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	<title>Renzo-ArtHome &#8211; Renzo-ArtHome</title>
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	<description>Renzo-ArtHome è lo specialista dell&#039;umidità di risalita. Interviene su problemi di deumidificazione e impermeabilizzazione.</description>
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	<title>Renzo-ArtHome &#8211; Renzo-ArtHome</title>
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		<title>Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Renzo-ArtHome]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2025 15:52:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parlare o scrivere di sali che intaccano le murature non è semplice la letteratura in questo particolare comparto di degrado edilizio è molto ampia almeno per gli esperti del settore....</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com/sali-nelle-murature-cause-ed-effetti-renzo-spedicato-renzo-arthome/">Sali nelle murature: cause ed effetti &#8211; Renzo Spedicato (Renzo-ArtHome)</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.renzo-arthome.com">Renzo-ArtHome</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Parlare o scrivere di sali che intaccano le murature non è semplice la letteratura in questo particolare comparto di<br />
degrado edilizio è molto ampia almeno per gli esperti del settore.<br />
È quasi naturale che un immobile abbia dei difetti soprattutto per quegli edifici datati. Ciò è dovuto al fatto che nessun<br />
edificio è esente da manutenzione, in particolare per quegli immobili che hanno attraversato secoli. I difetti possono<br />
anche essere il risultato di una costruzione errata, di una scarsa fattura, alla mancanza di una corretta pratica edilizia,<br />
alla mancanza o alla manutenzione errata e ad altri fattori. Oltre ai fattori sopra indicati, ci sono diversi fattori che<br />
contribuiscono ai difetti di costruzione, inclusi fattori esterni, agenti biologici e materiale da costruzione stesso. Fattori<br />
esterni come aria, luce solare, umidità, contaminazione gassosa, suolo e così via. Ma oggi parliamo dei Sali.<br />
I principali tipi di sali igroscopici che interessano un manufatto edilizio, per semplicità, possono essere riassunti in tre<br />
gruppi:<br />
1. gruppo dei solfati;<br />
2. gruppo dei nitrati;<br />
3. gruppo dei cloruri.<br />
Il gruppo dei solfati è il gruppo più importante ed il più frequente. I solfati sono i sali dell’acido solforico e sono<br />
presenti sulla crosta terrestre in tutti i materiali da costruzione. Questi sali, allo stato latente, sono per lo più non<br />
igroscopici, ma possono comunque assorbire acqua in grande quantità. Oltre ad essere già presenti nel materiale da<br />
costruzione, i solfati possono essere introdotti all’interno di una muratura, dall’umidità di risalita e di permeazione per<br />
via capillare; risalgono poi nella struttura muraria sempre grazie al veicolo acquoso, depositandosi e concentrandosi<br />
nello strato sub-superficiale delle pareti, non più in soluzione, durante la fase di evaporazione dell’umidità<br />
nell’ambiente esterno. I solfati, sotto forma di acido solforico, possono interessare superficialmente una struttura, in<br />
quanto trasportati sempre in soluzione dal vapore acqueo dell’aria e/o dalla pioggia battente (piogge acide). La maggior<br />
parte dei danni che subiscono i materiali da costruzione sono causati dai solfati dell’acido solforico. Questi danni sono<br />
individuabili, come detto in precedenza, nella decoesione del materiale, e cioè corrosione superficiale sotto forma di<br />
“sabbia” o sfaldamento stratificato. I solfati (sodio, potassio, magnesio, calcio, ferro) sono sali molto comuni, la crosta<br />
terrestre ne è composta per il 6% e si trovano quindi comunemente nei materiali da costruzione, sono molto igroscopici<br />
e solubili, cambiano facilmente stato fisico, e l’aumento di volume comporta aumento di tensione nella muratura che si<br />
disgrega rapidamente.<br />
Il gruppo dei nitrati è il gruppo che annovera più sali di natura igroscopica, ad eccezione del nitrato di potassio. I nitrati<br />
si possono trovare nel suolo e nel sottosuolo in grandissime quantità. Come gruppo sono i più solubili di tutti i sali<br />
metallici. Non sono molto presente in origine nel materiale da costruzione, ma vengono trasportati in massa, allo stato<br />
solubile dall’umidità di risalita e di permeazione per via capillare. Una minima parte di nitrati, sotto forma di acido<br />
nitroso e nitrico, derivanti dall’uso massiccio di fertilizzanti in determinate zone, possono essere contenuti in globuli di<br />
vapore e depositati, ad avvenuta condensazione, nello strato superficiale dei manufatti. Si riscontra una notevole<br />
presenza di nitrati allo stato latente, nelle zone rurali in prossimità delle stalle, vicino concimaie e/o pozzi neri difettosi,<br />
ecc. La presenza di nitrati è senza dubbio attribuibile alle soluzioni sanitarie, dalla perdita di scarico delle fognature. I<br />
danni causati dai nitrati al materiale da costruzione, in quanto altamente igroscopici, sono del tipo di quelli causati dai<br />
solfati, ma in modo ancor più accentuato. I nitrati (sodio, potassio, magnesio, calcio) sono di origine organica, si<br />
trovano comunemente nei terreni di campagna, nei locali come le stalle, nelle costruzioni rurali, nei luoghi adibiti a<br />
sepolture o che hanno subito massicci bombardamenti. Sono molto devastanti e non è semplice rilevarli senza un’analisi<br />
di laboratorio se non con un’attenta ed esperta osservazione. Cristallizzano con umidità relativa del 50% o inferiore.<br />
Il gruppo dei cloruri è particolarmente presente nelle aree costiere. Vengono generalmente trasportati all’interno di una<br />
muratura per il fenomeno dell’umidità di risalita e di permeazione per via capillare. Nello strato superficiale delle<br />
strutture, i cloruri, sotto forma di cloruro sodico, vengono trasportati in globuli di vapore acqueo, che a contatto con le<br />
superfici, condensa; il passaggio allo strato sub-superficiale avviene senza difficoltà. I manufatti costieri possono essere<br />
interessati da cloruri trasportati dai venti marini. Allo stato naturale i cloruri non sono igroscopici; lo diventeranno però<br />
quando si combinano con altri sali, soprattutto i solfati; i cloruri comunque, anche se combinati, non sono in grado di<br />
assorbire grandi quantità d’acqua. Non creano grossi danni al materiale da costruzione. I cloruri (sodio, potassio,<br />
magnesio, calcio) si riconoscono per la formazione di piccoli cristalli biancastri, sono molto igroscopici e a 25°C<br />
cristallizzano con umidità atmosferica vicina al 30% rendendo difficile l’asciugatura del muro, che per questo motivo<br />
può subire degradi da aggressione biologica aggravandone la patologia.</p>
<p><strong>Le fonti dei sali</strong><br />
Le fonti di sali nelle pareti sono terreni salini e acque sotterranee, aerosol marini costituito principalmente da sale,<br />
spazzato in aria da forti venti nelle vicinanze di siti costieri, sali aerodispersi, inquinanti atmosferici, fertilizzanti<br />
inorganici da giardino, fonti biologiche rottura dei tubi fognari o come escrementi di piccione, sale naturalmente<br />
presente nella pietra, laterizio o malta sabbia, acqua salata utilizzata per preparare l&#8217;argilla o per miscelare malte e<br />
composti detergenti che contengono o reagiscono per produrre sali nelle pareti. Nella fig. 1 vediamo come i sali<br />
veicolano all’interno della muratura</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-1346 size-full" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo9.jpg" alt="" width="619" height="538" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo9.jpg 619w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo9-300x261.jpg 300w" sizes="(max-width: 619px) 100vw, 619px" /></p>
<p>L’ umidità di risalita fonte di trasporto dei sali<br />
È evidente che se si parla di sali nelle murature non si può non parlare di risalita. L’umidità di risalita e tra le maggiori<br />
cause del trasporto dei Sali verso la parte del bagnasciuga di una muratura. Di per sé, l&#8217;umidità di risalita provoca muri<br />
bagnati e odori di muffa, ma un limitato decadimento delle murature (tranne che per materiali particolarmente sensibili,<br />
come quelli contenenti argille rigonfianti &#8211; alcuni materiali terrosi e alcuni arenarie e calcari ricchi di argilla). È quando<br />
il sale è presente nel terreno che l&#8217;attacco salino si combina con l&#8217;umidità di risalita per causare un sostanziale<br />
decadimento. In pratica è probabile che un po&#8217; di sale sia associato alla maggior parte dei casi di umidità di risalita, in<br />
particolare negli edifici più vecchi che hanno accumulato sali per un lungo periodo di tempo.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1347 size-full" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo10.jpg" alt="" width="840" height="413" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo10.jpg 840w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo10-300x148.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo10-768x378.jpg 768w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></p>
<p>Il tasso di evaporazione per superfici esterne è legato alla natura dei materiali in muratura, superficie rivestimenti,<br />
clima, stagione e ubicazione. Pertanto, può essere che un vecchio edificio con DPC (taglia muro) carenti, assenti o che<br />
sia gravemente danneggiato, nonostante la salinità relativamente bassa nel terreno sottostante. Una volta che l&#8217;umidità di<br />
risalita ha attirato abbastanza sale nel muro in modo che la concentrazione di sale nella muratura sia maggiore che nel<br />
terreno sottostante, la stessa presenza dei sali aiuta a perpetuare l&#8217;umidità, aumentando il problema. Ciò è dovuto alla<br />
