevede né la marea né la piena. Il livello vero lo dà il monitoraggio da un punto di ispezione, durante l’evento.
  • I litri sono geometria pura: larghezza del giunto per altezza dell’acqua per lunghezza di parete. Valgono se la camera è libera: macerie, colature di malta e, dopo l’intervento, la resina ne occupano una parte, e l’acqua che ci sta davvero è meno.
  • Che la camera si riempia fino al livello esterno è l’ipotesi dei vasi comunicanti, coerente col rilievo che ha trovato il giunto passante da parte a parte. Non è una misura di portata.
  • Qui non si calcola l’asciugatura. Quanto tempo la camera impieghi a svuotarsi dipende dall’evaporazione attraverso i due muri, e in questo cantiere non è misurata.
  • Il sale indicato è quello che ogni singolo litro evaporato lascia nella camera, alla salinità misurata da ARPA FVG nel golfo di Trieste (29-38 grammi per litro). Qui non si moltiplica per i litri e non si stima un accumulo: quanta acqua evapori dentro la camera e quanta rifluisca via quando il livello scende non è misurato, e la pesata vera la dà solo un prelievo di laboratorio.
  • Gli spessori dei due muri (30 e 30 centimetri) e la camera di 2-3 centimetri vengono dal rilievo di quel cantiere: altrove si misurano prima di ragionare.
  • La quota canonica della linea (almeno 150 millimetri sopra il piano esterno) è dottrina di posa documentata, non una norma.
Base dei conti: il volume d’acqua nella camera come prodotto di larghezza del giunto, altezza del pelo libero e lunghezza di parete; geometria dei muri e della camera dal rilievo del 03/08/2026; quota della linea di iniezione (10-15 cm dal calpestio) e ricorrenza degli eventi (3-4 l’anno) come dati di cantiere; salinità di 29-38 grammi per litro dal bollettino oceanografico ARPA FVG sul golfo di Trieste, gennaio 2022. Ogni numero esce dallo script dei calcoli dell’articolo.

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Il conta-cicli dei sali

Da un anno di temperatura e umidità: quante volte i sali della parete attraversano la soglia di cristallizzazione. Il ragionamento completo è nell’articolo Sali – contare i cicli.

Il conta-cicli dei sali

Tavola interattiva · quali sali attraversano la loro soglia, e quante volte l’anno

Renzo-ArtHomeTavola S.C-07 · conta-cicli
escursioni l’anno che scavalcano una soglia, sali singoli
50 su 50
3 sistemi su 4 attraversano la propria soglia
escursioni l’anno che scavalcano una soglia, miscela reale
50 su 50
4 specie su 5 nella miscela Tipo 1

il punto più secco che l’aria tocca accanto alla superficie malata

il punto più umido della stessa escursione

le soglie dei sali singoli si spostano con la temperatura: sopra 32,4 °C la mirabilite non esiste più

quante volte l’anno l’ambiente compie quell’oscillazione: una al giorno fa 365, una a settimana 52; nel caso monitorato dell’articolo i passaggi contati stanno fra 0 e 17 per sale

le due famiglie in cui si riducono le miscele reali, gesso escluso: convivono in due edifici su tre

La banda attraversa tutta la finestra critica della miscela Tipo 1, ricca di solfati (61-72%): 50 attraversamenti completi l’anno. Dentro la banda cadono le soglie di 3 sistemi su 4 fra i sali singoli e di 4 specie su 5 della miscela: 50 cicli l’anno per ciascuno, uno per escursione.
Ampiezza della banda: 25 punti di umidità relativa. Nelle campagne citate gli eventi di cristallizzazione partono da variazioni di appena il 2-5%: conta più la stabilità del valore medio.
Dove morde il clima · la banda di umidità dell’ambiente contro le soglie: sopra i sali presi da soli, sotto le specie della miscela reale
2030405060708090100% URsoglie delle specie dentro la miscelasoglie dei sali presi da soli (il gesso, tratteggiato, resta fuori dal conto)banda dell’ambiente 55-80%halite 75,3nitratina 75,4then.-mirab. 76,6nitro 94,6gesso 99darapskite 63nitro 63,2halite 64,4bloedite 74,6aphthitalite 88,8finestra critica 61-72%
Le soglie dei sali singoli, alla temperatura impostata · sopra la soglia il sale si scioglie, sotto cristallizza
Sale Formula Soglia La banda la attraversa? Cicli l’anno, per sale
Halite NaCl 75,3 % 50
Thenardite-mirabilite Na2SO4 76,6 % 50
Nitratina NaNO3 75,4 % 50
Nitro KNO3 94,6 % no 0
Gesso CaSO4·2H2O 99 % no fuori dal conto

Il gesso resta fuori dal conto, come nei modelli termodinamici: sotto il 99% non si muove.

