I CORPI PASSANTI NELLE IMPERMEABILIZZAZIONI

I corpi passanti rappresentano uno dei punti critici più frequentemente sottovalutati nei sistemi di impermeabilizzazione. Tubazioni, cavi elettrici, tiranti di ancoraggio, elementi strutturali e ogni altro componente che attraversi una barriera impermeabile costituiscono potenziali vie preferenziali per l’ingresso dell’acqua. La corretta progettazione e realizzazione di questi dettagli costruttivi è fondamentale per garantire l’efficacia e la durabilità dell’intero sistema impermeabile.

Come evidenziato dalla BS 8102:2022, la norma britannica di riferimento per la protezione delle strutture interrate contro l’ingresso dell’acqua, i punti di attraversamento dei servizi sono particolarmente vulnerabili alla penetrazione dell’acqua e richiedono un’attenta considerazione nella fase progettuale riguardo alla loro posizione e spaziatura.

1. DEFINIZIONE E CLASSIFICAZIONE DEI CORPI PASSANTI

1.1 Definizione

Per corpo passante si intende qualsiasi elemento costruttivo o impiantistico che attraversi uno strato impermeabile, creando una discontinuità nella barriera di tenuta all’acqua. Questa definizione comprende sia gli attraversamenti verticali (che perforano membrane orizzontali) sia quelli orizzontali (che attraversano pareti verticali impermeabilizzate).

1.2 Classificazione per tipologia

I corpi passanti possono essere classificati in base alla loro natura:

  • Tubazioni idrauliche: scarichi, adduzione idrica, impianti di riscaldamento/raffrescamento, gas
  • Canalizzazioni elettriche: cavidotti, tubi corrugati, passacavi per cablaggio
  • Elementi strutturali: tiranti di ancoraggio, barre filettate, piastre di fissaggio
  • Componenti impiantistici: bocchettoni di scarico, sfiati, esalatori, aeratori
  • Servizi esterni: allacciamenti fognari, collegamenti alle reti di distribuzione

1.3 Classificazione per contesto applicativo

In base al contesto di installazione, i corpi passanti si distinguono in:

  • Attraversamenti in strutture interrate: fondazioni, muri controterra, vasche, piscine
  • Attraversamenti in coperture: tetti piani, terrazze, coperture a giardino pensile
  • Attraversamenti in opere civili: gallerie, tunnel, dighe, canali

2. IL PROBLEMA TECNICO: LA DISCONTINUITÀ DEL SISTEMA IMPERMEABILE

2.1 Principi fisici delle infiltrazioni

L’acqua, in presenza di una pressione idrostatica anche minima, tende a percorrere qualsiasi via che offra minore resistenza al suo passaggio. Nei punti di attraversamento, l’interfaccia tra il corpo passante e la membrana impermeabile o il calcestruzzo circostante costituisce intrinsecamente una zona di debolezza, per diversi motivi:

  • Discontinuità geometrica: la transizione tra materiali diversi crea inevitabilmente un’interfaccia
  • Differenti coefficienti di dilatazione termica: i movimenti differenziali tra i materiali possono aprire microlesioni
  • Ritiro del calcestruzzo: la maturazione del getto può generare distacchi dall’elemento passante
  • Vibrazioni e assestamenti: i carichi dinamici possono compromettere i sistemi di tenuta nel tempo

2.2 Fattori aggravanti

Alcuni fattori possono amplificare la criticità degli attraversamenti: la pressione idrostatica elevata (strutture profondamente interrate), la presenza di acqua aggressiva (acque con elevata concentrazione salina o contaminanti), i cicli di gelo-disgelo che amplificano le fessurazioni, e la mancata considerazione dei movimenti strutturali in fase progettuale.

3. SISTEMI DI TENUTA PER CORPI PASSANTI

3.1 Giunti idroespansivi bentonitici

I waterstop bentonitici rappresentano una delle soluzioni più efficaci per la sigillatura dei giunti di costruzione e degli attraversamenti nel calcestruzzo. Questi elementi sono costituiti da bentonite sodica inglobata in una matrice di gomma butilica o EPDM, che conferisce al prodotto proprietà idroespansive controllate.

Principio di funzionamento: la bentonite, a contatto con l’acqua, aumenta il proprio volume fino al 300-500%, generando una pressione di rigonfiamento che sigilla le microporosità del calcestruzzo circostante. La matrice polimerica controlla l’espansione impedendo che il materiale perda coesione.

