1. Introduzione e quadro teorico
L'intervento di deumidificazione delle murature affette da risalita capillare rappresenta solo la prima fase di un processo di risanamento che si completa esclusivamente con l'asciugatura del supporto murario. La comprensione dei meccanismi fisici che governano il trasporto dell'umidità attraverso i materiali porosi è fondamentale per una corretta stima dei tempi necessari al raggiungimento delle condizioni di equilibrio igroscopico.
Come evidenziato dal Building Research Establishment nel BRE Digest 245, il processo di essiccazione di una muratura umida segue dinamiche complesse che dipendono dalla natura del materiale, dalle condizioni ambientali e dalla presenza di sali igroscopici. Il tempo di asciugatura non può essere ridotto semplicemente aumentando la ventilazione, in quanto il meccanismo limitante è spesso la diffusione interna dell'umidità verso la superficie di evaporazione.
2. Fattori che influenzano i tempi di asciugatura
2.1 Caratteristiche del materiale
La velocità di asciugatura è fortemente condizionata dalle proprietà fisiche del materiale murario. La porosità, la distribuzione dimensionale dei pori, la permeabilità al vapore e la curva di ritenzione idrica determinano la capacità del materiale di cedere l'umidità contenuta. La caratterizzazione di tali proprietà può essere effettuata secondo le metodologie descritte nelle norme UNI EN 15801 (assorbimento capillare) e UNI EN 15803 (permeabilità al vapore).
Materiale
Porosità tipica (%)
Coefficiente μ indicativo
Mattone pieno tradizionale
25-35
8-15
Tufo vulcanico
40-55
5-10
Pietra calcarea compatta
5-15
50-200
Muratura mista storica
15-40
Variabile
Tabella 1: Caratteristiche fisiche indicative dei materiali murari comuni. I valori effettivi dipendono dalla specifica provenienza e lavorazione del materiale. Fonti: letteratura tecnica BRE, dati RILEM TC 127-MS.
2.2 Spessore della muratura
Il tempo di asciugatura è proporzionale al quadrato dello spessore della muratura quando l'evaporazione avviene da una sola superficie, secondo la legge della diffusione di Fick. Questa relazione quadratica implica che raddoppiando lo spessore murario, il tempo di asciugatura quadruplica.
Una regola empirica ampiamente utilizzata nella pratica professionale britannica indica un tempo indicativo di circa un mese per ogni 25 mm di spessore in condizioni favorevoli di asciugatura (c.d. "one month per inch rule"). Tale stima, consolidata nella letteratura tecnica anglosassone, assume evaporazione da una sola superficie e condizioni ambientali ottimali; con evaporazione bilaterale il tempo si riduce significativamente. Si tratta di un riferimento orientativo che può variare considerevolmente in funzione delle condizioni specifiche.
2.3 Condizioni ambientali
Le condizioni termoigrometriche dell'ambiente circostante influenzano direttamente la velocità di evaporazione superficiale. I parametri critici includono la temperatura dell'aria, l'umidità relativa, la velocità dell'aria e la temperatura superficiale della muratura.
Temperatura: l'incremento termico aumenta la pressione di vapore saturo, accelerando l'evaporazione
Umidità relativa: valori inferiori al 60% favoriscono l'asciugatura; condizioni superiori all'80% la rallentano significativamente
Ventilazione: essenziale per rimuovere il vapore dalla superficie evaporante, ma inefficace se il fattore limitante è la diffusione interna
Stagionalità: il periodo generalmente più favorevole per l'asciugatura nell'emisfero nord è quello primaverile-estivo
2.4 Contaminazione salina
La presenza di sali solubili costituisce uno dei fattori più critici nell'allungamento dei tempi di asciugatura. I sali igroscopici, in particolare cloruri e nitrati, hanno la capacità di assorbire umidità dall'ambiente a valori di umidità relativa anche modesti, rendendo difficoltoso il raggiungimento di condizioni di equilibrio in assenza di trattamenti specifici. La determinazione del contenuto di sali può essere effettuata secondo la norma UNI 11087.
L'umidità relativa di equilibrio (ERH) caratteristica di alcuni sali comuni illustra il problema: il cloruro di sodio raggiunge l'equilibrio a circa 75% UR, mentre altri sali possono assorbire umidità già a valori inferiori. Come indicato nel BRE Digest 245, murature fortemente contaminate possono richiedere interventi di desalinizzazione preliminari o contestuali all'asciugatura.
3. Tempi indicativi di asciugatura
3.1 Stime orientative basate sulla pratica professionale
La letteratura tecnica internazionale fornisce stime orientative che tengono conto della variabilità delle condizioni reali. Tali stime, basate principalmente sull'esperienza pratica documentata da enti come il BRE e il RICS, indicano per murature tradizionali in mattoni tempi che possono variare indicativamente da 6 a oltre 18 mesi in funzione dello spessore e delle condizioni ambientali.