Le stesse specie dentro la miscela Tipo 1, ricca di solfati · umidità media di cristallizzazione in essiccamento, mediane a 20 °C su circa il 70% dei campioni
Specie nella miscela Umidità di cristallizzazione La banda la attraversa? Cicli l’anno, per specie
Aphthitalite 88,8 % no 0
Bloedite 74,6 % 50
Halite 64,4 % 50
Nitro 63,2 % 50
Darapskite 63 % 50

Le soglie in miscela sono mediane di un grande insieme di campioni a 20 °C: qui non si spostano con la temperatura.

Il caso monitorato dell’articoloNelle chiese della Ribeira Sacra (Galizia), un anno di registrazioni orarie. Con le soglie dei sali singoli, cicli l’anno per sale: halite 9, nitratina 6, thenardite-mirabilite 4, nitro 0. Rifacendo il conto con le soglie della miscela reale: NaCl 15, KNO3 17, NaNO3 5. Il nitro, che con la soglia del sale puro non avrebbe mai ciclato, passa da 0 a 17 cicli l’anno, e la stagione critica si sposta dall’inverno all’estate-autunno. Stesso muro, stesso clima.
In una riga: con le soglie dei sali puri questo ambiente fa ciclare 3 sistemi su 4, con le soglie della miscela reale 4 specie su 5. Ogni escursione che scavalca una soglia vale un ciclo per quel sale: 50 cicli l’anno per ciascuno. Il muro non cambia: cambia la mappa con cui lo si legge.
I limiti di questo calcolo, per iscritto

  • La banda di umidità e il numero di escursioni sono uno scenario che imposti tu, non una misura: il conto vero si fa su un anno di registrazioni accanto alla superficie malata, con passo non superiore a 30 minuti. Su dati al minuto si arriva fino a 2.500 falsi cicli l’anno, sulle medie giornaliere se ne perdono di veri.
  • Il conto dei cicli riguarda il singolo sale, come nell’articolo («cicli all’anno, per sale, per stagione»): qui ogni escursione che scavalca una soglia vale un ciclo per quel sale, e vale per tutti i sali allo stesso modo. I cicli di sali diversi non si sommano: le due cifre grandi contano le escursioni che scavalcano almeno una soglia, i cicli per sale stanno nelle due tabelle. Nella realtà le escursioni non sono tutte uguali: nel caso monitorato dell’articolo lo stesso anno ha dato 9, 6, 4 e 0 passaggi a quattro sali diversi.
  • Le soglie dei sali singoli seguono le equazioni pubblicate e si spostano con la temperatura; quelle in miscela sono mediane a 20 °C e qui restano ferme. Una miscela, poi, non ha una soglia sola ma un intervallo: dentro la finestra solidi e soluzione coesistono, e il conto degli attraversamenti completi non descrive tutto il lavoro che il sale fa.
  • Il conto non dice quanto danno: quello dipende anche dal carico salino nei pori (sotto lo 0,8% in massa nei primi 2 cm il sale raramente spiega il danno) e dal materiale. Fa eccezione la transizione del solfato di sodio, dove ogni attraversamento è di per sé una funzione di danno.
  • Il conto ignora l’acqua liquida: pioggia battente, lavaggi e ri-bagnature contano come cicli e qui non compaiono. Sui quadri solfatici sono il ciclo peggiore di tutti.
  • Il microclima che conta è quello a contatto della superficie malata, non quello della stanza e tanto meno quello della stazione meteo: già a mezzo millimetro sotto la superficie il materiale tampona le oscillazioni più rapide.
Base dei conti: le equazioni dell’umidità relativa di equilibrio dei quattro sistemi singoli e il conteggio del caso monitorato vengono dalla campagna sulle chiese della Ribeira Sacra, un anno di registrazioni orarie; le soglie di cristallizzazione in miscela e le due finestre critiche vengono dall’insieme di 11.412 campioni prelevati su 338 monumenti; la soglia del gesso e la sua esclusione dal conto vengono dalle stesse fonti. Ogni numero di questa tavola esce dai file dell’articolo; le soglie delle singole specie in miscela stanno nella tabella di lavoro delle analisi, non nel testo pubblicato.

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Il muro davanti al gelo

Dal grado di saturazione: se il gelo può rompere il muro, e quanta acqua serve perché succeda. Il ragionamento completo è nell’articolo Quanta acqua serve al gelo per rompere un muro.