natura igroscopica e deliquescente di molti sali: la loro tendenza ad attirare l&#8217;acqua per poi dissolversi in essa. La<br />
deliquescenza mantiene le pareti saline umide con tempo umido e quindi l&#8217;aspirazione del soluto (la pressione osmotica<br />
di una soluzione salina) attira più acqua verso la maggiore concentrazione di sali, aggravando l&#8217;aspirazione capillare e<br />
aggiungendosi all&#8217;umidità di risalita. Nella figura 3 sotto vediamo il contenuto di umidità in una parete in muratura<br />
dovuto ad A, azione capillare (umidità di risalita) e B, sali igroscopici. Il contenuto di umidità totale è indicato dalla<br />
linea tratteggiata ed è la somma di A e B. I contributi relativi di A e B al totale dipenderanno dalla quantità e natura dei<br />
sali nei suoli sottostanti, dal clima (umidità, temperatura e velocità del vento) e puntuale (più il muro è vecchio, più<br />
tempo avrà dovuto accumulare sale)</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1348 size-full" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo11.jpg" alt="" width="577" height="452" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo11.jpg 577w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo11-300x235.jpg 300w" sizes="(max-width: 577px) 100vw, 577px" /></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1349 size-full" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo12.jpg" alt="" width="789" height="429" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo12.jpg 789w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo12-300x163.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo12-768x418.jpg 768w" sizes="(max-width: 789px) 100vw, 789px" /></p>
<p>La cristallizzazione del sale porterà a lavori di intonacatura distruttivi come peeling, scheggiatura e sfaldamento dei<br />
lavori di intonacatura. Anche le finiture delle pareti come la pittura saranno interessate. Nel tempo, i sali migrano nei<br />
materiali porosi e iniziano a ostruire gli spazi dei pori. Il ciclo di cristallizzazione e idratazione portano i pori a saturarsi.<br />
Questo processo porterà all&#8217;imposizione di un notevole stress sui pori e di conseguenza sulle pareti. Il tasso di<br />
decadimento dell&#8217;attacco del sale di un edificio segue una curva esponenziale in cui c&#8217;è un lungo periodo prima di<br />
iniziare a decadere mentre il sale si accumula lentamente nei pori della muratura. Poi quando il sale ha riempito i pori<br />
c&#8217;è una rapida accelerazione del decadimento, la condizione di degrado per un edificio di 100 anni può essere<br />
raddoppiato dopo solo altri 10 anni. Si è tentati di pensare che poiché la casa è durata 100 anni, il decadimento che farà<br />
non sarà molto peggio dopo altri 20 o 30 anni. Rimandare l&#8217;azione su questa base sarebbe sbagliata, come mostra il<br />
grafico. Il grafico è basato sulla scienza della conservazione e una lettura del tasso di decadimento dei materiali. C&#8217;è un<br />
lungo periodo di quasi nessun decadimento (in questo caso circa 80 anni) durante il quale i sali si accumulano<br />
lentamente all&#8217;interno della muratura, quando poi riempiono i pori tanto da causare un significativo decadimento<br />
dell&#8217;attacco del sale. Quando la casa compie cento anni, il decadimento è accelerato fino ad avvicinarsi al suo tasso<br />
massimo (la curva della linea), e in soli dieci anni il decadimento sarà due volte più grave di adesso. Come possiamo<br />
vedere nella figura 5.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1350 size-full" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo13.jpg" alt="" width="682" height="372" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo13.jpg 682w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo13-300x164.jpg 300w" sizes="(max-width: 682px) 100vw, 682px" /></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1351 size-full" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo14.jpg" alt="" width="851" height="608" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo14.jpg 851w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo14-300x214.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo14-768x549.jpg 768w" sizes="(max-width: 851px) 100vw, 851px" /></p>
<p><strong>Conformazione dei cristalli salini</strong><br />
Su un substrato in essiccamento, le efflorescenze sono generate con una sequenza di morfologie dipendente dalle<br />
variazioni delle proprietà di imbibizione del substrato e dalla ventilazione dello stesso (Fig. 7).<br />
In un substrato umido, finché i cristalli sono immersi in un film di soluzione, essi assumono dimensioni notevoli, con<br />
tipiche forme di equilibrio (Fig. 7 a). Con la riduzione del film della soluzione, l’aggregato cristallino diventa una crosta<br />
granulare formata da cristalli più piccoli e isometrici (Fig. 7 b) e diventa sempre più fibrosa al diminuire dello spessore<br />
del film di soluzione (Fig. 7 c). Quando il supporto è leggermente umido crescono cristalli colonnari e whiskers (sotto<br />
forma di sottilissimi aghi) (Fig. 7 d); infine cristalli molto sottili si accrescono quando le superfici sono quasi secche<br />
(Fig. 7 e).</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1352 size-full" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo15.jpg" alt="" width="797" height="335" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo15.jpg 797w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo15-300x126.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo15-768x323.jpg 768w" sizes="(max-width: 797px) 100vw, 797px" /></p>
<p>a) Grandi cristalli con le loro specifiche forme di equilibrio si sviluppano quando sono completamente immersi in una<br />
pellicola di soluzione su un substrato bagnato. b) Una crosta granulare formata da più piccoli e isometrici cristalli cresce<br />
su un substrato bagnato con ridotto film di soluzione. c) Una crosta fibrosa cresce in aria da un substrato coperto da un<br />
sottilissimo film di soluzione. d) Cristalli colonnari e whiskers crescono quando il supporto è leggermente umido. e)<br />
cristalli molto sottili crescono in aria dalla superficie quasi a secca.<br />
La cristallizzazione può non avvenire immediatamente perché la soluzione può soprassaturarsi, cioè raggiunge uno stato<br />
di non equilibrio in cui una maggiore quantità di sali è disciolta rispetto a quella che potrebbe essere contenuta nella<br />
soluzione in condizioni di equilibrio. Maggiore è la soprassaturazione maggiore è la tendenza del sale a cristallizzare<br />
velocemente. La massima soprassaturazione che la soluzione salina può raggiungere in determinate condizioni è<br />
chiamata limite metastabile. Ogni fase salina ha un campo di stabilità definito da un certo intervallo di temperatura e<br />
pressione parziale al vapor d’acqua, al di fuori del quale può continuare ad esistere ma diventa metastabile. Una fase<br />
metastabile ha bisogno di un’opportuna sollecitazione dall’esterno per cominciare a trasformarsi nella corrispettiva fase<br />
stabile. Ad esempio, la presenza o meno di germi di cristallizzazione può influenzare fortemente la capacità della<br />
soluzione salina di soprassaturare. In oltre il grado di soprassaturazione è in grado di influenzare la velocità di<br />
nucleazione e crescita dei cristalli. Ad un basso grado la nucleazione è praticamente inibita del tutto e possono crescere<br />
solo eventuali germi cristallini già presenti. Si ottengono alla fine precipitati grossolani. All’aumentare del grado di<br />
soprassaturazione la velocità di nucleazione aumenta rapidamente e quando è maggiore della velocità di crescita dei<br />
cristalli si hanno precipitati molto fini e veloci. Un esempio di struttura cristallina che possiamo trovare sono i cristalli a<br />
tramoggia o hopper crystal di alite o salgemma. I bordi dei cristalli a tramoggia sono pienamente sviluppati, ma gli<br />
spazi interni non sono riempiti. Questo perché il cristallo stava crescendo così rapidamente che non c’era abbastanza<br />
tempo (o materiale) per riempire i vuoti. I bordi interni mostrano ancora la struttura cristallina classica del minerale e<br />
così sembrano una serie di versioni sempre più ridotte del cristallo originale.<br />
Condizioni per la precipitazione e cristallizzazione dei sali solubili<br />
La precipitazione di sali può essere dovuta a tre diversi meccanismi:<br />
1) Per reazione chimica<br />
2) Per evaporazione di una soluzione acquosa<br />
3) Per reazione igroscopica con l’aria umida<br />
Quando un sale cristallizza in una soluzione acquosa, la precipitazione è controllata da una serie di relazioni:</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1353 size-full" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo16.jpg" alt="" width="821" height="479" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo16.jpg 821w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo16-300x175.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo16-768x448.jpg 768w" sizes="(max-width: 821px) 100vw, 821px" /></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1354" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo17-300x151.jpg" alt="" width="300" height="151" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo17-300x151.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo17-768x387.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo17-670x335.jpg 670w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo17.jpg 838w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L’acqua penetrata nelle murature, però, tende a dirigersi verso le superfici esterne, dove può evaporare più facilmente.<br />
Raggiunta la superficie esterna avviene l’evaporazione dell’acqua e la conseguente cristallizzazione dei sali<br />
(efflorescenze, sub efflorescenze). Il processo è continuo e cumulativo perché dalla muratura evapora acqua<br />