Caratteristiche prestazionali tipiche:

  • Capacità di rigonfiamento: 300-500% del volume originale
  • Resistenza alla pressione idrostatica: fino a 7 bar (70 m di colonna d’acqua)
  • Capacità di autoriparazione: il materiale si rigonfia nuovamente dopo cicli di essiccamento
  • Dimensioni comuni: sezioni da 10×20 mm fino a 25×40 mm

Requisiti di posa: il giunto bentonitico deve essere posizionato con un confinamento minimo di 8-12 cm di calcestruzzo su ogni lato. I lembi devono essere accostati (non sovrapposti) con parallelismo di almeno 5-6 cm per garantire la continuità del sistema.

3.2 Collari e manicotti impermeabilizzanti

I sistemi a collare e manicotto rappresentano soluzioni meccaniche per la sigillatura degli attraversamenti, particolarmente indicati per interventi post-getto o per applicazioni dove sia necessaria la manutenibilità del sistema.

Tipologie principali:

Link-Seal® e sistemi modulari: costituiti da elementi in gomma EPDM collegati tra loro mediante piastre di pressione e bulloni. Consentono di sigillare lo spazio anulare tra la tubazione e la parete del foro, adattandosi a diverse combinazioni di diametri. Resistenza alla pressione: fino a 5 bar. Temperature operative: da -40°C a +80°C.

Press-Seal e sistemi a segmenti: manicotti in acciaio o polimero con elementi di tenuta in EPDM o NBR, serraggio mediante fascette in acciaio inox. La tecnologia ad anelli segmentati consente l’adattamento a diversi diametri di tubazione con un’unica taglia di prodotto.

3.3 Mastici e sigillanti

I sigillanti rappresentano soluzioni complementari o alternative per la sigillatura degli attraversamenti, con diverse formulazioni chimiche:

  • Sigillanti poliuretanici: elevata elasticità (allungamento a rottura >400%), ottima adesione su calcestruzzo e metalli, resistenza all’acqua e agli agenti atmosferici. Indicati per giunti soggetti a movimenti.
  • Sigillanti polisolfurici: eccellente resistenza chimica e all’immersione in acqua, utilizzati per ambienti aggressivi.
  • Mastici bentonitici: paste a base di polimeri e bentonite per la sigillatura di angoli, raccordi e irregolarità prima della posa dei giunti idroespansivi.
  • Sigillanti ibridi MS/SMP: combinano le prestazioni dei poliuretani con la facilità applicativa dei siliconi, senza isocianati.

3.4 Resine iniettabili

Le resine per iniezione rappresentano la soluzione d’elezione per gli interventi di ripristino post-costruzione e per la sigillatura di infiltrazioni attive. Possono essere iniettate attraverso fori praticati nel calcestruzzo per raggiungere i punti di infiltrazione e creare barriere impermeabili.

Resine poliuretaniche idroespansive (idrofile): reagiscono a contatto con l’acqua formando una schiuma flessibile a cellule chiuse che sigilla fessure e cavità. Espansione tipica: 250-400% del volume originale. Tempo di reazione regolabile mediante catalizzatori. Applicazioni: sigillatura di fessure attive, attraversamenti con infiltrazioni in corso, iniezioni a bassa pressione.

Resine poliuretaniche idrofobe: non reagiscono con l’acqua ma la respingono, creando una barriera impermeabile rigida o semirigida. Viscosità molto bassa per penetrare fessure capillari (fino a 0,1 mm). Applicazioni: consolidamento strutturale, iniezioni ad alta pressione, sigillatura definitiva.

Resine acriliche: viscosità simile all’acqua per massima penetrazione, elevata flessibilità e capacità di assorbire movimenti. Utilizzate per iniezioni di compartimentazione e per trattamenti areali.

3.5 Flange e passacavi prefabbricati

Per gli attraversamenti programmati in fase di progetto, le flange prefabbricate rappresentano la soluzione più affidabile. Questi elementi, posizionati prima del getto, garantiscono un’interfaccia controllata tra il corpo passante e l’impermeabilizzazione.

Tipologie secondo DIN 18533:

  • Flange fisse (Festflansch): saldate o incollate direttamente all’impermeabilizzazione. Spessore minimo 10 mm, diametro esterno minimo 160 mm.
  • Flange mobili (Losflansch): consentono il collegamento meccanico all’impermeabilizzazione. Spessore minimo 10 mm, diametro esterno minimo 150 mm.
  • Tubi-guaina cementizi (ZVR): rivestiti con malta cementizia che reagisce con il calcestruzzo fresco creando un legame omogeneo impermeabile e a tenuta di gas.

4. DETTAGLI ESECUTIVI E CORRETTA POSA IN OPERA

4.1 Interventi in fase di pre-getto

La sigillatura degli attraversamenti in fase di pre-getto rappresenta la soluzione ottimale, in quanto consente di predisporre tutti gli elementi necessari prima della formazione della struttura in calcestruzzo.