Nota importante: i valori riportati nella tabella seguente sono stime indicative derivate dalla pratica professionale consolidata. I tempi effettivi possono variare significativamente in funzione delle condizioni specifiche del singolo intervento e devono essere verificati attraverso monitoraggio in situ.
Spessore muratura
Tempo indicativo minimo
Tempo prudenziale
≤ 250 mm (1 testa)
6 mesi
9-12 mesi
380-500 mm (1,5-2 teste)
12 mesi
18-24 mesi
> 500 mm
18+ mesi
24-36 mesi
Tabella 2: Tempi indicativi di asciugatura per murature in mattoni pieni (evaporazione monodirezionale, condizioni ambientali favorevoli). Stime basate sulla pratica professionale documentata nella letteratura BRE e RICS.
3.2 Fasi del processo di asciugatura
Il processo di asciugatura di una muratura può essere schematizzato in tre fasi distinte, ciascuna caratterizzata da meccanismi di trasporto differenti, come descritto nella letteratura scientifica sul trasporto di umidità nei materiali porosi:
Fase I (tasso costante): la superficie rimane satura e l'evaporazione avviene a velocità costante, controllata dalle condizioni ambientali. Questa fase è relativamente breve e termina quando la superficie inizia a desaturarsi.
Fase II (tasso decrescente): il fronte di evaporazione arretra progressivamente all'interno del materiale. La velocità di asciugatura diminuisce poiché il vapore deve diffondere attraverso strati sempre più spessi di materiale asciutto.
Fase III (equilibrio igroscopico): l'umidità residua è in equilibrio con le condizioni ambientali. Il contenuto di umidità finale dipende dall'umidità relativa dell'ambiente e dalle proprietà igroscopiche del materiale. Tale valore di equilibrio può essere determinato secondo la norma UNI 11086.
4. Monitoraggio del processo di asciugatura
4.1 Metodologie di misura
Il monitoraggio dell'andamento dell'asciugatura è essenziale per verificare l'efficacia dell'intervento e pianificare le successive fasi di finitura. Le metodologie disponibili si distinguono in tecniche distruttive/minimamente invasive e tecniche non distruttive.
Misura gravimetrica (metodo di riferimento): il prelievo di campioni e la determinazione del contenuto di umidità mediante essiccazione in stufa a 105°C rappresenta il metodo di riferimento secondo la norma UNI 11085. Tale metodo, sebbene invasivo, fornisce il dato più affidabile in termini di contenuto ponderale d'acqua.
Metodo al carburo di calcio: la norma UNI 11121 descrive questo metodo per la determinazione in campo del contenuto di acqua, particolarmente utile per ottenere risultati rapidi direttamente in cantiere.
Misure elettriche di resistenza/impedenza: strumenti portatili che misurano la resistenza elettrica o l'impedenza del materiale forniscono indicazioni rapide ma qualitative. Come evidenziato nel BRE Digest 245, tali strumenti richiedono calibrazione specifica per il materiale in esame e sono influenzati dalla presenza di sali, potendo dare letture falsamente elevate.
Termografia infrarossa: tecnica non distruttiva che rileva le differenze di temperatura superficiale associate all'evaporazione. Utile per individuare la distribuzione delle zone umide ma non fornisce valori assoluti di umidità.
4.2 Frequenza e documentazione delle misure
Il protocollo di monitoraggio deve prevedere misurazioni a intervalli regolari (indicativamente mensili o bimestrali) su punti di misura predefiniti e documentati. La posizione dei punti deve essere scelta in modo da rappresentare le diverse zone della muratura trattata, includendo sia aree critiche che zone di riferimento.
È buona pratica documentare ogni rilevazione con report che includano data, condizioni ambientali, metodologia impiegata, strumentazione utilizzata e valori rilevati. Le immagini termografiche IR, pur non fornendo valori assoluti, permettono di documentare l'evoluzione delle zone umide nel tempo.
5. Criteri di accettazione per le finiture
L'applicazione di finiture e rivestimenti su murature in fase di asciugatura richiede il raggiungimento di specifici valori soglia di umidità residua. Il rispetto di tali criteri è fondamentale per evitare distacchi, rigonfiamenti e degradi precoci dei materiali di finitura.
Nota: i valori limite riportati nella tabella seguente sono indicazioni generali derivate dalle schede tecniche dei produttori e dalle linee guida di settore (WTA, norme EN). È sempre necessario verificare le specifiche indicazioni del produttore del sistema di finitura che si intende applicare.
Tipo di finitura
Umidità max. indicativa supporto
Intonaci macroporosi risananti (WTA)
Secondo scheda tecnica prodotto
Intonaci tradizionali a calce
Generalmente < 4-6% (peso)
Pitture traspiranti
Secondo scheda tecnica prodotto
Rivestimenti impermeabili/resine
Generalmente < 2-3% (peso)
Posa pavimentazioni su massetto
< 2% CM o UR < 75% (EN 13813)
Tabella 3: Indicazioni generali sull'umidità residua per l'applicazione di finiture. Riferimenti: linee guida WTA, norme EN 13914, EN 998-1, EN 13813. Verificare sempre le specifiche del produttore.