praticamente distillata per cui i prodotti salini rimangono inglobati nelle porosità più superficiali del materiale e, proprio<br />
per questo meccanismo di formazione, continuano ad aumentare secondo criteri chiaramente cumulativi. Nel tempo, se<br />
l’effetto non si arresta, ed in particolare in murature antiche già soggette ad altre forme di aggressione, le alterazioni<br />
fisico-chimiche prodotte dalle efflorescenze possono contribuire a compromettere l’efficienza statica degli elementi<br />
interessati Si ha, quindi, un aumento delle pressioni interne che molto spesso può portare al distacco dello strato più<br />
esterno di materiale oppure al graduale sbriciolamento della parte interna del muro con aumento della porosità specifica<br />
(stress meccanico).</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1355 size-full" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo18.jpg" alt="" width="812" height="241" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo18.jpg 812w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo18-300x89.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo18-768x228.jpg 768w" sizes="(max-width: 812px) 100vw, 812px" /></p>
<p>In zone poco ventilate, la velocità di evaporazione dell’acqua dalla soluzione risulta minore della velocità di trasporto<br />
della soluzione attraverso i pori del materiale, per cui gli ioni vengono trascinati fuori dalla matrice dando così origine<br />
ad una cristallizzazione esterna nota come &#8220;efflorescenza&#8221;, manifestazione dal punto di vista estetico non certamente<br />
gradevole, ma facilmente eliminabile, ad esempio, con la semplice spazzolatura della superficie.<br />
Ben più gravi possono essere le conseguenze se, per contro, la struttura risulta esposta a forte ventilazione; in questo<br />
caso la velocità di evaporazione è maggiore della velocità di trasporto della soluzione ed il sale cristallizza all’interno<br />
della matrice porosa dando origine a &#8220;sub-florescenze&#8221;, non visibili, ma certamente molto più pericolose delle<br />
&#8220;efflorescenze&#8221;. Per quel che riguarda la porosità, più che del volume totale di vuoti presenti, è importante in questo<br />
contesto tenere conto della loro distribuzione dimensionale. Secondo l&#8217;approccio termodinamico di Everett (spesso<br />
usato per calcolare le pressioni che si determinano all’interno di una matrice porosa in seguito alla transizione liquido-</p>
<p>solido dell’acqua), la pressione Pr che si sviluppa in seguito alla cristallizzazione di un sale di tensione interfacciale g in<br />
un sistema poroso idealizzato con due classi di pori comunicanti di raggio r ed R (con R&gt;r) è data dalla relazione:<br />
Pr = 2 g (1/r &#8211; 1/R) [ 1] ed ipotizzando R &gt;&gt; r, la [ 1] diventa: Pr ~ 2 g 1/r [ 2]
La pressione di cristallizzazione, quindi, sarà tanto maggiore quanto più piccolo sarà il raggio medio dei pori e quanto<br />
maggiore sarà la tensione interfacciale g.<br />
Le sollecitazioni indotte all’interno dei materiali dipendono quindi sia dalla natura del sale (attraverso g), sia dalle<br />
caratteristiche chimiche e strutturali del materiale, che potrà o meno resistere in dipendenza delle sue caratteristiche<br />
meccaniche.<br />
I Sali e l’attrazione elettrostatica<br />
I sali sono costituiti da una combinazione di ioni caricati positivamente e negativamente noti come cationi e anioni. I<br />
cationi comunemente incontrati nelle pareti sono il Sodio (Na+), Potassio (K+), Magnesio (Mg2+) e calcio (ca2+). Gli<br />
anioni comunemente nelle pareti sono Cloruro (Cl-), solfato (SO2- 2- 4), Nitrato (N2- 3) e Carbonato (CO 3).<br />
ll legame ionico è un&#8217;attrazione elettrostatica che si verifica per trasferimento di elettroni quando due atomi hanno una<br />
grande differenza di elettronegatività. L&#8217;atomo che acquisisce elettroni ottiene cariche negative, diventando uno ione<br />
negativo (anione), l&#8217;atomo che trasferisce elettroni ottiene cariche positive, diventando ione positivo (catione). Uno ione<br />
è un atomo che è diventato elettricamente carico dopo aver perso o acquisito elettroni.<br />
Gli ioni complessi sono gruppi di atomi legati covalentemente che hanno acquisito una carica complessa<br />
Esempio: NaCI. Na- un elettrone di valenza, Cl= 7 elettroni di valenza Na+ CI-.<br />
I sali sono dei composti legati da un&#8217;attrazione elettrostatica tra anioni e cationi ovvero tra atomi carichi negativamente<br />
e positivamente (esempio cloruro di sodio: NaCl). Quest&#8217;attrazione è molto forte allo stato solido perché gli atomi sono<br />
molto vicini; tuttavia, in acqua viene meno perché gli atomi vengono allontanati: l&#8217;acqua è una molecola polare<br />
(costituita da una parte carica positivamente e una negativamente), di conseguenza la parte con una carica positiva<br />
attrae gli anioni e la parte negativamente carica attrae i cationi separandoli e determinandone la dissoluzione. I sali<br />
possono essere costituiti da una combinazione di qualsiasi catione con qualsiasi anione, a condizione che vi sia un<br />
equilibrio di cariche positive e negative. La combinazione di catione e anione che comunemente si può trovare che<br />
causa la cristallizzazione del sale nelle pareti sono cloruro di sodio, solfato di sodio e solfato di calcio. Il solfato di<br />
calcio è anche noto come gesso. Quando un sale si scioglie in acqua, si dissocia in ioni.<br />
Per esempio, NaCl + H2O → Na++ Cl- Quando i composti formati dalla cristallizzazione di una soluzione possono<br />
derivare dalla reazione di un acido (es. HCl) con una base (es. NaOH). HCl + NaOH → H2O + N++ Cl-Dopo++ Cl-<br />
h2O -evaporazione→ NaCl Gli ioni che compongono questi sali possono essere di origine puramente naturale o<br />
possono provenire da altri composti applicati deliberatamente a strade o muri. Possono provenire dalle sostanze<br />
inquinanti nell&#8217;aria o nell&#8217;acqua.</p>
<p><strong>I sali e l’ambiente</strong><br />
<strong>Vento ed esposizione al sole</strong><br />
Anche le condizioni di ventosità e di soleggiamento favoriscono la velocità di evaporazione dell’umidità e, quindi,<br />
influiscono sull’innalzamento o sulla riduzione del livello dell’umidità di risalita. L’evaporazione unitaria aumenta da<br />
tre a cinque volte sotto l’azione di un vento non eccessivamente forte, mentre da due a tre volte sotto l’azione del sole.<br />
Evaporazione superficiale: il livello di innalzamento dell’acqua all’interno di una muratura umida è influenzato<br />
principalmente dall’evaporazione superficiale del materiale, in una muratura che presenta umidità per capillarità in<br />
condizioni di equilibrio (esempio: con altezza della macchia umida, stabilizzata a 50 cm dal suolo), la quantità di acqua<br />
che viene assorbita dal terreno è uguale alla quantità di acqua che evapora dalle superfici della muratura stessa.<br />
L’evaporazione superficiale dipende, però, dall’umidità relativa dell’aria e dalle dimensioni delle superfici della<br />
muratura esposte all’aria. Ne consegue che il massimo livello di innalzamento è direttamente proporzionale all’umidità<br />
atmosferica ed alla sezione assorbente, e inversamente proporzionale all’area di possibile evaporazione.<br />
Temperatura e concentrazione salina<br />
Anche la temperatura e la concentrazione di sali solubili disciolti nell’acqua di risalita condizionano la velocità e<br />
l’intensità dell’assorbimento capillare. In particolare, questa aumenta poco col diminuire della temperatura, ma aumenta<br />
di molto col crescere della concentrazione salina, a causa della marcata igroscopicità dei sali. I carbonati e i silicati<br />
presenti nelle murature e nel terreno hanno un’elevata idrosolubilità, cioè diffondono le proprie molecole nell’acqua<br />
attraverso un processo di disgregazione molecolare. Ne consegue che l’acqua, che dal terreno sale nelle murature, è<br />
carica di sali disciolti che vengono trasportati durante la risalita capillare. Ma anche l’acqua dovuta a fenomeni di<br />
condensazione superficiale o interstiziale, oppure quella di infiltrazione dovuta alle piogge, funge da solvente ed<br />
attivatore oltre che da veicolo di trasporto dei sali solubili normalmente presenti in quanto elementi costituenti i<br />
materiali da costruzione. In questo caso sono importanti due tipi di diagrammi: i diagrammi di solubilità dove la<br />
concentrazione della soluzione tracciando una mappa con la temperatura (i confini di fase sono usati per rappresentare<br />
la solubilità delle possibili fasi cristalline); e i diagrammi RH-temperatura che esprimono le condizioni ambientali nelle<br />
quali il sale è stabile come una certa fase cristallina o come soluzione (i confini di fase rappresentano le transizioni tra le<br />
possibili fasi). In questi grafici vengono inseriti per ragioni pratiche anche le condizioni di non-equilibrio dei Sali come<br />
la solubilità delle forme metastabili e i confini di super saturazione.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1356 size-full" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo19.jpg" alt="" width="817" height="249" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo19.jpg 817w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo19-300x91.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo19-768x234.jpg 768w" sizes="(max-width: 817px) 100vw, 817px" /></p>
<p>In una situazione di soluzione insatura non è possibile avere una cristallizzazione dei sali. Se a temperatura costante si<br />
aumenta la concentrazione, il sale resta in soluzione fino al punto di saturazione. Per ogni ulteriore aumento di<br />
concentrazione il sale in eccesso comincerà a cristallizzare e a precipitare spontaneamente. Questo può avvenire per<br />
apporti successivi di sale o per evaporazione dell’acqua. La cristallizzazione può anche avvenire per cambiamenti di<br />