Il muro davanti al gelo

tre pesate su un frammento, e la condizione del muro quando arriva il freddo

Renzo-ArtHometavola interattiva
grado di saturazione
92,5 %
spinta del ghiaccio
6,72 MPa
tiene fino a
-1,3/3,6 gradi
Cinque esempi costruiti, per vedere come si muove il calcolo
Le tre pesate del frammento

dopo essiccazione fino a massa costante

appena prelevato e sigillato, prima di asciugarlo

dopo immersione fino a massa costante

resistenza a trazione 1,5-4,0 MPa: ordine di grandezza di letteratura, non un valore misurato

se lo conosci per questo materiale, prende il posto delle soglie 0,80 e 0,90. Si determina per dilatometria da gelo: sui laterizi storici sono stati misurati anche 0,25 e 0,30

la minima che tocca il paramento, non quella della stanza. Se dove sei le notti sotto zero sono poche, il gelo è l’ultima ipotesi

se lo misuri, aggiunge porosità e litri per m³
Il campione profondo, facoltativo: separa il gelo dalla risalita

frammento preso a 10-15 cm dentro il muro, stessa verticale

prelevato e sigillato nello stesso momento del primo

dopo immersione fino a massa costante

Dove sta l’acqua nello spessore
in attesa del secondo campione
Con un solo prelievo si sa quanta acqua c’è, non da dove arriva. Il secondo frammento, preso a 10-15 cm sulla stessa verticale, lo dice.

su venti pori, 19 sono pieni d’acqua
sotto la soglia di attenzione
0,80
0,90
050100 per cento
la linea rossa è la soglia teorica: 91,7
NON RESTA ARIA
Oltre il 91,7 per cento il ghiaccio non ha più aria dove allargarsi. A -6,0 gradi la spinta arriva a 6,72 MPa e supera anche l’estremo alto dell’intervallo, 4,0 MPa di resistenza a trazione.
Acqua da togliere per scendere a 0,80
10,0 g sul campione
È il 14 per cento dell’acqua che il frammento aveva addosso. Portare il muro sotto 0,80 significa togliere al muro la stessa quota.
Spinta del ghiaccio e resistenza
6,72 MPa contro 1,5-4,0 MPa
spinta68,5 kg/cm²
resistenza15,3-40,8 kg/cm²
La spinta pareggia la resistenza fra -1,3 e -3,6 gradi. Cresce di 1,12 MPa per ogni grado in meno. La resistenza è un ordine di grandezza: se hai il dato del tuo materiale, scrivilo.
Come si prende il campione.

  1. Un frammento da 50 a 200 g, dai primi due o tre centimetri di spessore, chiuso subito in un sacchetto a tenuta: sono quelli i centimetri che gelano.
  2. Si preleva nella condizione peggiore, cioè in gennaio dopo tre o quattro giorni di pioggia, non in una bella giornata di ottobre.
  3. Almeno tre punti: nella fascia degradata, un metro più in alto e sulla faccia opposta. Fra le tre fasce la differenza conta più del valore assoluto.
  4. Essiccazione a 105 gradi; a 40 gradi se il materiale contiene gesso o sali idrati, altrimenti si perde acqua di cristallizzazione e il conto sbaglia.

Prima di tutto, dove sei. Il gelo lavora solo dove ci sono notti sotto zero, e in Italia i giorni di gelo vanno da centinaia in quota a pochissimi o nessuno sulle coste del Mezzogiorno. Il dato si prende dalla stazione più vicina, fra i valori climatici normali dell’ISPRA. Dove i giorni di gelo sono pochi, un paramento che si sfalda quasi mai è gelo: le prime ipotesi restano cristallizzazione dei sali e umidità di risalita. Da dove vengono i numeri. Grado di saturazione, acqua da togliere, porosità e litri per metro cubo sono aritmetica sulle tre pesate. La spinta del ghiaccio, 1,12 MPa per ogni grado sotto zero, viene dall’equilibrio fra ghiaccio e acqua nel poro. Le soglie 0,80 e 0,90 sono di Hirschwald, che però le fissò sul coefficiente di saturazione: qui sono usate sul grado di saturazione come soglie prudenziali di lavoro, e il termine di confronto esatto resta il grado critico del singolo materiale, che si determina in prova. Le resistenze a trazione sono l’unico dato debole: sono intervalli di letteratura, non misure, e per questo la tavola mostra l’intervallo e non una cifra sola. Fa eccezione il calcestruzzo, calcolato con l’Eurocodice 2. Se conosci la resistenza del tuo materiale scrivila nel campo apposta: il calcolo userà quella. I quattro casi pronti sono esempi costruiti per mostrare come si muove il calcolo, non rilievi di cantiere. La tavola descrive la condizione del materiale e non prevede quando e quanto si romperà.