 

Procedura operativa per giunti bentonitici:

  1. Posizionamento della tubazione/passante nella cassaforma
  2. Applicazione del mastice bentonitico nelle irregolarità e negli angoli
  3. Avvolgimento del giunto bentonitico attorno al corpo passante, formando un anello continuo
  4. Fissaggio del giunto mediante chiodi o adesivo specifico (ogni 15-20 cm circa)
  5. Verifica del confinamento minimo (8-12 cm dal bordo del calcestruzzo)
  6. Protezione del giunto dall’umidità fino al getto
  7. Getto del calcestruzzo con vibrazione controllata per evitare spostamenti

                                                   

4.2 Interventi post-getto

Quando l’attraversamento non è stato previsto in fase progettuale o quando si verificano infiltrazioni in strutture esistenti, si ricorre a tecniche di intervento post-getto.

                                         

 

Iniezione di resine poliuretaniche:

  1. Identificazione del percorso dell’infiltrazione mediante ispezione visiva e/o termografica
  2. Foratura con angolo di 45° rispetto alla superficie, intercettando la cavità da sigillare
  3. Inserimento dei packer (iniettori) nei fori praticati
  4. Sigillatura superficiale delle fessure visibili con malta idraulica a presa rapida
  5. Iniezione della resina a pressione controllata, partendo dal punto più basso
  6. Verifica della fuoriuscita dai packer adiacenti (conferma di penetrazione)
  7. Rimozione dei packer e sigillatura dei fori con malta cementizia

 

4.3 Integrazione con membrane impermeabilizzanti

Nel caso di impermeabilizzazioni con membrane bituminose o sintetiche, il raccordo al corpo passante richiede particolare cura per garantire la continuità dello strato impermeabile.

Regole fondamentali per gli attraversamenti verticali (da norma UNI 11333):

  • L’attraversamento deve avvenire ad almeno 15-20 cm sopra il livello della pavimentazione finita
  • Il risvolto verticale della membrana deve superare di almeno 30 cm il punto di attraversamento
  • Il taglio della membrana attorno al passante deve essere sagomato (taglio a croce o stellare)
  • Le pezze di rinforzo devono estendersi per almeno 10 cm oltre il bordo del passante
  • Utilizzare raccordi prefabbricati con flangia saldabile quando disponibili

5. RIFERIMENTI NORMATIVI E LINEE GUIDA

5.1 Normativa internazionale

BS 8102:2022 – Protection of below ground structures against water ingress

Norma britannica di riferimento per la protezione delle strutture interrate. Definisce tre tipologie di protezione (Type A – Barrier, Type B – Structurally Integral, Type C – Drained) e quattro gradi di impermeabilità (1A, 1B, 2, 3). Sottolinea che i punti di ingresso dei servizi sono particolarmente vulnerabili alla penetrazione dell’acqua e richiede che la loro posizione e spaziatura siano attentamente considerate.

DIN 18533:2017 – Abdichtung von erdberührten Bauteilen (Waterproofing of elements in contact with soil)

Norma tedesca strutturata in tre parti: Parte 1 – Requisiti e principi di progettazione; Parte 2 – Impermeabilizzazione con membrane in foglio; Parte 3 – Impermeabilizzazione con materiali liquidi. Classifica le sollecitazioni idriche in classi (W1-E, W2.1-E, W2.2-E, W3-E, W4-E) e definisce i requisiti dimensionali minimi per flange e manicotti.

5.2 Normativa europea

UNI EN 1504 – Prodotti e sistemi per la protezione e riparazione delle strutture in calcestruzzo

Serie normativa in 10 parti che definisce requisiti, metodi di prova e criteri di conformità per i prodotti da utilizzare nel ripristino delle strutture in calcestruzzo. La Parte 5 (Iniezione del calcestruzzo) è particolarmente rilevante per le resine da iniezione utilizzate nella sigillatura degli attraversamenti.

UNI EN 13707 – Membrane bituminose armate per impermeabilizzazione di coperture

Definisce le caratteristiche delle membrane bituminose per coperture, inclusi i requisiti di saldabilità e resistenza meccanica necessari per i raccordi agli attraversamenti.

5.3 Normativa italiana

UNI 11333 – Posa di membrane flessibili per impermeabilizzazione

Serie normativa che definisce i criteri per la formazione e qualificazione degli addetti alla posa. La Parte 2 riguarda le membrane bituminose, la Parte 3 le membrane sintetiche (PVC/TPO). Include dettagli esecutivi per raccordi a scarichi, esalatori e attraversamenti.