temperatura a concentrazioni costanti nel caso di sali la cui solubilità varia con la temperatura. La cristallizzazione di<br />
sali da una soluzione è costituita da due fasi principali. Nella prima fase, di nucleazione, si formano cristalli molto<br />
piccoli, spesso casualmente. Questi nuclei fungono da germi di aggregazione ed aumentano di dimensioni durante la<br />
successiva fase di crescita del cristallo. La nucleazione avviene più facilmente in presenza dei cosiddetti “germi” (ad<br />
esempio particelle solide di polvere) che in soluzioni omogenee.<br />
Il processo è tanto più aggressivo quanto più rapidi sono i cicli di umidificazione ed essiccazione del materiale. Le<br />
murature possono essere interessate da molti tipi di sali solubili; data la complessità fisico-chimica delle sostanze usate<br />
per la produzione dei materiali da costruzione e la varietà di possibili contaminazioni esterne con le quali la muratura<br />
può venire a contatto, risulta quindi difficoltoso stabilire l’esatta provenienza di un sale anche per il fatto che la<br />
posizione ove avviene la fioritura non è necessariamente quella ove ha avuto origine il fenomeno.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1357 size-full" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo20.jpg" alt="" width="774" height="324" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo20.jpg 774w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo20-300x126.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo20-768x321.jpg 768w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<div class="textLayer" tabindex="0" data-main-rotation="0"><span class="markedContent"><span dir="ltr" role="presentation">10</span></span><span id="p58R_mc0" class="markedContent"></span><span id="p58R_mc1" class="markedContent"><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">Tra le cause di apporto dei sali in una muratura non è da sottovalutare quella dovuta all’inquinamento atmosferico</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">prodotto dai gas di combustione degli impianti di riscaldamento e dai mezzi di</span> <span dir="ltr" role="presentation">trasposto. In generale gli effetti</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">dell’atmosfera inquinata da anidride carbonica, anidride solforosa ed ossidi di azoto accrescono la concentrazione ionica</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">della superficie dei paramenti murari, esaltando la solubilità di eventuali efflorescenze presenti</span><span dir="ltr" role="presentation">. In particolare, la</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">presenza di calce negli intonaci e nei mattoni può combinarsi con i gas solforati dell’atmosfera urbana, dando luogo a</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">solfati di calcio che, dilavati dalle acque piovane, vengono assorbiti dalla muratura. Gli ossidi di azoto, combina</span><span dir="ltr" role="presentation">ti con</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">l’intervento di batteri, possono produrre nitrati di sodio e potassio deliquescenti. Nelle zone rurali, dove l’inquinamento</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">può essere causato da fertilizzanti a base di acido nitroso e nitrico, la contaminazione può avvenire non solo attraverso</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">l’</span><span dir="ltr" role="presentation">assorbimento osmotico dal terreno, ma anche per condensa superficiale, con formazione di nitrati dagli effetti</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">dannosissimi.</span></span><span id="p58R_mc2" class="markedContent"><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">Caso studio Luigi Massidda e Ulrico Sanna</span></span><span id="p58R_mc3" class="markedContent"><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">Considerando sistemi aventi una porosità distribuita, caratterizzata cioè della presenza</span> <span dir="ltr" role="presentation">di differenti classi dimensionali,</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">risulta più appropriato utilizzare gli sviluppi di questa relazione secondo quanto proposto da Fitzner e Snethlage onde</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">considerare i contributi pesati delle differenti classi dimensionali:</span></span><span id="p58R_mc4" class="markedContent"><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">P</span><span dir="ltr" role="presentation">r</span> <span dir="ltr" role="presentation">=</span> <span dir="ltr" role="presentation">g</span> <span dir="ltr" role="presentation">P</span><span dir="ltr" role="presentation">ri</span> <span dir="ltr" role="presentation">X</span><span dir="ltr" role="presentation">ri</span> <span dir="ltr" role="presentation">[3]</span></span><span id="p58R_mc5" class="markedContent"><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">dove</span> <span dir="ltr" role="presentation">X</span><span dir="ltr" role="presentation">ri</span> <span dir="ltr" role="presentation">=</span> <span dir="ltr" role="presentation">V</span><span dir="ltr" role="presentation">ri</span> <span dir="ltr" role="presentation">/V</span><span dir="ltr" role="presentation">R</span> <span dir="ltr" role="presentation">, e</span> <span dir="ltr" role="presentation">V</span><span dir="ltr" role="presentation">ri</span> <span dir="ltr" role="presentation">il volume dei pori di dimensione</span> <span dir="ltr" role="presentation">ri</span><span dir="ltr" role="presentation">, supposti connessi ai pori di dimensione R (di volume</span> <span dir="ltr" role="presentation">V</span><span dir="ltr" role="presentation">R</span><span dir="ltr" role="presentation">).</span></span><span id="p58R_mc6" class="markedContent"><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">Un esempio emblematico della validità di questo approccio, è dato dal confronto fra due materiali che compongono</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">l’</span><span dir="ltr" role="presentation">opus caementicium</span> <span dir="ltr" role="presentation">nel sito</span> <span dir="ltr" role="presentation">archeologico di Nora, un’importante</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">città portuale del periodo punico</span><span dir="ltr" role="presentation">&#8211;</span><span dir="ltr" role="presentation">romano nei pressi di Cagliari:</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">un’arenaria scarsamente cementata e quindi molto porosa, presente</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">sotto forma di conci di diversa pezzatura che costituisce</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">l’aggregato, e una malta di cal</span><span dir="ltr" role="presentation">ce che rappresenta la fase legante di</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">questo &#8220;antico&#8221; calcestruzzo.</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">Questo sistema, sottoposto ad una forte aggressione da parte</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">dell’aerosol marino, manifesta pesanti segni di deterioramento</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">evidenti</span> <span dir="ltr" role="presentation">soprattutto</span> <span dir="ltr" role="presentation">per uno dei due materiali.</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">L’arenaria, pur</span> <span dir="ltr" role="presentation">essendo meccanicamente più debole dalla malta (le</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">resistenze a compressione sono rispettivamente pari a 3,2 MPa per</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">l’arenaria e 7,6 MPa per la malta, mentre la resistenza a trazione,</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">che rappresenta il parametro che in questo caso deve essere</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">considerato,</span> <span dir="ltr" role="presentation">può stimarsi pari a circa 1/10 di questi valori) appare</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">assai meno aggredita dai sali, nella fattispecie costituiti in</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">prevalenza da cloruro di sodio.</span></span><span id="p58R_mc7" class="markedContent"></span><span id="p58R_mc8" class="markedContent"></span></div>
<div class="page" role="region" data-page-number="10" data-l10n-id="pdfjs-page-landmark" data-l10n-args="{&quot;page&quot;:10}" aria-label="Pagina 10" data-loaded="true"></div>
<div class="page" role="region" data-page-number="11" data-l10n-id="pdfjs-page-landmark" data-l10n-args="{&quot;page&quot;:11}" aria-label="Pagina 11" data-loaded="true">
<div class="canvasWrapper"></div>
</div>