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Il vapore attraverso la parete

Qui l'umidità è vapore che attraversa gli strati di una parete: chi lo lascia passare e chi lo ferma.

Il calcolatore della traspirazione

Strato per strato, la resistenza al vapore della parete e chi comanda nella catena, su 51 materiali. Il ragionamento completo è nell’articolo Il muro non respira.






La catena degli strati | Renzo-ArtHome


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La catena degli strati

Traspirabilità, profilo di Glaser e protezione dalla pioggia, per la parete che componi tu

1

Condizioni al contorno

Valori di prova, liberi: la verifica di norma (UNI EN ISO 13788) usa le medie mensili della località, per tutti i 12 mesi.

2

Stratigrafia parete (INT → EST)


Il primo strato è lato aria interna, l’ultimo lato aria esterna. Per i film sottili il μ non si dichiara:
si inserisce l’sd di scheda, e la loro resistenza termica si trascura.

Da dove vengono i numeri. Ogni voce del menu porta con sé la propria provenienza, che compare
nella scheda dello strato: per la maggior parte è il prospetto A.1 della UNI 10351:2021 (con le
permeabilità δ della voce), per alcune è dichiarata un’altra origine (scheda tecnica di prodotto,
UNI EN ISO 10456, UNI EN ISO 13788). Il μ singolo è il valore di lavoro del database del modulo Glaser
di casa; il dato di norma è l’intervallo. Nessun valore è stato inventato o mediato qui.
In progetto si usa la scheda tecnica del prodotto posato.

3

Stratigrafia, scala fisica (cm)

Stratigrafia, scala fisica (cm)
Nota. Questa barra rappresenta il muro in scala fisica, con le dimensioni reali in centimetri.
Non sostituisce il profilo di Glaser qui sotto, che usa la scala in resistenza termica cumulata.
4

Profilo Glaser, Pv e Psat

Profilo Glaser, Pv e Psat

Metodo per interfacce della UNI EN ISO 13788 come documentato dal manuale ANIT: saturazione
Psat = 610,5·e17,269T/(237,3+T), temperature dalle resistenze termiche cumulate
(Rsi 0,13 e Rse 0,04 m²K/W da EN ISO 6946), Pv lineare negli spessori d’aria
equivalente, strati suddivisi finché ogni tratto ha R ≤ 0,25 m²K/W. Dove la linea rossa tocca la blu
dentro la parete, lì l’acqua compare
; se il contatto avviene già sulla faccia, la condensa è
superficiale (la superficie sta sotto il punto di rugiada dell’aria: il caso della muffa) e il verdetto
lo dice a parte, perché nell’aria non condensa niente. Quadro a un solo clima: la verifica completa lavora
sui 12 mesi e calcola quantità e rievaporazione della condensa.

5

La catena della traspirabilità: chi comanda

sd = μ × spessore: lo spessore di aria ferma che opporrebbe al vapore la
stessa resistenza. Gli strati stanno in serie, gli sd si sommano, e comanda il più chiuso.

6

Il rivestimento esterno davanti alla pioggia



Criterio per la protezione dalla pioggia battente (recepito nella norma tedesca):
w ≤ 0,5, sd ≤ 2,0 e prodotto w·sd ≤ 0,2. I tre vincoli valgono insieme.
Classi EN 1062-1: sul vapore la migliore è V1, sull’acqua liquida è W3.

Tavola di calcolo a corredo dell’articolo “Il muro non respira”
renzo-arthome.com





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L'acqua che entra dall'alto

Qui l'acqua è liquida e arriva dal tetto o dal solaio: pluviali murati e solai che gocciolano.

Quanta acqua passa nel tuo pluviale

Dalla falda e dalla pioggia del luogo: i litri all'ora nel pluviale e la sezione che serve. Il ragionamento completo è nell’articolo Il pluviale dentro il muro.