UNI 8178 – Analisi degli elementi e strati funzionali delle coperture continue

Fornisce indicazioni progettuali per la definizione di soluzioni tecnologiche nelle coperture piane, incluse le strategie per la gestione degli attraversamenti impiantistici.

 

 

6. CASO STUDIO: INFILTRAZIONI DA ATTRAVERSAMENTI NON SIGILLATI

6.1 Descrizione della patologia

Le immagini documentano due tubazioni di scarico che, dal piano del marciapiede perimetrale, convogliano le acque verso i pozzetti di raccolta interrati. L’analisi ha evidenziato le seguenti criticità:

                                      FOTO 1: Vista generale degli attraversamenti

 

Criticità 1 – Mancata sigillatura degli attraversamenti: I corpi passanti (tubazioni) non sono stati adeguatamente sigillati con materiali impermeabilizzanti all’interfaccia con il massetto del marciapiede, creando vie preferenziali per l’infiltrazione delle acque meteoriche.

 

                                                       FOTO 2: Dettaglio del punto di attraversamento

 

Criticità 2 – Difetto di impermeabilizzazione al giunto muro-marciapiede: L’assenza o l’inadeguatezza della barriera impermeabilizzante nella giunzione tra le murature perimetrali e il marciapiede ha determinato una discontinuità nel sistema di protezione dall’umidità.

 

 

6.2 Conseguenze riscontrate

Queste carenze costruttive hanno causato fenomeni di infiltrazione laterale e umidità di risalita secondaria all’interno dell’abitazione, compromettendo l’integrità delle finiture interne. I segni visibili includono distacchi di intonaco, efflorescenze saline, macchie di umidità e formazione di muffe nelle zone adiacenti alle murature perimetrali.

6.3 Corretta prassi esecutiva

In fase di realizzazione, sarebbe stato necessario adottare le seguenti misure preventive:

  1. Posa di una guaina impermeabilizzante bituminosa o sintetica al piede delle murature perimetrali, con risvolto verticale di almeno 30 cm
  2. Sigillatura di tutti gli attraversamenti mediante posizionamento in fase di pre-getto di giunti bentonitici idroespansivi intorno alle tubazioni
  3. Sagomatura della membrana impermeabilizzante attorno ai corpi passanti con pezze di rinforzo
  4. Sigillatura dei raccordi con mastici poliuretanici o resine espandenti
  5. Completamento dell’impermeabilizzazione con manicotti passacavi e collari impermeabilizzanti
  6. Garanzia di un confinamento minimo di 8 cm di calcestruzzo attorno ai sistemi di tenuta
  7. Continuità del sistema impermeabilizzante tra strutture verticali e orizzontali mediante corretta sovrapposizione e saldatura delle membrane

6.4 Interventi correttivi proposti

Nel caso specifico, gli interventi prioritari da eseguire sono:

  1. Impermeabilizzazione del giunto tra la platea di fondazione e il massetto del marciapiede perimetrale
  2. Sigillatura di tutti i corpi passanti (tubazioni) che attraversano il marciapiede stesso, mediante iniezione di resine poliuretaniche idroespansive

NOTA BENE: La soluzione ottimale prevederebbe la demolizione del marciapiede esistente per consentire l’esecuzione di un sistema impermeabile completo in fase di rifacimento. Tuttavia, qualora non sia attualmente possibile procedere con la demolizione, si potranno eseguire gli interventi di impermeabilizzazione sopra proposti. Nel caso in cui tali interventi non dovessero dare i risultati attesi, si procederà alla demolizione e rifacimento integrale del marciapiede.

7. CONCLUSIONI

La corretta gestione dei corpi passanti rappresenta un aspetto cruciale per l’efficacia di qualsiasi sistema di impermeabilizzazione. Come dimostrato dal caso studio analizzato, la sottovalutazione di questi dettagli costruttivi può determinare il fallimento dell’intero sistema, con conseguenti danni alle strutture e costi di ripristino significativi.

Le soluzioni tecniche oggi disponibili – dai giunti bentonitici idroespansivi ai sistemi modulari meccanici, dalle resine iniettabili alle flange prefabbricate – consentono di affrontare qualsiasi tipologia di attraversamento, sia in fase di nuova costruzione sia in interventi di ripristino. La scelta del sistema più appropriato deve essere effettuata in funzione del contesto applicativo, delle sollecitazioni idriche previste, delle esigenze di manutenibilità e dei vincoli costruttivi.

È fondamentale che progettisti, direttori dei lavori e imprese esecutrici comprendano l’importanza di questi dettagli e ne curino l’esecuzione con la massima attenzione, ricordando che l’80% delle patologie da umidità negli edifici deriva da difetti di impermeabilizzazione, spesso localizzati proprio nei punti di discontinuità del sistema.

 

 

 

 

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