6. Tecniche per l'accelerazione dell'asciugatura
In situazioni che richiedono una riduzione dei tempi di asciugatura, possono essere impiegate tecniche attive che aumentano il gradiente di pressione di vapore tra la muratura e l'ambiente.
Deumidificazione ambientale: l'impiego di deumidificatori ad adsorbimento o a condensazione riduce l'umidità relativa dell'ambiente, aumentando il potenziale evaporativo. Particolarmente efficace in ambienti confinati.
Riscaldamento controllato: l'incremento della temperatura accelera i processi diffusivi interni e aumenta la pressione di vapore saturo. L'incremento deve essere graduale per evitare tensioni termiche nei materiali.
Ventilazione forzata: utile per rimuovere il vapore dalla superficie evaporante, ma il suo effetto è limitato dalla diffusione interna quando la muratura è spessa.
È importante sottolineare che nessuna tecnica può eliminare il tempo necessario alla migrazione dell'umidità dall'interno verso la superficie: i sistemi attivi accelerano l'evaporazione superficiale ma non possono modificare le proprietà diffusive del materiale.
7. Considerazioni conclusive
La corretta gestione dei tempi di asciugatura rappresenta un elemento critico per il successo degli interventi di risanamento delle murature affette da risalita capillare. Le stime temporali devono essere comunicate con chiarezza al committente, sottolineando la natura indicativa dei valori e l'influenza delle condizioni specifiche del cantiere.
Un monitoraggio strutturato del processo di asciugatura, basato su misurazioni oggettive secondo le metodologie normate (UNI 11085, UNI 11121) e documentate, consente di verificare l'andamento dell'intervento e di pianificare correttamente le successive fasi di finitura. L'applicazione prematura di finiture incompatibili con l'umidità residua costituisce una delle cause più frequenti di insuccesso, con conseguenze economiche e di immagine rilevanti.
La collaborazione tra progettista, impresa esecutrice e committente, supportata da una comunicazione trasparente sui tempi attesi e sulla necessità di verifiche periodiche, è fondamentale per gestire le aspettative e garantire risultati duraturi nel tempo.
Riferimenti bibliografici e normativi
Pubblicazioni tecniche internazionali
BRE (Building Research Establishment). Digest 245: Rising damp in walls: diagnosis and treatment. BRE Press, Watford, UK.
BRE (Building Research Establishment). Good Repair Guide 6: Treating rising damp in houses. BRE Press, Watford, UK.
RICS (Royal Institution of Chartered Surveyors). Surveying Safely: Damp. RICS Guidance Note. London, UK.
WTA (Wissenschaftlich-Technische Arbeitsgemeinschaft für Bauwerkserhaltung). Merkblatt 2-9: Sanierputzsysteme. WTA Publications, München.
CIRIA (Construction Industry Research and Information Association). Report C538: Damp-proofing existing basements. CIRIA, London.
Hall, C. & Hoff, W.D. (2012). Water Transport in Brick, Stone and Concrete. 2nd Edition. CRC Press, Taylor & Francis Group.
Massari, G. & Massari, I. (1993). Damp Buildings, Old and New. ICCROM, Rome.
RILEM TC 127-MS: Tests for masonry materials and structures. Materials and Structures.
Normativa italiana (UNI)
UNI 11085:2003 – Beni culturali – Materiali lapidei naturali ed artificiali – Determinazione del contenuto d'acqua: Metodo ponderale.
UNI 11086:2003 – Beni culturali – Materiali lapidei naturali ed artificiali – Determinazione del contenuto d'acqua di equilibrio.
UNI 11087:2003 – Beni culturali – Materiali lapidei naturali ed artificiali – Determinazione del contenuto di sali solubili.
UNI 11121:2004 – Beni culturali – Materiali lapidei naturali ed artificiali – Determinazione in campo del contenuto di acqua con il metodo al carburo di calcio.
UNI 11182:2006 – Beni culturali – Materiali lapidei naturali ed artificiali – Descrizione della forma di alterazione – Termini e definizioni.
Normativa europea (EN)
UNI EN 15801:2010 – Conservazione dei beni culturali – Metodi di prova – Determinazione dell'assorbimento dell'acqua per capillarità.
UNI EN 15803:2010 – Conservazione dei beni culturali – Metodi di prova – Determinazione della permeabilità al vapore d'acqua.
EN 13914-1 – Design, preparation and application of external rendering and internal plastering. Part 1: External rendering.
EN 998-1 – Specification for mortar for masonry. Part 1: Rendering and plastering mortar.
EN 13813 – Screed material and floor screeds – Screed material – Properties and requirements.