Quanta acqua passa nel tuo pluviale

Tavola interattiva · i litri nel tubo e quelli che un difetto mette nel muro

Renzo-ArtHomeTavola P.L-06 · fuori scala
nel tubo, in questo evento
1.000 litri
20 mm/h per 60 min su 50 m² · pioggia forte
nel muro, in questo evento
10 litri
il 1 % intercettato dal difetto

la porzione di tetto che scarica in quel tubo: una villetta da 100 m² con due pluviali ne fa 50 per tubo

quanti millimetri all’ora sta scaricando l’evento

quanto dura la pioggia a quell’intensità

quanta parte della portata esce dal giunto sfilato o dalla fessura: è uno scenario, non una misura

Nel tubo
litri all’ora
1.000
pioggia forte
Nel tubo
litri al minuto
16,7
devono passare dal bocchettone
In un anno
litri in quel tubo
47.550
media ISPRA, 951 mm
In un anno
vasche da bagno
317
da 150 litri l’una
10 litri dentro la parete, in questo evento
1 secchio da 10 litri versato nel muro, a ogni pioggia come questa
In un anno di piogge medie quella stessa quota fa 476 litri dentro il muro: 3,2 vasche da bagno.
Le intensità della convenzione meteorologica, sulla tua falda · debole fino a 2 mm/h, moderata da 2 a 6, forte oltre 6, nubifragio oltre 30
Pioggia Intensità Litri all’ora Litri al minuto Ore d’acqua nell’anno
debole 1 mm/h 50 0,8 951 ore
moderata 4 mm/h 200 3,3 238 ore
forte 10 mm/h 500 8,3 95 ore
nubifragio, alla soglia 30 mm/h 1.500 25 32 ore
nubifragio violento 60 mm/h 3.000 50 16 ore
La prova della canna, a portata misurata · si riempie un secchio da 10 litri col cronometro, e la portata si traduce in pioggia

canna aperta come la userai nella prova

20 l/min = 24 mm/h
Su questa falda la canna simula una pioggia forte: è la sollecitazione che serve alla prova. (pioggia forte)
In mezz’ora a questa portata entrano nel tubo 600 litri, come 12 mm di pioggia sulla falda da 50 m². Il numero va scritto sul verbale: è quello che trasforma un getto d’acqua in una sollecitazione quantificata. La prova si fa a sistema pulito e asciutto, con gli occhi su parete e pozzetto, e non finisce quando si chiude la canna: il muro tampona, e una macchia che compare il giorno dopo è un esito positivo quanto una goccia immediata.
In una riga: il tubo dentro il muro trasporta i volumi di un piccolo impianto, e non serve una rottura per fare danno: basta una quota piccola, intercettata a ogni pioggia, perché la parete riceva ogni anno l’acqua di qualche vasca da bagno.
I limiti di questo calcolo, per iscritto

  • La quota intercettata dal difetto è uno scenario che imposti tu, non una misura: nessuno sa quanto beve davvero un giunto se non prova il tubo.
  • I 951 mm all’anno sono la media nazionale italiana del trentennio 1991-2020 (ISPRA): il tuo luogo può stare molto sopra o molto sotto, e la pioggia non arriva distribuita ma concentrata in poche decine di ore.
  • Le soglie di intensità sono convenzione della pratica meteorologica, non norma.
  • Qui non si dimensiona niente: il diametro di un pluviale si calcola sulla UNI EN 12056-3, che è a pagamento e non entra in un calcolo divulgativo.
  • Il muro non è un recipiente: l’acqua che riceve la assorbe, la ridistribuisce e in parte la restituisce all’aria. I litri contati qui sono quelli che entrano, non quelli che restano.
Base dei conti: la definizione stessa del millimetro di pioggia (1 mm su 1 m² = 1 litro); precipitazione media annua in Italia 951 mm, media climatologica 1991-2020 del modello BIGBANG dell’ISPRA (nel 2025 sono stati 962,9 mm); soglie di intensità della convenzione meteorologica corrente; secchio da 10 litri e vasca da bagno da 150 litri come unità di misura domestiche. Ogni numero esce dallo script dei calcoli dell’articolo.

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Da quanto tempo perde quel solaio

Dalla lunghezza delle stalattiti: l'ordine di grandezza del tempo e dell'acqua passata. Il ragionamento completo è nell’articolo Le stalattiti del predalles.

Da quanto tempo perde quel solaio

Tavola interattiva · l’età minima che la lunghezza della stalattite richiede

Renzo-ArtHomeTavola S.T-09 · fuori scala
quella cannuccia ha almeno
75 giorni
circa 2,5 mesi, al ritmo record di 2 mm al giorno
al ritmo medio misurato
342 giorni
circa 11,2 mesi (104 mm in 237 giorni)
età massima
non si ricava
la danno i documenti, mai il righello

la cannuccia si fotografa con il righello accostato e l’obiettivo perpendicolare, prima che qualcuno la stacchi