<p><span class="markedContent"><span dir="ltr" role="presentation">11</span></span><span id="p62R_mc0" class="markedContent"><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">Le distribuzioni porosimmetriche relative ai due materiali messe a confronto nel grafico a lato (Distrib</span><span dir="ltr" role="presentation">uzione</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">dimensionale dei pori nella arenaria e nella malta nell&#8217;opus caementicium di Nora) permettono di spiegare questa</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">apparente anomalia.<img decoding="async" class="size-medium wp-image-1358 alignleft" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo21-300x248.jpg" alt="" width="300" height="248" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo21-300x248.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo21.jpg 372w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">Le pressioni di cristallizzazione nell’arenaria calcolate tramite il modello di Fitzner e Snethlage sono risultate c</span><span dir="ltr" role="presentation">omprese</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">tra 1.0 e 4.0 MPa mentre i valori relativi alle malte di calce sono stati sempre superiori, talvolta anche di un ordine di</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">grandezza.</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">Le malte quindi, per quanto meccanicamente più resistenti, sono potenzialmente più aggredibili dell’arenaria la cu</span><span dir="ltr" role="presentation">i</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">struttura porosa, contenente in prevalenza pori di dimensione di qualche decina di</span> <span dir="ltr" role="presentation">mm, risulta in grado di &#8220;accomodare&#8221;</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">meglio i processi espansivi dovuti alla cristallizzazione dei</span> <span dir="ltr" role="presentation">S</span><span dir="ltr" role="presentation">ali</span><span dir="ltr" role="presentation">.</span></span><span id="p62R_mc1" class="markedContent"><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">È</span> <span dir="ltr" role="presentation">proprio la distribuzione dei vuoti a rappresentare, quindi, il parametro critico per valutare la potenziale pericolosità di</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">un materiale sottoposto ad aggressione salina, in stretta analogia con i criteri di valutazione della sua gelività.</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">Il problema del</span><span dir="ltr" role="presentation">la cristallizzazione salina è però complicato da un ulteriore fattore. Alcuni sali infatti possono cambiare</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">formula, struttura cristallina e volume specifico in funzione della temperatura e dell’umidità relativa.</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">Il solfato di sodio, ad esempio, esiste in</span> <span dir="ltr" role="presentation">due forme stabili: una forma anidra Na</span><span dir="ltr" role="presentation">2</span><span dir="ltr" role="presentation">SO</span><span dir="ltr" role="presentation">4</span><span dir="ltr" role="presentation">), nota come Thenardite che</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">cristallizza ortorombica ed ha un volume molare pari a 53 cm</span><span dir="ltr" role="presentation">3</span><span dir="ltr" role="presentation">/mole, ed una decaidrata</span> <span dir="ltr" role="presentation">(Na</span><span dir="ltr" role="presentation">2</span><span dir="ltr" role="presentation">SO</span><span dir="ltr" role="presentation">4</span><span dir="ltr" role="presentation">.10H</span><span dir="ltr" role="presentation">2</span><span dir="ltr" role="presentation">O) che cristallizza</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">monoclina nota come Mirabilite di volume molare pari a 220 cm</span><span dir="ltr" role="presentation">3</span><span dir="ltr" role="presentation">/mole; esiste, inoltre, una forma metastabile con sette</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">molecole di acqua di cristallizzazione. A pressione atmosferica, la temperatura di transizione dalla forma anidra a quella</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">eptaidrata è di circa 23°C, mentre a quella della decaidrata è di 32°C, valor</span><span dir="ltr" role="presentation">i questi che nei climi temperati sono</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">facilmente attraversabili anche più volte nell’arco della stessa giornata.</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">Nella transizione Thenardite</span><span dir="ltr" role="presentation">&#8211;</span><span dir="ltr" role="presentation">Mirabilite si verifica un incremento di volume superiore al 300% con l’instaurarsi quindi</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">di elevatissime pression</span><span dir="ltr" role="presentation">i di idratazione</span> <span dir="ltr" role="presentation">(foto sotto)</span><span dir="ltr" role="presentation">, in determinate condizioni termoigrometriche, che provocano</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">sollecitazioni insopportabili per la maggior parte dei materiali da costruzione porosi</span><span dir="ltr" role="presentation">.</span></span></p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-1359 size-full alignnone" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo22.jpg" alt="" width="823" height="368" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo22.jpg 823w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo22-300x134.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo22-768x343.jpg 768w" sizes="(max-width: 823px) 100vw, 823px" /></p>
<p>Alla luce di tutte queste considerazioni, risulta estremamente difficile poter fare delle previsioni circa la durabilità di<br />
una struttura soggetta ad aggressione per cristallizzazione salina anche se non è impossibile valutarne perlomeno la<br />
pericolosità latente. Un’analisi dei sali solubili presenti, associata ad una accurata indagine porosi metrica dei materiali<br />
insieme alle loro proprietà meccaniche, può rappresentare un indispensabile strumento per poter fare alcune ipotesi al<br />
riguardo. Qualora queste indagini mettessero in evidenza pericolose presenze di sali bisognerà provvedere ad impedirne<br />
un loro ulteriore ingresso e contemporaneamente evitarne pericolosi movimenti intercettando l’ingresso dell’acqua<br />
attraverso barriere orizzontali, polimeri idrofobizzanti, coperture ecc. Una particolare attenzione deve essere, infine,<br />
posta all’uso di consolidanti: infatti, a fronte di un sicuro miglioramento delle proprietà meccaniche si verificano<br />
riduzioni della porosità che possono portare ad un peggioramento della durabilità quando i pori grandi, parzialmente<br />
occlusi dal consolidante, vengono &#8220;trasformati&#8221; in pori di più piccola dimensione, con conseguenti maggiori pressioni di<br />
cristallizzazione dei sali.<br />
12<br />
Un test fai da te per un calcolo approssimativo dei Sali presenti in una porzione di muratura possiamo farlo in questo<br />
modo:<br />
La determinazione ragionevolmente accurata dei solidi totali disciolti (TDS) può essere effettuata misurando la<br />
conducibilità elettrica delle soluzioni dei campioni prelevati dalle pareti. L&#8217;attrezzatura richiesta include vasetti per<br />
campioni, acqua deionizzata, un conduttimetro elettrico, una buona bilancia che leggerà fino a 0,1 grammi e un mortaio<br />
e un pestello per abbattere i campioni in piccole dimensioni delle particelle. Un modo conveniente per ottenere il<br />
conduttimetro e la soluzione di calibrazione associata e i contenitori per campioni è il &#8220;Salt Bag&#8221;. Sebbene il Salt Bag<br />
sia destinato al monitoraggio della salinità dell&#8217;acqua e del suolo in agricoltura, può essere applicato anche al sale nei<br />
muri. Utilizzando un trapano elettrico, raccogliere campioni da intervalli di profondità noti in una parete (vengono<br />
comunemente testati 0– 10, 10-20 e 20-40 mm, anche se potrebbe essere necessario di più se ci sono sali più in<br />
profondità nella parete). Se necessario, i campioni devono essere leggermente schiacciati con mortaio e pestello per<br />
rompere eventuali grumi. Pesare 5 grammi di ogni campione e aggiungere a 50 ml di acqua deionizzata. Agitare bene e<br />
lasciare che i sali si sciolgano per un po&#8217;. Misurare la conducibilità elettrica della soluzione. Con l&#8217;aiuto del calcolatore<br />
di salinità del suolo e dell&#8217;acqua fornito nella sacca di sale, determinare il contenuto di sale della soluzione in parti per<br />
milione. Moltiplicare il risultato per dieci per tenere conto della diluizione iniziale di dieci volte. Converti da parti per<br />
milione a percentuale dividendo per 10.000.<br />
Conclusioni<br />
Sebbene oramai siano circa venti anni che mi occupo di risanamenti, rimango perplesso sia quando si propongono<br />
soluzioni solo per i Sali e sia quando si propongono soluzioni solo per la risalita. Personalmente non ho mai proposto<br />
solo una delle due soluzioni ma entrambi, semplicemente perché anche volendo risolvere solo la risalita i Sali presenti<br />
nelle murature continuerebbero a lavorare con l’umidità relativa presente nell’aria, consiglio sempre una barriera alla<br />
risalita, una barriera chimica o altri sistemi, se interviene con un taglio chimico subito dopo vanno demolite le malte se<br />
la barriera è a micro emulsione (liquida), questo perché il prodotto iniettato all’interno della muratura smuoverà i Sali<br />
portandoli in superficie durante l’evaporazione sia del prodotto stesso che dell’umidità residua all’interno della<br />
muratura tenendo conto che nella vecchia malta erano già presenti Sali accumulati negli anni. Una volta demolite le<br />
malte bisogna pensare ai Sali rimasti sulla e nella muratura, dopo spazzolare per rimuovere eventuali Sali ancora in<br />
superficie e le parti incoerenti. Un sistema anti-salino in grado di impedire fisicamente l’idratazione dei sali da parte dei<br />
nuovi intonaci durante la fase di applicazione e asciugatura degli stessi. Questo sistema impedirà ai Sali di idratarsi ma<br />
allo stesso modo permetterà all’umidità residua di evaporare, una volta fatto questo una buona malta macro-porosa. Nel<br />
caso si decidesse il risanamento con barriera chimica in gel stratigrafia o composizione della muratura permettendo la<br />
demolizione andrà fatta prima per aiutare l’assorbimento della barriera in gel. Aumentando l’evaporazione aiuterà la<br />
muratura nell’assorbimento del gel. Per il resto del procedimento si continua come nel primo caso. Prossimamente mi<br />
impegnerò a ricercare e scrivere svariati rimedi nella gestione dei Sali nelle murature.<br />
Riferimenti generali<br />
• david Young per: Heritage Council of NSW · Heritage Victoria<br />
• (Salt_attack_and_rising_damp)<br />
• Cause e processo di cristallizzazione del sale (Harun, 2011)<br />
• (Cigni, Codacci-Pisanelli, 1987)<br />
• (Arch. Simona Lombardi)<br />
• (Neretti, Soma, 1982).<br />
• Cause e processo di cristallizzazione del sale (Harun, 2011)<br />
• (Pinna, 1987)<br />
• (Massari G., Massari I., 1992).<br />
• &#8220;Manuale dei Materiali per l&#8217;Ingegneria&#8221; AIMAT, Ed. McGraw Hill Milano 1996<br />
• D.H. Everett &#8220;The Thermodynamics of Frost Damage to Porous Solids&#8221; in Transactions fo the Faraday Society, vol. 57, 1961, pp 1541-<br />
1551<br />
• B. Fitzner, R. Snethlage, Über Zusammenhänge zwischen Salzkristallizationsdrunk und Porenradienverteilungd, GP News Letter, vol.3,<br />
1982, pp 13-24<br />
• Arnold A., Zehnder K., Salt weathering on monuments, in “La conservazione dei monumenti nel bacino mediterraneo: influenza<br />
dell&#8217;ambiente costiero e dello spray marino sulla pietra calcarea e sul marmo”: atti del 1. Simposio internazionale, Bari 7-10 giugno 1989 /<br />
editore scientifico Fulvio Zezza. &#8211; Brescia: Grafo, 520 p.: ill.; 26 cm, 1990<br />
13<br />
• The Conservation of Wall Paintings, Proceedings of a symposium organized by the Courtauld Institute of Art and the Getty Conservation<br />
Institute, London, July 13-16, 1987 Sharon Cather, Editor<br />
• (Luigi Massidda e Ulrico Sanna &#8211; Università di Cagliari)</p>
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		<title>Alcune delle soluzioni per l’umidità di risalita</title>
		<link>https://www.renzo-arthome.com/alcune-delle-soluzioni-per-lumidita-di-risalita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renzo-ArtHome]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2025 15:30:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’umidità di risalita è una tra le cause più frequenti di degrado delle murature. Mettiamo aconfronto alcune tecniche di risanamento utilizzate di frequente.L’umidità di risalita è causata dalla presenza di...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="wp-image-1342 size-full aligncenter" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo1.jpg" alt="" width="803" height="447" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo1.jpg 803w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo1-300x167.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo1-768x428.jpg 768w" sizes="(max-width: 803px) 100vw, 803px" /></p>
<div tabindex="0" data-main-rotation="0"></div>
<div class="textLayer" style="text-align: center;" tabindex="0" data-main-rotation="0"><span id="p3R_mc2" class="markedContent"><br role="presentation" /></span><span id="p3R_mc3" class="markedContent"><span dir="ltr" role="presentation">L’umidità di risalita è una tra le cause più frequenti di degrado delle</span> <span dir="ltr" role="presentation">murature. Mettiamo a</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">confronto alcune tecniche di risanamento utilizzate di frequente.</span></span><span id="p3R_mc4" class="markedContent"><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">L’umidità di risalita è causata dalla presenza di acqua nel terreno. L’umidità presente nel sottosuolo</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">può giungere alla base della muratura e, sfruttando il principio d</span><span dir="ltr" role="presentation">ella capillarità, salire attraverso la</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">parete. Tale processo può essere agevolato dalla presenza di sali. Il fenomeno dell’umidità di risalita</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">interessa solitamente le pareti che si trovano al piano terra o sotto il livello del suolo (esistono</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">soluzioni st</span><span dir="ltr" role="presentation">udiate appositamente per i muri contro terra e per quelli</span> <span dir="ltr" role="presentation">interrati).</span></span><span id="p3R_mc5" class="markedContent"><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">Vi sono delle caratteristiche particolari che permettono di distinguere l’umidità di risalita dalle altre</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">forme di umidità sui muri, quale la condensazione. I tratti distintivi</span> <span dir="ltr" role="presentation">sono:</span></span><span id="p3R_mc6" class="markedContent"><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">•</span> <span dir="ltr" role="presentation">la</span> <span dir="ltr" role="presentation">macchia è uniforme, e procede dal pavimento verso l’alto;</span></span><span id="p3R_mc7" class="markedContent"><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">•</span> <span dir="ltr" role="presentation">il</span> <span dir="ltr" role="presentation">bordo</span> <span dir="ltr" role="presentation">della chiazza è</span> <span dir="ltr" role="presentation">ben definito</span><span dir="ltr" role="presentation">, e di solito non supera l’altezza di un metro;</span></span><span id="p3R_mc8" class="markedContent"><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">•</span> <span dir="ltr" role="presentation">la</span> <span dir="ltr" role="presentation">macchia persiste</span> <span dir="ltr" role="presentation">anche al variare delle condizioni climatiche e del tasso di umidità</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">relativa;</span></span><span id="p3R_mc9" class="markedContent"><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">•</span> <span dir="ltr" role="presentation">la</span> <span dir="ltr" role="presentation">pre</span><span dir="ltr" role="presentation">senza di sali</span> <span dir="ltr" role="presentation">durante i periodi di elevata evaporazione ambientale.</span></span><span id="p3R_mc10" class="markedContent"><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">Le soluzioni per l’umidità di risalita</span></span><span id="p3R_mc11" class="markedContent"><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">Una volta appurata che la causa dell’umidità presente sulla parete è la risalita capillare dell’acqua,</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">possiamo passare al vaglio le tecnologie che i</span><span dir="ltr" role="presentation">l recupero edilizio fornisce e studiare le diverse</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">soluzioni al problema dell’umidità di risalita:</span></span><span id="p3R_mc12" class="markedContent"><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">•</span> <span dir="ltr" role="presentation">interventi</span> <span dir="ltr" role="presentation">meccanici</span><span dir="ltr" role="presentation">: taglio della parete alla base e inserimento di materiali che bloccano la</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">risalita dell’umidità;</span></span><span id="p3R_mc13" class="markedContent"><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">•</span> <span dir="ltr" role="presentation">interventi chimici: creazione di una ba</span><span dir="ltr" role="presentation">rriera chimica all’interno della muratura;</span></span><span id="p3R_mc14" class="markedContent"></span></div>
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<div class="canvasWrapper"></div>
</div>
<p style="text-align: center;"><span id="p29R_mc0" class="markedContent"><span dir="ltr" role="presentation">•</span> <span dir="ltr" role="presentation">interventi</span> <span dir="ltr" role="presentation">elettrosmotici</span><span dir="ltr" role="presentation">: inversione della direzione dell’acqua tramite corrente elettrica;</span></span><span id="p29R_mc1" class="markedContent"><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">•</span> <span dir="ltr" role="presentation">intonaci</span> <span dir="ltr" role="presentation">evaporanti: intonaci macroporosi che, grazie alla loro velocità di evaporazione,</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">assorbono rapidamente l’acqua</span> <span dir="ltr" role="presentation">dalla parete restituendola all’ambiente.</span></span></p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-1341 size-full aligncenter" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo2.jpg" alt="" width="847" height="569" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo2.jpg 847w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo2-300x202.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo2-768x516.jpg 768w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo2-600x403.jpg 600w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo2-400x269.jpg 400w" sizes="(max-width: 847px) 100vw, 847px" /></p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-1340 size-full" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo3.jpg" alt="" width="843" height="349" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo3.jpg 843w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo3-300x124.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo3-768x318.jpg 768w" sizes="(max-width: 843px) 100vw, 843px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-1339 size-full" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo4.jpg" alt="" width="842" height="793" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo4.jpg 842w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo4-300x283.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo4-768x723.jpg 768w" sizes="(max-width: 842px) 100vw, 842px" /></p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-1338 size-full" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo5.jpg" alt="" width="843" height="371" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo5.jpg 843w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo5-300x132.jpg 300w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo5-768x338.jpg 768w" sizes="(max-width: 843px) 100vw, 843px" /></p>
<p style="text-align: center;">dell’abbassamento del livello del liquido nel capillare. Nel primo caso la superficie del liquido<br />
apparirà concava, nell’altro apparirà convessa verso il basso. Il centro della superficie del liquido si<br />