Carbonato
nella cannuccia
1,36 g
a 9,1 mg per millimetro
Calce
sottratta al solaio
1,01 g
Ca(OH)2 equivalente
Percolato
che l’ha costruita
0,29-2,39 kg
secondo il carico di carbonato
In grotta
la stessa lunghezza
75-750 anni
a 0,2-2 mm all’anno
Da 75 giorni in su
Sotto quella soglia la cannuccia avrebbe dovuto crescere più in fretta del massimo mai misurato, 2 millimetri al giorno. Sopra, la lunghezza smette di distinguere: la stessa cannuccia può avere quei giorni o molti anni.
0120240360480zona impossibilealmeno 75 giornial ritmo medio 342 giorninessun tetto: l’età massima non si ricava
Le lunghezze che si incontrano in garage · a sinistra il minimo assoluto al ritmo record, poi il ritmo medio della cannuccia misurata, poi la stessa lunghezza in grotta
Lunghezza Almeno Al ritmo medio In grotta
5 cm 25 giorni 114 giorni 25-250 anni
10 cm 50 giorni 228 giorni 50-500 anni
15 cm 75 giorni 342 giorni 75-750 anni
20 cm 100 giorni 456 giorni 100-1.000 anni
Il conto delle gocce, col cronometro · il ritmo dice se il tubo sta in una delle tre finestre misurate, e quanta acqua scarica in un anno

minuti fra una goccia e l’altra, cronometrati sotto il punto di stillicidio

quanti punti gocciolano nell’autorimessa con quel ritmo

crescita massima
Siamo nella finestra fra otto e diciassette minuti, dove le misure superano stabilmente il millimetro al giorno: è il regime che allunga di più la cannuccia.
A questo ritmo un solo punto versa 7,0 grammi d’acqua al giorno, cioè 2,5 litri in un anno; con un solo punto attivo contato, quei litri sono anche il totale scaricato nell’autorimessa. È il numero che porta il rilievo da “gocciola” a una quantità scritta. Il conteggio delle gocce non entra nel calcolo dell’età: quella lunghezza l’hanno costruita ritmi passati che nessuno ha misurato.
In una riga: il righello dà un minimo, non una data. Quella lunghezza richiede come minimo quei giorni, e chi dice “è roba di questi giorni” contraddice le misure pubblicate; sopra quel minimo la lunghezza smette di parlare, e l’inizio del percolamento lo datano le fotografie, i verbali e le fatture.
I limiti di questo calcolo, per iscritto

  • Qui si calcola un minimo, non una data. L’età massima dalla lunghezza non si ricava, e questo calcolatore non la calcola: per l’inizio del danno servono fotografie datate, verbale di consegna, fatture dei lavori e registri di manutenzione.
  • I 2 millimetri al giorno sono il massimo mai misurato in letteratura, un ordine di grandezza e non una costante: la velocità reale la decide il ritmo della goccia, cambia nel tempo e sul tuo solaio non l’ha misurata nessuno. Per questo il calcolo lavora per forbice.
  • Il ritmo medio di confronto viene da una sola cannuccia di un solo edificio, pause e rottura comprese: serve come termine di paragone, non come legge.
  • Il conto vale per la cannuccia che stai misurando, non per il percolamento. Le cannucce si spezzano, si tappano e ne rinascono di nuove accanto: la lunghezza visibile può essere molto più giovane della perdita che la alimenta.
  • La portata stimata dalle gocce nasce da una goccia media di 53 milligrammi, ipotesi di calcolo dichiarata e non una pesata sul posto, e il volume dipende anche dal diametro reale del tubo.
  • Il confronto con la grotta usa 0,2-2 millimetri all’anno della letteratura carsica, un ordine di grandezza per capirsi. Il mese qui è un dodicesimo dell’anno di 365 giorni, solo per rendere leggibili i giorni.
Base dei conti: massimo misurato 2 mm al giorno e cannuccia n.1 cresciuta di 104 mm in 237 giorni (G.K. Smith, Cave and Karst Science 43(1), 2016); massa lineare delle cannucce da calcestruzzo 9,1 mg/mm e carbonato del percolato 0,572-4,745 g per kg di soluzione (G.K. Smith, Atti della 31a Conferenza ASF, 2019); cannucce di grotta 0,2-2 mm all’anno (Ford e Williams 2009, citati in Smith 2019); densità della calcite 2,71 g/cm³; masse molari CaCO3 100,09 g/mol e Ca(OH)2 74,09 g/mol; goccia pendente da 53 mg, calcolata con la formula della goccia sospesa su diametro 4,15 mm e tensione superficiale 40 mN/m, centri dei range misurati. Ogni numero esce dallo script dei calcoli dell’articolo.