chiama menisco5 ed è a partire da questo valore che si misura l’innalzamento o l’abbassamento del<br />
livello. La direzione del vettore risultante è la stessa della tangente alla superficie del liquido e<br />
l’angolo che forma si chiama angolo di bagnabilità. Si noti che l’innalzamento o l’abbassamento del<br />
livello non dipendono solo dal liquido, ma anche dal materiale della parete. L’acqua, ad esempio,<br />
risale in un capillare di vetro, mentre si abbassa in uno di teflon.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-1337 size-full" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo6.jpg" alt="" width="744" height="856" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo6.jpg 744w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo6-261x300.jpg 261w" sizes="(max-width: 744px) 100vw, 744px" /></p>
<p style="text-align: center;">delle pareti del tubo sarà diretta verso l’alto; la componente verticale di questa forza, applicata a<br />
tutto il bordo del liquido aderente al capillare, è quella che sorregge il liquido ed ha modulo (F<br />
cosα), dove l’angolo è quello individuato, detto angolo di contatto. Se la superficie del liquido è<br />
convessa verso l’alto, invece, la forza della tensione superficiale in corrispondenza delle pareti del<br />
tubo sarà diretta verso il basso. Ora, considerando che il bordo di contatto corrisponde alla<br />
circonferenza del capillare (2πr), si possono calcolare alcuni elementi trascurando la lieve curvatura<br />
sulla superficie:<br />
La forza F verticale F = (2πr)(cosα) Dove: = tensione superficiale; (2πr) = circonferenza; (cosα) =<br />
rapporto dipendente dall’angolo α.<br />
il volume V del liquido nel capillare V = (πr2)h Dove (πr2) = superficie della sezione capillare; h =<br />
altezza della colonna di fluido nel capillare.<br />
Il peso P del liquido nel capillare: P = (πr2)h fg Dove (πr2)h = volume del fluido; f = densità del<br />
liquido; g = accelerazione di gravità.<br />
Eguagliando la forza F, diretta verso l’alto, al peso P della colonna di liquido, si ha: (2πr)(cosα) =<br />
(πr2)hfg da cui si ricava l’altezza h raggiunta dal liquido LEGGE DI YURIN: h = 2 cosα / rfg</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-1336 size-full" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo7.jpg" alt="" width="736" height="600" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo7.jpg 736w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo7-300x245.jpg 300w" sizes="(max-width: 736px) 100vw, 736px" /><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-1335 size-full" src="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo8.jpg" alt="" width="732" height="675" srcset="https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo8.jpg 732w, https://www.renzo-arthome.com/wp-content/uploads/2025/01/renzo8-300x277.jpg 300w" sizes="(max-width: 732px) 100vw, 732px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="textLayer" style="text-align: center;" tabindex="0" data-main-rotation="0"><span id="p47R_mc0" class="markedContent"></span><span id="p47R_mc1" class="markedContent"></span><span id="p47R_mc2" class="markedContent"></span><span id="p47R_mc3" class="markedContent"><span dir="ltr" role="presentation">Per questo motivo, sarebbe auspicabile fare delle indagini preliminari e di monitoraggio, per</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">conoscere l’effettivo contenuto di acqua nella muratura e lo stato fessurativo. Il riferimento</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">normativo per</span> <span dir="ltr" role="presentation">queste indagini strumentali è la UNI1121.</span></span><span id="p47R_mc4" class="markedContent"><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">Ora vediamo come capire se siamo in presenza di umidità di risalita, tralasciando per un attimo le</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">diverse tipologie, prendiamo in esame la risalita primaria (direttamente dalle fondamenta).</span></span><span id="p47R_mc5" class="markedContent"><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">oltre</span> <span dir="ltr" role="presentation">alla</span> <span dir="ltr" role="presentation">macchia uniforme, che procede dal pavimento verso l’alto e che il</span> <span dir="ltr" role="presentation">bordo</span> <span dir="ltr" role="presentation">della chiazza</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">è</span> <span dir="ltr" role="presentation">ben definito, e di solito non supera l’altezza di un metro tranne in alcuni casi particolari tipo</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">interventi con degli osmotici o malte atte ad impedire un’evapora</span><span dir="ltr" role="presentation">zione dell’umidità stessa. Dicevo</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">che oltre ad un primo approccio visivo possiamo aiutarci con l’aiuto di strumenti come la</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">termocamera ed igrometro ecc.</span></span><span id="p47R_mc6" class="markedContent"><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">Altro fattore interessante è che una muratura bagnata influisce non poco sulla trasmittanza creando</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">no</span><span dir="ltr" role="presentation">n poche problematiche. L’ARC Studio Perlini, consapevole della potenzialità di sviluppo e</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">dell’importanza culturale di tale patrimonio, ha sapientemente progettato il recupero di un edificio</span></span><span id="p47R_mc7" class="markedContent"></span><span id="p47R_mc8" class="markedContent"></span></div>
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<div class="canvasWrapper"></div>
</div>
<p style="text-align: center;"><span id="p51R_mc0" class="markedContent"><span dir="ltr" role="presentation">rurale del 1700 rendendolo esempio di riqualificazione a basso co</span><span dir="ltr" role="presentation">nsumo energetico, in grado di</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">offrire un elevato comfort abitativo garantito anche dalla scelta dei materiali a basso</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">impatto</span> <span dir="ltr" role="presentation">ambientale. Lo sviluppo di nuove tecnologie nell’ambito dell’edilizia ha consentito di</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">ripensare e reinterpretare il concetto di r</span><span dir="ltr" role="presentation">estauro, non solo in termini di rispetto per il passato ma</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">anche di rispetto per l’ambiente. Tale impegno nella ricerca ha visto la nascita di studi specializzati</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">in architettura e restauro a basso consumo energetico che si fondano sull’esperienza e sulla</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">conoscenza di professionisti sensibili alle tematiche ambientali. Per questo la ricerca nel settore dei</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">materiali anche per il restauro continua, per fornire soluzioni sempre più adeguate che incontrino le</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">ambizioni progettuali di chi crede nel risparmio e</span><span dir="ltr" role="presentation">nergetico. Deumidificando le murature umide del</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">cascinale con la tecnologia consolidata si è riusciti a ripristinare i valori naturali di coibentazione</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">delle murature asciutte anche al piano terra. Il risparmio energetico conseguente sia per il</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">riscaldamen</span><span dir="ltr" role="presentation">to che per il raffrescamento risulta incredibilmente alto e troppo spesso sottovalutato. Il</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">primo restauro conservativo certificato in CasaClima Classe A Nature in Italia</span><span dir="ltr" role="presentation">.</span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span id="p51R_mc1" class="markedContent"></span><span id="p51R_mc2" class="markedContent"><br role="presentation" /><strong><span dir="ltr" role="presentation">MACROPOROSI O BARRIERA?</span></strong></span><strong><span id="p51R_mc3" class="markedContent"><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">LA DIFFERENZA TRA NASCONDERE E RISANARE</span></span></strong><span id="p51R_mc4" class="markedContent"><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">I fortissimi aumenti dei costi per il riscaldamento hanno evidenziato i limiti per l’utilizzo degli</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">intonaci macroporosi o da “risanamento” nella soluzione delle problematiche</span> <span dir="ltr" role="presentation">dei muri umidi. Una</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">muratura afflitta da</span><span dir="ltr" role="presentation">ll’umidità ascendente, infatti, può diminuire anche dell’ottanta per cento le</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">proprietà coibentanti proprie della stessa struttura, ma asciutta. Gli intonaci “anti umido” di fatto</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">nascondono il problema, in quanto l’interno della muratura rimane costanteme</span><span dir="ltr" role="presentation">nte impregnato di</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">umidità, con enorme riduzione della coibentazione e conseguente aumento della dispersione</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">termica. Fondamentale risulta pertanto bloccare la risalita dell’acqua per capillarità alla base della</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">muratura e questo si può ottenere esclusivame</span><span dir="ltr" role="presentation">nte con il taglio meccanico della stessa con</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">interposizione di uno strato impermeabile oppure con la creazione di una barriera chimica</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">idrofobizzante a base silanica o polisilossanica inserita a lenta diffusione.