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Il pavimento: l'acqua d'impasto del massetto

Qui l'umidità è quella residua di un massetto nuovo, quella che decide se si può posare.

Posso posare?

Dalla lettura al carburo, dal massetto e dal rivestimento: se si può posare e quanta acqua deve ancora uscire. Il ragionamento completo è nell’articolo L'umidità residua del massetto.

Posso posare?

la misura del massetto contro la soglia del rivestimento, dal Prospetto 1 del Codice di buona pratica

Renzo-ArtHometavola interattiva
misura da confrontare
3,00 CM%
soglia del rivestimento
2,0 CM%
acqua da togliere
1,05 l/m²
campioni richiesti
2 campioni
Sei casi costruiti, per vedere come si muove il giudizio
Il rivestimento e il massetto

la riga del Prospetto 1, Codice Conpaviper Rev. 05/2022

nel radiante la misura vale solo dopo il ciclo di prima accensione

sotto 1.800 kg/m³ la lettura viene convertita con la formula del Codice
La misura

solo il carburo si confronta con le soglie italiane; gli altri hanno i loro riferimenti

CM% su tutto lo spessore, campione frantumato di 50 g (CT) o 100 g (CA)

per il numero di campioni della Tabella 1 del Codice
L’aria che entra nel locale, facoltativa

per leggere la Tabella 1 del Merkblatt TKB-14: ricambio 0,5 volumi/ora, interno 20 °C
NON ANCORA
La misura 3,00 supera la soglia 2,0 CM%. Non si posa: si asciuga con aria secca e ricambio, oppure si cambia sistema come scelta di progetto. Non si cambia il numero.
La soglia applicata
Prospetto 1 del Codice Conpaviper Rev. 5: 2,0 CM%. Norma italiana, via fonte secondaria: UNI 11371 e UNI 11935: 2,0 / 1,7 / 0,5 / 0,2.
I litri per metro quadro
Acqua libera nel massetto: 3,09 litri per metro quadro (3,0 CM%, 2000 kg/m³, 5 cm). Per scendere alla soglia devono evaporare 1,05 litri da ogni metro quadro.
I campioni
per 60 m² secondo la Tabella 1 del Codice (UNI 10329): nelle zone più umide, trovate con lo strumento a contatto
Il clima e i tempi
Ordine di grandezza dei tempi. La Tabella 1 del Merkblatt TKB-14 dà 37 giorni per l’asciugatura completa di un massetto cementizio a cemento normale con quest’aria esterna (cella più vicina: 20 °C e 60 per cento), con ricambio di 0,5 volumi all’ora e clima interno 20 °C. È il massetto di riferimento della tabella, non il tuo: serve a capire quanto pesa il clima, non a fissare una data. La regola britannica direbbe 50 giorni.
I limiti di questo calcolo, per iscritto.

  1. Le soglie sono il Prospetto 1 del Codice di buona pratica Conpaviper, Rev. 05/2022, letto sul documento. Le norme UNI corrispondenti non sono state lette sul testo: dove il Codice e la norma riassunta dalle fonti secondarie non coincidono, vince in cantiere la prescrizione più severa fra progetto, rivestimento e adesivo.
  2. Il confronto vale solo per la misura al carburo su tutto lo spessore. KRL, sonda e cappa hanno i loro limiti (80 e 75, 75 e 85, 75 per cento) e non si convertono in CM%; lo strumento a contatto dà un indice.
  3. I litri per metro quadro sono aritmetica sulla definizione del CM% (acqua sul peso del campione) applicata alla massa volumica e allo spessore che hai scritto: un ordine di grandezza, non una misura.
  4. La conversione dei massetti leggeri vale solo con aggregati a cella chiusa, porosità sotto l’1 per cento, come prescrive il Codice.
  5. I giorni della tabella TKB-14 riguardano il massetto di riferimento della commissione tedesca, con ricambio di 0,5 volumi all’ora e interno a 20 °C: dicono quanto pesa il clima, non quando posare. Lo spessore di quel massetto non è dichiarato nel Merkblatt.
  6. Nel radiante la misura vale solo dopo il ciclo di prima accensione; un massetto già sotto soglia risale se l’aria si fa più umida: la misura si ripete subito prima della posa.
  7. La tavola non prevede se e quando un pavimento si danneggia: confronta una misura con una soglia pubblicata.

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Il gas dal terreno

Non è acqua: è il radon, che passa dalle stesse fessure e dagli stessi giunti.

Il calcolatore del radon

Dalla concentrazione misurata: dose annua e confronto con i livelli di riferimento. Il ragionamento completo è nell’articolo Radon, l'inquilino invisibile.

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Renzo-ArtHome · Radioprotezione pratica

Calcolatore Radon

Dalla concentrazione misurata in casa alla dose annua e al rischio, con i coefficienti ufficiali (ICRP 137, Darby 2005, D.Lgs. 101/2020). E la mappa dell’Italia del radon: indagine nazionale e aree prioritarie. Nessuna mappa sostituisce la misura nella tua casa.

La tua situazione

Se non hai una misura, tocca la tua regione sulla mappa: si carica la media regionale come punto di partenza (solo orientativo).

Bq/m³

Media italiana: 70 · obiettivo OMS: 100 · nuove case: 200 · riferimento di legge: 300

19 h ≈ 6.935 h/anno

La convenzione di radioprotezione per le abitazioni è 7.000 ore l’anno.

Rapporto col fumo

Che cosa significa

Dose efficace annua
mSv
ICRP 137 · 6,7 nSv per Bq·h/m³ (F=0,4)
Rischio relativo
+16% ogni 100 Bq/m³ (Darby et al., BMJ 2005)
La tua dose da radon

Fondo naturale medio mondiale

2,4

Limite popolazione (pratiche)

1,0

Limite lavoratori esposti

20,0

Rischio cumulativo di tumore polmonare entro i 75 anni
Stima da Darby et al. 2005 (13 studi europei), a questa concentrazione mantenuta per tutta la vita.

L’Italia del radon

Due letture dello stesso Paese: le medie dell’indagine nazionale ISS-ENEA e lo stato delle aree prioritarie previste dal D.Lgs. 101/2020.

Avvertenza che vale più della mappa: la variabilità tra edifici, anche vicini, è enorme. La media regionale non dice quanto radon c’è nella tua abitazione: lo dice solo un dosimetro esposto per 12 mesi.

Le mappe ufficiali da consultare

Tabella completa (accessibile) — dati regionali

Metodo, ipotesi, limiti

Dose. E [mSv/anno] = C [Bq/m³] × ore/anno × 6,7·10⁻⁶ — coefficiente ICRP Pubblicazione 137 (2017) con fattore di equilibrio 0,4. Con il coefficiente UNSCEAR (1,6 mSv per mJ·h/m³) la stima si riduce a poco più della metà: le due scuole convivono nella letteratura.

Rischio relativo. RR = 1 + 0,16 × C/100 — aumento del 16% del rischio di tumore polmonare ogni 100 Bq/m³ di concentrazione media di lungo periodo (Darby et al., BMJ 330:223, 2005; confermato da OMS 2009). Relazione lineare, senza soglia.

Rischio assoluto. Rischio cumulativo di morte per tumore polmonare entro i 75 anni, a radon nullo: 0,41% per chi non ha mai fumato, 10,1% per il fumatore (Darby 2005); il valore mostrato è la base moltiplicata per RR. Per l’ex fumatore il rischio è intermedio e dipende da quanto e per quanto si è fumato e da quando si è smesso: qui si mostra l’intervallo tra i due profili.

Limiti. Strumento informativo: non sostituisce la misura (UNI ISO 11665-4, servizi di dosimetria riconosciuti ex D.Lgs. 101/2020) né le valutazioni di legge per i luoghi di lavoro. I dati regionali derivano dall’indagine nazionale 1989–97 (APAT, Annuario 2003): le campagne regionali successive, più fitte e mirate ai piani terra, hanno spesso misurato valori più alti. Lo stato delle aree prioritarie è aggiornato al 31 luglio 2026 (quadro ARPA Lombardia): undici fra Regioni e Province autonome, 483 comuni.

renzo-arthome.com · agosto 2026 · Fonti: D.Lgs. 101/2020 e D.Lgs. 203/2022 · DPCM 11/01/2024 (PNAR) · OMS, Radon and health 2023 e Handbook on Indoor Radon 2009 · ICRP 137 · Darby et al., BMJ 2005 · APAT, Annuario dei dati ambientali 2003 · ISIN/SINRAD · MASE-ISPRA.

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Le tavole sono elaborazioni di Renzo-ArtHome sui dati dichiarati in ciascun riquadro dei limiti. Un calcolo non sostituisce un sopralluogo: per una diagnosi su un edificio reale servono le misure sul posto.

I calcolatori
L'aria: temperatura, umidità relativa, rugiada7
Il muro: risalita, sali, gelo, asciugatura10
Il vapore attraverso la parete1
L'acqua che entra dall'alto2
Il pavimento: l'acqua d'impasto del massetto1
Il gas dal terreno1