</span></span><span id="p51R_mc5" class="markedContent"><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">L’utilizzo del metodo del taglio meccanico</span> <span dir="ltr" role="presentation">delle murature è</span> <span dir="ltr" role="presentation">possibile, comunque,</span> <span dir="ltr" role="presentation">su limitatissime</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">zone del territorio, in quanto la nuova mappa sismica nazionale preclude di fatto tale possibilità. Da</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">qui l’impiego sempre maggiore della tecnologia per eliminare definitivamente da qualsiasi tipo di</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">muratura, materiale o spessore il fenomeno dell’umidità ascendente ottenendo l’effettivo</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">risanamento delle murature, conseguente ripristino dei valori ottimali di coibentazione e forte</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">riduzione sui costi per il riscaldamento.</span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span id="p51R_mc6" class="markedContent"><br role="presentation" /><strong><span dir="ltr" role="presentation">I DANNI PROVOCATI</span> <span dir="ltr" role="presentation">DALLA RISA</span><span dir="ltr" role="presentation">LITA</span> <span dir="ltr" role="presentation">CAPILLARE.</span></strong> <span dir="ltr" role="presentation">Il degrado delle murature, degli</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">intonaci e delle eventuali pitture o decorazioni è proprio causato dall’acqua di risalita capillare.</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">Interessa l’edilizia civile in genere e gran parte del nostro patrimonio immobiliare. In tempi</span> <span dir="ltr" role="presentation">remoti</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">tale fenomeno era ampiamente conosciuto, ma considerato dai costruttori quasi ineludibile dalla</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">struttura stessa. Oltre ai danni estetici, l’umidità ascendente aumenta la dispersione del calore</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">dall’interno dell’edificio verso l’esterno e favorisce</span> <span dir="ltr" role="presentation">inoltre l’aumento dell’umidità relativa interna,</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">provocando problemi igienici ed ambientali.</span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span id="p51R_mc7" class="markedContent"><br role="presentation" /><strong><span dir="ltr" role="presentation">PERCHÉ GLI INTONACI E LE PIETRE SI</span> <span dir="ltr" role="presentation">SGRETOLANO.</span> </strong><span dir="ltr" role="presentation">Tutti i materiali da costruzione</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">sono porosi; questo fa sì che infiltrazioni d’acqua in genere, o quelle di risalita</span> <span dir="ltr" role="presentation">capillare, possano far</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">trasmigrare in superficie i sali contenuti nella muratura stessa oppure quelli che si trovano disciolti</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">nel terreno. Questi sali, non potendo come l’acqua evaporare dai muri, una volta raggiunta la</span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span dir="ltr" role="presentation">superficie esterna cristallizzano,</span> <span dir="ltr" role="presentation">rimanendo per sempre condizionati dalle continue variazioni dei</span></p>
<p style="text-align: center;"><span id="p53R_mc0" class="markedContent"><span dir="ltr" role="presentation">tassi di umidità relativa ambientale, anche dopo aver eliminato le cause della risalita capillare.</span></span><span id="p53R_mc1" class="markedContent"><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">I sali cristallizzati sulle superfici, essendo fortemente igroscopici, riescono ad assorbire</span> <span dir="ltr" role="presentation">l’acqua</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">contenuta nell’aria provocando un notevole aumento del loro volume (come la formazione del</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">ghiaccio ad esempio) passando dallo stato anidro a quello saturo in presenza di aria secca o umida.</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">La conseguenza di ciò è una forte azione meccanica demol</span><span dir="ltr" role="presentation">itiva in grado negli anni di sgretolare,</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">oltre agli intonaci di rivestimento, anche materiali da costruzione estremamente compatti come il</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">mattone, le pietre calcaree e addirittura i graniti (es.: nelle chiese le pietre di rivestimento, i gradini</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">degli alt</span><span dir="ltr" role="presentation">ari, etc.). Si può facilmente comprendere l’importanza di impedire che questi sali</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">raggiungano le superfici esterne, ma rimangano inerti all’interno dei materiali da costruzione e</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">quindi non più a contatto con l’aria esterna.</span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span id="p53R_mc2" class="markedContent"></span><span id="p53R_mc3" class="markedContent"><br role="presentation" /><strong><span dir="ltr" role="presentation">PER RISOLVERE LE PROBLEMATIC</span><span dir="ltr" role="presentation">HE LEGATE AI SALI È DECISAMENTE</span></strong><br role="presentation" /><strong><span dir="ltr" role="presentation">PREFERIBILE IL SISTEMA “FISICO” A QUELLO</span> <span dir="ltr" role="presentation">CHIMICO.</span> </strong><span dir="ltr" role="presentation">Le principali categorie dei</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">sali presenti nei materiali da costruzione possono essere sommariamente raggruppate in: cloruri,</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">solfati, nitrati e nitriti con caratteristiche de</span><span dir="ltr" role="presentation">generative sui muri più o meno evidenti in funzione</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">della loro concentrazione e della natura del materiale stesso. I vantaggi di utilizzare il sistema fisico,</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">quale l’applicazione delle boiacche antisaline specifiche prima della stesura dei nuovi intonaci,</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">risultano essere quelli relativi alla certezza del risultato indipendentemente dal tipo di sale presente</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">nella muratura. Tutti i sistemi antisale a precipitazione chimica, invece, necessitano della</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">conoscenza precisa della categoria del sale presente al f</span><span dir="ltr" role="presentation">ine di utilizzare il neutralizzante</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">corrispondente. Ovviamente, in presenza di intonaci affrescati, le tecniche di desalinizzazione più</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">appropriate risultano essere quelle realizzabili con impacchi assorbenti, il cui costo, congruo in</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">questi casi, non è ce</span><span dir="ltr" role="presentation">rtamente proponibile per gli interventi di edilizia civile.</span></span><span id="p53R_mc4" class="markedContent"><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">L’esperienza acquisita nell’arco di quasi 20 anni nel settore della deumidificazione in questo caso</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">risanare una muratura affetta da umidità ascendente. Una problematica di umidità ascendente non</span> <span dir="ltr" role="presentation">la</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">si risolve solo bloccandola, che sia una barriera chimica o altri sistemi spesso vengono trascurati i</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">sali, sali che disgregano le malte e non solo se non vengono adeguatamente trattati. Non la si risolve</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">neanche se si opera solo con delle malte che sia</span><span dir="ltr" role="presentation">no macroporose o di altra natura, il trattamento deve</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">essere congiunto tenendo conto sia dell&#8217;umidità di risalita sia dei sali che possono continuare a</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">degradare la muratura semplicemente assorbendo umidità dall&#8217;aria, anche dopo aver bloccato la</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">risalita.</span> <span dir="ltr" role="presentation">L&#8217;esperienza acquisita nei cantieri di tutta Italia o quasi mi ha portato di volta in volta a</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">sviluppare un sistema affidabile e risolutivo ma soprattutto inalterabile nel tempo, il sistema</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">consiste nel bloccare la risalita con una barriera chimica, demoli</span><span dir="ltr" role="presentation">zione delle malte, antisale fisico e</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">una buona malta a base di calce.</span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span id="p53R_mc5" class="markedContent"><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">Renzo Spedicato</span> <span dir="ltr" role="presentation">(Renzo</span><span dir="ltr" role="presentation">&#8211;</span><span dir="ltr" role="presentation">ArtHome)</span></span></p>
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